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DI 



VINCEl^ZO MOBTILLARO 



atAs^aBsoa j^n TassAmasrA 



SOCIO DI VARIE ACeAOBlIIB. 



VOLUME y. 



PALERMO 

STAMPERIA DI PIETRO PENSANTE 

1853. 




^ 
^ 



^ 



7^ . /, 




/f. 



NUOVO DIZIONARIO 



SICILIANO-ITALIANO 



PREAMBOLO 



A QUESTA SECONDA EDIZIONE 



Mantcnitori delle nostre promesse abbiamo non solo recato a compimento 
ii Nuovo Dizionario SicUiano-Italiano ^ ma fornitolo ancora di appendici, av* 
vedutîci di alcune omessioni, inevitabili per altro in lavori di simil natura. 
Cb' esso non sia riuscito spiacevole, ancbe ai meno vogliosi di applaudire , po- 
trebbe servir di prova non dubbia l'essersi spacciate le duemila copie della 
edizione primiera. Eccoci ora pronti ad una seconda ricca ancora piu di non 
poche indispensabili aggiunte raccolte in cinque anni, da che i due volumi 
furon compiuti , e le quali entreranno adesso nel loro posto alfabetico nel- 
Funico volume, che sta per venir fuori, ridotto alia minore imperfezione possi- 
bile, per quanto sta in noi, nella formale cosi , come nella materiale sua ri* 
produzione. 

Ristampando tanto Io avvertimento premesso al volume primo, quanto la 
introduzione al secondo, in cui si tratta alia distesa di quanto occorse all'uo- 
po, e la ragione volle, che non si tacesse allora, riesce quindi assai breve ii 
discorso presente. 

Avvertiti solo vogliamo i noştri leggitori di cosa, se non necessaria del 
tulto, utile almeno a chi fosse vago di conoscere a quante montarono le ag- 
giunte al volume secondo, le parole cio6, le spiegazioni, le definizioni, o i 
proverbii, e modi di dire omessi, o mal registrati dai Pasqualino, poichâ di 
quelle del primo si dîede conto nel secondo. Sappiasi , che dalia N alia Z 
furon diecimila seicento novantatre le aggiunte, duemila settecento sessanta le 



» 6 c 

modiGcazioni 9 nel testo^ e nelle appendici miile novantanove le modificazioni, 
e le aggiunte prese insieme. Unite queste alle comprese nel volume primo 
danno ii totale di yentinovemila seicento noyanta, numero, crediamo, basteyole 
per non chiamarsi Fopera nostra mia mera ristampa di Pasqualino. 

Sdebitatici del sopradetto, non ci rimane, se non far sapere, che si appor- 
ranno solamente gli asterischi alle nuovissime aggiunte, che or vanno nel corpo 
alia loro sede, tralasciandosi quelli della prima edizione, de' quali sopra si 
h detto. 

Sia questa intrapresa un nuovo testimonio della buona voglia, che ci sti- 
mola, di concorrere alia retta intelligenza del vernacolo linguaggio del nostro 
paese tra quanti sono in Italia non ultimo. 



AVVERTIMENTO 



PREMESSO AL l"" VOLUME DELLA PRIMA EDIZIONE 



una ristampa, non una riproduzione comnnqne modificata o accresciuta, non 
iplice correzione de' lessici siciliani esistenti, ma una nuova, direm cosi, fd- 



Non 
una sem]^ 

sione, o creazione di un Dizionario Sigili amo-Itali ano, quanto men difeitosa per noi 
si possa , h quella , cbe dopo a^rersitadi non poche , finalmente comincia a Teder 
ora la luce. II gradimento di tutti non h da sperare; moltissimi anzi ne rideranno. 
Ma i saggi, e gli uomini di lettere, cui h dato Talutare Ia incalcolabile, ingrata, e 
lunga fatica, che tai lavori costano, non ci negheranno nh approTazione, nk incorag- 
giamcnto. 

Noi confessiamo Tolentieri esserci gioTati del Dizionario siciliano del Pasqualino^ 
cbe h ii piu recente ed ii meno povero. Ma quanto ci sia riuscito pesante Io sce- 
Terare le moltissime TOci e frasi o troppo antiquate, o cbe non furono mai in uso, 
almeno nella capitale, le ripetizioni delle cose dette una volta, ii rettificare pria Ie 
spiegazioni inesatte e i sinonimi daţi per italiani, cbe nou son tali, ii rimettere al 
proprio luogo alfabetico le parole mal registrate, ii dare la giusta lezione ad alcuni 

Sroyerbii errati. Io spogliarlo poi tutto de' latinismi, grecismi, arabismi ce. ec, e 
elle insulse e strabiliate etimologie, ove non sieno anche sognate, e delle citazioni 
di autori, cbe non erano in grado di conoscere e giudicare della faTclIa nostra ver- 
nacola, puo di leggieri persuadersene cbiunque ayrk la firedda pazienza di confrontare 
le pagine di Pasqualino con le nostre, e ci6 iu riguardo a quello cbe in Pasqualino 
si trova, e cbe noi non abbiamo rigettato, 

Aggiungasi a questo Io aver noi registrato di peso un numero siguificante di pa- 
role nostre Yiye, in uso, e di buon conio, cbe Pasqualino o non seppe, o non 
Tollc; ma ccrtamente doTcya ammettere nel suo lessico, ed ayyerbii, e Tcrbi, e nomi 
di ogni maniera, cbe montano nella sola Icttera A a piii di settecento; e cbe per di- 
stioguersi agcTolmeute abbiamo segnate a posta con uno asterisco; e con duc abbiamo 
que' luogbi segnati, cbe non mancano del tutto in quello, ma sono sconciamente sba- 
gliati, storpiati, o moncbi, o per Io manco fuori del proprio luogo; e allora si farli 
ragioue a noi, cbe il Dizionario cbe vien fuori non k ristampa, non correzione, non 
copia di alcuno dei conosciuti finora. 

A onore del siculo idioma, per quanto k stato in noi, ci siamo adoperati effica- 
comente a frugare ne' lessici italiani la lett orale corrispondenza di quellc yoci, sen- 
timenti, o proTcrbii del linguaggio nostro, cbe con quello perfettamente' conyengono. 



» 8 « 

e ci 6 vcnoto faito încontrarnc non pochi, con nostra sorpresa, identici del tntto e 
nella frase, c nel senso: ci godc Fanimo pertanto nello inserirli scrupolosamente, onde 
sgannare gli schizzinosi noştri scrittori, o parlatori, singolarmente forensi, che van 
lambiccandosi ii ceryello a troyarc espressioui, che per sembrar loro buone, basta 
esscr diverse dalia comune favella, poco curando, se riescano di minor forza, e piii 
prolisse. 

Si k ancora credato bene accentare ogni Tocabolo siciliano nella sua sede alfabe- 
tica, e quindi solo da ora sară dato ai non Siciliani di ben pronunziare le TOci, che 
ne' noştri pocti loro riescono soTcnte d'ignota pronnnzia, inflessione, e giacitura. 

Vi sono intanto dcUe esprcssioni e modi di dirc, e non son pochi, a cai per la 
loro originalita nessuna frase lettcrale della Penisola corrispondc, ed k forza quindi 
interpretarsi con un giro di parole, che snerva alquanto la robustezza naţia, ma non 
potendo fare altrimenti, h uopo conTenirri. 

Circa alia corrczione tipografica si h usata ogni diligenza, onde gl' investigatori sot-« 
tili, ma giusti, non trovino molto a rimanere scoutenti. 

La nitidezza della impressione e la buona qualita della carta h affare di colpo d'oc- 
chio, e uno anche analfabeta potrebbe rettamente giudicame. 

Un' appcndice iufine dellc voci siciliano per isvista omesse nel corso dell' opera, 
con le variazioni ne' nomi d' uomo o di donna, e delle terre e luoghi degni di essere 
rammentatiy o altra volta esistenti nella nostra Isola, seguirk ii Dizionario, e ne for- 
mera ii compimento. 

Se questo poi riuscir debba di utilitk generale, e non solamente municipale, con- 
ienendo de' lumi intorno a cose esclusive di Sicilia, e che in Italia tutta mancano , 
non vogliamo noi dirlo, ma ii giudizio ne attendiamo precisamente da coloro, i quali 
nello scriver familiare inciampicano ad ogni ţih sospinto, non avendo pronto on ma- 
nuale delle corrispondenze esatte tra la lingua nostra domestica, e quella del bel paese, 
ove ii si suona, tuttoch^ di quello facessimo parte. 

Da ultimo ci par bene avvertire i noştri leggitori, che de' termini proprii di scienze, 
arti, mesticri, o altro che sia, ne troveranno un suflSciente numero , assai maggiore 
di quanti nella lingua nostra sono in luce, ma non si avvisino di trovarli tutti, mentre 
altrettanti potrcbbcro essere i Dizionarii quantc le scienze, le arti, i mestieri sono; 
ma la parte geografica della nostra Isola, in indice separato e colla corrispondenza 
latina ove si trova, e coi nomi proprii di uomini, de' vezzeggiativi, e diminutivi dei 
quali oltremodo ridondiamo, c' ingegneremo di daria compiuta. Le parole tutte, che 
putono di oscenită, villania, o sconcczza qoalunque, sono state omesse di proposito, 
poichfe non istk bene bruttare di quelle le nostre pagine ad istruire dirette, non a 
corrompere chi di morale e di civilta si tîene onorato. E chi assolutamcnte vuole 
apprendcrle, lungi da questo libro trovcrk bene ii dove, e da chi a posta sua. 

Facciano ora i noştri ccnsori non piu, nh meglio; ma solo altrettanto, ed avranno 
appagato ii massimo dei noştri dcsiderii, quello cio^ di portare a piii esatta intel- 
ligenza la patria lingua, supplendo cortesemente a ci6, che per noi si sark mancato. 

Basti per ora questo awertimento, che abbiamo giudicato indispensabile. Una pre^ 
fazione verrk pubblicata dopo ii primo de' noştri due volumi. 



PREFAZIONE 



AL 2^ VOLUME DELLA PRIMA EDIZIONE 



Fu sentenza oramai dai sapienţi tutti 
riceruta, che ogni particolare aialetto ab* 
bia diritio di somministrarc TOci alia lin- 
goa colta e comune. Piii cbe dagli altri iu 
Italia puo tanto pretendersi dai dialetto 
siciliano} anzi forse da niun altro* osiam 
noi credere cbe possa V idioma del bel paese 
partito dagli Appennini e circondato dai 
mare e dalie Alpi sperare ajuto maggiore, 
cbe dai nostro. 

E comune opinionc, scriveva ii sommo 
Seina (1), che cbe ne TOgliauo alcuni in 
Gontrario affermare , cbe ii siciliano non 
sia corruzione del toscano; ma cbe questo 
sia da quello derivato: percbfe fur primi 
i Siciliani, al dir del Petrarca (2); e si- 
ciliano cbiamossi , nh i noştri posteri Io 
potranno mutare (3), ii volgar linguaggio 
cbe fu , per la prima Tolta , udito ncUa 
Sicilia , e dai magnanimo Federigo tolto 
da' triTii e in la sua corte mondato da 
ogni plebea bruttura. Certamente per Io 
meno non troTcrassi un solo cbe voglia re- 
care in dubbio essere ii dialetto di Sicilia 
molta parte di quclla splendida lingua, in 
cbe furou dettate dalia punta del Lilibeo 
alle falde delle Alpi le madri idee del ri- 
sorgimento letterario e della ciyiltSi euro- 
pea. Esso resistendo alia barbarie delle tante 

(1) Protpetlo della Storia Utteraria di Sicilia 
fiel seeolo xritt, voi. 1, pag. 247. 

(2) Trionfo d^ Amor 9^ cap. 4. 



e tante patite sTariate dominazioni stra- 
niere, e da seicento e piii anni conservando 
ancora la primitiva sua fisionomia h per 
ayyentura uno dei pocbi italiani dialetti cbe 
piii degli altri si avvicina all'indole di quelle 
auree scritture per cui levossi tant' alto la 
Italia , in mezzo a' popoli cbe risorsero 
dalie tenebre della barbarie; e ti ricorda 
ancora la comune origine sortita da la no- 
stra e da quella lingua proTcnzale in cbe 
si cantarono gli amori e le battaglie della 
cavalleria, e di cui pur tuttavia rimangono 
alcune tracce nel volgare discorso delle 
genţi meridionali di Francia. 

Cbe se per qualcbe tratto or si disgiunge 
ii dialetto nostro dalia comune lingua 
di Italia non h da attribairsi al disna- 
turare del primo; bensl all' incessante muo- 
Tersi e al progredire dell' altra. Pruoya 
ne fan tra le tante, le italiane poesie dei 
primi secoli; del nostro CiuUo, ciofe, di 
Pier delle Vigne, di Meo e di molt' altri 
poeţi yissuti intorno al tempo dello svevo 
Federigo, 

che primo scosse 
La barbarica nebbia e mise in grido 
II sermoo cbe sull' Arno indi pososae (4); 

nelle quali poesie irniumerevoli voci s'in- 
contrauo , ad ogni ţik sospinto , cbe del 

(3) Dantb , Della volgare eloquinxa • lib* 1 » 
cap. 12. 
[k] BoBGBi, Cantiea pti BiUini. 

a . 



» 10 « 



tulto simill sono a quclle del siciliano lin- 
guaggio di oggidi. 

Qucsto nosiro dialetto, che pn5 del pari 
alle illustri lingac yantarsi dei suoi clas- 
sici poctî, come, per tăcere di altri assai 
di un Vcneziano clie sla al Petrarca si pres- 
80, di lin Tempio, di un Rau, di un Meii, 
deir unico Meii 

11 miglior l^bbro del parlar materno; 

qucsto dialetto, taiito ricco e conciso, e 
pieghevole c grazioso nei suoi modi, me- 
rit6 bene a diritto le cure di tanti dotti 
che si diedero a r^ccoglierlo sin da gran 
tempo , perclie non andasse un giorno o 
r altro perduto , ed insieme ad esso una 
delle scarse glorie che ancor ci rimangono. 
Per6 mirando a questo solo oggetto let- 
terario, poco rifiettendo i primi raccogli- 
tori delie voci siciliane, che ii vocabola- 
rio come bcn disse ii Monti ( I ) 5 Io epi- 
logo e '1 compendio del sapcre nazionale, 
86 da una parte meritaronsi ii suffragio 
dei poeţi e dei lettcrati dcir Isola , non 
soddisfeccro dair altra al piii universale 
bisogno degli scienziati e degli artişti di 
ogni sorta, cui necessita la corrispondenza 
delle Yoci italiane ai tanti strumenti dei loro 
esercizii e delle speculazioni loro , onde 
comunicarseli a yicenda e metterli anco in 
commercio tra le altre genţi iu Italia, 

Ed in Ycro al tempo di queste prime 
compilazioni di yocabolarii siciliani, atte- 
nendosi poco o nulla alia utilita economica 
che era a ritrarseue, non si pensava che 
a cont cutare le brame di quei soli che nelle 
pubbliche accademie, e ne' priyati ridotti 
godeansi poetaudo, spensierati di tutf al- 
tre cure, la yita. 

II primo yocabolario siciliano che da noi 
si conosca e quello che pubblicd nel 1519 
e 1 520 Luigi Cristofaro Scobar betico , 
canonico di Siracusa e di Gergeuti, ii quale 
non fece che aggiugnere le yoci siciliane 
a quelle del Lexicon hispanicum et lalinum 
di Elio Antonio de Librisa (2): e fu quello 

. (1) V. UoiiTi, Propoila ec, tom. 1, pag. Liy. 

(3) Voeabutarium nebriisen»e, ex laiinn sermont 

in ticiliensem et hispaniintem dtnuo Iraduclum. 



certo un lavoro nuovo per noi , e molto 
opportuno alle condizioni del regno, al- 
lora sotto la dominazione spagnuola, pel 
reciproco interesse che le due nazioni aveano 
d' iniendcrsi , monco per5 e senza delini- 
zioni, e ora zeppo di yoci antiquate e tali 
da riuscirci ignote del tutto. 

Altro si fu Io intendimento ed altro ii 
giudizio del benemerito p. Placido Spa- 
dafora palermitano, yissuto dai 1 028 al 1 69 1 
nella compilazione da lui tentata di un di- 
zionario siciliano-italiano. Sapea costui pur 
troppo di essere italiano, e come tale com- 
prese la necessita di riferire i siculi yoca- 
boli agii italici; e sarebbe quindi riuscito 
ii suo layoro pregeyolissimo pei tempi , 
se non fosse rimasto incompleto. La no- 
stra biblioteca comunale possiede un ma- 
nuscritto di esso in tre yolumi (3) piut- 
tosto abbondante di voci, tutte senza de- 
finizioni: difetto a qucU'epoca dei dizionarii 
in generale, o per dir meglio dei tempi in 
cui poco progresso ayeyano gli studii fi- 
losofici; e molte segnate senza Te corrispon- 
denti italiane. Si mostr6 Io Spadafora molto 
intelligente del yalore delle yoci italiane; 
nh si appagu di una sola spiegazione, in 
molte di esse aggiungendo soyente due o 
tre sinonimi. Non definisce, egli fe vero, 
ii significato delle parole, ma non ti stanca 
a furia di etimologie: sarebbe stato in som- 
ma ii yocabolario dello Spadafora , se con- 
dotto a compimento, quale poteya allora 
bramarsi. E fu certamente quello ii traya- 
glio da cui yennero attignendo ii materiale 
dei loro yocabolarii gli altri che gli suc- 
cessero, i quali ayrebbero fatto anche me- 
glio a seguirlo nella semplicitk della com- 
pilazione, e nel tenersi lontani dalV abuso 
delle etimologie. 

Piii abbondante di tutti fra' yocabolarii 
siciliani di tale epoca fu quello compiuto 
nel 1 706 e dopo undici anni di fatica dai 
p. Onofrio Malatesta monaco di san Fran- 
cesco di Paola , che conservaşi nella bi- 
blioteca di quei fraţi in Palermo, tuttayia 

Adjuncţii intup$r L. Chbistophabi Scobabis tirî 
eruditissimi reeonditissimit additionibus, 
(3) 1, 3 e i. 



1> 11 « 



mannscritto (i)^ c che non sarebbe stato 
disatile ii pubblicarc un trent' auni addie- 
tro, quando era tanto in yoga tra noi ii 
poetare nel dialetto; perch^ d' infiniţi modi 
non «aTvertiti da altri picno a ribocco. Ma 
scevro h come gli altri di buona critica, 
e di qnelle esatte definizioni dcUe cose , 
che formano ii pregio dei moderni dizio- 
narii, e di cui b dovuta tutta la lodc al 
Jonson , e all' Accademia Francese: csem- 
pii assai tardi seguiti dagli Italiani, e solo 
poichi un Vincenzo Monti ar di combat- 
tere 1' autorita imponente della Crusca. 

Dopo i iesib citaţi dizionarii, (non ie- 
nendo conto pcrch^ monchi e di ben licye 
momento di quelli manoscritti di Vincenzo 
Auria da Ceialii, che yisse dai 1625 al 
1710, e di quell'altro di un anonimo ci- 
tato spesso dai Pasqualino, e di qucUo di 
Antoniuo Drago da Naso cominciato a pub- 
blicare nel 1721 (2), e del quale non esi- 
stono cbe poche pagine),Yeniya in luce Tal- 
tro del gesuita p. Michele Del Bono da 
Palermo, del quale la prima edizione fu ese- 
guita dai 1751 al 1754 in tre Tolumi (3), 
e Ia seconda nel 1783 in quattro yolumi 
in-4^ piii corretta alquanto della prima. 

Rinunzio con molto senno ii Del Bono 
a quelle etimologiche ricerche, che gene- 
ralmente parlando sono un aflare piii pre- 
sto d* indoyinelli che di certezzc; tutto ri- 
dusso ii tessuto del suo layoro alle yoci 
siciliane seguite dalie corrispondenti ita- 
liana e latine, nh trascuro le frasi piii in 
usc, e anche qualche yolta defini ii signi- 
ficato delle yoci. Ebbe in somma la in- 
tenzione almeno, se non altro, di battere la 

It) La erusea di la Trinaeria, cioi Vueahula" 
riu Sieilianu , nellu quali non iulamenti li pa^ 
roii. ma ancora li fraţi e modi di Iu parlari di 
dUsiu regnu it traiportanu alia favtdda taliana 
allu dioma /altnift, aeere$ciutu in maggiuri quan^ 
iiti di miiafori, arguzii, mutti e pruverhii, adur- 
fuUtf di fraţi oratorii e pueliehi, e eu li iinonimi 
ipiteti e tutlu quantu ehiddu apparUni aU* arii 
liberali e mieeaniehi, eu la notizia di li eitalif 
ierri. eatUddi ^ munft, xhiumi di Vitola, nomi 
di li iiiuli e famigghi ehi ri appiru la nvittitura 
• ehi a la jumaia li puutdunu. 

Opira utiliitima t niduaria ad ogni litliralu 
$ ipeeialmtnti a li pridieaiurif tigriîariip traipur' 



yla pih ragioneyole, rinunziando alle so- 
lite yanita degli erudiţi. Purtuttayia quc- 
sto sup dizionarioy nel quale fra tantc al- 
tre furon banditc le yoci di scienze , di 
arti, c di mesticri, resta assai lontano da 
quella perfezione che la critica filosofica 
dei tcmpi noştri imperiosamcnte domanda 
ai compilatori di opere siffatte. 

Conobbero Francesco Pasqualino da Pa- 
lermo e Ginscppe Vinci da Messina Vin- 
sufficienza dei dizionarii siciliani stampaţi, 
ed inediţi sino allora , e laboriosi come 
crano si accinsero diyisi ad un trayaglio 

})iu completo, gioyandosi di quanto ayeano 
iatto i lor predecossori , e mettcndo an- 
cora a contribuzione le conosccnze filologi- 
che di mol ti erudiţi contemporanei. E pri- 
mo ii Vinci mandaya alic stampe nel 1759 
in Messina ii suo Etymologicum siculuntj 
unico yolume piccolo in quarto, meno a 
pubblica utilita, che a pompa di erudizione. 
Le non molte sicule yoci da esso lui rac- 
colte hanno Ia sola corrispondenza latina, 
e rade yolte la italiana, allorch^ non tro- 
ya egli ad inuestaryi una latina etimolo- 
gia. A che possa gioyare un libro di tal 
natura non fa mestieri che si dica, se noa 
yoglia tenersi quale proya della infelice con- 
dizione degli studii a quel tempo, in cui 
tutto saper si doyea dagli Italiani di Si- 
cilia , menoch^ la lingua propria, la ita* 
liana ! 

Coji ben altro corredo di dottrina Fran- 
cesco Pasqualino, eposcia ii suo figlio Mi- 
chele compierono l'opera loro, e pubblica- 
ronla in Palermo nel corso di dieci aimi 
dai 1785 al 1795 (4). Furono tali i pregi 



laturi, e prufisturi di lingui ehi eu proprietăţi li 
fmrranfitt tratlatari, topiri pri iddi t imignari ad 
autri, eompotta da Iu R. P, Nofbiu Malatesta 
di Palermu . prufiisurj di sacra ttolugia , t pri» 
dieaturi di V ordini di li minimi di «. Franeiseu 
di Paula. 

(2) // dialetto di Sieilia patsato al taglio della 
Crusea. Palermo pretso Gaspare Bajona 1721 
îo-12. 

(3) Dizionario tieiliano italiano e latino, Pa- 
lermo per Giuaeppe Gramigoani. 

(k) Voeaholario iieiliano, etimologieo^ italiano 
€ /alino— dalia Reale Slampeila, 5 fol. Iq-4*. 



1» ÎS « 



di qocslo Tocabolario che appena nscito 
in luce fece dimeniicare tutti gli altri, e 
restd sino ad oggi 11 dcpositario piii ac- 
crcditato ddle voci del nostro dialetto. 
Ma un pregiudizio rcgnava a' suoi tcnipi, 
ora appena svanito, quello cioc di credere 
che un dialetto potesse meritare ii nome 
di lingua, e pero anche ii Pasqualino volle 
dare al suo vocabolario qucUa importanza, 
che sola h doyuta ai grandi dizionarii della 
lingua comune ed iilustre di un popolo. 
Ricercd egli con grave studio le etimolo- 

Îie delle yoci, dove mancogli ii sussidio 
el Vinci che egli si diedc a seguire per 
questa parte; ed al contrario non si dih 
molta cura di aggiungere o di correggere 
le definizioni delle voci dove mancd ii Uel 
Bono, o dove andd qucsti errato. Potca 
giovarsi dei travagli dcllo Spadafora in 
cid che riguarda la corrispondcnza delle 
TOci proprie italiane e noi foce: e cadde 
iik grossolani ed incredibili errori, suppo- 
nendo yoci e frasi italiane, che non esisto- 
no , e siciliane che ncppur si ravvisano. 
Pure h da convenire che ii vocabolario suo, 
abbeneh^ tutta non comprenda la dovizia 
della siciliana favella, fu nondimeno arric- 
chito di assaissime voci iu uso per tutta 
1' isola, non avvertite dagli altri, soprat- 
tutto in fatto di scienzc naturali, c pre- 
cipuamente di botanica. Duc belle prefa- 
zioni italiana Tuna al primo volume scritta 
da Giuseppe Antonio de Espiposa Alarcon 
Idalgo, e Taltra latina al secondo volume 
dottata da Francesco Pasqualino molto pre- 
io air opera aggiungono, perchfe ricche 
elle piu interessanti notizie letterarie di 
quel tempo. 

Tale qualc k da noi stimato ii vocabo- 
lario siciliano del Pasqualino pure sarebbe 
ancora da commendarsi; e se T unica edi- 
zione, che ne fu fatta non fosse gi& da piii 
tempo esaurita, ci saremmo noi astenuti 
dallo spinoso lavoro intrapreso. E vera- 
mente la prima idea che erasi affacciata 
alle menti di tutti era quella di ristam- 
pare niente altro che ii Pasqualino; ma 
quel valentuomo di Domenico Scink, pro- 
motore instancabile di ogni cosa che fosse 



s 



di utile e di gloria vera alia Sicîlia, co- 
noscendo pienamente, che ci va delPonore 
della nazione a possedere un buon dizio- 
nario, nel persuadere a taluni dotti, che Io 
awicinavano, la neccssitii di quella ristam- 
pa, avverti con molto senno non bastare 
oramai piu alle circostanze dei tempi la 
nuda riprodnzione del Pasqualino , ma do- 
versi questo spogliare delle erudite super- 
fluită, correggere di moltissime voci im- 
periosamente richieste dai progresso delle 
scienze e di ogni industria meccanica e 
commcrciale del paesc: non doversi in som- 
ma ii vocabolario siciliano compilare piu 
a solo comodo di pochi lettcrati o poe- 
ţi, ma ad utile generale di tutte le classi 
dei cittadini , n^ di una provincia sola , 
ma deir Isola tutta. 

Con questc norme si posero taluni al 
lavoro, e se all'ardore delle prime mosse 
avesse corrisposto la pazienza e Vunanimi- 
tii, si sarebbe ottcnuta materia tale e tanta 
di un nuovo vocabolario siciliano, che nuUa 
di meglio avrebbe potuto sperarsi, attesa la 
somma valentia dcgliuomini,che vi si crano 
addctti. Ma distratti taluni da diverse oc- 
cupazioni, ed altri scorati dair abbandono 
dei primi, andd a vuoto Timprcsa quasi 
in sul nasccre, non senza rammarico di clii 
r aveva promossa e di quanti compreso 
ne aveano la importanza. 

II tipografo Pietro Colajanni da Tra- 
pani intanto spinto circa ii 1830 dai chiaro 
poeta Giuseppe Marco Calvino, otteneva 
tali incoraggiamenti dai Governo, che pro- 
metteva una ristampa del siciliano voca- 
bolario del Pasqualino con riforme, ed ag- 
giunte. Perd esigendo tale impresa piu fa- 
tica e piii mczzi, che egli sulle prime non 
aveva immaginato, se ne dismise in favore 
di una societh di persone di lettere da me 
rappresentata. 

Non altri che io, e ii diligente mio amico 
Giuseppe Ragusa-Carambolo, d' animo pa- 
catissimo e tale quale al bisogno era uopo 
con invincibile costanza assuntone ii peso , 
ci mettemmo all' opera, con quella pertina- 
cia di volontk, che suppliscc in grâu parte 
alia deficienza delle torze; ne alcun altro 



i> 13 « 



dî coloro che 1 potevano ci assisiettero o 
Tollero coadjuTarci in si vasta opera tutta 

Siria, e di universale vantaggio (1): anzi 
gente che mcno ii dovea ci yedcmmo 
sa le prime contrariaţi con tanta rabbia 
da disanimare i piii intrepidi, da far in- 
dietreggiare i piii vigorosi. 

Da qnanto sino a qui hrcvemcnte si e 
detto intorno alia storia dei siciliani vo- 
cabolarii avra ciascuno ben di leggieri com- 
prese ii modo, con che intendemmo corn- 
Silarlo: e 1 primo volume gia dato in luce 
irii se 1 fatto corrispose al disegno. Pure, 
siccome i vocabolarii non sono libri che 
per diletto, o per istruzione si percorrono 
alia distesa , ma si consultano solamente 
air uopo , cosi crediamo non doverci di- 
spensare in qucsta breve prefazione gik pro- 
messa sul principio deU'opera, dai dare ai 
leggitori noştri una idea vera di quel, che 
si e fatto per noi, e del metodo secondo 
ii quale ci siamo condotti. 

E pria di tutto piu che convinti che 
OR vocabolario nazionale h la raccolta di 
lut te le parole, e di tuHi i modi di dire 
ben osati ed intesi da tutia la nazione , 
memori delle sapientissime parole delFAli- 
ghieri, che scrivendo del volgare italiano 
t*avverte esser quello, che in ciascuna cittk 
appare, e che in niuna riposa, clie par che 
sia di tutte le citta di Italia , e non pare 
che sia di niuna (2), stabilimmo su le pri- 
me, che ii nostro vocabolario doveva essere 
nn dizionario totalmente siciliano, e non 
ou dizionario proprio solo di una delle no- 
stre contrade; come n^ anche un diziona- 
rio che tutte comprendesse le voci e gli 
îdiotismi nsati variamcnte nelle varie citta 
di Sicilia: ch6 nel primo caso avremmo 
fatto un dizionario a un municipio o di 
vn distretto, e nelPaltro un discorde ceu- 
lone; e quindi racchiuder doveva ii piu 
bel fiore della lingua nostra, ossia le voci 
siciliane intese da Lilibeo a Pachino. 

E senza levare gran fatto la voce, ci 

{!] Ad OQore della veritâ attestiamo, che îl dot- 
tor r ilippo Parlatore ci tom\ la piii parte delle 
Toci botaniche pertinenţi alle lettere A e B; 
e come pure ii doitor Andrea Bivona ci rac- 



rccammo addosso tutta di peso la lingua, 
e faccmmo base deir opera nostra ii les- 
sico del Pasqualino, come quello, che ap- 
prcsta piii abbondanza di termini, in pro- 

})orzione dogii altri. Passammo poi a con- 
rontarlocon quello del Del Bono, e co'due 
manuscriiti dello Spadafora e del Mala- 
testa: da tale confronto si ottenne un di- 
scrcto aumento di voci che '1 Pasquallno 
non raccolse. Percorremmo poi i piîi re- 
cenţi e abbondanti vocabolarii della lin- 
gua italiana, alle cui voci sostiluendo le 
siciliane antiche ancor vive, e le nuove ri- 
cevute dair usanza, si vcnne a conoscere 
come erano da aggiugnersi al Pasqualino 
non pochi altri vocaboli, i quali nel primo 
volume montano al ben significante nu- 
mero di tredicimila dugento diciotto, che 
abbiamo segnato con asterisco. I progressi 
delle scienze e delle arti meccaniche e li- 
berali, e r incessante movimento, proprio 
di tutte le lingue vive, e piîi ancora dei 
dialetti, ci apprestarono ii materiale di al- 
tre e non poclie aggiunzioni non solo, ma 
di moltissime correzioni che nel solo vo- 
lume or pubblicato sommano a miile no- 
vecento diciassettc, che indicaţi sono da 
duc asterischi. 

Fatto questo primo e lungo (ravaglio, 
del quale non e a dire quanta sia stata 
la noja e 1 fastidio, avemmo bella e pronta 
Ia orditura sulla quale escrcitando quella 
critica di che mancarono i .primi lessico- 
grali, si venne compiendo la tela del no- 
stro vocabolario. Spogliato poi questo della 
inutile vanita etimologica, delle voci viete, 
e dei molti grecismi , latiuismi , arabismî 
gia smessi dalV uso , scemu di mole piii 
che non crebbe per le aggiunte arrecatevi. 
Passammo in seguito alle definizioni delle 
voci radicali: e se per questa parte ,^ Ia 

3uale esige piii cervcUo che spalle , al 
ire di un giornale lombardo (3), crede- 
ranno impartirci i dotti alcuna lode Io fa- 
ranno tanto piii volentieri , cousidcrando 

colse Ic parole pertinenţi a macologia dello let- 
tero ABC. 

(2) Vulg, Eloq. lib. ii, cap. k. 

(3] Biblioteca italiana, tom. 55, pag. 360. 



1» u « 



Io scarso o ncssuno ajuto eh' era a spe- 
rarsi per qucsto lato dai lessici del p. Uel 
Bono, e del Pasqualino. II lavoro di ben 
definire ii signifieato dei vocaboU ei ye- 
niya apprestando gradaUimeiite la propria 
e precisa eorrispondenza delle italiehe yo- 
ei, in ehc per amore del yero b a dire 
qualclie gioyamento forniyaci ii lessico dello 
Spadafora: ma fu ben poco, ehe innuuie- 
reyoli sono le parole da quel padre gesuita 
non registrate; e destituti in tal caso di 
ogu' aliro sussidio doyemmo tutto ii no- 
sfaro studio yersare su i lessici italiani, da 
questi attingere copia di altre yoci gia ac- 
colte nella pratica del familiare discorso, 
non che da quel tanto, che sapeyamo noi 
stessi della italica lingua, e delle opere 
di quei somnii che han fatto da due se- 
coli a noi cotanto progredire nella Peni- 
sola le scienze e le arti, o quindi ii pa- 
trimonio della lingua, che k la yeste e 1 
colorito sensibile delle cose, e delle idee. 
Nel durare tanto improba fatica non po- 
che yolte coglienuno occasione di commi- 
serare pi ii parlatori o scrittonizzi , che 
a darsi nome di purişti tra noi pongono 
somma cura a sfuggiro tutte le yoci in- 
distintamente, che sentono di siciliam$mo\ 
non sapendo come gran parte di esse sono 
alic yolte fiore scelto dei pi ii puri ed 
eleganţi modi toscani; e si lambiccano ii 
cenrello per esprimere le idee loro con 

J)rolisse circonlocuzioni o col far riyiyere 
a yecchia spazzatura dei dizionarii , sa- 
crificando ii pensiero alia ignorauza della 
lingua. Nfe questo abbiamo osseryato sol- 
lanto per le yoci; ma per le frasi anco- 
ra, e pci proyerbii, dei quali molti che 
corrono per le bocche del yolgo sicilia- 
no, infiorano i dettati di tutti quasi gli 
antichi scriitori, e di taluni ccleberrimi 
moderni , tra' quali ricorderemo ii Man- 
zoiii e ii Grossi: e si che questi non yidero 
mai , nh anche da lungi una cittk o un 
borgo della Sicilia. 

Ohre a' proyerbii gik registrati dagli al- 
in, buon numero se ne 6 anche da noi spi- 
golato dai familiare discorso, tutti pieni 
di yiyezze e di brio, pungenti di sottili 



arguzie , e grayidi spesso di filosofici pen- 
sieri. E nel darue ii signifieato non ci sia- 
mo appagati sempre di quelle piane spie-* 
gazioni, che possono basiare alia nuda in- 
telligenza di essi; ma doye ci h yenuto 
fatto, yi abbiamo sostituito gV identifici o 
i corrispondenti italiani proyerbii, o quelle 
frasi alnieno, che yalgano a darne piii day- 
yicino \ idea. 

Tutto r indicato studio , che h certa- 
mente parte non poca del miglioraipento, 
che abbiam proccurato di dare al siciliano 
yocabolariOy non fu per tanto Io scopo unico 
cui niirammo nel compilarlo. Era ben grande 
ii bisogno,chesi ayeya delle italiehe corri- 
spondenze a yocaboli pid in uso presso gli 
artieri di qualunque maestranza, e che in- 
dicano i loro strumenti, e ii modo di ado- 
perarli , che esprimono in somma ii com- 
plesso delle diyerse arti, e dei mestieri di- 
yersi. Restaya ancora a provyedere che cia- 
scuno, nella necessiUi di parlare e di scri- 
yere intorno alle cose tutte di domestice 
uso, ayesse troyaio nel nuoyo yocabolario 
le proprie espressioni italiane che yi corri- 
spondono, onde yedere una yolta, se pur 
fia possibile, purgate le scritture ammini- 
stratiye e le giudiziarie, i contratti nota- 
riali , e le orazioni del pergamo di quelle 
sconcezze che deturpano le carte nostre e 
imbastardiscono ii linguaggio. 

Ma in questo appunto consisteya la mag- 
giore difficolta; ayycgnachfe, se tutti i dia- 
letti in molte parti differiscono tra loro 
e dalia lingua illustre comune, in questa 

5 arte poi degli usi domestici ed artistici 
ifTeriscono essenzialmente presso tutti i 
popoli, per miile naturali ragioni a chiun- 
que ben conte , e in Italia per un' altra 
ragione ancora potent issima, e sua parti- 
colare, quella cioe della moltiplicith delle 
denominazioui , deriyate in essa da sempre 
diyerse nazioni straniere. A questo dun- 
e furon diretti gli sforzi noştri piii gran- 
^i, xkh sempre con buon successo; poichâ 
talyolta ci accadeya, dopo lunghe diligenţi 
rieerche, doyerci attenere nella spiegazione 
di talune yoci alia semplice e nuda defî- 
nizione di esse con qualcbe termine ita- 



t. 



)> 15 « 



liano ii quale non ne dava precisamente 
al gîusto ii valore (1). 

Koii c' inirattcrremo dcll' ordine, della 
forma, della stampa, della correzione del 
nostro Yocabolario. Essendone gia pubbli- 
caio îl primo yolume, potrk ciascuno pren- 
dere una idea di lali cose senz' altra fa- 
tica fuori quella di gittaryi sopra anche 
alia sfuggita uno sguardo. 

Solo adunque ci resta a ripetere quanto 
dicemmo nello avrcrtimento premesso al pri- 
mo Tolame,doTe si parlo di appendice, che 
formar dovea ii compimento dell' opera. 

Darcmo in quesf appendice quel sap- 
plimento che si potrk maggiore delle voci 
omesse, le correzioni, che in un trayaglio 
di simil sorta non sono mai troppe o inat- 
ţese, yenute in mente a noi, o suggeri- 
teci da qnei cortesi, che se ne son data e 
che yorranno darsene la pena , le yaria- 
lioni dei nomi proprii d'uomo e di donna 
coi proyerbii annessiyi; e i nomi tutti at- 
taali delle citth e delle principali terre e 
dei piu conosciati fiumi, o delle piu ri- 
cordate montagne che troyansi ncli' isola 
Dostra: e questi a maggior comodo dcgli 
studioşi con la latina corrispondenza. 

Ecco in breye ii seryizio da noi reso 
alia patria nostra carissima, seryigio che 
non lara fede dcIF ingegno nostro, che ben 
conosciamo scarsissimo, ma che attestera ii 
nostro buon yolere, e le grayi fatiche da 
noi per molti anni sostenute ondc condurlo 
a fine. Parrk forse tutto questo ben poco 
a talani, che intronano gli orecchi della 

Îente dabbene, e che predicando sul modo 
i compilare ii dizionario siciliano, lungi 

(1) Ci piace di rifcrîre ad esempio di questa 
iosuperabile diflUcolti una espressione, oho noi ab- 
biamo in Sicilia, e che credevamo poter di leg- 
gieri rinvenirc presso glltaliani, perch^ di cosa a 
Doi comune ugualmente, che ai piu discosti Lom- 
bardi. PruUi cu Iu ciuri — Olivi acciurati e si- 
mili. Le yoci Ciuri, Acciuratu, che yalgono Fto- 
r», Fioraio, hanno un ben altro diversissimo signifi- 
eato quando si aggiungono a frutta. Allora espri- 
mouo quel yelo, quel polverio che veste le frutta 
ouando non sono lavate dalie piogge o strofinate 
dalie mani di chi le stacca, diremo una quasi ver- 
pnitâ di epiderme. Pure si crederebbel niiino an- 
cora ba saputo additarcene la propria equivalente 



dai confortarci con un sorriso di lode, ci 
bandiscono la croce sferzandoci per ogni 
piccola tecca; e fino per qualunque erro- 
ruzzo di stampa. E noi anzichfe dolercene 
ci congratulcremo col paesc, se alia cen- 
sura faranno seguire fatti tali, che rendano 
ancor piii completo, e piii pcrfetto ii yo- 
cabolario siciliano: — yero e scntito nostro 
desidcrio ! 

Koi crediamo, che se non parra inutile 
o strano ii nostro layoro, ognuno di quel- 
li, che avra misurato con V occhio la pro- 
fondita dello sterminato pelago che siam 
iti solcando, pcrdonera yolentieri quelle 
mende in che siamo forse incorsi nel lungo 
canmiino, che abbiamo nella maggior parte 
percorso. 

Chi yorra troyare la pcrfczione in que- 
sto nostro yocabolario cercherk una pre- 
rogativa non conceduta mai alle forze del- 
r umano intelletto: Io stcsso yocabolario 
italiano le tante e tante yolte impresso , 
corretto e ricorretto ha d'uopo scmpre di 
miglioramenti, e di emende; quindi ognun 
yede quanto piii ne abbisogni ii yocabola- 
rio di un dialetto cui manca in gran parte 
Tappoggio di opere scrittc, che determi- 
nar possano ii yalore de' yocaboli , e gli 
usi lor yarii. Noi ci terremo per contenţi 
se questo nostro sark riuscito men poyero 
e men difettoso degli altri pubblicati sino 
ad ora; e si potrk da molti spcrare che 
alia desiderata perfezione ii conducano coa 
ii yolger degli anni le solerti cure della 
laboriosa Accademia di scienze e lettere 
di Palermo, che nel 1837 Io decise (2), 
per come fu solennementc aiumnziato (3). 

espressione italiana. Interrogati molti toscani non 
seppero che rispondcrci, ncmmcno Io stesso Giu- 
seppe Borghi, quel valoroso scrittore e poeta, di 
cui yanta al prcscnto pochi pari T Italia, e della 
cui benevolenza ci crediamo onoraţi. Epperd di- 
speraţi di mcglio ci dovcmmo contentare della pa- 
rola Calugine o Panna da noi ripescata, la quale 
comcch6 assai generica pure ne pare vi si avvicini 
piu di quahinque altra. 

(2) V. Effemeridi^icientijiche e UUerane per la 
Sicilia^ tom. 17, pag. 13i. 

(3) V. Opere, volume precedente, Lettera VI 
al cav. Lionardo Vigo, Su i pregi e % dihtti del 
nuovo dizionario eiciliano italiano, pag. 47. 



NUOVO DIZIONARIO 



SICILIANO-ITALUNO 



A, prima lettera deir alfabeto , e prima delle vocali. In 
questo significato ^ di genere femminile. — 2. Segno di 
attribuzione» o di tendenza* corrisponde al terzo caso 
Jei latini; pure si usa dinanzi a quel caso di pcrso- 
na, che appresso i Toscani i quarto p. e. Iu amu a Diu, 
Io amo Vio. Non per6 dicesi: Iu amu a la virUi per 
essen i 1* articolo. — 3. Preposiziooe, e si accoppia coi 
Terbi di moto e di stato: p. e. Sinni turnau a casa, Stu- 
dia a Roma. — 4. Seguendo vocale, per miglior suono vi 
si aggiuDge la consonante D; p.e. Ad autru. — 5. Spesso 
significa in, Nel, ce. congiunta a verbo di stato in 
luogo p. e. Chiusi a Iu pettn miu la tna Ggura , cioi 
.»{ fnîo petto, Pri cuntrariu trova a cbista viu, cio6 
/« guesta vUa, — 6. In luogo di Per: p. e. Ti vegnu 
a vidiri, cio^ Vengo per vederti, — 7. Si usa in tutti 
gli altri roodi in che si adopera dagli Italiani: p.e. A 
tradînientu, A vogghia d'autru, A tradimento, A $enno 
alirui, e spiega in questo senso ii modo ec. 

A BaBBALA*, dicesi avverbialmente di cosa fatta, o che 
vadă inconsideratamente, alia peggio, A babboceio, Alia 
cartona. Alia babbală. 

A BABBALUXI, posto avverb. vale picgato a maniera di 
chiorciola, A chiocciola, Ad e(îc6~2. Agg. di scala 
diiresi quella che rigirando in se stessa, s'appoggia da 
una parte al muro, e dalV altra o sopra se stessa, o so- 
pra una colonna: p. e. Scala a babbaluci , vale Scala 
a chiocciola. Scala a lumaca, 

A BACCHETTA, avv.Cumannari a bacchetta, vale coman- 
dare con suprema autoiită. Comandare a baechetta. 

A BA'DA, posto avverb. A lunghexxaf A perdifnento di 
tempo, A bada, — 2. col verbo Tiniri, Trattenere e Ri- 
tardare alcuno dai suo pensiero e dalia sua Impresa , 
Uniri a bada , Tenere a bada. — 3. Gol verbo Stări, 
Trittenersi, Baloccarsi: p,e. Stări a bada, Stare a bada, 
Badart. 

A BAXE'DDA, A BANIDDU'ZZA, 5occ^tiifo Bgor. 

\ BANM BANNI a>T. vide Bove al, tfove no, usasi coi 
verbi Cbioviri, Essiri, e Truvarisi. 

A BARATTU, av¥. A vile preszo. 

A BARCA DI SARDI, avv. significa AOa rinfusa. 

A BASCIU. modo avv. Di sotto, A baao. — 2. Fig. per 
Dtretano: p. e. Li parti d* a basciu. — 3. Per /luji o di 
ttntre, Diuenteria: p. e. Si noi va, o si nni jiu d* a 



ABA 

basciu, vale Mor\ di fluito di venire.— 4. in tipogr. 
M ettiri a basciu la furma, disporre le pagine per col- 
locarsi in torchio. Ordinare U pagine, 

ABASTANTI, avv. A bastanza. 

ABASTANZA, o ABBASTANZA, A bastanxa. 

ABASU'NI, bacio dato di cuore, e sodo appiccante. Ba- 
ciozzo. 

A BATTAGGHID'NI, avv. In gran copia, Ajota, A ufo, 
dicesi anchc In gran folia. 

A BATTICUXU, avv. Pigghiari a batticulu, 5c^erntro, 
Beffare, Uccellare, e anche Disprezzare. 

ABAUrrrRISI, v. n. pass. Sbigottirsi. 

ABAUTTirTU, agg. da AaAUTTmisi, Sbigottito, 

ABBABBASUxNA'TU, agg. materiale, semplice, sciocco, 
Babbaccio, dicesi ancne del solo esteriorp. 

ABBABBI'RI, v. n. divenir babbeo. — 2. Per empirsi di 
stupore, Traeecolare, Strdbiliani, 

ABBACA'RI, V. n. cd att. Cessare, Calmare: ţ. e. Abba- 
cari Iu vugghiu, Ceesare di boUire: Abbacari Iu dulori, 
Mi ţigani ii dolore. — 2. Per Abbonacciam. 

ABBAGCALARA'TU, agg. dicesi delle vesti cadenti, iVe- 
gletxo. — 2. Per abbittuto, infiacchito, spossato» Ac' 
quacchiato. 

ABBACUrVRI, v. att. calcolare, computare, contare, 
Numerare colVabbaco, colle operazioni aritmetiche. — 
2. Per Minutamente o$$ervare, — 3. AbbachIari li câr- 
ti, si dice del guardarle, sfogliandole, o tirandole sn 
a poco a poco, Succhiellare ie carte. — 4. Per burla- 
re inscnsibilmcnte» Dar la quadra, Dar la burla, — 
5. N.pass. per mcnare in lungo, Indugiare. — 6. Per 
investigar Vaniino altrui. Dar intorno alle buche. 

ABBAGHi'NU , s. ni. libricciuolo sul quale s* impara Tarte 
di numerare. 

ABBAGHrSTA, n. car. Abbachista. 

VBBAClT, s. m. arte di sapere far conţi, Abbaeo, Aritme- 
tica. — 2. Per numcro o figura d' aritmetica, p. e. Ab- 
bacu rumanu, Numero romano: Abbacu arabu, Numero 
arabico, — 3. Tavola d*architettura quadrata, la qualc 
a guisa di coperchio risale sopra Tuovolo, e sporta in 
fuori» Abaco, 

ABBA*CU» t. m. Quiete: p. e. Nun aviri abbacu mai, Eaer 
di continuo occupato, o tormentato. 

ABBADALUCCA'TU, vedi ABBABBASUNA'TU. 

3 



ABB 



» 18 < 



ABB 



ABBADA'RI, v.n. [tor cura, At tendere, B adore t Ahbadare. 1 

ABBADDA'AI, v. ii. T. di 9rch. dicesi delle travi dei 
leiti, Torcere, Piegare, — 2. Figur. n.pass. Vhbriacarti, 

ABBAI)DA*TU, agg. da Abbaddaki, Piegato, — 2. Ub- 
briaeo. 

ABBADDUTTULIARISI, v.n.pass. A ggomi tolăni, Ram- 
mucchiarsi, Abbalufolarti. 

•ABBADDUTTULIA'TA, s. f. L' abbaddiiiluliarisi, Riisa. 

•ABBAFFA'BISI , vcdi ACCUFFL'LA'IUSI — 2. Per jRij- 
sarsi. 

ABBAGGHIA'RI, v.att. si dioe d'iiD corpo luminoso quan- 
do ferisce urgii oichi, Abbaijliare. — ^. Per mei. si dice 
dell' iiitelletlo, rhc rion piio ben discernere. - 3. Fig. 
pigliare una cosa per un'allra, Errare, Hqutvocare. 

ABBACHiHlATU, agg. da Abdagguiari, Abbagliato. 

ABBA'GGHll', sost.in. Sbaglio, 

ABBAGNA'RI, v.atl. iniignere nelle cose liquide male- 
rie, ehe possano incorporarte, Inzuppare, — 2. Abba- 
gnarieci în pani, vale Gustare una cosa con piacere: 
per deliziarsi di (jiialrhc cosa, e piu propriameiilc Hi- 
dere oile spaUe nltrui. 

ABBAGNA'TII. aj;?. da Abbagnari, Iiitinto, 

ABBAGlITTrRlSl, v. n. pass. Shigottirsi. 

ABBAJA'Rl, V. n. ass. ii inandar fiiori che ffi ii cane 
iii sua voce con forza, Abbajare, Bajare, Latrare, — 
2. Melaf. chiedere con iinportunitâ, ed in\ano. - 3. Gri- 
dare, e schianiazzare seonsideralaiiirnie, Abbajare. — 
4. Lassari abbajari ad unn, Son far couto delle sue 
parole^ e trascurarle. — 5. Dicesi anclie d' nomo, che 
nianda grida per la veeinenza dt'l dolore, Guaire, Vr- 
larCf Gagnolare. — (i. Prov. Caiii chi abbaja assai m»z- 
zTca poru, vale far niolte pânde, e pochi faUi, Can che 
abbaja poco morde. - 7. Abbajari a la luna, vale Ci- 
calare invano o far cosa vana, Abbajare alia luna. — 
8. Abbaja cu li câni, e roccula cu li lupi, vale, mostra di 
jiciîtirla ora coU' uiio, ora coli' altro di duc opposti par 
lili, yella Chiesa co' santi, e in taverna coi ghiotti, 

ABBAJA'TA, sosi. f. \\ voce del cane, Akkajain^nto, La- 
trato. — 2. Per met. Schiamazzo, — 3. per ^crislpnc, 
V. BAJA. 

ABBAJATIJ'RI , v. m. di Abbajari, chi abbaja, Abba- 
j (li ore. 

AJîBALATA'UI, v. att. copriie ii suolo con lastroni di 
selcc, Laslricare, Selciare. 

ABBALATA'TU. f. m. II coperlo di lastroni di selce, la- 
stricato, Lastriro, Lastricamento, Lastricatura, 

ABBALATA'TU, agg. d9 Abbalatari, Lastricato, 

ABBALINTA'TU, agg. Smargiasso, Hodomontesco, 

ABBALIRI, V. n. ass. Vaiere. 

ABBALPRISF, v. n. pass. Valersi, Servirsi, 

.\BBALLA'RI, v. n. ass. Muovere i piedi andando. e sal- 
tando a tempo di suono , Ballare, — 2, Per similitu- 
dine dicesi di tulle le cose, che non reslano ferme: p. e. 
Abhall.iri la terra sutta li pedi, vale Tremar la terra. 
— 3. Fig. gongolare, dîu)cuarsi lutlo per rallegrezza 
Colleppolare, Tripudiare. — %, Abbatlari e fari ab- 
ballari senza sonu, Avere, o dare nrande ambnscia. — 
«5. Abballari supra un tri tart, vuie essere attillato e 
sud Io dpi la persona , e vale purancora Muoversi ad 
ira: talvolta vait Tripudiare. - 6. Abballari di friddu, 
si dice allorquando si ha tremito nclla persona cagio- 
nato dai freddo, Avere brividi, Tremar di freddo, — 
7. Att. p.e. Abballari un minuettu. - 8. Prov. Quannu 
nun r' e la gatta ii surei abballanu, vale la brigata non 
fa ii suo dovere, ma si dă bel tempo, qiiando manca 
colui che la ticne a segno, Dove non son gatte i topi 
vi ballano, o Qtiando la gatta non h in paese i topi 
bnllano, —9. Abballari mentri furtuna &ona, vale Pro- 
fittare della prospera fortuna. 
Abbai.I.VTA, sost. fcm. ii ballare, Raliata. 
'ABlîAix VVlRTI(:cilIlI,s.m. maschirata nazîonale di Ire 
pîT^one, ove due noniini lingono un ducllo nel dispu- 
lusj una donna ivi prcscnte. 
Al5n\J.T.irK'DW- s. in. piccolo Iwllo. Bulhtlo, 



ABBA'LLU, o BALLU, s. m. Ballo. — 2. Per Io luogo 
dovc si balla, onde Iri a P abballu, Andare al ballo. 

— 3. Per impcgno, p.e. Entrari. o essiri ncra l'abballu, 
dicesi dl chi entra, o si trova in qualche impegao o 
negozio, Entrare, o essere in ballo: Mentri semu ntra 
l'abballu abballamu, Menire ci Iroviamo imbarcati bi- 
sogna tirar avanii, Mentre siumo in ballo bisogtia 
ballare. — •%. Per azzardo, Cimento, Rischio; oiide Las- 
sari ad unu ntra rabballu, vale Lasciarlo nel rischio, 
Lasciarlo sulle secche , o nelle peste. Cosi ancora si 
dice, Essiri ntra V abballu di li virgini, Essere sul vet- 
gello, - 5. Essiri fora di l'abballu, vale essere in si- 
curo , ^Mor d' ogni rischio. 

ABBALrRA'Rl, v. alt. Avvalorare. 

'ABBAMMARrA'ttl v.n. Gridare alia disperata per essere 
as4'ollato ben presio, Stridere, 

ABBAMPALAVl"RI,agg. per simil./rirraprfri(ienre, Fac- 
cendiere, Affannone. 

ABBAMPARl, v. n. ass. Propriamentc pigliar la vampa, 
Divamuare , Avvanipare, ed alcune volte Ardere. — 
2. Si dice ancora del calore del sole. — 3. Fig. si dice 
Abbauipari di amuri, di sdegnu, o di altra passionc 
deir animo. — 4. Di sili ec. 

ABBAMPA'TL', ajţg. d'ABBAMPARi, Avvatnpato. 

ABBANDUNA'RI, vedi ABBANISL'NVRL 

ABBANMA'Rl, v. alt. pubblicare per bando, Randire. 

— 2. Per bandire le merci, Randire. — 3. Per veiidere 
aU'asla, o solto l'asia, Vendere alV incanto, Vendere 
a tromba, — \. Abbanniari ad unu, vale manifestare 
ad alta voce i difelli di allri, o cio, che si vuol tenere 
celato. — 5. Abbanniari ad unu, per isposarsi o ricc- 
vere gli ordini sacri, Denun ziare nella parrocchia. 

ABBANMA'TA. sost. f. pubblicazione delle cose da ven- 
dere, /( bandire. — 2. Denunzia, Proclama. 

ABBANM'A'TU, agg. da Abbanniari, chiamalo ad alta 
voce. — 2. Per Denun ziato. -3. Per merce manifestata, 

Subblicata: p. e. Roba abbanniala ^ menza vinnula. — 
. Testa abbanniata, vale per Randito, Term. legale, 
sentenziato a moi te per bando. 5. Vrazzu abbanniatu, 
Sgherro. — 6. Per Famoso, Celebra to. 

ApBA'NMlT, sost. mase. Denunzia, Proclama: p. e. Po- 
lisi di alîbannii. Leftere di denunzie. 

ABBANNrr,lA*Rl , v, alt. pubblicare imprudentementc 
cio, che dovrebbc rljnaner celato, Palesare, Scoprire gli 
altari. 

ABBANM:\AMENTr, vedl ABBANiNUNU. 

ABBANNTNARI, v. att. vale lasciare con animo di non 
ripigliare, o di non ritornare pid alia cosa che si U- 
?cia, Abbandonare,~% hisâare chicchcssia. o sepa- 
ra rsi d» lui per disv>elU), o ner altra passione, Abban- 
donare. — 3. Abbannunarl Iu munnu, vale farsi reli- 
gioso. — 4. Vcnir me»o, Svenire, e anche Morirt: p. e. 
Abbannunarîcci ntra li inanu. — 5. N. pass, lasciarsi 
prendcre a qualche afTetlo, Dani in preda, Abbandoj- 
iiorii, — fi, Per rţmeltersi nelle mani ad arbitrio altrui, 
Abbandonarsi, — 7, Venir meno per lassczza, E dicesi 
pure delle beslle da soma. 

ABBANNUNA TU, agg. da Abbannunari, Abbandonato, 

— 2, agg. di Locu, vale Luogo incolto, onpurc Luogo 
non piă frequentato - 3, Abbannunatu di li medici, 
vale Infermo disperato, — 4, Causa abbannunata, Di" 
fesa di lite traseu rata. 

ABBANNU'NU, s. m. Abbandono, vale anche Deliquio. 

— 2. In abbannunu, avv. yon curato, Jn abbandnno, 

— 3. Col verbi Meltiri, Lassari e simili vale Abban- 

donare, 
APBANTrCU, avv. composto dalia preposixlone latina ab 

e antiro: li no da antico tempo, Ab antico. 
ABBAPPA'TU, vedi ABBALINTA'TU. 
ABBARBICARI, v. n. far rădice, Abbarbicare, 
AHBARBICA'TU, agg. da Abbahbicari. Abbarbieato» 
ABBAaRUl'RlSI, V. n. pass. .4trerrir»t, Sbigottirst. 
ABBARRU'JUTU, agg. da ABBARRtmisi, Sbigottito, At^ 

territo, IScoraggiato. 



ABB 



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ABB 



ABBARUNA*RI, t. att. dictfi del grano, ono, o Minili 
qiundo si ammonticchiano, Ammontartf Rammoniare, 

ABBARl'NA'TU» «gg. da ÂBBARUifAai, Âmmoniato. 

ABBASC1A*BI» T. att. ^ropriamente significa acemar Tal- 
i<*zza di alcuna cosa, farla divenir hasaa» accoatarU o 
porU piu abbasso yerso teira, Abba$t4in, — 2. Ghinare, 
acro^urr a terra: p. e. Abbasciari 1' occht 'n terra» Chi- 
iMre gU ocehL — 3. Fig. Vmiliart, Avvilirty Deprir 
mere, — 4. Per Dimitkuire, — 5. Abbaaciari ia yuci» Ab- 
kauan la voee. ^ & Abbasciari o calări li vili t per 
meu ¥ale Ikeporn o Abba»»ar9 l* arroganzat Abbas^ 
iar la cresla^ Akbas$ar ii cimiero. — 7. Abbasciarisi 
o Abbas&arisi, 6g. Mtnderti vile 9 VmiUarsi, Ahbas' 
toni. 

ABBASCIA*1T. agg. da Abbasciaiii, Abboâsato. — 2. Per 
ImUiatOy Ahhasiato, — 3. Per met. Seemato , Dimi- 
naitoi p. e. Li prezzi di Iu frumeniii, o di Iu roan- 
riah sunnu abbasciali, H prezzo del frumento o deUa 
frateia m i abbauato, 

ABBA'SaU, vcdi A BASGIU. 

ABBASSAME'NTU, s. m. Abbassamento, 

ABBASSVRI, vedi ABBASCiA'RI. 

ABBA'STA, avv. Basîa che, 

ABB.VSTACHI', avv. Pureh^. 

ABB.VSTA'NTI . agg. cbe basta, Sufltciente, Baitante^ 

— 2. In modo avv. A btutante, 
ABBASTANTIMENTl, aw. BastanUmente, 
ABB\STA'NZA, avv. AbbastaHxa, A bastanza. 
ABBASTA'RI, v. n. e alt. eseere assai, a suAicienza, a ba- 

suoza, Jiatforf. - 2. Prov. Lu picca m' abbasta, l'assai 
mi Mivercliia, Col poco ti gode, e eoW a$iai $i tribola. 

— X Potrr sostenere: p. e. Iu abbasiu a fari sta cosa. 
" 4. Averforsa, JnsîMtert. — 5. Dicesi Mi abbasta Tar- 
nni. Mi abbasta lu cori, e vale Avere, Dare ii cuore, 
Bastar fam'flio, Batlar ii euore, — 6. Omu chi ci abba- 
sta rarinti. Como di sperimentata bravura, ardire o 
ottitudime. — 7. Ti abbasta iu cori di lassarimi? Ti 
dti Vanimio di latciarmif 

ABBASTASA'TU* agg. di portamento e costuini da (ac- 
rhîno. 

ABBASTIU.NA'RI, V. att. c n. fortiflcar cod bastioni, Ba- 
Miionart. 

ABBASTIL'NATU agg. da Abbasthnabi, Battionato. ~ 
i. tiş. vale Bobuâto. 

ABBA'STU, s. in. quantilă di generi sufficiente ad un 
ddto tetnpo o bisogno. 

ABBATA'ZZUt pegg. di Abbati, Abatone, 

ABBA'Tl, s. 01. superiorc, e capo d'una badia» ed anche 
sruipiice titolu di dignită fra i monaci, Abate. — 2. Uno 
rlie resia abito rhericale seinplicemente. Abate. - 3. Pa- 
riri uo ablMti di gala, dicesi lig. di chi veste attilla- 
tamrfite in nero. 

ABBATrcCHlU, vedi Abbatinc. 

ABBATrMI. s. m. dim. di Abbati, Abatino. 

.VBBATO'TTU, vezzcgg. di Abbati, Abatino. 

ABBVTTIRI , V. att. gettar giîi , mandare a terra , far 
radere, attcrrare, e dicesi delie cose. e delle persone, 
Ahhuitere^ — 2. Per muovere, dinienare: p. e. AblMt- 
tiri lu pezzu, Muovere o dimenare un gran mateo di 
pietn. o ceppo, o tr.ive grande, e simili. — 3. Per met. 
farr S4'rmar la forza di chicchessia, distruggerlo» Abbati 
Iert, ludtbolire, Deprimere, — 4. Prov. La frevi ab- 
iMitî lu lîuni, vale La febbre abbatte ii ptik forte; di- 
reşi aocbe Gguratamente e vale. Le avvereiiâ conti- 
nue deprimono Vanimo dei piă coraggioti. — 5. Per 
metaf. anche Trarre ad un partito, Pereuadere, Con- 
rineere, — 6. N. pass. Abbattirisi d'animu, Sgotnen- 
tarsi, Sroraggiarei, Dieamimani, Altbatterei. -^ 7. Ab- 
battirisilla, Andarunevia, Fuggirvia naaeoetamente, 

— 8. Abbatttri la vila, T. mar. Abbaetar la vela, — 
9. N. Venir meno, S%:enire. 

ABBATnSTATU. agg. di Musuuiiij, vedi MUSULrNU. 
'ABBA'TTITU, 8. m. CfBsaiione di travagiio, o sia riposo. 
▲BBATIUTU, Bgg. dâ Abbatxhu, AkbmtuiQ.^ %. Met. 



Per^uo^o.— 3. Per vinto, soggiogato, avvilitOy p.e. Aai- 
mu abbattutu, Abbattuto, Costemato. 

ABBATU'NI, 8. m. pegg. di Abbati, Abatone. 

ABBATU'ZZIJ, s. m. dim. di Abbati, Abatino. 

ABRAZI'A. s. f. Convento di monaci, di cui ii superiure 
ha ii titolo di Abate, ed anche una specie di l>eDefi' 
cio ecclesia»tico, Abadia. 

ABBAZIA'LIt agg. attenentead Abate» o ad Abaiia, Aba^ 
ziale. 

ABBECGE*, o ABBEZZE', o ABBIZZr, s.m. Alfaheto, Ah- 
biccl. - 2. Libricciuolo con cui s'insegna a leggere ai 
Tanciulli, Abbicc\. — 3, Nun sapiri mancu l'abbecci, vale 
non sapere n^ anche i principii d* una scieoza, Non 
sapere ra66f cei. — 4. Passari quautu Tacchi otra Tab- 
bcîsz^, Contare quanto un* acea. 

ABBEGENNA'RIU, vedi ABBECCE*. 

ABBELLIME'NTIJ, 8. m. Abbellimento. 

ABBELLrRI, V. att. Abbellire, Ornare. — 2. fig. Raffu' 
solare, Raffaz zonare, e dicesi di rapporto di fatti. 

ABBELLL'TU, agg. da Abbelliri, Abhellito. 

'ABBEWIRI, V. att. Raggiungcrc un altro nei corrergli 
dielro, Raggiugnere, — 2. Per Abbiniri v. 

ABBENXrziU, s. ra. Profitto, Guadagno, Emolumento 
accidentale. 

ABBENTI ZIU, agg. Accidentale. 

ABBENTU, o AVVE'NTU, s. m. ii tempo dcdîcato dalia 
chiesa per preparazione a celebrare la venuta di Gesii 
Cristo, Avvento. — 2. Fari 1' abbcntu , vale Predicat 
Vavvento,o Digiunar nelV avvento. ^3. Per Quiete, 
Posa, Riooso: p. e. Nun aviri abbentu , Non aver 
posa, per Io piii dei fanciulli: egli i un frugolo, e vale 
ancora Etsere occupatissimo. 

ABBE'RSU, o A BERSU» modo avverbi%lc Convenienţe- 
mente. Bene, Jn bel modo, A verzo: p. e. Nun yuliri 
jiri abbersu» Non volere ztare al dovere. — 2. Nun jiricci 
un capiddii abbersu , Star sommamente inquieto per 
travertie. - 3. Mittirisi abbersu , Entrare in dovere, 

— 4. Nun viniricci abbersu, Etsere contrario al suo dir 
segno, 

ABBERTIRI, v. att. Avvertire: Cui tabbcrti t'ama, prov. 
vale Chi ti ammonitce Vama, 

ABBETE'RNi:, post. avvcrb. DalV eternitâ, Ab eterno. 

ABBE^ZZU, agg. Avvezzo, 

ABBIAXCHl'AME'MU . s. m. Jmbiancamento , Lo imr 
biancare. 

ABBIANCIirVRl» v.n.ass. tendere al bianco, dimostrarsi 
bianco, Bianeheggiare. — 2. Per Incanntire, imbianr 
care, fig. si dicc M'aiinu abbianchiatu ii capiddi a far! 
sta cosa, vale Vi ho stentato assaissimo. — 3. Alt. far 
divcntare bianco, Bianchire, Imbiancare, dipingere di 
bianco Ic mnraglie, Imbiancare, Dare ii bianco. 

ABBlANCIirATI'NA, s. f. Imbiancamento. 

ABBIANCIH A'Ti:, s. m. Imbiancamento. 

ABBlANCIIl'VTi:, agg. da AtBiANCHiABi,BtVific^'Co, /ni- 
biancato. — 2. Per incaiiutito: p. c. Omu abbianchiatu 
prima di lu tempu, Incanutito avanti tempo. 

ABBIANCIirATU'RA, s. f. Imbiancamento. 

ABBIANCIirATlIRL s. m. die dâ ii bianco alle mura- 
glie, Imbiancatore. 

ABBICCA'RI, V. att. pigliare ii cibo col beceo, Beccare. 

— 2. Abbiccari 1' ova, dicesi dei pulcini, che nel na- 
scerc beccanu V uova, Beccare Vuovo; metaf. Riutcire 
a bene. 

ABBICCIIIARINA'TU, agg. con viso da vccchio , Vec- 
chiccio. \ 

ABBICINAMENTU, s. m. Aivicinamento. 

ABBICINA'RI, V. att. far vicino, ac4!osUre, appressare , 
metter vicino, Avviciiwre. — 2. N. pass. Accostarsf, 
farsi vicino, .4vvirttuirfi. 

ABBICINA'TIJ» agg. da Abbicikaaj, Avvicinato. 

ABB1CLNNA*RI, v. att. avvezzare i corsieri a correre 11 
palio , Affvezzare al eorso. — 2. Abbieinnari li tcrri, 
term. degli agric, dicesi ii giro delle coUivuioni oel 
medesimo terreno. 



ABB 



» fio « 



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ABAiddanA*TU, agg. dl modi, e fbrme contadinesche. 

'ABBIDDFRI, T. n. Dicinir Mlo. 

ABBlorRISI, o AVyiDraiSI, T. n. pas8. Âwtderti. 

— 2. Per Aectn'geni, — 3. Farl abbidiri ad una di Io 
so emiri» Farlo aweduto del tuo errare, 

ABBIFARATrzzU» agg. iDgroasato per enfiagione, En- 
fiaticcio, 

ABBIFARATU, agg. dieesi di ehl ha Ia faccia gonfla, e 
di mal colore, Gonfio, GonRato. 

*ABBIFFA*RI, v.n. T. delle arti, Tragnardare coUa bfffa. 

AB6UAME*NTUy s. m. Âwiamento, ^ 2. Abbiameotu 
di vistfami» yedi ABBIJU. 

ABBIiA'RI, V. D. parttre in fretta, Battenela. — 2. Per 
Favellare inconsideraiamenîe, — 3. Att. Caccian , 
Scacciare, DarVerba cassia, - 4. Abbijari li câni, Seac 
dar villanamente, — 5. Per Ispedire, — 6. Per But- 
tare , Lanciaref Scagliare, — 7. Metaf. Merca ed ab- 
bija, o Scarrica ed abbija» Inconsideratamente opera. 

— 8. Per Mandare alia pa$tura ii bestiame. 
ABBIJATI'NA, s. f. Scaceiata, Seacciamento, 
ABBIJA^TU , agg. da Abbijari , Discacciato. - 2. Per 

Gettato. — 3. Per Tirato, — 4. Per Avviato. — 5. Per 
Lanciato, — 6. Per Mandato alia postura. 

ABBIJATU'RI, V. m. bestia di branco, cbe guida Ie al- 
tre» c proDriamente dieesi del becco, cbe guida le ca- 
pre» Guidajuola, 

ABBrJU» s. m. luogo dove le bestie si pascono, Pa$tura. 

ABBIJU*RA, s. f. Io abbiurarc» ^66ttini, Abbiuraxione, 

ABBItTRA'RI, v. att. e n. pass. ritrarsi dinanzi al supe- 
riori ccclesiastici con giuramento da qiialche erronca 
opinione creduta in prima, Ahbiurare, — 2. Per traslato, 
Veleitare, Abbandonare, Rinunziare, Abbiurare, 

A'BBILI» agg. Abile — 2. Per capace, intelligeote, Abile. 

ABBI'LI, n. s. Bile, vale ezîandio Collera. 

ABBILIA'RISI , V. n. pass. Incollerirsi , Adirarei inter- 
namente. 

ABBIUA'TU» agg. Preso di bile, e ancbe Ineollerito. 

ABBIUME'NTU , s. f. Ta^vilire, Awilimento. ^ % Per 
abbattimento d'aniroo, Avvilimento, 

ABBILINA'RI, vedi AVVILINA'RI. 

ABBiUNA'TU agg. da Abbilinabi, Awelenato. 

ABBILI'RI, V. att. Avvilvre. — 2. N. pass. Awilini. — 
3. Per pcrdersi d animo, Awilirti. 

ABBILITA', ABBILITA'TI, o ABILITA', ABILITAŢI, 
s. f. i46t7t(d, Altitudine. — 2. Per capacitâ, c ingegno, 
Abilita. 

ABBILITA'RI o ABILITA'RI, v.alt. Abilitare, Far abile, 
Agevolare. 

ABBILITATU, o ABILITA*TU, agg. da Abbilitabi, Abi- 
litato. 

ABBILI'TU, vedi ABBILU'TU. 

ABBILLIME'NTU, s. m. Abbellimento. 

•ABBILLI'RI, vedi ABBELLrRI. 

ABBILirNI, o ABILTIT^I, accresc. di Abbili, Abilis$imo. 

ABBILtJPPA'RI, V. att. Avviluppare, Jnviluppare. 

ABBILUPPA'TU, agg. da Abbiluppabi, Inviluppato. 

ABBILUTU, agg. da Abbiliri, Awilito. — 2. Per Uco- 
rato. 

ABBlNCIIi', cong. Abbenchă. 

ABBFNCIRI , v. att, Sorţrendere; p. e. Abbincirlcel Iu 
sonnu, Sorprenderei ii sonno. 

ABBINIRI, o AVVmrRI, v. n. vcnir per caso, Aeea^ 
dfre.~2.Nun ci pozza iddu marabbiniri! Tolga ii eielo 
dhe cib intravenga, — 3. Att. Baggiugnere. — 4. Per 
investire: p. e. L' abbinniru li furmiculi, vedi Abbin- 
TARI n. 3. 

ABBmPRI , s. m* Awenire. — 2. Pri V abbiniri » poato 

avv. Per V awenirer. 
ABBINTA'RI, v. n. ass. Ripoiore, Aequietarei. '^%'IHe' 
riuti cd abbenta! mod. prov., e dieesi per ironia Mă- 
ritaţi e riposa! — 3. Att. Avvtntare, Âualtare, Dare 
dentro, investire.— A. Abblntarisi, n. paa^iillvvenrarn. 
ABBfNTr, agg. Ua ABBtNCiRi, Vinto, Ahhtittuto, So- 
praffatto. 



ABBINTURA*RI, t. att. A w ^ M urcm* •* 8. N. ptM. Av^ 

venturarsi. 
ABBIRAllISI» T. n. pass. Awerarei, 
ABBIRMA'RI, T. B. ass. (kr rermi, e dieesi di tiitta la 

eose nelle quali nsscono tMclii, Baeâre, 
ABSIRMATU, agg. da Abbirmari, Baeato. 
ABBIRMICA'TIJ, vedi BIMIRBflCA'TU. 
ABBIRSA'RI , Y. att. Ordinare , Aeeomodare , e anche 

Far ie eose pel verso. 
ABBiRSATE'DDU , dim. di Abbirsatu, alquanto eom- 

posto, Ordinato.-^2. Per uomo di qmkbe abiHtĂ in 

quaiunmie cosa. 
ABBIRSATU, agg. da Abbirsari, cbe ha ordine, Ordi- 
nată, Moderato, Regolato, — 2. Per uomo industrioso, 

ebe bene dispone le cose. 
ABBIRSATU'NI, aum. d' Abbirsatu, OrditMtissimo. 
ABBIRTBNZA, s. f. Awertenza, 
ABBiSA'RI V. att. dare awiso , fare intendere , Signi- 

ficare, Avvisare, Far palese, — 2. Per Awertire, — 

3. Per Ammonire: Cui t* abbisa t'arma, Chi ti avverte 

t' incoraggia. 
ABBISATU, agg. da Abbisari, Avvisato, Fatto eonsa- 

pevole. 2. Per Ammonito. 
ABBISICCUIA'RISI, v. n. pass. dlvenir magro, Smagrirsi, 

Dimagrare. 
ABBISICCHiATrzzU, agff. Meszo dimmnto. 
ABBISICCHIA'TU , agg. da Abbisicchiarisi , Smunto , 

Magro: p. e. Facci abbisiccbiata, Volto emuntOf mof- 

eilento, smorto. 
ABBI5SA*RI V. a. Sul>bissare — 2. N. pass. Subbisearsi. 

~3. Per partire In furia, in fretta, Battersela: p.e. Ab- 

bissa, vale: via di qua. — 4. Att. mandare precipitosa- 

mente in rovina, Subbissare, anche metaforicamente. 

— 5. Laeerare, Fraeassare, iHstruggere, Sopraffare. 
ABBISSATU, agg. da Abbissari^ Abbissato, Rovinato, 

— 2. Aviri Iu stomacn, la testa abbissata, vale Patir 
grandemente di stonuico, di testa; dieesi anche flgurat. 

— 3. Sopraffatto. 

ABBrsSU, 8. m. luogo profondo, Abisso. — 2. Estremi- 
tâ, Eccesio, Abisso. — 3. inferno. — 4. Metaf. si dice 
di alcnne cose considerate ncl piii alto grado della loro 
quantită: p. e. Un abbissu di cosi. Un abisso di eose. 

— 5. Per itovttia: p. e. Cui va a Tabbissu, a i'abbissu 
si trova. — 6. Qualită di tela: Tila di abbissu , Tela 
di bisso. 

ABBISTA'RI , V. n. Accorgersi di alcono da lungi. 

ABBI'SU, s. m. ragguaglio, Nuova, Awiso. — 2. Awer- 
timento, Awiso, e anche Editto. 

ABBISUGNA'RI, v. n. ass. esser d'uopo, Bisognare, Ab- 
bisognare. — 2. CoUe particelle Mi, Ti, vale aver bi- 
sogno, Abbisognare. 

ABBITABILI, agg. Abitabile. 

ABBITA*CULU, s. m. abitaxione, domicilio, e si osa an- 
che metaf. Abi{aeolo. 

ABBITATH'I, agg. Abitante, Abitatore. 

ABBITA'RI, V. att. Io star nei iuoghi, cbe Tuoroo si elegge 
per domicilio, .46trare. — 2. Far abiure, Popolare. — 
9. Pn>v. McissitJi min abbiu llggi , che si diee del 
fhrsi lecito per necessită ci6, che per leKge * illecito, 
ta nfcessită non ha legge (corrotto dai latino ncn hă- 
bet legeni). 

ABBITA'TU, s. m. luogo abitato, Abitato. 

ABBITA'TU, agg. da Abbitari, Abitato. 

ABBITATU*RI, v. m. colni che aMta in qualche luogo, 
Abitatore. 

ABBlTAZIOTa, B. f, loogo da abitaw , AbitationMt Abi- 
tanza, 

ABBITA'ZZU, pegg. di ABBrru, T>ifacoia. 

ABBITEDDU, dim. di Abbitu, Abitino. 

ABBITIGCHIA'RI, vedi AVVITICCHIARI. 

ABBlTfNU, vedi ABBITEDDU. 

A'BBnn, 8. m. veslimento, fogffia, e modo di veatire , 
Abito. — 2. Per teste clericale o claustrale , onde si 
«ce PiggUvri r abbitR, per Fărsi 4i ehiem , • nli- 



ABB 



1» ai « 



ABB 



fioto; Lasstri Y abbita , vale di cherico > o religioso 
Tomar $ecolar9. — 3. Abbita di la Madoona diceai 
di oneir insegna» che si tieae al coUo per divozione. 
— 4. QualiU acquislata per freqiiente uso di opera- 
zioni. cbe difflcilniente ai pa6 rimuovere dai ano aog- 
Şetto, AlitOf Abitudine. — ». Prov. L*abUa 'nvicchiatu 
diTeota Datora, Vio «t corwerU in natura. 

ABBfTU, albero, vedi ABITU. 

ABBITUAXI, agg. che procede da abito, o da dispoal- 
zione, AbituaU. 

ABBITUALMENTI, avy. AhittuUmente. 

ABBITUA'Rl, V. alt. Awezzare, Astuefart.^%. N. pass. 
divenir abituato. Far alHto, 

ABBITUA'TU, agg. da Abbitcasi, Ahituaio. 

ABBITUTIM, vedi A'BBITU n. 4, 5. 

ABBITA'RI, o AV VIVA'RI» v. atU Awivar§, AnimarB, 
Dar vigore. — 2. Abbivari la fldi% E$ereitar la fede, 
dicesi anche scherzevolmente, e Tale Credere per cot' 
tetia, 

ABBiViRAME*NTU, 8. m. Adaequamento. — 2. AbbiTi- 

ramentu di vistiami, L* abbeveroft, 
ABBIVIRA'RI, V. atu Adaeqaart, Inaffiare, hrigare. — 

S. Per dar bere, e dicesi propriamente dellc bestie, Ab- 

bev9rare, — 3. Abbivirari ad una, vale saziarlo d'acqiia 

o altri liquori , Far cioncare, — 4. N. pass. Abbwe- 

Tonu — 5. Abbivirari la quacina, T. doi fabbri, 5l«iii- 

prare. Macerare la calce, Spegnere la calcina, 
ABBIVIRATA, s. f. radacqiiare, Adaequamento, 
ABBlVIRATrzzu^ agg. copioso d*acqua oltre 11 dove- 

re, Saperehiamente adacquatom 
ABBlVlRA*TU,agg. da Abbivieasi, Adacqualo.-—^, Per 

abbeverato, Abbeverato, e dicesi degli aiumali.— 3. Met. 

uformato a voglia di chi paria. 
ABBIVIRATU'RA , s. f. ogni sorta di vaao ove bevono 

le bestie, Abbeveratojo, Recipiente, 
ABBIVIRATU^RI, v.m. dicesi a coliii, cbe adacqaa glî 

ortaggi, i giardioi ec, Jrrigatore, 
ABBIZZAME'NTU, s. m. uso, consuetudine , Awesza- 

menta. — 2. Equilibrlo della soma sul dorso dei gin- 

menti, Contrappeso, 
ABBIZZA'RI, o ABIZZA'RI, v. atU introdur Tabito, Ai- 

Buefare, Awezsare. — 2. Per equilibraro la soma sul 

do»o dei somări, Contrappetare, — 3. N. pass. ^stie- 

farsi, Avvez zarei, 
ABBIZZA'TU, agg. da Abbizzari, Awezzato, Aseue^ 

fatto,—±. Per soma accoaciaU o equilibrata. Con- 

trappesato, 

ABBIZZA.TU'RI , v. ro. dicesi a qualunque cosa che si 

metta a guisa di chiavcllo nel cappio della corda che 

tieoe legata la soma, ChiaveUo, 
ABBIZZE, vedi ABBECC£. 
ABBiZZfA'Rl, V. att. avvezzar malamcote, Dare ii mal 

tezzo, — 2. N. pass. Prendere ii mal vezxo, Piegarti 

al peggio. 
ABBLATI*yU, a. m. nome dei sesto caso, Ahlativo.— 

2. Aviri abblativi assoluti, dieesi fig. a chi si prende 

Biolta libertâ nel dire, o fare cosa. Operare a$i<duta- 

menie, 

ABROG ed ABBAC, avv. alia peggio, alia babbaU, A 
' habboecio; Fari li cosi abboc ed abbac , vale far le 

cose con poca considerazioue, o arte, Aedarpare, Ab- 

borraceiare, Aeeiabbattare, 
ABBOLrRI, V. att. annullare, cancellare, Abolire, 
ABBOLIZIO'NI, s. f. anoullazione, caacellamento, Abo-' 

liziane, 

'ABBOLUTU, agg. d' Abbolibi , Abolito, 
ABBOMlNA*Rf, v. att. aver in odi^i in abbominazione, 

Abbominare, Abborrire. 
ABfiOMINATU, agg. d* Abbomjnabi, Abbominato. 
ABBOMINAZIO'NI, s. f. Y aito di abbominare. e le opere 

degne di abbominio, Abbominazione, Abominazione, 
ABBOMINE'VLXI, agg. Abbomimvole, 
ABBOMfNJU, S. m. Abbominio. 

ABBO'RDU» s. m. accostamcniodiduebastimenti^ Abbardo. 



ABBORRIME'NTU» B, m. Io abborrire» Abborrimentoi 

ABBORRrRI, v.att. Aborrire. 

ABB0RR1*TU> agg. d' ABBoaRiai, Abborrito, Ahorrito, 

ABBO'RTU, s. m. disgravamento volontario o involon- 
tario di un feta vivo, o morto avanti ii tempo legit- 
tioM) dei pario, Aborto, Seonciătura, ~ 2. Si dice al« 
tresl dei feto istesso venuto innanzi tempo, ed anche 
abusivamente di auello che^ morendo nell* utero, conţi- 
nuaastarvi oltre ii termine naturale, Aborto, — 3. Abortu 
chiamano i naturalist! qualunque fiore, fmtto, ec. nel 
suo genere mostruoso , iA&orlo. — 4. Fig. cosa fatta 
alia peggio, o che sia riuscita Infelicemente, Aborto, 
Sconeiatura, — 5. Fig. dicesi di uomo sparuto e sot- 
tile, Mingherlino, 

ABBOZZA*Rl , V. att. dar la prima forma alia grossa , 
Abbozzare, Bozxare, — 2. Far la minuta di una scrii- 
tura, stendere i primi tratti di un discorso, e simiii, 
Abbozzare. 

ABBOZZA'TU» agg. d' Abbozzabi, Abboxzato. — 2. Per 
Enfiato. 

ABBOZZE'TTU, s.m. chiamana i pittori Io schizzo in plc- 
colo dl un' opera grande, Bozzetto, 

ABBO*ZZU , s. m. forma o figura imperfetta , o prima 
forma di chlccbessia, Abbozzo, Aboozzamento. 

ABBRACasTTU» e A BRACCETfU, avv. col verbo jirl, 
căminari, pigghiarisi vale incrocicchiare ii proprio brac- 
cio con quello di altrui, A braccetto, 

ABBRA'CCIU, s. m. Ampleeso, Abbraceiamento. 

ABBRAGIA'Rl, v. att. larc che le vivande per forza di 
fooco prendano quella crosta, che tende al rosso, Bo- 
solare, 

ABBRAC1A*TU, agg. d* Abbbaciari, Boiolato. 

ABBRVGIU, s. m. sorU di panno grossolano, Albagio. — 
2. 'Ntra greci e greci nun si vinni abbraciu, prov. val^ 
Fra due astuti non vi ha accordo, 

ABBRAMA'RI, V. n. ass. ţropriamente â îl mandar fuori 
della voce, che fa ii bestiame bovino, Mugghiare, Itfug- 
gire. — 2. Per lîfet. dicesi d' uomo, che manda fuori 
vociacce per dolore o per allro, Guaire. — 3. Per dc- 
siderare ardentemente, Bramare, 

ABBRAMA*TU> agg. d' Abbr amari, bramoso, Abrama- 
to. — 2. Per avarissimo, Tegnente, — 3. Per Ghiotto, 

ABBRAMATU'NI» s. m. avarone, Avaronaccio. 

ABBRA'MU, s. m. urlo, strido, part. di fiere, Bramito, 

ARBRANCHIARI, vedi ABBIANCHl'A'RI. 

ABBRAZZAM£*NTU, s. m. Abbraceiamento, 

ABBRAZZA*RI, v. att. <*ircondare, siringerc con le brac- 
cia chccchessia, Abbracciare. — 2. Cui iroppu abbrazza 
pocu strinci, prov. dicesi di chi nulla conchiude per 
troppo imprendere, Chi troppo abbraccia poco stringe, 
— 3. Per Avviticchiare, Avvinghiare^c dicesi delle pian- 
te. ' 4. N. pass. applgliarsi , attaccarsi con le brac- 
cia, Abbracciarsi. 

ABBRAZZA*TA, s. f. vicendcvull abbracciari, Abbrac- 
ciata. 

ABBRAZZATE'DDA, s. f. vezzeg. di Abbrazzata, Dolce 
abbraecio. 

ABBRAZZA*TU> agg. da Abbrazzabi, Abbraeciato; Start 
abbrazzaţi, Star abbraccioni, 

ABBRAZZATCNA a. f. accresc. di Abbrazzata. 

ABBRA'ZZtl, s. m. Abbraceiamento. 

ABBR£VIA*RI, v. att. far pih breve, o tor via alcuna 
parte della quantîtâ, Abbreviare, Aecoreiare, — 2. Per 
Scrivere con abbreviature. -^ 3. Pri abbriviari poslo 
avv. In somma, A dir breve, 

ABBREVIA'TU agg. d* Abbreviari, Abbreviato. 

ABBREV1ATU*RA , s. f. accorciamento di una parola o 
di una frase, che si fa omettendo alcune letterc, e so- 
stitucndovi cerţi segni, o legature in luogo di esse, Ab- 
breviatura, Abbreviamento, 

ABBRUCIAME*NTII, s. m. abbruciamento, Jl brueiare. 

ABBRUGIA'RI» v. att. consumare con fuoco, Abbrueian, 
Brueiare* '— 2. Ppr Consumare, Jmpoverire, — 3. n. 
Per Desiderare ardentemente* ^ 4. Per amare perdii- 



AUfi 



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Altfi 



tamente, Âhkrueiart. ^ H. Per trere grttide Mtof^no 
di danari, Abbruciart,'—^ Metaf. abbntciarkei Foc» 
cht , Tale Prenden frtmdUHmo intenstB pâr cosa o 
pmona. — 7. Abbnictari la chiaga , per sunilitiidiiie 
dicesi ii sofRrire ardura, o codore, sur ana piaţa, Ye- 
scicatorio. o scortieatara di pelle, Pitzieart. *- 8. Per 
iperbole dicesi de! sentire sovercbio caldo, Âhifrueiare. 

— 9. Abbmciari supra supra» Ăbbntcian Uggermenttt 
.MrueiaccMare , — 10. Dicesi del punere, e mordere 
rbe fa ii vino ne! berlo, Friixate. — II. N. p. per Sern^ 
pUeemenle seoitare. — 12. Fig. Abbrnciari d'amurl, di 
siti, di frevi, di caudo ec.. Ardere, 

\iBBRUCIATl*NA, s. f. latto dello scottare Ia pelle, e 
ii liiogo scottato, Adusdone. 

ABBRUClATrzzU, s. m. alqiianto arso, Areieciaio, Ah- 
bruciatictno, 

ABBRUCIATU, agg. da Abircciasi, Akkrmiato, Bru- 
eiato, — *2. Dicesi dagli agricoltori delle adtistioni, o 
del riseccaroento prodoito dalie brioate sulle piante, 
IncoUo^d, Fig. Y. Arsii n. 3. 

'ABBRUCIATIj*Rr, Y. m. colai, che bnicia. 

ABBRi;SGAIf£*NTU, s. m. Abbmriamenlo superficiale, 
e dicesi per Io pid della pelle, Ahbronxamento. 

ABBRUSGVRI, y. att. Icggermente aTYampare, Abtran- 
zare, Abbruitolare, AbbrustoUret Abbroetolire, AniC' 
ciar0. — 2. MeCtere alquanto alia fiamina gli uccelli 
pclati, per tor via quella peluria, cbe riman loro dopo 
leYale le penne, Abbru$tiare, — 3. Per Frizxare, Pic 
care, Scottare, Pugnere. 4. Sinlirisi abbruscari In 
piln, inetaf. fale Seniirei tocco m 9ul vivo, ^ 9. Per 
Bastouare, 

ABBRUSCAT1*NA, s. f. Abbruteato, 

ABBRUSGATrzZU, agg. Ycdi ABBRUCIATl'ZZU. 

ABBRUSCA*Tl!, s. m. margine o segno di abbruclaniento 
o d'arsione, inanicciato. — 2. Per rampo doYC si sono 
bruciale 1* erbe secchc, Inarsieciato. 

ABBRUSOATU, agg. d' Abbrfscari, alquanto arso, Ar- 
iiccialo , AMn-ustolalo, — 2. Fig. Seccato , Scoîtalo, 

— 3. Per Adusto, Arso, 

ABBRrSGU, s. m. V Abbrustiare. --1. Fetu d* abbni- 
acu, r odore di ci6 rh* ^ arsicciato, Puzzo di cota 
anieciata; e ancbe 1' odore di cosa untuosa arsiccia- 
ta, lAppo, — 3. Fig. Fetu d'abbruscu, Pericolo di ba- 
ttonatt, 

ABBUCCAME'NTU. s. m. Abboccamento. 

ABBUCCVRI, Y. n. Cădere, Pitgare, e ancbe Venare, 
Bivereare, - 2. Parlandosi dei vasi cădere colla bocea 
in giii, Tombolare, - 3. Per Cader bocconi. — 4. Fig. 
per Lascîarti volgere, Ineliiiani, — 5. 'S. pass. par- 
lare tnsieme, unirsi con una, o pid personc a parla- 
mento, Abboccarei. — 6. Termine dei sarli, e valo ri- 
piogare Tcstremitii, cbe debbonsi cucire, Bipiegare, 

ABBIICCATE'DDU, dim. di Abvdccatv, alquanto piega- 
to, înclinată — 2. Inteso di Yino vale amabile e sosYe 
al gusto, cbe dă nel dolcc, Alqttanîo abboeeato, 

ABBI'CCA'TIT, agg. înclinată in senso proprio e meta- 
forico. — 2. RiverMato, — 3. Aggiunto a Yino vale ama- 
bile, !H)nve al gusto, AbboceatOm 

ABBUCCATURA, s. f. lalto del plegare, II ripiegare, 

ABRUCCI A*RI, V. att. Term. usato in alcuni gfuocbf , cbe si 
fanno con palia: e vale leYar colla sua la palia deirar- 
Ycrsario dai hiogo dov*era, Triiccare, Truceiare, 

ABBUCCIVTA, s. f. TaUo deir Abbucciari. 

ABRlJ(:CIATU*RIi T. m. Chi ea ben truceiare, 
>%BBUDA'RI, v.atl. riturare le coinmessure dei rasi di 
Icgno colic foglie deir erba da noi detta Buda, cioA 
Tîfa, Bittoppare, — 2. In termine di caccia dicesi dl 
qjieili uccelli, cbe si appiattano oella Buda, ossia nella 
Tifa. 

ABBL'DA'TU, agg. da Abbudabi, Bi$toppato. 

ABBIIDDA*RI, v. att. Tar perdere la sua figura per yia 
di ammaccamento , Ammaccare. — 2. Fig. Abbuddari 
ad unu a pugna , Ammaeearlo a pugni, — 3. N. ass. 
imntergerii a nuoto totCaequa, 



ABBUDDATA, 8. f. TaUo dell' Abbuddari. 
ABBUDDA'TU, agg. da Abmjddabi, Animaeeato, 
ABBUDDATU'RI* Y. ro. chi Ya sotf acqua, e Ti dimora 

alcun poeo, Marang&ne, 
ABBUFFAME'NTU, s. m. Bnfiamento; meuf. ^ un certo 

segDo di cniccio, che af4Mirisce nel Yolta, Broneio^ 
ABBIJFFA*RI, T. atU Bnfiare, meuf. prsfufere U hron- 

eio, — 2. N. pass. Enfiarsi, metaf. Mangiart o 6erf 

emed^rntameivite, 
ABBUFFATE'DDU, dim. di ABBUPrATti, BnfiateUo. 
ABBUFFATl'ZZU, s. m. fn/Caltccto. — 2. Metaf. Mezzo 

imbronciato, 
ABBIIFFA'TU, agg. da Abbofpabi, Enfiaio.^% Fig. 

Tron fio, Faeioeo. — 3. Piefto di coUera, di mal nnore, 

Imbronciato, 
ABBIJFFATU'NI, pegg. di Abbuppatu» SoptrehiiiamienU 

imbronciato, 
ABBUFFIGA'RI, Y. B. Ganfiani. 
ABBUFFlCATfZZUt agg. Malsano, 
ABBUFFICA'TU, agg. da Abbcpficabi, Gom/Cch 
ABBULI'RI, Yedi ABBOLIRI; 
ABBULLA'RI, Y. att. impronure, segnar eon saggello » 

BoUare. — 2. Met. BmHart, Uccellmre, — '3. Presso dei 

doganieri vale appiccare ii piombo delle dogaae alle 

mercaniie, Impiombare. 
ABBIILLATU, tgg. da Abbullabi, BoWaCo. — 2. Fig. 

Di giuito pe$o. 
ABBI:nAME*NTU, 8.m. particolamente parlandosi dl tct- 

tri, esimili, Appalto, Abbonam9nto. 
ABBUNA*RI, Y. att. render buono, bonificare, Abbonire. 

— 2. Term. mercantile, approYare, riconoscere come 
legitiima una partiu, un conto, o cose simili, ii66o- 
nare, — 3. Per far buono, Mallevare, — 4. Abbunarî 
iu tirreiiu, Intuppare ii terreno, — 5. Abbunarî li ybsI 
di crita , di lignu ec. Yale empir d* acqua i Yasi per 
farli cessare di gemere , o di versare , Bietagnare. — 
6. Parlandosi dei vasi si dice ancora di far deporre loro 
ii cattivo odore. — 7. Abbunarisi a Iu teatru, Yale con- 
Yenire per un certo tempo, pagando un tanto di me- 
no, Appaltarsi o Atsociarsi. 

ARBCNATU» agg. da Abbcnabi, divenuto buono , per- 
feiionato, .l^^nilo. — 2. Inteso d' uomo vale Dabbene, 

— 3. Vasu abbiinatu, Va$o rietagnato, — •4. Per Ap- 
paltato, Attociato vedi ABBUNARÎ n. 7. 

ABBnNAZZA*RI, y- att. far bonaccia, render tranqoillo 
e quieto, e dicesi propriamente del roare o del cielo, 
Abbonacciare, - 2. N. pass. ^66onacciarat. — 3. N. 
ass. tornare in calma , il66oRacctare. - ^4. Detto di 
persona, Imbonire, 

ABBUXAZZATU,agg.da ABBFiiAXZABi,fn bonaccia, quie- 
to, tranquillo, Abbonacciato, — 2. Metaf. Imbonito, 

ABBUNNANTI, o ABBUNDA'NTI, agg. Abbondante. 

ABBUNNANTIME'NTl.o ABBUNDANTlME'NTl,avY. Ab- 
bondantemente, 

ABBUNNANZA, o ABBUNDANZA. o ABBUNNANZIA, 
s. f. copia piii che a suficienta, Abbondanza. — 2. ProY. 
Abbunnanza genera fastiddiu, L'ahbondansa genera fa- 
ttidio. — 3. In abbundanza avv. Abbondantemente, — 

4. Abbunnanza di stomacu, umor crudo, acqueo, per 
Io pid generato, e adunato nel corpo, Flemma, Pituita. 

ABBUNNA'RI, Y. n. ass. aver piii che a sufficienza, Ab- 
bondare, — 2. Atl. per riempire a suflicicnza. — 3. Per 
Io spandere o gemere dei vasi. ~ 4. Abbunnari in cau- 
tela vale Pretender rroppo , ed etter cautiuâimo. — 

5. Abbunnari ad unu, Colmario di doni, 
ABBCRATU'RI» s. m. lavoratore, e pulitorc di rame o 

altro simile roetallo, Bamiere. 

ABBURDA*RI, v. alt. e n. term. di mar. vale accostarsi 
ad un vascello per combatterlo, Abbordare, Invealtre, 
-- 2. B per simll. aeeosUrsi ad uno per trattar sec© 
di checchessia, Abbotdare. — 3. Per fare l'orlo, Oriare. 

ABBURDA'TU, agg. da Abbubbabi, i466orrfalo, Ortato. 

ABBIIRDUNARAHJ , agg. MvMtiereieo , e diceri per 
nomo di figort lotica. 



ABB 



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ABB 



ABBURGIA'RI, ▼. alt. far le birche di grano o biade , 

kgnânu o elMCcheasia, Âkbanar$9 Âmmat$ar$. 
ABBURG1A*TU» agg. da Abbubgiam» Ămma$$aio, Âb- 

ABBnRINATU, vedi BURINA'TU. 
ABBURRmrNTU, s. m. Abbwnrimento. 
ABBURTKan>DU»diin. di ABoaTU,5eotieiafiirtna,5con- 

ciatureUa. — % Per simil. Juicuccto. 
ABBURTl'RI, T. n. ass. ahortire, SeoHetartt, — 2. non sc- 

goire ii bramalo effftto. - 3. Per metaf. JRfmoiMr tulU 

teccke, 
ABBURTU*TA» agg. da Abiubtibi, che ba patito aborto. 
ABBGSA'RISI » v. n. paas. servirsi della cosa fuori del 

booo uso» AbuMoni» 
ABBIîSCAME'NTU» s. m. ii bnscare. Cerca, Butea. 
ABBUSGA*RI t v. atl. procacciafsi , o ottenere cbeccbe»- 

sia con indnslria, BuMeart, — 2. Fig. T. aii. e n. ass. 

Dare o Rieer^re dtUe 6iaje. 
ABBUSCA^U» agg. da Abbuscari, Buseato. 
ABBU^LLA'Rl, v.att. batiere, pereuoiere, Har dtUe huise. 
ABBCSIVA1IE*NTI, aTY. AbuHvatnente.^^ Ingiueta- 

mente* Arhitranamenie. 
ABBUSrvU , agg. mal mato , detto o fiitto impropria- 

mente contro l'uso, e le regolct Ahuiivo. 
ABBUSSlGATi'ZZU, vedi ABBUFFICATrzZU. 
ABBUSSICITU» vedi ABBDFFICA'TU. 
ABBU'SU» 8. m. mal uso. cbe si fa d'aleuna cosa, Ahueo, 

— %. Mal uso inlrodotto contro ie regole» Abuto. 
ABBUTA'RI, v.att. Doa iniieraroente cbiiidere,5oceAtii4i«fe. 
*ABBUTATE*DDU, agg. dim. di Abbvtatu, Appena toc- 

ekiueo. 

ABBL'TATU, agg. da Abbotabi» SoeeAitito. 

ABBUTTAME'NTU. s. m. Snpamenio. — 2. Quando sla 
per troppo cibo, Eivienexxa. — 3. Fîg. si dice Abbot- 
tamentu di testa, di midudda e simili, per Infaetidi- 
vienfo, Romfneapo, 

ABBUTTA^Rl, v. att. Enfiare, Gonfiart. -^2. Fig. Muo- 
vere a edegno. Fote stomaco. — 3. Mi abbutti li lin- 
nifii, la tesu, la midudda, ec . per metaf. dicesi a cbi 
ri ^ nojoso e imporumo, Tu mi hai fraeido. Tu mi 
hai non pur morto, ma putrtfatto. — 4. N. pass. En- 
fiarH, Gonfiarti, — 5. Per divenir vanaglorioso, Gon^ 
parei. — 6. Per adirarsi, Enfiarsi, Gonfiarei. — 7. Per 
riempirsi ii veotre, Mangiar fuor di modo. - 8. Ab- 
butu o Abbuttati, imper., dicesi per ironii onde espri- 
mere cbi tratta pareamente per avarixia: p. e. Abbot- 
Uti vecchia cu menz'ovu!.... Saxiatil — 9. Neut. mo- 
strar i segni della matemită, divenir gravida, Incigne- 
re, impregnare, ingravidare, 

ABBDTTATEDDU, agg. dim. di Abbuttatu, Enpatieeio. 

— 2. Per alquanto insuperbito , Enpaticeio. — 3. Per 
adi rato , Alquanto broncio. 

ABBUTTATrzzU, agg. mezzoenOato, per pfemezia di slo- 
maco, Abborraceiato, —2. Fig. di mal umore, Alquanto 
kroneio. 

ABBCTTATU, agg. da Abbvttabi, Enfiato , Ptt^ ehe 
tatoOo. — 2. Fig. sdegnato , Broneio: p. e. t abbut- 
tatu eomu un mascalu, o coma un tappa di mascul u, 
direşi di cbi i pieno di collera, e di mal talento, La 
marina i turbata, o gonfata, ^ 3. Vale ancbe fig. gon- 
fio per superbia, Tronfw. — '4. Esairi abbuttatu dicesi 
del tempo quando V aria ^ piena di nuvole, e minac- 
cia pioggia, modo basso, Far eulaja. — *tt. Per cbi sta 
«opra di se turbato, e gonfio per Isdegno, o per alte- 
rigis come toro adirato, intorato. 

ABBL'TTUNA'RI. v. att. en. afflbbiarcoi bottoni, Ahbot^ 
tonare, — 2. T. di agr. esser prossiino a mettere i fiori. 

ABBUTTUNATU, agg. da ABBumrxABi. Abbuttonato. 

— 2. T. di agr., che sta per mettere i fiori, 
ABBUTURAlii, v. att. caricar di molto cibo, SatoUare, 

—2. N. pass. caricarsi di molto eilM, Divorare, 
ABBL'TURA'TU , agg. da ABBirruiiAii , si dice quando 
si ^ mangiaCo molto, e ii ventre ^ ben saiollo, «d ' as- 
sai diaicso, Satoilato appieno. 



ABBUZZA'Rl, V. att. AhboMmre, — 2. Per perder la fi- 
gura per ammaecameoto, A m m a e eare, Acdaceare. 

ABBOZZA*TU» agg. da Abbvziaju» Abbozsato, Atnmac- 
eato. 

A B£NFRATE*LLU> modo avverbiale, e si uaa coi verbi 
Mittirisi, Stări ac., e dicesi di cbi sta sempre pressio 
ad alcttoo nojaodolo, Importunare, Eteere jn'ik faeti- 
dioso di una moeea, Eeeere una moeea euCaja. 

A BEN MURrRl, modo avv. e si osa col verbo Assisti- 
ri» e vale Confortare a ben mărire; figur. usasi col 
verbo Purlari, e vale Ridurre agii estremi, 

*ABE*STRA, voce latina, e vale Aparte, Separata- 
mente. 

AB ETERNU, vedi ABBETE'RNU. 

A BICE*NNA, diyy,Am)ieendevolmeHte,Allernativ€nnenle. 

*AB1GEA*RIU, s.m. Ladro di bestianic in campo, Abiget). 

'ABIGEATU, s.m. furto di bestiame in campo Abigeuto, 

ABliNTlSTA'TU» avv. senza far testamento, Abintestato. 

A B1>TRU*N1» posto avv. colla pancia verso terra, Boc- 
eoni. 

A Bi'STA, modo avv. A vista. In preeensa. 

ABl'TU, T. bot. albero alto, con le foglie distiche, so- 
litaric, smarginate» sotto piane, e le pine dritte, iV- 
Nirs PJCMA JJnn., Ab^te^ AbHo, Abezzo, 

A BONA MISA*, modo avv. Abbondevolmente: p. e. Dări 
a bona misă , vale Dare delte busse in copia , Con- 
dor pel dl delle feete. 

A BON GUNTU, posto avv. vale Per Io meno, — 2. Frai- 
tanto, intaoto, A buon eonto. — 3. Iu somma» final- 
mente, ir» pne, AUa pne, 

A BON LOGU VAiA, modo avv. vale Vadă a ventura, 
o A fato, o .4 fata. 

A BON MIRCA'TU , modo avv. a poco prezzo, A buon 
mercato. 

A BON PREZZU, modo avv. A buon mercato. 

A BONU BON]^, posto avv. vale cuo nicdiocritâ, Medio- 
eremente. 

A BON* URA , posto avv. vale ocl principio di quabi- 
voglia tempo o stagione. A buon* ora, A buon'otta, Per 
tempo, 

A BORDU, avv. A bordo: p. e. Jiri a bordn , vale ao- 
dare sopra la nave, imbareani, Andare a bonlo. 

A BOTTA, posto avv. p. e. Gaminari cu Iu pettu a botta, 
vale Procedere burbanzosamente. 

A BRA*CC1U» posto avv. vale senza preparamentu e senza 
imparar a mente, A braccio. 

A BRA'ZZA APERTI, posto avv. vale coUe braccia di- 
stese, A braccia aperte. 2. Fig. Con gran dt$iderio. 

A BRAZZETTU, vedi ABBRACCETTU. 

A BRO'GGA, posto avv. si dice d* una maniera d* inne- 
stare, cbe si fa col ugliare un piccolo ramiccllo a guisa 
di marza , di un arbore per inuesurlo in un altru , 
A mana. 

ABRODU, posto avv. rale fatto M brodo.-^t. Fig. 
Nun nni viiliri a brodu, vale ricuaarsi in taluaa cosa 
con pretesti. 

A BRUDICE*DDU, posto avv. Ter. dei ciicinieri, e vale 
A brodetto. 

ABROTANII, Tem. botan., Akthkmisiă abbotahvm L., 
Abrotano appartiene alle plante singeoesiache, e si cul- 
tiva nei noştri giardini botanici. — 2. Abrotanu oia- 
scula, Saktuuhă viuidis L., Abrotano masclUo pisnta 
singenesiaca propria degli orti botanici. 

A BUCCA, posto avv. col verbo Diri, vale io stesso rhe 
presenzialmente, A bocea. 

A BLCCA APK'RTA, posto avv. col vorbo Stan, Ristari. 
vale intendere a checchessia con grandc applicazione. 
A bocea aperta; c vale ancbe Miaravigtiarei, o Am- 
mirar grandemente. 

A BLX]CA CHINA , posto avv. vale mangiâr continua- 
mente una data cosa, .4 tutto posto, e dicesi dclle bestie. 

A BLCCl-NE'DDU, posto avv. vale a poco a poco, .1 nm- 
cino. 

ABUCCU'NI, posto aw. colla pancia verso terra» cU d 



ABB 



D 18 <t 



ABB 



ABBADA RI, v.n. [tor curm, Ăttendere, Badare, Abbadare, 

ABBADDA'AI, v. ii. T. di 9rch. dicesi delle traYi dei 
tetti, Toreert, Pie^arc— 2.Figur. n.pass. Vhbriacariu 

ABBADDA'TU» agg. da Abbaddari» Piegato, — 2. Ub- 
briaco, 

ABBADDUTTULIA'RISI, v.n.pass. Aggomitolani, Ram- 
mucchiarsi, Abbatuf olani, 

•ABBADDIJTTULIA'TA, s. f. L* abbaddiiltuliarisi, Rissa. 

'ABBAFFA'ttlSl , vedi ACCU FFLXVKISI — 2. Per Rii- 
sar si, 

ABBAGGIIIA'RI, v.att. si dice d'iio corpo luiuinoso quaii- 
do ferisci» nrgli oichi, Abbayliare. — l. Per met. ti dic« 
deir intellctto, rhc iion pu6 bcn discernere. - 3. Fig. 
piglinre una cosa per uiralira, Krrarty Equivocare, 

ABBA(H}IIlATi;, a^ii. da ABBA<iGUiARi, Abbagliato, 

ABBA'GGUIC. sost.in. Sbaglio. 

ABBAGNA'HI» v.att. iniignere nelle cose liquide mate» 
rie, ohe possano incurporarle, Inzuppare, — 2. Abba- 
gnaricci In pani, vnle Gustare una cosa con piaccrc: 
per dcliziarsi di qual<'he cosa, e pid propriamentc Ri' 
dere alle spatie altrui, 

ABBA<i\A'TlI. a;;g. da Abbagnari, Ittlinto. 

ABBAGIJTTI'RISI. v. n. pass. ShigoUirsi, 

ABBAJA'RI, V. n. ass. ii mandar fnori che fa ii cane 
la sua voce con forza, Abbajare* Bajare^ Latrare. — 
2. Metaf. rhicderc con importunitâ* cd invano.— 3. Gri- 
dare, e schianiazzaro sronsidcratainente, Abbajare. — 
4. I^ssari ahbajari ad unu, .Vom far conto delte sne 
parole f e Irnscurarte, — 5. Dicesi anche d' iiomo, che 
nianda grida per la vi'einenza dcl dolore, Guaire, Vr- 
tare, Gagnolare, — «. Prov. Câni chi abhaja assai niiiz- 
zîca iM)ru, vale far niolte pânde, e pochi futii, Can che 
abbnja poco morde. - 7. Abbajari a la luna, vale Ci- 
calare invano o far cosa vana, Abbajare alia luna, — 
B. Abhaja cn li câni, e rf>ccula cu li lupi, valct mostra di 
s»cntirla ora coU' uiio, ora coli* altro di due oppostl par 
titi, yella Chiesa co" santi, e in taverna coi ghiotti, 

ABBAJA'TA, sost. f. U voce del cane, AbbajainentOt La^ 
trato. —2. Per met. Schiamazzo^ — 3. Per tfcrisiqne, 
V. BAJA. 

ABBAJATL'RI, v. m. di Abbajabi, chi abbaja, Abba- 

j ut ore, 

ABBAI.ATA*RI, v. att. coprire ii suolo con lastroni di 

selce, Lastricare, Selciare, 
ABBALATA'TU. ?. in. ii coperto di lastmni di selcc, la- 

stricata, LaslricOy LastricamentOy Lastricatura, 
ABBALATA'Ţi:, agg, da Ab^alatabi. Lastricato, 
ABBAIJNTA'TU, agg. Smargiassa, Rodomontesţo, 
ABBALPRI. V. n. ass. Vaiere, 
ABBALPRISI, V. n, pass. Valersi, Servirsl, 
-\BBAI.LA*RI, V. n. ass. Muovere i piedi andando. e sal- 
tando a tempo di swmo , Ratlare, — 2, Per similitu- 
dine dicesi di tutte le cose, che non restanu ferme: p. e. 
Abballari In lerra sulta li pedi, vale Tremar la terra, 
— 3. Fin. gongolnre, diinenarsi tutto per rallegrezza 
Colleppolare, Tripudiare, — 4, Abbatlari e f^ri ab- 
ballari senza sonu, -4rerf, o dare grande ambascia. — 
5. Abballari «upra un iri tari, vale essere attillato e 
yTielIo della persf)na , e vale purancora Mnoversi ad 
ira: talvolia vale Tripudiare, - 6. Abballari di friddu, 
si dice aUorquando si ha tremito nella persona ragio- 
nato dai freddo, ^t-ere briridi, Tremar di freddo, — 
7. Att. p.e. Abballari un minuettu. 8. Pn)Y, Quannu 
nun r* t; la gatta ii surei abballanu, vale la brigata non 
fa ii suo dovere, ma si dh bel tempo» quando manca 
colui che la tiene a segiio, Dove non son gatle i topi 
W baltann, o Quando la gatta non ^ in paese i topi 
ballano, -tf. Abballari meniri furtuna »ona, vale Fro- 
fitţare della prospera fortuna, 
AUBAr.l.A'TA, sost. fein. ii ballare. Raliata, 
'ABBA]XAViRTI(:(:iim,s.m. mascberata iMzlonale di tre 
p^r^^one, ove due uoinini lingono un dncHo nel dispu- 
tai si una donna ivi prescnte. 
ABBM.Mr.KDDr. s. in. piccolo Ualb. Btllktto. 



ABBA'LLU, o BAUX , s. m. BaUo. -> 2. Per la luogo 
dove si balla, onde Iri a P^bballu, Andare al baUo. 

— 3. Per impegno, p.e. Entrari, o essiri ncra Pabballu, 
dicesi dl chi entra, o si trova in qualche impegno o 
iiegozto, Entrare, o esure in balto; Meniri semu otra 
labballu abballamu, Atentre ei troviamo imbcurcati bi- 
sogna tirar avânt i, JUentre siamo in ballo bisogna 
ballare, — 4. Per azzardo, Cimento, Risckio; onde Las- 
sari ad unu ntra labballu, vale LasciaHo nel risckio, 
Lasciarlo sulte sccche , o nelle peste. Cosi ancort si 
dice, Essiri nira V abballu di li virgini, Essere sul rer- 
gello, - 5. Eastri fora di P abballu, vale €ssert in si- 
curo , fuor cT ogni rischio. 

ABBALI:RA*RI, v. an. Avvalorare, 

'ABBAMMARrA'RI v.n. Gridare alia disperata per essere 
ascoUato ben presto, Stridere, 

ABBAMPALAVt'RUagg. persimil./NrraprenrfeHfe, Fae- 
cendiere, Affannone, 

ABBAMPA'Rl, v. n. ass. Propriamentc pigliar la vampa, 
Divamvare, Avvampare, ed alcune volte Ardere. — 
2. Si dice ancora del calore del sole. — 3. Fig. si dice 
Abbaiiipari di amuri, di sdegnu, o di altra passione 
deir aninio. — 4. Di sili ec. 

ABBAMPA'TU, agg. d'ABBAMPABi, Avvampato. 

ABBANDUNA'Rl, vedi ABBANNUNA'RI. 

ABBANMA'Rl, v.att. |Hibblicare per bando, Bandire. 

— 2. Per bandire le merci, Bandire, — 3. Per \endcrc 
all'asta, o solto Tasta, Vendere alV incanto, Vendere 
a tromba, —4. Abbanniari ad unu, vale manifestare 
ad alta voce i difetti di altri, o cio, che si vuol tenere 
celato. — 5. Abbanniari ad unu, per is|M)sarsi o rice* 
vere gli ordini sacri, Denunziare nella parrocchia. 

ABBANMA'TA, sost. f. pubblicazloiic delle cose da ten- 
dere, // bandire. — 2. Denunzia, Proclama. 

ABBANNrA'TU, agg. da Abbaxxiabi, chianiato ad alu 
voce. — 2. Per Denunziato. —3. Per merce raanifesuta, 

Subblicata: p. e. Roba abbannîata f inenza viunuta. — 
. Testa abbannîata, vale per Bandilo, Tenn. legale, 
sentenziato a moi te per bando. 5. Vrazzu abbanniatu, 
Sgherro, — 6. Per Famoso, Celebrat o. 

ApBVNMr» sost. mase. Denunzia, Proclama: p. e. Po- 
lisi di ai)bannii. lerrere di denunzie. 

ABBANM'I^IA'RI , v, att. pubblicarc imprudentemente 
clo, che dovrebbc rlfuaner celato, Palesare, Scopriregli 
altari. 

ABBANMTNAME'NTr. vedl ABBANNU'NU. 

ABBANM'XA'RI, v. att. vale lasclare con animo di non 
ripigliare, u di non rltornare pi<i alia cosa che si Xh- 
:icia. Abbandonare, — 2. Msclare chiccbcssia, o sepa- 
rarsi da lui per dispetlo, o per altra passione, Abban- 
donare. — X Abbannunarl Iu munnu, vale farsl reli- 
gioso. — 4. Ycnir mcno, Svenire, e anche Mărire: p. e. 
Abbannunaricci ntra lî mânu, — 5. N. pass. lasciarsi 
prendcre a qualche aftetto, Darsi in preda , Abbando- 
«rînri, — O, Per rimettersi nelle mani ad arbitrio allrui, 
Abbandonarsi, — 7. Venir meno [ier lassczza, E dicesi 
pure delle bestie da soma. 

ABBANM'NATi:, agg. da Abbaxstsabi, Abbandonato, 

— 2. agg. di Locu , vale Luogo incolto, oppure Luogo 
non piă frequentato - 3. Abbannunatu dl li medici, 
vale Infermo disperato, — 4, Causa abbannunaU, Di" 
fesa di Iile tr€iscurata. 

ABBANJiirNU. s, m. Ahbamlono, vale anche Deliquio. 

— 2. In abbannunu, avv. yon curata, Jn abbandono, 

— 3. Col verbi Mettiri, Lassari e simlli vale Abban- 
donare, 

ABBANTrcr, avv. composto dalia preposiflone latina a^ 
e antico: tino da autico tempo, Ab antico, 

ABBAPPATII, vedl ABBALINTATU. 

ABBARBICA'Rl, v. n. far radire, .466ar6ioflrf, 

ABBARBICA'TU, agg. da Abbabbicabi, Abbathieato. 

ABBARRLTRISI, v. n. pass. .4tterrir«, Sbigottirsi. 

ABBARRII'JITTU. agg. da ABBABRViRiSb Sbigottito, At^ 
terrilo, Scoraggiato, 



abb 



> 19 « 



ABB 



ABBARUNA*RI. r. atU dicou del grano, ono, o simili 
qvando si ammonticchitno, Ammontare, Rammoniare. 

ABBARt-NA*TU, «g§. da ABBAaonAai, Ammaniato. 

ABBASCIVRI, ▼. atu proprlamente signiGca scemar l'al* 
leiza di alcuna coaa» farU divenir hasaa, accoatarla o 
poiia pili abbasao Yerso terra, AddoMore.—- 2. CUnare* 
accostarr a tf rra: p. e. Abbasciari V occhi 'n ierra» Cki" 
nmn $U oeehi, -- 3, Fig. Umiliartt JLvnIire, Depri- 
mert.— 4. Per Diminuire, — 5. Abbasciari ia yaci» Ab- 
h(u$an ia voce. — Ik Abbasciari o calări li vili » per 
meu Yale Deporn o Abba$aar9 l* arroganxa^ Abhat^ 
$ar la cresta^ Abba$$ar U cimUro, — 7. Abbasciarisi 
o Abbassarisi, fig. Mindeni vik, Vmiliarsi, Abbas- 
sorat. 

ABBASC1A*TU, agg. da Abiasciami, Abbassato. — 2. Per 

l'mUiato, Abhaaato. — 3. Per met. Scemato , JDimi- 

nuito: p. e. Li prezsi di Iu fnimentu , o di Iu man- 

riari sunnu abbasciati» ii pnzzo del frumento o della 

yraaeia n ^ akbauato, 

ABBA'Sau, Yedi A BASCIC 

ABBASSAME'NTU, s. tu. Abbatsamento. 

ABBASSA'Hl, vedi ABBASCiA'EI. 

ABBA'STA, avY. Ba$ta che. 

ABBASTACHI*, aTV. Pureh^. 

ABBASTA'NTI. agg. che basta, Su/pcient9, Baitante, 

— 2. In moda avv. A bastante, 
ABBASTAKTIME'NTI, avv. Bastantetnente. 
ABBASTA*>*ZA, avv. Abbaslanxa, A bastanza, 
ABBASTA'RI, v. n. e alt. essere assai, a suflicienza, a ba- 

sunza, Battare. - 2. Prov. Lu pîcca m' abbasta, Tassai 
mi suTerchia» Col poco si gode, e eolV aajot # i tribola. 

— X Poter sostenere: p. e. lu abbasttt a fari sta cosa. 

— 4. Avtrforza, lf»sur«r«. — 5. Dicesi Mi abbasta Tar- 
mo. Mi abiMsU lu cori, e vale Avere, Dare ii euore, 
Bastartanimo, Battar U euare. — 6. Omu chi ci abba- 
sta Tarmu, Vomo di eperimentata bravura, ardire o 
aititudine. — 7. Ti abbasta iu cori di lassarimi? Ti 
dă tanimîo di lageiarmif 

ABB.iSTASATUf agg. di portaniento e costumi da fac* 
cbino. 

ABBASTIUNA*RI, Y. ati. e D. fortiflcar con bastionî, Ba- 
elionare, 

ABBASTIUNATU agg. da Aibastunam, Baitionato. — 
2. lîg. vale RobuUo, 

ABBA'STU, s. m. quantilA di generi sufficiente ad un 
dato tempo o bisogno. 

ABBATA'ZZU» pcgg- di Abbati, Abatone, 

ABB ATI» s. m. superiorc, e capo d*una badia, ed anche 
seraplice titolo di dignitii fra i monaci, Abaie, — 2. Uno 
cbe resta abito cbericale semplicemente, Abate, — 3. Pa- 
riri un abbati di gala, dicesi iig. di chi veste attilla- 
tamente in nero. 

ABBATrcCUlU, vedi Abbatinv. 

ABBATrNU, s. m. dim. di Abbati» Abatino. 

ABBATO'TTU, vezzegg. di Abbati, Abatino. 

ABRA*TT1RI , v. att. geiUr gtii , mandare a terra , far 
radm, atterrare, e dicesi delle cose. edelie persone, 
Abbattere. — 2. Per muovere, dinienare: p. e. Abbat- 
tiri lu peuu, Muovere q dimenare u» gran masio di 

Îiietra, o ceppo, o trave grande, e simili. — 3. Per met. 
are Si-rmar la forza di cbicchessia, distruggerlo« Abbati 
tere, indebolire, Denrimere. — 4. Prov. I^ frevt ab- 
batii Iu liuni, vale La febbre abbatte ii pi^ forie; di- 
cesi aocbe figuratamente e vale. Le avvenUâ cont^ 
nue deprimono Vanimo dei piă coraggioei. ~ H, Per 
metaf. anche Trarre ad un partito, Pereuadere, Con- 

rincerr 6. N. pass. Abbattirisi d*animu, Sg^men- 

tarti, ScaraggiarM, Diiomimani, Abbatîerei, -^ 7« Ab- 
battirisiila, Andareene vta, Fuggir via naaeoâtamente. 

— 8. Abbattiri la vila, T. mar. Abbaesar la vela, — 
9. y. Fentr meno, Svemre, 

ABBATnSTATC, agg. di Musvuvo, vedi MUSULrNU. 
'ABBA'TTITU. s. m. GessailODe di travaglio. o sia riposo. 
AWATTU'TU» Hfff* ^ Abbattim, Akbeniiutp.^ % Met. 



ParftMMo.^3. Per vinto, soggiogato» avvilito, p.e. Ani* 
mu abbattutu, Abbattuto, Coetemaio, 

ABBATU'NI, 6. m. pegg. di Abbati, Abatone, 

ABBATU*ZZU, s. m. dim. di Abbati, Abatino. 

ABBAZI'A, 8. f. Convento di monaci, di cui ii superiore 
ha îl titolo di Abate, ed anche una specie di oenefi- 
rîo ecciesiasilico, Abadia, 

ABBAZIA'LI, agg. attenente ad Abate, o ad Abazia, Aba- 
xiale. 

ABBECGE*, o ABBEZZE*, o ABBIZZV, 8. m. Alfaheto, Ab^ 
bicck, - 2. Libricciuolo con cui s' insegna a leggere ai 
fanciuUi, Abbicck, — 3. Nun sapiri mancu rabbecci, vale 
non sapere ii4 anche i principii d'una scienza» Tfon 
eapere rofr^ied. — 4.Passari qiiaotu Tacchi ntra Tab- 
bfî^z^, Contare quanto un' acca^ 

ABBECENNA'RIU, vedi ABEECCE*. 

ABBELUME'NTU, s. m. Abbellimento. 

ABBELLrRI, v. att. Abbellire, Ornare. — 2. fiş. Rafu- 
solare, Raffax zonare, e dicesi di rapporto di fatti. 

ABBKLLirTU, agg. da Abbelliri, AbheUito. 

*ABBE'MRI, V. att. Raggîungcre un altro nel corrergli 
dicln), Raggiugnere. — 2. Per Abbiniri v. 

ABBEXXrziU, 8. ra. Profitto, Guadagno, Emolumento 
accidentale, 

ABBENTrziU, agg. Accidentale. 

ABBE'NTU, o AVVE'NTU, s. m. il tempo dcdîcato dalia 
chicsa per preparazione a celebrare la venuta di Gasii 
Cristo, Avvento, — 2. Fari V abbcntu , vale Prediear 
V avvento,o DigiunarnelVavvento,^3, Per Quiete, 
Posa, Riposo: p. e. Nun aviri abbenlu , Non aver 
posa, per io piii dei fanciulli: egli i un frugolo, e vale 
ancora Essere occupatissimo, 

ABBE*RSUf o A BERSU, modo avverbiale Convetit«nfa- 
mente. Bene, in bel modo, A verso: p. e. Nun vuliri 
jiri abbersu, ?i'oth volere stare al dovere. — 2. Nun jiricci 
un capiddu abbersu , Star sommamente inquieto per 
traversie, - 3. Mittirisi abbersu, Entrare in dovere, 

— 4. Nun viniricci abherso, Essere contraria ol suo di- 
segno, 

ABBE'RTIRI, v. att. Avvertire: Cui t abbcrti t'ama, prov. 
vale Chi ti ammonisce t* ama, 

ABBET£*RNi:, post. awcrb. DalV eternitâ, Ab etern». 

ABBE'ZZU, agg. Avvezzo, 

ABBIANCUrAME'NTU , s. m. Iinbiancamento , Lo cm- 
biancare. 

ABBIANCIirVRL v.n.ass. tendere al bianco, dimostrarsi 
bianco, Bianeheggiare, — 2. Per incanutire, imbianr 
care, fig. si dicc Bl'annu abbianchiatu li capiddi a fari 
sta cosa, vale Vi ho stentato assaissimo, — 3. Ati. far 
diventare bianco, Bianchire, imbiancare, dipiogere di 
bianco le muragjie, imbiancare. Dare ii bianco, 

ABElANCIirATINA, 8. f. imbiancamento, 

ABBIANCIU A'rr, s. m. imbiancamento, 

ABBIANCIH'A'TU, agg. da Abbianchiabi, Htancfcito, ini- 
biancato, — 2. Per incanutito: p. e. Omu abbianchiatu 
prima di lu tempu, Incanutito avanti tempo, 

ABBIANCHI'ATU'RA, s. f. Imbiancamento, 

ABBlANCIirATirRI, s. m. clie dâ ii bianco alle mura- 
glie, Imbiancatore, 

ABBICGA'RI, V. att. pigliarc ii cibo col bccco, Beccart, 

— 2. Abbiccari T ova , dicesi dei pulcini, che nel na- 
scere beccanu T uova, Beccare fuovo; metaf. Riuscire 
a bene, 

ABBICCIIIARINA'TU , agg. con viso da vecchio , Vec 

ehiecio, 
ABBICINAME'NTU, s. m. At^'icinamento. 
ABBICINA'RI, v. aii. far vicino, accosUre, appressare , 

mctter vicino, Avvicinare, — 2. N« pass. Accostarsf, 

farsi vicino, Avvicinarsi, 
ABBICINA'TU, agg. da Abbicikaaj, Awicinato, 
ARBICINNA*RI, v. aU. avvezzare i corsieri a correrc îl 

pal io , 4mtezxare al eorso, — 2. Abbicinnari U terri, 

term. de|^ agric., dicesi ii glro delle coltivazioni nel 

medesimo tcrreno. 



ACC 



» 26 



ACC 



ACCllIACr4AiU, V. ati. legare e sliingcr eoR cappio, .4c- 
eappiatt, — 2. Fii;. Angcwiatt, Angareggiar€. 

*ACCHIAGCA'TU agg. da Accbiaccari, Accappiato. -^ 
2. Fig. Antjariaio, 

AGCUlACCATirilA, s. f. fune che ha in cima an cap- 
pio scorsojo, Aceappiatura, — 2. Sforzamento fatto ad 
•llrui contr* a ragione» Aggravioy Angheria, Angaria, 

ACCII1ANA*RI , V. alt. far salirc, innaliare, Montare, 
SoUevare , Timr »u. — 2. N. Sa li re ad alto , Aseen- 
derCf Montare, 3. Salirc in vito stato, Cretcere di 
fortuna. — 4. Por Creseere di prezxo, — tf. Parlandosi 
di sposa, vale Importare: p. e. A quantu accliiana? 
Quanto importa? - O. Aviri li diavuli acchianati» o 
acchianarirri, o archianarirci tulti, dicesi di uno spi- 
riuto quaiido iiifiiria; c dicesi ancora di qualunque 
persona qiiando munta in ira. Assiilaret intorare. — 
7. Ci acchianau la musca . dicesi dci buoi quando 
smaniano inorsi dall' assillo, Hanno i' auillo , Anii- 
lare, — > 8. Fig. usalo in modo reriproeo dicesi di chi 
grandemenlc si adira: p. c. Ci acchianani, Crit i mon- 
tato o talito ii moscherino. — 9. Acchianari in cunoc- 
chia , vedi CtWO'CCHIA. — Acchianari e scinniri Iu 
manciari» dicesi del sentirsi in gola îl saporc dei cibi, 
o liquori, dnpo alrun tempo che si sono ingojati. 

ACCIIIANA'TA, s. f. Salita, Erta, Montata, Pettata. 

— 2. Prov. Comu su 1* acchianati su li scinnuti, vale 
ii mondo ^ fatto a icale, or ii tcende ed or ii eale. 

'ACCIIIANATE'DDA, s. f. dim. di Acchianata, dolce e 
breve salita, Krta poco ripida. 

* acchianati:, agg. da Acchianari, chi k montato su, 
Salito. 

•ACCIIIAXATIVNA , s. f. acer. di Acchianata , lunga 
e difUcilc montata. 

ACCHIANCARI, v. n. T. di agr., propriamente dicesi de- 
gli arbuscelli, viti ed altri, che rannu ceppo, Farceppo, 
Ceppare. — 2, Fig. ţ>er non farc avanzamento: p.e. Ac- 
chiancari unu ntra li studii, ntra Timpieghi, ntra la 
virtii, e simili. dicesi di ehi non ha messo nulla in 
avanzo, hyli twn ha avanzato i piedi fuor del letto, 

— 3. Per istar fermo , iminoblle , tisso in qualunque 
Ijogn. — \. \. pass. Acchiancarisi , fcnnarsi oziosa- 
mente in nn luogo senza saperne useirc, Appillottani* 

Aa:ilIA>(:A'Tr, agj?. da AccoiANCARi, Che ha fatto 

ceppo. — 2. Dcttu di statura, Caramogio. 
ACCIIIAMXLA'KISI. v. n. pass. .4ococco/arft. — 2. Per 

fermarsi a lungo, AppiUottarsi. 
ACCIUANCrLA'TU, agg. da Acciiianci'larisi , i4rcoc- 

colato, — 2. Per Prosteso, 
ACCIIIAPPA'RI, v. att. pigliare lenendo eon forza. Ac- 
ehiappare , Aijghermigliare. — 2. Por Catturare. — 
3. Per Hubnre, 
ACCIlIAPPATr, nţţg. da Acchiappari, Acchiappato. — 

2. Per fait<i prigînne, Catturato. 
ACCinCCniA'KI, v. n. socchiudere gli occhi per vedere 
eon pili Taciita Io cose lontane, proprio di chi ha la 
virta corta, Sbirciare, 
ACCIIICCIII VTA, s.f. ratlodellAcchicchiarl, Lothireiare, 
ACCIlICCIIlATi: DDA. dim. di Acr.nirxiiiATA. 
ACCHIUMMA'RI, v. alt. cercare le dirilture col piora- 

bino, Piombinare, 
ACCI111:MMATI:, agg. da AcciiirvMARi, fatto a per- 

pendicolo, Piombinato. 
A'CCIA . T. di bolan. Ahirm graiboless kătivum L., 
Sedano, Appio e si coltiva negii orii, — 2. Aceia sar- 
vnggia, Ai'irsi GRAtKoi.Ess L.. Urba st^danina. Xasce 
spontcineanicntc «pirsta omhreliifera nci iuoghi umidi 
o inondnti in Sirilia. 
A(:t:iACCA TI* , agL'. Impacciato. — 2. Pci impiccialo 

di nerozii. Affacci'.ndato. — 3. IVr Infermicrio. 
ACCIAUir. s. m. hnpnccio,— 2. Negnzi»» intricato. — 

3. Prr mala disposizione, Acciacco. 
At^tlIACr.rsr, nvg. «he «ia acciacchi, Fastidioso, 
'At:t:n:\MK\\Ti; . «». m. io accecare, -4ccer<iM*fn(o. — 
'2. IVr jiij^iiiiiio. tiii baincnlodella ragi'/ne. Accecamentu. 



ACCICA'RI, o ACCECVRI, privare della Ince degli oc- 
chi, Accecare, Cecare. — 2. Per metaf. si. riferisce al- 
l'animo. ^ *3. Frivar della luce della mentie, Accecare. 
4. — In sig. n. pass. Divenir eieco. — 6. In sig. n. 
ass. Divenir cieco. 

ACCICA TU, o ACCECATU, agg. da Accicari, Accecato, 

— 2. In sign. metaf. si riferisce alPanimo: p. e. Ac- 
cicatu da Tamuri, da Tavarizia ec, .4ccera(o. 

ACCICCIA'RI, v. alt. pigliarc e tenere stretlo con fona, 
Afferrare, - 2. Aecapellare, Accapigliare. — 3. N. pass. 
tcnersi stretto con un altro, Strignersi, — 4. AMZuf- 
fami, Afferrarti, Venire alle prese, 

ACCICCIATL-, agg. da Accicciari, Afferrato, Aziu/fa- 
to, Stretto, 

ACCIDENTALI, agg. che viene per accidente, Acciden- 
tale. — 2. Per Accident ario, ene ha deiraccidentc. 

ACCIDENT A LMEWTI, avv. per accidente, Caşualmen- 
te, Accidentalmente, 

accidentaţi:, agg. T. med. Coljnto di paralieia. 

ACCIDE'NTI, s. m. propriamente Accadimento, avreni- 
mento buono o reo che sia, JLccidenCe. ^ 2. Parlanda 
di cio clic i per accadere, che non pu6 prevedersi, Caio. 

— 3. Pri accident! in modo avverb. vale per A ccuo. 
Per torte, Catualmente, Accidentalmente, Per acei- 
dente. — 4. Caso repentino di malattia , s^enimeoto 
improvviso. Accidente. 

ACCIDIA, s. f. uno de* peccati capitali, ed k fiistidîo 

e tedio del benfare, Accidia. 
ACCIDIirsU, agg. pian di accidia, Aceidioeo. —% Por 

Poltrone. 
ACCIMATU, agg. che primeggia, Primario, Primajo. 

— 2. Fig. uoino principale, Maggiorente, Maggiorevole. 
ACCIWA, s. f. pianterelta di Sedano, da trapianure; c 

anche II seme del Sedano. 

ACCINNA'RI, V. att. far ccnno col capo , colla mano , 
col dito, coir occhio, Accennare, Additare, Cennare. 
—2. Per dare qualche poco d' indizio di ehicchessia 
dicendone qualche parola, Accennare. - 3. Per isten- 
derc i primi tratti di un discorso, e simili, Abhozseire, 

ACCINNA'TII, agg. da Accinnari, Accennato. 

ACCINSIO'M, s.f. reccitaR>i della combustione in un cor- 

}M), i4ecen<ionf.'2. Accinsionî di facci, disangu ec., 
^ ii divenir rosso persovcrchio calore, Jnpammamento. 
ACCINTA'RI, vedi ACCENTA'Rl. 
ACCIO*, ACCIOCClir, avv. Accib, Acciocche. 
ACCIPPA'RI, V. n. Tattaccarsi che fanno con le rădici 
in terra le pianle, Abbarbicare. — 2. N. pass. Jfrfren'- 
bicarsin Hadicarsi. — 3. Met. vale Auodarti, Stabilirti. 
ACCIPPA'TU,agg. da Accippari, Abharbicato, Hadieaîo, 

— 2. Per Aftodato: p. e. Ronu accippaiu, Bene om- 
iodato talora in bem di fortuna. — 3. Per poderoso, 
Atante, Gagliardo, 

ACCIRTAMENTr, s. m. Accertamento^ 
ACCIRTA'RI, V. att. certiBcare, far certo, Aeticware, 

Aceertare. — Per Asteverare. — 3. In sign. n. pase. 

AsMÎcttrarti, Arcertarti, Certificării, Chiarirsi. 
ACCIRTATAME'NTI. avv. Accertatatamente. 
ACCIRTAlT.agg. da Accirtari, Accertato, Certificate. 

— 2. Per affermato. — 3. Per Idoneo, A propoiito. 
ACCrsr, agg. Infiammato, Acce$o, — 2. Per simil. In- 

fervorato, Caldo, Acceto. — 3. Per met. mosso da al- 
cuno afTetto dellaniimi, Aeceeo, — 4. Per Incollerito. 

ACCISULrDDU, agg. dim. di Accisv, Alquanto acceeo, 

ACCITTE'DDA, agg. dim. di Accbtta, piccola score, 
5furife//a. 

ACCIi:CCA'RI, V. n. Divenir chioechia. 

ACCIUCCiir, avv. Arcioeche. 

ACCUTFA'RI, V. att. prender pel ciuffo, Ciu/fare, Ac- 
ciiiffare.—2. Per simil. Prendere O afferrare chec- 
chessia con qualche violenza. Acciuffare. — 3. N. pass. 
Acciitffani. - \. Dicesi ancora di chi per malinconia. 
gravita, pensiero, sdegno ee., tiene il ciglio basso, 
Accigliani, Increspur le ciglia. Far ciglio, Aggrot- 
tar le ciglia, — 5, Ingrognare, Pigliare ii grugno. 



AGC 



JD âT a 



ACC 



ACCIUFF.VTrzZU, ag«. Mexxo Accigliato. 
ÂGCiUFFA'TU, agg. da Acciuffari, Prtto ptl ciu/fo. 

— 2. Per Accigliato, — 3. Por ingrognato, 
ACCIUNCAME'N'TU» s. m. contrazionf » raggrinzamento 

dcUe membra, Altrapperia, 
A(:CIU>CA'RI, V. att. Storpiare. —2. N. ass. Divenir 

Mîorpiato. — 3. Per traslalo dicesi dellc viti, e degli 

alberi, quaiido la potalura 6 malameiite fatta. 
AGCICNGA'TU, agg. da Accilncahi, Storpiaio. 
ACCICRA'RI, V. au. starciare ii Gdr della farina, Stac 

cian- — 2. N. pass. fig. Fani rieco. 
ACCIl'RA'TU « agg. da Acciurari , Staeciato.^2. Id 

agr. dicesi di quelle fnitta, come pru^ne, ulive pas- 

se ec. ec. « che son coverte da una polveruzza bian- 

rhiccia , resiuosa da noi cbiamata Ciuri , e dagl' ila- 

liaci CALUGiNX, PAXNAt Appaiinato. 
ACQL'RRA'RI, y. alt. A/ferrare. 
ACCLAMA'RI, \\ att. fare a YiYa voce elcziono, appiaiiso, 

e simiii. Acclamare, 
ACCLAMA TU» agg, da Acclahari, Acclamato.-^ 2. Per 

Celebrat o. 
AU:laMAZ10'M, s. f. r acclamare, Aeelamaiione. 
'ACCLISIA'STlCt-,agg.colui che rreqnenta continuameiite 

le eh iese. Ckietolasîieo. 
ACCO*G(illlRI. V. alt. fare accoglienza , ^eco^^ltere. — 

2. Per /Jictrtre, ^cc<riar0, JRHenen.^3. Per Am- 

metierfn 
AOlO'Lirr, s. ni. colui che ha ii quarto degli ordini 

minori. .Irco/i(o. — S. Si dice pure del candeliere, che 

si porta dall' accolito. 
ACCOLLA'RI. V. att. Addo$tare. — 2. N« pass. Atldos- 

$arti, — 3. AccoUarisi un dcbitu, obbligarvisif addos- 

sarsi di pagarlo, AccoUarsi un debito. 
ACCOLLA'TUf agg. da Accollari, Addostato. 
ACCO'LLU, s. m. T. legale, signiiica ii irasferire da una 

persona ad un* altra qualunque azionc, u peso che si 

pfissa contrat tare, Accollo, 
ArCO'LTlJ. agg. da Accog«uiri, AccoUo. 
ACCOMMODA'fiILI, agg. .4rconiO(/a&t7e. 
ACCOMMODA'RI, vedi ACCI'MMITDVRI. 
ACCOMMODATR'DDU, agg. dim. di Accomiiodatc, Vn 

poco aceomodato* 
AO:0MM0DATt\ agg. vedi ACCCMMUDA'TU. 
ACCO'MMODU, O ACCO'MMUDV, s. m. acconciamonto, 

^ccomo</ai}ieti(o. — 2. Per AisettOf Accomodamento, 

— 3. Per Accordo di differenze, — 4. Per ripiego a coin- 
porre le differenze tra alcuno, Accordo. — 5. Per Presli- 
ro. Pr^tfanza, Prcitamento, ~ 6. Per lîi medio, Biparo, 

ACCOMUXARI, vedi ACCUMUNA'RISl. 

'ACCO'XCIIT, agg. accomodato di vesti, di beni, di for- 
tune» Agiato. 

ACtORARI, vedi AGGITRARI. 

ACOO'RDIU. o ACCO'RDU, s. m. propriamente Termine 
della musica. e si dice delle consonanze quando bon 
consooano, Accordo, — 2. Persimil. convcnzione, Con- 
ft'rdia, Accordo, — 3. Per Patto, — 4. Poslo avv. di 
acrordu. concordevol mente, V accordo. Con accordo, 
Pacificamentc, — 5. Coi verbi Ehsiri, Stări, Jiri. Fa- 
rî. Campari e simiii. vale concordarc, andar di con- 
cordia, combinarsidi pensiere, Essere, Stare, Atidare, 
Vivert. Fare, te, d' accordo, — 6. Col verbo Mettiri, 
lale actM*rdare. conciliare, Mettere daccordo, — 7. Con- 
^enzione ]>cr terminare una lite, o conchiudere un ne- 
gozio. Accordo, — 8. Prov. Mcgghiu aocoidiu magni 
ta frintenzîa grassa, vale ^. piii util«^ ii cederc qual- 
che cosa. che aver tutto per via di piato, E meglio un 
magro acconio, che una graaa sentenza, — 9. Unionc 
simultanea di piii stninicnti o \oci combinaţi secondu 
le regole dell* armonia , Accordo , Acrordomento, — 
10. Si dire ancora dei colori, quando sono bon dispo- 
sti. ed accordati, Accordo, 

ACCORGfRISI . Y. n. pass. venire al conoscimcnto di 
una cosa colla conghieltura di un' altra , Accorgersi, 
Aciederti, — 2. Accorgirisi aranti, Antivedere, 



*ACCORTAME'NTI, avv. con accorgimcnto, con aniiveg- 
genza, Accortamente, 

*ACCORTISSIMAME'NTI, avv. superi, di Accortamenti, 
Accortissimamente, 

ACCORTrsSIMU, agg. superi, di Accortu, Accorlissimo, 

ACGO'KTIJ, agg. avvedulo. sagace, conlrario d' impru- 
dente , incauio , Accorto, — 2. Col verbo Stări, vale 
stare suiravviso, c ligur. porsi in guardia, Stare ac- 
eorto, 

ACCOSTUMA'TU, vedi ACCUSTUMA'TU. 

ACCRAVACCARI, vedi ACCAVARCARI. 

ACCRIANZATl'SSIMU, Accrianzatuni , agg. superi, da 
AccRiANZATU, Rispcltosiisimo, 

ACCRIANZA'TU,agg./iijpef(o<o, Ouequioso, Riverenle, 
Di buona creanza, 

ACCUIDITA'RI, v. att. porro in istima, in credito, Ac- 
creditare, — 2, Dar credito in materia d'intcresiîe.— 
3. N. ass. dar crcdcnza. 

ACCRiDlTA*TU, agg. da Accriditari, che ha credito, 
che 6 stimato, conlrario di discreditato, Accreditato. 

ACCRISCIME'NTU, s. m. i* arcrosccre, aumento, aggiuii- 
ta, Accrescimento, 

ACCRfSClRI, V. att. auuienlare, far maggiore, dare ac- 
croscimenio, Accrescere, -- 2. N. ass. Crescere, — 2, N. 
pass. auuieniarsi) ingrandirsi, farsi maggiore, Acere- 
scerei, 

ACCRiSCIirTU, agg. da Accrisciri, Accretciuto. 

ACCRi:CC\ME\\Ti:, s. m. piegatura in arco, Curvatura, 
Curvezza- — 2. Fig. parlandosi d* uoino significa con- 
tralio nella persona, Curvo, 

ACCRUCCARl, o 'NCRUaîA'RI , v. att. Vncinare.— 
2. Per A/fibiar con gangheri, — 3. Per Appendere al 
rampino, al ra/po. — 4. Per Rauire, — tf. Accruccari 
ad unu li dinari nlra Iu jocu, vale Vincergli i dcnari 
giuocando, — 6. N. inarcare, C urcare, — 7. >'. pass. 
metaf. Attrappursi. 

ACCRIXCATE DDU, agg. dim. di Accrlccatu, Curi'e«o, 
Alquanto curvo, 

ACCRi:CCATrzzi:. pegg. di Accrlccatu, Abitualmente 
infermiccio. 

ACCRUCCA'Ti:, o NCRUCCATL', agg. da Accruccari, 
Vncinato, — 2. Per Affibbiato^^'A, Per Appeto al 
rampiuo. — 1. Per Curvo, — 5. Per Infermiccio. 

ACt:i:(:CAME'NTi:, s. m. baloccamemo, Balvccaggine, 
Baloccheria, 

ACGUCCA'RI, V. att. dannificare, nuocere, -Iccoccflre. — 
2. Per răpire con blandizîe. -4ccoccare. — 3. Accuc- 
cari ad unu a baslunati, \ale haltere , percuoterc al- 
cuno con busse* Conciarlo pel d\ delle feste, — 4. y, 
ass. nianrar di forze. perdere ii vtgore, tânguire, 

ACCl'CCA'TI. T. dei sctajuoli, Regoli di circa duc piedi 
di Iunghezza,e di un pollice di grossczza. e di\isi come 
in duc denii nella Ion) estromitâ superiore, Accoccati, 

ACCUCCA*Ti:, agg. da Accuccahi, senza forze, deboU, 
Languido. — 2. Per Infermiccio , e anchc Console- 
seente, 

ACCUCCHI.V'RI, V. alt. conjjriugnere insieme duc cose, 
far coppia, Accoppiare. — 2, Per Cumulare, — 3. In- 
gannare alcuno nel giuoco, c precisamente nel Toccu, 
Aggirare, Be/fare, Soperchiare, 

ACCl'DDA'RI. V. att. meltere in sul collo ii giogo. Ac- 
collare, — 2. Por Addossare. — 3. N. pass. Porsi ad- 
dosso, — 4. AccoUarsi, — 5. Accuddarisi un dcbitu , 
obbligarvisi, addossarsi di pagarlo, AccoUarsi un de- 
bito, — 0. Per mol. Addossarsi, 

ACCl'DDA'TU, agg. da Accuddari. Accollato, 

ACCUDDr, avv. che si usa accoppiaio coiravvcrbio Ac- 

cussh p. c. an-ussi ed accuddU In questo ed in quel 

modo , Cosi e cos\, — 2. Fari li cosi accussl ed ac- 

cudd). vale Farle strapazzatamente, 

ACCUDI'Rl, V. n. ass. Assecondare, Aeeudire, ~ 2. Per 

Attendere. 
ACCUFFULA'RISI » Y. n. pass. Accoccolarsi f Appan- 
eiollarC' 



ACC 



]» 28 CC 



ACC 



ACClTFFULVTl't o?f(. da AccnrpULARisi, Accoceolato. 
ACCL-FL'RI:n.V'TI'. •a^%. di mal animo, o per malatiia, 

o por crucrio. 
ACGL'GGHIE'NZA, s. f. una certa dimostrazione di af- 
fclto, che si la nel ricevere persone grate, e nell' ab- 
boccArsi con esse loro, Accoylienza, Aecoylimento. 
ACGUGGIIIME'NTU, s. ni. Aceoglimento, Accoglienza, 
AGCULAZZA'ttl, v. n., T. di agr., e dicesi p. e. Accu- 
lazzari H niuhina, li ciirolii, li pruna, e simili, e Tale 
perdere In loro propria Ggura per cagion di melumc. 
ACCULAZZVTU, agg. da Acculazzari. 
ACGUMINZA'GGUIA, s. f. Incominciamento.— *^. Per 
principio. o priino pezzo di un lavoro da proseguirsi. 
ACCUMLNZA'Rl, v. n. dar principio, principiare, avvia- 
re, Cominciare, incomincutre. — 2. In modo assoluto 
dicesi propriamentc dcH* inlrodurre un discorso, Co- 
mineiare, incomineiare, — 3. Aver principio, prender 
cominciamcnlo. — 4. Acciiminzari di novu , o Accu- 
minzari da capu , Bicominciare. — 5. Bisogna accu- 
minzari di Iu nomine patri, vale bisogna cominciar 
da capo, Bisogna comineiare a din A, 
ACCUMlNZATi:, agg. da Acciiminzari , Cominciato , 
Ineomineiato. — 2. Parlandosi di candela vale tor- 
chietto non piii nuovo, ina che sia stato altrc volte acce- 
se, .-Irsiccto. — 3. Prov. (losa bona accuminzata6 menza 
iinuta, vale Chi ben comincia 6 alta metâ deW opra. ' 
ACCUMlNZATirilA, s. f. Incomineiamento, 
ACCUMMUDA'Ui, v. att. adaltarc, applicare, Accomo- 
dan, — 2. Per prestare» dare in preslito, Fur comodo% 
Aeeomodan. — 3. Per dare allrui i suoi agi, e Ie sue 
comoditi, Adagiant Aeeomodan. — 4. Per Aeeordare. 
— 5. Per Aceoncian, As$ettnn. — 6. Per Rappnrifi' 
can, Bappattuman, ^1. Per Bifan. — H. N. pass. 
Aecomodarsi, Adattarsi: p.e. Accununudarîsi a Turnuri 
di Tautri, a la capacit^ di Iu populu, a Iu tempu» 
Accommodani alinUrui umon, ce. — 0. Per accoiiciar- 
81, abbellîrsi, Raffnzzonani, Accomodani» — tO, Per 
mettersi a şedere, Şederii. — ii. Per nieitersi In co- 
mod! tă, in a\ere, Adagiarsi, 
ACCUMML'DA'IW, s. f. acconiodamcniOf Areonoiamen- 
tOf Aggiuttamento, ^ieoonciatura: p. o. Dări n' aocum- 
mudata a li robbi, a la casa, e simili. 
•ACCl .MMinATEDDA, s. f, dim. di Accumxudata. 
ACCLM.MrDA'TU, agg, da Accimnidari, Acconcin, Ac- 
conciato, Astettato, Accomodato. -- 2, Per Rifatio, 
Accomodato, ^ d. Per Adaltato, -- \, Per Pnstato, 
Accomodato. 
ACGUMPAGNAME\NTi:,s.ni. rompagnin. Io aceompagna^ 
re, AccompagnamenlOf Accompagnntura, — 2. L'ajiito 
o sostcgno arinonico di un canto, o di una voce prin- 
cipale col niczzo di uno, o piîi strumenti , Aecompa- 
gnamentu. — 3. Vale aiicbe Si^guito, ii quale se d per 
ceriiiioniu reliţ^ios.i dicesi Corteggio, se per onorare 
taiuno dicesi Codazzo, 
ACCUMPAGNA'IU, v. alt. rongiununore, unire, mctlere 
insieme, accoppiare una persona o una cosa con un*al- 
tra , Accompaguan, — 2. Andar con uîio per Io piii 
per onorar Io o assicurario , tencre o far coni(uigiiia , 
andar in compagnia, Aecompagnare. — 3. Per Seor- 
tun, — 4. Per nieltere insicme, Appnjan* Accompa- 
gnan, — 5. Per suonare al<'unu slruuieiito al conrerto 
dcl canto, Aceompaynan rol suono chi ranta. — 0. î.u 
Signuri facrunipn^na, modo di dare licenza augurando 
bene, Faiti con DiOf Y'alti con i)iu, — 7. N. pass. 
tarsi compagno. Accomp'jgnarsi. 
ACCL'MPAGNATE l)I)i:. dini. ili Acclmpagnatu, e vale 

Alquanto eccedtnte di misnra. 
ACCITMPAGNA'TU, nf:g. da Accimpagnahi. Aecompn- 
tjnato. — 2. IVr Aicoppiiili), Accompagnato. — 3. Prov. 
Me^ghiu sulu ca iiialii an umpngnatu, Egli e meglio 
tsser solo , che rnnl acrompaipiato, — 4. Per Ecce- 
dente di inisura: p. e. .Nasu ueddu accumpagnatu, vale 
A'm*o grosso, 
ACCLMPRIMLNTATU, afrg. Compim, Compiuto. 



ACCUMPARA*RI,. f. n« Divenir compare. 

ACCCMPARIRI , Y. n. farsi vedere, far mostra di se» 
Comparire. 

AGGUMULAME'NTU, s. m. Paccumnlare, adunament». 
aminassamento, accolta, accrescimcnto in cumulo, Ac' 
eumulamento, Accumulazione, Cumulamento, Cumu- 
la zione. 

ACCUMULA'RI , v. att. propriamente ammassare , am- 
montare, amiiiui'chiaref afTastellare, far cumulo, Aecu- 
mutare. — 2. N. pass. Aeeumutarti. 

ACCUMULA'TU, agg. da Accl'mui.ari, Accumulato. 

AGGUMIIN.\'RISI, v. n. pass. usar famigliariiicute, Ae- 
comunarsi. 

AGCUMCNA'Tl-, agg. da Accuxcnarisi , Aeeomunato. 

AGGUNGIA'RI, v. att. ridurre a ben essere, mettere ia 
sesto. e in buon termine, contrarie di guastare; Aeco- 
modart, Acconciare, Astettan. — 2. Per Conformare. 

— 3. Per Adornan, Arndan, Abbetlin* — 4. Per Ap» 
prestare, Preparan, 3leîtere in punto, — tf. Per Con^ 
cian. — A. N. pass. Accunciarisi vale farsi ricco. Ac- 
conciarsi ii fornajo, Acconeian Vuova nel paniemjxa. 

— 7. Fig. Accunciari ad unu pri li festi, dicesi per 
ironia, e vale ridurre altrui a mal termine, ridurlo ia 
cattivo stato, Acconciare uno pe" dl delle feste, 

AGGITNCIATEDDU , agg. dim. di Accunciatu , e Tale 
Agiatello. 

ACGIT.NGIA'TIÎ , agg. da Agcuscciari , Aecomodato. — 
2. Per Agiato. 

AGGI'NSA'RISI, v. n. pass. rimettersi In liberii, data la 
soddisfazioue alia giuslizia, Acconciarsi eolla giustiăia. 

AaXNSINTlME'MU, s. m. ilcconfenfttnetKo. 

ACCUNSINXrRI» V. n, ass. consentire, Acconsentire* — 
2. Prov. Gu taci acrunsenti, vale chi non si oppoiie 
si presuine che consenla, Chi tace acconsente, — 3. Nun 
ci accunsentu , detto assolutamenie dicesi o per pro- 
testa di discorso, o per negazione Tormale, Tolga bio. 

— 4. Gederc alia prcssione o percosaa, e dicesi delle 
materie sodc, -icconwwliVf. — 5. Per coucedcre, am- 
mettere, Aceonsentin.— ^. N. pass. Aceomentirti, — 
7. Accunsintirisi la rabbrica. Far pelo, Scnpolare, In- 
crtnors. — 8, Parlando di vasi , campane, e simili, 
Senpolan. — 9. Dicesi pure delle parii del oorpo ania- 
no, c vale slogarsi: p. e. Accunsintirisi la vrazzu, la 
gamnia. Iu pedi, Shgarsi ii braccio, ia gamba ec. 

ACGDNSINTUTU. agg. da Acclnsi.vtiri, Aeeonsenlito. 

— 2. Per Screpolato ec, 

AGGIIFA'RI, v. att. Coprin, Nascondere, OceuUan: p. c. 
Accupari Iu focu pri nun svampari, Coprin ii fuoeo 
con terra, o eenen, ce. — 2. Met. AccuiNiri li difetti 
d' unu, vale tcnero in occulto i difetll altrui. — 3. In- . 
durre ansia. o fastidio. Infasiidin, — \. Accuparisi, 
n. pass. respirar wn afTanno, Ansartt Aneiare. 

.VCGLPAirzZU. agg. un poco ansante. 
ACGLTA'TII. agg. da Accupari, Coverto. — 2. Fer .4«- 
sante, Affannato, Affannoso, Infastidito. 

AGGLTAZIOWI, s. f. diflicile, c penosa respirazione Der 
m.ila aflTezione Hsira, o qiialche improvviso perturba- 
ineiito monile, J//Vinno, Ansia. — '2. Per un certo af- 
fanno. che per gravezza d* aria, o soverchio caldo parc 
che renda diflicile la respirazione, Afa. - 2. Per AV 
jfl, Fiiitidio, 

ACGUPFIA'RI. V. alt. aecompagnare o congiugnere in- 
sieme duo. far coppia, Aceoppiare; e dicesi anche fig. 

AGCI;PI;NA'RI, v.atl. Coprire. - 2. Per Camu/fan, Im- 
hacuccfire, Incnpucciare, Incnperucciare. — 3. N. pass. 
Camnffarsi, Imbacuccarsi, Incapucciarsi, Incaptruc- 
ciarsi. 

AGGi:in:NATIZZL', agg. Mezzo camuffalo. 

AGGlirU.NATU, agg. da Accipunari, Camuffalo, Co- 
perto. 

ACClJFUSEDDi:, agg. dim. di Accrprsr, 

AGGL*l»i:*SlJ, agg. che porta ansia. o fastidio. 

ACGU'RA, p. e. Datti arcura. Duna accura. Sta accura, 
modo imperativo, Cuardalit Vsa avvedutamente. 



ACC 



» S9 c 



ACC 



AGCCRA'RI, V. «tt. e n. ptss. afliiggere» traGţgere, con- 
Uisure, iravagUare, tribolare, Aceorar9f Ăceorani, 

AGCUR\TAME'NTI, avv. diligentemente, con cura, Ae- 
ewratamentM. 

ACCLIIATISSIMU , agg. superi, di Acguratu, Aeeura- 
tiuimo. 

AGCCRATrzZA, s. f. da cura, cura assidua e squisita, 
esatttfzaa , squisiteiza di studio e di atlcnzione, ^cii- 
raffx za, Diligensa. 

ACCURA'TU. agg. che ba accaratezza, esatto, sindioso, 
squisito; c dicesi non solo delle persone, raa eziandio 
dclle coso, delle riQessioni, delle sperienze, degli stu- 
dii, t sîiuili. Diligente, Acevrato, — 2. Agg. da Ac- 
ccBAMi, A/fiUto, Aecurato, 

ACCCRDAMfi'KTU, s. m. 1' accordare, e dicesi di con- 
•onanza di stnimenti e di voci, Aeeordamento, 

ACCURDA'RI, ▼. atu propr. tendere le corde di uno stm- 
nento m sicale in modo eh' esse possano armonizzare, 
a quiadi concordare ed unire stnimenti, o voci si che 
coiisuooino, .accordare. — 2. Met. per meitere d*accordo, 
qaielare, Accordare, — 3. Accuroari cuntrasti, liti «c. 
/Vir aggiuHamenii. — 4. Per concedero , permettere, 
Accordare. — 5. Per dare per patto, Pattuire, — 6. Per 
Appuntare « StabiUre. — 7. Per Far contentare. — 
8. Per Mitigaret Placare, AddoUire, — 9. Accurdari 
on picciriddu chi chianci , JRacchetare, ^ 10. Accur- 
dari Iu scarparu. Iu custureri, pagarlo, soddisfarlo , 
comunque sia, vale Accordare ii ealzolajo, ii earlore. 
— 11. N. pass. Convenire, Concordare. — 12. Fare 
aecordo, venire a palii. — 13. Paeifiearsi, — 14. Ac- 
cnrdarisi. Cântare, e euonare d'aecordo. 

AGCURDA'TC, agg. da Accurdari, Accordato. 

AOCCRGIME'MU, s. in. I'accorgersi, avvedimrnto, aT- 

vertenza, accortczza, Aecorgimento, 
.ACCU'RRIRI, V. n. ass. correre con preslczza, e portarsi 
dove alcuna cosa ci Iragge, Aeeorrere. 

*ACCCRTIGGI1URA'TIJ, agg. GoOb, sguajato nei luodi, e 
nel vestire, e dicesi prccipuamentc di alcune donne, 
Pettegoleeeo. 

AGCURTl'ZZA, s. f. Aecorgimento, Aceortexza. 

AGCL'RZAME'.NTU, s. m. raccorciare, Aecorciamento. 

AGGURZA'RI, r. att. sminairc, abbreviare, Aceoreiare, 
Seorciare, Aeeortare. —2. Accurzari caminn. andir 
per la strada curta, met. .166rei;iVir«, rantrt ai falii; 
che dicesi anehe Accurzari assolutamentc. — 3. Per 
Smininr fatiea. — 4. Accuraari li pasai, fig., valo Ac- 
eornor la vita. Torre la vita, Ahbreviar la vita. — 
5. N. pass. ^eorcfani. 

ACCCRZATU, agg. da Acccrzari, Aceoreiăto. 

ACCCRZU, 8. m. vale la via«piii breve, Scorciaioja, — 
2. Jamu a Taccurzu, dicesi prov., Veniamo alia eon- 
chiu$ion€m 

AGCIJ'SA, s. f. atto di accusarc, Acenea. 

ACCL'SA'RI, V. att. propriamente manifestare in giudi- 
sio, o altrove, le attrui colpc o misfatti, Accmare, In- 
colpare , Querelare. — 2. Dicesi anche in signiflcato 
di confessare, come accusari na liltra, Confeesare una 
ieitera, Accueare una leftera. — 3. Accnsari la rici- 
TUta di una cosa, Scrivere di averla rieevuta, — 4. N. 
pass. Aecusarti. 

A0CUSAT1*>'IJ, 8. ro. ii quarto caso doi nomi, che si de- 
clinano. vlceujalivo. 

ACCrSA'TUt agg. da Accusari, .4ccusaro. — 2. Ed in 
foraa di sost. LaccuMnto. 

ACCUSATU'RA, o ACCUSATi:'RI. v. m. o f. chi acru- 
sa, Aeeueatriee, Accusatore, Accnsante, 

ACCCSCIAME'NTU, s. m. T. dei fubbri, Combaeiamen' 
tOf Vnione. 

ACGCSCIA'RI, V. att. propriamente trncre una persona 
ftretta con le cosce. — 2. Per congiu^ncrsi carnalmentc. 

— 2. Per unire insieinc. — 4. Per istar forte a caval Io. 

— 5. Accnsciarîsi cu unu. vale far scco ^rande e strclta 
amicizia , nnirsi con esso lui , liiiirignerti eon al- 
yuno, ' 6. Per unire insieme Icguo con legno, pie- 



tra con pietra, ferro con ferro, e simili, T. dei fab- 
bri. Combaeian, Commettere. 

ACCCSCIA'TU, agg. da Accusgiari, Unito, Congiunto. 

ACCUSICE'DDA, s. f. dim. di Accusa, Aceutationcella, 

.ACCUSSr, avv. CoA. — 2. E accussl? Adunque? £ coii? 
— 3. Accussl accuss). vale Coti coti, Mediocrementt. 

ACCUSIAMENTU, s. m. Taccostare, Aceotiamenio, Av- 
vicinamento. 

AGCLSTA\\TI,agg. di volto, vale Piacente, Piaeevoletto. 

ACCUSTA'Rl, V. att. far vicino, Accottare, Avvieinare, 
Approttimare, — 2. N. pass. farsi d* appresso , Acco^ 
itarti, Awicinarti, Approt ti marţi. — 3. Fig. Si ci ae- 
costa , vale esser vicinissiino , esservi una diflerenia 
insensibile. Ella haite. — 4. N. ass. Prov. Lu teinpu 
passa, c la vicchizza accosla, Invecc/Uamo ten za ac- 
eorgercene, 

ACCUSTATU, agg. da Accustari, .4cco<(a/o. 

ACCIISTL'MA*TC , agg. con buou costume , costumato , 
moderato, regolato, Accottumato. — 2. Per avvezio, 
Attuefatio. 

ACCL'STURA'Rl, v. att. Cucir le eotture. — 2. In ter- 
mine dei fabbri, vale conuettere, unir bene, esatta- 
mente, Incattrare. 

ACClJSTCRA*TU,agg. da Accusturari, Cueito a eoitola. 

AGCUTTL'RVRl, v. att. cuocere e ridurre qualunque vi- 
vanda ad una perfetta cuocitura, Siagioihare, — 2. N. 
pass. Cuocerti ben bene. — 3. Parlando di vino, vale 
diveiiire di buoii odore, c sapure, Stagionare. 

ACCUTTURA'TU, s. m. odore di carne che si cuoce.^ 
2. Detlo dl vino, vale quello odore che daniio î vini 
forti e stagionati. — 3. Fari ciauru di accutturatu , 
met. dicesi di chi d avvinazzato. 

ACCUTTURATL' , agg. da Accuttlrari , Cotto , Sta- 
gionato, 

ACG[:tuFA*RI, v. att. pcrcuotcre alcuno ben bene, Ba- 
ffonarf. Zombare. 

ACCIJTIJFA'TI', agg. da Accutufari , mal concio per 
le bastonaic. Zombato. — 2. Santu accutufatu, fig. di- 
cesi per derisioiie di chi stassi rannicchiato lontano 
dalie sociclii, e vale Bincantuceiato, 

AGCUZZAME'NTU, s. m. l'accuzzari. 

AGGUZZA'Rl , V* att. fare Închinare ii capo ad alcuno 
con violenza. — 2. Per Trafiggere la collottola. — 3. Ac- 
cuzzari li voi , vale romiierc la nuca al buc. Dinoe- 
colare. — 4. Mettcrc insieme, Conneitere, parlandosi 
di idee, e simili. — tf. N. pass. Corrucciarti. 

ACCUZZA*TU, agg. da AccrzzARi, inchinato col capo 
in giă. - 2. Per Corruceiaio. — 3« Per Vccito. — 4» Per 
Unito, Connesto, 

'ACE'DDU, vcdi OCEDDU. 

A CENSU, modu avv. coi verbi Dări, Pigghiari, Aviri ec., 
vale Dare, Prendere, Tenere a livello. 

A CENTU A CENTi:. modo avv. rhe dinoU quantilA in- 
determinata, .1 cento a cent o. 

A CINTINA'RA, in(»do a\v. clic dinoia gran quantiti in- 
detenninata, .1 ctntinaja. 

A CINTLNA'KU, modo avv. coi verbi Accattari o Viii- 
ntri indica Io quantitii. 

AGE'IIRIMII, agK* suporl. di Acri, Acerrimo. 

A CERŢI TEMPI, e A CEKTU TEMPU, modo avv. e valo 
In talani tempi, In talune opportunitâ, 

A CERT* URA, e A CERT URI, modo avv. vale Ml una 
data ora. 

A CHLVCCIIIARI. modo avv., p. c. Farinni jiri lu tempu 
a rhiacchinri , valo ţ)erderc ii tempo in chiacchicre 
incite, p seipitc, ChiacchiUare. 

A cm. coiig. (iiacehe: p. e. A chi sugnu cea, A chi vi- 
nisti c simili. 

A CHl? cong. A che? PercM? Per qual cota? 

A CUI FIMf A che fine? 

A ClIlANTi; RUTTU, poslo avv. A piauto dirotto. 

A CUIARU E SCURU, T.de* pittori, p. e. Piuciri a chiaru 
e 8i*uni, Chiarotourare. 

ACIIUMMU, posto avv. T. de' fabbri, a diriitura. per- 



ACI 



> 30 « 



ACO 



pendi::*lamient«. Jpi'crm^^. — 2. Pfr a propo«iţo. p. e. 
Cidiri e 'hiMimiii, Cadert in nrronrio. — 3. Vuliri 
r«diri «ţintiri a ^hiummu, dk>-fi Xaş. di «olui cbe c^ira 
i sU' ! T«fiU7<ţi ollre ii ron\en.f%oU. Et$tr vanta^ 
fji'jio, y^Atrt U fOf« a t.toi ». ?rti. — -l. Irouic. Essiri. 
a chiurnrn*), iiio^io ba^so, %ale Eftere ubhriaco. 

ACIDLIIL', Mzj. dim. di AciDi'. che i alqoaoio a'jdo. 
.lri'i*((.', S'.itjfiJo. 

AODI'BI. ▼. ri. ^^^. iuQfidin, Jcf fire. — 3. >*. pass. Ima- 
fiV/ini. Jc-rfirfi. 

AiJIil. b. m. %-di AClir. 

ALIDL'. •• aXITL. sl'ş. fhe ba acidîU. che ha un m- 
pori- ar .to. i. fori»», Ăcido. 

A Li'MMALl'. irHido a^%. drtto di «tanza . o altro, ta- 

•AJJKl, ^.-.Ji AiJljHlAKl". 

AJJi fc K A. -.. r. \9ss*} da tenenri areio. e oii» per le men- 

H*. Acrtnhybj, 
A'CITl*. «. III. Ari'h. — 2. Ariri V ac ilii . dic<»si allor- 
(]ii4rjiJo •>! itiaridari«i ruiti da- ido. 3. Aiiri lariin. 
li::. \n\4; hnvr di mi/ umore. — \, Avirî lat-ilu. •• pv 
tiri d' airitu corrusi\u, dîce^i ancura fiş. di chi e di- 
vuratore. Ei^tr m<tfiyion€. 
ACI'Tr, 5. m. Aceto, — 3. Artin di rapti. vale per acelo 
di vino ffuaslo potente e furte. di^eriuio acidîssimo. 
Ar^t'j gagiiardo, — 3. Acîtu! o Acitii di pipil înteriez.. 
Oipperi! Cnpyital — -I. Prov. Di bunu vi nu »i r«i 
p^^«>îlnu aritu. %ale non cs^er radula, ina preripizio 
qiiellM di un iiomo şraud«rni(.*nte da heni*. qualora tn- 
YÎa dai seiitiero di^Ila %inii. Ui buon vino %i /Vi pe s> 
tiriio ncato. — 5. ptgghiari la ««traia di T aritu . %ale 
Andtir ptr ia mala via . o Pitjliar la mala via. ^ 
tî. G astarisi romu na vuiti di ari iu , vale Corrom- 
ptni Hfi rustiimi. — 7. E tihiii fi»rîi di larllu di sfi 
grana, Hg., vale Vomo aspro. ~ '8. Fari pisciari aciiu, 
tedi Pi^ciAMi n. 5. 
ACITULA. vedi ACITISELLA. erba. 
ACITI'SA ARBORlAoAClTLSEU.A ARBORI A. Bv- 
MEI ir.Tja/4 L.. Krba lunaria. Siccunie ornamento 
coUi%asi daperlutiu nei giardiiii. 
ACITL'SA ORTENSI Ci: FOGGIII ROTINM . Bcmei 
şciŢAri^ L. » Aceto$a îonda , o Acetota romana. £ 
indiiiri'na. e s' innmtra nei luoghi niimtuo<i. 
ACITL'SA VESICARIA. Rimei i E-7r.4ii/j L. Si coltiva 

nei Kianlini dtrile piante. 
ACITI'SL'UDl', acK- dim. di AciTi «r, alquanio aroti>so. 

Aridei Io, Ariduh. 
ACITI'SKLLA, T. but. iivvEX acetosâ L.» Acelosella. 

o Acetiua. RitiovH>i iicţili «irti botaniri. 
ACITi:SE LL V , o TRIFOijUmi' AClirSl' CAMPA- 
tJ.NOJ.l', T. bol. OxAua ruRyif'rLATA L.« Aretoselia. 
.\asi-f dapcrtutlo in Sicilia acranto alle »trade. e nei 
canipi sterili. 
ACITISELLA ARBoRlA. vedi ACITI'SA ARBORIA. 
ACITISELLA CUI MAI CURISCI. T. bol. Rcmex ave- 
ToyELLA L., Acetoia minore. EsiMe presso i giardini 
botanici. 
ACITr'SC, aj:ţ:. di sapor di arolo, Aretoso. — 2. Apş. 
di fruUi e lievande. dicesi allonţuaiido stinu jşuaste. — 
'3. Viii. piT l'itnw atpro. 
A'Cir* s. m. \\\^^^o nei qiiate >i df^pnnpuno ţsli esrre- 

uipnii M venire, ed allre î^porriiip liniile. he*lro. 
A CIlCEDUr, inodi» avv. T. d«'i niorlii. rd e maniera 
di (ondimciito. - 2. Per met. FariM ad unu a ciiiceddu. 
Agţjirnrln, Ha*jijirarlo. 
A COliDA. posto .'iv\. maniera di rii1i»rire, e si dice qiia- 
lor;i <i dipinpe ron enlori «lemţterali in colla di liin- 
lirlln'-ri, v siniili, A adia. 
A CODDl', avv. rhe dinota 54iprabbnndnnza. ii' avanzo, 
ifavnuzo: p. *•. Aviri ndiba a coddu. .Irere mha da- 
vanzo. - 2. A%iri nipizzii a coddn. di«*e<i di rhi tiene 
neiţii/ii induuiati. — 3. M(*iliri a roddii, Tenere in cd- 
lo. - i. Vab» pnre Accrescere, c si dic« anchc do' de- 
bili. - 5. Per Indugiare. 



.K CODDC SrTTA. trw. AlUt roita, A ntgosio roito, — 
2. Jiri 8 ''Oddu sutu . Andare alf injOk , nei s«iiso 
propri^t e fifr. 

ACOMTl'. T. IfA. Djt.. SI-: im hA^z^AUA^CMES M.. piantt 
«nlfn'j^. perenMir n^iîra dell Euncipa. .4roiiîlo. 

A CONTR\Ll' Ml. [*•'«;'• av%. dit.i'^i di riu che oon ri« 
ee»e ii lume a diri:»aM. A c^ntr-iUume, 

A €X»ZA. m^ido av«. e lale a similitudine. A guiaa. 

A CORDA STISA. p-.Mm ai%. T. dr^li agrimeDSori ed k 
maniera di miMirar la «ui^rtiri*'. A corda fesa. — 
2. Fiş. vale .4 ddungo. 

A CuRI. atv. in r>rma di luore. A cuore. — 2. ATÎri 
a cori. fner ■ ir-', far e..nif«. .ivere a emort. 

A CoRPA cr>T\ TI. m'>io a%v. e vale SpeaaiJfimo. 

A CORPI', mod" aT«. «ale Tutt insieme, in un coipo, 

A CORL*. avv. a m-^lt'^ %<>:i insieme. — 2. Parrari a corn, 
«ale parUre ronfu>aroente piu di ano alia volta, Far 
rhiurrhiurtaja. 

A COSTI MEI . TOI ec., modo aTT. e vale  ptfo , A 
dauuo nii'j. tuo e<r. 

A COSTI'. aiv. .1 costo. —2. Manciari a costa d* aa- 
tri. Ma'işi.ire rvo ispesa d'alirui. Mangiart a costo. 

AC^l'A. «. r. curpo noii^^Mrao. Arqva. — 2. Acqna car- 
renii. pntpri^menK» q*jella, che scorre dalie fonti do- 
niestîchi*. A^^f^ua eorrtnte. — 3. Per Pioggia. — 4. Per 
Sud' -re: \k e. E<>îri ntra un'acqua. o ntra un gargu 
dVqiia. vale Kutrt inzuppato di copioso svdDre. — 
5. Arqna aonivata. AcqH*i diaeciaia. — 6. Mastni di 
aeqi» vedi MASTRl'. —7. Oreddu d'acqua. Ccce/lo 
aeifuajuvlo. — 8. Diri arqua a mano . far laTare le 
mani a' commensili prima rhe enirîno alia mensat Dar 
facijna delle mani. — 9. Fie. vale per Tenere a bada, 
-^ iO. Fari a^qiia. >iKnitit-a pnre Urinare. — 11. Fari 
arqiia . T. di mar. . e «ale Pr^ivedersi ci' acqua, —^ 
12. Tnvauk'liiari ^u'arqiia. «.• la%urari sutt'acqaa, che 
anih» dicesi sutta:nanu. •• siiiia rap|Kiitu, vale nego- 
ziare nasco^tamenie. Lav^raiy tott'aeiiua. — 13. Nun 
turbări 1' arqua. <|^$m) diregi ironieamente d' uomo» 
ii quulo bo:ii h«* Mia chi't<>. e unl diniii>trir operi con 
somnia ar'-<':rtezza. Acfva rhtta, — 14. Tastări racqua* 
liţjr. %ale Espljrarf. e Uh^ita Tfniare. — 13. Acqiia 
passata nun marina mulinu. che anche dicesi. Li cosi 
pass iii su romu li morii, si tisa specialmente per dl- 
notare mm do^eri^i tener eonlo de passati erruri. Di- 
resei anihe per esoriare alinii a nun tener conto delle 
oflTe^e o danni pasasiii. — 16. Anni^arisl ntra un ţoltu 
d' acqiia. direşi di rhi si segmenta in an piccolo in- 
iMppo. Affogar im iui biccf*ier li'oc^ua. o ^cfomdrur 
nei ragnatelli. — 17. La prima acqua chi veni V an- 
nejra . direşi venera Imeuie di ehi e in termine o in 
isiato, che osni minima «osa gli dia ii tracollo, Starsi 
SH i tnwiptdi. — 18. Lu s^mieu nun si po fari acqua. 
«ale: e fi^rza che tra {larenti sia si'mpre alcun poco di 
amore. II sangnt nnn fa mai acaua. — 19. Nun met- 
liri un jidiui all'aequa fridda. direşi di chi in qual- 
rhe faceenda non %uole alTatiear^i n^ roolto» oi poco, 
.Von vidger ta mrino sottopra. — 20. Aequa tufania , 
acqua awrleiiata. chr uccide lentamente, Actfua tpi- 
fania. — 21. Osni arqua ci |io, che anche suol dirsi, 
O» ni i-osa ci p<>. diri*i*i di chi e in istato c in termine 
rhe iiţsni minima c«>sa cli reehi dan no . Ogni aeqwi 
Io immuUa. -'li. Pisiari 1' acqna ntra lu nmrtaru , 
vale afTatii arşi si'ni.i fruitu. lentare un* opcrazionc che 
nun rie*ca. Vcstnre itic'fuu net mortajom — 23. Car» 
rtari acqua a li m<irii. dicesi di chi |Hrr vecchiaja, o 
per malsania par cin* non ))ossa andar inolto in lă, 
-4ter la boem mhUu bara. — 24. Ac(|ua passanti, di- 
reşi di acqua che ikmi ha f:ra%itâ e fac ii mente si pnu 
difrerire . Acqua leggiera. - 25. Azzappari aii' acqaa 
e siminari a lu veiitu. vale p<'rdere ii tempo e la fă- 
liră, aflTaticarsi senza t'ruiiu. lentare un' operazionc che 
nun riesca , Far acqua in un vaglio , Far un bueo 
ne/rnri/tiri. l'oler viyliare pesci senza ret$. — 26. Tantu 
^a la uiiarura ali' acqua sinu chi si speiia , >i dice 



ACQ 



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ACQ 



del meUenî piii yolte ad un rischîo» che alia fine tî 
si rimane, Tantt volte va la «eecM'a al poxzo, cKtlla 
vi la$€ia ii mantco o 1* artcehia, o Tanto va la gat ta 
al lardo, eh' eUa vi Uueia la xampa» — 27. Essiri 
ntra V acqua dl 1* aranci, yale easere in nn grandissinio 
travaglio c agitaiione, o e&trema necessiti» o pcricolo, 
Euer fficiracftia fin aapra ii eapo, fino a gola, bocea, e 
simili. — KL Ogminn iirt acqiia a Iu so mulinu, proY. 
vaU ogDUBo ha pib riguardo al proprio interease, che 
airallnii, Ognun tira o nea Vaequa al suo nmZino. 

— 25. Friiri li pisci cu lacqua, vale csaer povrrissi- 
BM. — 27. Ogni acqua leva siti, vale alle necessiU 
natuialî ogoi cosa serve, Ogni aequa tpegne ii fuoeo, 
A Cfni gran i eCe oani aequa ă buona. — 28. Livari 
racoua, tig. dicesi leviir 1' occasiooe, o levare i mezzi. 
— •». Acqoa assuppa viddani, pioggerella che viene 
sena sirepito» Aequa cheta. — 30. Biurascata d'acqua, 
vaJe gran rovescio, veemenza d* acqua piovente > una 
gran pioggia non continuata, Aequaxzone, — 31. Jitr 
tari acqua in una cosa» fîg. celarla» sopprimerla, af- 
fogarla. — 3S. L*aci{ua fa rimam , Io dicouo pn)ver^ 
bialroente i bavitori di vin pretto , per dannar V uso 
d' annacquare ii vino, Vaequa rovina o rempe i por^ 
ti, owero Vaequa fa mareire i pali, — 33. TapplU 
air acqua, dicesi ad im uomo di poco spirito, o di de- 
Me complessione, Cendo moUe, Pulcin bagnato, — 
34. Essin nn* acqua di maju , vale sollievo opportu- 
nÎMino e non ispereto. — 35. Mannari» o jiri a spag- 
ghîari acqua, vale mandare o andare al rcmo, e fig. 
andare o mandare alia malora. -^ 36. Jirisinni acqua 
acqua o un negozio, o una spcranza, vale svanire, non 
riiHcire, Andarpel buco dell'acquajo, — *37. Cu zappa 
Tivi aequa, prov. forse reiaţi vo alia povertli dei col- 
tivatori, che non comperano del vino, o Io bcvono an- 
nacqoato troppo da chi loro Io somministra. 

ACQUA BIMDITTA, s. f. Aequa benedetta. — % Cosa 
chi passa cu Tacq. a binidilta, modo prov. dicesi di 
colpa o inconveniente di poco moroento. 

ACQUA DI RIGIDA, s. f. acquavita distillaia, Aequa 
arzenîe, 

ACQUA D' ODU'RI, s. f. acqua distillata con sostanzc 
odorifere. 

ACQUA D' OnaiIT, a. f. bevanda fatu d*«rzo, Orzata, Ti- 
MMa, Deeotto. 

AOMJA DUa, 8. f. r opposto di acqua salata. Si dice 
delle acqoe di fonte, o di fiume per distingiierle da 
qnelle del mare, Aequa dolee, Aequa potabile: p. e. 
Piicî d' acqoa duci, Pesce di fiume, o di lago. 

^^Ir^ rORTI, s. f. acqua da partire, Acqua forte. 

AGQIJA GIUGGLVNA , s. f. umore della boUa acqua- 
jooJa. ^ 

ACQUALORA, s. f. Bolla aequajuola. — 2. Rnmpirisi 
iacqualora, Bompersi le membmne, Rompeni ta pla- 
centa per Io scolo delle acqnc della madrc o deir am- 
nio, pria d eflTetUiarsi ii parto. 

ACQUALO'RU, s. m. comunemenlc condotto fatlo per 

kfr^^* P«*" rîcevere Ic acque, che si gitUn via, Aequajo. 
11^^ MARrNA, 8. f. soru di coTorc rassoroigliante 
all acqua di marei Aequamarina, Aequa marina, Aequa 
A mare. — 2. Sorta di pietra preziosa di mediocre du- 
Ttua, e di un cemleo simile a quello del mare, d'onde 
k venne ii nome. t ii Berillo di Werner, od una delle 
varietâ dello Smeraldo di Ilauy, Acquamarina. 

AGQUA NATTFIA, s. f. soita d'arqua odorosa cavata 

Crdistiliazionedal fior di arancio, Aequa nanfa, Acqua 
nfom 

A(X)UARE'DDA, s. f. por sorta di colore stcmperato rol- 
l'acqoa, col quale usano i dipintori toccare i disegni, 
Aequanllo, Aequarflla. — 2. Vale Colla poco tegnente. 

— 3. Deito di bevanda aniiacquata, Annacquato. 
AGQUAR IA Rl SI, v. n. pass. Aisorbir aequa. 
KCQI'ARIATrzZU, agg. ppgg. di AcQUAaiATU, Imbe- 

tuto d aequa. 
ACQrARIA'TU,agg. da AcQrARiARisi,/m6et;u<o d aequa. 



ACQUA ROŞA, s. f. acqua tratta per distillazione dalie 

rose, iic^ua ro^a^ Acqua rozata. 
ACQUA RUTTA, s f. acqua, che spandesi per rottura 

di doccioiiati, Dilagamento. 
AGQUARTIRA'RlSl, v. n. pass. Term. mii., pigliar quar- 

ticre, Acquartierare. 
ACQUA'TA, s. f. bevanda fatta d* acqua, mcssa in suUe 

vinaccc, cavatone prima ii vino, Aequarello^ VineUo. 
ACQUATE'DDU, agg. dira. di Acqlatu, Alquanto an- 
nacquato, Annacquaticeio, 
ACQUA'Tl, s. m. olio secondario mischiato con acqua, 

OUo di zante. 
ACQUA'TU» agg. ilcftiaro, Adacquato, Annacquato, Inae- 

quato. 
ACQUAVITA'RU, s. m. propriamente colui , che fa , o 

vende acquavite, Acquavitajo. — 2. In Palermo comu- 

neniente si riiicne qucsto nome a dinotare colui che 

vende acqua fresca, Acquacedratajo, Aequajuolo. 
ACQUA VlTl, s. f. Uuido composto di alcoole con piu 

o meno d'acqna, ed cstratto colla distillazione da tutte 

le soslanzc attc a passare alia fermciitazione vinosa , 

Acquavite. 
AGQUA'ZZA, s. f. pegg. di Acqca, Acquaeeia. ^—2, Ac- 

quazza morta, acqua stagi\^tc, che fa paiude, Lagume, 
ACQUAZZIWAf s. f. umore, che cade la notte e suiralba 

nei tempi scrcni, Hugiada. — 2. Acquazzina in gran 

copia, Guazza. 
ACQUAZZINA'RISI, V. n. pasa. Irrorarzi, Inzupparsi di 

rugiada. 
ACQUAZZINA'TA, a. î: Spruzzo di rugiada. - 2. Pcr 

piccola pioggia velenosa, e adusta nei tempi caldi che 

assai uuoce alle viti. 
ACQUAZZINA'TU, agg. da Acquazzinarisi, Asperzo di 

rugiada, Rugiadoso. 
ACQUAZZIMVRISI, v.n. pass. vedi ACQUAZZINVRISI. 
ACQUICE'DDA, s. f. poca pioggia e Icggiera, Acquieella. 

— 2. Acquicedda minuta, Spruzzaglia, AcquerugiolUf 
AequoUna. 

ACQUI DUCI, 9. f. modo basso, Sorhetto. 

ACQUI'GNU, agg. Acquoso, 

ACQIIISTVRI , V. att. fare aequlsto , venire !n possei- 

sione di quci, che si cerca col comperarlo, o con altro 

mezzo, Acquistare. 
ACQUISTA'TU, s. m. Acquistamento, Acquisto. 
ACQUISTATU, agg. da Acquistari. Acquistato. 
ACQUrSTU, s. m. 1' acquisUre, Tazione per cui altri si 

fa uadrone di alcuna cosa, Acquisto^ Acquistamento. 

— 2. Prov. La robba di malu acquistn comu veni ac- 
cussl si nni va, vale le cose mal acquistato in breve 
van no in malora, Quel che viene di ruffa in raffa, se 
ne va di buffa in baffa. 

• ACQUI TISI , s. f. in modo basso diconsi certe arque 
gradevoli composte con sughi di qualche frutto, come 
arancia , limone , fravolr ec. ed artiticiosamcntc con- 
gelate ad uso di rinfhfsco nella state, Acque gelate, 
Sorbetto. 

ACQUirXA, s. f. pioggia dirotta, talora portata dn veuto, 
^C7Ma7;one. 

A CRAPrcCIlT, poslo avv. vale capricciosamonte, a vo- 
glifl, a posta, A lalento. 

A CREPA PANZA. posto avv. col vorbo Manrinri, e si- 
mili, vale iiigollare qnasi pih che non si puo, .Han- 
giare a crepa pnncia, a crepa pellc^ a crepa corpo. 

A(]RI, s. m. nnioro nrro, pungonte, .4orcdine. 

'ACRI, agg. rhc ha doi pungcnte, aspro, acerbo, dolo- 
roso. Acre. 

A CRIDE'NZA, posto nvv. roi verbi Dări, Pi|;ghiari, La- 
vurari, e simili, vnio pci tempi, seiiza avor di subito 
la mercedo, A credito, A credenza. — 2. Citări a cri- 
denza, vnIo citare autoritfi, cho si possono negare, o di 
cui non si ha riscoiitm , AUajare morţi. — 3. Prov. 
Cu duna a cridonza, o fa cridenza, perdi T auiicu, e 
perdi In dinaru, Chi dă a credenza spaccia astai^ perrfe 
r amico, e i denari non ha mai. 



ACR 



»3i c 



ADA 



ACRIMO'NIA, 8. r. Mtratto di Acri, Don solo di nmori, 

e sa pori, ma d' animo e di oarole, icrtmofita. 
ACRIMO'MA, T. bot. redi AGRIMO'NIA. 
ACRIMLMLSE'DDU , agg. dim. di AcaiMumuau , Ah- 

quanto acrimanieo. 

ACRIMUMU'SU» agg. che ba acrimonla, Aerimonieo, 

A CROCCIJ» aYT. torto in punU, Jdumco. 

A CU'BBULA, posto avY. vale a Ibniia di cupola, A cu- 
pola, 

A Ct'CCrA'RI, modo avr. nsato col fcrbo Jucari, giaoco 
de' fanciuUi, A igraneUar; 

A CUDA Dl RrNNINA, T. de* fabbri, e diccsi di cerţi 
laYori > che in una delle estremită ei dilatano come 
la leltera Y. a simigUanza della coda della rondine, 
A coda di rondine, 

A CUGNUf avY. T. delle arti, A eonio; p. e. Fatta a cu- 
gnu, Fatto a eotUo, 

•ACULA, Yedi A'QUILA. 

A CULU*RI > posto aYY. » e si dice qualora si dipinge 
con coluri; e piti dei tcssati n^ biancbi, nh neri, A co- 
lon, 

*ACU*MI, s. m. cima» piuita, acutezza di mente, Aeume, 

*ACUMINA'TU> agg. cbe termina in panta, Acuminato. 

A CUNGAVLLU*NI, avY. Alia peggio. Alia carlonm. 

A CUNCUME*DDU, aYT. p. e. Slari a cuncmneddu, dicesi 
di chi siede in snlle caicagna, Star coecoloni, 

A CUNI'GGHIU, avY. T. dei cnochi , ed h modo di ap- 
pareccbiar talune vivande. 

A CUNTU, Ycdi CUNTU- 

A CU PO CCHIU',modo aYY.e Yalc A gara, A concorrenxa, 

A CU*RSA, posto avv. Yale furiosamente correndo.J cona, 
A cono, — 2. A cursa longa, A dilungo, A ^t€$a, 

A*CURU,o AGURU VERU.Yedi CA'LAMU AROM A'TIGIJ. 

A'CURU FAUSU , inis fSBCDo-ACOMVs L. , Aeoro falso 
o adulterino, Nasce nei luogbi palodosi, e presso le 
sponde de' fiumi comunemente in Sici Ha. t vaga qoe- 
sta pianu per i suui fiori grandi e di color giallo. 

ACUTAME^NTI, avv. Acutamente. 

A CUTIDDATl , posto avY. col Yerbo Piggbiarisi Tale 
Venire alle coltellate, 

*ACUT1'SSIMU, agg. superi, di AcvTU, Aeutistimo, 

ACUmZA, s. r. Acutezza, 

AGU'TU» agg. assottigliato finamentc in punta, Acuto, 
Aguzzo, - % Per simil si dice delle malattie mali- 
gne e prccipitose: p. e. Morbu acuta, vale febbre pe- 
ricolosa che in pocni giorni fa ii suo corso , Febbre 
acuta. — 3. Agg. di suono, Yoce ec., contrario di grave, 
Jcu(o. — 4. Per met. soţiile, pronto, accorto, perspi- 
cace, ilcu(o: p. e. Ingeţ^nu acutu, Ingegno acuto, $ot- 
tilCt vivo, — tf . Agg. dl dolore , di freddo ecc. , vale 
YiYO, intense, Acuto. ^ *6 Gurari Tacutu fig. vale far 
Aronte alle cose piîi urgenţi, posponendo quelle , cbe 
non son tali. 

AD, prep. vedi A. 

ADACIA'TU, agg. Lento^ Agiato, Tardo. 

ADAGIU, avY. lentamcnte. Adagio. — 2. Per piano con 
voce sommessa, Sommeeeamente. — 3. Adaciu adaciu, 
quasi superi, di Adaciu, Adagio adagio. Pian piano, 
eM ccD lentezza e precauzione. — 4. Adaciu adaciu 
si fa graii caminu, o viaggiu, o cu va adaciu fa gran 
caminu, oppure na gran jurnata , Chi va piano , va 
ratto, — K. Gu fa li cosi adaciu mai li sgarra , vale 
cbe iieir operare bisogna esser caute, c che nelle cose 
difficoltose si deve isaie dell* accergimenio, Andare 
col ealzar di piombo, o col pii di piombo, 

*ADA*GIU, s. m. Y. Muttu. ~ 2. T. di musica, piano. 
Adagio, 

AD AGOUA FORTI, posto avv. e Term. di belle arti, e 
dicrsi d' incisionc in metallo fatta allacaua forte. 

AD ANGA ED ANGO'NA, modo avv. coi vcrbo Fari, vale 
Fare alia peggio. 

AD ANNA'TA, posto avv.» vale Ad anno. 

AD ANNi:, posto avv. Ad anno. — ^ Ad annu, o Ad 
annu ad annu, Annualmente. -^ Z. Ad annu, vale au- 



cbe dartU indefiniu: p. e. Aspittari ad uam, upel- 
tare cbi non viene» Aepettaro ii eorbo, 

AD ARCU» posto avv. Ad areOp A volta, In volta* 

AD ARIA, posto avv. p. e. Piggbiari la fisonomia di hoq 
ad aria, vale colpire fa fisonomia di aleono senza averlo 
conosciuto, ma ai pigUo» ii solo aspetto. 

AD ARMI GURTI, poslo avT. Ad arme k i mmp he . — 2. Ye» 
niri air ami curţi, fig., val0 Vunim aiU etretu. 

Ad ARTI, posto avY. con arte» Ârîifieioeammft Ad ortt* 
— 2. Gosa fatta ad arti, cosa fatta eon macchbnxio- 
ne. — 3. Per ingannevolmente, Furheeeamtmte, 

AD A*STIU> posto avv. con odio, con invidia, Ad a$tiOm 

ADATTA*BBiLI, agg. da Adattari, AdattabiU. 

ADATTA'RIi v. att. accomodare una cosa ad un' alUra, 
mediaate la conviiiienza o proporzione, appUcare, a»- 
settare, accoDcIamente disporre, uidcutare.-- 2.N. pasa* 
Adattani > Aeeonnnodarei, — 3. Per /fuftisfriorat. — 
4. Â an OBU chi si adatu a tutta , dicesi ad aomo 
procaeeiante, incfuslrtoso. 

ADATTATE'DDU, agg. dim. di Adattatu. 

ADATTATI'SSIMU , agg. superi, di Adattatu , Adat- 
tissimOf Adattatiieimo. 

ADATTATU» agg. da Adattari, Atto, 

ADATTU» agg. Atto, Aceoneio, Adatto.^2, Per pioeac- 
ciante, Induetrioso. 

AD A'DTU» posto avT. In su, in aUo, Alto in fn» In 

$UiO. 

ADDABBA*NIf A, o DDADDABBA'NNA, o DDAnAHNA, 
avT. Bi lâ. — 2. Addabbanna In nrannn, si dke per 
accennare alcuna parte lontana dei mondo, o per espri- 
mere figuratamente spazio grandisaimo di lontananza. 
In capo dei mondo, in cano al mondo. — 3. Dumani 
mattina cu lu cozzu addabbanna , si dice qoando si 
Yuol negare una cosa. 

*ADDAMA*TU, agg. troppo attillato negii atti, e nei tratto 
sopra ii convencvole. Sul far delle dame. 

ADDAMUSA'RI» Y. att. e n. Fabbrieare a volta, 

ADDANGALATU, agg. cbi aspetu lungo tempo in an 
Inogo, Appillottato. 

*ADDANIE DDU» s. m. dim. di Adpaniu. — 2. Gbiamansi 
pure cos) certe bagattelie dl caciocavallo conformate 
a simiglianza di piccol daino per trastulio dei fanciuUi. 

ADDA'NIU, CEttrus dama L., T. di st. nat. qaadrupedd 
pid piccolo dei servo comune , che ha le coma car^ 
vate indietro, compressci ed alle sommită pilmate» 
Daino, 

ADDA'NTI, s. f. pelle di daino o cervo, conda in alio, 
Dante. 

ADDANXriyU, agg. da Addanti. 

ADDATTA'RI, v. n. succhiare ii laite dalie poppe, Pop- 
pare. — 2. Addaturi e chianciri, vale rammaricarsi dei 
bene stare, NiccMare a pan bianco, DoUni di gamba 
tana. 

ADDA'URU. T. bot. Laums kobius L.i Alloro, Que- 
sta piaiiU impiegata per gli i si doinestki ^ tanto ono- 
rata, perchd adatta a cinger la fronte dei poeţi, h vaga 
ancora per le sue foglie sempre verdi, ed alquauto aro- 
matiche: nasce in Sicilia. — 2. Prov. Gcbiii sosiiza e 
.mancu addauru, vale meno apparenza e piii sostansa, 
Manco fumo e pti^ brace, 

ADDAURU, FOGGUIU, o AGRIFO'GGHIU, T. bot. Ilmx 
AQviFOLWM L., Alloro spinoso. Crcsce nei noştri moali. 

ADDA*URU IMPERIALI, T. bot, P^uNus lavm-ceua- 
SU8 L„ Lauro eeraeo , o Alloro imperiale. Utile per 
la sua azione sedativa, per cui * unto uaato in me- 
dicina. Si coltiva dai nostii erbolai a tale oggetto. 

A DDA VIA, modo avv. in lâ: p. e. Gcbiii a dda via, 
Piik in lâ. h; 

*ADDAVlE'DDA/avv. dim. dl A dda via, Poco poco 
in lâ.. 

ADDASGIALARI, v. n. uscire fuor dei letto, Straripart, 
e dicesi dei fiumi. 

ADD£BBITA*RI, v. att. apporra altrui a colpa, Dar ca- 
rieo. 



ADD 



» 33 <c 



ADD 



ADDEGnTT^*TU> tgg. e rale peraona molto infera», o 

reba per Fiuo qani Imttllixiala, 
ADDELFINA*RI» T. IftL eostmire oiu flibbrica esteriorc 

•d an moro per goetenerlo a forma piramidale eolla 

base laraa, cbe Ta a finire ncUa aommIU per rinfor- 

lire le nbbriche» FabhHoan un wimro a tearpa. 
ADDELFI!CA*TII> aţg. da AonuriHARi, Fortifieaio eon 

«iHro a «eorpo. 
ADDB'VD» 8. m. Golul cbe h alleTato e ammaestrato» Al- 

liBfBO. — % Per Bagazto. — S. Parlandosi di l>e6Uey 

yale Porto, AUievo, 
A DDl DDl. o ADDIDDI*, anito eol verbo Jiri propria- 

mente dicesl a' (linciuUi, e Tale andar Aiori , Andars 

a ipasjo. — S. Jirislnni addiddl» in pror. vale Morire, 

Anâm a voltmra, 
ADOIAMANTATU. agg. Fregiato ^diamantu^t. Per 

dnro eome un diamaute» Adamantino, 
ADDIBlI.raiSl, V. n. paas. indebolirti. 
ADDIBILU'TU, agg. da Abdibilumi, indehoUto. 
ADDIGGA'ai» V. att. Urar uno alie voglie siie con la- 

stngbe o inganni, AiU$ean, — 1. N. pasa. Addiccarisi, 

AdescarMu — 3. Per avveizarsi a mal uso: p. c. Si ad- 

dkcao la veccbia air ova. 
ADD1GCA*TU , agg. da Addicgari, Adeseato. -^ S. Per 

mal avveiiatOf Ifal awezxo, 
ADDIGHIARA'UI, v. att. HieAiorare, Ilfanife$tan. 
ADMFARGA'RI, V. att. sceinare, trarre e cavar del nu- 

mero» Urarei far la tara, quasi raozzar colla falee. Di- 

faleart. 
ADDIFE*NN1R1, v. alt. salvare e guardar da pericoli, e 

dalie ingiurie, e riparar dalie offeae o da altro; ripa- 

rue con parole» e ragioni le accose o le imputazioni ec., 

Diftnden. — N. pase. Difendinu 
ADDlFfSU» agg. da ABDirBANiai, Difuo. 
ADDIGGlRrRl. v. aU. e n* amaltire, confertire cid chc 

si mangia o bee in aosUnza, Digerin. ^ 2. Fia. Feri 

addicgiriri na cosa» vale differire U concessione di cosa 

desideraU, DUutuffare. — 3. Fig. Nun putiri addiggi- 

riri na cosa o na pirsnna» vale riuscirgli grave, inco- 
moda. Infasiidiart, 
ADDlIME'rfTU, s. m. SeaKa, Sof^Iimanto. 
ADDIIRI» V. att. separare, o mcttere dl per se cose di 

qnaliU diverse , per distingoeme o per eleggcme la 

mi gliore , Scegliere, 5ceverore. 
ADDllirTU» agg. da AnniiRi, Se^lto, Tratetlto. 
ADDILI^IA*RI, vedi DIUNIA'RI. 
ADDIXA'NNA, o ADDIMA'NDA, 8. f. 1* addimandare , 

AddifMndiiţ Don%ăHda% 
ADDIMA.VNVRI, o ADDIJMANDARI, v. att. Doman- 

danf Chiedtn, — S. Per Ximoaînare, Tapiiiar$. 
'ADDIMANNATU» agg. da AnniMABrNARi, Chiuto, Do- 

mandato, 
ADDIMVNNITA, s. f. ii dimandarc, dimandagione, Di- 

wmndita» 
'ADUIMANNUNA'ZZU, 8. pegg. di ADDiHANNUSft, Seroc- 

amaeeio, SfateiataeciOf nsasi pare nel femm., cosi 

pan'menti ii segnentc. 
ADDIMANMJ'Nl, s. m. dicesi ad nomo, che con isfac- 

ciatezxa» ci6 cbe voole domanda, senza niun ritegno, 

Addamandaian, Sfaeeiato, Serocehino, 
ADDIHINA'RI, T. att. prevedere o predire 11 ftitaro» /n- 

dovinart, 
ADOIMINAVINTITRI, 8. m. persona, cbe va girando 11 

fflondo per giuntare altrni sotto ii pretesto di dar baona 

ventara» Zingaro, e Zingane. 
ADDIMINTIGA'RI, vedi DlMlirTIGA'RI. * 
ADDmirRA, 8. f. Dimoro, Indugio. 
ADDIMURA'RI» v. n. ass. Tardare, Indugiar§. 
ADDDIURATBDDII , agg. dim. di AnDiaunATU • Al- 

([•anto ttantio. 
ADDIMURATI'ZZU, dim. di AmnufcnATU, M$tMO itantio. 
ADDIMURA'TD» agg. aggionto di ci6, cbe per troppo 

lempo ba perdato soa perfeiionei contrarlo di fresco» 

di recente, Sîantio. 



ADDIMUSTRA'RI, vedi DIMUSTRA'RI. 

ADDINSA'RI, T. att. Iar denso, condensare, Addensare, 
Denaore. 

ADDINSATU, agg. da ADnizcsAu, Add§Mato. 

ADDINTA*RI , v. att. prendkîr coi denti , Add^ntan. — 
2. Per simil. afferrare con raflS, oncini, tanaglie o si- 
mili» come si fa coi denti , iidc/enforf. — 3. Per În- 
castrare iegni ferri» metalli ec. Addentare, 

ADDINTA'TU. agg. da AnBiNTAai, Addentato. ^ 2. Per 
fomito di deuti, o cosa somigliante a denti; p. e. Fer- 
rii, lignu, o pietre addintata, dicesi a ferro, leg no, o 
picira cbe ha denti , Uenlato , Dentellato. — 3. Per 
cosa afferrata con istrnmcnti di ferro, Addentato. 

ADDINUGCIIIA'RI, V. att. porre celle ginocchia in terra, 
inginoeehiare. — 2. N. pass. inginoeehiarti. 

*ADDiNlJGCilIA'TU, agg. da Adoinuccuiari , Inginoe- 
ekiato. 

ADDINUGGHIU'NI, avv. posato sulle ginocchia, Ginoc 
cAtontf» e Gitwcchioni» 

ADDINUTA'ai, V. att. Denotate, Dinotare. 

ADDIPE'NNiai, vedi DIPE.NM'ai. 

AUDiPrNCiai, vedi DlPlNCiai. 

ADDIPUaTVaiSI, VQdi DlPURTABISl. 

ADDlSCaiZlUNA'TU, agg. che ha, o mustre discrpzione, 
Discreio. 

ADDISlA'ai, V. atu e n. aver voglia, appetire, brama- 
re, desiderare, Detiare, Di$iare, Additiare. -» 2. Prov. 
Addisiari e nun aviri â pena di muriri , vale che ii 
desidcrio cruccia, e consama 1' animo. ^ 3. Prov. Meg- 
ghiu aviri chi addisiari , vale le cose possedute di- 
Icltano piii che le desiderete. — 4. Cui addisia e cui 
schifia, modo prov. vale chi brama e chi sprczza , e 
si dice ancora di ci6, che rifiuta ii ricco, e desidera ii 
povero. — tf. Addisiari in jomu pani, e la notti rob- 
ba , vale essere nel sommo grado d* indigenza , Non 
aver pan jtei sodoli. 

ADDISI^A'TU, agg. da AnnisiARi, Detiderato.-'i. Prov. 
Facci chi nun 6 vista h addisiata , vale chc rendesi 
piii gradito chi ^ meno importimo. 

ADDlSICCA'ai, V. att. render sccco, Ditteccare. 

ADDISIGCA'TII agg. da Aobisigcabi, Ditteeeato. — 2. Di- 
cesi anchc di coiui, chc con diflicoll^ ha 11 bcneficio 
del corpo, Stilico, 

ADDISIDDiaA'ai, V. att. e n. Desiderare. 

ADDISIGNA*RI , v. att. rappresentare e dfscrivere con 
segni e lineamenti , Dieegnare. — 2. . Per iscegliere , 
elcggere, destinare, Disegnare, -^ 3. Per destinare, as- 
segoare, p. e. Addisignari la jurnata ec. — 4. Per in- 
segnare, additare, descrivere con parole, Disegnare. 

ADDISIGNA'TU, agg. da AonisiGNARi, Desiţnato. 

ADDISIGNATU'Rl, v* ni. di AanisiGNARi , chi disegna, 
Disegnatore. 

ADDISiaTA'ai, V. n. ass. mandar fuori ii parto avanti 
ii tempo, Abortire. — 2. Abbandonare Ia railizia senza 
licenza o congedo, Disertare, Deşertate. — 3. Addisir- 
tari la terra, vale seccare le prime erbe. 

ADDISTRAME'NTU, s. m. Io addestrere, Addestramento, 

ADDISTaA'RI, v.att. ammaestrare, assuefare» esercitare, 
Addestrare. — 2. N. pass. Addestrarsi. — 3. Per ren- 
dersi destro, agile, come nella schcrma, ballo, corso ce. 

ADDISTRA^TU, agg. da ADniSTRARi. Addestrato. 

A'DDITA, 8. f., voce latina, e significa AagiuniOf Ag- 
giunxione, e dicesi propriamente parlandosi di scrit- 
tare. 

ADDlTTA'ai, V. att. dire a chi scrive le parole appnnto 
eh* egli ha da scrivere , Dettare , Dittare. — *fL Per 
restare d* accordo di quel, che si ha a fare, Indettan. 

ADDITTA*TU. agg. da AnDiiTAU, Dettato, Indettato, 

ADOriTU, agg. consecrelo , appllcato ad nn determi- 
nate nfficio, ad un particolar ministere, Additto, Ad- 
detto. ~ 2. Per. Traseelto. 

A'DDITU, 8. m., voce latina, vale qaello che si dA per 
sopreppid, fitto ii mercato, Giunta, Aggiwnta, e di- 
cesi dd cerealiy che si mutoano. 

5 



ADD 



1$ Zk a 



ADD 



▲Doril» posto avv. modo di salutare licenziandosi, che 
i un prci^ar heriL' a chi resta, quasi dica: — Riman ooo 
Dio, o T' accomando a Dio, A Dio, Addio, — â. Ag- 
giunlo con soslantivo inanitnato dinota seiagnra, di- 
sgraiia: p. e. Addiu simtnati. vale son gia rovinati i 
seminali. — 3. Addiu siati ca li favi incheru, ^ un modo 
di liccnziore per scniprc una persona, non volendo cbc 
ritorni piti. — 4. Addiu tu, detto assolulamente ^ una 
esclamazioiie, che dinota una perdita grave. — 5. Ad- 
diu pasta graţiata, modo basso. ed i una esclamazione. 
che dinota una perdita di non grave momenio. 

ADDlVAME'NrU, s. m. AUevaniento, 

ADDIVA'RI, V. alt. nutrirc, rflimeniare piccole creature 
MUvare. — 2. Per rslens. Ammaeslrare , Costumare^ 
Allevare. — 3. Dicesi pure del nulrirc pircoli anima- 
lotti, AllevarCt Hitevare. —4. (loiiivare aibori e piantc, 
Allevare, — IS, Prov. Addivari, o imtrirari Iu s<:ursu:u 
nira la manica, vale hcneticare uno che poi abbia a 
nuocergli, Aliecani la serpe in ieno. 

ADDIVA Td» ng^. da Addivari , Allevato, 

ADDIVINTA'Ui, v.n.ass. venire a slaio di verso da quello 
(lie ^, o era prin, variando o nella sostanza, o negii ac- 
cidcntt t Diventare , Dwenire, — 2. Addivintari pru- 
vuli di hr)ttii, vale audare in dilnţ:uOf Sparire, Par- 
tire in fretla. 

ADDIVINTATL'. agg. da AuniviNTARi, Divenuto, Di- 
ventato, 

ADDO'BDC. s. m. masserizia. cd oriii»se per Io piii por 
• uso ed ornaineiito delle stanze . Addobbo. — 2. Por ac- 
comodo: p. e. Diiviri ossiii all* odd<ibbu, vale doversi 
rassegnaro nelle avversitâ, Accomodani. 

ADDODDL'I, o A DODDL'i, posto nw. A due a rfue, 
A coppia a coppia, Dne dopo diie. 

ADDORAME NTII. o NDOKAME'Mr, s. m. ii dorarc, 
Doramento, Indoramento. 

ADDOKA'lil, v.att. distendcre o appircar Toro in suUa 
superlicie di chocchessia, melter 1' on», Dorare, Indo- 
rare, Innurare. 

ADDORATE'DDi:, dim. di Addoratu, Dorato Ugger- 
mente. 

ADDOKA'TU , agg. da Addorari , Dorato , Indorato , 
Inaurato, 

ADDORATrUA. s. f. ii doraro, o loro istesso accon- 
Gio in sulla cosa dorata. Doratura, Indoraîura. 

ADDORATt'RI, o NDORATU'RI.s.m. colui chcdora, che 
sa r arte di dorare, Doratore, Indoratore, MeUiloro. 

ADDO'SSUt avv. in sul dusso* sopra la |)ersona, Addct- 
so, — 2. Prep. e vale inverso» alia volta deila persona. 
— 3. Per sopra. — 4. Stări addossu, vale premere* po- 
sarc sopra chirchessia. — 5. Fig, pressare. incalzare, 
solleoitans inipurtunare coi mezzi, e per via di ami- 
cizia. — H. Jittari V ocohi addossu. vale adorchiaro » 
ierniar Io sguardo verso una persona, Porre gli oechi 
addotso, 

ADDOTTRINA'RI, vedi ADDUTTRINA'Rl. 

ADDOTTr, pescc, vedi DO'TTlî. 

ADDRIZZA'HI, v.att. ridurre, e far tornarc dritto 11 torto 
o ii piegato, Addirizzare, Dvrizzare, Addrixtare, In- 
dirizzare. — 2. Per met. ricorreggere, ridurre al giu- 
sto, Addirizzare, — 3. Mottere per la buona strada, 
ridurre al buouo siato, stabilire, Addirizzare, Guida- 
re. — 4. Prov. Yuliri addrizzari Iu vrazzu di s. Rainie- 
ri, vale tentar liropossibile, fare le cose iroposaibili, 
IHrizzare ii becco agii sparvieri , Addrizzare o Di- 
rizsare le gambe ai eoni. — 5. In signif. n. ass. an- 
dar via: p. e. Addrizza, Vattene via, — 6. N. pass. 
Addirizzarsi, Raddrixzarti. — 7. Per Incamminarsi, 
Avviarsi, Inviarsi, — 8. Per metaf. ridursi al giosto, 
Correggersi: p. e. L* arvulu mentri ^ piociulu si ad- 
drizza, vale, AlV etâ tenera facilmente sipvdfarpi- 
gliare buona piega, 

AUDRiZZA'TlJ, agg. da Addrizzari, Addirizzato. 
ADDRrzzi', s. m. eoniunemonte f'urnimento d' oro gem- 
mato per nso delle donne , Fiitimenro. — - 2. Di ca- 



Ttdda» Poramanlo.— 3. Di camera, Paromciifo.— 
4. Di casa, massariiie» mobili di caaa» AddobbQ. 

ADDRUMMrsClRI, vedi ADDURIirSGiai. 

ADDU'BBA» 8. f. aalsa di aglio, pepe, ed tcqui calda, 
ehe usano i coutadini. 

ADDUBBAME'NTU, s. m. Jbbi^liamimto , Omamânto, 
Addobbamento, 

ADDUBBA'RI, V. alt. Abhigliaref Oman, Addobbare, 
— 2. Per rimedio o rlparo, Jtî|>orBre; p. c. Addob- 
ban malanni, Bimediare agii errari, vizii ec. Addnb- 
bari un negoziu, Rimediare un negotio, —3. Per rae- 
conciare, ridurre, rimettere in buon essere le cose gua- 
8le, Accotnodare, Raueiîare: p. e. Addubbari visti- 
ti, Rncconciare vesti. — 4. Addubbarisi, n. pass. pren- 
dere i suoi agi e comodi, Adagiani, — 5. Addubba- 
risi cu picca, Contentarsi di jjmco, — 6. Bisogua ad- 
dubbaricci comu megghiu, e peju putemu, Jifiiogna ehe 
ci accommodiamo alia meglio,^!, Prov. N'ha mao- 
ciatu sta vucca paslizzi? ed ora si addubba a pani c 
ramuraizi, si dicequando uno dallo sialo di riccliezza 
si riduce alia miseria , per cui bisogna accomodarsi 
alle eircostanze. 

ADDUBBAT£*DDU, agg. dim. di Addubbatu, Alquanto 
addobbato, — 2. Talora dicesi di un povero uomo che 
sia alquanto meglio di prima io amcse, Raeconciato, 

ADDUBBATI'ZZU. agg. dim. di Aduubbatu, Mezzo ad- 
dobbato, Addobbato con un poco di Iroscuransa, — 
2. Per Ace one iată. 

ADDIIBBA'TU, agg. da Addubbari, Addobbato^ Aecon- 
eiato. 

ADDUCrRl, V. alt. far dolce, Addolcire. 

ADDUGAME'NTU, s. m. Allogazione, AUogamento, 

ADDUGA'Rl, V. all. dare a filto, e a mezzo le posses- 
sioni o r entrate, o le casc a pigione, Allogare, Ap- 
pigionare, Affittare, — 2. Per pigliare a fitto, toglierc 
a pigionc , Affittare. — 3. Per condurre per prozzo , 
Prezzolare. — 4. Addugarisl n. pass. coodursi per 
prezzo, Preztolarsi, 

ADDIÎGATI'NA. 8. f. AUogamento. 

ADDUGA'TC, agg. da Addvoari, Mlogato.^2, Tolto 
a pigionc, Appigionato, Affittato, — 2. GondoUu per 
prezzo, Prezzolato, 

ADDL'GATL'RA, s. f. lallogare , Allogagione, AUoga- 
mento, - 2. Per prezzo dell' aflîtto, Pigione. 

ADDUGGHIA RI . V. alt. apportar doglia di colica. — 
2. Addiigghiarisi. n. pa^. patir doglia di venire, es- 
sere adlilto di dolor colico, 

ADDI:GGHIA'TU. agg. da ADDuaGHiARi» addogliato di 
colica 

ADDIJI, ADDU I. vedi ADDODDU 1. 

ADDULOrRI, V. alt. far dolce, .l^icio/cire. — 2. Per met. 
vale MHignre^ Disnrerbare, 

ADDULLRA Ri, v. aU. dar dolore, Addohrare, Addu- 
gUare, — 2. N. ass. e n. pass. prendersi dolore, Ad- 
doforarsi. — 3, Per Rattristarti. 

ADDULt'RATlI. agg. da Addvlirabi , Addoloralo. — 
2. Por Rattristato, 

ADDUMA'NNA, 8. f. Domanda, 

ADDUM A.NN ARI, vedi ADDIMANNVRI. 

ADDUMA'RI, V. att. raellere o appircar fuoco a cbec- 
chessia, Allumare, llluminare, Aceendtre, — S. Met. 
Venire in coltera, — 3. N. pass. Infkammofti, ActVK- 
dersi. — 4. Metal', inlianiniarsi per alcuna passione, 
p. e, Addumari di amuri, di sdegnuj ec. Ardere di 
amore, di tdegno ec. — 5. N. Ardere, Accendersi.— 
6. Addumari di frevi, vale Ardere di febbre.-^T. Fig. 
Addumari di faml, vale Essere grandemente affamato. 

ADDllMA'TU,agg. da ADDL'Mi^Bi. Acceso, Allumato, ^. 

ADDUMIbTlCAMEWTU, s. m. dimesticazione» Dtmejtt- 
rarneiiro, DomesticamentOt Addomesticamento, 

ADDUMISTICA'RI, v. all. render domeslico, Dameiti- 
care, Addomesticarţ , Ditnesticare , Addimesticare, -^ 

2. In sigQ. D. pass. divenir famigliare, Addimestieorsi, 

3. Per rendcre mansueto, Dumare, ed i proprio dellf 



ADD 



» 35 « 



ADE 



bcsiip. " 4. Fiţ* dicesi de^H oomini , e Ttle Mfai^ 

lODUMlSTICATU, agg. da Adddmisticari , DomcfCî- 
Mf«. jl4iloM«iffcafo. —2. Per Domato. ~ 3. P\er Ifan- 

ADDU.Vi'RISI» Y. n. pass. AecorgBni, — 2. Per il«;ve- 
^/M. — 9. IJsaioin inodo imperatiro, vale Conoweere, 
Oaaerrmrem Bspiorart, investigare: p. e. Addnnatî chi 
fowM, Biplora eiă eke $i faeeiano, 

ADOirXGA. part. coof ., che inferisce conc1usione,.4dMn- 
fna. Dunqu4. 

ADIHJElf ITTA'RI, r. att. Far dormire» Addorment€ure, 
--» 2. N. pASS. EiMcr Ţinto dai soano* Adâormentani, 

ADOrRMIVTATU, vcdi ADOURMISCIirTlT. 

ADDVRJfl'SCIRI 9 V. att. indurre o conciliar soono în 
alemin, Adtiormentartr A$$onnare, ~ 2. Per met. ren- 
<liw nef ligmte, Intorpidirt. — 3. Far desistcre. o for- 
aare akiino da qualche impresa , Addormentare, — 
4. Direşi anchr qnando o per frcddo, o per esaero stMtd 
taoto in post ira sconcia, o per lungo stropicciamonto 
si addomienia qiiasi ii senso alle membra, indolen- 
lire, intormentirey Stupefart. -^ 5. N. pass. pigliare 
ii fonno, Addormire, Adaormentarşi,'^^» Met. .4n- 
n^^ffin» , infingardirei: p. e. Addunnîscirisi ntra 
00 nîfţiiziu, vale Addormentani in un affare. — 7. Per 
Uadart. tndugiare, 

iDDURMISCI SCECGHI, T. bot. Co.v/CJr măcvlatum L., 
CiVuftf. 

iUDL'RMIâClCTI'ZZU, agg. quasi addormeutato. mcczo 
a<li|firni^niato, SonnaechiosOf Addormentatiecio. 

AD1)L~R!UIISCIU*TII, agg. da AoDcnMiaciBi, Addwmen' 
uto, Addormito^ — 2. Per membro intormentito, In- 
4ifienzita. — 3. Per simil. Pigro, Neghittoeo, 

ADDVSSA*RI» T.att. porre addosso, caricare, Addo$$are. 
— i. N. pass. pnMidersi la briga, prender Timpegno, ii 
cinco, U cura, 1* assunto dt farc, prender aopra di s^, 
Jjiiin^rf , Atido9M€r9i^ Obbligarei, AeeolUirti, 

ADDUSăA'TU. agg. da Ad^ussabi, Addossato, 

\ODUTTRLNAMENTII, 8. m. Addottrinamento. 

VDDCTTRINA'RI» v. att. ammaestrare, istruire* Addot- 
rriruurv. — 2. N. pasa. vale prender leilone, Imparare, 

ADDUTTRINATK'DDU , «gg. dim. di Adduttuwaxd , 
Algmanto addottrinaio, 

VDDCTTRINATU.agg. da ADMJTTRiMAni, AddottriiMto, 

ADDUTTCRAME'MU, s. ro. raddoltorarc» Dotlorato, 
DottoramientOm 

AbDCTnjRA'RI , V. att. dare altrui le dottorali inse- 

fne, A^of tonorf. -> 2. N. Ironic, vale abbandonare gli 

ftudii: p. e. Chi ce' ^f adduUurasli? modo di pro- 

rerbiare clii lia laaciato di appUcariii agii studii. — 

3. .\. pa», farsi dottore, ^IdcioUorarii. 

ADDUTTt'RA'TU, agg. da ADDUTTunARi» chi ha ricc- 
«uto la laurea. Laureata, Dottorato, 

AD EFE'SIOS, modo aw., e vale Alia earionaf Scontt- 
i'.ratatnente, 

ADEFFETTC, avv. a fine, Ăd elfetto.^2. Mettiri o 
maonari a^l effettu, Dare effetto^ Effettuare. — 3. Ve- 
niri ad elTcttu, Avere effetto, Effettuarfi. 

ADEMPIMrMU, ADIMPUME'NTU, o ADUiPRlME'N- 
TU. «• m. Adempimento, 

ADEMPI'RI , o ADlMPrRI , v. att. mandar ad effetto 
Adempire, 

ADEMPlTTU.o ADEMPLU'TL.agg. da AraHPUi, Adem- 

pito. 

ADEQCVRIt V. n. vale piacere* soddisrare, stare molto 
bene • Qmadrare: p. e. M* adeatia asaai stv giuvini , 
vale Malta mi piaee H naturale di queeto giovine. 

ADEQCATAM E'IITI , avv. compiuUmente , Adegunta' 
mente , Adequatamente. 

ADEQCATI'ZZA, 8. f. vale bnona, e convenevole maniera 
di operare. Aggimetmieixa, Giutteăia, 

ADEQUVTU» agg. da Adbquari. diceti di coliii, che 
pensa con savieizap e che nella sufl uioni proceda con 
■isora» AgginetatOm 



ADERE'NTI , agg. che adcrisce • che h BtrcttAmente al- 
taccato, nnito, congiiinto ad alcuna cosa» Aderente» — 
2. Per parzialc, fautore, partigiauo, Aderente, 

ADERE*NZA » 8. f. appartencnza , Aderenta. --> 2. Per 
tenoscenza» amicizia» protczione, Fovofv, ClienteiCf 
Aderenxa, 

ADERTRl, V. n. ass. favorirc, segnitare una parte» ac- 
coslarsi a quella , inchinnrvi , Aderire. — 2. N. ass. 
Stare attacrato, unito, Coliegareit Aderirti. 

ADESCVRI, V. att. prop. alletur coli' esca, porre Vesca 
Bullamo, Adeecare. — 2. Per met. invitare, tirare una 
alle voglic sue con lusinghe, con allettaraenti ec.» 
Adeseare, 

ADESCA'TU» agg. da Aoescari, Adeseato. • 

ADESIO'M. 8. r. lo aderire » Adetione. — 2. Per Ad9' 
renxa, Coesione. 

A DKSTRA, post. avv. vale dalia banda dcslra» A dettra. 

AD ESTRA, vcdi AR ESTRA. 

ADÎACE'NTI. agg. che giacc vicino, Adjacente, 

ADIA'NTU BIANCU. T. bot. THAUcrevu calabbicum 
Spr.,.si vende presso noi falsamente per V Adicmto 
bianeo. Nasce nei contorni di Siciiia abboudantemcnte. 

A DIA'VULUt modo avv. coi vcrbi Jiri, o Mannari, vale 
Mandare alia malora, Andare a diavolo. 

AD rCHISI, modo avv. p. Aviri la testa ad ichisi, vale 
Esser di cervello balzano, Stravagante, 

A DI'GUTI E DISSI, posto avv. A tu per tu. — 2. Mitli- 
risi cu unu a dicuti e dissi» vale contrastare pcrtioa- 
cemenle proverbiandosi» Bieticeiarla eon ofouno. Htar 
teeo in sul bisticcio. Stare a tu per tu, Altercaret 
Bisticciare, 

A DlJli'NU» posto avv. vale avanti di mangiare, A di- 
giuno, A corpo digiuno, A stomaco digiuno. 

A DILLU'VIU, posto avv. A dirotta, Dirottamente» — 
2. Usasi anchc fi«;uratamente, ^(rafrocc/iavoimeHfc. 

A DINVRI CUA'TA^MI» post. avv. A denari contUfiti, 

ADIRA'Rl. V. att. muoverc ad ira, Far adirare, Adi- 
rare, — 2. N. pass. muoversi ad ira, Adirarti. 

ADIRA'TU. agg. da Adirari» Adirato. 

ADISCA'RICU» posto avv. ye\o A diseolpa, A disca- 
rico, 

X DISCRIZIO'M, posto avv. con discrozionc » cio6 sc- 
condo onestA, Con equitâ, A discresione. — 2. Secondo 
la discrczione» quanio pare che convenga» Adiscre^ 
xione, 

ADISFAYU'RI, avv. usato per lo contrario di favore. 
A dis favore. 

A DISrONU, avv. A posta fatta. 

A DISPE'TTC, posto avv. A dispetto, A onta, Contr* <i 
voglia. 

A*DITIT, 8. m. entrata» ingresso» Adito, e dtcesi anche flg. 

A DI'U» post. avv. vedi ADDi'U. - 2. Lassari na cu<a 
a Din e a la furtuna, o a la vintura» vale Lasciarla alta 
ventura. 

AD OGGHI APERTI, posto avv. cocli occhi aperti, A oc- 
chi aperti. — 2. Fig. eon consiucrazione» con vfgilan- 
za, accuratamcnte» .1 occhi aperti, 

AD OCGIII CHIU'SI, posto avv. Alia eieea, A chiusi oc- 
chi. — 2. Talora vale con sicurezza, e senza peosiero 
d* intoppo, A chiusi occhi, 

ADO*CCmU, posto avv. senza altra misura» che della 
considerazione oculare , A occhio , A vista, — 2. Ad 
occhiu di porcu posto avv. • vale AUa grossa, A oc- 
chio e croee, — 3. Nsitari ad occhiu » vale in agric. 
annestare un albcro o ramo con inserirvi occhio dl di- 
versa pianta,/nneilare ad occhio, Annestare a ocehio. 

AD OGGHIU» post. aw. maniera di colorire, e si dice 
qualora si dipinge con colori stemperati iu olio, A olio, 

AD OGNl DUI TRl, posto avv. vale Spessissimo, A ogni 
pii sospinto. 

AD 06N1 MODU, iHWt. avv. A ogni modo. In ogni modo, 

AD OGNI POCII» post. avv. Ad ogni poco, Spessiesimo, 

AD OGNI TANTI'GCHIA » avY. Ad ogni ora , Ad ogni 
pâco, Ad ora ad ora» 



AFF 



» 38 « 



AFF 



gran- 



AFFAZZIINATE'DDU, dim. dl Af rAzxuNATU, BeUino. 
AFFAZZIJNA'TU, a^g. da Appasxun arisi, Ben ferma- 

(o, Ben fazionato. 
AFFERRAM VNU, 3. m. T. dei valigiai, dieonsi quelle 

sirisce di cunjo nel tnantice dcHe carroue, che servoD 

di appicro ti servidori. 
AFFETTA'RI, ?. n. wf», usar trappo artififio c squisi- 

U»Ma, -4/f««are.-- -2. Per slinaiaro, o iiniure, Con- 

irafţare, Aff$îtare. 
AFFETTIJ, s. m. passione d'animo, nata dai dcside- 

rio dcl beoa, o dair odio del male, Aflitto.^t. Per 

Desiderio. — 3. Per Affâsione. 
AFF£'TTU , agg. disposlo , impresaionalo , Ajfktto, — 

2. Corpu mal affeltii, Corpo male afetio. 
AFFETTUIjSAME'NTI, avY. Aiftttuotamente. 
AFFIÎTTUUSVZZU, agg. arcr. da Apnrruusu, 

demente affeUuoso, Affeiionatitsimo. 
AFFETTUUSE*DDU,agg.dim. di Appbttuusu. Alqwmto 

afftttuoto, 

AFFETTUUSrsSIMU, agg. superi, di Kwnrtvvw, Af- 

fettuotiuiino. 
AFFETTL'U'SU, agg. pieno di aflTctto, Affeîtuoio. 
AFFETTUUSU*NI, agg. superi, di AmTTUUSU, AffeU 

tuosistimo. 

AFFKZIONA'RISI, o AFHZIUNA'RISI, v.n. paw. Pron- 
dere affczioDe, o reodcre affezionaio, Affetionare, Af- 
fezionani. 

AFFEZlONATrsSIMU , agg. superi, di Afpbzionatu , 
Affe : ionali%$%mo, 

AFFEZIONA'TI;, agg. da Apfizioxarisi, Affezionato. 

AFFEZIO'NI, s. r. alTeito, passione, Affetione, Afftxio- 
namento. -^ 2. Per Amare , Benevolenta. — 3. Per 
istuio morhoso del corpo, o di alcuna delle sue pani, 
Alfezione, 

AFFIATA'IU, y. att. cântar beno accordatc due, o pid 
vooi. - 2. N. pass. lig. esscr perrcllaiiicnte d' aecordo, 
intendcrsela coa porlie parole, divenir conlidcnte» Af- 
fiatarsi, 

AFFIATA'TU, agg. da AfriATARi, .iccordato. 

AFFIBBIAME'NTU. 8. ni. \ ambbinro, Afjibhiamento. - 
2. Per isirelia dimesiicliezza» Familiariiă, Intrinte- 
chezza. 

AFFIBBIA'RI, y. att. propriauientc congiugncre insieme 
COD fibbia, congiungere con aghetti» striiighe» botto- 
n\, gaogheri e simili, A/ibbiare, — 2. AOihbiartsi cu 
unu, Yale far seco grande, e streita amiciiia, RUtrin- 
geni con uno» 

AFFIBBIA'TU, agg. da Afvibbiari, Alfibkiato. 

AFFICATA'TU , agg. che ha ribollimeuto con pustolc 
rosse, Fegatoso, 

AFFICCARE'DDU, agg. che si sa inuodiirre, insinuare 
per acquistar familiarită, grazie ec.» Elfieace, Mffka- 
ciuimo, Iniinuante, 

AFFICCA'RISI, V. n. pass. per met. applicarsi, volger- 
si, dariti, inimergersi, profondarsi, Ficeartu Afficcar- 
fi. — 2, Non contcntar&i del ragionevolc, 

.4FF]DA'Ri, V. alL Dar sicnrezza, aflcrmarc con forza, 
render siciiro , Anicuraret Affidare. — 2. Commetterc 
air allrui fede, CoMM^rwnre, Fidar$, — 3. N. pass. Ai- 
ticiirarn, Crederti, Confidani, Affidanu 

AFFIDA'TU, 8. m. chi i aflidato all* altnii fede, Affidato, 

AFFlDA'Tn. a^g. da ArPinARi, Agidato. 

AFFIGGUIVRI, ?. alt. e n. ass. Aliaeeiart. Albotto- 
nare, AlJibbiare, — 2. N. pass. stringersi in dosso I ve- 
stiţi coi bottoni, con laccio, fibblCf cCi AUaceiani, 
Abbottonarti. -^ 3. Affigghiarisi li naschi, vale Adi- 
rarstf Montare in eollerut IncollerirH* 

AFFIGGIUATU , agg. da Afpigghiari , Agihbiato. — 
2. Aviri li naschi alBgghiatl, Tale Baere forie/Bnente 
incolUrilo, 

AFFILA'RI, Y. att. assottigliarc ii Uglio a* (erri taglien- 
li, dare ii Mlo, Afilar9.--t. Afilari F oricchi, Tale 
sure attentiflsimo per seatira , stare cogii ofsoohi ierati, 
o teşi, o stafe ia orcechi» Jppamrar ^ii arMoM. i— I. Per 



piacergll qaalcbe progaito, prestar orecehio ad ana co- 
sa. — -i. Affilari assol. Per drizzare. — tt. Per partirsi. 

AFFILATU, agg. da ArmARi, acuto, molto tagliente» 
AffUat^. — 2. Nasu affilatu» proprio dei tisici» o roo- 
ribondi, ya$o <usoUi^liato. ^ 3, Nasu affllatu , vale 
anche schieiio. diriito, e per consegnenza ben faitOy 
Nato afl^iaio, 

AFFILATU, s. m. vedi AFFLATU. 

AFFILATU'RA, B. f. si diee rassottigliaiaradel taglio 
dei rasoi. e di allri ferri da taglio, Agilaivra, 

AFFILlGGHIA'RI.T.n.indirizzarsi per alcun Inogo quatio 
quatto, iivauxnt. — 2. Vale anche Appuntar$H oreceki. 

APFIMMINA'RI , Y. att. far divenire effeminato, Bff^ 
mitiare» 

AFFIMMINATE^DDIJ, dim. di Appixxinatv, Alquanto 
elfeminato, 

AFFtMMIN ATI'ZZU, pegg. di AvfivmixatI!, che ha del- 
r eOemminalo. 

AFF1M.MINA*TU. agg. da APFiMaiNARt, di co»tami, di 
modi, o di aniino femminile, delicato, morbido, Ef" 
feminato, 

AFFINA, avY. Imino: p. e. Affina ddocu, Fin IA. 

AFFINAITA*RI , Y. att. unito con Tbrri, Yale prescrî- 
vere, assegnare i eoollni, i termini ai campi. 

AFFINAME'NTU, s. m. Tafflnare, Affinaiura, Afflna- 
mento. 

AFFIN ARI, Y. att. ridur ilne, sotttie, Affinarş, •> 2. Agnz- 
zare , far piingcnte • Affinare, ~ 3. Met. condurre a 
perfezione, purilicare. — 4. In sîgnilic. n. pass. dive- 
nir puro, acquistar perfezione, Afinanu 

AFFINATEDDU, vezzegg. di Afpinatu, B^llino, Bel^ 
luceio, 

AFFINA'TU, agg. da AFFi!fARi,.J/fIiuiro. — *2. Per 60t- 
tilino, magn'tto, Mingherlino, 

AFFINCHr, rong. Affinehât Aecioechi, 

AFFl'M. s. ed agg. corn. parente per aflSniti, Aţfine. 

AFFINiTV, cd AFFIMTA'TI, s»f. parentela, che nasce 
per roaritaggio tra i consanguinei della moşiie e ii 
niaritu, e consanguinei del marito e la moglie, Af- 
finită. --%. Parcntado, che nasce da qualsivoglia na- 
tural congiugiiimentOi AffiHUă, ^ 3. Per meU conve- 
nirnza, somiglianza, A/finHă, 

AFFIRMA'RI, v. att. csprimerc che si tieno per fermo» 
dir di sU Alfermare, — 2. Per sosienere o dichiarare 
per vero, Affermare» — 3. Per confennare, approvarCi 
.4/jferimirf. 

AFFIRMATI'YC, s. m. agg. da Affirxari, che affer- 
ma, Alfermulivo. 

AFFlRMAnU, agg. da Affirmari, Aprmato. 

AFFIRMAZIONl, s. f. laflrcrmare, Aţfemwmenlo, Af- 
fennaziont, 

AFFIRRA*B1L(, agg. che pu6 aflerrarsi. 

AFFIUKA'GGUiU. s. m. cosa alia qiialc si afferra, hn- 
pugnatvra, — â. Strumento col quale si afTerra* Af- 
ferratojOf Appicco. — 3. Per Manieo, — 4. Dări aHir- 
ragghhi, pi*r niet. Dart oeeatimie^ Vart appiceo. — 
Afllrragghiu di la Spata, impugnatura, 

AFFIRRAME'MU, s. m. rafferrarc» Afferramento. ^ 
Per Cattura, Fresura, 

AFFIRRA'RI, v.'att. pigliare e tcncit; con forza, Af- 
ferrare. — 2. Per Coglieret Colpirtf Ferire, — 3. Per 
met. Ben comprendere îl dritto altrui, — 4. Per Bu- 
hure, — ff. Per Catiwrare, — 6. N. per AUignare, — 
7. Per Avviarsi: p. e. Aflirrari pri li campagui, JPren- 
der la via da/le campagne, ^ 8. N. |iass. AppigUar' 
si, c si diee delle plante, Affierrare. — 9. N. pass. At- 
xuffarsif Afferrarei; p. e. AlHrrarisi coma li câni, vale 
aver llero liligio, anche preaso i magistraţi.-* 10. Per 
Tensoiiara, Altereare, — 11. Met. AfBrraricct 'atesta^ 
vale Occarsi in capo, Ineaponire, 

AFFIRRA'TU. agg. da Appirbari, Aţerrato, — 2. Per 
Colpiio. ^ 3. Per Car(uroCo.~ 4. Per J{ti6ato.-*5. Per 
Appigliaio «c. 

AFFiSSA*Rl, Y. att. aAggere, attaecare a vedau altnii > 



AFF 



» 39 c 



AFF 



iJUfamc. — *2. Per gnardac fiso, con occbio fermo, 
JÎfbort. 
*AFFISSATn, «gg. da km$$An, neU'aoo e neirallro 

AFFfSSU» s. m. GartcHo tfBsso în qualche luogo per 

•TTiflo» Af/iâsot Editlo, Bando. 
AFFl'SSUy agg. da ÂprissAai» A/fisto, Congiunto, Fer- 

mato, 
AFnXTA'RI. Tedi AFFETTA'RI. 
AFFITTA'RI, Y. alt. dare a flito, allogare, Âfittare, 

Apfigionart. — 2. Per Prendere (id affitio. 
AFFITTATAME*NTI , aw. con troppo artificîo , Affet- 

tatam$nie. 
AFFITTATE'DDU, agg. dinu di Affittatu, Alquanto 

flffelCatOy Affetlatuzso. 
AFFITTA*rU« agg. da AmTiAUi dieeai di colnt che 

lisa negii atti , nelle parole , e negii abiti sovert-hio 

artifiiio, AffBttatOf Âtcercaf o. — 2. Da appittabi , 

AilogiatOf Affittato. — 3. Per Preio ad af[itto, 
'AFFITTATU'NI, o AFHTTATrSSWU, superi, di Af- 

FiTTATU, nel i** sign. 
AFFITTATC'RI , v. m. da Affittari, che aflSlU, Af- 

fitiatore. — 2. Per ailitUiaie, Fittaiuolo. 
AFFITTAZICNI, s. f. TafTetUre, ch'^i.usare aoverehio 

artiBzio, u squisitezza, Affltttazione. 
AFFITTU » s. m. FUto, Affitto. — 2. Per prczzo del- 

1' aflfitto, Pigione, — 3. Per pensione» ceiiso, prezzo a 

certu tempo sopra i fondi, poderi, ce. 
AFFlZIO*M. vedi ArFEZlOl. 
AFFIZIUN£'DDA , s. dini. di Affizioki , Lieve affe- 

sione, 
AFFLATU» s. m. spiramento, inrundimento» Afflato, — 

2. Per istinto, ispirazione, desideriu: p. e. Pigghia- 
ricci, viniricci n* aiflatu, Avere un detiderio. 

AFFLIGGIME'NTU, s. m. AfUizione. 

AFFLrOGlRI, V. att. dare aflliziooe, travagliare, dan- 

neggiare» Affliggere, ^ 2. N. pass. prendcrsi aflQizio- 

ne, Affliggeni. 
AFFLITTrsSUin, agg. superi, di Afflittu, AgiiUit- 

fimo. 
AFFLITTrvU» agg. clie aflligge, che induce afliizionc, 

Affli ttic Om 
AFFLITTCJ f s. m. reo da giustiziarsi tra poco , Sen- 

tenziato, 
AFFLriTC» agg. da Affliggiri, che ha afliizionc, Af- 

fiato. - 2. Per Travagliato , Tormentato, — 3. Per 

Maeilentef Ettenuato. 
AFFLITTULI'DDL', agg. dim^ di Afflittc» Alquanto 

agiiuo. — 2. Per Alquanto estenuato. 
AFFLIZIO'M, 6. r. dolore, tormento, e dicesi lanto del 

corpo, quanto dell* animo, Afflizione. — 2. Col vcrbo 

Dan , ^-ale Affliggen , AddoUtran , Tormentare, — 

3. Prov. Lu tenipu mitica Tafnizioni, vcdi TEMPU. 
AFFLIZIUNEDDA, s. f. dim. di Afflizioni, AgUzion" 

cella» 
AFFLL-E*NZA, s. f. propr. concorso soprabbondanic di 
un fluido in qualche parte, Affluenza.—^. Per simil. 
concorrimento di molte persone; di gran nnmcro di 
persone; di gran ^uantitâ di mercanzie» che arrivano, 
o sono arrivate in qualche luogo , Concorrenza. — 

3. Detto aasolutamenle per soprabbondanza. — 4. Af- 
floenza di termini, copia d* efoqnenza, Facondia, 

AFFIXSSIU?ÎATE*DDU. agg. dim. di Afflussiunatu. 
AFFLUSSIL'NA*TII, agg. Infreddato, ineatarrato, 
AFFLUSSIUNATU*M, agg. accrcs. di Afflussiunatu. 
'AFFLC'ăSU, s. m. T. med., Concorrimento di umori 

in qualche parte, Aflluiso, 
*AFFRANCA'BILl, agg. che si pu6 affrancare, Affran- 

eabiU. 
AFFRAXCVME'NTC, s. m. raffrancare, Francamento. 

— 2. Per Xifcerasione. — 3. Per Riecaito, Bicatto,^ 

4. Affrancamentu di spisi , Rimbortamento delle $p$ie 
falie. 

'AFFRA>CA*rrn , agg. che aCTrauca, Affrancante. 



AFFRANGA*RI» Y. atu far franco, esentare, etenziona- 
re, liberare, assicnrare, Frat^are, — 2. Per Aizcatla- 
rt, — 3. Aifrancari li littri, vale eseatare chi le rice^c 
dalie spese deila posta, pagandole colui, che le manda 
per parte, o per tullo ii viaggio, Francare le leit ere. 

— N. pass. Franearii. A 
AFFRANCA'TU, agg. da AFFRANCAai, Alto franco, li- 
beralo, Francată. — 2. Per Rieattato, — 3. Por JBien- 
falo. 

AFFRANCATU'RA . s. f. ci6 , che si paga per francar 

le letlcrc, e Toficeria stessa. 
'AFFRANCAZIO'NI, s. f. T. leg. , Pagamonto del prezzo 

per liberarsi dai cauone, Affraneazione, 
AFFRANGIIl'Rl. y. bU. Francare. — 2. N. farsi franco. 

— 3. N. pass. farsi franco , libero: p. e. Affrancbi- 
risi li spisi , Rimbonare le spese. — 4. Aifranchirisi 
di la delta, Pagare ii debita. — 5. Affranchirisi 'nlra 
lu jocu, vale riaverc quello, che nel giuoco s* era per- 
dutOf Riscattarsi nel giuoco. 

AFFRANCU'TU, agg. da AFFRAMcniai , fallobi franco, 
libero, esentato, esenzionato, vedi AFFRANXATU. 

AFFR.VTlDDAMrNTU, s. m. affratellanza, AffrateHa- 
menlo. 

AFFRATIDDA*RISI, v.n. pass. dimeslicarsi, appareniar- 
si, trallar da fralclli, da uguali, Affratellarsi, 

AFFRATIDDA*TU, agg. da AFPRATinDARi8i,yi/fratf <2af o. 

AFFRATTARIDDA'TIJ. agg. Faccendiere, Affannone. 

AFFRIDDAMENTU , s. m. Raffreddamento. — 2. Per 

aucl tremito, che vicne nel principio deiraccessione 
ella febbre. Ribrtzzo. 

AFFRIDDA'RICOI, v.n. pass. vale csser sorpreso dai tre- 
mito cagiooalo dalia febbro» Aver (reimfo, Yenirţred- 
dorCf Ribrezzo. 

AFFRrtiGlRl, vedi AFFLrGGitll. 

AFFRI'IRI, Y. n. Portar cociore, e dicesi delle piaghe, 
delle scottature, e simili. 

APFRITTAME'NTII, s. m. Lo aifrciure, Affrettamento. 

AFFRITTARI, v.all. far frciu, Alfrettare*^2. Per sol- 
lecilare, slimolarc, Affrettare, Solleciiare, — 3. X.pass. 
opcrar con fretta, AJfrettarsi. 

AFFRITTA'TU, agg. da Affrittari , Affreltalo. ^ 
2. Per sollccitato, Affrettato. 

AFFRITTCCO*RI, s. m. Mesehinello, Tapinello. 

AFFR1V.VTU, agg. Vo'glioso, Bratnoso. — 2. Essiri af- 
frivalu ntra na cosa , vale aver grandissima voglia , 
bramare cccessivamenle, Morirsi di voglia. — 3. P(*r 
csscre grandcmenlc impegnato in una cosa. — 4. Per 
affczionato, che porta afFezione. 

AFFRtVlGGUIA'RlSI, v. n. pass. esscr sorpreso da calor 
fcbbrile. 

AFFRIVIGGHIATrzZC, agg. dim. di Affrivigghiatu> 
leggermcnie assaliio da calor fcbbrile. 

AFFRIVIGGIIIATU , agg. Febbhcilante , Febhricitoio. 

— 2. Per assalito da calor febbrile. 

AFFRIZIO'NI, vedi AFFLIZIO'NI. 

AFFRIZIUNAT£*DDU, agg. dim. di Affrizii'NAtu, Al- 
quanto smunto per malattia. — 2. Per PoverettOy Me- 
sehinello, 

AFFRIZllINA'TU, agg. Malaticeio, MaciUnt€.—2. Ver 
Poveraccio. — 3. Per Colpito da sventura» 

AFFRUNTA'RI, v. ati. Riprendere, — 2. Per fare alUui 
viHiperevoImente vcrgogna, Svergognare. — 3. Per an. 
dare incontro, Affrontare. — 4. N. pass. Vergognar- 
si, Provar rouore. 

AFFRUNTATU, agg. da Affruxtari, Htpnso. — 2. Per 
tocco da vergogna, Vergognato, Yergognoso. 

AFFRU'NTU, s. m. Vergogna^ Rossore. -— 2. Per Ingîu- 
ria, AffrOHlo. — 3. Per disonore, Vergogna — 4. Per 
riprensione, Affronto, — H, Per una certa modestia, 
Peritanza. — 6. Faricci un affrunlu ad unu, vale Vir 
vergogna ad uno, — 7. Essiri senza afTruntu, vale Ifs- 
Jer senza vergogna/ Ardito, Sfaccialo, — 8. Fari un 
affruntn: ora signiG^ Fora m^iuria, ora Riprendere. 

— 9. Prov. A lavula nun ci Yoli affnintuy vale A la- 



AFF 



» 10 c 



AFF 



voia non ffiiogna aver vergog^ă, — 10. Ga nan senti 

affrantu nun seoti Ytstiinau» proT. e Tale cha chi non 

ha rossore, non s' emenda nb anche colla sfena. 
AFFRUNTUSA'ZZUi pegg. di ArmuMTUSO, MoUo jm- 

ritoio, 
AFFRUNTDSE'DDU , agg. dim. di Aminrrutu , Yw- 

gognot9tîo. 
*AFFaUNT(JSI3SrMU , agg. superi, di ArrnuxTUSU , 

Vergognotiisimo. 
AFFRUNTU*SU, agg. molto timido, toeco da Torgogna, 

Vergognoto, 
AFFUCA GAVA'DDI, T. bot. Dăcttlis GLOMEtUTA h., 

Erba da marxolini , Erba fnarxolina , Pannoehina. 

Gomunissima graminacea presso le vie, e i caoipi di 

Sicilia. ^ 2. Affuca cavadoi» Eltmus bumopmus Lin.» 

Altra graminficea, che nasce in Sicilia. 
AFFUGAME*NTU, 8. m. T affogare, AffogaggiMt Affo- 

gam^nto. 
AFFU*CA PA'TRI, T. bot. Câruită lăitâta Lin. QoesU 

piania singenesiaca spînosa ^ abbondantissima In Uitte 

le nostre contrade. 
AFFUCA'RI, V. att. cbindere nelle fauci la respirazione» 

Affbgare, SoffbgarB, - 2. Per sopprîmere» ÂJfbgare,'^ 

3. AAicari iu pidita , Tiran lo/Ka per eomggt. — 

4. Prov. Affucan Iu câni a lasagni, dicesi quando per 
Tenire al suo intento si offerisce maggior partito, che 
non mărita la bisogna, Affogan ii cant con le lasagne, 

— 5. Affiicari na cansa , fale Far pcrdere una ltl«. 

— 6. N. pass. morirc per soffbgasione , Affogarn* — 
7. Prov. Affucarisi a la cuda , dicesi di chi avendo 
bcn condotto uno affare Io abbandona, o Io precipita 
in sul termine, Cader U pre$ente sulV uicio, o For- 
dtr la zuppa fra la bocea, e la mano. —8. Affiica- 
risi ntra un gottu d* acqua, dicesi di chi in poeo pe- 
riculo si parde d' aniino, c peHsce , Aţogani in un 
hicehier d* aequa, — O, N, ass. AffucarT, vale non po- 
ter calzare per istrettezza: p. e. AflTucarl la stivala , 
Non poter calsar Io ttivale per Utrettezxa. 

AFFUCAirzzn, agg. dim. di Apfccatu. — 2. Vaci af- 
fucatizza. Voce raucă, 

AFFUGVTD, aM. da Appucari, Affogato.'-t. Affb- 
catu da ii debiti» da H facenni , da ii miserii , vale 
Oppreuo, Affogato nei debiti, nelU faccendCf neUe 
miserie, — 3. GamparI affucatu, o affncatizzu, vale es- 
ser sempre opprcsso dalie l^ccende, Affbgar nelU fac- 
cende, — 4. Per vivere mesebinamente, appena avendo 
di che cibarsi, Tapinare. — 5. Per /ncararrolp» In- 
freddato. — 6. Cacocciuii affucati, Sparaceddi affbca- 
ti» e simili, T. dei cuoehi, ed h maniera di apparec- 
cbiare le oleracee, senza pria boUirle nell* acqua. 

AFFUGA VE'STII, vedi AFFU'CA CAVA'DDI. 

AFFUCAZIO'M, s. f. Affbgatione. — 2. Per Anguitia, 
SolUcitudine. — 3. Per Eaueedine, Fiocaggine. 

AFFUCU'SU, agg. da ArPucAU, e si dice propriamente, 
dci frutti aspri; dicesi cosi pol nocimento, che appor- 
tano alle ftuci per la loro asprezza, cha quasi anoga- 
no, Atpro. — 2. In senso figurato» vale Aspro, intrat- 
tabiUt BiottoeOf JRodomonteico, 

AFFUDDAME'NTC, s. m. Folia, Afollamento, 

AFFUDDA*RI, v.atL opprimere, i4ifofaare. — *2. N. ptss. 
ortarsi in folia, .4ifoUarst, AffoUarti. 

*AFFUDDATA, s. f. ii rionirsi in calea, Io aCToltarsi, Af- 
foUaia. 

AFFUDDATU, agg. da Afpcddabi, AffbUaio, ApUato. 

AFFIJMAME*NTU, s. m. l' afl^miicare, AffumUamenîo. 

AFFUMA'RI, V. att. e n. far ftimo, e dar fomo ad una 
cosa , Affumieare. ~ 2. Alfiimari dicesi per tscherzo 
dl chi sbaglia ii coipo nello sparare Io schioppo, 56ft^ 
ciare. Far vetcia, — 3. In senso trasl. vale non riuscir 
neir intento , Far vteia* — 4. N. pass. empirsi di 
timo, Affumani» 

AFFUMATrzZU, agg. dim. di Appumatu, Jfezso af- 
fumieato. — 2. Fer Annerito. 

AFFUMATU, agg. da Atfvkari, Affumicato. ^ 2. Ni- 



goziu affhmata, vale nagozlo o non riuscito aflktip, o 

con minor proBtto possibile. — 3. Garni, minestn ec« 

affdmata , Came ee. che $a dl fuma, — 4. Datturi » 

Mastru ec. «ffîimata , Dottor dei miei stivaU, iirft- 

gianello da nuUa, 
AFFUMATU'RI, v. m. dicasi di chi saole sbagliait U 

coIpo nello sparare edntro qualunqoe animate* 
AFFUMICA'RI, vedi AFFUMARI. 
AFFUMIGATl'ZZU, vedi AFFCMATI'ZZIL 
AFFUMIGATU, vedi AFFUMVTU. 
AFFUXA'RI, V. atL legar con fune, Infunan. — 1. Per> 

Bubare, — 3. Fer imbevere metaf. 
AFFUNGIA'Rl, v. att. vedi AMMAGGA'RI, — 1. If. iSC. 

fig. vale Pigliare ii broneio. 
* AFFUNGI A*TU, agg. da Apfunciabi, vedi AMHAGCATCJ. 
AFF(JNNAME*NTU, s. m. «ommersione, Affbmdamento» 
AFFUNNA'RI, v. att. mandare in fondo» ^ommafytre • 

Affondare, — 2. AlAinnari na f6ssa, fussata ec.» tale 

farla pift profondamente, Affondare una /(Mia. 
AFFIJ\NA*RI, V, n. Sommergersi^ Affbndare. ^ 2. Per 

cădere nel profondo, 5pro/omiare.^3.Per impani%- 

narsi, Affondare, 
AFFL'NNA'TU, agg. da ArvuNifARi, Affbndato. 
*AFFUNNATU*RA, s.f. scavainento, luogo airondato* Af" 

fondatura, 
AFFURANA*RISI, v. n. pass. dicesi dei tempo qoando 

si annuvola, Offuecarei, Ottenebrani. 
AFFURANA'TU, agg. da AFPunANARisi. 
AFFURCA'RI, v. alt. impiccar sulle fbrche, Afforoart. 
AFFURCA'TU, agg. da ArFuncABi, Afforcato. 
'AFFURISTICA'TU, agg. chi imiu 11 fare de* forestieri» 

Afforeetierato. 
AFFURTUNVTU, vedi FURTUNATU. 
AFFURTUNATII'M, vedi FURTUNATrSSIMU. 
AFFURZARI, vedi NFURZA'RI. 
AFFUSS.\JIAE*NTU, s. m. cavamcnto di fossa, Affoac^ 

mento, - 2. Per Profonditâ, 
AFFUSSA'RISIi v. n. pass. cader nel fosso, Profondare. 
AFPUSSA'TU, o NFUS8ATU, agg. da Affdssarisi, et- 

duto nel fosso, Profondato,'^^. Per AwaUaio. 
A FILA, posto avv. vale di seguito, successivainente » 

uno dopo l'altro, senza intermissiona; e dicesi di tem* 

po, di cose, e di persone, AUa fila, In fila, 
A FILH'RA, vedi A FILA. 
A FILU , posto avv. vale a dirittura , A filo. — 2. Per 

taglio , A filo. — 3. A filu di spaU , vedi FILU. — 

4. Essiri cusutu a iilu duppiu cu unu, dicesi a chi d 

strettamente legato In amicizia con un altro. 
A FILU DI RrCANU, posto avv. T. delle arti, ed i ma- 
niera di tessuto. 
A FINA'ITA , posto avv. che confloa , Confinante. — 

3. Essiri a finaita, Estere , contigua, Conterminare. 
A FINI. avv. acciocchi, a fine che, a cagione'di... A fine. 
A FINFRI, iK)stoavv. dicesi di ogni cosa che si assot- 

tiglia verso T estremită. 
A FLOTTA, vedi A FROTTA. 
A F0*GG11IU a FO*GGHIU , posto avv. A feglio a fo- 

glio. — 2. Mannari a fogghiu qniotn, modo prov. e 

vale miandare alia mălora. 
A FOR'FIGIA, posto avv. A guiea di /br6tce.— 2. Scala 

a forficia, vedi SGALA. 
AFORrsMU, s.m. massima, precetto dl scieoza, od arte, 

Aforitmo. 
A FORMA, posto avv. A foggia. 
A FORZA, posto avv. forzaumente, per forza, a dispcw 

to, A /bfza. — 2. Vale per virth, per mezzo» medIaiH 

te, A forxa. — 3. Vale ancha a viva forza, A farxa. 
A FRENU, posto avv. A fteno. ^2. Tinirl a firena, signi- 

fica ritardare, e tenere in timore altrui, Jenere a frena. 
*A'FRIGU, Sk m. vento che tira tra Taustro, e ii zefflro 

Affrieo. 
AFRIGA'NU, agg. Affricano.^% Dicesi pare per di- 

spreuo a chi s' abbia ii naso scbiacciato, e la pelle 

aobroniata. 



AFa 



» VI « 



AGG 



A FKISCn» posto arr. T% de* pittori, e valf ii dipin- 
§ere» o k dipinlort sopm Io iotooaco nou rasciotto» 
A frttco, 

A FR1TTE*DDA, posto avv. T. de* coochi, ed h manitra 
âi caocitura delle faVe Arfache, con altri oggetti. 

A FR1TTI}*RA, in modo avv. A frittura. 

A F&OTTA, poaio avverb., vale in gran niunero e senza 
ordine; e dicesi di persone, A scKiere, In frotta, 

A FRUCnJ*NI» posto avv. vale copiosamente, abbondan* 
tememe* A sşargom 

A FRU'NTIf poato ay v« Dirimpetto, JRincontrOf A fronte. 

A FRUNŢI SGL'PE'RTA, posto avv., vale colla froute 
scoperta» cio^ aenza temer di vergogna, A front$ ţeo- 
perta» 

A FRCSTTSTU*» poslo arv. AUa carlona, A babhoeeio, 

*A'Fn» s. f* pliir. T. med. Ulcerette toade, e superfi- 
ciali, che nascono nella boceai accompagnate 4la in- 
fiammazione: talora danno dilBcoltA d' inghiottire» Afte. 

A FUDDl.* posto avv. In folia. — 2. Pigghiarisi na cosa 
a fiidda, dicesi di cose, che vendonsi sabito, e a ţţara. 

A FUMU CALA'TU» in modo avv. quietamente» di na^ 
scoso, A ehetichellif A chitichilla, 

A FUNNT» in modo avv. contrario di a galla, A fondo* 
— S. Fer Profondamente, — 3. Per Compiutamenle, 
Ptrf9ttameni9: p. e. Ganosciri a funnu a qnalcanu* 
vale ConosccWo appi§no, «— 4. A funnu pirdutu, dicesi 
di somnia impiegata , da conteggiarsi alia fioe asso- 
Ibu di un negozio. 

A FUNTANE*DDA, in modo aw. dicesi del zampillo che 
spiccia fuori dalie vene» dai doccionati, e 8imili,^iptito. 

A FCRGA» in modo avv. dicesi di legoa siuiate, A tri- 
podi, 

A FURIA, in modo avv.» vale sconsidvatamente, A fu- 
ria, — 2. Per In gran folia. 

A FCRMA, in modo avv. A forma, 

A GARBA CC1IPA*GNU, in modo avv. col verbo Jncari, 
vale OptroTt infingentiminti t Con finzioMf Finta- 
wuniim 

A GABBElXA, in modo avv. coi verbi, Dări, Pigghia- 
ri, vale Gab$Uar9, Pr$nderj$ a gabella* 

A GABBU, posto avv., vale in ischenu» per baja, per 
ginoco» A gMfo, 

'A GAGCHA, vedi GAGGIA n. 8. 

A GALLA 9 posto avv., vale sul la superficie per Io piii 
di liqiildo, A galla, 

A GAMMAIXA*RIA , iu modo *w. col verbo Gadiri e 
suBtli, vale Cădere a gambe levat$. — 2. Fig. Jiri a 
gammiallarla , vale cădere in malvagio stato , Andart 
a gamke Unate, 

A GA5GA, yedi A SGANGU. 

A GARA, posto avv. a competenza, a concorrenza, A gara. 

A GARAGO'LU, posto avv. vale di figura spirale, A ca- 
raed, 

AGA*RICU, T. bot., specie di fuogo medicinale, Bolm- 
Tcs fvmANs Pers. Sjn., Agarieo bianeo, Fungo ca- 
tar tieo. 

AGA RICU MINERAXI, T. di st. nat. sosUnza bianchis- 
sima, leggiera, quasi spugnosa e friabile» che trovasi 
deposta nelle fenditure delle montagne secondarie, Agc^" 
rieo fnineraU, 

AtrATA» T. di st. nat. selce di una pasta piu fina, rhe 
oon ^ la comune, e di diverşi colori, 1 quaii sono d'or- 
dinario distriimiti in zone parallele tra di loro, e con- 
centrtche. Agata, Se ne ritrovano in Sicilia di diverse 
specie. 

A GA'VITA, vedi GAVITA. 

AGGADDA'RI, v« att. for rissa, Uitiart. -^ 2. N. pass. 
aunikrBi a gniaa di galii, Aixu/fani, ' 

AGGAGGHIA'RI, ▼. att. afferrare e tcnere con forza, detto 
d^li strumenti di fcrro, che fanno simile effctto; cio^ 
itringere, e teoer forte una cosa come se fosse adden- 
tata eon mascellare. — 2. Per simil. anche detto delle 
penone ed animali, vale Afferrare, 

AGGAMlfARI, v. att. ritoreere la punu del chiodo, e 



ribatterla verso ii suo capo nella materia confitta ac- 
cioccM non possa allentare, ma stringa piii forte, Ri- 
badire. 

AGGANGARI, v. att. Addentare.'-2. Vale anche per Af- 
ferrare, vedi A^GAGGUJA'RI. 

AGGARBA*Ri , v. att. correggere 1 difetti di chicches- 
sia, Accomodaret Garbare, 

AGGARBA'TA, s. f. Aceonciamenîo, AccomodamBnto. 

AGGARBATB*DDA, s. f. dim. di Agoabbata. 

*AGGARBATE*DDU, agg. dim. di Aogarbatc. 

AGGARBATrsSlMU, agg. superi, di Aggarbatu, Gar- 
batUiimo. 

AGGARBATl'ZZA , s. f. gentilezza , leggiadria , Gar- 
batezza. 

AGGARBA TU, agg. da Agoarbari, Garbato, 

AGGARBIZZA*RI, v. n. dare nel genio, Garbeggiare, 

AGGARIFATU, aţg. aggiunto di animale, come caval- 
lo, bue e simili, vale infiaccbito deir erba primitiva 
autunnalc. 

AGGARRA'RI, vedi AGGlCRRARL 

AGGE'NTI, agg. che agisce, Agente, — 2. Per celui che 
fa i (atti, o che tratta i negozii di taluno. Agente. 

AGGERA'TU, T. bot. Achilbos agbratum L. , Can fo- 
rată o Erba giulia, Esiste ne' giardini botanici. 

•AGGETTIVAMK'NTl, avv. a modo di aggettivo, Agget- 
tivatnente, 

AGGKTTlVA'RI, V. att. nsare a modo di addiettivo. 

AGGETTIVA*TU , agg. da Aogrititari, usato a modo 
di addieitivo. 

AGGETTrvU, agg. che si aggiunge al sostaniivo, per- 
ch^ da se non si regge grammalicaimentc, Addiettivo, 
Aggettivo, 

A'GGHIA, vedi AGGUIU. 

AGGHIALORI , PurrcUi o Porri sarvaggi , T. bot. Al- 
LiVM TRiQUKTRUM L. Crcscc abbondantcmente lungo 
i ruscellelli ed i fiumi, ed â grazioso questo aglio per 
i suoi fiori bianchi pendnll. 

AGGHIALO'RU, e UGGIiIALO*RU» s. m. piccolo vasetto 
di creta cotta invetriato per uso di tenere olio, aceto, 
e simili per condire , Utello, — 2. Per bolllcina che 
vîene tra i nepilelli degli occhi, Orzajualo, Calaxio. 

AGCHIALURE*DDU, s. dim. di Agghialorv. 

AGGHIA*NNARA , s. f. frotto della quercia, del cerro, del 
leccio e simili, col quale si ingrassano i porci, Ghianda. 
~ *2. Per simil. son detti Aggbiannabi quei glob- 
betti, ove inchiudonsi i numeri per le lotterie. 

AGGHIA*NNARA, T. di st. nat., nome generico di U- 
lune conchiglie, che per la loro forma somigliano ad 
una ffhianda. — 2. AgghiBnnara a culuri di carni di 
li cahiti rari, Tornatella carnea Biv. Ber. — 3. Ag- 

Shiannara di fangu rara, Bulla lignaria. Lin. Gm. <— 
. Agghiannara cumuni di niuru, Bulla striata Brug. 

— 5. Agghiannara trasparenti Bulla Idatis Lin. Gm. 

— 6. Agghiannari di mtmmaneddi di fangu, sono ta- 
lune specie di BoUee, Bulltea Lam. — 7. Agghiannara 
o Agghiannaredda di prima scuvata, diconşi taluni gio- 
vani esemplari di Bolie c di BoUee, come anche qual- 
che specie di tali generi, piccoli di sua natura. 

AGGHIA'RA . s. f. Rena grossa eutrovi mescolati sas- 
suoli, per Io pid menati dai fiumi Ghiâia, Ghiara, 

AGGHIARE*DDA, vedi GAGGHIARE'DDA. 

AGGHIARO*TU, agg. Cavator di ghiăia. 

AGGHIA'RU. s. m. Venditor di agii. 

AGGHIA'RU, vedi MASTICO'GNA. 

A*GGHIARU, sorU d' albero, vedi A'ZZARU. 

AGGUIA'STRU, s.m. T. boL Olbă bumpjsâ qlsaster L., 
OUaetro, Olivo talvatico. Nasce spootaneamente nei 
noştri monti, e nei campi aridi. 

AGGHUZZAM B*NTU , s. m. 1' agghiacciare , Agghiac- 
damiento. 

AQGHIAZZA*RI , v. att. e n. far diveuir ghiaccio, Ag- 
ghiaeeiare, — 2. Fig. Agghiazzari li denti, vale Alle- 
gaire i denti, -^ 3. Met. Cotternarsi. — 4. N. pass. di- 
venir flreddo a guisa di ghiacciu, Agghiacciare, Ag- 
ii 



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» fc3 « 



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ghiadan, ^ 5. Per Gtocf rv* e propritmeiite diceti de- 
gli animali, che si mettuno a giacere in giacitojo, co- 
ricarsi in Riacitujo. 

AGGHIAZZATA, Tedi GHUZZA*TA. 

AGGHIAZZA'TU, agţ. da Aogbuzjeaai » Âţghiaeeiato, 

— 2. Gallani aggliiazzata, Gallon§ efUazzato, — 3. Cu- 
nigghiii agghiazzatu, Coniglio in giacitojo, 

AGGHIMMARI, v. n. Foni gobbo, Aggobhif.-^XVtt 
Soeoomben, ^ 3. Vale anche percuotere beo benie con 
pagni, Dar€ le petche, 

AGGHIMMATrzzu, agg. dim. di Ao^aiMifATU» Mezxo 
gobbo, 

AGGHIMMA*TU, agg. da Aoghimmari, Divenuto gobbo. 

— 2. Per percosso con pagni» Zombato, 
AGGHIOXA, s. f. dini. di Aogbiu, AglieUo, 
AGGHrOTTA, s» f. propr. TÎvanda marinaresca fatta di 

pesci, cipolle, ed olio cotti insieme. ~~ 2. Fari n* ag- 
gkiotta fig. vale fare o dire inavvedatamente una im- 
prudenza. 

AGGHIRU, s.m. T. di st. nat. Gus lat. animal saUatico» 
di colore e di grandezza simile al topo, ma di coda pan- 
nocchiata, ii quale senza mangiare dorme tutto ii vemo» 
e si desta di primaTera, Ghiro.^t, Dormiri quantu un 
agghiru, metaf. Dormire ffrofondamente § lungam$nte, 

A'GGHIU, o AGGIIIA, T. bot. AiuuM Sătitum L.» Aglio^ 
Mlio o Allio domettico. Si coltiva nci noştri orti, per- 
chi i suoi balbi 8* impiegano per condire le vivande. 

— 2. Agghiu sarTaggiu cu ciuri tunna. T. bot. Al^ 
LiuM y IN BALE L. Nasce in Sicilia. .— 3. Daricci l^-acgbi 
ad unu» metaf.» vale BoiîonaHo. — 4. Sapiricci d^- 
gbia, modo prov.» Sapergli d'tiglio, e indica cosa che 
spiace. — 5. Si nun v6 affghi ti dugnu cipqddi, modo 
dl proverbiare, e di obbîigare a contentarsi tahino a 
8U0 malgrado.— *6. Pigghiari Tagghia, vedi PIGGHIA- 
RI, n. 51,— *7. Cei vonnu Tagghi! modo di dichia- 
rare necessario un provredimento di rigore , per tor 
via alcuni disordini, abqsi, e soprust, 

'AGGHIUTTICE DDA» s. f. dim. di Aogqiotta. 
AGGH1UDISCA*RI, v. n. diventare ostinato, e dicesi dei 

buoi. — 2. Per simil, dicesi d' uomo indocile ed in* 

flessibile, inoaponin, 
AGOHIUMMARIA'RI, v. att. far gomitolo» Aggomitolan. 

— 2. Agghiummariari Iu filu , vale Anntupctn $ in* 
netparg, — 3. Per Divorart; onde ii motto Agghiom- 
mara, ed agghiutU. — 4. N. pass. Aggomitolarti^ Ag- 
grovigliarsi, — 5. Per Axtuffani, — Per Catean inau-r 
vedufame yite. 

AGGHIUMMAR1A*TU, agg, da AoGBiUMMARiAai» Aggo- 
tnitolato, — 2. Per Anntupato, — 3. Per Divorato. — 
4. Per Axzuffato, 

AGGllIUNCIMENTU.s.m. Paggiagnere, Aggiugnimento. 

AGGHIUNCrRI» v. att. Ancnzcen, Aggiwxgtn, Arrogarc, 

— 2, Per Arrivare, Raggiungert, 
AGGHUjXGIUTU, agg, da Ambutnciri, Aggiunto. 
AGGHiURNA*RI» v. n. farsi giorno, spuntar 1* aurora, 

Aggiornare, — 2. Dicesi pure per timn. qvando si son 
votaţi di vino i recipient! di vetro, 4fetu^iirft i vait, 

— *3. Parlando di tempo, vale rischiararsi. SnMiani. 
AGGHiU'TTiai, v.att. ingojare, spignere ii boccone gid 

pel gorgozzule , Inphiottire, — 2. Per sopportare in- 
giurie o danni, e simili, senza fame risentimeato. In- 
ghiottire ingiurie, — 3* Per appropriarsi le altnii so* 
Manze, Raffare, Bapinare, — 4. Per soprafTare taluno, 
inghiottire ultrui, 
AGGHIUTTU*TU. agg. da AftOBamai, Inghiottito. '^ 
2. Per secco in sommo grado smtmto, Allampanato^ 
AllantematOf 

*AGGIACCATI'SSIMU agg. superi, di Aogiaccatu» V. 
AGGIACCA'TU, agg. ilen vettito.^%Vet ImpaecUUo, 

Impicciato. •— 3. Por Ben armato di tutto punto. 
AGGIACCU, s. m. Impaccio, JVojfa, Impeditnenio, Fa» 

ztidiot intrigo, 
AGGIARNI A'RI, v. n. tendere al color giallo, Gialleg- 

giare. — 2. Per impallidirc. 






*AGGIARNrA*TU, agg. da AinsiAunAu. 
AGGIBBA'RI , v. n. Soggiaeert , Sottogiaeen , in aenso 

proprio e fig. — 2. Aggibbari e fari V arti» vale Non 

pottr fare almeno, 
AGGIGGHIA'Rl, v. n. ii mandar fuori che fanno le plan- 
te, gli arbori, e simili, i germogli dalie rădici o dai 

leme ai qoali germogli diciam PoLLOjri, PuUulare, Pui- 

loktre, 
AGGIGGHIATU, agg. da AaaiooHiAAi, PuUulato. 
AGGINZi'A, s. f. ii ministero d* an agente, Agenzia, 
AGQINZrA'RI, V. att. fare V nOiio di agente. 
AGGIURNA'RI, v. n. T. legale, a^segnare an nvevo giorno 

per trattarsi alcun negoiio, Aggiornare, 
'AGGIURNA'TU, agg. da AGOiuaicAai, Aggiomato, 
AGGIRA*RI, v.att. Bieondurrtf ittmariarv.— 2. In signif. 

Beatro, vale incaminarsi e preodere la via verso 11 luogo 

onde prima s* era partite, Tomare^ Attonuire.—- 8. Per 

Tomare indietro, Retroeedere, 
AGGIRBA*RI, v. n. divenir salvatico, t dicesi di terreoo 

incolto, Imalvatiehire. 
AGGIRBATE*DIHJ, agg. dim. di AGamiATU, Alquanto 

inselvatiehito, 
AGGIRBATrzZU, agg. dim. di Aogirbatu, Mezzo tri- 

eelvatiekito, 
AGGIRBA'TU , agg. da AcGmBAai , IneelvatieMto. — 

Tirrena aggirbatu, Terreno meallo, Ineelvaîiehita, 
AGOrRI, V. att. fare, operare, Agire, — 2. Deito di ri- 

medii, o medicine, vale fare ilsoo effetto, operare, 

Agire, 
AGGITA'RI, vedi AGITĂRI, 
A*GGin, t.m. quel vantaggio, che si dA o si riceve per aţ- 

giustamento della valuta di una moneta a quella il*an'al- 

tra; ovveio per barature la moneta peggtore eoUa mi- 

gliore, Aggto, 
AGOIUGGA'RISI, v, n. h Pandare che fanno i poUi a dor- 

mire, Appollajani. — 2, Per met. si dice ancha del- 

raomo cne va a dormîre. 
AGGIUCCA'TU, agg. da Aggiitccaaisi , AppoUajaio» -^ 

2. Per met. si aice d'uomo eoricato. 
AGGIUCGATURE*DDU , 9. dim. di Aggioccatubi, pic- 

colo appoggiatojo det polii ed uccelli. 
AGGIUGGATU'RI, s. m, appoggiatojo dove 1 polii, e gli 

uccelli si appollajano , e pongonsi a dormire , vedi 
. GIUGCU. 
AGGIUDICA*RI, v, att. aasegnare a qoalcuno chacchea- 

9ia per sentenia, Agaimdieare, 
AGGIUDICATU» agg. da Aggiudigabi, Aggiudicato, 
AGGlUDICAZ10*NIt 8. f, Aoaiudieanione. 
AGGIUGGHIA'RISI, v. n. EmpirH di loglio. 
AGGIUGGHIA'TU , agg. da Aggivggbiarisi t Pieno di 

loglio, Allogliato, 
AGOIITMMATU , agg. T. dl agr. , e dicesi di terra rt- 

posata. 
AGGIUNCrRI, vedi AGGHIU*NG1RI. 
AGGIU'NTA. 8. f. aggiugBimento, gianta, appendice, Ag- 

giunta, 
AGGIUNTAME*NTU, s. m. Bagunamento, Adwnanza. 
AGGIUNTA'RISI, v. n. pas», radonarsi per tratUr di ne- 

gozii, Bagunarei, 
AGGIU*NTU, s.m, unito, atuccato, accresciato, Aggiunto. 

— 2. T. di amministrazione civile, vale Collabiratore, 
Supplente di eenatore, 

AGGICSTAME'NTU , s. m. accomodamento , riconcilia- 
liazione tra le parti che sono state in discordia, Ag- 
giustamento, ^2, Per Baeeonciamento, 

AGGUJSTA'RI, v. att. ridurre le cose al giusto, e debilo 
termine , Pareggiart , Aggiustare, — 2. Aggiwtari ad 
unu, vale Saldar ad uno % eonti. **- 3. Agginatarieci 
li custuri ad unu, per met. vale Baitoi%are, Spitmare 
le costure, Bitrovar le coiture, Bagguagliar le coeîwe. 

— 4. Vale anche semplicemente, Cerreggere, — 8. Ag- 
giiistari la valanza, la staţia, e simili , vale Merceria 
in bilico. — 6. N. pass, Aggiuitarei. — 7. Per saldarsi 
r un r altru i conţi, Aggiuitarei, ^S, Per Moderani, 



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D 43 « 



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Cmre^WiL — 0. AggiosUrUi li lingui » fig. vale ic- 

cordmi scambicvolmeiite seoza che uo teno ii sappia, 

Coneordani. 
AGGICSTATAME*NTI« aTT. in modo adatuto, coByene- 

Tola, AggiustatametUe, 
*iGGIUSTATE'DDUf agg. dim. di AGOiuarATU. 
*AGGIUSTAT1'SS1M U, agg. superi, di Agcidstatu, Âg- 

fiuitatiâiimo, . 
AGGIUSTATrzZA, 8. f. buona e conveaiente manieca di 

operare» A$giu$tatexxa, 
AGGiCSTA*TOf agg. da Aggiustari, Aggitutato, — 2. Omu 

aggiostata» tale I^omo di giusta statura.— 4. Per Ifb- 

dienilo, Adequato, 
AGOlcrSTITU» 8. m. saldo delle ragioni e de' oonti, SaU 

domcMto. — 3. Dieeaî anche per ConeardUi^ Coneilior 

iioA€f Coneiliamsnto, 
AGGIVULA'RI, o AGGEVOLVRI, T. ati. render ageTolt , 

Aftvolare, -- 2. Per Ajutan. 
iGGIVULA*TII • agg. da AoaiTULAEi , Aggevolato, — 

2. Per AJHtatQ. 
AGGIVIJLAZIO*NI> a. f. Tagerolare» Ag$volei»a, Ag$vo' 

AGGRADl'BI, t. n. essere a grado, o in grado, Pia- 
cere, Soddisfan, Aggradire. ^2. Per arere in pregio, 

AGGRAmÂgGHIA'RI, Tedi N6RAMAGGHIA*RI, 
AfiGRAMAGGHIATII, vedi NGRAMAGGUIA'TU. 
AGGRAM IGNA'RI, t. aU. mbar di naacosto, porUr via, 

involans Sgra/fignar: ^2. Aggramignari ad onn, tale 

aferrare ad nno con Yîolenu, Aiîrapparlo.'^Z. N. paaa. 

AiMMfonL 
AGGRA11I6NA*TU, agg. da AoaniiiiGif ari , v. m. In- 

90lmio. — D* noiBO, .iCtreppoto. 
AGGRAMIGNATU'RI, t. m. chi roba di nascostOt In- 

eolsfofa* 
AGGEAlilGA*RI, ▼• atu nonjpoter dtatendere i membri, 

per riiiramento di nervi, Rattrappare o Mattrappire. 
AGGRANCATU, agg. da Agoramcari, J{at(rap|Miro. 
AGGRAKCIA'RI, v.aii. prender con violenzae lener furte 

qnel cke si prende, Athranearef Aggraneirt^ Graneire» 

— 2. Per robar di nascosU), InvoUnt. 
AGGRANGIGA'RI, v. n. andar carpone, Bampican. 
"AGGEANCIGATU, agg. da AaonANGicARi, salito in su 

con le lampe, e co* piedi, Hompteato. 
AfiGRAIfFA*ai, V. au« picliare e tener forte con cosa 
adonea» propriamenle coUe mani adnncbe, come fiuino 
gll oceelli rapaci cogli ariigli » o alconi quadrupedi 
coUa lampe, Aggrofpartt Aggrampant Artiglian, — 

— 2. 11. per Comitere t Sopraggiungen ^ Sorpr$nd$n$ 
f djccsi del dolore. 

AGGRANFATU, agg. da AaGRANrAni, Aggrappato, 

AGGRATTULA'TI , Gausi , voce bassa di comparaxiona 
dei fmtU del gelso coi daiteri. 

AGGRAVAMB*PrrU, a. m. Taggravare, .^^^ravomenro. 

AOGRAVAU, V. n. aggiong^ peso a peso, render gra- 
ve, pesante, Aggravare, — 2. Per met. aggionger male 
a mate. render pijk grave, ^^^nivare. lut. Peggiorare 
in OM nalatlia* Aggravan» - 3. Aggravari la mann, 
fig., vale Agliggeref Tonmntare, — 4« N. pass. p. e. 
QuaaBn Io sita nan voii la sita s* aagrava a li (totî , 
prov. e diceai d* nomo per nolla vogiioso di adarire a 
taUaa pn^geito. 

AGGRAVATJTDDU» agg. dim. di AaGRAYATO. 

'AGGaAYATl'SSIMU. agg. soperl. di Amratatu, ridotto 
igli etlieni mome&ti. 

AGGRAVA'TU, agg. da Aggratau, il^^avalo. — 3. Per 
Tra 9 ă gUai 9, ^ 3. Per AggrawUo di fame, — Per Ulh 
krimo, <p»3. Per carico di debiti, di famiglia, di liti ec., 

A6GmA*VIU, s. m. inginria, affronto. torto, Aggravio.-^ 
2l Per danno, incooiodo, Aggravio. — 3. Per imposi- 
sieae, gravessa, Aggravio, 

AfiGRAzrA*Rl, V. ati. vale asaolvere, liberar dalia pe- 
na, (ar graiia, GroMiare. 






*AGORAZIATE*DDU, agg. dim. di Aggraziatu nel 
3*" signif. Piae9voUUo. 

AGGRAZIXTU, acg. da AGGRAZiAmi, Grastoto.— 2, In 
forza di sost. dicesi colni al quale i stata accordata 
grazia, e ii perdono di an delitto di morte, Graziato. 

— 3* Por Piae$voUf Graxioio, LepidOf Gioeondo. 
AGGREGAME'NTU, 8.m. aecoxsamenio di pid cose» Vnio- 

ne* Aggregctmento, 
AGGREGA'RI, v. att. aggiangere al numero. Unire, Ag- 

gregare, — 2. N« pass. Aggregani, 
AGGREGA'TU, agg. da AGGRBGAai, Aggregato. 
AGGREGVTU, 8. vedi AGGREGAME*NTU. 
AGGREGAZ10*M, 8. f. L'aggregare, Aggregatione. 
AGGRIGNA'RI , V. aU. Aeeapigliare. — 2. N. pass. TL- 

rarsi Tun con Taltro i capelli, Aeeapiglianif Aeeor 

peUani, Axtuffanit Far a capelU. 
AGGaiNZAME'NTU, 8. m. raggrinzare, Aggrinxamento. 
AGGRINZA'RI, v. n. ridurce in grioze, Inerupare, In- 

grimare, 
AGGRINZA'TU, agg. da AoGaix\zARi, Aggrinxato. 
AGGRUPPAME'\TU, s. m. viluppo, groppo, Grupno. 
AGGRUPPA'RI, V. att. far groppo, Aggroppare, — 2. Per 

far nodo, Annodare, — 3. Per istringere con nodo, An- 

nodare. — 4. Aggruppari li fila, fig. vale esser costretto 

a dissimulare, Sommetterst. — 5. N. pass. Annodani, 

— 6. Fig. Far lega, 

AGGRUPPA'TU , agg. da AGGauppARi , Aggroppato, — 
2. Per Annodato, 

AGGUALA*RI , v. att. far egaale , pareggiare , Aggua- 
gliare, 

*AGGUALVTU, agg. da Aggcalari, Pareggiato. 

AGGnALA*TU, s. m. T. dei cuojai, e vale cuojo ii pib 
forte e ii piii grosso di tutti gli altri. 

AGGUAU'GNU, agg. T. de' fabbri, e vale Foco meh che 
iientico, 

AGGUANTA'RI, V. att. prender con violenza checchi si 
prenda e tener forte, ^^^uantare. — 2. Nun putiricci 
aggaanuri, vale non poter sostenere, reggare, soATri» 
re, ec., Rinnegar la paxienta, 

AGGUBBA'RI, v. n. divenir gobbo, Aggohhire* 

AGGUBBATE*DDU> tgg. dim. di Aggubbatu, alqaanto 
gobbo, Gmhbetto, Gobhiccio. 

AGGnBBATU, agg. da Aggubiari, incurvato, carvo, 
Gihhoeo, 

AGGUGGIA'RI, v. att. Coprire, Bieealdare. — 2. N. pasa. 
quasi porsi nel covo, iAccovoccio/ant; e dicesi propria- 
mente da* eani; e fiff. deţii uomini che avvolgonsi in 
pid panni per riscaldarsi. 

AGGUGGIATBDDU, affg. dim. di Aggucciatd. 

AGGUGCIA*TU, agg. da Agguccuri, ^ccovocctato. 

AGGUHMVRI, vodi NGUMMA'Rl. 

AGGUMMATU, agg. da Aggummari, vedi NGUMMA'TU. 

AGGURGA'RI, v. n. fermarsi V acqua senza scorrere, par 
mancanza di declivită. Stagnare. — 2. Per Fargorgo. 

AGGURGA'TU, agg. da Aggurgari; p. e. Acqaa aggur- 
gata, Aegua tiagnaia* 

AGGirRIO , 8. f. si dice gencralmente ad ogni segno , 
indicio» o presagio di cosa futura» iiu^iirio— *2. Ta- 
lon per veniara» Jugwria* 

AGGURIUSE'ODU, agg. dim. di Aggvriusv. 

AGGURIirsU, agg. cbe apporU felicită e bonaccia, ^0- 
eondo, — 2. Facci agguriusa, Faccia allegra, 

*AGGURIUSrsSIMU» agg. superi, di Agguriusu. 

AGGURIUSUW, agg. acer. di Agguriusu. — 2. Per Al- 
legroecio, 

A GHIAZZU, io modo avv. Aviri na cosa a gkiazzu, di- 
cesi qoando ano crede di ottenere tra poco talana cosa 
sicuramente, At}ere una eoea .nel eamiere. 

A GHIO'Cn, posto avv., vale Per baja. Per buria. 

A GHIO'RNA Mn, Toi, Soi ee. posto avv.i vale A wUei, 
IIMH» iuoi dk. 

A GHIO*RNU, posto avv., vale allo spimur del ştorno, 
air apparir dell* alba , A giomo. — 2. ParUndoai di 
vasi, E$m voii. ^ 3. Di afftri Sssiri a gbionm im por- 



AGH 



)» H « 



AGR 



Es- 



commo- 



ta, Aver piena conoscenza» per V appunto, — 5. 

siri a ghiorna^ vale Aver tatdati t eonti, 
A*GHIRA E DUa, erba. vedi AGITUSEXLA. 
AGHIRrTTIJ, vedi AGRE TTU. 
A GHIURNATA, posto avv. uittodl, gnotidianamfiite, 

fiornalmente • per tutta la giornata , A giomata, -^ 
. Travagghiari a gbiarnata, Lavorar9 a gionmtOt cM 

per tanti) al gioriio. — 3. Aspittari a ghiurnata, vedi 

AD ANNU. 
*A*GILI, agg. che ha agilită, destrezia, dlsinvoUurai Agile, 
'AGILI'SSIMU, agg. superi, di A«ili, AgiUiiimo. 
*AGILME*NT1, avv. con agllitâ, Agilment$. 
AGILITA'» s. f. leggereiza, destreiza, Agilită, 
A GIRÎJ» posto aw. in giro, intomo, A etrehio, 
AGITAME NTU, s. m. AgitazioMt Aaitamento. 
AGITA'RI» V. att. mnovere in quk e la, dimenare» com- 

maovere, Agitate, -- 2. Si diee anche del tratUre, far 

negozii e simili , particolarmente di liti , Agitare, ~* 

3. N. pass. muovcrsi , dimenarsi , Agitarsi, — 4. Per 

provare inqaietudine» Agitarsi. 
AGITATU. agg. da Agitări, Agitato, 
AGITAZ10*N1, s. f. inqaietadine, turbazione , 

vimenlo d' animo, Agitazione. 
AGITAZIUNB'DDA , t. f. dim. di AeiTAZiONi, AgiîOr 

Mioneella, 
A GlUOrziU, E PARrRI, posto avv. per giodizio, se- 

condo ii părere, A giudixio, 
A GLO*RIA TuA, SuA ec., posto avv, h motto ironico, 

e vale A eagion tua, sua ee. 
AGNATrziU, agg. T. leg. spettante agii agnati, ii^mo- 

tizio, 

AGNA*TU, 8. m. T. legale, parente in linea maseoliDa, 
Agnato, 

AGNAZIO*NI, 8. r. T. leg. , legame di parentela ia li- 
nea mascolina, cio^ tra i discendenti maschi dell^îstesso 
padre, e provenienţe solainente dai mtsebi» Agnor 
stone. 

AGNE'DDA » 9. f, femniinile d* agno o agnello , Agna, 
Agnella, 

AGNE'DDU» 8. m. îl parto tenero della peeora, che non 
aia ancora nscito deir anno > Agnello, — S. Agnedda 
di latti, Agnello mongano, — 3. Agnedda primintiu, 
Agnelh cf autunno, -* 4, Agneddu urdiu , Agnelh 
tardiva^ 

AGNELLrmi, o AGNILLrNU» 8. m. mangiare fatio dl 
pasta ripiena di carne battuta, che si enoce in brodo 
per (ar minestra , Agnelloîio, ^ 3. Gatra agnillina , 
vedi SFILUCCATA. 

*AGMDDVRU, s. m. chi ha cară de* ptrti rncenU delle 
pecore chiamati agnelU. 

*AGMDDARrA, s. f. aggregato dl agnelli. 

AGNIDDA*ZZU, |. m. pefig. di Agnbddo, AgneUaeeio, 

AGMDOrNA, agg. peddi, lâna, cami ec. d'agneddot 
pelle, lâna, eame, ee, AgneUina, 

AGNlDDirzzu, 8. în. dim. di AsNBftm;, AgnelUno, . 

AGNO'MU» 8, m. terzo nome, che si pone a ehiccheseia 
per qualche singolarită notabiţe in lai» cosi in beoe, 
come in malf, Sowannome, 

AGNU CASTII, o LIGNU CASTU, T. boUB. YiTEX A6I9US 
CASTvs L. • Aano eatfo , Vitiee , Pepe dei monaei, 
Nasce in Bicilfa ne* luoghi amidi: si coltiva per or- 
namcnto. 

AGNU'NI, 8. m. laogo riiirato. solingo, o remoto* Afi- 
golo. — 2. Mitiirisl a Tagmini, vale Rincaniuedani* 
—3. Essiri misa a Tagnani, vale esser posposto, e le- 
nato in non cale, Euer meeeo daeeesto, 

AGNUNIAltl LI COSI , v. att. riporle negii a^goli. » 
2. N. pass. ritirar9i nei eanti, Moai^roHoiv» Rinean- 
tueeiani, 

AGIfUMATU, agff. da AeiftJifiAti, Rimeantueciaio, 

AGMJM*DDA, s. f. dim, di Agnuni, anaolo interao d*al- 
cnna camerticcia nelU easa» fiescondiglio, t liodle» 
Cantueeio, 

AGNUS0EI» 8* m. cer» eentictata pellt qutle ^ impreeea 



rimmagine dell* agnello di Dio, Agnuedei, Agnuedeo. 
— 2. Mmiscari V agnnsdei ca la cnbaita, modo prov. 
vale voler anire cose per loro natura disparatissime» 
Mescelar le linee eolle mannaje, 

A GRANGICU'NI, avv. vale carpando. cio^ eamminando 
o stando per terra colle mam a giisa d' animale qua- 
drapede, Carpone. 

A GRANFATA. vedi GRANFATA. • 

A GRANIA'RI, in modo avv. T. de* venditori, voee d^ 
rivata dalia piccola moncta da noi detta Granu, A spil" 
hixsieo, 

A GRAN PENA • posto avv. quasi snperl. di A pbxa, 
.4 fnala pena, A gran pena, 

A GRAN STENTU, posto avv. vale stenutiasimtmente» 
a gran difBcoltă, A grande etento. 

A GRANU A GRANUi in modo avv. Minutamente. 

*AGKE*DINI, s. f. astr. di Acri, proprio dl sapori, umo- 
ri, ec., Aeredine. 

AGRE'STA, 8. r. uva acerba. Agreste. - 2. Saca d'agre- 
sU , i ii liquore che si cava dall* agresto premuto , 
Agresto, — 3. Jelu d' agresta, 6 una confezione di sugo 
di agrcsto con zucchero, che raflfreddato si condensa 
a'somiglianza del gclo. —4. Sucu d* agrestei Vino^ 
modo basso. 

AGRE*TTU, 8. m. T. degll acquacedratai, Sueeo di li- 
mone, 

AGRICULTD*RA, s. f. V arte del coltivare la terra, Agri' 
eoltwra, 

AGRIPO'GGHIU, redi ADDA*URU-POGGmC« 

*A6RIM(KNIA , 8. f. astr. di Acri , prop. non solo di 
umori, e di sapori, ma di animo, di parole, ec.» Aerp- 
monia, 

AGR1M0*NIA, o ACRIMO*NIA, T. boe. AQMMONtâ eu- 
fâtobwm L., Agrimoniat Aerimonia, Erba guolielmo, 
Brba vettonica, Supatorio, Graziosa planta dotata dl 
piceoli fiori gialli disposti in ispica » e spontanee !■ 
Sicilia nei luoghi umldi. 

*AGRIMONlD*SU agg. , che ha aeriraenia» Aerimonioio. 

AORISTATU, agg. Agrestoso, Agrestino. 

AGRISTOXU, agg. dim. di Agru, Agretto, 

AGRrZZA, 8. r. astratto di acro, Agre%%a. 

AGRU» agg. aggiunto di uno dei sapori eontrarll al dal- 
ce, proprio dei frntti non roatari, come sosine, ova, 
e simili, Agro, — 2. Â anche aggtouto dei sapori aeri 
e pungenti, Agro, —3. Farisi agrn» vale diseenafe» tof- 
frire di mala voglia mialehe domaRda.<-4. Dări mia 
agra, e nna daei, medo prov. vale alternare I* atile e 
11 doloe, le oarezie e le riprensioni ee. 

AGRU E DUCI, agg. T. de* cuochi, aggiunto che ai dâ 
a quei commestibili, in cui 1* agro e *1 dolce riman- 
gono insieme contcmperati, Agrihdolee, 

AQRUI^rDDU, agg. dim. di Agr0, Aaretto^ 

AGRU'MI, s. m. dicesi a limoni, melarancc , cedri, o 
altri frattl di quesU speciţ» Agrume,^%. Vale as- 
ehe per Io stesso loogo dove son plantaţi limoni, me* 
larance e simili. 

A GRUPPU, posto avv., A groppo. — 2. Per ii (orma. 

AGUA*NNU, s. m. quest' anno, c^^tiaiino» Un^memno. 

AGUANTA'RI, vedi AGOUANTA*RI. 

A GUCGIA A GUGGIA, vedi A STIZZA A STIZZA. 

*AGU*GGHIA, 8. f, T. di st. nat. Sr/rGiriTaus Lt Peaee» 
che ha un rostro quasi cilindrico , la bocea coperta 
dalia mascella 4nferiore, |1 corpo sottile, conerto di 
una coraua , ed avticolato; le alette pottorall picco- 
lissime, e senza le ventrali. Alia nuca ha ano spira- 
glio, Ago marinOf Aguglia, 

AGU'GGHIA, a. f. strumento da cuelre, Ago, Aguglia, 
Gucokia^ Agoeehia, ~ 2. Per piramide, .4^«i^^, Gu' 
glia, — 3. Pirtusu o funnu di Tagugghia, Cruna, Jlneo 
delVago. ^ 4. Nfilarisl ntra an fonnu d' agngghla eu 
setti matarasza neoddu, modo prov., e vale Asmtti^i^Hrti 
la mente, onde ottener le cose che sembrano le pid 
difficili. — 5. La cuntu di T agngghla, vale UafmtmiM 
de/r uccellino, —6, Cusuta co 1' agugghia canoa» di- 



AGU 



» 4S « 



AGU 



CHt di T€MiU cha CMÎlmemtt si Mocioiio. — 7. Abitu 
niscinta di Ttgugghia, vale Ăhito miovtistmo. 

AGCGGE1A!RU» s. n« colai cke fa o vende gU aghi, Ago- 
rajo. 

AGCGGHIATA, 8. f. dicesî qnella quantitlL di refe, seta 
e timilif che »* infilerebbe nella cmna deir agaglia per 
cncire « Agugliata , Gugliata, — 2. Cosi dicesi anche 
Io stimolo per li biioi da carro > che usaoo i noatri , 
Srtmolo, PungolOf Pungeîîo, 

AGCGGHIGEDDA, a. f* dim. di AauMBU» peaee, Pie- 
eolo a$o marino, 

'AGXGGHTDDA» a. f. dim. di AftUMBiA» AgugUna. 

AGUGGHI E SPITfGULI, s. m. merciajo di poche merci 
vagaote, SpUUitajo. 

AGCGGIIIE*RA, a. f. iioeclaalo nel qnalt ai tengODO gli 
aghi, AgugiUrUf Agorajo, Buxxo. 

AGUGCBIOXA, s. f. acer. di Aqumbia., Agone. 

AGCGGHIO'LA, SPAGCIATITRA > o PETTINI DI MA- 
GA*RA» T. bot. ScÂNDii ncTMti L.» uActciifa» Ptt- 
iint di V§men, SpiUetîone, PianU ombrellifera, i di 
cni fhitti longbi e aottili ai aooo paragonati «1 peiUne 
cbe portano in teata le nostra dooiie per tratteDere i 
loro luBg^ eapeili. i Tolgare da pertutto in Sicilia. 
« S. A^ngfldola ea fogghi Unni, Gbrânwm mtvn^ 
M-roLiuM L., OtfelttfMh o CKfcIZtfia âolv^ggia. Na- 
ace copiosamente ne* noatri prati e ne' Inogbi colţi vati, 
ed ba i fratti alqoanto aimili a qnelll del pettine di 
Venere. Appariiene alle malvacee. 

'AGCMEBTTA'RILI, agg. ebe pad avere agomento, Augu- 
«MnCoMa. 

*AGUME!fTA'NTI, agg. che aamenu ĂuguiMnîante. 

AGUMEXTA^RI, v. atL accreaeere , aggrandire, ^«meii- 
tan* AMigununian. 

^AGCMENTATrvU, agg. che pn6 aamentare, Augumen- 
faltoa. 

AGCM EXTA*TU» agg* da AGCMiNTAmi, Aumentato, Au- 
gumtn iaio , 

AGUME'Bmi» a. m. aecreacimenlo, AmgumentaMiont, Au- 

wunio, 
AGUMrODA» Tedi AUMIDDA. 
AGCEVTA , 8. f. propriamente h quel dolore cbe va in- 

nanzi al morire» AngoieiOf Agonia» 
AGUNIZZA*NTI, agg. da Agdniiiau» ch^agoniaia» Ago- 

nixiant§. 
AGUfazZA*RI . ▼. n. eaaere in agonia di morte» Ago- 



AfiURA'RIt t. att. far augnrio, predire ii bene altnii, 
Augmranf Deiidâran. -— %, N. paaa. Lmingani, Awptt- 



A GURâA*TA» in modo aYv. Măcinări a gargaU ai dice 
delle mnlina , cbe non avendo acqna continua a aaf- 
ficienza per măcinare» aapettano che 1* acqua ai ranni 
c ai raeeolga dentro la colta, Maeinare a raceolîa. 

AGU'RID, ▼edi AGGU'RIU. 

AGUSTA*RI, T. au. por tnente, Ouvrvmn. — 2. Agnata- 
thUIn, cb' i graziuau! modo di proverbiare» e YalB Fe* 
e4' I WasofTo/ — 8. N. pass. dikttarsi, e prender gu- 
ato e piacere in nna coaa, e d' ana coaa, Quttmnt Pro- 
vare, 

AGCSTrrOJ» agg. diceei a eolui che aia nato d' agoato, 
ma Qsasi in parlando di animali irragionevoli. Ago- 
<tîno. — 2. Si troTa anche come agginnto che ai dă 
a certe otc» pere, ed altre fnitu» Agottino, 

AGirSTfJ» 8. m. Dome deU* otUTO meae deir anno ci- 
vile, Agosto, ^ 3. ProT. Aguatae rigoatu h capa d'în- 
Tcmo» vale che agosto segna la ceaaaaione de* tempi 
eaCiTi» e rarvicbarai in ago^ le-procelleaatannali. ^ 

— 3. Pari agoata, tale disaipare ogni coaa particolar- 
meoie le aappellettili, jlfamiore a miale, DUfergere, 
S ţ er jmmt . — 4. La aeapa di agoata , Tedi SGUPA. 

— 'S. Ac<[aa d* aguato» ogghio, melîţ e moatu. Ptdy. 
chiaro di per a^. 

A GGSTU Miu, To ee. posto avy;, tale come a me« a 
te ec. piâ piace q tonia bene, A mia^ A r«o ec Pi'a- 



cfra. — 2. Maneta e biri a goato to, caoaa e Teati a 
gusta d'autra, Prov., e vale cbe circa al restire ai dee 
seguire V osânza, noa coal trattandoai del vitto, e del 
bere, nel quale ciascnno fi a a«o modo. 

A GU*vrrU^ in modo avT. Ad angoh. 

AGIIZZA*RI , y. att, render piii sottile , Agussan. — 
2. Met. Agozzari Iu ciriveddu, tale AgMzzar V inoegno, 

AGUZZrNCi» s. m. mînistro cbe serviva gli antichi tri- 
bunali, Litton. 

AH> AHI, interiezione o tramezzo; si uaa per esprimere 
diverşi aflfetti, e nell* eaprimerli, sempre diversifica ii 
auoDo , ^. — 2. In aegino di eaclamazfone. — 3, In 
segno di dolerai. — 4. In aegno di svillaneggiare, dir 
viUania, garrire. — 5. In seţno di pregare, di racco- 
mandarai. — 6. In aegno di gridar minacciando. — 
7. In segno di minacciare. — S. In aegno di soapira- 
re, — 9. In aegno di sgridare. — 10. In aegno di ma- 
ravigliarsi. ^ 11. In segno d* incitare al fare. — 12. In 
aegno di adcgno. — 13. In segno di desiderare. — 14. in 
aegno di riprendere. — 15. In segno di vendicarsi. — 
16. In aegiîo di rimproverare, — 17. In aegno di ab- 
borire, e di abbominare. — 18. In aegno di ramme- 
morarsi. ^ 19. In segno di commovimento per alie- 
grezza. — 20. In aegno di lamentarsi • rammaricarsi. 
— 21. In segno di beffare, prononziato con prestează. 

AHI, o AI, quelia voce che ai manda foori per qnalehe 
dolore, jUUI 

AUIM£, interieiione» Ahimă. 

AHO*, s. f. ii sonno de* bambini. 

AJA*, modo d* incitare, e di stomare le bestie de soma, 
e anche gii armenti da qaalche parte, Anda, 

AJA'I, interiez. vedi AHi. 

AJAJA*!, interiez. vedi ARI. 

-AJA'I* interiez. di maraviglia, Capperit — *2. In senso 
sost. 8* intende un piccol malore, una doglia di pocu 

■ momente de' ragazzmi, Dogliuxza, Doglierella, 
AJE*RI, avv. ii giomo prossimo passato, Jeri. 
AIE'RI MATI'NA, avv. la mattina di jeri, J§rmattina. 
AJE'RI NOTTI , avv. la notta procedau alia prossima 

passata, JemottB, 

A JB'TTATI NTERRA, in modo avv. vale col eoltello 
alia gola, met. 

A JE'TTITIT, in raedo aw. , vale A gttto. — 2. Dicesi 
anche di lavoro triviale e pesante. 

*A Jl'DITU, posto avv. coi verbi Guotari , Notari , ec. 
vedi Jl'DITU, n. 6. 

A JIPPirifl DI MORTU, posto avv.osato col verbo Fi- 
niri prendeai in mala parte, e vale Finir «nato, o Im- 
/eZtcefiienle. 

A JIRI A BA'SGIU, in modo avv. AlV in^M. 

A JIRI AD AUTU, in modo avt. MV innL 

A JIRI ADDABA*NNA in modo aw. Di tă. 

A JIRI AMANUDRITTA,inmodoavv. V$no la doitra, 

A JIRI A MÂNU MANCA , in modo avv. Veno la it- 

- niitra, 

A JIRI DDA*, in modo avv. Di IA, 

A JIRI NQNUSU, in modo avv. Alt ingiă. 

A JIRI NNARRE*RI, in modo avr. Piii in Id. — 2. Per 
Pt'A indietro. 

A JIRI NNAVA*NTI, in modo aw. Piă in qnă. 

A JIRI NSirsU, in modo aw. AW inxA. 

A JlTTA^n.n NTERRA, in modo avv. vale parlandosi 
di mcrci, Al meno. Al minor presMo po$$ibile, 

A*1MU, agg. senza fermente, oontrario di uevito, e dicesi 
propriamente del pane» AxKimo, 

AI NA, o JrNA, biada nota, T.' bot. ArsHA SATirA L.» 
Vena, -^ 2. Aina h qnella che si semina quando ii 
grano, e si dA a mangiare a* cavalli, Avona^ o Vena 
aimeetxea, — 3. Aina niora, latinam» Avmişă fâtva , 
quando e secca si adopra Ia soa resfa per igrometro. 
Venei salvatioa, ^4; Aina nuda, detta daVVolgo Aina 
fimminedda, latinam. ArEirA ifUDA, Vena dt !nghil'> 

■ terra, 

A lOQU» vedi A GHIO'GU. ^ 



AJO 



» Mc 



ALA 



A iOGU DI FOCU, potio tvt. col verbo Fari» Ttle Pf«- 
stiiiiwuuMute alia 99§gio* — Gol Torbo Finiri » vale 

<•/ Con iomwui dîMorm e harufa» 

A JORNU, Tedi A GHIOENU. 

A'IPA, 9. f. T. dei nat. Lâurs ntDimfiiDus L«, necello 
aeqoatico» che ka ii beceo dentellaUi, a lesiaa. qaati 
ctUodrico, t alia somaiiU «ncinato, Sm»ţo^ GMiano 
comuna. 

AlPU'NIy 8. m. acer. di Aipa, Lâws maior âlmocive- 
mmâ L., JTeiyonf. 

AIHU'M» 8. M. T. di 84. nat. Amdbâ ctttEWEA L. » ne- 
cello che ka l'ocţipizio nero e llsclo; ii dono axxur- 
rognolo; aopra U peito liing;lie atriace oere, A^fdnmt^ 
AiroH§, o la Sgarxa, 

A*JUt 8. B. cnatode e aoprinieodente alia edncaiione di 
peiBonaggîo raggnardevole, Afo. 

A*JULA, peace cd necello, Tedi GA*JULU o GAJULI. 

AJUNTA*EI, o AGGHIONTA*a[, v. alt. Unire, Cofi- 
gmngertm 

A JURNA'TA, Tedi A GHIURNATA. 

AJUTATITI, y. m. ajutatorei che ijnu altri eh' esercita 
atadio, di eampo, dl aegreteria, dl marina ee.» Ajth- 
tante, 

AJUTA'RI» ▼. atu porgere o dare ajato, Ajuîan,— 
S. N. pasa. per Far pnMo. — 3. Prur. AjuUrisi cu 
li mânu e ca li pedi, vale fire ocni sfono, Ajuiani 
a calei e mont. — 4. Ajutaţi ca t ajuto Prov.» e yale 
che biaogna cooperare, per rioacire in talona coaa. 

AJUTA'TU, agg. da Ajutau, Aiutaîo. 

AJU'TU, 8. m. meiio, per Io qaale s^alleggeriscono, o ai 
scampapo i mali, o a* hgevolano le operaiioni, Ajuto, 
— 3. Ajntu di coata, diceai di quel soYTeaimento dato 
alinii, oltre al con?enuto, Ajuto di coala.— *3. Ajutai 
t pore Toce di chi Implora pronto soccorao in grave 
pericolo. 

ALA, a. f. membro col qnale volane gli nccelli, e altri 
animali. Ala, — 2. Prov. Vuliri vnUri 8enz* aii, vedi 
VULA*RI. — 8. Eaairi ca Tali caduti, vale easer mor- 
tiflcato, omiliato, Jfaaart eon U al$ (orpora, o eon la 
coda fra le oambe, ~~ 4. Ala di creaia, vale lato di muro 
dl chieae, che ai stende a gniaa d*ala, navetta dl chieaa. 
Ala. — 5. AU di eaercitu , como d' eaereito , Ala, 

A LA BANNA ORYA, col verbo ViNiu, modo aw. sl- 
gnifica volontaria Doncaranxa di coaa utile ad altri 

Sih aovente, e qoalche volta anche atile a noi slesai, 
fon calerCf Aver in non cale. 
ALABASTRl*NU, agg. da Alababtau, AlahoMtrino. 
ALABA*STRU, a. m. T. di at. nat. pietra o aoatania cal- 

caria della natura del marmo , ma traaparente e pid 

tenera, Gifwam alamâstmum L., AlabMro. 
'A LA BESTIAU, o BBSTiAU*SCA, poeto «w., come 

farebbe una baatia. Alia beitiahf Beetialmmte, 
'A LA BIRBANTI*SGA , poato aw. a modo di chi pid 

non conoBce decoro per rd eoitami. 
A LA BONA, poato aw. vale aempHcemente, Khietta- 

mente, AUa bu&na, 
A LA BONA DI DIU , poato aw. col verbo Jiri , vale 

7roaciifa(amtnlf , AUa corlono. 
A LA BONA STRATA, poato aw. coi verbi Pururi 'o 

Mittiriai, vale Nel huon aanltaro. 
A LA BON' URA, poato aw. vale Felieemwte, Con Dio. 
'A LA BUFFUNrSGA, poato aw. alia maniera de* bul^ 

foni agoajati, 5ii#onaiaamanrf. 
A LA BURGINSATIGAf jpoato aw. AUa contadinesea. 
A LA BURGISrSGA, vedi A LA BURGINSATICA. 
A LA CACGUTURISCA, in modo aw. delto degli abiU 

e dei calaari ac., vale alia foggia come oaano i cac- 

ciatori, Alia cacciatora, 
A IA CALATĂ Dl LI TBNNI, poato aw. vale alia fine 

del fatio. air nltimo, Ai Uvar delU tcnde. 
A LA GAMPAGNOXA, poato aw., vale Alia cantadi- 

ne$ea, 
A LA CAMPrA, posto aw. vale in j^anura ioUtaria. 
A LA CAMPlRrsCA, poato aw* vale sul fare di foci 



dw in Sicilla dieonsî GAvmi, o guardianl, di foodi, 
in Italia, Compot. 

A LA CANl'NA, poato aw. col verbo TravaggUari, o ai- 
mile, vale A pâ nan pouo, ' 

A IA CAYAURrsCA, aw. a gniaa e a modo di ei^ 
valieref nobilmente, AUa cataUerescaf CovoUarMco- 
mente, 

ALA*OCA, 8. f. color roaso, che adoperano 1 dfpinlori, 
e ai €a con la cocciniglia, Letoea, 

A IA CEGA, poato aw. Ctecomtnia, AUa dna. 

ALA*CC1A, T. di at. nat. soru di peace di mara» cbe ha 
I fianchi aegnati di atriace; ed ii raalio teio » Lac- 
eio, Chepfia, 

A IA GERA, poato aw. vale AUa Ofportnxa. 

*A LA GUGGHIRI'SGA, poato aw. AWuio dt^ooeMmrL 

A LA CUDDATA DI LU SOLI, poato aw. vale Al ea- 
derf , o Al tramcntare del $oU. 

A LA DISPIRATA, poato aw. vale aenaa modo, aeoza 
termine, Dieperatamenie, 

A L* ADDRITTA, poato aw. vale In fi$4i. — S. Saccu 
vacanţi un p6 atari a V addritu, Prov. e vale che oom 
digiuno non aia atto al travaglio. — *3. Gadiri o vu- 
liri cadiri a 1* addritu vedi A GHIUHMn n. 8. 

A IA DRITTA, poato aw. Al drittOf Mnircomanta. — 
% Sapiri na coaa a ia dritu e a Ia riveraa vala Sa- 
perla per F opounto, Saperla perfettamente, 

*A LA DRimi'SA , p. aw. a modo di chi adopem la 
deatra, e per aimil. Agevolmmite, 

A L'AFFA'GGIU, poato aw. col verbo Siminari vile Se- 
minare in terreno non araîo, — S. Per MimfMtto, 
Mimpetto, 

A IA FINI, aw. Alia fine, — 2. A Ia fini , a la fini » 
In somma delte eomme, Alia fin /ina. — 8. Pvr In- 
fine. In eonelutione. 

A LA FRAŢI GICCA, vedi A LA VASTASrSCA. 

A LA FUDDrGNA , O A LA FUDDFSGA • vedi A IA 

PAZZrGNA. 
*A LA FURNARrsGA,po8toavv.almododifonai,ma8i 

dice eaeluaivaroente di un particolar tnono di camoni 

popolari, e triviali. 

A L* AGGHIO'TTA, poato aw. T. de' euochi, ad 4 ma- 
niera di condiroento. 

A LA GIRATA, vedi A LA TURNATA. 

A L'AGNL'Nl. vedi AGNUNI. 

A LA GRANNI, in modo aw. A maniera de" mtmdii, 

A LA GRECA GRICA'RIA , poato aw. voce dell* «ao , 
ed i patto nei contrattt douli , per cui ii marile i«- 
au pAdrone della dou appena nau la prima pmla. 

A LA GROSSA, poato aw. a larga, poeaolanameBle, Al 
froeeo, — %. Detto di qnantită o di miaua p. 6. Uk- 
aurari o piaari a la groaaa, vale JCiraron aaaoMM la 
maggior mituro, Ptforf eecando U maggiar pno, 

ALAGII'STA, a. f. T. di at. naU apecie di gambero. Can- 
cer LocusTA L. . ii cui colore 4 oacuro , cha trae al 
paonaiio , e in alcuni looghi 4 ţinto di m tuthino 
aaaai vivace, Locueta. 

A LA JURNATA, poato aw. vale Giarnalmente, Soe^, 
Frequentemente. - %. Cainpari a la jumaU, vale n- 
vere eolla giornaliera fatica. 

A LA JUTA, poato aw. vale .4lfandor». 

A LA LARGA poato aw. coi verbl Suri, o Pf«an vale 
Di lontano. — 2. Detto aaaoluumenu vale Vum di amă. 

A LA LAVrN A , poato avv. come p. e. Dariai la facci 
a la lavina vale auperare ogni affronto con fallca per 
giovare a 84 o ad altri. 

ALALO'NGA, a. f. T. di at. nat. aorU di ţesce nn p6 
almile ad un piccolo tonnopAMiA L., Jmui.-»S. Ala 
longa Stebita emeiindo L. uccelh) marino che ha raaao 
ii becco, nero all'eatremiU, iride foaca, aere la pouia 
della teau, cenerine le parti aaperiori, le inferiori Maa- 
che, i piedi roaai, Bondine di mare. 

'AIALUNGA'RA . a. f. H compleaao degli ordigai , ed 
attreizi per peacare le Amie tuori del tempo ddle toa- 
nare» diverao e piii apedito di quelle. 



AIA 



]»47c 



ALA 



A L\ MALA STEATA» posto arv. coi ?erbi Jiri, Pur- 
tări ee., ifal ecUtivo untiero. 
A LA MALITRA, posto aTY. vale Alia maC ora. 
*A LA MANGirSA, posto arr. a modo di cki adopera piti 
agerolmeote la sinistra, e por sîmil. St§ntatamente, 
A LA MÂNU . usato in fona d' aggettivo aggiunto ad 
.aomo Tale trattabile, piacevole. ţarbato, AUa mono. 
A LA MERGA, posto avv. coi Torbi Sparari, Tirari ec« 

vale M Hgno, Al benagUo. 
A LA MILANrSA, poslo avY. T. de* cuocbi» ed ^ maniera 

d* appareechio di vivande. 
A LA MILITVRI, posto aw. vale MtlitarmenU. 
A L' AXMUOaiTNL posto avv. di nascosto, segretamen- 

le, in oecnito. Alia coperta. 
A LA MODA, posto avv. seoondo la moda, AUa moda, 
*A LA M?INSA'TA, posto aw. vedi A L* UfPROVrsU. 
A LA MPIENICHE^JA, posto avv. vale A eoHfrarid, A di- 

tpetto, — 2. Per Ineon$ideralamente, AUa trista, 
A LA MPEESGIA^ posto avv. vale AfretlatammUe, Spae- 
ciatatngnte, — Siippa a ia mprescia, T. de* bericnoco- 
lai» ed ^ sorta dl dolce composto con latie. 
A L* ANNARBVTA, posto av. vale In sul far dcWalba. 
A LANTE*RNA, posto avv. vale Voto,—!. Pânza a lan- 
terna, vale renlme da lungo temfM digiuno. 
A L* AMrrCA, posto avv. vale secondo Tuso anticoi Air 

rantieaecia. 
A LA NOBILI'SCA, vedi A LA GAVAURrSGA. 
A LA NUDA, posto avv. senza vesti, Nudamsnts. 
ALAO', o LAO , sorta di cantilena nsala dalie donne per 

sopire i bambini, Nannam 
A LA PARA, posto avv. vale in forma cbe ano non pre- 
ceda all* altro, Dsl pari, Di pari, AUa pari, — 1. Per 
VgmalmuUs, Msdesimamente, 
A LA PARTI, posto avv. a partecipare , alia partecipa- 
xione, AUa porxions, — 2. Essiri a la parti, posto avv. 
a parleclpare , alia partecipazione , Alia ponionâ, — 
3. A la parti di fora, vedi FORA. — 4. A la parti di 
In fCurdatOf In luogo umile. 
A LA PAZZrGIlA, o A La PAZzrSGA, posto avv. vale 

da paszo, Paxseseamentef AUa pazxesea, 
A LA PEDDI» poeto avv. co' verbi Jiri vale Esser nemieo 

a morte. 
ALATI, vedi PUMA ALA*PI 
A LA P1DU*NA, vedi A V APPB*DI. 
A LAPISt T. delle arti, e dicesi di lavoro disegnato con 

lapis. 
A LA PrzZULA , posto avv. col verbo Piagbiari vale 
volgersi con attento pensiero ad alcuno, ad oggetto dl 
pencgaitarlo, o di beSarlo, Pigliar di mira. 
A LA PORTUGUrSA, T. de* cnocbi, ed h maniera di ap- 

pareccbiare alcuni manlcaretti. 
k V APOSTO*LICA, posto avv. vale cbiarameote e f ran- 

camenie, AIC appostolica, 
A L' APPE'DI, posto avv. A piedi. 
k LA PIIECI*GNA, posto aw. vale SporeamenCe. 
A LARGII » avv. Alta larga. 
'ALA*RI, V. n. T. di mar. Io slesso, cbe Yome, 
A LA RINFITSA, posto avv. confosamente, Ma rinfusa, 
A LA RINGA, posto avv. vale tutto senza interruzione 
p. e. Tri gbioraa a la ringa, Tre giorni di seguito ee, 
A LA RIVE'RSA, posto avv. vale al contrario, contra- 
rianente. Al roveseio. — 2. Piggbiari li cosi a la ri- 
vena , Prend«r le cose roveseio, — Cei vannu 11 cosi 
a la liveoa . vale Gli ă ita male , GH e andata a 
roMfcio. --4. Piggbiari Iu munnu a la riversa, vedi 
MUNlfC. — 5. Sapiri 11 cosi a la dritu e a Ia river- 
sa, vale Saper U cose perfettamente appuntino, 
ALAlIU» f . m. Littore dsl Vescovo. 
A LA SCAPIDDATA, posto avv. A piii non posso. 
A LA SGARSA, posto avv. vale Con parsimonia.^t, Te- 
wM Ja eriata a la scarsa, vale pagarla in donaro seoia 
bria partecipare della mensa. 
A LA SGURATA, posto avv. vale al tramontar del so- 
le, sul farsi aottc> Annotlando, 



A LA SCURDA*TA $ posto avv. Al fine o Dopo lungo 

tempo. 
A LA SGUVERTA, o A CÂRTI SGUVE*RTI, posto avv. 

vale PalesementCf Alia seoperta. Alia spiattellata, 
A LA SDIRRE^RA, posto avv. Air indietro. 
A LA SDOSSA, posto avv. A bardosso, A ridosso, A 6i- 

sdosso, A caval nudo, 
*A LA SFUGGrTA , posto aw. a mala pena , appena 

appena, o pur di oascosto, Fuggiascamente, AUa fug- 

giasca. 
A LA SICILIA*NA, posto aw. vale Al modo siciliano. 
A LA SPINSIRA*TA, posto avv. vale Di colpo. Di bot- 

Io, AUa non peneata, 
A LA SPRUVrSTAf posto avv. vale AlV improwista, 
A LA SQUAGGUiA*TA Dl LA NIVI, posto avv. vale dopo 

rdcbio tempo «piando le cose saranno nel giusto ponto 
vista, ritomando al loro stato naturale. 
A LA STAGGA, posto avv. vale indefessamente, di fona, 

in guisa da straccarsi, A straeea. 
ALA*STRA. o LA'STRA, T. bot. Cnisus itfFSsrus L.» 

Questa pianta spinosa forma degli arboscelli caricbi di 

fiori di un glallo-aurato, che lendono belle le nostre 

coUine ad i monti ne* mesl di aprile e di maggio. 
A LA STRANI'A, posto avv. vale iontano da* suoi con- 

giunti. o in paese straniero, In capo al mondo. 
A LA STRASATTA , o A LA MPRUVfSA , posto avv. 

AlV improvvistOr Per la non pensata, 
A LA STRA*TA, posto avv. col verbo Mittirisi, vale Ri- 

dursi al buon sentiero, 
ALASTRE'DDA, s. f. piccola capra. 
*ALASTRE*DDU, s. T. boU dim. dl Alastra. 
A LA SURDA E LA MUTA. posto avv. vale quieUmcn- 

tc, di nascosto, A ehetieheUi, A cheticheU<i. 
A LA SUTTI'LI, posto avv. vale Seeondo la nUnor mi- 

sura, — 2. Parlandosi di peso vale Seeondo ii minor 

peso. 
A LA TARDA, posto avv. vale fuor dl tempo, fuor di 

ora per sovercbio indugio, passata l* ora, dopo 11 tempo 

convenevole e opportuno, M tardi, 
A LA TRADITURI'SGA, posto avv. vale A tradimento, 
A LA TRAFrLA, vedi TRAFIXA. . 
A LATU> posto aw. AlkUOf Accanto, 
ALA*TU» agg. cbe ba ale, AUUo, 
A LA TUNNA, posto avv. vale Senza alcuna eceexione. 
A LA TURNA*TA, posto avv. Al ritorno, Nel ritomo. 
A LA VASTASrSCA i posto avv. vale A modo de* fac- 

chini, 
A LAVATU'RI, posto avv. A pendko. 
A LA VIDDANl'SCA, posto avv. vale in maniera villana 

o contadinesca, Roxzamente, Villaneseamente. 
A LAVINA , A LAVINARU , vedi LAVI'NA E LAVl- 

NA*RU. 
A LA VINTU*RA , p. e. Jiri a Diu e la viotura, posto 

avv. vale Andare alia ventura, 
A LA V1NU*TA, vedi A LA TURNATA. 
A LA VISTA, posto aw. Secondo le apparenze, —2. Vale 

pure Sotto gli occAt, Apertamente, 
A LA VOGGHIA Tu^^MiA ecc. , maniera eh' esprimc 

desiderio, Faccia H. 
A LA VOTA, posto avv. AUa volta: p. e. Unu, dui ec. 

a la vota, Uno, Due ec, AUa volta, 
ALBA, o ARBA, s. f. cbiarore, che appare tra 11 mat- 

tino, e ii Icvare del sole, Alba^ Aurora, 
ALBAGGrA, s. f. insolente presumere di se, oslentazione 

del proprio merito, Boria, Albagia. 
ALBAGGIU'SU, agg. che ba boria, Borioso, AXbaoioso, 
ALBANE*DDU, s. m. T. di st. nat. specie di uccello di 
rapina. Falco pbregunus Gmel., Albania, -^2, KU 
baneddu perdi jumati, PBRBMOPTBtios âltus mas Cu- 
pani. -> 3. Albancddu niguru, o nivnru, Perbmopte- 

ROS SPBCiES FUSCA, AlBAHBLVOS AEBOBIMBO PUSCUS 

Cupani.— 4. Albaneddu cinnirusu alIiuQatu, Gyrfalco 
Lin. Falco. 
ALBANU, albero, vedi ARVAMJ. 



ALB 



» 18« 



AU 



ALBERA*NU, 6. m. T. leg. scritUiri pri? aU sotioscritta 
dalie parti. Carta privata. 

ALBE au, vedi A'RYULU. 

ALBL'Kl, s. UI. da Alba, qiiello aplendore bianco del 
cielo, che appariscc q^uando si parton le tenebre delU 
iiotte, il^ore. — 2. LivarUi cu U setti alburi, Aliani 
ben mattino, 

ALCACUENGI, T. bot. ParaAus âlkkkbmgj L., ^co- 
tengif Aleachengi, Erba canina, Patloneini, Vuci- 
caria, Pianta della faroiglia delle solanacee nativa di 
Sicilia. Si trova nei lnt>^hi umidi selvatici. 

A*LCALI, 8. m. T. chimico, nome generice di cerţi corpi 
ossigfeuati, o idrogenati, che caiigiano immediatamente 
in verdi certe tinture turchine vegctabili, ore si me- 
scoliuo con esse; fanno rosse per Io stesso modo certe 
altre tinture vegetabili gialle. Hanno ii massimo grado 
di afllnit^ cogli acidi, coi quali fbrmano composti sa- 
lini, e sono al gusto, di un sapore particolare, d* or- 
dinario pungente e come quello del ranno, AUali. 

ALCHE'RMISI, o ALCHE'MISI s. m. T. farmaceut., al- 
coole con cocciniglia composlo, Alehermei, 

ALCHIMIA, o ARCHIMIA, T. scieiit. 8. f. arte di pu- 
rificare, e trasroutare i metalli, e piîi, metallo compo- 
sto per alchimia, Alehimiat Archimia. 

ALCHIMISTA, s.m. che eserciu ralchimia, McfUmiita. 

ALCIU'Nl, s. m. T. di st. nat. sorta d'uccello acquatico si- 
mile all* oche che cova in grottc suUa marina, ed ba ii 
becco triangolare grosso, rctto e lungo, la lingna car- 
nosa molto corta, piana e a (Biata, Alcmpo L.» Ahio- 
fie, Alcidine, Uoeello peicatorc, 

ALCC'NI VOTI, avT. di tempo indetermiBato» Talora, 
TalvoUa, AUe voiCa, AUuna volta, 

ALCU'NU, o ARCU'NU, nome partitivo di qoantită in- 
determinata, AUuno, Qualeuno, 

ALCURA'NU f 8. m. libro eontenentc la Icgge di Mao- 
mctto, Alcorano. - 2. Fig. dicesi di cosa poco intcl- 
ligibile. 

ALE'CI, vedi SARDA, vedi, % al n. W. 

A LE'GGIU, posto avv. Pian piano, Lemm$ lemme, — 
2. iaraucci a ieggiu, vale Con modiraMione, Con pre^ 
cauzione, parlando dl cose, che si guastano toccando- 
si. — 3. Dicesi pure del mangiarc, e del berc, A poco 
a poco. Con cautela, Con$ideraîam§nte, 

A LENZA, posto avv. col verbo Essiri, vale £«farpron(o. 

A LETA FACCl, avv. Cot» $ieurtxza 9 icrenitâ. 

'ALFAfiETiGAME*ISTI, avv. tecondo l' alfabcto, Alfabi- 
ticamBnte. 

'ALFABE'TICU , agg. da Alfabbto , facendo 1' ordine 
deir alfabeto, Alfabetico. 

ALFABE'TU, s« m. nome del raccolto delle lettere, primi 
element! dieila parola , disposti secondo V ordine sta- 
bilito dair uso, Alfabeto, 

ALFABITTA*RI , v. att. disporre per ordioe alfebetico. 
— 2. Pornire i libri o scritti del corrispondente indice 
alfabetico, Alfabetan. 

ALFE'RI , s. m. grado di milisia , ed i di chi porU 
r inscgna, Gonfaloniere, Alfieri. — 2. Nei giuoco de- 
gli scacchi , dicesi ii terxo d^rlncipali pezzi dello 
scacrhiore, che fianchezgia ii W, e la regina, Alfi$r9, 

*ALFIRrCGIIIlI, s. m. dispr. di Alfbbi. 

AXGEBRA, s. m. T. mat., quella scienia che insegna a 
calcolare le quantitâ d' oţni sorta, rappres^tandole 
con scgni universali, Algeitra, 

'ALGEBRA'ICU , agg. appartenente all* algebra , Algt- 
braico. 

ALGEBRrSTA, s. m. T. mat. qnegli che fa, che eser- 
cita r algebra, Algebritta. 

ALI • s. f. plur. , penuoli d* oaso di sei facce quadre 
eguali, in ognnna delle auali i aegnato un nnmefo, co- 
minciandosi daU* udo inuno al sei, e si giuoca con essi 
a lara, e ad altri giuochi di sorte, Dadi, e in singo- 
lare, Dado, 

AXIAS, voce latina, posta avv, AUrimenti, 

A LIBRU Dl MEDIGU , posto avv. dicesi per sIbIU- 



tudine dl cose che dovendo star serrtte si lasciano 
esposte. 

A'LICAi 8. f. possa. voglia. forxa, attivită, Viforia, Vi- 
gonzzaf V\aor naturale. — 2. Nun aviri alica di fari 
na cosa, modo prov., e vale non aver voglia o lena di 
far qualche cosa, iVoi» dare, o I^fon dire ii euore. 

A LI GANNI'LI, posto avv. vale essere Agii aifremi, e 
dicesi di ammalato disperato. 

A LICCA SIJRCU, vedi APPE'NA. 

ALrcCI, s. f. plur., T. di st. nat. Almculâ L., piceolo 
pesce di mare, che per Io pih si mangia salato, ^c- 
ciughe. Alici, 

ALICE'DDA, s. f. diminuitivo d* Ala, Aletta. 

*A LI CIMI CIMI, posto avv., vale cominciando da chI 
h pid grande, piu valevole, di maggiore signfficania. 

A LI CURTf, posto avv., vale esser vicino a far ona cosa» 
star per farla, L\ l\ per... — 2. Posto imperatlvamenie, 
vale Via, Sii. 

ALIEXAME'NTI, a\'T. con finzione, fmfingentemente. 

ALIENA'RI , V. att. trasferire in altrui dominio , e di- 
cesi de'beni stabili, Aiienare. 

ALIEXAZIOWI, s. f. T. leff., traslazione di dominio dl 
un bene stabile, o che si considera come tale, ^f»a- 
nazione. 

A LI FATTI, posto avv., vale in conchisione» Afla Rn 
delle fini. Al fatto, 

*A 1 1 LORDI, posto avv., vale venire a i nsolente contesa 
di |>arole, Batottare. 

A LI MÂNU, posto svvm vale aver in pronto, Aver ptr 
le mani, tra le mani. - 2. Gol verbo Veniri, vale Az- 
Muffani, Combattere, Bee^re alle mani. — 8. Col verbo 
Aviri, T. dedi artişti, dicesi di lavoro che in atto si 
sta compiendo, o perfezionando, Aver tra mani, 

ALIME'DDI , s. f. T. anat. , una delle parti del corpo 
deir animale bianca, e di sosunza molie, e spugnosa, 
Animella. 

ALIMENTA'RI, ▼. ati. porgere alimento, Mimente^re. — 
*2* Fig. Mantener viva una cosa, una paaaione, un* im- 
presa ec. Alimentare. 

ALIMENTU, 8. m. generalmente ogni eibo di ehe Tani- 
male si nutrisce. Alimento. — •2. In sentimente mo- 
rale tutto ci6, che tien viva qualunqne cosa, impresa, 
passione ec., Alimento, Ineentivo, 

A L'lMPROvrsu, posto avv., tale inaipettatamenîe , 
Improvieamente, Subitamente, Alia nan pansaţii. Al- 
r improviso. 

A LI*NCHIA A LfNGHIA, posto aw., vale a poco a poco, 
con gran risparroio, A mieeino. 

A L' INGRA*NNI, vedi A LA GRANNI. 

ALIPraxi. 8. m. T. di st. nat. uccello, eh* « soperior- 
mente baio fosco, al di sotto bianco, colle penoe della 
coda brune, delle quali Testrema i oriata dl bianco, 
MoTACiLLA CUMVCA L., Beccafleo canapino , o Ca- 
naparola, 

A LI QU ATTRU BAU «NCU, posto avf., vale con 
gran celeritik, Pre$tis$imam§nte. 

A LI SCURCrDDI, posto avv. col verbo Jucari, vale Far 
intendere ii faleo per vero. 

A LI STRITTI, posto avv. col verbo Essiri, vale B$$er9 
alle etntte, e simili; si dice del trattare atrelUmente 
insieme per ronchiudcre qualche negosio , o dell* es- 
sere in sul conchittderio, in -proeinto. — 2. MeCliri a 
!l stritti, vale Costringere. 

A LI TALA'I, posto avv. Mittirisi a li talal, stare ^^(o 
per osservare, Stare alle velette, o vedette, Orignare. 

A U TA'NTI, posto avv. Di quando in quando^ R^da- 
mente. . 

AUTE DDU , s. m. Lieve eoŞo. — 2. Per Comyăgniă, 
— 3. Aliteddu di luci. Stări airaliteddu dl Iu luci 
vedi AXITU. 

•A LI TlSTl TBSTI, posto arv ., vedi A U CIMI CIMI. 

A LITTRl DI SCATULA, avv. dire U bisogna ehlara- 
mente in modo • che ognun la intenda, A kttere ^ 
epeziali, o di appigionaH, 



AU 



» 49 « 



ALL 



AXITU» s. m. fiato, respiro» lena, Ălito. -* % SUri al- 
r alica di Iu luci, Tale Stare al fuoeo. — 3. StarI al- 
r alita d* uoa , Yalt Stan auoeiato e toito la cura 
di aleuno. • 4. Talvolta sigaifica Cora^gio, Ardifnei^ 
to^ t si UM col verbo Dări. 

A LIVE'DDU, postoavY.t ?ale OrinontalmetU: ^2. Ap- 
pttmto mppuntOt PerCappunto, A penna e ealamajo, 

A U VISTl, posto avT. p. e. Miuirist o eaairi a li vi- 
aţi. Stan o e$$en alU fjeleite o ved$tte. — l, Parlan- 
dosi di navi. Tale eşaere-in ?icinaaia del p«irto H cbe 
ai posMUio «eder da tem, A viita di terra* 

k LI VOTI, a?v. Talvolta^ Talara. 

ALL\CG.\RA*TU » agg. aggiunto delle cose clie hanno 
p^ota la loro sodezza o durezsa , Vizxo, — 2. Fer 
Ftecole, SmrvatOf Mofbido, Flo»eio. 

MXAFJLNXATfZZU. dim. di Allafaxnato. 

ALLAFA>'NA*TUi agg. riplea d' aflanno per eccesso di 
fat4ca,.o di eammiao, Aţatieato, Antante, Trafe- 
lanla, Trafâlato. 

ALLAG AME'5TU» s, nu T allagart , InondamentOp AUa- 
ţamentOm 

ALLAG A*RI, t. att. coprir d' ac<iaa o d* altro flaido qua- 
laBqae, /noiutarf, AUoffon. <— SU N. pasa. AUagani. 

ALLAGA'TUf agg. da AiXA«Aai, Allagalo. 

ALLAGXA'RISI, T. n. pass. dolerei , affligersi , lamen- 
tarsi, qoerelarsi, rammaricarsi, Lagnani. 

ALLAGNAXrzzU» agg. dim. di Allaonatu, Lagnoio, 

ALLAGXA'TU» agg. da Allagn Aaisi, ehe si lagoa, La- 
gnewoU. — S. Per Corrueeiato, 

*ALLAllA*Tn> agg. da Ljuia» aggionto a drappo, o na- 
stro lessQto con sottiiissime striscetUue d' argento» o 
d' oro combioate con la seta. Vedi TILE'TTA, n. 1. 

ALLAMMICA'RI, v. n. ed att. cascare a gocciole, ver- 
sare gocciole, che i V uscire o U maodar fnori ii li- 
quore in piccolissima quantită , e con iuerroisaiooe , 
Q^eeiolare. — *2. Per eavar V umorc per forxa di caldo 
coo iscmmeoti a ci6 fatti, Stillare. — 3. Siniirisi al- 
laaunlcari, in met. Tale Soffrin grtm t$dia; a anche 
Sofrirt debohzia o /osm. — N. pass. Allammicarisi 
In ciriTedd.1, affaticar 1* intelletto, JtfiiJtnare, J^sceant 
U carMito, Gkiribiizan. 

AIXAMMIGATU. agg. da ALLAMMiCAti. 

ALLAMMICATITRA, s. f. U gocciolare, Gotciaiamânto, 
latnbietawunto^ Stillamenîo, 

ALLAXMICATU'RI, vedi LAMMI'GU. —S. Verbala mase. 
colai che distilla, DiMillaton. 

ALLAMVrcU» s. m. piccolissima parte d* acqua o d'al- 
tra materia liquida , simile a lagrima • Goeeiola, — 
*2, Per Io siramento da distillare , DiMtUUUorio. — 
*3. Per Io stillare di qoalche umore naturale, aoe per 
arte, StiUUidio, — 4. Allammica di cori , vale ^i- 
atona f animo, — 5. Essiri n^alUmmicu di cori, di- 
eesi di persona importana e fastidioH, SeccQloftt See- 
tatriei, 

ALLAMPAGirCCHI, vedi AFFAMATI*ZZU. 

.ALLAMPANA'TU, agg. lantemnto , secco pld che pid , 
JUflwpaiuiio. — *2. Dimagrito per famot AUampanato, 

ALLAMPANTrRI. t. n. Divenir lampante , lueidOf e 
dicesi de'liqnori. — 2. Per Finin, Ifoncare.— 3. Detto 
delle biade, vale seccare prima del debito tempo per 
nebbîa o soverchio caldo, ehe Tabbla avvampatef .-tj^ 
ruaeifliVfl 

AIXAMPA'RI, V. n. perdeie ii senilmento, rimanere stor- 
dito, Skai4>rdir$9 rraMcokm. - 2. Per venir colto dai 
lampo, EsMr folgonio^ — 3. FIg. JirI allampannu, di- 
cesi di oomo alhceeodato ed oiioao, che va imiiilmente 
tagaodo per lealrade, 5cioper«lo, 5eioparon«.— 4. Per 
fimaoer confoso, ilaslor ce» vn p§imo di mato^ Im- 
hianchire. 

ALLA'MPARI, 8. f. sorta di groase lamprede, che stanoo 
a galla deil' acqna, Flotam L., e pescaoai Del fhro di 
Hcasifia, Afiirefui. 

iUAlfPATi*ZZD , agg. dim. di Auampato , ShaUr- 
Uto. ^ 2. Per Âfomaiimimot Bimmammit% <iif ordo. 



ALLAMPA'TU» agg. da Allampasi, Pereotso dai fol- 
gore. — 2. Per AffamatOf Che ha gran fam», —• 3. Per 
Avaro. ^ 4. Per Altonito, Sbalordito. 

ALLANCHIA'RISI, v. o. pass. poltroncggiare, Poltrire, 
Impigrini. 

ALLANCHrVTU, agg. da ALLANCBuai, e dicesi di chi 
sta volentieri in ozio, NeghittotOf Perdigiorno. 

*ALLANNA'liI, v. atU vestire di Utu aaldau Io iniemo» 
o r esterno di alcuni oggelti, per soliditA. ovvero per 
Don pcnetrarvi unu'do. — 2. Se si parU di porte , o 
alire chiudende, onde preservarsi dai fuoco, o da mani 
rapaci, dicesi pure Allann ari, ma non si fa con lat ia» 
si bene con piastre di ferro, ben salde, e inchiodate. 

*ALLANNA'TU, agg. da Allannasi. 

*ALLAN\ATU*RA, 8. f. l'atto deirALLAX.NARi, e ci6 che 
si paga per eseguirlo. 

*ALLA>'XATirai, 8. m. fabbro, che fa Ui servigto. 

ALLANNUNA'RISI» v. n. pass. stare oziosamente in aspel- 
tando, AppiUottani. — 2. Stare iooperoso, seoza saper 
che si fare, Pigrire» 

ALLANNUNATrzZU, agg. dim. di Allannunatu. 

AIXANNUNA*TU, agg. da Allannunabi, dicesi di chi 
sta oziosamente aspettando, Appillottaio, 

AIXAPA*RI, V. n. dicesi de' ragazzi, che. in certe ore 
romano e garriscono pid del solito, come le pecchie. 

AIXAPVRISI, V. n. pass. empirsi di vino, Vbbriacarti. 

— 2. Per addormentarsi profbndamente dopo avar be- 
vuto, Attopini, 

ALLAPATl'ZZU, agg. dim. di Allapatu, Jlfaijca tUh 

briaeo. 
ALLAPVTU, agg. da Allapakisi, pien di vino, Ub- 

briaeo, Aitopito, 
^ALLAPATU'Nl, agg. superi, di Allapatu. 
ALLAPAZZA*RI, v. att. metter le spranghe, Sprangan. 
ALIJkPAZZA*TU« agg. da Allapazzari, Sprangato. 
ALLAPITIARI, vedi ALLAPPVRI. 
ALLAPPA'RI, V. att. venir di sopra, assalire» accerchiarc 

alcuno, come le pecchie ii favo, Aeeerchiart. — 2. N. 

pass. avventarsi, gettarsi con impeto a checchessia. 
ALLAPPA'TU, agg. da Allappari, Aceerckiato* 
ALLARGAME*NTU, s. m. 1* alUrgare, Allargamento. 
ALLARGA'RI, v. att. accrescere per larghezza, DHor 

tare, AmpUaret AUargare* — 2. N. pass. Allargarsi» — 

3. Met. per Maffreddarti nelV amicisia, —4. Per Al- 

lontanarei* 
ALLARGATE'DDUf agg. dim. di ALLAmoAXU. 
ALLARGA'TU» agg. da Allargari, Allargato. -^ 2. Per 

Intiepidito nâliamieitia. ^ 3, Per Allontanato, 
ALLVRGU , s. m. Pataa , Mipoeo , Retpiro. — 2. Per 

Pace, Quiete, Tranquillită. 
ALLA*RGU, avv. Diacesto, Lungi, Lontano. — 2. Ussto 

imperativameute, vale Via di quâ, 
*ALIARGULrDDU, avv. poco discosto, Lontanetto. 
ALLARMA^RI, v. att. dar sospetto, o timora, Allarman, 

— 2. N. pass. darsi allarme, prender sospetto» o ti- 
more, Allarmartu 

ALLARMVTU» agg. da Allarmabi, AUarmato, 

AIX' ARIII, grido di guerra col quale si chiamano i sol- 
daţi a prendere V arme , AlV arme. 

ALLA'RMUt s. m. propriamente ^ una subitanea appren- 

sione derivata da qualche nimore, per cui si dă mano 

aii* arme» e si sta io guardia, Allarme. ^ 2. Dicesi 

. deir apprensione che nasce da qualche novitâ impen- 

sata, e da cui si pu6 temere alcun male» AUarm$. 

ALLASGA'RISI, vedi ALLASCUIRISI. 

ALLASCA'TU, vedi ALLASCifTU. 

ALLASGHrRISI, V. B. propriamente dicesi de* lavori di 
legno che per vecchiezza o per aridită si allenuno. — 
2. N, e n. pass. fig. per dissolver le forze, AUentar- 
at, Milaeearei, Alj^volire. 

*AIXASGUT1*ZZU> agg. dim. di Allascutu detto di per- 
sons, Jffzso affUvoiito» 

AULASCU'TU, agg. da Allascomisi, propriamente di- 
cesi a qualiioque vase di legno, che non ritiene Kqua 

7 



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» 50 « 



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• liquore , Bilaisato. — 2. Per indebolito , Sfemo di 

Tone, Infiebolito, Bilauato, 
ALIATINVRI, V. att. avvisara ano di qael che •! ba 

da farp, o dire, Addottrinare. — 2. Per rompcre e la- 

vorare ii tcrreiio, stato fino allora sodo» Diuodare, 
ALLATINA*TU, agţr. da Allatinaii, Addottrinato, — 

2. Per DiiModato. 
AIJ.ATTA'RI, V. au. nutrir con latte come fanno le ma- 

dri e le balie i picculi li^iuoli , AUattart, — t, N. 

nrender ii lalte, AUaUart, Poppare, — 3. Per dare 11 

Dianco alle inuraglie» Jmbiancan, 
ALLATTARIA'RISI, V. n. |ias9. parlare ardentcmente in 

difesa, o prptensione di rheccnessia, Altercare, 
ALLATTARIA'TA. 8. f. ardente parlare in difesa, o pre- 

tenaione di rhccchessia, Afîercaxion$, Batosta, 
•ALLATTARIATUXA. 8. f, acer. di Allattaruta, lun- 
ga, c nimorosa altercazione, Forfe batosta, 
ALIATTA'TA. vodi ABBIA.NXHIATl'NA. 
ALLATTA'TIT, agg. da Allattari, nutrito di latlc, Al- 

lattato. — 2. Per Imbianchito eon caiet, 
ALLATTl'MATrzZU, agg. dim. di Allattuxatc, Tar- 

do, Pigro, iAnto per crce880 di fatica, o per malattia. 
ALLATIIIMA'TIJ, agg. Pisci allattumatn, Peice di latte, 

cio^ pesce masrhio , che ha dontro certa polpa latti- 

ginosa, a distinzione di qaelli, che hanno uova. che 

8ono le fcnimine. — 2. Per sîmil. vale Tardo, Pigro, 

Lento per eccesso di fiiUca, o per malattia. — 3. Per 

Seccato, Nojato, 
ALLAVANCAME'NTU, 8. m. Subbino^ Scotcendimento, 

u Sprofotulamento di terra, 
ALLAVA^GA'R^ v. n. o n. pass. Inabiesare, Inabi'i- 

tarti, 

ALLAVA\CA*TU> agg. da Allavaxcaiii, Dirupato, Pre« 

cipitato. 
AIXAZZARA'TIT . ogg. Vleeroio , impiagato, — 2. Per 

t»onimanipnic m^igro n pallido. Hmaciaio, Consunto, 
ALLAZZA'RI, v. att. Ifgnro e atringere con laccio, Al- 

laeeiare, n direşi propriaincntc delle bestie. 
ALI.AZZATU, agg. da Allazzaki, Allaeeiato. 
ALLAZZITTA'RI. v. att. T. de* sarti, gueruire, adomare 

gli abiti con larcioletti. 
ALI.AZZITTA'TII, agg. da ALr.AZZirrAai. 
ALLE.V'NZA, s. f. uiiionc. lega, Alleansa, 
ALLEA'TU, agg. che d in alleanza, Alteato. 
ALLEGA'RI , v. ott. citare o produrre V altmi aaturitik 

a curruborazionc delle sue opinioni, Allegart, —2. Per 

^rtti^arr. 
ALLEGA*TU, agg. da Ai.LSOAm. AUegato, 
ALLEGAZiO'NI, s. f. 1* allegare, AllegaUone. ^ % Per 

Arihgd, 
ALLKGORl'A , 8. f. concetto nascosto sotto velame di 

pnrule, che vagliuno letteralmente cosa diversa, Alle- 

goria. 

ALLEGORICAME'NTl , avf . con allegoria , AlUgoriea- 
mente, 

ALLKGO'RlCr. agg. che cunticne allegoria, AHegorioo, 

ALLE'GRA CORI, agg. che ha, o porta allegrezza al ve- 
dcrsi, Allegro, — 2. Facci d*aliegra cori» Viio tiara ed 
avvenentc. 

ALLECiRAMK'NTI, avv. eon allegrezza, Allegramente. 

ALLK'GRU, agg. che ha o porta allegrezM» Allegro,— 
Per alquanto briaco, rhe comincia a irabriaearBi, Brillo, 

ALLELI.U'JA, 6 una espressione ebraica, che significa Io* 
date ii Signnrr, e cântaşi dalia chiesa in segno di al- 
Icgffzza. Allelfija, — 2. Prov. Si chiiideru Tallelluja, 
^ale lig. Fin't la feita, Non i pi^k tempo, 

AIJ.E'RTA, detto in modu lmperati>-o, vale Sta con di- 
tigenza, Guardati, — 2. Dettn avv., \9^r Avveduta- 
mente, Cautamente, — 3. Starl allerta, vale ufar eau- 
U'lu. Star aW frta, — i. Al Ierta sta, i voee di gnar- 
din iHtlluriiH per palesare ed intiniar vigilanzt. 

ALL rssiRI. {Histu avv., vale Nello itato di pria, 

ALLESTIRI, V. att. preparare, mclter in punto, AlU- 
titre, ■^*'l. s, pass. apporecchiarsi . mettersi in pun- 



to , Aliestirsi, — 2. Per far presto , Spedire , Sbri' 
gare, 

ALLETTAMBNTU, 8. m. Io alIetUre, Attettamnto. 
'ALLETTA'NTI, agg., che alletu, Allettante. 
ALLETTA'Rl, v. att. invitare, chiaraare, incitare » eon 

piacevolezza e con lusinghe, Alleitare, 
ALLETTATl'VA, s. f. potenza di allettare, Allettativa. 
ALLETTATI'VU, agg. che ha fona d* allettare» AUet- 

tativo, 
ALLETTA*TIT, agg. da Allvttari, AUettato, 
ALLETTATU'RI, verbale mase. che alletta, Allettatore. 
*ALLE*V1U, s. m. Io allevtare. Io allenire, îl render meuo 

pesantc, Alleviameuto, Alleviagione, 
ALLI, avv. che signillca dimostrazione di cose o dl per- 

somc che sopravvengono o che cadono sott* occhio. Ed 

k parola composta dâlla partieella A e dalP articolo La» 

Lu, Li; cosi dicesi Alia Bceola, Allu Jffecolo, Aili, 

J?ceo/i. 

ALLIANA'RISl, v. n. pass. prendere alleggiamento» con- 
forto o ristoro, Ballegrarei, Sollecarei, — 2. Per Seor- 
dani, Dimentiearti, — 3. Allianarisi ntra li vrocculi, 
rornio prov. e vale flngere di non vedere» di non oc- 
eorgersi, esiraili. H vale ancbe agire con frode e !n- 
fîngentemente, simulando distrazione per arte» Far o^ 
tta <f ignorare, 

ALLIANATI'ZZU. agg. dim. di Almatiait. 

ALLI.\NA*TU| agg. da Alliamausi, fuor da'sensi, ră- 
pi to in ostaşi, Mienato, DittrattOy Dimentieo. 

.ALLIANATII'M, agg. acer. di Allianatc. 

ALLIBIRTVRI. vedi LIBERA*R1 o LIBiRA*RL 

ALLIGCVRI, vedi ADUICCVRI. 

ALLIGCilITTVTls agg, e dicesi di vino che senla del 
dolce, Melacckino, 

ALLIFFA'Rl, v. att. Adomare, Attetb're, Lfgiare, JU- 
«eiorv, Sirebhiare, ^ 2. N. pass. Io stropicciare ed ii 
ripulire che si fanno le donne in lisciandosi , ^tst- 
morsf , Binfronzire, Strehbiarsi, — 3. Per Agognare, 
Metterei tu jiretenstone. 

ALLlFFATE'DDU, agg. dim. di Alliffatt» Leggermente 
liieialo, 

ALLIFFATFZZU. agg. dim. di Alliffatc, dIcesI di chi 
i sopraccarico di iisciatura» — 2. Dicesi ancora di chi 
i malamente lisciato» Sninfio, 

ALLIFFATU» agg. da Alliffari» Slrebiato, PuUto, Li- 
teiato, 

ALLIGAMA'RI, v. att. propriamante legare insieme con 
r erba ampelodetmo tra noi detla LigamAi o con al- 
tra sperie di stropna, ^ 2. Per torcerc eon violenza , 
Straxyolgert. ^ 3. N. pass. plegaisi a guisa di Ligaha, 
StravolgerH, 

AUJGAMA'TU. RKg. da Alligahari, Stravolto, 

ALLIG.VRl. per legare vedi LIGA'RI. -2. Per allegare 
vedi ALLKGA'RI. 

ALLIGAZZA'Rl, v.att. legare, cigncre fortemente intorno 
con Iacei, .iectnoere» Awineigliare, 

AIXIGGIA'RI, vedi ALLIGGIRrRl. 

ALLIGGIRIMK'NTU, s. m. sgravio, diminuzione di pe- 
•o, AUeggerimento, - 2. Fig, Sollievo, Bipoio, CoH' 
forto, 

ALUGGIRrRI, v.att. propr. agravare, render leggieri» Al- 
Uggerire.—it. Flg. Scemar altmi la fatica, Alişogmrire, 
— 3. Neut. vale scemarsi i panni di dosso, Aileggeri- 
re. — 4. Diceei anche delle coperte del lelto, SeămarU, 

ALLIGGIRUTU, agg. da Aiugoiriri, Alleggerito, 

ALLIUNAGGIA*RÎ , v. n., vale polire i sarmenti della 
vite in atto a faroe propaggine, lasciando qiiel ramo 
che dcesi propagginara* tagliarc i traki, Strmieian, 

ALLIGNAGGIA'TU» agg. da Alugnaggiari» e dicesi pro- 
priamente della vite, Stralciato, 

ALUGNA'RI , V. n. appigliarsi » venir Innanzl; proprio 
delle piante» Provare, Marbieare, AUignare, — 2. Per 
divenir duro a guisa di legno, indurare, — 3. Per Du* 
rare, Per$i$ier9, Continuare, 

ALLlGNATrZZCJi igg. pegg. di Alughatv. 



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ALLIGNÂ*TC, «gg. da Au.i«!fiJii, Allignato, — 2. Per 
diTenuto daro a guisa di Irgno» Indurata, — 3. Fig. 
per sonuDaineutc magrOf JHagriuimo. — 4. Dicesi pure 
d* erba o di Trulta prosciugata oltremodo. 

iLLIGRA*RI, V. aiu AUe$rare. -- 2. N. pass. AlUgrar- 
ih Malh$rani, 

ALXiGRrA. a. f. allegrezzaf rallegramentOf AUegria, — 
2« Fig.. vale leggîcra ebbrezza. 

iUJGRrzZA, a. f. giiibilo, cootcnCeiza di cuore, per 
la qiiale si muove V animo, sicch6 sorenle ne inostri 
segno oeU'esterioiap apecialmcnie nel voUo, AUe$rex' 
MO, ~~ S. Alligrizia 'nsonnu, i uoa illnsionc gradevo- 
le» e di piccola durata* come i piaceri provati in aogno. 

'AUJGRCLl'DDU, agg. dim. tii Allbgru, Allegrtlto. 

— 2. Poco alteraUi aal vino, JUşzso briUo, 
ALLIGRCNA'ZZU, agg. chc allegra. AlUgratore. 
AIXiGRL"M. vedi ALUGRUNAZZU. 

ALLIXA'RU v« n. preoder vigore o lena» AwalontrH, 

AU^nariL 
*ALL1N£A1I£*NTU> s. m. positnra di pid coie, o aomiol 

sopca oua linea relta, AUin^amento, 
'ALLINEA'RI, v. att. collocare piii uomini, o cose solia 

medesiHM lioea, AUimtart, 
'ALLINEATU, agg. da Alunbari, AlliMato. 
ALUNTAME'MTU, 9. m. Io allentare, AUentamento. 
ALLINTA'RI» v. au. render lento, AUenîare. -> 2. Per 

ăUmrdan, Seemare, — 3. Perder la lena e le forxa a 

poco a poco» AffUvolire,-^^, AUintaricci li cinghi» per 

mei.» vale oeaere dai auo iropegiio» Demlart. — 5. N. 

pasa. AlUntani, 
ALUXTATU» agg. da Aluntari, AU9ntato. 
AUiXTATU^RA • s. f. Io allantare , AlUiitavunto. — 

*2. Caduta dell* intestina , che avviene negii sbonxu- 

laţi, AUâmtatura» 
ALLlPPA'RI. V. n. (bggire con fretla, Andar via, Spu- 

iii sară. — 2. Per far mnsco, coprirsi di musca. 
ALLlPPATI'ZZn , agg. dim. di Allippatv , Alquanto 

mmicoto. 
AIX1PPA*TC» agg. da Aluppari, ^uieoso* 
ALLISCIAMENT U • s. m. ii lisciare , lisciamento. - 

7. Fig. ^r AdulazioMt Piaggiamenlo, 
ALUSCLARI» V. att. stropicriare una cosa per farla pii- 

lita e bella e morbida, Li%eian, lAgiart^ Levigart, 

— 2. Per tA>ccar gentilinente, Carszxare, AceareziU" 
Tt, — 3. Fig. per Adulare , Piaggiare, — 4. Per amare 
con preferimento, Prediligere, ~ 5. N. pass. Li$ciar* 
si, SCreMtoni, Adornarti^ Abhellirii, 

ALLISUATU, agg. da Alliscuri, Liuiato. — 2. Per 

.4dorfialo, Strebhiato, 
ALUSQATU'RA, s. f. ii lisciare, lAuiiaiMnto. 
AUJSCiUM.\*Rl» V. D. dicesi delle frutta, e propriaroente 

de' fichi , cbe per soverchio caldo o par mancanza di 

Tîgore inirIstiscoDo» restando amorţi e languidi, /nco- 

torzo/trv» InirUtvn, 
ALUăCIL'MATl'ZZU, agg. dim. di Allisciumatv, Jtffzzo 

incalorzolifo. 
AiUSClCMA'TU, aga. di Allisciuxaii, Ineatorsolilo, 

» 2. Dicesi pure di vivande inal condile o trascurt- 

umenie apuarecrhiata. 
'ALLiSTAMENTlI, s. m. ii formare un catalogo» uo in* 

dice. Vedi USTA, a. 2. 
ALUST1M£*KTIT, 8. m. Io sbrigare. Sbrigamento. 
AUJSTI*RI» vedi AUJB'STIRI. 
AIXISTUNA'RI , T. att. T. dei (abbrî , a vale apporre 

lisce di tavola* 
ALLISTUNATU» agg. da Allistumari. 
ALUSTlîTU, agg. da Allistiri, ^i/aalito.— Par i«6ri- 

gato. 
ALLITA*RI, y. att. iropîastrar di luto 11 corpo da* vasi 

cka si Togliono asporre al fuoco vivo, cosi pare fra 

aoi le amie, o cassetc» della peechio, Lutare, —2. N. 

pata. godaia o vaiersi di chenchessia: p. e. Nun pa- 

ijrt alTiiarsi di na pirsuna , vale JVon ncevere cUcun 

ajmto dm ş$r$9na amcarch^ H dowuH. 



ALUTA'TU, agg. da Alutari, Lutato. 

AI.UTIGA*RI, v.n. piatire, contendere, contrastare, Liti- 
gare.^2. N. pasa. Buticeiare proverhiandosi.^i, S'ha 
alliticatu un* anca. Si ^ impegMito a tutta poua, * 

ALL1TICATU*RI, v. m. cbi litiga, Litigioso, Litigaîore. 

AUJTTARI, vedi AU.ETTA*RI. 

AU.ITTIGVRISI, V. n. paas. infermarsi in modo tale 
cho non si jevi mai da letto, AUtttani, — 2. Att. di* 
cesi della pioggia e del vento, allorchâ dî^endono a 
guisa di letto, o spianano a terra Ic biade nel cam- 
p<), AUeUar$, 

ALMTTICVTU , agg. da Allitticarisi , che glace ia 
letto per lunga malattia, sAHettato, — 2. Per le biade 
spianate per terra, e distese a guisa di letto pria cho 
sien mietute, AUettato. 

ALLITTIRA*TU i agg. e 8. m. , che ha lettere , 5ct>H- 
ziato, lAiteralQ. 

ALI.IVANTA*RI, ▼. n. dicesi quando piove senza iater- 
misstonc spirando levantc. 

ALI JVIAME'NTU» 8. m. Io allcviare, Alleviagiont, Ai- 
leviamento, 

ALLIV1AR1, vedi ALUGGIRIRI. 

ALUVIA'TU, vedi ALLIGGIRU'TU. 

AT.LIVIDDA*RI, V. att. metterc o aggiustare le cosa al 
medesimo piano, LUnUare* 

ALUVlDDATUt agg. da Allividdari, Livellato, 

ALLIVITA*RI« V. att. ii rigoniiare e ii levare in capo chc 
fa la pasu mediante ii ferinento» Lievitart. 

ALUVITA'TU, agg. da Allivitari, Li6vfîato.'^2. Met. 
Fiacco, Torpidot SdilinquHo, Ptt^ro.— 3. Dicesi pure 
di vivande che per essere sute conservate lungamente 
perdono dl qualită, Stantio, 

ALLIUNA'TU, agg. di color di liona, Lionaio, Leonato. 

ALL* OOCHIU DI LU SULI , pcfilo avv.^ vale Al calor 
del sole, A iolaîio. — 2. Mettiri na cosa all' occhiu di 
Iu suli, vale osporla al sole ad oggctto di asciugarla, 
Soleggiare. 

ALLODIA'M, agg. da Allodiu, Allodmle. 

ALLO*DilT, s. m. T. leg. quella parte dei beni stabili del 
principe o del feudatario, la quale era interamente li- 
bera dalia suffgezionc, e dagli obblîKhi che procedevaoo 
dalie ragioni feudali e da quelle dello suto, AUodio. 

ALLO'GGIC, 8. m. luogo, ove si su ad abitare per tempo 
corto. AUoggiamento, Alloggio. 

ALLOPATl'A , 8. f. Denominaziooe del motodo di cu- 
rare una malattia co* rimedii opposti a quelli che si 
usano nel metodo omeopatico, Allopatia. 

ALLOPATICAME*NTI , avv. alia maniera conforme al- 
r allopatia, Allopatieamente. 

ALLOPA'TICU . agg. agglunlo di metodo , e ancho di 
medico opposto al sistema omcopatico, Allopatico* 
Vedi OMIOPATI*A. e seg. 

ALL* OPPO'STU, pi/sto avY. -rii rovescio. Al contraria. 

ALL* OSSU, posto avv. col verbo Essiri, Arrivari ec, vale 
ridursi o venire in estrema neceaeiiA, Bidurti o eon- 
durzi sul lattrico. 

ALLUCA*R1SI . v. n. pass. , vale frequenlarc un luogo , 
e prendesi In nMla parte, Annidarti. 

ALLUCATU. agg. da Allucarisi, Annidaio. — 2. Di- 
cesi pure degli uceelli di passo, che nel ritorno si trat- 
tengona nella nostra contrade. 

ALLUGGA'RI , V. att. torro con artiflzio taluoa cosa da 
potera aitmi, Scroeeare. 

ALLUCGHIME*!fTU» 8. m. Io abalordire, Shalordimento, 

ALLIICCHI*RI, V. n. rimaner attonito, e coma stupefallo 
por k maraviglia, Sbalordire. ^ 2. Pt r divanirc stu- 
pido, intronato, Stordire, 

ALLUGCUTrzZU, agg. dim. di Allugcutu, Jlfaizo tîor- 
dito, 

ALLUCGITTU, agg. da Alluccrwi, Alloyliato, SfM/ii- 
do, Tratognato, — 2. Per intronaiOf Sbalordito. 

ALLUCIA'RI, V. att. l' alletto che fa ii sole quando fe 
risce negii occhi; e per met. dicesi di qualunque cosa 
a cai Don resfste la vista, ii^^iiare. — 2. Att. Se- 



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dune eon danaro, ^ 3. N. pau. dicesi quando in leg- 
ţendo . o in sini iii operaiiooi » e quando dai bujo ai 
passa alia lucc. la viata non pod reaislere a guardare, 
B^ Todere caattamente le cose , Abbagiittrti, •> 4. Per 
R$star abbagliato, $ Hdotto, 

ALLlXIATrzzu , agg. diui. di ÂLLCCIATU , Alquanto 
abbagliato, 

ALLUCIA*TU, agg. da Allvciari, Abbagliato. 

ALLUCINA'RI. ?. alt. Dislorre dai beiM, e Irarre al mâ- 
lc, Shbornare, Sedwrrt, ■— 2. N. pata. Abbagliani. — 
3. Per Ingatinarti, Fallare, 

ALLUCINATI ZZIJ , agg. diin. di Alliginatu , JVfixo 
abbagliato, 

ALLUCINA*TU, agg. da Allucin aki, Sedoito, - 2. Per 
Abbagliato, — 3. Per Ingannato, 

ALLUCINTA'RI, v. att. Peraiiadcre ad axion oon onesU, 
Subornan, Sedum, —2. Allucintari Tocchi, Ineol- 
knrsi, — 2. AiliKlntarl 1* occhi , BtUrar in prtt9$i^ 
iione, 

AIXU'DIRI, ▼. n. accennare col diseorao â qnalche cosa 
intesa c non ispiegata, Alluden, 

ALLUGGIAME'M r, s. m. da Allcogiari, cbe b II me- 
desimo che albergare, AUoggiatMnto, — 2. Per luogo 
ofe k fermo 1' csercito, Alloggiamento. 

AIXUGGIA'Rl. V. n. ed alt. Io saesao ehe albergare, in 
tutti e due i signilicali, dicendosi Unto dl cbi allog- 
gia un ahro, coine di ohl alloggia in qualsivoglia luo- 
go, Allogaiart* ~ 2. Cui tardu arrita trista alloggia, 
prov. molto chiaro, Chi tardi arriva maU alloggia. 

ALLUGGIA*TU, agg. da ALLuaGum, Alhggiato. 

ALLUGGIATU*RI , V. m. che dă alloggio, Albngaton, 
Alloggiatore, 

ALLUMIUNA'TC, agg. dicesi di cosa di forma bislonga 
non ben conligurata. » 2. Detto d* uoroo , vale Sc9m0' 
piato, Bighellone. 

ALLU.NGAME'NTII, s. m. aamanto in lungkezzt, e ci6 
cho s* aggiiingc alia luiigheua di alciina cosa, Allun- 
gnmento, 

ALLUNGA'RI, v. atl. accrescere uns cosa, con farla plii 
lunga cbe ella non b, ^l/ittiiyare. — 2. Per pigliare la 
strada piu lun^a. — 3. Prov. Cui allonga, accurta, vale 
cbi 8* incammina in bnona via, bencM Innga avanxa 
paromino ţiiii cbe nclla breve, roa disastrosa. — 4. Per 
cn^ccre di statura, e dicesi ancbedolle piante.— 5. Per 
prolungare, flir durare alcuna cosa, Allungan, -* 6. N. 
pass. AllungarH, «- T. Per annacqoare i lîquorl per 
diminuirne la fona, Allungan, 

ALLUNG A'TU, agff . da Allungaei, Allungato. -* *2. Detto 
flei liquidi , vale che sievi sovercbio d* acqqa , e mi- 
nor soslanza del dovare, Allungato. 

ALLUNTANAMfiNŢU» a. m, Io allontanare, Allontana^ 

mento, 

ALLUNTAWRÎ, v. att. dîseosiare, dilargare, Allontor 
nan. — 2. Per IKaaofeiora. — . 8. N. pasa. Allonta* 
nani, — 4. Per Divenir taro, 

*ALLi:.NTANATrsSIMU, agg. superi, di Allc!«takatu. 

AU.UNTANA*TU, agg. da ALC.rirrAiiAH, AUontanato. 

ALM'PA'RISI, V. n. pass. a direşi panicolarmente dcllc 
favc, venir Infestate dair orobancbe. — 2. Detto delle 
biadc, o fmlta, quando sono in fiori <be oWet^ dalia 
nebhia riardono, e non allegano, Annt^biani, 

ALLUPATU, agg. da AtLcrAnisi, infesuto dair orobao- 
che. — 2f Per roalconrio dalia nebbia, Annşbbiato,'^ 

3. Per roale in arnese, Brullo di panni, Seminwio,^ 

4. Per Afamato, 

ALLUPPIAME'NTL:, 8.m. Allop^aminto.^2. Per sonno 
smoderalo e sopcrrhio. 

ALLUPPIA'RI, V. atl. atToiiciar bcvanda o simfle con op- 
pio, Alloppian, — 2. Per dar V oppio sounifcro, Adon- 
pian, — 3. N. paM., vale Addcrmşntani pt^fonda^ 
minte, ^ A, Per VbbHacani, 

ALI.UPPIA'TU. agg. da ALLcmARi, cbi sta dormendo 
piu del dfivcrr, Mloppiato. — 2. P<'r addormcnuito per 
l«'r/a d Oj^pio, Adii!ppiatQ,*^Z* l'er Imbriacato. 



ALLirRA, avv. e vale în quel tempo, in qual ponto, in 
quello stanţe, Ailor a» — 2. Per in tal coao, /n taU 
aecident9. Con îaU eondiâionâ, 

ALLURDAME*NTU, s. m. Imhattatwra, Imbrattmntnio. 
— 2. Per impurită di un Auido irobrattato. 

ALLURDA'RI . v. att. far lordo , imbrattare , Spâna- 
n, Itilridert, Lordan. — 2. N. pass. lordorat» A»$9jh 
sarti. 

ALLURDA'TU , sgg. da Alluibaii , intriso di Iordan- 
ia, imbrattato, 

ALLURDATU'Rl» V. m. che imbratta, hnbraltatan. 



ALL' URTIMATA, poslo avv.. Alia finş, Allă mWIms. 

ALL* URTIMU, posio avv., vale nltîmamenle, aili fine, 
finalmente, AII" ultimo, 

ALL* liRYISCA , posto avv., alia cieca, al buJo, senia 
vedere, Citcamentş. — 2. Per met. Inconsidemtamao- 
te. Con pU s$eco, ^ 8. Con sieurtA, Sicioramfiiu. 

ALLUSrv(3, agg. cbe ba allusione, Allu$ivo. 

ALLUSTRA'RI, v. att. pulire o far rilucente, Lu$trare. 

ALLUSTRASTIVAXI , s. m. chi pulisce slivall , e dâ 
loro ii lume, dai volgo ebiamato pure serapUcemtote 
Allitstia, Lu$tra$tivali. 

ALLUSTRA'TU, agg. da ALLUsrnAni» Iiialrofo. 

ALLUSTRATU*R1> v. m. <1ii pulisce, Pnliton. 

ALLUVIU*NI, s. w. r allagare che fiinno le acque I ttr^ 
reni, uscendo da' loro soliţi termini, liumanjiioiit » 
ffiondomanfo, Alluvione. 

ALLUZZA*RI, ▼. n. propr. guardar dl bandt, e soUac- 
chi, Sbircian,'^ ^, Fig. Aotr voalia, PntendMt. 

ALMANA'CCU, s. m. lunario, calendario in cui sono no- 
taţi non solamente ii corso e Ie fasi della bina , roa 
esiandio i giomi, e le feste per ciascun mese deiran- 
no, Almanaceo, 

ALMEWU. rongiuniione che costituisce termine net rae- 
no, Alm$no. 

ALMIRANTI, ARMIRA*NTI, tttolo di capiuoo gene- 
rale delle armate di mare, Ammiraglio, Almirmni€. 

ALMU'ZIU, s. m. sorta di mantelletto usato dai vlran- 
dieri, o secondarii delle eattedrali o colleglale, della 
forma di un cappuccio piegato, cbe anticamente solea 
porsi in capo nei tempo del divini oiBcli , Batolo » 
Batalo, 

ALO'!, T. bot. Alob scccotmna L., Alo; Smtootrino, 
Si usa in medicina come un forte purgativo. & dl un 
sapore amaro. 

ALO*I, vedi ZABRA*RA. 

A LONGA MÂNU, posto avv., vale da lontano. Da hm- 
ga. Dalia lunga. ^ 2. Jiricei a longa mana, Andar 
per la lunga, 

A LONGU , posto avv. , vale con lungbexxa dl tempo , 
A lungo andan. — 2. Fari Iu runtn a longu , vale 
farlo interamente , sin dai principio. — 3. Portari a 
longu, vale intrattenere aicnno senia spedirlo, e non 
ven jre ad alcuna conclusione, Dan una lunga. — 4. Jiri 
a longu, vale proerastinare, Andan in litnga. 

ALQ'SA, T. di st. nat. sorU di pe<ice cbe ba i fianchi 
segnati di strisec , ed ii rostro fesso , Clcfeâ aiosâ 
L., Cheppiat Laeeia, 

ALPE'STRl, agg. erto, malagevole a sallrc» Ripid^> 

ALTA'RU, vedi OTA'RU. 

ALTE'A, o ARirA, T. bot. Altbea OFFtcilfAUS L., 
Altea, Questa planta nativa di Sicilia in luogbi omidi 
appartiene alle malvaroe. Si coltiva da* noştri erbolai. 
(H^cbi usatissime In medicina sono le sue rădici. 

ALTERABILI, agg. alto od alterarsi, AîtfrakiU. 

ALŢERA'RI, v. att. muovere o muure una eosa dairrt- 
ser st», Jiferore. — B. Fig. p. e. Alterări li faitl, vale 
rifcrjrli diverşamente dai vcru. ^ 3. In sign. n, pass. 
eommuo verşi, perturbarsi, Alterarsi, 

ALTER A*Ti:, agg. da Altbi) am, .4irf rato. — 2. Per Corn- ^ 
mosso, — 3. P'usn alteralu, Mio commosso, AUenito, 
— 4. Per ak|uanto nbbriaro, 4{(ieno, j4iref(o. 

ALTERAZIO*iM, s. f. mntazione della cosa da tna qna- 
litn iu altra, Ctttnfriamenro, Tramuîamenh , AUtra- \ 



ALT 



» 53 c 



ALII 



S. Per cominoftoiit di polso, Febkntîuetiă. 
ALTERAZICNB'DDA • t. f. dinu. di Altbrauomi, Al- 

ALTERC.VRI. v. a. contendcre, contraddlre, quistioaa- 

rv» ÂliMnatt. 
iLT£RC.iZIO'NI, 8. f. contest di parole trt due o pîii 

persoDCf Mtireationâ, 
'ALTERCAZlUNE'DDAt 8. f. dinu di Altugazioxi, con- 
traste di poco moinento. 
ALTER'CU, 8. m. Io stesso che Altiscaiioxi. 
ALTERl'GGIA, 8. f. ppmposa ed eccessiva estimaiion 

di w slcaso, AU9r$iMa, Albagia, SoproitanzOf /mjM- 

rtofttd* Super^9t Alterigia. 
ALTERJ(A*Rl9 v. n. operare scambicrolmeiite, ed a vi- 

ccnda» AUernart. 
ALT£RNATAME*NTI, Tedi ALTBRNATIVAME'KTI. 
ALTERNATrVA, s. f. Y alternare, o sia cambtamcoto e 

Tăria alteraiione dell* ordine nelle combinaiioni dl al- 

turn cose» disponendole suceessivameote le ane dopo 

k allre, con qualche intervallo» Alternativa, AUer- 

iMs tona. 
ALTERNATIV AME'NTI, avT. con altenasîone» acambie- 

TolaMnie, Alitmatamente, 
ALTE'RC» agg. che ha alterexxa, Superho, Fano, Altiero, 
ALTrzZAf 9. f. astratto di allo. Distanza da basso ad 

alto, AUtxza, — % Per titolo di gran stgnori, ^(la z- 

sa. — 3. Neila cavallerizza, Tale Ia statura di un ca- 

Tallo» ^lassa. 
ALTRiBIE7«TI , e AUTRIME'NTI , anr. in altro modo, 

jllirimenii, AUramenti, 
ALTRESr» OTT. similmente, cosi, parimente, AltntiL 
ALTC, Tcdi A'UTU. 
ALTU» posto ass. i f oce sospensiTt d'un*aiione. —51. FarI 

alta, vale Far poia, Armomi. 
ALTU^RA, vedi ALTI*ZZA. - R. Per eolmo, cima, Al- 



ALVANE'DDA CU FOGGHI PILUSrODI, T. bot. C/jtk- 
MÂMtA MAtaTiMÂ L., CefUMTirui, Cineraria. Appar> 
tiene al le sinşencsiacbe, e si rinviene oe* liioghi ma- 
ritlimi di Sicilia. 

A LU GA'DIRI DI LA CASA, posto avT. Tale per ulti- 
ma risona. Al peggio da' pey^î. 

A LU GUIA'AX, posto aTv. col Terbo Mittirisi, Tala Sti- 
luppanif Sîrigarsu LikerarH, 

A LU GCUlU't posto aTT., Al |;id. 

A LU CUNTRVRIU, posto avf ., A rooetoio. Al eontrario. 

A LC GURTU, posto stt. col Terbo Jiri, Tale Akbre- 
«tan.^ 2. Posto assolatamente» Tale AUa fim, in- 
iomma. — 3. Jiri a In curta sirriua, Tale fare pre- 
sto, e male per risparmio dl fatica. 

A LU GUVE'RTU, ţosto stt., Tale In luogo eopeHo. — 
S. Bliltirisi o essiri a In cuverta » Tale fig. JTattarst 
a Eââirt in »ieuro, 

A LU DARRE'Rl, posto avv. dioau sitoazione opposU 
alia parte dinanii. Di dietro, 

A LU DAV A'NTl, aTT. aTanti, dalia parte aateriore, eon- 
trario di dopo, e di dietro, Dinanxi. 

A LU DRITTU, avT. Duittamente 2. Tirari a la drit* 

ta, fig.. Tale Optran di diriîto o per âritto, e Tale 
ancora, Optrarw eon fvdtrudtna. 

A LU BU'PPIU, aTT. doppianente, A ioppio. 

A LU FLM, aTT. finalmente, altimamente. all' altinio, 
JUa fine. 

A LUXA'CA, Tedi A BABDALU'GIU* 

A LU MAKCU, eoBg., Almaneo. 

A LU MENU, cong., Alwneno, 

AUTIII, T. chim. solfato dl allumina. e di potassa, o 

solfaio di allumina aramoniacale, AUum$, Allum» di 

Mama, AUmme di roeea. 
A LU MI'NU, Tedi A LU MEPOJ. 
ALCMINU SU, agg. che tiene di qualită d*aUame, ^llii- 

mimoto. 
A LU MUNZEODC. poBto (tt. non dlatintamanl»^ M- 



distintam$nt9, ^ S. Tinri a Iu munieddii, vedi IIUX- 
ZEDDU. 

ALU*N1<IU> 8. m. alliero, seolaro, Alunno, 

A LU PE'DI, posto STT.» Tale molto Tieino, ilceoiro, Ap* 

. i^resjo. 

A LU PE'JU, posto tTT. AUa pegai». — % Fari li cosi 
a Iu peju. Tale fare 11 peggio che si pu6, Fort ol4a 
peggio , AlU peggiori. — 8. A la peju nun c' i fini , 
Tfdi PEJU. — 4. JIri a la peju, esprime aamento di 
rea qualitii, o eondiiione, And» di maU in peggio. 

A LU PICU, posto aTT., Tale senza stancarsi, Indefeâ^ 
iamenie, — 9. A Io pica a Iu plen, diceai p^ accre- 
scere maggior forza. 

A LU PR1SE*NTI, pOBto aTT.; Tale nel tempo nel qnale 
si paria. Al preeente. 

A LU PUNTU, posto aTT., Tala nA pih, ni meno, ni pift 
qua, ni pid la, Giusto, Appunto, A punto, 

A LU RIDDO*SSU> posto stt., dicesî di luogo doTe non 
batte 11 sole, A frocio. 

A LU SGU'RU, posto aTT. all'oecuro, senza lume, .41 
bujo. — % Essiri a Io scara di aaalchi cosa» fig.. Tale 
non aTeme notizia, EiHrne al bujo. 

A LU SGUYE*RTU> posto avT.i Tale in luogo scoperto, 
^1 tereno, — 2. Per Seopertamente, — 3. Arristari a 
la scuTertu, dicesi dl chi non pod esser ţagato, o per 
non T* esser 11 pieno, o per essenri crediti priTileglati 
o anteriori, Bimanere allo eeoperto, 

A LU SIRE'NU, posto stt. all* ana scopefta, a cielo sco- 
perto. Al lereno. 

A LU STAFFE*RMU, posto stt., Tale Al dover$. 

A LU STA*GGH1U, posto aTT., dicesi di IsToro dato o 
pigliato a fare non a giornata, ma a prezzo fermo, di 
maniera che, chI plgli ii laToro, II pigli tntto sopra 
di si; e chi Io di, sia tenoto rispondergli del cooTe* 
nuto prezzo, A cottimo. — *8. Jiri a Iu stagghto, s*in- 
tende tracciar nna Tîa piii corla per ragginnger alcu- 
no, Andare aila riciea, 

A LU STO'RNU, posto stt. co*Terbi Parrari, Rispan- 
niri, e simlli, Tale contrassenso, Seonftdematomftice, 
S^^an^^erafamenre. 

A LU STRACO'DDU , posto stt., dîeesi per accenoare 
luogo basso, dietro ad un' emineoza oTe V occhio non 
pu6 penetrare a Tedere alcuno, Oifre la vista, 

A LU STRAYE*NT(J, posto aTT., Tale AlV aria frtdda 
ed aperta, 

A LU STRI*lfCIRI DI LA CHIATI, posto stt.. Tale Fv^ 
nalmente. In eoncluHone, 

A LU TEMPU A LU TEMPU* aTT., Tale con lenteiia. 
Adagio, Lentamente, Pian pi'ano. — 2. Dări a Iu tempo 
a Iu tempu. Tale indugiare a posta e per utiliti, met- 
ier tempo in messo, 

A LU VE RSU. aTT. di dubbio, Forse, Per awentwra, 
Per iorte. Seconda Io apparen99ţ* Chi tăf 

A LU \V\V, posto aTT., tbIc Vivamente, Con forţa, 
-* 2. Parlando di plttnra, scoltnra, poesia, oratoria ec. 
Tale Al naturale. Con terită, MaeUrevoimeitte. 

A LU VO*LU, posto avT. T. de* cacciatori, ilfentre voia. 
— 2. Sparari a Iu Toln , met. comprendere una cosa 
di primo tratlo, l>ar nel segno, Colpire. 

ALU'ZZA, s. f. dim. di Ala, Aletia. 

ALU*ZZU» s. m. T. dl stor. nat., Fsox spHXKEifA L., 
pescc noto che ha la tesla soperiormenie alqnanto plal- 
ta, la mascella supcriore piana , e pid corta delF in- 
feriore, che i puntcfţgiata, Zucoîo. 

AMABILI, snp. AMABILl'SSIMU, agg. degno di essere 
a mato, e atto ad essere amato. Amabile, Amabilif' 
iimo, 

AHAB1I.ME'NTI, «tt., Yule con amareTolezza, con arao- 
rc, Amabilemente^ Amabilmente. 

AMABILTA', s. f. astratto di amabile, II caratlcre d' una 
pcrsona amabile, Amabilită, 

A- MA*LA PE'NA, avT. Appena, A mala pena. 

*AMAXGAMA, s. f. T. chim. combinazione di un mc- 
talio col mercurioy Amalgama. 



AMA 



» 5i « 



ASIA 



*AMAIXÎAMA*ai, T. au. fare tmalgama, Amalgamare. 
Usasi anche in metafora. 

'AMALGAMAŢII, agg. da Ahalaamari» Amalgamata. 

A MAN'A'TA, posio avv.» A mani piene^ A giwnelU. 

A MANATA A MANA'TA. frequenl. di A manata. 

AM A'NTI, sap. AM ANTI'SSIMU, agg. che ama» per amo- 
re. Amante^ Amanti$$ima, 

A MA'MJf posto avT., vale îr pronto per servirseoe, Tra 
U «UMi. — 2. Aviri a mânu» parlandosi di operei vale 
ftarle facendo in alto, o cumuendo, Aver tra mani. 
— 3. Parlandosi di provviaie di coromestibili, potabi- 
li, o altro» vale aver comiocîato a consumaţie. 

A MVNU A MA'NU, posto avv., vale Presto, Subita. 

A MA'NU APERTA, posto avv. aggîunţu di coipo dato 
nel viso» Sehiaffb. 

A M.VNU DRl'TTA, posto avv., vale dalia bauda destra, 
A dettra. 

A MA'NU MVNGA, postonvv., vale dai lato manco, dalia 
mano sinistra, A mancina. 

A MA'NU RIVE'RSA, posto avv. aggiuuto di Mascidda- 
ta, c vale colpo grande mcnato col dusao dclla mano, 
o con altra cosa che s abbia in mano, Roveeeione, 

A MA'NU SA'LVA, posto avv., vale sicuramenle» A man 
lo/va. 

AMA'RA-DUCA, o MURE'DDA DI FRUTTI, o URa\- 
MA*RA, o AMUEIDDU'ZZI d'arqua, T. bot. Sola- 
ifUM DU LC AM ARA L. , Dulcomora , Salatro legno$o , 
Strallaggi, Vite selvatiea o di Giudea. Comune nci 
Inoghi umidi di Sicilia, o celebrata in medicina per 
le sue virtb. 

AMARAME'NTI , avv. con gran passione o cordoglio , 
Amaramente. — 2. Per Io stesso cbc aspramente, con 
amarezia, Acerbamente, Amaramente. 

AMARA'NTU A TRl CULU'Rl, o GILUSI'A A TRI CU- 
IX'Rl, T., bot. Amarastuvs tricolor L., Fior di şe- 
loiia, Meraviglia di Spagna^ PappagaUo. Si coltiva 
da pcrtutto nelle flore per ornaniento. 

AMARANTUU'NI, T. bot. GoMPUHU.yA glomosa h., AmO' 
rantoide, Perpetuine. Si coUivano per ornaniento. Se 
ne conoscono due varietă a fiori rosai e biancbi, e si 
ohiamano Amarantulini russi, b vraxchi. 

A MARAVl'GGHIA, postoavv., valr Ottimamente, A me- 
raviglia. 

AMAREGGLVai, vedi AMARIGGlVRI. 

AMARE'NA, o CIRA'SA AMARE'NA, T. bot. Cerascs 
YVLQARis L. Si coltiva nei noştri orti, poicli^ 1 frutti 
di saporo alquanto ar ido s' impirgano agii nsi dome- 
stici, e si mangiano comiinemente, .lnwirtuco. — 2. Per 
îl frutto, .4marajca. — 3. Amarena ucilippata, Diama- 
rinata. 

AMARE'NA Dl MADUM'A, T. bot. Prvm's maxrlrb. 
L., Ciiiegia canina. Nasce alle Madonie in Sirilia. 

AMA'RI, V. att. volt», bene, portare affczionc, esscr af- 
fezionato, Amare, -^ 2. Per easere innamorato. Ama- 
re. —Z. Per volere, desiderare. Amare. — * 4. Per prc- 
diliggere un luogo, un paesc, un modo di csserc. Ama- 
re. — '5. Per volere pmttoeto, preferirc. Amar me- 
giio. — *0. Cei amati sali? modo prov. per intenderc 
i-omc una cosa piaccia, o dispiaccia, Che vi tembra? 
Chc ne dite? Che va ne pareT 

AMARIA'RI, V. att. ronder amaro, Inamarire » Ama- 
reggiare. — 2. Met. rendcr afllitto c pieno d' amaritu- 
dine, tnamarire. — 3. N. pasa. Inamarirti, Amareg- 
giarti. — I. Met. divenir aflSitto e pieno d'amaritudi- 
ue, Inamarirsif Amareggiarti. 

AMARICVNTI, agg. usato talvolU in forza di sost. T. 
niţ^liro, che â amaro, o amaretto, Amaricante. 

AMARIGGIA'RI. vedi AMARIA'RI. 

AMARI'ZZA. s. f. astrattodi amaro, ilmarexxo. — 2. Per 
afTanno, dispiacere, disgusto, Amareiza. 

AMARO'STICU, agg. che ha un po«o deiramaro, Ama- 
riecio , Amaretto , Atnarognoh. — *2. Fig., dctto di 
persona, vedi AFFDCU'SU, n. 2. 

A MARTE'DDU, posto avv. p. e. SUri a marUddu, vtle 



. reggero e atare fbrte alia prova, Re^vre o star forte, 
o tenersi al marteUo, o a martellol^ 2. Per noo tra- 
viar dai diioorso, Non uteir di prDfK» jlo. — t. Par 
istare a dovere , ternare per appunto , StarB m mt 
tello. 

A MARTILLE'TTl, posto avv. k modo di costnuiono di 
clavicembali. 

AMA'RU, Slip. AMARI'SSIMUt agg. nno de* saporl con- 
trario al dolee, Atnaro, Amaristimo. — 2. Per A§UitOt 
o Ammalato. 

AMARUU'DDU, agg- dim- <li Ahabu. 

AMARU'MI, s. m. astratto di amaro, Amarore,^%, AiDt- 
mmi di vucea, per cagion d' infermită, AmareiEa, 

AMATl'STA , s. f. AMBTursrus iapis , pietra mnove- 
rata fra le prezioae, di color violetto pendente al poi^ 
porino, Amatisia. 

^AMATO'RIU, agg. atlinente ad aniore, provocanOe l'ano- 
re, AmMorio. 

'AMATRIGI. V. f. che ama. Amatriee. 

AMA TU, sup. AMATl'SSIMU, agg. da Ahabi, Amolo, 
AmutisMimo. 

AMATU'RIt V. m. che ama, Amatore. 

A MAZZU, vedi MAZZU. 

AMBASCIATU'RT, in forza di sosi., eolni che porU le 
ambasciate d' un principe sovrano ad na altro AmbOi» 
scialore. 

AMBIEWTl. s. m. ai dice comuncmenlo dell' aria. Am- 
biente. — 2. Per fraaco veaticello. Aura. 

AMBIGUITA'. s. f. Io suto di una persona ambigua, ir- 
reaoluta, e d' una coaa incerta, dnbbiosa, ed eqofvoeay 
Amhignită. 

AMBI'GUU. agg. che pud prendersi in divarso signlfi- 
eato c crcdcrsi variamente. Ambigua. 

AMBI'RIi V. n. desiderare onori e dignită, Awsbin. 

A'MBITU, s. m.. Giro, Rieinto, Cireonferen%a. 

AMBl'TU. agg. da Ambibi, Ambito. 

AMBIZIO'Ni; o AMMIZIO'NI, s. f. soverchia cupidîgia 
d' oHore e di maggioranza, ilmbiftone. 

AMBIZIUNE'DDA, s. f. dim. di Ajibuioni, Ambition- 
cella. 

AMBIZIUSAME'NTI , avv. con aniblzione , AmbizioMa- 
mente. 

*AMBIZlUSrsSIMU, agg. superi, di Ambiziusu, Ambi- 
siosissima. 

AMBIZIU'SU. agg. chc ha ambiiione, Ambizioso, 

A'MBRA, s. f. T. di st. nat. combustibile, trăsparante, 
molto elottrico, gommoso, che varia dai color bianco 
giallastro al ginllu cereo, ed anche al giallo roasiccio 
del giacinto, â^uccino, Ambra gialla. — 2. Ambra gri- 
cia, sostanza della natura dclla cera, molie, fleaaibi- 
le , sommamonte odorosa, laggiera , galleggianto ••!- 
I'acqua, di culore cenericcio. opaca, macchiata speaso 
di piccoli nunti bianchi e neri, Ambrei grigia. 

A'MBRA, s. r. T. bot. iliBiscus abmlmoscvs L. Si col- 
tiva peromamento^ 

AMBRE'TTA , T. hoL* Cbntav RE A moscuata L., Am- 
breita, Cianu persiea. Nativa dell* Oriente, adoma le 
nostre Hore. 

AMBRE'TTA GIVRNA. T. bot. Cb^taurba avATEOLEHâ 
W. Serve ancora ad ornare i noştri orti botanici. 

*AMBR0'SIA, s. r. T. della favola, cibo , e talora bc- 
vanda dogii Dei gentili» che da va 1* iînmortalilă» oJ 
era d' inefTabile dolcezza , e fragranza , Ambrasia, — 
*2. Met. Yinosquisitissimo, Ambrosia, vediMELl ditir. 

*AMBRO'SIA, o AMBROSIA MARi'NA, T. bot. AMBBi> 
5/4 MARITIMA L., Ambrosia. Planta siagencsiaca a Gori 
gialli, nativa nei hioghi marittiini aranosi dl Sicilia* 

*AMBULAT0*R1U» agg. la di cui sede non & fissa» .Am- 
bulatorio. 

AMEMTA*, s. r. bellezza, e piacevolezza di paese; masi 
estcnde ancora a que* soggetti, che sono qualilleatl co- 
me ameni, Amienitâ. 

AME'NTA, T. bot. Mbxtha viridis L.. Menta, Menta 
eowmnCf Menta d' orto. Grau per V odore dclla soe To- 



AME 



» 55 « 



AMI 



glie, 91 coUiva .per onamento» e tenre agii uşi dome- 
stici. 

A11E*NTA CATA*RIA» T. bot. Nepeta cătauă L.» Ca- 
loria t Srba ţaita , Brka gatîtqa » Menta de* gatti, 
KttiTâ di Sicilia» i nsata in medicina. 

iXE^TA CIRVrNA,T.boL Mehtma cehvinaU^ Menta 
cfiTtna o Fyd%fio cetvino. Si eoltiTa per ornomento 
Del Bostro giaraino botanico. 

AIIE'NTA CRISPA, T. bot. Mbmtka ceiswa L., Menta 
trtipa. Si coltiva per omamento. 

jaiE*NTA PIPIHI'TA , T. bot. Mente a vepeeita L. , 
Menta pipe. Menta peperina, Menta piţerila. Si col- 
tlta da pâr latto per Io sne odore assai piacevole; e 
pijt acato di qaelfo della menta comune. 

AME^NTA PCLE'JU, o PULE'JU, T. bot. Mente A w- 
LEQicM L.f Menta eelvatiea^ Jtfimtiioota, Poleggio, 
Pulâ^po, o JhUezxo, Comaniasima nelle noatre eain- 
pagae nei mesi di ginano, laglio ed ogoato, t aga per 
1 suoi fiori e di on beu* odore. Si adopera in medi- 
cina. 

AMENTA EUMAlfA, T. bot. Balsamita vulgabis W., 
Tanacetum EALeAMtTA L.» Saltia roauina, Erba ama- 
ra ^ Mwmta gruUf JMo eoitina, o di S, Măria. Si 
coltif a ne' naairi glardini ed i fomita dl an gratiwimo 
odore. 

AME'NU anp. AMEM'SSIMU, agg., ii di cni aspetto con- 
aola gii occhi» e ricrea 1' anima, piacefoie, AmenOf 
Jmantnimo. — *1. Riferendosi «d oggetto ri? ente, che 
dilotta a Yederlo, o ndirlo, jlniefio. 

A MENZANNOTn, posto avT. A meEsa notte. — 3. A 
meoiaoDotti a ghiornu, rale /mperfiltafneiiM.— 3. Per 
Ad oro Impraoanfe. 

A UtSZ' ARANQU, redi ARANCIU. 

A MESr ARIA. redi MENZU, d. i7. 

A ME.NZA CUTTURA, vedi CUTTD'RA. 

A 11£.N'ZA 91 A'GINA, vedi MA'GINA. 

A MENZA MINNA, vedi MLNNA. 

A MENZA MDRTULITUTIM, vedi MURTULITU TINI. 

A MEKZA PÂNZA, vedi PÂNZA. 

A M ENZA SCALA, vedi SCALA. 

A MENZA ŢINTA, vedi TlNTA. 

A MENZA VIA, vedl VIA. 

A XENZU JORNU, vedi MENZU, n. 18, 10. 

\ MENZU RILE'VU, vedi RILE'VD. 

AMIATmi* a. m. materia minerale aimile airallnme 
di cui ai fanoo lele ineombustibiii, Amianto, 

AMVCi, a. f. colci con cui si ha atretta amicii ta, Amiea, 
^% Prcao in caltiva parte > vale concubina, dmda, 



AMICA nu» agg. convenienţe ad amfeo, AmiehevoU^ 

AmitaHtE. 
AMICA'RISI. V. n. pass. farsi amico, AmieanL — 2. Preso 

Io eattira parte, vale vi vere in concubina to, iAmtcarst. 
AMiCA'TU. agg. colui rbe tiene la concidiina, dmtu- 

kinatare, Concubinario, 
'AMICA'ZIONI , s. f. r atto deir amlcani , ii prlncipio 

del farsi amico. 
AMICHE'VCLl, agg. convenienţe ad amico» AmiekEVoh. 

»8. Fer piacevole, dedito airamîciiia, AEMohevole, 
'AMICBEVULME'NTI , avv. aecondo amicizia » AmichE- 

tolmanla. 

AMlClum, dicesi di colni cba va sempre in cerea di 
compagnooi. 

AMICI*Z1A» a. f. acambievole amore nato da confomutâ 
di volerl, e da lunga conversaiione, Amieizicu 

AMI'CD» aap. AMlCrSSlMU, a. m. cbe ama d' amiei- 
lia ad i acambievoiflBenie aroato, .4fiiico, ^mieiiitmo. 
— t Amica di cappeddn, vale amico di aalnto o nou 
di fiuBiliaritA. — *3. Per propiiio , Amieo, — *4. Di 
eooe inanimate, Cofi/aeafatf, ilmtoo. — 8. Prov. Ama 
r amicn io cu Iu viziu so, Godi V amico tuo eol veizo 
a visto iwo. — A. Amici e gnardati, vale va cauto avendo 
a tmiare eon peraone iriali» o chi ba da irattar con 
trişti vadă canto, C^t ha ii lupo per eompon, por(t 



U ean totto ii mantello, — 7. L' amicn cirasa, persona 
cui si allnde senza volerla nominare. ~ 8. Amica di 
buttiggfala, amico nella bnona ventnra, e per intereaşe, 
ilm^co da bimaecia, ^9. Amica, in disonesto signi- 
fica drudo, Jmico. ^*10. Dd* amicu in scntimento co- 
perto, intendesi ii eedere, p. e. Rumpiri ad unu dd* ami- 
ca, vale Averio itucco, e rittuceo di troppo, 

AMIG€*M, 8. m. grande amico, .imtcisfiaio. 

A MIDDI A MIDDI , posto aw. dinota quantllă inna- 
merabile o grandissima, A migliajat A miUe a miile, 

A MIG<;HIA*RA a MIGGHIA'RA, vedi A MIDDI A 
MIDDI. 

AMINTA'STRU. O MINTA'STRU, 8. m. T. bot. Me^tba 
EOTtrNDiPouA L., Mentaitroi Nasce abbondanttimcnte 
nclle nostre campagne, e nei luogbi nmidi. 

AMINTA*STRU. o MINTA'STRU CU ODURI D'AMEN- 
TA, s. m. T. bol. Mentha stLyESTHîs L., Mentaetro, 
Si ritrova In taluni luoghl di Sicilia. 

A MINUTDi posto aw. col verbo Vinniri, vale Tendere 
a minutOf A ritaglio, Spartitamente. — 3. Col verbo 
Chioviri, vedi GHIUVIDDIGARI. 

A MISA'TA, posto avv. modo di pagare U salario, che 
ai dă altral in un mese. 

A MfSI, vedi MISATA. 

A MISTE'RIU, posto avv., vale con mistero, Mitterial' 
mente. Mister toeamente, ma sempre faor di proposito. 

A MISU'RA , T^ d* ani , ed i contrario di Ammiizzn e 
di A strasattu, ^4 mituramento, A mitura, — 2. Posto 
avv. vale /n proporxione; p. e. A misnra di coma 
esigin, pagu, in proporzitme eh* etigo, pago, 

AMITA'RI, V. att. dar V amido, dar la aalda, inamidare, 

AMITA*RU, 8. m. facitore, fabbricante di amido. 

A MlTATARrA, posto avv. dctto delle tcrre, vedi A MI- 

TA'TI. 
A MIT ATI, posto avv., vale in comune, A comune, in 

due uguali porzioni. — 2. In senso di Fer metă, Per 

mezxo, 
AMITATO'RAf s. f. donna, cbe inaroida. — f. Per Io ina- 

midare. 
AMITVTU, agg. da AxiTAai, inamidato, 
AMITATU'RI, V. m. uomo, cbe inamida. 
A*MITU, 8. m. aostanza bianca friabile, che si ricava par- 

ticolarmente dalie radid, e dai semi delle plante, comr 

sono le pătate, II grano ec, e che stcmperata poi serve 

a dar la salda a* pannilini, Amido, 
AMMAA'RI, o AMMAGAlil, V. att. far travedere, Ab- 

bagliare , AUueinare, — 2. Sorprendere , e qnasi sba- 

lordire per la maraviglia, e dicesi per Io pKi deila cose 

cbe place iono in sommo grado, ineantare, 
AMMACGAME'NTU , s. m. i' ammaccare , ilmmocca- 

fnento. 
AMMACCA*RI?v. att. pestare, o eomprimere un eofpo 

con forza, alquanto meno cbe iofrangere, iimmoccarf. 
AMMACCA*TU, agg. da AMMAţcARi , Ammcccato.-^ 

2. Per malconcio per malattia, lassezza, o inedia, La$io, 
AMMACCATU*RA, s.f. Famniaccare, e TefTetto delFes- 

sere ammaecato, Ammaccattira. 
AMMACCHIA'RISI , v. n. pass. naacondersi nalla mae- 

cbia, Ammacchiani, 
AMMACCHIATU, agg. da AmiUccbiabisi, Ammaeehia' 

to, — 2. Per ripieno dl macchie, imboechito, 
AMMACCHIDNA'TU, aggiunto a giardioo, ollveto, a si- 

mili, vale Folto, Deneo, Speseo, 
AMMACCIA'RI, v. n. ostinarsi, incaparsi, iRCOjponire. 
AHMACCIATU, agg. da Amhacciari, ineapontto, 
AMMACGC'NI. vedi AMMACCAME'NTU. 
AMMADDUGCA*RI, vedi MMADDUGCVE^Î- 
AMM ADUNĂRI, v. att. far pavimento dl mattoni, Am- 

mattonare, 
AMMADUNA'TU, agg. da AMMAmmAni, Ammattonato, 
AMMADUNATU, 8. m. luogo ammattonato, Mattonato, 

Ammattonato, 
AMMAGA6NĂ*RI, V. att. Gwntare, Magagnare, 
AMMAGAONA'TU, agg. da AKMAOAaiVAai, Magagnato, 



AMM 



» 56 € 



AMM 



AMMAGASINA'BI» v. att. conserftra» riporre in magai- 
liuo * e dicesi propriamt nte di comeMibili. — 2. N. 
pass. T. di agric. dicesi del graoo, a altro» che se- 
minato rc$ta a lungo iotterra senaa poter nascere a 
cagioue di un* aridtU fopraggiunta. 

AMMAGASIN'ATUi agg. da AmiAftASisrAai, conserfaio. 
riposto in magaxiino. - S. S* inlende pare dei leme 
cfae standfi loiio tem non pud OMcere, per i* ariditâ 
di etMu 

AMMAGOHIA RI, f . n. dicesi di chi o nell* aiione o nel 
discorso s' avtiluppa • confonde» Armeggian.'^^. Per 
cessare di far checchessia, DesUtert, - 3. Per rartare 
nel corso» Appuntan, 

AXMAGGHITTA RI, t. att. foniire nastri» eordelUoe e 
simili, di punu d* otione, ferro, o altro. 

AMMAQGUITTA1X\ agg. da Ahmambittau, fornito 
di puota di ottone, rame, ferro, o altro. 

AMMAGNA'TC, agg. che su sul grande, e mostra gra- 
vita f altereiia, Grandioio^ Contegnoio, AutonvoUf 
e dicesi nel senso proprio e nel figurato. 

AMMAI.VVRI, T. di mar., dicesi del ritirar U fele in 
modo clie noo operino, Ammainan, 

AMMAINVTC, agg. da Amxainasi, Ammminato. 

▲MMAJALVTU, vedi AMMAJ.VLUTU. 

▲MMAJALl'Rl , Y. neut. ImpingHoni , Ingrai$ttnu -* 
2. Per divenir pigro, Impigrirt. 

AMMAJALU*TU , agg. da Amvajaluii, Camoeciulo , 
Grauoitone, Paffuto. 

A1IMAISA*RI, V. att. T. degli agr., vangare, o arare piii 
volte di maggio, Maggesart. 

AMMA1SA*TD, agg. tenuto in maggese» JfioMMiCo. 

AMMAISTRAMENTU, s. m. 1' ammaestrare . Ammae- 
ttramento, 

AMMAISTEA'RI, t. atU Addottrinan^ lHruire, Jmunoe- 
itrare, 

AHMALA'RI, T. att. rendere Infermo, Ammalare»—% S. 
pass. perdcre la sanitii, infermare, Ammalani. 

AMM ALIA'RI, ?. att. fare o dar malie > Immaliore.-* 
2. Fig. far divenire stupide, attonito, e simili» ^4m- 
tnaftara. 

AMMALIA'TU, agg. da Amxaliari, AmmaUato, 

AMMALIGNA'RI, v. n. si dice proprianiente delleffetto 
dei maiori chc fanno piaga, qiiando tirano al maligne, 
Inciprignin , incrudelire. -- 2. N. pass. detto delle 
piantf, Ineattivire, 

AM MALIGN A'TU, agg. da AvVALittNAii. Inciprignito* 
— 2. Per IneattivUo, e dicesi dellt plante. 

AMMALIZIVRi, v. att. insegoare U maliila. -2. In- 
teso di merci, Vitiart, Magagnare. — 3. Dicesi pure 
degli animali quando si lascian fare a lor modo. ^ 
4. N. pass. pigliare scandalo, SeandaUssanu^^H» In- 
tcsu di animali, MtUiziare, ^ 

AMMAUZIATU, agg. da AMMALiiuai, cbe ha impa- 
rato la malizia, Jmmoiutalo. — 2. Inteso di merci» 
Vitialo, 

AMMALUCCHrRI, v. n. perdersi d* animo, Confonder- 
•i, Smarrirtif Sbalordir9, MaravigUmt. 

AMMAIXXCU'TU, agg. da Aiuialucch»!, Stup$faîto, 
Sbalordito, 

AMMAMMA*RISI • v. n. pass. in senso proprio dicesi 
dei fanciulli, che affeiionati alle madri non se ne pos- 
sono separare, AffeMionarti. Si dice anche degli ani- 
mali piccoll. — 2. Detto di Tino, ?ale pigliare II sa- 
pore della mamma, cioi del fondigliuolo, feccia, o letto 
del vino quand* h neila botte. — 3. Parlando d* inoe- 
sti, vale nnirsi ii domestico col salvatico, Ammarşi- 
nare. — 4. Per Io appiccarsi che fanno le plante eollt 
radiri, Abbarbieare, 

AMMAMMATE'DDU, agg. dim. di Ammammatu. 

AMMAMMA'TU, aag. da Ajimahmausi, e propriamente 
dicesi dei bambini e fanciulli di tenera atâ, che sono 
stretti in amore verso la madre o altra persona, e suol 
anehf dirsi dei bruţi. Âffeiionato,— 2. Inteso di vino, 
vale che ha ii saporc dalia Banma. ^ S. |ni«so d'iD- 



nesti, vale innesto bene oaito col selvatleo. - 4. Par 

Abbarbieato. 
AMMAMMUURISI, vedi AMMAMMA^RISI. 
AMMAMML'LIJTU, vedi, AMMAMMATU. 
AMMANGATU RA, s. f. T. delle arU, e dicesi dallo flcc- 

mamcitto in larghena che secondo 11 bisogna ai Ih 

nel tessere o nel fatieare a mani le nuiglie. 
AMMANDRA'RI, v. att. T. d' acrie, ridnrre in mândria 

o sia in recinto appartato ii bestiame, Ammandtimt» 
AMMANFRIUNVTU, vedi MANFRIirNI. 
AMMAMCA'Rl , V. att. Metter ii manico , Fomir di 

manico, 
AMMAMCATU,agg.da AmiAKiCABi, FarnUo di mumieo. 
AMMAMRA'RI, v.aU. dar grazia, acconciare, bnbellire 

con aflTetiazione, .4mmanterarr. 
AMMANlRA*TC,agg. da AiiHAifiaAai, Awmmmiermio. 
AMMANi'RI , V. atu Mettere air ordina, allestira, pt- 

parare, .^matannirf • — *2. Per provvedersi, proeicfla- 

re, Andar in buâca, Mintraeciare. 
AMMAMTU, agg. da Amha?iiri, Ammannito. 
AMMANITTARU v. att. metter le manette, e dicesi eosl 

delle mani come dM" pledi, Ammanânare* 
AMMANITTA'TU» agg. da AiiHAifiTTABi, Amtnahettato, 
AMMANNA'RI. v. att. detto di lino, eanape, o altro, 

vale Far manipoli^ fcuci, 
AMMANNA'TU, s. m. e vale saraenza trascelu a nuaL 
AMMANTVRISI, v. n. pass., vale sopracaricarsi di ve- 
sti. — 2. Fig., vale offnscarsi ii tempo per nebbiat o 

per nuvoli» ^nneMorft, Annuvotaât. 
AMMANTA'TUt agg. da Ammastamisi. — 2. Fer Ânmt^ 

biatOt Annuvolato, 
AMMANTICA*R1, v. att. stringere ii latie a fooco al se- 

Sn^ rhe airivi a conslstensa del grasso dt eadocavaUa 
a noi detto Maktxca, Coo^Miore. — 2. Dicaal in ga- 

nerale anche per Rappigliare, 
AMM ANTIC A'TU, agg. da AmiAimcAni, Coăgulaf.^ 

2. Detto di chi in atti, in abiti, in parole uşa trappi 

artilicii. AffBttăîo. 
AMMVMI AMMVNU,postoavv.prestameate,siibito» T§- 

Ho tosto, Detto fatto^ Di hotto, Ammano ammano. 
AMMANZA*RI, v. att. Iar roansueto, ^dd^mistloars. Am- 

maneare. 
AMMANZATA, s. f. l* iimmaiuare. 
*AMMA\ZA'TA, agg. da Ahmanzari. 
AMMANZATU, agg. da AMXAXXAai, ^mmansoro. 
AMMANZATU'Rl, v. m. loogo o stramento per reader 

mansueti gli animali. 
AMMANZI'RI, V. att. io stesso che Ahmaniam. ^ 2. If . 

e n. pass. farsi mansucto, ^Immaniire, AmmtmtSHi, 
AMMARAGGIAMB'NTU, s. m. qnel travaglio dl slomt- 

00» che molti ricevon dai navigare, Mareggio, 
AMMARAGGIVRISI, V. n. pass., vale paiire qoel tra- 
. vaglio di stomaco che molti ricevono dai navigara. Mo- 

reggiaref Marngimi. — 2. Per Sbalordire, — t. Vak 

anche Confondersi, 
AMMARAGG1ATI*ZZU , agg. dim. di AB«ARAa«lAl«. 

— 2. Per VertiginoMO, 
AMMARAGGIATU» agg. da AmiAnAMiARisi, Minf. 

^tolo. --2. Per F0rri^jnojo. — 3. Fig. per ComAmo. 
AMMARGIAME'NTU, s. m. abbondanza d' acqna ana fa 

pantano, Allagamento. 
AMMARGIA'RI, v. att. Soom^bondare iTacgiui.— 2. N. 

pass.» Empirti d" aequa a ribocco, — 3. Inteso dl plan- 
te, vale paitlre per continue piogge, o soverchio adaeqoa- 

mento. 
AMMARGIATrzZU, agg. freqo. di Ahmaroiatu, inteio 

di terreno, vale troppo insuppato d* acqna. — 2. Di- 
cesi pure di chi ha bevoto tropp' acqua. ^ S. Imaso 

di plante, alberi, e simili, vale troppo inacqaato. 
AMMARGIATU, agg. da Ammaugiari, plano d* acqua, 

Allagato. 
AMMARIKA'RI, V. att. metter dell'aceto sol pesea IKt- 

to, o sopra altri albi ptr eonsarTarli, Jfarin«rf> Jc- 

iflfpioflMţPS. 



AJIM 



» 5T « 



AMV 



AHMABINATU, igg. da Amhabinabi, Marinată. 

AMMARIIf ATU» 8. m. Pm€# marinatoi 

AMlIARIirNI, T. di sU naL 8orU di polipajo, cfae abiU 
m1 Bare di Palermo. âlctonum cotULUirum Biv. Bem. 

AMIIARRIDDA'EI, t. alt. ridam ia mataaaa, Âmmor 
fcsMunt. 

AHMARRUGGIA'RI. y. att. mettere ii maBico a Uloni 
straBenii , • diceai propriameme di qnei che han ma- 
Bîco loDgo, come xappa, acolita, e simili, a differenxa 
dl quel cbe V han corto, come coltello, spada» e ai- 
mîli, de'qaali diciamo Ahhanicasi. 

AMMARRUGGIATU, agg. da AmAaaDGOiARi. 

AM1IARRUNA*RI, v. D. FaUartf Errav, Sbaglian groi- 
âoianaw M nte. 

A111IARTDCA*RI, t. atU debiliUre» riotuzzare, dialrag- 
gefCf Ammortan, e nsaai nel aenao fisico e nel morale. 

AMMARTUCATrzZU. agg. dim. di Amvabtucatu, Al- 
fMmlo ommorfafo. 

AMJIARTIJCA'TU» agg. da AuAaTUCAai, 4mmortaio, 

AHMARC t T. di SL oau coo gueato nome chiamanai 
ulone specie di cnistacei apparteneDli a generi diverai. 

AHMARU CAYADDA'RU, AIIMARU FDRA*NU, A'M- 
MARD PlTRrGNU ac., T. di st. nat., aono allre spe- 
cie di cnisucei appartenenti a questi generi, ed a qual- 
tht genere Ticino. 

AHM ARU PITRU'SU, T. di st. nat. specie di Peoeo , 
^aoMos Fab. 

A'miARC RE, detto ancora A'MMARU TURCU, i ona 
specie di Alfeo» Alpbmus Fah. 

AMMARirNI RUSSU , T. di st. nat. , cmsuceo piace- 
fole al goslo, non men che alU viata per ii sao co- 
lore d" HA roaeo Tormiglio , Pâlemon mârfal Bosc. , 
Ptiswums fturoolf . 

ARMASCARATU, vedi MASGARA'TU. 

AMMASCA'RI, v. n. parlare o risponder da sgherro. An- 
dmt sul vUo» Smain^ioMore. 

AMMASCARlDDA*Tn, agg. dicesi del fromento» cbe sia 
iafîrtto di ToIpCf Volpato. 

AMMASCATEDDU, agg. vexi. di Ammascatu. 

ARMASCATrzZD, agg. dim. di Ammakatu, Sgherro, 
Tagfiaeamtani, 

AMUASCATUf agg. da Avhascam, sgberro» brigante. 
cbe fa del bravo» Spaeeone. — 2. Parrari ammascatu, 
Tale parlare oscoro, o sotto metafora, parlar furbesco, 
vsato e ioteso dai Airbi e dai barattieri, Gerjo, Par- 
lar ţmrgonâ, 

AMHASCATirNI » agg. superi, di Aiuuscatu , Smar- 
^ionont. 

A]I!IASCH1*RI» T. n. dicesi delle cose, cbe ban perdalo 
la lom sodezsa» e dnrezza» Invizzire^ Avvixzare. 

AHMASCfABrA » a. f. oiBzio » grado di ambasciadore, 
cd ctiandio gll nomini» cb* esercitano tale nlfizio» .iin- 



ARMASCUrTRI, s. m. vedi MM ASCIATITRI. 
AMMASCimi» agg. da Amvaschim» Ftsso. 
ARMASSAMEfcni, s. m. adonamento , mocchio » Am- 

magtamtmto, 
AMMASSA'Rl. T. att. far massa» mettere insieme» ado- 

■sre, A mmaitar9 , 
AMMASSA*TU» agg. da Ahmassam, Amnuutaio, 
A1IMASTRA*RI, v. aU. T. degU agric., rimondare, U- 

gliare i tuni ioperfiiii dagli alberi» e dalie viti, 1a- 

idandoBe qpei solamente» cbe si rnole, acciocchi cre- 



AMMASTRATIJ» aţrg. fis., dicesi di persona affetuu, 
cbe OM negii atti» nelle parole, e negii abiti sover- 
f bio aitifieio» JffKala. — S. Agr. Per rimoodato in 
modo, chcf restino i râmi maeştri e 1 pollooi piîi vi- 
gBrosi. 

AMM ATAFFAUI» v.att. percaotere e piccbiare con roai- 
lerangit Jfafaaran^ars, Masxapieehiare, 

AM1I4TAFFA*TA» s. f. calcamento con maizeranga. 

*AMMATAFFATrDDA, s. f. dim. di Akmataffata , 
lieve pereoiimento cod pillone. 



AMMATAFPA'TU» agg. da AMiUTAvrABi» JfasiarAii- 

gato, 
*AMMATARAZZA*Tn, 9gg- di Mataeaiio. aggiimie a 

cosa straordinariamente grossolana, e materiale, aenia 

gnsto, e disegno. 
AMMATASSA*RI , V. au. ridurre in matassa , Arnma- 

tattare. 
AMMATASSA'TU, agg. da Aiimatassari, Ammaîanato, 
AMMATTARIDDA*TU» agg. NeHfOio, Nerboroio » ffâr- 

boruio. 
AMMATTrRI, v. n. perdere ii lucido, Aeciear$. 
AMMATUM A'RI, v. att. assodare con composto di gbisga» 

e calci na mescolata con acqna» Smaltars. 
AMMATUMA'TU» s. m. composto di gbiaja , e calcina 

mescolate insieme» e rassodate con acqua, SmaUo, 
ASIMATTUMATU, agg. da Ami attumari» assodato con 

ghiaja, Smaltato, 
AMMA'TULA. vedi MMA'TOLA. 
AMMAZZACANA*RI. v. att. intonacare un moro di calce 

grossniaoa mista di piccoli rottami di pietre, o di ri- 

masugli di fabbricbe rovina te 
AMMAZZAGANA'TII, agg. da A mm Azz ac AN ari, e si usa 

anche in forza di sostaotivo. 
AMMAZZACA'NI, T. bot. piaoU cbe ba ffli ateii diril- 

ti, lisei, sparsi, le foglie opposte» cuorirormi, appan- 

tate • lisce » picciolate » biancastre » i fiori biancbi » a 

mazzetti laterali , e nomerosi , CrnAncMum mhectum 

L.» Apoeino, 
AMMAZZAMENTIT, vedi AMMAZZAT1*NA. 
AMMAZZARA'RI» colle dne Z doici v. aU. e vale get- 

tar al trai nell* acqua per farlo affbgare» o legato o cbinso 

come in un sacco con una pietra grande» Afoisarore. 
AMMAZZARA'TU, agg. da Ammazxarari, Jfaizeralo. 
AMMAZZa'RI . V. au. colle dne Z doici , dicesi delle 

fratta quando sono tra '1 verde e 'I maturo. 
AMMAZZA'RI» v. att. colle dne Z aspre» Ueeider$, Am- 

fnazzare. — 2. In sentimento pi(k mite, vale far nan- 

sea, oade diciamo Nn'ammazza, d' un che reciti male, 

o favţlli sproposito, o di cose spiacevoli, Ammasian* 

— 3. N. pasa. uccidersi da ae stesao, Ammaixani. — 

4. Per fare ogni sforso a fin di ottenere una cosa. — 

5. Ammazzarisi pri tri pira e simili, modi prov. val- 
gono, Affaticartx mufilmaiiCe. 

AMMAZZATI'NA, s. f. Tammeizare, Oeeiiione, Am/naz- 
xamento. 

AMMAZZA*TU , ag». da Ammazzari colla Z dolce. — 
2. Fig. vale JMolconcîo. 

AMMAZZA'TU. agg. da Ammaizari colla Z aspra» uc- 
ciso, Ammazzato, 

AMMAZZUNA*RI » v. att. far mazzi e dicesi dei fiori , 
erbe» biade, AtnmatMare, Ammaxzolart, 

AMMAZZO.XA'TC.agg. da Ammazzunari, Ammatzolato. 

A*MMEN, voce ebrea» Cosi sia, - 2. £ modo di dichia- 
rarsi convinto e di ccdere: p. e. Quannu la cosa 6 ac- 
cussl. ammen, Quando ii fatto sta eo$i non ho da re- 
plicare, 

AMME'NNA» s. f. condannagionc, pena di danaro, Multa, 

AMME*TTIRI» v. att. introdurre, accettare» Ammettere. 

AMMICXIIVRI, V. att. afflssar l'occhio per aggiusure ii 
colpo al bersaglio, prender la mira. Mirare, — 2. FIg.» 
Colpire. — 3. T. delle arti, e vale ficcar legno den- 
tro altri legni, Ineaitraret Commettere, 

AMMIGHILA*R1SI, v. n. pass.» vale procacciarsi la be- 
nevoleoza di alcuno, cattivarsi alcuno» Farloei amico. 

AMMIDICINA'RISI» T. n. pass. Pigliar medieiM. 

AMMIGGHIURA'RI» vedi MIGGHIURVRI. 

AMMIGGHIURA'TU, vedi MI6GHIURVTU. 

AMMILA*RISI, V. n. pass. T. degli agr.» dicesi de* co- 
comeri, cetriuoli, poponi, melloni quando sono infe- 
staţi dalia formica. 

AMMILATE'DDU, agg. dim. di Ammilaiv. 

*AMMILATrsSIMU» agg. superi, di Asmilatij. 

*AMMIIA*TU, agg. propr. condito con mele» dolce, Mela- 
to, — *2. Detto di colore» somigliaote a quello del mele. 

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— 3. Intcso d'olio, valo a eolor dci mele, ed k tra ii 
chiaro e ii grosso. — '4. Di persooa» o di parlarc, som- 
mamentc piaceTole» lusinghiero, Melato, — 5. Me taf. 
Dolc€, SoavBf Gioeondo, — *6. Di sapore «doloinato, 
propr. di vino, Melacchino. — *7. Per Infingevoîe. 

AMMILUGCATE'DDU, agg. dim. di Ahxilcccatu , Al- 
quanto corrotto, 

AMMILUGGVTU. agg. inteso di vino, vale Corrotto. 

AMMINA'ZZA. vedi AMMINA'ZZU. 

AMML\AZZAME'.\TU» s. m. ii minacciarc, Minacciatu- 
ra^ Minaeciamento. 

AMMINAZZA'RI, v. atl. prometiere alinii o gastigOi o 
vcndetta, o danno con atto, e movimento severo di ma- 
no » o di testa , o con parole aspre » Minaeciare, — 
2. Lu mali, chi t* aînminaiza t* animazza» prov., e vale, 
che la Gosa niinacciata al lin succede, Tanto tona, 
ohe ei piove, 

AMMINAZZVTU, agg. da Amminazzari, Minaeeiato. 

AMMINVZZU, s. m. Tatto del minacciare, ii minaccia- 
re, .If inaccia. — d. D'amminazza nun timirl, di pru- 
niissa nun gudiri, prov. c vale, che non sempre le mi- 
nacce, e le promesse hanno ii loro efTetto, Di minacce 
non temerty di promesse non godere. 

AMMINGHIALI'Rl, vedi AMMINNALl'Rf. 

*AMM[\iGULA*RI, v. att. porgere aînminicoli, Jtnmi- 
nicolart. 

*aMMIiNIGULATU, agg.d' Amxiniculari, Ămininicolato, 

AMMLVrGULU, s. m. sostegno. ajuto, appoffgio, Amnai- 
nicoh. — 2. Per faliace argomciiio , caviilo, ripiego, 
Amminicolo, 

AMMIMSTRVRI, v. att. reggcre, governarc, aver cura, 
Amministrare, 

'AMMlNISTRATrvU.agg.desHnato ad aminioistrare, che 
•mministra, Amministrativo, 

AMMLNISTRATRrCI, v. f. che ammiDistra , Amtnini' 
ttrairice. 

AMMINISTRA'TCagg. da Axvim.^trari, Amminintrato. 

AMMINISTRATU'Rl > v. m. che aniministra, Amuiini- 
«Irnrorf. — 2. Prcsso i legali, vale colul che tien cura 
degli alTarl altrui, Amminittratort, 

AVMIMSTRAZiO'NI , s. f. 1* amministrare , govcrno o 
maneggio degli afTari, degl' intcressi di alcano, e spe- 
ctalmentc del puhblico. Amministrazione, 

AMMINNALrRI, v. n. rimancr attoniio, e como stupe- 
fatto por la maraviglia, Sbalordire. 

AMMINNALirTU, agg. da Amminnamri. 

AMMINNA'RI, v. att. T. leg. condanqare a pngare una 
multa, MuUart, — 2. Per avvezznre i vitMlinl a pop- 
parc da vacca non niadre (voce de' pastori), vedi NCA- 
PICCHÎA'RI. — 3. N. pass. awedersi deirerrorc, t cor- 
reggerlo, Ammendarsi, Emendarsi, 

AMMINZA'RI, V. att. dividero c partire per meizo, Am- 
tnezzare. 

AMMINZA'TU, agg. da Amximari, Ammezsato. 

AMMINUXrRI, o AMMINUTVRI, v. att. Auottigliare, 

AMMIXUTIJTU, o AMMlNUTA'Ti:. agg. da Amhinuti- 
Bf, Aisottigdato, -'2. Detto di lavori d' arte, vale la- 
voro sommamente piccolo. 

AMMIR.A'BILI , agg, mirabile , degno di ammirazione, 
Ammirabih, 

AIIMIRA'RI, T. att. mirare od osservare con maraviglia, 
Ammirare, 

AMMIRA*RISI, v.n.pass. Prender la mira.^%Fi^, Am- 
mirarisi ad unu, vale volgersi con attcnto pensiero ad al- 
cuno,adoggettodiperseguitarlo, Piyliar di mira aleuno, 

AMMIRA'Ti', agg. da Amxirari, Ammirato, 

AMMIRATU'RI, V. ni. che animira, Ammiratore. 

AMMIRAZIO*M, s. f. passione, o commozionc dell'ani- 
nio subitamente ocrupato da un oggetto insolito , cd 
inopioaio, Ammirazione. 

AMMI'SăC, agg. da AMvsrTiRt, Ammesso, 

AMMI'TTU, s. m. quel pannolino, con due nastri da le- 
gare, che ii sacerdotc si ponc in capo, quando si pa- 
ra. Ammitto, 



AMMO'DDU, posto avv., vale Nelt a^qwi. —2. Jirisinni 
ammoddu, vale Sommergerti. - 9. Mettiri, o tiniri am- 
moddu na cosa, vale tenere neir acqua tanto una co- 
sa, che ella addolcisca, o venga trattabile, Tenere m 
molU, Macerare, ^ 4. Fig. Jirisinni ammoddu an nî- 

Soziu, na festa, na scialata, vale andare a male, per- 
ere ii benfatto, non farsi, o riuscir cattivissimo. 
AMMOXA CUTE^DDA, s. m. colui che arroU gli slru- 

menti da taglio, ^Irrod'no, Arruota eoltelli, 
AMMOM'AGA, s. (, T. chim., alcali animale composio 

ă" idrogeno ed azoto, Ammoniaea. 
AMMOM ACC, agg. T. chim., gomma resina «he si trac 

da una specie non ben determinata di fenila, Ammo- 

niacOf Armoniaco, 
AMMONrRI, o AMMUNrRI, ▼. att. avvertire, avvisare, 

Jmmonirv. — 2. Per ammonire biasimando, Jtîpremfare. 
AMMOMTU*RI, T. m. che ammonisce, Ammonitort. 
AHMOMZIO'M, o AMMCMZIO'M, s.f. Tavrertire, Am- 

manisione, — 2. Per ifiprensione, Riprendimenio 
ABIMU*, modo imperativo, che vale fik a me, Dâmvit. 
A*MMU, s. m. nei giuoco de! lotto, dicesi dell* imione 

di due numeri, cai vincendo h assegnato un deiermi- 

nato premio, Ambo, 
AMMUBBIGGHIA'RI, T. att. fomir di maawrixie, Mo- 

biliare, 
AMMUCGAMU*SCRI, T. di si. n., uccello thc ha ii btee» 

2uasi triangolare, le oatici quasi rotonde, • si pasoe 
' insetti e mosche, Mvscicâh L., PigliamoscM. — 
2. Per uomo ozioso, indolente, detto cosi, perche qfOBsi 
si ştia a bocea aperta a pascarsi di mosche. 

AIIMUGC.\*RI, ?. att, mettere in bocea qualnnqne cibo, In- 
gozzare — 2. Fig. Amnmccaricci ad unu u cosi cu la 
cucchiaredda.si dice delmetiergli in bocea le parole, thc 
doe dire, o insesnarli quello, che dee fare cosa per co- 
sa, Imboceare aieuno, — 2. N. pass. Ammuccarisi ad 
unu. vale sopraflTarlo von parole o bravate, usargH an- 
gherie o violenze, Mangiarsi,lnghiQttir»ivno.— 4.L>ii- 
trar della palia neirauello del ginoco del trucco o sir 
mile. — 5. Per entrare in un luogo prontamente. — 
6. Per esser credule. —7. Pari ca un joca, e ci an>- 
mucca tutt' ottu, modo prov. e dicesi di chi mostrasi 
semplice esseudo nno scalirito. — 8. Per lasciarsf cor- 
rompere da doni, Pigliar la imbeeeata. — *9. Ammnc- 
cari muşchi, vedi MCSCA n. 13. 

AMMrCCATA, s. f. quel colpo, che si d4 altrui sulla 
bocea, o cun mano aparta, Boecata, — Per bravată con 
parole minaccevolî, Rabbuffb, iVasafa. — '3. Donatito 
dato altrui per farlo tdcere, Ingoffo, 

AMMUCGA*TC, agg. da Ammuccari, 

AMMUGCIA'GGIIIA, s. f. ripostlgllo, luogo scgn>to itlo 
a nasrondervi checchessia, Sascondiglio, Aicoiaglia, 

AMMUGCIVGGHIU, vedi AMMUCGIVGGHIA. 

AMML'CCIARE'DDI, Fari l'annnucciarcddi, vedi AFFAC- 

CIARE'DDI. 

AMMLCCIA'RI, v. att. soitfarre checchessia dalia tîfta 
altrui, arciocchi non si possa trovar cosi alia prima, 
yascondtre, Atcondere, cosi nel senso proprio che ncl 
figurato. —2. Ammucciari lu suli cu la riti, modo prov. 
vale cercare di tener celala una cosa a tutti nota, Pfa- 
seondere ii iole col crivello, — 3. Ammitccia ammac- 
cia ca tuttu pari, vedi Ammucciari lu suli ca la riti. 
— 4. jucari ad ammucciari , sorta di ginoco di fan- 
ciullf. — 5. N. pass. Xa$conderti, 

AMML'GCIATE'DDA, vedi ABLE. 

AMMUGCIATU, agg. da Ammucciari, Nateoso, Astom. 

AMMUCCirNI, vedi A L' AMMCCCIU^M. 

AMMCGCUNATA, vedi AMMirCCATA, n. 3. 

AMMUDA'TU, agg. che ha maniera, cloi ha bel modu 
di procedere, liianieroso. 

AMMUDDIGA'RI, v. att. condire con moUlca di pane. 

AMMUDDICA'TU , agg. da AMMtDDicARi , condito coo 
moUica. 

AMMCDDIME'NTU, s. m. impedimento di moto. Tor- 
pore, — 2. Per luelaf., val tarditâ, pigrizia, Torpore. 



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AMM 



AMMUDDI'Rl, v.au. render piii agcvolf , pi6 molie, Am- 

mtUire. — 2. Per divenir colle membra stupide, In- 

îorpidire, 
AHMCDDUTIT. agg. da AmiunDiBi, AmmoUito,'-2. Per 

iniorpidito, 
UMMUDIRNA'EI, ▼. alt. ridurre all* uso moderno, Am- 

modemare, 
*AMMUDIRXVTlJ,agg. da Ammudirnaki, Jmmodernafo. 
AMMUFFI'RI, ▼. n. divenir muflalo, easer compreao da 

moffa, Mvkffart. 
ÂMMUFFULA'RI, T. alt. metter le maoette, Ammanet- 

tare, 
AVMDFFCTLA'TU.aga;. da AmmvFFCL^tku Ammanettato. 
AMOTFFrTO. agg. da AMMurriai, Muffato, JHugito. 
AMMLGGHiAMENTU, s.m. 1* avvolgere, Avvolginunto, 
AMXCGGHIA'RI, t. alt. porre una cosa iotorno ad un'al- 

ua io giro quasi cingeodola, Avvolgere.^2, N. pass. 

Jrro/yerit. 
AVVUGGHIATrzZC, agg. dim. di Ahmuggdutd. 
AMMUGGHIATU. agg. da Amvugghuki, AvvoUo. 
AMMUGGHIDLIA^RI, ▼. aU. avvolgcre cod negUgenia. 

— 2. N. pass. Involgeni. 
AMMCGGHlirUATrzzU. agg. pegg. di Axmoogbiulia- 

TC, Avf»olio alia peggio, 
AVMUGGHIUUATU, agg. da Ammcggoiulubi, AvvoUo 

alia peggio» 
AMIIUIXAIIISI , T. n. pass. a?er wi carto croccio in- 

Icroo, per cosa che ci dispiaccia, Marinare, 
AXVCINATE*DDU , agg. dim. di Ammcinatu, Triita- 

rtUo, Tritienllo. 
AMMTIXATrzzU , agg. dim. di Ammuinatu, TriHe- 

re/ftno. 

AMMCINATO, agg. da Ahmuinabisi, dicesi di chi per 

in, roaliocoDia, pensiero* sdegno tieoe ii cigUo basso, 

AetigliatOf TrUto, 
AHMELVRI» V. att. assoltigliare 11 Ufflio dei ferri alia 

mola. Jrrorarf, Afftlare. — 2. Ammularisi li dcnti, di- 
cesi fig. di chi ha desio grande di pasto o allro. — 

X Ammalarisi li gammi, dicesi di chi debba cammi- 

nare «ssal per oecessitli. 
AimCLATAt s. f. la arrotare, Arrotam^nto. 
'AMMULATl^NA, s. f. 1' alto, O la mercede delKarroU- 

re, Ârrotatitra. 



AMMCLA'TD» agg. da Avvulabi, Arrotato, Molato,— 
. Fîp. dicesi dl 
ti, alle torbidezze^ 



2. Fie. dicesi di persooa disposta alle difese, ai pia- 



*AllMrLAlTrRA s. f. vedi AMMULATriVA. 
AM^tULATlTRI, T. m. coliii che arrota, Arrotino. 
AMMU.^rRI, Tedi AMMONI'Rl. 
AimUim'U. o AHMDNITTD, agg. da Amxoxiai, Am- 

AVXUNIZIO'M, redi AMMONIZIONI. 
AXXC.>'IZ1UXE*DDA, s. f. dim. di AtfMUNiziO!Ci, Am- 

manisioneella, 
AMXC^fTUA'RI, V. att. far menxiooe, Menlovan, No- 



Allin:!nT7A*TU, agg. da Ammuntuabi, Mentovato.— 

2. Per Hinomato. 
A]IMCXZ1DDA*RI, y. att. far monte, metter insieme, 

AmmonticeUare, 
AJlMr5ZIDDA*TC, agg. da Ammunziddabi, Ammontic- 

ehiato, Ammonticellato. 
AMMURFIATU, agg. dicesi di chi soflTre di morf^, in- 

fermiti, che yiene nella pelle simile alia scabbia bianca 

o nera, secoodo ii predominio dell* umor flemmatico 

o malioconico. 
AMMrEGA'RI , T. att. ungere checchessia di morchia. 

— 2. Per tîngere, ungere, segnare con rubrica. 
AMMt'RG.A'TU agg. da AmfuaGARi, pieno di morchia, 

MofMoâo. — 2. Per tiato, unto, o segoato. 
AimrRRA'Rl, yedi MMURRA'RI. 
AMVCRRVTC. vedi MMURRA'TU. 
AJfMCRSAGGOIA*RIf Y. att. inoatcnare colle morse le 

fabbridie* 



AMMURSAGGIIIA'TU, Agg. da AMMDasACGHiABi, incate- 

nato, colle morse. 
AMMURSA'RI, v. att. miiigiar la mittina innanzi ii de- 

sinarc, Sciolvere, Ascioloen. 
AMMIJRSA'TU , agg. dicesi propriamente del vino che 

ha del dolce, Abboccato. 
AMMIIRSIDDATU, agg. magricciuolo , sottilino, Min- 

yfteriino, 
AMMUBTl^RI, v. n. Ammortire, -2. Per Sgomentar- 

iit SbigoUirsi. -3. Att. reprimere, rintuzzare ii vi- 

gore, JUortificare, 
AMMURVA'RI, v. atL Ammorhare. 
AMMURVA'TU, agg. da Ammobvaiii, Ammorbato, 
AMMUSCA'TU, agg. color di mtischio, Muschioto. 
AMMIJSGIDDA'RI, Y. att. T. di toonara , si dlce quando 

abbonda la tonnina io modo, che non v* ^ dove riporla* 

— 2. T. dei f»bbricatori qoando si stanno dai gîrar 

I'argano. 
AMMUSCrRI, v. n. divenir moscio, ed â qoando Y erbe, 

o i fiori, o i frutti vanno perdendo del loro umore, 

e quasi languiscono, Appassiret e si usa anche iu n. 

pass. — 2. Met. venîr meno , pcrder del suo vigore , 

scemare, Hlanguidirt, 
AMUCSCIUTEDDU, agg. dim. di Ammusciutd, Alquanto 

moscio, 
ARMUSCIUTI'ZZU, agg. dim. di Ammcsciutu. 
AMMUSCnrTU, agg. da Ammosciri, Visxoy Pasio. 
AMMIJSSAME'NTD, s. m. 1' Ingrognart, 
AMML'SSA'RI, o AMMUSS.V'RISU v. n. e o. pass. pi- 

gliare ii grugno, Ingruanare, Ingrognare, 
AMMITSSATE'DDU, agg dim. di Axmussatu, Alquamie 

ingrugnato, 
AMMCSSA*TU, agg. da Amxussari, ingrugnato, —2. Per 

Musone, Ma$ardo, 
AMMCSTA*RI, v. att. c n. pass. empirsi di mosto, spor- 

carsi le vesti, o le mani di mosto, o altro. 
AMMCSTATrzzU. agg. dim. di Amxustatv, un poce 

lordato di mosto. 
AMMUSTA'TU. agg. da Avmcstari, imbraltato di mosto. 
AMMUSTRA*RI, Y. att. manifesure, palesare cosi agii 

occhi, come aii' inlclletto, Jlfosrrare. — 2. Ammustrari 

ragghi,va1e farsi temere per le vie di fatlo. - 3. Cui avi 

robba nn'ammuslra, cui avi dinari ni speoni, vale che 

non pu6 nascondersi la ricchezza, e ii possedimento di 

bcni. 
AMMUSTURA'RI, Y. att. dar sapore, e odora di aroma- 

to, Aromatixiare, 
AMMUSTCRA*TIT, agg. da Ammustcrari, Aromatiiiaîo. 
AMMUSULUCCU'TU, agg. Babbuasio^ BabbaccioM. 
AMMUTIMEWTU, 8. m. 1* Ammuîolare. 
AMMUTINAME'iNTC, s. m. sollevazione, ribellione, Am- 

mutinamsnto, 
AMMUTINA*RISI, v. n. pass. ribellarsl AmmutinarH. 
AMMUTINA*TU, agg. da Axuuti.narisi, Ammutinato, 
AMMUTCRI, Y.n. pcrder la favella, AmmutoUre, Ammu- 

lire. — 2. Per sempliccm^nte Tăcere, Non riepondwe. 
AMMUTTA'NTI, agg. Rlncreecevole. 
AMMUTTA*RI , v. att. far forza di rimuover da se • o 

di cacciar oltrc checchessia, Urtare, Spingere. — 2. Per 

esser nojoso, antipatico, rincrcscevole. — 3. Per avan- 

zar tempo, accelerare, far presto. 
AMMIJTTA*TA, s. f. Spinîa, Spingimento. 
AMMIITTA*TU, agg. da AMVurTARi, Urtato, Spinto. 
AMMU'TTITU, vedi AMMUTTU'NI. 
AMMUTTONEODU, 8. m. dim. di AMMirmJXi, Lieve 

urtata, 
AMMLTTITNI, s. m. Urto, Spinta, Vrtata. 
A1IMUrU*TD. agg. da Ammutiri. Ammutolito. 
AM.VUZZVRI, V. att. Troneare, Moxzare. — 2. Anunaz- 

zări li taruni, Decîmara t (ralei. 
AMMUZZA*TA, 8. f. 11 mozzare, Moixata. 
AMMUZZATU, agg. da Avxuzzari, Troncato, Moxxato. 
AMNISTFA, 8. f. general perdono, che i Principi accor- 

dano, epeeiaknente ai ribelli, o ai disortori» Amnistia. 



AMO 



»M c 



AMU 



A MO'DDU, Tedi AMMO'DDU. 

A HO'DU» poftto arv., T«lt come, io giiisa, in mtaiera, 

A wkodo. 
AMO'RFA, 8. f. T. bou âmokpwâ rmmcosA L. SI colUra 

per orDimeoto «ei gtirdiirf botanici, Aimorfa* 
A HO'RTI, poeto a? ? . coi TerbI Odiari, Noimlcarl e si- 

mili, rale Aforfoimtiirf. 
AMOVrBILI, acg. che si pod rimuoTere, Am^ttkiU. 
AMPA'RA, 8. f. Io staggire in prigione alcimo. 
A*1IPIU, agg. largo e graode'per ogni yeiso, Amfio. 
AMPL1A*RI, T. ait. accrescere, dilatare, render anpio, 

magfiificare, csagerare, Ampiiarw, 
AMPUA*TU, agg. da Amfluki, Ampliato. 
AMPUPIGA*RI, y. att. aggrandire, magnilicar con pa- 
role, AmpUfeare. 
AMPLIPICA*TU, agg. da AMruriCAai, ÂmplifUato. 
AMPLIFIGAZIO*NI, 8. f. T amplificare, AmpUpeaxione. 
A MPRrSTITU, yedi MPRESTITU. 
AMPULLETTA, yedi MPDLLETrA. 
AMPUIXrNA, yedi MPULLI'NA. 
AMPULLU'SU, agff. che iperboleggia, IjperhoUţfiatort. 
A'MU, s. m. piccolo stnimento di acciajo da pigliar pe- 
8ci, ancinato, con punta a guisa d' ancora: legaşi ad 
an filo di setole di cavallo, che si chiama lenia: io 
esso s* infilza V esca: veneodo ii pesce ad ingojarlo vi 
resta preso, Amo. -~ % Jittari i* amu, yale inyitare e 
tirare ano alle yoglie soe con losinghe , cod alletta- 
menti, e con inganni, Adetean, 
A MUNTATA, avv. Per T erta. 
A MUNŢI, posto ayy. col yerbo Metliri, yale M$tten 

in ohlio. da parte- 
A MUNZE*DDU, posto avr. ^ mucchio. - 2. Per In gran 

copia, 
A MUNZIDDU*NI, posto ayy. Traicuratamenie^ o pure 

In gran ma$$a, 
AMURE*DDI, o AMURE DDI NITRI, T. btt. RoMt fm- 
Ticosi, Mora dî pruni, Mora di rogo, Mara pmgno- 
le , Mora prugnole nere , Jtf ora di fiwiccAta. Sono i 
fratti del Bumus fmvticosus L. • Ruynn , si man- 
giano ordinariamente maturi, y^i RUYETTI. 
AlfUR£*OD| AZZO'U, T. boU BuMt caksu pwctvs, 
Mora prugnole^ di pruno, o di rogo, Sono i fhitti del 
BuBcs CAEsws Lm RuveUa ci) 1' fmureddi auoll, yedi 
RUVETrU, 
'AMURE'VULI , agg. che mostra amore , benefolenza , 

cortesia, Amorevole, 
'AMUREVCLMENTI, ayy. con amore, con affetto, Amo- 

revolmenie. 
AMURIDDirzZI D* ACQUA. yedi AMARA PDCA. 
AMU'RI, s. m., abitual desiderio di cpialsivogUa cosa, 
mosso dalie qualitâ pîaceoti di essa, Atnore^-^t, Per 
desiderio che in tutte le specie d* animali ha ii ma- 
se hio per la femmina, e quesu per quello, procedente 
da naturale inclioaziooe, 4mor«.—3. Essiri in ama- 
ri, si dice degli animali qoando si sveglia in loro V ap- 
petito libidinoso, Andare in otnors.— 4. Essiri nn'amu- 
ri, o in amari V anruli, e simili, yale esser nel yigo- 
re, yedi NN' AHITRI. — 5. Amari chiamasi per vei- 
zeggiatiyo. la doona amata, ii figliuolino, e simîle, 
Amore. — 6. Cu' pati pri amari pon senti duluri, Prov., 
vale r amore non fa sentire ia pena della fatlca. - 
7. Cu amari ti pigşhiu, e cu raggia ti lassn, iqodo prav., 
e dicesi di chi intraprende a far qualche cosa con 
preroara, e poscia nojato la ţralascia. - 8. Prov. Amari 
e signuria nun stannu ncumpagnia, Amor, ni eigno- 
ria non voglion eompagnia» — 9. Nun avi n^ amuri 
n^ sapuri, dicesi di cibo senza sapore, scipito, insi- 
pido. — 10. Amuri i, mm ^ vroda di ciriri t Sarcasmo. 
•—-11. Pari cu amari na cosa, yale farla con somma 
diligenza, ed a modo, che non appaja la fatica posta- 
vi, Condurla con amore.-- 12. Amari ncancaruta, amore 
finto, e per fine secondario. — 13. Amuri, prinizzi» e di- 
nari sunnu tri cosi, chi nan si ponnu ammucciaii, Prov. 
fhiaro di per se, ilmor, n^ (oua non si pu^ celare. 



AMTRIGOIAMBTnTJ, 8. m. 1' anoreggiare, ilmor 

manlo. 
AMURIGGIA'RISI, T. n. pass. fare alP amore. A» 

giare. 
* AMURI*NU, 8. m. nome yeueggiativo dato a chi s 

Am&rino. — '2. Nella mitologia ii piccol Dio Gi 

ilaiortuo. " *3. Per simil., pittora, o sutoa che 

presenti, Awunino. 
A MURrRI, posto ayy. yale per fona, Onninmm 
AMURUSAME^NTI, ayy. con affeUo amoroso. Am 

wtente. — 2. Per con amorevolena, Amorevcim 
AMCRUSA'NZA, s. f. astratto d*amoroso, Jmoroi 

— 2. Per piccolo regalo, o galanteria, che tal 

dona altrai, Amorevoiexea. 
AMURUSE*DDU, agg. dim. di Amurusu, Jmoroii 
'AMCRCSI'SSIMU, agg. superi, di AMcausu, Am 

iimo. 
AMURU'SU, agg. pieno di caritatevole amore, b< 

Io, cortese, Jfliorvoo/e. 
AMURUSUXI, agg. acer. di Amurcsu, Amortvoi 
A MUZZICU*NI, vedi MUZZICUNI. 
A MU'ZZU. posto ayy. Senza computo. - 2. Talan 

alia grossa, a occhio e croce, cioi al muccbio» 

misura e senza peso. — 3. Parrari a muzzu. Ti 

eoneideraianunte. 
ATiiA, T. med. si usa nelle ricette medicinali, p 

i niedici esprimono doversi prendere delle coac 

nate oguale qnantitâ, peso, ec. Ana. — 2. Ad i 

ana, posto aw., vale per egoai peso. 
ANACORETA, s. m. eremita o romito, che vlye • 

un deserto, Anaeoreta. 
*ANACRE07^'TICA, s. f. canzone sullo stile d* Aaa 

te. Anacreontica. 
ANACREONTICHE'DDA , s. f. dim. di ANAcam 
ANaCROM*SMU,s. m. fallodi cronologia, che si Ih q 

si cambia in essa un tempo con un altro , A\ 

nismo. 
ANAGA'LU, o ANAGAU'DDI, T. bot. Akagaiu 

fiVLEA Schreber. Graziosa pianta co* fiori piccoU 

color ceruleo grato, comunissima ne'prati, ve d* I 

tra specie, ed k VAnagalus foenicba dl Lam 

ha i fiori di an color rossiccio, Anagallide, 
ANAGrRI, yedi FASOLA'ZZU. 
ANAGOGrA, T. teolog., riduzione del senso litteial 

sacra scrittura al senso sublime e divino, Amoi 
AN AGOGIC AME'NTI, avv. con anagogia, Anagogfcm 
ANAGO'GICU, agg. che ha anagogia, Anagogicp» 

gorico. 
ANAGRA'MMA. s. m. T. di lett. significa un'ingB^ 

DUO va disposizione delle lettere oii una o pih pan 

dinate in guisa, che formino un* altra parola o 

rendano un significato diverso dai primo, iliM 

ma letteralCm 
*ANAGRAMMATICAME*NTI, avv. in modo anap 

tico, Anagrammaticamente. 
ANAGRAMMA'TICU, agg. composto a modo di aai 

ma, Anagrammatico. 
*ANAGRAMMATIZZA*RI, v. att. Fare anagramaşi 

grammatizzare. 
ANAXISI , s. r. T. scientif. ^ ii procedere nella iiiy 
zione delle cose dai composto al semplice, di 
fetti alle canse, dalie conseguenze ai principii, 
/tit. — 2. Per tatu 1* algebra finiu, ed infinlla 
Analiii. — 3. Per Y operazione per la quale i 
stanza composta si risolve ne* principii, ond*â 
ta, Analiii. 
*ANALITIGAME*NTI, avv. per via di analisi, Atkt 
fnente. 

^ANALmCU, agg. appartenente ad analisi. Atu 

*ANALOGAME*NTI, avv. In modo analogo con a 
sa, Analogamente. 

ANAI^OGrA, s.r. una certa relazione di somiglian 
hanno in se alcune cose in altri rispetti tra l 
* verşi, Analogia, 



ANA 



» 61 « 



ANC 



*1XAIjOGIGAME*MTI , tTT. per analogia , Analoga- 

JklfALO'GICU, agg. clie ba analogia, Analogica. 

A!lilOGn* agg. di proponione si mile, ehe ha analo- 
ga, che ha corrîspoodenza, o convenienza eon un' al- 
in con, Analofo. 

âXJJIA'SSl, T. bot. BnoMEUA injnasI^^ Ananat, Ana- 
Mite. Qvesu piaou h snsceiUva dl molie varieU, e 
cetaiTasI negii orti botanici per Io aapore sqnisito delle 

«H ffOtU. 

'ARAftCHTA, 8. r. Lo sUto di ao paese, in cni non go- 

vmn chi A capaee di mantener V ordine, Anarchia. 

*A!rA*R€HlGU» a^. da Ahabcbu, che ha dell* anarchia. 



«AHASA'RCA, s. f. aorU dMdropisia, Atuuarca, Anoi- 



AHiSO» o Cllinru duci, T. bot. pianu, la cni pan- 
aeeckia, deiu clocea o rappa, h simile a quella dei 
teecbio, PiMptitKLLÂ jinsoM L*. Jntee, Anue, Antto. 
I scmi di qaesu ombrellifera sono conosciuti da tottl 
ceiBe aromatici, ed osati per qoesU proprietă In me- 



'A!IA*TE1f A» a. f. seomanica, Amirama, poet. Anai^ma. 

AXATOHTA» 8. t oasenrazione delle membra degli ani- 

■mM miBatamenie tagliati. Anatomia, Notomia, Ano- 

fgiia ~ S. Per r arte d' incidere i membri, Anato- 

fliîa, JfoCofMta. — 8. FarI anatomia d* una cosa, met., 

vale eaaoidcraria minutamente ed esqolaitamente. Far 

moHowurn € olewMi. toia. 

AHATO*lfICUf agg. da Anatomia, Afiaromteo. 

AHATOlirSTA, s. m. qnegli eh* eserciu Tarte delTana- 

laata. M^tomiHa. 
A7IATRA, T. di st. nat. uccello che ha ii becco con- 
u octaso, ed Intemamente denuto; la lingoa ot- 
ed al Uti circondata da ciglia , Avas L. , Ani- 
JmaXra, Le qoarantacinqne specie di qiiesto ge- 
diTÎdonsI In qoattro Tamiglie: la prima famiglia 
k qaeUa* ebe ba ii becco gobbo alia rădice; la seconda 
ba ii becco uniforme alia radice; la terza ha nn pen- 
aaftbinn riearro; e la qnarta ha nn cinffo nella testa. 
— 8. Ciminari coma n' aoatra, fale dimenarsi nel cam- 

aainare. 

ANATREDDA, s. f. dim. di ANAraA, AntCrefto. — 2. Per 
palciBa deU* anitra, AniirvM, Anitroccolo. — 3. T. di 
al. aai. Anâs cltpeata L. Uccello con becco nero al 
di aopra. giallo al di sotto, iride gialla, testa e coHo 
T crda ca ngiante, petto candido, addome bajo-lionato, 
faarti aaaerîori scuro-cangiantl , aii macchiate di cele- 
aUf dl bianco e di fosco , speccbio verde cangianta , 
■Mninato anteriormente e posteriormente di blanco» 
pie di gial ll, Uettolone. 

A HATirni, posto a?T. A nuoto, 

A'!fC4, f . f. 1 0880 che k tra 11 fianco e la coscia, Anea. 
^ % AggraTarisI sapra nn* anca , rate Andate anea- 
tfiM. — 3. Pro?. Nun si putiri pigghiari nn purei al- 
raaea» Tale trovarsi impacciato di faccende, aver le 
knrbe alle ginocchia, o sino al ginocchio- — 4. Di- 
adani di Tanca d'Aochisi, si dice di persona che spac- 
cia gian nobîltă, GU par (Veuer delta casa del Balzo 
cM dalfo ichiatta d* Anckise, — 5. Ptsciarisi un' an- 
ca» Tale ridere smoderatamente, morir delle risa , far 
le riaa grasae, Scompiiciani dalie risa, — 6. Sciala- 
risi aa' anca. Tale divertirsi solennemente. — 7. AyI- 
ried Fanca di la rispeltu, vale predilezione, trasporto 
lalTolta giosto, talvolta no. — 8. Scacciaricci 1* anca, 
vale Seamparsela. 

A1ICA ED ANCOTf A , sorta di giooco fanciullesco. ~ 
IFari na eosa ad anca ed ancona, vale farla alia pcggio. 

A2K:a*TA • Tedi A'NCA, n. 2,-2. t anche una infles- 
sioDe di Toce nelle dcsinenze, propria di alcunl pao- 
si, per cni riesce agcTole îl conoscere di qual luogo 
fia abitatore chi paria. 

^AKGATEDDA^ s. f. dl Ancata, nel secondo sfgnfficato. 

A5CA*ZZA, f. fi pegg. di Anca. 



ANCEXICU, agg. a gulsa e similitudine di angelo, An- 
gelico. — X Per translato, vale bello, dolce, gradoto, 
in snpremu grado. Angelico, 
ANCHI, vedi NA'TIGHI. 
A'NGHI, avY. ancora, pure, Anche. 
ANCUrTTA, dicesi di chi zoppica, Zopjncanlt. 
AKCrDDA, 8. f. T. di 8t. nat. Mubena juguula L., pesce 
notissimo che ha la mascella inferiore pib lunga della 
superiore, la pelle del corpo senza macchie, Anauilla, 
— 2. Anciddi! interiez. Capperi. - 3. Prov. Slbin comu 
n* ancidda , dicesi d' nomo astuto , che sa disfarsi di 
un trattato nel meglio del concbinderlo, quando non 
gli torna conto , Uscir dai nropotito , Non istar nei 
termini. > 4. Tiniri Tancidoa pri la cnda, vale aver 
impresa dilBcile, e pericolosa alle mani, Tener Van- 
guiUa per la coda. — 6. Pocu anciddi ed assal addau- 
ru, dicesi di alcuno, o di qualche cosa, che molto ap- 
parisce e poco vale , Molto fwmo e poco arroito. — 
6. Per trave , T. dei muratorl. — 7. Anciddi di jar- 
dini, modo basso, vale Zucca lunga. 

ANCIDDA'RU , s. m. colul che pesca , o che vende le 
anguille. 

ANCIDDU'ZZA, 8. f. dim. di Ancidda, AnguUletta, An- 
guillina. 

ANCILE*DDU, s. m. dim, di Ancilu, Angioletto. — t. Per 
un fanciullo di costomi o bellezza angelica, iln^elac- 
eio. 

ANGILE'DDU, T. di st. nat. sorta di pesce, che ha la mem- 
brana delle branchie sostenuta da dieci raggl, la te- 
sta tutta coperta di scaglie, gli occhi senza membrana 
mobile, la coda forcuta, ii corpo quadrato. Questo pe- 
sce si soUeva dalie acque, e perci6 6 detto pesce vo- 
lante, EiocBTus L., Etoeeto. — 2. Alfacciarlccl Tan- 
cileddl, dicesi quaodo per interna afflizlone si comin- 
cia a mandar delle lagrime , Lagrimare. 

A'NCILU, s. m. creatura puramente spirituale ed intel- 
lettuale che da Dio non ni accompagnata a corpo, An- 
gelo. - 2. Ancilu niuru, vedi DIA'YULU. — 3. ]fc un 
ancilu in cami, dicesi di chi ne^costumi, aspetto, e 
simili, ha la somiglianza di un angelo. Angelico. — 
4. Ancilu di ciminia, dicesi fig. dl persona sporea e 
malfatu. - *5.Jocu di V ancili, vedi JO*GU, n. 12. 

ANCiLUNA'ZZU, s. m. acer. di Anulu , dicesi di gi<^ 
vine senza malizia, semplice. — 2. Aviri na facci d' an- 
cilunazzu, o anciluni, vale essere di guance paffute. 

ANC1LU*NI, vedi ANCILUNA'ZZU.. 

ANCl'NA, s. f. io6ammazionc delle fauci, e della. larin- 
ge, che rende diflScoltâ nel respirare, e neir inghiot- 
tire, Squinanzia, Sprimanziaf Scheranzia, Sehinan- 
zia, Angina. 

ANXINATA Dt spiCBi e simili, s. f. vale quantiU d( ma- 
nipoli, quănto ^ capace prendere Tuncino in una volta. 

A^XI'NU, s. m. strumento noto di ferro adunco, che usano 
i mietitori per raccoglietc i manipoli, Bampina, Vn- 
cinOf Bampa. 

ANCIO*VA , T. di st. nat. piccolo pesce di mare , che 
per lo pid si mangia salato, Alkcula L., Accivga , 
Alice. 

*ANGlUVARrNA, s. f. dim. di Anciota, le acciughe an- 
cor piccole. 

ANCIUYITEDDA, s. f. vezzeeg. di Anciota. 

A'NCORA , s. f. strumento di ferro con raffi uncinati , 
col quale gitlato ne* fondi delle acque si fermano i na- 
vigli. Le sne parii sono V occhio, la cicala, ii fusto, 
le marre o bracci, ic patte, ed ii ceppo. Ancora. — 
2. Jittari 1' ancuri, met., vale Fermarsi. 

A^iCO'BlA» particella copulativa, che significa continua- 
zione , Ancora. — 2. Ancora ! , vale tino a quest' ora ! 
Ancora, — 3. Ancora â bonu, Mancomolc, 

ANGORA'GGIU, s. m. ci6, che si paga al Principe per 
gettar Tancora in un porto, e fermarvisl, Ancoraggio. 

ANCURA'Rl , V. n. e n. pass. T. di mar. , vale ferma r 
la nave coU* ancora , giitandola in marci ancorare, 
Jficorom*. 



ANC 



ft oa oc 



ANF 



AXCCR.VTU* agg. da Amcurabi, che ha dato fondo, An- 
corata. 

AXCURCIir.congiunziooccoQtrariante.emafidaalcongion- 
tivo. e vale bcnch^, qiiantunqiie. AncoracM, AncoreM, 

ANDAME'NTUf s. m. aziooe» e modo di procedere, An- 
(iamento. 

▲NDA'NTI, avf., e Tale andantemenle. correntementc , 
scnza iuloppo. Andante. — 2. In furza di sosL i T. 
musicale. Parola che si pone al prinripio della com- 

raizlonc, per accennare un molo moderato, che non 
n^ allegro» nâ adagio, Andante. 

ANDA*RI. s. m. Andamento, — 2. Per azione, o modo 
di procedere, Andamento. 

ANDA'RI , o ANNA'RI, y. n. irre;;olarc, difeUiro io a1- 
cune Tooi, coolrario di Siari, Andare. — 2. Per muo- 
Tersi dai Inogo» Cainminare. — 3. Per partirsi, An- 
dare. — 5. Prov. Cui voii ama, e cai nuo Toli man- 
na, che anche diciamo. Cai spiranza d' autrii ia pignaia 
melli nun avi piura di lavan piatti, vale che chi vuole 
elBcacemente una cosa, la faccia da se, non giă per 
raezzo d'altri, Chi per mani d^ aUri $' imbocea tardi 
$i eatoUa. 

ANDRIE', sorta di veste 1uag.i. di drappo, donoesca. 

ANE'DDOTU, s. m. avvenimento parlicolare e poco noto 
aU* universale, Aneddoto. 

A«NK*DDU , 8. m. cerchietto d* oro che si porta in dito 
por ornamcnto, Anello. — *2. Per siinil. dicansi Anbdui 
diverşi oggctti foraţi ad occhio , come i cerchi for- 
manti una catena, quelli ov* entra ii fusto del catenac- 
cio, ed altri fatti a quella similitudine, Anello. 

AlfE'MUU, T, bot. AysMO.fE conoitAUA L., Anemalo^ 
Anemalo de'eampi o galvatieo. Anemone. Questa pianta 
abbonda nelle campagne, e fa ne' mesi di febbrajo e 
di marzo co*8uoi vaghi fiori ceruloi, un bel contrasto 
col verde de* seminati. Se ne coltivano molte varietă 
a fiori doppii, rossi. purpurei, bianchi, o scritti. 

APfELA'NTI, agg. e part. del vorbo Anelari, che anela, 
Anelante. 

A?IELA*RI, T. att. ansarc, amare, desiderarc rivamente, 
Anelare. 

AXELA'TU, agg. da ArivLABi. Anelato. 

APns'LlTD, s. m. V anolare, diOicoUk di respire, Jfiso- 
menîOt Anelito. 

A NE'N'TI, congiunzione che costituisce termine nel me- 
no, Almeno, Almanco. —2. Essiri, o nun essiri a nenti, 
▼ale Essere in tul principia. — 3. Nun serviri a nenti, 
nun valiri a nenti, o nenti, si dice di qualsivoglia 
cosa vile, e di poco pregio. ?fon vaiere un fico. 

A NENTI A XENTl, avv. Per io meno. 

ANEURl'SIMA, s. f. dilatazione ed accrescimcnto mor- 
boso deir artcrie, Aneuritma, 

A*NFA, s. f. riverbero d'aria infuocata, che cagiona cal- 
daccio, A fa. 

ANFA'RI. V. att. quel primo abbraciare, che fa ii fuoco 
nella snperficie delle cose, Abbronzare. 

A.NFATE'DDU, agg. dim. di Anfatu, un poco abbroi- 
zjto, Abhronzatello. 

ANFA'TU, agg. da KsrAtLi, Abbronzato. 

•A*NFIA, vedi FISCUIUNI. 

ANPreiU, a;rg. epitelo d' animale, che vive in acqua e 
in terra, Ăm^biOf An^bio.^% Per metaf., dicesi di 
ohi appariiene a diverşi ordini di cose. — 3. Metaf., 
Tale sîmulalo, finto. Doppio. 

ANFIROLOCrA, s. f. discorso, che ha scntimento dop- 
pio. ed equivoco. Anfhologia. 

*ANF!BOLOGICAME*NTI, avv. con doppio senso, An^- 
bologicamente. 

*ANFIBOLO'GIGU, agg. che ha ii vizio deir anfibologia, 
AnUbologico, 

ANFITEA*TRIJ, g. m. fabbrica di figura ovale, con pid 
ordini di scaglioni a cerchio , ed un* aja nel mezzo , 
diiamata arena, dove anticamente combaltevano i gla- 
diatori, e si facevano altri giuochi pubblici, Mccome 
^ pttiua a-ieora d* oggidi, Anfiteatro. 



ANFRA'TTU, 8. m. i:icomoditA, seoneiot Disoifro. — 

2. Per imbroglio. impiccio, intriga. 

ANG\RrA, 8. f. srorzamento fatto ad altnii contr* a ra- 
gione, AggraviOt Angheria, Angaria» 

ANGARIAMENTU, vedi ANGARIA. 

ANGARIA'RI, v. att. usare angheria o stranezia. An- 
gheriare, Angariare. 

ANGARIA'TU, agg. da Anoariabi, Angheriato, Anga- 
riato. — 2. Per Travagliato, Afflilio, 

ANGEXICA ACQnA'TICA. T. bot. Asgelica stlvbstus 
L.. Angelica teloatiea o tilvetlre, Questa ombrellifera 
nasce ncUe sponde de* fiumi. ed ai margini delle fosst 
in Sicilia. Fiorisce io agosto. — 2. Angelica di Ii Gre- 
ci, tlBRACLBUM coHDATVM Prcsl. Qucsta ombrclUfera 
h nativa de' boschi umidi, ed ombrosi di Sicilia. — 

3. Angelica odorata vcra. Angelica arcangelicâ L.» 
Angelica, Angelica arcangeliea. Angelica di Boemia. 
Celebrata per le sue virtii medicinali. ^ 4. Angtiica 
vera. vedi ANGE'LICA ODORATA. 

ANGELICII, vedi ANCEXICU. 

ANGERINU, vedi PINZUW'l. 

ANGI'NA, vedi AXCl'NA. 

ANGULA*RI, agg. si dice di ci6 eh' h posto ia angola, 
Angolare. — *2. Significa ancora, Fondamentale, 

ANGULrDDlJ , s. m. dim. di Anculu , Angoletto. — 
2. Met. angolo interne d' alcun Inogo, Cantueeio. 

A'NGU^U, 8. m. queir inclinazione. che fanno due lioea 
concorrenli in un medesimo punto sul Io stesso piano, 
Angola. — 2. Met. per luogo ritirato, solingo o remo- 
to. Angolo. — 3. Per canto, ovvero cantonau, ^n^olo. 

'ANGUf.irsU. agg. che ha molti angoli, Angohio. 

ANGU'STIA. 8. f. miseria, affanno, afllizione, travaglîo, 
stato di chi manca di qualche cosa necessaria, Jn^o- 
tcia, Anguitia. --2. Per istrcltezza, brevită, Angu- 
ştia. 

ANGUSTIA'RI, ▼. att. dare angustia, Affliggertf Trava- 
gUare, Angustiare. — 2. N. pass. darsi aflTaDno y An- 
goteiarti. Angustiarsi. 

ANGUSTIA'TU , agg. da Angcstiaei , Anguâtiaîo. — 
Per ist*arso delle cose necessarie, Stentaio. — 3. Usato 
avverbialmente, ^fentafamenre. 

•AVGlTSTUrsU, agg. pieno di angustie, sollecito lanto 
da dirsi affanio, Anguetiata. 

ANGU'STU, agg. di poca hrgbezza, 5frefro. Angutio. 

AMDDU'NI, 8. m. accres. di Aneddu, ^nel/on#. 

'ANIDDU'ZZI , 8. m. plur. sorta di pasU In forma di 
piccoli anelletti per far minestra. 

ANIDDU'ZZU, s. m. dim. di Anbddu, Anelletto. 

A'NIMA. vedi A'RMA. 

*AMMA'L1, agg. da Ahima, di essere animalo. Animale. 

ANIMA'R], V. att. propr. Infonder l'anima, mantener la 
vita, Animare. — *2. Per aggiunger vivacitâ, dar ani- 
ma, Animare. — '3. Per far coraggio, dare anJmo, ar- 
dimento. Animare. — 4. N. pass. pigliar coraggio^ In- 
coraggiarsi. Animării. 

AMM V'TU. agg. da Animabi, Animata. -^ 2. Per flaro, 
ardito, sensitivo. Vito. 

A'MMU. vedi A'RMU. 

ANIMULIJ, s. m. stnimento rotondo per Io pid fatto di 
cannucce rifesse, o di stecehe di legno, sul quale si 
adatta la maussa d'ancia o d'altro filaţo,*per dipanarla 
o incannarla, Arcolajo, Bindola, Guindolo. 

AMMU'SU, agg. ripiano di bravnra, e d'ardire» C^rag- 
giasOt Animaea. 

A'MSII, vedi A*NASU. 

ANl'TU, vedi FIXO'CCHIU ANflU. 

AXPCACAME'NTU. o ANNACULIAME'NTU, 8. Bl. ii di- 
menare, Dimenamento, Dimenia. •— 2. Per vana pro- 
messa. — 3. Per ispezie di adnlazione mescolata al- 
quanto di bcffa. Soia. 

ANNACA'RI, Y. att dimenar la culla sopra gU arcioni, 
Cullare. — 2. Per dar parole ad uno , o paacerlo di 
vane speranze, Dare vaetacchie. — 3. Per adulară bef- 
faodo, Dar la toja, iajare. ^ 4. N. pasa.» Dimaii^rffî. 



ANN 



D 63 « 



ANN 



^ 5. Aimaetrisi ntra la camiini, Dimenarri nel eammi- 

nart, CuUggiare, — 6. Per muovcrsi in quă e in \k cion- 

dolando. Ciondoian, -^ *7. Per cantereilare, acci6 ad- 

dormenlinsi i bambini nel cnllarli, Ninnare, 
ANNACATA, s. f. Dimenamento , Dimenio , vcdi AN- 

.NACAME'NTU. 
ANNACA'TU, aţ^. da Annacaki, Cullato,^ 8. Per Btir- 

lafo. 
AliNACULIA'RI , v. aU. agitare» mnovere in quă e \k, 

iHmenare, — S. N. paas. AgitarsL — 3. N. > e diccsi 

delle cose eziandio , che mai posano , e non isianno 

ferme ia* sostegni loro, Traballare. 
AKNADARA'Rl, pişi, o misnri, vale paragonare gli altrl 

pcsi o misure all« giusie. 
AM!iADARA*TU » agg. da Ahnadababi , paragonato al 

gioslo peso e miaara. 
ANNAOAEATU'ai. fedi PISATU'RI REdU. 
AXNAGRl'ElSf» V. n. pass. divenir agro, Inagrirt, ina- 

frare, Inagmtire. 
ANN'AGEirTU, o ANNAGHIRU'TU, agg. da Ankami- 

usi, inagrito, 
ANNAU» 8. DU storia ckie distingae per ordina d' anni 

le cose succedate» Annali, 
ANNA*LI, agg. aonao o apparlenente ad asnali, Af^nale. 
AKNALO'RU, 8. m. lavoratore prezzolatu ad anno. 
ABillA*NI, diccsi per ordine snperiore. Filare tup^rtorc. 

— 2. Annani di stipi , ordine superiore di hotti. — 

3. AoBani di perguli , secondo oitliue di pergole. <- 

4. Aonani di Tcrmi di sita , varii ordini di graticci 
per noirire i bachi da seta. 

ANNAXNaTU, agg. che i sul far de' nonni. 
AliXARBA'RI, T. n. farsi giomo, spantar l* aurora, Ag- 

gioman, — 2. Per restar di piovere, Spiover$, 
ANNARCA'BI. T. n. dicesi deli' altarsi i eavalli per ?i- 

lio so i piedi di dietro, /iui(6frar«, împăunare. 
AKNAESf ALI'RI» T. D. rimaner attonito, e come stupe- 

fatio per la meravigUa, Sbalordire. 
AVNARVULIA'RI, v. n. incollerirsi, adirarsi, Stisiirsi. 

— 2. Per met. quasi innalzarsi suUe cime degli alberi. 
ANNASA'RI, T. n. alBssar 1' occhio per aggiusUr ii eolpo 

ti bersaglio, Prender la mira, — 2. Per Ingrugnan, 

A!WASA*TU, agg. da ANXASAni. 

ANNASCA'RI, vedi ANMSGARI. 

AKN ASCATE'DDU, agg. dim. di An5ASgatu, Paea ritwrto. 

ANNASCA'TU, aşg. Ritorto. 

iSKA*TX, 8. f. 10 spazio di un anno Intiero, Ănnata. 
<— 2. Per quel dritto , che si paga importante T en- 
trata di un anno, Annata. — 3. Per anno, vedi ANNO. 

AXXATrODU, vedi ANNITE'DDU. 

AXN'ATU, 8. m. Btanza siretta, lunga, e scoTerta ad nso 
di passare, Andito. 

▲BWAYARATrzZD, agg. da Annatabatu. 

AlfNAYARATU, agg. dicesi di chi vacitia o non va ri- 
soloto o di iMione gambe a far cbecchessia, Tînren- 
nato. 

A!IKESSIO'M, s. f. Pannodare, Annodamento. 

AKNrsSU» agg. congiunto, attaccato, Jnnesio.— 2. An- 
nessu e connessa , che comunemente si usa nel nn- 
mero del pid, termine dinounte tutte le cose, che per 
necessitii vanno unite con quella di che si paria, An- 
iMMt 6 eofineiti. 

ANNE'TTA ACI, NetUcessi, vedi BIDDAGA'RU. 

ANXETTA DE'NTI, s. m. sottile, e ptccol fuscello , o 
simile strumento, con che si cava ii cibo rimaso fra 
I denti, D€>ht6ilier9f Steeco, Stusticadenti, 

ANNETTA DE'NTI, s.m. T.bot. .4iiimi, Vignagat Biina- 

£%, Visnaga, Vitnagaria, Capo bianeo. Sorta d'om- 
relUfera conosciuta da Lînneo sotto ii nome di Dâv^ 
cus ris/TÂGA, che nasce copiosa in molti luoghi di Si- 
cilia. Si senrono alcnnl dei suoi peduncoli per forbira 
i denti. 
AiCXETTA ORi*CCHf,s.m. piccolo stmmento d*avorioo 
d* ahra materia, col qnale si nettano gli oreccbi» Sîux- 
zkortc ehu 



I 



ANNE'TTA PA'NM, v. m. colul, ebe spurga i pannilani 
cavandone 1* ol io, Purgaton. 

ANNE'TTA PO'RTU, s. m. strumento con cui si puM- 
sce ii porto dalie inunondizie, Nttta-porio, • 2. Per 
chiatta, o puutone nel quale i la macchina con cue- 
chiaje per curare o scavare i porţi, e tenergli piiiiti dai 
fango , che vi si aramassa pe* rigetli dei b«stlmenii , 
e per le deposizioni deile tempeste, Curaporti, Cava- 
fango. 

•ANNETTITU, 8. m. vedi ANNITTAME*NTU. 

ANMCHILAME'NTU, vedi ANNIGHILAZIONI. 

ANMCHlLAZiO'NI, s. f. l'annichilare, AnnieMlanione. 

ANMCllILrRI , v. atu scemare , diminuire , ridurre al 
niente, guastarcitnnicAt/ora, Anniehilir€,^2.S, pass. 
Abbasganif VmiUarsi, Annickilanu 

ANNICfllLU'TU, agg. da Ahnicbilisi, Anniehilato, Agi- 
niehilito, — 2. Per Abhasiaîo, Umiliato., 

ANMDA'RISI , V. n. pass. porre ii oido, Annidani, — 
2. Per metaf. eleggeisi luogo per abitare, e fermar sua 
stanza, Annidani. 

ANNIDA'TU, agg. da Annidabisi, AnnidiatOf Annidato. 

ANNiDDVRI LA JUME'NTA, vedi NC1RCIDDA*RI. 

ANMENTA'RI, v. att. annullare, ridurre a nuUa, An" 
ni9ntare, 

ANNIGAME'NTU, s. m. Y annegare, Annegamenîo, 

ANMGA'RI, V. att. uccidere aitrui col sommergerlo, An- 
negan, Affogare. — 2. Per bagnare aitrui eon acqna , 
Bagnan. — 3. N. pass. restar soff«»gato neil* acqiia • 
Anntgarti. — 4. Per simil. dicesi del restare bagnato 
da gran pioggia, o molt' acqua, /mme^iortf.— 5. Ai^ 
nigarisi ntra un gottu d' acqua. Pro?. , vale peidersi 
in un' occasione di piccol momente, ilomperf ii eoilo 
in un fii di pao(ta, Affogare in un biechier (f aejua. 
— 6. Latsari li panni a cui s' annega. Prov. , e vale 
uscirdestramente d'imbaraszolasciando aitrui nel gagoo. 

ANNIGA*TU, agg. da Ahniuari, Annegato. — 2. Per Im- 
mollato. • 

ANNIGGHIA'RI , T. att. attrisUre con narrazioni fioBe- 
ste, o con atti capaci di turbar la pace, o 1' alle^, 
Fune$iar9f ilollritf are. — 2. N. pass. detto di cielo, 
Annebbiani* — 3. Met. Funestarti. — 4. Annigghia- 
risl di figgbi, di dcbiti, di guai, e simili, vale, Ag- 
gravani di Agii, di debiti ee. 

ANNIGGHIATrzZU.agg.dlm.diA!CNiooHiATU,il^ttaiilo 
na66tojo. — 2. Ffg. Alquanto imbrtmeiato. 

ANNIGGHIATU, agg. da AN!«iG6HiA«i,.4Fifiab6iafo, Neb- 
bio$o. — 2. Fig. Annigghiatn di tlgghi, di guai ec., vale 
Aggravato di figli, di guai #c. 

ANNfNTRA , avv. nella parte interiore , in entro, In- 
dentro, Addenîro. 

ANKIRIGVRI, vedi ANNIURIGA'RI. 

ANNIRVA*Rk , V. n. reggersi su di s*, Star ritto, tedl 
MELI, Dillr. 

ANNISCA'Ri , V. att. propriamente alleture coli' esca , 
Ineseart , Adiseare. — 2. Anniscari la tunnara , vale 
essere adeseata di tionni. — 3. Per tirare allo voglie 
sue con lusinghe, Aeicare. 

ANNISCATU, s. m. V Ade$eare. 

ANMSCA'TU , agg. da AiYNiscARi , Ad9seato. ^ 2. Per 
aliettato, Ade$eato, Aeteato, 

ANNITEDDU, s. m. dim. di Annitu, Paiiaggttk), 

ANMTTAME'NTU, s. m. îl ncttare, Neîtamento. 

ANTVITTA'RI, v. att. ripulîre, levar via le macchle, ie 
brulture, purgare, tor via ii cattivo dai buono, Net' 
tare. — 2. Fig. Annittari la scola , Iu scritturi , vale 
cacciar via i discoli. — 3. In modo imperativo i ma- 
niera bassa di licenziare. — 4. Annittarisi Iu stoma- 
cu, met.,ya1e smaltire 11 peggiorc, ii marame.^ *5. Fig. 
Dir tutto ci6, che si sâ, per nuocere ad aieuno» itin- 
veseiare. 

ANNITTA TU, agg. da ANniTTAm, Ffettato. 

ANMTTATirHA, s. f. il nettare, Nettamento. 

•ANMTTATD'RI , s. m. Strumento, amsse, con che si 
netta, Pfettaiojo. 



ANN 



» 61 c 



ANN 



A^HNITU, fedi ANNATD. 

ANN1TA*RI, T. att. Binfruean coUa fiev#, G^lan. 

ANNIYA'TA , 8. f. ii rinfrescar colla neve. 

AKIUVATU» s. m. poiione neratt. 

ANIflYATU» agg. da Annitabi, riofreseato colla nefc, 

ffevato. — 2. Per estremameote freddo» Nmnao. Ag- 

gkiaeciato. — 8. Fig., rale raffreddalo neU' amiciiia, 

o neirimpegno di uloiia eoaa. 
AlfNIYATITRl, Tedi BOZZA. 
ANNIVERSA'RIU , 8. m. giorno determinato nel qnale 

si rinnoTi ogni aoDo la memoria di cbecchesaia, ^n- 

ntoanorio. 
ANNIUaiCAME*NTn. o ANNIBIGAME'NTU, 8. m. Io an- 

nerirot iltifiarsinafito, Ănneraminto. 
APfNIURICA*RI, T. atu far nero, Ann§ran, Ânnerin.— 

S. N. divenir nero , Ann9run « Ănntrin. — 8. Detlo 

deir alive , Vajan. — 4. DeUo delF ura , Saraei- 

ANNIURIGATU, agg. da AnmumiGAw , AnmtritOf An- 

A NNO'GCHIU . pofto avv. Jittarioci a nnoechin , Tale 
rinfacci«re allroi i benefieii con dispreizo, G§Uan in 
faeeia. 

ANN07U, 8. ra. tedio» impaccio» molestia, fastidîo, ^- 
fiojiMiatito. 

*XNfiO*îfA, 8. f. vitto. graseia. TetloTaglia, proTrisU di 
biade per qnalclie tempo, AnnofUL 

*ABfNONA*RlU> agg. appartenente , relatiro ad annona, 
^flifiofiarto, 

ANNOR'DINI • posto aTT. eol Terbo Mettiri , Tale Pn- 
jNNFttfv, Aeeoneian, 

ANNOTAZIOTfI , 8. f. e aee nr a iione ebe fatta intomo a 
elieccheaaia si înnota per rieordo, Anmotazian$. 

ANNOTIGU, agg. dieesi per dinotare 1* t tă di un anno 
dcgli animali borinit innoftiu». 

ANNU» 8. m. 11 tempo dnrante ii qnale la terra fa una 
intera riTolmione intomo al sole f ilnno. — % Annn 
biaestili o bisestn, Anno hi$9tUU. o hiiuio. — 8. Pari 
na cosa ranmi bisestn. Tale farla in tempo molto re- 
moio. — 4. Annn santn, Anno tanfo. «^ 5. Pror. Orn 
d*im' nra, pani d* un* jornu. Ţinu d* nn annn mm fi- 
f ira mai dannu , Vovo di im' ora . pone di «n ^A » 
i'tno di un anno non fon mai danno. — ^ ATlri 
l'aani di la molia» o di la eucca, o di me naanu» modo 
proT. , Tale esaere traantieo , Tcccbissimo. — 7. Cbiu- 
dirisi r annu santn. Tale por fine a cbercbeasia. — 
*8. Anei, ed annnni, s'intende un* epoca remotissima 
p. e. Nn* aTi anni» ed annuni I Tempo assai antcriore 
a qnello, in cui si paria, moUissimi anni or sono, Anni 
Domtni. — *9. E per dire ancora di nn* anticbiti, an- 
cbe di secoli, 5oyio anni Domini. 

ANNUA*Ll. agg. cbe si rinnora ogn*anno,\iiuMicl«. 

ANMJALITA*. 8. f. qnel dritto cbe si paga importante 
r entrata di nn anno, Annaia, 

ANNUALME*NTI. aT. d* anno in anno, i^nnwalmanfe. 

ANNUBIU'RI. T. att. e n. far nobile, Nobilitare, An- 
nohilire, 

AIVNUBILU'TU, affg. da AnifimiLni, Annobilito. 

AlfNUE'NZA. 8. f. .4ceofuefi(îmen£o. 

ANNIirRI , T. n. prestare eonsentimento , ronsenfîre , 
Aceoniântirt. 

ANXUJAME'NTU • s. m. 1* annojare , Annojamento, ^ 
2. Per Noja, Foâtidio, D^piocers, Jttneraseimenfo, 
Mfolestia, 

ANNUJA*RI» T. att. apporUr noja, Annojan. — S. N. 
pasa. esser infastidito, Jniiojartt. 

ANNCJA'TU, agg. da Auncjam, Annojato, 

ANNITLLAM E*NTU, 8. m. AnnuUaxiono, Annulkm$nio. 
— 2. Per Ca$ia9ion$^ 

ANMJLLA*RI. t. att. ridnrre a nulla, Annnllar9.'-% Per 
cassare, dicblarare inTalido e senaa affetto, ed ancbe 
aTer per nulla, AnnuUan. 

AN?(ULLA*TU, agg. da AnirviXAni, AnnmUaio. 

ANNULi.ATU'RI, T. m. cbe annulla, AmnulUuore. 



ANNULLAZIO*NI, t. f. anmillameiilo, infiiiKattonf . — 

2. Per CofaosioiM. 
'ANNUMERA'BI, T. att. contare»^ pom a noTero, aseri- 

Terei Anmnnoran, 
*ANNUMERA2I0*NI, s. f. annnrenmento , Antuumna» 

stona. 

ANfaJNCIAZIO\f I, 8. f. per la lestiTită della Hadonna 
cbe si celebra ai 25 di mano, Annunziaiione. 

AlfNUNZlA'RI, o ANNUNaA*RI, T. aU. predire, aniî- 
dire , profetiiiare , iinntinxiorf . — 2. Per portar no- 
Telle, far sapere, .4nnimstare. 

ANNimziA'TD, o ANNUNaA*TU, agg. da AmnmnAEi, 
Anmmtiato. 

ANNU*NZIU, s. m. ambasciata, noTolla, aTTiso, ^iHum- 
sîo. — 2. Per augurio, prcaagio, indizio, Anmmăio^ 

ANNDRVAME*NTU, s. m. ilccaenmenfo. 

ANNURVA'RI , t. att, prirar della Ince degli oecbi o 
della mente, Jeeecorv. — 2. N. pcrder la Tlsta^ di- 
Tcntar cieco d'occhi o di mente. Aeeeeart, — 8. An- 
nurTari li tîU, anruli, e sionili, si dice de 1 gnaatar lort 

Î[li occbî troncandone le messe, Jcceemr Io pionif. Ed 
n sign. n. pasa. diTcnir ciecbe o prive dei loro oe* 

cbi. — 4. N. pasa. diveoir cieco. E metaf. esaere osti- 

nato in aleuna cosa ImgioneTolenMnte, Ineapani. 
ANNI]RyA*TU, agg. da AnMiWTAni, jleeacafo.-*2. Met. 

impegnato in aleuna cosa irragionerolmente * Inoa- 

parbiio. 
ANNUTAZIUNE'DDA, 8. f. dim. di AjniOTAnoici , An^ 

notasioneella, 
ANNUTTA*RI, T. n. e n. pasa. forai notte, diTsnir not- 

te, .4ntiortorf. 
*ANNUU, agg. annoale» cbe rignarda an anno, di ciar 

scun anno, ilfunio. 
ANNU VULAMETiTU, 8. m.lo annebbiare, AnnMiammUo. 
ANNCyULA*R]SI , T. n. pass. oecnrarsi ii cielo , e di- 
eesi de' nuToli, cbe col loro adensamento ne turbaao 

ii sereno, ilnnuvotortt. 
ANNUYULA*TU , agg. da Anhutulauisi » Aminmolito » 

Annuvolaio. 
ABINirzzu, 8. m. dim. d* Ammu, detto per Teiao^ Am^ 

nuecio, 
ANODINU, agg. T. dei medici, mitioatiTO del doloie» 

JUnitivo, Anodino; e dieesi dei medicamenti ebe opn- 

rano lentamente sensa cagionar dolore: p. e. liqiiore 

anodino e simili. 
^ANOMALfA, 8. f. irregolarită, modo di esaere, o di Ibrt 

irregolare, ^nomalta. 
ANOMA*LUf agg. T. grammat., irregolare, cbe non senra 

regola. ^InotnaXo. 
ANO NIMU» agg. cbe i senia nome, ^nontmo. 
ANORrsiMA, vedi ANEURISIMA. 
ANSA, s. f. opportimitA di fare o di non fare ebeccbea- 

sia, Oeeaatona. — 2. Dări ansa ad «nu. Tale l^nrt at* 

litre, Offriro oecoâione. — 8. Vale aacbe lasciar di cor- 

reggere aTcndone ii dovere. 
ANSA NTI, agg. cbe ansa, Amoamf. 
A'NSARA, o ANSARU GU FOGGHI MAGGHIA*TI, T. 

bot. Arot Cavolaocio di macekiaf Pan di aarpa, ^'- 

glio d* oro, Lantomaria* Awm bâcvlatvm L. Nasct 
. in Sicilia. 
ANSARE'DDA , s. f. T* bot. AumnAUâ mubbâ* L. ab- 

bonda nei littorali di Sicilia. 
*ANSA*RI, T. n. respirsr con affanno» desiar forte, ^n- 

ian. 
ANSA*RU SE'NZA MA'OCBI, GULA'RU, o ERVA DI 

PO*RCUf T. bot. 4 la Tarietâ, Immăcvlatum MVAutm 

mâcvlâtum L* 
ANSA*RD yARIA*TU DI YRA'NCU» 8.m. T, boi. AWM 

ITÂUCUM L. Si coltira ne'giardini botanici. 
*ANS1A*RI, T. n. ansare» agognare con ansia, STOr an- 

sietk, Amiare. 
ANSIETA', 8. f. sUlo dell* animo traTaglialo da dora in- 

certezza, JnaieCd. — 2. DilBcolti di respire, An$iotd. 

— 8. Desidcrio ardente, ^romofia. 



Ans 



y>^t 



ANT 



A.XSUrsU, agg. pîcao d* aosicti, bramoso, desideroso, 

A*NT\ , s. f. T. dellc arti diccsi ai dac mcmbn dclla 

porta, che posano in siilla soglia, e reggouo Tarchi- 

trave, Stipiu, 
A.NT\CITVRU> s. m. fucilor di magnesia. 
ANTA 'CITII , s. m. terra, o soetanza călcarea» assorben- 

te , biancastra natiiralmenic, precipitau dall' alcali , 

e dalia muria dcl nitro, Magnesia. — 2. Dări lanta- 

citu, ^^,>» vale dirt» o fa re ad allri a bella posta cosa 

che gli dispiaccia. 
A>'TAGONrST\, agg. contraddittorp, ed emulo nell* ago- 

ne, o sia nel combattimeuto , ncUa disputa e simili, 

Compttiiortf Antagouhta. 
ANTA*ttTIGU , agg. aggiunto dcl polo meridionale op- 

posto al settenlrionc» o al polo artico» Antartico. 
A>TEC£DE'NTI » agg. che va avanti, Precedente^ An- 
tecedente, 
ANTECEDENT! MEWTI, avv. in tempo antecedente, An- 

teetdentemente. 
ANTECESSCRIf ?. m. colui che 6 stato avanti altrui nel 

medesimo grado o uffizio, per Io piii immediatamen- 

te; opposio a successore, Anteceuore, — 2. Per Ante- 

nofo, ma nel numero del pid. 
ANTEMURAXIf s. m. maro di di fesa, o qualiinque opera 

che serva di riparo ad un* ahra, Anlemvrale. — 2. Fig. 

dicesi di qualunque cosa serva di protczione e di di- 

fesa, Antemurale. 
ANTENA*TU» s. m. progenitore, Antenato.^2. Ante- 

nati diconsi colo o, che sono nati avaoti di noi, gli 

aiiUchi, che furono, Antenati, 
A.NTEPO*NIRI, V. atl. porre avanti, dare ii primo gra- 
do, preferire, 4n(iporre, Anteporre, 
ANTEPOSTU, agg. da Anteponiri, Anteposto. 
A.MERIORITA*, 8. f. preminenza, prionta di iem]H), 

Anierioritâ. 
A.NTERIU'RI, agg. che d nella parte dinanzi, ovvero pid 

anziano, Anteriore. 
MNTESIGNA'NU , s. m. chi precede gli altri, e primeg- 

gia, Antesignano, 
ANTECFO'RBIU, s. m. T. bot. Cacalia AyTUEVPiion- 

MiuM L. Ant$uforbio, Qucsta pian ta scmpre verde si 

ritrova negii orti botanici. 
ANT1CA*GGUIA, s. f. nome generico di cose anttclie di- 

susalet Anticăglia, 

ANTICAME NTI, avv. nel tempo aniico, Per antico. An- 
ticamenie. 

A>T1CA*M1IARA, s. f. stanza che ^ avanti del la camera 
del signore. Anticamera. — 2. Pari anticammara, es- 
ser fatto indagiare pria d' easer introdotto a favellare 
in casa altrai. 

AXTICAMMARE DDA, s. f. dim. di Anticamvaka, An- 
tieamerttta, 

AXn'CHI. 8. m. per le persone de* secoli autiehi, Vec- 
chi ant€natu — 2. Pari comu flciru lantichi , modo 
prov., e vale fare alia meglio possibilc» non potendo 
altrimenti. 

A>TICHITA', s. f. asUatto di antico, Antichitâ.—2. Per 
gli aomini de' secoli antichi. Antichitâ, — *3, Paese, 
o edilizio diroccato, non piîi. abitabile, Antiehită. 

AXTICIPA*RI, V. att. vanUiggiarsi nel tempo in fare chcc- 
cbessia , Anticipare. - 2. Per pagare inuaozi iratlo , 
ossia pria del tempo debito. 

ANTICIPATAMENTI, avv. con anticipazione. Anticipa- 
tamentt, 

ANTICIPA'TU, agg. da A!«TiciPAai, Anticipata, 

A.NTICIPAZIOWI, 8. C r anticipare, Anticipazione. 

ANTICIPAZlUiNE'DDA» 8. f. dim. di Antici pa ziori, An- 
tieipazion€*Ua, 

A>'T1C0*RI, 8. m. malattia de' cavalli, cosi dctta per- 
ch^ consiste in un tunaore contro natura, che si forma 
nella parte anteriore del petto vicino al cnore, Anti- 
nwf . — 2. Chi ti vegna , o chi ti faiza anticori , d 
modo di imprccazione volgare. 



ANTrCRESI, s. f. T. legale, convenzionc per mc/zo delta 
qualc colui, che preiide denari ad imprcstito d^ in pe- 
gno un retaggio al suo creditore, con che ne gioisca, 
e ne riscuola i frutti per gl' iuteressi dclla somma im- 
prostata, Anticresi, 

\VM1CKIST1A\MJ, agg. opposlo alic dottrine cristiane, 
Anticrisliano, 

ANTICRrSTU, s. m. nemico di Cristo, sedultor de' po- 
poli nella line del inondo, predetto nella Scriitura, An- 
ticristo, — 2. Qnannu veni V anticristu cu li guasteddi 
raudi. Prov., diiiota un tempo av venire niolto rimoto. 

ANTrCU, agg. che 6 stato assai tempo avanti, Prisco, 
Vetusto f Vecchio', Anziano^ Antico, — 2. Per vec- 
chio semplicemente, e si aggiunge a cosa che sia an- 
cora in esserc, Antico, — 3. Essiri di la pasta antica, 
dicesi d* uomo schictto, nemico del lusso, c del le ho- 
rie. — 4. Dicesi ancora d' uomo di elu avanzata, che 
goda buona salute. 

AMICCCIWA, s. f. stanza prima del Ia cucina. 

ANTICULIDOr, agg. dim. di Anticu, Antichetto, 

ANTICirM, agg. superi, di Anticu, Antiehissimo, 

ANTIDA'TA, s. f. data anteriore alia data vera o per ma- 
lizia, o per errore posta in alcuna scriitura, Antidata. 

•ANTIDI'TTU, agg. detto avanti, Antidetto. 

ANTroOTU, s. m. contravveleno , alessifarmaco; rîme- 
dio, che impcdisce gli cfTetti del veleno, Autidoto. 

ANTIFEBORILI, agg. incdicamcuto per cacciar la feb- 
bre, Febbrifugo. 

AXirFONA, s. f. quel versetto, che si recita o cânta 
avanti che sf cominci ii salmo , Antifona. — 2. Jit- 
taricci n* antifona, modo prov., e vale dare un cenno 
di riu che si vuol dire, o fare. 

ANTIFO.NA'KIU, s. m. colul che nel coro dicc 1' anti- 
fona, Antifonario. — 2. Pcl lihro, che si adopera nel 
coro, ove sono descritte le antifone. Antifonario- 

ANTIGL.vROlA, s. f. avanguardia, Antiguardia, 

ANTIMOMA'Ll, agg. da Antivomu, Antimoniale^ 

ANTIMONIU , s. m. T. di st. n. meUHo bianco rilu- 
cente, fragile, assai Icggiero, di una tessitura lanitl- 
losa , che nellc miniere trovasi piu sovente in islato 
di solfuro, cio6 combinato col solfo, e mişto con lua* 
terie torrosc o pietrose, Antimunio, 

ANTiNEFRlTlCU. agg. T. med., si dicono anlinefritici 
i mcdicainenli contru i morbi delle reni, Antinefritico, 

ANTIPA'PA, s. m. papa fatto contro al papa vero, e Ic- 
gittimo, Antipapa, 

ANTIPASTEDDi: , o ANTIPASTICE'DDU , o ANTIPA- 
STrNU, 8. m. dim. di Antipastl*. 

ANTIPA'STII , s. m. T. de' cuochi . ed 6 una dcUe vi- 
vande, che si apprestano per potaggio, Antipasto, 

ANTiPATVA, s. f. dicesi queir avversione che abbiano 
tra loro Ic cose animate, o inanimate, Antipatia. 

ANTIPA'TICU , agg. appartenente ad antipatia , che ha 
contrarictft, o avversione naturale. Antipatica, 

ANTlPATiCU'M, agg. accresc. di Antipaticu, Somma- 
mente antipatica. 

AMIPENIILTIMU, «gg. che ^ avanti al penultimo. An- 
tepenultimo, Antipenultimo. 

ANTrPODI, s. m. abitatori reciprocamentc delle parti 
dclla terra opposte nel globo, Antipodi. 

^ANTIPOLITICII» agg., contrarie a politica. Antipoli- 
tica. 

ANTIPO'RTA , 8. f. androne o andilo che â tra 1' una 
porta e V altra o di casa, o di cittâ, Antiporto, Anti- 
porta. — 2. Per ricetto , cio^ quella stanza che s' in- 
terpone tra la scala e la sala, Antiporto, Antiporta. 

'ANTIQUA'RIA, 8. f. studio, e scienza delle coso anti- 

che, Antiquaria, 
ANTIQUA*RIU, 8. m. colui che attendo alia cognizione 
delle cose antiche, Antiquaria. —2, E dicesi di cbi 
usa air anticaccia. 
*ANT[QUA'TU, agg. divenuto antico, fuor d*uso. Anii' 

quato. 
'ANTISAGRISTl'A, s. f. staoia precedente la sagrestia. 

9 



ANT 



» M « 



APA 



ANTISPASMO*DIGlI, agg. contro gli gpasmi, Ântispa- 

tmodico, 
*ANTISTE'RICU, tggo eh* â opposto agii effeiti bterici, 

AntUterieo. 
ANTrTESI» s. f. figura r«ttoric«, contrapposto, ^tift- 

teşi. 
ANT1V1DIME*NTU, s. m. Tantivedere, Antivedinunto. 
ANTIvroiRI» V. n. veder avanii, pronosticare, indovi- 

nare, accorgersi, Ântivedere» 
ANTIVlGrUA, 8. r. giorno precedente la Tigilia« Antivi' 

ANTONOMASIA, 8. f. figura rettorica, per cui 11 nome 
. appellativo viene nsato invoce del proprio, e ner Top* 

pîosto un nome proprio io luogo d* un appellativo, An- 

tonomaaia, 
*ANT0N01IA*STIGU, agg. detto per antonomasia, An- 

tonofMutico, 
'ANTROPO*FAGU, s. m., ed agg. manglatore d* uomini. 

Antropofaga, 
A*NTU , 5. m. , cosi 1 contadini chiamano ii luogo ove 

riposano in conversazione a meuo ii lavoro dinmo, 
ANT* URA, o ANTU'RA, avv. di tempo passato, Poeo 

fa, JHanxi, 
A*NU» s. m. orifizio formato dall' estremită de 11* intestino 

retto» ed ^ aoella parte deretana» dalia quale gli ani- 
mali gettan mori Io stereo, Culo, Bueo det eulo, Anei- 

h. Ano, 
A NIII , particella comandativa, ed esortativa, e indica 

celeritii e prestezza: vale Ontk, Spaceiatamente, Ai 

fattiy Or via, 
*ANCLA'RI, s. m.. ed agg. U quarto dito della mano, 

in cui si usa portar 1* anello, Anulart, — *2. Per fatto 

a foggia di anello. Anulare. 
ANZERI*NA, T. bot. PoTKKTtLLA AitxEtLtKÂ L., Argen» 

tina. Si coltlva neirorto botanice, 
ANZI, avv. ma, pinttosto, prima, MegliOf Anxi, 
ANZI, prep. Innanxi, Avanii, Anzi, 
ANZIANITA', s, f. astralto di ANiiAiitr, Anxianităf 
ANZIA*NU, 8. m, pib vecchio, e pib antico degli altri, 

Anxiano, 
AXZIA'NU, agg. antico semplicemante^ ^niiono, 
•AO*, vedi A LAO*. 
A O'CCUIO, vedi AD O'CGHIU. 
'AO'RTA , 8. f. arteria , che nasce dai ventricolo sini- 

Stro del cuore , e in due divisa , porta II sangue in 

totta le parti del corpo, Aorta, 
A'PA, T. di st. nat. insetto, che ha le maseelle dentate, 

qnattro zanne, e la lingua fessa, incurvata, situata que- 

sta tra due guaine fornite di due valvole; le antemie 

tronche, Ie aii piane, Apis L., Pnehia, Ape, — î. Apa 

Bagana» specie di pecchfa macgiore delle altre senza 

pungiglione» e che non fa mele, ma solamente serve 

per la generazioue, Fueo, — 3. Apa Aidduna, pecchia 

foile, senza regola. — 4. Apa mastra, pecehfa pld grande 

che regge ie altre, Be deli§ api, 
A PALO'RA A PA|«0*RA, in modo avv. Parola perpa^ 

rola, 
A PALO'RI , posto âvv. col verbo Viniri e simili, vale 

venire a rissa, e contesa di parole, Venire a parole, 
APALO'RU, vedi APA'RU. 
APALORU, vedi APPIZZAFE'RRU. 
'A PA*MPINA Pl CANNA. vedi CUTEDDU. 
A PAMPINE*DDA , posto avv. detto dcgli occhi , vale 

Socchiusi. 
A PANI E TUMA'ZZU, posto avv., vale lentiuimamen- 

U, Minutiiiimamente, 
k PANZA'TA, vedi PANZATA. 
A PAPPATA, posto avv. vale soprammodo, Eeeeteiva' 

mente, Smoaeratamente, 
APA'RIA, T. bot. OhRBTs AnAifiFKnA Smith. Orchidea 

asaai speciosa, perch^ ii labello de* suoi fiori raasomir 

glia ad an* ape, anche questo insetto i rappresentato 

da' fiori dell' Opăurs ahfbka, che si dice Vieparia, 

vedi qncsto termine. 



A PA*RTI, vedi PA*RTI. 

A PA'RTI A PA*RTI, posto avv., vale a un per uno, dt« 

stintamente, particoiarmente, Partitamente, A parte 

a parte, 
A PARTFTA, posto avv., vale pochi alia volta. 
A PARTriU, posto avv. coi verbi Aviri, Dări, Pigghia- 

ri, dicesi di lavoro dato, o pigliato a fare non a gior< 

nate, ma a prezzo fermo, A eottimo, — % M ettiri la 

testa a partitu, vale Bientrare nel dovere, 
A PA*RU A PA'RU» posto avv, vale A eoppia a eoppia, 
A PA'RU E SPA'RU, Jucaii a pani e sparu, vale scom- 

mettere che 11 numero sar4 pari o caOb, Giuoeare a 

pari o eaffb, - 2. Prov. Si la ponnu jucari a pani e 

sparu, dicesi quando tra due cose cattive non e dif* 

ferenza, ii meglio ricolga ii peggio, 
AP VRU, o FASGIDDA'RU, s. m. T. di agr. coluif che 

ha la cura.deir alvcare, Apiajo, 
A PASSA'RI, posto avv. dinota un tal «oale eceesao o 

in numero , o in misure , o in quantilA: p. • e. Gc' d 

tri migghia a passari, vale al di sopra di tre miglia, 

ma non tanto che superi le quattro, o poco pi(k. Co* 

si: Avi dui uri a pas8ari , vale pld di due ore , ma 

meno di tre, e simili. 
A PA*SSU A PA*SSU, posto avv., vale prendere a fare 

checchessia nel la maniere pid age^ole, Andare per la 

piana, 
*A PA'SSU DI DAMA, dicono i porUntini, con passo bre« 

ve, e dolce per Ie signore. 
*A PASSU Dl FURMrcULA, vedi FURHIGULA, n. 1. 
•A PA'SSUU E FI*CU, vedi PASSULA, n. 8. 
A PASSIJLU'NÎ, vedi PASSULU'NI. 
A PASTE*LLU , posto avv. T. de' pittori . e dlctsi del 

colorire snlle carte con quei rocchetti dl colori rasto- 

dati detti paetelli, 
* AP ATI' A, 8. f. mancanza dl passione, stato deiranlnM, 

che non 6 suscettibile di alcuna passione. Apatia* 
*APATrSTA> 8., e agg. che ha apaua, indUTerente, Apa^ 

tuta, 
ATATU, agg. dicesi per ischemo d' uomo, che dod ha 

aenso inteliettuale, Inseneato, Stupida, Stolto, 
A PAVE'NTU, posto avv. p. e. SpararI a pavento, vale 

Sparare senza voler coipire. 
A PE'DI, posto avv., vale coi proprii piedi senia easer 

retto, o portato da eUri, Apiede, Api^.-^t, Offghiu 

a pedi, significa, estretto coAa sola pressione ddlt uli* 

ve, non col (orchio. 
A PE*DI CHIA*NU, posto avv. dicesi propriamente delle 

case, che sono in sulla piana tern, Terragno, 
A PE'DI DI VA'NCU, posto avv. detto di dlstorso, vale 

senza logica, A maniera farfalloniea, 
A PE'DI DI VA*NCU, vedi VA*NGU, n. 3. 
'A PEDI NTE*RRA, vedi sopra. 
*A PE*D| SCA'UST, avv, senza calzari, Sealxo, Sealxato, 
A PENA, vedi APPE'NA. 
APERITI*yU, agg. che ha virth di aprire, e dleeal delle 

cose che s'adoprano ad uso dl medicina, Aperitivo, -* 

2. In familiare dicesi di maoicaretti, che sluukam) 
Tappetito, Appetitoeo, 

APERTAME'NTI , avv. chiaramente , roanifeilameiite , 

Apertamente, 
*APERTISSIMAME*NTI, avv. superi, di APBaTAHSRTi, 

Apertixiimamente, 
APERTI*^SIMU, agg. superi, di Apkktv, Ap9rtii$ifno. 
APE'RTU, agg. da APaiai, Aperto, - 2. Aperto, aggianto 

a mure, vaso, e simili, vale Screpolato, Fiaeeato* — 

3. Per itpaxioio, Largo, Ampio. — 4. Fig., vale pa* 
lese, chiaro, manifesto, Aperto, — 5. Aggiusto dl viso, 
vale ardito, che mostra franrhezza, ilperto. — ^ Trat- 
tandosi di pronunzia, vale pronunziato a bocea larga, 
contrario di stretta. — 7. Fig., vale pure Contenta, 
Lieto per vanaglaria, 

APERTU'RA, s. f. spaccatura, fenditnra, Aperiura, — 
2. Per Porta, o Fineetra, 
I A PE'TTU vedi PE'TTU, n. 6. ^ 2, FInistruni a pcttu, 



APt 



» 67 



APO 



o altro, vale seota sporto. *-> 3. Nan putiri stări i petto 

d* ano. Tale Don esaere di ogiiaU fone > Non jgofere 

t Tt g petio d^aleuno, 
A PETni DI CAVADDU, posto aTV., Tale Soverehia- 

meni$, 
A KZZlt posto aTT., Tale A ripr€$e. 
A TE'ZZI BD A TADDI}*NI , posto aTT., Tale intenot- 

isBCBle per negligenta, o per cattÎTa Tolontâ, o per 

iapoieiiia. 
A PE*ZZU A PrzZU . o A PE'ZZl A PE*ZZ1 , posto 

afT. Tale A wexMi , In «ax st. — 3. Tagghiari a peizî 

sig^iics tagliare in parti, e talora uccidere» Ttigliare 

m peMMu 
A PIOCA* o A PrCCGA A PI'CCA, posto aTT., Tale eon 

gras rtBpsmiio, s poco a poco» A mieeino, A ipiUuS' 

zieo. 
'A PIGCAKEDDA, Tedi PICCARE*DDA. 
A PlGCHrDDA A PlGCHl'DDA, posto aTT. in modo dîm. 

di A nCCA A »IGGA. 

A PTCCHID, posto ST?., Tedi A PIGCA A PIGCA. 

ATIO, s. m. cima, panta, Testrema sommitâ dl chec- 
chessia, che sorga in alto» Apiee. — 2. Fig. ii sommo 
grads dells gloria, della felicită, e simile. 

A Pl'GND, proprianente in forma di pina — 2. Fig. po- 
sto aTT. p. e. Mittirisi la cala a pigna , Tale atteo- 
dffe ml doTore con assidaitâ, e con impegno. 

A Pl'LCf posto aTT., Tale a ponto, per 1* appanto, Anelo, 
— 2. Canasciri una a pilii, Tale Cpnoicerlo per t ap- 
pmuo. 

A ?VNSA, posto aTT., Tale fatto a penna, A penna,^ 
2. Cinimalii a pinna, cembalo le cui corde son toc- 
cke, per render soono, da martelletti a penna. 

A PIXNlTfU, posto STT., Tale in giii. Per la china. 

A PINNULITNI , posto stt. Tale a maniera delle cose 
rbe penzolanoy PenMolonef Pemolonu 

APiETUa£*DDA, 8. f. dim. di Aputura. 

A PIRTU*SU FATTU , posto stt. , Tale molto agCTol- 
nwnte* e dicesi di cosa in cai altri precedendoci ci 
abbia spisnata la Tia, Agevolx$$itnamente, 

A PrSfJt posto STT. secondo ii peso, A peeo. — 2. Yin- 
niri o aceattari a pisa, Keiufere o eomprare a peto. 

iPlD &rsUf s. m. T. bot. Rakuncvlcs scblmratcs L. , 
Apmio rieOf Srha eardoa, o iardonia, Ranuncolo 
paiutire. KsKe in uluni stagni di Sicilia: 6 Tcle 



A PIZZICDNE'DDU, posto avT. aagionto di baciucchio 

dato da labbro a labbro tenendosi scambicvolmente 

per le gole« 
A PIZZITDDU A PIZZU'DDU, o A PlZZU'DDl A PIZ- 

ZITDDI. posto STT., Tale a pezziioli, A pieeoU peni. 

— 2. Fig., Tale LentamenU , Pian pianino , Inter- 

roir«nenle. 
A*POCA, s. f. scrittora pobblica, cbe si fa dai creditore 

al debitore qoando ba pagato, Apoea. 
APOCAU'Sfil • s. f. ano dei libH della Sacra Scritto- 

ta, jlp^eiilttsa, Apocalieti, Appoeali$$e. 
APO*CAIFIJ, agg. non aatentico, Afoerifo. 
A PO'CfJ A PO'CU, posto STT., Tale a poco per toIu, 

A poeo a poco» ~ *2. A poco locn stanaa li TÎrtati, 

modo ivoT., per dirf , cbe soTente certe belle qoalitâ 

troTsasi in chi men si crederebbe. 
APOGEU, s. m. T. astr. quel panto nell* orbita del sole 

o d' altro pianeta, cbe h nella massima distanza dalia 

lem, Apoţeo, 
APOLOGETICII, agg. cbe appartiene ad apologia o di- 

fess. Apotogetieo. 
APOLOGrA, s. f. discorso cbe si fa in difesa di cbec- 

cbeMiSi Apoiofia. 
APOLOOrSTA, s. m. qnegli cbe la apologia, Apologista, 
A POHPA, s. f. poslo STT., Talf in apparenia, per ap- 

psrettif Appareniemente, 
APOPLBSSrA, s. f., T. med., infermiti per la qoale i 

nenri di tutto ii corpo rimangono pid o meno priTi 

del leosoy e del moto, Apoplmiat Apoplesia, 



APOPLE'TICU, aag. infermo di apoplessia, ApopUUeo. 
APOSTASrA, s. f. rionegamento o abbandono della re- 

ligione per abbracciame an* altra, Apoetaeia, 
APO*STATA, s. m. e f. colui o coiei, cbe ba apostatato 

dalia religione, Apoitaia. 
APOSTATA RI, T. n. rinnegar Ia saa fede, ribellarsi dalia 

sna fede, partirsi dalia Soa religione, e principalmeate 

scostarsi da Dio, ApoHeUare, 
AP03T0LA*TU. s.m. grado, e digniti di apostolo, Appo- 

ttolato, Apostolato. 
*AP0ST0L1CAME*NTI, stt. alia maniera degli ap')Sto- 

li, Apottolieamente, 
APOSTO'IJCU, agg. pertinente ad apostolo, cbe fa nffi- 

zio d* apostolo, Appottolico, Apoitolico, 
APOSTROFA'Rl, v. att. fare apostrofe, e segnare o porre 

2 li apostrof!, Apostrofare. — 2. Vale ancbe asare qaella 
gura rettorica, cbe h detta apostrofe, Apoitrofare. 

APOSTROFA'TI], agg. da Apostropari, Apoetrofato. 

APO'STROFI, s. f. contrassegno di mancamento di to- 
cale, e dicesi a quella Unea, che in qnella Tece sopra 
TÎ si pooe, Apostrofo. — 2. Figura rettorica, che h qoando 
si riTolta on discorso ad uno, e talvolta ancora ad una 
cosa inanimata. Apostrofe, Apostrofa. 

APO*STULU, s. m. epiteto, che si dii principalmente ai 
dodici discepoli di G. G. da lui iuTiatl a predicare ii 
Tangelo, Appostolo, Apostolo. — 2. Iron. Bella pezzo 
d* apostola I Tale uomo col qoale non istă bene asa- 
re» Furfantone. 

APPACCHIANVTU, agg. alquanto grasso, Grassoeeio. 

APPACIA'RI, T. n. e Tale pareggiare, e agglostare i con- 
ţi. — 2. N. pass. pacificarsi, far pace, Appaeiarsi. 

APPACIA*TU, agg. da Appacuri. 

APPAGVRI, T. att. soddisfare all* altrui Tolontâ, Con- 
tentare, Appagare, — 2. N. pass. soddisfarsi, cooten- 
tarsi, Appagarsi. 

APPAGA'rU.ajrg.da Appagar», Contentato, Appagato. 

APPAGNAME'NTU, s. m. V adombrarsi, Ombramento. 

APPAGNA*RIS1. T. n. pass. insospettire, temere, e piîi 
comonemente si dice delle bestie, Ombrare, 

APPA*GNU. Tedi APPAGNAMENTU. 

APPAGNUSE'DDU, agg. dim. di Appagnusu, Ombra- 
tieo, 

APPAGNU*sn, agg. parlandosi di caxalli o d* altri ani- 
mali si dice di quelli, cbe ombrano, Ombroso. — Z. Per 
sospettoso, fantastico, Otnbroso. 

APPA1SANA*R1S1, T. n. pass. trattenersi lungamente in 
paese non siio, Passare. 

APPAISANA*TU, agg. da Appaisanarisi. 

APPALTVNTI, s. m. quegli cbe piglia in appalto. Ap- 
paltatore. 

APPALTVRI» T. att. dare in appalto» e per Io pid si 
dice del concedere altrui i dazii pubblici » accioccb^ 
pagandone somma determinata di denajo Ir riscuou 
a suo rischio » Appcdtatore. ^ 2. N. pass. , Tedi AB- 
BIJNA'RISI. 

APPALTVRI, Tcdi APPARTA'RI. 

APPALTATU» agg. da Appaltari, Appaltato» 

APPALTATU, Tcdi APPARTA'TU. 

APPALTATU*R1, T. m. colui che piglia in appalto, Ap- 
paltatore. 

APPAXTU, 8. m. qaella incetta» cbe si fa da una o piîk 
persone unite în socielA, pigliando V assnnto dl prOT- 
Tcdere ano stato di una mercanzia, con divieto a chic- 
chessia altro di poterne Tendere o fabbricare , e pa- 
gando perci6 al Principe una somma couTcnuta, Jp- 
palto. — 2. In oggi si estende ancora al le conTenzioni 
cbe si fanno tra particolari, per ogşetti di minore Im- 
portanza, e specialmente parlandosi di teatri e simili, 
AppaXto. 

APPALURAME^NTD, 8. m. obbligazione Terbale. 

APPALURA'RISI, T. n. pass. dar la parola, obbligarsi 
a parola, e propriamente dicesi dei fidaniati. 

APPALURA'TU. agg. da Appaluiarisi. 

APPANARISI; T. n. pass. grsTarsi di raolto cibo. 



APP 



» 68 <( 



APP 



APPANA'Ti:, agg. da Appahavisi, sarnppieDO di cibo. 

APPANNA'GGIU » s. in. aM^gnamento , corredo di ma* 
trimoDio, Appannaggio. ^ S. Per Appannxa. 

APPANZA*RISlt Y. n. pass. dicesi di chi per soTerchia 
ingordigia si carica il venire di qualcbe cosa, Jngor- 
giar€t Trangugian, 

APPAPPAMUSCUr, Vedi AMMUCCAMrSCHI. — 2. Per 
sorta d' insetto che fa ia caccia alle mosctie, Attrap- 
pamosehe. 

APPAPPA'RISI» V. n. pass. inunoderatamente mangiare 
a guisa di părăsiţi, appropriando a se qualunqae ci- 
bo, Pappare. —2. Alt. Hg., vale trarre luito a se, c 
promeltere al di sopra delle forze, p. e. Appapparisi la 
munnu, ec. 

APPARAGGIA'RI, v. alt. pareggiare, ugaagliare, AppoF- 
rBggian. — % Per Conftvntare, 

APPARAGGIA'TU, agg. da Apparaoguri, Confronta- 
to, Pareggiato, 

APP AR AM I NT ARI, vedi APPARVRI. 

APPARA'RI, V. att. vestire di paramcnto, Addobbare, 
Parare, — 2. Riccvere ci6 che altri porge, consegna ec., 
stondcr la mano , la saccoccia ec. — 3. Apparari li 
spaddi , fig. , vale Sottomettersi , Umiliar$i. — 4. N. 
per Io raccogliere di seguito che fanno i ragazzi ta- 
pini Io stratto della cera iielle pabbliche processioni. 

APPARA'TU, s. m. drappo col quale si adornaoo le pă- 
reţi de*tenipii,o dellc casc,Param«firo, Parata, — 2. Per 
scgno, indizio buono, o cattivo, Apparecehio, Appa- 
rato, 

APPARENTEM E'NTI , avv. in apparenza, Apparentt- 

mente. 
APPARE*NTI> agg. appirente, che appariscc, Apparen- 

te, -- 2. Per Infingevole, Finto. 
4PPARE'NZA, s. f. r apparire, qncl che apparisce , ed 

6 in vista, Appaf^nza,~'2, Per Fimione , Fingi- 

mento, 

APPARICCHIAME'NTU , 8. m. Apparecehio , Apparec- 

ehiamento, 
APPAR1GGHIA*RI , v. att. metterc in ordine , in pon- 
to, preparare, apprestare, allestire, Appareeehiare, — 

2. Per perfczionare le vivande coi condimenti, Con^ 

dire, — 3. N. pass. prepararsi, Apparecchiar$i, 
APPARICGHIVTU-, agg. da Appariccbiari, Apparee- 

ehiato, — 2. Per Condito, 
APPARrCGIIIU, s. m. apparecchiamento, ci6, eh* 6 stato 

messo, si mettc, o si dec mctlcrc in ordine apparec- 

chiando, Apparecehio, — 2. Per Condimenta, ' 
APPARIGGHIA'RI, v. att. e n. che dicesi nârticolar- 

mente dellc bestie, e vale accoppiarii uguali di manto 

c di misura. 
APPARINTA'RI, v. alt. Apparentarsi, Imparentarsi. — 

2. Per avcr somiglianza una cosa con un* altra. Ano- 

migliarsi, — 3. Apparintari, dicesi d* albcri, arbosccl- 

li, e vignc, e vale Appigliarti, 
APPARINTA'TU. apg. da Apparintari, Avparentato. 
APPARTRI, V. n. farsi vedere, presentarsi alia vista, 

venire in mostra, in lucc , far comparsa , Semhrare , 

Apparire, 
APPARISCE'NTI, agg. cho apparisce, Apparente, Ap- 

pariscente, 
*APPARISCE*NZA, s, f. astratto di appariscenti, bello 

aspetto, ostentazlone, ornamento , Appariscenza, — 

2. Per noQ vcrQ. 
APPARIZIO'Mi 8. f. apparimento, Apparizione,—2. Per 

visionc. 
*APPARRUCCIANA'RISI, v. n. pass. procacciarsi molti 

clienţi, avventori ec. 
APPARRUCCIANVTTT, agg. che ha molti avvcnlorî. 
APPARTAME'NTU, s. m. aggregato di pia stanzc, che 

fonni abitazione libera, e separata dai rimanente della 

casa, Appartamento, 
'APPARTAMINTirzZU, 8, m. dim. di Appartasiwtu, 

Appartamentino. 
APPARTA'RI, v. att. separare, radiere da parte aknna 



cosa» Appartare. -^ 2. N. ptss. tirarsi da part«» Se- 
gregării, Appartani. 

*APPARTATAME'NTI, arv. separatamente, a parte, Ap- 
partat€nnente, 

APPARTATU, agg. da Appartari, Appartato. 

APPARTATU, s. m. vedi APPARTAME'NTU. 

APPARTINE*NTI. agg. che appartiene. Anpartenente, 

APPARTINi'RI, V. n. convenirsi, richiederc, Appowie- 
nere, 

APPASSIUXA*RISI, ▼. n. pass. provar passione di chetf- 
chessia, esser preso da passione, o da desiderio vivo» 
ansioso, Appaseionarti, 

APPASSIUNATAME'.NTI, avv. con passione, AppasnO'- 
natamente, 

*APPASSlIJNATrsSIMU> agg. superi, di Appassiunatc^ 
Appassionatissimo, 

APPASSIL'NA'TU , agg. da Appassicnarisi » che si la- 
8cia vincerc dalie passioni , Appaseionata, — 2. Peff 
afilitto, rocsto, Appassionato, - 2. Per Innamarato» 

APPASSULUNA'TU, agg. dicesi degli uomiui matnri» t 
dabbene, Dabben* uomo, 

APPATTAME*NTU, 8. m. palto fra dne, o pi6 pcraone» 
Convenzione, Accordoy e prendesi in mala parte. 

APPATTARI, V. att. meltere insieme, încastrare, com- 
baciare, Commettere; intcndendosi di legnamî pietre, 
c simili cose. Io che dicesi anche Congegnare —2. Per 
far pari, Adequare, Pareggiare. —2. N. pass. nnirsi 
in concordia in una medesinui volontă per proprio van- 
taggio, c spesso anche a danno del ierzo, CoUegani» 
— 4. Appattarisi li lingui , yale mettersi d* accordo 
circa ci6, che convenga dirsi, o farsi poi in presenza 
del terzo, Imboecarti vicendevolmente. 

APPATTA'TII, agg. da Appattari, Commafio, Comba- 
eîato, - 2, Per Collegato, - 3. Per Pareggiato. - 4, Per 
Accordato, , 

APPELLA'BILl, agg. che pa6 appcllarsi, che ammette 
appellazlone, Appellabile, 

♦APPELLA'NTI, agg., che appella, che 8i appella di ana 
sentenza, Appellante, 

APPELLA'RISI, V. n. pass. domandare, o chiedere nuoTO 
giudizio a giudice snperiore, Appellarti. 

APPELLATrvr, agg. T. gramm. aggiunio de' DomI che 
appartengono e convengono a lutle le cose di una mo- 
desima specie , Appellativo, - 2. Lassari la propriu 
pri r appellativu, Piov., c vale irascurare i vanUggt 
proprii per affaccendarsi a servire altri, ma aaua soo 

APPEMU, s. m. dimanda dl altro giudizio, richiamo 
ad altro giudice chiedendo nuovo giudizio, Appello,— 
•2. Pel chiamare a uno a uno i soldaţi per vedere se 
quilcuno mancasse, Appello, 

APPE'NA, avv. diflicilmciilc, con istcnto, a latica, con 
difflcoltă, Appena, 

APPENDICI. vedi APPENNICI. . 

APPENNICI, s. f. aggiunla, cosa accessona, che si ag 
giunge ad un* altra, e da cui dipende, Appendiee. — 

2. Nun aviri nudd' appennici. modo Prov., e vale vi- 
ver libero senza impacci di sorta, Vivere scapolo. 

APPE'NNIRI, V. att. sospcndere, appiccare, speozolare, 
Appendere, - 2. A la casa di Iu mplsu nun si p6 ap- 
pciiniri 1* ugghialoni. Prov.. vedi UGGHIALO'RU. — 

3. Mi r avi comu racina d* appenniri, modo prov., vedi 
R\C1*N\. 

APPESTARl, vedi MPISTA'RI. 

APPESTA'TU, vedi MPISTATU. 

APPICCARI, vedi MPICAKI. 

APPICCATU. vedi MPICATU. 

APPIGCICARI, v. u. salire aggrappandosi con Ic mani 
c coi piedi , e particolarmenle su gli al beri , mura- 
glie CC, /nerpicare, Innerpicare, Dicesi anche Ogu- 
ratamente. — 2. N. pass. rissarsi , conlendcre o con 
parole o con falii. - 3. Appiccicari focu, c simfll, di- 
cesi delle materie comluisiibili quando si dk loro fuo- 
co. Appiccian, — 4. Melaf. Appiccicari iro focu, vale 



APP 



i> 69 CC 



APP 



dare ofcasîone • contrasti di gran momento , e con- 

seguense. 
APPrCCiGU» s. m. rifiM, contesa, Zuffa, Contrasta, 
APPIGCICU'GGHIA , s. f. pezzaolo di sottil raroosceilo 

di paglia » o aimili , Fuse^lio. — 2. Fig. inciumento 

a diaaenzioni» Slimolo, Ineentivo, 
APP1DAME*NTU> s. m. qoel muramento soUerraneo so- 

pra dai quale si posano, eYoodano gli «difizii» Fon- 

dam§nto. — 2. Fig.» yale princîpio di qualunque cosa* 

Avviamento. 
APPIDAMINTA'RI, v. alt. cavar la fossa sino ai sodo, 

e riempierla di materia da niurare, Gettare i fonda^ 

nanlt» FondUtrâ. 
APPIDAMINTA*TU. agg. da Appidamintari, Fondato. 

— 2. BoQU appidamîQtatu, fig., rale AsHeuratOf Ja- 
sodaCo. — 3. Piii, vale fondato ia qualche scienza. e 
dicfsi di cbi in essa h molto bene istnitto. — 4. Tih 
rhi ha proteiione de* grandi, o h molto ricco. 

APPIDICA*RI. V. n. camminare in luoghi malagevoU al 
passo oereando ove poter mettere ii pi^ in sul sodo. 

APPIGGHIA*RI, V. n. 1' attacearsi che fanno con le ră- 
dici ia terra lepiante,^6arfrteair0yil|)>pt^(iare.~2. Fig. 
deiio dl aflări , vale Avviarsi bene, — 3. Per Pigliar 
fmoeo, — 4. Fig., comprendere , sentire , incaricarsi , 
Prmidtre, — 5. N. pass. metaf. ,« vale altenevsi , con- 
fmiarsif seguitare* Appigliarsi.—T, Per venire in- 
nanzif pioprio delle piante, e degrinnesti, Alligna- 
re. — 7. Delto delle vivande» vale divanir arse, e co- 
me abbniciate , Abbrostirsi , Arrabbiare, — 8. Appig- 
gbiarisi a la suli. Abbronxarsi, — *9. Appigghiari Iu 
cilindră, T. degli stampatori. dicesi quando si stro- 
fina l'inchiostiv e si dilata nel cilindro per darsi prin- 
cîpio alia faliga della stampa. 

APPIGGHIATE^DDU» agg. dim. di Appigghutit. 

APPIGGHIA'TU, agg. da AppictGBURi, Abbarbieato, Ap- 
figUato. — 2. Per AlHgnato, — 3. Per Bene avviato. 

— 4. Per Âhbrostito. — 5. Per Abbronzato, 
APPrGGBIU, 8. m. k) abbronxarsi le vivande per troppo 

fnoco, AbhranMamento, — *2. Ciauru d* appigghiu, h 
V odore cbe mandano le cose abbronxate. 

iPPIJUNCA'RISI» T. n. pass. divenire abitnalmente ma- 
laticcio» Molan, 

APPiJCAGATi'ZZD* agg. dioi. di Appucxcatu, Hal- 
eaniccio, Infenniecio, 

APPIJUNGATO, agg. da Appucncabisj , abitualmentc 
malsano, Malarrivtiio, 

•APPILA'TU, vcdi AMMASCARIDDA'TD. 

APPlNA'RISIy T. n. pass. edser penetrate da cordoglio, 
Cardogliare, 

APPLTAtU , agg. da Appinabisi , penetrato da cordo- 
glio, DoUnte, 

APPINNIGA'RISI. v. n. pass. cominciare a dormire, Ad- 
dormântani , Addormirsi, — 2. Per legger mente dor- 
nire, Dormiechiare, 

APPINNICA*TU, agg. da Appinnicakisi, Addormentato, 

APPINNULIA'RISI, y, n. pass. sospendersi, o sportare in 
faori da -qiialche sponda, o luogo rilevato, Spenzo* 
lani, 

APPJNNCLIA*TU, agg. da Appinkuliarisi, Spensfolato. 

APPINSIRA'TU, agg. Diligente, Attento, AecuratOf Js- 
$iduo, 

APPIRSUNA'TC , agff. dicesi di chi t pervenuto al to- 
tale incremento della statura. — % Per alto, robustOj 
di bella figura. 

APPI'SD, agg. da Appbnmri, Sospeio, JppMo. — 2. Scena 
appisa, modo prov., Finzionet Fingimento. 

AFPITEWZA, s. f. dosio di cibo, Appetito^ Appetenza, 

APPITI'RI, V. att. desiderarc, Appetire, dicesi de* cibi. 

APPITTIMA'RISI, V. n. pass. atteodere a fare, o a dire, 
o a cbiedere qualche cosa con importunită. 

APPITTIMA'TU, agg. da Appittiiiarisi. 

APPIZZAFE'RRU, T. di st. nat. Mrhops L., ucccllo che 
ha ii becco curvato, comprcsso, sotio e sopra careiia- 
ta, ia lingqa merlala all^ sommitâ, ed i piedi passeg- 



gianti, Merope, — - 2. Metaf., dicesi di chi scrocca vo- 
lenticri, Seroechino, Scroceone, 

APP1ZZA*RI, V, att. attaccare, unire, congingnere V una 
cosa con Taltra, Appiecare. — 2. Per Appendere, — 3. Per 
Conjiecare. —4. Appizzari un cauciu, un timpuluni, e 
simili, vale percuotere, Jppiccare un colpo ec. — 5. Ap* 
pizzari li pedi, Ostinarsi, incaponire, intestarsi, — 
6. Appizzari la laparda , modo prov. , Fare ii parai- 
sito. — 7. Per restar privo di una cosa gii posseduta, 
o sperata , o impiegau » Perdere; p. e. Appizzari Iu 
sceccu, e li oarrubbi, Perdere ii ranno a t7 sapone, — 
8. Appizzari un divirtimentu, na scialata, e simili» Per* 
dere un paszatempo, ~0. Appiizaricci li pldati, Per- 
dere le fatiche inutilmente — 10. Appizzaricci Iu straz- 
zu. vale uscir di viu, 4fortr8«— 11. Appizzari li grana 
a Iu jocu, mettere in cimento, in pencolu, ed iu ar- 
bitrio della fortuna, iirrtse^uire. — 12. Neutro, Appizza 
e fui, dicesi di chi scappa via dopo qualche fatio, o 
o per qualche prossimo pericolo, Spulezzare^^i3, Ap- 
pizza ca Diu ndrizza, Prov.» vale nelle cose dnbbie 
non lasciar di tentare confidando in Pio. — 14. N. pass. 
p. e. Appizzarisi comu na sancisuca , vale molestare 
alcuno con ciarle, o con importune istaoze, Sallecita- 
re , Importunare , Vettare, — 15. Appizzaricci cu la 
facci, cu Iu nasu, cu la varva ce, vale restar vinto 
o sopraflTatlo , senza difesa e senza vendelta , Dar di 
barba, di na$o, e simili. — '16. Appizzarisi comu na 
sancisuca. dicesi delle personc nojose, di cui si dura 
fatica a liberarsi» Appiccarsi come la gramigna, o come 
le mignatte, 

* APPIZZA RO*BRI> 8. m. cosa qualunque, od arnese« 
cui si possa appiecare, e vi sia stata appiccata alcuna 
cosa, ma propriamente si usa per gU abiti, o altri og- 
getti di uso cotidiano, Appiccagnolo, 

APPIZZA'TU, agg. da Appizzari, Appiccato. — 2. Per 
^p;;e50. — 3. Per Conficeato. — 4, Per Perduto. — 
5. Appizzatu a li cianchi, a li pudii, Qg., vale Molto 
importuno, — Cosi appizzati a Iu croccu , metaf. di- 
cesi delle CQse che facilmente si ottengono» Come- 
guibili, 

APPIZZATURI » V. m. qualunque cosa ove altri possa 
appiccarsi • o che tenga soapesa cosa appiccata, Ap- 
piccagnolo, Appiceatojo, 

APPiZZUTA'RI, V. att. fare aguzzo» far la punta, Jţuz- 
zare, Appuntare, 

APPIZZUTA'TU, agg. da Appizzutari, AppuntQţOf Aguş- 
zato, 

APPLAUDrRI, V. att. far segno di festa» e di allegrezza 
col picchiar le mani, e coq sinţili aţti, Applaudere, 
Applaudire, — 2. Per approvare» slimaf benfaţţo. Io- 
dare, Applaudire, — 3. N. pass. compiacersi, pavoneg* 
giarsl, Applaudirn. i'i 

APPLAUDl'TU» vcdi APPLAUDU'TU. 

APPI^AUDU'TU, agg. da Applaudibi» Applaudito. 

APPLADSy» s, m, se^no di fesMii e di approYaiftone, Ap- 
plauso, 

APPL,lC}A*fiIU, agg. che pu6 applicawi» AppUcabUe, 

APPLIGA*R1 , V. att. apporrc , adattare una cosa sopra 
un'altra in modo che vi ştia attaccau» Applipare. — 
2. Per Adattare, — 3. Fig. assegqare » appropriare , 
ascrivere a uno, o a una cpsa cheochessia, AnpUeare. 
~ 4. N. pass. studiare con ^attenzione, e anche darsi, 
mettersi a checchessîa, Applicarti, 

APPLIG VTII, agg, da Applicari, ^ppiica^. — ?. Per 
dedito a checchessia, attento, impegnaiu» Appficaio, 

APPLlCAZlO'iM, s. f. apponimcnto, V azione di appli- 
care, Apnliţazionf, — 2. Fig,» dicesi dcH'atlenzione» 
con cui r anima st rivolge ad alcuno oggctto d'istru- 
ziono o di affetto, .^ppiica^tone. 

APPODERATU, s. m. voce deir uso, vale procnratore 
di un corpo d* impiegaţi al solo oggctto di esigerc le 
loro mesate e diVidene al tempo debito. 

APPODI'RI, V. n. detto di carne» pescc, frntti, e simi- 
li» vale cominciare -a corromperti, divenir guaste» aver 



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passato ii panto di loro booii. — 1 Delto dî allve da 
trarne olio, di concime o altre, FVmnanfare. — 3. Nuo 
putiri appodlri ad unu, modo pro?., vale soffrir al- 
cuno malTolentieri. 

APPODU*T!I , agg. da AFFOimi , Guoito , Stantio, — 
2. Fermentata. 

APPO*JU> 8. m. cosa a che raomo si appoggia, e di- 
crsi anche generalmente di qoalanqae cosa senra di 
sostegno a checchessia , Appoggiatojo , Appoggio. — 

2. Per mei., ajuto, favore, Appoggio. - 3. Neila ca- 
▼alleriiia* vale Taiione reciproca della mano del ca- 
valiere, e della bocea del cavallo per meizo della bri- 
glia, Appoggio. 

APPOai'RI, Y. n. detto del letame recente, vale putro- 
farsi, Infraeidare, Maturare, 

APPORITTU, agg. da Apporibi, Maturata, Infracidato. 

APPO*STA, avv. apposuumenie , a bella posu, A po- 
$ta, Apposta, 

APPRE'NMRI « V. au. e n. procacciarsi con operazîon 
di mente cognizion nuova di checchessia , imparare, 
Apprendere, — 2. Per Capirv, Conoecere, intendert, 
Comprendert* - 3. Per figurarsi nella mente qualche 
concetto, Che in verită non ^, Immaginarei, 

APPRENNISTA, o APPRINNTSTA, s. m. colui che im- 
para o si esercita in alcuna professione, o arte. Ap- 
prendente, Diieente^ Apprenditta, 

APPRENSIOW, s. f. Io immaginarsi, Immaginaxione. 

— 2. Per timore, o pinttosto II primo grado del ti- 
more, Appremione, — 3. Per ingannarsi neJ vedere mo- 
mentaneamente ana cosa per un'altra, Travedimento. 

*APPRENSI*VA, 8. r. potenza di apprendere, percepire, 

comprendere, Appremiva. 
APPRENSrvU, agg. Inclinato a temere, che d* ogni co- 

succia si duole, e si mette in apprensionc , Appren- 

iivo.^% Per Sotpettoso» 
*APPRESSA*RI, V. att. aTvicinare, Appreseare, - *2. N. 

pass. avvicinarsi, Apnreisarei, 
*APPRESSA*TU, agg. da Appkkssabi, Appreuato. 
APPRE'SSU, avT. Poici'a, iHpoi, Appreeio.~^% In modo 

imperativo. Or via, Avanti dunque. 
APPRETTITU, 8. m. Stretta, StringiiMnto. --2. Per 

prescia , bisogno , o dovere di far presto , Frttta. — 

3. Per ambascia, aflfanno, AneietA, ~ 4. Per travaglio 
d*animo, tormento, tribolazione, Ansia, — 5. Per somma 
Indigenu, Povertă^ Seareeisa, - A. Per Provoeazione. 

APPRISINTA'RI , V. att. far donatiro di cose mobili , 
Preeentare. - 2. Apprisintari Tarmi, T. milit. Pre- 
ientar le ormi. — 3. Apprislnlarl V armi, fig., dcfporre 
la cariea, Bitirani. — 4. Fig., Rlcusar di &re alcuna 
roşa, receder dallo impegno. — 5. Apprisintari Iu ni- 
sarin, e simili, voce di religione, e vale dare, dedi- 
care a Dio le sue preei , ec. — 6. N. pass. condursi 
alia presenza, Comparire innami, — 7. Apprisiotarisi 
in casteddn , e slmlli , vale sponianeamente darsi in 
braeeio della giustizia. 

APPRIâINTA'TU , agg. da Appkisintari , Preeentato. 
-^ 2. Per Dedioato, — 3. Per condotto innanzi alia 
giustizia. 

APPRrsn» agg. da Apprinmiri, Appreso. 

APPRITTA1IE*NTU, vedi APPRETTITU. 

APPRITTA*NTI, agg. importuno, Seeeafietole f Seeeatore, 

APPR1TTA*RI, V. att. affrettare, sollecitare. Accelerare. 

— 2. Per dar noja, recar fasiidio, Nojare. ^ 3. Per 
inealzare, far pressa, Preeeare. — 4. Per Proivoeare. — 
5. Detio di ealzari, vesti, o altro, vale recar dolore 
per Istrettezia. 

*APPRITTATAMB*NTI, avv. con grâu prcssa, con inop- 
portuna celeritâ. 

^APPRITTATE'DDU, agg. dim. di AppRtrrATU. 

APPRITTA*TU, agg. da Apprittahi, afretuto, solle- 
cltato, AeceUrato. — 2. Per Ncjato. —3. Per Preş- 
ioto. " 4. Per ProwKato. — 5. Per istretto» corto ec, 
parlando di ealzari, cappelli ec. ~6. Per Iscala, sa- 
lita Incoromoda, Erta, âipida. 



APPRirTATfTRI, t. m. ehi spesio hi TOgIfa di tenio* 

nare, e per Io pid senza raglone. 
APPRIZZA'BIU, agg. da Appriiiari, AppreixeM§, 
APPRIZZA'RI , V. att. sUmare o giadieare ii pregio a 

la valuu di una cosa, TaMare, ApprtMMore. — 2. Per 

avere in pregio, fare stint, far conto, PreMxare, Ap- 

prextetre. 
APPRIZZATU, agg. di AppanzAmi, Affrexxato. 
APPR1ZZATU*RI, Y. m. che apprezza, 5rtmafor«» Ap- 

prexxatore. 
APPRODA'RI, vedi APPRUDA*RI. 
APPROPITTA'RISi, v. n. pass. aoquisure, goadignare, 

far profitto, trar profitto, Appropttarei. 
APPRO'NTU, s. m. .4nftet>aztofif, Anticipammito. 
APPROPRIAME'NTU, tedi APPROPRIAZIOW. 
APPROPRIA'RI, V. att. attriboire, hr proprio, recare 

in proorietă, aasesnare, ascrivere, A pp r op r t a r e,^% N. 

pass. ilirsi proprio, aitribuiisi, AppntpriarH. — 3. Per 

situare al luogo proprio. 
*APPR0PR1ATA]IB*NT1 , aw. in modo adatuto y pro- 
prio, convanleote, App iro p r i atamente. 
*APPR0PRIAT1*8S1MU , agg. superi, di AppROniiATV, 

Appropriatieeime. 
APPR0PRIA*T1I, agg. da Appropiiari, AppropHato^^ 

2. Per ben collocato. 
APPROPRiAZIO*NI, s.f. Tapprupriare. ^Mroprtoitotif. 
APPROSSIMA'RI • V. att. appressare, avvidura» aeco- 

stare , .4jiprofffjmarf . £ st usa nel seotimento neiitro 

passivo. 
APPROSSlMATIVAMElfTI, avv. Poco preiio, P09O ptik, 

Poco menOf Quoii, QuaHmenie, 
APPROSSIM A*Tn, agg. da AppROaatiiARi, ^pproiflMa- 

to, Aeeoitato. 
APPROSSIM AZI0*NI, s. f. approsslmamento, awiciDt- 

mento, ApnroeeimoMione. 
APPRUDA'RI, V. n. accosursi,. venire a riva, ilmiro^arf. 
APPRUMUNAMB*NTU , o APPRIM UNAMB*NTIJ , s. m. 

Ammaeeatwra, Ammaeeamento. — 2. Per abbaiUoMiilo 

cagionato da eoeesso di fetica, dl cammino, o da prio- 

cipio d' iofermiti. 
APPRUMUNA'RI, o APPRIMUNARI, v. aU. pereoolere 

in guisa da restar olTeso nel polnMme, Ammacemt. 

APPRUMUNATE'DDU, } _^ .,^ ^, A«*-««mA«r« 
APPRUMUNATI'ZZU, î *»•«««»• <>« AFPRCInniATir. 

APPRUMONATU, o APPRIMDNA*TU, agg. da Apmuj- 

MUNARi , Ammaecato. — 2. Per persona aifella di pol- 

monea. 
APPRUNTA'RI. v.att. disporre le cose percM aleuoproote 

al bisogno, Appreetaref Preparare, Apvroniare. — 2» Per 

Offerire, Profferire, Prezentare^ EHhm.^ 3.'Pfr 4ii- 

rtcipare.— 4. N. pass. Comparire, Preeentmti «WHiti, 

0/ferîrsi. 
APPRCNTATU, agg. da Appruntari, meaau aH'ordine 

Apprestato, Preparata. * 2. Per Oferta, Pretentata. 

- 3. Per Amieipata. 
APPRUVA'RI, y.att. giudicar per buono, teaer per buo- 

no, o per vero, rioevere, aceeiUre, ilf^proiHirt.— 2. Per 

confermare. provare, Approvare. 
APPRUVA*TC, agg. da AppaovAai, Approvato. 
APPRUVAZIO'Nl, s. f. Tapprorare, i4ppfotMiif»aii(o, Ap- 

provanxa , Appravazione. — 2. Per Coniefito , Con- 

eentimento, 
APPRUVINZA'RISI, v. n. pass. dicesi delle planta, che 

infermano per troppo freddo, ilssiderarsi. 
APPRUVINZATrzzU, agg. dim. di Appruviniatu. 
APPR11VINZA*TU, agg. da Apprcvimiarisi, malcoocio 

per freddo eccaaaivo, ^Mtdarofo. 
APPUGGIA*RI , V. n. T. di marin. , vale navigare col 

vento in poppa, eooirario di orzare, Poagimn. 
APPUJA'RI, V. aO. accostare una cosa alr altra par Io 

ritto alquanto a pendio, acciocch4 sia aoalanata. Ap* 

paggiare. — 2. Parlandosi di fabbrica, vale edificare 

cootiguo toccando altra casa. — 3. Met. porgere ajuto, 

fiirore, protesione, Appoggiare, — 4. A Iu mum Ysscia 



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tutti fti cei appoUDa, ProT», Tale ognuno concuka» o 
alncBo trae profitto dai piti debole, e men capace. 

AProJATirm i, ved l APPO^IU. 

APPUirrAMB'NTU 9 8. B. accofdameoto, contenxlooe • 
Apmmtmmtnîo. -^ 2. Per ordioaiione, stabilimenlo, r^* 
goikmtBU) , Appuntttmento. — 3. Francii d* appunta- 
moiUi» modo prov.» dicesi di ctii prometie, e per si- 
stema Don eaefoe, — 4. Appuntamenta di matrimoniu, 
diecsi ii convenire de* congiunii dell* ona e T altra 
parte per destinare jl tempo della celebraxiooe delle 



APPUNTA'BI, T. att. congiognere o attaccare con punţi 
di CQcito, con Ispillettn o altro, quasi cucir legger- 
mcnte» Apfm^€tr€. — 2.Per determmare, subilire. — 




Toler ferire. Fig. costringere ad ogni patto. — 5. N. 
^., fkr pwito, Fermani, Arrtstani. — 6. Per perder 
Ia lena e la forţa a poco a poco, Alltntart, A/^vo- 
Un. — 7. Per laaciar di pagare ii dovuto. — 8. Per 
ceaaare dl fare, Dnistere. — 9. Per non saper cbe ri- 
spoodcre. — 10. Per prestare molta attenxione a cosa 
Cbe colpisea i sensi. — 11. AppanUri Toecfai, dicesi di 
chi t Ticlno a dar l'ultimo fiato, o dl cbi per demeo* 
tt, oper estasi, o per ebbrexxa tiene gli occhi immoii. 
APPUNTASPI*NGUIJ, Tedi CHIUMAZZE'DDU. 
APPUNTATU, agg. da Apfuntari, Appuntato, 
APPUNTIDDA'BI, v. att. porre sostegno ad alcuna cosa» 
o pcrchA ella non cascni, o perclii ella non si apra, 
• cbliida 9 FunteUare , AppunUUare. — 2. Appuntid- 
darisl Io stomacn, fig.» ?ale ricrearsi, ripigliar confor- 
(0, RifoeiUarH, JtOtorant*. — 3. Appontiddari li ra- 
fivni di alcuna, fig., ?ale difcndere quistionando» So^ 
ffeiiarf. — 4. Appuntiddari di săli, aromi, e simili , 
Tale oondire con sale, aromi, e simili, oltre ii biso* 
ane? ole. — 5. Per isforxarsi, far qualcbe cosa cop gran 
atica. 

AFPiniTIDDATE'DDn, agg. dim. di Appvntiddatu. 
APPUirriDDATU, agg. da APFUXTiDDAai, PunuUato, 

Appmt§Uaic, — 2. Per Riţoeillato, Bistorato. — 3. Per 

Difemt^ 5«fffniilo. * 4. Per condito di qualehe cosa 

pin del neeesaario. 
APPUIITI'DDU, s. m. legno, o cosa simile, con cbe si 

pnnteila» Puntetlo. — 2. Met.» Ajuto, Soitegno, 
ArPUirmiU» avT. Io stesso cbe Apj^ntOt ma ba alqnanto 

p Mi dl eap reaalone, Anpuntino, 
APPUNTrSSIlIUt avT. (o stesso cbe appunto appunto, 

eaattfaalmamente, Afpuniisnmo. 
AFPinVTUf aTY. alTermatiro, e Tale nk pib n^ meno, 

ni pi6 onA, n4 pid IA, glosto, A punto, ^ippiinro.— > 

2. Pe r Campiutamentâ. — 3. Per Bene , Senza fallo. 
APPITRA*BI » T. att* rappurare , purificare , mettere in 

chiaro, Terillcare, Appware.^%. Per cbiarirsii cer- 

Uflicarii» cerxiorarsi, Appuran, 
APPUEATU, agg. da AppcRAni, Apmărikto. 
APPOEMim A'RI TedI APPRUMUNA^RI. 
APPOE PA'BI, T. att, pigllare e tenere stretto con for- 

tMf Afftnan,^ 2. Fig. tratteoersi Inngamente con per- 

aona, di cai si sia eercato Inrano per Io ionanxi. — 

3. Per troTar modo d' iuTestigare destramente d*alcane 
cose diiileilî a sapersi. 

APPCRPATU, agg. d& ApponpAai, Afferraio, ec. 
APPUHTA'RI» T. att. produrre, cagionare, Appcrtare. 

— 2. Appurtaricci la facci, modo proT., Taie aTer ar- 

dlre« basur Fanimo, dare 11 cuore; e prendesi In mala 

parte. 
A^URTATU, agg. da AppviTAni, prodotto, cagiona- 

io, Awpartmto, 
APPDSTA*RISl9 T. D. pass,, nascondersi per cogliere II 

tempo di fbrmale ad alcuuo. 
APPCSTATAimrTI. avT. a posta, a bella posta, Ap- 

ArrusTATU, agg. da Appcstakisi. — *2. Casa appu- 



stătu, vale non accidentale, ma procarato a posta, e 
si prende io mala parte. 

APPUZZA'RI , T. au. attînger llqaorl da qualcbe ser- 
batojo. — 2. Per pieaare, cbinare in basoo. — 3. Neu- 
tro, T. dcl giuoco della trottola, proprio di cbi ba per- 
duto , ed h ricevere i col pi sul la sua trottola con Io 
spuntoncello di qiiella del vincitore. — 4. Per sotto- 
mettersi altrui per non potere a meno. — 5. Nel giuoco 
di capanniscondere, Star eotto, 

APPUZZA'TU, agg. da AppcxzAai. 

APPUZZUNA*R1> Y.att. iudurre e apportar puzzo, Appui- 
$are, Appuizolare. ~ 2. N. pass. provare on acuio leterc. 

APRrLI, s. m. nome del secondo mese astronomice, e 

Îioarto deir anno civile, AţriU, — 2. Pmt., Aprili fa 
i ciuri e li biddiizi, e nn* aTl lausu Iu misi di ma- 
ju, Aprile fa U (ion , e Maggio ne ka V anore, — 
3. Aprili Iu duci durmiri, ProT., vale cbe per dormir 
bene e salutevolmente la stagione media A molto pro- 
pria. — 4. Aprili ti vegna a vidiri, Prov. degli agri- 
coltori, e significa, cbe In aprile si Tisitano i semina- 
ti, e si pu5 calcolare la fertilitA o sierilitA della messe. 
— 5. Qoantu va un* acaua di majn o di aprili nun 
vali un carru cu tutti 11 vili, Prov., cbe esalu la grande 
utilitA di una pioggia in aprile per tutte quante le 
prodiuioni. 
A PRFMA , avv. ne* tempi trascorsi , Antieam^nte. — 
2. A prima frunţi , posto avv,, vale A prima visia , 
A prima giunta, Aprimafnmte, - 3. A prima visu, 
vedi A PRIMA, n. 2. 
A PRrMU BO'RDU» posto avv." In principio, per la pri* 

ma cosa» A prima ifiunta, 
A PRrMU BO*TTU»postoavVrairimprovviso, senz'aspet- 

ursele^ Inaepettatam^nte, 
A PRrMU SA*NGU, posto avv. T. della scberroa, e vale 

al primo ferimento» AUa prima ectUfittura. 
APRl RI» T. alt. disgiunaere cd allargare in guisa le im- 
poşte degli usci e delTe finestre, cbe si dia la entrata 
e la usciU, e dicesi di ognI allra cosa cbe sia serra- 
ta, Jprtra.Spesso si usa come neutronasslTo.— 2. Apriri 
ad unu, cosi assoluUmente dicesi deilo aprirgli la porU 
di casa, Introdurlo a sA, ilprtre ad akuno, - 3. Per 
Itpaecare, Fendere. --4. Aprirsi de* muri, de* legnami, 
o della tcrra. Tale crepare, fendersi, far gran fessura. 
Spaccarsi, — 5. Per Dilatară, Allargare. — 6. Per Pa, 
leeare, Manifestare. — 7. Aprirsi li ciori, si dice deU 
1* uscire 11 fiore dalia sua boccia, 56oeciare.-* 8. Apriri 
r occbi ad nnu» met.. Tale di rozio e inesperto reu- 
der altrui accorto e sagace, Sealtrire. — 9. Apriri V oc- 
cbi li gatUreddi, in senso figurato, Tale far senno, to- 
der le cose nel Tcro aspetto. — 10. Apriri 11 cbianti 
dl li mânu, fig.* dicesi di cbi non vuole, non pu6, 
I o non sa impacciarsi in qualcbe faccenda. 
APROCCHI» o GATTARE'DDI, s. m. plur. T. bol. Ckn- 
TAUMEA CALCiTAMÂFÂ L„ CaUiiropa, Caleatrepfolo , 
Cardo itellato, Spina alba, Ceeeprete, Piaou spinosa 
della famiglia delle composte, usaU io medicina per 
la sua virtb ar.telmlntica; ba i fiori di un color di roşa 
carico. Abbonda ovuoque nelle nostre campagne. — 
2. Aprocchiu flmminedda, Cw^taumea soisutmaus 
L., Ceeeprete, Nasce dappertutto in Sicilia, ba I fiori 
di color giallo. 
A PROPORZIO'NI , posto avv. , vale con proporsione . 
con modo proporzionato» ProporzionahaMMe, Propor- 
zionatamente , 
A PROPO'SITU, posto avv, vale secondo la materia pro- 

ru, Ne* terminif Convenevoimente, A fropoiito. — 
Parrari» rispanniri a propositu» e simili, vale sur 
nei proposti termini , rispondere secondo la materia 
proposia, FaveUare, Btzwmdw a propogito, -«- 3. Dl- 
ceai per ironia, o per gtooco» ed 6 una specie di ri< 
convenzione , ossia impognazione del detto altrui. — 
4. A propositu, o pure Ob| a propositu, detto con 
tuono interrogativo e modo di domandare cosa, di cui 
alcuoo si sovviene nel momento. 



APR 



1» 72 a 



AQU 



A PROVA, posto avv. coi verbi Dări, o Ptggliiari, vale 
dare o tune alcuna cosa sollo condizloiic di farnc Ia 
' prova. - 2. A urova di buiniui» prupriamcnte t maniera 
di fabbricare le volte in guisa, cbe reggano ai colpi 
dellc bombe, .4 botta di bomba, — 3. AvirI la racci 
a prova di bummi. modo prov., c vale essere sFaccIa- 
to, ardito, aenia vorf^ogna, Far faccia toita, 
A PirGNA) puslo avv. col vcrbo Fari, >alc fare a pu- 
gni. — 2. Farila a pugna, Ug., vale iinpcgnarsi a tuUa 
pustia incoiitrando gravi uslacoli. — 3. Nun putiri pig- 
ghiari In munnu a pugiia, vale non potcr Icntare 1 im- 
possibile. 
APU'M* !«. m. T. di si. uat.. ape selvatica, e mnggiore 
dcUe allrc » rlie succbia ii mele prodotto dalie allro 
a pi, PeccUione, 
A PlINTA DI BL'RCE*TTA, posto avv. col vorbo Par- 
rari» c simili, vale parlare tropiM) sludiato e slucche- 
volo, Parlare in punt a di forchelta. 
A PUTrRI JI'Rl, posto avv.t vale A piu non posso.— 

2. 0)n gran forza, gagliardia, violniza ec. 
APU'ZZA, s. r. vezzoggiativo di Apa, Apelta, 
A PUZZU'NI, |)osto avv., Voltato a rilroso, Sosiopra, 
CapovoUo, — 2. Cu la testa a puzzuni. Col capo chino, 
— 3. Cadiri a testa a puzzuni, Tomare, 
A QUACQUARIL'M» posto avv. col verbo Vuf^'gbiri, vale 

bullire col maggior colmo, A ricursojot A scroscio, 
A QUA'NNU A QUA'NNU.aw. Allora che, Allora.quan- 

dot Appena, Appena che, 
A QUANT A\ avv. diccsi |>cr dinotarc un certe tejnpo 
giă passato proporzioiiale alia cosa in discorso, i mol- 
to, A un pezzo. 
AQUA'RIU, s. m. uno de* segni dello zodiaco, Aquario, 
AQUA'TlClIt agg. dicesi degli animali, dello piante, e 
simili , cbe nascono e vivono nellc acque, o iiitorno 
alle acque, Aquatieo, 
A QUA'TTRU A gUATTRU t posto avv. A quattro a 
quattro, -- 2. Pruv. Vidiri 11 genţi a quattru a quat- 
Ini, 6 uno degli efletti della ubbriacbezza , cbe vizia 
io acurae della vista, moltiplicando gli oggctti. 
'A QUATTROCCUI, vedi 0*CCIIIUt n. 16. 
A'QUEU, agg. di qualită d*acqua. Aqueo.-~2, Presso 1 
nolomisti h aggiunto di uno de* tre umori deirocchio, 
Aqueo. 
A'QUILA, A*QUULA, e megllo ACCLA, s. f. T. di st.^ 
L. Falco folvos» Uccello che ba la membrana ce- 
rosa gialla, i picdi pennuti, la coda corta e diritta, 
la testa liscia, Aquila comune o bruna, Questo genere 
ha nove sperie. — 2. Per impresa nelle insegne de* Ro- 
mani, c del Senalo palermitano, Aquila, - 3. NelParal- 
dica r aquila imperiale, o 1* aquila a due teste 6 la divisa 
doll'lmpero. -* 4. Prov. Fari Taquula a dui testi, vale 
voler cumMndare duc ad una volta. — tt. Aquula e cru- 
ci , sorta di giaoco fanciullesco , cbe si Ta gittando 
per aria una piccola moneta, e indovinando qual Into 
inostreri posando in terra.~6. T. di st. nat.« Eaja 
I.. Pcsce che ha sotto ii cullo cinque spiragli , ii corpo 
piatto, la bocc« situata sotto ii capo, Aquila. 
AQUILK'GIA, 9. f. T. bot. AguiLEuiA rcuiARis L. Pianta 
che ha Io stHo diritto, ramoso, ed un poco peloso. 
Ic foglic picriolate, Iribolate, incise di uu verde cupo 
aJ di sopra, glauche al di sotto, i fiori inodorabiti tur- 
chinl che variano in bianchi, in giallif di color di ro- 
şa , in violeţii , e in brizzolali , Aquilegia , Perfetto 
amare, vedi PlNNA'GGIll DI RIGI'NA. 
AQUILE'TTA. s. f. stemma di mctallo o di ricanio con 
la insegna di nn* aquila, che tcngono alcuui degP im- 
piegaţi servili del senalo di Palermo. 
AQIJII TMI, agg. da Aquila, e si pone per aggiunio al 
naso deir uomo , ii quale sia adunco a similitudine 
del beccn deli' aquila, Aquilino, 
*AQi:iLO.NA'RI, agg. da Aqvilonb, Settentrionale, Aqui- 

lonare. 
AQIUXYTTX, s. t, dim. di AquilAi aquila piccola, .iqui- 
linoy AqtnhUo, 



ÂOCtLO'tTA, s. f. pesce siraile aîla Spinul Ai 

'ARA'BICU, agg. appartenento aii* Arabia» o agii Arabi, 
.•lru6(co. 

ARa'DIU, agg», acconcio ad esscre arato, proprio di cam- 
po» Jf*a6i7e. 

'ARABrSHL') 1^. m. maniera propr, di dire, che ha del- 
r arabo, Arabiâmo, 

*ARABrSTA, s. m. conoscltorc della lingua degli Ara- 
bi, e de* loro costumi, Arabiata, 

.A'UARIT, agg. propr., vale appartenente airArabia, o 
agii Arabi, e fig. strano, barbaro. Arabice, 

A RA'GGIA, posto avv., vale A onta, A diipetto. 

A RAGGIA*ZZA , posto avv. acer. di A racgia , vale 
A grave dispeîto, 

*ARA*LD1CA,' s. f. arte, o cognizîone di cid, che spetta 
ad armi gcntilizie, blasone, AraUliea, 

A RAMPICU*M, posto avv. col verbo Jiri, o simili, vale 
andare ad alto, rampicare, e si dice propriamente de- 
gli animali , che salgono attaccandosi colle lampe c 
coi piedi, e per similitudine anche degli uomini. 

ARANCIA'TA, s. f. sugo di melarancia con zucchero, ed 
acqua. — 2. Per confezione di arancia bollita io zuc- 
chero o mele , Aranciala, 3. Per coipo d* arancia 
lauciata. — 4. Cosa di piggbiarilu ad araneiati, modo 
proy., e dicesi per dispregio, di chi rendesi abietto, 
ed iiiviso per buassaggine. 

ARANCr.NU, aggiunto del colore della melerancia ma- 
tura, Hancio, Dork^ Arancioso, 

ARANCITE DDU, s. dim. di Aranciu. — 2. Per Io fmtto 
verde del melerancio alia dimensione di iioa noccino- 
la , o poco meno , diseccato per uso del commercio. 
— 3. Aranciteddu o laiiternu, T. bou Ruâmnus âlA" 
TBRxvs L. Questo arboscello abbonda uelle nostre sie- 
pi, e ne' monti, c produce de* rruttl che rassoroigliano 
air ovaja del Cit rus auhaktivm, Alaterno, Lintemo, 

ARA*NClUf s. m. T. bot. Citrcs jvbastwm L. Pianta 
senipie verde , cbe ha ii tronco dritlo con la SGOrza 
scura, i râmi mollo dilTusi, le foglie alterne sempU- 
ci , di un verde cupo, i flori bianchi ed odoroel, ti 
frutto rutundo un poco compresso di un |;iallo dora- 
to , o croceo , e verrueoso leggermente , Araneio. Si 
chiamano ancora cosi i frutti di quesl*alberu Aran^ 
eia, Melarancia, cbe servono agii usi domestici • me- 
dicinali. Nalivo deir Asia colii vasi abhomiantemente 
tra uoi, e forma uno de* principali oggetti di comner- 
cio per la Sicilin. - 2. Aranciu di la China, druus 
ruLGARis siyeysis, E una dcUe specie dell' artncio, 
che ha le foglie ed i frutti piccoli. Trovasi mslle no- 
stre flore per omamcnlo, Araneino della CAina.— 
3. Aranciu di manciari o di spremiri , Citbvs vul- 
GARjs. ~- A, Aranciu mandrinu, o mandarlnu, Cmus 
ÂVRASTWM rAM. KOBius. — 5. Asciuttu comu n* aran- 
ciu dl Partnnna, Prov., vale JvaroMe. ^6. A menzu 
aranciu, di figura Semicircolare. — 7. Menza acaneiu, 
vedi MENZAUA*>CIU. - '8. Aranciu saDguignu, va- 
rieli di tal frutto. i di cui spicchi sono veoaii dl ras- 
80 , e che traspare alle volte dall* estemo della boc- 
cia > arancia di eugo roeeo, — *0. Aranciu liimia al- 
tra varietii meno dolce dellc prime. 
ARA'RI, Y. alt. rompere e lavorar la lerra eoH* aratolo 
lirato dai buoi, o allri animali. Arare, 

ARATA*TA, s. m. T. di agr. E la misura dl tanu qnan- 
tilâ di lerra che si puo arare in un giorno da un ar«- 
tro e duo buoi. Cor ba, 

ARA'TU, agg. da Arări, proprio del campo>, • vale lotto 

coir aratolo, Arato, 
ABA'TU, 8. m. struuiento col quale si ara la ttm. Ara- 
tro, Aratolo, Ije sue parii sono: ii coltellaccio, ii vo- 
mero, le orecchie, ii ceppo, II nervo, ii dcntale, îl ti- 
mone, la stiva, ii giogo, e la ralia. — 2. Nim nni tu- 
Jiri aratu, modo prov., valo essere indocilc al dorcre, 
alia fbtica , e simili; e si dice tanto degli oomiDi, 
qiianto dellc bestie. — 3. Un joruu d* aratu, ^ II la- 
vorio, cbe fa ia un gioruo un pajo di buoi, Corba, 



ARA 



9 13 a 



ARC 



'ARAZZARI'A, 8. f. CoHeiioiie di arazzi, Araszerifi, 

ARA'ZZU» s. m. Panno tessnto a figura e fregi per nso 
di panre. e addobbare» Araxxo. Viea cosi detto per- 
tbă da princtpio si fabbricaTa in Arras cittă di Fiaa- 
dra, oDde si dtsse aocbe panno di arazto, e di arazza. 

ARBANE'DDA DI MUNCIBE'DDU. s. f. T. di bot., Po- 
rvLOS TMBMULÂ L. Spezio di albero cha cresce lungo 
le rive dei fimnt, le foglie del qualo sooo sempre tre- 
molanii, Albera tr^mula, Populo lHrico, Popula mon- 
lano, Mbenlla. Serve per ornamento» ed i nativo di 
Sicilia. 

ARBrsCIRI. V. n. Io apunur V alba, 1* aurora. Agpior- 
AOFf . — S. Arbiscla megghin, o pcju Iu malatu • di- 
ecai per indicare io Atato dell' infermo sui fare del 
giomo. 

A'RBITRA, 8. f. peraona eletta dalie parii per risolvcre 
economicamente» Arbitra, 

ARBITRA'RI. f. att. giudicare aicnoa cosa non con 
rigore di iegge, ma come arbitro, o risolvere alcuna 
cosa dubbia senza tutie ie considerazioni , Arbitrare. 
— S. Per pensare , sUmare > giudicare » esaer di păre- 
re, di opinione ec.. Arbitrare. 

AftBlTRARIAME'Nri, avT. D* atbitrio, A beneplaoito, 
A likiîo. 

AEBiTRVRID, agg. che dipende dall' altrui arbitrio, 
Arbitrario, — 2. Per capriccîoso, bizzarro, Arbitrario. 

ARBITRIA'NTI, v. m. quegli che tiene le altrui poases- 
lioni a fitto, Fittajuolo. —> *2. Fra noi, vale pure chi 
coltiYa le terre non a fitto ma di sua proprie tă, Col- 
tort, CoKtvof ort. — 3. Per cbi esercita altri traffichi 
di merciajo» rîTendugliolo, a simili» Trafflcante Traf- 
lieaiare. 

iHBlTRlA*RI , V. att. lavorare o far lavorare ii terre- 
ao, CoUivare, — S. Per esercitare i' industria, 11 traf- 
fico, TraHieart. 

i&BITRIA'TD, agg. da AnaiTRiAni, Lavorato, CoUi- 
vato. 

ARBITRIEUDU, s. m. dim. di Arbitriu, redi ARBI- 
TRIU. 

AUI1*TR1U • s. m. potenza, che ha 1' uomo di operare 
secondo ii giudizio formate nella sua mente, che di- 
ceai anche liberia, lii)ero arbitrio, Arbitrio. — 2. Per 
Io giodixio dell* arbitro, Arbitrio, Lodo. — 3. Per cosa 
artiiieiOM , nome generico di strumento o roacchiiia 
artificioMDiente composta per diverse operazioni. Or- 
dtţno, Ordigno. — 4. Arbitrii di mari, sono i diverşi 
struaaaoti di funi o di filo lessuli a maglia per pigliar 
peaci, italt. 

A*RBITRU, a. m. giudice eletto d' accordo dalie parti, 
Arbiiro. 

ARBORATĂ, a. f. ora tra ii matiulino ed ii lavar del 
iole. Alba» Aurora. ^ 3. Detto afv. AU* arbnrata, rale 
Swi primo far d§l oiomo. 
ARBITRI, a. m. quelio spleodore bianco del cielo, che 
apparisce quando si parton le tenebre della noile. Al- 
bon.^% Cu ii setti arbnri, detto awarbialinente, vale 
PerîtmpiBiimOf Sul primo albore. 
ARBU'STA, 8. ro., pianu che fa cesto, frulicc, Ar- 

bUStOm 

'A'RGA, 8. f. cassa detto generalmente, Area. — *2. Por 
urna aepolcrale, Area. — *3. Per riposliglio di danari, 
Krigoo, Area. — '4. 1/ arca sania, o di iu tislamenlu, 
qoella, ov* erano riposte le lavole della legffe, ^rea. — 
*6. Ancbe quel gran naviglio , che d' ordine di Dio 
face Nod , onde salvar se , la sua discendenza , e gli 
aninali non acqualici dai diiuvio universale, Arca di 
Ifoi. 

A'RCA, o A*RGA IlARi'NA, o ARCA VVRDI CHi co- 
ral u FI84I, 8. f. T. boL, Ulta lăctuca Im, Alga, 
Aiga marina, Lattuga marina; si adupra per coprire 
i pesci; b abl>ondanlissima nei noştri mari. — 2. Arca 
di li vitrari, Zostemă ocsâiucâ L., Alga. t disposta 
a gaisa di nastri, serve agii usi donMstici, e partico- 
larawote per Impedire îl coniatio dei vatn, de' vasi 



di poreellana ec., e ai adopera in medicina come un 
risolvente appUcata alto sterno. 

ARCAGHBNGI, vedi AIXAGHE'NGI. 

ARGA*NGiLU , 8. m. Spirite di nn ordine snperiore a 
quelio degli Angell, Areangiolo, Areangelo. 

ARGANI*STA» 8. m. chi senza esser medico di profes- 
sione» usa di medicare. amminislrando farmachi da lui 
composti, e dei qoali tiene arcaoa la prcparazione. — 
2. lisaşi anche in senso piii esteao. 

ARCA'NU > 8. ro. SegretOf Mistero, Areano.^2. Per 
farmaco, di coi si tiene occulta la preparazione, Se- 
greto. 

AHGA'NU, agg. Segreto, Areano. 

ARGA'TA. 8. f. spazio di quanlo lira nn arco, Areata. 
— 2. Nella musica , vale una toceala d'arco sopra le 
corde del violino, e siroilc, Areata. 

ARGE'A, s. f. T. bot. Halva alcra L. Si coltiva nei 
giardini botanici per ornamenio, Aicea. 

ARCE'IXA, 8. f. T. di st. nau dassi propriamenlo que- 
sto nome generico da' marinai a molie conchiglie bi- 
valvi» che sono di una mediocre grandezza, qiiasi sem- 
pre lisce, o con islrie poco imoresse. — 2. Arcella a 
gralluia di rina cu dui strisci oianchi, Solen stri- 
gi latos L.» SoUne striato, Trovasi In Palermo fos- 
sile e viveiile. — 3. Arcella a gralluia foasili senza stri- 
sci. SoLBif co^Acr^rvs Brocchi, Solene compreeeo, Gon- 
rhiglia fossile non molto rara. Trovasi anche nei nuire 
di Palermo V analoga vivenie, ma b rarissima. — 4. Ar- 
cella a meanula liscia , Cardwm LEviBiTam Lin. -* 
5. Arcella a mennula di Ii grossi , Cardium sulca- 
TUM Lam. Si rinviene fossile e vivenie. — 6. Arcella 
cumiini mancibili di vnisciu funnu, Vesus decossata 
Lin., comunissima in Palermo, dove vendesi lalvolta 
per le slrade assieme con la Vehus gbographica, c 
con la Veifos FLORiDA. — 7. Arcella di fangu cu Iu 
pizzu stortii, Teluna scalâris Lam., Tellina a fog- 
gia di tcala, Rarissima nei mare di Palermo. — 8. Ar- 
cella di Iu ciumi di san Giuscppi di li mnrliddi, Unio 
piCTORUM Lam., Perla de'pittori. — 9. Arcella di min* 
na, Pectunculus ONDUiAras Lam., Pettoncoh ma- 
reggiato» Trovasi fossile e vivenie. — 10. Arcella lun- 
ganila di Iu faru di Missina, Psamobia floridă lAtn. 
Abbonda ncl faro di Messina. - li. Arcella mpriali, 
CvruEREA cBio.YE Lam. Bellissima conchiglia per la 
sua lucidezza, e per Io sud col ore fulvo. Abila* in mag- 
gior copia ncl mare di Gaiania, che in quelio di Pa* 
Iermo. Trovasi anche fossile nclle vicinanzo di queslc 
cilU. — 12. Arcella pagghina pizzuia, Tellina nitidâ 
Poli. " 13. Arcella riau di rina, Mactra stultorvm 
Gmel., Madia degli stoUi. Gomunissima nei mare di 
Palermo. Trovasi fossile ncU' argilla terziaria di Ci- 
fali presso Gaiania. — 14. Arcella nissa chiallulidda 
di rina, TELUstA depressa Gmel., Tellina depreua, 
abila in Palermo fossile e vivenie. — Itt. Arcella tunna 
di fangu foţghi fogghi , Cytherea multi-lamella 
Lam. Trovasi in Palermo fossile e vivenie. — 16. Ar- 
cella tunna fossili di li auU, Lucida flexură Biv. 
Bernardi. Gomnua ne' dinlorni di Palermo. —17. Ar- 
cella tunna liscia di rina, Cfteerea lvnaris Lin., 
Citerea lunare. — 18. Arcella vranca di rina, Lut ra- 
ri a CANDIDĂ Ijim. — 19. Arcella vranca di rina di li 
cchi^ granni, Tellina planată Poli, 7e/(ftwi appia* 
nata. — 20. Arcella vranca tunna di rina, Lucina la- 
CTEA Gmel. 
ARGEXLA-GAUDA, T. di st. nat., nome generico clic 
i marinai appongono alle conchiglie bivalvi di una 
mediocre grandezza profondamente solcate, vemicosc, 
spinose ec., non mai lisce. — 2. Arcella-gadda b pro- 
priamenle delta la Veno a verrucosa Lin. abbonda ncl 
mare di Trapani, in Palermo b rara, ma trovasi fos- 
sile ne* suoi dintomi. — 8. Arcella-gadda cumuni di 
rina, Cardwm tueercvlatvm Lam.— 4. Arcella-gadda 
cumani di triscini, Cărdita sulcata Brug., fossile e 
vivenie. *- 5. Arcella-gadda comunissima di Gariui* Ve- 

10 



ARC 



» T4 « 



ARC 



Ntrs G lUHTA Un. ComiiDlfBinia nella spiaggia di Ca- 
rini. Trovasi anche fossile neli' argilla tereiaria di Ci- 
fali. — 6. ArceUa-gadda di faDCii spinvsa, Cabdmtâ acu- 
LEAT A Lam. — 7. Arcella-gadfda dl li rari ca li min- 
nuiii, Abca ANTiifVATA L. Gmel., Ti? ente^ alquanto 
rara nel mare di Palermo; trotâsi fossile per6 ficino 
a quesu citU ncll* argilla figulina. — 8. Arcella-gadda 
<lt Maxara» Caudwm bdule L. Gmel. E comune nel 
inarv di Mazara» ma moitu rara in qiiollo di Palermo. 

— 9. Arcelll-gaddi spinusi, Cabdium bchihatom L.» 

CABDiUM ACVLEATOM L. Gmel. — CaBDWM CtUABS 

tîmel. — C.iRuiL'M KRi.SACBUM Lsui. — Trovansi qnesti 
cardii fossili c viventi. 

ARCE'RI, agg. indiislrioso d'assai, molto abile» Buiea- 
tort, Proeaecianie. 

ARUIK'MISl. vedi ALClIERMISf. 

ARCHE'TIPU, a. m. prima Torma, modelio» ArekBiifo, 

A'RCIIl ARCIII, po9to avv. vale fatto ad archi. 

ARGIirA'RI, v.att. propriamoiite roatruire ad archi qna- 
lunque opera. — S. Per torccrc n piegare checcb^ia 
a giiisa d*arco, Areheggiare. — 3. Per disegnare, pin- 
gere , e simili , in gitisa chc vi sicno uella ea tremiU 
diverse curvc. - 4. Archiari li terri, vale giiardare at- 
tentainente per iscoprire qualchc co«a, Spiare. 

ARCIflCE DDII, s. m. dim. dl Arcu, Archttto. — 3. Ar- 
rhiceddii nicu, j4rcAenino. 

ARGIIIMANDRITA. s. f. tennine di digniU occlesiasti- 
ca, Atrhimandrita, 

AUCHfMIA. vcdi ALGIirUIA. 

ARCIIIMILLA. 9. r. T. bol., pinnta clie ha gll stali ci- 
lindrici. ramosi, le Toglie alterne, lobate, lisce. pe- 
loae noi bordf, e nei nervi, dcntate; 1 flori piccoli a 
clooche, Alcheeilla vuluamis L., Ptade di /eona. 

ARCIfITETTARI, v. n. idcare ed ordinare ana fabbrica 
secondo le regole de! r archi tettura , .4rcAi(eU(irf . — 
S. Fig. vale .VaceAinare. 

ARGIIITETTATU, agg. da AacaiTBTTAai» Anhiiettato. 

— 2. Per Maeehinaîo. 

ARGIIITETTONIGU, agg. di ARcniiBTTCiiiA, ehe i se- 
condo le regole deir an-hitettura, Arehit$ttonioo. 

ARCIIITE'TTU, s. m, colni, che csertlta 1* archilettura, 
Arehitttto, 

AHCIIITKTTU'RA, s. f. voce derivato dai greco, la quale 
in generale signilica V arte di edificare, .1 rcAt (e( r ura. 

ARCHITRAVA'TA, vedi ARGHITRVVIJ. 

ARGIIITRAVU , 9, m, uno dci membri principali del- 
r archilettura , detio dai Greci , Kpistilio , e da altri 
Sopraccohnnio^ ed h qnella parte che seguila imme- 
diatamente sopra ii capilello delle colonne» cio^ qael 
sodo, che si pone dall una all' altra colonna, o pila- 
atro, sopra alcnn vano o vero o finto per alzarvi an o 
muro,o volta a meaza botte,o altro edificio, Archiirav9, 

ARGIIITR1GI4N1U, a. m. dicesi tra noi chi tralU le cose 
intime di un altro, e talvolta Io volge a auo modo. 

ARCIIlVA'RiU, vedi ARGIYA'RIU, 

ARCIH V1L% vedi ARGI'VU. 

A'RCI, voce grcca, che significa Primo, e che soole ado- 
perarsi unita coi vocaboli , e dinola potesti , maggio- 
ranza, preminenza; sp«*s9o dă forza al loro aignificato, 
t vale pid che pid: talvolta nondimeno si fatti voca- 
boli si usano enfaticamente, o in ischerzo, AreL 

ARGIBE*STIA , s. f. vait pih che bestia. 

ARGIBESTIA'IJ agg. pid che bestiale, Areib9$tiQh. 

ARGIBISTIU'M , s. m, acer. di Bistiuni, pid che be- 
atione, uomo fiero, e bestiale, Areih€iUon$, 

ARCIBONISSIMU , agg. pid che buonlsslmo , Anibuo- 
niuimOt Areittoniiiimo. 

ARCiB0*9S!T, agg. buonissimo, Ateihuono, 

ARCIBRIGGU'NI» agg. pid che briccone» Areihrict^ne. 

A'RGl GHI, modo avv. Pttl eh$. 

ARGIDIAGONATU, s. m. T. ecclesiastico, e vale dignilă 
ecclesiastica, ed nfflzio deirarcidiacono, Areidiaconato, 

— i. Prr l'officeria dell* arcidiacono, e suoi minifttri. 
ARClDIAGOMJi a. m. qnegli che ha la digniti delPar- 



cidiacouto, *ch* A ud gndo ecclesiastico, JreAitfîoao- 
fio, AreidiaeanOf Arcidiacono^ 

ARG1D1A*VULU, s. m. pid cha diavolo, Arcidiavolo. 

ARGIDU*GA , 8. m. iiioio di principato , che oggl noa 
h pid in oao, fuorchi parlandoai de' principi della casa 
d' Auatria, ^rctiftica. 

ARGIDUCnrsSA, a. f. di arcidoaa, Arciduck9$$a. 

AaGILLUNE'DDU, 8. m. T. di st. nai. , din. dl Arcillum, 
cenchiglia molto pid piccola delle panopee , ma che 
loro somiglia per la sua forma. -> S. Arcilluneddn di 
crita eumuni di li curii, Mta tbvncata L., Mia iron- 
eafa. — 3. Arcilluneddu di crita di 11 rari, Aeatuta 
TBVNCATA Lam. — 4. Arcilluneddu di crita lungani- 
tu. specie apparienente ad un genere vicino a qnello 
delle panopee. Tutte e tre le mentovate specie di con- 
chiulie iiovansi fossili presso Palermo ai Ficarauelli 
nelr argilla Ugulina. 

ARGILLU^NI, s. m. T. di ai. nat., nome generice, col 
quale chiamano i noştri marinai diverse specie di coa- 
cniglie bivalvl molto grandi.— S. Arcilluni foaaili , 
sono dette dai marinai dna specie foaaili di panopee, 
diverse dalia viventc, una delle quali k abbasianaa co- 
mane nei dintorni di Palermo* ma 1* altra h rarisalma. 
— 3. Arcilluni pilusu di cam^ • Pectoncvws mlO' 
8U8 Ijim., Pettoncolo palojo. — 4. Arcilluni iunnu di 
cam^, Pectcnculus GusciMEBia iJim. 1 belii camei 
di TrapanI con fondo roaso bruno a* incidono sopra 
le dne iesi^ nominate sperie dl conchiglie. Esse iro- 
vausi anche fossili no* dintorni di Palermo. — tt« Ar- 
cilluni tunnn fossili di crita, Ctpbiea isiae^ica Mm • 
itfifia rf h(anda, conchiglia fossile piuiiosio comune 
nelle viciuanzc di Palrrmo. — 6. Arcilluni viventi, Pa- 
HOPBA ALDBOTASDi Mcnard., PanopBa di Aldrovandi, 
K questa dopo alcune specie di pinne la pid grande 
conchiglia bivalve dei mari di Sicilla. Occorre rara- 
mente nel mare dl Catania , e pid di rado nel maro 
di Palermo. 

ARGILUJZZA , 8. f. T. di ai. nai., conchiglia bivalve 

Iticcola liscia o coji istrie poco impresse. — 2. Arcil- 
uzza argintau. Nucula mabgabitacea Um., irovasi 
fossile e viventt. - 3. Arcillazza di ciumi , Ctclab 
oBTVSALis L., abbondaniissima nel flame Oreio presao 
Palermo. — 4. Arcilluzza di fangn menza nica e menza 
granni, Cobbula ijBtn, — 5. Arciiluzia di moBenzu li 

retri cu li fogghi, Vknebums iBUS Lam. — 6, Arall- 
iizia di mmenzu li iietri riatedda, VEirEBOHs bvfe- 
BELLA Blain, l/animale di queste venerupi, come delle 
altre conrhiglie appartenenti alia famigiia delle liio- 
faghe perfora le pietre călcări, e vi aubiliace eniro la 
snă diuiora; o:ide h che bisogna rompersi Uli pie- 
tre per ritrovarvl le dne test* nominate specie dl con- 
chiglie. — 7. Arcilluzza di sbromn, Modwla mbcbe- 
PASS da Gosita. Orrorre nel mare di Palermo. — S, Ar^ 
cillnzza di sutta li petri, BBrciirA cobbuloims Biv. 
Bemardi. Trovasi neila spiaggia di Palermo soiio le 
pietre. — 9. Arcilluzza pizz -ta di iango dl li rari. Nu- 
cula PBLLA Lam. Si riiiviene e fossile e vivenie, ma 
aasai pid di rado della precedentp. — 10. Arei Iluzia po- 
lina di gramignu. Yexvs fwbida^ Lam. Non di fre- 
qnenie trovasi nel mare di Palermo. — H. Arcillniia 
nissa lungarutedda di rira, nome daio da* marinai a 
dne specie diverse di telline , cio* la Tellmna nt- 
CHELLA I«am., e la Tellina noEACiHA Lin. non sono 
esse molto fre<iuenii nel mare di Palermo. —12. Ar- 
cilluzza saugnigna, TELLiifA fbagilis Gmel. Tellina 
fragil; comune nel msre di Palermo. — 13. Arcllinzza 
scritta di gramignu, Vesvs ge(h;baphica Gmel. Que- 
sta specie trovasi nel mare di Palermo, ma non mollo 
frequenie. — 14. Arcilluiza ttînna di vasciu Aînnu pag- 
ghina , Lucina decussata Biv. Bemardi. Occorre di 
frequenie nel mare di Palermo. — 15. Arcilluua Uînna 
riatedda di li cchlu picctull , Lucina DiGiXATA Biv. 
Bernardi. — 16. Arcilluzza tnnna liscia di II echid pic- 
ciuli, U'CtBA DivABiCATA lam. Qnesia, e la precedente 



ARC 






ARC 



iroransi butUie dai mare nell* arena di Mondello e 
Dclla spiaţgia di Carini. Si rinveogooo anche Tossili 
nei diocorni di Palermo. — 17. ATcillmi! a fastoca di 
risa. sono II Ihirji demticulata L., Donmee fatto 
a dentef II Donai tmoncuvos L> e ii Tr 11175 dona- 
citfA BÎT. Bern., specie tutte e tre comunissime nel 
mare dl Palermo. 

ARCIU.IIZZA-GADDA, s. f. T. di st. uai., ronchiglia bi- 
vaWe piccola, striata profoiidamente, solcata» vermco- 
flo, mgosa o spinosa, giammai liscia. - 2. Arcilliizia* 
gadda a fastaca di li fanahi rarissima, Striătslla ar- 
ctica Laro.» trovasi fussile e vivcnte, ma 6 rarissima. 
— 3. Arcillo£ia-gadda macchiata scura di li rchid pic- 
tiuli, Câwldita squamosa Poli, non meno comiuie dolla 
precedente. - 4. Arcilluiza-gadda rizza di li fanghi âkca 
IMBMMCATÂ Poli. rara nel mar di Palenno. — 9. Arcîl- 
Imxa-gadda nissa di li cchiii picciili, Cardita muri- 
CAT A Bir.. comuDissima nel mar di Palermo. ^ 6. Ar- 
cilluza'gadda turca, Crassisa danmosiensis Lam.» 
rarissima nel mar di Palermo , fossile tI si rinTiene 
Dcli*argilla figolina. 

AaCtMAKDRl'TA, vedi ARCHIMANDRITA. 

AEQMl'SA , o ARGIMISA bl LI FI'MMINI , T. bot. 
PrăKTMBUM PARTBNWM , Smitki. ITsats in medicina , 
troraai negii orti botanici, Canapaccia, Arîemiiia. 
ARCIN'FATIFARU, s. m. voce coo la quale cbiamiamo 
per iscfaemo colai, cbe millantandosi di grand*nomo 
si fa conosrere per iscempio e per vano , Anifan- 
fano, ~ 3. Si usa anebe fra noi non per ischemo, ma 
Tolendo esprimere la singolar perizia di alcuno in certe 
cose, Areifanfano, 
AROPE'LAGU, 8. m. fi mara egeo , e pigliasi per al- 
tro mara ove sia sparso di scogli, Areipelago. 

ARaPOB*TA, s. m. pid cbe poeta, Areipotta. 

AtCiPRETI, a. m. qoegli cbe ba la dignită delVarei- 
preuto eb*^ un grado ecelesiastico, Arciprete, — S. Ogni 
f«da d' aaimi cei pari an arcipreti, modo prov., a di- 
cesi di cbi piglia dei grossi grancbi, o i fortemente 
iliuso o iropaurito. 

ARaPRBTlTRA, a. f. dignită d' arcipretc, Areipnlato. 

AtlCIRO'TTA, s. f. T. di st. nat., Scolopax mi.^or L.. 
J^eeacctna , vedi ARCIRUTTU'NI. - î. Fari V arci- 
rotta, modo prov., Sch§rfnir$i, Tergiversare. 

ARGIRU'M, agg. accresc. di Adgeri, vcdi ARCE'RI. 

ARCIRUTTCNI, s. m. T. di st. nat., Scoiopax gjl- 
UNAQo L., Qccello cbe ba quattro lioee foscbe sulla 
froote. i piedi bruni, ii becco retto, e sparso di ri- 
salii, ii mascbio voia Unto alto, rhe si sottrae alia 
visu. ed appeoa si pn6 sentire, la femmina trattiensi 
a terra. QnesU specie i groasa come una quaglia, Bec- 
ctfcciiM rtgaU, PisxardeUa. 

ARCISINAGO'GU, s. m. principe e capo della sinago- 
ga* Archisinagogo, Areiiinagogo, 

ARCISOIXE*NM, agg. piii cbe soUenne, Areisolenne. 

ARCISTL'PE^NNU, agg. stupendissimo, Ardetupendo. 

ARClVA*Rllî , s. m. colni cbe cuatodiscc , ed ba cura 
dcirarcbtvio, ^jrehiviita. 

ARaVE'RU, agg. piii cbe vero, Veriuimo. 

ARCiVISCUVATU, s. m. dignitA suprema di chiesa me- 
Uomlitaua, e luogo dove l'arcivescovo ba la sua giu- 
riadizion«, Areiveseovado. — 2. Per l* abitazlore o pa- 
lâtio deir arrivescovo, .^rctveaeovado. - 3. Per le car- 
ceri dentro ii palaiio arcivescovale destinate agi io- 
qdblti ccclesiastici. 

ARCnriSCUVriJ , agg. da Arcitiscctu , appartenente 
air areivescovo, Arciveeeovale, 

ARCIVI'SCIJVU, s. m. quegli cbe ba la digniU dellar- 
civMcovado, Âreiveâeovo, 

ARaiI*Kl, s. ro. quella parte della sella e de' basti fatu 
a guiaa d* arco, Areiune, 

ARCIL'NIA'RISI, v. n. adoperarsi a trovar modo di pro- 
cacciare« M§itere etudio, induttriani. 

ARCrTU* a. m. luogo dove si conservano le scritture, 
e segnatamcDte le pubblicbe, ^rcAirto. 



ARCO*VA, s. f. ricetto capaeo di un letto, e di pochi 
amesi , la cui fronte d per Io pib fatta di un arco , 
chc si cbiude con portiere; e questa foggia rende or- 
namcnto e libertA alle camere, Arcoa, Aleovo, 

A*RCU, 8. m. strumento pie^ţato a guisa di mezzo cer- 
chio per uso di tirar frecce, o per altro, Areo.^% Per 

3ualsivoglia parte del cerchio, onde arco di ponte, arco 
i porta, o di parii simili degli edificii. Jrco. — 3. Per 
similitudine si dice di ogni cosa cuna o picgata. — 
4. Arcu triniifali, sontuoso edifizio ad archi, innalzato 
dagli antichi allo entrare della cittA, o delle piazzc, 
come monumento di qualche pubblico fortunato even- 
to, o per onorar la entrata dei trionfanti, ilrco trion- 
fale. — 5. Per quello strumento clie corredato di se- 
tole serve a suonare ii violino, e simili strumenti. Ar- 
cheîto. - 6. Per qucU* archctlo di pcli chc i sopra Toc- 
chio, Arco delle ciglia. — 7. Ad arcu, posio avv., vaic 
piegato in forma d' arco, Axeuaio. — 8. Per queirarco 
a somiglianza di ponte, da una parte, all'altra sopra 
alia via per Io piîi fatto ad uso di passare dall* una 
airaltra casa, Cai>a/cat;ia. - '0. £ piii sostcgno, e spalla 
fra un muro, ed un* altro, senza pasîţaggio di sopra, 
Caxalcatia. 

ARCUBALE'NU, s. m. quel segno arcoto dl piii colori, 
cbe in tempo di pioggia apparisce nell* aria rincontro 
al sole, AreohalenOi Arco celeste^ Iri ed Iride. 

A'RCIT Dl NOE, vedi ARCIJBALE'NU. 

ARCirNI , s. m. dicesi del princif^ilc arco de* grandi 
tempi 4 accresc. di Ance, Arco yrande. Arcane. 

ARDENTEME'NTI, avv. con grandc ardore, Focosamen- 
fe, Ardentemente. 

ARDE'XTI, agg. chc arde, Ardente. - 2. Per met., vale 
eccessivo, veemente, Ardente. - 3. Parlandosi del ca- 
vallo, vale focoso, impetuoso, impazienle. Ardente.-^ 
4. Parlandosi delle persone. talora, vale aniino&o, de- 
sideroso, Ardente. — 5. Per piccante, Acre, Ardente. 

ARDE'NZA, 8. f. ardore, Ardenza. — 2. Per mei., vale 
desiderio iutenso, alTetto sinodcrato, Ardore. -> 3 Per 
sommo impegno. 

AROrCUIA, ARD! CULA FIMMINE DDA, o CU U SPl- 
CrU'DDI, s. f. T. bol., Crtica ursxs L. , Ortica. 
Questa pianta pungendo con le siie piccolissiuie ed aci:- 
tissime spine, deponc un liquore velciioso cbe caglona 
dolore e cocciuola. Per qnesr azione s' iinpiega in me- 
dicina come un energico rivulsivo. — 2. Essiri canu- 
sciutu comu V ardicula, si dice in modo prov. di quellc 
persone, le tristizic e magagno delle quali sono co- 
noscinte, Eiser eonosciato. come C ortica. Lo cbe an- 
che si dice: Ti canusciu mal' erva! Ti conoteo maVer- 
ba. — 3. Ardicula fimminedda cu li nppi e foggbi 
granni , Vrtica dioica L. Nascc come la precedente 
in abbondania nelle nostre campagne e lungo le slrade. 
— 4. Ardicula masculina , o cu li cnculiddi ,^ Vbtica 
piLOUFERA L. t frequeoie iiellc strade e ne* rotlami 

dl fabbrica. 

ARniME*NTO, 8. m. ardire, Ardimento. 

ARDINTICCHIU, vedi ARDiNTIXIDDU. 

ARDINTlltrODU, agg. dira. di Ardenţi, Ardentello. 

ARDINTU'NI, agg. superi, di Arobmti, ArdentUtimo. 
% Per met. Destderoitifimo. 

A'RDIRI, V. att. abbruciare. cb' h Y cffetto cbe fa ii fuo- 
co, dove e* s* appicca. Ardere. — 2. Per met., accender 
desiderio d'alcuna cosa, /i*/îamm«rr,lccetM/ere.— 8. K. 
esser consumato dai ftioco. Ardere. — 4. In sig. d' ab- 
bruciare. vale sţwnderc gran calorc, Ardere. — 5. Per 
met. riferilo ad aifetlo, passione, volonU, desiderio. 
vale esser commosso ed agilato; morir di voglia di 
alcuna cosa. Ardere. — ^» Per essere innamoralo. Ar- 
^eire. — 7. Per quell* elTetto cbe fanno le materie di 
virt^ corrosiva o dlseccativa in suir ulcere , Mordi- 
oare. — 8. N. paas. Arderei. 

AROrRI, 8. m. prontezza d* animo nello iniraprenderc 
imprese difliciii a pericolose, cbe altri non farebbe si 
di leggieri, Ardire. - 2. Ardire, siccomc ardimento, 



ARD 



» 76 < 



ARG 



ardiiezza, si prcndc anehe in mal aenso per Timeri- 
tă, Pntunzione, BaldanzOt Ardir$, 

ARDITl'NA, s. f. ardore» incendio, incendimcuto. Ar- 
fiotie. 

ARDITi'ZZA, s. r. Ardin, Ardimento^ Arditezsa. 

ARD1'TL\ agg. animoso, coraggioso, Ardiîo, — 2. K in 
mala parte. Temerario, Sfaccialo, ArdiU». 

*ARDITA^£\\TI. aw. ron arduiU, ArduamenU, 

'ARDUl'SSIMU» agg. superi, di Ardou, Arduiiâimo, 

'ARDUITA', s. f. aslrauo di Aadvu, Arduitd. 

ARDU'Kl, s.ni. arsura, arsionc. calor vcemente, Ardore,— 
2. Per mri. dcsidcrio inlenso, afTelto smoderalo. Ar- 
doTt* 

ARDlîTU, yedi ARSL". 

*A'RDUU,agg. alto, scosccso, fig. diOicile» grarc» Arduo, 

AREDDARA, o E DDIRA, s. f. T. bot. Hedbra umux 
Lm EUera o iilUra arborea. Forma delle macchic nei 
boschi altorcigliandosi alle rupi o agii alberi, in modo 
che ricsce assai grain una tal vibia. Si adoprano la suc 
foglie cslernamcnic in medicina. 

ARE'MI, s. m. uno de' quattro semi» onde sono dipinte 
le carte delle minchiaie, c anclio le carte comuni, Da- 
nari. — 2. Battiri ad aremi e jucari coppi, modo prov.. 
o vale, moslrar di Tare una cosa, c Tar lutlo V oppo- 
sto, Accennart in coppe, e dare in danari» 

ARE.NA'Rl vedi ARINA'RI. 

ARE'XGA, s. r. T. di st. nat. Ci.vi»f.a L. Prsce cht ha 
ii corpo sottile in forma di lamcttu: la mascella su- 
poriore dcntata, noila membrana brauchiostoga oUo 
raggi, le squame dcl ventrc formanti una costa acula 
fatta asega, Aringa. l/aringa comune. Clvi»kă ha- 
Kr.sGus L. , 6 senza strisce , ed ha la mascella iufc- 
riore piii lunga dclla suiieriore. 

A RK*STA, posio avv., vale a forma di rosia, A uita, 

ARESTA, vedi AGRESTA. 

ARE'TTA, 8. f. T. di st. nat. Ardma garketta I^ uc- 
cel Io che ha ii hecco nero con Ia base giallastra, iride 
gialla, tutlo le penne del corpo randide» quelle delia 
testa Umghc, sottili, pendcnti sulla schieiia delle al- 
tre, con stclo lungo a barbe tiliformi, piedi neri colie 
dîta giallc, Airone minore, 

A'RGANLT, s.m. slrumento di legname per iiso di muoyere, 
lirare in alto, ralure abbasso materie d'eccedente pt- 
H'>. Egli e per Io piîi composto d* un cilindru o fuso, 
delto anchc anima , pi*rnendii'olare all' orizzunta • ii 
qualc si fa muovere in giro con alcune Maughe» Icve, 
e COSI vicn tiniti la fune cui 6 altaccalo ii peso a^- 
volgrndosi qnesta intorno al cilindro mede>imo. Ar- 
fiano. — 2. E chi cei vonnu V argani? o pure Ivi! pri 
Cristu ci voii Targanu, modi prov., e diconsi quando 
taluno diflBcilmente o ron gran leiitezza si muove ad 
una coM, iutto<'h^ ulile lalvolta a lui steaso. 

ARGE'NTU > s. m. ano dei mclalli piîi preziosi , assai 
dnttile o malleahile, di color bianco risplendente, dif- 
iirilinrnte ossidabile . e che ha molto allre proprietă 
notis:»inie ai chimici, ^ryanlo.-* 2. NcU' Araldica, valo 
una qunlitâ del campo i>ello scudo. — 3. Per monete» 
Argento. — 4. E teropu d* oru pri cui avi argcntu, Prov.p 
che suol dirsi nei giorni piovosi, utili air agriculturif 
ma nojosi agii abitatori di cittii meno agiali. - 5. Per 
servizio da tavola di queslo metallo tra noi diccsi Ai- 
«INTU assolutamente, o pure Abgintahia. 

ARGE .NT(} VI'VU, 8. m. sorU di meullo di un colore 
argenteo , ii quale si conserva liquido a temperature 
ancbe bassissimc, ed ha moltc altre proprieti , iffr- 
cvrio» Aruent0 vivo, — 2. Essiri n' argentu vi^u, prov. 
per similitudioe dicesi per Io piii ai fanciullini, che 
non istanno mai fermi, E$$frt un frugolo. 
ARGI'Ll^t 8. f. T. di st. nat., nome di terra tegnente 
e densa, composta di silice combinata con V al lumi- 
na, e talvolta con altn' soslaoze, della quale si fan le 
5(oviglie, Argiglia, Argilla. 
'ARGINA'Rl, y. att. far argini. munirc di argiui, Ar- 
ginare. 



*AR6INA*Tn> agg. da Ae«inabi, munito d* arglna, Ar- 

ginato. 
A'RGIMt s. m. riparot ossia rialto di Ccm postiocia fatto 
sopra Ie rive dei fiumi per tener l'acqua a scgno. Ar- 
gine. — 2. Per similitudioe dicesi di qualunque cosa 
che faccia riparu, Argint.- 3. Fig., vale iwpedimen- 
to, ostacolo, che si apponga ad alcuno, o chcchesciia 
per attraversarc alcun pensamento, Argine. 
ARGINTARI'A, s. f. quantit^ di argento lavoraUt, pur- 
chd non sia in moneta, ma in \asellamcnto« o sinii- 
Ii , Argenteria, — *2. Piii fra noi la contrada abitata 
dagli argentieri. 
ARGINTE RI, s. m. arUficc che lavora 1' argento, Ar- 
gentajo, Argenliero,— 2. Cunigghiu d'arginteri, vedi 
CCMGGilIL. 
ARGINTI'NA , s. f. T. bot. Potehtilla A.ysEBiirA L. 
Pianta che ha le foglie pennato-seghettate, argcnteo- 
rasate; i fusli sirisciaati» i gambctti con un sol fiore, 
i fiori gialli, Pie d' ocii, Pii di gaUof Argentina, 
ARGINTIM*, agg. di color d' argento, simi le allargen- 
lo, Argenlino, — 2, Per simil. dcl suono dell' argen- 
to, p. e. vuci argintiua, chiara, lionora, Argentina, 
ARGUruli V. n. dedurre qual consegueuza » inferirt , 

Significare, Arguire» 
ARGL'MENTA'NTI, v. m. colui che argomenta , Argu- 

mentante, Argouieti talare, 
ARGUMENTĂRI, o ARGliMINTARI , v. att. propria- 
meute nddurre argtmieuti e ragioni, o formare argo- 
mcnti, Argumentare, Argomentare,-^%, Per di&cor- 
rcre, conchiudere, iicnsare» Argoinentare, — 3. Per dar 
segnale, indicare. 
ARGLAIENTAZIOM» s. f. Io argomeniare, Argomenta- 

sione, 
ARGLME'NTC, 8. m. prova» ragione, silloglsmOt o si* 
mile. ^f^MmeACo, ^i^f^omeiilo. — 2. Per aiscorsoi ra- 
liocinio, Argomento. ^ 3, Per iudizio» segno» itryo- 
mento, ^ 4. Diceri ancora uitto ii coucatlo di qual- 
sivoglia scrittura, o opera lettefaria» la somna, o ii 
compendio di cssa, Argomento, 
ARGUTAMENTI, ayv. eon graiia. Argutam9nt§, 
ARGUTI'ZZA, s. f. sottiglieiia, acutcua» ArguttEza. 
ARGU'TU. agg. nronto, vivace, sottile, e propriamentc 
si dice nei ţiarlare e nello scrivere, Jryulo. — 2. Per 
penetrante, acutt», Arguto, 
ARGL'ZIA, s. f. uua certa pronteua, viveua, e gratia, 
sia nei parlare, nell' operare, o nello scrivcrc, Argu- 
Mia, ~ 2. Si piglia anche per Io stesso concetto argu- 
to, Argusia, 
A'RIA, 8. f. detto assolutamente, vale V aria atmoaferi* 
ca , o r atmosfera , Aria, — 2. Con uno aţgiunto ap- 
presso esprime appo i chimici le diflTerenti specie di 
gas. — 3. Per Io aspetto. — 4. Per apparenu. ^-b. Per 
bona, albagia. fasto. — C. Per canzonetta per musi- 
ca, o messa in musica. — 7. Dicesi anche delU mu- 
sica medeeiraa sulla quale si cantano le arie.*- 8. Per 
somiglianza di forme. — 9. Per qiiella parta da* qua« 
dii, ove non arrivano le ligure, ma imita ii cielo ed 
altri acccssorii. — 10. Essiri ntra V aria , valo estera 
indeciso. — ii. Essiri sempri ntra V aria , valu non 
istare a segno , Avere a dare ii cervello a rimpedu^ 
lare, -» 12. Lassari li cosi a meni' aria, vale non corn- 

Iiirle. non finirle. La$eiar imperfetto. — 13. Pigghîari 
i cosi ntra 1' aria, met., vale capire. persnaderai sul 
momenlo di chechessia. — 14. Vale ancne tigurarai ci6 
che non h pt^r non aver ben capito. - 15. Per mal* aria, 
Ariaccia, — 10. Per simil. puizo, odor cattivo, Fefort. 
— 17. Aria stupenna, Ariaeanieeima, Ariana, —18. Pasaa 
r aria vostra. modo di coodiscondenia , e vale Cow^e 
vi piaee, — 19. Aria, diciamo Io spazio non ingombro 
di ubbrica a fronte delle alte abitazionl. o delle chie- 
se. sino ad una certa diatania, e che si aiiole conea- 
dcre a chi non vuola che altri vi edifiehi , pagando 
una proporzionata somnia. — âO. Sotari ntra 1' aria , 
dicesi per maravigliarsi, o aliar le mani, per la mcra- 



ARI 



» 77 « 



ARI 



TÎglia, tar U «Itmtftf. —21. Vale anche adirarsi 8u- 
bitameDte per cosa, che non vadă at fersi. — 22. Pi;- 
ibiari aria, pasaeggiare alJo aperto, Pigliar aria, — 
23. Jiri pri Tăria la pignala, dicesi del bollire col 
maggjor colmo, Bollin a rieonojoj Bollin a $croioio, 

A'HIA, s. f. spazio di terra spianato, e acconiodato per 
toterifi ii şraDo, e le biade. Aia. —2. închin 1' aria, 
Tale disteodere i covodî io sulr aja , mettere in aja , 
inajore. 

IRIARI, T. n. guardare întoroo. 

ARIATA» s. f. Somiglianxa, Simiglianxa, — 2. Aviri 
D*ariaU, rassomigliarcaver qnalche somiglianxa, Arieg- 
fiore. 

AEIATEDDA, s. f. diro. di Aiiata. 

A RIATTA. vedi A UIGATTA. 

A&lA'ZZA, f . f. Mtenzta, Grandigia, Superbia, OrgogUo, 

ARICaO'LA , 8. r. T. di st. nat. , Scombeu ahc^a L. 
Pesce nobile di mare di color verdiccio o aizurrino 
come la ombriua con cui ba qualcbe similitudine, se 
DOQ che h senza scaglîa, ed ha la testa alquanto piji 
agoiza, Leeeia, 

AEIODA&E'DDU, s. m. dim. di Ariddaeu, GraneUet- 
le, Graneîlino, Chranelluxso, 

ARl'DDARU , s. m. ii seme che si genera nelle pere , 
mele, cotogne , e simili, Graneilo, -> 2. Detto deiruva, 
icf'no, YinaeeiuQlo. — 3. Ariddaru di gaddu, vale Te- 
iticolo d§* galii, e dicesi pure di altri volatili.— 4. Di- 
coosi aocora Aiiddari gli arbosceili propriamente di 
aiancio , limone , e simili nel semenzajo. — 5. Arid- 
daru di gaddu, sorU d* uva di dne fatte, cioă bian- 
ca, e nera. 1 snoi granelli aono luoghettî, e eurvi co- 
me i reni de' galii, GalUUa. 

'A&IDDARD'SU , aţg. ad alcune frutU troppo piene di 
granelli, mollo pi6 se sono troppo sodi, Granelloio. 

A&IDITA*, 8. f. astratto di Aainu, SeccAezsa, Aridex^ 
sa, Aridiiă, 

ARIDl'ZZA, vedi ARIDITA*. 

A'tIDU, agg. che ha mancanza di nmore, Arido. — 2. Per 
isierite, Arido. — 3. Per met., dicesi di un soggetto, 
che oon somministri materia da poter raştonare. Arida. 
— *4. Che non trova coosolaziooe negii eaercizii 8pi- 
nuuli, Arido. 

'ARIETA'RI, v. att. T. mii. percuotere eon ariete, nr- 
tire, Arieiare. 

AErETI. 8. m. propr. montone, artele. — '2. Per ii pri- 
ma de' dodici segni dello zodiaco, ArieU. ~3. Mac- 
cbina miliure antica cot capo di ferro , che aerviva 
per haltere e diroccare le mura de' luoghi aasediati , 
Ariete. 

AHIETTA, 8. f. diro. di AaiA, Arietta, Ariettina. 

A aiFlTRGlU, po8toaTv.,vale In gran copia, A kixxeffe. 

A&IGATTA» poslo avv., vale A conleia, Ad emula- 
fibne* A fora. 

A UGIIA'RDU, posto avv., vale per rispetto, in grazia, 
ia consideiazione, in avverlenza, A riguardo. 

ARCi i*Rl , V. n. propriamente dicesi delie navi , che 
danao ia Beeeo, Arrenare^ — 2. Par traslato delle na- 
vi, vale essere impedito sul pite bel Io dai proseguire 
qoalsivoglia discorso, azione, o negozio, Arrenart. 

ARIIIA'TUf agg. da Arin ari, i4rr#iMlo. 

A RINGHE'RA. vedi A FILB'RA. 

A Rl KGU V posto avv. , vale In fia. — 2. Tutti a rin- 
gu, vale lotti senza eccettuarne pur uno. — 3. Gogghiri 
a ringn, vale indistintameote senza scorre. 

A RIPHTA'GGHIU, posto avv., vale A risehio, 

A RlPO'SUf posio avv. col verbo Stări, vale Cheto, Senca 
fatieeu 

A RrsiCU, posto avv. A pericolo, A ritekio. - 2. A ri- 
sîchi si pijgghianR li gabbeJIi, Prov. che dinota incer- 
teiza di Iniooo o ainistro evento. 

ARlSTOCRA'TICU^agtf. da AaisrocRAZiA, Arisioeratieo. 

AllSTOCRAZrA, s. r. quella forma di reggimenio po- 
litico per la quate govemaoo eacluaivameote i nobili. 
Ari$iocrazia. 



A RISTU'CGIA, poslo aw. col verbo Lassari, o Teniri, 
dicesi delle terre o del campo, che dopo segate le biade 
si lascia in riposo per un certo tempo. 

ARITMETICA, a. f. acieosa di numerare, Arimetiea. 

A*RIU» si usa comunemente in siţnificato di atmosfera, 
o cielo. Aere. — 2. Ariu cubu, si dice allora, che Tăria 
oscuratasi mostra vicine procelle, e 8i usa nel senso 
proprio, e nel metaforico. Tempo nero. — 3. Ariu nfu- 
seu, vale nebbioso, caligiooeo, Foeeo. — 4. Ariu nettu 
nun avi paura di trona, Prov., e vale, chi non ha fal- 
lato, non ha che temere. 

ARIL'SE'DDIJ, agg. dim. o avvilitivo di Aricsu detto a 
persona. 

ARIU'SU, agg. detto di luogo, casa, abitazione, vale che 
per essere situata in luogo aperto o spazioso ricave 
molu aria, e molto lume, Arioto. — 2. Per ogni luogo 
aperto, esposto e sometto all'aria, iiriofo. — 3. Ag- 
giunto a persona, vale Superba, Sprexxanle, Borioso. 

ARLECCHrNU, s. m. nome di maschera rappresentante 
ii Bergamasco , che anche si dice Zanoi , ArlecefUno. 

— '2. Presso i sorbetlieri â miscuglio di sorbetti di 
piii colori; per simil. 

A*RAIA, o A'MIMA, s. f. ii principie sentitivo, intellet- 
tivo , e volente, onde han vita gli animali , Aniww , 
Altna. — 2. Per la potenza che vuole e appctisce, Ani- 
ma, — 3. Per vila, persona, Anima, — 4. Per Io spi- 
rito separaio dai corpo, Anima. — 5. Fig. per la parte 
principale, ove si comprenda ii fondamento o la so- 
stanza di chechessia , Anima. — 6. Dicesi per parte 
interiore di molte cose» conte vasi, bottoni ce, Aa\ima. 

— 7. Finu ntra T arma , posto avv. , vale Grandiui- 
momente, EitremamefUe. — 8. Nelle belle arti, dicesi 
di quello spirito, di quella vivezza, e di quelTespres- 
sione, che rende le 6gure dipinte o scolpite quasi vive 
od animate . Anima. -^ 9. Arma di lignu , iig. detto 
d* uomo, vale Insemibile, Imperturbabile, — 10. Fari 
comu r arma di la pena, vale Dolerei amaramente, — 

11. Manciaricci V arma ad unu, vale rubare altnii de- 
stramente e di continuo senza fargiiene avvedere. — 

12. Aviri Tarma mpinta cu li labbra, vale esser mo- 
ribondo, oppure lasso o aflTamato. — 13. Aviri l'armi 
ligati, vale essere invulnerabile, e vincere ogni morb o 
abbench^ letale. —14. Cu avi arma, arma cridi, Prov., 
e vale, che chi ^ dl cnor tenero facilmcnte compatisce 
le dcbolezze amorose d'alUui. — Itt. Arma di bruniii, 
dicesi di persona che abbia un cuor duro cd infleasi- 
bile. —.16. Per arme. vedi A'RMI. -'l?. Easiri un'arma 
ntra dui corpi , vedi CORPII , n. 22. — 18. Lu meg- 
ghin pezzu di V arma, nel lingiiaggio familiare s iu- 
tende ii migliore, ii piii importante, ii piii degno ec. 
— 19. I^ sânt' arma, dicesi di trapassato commenda- 
bile. —20. Arma duna annu, Prov. cbiarissimo, che 
mostra 1' ardimonto, che somministrano le arme, an- < 
che ai meno animosi. — '21. Nesciri V arma pri na 
cosa, desidcrarla ardentem^nte, Bramare, Struggerti 
di vomita. — *22. Nesciri Tarma ntra un sirvizzQ, sten- 
tar grandemente per somma laboriosită. — '23. Fari nc- 
•eiri ad unu T arma, vale costringerlo ad afTatlcarsi sopra 
le forze. — *24. Vuliri fari neaciri ad onu larma pri ncu- 
In. asprime miiiaecia di torio di viu. — *25. Mettirisi 
r arma ntra lu guvitu, m. prov., rinunzîare a* dettami 
delia boona coscienza, e della ragione per difendere una 
falsitA nocevole altnii. 

jlkMALA'ZZV, s. m. pegg. di Armali, Bestiaeeia, Ani- 
malaeeio. — 2. Dicesi per ischerzo a persona senza ra- 
gione o discorso, Animakieeio. 

ARM ALB*D1HJ, s. m. dim. di Armali, AnimaUtto. 

ARM A*LI . 8. m. voco generica , che aignifica creauira 
composta d* un corpo organizzato, e d' un' anima seu- 
sitiva. Animale. — 2. Armali pid comunemente diciamo 
i bnitl. Animale, — 3. Dicesi per ischemo a persona 
BCiocca, stupida, senza ragione» o giudisio. Animale, 

ARMALISCU, agg. da Armau, ilntmaleico. 

ARMALUNA'ZZU, vedi ARMALA ZZU. 



ARM 



» 78 



ARM 



ARMALU'M» 8. m. accr«sc. di Abv4Li» ÂnimaloM, 

ARMALL'ZZU , s. m. dim. d' Abmali , Animaluceio , 
Animalutzo. 

ARMAME'NTU, s. m. ogni sorU d' tnne e di munizione 
per mo di goerra, Armamento. — 2. Per Armadura. 

ARMA'Rl, t. att. propriamcnle festire di trmtdnra, Ar- 
mare. — 2. Per met. , Fortificare, — 3. N. pa*», ve- 
stire arroadura, Armâni, — 4. F\g. provvedersi, mu- 
nirsi per difendersi , Armâni» — 5. Per Fornin, — 
6. Armări putU, Aprir botte^. — 7. Armări di bru- 
scu, o di rusticu, vale Far ii vi$o delk armi, — 8. Per 
dare animo , ardimeiito, ^ntmore. -— 0. Armarisi di 

Î>acenziay vale Fornirsi di paxienza» — *10. Armări 
urgia, vedi FO'RGIA num. 2. 

ARMARfA, a. f. luogo dove si ripongono e conscrvano 
le armi, Armamentario, Armeria. 

*ARMAR1E*DDU, s. m. agg. dim. di Arxaric, .4rma- 
dietto, vezzegg. Armadino. 

ARM A'RlUf s. m. anicse di legno, fatto per rîporvi cbe- 
chessia entro. e serrasi e apres»! a guiiţa d* tiscio, Ar- 
madio , Armario, — 2. Per iAraflalc o S4*ansia cbe h 
ad uso di tcncre scritturc. libri ec., Armario, 

*ARMARIU*M» s. m. accreac. di Armării', Armadione, 

ARMA'TA, 8. f. escrcito, o sia moltitadine di gcntc adu- 
nata per combattere , e si dice ancbe di muUitdidine 
di navigli da gnerra. Armata. 

ARMA'TA MA'NU, posto avv., vale con armi, Armata- 
mentet Armata mano, 

ARMATAME*NTI, avv. eon armi, Armatamenle, 

ARMA*TU, agg. da Armări, fornîto d' arme, Armato, 

ARMATlI*RAt s. f. guernimento d* arme cbe si porta per 
difesa delle persone, Armadura, Armatura, -~ 2. Per 
met., dicesi di ci6 cbe la natura ha dalo per difesa 
a diverşi animali, Armatura, — 3. Armatura rhiamano 
alcuni arteflci tutte quellc cose, cbe si pongoiio pi>r 
«ostegno, forteiza, o difesa delle loro opere, come Iar- 
madure delle volte, de* pozzi, de* fondamenii, e sinii- 
li, cbe soiio quei legnami, cbe si mettono per soste- 
guo delle fabbricbe, Armatura, — 4. Presso i Irgna- 
juoli, dicesi delle sprangbe e battitojo di una |K>rta, 
Arrnatura, — 5. Presso î sctajuoli . dicesi di tutti i 
licci cosi di tela come di pclo ordinaţi per tcssere ii 
drappo. Armatura, 

*ARi\IATU*RI, 8. m. marino conoscilorc delle Icggi mi- 
litari marittime, autorizzato dai Govcrrio a far la guerra 
da onest' uomo, non attarcando» ne depredando, se non 
i soli legni nemioi, e se avvienc di esser jireso da ce- 
storo, non pu6 esser ucciso, come i corsari, ma trat- 
tato come prigioriicre di guerra, Jrmofore. 

ARMEIJJ'NL'i s. m. T. di st. nat., Hustella ermihrâ 
L. Quadrupede simile nella figura alia martora. Nel- 
r estatc t superiormento bnino col ventre bian<-u, nel- 
r invemo diviene tutto biatico, eccettuata la sommitâ 
della coda che rimaoe semnre nera, Armellino, - 2. Per 
pelle d' armellino, Armtllina, 

ARM£*MTU , s. m. branco* d' animali grossi domestici , 
come biioi, cavalli, e simili, Arm^nto, 

*ARME*RI. 8. m., chi fa le armi, o le racconcia puaste. 

A*RMI, s. f. ogni slrumento o arnese nor Io piii di fem) 
di bronzo, o di acriajo per uso di aifonder se, o of- 
fender altrui , .4rfiii. - 2. Per impresa e insegna di fa- 
migiia, o di popolo, .-Irme. — 3. Viniri all* amii curţi, 
modo prov., e vale venire alle mani. - 4. All' armi 
curţi , posto avv. , vale senxa ciarle. — '5. Căpitan ^i 
armi, colui, cbe comanda ad una comnagnia a cavallo 
di 21, o piti uomini, dctti compagni d arme, destinaţi 
a diverşi servigi del Governo. Vedi CCMPAGM'A R. A. 
— *6. Piazza d' armi , fortezza , Piazxa cf armt, E 
per eatensione, dicesi cosi tutto un pacse ov* esista for- 
tezza» f forzfe militari. - '7. Armi (ig., cbiamasi tutto 
ci6 , cbe serve a confutare opiniuni . distruggere er- 
rori. repriroere vizii ec.» i^rma.— -*8. Armi hiancbi , 

3uclle, cbe adoneransi da petio a petto. come spa- 
a, pugnale, bajooetta, colteltaccio , e simili > Arm0 



bianehe, — •9. Armi di focii , quellc per usar delle 
quali vi vuol mnnizione di pol vere e palie, come ar- 
vbibiiso , pistola , carabina , cannone ec. , Arme dm 
fuoco, 

ARMICE DDA, vedi ARMIVZZA. 

ARMICrNt, s. m. sorta di drappo Icggiero: cosi detta 
dalia rittă di Ormus donde in prima fu portato in Eu- 
ropa, Ermiâino^ FrmeHno. 

'ARMI'GERIT, agg. cbe porta Ic armi, inclinato a nsar 
le arini, bravo, coraggioso. Armiyfro. 

ARMI'GGl. s. m. dicesi dcgli struiuenti^di ciascuna ar- 
te. Jrmt. 

•ARMII.LARI. agg.. vedi SFH RA n. 3. 

ARMISTI'Zir. s. m. propriament^ sosprnsione d' armi» 
breve tn'gua, ccssazionc dall' oslilitâ: cd ^ quelfa coif» 
venzionr , cbe si fa tra gli cscrritr di non procedere 
oMilnienie per alrnn poco di tempo, irmistixio, 

ARMOM'A. vedi ARM^NLA. 

AltMO'MCr, agg. che ha o rende armonia, o cbe appai^ 
tione ad armonia. Armonico. 

*ARMOMU'Si;, agg.. che ba delK armonia, Armonioto^ 

*ARMOMZZA*RI. v. att. rendrr armunioso, dare armo- 
nia, Annotiiizare. 

ARML'rM, s. m. ii frutto del corbozzolo, Corbextotn. 

ARMrrM.vedi MBRIACULa. 

ARMt'M'A, s. f. ronsonanza v. concerto si di vuci cbe 
di stmmenti, tanto di corde. quanto di fiato, ArmO' 
nia. - 2. Per proporzione, e proporzionata eorrispon- 
deiiza di parti fn checbessia. Armonia, — 3. Prtodesi 
altresi per concordia. Armonia. 

ARMU'ZZA» s. f. dim. di Arma, .^nîmiiccid. 

ARNK'SI. 8. m. nome generico di tutte masserizic, ibî- 
ti, foriiimenti, gnernimenii, e p4*r Io piu st nigllerebbe 
per ţii addobbainenti pifi nobili di case, di cittl» di 
tiavigli, di esrrciti, e siimili. Arnest. 

A'RMCA. s. f. T. lot. AKyttA montana L. Pianta cbe 
ha Io ^tclo cilindrice, le foglie radicali ovate-blslan- 
ghe, intere, ncrvose, i fiori gialli, tfrminaHfi, grandir 
Arnira. 

A RO'GGIU. posto avv.. vale esaitamente ?«ino allo scm- 
polo. Perfedamentif A rapfUo. 

ARO*l BlAXCi:. s. m. T. di st. nat. iiiHKA alba L. uc- 
cello che ba becco giallo, nen) in rima, tutte le penne 
del rorpo randide, quellc dfH* «M-cipiie hinghe e sot- 
tili, sufla srhiena durante Ia state ne ha un mazietlo 
con Io stchi liinţiii, ed a barl»o tllirurmi, picdi nero- 
oli%'astrt, iirone magtfion. 

AROMATA'RII'. s. ni. colui che coiupone ine«liciue Or- 
dinatefili dnl înnlico, Spcziule. 

AKOMA'TICI*. acg. che lia odorc o su}mre d' aromato. 
Aromai ico, 2. Per met. , direşi di i-usa ebe ba ia 
se dilUcoltâ e Apiacevulezza , Aromatico, -*- 3. Detto 
d' (lonio , \alc fantastico, struvHgnritc , rilro5.o » ilro- 
mtitico, 

AROMI. ^. ni. nome generiro d' ogii spezieria» O pro- 
fuuio, Aromato, .iromi, 

ARPA. s. f. stmmentu di moltr rorde di niinugia» di 
figura triiingolare, senza fondo. .4rmi , .4ri»e. ^ S« T. 
di st. nat. Falco FVLrvs. I,., Mcrello e'on becco eele- 
stogiiolo . iride gialta . tesla vopcria di ponne scurt* 
ed «ruminate, parti sup4*riori, ed inferiori del corpo 
colore seuro-nerastro. tnr^o peiiiinto sino alle dita, qoe- 
ste gialle . unghia nere , Aquila rrale, — 3. ArpR di 
tcrra, vaiu uomo d' iiiiinensa abilita nelle facccode. 

ARPA'ZZA, vedi Vl)Ti:Rlî. 

ARPEltGlA^RI. V. n. T. di, nuisira. e vale siionare toc- 
rando con velociâ le rorde di una incdesima COIMO- 
nansa. Arpe§giare, 

ARPE'GGIU , s. m. T. di musica . 1' arpeggiare , o fit 
quel suono in cui ai fanno inteudere tutti i tuoni d*K- 
cordo, non per6 tatii insietne. ma uno dopo Taltro» 
cominciando dai p\ii grave , e facendusi eon tal ordi* 
ne. o lutta, o qoasi lutia la s<>ala. Arpe^io. 

ARPE'TTA, s. f. dim. di Arpa. 



ARP 



» 79 « 



ARR 



'AIFIA. vedi GOLOCGIA. 

ARPU'M» s. III. arcresc. di Arpa. Arpone. 

ARRABB1A*RI, ▼. alt. diveoir rabbîoso» proprio de* câ- 
ni, Arrah^iairt» — %, Per met. o. pass.» Stiziini, /n- 
fo//«rîrflî. — 3. Per met. ancora, dicesi del graiio, bia- 
df . o erbc , rhf sieno ancora sopra terra» quando si 
sKcano pria del tempo per nebbia o sofcrchio calde 
eiie r aboia awampalo » e tilora si trasferisca anrhe 
alia lerra» Arrabbiare, -4. Arrabbiari pri Iu duluri, 
pri la faoii. e simili, dicesi per simil. di ebi prora 
acstissimi dolori, o t grandemente affamato eo. 

-AREABBIATrăSlMU. agg. superi, di ARRiBaiATV, Ar- 
raft^îofifatmo. 

'ARRABBIATU » agg. da Aurabiiam , inforiato , Ar- 
nbkiaio. 

A1EAGC.\MA'RI, t. att. fare in sa i panni, drappî, o 
simili materie, varii lavori coli* ago, Ricaman» 

Le diTerse maniere di ricamare appo noi diconsi: 
r Di biancn. In hianco, — S. Di argentu ed om, In 

Sfenio cd oro. -- 3" A la pitturisca, A eolori natu- 
i. — 4" A ponta di littra. — 5*' Di nuaccafi , Di 
mm$heriiin€ ec. 

iRRACCAMATRrCI, Tedi ABRACCAMATU'RA. 

ARRAGCAMA'TU* agg. da Auraccamabi, ornato di ri- 
ctmOf o con ricamo, Hieamato» 

AaRAGCAMATlTRA, t. f. di Arraccamaturi. 

ARRAOCAJIATU*RI» T. m. quegli che ricaroa, Jltcaaia- 
îon, 

ARRAGCA*1IC, s. m. V arie del ricamare, e I* opera ri- 
camata* ilieamo. 

AaRACCaiA'Rl, f. n. dicesi degli tiomini, degli ani- 
mali, e delte plante che non kanoo ii giusto accrcsci- 
menlo » e qnasi scemano , e diminaiscono , e Tcngon 
meno. Afficcolar; Bappieinart, intristire. 

ARRAGCHIA*TU» agg. da Arragcbiari, Indoxzalo, In- 
emiorzeiiio» 

ARRAGCICCA* , modo d' incitare e sollecitare Ie bestie 
da soma, percb^ camminino, Arri. 

ARRACCDIIANNA'RI, t. att. pregare altrui, che TOglia 
avere a cnore e proteggere quello che tn aii pmponi; 
dare in proteiione , io cura , ed in custodia , Jlacco- 
«aii^re. — S. Arraccnmannarisi ad alcunu* o a li soi 
orazioni, vale implorare Ta Unii protezione, Baccoman- 
darsL — 3. Arraccumannari V arma, dicesi allora che 
■00 possiamo giotar altrui altrimeoti. recitare le ul- 
tiow pred pe* moribondi , Raeeomandar V anima, — 
4. Per appiecare o legare una cosa a chechessla» pcr- 
cVi ei la sostenga e si sal vi, Attieurare, Raeeoman- 
dan, — 5. Arraccumannari la pecora a Iu lupa, detto 
ironicaniente, vale fldarsi inawedntamcnte di chi opera 
a ritroso» o i guastamestieri per abito. 

ARRACCUMANNrzZA , 8. f. raccooiandaiione > Raeeo- 
wtandi^a, 

ARRACICPPVRI , V. att. propriamente cogliere , spie- 
Jtut I Tocimoli, i raspoUi scampatl dalie mani del ven- 
demmiaiore, Jlactmo/are, Boipollan. — 2. Per portar 
via, MoMBoUart. — 3. Per met., vale levarc d* alcona 
casa qoalche piccola parte o qualche residno , Raci- 



I 



ARRAaOPPATI*NA. s. f. tutto ci6 che si ricava dalia 
vigoa dopo fatta la vendemmia, Raeimolatura,^^, Di- 
eesi ancoe metaforicamente. 

ARRAaCPPA*TU, agg. da Arraciuppari, RaetoUo, Am- 
mttgwaîo, Rubaeckîato. 

ARRAGf UPPATU'RI» v. m. chi raeimola o raspolla. — 
î. Fig. Mabatore. 

ARRADICA'Bl , v. n. applgliarsi alia tem coo le ră- 
dici; ti diee anche abbarbicare, a appiccarsi, ed ^ pro- 
prio delle piante e dell* erbe; ma si dice anche dl 
qnalsivoglia cosa infisaa in un' altra, come i deoti, e 
Msili; ai usa anche in significato ncutro passivo, Ra- 
ikarf, — 2. Per met., inttrnarn, Tare ii ealh, 

A^RADICATU, agg. da Arradicari, Radieaîo, 

•^HRadICCII1A*R1, V. att. applicare alia viva carne de- 



gli animali Terba da noi detu Radicchia, per vesci- 
catorio. 

ARRADICCHIA*TU. agg. da AaaADiccniARi. 

ARRADUZZA*RI, v. n. tor via la spessesza, IHrfBâmre, 

ARRAGGHIA'RI , v. n. ii mandar ruori che fa 1* asino 
la voce , Ragliare. — &• Lii Sigouri nun senti 1' an- 
cili canuri, e voii sentiri T asini arragghiari? Prov. 
di chi impugna le nostre idee , Raglio <f asino non 
giume mai in eielo, — 3. Per met., dicesi di chi cânta 
ron voce aspra, o roca, o che non dă le giuste con- 
sonante alia miisica. Cantonare. 

ARRA'GGHlU, s. in. la voce dell* asiuo, Raglio, Ragghio. 

ARRAGGIA*RI, v. n. divenir rabbioso. ed ^ proprio doi 
câni, Arrabbiare. — 2. Per met., istizzirsi, incoUerii- 
si, Arrabbiare. — 8. Arraggiari di fami, vale aver grari 
fame, Arrabbiar della fame, ^- 4. Met., morir di de- 
sio, Struggersi di voglia. — H. No» arraggiall modo 
di negare con dispetto. 

ARRAGGIAT£*DDU, agg. dim. di Arraggiatu, Arrab- 
biateUo. 

ARRAGGIATrzzU, agg. pegg. di Arraggiatbddv, Ar- 
rabbiatellaceio. ^ 2. Culuri arraggiatizzu, vale Colore 
Iroppo vivo. - 3. Per Adirato, Stitsito, Rabbioso. 

ARRAGGIA*Tl} , agg. da Arrag6iari, Arrabbiaio, -^ 

2. Met., Rabbioso. 

ARRAMVRiSI, v. n. pass., dicesi delle vivande, cbe 
dimorando in vasi di rame divengono viziate di verde 
rame. ^ 2. Dicesi anche quando ii rame per umiditA 
manda fuori ii verde rame. 

ARRAMA*Tn» agg. da Arramari. 

ARRANCA'RI , v. n. propriamente II camminara , che 
fanno con frctta gli zoppi o sciancati , quasi che si 
tirino e si strascinino dietro l* anche, ma dicesi an- 
cora .dello affaticarsi per camminare per la piii i vcc- 
chi e i malsani. .^rraneare. — 2. In senso atiivo, vale 
metter mano all* arme, Imhrandire* 

•ARRANCA'TA, vedi RAKCA'TA. 

•ARRANCATEDDA, vedi RAXCATEDDA. 

ARRANCITi*RI, v. n. divenir rancido, Raneidire. 

ARRANCITU*SU, agg.. vleto, pulrido per vecchiezza, sfaii- 
tio, vedi RANCITII*SU. 

ARRANCURA*RISI, vedi RANCURA'RISL 

ARRAPA'RI, vedi RAPA'RI. 

ARRAPPA'RT, v. alt. ridnrrc in grinze, Increspare, Afţ- 
grinxare. —• '2. N. ridursî In crespe* Aggrinzarsi, In- 
cresparsi, 

ARRAPPATE*DDU, agg. dim. di AaaAPPATr. 

ARRAPPAXrzZU, agg. pegg. di Arrappatu. 

ARRAPPA'TU, agg. da Arrappari, Inerespato^ Aggrin- 
%ato. 

ARRAPUCCIA*Rl. vedi RAPUCCIA'Rl. 

ARRASA*RI , V. att. levar via dallo stajo colla rasiera 
ii colmo che sopravanza alia misura. — 2. T. dci 
fabbri, e vale Appianare, Vguagliare, Pareggiare. — 

3. y. n. detto oe cavalli, mnli , ec. , vale pervcnirc 
ad una etA, che non d piii diseerniblle dalia osserva- 

..;kione de* dcnti, vedi ARRASA'TC. 

ARRASA'TU, agg. da Arrasari, flilto pari, AdeguatOt 
Spianato, PareggiaXo. ~ 2. Inteso di drappo, nastro, 
e simili, vale dl una maniera di tessilura, che vîene 
liscia e lustra come ii raso. — 3. Per cavalli la di cui 
etA non si puo pid conoscere dai denti, Agnomoni, 

ARRASATU'RA, s. f. T. del fabbri, 11 pareggiara, ade- 
guare un piano, ed anche un muro, c simili. 

ARRASATU'RIi s.m. strumento di legno rotondo per le- 
var via îl colmo, che sopravanza alia misura, Rasiera. 

ARR.\SGA'RI , V. att. le? ar la superficie di chechessia 
eon ferro o altra cosa tagliente, Rasehiare, Rasîiare. 
— 2. Arrascari li pisci, vale levar le scaglic ai pcsci, 
Scagliare. — 3. Met., vale scroccare con arte, o gtia- 
dagnare occultamente a spese altrui, Raspare. — 4. Per 
istracciarc la pelle con Ie unghc, o con altro, Graf- 
fiare. 

•ARRASCAXrNA, vedi ARRASCATU*RA. 



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ABRASCA'TU, agg. d* Amascabi, Răsehiato, Rastiaîo. 

— 2. Per Scagliato, — 3. Per guadagnato di aoppiat- 
10, Jfciilolro. — 4. Per Grafiato. 

ARRASCATU'RA , s. f. ii raschiare , e la matfria che 
si lera in raschiando, Ratehiatura, — 2. Per Grafic, 

ARRASC.VTTrRI, 8. m. stramento di ferro tagliente ad 
uso di raschiare. Ratchia. 

ARRASPA*RI, Y. att. stropicciare, fregar la pelle eoUe 
unghie per trarne ii pitzicore, Grăitori, — 2. Per Adu- 
lare. —3. Arraspari ad nnu unni ci inancia» modo pror.» 
trattar di quelle cose , o?e ha molta passione , o gu- 
6io> o premura coliii, a cni si discorre, Grattare dove 
pixxiea altrui. — 4. Per impegnare alcuno in qualche 
cosa facondo a modo suo , Liseiar la eoda, — 5. Per 
ripianare la snperficie delle pelli conce. — 0. Arra- 
sparisi nnu culi*autru, Grattani a vicenda, e si pu6 
usare anche in metafora. 

ARRASPA'TU, agg. da Arbaspaii, Grattato, Stropie- 
ciato, — 2. Delto delie pelli eonce. Liseiato, 

ARRASPATU RA, Tedi ARRASCATU'RA. 

ARRASPU'NI, s. m. graflSatnra un p6 smodata. 

ARRASSA'RI, ▼. att. Scoifara, DUcostare. — 2. N. pass., 
Allontanani, Părtini. — Arrassati câni niuru. modo 
prov. di chi vnole sehivare la vicinanza o ii consor- 
zio di alcuno. 

ARRASSATU t agg. Seostato , AUtmtanato. — 2. Per 
meno frequente, o dicesi di dolore, Tebbre ec. 

ARRASSIMIGGHIA'NZA, vedi ARRASSIMrGGHIU. 

ARRASSIMIGGHLVRI» v. n, rassembrare, somigliare, 
esaer simile, aver somiglianza, Rai$omigUar€. — 2. In 
senso attivo, vale ţiaragonare, mettcr del pari, com- 
parare, Auimigliare. — 3. N. pass. metlersi in para- 
gone , in confronto , Appareggiarti , Auimigliani, — 

4. Nudda si pigghia si 'un s* arrassimigghia , Pror. 

ţ\er dinotaro che fra i pari sono agevoli e Trcqufnti 
e accomunagioni, e i consoraii. 
ARRASSIMIGGH1A*TH, agg. da ARRASsiiiiGfiBiAM, Pa- 

reggiato. Comparator Confrontato. 
ARRASSIMrGGHIU, s. m. Simigiianza, SimilitudiM, 

ConforwUiă, Somiglianxa, 
ARRA*8Sn, avv. Io stesso che lontano, Diteotto. — 2. Ar- 

rassu sia! ?ale non sla mai non piaccia a Dio , non 

YOglia Iddio, Tolga Iddio. 
ARRASSULI'DDU, avv.dim. di AaiiASSU, Poeo dUeoHo. 

-^*2. Gchiu arrassuliddu, acer. di Arrassuliddv, AU 

quanto pi'â ditcotto. 
ARRASTIA'RI. v. n. andarc i cacciatori dietro airornie 

dclla fiera per riotracciarla, Ormare. 
ARRAUMIVRI, vedi RIMASTIGA'RI. 
ARRAZZA'RI, v. n. ritirarsi indictro con violcnza, pro- 
prio delle bestie aiiaccate con capestro, o altro simiie. 

— 2. Fig. per Deii$t9re. — 3. Per negarsi , ricusarsi 
di farr, Rifiutare.^ A. Per aver difficolti, Difidart. 

ARRENNAMENTII, s. m. ii dare, o prendcre a fitto, e 
rendita spettante al fiuo, Arrendamento. 

ARRENNATA*RIU » s. Q. chi prende a fltto o a loci- 
zione, ArrendatorB. f>. 

ARRENNA'TU, vedi ARRINNATlI. ^ 

ARRE'NMRI, v. att., restituire e dar nelle mani altrui 
quel che gli si ^ tollo o si ^ avuto da lui in presto 
o in consegna, Rendert. — 2. Per pagare, dare ii con- 
traccarabio, o 1' cquivalente, Render$: p. e. Lu Signuri 
vi r arrenni. Iddio ve na rimunmi. — 3. Per fruttare, 
c si dice di poderi, di case e di censi. d* usure e si- 
mili, Rendere: p. e. Quantu v* arrenni la vostra casa? 

— 4. Parlando di fortezze, cittă, e simili. vale con- 
segnarle, darne îl dominio, ii posscsso, Rendere.— 

5. N. pass. darsi in mano al nemico , confessandosi 
vioto, o pure piegarti all* alinii volontA. Arrenderei. 
-^0. Dicesi anche di ramo, pianta o altro, che age- 
volmente e senza spezzarsi si pieghi e volga per ogoi 
verso, Arrendeni. 

ARREPITA'RI v. n. tornare a dir di nnovo, ridire» re- 
plicare, Repetere, 



ARRE'RI , avv. da capo, nn* altra volta, IK nuwe. — 
2. Spesso significa addiatro, come: Sei misi arreriy vala 
Sei meii addietro. Son giâ eei meti, e simili. 

ARRB'STII, s. m. 1* arrestare, Arrestamento, Arrtsto. 

ARRETRa*TU, s.m. dicesi di somma maturata e oon 
pagata, Arretrato. 

ARRE'TRU, s.m. somma maturata e non pagata, Frutto 
decorso. 

ARRiBBlICGA*RI, v. att. rovesciare r'estramiU orrero 
la bocea d' alcnna cosa, come di sacea, manirhe, len- 
zuola, e simiii, Rimboccare, - 2. Per ritorcere la panta 
del chiodo , o ribatterla verso ii suo capo aelia ma- 
teria confitta, acciocch6 non possa allentare, im stringa 
piii Torte, Ribadire. 

ARRIBBIJCCA'TU, agg. da Arribbuccari, Rimhoeemto, 

— 2. Per Ribadito. — 3. Essiri nn chiom arribbac- 
catu, fig.. vale essere scaliritissimo, triste, fMlaue, 
Cialtrone, Farinelto. 

ARRIBUFFA'RI, vedi RIBBUPFVRI. 
ARRIBUTTVRI, vedi RIBBUTTARI. 
ARRICANU'SCIRI, vedi RICANU'SGiRI. 
ARRICATTA'RI, v.att. ricomperare, o ricuperare per con- 

vcnzione cosa suta tolta o predata , Rieeaîtan , Mi- 

eattare. 
ARRlCCnrRI, V. att. far ricco, dovizioso, Arrieekire. 

— 2. N. a n. pass. divenir ricco, ArrieehinL 
ARRICCU*TU, agg. da Arriccbiri, ÂrrîcMio. 
ARRlCrviRI. vedi RICIVIRI. 

ARRICINTA*RI, v. att. di nnovo lavare, JttlatMT», Seim- 
bordare, ~- 2. Per semplicemente lavare, JttiaiHirf. 

ARRICINTATA, 8. f. ii rilavare. 

ARRICINTA'TU, agg. da Arricintari, Riiavato. 

ARR1C1NTATU*RA, a. f. 1' atto ed ii re^duo del fluido 
ove rilavasi. 

ARRICIUPPA'RI, vedi RACICPPA'RI. 

ARRICO'GGUIRI, v. att. ragunare, adunare, metttra io- 
sieme , Raceorre , Raecogliere. — 2. Per tirare • se: 
p. e. Lu Sifţnuri si 1' arricugghiu, vale Mori. — 3. IV. 
pass. coudursi a casa e farvi dimora. — 4. Cai duo 
ha arricolu li pecurt 4 st' ura, nun arricoggfai n6 pe- 
curi nd lâna, Prov., vale che passato ii tempo dello 
aspattare, e nou ottenuto V intenlo, pu6 aveni per per- 
duto. 

ARRICO'TA, vedi RICOTA. 

ARRICR1A*RI, V. in sign. att. e n. pass.» dare, pren- 
dere alleggiamento, cooTorto» e ristoro alle fatiche da- 
rate, agii stenti, o alle pene petite, ilicreorev Mieria- 
re, Riereani, Ricriarti 

ARRICRIA'TU, agg. da Arricriari, Ricreato, Rieriato. 

ARRICRrUt 8. m. conforto, ristoro, RiereameniOf Mi- 
erea^ Ricrio. 

ARRICIJGGIIITIJRI, vedi RlCUGGHITli'RI. 

ARRICUGGinUTU, agg. da Arricogguiri, MactoUo. 

ARRICUMPINSA'RI, vedi RIGOMPINSA'RI. 

ARR1DDUBBULA*RI, v. att. DupUcare, Moâdoppian» 
Dobiare. 

ARR1D0U*G1RI, v. att. Rieondurre, Ridmrret Mid^eere. 

— 2. Per tirare alle proprie voglie, AlUttare. — 3. N. 
pass. per Divenire, Diventare. — 4. Vale anche per- 
suadersi per le altrui istanze ed impegni, Arrenâini, 
Cedere. 

ARRIDDUSSA'RISI, v. n. pass., vale metterai ia laogo 

riparalo dai venlo. 
ARRIDDUSSATU, agg. da ARRiODUSSARiti. 
ARR1DDU*TTU, agg. da Arridducirisi, Ridoito. 
*ARRIFA'RI, v.alt., vedi RIFA*RI. — * 2* Mana m*ar- 

rifazzu, Prov., esprimente ii ristoro, e îl YÎ^ore» che 

seco porta la primăvara a tutta quanta la natura. 
ARRIFFA'Rl, v. n. giuocaro chechessia alia rilTa , che 

i una spezie di lotto, Arrifare. 
ARRIFFA*R1SI , v. n. pass. increspare le cigUa » Far 

eigliot Aeeigliani. 
ARRlFFATrzzU. agg. dim, di AaaiFFATU» ilI^MaiKa 

aecigliato. 



AlUl 



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4ttRIFFA*TD/iigg. dt ilMirPARisi, ditesi di chi j^r 
iim» ftceidUt nauoconia, pensiero o sdeciio iiene 11 ci- 
glio famo» AeeigUatO0 — *2. Aggiunto ad oggetto» vale 
Tînto alia riffa. 

AERIFIGVRU fedi RIFICA'RI. 

ARRIFIL.VRI. Y. aU. riUgliare, levar V estremiU, rad- 
driiiara gli orii , torre le prominenie di chechessia > 
Bitagliare, 

ARR1PILA*TII, agg. da Amifilari, Ritagliato, 

ARRIPINA*RI. T. atL reoder gentile ci6, eh' h rozzo o 
mal fatto» IngentUin, RtjmUre,—!. N. paas. dive- 
Bir geoUle, Rigentilin, nobUUanL 

AIRlFODA*Rl f Y. atl. legare sotlo la cintura i Yesti- 
Bienti lunghi per tenerli alţi da terra, Succigner$, Suc- 
CMt^arv* 

AERIFODATU, agg. da Arrifodaii, che ha veste al- 
iata per accorciarla* Suecinto. 

ARRIFRANCIirRISI, v. n. pass. T. del giaoco, e vale 
riviocere quello che si era perdato , Riseattani. — 
1. Anche luori del giuoco, dieesi rimettersi nello stato 
di prima» rtsarcirsi» Ht/orti. 

ARRlFRANCirrU» agg. da ARRiPRASCHiaisr. 

ARRlFRlDDAME*NTIj, s. m. ii raffreddare o raflTreddar- 
ii, RafMldamento. — 2. Per met., dieesi della 4i>ni- 
imioiie o sceroaroento di afTettu, di fervore, e simili, 
JtfljfMAzinanfo. 

AERlFRIDDA'Rr, v. att. far divenir freddo, Raffredda- 
Ti, -~S. iD sign. n. pass. divenir freddo, Rafnâdar- 
H. — 3. Per ralleotare, divenir lento, scemare ii fer- 
Tora oeir operaiione, o nell* affetto» • osasi In senti- 
mente attivo, neutro, e neatro passifo» Raffnddar; 
~4. Per muoversi, per freddo patito, alean catarro 
dalia tesla per Io pîii cen tossa, Infreddan. 

ARRIFRIDDA*TU, agg. da AaRiPainoAni , infr$ddato, 

ARRIFRIDDATC'RA, s. f. îl male di ehi â infreddato, 
Infrtddatura. 

ARRIFRISCA'RI • v. att. far fresco qnel che h caldo , 
Rinfnscart. — 2. N. pass. divenir fresco, RinfrBieani, 
— 3. Per risiorare, ricreare, e si nsa in sişn. att. e n. 
pass., Jltfi/rtfcoin0. —4. Per rinnovare» nnnovellare, 
rifoodere , e si nsa in sign. att. e n. pass. , Rinfre- 
jcara. — 5. Per assottigliare ii taglio ai ferri taglien- 
ti, dâra ii filo, AffUare. — 6. Per mollificare le pelli 
stantie ungendola con grasso, Ammorbidare. — 7. Ar- 
rifriKiri U memoria ad una, Ramnumoran. In senso 
neaL pass. ricordarsi, richiaroare alia memoria, Ram- 
menton, — 8. Iron., dieesi per hattere alcuno, p. e. 
Arrifriscaricci la eono, li natichi, li spaddi ec., vale 
JDor huiUf Ptreuotert, — 9. Arrifriscari Iu cannarozzu. 
in teoso attivo, vale dar da mangiare e bere; in senso 
neaL pass. ricevere da altri un qaalche ristoro. — 
10. ArrifriBearisi li cbiaghi , met. , vale osci re dai Io 
suto della Indlgensa, ilif f ororti, RifoeiUani — '11. Per 
mandar gente fresca iu rinforxo della stanca, ed op- 
pressa, ilîi»/rejear8.->'12. Per sostitair viveri, e miove 
moniiioai alie consumate, Rinfre$eare. — *13. Per dar 
riposo ai soldaţi stanchi, Atn/rafcare. — *lf. Per far 
fresca eon acqna una bocea di fuoco riscaldata dai 
cootinuo tirare, Rinfr$$eate, 

'ARRIFRISCA*TA, s. i. riofrescamento, stagione In cui 
l'aria eomÎDcIa a rinfrescarsi. — *2. A la rifriscata, si- 
gniSca pure» dopo ii tramonto nella stagione eşti va, 
Smir imtrunht, 

'ARRIFRISGA*TU, agg. da AnaiFaiSGAai, Rinfirtieato. 

'ARRlFRrsCU , s. m. ii rinfrescare, Jltn/raioamenro , 
Jtm^rfseo. — *2. Per nuovo provvedimento , ristoro. 
rinfondimento di cosa» che sia venuta, o sla in sul 
f eoir meno, Rinfn$eo, Rinfr9team9nto, — *3. Per ajuto 
di soldat!» o nuove provvisioni, Rinfr$soo, — M. Ge- 
neralmente per qualunque conforto non isperato» Rin- 
fru€0. 

ARRIFEtJNTA'RI, v. att. riprendere, rimproverare, dire 
ie (aceia cose spiaeevoli ed odiose» Ain/'amare. 

'ARRIFRUNTA'TU, vedi AFFRUNTATU. 



•ARRIFRITNTn, vedi AFFUU'NTU. 

ARRIFU'NNIRI, v. att. di nuovo fondcrc, Riţondvn,^ 

2. Per di nuovo arare, Riarar^, — 3. Per mangiare e 
bere smoderatamente » quasi ricominciare dopo aver 
mangiato, Divorare, 

ARRIFUNNU'TU» agg. da ARRiPDifînni» Rifuso.-^t. Per 
Riavuto, 

ARRIFUSA'RI, v. att. T. dcgli sump., guastare la for- 
ma, e mischiare insieme i caratteri dopo essere staţi 
bene assestati. 

ARRIFUTA'Rl. vedi RIFUTA'Rl. 

ARRIG.VLA'RI, vedi RIGALA'RI. 

ARRIGNA'Rf , v. att. stare bastantementc in una par- 
te, DurarCt Perdurare, 

ARRIGORDU» s. m. ii ricordarsi, Mtmoria, Rie&rdo, 

— 2. Per awerlimento, ammaostramento, Rieordo, — 

3. Per ricordanza, pegno, Rieordo, 
ARRIGURDA'NTI, v. m. colui che ricorda, Rieordatort, 

e propriamente dieesi di chi nelle ore estreme ci^^on- 
forta a ben morire. — 2. Fari Iu patri arrigurdanti ad 
unn, dieesi di chi sta semprc addosso ad alcuno ob- 
bligandolo contro voglia. 
ARRIGURDVRI, v. alt. ridurre a memoria, Rieordare, 

— 2. Per nominare, far menzione» JRicofctore. — 3. Per 
avvcrtire, Rieordare, —4. Ed in sign. n. pass. e ta- 
lora colle particelle sotlintese» vale aver in memoria» 
sovvenirsi» Ricordani, — 5. Per confortara a ben mch 
rire. — 6. Anrigurdari Iu morto ntavula» modo prov.» 
e vale dir cosa fuor di proposito e spiacevole» Rieor- 
dare i morţi a tavola, 

ARRIGURDA'TU, agg. da ARRioiiRnARi, Jtteotttero. 

ARRIJUNCA'Rl» v.att. ammorbidare, amroorbidire, Ram- 
morbidire.—2. Per Macerare. — 3. Per procurarsi agio, 
Approfittare, — 4. N. pass. concepir calore dopo es- 
sere slato air aria fredda. , 

ARRIJUNC.V'TU, agg. da Arrijoncari, Rammorbidito. 

— 2. Per Macerato, — 3. Per Adagiato, 
ARRIJU'NCIRI , V. n. 1' accoppiar delle lettere e delle 

sillabe che fanno i Cauciullî quando incominciano ad 
imparare a leggere, Compilare, 

ARR1MARRA*R1, v. att. bruttar di fango, infangare, 
Imbrodolare , Inxaccherare. — 2. N. pass. bruttar di 
fango, infangarti, Imbrodolani, Iniaceherani, 

ARRIMARRA'TU, agg. da Arrimarrari» Infangato. 

ARRIMAZZA'RI, v. att. gittare impetuosamente a terra 
io maniera che ii getlato resti sbalordito, o privo di 
senso , Srramosjzare. — 2. Dieesi ancora delle coso 
inanimate, Ruttare, — 3. N. pass. cader senza senti- 
mento a terra, Siramaztare, — - 4. Per adoperarsi nel 
fare e noi dira, cercare ii verso di fare e di diro» Di- 
menarsi, •> K. Per disputare in pro » ed in contra , o 
commuoversi. adirarsi, Dibatteni, — 6. Per querelarsi 
disperaiamente, Attapinare. 

ARRIMAZZATI'ZZU, agg. pegg. di ARRlMAZZAra. 

ARRIMAZZA'TU,agg.da AaRiMAZZARi.gettato gih.man- 
dato a terra , StramazKoto. — 2. Dctto d* uomo inde- 
bolito , addolorato per malattia , o per soverchio tra- 
vtglio, Abbattuto, — 4. Vrocculi animazzati» diconsi 
i broccoli bolliti» e poi accomodati con olio, sale, ed 
aromi, ed agitaţi in quA e in IA dentro la pentota per 
uguagliame ii condimento. 

ARRIMAZZU'NI, s. m. 1' atto dello slramazzarc, Stra- 
matxone, 

ARRIME'TTIRI, fedi RIMETTIRI. 

ARRIMIDDIA'RI, vedi RIMIDDIA'RI. 

ARRIMINAME'NTU» s. m. ii dimenare» Dimenamento, 
Dimenio, 

ARRIMINA'RI, v. att. dimenare, maneggiarc, agitare, 
muovere » Rimenare, — 2. Per agitare con mestoia o 
con mano cose liqnide, o che tendono al liquido, Tra- 
menar le vivande, Meitare, — 3. Arriminari cosi pas- 
sati , cosi antichi , o li cartuleggi di so nannn , vale 
rimembrare inutilmente cosa di niun momente.— 4. Ar- 
riminari Iu pignateddu, modo prov., dieesi per mo- 
li 



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slrare di volcr naocere con malie, incaDUmenti» stre- 
gonecci, ^ siinili. —5. Arriminirtsi eonra ui cioncii, 
neul. pişs. saper Tare i fatti saoi scaltramenle e loito 
mano , Destreggiare. — 0. Iron. affaticarsi aciua pro, 
Perder tempo, ~ 7. Arriininanai bonu caat casa, di- 
cesi di chi sa involar con arte a poco per Tolla, clie 
nissun se ne avvedaf Ruhacchiare, - 8. Per indiistriarsi« 
adoperar con induatria, ingtgnorsi. 

ARRIMINVTA, 8. f. delto dalie rivande che si ciiorio- 
no, ii rimescolarle, Bimeusolanza. — 2. Delto di allre 
oiasseriiie, Rim$nio, 

ARRIMINATE'DDA, 8. f. dîm. di Arrimivata. 

ARRmiNA'TU» agg. da AnaixixAai, AtnMsfolo, Jltme- 
scolato, Bimenalo. 

ARRIMINU'MI, 8. m. rodi ARRIMINATA. 

ARRIMISCA'RI» v. alt. muoyer le masserizîe da Tuogo 
a luogo per cercare cosa , che non cade sott* occhio, o 
credesi perdata, BoviMtare, Trambusian, Rifrustan. 
*- 2. Per nietter sossopra, BivoUolatBt Eoviitarii. 

ARRIMISCA'TA, s. f. ii rovistare. 

*ARRlULSCATrzZU, agg. freq. di Arrimisgatv, Rovi- 
stolato, 

ARRIMISGVTU, agg. da Arrimiscabi, Rifr^tato. 

ARRIMORDIRf, vedi RIMO'RDIRI. 

ARRIMPIIGNA'RC vcdi RIMPUGXARI. 

ARRIMUDDA'RI, v. alt. imiDollaro» bagnara, far molie, 
inumidire, AmtnoUare. — 2. N. ptr esser molie, es- 
aer umido , AmmoUan, — 3. Per far mansueto , fare 
lobrico, RaddoUir$, MolUfiean, AmmoUire.—^. Fig. 
toccar ii cuore. Intenerire.—ti. N. pasa. Raddokirsif 
AmmolUni. — 6. Per intenerirsi. 

ARRIMUDDA'TU, agg. da Arrixcjddari. Ammollato, 
— 2. Per Plaeato. 

ARRIMU'LA , s. f. specie di rîprcnsione diretta ai re 
cidivi. 

ARRIMUXNAME'NTU, s. m. ii polare, Potagione, Po- 
tamento» 

ARR1MUNNA*RI, t. alt. ugliarc alic vili e agii alberi 
i ramî inutili e dannosi* Polara. ~ 2. Arrimunnari li 
drappi, vale Icvar la cima, e scemare ii pelo al panno 
laoo, tagliandoglielo coUe forbici, Ctmore. -* 3. N., 
vădi ASSIGUNNA'RT. 

ARRIMUNNVTA, vedi ARRIMUNNAMENTU. 

AUHIMUNNA'TU, agg. da Arrimunnari, Potato, 

ARRIMLWNATU'RI, v. in. che pou, Potaron. — 2. Per 
Io strumenio di ferro a uao di polare , pototojo, — 
3. Arrimiînnatiiri di drappi, Cimatore, 

ARRlMURCHIAxMENTU, s. m. T. di mar. J^ 1* atlo per 
mezzo del quale un baslimento , avcudo una marcia 
superiore ad un allro, che 6 pib tardo, od 6 reso tale 
pcrchâ resl6 sguernilo, con un cavo forte Io atrascina 
dietro di s6, Himorehiot Rimurckio, RimkurMo. 

ARRIMUllCHIA'Rl, v.att.T. di mar. Dare alia nave ii ri- 
murchio, ciod strascinarla dietro a s^ per farla avan- 
zaro mcdiante un cavo cbiainato rimbarchio o cavo di 
riniburchio, RimorcMare, Rimurehiare, Rimburehiar9, 

ARRIML'RCIIIATU, agg. da Arrimurcbiari, Rimhm^ 
cKiato, — 2. Per rubato di nascoslo. RubacchuUQ^ 

ArilUNA'RI, V. alt. trar dietro un giumenlo pel cape- 
»iro. — 2. Fig. reggere al cammino , al peso • e si- 
inili. — 3. Proscgtiire con cosianza, e con oatinailone 
sonza siancarsi. — 4. N. pass., dicesi delle lerre, che 
per ra^Monc d* inondazione resiano coperte d* arena. 

AllUlNA'TU, agg. da Arrinari. 

AURLNE'SCIRI, vedi RINE*SCIRI. 

ARRINFACCIARI, vedi RlNFACGIA'Rl. 

ARRl.VFrRZA'RI, vedi RINFURZA'RI. 

ARRLNGA'RI, V. n. far pubblica diccria in linghiera, 
o aia in bigoncia , Orare , Parlamentare , Aringare , 
Arringart, — 2. Per proscgiiire una cosa incomincia- 
ta, Continuare. 

ARRINGRAZIA'Rl, ve<li RIXGRAZlVRI. 

AKRI.MGAME'NTL' . h. iu. ii rinnrgare , Rinnegheria , 
Hinnegamento. 



ARRINIGA'RI, v. n. levarsi dall' obbedienza a i 
ribellarsi da uoo per aderire ad un allro; e ] 
si dice di religione, e di setta, Rinnegar§, 
Arrinigari la Gdi, si dice del non volere a i 
aver pazienza, Rinnegar la paxiensa, — 3. . 
r ura, e Iu punta di quannu ec, vale detci 
ledire ii momento dclla tal cosa ec, Avtr 
Abominare. 

ARRIMGA'TU, agg. da Arrinigari, che ba i 
Rinnegato. - 2. In forza di sosi., dicesi q 
ha rinunziato ad una religione, per abbracciai 
tra, Rinnegato. — 3. Mitlirisi coinu n* arnoiţ 
na cosa, modo prov., vale imprciidcre con i 
impegno, c non desisterc, Strafare. 

ARRIMGATU'M, agg. pegg. di Arrinigatu, 
(acato. 

ARRINNA'TU, agg. dicesi d* oomo che vive di 

ARRINNITU'RA, vedi RINMTL'RA. 

ARR1NNI]*TU, agg. da Arrenniri, Reso, Rtn 
renduto. 

ARR1MJMA*TU, agg. Famoio, Rinomato. 

ARRINUNZIARI, vedi RINUNZIA'RI. 

ARRmUVA'RI, vedi RINUYA'Rl. 

AR|11PARA'RI, y. alt. rimediarc, porre ripavo 
riparo, Riparar$.-^2. Per accogliere alcuni 
in qualche pcricolo , prcndcrne le difeae , L 

— 3. In sign. n. e n. pass., vale /nlerlanei 
verortt » Metteni al coperto , Cerear difetă 
Mione. — 4. Vale anche staudo in periglio, 5i 

ARRIPARA'TU, agg. da Arriparari, RipanU 

ARR1PART1MB*NTU. vedi RIPARTIMENTU. 

ARRIPASSA'RI, vedi RIPASSA'RI. 

ARRIPETIRI, vedi RiPE'TIRI. 

ARRlPE'ZZU.s.m. îl rappczzare, Rappezxamtt 
peito. -- 2. Serviri pri arripezzu, modo proi 
esser tcnuto in poco pregio, ma esscr fatto 
difetto di altrt piii favoriţi, secundo le eircoat 
mentanee, 5upplin, Sovvenire al difetto» 

ARRIPIGGUIA'RI, v. alt. di nuovo pigliare» 
dere, Riacquiitare, Ricuperare, Ripiyliare, j 
ciare. — 2. Per pigliare assolutamente. — 3. ] 
rare, rifonnare una fabbrica, muro, pavimei 
tro Tcnuto in cattivo stalo. —4. N. pass. pi 
gore, Riavern» — tf. Fig., vale correggersi in | 
ina in modo di non moslrare d' esser cadui« 
ro. - 6. Per razzuffarsi, o cominciare la Iile» < 
intermessa qnalunque sia, Ripigliarsi con al 
7. Arripiggbiarisi a palori, Contendere, Bis 
Proxyerbiare. 

ARRIPIGGHIATE DDU, agg. dim. di Arripicc 

ARRIPIGGHIA'TU, agg. da Arripiggbiari, proţ 
vale piţiiato di nuovo, Ricuperato, Raeqw 
2. Per riavuto. — 3. Per migliorato di fbrtunat 

— 4« Per ricominciato. — 6. Per ristoralo, ril 
landoai di fubbriche, e simili. 

ARRIPrGGIllU, 8. m. ragione o vera, o appai 
rttirarsi , dcsistere , non fare ii convenuto • 

— 2. Per contesa, sommossa, ec.» Sulmglio* 
ARRIPINSA'Rl. vcdi RIPINSARI. 
ARRIPITAIIE NTU, a. m. ii ripeiere, Ripetiîm 

timento. — 2. Per Corrotto, vedi RE'PITU. 
ARRIPITA'RI» v.att. rimembrar con dolore qnal 

perduto, o ii tempo feliccmenie passato, Biţ 

2. Per far ii pianto ai morii rammentando Ic 1 

ni. Far eorrotţo piagnisteo. 
ARRlPITATRrCl, s. f. donna prezzolata a piang 

esaquie de* morii, ne* funeraii, Prk^ca, 
ARRIPITATU, agg. da Arripitari. 
ARRIPITATU'RI. s. m. quegli che in gramaglii 

pagna ii mortorio, Piagnone, 
ARRIPIZZAME'NTU, s. m. ii rappezzare, ii rai 

Bappeziamento. 
ARRlPlZZA'Rl, V. alt. raeconciare una cosa roi 

tendovi ii pezzo che vi manca, c dicesi pro( 



ARR 



» 83 <c 



ARR 



«Iei pannl , Hailoppan , Rappexzar» , Ripettare, — 

2. Ffjţ. per racconciare nna cosa malfalta 3. Per 

eoprire i difetti, o gli errori di alcano. — 4. Per pren- 
dfrne le ;direse , aitenaindone i falii. — - 5. Per rap- 
pactGcare * rappattumarc. — 6. Racconciare una cosa 
marandaia come si pud, Rabbertiare. — *7. Quannu 
an poYÎr omu s* arripezzBi pari chi di noYu si vtsti»- 
si, ProT. di facile inteliigeota, esprimente un certo con- 
tfnto di chi si raitoppa i panoi nella innpotenza di 
iTerne de* noovi. 

ARRIPIZZ.VTA. s. f. vedî ARRIPIZZAMK'XTn. 

ARRIP1ZZATI*ZZU, afg. arvililivo di ÂRaiPizzATU.— 
1 Fig.f Pezxente, Poveraeeio, 

ARRIPIZZA*TU, agg. da Arripizzari, Rappezzato, Bat- 
toppato, Rabberciato, — 2. Facci arripizzata, dicesi ii 
Tolto deir uomo nel quale sien rimaste ic margini del 
vajuolo, Bulteratc-^S. Nigozii arripizzati» Tale non 
riosciti secondo ii desiderio, Malandati. 

ARRIPIZZATU'RI , v. m. chi ripezza, Ripexxalore, -^ 
1 Fig. chi racconcia qualche errore di altri, RappeX' 
tatoret Jtoccofi«tafor0.— >3. Fig. chi supplisce a tempo 
airaitnii difetto. 

ARRIPLICA'RI, redi RIPLICA*RT. 

ARRIPO'SC, 8. m. ii riposare, Qui$te^ Ripoxo, 

ARRIPRE'NiVIRIy T. au. ammonir biasimando» Sgridor 
re, Riprendere. 

ARRlPRrNNIRI, Tedi ARRTPRE'NNIRI. 

ARRIPRISINTA*RI, vedi RIPRISINTA'RI. 

ARRIPRrsU, agg. da ARMPâSNMiRi, Bipr$to, AmfnO' 
niio, Sgridato» 

ARRIPRUVA'RI, Tedi RIPRUVA'RI. 

ARRIPUDUI'RI • V. n. i 1' esser degli animali quando 
por principio di sopravegneute indisposiiione iDiristi- 
scono, lfufozzar«. — 2. Dicesi spec ia I mente delle gal- 
line che cessano dl far aova, vedi SG VGA*Rl. —3. Met. 
Arripuddiri pri la friddu , intortnentire, — 4. Pri Iu 
sranta. Rappiecolart, Rappiceinire, 

ARRiPUDDUTrzzU, agg. afvilit. di ârripuddutu. 

ARRIPCDDITTU» agg. da Arripoddiri. Indoxxato, In- 
trUtUo* — 2. Pri ia friddu, IntormenîUo, — 3. Pri la 
paan. RappUcinito, 

ARRlPCONA^ai, Tedi RIPOGNVRI. 

ARRIPURTA'RI, yedi RIPURTARI. 

ARRIPUSA*RI » T. n. cessar dalia fatica e dall* opera- 
re, preoder riposo. qaiete, JRtposare» Far pau$a, — 
2. Per dormire IcgMimenle, hormieekiare, -^ 3, Per 
fermtrsi, RffMra, JMr cfimora. — 4* Per rtot fidan- 
ta, (ede» opioione di non esser ingannato, Fidarai , 
Riposan sapra aleuno. — tt. Per istar in ozio non unto 
per pigriila, quanto per non aTer da fare, Posare, Ri- 
maiMrft. — *6. Detto di terre, lasciirle per alcun'anno 
senza coltnra, perchi riabbiano la couTeneTole ferti- 
litâ, Jltmonar xode, 

ARRIPUSATrzzn , agg. freqa. di Arripusatu , chi k 
ftalo molto in riposo • o in ozio , Auai ripoiato. — 
1. Per PerUgiorno, Seioperone,- Oxioto. 

ARRIPUSA'TU, agg. da Aoripusari, quieto, eh* d in ri- 
poso, o che ha avuto riposo, Ripotato. — - 2. Scala ar- 
riposaia. Tale I di cai soaglioni sono bassi e larghi, 
Scala ogBvoU, — '3. Terra arripusala. Soda. 

ARRIPOSATUf poato btt. Tale, piano, adagio, Ripo- 
$aîam*nt€. 

ARRIQUATRA'RI, r. att. mettere o ridnrra in quadro, 
ăiquadrare. 

ARRIQUATRA'TU, agg. da AaaiQaATRARi, Riquadrato. 

ARRISAGCA'RI, T. att. mooTere a agitar una cosa Tio- 
lentemente, e con moto interrotto, sicchi ella brandi- 
sca e ai mooTa in i^ tteasa , 5cuolar#. ^ 2. N. Tala 
commaorerai per anbita paara, Souoferst, Hueaofer- 
ti. — 3. Per iscootere anaando a carallo per la sco- 
noda aodatmn del medesimo, RUaeean. 

'ARRlSAGGATrzzU, agg. freqn. da AaniSACCATU. 

AREISACCA*TUf agg. da Arrisacgari, iltaeofio. 
ARRISAGCU'M, s. m. qoello scotimenco che si soffre 



andanilo a caTalio, che cammina di trotlo, o con isco- 
moda andatura, Risaceamento, 

ARRISARCIME'NTU, Tcdi RISARCIMETCTU. 

ARRISVRCIRI, vedi RISA'RCIRI. 

ARRlSARCrRI, vedi RISARGI'Rf. 

ARRISARGIU'TU, vedi RISARGIU'TU. 

ARRISA'UTU. s. m. ci6 che risalta a esce dl dirittura. 
Ritalto, — 2. Dicesi anche a quelle parti le quali fanno 
tale offetlo, Rixalto, — 3. E anche T. dcgli archiiet- 
ti, e vale aggctto» e si dice di quei membri dciredi- 
fizio, che dalie bande, o nel mczzo dclla loro faccia 
ricscono in fuora, senza uscire del loro drilto o mo- 
danatura, Risalto. 

ARRISBIGGHIA'RI. v. alt. deslare , rompere ii sonno. 
Svegliare, Risvegliare, Sdormentare, SdortMntirt^ — 
2. Per met., vale commuovcre, render attento e ope- 
ra ti vo, Svegliare. — 3. N. pass., De$tani, Svegliarii» 

— 4. Met. • vale divenir attento , cuminciarc ad ope- 
rare, Svegliini, 

ARRISBIGGfilARrNiJ, vedi ARRISPlGGIIlARl'NU. 

ARRISDIGGHIA TU, agg. da Arrisbioghiari, Svegliato. 

ARRlSBrGGfllU, s.m. confusione, perturbameoto, 5com- 
piglio, 

ARRISC.VTTARl, vedi ARRIGATTA'RI. 

ARRISCATTATU'RI, T. m. che riscatta, Riseaîtatore. 

ARRiSCA'TTU, s. m. ii riscattaro, Ricuperamento, Ri- 
iciitto, 

ARRISGIUGA'Rl, v. att. e n. togliere l'umido da che- 
chessia, DUeccan, Proiciugan, 

ARRISGUJGATE'DDU, agg. dim. di Arrisciucatu. 

ARRISCIUGA TU , agg. da Arhisciucari , Prosciugato, 

ARRISGO TlRl. vedi RISGO'TIRI. 

ARRISCUNTRA'RI, vedi RISGUNTRARl. 

ARRISGL'TIME'NTU, vedi RISGUTIME'NTU. 

ARIUSCUTITU'RI, vedi RISGUTITU'Rl, 

ARRISCUTU TU, vedi RISGUTC TUt 

/RRISE'DIRl, V. n. stare di continuo, e stanziare in un 
luof;o, Ritedere. — 2. Vale anche ii calare nel fondo 
dei vasi quella materia piii grave che h nelle cose li- 
quidc, e che siede e posa nel fondo, la quale dicesi 
posativra, fondigliuolo, residenza, Poiare. 

'AR&ISE'NTIRISI, vedi RISENTIRISI. 

ABRISENTrRISl , v. n. pass. ricupcrare ii scnsa pcr- 
duto, Riteniini. — 2. Per non sopportare le ingiurie, e 
fame richiamo, Tcndetta ec, Riuntini delU ingiurie» 

•ARRISETTITU, o ARRISE'TTU, vedi RISE'TTU. 

ARRISIGVRI, V. n. mettere in cimcnlo, in pericolo cd 
in arbilrio della fortuna , Arriscliiare , Jrrtsieare. — 
2, Cu* *un arrisica *un arrusica, Prov., e vale che clii 
non arrischia non guadagna, CAt non i'arrixchia, non 
acquiita. — 3. N. pass. aver ardire, Avventurarsi, At- 
Untarsi, ArriMehiarsi» 

ARRISIGA'TU, agg. da Arrisicari, Arrischiato, Arri- 
tieato. 

ARRISIGATU'RI, v. m. colui che volentieri si arrisica, 
ArriiieatOf Arriachiante, 

ARRI'SICU, 8. m. pericolo, RiscMo, Riaieo. 

ARRISIGU'SU, agg. che s arrisica, Risicoso. 

ARRISIDDIA'RI, T. n. raccorre i residui, i rifiuti, Ruu- 
nare. — 2. Per ridurre o rimettere in buono essere Ie 
cose guaste, Accomodare, RasHltare, Racconciare. 

ARRISIDU'TU, agg. da AaaiSBUfRi, Poxato. 

ARRISINAMENTU, s. m. 1' incatorzolirc. IncalorxoU 
mento, 

ARRIS1NA*RI, V. n. T. di aor. venir su stentato e sol- 
tile come ii Qeno, a dicesi delle biade e deir erbe, Af- 
Henire, — 2. Detto di frutta, vale intristire, dare ad- 
dietro, non aitacchire, imboxxacchire , incatorzolire. 

— 3. Daito di animali, dinota V esser dei medesimi, 
quando per principio di sopravegnente indisposizione 
intristisoono , non creacono, e non Tengono înnanzi , 
Indoxxare^ imboxxaeMre. 

*ARRlSINATrzZU, agg. frequ., e pegg. di Arrisi^iatu, 
MoUq indo%xato. 



ARR 



» 8» « 



ABR 



ARRISINA'TU, agg. da AiiniNAti» Âfienito. — 2. Per 
ineatorzolito. — 3. Per indoMxato, 

ARRISINTU*TU, «gg. da AmitiNTWisi, MU9tiUto. 

ARRISITTVRI, V. au. di ouoto assetUre, rimettere in 
assetto, Riordinare, Rauettan, — 2. Per dar moglie. 
Amtnogliare. — 3. Per dar maritu, Ifarifarf- — 4. N. 
pass. Ammogliani, —5. Per Maritani. ~6. Met.» Mo- 
Hre.^-I, Arrisitlarisi Iu mari, vale tornare io calina, 
Rahhonaceiart, — 8. Detto dci liquori, \ale acquistarc 
limpidezia, faita la posatoni. — 9. Detto degli umori , 
tesu, Btomaco ec.» iltmeri0r«t. — 10. N. dieest dcHa 
fabbrica chc va a trovare ii suo sodo col proprio pc- 
so, JjMirare. — II. Arrisittari Iu coluri, prender la 
faccia dure voie asciugando. — 12. Per dar situaiione 
ai figli, o altro, CoUocarii eonv€nevolmm^t§, 

ARRISO'LVIRI, vedi ARRISO'RVIRI. 

ARRIS0*RV1RI, T.att. Deliberare, Determinare, Statui- 
re, Riiolvere. — 2. N. pass. Determinarsi, Rieolverti. 

ARRISOTA'RI, v. n. impaurirsi per subito spavento» Tra- 
Mlire. 

ARRISPIGGHIVRI, vedi ARRISBIGGIIIA'RI. 

ARRISPIGGHIARI'NU , s. m. campanello delV orioolo 
chc serve a svegliare col suo prolungato tintinnio, Sve- 
glierino, Svegliatojo, Sveglia. 

'ARRISPIGGHIATE'DDU, agg. dim. di Aauspimuiatd, 
Appena detto. -^ *2. Pari. d' ingegno, un pd vivace, 
pronto. Un poeo svegliato, 

ARRISPU'NNIRI, V. n. favellare dopo d' aasere intenta 
gato per soddisfare alia interrogaziooe e donunda fat- 
ta, dicendo parole a proposito di essa: e dicesi ancora 
quando si fa per via di scriitura, Ritpondere,-^. Nei 
giuochi di data vale giui>carc le carte dd inedesirao 
seme, cbe allri ha giuocato, RUpomhre, — 3. Per op- 
l>orsi, tencr fronte, Ritpondere, 

ARRlSTA'RI, v. alt. inipedire ad una cosa ii moto inco- 
minciato,sopratlencre, fermare per forza, cattarare» 2Val- 
tenere, Riienere, Tenere, Sostare^ Arrestare. ^2, N.^ 
pass. Fermarei, Rittarti, Ripoearti, intertenerti9 Arre- 
etani f Rimanere.-^Z, N. rimancr maravigllato, o at- 
tonito, Sbalordire, — 4. Arristari na cosa ntra II gargi, 
vale non poterla in conto alcuno conseguire, Restar 
deluto, Restar eol detiderio, — 5. Arristaricci di sut- 
ta, modo prov., vale rimancr vlnto, non poter supe- 
rare un impegno, Soggiacere, Soccombere, — 6. Arri- 
stari pri figgbia fimmina, modo prov., vale non po- 
tcre^ spacciare , o csitare agevolnicnte le cose llnali. 

— 7. Arristari cuutentu. maravigghiatu, e simili, va- 
gliono Ester contenta, maravigliato ee, — 8. Arristari 
ad aviri o a dări, valo rimaner creditorc o debitore, 
Rettare ad avere o a dare. — 9. Arristari a 1* addritU, 
ultre al proprio significalo, vale flg. non rimanere op- 
presso, Restare in piedi. — 10. Arristari ntra V acqua 
di l'aranci, modo prov., vale restare abbaiidonato» senza 
ajulo, senza consiglio, Rettare in nattOf o ii» atto. 

— 11. Arristari pri li spisi, vale nel scnsu proprio ri- 
maner in carcere per non poteme pagare ie apese; e 
per uso dicesi a chi. atiendendosi , si fa lungamente 
iispcttare. — 12. Arristari cu la varia sutta ia ventri, 
iig., vale rimanere iu cattivo sUto, Scornaro. — 13. Ar- 
ristari cu li vrachi mmanu, vale aver perdnu ogni spc- 
rânza, Deluto, Seonfortato, 

ARRISTATI'ZZU , agg. dicesi della piccola e peggior 
parte di quel che avanza, Avantatieeio. 

ARRISTIVA'RI , v. n. dicesi delle bestie da cavalcare 
e da soma quando non voglion passare avanti, Indie- 
ireggiare, *- 2. Per dlspreglo, dicesi degli nomioi ca- 
parbii, Ineaparbire. 

ARRISVIG6HiA*Rl, vedi ARRISBIGGUIA'RI. 

ARRISU'RGIRI, v. n. di nuovo sorgere, liiaoryere» Ri- 
turgere, — % Per tornare in voga, in uio, in pregio, 

— 3. Per riaversi di perigliosa infermită.— 4. Per ri- 
salire in buona fortuna, in opiniooe, f simili. — V. In 
sign. att., vale ridurre al primiero suto, rimetlcre in 
essere, Far ritorgere. 



ARRISURGIITTU, agg. da Adbisumiai, Ritorti 
ARR1SUSCITA*RI> v. n. ritomare in viU, iitsa 

— 2. Per riprender vigore, Ritutcitare. — 3. 
att. vale render la vita, o dar vigore, Ri$u9C 
4. Per Ritvegliare. 

ARRISUSCITA'TU, agg. da Aiususcitari, Hin 

ARRITAGtiHIARI , v. att. toglier via , Ritag 

2. Per iscemar di luoghezza , Accoreiare. — 3 

gliare suir cstremiii in giro egualmcnte, Toi 

ARRITAGGHIA'TU, agg. da Abbitaggbijuii, Rii 

— 2. Per itecorctoto. — 3. Per 7o<aro. 
ARRITA*GGH1U, vedi RITAGGUIU. 
ARRITIRARI, vcdi RITiRARI. 
ARRITIRA'TII, vedi RITIRATU. 
ARRITIRZA'RI, v. att. T. di agric. arare la li 

ta. Tertare. 

ARRITIRZA'TU, agg. da AMiriazAfti. 

ARRITRATTA'RI, vedi RlTRATTA*Ri. 

ARRITRUVA'Rl, vedi RITRUVA'RI. 

ARRITTAME'NTU , s. m. 1' azione di certe | 
corpo le quali di molii, • flosce diventano dan 
fie, Erexione. 

ARRITTA'RI, v. n. levani in alto, e dicesi di c« 
del corpo umano, Ergerei. 

ARRITTATrzzU, agg. fkequ., e pegg. di Au 

ARRITTA'TU, agg. da Abrittari, Eretto,-^ 
com* un gaddu arrittatu, vale esaere inquieto 
toso, IntolUrante, Garritore. 

ARRITUCGA'RI, vedi RITUGGA^RI. 

ARRITUNNA*RI, V. att. dar forma ritonda, X 
Ritondare. — 2. Vale anche Ugliare 1* ettn 
alcuna cosa per pareggiarla, e si dicc di pam 
e simili, Ritondare. 

ARRITIJNNA'TU, agg. da AnniTUNNAni, Ritw 

ARRITURNA'RI, vedi RITLRNA'RI. 

ARRIVA'RI, Y. n. giugoere, finire 11 cammiDO, 
nire al luogo, Condurti, Arrivare, — 2. Per 
vale pervenire a far qnalche cosa , ottener 1' 
Riuteire, Arrivare. — 3. Diciamo Arri? ari ad 
vale raggiunaerlo in camminando; e vale aa 
chiapparlo, farlo stare, Arrivare uno. -— 4. 
guagliare. pareggiare, Arrivare. — tt. Arrivarl 
cosa , vale pigliarla , Arrivare una cota. — i 
vâri a un tali numaru, e simili, vale giugnera 
piere ii tal numeit» ec., Arrivare a un tal nin 
7. Arrivari nn sentimentu d'un auturi, ud negoi 
mili,significa Intenderlot Captrto.— -8. Airivau 
a itt funnacu, Prov., e vale Giungere in mai 

ARRiVA'TCJ, agg. da AftaiVAAi, Arrivato, 

ARRIVE'NIRI, V. n. ricuperare gli spiriti ed ii 
i^mvenire. ^ *2. Pari. di cote secche , paati 
ucir acqua, ammollirsi, o rigonfiare, JtinvM 

ARRIvrDIRI, vedi RlvrOIRI. 

ARRIvrNNiRI, V. att. di Duovo vendere, Rive 

ARRIVINNirTU, agg. da AaiivîNNini, Jttveii^ 

ARRIVIMTVRI, affaUcarsi. sfortarsi d' operare, 
pid del dovere, ilrrofrdatkifff, — 2. Per invigm 
îenare. — 3* Per prender riposo» quiete, Rif( 

ARRiyiNU*TU, agg. da AiAiyiNiai, jRffit»an«Ka 

ARRIVIRSA*R1, v. n. salUre o dibaţtersi a gulsi 
ritatOi Impervertare. — 2. Per ^butari, vedi SW 

— 3. N. pass. mandar fuori per bocea ii cil 
umori che seoo nello stomaco, Vomitare, M 

ARRlvrşClRI, T« n. tornare a vivere, Riturşşr 

vere, Ritutcitare, 
ARRIVISau*TI], agg. da Arkitikuu, Ritutcit 

torto, 
ARRIV1TTIGA*RI, y. atL arroveKÎara TesţrenJ 

cnna cosa, come di iMcca, maoicher leainoiii 

li, Rimboceare, 
ARRIVITTICA'TU, agţ. da AnuTiTTiCAftl, Rim 
ARRiYU, 8. m. Tamvare, Venuta, Givntu, l 

ta, Arrino. 
ARRIVUGGUIRI, T. o. prender aoverchio ciloi 



ARR 



» 85 < 



ARR 



rtrsi, goastarai, AtM(ir«. -*2. Per met.» Vale Corn- 
mwfveni, BiboUirt» 

AHRIVUGGHIU*TU , agg. da Abeitu6gbibi , BihoUito. 
^3. Per Cofnmosjo. — 3. T. d' agr. ii yîdo che si iragge 
dalie ove fermentate ma Don ispraroute, Crovello, 

JLRRIVULA'RI, t. n. gtagliarsi ad un tratlo per subita 
paura, Provar iussuUo^ Balsare. — 2. Amvulari na 
cosa di mmana, vedi SGRIDDA'RI. 

ARRIVlTLATrzzU, agg. slolto, 8|Mropositato. 

ARRiVULATU, agg. da Arbivulau. — 2. Detto degli 
occbi, vale Paszericei. 

ARRIVULl]*NI, s, m. moto involootarîo per subita pau- 
n, o per forte ramore» SusmiUo. 

ARRIVCTA*RI , v. att. volger soasopra , MivoUan, — 
2. Airiviitari In oiunnu, modo prov.» e vale far tutti 
§U sforzi, e tentar qoasi V impoaaibile. 

ARRIYUTA'TU, agg. da Aieitutari, Rivoliato. 

ARRIZZAME*NTU, s. m. l'arricclare, ArrieeiatMnto» 

ARRIZZA'Rl. V. att. dicesi dai capelli, e vale inanel- 
larii con arte per abbellirsi» ii cbe dicesi anche fare 
i ricci, Ârrieciare, — 2. Anriizari Iu mum e dargli ii 
secoodo îDtooaeo della calcioa, Arrieeiare U muro, Ar* 
rtsiore. ^ 3. Per Arriuari li biancarii » li strateg- 
ghi, ec.. Dan ii rieeio, — 4. N. aollevare, riuare; 
ed k proprio del pelo , cbe si aolleva ed iotirizziace 
per aobitanco apavento di cbecbesaia, per istizza, or« 
rore ec. > Jrrieeimn.— 5. Arritzari li carni , vale Io 
stesao che arrieeiare ii pelo, e simili. — 0. Per met., 
dicesi deşii uoroini cbe aflettano scnipolositâ» e fonno 
le viste di scandalizzarsi per ogni nonnuUa. 

ARRIZZATU» agg. da A«aizzabi, Atrieeiato. 

AERIZZA'TU , 8. m. T. de' nuratori* aeconda ioealci- 
oattva rozza» cbe si dA alle maraglie* ArrUeiaio, 

ARRIZZUGNA'RI» v. n. far grinze, riempir di grinze, 
Rm§friniaire. 

▲RUZZUGNA'TU , agg. da Amiizugnari, Bag^rit^ 

tOÎQ. 

ARAOBBACO'RI, agg. losingbevole, cbe uccella amanţi» 
e si diee dclle donne, RuhacuoH* 

'ARR0BBAGADDU*ZZ1 » s. m. T. di spregio , garzo- 
naccio mal vestito, e vagabondo, FurfanteUo gironajo. 

A&BOGANTEME'NTI, avv. con arroganza, Superbamen- 
la, PreâmnîHosamente, ArrogantMnente, 

ARROGATUTf , agg. cbe ba arroganu» superbo, presnn- 
iooso, conirario di modeste, Arrogant$, 

ABROGAlfTirNI, agg. acer. da AaaoGANTi, Arrogantone. 

ABROG AKTirzZU, afg. dim. di Amlcganii, Prtiun- 
(momIIo, Arroganiueew. 

ARROGA*NZA > a. f. ii preanmere d* aver qaelle cose 
Jodcfoli cbe altri non na , o maggiori cbe* egll non 
ba, PrtmmMi^nB, Arroganza. 

ARROGA'Bl» V. n. e n. pasa. attribulra arrogantemen- 
te. A^fTfifriani^ Preiumere, Atrogart^ Arrogarzi, 

ARROGATUv agg. da Arrooau» ArrogaîQ. 

ARRO'ZZUIA BA^DDI, vedi SGRAVA'GGUIU. 

ARRCBBAliE*KTU. fedi ARRUBBATrifA. 

ARRUBBA*BI, T. att. tor 1* altrui o per inganno, o per 
fiolcnza, far soo ingiustamenle queUo, cbe appartiene 
ad aUri» Buhart. — 2. Per servirsi per suc delle al- 
tnd ierenzionl, lavori e similif appropriarsi i pensie- 
ri, e le frasi altrui, Bubare, — 3. Cui arrobba nni fa 
OBDi tni ^ arrubbatn ni fa ceptu, Prov. di facile in- 
teUîgCDza, Chi ruba p9eea wnOf e cki perde peeca tento. 

ARRCBBATI'NA , s. f. 11 robaie. Buba , Bt^amento , 



ARRUBBA'TU» agg. da AmuBBAaii Bubato. 

ARRDGCA*BI, ▼• n. divenir pietra, o come pietre, e di- 
cesi dello intemo dei doccioni, in cui, aecondo le mo- 
lecole tenree, di cui son cariche le acque, ai verifica 
la lapidificazione , Impielrart , Împietrire. — 2. Per 
■el», dkcn di cbi si ferma lungo tempo In un Inogo 
nentre i atteao altrove, Biman§n, — 3. £ aocbe termine 
^l giuoco degli scacchi, iirroecara, -* 4. In senso at- 
lira, vait apingera akuna coaa in parte alu, ov' casa 



resti ferma, o appeaa, taleb4 non cada gid. -^ 5. Detto 
dei doccionati, ^rrommart. 

ARRUCCA'TU, agg. da AAnvccABi, Impietrato, impietri- 
to. — 2. Per aospinto, buttato in su, e rimasto posato. 

ARRUGCULIA'RI, v. n. ii mandar fuori della voce cbe 
fa ii cane quando si duole, GaţMUtre, — 2. Per si mii. 
vale ancbe dobvsi, o rammaneani, Mingolare, Ga- 
gnolare, Guaire, Guajuolar9. 

ARRUClA'Ri, V. att. Adaequan , /fiaj|larf. — 2. Per 
Bagnare. 

ARRUGIA'TA, s. f. Icggicr bagnamento, Inaffiamento, 
Innaf^o. 

*ARRCiCIATE*DDA, s. f. dim. di Aabugiata» lie? e in- 
naffiatura. 

'ARRUGIATi'SSUlU, agg. superi, di Abbvciatv, Molto 
bagnato, Tuîlo rnoUe di umore» 

ARRUC1A*TU, agg. da Abbdciabi, Adacquato.'-^ Per 
Bagnato. 

ARRI}C1ATU*RI , s. m. vaso per Io pib di latta , dai 
ouăle esce Tacqua in piccoli getti spartiti, che ca- 
dono giii dolcemente, e si assomigliano alia pioţgia, 
Innagtatojo. — 2. Inteso d* uomo i cbi asperge, loaf- 
fla. Aipergitore. 

*ARRUDDULIA*RI, v. att. avviluppare, ritorcere, rav- 
volgere disordiBatamente,i^avi>tittppare. — *2. N.paas. 
rkorcersi in se raedesimo, proprio del filo quando i 
troppo torto, Aggrovigliani. 

ABEUGGINrRl , y. n. e n. pasa. imigginire , divenir 
rugginoso, prender ruggine, Arrugginire^ Arrugginini. 

ARRIIGGIMTTU, agg. da AaBOGGiNmi, Arrugginito. 

ARRUGM'RI, V. n. contrarre rogna. 

ARRUGNU'TU, agg. da Abbucnibi. 

ARRUINARI, vedi RUINA'RI. 

ARRULLA'RI , v. att. scrivere al ruolo , jlrrokifa. — 
2. N. pass. Arrolarti. 

ARRULLVTU, agg. da ABBULLAai, Arrolato. 

ARRUNGVRI , v. att. tagliare alic viti e agii albcri i 
râmi inutili , e daonosi, Potare. — 2. T. di tonnara, 
incidere longitodinalmcnte îl tonno per appezzarlo. 

ARRUNCA'TU» agg. da Abbuncabi, Potato. 

ARRUNGHIAME'IS'TU, s. m. 11 raggrlcchiarsi, Baggric- 
ehiamento. 

ARRUNG1IIA*RI, v. att. rannicchiare, rislringcrsi in sâ 
stesso, come fa Tuomo cbe raccoglie insieme le mem- 
bra o per freddo , o per simile accidente , Baggrie- 
ehi$ire. — 2. Arninchiari li spaddi, vale cedere, sfug- 
gire, soccombere, uniformarsi mal siio grado, Sotto- 
poni. — 3. Dicesi del perderc alquanto di lungbezza, 
e larghezza cerţi tessuti quando si bagnano, Aceoroiare. 
-— 4. N. pasa. Bestringtni, e ancbe Baecoreianif tal- 
volta per convinzione, o coscienza di aver fallato. — 
5. Arruncbiarisi ntra li robbi, vale quasi Bimpiceo- 
Hrii per paura, per rispetto, per awiliniento, e simili. 

'ARRUNGUIATE'DDU, agg. dim. di Abbukcbiatu. 

'ARRUNGHlAXrsSIMU, agg. superi, di ARBUNCniATt'. 

ARRUNGHIA*TU, agg. da AaBUNcniARi, Baggricckiato. 
— 2. Per Jloccorctafo. — 3. Per BimpieeoUto. 

ARRUNFULA'RI, vedi RUNFULA'Rl. 

ARRUNFULIA'RI, vedi RUNFUUA*RI. 

ARRUNNA^Rl , v. n. girare attorno facendo la ronda , 
Bondare. — '2. Per andare io volta, Bondare. 

ARRUNZA'RI, V. att. portar nello stesso luogo, accu- 
roulare , Ammontare , Ammucchiare , Ammai$are, — 
2. Blenar la vita con iscarsiti delle cose necesearie , 
StetUare, —3. Fare alia raeglio, per come si possa, 
Abborraceiare, AceiabaUare. 

ARRUNZA'TA, s. f. AwmaisamentOf Cumulo, Huechio. 
—-2. Per SpaMzatnânto. 

ARRUNZATU » agg. da Abrumzabi , Ammueehiato. —' 
2. Per fatto mâlc o con prescia , Aeciabattato , Ab- 
borraoeiaio, 

'ARRUNZATU'NI, agg. superi, di Arbunzatc. 

ARRUNZATU'RI, v. m. cbe acciarpa, Ciarpone, Ciar- 
patOTt, 



ARR 



D 86 a 



ARS 



ARRIISIC.VME'NTU, s. m. ii rodcre, Rodimento. 
ARRIISICA'IU , Y. au. tarifare , e Hlritolarf coi dcnti 
chochi^sia; ed h proprio dei topi» lorii, tigniiole. « 
simili, Rodere, — *2. Per mangiarfi. Rodere. — 3. Per 
«imilit. , vale consninarp a poco a poro , Rodere, - 
4. Per dar di mono , Mordtte , Roden. — *5. Cui 
nun arrisiea nnn arrasica. Tcdi ARRISICA'RI, n. 2. 
— (>. Arrusicarisi V ossn» in prov. restare ad nuo un 
pcso. nn obbrigo inginsta mente. 

ARUnSlCA'TA, vedi ARRlTSICAME'NTr. 

ARRlîSlCATrNA, vedi ARRUSrCAME'NTU. 

ARRi:SIC\'TlI. agg. da Arrusicari, Roio. 

ARRrsiCATU'RI, v. m. che rode, Roditore, 

ARRl.'SSICA'RI. ▼.n. divenir rosso, Arroasare, — 2. Fig., 
vale divenir rosso in viso per modestia, o per vergo- 
gna, Arrotsirf. - 3. Megghiu na vota amissicari ca centu 
vutt a^gîamiari > Prov. , e vale esser mcglio soffrlre 
una volta un mole grande , chc star esposlo a moltî 
moli luttoch^ minori — 4. Arrussicarirci Poccbi, vale 
adirarsi, prendcre sdegno, per Io pid con giusta ra- 
gîonc, Irritarsi. 

ARRrSSIC VTU . agg. da Arrussicari , Arroitato: — 
2. Per Arrostito, 

ARRirSTIRT, V. att. cnocere senza ajuto d* ac<{tia, come 
în iscliidiono, in tegame. in siille brace« e simillf Ar- 
mtirc. ^ 2. Per similit. si dice dell* ciretlo del gole 
quaiido £ si coccntc obe riarde > Arroîtin, — 3. Per 
inaridirc , scccare , Arroiiin. — 4. Fig. Amistîri ad 
mm* vale impoverirlo. 

ARRU'STUt s. m. vivanda arrostita, Arrosto. 

ARRrSTU'TlJ , a^g. da Amustiri , cotto e fatlo ar- 
rosto, ^rroslifo. — 2. Per Impoverito, Condotto al 
verde. 

ARRCTA'RI, V. atl. Ragunare^ Raunare, Adunare, — 
2. N. pass. Unirii a erocchio, Adanarei. 

ARRUTATO, agf^. da Arrutari, Adunaîo, —2. Mir- 
rfmi arrutatu, diccsi del mantello di quel cavallo che 
ha le maciliie simiglianti alle niote , Leardo arro- 
tato, 

ARRUTTA'RT, V. n. mandar niori per la bocea ii vonto 
che \ nello stomaco, Ruttare. 

ARRU'TTU , s. in. vento chc dallo stomaco si manda 
fuori per la bocea, Rutto, 

ARRUTULA'RI, vedi ARRUTULÎARI. 

ARRUTUMA'RI, v. alt. dicesi dcl grano, e simi^, che 
si Tanno rololare sopra 11 crivello. 

ARRUZZULAME'NTUi s. m. ii Rololare. 

ARRUZZULA'RI , y. atl. spignere una cosa per terrs , 
facendola girare, Rololare^ Ruszolare. — 2. N. pass., 
vale voltolarsi, Roîolar$i. — 3. Per cascare al basso, 
Tvmbolare. — 4. Per saltellare vagando per gloja, o 
per ebbrezza con pcrieolo di cader per terra, Saltă' 
heeeare. — 5. Corrcre a precipizio, VoUtre. — 6. Fig., 
vale pailarc precipitosamcnte. — 7. Amizinlarl comu 
na storia d* orvn , Saper a mente per V appnnto. — 
8. Nun h virlicchin c arroizula, nnodo prov* che di- 
cesi di cosa jmpossibile, o di grandissima difflcoltă. 

ARRL'ZZULATIJ, agg. da Arruzzulari, JtoCotaro. 

ARRUZZULU'N! , s. m. urtone dato con violenza per 
cacciar oltre chechessfa. 

'ARRUZZUMT*NI, aw. rotolando, Rotolone, Rotoloni. 
^ '2. Vale pure con grandissima Tretla, Freîtoloeii^ 
timamente. 

ARSANAXI, s. m. propriamente luogo dove si fabbri- 
cano« e si custodlscono Ic navl, ed ogni strumento da 
gucrra navale, Anenale, Ananale. — 2. Per simlIit. 
qualanquo ripostiglio dl cose in confoso» ArsenaU. 

ARSE'NACU. s. m. T. di st. nat., meUllo sommamente 
fragile, ed anche friabile, allorch6 trovasl in masaa: 
la sua (hitlara recente h briliante » roa perde presto 
Io splendore; h granosa, o tal volta alcun poco lamel- 
losa n sqaamosa. Riscaldata auesU sosUou spaode 
un furtc odore d' aglio. Amnlăo. 

ARSl'RA, s. /. la sera di jeri» Jenera» 



ARSI'ZZU, aprg. nrsîc. inio. Ar$iccio. '2. Chr ha oJo- 
rp. o snp.)rc di alibrîicialo, Empireumatico. 

ARSr. «pg. da Ardiri, consumato dai fuoco, Arsn. — 
2. Arsu di si ti. vale grandemcnic asscialo. Aexetatis- 
simn. —3. Per pnvcro in cnnna, abbniriato di dana- 
ro . .4rso. — 4. Fari vuci com*un nrsii , vale grîdare 
a tnua lena come rhi si sta br<iriando. — 5. Sugnu 
nrsu di T ncqua eauda , veni la fridda e mi scanda , 
Prov., c vale essere oltremo<lo scottato da qualche ac- 
cid<»nte , si che diano ombra le cose ancora di niun 
monipnto. -- 6. Felu, o sapuri d' arsu c queU* odorc, 
o sapore di abbrnciato, Kmpireumu, 

ARSIVRA, s. f. arsione, Antura, -2. Per similit. si dice 
deirasciugajfgine dcl calor interno, clic si senie uclle 
viscere per si'le, per febbre, o similc. Arsura. 

ARTE'A, li. f. T. l>ot. Altujeâ OFFivis.iu^ L., Altea, 
Le suc rădici s' impiegano in medicina pere hi sono 
muci lagi unse e rinfrescanti. 

ARTK'A CANNABrNA , s. f. T. hol. Alth.ea CAXyA- 
a/.vj 1... Cannabina, Biemalva, Canajte eafvatico , 
Malva talvatica. Si colliva negii orii botani i. 

ARTEFA'TTU, agg. Hic * opera dell' arte, o fatlo ron 
arte , Artefatlo. — 2. Tatvolla in sign. morale pren- 
desi in mala parte. 

ARTRMI'SIA, vedi ARCiMrSA. 

ARTE*RIA , s. f. T. anat. vase del corpo animale che 
porta ii sangue del cuore alle partî, al contrnrio della 
vena che Io porta dalie parii ai cuore, Arteria. 

ARTERIA'U, agg. T. anat. appartcncnte ad arteria, Ar- 
teriale. 

ARŢERIU*STJ, ă^. da AanaiA, vale d* arteria, appar- 
tenente ad arteria. .-Irrffrioio. — 2. Vina arteriasa ^ Io 
stesw che Vena polmonaref cio^ qnclia vena che dai 
dcstro ventricolo del cuore porta ii sangue ai pfdmoni. 

ARTER1L"Z/A, s. f. dini. di Arteria. Artf^riuzxa. 

ARTETICA , s. f. infermiti che ragiona dolore nello 
giunture, Artritide, Artetiea. 2. Aviri V artelica, di- 
cesi per Io pili ai TanciuUi, chc ntm i^tanno mai fer- 
mi, Ksnere un frugolo. 

A*RTI. s. f. termine astratlo che comprende 1* idea del- 
r industria umana appiicala alle produzioni della na- 
tura pci bisogni e pei comodi della vita, .4rfe. — 2. Si 
prcnde anche per mctodo, maestria nell' operare se- 
condo alcune regoie stabilite. Arte. ^ 3. Per ariiflcio, 
asiuxia , frodolenza; e pigliasi in buona ed in mala 
parte, Arte. -^ 4. Ognunn narra di T arii sua , Pror. 
per dinotare che i ragionari spOMissiino versano mi la 
materie in cui ci csenitiamo. —5. Cui nnn sapi Tarii 
chiudi pntia , Prov. , e vale chi si meite a cosa noa 
l>ene appresa , finiscc con dover rei^sare di trattarla. 
— 6. Lassa fari Parii a cui ia sapi fari, Prov., e vale 
che chi si mctta a far quei che ei non sa , gctta via 
ii tempo e la fatica, Cki vuol fare l' altrui m$sti$re, 
fa la zuppa net paniere. — 7. Dammi arii e nun mi 
dări narii, Prov., e vale che h meglid ii sapar farot 
chc ii guadagnarc ignorando. — 8. Cu* avi am avi par- 
ii, Prov., c valo che a chi h pcn'to in qnalche coaa» 
le occasioni di trar proflîtto non mancano. — 9. Nan 
aviri nd arii nâ parii , modo prov. , diccsi di chi si 
vîve scioperone, e in un ozio voloniario; Sîghitt9»o, 
Infingardo, Perdigiorno. — 10. Ognunu cu V arti fW, 
modo prov., ed csprime che chi intendesi del mestlero fa 
bene e tosto. — 11. Kssiri un* arti a parii, modo pro? ., 
e vale una tal quale altitudine, ed operosită per cerţi 
bisogni non dala a tulii. — 12. Fa 1' arii , chi aai t € 
s* un arricchisci campirai, Prov. esprimente la cortOBR 
di non mâncare del bisogncvole chi escrcita 1* arte cha 
eonosce, non cosi 1* al lena. 

ARTICIA'NU , s. ra. chi esercita arte, Artim^^ ÂHi- 
giano. 

A*RT1GU, T. astron., agginnto che si dă al polo aecien- 
trioiiale, opposto all' antarti'co, ^Irtico. 

ARTIGULAMENTlJ, vedi ARTlGULAZIO*NI. 

ARTICULA*RT» T. «11. organiisaro e formare le membra^ 



ART 



» 87 « 



ARU 



Ârticolan, — 2. Ptr Pnmumiare, — 3. Per muQTere 
gli articoli o sia fionlim» Artieolar$, 
▲ETICCLA^TU, agg. da AaTicuLARi, Articolato.-^i. Per 

ARTIGULAZIO'NI, s. f. Dodo, giantura, connessione delte 
6«sa» ArticQiazionB. — 3. Per pronuozia disiinla dclle 
parole» iArlicotoitoiM. — 3. Per moTimeoto dl podi, 
o gioDUire. 

*AETICULrGGIlIU« B« m. dim. di Akticulu, ncl senso 
del n-3, ArticoUtto. 

IRTrCULU • 8. m. parola declinahile , che aggiunta a 
Dome o prooome , ba forxa di determinare e distin- 
goen U cosa acceonata , Artieolo. — 2. Per capo o 
dogma della fede cristiana » Artteolo, — 3. Per capo 
o ponto di scrittura aemplicemente • Articolo, Capi- 
(oto. — 4. Per i nodi » e ie giauture delle ossa nei 
corpi degU animali, Artieolo, — *5. Per ciascuoa par- 
te» in cai si divide un capitolo » Artieolo. — *6. Per 
brere scritiora propr. di gioraalî, Arîieolo. — *7. Ar- 
ticula di morţi, V estremo momeoto delia vita, Arti- 
eolo di^ 9 della morte. 
*ARTICULU*NI» s. m. acer. di Articulu, nel aenso del 

n, 3., Articcione, 
A&TTFICI, s. m. esercitator d* arte mcccanica, Artiere, 

Artifiano, Artista^ Artefiee, 
ARTIFlClA'Uf agg. Catto con artiflzio. Artificiale. 
ARTIFIGIALMETfTl» avY. con artifizio, opposto a natn- 
ralmente» Artifieialmente, 

ART1FIGIA*R1, T. att. fare, lafonre con artiGcio, Ar- 
tifieiart^ 

ARTIFICIATU apg. da Artificiari, Artifieiato, 

ARTIFrClU, s. m. ii fare. e 1* operar con arte, e la cosa 
iatta COQ arte, Artificio. — 2. Per ordigno, Artifieio. 
— 3. Per inveniionc astata, Stratagemma, ArtifiMio, 

ARTIFICIUSAME'NTI , aYY. con artifieio, Artifidosa- 
mente, 

ARTIFIC1I7*SC, agg. fatto ad arte, o con /trltfizio, Ar- 
tifieioso, — 2. Per ingcgnoso ed astnto, Artificioeo, 

ARTIGGHIARI' A, s. f. strumento di gnerra. ner uso di 
iMittere ripari, o maraglie, o altro, fatto di metallo 
di forma cilindrica , Yoto daotro e aperto dalia som- 
m\\Ăt che per forza di fuoco scaglia palia di ferro, o 
altro, coo eccessiva violenza. Ve ne sooo di diversa 
grandecia, con diverşi nomi, Artiglieria. — 2. Cbia- 
masl pare totto ii corredo nccessario in gnerra per 
Tnso degli artiglieri e delle artigUerie» come carri, 
trespoli» foocbi artificiali ec., Artiglieria,-^ 3. Per li 
si^dati addetti al senrizio delle artiglierie, Artiglieria, 

AETIGGHIE'R!» 8. m. maestro di gettare artiglierie. Ar- 
tigiiere. — 2. Per colai cbe carica e scarica ogni sorta 
d' artiglierie. Bombardiere. 

ARtraGHin » 8. m. angbia adânca t pngoente d* ani- 
mali rapaci, cosi volatili come terrestri, Artiglio. 

AETlGGfllU'NI , 8. m. femizzo appnntato, cbe d nella 
fibbia, ArdigUone. 

AETIGGIVNU, vedi ARTITIGI. 

'ARTfSTA. 8. m., cbi professa an* arte liberale, Arli$ta. 

'ARTRmcn» agg. T. med. articolare, cbe ioveste le 
articolazioai, Artritieo. 

'ARTITRIDI, 8. f. vedi ARTETIGA. 

ARTAIfETTA , s. f. vaso piccolo di tcrra per conser- 
ftefi delle confeiioni, Alberello, Barattolo. 

ARirCA, o RUGA, s. f. T. bot. Eiojca SATiVA L. Gol- 
tivasi nei noştri orti. Huehetta, Buca. 

AEirCA M ARlTVAvT.bot. KakumBLautima, L. Piantacm- 
eifera che nasce abboiidantemente nai le nostre spiaggc. 

A RCFCTLIUNl, vedi RUFULIDM. 

A RGMPIGO'DDU» posto avv. , vale precipitosamente , 
A rompieollo. — 2. Jiri na cosa a rumpicoddn , vale 
aadare alia peggio, Andare a bioscio. 

ARITTA, o RUTA Dl U GRA'STI, s. f. T. bot.> Rota 
oe^rmoLBirs L., But a» Trovasi dapertiitto ne' balconi 
« aej^li orti, percbâ impiegasi volgarmebte contro la 
i^rit pel suo forte odore. — 2. Aruta sarvaggia, Buta 



brăctkosa , Decandolle , Buta loivoltca* Abbondao- 
tissima nelle nostre campagne, ba un odore forte come 
quello della Bota GeAVEOLENS. 

A RUTULIA'RI , posto avv. T. de' venditori , e dicesi 
dello spacciare le loro merci a piccole porxioni, quasi 
ad un roiolo per volta. 

A RUZZULU'M, posto avv., vale ruzzolando, Buzzolomi. 
— 2. Fari Ii cosi a mzzuluni »:yale farle sconsidera- 
tamente alia peggio, iAcctorpars. 

ARVULA'ZZU, s. m. pegg. di Aavulu, Alheronaecio. 

ARVULIGCUIU, s. m. diui. di Arvulu, Alberttto, Al- 
berello, Alberino. 

ARVULIDDU, vedi ARVULICCHIU.— 2. Arvulidda ni- 
cu, dim. di Arvuliddu, AlbereUetto^ AJJboreUino. 

ARVULITU, s. m. luogo ptantalo o pieno d' alberi, Al- 
bereta, Mbereto. 

A'RYDLU, s. m. T. dt agr. Nome generice di totte le 
pianle, cbe banno un fuslo ritto, solitario, pcrenne, 
grosso, legnoso, ii quale nella parte superiore si spande 
in râmi a guisa di braccia, o di una cbioma di froiidi 
aperte, Albero. — 2. Per Io stile che regge le vele nrlle 
navi, Albero. — 3. Dicesi eziandio per similtt. Arvulu 
alia dcserizione dei nomi d<*lle famiglie posti per or- 
dine di discendenza, Albero genealogico. — 4. Bedd' ar- 
vulu I dicesi per dispregio, e vale Disutilaccioj Malî- 
gnetto. — 5. Arvulu eaccia diavuli, vedi Erta di san 
FiLiPFU. — 6. Arvulu cruci cruci, vedi Erta di san 
FiLiPPD. — 7. Arvulu di giuda, vedi Garrubba sah- 
TA6G1A. — 8. Ad arvulu cadutu accetta accetta, Prov., 
e vale che tutti sogliono cootrariare cbi sia degradato 
dai lustro che avea un tempo , o dai favore di gran 
personaggio. 

ARVULU'M, s. m. accresc. di Arvdlu, Alberone. 

ARVU*ZZI, o PURRA'ZZI, s. m. T. bol. Asphodelu5 
MAMosus L», Asfodelo, Aifodillo, Porrazto, Erba re- 
gia. Infesta le nostre campagne, cd ana delle nostre con- 
tradc ba ricevuto da questa pian ta ii nome di Por- 
raxxi, 

ARZIDDA'RI, vedi NGARZIDDARI. 

A*RZIU, e meglio AD A*RZIU, posto avv., vale perca- 
gion d* csempio. Per esemplo, Esempigrazia, Bteem- 
pigrazia. — 2. Vale ancbe Al piA. — 3. Ad arzia ad 
arziu, vale Al ptt^ piă. 

A SACGU, posto avv., dicesi di vesti, calzari, o altro piu 
grande dclla giosta misura: e dicesi per similitudine. 

A SAMMUZZU'NI, posto avv., vale col capo all* ingiii, 
A capo chino. 

A SA'NGU GA'UDU, posto avv., vale ncl calor dclla pa5- 
sione, A $angue ealdo. — 2. Piti spesso snol dirsi di 

. cbi ^ stato ferito, o ha ricevuto una forte scossa, chv 
sul punto non se ne avvede, e poi tramortisce. 

A SA*NGU FRrDDU, posto avv., vale dopo cbe la pas- 
sione i calmat», A sangue freddo. 

A'SARA BA'CCARA, s. f. T. bot. Asarum euhopjblm L.. 
Asarhacca, Baccara. Pianta aromatica. 

A SARVAME'NTU, posto avv., vale scnza danno, sano 
e salvo, A ealvamento. 

A SAUTAMPl'ZZU, vedi SAUTAMPIZZr. 

A SAUTARIU'NI, o A SAUTUW, posto avv., A $aUi. 
Salttlloni, vedi A SOTD'NI. 

A SAZIITA', posto avv., vale con sazievolezza, in modo 
sazievole, Sazievolmente. 

A SBA'RDU, posto avv., vale -4 torme, A sekiera, A fo- 
lata. 

A SBO'ZZU, posto avv., vale Per appro$$imazione, Pro- 
btibilmente. 

A SBU*RDIRI, posto avv., vale Soperehiamente , Con 
eceesio, Soprammodo. 

A SCAGGHE'TTU, posto avv. si dice di quei lavori che 
si fanno a forma di scaccbi, o quadretti dipinti, o in 
a Ura maniera fttti 1* uno a canto deir altro. A ecaeehi. 

A SGA'CGU. posto avv. col verbo Essiri, o Stări, o Met- 
tiri, vale In eimento, Inpericolo, in proctnCo. — 2. Per 
A scaccbettu, A fcacehi, ' 



ASG 



ASC 



ASCAUXiNA, vedi ASCATDRI; 

A SGALU'Nl A SCALU'NI , poito imr., Yale Pian pla- 
no. Di tempo in tempo. Con intermiuiane. 

A SCVNGIA E MA'NCIA, poBlo arv. col verbo Mîttiri- 
si, fale disaipare balordamente le sostanze, e profon- 
dere con eccesso, Seialaeamare. 

A SGA*fCCIUf poalo ■▼▼., vale in rece. In teearnUo, — 

2. Col verbo Pigi^iari , vale pigliaro una persona e 
una cosa per an' altii, Coliere o pigliare in ieeambio, 

A SCARCAGNU*NI, dicesi dell« acarpe cot calcagno ri- 
piegato, o pore abbassato per vecchiezza, Sealeagnato, 

A SCA'RDA A SCVRDA, posto avv., vale a poco per 
volUt A tpiUuxxieo. 

A SCAEDrCCHIA A SCAROrCCHIA , posto aw. dini. 

di A SGAR»A a SCAIDA. 

A SGARDU'ZZA A SCARDU'ZZA , vedi A SGARUrC- 
CHIA A SGARDrrx:HIA. 

ASCA'Rl, V. tu. tagliare in peizi legni da ardere, Fen- 
dere, 

A SGA'RPA, posto aw., vale a pendk>, e si dht pro- 
priamente dielle moraglie che non si tirano in piom- 
bo, ma che sono piii lunghe ocUa pian ta che neireatre- 
nuth, A eearpa, 

A SCA'RRICA GANA*IJ, posto «vv. col verbo Jucari, 
vale sottrarsi a cerţi pesi, tmponendone ad altrl Io in- 
carico. 

A SCATTAFE*U, posto aw., vale ineessantemente, con- 
iinoatamente, ii dieteea^ e dicesi per Io piâ del cam- 
minare. 

A SGATTA'RI, posto aw., vale A pih non pouo. 

ASGA*TO, agg. da Asgam, Fe$io, 

ASCATU'RA, s. f. ii Tender le legna. 

ASGATlI*Rlt V. m. colul che fende legna da ardere. 

ASGENOE'NTI, s. m. plur. gli anienati per retu linea, ed 
A termine deMegisti, Aeeendenti, ^ 2. Sing., vale pure 
buona fortuna, o inOuenza potente pressoqualehagrande. 

ASGBNDE'NZA , s. f. antenati per retta linea, Aeeen- 
denti, Ascendenxa. 

ASCENSIO'M, s. r. Nome disl siorno nel quale si cele- 
bra la feslivită della salita di Gesd Cristo al cielu , 
Aicemione, ~ *2. Per ogni salita in alto. 

ASCE*SSU, s. m. T. med., enQatura, o tnmor preterna- 
Uirale ed inflaramatorio contenente miterla raarciosa, 
e percî6 dotto volgarmente posteraa, Ateeteo. 

AS€E*TICU, tgg. contemplaţi vo, attenente alia coniem- 
ţlulone delle cose divine, e allo esercizio della pcr- 
tezione, Ascetico, — 2. Usasi pure in forza di aostan- 
tivo, ma non dicesi, che degli autori di materie asce- 
liche, a delle persona contemplative , o versate nella 
teologia ascetica, Ascetico, 

A'SCHI , s. f. quei pezzetti di legno , che nel tagliaro 
i legnami vengono a spiccarsi, Sekegge. 

'ASOIIIVRI, V. att. fare, levare schegge , SeKeggiare, 
— *2. In seaso neutro roropersi in ischegge , Sekeg- 
giani, 

A SGIIIBBE'GI, posto aw. propriamente i una maniera di 
condire i pesci, o altri manicaretti, vedi SGHIBBE'CI. 
>-2. Pid, vale A echimbeeeio, A iahembot A ichian- 
tio, — 3. Per simil. Ctna fatta aUa peggio. 

A'SCIA , s. f. strumento dl ferro col manico di legno 
fatto ad iiao di zappa per tagliare, proprio de* legna- 
juoli, Aice, Aicia, — 2. Ascia a du* mânu. h Io stesso 
strumento col manico piii lungo, e non trattabile con 
una mano. 

ASC1A*R1 , V. att. pcrvenire a quello di cui si cerca , 
Jrovars. — 2. Per abbattersi, awenirei in chechessia 
senza cercarlo, Trovare, Rinvenire. — 3. Per conse- 
guire alcuna cosa, di cui si era deposto ii pensiare , 
o pare perdutasi era venota in mani amiehe , Jtfcu- 

ASCIA*Tn , agg. da Asciaki , Trwato , Binvenuto. — 

3. Per acquistato dopo perdata la speranu: p. e. Mi 
parsira dinari asciati, dicaii qoando si riceve alcuna 
somma per lungheisa di tempo quasi dlmenticita. — 



3. Per chi i stato io perleolo dl morte, e pof 

pa, dicesi pure Ml pari aflcllto. 
ASGrDDA, vedi SGrODA. 
A SCIDDIGALO RA, posto aw., vale che daoMi 

gi6, Dueliw. — 2. Gori a seiddicalora, nodc 

chi prontamentc sa cancsilare 1 sens! dl pfel 

re, commiserazione, e simili, e toma volenti» 

miero stato 
ASGILUGCA*RISI, V. n. esser colpito, e guaato 

scilocco. 
ASGILUGGATE'DDU, agg., vedi ASGILUCCAT 
ASGILCCCATrzZU, agg. avvilit. di AsciLOCCi 
ASGILIIGG\*TIJ, agg. detto delle piante, vale < 

riarso dai vento scilocco. — 2. Detto di uoi 

AffiebolitOf infiaeehito, Spossato. 
A SGrNMRI, posto aw., vale che va all' ingii 

cf)o.'— 2. Fig. di male In peggio, scapiundo, 

col peggio. 
ASCIRUPPA*RISI, vcdl ASGIUGA*RISI, n. 3. 
ASCITE'DDA, s. f. dim. d' Ascia. 
ASCIUCAME'NTU. s. m. Asciugagaine , Aecimi 
A5GIUGA*Rl. V. att. consumare e levare Tam 

cose molii, DUseccare, Asciugare, — 2. Aseii] 

unu . vale scoprire con desirczza certe cose 

vorrebbc dire. o aii i stato imposto di tace 
ASCIUGA'TU. agg. da Ascivgari, Aioiugato, 
ASGICCAVUTTI , s. m. dicesi di chi bee aaai 

tore, Bevone, 
ASGIUNE*DDU, s. m. dim. di Ascium, stran 

quale servonsi i rustici per travagliare, e ta| 

ceppo le cannc. 
ASCIC'Nl . 8. r. quel ferramento fatto a somig 

ascia che gli aratori iisano per acconciare g 
ASCirXTU, vedi ASCIITGA'TII. —2. Per aecoi 

to. di poche parole. — 3. Per scusso » spiani 

sta male a quattrini. — 4. Agginnto dt vino, } 

e senza i^cun senlire dl dolcc. 
A SCO'PPU. vedi SCO*PPU. 
A SCO'TULA PÂNZA, vedi A CRETA PA'NZ 
A SCURRITU*RI, posto aw. con la parola Fi 

cic di serratura di uscio , vedi CATlNAZCi 

2. Gon la parola chiaccu, vedi GHIACCU n. 
ASCUT A*RI, V. att. stare a udirc con atteniion 

fore. ' 2. Adcmpire l* altrui volcrc, Ubbidir 
ASCUT A*TU, agg. da Ascctari, Aeeoltato, - 

Ubbidito. 
A SDE*GNU. nosto aw. coi varbi Aviri, Tiniri, i 

vagi io no schifare, Avere a tdtgno, Tenere a 
A SDrRI. posto aw. col verbo Pigghiari, vale 

oslare e contraddire spesso con dispregio. 
A SEGU'NNA, posto aw., vale Seeondochi, G\ 

me. Per quanto, —2. Jiri a secunna , fig. 

eere , Andare a' verei di aleuno. — 3. A set 

Iu ventu. vale Secondo le circottanie. 
A SE'NSIU CUE'TU, posto aw., vale placldam 

qniete, Quietamente. 
A SE'NSU Miu, To, So ec., posto aw., vale 

me, te ec. 
A SE'STU, p^to aw. col verbo Mettiri e sim 

aggiustare per 1* appunto, Aasettare. 
ASFA'LTU, s. m. T. dl st nat., bitume solide 

bile, nero e combustibile come la pece, cui i 

glia, Aefalto, 
A SFARDA'RI, posto aw. col verbo Pigghiari, 

traddire , aver in dfsistima , dispregiare , ri 

con grida minaccevolt, essere in opposiziooe, 

tanto di presenza, quanto da lungi. 
A SFUNNE'RUI, posto aw., vale con eceesso, 

6oii<l0vo<manf«. 
A SGA*NGU, pusto aw. col verbo Parrari, vale co 

citâ, con asprezza uniia alle volte con uu poco d 
A SGUA'ZZU, col verbo Plnciri, vale con cole 

perati nall* acqua, uoittvi gomma arabica, A 

A tempira. 



ASG 



1» 89 « 



ASI 



A SGUrNCIU» poftto aTT.» rtle Di traveno» A iehi$a, 
A uhianeio. 

A srGCU 9 posto tvf* , Tale senz* ajalo e compagnia di 
amiddt A steeo. — S. Hora a siccu, vale fatto aenza 
caleina « Jfwro a f€cco. — 3. Per miiiatissimamentef 
€00 troppo studio. — 4. Per parchissimamente* con gran 
panimoiila. ~ 5. Per soperchiameote, assai io deniro. 

A SrGMU» poate avv., vale A tal grado, A tal ngno, 
A taielU. 

A SriXABX A SIXLABA. posto avv., vale Sillabaper 
tUlaba» 

ASfLU* 8. m. luogo dove chicchessia si ritira sicoro , e 
doDde non possa esser tratto dalia giuslizia, Milo. — 
1 Fig. ricovero ove altri trovi protezione , e difesa , 
t sovreoimeoto nei siiot bisogoi» Asilo» 

ASIMAf s. f. malattia che impediscc la respirazione, e 
ta anabascia, Agma, Atima. 

A SIMA'NA» posto avv., vale Seltimanalmente. 

A SIIlANA*TAy posto avv.» vale Setlimanalmente. 

A SIMIGGHIA'NZA» posto avv.» vale a somiglianza, So- 



A S1IIUJTC*TIM> vedi A SIMIGGHJA'NZA. 

A SIllINE'Rin» posto avv. T. di agric. aggiunto di ter- 
re, vale atte a seminagione. 

A SIMUL1A*RI. posto avv. col verbo Ch loviri, vale pio- 
fere leggermeMte» Piovigginare. 

A'SINA» s. f. la feminioa dcU* asino, Asina. 

ASINA'EC 8. m. gnidator d* asini, Asinajo, 

ASINA*ZZU. s. m. pegg. di Asind, Asinaecio. - 2. Ta- 
ior dicesi ad uomo zotico» indiscreto, o caparbio» Jit- 
maedo. 

'ASINED'DDUf 8. ni. dim. di Asmu, vale asino di me* 
didcve grandeuây e di poco pregio, Aginello, 

ASIKE'DDU» 8. m. T. di st. nat. Gâdus jbglepiuus L. 
Pesce biaochiccio, cbe ba la coda di visa in due lobi, 
le lloee laterali nere , ed al fianco siuistro una stri- 
scia bruna f AsellOf Gado osbUo, 

ASINiA'RI, T.jitl. B9ffar9f Burlan, Ueeellare. -^ 2. N. 
Jmonggiare. — 3. N. pass. Illudenif Sbagliare, Lu» 
Mhigaru. 
ASl^irNU» agg. di rtzza d* asino, e sinfiile alFasino, ^t- 

m'iio. 
ASiNISGAMB'NTI, avv. con asinitA, per ignoranza, per 

dabbeoaggine* Asineseamente. 

ASL^rsCU» agg. da Asinu, di maniera d' asino, Asineseo, 

ASmiTA', 8. f. astratto d* asino, Jstnarta, Aiinaggin$, 

AMinitâf AHnitadSf Aginitate. — S. Si usa piii como- 

neBMBU in senso metaf. per modo di procedere indi- 

serelo c sconese, Atinita, 

ASIXITATI, vedi ASINITA*. — S. Per cose da nulla , 

Bmg&îfUa. 
A'SUÎU» 8. m. T. di st. Eqvus âsikub L. Quadnipede 
cbe ba r ofieccbie longbe ed una croce nera sul le spal- 
le; r esluemitA della coda coperta di longbi crini, AH- 
«o. — S. Aggiunto ad uomo per metaf., vale zotico, di 
rozzi costumi, scortese, Jtt'no. - 3. Talora si dice ad al- 
trai per iof iuria, A$ino,^k. Pari Tasinu, vale Amoft,' 
fior*.— >5. Nun po airasinn e duna a la varda, Prov., di- 
cesi di cbi oon pu6 vendicarsi con chi ei vorrehbe, e 
?endic88i con cbi ei pu6, Chi non pud dar^ alV aiino 
dămlhoâto, — 6. Attacca 1* asinu unni voii Iu patruni, 
ff^VT.t vale cbe bisogna fare qnel che ci vien coman- 
dalo da cbi ba 1* autorită d' imporcelo. Lega V aiino 
iov* vttoU ii padrone.—T. Pan la cursa di 1* asini, 
modo prov., e vale affaticarsi inutilmente per essere 
arrivato tardi. Vale ancbe far qualchc cosa oltre Ie 
soe forze 8) cbe non possa sostenersi . Trotto d* etsino 
poeo dura. - 8. Asinu pută, e Din fa racina» Prov., 
e dicesi - qualora non si adopra la devota diligenza, e 
si attende la riuscita dallo evento, e taivulla si con- 
seguisce. — 9. L' asinu porta la pagghia e V asinu si 
U Diancia, modo prov.. che vale faticare per si, e in 
$00 pro. — 10. Pari viviri un asinu pri forza, miodo 
prov., cbe vale esser impossibile far cambiare risolu* 



sione ad uomo caparbio e testereccio. — 11. Asinu mor- 
tu, pulcju a Iu nasu, Prov., e dicesi del far cosa quando 
non si k piik in tempo: dicesi ancora nelle cose irre- 
parabili. — 12. L' asinu crisci, e ia vardedda aecur- 
za , modo prov. , cbe dicesi di quei cbe crescono di 
statura, e non pid gli assestano le vestimenta. — 13. Cui 
si ten i e un â tinutu â un asinu vistutu, Prov., e vale 
che, chi ha buona opinione di se, senza averla altri , 
va ingannato. — 14. Ogni cuda d* asinu cei pari uu 
arciprcii, modo pro?., si dice di chi spesso travede, 
e cerţamenic s* inganua, e pu6 essere effetto di poca 
intelligenza, o di gran paura. — '15. Senza nâ asinu, 
nh bestia, posto avv., vale per la non penseta, in modo 
intempestivo, ovvero sonza le giuste formalitA, Ino- 
pinaţameniet Inopportunarmnte, 

ASINU'M, s. m. asino ffrande, Aiinone, —2. Per uomo 
zotico, indiscrete, villano, A$inon$. 

A SIRPIA'RI. posto avv. col verbo Căminari, vale non 
andar a dirittura, ma traviare or a destra, or a sini- 
stra. — 2. Nel disegno vale con Itnee curve per leg- 
giadria. 

A SIRvrziU, posto avv. col verbo Essiri o Stări, vale 
Fare ii valletto. 

ASM A. vcdi A'SIMA. 

ASMA'TICU, agg. che patisce d* asma, ^Ismattco. 

A SOXU. col verbo MettirI, Ridnciri, vale Distruggere, 
Saecheggiare, Ruinare. 

A SOXU A SOXU, posto avv. dicesi di quei distesi, o 
piani di mcrcanzie o di grasce o di cose simili, poşte 
ordinatamente, e distesamente in pari 1' una sopra Tal- 
tra, A tuolo a iuolo, 

A SO*RTI, posto avv., vale nelV arbitrio della sorte, o 
della fortuna. Alia $orte. 

A SOTU'NI, vedi SOTU'NI. 

A SPA'CCA E PrSA, posto avv. T. de' venditori, e vale 
senza esami, come si sventra V animale, cosi si vende. 
— 2. Fig. col verbo Yinniri, vale Ingannare, Oppri- 
mere, 

A SPA*SA posto avv.» vale A pendXo» 

A ^PA'SSU, posto avv. coi verbi Jiri o Mannari, dicesi 
dell' andare o condurre altri a spasseşgiare, Andare o 
Mandare a epauo, — 2. Fig. Mannart a spassn, man- 
dar via alcnno, Higettare. —3. Essiri a spassu, modo 
prov. , dicesi di chi i disimpiegato , e non ba occu- 
pazione attuale. 

A SPA'TA TRA'TTA , posto avv. , vale in tutto e per 
tutto, a dirittura, affatto, apartamente, A epada tratta. 

A SPECCUIU , posto avv. col verbo Puliri T. de* Fab- 
bri , vale portare nella pulitura la possibile perfe- 
zlone. 

ASPERARTE*RIA , s. f. T. anat. , la canna de* polmo- 
ni, cosi detta dall* inegual sua superticie, Asperarte- 
riat Traehia. 

ASPE'RGIRl, V. alt. bagnare e spruzzar leggermente. 
Aipergere, 

ASPERSIO'NI. s. f. -Io aspergere, Aeper^ione, 

ASPBRSO'RIU, s. m. strumento di metallo voto, e per- 
forate con dentro un poco di spugna per aspergere con 
Tacqua benedetta, Atperzorio, 

ASPE*RSU, agg. da Aspbroiri, Aeperso. 

ASPETTAZIO'M, s. f. aspettaniente con isperanza di 
buona riuscita, Atpettaxione. 

ASPE'TTITU, s. m. aspettamento, Aspettatione, 

ASPE'TTU , s. m. propriamente h qucir essere , e scin- 
blanza della faccia umana , onde si argomentano iu 
parte gli affetti dell* anime, Volto, Sembianza, Atpetto. 
•^2. Per faccia seroplicemente, Semhiantet Atpetto. — 
3. Per vista, veduta, apparenza, Aspetto, — 4. Aspettii 
di una casa, yale facciata, fronte principale. ^ 5. A 
primu aspettu , posto avv. , vale A prima giunta , 
A primo abbordot A prima fronte, 

A SPrCA, posto avv. ^ una maniera di tessuti nella <iu- 
perficie de' quali i fiii vanno obbliqui, e formano delh^ 
righe. 



ASP 



» 90 a 



AS3 



A SP[*GGH(U, figur. cd avverbial mente, tale a maniera 
di spichi, Atpicdiio. 

A'SPIDI, 8. m. T. di st. nat. Colubbb aspis L. Anii- 
bio» che ha cinquantactnqnc scndi o placche rentrali, 
e trantasctte paja candali; tre 61e di raacchie rosse sul 
dorso, Aipe, Aspido^^ A$pide,^2. Essiri un aspidi, per 
metaf. dicesi ai chi i fieramente adirato» e per poco 
che gli ai parii ilmbesiialisce. 

ASPIR A*EI, Y. n. desiderare e prctendere di consegnire 
checchessia o per merito o per laforef Aspirare, — 2. Per 
esalare, spandere» diffbnderet Mpirare. 

ASPIRATrvU, agg. che si proferisce con forte aspira- 
zione, AtpiraiiMO, 

ASPIRA'TU, agg. da Aspirari, Aspirato. — 2. Parlan- 
dosi di lettere» vale pronnnziate con asprezza di fia- 
to, Atpirato, 

ASPIRAZIO'M, d. f. Io aspirare, ii mandar fuora ii fia- 
to, respirazione, respiro, A%p\raxioM, —2. Per quel- 
1' asprezza di fiato con Ia qualc si pronunziano talora 
le lettere, Mpirazione, — 3. Per quel segno onde în 
iscrivendo si dinota e accenna X asprezza di fialo da 
nsarsi în pronunziando , iiiptraztone. — *4. Pcl fervido 
desideiarc una cosa, Aspiraiione, 

ASPIRE'DDA, s. f. T. bot. PtCRts HiKRACioiDES L. Na- 
sce abbondantemente ne* luoghi umîdi di Sicilia: h nna 
pianta a fiori singenesiaci gialli. 

A SPrsi D* AUTRU* posto avv. A ipese a/rrut.<*2. Col 
verbo Nsignarisi, vale farsi saggio con la esperienza 
di altri» imparare alle €Utrui ipeie, 

ASPITTAME'NTU. vedi ASPETTITU. 

ASP1TTA*RI, V. att. stare a bada, attendcre senza muo- 
versi da an luogo finch^ non sia giunta la tal cosa , 
la tal persona, A$pettare. — 2. Aspittari cn li vrazza 
aperti, Daiderare ardentemente. — 3. Per istare a spe- 
rânza, o in timore di alcuna cosa che si crede poter 
accaderc» Jspeffars. — 4. N. Per indugiare, lasciar di 
operare tanto, che succeda checchessia, Sopmtan, — 
5. Per attendere semplicemcnte, Atpettare, —6. Aspet- 
ta, t modo imperativo per dinotare di alcuno fermar- 
si» o d* interrompere an' azione incominciata. — 7. Â 
voce di minaccia a chi fa cosa contraria al nostro vo- 
Icre. — 8. Talora Aspituri, vale appartenersi» conve- 
nirsi, doversi« Aspettarsi. — 9. Per îmmaginarsî» pro- 
inettersi, figurarsi, tener quasi per certo» Aip§ttare, 
— 10. Cui fa mali mali aspctta , ^rov. , Chi la fa 
ioiperfa.— 11. Aspittarisi na cosa cu la Tarea di la 
carvuni, 6 modo prov. per dinotare cosa che non sară 
mai. 

ASPITTA'TA. vedi ASPE'TTITU. 

ASPITTAXrVA , vedi ASPETTA'ZIONI. — •2. Stan cu 
raspittaliva, avcr grande speranza, Ftuera in oipecra- 
Uva. 

ASPITTATU, agg. da Aspittari, Jipctlaeo. — 2. Per 
attcso , A$peHato. -* 3. Per desiderato , Bramato, — 
4. Per presagito, preveduto, Prtnunxiato, 

A SPrTC, posto avv.» dicesi delle £ose iunghe e sottili 
a somiglianza di uno schidione da noi detto Spitn. — 
2. Mpajari a spitu, d Io attaccare gli animali da tiro uno 
appresso aii' altro per luogo. — 3. Situarisi a spitu , 
^ quando i corsieri sfilano uno dopo Taltro, senza onirsi 
nemmono a due. 
VSPRE'TTU, agg. dim. di Aspru, Aâpretîo, 

ASPRrGNU» agg. che ha dell' aspro, Asprigno, 

ASPRl'ZZAt 8. f. qnalită del sapore aspro, LaiZBiza, 
AiftrBZsa, — 2. Per metaf., RigidBzza, Durexza, Ri- 
gorotită, Aspr$zzar 
\'SPRU, agg. propriamente si dice al sapore delle fnitta 
acerbe, .4spro. — 2. Per metaf., vale fie. o , crudele , 
intrattabile, Aspro, — 3. Per Justero, Higidâ, Higo- 
roso, — 4. Aggiunto di vino, vale Aiprigno, Sorhino, 

A SSA BA'NNA. vedi A SSA VIA. 
\SSACCARE'DDI, s. m. dubbiezzc angosciose. 
\SSACCA*R1 , v. n. aprire e chiudcre la bocea a quel 
nnKîo. che morcndo si suolo, c dicesi dei pcsei, dc- 



gli animali di terra» degli accelli, e degli oomini 
cheggiare. 

ASSACC(J*NI, s. m. que' meti che fanno gli animal 
bocea quando sono presso a mori re, Boecheggim 

ASSA FETIDA, s. f. T. bot. e farm. Febulă âbs 
TiDÂ \., Gomma resina compatta, molie, in partt 
e rossa, sovente bianca ncH* Intemo, d' un odora 
spiacevole, che si trae per incisione dalia rădic 
pianta chiamata con Io stesso nome, A$$a, A 
tida» 

ASSAGGIA'RI, v. att. propriamente gusur leggd 
di checchessia, per sentirne ii sapore, Aaaaffi 
2. Per simiL cominciare a gustare checchesslt» 
^tare. 

ASSAGGIA'TU, agg. da Assaggiari, Auaggiato, 

ASSA'I , avv. che dall* Ad satis dei latini per 
tura alterato, con varie voci in vart modi coii| 
vart significati n* asprime, Aaai ^ 2. Ben* aasai 
avv., vale Io stesso che assai, ma ha alquanto 
forza, Ai$ai bene, — 3. Pid che a suiBcienza» e 
signifîca con eccesso, di soverchio, pid del eo 
voie, Trop/po, — 4. Aviri assai un fattu, esprf 
tempo lungo passato. Vuliricci assai, dinota un 
lungo avvenire. — 5. Pid vale o gran difflcoltii, o i 
spesa. 

ASSA'I ASSAI, vedi ASSAISSIMU. 

ASSArssiMU, avv. soperl. di Assai, Jisaisfiino. 

ASSAJA'RiSI, T. n. pass. aver ardire, Aiitntmx 
rischianu 

ASSALI'RI, vedi ASSALTA*RI. 

ASSALTA'RI, v. att. propriamente andare alia n 
chiehessia, con animo risoluto di ofTendere, Ai 
Aualtare. - 2. Fig. dicesi delle paaaioni ed alti 
appartcnenti alV animo, Assalin, Anaitare. -^ 3 
particelle Mi, Ti, Si ec., vale ii sopravvenire d 
malattie: p. e. Cei assaltari li frevi, GU toprot 
la febbre. 

ASSALTA^TU» agg. da Assaltabi, A$talito, Amu 

ASSAXTU, s. m. V assaltre, AitcUimento^ AaaU 
to, Aisalto. ' 2. Dicesi ancora queir esercisio 
dio che fanno i giuocatori di scherma coi fioret 
salt o. 

ASSAMMARA*RI, v. att., vale inzuppare, inlbndc 
r acqua le bianehcrie per farne la prima laYaa^ 
mojare, 

ASSAMMARATrZZU, agg. dicesi di cosa molto 
pata^ e che non dovrcobe esserlo. 

ASSAMMARA'TU, agg. da Assammarari, Dimeti 
*2. Trasportasi pure al significato di bagnato di 
di pioggia, di lagrime, di sudore, o altro, che 
gran copia, Groruiante, 

ASSAMMARATU'NI, per simil. mal concio dalia 
gia, o altra bagnatura accidentale. 

ASSAMMARATU'RA , 8. f. 1* atto di Assammabj 
r acqua che ne rimane, 

ASSANGA'TU, vedi SANGU^TU. 

ASSANTUCCHIA'RI , v. att. nascondere con gra 
tela, Ocoultare. — 2. N. pass. Occultani. 

ASSANTUCCHIA'TU, agg. da Assantucchiaai» 
fto, OecuUato, 

A.SSAPURA*RI, o ASSAPURrRI, vedi NSAPUftl' 

ASSASSINAME'NTU, s.m. Tassassinare, i4f JCUftuo) 

ASSASSINA'RI, V. att. assaltare nella strada i vii 
per ucciderli, e tor loro la roba, Aaaisinan, - 
siniil. dicesi d* ogni atroce danno che si facci 
$a$iinar$. 

ASSASSINA'TU , agg. da Assassinari, As$a$t%n 
2. Per Soperchiato, Sopra/falto, e dicesi aoche 
cende, di visite, e simili. 

ASSASSINATU'Rl, v. m. che assassina, Astaizit 
sassinatore. 

ASSASSrNlU, s. m. r assasslnare, Asiaziinamen 
satiinio, 

ASSASSrNU, s. m. sc^erano, malandrioe, Azzazi 



ASS 



» 9i « 



ASS 



2. Talora vale caguotto > sicario , At$assino, — 3. Si 
usa anche in Torza d' aggcltivo» AssasUno. 

ASSASSUNA'RI» t. alt. leggermente friggere, Soffriggere. 

ASSASSlîNA'TA, s. f. ii soffriggere, So/fritlo. 

ASSiSSUNATE'DDA. agg. diin. di Assasscnata. 

A SS\ VIA9 avt. verso costU poco discosto dalia per- 
sana con cui si paria. Verso costă. 

ASSADTA'ai, vedi ASSALTA'RI. 

ASSBDIA'RI» T. au. fermarsi con esercito intorno a luo- 
ghi manili a fine di prenderli, Jss^diare. — 2. Fig., 
Tale esser sempre attqrno ad alcuno per couseguir chec- 
cheasia» /mportumzns, Jssediare, 

ASSEDIATU9 agg. da AssBDiARi, Asstdiato» 

ASSE'DIU , s. m. Io accamparsi cha fa un esercito in- 
torno ad ana piazza per conquislarla, Assedio» 

ASSEMBLE*A» s. f. adunaiiza di persone in un deter- 
miaato luogo per far parlamento, e discorrere insieme 
e nsoWcire, Assemblea. 

ASSE'fiSU, s. m. T assentire, consenso, Assenso. 

ASSETNTU» s. m. ragion di credito, che si cedc alirui, 
leciocchî se ne Taglia a suo tempo, Assegnamento, 

ASSE*NZA» s. f. lontananza, Assenzia, Assenza, 

ASSERI'RI , T. atl. proporre una cosa come rera > Ai- 



ASSERUTU» agg. da Assbbiri, Asserito. 
ASSERZIO*MI» s* f. r asserire, Affermazione, Asserzione, 
ASSESSITRI» s- m. giudice dato ai magistraţi per assl- 

şterli col consigUo, e per risolvere ia. Jure, Assessore. 
iSiSE'TTITD » s. m. propr. nelle arti , Io assettare , 11 

Riettare le cose al loro posto» Assetto, Assettatura, — 

2. Piendesi pure per sedia rozza c senza artificio» Se- 
iile. 

ASSEVER ANTEM Eim » avv. Aeeertatamentt t Auev- 
j raiamentef Auwerantemente, 

ASSEYERA'RI» V. n. asserire costantemente, Aiseveran. 

ASSEVERAZ10*NI , s. f. costante affermagione , mantc- 
Bimanto di quel che si dice, Asseveranza, AiseverO" 
zione. 

A'SSi, s. m. kgno segato pe^ Io lungo deiralbero, di 
grosseiza di tre dita al pid, che di maggior grossexza 
si chlama pancone» Asse, 

A$SiCCA*Rl f ▼. att. detio della farina , rale tornare a 
stacciarU. — 2. Per tornare a C0j$liere e scuotere da- 
gli alberi i frutti rimasti. — 3. Per îsparagnare con 
ecccsso. — 4. ?er usare con ispilorcoria o con troppa 
minotcssa sofistica. 

ASSiCCHIA'RISI » Y. n. pass., vale essere afllitto, pal- 
Udo e smorto per dolore» o per lunga fatica, o me- 
dia, Smagrare, Dimagraret Smagrire, 

ASSIGCHIA'TU, agg. da Assiccoiâaisi, Grullo. 

ASSICUNNA*Rt , r. att. seguitare , andar dietro si nel 
peosare, si nel parlare, come nel moto, Seeondare, 
JMeconcTare. — 2. Far di nuovo, ripetere» Iterare^ 

3. Hetter faori la placenta» Seeondare, 
ASSICUXNATD» agg. da Assicunnari, ConteMato, 5e- 

gvito, Aequietato, 
ASSlCCRAME*NTUt vedi SICURA*NZA. 
ASSICURA*RI, V. att. render sicuro, far ccrto, Asiieu- 

rare. — 2. Per mettere a salvaraento, porre in sicuro, 

salnre» campar dai pericolo, Assicurare. — 3. Per auf. 

nare • incoraggiare , Fianeheagiare , Bcusicurare, —■ 

4. Asricurari un cavaddu , vale avvezzarlo a nou te- 
mere alcnna cosa di cui egli aomhri , Auicurare, — 

5. Per rassodare cosa che mnovesi e pud cascare, e 
goasursi. —6. Assicurari li littri, li roircanzli, vale 
dare, o pigliar danaro per sicurtă delle navl, lettere, 
mercatanzie, ec. — 7. N. pass. pigliar auîmo, tfrdire, 
fidanza, sicurti, Arrischiarti, Farsi coraggio, Aaieth 
roffi. 

ASS1CURA*TU, agg. da Assiccrari, Atsieurato, — 2. Per 
divenuto certo» infailibile. — 3. Per capitalo nelle forze 
<lelU giiistizia. 

ASSICCRAZIO'NI» s. f. sicurtă, Jfitcurazione. — 2. Nai 
cominercio mariuimo i tn cootratto , che si fa tra 



due mercanti o altri. mediante ii quale ii proprieta- 
rio d' una nave o delle mercanzie, con pagare all' al- 
tro un certo prezzo convenuto, resta assicurato, che 
ncl caso di perdita della nave , o mercaijzia , gUenc 
sară bonificato ii prezzo secondo ii eonvemilo dall* hk- 
sicuratore, Assicurazione. — 3. Per argomcnto di cei- 
tezza. — 4. Per fede promessa, guarenzia. 

ASSICUTA RI, V. att. correr dietro, Rincorrere. - 2. As- 
sicutari a. cu' curri, modo prov., e vale persuaderc una 
cosa a chi la brama. — 3. Lu lalru assicuia hi sbirru. 
modo prov., e dicesi quando cerca o soUeciia chi do- 
vrebbe esser cercato o sollecitaio . II bandito tiene 
dietro al condannato. — 4. Assicutari lu granu , lu 
bajoccu e simili, vale esser poverissinio. — 8. Asstcuia 
criati di casa, chi s' innamora di fantesche, Fantajo. 

ASSiCUTATU. agg. da Assicutari, Rincorso. 

ASSIDUAME'NTl, aw. coniinuamente, senza intermis- 
sionc, Assiduamente. 

ASSrDUU, agg. continuo, incessante, Assidiio,- 2. Di- 
cesi anche delle persone, e vale diligente, esatto, A$' 
iiduo. 

ASSIGNAME'NTU, s. m. provvisione, rcndita, Assegno, 
Assegnamento, 

ASSIGNA'RI, v. att. fermare, costituire, prescriverc, As- 
segnare, — 2. Per addurre, allegare, Assegnare, 

ASSIGNA'TU, agg. da Assignari, ^saa^nalo. 

ASSIGNAZIO'I^l , s. f. assegnamento, assicuramento del 
credito, Assegruizione, ^ 

ASSIGNURA'TU, vedi ACCAVALIRA'TU. — 2. Per Con- 
tegnoso, 

ASSIMIGGHIAME'NTU, s. m. simiglianza, Astomiglia' 
mentOt Assimigliafnento, 

ASSIMIGGHIA'NZA, s. f. T assomigliare, Assomiglianza, 
Assimiglianza, 

ASSIMIGGHIA*Ri , V. n. e n. pass. paragonarsi , porsi 
a confronto , Asiomigliarsi , Assimigliarsi, — 2. Per 
aver somiglianza, Aisomigliarsi ^ Assimigliarsi: e di- 
cesi del fisico e del morale. — 3. Pampina assimig- 
Î;hia a trunzu, Prov.t per csprimcre le idcntiche qua- 
ită di due soggetti. 

ASSIMIGGUIA'TU , agg. da Assiuiggbiarisi , Assomi- 
gliato, 

ASSIMrGGHIU, s. m. ritralto, Aseomiglio, 

ASSIMINZA'RI , V. att. T. d' agr. cacciar ii seme del 
lino, pestaudolo. 

ASSIM1NZA*TU> agg. biada che per molto seme si fa 
spessa o foita. 

ASSIMPIGAMEWTU, s.m. subita diminuzione delle azioni 
vitali, sfînimento, e smarrimcnto di spirilo, svenimen- 
to. Sincopa, Sincope, 

ASSIMPICA RI, v. n. patire di sincope, svenirsi, smar- 
rire gli spijriti, Sincopizzare, 

ASSIMPICA TU, agg. da Assimpicari, Sineopizzato. 

ASSINCUPAME'NTU, vedi ASSIMPICAME'NTU. 

ASSINCDPVRI , vedi ASSIMPICARI. — 2. Per toglitre 
alcuna lettera in mezzo alle parole, Sincopare. 

ASSINXUPA'TU, vedi ASSIMPICA'TU. 

ASSINICA'TU, agg. morto arso di sete, vedi ASSITA'TU. 

ASSINNATrsSIMU, agg. superi, di Assinnaxu, Assen- 
natiisimo, 

ASSINNA'TU» agg. picn di senno, savio, gludizioso, As- 
Hnnato, 

ASSINNATU*NI, vedi ASSINNATrSSIMIJ. 

ASSINTA*RISI» V. n. T. degli atti civili, vale metlersi 
in grado di percepire un credito sopra quanto 6 do- 
vuto al suo dcbitore, o per delegazioue bonaria, o per 
provvidenza del magistrato. ~ N. pass.» vale arruoUarsi 
soldato, Assoldarsi. 

ASSINTA*TU> agg. da Assintarisi. — 2. Dări pri assin- 
tatu, vale dare per certo, per indubitabile. — 3. Ag- 
giunto di abiti, calzari ec., vale stretto alia vita un 
po* troppo. 

ASSINTlNA'RISI , v. n. pass. corrompcrsi e puzzar di 
seatina. 



ASS 



» 91 c 



ASS 



ASSINZIU PO'NTICU , s. m. T. bot. ÂRTEMisn pos- 
TIC A L. f A$9Bnzio di ponto, o Atuntio fmntieo. Si 
coltira da* noştri erbolai , perch^ si adopera in me- 
dicina. 

ASSfNZIU PO'NZIII, o ASSINZIU CU ODU'RI DI CA*N- 
FARA, T. bot. Abtbmisia campborita L. Nasce spon- 
tanea ne* Inoghi montuosî di Sicilia. 

ASSrNZIU ROMVNU, T. bot. ărtemisia ABSiirmiUM, 
AssentiOf Au$nxio romano, î asata in medicina» per 
cai si coltifa negii orti botanici. 

ASSIO'MA» s. m. massima , proposizione generale am- 
messa e stabilita in qualche arte o scienzaf Aisioma, 

ASSIPALA'RI, V. au. chiuder di siepe, A$tiepar€, 

ASSIPALA'TU. agg. da Assipalari, Auiepato. 

ASSIRINA'RI, y. att. esporre all' aria scoperta cid cbc 
si vuol rinfrescato dalta brezza, altrimenii serezzana. 
— 2. N. pass., tnfroddarsif Raffnddartu 

ASSIRINATU agg. da Assirinari. 

ASSIRINGA TU, agg. detto d* uomo di figura magra, sot- 
tile» e lunga anzichâ no, Mingkerlino, — 2. Aggiunto 
di Yocc, vale sottile, stridula, penetrante e spiacevole. 

ASSINTUMA'RI, yedi ASSIMPIOA'RI;^ 

ASSINTUMA'TU. agg. da Assintumari. 

ASS1STA*RI, T. att. aggiustare per 1' appunto. AuettO' 
re, — 2. N. pass. ridursi al dovcre. alta conrenienza, 
adattarsi al giosto, Asseitarti. — 3. Assistarisi la ci- 
rivedda» Far ienno. 

*ASSISTATE*DDU, agg. dim. di Assistatu, Mesxo ai- 
$o$tato, 

ASSISTATU, agg. da Assistari. 

ASSISTE*NTI, agg. asato soyentc in forza di sostantivo 
dicesi cbi assiste, assistitore, Asiistente, - 3. Per ti- 
tolo di digniti in alcuni corpi morali, AuUfnte. 

ASSISTE'NZA, s. f. Io assistere, ajuto dato con la per- 
sona, e eoo le facolt^, Astistenxa. — 9. Per gli altimi 
ajuţi dcHa religione, che dannosi ai mortentl» Con- 
forîo, — 3. Alle roite dicesi assistenza ii soprasure 
ad alcano, perchi faccia ii suo dovere» senia di cbe 
non Io farebbe, invigilare. 

ASSrSTIRI, V. n. star presente, trovarsi preseote» Ai- 
âtsCere. — 2. Per dare ajuto con Ia persona, o con le 
facoltă, ajutare, soccorrcre, prestare assbtenxa» Ani- 
stere. — 3. Per avcr cura de* moribondi prestando loro 
gli estremi conforti della religione, ed d proprio degli 
ecclesiastici , Confortare, AisUtere. — 4. Per eonfor- 
tare, ed accompagnare i rel condannati al sapplizio, 
anche proprio degli ecclesiastici , Confortare assolu- 
tamente, e vi si suolo aggiangere la parola A ibn ţiu- 
RiRi. — 5. Per fare II ministro a cbi celebra in cbiesa 
i divini uHel, MinUtrar: 

ASSISTU*TU, agg. da AssiSTiRf, Aisistito, e iictsi in 
tmti i signiOcati. 

ASSITA'RISI , r. n. cagionarsi gran sete, Auetarsi, — 
2. Per avcr accesa Yogliţ, o gran desiderio dl alcuoa 
cosa, Aitetani, 

ASSITA'TU, agg. cbe ba gran sete, Auetato.-^t, Met. 
per desioso, bramoso, Auetato, 

ASSITTAME'NTU, s. m. Io assettare, Amttamento, — 
2. Presso gli architetti, rale Io sforzo cbe fa la fab- 
brica per portarsi al ccntro col proprio peso. 

ASSITTA'RI, V. att. assettare, acconciare mettere in as- 
setto, Assettare.-^ 2. N. pass. accomodarsi, a^conciar- 
si, allestirsi. comporsi, aggiustarsi, /IsM^fcint.— 3. Per 
porsi a şedere. — 4. Per trovare ii so4o col proprio 
peso, e dicesi dclle fabbricbe, A$settar$i, — 9. N. ass. 
parlandosi di vesti, calzari, o altri abbiKlIan^ti, vale 
star bene alia vita , ed ancbe all* occbio del rlgnar- 
danti, secondo gli usi attuali. e Ia flgura delle per- 
sonc. — A. Assiltari, detto assolatameate , rale essere 
a propositissimo, e quasi indispensabile. — 7. Presso 
gli artişti, vale esser situate al suo posto, e non po- 
terc stare altrove acconciamente. 

ASSITTA'TA, s. f. ii şedere. 

ASSITTATEDDA, s. f. ii şedere ppr un tanticetto. 



ASSITTATU'RA, s. f. assettamento, aggiustatc 
tettatura. 

ASSITTATU'RI. s. m. quel mnro, che sporta 
a pi^ della facciata della casa fatto per uso di 
o per fortezza della părete, Muriceiuolo, Mu 

2. Se ^ fatto di legno, ferro, o altra materia, o 
portatile, si chiama Scanno, Seggio, Panca d 

ASSOCIAMENTU, vedi ASSOGIAZIOWI. 

ASSOG(A*RI, V. att. accompagnare, tener comi 
corteggio , Aseoeiare, — 2. N. pass. uoirsi ii 
di negozio, o siraile, Assoeiarti. 

ASS0G1A*TU, agg. da Associari, Attoeiato, '- 
gidl si dice particolarmente di cbi ^ stato rieevi 
socio d* una compagnia di letteratura, di coi 
o simile, Associato. 

ASSOGIAZIOWI , s. f. Tassociarsi, accompagii 
AMSociatione, — 2. Per unione di pid persone 
rare di concerto, A$$ociazione, 

ASSODA*RI, Y. att. far aodo e duro cbecchesa 
dare, E si usa oltrc al significato attivo an 
sentimento n. pass. - 2. L* nsiamo anche pe 
per fermarc, stabilire, Aseodare^ Assodarti. 

ASSODA'TU» agg. da Assodari, Atsodato, 

ASSO'LVIRI, V. att. propriamente liberar dall 
per sentenza gindiziale , Jtfolvere. — 2. Per 
vale liberar dall* impegno, lasciar libero, A$m 

3. Per prosciorre, cioi dare T assoluzione M 
tale. eh' i rimetterc al penitente la copia de' i 
cati , e anche prosciorre dalie censnre , ilaao 

4. Per finire, dar compimento, Assohere, 
ASSOLUTAME'NTl, avY. determinaUmente, lot 

di certo senza dubbio, Aetolutamente. 
ASSOLUTISSIMAMB'NTI, aYY. superi, di AssoLi 

TI. A$soluti$$imamente, 
'ASSOLUTrSSIMU, agg. superi, di Assolutv, 

tiseimo, 
'ASSOLUTI'SIMUy s. m., V operare indipendeni 
ASSOLUTl'STA, s. m. chi opera secondo la pro 

glia o ffiusta , o ingiusta ; c non conosce » o 

spetta dipendenza. 
*ASSOLUTO'RIU, agg. che assolve, Assolutorio 
ASSOLITTU , vedi ASSULVU'TU. - 2. Per lib( 

forzato, scîolto, liberato, Assoluto, — 3. Per 

dente, non liniitato, non rclativo, Assoluto. - 

finito, compiuto, risoluto, Aetoluto, 
ASSOLUZIO'M, s. f. Tassolvere, AteoluzioM, 
ASSO'RTU, agg. profondamente immerso in qoal 

siero, applicato con l* animo, c qnasi alienato i 

A$torto, 
VSSU , s. m. ne* dadi e nelle carte da ginoco 

d* un solo scgno, A$$o, 
ASSUBBITAME^NTU. s. m. ii raggiungerc alco 

minandogli, e correndogli dietro. 
ASSUBBITA'RI , v. att. Giugnere , Trovare » 

giungere, 
ASSUBBITA*TU,agg, da Assubbitari, Colto, Mc 
ASSUCCARA*RI, v. att. propriamente dar la toriv 

alia tortura, Torturare, vedi SUCXA'RU. — ! 

delle arti, vale trarre pian piano le funl cbe 

qaalche peso fincbi si situi al suo posto, • 

met. tener alcuno lungo tempo dubbioso, di 

no, ambascia, travaglio, Angotciare. — *4. 1 

magnani. 
ASSU1X:aRATU, agg. da Asscccarari. 
ASSUDA'RI, Y. att. far sodo e duro cbecchesa 

dare, ed nsasi in senso neutro. — 2. Per Forwi 

bitire, — 3. Per Perpetuare, — 4. In sig. n. 

senno, fare ii suo aebito, non distrarsi dalb 

plicazioni ed incumbenze. 
ASSUEFA*R(, Y. att. avvezzare, addestrare, an 

re, Assuefare, —2. N. pass. accostumarsi, ai 

esser solito, Aseuefarsi, 
ASSUEFA*TTU, agg. da AssuBrARi, avrezzo, ac 

to, AişuetOf Aituefatto, 



ASS 



» 93 c 



ASS 



.\SărXTIKA*Tn » agg. da AssiNnNisisi , che pate di 

seotina. 
ASSOEFAZIO'Nl, 8. f. 1' aflsuefare, consuetudine, eser- 

citazione, praticai A$iMfatiorii, 
ASSDGGITTVRI, v. att. far soggetto, soggiogare . sotto- 

mettere» Soggettare, Suggettart, — 2. N. pass. sotto- 

porei, sottometiersi» abbassarsî, riconoscere un errore, 

natarsi d* opioione. — *3. Per esser soTeote afflitto , 

e traTagliato da periodica infermitl. 
ÂSSULA'EI, T. au. spianare, far piano, Âppianare. ~ 

1 Aasalari na strata, dicest per met. haltere di con- 

tiDuo una via» o una contrada. 
ASSULA*TU» agg. da AssuLAai. 
A SSC LATO» posto avv. Costă pnsso, A cotesta part». 
ASSULDA'RI» T. att. soldare, far soldaţi, Asioldan, — 

2. Per far partito di aderenţi» e seguaci. 
ASSCTLOA*TU, agg. da Assuldaii. 
ASSUL1GGHIA*RI, t. att. porre al solo qoalanqne cosa 

ad oggtUo di asciugarla, SoUggiart, jistoZort. —2. N. 

pasa. stare al sole a riscaldarsi. 
ASSUUGCHIATA. s. f. Io stare alcpianto al calore del 

sole, SoUggiaimiBHto, 
AS$ULIGGHIATS*DDA, s. f. dim. di Assuliccbiata. 
ASSULIGCHIA'TU» aşg. da Assuliccbiari > eh' i stato 

esposto al sole» Soleggiato. 
iSSULYITTU» agg. da Assoltiri» Asioluto. 
ASSDillGGHIA'EI, redi ASSIM!GGHIA*EI. 
ASSUMIEATU, agg. io seoso di dispregio, dicesi a chi 
*tiene del somiere, Balordo, iMbcctcone» Inetto, 
ASSITMIEI» T. n. preodere, o pigliare a fare una cosa» 

torsi la con» Jitiunare» Adaouctni, 
ASS(JMIfA*EI> f. att. raccorre i numeri» Sommare.— 

2. N. far la somnia: p. e. Quantu assumma stu cun- 

io? Tale A qual sommă arrivaf La spisa assumma» 

vale Monta troppo, ^ 3. Detto di un' opera » che va 

avanii. Progrtâire, — 4. Detto dei dehiti, Crescere. — 

5. Per venire in su» Innalzani , Satire a galla, ^ 

6. Per sopravvenire inaspettatamente , e cţuasi a sor- 
presa, Sopraggiunger$, —7. Per Io uscir fuori dell'acqua 
da sotto la terra» Seaturirt^ SoUar», ^ 8. Per Io ri- 
pianarsî della carne, pria di cicatrizzarsi. 

ASSUMMATU» agg. da AsscMMAai. 

ASSUMMATD'EA» s. f. dicesi del venire in su delle'^na- 
voie, che soglion cagiooare procelle» Nuvolositâ, 

ASSDMU'TD. agg. da Assumiri. 

ASSUTim» agg. da Assuiimi. Aaunto. 

ASSITNTU , s. m. cura » carico » impegno , Aaunto, ^ 
2. Per argomento. asserzione, proposizione» Auunto, 

ASSDNZIO'NI , s. f. Io assumere , e propriamente vale 
Dromoxîoae» esaltazione» Auunxione, — 2. Per la sa- 
lita di Măria al cielo , e ii gturno in cui si celebra 
qnesta taliu, £* oisunxioM. 

ASSUPPAME'KTU» s. m. Io inxuppare» Inxuppamento, 

ASSCPPA'EI » V. att. intingere nelle cose liqnide ma- 
terie, che possano iocorporarle, Inzuppare. — 2. N. 
pasa» ammoilarsi incorporando in se F umido, Inxup- 
pani. —3. Flff.» vale attinger notizie dalia bocea di 
chi Don dovrabbe dirle o con artifizio» o casualmen- 
te» Panafrorf. 

ASSUPPATa» agg. da Assdppam» JnsMppafo.^ 2. Per 
bagnaio dalia pioggia » Grondante aequa. ^ 3. Per 
molie di sadore» Sudatinimo. 

ASSUTPA VIDDA'NI» agaiunto di acaua» e vale piog- 
gerella alquanto durevoîe. Spruxzaglia, 

ASSDEBIMB'NTU» s. m. 1* assorbire. Auothinunto. 

ASSUEBl'EI» V. att. inghiottira» ingojare» sucehiare, Jix- 

ASSUEBU'TU» agg. da Assurbmi, Aisothito. 

ASSOEOA'EI, V. att. iudur sorditA, assordire» Auorda- 
^- — 2. Per Diet. star sempre attoroo ad alcuno chie- 
^ndogli lavore» condiacendenza , o altro» Importu- 
Hart. 

ASSCTEDU» agff. che non pu6 stare» che ripugna ne' ter- 
nuBi, Asiurdo, 



ASSUR'DU» s. m. cosa che offende ii sentimento comu- 
ne» ed ha dello Impossihile» o dell' incredibile , Ai- 
surdo. 

ASSURTA'TU» agg. chi ha propizia la sorte, ha buona 
fortuna» Avventurato, Avvsnturoso, 

ASSURTrRI» v. att. scerre» distinguere» scompartire» 
ordinare, Assortire, 

ASSURTrTU » agg. da Assurtiri » vale anche ben for- 
nito contenente tutto 1' assortimento; proprio dei fon- 
dachî e botteghe» Assortito. 

ASSUTTIGGHIAME'NTU. s. m. Io assottigliare » Assot- 
tigliamsnto. — 2. Per perfezione» raffinamento. — 3. Per 
soitigliezza, ingegno. — 4. Assutiigghiamentu di cori, 
vale noja, travaglio di animo, tormento, tribolazione. 

— 5. Per avarizia, spilorceria, Je^enia» Tenaeită. 
ASSUTTIGGRIA'Rl, v. att. far soţiile, ridnrre a sotti- 

gliezza, Atsotti^Uare, — 2. Per aguzzar 1' ingegjho» e 
vi si suole aggmnger la parola Cirivbddu , indu- 
striare, — 3. N. pass. per iscorgere ogni roinuzia» pre- 
vedere tutto » e quasi vedere Io invisibile » Vedere o 
eonoseere ii pel nelV uovo, Stravedere, — 4. Per usar 
parsimonia, ma nun sempre per avarizia. * 2. Per sof- 
rrir patima» star malinconichissimo. 

ASSUTTIGGHIA'TU, agg. da Assuttigohiari » Asseiti- 
gliato, — 2. Per met. ridotto al. poco, Scemato, 

ASSUTTIRRA'Rl » v. alt. mcttere sotterra » seppellire , 
Sotterrare. — 2. Per simil^ dicesi di ogni altra cosa 
che si riponga sotlerra » o che anche si cuopra con 
cheehessia, Sotterrare, — 8. Per n)et. Assuttirrari ad 
unu significa metterlo alic strette » ridurlo in istatu 
vile» miserabile» opprimerlo: p. e. Sta Grnicia mi as- 
suttarra, Questa cura, questo affanno mi opprime, E 
parlandosi di taluna persona molesta e potente» vale 
Sopraffare, Soperehiare, Avvilire, 

*ASSUZZA*RI. V. n. T. dei muratori. 

A'STA » s. f. legno soţiile » lungo , e pniito per diverşi 
usi. Asta. - 2. Per arme da guerra di diverse specie, 
e denominazioni » Asta, — 3. Per quella parte di ca- 
ratteri in linee rette, che dicesi pure Astiatura, Asta, 

— 4. Mettiri all' asta, vendere auo incanto, ciod pub- 
blicamente a suono di tromba per la maggiore offer- 
U, încântare, — 5. AsU di zimmili» i quella mazza, 
o spranga» che si frappone alle due parti pendenti della 
soma per iscostarle» e non opprimer le bestie. — 6. Se- 
cunnu i r asta porta la bannera, Prov.» ed esprime, 
che le cose vosliono essere in tutto proporzionatc» e 
corrispondanti fra loro. — 7. L* asti di li carrozzi, car- 
rettl ec.» due parti essenziali di un carro» carrozza, 
e simili» Stanghe, 

A ST' AGNUNI , posto avv., Tale In quesV angolo, in 

questo cantuccio, 
A ST AGNUM'DDA» vedi A ST' AGNU'NI. 
A STA BA'NNA » posto avv. , vale Per questa parte , 

Per qua, 
A STAXiGHlU, vedi A LU STA'GGHIU. 
ASTA'NTI» propriamente agg. ed nsasi in senso di so- 

stantivo, Presente, Assistente, Circostante, 
A STA VI'A» posto avv. indica un sito vicino a chi paria. 
ASTE'DDA , s. f. pezzo di legno informe » come i ta- 

gliato dalia scure per uso di bruciaret Assicelta, Sec- 

caticcia, Schiappa, 
ASTE'MIU, agg. e usasi in senso di sosi.» che non bee 

vino» Astemio, 
A STE'NTU» poslo avv., vale con fatica» con difficoltl. 

a poco a poco» A stento, Difficilfnente, 
'ASTERGE'NTI, agg.» che asterge, Astergente, 
ASTE'RGIRI» V. att. lavare, pufire» moodificare» netta- 

re» Astergere, 
ASTERl'SCU, s. m. stellettaj e propriamente segno a fi- 
gura di stelletta, che si pone nelle scritture» Asterisco. 
ASTERSIO'M, s. f. mondiGcazione, netumento, ripuli- 

mento, Astersione, 
ASTERSl'VU, agg. che ha virtii di ncltare , astergere , 

Astersivo, 



AST 



» 94 «c 



AST 



ASTE'RSU, agg. da Astbrgiai, Atterto, 

ASTIA'Rl, V. alt. incitarCt stîmolare, stizzire sottoma- 
no, Instigare, — 2. N. pass. IncoUerirsi, 

•ASTIATU RX, vcdi ASTA, n. 3. 

A STI'CCIII £ M'CCHl. posto avv. col verbo Mittirisi, 
vale contrastare pertinaceiucnte proverbiandosi , Bif 
sticciare, Di$ticcicare, Contendere, 

ASTl<:i£'DDA, s. f. diin. di Asta, Asticciuola. 

'ASTIXI, s. m. legno deir asta, AitiU, 

ASTfNE'NTI, agg. chc si astiene, e posto assolutamente, 
vale chi usa icmperanza inloroo ai cibi, o cbi â con- 
tinente, Aitinente, 

ASTLNE'NZA, s. f. virlii cbe ci porta a rafTreoar T ap- 
pctito di checchcssia, che possa dilettare, Astinenza* — 
2. Per temperanza intorno ai cibi, Attin$nza,—3, In 
senso morale, vale temperanza nel modo di vivere, Cot^' 
(inert 3 a. 

ASTIM'RISI, v. n. pass. tcmperarsi, contencrsi. Aste- 
ner$i. — *2. Per cessarc di usare . di servirsi di una 
cosa, di accostarsi ad an luogo, ad una persona, <life- 
nersi, 

A'STIU, s. m. livorc, invidia, odio amaro, mal tnimo 
contro aicuno, Aitio, 

'ASTIU'SU, agg. che ha astio, pieno di astio, Astioso. 

A STl'ZZA, posto avv., vale con dispetto, con rabbia, 
a onta. contra voglia, A dUpetto, Ditpettosamente. 

A STrzZA A STrzZA , posto avv., vale una gocciola 
appresso V altra, A goccia a goceia. 

A STIZZA*NA , posto avv. , vale A qoeeia a goccia, ~ 
2. Fig., dicesf delle cose che si fanno a miccino , a 
spilluzzico, Un tantin per volta, LentUsimamente, 

A STIZZI'DDA A STIZZrDDA. posto avv. i dimîuutivo 
di A S1IZZA A STizzA, A miecinino, A micolino. 

A STO'MACU D1U*NU, posto avv., vale senza tver man- 
gialo, A digiuno, 

ASTRACA'TU, 8. m. suolo, o pavimeDto di terraiio, o 
di luogo scoperto, Battuto. 

A STRACCU*NI, posto tvv., vale continuatamente, soifta 
interruzione, coo Istraccarsi, A$siduis$imamente. 

ASTRACIIE*DDC, s. m. dim. di Ast&acu, Terraszino. 

A'STRAGD , 8. m. parte della casa alta e scoperta da 
una o piii parti, Terraizo. — 2. Avirili all* astracu , 
o tutti air astracu , met., vale essere fortemente adi- 
rato, incollerito, Montare in rovello, — 3. Vidirisilla 
di r astracu, modo prov. , e vale starsi lontano , e al 
sicuro, ScMvare, Bifuggirsi, 

ASTRACUWI, s. m. acer. di Astracu, terrazzo grande, 
Jarraz;son0. 

A STRASA'TTU, posto avv., dicesi di lavoro, opera dau 
o pigliala a farc a preiao fermo senza piă o meno , 
A cottimo, 

A STRASCINU'M , posto avT. , .vale a maniera di stra- 
scinamento, Stratciconi. — 3. Jirl o căminari a stra- 
acinuni, dicesi di chi per vecchiaja, debolezza, o io- 
fermită non si regge bene su le gambe , e va piano 
stropicciando co' piedi ii terreno, Stratcinare, Arran- 
care. — 3. Veniri , o jiri cn la lingua a strascinuni , 
fi dice di chi conscio di un fallo 8i sottopone al vo- 
Ieri deir ofTcso. Talvolta k par adulazionc. 

ASTRATTU , aggelt. scgregato , separato , Astratto. — 
2. Presso i filosoG, dicesi della qualită considerata se- 
paratamente dai soggetto per una operazione della 
mente chiamata astrazione, ed in qnesto ultimo signi- 
ticato si usa frequentemente in forza dl sostantivo , 
Aitratto. 

ASTRAZIO'Nl, s. f. una certa operazione mentale, per 
la quale in un oggetto, o In una In idea si conaide- 
rano alcune partI , o una sola , ^«(niztofia. — 2. Per 
alicnazione della mente da* sens^ per fissa appllcazlone 
a checchcssia, Astrazione, 

ASTRINCE'NTI , agg. da Astrinciri , che ha forza di 
astringere, Astringente. — 2. Argumentu astrincenti, 
vale forte, che conchiude. 

ASTarNGIRI, V. att. stringere, coatringere, forzare 



Astrignere, Astringerc, — 2. Presso i medici si dice, 
che asfringono (]iiclle cose chc gustate hanno facolti 
di produrre nella bocea, e nelle fauci un certo siriii* 
giine:.to; cd in generale Io astriogcre si dice di quelle 
cosC/ che appiicate al corpo, o prese per bocea ope-. 
rano facendo piji costipate le parti, Astrignere, 

A STRrNCIRI, posto avv., dicesi dclle cose che vanno 
assottigliandosi da una parte a giiisa di cono. — 2. FIg. 
di ci6 che si approssima al suo termine: p. e. A striu- 
ciri vannn Ii cosi, cM: sono vicine al termine. 

ASTROrri , s. f. T. di st. nat. sorta di pictra Cgura- 
ta, che rassomiglia ad una stclla, Astroite, 

ASTRO'LACU , s. m. propriameute professore dl astro- 
logia, Astrologo, ^ i, Presso ii volgo, vale persona, 
che gira per dare la buona ventma , Zingano , Zin- 
garo, vedi ADDIMI'NA YINTL'RI. 

ASTROLOGIA, s. f. la dottrina. o Ia scienza delle stclle, 
che dividesi in naturale, e giudiziaria, secondo i no- 
ştri antichi. La prima adcsso chiamasi AsttonomiUf ed 
6 scienza vera , per coi si predicono gli eflettl natu- 
raPi, come le mutazioni del tempo, 1* ecclissi ec. L*al- 
tra k chimerîca, e pretende conosccre e predire crenti 
morali mediante la osservazione degli aştri, Astrolo^ 
gia assolutamente. 

ASTROLOGIA LO'NGA, s. f. T. di bot. AiasTOLOcaiA 
LoxGA L. , Aristolochia lunga, Erba de* ţoponeini ^ 
Stalloggio, ^asce in Sicilia. — 2^. Astrologia rutuona, 
Aristolochia hotuuda L., Aristolochia rotonda^ Astro- 
logia, Aristologia femina, Stalloggio. Nativa di Sic» 
lia si adopera in medicina. — 3. Astrologia tenul , 
Aristolochia clematitis L. Aristolochia sottile^ Ari- 
stolochia clematite, Pistoloehia, ColtlVasi ne* giardini 
botanici per ornaroento. 

ASTROLOGrCU, agg. pertinente ad astrologia, Astro- 
logico, 

ASTRONOMICA , s. f. scienza che tratta de* movimcnti 
celeşti, de* fenomeni che si osservano nel cielo, e di 
tutto ci6 che ha relazione agii aştri, Astronomia, 

ASTRONOMICAMENTI, avv. per virtji di astronomia, 
o alia maniera degli astronomi, Astronomicamente, 

ASTRONO'MICU, agg. da Astronomia, Astronomica. 

ASTRO'NOMU, s. m. professore di astronomia, Astro- 
nomo, 

*A'STRU, s. m., corpo celeste, sia stella, pianeta, o 
cometa, Astro, 

A STRUDIME'NTU , posto avv. , vale A dispetto , Per 
onta, Per dispregio, 

ASTRU*SU. agg., e superi. ASTRUSrSSIMU, rccondito, 
oscuro, diflicile a intendcrsi, Astruso, Astrusissimo, 

A STU LA*TU, A STU CA'NTU, A STU CANTrODD, 
posti avv. valgono In questa parte. In quesV angolo. 
In questo angoletto. In questo cantuccio, e simill, 

A ST' URA, posto avv, vale A quest* ora in auesto fam- 
po , In questo momento. — 2. A st* ura d ora , detto 
assolutamente, vale Da tal giorno, Da tal tempo sin 
quk, Sin adesso, 

A STU*RDIRI, posto avv., vale inaspettatamante, t> senza 
pensarvi sopra, o por tcntare nelV Incertezza, AlVim- 
provvisto. 

ASTU'RI, s. m. T. di st. nat. Falco gehtilis L. Uc- 
cello, che ha la membrana cerosa, i pledi di color glal- 
lo , le penne al ventre bianche , Io stelo delle penne 
del collo e del petto nericcio, ii dorso grigio bruno, 
la coda* segnata con quattro fasce grige nericce, Asto- 
re, o FaUone gentile, 

ASTn*TA CANNI'LI , 8. m. arnese di latta stagnau , o 
stmile, fatto a foggia dl campana ad nso di spegner 
lumi, Spegnitojo, 

ASTUTAMB*NTI, avv. con astnzia, Astutamente, 

ASTUTA*RI, V. att. propriamente, vale estinguere, smor- 
zare, e dicesi del fuoco del lume, della luce, de' va- 
pori, e simili , Spegncre, — 2. Per met. , si dice di 
tutte le cose, cui si tolga la viu, II moto, II seoti- 
mento, e simili, Spegnere. — 3. AsIuUrI la sitl, vale 



AST 



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ATT 



eacciare, cărare, «stîngnere la sete, Sptgner la ute. 
— 4. Astatari la fre>i, â proprio de* raedicamenti feb- 
brifoghi, • TaleSpa^nare, Smorzare la febbre,—!^. Asta- 
tari na liii, por One ad una dissenzione. Concordară ^ 
Rappattumare. ^ 6. Astatari li mccci ad ana , yale 
Vcciâerîo. 

A3TGTA'T0« agg. da Astutari, Spento. 

ASTUTATITRI, Tedi ASTUTA CANNrLI. 

AS TPTA' ZZU» agg. pegg. di Astctu» Aitutqeeio, 

ASTOTO » agg. ehe ha astuzia , Sagaci , Sealtro , M- 
carto f 4$iuto, MalixiosOf TrUto, 

ASTirzlAt 8. f. arte, e attitadtne ad ingannare» e pre- 
fcdera gl' ingannt, Sagaeităt ScaUrifMnto, Astutia. 

1 SUCU DI CARAMBXA, posto avf., dieeai di persona 
troppo attillata, o di altra cosa qaalanqae portata alia 
manior perfezione , e dicesi Tirata a saca di cara- 
mela. 

A SUCU D' ERVI, i modo di dipingere eon 1' umora che 
si trae dair erbe, e dalie frutta spremute. 

iSOGU Dl MPANA'TA, h modo di apparecchiare ti- 
Tinde. 

A SaCUNE'DDU. redî SUCUNBDDU. 

A SCCCTNI» Tedi SUCU'NI. 

A SCGDZZITNI, Tedi SDCUZZITNL 

A SUDU'ai Dl FarNTI, posto aTT., Tale Con grandiâ- 
timo Mtcnio, 

k SUFFICIB*NZA, Tedi SUPFIGIB'NZA. 

A SDSPETTD, Tedi A DISPE'TTU. 

ATACI MAQf posto avT. , Tale pagando ognnno per 
lUâ la soa parte» A Ura e »oldo, 

A TAXjGHIU» poeto aTT.» dicesi di cosa di molto pro- 
-babile e proasima. 

A TAGGHIU Dl LAVA'NGA, poftto aTT., Talc In tommo 
riichio. 

A TAXI srGNU» poeto aTT.» Tale eon modo Ule, Tal- 
mante, 

ATAMU, redi A'TIMC. 

A TANTI'GCHIA A TANTI'GGmA, poato avv., Tale a 

poco a poco> A mieeino, A ipiUuzKico, A spixxico, 
A TA'NTU» posto aTT., Tale a tal termine. A tanto, 
A TAMfU'Kl, pţosto aTT., vale adagio e leggiero, quasi 

tastando co' piedi ii soolo, e facendosi la strada con Io 

stendere le braccia innanzi , ii che si fa per Io bujo , 

o per non esser sentito» Tentonc^ Tontoni» — 2. Usasi 

ancbe metaforicameote, A tantennonc. 
•ATA'RD, Tedi OTA'RU. 
A TASSE'DDU , posto stt. , Tale a forma di tassello, 

A îamlio. 
A TA*STU, Tedi TA*STU, n. 8. 
A TA'VULA M rSA E PA'NI MINUZZA^TU, modo proT., 

e Tale seaza fatica» e senza spendere, e dopo che al- 
tei ha pensato a tatto, A uf o, 
ATErsiMU» 8. m. ncgazione della diTinitA, Ateismo, 
ATBTSTA, Tedi A*TEU. 
A nUPU, P^8to aTT., Tale in tempo giă decorso, an 

pezso fa , GiA tempo. — 2. Essiri a tempa , Tale es- 

senri aacor tempo prima che passi la congiantura del 

Iar cbeccheiaia, JSstera a tempo. 
A TE*MPD A TE*11PIJ, posto stt., Tale a poco a poco, 

con diligeoza, Pianamente, 
A TElfPO ED A LO'CD, posto stt., vale ad ora op- 

portana, al tempo debito, A tempo. Ai lempt, A tem» 

po e Imogot A luogo e tempo. 
A TE'MPU GlirSTU, posto avv., Tale In bium punto^ 

In tempo proprio e confoeniente. 
A Tg*MPlJ SO, posto, avT.. Tale A fuo fempo. 
'ATENEU, 8. ro., UniversitA di studio, pabblica adu- 

aanza di studioşi, luogo otc si radunano, Ateneo, 
A TE'STA A PUZZU*NI, posto avT., 'vale col capo al- 

l'higih, A capo chino. 
A TE^TA GUB'TA, posto avT., Tale Tranquillamente, 

^etatmniente. 
AlEU, 8. m. colul che nega la diviniti, Ateieta, Ateo, 

A TIMPB'STA, posto aTT., TSdi TIMPESTA, o. 7. 



A TIMPULATI, Tedi TIBIPULA'TA. 

A TIMPULU'Nl, Tedi TIMPULUW. 

ATIMII, s. m. roomento di icmpo, Atomoj Attimo. 

A TlNGHITlK, posto aTv., Tale abbondantemente, in gran 

copia, A bizxe/fe, 
A TI'RA ED ALLE'NTA, posto avT., vale in modo con- 

traddittorio. 
A Tl'RA TU, E TI'RA IO, TCdi A TI'RA ED ALLE'NTA. 

— 2. Dicesi ancora allorqnando si adopra la forza per 

istrappare altrui una cosa di mano. 
A TIRRE*NU vrRGIM, posto aTT., vale senza preven- 

zione, indizio o avviso di aicnna cosa, A prima giunta. 
A TI'RU, posto avT., Tale vicino alia concbiusione , al 

termine di checchcssia, A tiro. — 2. Parlandosi di cac- 

cia, vale alia ginsta distanza per poter colpire. 
A TI'RU Dl BA'DDA, o DI PIRTICU^Nl, denoU la mag- 

giore o minor distanza per Urare o a palia, o a mi- 

gliarola. 
A TIRU*NI, posto STT. detto del bere. Tale senza ft^ 

marsi, alia distesa, A dilungo, 
*ATLA*NTI, s. m., raccolta di tarte geografiche, Atlante. 
*ATLE'TA, s. m., combattitore nei giuochi pnbblici di 

Grecia, e di Roma, Atleta. 
^ATLE'TIGA, s. f. esercizio di atleta. Atletica. 
*ATLE'TICUf agg. da Atlbta, robasto, invitto, Atletieo. 
ATMOSFE'RA, s. f. T. Gsico. L'aggregato di tutti i fluidi 

aeriformi, che coprono la terra, e ia circondano sino 

ad un* altezza non bene determinata, ma che si crede 

essere di 40 miglia air incirca, Atmoefera, ' 
*ATM0SFE'R1CU, agg. da Atmostua, Atmotferico. 
A TO'CCU, vedi TO'GCU. 
A'TOMU, 8. m. particella di materia cosi minuta , che 

si retade indivisibile, Atomo. — 2. Onde ntra un atomu 

posto avv., vale in uno istante, in un tratto. In un 

attimo. 
*ATONrA, s. f. T. med., somraa , estrema fiacchezza, 

Atonia. 
*A TO'RGIRI, posto avv. col verbo J-iri, vale a ritroso, 

tutto air opposto delle nostrc vogi ie, talora retle. An- 

dare a ritr^cine. 
A TO'RTU , posto avv. , vale iogiustamante , scnxa ra- 

gione, A torte. 
*ATRABILVRI, agg. da Atrabile, Atrabilare. 
*ATRA*B1L1 , 8. f. malattia mentale consistente io un 

aspro tedio della vita, Atrabile. 
A TRAD1ME*NTU, vedi TRADIME^NTU. 
A TRATTE'TTU, posto avv,, vale AHe vedette. Di guar- 

dia, Di ncucoeto, 
A TRAVE'RSU, posto avT., Tale trasvcrsalmente, A tra- 

verio, 
ATRFGNA, s. f. T. bot. PbB9U$ s?inosa L., Prugno- 

lOf Pruno ealvatieot Spino nero, Susina di macchiaf 

Vepro. Questo pruno i comunissimo nelle nostre sie- 

pi , e nei luoghi selvatici; i suoi fratti si mangiano 

da molti tra noi, e per essere di dilBcile deglutiziooe 

diconsi Susine itroxxatoje. 
*ATRIGNO*LU, s. m. una specie di susino, che molto 

somiglla L' atrigna. 
A'TRIU, s. m. ingresso estedore di un ediflcio, Andro- 

ne, Cortile, Corte della casa, Atrio. 
ATRO'GI, agg. terribile, crudele, flcro. Atroce. 
*ATROGITA', s. f. astratto di Atroci, atto atroce, Atro- 

cită, 
A TRO'FFA, posto avv. detto di persone affollata, vale 

A truppa, A torma, Tedi TRO'FFA, n. 6. 
A TRUl'PA, posto avv., vale a branco, a banda, A truppa. 
*A TRUPPEDDU, vedi TRUPPE'DDU n. 2, 3. 
'ATTAGGA'fiILI, agg., che pu6 essere attaccato, Attac- 

cabile. 
ATTAGGA'GGHIA, vedi TJTACCA'GGHIA. 
ATTACGAGNATrzZU , agg. Infermiccio , Malatiecio , 

Poco $ano. 
ATTAGGAGNA'TU, agg. Malatiecio, Attaeeatiocio: o non 

beo guarito per lungo tempo, JHafconcto. 



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ATTACCAME'NTU, 8. m. propriamente Io attaecare, Au 
taccamento, - 2. Fig., vtle foru passione a penona, 
o a cosa, Attaecamento, 

ATTACCA'RI , y. ati. uaire qualcbe cosa ad od' altra , 
Attaccare — 2. Parlando de mali contagioai , ti dice 
quando s' avYontano da uno ad altro , Appiwart, - 
3. Per «ontendere» coniraddire» qnistionare > Alterea- 
re, Pialtre. — 4. N. pasa. par venire alle mani, alle 
prese. Attaecarti. — 5. Attaccarisi a Iu ainlimentu di 
alcunu , Appigliani al parert di alcuno. — *6. Pari. 
di bestie da tiro, attaccarle. vuol dire unirle al coc- 
chio, al giogo ec, Attaecan, ^ 7. Attaccarisi mma- 
nu, detto de* eavalli, Taie resistere agii sforii di chi 
li regge , Controitare alia mano. --^ 8. Attaccarisi 
li canî , modo proT. , e vale disporre le cose in sno 
pr6 , faceodo conghiettura di ci6, che debba aTYeni- 
re, Preordinare. — 9. Attaccami cea, ca ce* 4 bon' er- 
va, modo prov., e dicesi di chi non contraddiee, e si 
accomoda in tatto alle voglie altrui, o per bontă, o 
per scimanitaggine. — 10. Per provocare in giudiiio, 
Citar in giustisia. — 11. Per invitare a battaglia, a 
cimento, Sfidan. — 12. Attaccari cu In tali, o la ta- 
li» vale esservi congiunto in parentala , Appartenfre. 
— 13. Detto assolutamente, vale aver connessione: p. e. 
Li fatti attaccanu bani. — 14. Attaccari ad ano pri li 
mânu e pri li pedi, fig., vale circoscriverlo, cbiuder- 
gli ugni via di potar naocera, Non loHiargU appic- 
eo, agio ac. 

•ATTACCATi*CCID , o ATTA0CAT1*ZZU , agg. che si 
attacea, che vuole attaccarsi , o ci tendc * AUacea- 
tiecio, 

*ATTACCATrSSIB^n, agg. soperl. di Attaccatu» At- 
taceatissimo, 

ATTACCA*TU , agg. da Attaccari , Legato. -* 2. Per 
molto aflTezionato, Attaeeato. — 3. Par avverso di opi- 
nioni, Di$ientiente,—A. Attaccatu a discursa, dicesi 
di chi s' intertiane lunoamente a colloquio con un 
altro. — 5. Attaccatu a li convenienzi, a li pregiudi- 
zi. a li superstizioni, vale moltu proclive ai con vene- 
voii, ai pregiudizi, alle superstizioni ec. — 6. Per as- 
salito , provocato « Attaeeato. ^ '7. Atuccato di un 
mali, vale Analito^ Colto d* infermitâ. 

'ATTACCATU'M, agg. superi, di Attaccatu, persona 
mol ta attaccaia ad altra persona, Attaecaton9. 

ATTACCATU'RA, s. r. Tatto di attaccare, e ii nodo nellc 
funi, Attaccatura. 

ATTACCATU'RI , s. m. diverşi amesi iitti ne* mnri, o 
iii altre parti per uso di attaccarvi funi per molti eser- 
cizii, Campanella, Campanello, 

ATTAGCHICE'DDU, s. m. dim. di Attaccu. 

ATTA'CXIU. 8. m. relazionc, affinitA, corrispondenza, At- 
taceo. — 2. Per altercaiione , Attaceo. — 3. Per ami- 
cizia, amnre particolare verso qualche persona; e pu6 
dirsi anche in senso disonesto, Attaeco. — 4. Per aa-. 
salto. fatto d' arme ec., Attaeco. — 5. Attaccn a Iu 
di nani, ingordigia , Avarixia.^^. Parlandosi d' in- 
fermitAr vale Colpo, Atsalto, tnv$$titMnto. 

ATTACCUNA'tU , agg. , dicesi di persona grosaolana e 
rustica, Tanghero, Moccieone. 

ATTALIANA'TU , agg. propr. espertn nella lingna ita- 
liana, Attalianato. — *2. Usasi altresl scberzevolmante 
per esprimere ii prurito di tanti di affettare ii toscano 
tra noi. 

ATTALINTA'RI, v. n. piacere, soddisfarc, andare a san- 
gue, comentare, AttagUare, AttaUntare. 

ATTAUNTA'TU. agg. fornilo. doUlo di abilita, capa- 
ritii, altitudine a preferenza di altri circa alle scien- 
ze, o alle arti, dl acnto e aotllle ingegno, Peneîrativo. 

ATTANGARI, v. att. puntellare, e afforzar colla sun- 
ga , Stangare.^2. N. pasa. rinebindersi e ben cu- 
stodirsi, Stangarsi. 

ATTANGATU, agg. da Attangari, Stangato. 

ATTAPANCIA'RI, v. att. pigliar per le gavigne. pel col- 
lo, ed anche prendere con fona, e tenere stretto, Ag- 



gavtgnare, ^ 2. Per Io pigliare che faono 1 bii 
lurora. 
ATTAPANaA*Tl}, agg. da Attâpanciaei, Aggav 

— 2. Per Catturato. 
ATTABiA6NA*RI, t. n. aaghiacciara, agghiadave, 

morir di freddo, ^astoerore. Usasi anche nd 

cato neutro passivo. 
ATTARAGNATrzzU, apgett. alcun poco agghi 

Mezzo asiiderato, Infreddato. 
ATT AR AGNATU , agg. da Attaragnâri, aggl 

agghiacciato, e poco men che morto di fredd 

derato, 
ATTARGIAME*NTn, 8. m. 1' oltraggiare, oltrag( 

traggiamento. 
ATTARGIA'RI, v. att. fare oltraggio, Oltraggi 

fendore, 
ATTARGIA'TU, agg. d' Attargiari, che ha ria 

traggio, oflesa, OUraggiato, Offeio. 
ATTASSAME'NTIJ , 8. m. Io intirizzare, Miri. 

iOt intirizzamento. <- 2. Fig. ii venir meno ! 

zia. e la bcnevolenza, e Io scemarsi V affetto i 

chessia, Baffreddanunto. 
ATTASSA'Rl , v. att. indur freddo o gelo in i 

si vuol riiifrescata , Binfrescare. — 2. Per a 

maliiiconia, tristezza, Attristaret Rattristan.- 

infonder nell' acqua un veleno vegetevole da i 

mato Tassu, onde facilitar la pesca per un ei 

pore che produce ne* pesci, Awelenire. — 4. ! 

n. pas8., vale Agghiadare. — 5. Per Affliggtn 

affanno. — 6. Per perdere ii coraggio , Skii 

Scoraggiarti. 
ATTASSATE'DDU, agg. dim. di Attassatu, A 

eorrucciato, Izeoraagiato. 
ATTASSATrNA, s. f. Tatto di Attassari. 
ATTASSATI'vn, agg. che induce freddo, Infru 

— 2. Per afilittivo, .4ccora(ojo. 
ATTASSATrzZU, agg. Un poeo infrtddato. — 

pieno di mal talento, dl mal nmore. — 3. Per A 
corrveciato. — 4. Per Jseoraggiato, 
ATTASSA*TU, agg. da Attassari, propriamente 
fcafo, Gelato. — 2. Per avvelenato con \ erba 

— 3. Per afflitto da qualche passione d' an 

4. Per corracciato dietro scortesie non meri 

5. Per disanimato, avvilito, scorato. — *6. aţ 
Coluri, vale amorto, indcbolito, Shiadito. 

ATTt! Interiezione, eh* asprime ed avverte una 
venire o remota, o prossima, e pu6 essere dl 
ro, o infelice successo, V^/ — 2. Se vi si a 
particella Ga prende la fbrza di argomento e 
tivo: p* e. kxXk ca 'un traseru li nobili, e vnl 
siri tu? Attâ ca pri un* nnza nun si cuntintan, i 
a cuntintari pri vinti tari? e siraili. 

ATTED1A*RI, vedi TEDIARI. 

ATTEMATIGA*RI, v. n. Oztinatti, Ineaponin. 

ATTEMATICA*TU , agg. d' Attbmaticari, Ol 
Caparhio, Fizicoso. 

ATTE*N1RI, verbo che usasi sempre precednto di 
Farisi, e signiGca esser pressoch^ inflessibile» n 
una giusta ragiouf , anche arrendendosi dopo c< 
che stento, Intestare. 

'ATTENNrRILI, agg. degno di attcnzione, di cb( 
far caso, Attendibile, 

ATTEWMRI, V. n. dare opera, impiegarsi in ci 
sia, A t tendere. — 2. Per isUre attento , consi 
por mente, badare, osservarc, Attendere. — 3. 
mantener la promessa , Attendere. — *4. Atb 
fatti soi, appiicarvisi tutto, senza por mente a 
Attendere a' proprii fatti. 

ATTENTAHENTI, aw. con attenzione, AttenU 

*ATTENTA'R1, v. att. commettcre un attenuto 
tare. — *2. Far tanutivi arriscbiati, AttenXat 

ATTENTA*Tl] , s. m. delitto o misfatto non ca 
to, AttnntaXo, 

ATTBNTI'SSIMIT, agg. soperl. di Attbtitu, Atten\ 



jtrr 



» 97 c 



ATT 



ATTE'vru , agg. da ATTBRxiai . che usa atleozione , 

DUigtnUt AtUnto, 
ATTE'NTU » a. m. atteofiooe , av?ertenza , AiUnto. ^ 

1 AUeDtu di maoa, T. della cavallerizza, ed d qiiel 

tJrar momeDUneo c forte delle redini che fa chi rcgge 

iJ cavalU» , per pantrio o spingerlo al cammioo. — 

3. Met., Jceoftesza, SealtrezzQt Artifizio, 
'A TTE KUA'Elţ t. alt. render ieoae, Attenuare. 
'A TTE WCA'TC^ agg. da AmNUAai, AtUnuato, 
'ATTENUAZIO'NI, 8. f. aatralto di Attbnuatu, AUe- 

•imsMma. 
ATTENZIO*NI, 8. f. attendimento, appiicazione d' ani- 

Bio, Atientiome, 
ATTENZIUNATU, vedi ATTE*NTU, agg. 
ATTESTA'RI, y. alt. far testimonianza, Afferman, At- 

testare. 
ATTESTATU, s. m. testinionranzi» conlrassegno, pro- 
ra, Attestata, — 2. Per Io acritto per cui si attesta, 

Attetiato, 
ATTESTATUf agg. da AmsTAii, Atteitato. 
'ATncrsiMU* 8. m. dilicalezza di guato, caractere del 

Hngoaggio di una nazione, AttieUmo, 
*ATT1CI^TA, 8. m., che ama V atlieismo, Attieista, 
ATnCD» agf. propriaroente dl Attica, elegante a gnisa 

degli attici . Attieo, — *2. Aagiunto ad an ordine di 

archileitora , che non segoe ia proporziooe degli al- 

tri ordini, Attieo, 
ATTILLABIE'NTU, 8. m. attratto di Attillatu, sqol- 

Mtcna della portatura, e degli abiti, AttiUatura, 
ATTILLA'RISIt t. D. pasa. Aiornanit Bt^anonanit 

Aecontimrsu 
ATnLLATAliE*NTI,afv. con attil latura, irciitotamanla. 
ATTILLATE'DDU, agg.dim.di krriLh Arv,AttUlatu%to. 
ATTILLATU, agg. da Attillamisi. con aceonci e ben 

coinposti Testiinenti addoMo, Attillato; e dicesi an- 

che al Testimento attillato. 
ATTILLATL'*RA. vedl ATTILLAllE'NTU. 
ATTIMPATE'DDU, agg. dim. di Attiiipatu, Attempa- 

teUo. ^ 2. Per tardo c leoto, Pigro, 
ATTIMPATUff agg. tardo e lento, indugevole, — 2. Per 

alqoanto recchio, Attempato. 
ATTUIPCNAErA, 8. f. ii diniinziare, ossia ii manife- 
stare accnsando, Dinunsia, 
^ATTIMPUNAZZC, agg. pegg. di Attimpi'M. 
ATTUfPtTNl» a. m« che deuuuzia, che notiiica an frodo 

••simiie» Dinuntiaton, 
ATTINE*NTI, agg. che attiene, Appartenente, Attenen- 

te, Parcfite, Congiunto, 
ATTL\E*NZA, s. f. Apparlenenza, Attenenza, 
ATTLTTA'RI, r. n. stare di nascusto e attentamente ad 

ascolure quello che alcuni insiema favellino di segrelo, 

OreecAtora, Origliare. 
ATTIRAGXA'RI, vcdi ATTAnAONAai. 
ATTlRAGrfATrzZU, vedi ATTARAGNATi'ZZC. 
ATTIRAGNATD, Tedi ATTARAGNATU. 
ATTIRANTA*RI , v. alL e n. tirare distendcndo , Sti- 

rare. •-2. Attirantari pri Iu friddu, vale !ntirizzir$h 

intorpidirt pel fredJo, — 3. Attiraotaricci li pedi.. vale 

r«rar U euoja, Morire. 
ATTIRANTATA, s. f. Stiram$nto, Stiratura, 
ATTIRAl^TA'TU, agg. da ATTmANTARi,5ltra(o.— 2.Fig. 

per Morto, 
ATTIRA'Rl» T. att. trarre, tirare a se, lusingare, per- 

soadere, filtrare. — *2. N. pass. tirarsi quaai addos- 

so, meritarsi, irttrarfi. 
ATnRRAME'NTU, s. m. 1* atterrare, ilrrerronienro. 
ATTIRRA'RI, y. alt. abhattere, gettare a terra, Atterfkre, 
ATT1RRATU, agg. da ATTiaaARi, iifrarrafo. 
ATTIRRI'RI, T. att. dare spavento, terrore, Atterrire, 

— 2. If . pass. pigliar terrore, Sbigottmit Spaventar- 

ai, AttWTtfBtm 
ATTIRRUN A*TU» agg. per io piîi dieesi delle fmtu, e 

Tale a aomigliaoza del TinauNi, vedi TIRRD*NI. 
ATnERITTU, agg. da Attirriri, iitrerrtro. 



ATTISA'Rf, V. att. e n. rendera a diveoir teso. 

ATTISA'TU, agg. da AinsARi, Fato. 

ATlIsrRl, V. n. riprender viaore, Ringiovanin, Hin- 
vigwrirBf Rinverdin; cosi oel senso proprio, che nel fi- 
guraio. 

ATTISTA'RI , V. n. pass. sUre ostinato, e fermo nella 
sna opiuione, Inteafarst. 

ATTISTA'TU» agg. da Attistari, !nte$tato, 

ATTfSU, avv., e vale Io ate^eo che coosiderato, e si- 
mili, •.4r(effo. 

ATTISUCGHr. posto avY., vale conciossiacosach^, Atte- 
iocM, 

ATTITA'NTI, agg. chi esercita le fonzioni dello attita- 
re, e si usa in sign. di sostantivo. 

ATTITA'RI, V. n. T. leg., si dice propriamente de' no- 
tai che distendono, e sottoscrivono I contratti, o testa- 
ment!, come persone pabbliche, per T autori ti conce- 
duta loro, Rogan, — 2. Per incamminarey e proseguirc 
gli atti giiidiziarii, Jtftfare. 

ATTITA'TU, 8. m. le scritture, che si presentano dai ii- 
tiganti davanti al giodice per. provare le ragioni; e Io 
raccolto in iscrittura di detti atti ţubblici o sieno dei 
litiganti , o dei magistraţi (che dicesi altrlmenti pro- 
cesso) fatto da persona pubbliea, che per6 chiamasi 
attuario, AUOf litrumsnto, Mfirumento. 

ATTITIJ'DINI, s. f. disposizione della natura, che rende 
atto aU'operazione, AttUudine. — 2. Per atteggiamen- 
to, positura, Attitudine. 

*ATTIVAME'NTI , avv. con attiviti , Attivamente. -^ 
'2. T. del foro» facendo da attore» Attivafnente, vedi 
ATTU*RI, n. 2. 

*ATTIV1'SSI1IU, agg. superi, di Atutu, AttivU$imo. 

ATTIVITA', s. f. astratto di attivo, potenza attiva, Al- 
tivită, Attivitade. 

ATirvU , agg. T. filosofico , che ha virtii e principie 
di operare, e che opera alcuna cosa, Attivo, - 2. Per 
ispedito , prouto , e risoluto nellc aziuni , Attivo. — 
3. Presso i grammatici dicesi del vcrbo, che regge un 
sostantivo esprimentc ii termine deir azione signilicata 
dai verbo medesimo , Attivo , contrario a pa$$ivo — 
A. Vita attiva, presso gli aacetici si chiama quella che 
differisce dalia contemplativa, e consiste neile azioui 
esterioH di pietĂ, Vita attiva; e puo anche dirsi dd 
periodice impiegarsi in opere utili, tuttochi non fos- 
sero di pieU. Vita attcva. — *5. Cummerciu atlivu, 
che fmtta.'Comiiiervto attivo. 

ATTIZZA FOCU, 8. m. propriamente strumento atto a 
ravvivare ii fuoco, Attizzatojo.^^i. Per met., vale 
chi volentieri stimola altroi alle contese, alle discor- 
die, ai dispareri, ittigaton, Attizxatore. 

AirrzZA LA'MPI, 8. m. dicesi per ischerao ai sagre- 
grestani, Smoccolatore. 

ATXrzZA LI'TI, e ATTIZZA MALA^NM, Io stesso che 
Attizza focu nel senso metaforice. 

ATTIZZAME*NTD, s. m. propriamente V attizzare, Tam- 
massare dei tizzoni , Attizzamento, —- 2. Fig. , vale 
stimolo, incitamento, Attizzamento. 

ATTIZZA'RI, V. att. levar via la smoccolatura , Smoc- 
colan. — 2. Per ammassare e accozzare i tizzoni in- 
sieme sul fooco perch^ abbnicino, Rattizzaret Attiz- 
san. — 3. Per met., fissare. incitare, stimolare, At- 
tizzare. — 4. Per metter dissensioni, discordie nasco- 
stamente, Seminar tisxania, 

ATTIZZA'TU, agg. da Attizzari, Smoeeolato. — 2. Pci 
incitate, Stimolato, Aizzato. 

ATTIZZATU'RI , s. m. strumento per attizzare ii fuo- 
co, Attizzatojo. - 2. Per Ismoecotatojo, — 3. Verb. m. 
Aiz xatore. 

ATTIZZUNA'RI, V. att. far nero, Annerare, Annerire, 
h pure neutro pass. 

ATTIZZUNATU, agg. da ATTizzuNAni, fatto nero, An- 
nerito, Annerato. 

ATTO*NITU. agg. stupide, e quasi insensato, sbalordilo 
per avveoimeDto iropensatoi Attonito' 

13 



ATT 



» 98 c 



ATT 



ATTO'RNU, arv. in giro, in cercliio, in circonferenxa, 
Attorno, — 2. Aiiornu aliornu, co8l repiicalo aTY«, vale 
in giro» per tuUo. 

ATTORTAME'.NTI, avv. ingîosiamenle, coDtro ii mento» 
senza ragioiie» A torto. 

ATTRA'IRl, V. alt. Urare a se, Aîtrarn, — 2. Fer simil. 
tirarc con allcttamcnto , con liisinghe , con îngasni , 
Adcicare, Altraere. — 3. Non poler distendere le mem« 
bra per ritiramento di neni, Rattrappare, 

ATTRAPPA'RI, v. alt. strappar di mano, tor con vio- 
lează» ArrafTan, — 2. Sorprendere alcuno» abbrancar- 
lo, strignerlo con violcnza, Arrafftare, Attrappare. 

ATIRAPPA'TU, agg. da Attaapfari , Arraffato , At- 
trnppato* 

ATTRASSA'RI, v. n. tardare, mandare in langa , met- 
ier tempo in mezzo, indugian. 

*ATTRASSAT£'DDII, agg. dim. di Attrassatu. 

'ATTRASSATI'SSIMU, agg. superi, di Attiassatu. 

ATTRASSA'TC , ngg. da Attrassari , Indugimio. — 
2. Parlaudosi di pagamento , vale non eseguilo • /n- 
termesso. — 3. Direşi ancora chi rimane molto indic- 
tio nelle Icltere, Imperito, inesperto^ Ignorante, ~- 
4. Per chi h stato [losposto ad altri meno degni nelle 
promozioni, Non curato, Avuto in non eaU. 

ATTRASSATf'NI, agg. acer. di AirnAssATr, dicesi in 
talii i scnsi. 

'ATTRASSlCrODU s. m. dim. di ATTAASstr. 

ATTRA'SSU, s. m. V indiigiarc , tardanza , tndugio. - 

2. Per somma, di cui uno sid crcditore. e ii Icmiinc 
dcl di cui pagaraento i passalo, Decono, in forza di 
soslantivo. 

ATTRATTIYA, s. f. maniera che attrae, virtd di attrar- 

rc, allettamento, Atirattiva, 
ATTRATTIT, s. m. materia preparata per qualsivoglia 

usot Materiale. 
ATTRA'TTU. aţ:g. da Attrairi, AtirappatOy Raltrap- 

piio, 
ATTRAVIRSA'RI, v. att. ţiorrc a travcrso, Atlraversare. 

— 2. Por far coiitro, op(iorsi» Conlradirtt Ostare,-j 

3. N. pass. nH*ttersi a tra verso , e dicesi di qualun- 
que impedimento venga a niczzo ii corso di un' aiio- 
ne, Intravenani. 

ATTRAVIRSA'TU. agg. da Attratirsaiii, Attravir$aio. 
ATTRAZIONl. s. f. aUraimonlo, rattrarre, Attraiione. 

— 2. Per contrazionc, Attraxioue, — 3. Presso i fisi- 
ci, vale quella tcndenza reciproca, che le inolecole dclla 
materia mostrano a ravvicinarsi ed a riunirsi, Aitra-- 
tione. — 4. Per Simpatia. 

ATTRIRUrRl, V. alt. refiutare che una cosa sia propria 

di chicchcssia, Appropriare, Attribuire, 
ATTRIBUJU'TU, agg. d' Atiribiiiri. Attriknita. 
'ATTRl'CI, s. f., donna, che rapprtrsenta earaitare» o per- 
sonaj n tcatro, Allriee, 
ATTRINCATII, agg. scaltrito, Trincato. 
ATTUlNCiA'RI, v. att. pigliare e tencre stretto coa for- 

la, Afferrare. 
ATTRISTA'RI, v. att. contristare, o indor malinconia. 

Attristare, — 2. N. pass. divenir iristo , cioA malin- 

conico, Attriitarii* 
ATTRISTA'TU, agg. da Attristari, Attriitato. 
ATTRl'TU, s. m. T. Gsico, rţsistenza, fregamento, At- 

trito, 
ATTRIVIME'NTU, s. m. taneritA, presunzioney baldan- 

za, Ardir9f Ardimento* 
ATTRIvrRISI» V. Q. pass. avere ardîre , Arriâehiani , 

Ardirti» 
ATTRIVITE'DDU, agg. dim. di Attrititu, ArdUello» 

Arditetto, * 

ATTRlvrTU» «gg. temerario, sfacciato, Ardito, Muiar- 

dito, 
ATTRIZ10*NI, s. f. Y. ieologico, quel dolore o dispia- 

cere che si sente d' avere offeso Iddio • e che nasce 

dai timor delle pene, Aitrizionem 
*ATTRUPPA*R1SI, V. ic p«88. mettCTSi in Uuppftt anirsi 



insieme molte pcrsone , a qualche oggclto , Â 

par si. 
*ATTRUPPA*TU, agg. da Attritparisi, Attrtippe 
ATTRUVA'RI, vedi TRUVA'RI. 
A*TTU, s. m. aiione d'un agente, operationa, i 

Atto, — 2. Per gesto, costume, maniera, Atto.^ 

cenno, ^(fo. —4. Per ci6, che i posto ad effetttt« 

— 5. Per uffizio, stato, esercizio, roinisiero, Âi 
6. E pur atti si chiamano quel le comparse e alira 
ture , che si presentano da* litiganti davanti a 
dice, per regislrarlc nei luoghi puhblici, Atto.^* 
le parti principali in che sono divise le commadl 
Atto, — 8. Attu a pruatoriu, modo prov.f f va 
giuttizia, Sopelchieria^ TradimemtOf Atto prodi 
felloneseo. — *Q Atti diconsi i libri ^ o BMmor 
tentiche , che si trasmrtiono ai posteri , per Ik 
di alcune aziont particolari: tali sono gli atti 
apostoli , de* martiri , gli- atti proconsolari ec« , 

— MO. Come pure Ic deliberazioni. o decisioni f! 
assemblea convocata per autoritâ pnbblica, e me 
Iscritto; e presso i srientilici le istorie di ci6, eh 
r accaderaia, si fa, si dice, si scrive, si legMi 
delibera, Atti. -- *11. In attu posto avv., attuaili 
in visu, in atto. — '12. Ntra V attu posto avi 
momento, NelV atto. 

A*TTII , agg. che ha auitudine , disposizione , p 
zione, Atto, — 2. Per acconcio, Atto, 

ATTUA'LI, agg. efTettivo, reale, csistente» preseMi 
tuale. — 2. Graila attiiali chiamano i teologi -li 
zia che vien data da Dio in atto, c ^»er Taito; 
f(*renza deir abilualc, che porta T abito , Gra»\ 
tuale. — 3. Piccain atmali chiamano i teologi i 
cato che si comroettc, a differenza di quello» ci 
cono originale, Peceato attuale. 

ATTUALMENTI, avv. in atto, Attualmente. 

ATTLARI, V. n. ridurre dalia potenza airatto, At 

— 2. N. pass. dalia notenza ridarşi all* atto, Ai 
ft. — 2. Nan si putiri attnari, vale non poter di 
mottersi a checchessia. 

•ATTUARIA'TU, s. m. la carica, o 1' ufizio di- att 

Attuariato. 
ATTOA*HIU, 8. m. ministro depuUto dai giadica 

magislrato a ricevere, rcgistrare, e tencr cura deg 

pubblici, Altuario, 
ATTUATlT, agg. da Attdari, ridotlo all' atto, AU 

— 2. Per tutto applicato a ehicchessia, AttentU 
ATTLTFA'RISI, v.n.pass. immergersi, andar solfl 

Attulfarsi. 

ATTUFFA*TU, agg. da Attvpfarisi, Attuffato. 

ATTIIINNA'RI, v. att. T. delle arti, ridurre a rott 
un lavoro, o parte di lavoro, Attondare. — 2. 1 
gliar la lâna alle pccore , c i capelli agii uomi 
simili , Tosart. — 3. Por simil. , vale ritondan 
gliare suU* estremiti in giro cgualnîente , Tota 
*4. Per andar via, Partirsi, Dilungani, 

ATTUNNA'TU, agg. da Atiuwnari, Tosato, ililoa 

ATTUPPAME'NTU. s. m. ii turare, Turamento. 

ATTUPPA'RI, v. att. chiadere. o serrar V apertiH 
turacciolo, zaffo, e simili, Turare, — 2. AttuM 
vucca ad unu, fig.« vale Convincere, o pure obli 
a tăcere, Turare attrui la ftorccr.— 3. Attnppar 
chi ad unu, fig., vale indurlo con donativi, o con 
similif a far cosa che non conviene, Corromp&r 
bornore. — 4. Atţupparisi rorîcchi. non volere ai 
re. 6 pure turarsi le orecchic por istrepito, o p 
rore. — tt, Attuppari noutro assol., modo basso, i 
jitir difetto o dlflBcoltâ di beneficio del corpo. 

ATTUPPATB'DDU, s, m. T, di st. nat., cosi ebi 
da una membrana mucoso-ealoare, che chiuda i 
mente 1* apertura del niocbio testaceo, ove V ai 
sta rinchiuso per tutta la stagîone estiva, EH* 
ticmde. [Helix naticoidks Drapam.) Gonrav 
nd Dostri campi. Trovasi scavando circa ad un 
di profonditâ. Allorchi V animale dopo le prima 



ATT 



» 93 « 



AVA 



fsce alli s.ipcificic dclla lerra ricevc cumunemenie ii 

nome di Cbastl'ni niuru. Baodiscesi nello mense. 

ATTt'PPATE'OOO MARrNU Dl LI RVRI, s. in. T. di 

«I. nat. Satiea eattanea {Nâtica cASTAfrttA Lam.)» ^ 

alqaanio rara nel mar dt Palermo. 

ATTL'PPATE'ODU , agg. dim. di ATTrppATi.— *2. i 

r.omf pare di una maniera di pasta da far mincsira. 

ATTCPPVTU, agg. da Attuppari, Turato, Stoppaio, 

— 2. Per htiîieo, 
ATTURl» s. m. facitore, chc fa, che opera. Attore. — 
1 Per colai chc nel liligare domandn , ii cui avvcr- 
sario si chiama reo, Aîton, —3. Nella coinmcdia di- 
cesi colul chc rappresenta persona o carattcre in tea- 
tro, Jirvrt. Reeiîante, 
\TTURNf AME'NTU, 9. m. Io altorniare, Attorniamento, 
ATTCRNI.VRI» f. alt. circondare, acccrcbiare, Aîtor^ 
Niffff. — 3. Per simil., vale obbliţfiare co9trin!»cre al- 
(uno a cosa, cui si presia malvolcnlieri , Aitorniare. 
«3. Per A%$€diare, 
ATTCRNI.VTU, agg. da AirpaNiASf, Atlorniato, Cir- 

tondato, .— 2. Per AueJiato. 
ATTURRA G.1F6, in forza di sost., roaccbinctia in cui 

li torrefA îl calK, AbbrotîUojo, 
ATTCRRAME*NTC, s. m. T atto dello abbrastolarc. 
ATTURRA*R1. v. att. porre certe cose intorno al fuoco 
si che si asciughino, e si abbronzino, nia noii arda- 
no, Abbrustolare, AbbnutcUre, 
ATTURRATr.NA , s. f. Io stcsso chc Atturramentu. 
ATTTRRA'TUi agg. da ATTcaaARi, Abbrnitolato, Ab- 
Wustt^ito. — '2. Fari Iu cnnigghiu attnrratu, vedi CU- 
M'tSOUir, n. 3. 
ATTl'RRATirRI, v. m. colnl chc ner mestiere abbni- 
stola fave, ceci. jnocciuole, mandorlc. carrubbc ec. per 
vendere. — 2. Per io striimeiito d* abbrustolare. 
ATirRRi:. vedi ATTITRRAME'NTL*. - 2. Fctii d' al- 
turru . dicianio queirodore che mandano le cose troppo 
rtscaldate dai fuoco. 
ATTrSSICVRI. Y. alt.,Tedi NTDSSICVRI. — 2, Fig., 

Yale addolorarc, amareggîare, Atloscare. 
'ATTCVA'RIU, s. m., medicaincnto liquido, composto 
di varie drnghe scelte, e se ne fanno di varie spczio* 
e per Tarii osl. Ehtlovario. 
ATTUU'SU» agg. operante, nllivo, AUnon.t, 
A TCMILA*!, arv., Tratcuratamenlet AlCingroiso: AUa 

cartona, A eatafascio. 

A TU'MMLNU» posto avv., Yale in abbondanza, in gran 

copia, A joia, A bizzeffe, A ison ne, - 2. Parlando 

di messe col verho Jiri significa raccorre tanio di bia- 

de, che ii prodotlu corri^ponda ad una salma per ogni 

lomolo dl semente. 

A TU PRI TlTf posto aYV. col verbo Mittirisi, vale non 

si lascfiar soperchiare dallo aYversario in parole , ma 

rispondergli ad ogni mlnimo che. Stare a tu ner tu, 

A TU'TTA CU'RSA , posto arv. , vale con grandissima 

ccleritA, PreeipUevolmente, 
A TCTTI BO'TTI, posto avv. col verbo Nsignarlsi, vale 

■Yveziarsi a tutti gll accideuti, a tutti i disagi. 
A TCTTI SlRvrzZA. posto avv., dicesi dei servitori, 
o garzoni • chc si adopcrano ad ogni sorta di scrvi- 
gîo. Di eoppa e di coUello, Da sella $ da basto, 
A TU*TTI l'SI, posto avv., vale buuno per tutto, utile 
ad ogni bisogna. — 2. Detto di terreni, vale per ogni 
sorta di coUura a talento dei fittajnolo. 
A TU'TTU PA'STUy posto avverb.» vale continuamentc, 

A tutto piuto. 
A TUZZULUNE'DDU , po»to avv., vale pochissimo per 
volta: p. e. Pagari o esigiri a tazzulimeddu, e simili, 
iateodesi» dare, o riscuotere una picciolissima iiorzione 
dei tatto. 
A TCZZULU*M> posto avv. ha minor forza di A tuz- 

ICLCIVBDDC. 

I^k , B. f. propriamente la madre dei padre » o della 
madre, Nonna; ma presso îl volgo chiamasi Ava la 
nadre dei nooDOy o delU nonna, Âvoia, 



AYANTAGGIA'RI, v. att. portare innanzi, recar proiitto, 
Aggrandire. — 2. Per supcrare, avanzare, sopravanza- 
re, Vantagţţiare. — 3. Nentro, e n. pass., dîvenir mi- 
gliorc , pruGttarsi , acquislaro , Avvantaggiarsi , Ec 
ecUere. 

AVANTAGGIA'TU , agg. da Avantaggiari , che h in 
grado di ei!('cllcnza . ottimo , Vantaggiato, --% Per 
a^'grindito. - 3. Pariandosi di misiire e pesi. vale co:i 
sopratnmcrcato. — 4. Aggiunto di vestimcnto , o al- 
tro, che peiid i piuttosto nel dovizioso chc nello scar- 
so, yantagifiato, 

AVAXTA'GGIU. s. m. ii soprappiii. quollo che si ha di 
niîi degli altri, superiorii^, Vantaggia, - 2. Per iiti- 
litii , ventura , Vantaggio. —3. Per profilto. avauza- 
mento. 

A VAMA'GGIU, posto avv., vale al di sopra, chc an- 
chc si dice A cavaliere. 

AVANTAGGIUSU, agg. utile, profittevole, Vantaggiuso, 

— 2. Per qiicllo che cerca i suoi vantaggi ollre ii co!i-' 
venevolc, Vantaggioto, 

AVANTALO'RU, s. in. borioso, millantalore» Vantato- 

re, vedi PRIANNE'DDU. 
AVANTAMK'NTU, s. in. ii vantarsi, Vantamento, 
AVÂNTA REDUC, s.m. chc si vama, vanaglorioso, f'an- 

tutore, 
AVANTA'RÎ, V. att. esaltarc, magnificare, aggrandir con 

lode, celebrare, dar vanto, Vaniare, —2. N. pass., 

vale gloriarsi, pregiarsi, darsi vanto, magniticnrc so- 

praminodo Ic cose sue. — 3. Per prumcttcre di farc 

alcuna cosa, Vantarsi, 
AVANTAUSfRA, aw. la sera di jer Taliro. — 2. Si 

suole ancora con questa voce indicare un tempo poco 

pi ii remoto. 
AVAXT V'TU, agg. da Avantari, chc ha vanto, famo- 

so, Vantato, 
AVÂNT ATUlil, v. m.. che si vanta, si gloria. Vantatore. 
AVANTE'RI, avv. II gioruo prjma di jeri . Jer V allro. 

— 2. Per uso volendo signihcarc un tempo nou molto 
trascorso, ma che sia di pid giorni diciamo Avanteri. 

— 3. Avanteri di la cnmmari , o Avanteri di Iu pa- 
lennitanu si dice per esprimere chc la cusa 6 passaia 
da un gran pezzo, modo ironico. 

AVA'NTl, preposizione, chc serve al secondo caso, in- 
nanzi, Acaute, Avanti, —2. Talora t afverbio c di- 
nota tempo passato. Prima, Adrlietro, Innanzi, .ican- 
(1*. _ 3. Jiri avanti , talora sigiiilica , crcscere » avan- 
zarsi» Andare innanzi. — 4. Talora vale avere elTct- 
to, esecuzione. — 5. Jiri avanti Iu roggiu, dicosi del- 
r orologio che va pib presto dei dovere. — 6. Avanti 
megghin, ^ modo di esprimere buon augurio.~7. Avan- 
ti! k voce dei cocchieri con cui awertono le pcrsone 
in istrada. — 8. Pigghiari avanti pri 'un cadin, modo 
prov. I e dicesi quando taluno prevedendo chc altri 
possa muovergil contro un lamento, si lagua, o inso- 
fentisce. — 0. Avanti detto in modo imperativo , vale 
Via, Subito, Pfon piă, 

AYANTIGHI', avv., innanzîchâ, primachd, Avantichi. 

AVANTIRA'ZZU, avv* ia tempo giă docorso, Vn pezzo 
fa, Giâ tempo, 

AVANZAME'NTU, s. m. s pcrioritii, maggioranza, prc- 
minenza, Avanzamento. 

AVANZA*RI, V. att. trapassarc, snperare, Avanzare»^ 
2. Per venire innanzi acquistando, Aggrandirti^ Avan- 
xarsi. — 3. Detto in modo imperativo Avanzamu c 
voce di chi vuol disbrîgarsi da alcuno con un poco di 
sdegno. — 4. Avanzari postu, detto ironicamente» vale 
InsoUntire, —8. N. pass., Avanxarsi, 

AVANZATE*DDU> agg. dim. d^ Avanzatu. — 2. Detto 
assolutamente» vale vicino alia decrepită, Vecehiarel- 
lo^ecchierello, 

AVAVkA'TU, agg. da AvanzaHi, Avanzato. — 2. Dctio 
assolutamente, vale vicino alia vecchiezza, Vecchietto. 
— 3, Dicesi aochc dl chi abbia fatto progresso negii 
stadii. 



AVA 



» 100 



AVI 



AVANZU. vcdi AVANZAME'NTU. - 2. Per miduo, re- 
810, rimanente, Avanzo, 

AVARi'ZIA, s. f. continuo desiderio immoderato d*aYere, 
c tcnaciiă pib che si eonvenga di tenere, Avarizia. 

AVA'RU » agg. colui cbe A bnittaio dcl vizio deU* ata- 
rizia, Avaro. 

AVARUNA*ZZn, agg. pcgg. di Atarcni, Avaronaceio. 

AVARU'NI, agg. acer. da Ataiu, Avarone, 

\UGE'DDU, Tedi OGE*DDU. 

AUCIDOA'MI. vedi OGIDDA'MI. 

AIICIDDVZZU, vedi OCIDDA'ZZIT. 

AtCIDDE'RA, vedi OCIDD'ERA. 

AITJDDIA'RI, vedi OGIDDIA'RI. 

AlICIDDI'TTU. vedi OQDDl'TTU. 

AlJCIDDirzZU. vedi OGIDDU'ZZU. 

AUCrDIRI, vedi OCroiRI. 

AICISU, vedi OCISU. 

AUDACEME'NTI , aw., con soverchio ardire » ăMdaee- 
mente, 

AUDAT.I, agg. rontrarîo a timido, temerario, di sover- 
chio ardirc» Audace, 

Ai:i)A'CIA , s. f. astratto di Al* da ci» franchena , inso- 
lente* e senza rispetto, Audaeia, 

AUDE'NZIA, vedi ODE'NZIA. 

AUDITU'RI. s. m. k qnel ministro che rende rtgione , 
o consiglia ii principe in materia di grazia o di giu- 
stizia, Auditore, 

A VELl GO'NFII, poslo aw.* vale colle vele ben piene 
di Ycnto» con vento favorevole. con prosperiti, A veU 
gonfie. A vele piene, e dicesi anche figuratamenle. 

AUGC'RRU» 9. m. T. bot. Salix caprba L. NaKe apon^ 
tanea in Sicilia, e si coltiva per ornaroento. 

AVE7CA, vedi JI'NA. 

A VE'MRI A MIA, A TI A ec.« DDOcr, CA ec., roodi avv. 
che denotano vicinanza, accostamento, o indirizaamento 
a qualchc parte. Verso me, te ec. 

AYERŞ10*M , s. r, alienazioie della volonU da chec- 
chessia, Avversiane, Aveţiione, — % Per Antipatia, 

A VE'RSU, posto avv. col vorbo Mettiri e simili, vale 
aggiustare per |* appunto, Aise$tare. — 2. Coi pronomi 
miu, tOf so ec, vale A modo mio, tuo, $uo ec. 

A*UQIi s. f. colmo, sommiMi, altezza morale» cioi di 
gloria, di onorc, di felicita, Auge, 

AUGirRIU, vedi AGGU'RIIT, 

AUGUST A'LI, aşg. nome di moneţa d' oro antica di va- 
luta d' un fiori no o un quarto d* oro; da aoa banda 
dclla qnale era improntata la testa dello imperator 
Federigo, dalT altra un* aquila al modo degli antichi 
pesari Augusti, dai quale ebbe tal nome. Era groAso 
c di venti carati di paragone, cd ebbe a so» tempo 
gran corso» ni se ne troyano oggi pib, serbaiidone clii 
ne h^ prr nţedaglie, AgoUarOf 

A vrA, postp avv., vale per mezio: p. e. A via di va- 
stunati. Per mexzo di hoitonate ee. 

A VIGE'NNA. posto avv., vale v icendevol mente , scam- 
bie voi mente, A vicenda. Per vieenda, 

AVIDAME'NTI, avv. ingordamentc, con avidită, Avida- 
mente, 

'AVinrssiMU» agg. superi, di Avidu, troppQ iogordo, 
Aviditiimo. 

AViniTA', s. r. astratto d* avido, Avidită, 

AViDU, agg. cupidq, desideroso smoderataroente, bra- 
moso. Avido. 

AVIMMA'RIA , s. f. orazlone che si porge alia nostra 
Doniia, la quale nel latinq cqmincia: Ave Măria. — 
2. Si dice ancora Avimmarii a quei Ipcchi dl cam* 
pana , che suonano \\ sera per cenno , che si saluţi 
iun detta orazione 1% nostra Donqs , ii va Măria \ ed 
anrhc solamcnte Ave, '- 3. E Avinimaria sţ dicono 
le pallottoline della corona minori di quelle che si 
ehikniano Patrinostsi, 4t>af^miii:ja.— 4. Ntrtqkvim- 
maria, posto avv. indica un tempo brevissimo, quasi 
qnanto basta a recîţar un* Ave , /n men <f un* Ave. 
- 5. Saplrl r BTiminiiria a la drltia e a la riversa » 



dicesi di chi h molto astuto, sagace, e scaltra, 
o auanti ttk e S. Biaggio, o Dove ii diavoh 
coda, e simili. — 6. Diri V avimroaria a Ir sign 
prov. , e usasi allorqiiando succede bene una 
molto pericolosa, o cbe avrebbe dovuto riuac 
menti. 

A VINCI PE'RDI, posto avv., vale senza considc 
alia cieca. A oechi ckiuri, Negligentemente, 

A yrNU, posto avv. col vcrbo Essiri, vale Ubk 
Alquanto ubbriaeo. 

AVl*RIr verbo, che dinota possedimento di eoa 
semplice, e conjugato con se medesimo, o c 
di attiva deterroinazione ne' loro preteriti e fu 
soggiuntivo, e dcll' infirij'to. ed i ancbe coajg| 
gli altrî verbt, Avere. - 2. Per consegiiîre, A 
9. Per reputare, stimare, Avere, — 4. Per pnic 
provvedere. Avere. — Ii. Per guadagnare» vincoi 

— 6. Aviri ad aviri, vale esaer cr^itore o del U 
un residuo, Aver a avere. — 7. Avirila co una»^ 
trariarlo, essergU avrerso, e nuocergli potendo, 
con uno. - 8. Avtssi ed avirria morsim a la 
Prov.,e dicesi quando dopo un Citto irreparablk 
di cio, che si sarebbe potuto Iar prima» Dtl eem 
ne eon ripiene le foeee. — *9. Aviri chi (ari 
aver con esso faccende» Aver che fare eon 
*10. Aviri a cori, aver a grado, in pregio, stimi 
Aver in cuore. — *11. Aviri a maii» offendan 
cosa» di un' azione, Aver a male, — *12. Soi 
merevoli i^significati di questo verbo , e eon 
iano dallo stesso uuito, con cerţi nomi , e oc 
posizioni alircttante fogge di dire, per brevll 
gistreranno in parte sotto le voci dominatrici 

AYl'RI* nome srist. ni« facoltA, ricchezze, Aven 

A yiRSR'RIU, post. avv. coi verbi Jlri o Mânu 
Alia malora, in ruina^ in perdizione. 

A vrsTA, posto avY-> vale innanzi, Sotto gli < 
2. Per in vicinanza, poco discosto. — 3« Per 
aiderazione, perlochi» in conseguenza, -7 4, 
semplire vista, a coipo d' occbio. — • 5. E an 
mine mercantesco, ed uniscesi alia parola Ca 
e si dice aliora cbe debbooo ie lettere di can 
garsi subito veduta la Icttera, A vieta, — C« 
di tutti, vale troppo pubblicamente. 

A Vl'TI, posto avv. vale A maniera di vite, 

•AVrXD, agg., degli avi. Avito, 

AUMENTA'Ri, vedi AGUMENTA*RI. 

*AUMENTA'TU, agg. da Aijubntari » vedi A< 
TA'TU. 

AUMţWTU. vedi AGUME'NTU. 

'AUMfDDA, s. r. T. bot., vedi CAMUMfODA. 

A U'NU A UNU. vedi AD UNU AD UNU. 

AYO'GGIIIA, modo di esprimere ii poco o nim 
che facciasi d| (jualche perdita, o simili. — S 
dicar cosa che sia sempre superiore al desidei 
Avogghia di manclari! Abhii voglia di mang 

A VO'GGHIA MIA» TUA ec.» posto avv.» vale A 
cio, A talento. Ai verşi, 

AYO'MU, s. m. dente di liofante , Avolio» A% 
2. Fig. s{ dice per esprimere una gran bianchena 

A VQ'LU , pQStQ avv., vale con ogni possibile 
in un iuoilQ, fii voh, 

A*URA, s. f. leggefissinip e piaoevolc venticelb 

— 2. Per met.» vale favore» applapso, .4tiro« 
AURA'TA, vcdi ORA'ŢA. 

AURE*TTA, s. f. dlm. di Acra, .4iire(e4i. 
A'UREU, agg. djceşj prqprţamente deilo scrive 

parlare. VgregiOf 
AURCCCHIA, vedi ORVCCHIA, 
AURICULA'RI, agg. propriamente aggiunto daU 

mignolo, Aurieolare, 
AURICULA'RI. s. m. dicesi colui che profitU 

1' amicizia di quaiche nţagistrato ne procur 

mcglio. 
AyRO'RAy Sf r. splendore quasi aureo, ii quale 



AUS 



» 101 « 



AlT 



avanii che ii sole esca dairoriizoDte, Aurora.— %, Aa- 
rora boreali» in astronomia si dice qnella navoletta o 
vapore laininoso infocato che si scorge taWolta la notte 
neir alto dell* atmosfera verso ii settenirione, Jtcrt/ra 
hor€ai$. 
ITSA, s. f. T. dei calzolai, che indica certe foglie di 
pelle che si mettono per aumentvre ii volume della forma 
lecondo ii bisogno. 

k CSA'NZA» posto avv., vale nel modo che si usa, Jl ma- 
aicra. 

AtSVBI» T. n. aver ardimenlo, Ardire, Osora.— 2. In 
seoso attifo, rale Altare, modo basso, vedi JISA'RI. 
^9» t. termine dei marescalchi per farsi intendere 
dagli animali quando vogliono che da per loro alzino 
ii piede, e dicono Ausa cca. 

AUS1L1A*R1U, agg. aggiunto di miliiia, dajuto, Atuilia' 
rit. — 2. Presso i grammatici si dice d' alcuni verbi, 
i qmli ajatano • formare o conjugare gli altri» Ausi- 
Umrio. 

AOSPraCf i. m. presagiOf segno di cose fiiture. Au- 
tfieiOf AmipiMto* — 2. Per fiavore» ajuto, grazia, pro- 
iezi«ne, AmsţpUio, AusjnUo» 

ACSTERITA*» s. f. rigidezza, severiti, Au$terită, 

ACSTE*RD. agg., rigido» severo, aspro, Auitero, 

AUSTRA'LI t agg. da Aosmu , Auitrale. ~ 2. Per si- 
toato ad «nslro, o verso l* anstro, Australe, 

ATSTRD f 8. m. nome di vento, che soffia.da mezzo- 
gionio, Auiiro, 

ACTA*RU, vedi OTA*RU. 

ACTARU MAJURI, vedi OTARU MAJURL 

ACTETNTICA» s. f. approvaziooe o testimonianza auto- 
revole» Autentica. — 2. Per V impressione dei sigillo 
che met teşi in segno di aqtenticazione. 

ACTENTICAIIE^NTI, avv. in modo autentico, Autentic 
eamente, 

ACTENTIGA'RI, v. aU. chiarire in forma valida, auto- 
revole, e eon pobbliea testimonianza, render degno di 
fede, e per io pid si dice delle scritture, o semplice- 
mente afforzare ana cosa della propria autoritA, Au- 
tentieara. 

ACTEXTICATU, agg. da AirraNTicAai, Autentioato, 

AUTENTlcrsSIMU, agg. superi, da Autinticu, Auten- 
fîciaatmo. 

AUTEXTIGITA', vedi AUTENTICA. — 2. Per veriU, o 
veracitA. 

AUTE*XTIGDt agg. vaiido, autorevole, non adultcrino, 
o apocrifo. Autentica, — 2. Per met., sicuroi provato, 
iliilcaltco. — 3. Per iu forma autentica, Autentico, Per 
autentico, 

AUrrzZA, vedi OTrzZA. 

ACTOCRAZrA, s. f. T. della politica, e vale potere io- 
dipeodente, che trae tutta la forza da s6 stesso, Au- 
toermzia. 

AUTO*GRAFU, agg. T. di lett., e vale che k dl mano 
ddraolor suo; che d originale; scritto di proprio pu- 
gao deir autore. Autografa, 

AUTOUA» 1. f. roacchina semovente cio^, che ha in se 
j principii dei moto proprio; e per Io pid si dice di 
ffoelle oiacehine che imitano il moto de corpi anima- 
li, AMioma, Automata, — 2. Dicesi anche per iseherno, 
e Tale sciocco , scimunito , di poeo senno , Scempio , 
Scempiato, 

'AUTOMATICII, agg. ch*i proprio dl Actova, Automati- 
ca. -- *2. Muta automaticu, che dlpende dalia struttura 
dei corpo» non dai valore, Moto automatica, 

'AUTOMATI'SIMO, s. m, sistema dei nooto paramente 
animale. Automatiemo, 

ACTORETUU» agg. da Avtomta*, Autorevole, 

ACTORITA', 8. f, facoltA o podestA di agire, disnorre, 
gOTcroaret data o da Dio, o dagli uomini, o dalie leg- 
gi • Autorită. — 2. Per detto d* autore , Autoritar — 
S. Per Isiima, credito, maggioranza, Autorită. — *4. Per 
coategno nobile, maestoso; o gravitA ne' sentimenti , 
ialonld. -*- '5. Fari autoritA» godere tanto di stima, 



da esserdi regola, di legge, Fare auforiCd. — *6. Di 

Sropria autorită, vale di proprio volere non contrad- 
etto. Di propria autorită, 

AUTORIZZA'RI, V. att. dare autoritA , a checchessia , 
Autentieare^ Autorizzare, 

AUTORIZZA'TU. agg. da AuToaizzAai, Autoritzato, 

AUTRI'Cl, feni. di Autubi, Autrice. 

AUTRl VOII, posto avv. vale .iltre volte. 

AUTRIMEWTl, vedi ALTRIME'NTI. 

A'IITRU , s. m. altra cosa, Attro. ^ 2. Per autru , po- 
sto atv., vale nelle altre cose. quanto al rimanentc. 
Per altro, — 3. Per rimanenie, restante, J<lro.~4. In 
forza d' altrui, Altri. — 5. Autru pri âutro, vale a pre- 
ferenza d* ogni altro. 

AX'TU, agg. s* aggiange propriamente a luogo. edificii, 
pianle, monti, e simili; e vale elevate dai piano, su- 
blime, eccelso, eminente, contrario di basso. Alto, — 
2. In aatu mari, che anche dicesi In al tu mari, vale 
lontano dai Udo, In alto mare. — 3. Nel commercio, 
vale di caro prezxo, JUo. •^«4, Nun ci fu nA autu n6 
vase iu , modo prov. , e vale non fuvvl nulla , affatto 
nulla. — '5, Vuci auta, sonora. Foca alta, — *6. Pia- 
ghiarila auta , parlandosi di canto , vAle eccadeire Te 
note tanto , che la forza naturale non vi -arrivi. — 
'7. In senso traslato, pigliar le cose dai suoi prind- 

5 ii, Da alto, — *8. Pirsunaggi auti, sono nobili, graiv 
i, principi, potenţi ec. 
A'UTlf A'UTUi posto avYo vale in altissimo luogo. Al- 

titsimamente, 
AUTUNNVLl, agg. da Autdnsc, Autunnale, 
AUTU'NNU, s. m. una delle quattro sUgioni deir anno, 

che comincia quando il sole eutra in libbra, Autunno, 
AUTU'RA, vedi ALTU'RA. 
AUTURI, vedi OTIJRI. 
A'yU, s. m. padrc dell* avolo, che i il padre dei padre 

o della madre, Bisavo, 
A VUCCA DI FU'RNU, posto aw., vale un* aţerturaqua- 

lunque di forma mal proporzionata, e di hgura disag- 

gradcvole. 
A VlfCCA DI LUPU , posto avv. , diconsi i calzari dei 

ragazzi, che montano sino alle malleole, a fine di non 

potersi scalcagnare camminando. 
A VU*CCA DI TANA> posto avv., vale In aeeoneio, In 

punto, 
AVVALrRISI, V. n. pass.» vale servirsi d* alcuna cosa, 

Valersi (T alcuna coea. 
*AVVALLA*RISI, v. n. andarc al basso, Avvallarsi. 
•AVVALLA'TU, agg, da AvvALLAaisi , calato, venulo 

giii, ^vvallalo, 
AVVALURA'RI, ?. att. dar valore , Avvalorare , Inco- 

raggiare. 
AVVALURVTU. agg. da AvvALuaAai, Avvahrato, 
AVVAMPA'RI, V. n. propriamente pigliar la vampa, di* 

vampare, abbronzare, aobruciare leggermcnte, Avvam- 

pare. — 2. Talvolta, vale Ardere, — 3. Fig. dicesi dei 

calore dei sole, delle passioni dei cuore ec, Avvam- 

pare, 
AY V£LENA*RI , v. att. dare il veleno , Avvelenare, — 

2. Per corrompere , Awelenare, — *3. N. pass, ncci- 

dersi con veleno, AvveUnarsi, — *h. Avvelenari pari. 

di cose, non di persone, rendrr velenoso, Avvelenire. 
AVVELENA*TU, a^^. da AvraLiNARi, AvveUnato. 
AVVEXTI*ZIU, agg. si dice di cosa che sopraggiiinga di 

fuori, Avveniticoio, Awentizio, 
AVVE'NTU, vedi ABBENTU. 
AVVERBIAXI* ajţg. da ATTEaiiD, Awei^iale, 
AVVERBIALME'NTI , avv, a maniera d'avverbio, Av- 

veihialtMnten 
AVYE^RBIU. s. m. una delle parti dei favellare di sna 

natura iodecl inabile, che dfnota circostanza di azione: 

onde fu detto essere V avrerbio quasi addiettivo dei 

verbo, Avverbio. 
AYVEESA'RIU, agg« nimico, Avvenario, usasi anche in 

senso di şostanUvo. 



AW 



» 102 « 



AVV 



' AVVERSITA\ s. r. tutlo Gi6 chc s* incontra di male, 

infortunio, calamită, Avvenitâ. 
AVVE'RSL', agţ;. contrario, sfortnnato, Awseno.^t, Per 

opposto, di diverso părere» contendentc» consraditto- 

IV. , Avveno, 
AVVK'RSL', prep., Contro, -^ 2. Per in opposizione, in 

risposta. 
AVVERSL-, ?edî ABBE'RSC. 
AVVERTENTEMENTI, avv. con avrcrtenza, Arverten- 

temente. 
AVVERTE'NZA, s. f. avvcrtiinento» Avvertenxa, 
AVVERTIME'NTH, s. m. ravvcrlire, Avvertimenîo. 
AVVE'RTIRI, y. atl. dare afvertimenti, Ammonire, Av- 

verdre, - 2. Por mente, rammcntarsi. L* accent» al- 
tora  sHlIa seconda sil laba, Avvertin, Sopravvtdere. 
AVVE'ZZUt agg. a?yezzato, Avvtzio. 
AVVIAME'NTU, s. m. inviamcnto, Avviamento, 
AVVIA*RI, V. alt. indirizzare, dare avyianiento, Avvia' 

re, — 2. Per cominciare , dar princîpio , Avvitin, — 

3. N. pasa. mettcrsi in via , andar verso nn Inogo , 

indirizzani, Awiani. 
AVVIVTU. agg. da AVVIA'RI, Avvialo. — 2. Vale an- 

che indirizzato, Awialo, 
AVVICINAME*IS'TU , sost. m. 1* avvicinare , Avvieina' 

mento. 
AVVICINA^RI» v. att. accostare, apprcssare, far vicîno, 

Avvicinare. — 2. N. c n. pass. accostarsi , farsi vici- 

no« Avvieinarsi. 
AVVIGINNAMir.NTU, s. m. rawicendare, Avvieenda- 

mento, 
AVVICINNA*RI. r. alt. alternare, mutare a viccnda, Av- 

vîcendare. — *2, N. pass.» Avvicendarti. 
AVVICINNA'TU. agp. da Avtici.x.xari, Avvicendato. 
AYVIDI'RISI, vcdi ABDiDIRISf. 
AVVILINA'RI, vedi AVVELE>ARl. 
AVViLrRI, vcdi ABDILIRl. 
•AVVILITI'VU, agg. che avvilisce. chc tcnde ad avvl- 

lîre, AvviUiivo. 
AVVILUPPARI, vedi NVILUPPA'RI. 
AVVIN'A*TU» agg. dicesi de' vasi ausnti al vino, Avvi- 

nato. — 2. Si dice pure di chi ha bcvuto molto vino, 

Avvinato, 
AVVINE'NTI, agg.'dcslro, gentile, di maniere graziose, 

Avvenente. 
AVVIXIME'NTU, s, m. accidente , caso avvenulo o in- 

contrato, Succetto, Avvenimento, 
AYVIXt*RT, V. n. venir per caso, accadere, snccedcre, 

Avvenire, — 2. Per derivare, procedere, Avvenin, 
AVVlNrRI, s. m., vale Io stesso chc ftituro, che ha da 

esserc; c si ponc cosi assolutamente, Avvenire, 
AVVINTA'RI, vcdi ABBLVTA'RI. 
AVVr.NTU, ABBriNTU. 
AVVINTdRA RT, v. n. mettcre in avventnra, ArrÎMehia- 

re, Avoenturare. — 2. N. pass. ATriichiarsi, Avven- 

turanii Tentate, 
AVVINTCRATAMH'NTI, avv. awentarosamente, per ven- 

tura, Avve%\tuTatamente, 
AVVINTl;RATIS.SIMAMrNTI, aw. superi, da Aww- 

TURATAMRNTi, Avventuratistimămentt. 
AVVlNTURA'Tt, agg. da Avvint craii, favorito dalia 

ventnra, Avventurato, 
AVVINTURE'RI, s. m. venturicre, soldato di fortuna, 

.4tTen(un>re. — 2. Sfusa aiicbe in forza d*aggettivo, 

o significa stranirm. 
AVVINTUBl;S.\ME*NTI, avv. avvantoratamente, Jvven- 

Uirotamente, 
AVVINTlîRr'âU, agg. avventurato, .4t7ven(tfrojo. 
AVVIRA'RiSI* v. n. pass. acceriarsi » chiarirsi i Asive- 

rarsi, Verîfiearti. 
AVVIEMINA1IE*NTL% 8. m. V inverminare, tnvermina- 

mento, 
AVVIRMINA'Rλ v. n. divenir verminoso, per oomuio- 

ne, Inverminare, Inverminire, —2. Per far verrai» detto 

di tutte ic cose nelle quali nascooo bachi, Baean* 



AVVIRMA*TU» agg. da Avvirxari, fnvermtna^o. - 
Baeato, 

AVVIRTE*NZA, s.f. avvertimento» Avvertenta, ^' 
rîflessione fatta, o che ad altri si faccia fare* . 
tenza, — *3. Aviri avvirtcnza, por mente» ara 
^ver9 avverlenia, 

AVVlRTI'Rf, vedi AVVERTI'Rr. 

AVVIRTU'TU, ag;^. da Avvertiri, Avvertito, 

AVViSA*Rly y. alt. dare avviso, farc intendere» i 
care, Avvisare, - 2. Per avvcrtirc, ammaestrare» 
re, Avvinare. 

AVVISA'TU» agg. da At visări, Avvitato. 

•AVVISATirRI, s. m., AVVISATRn:i, 8. f. clM 
sa, Avvitatore, Avvieatriee, 

AVVrsu» s. m. ragguaglio, annunzio, novella» A 
— 2. Per avvertimento, insegnamento* i4vviJ0.— 
editto, foglio chc contiene r avviso scritto* Avi 
4. Essiri d* avvisn, vale credere, opinare, esaer 
rcre, Etser rf' avviso. 

AVViTIGOfHA'Rl , v. att. avvinghiare , cignera i 
alia guisa che fanno î viticci, Avviticehiare, 

AVVITICGHIA'TU I agg. da Avtiticcbiari , A 
chiato, 

AVVIVA'RI, Y. att. far vivo. dar vigore, Avviv 
2. N. pass. prender vigore, Avvivani, 

'.AVVIZIA'RI, V. att., rendcr vizioso, giiastare» e 
pere, Awiziare, 

*AV VIZI ATU, agg. da Avviziari, guasto, corni 
venuto vizioso, JIalavvezzo, inviziato, 

AVViZZA'RI, V. att. introdnr 1' abito, ausare, t 
re, Avveszare, — 2. N. pass. assuefarsi, Avv9. 
vedi ABBIZZA'RI, e seg. 

AVVOCA'TA, s. r. difenditrice, proteltrice, AW( 

AVVOCA'xr» s. m. dottore in ragionc civile, e c 
ca. chc difeiide c consiglia nrllc causc altmi, 
calo. - 2. Per piotettore , .^rvocaCo. — 3. Air 
fiscali, era nn antico magistrato nrcsso la G. C 
dente in Palcrmo , che sopravegliava alia polb 
ncralc della SIcilia , Avvocato ^seale, — 4. Air 
tîsrali di Iu patrimoniu, era V avvocato del fisei 
causc che rigiiardavano ii regio erario, e de* c 
delfa Sicilîa. 

AVVOLTO'JU, s. m. T. di st. nat., Vvltcr L.» i 
che ha ii rostro dritto sino verso la sommiti; fa 
6 uncinata; Ia testa nuda; voia Icntamente, e 
sce di animali morii , Avoltore , AvoUojo , ve< 

TH'RU. 

'AUTORIZZVRI, V. att., dare autorii^, accrediti 
nonizzare, Autorizzare, 

*AUrORlZZA*TC, agg. da AutOrizzari, autorii 

AUTORIZZAZIO'M, s. f. 1* autorizzare. 

AUZZrNU» s. m. cosi chiamavano alcuni tribunaH 
sergenţi* che portavano allrui Ic notiticazionî d 
ordini, Cunore. 

A ZIBETFII» posto avv. abbondanteniente» io gf 
pia, A hiizeffe. 

A Zl'CHi ZA*CtII. posto avv.t dicesi dell* andailN 
una linca, o d' una strada ad angoli saglicotl 
trânti, A zigzag, 

AZ[E*NDA„ s. f. amministrazione dcgli affari d€ 
ci, Azienda, 

AZIONA*RIU, s.m. T. di comm. colui che ha nnt i 
in qualche negozio o impresa, Azionario, 

AZIONI, s. l, operazionc fatta, Azione,-^% F 
cenda, intrigo» negozio, .4: tone. — 3. Presso I 1 
vale dimanda fatta In giudizio di quel, che ei 
vuto, Azione, • 4. Per gesto o mossa della pe 
che accompagna ii recitare, ii favellare oratori 
tct Azione. — 5. Nella pittura , scoltura » o dli 
vale anima, spirito, naiuralezza, vcrltă» AzioM 

AZIONrSTA, vedi AZIONAHIU. 

AZOTU» s. f. T. chim., si dă qnesto nome a que 
cipio, che h la base del sas azoto. Non si ritro 
nello suto di fluido aeriforme» cd unito al eal 



AZZ 



» 108 c 



AZZ 



esso ^ paro. Esso pu6 passare allo siato so- 
lie Le altrc sostanze gasuse» Azoto. 
LVRl» V. n., vale racchiuderc ii bestîaroe ncl 
-S. N. pass. bnittarsi di zacchere, 
(ATU» agi^. da Azzaccanarisi» picno di zac- 
aceheroio, 

A» 5. in. T. di st. nat.» Chatmgus âzarolvs 
o che ha ii tronco grosso; le foglie oitiisc» un 
Nlc; i tiori grandi » bianctii , odorosi > c per 
)D tre piătilli; i frutli rossi o gialli» rotondi» 
polpa sugosa, aspra dolciastra, e si mangiaiio 
lente» Latzemolo, Azzeruolo, 
A» s. r. frutto dfl lazzeruolo,. Lazzeruola. 
HE'NTU» s. m. ii rintuziare» Rintuzzamento, 
Bl, V. att. ripiegare o guastare a somigliaiiza 
ega ii taglio, fd ^ piîi proprio de' ferri» che 
Mintuziare; e si usa nel seniiraeato attivo e 
issivo. — 2. Per far danno: p. e. Nun ci pot- 
nnari un pilu» modo pror.» non gli poterono 
ii bcnchâ rainimo danno. — 3. Azzannari Iu 
U vale affaticare ii cervello o şragionando» o 
Iratiar di cose che supcrino la Intel ligcnza , 
'ort, BaUslrare, 

TU'RA , s. f. quel poeo dl mancamento, che 
»lta nel (aglio del coltello» o altro fcrro da ta- 
eca. 

*tlA*Rl» V. n. quel perruoterc che fanno i ca- 
altri animali , ia terra cu' pie dinanzi, quasi 
ftia» Easpare, 

*RI» V. n. Tare una cosa air imponsata, o ten- 
eosa di difficile rioscimento, arrischiare, Az- 
Avventurare suW ineertezza. — 2. N, pass. 
rsi* Azzardarsi. 
TU'RI» V. m. che azzarda. 
J 9 s. m. cimcnto , rischio , pericolo , AZ' 

"SU» agg. rischioso, pericoJoso. Azzardozo, 
TU» s. m. acciajo lavorato ii piji puro, e piu 
)ir acciajo comune, Acciajo raffinato. 
Bl» V. att. congin:iger 1' acciajo col forro ro- 
r farne slrumcnti da taglio» inacciajare, Bi- 
rt, 

TU» agg. da Azzariari, saldato c«n acciajo. 
Hlicato o acronriato coIT acciajo, Acciaioto. 
r met.» vale duro, inflessibile, irremovibile. 
U» 8. m. T. dei calzolai, pezzo di fcrro tondo 
:apo p4*r dare ii filo ai coltelli » schiacciaio 
o per poterlo tencrc in mano , Aceiaino, — 
leciajuoio , fucile , Acciarino. — 3. Azzarinu 
ire da noi un istromcnto di acciajo, che serve 
flwagnare ai tuoni e alle cadenzc dclla chi- 
Bdicndola cosî piii dolce ed armoniosa. 
U, agv. aggiunio di coloro» che imita ii co- 
r acciajo terso. 

• s. m. ferro rendnto piii duro ed elastico in 
operazioni chimichc c iisichc » a uso partico- 
i delle armi, e strumenti da taglio» âceiaro, 

• a. m. , T. bot. Acer L. sorta di albero di 
nafrodito; che serve per ornamento; del suo 
ariamente macchiato» e capace di bella pnii- 

fanno lavori di tornio , e calci per arme da 
Jidisaimi» Acero, vedi A^GGHIARIJ. 
Rli T. n. pigliare ii nerbo della cosa» Appor- 
» • îrar nel segno. — '2. Per dar dentro» Az- 



TU f agg. da AzzicGAai: — 2. Parlandosi di 
▼ale giuato appena. 

i|A*RISl • V. n. pass. provarc una gioja vana 
liea. — 2. Per aver gran psura» impatirtre. — 
iteornarsi per parole pungenti. 
iW» y. âtt» assaUarc» Attaztinart, 
k*nj» agg. da AzziMSAai, Auatzinato, 
DOA*Rly Y. att. allettar gli uceelli coo Io zim- 



bello» ZimbtUare, — - 2. Per met.» vale far colpo» riu- 

scir nella tale im presa. 
A'ZZIMU» agg. scnza ferrocnto » contrarie di lievito » e 

dicesi propriamcnte del pane, Azzimo, 
AZZITA'RISI» V. n. pass. farsi sposo» promettersi sposo. 
AZZIZZA'RI» V. att. rafTazzonare t ripulire, strebbiare, 

Azzimare, —2. N. pass. Azzimani, -^3. Per Arrie- 

c/itrs». -^ 4. I>ctto ironicamente, vale procacciarai dei 

giiai , Ccneiarsi pel di delte feste , e in qnesto senso 

s Dsa ancbe in significato attivo. 
'AZZIZZA'TA, s. f. ii nicttere in sesto una cosa» o ri- 

mctterla» se guasta. 
'AZZIZZATE^DDA» s. f. dim. di AzzixzATA» ma di lieve 

momento. 
AZZIZZATE*DDIJ, agg. vezzegg. di Azzizzatu. 
AZZ1ZZA*TU, agg. da Azzizza.ri» Azsimato, 
AZZO\ cong. denota nte la cagione ed îl fine della roşa, 

Acci6. — 2. Omu d* azz6» vale oomo d* im|)ortanza» c 

di nota abilitii. 
AZZO'LU » agg. aggiunto di colore turchino bnjo » Az- 

zuolo. 
AZZUGGVRI» V. n. venir innanzi» proprio dcllc piante, 

Allignare, Barbieare. 
AZZUGGA*TU» agg. da Azzuccari» Allignato, Barbivato. 
AZZUDDA'RISI» vedi AZZIJDDARA'RISI. 
AZZUDDARA'RISI» vedi AZZAGGANA'RI» n. 2. 
AZZITDDARA'TU» vedi AZZACCANA'TU. 
AZZIÎFFA'RI» v. att. far venire a zuffa, Azzuffart, — 

2. N. pass. venire a zufTa» Azzuffarsi, — 3. Per med 

vale star mâlc insîeme» non alTarsi, Azzuffarsi. 
AZZOFFA'TU, agg. da Azzitffari, Azzuffato. 
AZZULA*RI» V. att. colorire in azzuolo. 
AZZCLATU» agg. da Azzulari, colorilo In azzuolo. 
AZZULE'TTIj, agg. che ha deir aKzqrrOi Azzurrino, Az- 

zurrigno. 
AZZULIA'TA, s. f. bnona quantîiă» c s' Intende semprc 

di husse» Cnrpiccio, 
AZZlîPPA'Rl, V. att. far divenir zoppo, Azjioppare, — 

2. N. divenir zoppo, Azzoppire, 
AZZUPPATI'MA» s. f. Io azzoppare» o Io azzoppire. 
AZZUPP.VTU* agg. da Azzufpari, Azzoppato. 
AZZU'RRU > Aggiunto di colore alquanto piii pieno del 

cilestro, che anche si dice TuRcniicti» Azznrro. 
AZZUTTA'TU, agg. dicesi di terreno che non ha pendlo, 

c fa palude» \edi ZOTTA. 



B lettera labiale, la seconda deir alfabcto siciliano, c la 
prima delle consonanţi labiali, c si prononzia Be, Si 
avvicina al V, e al V. Riceve noila stessa slllaba la I., 
e la R; 6 preceduta spesso dall'S» e ptiossi raddop- 
piare ncl nieţzo della parola. Gon un punto appresso 
â abhreviaziono di Beato, B, 

BABBAL.\*CCniU . agg. materiale » scmplicc » sciocco , 
Babbaleo, Babbuasso, 

BADBALlIGE'DDljt s. m. dfm. di Babbaluciu» Chioc- 
dolina, Chioceiohtta, —^, Dabbaluccddi niuri d'acqua 
duci, NBRiTiNA hîCRA Biv. Bem. , Neritina color di 
pece, Comunissima nei dintorni di Palermo. Abita nelle 
acquc doici. — 3. BabbaUiceddi pihisi, sono una spe- 
cie di caracolle che abitano sulla parte oiii alta di 
Montecnccio, Caracolla pilosa Biv., (medita). — 4. Bab- 
baluceddi virdi d* acqua, Neritima riRtots Lam., Ne- 
ritina verde, Trovasi nel mare di Palermo nella spiag- 
gia vicino ii ponte; trovasi ancora nel Inogo della sor- 
gente delle acqne del Gabriele, e in altri luoghi si di 
acfloa dolce» che di acqua salsa. 

BABBALUCT» o BABBALU*CIU» s. m. T. di st. nat. He- 
UI L.» Terme che ha quattro tentoni filiformi, e sulla 
sommitk de* plb grandi sono gli occhi. L' apertura 
per Io pib k lonata» Chioceiola, Lumaea, particolar- 
mente intendesi YEux pisana lluller, che i comunis- 
sima nei dintorni di Palermo. ^ 2. Babbaluci d'acqua, 



BAB 



» lOi c 



BAC 



diconsi in generale moUe conchiglie fluviatili , come 
taluiie specie di Nerite , di Limne ec. » eh' esistono 
presso di noi. - 2. Babbaloci cilesli« i la Jântinâ corn- 
MVNis Lam. conchiglia fragilissima t in« di ud assai 
vago color ceraleo. Trovasi alquanto rara nel mare di 
Palermo. 

BABBANARrX, vcdi BABBARl'A. 

BABBUNA'ZZU, vcdi BABBAIAGCHIU. 

BABBANIA'RI, v. n. simulare acioccheiia • fare Io aci- 
muDito, ed ancbc voler burlare allri > trattandolo da 
gonio. 

BABBANITATI, vedi BABBARrA. 

BABBVNU, agg. sciocco, scimuoito» Babbuaşio. 

BABBARI'A» s. f. scimunitaggine, scempiataggine» BuQi- 
Maggine* 

BABBA'U» nome vano, delto per far paura ai bambioi, 
Trentaveeehia. — *2. Piu ^ un certo scherio per Car 
imura ai bambiai» coprendosi ii voItOf Io che si dicc 
Far baco, Far baco baco. Far bau bau, — *3. Usasi 
ezîandko a modo di esclamazione di maraviglia» Papii 

BABBA'ZZU o BABBEU, agg. materiale, semplice» scioc- 
co, Babbaecio, 

BABBIVRI. Io stesso che Babbaniabi. 

BABBILO'NIA, 8. f. propriamonte i ii nome di uira citU 
della Caldea; ma ngurai. si prende pftr confusione, e 
tumulto di molta gcnie disordinata, Babilonia. 

BA*BBU» agg. babbione, babbalco, Babbco, — 2. Fari Iu 
babbu d* antoni, vale fingcr. buassaggine, Fare ii fa- 
gnoM. 

BABBUi'MJ, s. m. T. di st. nat. Papio Geoffroi. Mam- 
mifero che ha ii muso largo e lungo, îl naso rilevato 
e prolungato sino alle labbra» i dentî alcuni graodi, 
i serbatoi del. cibo graodi, e le callosită assai larghe 
aJle natiche , Babbuino , Papione. — 2. Dicesi anche 
ad uomo contraflatto di viso , c a chi ha difetto di 
mente , Babbuino, - 3. Babb liiii, diciamo i conrrati 
vestiţi del sacco di penitenza, oisia di cappa c di cap- 

Îiuccio , Battuti, — 4. Vale anche libretto con rui i 
anciulli imparano a compilare. 

BVCARA , s. f. vaso piccolo fatto di varie materie a 
guisa d* orcio, Orciuolo, 

BACARB*DDA, s. f. dim. di Bacara , Orciolino , Or- 
cmo. — 2. Per mei., BagaUelluzza, Baizecola, 

BACARUNA'ZZU, s. m. pegg. di Bacaruni, Oreiaecio, 

BAGARUNEDDU» 8. f. dim. di Bacaruni, Orcioletto, 

BACARU*NI, s. m. accresc. di Bacara, Orcio, Orcia, 

BACCAGGUIARU, vedi BAGCAL\'RU. 

*BACCALARA*ZZU s. m. pegg. di Baccalaru. 

'BACCALARE'DDU, o BACGALARrCCHIU» agg. dim. di 
Baccalarc. 

BACCALA'RU , s. ra. T. di st. nat., sorta di pesce di 
mare, la cui carne h molto bianca, e leggiera allo sto- 
maco, NasBllo. — *2. In senso osceno, Frigna, 

BACCANAXl , s. r. Teste e giuochi in onor di Bacco , 
Baccanale, appo noi i giorni camascialeschi. — 2, In 
Torza d* agg. per appartenente a baccanale , Bacca- 
nale. 

*BACGA*NTI, s.r. seguace di Bacco, ^aeeanla.— *2. Agg. 
che Înfuria qual baccante, Baccanle, 

BACCABIA'RI , v. n., vale ii muoversi che fanno i li- 
quori in qua ed in IA nei vasi icemi quaodo son mos- 
si, Guaxsare, 

BACCHE'TTA, s.T. mazza soţiile, scudiscio, verga. Bac 
ehetta , ed anche quella che portano i ramarri oelle 
processioni per Io piii in forma di croce; e quella dei 
cocchieri, Frutta, —2. Cumaonari a baccheita, vale con 
suprema autoritli. Comandare a baechetta. — 3. Bac- 
cheiu di parasuli, Aaî%cciw>la, — 4. Passari bacchet- 
ta , T. milit. , vale esser punlto uo soldato col farlo 
andare fra due file di soldaţi armaţi di bacchette, colie 
qnali Io percuotono mentre egU passa, Eeter bacchet- 
tato, Poişar ver le bacchette» ~ 5 La bacchetta di la 
jiaci per simil. diciamo ogn' uoo, che si frtmmette , 
non CDiamato» nelle discordie allrui. — '6. Bacchetu 



pri li robbi, bastoncello sottile e dritto, da batter pan- 
ni, Camato, Scuditcio. — *7. Qnelle verghe di ferro, di 
iegno, o di osso di balena, che servono a calcar la pol» 
vere dentro le canne delte arme da fuoco, o a pmirle 
chiamansi Bacchetta da fucile, o da pietolaş ec« — 
'8. Bacchetta di tunnara, vedi MAZZO LA, n. 2. 

BAGCHIARE'DDU, agg. dim. di Baccuiaru, e dieesi al 
bambini. 

BA'O'IIIARU, agg. grassotto, camacciuto, Paffuto* 

BACCHIARU'NL agg. accres. di Bacchiaru. 

BAGCHITTA'TA, s. f. colpo di bacchetta, S«edhetr«la. 

BAGCHITTE'RI , 8. m. diconsi coloro che baimo een 
che le processioni vadă no con ordine, ilomorW» 

*BACGHITTrA*RI > v. alt. battere con camato i paMip 
onde scuoteme la pol vere, Scuditciare. — *2. BaecUl» 
tiari , e meglio Darl la bacchetta , v. att. panire w 
soldato con farlo passare ira* soldaţi , che ii peroi^ 
tono con bacchette, Baeehettare. 

*BAGCHITTIA'TA , s. f. 1* atto dello scuoter la polvafe 
dai panni battendoU con camato. 

*BACGHITTIATE'DDA, 8. f. dim. di Baccbittiata. 

BACCHITTrNA, 8. f. dim. di Baccubtta, BaeehMiUma, 
Scudiicella. 

BACCHITICNARfA, s. f. astraUo di bacchettone, ^«#- 
chettonitmo, Bacehettoneria, 

BAGCHiTTUXA'ZZC, s. m. pegg. di Baccbittijni» Bac- 
chettonaccio, 

BAGCHITTU'Nl , s. m. colui che ostenta li viu spiri- 
tuale, Bacchettone. 

'BAGIAMA*NU, s. m. saluto che si fa propr. btclioda 
la mano, Baciamani, Baciamano. 

BAGIARI, vedi VASA'RI. 

BACILE'TTA, s. f. frutti o proventi avventizil di qdil* 
sisia corpo morale che appartengono a moUi» 

BAClLE'DDt', vedi VACILE'DDU. 

BACn.I, vedi VAGILI. 

BAGILLARATU, vedi BAGILLARATU. 

•BACIlî. vedi VASA'TA. 

BAGlirLLU. agg. sempliciotto, Baceello, Baeioeeo. 

BA'CULU, s. m. bastone vescovile, una dclie insegoe dai 
vescovo. Pastorale, Baeolo, 

BA'DA , s. f. ii badare , tenerc a bada , e simili $ vcdi 
A BA'DA. 

BADAGGHIA'RI • v. n. aprir la bocea raccogUeado ii 
tiato, e poscia mandaodolo fuora; ed i effetto CRgio- 
nato da sonno , da rincrescimento , e da negghieni » 
Sbadigliare, Sbavigliare, Badigliare, — *2. V«di BA- 
DA*GGUIU n. 2, usasi in metafora 

BADA'GGHIU, s. m. ii badagliare, sbadigliamento, sha- 
diglio, Badiglio, Badigliamento. >- 2. Fari badao^hii 
vale aver fame , Far croeetle , e per similit. raaUr 
privo di alcuna cosa. — 3. Per queilo sirumento che 
si pono altrui in bocea ad eflfetto d' impedirgli la hr 
velia,56arra, Bavaglio. -^ A. T. dei fabbricalorif 
legno messo a traverso per impedire» o per ripane 
re. Traversa, 

BADALO'GGU, 8. m. vaso di legno a doghe cerckialo, 
di forma lunga e rotonda per uso di tener aakiiiiied 
altre mercaunzie, BarigUone.^*!. Per simil. di BAB^ 
BA'ZZU, V. 

BADALUGCHE'DDU, 8. m. dim. di Babaloccu » 



, itonctno, 

BADA'NEIJ, o E*RVA DI S. FRANCrSCD. 8. m. T» di 
bot.» Ajugă hkptâns L.» Bugula, Erba di S. Mrnm» 
MO, Coneolida mmiia. QnesU pianu nativa di Slcllii 
i ricercata per le sue virth medicinali. 

BADA*RI, V. n. attendere^ attenumente conaldaiare» por 
cura , Badare. — 2. Per avere in pensiero » aaplMVi 
Badare, 

BA*DDA, 8. f. corpo di figura rotonda, PcUla.— S.SfS- 
cialmente s' intende di quella da giuocare» e aoiia di 
varie sorte, oode figurat. Aviri la badda auBa—i Vili 
avere io aoa potesU checchessia , Jver la pMi ii 
mano » ed i ana dalie figure Dei larocckL •- S. NW 



BA0 



» m t 



BAG 



t piHTiili, ni baddî, dicesi quando non si 
Mer indurre alcano a qiialchc risoltizione. 
t ehiamasî pare uno araese in forma di 
{oanciale cilindrico pieno di borra, su cai 
ICTori di trine ec, Tombola, 
k, yedi VALERIA'NA. 
u m. picde di legno di figtira acconcîa a 
«ner fermo ii tombolo. - 2. Per Pregnezza 

)eie di esclamazione schorzevole, Pape! 

r, D. ferire come una palia d* archibugio, 

la miglianda, qaando tirasi da poco disro- 

vo. 

A'RNI, vedi BADDO'TTIJI.I. 

f dicesi di qualanqae cosa falta a gaîsa di 

LAi s. f. palia o piccola o grande fatla di 

la, e s' intendc per Io pid di carne, Pallot- 

Baddottuli senza vrodu, o senz<l saca, chia- 

baja le palie d* archibugio. 

LA, s. f. T. di st. nat. Mcstelă ruiGA- 

ppanle che si rassomiglin all' armellino , 

ttngae per Ia sommilă dclla coda, la qaale 

I, ma h di un colore uniforme a quello dei 

l dorso, Donnola. — 2. Sucntu di la bad- 

eesi di chi 6 sommamente magro, e smun- 

ato, Scarno, 

n>DI, agg. dim. di Baddcccdi. 

EU, s. m. pegg. di Baddum, PaUonaccio. 

DC, s. m. dim. di Baddini , palloiie pic- 

metno. 

s. m. sorta di palia grandf> fada di rnojo. 

d' aria , Pallone, — 2. Por palia piena di 

neiana, — 3. Per palia coperta di cuojo , 

borra, e cncita colia leşina, Palia leşina, 

risi ad unu a hi badduni , modo prov. , e 

ano ad ogni sna vogi ia. - *5. Dări a la 
r. dei giuoco della palia , spignerla o con 
on istrumento. Dare alia palia, 
.lA^RISI, vedi ABBADDtTTlJLIA'RlSr. 
LÎTCIIIA, s. f. dim. di Baddottula, Pal- 
Pallottoletta, 

, 8. f. piccola palia , Pallotta, — 2. 1^ an- 
di giuoco. 

8. f. colui che prezzolato rapporta alia giu- 
altnii misfatti , Spia. — 2. Per Io spiare , 
K — 3. Per indizio, o avviso di quniche co- 

qiiasi di nascosto, o non ben certo, Stn- 

VA'DU. 

if'cucrzzA, n. \. 

n. mustarchi, Balfi, — 2. Orna cu li baflii. 
Mnno di gran mente, o di gran valore, Vomo 
^tta, 

T. n. T. dei cacciatori, stridere înterrotla- 
on voce sottile e acuta; od i proprio dei 
uindo levano c scguitano la fiera , Squittî' 
tf Ghiattire, 
, 8. f. Io sqnittire. 
g. grassotto, carnacciuto, Paffuto, 
Uf s. m. nome gcnerico delle masserizic che 
dietro i soldaţi nelV esercito, Bagaglia, Ba- 
igaglio, 

f agg. reo, Malcagio, Cattivo, 
DA, sost. f. dim. di Bagascia, sgualdrina, 
lla , Puttanella, — 2, Per sorta a uva che 
oi piccoli, doici, e soati» iMorace. 
llf 8. m, Toce bassa, che aitendo a puttane, 
f. 
. 8. f. Yocc bassa, concubina» pnttana, Ba- 

/Rî, y. n. stare în bordello , usare , Yircrc 
ni da bordello, Bordellare, Shordellare„ 
U'Ay 9. f. Yoce bassa, puttaneggio» Putta* 



nia, — t. Per modo pieno di mollezza ed affettazione 
asato da doone» LexiOt Lexia^ Caceabaldoie, 
BAGASCIOTTA» s. f. Tezz. di Bagascia, yoce baasa, 
Sgualdrinella, Putîanella, 

'BAGASCrsCU , agg. , yoce bassa > degno , o solito di 
Bagascia. 

BAGATTE'LLA, s. f. cosa frivola e yana, e di poco pre- 
gio, BagatteUat ChiappoUriat Ba juca, 

'BAGGHICE*DDU, s. ro. dim. di Bagghiu. 

'BAGGHITE'DDU, vedi BAGGHICE*DDU. 

BA*GGHIU. 8. m. luogo spazioso e aperto, adornato di 
logge, o cinto d* alte mura, sopra ii quale corrispon- 
dono gli altri membri minori aella casa; ed t quello 
che contiene la corte , la quale riceve le piogge rac- 
col te da ogni tetto della casa, Cariile, — 2. Per yen- 
tre, modo basso, onde: Ayiri bonu bagghiu, vale es- 
sere divoratore. 

BAGGlirU, s. m. dicesi di cbi gode ii baliaggio, Bal\, 

BAGGIANARl'A s. f. cosa sciocca ed inutile , Baggia- 
nata^ Baagianeria. — 2. Per fasto, AUerigia, — 3. Per 
affcttata lisciatnra, Slrehhiatezza, 

BAGGIANA*ZZU, agg. pegg. di Baogianu, Baggianaeeio, 

BAGGIAMA*RISI, v. n. pass.. yantarsi, Burbanxarsi, 

BAGGIAMSCAME'NTI, avy. con barbanza, Burbanzo- 
iamente, • 

BAGGIA'NU, agg. pieno di burbanza, Burbanzoio, 

BAGIU^*RI , 8. m. T. di grado , particolarmente dei 
fraţi , che î ira Io şcolare e ii dottore , Baeeelliere , 
Baccelliero, 

BAG1LL1RA*TC , s. m. astratto di Baoillebi , Baecel- 
Ier ia, 

BAGNA'Rl.ycdî VAGXARI. 

BAGNA'TU, yedi VAGNATU. 

*BA*GM, s. m. plur. acqua atta a' bagni. o per uso di 
bagno raceolta in edifizio, c ii luogo stcsso ov* esiste, 
Bagni, 

BAGNOLU. yedi VAGNOXU. 

BA*GM], s. m. Inogo dove sieno acqae naturali, o con- 
dottevi per artificio manuale, o per industria di stru- 
menti ad iiso di bagnarsi, Bagno. — 2. Pel vaso den- 
tro a cui sta acqua , o altro liquore , per uso di ba- 
gnare,^ tuffarsi checchessia, anco per tingere. Bagno, 
— 3. E assolat. dicesi a vaso pieno d' acqua boilcn- 
te, per senizio dello stillare, Bagno, — *4. Bagnu, di- 
cesi pure ii laogo, ove chiudonsi i forzati, Bagno, 

^BAGNUMARPA, vedi VAGNUMARIA. 

BAGU'U.U. yedi BAUXLIT. 

BA'JA, s. *f. btirla , scherzo, ^o/a. —2. Fari Ia baja , 
yale Sojardt Dar la soia, 

BAIGE'DDA, 8. f. dim. di Baja, Bajuocola, Bajuzza, 

BAJA'RDU, 808t. m. istrumento portatile fatto di tavule 
per comprimere la vinaccia sotto ii torchio. 

BAJETTA, 8. f. sorta di panno nero leggieru, con pelo 
accotonaio per uso di bruno, Bajetta^ 

BAFNA, 8. f, T. dei f^bbricatori , quei mattoni, o la- 
vagne, che formano parapioggia nella parte superiure 
delle flneslre. 

BAINETTA, yedi BAJUXETTA. 

BAJO*CCU, 8. m. muneu di rame deglî staţi siciliani, 
che vale circa cinque centesimi e niezzo di mooeta 
italiana , Bajoeco. — 2. Si usa anche geoericaineute 
per moneta, denaro ec, Bajoeehi, 

BAITTU'NI, 8. m. accresc. di Bajetta. 

BA7U , agşiunto di mantello di cavallo e di mulo , e 
secondo le suc differenze si dice Chiaru , Scuru , Ca- 
stagnu, Nfocatu, Lavatu, Abbruciatu e Doralu, Bajo: 
e qaindi Bajo ehiaro , Bajo $curo , Bajo castagno , 
Bajo ţuoeatOf Bajo lavato, Bajo bruciato, Bajo do- 
rato, 
'BAJUCC VRU, s. m. facitor dl hajarchi in contrayven- 
zionc. — *2. Chi nel riacaotere fa assai conto anch» 
delle piccole fraziool. 
'bAJUCCA'TA, s. r. preccduto da Una» iniporU la valuta 
di un bajoeco* 

ii 



B.U 



3» 106 a 



BAL 



BAJULE'TTA, voJi PAGNULE'TTA. 
BAJULl'DDA, s. f. nocciola vineitrice del giuoco. 
BAJUNETTA» s. 1'. ferro appuntato, che Gcctto nel mo- 
schetto alia cima , serve al soldato d* arme in asia , 
Bajonetla. 
BALANZA, vedi VALA'NZA. 

BALA 'SCI , 8. m. T. di st. nat. • varietă di colore del 
rubino spiiiello , îl cui nome e iratto da quello del 
Balacchan nome persiano de! Pegii, d'onde vengono ori- 
i;inariamente qaelle pietre» Balasciut Balasio, 
iiALA'TA. s. f. picira non molto grossa e di saperficie 
piina da lastricarc , Lastra. — 2. Per simil. » dicpsi 
ogni lamioa larga' e nou molto grossa a proporzione 
dclla saa largbezza , Lastra. — 3. Balata di furnu , 
qucUa pielra colla quale si tura ii forno , Lasîrone, 
- 4. Balata di Genua, spezie di schisto duro» rosso, 
ncriocio, e per Io pid turchino e in lastre, sopra cui 
si disegnano ai principîanli ic figure gtometriche, La- 
vagna, — 5. Per metaf. dicesi Balata una persona» 
che si soffre roalvolentieri « e nou si vorrebbe d' in- 
torno. — 6. Dări Iu cuin a la balata, modo prov., e 
vale ridursi o venire iu estrema necessită » Ridursi 
o eondursi in sul lastrico, — 7. Aviri pri balata ad 
unu , dicesi del dover sopportare la presenza altrui , 
tuttocchi a malincuoro. — *8. Na balata di ciceulaiti, 
nome complcssivo della quantitâ di trenta libbre. 

BALATA^Hl, v. att. coprire ii suolo della terri con la- 
stre congegnatc insieme, Lastrieare, 

BALATA'RII, s. ni. parte superiore di dentro , e quasi 
volta della bocea, Palato, 

BALATA'TA, s. f. colpo di picira, Pielraîa. 

BALATA'TU, ogg. da Balatari, Lastricaîo, — *2. In 
senso sostantivo , ii tcrrcno coperto di lastroni » £a- 
stricato, 

BALATE'DDA, s. f. dim. di Balata, Lastruccia , in 
tulti i scnsi. — 2. T. d* agr. Spezie di terreno ma- 
gro, che ^ poco meno che sasso schietto, CaUsîro, 

BALATU*NIf s. m. acer. di Balata, Lastrone, 

BALAU'STA, s. T. T. di agric, PuyicA ghânâtcm L., 
Fior M melegrano, Balausira, Balausta, Balausto, 
usasi in medicina. 

BALAUSTRATA, s. f. ordine di balaustri coUegati in- 
siciue con alruni pilaştri, e posti in convenienţe di- 
slanza, Balaustrata. 

BALAU'STRC, s. m. T. d* architelt. , spezie di coloii- 
notta lavorala in varie forme, che si adopera per or- 
naniento di parapctti, ballatoi e terrazzi, Balauslro, 

UALBUZIEMI, flKK- c^ic baU>otta, Balbuziente. 

UALCL'.N'A'TA, s. f. lungo tcrrazzino che rigira intorno 
a un cdifizio, o una parte di esso, Balconata, — *2. Per 
li parapctti, per Io piti di ferro, che piantansi intoroo 
alia baiconata, Hinghiere. 

BALCUWI s. m. fîiiestra grandiosa, Balcon9. 

BALDACCIirNU , s. m. arnese che si porta o si tiene 
aflfisso sopira le cose sacre, e sopra i seggi de* principi 
e gran personaggi in scgno d* onore; A per Io pid di 
forma quadra, o di drappo con drapclloni o fregi pen- 
domi intorno, BaldaccMno. -^ *2. Per quello, che por- 
tasi sil asie nel le sacre proccssioni. Baldaechino, 

BALpA*NZA, s. f. un certo apparenle ordinare con le- 
tizia, sicurtii d* animo, roraggio, Baldanza, 

*BALDANZC*SU, agg. pieno di ardimento, ma sovente 
in mal senso, Bafdanzoso. 

BALDUINU, vedi BARDUINU, 

BALENA, s. f. T. di st. nat. Bal.e,\a mtsticbtusL-, 
niammifero dcIP ordine de* cetacci, ii piîi grandc dcgli 
animali, ii quale abita por Io piii nel mare verso la 
Oroelandia , e Spizbergu: h assai destro , ma timido; 
ha nella masccila superiore setteccnio lamlne cornee 
^o^armentc chiamato ossa di balena. Balena, Ceto, 

UALESTRA, s. f. stnimento da guerra per uso di saet- 
tarp . fatto dl un fusto di legno curvo , al quale di- 
ciamo Fcniere, con arco di ferro in cima, e ckie ca- 
ric»:<i ron islrumenlo detlo licva o martinello» Bale- 



stra, — 2. Fart vidiri li cosi cu la balcslra» mo( 
e vale sommintstrar le cose con troppa parsimon 
seggiarB att. — 3. Balcstra di h scupetia. T\ 
— 4. Balestri, Balistrini, o Moddi di Iu cubbii 
dei ma^nani, carrozzieri ec, ferro a squadra i 
ripiega e posa ii mantice, Riposo, Rosta ditma 

BVLI', vedi BAGGHI'U, 

'BA'LIA, s. f., vedi NURRl'ZZA. 

BALIA'TIGU. s. m. prezzo che si dA per allattari 
ciullo, Baliatieo. 

BAUA'TU, s. m. ufizio nel quale si ha la balU 
anche ii tempo eh* esercitasi , Baliato, — 2. 
gniiA del bal'i, che â un grado nelle religioni i 
Baliaggio, 

BA'IXA, s. f. quantiU di roba messa insieme» < 
in tela o siinile materia per trasportarsi da 
luogo, Batla. 

BALLA*BILI , ag;;. di canto o suono che â adi 
danze, Ballabile. 

BALLVRI. vedi ABBALLA*RI. 

BALLARl'NA, s. f. niacstra di ballo, BallerifUi 

•BALLARI'NA. o BALLARl'.NU, s. f. e m., no 
ad un grande spccthio, cho scenda sino al pav 
ondc vcdersi tutto sino ai piedi chi, solop ef 
al ballo; e da quî gli si 6 dato ii nome. 

BALLARrMI, s. m. maeslro di ballo, BalUrii^ 

BALLA'TA. vedi ABBVLLA'TA. 

BALLO'tXA, s. m. dim. di Balla, e vale V ut 
sette o utto risine di carta attaccatc in^ieme. - 
vaso di terra o di vetro per riporvi c tenervi c< 
e simili, BaraUolo, 

BA'LLU. vedi ABBA'LLU. 

BALLU'Nl, vedi PALLU'Nl. 

BALLUTTEDDA, s. f. dim. di Ballotta. 

BALORDAGGINl, s. f. bessaggine, inavvertenia» 
daggine, Balordtria, 

BALORDU, agg. sciocco, Balordo. 

BALSA'MICU» agg. da Balsavu, BaUamieo. 

BALSAMITA, s. f. T. di bot., Tanacbtum bai 
L. , pianta cho ha le foglie elliitiche » seghel 
tacoate, i Hori a mazzetti, BalsamilBf £iia i 
Erba Santa Măria, 

BALSAMITA AQU ATICA , s. f. T. di bot., Jl 
ÂQU ATICA L., nasce comunemente prrsso noi ne 
turigini di acqua, e uci luoghi paludosi, ed k 
sima pel suo odore, Menta aquatica^ Calam 
lustre, 

BA'LSAMU , s. m. T. bot. , sugo resinoso, ii q 
trae per mezzo d' incisioni fatte sul balsamino 
che  recente t bianco, Quido, e traspareute; 
tempo ingiallisce. Ha un odore soave come di c 
ed ii suo sapore i aromatico , acre ed amaro 
bero che produce questo sugo si chiama ancfi 
samo , Balsamo, - 2. Per simil. si dice Bau 

Sid sorte d'olii e d*unguenti, Balsamo, — 3. Pfi 
icousi essere un Balsaku le frutta quando soi 

loro maggior perfezione, 
BALUA*RDU, s. m. forte o riparo fatto di muf 

terrapienato per difesa de* luoghi contra i uemj 

sfione, Baluardo, — 3. Per simil. dicesi d' ac 

biisto, e forte, Bastraeone. — 2. E per metaf. 

lido appoggio, un potente protcttorc. 
*BAMMINARrA, o BAMMINVTA, s.f. atto da ba 

bambinaggine, Bambinata, Bambinariaf Bami 
BAMUINVRU, s. m. artcGcc che lavora di ccra, e 

tamente quello che lavora Ugure di cera, C9r 
BAMMINE'DOA, s. f, di bambino, Bambiua. 
B^HMI.NE'DDU, s. m.dim. di Bamminu. detto pe 

Bambinello, Bambinuccio, Bamberottolo, 
BAMMINIDDUNI, vedi BAMMIMiNI. 
BAMMINIDDU'ZZIJ, vezz. di Bamiinedou. Baml 
BAMMrMI , 8. m. Io stesso che bambolo, Bamb 

2. Per figura in cera. o altra materia, rappre» 

Io infante Gcsu. 



BAM 



» 107 <K 



• BAN 



BiMlf IN(j*NI» s. m. aocresc. di Bamminu. — 2. Dic^ 

aociM 4* 00010 semplice* Bamboceione. 
Bâ'NGA., s. f. quella U?ola appresso alia quale riseg- 

90iM> i notai t scrÎYefe i loro atti. Banco, 
BAXCARE'DDU , 8. m. quel piccolo baiico ad iiso de! 

caliolai, e dei ciabatUoi, Bischetto, 
BAi%CARO*ZZU. s. m. quella specie di panca ove i ri- 

renduglioli di Hbri usali situano i.loru libri*. 
BA*!IC\ RU'TTA. parola composta, h T. dei mercatanti 
tllorquaoto amaiUscono tutto in una volla per levare 
ii negozio. 
B.VNC\ rAf s. f. quel banco ad uso dei venditori, Ban- 

cona. 
Bi!CGUB*RI , 8. m. che Uen banco . per prestare» con- 
ttte ec. danari ad altrui » Banehiere , Banehiero, — 
*t, Ghi tieoe banco , cioi giuoca contru tuUi , Ban- 
dUarc, Banehioro. 
BANCHETTA, 8. f. qoello spozio in piano • che serve 
per aBsicorare maşgiormente V argine , Banehina, — 
*2. Nonio di viale îastricato lungo ii mare in Palertno, 
ore si Tt a diporio a piedi» Paisiggio, 
BiNCUEITU, s. m. convitu propr. solenne, abbondante, 

Banekâtio. 
BANCHICE'DDA, 8. f. dim. di Banca. 
BA5CBrSTA , 8. m. colui che assiste allo studio dcl 

Dotaro. 
BANCHITTA'RI, r.n. convitare a banchetlo, Banchettare, 
BANGHrTTU, vedi VANCUITTU. 
BA'NGD, vedî VA'NCU. 
Bi'NCU » 8. m. ii luogo dove sta ii danaro di tutto ii 

comune, Baneo pMlieo. 
BANCDXA'TA , s. f. quella parte dei le pareti interne 
delU stanza dai pavimento in su, lin dove comincia la 
uppezzeria, e suole essere distiiita pcl colore. 
BAN'CU'M, 8. m. accresc. di Bancd» Bancone. 
BA'NXA, s. r. una delle parti o destra o sinistra, o di- 
nanzi , o di dietro, Banda. — *2. Parte dei mondo , 
luogo, jBaiuia. — 3. Nel militare dicesi di queU'nnione 
di piii saonatori salariaţi» che accoinpagnauo o prece- 
dono soonaodo i distaccameoti de' soldaţi in alrune 
loro funzioni, Banda» — 5. Mettiri di banna, vale om- 
melleret tralasciare» Pom da parte, La$ciare da par> 
te; vale toche mctter in serbo, conservare. —5. Per non 
euraiev poaporre, ^on ealere- — 6. Di fora banna, po- 
ată tTT. d* titra parte» di diversa origine» />* allronde. 
BAXNE'RA» 8. f. drappo legato ad asU, dipintevi en- 
tro le imprese de* căpitani e larnii dei principi, e si 
porta in haUaglia, In*9gna, Stendardo, Bandiera. — 
1. Bannera di eannavazzo, modo prov.» e dicesi di per- 
sooa le^iera e instabile » Banderuola, ^ 3. Bannera 
fceclua onura capitanu , Prov. » e dicesi per Io pi<i 
di dancuno che abbia quasi consumaţi gli strumcnti 
delU Ma arte per averii adoprati assai» Insegna vec- 
chim fm onora al eapitafio, — 4. Vutari bannera» vale 
eanbiar dl letta» di parte» di faiiooe» Voitor oasaeea, 
->5. Secunnu i Tasta porta la bannera, Prov.» vedi 
A*STA » o. 6. — 6. Per sorta di pesciolino di color 
ro88o» lungo, e achiacciato. 
*BANllBm» 8. m. plur.» decreto, lagge, e ordtoazionc 
■oilfienU pnbblicamente a suon di tromba dai bandi- 
tore f Bamdo, — *2. Appizzari li banneiti, met.» ma- 
nifestare indiscretamentc i fatti proprii, SbrodeUare. 
— *3. Pari. dei fatti altrui» Speltegolare. 
BANNIAIIE'NTU» vedi ABBANNIA'TA. 
BA!flllA*ai, vedi ABBANNIA'Rl. 
BA'RNU, vedi ABBA*NNIU. 
BAIfllILO*RA, 8. f. tenda che fascia intorno intorno ii 

letCOf ed i parte dei cortinaggio, BandinelU. 
BAMlirRI, T. «U« propriamente mettere in assetto ie vi- 
rande per portarle a ta voia» imbandire: ma pih spesso 
ii OM per li aorbetti. che per altro. 
BUINlRrCCUIA» s. f. si dice qucU' istrumento che si 
volta a tutu i venti, e si pone in alto per conoscere 
qual veoto sofia» Banderugla, Yentarolo, ^ 2. Met. 



per adomi» o fregi dei discorso, e dicesi nel numero . 
dei pid. 

BANNi'TU» o BANNIT'TU. agg. daBAMinni. Jmbandito. 

BANNI'TU, vedi SBANNU'TU. 

BANMTU*R1. V.m. che bandisce» che pubblica ii ban- 
de, Bandt(ore. 

BAIVNIZZARl, vedi ABBANNIA'RI, 

BANNIZZATII. vedi ABBANNIATU. 

BA*NMT, s. m. decreto, legge» e ordinazione notificata 
pubblicameiite a suon di tromba dai banditore, Bando, 

BARA, vedi VARA, vedi CATALE'TTU. 

BARAGU'(HNA, s. f. scompiglio» tumulto» Barahuffa, 

BA'RATBU, 8. m. luogo profondo, oscurissimo, e ca- 
vemoso, Baratro, — 2. IJsasi anche mctaforicamente. 

BARATTA'RL v. att. distrnggcre, ridurre a nuUa» Dts- 
tiparct vedi SBl'NXIRl. — 2. Per non da're ascolto, e 
mandar via alcuno quasi non curandolo» Per gitk, 

BARVTTARI'A, s. f. ioganno, fraude» Baratteria, 

BARATTA'TU» agg. da Barattari, DUnpato, 

BARATTATU'RI, v. m. che dissipa, Diaipaiore, 

BARATTE'RI, vedi BARATTATU'RI. — 2. Per Riven- 
dugliolo. 

BARV'TTU, s. m. ii dissipare» Diisipamenîo, — 2. Per 
sorta di drappo di seta. — 3. Dan Iu baratlo , vale 
Battere, Pereuoîere» 

BARA'TTULA» s. f. vaso di terra o di vetro per riporvi 
e tenervi conserve, e simili, Barattolo, 

BARAITNNA. vedi BARAGU'NNA. 

BARBA, vedi VA'RVA. 

BARBAJANNI, vedi VARVAJA'NxM. 

BARBALA'CCHIU, s. m. dicesi dl persona bnona a po- 
co, Barbnlacckio, 

BARBARAME'NTI» aw. in modo barbaro» Barbaramente, 

BARBARE DDU, s. m. cavdllo corridore di Barbcria; e 
dicesi di tutti i cavalli che servon solamente per uso 
di corrcre ii palio. Barbero, 

BARBA'Rli. s. f. crudellă, Barbarie. 

BARBARC'SGd, vedi VARVARI'SCU. 

BARBARrsiMU» s. m. crudeltă» Barbarie. — 2. Per er- 
ror di linguaggio oello scrivere e nel parlare , Bar- 
barismo. — 3. Per inciviltă, Butljctfd, ZoticaggiM. 

BARBARO'TTU» vedi VARVARO'TTU. 

BARBARUSSA» vedi VARVARU'SSA. 

BARBARII, s. m. vedi BARBARB'DDU. 

BA'RBARU, agg.» cntdele, incivile, uomo d* upri e rozii 
costumi. efferato» Barbaro, Barbero. 

BARBAZZA. vedi VARVA'ZZA. 

BARBE'RI, vedi VARVB'Ri. 

BARBITTA, vedi VARVrXTV. 

*BARBU'NI, vedi CVNI, n. It. 

BARBUTT1A*RI » v. n. i propriamente quando alcuno 
non si contentando di alcuna cosa, u avendo ricevuto 
alcun danno , se ne duole fra se con voce sommessa 
e coofusa» Borbotîare. 

BARBUTTrzZU , s. m. borbogliamento , romore » fra- 
stuono, Borboglio. 

BARBU*TU, vedi VARVlTTU. 

BARCA, vedi WRCA. 

BARGA*GC1A, s. f. T. di mar., specie di bastimento da 
carico di fondo piatto » scnz' alberi , ii quale nell* in- 
torno dei port! serve a trasportare ii carico, ch« s* Îm- 
barca o 81 abarca da' bastimcnti maggiori» .4ceone. 

BARGALO*RU» 8. m. quel che governa e guida la bar- 
ca» Barca juolo. 

BARGVTA» vedi VARCA'TA. 

BARGHl'TTA, vedi VARGHITIA. 

BARGO'GU; vedi VARGOGU. 

BVRCU. o BVLAGUCU FO'GGHI VRANGHirfU'SI,s.m. 
T. di bot. MdTTMiOLi ÎNCASA, Fior barco, Leucojo 
bianco, Violacioeche bianche e roaaa. Si ritrova in tutte 
le nostre flore per la vaghezza de* suoi fiori. —2. Barcu 
giarnu, Cheikastvs kkiri L.» Cheiri, Leucojo gialto, 
Violacciocea gialla. Si cultiva ancora prcsso di noi 
come ii Leucojo bianco.. -2, Barcu marina, Mattbiolâ 



BAR 



» 103 € 



BAR 



TuicvMviDÂTÂ, Abbonda 4ie* liUortH di Skilit f ed e t 
graziosa pci suoi liori vif^acei. ' 

B.\RCU*NI, fedi BALGU'Nt. 
BVRDA, vedi TA'RDA. 
BARDALO'RU» vedi VARDALO'RU. 
BARD AN A, s. f. T. bot. Arctium lappă L.» pîtoU che 
ha la rădice fiisirormef nera al di faori; io atelo atriato 
cilindrico» ramoso; la foglie alieraet picciolate» molto 
grandit cooriformi, pelose; i fiori rossaalri» per Io pid 
solitari» aacellari, Bardanat Lappa bardana, Lappola. 
Si adopera in medicina. ' 

BARD\*SC1A, 8. m. giovanetlo che vive impadicamen- 
le, Bardana. - 2. Per pegg. di glovaoe, Giovanac 
eio, — 3. Per eempliceniente ragazzftto, Gar:ioneeUo. 
BARDASGE'DDUf s. nu. ilim. di B^rdasgu: asasi an- 

clie nel femmiDÎie. 
BAKDASCrA'RI. v. n. far da bardassa. 
BARDASCfARfA, e BARDASGIATA» s. f. aiioDO pro- 
pria, o degna di bardaasa. 
BARDASGIO*TTU, vedi BARDVSGIA» nsasi anche ncl 

femminile. 
UARDASCISCAMENTI , av?. alia maniera dei ragaui , 

con poco seano» P^terilmenU, 
BARDASCrSGU» agg. da ragazzo, PueriU. 
BARDASGIU'M, s. m. pegg.. di Baroas€IA, coal detlo 

per enfasif Barda$$onaecio, 
BARDEDDA, vedi VARDE'DDA. 
BARDrGGHIU» agg. di colore turchino baio, Axsuolo, 
BARDrGGIIlU) 8. m. sorta di selce di colore turchino 

bujo. 
BA RDl*i»CHI, 8.ra. colpi, o percosse di bastone, Baslanate. 
BARDU1*NU, s. m. voce bassa, io stesio che Asinu. 
BARrTONU» 8. m. una dello voci della masica che si 

accosta al basso, Baritono. 
BARLU*I11, 8. m. tra lume e bujo, HorlMma.— S. Fig.» 
vale leggiera apparenza. ed in questo signlficato di- 
cesi deîle cose intellettnali e morali, Barium$, 
BARO*METRU» 8. m. T. fisico, stramento cbe serve per 
miaarare la gravita dell* aria , e la sna preasione so- 
pra i corpi, J9arofn«lro- 
BARRA, s; r. vedi U9TU*M* — 2. Aviri na barra nte- 
sta^ modo prov.» e' vale avefe una falM persuasiene» 
Aver le traveggole, 
BAURABABA'U, vedi BABA'n. 
BARRAGA'M, a. m. sorta di panno fatto di peLo di ca* 

pra, Baracane, 
BARRA'CCA» 8. T. stanza a casa di iegno, o di tela, o 
simili, per istar coperto, o per farvi bottoga per soU 
(laţi o altri , Baraeca, ^ % Detto di donna , vale di 
statura e pinguedine molto vantagpiosa , Gigant9t»a, 
Giganta, —3. Attaccari barracchi in modo proy., vale 
intilzare ragionamenti» e sparger zizzanie» che promuo- 
vano dispareri, dispute, c malumori, 
BARRAGCIIE'DDA > s, f, dim. di Bamâccâ » Barrae- 

euceia, 
BARRACCU'NI » s, m. luogo dove si sinoca pubblica- 
inente, ai giuochl d' azzardo, e prenaesi in mala par- 
te, Bitca, Bitcazza. 
BARRAGGU'ZZA, 8, f, vezzegg, di Barracca, Barrae 

cuzxa, 
-RARRERA, vedi GATrNA, n. 7. 
BARRIA'RI» V. n. fare ii baro, trulTare, ingansare, Ba- 
ron , Barrare,--% Barriari-na cosa, vale nou farla 
conscguire, approprlassela, 
BARRIA'RI, vedi BARRIGA'RI. 
KARRIA TU, vedi BARRICA'TU. 
BARRIA'TU» agg. di Babriari, Negato, — 2. Per falto, 

(essuto, o dipioto a liste, Listaîo. 
BARRICA*RI, V. att. tramezzar con isbarre, Sbarran* 
^ 2. Per dre steccati, circondhre di stecctto , guar- 
nirc di steccato, Steeeard, â»»erragliar9. — *S. Dicesi 
ancpra per scgnar di linee, in uno acritto* quelio» cbe 
si %uol tolio, o rauuto. 
BARRIGATA, vedi BARRICATU, 



BARRICA*Tn, 8. m. qraiel riparo di legname, o 

che si fa attraverso alle vie per impedire ii mi 

Barricata. — 2. Per quei riparo di tfavl» cu 

sce le forieue, Palifeaia^ Palixxata, PaUMi 

BARRIGB'DDU, 8. m. capiUno de* birri, Bory* 

BARRILE'DDU, vedi VARRILE'DDU. 
BABRIXI, vedi VARRru. 
BARRILOTTU, vedi VARRILO'TTU. 

'BARRI'Rl, V. neutro, fare ii verso dell* elefanta, i 

'BARRrTU, 8. m. la voce dell* elefante, Barri 

BARRITU*TIN1, s. f. truATeria. giuntcria, ingain 
mrta, Bareria, — 2. Per avarizia, SorJidetMt 

BA'RRU, 8. m. baratliere, furfatore , Baro, B 
2. Aviri Iu mali di iu barru, vala pagare quel cin 
al piji tardi, e con iatento del cnditore, Gim 

BVRRULA, 8. f. T..di veter. ,. sorta di mali 
produce dei vermini, cbe nascono tm cavoa a 

BARRULl^ G0s\ chiamanai le piegature cba fu 
calzette sul ginocchio, oggi non pid in uso, i 
fraucesismo. 

BARU*FFA, 8. f. confuso aixuflTamento d* uornini 
mali, Baruffa, Baruffo, 

BARUNA*UGIU, s. in. grado spezie di gîurisdlitoi 
voce barone, Baronaggio, 

BARUNA*TA, a. f. axion da barone in signtf. d 
ne, Baronala, 

BARUNA'ZZU» 8. m. pegg. di Babuni , Barom 

BARUNE'DDU, 9. f. dim. di Baruni, Barortea 

BARU'NI , 8. m. signore con giurisdizione * e i 
gran qualitA, Barone, — 2. Baruni di carnHivi 
cie di maschera , ii di cui abito ^ sul fare d 
tichi signori. - 3. Vesti zuccuni , ca pari 
Prov.» e vale che i vestimenti abbelliscono la 
anche malfatte, / panni rifanno le ttangha, 

BARUNrA, 8. f. dominio e gmrisdiziona di Imu 
ronia, 

BARUNrSySA, f. f* âi BAăuili, BafoMita, 

BARUNIi»SE'DDA, agg. dim. di Barunissa* 

BARUMSSrNAf tedî BARUNISSE*DDA. 

BARZIULE'TTA , 8. f. detto faceto , eoaa noo 
detta per iscberzo, Barzelleua. 

BARZILLITTA'RI , v. n. dire delle barzellette , 
rere burlando e scherzando, Barzellettare. 

BA*SGAf 8. f* eccessira agitazione o di aoimo o < 
per sovcrchio di passione o di fcbbre, Smani 
niamento: usasi nel numero del piii. 

BASGHIA*R[, V. n. dimenarsi di qua e di U • 
si, Smaniare, 

BASGIA*, 8. m, aorta di dignită appress» i T« 
»eiă, Batiă, 

BA'SGIU, vedi VA'SGIU. 

BA'SI, 8. f. sostegiio, e quasi piede, sul qoalc 
colonua, o simile, Bate^ Baea, — 2. Fig. , ^ 
damento, appoggio, sodezza nel ragionare, B 

BASI'LIGA, 8. f. tempio, cbieaa principale, Be 

BASILlGO' MAJU'RI, 8. m. T. di bot., Ocrmi 
ucoM L., planta che lia le foglie ovate, llsea 
cigliati, ba odore di garofano e di spezie, B 
BaetUieo magaiore, Oeimo, Si ritrova in tuti 
dini pereb^ adoperato nelle vivande. — 2. Bai 
nuri, OcTMVM minimum , Baisilko gentH$$ j 
mlfiora, Baeeilieo pino, 

BASILrSGII, 8. m. T. di st. nat., Lucebta »a 
L. , anfibio che ha la eoda lunga , e fittamei 
mosa; alia nuca una cresta in forma d' aletta; 
dorso, ed altra al principio della coda, Baei 
antiehi con un tal nome intendevano uno spa* 
animale, di cui non dichiararono i caratteri s 
per riconoscerlo; e sopra del qnale dissero om 
le; ed anche, che uecidea con lojsguardo. - 
fari Iu basiliscu a na cosa, modoprov., etal 
varia lungo tempo senza bisogno, e con pi 
di deteriorare. 
BASINE'LLA, 8. f. tessuto di cotone a colori, 



BAS 



» 109 € 



BAT 



e di poeo pMgIo, clie per Io pid servt per soppaaiio» 
Teia bamiagina. 

feASnvu» s. n. T» del coinm»» speiie dî bambasÎDO si- 
■ile ti fînnUf 00» J^mno» 

BiSSAllE*NTl, OYY. tfebieiumeaie , inâmamente , vil- 
Bcate» cooirario d' alunente» Batiamente^ 

BASSETTA; t. C Bome da io ad un giuoco di carte; e 
a Ui gittoeo si dice ancht fare a chiamare» e alzare, 
HoiMIla, Faraone» 

*BASS£*TTlIf a. m. stminento di quaUro corde» chc si 
Mona eome ii contrabasso, BauBtto, 

BASSrzZA. , 8. f. bassaiDCLto , e Io stato di ci6 eh' i 
bnoo» Ba*9ejia, — â. Per cosa Yiie , iiassa , di poca 
eonaideraiioue» BotMsxa. 

*B&SSO*TTU» agg. nomo di baasa statura, Boisotto, 

Bi'SSU» s. m. voce della miisica di tuono grave» Bane* 

BA1SSD* agg. profoodo, inferiore, contrario d*alto» Baito, 
'B. Genţi bassa, Getu bassu, vale ia plebe» G$nte 
kmua, G^nttnllaf Gentueeia,^3. Aggiunto a prezxo, 
Tale modico, vile« Bauo. ~ 4. Bassu riievu, dicesi di 
qnei lavoro di scul tura, che esce alquanto.dal piano, 
ma che non resta in tiitto staccato dai foado, Bauo 
filitvo, — *5. Bassu funnu , T. di mar. poco fondo » , 
eoo poet aeqna» Ba$io fondo» — *6. Tempi bassi» ii 
■edIo-eTO, Temjn ba$$i, — *7. Oru Imssu, non di tatta 
perfezione. Oro bauo. — *8. Vuei bassa, lioca, som- 
messa. Voce ba$sa, 

BA^TA , verbo nsaio io forza di avverbio per imporre 
lermine, Buiti, Non piă, 

B.\STA*BILI, agg. da Bastaai» Bat9abiU. 

BASTA'NTI, agg. che basta, sufliciente, Btutante, 

BASTANTIlfE*NTI, avv. a bastanza, a sufficicoza, Bth 
iiăni§inent€, 

BASTA'RDA, 8. f. sorta di carrozza chiusa. 

BASTARDA'ZZU, agg. pegg. di BASTAftoc, Bcutardaih 
ciOf detto per maggiore scberno. 

BASTARDB'DDG, agg. dim. di Bastardc, Baitardello, 

— 2. Per libro ove i notai scriveano i tesiamenti, e 
i c«ntra(ti che essî rogavaao, e i Parroccbiani i ioro 
atti, Proioeotto, 

BASTA'RDU , agg. nato d* lllegittimo conginngimento 
d'uomo e di doana, Bastardo, — 2, Si dice di tutto 
d6 ehe traligoa , Bastardo, — 3. Nelle ion nare i ii 
qoialo spartiroeoto di reti di sparto senza fondo ove 
TtiiiaDe preso ii tontio, Porta chiara, — 4. Negii al- 
uri h ii gradino basso ove sunno i lumi e i fiori piu 
vicini alfa mensa. 

BASTARDITMI, 8. m. progenie bastarda, Boitarc/ume. 

— 2. Per simil. rimessiticci superfloi e trisunzuoli 
delie piante, Bastardume. 

BASTARDUNA'ZZU, vedi BASTARDVZZU. 
BASTARDITNI, agg. ace. di Bastabou, Ba$t€hrdone. — 

%. Detto di arance, limoni, e simili, vale oltre la Ioro 

sugiooe. — 2. BasUrduoi di ciuri , i una varietA di 

bioccoli, Tedi VROCCULD BIATSCU. — 4. Per acer. 

df Bastadda. 
BASTA "Rl, T. n. essere assai, a sofficienza» Boitart, — 

1 Bastari 1* armu, vale aver ardire, dare ii cuore, Ba- 

itar r aninu), 
BASTA^r» vedi VASTASU. 
'BASTfA, s. f. steccato con fosso, e terrapieno, rocca, 

Bagîia, Battiia, 
BA$TIME*NTU> s. m. nave d* ognl genere, Battimento, 

—^ 2. Bastimentu d* altu borda , dicesi figuratamente 

d* nomo che sia oilre ii credete malizioso; dicesi an- 

cbe dl gran bevitore, Heone. 
BASTIU*N1, s.m. forte o riparo Tatlo di mâraglia, o terra- 

pioiato, per difesa dei luoghi contro i nemici» Ba$Hon%. 
BASTDlfA'CA, vedi VASTIINA'CA. ' 
BASTPBTA'TA, vedi VASTUNA'ÎA. 
•ASTCT^I, vedi VASTC'NI. 
•ASTUNIARI, vedi VASTUNIVRI. 
BATI*A, s. f. stanza e abiluro di roonache, BadiOf Ab- 

^ia, JUoruuîero. 



JBAtlEDDA, 8. r. dim. di BatIA. 

BAXiO'TA, 8. f. sinonime di Monaca, iionaeh$ttăf Mo 

naetUa, -— 2. Aggiunto di monaca, Jfonocato. 
BATI'SSA, 8. f. coiei fra ie monaehe che presiede al go- 

veroo, e sostiene superioriti, Abbad€$$a, Badn$a, 
BATiSSA'TU» 8. m. la dignitâ dell* abbadessa , Badia, 

— 2. Per la elezione formale delU badessa alia pre 
senza del vescovo. 

BATTA'GGUIA, s. f. fatto d* arme, combattimento, af- 
fronumeoto d' eserciti nemici, o di parte di essi, as- 
salto, Battaglia, — 2. Per assalto dî ragioui, da in- 
durre alcono a checchcssia, Battaglia, ^ "3. Fig. per 
coiitrasto di peusieri, passiooi, travagli, Battaglia, 

BATTAGtiUIE UDU, s.m. dim. di Battag6Hiu.->2. Nel- 
r arme da fuuco si dice anchc quel ferretto, che toc- 
cato fa scature ii fucile, GriUttlo, Sotto$caiio. 

BATTAGGIUU» s. m. quel ferro altaccato dentro oella 
campaoa, che quaudo d mossa battendo in essa, ia fa 
sooare, BattagUo, Batocchio, 

BATTAUGHIUNI, s. m. numero determinate di soldaţi 
ed ulhziaii, che varia secoudo le milizie delle diverse 
D^iionifBattaglione, - 2. A batlagghiuni, vedi A BAT 
TAGGHIU NI. 

BATTARrA, s. f. dicesi d' una quantiiA di cannoni, con 
cio che vi h d' uopo , posti in un Inogo determinate 
per batterc una piaxza, Balteria. — 2. Per romore e 
fracasso che fanno diverşi strepiti insieme, Fraituone. 

— 3. T. dei razzai — Sparo di molti fuochi artiiicia- 
li, che fanno strepito grande, tutli ad uu tempo, Ga*- 
tarra, 

BATTE'LLU, s. m. piccol oavilio, che sU legato al na- 
vilio grande per biso^ni che possono nascere , Bai- 
t$Uo, 

BATTE'NTl, agg. che batte, Batttnte, 

BATTE'NTl, s. m. quelia parte dell' imposta d* usclo o 
fineslra, che batte nelio stipito, arohitrave, o sogiia, 
o neli* altra parte dell impodU quaudo si serrş» 2fo(p 
titojo, 

BATliA RI, vedi VATTIA'RI. 

BATTIATU, vedi VATTIATU. 

BATŢ1C0*RI, s. m. palpitazlone di cnore per eccessiva 
paura, e pigliasi anche per 1' istessa paara, Batticwn^, 

'BATTlLrNGUA, s. f. T. di bot., Gauum ifjRtitB L. 
piania che scrpeggia sul suolo, ed ha de* viticci» con cui 
si attacca a tutto ci6 che tocea, ApaHne, 

BATTILO RU, vedi BATTITU'RI, n. 2. 

BATTIMA NU, s. m. Plauso. 

BATTIMB'NTU, s. m. ii battere, Battimento. -^ 2. Per 
le flnte zuffe teatrali tra due o piii, Schermarglia. — 
3. Per un parlicolare arlifizio, che iisano i noştri raz- 
zai per imitare le moschetterie. 

BA'TTIRI, V. att. dar percosse, bnsse, picchiale. Bat-. 
rare. — 2. Batliri Iu suli , vale percuotere ii sole. — 
3. Batliri li mânu , vale applaudire battendo palma 
a palma. — 4. Băltiri Iu tempu, vale balter la musica. 

— 5. A batliri giuslu, vale esalUmente. — 6. Nira un 
batliri d' occhi, vale in un momente, in un islam», . 
In un batter d* ocehio.^T» Jirisi a băltiri, vale far 
duflio, DueUare. — 8. Batllrisilla, vale aodar in gran 
fretla, Battersela, — 9. Batliri 1' aii, vale volare Bat- 
ttr V aii, — 10. Băltiri sempri na cosa, o pXire Bălti 
Martînu sulta Iu pipi , o sutu Iu pedi di Iu piru , 
modo prov., e vale non cessar di ripetere le cose giă 
delte, romor iullo iteuo propotito. — 11. Băltiri la 
ritirata, nel senso proprio, vale Suonar la ritirata, o 
a ritratîa, Fig. vale recedere da un impegno, riOnare. 

— 12. Batliri mnniia, vedi CUGNA'RI. — 13. Batliri 
per rintazzare , persuadere , conviucere: p. e. Taniq 
Iu batliu, pri flna chi dissi si. — 14. Jiri prî băltiri 
ed essiri ballutn , modo prov., e vale avvenire luito 
ii contrario de* noştri pcnsameoti e preiensioni.— 15. T. 
del giuoco di carte detto Trbsbttb. — 16. Batliri sem- 
pri na slrata, vale Calcar U steue v€$tigia. 

BaTTISIMAXI, agg. di Battiswc, f9tt€9imal9. 



BEN 



» iii c 



VEi 



BE\IVCLE*NZIA, Tedi BENEVOLE'NZA. 

BE*NNA> 0. f. striscia o fescia che s' arfolge al capo , 
Benda, — 3. Si dica anehe BBWBrA qvella ehe cnopre 
gli occhî, onde aUri non Teda» Benda. . 

BENNA*R1« T. ati. da Bxirif A, eoprir gli occbi con ben- 
da, Bendan. — 2. Bennari V occbi ad ann, fig.* Tale 
illoderlOf farid traredere, offnscare la mente, Bendart, 

BENNA'TU, agg. da Bbnnami, Bendato. 

BEN-NATU , agg. di bnona atirpe , di scbiatta nobile , 
Bennato, — t. Per onesto* beneâco, di buona natnra, 
Bennato* 

BENSERVI*TA, s. f. licenxa che si dă aUrtii per iscHt- 
tara, in altestazione del buon senrizio ricevato, Ben- 
ffervtfo» 

BENSl', posto avv. modo afTermaiivo, S\ bene, 5), Benth 

BENTINU'TC, agg. dicesi di checchessia ben coatodito 
e ben conservato, Bentenuto» 

BE.NTRUVATU, s. m. Bentrovato. 

BEN TURN ATU, 9. m. ii buono ritorno, ed i aggiunto 
ron cui si salata colui, cbe ha fatto ritomo, Bentor* 
nato* 

*BCNU*NT, aw. accresc. di Bnci, Benone, 

BENTINUTA , 8. f. salutazione che si dă nell* arriro. 
Dări o Farl la benYlnata, Dan ii ben tornato, 

BENVINUTU, agg. Benvenuto. 

BENVrSTU. agg. acceito, gradito. caro, Benviito, 

BENVISTU'TU , o BENQUASA*TU , si dtrc di persona 
mediocremente agiata, cai non manchino cerţi comodi 
di Tita. 

BENVULT'RI, s. m. benevoglienza, benivolenza, Benvo- 
lere, — 2. Piggbiari a benvniiri, vale spicgar benero- 
lenza, e patrocinio per ialnno, Volergli bene. 

BENYULU'TU, agg. amato, Benmluto. 

BE*RBERI , s. m. T. di bot., Berbkris ruLOAwts L. • 
fierhero , Creepino , Spina acida , Berberi ordinarii. 
Tianta che ha i fiori in racemi, alle ascelle i pnngi- 
glionî in forma dl stipula, con tre o pih punte, le fo- 
glie cigliate. aeghettate. Nasre alic Madonie e aU'Etna. 

BERGAMO'TTU, 8. ro. T. di bot., Cnnus medica L. 
Pianta che ha ii porno camoso diviso in molti spazii 
ripicni di corpi sngosi, le foglic articolate col piccino- 
lo, i picciaoli lineiiri, Bergamotto, Cedrato. - 2. Ber- 
gamotla, ^ anche aggiunto di una sorta di pera [Pi- 
nvs coMMUifis L.)> Bergamotto. 

BERrUJI, s. m., h pei giojellieri una spezie di rubino 
o foffiro diversamente colorato, oggidi gemma simile 
al cristallo, BeriHo. 

BERLINA, 5«. r. sorta di castigo che si dă ai malfatiori 
con esporli al pubblico in un luogo che pnr si chiama 
Berlina, Berlina. — 2. Mettirî a la berlina, vale srber- 
nîre uno pubblicamente in pena di dclitto; e si dice 
anche per simil. del fare che altri sia schernito, Jlef- 
tere alia berlina. — 3. 1^ anche nna specie di pena 
împosta a chi ha perduto nei giuochi di socictă, dctti 
tra noi di pinitenza. 

BERUNGO'TTU. s. m. apezie di carrozza. 

BERLrNU, s. m. color ceruleo da Berlino ove fu ritro- 
vato. . 

BERNI'SCU, agg. giocoso, faceto, Hdevole, Bernetco. 

BERSO*, s. m. qucIP arco cbe formaşi carvandosi a bella 
posta i râmi degli alberi messi a filări , sotto cai si 
ha comodo di passeggiare, Certhiaîa. 

BE'RTA. vedi PA'NZA. 

BERZUA'IJ , 8. m. calce carbonau pisolitica: variată 
alia qualc si i dato ^uesto nome, ţerch^ composta di 
concrezioni sferoidali del volume del piselli, formate 
di straii concentrici asaai distinti, che hanno quasi sem- 
pro nel eentro un granello di sabbia. II colore di que- 
ste concrezioni i bianco giallasiro, BeiMuorrOf Bel- 
mor, Bixoar, Pieolito. 

BESTE'MIA, 8. f. empla parola profferiu contro Dio, o 
le cose sânte, Beetemmia. 

BESTEMIA'Rl, v. n, dir beatemmie, maledire, Betiem- 
miart. 



BESTEMIATRI*CÎ, v. f. che bestemmia, Beiiemmtairhi» 

BESTEMIA*TU» agg. da Bbstsihari, Betîemmiato, 

BESTEMIATU'RI, v. m. che bestemmia > Beitemmiă» 
tare* 

BE*STIA, 8. f. nome generlco di totti gli animali bra* 
ti, Aiorrh^ degl* insetti, Bestia. — 2. Per met. si dicfl 
d* nomo senza discorso. e che abbia costtiml » o fbc- 
cia da bestia» Bestia. E per inginria ai diee BliTlA 
B poRCo I — 3. Senza nh asinu nî bestia, modo prav •, 
Impensatamente. Jmpertinentemente^ ViHanam9ni§. 

BESTIA'Lf» agg. da Bestia, simile alia bestia, foor del- 
r uso della ragione, Bestiale» — 2. Per grande» 8ai» 
surato, oltre nostm uso, Bestiale. 

BESTIAMTA*, s. f. astratto di Bestiali. BestiaHtâ, — 
2. Per asineria, asinită, Asinaggine. 3. Per cosa dl 
niun momento, e di cui pa6 farei a mcno, Baxteeo- 
le, Bazzicatare, Ciance, Breseiolde. — 4. Per 16 pec- 
cato dcila bestialită, Bestialită. 

B£<;tiALME\\TI. aw. con bestialită, da bestia, a modo 
di bestia. Bestialmente. 

BESTIAMA'RU, vedi VISTIAMA'RU. 

BESTIA*MI. s. m. moltitudine di bestie, ma dicesi co- 
mnnemente delle domestiche raccolte in greggia» in 
armcnto. Bestiame, vedi VISTIAHI. 

BESTIA'ZZA, vedi BISTIA*ZZA. 

BESTIIJNA'ZZU, vedi BISTIUNA'ZZU. 

BESTirWl. vedi BISTIUNI. 

BETTA LA NEVULA , k un nome , che unlscesi «em- 
pre al vcrbo Jiri p'»r esprimere V andare , ii venire • 
îl vagare senza alcun profltto: p. e. Ajn jotn na jur- 
na(a coma Betta la nevula pri nenti, e pri noddu. 

BETTOMCA. vedi BITTONICA. 

BIA'NCA RUSSI'NA, vedi BRA*NCA URSÎ'NA. 

BIANCARrA , s. m. ogii sorU di pannolioo dl color 
bianro, Biancheria. 

BIANCA'STRU, agg. che tende al bianco, BHancasiro. 

BIANCHETTU , 8. m. materia di color birfnco , cavaU 
per forza d' areto dai piombo, carhonato dl piorobo» 
la qiiali" serve ai pittori per colore, ai medici per fare 
empiflstri , Binccn. 

BIANCHIAME'NTU. vedi ABBIANCHIAME'NTU. 

BIANCIII'A RI, vedi ABBIANCHIA'RL 

BTANCHINU'SU, agg. bianchetto, Bianehiceio, 

BIANCnrzZA. s. ir. astratto di BiANcr, Bianchexga. 

BIA'NCU , agg. di color bianco , Bianco. - 2. Tllora » 
vale canuto, Bianco. — 3. Carta bianca, vedi GA'ETA. 
— 4. Armi bianchi vedi ARMI. 

BIA'NCU, s. m. uno degli estremi del colori , oppoato 
al nero, Bianco. —2. Bianca d'ovu, AlbumCf IHotia* 
deir t/oro. - 3. Di pimtu mbiancu, vale orizxonlalmeo- 
tc. Di punto in bianco. E figurat. Pigghiari ad owi 
di piintu mbiancu , vale conlraddirlo per ogni noD- 
niilla. — 4. Fari a vidiri Iu bianca niuru, e la nhini 
bianru, vale dar ad intendere ad aleano una cost per 
un' alirs, Hiostrare, e far vedere ii bianco per nero» 

BIAVCCLI'DDU, agg. dim. di BiANcr: dctto per ve«o» 
Biancolino. — 2. Per aggiunto ad una. sorta di pere 
primaticce. 

BIANCUMANCIA'RI, s. m. dh-esi una sorU di vivand» 
di latle rappigliato a gnisa di gelatina , mescolatovi 
zucchcro ed amido, Biancomangiare. 

BIANCCRA. s. f. bianchezza. Bianeore. 

BIATrDDU, csclamazione dinotante contentezza» J^eaCo 
Ini. 

BrBBIA, s. f. voce colla qnale si chiama ii corpo della 
sacra scrittnra, Bibbia. —2. Per Io volume della bib- 
bia, Bibbia. 

BIBLIOTECA, vedi LlBRARtA. 

BIBLIOTECA *RIU, s. m. colui che soprintende ed bt ii 
governo della libreria, BibUotecario. 

BICCHE*RI, s. m. vaso per oso di bere, Btcehiere. 

^BICCHI'GNA , RuiA CAPRINA , s. r. T. bot. , HfVMU- 
cvM atnciMum L.» pianta, che fiurisce Della state nei 
Iiioghi fresebi, ed vmidi, Iperico, 



BIC 



» 113 <c 



hIG 



EICCnrGNU, s. m. diccsi Arîri la mali bicchigoa per 

ischcrno «d iiomo che paiisce corizza. 
ilCCai'NA* 6. r. iielle coocia di beeco. 
BICCHrNU» 8. m. Beecuceio, yedi BE'GGD. 
HCCHIRE'DDU» 8. m. ditn. di Bicghbri» BieefUtretto, 

Bicehiertiolo. 
BIGCHIRINE'DDU > 8. m. dim. di di Biccdirinu, Bie- 

eUcrillo. 
BlOCHIRrKII, 8. m. dim. dl Biccobri, Bicchierino. 
BfGCHlROTTU» 8. m. bicchiere alqoanto grande» Bie- 

tkitrotto, 
BIGCHIRlTM » 8. m. accresc. di Bicchbri , Bicchi^ 

ronc. 
BlOCirif I, 8. m. ii fetore delle pecore, capre, e sfmili. 
BIGO*CCA« 8. (., irale jiropriamente piceola rocca , Bi- 

cocea, Biecieoeca. ^ 2. Dicesi per dispregio di paese 

da oalU. 
BIDDA*€A, 8. f. fogna, 8maltito|o, Chiaviea. 
BIDDACA'RU 9 8. m. colai che ha cura delle Togne , e 

che ToU i €6881 ctvandone io stereo, Kofoeetto, Fo- 

fnajuolo. 
MDDA'ZZU» agg. frmeo» vegeto, di hnoiia cera, .F!ra- 



NDOroCHIU. agg- Tezzegg. di Bsonn, BelUno. 

BlDDrcU, Tedi VIDOrCU. 

BIDDI*ZZA« 8. f. eoDTtDiente proponione delle parti e 
def colori» BtiUxza,^^, Ghi biddizza! etfclamazloBe 
diaounte Caoatl eventi, e per ironia coae ar verse. — 
3. Riddiiia e crianza nan ai ponno ariri , Prov. di- 
•ocanie la difficolU di aver iiniiamente dae coae fa- 
voreroU. 

BIDDO'GCCLIJ» agg. dim. di Bbddu, ben pieno, fresco, 
BMiceio. 

BIDDU ZZU, Tedi BIDOrCGUni. 

*fiIDt« s. m. mobile con recipiente d* aeaaa, ani qnale 
al sede per palire le parti basse , dai francesi chia- 
■Mto BioBT» e dt noi ad imitazione loro, Bidi. 

BIDKXJ4J* 8. B, colai che serve ad aniversită o acea- 
demie, BidtUo. 

BIDE'NTI» 8. m. straraento di ferro con doe denii a guisa 
di forca» e con an occhio o foro nella parte che uni- 
are tali denti e punte, entro cni ^ Tonnato un manico 
di lefoo per imorandirlo o adoperarlo come lappa , 
BiimU B. 

MEUmU» 8. m. Io spazio di dae anni, Bitnnio. 

BFFARA» 8. f. siramento da fiato aimilt al Oauto» di 
tmmm aeato, aperto neir estremită, e che ai auona di 
tiavefso* aofllando in un* apertura vicina air ano dei 
anal capi. Piffero, Pilf$ra. 

BrPARA n*cn, vedi Frcu. n. 2. 

BIFARA'RU, 8. m. suonator di piffero, Piffero, 

BIFARE'DDA, 8. f. dim. di Bl vas A, Piffnina. 

BITPA « 8. f. T. degli agrimensori » bastone. pertica, o 
aiflule eha ai planta in terra, eon in cima on oggetto 
o scopo bianco come pezzoolo di carta, onde poterlo 
oaaaitaK a notabil disunza , per tragoardare , levar 
di piaBta* Bifa. 

*BIFO*Rlfl, agg. dl dae forma, di dae aembianze, Bi- 

*BIFRirNTI f agg. , che ha doe fronti » due facce, Bi- 

fronte. 
BIFUHGU 9 8. m. scellerato forfiinCe , furbo degoo di 

forca» ceffo d* appiecato, /mpteeoteUo. 
BIGAJirA, 8. f. mairimonio contratto con dae persone 

aair isteaso tempo; e Io stato di eolai che i passato 

a seeonde nozze. Bigamia, 
BrCAMU , 8. m. nome che si dă a calai che ha avato 

dna BBOgll SQCceaaive, o abbla aneor diie moglt YlTen- 

ti, Bigamo. 
BIGGHIE'TTU, Yedi VIGGHIB*TTU. 
'BIGGHIO'LD. vedi BUGGHIO'LU. 
*BIGLIARDE*RI, 8. m. colai» che tiene, o ehe praaade 

al giooco del bigliardo. 
*BIGUA'RDU 9 8« m. nome di qa/A giooco , cha tneha 



dicesi Trueco a tawla , Bigliardo, *- *S. La ta voia 
stessa acconpia a tal giuoco, chiamasi Bigliardo. 

BIGOTTA, f. di Bigottu, graflliasanti, ipocrita, San- 
tessa, 

BIGO'TTU. vedi IPPOTRITA. 

BIGU'RDU, 8. m. Io stesso che bagordo, asta, arme of- 
fenslva, Bigordo. 

BILANCIA'RI, V. n. aggiustare, considerare, iritamente 
disaminarc, Bilanciare. 

RlLAiNCIA*T(:, agg. da Bilanciabi, BUanoiato. 

BILA^Xi*^U, s. m. quella parte del calesso a cui si at- 
taccano Ie tirelle del caval Io di faor delle stanghe, J9»- 
lancina, Bilancino, 

BiLA'NCIU* s. m. pareggiamento, comparazione, Bilan' 
eio. - 2. Per ristretto di conţi, Bilancio. 

BVUf 8. f. ano degli umori del corpo che si genera nel 
fcgato. Parte di esso entra nella cistifellea, e chiamasi 
bile cistica; parte va diretiamente agi* intestini , e 
chiamasi bile epatica. Bile, — 2. Vale eziandio collerat 
Bile. — 3. Atraoili chiamavano i modici-autichi ii sup- 
posto umore melanconico alterato. Atrabile, 

*BILlA*RiU, agg., che contiene la bile, e si dice deila 
vescichetta del fiele. BUiario, 

.BILrCl , s. f. spezie di cassa , o di tasca , per uso di 
trasportare robe in viaggio, Valigia, 

BILI'NGUI , agg. voce latina, che si usa metaforicamente per 
significare colui, che non paria secondo verită, ma ora 
in un modo, ora in un altro, BilingM, 

*BILlirNI» 8. m. T. aritm. miile milioni, Bilione, Bil- 
lione, 

BILIirSU» agg. da Bili, quegli in cui soverchia la bile, 
Bilioso. — 2. Per adiroso, stizzoso, Bilioio, 

BUXVFII, vedi MILLATII. 

BrLTRI. dicesi per ischeruo ad uomo vile e da nulla. 

BIME'STRlt agg. di due mesi, Bimestrt, - 2. Per sorta di 
rendite ehe in Palermo pagansi a bimestre dai Comune. 

BlMOrCHI ! esclamazione con che s' esprime dovizia, co- 
pia, pinguedine, ec. 

BlNIorcIRI » v. att. pregar bene da Dio alia cosa che 
si benedice; ii quale atto per Io piii si fa alzando la 
mano , e movendola in segno di croce , Benedire. — 
2. Diciamo di cosa che sia cară, Lu signuri la bini- 
dica, e vale Iddio la prosperi c la protcgga. — 3. Tanti 
mânu l)iu li binidiissi, Prov., che vale venirsi pih fa- 
cilraente a capo deli' opera, quando molti vi si impio- 
ffano. Dicesi anche ironicamcnte. — *4. Vossia biol- 
dica, modo di salnto dl un suddito ad un superiore. 
— *5. Lu signuri ti binidica , o assolutamente Binl- 
dittu, risposta di un superiore ad un suddito. — '6. Bi- 
nidiciri na cosa ad unu, concedergliela di buon gra- 
do, o non ridomandargiiela, se prestata, Benedire una 
cota ad aUuno, — *7. Mannari ad unu a farisi bini- 
diciri, levarlosi d* attomo sdegnali» HHandare uno a 
ţar benedire, 

BlNIDrTTU. agg. di BiNimciai, che ha avuto benedi- 
zione, o merita d' averla, Benedetto, 

BINlDiZlO'NI, s. f. Tatto del heaediref Benedixione, 

BINIGNA'RI, V. n., e n. pasa., dimostrare con gentil ma- 
niera d* apprezxar altrui e Io cose sne , e particolai^ 
mente aV inferiori, Degnare, Degnani, — 2. Per io- 
chinar r animo, Degnani, 

*BIOGRAFI'A, 8. f. storta della vita di chicchessia, Bio- 
grafia, 

*BIO*GRAFn, 8. m. scrittore di biograBa, Biografa. 

BFRBA, 8. f. allearia, gioja, fesu, passatempo, e si- 
mili; onde Fari la birba* vale darsi buon tempo, stare 
in allegria, sguazzare, Far tempone, Darsi tempont, 
Aver tempone, 

BIRBANTAR1*A, s. f. azione iodegna, Birhonata, Bir- 
boneria. 

BiRBANTATA, vedi BIRBANTARFA. 

BIRBA*NTI» s. m. birbone, che non conosi^e decoro, Bir- 
bante, — 2. Birbanti cuirordioi» Yale in estremo gra- 
doy Furbo in cA«rmMi. 

15 



BIR 



» Iii c 



BIS 



BIRBANTUNVZZU, Tedi BIRBANTD*M. 
BIBB.VNTU'NI» s. in. acer. di BiasAXTf, BirboM* 
BIRBU'RI, Yedi Bi'RBA. 
BIRBI'NA, 8. f. T. di bot., Vermenâ oPFiCiNAUML.t 

piaDia cht ha Io slclo quadriangoiare, circa dae piedi 

alto, ramoso; Io foglie opposte, sbrandelUto, an poco 

grinzose , scssili; i flori piccoii , di an color vioietio 

pallido, in ispighe sottili, ramose e torniinanli, Kfr- 

hena, 
BrRBU. Tedi BIRBA'NTI. 
BIRBU'NI, vedi BlRBANTir.M. 
BlRGUXARrA, s. f. cosliiini ed aziuni da briccone, fur- 

fantcria, gagUoireria, Bricconeria, 
BIRGUM, vodi BRiCCUNl. 
BIRlBi*SSU , s. m. nome d* un giuoco d* azzardo a ta- 

voliere , ctie si fa con una paliotlola o con dadini , 

Biribiiso, 
BIKIXLU, vedi BERI'LLU.. 
BIRLINGOTTU, vedi BERLINGOTTU. 
BrRRA, s. f. sorta di bevauda, cho si compono per Io 

piti di biade macerate, ed iisanla quei popoli, ohe nei 

ioro paesi non hanno vino, Birra. 
BrRRIGU, s. m. veste che usano i villici inaino airom- 

bdico. 
BIRRIO'LA, s. r. piccola berretta, Berriuola, 
BIRRI'TTA^ s. f. coperta dei capo fatta in varie fogge, 

e di varie materie, Bemtta, ~ 2. Birritta parriaisca, 

Bernlta da prete, — 3. Birritta parrinisca , T. bot. 

Eco.yiMus Ăhiiopxus L., pianta che ha i flori ed i frutti 

Cer Iu piCi divisi in quattro parti , le foglie spiccio- 
itc coi dooti a sega » Berretta da preu, SiUo, Fu- 
taggine, -^ 4. Cu tutti cosi si joca fora di li vâri la 
birritta a Iu tignusu , Prov. , e vale che non d mai 
bene per un nonnalla ualesarc i vizii altnti, o par dir 
cose spiaccvoli inoanzi a certe persone. 

BIRRITTA'RU, s. m. facitor di bcrrcttc, Berrettajo. 

B[RRITTA*TA, 8. f. tanU qaantit^ di cose, qaanto ne 
cape una berretta. 

BIRRITTA'ZZA, s. f. pegg. di BinaiTTA, Bemsffoccia. 

BfRRlTTEDDA, vedi BIRRITTI'NU. 

BIRRfTTrNU, 8. m. bcrrctu piccola combaciante al 
capo, Berrettino. 

BIRRITTIINA'RU, vedi BIRR1TTA*RU. 

BIRR1TTUNA*ZZU, vedi BIRRITTAZZA. 

BIRRITTU'NI, s. m. berretta grandc, Berrettone, 

BIRTC'ZZA, 8. f, T, di st. nat., Simia silvanus L., 
poppante che ha ti capo ovalo oblungo; la faccia corta 
c piatta; le braccia cortc, le natichc nude» Bertuceia, 
Bertuccio, Scimia oomune, vedi MARTU'ZZA. 

BISA'VU, s. m. padre dell' Atu, vedi A'YU. 

BISA'ZZA, vedi VISA'ZZA. 

BISBE'TICIJ, agg. stravaganto, fantastico, Bitbttieo, 

BISBIOGIIIU, s. m. ii suono cho si fa in bisbigliando, 
bishigliamenlo, Biibiglio, 

BISCO'TTU, vedi VISCO'TTU. 

BISCUTTA'RU. vedi VISCUTTA'RU. 

BISCUTTE'DDII, vedi VISCU TTEDDU. 

BISCUTTI'NU, vedi VlSCCTirNlJ. 

BISE'Si , 8. m. phir., modo basso , sinonime di testi- 
coli. 

'BISESTMJ, agg. che ha ii hiscsto, BUettile. 

BISE'STU* , s. m. 6 qucl glorno cho ogni qnatiro anni 
si aggiungc ni mese di fcbbraro per aggiustar V anno 
col corso dcl sole , cd 6 tra ii 2i e at( , BUetto, — 
i. i anche noroc dcll* anno che ha ii bisosto, H^e- 
fffo. — 3. Fari na cosa 1* annu biscstn, modo prov., e 
vale farJa da qui a molio tempo. 

BISINTERIU, s. m. membrana che nasce da alcuno ver- 
tebre doi lombi , alia quaie stanno attaccati gl* inte* 
stini, Me$9nterio. 

BISLA'GGU, vedi SBILVCGU. 

BISMU'TU, vedi MARGASITA. 

DlSO'GNd, 8. m. maocamento di quella cosa di cui {n 
qualche modo si pu6 far scnza, c importa meno che 



necessitâ, la quale h mancamento di qacUo di che non 
si pu6 fare scnia in modo veruno, Biiogno» '•^%, Pren- 
dcsi anche per le necessită corporali , V andtra del 
corpo, Biiogno, 

Brsu» 8. m. T. di st. nat., tonno giovana, cbc non ha 
ancor un anno, Pelamida, 

BISTIVLI, vedi BESTIALI. 

B1ST1A*ZZA, s. f. pegg. di Bestia, BBttiaeda, 

BISTIOLA, 8. f. dim. di Bbstia, Bettiuola. Rtitie^ 
eiuola. — 3. Dicesi anche a pcrsona di poco tenno» #§• 
itiuola. 

BISTIOLU. vedi VISTICTLU. 

BfSTniLE'DDU, vedi VISTIULEDDK. 

BISTIUNA'ZZU, agg. pegg. di Bistiuni, Bestianattio. 

BISTIU'NI, 8. m. bestia grande,,ma dicesi per mat. dt 
uomo flero e bestiale, Bistione, 

BISTO'RTA, s. f. T. di bor., Poltgouum MUToarA L., 
pianta che ha ii caule semplice spiegato; le foglia 
ovate , la rădica storta come un aerpente , TestiU dî 
SQtlile negreggiante corteccia , la cui virtii ^ wtiln- 
gente, Biitorta, 

*BlSUGNA'Nt[, detto assolutamente si «dopera per mo- 
strare, in caso dubbio, an' approssimazione alU 'oa^ 
tezza: p. e. Bisugnapti ca nun ti cuoviani^ e aimlU. 

BISUGNA'RI, vedi ABBISUGNA'RI. 

BISUGNO SU, agg. che ha bisogno, Biiognoio» 

B1TT0*NICA, 8. f, T. di bot. Betomica oppicutâum L., 

{>ianta che ha gli steli aemplici, diritti, a coapoglio; 
e foglie opposte , picciolate , cuoriformi > bUUmxlie, 
grinzose, eoa deoti rotondi; i flori rosai, TerticeUati, 
a spiga interroita, Bettoniea, Brittonica» 

BITU Ml 8. m. minerale aiitoso, agevole ad abbniclara 
Bit urne. 

BITUMlNirsU, agg. che genera biturae, che ha dcl Vif 
tumc, Bituminoso, 

BIVA'NNA, 8. f. materia da bere, o semplice o compo- 
sta, e per Io piu si dice di cose medicinali, B9vamia, 

BIVE'Rl , 8. m. ricelto d* acqua murato comunemaata 
per usi) di conscrvar pcsci, fivajo, 

BIVIRVGGIU, vedi VlVfRAGGIl]. 

BIVIRATU'RA, vedi ABBIVIRATC RA. 

BrviRl , o vrviRl f f. n. ed att. , prender por bocea 
vino o acqna , o altro liquore per cavarsi princlpal- 
mente la sete. Bere, Bcvere, —2. Daticci a Uvin a 
ssu sumeril modo prov., e dicesi per rimpncdara 
chi ha fallato , ma con aria ironica , qoasi ol 'MOfo- 
risse Evviva, proflttando della medesimită nâ ano- 
no, che ha tra noi ii verbo Viviri tanio per Vivmh 
quanto per Bere. 

BlYiRU'Ni, vedi VlVlRU'NI. 

BIVITU'UI, vedi VIVITU'RI. 

'BIUXNrsSIMU, agg. superi, di Bicjnnc, BîontftiaAna. 

*BIL'N\rzZA, 8. f., astratto di BioxDO, Biondtita, 

BIU'NNU, agg. di colore tra giallo a biaoco, ed h pro- 
prio dei capelli o peli, Biondo, 

BIUNNUU'DDU, s. m. T. di bot. Centauea cemtâveiCM 
L., pianta che ha le squammc ovate; le fogUa pena- 
te; le fogUoltne scorrenti , coi denti a sega, Cen* 
taurea, — '2. Agg. diin. di Biun'nu, alquanto blonda, 
che tira un poco al bioodo. 

BIVUTU. vedi VIVD'TU. 

BIZZARRfA, s.f. astratto di BiiiARao, Caprtoato, Bit' t 
xarria. — 2. Per cosa biztarramente inventata e com- 
posta, Bizioria, — *3. Per sorta di aşrume di figaia 
irregolare, cho ha del cedrato, e dell araneio, Bii- 
zarria. 

BIZZA'RRU, agg. singolare nelle azioni, ne* modi, o ad 
puarlare Caprieeioso, Bixxarro. — 2. Per vivaco o afi- 4 
ritoso, Bixxarro. 

BI'ZZI , Nun putiri diri bizii, iftodo esprimenta 11 noi j 
poter dirc cosa alcuna, parlando sempre an altro delU « 
brigata, Galixia, Non poter dir galixia, — *2. Sigoi- g 
fica pure, tăcere per convinzione, Ammutolin* 

BIZZO GGA, 8. f. colei che porU abito di rcligiona, «undo ^ 



BLA 



» 115 a 



BON 



olo, Pintocehera, Bizxocca, — 2. Per coleii che 
I U Tiu spiritualei Pinzoechera, masch. rinioe- 

Bizioeeo. 

r!fE*TTlIf sost. Dl. dim. di Blaxdum , tor- 
u 
TKI t 8. m. candi'la groasa di cera , Cero, — 

la vite deliu strcttojo, Chioeciola, 
PEAf s. f. gentilezza c afDibiliiâ, che si scorge 
itti e nelle parole alinii, Piacevolezza, 
k'KlS.9 s. f. T. di bot. Veiidasccm blattakiâ 
it ifTalto simile al vcrbasco, scnoarlie ha le To- 
h, bianche» e ii (iorc di color giullo dorato, Erba 

ia tignuole, o Blattaria, 

i •• m. T. niilit. , assedio posto alin larga e 
U tiro del cannone nemico, per iiiiţvedire ogni 
I ad una piazza che si vuole espug lare airamaii- 
Biocco^ Bloccatura, 

Af s. f. T. del comm., tessiiio rado di seta per 
itî doiiDcschi, a colori, o biao<'Of c di grandc 



Eiunto di colore , alquanto piii pieno del cilc- 
e anche si dicc tarchiiio, Azzurn}. 
Elf T. n. asscdiare alia larga, pi^liando i po- 
cio'chd non possano enirare i vi veri ed I soe- 
lla piazza nemica, Bloccare. 
TU» agg. da Bluccari, Bloccalo, 
, 8. r. corpo di figura rofOiida: e special mente 
ide di quello di Icgno per uso di giuoc.irc, Păl- 
im Per vaso da sli Ilare o da conservare liquori , 
Itrl &iinili usi» Boccia. 

1. r. percossa che si dâ colle punte dellc dita 
■ance gonfie. — 2. Per quclla parte del maai- 
«lla camicia che ei«ce fuori dolia veâle. 
« ID. carnetice, ina.iigoldo, Boja^^l, Dicesi 
iltrui per iiigitiria, Boja. 
L m. T. di st. nat., O^ra rossa, molto somi- 

alla sangiiigna, detta anche rubrira, o matita 
pid roinpatta per6, e d' un rosso lucno vivace. 
•ceva n>o altre volte in medicina come essic- 
ed astringente, Bolarmenico, Bolarmeno, Bolo 
I. 

3, 8. m. cotone filato, Bambagia. 
• 8. m. pianta delle Indic i di cui polloni ser- 
i bastoncelli, Bambă. 

'SSUi 8. ro. T. di mar. quell* albcro della nave. 
Mito suUa rota di pnii, e 8pf>rgo in fuori di 
omyre$$o, 

DI f o liOMPRU'DI TI FAZZA , e simili , si 
per augurarc altrui bene, rallegraodosi di qual- 

feliciia, Buon pro ti (aceia, 
08to avv., vale io stesso che Bbdda! 
U'KIL'* s. m. desiderio espresso di fausto av- 
Buono augurio, 

JRllJ'SC, agg. che porta buona ventura, suc- 
irtunato. 

k7<kU, s. r. ci6, che si dă ad alcuni operai» e 
•nncnte ai cocchieri da nolo al di li della cotl- 
et Mancia, Buonamano, 
|I0*R1A, vedi BONA'MMA. 
IA» o BONA'RMA, parola composta, e dicesi 

•I paria di alcuni trapassati, vale La buona 

ti» parola composta, o vale Buono annOf c pu6 
nodo di salutare. — 2. Prov. Senza diri n^ bon- 

ni bonannu, vale senza permissione, arbitra-, 
Cff e con modi zoiici, o inurbani, Inurbana^ 
— 3. Chi ti vegnanu centu bonanni i specie di 
aioDe ad un fatto altrui, e tal voi ta ^ ironia di 

vuoie imprecare ad alcuno che ha errato. 
TTl, parola composta, modo di salutare di se- 
ehe dl liccnziare chi non vogliamo d' intorno, 
lOlfe. — 2. Detio assolutamente â interiezioDO 
perde la speranza di qualche bene ,o guasta 

cosa di Lei Io irreparabilmcnte. — 3. Bona- 



nottl a Ii sunaturi , modo prov. » t osasi nel riusci- 
mento di alcune cose contrarie aii* aspettazione. 
BONAPA'SQUA, parola composta, modo di corn pK re col 
fare buono a igurio altrui nel dargli la buooa pasqua, 
e si usa nel tempo pasquale. 
BONAPE'ZZA 9 parola composta , e dicesi ironicamentc 
per iugiuria c vitiipcro au uoino scostumato e vizio- 
so, impiccaicllo , Impiccato, per esser quasi incrite- 
vole di forca. 
BONA'RIU. agg., vale fatio d*accordo, e senza litigio. 
— 2. Accordiu lionariu » dicesi ii convenire amichc- 
volmentc iu una co;i(rovcrsia cessando di piatire. 
BONA'RMA, vcdi BOXA'MMA. 
liUNASlRA, vcdi PON'A.NO TTl in tulti i sensi. 
LONAVO'GGIUA , s. m. uoiiio che serve per merccde , 
non furzato, al ri'ino. Buniavoglia, — 2. Per siniilit. 
dicesi di chiiin(iuc, scuza apitartencrsegli, cntri a far 
checchessia, Bu^navoglia. — 3. ^ pure sinonimo di 
Spcrcatc. 
*i{O.NGlO'KNU» modo di salutare, augurarc ii buon di, 

Buongiorno. 
BONGU'STIT, s. m. T. delle arti, qualitâ che si riceroa 
neir artefice. Oucgli dicesi avcr BoNousrt* nel 1' arte , 
a cui piace cio che ^ ottin:o, e che sa con retla e ben 
fondata rag^onc disiingncrc o elrggere le cose piîi belle 
e luiglioii, c riii tare quelle che nou sono tali, Buon- 
gitsto, -- 2. A bon gusta nun ce' t prezzn, Piov. assai 
chiaro. Per conseguir cosa, che vogliasi onninamen- 
te, non si pon mente alia spi*sa. 
BOM'FICA , s. f. promessa del iiiallevadore , MaUec9' 
ria, — 2. Per Io meiiar buono e conteggiare i denari 
pagati, o ii credite che si pretende* BonificamentOy 
Bonifieazione, 
BOMFICAME'NTU, vedi BONIFICA. 
BOMFICA'Ri, v. att. cutrar inallovadore, Alallevare, — 
2« Per menar buono o conteggiare i denari pagati e 
ii credito che si preiende, Bonificare, 
BONIFIC A'TU, s. m. dicesi colui, per cui si ^ entrato 

mallevadore. — 2. Per Beat^icato, 
BONlFICATtVRI, v. m. quegli che proinctte per altrui, 

ohhligando si^, e ii suo avere, 3IaU6vadore, 
BONIFICAZIOM, vedi BONIFICA. 
BONrsSIMC, aj^gett. superi, di Bont, Buoninimo, ^ 

2. Avv. supen. di Bem, Beniuimo, 
'BONO'MU » volendo chiainare uno di cui non si sa ii 
nome si dice Buan' uomo, h parimcoti Buonadonna 
a femaiina. 
BONPASSA*GGIU > s. m. protezione , favore talora in- 
giusto per alcuno, nel dissiumlarne i inalfatliy Con- 
nivcnza, 
BONTA% 8. f. ii biionof e la buona qualilă che si ritrova 
in qualuuqne cosa, Bontâ, BonladCt Bontale. — 2. Per 
cortesia, bonarieti, dolcczia, sempliciti, Bontâ. 
'BONTE'MPC , s. m. tempo di gozzoviglia » bagordo , 

Buontempo, 
BO'MI» s. m. ii bene, Buono. — 2. Per cosa ben fatta, 

Buono, 
BO'NU • agg. che tin a sâ F appetito , ed d epitete di 
varii signiGcati, che sempre denota ecccilenza e per- 
fezioot» contrarie di malvagio e di reo; attribuito a 
uomo o 8 dote che appartenga ad esso, vale da bene» 
di buona qualitii, schietto, pio, lodevole, escmplarc, 
perfetto» eccellente, Buono,- 2. Per piacevole, gu- 
8toso, giocondo, Jliiono. ^- 3. Per prosftero, favorcvo- 
ICf felice, Buono, — 4. Per molto grande, Buono, — 
5. Per ODorevole» nobile, Buono. — 6. Per ntto, ido- 
neo. acconcio a checchessia, proporzionato, Buono,-- 
7. Per valenţe , pratico , Buono, — 8. Pigghiari c;i 
Iu b*)nut modo prov.| e vale accarezzare e indurre al- 
trui alle sue voglie, 7ra6ontrf » Imbuonire, Piii per 
procacciarsi bencvolenza, farsi grato» Aggrandirsi,^- 
9, Bonu bonu, qiiando ^ aggiunto ad uomo, vale ho- 
nario, semplice» credule, Di buona pasta. Se 6 av- 
verbio cosi duplicate, vale Io stesso che Ben btnc. Sa 



BON 



» 116 « 



Bcnr 



d impcrativo , Impone sileoiio, o Cfssaiione di ehec- 
chessia, vedi BA*STA. — 10. Bona bon* ^» posto atv., 
parola di cht s' adatta agii erenti i meno sfavorevoli» 
o di chi acquiata inaspetutaroente qualche cosa di 
pregio, o materiale, o no» Bene ita, E cosi di bonu 
DOD d diconsi le cose fatte alia rinrusa» o accomodate 
aiia peffgio. — 11. Fari bonu, vedi BONIFIGVRI. - 
12. A bona bon' k, vedi A. LA BONA. <- 13. Stări 
bonu, vale ridondare di agi, ricovcrar la sanită, esser 
accetto, ed aver intri osioheiza con alcuno. —14. Stări 
ntra Iu bonu, vale in biiono stato , o pure in buona 
speranza. — 15. Di bon cori, vale affabile, benigno, 
mansueto, liberale, umano. — 16. Sta bonu e la te- 
sta ci doli , modo prov. , fig. modo di rimproverare 
chi si querela dclle boone circostanze, Doleni di gamba 
sana, — 17. Vo* stări bonu? lamentaţi, modo prov. per 
indicare, che taWolta mostrandosi malcootento si aqui- 
6ta: similitudine presa dalia maggior cora che si ha dei 
malati quando si dolgono spesso. —18. Tantn sta bonu 
iu bonu pri fîna chi voii Iu malu, Prov., e vale» che i 
buoni non vanno esenti dalie molestie che possano arre- 
car loro i malvagi» anche caprieciosamente. — *19. Bonn 
ti staja, detto per ironia, osasi quando alcuno h ca- 
gione egli stesso di una sventura , QwU oHno dă in 
părete, tal rieeve. 
BO'NU! voce dinotante ammirazione, detta a maniera di 
escl|mazione, Capperi! Alle volte h ironia. E alle volte 
impone sileniio » o cessazione di aiione cominoiata , 
Alto. 

BO.WIA'GGIU, che volgarmente diccsi BoxaiAoaiu, po- 
sto avv. d modo di accomiatare chi piglia licenza* — 
S. Per interiezione. vale AUa buon* ora, 

BORA'CI» s.m. materia che si ritrova nelle miniere d*oro, 
argento e rame, che serve ai ramieri a saldare l me- 
talll, e facilitarne la liqaefazione. Borraee, Boraee, 

BO*RDU, 8. m. in marineria dicesi di tutta quella parte 
dcl vascello, che dai fianchi sta Tuor dell'acqua» Bordo, 
— S. Bastimcntu d* altu bordu, dicesi delle piii groase 
navi, come vascelli e Tregate, Nave d: alto bordo, — 
3. Fig. vale Gran bevitore. — 4. Jiri a borda » vale 
andare sopra la nave» imbarcarsi, Andare a bordo. -> 
5. Per frangia, lisu, o simile» di cho si fregiaoo, o 
orlano Ic vesti. Bordo, 

•BOBEA, vedi TRAMUNTA\NA. 

BORRAXI, agg. sottentrionaic, Boreale, - 2. Aorora bo- 
reali, vedi AURORA BOREAXI. 

BO*RIA, s. f. vanitii, ambizione» vanagloriai albagia, 
Boria, 

BORI'SSA, s. f. T. di bot. Iajmamă assua L.,pianu 
che ha Io stelo alto pid d' un braccio e mezzo » di- 
ritto, ramoso; Ic foglie caoriformi, appuntate, denu- 
te , sessili , e alterne al di sopra; i fiori porporini , 
brizzolati o bianrhî» a clocea terminale, e producenti 
una siliquetta quisi rotonda. Lunaria. 

•BOSCARECCIU, agg.. salvatico, somigliante a bosco » 
che ha apparenza di bosco, BotcKereceio, 

BOSCU, vedi VO'SCIJ, 

BOTANICA, s. r. quelia parte della naturale fliosofia» 
la quale inscgna a conoscere e disiingucre le plante, 
cho tratta della vita, nntrizione e propagazione » de- 
gli iisi e delle virtb delle medesime. Botanica. 

BOTA'NICU, a. m. si dice di colui che ba» e profasaa 
notizia deir erbe, Botanico. 

BOTAMCIj, agg. attenente ad erbe, Botanieo. 

BO'TRI . s. f. T. bo», ARTEMisiA vulgams L., planta 
chQ ha gli steli diritti. scanalati, porporini, ramosi; 
ic foglfe alterne, pennato-fesse, piane incise, bianche 
al di sotto, di un verde rupo al di sopra; i fiori ses- 
sili, in piccole spighe laterali , ascellari, che per la 
loro riuufone formano un grappolo Jungo, termlnantc, 
Artemieia, Canapaecia, 

BO'TTA, s. r. boito, colpo. percossa, T impetnoso an- 
dnrr di un corpo violenieraentc gittalu, Botta, — 2. Per 
ilUţrazia, sveniura , DUdetta, — 3, Per recidiva in 



qualche malattia, onde Essiri pigghiata di la 
vale Non ben guarito. — 4. Per colpo accerti 
maestro, che dicesi la Botta di Iu mastru. ~5. 
d*unzi, vale somme considerevoli di danajo. — #b 
di sangu, malore in cui ii sangue riscaldato* o 
sivo si determina alia cute intiammando qaelb 
te, e lasciandone per qualche tempo la traccit» 
di sangue. — 7. Bolta di chiummu » specie d' i 
cazione » quasi si desideri alia tal persona vm 
schettata. — 8. Botti di staţia» prendesi in bao 
in mala parte , e signiflca cosa di gran moaai 
di dure voie conse^nza. — 9. Dări dni botti 
fare con gran celerită. — 10. Ntra quattni bott 
slri leslu , vale trarsi di briga in an mooiei 
11. Nsignarisi a tutti botti» vale accomodarsi • 
— 12. Jittari botti, vale non entrar tosto In ] 
sito, ma farsi intendere cosi alia larga» a qoaai | 
cidenza. - 13. Periscoppio» vedi BO'TTU. — 14. 
di suli, sconcio» che proviene dallo star longi 
al sole estivo. — 15. BolU di scisa » eccedaoM 
correnza» Diarrea, Diarria, E talora i specie 
precazione giocosa» Ti eolga la eaeojuola, — 16. 
ntra botta» vale subitamente, colpo contro coif 
rim6fcco. 

BO'TTI» s. m. plur. malattia delle glandala della goh 
ronji/(«.cheporla impedimento neirin§hiotUrt»i! 
guglione, 

BOTTU» s. m. romore» fracasso, che nasoe dall0 
piar delle cose, Seopfno, 

BO*ZZA » s. f. vaso per tener vino , o sîmili Uq 
freddarsi con ghiaccio, Conttmpforvi. — 2. B* 
oaca » specie di cantimplora che si croUa io a 
aste. 

BOZZE'TTA, s. f. scamoaiolo di diamante. 

BOZZE'TTU , Sf m. cosi chiamano i pittori Io • 
in piccolo di na' opara grande, Bozietto, 

BO*ZZI, 8. f. nsato nai numero del piiI son osci 
fiagionî e cicatrici che resiano iotoroo al coUo < 
ha patito le gangole. 

BOZZULU, vedi CUCU'DDU. 

BRAGA, vedi VRAGA. 

BRAGA'LI, vedi VRACAXI. 

BRACCA'MI» 8. m. vettoni di qnerciuoli, o simit 
me, che si taglia per Io piik per abbruciare» F\ru, 

BRAGGE'RI» s. n, quegli» sul braccio del qoals 
poggiano colla mano le dame quando cammiiwDOf 
ciere, 

*BRACC1VLI » s. ra. » arnaae di legno addentdU 
cooioroo, che arma ii braccio per giaocare al ] 
grosfo, Braeeiale, 

BRACCHrA'RI, v. n. carcar minntamente * tolu 
miglianza da' bracchi, ^raocAe^'ariB. — 2. Per 
re, odorare. Bracehegoiare. 

'BRAGCIA'NTI» s. m. chi si guadagna da vivere 

' braccia in cose tutte meccaniche, ^raeeîanff. 

BRA*GG1U» vedi VRA'ZZU. 

BRA'GGD , s. m. T, di st. nat. , una delle varie 
cane famigliare di Linneo , la quale serve ai ( 
tori per trovare la Irpri, le quaglie, e similiy B 

BRAGE*RA, s. f. vaso per Io pid di rame, feiro» 
gento , dove s* accenae la brace per iscaldarti , 
eiere. 

BRA'GIA» 8. f. ftaoco senza Oaroma che resta da 
gne abbraciate, Braca. Bracia, Braeeia, — 2. 
pare ai carboni di Irgnc minute spente , Brt 
3. Tirari bracia a Iu so cudduruni, vedi GCDDUl 

BRACIOU, vedi PURPETTl. 

BRAGIULE'TTA, s. f. Tetu sottile di carne, Brm 

BRACiUUTTI'M, vodi PURPITTE'DDI. 

BRA'ilA , 8. r. aviditâ , intenso appetito , ingoi 
Brama, 

BRAMA'Rl, V. att, grandemente desiderare. avidi 
appetire, Bramare. 

BRA^Ill, vedi APBRA'Mî. 



BR\ 



» tlT € 



BRE 



BRAMO*EIA, ft. f. ropposto di ItberaliU, per It quale 
•lire âd ogtii dovere si liene queUo, che si possiede, 
• Doo si ik «Unii» Avarixia. 

BtAMU'SUf «gg. ehe ha brama, Bramoio. 

'BRA'MGA, s. f. larapa d' innanci con unghia da feri- 
te; piede d* uecello di rapina» Branea,^ *2. Per simil. 
mao daomo affemote» o gamba del polpo» Brânca, 

BU'NCA di S. MĂRGĂRITA , vedi GRA'NFA di S. 
MĂRGĂRITA. 

I&A*MCA URSrNA, s. f. T. bot., Acamtbus molus L.» 

pÎMta clie ha le foglie pennalo-fesse , sinuos» seoza 

»piiie« i iori disposti a spiga, e bratiee colorate, Aean- 

la, Aeanto molUf Branea oninat Cartiomtofie. Nasce 

m Icalia questa pianta perenne. — 2. Brânca ursioa 

ipiauM» AcâATHUS spiNosus L.» pianta perenne che 

nella Greciat ed ha le foglie pennato-fesse , si- 

f sptoose , Aeanto ijnnoso , Aconto ^ilvatieo > 

onina galvatiea. 

1RAMaGU*Nl, avT., vedi A GRANCIGD'NI. 

'IRA'NDU, vedi SPATA. 

*BRA*ND» 8. m.« parte strappata» lacerata con iriolenia 
dai loito , Brano, — *2. Frammento d* un libro , di 
BM aeriuiifa, Brano, 

BBaTINA , a. f. T. di mar., letto di cnf si servono i 
■irin ai salle oaTl, Branda 

BRA'SSIGA MARINA, s. f. T. bot. caTolo marino» Sol- 
^mmtUa. 

BBAVAZZARrA, fedi SBRAYAZZA'TA. 

BRAVA'ZZU, vedi SMARGIVZZU. 

BRAVl*BSfMO» agff. superi, di Rbaitit, BravisHmo. — 
1. ATverbio per Todare grandemente» BravitHfnamen- 
la* Efrtfiam^nt; Ottimamânte. 

BRAVrzZA, s. f. valentia» valore, aiione da uomo bra- 
To, Bravtrta. 

BRA'VC, a^. coraggiosoi animoso, prode della ţierso- 
na, Bravo. ^ 3. Tale apcora dotto, eccellenle, Bravo, 
— 3. Aggionto di uomo probo e umanot Virtuo$o, ~ 
*4. Piji chi preuolato serte per cagnotto, BravOf sost. 

BRATG» avY. acconciamente, Bene, e si suol dire per 
appro^azlone. Talvolta h ironia, e vi si appicca scrl- 
feodo îl segno ammirativo. 

BRAYU'RA, B.f. astratto di brato, Talorc, coraggio. Bra- 
vura,'^!, Per l'auo stesso di chi fa ii bravo, Bra- 
«ura. — *3. E per maniera franca di condiirre cose dif- 
cill in ani» Bravura, 

BRE'CCIA, a. f. T. milit. apertura, o le mine dei mu- 
ri, dei Ierrapieni, delle fortezze, ed altre opere di for- 
tiScazione prodotte dai eannone. o dalie mine nemi- 
che« Breeeia, — 2. Fari breccia, fig., vale persuadere, 
ftr c*lpo, far impressiooe. Far breeeia, 

BRETEME'NTI , avv. di tempo , con brevită , e per Io 
fik ai riferisce al favellare, e allo scrivere, Brevemen- 
U, -* 2. P er finalmente» in concltisione , Brevemente, 

BBEVE*TTU» s. m« reacrilto , e spezlal privilegio dato 
dai prioeipe » Brevetto, — 2. Per atto notariale > che 
caMegnasi agi* iuteressali in originale munito di tntte 
le lealii formalitli» restandone nota nel repertorio, J9r«- 
«fffo. 

BBE^I, 8. m. striscia di carta» pergamena, o simile, 
coo breve iscrizi6ne, Breve,-— i. Per lattera o man- 
dato papale » Breve, ~ 3. Nella musica ^ una nota o 
caratiere di tempo equivalente a dne battute , o sia 
dne aemibrevi, Breve, 

BRETI» agg. corto, e dicesi propriamente di tempo» o 

di cosa che abbia relazionc a tempo, cioi che puo tra- 

scorrersi in poco tempo, Breve, - z. Per facile, Breve, 

^ BREA'I» avv. brevemente, con brevită, l^rewe. — 2. Tra 

: brevi, vale Io stesso che Brevemente, — 3. Brevi bre- 

vi» cosi dnplicato s* inteode Imminente, 

BBEVIA'RIU» s. m. dicesi qve\ libro ove sono registrate 

ie ore canoniche , e tutto 1* ufficio divino , Breviario, 

— 2. Si preode piii particolarmente per Tufiieio stesso 

che si dee dire giorrialinente da coloro, che sono ob- 

pligati a recilarlo, Breviario* « 



BREVIATU*RA, vedi ABBREVIATU*RA. 

BREVITA*» s. f. astratto di Brbvb, Brevită, 

BRIGCUNARIA , o pure BRICGUNVTA » s. f. costumi 
ed azione da brieconc, furfauteria, gaglioiferia, Brie- 
eoneriat Briceonata, 

BRICCCNA'ZZU, agg. pegg. di Bricccni. 

BRICCU^NI, agg. dicesi di persoQS di maivagi costumi, 
Bricoone, 

BRIGGUM*A*RI, v. n. menare una vita da briceone» Bric- 
eoneggiare, 

*BR1D0\ 8. m. T. franc,, soru di freno leggiero attac- 
cato a correggia , che obbliga il cavallo a tener alta 
la testa» Brtdona Alb. 

BRrGA. s. f. noja, fastidio» travagiio» Briga, ~ 2. Per 
lite» controversia» nimicizia» contesa, rissa, guerra» iin- 
paccio» quistione, Briga, — 3. Per faccenda, Brigu. 

BRIGADE'RI» s. m, T. milit. uffiziale superiore che co- 
manda una brigata» Brigadiera. Ne* reggimenti di ca- 
valleria h colui che comand^ una squadra di soldaţi, 
come il caporale neli* infanteria. 

BR1GA*NT1, agg. pertnrbatore dello stato» Brigant; 

BRIGANTrNU » s. f. T. di mar. » bastimento di basso 
bordo» che ha un alliero di maestro» uno di trinchet- 
to» ed ano di bompresso, Brigantino, 

BR1GA*RI, V. n. pigliarsi briga, far diligenza» far ope- 
ra» procurare» ingegnarsi» Brigare, 

BRIGA'TA» s. f. adunaoza d' amici, conversaziooe» Bri- 
gata, — 2. Nel milit.» vale una parte deir esercito; in 
oggi per io pid questa parte â composta di due reg- 
gimenti, e di un eerto nnmero d' artiglieri co' loro can- 
noni» ed i comandata da un generale» Brigata, 

BRi'GGHIA» 8. f. strumento colquale si tiene In ubbi- 
dienza e soggezlone il cavallo» Brigiia, 

BRIGGHI'A*RI, T. n. far baje, scherzare» Ruzxare. 

BRIGGHIA'RU» s. m.» chi fa» u vende briglie, Brigliajo, 

BRi'GGHlU» 8. m. nel plurale Briggbia, pezzi di legno 
di figura cilindrica a uso di giuocare con pallottole» 
Bocehetto, Bullo, — 2. Re di li brigghia, nel giuoco 
dei rulli d quel rocchetto che 6 senza numero, Matto, 
— 3. Jocu oi li brigghia, sorta di giuoco» ove con pal- 
lottole si da in certi pezzi di legno ritti» che si faono 
cascare, RuUo, RuHa. — 4. Per brio smodato o ecces- 
sivo, Jluzio, Zurlo,— *5. Brigghiu salatu, Ţ. di spre- 

' gio» cosa che non si approva, non si accetta, o di cui 
non sovvenga il vero nome» e dileggiando, — *6. Brig- 
ghia salati nel plurale, motto pungentc percootraddire, 
o riprendere chi asserisca» chicda, o consigli cosa con- 
traria al giusto, o al nostro sentire pel momcnto» Zuc- 
ehel Zueehe frittet 

BRIGGHIU'TU, agg. giojoso, pîcn di gioconditi, dl fe- 
stiv ită , di gajezza » Giooondoso. — 2. Per pelulante, 
civntone. — 3. Aggiunto a certi colori , vale chiaru , 
vivace, Allegro, 

BRILLANTA'RI» v. att. T. dei giojcllieri, Ugliare una 
gemma a faccette sotto e sopra, ed 6 proprio dei dia- 
manti e de' cristalli di monte» Brillantare, — 2. E per 
similit. ridurre a faccette qualunque corpo. 

BRILLA*NTI, agg. propriamente da BaiLLAai» che brii- 
le, Briliante, — 2. In forza di sost. dicesi dai giojel- 
lieri il diamante brillantato» o incastonato io qualchc 
lavoro, Briliante, — *3. Detto di persona» brioso, pico 
di spirito , Briliante, — *4. Di produzione letteraria, o 
artistica, compiuta, gradevole, soddisfacente. Briliante, 

BRILLANTrNl s. m. plnr., dlm. di BniLLAifTi. 

BRILLANTISSIMAME'NTl, avv. fig. cou tutto il brio, 
vaghezza, e leggiadria. 

BRILLANTl'SSIMU» agff. superi, di Brillanti» Brillan- 
titsimo, e fig. pteno di vaghezza spiritosa, e compiuta 
leggiadria. 

BRILLANTrNl, agg. acrr. di Brillaxti in tutti i sensi. 

BRILLA'RI , V. n. propriamente vale tremolare scintil- 
lando, BrUlare, — 2. Per provare un certo risentimeoto 
di spirito per gioja» e giocondită, BrUlare. 

BRrNA, s. f. rugiada congelata» Brina, 



BRI 



» 118 € 



BRU 



BRrXMSI, s. f. dicesi qaell' ioTÎto, o saluto, che si fa 
al le mcuse in hcvendo. Hn'ftdtft. — 2. Fari un brin- 
nisi di una cosa » vale rinunziarvi affatto , non voler 
partecipame. 

BRLNMSIA'Rl , v. n. comporre » e indirizzare briodisi 
frcquenteinente. 

BRIO'MA, s. f. T. bot.» Brtonîă DiotCA L.f pianu che 
ha i tiori sterili io una piania, e fecondi iu un* altra 
separata; le foglie cuoriforuii, palmate. lobate, dcn- 
tAtCi scabre, Brionia^ Zucca talvalica, Pianta della 
fata, 

BRrsCA, 6. f. sorta dl calesso. 

BRI'IT, s. m. dicesi quella vaghezza spiritosa, che risulta 
dai galante portameuto, o dair aP.egra aria della per- 
sona , e si usa ancora parlando di auiiuali . Brio, — 
2. E per similitudine di of^ni cosa , che abbta iu sâ 
congiunta vaghezza e leggiadria, Brio, 

BRIUSAME'NTI» avv. con giojai giocondaroente, e feste- 
volmente, Giojosamente. 

BRIUSE'DDU, agg. dim. di Bbicsu, Brioiello» 

BRIU'SU» agg. che ha brio» Brio$o, Fe$UvoU, 

BRIVI'LLU, s. Dl. sorta di arnese caropagnnolo per hal- 
tere ii soromacco. 

*BRIVÎ\MI. s. Dl. involtino con entro rcliquie» orazio- 
ni CC., da portarsi al coUo per divozione» Brevetto. 

BRO*CCA, s. r. dicesi una canna divisa iu ciiua iu piîi 
parti, e allargata per uso di cogliere i fichi» o altro 
fnitto, Brocca , Broccia, ^ 2. Per quella pertica che 
tien discoste le sportoni cariche per agevolare ii cam- 
mino alle bestie da soma , Pertiea, — 3. Brocchi di 
li ganghi , sono le prominenze dei dcnti molari che 
li attaccano alia mascella a gulsa di rădici» Bădica. 
4. Per similitudine, diconsi Brocchi le cose che ter- 
minano in diverse punte. - 5. Per pîccolo ramicello, 
che si taglia da un arbore per innestarlo in un altro» 
Marza, PolloMf Sproceo, — Q, Brocca mi chîamu» e 
di cugnomu zîmmili, modo basso proverbiale» per far 
intendere, che della tal facccnda non se ne vuole al- 
cuno intrigare, Non voUru» saper uuUa, 

*BRO'CCA» s. f. vaso di tcrra cotta per contener liquidi, 
e la quantită del liquido contenutovi , Brocca, Vna 
hroeea, 

BRO'CCIU» s. m. specie di calesso scopcrto a due luo- 
ghi » e a quattro niote » guidato da chi vi sicdc den- 
tro» Biroeciot Baroceiot Birha, 

BROCCULU» vedi VROCCULU. 

*BRO'CIA» vedi BROSCIA. 

BR0*D17 » 8. m. queir acqua nella' quale si i cotla la 
carne o altro commestibilc, e si dice ancora di ogni 
decotU)» Broda ^ Brodo, — 2. Jirisinni in brodu, pro- 

Sriamente Paftr fluuOf Scorrenta, Fig. pro var gran- 
issimo piacere, Andar in brodetto. — 3. Brodu 8<iua- 
datu» diconsi gli encomfi, o offerte fatte per flnziono, 
e fuor di tempo. — 4. Nun maociamu cami » vivcniu 
brodu , modo prov. esprimente ii bisogno di accoino- 
darsi al tempo. 

BRO'GNA, s. f. T. di st. nat. Tuiton nodiferum Lam., 
Trombetîa marina, o Cotieu di Tritone, Distingiiono 
i noştri marinai la Bro«na maschio dalia Bvocna fe- 
mina » dovcndo essere la prima i>iii spcssa della se- 
conda» ci6 cho h coDsentaneo iu generale allo sviluppo 
dcUe conchiglie appartcnenti agi* individul di sesso 
diflcrcnte: h comunissima nei noştri mari» duvc arriva 
fino alia grandezza di an piede e mezzo. — 2. Brogna 
di li rari cu la vucca russa, Tbitoh vABiBeATUM Lain., 
Tritone variamentt cohrato, Gonchiglia Dieno spcssa, 
e piii piccola delle precedenţi» cui i per6 roolto so- 
roigliante. Barissima nei nosiri uiari. 

BRO'Mn, 8. m. T. di st. nat., animale che vive in mare» 
Polmonc marinot Potta marina, o di man. 

*BRO*NGIiI» 8. m. plur. ramificazioni della trachea nei 
polmoni, Bronchi. 

*BRONCHIAXI. agg. da Broxchi» Bronchiale. 

BRO'SGIA» 8. f. quello apaxîo della terra ncl campo tra 



solco e solco , nei quale si gettano e si ricn 
i semi» Porea. 

BRUCA , s. f. T. bot. Tamăbij galuca Lin. « 
che ha Io stelo con molti râmi» sottili» piegh«i 
foglie assai piccole • lanceolate » embriciate » şj 
quelle del cipresso; i fiori alquanto bianchi» c 
brattca in ispiga debole» TamcricCj Tamcrip 
mfrigia. 

BRUCCA'TA, 8. f. colpo, rîscontro, Broeeata, 

BRUCCATEDDU s. m. dim. di Brcccatu. 

BRUCC.A*TU, s. m. sorta di pannina di seta» o 
grave, tessuto a brocchi, cio^ ricci» Broccato* 

BRUCCATU'RA, vedi BBUCCA'TA. 

BRUCCETTA, vedi BIJRCE'TTA. 

BRUCCUE'Rl, 8. m. piccola rotella, Brocehierc. 

BRLCCHrA'BI , v. att. Ugliare agii alberi i rafl 
tili e daimosi. Polare* 

BRUCCHIATA, s. f. ii potare, Potagione, Polm 

BRUCGIirA'TC, agg. da Bnuccauni, Potalo. 

BRUCCITTEDDA, vedi BURCITTEDDA. 

BRUCCiTTL'M, vedi BURCITTU'M. 

BRU'CCULA, vedi VRUCCULA. 

BRLCCULU'M, vedi VRUCCULUNI. 

BRIXIARE'DOU» 8. m. spighe primaticce uon pei 
a pcrfcita niaturazione. — 2. Per grano che ha ii 
maturo, cavato dalie spighe abbrustolite. ^ *3. h 
metaiorico, ingiusta, o accidentale arsione» Aki 
mento, 

BRUCIARl, vedi ABBRUCIA'RI. 

BRUCiOXU , s. m. piccoli tumoretti che sogllo 
scere nella cute e cagiouarvi rubore e gran p 
ncl tempo in cui Tăria ^ cotu dai sole, Sud 

BRt'Cll/LU*M, s. m. una certa vivanda di carne r 
con dontro alcunl condimenti, JUaccatella, 

BRi:CULL"M, s. m. gonfiamcnto» Gonfitiia, 

BRIIDACCIIIA'TA, vedi VRLDAiXUlA'TA. 

BRVDACCUIE'RI» vedi VRUDACCHIE'Rf. 

BRIJDACCIIIU'SU, vedi VRUDACCUIUSU. 

BRUDARI'A» s. f. 1' adulare, Adulaxione. 

BRL'DDU, s. ni. allegria, Buzzo, Zurro, XurlOm^^ 
tirisi mbruddu, modo prov., e vale mcttersi i 
gria, Andare in zurlo. — 3. Teniri mbruddu oi 
modo prov., e vale dar molcstia, noja, fasiidi 
ier tediosOf importabile, e siroili. 

BRUDERI, vedi VRUDE'RI. 

BRIJDE'TTU, vedi VRLDETTU. 

BRUDUSU, vedi VRUDUSU. 

BRUGISO'ITA, vedi BLRGISOTTA. 

BRL'GMCE*DDA, s. f. T. di st. nat. dim. di Bl 
— 2. Brugniccdda passulina di niuru di li piccoli 
STOMA VA- DATA Bîv. Bcru., Loiioitoma ondoam, 
nei mare di Palermo. — 3. Brugniccdda vranei 
di rina » Imiostoşia desticuws Biv. Bern. » 
«toma dentieciuolo. Trovasi come la preceda 
mare di Palermo. — 4. Brugniccdda vranca r 
rina, Makgeua tetkulata Risso, Uangelia 
lata, Abiu ancora ncl mare di Palermo. La gn 
delle conchiglie qui incnziouate e iiifra tre iii 
5. Brugniceddi picculi mmischi di rina, £oxi 
PVNCTVULTA Biv. Bcm.» Louoiioma a funtini 
talune varieU della stessa specie di conchiglii 
cui grandezza maggiore arriva a 3 lineo c y^* 
nissima ncl marc di Palermo. 

BRUl'Ll, aitg. molto grasso, Gratsone, 

BRUNDl'ZZA, vedi VRUNNrzZA. 

BRU'NDU. vedi VRU'NMI. 

BRIINE'DDA» s. f. T. bot., Stmphttcm officiu 
Pianta che ha la rădice alquanto nera al di fuori 
sa; Io stelo ramoso peloso; le foglie lanceolaU 
te, scabre, scorrenti; i fiori rossi o bianchi gii 
peduncolati, e la spica rada» Consolida m<iggion 
ntlla, 

BRUNETTU, vedi VRDNE'TTIT. 

BRUMTTE'DDU, vedi VRUWTTEDDU. 



BRU 



» 119 « 



BUC 



BR0NN1*ZZA, redi VRUNNfZZA. 
B1I>*!«NU> redi yRU*NNU. 
lEUNNUU'DDU, Tcdi VaUNNULrDDU. 
iEU*liîD« «gg. di color ntr«ggianto, Bruno, 
'BiUNZETTU» 9. m., sUUietU» o medagliuiza di bron- 

10» BroHxetî9m 
BtUNZI'lVU» a^oDlo di toUo» Tale di color bruno, o 

qnasi simile a qaello dei brunzo , incotto dai sole , 

BroAsifio. — Per colorato ad imitazione del brunzo , 

fnmcoffo. 
BRUNZrSTA, s. m. T. delle arti, artefice che laYora In 

broato. Bronziiia, 
BRCNZU, s. n». mcta!lo eomposlo di stagoo e di rame 

t ragione di aodici o dodici libbra di stagoo sopra 

Cfoto di rame, Brhnzo. 
BftU'SGA., 8. f. stmmento cod satole, onde si puliscono 

i caTallit Brtuea, Busiola, • ' 
BiIISGAM£*.NTI* avv. con modo bmsco, Bruicawiente, 
BaUSCHE'TTU, s. m. una parte della earoa di majale 

BOB ispogliata della cote, e propriamente quella ote 

ii lardo cbe la copre i piii sottile. 
BRITSCIA» s. f. soru di penocllo ben grande» e segna- 

lanente «ţoello, che serve a biancheggiart i muri in- 

filiato ad aoa canna, Pttinel/a. 
BIU'SCU, agg. rigido, austero, aspro, Bnitco.— 3. Ag- 

gioBto di tempo. Tale turbato, rannuvolato, Bruseo, 

—3. Kotizii bmscbi, vale caltive, sravorevoli. -^4. Li 

cosi Taonu bruscbi , Tale preodon tf&ttiva piega. — 

*8. Armări di bruscu, vedi ARMA'RI, o. 7. 
BRlTSCU» t. m. T. bot. Roacvs acoleaius L., pianu 

che ha la foglie numerose , ovate , acute , pungenti , 

scabfe, eorlacee, sessili; i fiori piccoli biaocastri; i 

fratti rotondi, polposi, di un rosso Tivace, Brusţo. 
BEUTAXI, agg« di brato, a simiglianza di bnito, B9- 

stialty Brutale, 
BEUTALITA'* 8. f. astratto di brutale , coslnmi o atti 

a somiglianza di quelli de* broti, Brutalită, 
*BRnTAIJfE*NTI, aTT., in modo brutale, Brutalm$nt$. 
BRnTTAllE*NTI, aTV. con brnttezza, con bnittura, eon 

modo infelice, vcrgognoso, codardo, Bruttamente. 
BRDTTICE'DDU, agg. dira. di BacTTU, BruUae$hiolo, 
BEUrrrMI, s. r. T. del fognajuoll, ci6 che si cava dai 

ceaaf Totandoli, Sosxume, Lordure. 
BEUTTrsSIMU, agg. superi, di BauTTU, Bruttiamo. 

— 2. Per isconvenevole, disdicevolc, Brutiiuimo, 
BRUrrrzZA, a. r. astratto di BauTTC. Difetlo visibile 

di proporzione, discoovenienza nelle parti di cbecches- 
sia rispeltiTaroente al fine, pel quale giudichiamo che 
a bbia aT uto 1' essere, o debba serrire, Brutteiza. 
BRu'riu , agg. cbe manca della proporzione convenc- 
folor dcfonne, sproporzionato, malfatto, contrario dl 
bello 9 Brutto, — 2. Per isconvenevole , disdicevole , 
BntitOm'^ 3. Cei hai ad cssiri a sso bruttu, modo prov., 
a f«ie DOD pooi sfu^gire, vogli o non vogli dei sotto> 
pecii» e tăcere. — *4. Nun h tantu bruttu Iu virseriu, 

nta si diploci, modo prov., soveute le persone> o 
M clie si suppongono a prima giunta triste, e da 
schivarsi, io effetti non sono poi tali. 
BEITTTU, 8. m. vedi BUCCrNU. 
BtUTTULTDDU, vedi BRUTTICE'DDU. 
BEirnXI*RA, 8. f. schifeiza, sporcizia, lordura. Brut- 
tmra. — 2. Per defornM , sconvencvolezza in opera 
delTarte, Bruttura. 
BECPTU» 8. m. animale scnza ragione, Btitia, Bruto. 

— 2. DIcesi aoche flgur. ad uomo Crudele, Jnumano, 
FierOt Salvatico, 

BTAt T8di BUBU'A. 

BCBITA, Toce pnerlle e significa male, dolorc, scalfit- 

tiua, e simîlt, Bua. 
BEBBU'NI, 9. m* enfiato che fa la peste, ne' luoghi glan- 

dalosi, come nelle ascelle, neir anguinaje, e simili, 

BiMona, Bubone, 
*BrCA, 8. f. propr. luogo cavato, aperlura in checches- 

sia piu profunda, che larga. Buca, — '2. Fra noi usasi 



CCHrNU, s. m. prop. cannello, o boccuccia degli or* 
;iuoli. J^eccuccto; e parlando di doccioni h V estremită 



particolarmente pel alto , ove immettonsi le lettcre, 
che si mandan per la posta. 

BUCAXI, s. m. vaso o boccele col quale si mesce Tacqua 
per laTarsi le mani, Jlf0SCfro6a. 

BU'CARU. s. m. T. di st. nat., Ocra rossa, molto sa- 
miglJante alia sanguigoa, detta anche rubrica, o ma- 
tita rossa, pid compatta perd, e d'.nn rosso meno vi- 
vace. Se ne faceva uso altre volte in medicina come 
essiccativo ed astringente, Bolartnenico , Bolarmeno, 
Boia armeno, — 2. Per vaso fatto di bolo odoroso , 
per Io pid rosso; benchâ se ne trovino ancora de' biar- 
chi, e de' neri, che si fabbricano nelle Indie e in Por- 
togallo, Bucchero. 

BU'CGA, vedi VUCCA. 

BU'GGA DI LU FARA'TICU, T. delle tonuare, V imboc- 
catora del terzo spartimento. 

BUCGA'GGHIU, vedi VUGGA'GGHIU. 

BUGGAPO'RTA, 8. f. T. di mar., apertura quadra fatta 
ne* ponţi delle navi, ptr comunicare da un plano al- 
I'altro, o con la stiva, Boccaporla. -r 2. Ghiamaai an- 
che quella che si fa sul cassero davanti all' al bem 
di mezzana, e vi si pratica una scala grande per di- 
scendere dai cassero al secondo ponte, Boeeaporta, 

BUGGHI' 
ciuoli 
che li conginnge accoppiandoli* 

BUCGIA'TA, s. f. nel giuoco delle palie dicesi un colpo 
diretto a discosurc dai lecco la palia dell* avversario, 
ed 4 propriamente ii trucciare » o truccare degl* Ita- 
lieni, Spintone, Urlata. 

BCGGrNU, 8. m. quel segno, al quale in giuocando alle 
pallottole, o alle piastrelle, o alle morelle, ciascuno 
cerca d' avvicinarsi, ii piii eh* ei pu6 con quella cosa 
eh* ei tira, Lecco, Seopo, 

BUGGITE'DDA, s. f. dim. di Boccu, Palletta, Palii- 
na, Pallottola, 

BUGCO*LlCA, s. f. nome di sorta di pocsia pastorale, c 
titolo del libro che la contiene, Bucolica, Buccolica, 
— 2. In gergo dicesi Buccolica ii mangiare e bere, 
e ci6 che appartiene a bocea, ai cibi. 

BUCCO'LICU, aggiunto ai componimenti poetici pasto- 
rali, come sono Tegloghe, gridilii, ed altri, Buc- 
eolieo, — 2. Per altenente a bucculica nel secondo scn- 
80, vedi BUCCO*LICA. n. 2. 

BU*CCULA, vedi VUCCULA. 

BUCCULrDDU, s. m. dim. di BuccuLU. 

BU'CCULU, s. m. capelli crespi o inanellati, Riceio di 
eapelli, e Bioceolo per similitudine di una picciola 
particella di lâna spiccata dai vello. 

BDCCU'NI, vedi VUCCU*NI. 

BUCCU'NI, avv. vedi A BUCCCM. 

BUCCUNIA'RI, V. n. mangiar Icggermcnto, S&oecono#(- 
lare. 

BUCCOTU. vedi VUGCU'TU. 

BCCIIICE'DDU, s. m. dim. di Boco, Bucolino, 

BU'CU, s. m. aperlura, che ha per Io piii del rotonde, 
e non molto larga, pertugio, foro, spiraglio, foro della 
toppa, luogo nascosto, straccialura oegît abiti, Buco, 

BU'DA, s. f. sorta d* erba, della quale sccca che sia s'in- 
tessono le seggiole, c si fanuo le vesti ai fiaschi, Erba 
sala, Tifa, Masza iorda, vedi ABBUDA*RI, e vedi 
ancora CANNI'LA DI PIGURA'RU vegeiabile. 

BUDDA'CI, agg. che di leggiert crede, Credu/o. — 2. Per 
contadine, Villano, 

BUDDA'CI, s. m. scria di pesce. 

BUDE'DDU, vedi VUDEDDU. 

BUDR£, s. m. cintura, dalia quale pende la spada al 
flanco, Budriere, 

BUDURTARISI, v. n. pass. alterarsi, turbarsi, Centur- 
barsi, 

BUE, sorta di giuoco fanciullcsco in cui uoo si mette 
col capo in grcrobo ad un 'altro, che gli tura gli oc- 
chi (e ci6 si dice Appczzaki, e in italiano Stanotto) 
nel mentre che gli altri si vanno a nasconderei e poi 



BUF 



r> 1S3 « 



BUG 



Iftftciato in liberti debbe andtrli a cercare, Capantii- 
tcondere, 

BIJTALU, s. m. T. di st. nat., Bos bvbaus L., pop- 
pante cho ha le coma rivolte in sa, ciirvate in den- 
tro, e alquanto compresse; la fronte increspata, ii corpo 
nero o rossiccio, Buf alo, Bufolo. —2. Delto ad al- 
cuno per ingiaria , vale ignoranuccio , Buoccio. - 
3. Per sorta di cacie nostrale falto ad imitaxione del 
prodotto dei reri bufali. 

BCJ'FFA, 8. f. T. di st. nat. Bana bupo L., anObioche 
ba ii corpo taberoso, fosco bruno, BufofM, Botpo eo- 
mima , Botta. Nei tubercoU contiensi un amore latr 
teo , chc secondo alcuni ^ nocivo non solo preoden- 
dolo intemamente , ma ancbe toccandulo , o parteei- 
pando delle soe «salazioni. Onâsto fatto viene da al- 
tri negato assolaumente. - 1. Per f^nsmina grassa, 
carnacciuta, h Yoce di spregio. —3. Baffa qnatrana, 
dicesi per derlsione a donna corii, paffuu e mostm»- 
sa, BozMaeehiuta. — -4. Proferbiando, si dk alle roite 
questo titulo a cbi non sia tale. 

BUFFVNTI, s. m. era nn antieo ornamento delle donne. 

BUFFE'TTA, s. f. amese composto d' una o di pid assi 
messe in piano, cbe si regge sopra uno o piik piedi, 
e senro per diverşi usi. ma principalmente per menta, 
Tavola, Tavolino, Bu/fetto. 

BIIFFICEDDA, s. f. dim. di BurrA, BoUieella, Bot- 
tieina, 

BUFFITTEDDA, s. f. dim. di BurrBTTA, Bu^tUo. 
BUFFlTTrPîU, Tedi TAVULI-NU. 
BUFFITTO'M, s. m. acer, di BcrrBTTA, Bane9n$. 
BU'FFU, Tedi BCFFU'NL — •«. Per contrano di Sniu 

ne e opere drammaticbe, Bii/fo.-*3. Per senro sciocco 

nelle commedie , Buffb, 
BUFFCLUTU vedi MASCIODUTU. 
BUFFUNARrA, s. f. b ilTa, vaniU, burla, Buffonnia. 

— 2. Vale ancbe ogii detto, ogni atto da buCTone, Buf- 
foneria, 

BUFFUNA'ZZU. 8. m. cbe di sollazzo, Sottasxaton. 
BIIPFUNE'DDn, s. m. yeizeg. di Bcrrcm, J^ti/foneedo. 

— 2. Per avvenerole, dicesi ai bamboli. 
BUFFITNI, s. m. giullara cbe ha per professione II irai- 

tenere altrui con buffbnerie, e cose da rîdere, BuffoM. 

— 2. Per colul cbe di sollano, SoUatzatmt."*^ Per 
cbi faccia ridere di se stesso, Buffon: Femm. Buf- 
fona. — •4. Alle volte questa parola serve come ag- 
gimito. 

BUFFUNIAME*NTU, s. m. burla, scherzo fatto con ar- 
*«»JP«rc*»* cbi ^ schemito non se ne accorga, Bejfa, 
B^lţ: — 2. Si prende altresl per cosa di niuna stima, 
Baja, Btffa, 

BUFFIJMARI, V. att. mettere in iscberzo ii male o ii 
difetto altrui , uccellare , fare una beflTa , Beffare. — 
2. Per ingannarc scmplicemente , riferito a ilIusiAne, 
Btffare, — '3. Per far scmplicemente ii buffone. Buf- 
foneggiare. 

BUFFUNIATA, s. f. BuHa, Baja, Seherxo, Beffa. — 
2. Per fraude, Truffsria , Giunt$ria. — '3. Per atto 
di buffone. Buffonaîa. 

BUFFDMATU*RI, s. m., femm. BUFFU.MATU'RA, da 
Bdppuniaki, allegro, faceto. B^IV umon. — 2. Per ba- 
rattiere, furbo, truffatort, Giuntaton, 

*BUFFUNISCA1IB*NTI, avv. io modo degno di un buf- 
fone, Buffon^icawMnte, 

BUFFUNrsCU, agg. di buffone, attenente a buffone, Buf- 
fontieo. 

*BUFFU.M'SllfU , s. m. inclinazione , vogtia , prudore 
di buffoneggiare. 

'BUFFUNI'SSIMU, agg. superi, di Bcppumi usato come 
aggiunio. 

BUGGHIOXU , s. m. vaso di legno senza coperchio , o 
specie di piccola tina per tencrvi acqua, Bigone€tta^ 
Buffliuolo, Bugliolo. — 2. Per quel vaso di simile co- 
struzione, ove i muratori ripongono la calcina spenta 
stemperata con acqua e rena per gli usi di loro arte, 



Bunliuolo, — 3. Fig. per error sileiine coameMO ngi 
I parîarc, oell' operare, o «ello scrlvere, SeerjMUoita. — 
4. Per cosa cbe offende II sentimento comuna, eht hi 
dcir iinpossibile, o dell* incredibile , ripagnanaa» fal^ 
convenienza , Â$iurditA , ĂMturdo: p. e. V* aggblMi* 
tivi stu bugghiolu, o pure Chistu h bnggbioln cbi 
roi p6 calări, e simili. Tai farfaUoni non — ^ ' 
non calxano ec. 

BirGGHlU, 8. m. T. di st. nat., Baja nmnâCÂ L.» 
pesce simile alia razza, non raro nel mare di SiciUt» 
Pastinaea, 

BUGGHtULVTA. s. f. tanta (ţnantiti di materia da riani- 
plere un bugliuolo, una bigoncetta. 

BUGGHIDLU'NI, s. m. accres. di Bumbiolv io toUi i 
significati. 

BUGGrA. s. f. sentenza contraria a ci6 cbe Tuorno o m 
o giudica, o sente, âlenxogna, Bugia, -t- 2. B diccal a 
quello strumento a nso di piattellino con boeeiMii 
per adattarvi una candela , Bugia, — 3. E a qoBlto 
strumento col manico. cbe con un cero acceso si tiaat 

Rresso i prelaţi quando cantano, o leggono in pobbUca 
înziont, Bugia, vedi PALMATOBIA. - 4. A Mciii 

una lucernetta bassa a ol io per porursi qaa e li wmn 

vf rsame , Bugia: ed 4 usata 4*1 religios! m1 cb i a Ur a 

trascorrendolo di notte. 
BUGGIA GCA, s. f. foggia di Usca propria dei 

tori per riporvi la preda, Camiera, Camimt 

niero. —2. Detto per riporvi la maniiiooe» Qik§- 

eîere. 
BUGGIARDVZZU, a. m. pegg. di Bcgqurbu, Bttyto^ 

daecio» 
BUGGIVRDU, 8. m. colui cbe dice bugia, cbe ba ii e^ 

stume di dir bugie, Bugiardo» 
BUGGIARDU'NI, s. m. accres. di Bua«iAmou» Bmgimh' 

done, 
BCGLO'SSA, 8. f. T. di bot. AtrcBusA owPtcttiAUa L.» 

{»ianta cbe ha le foglie lanceolate scabre; i fiori io 
spiga, tutti per un verso; le brattea ovate; i netiarii 
non bărbaţi, Buylona, Lingua di frue, Borrana Ml* 
vatiea. Linauabova, 

BU*GUL\, 8. f. T. bot , Ajuga rbptaxs L., sorta d*ei^ 
ba, Bugola, 

•BULBU, vedi CIPIJLLETTA — *2. Pd globo deir oe- 
chio. BuV^o delV ocefuo, — *3. T. anat. nome di tari» 
parti, cbe rassomigliano a un bulbo. 

BUXBIT CASTAONU, 8. m. T. bot. OsifANTat L, Snmr 
ra, Fior di Lambrusea» 

*BirLBU V0MIT0'*RIU, s.m. T. bot. HrACtnrmas me- 
se abi L.. specie di giacinto cbe si coltiva per cagione 
dei sno odore muschiato, ii quaie partecipa dei gar^ 
fano, Musearif Museo gr&co, Bulbo vomitoria, 

BULrnU, vedi BURINU* 

BULru. 8. m. fervore. veemenza momentanea» clie dt> 
termina ad un* azione, bollore d* animo, .4rdefifa« 

BUXLA, 8. f. diploma dei Papa, ITo^/a. — 2. Dello per 
antonomaaia s' intende la bolla della crociata. 

*BUIXA*LI, agg. T. leg. aggiunio di censo âmorinal» 
da bolla poritiGcia. 

BULLA'RI, vedi ABBULLA'RI. 

BULLATU, vedi ABBCLLATU. 

BIJLLATU'RA , s. f. impronU di suggtllo , Citta m 
contrassegnare , e autenticare le scritture pnbbUcMt 
Bolla, Bollo. 

BULLETT A, s. f. Poliiina, Polisxina, PoUiBzimOp ?** 
lixxetta, 

BUIXlTXrNU, vedi BULLE'TTA. 

BU'LLU , vedi BUIXATU'RA. — 2. Per istmmaiilo per 
Io pili di metallo, nel quale 4 incavata la impraoti 
che si effigia nella materia colla quale si soggclla» 5iy* 
gello. — 3. T. dei calzolai , arnese di ferro » ^4 
una specie di stampa , cbe si fa sopra ii bueo ddla 
bulletta, che ha fermato ii suolo per ricopririo, Slalfa. 

BULLITBI. 8. m. sollevamcnto , infiammaiiieoto d*aal- 
mo, Bollon» 



BUL 



» 121 « 



BUR 



• s. f. coperta colla qualc si cuopre la lop- 

* dello schioppo. 
redi BU'MMA. 

M» Tedi BUMMVRDA. 

lA'RI, vedi BUMMIARI. 

•E*RI. vădi BUMMARDE'RI. 

1, vcdi BUMMIA'RU 

[* vedi BU'MMLLU. 

I. ti T. inilit., grossa palia di ferro incava- 

la di fiiochi artitiziali, chc bultasi oelle cilU 

« asscdiaie. Bomba. ~ 2. Met., vale contrat- 

Mspettato. — 3. Aviri la facci a prova di bum- 

B eaaere ardito. presootuoso. stacciato; e ta- 

portatore d' ingiurie» e scorni, Aver faeeia di 

rODUt s. m. dim. di Bomiiald, Bernoecolino, 
J» s. m. queir enfiato chc fa la percossa, Bâr- 
Btrnocchio, 

DAf s. f. certa sorte d* artiglleria, Bombarda. 
rta di oave da cirico di basso i>ordu> Bom- 

|>A*RI , V. alt. T. milit. , scagliar bombe in 
k per abbruciarla , o io un' opera fortificata, 
•■lanare i difensori, Bombardare. 
|>E*BA. 9. f. sorta di barca atta a portare ar- 
dă bombardare, Bombardiera. 
DB'Rl. s. m. T. milit., coliii che carica e sca- 
Mmbarde, e anche generalmente ogai sorta di 
ip. Bombardiere. 
U, vedi BUMMARDARI. 
•• m. voce straniera indeclinabile , 6 ii pol- 
ii* alberu del Bambd, cio^ Bambusa arundi- 
^» T. bot. , pianta indigena deilc due Indie , 
o scapo oodoso ramoso, di grossezza arborea; 
alterne lanceolate, in cima de' râmi che sono 
i foglic pennate; i fiori a pannoccbie ramose , 
!. E questi poUoni servono di bastoni, Bambă. 
:*ODU. 8. ra. dim. di Bummuld , Bomboletta. 
■cei di bummiiliddu, vale piccola, rilondetta, 
oto grassa. 

,0, 8. m. sorta di vaso di vctro o di creta cotta 
r vino, e simili, Bombola. 
fl 8. f. voce calabrese , che significa un certo 
ie per Io piu di vclluto , che cuopre fin sotto 
con una grande tasca di dietro, usato parii- 
■te dai cacciatori, che vi ripongono la preda, 

la munizione; ma usato ancora dalia gente 
e malvagia, d' onde per un recente traslato son 

1 BuNACHi i mariuoli , e gli uomini di scar- 
d ^ uno dei maggiori insulţi, che a dl noştri 
li • persooa, con cui non par bene aver a fare. 
II'A» o BUNACA'TA, s. f. azione da Bunaca. 
VDDă, agg. dim. di Bunaca in tutti i sensi. 
^» *S9- P^9S* ^^ Bunaca in tutti i sensi. 

lif 8. f. propriamente Io stato del marc in cal- 
ÎB tranquiilitâ , Bonaccia; e fig. Iu stato di 
M pacato dopo una rabbiosa stizza. -« 2. Per 
ffta di boona, e felice fortuna, Bonaccia. 
D» 9* m. capelli posticci. Parrucehino.--^. Sorta 
MUp che usano i soldaţi in quartierc, voce l'ran- 
'9netto. 

DDD, agg. dim. di Bonu pari. di salute, sulla 
waao,Buonino, Mediocre^ ilezzano. — *2. Detto 
o «Iquanto comodo , Agiatello. — *3. Di altri 
. Bon disprezzabile, da farne qualche conto, Ac- 
iMIe, Adattabile. — 4*. E si dicc pure di cosa 
Ha a buoo prczzo , quantunque non ottima , 
rffvo/e. — *5. In forza d' avv. mediocremente, 
ilo* Aleun poco. 
vcdi fiONTA*. 
» vedi BOR AGI. 
V» 8. m. sorta di drappo rado e traspare nte > 

lA'RI, vedi BORBOTTA'RI. 



BDRBCTTrzZU, vedi BARBUTTrZZU. 

BlîRCE'TTA, s. f. q el piccolo strumanto d* argcBto o 
di altro metallo, con pib rebbii, col quale s* infilia la 
vivanda per mangiare con pulitezza, Forchetta, 

'BURCITTE'DDA, agg. dim. di Bcbcbtta, /"orcAafltna. 

BURCITTITNI , s. m. forchetta grande per iiifilzare le 
carni cotte da trinclarsi a ta voia, Forcheitone. 

•BUBDA'TA , s. f. T. mar. cammino chc fa una nave 
bordeggiando, Bordata. 

BURDE DDU, s. m. lupanare, Bordeilo. - 2. Jirîsinni 
na cosa nburdcddu. vale perdersi, disfarsi, consumării 
presto, andare in malora, Andare in bordeilo. 

BURDIA*RI, v. n. T. di marineria. Navigando scrrarc 
ii vento quando ^ contrario col girar la nave di tanlo 
in lanto per piegarla or dalia banda dritta, ora dalia 
sinistra, onde arquistar cammino nello aspettare* cho 
ii tempo si faccia favorcvole, Burdeggiare. — 2. Fig. 
per povernarsi secondo V opporiunitâ, che anche pro- 
verbialmente dicesi ?favigare eecondo ii vento; Tem" 
poreggiare. — 3. Per titubare, non andnr risoluto o di 
buo'ie gambe a far checchessia, Tentennare. — A.Vcr 
andar barcolloni, piegando or da una parte, or da un al- 
tra, non polere star fermo in piedi, ii che suol esscre 
efTetto di ubbriachezza, o di fiacchezza eccessiva. Bor- 
collart. — 5. Per avvicinarsi dubbioso ad un luogo, 
ove si tema incontrar malanni , o chi faccia callivo 
viso, e ove dispiaccia esser veduto, Giravoltare. 

BUROILLI'NU, s. m. stmmcnlo da corda simile al vio- 
lino per la forma, Chitarrinoy Manddla, vcdi MLV 

MTLI'ND. , . j. . 

BURDILLU'NI. s. m. 'specie di tessulo doppio a diverşi 
iisi di vestimento, e ve n' ha di lâna, di seta, e dl 
cotone, e di piii colori, Bordato. 

BURDUNV'RI, s. m. pUir. voce antica, che vale tfavi 
grosse ptistc per sostegno o palco. e si situano a ira- 
verso per repgere le Iravi minori, Bordoni. 

BIÎRDUNARU, o VURDUNA'RU, s. m. queşU chc guida 
i miili, Mulattiere. - 2. Succcdi a burdunara sgar- 
rari la via, Prov., che prova la umana fallibiliia, per 
cui sppsso î piii esperli vanno crrali nclle cose piu 
che trite. 

•BURDUNA'RU. s. m. T. di lonnara, camera di rele , 
in cui si rinserrano i tonni per passare a quella delta 
di Ponente, Bordonaro. 

BURDUNE'DDIT, s. m. dim. di Bl-rduni. 

BURDU'Mf 8. m. bastone che usano i pellegrini in viag- 
gio per appoggiarsi, Bordone. — 2. Per trave grossa 
in sostegno di altre travi, Bordone, Asinello. — 3. Per 
aggetto , eîo* membro deliu edificio che ricresce in 
fuora scnza uscire dai suo dritlo, o modanalura. Cor- 
done.—'A. Per quella costnra lineare falta per fregio 
sul dorso de' guanti, CordoncfUo. ^— 5. Per la estrc- 
mitli dei pasticci, torte, c simili, che h alqnanto ripie- 
ffau. Rtsa/ro, Orliecio.--^. Negii strumenti da corde Ă 
la corda piii grossa, che ne forma ii basso, Cordone. — 
7. Burduni di la munita, dicesi dagli zecrhieri la cir- 
conferenza riciota come d* un cordone , Cordone. 

BURDU*RA, s. f. frangia, lista, o altro ornamento, di 
cui si fregiano, o orlanu le ve^ti, Bordo. 

'BURGA'TA, s. f. unione di casc, non presso a cittă, 
formanti quasi un borgo, propr. misero, Borgata, 

Bl]RGHIGE*DDU, 8. m. dim. di Boroo, Borghetlo. 

BURGHITA'NU. agg. abiutor di borghi, Bortjhigiano. 
— 2. In Palermo prendesi per chi ha dornic ilio nella 
vasta contrada esterna marittima alia parte settentrio- 
nale, detta Burgu di S. Lucia. 

BURGISATU, 8. m. Tarte dei contadini, che collivano i 
poderi presi in aflStto, e spesso anche vi abiuno, Agri- 
eoUvra. — 2. Per adunanza di coloni, vcdi BIJRGrsI. 

BURGISE'DDU, o BURGISfCCHIU, agg. dim. di Buncrsi. 

BURGrsi, s. m. colui che tiene le altrui po'ssessioni iu 
affltto, Finajuolo. — 2. Per chi lavora materialmente 
la terra per seminaglone, prezzolato^ Colgno, Conta- 
dine, braeeiant^. 

IG 



BliR 



» 12S « 



BUR 



BURGISO'TTA, s. f. ana delle varîcU del flro comane» 
chit ha le foglie palmaUnlobate, di aopra scabre» f di 
sollo pubescenti, e la pelle dai frutto brana neila sua 
matariU, BrogiottQ. 

BURGrsUNl, s. m. aţg. acer. di Buaoisi. 

BU'RGIU» 8. m. quanuU di materia ammaaaaU, maa- 
da, ma diceai propriamente di biade, pa^lia, graoo, 
e dmili, Bana, ~ 2. Per li contadini aiciliaoi ai dice 
esclusivamente Buaoiu una masaa grande di pagi ia 
ammonticchiata a gaiaa di cupola, PagUajo. — 3. Bur- 
giu di fenUf Maragnuola, 

BU'RGU, 8. m. strada o raccolla di piii caae aema ri- 
cioto di mura, e propriamente gli accresciineoti delle 
case fuori deile mura delle terre murate , Borgata , 
Borgo. 

BDRINA.'ai, V. att. intagliare, laforare a buline, redi 
BURl'NU. 

BUR1NA*TU> agg. da Bobinabi, lavorato, iaUgliato a 
balioo, con lavoro di bulino. 

BURrNU , 8. m. sorta di strumento per Io piii con la 
punta diacciajo, con la qiiale sottilmente ai scava, e 
s iotaglia oro, argeuto, rame, cristallo', o aimili, per 
farri caratteri, rabeachi, e figure, BalinQf Bolino» 

BORIU'SU, agg. cbe ha boria. superbo, Borioio. 

BU'RL\, o BU'RRA. a. f. beffa, baja, scherzo, Bwrla. 

BURLA'RI, Y. att. beffare» dar la baja, la aoja. Bur- 
lan* — 2. N. non dire, o non far da senno, Burlan, 
Scherxan. 

BURLA'TU, agg. da Buhlabi, DerUo, Buriato. 

BURLE'RI, s. m. che burla sovente e volentieri , Bur^ 
lone, vedi JUCULA*NU, e vedi TIRZIATURI. 

BURLE'TTA, s. f. dim. di RcaLA, Scherzetto. — '2. Si- 
gnifica pure, farsa comica, BurUtta, 

BURLrSClJ, agg. di burla. biirlevole, Burle$eo. 

BURLO'TTU, a. m. sorta di nave per dar fuoeo quando 
che sia ad altri vascclli, Brulotto, — 2. Per met. di- 
ceai ad uomo sommamente collerico, inclinato alHra, 
Adiroio, Stitzoso,^ 

BURNI*A, a. f. sorta di vaso di terra invetria.tOi antro 
cui si conscrvano unguenti, lattovari, e siniili. Albe- 
nllo,—^, Burnii di spiziali , Vaâelti madîcîna/u — 
3. Sgarrari Ia buroia, maniera proverbiale, cha rale 
fallare , errare , preodere una cosa per un*altra. Pi- 

?lian un granchio. — 4. Cosi chi mancu nn' banou 
i spiziali ntra li burnii, maniera anche prorerbiale, 
e vale pensamento stravagantc , fantastico , fuor del 
aomune nao, Stranezza, 

BURNIVZZA. 8. f. pcgg. di BuaNiA. 

BURNIE*DDA, s. f. dim. di Burku, ĂlbmlUno, Al- 
benlUtto, 

BURNIOXA, vedi BURNIE'DDA. 

BlTRNIţTNI, 8. m. accresc. di Buknia, 

BURO'i o BRO\ s. m. voce franrese diootanta udo stl- 
po, o scrigno con iscaffali per teoervi acritlure, o al- 
ţro, ed anche con tavolinetto per iscrivere, Studioh. 
— 2. Oggi per uso chiamasi Bua6 la officeria dei ri- 
cevitori del registro degli atti civili, e ciascuoa delle 
classi in cui â ripartita, notandosi con n** i®, T ec. 

BU'RRA, vedi BURLA. 

BURRACC£*DDA, o BURRACGB*TTA, o BCRRACGI'NA, 
agg. dim. di Bukraccia* piccola ftasca, Barraccina, 

BURRAGCHIA*RI, v. att. e n. frcquenutivo di BuaaA«> 
ai, Burlan, Soherxan, MotUggiart ip€$90. 

BURRACCUlA'TA, s.f. da BuaRACcnuai, S^herno, Befr 
fa, Dikggiamtnto, 

BURRA'CCIA. 8. f. fiasca che usanu i viandanti. e i sol- 
daţi, che pii6 esaere di diverse materie, Barraecia, 

BURRAINA, 8. f. T. di bot., vedi VURRA*NU. 

BURRA*R[ , vedi BURLARI. — 2. Burrari ad unu pri 
darrcri, vale dirne male, e beffarlo asaente» Swmar 
1$ tabelU dietro ad alcuno, 

BURBA'SCA , 8. f. ^ quc.l combattimento che fiinno i 
venti per Io pîd di mare, Burtasea, Procella» T$fn^ 
pesta* — 2. Per subita e violenta pioggia, che non pi- 



glia gran paese, Nembot Aequassone» — 3. f 
pericolo, disgrazia, disavveutnra, BurraicOf § 
— 4. Per imperversante infermită» che rîdi 
e8tremi. ^ 5. Prov. Ln bonu piiotu ai cainad 
bnrraschi, vale nelle avveraita si fa mostra d 
mazza costante. ~ 6. Per ingiuria ii volgo 
BuaaAscA chi h ritroso a pagare i debiti, o 
cedi, ed in generale chi â poco trattabile • i 

BURRASCHB'DDA, 8. f. dim. di Borbasca. 

BDRRAGGurA'RI, v. n. piovere, o nevlcara lai 
mente. 

BURRASCIJ'NA, s. f., o BURRASGU'NI, a. m. 
BuRRASGA, gran fracaaao di gragnuola, veatit 
accompagnati da acquazione, ramjMSla, rf«| 

BURRASCU'SU, agg. Tâmpestoto, Burraicoio, 

BU'RRU, vedi VU'RRU. 

BU*RRU MANTE'CA, vedi 1IANTE*CA. 

BURRU'NI , 8. m. dicesi la prima fonna di ni 
tura aoggetta a modiftcazioni o correiionl» M 

BURZA, vedi VU'RZA. 

BURZACCHINI, s. m. stivali o stivaletti, che ti 
lari di cuojo per difendere le gambe per Io | 
r acqna e dai fango, Botiagli», BortaechimL 

BURZE TTA , o BURZICEDDA , o BURZITS*! 
BURZrODA. agg. dim. di Borza, Banello. Bm 

BURZIGGHIU, 8. m. propriamente Bonei/ino, M 
fra noi prendesi per la valuta , a cha moato 
tante di alcuno, Valtente, 

BU'SA, 8. f. gambo dello ampelodeamo, ?edi D 

BU'SA Dl FE'RRU , o Dl QUASETTI , 8. f. ^ 
aottile verghetta di ferro, FtrrinOf Firruzto, J 
Ii no da ea/ie. 

BUSA'RU , aggiunto ad uomo , che raccoglia e 
gambi dello ampelodesmo , che servono di 
quando ai accendono a mazzo. 

BUSA'TA , 8. f. la qnantiU de' punţi di calieti 
riempia un ferruzzo, tra noi detto Busa. — %* 1 
di eacremento bovino , vedi VUSA'TA , o IU 
YU'SA. 

BUSATE*DDA, s. f. dim. di Busata. 

BU'SGA, e BUSCA*GGHIA, vedi VU'SCA, e TI 
GHIA. 

BUSCurGNU, agg. di bosco. da boaco, salvaţii 
iehigno, Boiehenecio. — 2. Aggiunto ad IMW 
austero, aspro, Burbero. 

BUSCUITru. vedi VUSCIirTTU. 

*BUSCHryU, agg. T. di agr. aggiunto di terreno» 
pieno di boschi, o di macchie, BotekivOm 

BU'SCIU, vedi VUSCIU. 

BU'SCIULA, vedi VU'SCIULA. 

BUSC.IIILA*RU , 8. m. la pelle pendente dai ti 
buoi, Giogaja. - 2. Cosi pure per similit. fcl 
ciamo quella camosită dl sotto al mento, dl 
provvedute le persone grasae, e corpacciute» 6 

BUSl'DDA, 8. f. dim. di Busa in ambi i seoti* 
li tempi di li busiddi, modo baaso proverbial 
cânte un tempo molto anUco, e proveoieoCîe dl 
Tempohibus ilus, 

BUsriXIS, parola indecl inabile, vale difficoltA | 
iropaccio, imbroglio, cattivo pasao, e aimlll» 
Butillit. 

BU*SSULA 8. f. rotella di cartona, in cui k d«ai 
rqşa dei venti coli* ago calamiuto , ed impen 
un pijuolo di ottone in una ciotola , o casaet 
ţno coperta con un vctro. Serve questo stnim 
indicare la tramontana, e per conscgueoia ■ r 
i luoghi dove uumo si trovi, Bu$$ola* -- 2. Pn 
busaula, modo prov., e vale non saper che ce 
Perder la bussola, — 3. Per quel riparo di ii 
o d' altro, che si pone davanti agii nsci per t 
le stanze dai freddo . e per togliere a chi h 
veduta di chi k dentro, Bu$$ola, ParaventOf i 

BUSSULE'TTII , s. m. vasclto, in cui scuoţonti 
giuocaodo, Buitol^Uo,, 



BUS 



» 1-23 « 



BBT 



iC8SIJL0*TTUf s. B. T. dei gluocolatori, e saltiniban- 
chi, siraiiiento di meuUo io forma di biccbiere, che 
lenre a ftr giauchi di mano , e to o' ha pare di cri- 
«aUo» BtMtolocio. — 2. Fari la joco di li bussalotti. 
i*ialeiMU nsart aitiâiii per mosirar ci6, che nou ^, 
c trar profitlo dalia finiione, Perfidiare, Tergivenare, 

'lirsSULUi 8. n. Taaetto di legno per raccorre i parii ti, 
iMaolo. — *S. U mandar che al fa a partito per boa- 
•aii e ballotlie, BoUoîtaxione, 

tD^TU» a. m. petto, e laiora tutto ii corpo senia com- 
presderri gambe, teaia, e braccia, Btisco. — 2. Per 
talto îl corpo aenia II capo , Buito. -^ 3. Per quelle 
Hatiie acolpite dalia teau aino al petto, che pure si 
chianaano Menzi busti, Bv$to, E busti, e menzi bu- 
iti diciamo ancora I ritratti , o altri qoadri dipinti 
lîBO al petto, M9MX0 buito, — 4. Per quella sorta di 
Taata armata di atecche , che affibbiata copre , e co> 
strig ae ii petto delle donne, Busto. — 5. Cu' nni voii 
la leata, e cu noi voii Io busta , Prov. di chi d da 
taoU pefMgaitato, calunniato, o richiesto di molie cose 
•d naa volta. Dicesi ancora per ischerzo. — 6. Ce' ^ 
ata boaUit modo prov. di chi impegna la sua abiliiii, 
cd auiuidloe. — 7. A sau buatu mittiti mânu? modo 
praT. » e vale noo notersi dnbitare del buon riusci- 
■eito di cid che îl tal uomo di vaglia imurcnde. 

BCSUNA'GGHIA, a. f. qiiella came iutima del tonno, e 
■cnalra per aangne riatagnato, che tuttavia ^ mangia- 
tiva, J^osiiino^lia, 

BC5UNA*TA, 8. f. colpo o mazzo di foşti segati, vedi 

BCSCMEITU» a. m. atromento di ferro col quale a'in- 
ccnde • percta^ io cima ha una pallotlola a guiaa di 
bpttooe » osaio io chirurgia , Bottone, ~ 2. Per uno 
atnimeoto da cocina di rame, o di ferro staj^naio a 
goisa di mczza palia vota con manîco lungo e sol- 
iile, Bomajolo , Bomajuaio, Pajuolo eon manico 
limyo. 

BUSC'NI, 8. m. ii fuslo aecco delle biade segate per si- 
nilitodloe de* gambi dell* ampelodesmo delii Busi. — 
X E ancora termine de* fabbricatori. — 3. Per sorta 
di freccia con capocchia in cambio di panta • che si 
tirava con balestra groasa chiamata balesira a bolzoni, 
B^onB. 

B0SUN1TTA*TA, 8. f. colpo di bottone, T. de* chi- 
rargi. 

mTiiEACA, a. f. Tovaja del pesce seccala al fumo, 
o al vento, Butiagra, 

iUTIGGlATD*RI» 8. m. ballatore sulla corda, Funam- 
Ml. 

*BimMA'RD. 8. m. seccbia o macchina, io cai si di- 
baua ii latle per fare II borro, Zângola, 

MTfl'ED, 8. m. la parte pi6 grassa del latle separata 
dai alero col rimeoare, Burmo, Butiro, — 2. Per simit. 
ai dă an tal nome ad alcone sostanze ridolte in forma 
a cooniaianza consimile al vero borro, Btilirro, vedi 
CiGA*OS, ME*NNDLA. 

WTOBTtU. vedi RE DI U GADDA*ZZI. 

*BIJTTA*OCIITi 8. m. picola boite, BoUaccio, vedi QUAR- 
TAL O'RP- 

raTTAFA'EEI , a. m. plor. , ain. di eoglioni • niodo 



■■■■Wa 

lirrrAFO*RA, parola composta, T. di tealro, colui che 

avvarte gli attori dl oacire di mano in mano sul palco 

acan icoţ Buttafuori, 
IDTTA'NA • agg. vedi BAGA*SC1A.— 2. Bullana vec- 

cUa o bytiaoa di culo, dicesi proverb, in modo basso 

di p waonn aecorta, e maiîziosa, Puîta ieodata, 
BIJTTA*R1> V. alt. gelUre, BuUare. Usasl anche neolro 

paaaivo. 
BCTTA 'RU, vedi VUTTA'RU. 
"BOTTASEXLA , 8. f. T. milit. segnale, che ai dă con 

la UDOiba, per avvcrtire I cavalieri di montare a ca- 

vallof BuUoââUa. 
BimTA^RI^ Y. o. farsi iotendere ia gergo , e per via [ 



di parole eqnîvoche, e sotlo metafora, Parlar gergo- 
ne. — 2. Per dir alcun molto contre a cbicchessia, Sbot- 
tonare, Sbotloneggiare, — 3. Per Io atesso che apărare 
arme da fuoco, e fig. Spefaisow. 

BUTTl'A'TA, s. f. propr. Io scoppietlare, romora, acop- 
pio, Schioppiettio, — 2. Per Io stesso, che Jiuari bolii) 
vedi BO'TTA. 

BUTT1C£'DDA, s. f. piccolo colpo, leggiero botlo, per- 
cossa , e simili. — 2. Perii eve romore , Homorio. — 
3. Per quel parlara coperto, col quale avveniamo, o 
pungiamo alirol, ii che chiamasi Dare, o gittare tin 
bottone, vedi BO'TTA, e BLTTIA'RI. 

BUTTrGGIilA, s. f. vaso per Io piii di velro o bianco, 
o colorato, per conserva di vini o altri liquori, Bot- 
tiglia, Buffonoino, 

BDTTIGGHIARI'A, s. f. luogo dovc si serbano le bolti 
e ii vino, cd anche ii luogo dove si vende ii ^ino a 
miiiutOt Cofiova. 

BlTTTlGGHIE'DDA, e BLTTiGGm'NA, agg.dim. di BUT- 
TiGGBiA, Bottiglietta, 

*BKJTT1GGUIE'R1 , s. m. BUTTIGGHIEBA, 8. f. vcdi 
TAVIRNA'RA, e TAVIRNA'RU. 

BUTTIGGUICNE'DDU, s. m. dim. di Buttigohiuni. 

BUTTIGGHIC'ISI > s. m. accresc. di Buttiggbia, Bot- 
tiglione, — 2. Per chi ha grao venire , Buzsone. — 
3. E generalmente per Carnacciuto, Grauottone, 

BUTTrMI, 8. m. preda che i soldaţi fanno in paesi ne- 
mici, Boltino. 

BUTTITU, vedi BU'TTU. 

BD^TTU , 8. ro. Getto, e Gitto. Usasi particolarmenic 
per dinolare Io spular sangue in copia, e si dice Bdttu 

Dl SANGU. 

BUTTUNA'RU, agg. dicesi di colui che fa o vende bol- 
toni, Botlonajo, femm., Bottonaja, 

BUTTUNATU'RA» s. f. a bbo tio natura, quanlilăe ordine 
di bolloni messi in opera per abbottoaare oo veslilo, 
Bottonatura. 

BUTTIJNE'DDU, s. m. dim. di Bcttuni, Bottoneino, 
Bottonceilo. — 2. Buttuneddo nicu, dim. di Buttu- 
NiDDU, Bottoncellino. 

B|]TT(JN£*RA, s. f. ordine di bolloni di ana veste. Bot- 
toniera, 

BUTTirNI, s. m. piccola palloliolina di diverse fogge 
e materie , che s* appicca ai vestimenii per abbolto- 
narli, Bottone. — 2. Per la boccia di alconi flori co- 
me di rose, e simili, Şottone, — 3. Per parte geni- 
tale deir animale maschio, dove si fabbrica ii seme, 
Tettieolo, 

BUTCRE'DDU, s. m. bambolo o ragazzo alquanto paf- 
folo, Graesoccio, Grastottino, Torifaeehiotto, —%, Per 
uomo grasso, e non molto alto, Camoccttifo, Attie- 
eiato, 

BUTUTIU, vedi VITTURU. 

BUZZA'CCHIIj, s. m. T. di st. nat.. Falco muteo, h„ 
occello che ha i piedi oudi e mediocri; ii rostro den- 
talo , la coda diriila , e le aii lunghe; ii corpo baje 
fusco, ii ventre bianco ondeggiaio di grigio, Albuz* 
xago. Falco bozxago, o la Pojana, 

BUZZARA*R1 • V. alt. propr. usar aoddomia, Soddomi- 
fAfv. — 2. Fig. abosar del poiere contro i prosaimi, 
ăffliggere, malmenare, Tarlaseore, Coneiar male, 

BIJZZARU'NI, 8. m. vedi SODOMI TU. 

BDZZICE*DDA, s. f. dim. di Bozia. 

BDZZITE*DDA, vedi BUZZICE'DDA. 

BIIZZO'LU , s. m. quella comice di pietra sullâ qnale 
Bi posano gli siipili delle finestre, DavantaU. 

BirzziJ, agg. T. di veter., aggionto di cavallo, e vale 
infermo con diflicoltă di respiro, Bolio.-— 2. Aggionto 
ad oomo, val piccolo, groasacciuolo, malfalto, spropor- 
zlonalo, Botiacehiuto. — 3. Aggionto di cosa che ab- 
bia groaaezza e larghezza soverchia rispelto alia sua 
allezza, To%%o. 

BIÎZZURITTU» agg. DîMuguaU, Ineguale. 

BUZZU'SU»agg.chehagozzo,(rozzu(o.— 2.vediB0'ZZA. 



CK 



» iii « 



CAtf 



C 

C, terza Icltcra dcll* alfabeto. seconda delle consonanţi. 
Ammette avanti di se in diversa sillaba le consonanţi 
liquide L, N, R, come in Palcd, Mancu. Vaiica ec. 
E preceduta nclla stessa siilalra daila sola S , come 
in ScATTA. ScoKCiA. ScupA CC. Si raddoppia in mezzo 
alia parola, ove sia mestieri» come in Agcusa» Biccu, 
RoccA , ec. , C — 2. Per numero romano comune- 
mente usato signiflra Cento, C, raddoppiato Duieen- 
to, CC, triplicalo Tncânto, CCC, 

CA, relativo di sostanza, e rifcrisce iutii i generi, e tutti 
i numeri, CAe, ii quale, 

C.\, particclla, Che, 

CA', vedi CCA'. 

G\*BBAL.\, s. f. arte che presume d* indovinare per via 
di magie , e profezle con numeri , leltere , o simili, 
Cabala, — 2. Per raggiro, rigiro. Cabala, 

CABBALI'STA, s. m. colui che fa la cabala, Cabalina, 
— 2. Detto di chi ragira altrui per ingannarlo, Higi- 
ratore, 

'CabBAU'STICU, agg. di Gabbala, appartenente alia 
cabala, Cabalistieo, 

CABBARA*SI, s. m. T. bot. Drlpminwm stavhisagma 
L., sorta d' erba che crescc ne' prali, ne* pantani, ed 
aliri luoghi umidi , e che uccide i pidocchi, Strafiz- 
%eca, Stafisagra, 

CVBBASrSA, s. f. T. bot., Cypbrvs bscvlbktcs L., 
pianta originaria di Africa, che mette de' piccioli tu- 
beri ovali con alcuni fiii sporgonti , di una sostanza 
bianca farinosa, e dolcigna, da cui si esprime un lattc 
.usato in medicina, coltivasi in Sicilia ne* luoghi umidi, 
n mangjansi da perlutto i tubcri, Traşi, Dolcichini, 
Dolzolini, 

CABBASI*SI, voce dinotante ammirazionc, Caeatego, Ca* 
caaevof 

CABBASrsi DI MARGIU. s. f. T. bot., « uni varietă 
della dcscrilta Cabbasisa. 

CABBEXLA. vcdi GABELLA. 

'CABBOTA'GGIU, s. m. T. mar., navigazione che si fa 
lungo Ic coste del marc da capo a capo, e da porto 
a porto, Cabottaggio, 

CABBU'BBL'. \idi CAPPO TTU. 

CABURBASl, vpdi CVBBARA'SI. 

CACADDU'BBII, dicrsi a uomo pcrisieroso, c stitico, c che 
in ogni cosa pono dilIicoItAi Cacapen$ieri, Caeadubbi, 

CACAFl'CATl , s. m. fhniasticagginc capricciosa , Fiii" 
caggine, 

CACAKOCU vcdi SCUPETTA. 

CACAMARRUGGIIT, s. m. T. di st. nat.. Stivia rubi- 
coL.t L., urrellL'llo piccolo, con bccco agiuzo, e che 
sta n«lle siepi, Foratiepe, 

(iACAM'DU* cosî chiamasi TucccUo che nasce Tuliimo 
dalia rovata. - 2. Per simîl. dicesi di figlio ultîmo. 

CACA'OS, K. m. T. bot. Thbobromâ cacao L. , pianta 
che ha ii troiico arboreo, la scorza rossiccia, le foglie 
alterne, picciolate^ integorrime, tfrandi, lisre, venose 
ol di sottu, pendcnti; i liori pircoli scuza odoro, gial- 
licci, a fascctti sparsi sul Ironco, e nci râmi, ii frutio 
(oriareo, rosso puntcgşiato di giallo. o al tutto giallu 
con dicci stric sopra i laţi. Cacao, Caccao, — 2. Per 
Io frutio. e la mandorla. clic 4 uno de' principali in- 
grcdjenii dfl cioccolattr, Cacao, Caccno. — 3. Butini 
di cacaos, i ii grassi dclla mandorla del carao cavnto 
ixT ebullizîonc. c condcusHlo, i* che serve per cuml- 
I lente, Vutirro di cacao, 

('.ACARE'DUA, s. f, Ilusso del venjre. Caca^uola, Soc- 
cornnza, — *2. Na cacnredda di palori, diccsi una lunga 
diieria scnza proposilo, e scuza conclusîonc, (na fi- 
lm era, 

r.AC\'RI* v. n. e ait. cn. pass., mandar fuori glf cscrc- 
uii'nti del riho per Ir pnrti di soUu , drporrc ii su- 
p.Tnn-' p.'sr. tl-.l \ci:lrc. C'acfire. —2. Pitciolll e frart- 



dini caeann la casa, Prov., e vale ad esprime 
sperienza , ed insufficienza- de* ragaizi compi 
galline. — 3. Cacarisi li cansi, o Cacarisi tattu 
vale perdersi d' animo, Farsela nelle brath$» 
cari carta, imbrattar fogli nell* imparar a m 
disegnare, Scarabocchiaret Schiceherare, Far 
baeehino, o Vimpiaitra fogli, — 0. Nnn mai 
un cacari , vedi M\!SCIA'RI , n. 38. — 6. ( 
ddritta, dicesi per ischeno di chl procede eon 
vili e con maggior apparenza di grandezitf 
ric4«rca ii suo essere , Cacatodo, - 7. Caeii 
fig. usare ampollositâ, e gonfîezza nelle pan 
gli atti, Ott€ntar grandia, 

CACARIA'RISI, vedi CAGA'RI, n. 3. 

CACARIA'TU, agg. da Gacariabisi. 

GAGARU'M, vedi CACARE DDA. — 2. Per mn 
leggieri teme, Pauroio, Cacaeciano, Finim 

CACASIPA'LA, vcdi PA SSARU. 

GAGATA,s.f. Tatio dello scaricare ii ventre de. 
menii, Cacata, Cacatura, — 2. Per quello 8 
in una volta fa ale uno animale, e per Io plA 
e ii bae, Jfeio, pntniinzialo coli' e stretta. 
verbo fari una, h metafora, e signiiica abbt 
lasciar per affatio, con animo di non ritoman 
cosa che si lascia. 4. Per dtspregio, vale de 
sudicia, ed anche di pessimi costumi , Caet 
5. E cacata chiamiamo ii flusso del venire, 
pare che rappresenti schitiltk, diciamo piCi 
mente, Soccorrenza, 

GAGATE DDA . s. f. dim. di Cacata. - 2. P 
dl alcune cose in picciolissima quantită , i 
trebbero eţsere abt>ondanti, Vn pocKetto, Un 

GAGATrCCUll), s m. vana armganza, alteri§ 
posa grandezza, Fasto, 2. Col verbo Mitt 
entrar in preiensione inutile, In sostenuteui 
nevolci In sussie^o. — 3. Piii voler signoregg 
superioriti indovuta, Soprastare, 

CACATO'NIGA , per ischerno dicesi di chi « 
qualche rcligione, Sfratato, 

CACA'TU» agg. da Gacahi, imbrattato di ster 
do$o, — 2. Per sommamentc allegro , lielo 
senza ragione , Pieno di iollncchcramenio, 
cacatu ngiuria Iu piscialu , dicesi di chi rij 
altri ii proprio vizio. Oncio dicc v\a\ di m 

CACATU'Rl , s. UI. luogo propriainentc dove 
Ceiso, Cacatojo, —2. Per simit, qualunque la 
co, e ributlante. 

CACA'U. vedi CACA'OS. 

CACA'ZZA, s. f. qurllo escreinento che cacano f 
gli animali piecolissimi, e propriamenie le I 
le piilri, Cacatura, —2. Cacazza d'oechl, v 
cola dagll ocrhi , e si risecea intorno alle | 
Cis^a, 3. Cacazza di oricchia, quella mat 
liccia che si genera nelle orecchie, Ceruma, 
cazza di ferru, o di zlngaru, vedi GACAZZI 

CACAZZA'RU, s. m. chi manda in piii tratti 
recchi luoghi gli escrementl che si avrebber 
dare in un luogo, ed In un tratto, CM fcat 

GAGAZZl'A'RI, v. alt. imbraltar la carta d' i 
scrivcndo inutilmente , lmpegolar$ , impiai 
2. Modo basso mandar fuori gli escrementl 
avrebbero a mandar in un tralto, e in un laog 
tratti, e In parerchi luoghi, Scacazzare, 

CACA ZZr ATA, s. f. seacazzanienio. Scocatz 

CACA'ZZI Dl PAl.U'MMI, stereo di rolombi, C< 

CACAZZl'NA DI FERUf. s. f. materia, che 
dai ferro nlIoreh6 si rihuUe nelle fueine. 5< 
slicci, Stozzaccio, Srea, 

CACA'ZZU, s. m. quel lerroie che ci yicn da st 
ra, ehe eaţţiona baiiini(>:iio di euore. e t'req 
tare, e solii jre. BatUioffwla, llimescolamen 

C\C\ZZrM. s. m. aniosr. dl Caoizzi*. 

CACCA. ^. 1". voicdci nineiulli, e delle nnlrlc 
Cavca, 2. Per !3 rîsj>n rlu' rii>ea talora 



CAG 



» 125 « 



CAC 



(hi, CoecOk — 3. Dlcesi ii fanciallî esser Cacca» tatto- 
riOf rbe noa vogliamo eh* essi locchino o ingoino. — 
4i Pima Seneca» t dbsi Gagca, modo giocoso per 
brffare alcuno che ha deUo ano sproposito con luono 
i' japortania, ii che si ehiama Sfarfallare. 

OXCkMV, s. m. T. di boU Lotus jâcobjeus L. pianu 
che ba Io stelo dritto, raraoso, le foglioliiie lineari, 
i fiori di on eolore seoro» e qnaai nero. Loto , Loto 
i Africa^ Bafolaro. Comune nei noslri giardioi. 

atXAMU, a. m. i ii frulto deir albero Ulo , di co- 
lora nereggiante > rhe non eceede la grossezza di un 
^iaello» con la pelle coriacea, la polpa dolcigna, e dd 
aocciolo piccolissimo, Bacche del Loto^ Bogota, 

L&'CCIA, s. €, perseguiumento delle bestiet e intendesi 
comanemeate di fiere selvatiche • e si fa col fine di 
modcrle, o dl stermioarle, ed anche per semplice di- 
lelto, Caecia. — 2. Per gli uccelli, o le fiere» che in 
cncciandosi predano, o si possono predare, e son buoni 

• OMngwre, CacciagioKey Salvaggiumâ, — 3. Per Io 
liiO|0 dcsiinato , o acconcio alia caecia , Caecia. — 
4. GKcia goardata, Inogo nel quale h proibito ii cac- 
rlare » Bandita. — 5. Dări ia caecia , vale accelerare 
ii conot parlandosi di bestie da sella, o da carro, o 
da MOM. — •. Dări la caecia, parlandosi di persone, 
Tale pcfsegaitare, cercar di suttometterla o arreslarla, 
e dicttl ancora del pcrseguitamento dei rascelli, e si- 
naili, Mkxr ia eaeeia. — 7. Jîri a caecia d' unu , vale 
vokrglisi rimeotare. — 8. Piii farsi meritcvole di qual- 
che eew, e praidesi in buona, ed in mala parte. — 
9. Per andar io cerca, io traccia di checcbcssia, Cer- 
tar eon diiigensaf Tentare ad ogni modOf Andare 

• CMcio di ehueheuia, — 10. E anchc termine del 

E'ooco del palloue , e significa ii lungo dove ii pâi- 
ne si ferma secondo certe Icggi, Caecia, 

CAOCIA DIA*VULI , s. m. propriamente scongiuratore , 
Caecia diavoli. — 2. Piii dlcesi a persona spiriiosa , 
fivace» e rhe non si lascia di leggiori abbindolare. 

CiOCIALA'NlI, 8. m. stmmento uncinaio, che si usa per 
trane io steppacciolo dair archibuso , e simili , Ca- 
vaUfacein — 2. Per simil. dclla figura spirale di que- 
sta sinimento diconsi fattc a Gaccialanu moltc cose 
che Io soroiglino, come ricci, frânge, fregi e simili. 

CAGCIALEPRI, vedi LATTILE'BRA. 

CAOCIAMETmi, s. m. ii cacciar via, sbandeggiaroemo, 
Caedamento. 

CAGDAMU'SCHI, s. m. sorta di rosta da cacciar Ic mo- 
sche, Cacciamoschet Paramotehe, 

CACCIA'RI, ▼. att. spingere, Caceiaref Diieaceiare. — 
2. Per incaliare, stimulare, sollecitaa*, Cacciare. — 
8. Parlando di bestie da earro o da soma, Incitare, 
Sffonare, — 4. In senso metaforico, vale abbreviare 
o accelerare ana falica per compirla tosto, AffrettO' 
ff, Satpingore. ^ 5. Neutro, detto di alcnni comesti- 
bili, o potabili conservaţi pid del dovere, o fuori sta- 
fiene, vale perder dl lor pierfezione , farsi stantii , e 
foc« nea che inservibili. 

CACCI'A'RI, v. n. detto assolutamente s* intende del pcr- 
segoitare le fiere selvatiche per pigllarle o sterminar- 
le, Cacciare, 

CAOa'ATA, vedi GA'CCIA. 

CACCIA'TA, 5. f. r alCo del cacciare. Caceiamento, Cac- 
Hata. — 2. Col verbo Pari o Dări significa Jtceele- 
rare U eono, SoUeeitare. 

C\GCIAT1*ZZU , agg. diccsi del vitello cacciato dalie 
poppe delia Tacca, Spoppato* Svetxato. 

XAGClATRrCI, V. f. che caecia, Cacciatrice. 

CACCIA*TU, agg. da Cacgiari, Cacciato. 

CACCIATU'RA, 8. f. sorta di veste da uomo corta o spe- 
dita per cacciare, Fartetto, Giubbone. 

CACCIATC'Riy ▼. m. che caecia. Cacciatore, ^ *2. Per 

soldate armato alia leggiera, Cacciatore. 
UGCIAVE'MIT, 8. m. T. di st. nat., uecello di palu- 
^, e di rapioa, di piuma rossiccia. li maschio si di- 
Minune dalia femmina per la sua picciolezza , c per 



essere di color cenerino nel capo e nel dorso; la fcm- 
mina h maggiore di un piccione, che per Io pid sta 
nei fossi, campa di pcsciolini, Aeertello, Gheppio, Fot- 
tivento. Falco tinnvncolus L. 

*CAGCIATrTI, s. ra. T. delle arti, strumento acconcio 
a stringere le viti, e levarle, Caedavite. 

GACHESSrA, s. f. T. med. discolorazione pertinace del 
volto con debolezza di fone , e diflicoltA di respiro 
negii esercizii del corpo, Caeheitia. 

CACUE'TTlGU, agg. che patisce di cachessia, Caehet- 
tico. — *2. Per persona malaticcia abitualmente, Ca- 
chettieo, 

CAGidA, s. L T. bot. Rsskda lotbola L., pianta che 
ha le foglie falie a laucette intere, dentate alia base; 
i calici divisi in quattro parii ; e la caseila con ire 
ponte, Guada, GuadareUa, Bietola giaUa. 

CAGiTE'DDU, s. m. dim. di Gaciu, Caciolino. 

GA*GIU, s. m. ii ivite delle pecore, capre, bufale e vac- 
che, cagliato , colto, salato, preparate nelle forme, 
Cacio, 

'GACiU'MMD, s. m., specie di vetro colorate a gloi>elti, 
ad uso di collane, corone, ec, Conteria. 

GAGIU'NI, s. f. quello dunde deriva 1' efTetlo, Cagione, 
Jtagione. — *2, Dări caciuoi, dare adito, appicco. Dare 
oceatione, ^ *d. Nun veni morţi senza caciuni, motto 
chiaro di per se. 

CACillMJ'SU, agg. di debol complessione , e mal tem- 
perate a sanitâ , e a cui ogni puco d* incomode o di 
disagio h cagione di male. CagionevoU, Cagionoio. 

GACO'GGIULA, s. f. T. bot. Ctnara scoltmus L., piauta 
che ha ii calice mollo grande, ventricoso, imbricate 
di squame larghe, camose, terminate da una spina: 
le foglie alterne grandi, profondamente divise, quasi 
pennato-fesse, cutonose al di sotio; i fiori grandi, por- 

fiorini, terminali, Carciofo. — 2. Si dice anche ii ca- 
ice del cardo quando ^ ancora in boccia , e percid 
mangiabile, Carciofo, — 3. Pezza di cacocciali, T. di 
agr., dicesi quel Inogo pianialo di pid cardi che pro- 
ducono i carciofi, Carciofoleto, Carciofaja, — 4. Ga- 
cocciiili domestichi, T. degli agr., d ii carciofo senzu 
spine, Mattuferrata. 

GAGOFUNrA, s. f. T. gram., mal suono nelle parole o 
o nella composiziooe del discorso, od anche nella mu- 
sica, che percid spiace all' udito, Cacofonia. 

CACUCCIULrDDA , s. f. dim. di Cacoccivla, Carcio- 
fino. -^ 2. Per calice del cardo selvaggio , che nasce 
naturalmenle su i noslri monti , e non ancora sboc- 
ciato si mangia bollito. 

CACUMI'DDA, vedi CAMrMIDDA. 

GADA*VERU, s. m. corpo mono, ma dieesi specialmeoic 
drl corpo uinano, Cadavero, Cadavere. 

GADAVE'KICU, agg. T. med., clic ha del cadavere, Ca- 
daverico. 

GADDE'MIA, s. f. voce di spregio, e vale moltilndinc, 
numero rclativamente grande: p. e. Na caddemla di 
figghi, di poviri, di sfacinnati, e simili' 

GADDO'ZZU, s. m. pezzo di legno, o di sasso, o di simil 
materia, ii quale non eceede una certa grandezza, spic- 
calo dai tronco, e di figura che tiri al cilindrice, jioc- 
cAio. — 2. Caddozzu di sosizza, dicesi la salsiccia con- 
tenuta e legata in una porzione di budello, Bocehio. 
— 3. Per una sonata di ceramella. 

GA'DDU, s. m. carne indurita, bianchiccia, e priva di 
senso per conlinuazione di fetica, o per altro acciden- 
te, h comuMcmente alle mani, a* pîedi, e alic ginoc- 
chia, Calloj Cattosită, — 2. Fari Iu caddu a na co- 
sa, metaf., e vale assucfarvisi, ostinarvisi, Far ii callo 
ad una cosa, — 3. in veter. ^ una spczie di callo 
molie, spognoso, privo di peli, che si trova nell' cstn»- 
miU anteriori doi cavallo , sotlo V articolazione del 
ginoccliio, Cattagna, 

GADOUl inierieziono, Capperi! 

CAPDU'NI , 6. m..- ifva che ha la scorja ferma e diua , 
Duracina. 



CAD 



» 126 « 



CAF 



CADDUSE'DDU» agg. dim. di Cadmjsu, alquanto duro, 

Duretto. 
CADDLSITA*, o CADDUSITATI, 8. f. callo» CalloiUâ. 

— 2. Per uoa cerU dareita ore che sia. 
CADDU'SU, agg. pien di calli, Calloso. — S. Per met., 

Yale duretlo, Calloâo. -^ 3. Per agg. di alcime frutta 
che hanno dureiza» Duracine, 

CADDUZZE*DDU» 8. m. dijn. di Gaddouu, JRoecAieffo. 

CADDUZZU'NI, 8. m. acer. di Caddozio. — 2. Dicesi 
per i8(-herto ad uomo grande, alto come nna pertica, 
ma privo di ogni merito, Pertomiceia, Omaccwn$, 

CADEMIA, vedi ACCADEMIA. 

CAPE'NTIi agg. che cade, Cadenţe. — 2. Per molto vec- 
cbio o somroaroenle flacco, Cadenţe, - 3. EtA cadcnti, 
DeerepiteÂsa, Decrepită, — *4. Annn o misi cadenti, 
che sta per finire , Anno , Meee cadenţe, — '6; Suli 
cadenti» cba tramonta. Sole cadenţe, — *6. Robbi ca- 
denti, mcizo lacere, Veeti eascanti, 

CADE'NZA , 8. f. ai aaa per quella posa che si fa io 
perorando, cantando, sonando e ballando, Cadensa, 

CADE*RA, 8. f. amese da acdervi sopra, Se^giola. 
^CADE'TTU» 8. m. T. milit., giovaoe gentiluomo che im- 
para r arte della gtierra, e che dopo avere compiii i 
suoi studii , viene creato afliziale . Cadetto, - 2. In 
narineria ^ ii primo grado di uffitiale di marina, Ca- 
detto, — 3. Per aggiunto di fralello, vale minore, ed 
nsasi nelle famiglle nobili, Cadetto, 

CAOr, 8. m. T. storico, nome o titolo di giudice preseo 
i Turchi, CadI. 

CADIME'NTU, -6. m. ii cădere, Caduta, Cadimento, 

CA'DHU , V. n. venire da alto in basso senza ritegiio , 
Cădere, Caecare, — 2. Piggbiari avan ti pri nun cadi- 
ri, modo prov., e dicesi di chi accusa altrui un man- 
camento del quale ^ egli reo , Mettert ie mani in- 
nanti per non cădere, 

CADUCE U» 8. m. quella verga con due serpenti attor- 
tigliati onde gli antichi Bngevano che Mercurio divi- 
desse. le contese o acqnietasse le liti, Caduceo, 

CADUCITA*. 8. f. astratto di Cadcco. Fragilită, Cadu- 
eild.— 2. Presso i legali, vale invaliditi di testament!, 
legaţi, o pubbliche scritture per mancanza d*adempi- 
mento di alcuna delle condizioni prese ritte, o per al- 
Iro difetto, Cadueitâ, 

CADU'CU, affg. cadevole, Cadueo, — 2. Mali caducu, di- 
cesi repilessia, Mal ead%teo, 

GADU'TA, 8. f. cadimento, Caduta, — 2. Per fallo, pec- 
cato, Caduta, — 3. Per calată, Caduta. — 4. Per met, 
rovina, abbassamento, Caduta, — 5. Caduta di vesta, 
6 la parte degli abiti donneschi dai cinto In gid, e 
pu6 aocbo dirsi di quelli degli uomini , come sono 
1 ferrajooli, e simili, Coecata^ Caduta, — 6. Cu* cădi 
e si sosi un si chiama caduta, Prov. dinotante ii lieve, 
o niun male di chi rialzasi da se dopo una caduta. 

— 7. E figur. chi ritorna sul buooo sentiero nou si tiene 
per traviato. 

CADUTE*DI)A, 8. f. dim. di Caduta , Caduiella. 

CADUTE'DDU, agg. dim, di Cadotu, vale alquanto rai- 
sero, MieereUo, 

CADn*TU> agg. da cădere, Caduto, - 2. Fig.» vale mise- 
ro, venuto in miseria. Caduto,— 3,Ver mancato di forze 
sia per malattia soflferta. sia per veccbiaja. Cadenţe, 

CADUTU*fCA, 8. f. acer. di Gadota, Cadimentaeeio. 

GAFA . 8. m. T. bot. Coffmâ arabi€a L. , planta che 
ha gli steli verticali, ramosi; le foglie ovali, lanceo- 
late, acute, spleodenti. integerrime; i fiori bianchi, 
odorosi ascellari, scssili; le bacche rosse simili alle 
ciliege, Caff^, — 2. Per i serai della suddetu pianu 
che abbrustolati e măcinaţi servono a preparare la 
bevanda chiamata civllmeute Cap* , Cată. — 3. Per 
CafitUria, vedi CAFlTTARrA. — 4. Per luogo di adu- 
nanxa di signori, civili, trafficaoti, ove si riposa, si 
giuoca, si conversa per passatempo , CaHno , Poeta, 

— 5. Dări un ceXi, ngur., vale dare un piccolo regalo 
a talnno per servigio ricevatOQC) Vna maneia. 



CAFEATS, 8. m., edifizio chxolare col teUo a simiH- 

tndine di cupoletta, con sedili deiKro. Se ne fSasuo uei 

giardini, e nelle viile per riposo, e per onabra» CImo- 

ico. Voce turchesca Albieti. 
CAFErSTA, 8. m. e f., chi ama e «sa molM caff4, Cmţ^ 

feista, 
CAFESA, 8. f. ponte di legno con fascinau e tem.^ 

2. Per impedimento latto con fascinata, travi» pietrei 

e terra per risaltare 1* acqua dai letto del fimiM, in tu. 
CAFIA'TA, aggiunto di acqua ove sia rimasto iaAifo w 

residuo di hcvanda di caff^. 
CAFISE DDU, 8. m. dim. di Cafisv, va8o di niiaiira di 

olio. contcuente 5 rotoli. 
'CAFrsU , s. m. vaso di misura d' olio coBteaante la 

decima parte d* un cantaro. 
CAFISU'NI, 8. m. vaso di misura d'olio r ontenenlo . la 

quinla parte di un cantaro. 
CAFITTARI'A, s.f. bottega dove si vende la bevanda cha 

si fa col caff^, ed anche h sinonimo di Sobbittabia* 
CAFITTE'RA, 8. f. moglie di calTettiere, e vaso in cui 

si fa bollire ii caff^ tostato e poiverissato per lama 

bevanda, Caffettiera, 
CAFITTE'RI, 8. m. rhi manipola e vende la beraBda del 

caff^, o padrone di una bottega di caff4, Caffeitkre, 
CAFO*RCHIU, vedi CRAF0*CCH1D. 
CAFIJDDAME'NTU* 8. m. Io stivare, Slivaaiefilo. 
CAFIJDDA'RI, V. alt. stretumcnte unire insieme» Ai- 

vare, 2. Per battere, dar di nMno, PenuMen, — 

*3. Per ingojare (roppo, e frettok)aamente aeiuta BUh 

sticare, Ingorgiare. 
CAFUDDA'TU, agff. da Cavcmari, Stivată, 
CAFlJNARrA, s. f. JRosteisa, imperiiia» Gofa§im$* 
CAFIJNE DDU, dim. di Caponi. 
CAFU'M, agg. Bozzoy lotieo, Buvido. 
CAGGUIA'RI, vedi QUAGGUIA'RI, n. 4. 
CAGGUIA'TU, vedi QUAGGUIATU. 
CAGGIU'NI, vedi CĂCIULI. 
CAGNOXA, 8. f. piccola cagna, Ca$nuola. 
CAGNO'LU, s. m. cane piccolo, Cagnota, Coffinolo. 
CAGNULE'DDA, s. f. dim. di Caamola , CoffiMolîfia , 

Cojfnina, 
CAG^ULE'DDU • s. m. dim. di Caqnolu , CaţnoUno » 

CagnuoHno, Cagnoletto, — 2. Cagnuledidu nlca» Cm* 

gnolinetto, — 3. Per piccola arme da fdoco odoan 

della pistola. 
CAGNULINA. vedi CAGNULE*DDA. 
CAGNULINU, vedi CAGNULE'DDU. 
CAl'CCU , sost. m. T. di mar. , piccola barca di servi- 

gio di una galea pel trasporto d* uomini, provisloni» 

acqua ec. Caiceo, — 2. Fig. , vale emissario aegreio , 

faccendiere, Mandatario. 
CAICU'M, 8. m. 11 buco della carbonaja, che vi si f)i 

por appiccarvi ii fuoco. — 2. Caicuni di furaa» caod- 

no, o spiraglio del forno. 
CAJE'LLA, 8. f. specie di vestimento di camera a gaîsa 

di giubbone , che scende si no a* ginocchi » Ciappa , 

Cioppone, 
CAJO NZA, s. f. legno lungo e sottile da giocare al tme- 

co, Atta, 
CAJO'RDA, 8. f. sozza. Sordida, - 2. Per fenunina di 

mondo, Monăana, Puttanaeda, 
GAJORDAME'NTI, avv. sporcbissiBMroente, 5eAi/UfMiia- 

mente, 
CA*JULA, 8. f. omamento del capo, usato dalia doatt 

albancsi abitanti in Sicilia. — fi, Arristari *ncijiila e 

cammisa , modo prov. , e dicesi di chi ximaiie Sfoia 

niente, Bettare in eul mattone, 
GAJULI'DDA, 8. f. dim. di Cajula. 
CAJURDARFA, 8. f. azione da Cajosoa. 
GAJURDA*ZZA 8. f. pegg. di CAJoanA. 
CAJDRDU'NA, s. f. ace. di Caiosoa. 
CAXA, 8. f. T. di mar.« seno di mare deatro terra, ove 

pud trattenerei alcun tempo qualche piccolo naviglio, 

e mettersi al coperto della burrasca^ Cala. 



CAL 



B 197 it 



CAL 



CALikCK*DI>n. f6di CALAGBTTU. 

CiLACETTU» f. ■• din. dî Calacio, CalieetU. 

CiUiClU, 8. n. fiso Mcro a guisa di bicchiere, ii qnale 
ii Hcerdole «dupra M sacriflcio della mesaa, CiUiee. 

CALAaUNA'ZZU, f. m. pegg. di Galacioni. — '% Fig. 
■traona di grande statura , e di nian aenno , Diâuti- 
Hwcio. 

ULAClITIil , s. n. acer. di Calacio , Calieiont. — 
S. Per istrunieato musicale adue corde aecordatc In 
dîapenlCt Cokucitm; — 3. Attribaito ad oomo , Tale 
graode di corpo» e meizo acemo, Menndonâ. 

GALAGlirzzU» a. m. vexzegg. di Galaciu, Caliciuxxo. 

CALAFATA'KI , T. att. T. CU mar., ristoppare i navi- 
gli» eaceiaado-atoppa a fona di maglio nai coramenli, 
• ia qaalaociiie parte poteaie pei^trar 1' anina , Ca- 
Imfaiof. 

CALAFATATD» agg. da Galapatabi, Calafatato, 

GALAFA*TII, s. m. T. di mar. colui clie ealafau, o ri. 
•lappa le nafl» Calafao» Colafato. 
fCALAMARE^RA, s. f. arnesa che cooiiene ii calaroajo, ii 
polfcrioo, ii penoajulo ed altro che aenra allo acrirere. 

CALAlf A*Rn» s. m. quel raselto dore teniamo l'inchio- 
itfo» e inUngiaino ia peona per iscriTere» Calamajo. 
.^S. T. di st. oat., Loligo sagittata Lamarck, sorta 
di Bolloico che ha ii corpo quasi cilindrico, agotza- 
to , mna coda aocipite romboidale. Per meiio di tu- 
bercoli altacca le sue braccia agii scogii, Totano, Lol- 
liftiM, Caiamajo. 

CALA'MBRAI, sorU di teta floisairoa. 

CALAMB'DDUf 8. m. dim. di Galamv. 

GALAMETITU, vedi GALANTA. 

CALA1I1NNU*NI, 8. ni. sciocco» babbione, ScioceoM. 

CALAMITA. 8. f. T. di st. nat.» aostanza naturale che 
ha la proprictA di altrarrc ii ferro, ii nicbelio, ii co- 
ballo, CaianUta. — 2. Per met. attrattiva, Calamita, 
^ 3. Fer 1* ago della bnssola , Calamita. — 4. God- 
ehiglia cosi chîamata per la fteoiii che essa ha di in- 
folrete i corpi mobili del snolo nel quale riposa sic- 
cooie pietre ed altre conchiglie, quasi sembrando che 
a M II attirasse, Tăocaos 'agqlutimans Lamark, TroU 
tete portă eonehiglie. 

CALAMITA', 8. r. infelicitA, miseria, Calamita. 

QLAMITATI, Tcdl CALAMITA*. 

CALAlIITnSAME*NTI, avv. sventoratamente, sgraziata- 
■eate* Calamitoiamente. 

CALAMITU'SU, ag(ţ. pien di calamita, Calamitoio. 

CAlAMU AROMATICII . s. m. T. bot. Aconos wEnvs 
L., pianta che ha le foglie spadiforml , Io scapo si- 
■ilB al le foglie, Calamo, Aeoro v$ro, Calamo aroma- 
tk09 Efbă eannella, 

GAlAMU, 8. m. la seU de* bozzoli, e simili. stracciata 
cai pettine dî fferro, o io altra maniera solită legarsi 
a naftatelle, Straeeio. 

CALA'NDRA. 8. f. T. di st. nat. Alwda jarvivsis L., 
■ecfllo che ha ii becco tenue» retto, ed acoto; le mâ- 
inile dl egnale Innghezza, ed abbassate verso la ră- 
dice , la lingua fessa; 1* ugna del dito di dietro pih 
faioga del dito atesso, Allodola maggion, Panterana, 
CăUndra, 

CiLAIfDRE'DDA « s. f. T. di st. nat., Alauda rntriA- 
Lis L.f A nna Tarieti della calandra, Allodola îrivia- 
1», Caiandrino, 

CALAFfDRITNl , s. m. T. di st. nat. , Alauda calam- 
IBJ L.f altra farietă come sopra, Calandra maggiore. 

XaLAPI'NU, 8. m.» gran Y»>cabolario, Calaptno. 

CALA*RI. T. att. mandar gid da alto in basso, abbas- 
lare, Calan. — Calări la testa . CoiidticefHiefe , Ptr- 
«lerfaiv. — S. Neutro. Per yenire da alto in basso. Dt- 
aeffwiferf , Jfrdaa Mirfi. — 3. Per diminuire, decrescere, 
Calaro. ^4. Per venire in declinazione, Deciînorv , 
fitfart. — 5. Per iscemare in quantită, ridursi a me- 
ia, Catmro, —6. Per diminuire ii preuo delle der- 
me, Cofora. — 7. Per iscrivere, contrassegoare. No- 
lin. . 8. Ftr arrivare da paeai interni ed alţi nelle 



parti marittime, Parvanirt. — 9. Per esscre amiliato, 
ripreso, e volgarmeote dicesi: CALAaicciVAOfiei.^ 
10. Calări la granna ad onu, dicesi di chi per malin- 
conia, pensiero. o sdegno tiene ii ciglio baaso , Far 
eiglio, o eipiglio, — 11. Calări la cudera ad una, met.* 
Tale morţi ticanie 1' arroganza, Rintuttare, ^ 13. Ca- 
lări la tannara, T. de' peseatori, vale ntettere in moto 
le reti , e tntti gli atlreui ed ordegni per dar prin- 
cipio alia pesca de' lonoi. ^ i3. Calări li viti, T. di 
agricol. , vale coricare aotto terra i tralei delle viti 
senza tagliarli dai loro tronco, accioechâ faccian pianta, 
e germoglio per 84 stesai, Propagginar^. Calări iisasi 
aocora per altre piante , che ammettooo propaggina- 
mento. — 14. Calaţi juncu ca passa la china , Prov. 
che esprime la convenienia di cedere talvolta a cerţi 
impegni, per evilarsi de* guai, o disgusti. — 15. fCnn 
puţin calări , parlandosi di cihi . vale non appetire • 
ricusare, non poter trangugiare, ii che pn6 aver loogu 
per pih cagioni. Pariandoai in senao morale, vale non 
credere a cerţi farfalloni ed aaaardită, o a ci6 che ha 
dello impossibile e del ridicolo. E piii parlando di 
persone, vale antipatiche, e cui abbiasi contrariată o 
avversione aaturale. — 16. Calări, nel ginoco di carte 
detto da noi Bblladonna, vale eaaer obbligato a de- 
por le sue carte senza vincere, ed apprestando ii co- 
modo di vincer 1' avversario. Tal giuoco 4 detto an- 
cora Calatbacbi. — 17. Calări la carni, la pasta ac., 
vale infondere al suo tempo neir acqua bollente, o al- 
tro fluido a proposito, ci6 che si dee cuocere. — 18. Ca- 
lări, per inghiottire, ingojare. trangugiare. ~ 19. Ca- 
lări, per trasportar cose, derrate ec., dai paesi esterni 
in cilt4. — 20. Calări 1' ocrhi. vale chinarli o per ros- 
aore, o per convinzione, o per iscornatura. — 21. Ca- 
lări nfriscu, propriamente dicesi de* ladroncelli, e bor- 
sajuoli, che usano ca var dalie tasche aualcosa alle per- 
sone destramcnte; e in generale di chi anche a vista 
di laluno invola le cose altrui. — 22. Calări li tenni, 
met. , vale esser finita la festa , o aver levato ii ne- 
gozio. ~ 23. Calări la tila, met., vale rendersi pub- 
bliche certe ghcrminelle occulte, divulşarsi de'fatti, 
che non si potranno pih nascondere. Similitudine presa 
dai rimuoversi sobitamente quel velo, che duraote la 
qnaresiroa si 4 tenuto appeso innanti all* altar mag- 
giore delle nostre chiese, e ci6 si fa pel Sabato saoto 
al Gloria in €xeelti$, — 24. Calări na negghia , pro- 
priamente annebbiarsi 1' aere. Metaf. pfesentire qual- 
che sinistro. — 25. Calări on dulnri, un grancu, e si- 
mili, vale esser colpito momentancamente da dolore, 
contrattura, raggricchiamento di nervi, e di muscoli, 
e simili. 

CALASCIU'NL vedi CALACID'NI. 

CALA'TA s. f. scesa, china, Calată. — 2. Per Talto del 
calare. Calată. - 3. Per rilorno, Riiornata. - 4. Per 
predilczione, favorc, o proteiione per alcuno. — 5. A la 
calată di li tenni, modo prov., e vale Alia finet Al- 
r ultimo. — 6. Ogni calată un gnincu , modo prov. 
per dinotare la conlinuit4 di cerţi avveninţeuti o fe- 
liei o avversi. — 7. La calată di Baida, dicesi di al- 
cuna suonata di piil strumenti disarmonici, e senza con- 
certe, o pure dl cerţi accordi triti e volgari, appnnto 
come usa la nostra gentaglia nel riturnare da cerţi 
Inoghi di diporto tra* quali vi h un sito detto Baida. 

CALATE'DDA, s. f. dim. di Calată. 

GALA*TU 8. m. trasporto di grano ne* pubblici granai, 
e Io stesso grano trasportato e riposto in essi. 

CALA'TU, agg. da Calări, Calato. —2. Calatu calatu, 
agg. chioato e basao per nascondersi all' altrui vista, 
Quatto quatto, 

CALATU'RA, s. f. sbilancio, Sbilanelamento, — *% Alle 
volte si uaa per malore, che sopravvenga. Vedi CA- 
LA*RI, n. 25. 

CALATITRI DI SACCHE'TTA, dicesi quel che per ru- 
bare taglia altrui la borsa, o cava dl tasca ^anojo, o 
roba, Tagliahorsef Borsajvolo. 




CAL 



» 128 « 



CAL 



CALAVRA'Cm, giuoco di carie, redi BELLADO*NNA. 

CALAVUli)eLLA, s. f. sorta di giiioco di carU , ed h 
ii Tresellu che si fa iu tre. Calabretella. 

CALA.VRI'SI, s. m. ava nera la cui dolcezza piace faor 
di modo ai câni, Canajuola. —2, Per Io vino che si 
riirac dall* uva suddclta. 

CA*LCA, s. f. moilitudino di popolo stretlo iosieme» Cal- 
ea. — 2. Talora per V impeto che fa ia geuie allora 
cb' d ristreitai Calea, 

CaI.Ca'RI, y. att. aggravar coi piedi» Calcare. 

'CALCA'RI, aggiuuio di terre, o pietre, che per faoco 
riduconsi in calce, Caleareo, Calcario. 

CALCA*TU, agg. da Călcări, Caleato. 

'CALC£00*MA, 8. f. T. di miner, agau di color bianco 
latiîginoso, e di trasparenza uebbiosa, Calcedonia, Cal- 
cedonio. 

CALCl'NA, vedi QUACrNA. 

CALCINA'RI , %, att. porre le pietre , i metalli o altro 
ncl forncllo, e quivi esporli ad una C06\ alta tempe- 
ratura che si trosniutino in qucila sostanza che si chia- 
ma calce, Calcinare. 

CAI.GINA'TU, agg. da CALCiXAni, Calcinata, 

CAXCULA, s. f. mcesi da varii artcfici quella (tarte dci 
loro arnesi o ingegni che mossa col piede fa Io stesso 
eflTctto d<>llc calcole de' tessitori, Caicola, CalcoU, 

'CALCULĂRI, V. att. e. n. far per aver un risuluinento, 
iodoviuare, Calcolare, — 2. Per considerare ogni cosa, 
che un* impresa pu6 giovare , o nuocere, Calcolare, 

CalGULATU'RI, y. m. colui che fa i calcoli e i cooti, 
Caleolaiore, 

CALCIJLl'A'RI, v. n. far ii calculo . Calcolare , Calcu- 
lare. — 2. Per giudicare, Calcolare, 

CA'LCULU , s. m. quclle pietre che si generano ucUe 
reni, o in altra parte deir animale, Calculo, Calcolo. 
— 2. Per (fuella operazione ucUa quale si tien com- 
puto o ragioue non pur di numeri , ma eziandio di 
quanlili o grandezze quali che sicno, Calcolo. 

CALCULU'SIJ, agg. che genera calculi, o cbe patisce di 
calculi, Calcoloso, Calculoto. 

CAIJ)ABIE\M1, avv. con caldeiza, Caldamente. 

CALDl'ZZA , 8. f. caldo , Caldezza. — 2. Per met. si- 

JfDiGca vecmenza, e similc, Cahlezza, - 3. Per Io ef- 
etto visibile del troppo calore dcl sangue, Ferventa. 

CA'LDU, vedi CA'UDU. 

CALENDA'RI, v. att. seri vere, notare, RegUtrare. 

CALENDA'RIU, s. m. quella scrittura o tavola oella quale 
si distinguonu e uoverano per ordine i giornt, ed i mesi 
deir anno, col la notlzia per soiito del corso del sole 
e della luna e dei loro accidenti , Calendario , Ca- 
lendaro, 

CALENDVTU, agg. da Calbndari, Hegisirato. 

CALE'NDl. vedi CALENM. 

CALE'NDULA , s. f. T. bot. Calmudula arvbnsis L. » 
pianta che ha gli steli ramosi, le foglie sessili, am< 
plossicauli, ovato-bisinnghe. intere; i tiori gtalli; i semi 
lecondi, curvi, dentati, Calendula, 

CAI£*NGIA. s. f. T. bot. Ehica tetralij L., Erica, 

GAI^'NNI, s. f. ii primo giorno de' mesi , Calende. — 
2. Jiri boni o mali li calenni, avere buone o cattive 
circostanze , buona o cattiva apparcnza di una cosa 
avveoire. 

'CA'LI , s. f. T. bot. Salsola kali L., pianta , della 
di cui ceneri si fa soda, Caii, 

CA'LIA, s. f. ceci abbrustolati. - 2. Sapiricci na calia, 
dîcesi a chi gusta con plăcere qualche cibo o bevan- 
da; e si dice anche figuraL — 3. Cchiii ngnoranti di 
la cal ia, vale di grossa pasta, Zufolo, Bighellone. 

CALIAMENTU, vedi CALIATC'RA. 

CALIA'RI, v.att. abbruslolire, Ablmutolare. - 2. N.pass. 
portar via con inganno checbessia, Bubbolare. 

CALIA'TIJ, agg. da Camabi, Abbruttolato. — 2. Moddu 
e caliatu, modo prov. basao, dicesi di chi viol fare 
II nescio, o pure sa nuitter mano io pasta simulando 
ignoranza, inpgnUore. 



CALIATU'RA , s. f. 1* abbruDzare , Akbronxamenio. -^ 

2. Fig. iogiusta coosunzione dello altnii, MalatoUa. 
CALIATU'RI , V. ro. vaso da abbronzarc. — S. Per cU 

esenita V arte di abbnistolare. — 3. Fig. per Frodo- 

letUo, Truffatore. 
'CALIBRA'RI*, V. att., misurare col calibro la portata 

delte artiglierie, Calibrare, 
CALrBHU. 8. m. T. milil., ii vano delF aperlora della 

canua di tutte V arme da fuoco , e Io strameoio che 

serve a misurare la poruta delle artiglierie» Calikro. 

- 2. Per tras lato si piecde per qualilă o carattare 

delle persone, Calibro. 
'CAlICi , vedi CA'LACIU. - *2. T. boL parte, cb'ea- 

aeudo a calice dai basso sostenta alcuni fiori, (hule, 

e per Io piii li circonda, e 1* afabraecia. Calicim 
*CALIDA'RIU, s. m., luugo caldo negii orti botanici, ove 

tengofisi le piantc che non vegetano all' aria aperta. 

CaiidariOt \cd\ SliJ'FA, o. 6. 
CALl'FU, s. m. titolo che si dava un tempo al signor 

dei Saraceni, Califfb. , 

CALIGIM, s. f. nebbia folu. Caligine.- 2. Per met/, 

UHicbre, o:icuritâ, oflTuscazioRe, Caligine. 
CALIGLNL'SU» agg. picn di ealigine, Caliginoto, — 2. Per 

oscuro, Caliginoto. 
XALLIGRAFl'A, s. f. arte di seri vere con bel canttere, 

Cttiligrupa. 
"CALLIGRAFU, s. m., chi sa, e professa callignfia, 

Culligrafo. 
CA'LMA. s. f. tranquillită, Calma, 
'CALMAWTI, agg., che calma, sedante, che ha virtii 

di sedai e spasmi. Calmante. 
CALMA'RI, v. D. abbonacciare. Calmare. ~ 2. Ferice- 

mare , cessare i Calmare. — 3. N. pasa. JlaMonini , 

Placării. 
GALAIARI'A , s. f. T. di mar. , ii mare costantemeoie 

placido . quando la sua superficie comparisce albtto 

piana, Calma coKernfe, Calmeria. — 2. Per met. ri- 

p050, intermissione di travaglio, dl moicstia, e slmili, 

TreguOt Triegua. 
CALMU'CCU , s. ni. T. di coram. , nome d* ana specie 

di pan no la no con lungo pelo , detto anche Piliîxi , 

Calmank, Pelone, Cammucea, 
CALO'MA, s. f. func con cui i hiioi tiraoo ii cerro.— 

2. Per fuoe annessa alia freccia da pescare. — 3. Dări 

caloma, iig. vale frapporre ostacoli cod ciarle, e per- 

ditempi, indugiare. 
CALO'MI • s. f. diconsi dai marinai talune fani la ani 

estremitA superiore i legata ad un pezzo di sughero 

galleggiante , e 1' altra inferiore sostiene le reli im- 

merse nello acqne dd mare per la pesca di varie sorti 

di pesci, e principalmente delle sarde. — 2. JIuddari 

li calomi, vale cominciare a tuffare le reti delle acqne. 
CALO'SCIA, s. f. sorta di soprascarpa ad uso di OMDte- 

ncre asciulto ii piede dai fango, ed umido delle strade» 

Galoicia. 
CALPlSTA'RI, V. att. calcar coi piedi, Sealpitan, Cal- 

penare, Calpitare. 
CALPISTA'TL, agg. da Calpistaei, Calpeetato, 
GAIJ*ISTru, s. m. ii calpesiarc, e denota frequeolaxione 

ed eccesso, Calpe$i\o. 
CALYACCA'RI, vedi CARVACCARI, e CRAVACCARI. 
'CALU'GtilM, s. f. prima peluria, che metton gli uccelli 

nel nido. lanugine dei giovanetti, peli d' aoimaH» Ca- 

luggine, Calugine. 
CALUMA'Rt, V. att. T. di mar., moUare. alleDiare, ed 

anche far correre, tirare da un luogu air altra on ca- 

vo, una rete, una barca a poco a poco, e non răpi- 

daiuente, Calumare, Calomare. — 2. Fig.. vale Urare 

alle voglie sue con lusinghe, o simili, Ade$car$. 
CALUME*RI, s. m. dicesi chi guida la prima coppia dei 

btioi del carre. 
CALUMILA'MJ, s. m. T. farmaceutico, sorta di medica- 

mentp composto di marcuri o o zolfo, Calaţntlano, 
GALU'NMA I 8. f. accusa falsa cbe offende la fana c 



C4L 



» 129 « 



r oa^rt, Calmknittf Calunniamsi^to» — % Par pn !•• 
«•, fODM» Mmttnfugio. 

OL Cinu AiunfTn, yM galitnnia. 

CU4JinnA*EIv T. att. apporrc allrai malignamente qnal- 
eka ftWitâ» col pa» delitto ood vero, aeciisare falaaoien- 
le* C^iunnian, 
C&LONNIATUt agg. da CALCimuKi, Calunniato, 
ULOMNIATURI. T. m. che calaooia. maldicente, Ca- 



ClLDNNIirsU. agg. pîeno di calanoia, rago di calon- 
Biare» Calunnioio, 

CALU'RA, a. f. caldezza, caldâra, Calura. 

GALO*EI » a. n. nome di qnel aentiroeoto , che io noi 
•rodace la preaenza, e raamento dtl calorico, Calon. — 
1. Per gran premora, fenrore ardente, o simile, Calon, 

CA*Lf U, fedi SGRAFARATU. 

GAMALBO'NTI , a. m. T. di at. nat. LieButA cbâma- 
L.» anfibio, che ha la coda rotonda» corta ed in- 
raia« di coi ai aerye par arrampicarsi; ha ne* piedî 

raiire diu» le qnali aono anite due a due, e tre a tre; 
capa ancolata: gli occhi grandi; la lingua aottile» 
laMNida a langa, con cui piglia le roosche; Ie mascelle 
aaeia danti; ii corpo coperto di rilievi aqaamosi. Nei 
alinai ealdi mata i auoi colori, e maasime qaando ^ 
IfritaiOf CamaltonU. 

CAMA'EA» fedi A*SINA. 

aMARB'ODH, redi AS1NE*DDC. 

aMA'ERA, a. f. moltitadine. — 2. T. dei caTalleriizi, 
airiacia di cuoio, che s' attacca da un capo alle cigne; 
a dair altra alia mnseniola , per incaasare, e rimetter 
hana la tasta del cafallo, Catnarra. 

CAMAEEUNA'ZZU , sost. ro. T. bot. EopBouBtA dsm- 
BmammM L. Bufarbio dendroide, 

*C11IARR|}NE*DDU , 8. m. T. bot. EuPaoBBiA mmuo- 
acoMiL., pîanta che ha Io atelo alto un palroo, o due» 
diritta riliodrico, apesso alquanto rosso; le foglie alter- 
ae, fiioa» cuneiformi, aeghettate; Tombrella di 5 raggi 
Irifidi. dicotomi; ie brattee ovoidi, dentellate; i fiori 
col calici di un verde alqoanto giallo, TitimagliOt Ti- 
timalo, Ve ne ha di pid specie. 

(UMARRC'NI, a. m. T. di bot. EuPHoaBiA mmuo§€0' 
HA L.» radi GAMARUUNB^DDU. 

CAMVED, Tedi A SIMJ. 

aMARD'NI, vedi ASINU'NI. 

CUIA'URU» a. m. berrattino che copre gli orecchi, pro- 
pria del aommo pontefice, Camauro, 

Cambia 'LI . a. f. T. del eommercîo , cadola di paga- 
■tala. dau, o riceruta dai banchista , a banchiere , 
a altra marcante, Cambiale. 

'CAHBI'STA, a. m. e f., chi dh, o piglia daoari a cam- 
hia» CmBBkiiîa. 

CAUfilU» a. m. ii carobiare. ii mutare, Cambio, Cam- 
liaamalo, — 1. Nei commercia ii cambio h dare tanta 
■ a ae ta q«i a uno, pcrchâ ei te ne dia tanta altrove, 
a U Caccia dare dai coinmcsso suo al too, Cambio, 
*3. Par Io interesae che si trae dai denaro cambia- 
le, Canaie. «* 4. Garobiu siccu, usasi per quello in- 
lareaaa» cha aliri trae dai auoi danari senia pasaarne 
la aeritlara conforme V uao. e senza mandarli in fie- 
la, Cmmhio $eeeo. — 5. Dări dinari a li cambii , vale 
areatara 11 denaro a intercssc, Cam^tart . — 6. Nel mi- 
lilara diaaai colui che prende a servire in luogo di nn 
aiiro, cha rimane libero, Camhio, —7. Per contraccam- 
hio, cha A la cosa egaale, o equi^alente a qitella, che 
fk k data» o ricevata, Cambia, — 8. In cambiu, posto 
an.» Tala inveca» e talvolta» per iabaglio» în vaca» In 

CilirORIU* o CAME'DRIOS» s. m. voce greca, T. di bot. 
TncBium cauaeobi» L., pianta che ha le foglie ovate 
iataceata; i varticilii con tre fiori; i foati giacantt , 
tonadno. 

^AVI'LEA» a. f. voce greca» T. di bot., Dapumm mm- 
ttatr* L. , pianta che ha i râmi » che st cooproao 
priaa dalia aomparsa dalie foglie; i fiori camicini odo- 



roşi; la foglie cadueha aesaili » aparaa» lancaalaie ia- 
tegerrime; i fratti roaai, CameUa. 

CA'MERA, vedi CA*MMARA — *2. Luogo ova radunaoai 
i collegi govemativi, o gindiiiarli, Camera. 

'CAMBRAU, a^., della camera pubblica, ComaiYile. 

GAME'II, a. ro. Figura intagliata a basso rilievo in qual- 
cbe pietre preziosa, e anche la stesâa pietra intaglia- 
ta, o scolpitâ, Cammeot Se ne fanno di conchiglîe. 

CAMEUPRA*GIA» s. f. voce grcca, T. di bot. Eofbasea 
owFictnAUS L., pianta amaretta al gusto • che trovasi 
nei prati montuoai. Le sue foglie sono ovate lineale, 
e sottilmente intagliate» Eufrana. 

GAMl'A'Rl, V. att. indurre ii caldo. Scăldare, e propria- 
mente dicesi del fomo da coocere îl pane, o altro. — 

2. Fig. aver gran calore o di febbre, o di altra pa^ 
sîone. Ardere. 

GAMrA'TD, agg. da GAMiAni, Sealdalo. 

CAMIATO'RA, s. f. ii riscaldare ii fomo. — 2. Per donoa 
che accende 11 forno, Famaja. 

GAMIATU'RI, s. m. chi esercita Tarte di scăldare ii 
fomo, Fomajo. 

GAMrODO, vedi GAMFDDU. 

GAMILLO'TTU, s. m. sorta di tela di pelo, Camqjardo. 

*GAMINA*NTI, agg. usato alle volte come sost., rhe cara- 
mina, viandante, Camminante. 

GAMINA'RI, Y. n. far viaggio, andare, e talora alTret- 
tare II passo; e non solo in significato neutro, ma si 
trova anche usato nello attivo, Camminare.^^. Met. 
Operare. — 3, Per Muoverei, — 4. Per progredire un 
lavoro incominciato accostandosi al suo fine , Andar 
avanti. — 5. Gaminari un discursu, un faltu ec.» vale 
star a martello, ragionare, aver del credibile ec, Cam- 
minar pei tuoi piedi. — 6. Gaminari iu roggiu , An- 
dare. — 7. Nun sapiri căminari, e vuliri curriri, modo 
prov., vale presnmere ci6 che h sopra le proprie fone, 
Ardire , Attentarti. — 8. Nun pozzu căminari , e mi 
vonnu f^ri curriri» modo prov., eh' esprime ii preten- 
dersi da taluno oltre ii convenevole» ed ii possibile. — 
9. Jiri camlnannu pri nun sediri» modo di esprimere 
uno aggirarsi qua, e U, sensa saper dove andarsi, come 
gli scioperati» Camminar per perduto, Anfanare. — 
'10. Gamminari, pari. di paese, vale stendersi, Coai- 
minare. — '11. Gaminari a pânza nterra » Repere » 
Bettare, 

GAMINA*TA, s. f. l' atto del camminare, Camminaîa, 

— 2. Per gita a diporto, a spasso, Sollaxzamento. — 

3. Per viaggio, Andata. — *4. Va fatti na caminata» 
modo bmsco, ed antorevole di mandar via alcuno, o 
di umiliarlo rintuzzandone i detti, Viat Lungi di gtU. 

GAMINATE*DDA, s. f. dim. di Gaminata. Qnalche volia 

dicesi scherzevolmente GAmNATsaDA di dui rASSi nu 

lungo e faticoao Tiaggio. 
GAMINATU'NA, s. f. accresc. di Gamimata. 
GAMINATU'RA, s. f. abito del camminare, e nMMlo di 

mnoversi, e volgar la vita, la peraona» Portamento, 

Pertatura della pereona. 
GAMINATC'RI» r. m. chi cammina aasai» a veloceoMn- 

ia, Camminatore. 
GAMrNU, s. m. ii camminare, ii viaggiare, Cammina. 

— 2. Per luogo dove si cammina, Slrada» ViUt Sen^ 
tiero. — 3. In marineria , vale Ia quantitA , o la roi- 
sura dello spatio, che percorre una nave in tempo li- 
mitate. —4. Fari caminu, oltre al sens«) proprio, vale 
progredire, accelerare» condur aollecitamente un' ope- 
ra, Proeedere, Andar innanii. 

GAMrNU, 8. m. quel luogo della stanza ove si fa ii fooco, 
Camino. — LE direai anche Gamino quella parte del 
camino medeaimo , che risalla in fuori nella slaaza , 
a serra di oraato , Camino. 

GA'MMARA, s. f. stanza fatta principalmentc par dor- 
mirri» Coaiaro. — 2. Gammara di tribunali» diceai la 
aniona, o la lotalitA dei componenţi un collegio, ed 
anche ii luogo, ova adunaţi rendono ragione. -- 3. La 
eammara, aaaoluumenta intaadasi 11 uumera» o la ra- 

17 



CAM 



» 130 c 



CAU 



gimcnza di qiioi nobili appartencnti ad nlBzio parti- 
calare preâso la piTsoaa de' Principi» c chc nella corle 
de* Priocipi ordiaano e soprinteodono, e aooo chiamati 
Gentiluoroini, e Maggiordomi. —4. Gamniara di eoni- 
merciu , 6 1' uoione d«i mcrcalanii principali di una 
piazza, i quali provvedono insieme agii affari del loro 
commercio. — 5. Cainmara nulariali, ^ ii magistraio dei 
notai di una provincia. ^6. Caioiiiara ouica , h una 
cassctla con una lenic» a cui applicando 1' occhio si 
Tcdono raggraudilc, e come io lo.itananza, per niezzo 
di uno apecchio iriclinalo. Ie vedutc ehe di mano in 
mano si pongono ncl piano dclla cassetta medesima. 

— 7. Cammara oscura, T. dell' otlica, slrumenlo cume 
un occbio artîQciale che serve a disegnare ogai oggelto, 
• le var di pianta per tal modo luitocid * che da an 
dato punto apparisce in prospcttiva c viene espresso 
in piano sulla carta , o aliru che si ticne avanti. — 

8. Cammara lucida, T. lisico, macchina inventata dal- 
r inglese Wollaston per uso dei disegnatori , nella 
qtiale 1' imroaginc di una cosa per via di rifrazione » 
e di riflessione i rappresentata sopra una carta. - 

9. Pid Cammara i termine dclle arti* e significa an 
silo particoiare in certe opere a diverşi usi. - 10. La 
cammara di la morţi, nelle becchierie h ii rhiuso ove 
tcngonsi gli animali da macellarsi , e per metaf. un 
pericolo di male imminenie , e quasi inevitabile. — 
II. Cammari di la tuonara, sono gli spartimenti dellc 
sette reti. — '12. Cammara di 1* api» bugno delle pec- 
chie, Citmera, 

CAMMARVRISI, Y.n. mangiar di grasso. —2. Nun cam- 
mararisi di ona com» fig., vale noo prender diletto, 
Don appctire, rinunziarvi. non volere avervi parte, ne 
impacciarsene, n^ intromettcrsi. 

CAMM A.a.VTA, s. f. adunanza di geote, cbe vivono e 
conversaoo insieme, Catnerata, Compania, — 2. Per 
coropagno che abita, e mangia insieme, Camerata, — 
3. Tra i soldaţi diconsi Camibati quei della stessa 
compagnia, — 4. Ne' seminarii, o altri luoghi di eda- 
cazione, una Cammakata ^ composta di quanti studiano 
o dormono nella staoza medesima. 

CAMMARVTU, agg, i aggiunto di ogni pietanu o ma- 
Dicaretto ove sia parte di earne , o altro grasso vie- 
tato ne' dl oeri» — 2. Dicesi aneora Gammabatu cbi 
In mangiato di grasso per inotivi di salute nel tempo 
in cui non sarebbe lecito. 

CAMMARA'ZZA, s. f. pegg. di Cammara* Camâraecia, 

CAMMAUE'DDA , s. f. dim. di Cammara , Cam$nlla. 

— 2. Nello spedale civico appeliasi Cammarepoa ii 
luogo, ove trasportansi i moribondi. — 3. Per quegli 
stanzini di legname costruiti lungo la riva del mare 
da servire per bagnarsi le persone nella stagfone esti- 
ya. — 4. T. d' agric. camerusu ove nel trappeto ri* 
pongonsi le ulivc, e serbansi per quindi macinarsi, 
Camino, 

GAMMARE'RA, s. f. donoa, cbe assîste ai servigi deila 

camera* Cameriera. 
CAMMARE'RI, s. m. quello tra i servitori, che ha piii 

panicolar cura della camera, e delU persona del pa- 

drone, Caniartera. 
'CAMMARINE'DDU, s. m. dim. di Camhamnu, Cam$- 

rtneffa. 
*CAMMAR1N0'TTU , s. m. acer. di Caxmabind , Co- 

m$rinotto, 
CAMMARI'NU» s. m. piccola camera, Camerima, 
CAMMARIRA'ZZA, s. f. pegg. di Cammaruu, Coma- 

rieraccia. 
CiOIMARlRO'TTA, s. f. veiz. di Cammarira. 
'CAMMARl'STA, s. f. cameriera di Corte, Cam»ri$ta, 
CAMMARO'TTA, s. f. piccola staazetta, Comaroda, Ca- 

m$rotto. 
CA'MMARU» s. m. ogDi eibo di carne, o dov* entrî della 

carne, o fatto con brodo, pevertda, e simili cose» Car- 

naţaio. — 8. Per Io tempo io cai lecitameute nao- 

gian (arpe, cootrario ai dl iien« — 3« Palori^ o par- 



rari di eanmaru, signiflca laidezze, ed osceniti pre- 
ferite da chi proverbia con bile, o adirwo luAiria» ed 
esce dai termini del do vere. 

CAMMARL'NA'ZZU, s. m. pegg. di CAHMARvai. 

CaMMARU'M, s. m. acer. di CAMMARAt canoni gran- 
de, Camerone. 

CAMMARUNO'TTi;, 8. ra. dim. di Cahmabuki, come* 
rone di mezzana grandezza. 

GAMMiCE'lTA, s. T. un cerlo ornamcnto del collo dalie 
donue con alcuui fregi, chc pu6 esaere di divcrol tea- 
şuti secoodo le mode, Camicelta^ Camieino, 

CAMMICIO'TTU, s. m. soldato albancse, ii vestimeoio 
del quake ha una specie di gonoalla bianca, cbe acm« 
bra camicia. 

CAMMl'SA , s. f. quella veste bianco di paonolîoo per 
Io piu lunga intinu al gioocchio. che ai porta in sulla 
carne, Camicia. — 2. Per an cerlo intonaco, che serve 
a gettare statue, campaoe, e simili CamiHm, - 3.NcaB- 
misa, vale con la sola camicia, i» eointcia, Scmmi' 
eiato. — 4. Prima la cammisa, e poi Iu jipponia Prov.f 
e vale dover pria pensare a se» e ai suoi. che ad oltroi. 

*CAMMISA'RA s. r., CAMMISA'EC s.m.» chi la» o vaode 
caniice, Camiciaja, Camieiajo» 

CAMMISA'ZZA» s. f. pegg. di Caiimua, ForMfCaocîo. 

*CAMMISE'OOA. s. f. di Cammisa » Camteîta^ 

CAMMISO'LC, s. m. camicia di uoa quali t4 saperlore olic 
ordinaric cd usuali. 

CA'MMISU, s. m. veste lunga di pannolino bianco, che 
usano le persone ecciesiasticbe nella celebrozione de- 
gli ufizii divini sollo degli altri paramenii, Camace. 

TAMMISU'NA, s. f. acer. di Cammisa» camicio groAde» 
Camieione, 

C\MMISi:'M » s. f. acer. di Cahmisu , ma diccoi per 
elogiarne ii pregio, e la squisitezza. 

CAMMU'CCU, s. m. spezie di panno, vedi CALMU'GCU. 

CAMO'MMi: , s. m. T. bot. Akomom cărdamomvm L. » 
pianu che ha i fiori in ispiga radicale» sessile. Ic fo- 

Slie ovalif terminanii in punta acnta, le capsule rotoo- 
c, trigone, con moltt seni angolosi» iâoiomo» Cor* 
damomo minore, 

CAMO'RCHIU, s. m. pczto di legno, o di altra materia 
soda, ad una estremilă groeso» o doir oltn assoUiglia- 
to, che si adopera a stipare ii buco della carbonoja ac- 
cesa, e puu servire ad altri usi, Bieita, 

CA'MPA, s. f. sorta di insetto che rode la verdaro, Bm- 
co. — 2. Per quel piccolo vermicello , che si genera 
dalie pecchie nel mele , Cacekione; tra noi Cavfa 
01 L* APi. - 3. Campa di 1' olivi, vedi CANTA*E1DI, . 

CAMPA'GNA , s. f. paese aperto fuor di terre monte, 
Campagna. — 2. Per terreno, ove non sono d4 albe* 
ri, ni case, o monti, o simili, che ocrapioo» o rooi- 
pano, Campagna rata, - 3. Per villa, luogo di deli- 
zia, diporto. ed anche per ii tempo di villeggiare.— 
4. Essiri belii li campagni, dicesi qaando vi i appa- 
reoza di ricca messo, o di altre ubertoae produsioni. 
Air incontro Jiri mali li campagni , o Bssirici guai 
pri li campagni, signilica ii pericolo opposto. — 5. Kel 
militare, vale ii tfnini> di ciascuo anoo, in cui ii sdole 
guerreggiare; ed ancne la batlaglia stesea, Campaffnu, 
— *6. Farisi na campagna, ia gergo, vale Kafaftom- 
dar9, E s' intende pure in senso osceno, SborMlarâ. 

'CAMPAGNE'DDA» s. f. agg. dim. di Campasxa, Cooi- 
pagnetta, 

'CAMPAGM'A'TA, 8. f. sollazzamento in villa, con gn- 
devole oocieii. Per solito s' iuteiide di un sol giorno, 
ma pu6 dirsi pare se di durata piii lunga. 

*CAMPAGMAT£ DDA, s. f. dim. di Campag.mata. 

CAMPAGNO'LU» agg. di Campagna, appartenenic a cam- 
pagna, Campognuolo, Campajuolo, -^ 2. Foncio can- 
pagoola , una spezie di fungo , CampignwiUt , TCdi 
FO'NCIA CAMPAGXO'LA. 

CAMPA'U. ogg. di Campu, o da Cahpc , e dicesi per 

I Io piu di batUglio decisiva, CampaU. - 2. Per oaet., 

vale dioaolrooo» pieno di disavvantore, di cootrattem- 



CAII 



» 131 a 



CAM 



pi, Oiâgmiatc, Âwenoi p. e. Jonuu o noUatt ctm- 
ptli, MfdtM. Sfortunata. 

CMIPA'IIA» s. f. stramcnto di meUlIo fatto a gnisa di 
Taio arroveseiato , ii qiiale con an baltaglio di ferro 
ewpcaoTi entro ai suona a difeni cflTelii. come ad adu- 
wtn ii popolo. e i magistraţi, a udire i divini ufficii, 
e tîmill cose, Campana, — 2. Per un ysso fatto a guisa 
di campana per nso di atiUare, con un beccuccio presso 
al foado, lungo e torto, d* onde esce ii Uquore, che 
distillsp Campana. — 3. Gampana diccsi per aimilit. 
a un vaso di cristallo , o aimile , fatto per difeodere 
dair aria. o dalia poWere le minute e gentili fatture. 
Campana di eriitallo. — 4. Campana di iu nicissariu, 
direşi ao riceltacolo sotterraneo di schifezie» e brut- 
tara. bm acuta coodotio, cbe di quando in quando si 
dee vaiare » Volta deUa fogna, r- 5. Sunări li cam- 
paai air arroi , rale soonar le campane per adunar 
gaole, S^nan a norma, Stormuagiare. — 6. Campana 
di voi» A quella fatta di lama di ferro , o altro , che 
per Io pid si metie al collo degli animali da fatica, 
SfMilia. — 7. La campana dici dammi, e diignu, Prov., 
eh' esprime îl dovere di sdebitarai chi ha ricevuto al- 
ean dono, o farore. — 'B. Gampana si dice ancora un 
•mese, io cui si respira sotto acqua , Campana del 
Moronfona. — •. Gampana di ligna» nel fam. signi- 
Ica simiilaU sorditâ. Onde Fincirisi campana di li- 
gia, o semplicemente Starisi ncampana, o non volere 
iatenderc, o tcnere in se i snoi pensieri, e non lasciarli 
caaosccre ad altri, sempre per6 prendesi in mala parte. 
Fon ii fornionef o ii fuiornionâ. 

*CAVPAMARrSTA, vedi GAMPANAHU. n. 2. 

CJkVPANA'BU» 8. m. propriameate qucgli, che fonde le 
fampana di metallo. FondUon, — 3. Per chi a soldo 
W m<ma, e ne ha cura • Campanajo. — 3. Aggiunto 
Al bcuia di branco, che guida le altre con campanac- 
cio, o squilla al collo, GuidajuolOf e dîcesi anche in 
fenBÎnile Bestia campanara. — 4. Per quella torre 
are si teogono le campane sospese, CampaniU.- 5. Per 
le interiora f o ci6 che i rinchiuso nel la cavitA del 
petto» e del Tentre dcgit animali baotii a mangiare, 
Tifctra, Interiorat înterame, Entragno, 

CAVPA5A'ZZAf s. f. acer. di Campana, sorU di cam- 
pancllo di lama di ferro, che appendesi al collt» del la 
besUa che guida V armento, e ii gregge, Campanaecio. 

CAMPANE'DDA. s. f. dim. di Campana, Campanello, 
~ % Campari, o manciari a sonu di campanedda, modo 
ftof.f e dicesi di chi vi?e a spese altrui, o air altrui 
yane. Tolta la similit. dai claustrali , che vanno al 
ivfcCtorio a snon di ramiiana. ~ 3. Per quelle bollc, 
che fia r acqna quando e piove, o quando ella bolle, 
SofM^t, Gallottaf GaUottola. —4. Suduri campa- 
aeddi campaueddi, vale grandissimo. 

CiMPAKlTDDI, diconsî molti fiori o corolle monopetale 
irgolari fatti a modo di campana , Campaniformi , 
CampanuiaH. 

CillFA!IB*DDl BIA'NXHI, T. bot. CoNroLruLU<i iara.t- 
sis L.» planta che ha gli steli erbacei volubili; le fo- 
glie alterne» picciolate; i fiori solitarii bianchi, color di 
rasa, o porporini, Vilueehio, Tcdi VBACHI Di CU'CCA. 

CâMPAMrA'RI , V. n. suonar le campane. — 2. Cam- 
paaiari ngala, o a festa, fare un gran sonar di cam- 
pane, Seampanare, Sonora a di$U$a, — 3. Per met. 
iBandar per le Innghe, metter temoo in meito, indu- 
fian • Tardan . Intertenerti. — 4. GampaDiarisilla , 
vale consamare ii tempo senza far nulla, Dondolanela. 

GâMPANIATA, 8. f. 1* atto del sonar le campane, Seam" 
panata. — 2. Per burla , soja » Celia. — 3. Per bra- 
vată ebe ai fa altrui con parole minaccevoli, HoMu/*- 
fo, S^damanto, 

G&lIPANlDDAltU, redi CAMPANAHU, n. i. 

^PAHIDDU'ZZA» 8. f. dim. di Caşpaniooa» Cam- 
foaaUina, CampanelUno, 

CAlFANrNU . a. m. cosi era chiamato in Palermo Io 
ifgÎQatatore da' peai e della misure» Fdifo. 



CAMPATItl, agg. eoluî che s* ingegna di guadagnara , 
Induitrioio S a$$ai, Procaeeino. Ed usasi ia buuno, 
e in cattivo senso. 

CAMPANU'NI, a. m. acer. di CaspanA, Campanone, 

CAMPA*BI, V. n. stare in Tita , Vivere. — 2. In senso 
attivo porgere alimento. Alimentare, — 3. Per nntrirsi, 
cibarsi del suo, pensare a tutto da sd« ii che diciamo 
Camparisi. - 4. Campari commudu, Viver bene, Go- 
dere f Squaxxare. — 5. Campari gjustu giuslu. non 
avare assegnamenti, n^ provigioni se non pochissimi; 
che dicesi anche Campari a la jurnata, o stîntatu, Kt- 
ver dl par di, Campiicekiare. — 0. Campari di limo- 
sina, Ktoer d* aeeatto, Viver di limoeina, Hfendieare, 
—-7. Campari di renniti, aver proprii beni da potersi 
DUtrire, Vivere del tuo, — 8. Campari di spiranza, vale 
senza certena di qnel che si attende , stare in ispe- 
rânza, Vivere di itperanza, — 9. Cui di spiranza campa 
dispiratu mori, vale che spesso van fallitc certe spe- 
ranţe, e Ia morte ci coglic innanzi trătto. — 10. Campa 
pri oi mi chiamn, modo prov. di chi riciisa di pen- 
sare allo avvenire^ll. Ogn' unu campa tu li soi 
latri fatii , modo proverb. , e dicesi di chi guada- 
gna oltre al dovere in pregiudîzio degli altri, o an- 
che assolutamente sostentasi per via di niberic, e vale 
Viver di ratto. — 12. Campari gilusu di qualchi pir- 
anna , temere che altri possa godcria , e parlando di 
cose inanimata, che possa involarla o guastarla, Aver 
gelosia, — 13. Campari ah hoc, ed ah hac, vale senza 
freno, perdutaxneote, sconsigltatamente. — 14. Si campa 
bonu ntra Iu scarsu, maniera ironica e vale aver pe« 
nuria di tutto, Searteggiare , Penuriare. — 15. Pig- 
ghia tempn , e campirai , Prov. col metter tempo in 
mezzo in molti casi si vantaggia» Chi ha tempo ha 
vita, 

CAMPARI' A s. f. T. delle tonnare, ed h îl luogo ove 
si fanno i salsicciotti di tonno, e preparansi tutti al- 
tri salsumi dl simile specie, o in secco, o in umido. 

GAMPA'TU, agg. da Campari nel senso atlivo, Alimen- 
talo, Soetentato, Sţetato. 

CAMPE'RI, s. m. colui, che k preposto alia custodia doi 
carapi, Campajo, — 2, Per custode detlo in generale, 
Guardiano, 

CAMPF/STRI, agg. da CAmpc, Campettro, Campestre,^ 
2. Fer Salvatico, Campereeeio, — 3. Per Lavorativo, 

CAMPI'A, 8. f. campagna aperta, solilaria, luogo non 
accasato, Campo, Ed usasi metaforicamente per ah- 
bandono. 

GAMPrA'RI, V. n. andar errando, traseorrendo pe* cam- 
pi , Vagare, — 2. Per ornare , fregiare Io spazio del 
centro in cerţi lavori di diverse specie, che dicesi piîi 
comunementc Campiggiari, Ornare, AbbeUire, Deco- 
rare, 

CAMPICE'DDIJ, s. m. dim. di Campu, CampieeUo, Cam- 
perello, Campieeiuolo, 

GAMPrci» s. m. T. di bot. njBmATOxrto^ CAMpscatA- 
NUM L., albero, che ha Io stelo diritto, i râmi irre- 
golari spinoii; le foglie piceole, e pennate a quattro, 
e otto, cuoriformi, obliqoamente striate; i fiori piccolt 
giallastri, in grappoli asoellari, Campeggio, Nasce in 
America, ed ii suo legoo k ^esante, durissirao, oscu- 
ro, e serve alia tiotura. 

CAMPIGGIVRI, vedi CAMPl'A'RI. 

*GAMP1GGIA'TU, agg. da Campiggiari, si dice di tes- 
şuti non solo fregiati ne' bordi ma in lutta quanta Ia 
superftcie. 

GAMPI'U'NI» s. m. cual detto da campo, difensore in 
eampo, e per simil. qualsivoglia difensore, ed anche 
un uomo prode in arme. Campione, — 2. Per norma ^ 
modello, rogola, Campione. — 3. Nel commercto, vale 
scaopolo , squarcetto , mostra per far conoscere pre- 
ventivamente la qoalită di qualcbe mercanzia, Cam» 
pione, 

CA'MPU , 8. m. spaiio di terra ordinariamente plana , 
ore al semina , e dicesi per Io piii della terra 



i^^ 



CAM 



132 



CAN 



quale si scmina grano» e simili. Campo. Tedi TE'RRA, 
TIRRE'ND. — 2. Per campagna, luogo oon accasato, 
Campo. —3. Taloia ioroce di apuio, Campo. - 4. Nel- 
r Araldica dicesi qoallo spaiio dello tcudo oel quale 
ti dipingono le imprese o altre integne, Campo, — 
5. Nelle arti del ditegoo i ancora Io spatio del qua- 
dro o del basao rilievo sopra ii quale sono distribuite 
le figurc c le cose scolpite, o dipintef Campo, — 6. Met. 
coi ▼orbi Dări, Ariri, Pigcbiari, raia comodu, occa- 
sione, opporiuniti di dire, rare» effetiuare alcuoa cosa, 
JOare o av$r$ U <Uitro. — 7. Met. • vale subbietlo di 
occnpaiione, o appiicazione della meute» e simili, Cam- 
po, — 8. Metiiri 'ocampu li soi rajţiuoi, vale produr- 
ro» far talere ci6 cbe fa in sua difesa » io suo pro • 
JfeUert in campo, —9. Nesciri 'ocampu, vale roostrarsi 
pronto a tenzooare. pigliar le difese, U$eir$ a cam- 
po, ^ 10. Catnptt saotu, T. eccles.» qoel canpo cfoto 
di mura, o altro riparo, dove i cristiani usano di sep- 
pellire i morţi, Camposanto, — 11. Per luogo addetto 
agil esercizii, e nianovre militari a salo oggetto d'isiru> 
zione, Campo, — 18. Gampu, o campu di baltaggkia, 
i ii luogo, e Io steccato in cui si combatte, Campo, 
— 13. Per Io esercito stesso • Of fa , Soldatuea, ^ 
fi. Vale ancora 1' attendaroeoto, o 1* ordinamento dello 
esercito in campagna. e gli alloggiameoti deir inimi- 
co, e r oste medesima, o 1* esercito accampato o corn- 
battcDte, Campo, — *15. Campu, dicesi pure Io spa- 
iio , cbe si presenta alia vista di chi giuirda in un 
telescopio, Campo, 

CAMPU'TU» agg. detto di nomo, rale giande della per- 
sona, IV061MI0, CorpuUnto. — %, Pu6 ancbe dirsi delle 
cose, e Ysle grandi, capaci, di vaotaggiosa dimensione. 

CA 'MULA, s. f. Yerme cbe si ricovra oel legoaroe, e Io 
rode. Târlo, — S. Per quello fnsetto, cbe in istato di 
bruco rode la lâna, i libri, ed altre simili cosCf e nella 
sua naturale trasformaziooe diventa una farfallina» 7ar- 
mo* Tignuolay Bachcroztolo, — 3. Per la polvere pro- 
dotu dai urlo, Tario, Tarlatura, — 4. Per met. di- 
cesi di pcrsona molesta, importuna, incrasciosa, Zec- 
ea, Motea culojOf Secca/ittole, 

CAMULA'RISI, Yedi CAMIILfRISI. 

CAMULA'TU, vcdi CAMUUJTU. 

CAMULIA'RISI, vedi CAMULI'RISI. 

CAMULIA'TU, vcdi CAMULUTU, 

CAMb'U'RI. e CAMULI'RISI, v. n. esser roso, infesuto 
dalie tjgnuole • e dai tarii , ed i proprio piu cbe di 
allra cosa de* pannilani, fntignarct /nrar/ara. — 3. Per 
generar tarii, inroWart. — 3. FIg» Camulirisi la sen* 
siu. Iu ciriveddu, li civa di li coma, e simili, vale 
Sottilisittre, Beccani, o lamlnc^am ii oerve/|o, 5fti- 
lani ii ccrvello, JUul%nar9, 

CAMULU'TU, agg. da Camuliri, inUgnato, tnioHato, 

CAMUMI'DDA, volgarmente AUMl'DDA, o AGUMl'PDA, 
s. f. T. bot. Matricaria chamomiliă L-i planta odo- 
rosa medicinale, cbe ha gli steli lisei; le foglia ses- 
sili alterne, arcieomposte, con le lacinie lineari, i flori 
piccoli. di un odorc nauseante a raggio bianco patente 
pondente a corimbo irregolare, CamamiUaf Camomil- 
U. Ve n' ba di molte specie. 

CAMU*RRA, s. f. malatolta, cbe dscuoteti dai giuoca- 
tori di strada, Scrocco, vedi CAMURRI'STA. 

CAMURRI'A, s. f. sorU di malattia, scolagione celtica, 
Tirulenta, contagiosa, vcnerea, 009^0^0,-—%, Par 
met., noja. fastidio, imuortunitA, S9eea$gin$. 

CAMURRI'STA , s. m. colni cbe inffiusumente toglie 
ai giuocatori delle piazze , e de' tnvii un unto sulla 
vincita , e cbe quelli si contentano dar colle buooe , 
per non esser pcrtnrbati, e non venire alle prese con 
tal gen ia maledetta , ithc non lascerebbe di star loro 
attomo e travagliarli, ScroccAino, 5croceona. 

CAMU'SCIU , s. m. ii maschio della Camo%%a , cba k 
Ia Capra kjpicjpra L.. T. di sL nat., poppantecbe 
ba ie corna lisce, ritondate, e diritte, ma terminate 
fp uncino; ii colore del pelo sul dorso» ed a* fiaocbi 



bşjo bruno, ed k groasa come un becco, Comoasas. ^ 
2. Per la pelle del suddetto aaimale, allâ qMie ti ^ 
data una particolar concis, cbe la rendt monida, Ca- 
moieto. 

CaNA*GGHIA, s. f. gente vile, abjetu, Caniiflte, JMar- 
maglia, Bordaglia. — 2. Per rooltiludine di ganie pla- 
bea. Popola%so, Gcntame, PUbagtia, Canaţ li mm§, 

CANALA'TA, s. f. sene, o fila di canali, o di leaala. 
— 2. Per r acqua piovana. cbe scorra a varsasi calla 
gronde. - 3. Per Incavatnra fatta a bella poată par 
farvi scorrer acqua, ValUtta, 

CANALA*ZZU, 8. m. pegg. o acer. di Canali. 

CANALE'DOU. o CANALCTIU , s. m. dim. di Cara- 
Li, CanaUtto^ Canalimo. — 2. Per Tcgolimo. 

GANA'Ll , sost. m. propriamcota luogo per dote scana 
r acqua ristrctta insieme , e preadesi iarţamcota per 
ogni Inogo ove corre acqua» e pik speaao dagli idraa* 
lici per 1* alveo artiflcialmeute scavato dova si fii acar- 
rer acqua, cbe serve alia navigazione, o ad altro, Cm- 
nai; — 2. Per alconi luoghi. ove II OMre ^ riairalla 
per natura, o per arte, come tra doe spoode, CfliMk 
U, — 3. Per letto di fiume, o via tra* due monti a ta- 
raiglianza di valletta, Canai9, — 4. Presso i ootaal- 
sti dicesi in generale di tntti i vasi del corpo» par 
cui corrono fluidi, Catiahy a per aimilitadiM aoaba 
la tracbea. ~ 5. Per un lavoro di terra cotta luaga t 
e arcato, cbe sene per coprire su i tetti le coBgiiUh 
ture degli embrici, cbe tra noi irapropriaoMOta chia- 
mansi pure Canali, Tcgolo, Jef 0/0. ^6. Uvariai^i 
li stizzi e mittirisi a li canali, Prov. di ebi Tolaada 
migliorare, deteriora. Cader dalia pai$Ua noUa Aroet . 

GAKALICCHIU, vcdi CANALE'DOU. 

CANALU'M, s. m. accres. di Camau. ^ 2. Per quclla 
specie di doccione , cb* esce dalia estremită dai tetia 
fuora della părete, e da dove cade 1* acqua delle piagge 
raccolta sul comignolo, Cronda, Cannont, 

CA.NAPÂ , s. m. specie di meszo letto, a di lunga aa- 
dile nobile, e agiato, Canapi, Canopi, 

'GANARl'NU, agg. di color giallino, Canarino. 

CANA'RIU. s. m. T. di st. nat., Fmmqilla caharika 
L., uccello cbe ba II becco, ed ii corpo di color ţialla 
biaachiccio; le penne della coda, e le remigaoU var- 
dicce, Cufiartno, CanariOf vedi PA'SSARU. 

CANA'TA, s. f. aspra riprcnsione, Rakbufo» 

CA.NA'ZZU, s. m. pegg. di Câni, Canaceio. 

CANCARE'DDU, s. m. dim dl Camcabu, Gan$hminOt 
GangkereUo, Gangkerelh. 

CANCARIA'RI, v. n. voce linia per esprimere ii divo- 
rare ingiusumente . cbe fanno alcuni le cosa uoatra 
eon nostro dispiaccre, ouaşi volessimo imprecar lofs 
11 male del canchero. Alle volte si dice per giooco, 
e ridevolmente. 

CANCARIA'TA, s. f. riprcnsione, o bravată, cba ai h 
altrui con parole minaccevoli, Canata, Mabimffo, — 
2. Fari na caocariata ad unu, vale correggerlo, am- 
monirlo con gridi, c minacce, Fare una ripa9$aîa ad 
alcuno, 

CANCARI'NA. vedi CANCRE'NA. 

CANCARI'NA! interiezione , Cappita! Cazxica! Caa- 
ehirof e siuiili. 

CA'NCARU, s. m. strumento di ferro con piegatnraai- , 
mile ad un anei Io , e inanellati due insiema serraao 
per congiungere i coperchi degli armări, della casae, 
e simili amesi ,* cbe sopra essi si volgono , Gow f fc a - ^ 
ro. — 2. Per quel ferro uncinaio , cbe s' ingesaa t o 
s'.impiomba nel muro iu cui antra V aoello della baa> 
delle • e sopra cui si giran le iroposte delle fiucalra, 
4rpian9f Cardinc, Ganghero, ~ 3. Căneam mascali- 
nn, Jrptone, Fimmininu, Ancllo. ^4. Per tWBore, 
o ulcere di pessima condizione , cbe ba cotare ordi- 
nariamente li v ido , e assai duole , e va rodando lao* 
tamente, o preslamente; cosi detto perebe iotomo aoak 
cssere circondato di vene varicose, le qoaU aembraao 
le gambe del grancbio, CaneAtro, Cancro, ^ 0. Per 



CAN 



» 133 « 



CAN 



iM# • Ctmeluro , Cantiola, — 6. Per Mcla- 
C mmt h »rui$e! Cappitcrina, e dfcesi pare Can- 

• fale r istfsso. — 7. Afiri li caocari» aver 
In, tdeţDO. Andan in faima ^ Aver U pa- 
' S. Lassalimi siari pri li cancarl mei, h capres- 
eki Yuol caaer lase lato io pace col aaoi pen- 
NMraUenipi. 

f l« s. ID. accresc. di Cancabu io UiUl i aeosi. 
'SO 9 afg. da Ganchero » plen di cancheri , 

7« 8. m. ebi gtiida eoYema e regge i caTalli 
Guidatore; cos) detto dallo aimmefito for- 
■Im di forbici, cbe sta legato sul basto per 
v?i le some, impropriamente chiamato cân- 
tarele. ^ 2. Per simil. nonio roizo, cbe pone 
I Bolta cose» e le fa tutte male, Ciarpien, 
rinil. molto faticatoref e cho per ogni fra- 
I «facchina» FatkhevoU, — 4. Per simil. cbi 
ptm di alimentar mol te persone da Ini di- 
— tt. Per misura di 12 tomoli rasi, cbe senre 
a per le saose. 
\» 8» m. propr. imposta di porta di bastoni 

• di steccooi commesai con qaalcbe distanza 
CmcfUo. — 2. Nel femil. prendesi per car- 
^vWooale presso i Comroessariati di Polizia. 
'JITUt s. m. ii cambiare» ii mutare» Cam- 

m 

1» •99- cbe cangia, e dlcesi per Io pid dei 
Ue cose» ebe vednte sotto diferso angolo si 
diversamente colorite, Cangianîe, 
» ?• alt. cambiare» mutare, permutare una 
■i* altra» Cangiart, Cambiare, — 2. Per al- 
■nUrei Comutare. — 3. Per corromperc» sc- 
bamare, persnadere in contrario al proposto, 
Mvaţare, Storre, Intransitivo. mutar d' opi- 
mmkiani, — 4. Nun si cancia la facci pri di- 
IV. f vale non si dee lasciar di esserc galan- 
lnoao, ed onoralo per regali, o altro. ■ 5. Can- 
afciiia, vale tradirla. — 6. Canciari pri scorri 
il» metaf., vale far poco conte, aver in non 
a ealere di aleuno, — 7. Candari di cnhiri, 
ii colare del volto, Mutar viâo, Cambiarsi. 
iciari vita, costumi ec. , rimcttersi sul buon 
pigliar ii sale, Tomare a tegno, — 9. Oii 
via veccbia pri la nova, li guai cbi va scan- 
a li Irova, Prov., cbi si dilunga dai sentiero 
pcaao falia, Chi ta$cia la via veccAta per la 
mam volte ingannato âi trova. 
ATA, s. f. coipo dato con cangiaro. 
iUp 8. m. spezie di pugnale, Cangiaro. 
lU'SU, agg. cancheroso, Canceroso. 
ff a. f. pari na vota cancidta, fuggir con prc- 
aaacostamente, S vig nare. 
DDU, s. m. dim. di CA!<fciATU nel secondo 
doxtato, Inlriitito. 

li agg. da Ga!iciari, Cangialo. — 2. Dicesi 
ib ai ragazzi , cbe non vengono innanzi per 
■■lore, e ti svisano e disOgurano, îndoita» 
ttito. 

înrNTD, 8. m. cancellatura, cancellazione * 
naiieo. 

RI» V. att. rassar la scrittura, Cancellare, — 
elodere alcuno da un numeru, o corpo a cui 
iva, Levar via, 

SrA, s. f. nficio, o resideoza del eancelliere, 
ia. 

St'SCU , agg. di carattere grande cbe giă si 
lla cincellerie, Coneellerefco. 
TA, vedi NCANCILLA'TA . 
n» agg. da Cancillaki, Caneellato,— 2. Per 
Meusato, Rigettato, 

riTRA, 8. f. cancellazione, Cantellatura, 
UO*NI, 8. f. ii cancellare, Cancellatione,— 
*• Ifipde, vale aBoallamento di aiti, fatto di 



accordo per una conveniione poateriore , o poN dal- 
r autorita giudiziaria per senteoza. 

CANGILLE'Rl, s. m. qnesli cbe ba la eora di scrirert, 
e regislrare gli atti pubblici dei magistraţi, Coaefl- 
Itert. — *2. Gran caocllieri, Utolo di alu carica, Gron 
eancelliere, 

"CAKGILLIRATU, 8. m. carica di eancelliere, Caneel- 
lierato, 

GA'NGIU. 8. m. CamWo. ^2. Pari caneiu • barattara , 
Far comMo. — *3. Dări Iu cancia, nel miliL dieeai 
ii sostituiie nella milizia nno in loogo di an altao , 
cbe reata libero. Dare ii cambio. 

GANCRE*riA, 8. f. parte mortificată o intomo ad alea- 
re, o Ifliomo ad Infiammazioni, cbe aempre va dila- 
tandosi, Canehtretla, Canerena, 

GA'NGRU , 8. m. uno de' dodici segnl del Io Zodiaeo , 
Canero, — 2. Per tumore o ulcere di pesaima condi- 
zione » che ba colore ordinariamente livido , e aeaai 
daole, e va rodtndo lenumenta, o preatamente» Can- 
ehorOf Canero, 

GANDIDAMR'flTli avv.scbicttamente, cod sinceritâ, Can- 
didamente. 

CANDIDA*TU > In forza di sost. cbi b stimato idoneo 
a caricbe, magistraţi, ed alle lauree. Candidate, 

GANDIDfZZA, s. f. rettitudine, conformită eolle buooe 
regole, pariti, scbiettezza. Candideiia, 

GA'NDIDU agg. puro, sincero, Candido, 

GANDIXA, vedi CANNIXA. 

GANDI'RI, V. att. dicesi del conciare frntie, o simili, fi- 
cendole bollire in zuccbero mescolato con cbiara d'uo- 
vo, Candire, 

GANDlTlT, agg. da GANDiai, Candito, 

GANOrTU, 8. m. tutto ci6 cba b candito, come frntta 
e simil i cose, Candito, 

GA*NDITU» aggiuDto di una qualiiă di zuccbero, ed h 
Io stesso cbe Io zuccbero candito , o Io zuccbero in 
pane; cosi detta dai grandissimo candore, o secondo 
altri dair essere sol ido per modo, cbe rompendolo st 
divide in eanti, o pezzi angolosi, Candl, 

*GANE*F0RA, s. f., ed agg. cbe porta in capo cestella 
di flori, spighe* e frutte da oiTrirsî, Cane fora, 

GA'NPARA, s. f. T. bot. Lăuhus câmphora L., planta 
cbe ba le foalie lanccolate, ovate, con tre nervi, ap- 
pantate, lucide. La canfora, eh' b un olio volatile con- 
creto, odorifero. e bianco; si trae da questa planta» 
mediante la distillazione e snblimazione di tutte le 
parti, e principalmente della rădice. Canfora, 

CANFARA*TU , agg. dl Ganfora , mescolato con canfo- 
ra» Canforato, 

GANFARrDDA, o GA*NFARA BIA'NGA , s. f. T. bot. 
SiirTOLiifĂ SQUARROSÂ L., pianta cbe ba Io stelo roollo 
ramoso; le foglie lineari, piccole, dcntate; i fiori gial- 
li> solitari, pednncolati, terminanti, SantoUna, 

GA'NI , 8. ro. T. di st. nat. , genere di poppanti , ebe 
banno in ciascuna mascelta sei denti anteriori d' Ine- 
guale lungbezza, de' ituali alcani per cerţi solcbl sono 
divisi in varii lobi; i canini solitarii lunghi, acuţi e 
curvi; i molari sei o setie; 1 piedi fcsai, de* quali gli 
anteriori banno cinqne dita , ed i posteriori quattro , 
a su tali dita 1' animale cammina, Câjris L., Cane, 
— - 2. Gani bilugnisi. b una delle varietâ de' câni, che 
prende 11 nome dalia sua terra natale , e si propaga 
anche qul. — 3. Gani braccu , cane cbe traeciando e 
fiutando trova e lieva le fiere, Braceo, — 4. Gani eir- 
neca, spezie di braceo, detto cosi dai seguitar cb*ei 
fi lungamente la traccia dclle fiere, Segugio, ~5. Gani 
corsu, Can eonieo, o eono, ^ 6. Laasarisi jiri comu 
un câni corsu, simil. avveniarsi gagliardamente, git- 
tarsi sopra con violenza. — 7. Gani di mandra , Can 
da paetore, — B. Gani livreri , cane da pigliar lepri , 
Lewriere. — 9. Gani maltisi , varieli provenienţe da 
llalia. — 10. Gani mascaretU , vedi MASCARB'TTA. 
n. 2. — ii. Gani napolitana , aorta di eanc col pelo 
longo folto ricciuto, con la oraccbie a palma, e cho 



CAN 



» 13V « 



CAN 



fwr Io piu va all* acqua» BarhonB, — 12. C«dî napa- 
itanu, met. si dicc di chi fa ii bravo a parole» Can 
da pagliajo abbaja, a tla discoito. — 13. Câni pi lu- 
au , Ptlliceiulo, — 14. Meniri Iu câni piscia Iu leb- 
bru si nui va, chi non sollecila qnand* el pii6 perdc 
r occasione, Mentre eh€ ii ean piscia la Upre je ne 
va. — 1$. Arrispigghiari Iu câni chi dormi , suacitar 
qualchc cosa. che possa anzi nuucfre, che giovare, 
Stuxiiccar^ ii vetpajo , Dettar ii can efis dorme. — 
IG. JiriMoni comu un câni vastuiiiaiu. vale ^'artirsi 
confuiOt avvilito, iopraffatto. - 17. Dări a li câni» 
e a li galii , vale esser lilierale del suo con luUi. — 
18. SJ ad ogni caui chi abbaja cei vo* tirari na petra 
nun li rcslanu vrazza, significa che non ^ da far conto 
dclle ciaric, e impulazioni del volgo. — 19. Teniri li 
câni a la lascia • inel. stare alle vedetle , e airerta 
per Irar pro6lio di ci6» che torna a suo conto, Ttnere 
i câni in lascio o in tucchio, <- 20. Fari fari Iu câni 
ad unu , mandar le c<iae a lungo per non veniroe a 
conchiusione, Menar ii can perVaja, — 21.Va8tunali 
ad iddu, e vasiunali a li câni, modo prov.» e vale mi- 
nacciare di iraliar alcuno con rigorc rome a un cane. 
*-22. Aviri di chiddi chi rirutanu li câni, in gergo, 
c vale BusiBf o U ţrutla di Frate Alberigo, - 23. Avili 
vislu câni finiri nozzi? dicesi per indicare la pron- 
tczza, o r iropegno d* imprendcre cose di nostru gii- 
slo t e che vadano ai noştri verşi. — %\, Fari comu 
Iu câni di Iu jardinu, chi nun manela nh laasa man- 
ciari, dicesi degl' invidioşi, che del bene che non pos- 
sono avere non vogliono che altri do gtida, Can del- 
r ortolano non mangia la latiuga , e non la lascia 
mangiare agii ai(rt, o pure Fare eotnâ ii ean cT .4/- 
topascio. — 25. Cosi di câni, col verbo Fari nel senso 
proprio, vale Travagliare, AffUggsre, Tartat$are; so- 
venie per6 A dello per Io aollazzarsi, e spassar tempo 
alle spalle di alcuno che tenga del babbione. — 26. Ah 
canil o pure Câni câni! o Câni perra! dicesi per in- 
giuria, e per minaccia a chi ci mova ad indcgnaiio- 
ne. Pud ancora dirsi per ischerzo, e traslullando. — 
27. Travagghiari comu un câni , vale durare faiica 
grandiasima, Durare una faiica da cane, — 28. Cui 
riapetta a Iu palmni rispella a Iu câni, Prov.» • vale 
chi venera alcuna persona di vagi ia. ne rispetia anco 
gr infimi ramigliari, e dipendenii. — 29. Câni chi ab- 
baja assai muzzica pocu, Prov., cio6 chi fa molie pa- 
role fa pochi falii , Can ehe abbaja poco morde, — 
30. Mancu a li câni, dicesi di ogni cosa da noi pre- 
vala contraria aflalio alle noslre idee, alia quiete, alia 
salute, alle fortune, agii agi ec. ec, quasi che ci rin- 
CfMcesse» che ancha un cane aia sottoposlo a almili 
aciagure. — 31. Cui h bonu câni mancia a Iu achifu, 
idiotiamo che aignifica in gergo , Chi ha euore ehe 
haiti non itehifa i eimenti, e simili. — 32. Gani di 
ehiazia. dieonai qne* câni che somigliano generalmenie 
a tulii i câni senza eaaer simili ad alcuno in parti- 
culare, pen'h^ provengono dai miscuglio di pi6 razze 
gi4 pid volte mescolate. Cane da strada, — 33. Cui 
cu câni ai curca, cu purei si leva, e vale chi pratica 
male ne riccve danno, Chi dorme coi câni ti leva eon 
le puici, — 31. Attaccarisi li câni, provvcdcre in lutti 
I modi al buon riuscimento in sno pro di un aflare, 
traendo alic sue voglie chi possa o debba iiiQuirvi. — 
35. Pari Iu câni, Incontrar diflicolU ad ogni paaso, 
aflalicarsi iroppo , sientare, ancorch^ otiengaai dopo 
la cosa che pretendeasi. — 36. Cui avi piiiltu di ii- 
lari fila all* anca di Iu câni , Prov. , a cni ha voglia 
di fug;cir 1' ouo non manca in che occuparsi. — 37. Cni 
duna Iu pani a Iu câni d' autra perdi In pani e perdi 
Iu câni , Prov. , non torna bene ii largheggiare con 
cbi non solo h di niuno ntile . o eomoido , mt forse 
pud eftser nocevole. 38. Malu postn câni e gatti , 
Prov. , ci6 che non ^ ben cuatodilo e aempra in pe- 
ricole d' esaere involato, o per Io meno detnrpaio» e 
gnaslo scorsiderataroenta » Che eolpa n* ha la $Qtta 



ie la maaara i fnatta? — 39. Von fd caii eh 
casa *un torna, Prov., o presto o tardi ti rivegfi 
piacere i InogEi abbaodonati ana volta, • geiulral 
si riprendono volentieri le abiludini anticns.— 40, 
marisi li câni. modo prov., e vale andar ii%, so 
sottrarsi chelamenie da una brigata. StHgnar§, — 4 
bijari li câni, modo prov. rimandar via eon vil 
persona, che non si vuole onninamente vicina. - ăi 
va un quagghiu di cani« T. di dispregio a pem 
iniio disadalta, vale Nulla. — 43. Jurnata, iwcii 
di câni, vale picna di travagli, aflanni, moiastla, 
denii fatiche, e simili, in siguificato fiaicu e meml 
feliee, — 44. Arraggiari o fari arraggiari cam' ai 
vale mori re, o far morire di desiderio o di Btizitv 
— 45. Doliri comu li câni, vale Fitramente, cruâi 
te, — 46. Câni per uomo di roale affare. Cane, — 4 
Homo avaro. Cane, — 48. Per quel ferro cel v^uSk 
vadenli cavano altrui i denti, Ciwie. — 49. f« 
ferro dell' archibuso e del moachetto che lieo i 
tra focaja , Can^, — 50. Presto i bottai 4 wm 
menlo per tener foni i cerchi roentre che ti M 
alia boite, Can%, vedi MPIOCICU'TA. - M. T. 
nat., pesce che ha oella membrana branchittit 
raprgi; ii venire coperte da alcune lamine oattt; 
chi delU coda con un margine acuto, Găsrmwm, 
L.. Gaiteroiteo, SpituUo, Cane. - 52. Vita dl « 
vivcre slenialo, in ira>ersie, e fatiche. Io tndan 
pcggio, £tjerf al cane, — 53. Essiri di li ctul 
aver persona al mondo, Eaer solo eame un m 
51. E cbi aemu ntra li câni! queriraonia di t\ 
frc oliraggi, ingiurie, e potrebbe rice^er favor!» 
li. — 55. Arma di câni, si dice ad un crudele» 
ingralo , a un dissolulo , comparandolo ai kn 
56. Fidi di canil si dice ad ano infedele, iner 
non cristiane. — 57. Aviri un câni appizzata»* 
un aculissimo, e continuo dolore, una trafilturt 
58. Nan nesciri un câni cu na lagrima alToccIi 
nota ii colmo dell* avarizia, della sordidezza. — I 
vucra di câni. dicesi di ferita larga, e profoikj 
simil. - 60. Lassari moriri comu un câni,* aM 
nare del tulto alcuno ne' suoi infortunii. — 6i 
per caliivi canianli, maniera dilegiante. — *Ct. 
câni, jimmurulu câni, sciancala câni, bozziisa 
e simili , sono espressioni degradanţi di quel li 
sgraziato» anche latora non meritate, ma da h 
sempre come plebee » e anlicristiane. — '63. D 
e câni , poslo avv.. Di ripieeo , Per vendetim, 
vente con ingiostizia. — *64. N^ gatta n4 ctnl 
prio nessuno. Ni ean ni gatta, 

*CAMCrDllI, s. m. T. schen. uccisione di ctM 
nieidio, 

CAM'CULA , 8. f. nome d* immagine celeste » t 
maggiore stei la della delta immagine. Căutaţii 
nieula , Sirio. — 2. Per tempo canicolare , chd 
presso ii sole leone, Canieola, 

GANICULA'RI, agg. appartenente alia canicola, 
eolare, 

CANrCGHIA, 8. f. buccia di graot o di biadt ■ 
te, separata dalia farina, Cruiea, — 2. Spafagi 
canigghia» e sfragari la farina, Prov., vale getti 
o non custodire alcuna cosa di pregio, e gotid 
soliile in certe cianciafruscoie, e ciabatlerte. — J 
jucamo a canigghia, modo prov.. e vale in mI 
e quando si trăita da senno non doversi n4 ttf 
sare , n4 bnrlare. ^ 4. Pansa di canigghia • di 
chi ^ di pancia iroppo groasa, Panciuto, ~ 5. Fai 
canigghia, oM^do prov., e dicesi-di cosa frangibil 
romp4*si in miuutiaaimi pezzi. — 6. Farisi li ta 
na canigghia , vale provar gran collera Interni 
senza polere altrimenti sfogare, Arrovellani, 

CAMGGHIA*TA, s. f. ii Iritare, Tritamenlo. ^ \ 
un medicamenlo di uso esterno compotto dl 
bagnata di liqoori medicinali, onde non atciugi 
bito» come •vvtntbbt appUcaodoU seoia la i 



CAN 



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CAN 



IDA, ft. r. cnisca pid mÎBoU» che esce per 
(UccUtura, con ibiaccîo piu liito, Cruichel- 
I SemoUlla. 

.Af 8. f. escremeoio secco, bianco, e sol- 
geoera cella culc Ucl capo solio i capel- 
I /For fon, 

[Tl> 9 s. in. pane di farina mescolata con 
« o cruschellu» Pane inferigno, 
lUf agg. pieno di cnisca» Cruseoio, 
r. ii piuxo che inandauo i câni aucidi. 
y. di cane » attenente a cane . Canino, — 
anche Caninl' al dcnte, che oclia masceila 
I gl' incisivi, ed i molari, ad ha ligura or- 
ia conica, e rădice s«*ropJice» Dtnit eoni" 
ami canina, Fame rabtfioia, — 4. Rugna 
ibia di publole miuutiasime , e di oatioalo 
loIesUssiino, Aognaccia, 
idi GAM'^U. 

•• m. colui che ctstodisce e goyerna i c»- 
iara. 

l, ft. f. crude IU, Inumanităf Fişnxsa, 
f. canutezza, vccchiczza, Canizi». 
f. T. boi. Arvudo douai l. , pianta cbe 
lOcchia coi calici universali contenenti cin- 
1 culuio legnoso, uodoso, le foglie alterne, 
% Per perlica falia di canna , Canna. — 
ÎL dicesi anche a quella della gola, Can- 
er Bimil. dicesi quella deir archibuso, delie 
e aimili, Canna. - 5. Canna si dice an- 
■lisura di lungbezza di ollo palmi, Canna. 
ti canna, 6 V occhio di canna che i ii ceppo 
larbe , Cannocchio, -^ 7. Arrislari co na 
inauu, aver barallaio luUo, o anche per- 
propria colpa i beni di fortuna, Dhenir 
afltfui, Besiart in a$so, o suUe iecehet Bi- 
il iastrieo, — 8. Misurari a tutii cu la sua 
modo prov., di chi supponc tulii della 
, o pure si crede di tulii ii model Io. Nel 

• Bl pu6 prendere in buona parte, ed ^ ef- 
Blă di cnorc , Miswar tutti al medesimo 
9. Canna masca, propriamentc vale fragile, 
hia , e buona per solo fuoco. — Met., vale 
vmmamente debile, Fiacco, — 10. Jirisinni 
I, Tale provare un grandissimo piacere. An- 
idâtto o in cimberli. - 11. Dări canna, o 
I9 rale proteggere indovntamente alcuno, e 
{Diire, td aucbc permettergti di soperchiare 
brigiiarey mei. — 12. Pigghiari canna, pro- 
âltraî benevoglienza sino air abnso, e mâi- 
nii per tal protezione, inorgoglire, Jmbal- 

• 13. Cu la testa a la canna, col verbo Met- 
Ipporre alcrui malignamente qualche falşi- 

uisaroente, Caiunniare. Per dir mâlc di 
I d presante, Scardassare, mei. — 14. Canna 
vbo meccanico chesofliato dai manticf rende 
gli slnimenli musicali chiamati organo. — 
I • eanni d' organu, inlendesi di cose con- 
li eoi Innghezza va decrescendo pian piano 
9 e Tcngono a formare una quasi diagonale. 
VSIA. , s. f. T- di bot. Calamos noTANG 
î pfania palustre delle Indie, che mette dei 
di e lisei, che diseccati e vcmiciali servono 

ed anche fessi per fabbricarne alcuni mo- 
iggidi non sono pid in uso, Canna </' In- 
Fer dileggiamento cosi chiamansi gli ava- 
itfili soprammodo, Spizxeea, Mignella. 
li, ▼. atl. dare afflizione, tormcnio, affan- 
Of A/fliggere, Travagliare, Tessare. — 2. Per 
rehio caldo, Abbruciare, — 4. Per ispandere 
>9 Ardere. — 5. Cannaliarl di frevi, Ettuare 

— 6. Betto del sole nclla stagione cstlva , 

- 7. Cannaliarisi a na banna, vale fcrmarsi 
re in nn loogo, e non sapeme. o non po- 
r^ AŢfilatiani. 



CANNALIA*TU> agg. da Gannaliari, Crandemenie ves- 
saiOf AppUoUulo, 

CAiNNAMELA, s. f. T. di hol. Sjccharum officinale 
L., planta che ha i culmi in gran numero, lisei, ar- 
ticolaii; le foglie lunghe, guainanti alia base, piane, 
deDlcllale ne' bordi, con un ner?o blanco, Canuamele. 

CANNA'RA, 8. f. graticcio grande di canne per varii usi, 
Cannajo,^-t. Per istrumenio da pigliar pesci, ossia 
una chiiisa di caunenel liume , o altrova fabbricaia 
con tale ariificiOf che i pcsci, e segnatamente le an- 
guille vanno da per se ad imprigionaryisi, Cannajo. 
— 3. Per vaao di canue ingraiicoiale per lener grano 
o simili, Cannajo. — 4. Per lettiera Ui canne legate 
in piano, unde adagiarvi sopra Io siramazzo. 

CA^^ARA'ZZA, a. f. pcgg. di Cannara. 

CAMNAHL'DDA, s. f. dim. di Cannaha. 

CA^NNAHINI. vedi CANNAUOZZU. 

CANKARO'ZZU, s. m. canna della gola, Corgoizule , 
Stroiza , M$ofago. — 2. Cannarozzu iausu , la canna 
dei polmoni cosi della dalia inegual sua superlicie , 
Asperarteria, Trachea. — 3. Bonu cannarozzu, ifan- 
gione. — 4. Cannarozzu largu, met., Creduli$$imo. — 
B. Cannarozzu strittu, propriamentc puo essere infer- 
milă cha difficuliasse la degluiizione: ma per inetaf. 
i ii contrario di credulo, anzi troppo severo, critico, 
e fantastico, e non sempre ragionevole, Contraditto- 
re , Impugnante, —6. Cannarozzu di monacu, sorta 
di pasta lavorata per uso di minestra , composta da 
due sottili fiii atlorcigliali spiralmcnie in senso op- 
posto altoruo ad un fusccllo perchâ si asciuttino. — 
7. Farisi Io. cannarozzu longu, altendere lungamente, 
vedi CO'DDU. — 8. Cannarozzu stagnatu, dicesi di chi 
i troppo avido ed edace, e non cura ii calore ecces- 
sivo delle vivande, purchd trangugi tosto, GhioUissi- 
mo. — '9. Nun arrivari ntra Iu cannarozzu, in ischerzo 
si dice di certe cose, delle quali ii ^ manglato par- 
camente, Non toccar V ugola, 

CANNARO*ZZU Dl S. PA'ULU, s. m. T. di bot. Cala- 

MUS ABOMATtCUS VBBUSt O AWNDO ST Bl AC A, fuStO dl 

ona planta amndlnacea pieno di una sostanza fungo- 
sa, di sapore acre amarognolo, ma di buono odore , 
serve alia farmacia, Caiamo aromatica vero, Canna 
aromatica. 

CANNA'RU, 8. m. operator di canne, colui che fa I can- 
nicci, i cannai, e le sluoje. 

CANNARlTNI, vedi CANNARUTU. 

CANNARU'TD, agg. ghiotto, che ha ii vizio della gola, 
Goloio , e si suole unire alia parola Gulctu , vedi 
GULDTU. 

GANNARUZZE*DDU, agg.dim. di Cann AEOzzu.— 2. Can- 
namzzeddi di monacu, vedi CANNARO'ZZU, n. 0. 

CANNARUZZU*TU, agg. chi ha gozzo molto apparente 
della gola, Goxzuto. 

CAN.VA'TA , s. f. coipo di canna , Cannata. — 2- Per 
vaso di terra cotta mvetriala per uso di bere, o per 
riporvi fluidi potabili, o altro, forniio di un manico 
della slcssa materia , e con nn becchino dall' altra 
banda per poier versare a pocolino, Boccale. — 3. Lu 
vecchiu di Ii cannati, persona decrepita, Veechiaccio, 
%'ecekione, 

CANNA TA'RU, 8. m. venditor di orei, boccali, ed ahre 
simili terraglie, Stovigliajo. 

*CANNATA'ZZA, s. f. pegg. dl Camnata, Boeealaccio. 

CANNATE'DDA, agg. dlm. di Cankata, Boeealetto. 

CANNATE*DOI, o U'GNA DI GATTl, T, di bot. Cbrin- 
THE MAJOB L., pianta che ha le foglie abbracciaDli, ii 
canle fbtto a mestola o spatola papillose; le coroUe 
con cinqoe piccoli denti arricclati, Cerinţa. 

CANNATU NA, agg. actresc, dl Cannata, Boccalone. 

CA'NNAYA , 8. f. stanza dove si ripongono e tengono 
eli olii e le altre grasce. Canava. — 2. Per celllere, 
luogo dove si serbano le bolii, e ii vino, ed d voce 
osata ne' monisteri e convenit di fratl, Canova, vedi 
DISPEHiSA, vedi BIPO^TU. 



CAN 



» 136 « 



CAN 



CANNAVA'RU» s. m. colui cbe ha in custodia Ia cano- 
va, e i vini in particolare» Canovajo, Canavajo^ vădi 
DISPINSERI. 

CANNAYA'TA, 8. f. T. di aţric. luogo dove ai ha da 
seminare, o si sia seminala la eanapa, Canapaja. 

CANNAVAZZE*DDU , dim. di Can.^avazzu. -l Prov. 
Arrinisciu cannavaueddu , si dice quando ud rapi- 
zetto fa da granda» o vuol esservi credulo. 

CANNAVA ZZU» s. m. aorU di panno per Io pi6 di ca- 
napc grosao , o ruvido , Canovaccio , Canavaeeio. — 
3. Per aualunque pczznola, o altro straccio, o cencio 
molie, cbe si possa tenere in mano asciulto» eol qaale 
si spolverano» si asciugano Io masserizie, e si fanno 
alut simili operazioni, come di stropicciare > o stro- 
fioar la stoviglie, ed altro, quando si rigovernano. — 
3. Cannavazzu d* oru > i la tela di cauape poi rica- 
mata a disegno con oro , ar^ento , e seta, oggi sola- 
•ente in uso par arredi sacri, e suppellettili di chie- 
aa, Broecato cr oro. — 4. Bannera di cannavazzu, vedi 
BANNE*RA, n. 2. 

CANNAYE'TTU , 6. m. lela grossa di canape per varii 
uii. — 2. Per canape piu fine , e piti gentile » Gar- 
auofa. 

CANNAtrGNU, agş. di canapa, Canapino, - Per simil. 
dicesi di altro mo o tela non di caoapa , ma egual- 
mente Torte e soda. 

CA'NNAVU. s.m. T. di bot. Capiii abis satiwa L., planta 
ohe ha le foglie dilate con denii a sega, viscose, Ca- 
napa » Canape. ^ 2. Per la stessa erba diseccau e 
macerata come ii liuo , della qualc ridoiu in fiii se 
ne fanno poi fnoi, ed ancbe lele, Canapa, 

CAN^IAYU'SA, s. f. T. di agr., ii scme della canapa. 
Cathapuccia, 

CANIIE'DDA, s. f. pezzuolo di canna soliile taţfliato tra 
un nodo o 1' altro, che serve a diverşi usi di lavorii, 
di drappi o panni, Cannello, - 2. Per quel legno bu- 
calo a guisa di bncciuolo di canna per Io quale si 
attinge ii vino dalia botte , Cannella, ~ 3. Per pic- 
colo doccione di terra, o canale di piombo de' con- 
doiti, Cannon4, — 4. Per quel sifoncino d* onde nelle 
fofitane V acqua sgorga, Cannello, Sifone, - 5. Gan- 
nedda di la gamma . V osso della gamba dai pi4 al 
ginocchio, Futolo, Stineo» — A. Ganneddi d' oaaa, gc- 
neralmente dicoosi le diverse ossa del corpo, di figura 
quasi cilindrica, e per Io pid son pieiie di midollu, 
OfM. — 7. Gannedaa, T. ai si. naU, Lavms cimna- 
motNjm L., spezie di lauro, cbe cresce nelle Indie, e 
la mi seconda scorza diseccata vendesi come aroma- 
io , Cannella, - 8. Cannedda ncunfittala , sono cerii 
peuMoIi di cannella inznccherati » e ve n* ba con la 
aoperficie liscia o riccia, ed ancha colorata, CanneU 
Imi, — 9. Gînneddi, T. d' agr. astucci di canne, che 
i mieiiiori mettono nelle dita della mano siniatra» per- 
^ Ia Ihice non le oflTenda» Digitale, 

CANICB'DDA BIA'NCA, s. f. T. bot., Cosrug comtico- 
âV8, 4 questa la aeconda scorza dell' albero della can- 
nella proprio dell* America, eh* 4 biancastra piultoslo 
groasa, di sapore aromaiico a piccante; ha 1 fiori di 
color di porpora violetto, t cui succede un piccolo 
frulio soinmamente aromaiico, Cannella bianca, 

CANNE'DDA NGALUFARA'TA, 8. f. T. boi. Cannella 
CAHtopariLATA , 4 una acorsa accartocciaia come la 
canne41a bruna, e di un leggiero odore di garofano, 
e di un sapore che si accosta a quel Io del garofanp, 
e serve alia medicina, Cannella garo fanată» 

CANNE'DDU SIHPA*T1CU. vădi CANNARO'ZZU DI S. 
PA'ULII. — 2. Ganneddu, aorta di giuoro faneiullcsco, 
che si fa per Io piii da* raguzi ponendo in ierra per 
rilio una pietra cui dassi u nome di 5ui<^ sopra la 
quale mettono ii dana r o convenuio, e noscia allonta- 
natisi ad una determinata distanza, ordinataBenie ti- 
rano una lastra per uno in quel Suni, e chi ci co- 
glie, e fa cădere ii danaro, guadagna qnal danaro ca- 
duto , ahe 4 pib vicino allt ana iaam , • qntl cb* 4 



pid vicino al SuiH vi ai ripone sopra, e eori fl 
vi resti finito, Sueti. Tra noi invece di piatra 
un piccolo bucciuolo di canna, e da \\ CAmn 

CANNl'A'RI, V. aii. nisurare checcbeasia con la 
eh' 4 ira noi della lunghezza di otio palmi, o 
mazza canna. eh* 4 la meU. — 2. Ganniarisi 1* 
la gamma, di Iu vraizu ec., vale fenderai per laB| 
polare, Screpolaret a similitodino di mia cao« 

*CANNrA*Ri, detto delle api, diceai quando «iti 
e vangono dallo alveare. 

'GANNIATINA, vedi CANNIAIU'RA. 

CANNIA*TU, agg. da GANHiAni, JfftJtiraeo. — 2. P 
paeeiato, 

GANNIATU'RA, s. f. misurazione, — 2. Per #ta 
Co, Feuura, Spaeeatura. 

GANNIATCI'RI , s. m. colui che misura. — 2. I 
esercita 1' officio civile nella dogana di sopr^ 
alia misurazione de* tessuti per deierminarsono i 

'GANNrBALI, 8. m. aniropofago, o mangiaiora < 
ni, Canibale, 

CANNIDOrNU, agg. dl colora che aomiglia qoall 
ciînnella aromalo. 

CANNIDDU'ZZA , f • f. dim. di Cannbma , f 
meri 2, 3, 4. 

CANMGGIU» s. m. 11 misurare eon la eannâ» J 
mento, ^ 2. Per Io numero delle canne della • 
surata. 

GANM'LA, a. f. cera larorata ridotu in forma dl 
con isloppino uel mezzo, al quale al appîcea I 
per uso di veder lume, e ae ne fanno aneha i 
ed altro. Candela, — 2. Per vaso di diverae l 
per Io piji di metal Io nel quale si meiie oll« 
cignolo, e che si accende per far lume, Lmem 
3. Ncannila, posio avv., fale piik che vero; • 
dosi di merci, e segnaiamenie del vino, vale i 
fatturato. — 4. Essiri ridutiu a li cannili, propri 
essere in termine di morire, loiiar con la noi 
$ere al canfiiemini, — 5. Met. veniito in eaira 
verii, Ammiserare, — fi. Essiri cu la cannlla l 
pizzu, modo prov., e vale venire in estremo doi 
tratlo dair uso di accendere presso a* moriboi 
a* morii un luinicino, E$$ere al lumieina, ^ 1 
ni la di ai^-u fig. detto a persona, s' intende io 
sgrazialOj Svenevole, Stueckevole, Seempio» 

CANNI'LA DI PIGURARI, vegetabile, s. f. T.boU 
LATiFouA L. , piania paluaire , ii coi fiore al 
in lanugine, che ne occupa la cima del gambo 
alia lunghezza di un mezzo palmo o plii, a chi 
calo e asperso di olio, o impiastraio coo gnm 
cende e 04 lume come di una candela , a aa 
Irastullo de' ragazzi, Tifa, Ma%ta$ordat vedI ] 
— 2. Gannila di picuram, inaeiio, T. di si. nai 
PTMs NocTiLvcA L., spccio dl mosca, la quala 
frequeote ne' campi de' paesi meridionali al taai| 
roessi. 11 cui \entre 4 risplendenle di uzurra hi 
pare fuoco , e chiude e apre queato fulgoro i 
che si chiude e apre coo le aii quando tola 
perci6 annoverata fra i fosfori, iMCciola. — S. 
tra specie di bacberozzolo, che luce conae lâ 
la, ma non voia, ed 4 anche fre^uenie na* maai 
e se ne vedono anche in citii in cerii caniocc 
ed oacuri, Lueeiolalo. 

GANNILA'RU, a. m. facilore di candele di aero, 
che veoditore delle stesse. 

CANNILATa , 8. f. Unia quantită di olio , cb 
riempire una lucerna secoudo la capaciiA. 

GANNIIJL'ZZA, 8. f. pegg. di Gannila. 

GANNILE'RI, s. m. aroese dove si ficeano le cam 
ienervele accese, i coroposto di base ionda, 
triaogolare, o auadrata. di fusi con balaoairi, 
stroztaii nel collo, e piallello iu cima. Contai 
2. Alcuoi chiamano Gannilibi anche le loe 
olio. - 3. MiUirisi com* un cannileri pri dafanli 
prov., e vala stara in aa luogo oaiosamanie» o i 



CAN 



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CAN 



firi* — 4. Serrîri pri cannilori» dicesi di al- \ 

Don 81 d^ retta ucUc delilterazioni , Sftvir 
•fr«. — tt. Teiiiri, e fari teniri Iu cannileri, 
t dcU* inieneniiv in aicnn fiitto, senza ayervi 
Btercsse proprio, uia solo per senrizio, e cn- 
ruit per solito di quei* che interyengono terzi 
nnamorati Strvirt per tucemiere, —6. Per 
ikre I o non Tar prevalcre ii seiitimento di 
cosa» chc dipcnda da molti» GUtar U pa- 
tmr fatlo gracchiar§. 

TA 9 s. f. T. de' chirurgi , cilindro di varie 
li V cbe s' introduce nel canale delta verga 
} 11 passaggio air urina , quando da se non 
ri» e se ne taono di diverse materie, Cati- 
rt'itya, vedi CATE TIRII. 
BIA, 8. f. dim. di Gannila. 
HIA DI PICURVRU, vedi GANNIXA DI PI- 
[, Teg. ed anim. 

rODUt s. m. dim. di Cannilbri. 
"GCHIU, s. m. dim. di Cannilbri. 
("NI. 8. m. acer. di Cannilbki, ma propria-* 
a cos) chiamati i gran candeJieri di ctaiesa 
Ifait e piinta in cima per infilzarvi i ceri a piâ 
»• — 2. Per ischerzo suol dirsi a persona gros- 
iara alta, e di poco senno, Baslraeone» 
Af 8. f. ^ ii giorno secondo di febbraro, fe- 
tlla purificazione della Madonna , nel qnale 
cono le candele , e si distribuiscono al po- 
vMaia, — 2. Per le stesse candele benedette 
Doi le chiamano, Ceri benedetti, 
TA> 8. f. candela piuttosto grande e grossa 
9 Innga, cbe serve per le lumicre» per le ven- 
niii, e ve n* ba di cera« steariche» e di sper* 
iaocbe» e a colori, Candelolio; e cbi le ven- 
klottajo. 

I, s. m. acer, di Candela, comnnemente di- 
alle da olio a piCi lumi usatc nel le boiteghe 
eslibili e di grascc. — > 2. Canniluui di jazzu, 
un pezzo di acqua congelata pendente da 
la» e per Io pi£i dalie tegolc, dagli embriciy 
quaodo ^ 6occata neve, Diaeciuolo, 
At 8. f. sorta di coccbio capace di pib per- 
rroxxa. 

A*RU, s. f. facitor di canestri. 
A'TA, 8. f. tante cost quantc riempiono un 
— 2. Gannistrata , e Canoistratu , ^ sorta di 
li NGANNISTRATU. 

A*ZZU, s. m. pcgg. di Cambstro, canestro o 
» nalfatto, o guasto, Canestraceio. 
BDDA, 8. f. dim. di Cannistra. 
S'DDU, 8. m. dim. di Gastestro, Canestrel- 
«Irfflo, Caneslrueeio t Canestruxto, Cane- 
7ane$truolo. — 2. T. dei pescatori , caoestra 
• riporvi ii pcsce, Lavatecca, 
BDDU NI'CU NrCU, agg. dim. di Ganbstrbl- 
tBinttino. 

LU» 8. m. spezic di paniere per Io pi6 di vi- 
I ba le sponde poco rilevate, Caneitro, Cano- 
L Talvolta dicesi aoche un Gannistru cid 
otenuto in un canestro. — 3. Vinniri canni- 
■U, Prov., e vale dare ad intendere di aver 
kano qualchc servigio, o mostrare ad alcuno 
mente , o contro vcritii con atti , o con pa- 
rerlo in pregio per qualsivoglia sua qualită, 
Adulare, — 4. Cannistru T. dei pescatori, ca- 
Timioi, e caone fesse cbe serve per raettcrvi 
Lawuio, 

^DUf s. m. dim. di Cannitu. 
GGHIU, s. m. T. dei battilori, ec. spozic di 
VD attortigliato, chc tagliato minutamente s'in- 
I perle . e si cuce sopra i ricami , Granone, 
unittigghiu rizzu, granone torto. Boglione. 
t. m. ioogo dove son plantate le canoe Can- 



CANNIZZATID, vedi CANNA'RU. 

CANNIZZA'TU, vedi NCANMZZATU. 

CANiNIZZE'DDU. 8. m. dim. di Gannizzu. 

CANMZZOXA CIAURUSA , vedi GAXAMU AROMA - 
TICU. 

CANMZZO'LA , s. f. dim. di Canna » ed ancbe eaniia 
salvaticaf Cannuceiaf Cannelletta, 

CANNIZZO'LA Dl MA'RGI, s. f. T. bot. Abukdo ruRd- 
GMiTis L.» pianla che ha i calici universali contenenti 
cinque iiori» e dis|K)sti in rada panaoccbia, le Togi ie 
coi denti a sega, Canna palustre, Canna talvatiea* 

CANNrzzU» 8. m. arncse di varie forme tessuto per Io 
piti di canne fesse. o pure di vimiiii, o altro simile, a 
molti usi, Canniccio, Graticeio. — 2, Detto per see- 
carvi frutta. o tencrvi cosa che vuolsi conservare al- 
r asciutto, Canna jo, 

CANNO'LU , 8. m. canncllo o spazio cb' i nellc canoe 
tra uu nodo e V altro, llocciuo2o,— -2. Per canna, can- 
ncllo piccolo di vctro, mctallo, o altra simile mate- 
ria, fatto a similitudine de*lM)cciuuti di canna, Tubo, 
Sifone^ CanneZ/o.— 3. Per qucl ranneUino di metallo 
donde sgorga V acqua nelle fonti domesticbe , che si 
pu6 aprirc e chiuderc a piacere , e ven' ba aoche di 
qucUi che non si chiudono. Cannello, 5tfone, St/on- 
cino, Uyello, — 4. Per quelli pezzi di canna perforata 
ad U89 di conscrvarvi i panioni, Paniaccio, Paniae- 
ciolo. — tt. Per pezzo di canna tagliato tra un nodo 
e r altro; ed anchc tagliato in guisa, cbe da una estre- 
mită abbia ii nodo, c dall* altra sia aperto, Bubbolo, 
-^6. Per simil. qualunque altra cosa di figura cilin- 
drica, ancorcb^ non vota.— 7. Cannolu, dicesi ii puzzo 
che manda ii finto di uno avvinazcato; ed aoche di- 
consi Gannolu altri fetori cb' escano dalia bocea come 
di aclio, cipolla, furoo di tabacco, e simili. — 8. Per 
simil. ancora dicoiisi Cannola le paste tenere rav- 
volte e fritte» cbe ripiene di ricotta raffinata, e rad- 
dolcita, e condita in diverse maniere si mangiano per 
piatto dolce » precisamente io camavale , e .son dettl 
cosi per la tigura cilindrica. 
GANMJCGUIA'Ll, 8. m. strumcoto compostodinn tubo 
c di varie lenţi dl cristal Io coUocate ncUa estremi- 
tâ, o ancbe per entro, ia guisa che servano ad ingro»- 
sare gli oggetU lootani, CannoechiaUf CanoechiaU. 
CaNNDLA'RU , s. m. voce che indica cosa aproporiio- 
natamente lunga , e spiaaente. — 2. Facci di caonn- 
laru, cosi chiamiamo cbi ha un viso luogo, sgrazia- 
to, e svenevole, e si dice per Io piu in ischemo* 
GANNULrCCUIA DI MARI, s. m. T. di ^i. nat. 5olb.y 
L, , sorta di testaceo la cui conca h a guisa di tubo 
io superiore ed infcriore parte diviso, Solene, In Vc- 
nezia, Cappalunga, - In Napoli, ed in Sicilia, Can^ 
nolicehio, K ve ne sooo di diverse specie oel maro 
di Palermo. — 2. Caunolicchia a pinna di gaddina , 

LaODICE PUlfCTÂTA» 

GANNULrCCHIU, 8. m. dim. di Cannolc, Cannellino, 
Cannelluxza. — 2. Negii altri signiticdti si pu6 usarc 
ancora ii dimioutivo Ganndliccoiu. 

GANNUNA'TA, s. f. coipo di cannone, Cannonata, — 
2. Per met. colpo o disavveotura improvvisa, o nuova 
straordioaria o strepitosa. —3. Per quel ronţpre, che 
fa ii veoto cb* esce con forza per le parti di basso , 
PetOt Coreggia. 

'CANNUNATIj'iNA. 8. f. acer. di Cannunata. 

GAMNUNVZZU, s. m. acer. o pegg. di Canxuni. 

CANiNUNEDDU, s. m. dim. di Canneni. 

GANXCNE'RA . s. f. qneir apcrtura d' onde sî scarica 
dai forti ii canoone, Cannoniera. — 2, In marincria. 
vale barca o lancia cauooniera, Cannoniera, ed an- 
cbe portello di canoone nelle navi. 

CANNUNERI, s. m. T. mii., colui cbe spara e pimta 
ii canoone, artigliere, bombardiere, Cannoniere, Ed 
in marincria, vale uflSziale, e sotto-uflUziale di marina 
incaricalo nclla nave deir artiglieria, e di tuttc le mu- 
nizionii Cannoniero, 

18 



CAN 



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CAN 



CVNNT.VE'TTr. s. m. dim. di CAXNr5i, Cannoneino, 
Caiinonelto. —2. Per sorta di morso fatto a Toggia 
di cannone da tencre in bocea i cavalli» ed anche Menzu 
c.iîiMNi, Cannoneino, 

CXSSV/fsl, s. ni. canna grossa e lunjra piii delie altre. 
— 2. Canntini di steoniri , met. , vnle persona assai 
altn , e non grasta. — 3. Ncl inilitirc , vale pezzo di 
artiglieria ciliridrico gcttoto in broiizo, o in ferro fuso. 
die serve a cacciare projetti di ferru calibraţi al suo 
diametro interno, Cannone. — i. Ter sorta d' iinboc- 
cstiira dcl morso del cavalJo, Cannone. 

CANMjMVME\NTU» s. m. T. milo sparo di roolti can- 
noni, Cannonamento, 

CAXNCMVRI, ▼. alt. T. mii., batter con cannonate, 
Scannonexxare. — 2. Per ispctseg^iarc i tiri del can- 
none, sparar cannonate» Canneneggiare. 

CANMTMA'TA. vedi CANXUXIAME'MC. 

CANNC'ZZA, s. r. dim. di Canna, ed anche canoa sal- 
va tira, Cannuccia. 

CANO'XACU , s. m. che ba canonicato , Canonico, — 
*2. Canonarn regulari , ri'ligiuso con litolo , ed insc- 
gne canonicaîi, Canonico regolare, — 3. Aviri li ca- 
nonaci, vcdi MURRITI. 

CA'NOM , s. m. rcgola , Cannne, — 2. Nella musica e 
una breve composizione a dne o piîi parti voraJi o 
strumentali, la quale consiste in una sola cantilena, 
chc le pnrti cantano fnsiemc. cominrlandola peru in 
qualche distanza di tempo 1* una dall' altra, Canone. 
*^2. Per le leggi pontificie , stabilite e ordinate dai 
pani e dai concilii, Canoni, — 4. Per quclla parte 
delia messa che coroprende in se la consagrazione, e 
altro, Canone. — tt. Per una certa prestazione solită 
pagarsi da coloro che tcn<;ono a Jivellu case o podcri 
al loro diretto padrone , Canone. — 6. Per la regula 
cfac osservano i clanstrali » Canone. — 7. Grossn ca- 
noni, prcsso gli ataropatori h quel carattere che h ii 
maggiore di tutti, Cannone. 

CANO'MCA, s. f. ragion canonica, Ju$ canonico, —*% Per. 
abitazioni di canonici, o solo del parroco, Canonica 

GANOMCAME'NTI, a?? . regolarmente, accondo i canoni, 
e secondo i riti o le forme dovuie. Canonieamente. 

CANOMCVTD, vădi CANU.NACATU. 

'CANONICITA*, 8. r., astr. di Canonico, antenticită, Ca- 
nonieiiă, 

CANO'NIGU, agg. da Canoni, Canonieo. — 2. A ttinen te 
a* canoai, Canonico, — 3. Per le gitiimo, regolare, se- 
condo la legge canonica, Canonico. — 4. Libra cano- 
nici, chiamansi i libri della sacra scrittnra, che hanno 
nella chiesa autoritâ divina, Libri canonici, —'6, Im- 
pedimentu canonicu , vale aecondo ii diritto canoni- 
co, Imţedimento canonico. — *6. Uri canonichi, l'uf- 
ficio diTÎno degli ecclesiasiici. Ore canoniche, 

CANONl'STA, vedi CANUNrSTA. 

tUNONlZZA'IU, V. att. atto solenoe che fa 11 papa nel 
dichiararc un defunto degoa d' esaere annoyerato tra 
i santi, Cmionizzore. 

CANOMZZA'TU, agg. da CANomiiABi, Canonittato. 

CANONIZZAZIO'NI; 8. f. ii canooîzzare, Canoniita- 
Mione, 

CANOUIJ, agg. che ba in se annonia, Armonioeo, Canoro. 

CANTA'BILI, s. m. T. di mustea, composizione lanla e 
sostenuta. Cantabile. 

CANTA'DILI, agg. che pud cantarsi, Cantabile, 

CANTACC'CCU . col verbo Tagghtarî a , vale tagliaro i 
râmi a^'li alberi insino al tronco, 5capeszarf , Tagliare 
a corona, 

CANTA1IPL0*RA, s. f. vaso per lener vino. o almili 11- 
quori a freddarsi con gliiaccio, Cantimplora. 

CANTA'Ml, V. m. e f. che cânta, che fa profeatiooe di 
cântare, Cantatore, Cantalrice. 

CANTA'NTI, agg. che cânta, Cantante. 

CANTARANEDDU, s. m. dim. di Cantabant. 

CÂNTAR AWU, s. m. certo arnese, o masserizia di 1^ 
gname in forma di cassa grandei ma pih alta, dove 



sono coUocate cassette che si tirano fnori por 
ad nso di porvi checchessîa, Cattettone. 

'CANTaRA'RU, s. m. venditor di pitali, propr. pe 

CANTARE'DDC , s. m. dim. di Cantabc , Can 
Canteretto. -^ *2. In iscberzo, voglia di cantîi 
di canlillare. 

CANTA'Rl , v. D. mandar fuori mîsuratamente 
con modo ordinato a produrre melodia, o almi 
mile a quello col quale si produce la melodi 
proprio dcir uomu e degli uccelli. Cântare,^ 
dire apertamente, con libertâ ii suo seittimeoti 
tare. — 3. Parlandosi di scritture, conlratti e 
vale far manifesta la cosa di cui si tratta; ea 
la, spifgarla chiaramante. Cântare. — 4. Bcd< 
mi cânta ncannolu, Fmv., %ale aver sicnrtA pei 
tura di restar superiore in airuna controversia 
presa dall' uso di consenar dentro bucciooli, 
simJIe le scritture, che vogliamo difese, a iM 
5. Lassari cântări , lasclar dire , far le viste 
udire . o anche. udendo non voler concedere» 
discendere ad alcnna cosa. — '6. Cantarila, In 
vale manifestară, in prcgindizio altmi. de* fa 
potrebbero rimaner celati, contrario di Tinibiu 
dettare, 

'CANTARIDDU'ZZU, 8. m. dim. di GAKTABBsa 
colîssimo pitale. 

CANTA'RIDI, s. f. T. di st. nat., Cantuaus : 
nerc d* insetti che hanno le antenne fine e at 
ii torace marginato, e piii corto del capo; 1* elii 
sibile; i fianchi deiraddomine ripiagati e ta 
di qiiesti insetti avvcne sessanta specie, Cetm 
Cantarella^ Cantaride. 

CAPTĂRII, s. m. vaso alquanto lungo, per lopffe i 
per uso di de{>orvi gli escrementi del ventre» C 
Pitale, — 2. Pe/za di caiitaru, modo basso, IMI 
BANXE'RA Dl CANNAVA'ZZr. 

CANTA'RU. s. m. misnra di diverse sorta dl c 
peso rotoii cento di Palermo, o di maggiore o 
hecondo la divetsitA dei paesi c dclle robe» C 
Cântare, 

CANTA'TA, s. f. ii cântare prolungato, Cantata,'^ 
composizione musicale contenentc recitatiro 
Cantata. 

Cânta TEDDA, s. f. dim., e vczz. di Cantatj 

CANTATRICI, c CANTATOIU, vedi CANTAW 

GANTA'TU, agg. da Cantabi, Cantato, 

CANTERCiUU , usato colla particella Di in modo 
vale di nascosto. Di toppiatto, 

CANTrA'RI. V. att. allontanare alquanto, discotta 
vare, Camare. — 2. N. pass. ailontanarsi, dii 
si, sfuggire, schivare, Cantarti. — 3. Per cam 
ai laţi dclla strada ond' cvitar la fanghiglia» 
rare t eanti. 

GAWTICA, s. f. uno dei libri della scrittura aacn 
tica. - 2. Per sorta di poesia italiana, CaiiH 

CA'NTI CA'NTI, pusto avverb. dai laţi, dai fiane 
teralmente. 

CANTICCUU:, 8. m. dim. di Cantu în senso di 
Aifgoletto, Cantuecio, - 2. Di canticchiu, afv. 
scosto, Sottomano. 

CA'NTICIT, s. m. componimento poetico fatto io 
mento di grazie a Dio per bcneticii ottenuti, C 

CANTIDOU, 8. m. dim. di Cantd, che vale ani 
terno d* alcuna cameruccia nclla casa» naacon 
o simile, Cantuceio. 

*CANTILE'NA, 8. f. canto lungo, e nojoso, Can 
- 2. Per pensiero musicale, Cantilena, 

CANTl'NA, 8. f. luogo sotterraneo, dove si tiene 
serva ii vino, Cantina. 

'CANT1NE*DDA , 8. f. dim. di GAifTiifA , Cant 
Cantinuecia, 

CANTINE'RA, fem. di Gantinhbi. 

**CANTlNE'ai, a. ro. chi ba cura della cantioBi 
r»terc, CanCtniero. 



C\N 



» 130 c 



CAN 



m. •rmonia espressa con vocct e V atlo del 
^nto. E per 1* arte di cântare , Canto. — 
818» poema, o parte di poema, Canto, 

n. spazio di un angolo, di un lato» parte 
e8tremitâ, Spigolo, Canto, - 2. Per banda, 
r Canto,— 3. Per angolo sia intcrno, aia csler- 
.«--4. Di caniu miu, so, to, e simili, vale per 
ispetta a me, a te, 8 lui ec., Dai canto mio, 
I simili. — 5. Lassari unu di canlu» vale tra- 
porlo da canto» lasciar checchcssia da can- 
kanda, — *6. PigghiarI cantu canin, o pure 
I Tile cansarsi per non farsi vedere , Sot- 
b^Uo , Dileguartu — *7. Mettiri di cantu , 
in, scegliere, accumulare, Aletter da parte, 
DD, 8. m. dini. di Gantuni. 
Av 8. f. canto» eh* ^ V angoio esteriore dclle 
capo di strada» Cantonata, — 2. Dicesi an- 

eh* i posto ai cantoni -d' alcuna cosa» o sia 
1H9 Cantonata, — 3, Fari cadiri cantuncri, 
lonna sommamente bella, cui niuna fcrmezza 
I. Piâ a parole pungcnti all' estremo. 

8. m. sorta di stipo situato negii angoli delle 
'Mitre, 

9. m. cantatorc » Cantore: — 2. Per nome 
io particolare ncl coro del la chiesa, cd an- 
Qi che esercita ii lettorato, uno degli ordini 
omiori. 

TUf s. m. grado chericiile delle chiese me- 

>« ealtedrali ec.» Canonicato, 

*SSA , s. f. monaca d* un isiituto partico- 

ion 6 obbligata a dausiira , n^ a voii pcr- 

lonichessa, 

i9 s, in. dottore in ragion canonica, Cano- 

', vedi ANDRl£:. 

f. felor di cane. 
ri , agg. che conosce , o pure noto per co- 
Conoscente, 

KAt 8. f. scienza, saperc, Conoscenxat Ca- 
— 2. Vale anche famigliariUi , pratira con 
DO, Conotcenza, Canoscenza, — 3. Fari ca- 
vale iniparar a conosccre, far amicizia» Far 
8. — '4. Aviri canuscenza, esser perito, esper- 
8lo, non lasciarsi ingannarc, Esser conosci- 
ico. ec. — *5. Per aver nolizia, senlore, iii- 

Conoseere. — *6. Dări canuscenza, Mostra- 
ipere. — *7. Piîi rammcmorare alinii un' an- 
« obliata, Farsi ravvisare, 
, T. alt. apprcnder collo inlelletto a prima 
988re degli oggetti , e si adopera , oltrc al 
I aitivo, ncl sign. n. e n. pass. Canoscere, 
. — 2. Per distiuguere, sccrnere, Conoscere, 
ti canusciri pri sumeri e simili, vale dimo- 
tt Farsi scorgere un balordo , e simili. 
TRI, v. m.» cbi conosco, Conoscitore, fem. 

» 8. f. di Canuzzu, Cagnind, Cagnuola, — 
di eannzza mascarctta , si dice per befTa a 
tI80 corto, e 11 naso schiaccialo, Simoy Ca- 

8. m. dini. di Cam, Cagnuccio, Cagnuolo. 
uza nicu dim. di Canuzzu, Cagnucciolo, — 
ae d' archibuso, vedi CA'M, n. 49. — 4. Per 
> da cavar denti, vedi CA*N(, n. 48. 
[, T. n. pass. allonlanarsi, discostarsi, sfug- 
rare, Cansarsi, 
agg. da Canzarisi, Cansato, 
, V. att. mctter di banda, o al copcrto, Cu- 
' 2. N. pass. ritrarsi da parte, scoslarsi, sal- 
marii' 

m. comodo, facilita, Destro, 
8. f. poesia lirica di piii slanze , che ser- 
Io pid ii medesimo ordine di rime, e di ver- 
ir M primieray Canzone, Canzona,~-2, Ri- 



pcttrt sempri la stissa canzuna, dicesi qaando alcano 
spesso ripiglia ii ragionamento di quelle cose che gli 
premono , Ogni ealmo in gloria toma, — 3. Nn la 
sen ti Navarra sta canzuna, t modo prov. per dinotare 
la reniteoza di alcuno a far checchcssia. ~ *4. Met- 
tiri in canzuna, mettere in baja, Mettere in canzo- 

ne *5. Far divcntar alcuno favola del pabblicoy Fo* 

Ier uno in canzone, 

GANZUNVZZA, 8. f. pegg. di Canzuna, Canxonaecia, 

CANZUNE'DDA, o CANZUNCl'NA, s. f. dim. dt Canzu- 
na, CanzoneltOf Canzoncina, Canzohuccia, 

*CANZUNE*RI» s. m. raccolla di poesie liriche, propr. 
di Canzoni, Canzoniere, 

*CA'OS,'S. m. propr. confusionc universale della mala- 
ria , pria che ii mondo fosse ordinalo , Caos . poet. 
Caosse. — *2. Nell' usu , confusionc , scompiglio dl 
chccchessia, Caos, 

CAPA'CI, agg. che capisce, che & atlo a capirc, Capa- 
ce, — 2. Per acconcio, disposto, Capice,-^ 3. Per cod- 
vinto, persuaso. Capace. 

CAPACITA'RI, V. atl. rcnder capace, persuaso, Capa- 
citare, — 2. N. pass. divenir capace, rimanere appa- 
gaio, convinlo» persuaso, Capacitarsi, 

CAPACITĂŢI , s. f. astratto di Capace , atlezza a ca- 
pirc, a conlenere, Capacitâ^2, Per met., vale scm- 
pliccmcnle altitudine, o parlandosi dcll' inlelletto, vale 
grandezza del medesimo, attezza d'intenderc, Capacită, 

CAPACITĂŢII, agg. da Capaciţabi, Capaeitato, 

CAPA'NNA, 8. f. siaiiza di frasche o di paglia, dove ri- 
coveran la noile al copcrto quegli che abilan la cam- 
pagna, o dove ^li uccellatori si nascondono; o siaoza 
talora murala dove i contadini ripongono gli slrami; e 
finalmente ogni stanza di frasche, di paglia, o d' al- 
trcttali, Capanna. — % Per similit. ogni lugurio di 
contadini, Capanna, 

CAPANNA*ZZA,s. f. pegg. di Capanna, Capannaccia, 

CAPANNE'DOa, 8. f. dim. di Capanna, Capannella. 

CAPANM]*ZZA» s. f. dim. di Capanna, Capannuola» 
Capannuccia, 

CAPARBARrA. vedi TISTARDARFA. 

CAPARBIU, vedi TISTA'RDU. 

CAPA'RRA , s. f. pane dl pagamcnto della mercatan- 
zia paltuila, che si dă al creditorc per sicurli, la quale 
in caso che la mercatanzia pui non si volesse, si perde, 
Arra , Caparra, — 2. Fig. per pegoo o prova di si- 
rnrezza deir adempimenlo di alcuoe cose, Caparra, 

CAPA'RRU. Yedi CaPA'RUA. — 2. Ti vogghiu dări ca- 
parni, h uoâ specie di minaccia, talora giocosa. 

CAPARRUNA'ZZU, s. m. pegg. di GaparAuni, Furfan- 
taccio, 

CAPARRUNE'DDU, s. m. dim. di Caparruni, Furfan- 
tcllo, 

CAPARRU'NI, s. ra. dicesi di chi lascîa giaccrc altrui 
colla propria moglie, Becco, — 2. Per pcrsona di mâlc 
afTarc, Birbantet Fur fante. 

CAPA'ZZA, îndecl. coi vorbi Nun capiri. Nun sentiri, 
Nun sapiri, vale non inlendere, non sentire, non sa- 
pcr nicnte, e dicesi Boccicata, Buccieata, con li detti 
verhl preceduli di ncgazione. 

CAPrA*R[, V. alt. separare da una massa alcuni oggetti. 
Scerre, Seeverare, 

'CAPrBlLI. agg., che agcvolmente si capisce, si com- 
prendc col pensicro. 

CAPI CCUIU, 8. m. quella punta della poppa, ond^escc 
ii lalte, Capezzolo, 

CAPICCIO'LA, s. f. filato di seta stracciala, Filaticcio. 

CAPICE'DDU , s. m. dim. di Capu , vedi CATU » nu- 
meri 5, 6, 10. 

CAPIDDA'RU » agg. sorta dl colore simile al castagno, 
cosi dello perchi i capclii hanno spesso questo culo- 
re, Capellino, 

CAPIDDA'TI, vedi A CAPIDDA'TI. 

CAPIDDATU'RA, s. f. tulii i capelli del capo insicmc, 
Capellatura, Capillisio, 



CAP 



> 140 « 



CAP 



GA?1D0\*ZZU> s. m. aTvil. di Capiddc» Cap€U<iecio, 

CAPIDDE'RA, s. f. capellaUira degli iiomini teauta lunga 
sino al le spaile. Zazzera, CapeUiera. 

CAPI'DDr D' ANCILU , rădice di scorzonera ctndita , o 
pezzi di zacca tagliati a ciliiidro, e ronfettati. —2. Per 
sorta di pasta fina da far llli^e^t^a. 

CAProDI Dl LA MADDALENAt s. m. T. bot. AirTtR- 
BHtNUM ctmbalăriâ L.> pîanta che ha Ic foglie reni- 
formi, con cinque lobi; i fasti pendenti, i Sori soli- 
tarii con coda, Cimbalaria, Eroa piattella. 

CAPrnDUf s. m. pelo del capo iimano, Canello. — 
2. Pigghiarisi pri li capiddi, trarsi V un coli' altro i 
capelli azzulfandosi; c tig. contrastarc, Aceapigliarti. 
— 3. Farisi Iu cori qnantu un filu di capiddu, modo 
prov., c vale perdcrsi d' animo, sinarrii-si, i-onfondersi 
per eccesso di timore, Spaurir^. — 4. Mctlirisi li mdnu 
a li capiddl , modo prov. , e vale nun sapere uscire 
da uno iinbarazzo, da un intrigo: o pure arretrare allo 
asnetto di una mole incom portabile di faceeodc c di 
viluppi, ConfondersU AvvtlirsL E pt^r racrouciare con 
falica gli altrui errori, ccrcar di ridurre iu buuiio siato 
uoa cosa giuista, e disKgurata brut în mente, Ripescar 
h secchie, — 5. Arrizzarisi II rapiddi, ^ T ofTelto o di 
subitnnco spaycnto» o di stizza» o di urrore, |>er cui 
si solleva ed intirizzisi'o ii polo, Sollevarîiy o rizzarsi 
i capelli » o t crini. — 6. Nun jiricci un capiddu a 
versu, modo prov., c vale esser sommamenie afiiiato 
e smarrito per turbamcnto di aniuio. o por qnalche af- 
fsnno o disgustOi che sopraflTaccia cd opprima, Dani 
penOf Tribolarsi. — 7. Gndirisi Iu capiddu di la testa, 
modo prov. , e vale aver la pienezza di ogni conten- 
to, non aver di che dolersi in tutto. Viver felice, nella 
bambagia, — 8. Per tutti i capelli del capo insicme, 
Capellatura, 

^APiDDU'TU, agg. che ha molti capelli. Capelluto. 

^APrODU VE'NMRU, s. m. T. bot. ADiAyrHum capil- 
hos TENEBis L.» planta medicinale, che ha le firondi a 
ccspuglio arcicomposto; le penuoline cuneilormi, loba- 
te, pedunculate. enasce intorno alle fonti, Captlvn^rt, 

CAPIDDU'ZZU » 9. m. dim. di Gapello , e dlcesi per 
vczzo de* capelli de* bamboli. 

GAPIMA'RI, agg. di Capbllo , BÎmile a eapello , Ca- 
pillare. — 2. Vini capiflari , dicoosi quelle nel corpo 
deir animale, che per la loro aottigliezia appariscono 
come capelli, Ven§ eapillari, 

GAPIME*NTU , 8. m. ii capire » Capim9nto, -^ 2. Par 
Su/IUienzOf BasUvolesxa, -* S. Per Abbondanta, Co- 
pia , Doviiia. — 4. Nan aviri capimentu , tale noo 

^ tvcr meuo. 

CAPi*Ri, V, att. aver laogo safflcfente, poter eontenerei 
riceifere, ammettere, Canin^ Căpwre, — 2. Per inten- 
dere, cemprcudere con r iotelletto, €apir$. — S. Per 
giodicare, portar sentenza, capir nall* aoimo nel pen- 
siero: p. e. questo mi cape, o non mi cape nel giu- 
dizlo, neir animo ec, — 4. Per rimaner persuaso, con- 
vinto , Capaeitarti. — B. Con la parlicella negativa , 
come: p. e. Sta cosa a mia non mi po capiri , vale 
questo non e atto ad essere appreso da me ec*f Non 
so intindeHo, — 6. Nun capiri ntra li robbi , dicesi 
quando 1' uomo o per soverchia atlegrezza , o per al- 
tra alteraiionc noo si pa6 conteucre di non ne dar se- 
gno, Non capere in ti stesto, nella pelU, e simili.— 
7. Nun capiricci mancu un'agngghia ntra un locu, modo 
prov. per espriinere una foitissinia prcssa , che s* in* 
calza in (|ualche parte da non iasciar luogo uh anche 
picciollsaimo a potervi penetrare. — 8. Iu ntra sta 
cosa nan ci ca nu, vale non ho parte o colpa alcuna 
in tale o tal altro alTare. — 9. Ora cbi cei capi , o 
pure Chi cei capia stu scopput sui bugghioln? e si- 
mili: s|)ecic di riprensione a chi ha stranamente fal- 
lato, Corn entrare, o come calzare tal pecoragginef 
o scerpellonc? e simili. 

CaPISTKE DDU. s. UI. dim. di Capistih*. Cape$truzzo, 
Cap§sirdto, 



GAPI'STRC, 8. m. Tune con cui si legano gli i 
e per sim., laccio da strozzare i sentenilati • 
pirzio, Capestro. 
CAPITALE'DDU, s. m. dim. di Gapitau. 
CAPITA'LI, s. m. la sorie principale, ii fond* 
cora (|aella quantită di danari, che pongono i 
tanti m sn i traffichi , che si dice anche cor 
pitali. — 2. Per Valsente, > 3. Per ciltă pi 
di an regno, d' una provincia -e simili, CofM 
4. Fari capitali, vale fare stima, far cooio» 
e dicesi del le cose c del le pcrsone, Aver a c 
— 5. Nun putiri farl uuddu capitali di qoalc 
dice di persona soiumumente disadatta, e Inet 
to. — *6. Dări na cosa ncapitali , per quel oi 
senza guadaguo, Dttre pel capitaU 
CAPITAXI, agg. del capo. Capitale. — ±, Pena 
li. d pena iu cai ne va ii capo, eiu^ pena di 
Pena capitale. — 3. Nnimica capitali, o Nniml< 
pitali, c nimico, odio, o nimistă mortale, clo4 
p«'rseiicuiti ii capo, vale a dire la vita deli'OTt 
•CAPlTALIGCniC, vedi GAPITALU'ZZU. 
CAPITALISSIMU. superi, di Gapitali. 
'CAPITALISTA, s. m., e fem. persona cbe h» i 

CapiXalizta, 
'CAPlTALMENTI, avv. di pena del capo» Copila 
CAPITALU'ZZII. s. m. dim. di Gapitali. 
GAPITA'NA. s. r. nave capiuna, galea capitali 
mili dicosi di quella che porta Io stendardo • 
quale van le altre di quella squadra, Capitoe 
CAPlTANfA . s. r. uPizio o dignit^ di capilano 
vcrnatore di cserciti, oggi comando di una coi 
di tanti, o di uno sqimdrone di cavalli, Copt 
xa, Capitaneria. 
CAPITAMSSA, s. f. moglie, ed anche vadoTt^ 

taiio, Capitaneua. 

GAPITA'MU, e CAPITA'ND. 8. m. guida, capO, 

natore per Io pid di soldaţi, Capitano, — 2. G 

di la cita, inagistrato della giustizia, a cui < 

data la pubbllca quiete, e la punizione di ala 

coli reati, e che corrisponde al capo di politia 

gid), Capitano del popolOf Giuetixiere. — 3. G 

di la gran cârti, era un antico miuistro della 

lîa in Palermo, Barşello; a costul si comniol 

procedimcnti contro i graodi; ora questa cari 

existe. — 4. Gapitanu di navi ec, capitano che 04 

an bastimento, e simili, Capitano di nave. — 

pitanu generali, comandante dcllo esercito ioU 

i 11 posto pid eminente nella milizia, si dice 

tamente General* in forza di sostantivo. — 6 

tanu di la guardia, chi comanda i soldaţi dell 

dia del principe, ed d questa una delle digniU 

te. — 7. Gapitaniu per met., e per ischerxo vod 

TARU. - 8. La robba ^ mia e Iu căpitănia 1 

vedi RO'BBA, n. 10.-9. Primi furii di capiuni 

braveria appareute, c non durevole, vedi FU'RIA 

CAP1TA'RI« V. n. arrivare, giugnere, venire a i 

go, e si dice per Io piii del giugnere accideol 

te, o inaspettaumente, Capitare. -- 2. Per sil 

venire , accedere • e dicesi di ci6 che si speri 

ci6 che si teme secondo le cirrcstauze, Aver 

Suecedere. — 3. Per cădere in mani della gioaUi 

tere imprigionato. — 4. Per venire al cospelto d 

no, da cai dobbiamo aspct tarei quakhe rimpro 

qualche cosa di pe^gio, Capitare innanzi a q 

duno. — tt. In aenso attivo afTerrare, pigliare e 

stretto con forza, Attrappare. - ft. Per vinccre i 

co , o altriaienti guadagnare qualcosa fuor del 

nario, Civanzare. — 7. Per appropriarsi naKOSt 

r altrui , Hubacchiare. - 8. Fari capilari no c 

unu, vale indirigerla, Indiriizarla, Curame \ 

pito, 

CAPITA'TU, agg. daCAPiTARi, Capitare in lallîj 

CAPITE'DDU. s. m. la piîi alta, e la pid ornată 

che t come ii capo della colonna, e sopro di 



CAP 



» 141 c 



CAP 



■rehitrif I. i^omuonesi »c«;vuau ia uatuia de» 
I di collo, regou), uoyoIo, campana» abaco, 
lenti , CapUello, -^ 2. Per qaei correggiuoli , 
nelle teste de* libri, Capitello, Cupitolo, e 
accagnolo de* segnali cbe si pongono dc' mes- 
riariif o altri libri, Brueo, — 3. Per ana spe- 
icWia, o cenerata molto forte, cht serve a di- 
f • particolarmente alle saponerie, ed alle ve- 
tpitello. 

k , 8. f. bottODcino a simîlitadine d' an fu- 
cbe si melte in capo al fuso per taner fema 

*BIt ▼• n. far conTenzioni, e propriamente 11 
patti dei potentaţi, o dei Dcmici nella gucr- 
Mdere al nemico sotto certe eonditiooi stipu- 
mune accordo, Capitolare, 
U» agg. T. eccl., di Gapitolo, appartenente 
i di canonici» di religioşi claustrai]» o di mo- 
^mpUolare. 

TU, agg. di Gapitclari» Capitolato, 
EIO'NI, s. f. convenziooe, e propriamente la 
ae che ranno tra loro i potentaţi, o gli eser- 
«Ta, Capitolazione, 

'GCH1U, s. m. dim. di Capitolu, CapitoUt- 
K. CapitolinOf sprezz. Canitoluceio» 
t s. m. una delle parti deila scrittura, detta 
ricominciarsi da capo a scrivere , Capiîolo, 
componimcnto in terza rima , Capitolo. — 
corpo dai canonici d' ogni chiesa coUegia- 
Mrticolare della cattedraîe, e V adunanza dei 
, Capitolo, — 4. Per V adunaoza de* fraţi, o 
ligiosi, Capitolo, — 5. Si dice anche al luogo 
laoano i fraţi, o altri religioşi, o i canoni- 
9io, — 6. Prcsso gli ecclesiastici, vale sorta 
lesione che si rcciia infine di cerţi ullizii , 
^ 7. Nun aviri vaci ncapitulu, modo prov., 
iTcre in qualsisia neguzio autori tA, Non avr 
mpitolo. — '8. Li capituli di Iu regnu, sooo 
isposizioni govarnative, che banuo aoche og- 

di leggc. 

s. m. sorta di seta pid grossa, e pid disu- 
r altra , Capitone, — 2. T. di st. nat. , pe- 
Boza lische, e di capo grosso, di color bian- 
• neir acqua dolce, e si pcsct comuoemeute 
, Chioxzo. 

\ s. m. comiociamento di capitolo di scrit- 
lella parte clic suol resCarc a mente, Capo* 
L Per norma di ragionare, che si dĂ ad al- 
I gli si commette un affare. 
I. f. fune o cuojo col quale si tieoa legato 
10 ii cavallo , o altra bestia simile , per Io 
langiatoja. Cavesza, — 2. Capizza di nioru, 
laotollo di cavallo, sagginato scuro, con to- 
Caveiza di moro, 
t s. m. Io aggregato delle immagini sacre, 

00 crocetisso, per Io pid in rilievo» che ten- 
■e al muro in capo dcl letto in atteslito 
iauitâ che professa cbi vi dorme. 

I. m. guancialc lungo quaot* k la larghezza 
dove si ponc ii capo, Capexxale. — 2. Dor- 
^fzzu, modo prov., e vale riposarsi e quie- 
;ana cosa iu sul sapere, o in sulla diligeuza 
rmire con gli occhi altrui, — 3. Cunzari In 

1 anu, met., vale accusarlo segretamente a 
B cui dipende per fario, o ammonire, o cor- 

ancora mettere un superiore in diffidenza 
lipcndcnte, e oon semprc con veritâ. 
/TA, s. f. T. dei cavallerizzi, botta di mano 
la forza dcl cavalcatore, e con tutto quel mo- 
i6 fare ii braccio, Scapexzonata, — 2,\}săs\ 
Bente per forţa riprcnsione. 
'DDU, s. m. dini. di Capizzuni. 
, 8. m. arnese che si mette sopra ii naso 

per man?ggiarii, Caveaone. 



CAPO'NA, 8. f. sorta di suono, o ballo, che osava la 
plebe stando in galloria. — 2. Met. • vale Ditdetta , 
hiiavventura, Avvtnită. 
GATPA • 8. f. specie di mantello che ha un cappnccio 
di dietro, îl quale si chiama capcruccia, e veste nsaia 
dai fraţi d' alcune religioni, Cappa, — 2. In marine- 
ria h la aitoazione d' una nave, la quale per un vento 
forte, burrascoso, e contrario k obbiigata ad ammai- 
nare tntte le sue vele , fuorch^ una o due delle pl6 
piccole, Capfia, — 3. Pri un puntu Martinu perşi Ia 
cappa , dicesi in prov. per esprimere che in negozii 
rilevantissimi talvolta i minimi accidenti ne tiran seco 
gran consegoenza • Ptr un punto Martine ptrdk la 
cappa. — 4. Per paramento o ammaoto sacerdotale , 
PiviaU, — K. Cappa di cimiuia , e quella parte che 
immediatamente dai focolare riceve ii fumo, e va fino 
alia gola , o torretu , Capanna, — 6. Cappa magna , 
sorta di mantello con cappuccio che si usa dai car- 
dinali, dai Tcscovi, e dai canonici, Cappa — 7. Yidiri 
la cappa mala tagghiata . modo prov. , e vale accor- 
gersi espertamente , o aver sentore di una cosa male 
incamminata, e quasi indovinarne un esito cattivo, Su- 
hodorart, — 8. Niomu sutta cappa, nâ fimmina siitia 
strazza, prov., vale che dagli abiti, o dallo esterior 
portamento, non conviene azzardare un giudizîo 8U îl 
merito intrinseco delle persone. 

CAPPA'TA, vedi PAPPA'TA. 

CA'PPABI , avv. voce dinotante ammirazione , detta a 
maniera di csclaniazione, Capperit 

GAPP£*DDU, 8. m. coperta dei capo fatto alia forma di 
csso, circondato nella parte interiore da un giro, che 
sporge in fuori , ii quale si chiama Fauda (in iial. 
teta o piega) Cappello, — 2. Fig. per copertojo, Cap- 
pello, — 3. Per dignită dei cardinalato, Cappello, — 
4. Nelle stamperie, vale quell' asse che tiene unite da 
capo Ie cosce dei torchio , e gli serve dî finimenio , 
Cappello, " 5. Presso gli arcbitctti, vale quella spe- 
cie di copertojo de* condotti , de* camini , posto per 
iscemar 1* apertura o sfugo, accid ii fumo abbia Tesito 
piii facile, Cappello. — ft. Cappeddu di Iu tnsellu, Bal- 
daechino. — 7. Amicu di cappeddu , vale conosccnte 
di veduta. — *8. Cu Iu cappeddu, chi aju, ti pozzu salu- 
tari, modo prov., onde protestare di non poter impren- 
der nulla sopra le forze. 

CAPPE'LLA, 8. f. luogo nelle chiese e case dove h si- 
tuato r altare per celebrare , Cappella. — 2. Si dice 
ancora una piccola chicsina, o oratorio, CappeUa, — 
3. Per la moltitudina dei mnsiei deputaţi a cântare 
in una chiesa, Cappelia. — 4. Mastni di cappcUa, di- 
cesi colui che regoia cantanti, e suonatori della cap- 
pella , Ma$itro di eappella, Usasi anche figurat. — 
i. Gappella reali, dicesi dell* assisteoza in sul soglio 
dei re, o di chi Io rappresenta, mantre si celebra la 
messa cantata. ~ 6. Per quella suppellettile di chiesa 
necessaria a cântar una messa soleone. — 7. Per la 
cappella della prigione, in cui i rei di morte pei giorni 
precedenţi al loro suppiizio si preparano a ben mo- 
rire. -*8. Essiri ocappcUa, vale esser prossimo a di- 
sbrigarsi d* un aflfare di grande importanza. 

GAPPiDDA*TA, vedi SCaPPIDDA*TA. - 2. Per qaanto 
pu6 capire un cappello. 

CAPPIDDA*ZZU,8. m. pegg. di Cappbddu, CappeUaceio, 
— 2. Per colui che osteuta la vita spirituale, Baechet- 
fone.— 3. Cappiddazzu paga tuttu, modo prov. che di- 
cesi quando in una spesa che dovrabbe farsi da molti 
in comune, tutto ii danno vicne a cădere sopra d' un 
solo, Fraffaxio, 

CAPPiDDE'RA 8. f. quella custodia ove si ripongono 
i cappclli, Cappelliera. 

CAPP1DDE*RI , s. m. facitore , o venditor di cappelli , 
Cappellajo, — *2. Si junceni Iu tinciluri , e Iu cap- 
pidderi, maniera che morde Io aflTratellarsi dei due tri- 
şti» ovvero di due balordi. 



CAP 



» ik% « 



CAP 



prcpio, CappeUueeio. 

CAPPIDDII'M s. m. acer. di Capfiddu, Capp9tton§, 

CAPPIDDr'ZZU, s. m. vczz. di Cappiddd, CapptUetto, 
Cnpp9Uino, 

CAPPILT. VM'A, 8. f. ii benefîcio cbe gode ii eappella* 
nOi Cappellania, 

CAPPILLVNU, s. m. prete che alTizia cappella, o i be- 
neficiato di cappella» Cappellano. 

CAPP1LLE*TTI. T. di veter., sorta di malattia che ? iene 
al cafallo nelle gambe di dieiro. CappeUetto, 

CAPPTLLE'TTU » s. m. pczzo di ciiojo grnsso posto in 
fondo della scarpa per ftostcnere ii tomajo, CappeUet- 
to, — 2. Per dim. di Cappeddu, CappeUetto. — Z. Per 
conertura del capo dellc donnc fatia a guisa di cap- 
pcllo di diverse materie» e diverse forme» che si osa 
uscendo a diporlo, Cappellino. 

CAPPILLU'NI f s. m. la parte principale degli edifizii 
sacri, Tribuna, 

CAPPILLirzZA, 8. f. dim. di Cappblla, CappeUeita, 

CAPPO'TTU , s. m. ferrajuolo soppannato con bavero . 
Cappotto, — 2. Direşi anche ii maiitello dei marinai, 
e aci soldaţi per Io pid di panno , che copre loro la 
Tita e U lesta, Cappotto, — 3. Sutta cappottu, postu 
avT.y Ag.» vale di nascotlo, A remi »ordi, Sotto eap- 
potto, — 4. Cappottu» T. del giuoro di iresctte» ed e 
quando non si dA agio al nemico di fare ii cosi dctto 
Ponto. 

CiPPUCClNE'DDI» 8. f. plur. le monache della regola 
di S. Francesco della Riforma chiamatadc'Cappaccini. 

CAPPUCCrNU» 8. m. frate d' ana delle rcgole di S. Fran- 
cesco, Cappueeino, — 3. Cnrcarisi cappuccinu, modo 
proT. , e Tale mettersi in letto senza fornimento. — 
3. Per amese col qoale si cola ii vino o altre cose, 
Colia. — 4. Per un piccolo mantello con cappuccio 
che difende dai freddo e dalia pioggia > Capjierone, 
Cappwuccio, 

GAPPU'CGIU , s. m. abito che portavano i noştri anti- 
chi in capo in cambio di cappello» Cap/iuecib. — 2; Per 
qaello che portano i fraţi» e serve a coprirc ii capo» 
Cappuceio, Seapolare. —3,t anche epilcto di cavolo 
di color bianco , che fa ii siio cesto sodo e raccollo 
come una palia, Cappuetio, — 4. Lattuca cappuccia» 
h quella che fa ii suo ccsto in forma si mile a quello 
del cavolo cappuccio» Lattwja cappuccia, — B. Met- 
tiri cappa e cappucciu, BincavpeUarti di veitimenla, 
<-* *<(. Cappucciu , arnese | cel quale si cola ii vino , 
Calza. 

CAPHrCCIU, vedi CKAPrcCFU. 

CAPRICCUISAME'NTI» vedi GRAPICGIUSAME'NTI. 

CaPRICCIU'SU, vfdi GRAPICCIU'SU. 

CapRICO'RNU, s. m. segno celeste» uno dei dodici dello 
zodiaco , posto tra ii sagittario, c V aquario , Capri- 
como, 

CAPRINE' DD A» S. f. T. bot. PiORALEA PENTAPariLA, 

8orta di pianta con la rădice camosa giallastra fuori, 
bianeastra dcntro di un odore leggennente aromatico 
e di un sapore piccante; ii fiore porporino, ii frutlo 
in siliqiia con uno o due Aemi solidi di un sapore di 
fava» Psorale, 

CAPRIO'LA» s. f. quel sallo che si fa in ballando, sol- 
Icvandosi dritto da terra con iscambievole mutamento 
dei picdi» Cavrinola, CaorîtiOfa, vedi CRAPIO*LA. — 
2. Pref^o i cavallerizzi c una specie di salto , eh* ^ 
una delle arie sollevate del cavallo» Capriola, — 3. Vi- 
nirisinni ncrapriola» modo prov.» evale giuguere a tem- 

. po» per l'appunto» arrivare a proposito. 

CAPRIOXU» s. m. T. di st. nat.» Cbrvos CAPHBOurs L. 
poppantc che ha le corna diritte» nodose, e terminanti 
in due nunte; ii corpo bajo scuro. Gresce alia Iun- 
ghezza di quattro piedi, ed air altezza dl due e mei- 
zo: 1^ vcloee al corso, Capriuolo, 

CA'PU» s. m. parte del corpo dell* animale dai collo in 
su, Capo, - 2. Per parte superiore» prlncipio, origi- 



ne, esireuiii^» capo. ~ o. viutri a capu di noi 
vaie cooseguirla, o conusceria snlliclentemcute» f 
a capo. — 4. Fig., v«lc guida, scorta» rcgolatore» { 
natore, principele, signore, superioro. esimili, ogi 
che primeggia nei corpi morali. Capo, — 5. Ihei 
groasa» Canapo, Cavo. — 6. Per parte di discof 
scriitura ec. » Capo , Capitolo, -- 7. Per ţUDlo 
stione , ragione , Capo: p. e. per piîi capi » tâ 
piîi ragioni. — 8. Per puota di terra che snorge i 
re , Capo , Promoriforio. — 0. Seguito cia ioti 
in senso di elogio di nota eccellenza , superiori 
scnso di spregio h pcggiorativo di quel tal DUH 
Io segue. -> 10. Per capo della matassa cht i 
per ritrovarlo, Bandolo.-^ii, Capudopera, lavon 
cipale, lavoro perfettissimo» Cajtolavoro, Per i 
dicc ad uomo furbo, furfante, Giuniatore» — i 
capu, posto avv. Da prineipio, Di nuovOf JICr 
fa; pariandosi di scritUire. vale corni nciameDlo 
ragrafo in altra linea. — 13. Presso i teasitori i 
drappo a un capo, a due capi ec.»,cio^ a ooa o 
Gla, u drappo iu cui ciascun nlo h semplice, dopp 
e gcneralmentc diconsi Capi le fila di ogni mn 
qualsii>ia uso. - 14. Nun pigghiari» o nun tnii 
capu n^ cuda, modo prov.» vale troversi eonfkii 
bnrazzato » non saper uscire da un imbrogUo t 
pu6 av veni re o |>er imperizia » o per eCTettivt 
dine ed intrigo. — 15. Capu di robba, dic«ii.4 
qualunquc materiale» che non istia solo, ma coi 
cose di diversa specie, che servano ad un oggelU 
8, 10, 15 Capi di robba, vaie altretianti ingroi 
o componenţi di checchessia. — 16. Capu di li 
parte piii gentile del latle, ii fiore di esso» ti 
latte. — 17. Capu mortu, T. di chim. , quella 
ria che rimane nei fondo delle boccc , ed alU 
dopo la distillazione de' minerali » ed altro t o 
ralmente nei familiare ogni rimasuglio ioserrik 
checchessia» Capomorto, — IR. Capu di regout 
per ischerzo a chi vuol fare ii magno, e graod 
— 19. Cnpu di muUnu , riparo che si fa nei i 
per rivol^ere ii corso dellc acque ai mulioi, c 
niiii edifizii, Pescaja, 

*CAPUBA'NNA, s. m.» ii direttore delle bande dd 
sica militare 

'CAPUBANNrTD» s.m. ii capo dei bandiţi, Capohc 

CAPUCA'CCIA, s. m. soprantendcote della cacdi 
pocaecia. Per uso i noştri magnaţi li portan se< 
tro i cocchi con livree analogbe , e un piccolo 
da caccia per ornamento. 

*CAPUCANA'LI> 8. m. prineipio di un corso pro 
acqua, o pure ii maggior canale. 

GAPUCO'LLU , 8. m. spezie di vivanda porcina • 
CapocoHo, 

*CAPUCO'MlCU, s. m. ii primo tra* comici» Cojpoo 

CATII D*AN.NU» prineipio deir anno» Capo if am 
2. Dări io bon capu d' annu» vale augurar felica 
nuovo. Dare ii capo d' anno. 

CATU DI CA'SA, s. m. ii principale della eaaa» 
di casa, 

CA'PU D' O'GGHin , s. m. T. di st. nat. Dau 
ORC A L.» poppante che ha una proboscide ri volta 
i denti larghi» e quaranta ottusi. Divieoe luog 
ticinqne niedi, e sul dorso ha un aculeo acot( 
spesso h lungo sei piedi» e col quale ferisce al 
tacei , per ammazzarli e maiigiarli , e dai soc 
si trae molto ol io, Capidoglia, Capidoglio, Ot 

CAPUFU*SCD, 8. m. T. di st. nat.» Mvscicapâ a 
piLLA L., uccello nero, ma la parte di sotto» b 
te, Io specchio delle aii, le pcnoe della coda 1 
estcrnamcnte sono di color bianco, Capinerm^ 
nero, 

'CAPUJO'CU» s. m. T. del giuoco del lotto, numen 
cipale, che precede altri numeri rciteratamente 

'CAPULAYU'RUf 8. m. lavoro principale e perfell 
pola%)oro. 



CAP 



» U3 « 



CAP 



CiPrLI'A'RI. T. aiu tninulamente tagUare, Tagliuxsa- 
rt, Minuzsan, Tritare. — 2. Fig., vale Soperchiare 
eon faiti, o coo parola. —3. Patiri capuliari ad unu, 
modo prov. , vale Irovarlo serapre al auo posto, per 
trame ucile aecondo le noslre voglie. — 4. Putiri ca- 

Jaliari ad unu, ineu, Yale ancora non trovar modo din- 
nrlo a fare • o non far qualcosa. — tf. N; pass. az- 
laffam rabbîosamenie con percosse, ferile ec.» dicesi 
per esagerazione. 

CiPCLIATU , s. m. came tagliuzzala per imbandirsi. 

CiPDLIA.'TU, agg. da Capuliam , laglialo minutamon- 
te» TagiiuxgatOf MinuxsatOf Tritato, 

C1PCL1A.TU*RI, s. m. legno piano dove si taglinzza, e 
ti trita coi coltellone, ed anche ii collelione siesso. 

'CAPULl'STA, 8. m. ii primo neUa lista, Essere in capo 
di lifta. 

CA*FU XA'STRU, s. m. capo, e soprantendente di fab- 
brirbe, Caponuuitro, — 2» Per simil. chi sopranteiide 
ad alire cose. 

'CAPUHO'RTU, s. m. materia, cbe resU in fondo alle 
bocce dopo la. distiilazione , e per simil. altri rima- 
nglî. • /ondigliooliy Capomorto, 

CAPUIIPO'STA» s. m. capo e reggitore dei mnlattieti, 
Minai* carreitai ec, Caporale, Guidaton. 

CAPUNATA , 8. f. sorta di manicaretto ov' entra del 
peice petronciani, o carcioQ, ed altri condimenti, c 
ii maagia per Io piîi freddo , o ira uu piatto , e un 
altro per tornaguslo, o dopo i piaiii caldi, Manica- 
mto appetiioio, 

TAPUNATi'NA, s. f. dim. di Gapcnata. 

CAPUNE'DDUt s. m. dim. di Capuni, Capponcelh, 

CJkPITKI, s. m. gallo castrato» Cappon», — *2. Per baja, 
aomo privato de* genitali, Eunuco, Evirato, — 3. Per 
lofta dl pcsce di pass^per Palermo, dove suole abboa- 
dare tnseltembrc e dicembre, crescendo grada tamente 
di mole; ha la siiperfîcie liscia, azzurra carica, e nel 
«ohureotre eh' ^ bianco una ţinta di giallo d* oi^)» chc 
Ta scemando col dimorave fuori dei mare , h del ge- 
nere delle corifene (Coriphmnă hippubus) ippuro* in 
ilcaae partî del continente Dofiţ^. 

CAPUPA^GIMA» 8.f. T. di 8tamp.7'fregio*ed omamento 
ii getto* o d* intaglio, ehh si mette in capo alle pa- 
giae dei libri, CapopaginOf 

CiPUPO'PGLU » s. m. propriamente colui che sofleva 
ii popolo induceodolo a tumultuare, c se ne fa di ret- 
tore. Sedizioso, Sommovitore, Guidapopolo, — 2. Per 
Bct. promotore, ed autore di qiialunque bizzarria, ghi- 
Tîbtzio, inveozione ec., Capriecioso tnvenfore. 

C&PUPO'STU » s. m. colui che soprantende agii altri 
Della gnardia, Caporione. 

CATC RAlSIt s. m. T. dellc tonnare, scafo di nave che 
ii iTTicina alle reti allorch^ si tirano in terra, e donde 
ii fierisce ii tonno. — 2. Per principale de* pescatori, 
tcdi RA*ISI. 

CAPGRA'Li» 8. m. principale, gnida, comandatort, CO" 
parata. — S. Nella milizia h no basso uffiziale » che 
comanda un piccol numero di soldaţi , CaporaU* — 
8. Per sergente della ginstizia, che fa prigioni gli uo- 
mioif Birro, Beiroviert^ Tavolaceino, 

CATO RETINA, s. m. quella bestia, che mena seco ii 
malaltiera per uso di sua persona, e alia qnale si le- 
gaoo le altre in 61a , Bardotto, — 2. Intcndesi pure 
per Io ste^to nmlattiere» Guidatore.^*3. E per trasla- 
to, chi ai fii capo, e precede agii altri» Primajo, Mag- 
fiorrii/a. 

CAfURC'NNA, 8. m. capo a condottiere dei birri, Bar- 
fftto. 

*CAPCSBANNU*TU » s. m. ii capo dei bandiţi , Cap<h 

'CAPDSCOXA, 8. m. chi ebbe» od ha molti alliefi, o 
kBililori nel trattare le scieoze» o meglio le arti» C<i- 
fOHMola. 

CAPCSOXDDf 8. m. propriamente ci^ che si aggiange 
aJ ioldato benemerito sopra la paga» CapoMdOm — 



2. Per simil. quel soprappiCi che si dâ oltrc al valora 
di una co8a^ quando vi ^ impegno di acquistaria, So- 
prammercato, 

GAPUSQUA'TRAf s. m. comandante della squadra, Ca- 
potquadra, 

CAPUSTORNU, s. m. T. di veter.» malattia che vicne 
ai cavalli , pecore ec. , ed i sintouii che l accompa- 
gnano sono ia stopiditii . e la stordiiaggine dell' ani- 
male che o'i attaccato, Capoitorno, — 2. Fig. col verbo 
Pigghiari si aitribrisce ad uomo instabile, che aşe- 
volmente cangia părere > o si ostina poi senza ragio- 
ne, Incocciare, 

CAPU'TA, s. f. astratto di capirc, attezza a contcnere, 
Capacitâ, — 2. Per vaso o similc, atto a contenere, o 
ricevere qnalclie cosa. Recipiente, 

CAPUTO'RTU» s. m. T. di st. nat. Yukx tohquilla L., 
softa di uccello di passo» di varii colori, che ha la 
lingua simile a' scrpeuti, TorcicoUo, TorlocoUo, 

GAPU TU> agg. da Capibi, compreso coli' intelletto, Co- 
pite. 

'CAPUVE'RSU, vedi CAP1YK*RSI. 

'CAPCYIVITU Rl, s. m., chi tracanna vino fuor misu- 
ra, e spesso, Beone. 

GAPUZZrA'RI, V. n. picgare ii capo, quando si.comin- 
cia a dormi re, non eşseodo a giacere, închinare. 

GAPUZZI'A'TA. s. f. inclinazione a dormire, sounolenza, 
€a$caggine, 

*GAPZ1L"SU. agg. pien d' ioganni, che tende a tirare in 
inganno, Capzioso, Caxioso. 

GARABOZZU, s. m. T. milit. , la prigione de' soldaţi 
nei quarlieri, Casamaita, 

CARACOLLU, vedi GARAGO'LU. 

GARAGOXU, o GARAGO LU, s. m. T. di bot. Phasbo- 
Lus câracallâ L. , pianta che ha ii fusto volubile » 
rampicante, totti i petali avvolli in ispira, ed ii flore 
odoroso fatto a similitudine della chiocciola, Caracd, 
CaraeoUa^ Fagiuolo diUe Indie, — 2. Per simil. di- 
consl Garagoli cerţi fregi ne* rieami» o in altri lavori, 
di Ggura spirale, Caracd, 

GARAAIE'LA, s. f. sorta di dolce di zucchero cotto, che 
raffreddato prende una soda consistenza , si condisce 
con essenze, vi si appiccan talvolta dei pistacchi, a 
cannelia pesta, e figurato in diverse guise si avvolge in 
carta per potersi maneggiare, Zuccliero cotto, Alcuna 
Gala vi si ioserisce del bor di latte rappreso, ed al- 
lora si cbiama Garambla cu lu rascu, vedi RA*SCD. 

GARAME*NTI, avv. amorevolmente, di cuorc, Caramen- 
te, " 2. Vale anche a prezzo caro, alto> grande, Ca* 
ramente, 

GARAMILU'NI, 8. m. accr. di Caramela. 

GA RANGA', s. m. T. di comm., tela stampată a fiora- 
mi, e tigure che un tempo fabbricavasi neilc Indie so- 
lamente , in oggi sa ne fabbrica in molti luogbi di 
Europa, Calancă, 

GaRA*NNA, s. f. T. bot. Cârannâ OFPtciNARUM Murr.» 
la caranna che si conosce presso di noi ^ in masse 
solide, fragili, alle qnali sono attaccati frammenti di 
foglie di giunco, o di canne; al di fuori di colore cupo 
brunOf dentro piu chiaro» e teudeote al verde; ii sa- 
pore resinoso debole» brucia facilmentOi e tramanda 
un odore balsamico. Questa sostanza vegetabile serve 
alia farmacia, Caranna, 

CARAPA'TRIA (a) aggiunto a'vestimeoti troppo grandi, a 
diiTormi dalia moda corrente. 

CARAP^, vedi GANAPE. 

*GARAPE'GNA, 8. f. sorta di bavanda agghiacciata di latte 
rappreso, iozuccberato, e condito. 

GARATA'RHJ , 8. m. chi prenda un appalto in societA 
di altri , ApfaUatore, Dicesi ordinariamente del be- 
stiame da macello» e del le ioonare, per6 si pu6 esten- 
dere ad altri negozii. 

CARATTERA'ZZU, s.m. pegg. di Garattbri, brulto ca- 
rattere, CoratCeraecto. 

GA^A'TTERl» 8. m. segno di checchessia impresso, o 



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f«rffv<a ifcK iKatiW.*AK aai ii €aMv caa aaMta* a d^ 
ijftitf. CarAfÂf%t^ —3. F*4C. aoi^ama. ^ani li a ^ at- 
ii. tetiii». F'rtBii^iawuawî m i- —3. DalM ai «Mi 

ClBD ftQftlUXTV. ««îl CvBI>\a ft aaMn X X 

CftBDftQ.ft Bl. V. acu ncar a/^^ fanalix. oaiacUvi 

jaţiam-iatif, rti>ai»^ — 1. >. fasa^ ^jfu faiir ca^ 

Akâiau: ti)^ 4an8 aCla»^ » Icm . «Mtaf Ir mmJbmtk 

altrr il iă^«rfff, Jlwjv^xrv. r^viu^ar i u 

ClBIftftOrJLTC MX. ii Cjuaa^cuai^ J|UMa» SKcaff, 



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CAR 



Sn» agg. Ifojoio, Pastidioio f Importuno* 

IfU 9 s. m. T. di bot. , Amomum cârdamo- 
lanta chc ha i fiori in ispiga radîoalr; c 9es- 
}lic ovali icnninalc in puntn acuta: le cap- 
ide» trigonf, e con molti sonii angolosi, Car- 
Cardamone. Si chiama carJamomo anchc ii 
inesta pianta, c vc n* ba piu varietă. 
V. atl. separare cui cardo* dctto anche pet- 
irte piii grossa dalia Tina di alcunc materie, 
I, canapa» lâna e siinili, Pettinaref Scardas- 
ininare. — 2. Met. grafflare , conciar nialc , 
ardo, Cardeggiare, — 3. Aviri assai lâna di 
Kt.i vale essere in fastidio, in travagli, Ave'r 
in, o da pettinar lâna sardenca, — *4. Car- 
ta, Mei. irattar male altrui con parole, Dare 

t s. m. fabbricante e vcndilorc di cardi, strn- 

lle arii, Cardajo. 

Af 8. m. e f. vedi CVRDATU'RI. 

f s. f. ii cardare. ii peltinare, Cardatura, — 

qaantil^ di materia, che si carda volta por 
rdata, -- 3. Fari na rardala. o na cardata di 
ina, vedi CARDA'Rl nnmeri 2, 4. 
DDA, s. f. dini. di Cardata. 
• agg. da Garda Ri, Cardato, PeUinato, 
PRA, s. f. ii cardare, e la materia, che si Iova 
, Cardatura, 
RI, V. m. col al oho cnrda, Cardatort^ Ptt- 

Cardajiiolo, — 2. Per l'i stmmcnto a gnisa 
e da disgros<are, Peltinatore, — 3. Per cbi 

scardassa lâna , Ciompo , Scardaisiere, — 
>1ui chc col pettinc slrai-cia i bozzoli dcUa 
tro, Stmcciajuolo. 

A» s. f. T. bot. SoNCHUS oLBRACSus !.., pîanta 
gambrtti cotonaii, i calici lisei: Ic fo^lii* li- 
ndcllatc abhracriiuili ii fuslo , €icerbit(i. - 
ha cui ricettacolu nndo. îl calice cmbricato; 
sessile pcloso, cd e ii Soyciiug asprh L. Son- 
ne tro\a di pib mnnicrc, serve alia mcdici- 
ancora mangiabilc. 

l, s. f. T. di bot. Lhosdrus CÂftiHACÂ, voce 
■nta chc ha le foglic di sotto ciiorironiiî, qiiin- 
quellc di sopra vicine ai verlicilli ovate tri- 
ridiaca, 
J, agg. voce greca, ag^innto di qncl maţe, 

1 anrhe mnl di ciiorc. Cftrdinco, -2. Si dis- 
kic rimedii cardiaci quelli clio conforlano ii 

)Dr. s. m. dîm. di Cardit , cardo di denti 

irdella. 

O. s. ni. T. di «ii. nat. Frisciila cardue- 

ncccllo che ha le pcnne rcmiganti anterior- 

iallc; le duc pcnne eslcrne della coda bian- 

mezzo, c le altrc alia sommitli; ii capo rosso, 

EJaccv ol mente, Cnrtltlloy Cfdderuggior Colde- 
lerello. -2. Por un forro hucalo d.iirnn dei la- 
> noi mnnîro dt^l rhiavistcllo. o aflisso in chec- 
»cr ricevcre la sianghctia dei «^crrami, Boncine(- 
Per modestia, ne'conventi e ritiri di douiic, 
i Cardiddd ii cantcro, o pitale, vedi MAM- 

U. 

D*ZZU, s. m. dim, dl Gardiddc, Cardelletto, 

no, 

LA*rU, s.m. dignilâ di cardinale* Cardinalatn. 
*LI, s.m. tilulo lii'i vcsrovi, pn?li, c diaconi dclla 
)inana che vcstono porpora hanno voce attivn e 
al pontificato, Car finale, - 2. Per pcrno, sopra 
si reggono le cose che si volgono in giro, come 
Dcstrc e simili. CanlinCf Cardinale, — '3. Per 
dolce di pista di mandoric, e zacchcro, con 
onser\'C. infornato. c vcrnicîalo di crosta scnra. 
'U , agg. rrel nimiaro dei piu appropriasi ad 
ieradi virtCi quasi reggitrici e sostcnitrici dcllc 



alire, Principali, Canlinali. E general mente Prima- 
jo, E$senziaU. — 2. Pniiti cardinali, diconsi t quattro 
principali pantl dello zodiaco, e i quattro principali 
p:inti dcir orizzontc, cio6: la traiiionlana. 1* oslro, ii 
ievante e ii poaenic, Punli cardinali, — X Venti car- 
dinali si dicono i quattro vcnti principali, cio^: ii Ie- 
vante. îl ponente, l'ostro, la tramontana. 
CARDIXALI'SCU, agg. da Cardinali, attenente a car- 
dinale, Cardinalctco, —2. Detto di colore, vale ros- 
so , Cardinaksco, Onde îl nanno scarlatto fu dctto 
anche assolatamente cardinaiesco. 
CARDINALl'ZIU, agg. da Cardinali, Io stesso che car- 
dinaiesco, Cardinalizio, 
CA'RDIM, 8. ra. ferro a posta lavorato sopra di cui si 
giran io imposte dclle porUs c delle tinostre, Cardine^ 
Ganghero, Arpione. — 2. Per parte principale dei cit- 
lo, che si dice anche polo, Cardine, 
CA'RDU, s; m. strumento l'atto di iili di ferro dritti c 
agiizzi fiirmati sur un ceppo di Icguo, che acrvc a pct- 
tinarc e rafflnare le materie, che deg^ionsi filaa*! Car- 
do , Scardo , Scardasso. — 2. Si dice anclic a qucllo 
strumento cod punte di ferro a uncini col qualo , si 
carda la lâna, Cardo, — 3. Per met. Tedio, Travu- 
gliOf Molcslia, 
CA'RDU, s.m. T. di bot. Dipsacus folwnom L., pianta 
che ha le foglie conginnte, ie palce uncinate. Questo 
si rirorica, e divenuto tenero c bianco si mangia, c 
chiamasi anche cardone, Carduccio, o Gabbo; c ii suo 
fiore 6 biiono a pappigliare ii lattc per farne cacio , 
o chiam^si presame, o presura, Cardo, Cardone. — 
2. Cinln btnidittu, o Cirdu santu, T. di bot. Ca.v- 
tavrea besedicta L., pia.'ila che ha i calici ropcrli 
da invoglio di Toglie lanose, le foglie dentite spino- 
se. scorrenti, Carihsanto, Promuo\e ii sudore, e giova 
alle p.isiioni cardiachc. Vi sono di aitre specie di car- 
di. e servono alU medicina. 
CARDn'BIJLU, s. m. Ti di st. nat. Vespa crabro, Ti.v- 
Tinitiho L. t genere d* insetti , chc banno le mas'tcile 
deiiCite; quattro zannc. Ic aii piane, c gontie; ii pun- 
gulo con due seghe situate in una fessura, cd appcna 
visthili: il petto e 1' uddoniine continuano in una lar- 
ghezza eguale; volano. c ronzano, molestano le api, c 
da noi son detti Apr ni. Calahrone, - 2. Per simili t. 
diciamo Un nidu di caudltbuli, un confusu chiacchie- 
ramento di molie persone, chc discorrono ad un trat- 
to, e sonza ordine, Cliiuvekinrlaja, 
CVRDUNA'TA, s. f. proprianicntc 6 un luogo seminalo 
di cardi, Cardeto. —2. 1 noştri agricoltori chiamano 
Cardu.^ata il tcrzo prodotto de' carciofi, dopo il quale 
si deggiono spiaritare, poichu nou frutliiicano, se non 
per tre anni. 
C.VRDUW'ZZU. s. m. pogg. di Cardu.ni. — 2. Cardu- 
nazzn di margiu» specie di cardo salvatico, Cardotco- 
lima, 
CARDUNE'DDU, s. m. dlm. di Carduni. ^ 2. Per get- 
tata , pollonc , o eesto che si «picca dai ceppo dellc 
vccchic piante di carciufo per porre dello nuove car- 
ciofaje, Canhncelh^ Carduccio, vedi Ovu di cacoc- 

CIUI.A. 

G.\RD(j\NI, s. m. T. di bot. Carduus, erba spinosa di 
pid maniere. Vc n' ha di pijk specie in gran parte man- 
ginbili, aicnne m "di cinai i, e ira le allre una, chc serve 
oile arti, perchi^ fo atl'i clina una pannocchia spinosa, 
con la qualo si c-ivi fuori il pelo ai panni, il che si 
chiama cardare. o dare ii cardo; e questo per simil. 
e pn.^ito in prn\or!M'o, v<>di CARDA'RI, numeri 2, 4. 
— 2. Per simil. una sperie di pasta lavoraia a can- 
nelii con la superticie alqunnto scnbra. — 3. Carduni. 
c carduni spinusu, per disprcgio si dice ad uomo tena- 
ce, sordido, avaris«^i:!io. SoHnrcio, Spizzeca, — •4.rig. 
ghiulinD di carduni T. di agr. gettata , pollone , o 
eesto , che si spicca dai ceppo dclle vecchio piaiito 
di carcioiV) per poFsi nclle nuove carciofaje, Cardon- 
cei/o. 

19 



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CARDUM'ZZI, B. m. T. di agric, i ulll de' cardî aec- 

chi. Seceume dei eardi. 
GARDU'SU» agg. tedioso» ifflporlimoy rineresceyole» 5fe- 

eafittoU. 
CARE'RA, •. f. femmiM cbe fa V arte dcl tesaere, Tu- 
sitrice, 

CARE*RI, 8. m. nomo che fa ii teMitore» Teafort, Tat- 
strandalo, 

CARrA'Rl, v.n. T. chir., geoerar carie, divenur earioao, 
e dieeal propriamente delle osaa e de* dcAti» Carton, 

CARICATD*RA, a. f. ritratto ridicolo, in cai aiano gran- 
demente accreacinti i difelti, CarieaturaM — X Per per- 
aona eontralTatU, o con abili affetiaii e riceicaU» Ca- 
rtcaCura. — 3. Meitiri in caricatora ad uimi, vale farlo 
acopo ai motteggif e ridere alia di lui apalle, Ihri- 
d^re, Jfallare in novtlU, 

GARIDDI. parola indeclinabila, e dicesi io proY. Eaairi 
Dtra acidda • cariddi, vale eaeere in gran perpleaaiU, 
in gran pericolo» trovar inciampi dovnoque. 

CARIGGIXRI, V. D. T. di mar. Toltar dalr uo lato al- 
r altro la Tela. 

GA'RII , a. f. diafaeimento , e comittela della soatania 
deiroaao» Cari§, 

CARrNA, a. f. T. di mar., la parte di aotto dei navi- 
glio ai no alI* opera morta • ciM 1' opera viva dei ba- 
Btimeoto dalia chiglia ai no alia linea dell' acqua. Ca- 
rmo. ~ 2. Per aimil. la oasatora dei casaero de* pol- 
ii f o di altri accellami acuaaa di carne • tra noi an- 
cbe dfiu Sati , Catriot$o. — 3. Per la parte poateriore 
dei corpo umano dai collo aino ai fiancbi» e propria- 
mente Ta aerie delle osaa, cbe Cjompongono la apina, 
o fii delle rene, Dano, Doito. 

CARl'NU, agg. veiz. di Caiu nel aenso di amabile» vez- 
zoao ec., Carino, Caruccio, 

*CARI*SSiMU , agg. saperl. di Caeu, in tulti i aigni- 
ficati , Corisjffiio.— '2. Scriviri Fraleliu carissimu 
Prov., perdere, o eaaer costiMa a deporre ogni spe- 
ranza, ogni pretenaione par lungo tempo» ae non per 
aempre. 

CARISTl'A» a. f. mancamento dl tatte le coae, e ape- 
lialmcnte delle neceasarie al vitlo, Can$tia. — S. Di- 
ceai pare Caubtia , quando la cosa non manca dei 
tatlo, ma coata un prezzo esorbitantemente caro. 

GARISTU'SiJ, aggiunto di pacae, o tempo» vale sterile, 
acarso, Careirofo, Car9ttio$o. 

CARITA', o CARITĂŢI, s. f. propriamente diritU afle- 
lion d* animo , onde ai ama Iddio per se , e ii proa- 
aimo per amor di Dio» Caritâ^ Caritade, Cariîatt, ed 
^ virtd teologale. — 3. Per amore, afTetlo, Corifd. — 
3. Per compaaaione, Cart7d. — 4. Si preude pure per 
Io eflctto deir amor dei prossimo» cbe consiste nel aov- 
venire i poveri delia limoaina, o in asaistere ad alcuno 
nelle aoe neceaaitJl, con 1* btniziooe, o con altro aju- 
to, precinuaroente nelle infermită, o nelle pubblicba 
calamitadi» Cortfd. — 5. CaritA piluaa, diceai in prov. 
quando aotto apezie di carită verso altrui, ai tende al 

Sroprio utile ed interesse, Pta(d, o earită peh$a, — 
. La caritâ a s. Baritulu ki specie di negativa a qual- 
cbe Inchieata, quando vi si ^ aggiunta la parola Pai 
CABiTA*; e si dice cos) in Palermo, percbi la cbieaa della 
compagnia di nobili detu della caritA i siu giusto 
alle apaile dello ediOzio, ogşi detto Conservatorio di 
Saato Spirito , o sia casa delle donze lle esposte , ma 
cbe un tempo fu spef!ale di S. Bartolomeo. — 7. Pri 
carităţi, suol dirai pr aagiun^er forza quando chie- 
diamo istantemente qualcbe favore; ed ancora quando 
vogliamo, cbe altri deststa: p. e. Pri caritA nun cchid, 
o pure Finitila pri caritA, c simili. 

^CARITATE'VULi agg. da CaritV» cbe ama far earitâ» 
Caritatevole. 

i:aR1TATIVA1IE*NTI, aw. con caritâ» cariutevolman- 
te, Caritalivaimntt, 

CARlTATrvU, agg. pieno di caritâ, compassionevole » 
Caritatevole, Can(a(tvo.— 2. Per cbi fa limoslot uaato 



ancbe io forza di aoataotivo» EUaMiinmio, EUmnt' 

m 

fiiera. 

CA'RIU , agg. diceai delle osaa , la di cui aoatauza co- 
miocia a corronparsi, a disfarai, Gua$to daUa carkt 
Carioso. 

GARi'ZlA» 8. f. e per la pib Gabizu nel numero pHh 
rale, cordiale amorevolezza manifestata con aiti aael- 
tuosi e piacevoli, e ai faooo ordinariamente palpaada 
leggermente le gnance, o sotto al mento » Cartiaai 
CareMse, — % Met. , vale alcun di piii dei pattoito , 
o dei meritato, Soprammereato, Giunla, SopraM$$Uot 

— 3. Carizii cu la pala, met.» vale carezze msiicaae» 
e avenevoii, cbe qualcbe volta paaeano i iimiti coo- 
venienti» e giuogono a cagionar dolore, CanzMoees; ed 
aaeolutamente per busae» percoase» Zombolaiura» 

GARIZIE'DDA. a. f. dim. di Cauzia, carezu fatta cao 

affetto e gentilezza, Sarenina. ~ 2. Per piccola giaa- 

ta. o soprappiii» cba ai d4 liatto ii marcato* vădi Ci« 

RI*ZIA n. 2. 
GARIZIU*NA» a. f. acer. di Gauiiia in lutti i lenai. 
GARLl'NA, 8. f. T. di bot. Cabuha acavus L.* PiaaU 

cbe ba ii fiore sedente auila rădice, le foglie bipas- 

nato-spinose e creape, CarU^a, 
CÂRMA, vedi CALMA. 
CARMARl, vedi GALMA'RI. 
GARMELITA'NU» agg. religioao dell* ordina di BoalM 

Donna dei Carmelo» Cormaiilofio. 
CARMICI*MI , aggiunto di color roaao nobila, cbe ai fc 

coi cbermea, Chiţmi$i, CAaruiiiI, CAarmtMfio.— 2. Par 

la grana medeaima onde ai cava 11 cbermisi, CAaruifa. 
CARMiNA*RI , V. att. pettioare» e dicesi propriamasia 

della lâna, Carminamt vedi GARDA'RI. 
'CARMINATI'YII» agg. T. med., atto a risolvera Je vcn- 

tositii dei ventre, Carminativo. 
CARMINVTU. agg. da Camiinam, Cormtfiafa. 
*CARMi*NiU, s. m.» roaao beliiaaimo, cbe aenra t »i> 

niare, Cormtnio. 
CARMiICE*DDU, agg. dim. di CARJiUCiu. 
GARMII*C1U» a. m. cooigUa giovane, Cfmiţfiiolo» Coai- 

gliuzzo, ~ 2. Per iacberzo diceai a ragazzo, JCannoc* 

cAto, e ai uaa ancbe in femminile, PuU§lUUo* 
CARNABU*SCI> vedi Gubkicbddi di ■amuam* 
GARxNACiU'Ml , a. f. propriamenu colora e qoalilA di 

carne, e diceai propriamente dell' uomo» Ccn^iuiftaiia. 

— 2. BoNi CARNAC10III , dicesI a cui non ai appleca 
faciimente qoalcbe malore» o pure presto guariace di 
qualcbe licve feriu, o altro male cutaneo. Ţinti cai- 
NAciUHi signifiea Topposto. - 3. GABMAauMi ai preude 
per modo di operare, abito di viu , coatunae di fii> 
migiia, e dicesi in buona ed in cauiva parte» Feiio. 

CAR.NA'GGIU, s. m.. e pi& spesao Cainaugi , ci6 cbe 
ai conviene dover dare i fittajuoli, o cenauarii da* po- 
deri ai di loro padroui diretti oltre al canooe, o pi- 
gione in danaro; e auui esaere in biade, frutta, viuo, 
olio, cacio, e aimili, ed ancbe in animali mangereeci» 
d* onde GASMAficiu, cbe vale carne da mangiare, Jlt> 
gaglie, 

GARNAXA, a. f. sepoltura comune di apedall, b di ai- 
mili iuogbi , Camajo. — 2. Per sepofcro pariicolaie 
di talune famiglie, Avello, Tomba. - 3. Per siniL 
iuogo fetido, pieuo di brutture, e di scbifeize letza- 
se, Lexxume, — 4. Per plaga inciprignita, o altro ma- 
lore cutaneo cbe mandi puzzo di morticcio, diceai ai- 
cora per simiiit. 

XARNALA'ZZC» agg. pegg. di Cabmali. nel 3" aip. 
Carnalae$io. 

CARNALI, acg. di Qaww, aecondo la came: onde fra- 
iflli e aorelle carnali valgouo quelli uati d* una me- 
deaima came, cio^ dello ateaso padret e della atcaia 
roadre. Carnale, Gocim cabmau tra noi diconal i natl 
da due fratelli , o da due sorelle» vedi GUa'NU.- 
2. Per ogni altro uarente atretto » CamaU. -^ 3* M 
luasoriosoi colperole di caroalitâ» Comoif» '^ "~ 
itmo* 



CAR 



» UT « 



CAR 



{TMU» agg. snperl. di Găinau. 

*NTl9 avf . secondo la carne, secondo che la 

lola» Camaltnente, — 2. Per mondanamentc, 

era dcgli nomioi daţi ai piaceri della came» 

fnff. 

i\ • CARNALITATI, 8. f. aslratlo di Cab- 

iciipiscenza carnale , vizio di cbi i dato ai 

la came, Camalită, Carnalitadet Cama- 

I. Per la concupiscenta carnale ridotta in 

•oliCd. — - 3. Per aflelto procedente da strel- 

«mtela , proprio di parente consanguineo , 

■ 

« s. f. pcgg. di Gabni. came cattiva, Car- 

%• Dicesi anche per isTilimenio parlan'dosi 

mnano, Camaecia, 

1 • s. m. proprio ia banda di deniro della 

I animali» Comiccto. •— 2. Per la materia 

I nachiando le pelli conce quando si ripia- 

lopicciano, e si lisciano, Carnieeio, — 3. Per 

lio di pelle , ossia smozzicatura che ne le- 

{•lori di libri , o quelli che fanno la carta 

goanti» e simili, Limbello^ Limbelluccio, 

I •• f. strage , grande uccislone d* oomini , 

k, s. f. dicesi per ispregio ad aomo crade- 
deli* altnii vita, o di far carne» Came/icay 
Barbara, 

âgg. di Câini, Carneo, 
îm propriamente i la parte polpnta, ed 11 pid 
«H degli animali, ma si dicon cosi lalvolta 
• le parti molii del loro corpo , Came, — 
a di sangne, natara. Carne, — 3. Per simil. 
■ela polpadi tutte le Tratta, Corne.— 3. Per 
— 6. Per parentela in prossimo grado. Car- 
B. Prov. Si nun manciamu carni vivemu vru- 
rRO'DU, n. 4. —7. Stări bona ncarni, es- 
Bto compiesso, Bs$ere in carne, — 8. Peziu 
irni, aomo di malo affare, furbo in estremo 
ivivenU, Cane, Ce/fo cT api^caCo. — 9. Met- 
1 carni a la spitu , voler fare troppe coae 
Ho» Hettere o porre troppa came at fuoco, 
iffarî na cosa coma carai grassa , vate far 
idorre abominaziunc , Stomacare , inţaiti- 
L Ncarai ed ossa, modo arv., vale Lo ttes- 
\ pib, nh meno, Sent' altro, A$iolutamente, 
m essiri ni carni ni pisci, modo prov.» di- 
I pi6 ad aomo effemminato e scioccone, che 
rigare i suoi negozii, o che lungamente fa- 
nilla conchiade, Scimunito^ Pinehellone, — 
■liti di li carni mei? modo prov., che gin- 
Impotenta, o inabilitâ di contentare alcnoo* 
roi fa carni, Prov., ii cibo pid ingrassante 

10 I la came. Per far carne ci vuol carne, 
ea la carni e li capiddi , dicesi per dino- 

eatreraa povertA , Hiserone , Hiserrimo, — 
•partuta sanitati di denti, Prov., e dicesi 
e totftanze nou bisognano essere in comane 
li io pace, altrimenti sono Inevitabili le di- 
- 17. Carai di donzella, per simil. dicesi an 
II bianco ed 11 roseo. — 18. Nun putirisi 
I seni* ossa, lo stesso che Nan si mancia meii 
Mhi , vedi ME*LI , n. 4. -> J9. Nun essiri 

11 denti di qualcuna , modo prov. , e vale 
nperi di langa mano le Torze, o la capaci- 
elligenza di alcuno. — 20. Pisci cotta e carni 

prov. esprimc, che se le carni mangerecce 
I ginsta cocitura si posson tuttavia mangia- 
booo stomaco; al contrario dci pesci, che non 
000 possono affatto ingojarsi. ^ 21. Tutti 
lema fatti, Prov., chi pih chi meno tutti ab- 
osCri difetli, percid sottoposti a peccare» Stăm 
Siam tutti macchiati (tuna pece, ^ 22. Garnt 
'fOT.,vale strettissima, intima fratellanza, Fra- 
M FIGATE*DDU» n. 3.-23. Ligari carni, /n- 



oraaani, o Himetteni in carne, — 24. Essiri, o Stari 
bona ncarol , vale essere , o divenlre alqaanto com- 
plesso, cessar d' essef magro. Eeeere in came, Itîmef- 
rersî in e4ime.-^*25. Pigghiari cami, detto del Verbo 
eterno, farai nomo, Pnnder carne, — *20. Ncami, detlo 
di vestimeoti , vale sopra ia carne immedialaoiente , 
A came, 

CARNIGE*DDA, vedi CAilNirzZA. 

GARNITICI, 8. m. propriamente boja, manigoldo» Car- 
nefee, — 2. Talvolta dicesi per ingiuria ad oomo cra- 
deU, che osa Inumanitii, e volentieri maltratta i si- 
mili, Cana, 

GARNIFICrNA» f. F. tormento, martirio, e straxfo della 
carne, Camificina, 

GARNrGNU » aggionto fl eolore , vale color dl carne , 
Camieino, 

CARNILIWRI. e GARNIVA'LI, 8. m. diconsi tatti qnei 
giomi precedenţi la qoaresima, ne' quali si festeggia, 
si crapula, e si fan mascherate, e vegtioni, Cama- 
seiale, CamevcUe, Camovale. — 2. Per baja suol dirsi 
a chi veste abiti faur d* aso, come se fossero da ma- 
schera, vedi NA'NNU. 

CARNiyALA*TA , s. f. propriamente trattenimento di 
giuoco e ballo por lo pi6 di notte in camovale, Fa- 
irtno camovaleeco, '—^ Per quantitâ di maschere t 
Mascherata, — 3. Per sarcasmo st dice Caonivalata 
ogni ruiiare o abbigliarsi stranamente , o dondolare 
insalso faor di tempo e capricciosaroente, H como- 
vaUg^iare, 

CARMVALE*TTU, s. m. propriamente dim. di Cabki- 
VALi, ma suol dirsi di ogni festeggiamento con con- 
viti, e sollazzevoli ragunate per piti di an giorno, faori 
del tempo camevalesco; e ^oalche volu i ironia per 
dileggiamento di chi faor di stagione dassi a stravii- 
zare, Slrovtxxo, Goszoviglia, 

CARNIVALrsCU, agg. di Caoniyau, attenente a carae- 
vale, di carnevale, Camovaleeco, Camevaleeco, 

'CARM'VORU, agg. che vora carne» dicesi propriamente 
de' bruţi. Carnivora, 

CARNIZZE'RI, vedi GHIANCHE'RI. 

GARNUSE'DDU, agg. dim. di Garnusu, Camoeetto* 

CARMISITA*» 8. r. pianezza di came, Carnofttd, Car- 
noaitad€f Carnositate. — 2. 6 anche una malattia cht 
viene per Io piii gid pel canale della verga, che im- 

ridisce ii paaâaggio deU'orina, Canu»a'rd. — 3. Presso 
pittori e tcaltori, vale JHorbidexta, Paetoiitâ, 

GARNU'SU, a GARNUTU agg. propriamente si dice di 
tattocid che ha pulpa, pieno di carne, carnacciuto, pa- 
stoso, Camoeo, Carnuto, 

GARNU'ZZA, 8. f. agg. dim. di Gaoni. —2. Fari car- 
nuzza, in prov. dicesi di chi si dă poco pensiere di 
ci6, che gli apparterrebbe, e dorrae oltre al bisogoo, 
Camaceta, Pigro, 

CARO*GNA, 8.f. cadavero dell' animale alloraeh' ^ morţo 
e fetente» Carogna, — 2. SI dice anche ad aot bestia 
viva di trista razza, o inguidalescata, che altresl di- 
cesi rozza, Carogna, — 3. Per simil. qualanqae cosa 
pozzolente. — 4. In modo basso donna sudicia e 8porca» 
massimamente di costumi e dlTita, Cărora. — 5. Ed 
anche si dice di persona rustica, intratubile» a rozza» 
Carogna, — 6. Ed in genere maschile trasportasl ad 
uomo , e che abbia sentimente di tristo , vile o ine- 
8\>erto » e inutile a qaaluuqae mestiere , Carogna — > 
7. Viii una sorte di fungo velenoso, che nasce nei can- 
neti e looghi fangosi, e manda un puzzo simile a quello 
di un cadavero putrido. 

GARO'NTI, 8. m. T. mitol., ii nocchier della palode in- 
fernale, Caronte, —2. La varca di Garonti, per ischerzo 
dicesi di qaalunqua barca cattiva , e guasu , o puro 
gOYcrnata da un nratto vecahiaccio, come si finge Ca- 
ronte. — 3. La varoa di Garonti, met., si nsa qnesta 
espressione quando in un luogo vi sono riunite molte 
persooe per discntere qualche affare, e non vanno con- 
cordi nei loro pensamenti. Si dice puro delle bottc- 



CAR 



» t^8 « 



CAR 



ghc, e di altro cnsa di traflTico, qaando ne* lavoranti 
uon vi ^ suliordiiiaziune, c fauDo ci6 che gli aggrada 
senfa ii pcrmcsso del loro superiorc. 

CARO TA. o CAUO'TUIA, s. f. T. di hol. DaUcus Ca- 
BOTA L., pianla che ha gli invo^Ii universali pcniia- 
ti; i parziali lineari tauceolali. Ic onibrelio fruilifcre 
contratte, la rădice di color rosso. ţ;inllo, o bianco, 
Citrola. — 3. Per rikroYalo oon vero, ineuzogna elabo- 
rata, Carola di $traforo. 

CARO'ZZU, s. IU. mcnto troppo proniiuente» che fa un 
cattivo vedere» curvatura, o rilievo del mcnto, fiazza, 
— 2. Por sorta di inisura sia di terra, şia dî cereai! , 
o altro» cho vale la quarta parte di un modio sici- 

11.1110. 

CA'Kl'AXU » o CVRPINU , s. ui. T. dl bot. Cabpiwvs 
BETULUs L.» albero di legno duro, c che ha le squainc 
del frullo trilobe pianci Carpine, Carpino. 

CARPE'TTA, sost. f. coperta uon cucita o di cartonc o 
di pcilc, che bcrxQ d* invoglio» o custodia dclle scrit- 
tiirc. 

CAIIPI'A'RI, V. D. affrettare, accelerare ii passo, Avac- 
r/<ir.«i, Fcstiiiare. 

CAUPIA'TA, s. r. io alTrettare ii paşs^j, Fettinanza, Fe- 
stinazion€f AvacciamentQ, 

GAItPIAXr.XA, s. i\ un licve muover di picdi cainmi- 
nando quasi di furto, c |>er involorsi a^i sguardi ul- 
trui; pno esscre ancora uno accoâtarsi pian piano ad 
un hio^'o scnza voliTsi celarc aii' alirui \i$ta, Calpe- 
sliot Stropiccio. 

CARPIATU, aggiunto di terreno cairato* Pexlo, 

CARPIATU'RA, s. r. »og;DO Insci.ito da' picdi su terreno 
iion molto sodo, Ormot Pedala, vedi UA'SiC. 

CAKPiNTE'RI» s. in. leguajuulo che fubbrica carri, Car- 
peniicret Carrajo, 

CARPI.MIA'RI, V. alt. lavorar ^i pialla, pulire i pezzi 
di lof((iauie tagliaii per tostnizionci Viuliavc, 

CA'KPLNU, vcdi CVWPA.NU. 

'CAHPL'UI, V. att. pigliarecon violuiiza, prcslezza» prcn- 
•dere di furto, cogliore ii nioincnto. Cor pire, 

GARPI'TA , s. r. COSI oran chiamalc a:!tirament£ certe 
coperte da lelto fattc di paimo grosso ^illoso con pclo 
mollo lungo per la povera gentCf SchiminOf Cârpită, 

CARPITE'LI'A» s. f. dim. di Cârpită, Carpitella, 

CAUPIir.M, b. in. T. di st. nai. Cvi'Rims L., geae;;* 
di pcsei che hanuo 11 corpo allungutOi i diuiti dielro 
le branchio di un osso particulare, eurvo; nel palaio 
un osso aspru, tre raggi iiella luoinbrnna branchiale, 
CarpiOf Ciprino, — 2. Ctprims caupio L., una delle 
specie del carpio, Ia miale ha ii tcrzo raggio deiralvila 
dorsale, cd auche d cit' ano falto a sega, CarpionCf o 
ii Carpio comune. 

CARPOBA'LSAMU, s. m. T. di bot,, voce grcca, frutlo 
deir albero balsamo. rh' 6 di figura ovJta cou quaitro 
angoli o costole, Carpobalsamo, 

*CARPU"TU, agg. da CmPiRI» Carpilo. 

CARRA'JiUA , s r. SDrta di vaso di vetro coUa bocea 
assai larga, e ineno largo nel ccnlro. per tcncrsi con 
una niano ove usanudi mescurc i bettolauti nieuo ci- 
vili, Guattada, Caraffu, 

CARRAliUE'DDA, s. f. dim. di Cairabia, Caraffino, 
GuaUadettaf Guattadina, (»ua$tadazza. - 2. A car- 
rabbcdda, vale di lîgura siniilc ad una guastada. 

-CARRABBUNA*ZZU, s.ui. acer. di Carrabbl'm, Grande 
cataif one, 

CARRABBUMi'DDlI» s. m. dim. di Gaura bbl'm, Boc- 
cia , Ampolla» 

CARRABUU'M, s. iu. vaso di vetro biunco con paueia 
grande, c collo strelto da potersi impiignare per uso 
di vino, o allri liquuii, c ve ne sono dei ciiiiidrici e 
dei quadrati, Cara/fone, Inguittara. 

CARRA'CCIIIA Dl SOWMJ, s. f. >oglia graudissima di 
dorniirc, SonnoUnza, Cascofjyiae. 

CA'URACCI CGA', modo d' incitare c şoUcciUrc le be- 
stie da bouiai perche caoimiatuo, .Irrî* 



'CARRATFA, S. f. vaso di vetro a diverşi osl, C 

CARRAFFrNA, 8. f. dim. di CARBArFA, per6 < 
strelto, Cara/lino, 

'CARRAFFLNK'DDA , sost. f. dim. di Garbafv 
'2. Delta per acque odorifere, Oricanno, 

'CARRAFFU'M. s. UI. acer. di Garraffa, Cară 

GARBAUGIAI DI PA'SSA, s. m. T. di st. nat.. 
coRo.sB L.f una delle spcciv del corvo, eh* ^ a 
giiola nera , con la coda ritoudala , e Ic penn 
coda acute, Cornacchia, - 2. Garraggiai, o G 
culuri virdi azolu, Cortus glakdarius L , Ghia 

GARRA*TA , s. f. quanto puo in una volta pori 
carro. Cartată, 

GARRA'TA, s. f. picrola boite. Botticella, Boi 

- 2. Per le legna ondc si compone la botte* 
GARRATE'DDU. 5. m. botticella di varie fonnf 

diversa capacitA, Caratello. — 2. Slari quanta i 
raieddu, per siniil. GrasMottone, CarnacciutOm 

XARRATU'M, 6. m. T. dei botiai, «cer. di Cai 
Bottaccio, 

CI:RR£'RA, 8. r. rorso detto dall* antica corsa < 
ri, e dei cavalicri nei circhi , Cattieta. - 2. ] 
ccbi d' ogui cosa cbc vadă con grâu velociti, Cţ 

- 3. Per simil. spazio decorso o da decorr^fe, 
CARRK'TTU, s^ ui. sorta di carrctta piaoa a du« 

che serve per trasportar robe, Baroccio, Cam 
2. Per tanta materia quanta contiene uoa carrBU 
rettala, 

XARHIABII,.!, agg. che puo agevolmcDte trisp 
Tra$portabile, Ttatferibile. ■ 

'CARRlAGliE DDU, s. iu. piccol cocchio, Cam, 

CAUUIAV^'lt'» &• m. sorta di carro con qnitln 
a Uba di portare upniini, Carrozza, — 2. SI d 
che ii carro dclle carrozze ed altri legui,.ol«i 
d' uua carrozza, d* un carro e siuiiti tra moU o 
Car regtf iată, — 3. K>siri Tausu di carriaggia» 
vali* i'apzioso, Frauduleuto, Alaligno^ ^9rgi% 

GARUi'A'Ul, v. att. trnghettare robe col carro • < 
giare, — *2. £ pu6 dirsi ancora per iraspurian 
ti, senza carro, da un luogo aii' altro, Condi 
*3. Per portar via iiascoblaiiu;nte cosa, o person 
fugare. — 4. V. n. , vale cangiar s<'ggiorno » 
abilazione, Sloygiarc da vh domicilio. •— 5. ( 
acqua a li tnuiii , vale andar di muie iu pcg 
salute, Avet la bocva suUa bara, 

CARUIA'TA, vcdi CARlirA'TlNA. 

CARUIATl'.NA, s. L ii trasporure, carreggiare» e 
ccde del trasporto. 

CAUUIA'TU, ai^g. da Garriari. 

CAURIATII'KA, vedi GARRIATINA. 

CVRUIATURI » V. UI. di Căruia Ri , cului che 
Bajulo, 

CA'UKICA, s. r. neso cho aggrava alcuiio, o alei 
sa, Cartea, i. Per U puric di niuuizione che 1 
nelle bombarde e negii arcbibusi per tiraret ( 
inisi;ra che la conlienc, Caricatura^ Catica, — 
odicio, Carica. 4. Per abboudaoza, copia, < 
Lbertă, Direşi delle produzioui naturali. — 5. F 
sovrapposlo allu cose che deggiou calare, Coi 
(). Per Sonnohnza. — 7. Carrica di testa, ceri 
sposizione ond* ^ sopralTatia Ia te>la per cui 
che sia molestata come du un paso, Grfivezza d 

GA'UUIGA E SCA'RRLGA. terreno ora erto, ora 81 

CVKlilCA'RI, V. au. por carico addosso i Cane 
2. Pur iinporre molii obblighi ad una volta da 
ditlicitmentc compire, o per Io meno strapazzi 
te. ~ 3. Carricari la scupeila, la pistola, c sini 
luctterci deiitro la pol vere , le palie, e la mii 
ad efletlo di polersi scaricare , Caricat T ar» 
la piitola ec. — 4. Carricari ad unu, metaf.» ' 
giuriarlo inollo, pcrcuotcrlo fc. , Caricat wi^ 
giutie, di villanie^ di hasionate ec. - tt. Gan 
incmoria, vale aifaticarla troppo, Cgricar la m 

- 0. Carricari otra li; discHrsiti diceşi dell' aci 



C4R 



> U9 «c 



CAR 



io parlando ana cosa di pîii di qaello che vcramentc 
aia iieir essere suo, Caricar iu;/ c/iieorjo. — 7. Car- 
ricari li casei, io gergo, ingujar sopcrcbio cibo» c stra- 
bere, GozzoviglicLre. —8. Carricari assol. per soprac- 
caricarc di dazii, e gabnllc al di lă dei limiti doi giu- 
siOf Sopraggravare. - 0. Carricari nn ritrattu, ii di- 
CODO i pittori dello accresccre in csso o in niegliu o 
io peggio qualche parte della pcrsona rilrallOi Cari- 
can un ritmtto. - 10. Carricari di Cdhiri , vale ag- 

frarar di colore. coloriro assai, CaTÎcart di colon. — 
1. Carricari Iu roggiu , vale rimellerlo su girandu 
le raote sio che abbia corda suflicieDlc da reslituir- 
|li ii inovimento, Caricar l" oriuolo, — 12. Per render 
initto abbondevolc (detto di alberi), Fruttare. - 13. Car- 
ricari la mânu, vale aggravare ollrc al convenevolc, Ca- 
ricar la mano. — 14. Usasi ancora ii vcrbo €arricarl ad 
alcina di beni, di dignilâ. di onuri ec., per cspritncre 
h sopraesaltazione di taluno o meri lame nte> o oltre al 
proprio merito. 

CARUGATU, s. m. tutta la qiiantiti della roba che si 
cariei o su vetiure, o su nave, c dicesi per Io piîi di 
mercâianzie. —2. Trasiri ntra Iu carricatu, modo prov., 
eoirare io certe materie, che h bene ii tăcere: e qnc- 
alo pu6 essere o manifestando cose vere da nou dir- 
ii , o supponeodo per bile , e invcntando cose posbi- 
bilî, ma noD vere in pregiudizio di un altro. 

Gi&EICVTU. agg. propr. con carico materiale nddosso, 

Caricaio, — 2. Oppresso, sopraflfdtlo, traliato com viu- 

Ifoza coatro ragione, Tiranneggiato , Anghertato. 

•3. Per vecchîo, e infermu, e per celia, Dbriaco. — 

X. £ per affettato nci modi, nello stilc ce, Caricato. 

CiRRlCATU*RA, s. f. ingiuria Tatta aitroi con vantag- 
gio oliraggioso, Sopsrchieria, Aggravio, 

CAR&IGATIJ'EI, ¥• m. in inarineria dicesi ii loogo ac- 
concw, tiu fi va dcl mare, pel carico del baslimcn- 
io, Carkatore, 

TiRBICarDDU, o CVRRlCUrcCUIC, s. m. dim. di 
Caaaicr, Cariehetto. 

Ci*RRlCUt 8. m. qucl pcso che sî pone addosso, o so- 
pra a qnel che si carica, Carico, — 2. Per met., vale 
cura, pensiero» officio, incumbenza, che aggrava, Ca- 
rico, Inearico. — 3. Por quanto pu6 portare una be- 
stia da soma; o una nave in una volta , Carico, — 
4. Dicesi Un carricu di lignali quaodo uno n' avcssc 
tocche o date una buona quautilâ , Un carico di le- 
ţnafe. — 5. Carricu mortu, dicesi in marineria tutto 
il carico che ecccde la giusta porlata del bastiincnto, 
Carico morto. — 6. Carricu di cusconza, vale pcso, ob- 
Lligu , cura che dec premere la coscienza di alcuno 
per U certezza di avcr male operato a danno de' pros- 
simi. — *7. Carricu, per imposla, gravczza, o pure ag- 
gravio dato altrui , che gli cagiooi odio , Carico. — 
*B. Darisi carricu, imporsi obbligo, o dichiararsi consa- 
pevole, Darsi carico. — *9. Farisi carricu, considerare, 
compatire, condiscendere, preoder parte, Farit carico. 

CA'RRIGU, agg. raricato , Carico. —2. Trattandosi di 
eolore , vale colorito assai , Carico, — 3. Per chi ha 
beruto di soperchio, avvioazzatOy ubbriaco> concio dai 
Tino, ColîOt Carico. 

CiRRI'XA. vedi CARLfNA. 

GARRINA^TA, s. f. colParticolo determipato, vale spesa 
pressoccbâ di un carlino. 

CARRI.VE'DDU» s. m. dim. di Caiiri:(U, moneta, e ţro- 
priamente dicesi quando h d* argento. — 2. A dina- 
redda a dinareddu si fa Io carrîneddn, Prov., e vale 
che col poco si fa V assai. — 3. Per una misura di 
nistri dcfla largbczza quasi del dito mignolo, T. delle 
arii. — 4. Prczzo di uq pane di grana dieci; eh* â la 
metâ del cos) detto Guastidduni, ii qnale costa tari 
mio. Tedi GUASTIDDU'NI. 

CARRrNU, s. m. sorta di moncla del valoro di cinqne 
hajocchi, o sia dieci grani, Carlino, 

CARRiTTARrA , s. f. dicesi quella stanza dore si ri- 
ponc cocchio o carroua, Rini^ssa, . 



.GARRITTA'TA , s. f. quanto puo portare in una voUa 

una earretia, Car ret tui a. 
GARUITTE'DDU, s. m. dim. di Carrettu, Carretlino. 

— 2. Carrittcddu cu na rota, qncllo che usano i i]ia< 

novali e gli agricoUori menandulo innanzi per le due 

braccia, cd k ulilissimo anohc nelle opere di fortifi- 

cazione, Carriuola. 
CAKRITTE'RI, s. m. chi giiida la carrclla o ii carro, 

Carrtiiitrt. 
*CARRlTTrA'TA, s. f. gita di piu pcrsone in carrettn 

per diporto. 
CARRITXrGGlUr, s. m. spezic di fuoco d* arliiizio, rom- 

posto di un bubbolo rorlilicalo con ispago impcciato. 

e caricato di polvcre preparata in diverşi modi. 
CAKaiTTirxi, s. m. acer. di Carrettu, carrctta gran- 

de, CiirrciioHB. 2. Carriituni d' aminansari, carrclla 

Îrande cosiruita di una foggia pnnicolare per domare 
c bestie da traîiJO, CarreUune. 
CARRO'ZZA, s. f. sorta di carro con qnaitro rnolc , a 
uso di portaro uoinini, Carrozza. — 1. Farisi a son- 
tiri Iu crhiîi tintu rhiovu di la carrozza, vale che chi 
ha piâ dii'elli 6 scnipre qucl che piu fa barulla , La 
piu cultiva ruota del carro sempre cigola. — 3. Nun 
si cei va mparaddisu ncarrozza, Prov., val(* che i 



per 



conseguirsi un bene non bisogna star con le inani a 
cintola , ina operare . e alTulicarsi moUo attivamente 
perch6 quel bene non isfugga, in cieto non si sal snlla 
Ultica; a gloria non si va senza fatica. — 4. Jiri- 
sinni ncarrozza, modo prov., vale riuscir molto agc- 
vole una iinpresa. '5. Per Carhuzzlni v. 

CA*RRr, s. m. arnese 11 quale suole avere duc ruotc ed 
un timone, tirato per solito da b !oi o da cavalli. serve 
a portar robe , c auc'hc pcrsone , Carro. — 2. Presso 
degli stjmpatori Carru di lij torcuiu dicesi quella 
parte su di cui si pone la forma , c che per inezzo 
del manubrio si la correrc innanzi c indielro, e va sotto 
Io strcUojo per ia tiratura, Carro del forc/u'o. — 3. Mct- 
tiri Iu carru avanti li voi, dicesi di clii fa prima quello 
che dovrebbe far dopo; o di chi prcsagendo ii futuro 
s'anguslia dcl prcseiitc, J/e£(er t7 carro inuanzi ai buoi 
4* — Carru per antonomasia intcndesi di cairo triorifalc 

CARRIj'BBA, s. f. T. bot, sorla d* arbore, che fa II frutlo 
simile a' baccelH dalie favc, Cnrruho, Guainella. 11 
frnlto di delto albero, Carubay arrubba. —2. .'\Ict. noi 
num. dcl piCi, Bnsse. — 3. Appizzari Iu scnccu, e li car- 
rubbi mouo prov., Metterci ii mosto e Vacquerello, vcdi 
APPIZZVRI, n. 7. -•4. Yiniii Iu clnîsaru cu li car- 
rubbi! Prov. , che annunzia Ia prosenza di chi puo 
metter frcno a cerţi abusl , o pure mcnar malcrinic 
mente le niani a danno de* meritcvoli. 

CARRU'BBA SARYA'GGIA, s. f. T. bol. Siuqva>tmm 
L., aromato di saporc simile al pcpe, Gengiuvo, Zen- 
xero. 

CARRUBBE'DDA, s. f. dim. di Carrijbba. — 2. Carrub- 
bcdda di cassia, i îl frutlo della cassia; e i baccelli 
di altre piante • che contengono i semi. - 3. Por Ic 
uova dcir amia (alalouga), o di alini' simile pesce salsc 
e discccale; perchâ sono simili alia siliqua dcl car- 
rubbio per la figura. — 4. Per coipo daiQ col polp- 
strello deir indice e dcl medio distesi, sul la mano del 
perditore in cerţi gloochi fanciulleschi , quando non 
si melte in mezzo nd danaro, nâ allro iu surrogato. 

'CARRUBBE'DDU, s. m. !• di ornit. Parus penduum's 
L., uccello. che soggiorna vicino alle paludi coperie 
di macchioiii, Fiaschettone, 

CARRU'BBl! per esclamazione Capperi! Cacatego! Zoc- 
colii 

CARRUBBl'NA , s. f. sorla d* archîbuso , di grandczza 
tra la pislola ed ii moschetlo, Carabina. 

C\RRUBBINA'TA, s. f. colpo di carabina. Carabinata. 

*CARRUBBrNE*DDA, S. f. dim. di Careibbina, piccolit 
carabina. 

'GARRUBBINE'RI , s* m. soldato armato di carabina . 
Carabiniere, 



CAR 



B 150 < 



CAR 



CARRrCCIVRI. T. n. b«v fiwr di mban, ed afîdame»- 
te, rracaitM4xnr. 

CARRl I Dl CHIVZZA. i> CARRICUl . T. bo(. sorta 
di rădici <iiuili «IU p*$Kioaca. Pastistica siTir^ L. 

CARRIZZ ABILI . axHiiuBto di strada o sisiU , da po- 
len i^i aodanf cMla carrvzxa , CanvtzokiU , Camj- 

CARRtZZ^Tv s. r. qoaaio pod in ana ?olU poftare 
«■ i'jrru. ramil*. — i. Per cerU delcraÎMU qaaiH 
ti(j. rv^iijljta secoodo ii peso o nisara: pw e. Carmz- 
uu dt \|ujciai. «N'.. qiif IU dell' ava i sette ^Biali. 
delU pi<tra c veoii palmi quadrata. dflla calea k V>- 
WBoli «cotiqai Un>. — 3. Per cjrntfrata di pnsooe clie 
90(10 porUK ikflU !i>U<sa carr^aj. r<«rr;2 safa. Coc- 
cAi(i:(i. —4. Per nus^rherau ia cjrruiza. — 5. Per k> 
sexno cile fa ia (em !i ruota. vedi RL'TaTA. 

C\RRIZZEDD\. «. r. diin. di C.%aao£iA. C^r-yztet- 
tti, Cjrrvsiiitj. — 2. Per uoo stmiiMnio di le^o di 
qoiiUro <irelL*. ove 5i Otorllooo i bambioi. peirhie iai- 
pariao ai aod.ire. Cfirrucci*t. — 3. Per «|uello ametfe 
COB «irvlle ove <i fiu portire iatorao cfi sţorpiati. e 
i panhiiv'i, $t^t:la j mute. l'iirmssfrra. 

CARRl'ZZE Rl. ». D. lavoratiH di camuze. Carrmd»- 
re . Cdtiyni^tvtrf. — t. CamBieri di opra xrvssa. di- 
co*»i 4'je4 ':h« fjbbricaap carrette. ordeicat da buIîdo. 
aaaecbioe di meouoitc^, ed altrc moiîU opere, Zeyna- 

CARRl' Z ZI' A'EISI. V. o. pasi». Câni portare io earroxia 

per Jiport;. 
CARRI'ZZL \TA. «. r. U andare ioC'jrao per diportu in 

calesibe. 5^«sje^V;. 
'CARRI'ZZL ATEDDA. $. t dioL di CkMirzzx %r j. f reve 

"CARRLZZUTl'TSA. $. f. dioi. di CiUCZZXkTi. Zvii^o 
9ţas9e*j'fvi uft ciicvAmi. 

CARRl'ZZl'^U. 9« B. 5pceie di camizza. Ctnvztino. 

'C\RRl'ZZL'NEDDl'. ». n. diaa. dt C^aaczzL.xi. pi» 
ciul •'dmi. e utjra da serv ir per ira»uilli ai ra^jai. 
C<irntoruj. Ciiiriitj. 

CARRl'ZZOl. s> na. cami a dinr nuite da portire <na 
M^. e che tiraăi ddi btfeii. l'jrrv. ^ i. pyfr okI. dicesi 
di ptrrMina e^trcouaiente vecvbia e ''jdenie . Awre- 
pcfi. — i. CarTuzz'iiii di caani. •Hrchio di canoe, cb' a 
ii ceppo delle 5iie b«irbe. C<i/»a<ici:A««i. 

CA'RT\. ^ f. ciimpo^j chaf ^ Ci per Io ptâ di ceoci 
Lioi uui^fnii . e m riduce in fu^Iij fouiIi:MiRU . as- 
sodau om al«|uanc'j di cu IU per ie»o di ^scrivervi e di 
MJinp.irvi. CiArtjt. Se ne fa di «lin; nuierie. — 3. .VI 
onnierj del piu ^ale libn. cod Ici. •««-riLLure Ufcaii ei:.. 
i'nru. —3. Per Ie lue r'icce de Mo 5te:K»<> t'ijcli*j. C-ir- 
ti. — 1. Li Mcn carti. dicoa^M i libri Joitj sicn ^'Hc- 
tnn. Ld fticrf cnrfif. - 3. Per i!»4'nuun Ji iibbii^» o 
di '.'•;(urici<>. •pjîe cbe siirM pubbiica i pnvau. C^r-- 
ti. Ouii*.' un aa «.Mna ad aiiu. vile RTiiun a favjr 
4Uii. Fir tfurfi '/«i «»•'- ' *(- Cjr«i di ji)ir'.i. cliamjn:^; 
4'iei iiuiAt di cjrv; dipidte . dei!e '(uali ci servumo 
p*r ^(pji.-jre . -• ve oe i*ia»> di d.vi.TSî fi^fjw -s Jise- 
^li. e -ii vino riuiiienj« (.*<ir(f. — 7. Firi c:irU. pnjp. 
miMCjîjrie prima di Jari** . Fir ld clarii. E mec er- 
^pni j priueipale in una bn^iM per iiri^n* una bi- 
iUi^a . •! pur? fir da ci^ii in fimi^Ua per i.i.- «esio 
• CUM <t' imponanzi' e dicesi pure li chi parU «em- 
fn oelle cun«erMzi'ini . Fir '.4 ^trff. — S. Pimn i 
cwti ^iivertx. viIi; »(mzj aii!$cerj. [iberimi!UM.*. •.■ senz:i 
fMpgini DurU ctirtH fULa icipert'i. - V- Oru buncj. 
•Uhbaico ad uumn. viU* i.-n^perto. Moza maluia» 5<fa- 
yliln, S«4i^i4ciact'7. Li pii:«.ind«ii tU :irtd bidiKa, v^ie 
ooo a rilao^uoii !e pnme tmprfwiij ni. J>euu vi*- 
oio per carta. i.-oi verbi D^ire. lUidar?. Otfenre. 
tem Mscrtlto «riaiBeact!, !a:»«:ioiid<i ji'J-ui U ii- 
i i oop un i cio . '7htf pi ii ţfi piiiccia: rimeitem 
■tU' arkilho alirut: e pârUnduăi. di principi . 
od aleniM dele^co ia wa vece ii pu- 
i, i} uliimare •{^udlmiţoe adbre» 



t 






P?<mipol«nz«.^iO. Vetiirî nrartj. Tole srriTnv, Met" 
ttrt II» isen'KB. — 11. Toiari la ^rta ad ODa, ia oeoso 
neatro vale canbiar sorte. mutarsi V ordioc ÂTOceroie 
delle coee. — 11. Caoeiari li cârti , vale for pifibre 
coo saşacită noa ct}sa io cambio di bo* alira. Sc«ai- 
Aitir U cttrit. — IX Sapiri joeari Ia Ma carta, aer- 
viisi beoe delte oceasioai . fare îl ginoco, d'aorar 
l«A« te taa carto. — II. Teairi c« la laceaw c li 
cârti, vaie in delii ie, ia nwrbidezze* delta di pnaooa, 
TcMcr tulim b^mkafim. Di cose. coBlodirle pelosawa- 
le, Cmmrvarit lene. — 13. Caru di oavicvi» ^ forila 
per metzo delb qoale i noviaaoti ricoao ac a a o i bia 
viac^. ii cbe cbiaouo carteciţiare . Corfa ^m oavi- 
fore. ProT. Ptrdiri la carta dî la Bovicari • irovani 
iabroşiiato . e in ţrande iabarazzo . Boa aapcr oîk 
con rare. Ptritr U Hstoia. — 16. Carta ata^iafca» 
dice»i qoella dove soao luaraci i paesi. e la profil 
cie. Curta fro^/Cca. — 17. Carta valaaci, scrilta ^t 
Bon fa parte esswaiiale di aa' opera, di an pfoccaa» 
di an reşisiro. Fjţlia volonti. — 18. Cartt dl Ai|— iţ 
lalvi>Iu e ana OKritau ripreosione da porte di aictfi 
B4Mr> 4uperii>re. ulvolu e una traversia ÎM p ia t taa; 
pa6 esi<ere aBcora o a mii te» satiricei, o attra cosa 9^ 
cevule contraria alle Bo«tre idee. — 19. Carta vcfaaa* 
soru di caru linissiaa. liscio. ed vaoale. aoche tia- 
spareoie. Cartm cc/«Ma. — fti. Carta dî aoslca» k la 
carta ove ioa ţinte Ie lioee per potervi acmctv It 
Bote musicati. t*d aacbe tro mezz*» U parte Tocalr» ca- 
ne pare «|aeila siâ osata. e cooptau coo le oaia e ta 
Boe»ia. Fiţ. qoahinqae scartafaccio . o scrii 
neta. pienă di nccoaciatore. e dî saorbîi. — - 
ciurel tii. e •{oelU «orta di carta sa cai 
si scrise, ed e U piu piccola di dimei 
fiffmct'j. — £2. Carta bÂ^nia. e U nea pa^de della 
reale, i'^xrt'i ^astirfla. - 23. Carta rkli. ^ la fii fia ad a 
della b4:«c.inLi. Ctxrta rvui^. — II. Carta ■fcriaU» Tale 
pîîii zraod*; dt?11a nnle. Oirtit imptriaU. — Sk Gtfta 
aazola. cbe ba del i'*ilgr an boco azznm. Cvffa oa- 
ZHreicri'i , o ^zzvm»jna. ^9. Carta taf i^fciaia » la- 
ţliata juir estr^uiiU in «iro. etcoalmenbe da fire latt. 
Carta t'MMatj. ~ ?7. Fix.~ vnie alTare deccaii. j pa Kiaia 
sil (|uaTe non v«ii:fi 4 wn ponetH piu riaaroaie» Bh 
ml*:imdnti •Mfn^'Mri. — 39. tTarta di stnuzOr k 
mria e <r<)î«s»uUna Mnza coIU . nun accoocia 1 
vervi, Ria bfkina a moliistfimi o:». Carta iTraceaO* 
dii «rr*iccio. - £1. Caru poiina. e ana <ţuaUtă ptt 
Ie. e men mat>;nal** ji .^ijella da straccio. e coiidMU 
lial coiore . vedi POLl'M'. — JO. Carta di u a na fa> 
cbiaaM>i '{uella iun: bina cbe va:^i dai liiighiaii fcr 
cartiKci da xuircheri . o ilipj: e ancbe ii eoloee cbi 
lira al Lurcbinw. T-irrhiitu:rio. - 31- Carta Sioea» ol^lli 
di cas^ii. e ^urlU rb>; Oiţijmo per Jâcia^car h» aCfîUi 
percbe Ta*- ii men ce 4' fnxuppa: e jerve beoe per tUft- 
re. Cirtri ini/rm ;■<.■) ttizz'tn.ti. — 32. Carta şeeva. I 
ana sp«'£Îe *ii carta facta Ji pelle per Io fim di pe* 
cora 1 o*) di *4:nvţre. .^i i/ip). Carta ^ecoro. ~ 
pto/ritvi. Ptr'jiunena. E «e di animale ia fetu, 
«ort fuit'i. — 3.1. Carta iii s.îu. e ifaeila tinCa da 
b'inda ^li.i ii >iiv.'rse ^usk?. o a diseţcno. o ad î 
uiiijae viei oioraiu. per cm si cbiama and 
ai^. ) «rve per coonr îibri. o jltni. Cm 
siiti. Ve s !ia vil «{oet UI. cbe «urni jd ia le pelS 
rate. e diseunate 1 ronio. >> ailon chiamaai Camta a 
rasoi. - 34. Cartapisu. di<:'jasi le carte ¥i 
cente con ]«:<{ua. e riiijtie liquide per 
fiirmd. < ras^jdarsi. CjK'fpest'j. — 33. Caita iB fi»- 
Ha . viiir« e<:cles. . pr^ipnaoienLe e ^uella 
comii-iata . :be si pone solT 1 Ilare . in coi ^ 
ii ^:iafi rv sx: a :,*.<, ed ilirs preci. Cfl 
son '-biamaie ancb^ c*i!>i per jihi i^oella det 
e I' alin Jel Tm^celo Ji >. ujiivanni. — Fîţ. dki 
Cabti di iâi.oat.« jli -iUiiţi . :e ipprovaziuiu £ 
doita. le ncoiaiandozioai Cute per isccHfti. c rii al- 
itfSiati di boon Mrrtiio. ^ 3ll. Cacari carta. vt£^Cl- 




CAR 



% 151 « 



CAR 



B. 4. — 37« Gftrta cacata» fogHo jmpiastrato , 
eeAfo, SMeeheratura, — 38. Garti Vannu e cârti 
rale iotimaxioai, viglielti, notificazioni, e si- 
19. GarU vazia, vedi GARTA*ZZA , d. 2. — 
A bianca» T. degli stamp. ii fogtiot che dee 
iif o %lk stampato da una facciai Carta 6tan- 
!• Carta fola, T. degli stamp. ii foglio, cbe 
ipani , o gili stampato dalia seconda faccia , 
sila, — *43. Vutari carta, modo prov., mutar 

dire 11 contrario di pria, Voitor carta, 
TlUf s. m. stramento o squadra di pid gran- 
Iw ha angolo retto, e dae laţi eşiiali, che Io 
pOQ, e serve per lavorar di quadro, Ouart^t- 
' S. Tagghiatu a cartabooa • vale tagliato in 

■ ii Uglio faccia angolo acuto, o ottuso, ii 
hhesi aache Au^nato, A quaTtah%Mmo. 

Df •• m. T. di bot. Câktbamvs toictouus L-, 

■ ha le foglie ovate coi denti a sega spiuosi. 
4i qnesta pianta serve di cibo ai pappagalli , 
t Maffnano hastardop Zaffrone, 

iTA'RU, s. m. colui che labbrica e ?eode fi- 

Uii lavori di cartapesta. 

HI, vedi GARTABONU. 

ft t. m. colai che fa o vende la carta, Car- 

rîmra. — 2. Per chi fabhrica le carte da ffiuo- 

şfo. — 3. Per colui, che vende carta, e libri 

ra, Cartoiaio, — *4. La putia di Iu cartam, 

• negoiio di carta, CartoUria. 

, «niooto a frutto di sapore sabacido, e spe- 

I dicesi di ana particolar qualitâ di melagra- 

■wlarance, AfrettOt Afro. 

. » 8. f • quanto cape in una carta , ma non 

BBola. 

4f •• f . pegg. di Carta, carta cattiva. Car- 

Ă Nel giuoco. vale carta di poca vaţlia* e 

Ue ^ difficile ii vincere, e tali carte diconsi 

in TAZZl. 

A * 8. f. cesta intessota di vimini, virgulti, 
IK, o altra simil materia senza coperchio, e 
lehi da potersi trasportare da un laogo airal- 
Sorio, — 2. Per la misura della lenau di essa 
^•ria. — 3. Met. per namero o qu^ntitâ io- 
■fta come Na cartidda di jiaucsiamzi, Vn 
•tUanie; Sitti cartbddi di frbvi. Un f$b- 
•tiUtsttmo, e simili. 

lA'Ri» v. n. e n. pass., tener commercio di 
^ariej/gio, Commercio eyi$tolar$. 
kt s. I. pezzaolo di carta che serve per nao 
rvrisaimo di memoria, o altro , ma comuoe- 
«Bdesi per bislietto del giuoco della riiTa, ove 
t ii namero, la cosa che si arriSa, la somma 
BMUre , e le condizioni di qoesta spczie di 
■talia. Gosl pure si chiamano le tabelle ove 
iRII i numeri, che sogliono esser quindici» per 
I 4eUo Tombola — 2. Talora vale ii motto, 
litM mcdesima, CarteUa. — 3. E talora ie 
I «fe son segnati i numeri per la lotteria, o 
ftedabbonsi cavare a sorte, Cartella.^*^, E 
■am metallica.per ornamento neir archibu- 
irU opposta a quella del cane» chiamasi pure 

U , 8. m. manifesto pubbUc6 fatto in iscrit- 
■nnifotare le cose che si voglion note al pub- 
rfaUo. — 2. Per libello infamatorio» Cartcllo, 
icAtera di disfida, Cartello di disfida, o sem- 
10 Cartello. — 4. Per queilo ove si scrive quale 
nri In teatro, o qiialcbe altro pubblico spet- 

Ti fi accenna non solo 1* opera che va in 
a anche ii gioroo t V ora, e talvolta ii prezzo 
o» Cartellone, — 5. Per queilo scritlo che ap- 
id petto ai rei, che vengono esposti in luogo 
tlla berlina con la gogna alia gola, o si fanno 

le Mnde sur un mulaccio, e contiene ii no- 
Urtef 1* eU, cd 11 reato di quel talCi Carttl" 



to. Oggldl qneslo castigo i io dianso, ?edi FRUSTA'- 
TU. — 6. Scrlviri, o appixxari cartelli, Cartellare, 

CARTE'RA • f. f. stramento , e fabbrica dove si fa la 
carta, Carîiera, — 2. Per quella custodia, o coperta, 
che si aaa per consenrare le Mritture, o simili. Cat» 
ttlla, 

GARTI'A'RI » T. n. goardare un libro o altra scrittara 
carM per carta. Carteggiare. 

CARTrA*TA» 8. f. ii carteggiare io questo ultimo sen- 
so; e Dau ma cartiata, vale sqoadrare, scandagliare 
an librOf naa scrittura. 

CARTIDDA'RU» a. m. facitor di corbe , e panieri » ed 
altri simili lavori, «d anche chi li vende, Panierajo. 

GART1DDA*TA, s. f. la teouta di una corba ripiena, Ina 
eorba, 

GARTIDOA*ZZA, s. f. acer., o avvilit. di Gartrdda. 

GARTIDDO*TTA, s. f. corba di mezzana graodezza» Cor- 
bâtta, 

CARTIDDU'NI» s. m. acer. di Gartrdda, CorhellonB. 

*CARTIDOU*ZZA, s. f. dim. dl Gartbdda, Corbellino. 

'GARTILAGrNEU* agg., di sosuoza cartilagioosa, o che 
ne ha mol ta, Cartuagineo. 

GARTILA'GGINI, s. f. una delle parti similari del corpo 
deir aoloiale Ia pib dura dopo r ossa, Tenerume, Car- 
tilagine, 

GARTILAGGINU*SU, agg. di Cartilag«ini, che ha so- 
stanza simile a quella delle carlilagini, Cartilaginoio, 
— 2. Che ha cartilagioe» o d oella cartilagine. Car- 
tilaginoio, 

CARTO'GCIUf s. m. carica dl polvere del cannooe stretta 
e rinchiusa In carta, tela, carta peeora, o in un cilin- 
dro di latta detto Stagnalora con la palia, o con 
le palline di mitraglia sopra , Corfoecto. Quelli per 
arcnibusi, moschetti, pistole ed altre simili arme di- 
consi CorlMoce per non far confusione con li cartocci 
di artiglieria. — 2. Gartocci, chiamansi dagli architetti 
alcune membra degli omamenii avvolte, proprii di 
cartelle, armi, e simili; e si fanno ai capitelU com- 
post!, e jonici, Cartoecio, — 4. Presso i magnani, vale 
ripiegatara in giro fatta io alcuna parte di un lavoro 
di ferro, Cartoecio, 

*GARTUCG£'DDU, o CARTUCCrNU. s. m. dim. di Gar- 
TOCCiD, Cartoccetto, Cartoceino, 

*GARTUCGE'RA , s. f. tasca da cartucce , per armi da 
fuoco, Carttieciere, 

GARTUI^*CI, vedi GARTULE'GI. 

GARTULE'Gl, s. m. nel numcro del piA parola derivata 
da carta, e vale schedc vecchie, o pretendenze di be- 
ni, o oşgetti non pib conseguibili, titoli di gradi, e 
di digiiiU defli antenati che non son passati ai po- 
steri, ed altre inutUiti di simil natura, Cartuee$, ~ 
2. Jiri circannu li cartulegi dl so nannu, Prov., c di- 
cesi di chi dassi a rimuginare anticaşlie, o pure a ten- 
tară di trar profitto da cose molto dubbie. 

GARTULI*NA, s. f. dim. di Garta, e diconsi comnoa- 
mente cosi le cartelle ove i farmacişti chiudono i me- 
dicamenti In piccole dosi, Cartueeia, Cartella. 

'GARTUUNrDDA,s.f.dim. di Gartulixa, Cart$llina. 

GARTULi'NU. s. m. carta che si sostituisce ad un' al- 
tra errata di stampa, Cartueeia, Cartieino, E i mae- 
ştri di cappella chiamano Gartolixu un piccolo pezzo 
di musica vocale o strumentale al di U della compo- 
sizione ioicra , e fatto appositamente con maggiore 
studio ed eleganza. 

GARTUNA*ZZU, s. m. pegg. di Gartuni, Cartonaeeio, 
GARTUNGrNU, o GARTUNE'DDU, s. m. dim. di Gar- 

TOlfl. 

CARTUNE*TTU , s. m. dim. di Gartvni , Cartonetto. 
E per li pitlori , vale modello piccolo di Pittura a 
fresco, Carton§tto, ed anche Cartone, 

GARTU*NI , s. m. composto di cenci maceraţi , ridotto 
in foglio grosso, c sodo, o pure di pid fogli uniţi con 
colla un sopra 1' altro sino alia grosseiia proporzio- 
Data air aso da farne> e pa6 servire a varie bisogne. 



CAR 



» 153 c 



CAR 



Orfvn*. — -• C».-î falii di cartuni dî>'onsî pure î la- 
v:iri «H carlip'>l.i, c le cosp fiutc di carta luaccrau, 
I;iKi,'i?}w. - 3. E per >iinil. Fatti ni cartlni, dicesi 
pfTTS'jfii i;nia;i.iti. c SMiinijiiu'nlc pjilida, e quasi esan- 

jii»'. Liut'irnuto. 
CAHTUSrM'f s.m. T. «Ie;:!! siAinpaturi, e librait foglietlo 
ri^t.impatii por cir>jri cor^i nma s la in pa, o per a Ura 

CVRTL'ZZA, s. f. pezzu'jlo di raria, Cartuecia, Car- 
t'tzz'i. —2. Por Io ^«trsîîo rhe Cartl'li^a, Cârtite- 
ri'j. — 3. IVr Io slcsso cU»' Cartelll-, vedi C.VRTE'L- 
LU, n. 2. 

CVRTLZZEDDV. ^. f. diin. di C\RTizzi. 

«!A'îir , ?. in. dis irl/uiiizi di pp.'zzo dcMe cose neccs- 
«ific al \itl'j, Cai'ii. 

C.VRir, aişji. tlie lale o si sliiiia ^jran prezzo» Caro. — 
2. Cam viMiii •.' u'inslu iiii>iin. Prov., i» vale chi vendo 
pu> im. apare» c ij>tiiiar>i sul piczzo. dec pero dare ii 
;;iiisl<i. — 3. Por jrrjlo, gio>'ondo. pro{;iato. Caro. - 
4. Tniiri carut averi> in pp-gioj in islinia. Far yran 
conto, - ÎJ. Por anrtbiio. ruiiipiaceritei inerilo\oto dolla 
uostia ro Kid'?r.tzi')ni*, rij:u.irdn, ri-ipelto, Caro^ Cari^- 
simo, — *G. C'ii mm ti caniisci cam facraiu, modo 

rirov., rhc mostra [H)Ut di Icj^giori illiideisi chi ignora 
o Irisltzir di taliinn, non chi Ic sa. 

CVliVACCVRl, v.di CAVARCARI. 

CAUVA'.NA, s. f. T. hol. Ifici.yus commcxis L.* pianla 
cho ha le rădici fihbrosc , che si di\idono in ramili- 
cszioiii poiO niiiuorosc, Io siclo diritto. volo. cilindri- 
co. arii«;olali). f^liitird, appeiia sliiato: le foglio grandî 
pâlniile f picL'iolair» , coi pezioli lunghi , cilindrici , 
^landiilusi, siip'.rlaii, i iiori a spiglic; i friiUi nviorti 
di p'.ii.te conlo::(;iiti ire senii lisei, ceucrini, con istiie 
seu re, • ncro, Ricino. 

lîARVANA, s. f. voce venr.laci dai I.evanic, e propria- 
racnte si dirc d' uni conipa^ţMia di iiierca tanti* viag- 
giatori, o pellogriui e salmorie, chc iu qiU'Un regioiic 
per luro ma^'giore sicurezza vanno di conserva per lerra 
o per mare nei luoghi iiifcslali dji ladri , o dai cnr- 
sali, o pe* desiTli , Carovana. - 2. Per sîmil. , vale 
ogni altra compauoia di viandanti, condoLia di bestie 
da soma o sinii l<>, Caravana, — 3. Fari la carvanai di- 
coi.'O i ravaliori di.*l fare ii servigio mariltimo, al ({uale 
sono 4)b!)li;;ali dalia loro re]i;j;ioiiei Far 'fi carovane. 
— 4. Aviri fattu la sua carvana* o na longa carvana 
lîg., v.ilc avrr percorsa una carriera, avcr fatlo ii no- 
viziato, aver proso pratira in che«*chessia, Aver fatto 
la sua carovaita. — îS. Per sim. dicesi ancora ad una 
molli(udi:ic di pesri di passo che vadano strctti in- 
sieme, e |iropi-iaiiic:ilc dcî lonni, Caravana, 

CVUVANKDDL', a^g. dim. di Carvanu. 

CAKVA.MSTV, s. m. (hi fa Ia carovana. 

CAHVA.MTA'TI, s. f. di.csi di cerUî cose triviali, di 
poi'o prc^io, e clie no:i piaccio;.o alia vista» Inelegan- 
za, Jmpulitezza, Sconcialura. 

CAIU'A '^U, u;,'f,'. detto di cose, di abili, di colori e si- 
mili, vale jnali'âttc. di poco prcgio, disadornci trivia- 
li, fneh'ijanti Duzzinali. 

(:AUi:«i\AV,Z.\, s. f. pcgg. di Carogna. Carognnccia. 

CAKLGM 'M, s. m. delt» per isvilimenlo ad uomo dip- 
poco. e non huono a nulla, Disadatto, Disutilacci'>. 

CARVI. p. m. T. di bot. Cirusi cj«ri L.. pianta cl-.e 
ha Io ("oulio bipe'initc. Ie foî'Jiolinc raddoppiate, di- 
vergem i:' V invogli» di una foglia sola, Carvi, 

•(:aRU'.NCI:l\, s. r. piccola escrestenza di carne, pro- 
primviitc qiiella naturale ne' canli interni degli oc- 
clii, Cnruncolan Caruncula, 

*;:ARi;.\r.i:LrcCIIIA, s. r. dim. di Carlncula, Carun- 
rnli'.lta. 

CARl.SV'RI, V. att. Tondere, Toiare, a dicesi propria- 
me:iic in parlando de* picdi de' cavalli» c similî. 

CARL'SA ir, agg. di Garusari, Tosaio. 

CARCSr.DIMJ , s. m. vasclto di terra cot ta , ncl qualo 
1 fanciulli mettooo per una piccola apertura^ ch'egli ba, 



loro danari, per saUarli, non li polendo 
se non rompendolo , Saha danajo, — 2. 
seddu, iDudo prov., vale metter insiemef 
Io. ammassare moncia, Raggruzzolan. — 
dim. di Carl'su, piccolo ragazzo, ma irapoi 
idea di disprezzo. Răgaz zuolo. 
CARU'sr, s. m. picculo ragazzo, Ragazze 

51*110, Rajazzuccio. 
CARlTTL'LA'Rl*» s. m. coUii che vende caret 
CA Rr TULAZZA, s. f. acer. di Caroti la, Gi 
CARvrNA'RC, s. m. colui che fa o vende ci 
bonajo, 

CARVliNOnrirDDr, vedi CRAVCNCHirOI 
CARVi: NCIIIU, vedi CRAVL'NCniU. 
CvRVrNE'DDU. s. m. dim. di Cartcxi. \ 

che entra nella coniposizione della poW 
buso, Carboncino, CarbouceUo, - 2. Ca 
Airnii , ^ ii carboncino di sermenti , o d 
olive spento. dopo che si c scaldato ii foi 
riaccundrre ad usi doroesiici, Cartonetto 
cesi di certe vivande, c del pane qiiand 
cdite, e quasi abbmciate, Ahbronzato. 

CARVUNE'RA, s. f. massa di legna congeg 
di cupola, c ricoperta di terra, nel cui cei 
va riito dai somnio all* imo, per dovc s 
fuooo, che riducele in carbone, Carbonajr 
ciamo Carvunera 11 Inogo dove una voi 
ii carbone, tuKochâ non rimanga , che i 
gio. Cetina. — 3. Per Ia stanza dove con 
casc îl carbone, Carbonaja, — 4. Per ca 
naja; ed era propriamenle una piccola pri( 
deiP amico giusiizierc volgarmente Capţla 
per chiiidervi i delinquenti di {>oco pCK 
tempo breve: altra ve n* era nella casa m 
lermo per V oggt>tto menziouato agii ora: 
torc, allorqnando eranc facultato. Oggi q 
lita, e r altra cambii^ nimie, e si chlan 
agii ordini del Capo di Polizia, e dei Ce 

CARVrNETTU, aggiimto a' colori scuri, qo 
troppo. Molto carico, 

CARVL''NI, s. m. legno arso, ed ancora ace 
detio spcnto pria che iifccnerisca, Carbom 
carvuni vagnntu, modo prov., vale aver < 
mal fatto, conoscersi niancatore, c sover 
non volendo , Esstre in eolpn, - 3. Car 
minerali, o di petra, materii minerale al 
carbonio, della qualc si fa uso come del 
legno, ma â di maggior durata, e se ne 
cîŢla in rootii luoghi, Carbon fossUe. — 
si nun linei mascaria, modo prov., e vale 
fama re^ta semprc oscurata anche per Ta 
c colpe inventate dagl' impostori, 11 carhm 
o e' tigne. 

'CARUZZE'DDU, s. m. dim. di Carozzu, i 
gnllicato. Bazzina, Bazzino. 

^CARUZZl'MT, s. III. vczz. chi ha bazza al 
;;trio. 

*CARUZZU'M , s. m. acer., c pcgg. di C 
primo significato, Bazzaccia, 

•CAIirzzi: TU, ag^. in senso di sosi. spreij 
b;i/za al mento, Bazzone. 

CA'RZAUA , s. f. prigione , Carcere, E si 
mrr') dri pîft. - •S. Carzara, malatia, e 
scoprinu Iu cori di V amici , Prov. di i 
genza; per soliio gli amiri di nome. In 
monzionati casi abbandonano y non cos 
son bcn rari. 

CARZARA'RI, v. att. incarceraro, metter 
ed anche comandare che uno sia messo 
Carcerare. 

CARZARA'TU, agg. da Carzarari, Cam 
forza di sos!., vale Priglonc, Carceraţtf 
raia ncasa, 6 chi per mandato di arrestb 
caro uscendo. — '4. La risaia di Iu Cir 



CAR 



» 153 c 



CAS 



riSo finto » o sforzato in bocea di chi do- 
Ll* altro, che ridere. 
lO*NI, s. f. imprigionamento , ii earcerare, 

NI6« 

Lit O CARCiARE'Rr, s. m. custode della car- 
mrtfre. 

edilizio muralo, e che serve per abitarvi. 
L Ver ischiatta, le^naggio, slirpe, Casa. — 
a inlera famiglia , cio^ T aggregato di luiti 
i abiiano neila stessa casa » Caia. — 4. Di 
erbo Essiri» vale famigliarct ioirinseco. Di 
. Piu Di casa col verbo Vistirisi« ed aiurbc 
Essiri, vale essere con gli abili domestici, 
•erai da quelli proprii per mostrarsi in piib- 
« abbigliato, - 6. Casa di oigoziu, dicesi ii 
in negozio con tutie le sue ap])artcnenze , 
le^zio. £ rasa di trafficu intendesi dovc 
Mne per affari eotidianameute conviene an- 
mferire con cbi vi abila. <-^ 7. Casa cauda. 
che casa del diavolo, Cată maUdetta^ Casa 
B. Jirisiiini liiUi cosi a casa cauda, vale 
mparabilmenie, Andar in muhra. — 9. Es- 
M e putiat propriamcnle dicesi del io albor- 

* domicilio ove si lien boltega. Fig. frequen- 
lo atsiduamcnle un luogo; e non parlirserte 
db, e maholenlieri» Bazzieure, — 10. A la 
iUlu cui d ciufica, e cui h slurpiatu, niotto 
■cberzevole per dire, che in taluna famiglia 
chi . meno sono liitti infermicri , e malsani , 

C avello, % Io tpedale,— 11. Casa falia vi- 
I. Prov. per dinolare le ingenti spese del fab- 
»» che lalvolla obbli^^ano a vendere i podcri 
ia iotendesi piîi genera Imen ie, che assai ro- 
ii fabbricare, quanio ii collivare» Casa fat- 
m fosta, nessun sa quant'ella costa, ^ 12. A 
1 la nipisu nun si po appenniri V ugghialo- 
» prov. , e vale non convenire rammemorare 
disgradovoli, e che ^ meglio ii tăcere; o pure 
iaoe a lalino anche fantastico, c tesloreccio 
rrirc, c usv-ir d.ii gaiigheri, Non pariat di 
%9a deW impiccato. — 13. Sapi cchiii Iu pazzu 
» 6a Iu saviu ncasa d' autru. Prov., vale che 
«oprii non v' ha chi ne sappia meglio di noi, 
9 un matto i falti tuoi, ehs un savio quei 
i. — 1%. Tdtiu hi munnu â comu casa no- 
i: per tutlo si pn6 vivere, per tullo si godc, 
tea sccoiido Ie circostanze , Tutto ii mondo 
Jsasi ancora quando vuolsi esprimcre la me- 
di caraticre, e qualită, e modo di vivcre di 
anone di cui ragionasi. Siam tutti maccftiati 
ita. — 15. Fari casi a tri sulara , vale pro- 
n iropeto , impe^nandosi a tuila possa per 
D iniento, con detrimeiito ancora di alcuno, 
.Qnesla cspressione per6 calza bene quando 
•ivne non ^ giusla, c non direbbesi cost nel 
rario. — 16. Tiu ta dda casa chi voii puntiddi, 
la dipendenza totale, e ii bisogno deirajuto 
ii altri 6certamenie un male, una condizione 
9uai a... 17. Casa di corrczioni, h un luogo 
aia per delilli non tanto gravi, o per rimei- 
^OD senliero i giovinelti iraviali, Casa di 
0. — 18. Cui b sumeri slaja 'n sua casa, Prov., 
i dappoco non presuma, o non si Gdi di al- 
ura corbellato, Chi e tanghero non s' intri- 

• Casa foddi, per ischerno dicesi chi 6 leggie- 
ro senno, CervelUno, Pazzericcio. — 20. Casa 
ebiu, dicesi fig. chi sia cieco di un occhio, 
K — 21. La casa capi quantu voii Iu pairu- 
, Tale allorquando alT apparcnza sembri non 
rare in un luogo aitro che qoello che v' e, 
I' industria del padron di casa ve n' enlra di 
. Casa lirrana, vedi CATO'JU. — 23. Casa a 
la che si dâ a fiilo , a pigione, Casa fitte- 
'34. Casa a lueri lagghiala di peri» Prov.» che 



rlcorda le sollecitudini, le care» gli stmggimenti. che 
convien soffrire padroni e pigionali di case. — - 2tf. Na 
casa di cosit intendianio ana grande abbondanza. £ si 
usa di ogni cosa, che sia, A biszeffe, Âjota, A isonne, 

— 36. Casa'îsulata, ceppo di caso poslo in isbia, stac- 
cato da tntle le bande , Isolato, - 27. Casa scumpa- 
gnaia, o sularina; che non ha edifizii vicini, e resta 
poco frequcDlata. 11 volgo la dice Scampagnata. — 
28. Casa sdirrubbata, v«ile mczzo rovinata, abballuta. 
Casa diruta, Stamberga, - 20. Casa appuniiddaU, vale 
alia qoale sicn posti de' soslegoi percbâ elia non ca- 
schi, Puntellata, — 30. Casa allegra, vale che da ogni 
lato riceve la luce, Befie iUuminala. — 31. Casa ag- 
guriusa, vale di un* apparenza grade voie, e foroita di 
comodi a sufficieiiza, e ove si dimori con piacere, Av- 
vent urata, — 32, Casa scurusa , vale bujaroscura» 
tenebrosa, Cieca. - 33. Casa malagguriusa , contra- 
rio di Agguriusa. — 31. Casa ca si cei po jucari Iu 
spatuni a dui mânu, vale spogliato di masserizie e 
di foruimenii, ulchi rcsti mezzo vota, e diserta, Sfor- 
nita, IHtaddobbata. — dUS. Casa di Iu suli, o di li 
piancti, chiamarono gli astronomi antichi i segni dello 
Zodiace , CasB del sole , de pianeti, ec. — 36. Casa 
di la citaţi, di la curii, o di Iu prituri, ^ ii palazzo 
comunale, ove si traUan le cose pubbliche, e che in- 
tcressano ii municipio , e dov' 6 ii lesoro , o banco 
pubblico , Palazzo pretorio, - 37. Casa pri quantu 
stai. vigna pri quantu vivi, terra pri quantu vidi, Prov., 
vale che le p<issessioni pijn sicure, e piCi desiderabiU 
sono le lerre libere, ed alte a seminagionc, menire ba- 
sta una casa per abitare, e quanto vino serve agii usi 
di famiglia, e avenie Iroppo 6 disagevole, e travaglioso. 

— 38. Fari casa. pian lari casa, formare ii suo soggior- 
no, ed anche prov vedere a dovizia del biso^ncvolc, ed 
anche ţlel volutlnoso la sua magione.^ 30. Cunsumari 
na casa, o spianlari na casa, vale dissipare distermi- 
nHre le soslanzc di una famiglia, Dilapidare, Seialac- 
quare, Sperperare, - 40. Capu di casa, ii principale 
della casa, chi primeggia in famiglia. Capo di eata, 

— 41. Figghiu, o Figghia di casa, T. dei clauslraii, 
e intendesi chi ^ alimentalo, e spesalo di tullo, ed ha 
certa io quel luogo la sua djmora. 42. Sbaliciari na 
casa. porlarne via le suppelleitili e li mobili allrovc; 

pure sfornirla del tutto assolulamenle, ed anche soq- 

Suadrarla, Dare la spogliazza ad una caza, - 43. Casa 
i susu, vale di ordine superiure alic terragne, e dove 
non si va , se non salendovi per le scale: o sono di 
primo, secondo, tcrzo e quarto piano. - 44. Casa ncbi- 
nala, vale ridondante di agi, e splendidczze, e ove nun- 
tişi fra la magnificcnza, e Ia ubcrlă, Ove si sta nel- 

1 oro a gala, — 45. La me casa nun 6 chicsa. ed i 
china di parrini , modo basso proverb., e snol dirsi 
per ammirazione di veder in casa molte persone- e di 
qnelle che non sono state solite esservi alire volte. — 
46. Casa casa, col verl)o Căminari, vale non dilungarsî 
dai passeggiare deiitro la casa , o si dice oei conva- 
lescenţi, e dei bambolini, che iin^iarano ad andar soli; 
col verbo Sprannuzzari, vale spargere qua e \k, Spar- 
pagliarCf Sparnicciare, Con i vcrbi Perdiri, Circari , 
Truvari, vale smarrire qualcosa, cercarla, rinvenirla, 
con la certezza per6 di non essere stata perduta fuori 
di casa.— 47. Picciotti e gaddini cacanu la casa, Prov., 
vale han tanto poco di senno i ragazzi, e non san quel 
che si fanno. che si paragonano alic galline, che man- 
dan fuori gli escrementi dovunque, e sozzano, e im- 
bratlan per tutto. - 48. Oh di casa, voce da farsi ascol- 
taro da chi ^ dentro, allorquando alF uscio di una casa 
non si tmva persona. 40. Casa quantu stai , vigna 

3nanta vivi, e terra qnaniu vidi, Prov., che dissuade 
al Io accruistar troppe case» e troppe vigne. e inculca 
esser molto spediente possedere assai terreno la vira- 
li vo. — ÎSO. Fari la casa lig. esi^erne ii primajo fonda- 
tore. — 51. Aviri, Teniri , Campari dui casi» modo 
di proverbiare chi avendo consanguinej d* alimentare. 



3 OA t 



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■■ij* V iiiiiniirK.1 ^»'i "«^iî.. t'u .'.i.t. Kî* I. L- 
o*"* I : i»»' i.tiiii*'-iii nu. :.i"ri»»i, -•••lihii* cuti : 

vi-Tii"^i »i(i» Ml' b* iiivc*»" - Wî^-^hiif -.:•*- .'i: ji 4i. -j:. 

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1 " '- r V ■iii:::i-''i» t : * -}i^ a * 7<- i-r î«n «i rfc-M 
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■ •■»■ : :»ii*' .1 t' u li^iţ : ". rr*-:-.* rii* ri«» <•:•.•:•• 
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-L-îiLfcT tlCC. ♦. n. *ir-a ei rai':ii ii «ir^?»*' 

i'ii ii.j b^i". Mr.- •»•• -*xi-*irt • t..f. — ^ A« 

--i Ui iinn 11 ah-n-*«bni^ "'••n. FAfLOOl 

-K-*?*-! ^ i.2Cr'LL.I . «^ n. unu t It-K-AVAiar 
ru—ti • -.T* *^!«ip«^.-iv miinsxL wa- ?— 1«^ «•• 

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in» iHînriiri oih-^mob. • v:tiimaiikiiiif j» 
ur^tiDft. HbLinii^tiu ir zm^'w^muotssL. -Mai» ce 

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xp£iit . rs«c- - ^ î Dr-«s mrfit* l 
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iu!ci !•*• îi A«*iv>iiii Utiur. r LMC- — 4 
'II. in iff*ji puiii* K;i 1 cn 1 irum mhk, 
i .'^••^i X.I <?«'u ntiw.fi- «uif m ctn 

- .lî-^inift D-ut* PDnj «M«i I s-.-T' iiuv « 

L iii"U4.ji . • biiiiu* . riin inis .i<^ irl^B^ 
i«ir~* -II 'îl* 4i ^nitii* «{«Biiniir!*- ' t— l -%. % 

*■ * 7 tub?!!"!:!* -!•»■ !• L CTO 
Iff-Ă* JtMib* Ui. Oi- f lP_ir C~iniL. 

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TM'^* îl*. Ml-" i:i( 'Hii fi**!' i -^n ca' Cl§ 
LI. if hihIi* •' cusc ij -i:T<' a l 11 5bb. c 
riii • ' uc 'icn it«' Tii «.^ b? f "wat ^ cu 

*: Z;f- I S Bl .J . n .ir^ii I ' ■«c-«3Ii '«I -bti ^pi 
r n-iii ■ Sr r. — «. yjsrf'ik. e<?iii iit? Bfi^Aesti 
i *. 1- 4 SIZ ■- — ^ l.»îî- •!» L i riicui - ♦ ^ 
7i.«îr*« c Tit"*! li ".iii't't •«* îi.! iUit^^asa-t 
iMiiic Kt .1 n<H: M iii u-~ ii-^UHii. 1 tio. <aa 

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5 if'jWL :i. -i-w I ,ii«'i'Lit'- ? r~ »î*Ti* r-in 
X '-«ni li*'.^. - :± Jj9>--.fe £x «x .tnraMr'.Hi* 

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• : s.i..: - 5r .ts^ii I. . iTTL. I- .'kw. « 
L_I i .. - •* ..»■*«: ii U -• 131. îT'.» iirW ] 
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: ish . UK-ttf ik ga'rf iw . t wir w > aii 



CAS 



» 155 c 



CAS 



COB de* correggîaoli. — 18. Cascia di morto, 
certi colori tetri, e male accozzatit che fanno 
vedere » e cose ţinte io a\ fatta guisa. — 
omn la casc ia di Narduzza» modo basso, e 
cosa che non istia ben ferma» e sia tremo- 
undoli, o di persona che in cammioando va- 
ircolli, Star9 in tentenna. — 20. La cascia 
1» la parte concava dei corpo circondata dalie 

^9»9rO, CCU90, 

NGUi 8. m. cassa a foggia di paoca» Caua- 

SZUf 8. m. aroese o masserizia di legname 
ii cassa grande* ma piu alta, dove sono col- 
Mlte, che si tirano fuori per dinanzi ad usc 
Bhecchessia, CassettonB, — 2. Per hcaffale, 

TU» vedi CASCIA'RII. 

9 8. m. maestro di far casse, Caaettajo, 

» s. f. quanto pu6 portare un carro in nna 

i^pento» Carrata, 

k« ■• f. pegg. di Cascia, Caaettateia, Cat* 

DA, s. f. dim. di Cascia, Canetta. 

DDA» s. f. dim. di Cascbtta. 

(A» 8. f. dim. di Cascia. Cas$ettina, — 2. Per 

»lo aroese di legno che secve per uso di ac- 

lOSÎna, Casiâtta, 

B*DDA, s. f. dim. di Cascittina. 

NI » 8. m. T. delle arti , cerii quadrati fatti 

per fregio. 

.%ZU» s.m., acer.» e pegg. di Casciuki» Cai- 



DDU. s. m. dim. di Casciuni, Casiettaneino. 
' queir arnese a foggia di cassetta» ore si dh 
r tgli Qccelli, Beccatojo, 
,8. m. cassetta che si lira fuori da casset- 
avole, o simili, Castone^ 
t •• f. qucllo spazio quadro, dore gU aritme- 
liudono i numeri ncl fare i caicoli« Castlla, 
e anche pczzo di terreno o spazio quadro ne- 
eitinato ad una specilicata piantagione, Ar^o- 
Kcrno. ^— 5. Per istrumeiito per Io piti di le- 
ha Tărie capacită. e spariimenli, no* qaali si 
acritture , Scaffale , Scamia, ~ 4. Essiri , o 
■i ntra la sua casedda, vale fig. essere, o non 

tuo poslo, Non uscire, o useir cUi termini, 
«A 9 8. f. T. di st. nat. , verme cilindrice , 
lUmi , distinto in anelli , e fornito di sctole 

Avvene quindici specie, dcUe quali due abi- 
■ Ierra , due nei fiumi , e le allre in mare , 
. — 2. Addiviniari quantu na casentnla. Met. 
ni per eccesso di paura, o per rigore di fred- 
cvimre. 
j •• f. casa per 1- alloggio dei soldaţi > Ca- 

T. n. andar di casa in casa, ma per ozio, 
m ragionevole motivo, e baloccando, Bazst- 
ţiA iuoghi, 

LAf 8. f. piccolo spazio di terra nel quale i 
umo certi buchi in un tal ordine, che senre 
mt specie di giuoco di palia» Le buoh$, 
fA, 8. f. casella grande. 
;ZA f 8. f. dim. di Casbdda » piccolo scom- 
lo, Coiellinot Catellina, 
riTRI» s. m. legnajuolo che lavora quel che 

tendere abilabile una casa» FaUgname. 
I » sost. m. T. mercant. , specie di pannina 
bbrica in Francia, e in inghilterra ec.» Ca- 
rtai CASINU. 
»A» Tedi CASINEDDU. 
10, 8« m. dim. di Casinu, Caitnticcto. 
A*ZZA» s. f. pegg. di Casbxtula , Lomhri- 



GASINTULrCCHIA» s. f. dim. di Casextvla, Lombri- 

chettOf Lombricuzto, 
CASINtULU'NI, s. m. acer. di Gasbntula» Lomhrieone, 
CASrNU, 8. m. casa di delizie» in campagna» o di so- 
ciali adunanze in ciiU, Cojino. 
CASi'STA » 8. m. chiamasi comuoemente cblui che ha 

pcrizia ne' casi di cuscienza, Casista, 
CASOTTA, 8. f. piccola casa, €a$ina, Catueeia. 
CASO'TTU» s. m. casa posticcia falia di legname» e che 

serve per cerii spettacoli, Casotto. 
GA'SPITA I vocedinutanie maraviglia» ammirazione» Cap- 

pita! 
CASPlxrN'A !, Io slcsso, che Caspital Cappiterina, 
CASSAMfi'NTU, s. m. ii cassarc, Cassa^ione, 
CASSA'Rl, y. alt. cancellare, render nulio, Canare,-^ 

2. Per ferire mortalnieote, Foracchiare eon arme di 

punta, 
CASSA RIA*RISI, V. n. pass. passeggiar pcl cassero. 
CASSARIA'TA, s. f. passeggiaia net cuşspro. 
'CASSARIO'TA, s. f. voce iMssa» pultana vile, che ag- 

girasi pe* trivii, Sgualdrina, StrofinacciOf Cantoniera* 
CA'SSARU, s.m. nna delle sirade principali, che divide 

la citlâ di Palermo da poncnle a levante, Caseero, — 

2. Cas»aru cassaru modo prpv. retlamente, Lealmente, 

3. Ogni vaneddâ spunia a Iu cassaru, vale che nei va- 
rii modi si oltiene T intento. — 4. In marin., vale ii 
mezzo ponte della nave, che comiocia dalia parte po- 
steriore della nave agii slili, o pi6 dirilti di poppa, 
e termina alia distanza d' alcuni piedi oltre 1* albero 
di maesti^ nel le navi maggiori, e un poco all* inden- 
tro dei Io stesso albero nelle navi minori» e nelle fre- 
gate» Cauero,^li. Pani schittn e cassam» modo pror.» 
e vale che bisogna conteniarsi dei poco» purchâ si slit 
io libertă di operare senza tema. — 6. Mucidda c cas- 
saru addumalu , modo prov. , e dicesi di coloro che 
mancando degli agi necessarii» ne vogliouo conservare 
r apparenza. 

CASSA'TA 8. f. spezie di torta falia di ricotta raddol- 
cita con zucchero, con rinvolto di pasta dolce di forma 
ritonda. E sorbclto formato a similitudine delle cas- 
saie. — 2. Dicesi figurat, di donna pingue e di pia- 
cevole aspatto, Leggiadra, Avvenenle, — 3. Per mae- 
chia d' inrhiostro caduto sopra la carta, derivato dai 
verbo Cassari» Seorbio, — 4. Fari cassali e cassated- 
di , modo prov. » e vale lasciar cădere Io inchiostro 
sulla carta per macchiarla, o sia a caso o sia a po- 
sta, Fare eeorbii, Scorbiare, 

CASSATE*DDA , s. f. dim. di Cassata. — 2. Ovu a 
cassatedda» uovo frillo in un tai modo. — 3. Cassa- 
teddi di carnilivari » vivanda dolce di ricolla inzuc- 
cherata » o altro ingrediente , chiusa in certe pasta- 
delle melate » che mangiansi in carncvale , Tortelle » 
TortelUtte, ^ 5. Cui nn' appi nn' appi cassateddi di 
pasqua» Prov. e dicesi quando la cosa ^ finita, • noa 
ne esiste neppure a serbo. Trasportasi ancora al seoso 
morale» tS tutto finito, Siamo spediti, 

GASSATrNA, vedi CASSA'JA» n. 3. 

CASSA*TCJ» agg. da GASSAai, CaneellatOt CatsatOf An- 
nullato. " 

*CASSATU*NA, s. f., agg. acer. di Cassata; se deriva 
dai verbo Cassari» grandissimo seorbio. — *2. Nel senso 
di CASSA'TA» n. 2; donna adiposa, saoa» gioviale» pre- 
gevole. 

CASSATU'RA, 8. f. vedi CASSA'TA, n. 3. 

'CASSAZIO'NI, s. f.» neiruso» tribunale superiore, che esa- 
mioa neir interesse della legge i giudizii profferiti dai 
giudieanti inferiori, appo Noi appellato. Carte suprema, 

CA*SSIA , 8. f. T. bot. AcACi arabica Wild. » pianta 
che ha le spine stipulari geminate; le foglie dne volte 
pennale con cinque coppie di penne rooUijoghe; le si- 
fique falie a vezzo, e cotennose, Aeacia, — 2. Per Io 
•ago spremuto dai fratll di qaesto arbuscello. Acaeia, 
-^3. Gassia fistula o purgaoti, Câssia fistula Lin. 
pianu» che ha ii calice di cinqae foglie> cioque petali» 



CAS 



» 15fi « 



CA5 



f (re stami di sopra piii corti, î tre inferiori pib lun- 
ghi , e le antero pi ii grosse » Caaia. — 4. Cassia di 
odari. Adci f .iK<vjr5/j.Y.i L.. piania ohe ha Iu sielo 
qiiasî ariK)reo, con la !»<*orza alijiianto nora; le foglie 
bipennate; Ic fo^lioiine pic«:ole glandotose, strette, di 
an verde cupo» i fiori ginlli odoroM, Gag^a, Si dire 
Gagg)a anche ii fiore doi ia pian ta siossa. 
CASSI'TA» 8. f. diconsi (juei logni doi tolaio, clie stanno 
soiţpesi, e coiitongono in loro ii poiiiiio per cui pas- 
sano li fiii dolla teia, coi qiialc si porcuoie e si serra 
U panno, Caua, 
CA'SSU , 8. m. ia parte concava dcl corpo , circondata 
dalie costole, Ca$9o, 2. Corpa cassii, dicesi nna fe- 
rita profooda , ctie sia lanto addeotro da portar lesione 
a qnalche viscere. Trafomnte, 

CASTA'GNA, s. f. T. bot. Castanră ybscâ Llnn., al- 
bero che ha le foglie nude, ovate. lanceoiaCe» con denti 
a spga, acuţi, uncinati, Castagno. U frutto chiamato 
Castagna, si pii6 mangiar criido, ina per ruaiversale 
si cuoce in pi6 modi. - '2. Quellc che per coinmer- 
eio ci si rcano da Napoli, dai luogo chff le produce 
son detto Castagni ui lu prbviti; e sono bitflessate 
cui gnscio, ed afTuinate. perchâ si prosciughino, e si 
conservino, onde mangiarsi sonz' altra cottiirai *Anuri. 
— 3. Castagna vugghiuta cu la scorcia. Suceiola, Senza 
SC orc ia, Ca$tagna lenta, Balogia, Ballotta, — 4. Pani 
di castagna , maniera di pane che si fa colU fariiia 
delle casiagne, Caitagnaeeio, ^ 5. Castagna, detto as- 
solutamontc T. de' legnajuuli, vale legoaine di casta- 
gno. — *6. Castagna, Met., lieve trasgressione, fallo, 
trascorsOt Difetîuceh, Errorutzo, 

'CASTAGXA'RD, s.ni. venditordi casUgne, Castagnajo, 

CASTAGNE'DDA, s. f. diin. di Castagna, Cuitagnuz- 
%a, Castagnetta, — ^%. Met., vedi CASTA'QNA, n. 6, 
Tratgressioncella , 

CASTAGNETTI, vodi SCXTTAGNETTI. 

CASTAGM'NII, vedi CASTA'GNU. 

CASTAGNrTD, s. m. bosco di castagni, Caitagneto. 

CASTAGXO'LA, vedi COLCHICU. 

CASTAGNO'UJ, s. m. legnetto o travicelio di easUgno, 
Caxtagnuolo, 

CASTAGNO*LU, tgg. simile a castagna, dei colore della 
castagna, Cantagnolo, Casta gnuoto, 

CASTA'CiNU, aggiunto dei pclo deiruomo, e del man- 
t'*llo di cavallo di colore simile alia acorza della ca- 
stagna, CaitagninOt Cattagno, 

CASTAGNIJI.E'DDU, agg. loggermeiite castagniD). 

CASTA ME'XTI, avv. con castitft. Castam$nte. 

CASTE'DDU, 8. m. fortezza. rocca. Ca«(f//o. — «. Por 
mucrhio di checchessia, 3iontieeHo, ~3. Fari casteddi 
in aria, modo prov. , vale far dlsegni in aria, Mma' 
fiacearti Arzigogolare. 

CASTIDDA'NU. s. m. capitano di castello, CoMUllano. 

CASTIDDVZZU. s. m. pogg. di Castiddo» castello ro- 
vinato, Cattellare, 

CASTIDDU'ZZU. s. m. dim. di Castrddu, Coatalltieeto. 

CASTIGA'Rl , V. att. pmiire , gastigaire , Cattigan. — 
2. N. pass. emondarsi, correggersi. Cagtigani, 

CÂŞTIGATĂ, s. f. ii gastigare, Gastigamenio, CaUi- 
gamento, 

CASTIGATO'Ri A, s. f. castigo, Castigatoria, Castigaioja. 

CASTIQA'TU. agg. da Cahtigari, Castigato, 

CASTIG(illIL"Ni, s. m. sorta di frumcmo bianco. 

CASTrGU. s. m. gastigo, punizione. |N!na che si fa sof- 
frire a colui che ha fallato. Caztigo, 

CASTILLAM'A, s. f. ufDcio e dignitA del castellano, Ca- 
ii ellania, 

CASTILLA'XC. vedi CASTIDDANU. 

CASTIU^TTU, s. m. T. delle zecche, ingegno con cui 
si coniano ie moncte. Ca « ietletto, — 2. Uno degli of- 
ficl nella improsa del rog^^ /ol(o. 

'CASTIMO*NIA, s. f. castitii» pndicîzia, Catiimonia, 

'CASTISSIMAME'NTI, avr. soporl. di ^Iastambnti, Ca- 
ftiuimamentt. 



•CASTISSIMU, agg. superi, di Casw, €a»tU 

CASTITA', 8. f. quella virtfa per la quale rnomc 
da ogni turpe iibidine, totale astinenza dai 
dilotli. CaztUă. 

CASTITĂŢI, vedi CASTITA'. 

CASTORII, s. m. T. di st. nat., Castok Uni 
di poppaiiti, che hanno in ciascnna mascella 
anteriori obbliquamente acuminati; ai piedi c 
ta, ed i postoriori notatorii; la coda piatta e 
sa, Caitoro, Cattore, - 2. Per la materia c 
da certe borse nollocate nella parte posterioi 
storo, e serve come medicamenio, CaiCorio. 
tantu cam va lu castoru? modo prov. per i 
la lai cosa non costa veramente tanto, qnant 
dare ad intendere , e si pu6 agevolmente ac 

— '4. Pannu, cappeddu, nguanti di castom, 
con pelo, o pelle di cisloro. 

CASTRĂRI, vedi CRASTVRI. 
CASTRA'TU, vedi CRASTA'TU. 
CA'STU, agg. che ha castiiâ, retto, paro. Coi 
CASTURl'NIJ, s. m. sorta di panno lano leggle 
CA'SU , s. m. avveiiimento , accidente che 80| 
senza alcuna nccessaria, o preveduta caglon 

— 2. Talvolu presso ii volgo ed i pretl, Tt 
cagione fanUstîca degli accidenti che si k 
con altro nome faU), destino, sorle, fortaot» 
3. Vale anche seniplicemefite avvenimento» ii 
se non ^ aspetuto, o i alquanto fuori dell'- 
comune, Cojo. - 4. E per caduta in significa 
Io, Caso, - 5. Per la specie del fatto. Coso. 
proposito , soggetto , argomento , o simile t 
7. Tvnn. graminaticale attenente al nome« 



8. Mittcmu casu e pri casu , vale per eaeaj 
gnam ea$Om — 9. Fari casu d' una cosa» val 
so, dar importanta. Far caso, o gran cam, 
chi fu lu casu di Sciacca? Suul dirsi, qoaM) 
grandisce di troppo un qualche avvenimenio 
che fallo d' altronde scnsabile « ik caso di t 
11. A casu, e pri casu, vale per accidente, A o 
(Miriimania. — 12. Essiri ncasu. vale essar i 
pronto a tosto operare; a potersi determinar 
che risoluzione di presenie. meglio che in all 
o luogo , Al COJO. - 13. Fari a lu casu, nei 
sere a proposito, fare al caso, tomar conto» 
acooncio, Calzar$, - 14. Essiri, o nun esairi 
di lina cosa, detto assolutameiite , vale conv 
non convenire, essere giusto, o no, Addirsit 
si. - *15. Casu di cusconza, quostione morali 
ai dovori dei cristiani. Caso di eozcienza, — ' 
ram, tutto cid, che ha dcilo straordinario» C 

CASUA'Ll, agg. da caso, che ^ per caso, e no 
liberata, gîusta, e ben ponderata ragione, Cq 
2. Che accado, o si fa iobspellaiamonte, chi 
fa a bello studio e pensatainente, CasualSm • 
nuto di foriun» sonz'apparente cagione, e come 
fallo, vonnto a caso. Fortuito, 

*CASllAl.rTA', s. f. astratto di Casu, Casuah 

CASUALMK'NTI. avv. a caso, accidental mente, 
minţit. - 2. For caso, per fortuna. Fortuita 

CASU BULA, s. f. quella veste, che porta ii pn 
glialtri parainenti, qiiando celebra la messa, * 

C.VSUKA'RU. s. m. luogo dove si tengono e p 
le vacrhe por fare ii cacio, e ii burro. Casc 

CASIIJA'RI. vedi CASIA Rl. 

GASUMAI. avv. 5c fiiai, Qualora, Quando, Q 
qu9f OgnivoUa che. 

CASUiNCULA, s. f. casa piccola, e cattira, Cacii 
supuia. 

CASU'NA, s. f. acer. di Casa, casa grande, C 
taholta si dice in genere maschile: p.^e. Un 
suni. 

*CASliTTE'DDn, 8. m. dim. di Casottu, C^ 

CASU'ZZA, s. f. dim. di Casa, piccola casai ( 
Cafiiisa, CasertUa, Cas9r$Uina. 



CAT 



1» 157 t 



CAT 



CâTABrNIfULJ* Toce straniera, col terbo Calări, Tedi 
CâLVRI, n. iO. 

GAiTACA*!» parola torcbesca» sorta di barca. 

G&TACHrSIMU, Tedi GAT£GHr81MU. 

GATAGO'GGHIRI, ▼. alt. ţiugnerf, sopraggingnere, tro- 
vare, che aDcbe direnimo Accriappari, Cogliere. — 
î. Per indurre altmi con parole a credere o fare chec- 
chessia, irarre ne 11a propria opinione queila dialtrui, 
Parfuo^ere- E dict^sr in senso di cosa ginsta e convene- 
Ttlip; diTersanienle ^ pid proprio, Trappolare, Aeca- 
ia^iora. — 3. Nan lassarisi caucoggiiiri , diccsi di 
■aiAO lYTedato. sagace, accorto, Non laseiani abbin- 
Mora, nia trasporlasi anche a cerţi animali, astiili che 
Bon lascîansi cogliere, o trattare colle bnone, Esart 
•eetDCltofo. — 4. Catacogghirisilla , Andarfne eheto 
cfcafo, quatto quatto, o pure Morif. 

*CATACITGGI11I]'T1), agg. da Catacogobiri» sorpreso, 
eofto all' improviso, CaîacoUo, 

GATAGOIf'BI, o CATAGU'AIMl, s. f. loogo sotterraneo 
con mol te tombe, o luogo sotterraneo a similitudine 
delle antîche catacombe. Catacomba. — 2. Jiri a nti- 
larisi ntni li catacummi, per simil., vale nascondersi 
io laofTO , ove non sia agevole essere scoperto , Rin- 
mntmeeiani» 

QTAFA'LCU, s. ro. <iaeir edificio di legname fatto per 
la pili in quadro , o piramidale , che si circonda di 
laecoic accese dove si pooe ia bara del morto , Ca- 
tmfmleo, — *2. Per palco ad iiso di spettacoli, Cată- 
fmto, — S. Per simil. dicesi di altre cose aminassate. ^ 
eamnionCate a certa alteiza, UucekiOt Haua^ Catatta, 

GiTALBTTOf 8. m. strumento di legname a giiisa di 
leu» eon braccia da capo e da pli, ove ponesi ii ca- 
darem, e talora ii malato» per trasporUrsi» Bara, Ca- 
talatlo. 

CATAUyGNA, Ebta fatiddvzxi di laousi, o scotid- 

MrZZI Bl MABI, T. di Iwt. A/rDMSdCESf JCBTÂBULUM 

MjMurum Lin., spezie di pianta, o piuttosto di giun- 
CB, ebe nasce ne luoghi paotanosi, e marittimi, An» 
rfrofaee, Aeetabulo, 

CiTAtX>GCf B. m. ordinau descrizîooe di nomi, regi- 
iCro, moto» Cataloga. 

GâTAMBOTA, s. f. salto col capo all* ingijk, Tomo, Ca- 
fUombolo, vedi CAZZICATU'MMULA. 

CATAVE'M;* o CATAMl'NU, s. m. periodo determinato 
di tempo nel qoale conviensi di far chccchessia. A ca- 
TAVBifc, posto avY. i9\t UD poco per volu. Di ttnpo 
im 49mpo, e soole sempre unirsi ai verbi Esigiri o Pa- 
gari. Parrari a caumina, h una specie di motteggio 
^ dicesi a chi non sa, o non vuoie dir le cose alia 
^ţfttu. ma a poco a poco, o con istento, Din a spil- 
kutieo. 

€ATA11IA*BI, r. att. dar moto, far forza di amuovere 
naleosB, Muoven, Pignere^ Spign9r§. -^ 2. N. pass. 
oani flnotOt pigliar moto, Mvoversi, Agitarsi. — 3. Datlo. 
di COBB ebe non isunno ben ferme, e quasi pensolanii, 
o cbe aecennino di cădere, Tremolare, Ciondolanf Bar- 
€oUmn. — 4. Di persona che agitaşi , e tentenoa piii 
ebe flj aitri nel camminare. lltmenarn. 

XATAMIXVRISI, ?. o. pass. indtigiare a posU, DifiTe- 
ma ingînatamente, Tardart* 

CATAUXARI CATA'MMARi, ayv. pian piano, cheta- 
nente. cke non par suo faito, Catelion eateUon§, A che- 
tiektiii* — 2. Coi verbi Căminari. Jiri, Viniri, e siini- 
U, vale Lint%Miiwtam$ntef Molîo adagio. Aromi tordi. 

CATAPANA*TA, s. f. awersiiă, malivoglienza, riprcn- 
Bione, o aitre simili malavventure non sempre meri- 
tate* e ragionevoli, Ditavventura, Di$graiia. 

GATAPAM*A, s. f. 1' uflScio del cos) detto Catapanv. 

GATAPA'NU. s. m. ministre basso del magistrate dclla 
graacia,e servente degli ufiziali civili incaricati di giu- 
dicare le liti, cbe insorgono ne' mercati, e di conser- 
vare in easi ii bnon oiâine, e la polizia, Graitino. 
—2. Per simil. SgherrOf Bravaceio, Ma»»at9lt9, Ta- 



CATAPE*ZZU, pronanziasî sempre anito alia parola Pbz* 
zd: p. e. Chi pezzu di catapezzul, o Bel Iu pezzu di 
catapezzul e significa o diiutile, o. t^noronie, o no- 
eevole per buauagine^ o stupidaeeio. 

CATAPLA'SIMA, 8. f. voce grcca, proprianHente impia- 
alro atlo a fomentare , maturare , e risolvere , Cată- 
plasma; ma anche nsansi deile erbe medicinali, che 
nou sono impiastri, e per affezioni non cotanec, vedi 
ŞTUMACAXl. - 2. Fig. si appropria a persona no- 
josa, rincrescevoie, importuna, Tedioto, 

CATAPO'ZZULU . sost. m. T. bot. Evphorbia lâtht^ 
BIS L. pianta che ha la ombrella divisa in quattro 
parti dicotome, le foglie opp<iste intere, disposte in 
crocc, Catapuziat e Catapuzza. — 2. Catapozzuln sar- 
vaggiu, o CamHrruneddu cu fogghi di purciddana, Ti- 

THYMALV8 SICULUS l»OLfCOCCOS PORTULaCăB POLIO BOCC, 

TiUmaglio salvatieo, 

GATAHRA'LI, agg. da catarro, cbe cagiona catanrOi che 
i ca^ionato da catarro, CatarroU. 

CATARKATTA , s. f. T. di med., quella maniera di 
cecită, che dagli antichi h chiamata Suffutioni, e cbe 
consiste nell' essere diventata dura o opaca la lente 
cristaliina deliocchio, la qudle pcrcid va rimossa dalia 
direzioiic dei raggi visuali, Cataraîta, e Caceroffa. 
Dai moderni dicesi addeusamento del cristallino, che 
appanna pria la vista , c poi la toglie alfatto, Cato^ 
raita. ^ 2. Per caduta precipilosa di acqua , Cate^ 
ratta. — 3. Apririsi li catarratli di Iu celu, con modo 
• figurate tratto dalia sacra scrittura , vale cădere dai 
cielo gran diluvio di acqua, Aprirti U oatBratlB dâl 
eielo. — 4. Tal voi ta si preude per qualla torta inca- 
nalata , che si alza , e si abbatisa per apnre o chiu» 
dere V aperture di un sostegno, di una vasca, gora ec.f 
Cateralta. 

GATAIiUATTE'DDU, s. m. dim. dl Catabbattc. 

GATARHA'TrU, s. m. una maniera d' imposta, che serve 
a chiudcrc quellc buche fatte ne* paichi dette Botole^ 
per le qoali si passa di sotto per entrare ne' luoghi su- 
periori con del le scale o ferme, o levatoje, come sa- 
rcbbe salire per di casa in sul tetto , o per entrave 
ncile colombaje, Cateratta. — 2. Con questo termine 
son pure chiamate qiielle serrature di cittă, o fortez- 
ze, che con certe macchiue si calano e si alzaioo ad 
aprirne o chiuderne Io ingresso, ed ancora quelle che 
riteiigono , o lasciau libero ii corso alle acqua inca- 
naiate, Cateratta. — 3. Per sorta di uva biaoca mo- 
stosa da farne vino. 

CATARRA ZZU, vcdi CATARRUNA'ZZU. 

CATA'RRU, s. m. supertluitA di uraore che ingombra 11 
petto, e la testa, e scolo di esso nmore, Catarro. 

CATARRUNA'ZZU, s. m. pegg. di Catarbuni, Catar- 
ronaeeio. 

CATĂ RR UNI, s. m. acer. di Catarbu, Catarronâ, 

GATARRUSAME'NTI, avverb. con catarro, Catarrosa- 
mente. 

CATARRU'SU, agg. aggiunto di colul, che patisce ca- 
tarro, ovvero di cosa che cagiona catarro^ Calorroio. 

^CATA'RTICU i agg. T. med., epitete di medicamento 
purgative assai forte » e si pu6 dire ancora in senso 
sost., Catartieo. 

CATA'RU,. s. m. fabbricatore di secchie di legno, atti- 
gnitoi, e bugliiioli, e tinozze anche di legno a diverşi 
usi, ed d Io stesso che Bottajo, Catinajo, vedi VUT- 
TA'RU. 

CATA'SCIA, s. f. intriso di staeciatura, o di cruschel- 
lo, di untume, e di acqua, col quale si frega 1' ordito 
della tela lina in telajo per rammorbidarlo, ^oszima. 
~ 2. Per sorU di erba, vedi BRA'NCA URSl'NA. — 
3. Per altra sorU di erba, vedi GRASSU'DDA. 

GATA'STA, 8. f. massa di legne di altezza, e larghezza 
determinata secondo i luoghi, Cataita. — 2. Met. ognî 
massa, o mucchio di checchessia, Ammatso, Âmmae- 
aamenf o. — 3. Simil. quella massa di legne sopra la 
qaalc gli aoticbi abbruciaTauo i cadaveri» Cataşta^ 



tlAT 



» 168< 



CAT 



^ 4. E antieameDie eot\ fu de tta la graticoU di legoo 
in chc i martiri erano posti a tomiento, Catasla. 

GATASTARI, v. att. vedi ACCATASTA'RI, vedi NCA- 
TASTA'KI. — 2. Per iniporre ii catasto» Catastare, 
YCdi CATA'STU. 

CATA'STKOFI, s. f. voce greca, maUzioDe» passaggio 
di ana fortuna in nn' altra , Catastrofe, — 2. Presso 
i drammatici » rale' convejrsione e svoltnra , o totale 
discioglimeoto dell' intrigo nel fine dcl dranima. Ca- 
tastrofe, 

CATA'STU» 8. m. registro e stima de' bcni stabili» Ca- 
toMto, — % Per quella gravează, che s* impone secondo 
1' estimo , Catusto, — 3. £ per ii libro in cui si re- 
gistrano r^ si descrivono t beni stabili co' oomi dei 
loro possessori, Catasto, 

CATATU'MMUU, specie di fungo. 

CATECUrsiMU, s. m. insegnamento di quello, ebe dee 
credere ed operare ii cristiano per ottcnere la salate 
eterna, Catschismo, — 2. Si dice anche del libro, che 
contiene detti insegnamenti» Cateehismo, 

CATECHISTA» s. m. colui che catochizza, Cateehiita. 

CATECHISTICU, agg. istruttivu, Catechistieo. 

CATECHIZZA'Rl, y. att. far catechismo, dare insegna- 
menti» Catechit»are, — 2. Propriamente, vale dare in- 
segnamenti delle cose della religione , CateehÎMiare. 

— 3. E fig. catechizzari ad unu» vale svolgerlo indurlo 
con ragioni a fare alcuna cosa» Amtnaistrar$t Cate- 
cAisfore. 

GATECU'» o CATU*, composizione di direrse sostanie» 
ove entra sago di liquirizia» ambra» e muschio ridotta 
in masst» ed indi in pillolette» e pastiglie saporite in 
diverse forme da tener in bocea per galanteria, o per 
rimedio ai dolori della bocea, o della gola» e si fauno 
nel Portogallo, o nel le Indie orientali» Caeeiik, 

*GATECt'MENA'TU» s. m. stato di persona, che deside- 
rando ii batlesimo si U istruire a tal fine , Catecu- 

IMHatO, 

*GATECUME*NIU, 8. m. luogo, ove i catecumeni s*istrui- 
scono, e si battezzano» Catecuminio, 

GATEGU'MEMJ, s. m. nuovo discepolo nella fede, cri- 
stiano non ancor battezz4to, Cateeumeno, 

^GA'TEDRA, vedi GATREDA. 

GATEGORi'A , s. f. T. logico, ordine e serie di molti 
predicaţi» o attributi sotto a qualcbe genere sommo, 
Categoria, — 2. Dicesî che alcime cose, o alcune per- 
sone, sono o non sono della stessa categoria, per dire 
che sono o non sono della stessa natura , qualitii o 
carattere. 

GAT£GORICAME*NTI, avv. T. logico, in modo catego- 
rice, secondo la categoria, nella stessa categoria» Ca- 
tegorieamente. 

GATEGO'RICU, agg. T. logico, appartenente alia cate- 
goria, conforme alia categoria» Categorico, 

GATERNA'Ri, vedi INQUATERNVRI» e UGA'EI U- 
BRA. 

GATE'RNU, vedi QUATE'RNU. 

GATE'RVA» s. f. moltitudine di persone» o per similit. 
di bestie» Caterva, 

GATE'TERI, GATE'TIRU. e GATETRD, s. m. T. chir., 
tenta scanalata ad uso d' introdursi nella vescica per 
estrame l'orina, Cateter», 

GATI'A'RI V. n. attignera a poco a poco per quanto cape 
nn catino, una secchia, e simili. 

GATI'A'TA. 8. f. agg. da Gaturi. 

GATIGE'DDU» agg. dim. di Gatu, Seeehiella. 

GATI'NA, 8. f. legamt per Io piii di ferro fatto di anelli 
commessi , e concatenati 1' uno nell' altro , Catena, 

— 2. Per treccia, o intreeciamento, Catena, — 3. Presso 
gli architetU ^ una lunga e grossa verga di ferro, la 
quale si mette da una muraglia air altra, per tenerle 
collegate insieroe, e render saidi e fermi i loro recinti, 
e spezialmente le flancate delle volte. Si congeRoano 
f ortemente tali catene coo alcnni pezii di somigliante 
Tergi di ferro chitoiati ptletU, preaeo noi Gvati» che 



ai fanno passare per un occhio posto alle Ion 
te, Catena. — 4. Per quelle pietre di superficie 
con Ie quali si dirige, dividesi, o si serra ii ci 
to» Lastra, Lastrone. -^ 5. Gatina di montagni, 
i geografi ^ una lunga serie di montagne unite 
me, Catena di monti. — 6. Per eoliana, o tll 
dobbamenti di diverse guise e materie a simili 
di catene, Catena, Aionile, Se ne fanno d'on 
loto, e con gemme. ^ 7. Per isbarra^ serraglio, ri 
e dicesi propriamente di quelle barriere poete d 
in tratto nclle strade principali esteme» ove a 
la tassa suUe vetture e i carri destinata al rifae 
delle strade stesse. — 8. Met. giogo, servit^tjS 
gio, £ per la pena della galera, Catena. ^^ 
sommessione anche voloniaria airalirui potesli 
derii, o capricci» Lsgame, — 10. Fari na scrusf 
cătini. Met. minacciare con severită ad oggeCI 
ti mori re. , 

GATINA'ZZA, s.f. acer. e pegg. di Gatina» Cotei 

GATINAZZE DDU, 8. m. dim. di Gatinazzo.^ 
una maniera di serrame detta dai magoani Ga 
zanou MUBiscu, Lucchetto, 

GATINA ZZO'LU, s. m. serratura mobile situata e 
talmente io una delle imposte delle finestre» vm 
lelli, e simili, che serve a chiudere senia chi 
forma schiacciaia a guisa di regolo , e ve ne 
quelle » rhe possono muoversi dall' una e dai 
banda, Paletto, 

GATINA'ZZU , 8. m. strumento di ferro cosi de 
cont-atenare che fa V una imposta dell'uscio ci 
tra , fittu in cerţi anelli di ferro confitti nelli 
sta medesima, Catenaeeio, Chiavistello, Cmim 

2. Fari catinazzu, dicesi quando le arme da foe 
si accendono tuitocchi Ia pietra abbia perenei 
ciarino, Non allumarsi ii foeone, - 3. Li oalii 
Iu coddu, sono gli ossi che coUegano ii coilat 
del eolhf Catena del co//o. — 4. Livari e mei 
tinazzi , Met. essere intradue , ora asserire ed 
gare la stessa cos4» essere incDUcludente. 

GATINAZZULE'DDU . 8. m. dim. di Gatin AZio 

CATINE'DDA. s. f. dim. di Gatina, CateneUa^ 
nina. — 2. Per uno adornamenio, o spczie di 
fatto con r ago su i vestimenti, ed altro a §i 
catena, Catenella, — 3. A catinedda» posto a? 
dopo r altro » Successivamente, — 4. Di catiai 
tinedda » modo prov., e dicesi di una succeaa 
avvenimenti non sempre accidentali , ma pra 
naturalmente uno dall' altro- 

GATINE'TTA, s. f. cerţi aniesi di fii di ferro coi 
aguzze, che portansi d' alcuni sotto alle vestiae 
cagione di lorraenti e di pcnitenza, Ct7iccto, i 

GATlNrOGHlA. s. f. prop. dim. di Oatbna, I 
na, Cafenuxta. — 2. Per ornamenti da doaac 
dire un monile, Frenello, - 3. Per quelle catf 
siose, che appiccansi agii oriuoli da tasca» a 
con altri accessoiii, Pendaglio, 

GATO'JU» s. m. propriamente casa sotterraneat i 
comunemente chiamansi Gatoi le abilazioni le 
od anche molto vicine a terra. Stanţa ferrag 

CATOLIGAME'NTI, avv. con modo cattolico» pie 
religiosamente» Cattolieamente, 

^GATOLIGI'SIMU, 8. m., professione cattolica, noi 
dei cattolici, cattolicitâ» Cattolieismo, CattoUi 

*GATOLlGrsSiMU» agg. superi, di Gatolicd, i 
eissimo. 

GATOXIGU» agg. voce greca, universale, epiteto c 
Ghiesa e dei suoi fedeli, CafCo/tco. — 2. Aggii 
uomo, vale fedde cristiano, rcligioso, pio» Ca 

3. Per sacro, pio, religioso, Catto\ieo. — 4« 
Nun essiri tantu catolico, vale sentirsi alquaai 
in salute, o per Io mcno di cattivo umore. ' 

GATRA'MA, a. f. spezie di ragia nera caveta Ita 
via di fuoco dai legno del pino» che senre ad : 
tare le navii ed i ca?i per difendersi dali' ac^ 



CAT 



1» 158 c 



CAT 



i^*-^! Catrtma minerali , h qd* altrt spezie di 
^^ (simto dai carbone di ierra, Catrame mine- 
"^ 3. Dări calrama , modo prov* « por tempo in 
^^»8girindo alcuno cod parolct trallcnere» o ri- 
pP^ilcaDo dai suo pensiero. o dalia sua impresa, 
^ţl^Wa, Distuadert, Fraitomare. 
^P^ ^osu f» serie di ossi deili vertebre, che si 
^7^ dai capo sino airosso sacro, e formaoo ci6 
♦^e jl fii del reoe, Spina, — 2. Per losMlura 
*•**!> dei polii , o di altri uccellami scussa di 

Catrioito, 
f-Aş o CA'TTIDRA. s. f. propriamcnte luogo emi- 
^Uo A guisa di pergamo. dove stanno i profes- 
■9iSere lezioni, e gli oratori a orare, e simi- 
'^■o- — 2. Dicesi anche alia sedia pontificale, 
' — 3. Fig. chiamasi cattedra V officio del tal 

^* 4. E mittirisi in oatrida anche fig., vale 

KiarCf far da giudice» o comandarci Se- 
na. 

*1 • o CATIDRVU, agg. di cattedra, che ap- 
^, ^î nt^a nella cattedra, Ca(Ce(ira<e. — 2. Per 
'ţ^ cbiesa ove risegga ii vescovo, ed ii capi- 

^ 1C:U. o CATIDRA'TICU, colurche sulle pub- 
•"*^c3re legge e iosegna le scienzc, Professo- 
^*"caM(a. — 2. E per uo certo dirilto, eh* esi- 
ovi dalie chiese, e corpi morali» Catle- 



J, vedi CATATU'MMULI. 
^* a\v. voce di ammirazioue detta a maniera 
*^xione, Capperil Cappita! 
^>'^^g. donna a cui sia morto ii raarito, Ve- 

[J^ZA, vedi CATTIVITA'TI. 

2P^l' t s. m. specie di lessuto di seta di sc- 

i^fialitâ detta stracciata, e vc n* ha a tcla liscia 

Mţjli FUaticcio. 

WTTA', e CATTIVITA'TI, s. f. Vedovită, Vedo- 
w. - 2. Per forzata serviţii, Schiaviludine, 
Tfit agg. uonio a cui sia morta la muglie, Ve- 

—2. Per prigionicro, o schiavo in potestă al- 
« privo di libertâ, CaptivOf Sehiavo, 
D» s. m. T. di storia naturale. Cactus L., ge- 
'j^aote spinose, cbe offre un gran numero di va- 
fcdcte i botanici.. Catto. 
IA » s. f. presura di alcuno per ordine della 

Cslliirti. — 2. Prendcvasi anche in passato per 
in»» cbe si pa^ava ai birri per la presura, Cat- 
— 3.E taiora prendesi anche per 1' ordine stesso 
piORra, Cattura, 

A'Bl, V. att. far cattura, ii pigliar che fanno 
p Cat t urare, 

ATU , agg. da GATTURiJti , Catturato, Usasi 
I fona di sostaoiivo. 

•• m. stnimento col quale si attigne V acqua dai 
aoiterrauei accomandato jid una fune, Attigni- 
seehia. — 2. Dicesi pure uo Catu per quanto 
iiM secchia, l'na leccAiaCa. — 3. Li cati di la 
Miio gli attignitoi di quella macchina in forma 
ISfper tirar su acqua, cbiamata timpane, e tra 
\MM Sbma, Le tecchie del timpano, vedi SE'MA. 
^■ri, o jiri Gomu iu catu di la senia, Prov., vale 
continuamente attorno, o in su, e in giîi, ma 
illorquando \i ba poco, o niun protitto, ed i uno 
ini invauo. — 5. Essiri Iu catu, e la scnia, di- 
I prov. di due, che vadano sempre insieme» La 

• ti ma<erosso/o. 

lUv aggiunto di mali, e dicesi, piuttosto per bcf- 
erlo chi ^ colpito di mal di gola, cbe T obbliga 
re spesso. 

îHlA, voce di scherno, c dicesi alle femminettc 
nfima plebe, e di maniere sconsideratc, rusti- 
1 insolenţi, Ber$hineUa, 
i'AI, T« alt. Importunarej InfasHdire, Noja- 



re, — 2. In senso nentro, vale lamenUrsi sommetsa- 
mente • Mormorare. — 3. Fiii Bofhotiare , Awr per 
mal$» 
CATU'NIU, 8. m. noja, fastidio, importoniti, Molettia. 

— 2. Per Borbottamento, 

CATUNIU'SU, agg. ilnportuno, nojoso, Inereecioio, Sec- 
eatore. — 2. Per Mormoratoref Borbottatore, 

CATUSA'TU. s. m. canal murato, per Io quale si con- 
duce r acqua da luogo a luogo, Aequidoccio, Aequi- 
dotto, Condoito, 

CATUSE'DDU, s. m. dim. di Gatusu, Doceiola, 

CATU'SU, s. m. strumento di terra cotta fatto a gaisa 
di cannella , di cui si faiino i condotti per mandarvi 
Tacqua, Docctone, e ve n* ha molte dimension*4 e se 
ne fanno pure di piombo. — 2. Catusu mastru , h ii 
maggiore dei doccioni, dai quale derivaşi T acqua in 
altri minori; e per metafora intendesi Io intestino retto. 

— 3. Per similit. diciamo Gatusu ci6 eh' eccede in 
lunghezza, ed k mal proporzionato in larghezza. 

CA'VA, 8. f. buca, fossa, luogo sotierraneo, profondită 
di luogo scavato, e dicesi di molti luoghi cavernos! 
da dove si estraggono e si raHioaDO delle materie buone 
agii usi della vita, e al rommercio. Cava. — 2, Cava 
di săli, Salina. — 3. Cava di sulfaru, Solfanaria. — 
4. Cava di rina, di crita, di petra, di tufla, e simţ- 
ii, Cava. 

GAVADDA'RU» 8. m, propriamente guida di cavallo da 
carico , CavaUaro. — 2. Per corriere , Cavallaro. — 
3. Per chi aflitta le bestie da soma, e anche da sella. 

GAVADDA'ZZU, s. m. pe^g. di Cavaddu, cavallo cat- 
tivo« che si dice anche Rozza pronunziato con z aspra, 
Cavallaecic. — 2. La vanedda di li cavaddazzi, chla- 
miamo ii luogo ove trasporiansi , e si scorticapo gli 
animali morţi della specie cavallina, molto rimoto dalia 
cittâ. 

CAVADDrGNU, agg. a soraiglianza di cavallo. A la ca- 
TADDiQNA posto aw. a modo, sccondo ii farc dei ca- 

valli" 

CAVADOrNU, agg. di cavallo, appartenente a cavallo, 
della specie del cavallo , CavalUno. — 2. Musca ca- 
vaddina , dicesi quello iosetto simile ad una mosca, 
ii quale ^ solito infestare Tano dei cavalli. e di al- 
tri ah ima li di tale specie, ed ancora i bovini, Mosca 
eulaja, £ per similitudine dicesi di pcrsona, che ti ştia 
sempre attorno. Masca eulaja. — 3. Cavaddina assol. 
â la pelle concia del cavallo. 

GAYADDISCAME'NTl, aw. ignoranlissiniamente, scioe- 
chissimamcnte, con gran balordaggine, Zoticamente. 

•CAVADOrsClJ, vedi CAVABDINU. 

CAVADDI'TTU, s. m. dim. di Gayaddu, Cavalletto. — 
2. Per simil. ogni strumento da sostener pesi, che sia 
fatto con qualche similitudine di cavallo, Cavalleito. 

— 3. Per quello arnese ove si fao cayalcare i malfau 
lori per esporli al pubblico scherno in ţuogo frequen- 
tato. talvoUa con frustatura, talvulta no, Gogna, Ca- 
valUtto; oggidl tal pena non 6 in uso. ~ 4. E per quello 
ove si fermano i guernimenti, e gli arredi dei cavalli 
per potersi agevolmcnte pulire, e rifare, Cavalletto^ 

— tt. Per r altro dei muratori, vedi CAVALH'TTU. 
CAVADDO*RIU, aşg. da Cayallo, voce di scherzo per 

dinotare cosa, cbe in qnalunque modo abbia rapporto 
eon cavalli, Cavatlino. 

CAVADDO'TTU, 8. m. ravallo di mezzana grandezza, o 
non pervenuto a tutto ii suo accrescimcnto , ma ga- 
gliardo e di buona figura, Cavallotto. 

CAVADDU, s. m. T. di st. nat. £quus L.i genere di 
poppanti , che ha sei denti anteriori in ciascuna ma- 
scetla; i superiori ritti o paralleli; gl' inferiori pid pro- 
minenti; i canini solitarii , e distanţi si dagli ante- 
riori, che dai molari; i piedi coq unghia solida, e tra 
le gambe posteriori due poppe , Cavallo , Destriero , 
Paiafreno, — 2. Cavaddu baju , dicesi quand' ha un 
mantello di quel colorc tendente al rosso fosco; e che 
secoado le sue differenie bâ dice cbiaroi scuro» casta- 



CAY 



» 160 < 



CAV 



gno, ftioMto^ laTalo, bmciato • dorato, Caval haio, — 
3. Ca?adda nsainatu , dicesi di quel cavallo che ha 
an mantello di color grigio e la tesla riera, Cavatlo 
a eattezia di moro. — *4. Gavaddu fasola, o causolu , 
dicesi di quel cavallo cbe essendo d* aliro mantello, 
ha i piedi segnati di bianco, Caval balzano, Causolu 
d' UQU, di dui, di Iri ec, Balzano d tin pt0de, di due, 
di tre ac. -- 5. Gavaddu di rarrozza, dicesi di quei ca- 
Talli addetti a tirar ie carrozze. Caval da tiro, da tre- 
na , da traino. — 6. Cavaddu di la mânu • dicesi di 
quel cavallo che nclla carrozza si lega alia dritia del 
cocchiere. — 7. Cavaddu di la sedda , dicesi di quel 
cavallo, che nella carrozza si lega alia manca del coc- 
chiere. — 8. Cavaddu di sedda , o di coscia , dicesi 
di cavallo da cavalcare. — tf. Cavaddu scugghiu» ra- 
?aUo che 6 stato castrato. — 10. Cavaddu facciolu. di- 
cesi cavallo che abbia per Io lungo dolla fronto ana 
pezza bianca, Cavallo sfncciato. — 11. Cavaddu lar- 
i>u» vale di mantello giallo scuro, Cavallo falbo. - 
12. Cavaddu macchiatu , dicesi di cavallo quando h 
roacchiato a pezzi grandi di pid d' un colorr» Caval 
macohiato, — 13. Caraddu muschîatu , direşi di ca- 
vallo ii cui mantello sopra li bianco ha sparse alcune 
macchiette nere a g >isa di mosrhc , Cavallo leardo 
mottaio, — 14. Ca^nddu mirrino, c»vallo di mantello 
. color bigio. - 15. Cavaddo mirrinu arrutatu , dicesi 
di cavallo che sia di mantello bianco con macchie ne- 
M» Cavalio leardo rotato, — 16. Cavaddu mirrina cor- 
YOf spczie di mantello di cavallo leardo assai scuro. 
— 17. Ga? addo murcddu , dicesi di cavallo di man- 
tello nerOi Caval morello. - 18. Cavaddu palummn, 
fi dice del mantello di quel cavallo che sia di color 
bianco, Cavallo leardo, — 19. Cavaddu sardiscu, razza 
di cavalli piccoli di statura, ma gagliardi e animosi, 
che nascono e si allevano in Sardegita, c se ne fa traf- 
fico. Caval iardesco, - 20. Caviiddu saura, aggiunio 
che s\ dă a' mantelli di cavallo. di colore tr« bipio e 
tani» Cavallo sauro: Sauni chiaru, Sauru mitallinu, 
e simili, accennano diverse spezie in che si divide ii 
color sauro, Sanro ehiarot Sa»ro abbrucialo. — 21. Ca- 
vaddu Btaddizzu. agginntodi cavallo, vale stato assai 
in sul la stal la, setiza essere stato ni adoperato n6 ca- 
valcato , Cavallo zlaltkn. - 22. Cavaddu fraciuni , o 
fruscioni , sorta di cavallo con certe barbette ai pie- 
di, Caval frigione. — 23. Cavaddu sarvaggiu, cavallo 
che Don h ancor domato, e noo conosce cavezza, ni 
morso. Caval d' armento, — 21. Cavaddu stidda. i ag- 
gfunto di cavallo che abbia nella fronte alcana -mar- 
chia bianca, Cavallo itellato. — 25. Cavaddo cu Torie- 
chi e la coda taiţghiata. Cortaldo. - 20. Cavaddu di 
varda, o di carricu. Caval da ioma, o da basto. - 
27. Cavaddu marinu, T. di st. nat., animale anfibio 
della grandezza dl un buc , col quale ha comune la 
cortczza e grossezza del le gambe , col pii fesso. Ni- 
trisce come ii cavallo. U suo corpo i roperto di un 
cuoio ncriccio, durissimo e senza peli« toltooe ii miiso. 
La saa bocea h armata di denti saldissimi, e la sna coda 
e simile a quella del porro; abila nel Nilo e in altri 
luoghi deir Africa, Ippopotamot Caval fiumaticot Ca- 
val marino. — 28. Cavaddu di cursa, Corsiero, Bar- 
bero, vedi GIANNE'TTU. -29. Cavaddu di razza, Stal- 
lone , Ronzone. — 30. Cavaddu di lueri , Caval da 
nolot o da vettura, — 31. Cavaddu, Met., vale scioc- 
co, meicnso, Insensato, Sciabordo. — 32. Cavaddu ap- 
pagnusu , dicesi di quello che ombra , Ombroso, — 
33. Cavaddu caucTaturi, che lira calci, Caleitroso. — 
21. Per uno dei nczzi fatto a guisa di cavallo , ondc 
si giaoca a seaechi, Cavallo, — 35. Cavaddu rislivu, 
dicesi dei cavalli quando non vogliono passare avanii, 
Bettlo, — 36. Cavaddu chi va di purtanti, che ha nn*aii- 
datura di passi corii , e veloci mossi in coutratlem- 
po» Che va d' ambio, o di portante. - 37. Cavaddu 
nsignatu, ammaestrato dai caval lerizzo, Caval di ma- 
neggio. - 38. Gavadda pigghitta di spaddi, eke ha le- 



sione alle spăl le cagionata da soverchio affjil 
to, o da percossa, Spallato, — 39. Cavaddu Ihi 
domitOt Inobbediente , Atealcifronfe. — 40. ( 
cu Iu fausn quartn. ofTeso neir unghia del m 
chiamasi tra noi Faubu quartu, ed h uoa fes 
scendcnte verticale sopra V unghia * che ne i 
la forza , e dă moUo fastidio air animale. — 
vaddu pri noiti, pri strapezzu, o pri malatea] 
MARRU'NI, n. 3. - 42. Cavaddu di carreua, 
per poitare a vettura. Carat vettwreggiant^m^ 
vaddu di rispeltu, h quello che usasi recavp c 
la bardatura nelle grandi funzîoni a richieaUi 
gnori, qualora 1' altro che han cavalcato aveai 
male.— 4i. Cavaddu arrasaiu, i di cai deoli 
a tutlo r accrescimento non lascian discerneri 
etă, Agnomoni. 45. Cavaddu scausu, iVo» 
e pu6 dirsi di qnelli non han mai avuţi fen 
quelil che nel cammino gK abbian perdoti. — 
vaddu piffghiatu di pettu, infermo di bolaaiţg 
con dlfflroltă respira. Caval boleo. — 47. Cai 
bonn laniUf diciamo quello ii di cui corpo h bl 
cd ardente e gagliardo. - 48. Cavaddu scarm 
ha gnaste le anche, Slambato. — 49. Cu' alrif 
so cavaddu* nun si chiama ragazzu, Prov. , ac 
mette Ie mani in certe cose di proprio scrvigi 
non contento de' garzoni, non merita ii mal i 
fante, c ii vero fanteggiaro i altro. — 50. Oil 
vaddu sipnltnra aperia, Prov. per significare 
e gravi perijţli a cui va iheoniro ogiiun che 
e Ic moliissîme vite per tal eagione troncate. 
eorrente ifpoltura aperta, -^ 51. Nun curriri 
( avaddii , Met. , vale andar a rilciito ncllo a 
per poca sufficienza — 52. Melttri a cavadda 
giu, na machina. un oniignu ec., T. dcgli artil 
ter su, niettere insicme le diverse parii di ci 
sta. Montare. II suo contrario. cioî separare 
di chetThessia, dicesi Smontare, vedi CAVAl 
e SCAVARCA'RI. - 53. Cavaddu raliu , chi 
quello che alia sola vedula. o anche aii* odoi 
cavalla si commuove, si divincola, e non rîs| 
îl freno, spesso eon perirolo di chi ii regge.— 
vaddu duci di musso, Facile di bocea. Dura 
su, Duro di bocea. — 55. CUvaddii per soita d 
per correzione. che dassi agii şcolari sbadati» 
cerlo numero di sferzate sulle chiappe, facen 
ner fermi sopra le anal le di un allro , che n 
gna i polsi. - 5». Aviri un bonu cavaddu. mod 
e vale trovarsî in grande comod ilă , e sicni 
57. Cavaddu a la sdossa. Caval nudo , o aaa 
«I. - 58. A eavaddn dalu nun eircari sedda, 
non bisogna giiardar nel sottile quando si rice 
cosa gratuitamente, ma piţiliarla com' k* A a 
note non »i guarda in boeea, — 59. A cava< 
gru muşchi. Pmv. eh' exprime l'abbandono in ( 
un animale giă inutile al servizio: e per mei 
sporta ad uomo povero e avvilito.— 60. Cavadd 
figniisu mori magru , Met. , non si dee esaej 
schifillosi nella srelta de' cibi per paura di. 
sporcizia; e chi si contenta delle eosc sole, i 
non abbia tocche, * nel perirolo di non lale 
^uindi smagrare. - 61. L'occhiu di Iu patimi 
l'i cavaddu, Prov., alia nntrizione de' cavalli 
vigilare presenzialmentc ii padrone, per noo < 
fraudam sulle provende; e per simil. dicesi di 
rimenia una speciale influcnza da taluno» eh 
decisamente giovargli; ed in senso metaforic 
che bisoîfna rivederc spesso , c con diligeoii 
8ue chi brama di ben conser varie , L" ocehio 
drone^ o del nignore, ingraeta ii cavallo. — •î 
vaddu di la morii, caval magro, di pelle» e o 
rognot Rosza, — 63. Jiri Iu pusu comu nn < 
detlo per simil. aver nulsaziono troppo forU 
Ieraia o per violenza ui febbre, o per istono 
airaordinario. — 64. Gavadda gasUoiata ci k 



CAT 



» 161 « 



CAV 



In, Prov., per sigoifieare, ebe la iavidia, la mabvo- 

{rlieDza 9 e la imprccaiionl atesse 1100 solo non han 
ona di naocerct ma son lalora compaţ^ne di prospe- 
titkm — 6K. Eaairi a cavadda , Met. , aver le suc cosa 
lica disposle, a aufficienxa laie da nou esitare ani prc- 
leso erenlOt fisars a cavallo, •— 6. Gavaddu umhru- 
fo» detio per timil. ad nbmo» molta inclinalo a teme- 
itt e dabbiare di ogni cosa; che facilmcnte sospetia* 
ad hm pian aeoxa giosta cagione. Fantastico, Om' 
kroMO» 

G4YADDDN A*ZZn» a. m, pegg. di Cavaddcni. 

OâTADDU'NI» a. m. acer. di Gataddu» Cavallone, ^ 
&i Per quel gonfiamento delle acque , quando o por 
fcnii» o per crescimeoCo si soUerano ollre l'usato, Ca- 

CWADDU'ZZIJ , s. m. dim. di Cavaddu , Cavallelto, 
X CafadduxzB marinu, T. di st. nat, SriteyATUs hip- 
apcAmrcs L.f p^iolino» o piutiosio insetto di mare, 
eke anche dicesi cavallo marino, per avere iiel capo, 
■el coUo inarcato , e nel ventre una tal quale rozza 
aiailiuidîne di cavallo. 11 suo corpo 6 ispido; e for- 
BMlo qaasi di sqoame spinoae, spezialmentc la coda, 
la qoale teode al quadrato; ed i nella aua estremită 
ripicgato, Cavallo marino, Ippoeampo, 

CiTADE'NTI , ş. m.. cbi per arte cava 1 denti allrui , 
Cawid4»iL " 2. Arnese di fcrro per tor via i donti, 
Cane^ Cavadenti, 

GiYA'GNA, vedi FASGE'DDA. 

CâTAGNE*DDA, dim'. di Gavagna. 

CiTAG.^O'TTA, vedi FASCE*DUA. 

CATALGA'NTI, vedi CWARCA'NTI. 

CiVALCA'Bl, vedi GAYARCA'RI. 

iJLYALGA*TA, vedi GAVARGA'TA. 

CAYALCATU'RA, vedi CAVARGATU'RA. 

CAYALffRjLf a. f. moglie di cavaliere, CavaltBra, Ca- 



CAYAL£'RI, s. m. dicesi colui che t omato di alcuna 
diainili di cavalleria , Cavaliere. — 2. Si dice anchc 
ooloi che vive caval lercscamente, alia grande, con In- 
itro e da gentiloomo , e i secondoseniti delle fami- 

Slie Dobilif Cavaliere. -> 3. Cavaleri di curţi, vale uomo 
i torte. Cavalier di corte, — 4. Cavaleri erranti, di- 
eonsi da* romanzieri quelK d* on immaginario ordine 
di cavalleria che per istitoto doveano dtfende re gli 
•ppraaaif e proteggere specialmente le donne. Cava- 
bari errarUt. — 5. Cavaleri nata npagghia, modo prov., 
e vale signor da huria, Signor di maggio. — *6. Per 
•aldato a cavallo, Cavaitere. — *7. Cavaleri sirventi, 
Cmomlier cT amora. Cavalier t§rvente, — *8. Negii scar- 
chi, Gatalkbi significa pezzo, che anco diaesi caval- 
lop Cavaliere, 

*CAYALIRA*TC, 8.m.. dignită di cavaliere, Cavalierato. 

'GAYAURISGAMENTI , iw. a modo di cavalieri , da 
■obile» Cavailereecamente. 

CAYAURI'SGU, agg. da cavaliere, di cavaliere, attenente 
• cavaliere» nobile, generoso» CavoZ/ereJco. 

CAVAUROTTU, s. m. dim. di CAVALiai. 

CATALIRU'KI , s. m. acer. di Gavalbii , gentilaomo 
gnode o d' alto alTare, Cavalierotto. 

LkTAUBITKIr a. m. acer. di Gavalbri, vedi SIGNU- 
RU'M. 

uAYAURU'ZZU, 8. m. vezzegg. di Gavalbri, Cava- 
Unrino, 

^YALLARrA , s. f. milikia a cavallo , Cavalkria. •— 
"S. Per grado di cavaliere, ordine, o adunanza di ca- 
f alieri* Cavalleria, — '3. Libra di cavalleria, roman- 
ii, che oarrano le prodezze, o gli amori dei cavalieri 
enanli, Aoauinaî di cavalleria, 

CAYALLARfZZA, s. f. nome dalo alle aulle magnifi- 
eaoMote arcbitctlate, ed ove tenşonsi numeroşi caval- 
li, Scuderia. — *2. Per V arte di maneggiare, e am- 
■aestrare î ca valii, e d*inseffnarla altrui, Cavallerixza. 

GAYALLARrzZU » •• ro. coTui che esercita e ammae- 
iira i cavalli, e înaeţoa altrai a eavaleare, Cavalle- 



riizo, --2. Per grado e dîgniti di eorte di colui oho 
ha la cura generale de* cavalli del principe , Caval- 
ier izio. 

*CAVALI.ETTA,~ s. f., animAletlo simile al grillo, Ca- 
valletta. Lăcusta, 

*CAVA1X1GG£'RI, 8. m. soldato a cavallo armato alia 
leggicra. Cavalleggieret Cavalleggiero, 

CAYALLrNA, s.f. ingc^nno o doppiezza, CavalUtta; onde 
Fari na cavaliina a unu, vale ingaonarlo con doppiezza 
e con astuzia, Fare una eavalletta a uno, 

CAYALLl'TTU, s. m. T. delle arti, rio6 quei legni con- 
fitti a gnisa di trospolo con quattro gambe , sn quali 
i muratori fanno i ponţi per fabbricarc, Capra, 

CAVA'LLU, vedi CAVVDDU, figura dcllc carte da gtuo- 
co, e degli scacchi, Cavallo, 

GAVALLUNI, vi'di CAVAUDIINI. 

GAVARCA'NTI , agg. verb. colui che guid'i , s^Liodo 1 
. cavallo, la prima coppia dei cavalli delle mute, Ca- 
valcante. Val pure ajutante, garzone di coc cb icre. 

GAYARCA'RI, v. att. e n. andar a cavallo, far viaggio 
a cavallo, Cavalcare, — 2. Per maneggiare 11 cavallo, 
Cavaleare, — 3. Vale anche esscr supra ogni altra cos» 
dovc si ştia sn a cavalcione, o che s' accavalci, come 
si fa ii cavalbj, Cavalcare. - 4. Per soprairare, star 
di sopra , signorrggiare , Cavalcare, — *5. Termine 
delle arti, vedi MINTA'KI, n G. 

GAYARCA'TA, s. f. truppa o moltitudine d' uomini adu- 
naţi insieiiie a cavallo, o siasi iu canipagna od in cit- 
tă, Cavalcata, 

CAVARCATL'RA. s. f. bestia che si cavalca, bestia da 
cavakarsi, Cavalcatura, 

'CAVARGATU'RI, s. m., rialto per montare a cavallo, 
MontatojOf Cavalcatojo, 

GAYA*Ri, V. att. levar la cosa donde ella si trova. Ca» 
vare , Trarre, - 2. Parlandosi di pastumi tagliati in 
foggia di bocconi o morselletti, appellati gnocchi, vale 
assottigliarli leggermente con li pulpastrelli, onde ren- 
dergli piii eocitoi. Dicesi pure dei maccheroui, o al- 
tre simiii paste. — 3. Per Ricawire, Ritrarre, — ^, Ga- 
vâri r occhi ad unu, vedi SCIPPA'RI, n. 7.^5. Ca- 
vari sangu, vedi SAGNA'RI. 

GAVA'TA, 8. f. r azione stessa del cavare, Cavata. — 
2. Cava la di sangu, ii cavar sanguc, 5alasto.— 3. Prcsso 
i musici, vale l' atto di trar con maestria U auono da 
uno stmmehto, Cavata, 

GAVATA'CCl, vedi SGLPPATA'CGI. 

GAYATI'NA, 8. f. T. mils., aria breve, senza ripressa, 
n^ secouda parte, Cavatina. 

CAYATU, agg. da Ca vâri, Cavato, — *2. In forza di 
aost. spazio cavato, o incavato, Cavato, 

GAYATUNA'ZZU, 8. m, acer. di Cavatuni. 

CAYATUNE'DDn, 8. m. dim. di Cav atom. 

CAYATU*Nl. 8. m. sorU di pasU a foggia di tubo. 

GAYATU*RA, 8. f. T atto del cavare, ed ii aoleo, e la 
impreasione che ne rimane, Cavatura, 

*CAYATU'RI, V. m., che cava, minatore, Cavatore, 

GADCrA*RI, V. n. trar dei calci, Calcitrare, Scalcheg- 
giare, 

CAUGI*A*TA, 8. f. ii. calcitrare, Caleitratione. 

GAUGIATU'RI, 8. m. agg. a bestia, che tira calci, Cair 
citroso, 

GAUCI'NA, vedi QUACINA. 

CAUGINARU, vedi QUACINARU. 

GAUCINA*ZZD, vedi QUAGINA'ZZU. 

CAUCrsi. vedi QUACrsi. 

GA'UCIU, 9. m. percoasa che al dâ col piede, Calcio, — 
2. Tirari un pani di canei, dicesi del cavallo che tira i 
calci a coppia, Sparar calci, — 3. Dări nncauciu, Met., 
vale respingere, o discacciare con isdegno, Hibutta- 
re, Yale pure disconoscere, abbandonare immerilamen- 
te. — 4. Jittari canei. Met., vale far resistenza ai su- 
periori, repugnar d' iţbbidire, resistere contro alcuna 
forza, Calcitrare, Dicesi anche di persona infingcvolc 
ehea qoando a quando offeDda allorchd meno si aspctta. 

21 



C4U 



» IGS c 



CAV 



CA'CDA, s. f. dicesi V infocar cba si fa del ferro ncUc 
fucine per poterlo operare. — 2. Dări na catida ad anu, 
in met., vale ingiuriarc, mordere con parole, Rampa- 
gnare* Bimbrotîare, — 3. Vale anche Burlan, 

CAUDICE'DDU , s. m. caldo piceolo , Caldueeio , Cal^ 
dicciuolo, -^ 2. Agg. alqaanlo caldo, tiepido. Caldeh 
tOf CalduccUf, 

CA'UDU , s. m. calore , Caldo, — *2. Vecmenza attiule 
di una passione, Caldo. — 3. Esstri in caudn» vale ve- 
nire in Jussurio, andar in amore; e dicesi de* cavalli» 
de' câni ed altri animali, Estere, o venire in ecddo, 

GA'UDd, agg. che ha calore, Caldo, --2, Per meiaf.. 
vale cho ha ii ?igorc ed ii brio, Caldo, -^ 3. Per vio- 
lentcmente coromosso ed iocitato, alTettuoso. fervoro- 
so, Caldo, — 4. Per messo in ardenza, Caldo, Aceal- 
dato, — 5. Per pronlo,- d' animo ardente, Volontero- 
so, — G. Per iracoodo , o che racilmenic va in colle- 
ra , Caldo, — 7. Per vcemcnte , Caldo. - 8. A sanga 
candii , propriamente si usa parlando di chi ricevuta 
ferita, percossa, o sîmile, nun ne risentcsiil pnuto tutta 
la forza, e per similil. diciamo d' ogni cosa che senza 
pcnsarvi avanti , s adoperi subitamcnte e sal fatto, 
A sangue caldo, — 9. AIcntri In Icrru â candu si sti- 
ra, vcdi FERRU, numeri 17, 18. - 10. Farila cauda, 
vale farc una cosa subiio subito, Farla caldo caldo, 
— H. Dariccinni una ciuda, e una fridda, vale darne 
dcllc buone c delle aspre. — 12. Moltiri ncaudu, par- 
landosi di vivanda o altn>. Scăldare, 

CAX'Di: CA'UDU, postn avv. vale Tostamenle, Subita- 
mente, 

CAUDULIDOU. vedi CAUDICE'DDi:, Qgg. appena cal- 
do, tepidOy Caldetto, 

CAUDURA, vedi CAUrRA. 

GAVE'RNA, s.f. luogo cavo, profondo, e sotterranco» Ca- 
verna, 

GAVE*SA, s. f. Capo. —2. Per acutczza d' inventare, o 
d* apprcndero checchessia, Ingegno, 

GAVIALE'DDUt s. m. dim. di Caviali. Piceolo capitale. 

r4AVIA'LI, s. m. vedi- CAPITA'LI. — 2. Per le uova del 
pesce storione , che vengon salate in alcnne botli di 
Moscovia, d' Amhurgo, e di Cuslantinopolî, Caviale, 

CAVIGUIIIA, 8. f. piceolo legnetto a guisa di chiodo, 
Cavicchia, CavicchiOj Catfiglio , Caviglia,^2, Per 
pozzu di legno, ferro, o altra materia piu sottile da 
una ipsia, che dall' altra: per turare i buchi, o bocche 
ad impedirc 1' uscita, o 1' ingresso di qualche fluido, 
Zaffo, ^3. Met. piccola faccenda. Faccenduzzaf Fac- 
cenduola. ~4. Legnetto congeţcnalo nel manico del 
liuto, <J d'allro s(rnmenlo siniile per attaccarvi le cor- 
de, Bisehero, BiscliereUo.— '6, Caviggiii si chiamano 
ii(?' clavirenibali, ar|)e, e simili, quei ferri, cho vi st 
f-onliccario per avvoltarvi atlurno le corde» Pironi,—- 
(). Quclli degli alui strumenti da corda» e che non 
son di ferro , Bisoheso , Biicherello, — 7. Circari ca- 
vig;;hi, vale oppor somprc pretesti» o difficoltA , Ca- 
nllare. Sofisticare, — S, Ju metto cavigghi, ed iddu 
fa pirlusa, modo prov., che vale: qnanto piîi disf6 le 
sue dinii-oltu lanio piîi ne irova delle nuove. — *9 T. 
(lei tessitori, pezzo che fa porte del telajo. 

CAVlGGilIE'DnA. s.f. diro. di CAViacuiA in tutti i lensi; 
c per lrj,'nt*Uo, Caviglietta, Cavigliuolo. 

*(:AYiGr,iiio7ZA, s. f. T. dei tessitori, uiio degli orde- 
frni, clx' siTvuno all'arte del tesseraiidulo. 

CAVl(J(înir.\A*ZZU» s.m. acer. o pegg. di Gaviogoium. 

CAVIGGIIIUNK'DOII, s. m. dim. di CATicGUitsi. 

rAVlGGIilL'M. s.m. piceolo legnetto aguzzo a gulsa di 
(hiodi) ii quale si iicca na muri, o in terra, per ser- 
vi rseue a diverşi usi, Piuolo, Appiccagnolo, 

*(:AVI(i(;iin:sE'l)DU. agK- dim. di dvicGUiusi'. 
CAVItiGllIUSrssiMC, agg. superi, di Gavigghil'SU. 

MUVirilWlllISU, agg. delta di persona, chi per costume 
da noja, e imţiacci con iniportunitâ rincrescevolc a 
4 liicrhrssia, e sront(Mito rcsta di lutti, Impacciatore, 
Fastidioto, Hakonoscvitt, Femm. Impaceiatrice* -^ 



*2. Detto di cost, affare, negoiio, sign. aspro» mala- 
gevole, nojoso» ImpaeeismUf BrigoMo, Imbrogliato, 

*GAVIGGHIUSU'Nl> agg. acer. di Catig6Bicsc. 

G.\VILLA'Ri, V. n. inventar eagionf false» che abbitoo 
sembianza di veritA , cercar di sopraffare la Tentă» o 
Tavversario con cavilll» CaviUare, 

GAVIU.ATRI'Gl, verh. fero. che cavilU, Cavillatri€€. 

GAVILLATU'KI, verb. inasch. che cavllla» Cavillatmn. 

GAVILLAZIO'M» s. f. ii cavillare , sofisma, argomaBtOi 
che ha in s6 fallacia, Cavillaxionet CavWom 

CAVl'LLU, 8. m. vedi CAVItLAZIOTn. 

GAVILLUSAME'NTi, aw. con cavillaiione, CamJloiB» 
mente, 

GAVIU.USE'DDU, agg. dim. di Gatiilusu. 

CAVILLl}*SU, agg. che usa, o contiene cavillazioiM, Cpf 
villoio, 

GAYIO'LUi 8. m. T. di seherno, persona gnnde« disadtl- 
ta, e svenevole, Penotuiecia, CaaaceiOt Ptrmmeionâ* 

GAVIRXE'DDA, 8. f. dim. di Gatbrn a, CaMTfMllo, Cft- 
vernuixa, 

"G.AVIRNUSITA'TI, 8. f. astratto di GATmnutu, Cavm^ 
nosită, 

GAVIRNU*SU, agg. pieno dl caverne, o di caviU, foto 
a modo di caverna, Cavemoeo, 

CAVIULAZZU, pegg. di Gayiold, Diiulilaecio. 

GAVlCLU'Nlf acer. di Gatiolu, MiUnsittimo. 

CAULICEDDI, vedi GAVULICEDDI. 

CAULICE'DDU, vedi GAVUUCE'DDU. 

CALLI DDl, vedi CAVULI'DDI. 

CAULINA, vedi CAVUUNA, 

CAIJLU, vedi CAVU'LU. 

CA1ISA, s. f. lite, Cauia. —2. Per cagione, motivo, •■- 
tore, principie, Caută, — 3. Per uoa partet ^ *^ 'i'* 
mcih de' calzoni, vedi CA'llSI. 

^CAUS.A LI, agg. di Gacsa, CauitUe. ^ *9. Ghe tale a 
espriuiere la cagione della cosa, oiide si paria» CoMoli. 

'GAUSALME'NTi, avv. con cagloDc, secondo ragiOM, 
Cautalmente, 

CAUSAXTI, vedi QUASA'NTI. 

GAUSARE'DDU, vedi QUASARE*DDU. 

GAUSA'RI, v. au. dare occasiouo, Cantonare; e par cal- 
zara verbo vedi QUASA'RI. 

GAITSA'RU, vedi QUASA'RU. 

GAUSARUNI, vedi QITASARU'M. 

GAl'SA'TU, agg. da Caijsari, Cagionato, OeMffonelo, 
vedi QUASA'TU da Quasari. 

GAUSATirRI, vcdi QUASATU'Rl. 

CAIJSETTA, vedi QUASETTA. 

GA'i:si, s. m. quella parte del vestite, che cuopre dalia 
cintnra al ginocchio, ed ora sino alia malleola, a fone 
piugiu,ond'â divisa in due pczzi, Calzoni. — %, Noa 
sapirisi aflîgghiari ti cansi, vale esser troppo raganOf 
e inesperio, Bamboecio imperito, — 3. Cararlsi li caoii, 
vcdi CACA Rl, n. 3.-4. Aviri li causi, detto di donaa, 
esser virile |>cr naturale ingegno, e piii sovente padva- 
iie^'ţşiare in casa, ove i raaschi sien tangheri, Av§rk 
bracke. Portar le brachâ, ^ 5. Causi caiisedda, Tedi 
CA'VU CAVUSE'DDU. — 6. Gaiisi di sotta, braclw di 
tela, che si portano sotto, Mutande, Sottocaltoni. 

GArsrDlCi:, s. m. quogli che tratta, agita» «In qoalfi- 
vo^lia modo difende causa giudiziale, Caueidico, vedi 
PATROCLNATlîRl. 

CArSlTTE'Rl. vedi OUASITTE'RI. 

CVi:siTTirM. vedi QLASITTU'M. 

CAUSCDDI. vedi QUASU'DDI. 

GAU'STICU, 8. m., e agg. T. cbir., sorta dl roedicamcnlo 
estrinsero, che ha forza adustiva, Cauttioo, — "2. Fig. di- 
cesi di persona che biasimaaltrui,.ffordirora,Frfss«iitf, 
Mordace, — *3. E per coloi, che iaacîandosi pieadafe 
da impazienia, torna intratcalnle, l/mort causîito. 

GAi:SU>E'DDi, vedi giJASUNE*DDI. 

CAL'SU'M, vedi QUASU'Ni. 

CAL'TAME'NTI, aw. con eautela, sagacemcDie, predeaie» 
meoie, giudixiosamente» CautamtnU. 



CAU 



» 163 « 



CAZ 



I. f. tccoruiza, Mgacith, diligenzi. Cautila. 
i legali vale sicurU» caaxione, Cauula, — 
neixa, difesa. Cautela, — 4. Por la caria 
»fe sta scriila Ia cautda, Chirografo, 
If .T. au. e n. pass. assicurare» Ccmtelare, — • 
coDdersi, o sottrafâi alia foraa pubblica» £a« 

Uf agg. da Gactblari, Sicuro, CauUlato, 
Iff «gg* caulo, circospctto» rattenuto» Guar- 

s. m. T. chir. incendimento di carne « con 
ite, o con i'aoco morto, ciie dicesi anche rot- 
eeso, Cauterio, Cautero, Boltorio, 
r« aceorta» pensalo, sagace, prudente, gaar- 
uto, 
, cavitlif incavalura* cosa concava o scavata, 

Terra, del giuoco delle palie, colpo di palia 
r Ispîngerla fuor della data linea faita oel 
kl giuoco. — 9. Per la forma nella quale si 
Formansi le Ggarc di gesso o di terra, Cavo» 
SB'DDU, posto avv. coi vcrbi Purtări, Jiri, 
si dice quando duc î intrccciate fra lom le 
kano on terzo, che vi si roctte sn a şedere, 
%o a predelline^ o a prtdelluccB, 
edi GA'UDU. 

iDi VE'RI, T. bot. Brassicâ cămpestus L. 
ntanea, che nasce per Io pid ne* vigneti, e 
10 Di TiGXA, ve n*ha pure delle coltivate, 
rfUaiOf Colsa, 

lUU, s. m. pianta siraile alia detta di sopra, 
ia ad aitra mono buona chiamata Razii, 
21. 

IA*RU f agg. raccoglitore , e venditore di 
^e Lwllite. 

• dim. di Cavulc, e sono quflli, ehe per 
coUura non vcngono in nan ti. 

GlURi. vedi VRO'CCULU, n. 3. 
s. f. piccole piantcrcUe de* eavoHi che poi 
lapiantare. 

. m. T. bot. Brassicâ olerjcsâ L., pianta 
rădice gracile carnosa , le foslie rotonde , 
•si lirate, Cavolo, — 2. Gavulu cappucciu, 
CAPtTÂTA L, , sorta di cavolo biauco , che 
«Bto sodo, e raccolto a guisa di una groasa 
«Io pomato, Cavolo cappuceio, — 3. Gavulu 
Troccuiu ciunitu zoccu ce' i fattu ce* £ pir- 
•9 e vale che a certe cose fruste, invietite, 
ion convicne impcgnarsi a farle tornar per- 

pensarvi d meglio. — 4. Agghiuociri pipi 
1, modo pruv., e vale far per Io suo peggio. 

• sorta di cuccbiajo di ferro, o di legno bu- 
10 si adopera a mestare e tramenar le vivan- 

CDOcono, o le cotte, Cat za, Mestola. Tal- 
B per ischiumare, e chiamasi, Sehiumatojo, 
kt s. f. T. dei calderai, strumcnto concavo 

1 con un manico, per uso di cuocenri entro 
, Caiserola, Cazzeruola. 

TDDA, s. f. dim. di Cazzalora. 
J'AA, s. f. acer. di Cazzalora. 
r. att. T. de' marin., tirare a se una fune, 
%Man. 

t. f. voce oscena, bagattella, cosa di pic- 
mto, BordtUeria, 

, fl. m. voce bassa, e dicesi per ischerno ad 
olo di statura, Ometto, Omieeiuolo, Caz- 

T. n. voce bassa» trastullarsi, SeazxBlla- 
KUe volte si usa in scnso osceno. 
(. f. col verbo Pari ^ qnel moto che fa pcn- 
a an lato 1' aquilone (vudi SXrDDA, n. 7). 
» fa capovolgere, e ci6 avviene o per furia di 
sr essere mal bilauciato; si dice ancora Caz- 
17LA. — 2. Piii â voce di eslamazionei cap- 
herol Cazziwl 



GAZZIGATU*MMULA, t. f. aalto col capo air ingi6. Ca- 
pitombolo , cosi detto da capo e tombole. — 2«. Fari 
cazzicatummuli, Capitomholare» — - '3. In meti arren- 
dersi tosto alle vogi ie altrui per cieca condiscenden- 
ia, DevenirB, «^M. Fari fari cazzicatummuli ad unu, 
aggirarlo a sno modo, trarlo con arie a contentar scm- 
pre, yolg§r$» 

GAZZO'LA, 8. f. mestola di ferro plana di forma quasi 
triangolare, e con un manico di legno, con la quale 
i muratori pigliano la oalcina, Cazzuola* 

GAZZO'TTU, 8. m. pugno dato forte sottomano, Caz- 
zotto.-^%. Per sorta di pane molie di piccola forma 
cilindrica, detto pure Gacciottu. 

GA'ZZU, 8. m. mefnbro virile, Caszo. -- 2. £ anche \ocq 
di esclamasione plebea, e sconcia, Cazzo! — 3. Caizu 
di mari, spozie di ohituria. — 4. Essiri cu li cazzi , 
espressione oltrindecente, perfctto ;iel suu genere. — 
5. Nâ cazzi, nâ mazzi, detto volgare, Niente, i\uUa 
affattit, -— 0. *Senza tanti cazzi modo basso, signiiica 
subiio, snl moroento, senza repliche, e prctesii 

GAZZLXE'DDA, s. f. dim. di Cazzola. 

GAZZULE'TTA, s. f. piccolo vaso nel quale si fa 11 pro- 
fumo, Profumiera, 

*GAZZULIA*RI, v.ncut. Jiri sempri cazzuliannu, io modo 
basso , consumare ii tempo andaiido attoruo , o pure 
di casa io casa seoza bisogno, Gironzan, Andare a 
gironi, 

GAZZULIA'RISI, V. n. pass. affaticarsi ioutiimente. An- 
fanare, 

GAZZULLVTA, s. f. col verbo Fari, signiiica prender le 
difese di alcuno con ardore, e indovutamente. 

GAZZUU'GrGIllA, s. f. soru di manicarelto fatto per Io 
pid di colii e di curatelle di polii, Cibreo. 

'GAZZU'NI, 8. m. T. plebeo, per isvilimcnto detto ad 
uomo, vale da nuUa, disutilc, insipiente, sgraziato, 
Cazxaccio. 

GAZZUTTA*RUi s. m. venditor di Cazzotti, vedi n. 2. 

GAZZUTTIA'RISI, V. n. pass. azzulTarsi a cazzolii, Caz^ 
ioaar«t.— 2. Fig. tenzonare a parole, pugnersi con vil- 
lanie, ed Ingiorie, Proverbiirsi. 

GAZZUTTI'A'TA, s. f. zufTa con cazzotti. — '2. Figur. 
Diverbio. 

GAZZUTTIATd'NA, s. f. acer. di Gazzuttiata. 

GAZZUTTU'NI, 8. m. acer. di Gazzottu. 

CCA', avv. locale, Qiui, —2. Di cea. talora vale da que- 
8ta parte. Di qua, — 3. Di cea e di dda, vale per ogai 
dove, per totto. Di qtuL, di IA* — *4. Di cea a . . . 
prendesi ancora per avv. di tempo , come Di cea a 
nautru annu, Di cea nnavanti, Di cea chi si parra, o 
si finisci la tali cusa, e simili , Da qu\ , Da'oggi, 
Da queito tempo in avanti. Fino a» FincM, 

0]A'NI, voce bassa in vece di Gca, Quine, 

CCI*, cel, cel, voce, eon che si adescanu 1 polii, Billi, 
billi. 

GEGITA*, 8* f. astratto di cieco, Cecită. >- 2. Fig. per 
inconsiderazîono, Ahbagliamento. 

CE'GU, agg. privo del vedere, Ci'eco. — 2. Per preso da 
eccessivo aqetto, che non permctte di veder ragione, 
Cieeo. —8. Littra ceea, dicesi Icttera che sia senza 
soscriziooe, Lettera cieca, — 4. Aggiuoto d' ubbidicnza 
e simili per met. , vale che seguita T altrui coman- 
do, Cieco. — • *5. Gecu natu, non acc'ecato da morbo, 
o da disgrazia, ma nato cieco, Citco nato, — *6« Fari 
Iu cecu natu pri na cosa, maniera familiare per espri- 
merc ognl possibite sforzo, tutti i tentativi, talora meno 
oneşti, per uQ affare, Fare ogni prova, ogni iforzo, 
ogni induttria, 

GE*DD\, s. f. la camera dei fraţi, o delle monache. Cella* 

GEDDVi^A, 8. f. s«jrta di giuoco dei fanciulli. 

CE'DlRlf V. n. concedere la preminenza. esscre o con- 
fessarsi inferlore, Cedere, — 2. Per arrendersi, sotio- 
metlersi al volere di chicche ssia , Cedtre, — 3. Per 
dar luogo, ritirarsi, C«cfer«. — 4. Att. per concedere, ri- 
Dunziarci itlasciare^ Cedtre. — 5. Detto dei muri, casc 



CED 



» 16b a 



CEN 



e si mi ii, vale esacr H 1) per croUare, o pure rovinare 
•flatto; e ci6 avriciie o per troppa Tetustă o per cat- 
tiva costruzionc» PertcoJare» Pfteivitare. 

GE'DULA, s. f. scriita privau che obbliga, Cedola. 

GEDULA.'RI, Y. att. avvisare giuridicameDle con cedoia. 

GEDULU'NI, 8. in. acer. di Cedula, Cedolone, 

GEFA'LICA, s. f. nome d' una vena del bracrio credula 

Erocedere dai capo , Ctfalica, — 2. Per sorta di ta- 
acco supposto utile al capo. 

GEFA'I.ICII» agg. apparteoente al capo, Cefalieo. 

CE'FALU, vedi MULE*TTU. 

GELA'RI, V. att. nascondere, tenere segreto, Celan, 

GELA'TU, agg. da Celari, Celato. 

GELEBRANTl, agg. che preso assolutamcntc » vale sa- 
cerdote che celebra la messa, Celebrante, 

GELEBRA'RI» v. att. illustrarc» csaltarc» magnific arcon 
parole, Lodare, Celebrare, — 2. Gclcbrari li sponauli, 
fi nozzi ec. i vale fare co