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Full text of "Origine della sovranita' Inglese su Malta"

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/ 



Protonotarìo Apoatolioo ad Instar Part. 
Direttore della B. Biblioteca dì Kalta. 



ORIGINB 



BELLA 





SU MALTA 



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MALTA 
Tipografia del Malta, i6, Strada Zecca. Valletta. 



1907 



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G. TliUN-riÙUliXSTKIN 
Gr. Mra. ,U! S. M. O. di Ah/la. 



A SUA ALTfiZZA S£K£N1SSIMA 



GALExiZZO DI TUUN ED HOHENSTEIN 



VRINCirE GRAN ^lAEiSTUO D£L S. M. O. 1>I MALTA 



QUESIX) STUDIO 



DI UN MOMENTO SIXXRICO DELL' ISOLA 



IUCCA £ SUPERBA ANCORA 



DELLE GLORIOSE MEMORIE GEROSOLIMITANE 



l'autore DEDICA. 



fi</V<X^ V.C 



1 n trod unione 



What bellcr cause can cali your lighting forili ? 
Your th under wakc ì your dearest life dcmaiid ? 
What better cause, tiiaii when your country sees 
The sly destruction at her vitals aim'd ? 

Thomson. 

Angioini ed Aragonesi si disputarono nel duodeci- 
mo secolo il possesso di Malta, quando dopo varie battaglie 
navali, di cui la principale avveniva nel nostro gran Porto, 
la sovranità di (jneste isole passava definitivamente agli 
Aragonesi. La vittoria delle armi Spagnuole, perchè efficace- 
mente favorita dai nativi, metteva fine alla breve durata 
del dominio Francese, di cui i Maltesi non sembravano 
contenti (i). 

2. Cinque secoli più tardi, forza di circostanze politi- 
che, anzicchè altro, permetteva ai F'rancesi di ridivenire 
padroni di queste isole : ma le riperdevano quasi subito, 
causa non ultima il loro inconsulto governo non ispirato a 
quei dettami che le tradizioni Maltesi avrebbero suggerito ; 
e subentrava a loro sovrana sul nostro gruppo insulare la 
corona della Gran Brettagna, che lungamente il Ciel 
conservi. 

3. Il titolo dell'attuale Signoria su queste isole venne 
recentemente tratteggiato da uno dei migl{ori statisti del- 
l'epoca al governo delle colonie inglesi, il signor G. Cham- 
berlain, come nel 1847 veniva caratterizzato da altro 
ministro, Lord Grey. Sta esso nel fatto di spontanea, 

(i) Buchon, Rfccherche& Hibtoriques, Parih 1S43 voi. I. p. 377. 



— VI 

volontaria dedizione dei Maltesi alla Potenza da essi stessi 
chiamata nel 1798 ad assisterli contro i Francesi diventati 
loro nemici, ed i quali venivano definitivamente espulsi da 
questo territorio colla resa delle fortificazioni intorno alla 
Valletta avvenuta per la capitolazione militare dei 5 Set- 
tembre 1 800. 

4. Questa sovranità su Malta risultante dalla ultro- 
nea domanda e dal concorso dei nativi fu riputata la base 
dei diritti dell'Inghilterra nell'amministrazione del governo 
di queste isole, mentre non fu mai avanzata su di esse la 
pretesa dell'acquisto pel solo diritto di conquista, giusta 
quanto ritenne il consultore del governo locale nel 1893 
dinanzi il supremo tribunale dell'Impero, il Privy Council (1). 

5. Questa assunzione storica non andò pacifica presso 
tutti. Si contende infatti da alcuni che la signoria sul 
gruppo delle Isole di Malta compete al Re della Gran 
Brettagna per conquista di armi indipendentemente dal- 
l'azione e dal volere dei nativi, e ciò, secondo loro, perchè 
la posizione geografica di queste Isole è tale che con, o 
senza, l'assistenza degli indigeni, esse sarebbero alla fine 
del secolo XVIII cadute nelle mani degli Inglesi, posses- 
sori della più formidabile flotta dell'epoca. Vogliono essi 
che nell'azione militare svoltasi i Maltesi non abbiano te- 
nuto una principal parte, ne abbiano incontrate spese, e 
che queste sien state nella maggior parte erogate dall'In- 
ghilterra. 

6. In prova adducono che la capitolazione della Val- 
letta fu fatta ai 5 Settembre 1 800 dai generali Francesi ai 
comandanti Inglesi ad esclusione di ogni altro interessato ; 
e che Malta per la cessione e resa dei 12 Giugno 1798 
era divenuta Territorio Francese e come tale soggetta a 
divenir patrimonio di chi avesse debellati i PVancesi. Per 
la cessione del Giugno 1 798 avendovi i Maltesi cooperato, 

(i) In the Privy Council. Case un behcilt of the Cruwii Advocatc 
of Mdltd. Special relertnce 011 iiiarria;^ea al Malta. Malta i^t^i. 



— Vìi — 

si pretende che essi abbiano perduto oq^ni lor diritto, fee pur 
ne aveano, e che il territorio di queste Isole, divenuto 
oggetto di contenzione dopo la rottura della Pace di 
Amiens, doveva seguir le sorti di chi ne disputava il pos- 
sesso : debellato Napoleone, doveva reputarsi vinta e con- 
quistata Malta, e perciò la Gran Brettagna, col pieno 
accordo di tutte le potenze Europee, col trattato del 1814, 
guadagnava incondizionatameìite queste Isole quale unico 
compenso di tutti i sacrifici in uomini e in danari da lei 
sofferti. 

7. Codeste vedute si vogliono confermate da quanto 
il Segretario di Stato Lord Hobart diceva ai 7 Nlaggio 
1802 nel Parlamento Hritannico, quando, discutendosi l'ar- 
ticolo decimo del trattato di Amiens riferibilmente alla 
erezione della Lingua Maltese ^ asseriva nell'Inghilterra il 
diritto ed il dovere di non abbandonare incondizionata- 
mente ad altri i Maltesi e l'Isola, ma di regolarne il suo 
governo ; e meglio ancora dalle espressioni usate dal me- 
desimo dirizzandosi al generale Fox nel suo dispaccio dei 30 
Aprile 1802, (juando lo istruiva che «S. Maestà si è gra- 
ziosamente compiaciuto di autorizzarvi a restituire insieme 
coir Isola tutta lartiglieria e munizioni ivi trovate al tempo 
quando esse furono coìtqnistate dalle armi di Sua Mae- 
stà > ( I ) ; siccome esse non dissonavano da quanto affer- 
mava il generale Pigot firmatario della capitolazione del 
1 800 indirizzandosi a questo ministro ai 3 1 Maggio 1 800. 
« Se io avessi dato ascolto alle pressanti sollecitazioni di 
issare la bandiera Siciliana, o dell'Ordine, e non avessi 
agito con fermezza, Malta non sarebbe stata mai conside- 
rata quale una conquista fatta dagli Inglesi, od esclusiva- 
mente appartenente al Re della Gran Brettagna» (2). 

8. Epperò sulla norma di terra conquistata reputasi da 

(i) Dispaccio riportato negli « Siipp. -appcndices lo case on 
behalf of the Protestant comiiiunities p. 87. » 

(2) Ibi. p. 72. 



— vili — 

costoro di av^r mai sempre agito il Governo del Regno 
Unito in queste Isole, app^gandosi di ripetere la sovranità 
Inglese dal proclama del governatore Maitland 5 Febbrajo 
1814 seguito dalla sostituzlpne delle armi britanniche agli 
emblemi stranieri (1). 

9. Come stanno realmente i fatti ? Quale delle due 
affermazioni, o versioni corrisponde ai fatti seguiti in quel- 
l'epoca memoranda ? Tale l'oggetto del presente lavoro. 

Senz'alcuna pretensione oltre quella che generalmente 
si prefigge un imparziale scrittore in materia di storia, esso 
raccoglie in fascio gli elementi s|)arsi e con pazienza non 
poca rintracciati, atti a fornire sufficienti basi a ritenere 
che l'azione maltese e non la capitolazione del 5 Settembre 
1800, né una pretesa conquista può considerarsi quale 
Torigine dell'attuale signoria britannica su queste Isole. 

10. Anzi tengo a dichiarare che mi son sentito indotto 
a licenziare alle stampe questo mio qualsiasi lavoro per la 
facilità che ho trovato nel dargli la forma, onde lo presento 
al generoso lettore, dopo che nel 1 894, rappresentando il 
Clero nel Consiglio di Governo, ebbi a studiare una qui- 
stione allora sollevatasi ed avente colla presente intima 
connessione (2). 



(i) Ibi. Case by Th. H. Tristram. 

(2) Debates of the CounciI of Government of Malta voi, XVU 
310, 



LA CRITICA SEROTINA 



-•o*- 



Un fatto positivo constatato da quanti contribuirono 
alla sua produzione, un'azione proclamata in varie guise 
da tutte le parti interessate, un complesso di mutui van- 
taggi di Maltési ed Inglesi, una secolare tradizione, che 
trova riscontro in autentici documenti ben a ragione recla- 
mano il rispetto di ogni sana critica ed impongono autore- 
volmente il silenzio ad ogni capriccioso contradditore. 

2. L ala edace del tempo ben spesso priva così le 
nazioni come grindividui dei piii validi mezzi di prova dei 
loro rispettivi diritti ; talché se un possesso di buona fede 
dovesse rimanere soggetto a questione di coloro che per un 
si lungo tempo si sono acquietati all'altrui godimento, la 
durata del possesso, invece di consolidare e fortificare, inde- 
bolirebbe ì titoli all'occupazione (i). 

3. La levata di .scudi dei Maltesi nel ìp)8, l'invocato 
soccorso, l'assistenza ben prestata, gli accordi intervenuti 
tra nativi e britanni, l'inalberamento dello stendardo di 
costoro, l'acclamata sovranità, la creazione dell'assemblea, 
l'istituzione del congresso sono tutti fatti storici confermati 
da tante e si svariate testimonianze che chi s'arrischiasse di 
menomarne il valore e l'importanza meriterebbe la taccia 
di esquilibrato. 

4. Fissare l'attenzione ad un fatto particolare, trala- 
sciando le circostanze, cui quello è dovuto come effetto da 
causa per dedurne un diritto di conquista su chi non fu mai 
nimico, o scoprirvi materia di controversia coll'eventuale 

(I) Moore Digest of International Law voi. I. p. 125. 

2 



- 10 - 

possessore e millantare pretensioni differenti da quelle sca- 
turienti dalla stessa natura delle cose, che mai non falla, 
dacché essa medesima si confonde colla verità storica, 
oppure morale a seconda dell'ordine di quelle cose, se 
addirittura non è da disonesto è al certo indizio di misero 
comprendonio. 

5. La tranquillità dei popoli, la sicurezza degli stati, 
la felicità della famiglia umana non tollerano, che il possesso 
delle proprie cose e tutt*altri diritti delle nazioni possano 
rimanere indefinitivamente incerti e soggetti a disputa. 
Anche tra le nazioni, adunque, diviene necessario ammet- 
tere il titolo derivante dalla prescrizione basato sul pacifico 
e diuturno possesso (i). 

6. E' dalla evoluzione fatale degli eventi, dal com- 
plesso di tutte le circostanze e dall'ambiente politico del- 
l'epoca, in cui successero gli avvenimenti sotto disamina, 
che si può ricavare una genuina versione della portata di 
un evento particolare che si prestasse a più significati. 
€ Incivile est, leggesi nel digesto (2), nisi tota lege 
perspecta una aliqua particula ejus proposita judicare, vel 
respondere.» «Incivile, id est iniquum et contra ius est (3).> 
Se è iniqua e contra il diritto una tale maniera d'interpreta- 
zione in materia legale, è per lo meno mancanza di buon 
senso lo stabilire la portata di un punto nel campo storico 
giuridico indipendentemente da tutt altro. 

7. Giungono nel 1798 a bloccare il gran Porto di 
Malta le navi della Gran Brettagna e degli alleati con 
istruzioni del Nelson di assistere gl'insorti Maltesi. Si 
rendono essi intermediari degl'indigeni che propongono al 
presidio francese di capitolare (4) e dai medesimi ai comuni 
nemici si ripropongono più tardi a nome e nell'interesse 

(i) Vattel Law of Nations Lib. II. cap. XI. § 149. 

(2) Dig. I. 3. 24. 

(3) Donellus Cornm. de jure civ. I. 13. p. 32. 

(4) Appendice I. Proposte dei Vitale e Caruana^ Saumarez e 
M, de Niza, 25. Sett. 1798. 



- 11 -- 

dei nativi proferte conducenti a questo fine (i) ; s*inta- 
volano trattative tra nativi, inglesi e francesi e se ne ottiene 
l'evacuazione dei nemici dal Gozo(2); si mantiene dagli abi- 
tanti e dagli Inglesi ed alleati uno stato di amicizia e di 
concorde società tra loro e di stretta guerra coi Franchi ; si 
concorre con tutti i mezzi all'unico scopo di espellere gli 
odiati comuni nemici da Malta, e, quando Tesito corona 
l'opera dei collaboratori, si appellerà esso conquista di un 
solo di costoro, ed a questo quasi esclusivamente si vor- 
ranno attribuire i vantaggi ? 

8. Fortunatamente contradicono ad un tal modo di 
pensare le dichiarazioni del gabinetto inglese concepite nelle 
istruzioni seguenti del comandante in capo Sir Ralph Aber- 
cromby al Mag. Generale Pigot al comando di Malta, date 
ai IO Dicembre 1800. 

€ La Gran Brettagna prende la Nazione Maltese sotto 

< la sua protezione, ora che le forze di Sua Maestà Britan- 
ne nica colla assistenza dei Maltesi hanno cacciato le truppe 
€ della Republica Francese da questa Isola di Malta e sue 
€ Dipendenze. 

< Il Mag. Generale Pigot non permetterà che si avan- 
€ zino o si discutano le pretensioni di qualsiasi altro Sovrano 

< o corporazione di uomini. 

< Tutti i diritti, privilegi ed immunità di Chiesa e di 
€ Stato sono confermati al popolo maltese (3). > 



(i) Miege Histoire de Malte. Paris 1840 Tom. Ili, Piece 
justif. No. 22 pag. 585. W. Siche], Emma Lady Hamilton. Lon- 
don 1907, p. 518. (Proposta Nelson del 25. Ottobre 1798). 

(2) Appendice II. Articoli della Capitolazione del Gozo 28 Otto- 
bre 1798. 

(3) « Sir R. Abercromby's Instructions te Mag. Gen. Pigot. 

« La Valette, Malta, loth December, 1800. 
€ His Britannic Majesty*s Forces, wìth the assistance of the 
« Maltese, having expelled the troops of the French Republic froni 
« the Island of Malta and its Dependcncies, Great IJritain iakcs the 
* Maltese nation under its protection. 



-l2- 

9. A base di tali condizioni, che sono emanazione 
pura della previa mutua intésa Anglo-Maltese, vedonsi le 
assicurazioni date e pubblicate dal Pigot, comandante di 
tutte le truppe in Malta e dal commissario regio Cameron, 

<.... Il Re prendendo la Nazione Maltese sotto la 
sua Protezioni:, mi ha autorizzato come suo rappresentante 
di assicurarvi, che sarà usato ogni mezzo possibile a sta- 
bilire la vostra contentezza e felicità. 

^... I.a Flotta e TArmata del Re erafto abilitate di dare 
un assistenza effettiva ai vostri bravi sforzi per la espulsione 
de' vostri nemici... è mio dovere... di assicurare la Nazione 
Maltese del pieno possesso della sua Religione, delle sue 
Proprietà e della sua Libertà > Enrico Pìgot P'eb. 1801 (i). 

« Major-Geiicral Pigot will iiot permit the pretensions of any 
«( othcr Sovcrcign or body of nieii to be brought forward or discussed. 

<!( Ali the rights, privilcges, and iinmuiiities in Church aiid State 
« are contìrmed to the Maltese People. 

« The Bishop of Malta is the head of the Maltese Church. No 
« iiujuisitorìal powcrs enianating from the see of Rome can be 
* adtnitted, and no ecclesiastical authority of any other Sovereign 
« can be acknowledged. » 

Documento conservato nel Record office London tra i Colonial 
Office Papers. Malta, No. 4. 1801, publicate nelle appendici al « Pro- 
testant marriage case 1893» — pag. 63. 

(i) Collezione Bandi p. 61. Ed al Diocesano si scriveva : 

lllmo. e Revmo. Monsignore, 
In rÌM])osta alla pregiatissima sua mi do l'onore di significare a 
V. S. lllma. e Revnia. che sono stato istruito di dire che /#//// // 
diritti privilc^^i immunità di cliiesa^ e di stato sotto riconfermate at 
Popolo Maltese, 

Il Vescovo di Malta è il capo della chiesa Maltese niun potere 
Inquisitoriale enianabile dalla Sede di Roma può essere ammesso. 

£ niun altra autorità ecclesiastica di qualunque altro sovrano 
jx)trà esscie riconosciuta. 

Compito cosi il mio incarico mi dichiaro con ogni stima. 
14 Febbrajo 1801. 

Di V. S. Hhna. Revma. 

Umo. Devino. Servitore 
H. Pkìot^ 



— 13 — 

«.... Abbraccio con sommo contento questa occa- 
sione.... di assicurarvi che Sua Maestà vi accorda protezione 
e godimento di tutti i vostri più cari Diritti: proteggerà le 
vostre Chiese y la vostra Santa Religiofie.... la vostra antica 
lama nelle armi non si è smentita nella difesa che ultima- 
mente faceste della vostra Patria.> 1 5 Luglio 1 80 1 Charles 
Cameron Regio Commissario Civile (i). E perciò con pub- 
blico avviso si notificava ricordine di S. M. che si ntanten- 
gano in vigore /t' le^gi e visicofiservino nei tribunali sul piede 
finora usato....» Palazzo li 23 Luglio 1801. — Charles 
Cameron — H. Pigot — Alexander Macauley, Public Se- 
cretary (2). 

10. E perchè lo scopo d'Albione non era quello di 
conquista collarrogarsi Taltrui merito il Graham, generale 
comandante le truppe alleate in Malta, dava il bel at- 
testato alla nazione maltese, quando diceva loro : 

e Bravi Maltesi.... La vostra energia comandò la 
vittoria.,.. Domandaste assistenza. Le potenze, che agi- 
scono in alleanza.... si affrettarono al vostro sollievo, .... ; 
le loro navi hanno intercettato i soccorsi ai vostri nemici. 
Il mio Padrone, sovrano.... mi spedì con un pugno di uo- 
mini per sostenervi, finché un'imponente forza sarebbe 
apprestata per la riduzione della Valletta ; .... Il successo 
compenserà le vostre fatiche, .... giustamente superbi di 
aver salvata la vostra Patria. > 19 Giugno 1800 Thomas 
Graham Brig. Generale delle truppe alleate al Blocco della 
Valletta (3). 

11. Le mire del gabinetto britanno si rendono palesi 
alla lettura di un dispaccio del Segretario di Stato per 
la guerra Dundas al Generale Sir R. Abercromby 
datato imo. agosto 1800: «l'oggetto di questo paese 



(i) Collezione di Bandi, ecc. p. 67. 

(2) Ivi. paj^. 67. 

(3) R. M. Martin, llihtory of ihe Britisli Colonies voi. V. 
London 1825 p. 132. 



- 14 - 

quanto alle sue vedute su Malta si è l'assicurarsi il vantajf- 
gio di una importantissima stazione navale in quella parte 
del Mediterraneo.... si prenda perciò ogni precauzione, 
airinfuori di un'attuale ostilità, per impedire di venir noi 
privati di un tal vantaggio a causa delle intromissioni o 
pretensioni di altra potenza, la cui ultima condotta giustificò 
l'apprensione che sotto la sua autorità il Porto di Malta 
sarebbe stato o completamente chiuso alle flotte di S. M. 
(e possibilmente aperto a quelle dei suoi nemici^, o se pur 
permesso l'approdo a questo paese esso sarebbe così pre- 
cario ed incerto da renderlo nugatorio e da non potervisi 
approfittare > (i). 

12. Apparve purtroppo il desiderio di questa grande 
nazione di rendersi padrona di una fortezza quale Malta; (2) 
ma non consta che essa abbia inteso realizzarlo mediante 
conquista contro tutti e tutto, si bene per via di volontaria 
cessione e spontanea dedizione degli aventi diritto a questa 
terra, sian essi naturali, legittimari, o « de facto > pos- 
sessori. 

13. A questo miravano tutti i mezzi adoperati dagli 
Inglesi prima e dopo il trattato di Amiens per guadagnarsi, 
cioè, gli animi dei nativi e renderseli così affezzionati da 
ingenerare in loro la convinzione di essere essi alla sal- 
vezza e tutela dei loro diritti necessari e provocare così da 
parte loro la domanda della protezione del potente ves- 
sillo britannico. 

14. Le premure del comandante Ball, tutte intese a 
coltivare questa affezione durante il lungo assedio di due 
anni, venivano pienamente approvate dal gabinetto, che 
gliene rilasciava più d'un lusinghiero attestato ; (3) lo 
promuoveva a Baronetto ed accordavagli da sulle rendite 

(i) Supp. Append. Prot. marriage case, pag. 49. 

(2) Terrinoni, Presa di Malta, Roma 1867 pag. 75, Miegc. 
Histoire de Malte Toni. 3. p. 17. 

(3) Vedi tra altri il Dispaccio del Duiidas 11. Nov. 1800 in Pet- 
tigrew voi. 2.. p. 165. 



— 15 ^ 

di Malta una pensione di sterline mille a ricoonizione dei 
vantaggi, che la madre patria ricavato avea dallopera- 
to di lui (i). 

15. L'ammiraglio in capo, Lord Keith, seconda- 
va quelle mire, felicitandosi coi Maltesi della liberazio- 
ne della lor patria colla lettera degli 1 1 Decembre 1 800, 
dichiarando che lo spirito di vigilanza e di perseveranza 
adoperate dalle forze bloccanti «non mancò di essere in 
gran parte eccitato ed incoraggito dallesempio di un 
popolo virtuoso, indipendente ed eroico » (2). 

Le lettere del Nelson scritte nel periodo della lotta 
sono un ricordo eloquente del lavoro di lui per portare a 
buon esito Timpresadei Maltesi e renderseli riconoscenti (3). 

16. Il comodoro Troubridge incaricato del blocco, 
nella difesa della causa dei nativi giunse al punto di tra- 
sandare ogni riguardo verso la corona di Sicilia ed afferrar 
da Girgenti ed altrove carichi di grano per il sollievo della 
popolazione che meritamente gli seppe grado, decretando- 
gli il publico attestato, che ci gode l'animo di poter pu- 
blicare (4). 

(i) Ivi pag. 164. Hobart a Ball 15 Maggio 1801. Di lui Nicolas 
dice ; In October 1798, he was placed by Lord Nelson in com- 
mand of the Squadron blockading Malta, and * at the request of the 
chief of the contending factions in that Island, he mediated between 
them, succeded in restoring harmony, and by his wise and concilia- 
tory conduct, secured the confidence of the Maltese people. » voi. VI. 
p. 191. 

(2) Mss. no. 528 della R. Bibl. 

(3) Dispatches of Lord Nelson by N. H. Nicolas. London 1845 
voi. Ili e IV^ Quella ai Deputati Maltesi dei 5 Febbraio 1799 
* Ball vi darà tutta l'assistenza che gli sarà possibile... auguran- 
dovi ogni successo contro il vostro nemico ed una pronta resa della 
capitale in potere vostro, sono il v. Nelson » collima col messag- 
gio Saumarez-Nizza ai francesi di voler vedere i Maltesi rimessi nel 
libero godimento delle loro isole e rientrati nei loro diritti di pro- 
prietà. Saumarez Memoirs by Ross. London 1845. 

(4) Appendice IH, 



-- 16 - 

17- Non altrimenti compresero la situazione i nativi, i 
quali nei loro manifesti (i) e più tardi nei memoriali al 
Trono Britannico esprimono convinzioni e tendenze analo- 
ghe alle vedute di sopra esposte domandando, che si desse 
compimento a quanto essi avevan ragione di ripeterò. 

Ricorderemo fra altri documenti il memoriale fat- 
to dalla riunione di tutti i rappresentanti del popolo ai 
2 2 ottobre i8oi tradotto e trasmesso dal regio commissa- 
rio air ufficio coloniale ai 25 novembre (2). In esso si legge 

< affermiamo, che siamo stati noi ì Principali nella guerra. 

< che noi eravamo i conquistatori, che ogni sorta di bene 
« publico è nostro ;.... 

< I Maltesi domandano il possesso della loro Isola per 

< diritto di conquista fatta sui Francesi, i quali la conqui- 
de starono dall'Ordine di S. Giovanni.... 

< Le truppe estere erano solamente ausiliarie e sì 
€ congiunsero ai Maltesi ( come provano tutti i manifesti di 
€ differenti generali) solo per ajutarli. 

< Convinti della loro debolezza politica, e mettendo 
€ piena confidenza nella sincerità del Governo e nella fede 
€ della Nazione Britannica bramarono piuttosto di devenire 

< sudditi del Re che di reclamare e mantenere la loro 

< propria intera indipendenza.... » 

Nella Memoria presentata dai Deputati in quella cir- 
costanza al Ministro Inglese si ripeteva < I Maltesi, 

€ adunque, che, dotati di quel privilegio (di non esser messi 
« sotto il dominio di altro sovrano senza lor consenso), nella 

< passata guerra hanno unito, in vigor del medesimo, le loro 
€ armi a quelle delle potenze alleate, e corsero alla comun 
€ difesa, non possono diffidare che in premio dello spargi- 

< mento del loro sangue, e della profusione delle loro 

(1) Vedili nel Mss. 269 della R. BiSliot. di Malta. 

(2) Riportai, nel Supp. App. del Protestant Communiries 
marriage case 1893. pp. 78-83 Azzopardi Raccolta di cose riguar. 
Malta p. 285-7. 



— 17 — 

€ sostanze per sostenere insieme colla loro anche la comune 
« causa, debbano essere spogliati de* loro diritti e della 

< loro libertà ;... < (i). 

La miglior conferma di queste persuasioni si ha 
nella nota Dichiarazione dei Diritti fatta di universale 
consenso dei Maltesi ai 15 Giugno 1802, e la quale, se 
non ad altro vale certo a dimostrare la convinzione nei 
nativi della propria situazione < .... dopo una lunga e ma- 
« tura deliberazione, vi è detto, facciamo, la seguente dichia- 
4c razione, obligando noi ed i nostri successori in perpetuo 
4c alla condizione che il nostro ora riconosciuto Principe e 

< Sovrano da sua parte sarà per adempire e tenere invio- 
4C lato questo concordato con noi > (2) 

18. Eppure si è preteso di aver rintracciato nel detti 
dei deputati maltesi la parola conquista usata nel senso 
voluto dai nostri antagonisti nella soggetta materia. O 
quanta ingenuità ! Lo stesso Miles, dal quale la petizione fu 
redatta in miglior forma, dice : 4c Apparirà dal memoriale 
dei maltesi a richiesta di Sir A. Ball scritto da me pei depu- 
tati che Toggetto della loro missione era di ottenere la rico- 
gnizione dell'indipendenza di Malta colla sanzione della 
Gran Brettagna e della Francia. > (3) 

19. I fatti indiscutibili, dai Maltesi ricordati, eran ben 
noti al ministro Lord Hawkesbury quando in nome di S.M. 
dava all'ambasciatore inglese a Pietroburgo Sir J. Warren 
la seguente direzione a 29 Gennaio 1803 : 

< Egli è importante che V. E. imprima nel governo 
Russo la convinzione de' servizi resi dagli abitanti di Malta 
a S. M. ed alla comune causa nel tempo che i francesi 
erano in possesso dell'isola ; che per quasi due anni eglino 



(i) Azzop. 1. e. pag. 247. 

(2) Miege 1. e. doc. no. 61., Martin 1. e. Appeals of V^ 
Borg London 18 io. p. 52. 

(3) Miles W. A., The Correspondence. London 1890. Voi. II. 
P. 325. 

3 



— is- 
si mantennero in uno stato di costante ed attiva ostilità 
contro i francesi ; che molte migliaja di loro perirono in 
tale stato di guerra e che questi sforzi furono da loro fatti 
in un tempo appunto quando non potevano ricevere veruna 
assistenza da alcuna estera potenza : che Tattaccamento 
manifestato da' maltesi a S. M. durante il blocco e la loro 
lealtà verso di lui, dacché egli ottenne il possesso dell'isola, 
danno loro un particolare titolo alla sua protezione ed un 
diritto di aspettare che ne' futuri stabilimenti riguardanti 
risola siano stipulati de' vantaggi in loro favore ; che indi- 
pendentemente da ogni considerazione di buona fede, V. E. 
conosce molto bene, che i maltesi, nell'essere attaccati al 
loro governo, lo sono ugualmente alla difesa della loro 
isola ; che, perciò, qualunque ragione di politica e di giu- 
stizia rende prudente di cercare la conciliazione de* loro 
affetti.* (i) 

20. E quale miglior prova di autentica versione dei 
fatti storico-politici, che ci occupano, si può esigere di quel- 
la di ministri di stato responsabili, i quali in circostanze 
solenni e di grande importanza annunziarono, afferma- 
rono e ripeterono quei fatti nella loro vera luce, qualmente, 
cioè, ebbero essi a svolgersi ? 

21. Si tralascia il bel discorso di lord Melville, già 
ministro durante la nostra campagna, detto ai 23 Maggio 
alla Camera dei Lordi, in cui si sostenne che in Malta gli 
Inglesi eran venuti € per assistere i nativi già impegnati ad 
espugnare i francesi e che perciò era giusto che il popolo di 
Malta godesse un governo conforme ai suoi desideri sotto 
la protezione della Gran Brettagna. > (2) 

22. Riportiamo, invece, un brano delle direzioni date 
dal Segretario di Stato TEarl di Bathurst al nominato go- 



(i) Papers presented to the House of Commons by order. 26th 
May 1803, p. 3. 

(2) Hansard's Parliam. Hist. voi. 36, col. 1502. Discorso publi- 
cato in Malta con gazetta straordinaria nel 1803. 



— 19 — 

vernatore Sir T. Maitland ai 28 Luglio 181 3 quando 
s'istituiva la prima costituzione composta di sei membri per 
il governo di queste isole. < L'anziosa brama che si ere- 
« de immedesimata in tutti i Maltesi di essere riconosciuti 
« apertamente quali sudditi della Corona Britannica hanno 
« favorito la disposizione del governo di S. Maestà di sta- 
« bilire su di un piede permanente le autorità civili del- 
« l'isola.... 

€ Sua Altezza Reale pertanto agendo in nome e per 
% parte di S. M. riconosce ora publicamente il popolo di 
€ Malta e Gozo quale suddito della Corona Britannica 
« ed intitolato alla sua più ampia protezione. Il libero 
« esercizio della religione dei maltesi è loro assicurato, e 
€ lo Stabilimento ecclesiastico sussisterà come per lo in- 
« nanzi. > (i). 

23. Con apposita Notificazione di Governo il Maitland 
ai 5 Ottobre 181 3 notifica il piacere della Corona e del 
Governo Britannico ai Maltesi, e da quel dì la sovranità 
della Gran Brettagna regnò assoluta su queste isole, come 
lo era stata nel fatto insin dai 5 Settembre 1 800 su tutta 
l'estensione di questo gruppo insulare e dal F'ebbraio 1799 
colla concorrenza dei nativi sulla parte in possesso di 
costoro (2). 

24. Dopo un Lord Hawkesbury, un Bathurst eccovi 
un Lord Glenelg, ex-ministro, che ai 30 Aprile 1839 diceva 
al Parlamento « Guardate al modo singolare cui la Corona 
€ Inglese possiede Malta. Malta non è il risultato di una 
€ conquista. Quando Malta appartenne ai Francesi, resi- 
« stette l'usurpazione francese e si appellò a questo paese 
€ per aiuto. La Gran Brettagna fornì assistenza (auxilia- 
€ ries) e coi maltesi assediò e bloccò Valletta. A queste 



(i) Colonial Office Papcrs. Malta No. 21, 1802 — riportata nelle 
giustificazioni del *Prot. Marriage Case» p. 115. 

(2) Vedi in conferma le ordinanze e le nomine dei Comandanti 
In|[lebi in quell'epoca. A|jpendice IV. 



— -20 ~ 

< forze unite i Francesi si arresero e i Maltesi per proprio 

< fatto ed autorità si posero sotto la Protezione della Gran 

< Brettagna. Sotto quest'aspetto i diritti ed i privilegfi di 

< Malta furono da quella data riguardati. > (i) 

25. Inoltre un ministro delle Colonie Lord Grey ai 26 
Novembre 1847 dichiarava nel dispaccio al Governatore 
civile di Malta < Sua Maestà è fortemente tocca della 

< nobile confidenza riposta dal popolo maltese nell'onore 

< e nella buona fede della Gran Brettagna allor quando 
« esso avendo quasi ottenuto la sua indipendenza a mezzo 
€ dei suoi bravi sforzi, esso pose i suoi più cari diritti 
« quasi incondizionatamente a disposizione del predecesso- 

< re di S. Maestà. > (2) 

26 Da ultimo, ma non meno importante di quella 
dei testé ricordati uomini di stato, si è elevata non è guari 
nella Camera dei Comuni l'eloquente parola di J. Cham- 
berlain, il quale ai 28 Gennaro 1902 così vi parlava: <Malta 
divenne Britannica, come i Maltesi giustamente si vantano, 
col buon volere e coU'autorità loro. E quali erano le con- 
dizioni, che i Maltesi stipularono colla Gran Brettagna allor 
quando essi volontariamente entrarono nell'Impero Britan- 
nico ì Essi non erano per verità patti di una resa : noi non 
conquistammo i Maltesi ; noi combattevamo l'uno accanto 
all'altro, ma non combattemmo mai contro di loro. Non 
era una conquista ; era una cessione fatta dalle autorità 
rappresentative dei Maltesi > (3). 

€ La posizione di Malta nell'Impero è unica, ( aveva 
egli detto a 7 Novembre 1900 quando in questa isola). Non 
venne a noi nella maniera in cui ordinariamente ci perven- 
nero le altre possessioni. Non è nostra per ragione di scoper- 
ta; né è nostra per diritto di conquista (applausi). L'indipen- 
denza sua minacciata dal gran Napoleone fu principalmente 



(i) Hansard's Parliaiii. Deb. voi. 47, col. 661. 

(2) Malta Govermcnt Gazettc No. 1657 dei 5 Gennaio 1848. 

(3) Ibi. No. 4441, del 1902. 



1 



-21 - 

mantenuta dall'azione degli stessi Maltesi (applausi) ; ed io 
credo che sia dovuto allaver essi chiaramente percepito la 
loro situazione nel mondo lofterta che di proprio marte 
fecero al Governo Britannico del patrimonio loro e di es- 
sersi posti sotto la protezione dell'Impero Britannico (i). 

27 Alla forza probatoria delle dichiarazioni emesse 
da personaggi responsabili ed illuminati aggiungere si può 
la testimonianza di persone che potevano ben conoscere gli 
avvenimenti sia perchè contemporanei e presenti allo svol- 
gimento dei fatti, sia perchè avevano avuto agio di sentire 
quei che vi avevano avuto parte e quei che per loro incarico 
e posizione dovettero studiare per bene la base della loro 
azione in quella congiuntura. 

Vedi un Cobbett, che nel suo «Annual Register> so- 
stenendo le vedute da noi sviluppate, si mostra informato ed 
istruito al punto da chiamare in testimonianza il Pigot ed il 
Graham allora in Londra, ed attribuendo la (iarte di ausi- 
liari agli Inglesi nella presa di Malta ricorda Tinsegnamento 
del Martens : « L'ausiliario non ha diritto di avere alcuna 
porzione nel bottino o nelle conquiste > (2). 

Leggi gli < Authentic materials for a History of 
Malta» dell' Eton venuto in quest'Isola nel 1801 in qualità 
di assistente al regio commissario Cameron, Egli scrisse 
«Of the claims of the Maltese» ai 24 Dee. 1802, molto pri- 
ma, cioè, che per ragioni estranee fosse stato esonerato 
dall'impiego nel 181 1 (3). 

(i) Daiiv Malta Chronicle No. 2516 del 1900. 

(2) Voi.' III. col. 777. 

(3) Eton è stato esonerato dairufficio di Soprintendente del Di- 
partimento della Quarantena ossia Lazzaretto di Malta per dispaccio 
di Lord Liverpool dei 18 Settembre 181 1. 

Sir A. J. Ball si era lamentato del procedere di Eton a suo 
riguardo nel 1808 e dall'Ufficio Coloniale a 5 Aprile 1808 lo si infor- 
mava che per ragioni politiche si soprassedeva a qualsiasi chiesto 
provvedimento. 

Nella lettera al VV. A. Miles scritta a di 2 Agosto 1807 il Ball 
nega Tasserto di Eton che il primo atto dei maltesi insorti nel 1798 



Esamina un F. A. De Christophoro D'Avalos che dal 
suo «Tableau de Malte» apprendiamo di essere stato da re 
Ferdinando IV con ordine dei 20 Luglio 1 799 spedito in 
questa isola quale commissario per accelerare la resa della 
Valletta alle truppe alleate (i), un Col. Cardona (2), 
un Dillon (3), un Pasquet (4), un S. F. Coleridge (5), un 
anonimo scrittore del « The Policy and interest of Great 
Britain with respect to Malta, 1803 (6), un E. Blaquire 
che drizzandosi da Malta al ministero osservava : « Non è 
stata Malta acquistata dal più legittimo dei diritti. La scelta 
del Popolo ? > (7). 

E tra tanti storici, pur lasciando il Martin «History of 
the British Colonies, > vedi il maggior gen. del genio W , 
Porter che osservò ed apprezzò le prove documentarie 
dell'operato indigeno conservate negli uffici del genio (8). 

28 Né €ono da obliarsi i ragionati rapporti di Sir J. 
Stoddard (9) venuto in Malta insin dal 1803 ^ g'^ ^^ fama 



sia stato di ricostituire l'assemblea nazioiirile. "This is the most impu- 
dent falsehood that was ever asserted." Ball sostiene che gli indigeni 
fin a che non si formò da lui il Congresso non avevano pensato a 
formare 'l'assemblea. I documenti riportati in questo nostro lavoro 
dimostrano che il Ball non era affatto esatto. 

(i) Voi. 2do. pag. 304. 

(2) Riportato nel Parliam. Paper, July 1901. CI. 715. pag. 11. 

(3) Memoir concerning the politicai state of Malta. London 1807. 

(4) Saggio sulla polizia militare dell'Impero Britannico. Lon- 
don 18 IO. 

(5) The Friend v. Ili, p. 337. 

(6) Un rarissimo esemplare mi fu gentilmente favorito dal Con- 
te Giovanni Messina. L'autore sembra Jackson Sir Geo. opp. John. 

(7) Letters from the Medìterranean. London 18 13, voi. 2, 

P. 393. 

(8) History of the Knights of Malta. London 1883, p. 682. 

(9) Publicati nelle giustificazioni dell'Avvocato della Corona di 
Malta nella causa sui matrimoni dinanzi il Consiglio Privato nel 1893. 



— 23 — 

di buon giureconsulto prima di essere stato nominato primo 
giudice nei nostri tribunali, cheche oggi altri ne pensi a 
causa deir avergli preveduto e demolito le postume argo- 
mentazioni. Infine come a frutto di maturo studio rielettasi 
alle laconiche parole usate dai commissionari regii Sir 
G.Ferguson lìowcn e Sir (i. Smyth liadcn Powell nel 
loro rapporto dei 7 Febbrajo 1888 « la spontanea en- 
trata di Malta nell'Impero Britannico > (1) ed agli scrìtti 
del già commissario Sir Cornewall Lewis (2) ; non che a 
(guanto ripete un J. Webster nei suoi viaggi publicati a 
Londra nel 1830, il maggior A. \V. Beauclerk M.P. nel 
1836 (3), J. 0*Connel M.P. nel 1845 (4), un governatore 
Sir A. Borton nella consegna delle bandiere del regimento 
di Artiglieria Maltese a 6 Maggio 1884 (5) e tanti altri e si 
vedrà che a ragione la tesi da noi sostenuta si ritiene oggi- 
mai per incontrovertibile. 

30. Laonde rimane precluso il campo al dubbio sui 
fatti storico-politici surricordati quando la loro reale, vera e 
genuina importanza è stata universalmente accettata per 
lunghissimo evolvere di anni quando nessuno contrasto 
ne fu sollevato da chi avrebbe avuto tutto Tinteress» di 
travisarne il significato, quando anzi non pur implicitamente, 
ma anche espressamente ne ha ammesso la schiettezza. 
Eppure, ove mai si concedesse, per ragione d'argomento, 
l'erroneità dell'assunto dei Maltesi sarebbe ora troppo 
tardi alle parti contraenti di tornare arbitrariamente sui 
propri passi e modificare gl'impegni talora seguiti in base a 
tali fatti. 



(i) Malta Government Gazette, No. 3248 del 1888. 

(2) An essay on the Government of Dependencies — Oxford 
1891 pag. 820. 

(3) Malta Government Gazette, No. 1333 del 1836. 

(4) Tablet del 26 Luglio e 9 Agosto 1845. 

(5) Malta Standard^ No. 205 del 1884. 



— 24 — 

31. Intanto Tinterveniito accordo, la mutua tacita 
intesa tra gli abitanti di questa terra e quei del Regno 
Unito, se non vuoisi riconoscere con un nome specifico esso 
va certamente compreso in uno dei contratti, la cui formola 
risponde al «do ut des > e « facio ut facias )«► (r) compiuto 
quando in quelle critiche circostanze espletò ciascuno la 
parte sua e ne nacque per entrambi queirobligo che va 
regolato da leggi e norme universalmente rispettate ed 
osservate. «F'undamentum justiticie est fides, i. e. dictoruni 
conventorumque constatia et veritas. » Cicerone De ofificiis 
I. 7. Che sarebbe della società se vi fosse facoltà a chiun- 
que quando si voglia di questionare ciò che essa ha conse- 
crato da un secolare pacifico possesso ? 

€ Quid tam congruum fidei humanae quam quae inter 
eos placuerunt servare ? » Ulpiano. 



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(i) « Contractiis existunt quorum appellationes nullae iure civili 
proditae sunt. Natura enim rerum conditum est, ut plura sint negotia, 
quam vocabula. » Lege 3, et 4. Digest. De praescriptis verbis et in 
factum actionibtis. 



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ORIGINALE PRESSO I DISCENDENTI DI V. BORO. 



IL GOVERNO DI MALTA MI 1798 



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I Maltesi, sebbene ampiamente giustifìcati, come si è 
finora dimostrato, a ricusare di ritornare su punti pacifica- 
mente accettati, tuttavia con non poca compiacenza ritor- 
nano mai sempre a rammentare quei fatti storici di cui essi 
vanno a buon diritto fieri. 

2, Nel lungo corso dei secoli, assoggettate a diverse 
dominazioni, che impressero secondo i casi nella popolazio- 
ne indigena traccie spesso marcate ed indelebili, queste 
isole divennero inevitabilmente oggetto di elementi più, o 
meno disparati e diversi a seconda che l'indole, i costumi, 
il carattere, la lingua, il governo e la religione dei domina- 
tori difTerivano da quelli dei Maltesi. 

3. L'Ordine degli Ospitalieri di S. Giovanni, ottenuta 
questa terra per sua residenza (i), appellata dall'Istituto 



(i) Siccome Tazione del consiglio nazionale maltese del 13 Lu- 
glio 1524 ne distornava la riuscita in base al privilegio di Re Alfonso 
1428, il viceré di Sicilia nel Giugno 1526 spediva in Malta un serven- 
te d'armi dell'Ordine Fra Alfonso Pardall a custodire e difendere il 
Castello a mare, col manifesto intento d'impedire che Tartiglierìa del 
Castello, posta sotto siffatta dipendenza, potesse essere usata contro 
l'Ordine. Rioppostosi il consiglio ai 16 Maggio 1530 al diploma dei 
24 Marzo, il viceré di Sicilia chiamava i capi oppositori « ad audien- 
dum verbum regium» e mentre questi erano fuor di Malta, giungeva- 
no neirisola in quattro galere siciliane i regi! commissari ed i procu- 
ratori dell'Ordine. Il consiglio nazionale allora ai 17 Giugno accettava 
rinfeudazione e con solenne contratto ai 21 Giugno rogato per atti 
del Notaro Giacomo Saliva i procuratori dell'Ordine e del Gran 
Maestro stipulavano coi deputati speciali del consiglio nazionale l'os- 
servanza di qualunque privileggio, «indulta regia, leges municipales 

4 



- 2fì - 

Convento, vi si stabiliva senza comprendere nel suo seno 
i Maltesi (i); ed ai suoi membri riservava di diritto il 
comando, le preminenze e qualsiasi direzione nel maneggio 
degli affari politici e d'importanza dell'Ordine e di Malta. 
Ai nativi, se eccettui il posto di consultori del Gran Mae- 
stro col titolo di Uffifoi-i\ era preclusa la via ad un'effettiva 
influenza e voce deliberativa sui destini e sulle sorti della 
propria patria, ristretta cosi a rappresentare una parte sem- 
plicemente secondaria. 

4. Leggi e tribunali differenti regolavano i membri 
dell'Ordine ed i nativi. Il culto religioso medesimo, sebbene 
d 'un'identica credenza, andava regolato esercitato e servito 
da clero ed in tempii distinti soggetti a' giurisdizioni locali 
diverse che esigettero lo stabilimento di una terza giurisdi- 
zione, quella dell* Inquisitore, partecipante delle prerogative 
religiose civili e politico-diplomatiche. 

5. Tra governanti e governati la separazione era 



usus, consuetudines, preheminentias, prerogativas et honores indistin- 
te scriptas et non scriptas... sine alìqua dìminutione et... interpreta- 
tione », e perciò i Maltesi rilasciavano allo stesso Ordine la rata dalli 
30,000 fiorini sborsati per lo spignoramento delle dette Isole nel 
1428, ed analogo contratto fu fatto al Gozo ed altro per atti Salv. di 
Uia rodiotta quanto ai privilegi dei canonici e del clero. Il Gran 
Maestro con sua bolla dei 7 Luglio seguente da Siracusa ratificava il 
tutto, come faceva ancora il capitolo generale dell'Ordine nel 1533. 

(i) Per bolla pontificia dei 28 Ottobre 1634 ^* escludeva dall'ele- 
zione del Gran Maestro, cioè della voce attiva e passiva, quelli che 
■sarebbero stati ricevuti nell'Ordine con dispensa dei limiti — il che si 
verificava nei soli Maltesi. Questo desiderio dei maltesi era stato for- 
mulato nei capitoli presentati nel Giugno 1530 dei consigli delle popo- 
lazioni di Malta e Gozo, con cui in primo luogo si chiedeva di doversi 
ammettere nell'Ordine gerosolimitano in tutti i suoi gradi tutti quei 
Maltesi e Gozitani che avrebbero i necessari requisiti giusta l'uso della 
lingua d'Italia, alla quale dovrebbero appartenere colla capacità a 
tutte le dignità ed impieghi del medesimo. Imperocché in ambedue 
le Isole esisteva quella gerarchia di gradi, e quella separazione delle 
famiglie e dì publiche cariche che vi era in altre città della Sicilia e 
dell'Italia sufficiente a costituire le necessarie prove di nobiltà, 



- 'É - 

completsv perfino nella regione di domicilio, mentre, anche 
senza queste restrizioni, eranvi quelle derivanti dalla diversa 
indole e lingua parlata delle varie nazionalità componenti 
questa corporazione militare-religiosa eterogenea ai Maltesi. 
Di tutta risola era il cosidetto collacchio destinato per 
residenza alle abitazioni dei Cavalieri, ed in questa sola 
parte della città Valletta si vedono erette tutte le istituzioni 
aventi relazione colla vita dell'Ordine, all'infuori delle for- 
tificazioni. Alberghi, Forni, Fonderia, Spedale, Cancelleria, 
Tempio Conventuale, Biblioteca, Palazzo Magistrale, Con- 
gregazioni e Collegio di educazione sono tutti nella 
Valletta, mentre dalla medesima si tentò al tempo del magi- 
stero di Lascaris di impedire perfino al Vescovo di Malta 
di fabbricarvi un palazzo. 

6. La popolazione indigena abbandonata a sé stessa 
in tutto ciò e fino a quel tanto, che non era di servizio e 
bisogno alla sussitenza ed al lustro delPOrdine, priva dell'e- 
ducazione, che lo Stato in tempi posteriori generalizzò a 
tutti i suoi membri, vedesi sotto l'Ordine Gerosolimitano 
<divisa in due parti in vero contrasto fra loro : in quella 
prediletta dalla fortuna avente risorse sufficienti per istru- 
irsi ed educarsi a mezzo di lingue e letterature straniere, le 
quali, rivestendola di un certo esotismo, la fanno parere 
quasi estranea nel paese istesso, a cui appartiene ; e nell'al- 
tra, che ne è priva, costituita dalla massa del popolo, che 
conserva meglio l'etnologia propria.> (i) La prima di dette 
due classi ebbe sede nelle città fortificate, l'altra nella Cam- 
pagna e in Gozo. 

7. La vitalità nazionale del popolo maltese in questa 
epoca va ricercata nel simulacro di governo sopravvissuto 
nell'antica sede della Notabile attraverso il feudale regime 
dei Gran Maestri. La Notabile, racchiudente nel suo recinto 
la Cattedrale, la Banca giuratale col suo Capitan di Verga 

^munito di corte giurisdizionale e quale sede del Consiglio 



(i) Caruana A. E. Vocabolario. Malta 1903 pag. 4. 



-2è - 

t^opolare, era riguardata dai nativi quale il centro della lor 
distinta vita popolare, sebbene per opera dei Gran Maestri 
altro magistrato si fosse istituito per Vittoriosa, Senglea e 
Valletta avente poi sede in quest* ultima. Queste autorità 
municipali rappresentavano, direi quasi, la larva del potere 
lasciato al popolo Maltese (i), ed a tali uffici ed al posto di 
Uditori e di Secreto del Gran Maestro si riducevano le 
situazioni di qualche entità accessibili ai nativi non membri 
dell'Ordine ; mentre la nomina a questi uffici era di asso- 
luto ed incontrollabile diritto del Gran Maestro. 



(i) Insili dall'insediamento deirOrdiue in Malta, il turcopiliere, 
dignità della lingua d'Inghilterra, si attribuì quella superiorità alle 
guardie marittime che per Taddietro era del Capitan dì Verga ossia 
giustiziero e del Magistrato della Notabile colla soprintendenza del 
consiglio della città ; il castellano specchiandosi sulla giurisdizione 
goiluta da simile carica in Rodi, procurò la dismcnibrazione dalla 
giurisdizione della Corte capitanale della Notabile per la popolazione 
della Vittoriosa allora semplice borgo del castello a mare. Queste 
innovazioni dettero motivo al Consiglio Popolare appositamente ra- 
dunato agli 8 Febbrajo 1531 a protestare = ex quo la Sac. Religioni 
e li soi officiali contra promissionem et coniìrmationem capitulorum 
et privilegiorum diclae civitatis et Insulac in eorum derogationeni 
levaro la giurisdizione a io capitano quoad cnsiodias e lo popolo an- 
gariato a li maramuri, a la civitati levaro li soi gabelli et introiti 

A piò del consiglio del 1 Giugno 1531 si legge il ricorso dei giurati 
e deputati al Gran Maestro in cui esposero gli aggravi ricevuti con 
essere stato dismembrato dalla giurisdizione del capitano della città 
il diritto di visitare le guardie dell'Isola, che erano sottomesse al 
Turcopiliere e suoi deputati, e con obligare il popolo a stipendiarli, 
allegando che il popolo era in diritto di non = putiri esseri angariato 
di pagari collecta, ne altra angaria (pecuniaria, e di quella si suol 
letari jurata la confirmationi di V. Rma. Signoria = e conclusero che 
voglia sscumand ari cum effectu che la chitati et soi officiali siano 
manlenuti et conservati in loro possessioni di la integra jurisdictioni 
civili et criminali di tutta la Insula et populu^ et etiam di lu Borgu 
come semperfuj et alias V. Rma. Signoria a bocca lo promisi e lo 
comandao, non obstanti che lo Mag. Castellano di la Castellania di 
V. 5. Rma. di facto avissi abusato et stiso falcem suam in messem * 
alienaai = Vedi Decreti Consiglio dell'Ordine 19 Aprile 1553 e 5 
Mat(gio 15^4 che tokero prerogative del Capitano di Verg;u e giurati. 



— 29 — 

8. Da questo rapido sguardo della posizione indigena 
è facile rilevare che non potevano far troppo breccia nella- 
nimo della maggioranza dei nativi le nuove idee di libertà, 
fraternità ed uguaglianza, se pur esse avevan attecchito 
tra cavalieri non in comunanza che con pochissimi Maltesi. 
Il rispetto ai privilegi di stato e di diritto già go- 
duti in tempi migliori poteva rappresentare il massimo 
dei voti delle masse. 11 desiderio di veder rovesciato il 
governo dell'Ordine e sostituito da altra potenza non pote- 
va albergare nelle masse indigene, ed al più potevasi consi- 
derare quale aspirazione di pochissime individualità sfornite 
di autorità ed influenza. 

Concentrati i campagnuoli in ristretta sfera d'idee, at- 
taccatissimi al culto della loro religione, pazienti nel disagio, 
e sempre occupati nei lavori rurali, vivevan vita laboriosa e 
pacifica. Lontani, d'altronde, dall' immediato contatto di 
una signoria assoluta, men eftìcaci ne provavano i rigori, — 
ne rivendicavano, anzi, gli affronti, se taluno turbava la loro 
quiete domestica. 

Vantaggi e risorse non indifferenti derivava la classe 
degli indigenti dell' Ordine insin dal suo ingresso in 
queste Isole, ed era quindi contenta ; le classi superiori 
della società maltese eran dolenti dei pregiudizi che ave- 
vano sofferti e sofiVivano nella restrizione dei loro privilegi 
e delle loro capacità civili. 

9. Nella rivolta tentata da una classe dei Maltesi nel 
1775, radunato il Consiglio dei Cavalieri, Camillo Rohan 
suggerì < Battiamo la generale, spiamo la mente del popolo; 
se questo è a noi favorevole, vinceremo la prova ; in caso 
avverso nessun altro mezzo ci resta che quello di immedia- 
tamente imbarcarci, e abbandonare l'Isola al proprio desti- 
no. > Seguito questo parere, furono i campagnuoli i primi 
ad offrire soccorso all'Ordine. 

10. Codesta varietà d'indole, di costumi e di opinioni 
era tanto rimarchevole che dava luogo a dubitare che 
i cittadini ed i campagnuoli appartenessero a ihie differenti 



— 30 — 

razze; e perciò come ben osserva Tistoriografo deirOrdine, 
il Terrinoni, si sarebbe evitata la perdita di Malta nel 1798 
se il Gran Maestro si fosse appellato al popolo di campagna 
quando ne era ancora in tempo. Per altro, Tesser abba- 
gliato della lusinga di novelli domini ed il desiderar in 
secreto mutazioni più convenienti alla propria condizione 
importa aver cospirato contro il principe, contribuito alla 
caduta dell'Isola ? E quando pure alcuni nativi in congiura 
ne avessero avuto il pensiero, ne avevano i mezzi per man- 
darlo ad effetto ? Fa duopo, dunque, cercare altrove le cause 
vere della perdita di queste isole sofferta dall'ordine in 
quell'anno che non in un preteso tradimento di chi non 
aveva né influenza, né comando, né i mezzi di effettuarlo. 

II. La Francia, agognando al possesso di Malta, pre- 
parava il suo piano favoreggiato dalle circostanze dell'epo- 
ca, dell'Ordine istesso, di alcuni Cavalieri e parecchi 
Maltesi predisposti dai messi del Direttorio qui da tempo 
prima spediti (1). Il direttorio approvava la presa di Malta 
nel Settembre 1797 (2). 

Tuttavia i nativi presero parte attiva in quella con- 
giuntura solo dopo che era stata già occupata da Bona- 
parte colle armi questa terra e dopo che l'Ordine, in dove- 
re di agire e provvedere, aveva spiegato una tal inesplica- 
bile debolezza ed impreviggenza ed abbandonando il 
comando a chi mostravasi già in aperto tradimento, 
che essi eran quasi tenuti a prendere una risoluzione che 
salvar potesse almeno la propria posizione nella cata- 
strofe (3). 



(i) Vedi la relazione dì E. Poussielgue degli 8 Fcb. 1798 a 
Bonaparte nel De la jonquière, L'expedition d'Egypte, pag. 126. 

(2) Dispac. Talleyrand 23 Settembre 1798 — ivi pag. 36. 

(3) Miege, Histoire de Malte Voi: HI. pag. 61, Paris i840«Jusqu' 
à ce moment, le» habitans de la Vallette et des autres cités etaient 
dumeurcs impassibles spectateurs des évónements : ceux de la cam- 
pagne, quoique ayant abandonné Icurs demeiires ti l'approchc de 
l'ennemi, demandaient a grands cris des armes et le combat.» La rela- 



— 81 — 

12. F'urono, in vero, la generale confusione seguita a 
quello stato di cose e la riflessione di quel che inevitabil- 
mente doveva avvenire che consigliarono a dì io Giugno i 
eiurati della Valletta, a cui si erano uniti vari cittadini, a 
domandare al Gran Maestro e al Consiglio una sospensione 
d'armi sino al mattino ed a formar contemporaneamente 
una dichiarazione di tale deliberazione presentata poscia al 
Console della Republica Datava come agente del Conso- 
lato Francese, nell'intento di evitare che in qualunque caso 
d'improvisa sorpresa la nazione venisse trattata col rigore 
militare : e per evitare ogni sinistra intelligenza il Dr. 
Borg Olivier, uno dei sottoscritti, formò una spiegazione 
presentata al Gran Maestro dal Mro. Scudiere Royer e dal 
Console di Hata via (i). Potrebbe mai ciò ammontare a tra- 
dimento? Si legga la minuta descrizione nei «Mémoires de 
Malte>di P. Doublet segretario della cifra del Gran Maestro 
da pag. 170 al 185, e le appendici, e si rimarrà persuasi del 
contrario. 

13. Intanto basterà per lo scopo del presente lavoro 
ricordare, che le tre lingue Francesi erano connazionali del- 
Tesercito di Bonaparte e perchè sprovviste ora di beni 



zione pubblicata del Cavaliere Mayer nel 1799 d'intesa del Hompesch 
e riprodotta in Italiano nella «Resa di Malta del Terrinoni, Roma 
1867 » vorrebbe accaggionare i Maltesi della perdita allora subita 
dall'Ordine Gerosolimitano mentre è intesa a difendere il Gran 
Maestro ; — ma il Terrinoni a pag. 46 osserva « nella condotta 
(li lui e del Consiglio vediamo troppa mancanza di fermezza e seve- 
rità e poca scienza militare...... Così per la dappocaggine dei suoi 

reggitori perde l'Ordine per via dì fatto la sua Sovranità sopra 
risola. 

(i) Vedi in appendice no. V la relazione del fatto tolta dalle 
Disertazioni Istorico-legali del Dr. Vincenzo Bonavita. Vedi pure 
Miege pag. 71, e la Storia Apologetica dell' Avv. Bernard nel Mss. 
269 della Regia Biblioteca, ove si descrive lo sbarco alla Torre di S. 
Giorgio, causa il tradimento del Comandante Provenzale, ed il tradi- 
mento di altri Comandanti. In tal Mss. 269, è da leggersi altra rela- 
zione del Giuseppe Burlò Rossi, già stampata ad Amburgo che con- 
ferma detti i tradiiTientit 



- 33 - 

erano in ang^iustie e non in buon sanjijue colle altre lingue a 
causa delle preminenze, che si volevano a loro tolte quale 
condizione per il loro mantenimento a carico delle altre 
lingue. Giova ancora sapere che furono religiosi del- 
l' Ordine che stamparono un piano tipografico del littorale 
delle due isole con Icsatta descrizione delle fortificazioni 
notando i luoghi più atti allo sbarco (i), e le tre divisioni 
Francesi di Bonaparte eseguirono il loro sbarco in quei 
luoghi indicati nel piano. Un Cavaliere allora residente in 
Malta e destinato alla difesa del Porto di S. Paolo, testi- 
monio oculare dello sbarco dei Francesi, non ne incolpa 
che i suoi confratelli (2). Le" prime dignità militiiri erano 
preminenze di lingue accordate dalK) statuto non al merito, 
ma airanzianit«\. Questi titoli accordati a vecchi decrepiti 
non esercitati nelle funzioni inerenti alle loro rispettive 
cariche non poterono non presentare alla venuta dei Francesi 

(i) Mode d'ex<^*cution pur l'abord e la descente dans l'Isle de 
Malte. 

(2) Considerations sur le cause, qui ont donne a la Republique 
fran^^ois la possession de Malt^. Paris 1802 ; ed anche « CorrespK)n- 
dence scerete d'un Chevalier de Malte, sur les causes qui ont rendu 
le fran<^ois mctres de cette Isle et sur les evenements arrives a Tocca - 
sion du debarquement de Buonaparte daiìs le Port de la Vallette. 
A Parts ches Houdry e Barrois Libreres, passag^e da Jacobins, Saint 
Jacques No. 9 (an. X. 1802) ove nella lettera settima da Malta 14 
(jiugno 1798 paj>'. 129 ci dice « In questo tempo la fazzione, che cir- 
condava il (iran Maestro travagliava a conservarsi la confidenza del 
medesimo con un affettazione concertata, e diretta a sostenere i prin- 
cipi republicani. Questa fazione lo consultò a disseminare i cavalieri 
in tutti i punti dell'Isola dove marciò la milizia per comandarla; quando 
che la politica lo consigliava a tenerseli d'attorno per fare una vigo- 
rosa difesa. Questa fazione dico impediva che gli ordini si eseguissero, 
o che non arrivassero ai rispettivi posti di campagna ; in altri faceva 
giungere ordini diversi ; chi domandava soccorsi di gente di muni- 
zioni di guerra, o viveri glieli negavano, e facevano sentire al Gran 
Maestro che tutto andava bene in tempo che i francesi discesi a terra 
erano padroni della campagna. Per ogni Maltese della milizia, quale 
si voleva opporre incontrava sei francesi, tanta fu la facilità dello 
sbarco di 25 000 soldati senza veruna opposizione.* 



— 38 — 

che uomini inetti i quali furono anzi causa di confusione 
per le risoluzioni e jfli ordini contradittori da loro emanati. 

14. Contribuì non poco ad accrescere la confusione 
ed il disordine Tessersi osservata molta lentezza nella 
distribuzione delle armi e delle munizioni, l'esser stati 
distribuiti ad alcuni corpi barili di polvere sfusa per far 
degli scartucci, nel tempo che vi erano più di 40,000 ijià 
pronti sotto la disposizione del Comandante dell'Artiglieria 
(Preminenza della Lingua di Provenza), il veder distri- 
buite palle di cannoni di diverso calibro e dati scartucci 
a quelli che presidiavano la Cottonera inetti a prender fuo- 
co, perchè da tempo formati- e mal conservati, il vecUtr 
infine che il vitto e tutt'altro necessario non capitava al 
suo destino, rendendo vana tutta la forza di milizia maltese, 
che opponeva l'Ordine allo sbarco. Rese ancora i)er plessi 
gli animi il fatto che il conte de Amat ministro del Re 
Cattolico unitamente a sua consorte lasciò la Valletta e si 
ritirò in Zurrico, ed i cavalieri delle due lingue di Spagna 
uscivano dal Consiglio protestandosi non voler aver parte 
nella dichiarazione di guerra con la Republica. 

15. Osservò intanto il Dottor V. Bonavita : /Putti 
i commandanti erano Francesi (i) ad eccezione di soli 
tre, cioè il Bali Tomasi, il Bali Gorgiao Castigliano, ed 



(i) 4(11 Senescalco, al quale apparteneva il comando delle milizie 
di campagna era il principe Camillo De Rohan. I suoi luogotenenti 
erano il ball Tomasi per terra, ed il ball Suffren S. Tropè ed il cap. 
Soubirat ambidue Francesi per le coste. Il Gozo era comandato dal 
cav. Misgrigny de Ville Bertein. L'isola di Comino dal cav. Valin. La 
torre Rossa dal cav. St. Simon. La Melleha dal cav. De Bizier, il Porto 
di S. Paolo dal cav. La Peneuse. Quello di S. Giuliano dal cav. De- 
Pin La Guernier ; quello di Marsascirocco dal cav. De Rohan. La 
Floriana dal ball De Belmont. Il forte Manoel dal bali Gori^iao e 
La Tour S. Quentin, il forte Tigne dal coni ni. Reichberg, il forte 
Ricasoli dal bali De Tuillet, il Castel S. Angelo dal cav. Guernay 
maggiore delle guardie del Gran Maestro (quello che nell'ammutina- 
niento delli 9 Setteqfibre 1775 era comandante del forte S. Elmo ed 
era stato messo in prigione dagli ammutinati). Nella città Vittoriosa 



— 84 — 

il Comm. Reiclìberg Tedesco; — le Artijjlierie e Munizioni 
di ofiierra erano sotto la direzione del Comm. lìordonenche 
nipote del Bali De IJelmont; — la direzione delle fortifica- 
zioni era commessa al Cavaliere De Tay ; Direttore del 
Genio era il Servente d'Armi Tousard tutti l^rancesl. Il 
corpo dei Cavalieri era di diversi pareri ; il corpo della 
Nazione disposto ed impecjnato alla difesa ; i Nobili, i To- 
gati, i^rAvvocati, ed i ricchi Cittadini tranquilli ; dimodoché 
il governo non aveva, né doveva aver timore di essere con- 
trariato nelle sue operazioni. Ma il piano formato per la 
difesa era mal combinato, come il successo ebbe a dimo- 
strare > (i). 

i6. I pochi fatti fin (jui rilevati e le sobrie osservazioni 
sottomesse non sono sufficienti per convincere quanto in- 
fondata ed ingiusta possa essere la riprovazione della con- 
dotta dei Maltesi verso Tarmata francese forte per lo so- 
prabbondante numero di combattenti, imponente per la 
riputazione di chi la capitanava ? Al sovrastante pericolo, 
alla minacciata invasione dellTsola, opponevano i Maltesi la 



il cav. De Condrecourt, nella Senglea il bali De Suffren S. Tropè 
commandante delle Navi, nella Cospicua il comm. De Soubirat capi- 
tano d'un vascello. La Cottonera dal bali La Tour Du Pin. » 

(i) € Cesi ainsi, que tout cela est fini, dice il Doublet secretano 
della Cifra del Gran Maestro, il n'y a eu ni complot, ni soulevement 
de la part de qui que ce soit, comme le Grand Maitre, et beaucoup 
des tètes faibles au conscil se Tetoient figure. J'ai tout vu, et tout 
suivi avec le sang Iroid que vous me connaissez, et je puis vous assu- 
rez sur nion honneur, que c'est la frayeur, la faiblesse, et 1 inconside- 
ration du vòstre malheureux Grand Maitre, qui ont tout perdu. » 
Vedi Geo. Ant. Micallef lavoro publicato a Livorno 1825. Si legge 
nella Storia dei Gran Maestri del Decaro app. v. 3. p. 33 Malta 1853 
che M. A. Vassalli e V. Barbara prima di aderire al partito Irancese 
anni innanzi, di cui membri eran il Rohan, St. Priest ecc. avevano 
suggerito l'erezione di una lingua nazionale maltese, che l'Ordine non 
voleva. Barbara fu esiliato e Vassalli rinchiuso a Ricasoli, donde poi 
gli riusci andare a Salerno. Barbara tornato con Bonaparte fu (} negli 
che rappresentò la Republica nella capitolazione della Notabile in 
Giugno 1798. 



— 85 — 

confidenza nel principe, l'orror del tradimento e la fortezza 
d animo. Avrebbe il popolo avuto bisogno a suprema 
guida a sommo rettore un più assennato Signore (i) e della 
risolutezza di quei non pochi Cavalieri che rinserraronsi nel 
Forte St. Elmo risoluti a difendersi. Fuvvi invero fra 
questi chi malgrado la già firmata capitolazione si portò alle 
batterie dei bastioni di Sta. Lucia le quali proteggono la 
Porta Marina : quivi egli caricò i cannoni deciso a scaricarli 
sul general Buonaparte al suo ingresso in Valletta : risolu- 
zioni le quali a tempo non impedite avrebbero apportato 
luttuose conseguenze (2). 

17. Comunque, passate queste isole nel dominio fran- 
cese col patto e coirassicurazione agli abitanti che essi 
avrebbero i loro privilegi di stato e di chiesa rispettati e 
mantenuti, i Maltesi vi sarebbero vissuti pacificamente con 
profitto d'ambo le parti se i nuovi messeri si fossero ricorda- 
ti del «pacta sunt servanda.>Si è infatti da taluno osservato 
che < i Maltesi come i Corsi, avrebbero avuto deputati, se- 
natori Maltesi a Parigi. La diplomazia, Tarmata, la marina 
francese furono aperte ai Maltesi da Napoleone. La reli- 
gione cattolica, gli usi, le leggi e la lingua dei Maltesi e dei 
Francesi erano simili, ed oggi i Maltesi avrebbero signo- 
reggiato in Algeria e Tunisia e avrebbero avuto così paesi 
simpatici a loro per clima ed altro, ove espandere la Nazio- 
ne Maltese. » 

18. Un intempestivo regime non confaciente ne all'in- 
dole né all'educazione dei nativi e quel che più monta non 
conforme alle condizioni stipulate alienava i loro animi, ed 
era causa della perdita quasi immediata di qualsiasi vantag- 
gio della operata conquista francese sull'Ordine degli Ospi- 
talieri. Imperocché non si può passare d'un salto dagli ec- 

(i) « Poussielgue... fut chargc de négocier la reddition de Malte, 
seconde par le commandeiir de l'ordre Uolomìcu et surtout par rinc- 
ptie du Gran Maitre Honipesch.» Kleber et Menou par M. F. Rous- 
beau I*aris 1900 p. 9. 

(2) Micalld G. A. — Osservazioni storico politiche Malta 1839. 



— 86 — 

cessi di assoluta signoria a quelli di repubblica, urtare le 
opinioni radicate, combatter gl'interessi altrui, conculcare gli 
usi più cari, e non risentirsene danno gravissimo; e ciò quan- 
do avevano affettato non pochi: i. i guasti e ì depredamenti 
commesse dalle truppe republicane appena sbarcate nell'Isola; 
2. Le disoccupazioni di non pochi impiegati sotto il governo 
dell'Ordine e poi licenziati senza veruna compensazione; 3 Lo 
stagnamento del traffico, principalmente del cabottaggio 
delle nostre speronare per l'intimata quarantena colla Sicilia; 
4. La sospensione delle pensioni, accordate dall'Ordine a 
varie persone pei loro meriti e servizi; 5. La promulgata 
legge che aboliva i censi, per cui gli attuali godenti diven- 
nero poveri e miserabili; 6. L'alterazione dell'interesse dal 
4 al 6 per cento che si pagava al Monte di Pietà : istitu- 
zione fondata per sollevare i miserabili e non per favorire 
le capricciose speculazioni; 7. Gli arbitrari atti che priva- 
rono famiglie di tanti individui mandati a militare fuor 
dell' Isola od a forzata istruzione a spese degli agiati 
Maltesi (i). Tutte queste circostanze influirono perchè 
la tentata spogliazione delle chiese di Notabile e del 
Rabato quale scintilla che basta a scuscitare un incen- 
dio quando cade fra elementi predisposti, risultasse suffi- 
ciente a far insorgere i Maltesi come un uomo a sba- 
razarsi di un arbitrario giogo, che nel breve giro di 
appena tre mesi imparato avevano ad odiare cordial- 
mente. 

19. Era il Settembre 1798 quando gli abitanti fuor 
delle città attorno al Gran Porto si affermavano col fatto 
veri padroni della terra destinata loro dalla Provvidenza, 
spiegavano libera nel dolce azzurro del nostro cielo l'avita 
bandiera bicolore quale simbolo sacro della loro nazionalità, 
e si costituivano in un governo autonomo senza pretendere 
una indipendenza maggiore di quella goduta dall'Ordine 



(1) Raiisaijat, Giornale del Blocco ed. Malta 1843 Due. No. 3. 



— 37 — 

degli Ospedalieri quando esso signoreggiava queste isole (i), 
ed a cui nel fatto e in diritto venivano così a sostituirsi. Ed 
ecco la loro assemblea ed i loro capi tracciare le grandi linee 
da seguire nella bisogna sia quanto alla organizzazione delle 
proprie forze che ai mezzi della difesa; alle cose più neces- 
sarie immediatamente provvedere; spedire delegati a parte- 
cipare dell'accaduto chi n*era intitolato per ragion di alto 
dominio, mandare messi in cerca dell'armata inglese ad im- 
plorarne soccorso ed aiuto per il fine propostisi di espellere 
da Malta i fedifraghi e salvaguardare e mantenere i privile- 
gi propri dei Maltesi con quelle ampliazioni che le nuove 
circostanze ed i tempi mutati esigevano garantite. 

20. Le croniche di questo leggendario movimento 
popolare non possono certamente non interessare e massi- 
me i miei compaesani, e perciò stimo tornar loro ben grato 
il riprodurre alcune, (2) richiamando in modo speciale la 
loro attenzione al verbale della costituita Assemblea scritto 
dal Rettore del Collegio della Grotta del Rabato Fra 
Ludovico Savoie che contiene : 

«L'anno 1798, li 4 Settembre. Nel nome della Sma. 
Trinità, e sotto l'invocazione della B.V. Maria, e del glorioso 
San Paolo Apostolo nostro protettore si è convocata l'As- 
semblea Generale del Popolo Hi questa Città Notabile e suo 
Borgo, e della maggior parte dell'Isola per procedere all'ele- 
zione del Commendante generale di queste truppe, e di quat- 
tro Deputati e Rappresentanti di questo popolo in seguito 
della presa fatta di questa Città Notabile posseduta dalla 
Guarnigione Francese seguita jeri, e dell'insurrezione gene- 



(i) Austin e Lewis Re^^i Comm. per Malta informavano il Se- 
gretario di Stato ai 19 Feb. 1838. « With the exception of British 
India, none of the Colonial possessions of England have been indi- 
pendent states ; whereas Malta, from the time of its donation to the 
Order of Saint John up to its conquest by the PVench, was an indi- 
pendent state, and its government excercised ali the lunctions of a 
sovereign governnient.* pag. 22 §. IL 

(2) App. No. VI. 



— 38 — 

rale di tutto il Popolo di Malta contro la Repubblica Fran- 
cese, quale per sorpresa e tradimento si è impadronita di 
quest'Isola, ed attualmente possiede solamente la Citta Val- 
letta e Fortificazioni unitevi, nelle quali si trova bloccata la 
guarnigione. Su di ciò con unanimità di suffragio ed univer- 
sale acclamazione, è stato eletto per Comandante Generale 
il Pelltre. Signor Emmanuele Vitale, e per Deputati e Rap- 
presentanti rillmo. Conte Salvatore Manduca, Marchese 
Vincenzo Depiro, Conte Ferdinando Theuma Castelletti, ed 
il riferito Signor Emmanuele Vitale. > (i) 

2 1. Tale costituito governo veniva annunziato in uno 
dei «Manifesti del Popolo Maltese alle nazioni del Mondo> 
redatti nel 1799 nei termini seguenti. «Ne minore fu la loro 
cura di stabilire un governo regolare tanto per il militare 
che per il politico ed economico dell'Isola, avendo rispetto 
al primo costituito due generali e tanti colonelli quanto 
erano i villaggi col titolo di Capi di Battaglione ; riguardo 
all'economico prescelsero in ciascun villaggio un numero di 
proveditori corrispondente alla popolazione, e rispetto al 
politico elessero tre nobili ed un cittadino colle più ampie 
facoltà. > (2) A questo ordinamento politico ed econo- 
mico va aggiunta l'autorevole ecclesiastica gerarchia, la 



(i) « E successivamente, continua il verbale, i suddetti Signori 
Rappresentanti radunati nella sala dello officio Giuratale nella quale 
hanno determinato di formare le loro radunanze, elessero per il pri- 
mo : Il Signor Lorenzo Bugeja (Segretario). 

Per officiali li seguenti : Signor Lorenzo Bugeja per il dettaglio 
del Reggimento. Mastro Modesto Sapiano Capo d'Artiglieria. Il 
Signor Giuseppe Azzopardi per tenere il • registro degli ordini. Il 
Signor Giuseppe Abela per magaziniere e proveditore dei frumenti, 
e mischiati. 

Li Signori Gaetano V^itale, e Pietro-Antonio Bezzina per la rece- 
zione del frumento e mischiato. 

Paolo Galea, e Vincenzo Muscat per la distribuzione del pane. 

Alessio Xuereb, corriere dei Campi. Mro. Giuseppe Musei comiis- 
sario inspettore della i\Lirinii e Torri. v Mbs. 269 della R. Bibl. 

(2) App. No. VII. 



— 89 — 

quale contribuiva alla tiit(»la suprema delTordine con la 
efficace influenza dei sentimenti morali del cristianesimo, 
che è religione di giustizia e carità, di eguaglianza e libertà 
aspirazioni purissime dei popoli più inciviliti. Inoltrata la 
campagna questo governo veniva in miglior forma costituito 
a suggerimento del presidente scelto da nativi a diriggere i 
loro affari. Riunitisi a congrosso nella \'illa di St. Antonio 
a dì I I lù^braio 1799 i membri del governo, i due generali 
ed i capi dei battaglioni vollero che il loro Co7io^resso fosse 
per l'avvenire composto di deputati nominati dai capi di 
famiglia di ogni casale, dal luogotenente del Vescovo, dai 
due generali e da un giudice : e dal 18 T^ebbraio la nuova 
rappresentanza maltese lavorò durante il rimanente della 
Campagna, come più innanzi verrà meglio rilevato. 

22. L'emblema proprio sceltosi da cotal governo fu 
quello usato insin dai tempi di Ruggiero come distintivo 
della municipalità Maltese (i); ed i Maltesi nella Memoria in 
seguito (nel 1802) presentata al Gabinetto inglese ricorda- 
rono ancora che «I sugelli pubblici, e le impresse, che dopo 
la rivoluzione furono usate nelle pubbliche scritture, eran 
quelle del Comandante Ball esprimenti il suo carattere di 
Capo dei Maltesi, e quella, che formarono nell'Università 
della Città Notabile, che rappresenta tutta la Nazione» (2). 

23. Quella condotta politica dei Maltesi viene purga- 
ta nei Manifesti dalla taccia di ribellione e legittimata 
pei privilegi anteriormente goduti dalla Nazione Maltese, 
siccome per concessione di Re Alfonso del 20 Giugno 1428 
si permetteva loro anche la resistenza a mano armata nel 
caso di lor separazione dalla Sicilia, e per le «Viceregie pro- 
videnze delli 24 Marzo 1449 coi quah si accordava ali* Uni- 
versità di Malta la libertà di opporsi similmente e resistere a 
qualunque ordine del medesimo sovrano, che fosse contra- 



(i) L'emblema di Malta vien in appresso spiegato nell'argomento 
La Capitolazione dei 5 Settembre 1800. 

(2) Azzopardi Raccolta di cose varie etc. pag. 147. 



— 40 — 

rio o lesivo del suoi privileg^i, senza incorrere in alcun 
delitto, o taccia di ribellione.» Di questo privilegio fu pro- 
messa e giurata sollennemente l'inviolabile osservanza dal- 
l'Ordine Gerosolimitano nell'atto del suo possesso: quale 
promessa giurata essendo stata ripetuta nel primo Capitolo 
Gefierale da esso celebrato in questa Isola nel 1533 divenne 
franchigia fondamentale nella relazione dell'Ordine coi Mal- 
tesi, essendo essa stata intesa quale correspettiva del rila- 
scio fatto dai Maltesi alla Religione delli 30,000 fiorini 
d'oro da essi sborsati per la riunione delle Isole alla Corona 
di Sicilia (i). Invero siccome Bonaparte nell' impossessarsi 
dell'Isola con appositi articoli espressamente conveniva la 
conservazione ed il rispetto di questi privilegi, colla susse- 
guente conculcazione degli stabiliti patti metteva i Maltesi 
nel diritto di servirsi dei mezzi previsti. 

24. € Ella è cosa incontrastabile, diceva un Manifesto 
della Nazione Maltese, essere tutte le nazioni nel 
diritto di reprimere con la forza quella che viola aperta- 
mente le leggi della società, e che attacca direttamente il 
bene e la salute di essa e di non permettere, che altri 
noccia alla sua conservazione, resistendo al male, che si vuol 
farlo «Il Diritto delle Genti non fu valevole di trattenere il 
Reynaud, commissario francese, a non infrangere gli articoli 
7, 8 della Capitolazione concernenti la Nazione Maltese, 
che anzi egli apertamente liviolò(2) e l'interesse dell'umana 
società autorizzerebbe tutte le altre ad unirsi per doverla 
reprimere e castigare. Uno dei fini della politica società 
è di difendersi a forze riunite da ogni insulto e violenza, ed 
opponendosi non fa cosa che non sia conforme a tutti i suoi 
doveri, poiché chi viola i trattati, viola nel tempo istesso il 



(i) Vedi Bosio Tom. Ili; Acciardi Mustafa Bassa di Rodi p. 33. 

(2) Della violazione dei patti convenuti da Bonaparte nel Giugno 
1798 leggesi sollenne ammissione nei due ordini della Commissione 
di Governo Francese dati a 27, e 30 Brumaire an. VII (17, e 20 No- 
vembre 179H), riportati dall' Azzopardi, Presa di Malta p. 113. 



— 41 — 

diritto delle genti. > Ecco di qual principio si servirono i 
Maltesi contro i francesi, e quali le loro ragioni ed espres- 
sioni; perchè è egualmente prescritto dalle massime della 
morale, quanto consacrato dai precetti della religione il 
principio della propria conservazione, ed esso agì sempre 
ed agisce quale gagliar^do impulso sulle nazioni come sugli 
individui. 

25. Il desiderio di preservarci pro|)ri privilegi, i propri 
beni ed una ragionevole libertà spinse i Maltesi nel i ygH 
a scuotere il giogo alieno, a segregarsi dal gallico dominio, 
ed a costituirsi in quel Governo a cui meritamente fa capo 
l'attuale regime britannico. Che i Maltesi fossero allora co- 
stituiti in governo autonomo politicamente, giudiziariamente 
ed economicamente ordinato per quanto lo comportavano le 
circostanze non pare si possa fondatamente oggi dubi- 
tare. € Gl'insorti Maltesi, ci dice il Cornewall Lewis, che 
rinchiusero i Francesi nella Valletta e occuparono l'a- 
perta campagna, furono costretti a crearsi un governo for- 
mato dei capi dell'insurrezione; e tale governo fu presto a 
rendersi uguale alle pressanti contingenze ed alla meglio 
provvedervi, governando quella parte dell'isola non in po- 
tere dei Francesi finché quelli della Valletta fecero la resa 
della piazza agli Inglesi» (i). Ed i regi commissari G. F. 
Bowen e Baden Povvell nel 1888, parlando del Consiglio 
Popolare, asserirono : € Esso riprese la sua vitalità durante 
quella gloriosa pagina della storia maltese che segna 
l'interregno tra l'invasione francese del 1798 e il sus- 
seguente spontaneo ingresso di Malta nell'Impero Britaur 
nico> (2). Scriveva il Chief Justice òa Malta nel 1836 al 
Segretario di Stato : ^cSono d'umile opinione che i Maltesi 



(i) An Essayon the Government ofDependencies, Oxford 189 1 
p. 320. Lo stesso Signore unitamente al regio commissario Austin 
nel rapporto al Ministro fatto su questa colonia nel io Marzo 1836 
avevan indicato il fine di questo costituito governo «di cacciare; cioè, 
gl'invasori. )> 

(2) Malta Govt. Gaz, 1888 p, 136. 

6 



— 4*2 — 

durante tutto 11 blocco sono da ritenersi quale un po|:>olo 
indipendente, non perfettamente organizzato, sotto la dire- 
zione dei loro capi, e si comportarono come in certi casi di 
interregno in cui il popolo propriamente non godette la 
Sovranità perchè non si è determinato di porla nelle mani di 
ima generale assemblerà di cittadini: iiìa che tuttavia potreb- 
be esercitare sia da se che a mezzo di deputati tutti quegli 
atti di sovranità, che essi giudicassero necessari alla loro 
conservazione (Putendorf 7. 7. 7.). Durò questo stato per 
due anni, durante il quale Malta ad eccezione della Valletta 
non riconobbe aliena sovranità. In tal epoca, giudici furon 
nominati, cause decise, sentenze eseguite ed pene capi- 
tali date sotto l'autorità emanante da questo sovrano 
potere. Si dirà che ciò era l'effetto di eccessi della com- 
mozione popolare ? > ( i ) . 

26. Concorrenti, pertanto, nei Maltesi del 1798 tutti 
gli elementi di vera nazionalità, è incongruente negare loro, 
il diritto al proprio riconoscimento. I caratteri fondamen- 
tali di una vera nazionalità, secondo il Westlake, sono: 
€ Lingua, religione, temperamento, il possedere comuni 
memorie, l'avere un comun credo, o comuni aspirazioni 
politiche, o sociali» (2) ; e siff^atte particolarità riscontransi 
nel modo più chiaro nei nativi insorgenti ; e quindi, seguen- 
do il Hall, il quale insegna che una comunità teoreticamente 
e politicamente organizzata entra di diritto nella famiglia 
degli stati e deve essere trattata a norma della legge, 
appena è capace di mostrare che essa possiede i contra 
segni di uno stato (3), torna legittimo pei fatti e le circo- 
stanze surricordati l'ammettere l'esistenza della nazione e 
dello stato maltese per quanto microscopico. 

27. Imperocché ivi devesi riconoscere uno stato, una 
nazione, ove si verifichi l'esistenza del comun volere in 



(i) Sir J. Stoddard ist. Report 1836 5^ 97, 98. 

(2) Intern. Law, Cambridge 1904 § I. pag. 4. 

(3) Intern. Law, Oxford 1895 pag. 87 § 26, 



- 43 - 

materia di pubblico interesse dalla comunanza di un datò 
territorio ; e (juesto principio filosofico a fronte delle teorie 
j^iuridiche e politiche della dichiarazione dei diritti delluo- 
mo, costituenti la Magna diaria dei Francesi di allora, 
rischiara i fatti avvenuti, e di cui ci occupiamo, in modo da 
rappresentarci nei Maltesi del 1798 il tipo di una vera 
nazione. 

28. Invero per la dichiarazione dei diritti dell'uomo 
approvata dall'assemblea Francese il 18 agosto 1779 era 
sancito che la sovranità risiedeva nella nazione ; e tale di- 
chiarazione fu accettata dallo stesso Re di Francia. I 
I^'rancesi (juindi non potevano regolarnìente nulla opporre 
in diritto al riconoscimento dei Maltesi segregatisi da loro 
e costituitisi in un governo a se ; eran perciò i Maltesi di 
fronte agli avversari una nazione, ed era quindi ingiustifi- 
cabile e da prepotente Tagire del Vaubois yerso i Parla- 
mentarii Maltesi nell* averli trattenuti come ribelli, perchè, 
se non altro, gli aderenti ad un governo di fatto in guerra 
contro il governo <de jure> ( dato pur che così fosse il 
Francese) non incorre nelle penalità della ribellione (i). 

A norma degli insegnamenti del Vattel e di Blunt- 
schli la posizione degli insorti entrati in una vera guerra 
doveva essere riguardata come questione di diritto pubblico 
oltrachc (luelli dovevansi considerare quali belligeranti (2). 

29. L'opera del Rousseau sul contratto sociale è la 
filosofia dello stato del tempo della rivoluzione e ben scarsa 
istruzione dimostrerebbe chi osasse negare la enorme in- 
fluenza esercitata sul diritto publico privato. Secondo lui è 



(i) Moore Digest of Inter. Law voi. i. p. 41. 

(2) Westlake Int. Law § L pag. 54 ; e Stoddard riporta nel 
suo rapporto del 1836. §§ 93. 96. « It is seldoni that the rising 
of a whole people can deserve the name of rebellion ( Barbeyrac ad 
Pufendorf, 7. 8. 6)... The insurrection niay, therefore, be justly called 
national among the Maltese, and the insurgents are not to be deemed 
rebels, for The name rebels is t^iven to subjects who unjustly take 
up òxxwò A'^À\\\j\. the rukr ui thcir socurly (Vattel, 3. io. 200;.^ 



— 44 — 

Stato la volontà generale espressa per patto sociale (i). La 
prevalenza di questa dottrina spiega perchè Tlngliilterra in 
qiieirepoca riconosceva di già i Maltesi padroni dell'Isola, e 
mediante offerta cercava di procacciarsi una cessione con- 
trattuale a danno di chi dagli stessi Maltesi era riconosciuto 
come avente un diritto di signoria feudale, e cui, cessato il 
feudo, per convenzione spontanea, eglino ridavano appena 
scacciato l'ultimo feudatario, l'Ordine Gerosolimitano. Se 
queste idee non corrispondono al modo di concepire le cose 
nel 1907, bisogna ricordarsi che la storia non si comprende 
se non al lume delle idee e dottrine prevalenti all'epoca 
degli avvenimenti che si tolgono in disamina. E' questa 
una regola proclamata dalla ermeneutica legale, logica e 
storico-critica. 

30. Ne fu sola l'Inghilterra a favorire i nativi, non 
importa che per proprio interesse, nell'assedio dei Francesi 
e a trattare i rappresentanti della nazione maltese come tali 
nel fatto e nel diritto. Ed in vero il Re delle Due Sicilie, seb- 
bene titubante a mostrare sulle prime di riconoscere aper- 
tamente gl'insorti maltesi andati a chiedere soccorsi nel 
Settembre, perchè era tuttora in pace colla Republica 
Francese, non mancò di riconoscerli e trattarli quali indipen- 
denti e dai Franchi e dall'Ordine, benché senza derogare 
al suo diritto di alto dominio sull'Isola, diritto mai sempre 
da lui avvocato anche durante il tempo della sottoposizione 
loro all'Ordine Gerosolimitano. La Russia ancora non trovò 
difficoltà di trattare coi Maltesi a mezzo del ministro Cav. 
Italinscki ; e gli Inglesi insieme agli alleati compresivi i 
Siciliani permettevano libero il passo alle imbarcazioni 
Maltesi (2). Inoltre gli agenti Inglesi e Portoghesi non solo 
mostravano di aderire alla proposta fatta dai Maltesi ai 
F rancesi per la costoro evacuazione, dando così chiara pro- 

(i) Filonuisi — Guelfi Eiiciclop. ed. 1907 pag. 486 § no. 

(2) Dispaccio St. Priest a Litta 17 Sett. 1798. « Les Anglais 
icnvuyent Ics Maltais qu'ils prennent dìsant qu'iJs ne sont pas cn 
guerre contre eux, mais coiUre le seuis F'ran(,ais. » Mss. 418. 



— 45 — 

va di riconoscere nei Maltesi la capacità j^iurìdica di trattare 
da sé i proprii interessi, ma di più insistevano presso i 
Francesi per indurli a restituire ai nativi le città ed i porti, 
mentre offrivano a quelli navi per ricondurli in patria loro, 
precisamente secondo quanto avevano sottomesso i coman- 
danti maltesi; e T Ordine dei Cavalieri di Malta, precedente 
sovrano feudatario, anch*egli trattava con questo governo 
maltese ed a lui mandava provisioni di grano, e proget- 
tava fornire direzione. 

31. Questo popolo, pertanto, dotato da molto prima di 
privilegi e per quanto ristretto in breve cerchia, fornito del 
coraggio e, dell'abilità di affermare la sua autonoma esisten- 
za di nazione nella maggior parte del territorio da natura 
assegnatogli e per motivi varii come tale trattato dagli 
agenti di altre nazioni, veniva per naturai diritto rivestito 
di quelle prerogative riconosciute in quell' epoca quale 
titolo sufficiente ad essere sentito nella scelta del sovrano, a 
cui sottoporsi, ragione, per cui dopo i Preliminari d'Amiens 
dai nativi insistevasi < che il diritto delle genti, giunto al 
colmo di suo splendore, dichiara che una nazione non puole 
essere serva senza che vi consenta. > Conquistata Tauto- 
nomia, potevan questo popolo e questa sua terra essere 
ragionevolmente oggetto di cessione o di baratto di altre 
nazioni al consesso di Amiens, Parigi e Vienna senza, o 
peggio, contro la volontà di quello il quale era il principale 
interessato ? 

32. I diritti naturali degli uomini non si misurano dalla 
estensione del terreno, dove eglino vivono. No : il diritto 
competente alle collettività degli uomini di rigettare, o di 
approvare un sistema, da cui dipende il loro benessere, la 
loro felicità non scema per la ristrettezza del suolo, né di- 
pende dagli altrui intendimenti, né la diversità di circostan- 
ze politiche lo muta, perchè inalterabili sono le leggi della 
natura, ond'esso trae origine e fondamento. 



U CAMPAGNA DEI MALTESI 



-••- 



Le memorie storiche tramandateci da contemporanei 
ed i documenti, che solo recentemente videro la luce, sono 
una chiara testimonianza di quanto nella campagna di Malta 
operarono i nativi col senno e colla mano, quanti sacrifici 
sostennero di denari e di vite, cjuante umiliazioni e priva- 
zioni d'ogni sorta per cattivarsi cjuel rispetto e ([uella con- 
siderazione, che un popolo civile deve aspettarsi da amici 
non meno che da leali nemici (i). 

2. Privi i contadini di sussidii, ma abituati alla fatica, 
intrepidi al pericolo e dotati di naturai robustezza (2) con- 
corsero unanimi ai primi di Settembre i 798 a scuotere il 
giogo di chi mirava a stabilire il suo dominio sul proprio 
capriccio anzicchè sulla concordia comune. 

3. Armati di quei mezzi che il caso, o lo sdegno e il 
fervore d'indipendenza da ingiusta e vessatoria signoria 
loro somministravano, raffrenarono più volte il nemico, lo 
costrinsero a rinserrarsi nei formidabili baluardi eretti dal 
glorioso Ordine di Malta' e conseguirono la difficile meta 
così mirabilmente da strappare il plauso di tutti gFimpar- 



(i) Chi desidera maggiori particolari di quelli che crediamo ripor- 
tare per elucidazione del lavoro consulti: Azopardi Bne, V., Giornale 
della presa di Malta. Malta Stamperia del Governo, 1836 ; — Bosre- 
don-Ransijat J., Siege et blocus de Malte. Paris i^Soi ; — Zarb A., 
Caduta dell'Ordine sino alla resa della Repubblica. Malta 1856 ; — 
Vassallo G. A. Storia di Malta. Malta 1854. 

(j; vGenub hominum salubri corpore, \ ictu tenui industriuin 
patiens laboruin et bellico:^um.> li. l'antrìleunc. Hibtur. Johan. p. Jii 
Basilea i^oi. 



— 47 — 

ziali, tanto che il {generale inglese Graham ebbe a dire loro: 
< Il vostro patriottismo» il vostro coraggio, la vostra reli- 
gione supplirono a tutte le mancanze. La vostra energia 
comandò la Vittoria > (i). 

4. Impossessatisi della piazza forte della Notabile ai 3 
Settembre dopo vari tentativi condotti con tattica da vero 
genio militare, (2) ed avuti in mano con sorprendente 
prontezza delle operazioni tutte le torri littorali, inclusa 
quella di S. Tommaso, ai 3 Settembre, in seguito ad un 
piuttosto vivo combattimento, si vedono come per incanto 
formati battaglioni e campi militari e trincee con regolarità, 
accorgimento e precisione di siti da persone altro che ine- 
sperte nell'arte della guerra, talmente che riscossero le ap- 
provazioni degli ingegneri e dei periti e portoghesi e 
inglesi e napoletani (3). 

5. Condotti da naturai abilità e non da tecnica guida 
si vedono formare dai contingenti rustici dei vari casali i 
battaglioni di milizia, scegliere generali, nominare ufficiali, 
fissar guardie avanzate! deputare ministri pei viveri e pel 
regolamento dei porti di San Paolo e Marsascirocco, pian- 
tar varii ospedali, spedir bastimenti per le provvigioni, 
armar galeotte e speronare in difesa delle barche prove- 
nienti dalla Sicilia con viveri, stabilire case di provvisioni 
in tutti i casali pel mantenimento del popolo e dei batta- 
glioni oltre le centrali impiantate alla Notabile, S. Paolo e 
Marsascirocco : insomma la campagna si vede messa in 
ordine da sembrare, direi, un piccolo regno, o una città la 
meglio regolata. 1 quattro grandi campi colle guardie 
avanzate tengono tra loro organizzata comunicazione, i 
campanili e le campane si adibiscono a dar Tallarme ed alla 
generale chiamata degli indigeni al lor comando. Con tutta 

(1) Manifesto dei 19. Giugno 1800. 

(2) Relazione di L. Bugeja, Segretario dell'Assemblea e Compa- 
gno del Vitale. Append. No. VI. 

(3) Relazione di M. Cachia in Append, No. Vili, 



— 48 — 

sollecitudine si rinfor;;ano e fortificano i posti pericolosi per 
il caso di eventuali sortite dei nemici ; (i) e per ridurre a 
mal partito jjli assediati si devia l'acqua che per il canale 
Wignacourt suppliva ai bisogni della V^alletta. 

6. E, perchè la coesione e l'uniformità dell'aziona nel 
sommo disegno non venga meno, ecco costituirsi anche un 
formale consiglio di guerra. Il palazzo di San Giuseppe è 
il luogo d'incontro, dove convengono personaggi di abilità 
ed i capi dei battaglioni, e di là non lontano si eseguisce il 
giudizio su traditori ; la banca giuratale della Notabile è la 
sede del governo politico-economico. 

7. Un assalto tentato dai rVancesi al Zabbar viene 
respinto e una trui)pa spedita da S. Giuliano contro il cam- 
po del «Ghor Ghar» è messa in iscacco tra due fuochi e 
lascia dietro a se morti e feriti e non pochi fucili, essendosi 
gli animi dei combattenti inaspriti talmente da battersi 
ancora petto a petto ; mentre una fregata uscita per bloc- 
care il porto di S. Paolo viene dalla batteria della <Kaura> 
danneggiata con improvvisa scarica di cannone e costretta a 
riparare subito in Valletta. 

8. Il Gozo, al par dell'isola sorella, è contemporanea- 
mente in armi e stringe d'assedio i duecento soldati nel 
castello del Rabato e coli' aiuto dei Maltesi riesce a 
sbrigarsi di altra poca truppa posta a Garses, Imgiar Scini e 
rinchiusa al forte Chambray che faceva guasto al vicinato. 
L'arciprete S. F. Cassar viene eletto capo ed è coadiuvato 
tra altri dal F. Castagna, dal comandante Liberto Grech e 
da Antonio Mallia (2). 

9. Al difetto d'armi e munizioni suppliscono in quei 
primi giorni la polvere, i fucili e le palle trovati nelle 



(i) L'appendice No. IX, riproduce le note del Giuseppe Fabrì 
e del V. Borg capo del battaglione di Birchircara finora inedite. 

(2) Zarb pag. 271 ; Appendice No. X. Il nome degli altri 
capi del Gozo vedonsi firmati nell'atto di elezione del prescelto a 
rappresentare quell'isola a Londra nel 1801, 



— 4» — 

piccole armerie di S. Antonio, della Notabile e delle torri, 
i cui cannoni si trasportano ai campi ed alle trincee novel- 
lamente formati, le pietre, che i nativi sanno maneggiar 
ancor meglio di altri popoli, servono mirabilmente, i fucili 
dei cacciatori e di tutt altre persone private si duplicano in 
mano agli improvvisati guerrieri, mentre la loro abilità e 
destrezza riescono a provvederli di una quantità di polvere 
dal deposito della Cottonera. 

10. Gli ordegni agricoli ed industriali si convertono in 
istrumenti da guerra, il piombo come il ferro, ovunque si 
rinviene, sì trasforma in palle ed in mezzi di difesa ed offesa. 
i canali d acqua nel giardino magistrale di S. Antonio, che 
erano di piombo, come i sostegni dei vetri delle finestre 
servono per la formazione dei proiettili. 

1 1 . Al buon andamento spirituale non si tralasciò di 
provvedere col porre ogni campo vicino a qualche cappella 
rurale e facendo dipendere tutta Tamministrazione ecclesia- 
stica dal provicario residente alla Notabile. Morto questi 
durante i primi mesi della campagna veniva eletto da 
canonici a 21 Marzo 1799 a vicario capitolare il canonico 
F. S. Caruana, riunendosi così le due cariche civile ed 
ecclesiastica fino al 5. Gennaio 1800 quando le comunica- 
zioni col diocesano eran divenute più frequenti (i). Più 
chiese e conventi si adibirono ad uso di spedali specialmente 
nel Rabato della Notabile (2). 

12. L'ammiraglio portoghese Mse. di Niza con una 
squadra forte di cinque legni spedito da Nelson non arrivò 
avanti quest'isola che a 1 9 Settembre e forniva quei del 
Zeitun con 170 fucili, (3) mentre il capitan Sir J. Saumarez 

(i) Atti capitolari voi. 13. 

(2) Vedi Note del Fabri, il quale fu poscia l'alfiere del reggimen- 
to «I cacciatori maltesi» levato dal Graham nel Giugno 1800. 

(3) La flotta al comando del Niza consisteva nel Principe Real, 
Raiaha de Portugal, San Sebastian, Alphonso Albuquerque, Lion ed 
il brig Falcas. Intanto il governo di Siracusa riceveva ordine da Na- 
poli, dice il Nelson, di fornire secretan>ente ^i Maltesi armi e n)uqi- 



— se- 
ne forniva al suo arrivo ai 23 di quel mese 1200 ed altre 
munizioni di cui i maltesi grandemente abbisognavano (i). 

13. Favorirono gli alleati anche del vantaggio di 
consulti tecnici, ed a nome dei nativi, alla cui assistenza 
professavano di essere accorsi, appoggiavano e presen- 
tavano le proposte di capitolazione al presidio fran- 
cese, sebbene il generale Vaubois non ne volesse ricono- 
scere la legittimità dell'intervento nel fatto suo coi Maltesi, 
che si ostinò, a chiamare ribelli -^fino alla fine della cam- 
pagna. 

14. Dapprima e fino ad un avanzato stadio della 
guerra Portoghesi ed Inglesi, col non prendere una parte 
attiva diretta nelle operazioni militari interne e col non 
permettervi lo sbarco a terra che a ben pochi di loro da- 
vano a divedere che il loro scopo era di servirsi del terri- 
torio maltese per combattere ed espellere un comune nemi- 
co, anzicchè di prender possesso di quest'isole (2), giusti- 

zioni, e che Ufficiali a tal scopo eransi portati neirisola per incoraggine 
gl'indigeni alla resistenza contro i Francesi ; e perciò il Nelson si 
querelava della condotta dei ministri Napoletani perchè giunto egli a 
Malta trovò che nulla vi era arrivato. Vedi Laughton 1. e. p. 171. 

(i) Diario del Saumarez pag. 262 voi. i nei suoi Memoirs. Dalle 
quali Memorie appare che incontratolo il 16 Settembre alcuni dei 
messi maltesi e pregatolo di assistenza, egli, sebbene non ne avesse 
ordine dal suo superiore, venne in loro aiuto ; e la sua azione rap- 
portata incontrò l'approvazione dei capi inglesi. Infatti il Nelson 
airimp. di Russia 31. X. 99 magnifica questo dono inglese, facendo 
ascendere i fucili a 2000, ( mentre nel dispaccio suo a Spencer dei 
29 IX 98 conferma il detto di Saumarez) e le largizioni siciliane a 
£40,000 e le spese inglesi del blocco a £ 180,000, e gli uomini a terra 
a mai meno di 500 in aperta contradizione coi fatti. Vedi sul propo- 
sito Laughton y Nelson letters pp. 220, 181; Nicolas voi. 3, p. 137. 

(2) La finale decisione inglese di tenere Malta si fece nella Pri- 
mavera del 1803 secondo l'annotatore alla lettera del Segretario della 
Legazione a Pietroburgo. Da quella data la risoluzione fu irremovi- 
bile e l'alleanza Anglo-Russa conchiusa a Pietroburgo nel 1805 andò 
a terra per il rifiuto reciso di Pitt a 5 Giugno di quell'anno di 
cedere quest'isola. The Paget Papers London 1896 voi. 2, p. 79, 
174» 1^2- 



ficati in ciò fare dalla chiamata dei nativi e dal comporta- 
mento del Re delle Due Sicilie, che non disapprovava 
l 'azione contro coloro, i quali si erano insediati signori in 
questa terra senza suo consenso (i). 

15. Tanto farebbero credere e lapprovazione della 
condotta del Saumarez e le istruzioni consegnate dall'afn- 
iniraglio Inglese al contrammiraglio Portoghese ai 1 3 Set- 
tembre, LÌ cap. Hood agli otto dello stesso mese (2) ed al 
capitan Ball nell'Ottobre seguente nel drizzarli a questi 
lidi (3). Tanto evincono le pratiche del Nelson coi Francesi 
ai 25 Ottobre in questa isola, come anche la condotta di 
Ball quando uscito dalla subordinata posizione per la par- 
tenza dell'ammiraglio Portoghese, trattava coi nativi e con- 
segnava in loro potere il castello del Rabato del Gozo (4). 

16. Il principiato blocco dalle navi, pertanto, produce- 
va il buon effetto pei Maltesi di poter essi concentrare Fa- 
zione loro ai dintorni dei siti occupati dai nemici, non vi 
essendo pericolo di sbarchi sul littorale. In tale fase senza 

(i) Vedi Appendice No. XI. 

(2) Sir N. H. Nicolas' Nelson letters voi. 3, p. 118 e 121. Lon- 
don 1845. 

(3) Era l'ordine : « To undertake a strict blockade of the island 
of Malta, Consulting with the Maltese delegates... and using every 
effort lo cause them to quit the island, or oblige them to capitulate. » 
Laughton 1. e. p. 171. 

(4) 4c Anche a riguardo di Malta, scrive Nelson da Napoli 27 
Settembre, offerta da apposita deputazione a S. M. Siciliana, e il di 
cui stendardo sventola sui forti il ministero Napoletano non si muove 
ma s'augura che io la prenda per loro.» Nicolas voi. 3, p. 133. E più 
tardi : «I shall write the French Commander a proper letter, offering 
my mediation with the injured and plundered Maltese ; but should 
the tVench Ships escape, in that case I shall not trouble myself with 
their capitulatioh, or in obtaining mercy for the deluded people who 
bave joined them... The island is certainly the property of the King 
of Naples» and I bave ali matters to be settled by the Courts. » Al 
Comm. in capo a 13 Ottobre — 1. e. p. 149. Vedi sua missiva ai 
comandanti Francesi della Valletta ed il Memorandum sulla con- 
versazione coi deputati maltesi 1. e. p. 155. » 



— 62 - 

altra assistenza interna che delle avute munizioni avvengono 
segnalate azioni e si combatte dai nostri le forze militari 
repentinamente spedite contro i vari loro cam^i non ultima 
quella di Corradino ed altra di maggior entità, narrata dal- 
l'avvocato Bernard (i), infliggendo perdite ai Francesi e 
rrtacciandoli nei posti, onde erano usciti. 

17. Il Gozo si liberò ai 28 Ottobre del presidio della 
Repubblica forte di 2 1 7 uomini, senza che un sol soldato 
degli alleati avesse posto piede su quella terra. Rinserrati 
i F'rancesi nel castello nel centro dell'isola gaulitana, privi 
di viveri airinfuori del grano, assediati dagli indigeni, senza 
comunicazione alcuna coi loro commilitoni di Valletta si 
arresero alla bandiera inglese per maggior sicurezza perso- 
nale. I patti intervenuti coi nativi, le pratiche del Cassa • 
capo del Gozo, la distribuzione tra gli assedianti di ciò, che 
trovossi nel castello, la consegna del castello in potere degli 
indigeni chiariscono la parte reale rappresentata dal coman- 
dante britanno. 

18. Liberata Tisola gozitana da ogni vestigio del pas- 
sato imperio, prese a governarsi da sé per mezzo dei capi 
popolarmente eletti in accordo coli' assemblea maltese, 
di cui consideravasi dipendente, e da cui si staccò quanto 
alla dipendenza della Sanità del Porto solo nel 1 5 Luglio 
1799 in seguito ad apposita deliberazione del congresso 
nazionale (2). Al Gozo od in Comino si obligavano a 
risiedere quelli, su cui cadeva sospetto di possibile intelli- 
genza col nemico (3). 

19. Il 21 Novembre di quell'anno segnava l'ultima 
sortita dei Francesi dalle fortificazioni e l'attacco alla bat- 
teria degl'insorti su Corradino con perdita di non pochi 
militi maltesi colti soli a respingere con effetto gli assa- 

(1) Appendice No. XII Narrazione tolta dal Mss. 269 della R. 
Bibl. 

(2) Appendice No. XIII. 

(3) Il Bne. Dorel con una piccola pensione fu relegato a Cham- 
brey; la stessa sorte ebbe l'avvocato Bonavita. Tcrrinoniy Resa p. 68, 



— 5B — 

litori (i), Segnano ancora queste azioni condotte con 
entusiasmo ed energia la prima fase della campagna indi- 
gena quando,- cioè, lonere degli scontri precedenti, la resi- 
stenza opposta con perdita di vite e le spese ed i sacrifìci 
devono a ragione attribuirsi alla sola virtù dei nativi (2). 

20. Certamente chiunque non voglia negare alla storia 
ed alla ragione il debito peso e influenza nei suoi giudizi 
non potrà non convenire che in questo periodo iniziale 
della lotta i nativi non che principali erano gli unici fattori; 
come bisogna essere affatto sordo ai dettami di diritto ed 
ai sensi di naturai giustizia per contestar loro il dominio e 
la libera dispouibilaà dei a breve, ma importantissima terra 
destinata a loro patria dalla Provvidenza, ad essi tanto cara 
come sa chi delle oro gloriose gesta, anche di altri tempi, 
non è ignaro. 

2 I . Ed è bene riflettere che il movimento indigeno fu 
tanto inaspettato ed improviso da non dar tempo, né agio 
ad alcun preconcerto con chi forse era inclinato a sbandire 
da queste isole i Francesi insin da che essi vi avevano posto 
piede. La vittoria degli inglesi ad Aboukir come più tardi 
le secrete mire dei potentati non vi ebbero parte determi- 
nante; ma, accaduta T insurrezione, furono poste a profitto 
dagli indigeni, che avevano bisogno di una potenza maritti- 
ma che li sostenesse all'esterno. Non importa, quindi, per 
quanto concerne la spontaneità e il valore dell'operato degli 
insorti maltesi, che strategia e tattica di guerra avessero 
potuto consigliare gli Stati in ostilità colla Francia di bloc- 

(i) < They had gallantly repulseci every sortie made by the 
French, and anxiously looked forward to help from the allied powers 
to enable them to retake the strong hold which had been so unjusti- 
fiably snatched from them. » Dalla storia dei regti. 30 e 89. Mss. R. 
Bib. No. 441. 

(2) Il grazioso dono dei fucili e delle munizioni fatto dagli 
inglesi lo si computò da taluno piuttosto a compenso della marina 
britannica per Tinazìone dei nativi della fregata Sensibile sconfitta 
mese prima nelle acque di Corsica, dopo una battaglia navale in cui 
questi a nessun conto vollero servire i francesi contro gl'inglesi. 



-è4- 

care i Francesi in Malta insin dal momento che costoro si 
erano impossessati di questo preziosissimo scoglio. 

2 2. Non diminuisce il pregio dell'opera dei nostri 
laver il Ministro russo O'Hara insin dal 19 Luglio prece- 
dente airisurrezione preveduto che, qualora gl'inglesi aves- 
sero bloccato e sbarcato in Malta tre mila uomini, interrom- 
pendo le comunicazioni fra la Valletta e la campagna, essi 
avrebbero avuto dalla loro gl'indigeni ed avrebbero potuto 
riprendere e ridare entro tre mesi queste isole all'Ordine 
Gerosolimitano (i). Una tale prevenzione sarà nata dallo 
scorgere a 22 Giugno la squadra inglese forte di 15 vascelli 
nei dipressi di Messina ed altra di 1 5 su Capo Bon ed il 
sapere che Nelson aveva insin dal imo. Giugno desiderato 
di venire al soccorso di Malta, scrivendo al Gran Maestro di 
riunire la sua alla flotta inglese affin di distruggere la flotta 
nemica ed evitare la caduta dell'isola in mano francese (2). 

23. E' certo che l'azione maltese si presentava molto 
a proposito a secondare le mire deirAmmiraglio inglese, 
contento di ritrovare alleati nei maltesi chiedenti soccorso 
quando il gabinetto inglese non pensava ancora al blocco di 
queste isole. Appariscono le istruzioni ministeriali a questo 
proposito non prima del 3 Ottobre (3), ed esse venivan 
date sotto l'espressa condizione di dover effettuarsi quante 
volte Napoli fosse in guerra colla Francia, la qual circostan- 
za fino a quel momento non era avvenuta. Quando tali 
istruzioni giungevano varie settimane dopo all'Ammiraglio 
nel Mediterraneo, questa isola aveva già da tenipo ricevuto 
il beneficio richiesto dalle flotte alleate : e malamente perciò 
da questo fatto del Governo Britannico si arguisce contro 
la spontaneità dell'azione Nelsoniana-Maltese (4). L'inten- 



(i) Appendice No. XIV. 

(2) Lord Grenfell, Malta in 1798, Nicolas 1. e. voi. 3 pag. 34. 

(3) J. K. Laughton, Nelson 's letters. London 1886 p. 169. 

(4) Una lega recentemente formata tentò sull'Empire Revie^v di 
Londra No. 75 e sul Daily Malta Chronicle di Aurilc e Maggio 1907 



— 55 — 

zione altrui, come lopinìone e l'aspettazione non vale a 
cambiare gli eventi. 

24. Passato il periodo delle sortite francesi correlativo 
a quello di maggior slancio dei nativi nella guerra subentrò 
una maggior ponderazione sulla situazione, e perseverando 
i Maltesi nel volere ottenere lo scopo dell'insurrezione trat- 
tarono colla ufficialità britanna della cessione di queste isole 
seguendo il consiglio di chi tra loro godeva maggior influen- 
za (i), mentre le circostanze imperiosamente esigevano di 
procurare in ogni modo i favori e la protezione dell'Inghil- 
terra; ed una siffatta cessione, accrescendo gli obblighi del 
nuovo signore acquirente, veniva a diminuire la responsa- 
bilità ed i pesi della difesa degli indigeni. La lunga 
durata della guerra riduceva la popolazione all'inerzia ed 
alla miseria, crescente questa in ragion del nurhero della 
gente cacciata via dalle città in campagna; e la penuria del 
numerario e di ogni occorrenza poneva i Maltesi nelle stret- 



di torre qualsiasi argomento per costruire un'assoluta conquista in- 
glese di queste isole depreziando Tazione indigena in materia. 

(i) Vassallo (). A., Storia di Malta ed. 1890. p. 661. ; Sir Ago- 
stino Portelli G.C.M.G. di anni 27 ai tempi dell'assedio ed il cui 
padre soffri l'arresto e fu liberato da corte marziale francese ai io 
Febbraio 1799, scriveva nel 1836 sui Maltesi al Capo del Governo di 

cui era membro * They exerted every means to combat and 

conquer their republican masters besieged in the fortifìcations of the 
island : they discovered their own insufficiency of means to attain 
their end, and they sought for the support of a power to assist them. 

In this emergency they knew well, that the choice they were 
about to make was a serious one ; and relying on the justice of a 
liberal, honorable, and generous government, like that of Great 
Britain, they gave themselves up to it, upon condition that their re- 
ligion and the privileges enjoyed by their ancestors shouid be main- 
tained. Being promised ali they asked by His Majesty's Comman- 
ders, they continued to Uve in the greatest harmony, and the French 
having been expelled. everybody entertained the certainity of being 
considered a real subject of His Majesty. » Mss. j88 della R, BibU 



— se- 
te o di perir di fame o ceder le armi e restar vittima dei 
Francesi (i). 

25. Airinfuori del tentativo di mutua intesa coi val- 
lettani d'impossessarsi nel Gennaio 1 799 della città Val- 
letta, il quale non riuscito costò tante vite a' congiurati e 
tante umiliazioni e privazioni a quei dei nostri che eran 
entro la città, lopera dei Maltesi si ridusse ad opporre 
resistenza, e meglio fortificarsi nel circuito da loro occupato. 
Non mancarono tuttavia atti di ammirabile intrepidezza fra 
nostri che sotto il canone minacciante distruzione innalza- 
rono ìXì più luoghi trincee e batterie da meravigliare il ne- 
mico come nella costruzione della trincea ta Samra ; né atti 
di sorprendente ardimento, fra cui non ultimo quello del 
dare l'assalto alla Cottonera nella notte del 25 e 26 
Giugno (2). 

26. Che se essi si opposero al bombardamento della 
Valletta e pregarono che lo si limitasse ai soli castelli, il 

(i) Vedi neirAzzopardi, Presa di Malta p. 121. il Memoriale 
dai Maltesi a S. M. Siciliana. 

(2) I seguenti estratti del Ball a V. Borg capo del campo Ghor 
Ghar lasciano intravedere l'opera dei nativa in questa fase. 

«....It gives me the greatest satisfaction that in your opinion, the 
disposition for the attack is as perfect as can be expected. May God 
protect the Maltese this night ! I have great hopes that they will 
succeed. The French are terrìfied, and I believe they wish for a 
pretext to capitulate.... if you wish it I shall send my troops to act as 
guides. I left a standard at Zeitun, and I have only one more, which 
I shall send you. » (Naxaro 13 Feb. 1799). 

« Your letter has given me the gratest satisfaction as it proves 
your strenuous endeavours to finish gloriously what you have so 
well begun...» (Zeitun, 15 Gen. 1799;. 

€ It is against our rules for conimanders to leave their vessels on 
a coast at this season, without the greatest necessity ; nevertheless 
I have done it often lately, at a great risk, with the hope of beìng 
useful to the Maltese ; but as that has not succeded, I must remain 
on board. Generais Caruana and Vitale, with the abbe Savoje have 
been on board the ship today, to whom I spoke very freely. » (The 
Alexander, 17 Gen. 1799). Borg sappeals London 1810. pp. 26, 19, 2X, 



— 57 — 

fecero per la ragioni esposte nella loro rappresentanza al 
Graham: <che subissandosi le case dei Maltesi, verim male 

< si reca ai nostri nemici, i quali ritirati nelle mine, case 
€ matte ed altri luoghi a prova di bomba, se ne ridono He] 

< male recato ai Maltesi. Vedendosi inoltre i nostri (ina 

< dinì impediti di sortire, e minacciati di perire sotto le 

< bombe con vedersi rovinare le loro proprietà, senza rprar 
« danno al comun nemico, si danno alla dispera/ionf! » ( i ). 

27. Eran i Maltesi in questa fase meglio provxisti di 
armi e munizioni. Avevan essi già a Novembre i79tS tremila 
trecento moschetti e 35 cannoni di cui il più grande del 
calibro da 18, mentre avevan principiata la campagna con 
soli 300 fucili ed 800 schioppi da caccia. (2) L'aiuto degh* 
alleati a nativi era verso l'Ottobre 1799 giunto a circa 500 
uomini (3) mentre per lo innanzi era stato affatto insigni- 
ficante. (4) Un'epidemia, forse il tifo dei campi, serpeg- 

(i) Appendice No. XV. Il Nelson a Niza a 27 IX 1799 diceva : 
« I have got two 13 inch mortars and 1200 shells,... but the Maltese 
do net like to have the town destroyed. That vvoukl net be minded, 
if we have a regular force. » 

(2) Vedi Lettera dei delegati a 6 Nov. 1798 al Re di Sicilia ; e 
gli scritti del De Piro. Mss. 441. Quanto alle munizioni ricordasi pure 
che il vascello Cuiloden che portava da Messina canoni e munizioni 
da assedio incagliava all'entrata del porto di Marsascirocco nel \^oc., 
di quell'anno. Laughion, p. 228. 

(3) Nelson a Graham 3 Ottobre 1799. Mss. 441. R. Bibl. 

' (4) La lettera di Ball al ministro Dundas 6 Marzo 1801 diceva: 
« I battaglioni maltesi ascendenti di numero a circa 3000 mala- 
mente armati assediarono 7000 Francesi in una delle più forti fortifi- 
cazioni d'Europa, e cosi li tennero per circa 14 mesi coll'assistenza di 
un ieneìite deirartiglieria inglese, cinqìie ufficiali Napoletani e vejiti 
soldati. Arrivati i reggimenti Britannici le operazioni deirassedio 
furono congiuntamente coi Maltesi continuate ed alcune posizioni 
avanzate erano cosi insalubri che gl'Inglesi ritirarono le loro truppe 
lasciandone la difesa ai nativi. Un'altra posizione fu dovuta abando- 
nare alla difesa dei Maltesi, perchè soldati britannici disertarono al 
nemico, ed i Maltesi che si potevano fidare più dei nostri stessi 
soldati eran il mezzo d'impedire la diserzione delle nostre reclute, ed 
arrestarono uno dei soldati nei dipressi delle fortificazioni nemiche. I 
8 



- 5k - 

giante in questo periodo nell* isola inabilitava i capi indigeni 
a tenere il numero originario dei loro fanti, allorché la 
necessità ancora di procacciarsi coir agricoltura e coir indu- 
stria i me/zi di primaria sussistenza impediva non pochi 
dall'offrire il proprio concorso. 

28. E tra tante difficoltà e nella generale ristrettezza di 
mezzi causate per il mancato commercio e per le spoglia- 
zioni subite per opera deiresercito di Bonaparte non man- 
cano i Maltesi in questo come nel precedente periodo 
d'incontrare le necessarie spese della guerra con con- 
tribuzioni volontarie e forzato, colla cessione spontanea di 
gabelle, di case e terreni, colla prestazione di derrate, grani, 
viveri, ordegni ed utensili e mano d'opera gratuita in qual- 
siasi sorta di lavoro, colla tolleranza la più calma e pacifica 
ai danni alla proprietà non solo durante la campagna, ma 
anche dopo malgrado che ebbero a constatare che gli stessi 
ufficiali inglesi venivano compensati dell'opera prestata in 
quest'isola con salari e pensioni dal demanio publico di 
Malta (i). 

29. Il Re delle due Sicilie che concedeva l'estrazione 
del grano, dell'orzo e delle derrate non lo faceva gratuita- 
mente, ma a pagamento immediato od a termine e in 
garanzia gl'isolani impegnarono le loro proprietà con pub- 
blici ed autentici atti ed in più d'un caso l'acquirente era 



Maltesi perdettero 300 uomini tra morti e feriti, durante l'asse- 
dio, e gl'Inglesi non un so! ferito. » P. Ree. Office, Col. Office 
Papers. Malta, No. 2 1801 Riportato nel «Prot. Mar. Case 1893» 
pag. 67. 

(i) Troppi documenti si hanno in prova di questo contributo 
Maltese, ma daremo solo qualche esempio ali* Appendice No. XVI, 
piuttosto per far conoscere il metodo in materia tenuto che per rin- 
tuzzare la sfacciataggine dei moderni detrattori delle sofferenze malte- 
si. La pensione di sterline seicento goduta dal figlio di A. J. Ball, solo 
«intuitu meritorum patris)^, si pagava salvo errore fino a dopo il 1856. 



- 69 — 

tenuto In ostaggio del pagamento (i). Eppure questo mo- 
narca era pur tenuto a soccorrere gli abitanti, se voleva 
conservato il suo alto dominio, ed era doveroso che li 
esentasse dal pagamento di dazi d estrazioni, non pagati da 
Siciliani, quando reclamava la sudditanza dei Maltesi, ed 
era giusto che si compensassero le regie gabelle e le contri- 
buzioni di guerra, che il suo regno in tempi prima aveva da 
questo paese esatto in sollievo della propria corona. 

30. Non consta che in questo secondo stadio della 
nostra guerra lo Stato Inglese abbia effettivamente sborsato 
del proprio somme a prò dei Maltesi ; risulta, anzi, che gli 
ordini dati al general Graham, qui giunto non prima del io 
Oecembre i 799 con 800 persone di truppa, erano di non 
dover erogare spese se non pel solo sostentamento di 
questa truppa. Eppure se la Gran Brettagna non prosegui- 
va questa guerra, come lo dimostrò il fatto, nel solo iute-' 
resse degl'indigeni ma precipuamente per proprio conto, 
era naturale e necessario che incorresse le spese favo- 
renti il suo obbiettivo (2). 



(i) Vedi il caso del Sig. Pace, Appendice No. XVI ; vedi nella 
^Raccolta» delfAzzopardi publicati gli aUi di ipoteca del Congresso 
e del governo provvisorio di C. Asciak. A riguardo del forni- 
niento dei viveri dalla Sicilia il Nelson nel 29 Decembre 1799 
annunzia a Sir T. Troubridge che aveva avuto assicurazione 
dall' Acton di concedere provvisioni di grano per le truppe 
e le navi britanniche, ma che non aveva per fornire l'isola di Malta. 
In conseguenza questo bravo comandante del blocco informava il 
Nelson «We are dying off fast for want», e «I soldati maltesi dovranno 
ricorrere ai Francesi della Valletta, che possono aiutarli ; e la conse- 
guenza sarà che il Gen. Graham e le sue truppe saranno tutti truci- 
dati se non li ritirerò» 5 Gennaio 1800 — Laughton p. 230. 

(2) A dire del Drummond ministro a Napoli nel 1802 le spese 
di Malta erano allora enormi, (Paget Papers voi. 2, p. 44, lettera a 
Paget 3 Marzo 1803) ed il Thorton nel Memoir of the Finances of 
Malta, 1836 figura le somme tirate a credito fino al 1830 e non ancor 
ripagato al Tesoro Im|)erialc a £668,666. Ma a giudizio di altri non si 
vorrebbe dare il credito di questa somma all'Inghilterra sia perchè 
tale computo non è chiaro, sia perchè, dato che esso sia stato effetti- 



— 60 — 

31. Per ben vagliare Toperato sia indigeno che inglese 
di questa fase che va fino all'epoca della manifestata inten- 
zione di ristabilire nell'isola l'Ordine di S. Giovanni russi- 
ficato, è uopo tener presente la circostanza dell'entrata di 
fatto della Nazione Maltese sotto la protezione dell'Impero 
Britannico, già avvenuta in questo periodo come meglio si 
scorgerà a suo luogo. Essa spiega la parte che l'In- 
ghilterra é costretta a svolgere col mandare maggior numero 
di soldati e coli 'assoldare nativi alle sue soldatesche, e 
spiega ancora la causa del diportamento Maltese non solo 
nel non opporre questa immigrazione, mi nel favorirla in 
ogni maniera col secondare in tutto e per tutto le mire ed ì 
desideri di chi essi sapevano e riconoscevano q lali agenti 



vanieiìte sborsato pei Maltesi e per causa della guerra, Tazione intra- 
presa e compiuta col possesso di Malta portava l'assunzione dei debiti 
delle corporazioni nazionali e delle obligazioni dello Stato antecedente 
massime a riguardo di terzi interessati, non che dei debiti, non affatto 
indifferenti, contratti dal presidio Francese della Valletta a none 
della Republica coi nativi durante l'assedio. E si ricorda che i soli 
capitali della massa e massetta dell' l/ftiversi^à al 3^ e 6 p, % rispetti- 
vamente ascendevano nel 1800 a scudi maltesi 3.550.586 2.22- cioè a 
£ 2i)^SS2, e se quella istituzione la si volle considerare fallita e 
negare gl'interessi a capitali oltre £ 165.865, i denari del tesoro 
inglese ivi impiegati dovevano subire la medesima sorte di quelli. 
Da altri s'insiste a rammentare la buona dispos'zione francese nella 
capitolazione del i8oo di aver voluto garantire il pagamento 
dei debiti dallo Stato e riconoscere i danni apportati alla Banca 
del Monte di Pietà e risparmi, e 1' azione del rappresentante 
inglese che non curò di salvaguardare questi interes3Ì in quella cir- 
ct)stanza, e ciò per onerarne l'Inghilterra se pur l'indennizzo di guerra 
avuto per il trattato del 18 18 non lo si considera di aver coperto 
e compreso i danni maltesi. Si osserva infine che il Thorton per 
ascendere a quella cifra include £ 297,230 tirate dal 18 15 al 1830, 
ed altre che non possono considerarsi di aver la pretesa relazione ; e 
che nel dispaccio di Ball a Hobart 12 Decembre 1802 (Mss. R. Bibl. 
No. 430) si preannunziava un prossimo annuale risparmio di £ 12,954 
dai ces[)iti di rendita dell'isola e perciò questo debito Maltese 
non è spiegabile. 



— GÌ — 

neir interesse della potenza inglese, sebbene rivestiti anche, 
per altri fini» di titoli procurati dal Re delle Due Sicilie. 

32. Le trincee e le batterie destinate a tempestare ora 
le navi nemiche in porto per distruggerle o costringerle ad 
uscire mostrano l'obbiettivo del Ball, mentre l'impazienza 
sua di indurre i Maltesi a scalare e prendere d'assalto i forti 
baluardi dai Cavalieri eretti se non si vuole accusare a 
mancanza della necessaria cognizione tattica e strategica 
militare in un bravo ufficiale navale non può ascriversi 
se non all'ansietà di affrettare il successo innanzi all'arrivo 
di più esperto comandante militare. Infatti un suo collega 
scrivendo ai 20 Luglio 1800 dal H.M.S. Champion dice : 
« La piazza è così bene fortificata che è quasi impossibile di 
ottenere successo bombardandola, perchè le mura e le bat- 
terie sono tutte a prova di bomba ( i ) e di Bonaparte ab- 
biamo che non sarebbe riuscito ad ottenerla se non vi fossero 
stati amici ad aprirgli le porte, ed egli asseriva scrivendo 
al fratello Giuseppe < c'est la place plus fort d'Europe» (2) ; 
mentre l'operato degli ufficiali militari in seguito nell'isola 
venuti al comando di una truppa agguerrita non azzarda- 
rono alcun atto sconsigliato della natura di quelli suggeriti 
dal capitan di inariiia Ball. Eppure questi ebbe l'audacia 
dopo che i Maltesi, per seguir il suo suggerimento, ave- 
vano sofferto perdite di vite e di munizioni, di attribuire 
loro la mancanza di quelle qualità per cui il colonello del 
g^enio Lindenthal pronunziava: <Essi hanno realmente fatto 
meraviglie > (3). Non è, quindi, meraviglia che il Nelson, 



(i) Naval Chronicle voi IV i8oo p. 246. 

(2) De la jonquière l'Expedition d'Egypte Paris 1899 voi. I, 
p. 648. 

(3) Dispaccio al Gen. Fox. Malta io Decembre 1799. Pub. Ree. 
Off. — Col. Office papers Malta No. i, 1799-1800. «The fortifications 
of Valletta and dependence are so strong, that I do not suppose there 
will ever be sent an army provided with the necessary artillery, stores 
and provisions requisite for a regular siege... The forces forming the 
blockade by land at present consist of : 2 Regiments of Inlantrv 



_ Gli - 

poggiandosi suU* asserto del Ball e forse anche per coprire 
l'amato suo subalterno, tacciasse i Maltesi di difetto di co- 
raggio in quella circostanza; ingiuria talvolta involontaria, 
largamente compensata dagli encomii di ufficiali competenti 
quale il Graham, il Pigot, il Fardella e dagli stessi Francesi, 
che con tutta lealtà attestarono il coraggio dei ribelli (i). 

33. Entrata la campagna nella terza fase ed ultima, le 
milizie maltesi non furono sbandate, ma sotto il comando 
dei loro capi (2) continuarono a prestare lopera loro 
ovunque il bisogno richiedeva, venendo loro specialmente 
commesso di sorvegliare quanto si era fino allora ottenuto ; 
mentre larrivo dei contingenti dei reggimenti britannici 30, 
e 89 da Messina nel Decembre 1799 non li aveva esonerati 
dal munire e tenere i posti più avanzati e quelli alla salute 
pericolosi per impedire che i soldati dei contingenti nuovi 
non si dessero al nemico, e perchè la mal aria non nuocesse 
alla lor salute (3). Giunto ai 18 Marzo 1800 il rinforzo 

800 men, Marines 400, Maltese soldiers 1500. In case of a general 
attack we inay depend upon 1000 more arni ed Maltese. It is a pity 
we have not thought of forniing this poor people into rcgiments ; 
they are very niuch attacked to us, and havc really performed woii- 
ders... There is at present only one officer (of artillery) bere, Lt. 
Vivion. The guns are served by Maltese or sailors.» 
(i) Ransaijat, 1. e. p. 18. 

(2) «The Maltese have, Graham says, two thousands excellent 
troops.» Nelson a Lord Keìth 7. i. 1800 p. 231 Laugbton. 

(3) Vedi nota 4 a pag. 57. Tolgo dal «History of the 30th and 
89tb Regts.» Mss. 441 R. Bib. «About 2 p.m.on the 6th of December, 
the Culloden, with small British force under Brigadier Graham Oai 
board, got under way.and early on the Qth entered St. Paul's Bay.Go- 
vernor Ball immedìately went on board, and arrangements were made 
for landing the troops next morning, after which the ships were to go 
round to Marsa Sirocco. On the loth the two regiments disembar- 
ked ; the 3oth being quartered {prò lem, in Birchircara) and the 
89th in Nasciair and Casal Lia. Brigadier General Graham, on the 
arrivai carefully inspected the posts occupied by the Maltese and the 
country surrounding Valetta, and seeing the necessity for a secure 
depòt of Stores he determined toestablish and fortify one at Marsa 
Sirocco»> 



— 68 — 

delle batterle del 35™*^ ed il 40™^* reggimento e nellaprile 
il contingente Napoletano al comando del colonello Fardella 
il Graham scriveva a Hamilton ài 19 Maggio 1800 di aver 
sotto il suo comando 2092 soldati di cui 400 nuove reclute 
Maltesi e 700 napoletane ( i ) . Imperocché in questa fase 
veniva accolto il suggerimento fatto dal Ball insin dal 31 
Marzo 1 799 di assoldare cioè i nativi per renderli capaci di 
proseguire la guerra, e di dar loro la necessaria assi- 
stenza senza ulteriore indugio (2). Ed in conseguenza 
le truppe che si andavano levando e quelle giunte 
col Pigot a 17 Luglio iSoo (3) mitigavano il bisogno di 
circoscrivere Fazione militare inglese all'assicurarsi la even- 
tuale ritirata sullo navi inglesi nel caso di una sortita o di un 
arrivo di rinforzi repubblicani come ebbe ad annunziare il 
Graham al suo superiore ; della qual tattica seguita si era 
avveduto lo stesso nemico (4.) 

34. I Maltesi intanto, pur costanti nell'impegnata lotta 
per l'espulsione del loro nemico, erano ora conscii che, 
senza loro intesa, le tre potenze avevano deliberato sui 
destini dell'isola contrariamente a quanto i capi e rappresen- 
tanti loro avevano deciso. Il rammarico per tale mancanza 



(i) Mss. della Reg. Bibl. 441. Le truppe regolari indigene assol- 
date eh iamaronsi «I Cacciatori Maltesi» e dal 9 Giugno 1800 erano 
al comando del brig. gen. Moucrieff. Chesney, Maltese Corps p. 17. 

(2) «.... to enabk them (the Maltese) io carry on the War, the 
troops now embodied must be taken into pay feed and clothed — 
indeed My Lord niy experience confirms the o|)inions and the 
sentiments I offered in my formcr letters on the necessity of this 
Island being ceded to Great Brilain, and immediately granihig the 
assistance required. The congress has written a letter to his Sicilian 
Majesty and your Lordship on the subject. They are so prepossessed 
in favour of the English, that they will not be ceded to any other 
Nation. They are totally against Russia. I bave landed two of my 
32 pounders to assist. » 

(3) Giusta di dispaccio Abercromby da Mahon 23 Giugno 1800 
queste truppe erano di 1500 uomini. Mss. R. Bibl. 441. 

(4) Ransaijat, 1. e. p. 40. 



-64^ 

di considerazione verso di loro • doveva necessariamente 
influire sui loro animi ed affievolire lo slancio osservando 
colla loro naturai sagacia, che se fin allora eran essi i prin- 
cipali sofferenti si faceva adesso presentire la minaccia di 
non vedere debitamente e giustamente tenute in conto 
le loro sofferenze e i loro sacrifìcii nei vantaggi della vittoria 
sul comun nemico. Non meraviglierà, quindi, quanto il Ball 
ed altri notarono della freddezza dei nativi in questo ulte- 
riore stadio senza pure ammettere quanto i Francesi scri- 
vevano «La position des rebelles les mattait à la mercè des 
anglais, ceux ci les menacant de les bloquer et de les faire 
mourir de faim s'ils se découragent...» (i). 

35. Così stando le cose, esauriti i viveri e perduta ogni 
speranza di poter ottenerne sia dall'interno dell'isola sia 
dalla madre patria, il cui ultimo invio era miseramente 
caduto in mano della flotta assediante, il presidio Francese 
della Valletta diviene alla capitolazione militare dei 5 Set- 
tembre 1800. Fermate le condizioni, consegnati i forti e 
deposte le armi da coloro tra gl'indigeni che non eran 
ascritti alle regolari milizie, i Maltesi rientrano a riabitare 
le loro dimore e rigodere il lasciato dai nemici : Maltesi ed 
Inglesi contenti di aver cooperato alla cacciata di un si 
tenace e forte nemico. 

36. Ed or quando Tatto finale della resa si vorrebbe 
da taluno addurre quale prova della poca importanza 
dell'azione indigena, non sarà fuor di luogo rilevare alcuni 
dei vantaggi che gl'Inglesi e gli alleati ricavavano dall'at- 
titudine Maltese verso il comun nemico. Trovavano 
in Malta gli alleati facile ricovero e volenterosa coope- 
razione ; la necessità del blocco delle navi veniva ristretta 
alla sola area del circuito del porto della Valletta ed il 
resto dell'esteso littorale di questo gruppo d'isole serviva di 
riparo alle navi dai venti contrari e dai flutti del mare ; 



(i) Report du siege dans la Gazete des deux Ports, No. 329 du 
26, 9re. 1800. 



— 06 — 

un'ottima base di deposito e di rifornimento di viveri e di 
acqua offriva loro ancora questa terra secondo i bisogni. Di 
piò la sicurezza da offesa permetteva alle navi di avvicinarsi 
alla costa nelle varie occorrenze dell'impresa. Infine non 
sarebbero all'uopo mancati marinai per la flotta, od ospe- 
dali per la gente di (luelle navi, come avvenne al Ball 
quando sulla sua nave Alexander s attaccò la febbre ma- 
ligna. L'eventuale fedeltà dei nativi ai Francesi avrebbe 
per converso prcst^ntatoallc Motte bloccanti, talora in numero 
limitato ed in precaria posizione, una area centupla da invi- 
fjilare senza alcun riparo dalla forza delle intemperie e 
senza il beneficio di alcuna segnalazione sulle mosse nemi- 
che quando il vento ed i remi erano i soli mezzi di locomo- 
zione dei battelli in un mare mai sicuro da improvvise bufere. 
Un'unione siffatta avrebbe provveduto agli esperti guerrieri 
francesi braccia per munire bene i vari forti dell'isola ed 
offerto loro prodi ed addestrati marinai per effettuare sulle 
vicine terre diversioni agli assedianti ed ottenere i rinforzi e 
Tapprovvigionamento dell'isola (i). Altre risorse ed altri 
vantaggi ancora vi vedrebbe probabilmente chi è versato 
nell'arte della guerra quando si riflette ai pressanti tentativi 
fatti dai Francesi per riottenere il favore dei nativi nono- 
stante che quella segregazione li metteva nella posizione di 
poter più a lungo usufruire delle provvigioni accumulate nelle 
città, e quando un Nelson, prevedendo la possibilità del 
riacquisto Francese di Malta, esprimeva il timore che gli 
alleati non avrebbero potuto non che prendere l'isola, ma 
neppure effettuare uno sbarco (2) ; e perciò sebbene la 



(i) Che con Algieri sarebbe stato possibile aver commercio lo si 
arguirebbe dal dispaccio del Hobart a Nelson 4 Ottobre 1803. «The 
hostile conduct of the Government of Algiers towards the Maltese, 
since they have been 'under the proteciion of his Majesiy» Sccc. » 
Laughton 1. e. p. 323. 

(2) E conchiudeva in un poscritto «The only point of much 
consequence... is the near prospect of our being deprived of the assis- 
tance of the maltese soldiers.,f I niust meanwhile ts^k^ on myself this 



— 66 — 

difficoltà di tenere il blocco di Malta colle altre operazioni di 
guerra lo consigliava di abbandonarlo, pure solamente il 
rallentò fiducioso nella costanza degli indigeni (i). 

37. E' un fatto che con tutta la rigorosità e ristret- 
tezza delFarea da bloccare nel solo primo anno al dire del 
L. De Boisgelin (2) quindici battelli pieni di viveri e muni- 
zioni entrarono nel porto di Valletta e molti altri ■'vedonsi 
ricordati dal Ransijat nel suo <(Journal du siège et blocus de 
Malta > e ciò quando le speronare Maltesi non mancavano 
d'invigilare ed aiutare il blocco a richiesta del comandante 
la squadra che scriveva ad uno dei capi indigeni: «Il cattivo 
tempo ci tiene lontani in maniera da non permetterci di im- 
pedire i piccoli battelli dall'entrare ed uscire dalla Valletta. 
Le vostre speronare che custodiscono la costa devono assi- 
sterci in questa bisogna > (3). 

38. Infine pur rimanendo problematico per sola ragion 
d argomento, se abbia giovata l'attitudine indigena alla 
causa anglo-maltese o se sarebbe stato pifi proficuo che i 
Maltesi avessero contribuito ad accelerare la consumazione 



additional expense, otherwise I should be obliged to desire to bave 
the ir oops retnoved, /or o?ir security notv certainly depends on the 
Maltese, * 28 Decembre 1799. Vedi pure il dispaccio a Niza 
18 Dee. 1799, e quello a Sir J. Erskine il 29 Ottobre ove diceva « if 
the islanders are forced again to join the French, \ve may not fiiid 
even landing a very easy task, much less to get again our present 
advantageous position.» (Laughton p. 227, e 218) ed a Ball «Malta 
may be lost beyond ali our efforts even to land> (ivi p. 68) ed a Trou- 
bridge «we shall lose ali hold on the Island, and it would perhaps be 
more difficult to regain our present position than to take La Valetta 
at this moment.» p. 70 voi. IV. Nelson s letters by Nicolas. 

(i) Disp. a Lord St. Vincent 28 Maggio. Il Ball riportato nel 
dispaccio del Nelson del 28 Giugno 1803, era più tardi d'opinione che 
i Maltesi assistiti dalla flotta e con poche truppe Inglesi (metà dì 
quelle allora in Malta), sarebbero capaci di difendere l'isola contro 
qualunqne forza che i Francesi avessero potuto mandarvi contro. Ibi. 

p. 309. 

(2) Ancient and modem Malta. London 1805 voi. II, P. 2. p. 141, 

(3) Borg's appeals, London 18 io p. 15. 



— 67 — 

delle provvigioni esistenti nell'isola col conservarsi in fedeltà 
coi Franchi (i), noi non possiamo credere a tanto senti- 
mento umanitario nei capi militari accorsi all'impresa di 
Malta da supporre che essi non sarebbero stati pronti ad 
abbandonare i Maltesi alla loro sorte, limitando puramente 
la loro azione al blocco di mare, qualora non vi avessero 
scorto il lor tornaconto nel prestar a nativi quanto loro 
abbisognava pur di vederli costanti nella resistenza al nemi- 
co (2). E perciò concludiamo che la parte rappresentata 
da Maltesi in questa campagna, in qualunque modo consi- 
derata non può chiamarsi insignificante e di nessun impor- 
tanza come piacque a taluno recentemente di qualificarla. 



**^iÈ** 



(i) Leggasi nel Miege voi. III. Doc. No. 24 quanto in proposito 
si mette in bocca di Ball e Niza. 

(2) Il Graham al Comandante in capo scriveva se «fino ad altro 
mese non ci sarà mandato denaro » in tutta probabiltà perderemo 
tutti i nostri soldati maltesi, la cui assistenza è di grande conse- 
guenza per la nostra sicurezza presentemente ed anche dopo ricevuti i 
rinforzi per il successo delle nostre operazioni »; ed il Lindenthal a 
Fox 31 Dee. 1799 «Brig-General Graham probably has mentioned tu 
you, that the armed Maltese, who have hitherto bcen paid and vict- 
ualled by H, Sicilia n Majcbty, must necessarily be provided for by us 
in case no more money ^ould arri ve from that quarter ; otherwtse it 
would be impossible io continue tlie Biockade.y^ P. R. O. Colonial office 
papers. Malta, No. i 1799-800. 



GLI ALLEATI 



La lotta dai Maltesi intrapresa ai 2 Settembre 1798 
cóntro chi si era allora insediato Signore di Malta e Gozo 
era e sarebbe rimasta assai disuguale e di non dubbio esito 
per ragion delle navi possedute dai Francesi nel Gran 
Porto e pei rinforzi che sarebbero immancabilmente a que- 
sti arrivati dalla madre patria, senza il ricorso dei nativi ad 
una forte potenza disponente nelle acque del Mediterraneo 
di una flotta capace a soccorrerli. 

2. La Francia .a causa dei suoi cavalieri ricca- 
mente provvisti dalla lor nazione di rendite, esercitava in 
Malta una preponderante influenza ed a mezzo della sua 
marina ritraevane fino al 1789 i maggiori vantaggi offerti 
da questa geografica posizione al commercio del Levante. 
Avvedutasi delle cambiaste- circostarvze. essa, a fine di dimi- 
nuire eventuali risorse agJL Inglesi^ .-di controbilanciare la 
Russia e l'Austria collalleata Napoli, di avere una base per 
tenere in correlazione le proprie forze navali e terrestri nelle 
operazioni d'Italia, ed a fin d'impedire che altra potenza ne 
la prevenisse (i), s'impadroniva di Malta (2) e la presid.ava 

(i) Bonaparte diceva a 27 Seti. 1797 al Direttorio a riguardo di 
Malta <c ile qui tot o tard sera aux anglais, si nous avons la sottise de 
ne pas les prevenir.» Ed il Ministro della Marina nell'idea dì preve- 
nire che Hompesh irritato s'inclinasse verso d'Austria proponeva la 
neutralità di Malta «Si Malte se lie ou se donne i\ quelque souverain, 
ce sera plutòt à l'Autriche, d'où elle tire partie de ses revenus, qu' à 
l'Angleterre ou la Russie, qui ne lui iburnissent rien, et dont le systè- 
nic religieux n'est pas le ni è ine. Mais, dans tous les cas, le port de 
Malte sarait Tasile, pour ne pas dire la proprietc, des vaisseaux des 
trois nations alliées. > 

(2) Su questo acquisto leggesi nel De la Jonquiere « Voi avete 
detto che Malta è in vendita. Il Direttorio esecutivo vi pone un 



TKE ^E'^ YORX: 

fUBUC LIBKARÌ1 



Afrmw,. LAn«x aum 



— »«»'X— »■ IBI 



00 w 



— 69 — 

con 6000 soldati e con una discreta forza navale. Questa 
iscda, che al dire del ministro della marina Pleville de Pelly 
era tale su tutti i riguardi da poter essere difesa contro 
io»ooo uomini dai soli Cavalieri, diveniva coi detti mezzi di 
difesa un baluardo insormontabile da qualsiasi valore ed 
audacia indigena. 

3. L'Inghilterra, rivale e nemica della Francia, poten- 
za marittima di prim ordine, fresca distruggitrice della ma- 
rineria Francese, amica del Napoletano monarca ed alleata 
del Portogallo, prestavasi mirabilmente ai fini degllsolani ; 
e la prontezza onde essa venne in loro aiuto è chiaro indi- 
zio della premura e delfinteresse suo di sostenerli in quel- 
r impresa, la cui riuscita sottraeva alla Repubblica quella 
terra che veniva già designata quale arbitra e trono del 
Mediterraneo, chiave del Levante, Capo di Buona Speran- 
za, direttrice del commercio di Levante e Barberia. 

4. II Re delle Due Sicilie, il cui alto dominio su Malta 
era riconosciuto da tempo immemorabile e l'Ordine Gero- 
solimitano, che aveva signoreggiato queste Isole per 267 
anni non venivano dimenticati nelle recenti angustie degli 
indigeni. Avvisi partivano dai porti di Marsascirocco e S. 
Paolo a Mare, in possesso dei nativi, ad informare dell'av- 
venuta insurrezione la vicina Sicilia, Napoli, Trieste, sede 
provvisoria del Gran Maestro Hompesch e l'armata Britan- 
nica ed a chiedere a tutti soccorsi di ciò che ad essi occor- 
reva in armi e munizioni, viveri e protezione. Purtuttavia 
dal Reame di Ferdinando IV, tuttora in pace con quella 
potenza che gli aveva minato i suoi diritti sulle isole 



valore reale al suo acquisto e perciò vi si raccomanda a non lasciarla 
scappnre» cosi il Direttorio a Bonaparte 21 Ottobre 1797. Ed il presi- 
dente vi notava cBonaparte ha detto che Malta è in vendita ^ primo 
venuto. L'Austria, Russia ed Inghilterra la vorrebbero acquistare. Se 
noi sarem i primi, verrà a noi. Si domanda 600000 fr.» Nelle memorie 
del Barras invece si ha «Bonaparte ci avverte che può comprare Malta 
con 600000 franchi. Gli si è risposto che il direttorio accetta.:^ 



-lo- 

Maltesi e che mirava d'impossessarsi della Sicilia (i) non 
ricevettero gl'insorti fino a campagna inoltrata grandi faci- 
litazioni. L'ammiraglio Inglese perciò giunto nelle acque di 
Malta a 24 Ottobre rimase meravigliato all'apprendere che 
non solo né armi, né munizioni, né viveri, né ufficiali per 
incoraggire la resistenza si eran spediti dalla Sicilia agli Iso- 
lani, contrariamente a quanto dai ministri del re gli era 
stato assicurato di doversi fare con ordini secreti impartiti al 
Governatore di Siracusa, ma che anzi alle imbarcazioni del 
buon popolo di Malta erasi imposta una quarantena di 14 
giorni uguale a quella delle navi Francesi (2). Non mancò 
quindi di stigmatizzare egli il trattamento dei ministri 
Napoletani verso i Maltesi per estremamente crudele, 
quando vide tutta la data assistenza Siciliana consistere 
nell'arrivo a Malta di un vecchio decrepito senza provi- 
gioni e senza aver recato seco alcuna promessa di prote- 
zione, od alcuna risposta a ripetuti rispettosi memoriali 
dei Maltesi al Sovrano. < Fortunatamente, scrive egli a 
Hamilton, abbiamo ieri (26 Ottobre 1798) preso un bat- 
tello pieno di grano e polvere ( 2800 Ibs, ). Se non fosse 
stata l'azione degli Inglesi, i Maltesi sarebbero stati da 
tempo soprafatti. Mi meraviglio come abbiano potuto 
tenere la difensiva così a lungo. Inclusi i 1500 fucili da 
noi donati, essi non hanno più di 3000 armi da fuoco » (3). 

5. Aveva il monarca siculo insin dai 19 Marzo 1798 
contrattato alleanza coli' Austria e perciò prima di muovere 
pedina a riguardo di Malta, voleva sentire il Gabinetto di 
queir Impero < non volendo, scriveva la Segreteria degli 
Affari Esteri all'Incaricato Straordinario presso la Corte di 
Vienna agli 1 1 Settembre 1 798, compromettersi ad alcun 



(i) Vedi in Pettigrew v. I. p. 160 lettera della regina Carlotta a 
Hamilton 19 Giugno 1798 ; Sorel, l'Europe et la Revolution voi. 5. 
Paris 1903 P.-342. 

(2) Nicolas. Nelson Letters v. 3 p. 167. 

(j) Ivi p. 162. 



passo senza esser sicuro del concorso dì S. M. Ilmpera- 
tore (i). Così fu che la risposta al memoriale della Nazione 
Maltese non si scriveva da Napoli che a 15 Novembre, cioè 
71 giorno dopo l'inizio della insurrezione e giorni prima del 
manifesto di guerra di Ferdinando dei 24 Novembre ove si 
proclamava < Malta feudo della Sicilia > ; dopo cioè che in- 
vano aveva chiesto al Direttorio <di rimettere in suo 
potere l'isola di Malta sulla quale aveva diritti di Sovra- 
nità > (2). 

6. L'Austria, ottenuti sull'Adriatico favorevoli sbocchi 
al suo commercio ed acquistata una preponderante influenza 
su quel mare, non trovava estranea alla sua politica l'eser- 
citare in questa isola il suo imperio a mezzo di un Gran 
Maestro della sua nazione, (3) e perciò avrebbe secondato 
volentieri il Hompesch, assistito da Roma e dai Cavalieri 
Alemanni e Boemi (4), qualora ragioni più impellenti 

(1) Appendice No. XI. 

(2) Botta, Storia III p. 38. 

(3) « Dopoché l'Ordine si è scelto per Gran Maestro un Austria- 
co, il Direttorio si è confermato nell'antico sospetto che l'Austria 
volesse impadronirsi di Malta...» Cosi scriveva Talleyrand a 27 Sett. 
1797 a Bonaparte che da Passerino a 13 di quel mese domandava 
«Perchè non c'impadroniamo noi di Malta ? L'ammiraglio Brueys 
potrebbe benissimo dar fondo colà ed impadronirsene... Gli abitanti... 
disgustati dei loro Cavalieri non possono vivere più e muoiono di 
fame. Io ho fatto loro a bella posta confiscare i beni in Italia; con 
Sardegna, Malta e Corfù, noi saremo padroni di tutto il Mediterra- 
neo. » 

(4) 1 Cavalieri Boemi occuparono ben spesso cariche alte 
neirimi^ero Austriaco ; cosi un Conte Cristoforo Thun, gran Priore 
d'Ungheria e benefattore dell'Ordine coll'erezione di una commenda, 
copri la carica di gran maresciallo della Corte Imperiale ; più tardi 
della stessa famiglia un Francesco Sigismondo Thun, sepolto in San 
Giovanni, ebbe precipua parte nella presa di Scio (VertotT. IV. ediz. 
1726 p. 214); poi un Guido Thun, che come il precedente fu Prior 
di Boemia, ed ora un Galeazzo Conte di Thun e Hohenstein secon- 
do Gran Maestro da che la carica fu ristabilita da Leone XIII ed ora 
anche membro della Camera dei Signori dell'Impero Austriaco. 
G\\ ultimi Thun di cqi conservasi niemoria nell'Archivio Qerosoliipi- 



f^ n — 

ancora non Tavessero costretta di preferire Tamicizia dello 
Czar della Russia quando costui si rivestì del Magistero 
Gerosolimitano di Malta. 

7. Il Hompesch e TOrdine avevano conservate nelle 
due isole amichevoli relazioni ed intelligenze, e le fomenta- 
vano con tutti quei mezzi che a loro eran rimasti nel 
disbandamento generale dei Cavalieri e nelle ristrettezze 
fìnanziarìe in cui si trovavano. L'esser essi, tra gli aspiranti 
alla signoria dell'Isola, i più conosciuti dalla immensa mag- 
gioranza del popolo Maltese, e l'aver negli ultimi anni del 
loro dominio vivificata la nobiltà indigena (i) eran causa 
che il loro stendardo trovasse di preferenza il favore degli 
isolani, i quali capitanati dalla maggioranza dei membri del 
Governo della Notabile non disdegnavano di tornare sotto 
il loro dominio purché venisse a loro assicurata una mag- 
gior ampiezza ed ingerenza negli affari della loro terra colla 
creazione di una lingua Maltese nell'Ordine istesso. Con 
tale intesa, che apparisce di esser stata coltivata insin dal 
1791 dal Cav. Ransijat (2), e dai Maltesi aderenti al partito 
PVancese capitanati dal M. A. Vassalli, prima della caduta 
dell'Ordine (3) si vagheggiava il ritorno di Hompesch; ed i 
partttari non risparmiavano spese ed impegni per giungere 
nell'intento, disprezzando le angharie che venivano a soffrire 
dai contrari partiti, come lo dimostrano le relazioni del 
Comm. G. B. Attard, dell' Asciak, e del Dalmas (4), 



tano a Malta sono i Conti Vigilio Commendatore d'Obytz, e Giuseppe 
Gaetano ricevuto neirOrdine a 3 Settembre 178 1. Dei Conti di Ho- 
henstein trovo nel 1569 un Martino, decimonono Gran Maestro (?) 
nel baliaggio di Sonnenburg che regnò 41 anno. Miscel. No. 71 della 
R. Bibl. ove si leggono dei Thun appartenuti a questo baliaggio. 

(i) Il solo Rohan, penultimo Gran Mastro in Malta, creò 5 mar- 
chesi, 3 conti, e 3 baroni intitolandoli da feudi preesistiti alla venuta 
dell'Ordine in quest'isola. Vedi i feudi antichi nei I Capibrevi di L. 
Barberi publtcati dal G. La Mantia nei Doc. alla Stor. di Sicilia. 

(2) Vedi Doc. in app. al suo Siege de Malte p. 72 ediz. 1843. 

(3) De Caro, I Gran Mastri v. 3 appendice pag. 32. 

(4) Appendice No, XVII, 



— 73 — 

8. Il Hompesch convocato a Trieste un Consiglio del- 
l'Ordine a 3 Ottobre 1798 sceglieva il Bali Neveii, il 
Comm. Mairi, sostituito poi dal Schanvenburg (i) ed il 
Ser. d'arme Prepraud perchè venissero a Malta e dispones- 
sero gli animi a favor dell'Ordino ; ma, essendosi soprassc*- 
duto alquanto alla partenza di questa missione, essa non 
giungeva in questa isola che a 28 Giugno 1799. Narrano il 
Ball ed il capitan Vivion, subentrato al comando dei Maltesi 
nella temporanea assenza del primo, che, appena giunti i tre 
Cavalieri, furon rinchiusi nella torre a S. Paolo, e, dopo fru- 
gato il loro bagaglio in cerca di dispacci, non trovatovi che 
da cinque a sei mila pezze d'argento, venivano fatti parti- 
re colla scorta di una speronara armata. < Hompesch, 
diceva il Ball, protetto dall' Austria estremamente ge- 
losa di Paolo I, ha nell'isola un forte partito, di cui nello 
scorso Marzo io aveva esiliato a Comino l'agente prin- 
cipale non senza aver prima estorto una lista dei partigiani, 
su cui oggi invigilo da vicino, e perciò essi si tengono molto 
quieti e credo che molti di loro sian ora divenuti partigiani 
degli Inglesi» (2). Egli è che al dire del Dalmas e Cardona 
il B. de Neveu fu più che ben accolto dal popolo che lo ad- 
ditava come quegli che avrebbe saputo condurlo alla vittoria; 
ed avrebbe massacrato il Parnis e Brififa, capitani nel Porto 
di S. Paolo se il Bali fosse rimasto più lungamente a terra e 
se non si fossero inventati mille sotterfugi per calmar questo 
popolo (3). E lo stesso Hompesch agli 1 1 Febbrajo 1 800 scri- 
ve a Mayer che i Maltesi attribuivano la morte del Neveu a 



(i) Il Schanvenburg fu colui che di ritorno passò a relatare a 
Hompesch l'esito della missione. Vedi Lett. Hompesch a Mayer 19 
Novembre 1799. Mss. 419. No. io. 

(2) Vedi appendice No. XVHI Lettera del Vivion a Ball e di 
costui a Nelson a 17 Luglio 1799. 

(3) Appendice No. XIX lettera dal Dalmas 26 Luglio ove si dice 
che Neveu fu accolto a Malta al grido di «Viva il nostro Gran Maestro 
Hompesch ed il nostro bali Neveu. » Adesso si che riavremo l'antico 
nostro governo. 

IO 



~ 74 

causa degli affronti patiti e che ascrivevano al Parnis (ij. 
Scopo della missione era di conoscere Tanimo dei Maltesi 
a riguardo dell'Ordine, e di sapere lo stato delle prov- 
vigioni e munizioni loro, essendo necessari mesi sei al- 
l'Ordino per fornirli di soccorsi o notificare le j>otenze 
della posizione che esso andava ad assumere, é, pel caso 
che gl'Inglesi s'impossessassero dell'isola, di procurare dai 
Maltesi una dichiarazione in favor del Gran Maestro 
ed opporsi a passare sotto il governo di altra potenza. 
>Cette déclaration servait beaucoup au grand maitre parce 
qu'allors il n'y aurait (jne l'nsurpation par violence qui le 
depossèderait (2). L'impedita libertà a questi tre Cavalieri 
intanto di comunicare coi Maltesi non ostacolò che le 
direzioni del già sovrano dell'isola e dell'Ordine fossero 
conosciuti e ponderati dai Maltesi. Agli interessati insorti 
non era isfuggìto al certo di penetrare la politica che tut- 
tora volevasi dall'Ordine seguire verso di loro, quella cioè 
di non allontanarsi dai principi conservatori e di non dare a 
Maltesi parte nel governo od ugualianza a loro coH'erezione 
della lingua bramata, come lo dimostrava tutto l'operato 
dell'Ordine ; e perciò questi messi non trovarono allo- 
ra nei capi diriggenti quel favore che s'aspettavano e. 
vedutisi isolati, dovettero ubbidire alle forze imperanti e 
degli avvenimenti, e tornarsene donde erano venuti. Se in 
quel momento i Cavalieri avessero goduto veramente il favo-^ 
re dei Maltesi non sarebbero potuti giungere in queste isole 
più propiziamente, quando, cioè, la flotta bloccante e le forze 
estere nell'isola come lo stesso comando del Vivion e la 
non soddisfaciente amministrazione potevano ritenersi tra- 
scurabili. Ma all'eventuale voglia nei già partìggiani di 
acclamare e servirsi del Gerosolimitano vessillo, oltrecchè 
ostava il fatto della compiuta scelta della protezione bri- 
tanna e del rifiuto di costoro di considerare lor pari la na- 



(i) Vedi interessante lettera in app. No. XX dal Mss. 419 No. 3 
(2) Istruzioni alla detta missione Mss. /^^2o^ R. Bibl, 



- irà- 

zione Maltese, si presentava la posizione assunta dall'auto- 
crate Russo proclamato dai membri dissidenti dell'Ordine 
a loro Gran Maestro insin dal 7 Novembre 1 798, e già in 
via di riconoscimento da tutti i priorati (i). 

9. Addescato, a dir di taluni, questo Imperatore dalla 
lettura del Vertot all'amore dell'Ordine Gerosolimitano di 
S. Giovanni desiderava egli vederlo rialzato in gloria sotto 
il suo patrocinio ed amalgamarlo al suo impero. Conclu- 
deva egli perciò colla Gran Brettagna e col Re delle Uue 
Sicilie trattato di alleanza nell'intento precipuo di ristabi- 
lire l'Ordine Gerosolimitano in Malta ; ed a mezzo dell'Im- 
peratore d'Austria a 6 Luglio 1800 otteneva l'abdicazione 
del Hompesch dall'alta sua carica. Povero Hompescli ! 
Ben cara pagava la responsabilità della perdita del dominio 
di Malta, sebbene (juesta abdicazione fosse dovuta a vio- 
lenza morale e non voluta dalla S. Sede (2), che si vedeva 
con essa posta in non piccolo imbarazzo, lìlppure le mire 
russe su ^lalta datavano da epoca ben più remota ; insin 
dal 1768 in guerra colla Turchia essa aveva bramato unita 
alla sua flotta ([uella dell'Ordine, precisamente come lo ave- 
va nel Giugno 1798 desiderato il Nelson contro la Francia ; 
ma il Consiglio non vi aveva aderito. Allora la flotta russa 
al comando di Spiritoff rinfrescò nel porto di Malta, 



(i) Pcrtìno il Priorato di Sicilia a 30 Cicn. 1800 u l'Impero 
Austriaco riconoscevano I^aolo I. per Gran Maestre^ 

(2) ^'En parlant de l'Ordre de Malte, Sa Santitè a dit (al i'rincipe 
Arciv. «le Labiana) qu'il avait ecrit a Paul premier conimc a un 
Grand Monarque, mais (pril ne pouvail pas lui donner aucun litre 
qui pouvait avoir aucun rapport avec la Grand Maitre de TC^rdre 
de St. Jean de Hierusalem, que cela lui etoit impossible: que si l'inte- 
retdes Cours exigoit autremont, et que tous seroient d'accord entre 
eux, il aboliroit plutòt TOrdre.» Mss. 418 voi II. p. i. R. Bibliot. 
Ed a 9. F'ebb. 1 799 a mezzo del Chev. Desbrull « assicurava che ad 
onta dei passi che si sono fatti dal Gran Priorato di Russia non sarà 
mai la S. S. per autorizzare né approvare alcuna cosa che sia con- 
traria alle regole e costituzioni dell'Ordine Gerosolimitano e lesiva 
dei privativi diritti che competono alla S. Sede > ivi. 



~ 76 — 

mentre decreti agenti insinuavano al popolo che collo sten- 
dardo dello Czar sulle mura dell'Isola, essa sarebbe stata 
quanto al commercio la più ricca terra del Mediterraneo. 
L'ardito e destro Mse. Cavalcabò, agente di Caterina II 
aveva perfino saputo creare trai Maltesi un piccolo partito 
Russo. 

10. Subodorate dai nostri le disposizioni prese a 
riguardo della loro Isola dall'autocrate moscovita, nuovo 
Gran Maestro dell'Ordine, non si ristettero dall'ester- 
nare il loro rammarico tanto da far supporre al Nelson 
possibile la loro rappacificazione coi Francesi (i). «Il solo 
obbiettivo dell'Ammiraglio Russo è Malta... voi siete il 
capo dei Maltesi, venga chi voglia conservate quel posto » 
€{ Russi non si curano d'altro che di guadagnare Malta e 
perciò m'auguro che la prendiate prima di loro.> Tali le 
espressioni dell'Ammiraglio Inglese a Ball che come Lord 
Elgin, ambasciatore di Costantinopoli, Ball e Graham non 
seppero nascondere sulle prime il loro avverso animo al 
meditato acquisto russo. Ci vollero tutti i precisi ordini 
ministeriali per far cambiar tono al vincitore di Aboukir che 
scriveva a Niza 4cla presa dell'isola di Malta è della più 
grande conseguenza agl'interessi delle potenze alleate in 
guerra colla Francia;» e a dir del Terrinoni gl'Inglesi inci- 
tavano i Napoletani contro i Russi a sostituirvi la propria 
bandiera anche dopo questa convenzione anglo-siculo- 
russa (2). 

1 1 . La Russia colla conquista di Oczakow e della 
Crimea era in istato di poter prendere una pronta e rigo- 
rosa azione negli affari del Mediterraneo, e la Gran Bret- 
tagna nella speranza d'impedire la eventuale alleanza di 
essa colla Francia e rendersela amica accedeva al desiderio 
di chi s'intitolava Gran Mastro dell'Ordine di Malta, e 
così frustava in quei duri momenti un'eventuale alleanza di 



(x) Lettera a St. Vincent 19. ap. 1799. Nicolas v. 3. p. 330. 
(2) p. 67-68. 



- 7? - 

Russia e Francia, le quali unite nel possesso di questa roccia 
avrebbero creato un insormontabile ostacolo alla potenza 
Inglese. «La Mediterranée doit ètre esclusi vement la mer 
francjaise. Son commerce entier nous appartient» > sognava 
Talleyrand e colla minaccia della insurrezione dell'Irlanda e 
di un eventuale tentativo sulle Indie si compiaceva esso di' 
considerare crollata la potenza Inglese (i), e nulla perciò 
avrebbero lasciato egli e Bonaparte d'intentato per la rea- 
lizzazione di questo sogno. D'altra parte, come ebbesi a 
sentire più tardi nel parlamento britannico « la guerra non 
si faceva tanto per Malta quanto per T Egitto, ne per 
questo quanto per le Indie, né per le Indie solo quanto per 
l 'Inghilterra, per la causa della giustizia, del bene e della 
buona fede, per la libertà del mondo > (2). Dovevano per- 
ciò e Maltesi ed Inglesi subir ciò che per le circostanze 
politiche era una necessità di fatto. 

12. A lenire gli animi esasperati dei nativi ed a conci- 
liarli al nuovo ordine di cose presentavasi al Congresso 
Nazionale Maltese a 30 Decembre 1799 il Cav. Italienski, 
ministro plenipotenziario di Paolo I. alla Corte di Ferdi- 
nando IV, ed ivi, annunziata l'abdicazione del Hompesch e 
l'elezione dell'Imperatore delle Russie al Magistero del- 
l'Ordine di Malta, a di lui nome promette ai Maltesi il 
godimento dei loro aviti privilegi, dicendo tra altro: € Voi 
avete col vostro coraggio forzato l'inimico di ritirarsi'e 
rinchiudersi nelle fortezze.... La Sede dell'Ordine di S. 
Giovanni di Gerusalemme è stabilita nella Rustia. Malta e 
e sue 2LÒ}diC^nze formeranno un gran Priorato a favore e 
vantaggio dei patrizi Maltesi. Il governo sarà nelle mani 
di persone del paese scelte a norma delle leggi dello stesso, 
le quali dovranno per altro essere dall' Imperatore confer- 
mate e subordinate al Governatore di Malta, che nomine- 
rà S. Imperiale Maestà. Tutto P tiniversale popolo continuerà 



(i) Sorel. 1. e. p. 340. 
(2) ivi voi. 7. p. 298. 



- 78 - 

.A nei godimento degli antichi diritti e privilegi, ,.>{i). Il 

discorso di questo inviato dell' Imperatore venne in seguito 
letto nel Gennajo seguente al Gozo dal maltese D. Teodoro 
Ellul Cardona tenente colonello in servizio del Re delle 
Due Sicilie. 

13. In questa nuova disposizione politica a coonestare 
la situazione britannica nel possesso di fatto dell'Isola ed il 
volere Maltese di avere al suo governo il rappresentante 
della potenza scelta a protettrice si escogitò dai nativi di 
chiedere alle tre potenze firmatarie dell'alleanza di lasciare 
a direttore e capo dei loro interessi e delle loro milizie in 
questa terra il capitano A. J. Ball, (2) dando diplomatica- 
mente a vedere quali erano i loro inalterati sentimenti, non 
ostante l'accordo dell'Inghilterra, Russia e Sicilia; e forse 
la convinzione formata dei sentimenti Maltesi come anche 
le impressioni ricevute dalle vedute dei preposti inglesi al 
governo militare e civile di Malta avranno inlluito a far 
decidere le autorità russe a non cercare di porre piede in 
questa isola prima della fine della Campagna. 

14. Intanto a totale apparente beneficio dell'Ordine 
di Malta, ossia della Russia, alla quale insin dai primi 
momenti si assegnava la Valletta Floriana e St. Elmo 
mentre all'Inghilterra ed a Napoli si offrivano posizioni mal- 
sane e di minor entità quali Tigne, Ricasoli elaCottonera(3) 
la triplice alleanza deliberava che le truppe destinate alle 
operazioni della resa dovessero essere a carico di ciascuno 
dei membri della triplice rispettivamente, e cjuelle dei nativi, 



(i) Azzop. Resa di Malta p. 148 Pettigrew 1. e. voi. I. p. 218. 

(2) ivi p. 149, 135, e 134, Non puossi credere ragionevolmen- 
te estraneo a questa manovra il comanda a te inglese Ball, il quale, se 
si presta fede al riferito dal Manduca e Dalmas cercò ripromettersi 
dai capi Maltesi il comando di Malta per anni due dopo rcvcntualc 
resa della Valletta. 

(3) Lettera di Graham a Dundas 6 Gennaio iSoo nel Colonial 
Office Papers publicate nel Prot. Mar. Case 1S93 P- 3^» 



— 79 ~ 

che si consideravano come operanti nell'interesse delle tre 
nazioni, tripartirsi tra Russia, Inghilterra e Napoli. 

15. Nello stato passivo in cui dalle potenze si ideava 
che rimanessero gl'indigeni a riguardo della futura disposi- 
zione della loro terra, una cosa essi rilevavano, ed è la con- 
siderazione che dei medesimi esse facevano quando venivano 
ad attuare i concepiti piani. Non si perdeva occasione dagli 
Inglesi di dar a credere ai Maltesi che tutto da loro si 
faceva nel loro interesse. Dal Nelson che ordina al 
Mse. di Niza ed a Ball di assistere Hi insorti, a Ball e Gra- 
ham, che professano di essere s|)editi a prestare loro efficace 
aiuto per espellere i nemici, e la stessa azione che in qua- 
lunque contingenza di qualche entità si faceva prendere ai 
Maltesi coll'evidente scopo d'insinuare la convinzione che 
ogni sussidio qui giunto era dovuto alla potenza britannica, 
tutto concorreva a rendere manifesto l'importanza che si 
assegnava alla parte rappresentata allora dai Maltesi (1). 
Volle fortuna che nell'interesse inglese lavorassero inconscia- 
mente anche la Corte Sicula e gli stessi Russi (2), di cui i 
Britanni faceano la sembianza di protettori. Infatti dal cap. 
Ball comandante in capo nell'Isola si pubblicava un'ordi- 
nanza agli 8 Maggio 1799 perchè i nativi facessero buon 
viso a nuovi amici venturi e perchè togliessero le differenti 
coccarde che potevano dar gelosia o sospetto a costo- 
ro(3^. Ma vana doveva riuscire questa precauzione perchè 

(i) « La costante condotta degli ufficiali navali e militari bri- 
tannici (e segnatamente quella del cap. Ball e del Gen. Graham) la 
quale doveva essere necessariamente nota ed approvata dal Sovrano 
inglese, ammonta, io credo ad una netta ricognizione fatta dal 
Gioverno della Gran Brettagna del carattere dei Maltesi quale un 
indipendente governo» SirJ. Stoddard — Report on the law of Malta 
IO Feb. 1836 §. 97. 

(2) Dal Dispaccio Siciliano riportato in app. No. XXI, appren- 
desi che Italienski preferiva che le 8000 onze rata sicula in sostegno 
delle milizie indigene, e che si designava consegnarsi ai Maltesi a 
mezzo di lui passassero direttamente a Nelson e Bai], 

(3) Appendice No. I\\ 



— 80 — 

lunione inglese col Moscovita, a causa della politica di 
Bonaparte erasi presto raffreddata e mutata in?un sorda 
rivalità. La spada di Leone X tolta da Malta nel Giugno 
1798 e regalata da Buonaparte a Paolo I ed i 6000 prigio* 
nìeri russi graziosamente restituiti avevano guadagnato 
alla Francia questo imperatore (i). 

16. Inoltre il re della Sicilia, che non aveva mancato, 
dopo il primo stadio della Campagna, di cooperarsi coi 
Maltesi efficacemente all'ottenimento del comune intento e 
facilitare loro in più modi l'estrazione dei viveri dai suoi 
domini (2), era in siffatte condizioni interne nel suo Regno 
ed aveva tal bisogno dell'assistenza britannica che ogni suo 
operato a vantaggio di queste isole aveva avuto apparenza 
di essere seguito piuttosto a beneficio ed a causa delle esi- 
genze inglesi che d'altro, e perciò il merito come la gratitu- 
dine indigena si doveva principalmente riversare di preferen- 
za sulla Gran Brettagna ; mentre vi eran le fregate siciliane 
Aretusa e Cerere, poi la Sirene di servizio a Malta per il bloc- 
co, ed il Cap. Naselli comandante raccomandava al Viceré 
i delegati maltesi andati a prendere viveri della Sicilia, ed 
il Viceré per sua ordinanza dei 1 9 Feb. esentava da rigorosi 
misure i battelli che portavano caricamenti di viveri, armi 
o altri generi all'Isola di Malta a beneficio dei Maltesi, 
che sono del partito contro i Francesi, o che avessero 
commissioni delle squadre Inglesi (3). 



(i) Sorel 1. e. p. 72. 

(2) Per dispaccio del principe Luzzi 20 Feb. 1799 si estendeva 
all'estrazione del grano la grazia ottenuta dai Maltesi di pagare tari 
due per salma d'orzo; ed in sussidio delle truppe Maltesi si concedeva 
il rimborso del pagato di dazio per siffatte estrazioni dal 2 Settembre 
precedente. Per dispaccio del Viceré principe dì Trabia 8 Marzo 
seguente si avvisava i deputati Maltesi che si erano imbacate sulla 
Terpsicore per Maltesi le 20 cantaja di polvere e 100 di piombo chie- 
ste da loro. Riportati dall'Azzopardi, Presa di Malta p. 132 — 133. 

. (3) G. Romano, I Siciliani nel Blocco. Palermo 1902 p. 31 e 37 
e vedi pure G. Travali, I Francesi nel Mediterraneo, ibi, pag. VHI» 



— 81 — 

17» Intanto nello svolgimento dei fotti fin qui ricordati 
Malta per propria elezione tendeva ad unirsi all'Impero 
Britannico, dando le prove della sua intenzione di volere 
formarne parte, e T Inghilterra secondava nel fatto tale ten- 
denza ed intenzione, sebbene usava cautele a non dichia- 
rarlo espressamente. Fu perciò che essa osservando la 
Russia avvicinarsi a Napoleone, e sentendo quindi la im- 
periosa necessità di rafforzare la sua posizione in questa 
isola, vi richiamò maggior numero di truppe ed in aumento 
di queste arruolò i Maltesi quali suoi soldati. 

Or, se i Maltesi non si volessero insin d'allora consi- 
derare conformemente all'animo, col quale cooperavano 
cogli Inglesi, sarebbe per lo meno equo considerarli se non 
come alleati, come soci di costoro nel senso inteso decrli 
antichi Romani col comune obbietto di disfarsi di un nemico 
comune, ma non mai quali insensati, che cospirino e colla- 
borino con una potente e forte nazione per l'unico scopo di 
facilitare a questa la conquista della loro terra e far baldo- 
ria ad opera compiuta. Nell'idea di una società costituita 
tra Maltesi ed Inglesi non è presumibile di considerare 
quale fine della stessa unione anglo-maltese la soggioga- 
zione e la conquista della proprietà e dei diritti della 
Nazione Maltese, che ne sarebbe uno degli elementi com- 
ponenti. 

i8. Né l'atto della capitolazione del 5 Settembre 1 800 
può da se solo o pel fatto di essere seguito a nome degli 
alleati, avere il valore o il significato di una conquista 
di queste isole contro i nativi ad esclusivo vantaggio del- 
l'Inghilterra e di vantarne tutti i diritti conseguenti da una 
conquista (i). Basterebbe prendere in considerazione il 



(i) C. P. Lucas of the Colonia! Office London, Oxford 1888 nel 
suo Brìtish Colonies riporta « The French Garrison surrendered earry 
in Septenvber 1800 to the combined Maltese, English, and Neapolitan 
forces; and at a meeting of the National Council, or Congress, of the 
representatìves of the Maltese people, whicb had been formed lo 

u 



— 82 — 

risultato della Pace di Aniiens avvenuta in seguito tra le 
due potenze Francese ed Inglese e le successive trattative 
tra queste ed altre nazioni fino al definitivo assettamento e 
riconoscimento della condizione di queste isole. Si con- 
venne ad Amiens di richiamare altra volta al Governo di 
Malta rOrdinedi S. Giovanni, che colle garanzie escogitate 
si stimava dover essere potenza neutrale, omogenea agli 
abitanti e, per il proprio istituto militare, sufficiente alla 
difesa dell'Isola. Si ideava per questo fine di creare pei 
Maltesi una nuova lingua nell'Ordine uguale in prerogative 
alle altre allora esistenti ; mentre si assegnava la metà degli 
impieghi militari e civili da esercitarsi privatamente dai Mal- 
tesi affine di dare una preponderanza nel Governo locale. 
Per verità tali disposizioni, come ben le comprendeva un 
alto personaggio inglese, avrebbero posto nelle mani dei 
nativi tutto il governo della loro patria col lustro e colle 
risorse di una corporazione già gloriosa e grande, e di con- 
seguenza avrebbe creato la coscienza della propria per- 
sonalità politica in tutta la popolazione (i). 

1 9. Le potenze contraenti ad Amiens, perciò, dovet- 
tero considerare i vantaggi locali della posizione geografica 
quale patrimonio naturale degl'Isolani, e vollero toglierli 
dal loro stato anteriore puramente passivo facendoli figu- 
rare qual nazione d'influenza nel Mediterraneo. Ammet- 
tendoli nel governo del paese nativo, restituirono loro un 
diritto di cui Despota Trace non ebbe mai il coraggio di 
privare i suoi sudditi coli' accoglierli a consulta nel Divano e 
permettendo loro il comando negli impieghi militari e civili. 
Vollero, inoltre, comunicare al popolo maltese un'energia 
sufficiente a vegliare su l'esatta osservanza della neutralità 
ed indipendenza dalle quali dipendeva l'esistenza politica di 
Malta, avendo l'esperienza dimostrato di essere mal sicura 



conduct the siege, the islands were solemnly ceded to the British 
Crown. » p, 21. 

(i) Appendice No, XXII. 



- 8JÌ - 

in mano di una corporazione composta tutta di elementi di 
diverse nazioni, e ciò quando l'interesse di essa non fosse 
stato comune a tutti gli stati europei come Io era per lo 
innanzi il tener a bada il nemico del cristianesimo. 

20. Quale era stata nel 1565, cioè, barriera alle pre- 
tensioni dell'Ottomano, tale sarebbe stata questa isola in 
qualsiasi lotta nel Mediterraneo. A vero dire non poteva 
cadere in mente ai plenipotenziari pensiero più acconcio ad 
unire nel medesimo spirito di pace e bene publico l'Ordine 
di San Giovanni con la nazione. II Governo di Malta in 
questa guisa bipartito toglieva l'obbrobriosa ineguaglianza 
tra l'uno e l'altro e stabiliva la libertà nazionale oltrecchè 
costringeva così ad avvicinarsi i due corpi divisi prima dalla 
diversità del rispettivo interesse. Col nuovo assetto di cose 
l'Ordine doveva necessariamente abdicare certe norme di 
ammissione, differenza di leggi tra governanti e governati, 
e nel proprio interesse veniva richiamato a confondersi coi 
nativi per sostenere la progettata nuova esistenza politica. 

21. Questa trasformazione dell'Ordine, come l'intui- 
zione di quello che esso sarebbe divenuto, spinse membri 
dell'Ordine ed altre influenze, che di quelli volevan servirsi, 
a suscitare un'opposizione nella Russia alla costituzione di 
questa lingua maltese ; e colla abolizione della relativa 
misura dal trattato impedire la vera costituzione di queste 
isole in uno stato idigeno indipendente e neutrale. Bona- 
parte non trovò naturalmente da ridire della soppressione, 
mentre la sua originale proposta era stata di riavere a 
Malta l'Ordine di S. Giovanni come lo era all'epoca ante- 
cedente alla sua occupazione di questa terra (3), e l'Ordine 



(3) Pièces officielles relatives aux preliminalres de Londre. Pro- 
tocole, Amiens 13 Jan. 1802. Paris an. XI. pag, no § 12. «Les droits 
dcs suzeraineté du rei des Deux Siciles sur Tile de Malte soii formel- 
lement recoiinus. En conseqiience, le Grand-Mài tré de TOrdre/le 
Malte, ou son représentant rciiou veliera d'or én avant, aii noni- de 
rOrdre le serment de lidelité a la couronnt;:. (le Sicile, qui fut prète 
lors de la donation primitive, ainsi qu* un serment (semblable à celui 



- 84 - 

tutto, se dobbiamo arguire da quanto più tardi il Gran 
Maestro Tommasi pronunziava non senza invettive a ri- 
guardo dei nativi sol perchè di nascita non uguagliavano 
forse l'altrui nobiltà, doveva esser contento della eradiazio- 
ne di fatto della nuova istituzione, senza forse comprendere 
tutta la forza dell'affronto che a Maltesi se ne faceva. 

2 2. Se non che i Maltesi, sebbene sentissero tutta la 
forza dell'insulto loro usato del < Turpius ejeci quam non 
admitti> comprendevano bene che la vera lotta alla propria 
esistenza era impegnata con quella corporazione che voleva 
sostituirsi senza alcun compromesso e garanzia alla situa- 
zione guadagnata e creata con non indifferenti sacrificii di 
vite e di mezzi dai nativi. Poteva, quindi, il Maltese che 
aveva in questi frangenti cominciato a gustare il potere e 
sentirsi padrone in casa propria non dare uno sguardo 
retrospettivo allo stato, in cui era vissuto per più di due 
secoli sotto una denominazione basata a principi di com- 
pleta disugualianza tra naturali e cavalieri ? Riconosceva 
esso con gratitudine il beneficio della rinomanza che questa 
isola acquistò a causa dello stabilimento dell'Ordine nel suo 
paese, come ancora l'aiuto derivato agl'indigenti nei mate- 
riali bisogni ; vedeva i bei palagi, opera del genio maltese 
al soldo dei munifici membri dell'Ordine, ed ammirava più 
che mai i baluardi e le fortificazioni per cui si eccepiva nella 
stessa Camera dei Lordi a 7 Maggio 1 802 < Malta non era 
prendibile per blocco > ( i ) e Bonaparte asseriva di essere 
essa la piazza più forte dell'Europa (2); ma al popolo Mal- 
tese non consentiva più ad adattatsi a continuare a vivere 
sulla sua terra natale quale semplice servo senza ingerenza 
nel governo della stessa. 



que prétereiit les conmiissaires de l'Ordre à cette epoque ) de mante- 
nir les prìvileges et les droits du peuple de Malte et de Gozo, comme 
ils se trouvent spécifies daiis Tarrangement actuel. Signé Cornwallis 
et J. Bonaparte. ^ 

(i) Cobbett, Annual Register voi. 2. col. 1241. 

(^) De la jonquiere v. J. p. 640. 



— 86 — 

2 3- Ricordava il Popolo che la sua isola aveva go- 
duta l'autonomia a tempi Fenici indicata dalla lesserà ospi- 
tale quando un preposto ecclesiastico-civile maltese coll'as- 
sistenza di due giudici (Xufftein) e col consiglio del popolo 
reggeva questa colonia (i). Non dimenticava che perfino 
durante la dominazione Araba eraiisi i Maltesi governati 
colle proprie leggi senza esser disturbati da Musulmani 
neppur in fatto di religione (2), Era edotto dalla sua 
storia che esso aveva avuto ben spesso una preponderante 
influenza nel decidere il dominio dì questa Malta a favor di 
chi tra contendenti aveva voluto signoreggiare sull'isola, e 
perciò quando conobbe che lo si voleva privare del vantag- 
gio accordatogli dal trattato di Amiens e di governarsi da 
se perseverò a reclamare quello a cui aveva diritto, e che 
esso credeva di poter meglio assicurarsi col divenire parte 
dell'Impero Britannico. 

24. Strepitarono e Russia e Sicilia e l'Ordine nel non 
vedere la loro bandiera issata nell'isola dopo la capitola- 
zione insieme con quella di Albione, ma non si curarono di 
ciò i Maltesi che vedevano sventolare l'eletta da loro, e sol 
si dettero pensiero del modo con cui volevan essere 
governati. Egli era troppo vero cjuanto più tardi esprimeva 
il Hompesch che, cioè, l'esistenza dell'Ordine dipendeva 
dalla piega che avrebbe preso la posizione di Malta; ma 
egli è perciò che avrebbero i cavalieri fatto meglio a 
conformarsi a tempo ai desideri dei Maltesi e non cullarsi 
del favore procurato di partiggiani, cercando denigrire i 
Maltesi e mantenendosi essi stessi in discordia (3). Cerca- 



(i) A. E. Caruana, Origine lingua Maltese cap. 2, 

(2) Ivi. cap. V. 

(3) « L'existence de TOrdre depuia longtems n'a dependu que 
de la position de Malte : elle n'est que secondaire et depend eatiere- 
nient du sort de cette Isle. Si pourtant de vues a nous etran geres, 
et des inimitiés particulieres n'y avait pas niÌ6 la di vision, et n'avait 
pas boulversé la Constitutian, l'Ordre aurait pu se souteiiir, et se 



- 86 - 

rono ì Maltesi, pertanto di assodare i legami che li avevano 
unito a loro protettori, non ostante che più di un atto del 
nuovo regime insin da principio non garbasse ai molti, già 
causa ed anima del movimento produttore della attuale si- 
tuazione, e non curanti essi di quello che nella politica 
mondiale si tentava a riguardo della Signoria di Malta, 
si atteggiarono a conservare perennemente il vessillo ab- 
bracciato, e la loro perseveranza e la lor attitudine contribuì 
al certo a scoraggire altri dal sostenere T impresa contro il 
lor volere e ad indurli a riconoscere a Parigi e Vienna 
quanto si era compiuto per Tatto del Sovrano Inglese ai 28 
Luglio 1813 < His Rayal Highness, acting in the name 
and on behalf of H. Majesty, thus publicly recognises the 
people of Malta and Gazo as subjects of the British Crown, 
and as entitled to its full protection. The free excercise of 
their religion is secured to them, and the Ecclesiastical 
Establishment will subsit as heretofore. > (i). 



sauver du naufrage. » Da Città di Castello 23 Keb. 1804. Mss. 419. 
al Bne. Mayer de Knonau. 

(i) « I am inclined, continuava il dispaccio del Segretario di 
Stato Bathurst, to believe that a Declaration of this nature will be 
productive of very beneficiai effects, and that the boon the Maltese 
receive in their annexation to the British dominion will outweigh the 
consideration of any partial shock which the first introduction of 
British principles might occasion to one or other of the classes of 
society.» Col. oli'. Pap. Malta, No. 21. 1812. ,. 



ELEZIONE DELLA SOVRANITÀ 



€ Soldati ! Voi state per intraprendere una conquista, 
gli effetti della quale sul commercio e sulla civilizzazione 
saranno incalcolabili. Voi darete agllnglesi un fortissimo 
scacco, che sarà seguito dalla /oro distrvzi&ìic. > Così Bona- 
parte indirizzava le sue truppe al momento di salpare dai 
franchi lidi alla volta di Malta, dando chiaro a dividere di 
quanta importanza per la Francia si riteneva l'acquisto di 
Malta e quale era lo scopo della conquista di quest'isola. 

2. Quale baluardo espressamente fortificato per co- 
prire e proteggere il mondo orientale, di cui l'Egitto ne era 
quasi il vestibolo, Malta si prestava eccellentemente alle 
mire dei Francesi, inferiori di forza alla marittima potenza 
britannica. Valendosi di quest'isola come di tappa e di 
forte punto di difesa alla sua navigazione la Francia poteva 
insinuare attraverso l'Africa ed il Mar Rosso forze bastevoli 
da dar poi noia nelle Indie alla sua eterna rivale. 

3. Era interesse dell'Inghilterra che il disegno del 
Direttorio Republicano venisse frustrato e che questa isola 
come in tempi anteriori era servita di ammirabile barriera 
all'avanzarsi dell'aborrito dominio della Mezza Luna sull'Oc- 
cidente, servisse d'allora in poi di agguerrita argine alla 
invasione delle forze F'rancesi minaccianti le altre potenze 
nel mondo asiatico e nell'africano. 

4. Non era riuscito all'Inghilterra durante il magistero 
del Rohan di ottenere un porto, una fortezza ed alcuni ma- 
gazzini per la sicurezza della sua navigazione e del suo 
commercio nel Mediterraneo, stante Tintesa del Gran Mae- 
stro colla Russia, da cui l'Ordine si riprometteva ben piii 



— 88 — 

che il compenso dei danni cagionatigli dalla rivoluzione 
Francese. 

5. L^appello indigeno, quale quello di uno stato che 
ricerca tutela ed assistenza da uno maggiore nella sua 
insufficienza per rassicurare il successo alla insurrezione, 
offriva mirabilmente alla Gran Bretagna Toccasione d'im- 
padronirsi di questi mari coll'atteggiarsi a protettrice del 
debole, che a lei affidava i propri destini e dava il destro a 
distruggere i piani delle sue rivali. 

6. Causa della insurrezione dei Maltesi contro i Fran- 
cesi era il desiderio del godimento degli aviti privilegi e dei 
beni sfacciatamente da costoro manomessi, e perciò la Na- 
zione Maltese si valeva del diritto connaturato nell'uomo di 
repellere colla forza l'ingiusto aggressore, affermava col 
fatto i suoi privilegi nazionali e reagiva contro chi attentava 
alla sua esistenza. 

7. Afferrata dai comandanti britanni e compresa la 
situazione indigena, scrutate le naturali aspirazioni e le 
inclinazioni non che i bisogni economici degli Isolani, desi- 
derosi questi di aver parte nel maneggio politico della loro 
terra, eccoli subito a lusingarli e proporre quanto poteva 
sedurre un popolo, conscio della sua naturai impotenza a 
sostenere di fronte all'evoluzione mondiale una propria 
assoluta indipendenza. Loro si offriva dì provvederli del 
necessario, di rifarli dei danni sofferti, di lasciare in loro 
mano il maneggio degli affari propri in uno cogli impieghi 
tutti civili dell'isola, a patto della cessione dell'isola. < Vo- 
lete cedermi la città, diceva il comandante Ball ai capi 
maltesi, ed io prenderò l'assunto di provvedervi di grani e 
tutt' altri generi che vi abbisognano,... indennizzerò tutti i 
Maltesi dei danni ed interessi sofferti... tutti gl'impieghi 
saranno in mano delli Maltesi, il solo Governatore ed arti- 
gliere saranno Inglesi. > 

8. I capi Maltesi, presi a questo amo, pur ricordevoli 
della deferenza dovuta al monarca siculo e forse per prepa- 
rare quelli che tra loro erano titubanti a causa delKessere 



— 89 — 

inclinati alla richiamata dell'Ordine Gerosolimitano e veder 
qui stabilita la potenza russa, od al tentare di governarsi 
indipendentemente in questa terra, concordarono di sopras- 
sedere per due mesi all'accettazione col pretesto di dar 
tempo al re delle Due Sicilie di poter approvvigionare 
risola del necessario ; e che qualora egli non realizzasse la 
situazione di questo popolo il concordato si dovesse ritener 
conchiuso. A tal uopo ai 25 Ottobre si faceva il secondo 
formale appello al Sovrano di Napoli ed il memoriale sot- 
tomesso al re dall'ammiraglio Nelson ebbe un riscontro ai 
1 5 Novembre nel dispaccio del Marchese Gallo. 

9. L'arciprete Cassar, capo della popolazione Gozi- 
tana, al sentirsi dallo stesso Ball ripetute simili profferte era 
ad un punto di sostituire immantinente l'Inglese al Napo- 
letano vessillo, e ne fu distolto da quello stesso capitano 
per motivi di convenienze diplomatiche. Intanto, avvenuta 
la capitolazione del presidio francese al Gozo ai 28 Ottobre, 
nello stesso atto della capitolazione si fé allusione agli in- 
terceduti accordi tra Gozitani e Nelson e per la prima volta 
lo stendardo inglese sventolò per un intero giorno sul 
castello del Gozo prima che fosse stato riconsegnato agli 
isolani. 

10. Questa tendenza dei Maltesi e questo lor favore 
per l'Inghilterra a preferenza delle altre potenze avide 
del possesso di Malta eran ispirati dalla fama che essa 
aveva del governo più costituzionale, e se ne ripromette- 
vano, perciò, oltre un buon regime, la cessazione delle 
differenze di casta, tanto più che già mostravasi nel fatto di 
essere atta a sopperire ai loro bisogni economici e com- 
merciali, mentre l'assicurazione del rispetto alla religione 
e del godimento degli aviti privilegi disarmavano chi era 
altrimente disposto. A rendere questo concordato mag- 
giormente ricercato da Maltesi espediente presentavasi 
la situazione del monarca di Sicilia. Presa Napoli ai 1 7 
Gennaio 1799 dai Francesi, ben maggiori cure dovevan 
premere su quel re che non la larva di dominio rimastagli 

12 



— m — 

in questa isola, laddove e lo Stato napoletano e il siciliano 
eran tali da porlo nell'assoluta impossibiltà di sottrarre 
Malta dalle granfie della Republica francese ; e le dottrine 
allora in voga insegnavano che, quando gli abitanti di una 
città o di un paese pressati dal nemico, implorassero invano 
la protezione del monarca, e questi per impotenza, o per 
mala voglia mancasse di soccorrerli tanto da essere eglino 
costretti di cercarsi nelle proprie risorse la salvezza, il 
diritto di untai sovrano vien meno (i) e di conseguenza 
essi divengono liberi nelle loro politiche azioni. 

1 1 . Aveva la politica napoletana suggerito agli am- 
basciatori maltesi giunti a Napoli ai 1 2 Settembre, quando 
quel reame non aveva ancor dichiarata guerra alia Repu- 
blica, di tener celate le ricevute bandiere del Re delle 
Due Sicilie e di non farle sventolare nell'isola, prima che ne 
avessero ricevuto apposito ordine (2) ; e quando i Maltesi 
agli 8 Decembre 1798 al sentore che altra potenza avreb- 
be potuto profittare della situazione di questa terra, su cui 
sventolava solo lo stendardo bicolore maltese, non cono- 
sciuto internazionalmente, si accontentavano al suggerimento 
del Ball d'issare lo stendardo napoletano, essi lo facevano 
senza alcuna delle solite cerimonie e coll'espressa intesa che 
lo facevano provisoriamente per l'unico riflesso di non peri- 
colare la propria libertà e la remissione di S. M. nellW/^ 
dominio, per cui s'era esposta la vita, lungi, però, dal loro 
animo l'intenzione di fare così atto di rinunzia alla indipen- 
denza da loro conquistata (3). 

12. Accentuatasi la vitalità russa a riguardo di questa 
isola e forse di altra potenza ancora, l'ammiraglio inglese 
s'affrettava a voler imprimere che questa isola apparteneva 
al Re di Napoli. Così dopo aver scritto a Vienna che 
l'Ordine Gerosolimitano non sarebbe mai stato ristabilito a 



(i) Puffendoff Diritto di Nat. lìb. 7. 7. 5. 

(2) Appendice No. XI. 

(3) Appendice No. XXIII. 



— 91 — 

Malta perchè gli abitanti l'odiavano (i), al 12 Decembre 
informò il vice-ammiraglio russo, che, appena il Gozo si 
arrese, di aver dato ordine che la bandiera del Re delle 
Due Sicilie fosse innalzata e risola consegnata al suo legit- 
timo sovrano, e che lo stesso si sarebbe fatto quanto a 
Malta, dove il vessillo napoletano sventolava e sotto cui i 
bravi maltesi stavano combattendo (2). Né contento, a 
21 Gennaio 99 riscontrando Ball, gli dice < ci è giunta 
notizia che una nave russa con proclami per gli isolani vi 
abbia fatto visita. Io odio i russi. La condizione di Malta 
col Re di Napoli è che egli ne è il legittimo sovrano, e quindi 
secondo la mia opinione la sua bandiera deve sventolarvi. AI 
tempo stesso una guarnigione napoletana non è da 
fidarsi perchè essa la consegnerebbe al prkno corruttore. 
Io sono certo che il Re non troverebbe difficoltà di 
darne la Sovranità airinghilterra, e da recente nota di 
Sir W. Hamilton abbiamo che Malta non sarà data ad 
alcuna potenza senza il consenso dell'Inghilterra* (3). Che 
anzi a 4 F'ebbraio seguente soggiungeva « Se Malta mai si 
arrenderà, il Re di Napoli ne è il suo legittimo sovrano e 
la sua bandiera deve sventolarvi e la squadra britannica la 
appoggierà. Se alcun partito inalbererà lo stendardo russo, 
o qualunque altro, né il Re, né io permetteremo l'estrazione 
del grano dalla Sicilia o da altro luogo. Colla solita vo- 
stra discrezione esprimerete ai deputati maltesi il mio senti- 
mento sulla condotta coi Russi ; e se ammiraglio, o navi 
russe giungeranno nelle acque di Malta, li convincerete 
della inconvenienza di trattare il legittimo Sovrano dell'iso- 
la, e me, che comando le forze di una potenza intimamente 
alleata coli' Imperatore Russo e che sta bloccando ed attac- 



(i) 4c Malta js hard pressed, and as it belongs to the King of 
Naples, I thìnk the Order will never be restored in Malta. The 
inhabitants hate them. » Lett. a Sir M. Eden plenipotenziario a 
Vienna io Decembre 1798. Nicolas voi. HI. p. 193. 

(2) Ivi, p. 197. 

(3) Ivi, p. 236. 



— 92 — 

cando da sei mesi Malta nel desiderare di vedere lo 
stendardo russo sventolare sull'Isola > (i). 

13. Non richiedesi grande acutezza di mente, o molta 
perizia diplomatica, ma basta invece una corta vista per 
vedere che tali dispacci e disposizioni eran palliativi dell'an- 
sia del comandante in capo britanno e del suo fido Ball sui 
futuri destini dell'isola. Egli la sapeva occupata da uomini 
improntati da spirito d'indipendenza, non inclini a ricono- 
scere l'altrui alto dominio col sacrifizio della acquisita posi- 
zione se non a patto di aver rispettati religione, libertà e 
privilegii patrii, qualmente veniva loro insistentemente pro- 
messo anche da altri potentati. 

14. Aveva il Nelson ben ragione di informare TEarl 
Spencer che il capitano Ball aveva fatte meraviglie e ne 
sperava successo (2), perchè se tali espressioni non voglion- 
si intendere dei 15,000 armati maltesi a cui eransi spediti 
mortali e cannoni per cingere sempre più la Valletta (3), 
esse non potevano che riferirsi al successo dell'azione di lui 
nell'essersi accattivati gli animi dei nativi al punto che que- 
sti omai più non titubavano di secondare apertamente le 
vedute britanniche. Epperò dal 9 Febbraio 1 799 lo sten- 
dardo inglese per volere spontaneo dei Maltesi veniva gra- 
datamente innalzato sulle batterie loro, quasi a metterle 
così sotto la protezione delle Gran Brettagna, acclamando 
signora di queste isole quella nazione i cui agenti avevan 

saputo efficacemente concertarne la dedizione (4). Se nella 
•«i— .— — — * 

(1) Ivi, pag. 255. 

(2) Ivi, pag. 225. a 7 Gennaio 1799. 

(3) « Malta is blockaded by a Squadron of three Sail of the 
Line and four Frigates. Mortars and cannon are lately sent from 
this Arsenal (Napoli), for the use of the maltese, who are 15,000 
nien in arms against the town of La Valletta. » Lett. all'amm. russo, 
12 Decembre 1798. ivi, p. 197. 

(4) Secondo le informazioni attinte dello Stoddard, stato in 
Malta dal 1803 al 1836. «Lo stendardo maltese fu in principio 
issato sulle batterie come lo fu talora quello siciliano, ma quando il 
signor V. Borg capo del Battaglione di Birchircara inalberò lo sten- 



—^93 — 

incertezza di quei momenti storici avevano le imbarcazioni 
nostrali dapprima issate le bandiere ora dell'Ordine Gero- 
solimitano, come aveva fatto la barca peschereccia, che da 
Marsascirocco a 4 Settembre giungeva a Siracusa, e Taltra, 
giorni appresso a Trieste, ove era ospitato il Gran Maestro, 
ed ora la Siciliana, come pretendesi abbia fatta la spero- 
nara diretta per Napoli, le circostanze permettevano loro 
Tadozione del vessillo della regina dei mari ad onta del 
dispiacere dei bloccati nemici, i quali ben compresero tutta 
la importanza della novità. 

15. Politica e prudenza consigliavano che il fatto com- 
piuto dai Maltesi e la tacita accettazione del significato di 
quell'atto da parte degli Inglesi non si lasciassero sfornite 
delle formalità, che diplomazia e circostanze suggerivano, 
non solo afifin di dare stabile consistenza al risultato pratico 
di quell'atto dei Maltesi e dell'adesione degli Inglesi, ma 
ben anche affin di prevenire e possibilmente diminuire le 
obbiezioni di altre parti interessate nella evoluzione dei fatti, 
di cui l'isola nostra più che teatro era il perno principale. 
Quindi ai 7 Febbraio l'assemblea nazionale si raduna a de- 
liberare per un indirizzo al Re delle Due Sicilie con do- 
manda del permesso d'inalberare formalmente lo stendardo 
inglese ad effetto di ottenere dalla Gran Brettagna una 
speciale protezione ed una valida cooperazione ; e il Baro- 
ne Gaetano F'ournier, l'assessore Dr. Luigi Agius e l'abbate 
L. Savoje, deputati a presentare l'indirizzo, vengono im- 
mantinente portati da fregata inglese a Palermo (i). 

dardo inglese sulla batteria da lui comandata, l'esempio fu seguito da 
tutti gli altri capi e la cosa divenne generale.» Rapporto al Segretario 
distato ^. 16. Ora da una lettera del Borg si apprende che egli 
innalzò il vessillo consegnatogli dal Ball dopo che a bordo della 
nave Alexander erangli convenuti ed assicurati le sopraccennate liber- 
tà e privilegi maltesi. Il Borg, sebbene fosse stato in seguito in 
disarmonia col Ball a causa del successivo modo di amministra- 
zione inglese, fu insignito del Cavalierato di S Michele e S. Giorgio 
prima di sua morte. 

(2) Azzop. Presa di Malta, p. 120. 



— 94 — 

1 6. Parimenti questo corpo rappresentativo nazionale 
avendo eletto per proprio capo e presidente il comandante 
del blocco cap. A. J. Ball ed acconsentendo di modificare e 
migliorare la propria costituzione agli 1 1 Febbraio 1 799 
intimava nei casali una nuova formale elezione dei mem- 
bri che d'allora in poi dovevano rappresentare i Maltesi, 
nell'intento di ottenere la sanzione popolare nell'operato 
cambiamento costituzionale ; e perciò la seguita elezione 
constatata nella seduta del congresso tenuta ai 1 8 Febbraio 
non poteva considerarsi altrimenti che quale risultato del 
plebiscito maltese sullacclamata sovranità britanna. 

17. Il Nelson posto in comunicazione coi deputati del 
popolo maltese, col plenipotenziario inglese Hamilton e 
colla Corte Siciliana vergava di conseguenza a 28 Febbraio 
1799 il dispaccio indicante < il desiderio di S. M. Siciliana 
che la bandiera inglese sia issata su tutte le parti dell'isola 
di Malta, come lo è quella siciliana. Perciò ovunque si 
erigeranno alberi di bandiera per issarvi lo stendardo siculo 
voi erigerete altri accanto per inalberarvi i colori inglesi af- 
fin di denotare che l'Isola è sotto la speciale protezione di 
S. M. Britannica. E tutte le volte che la bandiera inglese 
s'innalzerà devesi innalzare anche quella di Sicilia, perchè 
risola deve considerarsi semplicemente sotto la protezione 
della Gran Brettagna durante la guerra. > Dava, in pari 
tempo permesso al Ball di presiedere il congresso dei Maltesi 
e rimanere a terra colle forze maltesi, per quanto fosse 
necessario conformemente al desiderio dei deputati maltesi 
e del monarca siculo; (i) e del nuovo fatto dell'innalzamen- 
to simultaneo, cioè, delle bandiere inglese e siciliana dava ai 
23 Marzo contezza allammiraglio russo Ouschakoff aggiun- 
gendo che i Maltesi si erano col consenso di S. M. Siciliana 
posti sotto la protezione della Gran Brettagna (2). 



(i) Nicolas, ivi, p. 173. ed App. No. XXIV. 
(2) Ivi, p. 304. 



— 96 — 

1 8. Fu allora che il Ball si assumeva il titolo di Go- 
vernatore di queste isole a nome dì Sua Maestà Siciliana, 
del che speciale memoria fu tenuta nelle minute del con- 
gresso nazionale alla data dei i6 Marzo 1799 nei termini 
seguenti : < Indi il signor Presidente del Congresso Co- 
mandante della Squadra Britannica al blocco di Malta 
Alessandro Giov. Ball ha manifestato al Congresso d'aver 
egli ricevuto ordine dai sopradetti Ministro d'Inghilterra 
Hamilton ed Ammiraglio Nelson d'assumere a nome di 
S. M. Re delle Due Sicilie il comando in terra di queste 
due isole col titolo di Governatore, al che tutti li Signori 
Rappresentanti hanno dimostrato li più vivi segni di gioja e 
contento, presentando al medesimo li dovuti complimenti di 
congratulazione > (i). Né paghi di tanto, per fornire mag- 
gior solennità ai fatti compiuti e divulgarne la notizia fra le 
altre nazioni, stesero un manifesto, ove dopo di aver accen- 
nato all'organamento sociale da loro stabilito ed al fatto 
ancora che i Francesi ritenevano ignorato dalle potenze eu- 
ropee lo stendardo maltese, affermavano < il ben segnalato 
€ concorso, che ricevevano dal consiglio e direzione di S.E. 
€ il Comandante Ball e dell'assistenza di persone intelligenti, 

< che egli spediva secondo le occorrenze dal bordo delle 

< sue navi, per cui, conosciuto il merito singolare del me- 
« desimo e l'affetto che egli aveva contrattato verso la 

< NAZIONE, si unì questa nel sentimento di pregarlo a fissare 

< la sua residenza in terra ed assìwiere in qualità di suo 

< capo la dii^ezione delle sue armi ed il governo politico, ed, 

< essendosi egli compiaciuto di accettare con somma bontà 

< l'uno e l'altro incarico, hanno immediatamente sperimen- 

< tato i buoni effetti di questa loro determinazione 1^ (2). 
E come il 19 Febbraio il Ball curava premurosamente di 
informare i Francesi dell'assunta protezione inglese sull'iso- 



(i) Mss. Blocco 1798 neirArch. della Cattedrale. 
(2) App. No. VII dal Mss. Bibl. 269. 



— Ge- 
la, (i) così con intenso compiacimento si affrettava un 
mese dopo, cioè ai i8 Marzo, di portare tale manifesto a 
cognizione del loro presidio rinchiuso entro la Valletta (2). 
19. Infatti nella intima della resa loro fatta dai co- 
mandanti inglesi ai 9 F'ebbraio (t ventose) vi si annunzia 
che i Maltesi sono d'ora innanzi sotto la protezione dell'In- 
ghilterra ; < mais la dernière phase de la lettre de somma- 
tion, par laquelle ils (les anglais) annoncent que le maltais 
sont dèsormais sous la protection des anglais, paroit expli- 
quer le veritable motif de leur message. » Così il Ransijat, 
che alla data dei 22 ventóse riporta « Les rebelles leur ont 
offert la souveraineté de TTle, lorqu'ils apprirent la fuite du 
roi de Naples en Sicile. Les anglais, usant de leur fourbe- 
rie ordinaire, ont paru la refuser, en repondant qu*ils n*a- 
voient d'autre intention que d'asstirer \ indèpendance des 
maltais, et qu'ils la protégeroit toujours ; > e continua : 
< ma, affinchè la generosità ostentata per fini politici non 
compromettesse le loro mire, accettarono il comando delle 
truppe della campagna, e l'assunsero il 19 Febbraio ( 29 
Pluvióse ) quando la loro bandiera si vide issata su tutte 
le batterie, mentre quella di Napoli continuava a sventolar 
sola nella Città Vecchia >, « et conjointement avec celai 
d'Angleterre dans les retranchemens ennemis> (3). Né 
sarà superfluo ricordare che il dispaccio dei ministro 
napoletano Acton dei 19 Febbraio 1799 responsivo alla 
supplica in proposito dai nostri avanzata « permette che i 
popoli maltesi uniscano i loro voti a quelli di S. M. Britan- 
nica.... sotto qualunque denominazione, o dimostrazioue 
esteriore quand' anche \ ammiraglio Lord Nelson giu- 
dicasse di assumerla in nome di S. M. Britannica per carat- 
terizzare maggiormente la protezione che concede a questa 



(i) Bosredon Ransijat « Journal du Siége de Malte, » Paris an. 
IX. p. 54. 

(2) Ivi, p. 78. 

(3) Ibi, pag. 78. 



— 97 — 

isola > (r). In secriiito del qiial dispaccio i tre deputati 
maltesi indirizzavano ai 23 Febbraio formale domanda al 
ministro plenipotenziario inglese Hamilton ed al Nelson per 
Teffettuazione del progetto dell'inalberamento della bandie- 
ra inglese in Malta, cioi per Taccettazione esplicita e 
formale di quanto si faceva nell'isola a riguardo della sovra- 
nità rappresentata dallo stendardo. 

20. La posizione assunta dal Ball in quest'isola e Tinal- 
beramento effettivo sull'isola e sulle imbarcazioni maltesi del 
vessillo erano dai nostri considerate quali prove più che suf- 
ficienti dell'accettazione ed adesione ai loro voti da parte 
della Gran lirettagna, che essi ora riguardavano succeduta 
nella sovranità dell'Ordine, essendosi essi con quell'atto 
volontariamente e spontaneamente svestiti d^^lle ragioni e 
dei diritti loro alla condizione del mantenimento dei diritti 
e privilegi, in difesa dei quali avevano impugnate le armi, 
e che ora osservavano rispettati secondo le loro aspirazioni. 
Infatti la chiesa loro che era stata rispettata ed indipendente 
nei tempi andati; tale ora rimaneva. Un co7isiglio avevano 
avuto in antico, che reggeva con una data dipendenza gli 
affari tutti interni dell'isola, e questo i Maltesi ora rivedeva- 
no rinnovato con efficace vitalità e prestigio. 

2 1 . Una tale importante istituzione è dovuta al re 
Luigi di Sicilia, che nel 1220 stabiliva il corpo municipale 
col nome di Università composta di un capitano e quat- 
tro ragguardevoli cittadini detti giurati. La principal loro 
incombenza era invigilare sugli affari dell'azienda publica 
dell'annona ; fissar le mete sulle vettovaglie per apportarne 
l'abbondanza nell'isola. Altre prerogative accordavale re 
Federico portatosi in Malta nel 1372, che pur rimunerava 
con feudi quei dei nostri che si distinguevano nella difesa 
della loro patria (2). Il capita?i di verga era l'ufficiale del 



(i) Azopardi Presa di Malta pag. 128. 

(2) Lancea Gatto a 12 Novembre 1372 ebbe il feudo di «Diar 
el Bniet» ed ai 4 Novembre Guglielmo Murina otteneva quel di 

Ì3 



— 98 — 

Re con poteri più o meno ristretti secondo le epoche e la 
divisione delle autorità nelFisola ; e,- quando ne abusava, 
il consiglio rappresentava le sue lagnanze al sovrano. Non 
era lecito al capitan di verga di sedere nel Consiglio Popo- 
lare, se non quando era implicato l'interesse reale negli 
affari che vi si trattavano. € Il riferito capitano eleggevasi 
alle volte dal Re ; non raramente dai Maltesi, più ordina- 
riamente però essi gli presentavano la nomina di tre indi- 
vidui, ed egli da infra questi lo eleggeva. Il Consiglio 
Popolare era una permanente rappresentanza dell'intera 
popolazione. Formavasi di un determinato numero d'indi- 
vidui della prima e seconda classe e de* rappresentanti di 
ciascun casale, chiamati contestabili, che si sceglievano per 
liberi e publici voti. Nel Consiglio Popolare risedeva l'au- 
torità esecutiva. Se in affari importanti dissentivano le 
opinioni, spettava al sovrano la decisione. Al Consiglio 
spettava d'elevare le tasse, ed i giurati interamente da essi 
dipendevano. > 

2 2. Re Alfonso, trattando i Maltesi come formanti 
parte del regno di Sicilia, loro accordava nel 1428 la piena 
amministrazione civile e crimhtale del proprio paese ; e nel 
1429, ad istanza degli ambasciatori dell'Università France- 
sco Gatto e Simone Mazzara, stabiliva che tutti gli ufficiali 
ed impiegati nelt isola dovessero essere nazionali maltesi tóit 
i Maltesi non potessero essere obbligati a pagare imposi- 
zioni, o tasse solite pagarsi al regno di Sicilia. Più tardi nel 
1438 fu dal sovrano decretato che gli ufficiali fossero eletti 
per liberi voti di cittadini ; che questi potessero impune- 
mente opporsi alle ordinanze lesive dei privilegi dell'isola, e 
che il castellano non dovesse avere giurisdizione, né inge- 
renza nei poteri degli amministratori della Città e della 
Università. Lo stesso \lfonso nel 1441 confermava i pri- 



«Bucana», Enrico de Sosa a 12 Novembre otteneva «Ghariescem e 
Tabia»; oggi posseduti i primi due dalla Bssa. M. Sceberras D'Amico, 
ed il terzo dal Conte e Bne. Sant, 



- 90 - 

vilegi, circoscriveva la giurisdizione del castellano al solo 
Castello St. Angelo ed ordinava ai giurati e capitani della 
città d'osservare le risoluzioni del Consiglio Popolare. Re 
Ferdinando (1507) riesentava i Maltesi dai dazi e le impo- 
sizioni siciliane e nel 15 14 statuiva che il capitan d'armi od 
altro regio ufficiale non potesse emanar editti ledenti i di- 
ritti della città. Infine Giovanna e Carlo nel 15 16 riconfer- 
mavano i detti ed altri privilegi che dimostrano che i 
Maltesi prima della venuta dell'Ordine godevano di una 
libera costituzione. 

23. Per altro il gran maestro FIsle-Adam nel 1529, 
venuto ad ispezionare il littorale, con istruzioni del Papa 
di rimanere in questa isola, sebbene non fossero conchiuse 
le trattative della cessione di questa terra, comprese e con- 
siderò l'autorità municipale ed il consiglio quale formale 
governo. Istruiva egli infatti da Agostaal i Ottobre 1529 
il suo ministro residente a Roma di scusare presso il Ponte- 
fice l'inosservanza dell'ingiunzione che gli aveva dato di 
fermarsi in Malta per il motivo dell'incomodità delle abita- 
zioni, e perchè non credeva conveniente fermarsi sotto la 
giurisdizione di Magistrati che in appresso dovrebbero forse 
essere ad esso sottoposti. Lo storiografo dell'Ordine, il 
Bosio, così commenta questo fatto : < Non è da preterirsi, 
che nell'anno 1529, il dì 29 d'Agosto, l'istesso Gran 
Maestro co' suoi sia venuto nel porto di quest'isola, senza 
permettere che alcuno di loro ponesse il piede in terra, per 
vedere ed osservare privatamente il sito e prospetto del- 
l'Isola, non parendogli conveniente di sottomettersi a coloro 
che la gaverìtano^ e poi gli doveano essere soggetti, > ( Parte 
III, L. V, pag. 89 ) ; il che splendida conferma riceve dalla 
lettera diretta ai Maltesi ai 31 Marzo 1531 da Carlo V, il 
(juale l'esortava < de compiacer y servir en todo lo (jue 
pudieredes al muy reverendo Gran Maestro y Religion » 
senza pregiudizio dei privilegi della nazione (i). 



(i) M. Acciardi, Mustafà Bassa di Rudi, Napoli 1751 p. 33. 



6902094 



— loo — 

24. Kd invero dal Consiglio Popolare si mandavano 
deputati al Trono ed al Parlamento di Sicilia; ad esso rivol- 
gevasi il Sovrano, quando la disciplina ecclesiastica ancor 
lo permetteva, perchè la nazione presentasse al Papa il can- 
didato al Vescovato di Malta; dal Consiglio Popolare si for- 
mulavano i cosidetti Capitoli alla guisa medesima che si face- 
va dalle insigni Città di Sicilia e di Napoli e avuto il regio 
placet essi avevano vigore legale in cpieste isole. Questo Con- 
siglio, come già abbiam veduto ebbe parte nella esecuzione 
della cessione delle isole airOrdine,e la sua azione fece sov- 
venire airisle Adam di seguire il principio politico del divide 
et impera. Divise perciò questo Gran Maestro nel No- 
vembre 1530 risola in due dipartimenti Tun dall'altro indi- 
pendenti creando un nuovo magistrato nel Borgo di Castel 
St. Angelo ed un Consiglio, al quale sottopose le circonvi- 
cine parrocchie del Zeitun, Zurrico, Birmiftuh e Curmi, e, 
non fosse stata l'opposizione del magistrato alla Notabile (i) 
ne avrebbe pur ugualmente divisa l'autorità giudiziaria. 
Pino al 1576, quando il Consiglio Popolare prestò il suo 
consenso ad una contribuzione degli abitanti, si osserva 
che fosse lasciata anche dall'Ordine a queste autorità il 



(i) Al (u)Z(j esisteva un'Università come quella della Notabile e 
(iella Valletta ; ed era rappresentata da 4 giurati, i quali soprinten- 
devano all'annona, sorvei^liavano all'andamento degl'istituti di cariti, 
alla manutenzione delle strade ed ediliei [)ubliei, amministravano 
la «« massa delle vettovaglie. » ed erano utìficiali nati del reggimento 
del (io/.o (lettera del bali IJelmonle 20 ( iennaio 1793) comandati dal 
(ìovernatore. Il generale Kmle. Vitale tinita la cam|)agna maltese lu 
nominato (ìovernatore del (iozo. I giurati avevan l'uso della toga di 
dàmasco'nero col sciaperon ornato con oro (Rescritto del io V^. 1783), 
cuscini e strato verde (Rescritto 18. VI. 1783). Allo sbarco dei Fran- 
cesi, IO Giugno 1798, i giurati del Gozo erano il Dr. Paolo Pelagio 
Grungo giudice della Corte Capitanale, il Dr. C. E. Palmier, il Not. 
Giuseppe Bondin Cauchi ed il Not. Francesco Cassar. Il generale 
Reynier a 16 Giugno vi aggiunse l'avvocato Fort. Spiteri. A 20 Lu- 
glio l'isola del Gozo fu divisa in due municipalità, l'una dell'ovest 
con sede al Rabato. e l'altra con sede a casal Caccia, i cui ufficiali 
rima^jtro ntll'impie^^o tino al 4 Settembre. 



- loi - 

forzare imposizioni popolari. Nel 1544, infatti, essendosi 
proposto di circondare di mura il Borgo da tramontana e 
levante, il consiglio della popolazione del Borgo deliberò di 
far contribuire i possidenti con denaro ed i poveri con im- 
piegare la loro opera gratuita in certi giorni. Nel 1552, 
1 3 Febbraio, e 1 7 e 1 5 Agosto il Consiglio della Notabile 
respinse proposta del Gran Maestro fatta a mezzo dei giu- 
rati, di stipendiare le reclute fatte in Italia per presidiare 
risola, rimarcando incombere tale obbligo a chi era succe- 
duta al Re, e a chi esigeva le imposizioni preesistenti della 
scisa del vino e dei diritti di dogana. Parimenti, fortifi- 
candosi niel 1556 la parte del feudo, appellata dalla forma 
del sito, di Pietra Longa oggi Città Senglea, fu per deli- 
berazione del suo Consiglio che il popolo si contentò di 
contribuirvi. Ma l'indomito La V'^allette di nessun freno era 
sofferente e faceva impiccare Matteo Callus dottore in 
medicina quale ribelle, confiscando i di lui beni come ispi- 
ratore e latore di ricorsi al signor delKalto dominio contro 
i suoi ordini ledenti i privilegi dell'Università ; mentre 
più tardi il Verdala dava T ultimo crollo ai privilegi e 
diritti della nazione. 

25. Non parve, perciò, vero ai Maltesi nel 1799 di 
poter dinuovo usufruire con sicurtà e senza il grave onere 
di pensare a salvaguardarsi dairesterno. gli aviti privilegi 
coiropera di (juesto conji^^ressOy quando cioè si sentivano pa- 
droni di stabilire i diritti di porto come le norme sui passa- 
porti ed i regolamenti della Sanità (seduta dei 18 Febbraio), 
le penalità da inlliggersi ai sospetti nemici (28 Febbraio) ; 
i regolamenti di polizia e di dogana ( 11. 18 Marzo), le 
imposte ed i regolamenti per i battaglioni e le milizie ter- 
ritoriali (30 Settembre, 7 Ottobre e 15 Aprile), il regola- 
mento deiramministrazione delle rendite e della publica 
proprietà, e la contrattazione di prestiti (4 Marzo 1799) ; e 
quando si vedevano trattati con tanta stima e riguardi dal 
Re delle Due Sicilie e suoi ministri ( 16 Marzo ) e dalla 
Russia a mezzo del suo ministro Italienscki (30 Decembre). 



— 102 — 

20. Né il dubbio che tale loro potere ed autorità 
potesse presto finire, quando nel Novembre si vide tolta la 
bandiera inglese dalle trincee difi-onte la Valletta (i), 
venne a turbare il loro contento, ricevendo dalla Russia le 
più ampie assicurazioni del mantenimento dei loro diritti e 
privilegi nella forma più solenne in un publico congresso 
dal plenipotenziario a ciò espressamente venuto in seguito 
al concerto delle potenze di rimettere quest'isola all'Or- 
dine Gerosolimitano (2), protetto allora dalla potenza 
Russa. Tuttavia del ^congresso» i Maltesi allora usarono 
per tentare di frastornare una tale disposizione circa la so- 
vranità della loro patria presa senza loro intesa. Scrissero 
quindi, agli 11 Aprile 1799 alle tre corone in lega per lo 
ristabilimento dell'Ordine di lasciare il governo nella mede- 
sima persona, dalla quale era allora esercito, cioè del co- 
mandante inglese Ball ; e nella lettera all'Imperatore delle 
Russie aggiungevano l'espressione delle loro volontà « che 
risola, scacciati totalmente i Francesi, non resti da altre 
truppe custodita, che dalli soli Maltesi. ..> (3) con che essi 
dimostravano di non aver mutato proposito quanto alla 
acclamata sovranità né di intrattenere alcun timore circa i 
vantaggi del seguito concordato cogli agenti della Gran 
Brettagna, di cui uno, il Ball, ai 28 Maggio 1807 scriveva 
al Segretario di Stato Wyndham: •you are aioare, Sir, that 
when the British first took possession of the island, it 
was stipulateci that the Privileges of the Maltese should 
be preserved, and their ancient laws continued. > 

27. Invero la differenza del godimento dei privilegi 
che da questa rapida digressiva esposizione appariva di 
essersi sotto questa protezione assicurati i Maltesi, confron- 



■<i) Ransaijat, loc. cit. p. 141. cdiz. ital. Malta 1843. 

(2) L'Ordine di Malta fu sempre conosciuto come l'Ordine 
Gerosolimitano per eccellenza a distinzione degli altri ordini stati pure 
a Gerusalemme, ma a cui non compete questo appellativo senza l'ag- 
giunta di altro aggettivo determinativo, 

(3) Azzopardi Presa, pag; 135. 



— loà — 

tata col trattamento sostenuto durante la dominazione dei 
cavalieri in contrasto col l'antecedente vita indigena, toglieva 
qualsiasi perplessità, alienava sempre più gli animi dal 
desiderio di tornare al regime feudale precedente e guada- 
gnava ognor più maggior numero di convinti proseliti a 
favore della sovranità britannica, confermandoli nel tenace 
proposito della scelta. In questa persuasione li rafforzava 
il procedere dell'autorità preposta al comando, che insin 
dall'approvazione dell'opera politica maltese si diportava 
conformemente alle loro vedute. Il Ball regola, dirige ed 
ordina quindi gli affari relativi al governo indigeno coll'as- 
senso dei nativi negli affari interni, e rivestendosi del titolo 
di Comandante in capo delle isole di Malta e Gozo ristabi- 
lisce ai 25 Aprile 1799 l'antico magistrato della Notabile e 
il suo capitan di verga in persona dei Bne. Francesco Gauci, 
Conte Salvatore Manduca, Conte Ferdinando Teuma, Mse. 
Vincenzo Depiro e Conte Romualdo Barbaro: il primo in 
capitan di verga e luogotenente proprio nel governo della 
Notabile e gli altri quattro per giurati della medesima città e 
campagna ; gratifica ed assegna gli impieghi civili insignen- 
dosi nel 1800 col titolo di capo dei Maltesi e dai 28 Marzo 
1 800 quale il capo di Malta e Gozo, Assentandosi poi dal- 
l'isola si vede sostituito nell'amministrazione civile dal capi- 
tano Vivion. Il Vivion presiede a più sedute del congresso, 
conformandosi al voler della maggioranza nelle sedute dei i 
e 8 Luglio in questione di prerogative dei rappresentanti dei 
casali volute assorbirsi dal magistrato della Notabile, se- 
dandovi così i cagionatisi malumori. Il Vivion fu quegH 
ancora che confrontato collarrivo dei messi di Hompesch, 
li faceva senz'altro rimpatriare. 

28. Dal che chiaro emerge che gli isolani si tenevano 
ad arte all'oscuro dello svolgimento degli eventi e della 
tendenza, che cercavano con ogni mezzo di imprimerci i 
preposti alle cose nostre. Nel dispaccio del Nelson al mi- 
nistro inglese a Pietroburgo Sir Ch. Whitworth a 5 Aprile 
1 799 si dice del Ball semplicemente d'essere egli stato 



— 104 — 

tanto abile da conciliarsi cr\\ affetti dei Maltesi al punto di 
essere unanimamente eletto dagli isolani collapprovazione 
di S. M. Siciliana a loro generale e capo, mentre l'offerta 
cessione dell'isola vi si dice non accettata. < Sua Imperiai 
Maestà si compiaccia sapere che i poveri isolani si sono 
spesso nella loro angustia, e quale segno di lor gratitudine 
offerti (per quanto il potevano) quali sudditi del nostro Re 
ed hanno fatto questa domanda a S. M. Siciliana ma tanto 
Sir W. Hamilton che io, conoscendo che il nostro Sovrano 
non è animato da alcun idea d'ingrandimento abbiamo inva- 
riabilmente ricusalo ogni offerta di tal natura. Però, nelle 
presenti circostanze in cui trovasi S. M. Siciliana e per suo 
desiderio, le bandiere Siciliana ed Inglese sventolano Tuna 
accanto all'altra, l'inglese prendendo la diritta per denotare 
chela Gran Brettagna protegge lo stendardo di S. M. Si- 
ciliana > (i). E la ragione di tal rifiuto sì riscontra nella 
lettera dei 6 Aprile allo Spencer, dove Malta è considerata 
inutile all'Inghilterra e causa di gran spesa, e dove si rileva 
rassicurazione data dal Re di Sicilia di non consentire mai 
alla cessione di essa senza il consenso Inglese. «I poveri iso- 
lani sono stati così oppressi dall'Ordine che ci hanno molte 
volte pregato istantemente ad accettare l'isola per la Gran 
Brettagna ; e so che se l'avessimo accettata S. M. Siciliana 
ne sarebbe stata contenta. Ma come ho già detto io non vi 
pongo per noi valore, ma per essere una piazza di tanta 
conseguenza alla Francia, ogni spesa dovrebbe incorrersi 
per cacciameli via > (2) 

29. Eran forse le idee del Ball in disaccordo con 
quelle del Nelson a riguardo del possesso di queste isole ? 
Ma le azioni dell'ammiraglio parevano appoggiare quelle 
del suo subalterno, sebbene a volte costui assumesse forse 
maggior autorità di quel che egli sembrava avere. Abbiam 
veduto che a sedici Marzo 1799 egli s'intitola Governatore 



(i) Nicolas voi. III. pagf. 814. 
(2) Ivi, pag. 315. 



— 105 -^ 

nominato da S. M. Siciliana mentre col dispaccio privato e 
secreto del Nelson a lui dei 2 i Agosto seguente eirli era 
autorizzato dì agire dalla corte di Sicilia solo come n7/>o dei 
Maltesiy e con altro dispaccio publico di pari data gli si 
diceva < potete considerarvi ed agire come comandante in 
capo di tutto il popolo Maltese e dei marinai e di altri sbar- 
cati dalla squadra nell'isola di Malta ; (i) e questa (|ualifica 
325 Agosto si notifica all'ammiraglio portoghese Niza (2). 

30. E' vero che tali misure venivano prese dopo 
avuta notizia dell'accordo seguito colla Russia e dopo 
l'allarme ed i dissapori verificatisi nell'isola per tema che i 
Russi divenissero padroni di questa terra colla propensione 
di preferire a quelli piuttosto gli stessi Francesi ; (3) e 
s apporrebbe al vero chi spiegasse come maneggio diplo- 
matico la condotta del Nelson in quella congiuntura impo- 
stogli dalle circostanze dell'accordo anglo-russo. Non vi ha 
dubbio che ben scarsa simpatia se mai, trovava la Russia in 
queste isole, e scopo precipuo dei deputati Maltesi, cano- 
nico Carafa e Dr. Giovanni Schembri, mandati alla corte di 
Palermo nell'Agosto 1791 può esser stato, oltre quello di 
chiedere soccorsi, di render noto il sentimento degli isolani 
a riguardo dei Russi (4). 

31. Fu allora, a 19 Settembre, che il Nelson spediva 
il dispaccio dell' Acton, con cui il Ball veniva nominato 



(i) « General Actoii tells me you will bave His Sicilian Majesty's 
lettor, to act as Chief of Maltese for the present, or uiitil the Order 
is re-established. » Ivi, pag. 456. « You are at liberty to repair on 
shore yourself and act and consider yourself as commander in chief 
of ali the Maltese people, > pag. ivi 457. 

(2) « Captain Ball, who is appoìnted by H. S. M. and viyself as 
chief of the Maltese people » ivi pag 464. 

(3) Nelson all'ammiraglio Earl di St. Vincent 17 Aprile 1799, 
pag. 330. 

(4) Con brig Portoghese essi giunsero a Messina in Luglio ed in 
Agosto troviamo nel Mss. della Cattedrale biglietti ed avvisi per l'u- 
dienza reale e dei ministri accordata a questa deputazione. 

J4 



— 106 — 

capo del Popolo Maltese, collespressa ingiunzione di conser- 
vare la posizione anco alla venuta dei Russi e coU'ordine 
che allora il solo stendardo del Re di Sicilia dovesse inalbe- 
rarsi in tutta l'isola ; (i) ed intanto avvertiva rammiraglia- 
to inglese della seguita nomina del Ball < fatta per unanime 
desiderio del popolo Maltese, > soggiungendo : <I1 ceto più 
alto dei Maltesi sa che l'Imperatore delle Russie è il Gran 
Maestro, ed ha speranza di aver la propria condizione am- 
migliorata, ma nessun idea ha il popolino di dover Tisola 
sottostare di nuovo airOrdine, da lui ritenuto oppressore, 
che altrimenti sarebbero d'aspettarsi brutte conseguenza (2). 
l)*allora in poi vedesi il Nelson indirizzare i suoi dispacci al 
capitano Hall (jiiale chicf of the Maltese, 

32. E considerato in tal qualità od in quella di Presi- 
dente eletto dagli indigeni o sia pure in quello di coman- 
dante in capo delle milizie Maltesi, è incomprensibile come il 
Ball abbia potuto significare al congresso come pretese fare 
col dispaccio dei 15 Giugno 1800 al ministro, che le fun- 
zioni di quella rappresentanza popolare doveva cessare alla 
resa della Valletta (3). Preparava egli forse il terreno per 
giustificare la misura da lui inseguito presa della dissoluzio- 
ne arbitraria del congresso ? La vitalità propria del popolo 
Maltese rappresentata dal congresso aveva forse* fatto 
ombra insin dalla insurrezione come ostacolo all'eventuale 
nuovo assetto escogitato dai patentati in riguardo alla so- 
vranità di questa terra ; e perciò non reca meraviglia osser- 
vare gl'Inglesi maneggiarsi in modo da assicurarsi grada- 
tamente ed insensibilmente le redini e la direzione del 
governo interno dell'isola, sebbene non rare fiate la loro 



(i) Nicolas voi. IW pag. iS. 

(2) Ivi, pag. 25. 

(3) La prima volta che negli atti ufficiali conservati nel Mss. 570 
deir Università della Notabile riscontrasi il titolo dì Governatore si è 
a 14 Novembre 1800 nella nomina del Conte Gio F. Sant a capitan 
di verga e giustiziero con tutti gli onori e le prerogative ed incarichi 
che avevano i capitani di verga sotto l'Ordine Gerosolimitano. 



— 107 — 

stessa azione per estranee circostanze politiche è perplessa 
ed incerta (i). 

33. « L'Ordine di Malta ha da essere ristabilito, il Re 
di Napoli ha dunque solo Talto dominio, e ne riceve dal- 
l'Ordine il riconoscimento ; ma io credo che egli non avrà 
più alcun potere quando l'Ordine sarà ristabilito, cioè dal 
momento che la bandiera Francese sarà calata, > (2) < Rus- 
sia, Inghilterra e Napoli sono alleati del Gran Maestro, e 
sebbene una potenza possa aver nell'isola un numero mag- 
giore di truppe delle altre, nessuna deve preponderare. 
Quando calerà lo stendardo di F'rancia, quello dell'Ordine 
solamente si ha da innalzare ; quando ordinavo diversa- 
mente non avevo si pressanti ordini dall'Inghilterra. > (3). 
Ed all'Imperatore della Russia quindi riferiva egli, il Nelson, 
a 31 dello stesso Ottobre. € Io non ho esternato mai che 
la Gran Brettagna volesse tenere Malta. E* perciò che 
avevo ordinato che il vessillo di S. Maestà il Re delle Due 
Sicilie dovesse essere inalberato, perchè mi fu detto (!) che 
se l'Ordine non fosse stato ristabilito egli è il legittimo 
sovrano dell'isola > (4). Non piacque, e naturalmente, alla 
Corte Siciliana la disposizione sulla bandiera simboleggian- 
te l'alto dominio su queste isole, e perciò lo stesso ammira- 
glio Inglese scriveva a 18 Novembre ali 'Acton : < Parrebbe 
che la nuova presa disposizione di far innalzare la sola ban- 
diera dell'Ordine invece delle tre delle alleate potenze sìa 
stata interpretata quale diminuzione dei sensi di mio rispet- 
to verso S. M. Siciliana... Se ho errato, posso correggermi, 
e sarò contento di incontrare sul proposito V. E. ed i mini- 



ci) La lettera del Ball a Vaubois dei 13 Agosto 1799 perchè 
capitolasse è ben guardinga da mettere in chiaro la qualità con cui 
scriveva e a lui mandava il Cap. Broughton, ( pag. 201. Lavi- 
gerie l'Ordre de Malte). 

(2) Nelson a Ball 27. X. 99. nel Nicolas voi. IV. pag. 71. 

(3) Ivi, pag. 72. 28. X. 99. 

(4) Ivi, pag. 79. 



— 108 — 

stri d'Inghilterra e di Russia. > (i). Il risultato di tal cor- 
rispondenza, a giudicare dd dispaccio a Troubridge dei 25 
Novembre, fu che lo stendardo dell'Ordine alla resa della 
Valletta doveva issarsi, ed il suo governo ristabilito a tenore 
di un preconcerto (2). Intanto temendo il Nelson gli effetti 
del ritardo dei rinforzi all'ammiragliato scriveva, < nessuna 
cosa airinfuori della prudenza, del giudizio e della bravura 
del mio amico capitan Ball ci avrebbe conservato risola> (3) 
non badando che ciò s'era ottenuto da lui principalmente 
mediante studiate lusinghe di promesse di libertà, di privi- 
legi e di prosperità sotto la valida protezione dell'invitta 
Albione. <Io non so, diceva più tardi al Ball (4), come deve 
èssere governata l'isola fino alla venuta del Russo. Io non 
troverò oggezione che la governiate voi, se gli alleati ve lo 
domanderanno. > 

34. Certo si è che l'ordine dell' inalzamento delle ban- 
diere dell'Ordine venne sospeso ben presto ; ed invero nel 
dispaccio a Lord Keith a 26 Gennaio 1800 si diceva che 
per le cambiate circostanze, in cui il Gran Maestro sem- 
brava rigettare la Rocca di Malta, lo stendardo siciliano 
sventolava sull'isola ; (5) ed al Bey di Tunisi ricordavasi a 
28 Marzo seguente che Malta era sotto la potente prote- 
zione Britanna (6). Quanto avesse influito al ritorno della 
pristina politica l'attitudine dei Maltesi decisamente avversa 
a Russi e totalmente ora favorevole agli Inglesi non ci è 
dato conoscere da documenti diplomatici; ma è incontrasta- 
bile che a questa epoca i Maltesi col loro capo Ball consi- 
deravansi già di fatto quali membri del grande Impero 
Britannico ; e, sebbene solo per naturai sentimento di 
amor proprio il più legittimo, avessero pur eglino desi- 
ci) Ivi, pag. 104. 

(2) Ivi, pag. 109. 

(3) Ivi, pag. 114. 

(4) A 7 Decembre 99. Ivi, pag. 130. 

(5) Ivi, pag. 184. 

(6) Ivi, pag. 210. 



— 109 — 

derato di essere distintamente rappresentati nell'atto di 
capitolazione dei 5 Settembre 1 800, tuttavia salutarono con 
festa e gioia lo stendardo Inglese sventolante libero sotto il 
nostro bel cielo meridionale sui bastioni della città Je per 
tutta risola, libero e solo, quale sicuro segnacolo d'incon- 
trastabile dominio su questa bellissima fra le gemme, onde 
va meritamente superbo il classico mare mediterraneo (i). 
Guanto differente fosse l'attitudine delle corti di Russia e 
di Napoli scorgesi dai documenti riportati nei Paget 
Papers (2) e meglio ancora dalla conseguente azione 
Russa. 11 ministro Gran ville sosteneva nel suo dispaccio 
dei 1 7 Ottobre 1 800 al plenipotenziario inglese Paget che 
il modo di agire russo aveva dettato queste esclusive mi- 
sure dello sventolamento della bandiera della potenza, le 
cui forze di terra e di mare avevano apportato la resa della 
Piazza (3). 

35. Piacile raccogliere da quanto siam andati espo- 
nendo nel presente capo, che il popolo nostro, allarmatosi 
financo della possibilità del ritorno dell'Ordine inviso ai 
capi, nell'ansietà estrema e turbolenta, propria nei grandi 
momenti delle nazioni dal cuore fervido e dalla fantasia 
accesa, di dover vedere svanito il sogno cotanto da loro 
accarezzato coll'entusiasmo d'un anima oppressa anelante 
alla libertà suscitatovi destramente con fini accorgimenti 
mediante il prisma del suo abbagliante mireggio, non rea- 
lizzarono l'importanza delle decisioni di Amiens, in cui non 
mancavano di quei, i quali credettero di scorgervi la «magna 
charta> della nostra indipendenza. Quindi a ragione i Mal- 
tesi umiliarono i loro voti ed i loro reclami perchè si san- 
zionasse il fatto per loro già compiuto della Signoria della 



(i) Pigot a Dundas 24 Settembre 1800 ; Anderson Journal of 
the Forces. London 1802, pag. 466. ' 

(2) Hy Sir A. B. Paget London 1896. voi. ist. 

(3) Ivi, voi. pag. 274. 



— 110 - 

Gran Brettagna su questa isola da loro medesimi scelta ed 
acclamata. 

36. Laonde la profferta fatta nel 1801 da' Maltesi alla 
Gran Brettagna non poteva, né può considerarsi quale 
originaria o nuova offerta ; sìbene un'ulteriore insistenza 
dettata dalle circostanze risultanti dalle trattative d'Amiens, 
a cagion delle quali l'Inghilterra pareva volesse retrocedere 
dalla situazione di fatto creata in questa terra. Eccoli per- 
tanto redigere più tardi sull'esempio dell'assemblea France- 
se dei 18 Agosto 1799 e di simile operato del medesimo 
popolo Inglese, la Dichiarazione dei Diritti, il cui primo 
cardine affermava « Il Re degli Stati Uniti della Gran 
« Brettagna ed Irlanda è nostro sovrano Signore, ed i suoi 
« legittimi successori saranno in tutti i tempi avvenire rico- 
« nosciuti come nostri legittimi sovrani. > Né desistettero 
d'insistere nei loro memoriali, massime in quello celebre 
del 181 1, su questi loro sentimenti, di modo che la loro 
saggia condotta aggevolò non poco la risoluzione britanna 
del Luglio 18 13, publicata a 5 Ottobre dello stesso anno e 
per la quale i Maltesi venivano riconosciuti apertamente 
quali sudditi di S. M. il Re della Gran Brettagna molto 
prima del Trattato di Parigi, col quale queste isole venivano 
riconosciute di piena proprietà della Gran Brettagna. 

37. Epperò, se i Maltesi si eran liberati dei Francesi 
coll'aiuto di un potente alleato, non mancarono di corri- 
spondere nel modo più generoso per loro possibile col forte 
alleato e di mostrargli nel modo più solenne ed in pari 
tempo il più sostanziale, la loro riconoscenza, mettendolo in 
possesso della propria terra, facendogliene acquistare una 
fortezza di prim'ordine d'un valore incalcolabile in tempi 
di guerra con un odiato e formidabile nemico. Intanto, 
ammesso giustamente il diritto dei Maltesi di offrirsi sud- 
diti al re d'Inghilterra ne veniva di conseguenza il di- 
ritto di moderarne l'offerta con quelle condizioni e quei 
patti, di cui già discorremmo, e da loro ritenuti atti non 
solo a rimuovere le oggezioni di quelli tra loro, che favori- 



— Ili — 

vano la scelta di un differente sovrano, ma ben anche a 
soddisfare i loro voti, come fondatamente osserva sul pro- 
posito un giureconsulto Inglese (i). 



"♦se*- 



(i) Stoddard ist Rept. §99-102 pubblicato nelle Giustif. del 
Malta Cr. Ad. Marr. Case 1893. pp. 39-40, 



LA CAPITOLAZIONE DEI s SETTEMBRE 1800 



-ff- 



Coirintento di magnificare Topera di D. Garcia di 
Toledo, giunto a questi lidi nel 1565. quando l'Ordine 
ed i Maltesi guidati dal valoroso gran maestro La V^allette 
avevano con successo già sostenuto un lungo assedio ed i 
vigorosi assalti della formidabile armata di Solimano, non 
mancò chi attribuisse a lui solo il vanto e la gloria della 
memoranda vittoria sulla Mezzaluna. Non altrimenti vol- 
lesi recentemente vedere nella capitolazione seguita a 5 
Settembre 1 800 tra i comandanti delle forze rivali su que- 
ste spiaggie la vera base della sovranità della Gran Bret- 
tagna su Malta e Gozo. Al lettore benigno, che ha avuto 
la pazienza di seguirmi fin qui, non occorre ulteriore prova 
per convincersi della insostenibilità di siffatto giudizio, tanto 
più a considerare anche un pò* le leggi regolatrici dei diritti 
e degli effetti delle alleanze, i requisiti di una conquista di 
armi e la posizione dei Maltesi e delle loro isole all'epoca 
della capitolazione da pseudo-storici equiparata ad una 
conquista da parte della Gran Hrettagna. 

2. Il potere della Republica Francese già dai 5 Set- 
tembre 1798 era in Malta circoscritto alle fortificazioni del 
Gran Porto della Valletta, e dal 28 Ottobre di quell'anno 
nessun vestigio ne rimaneva nell'isola consorella. L'ambito, 
quindi, del territorio contestato nel Settembre 1 800 era ben 
determinato, e qualunque diritto eventualmente acquistato 
con quell'operazione non poteva ragionevolmente eccedere 
la misura del potere goduto dalla parte soccombente. La 
limitazione del dominio affettante la natura della sovranità 
dell'Ordine Gerosolimitano, a cui i TVancesi si vollero sue- 



— 113 — 

ceduti, come i diritti dei Maltesi derivanti sia dalla natura, 
sia da patti precedenti, non potevano con la capitolazione 
militare subire alcuna mutazione. Laonde se quell'atto 
vuoisi costruire quale trasferimento o cessione di Siijnoria, 
certamente i limiti di essi noi possono jjiammai preten- 
dersi piìi estesi di (piclli asscjjnati al diritto trasferito 
o ceduto. 

3. Aveva l'Ordine di S. Giovanni ottenuto da Carlo V 
queste isole in feudo nobile nel 1530, quando i Maltesi 
erano a fronte di lui gi<\ rivestiti di diritti, che limitavano 
anche in quei tempi il regio assoluto potere su questa terra. 
Imperocché Malta, ambitissima per la sua posizione strate- 
gica nel bel centro del Mediterraneo, quasi tra l'Occidente 
rOriente, abbracciante le (lotte aggirantesi tra due conti- 
nenti dalla colonna d'Ercole all'Istmo di Suez, fu sempre 
riguardata quale punto d'appoggio e talor rifugio a popoli 
e potenze dìsputantisi la signoria dei mari. Fenici, Carta- 
ginesi, Romani, Arabi, Genovesi e non ultimi Franchi e 
Britanni vedevano in questo scoglio un sostegno alla loro 
marittima potenza. Sprovvista, intanto, Malta di naturali 
risorse da permetterle di affermarsi indipendente, presto o 
tardi essa entrava nel dominio del più forte tra rivali guer- 
rieri, e questi a fine di ottenere il concorso dei nativi e di 
rassicurare il proprio impero cercava di rendere lelice ed a 
lui attaccato questo popolo mediante concessione di fran- 
chigie e privilegi compatibilmente coll'epoca, pur di mante- 
nersi a proprio esclusivo vantaggio quanto alla navigazione 
ed al commercio potea offrire una siffatta sicura base e ri- 
covero. Per tal guisa venivano ai nativi riconosciuti in 
tutti i tempi non pochi diritti e privilegi tra quali quello, 
assicurato dai re Aragonesi, di non dover patire trasferi- 
mento ad altrui signoria contro lor piacere e di dover 
godere le proprie prerogative municipali. 

4. Intanto è rimarchevole con quanta persistenza con 
quale arte e studio si è sempre cercato dal popolo Maltese 
di affermare il principio della propria personalità cittadina. 

10 



— 114 ~ 

Le pitture del trecento esistenti alla Cattedrale portano <lo 
scudo diametralmente diviso in due parti, Tuna di bianco 
e laltra di vermiglio», (i) il fonte battesimale come il 
dittico, che si ammirano alla Notabile, entrambi già appar- 
tenenti alla Cattedrale fabricata nel 1419, nonché il quadro 
del Mattias raffigurante la liberazione della Città Notabile 
dai Mori nel 1420, la mazza degli antichi giurati oggi in 
servizio del capitolo della Concattedrale, le armi scolpite 
sulla Torre all'entrata della antica città, e sulla banca giu- 
ratale e sul frontale di più parrocchie come sulle proprietà 
e sui doni dell'antico Magistrato ossia Università della 
Notabile, e non ultimi le impronte ed i sigilli apposti a 
documenti municipali insin dal secolo XIV tuttora esistenti: 
tutti fanno sfoggio dei colori nazionali, e forman prova 
della coscienza, che si ebbe da sempre questo popolo del 
suo proprio essere particolare conservato meglio attraverso 
i secoli contro l'influenza di qualunque delle varie domina- 
zioni succedutesi in queste isole. E di tale sua personalità 
della fisonomia senza riscontro, ma di carattere ben mar- 
cato anche alla debole vista dei monocoli esso fu sempre 
geloso, né mai se ne svestì non solo nei fasti della sua 
vita nazionale, ma pur negli atti della sua vita religiosa 
non meno che in tutte le contingenze della sua vita pri- 
vata. La bandiera spiegata ed i sigilli adoperati nella 
insurrezione della campagna non che l'impronta della me- 
daglia commemorativa coniata al termine della guerra (2) 



(i) Vedi Abela Malta Illustrata ediz. del 1643 lib. i. not. V. §. 2; 
Scudo e Stendardo Maltese, Malta Tip. Cumbo 1841; Vassallo, Sto- 
ria di Malta pag. 57 ediz. 1890 ; Caruana A. A,, Ancient & pagali 
tombs ; ed anche gli scritti inediti di Sir G. M. De Piro nel 
Mss. Bibl. 350 ; e nel Nidersted, Malta Vetus et Nova ediz. 1660, 
come nell'opera del Burgio, Discendenza d'Ackmet, ediz. Trapani 
1786 si osserva riportato il Nostro Scudo. 

(2) Vedila nel Chesney, The Malta Corps p. 19. Tale medaglia 
d'oro oltre che a Vitale, Caruana e Borg fu data a vari altri come ne 
è prova l'app. No. XXV. 



— 115 — 

e l'emblema incisa sul dono fatto al comodoro Troubdrige 
nel Maggio 1 800 in segno di grato animo per l'assistenza 
prestata agli isolani mediajite il blocco, dimostrano la tena- 
cità e Tattaccamento loro a tutt'i contrassegni della propria 
nazionalità impregiudicata da ogni azione aliena. 

5. La storia, fedele depositaria quanto prudente mae- 
stra, ci ricorda essere le franchigie ed i privilegi di questo 
popolo conculcati e manomessi maggiormente allora quando 
la dominazione imperante intese specialmente alla signo- 
ria di Malta per Taffermazione della propria sovranità ed 
individuale sussistenza. Bene esso si era preso la cura di 
affermare, a mezzo del suo senato, le sue prerogative, 
quando l'Imperatore di Occidente infeudava quest'isola 
all'Ordine di S. Giovanni, e ne avea ottenuto un formale 
riconoscimento nelle forme più sacre e legali ; ma in 
seguito si ebbe a deplorare il poco conto dato ai giura- 
menti, che ogni nuovo gran maestro, rivestito dell'autorità 
civile sugli abitanti, emetteva quale ricognizione della 
municipalità nativa. Così pure i solenni patti, le promesse 
e le assicurazioni sanciti nella presa di possesso di questo 
dominio nel 1530 ripetute da ogni nuovo capo dell'Ordine 
al suo ingresso alla Notabile chiaro indicano con quali limi- 
tazioni per parte del popolo Maltese passava all'Ordine 
Gerosolimitano la signoria di Malta. 

6. Ne minori erano originariamente le riserve del 
possesso dell'Ordine a riguardo del supremo dominio. La 
prestazione annuale di un falcone, la restrizione nella cogni- 
zione delle cause feudali, il divieto di battere moneta, la 
riserva quanto alla nomina del vescovato di queste isole, 
l'intestazione dei contratti col nome del regnante di Sicilia, 
l'obligo di non ricettare nell'isola nemici della Corona Sicula, 
l'ingerenza sia regia (i) che pontificia negli affari interni, 



(i) Carlo V a 22 Marzo 1536 imponeva airOrdine di non impe- 
dire ad Angarao Inguanez di trasferirsi in Sicilia o di vendere i suoi 
beni. Per regia ordinanza dellt 28 Gennaio 1646 si riservavano alla 



— 116 — 

lo stemma dei sovrani della Sicilia scolpite sulla porta della 
Città Notabile, del Palazzo dell* Università, della Chiesa 
Cattedrale e di varie Parrocchie rinnovate fino a tempi del 
gran maestro Manoel, chiaro spiegano la natura della 
sovranità concessa a' Gran Maestri. 

7. E tali limitazioni regie della signoria maltese non 
furono dall'Ordine disconosciute, che, ottenuta dopo varie 
istanze la facoltà di batter moneta già fuor di Malta da 
esso posseduta, esso lo fece senza imprimervi alcun segno 
di sovranità su questa terra ; né tralasciava di domandare 
ed ottenere da Filippo I a 27 Giugno 1559 la cognizione 
delle cause feudali che gli era stata contrastata (i); né 
mancava di ottemperare alTespulsione dei gesuiti voluta dai 
re di Sicilia nel 1760, perchè ne erano considerati quali 
SUOI nemici; e quanto al giuspatronato regio il F. Crispi 
scriveva nel 1855 < TOrdine guardava con dolore questa 
dipendenza e studiò sempre di svincolarsene. Era suo 
intento di quando in quando pretendere, che colla conces- 
sione di Malta si trasmettessero a lui il giuspatronato sulla 
chiesa e il diritto alla legazione apostolica. I vari tentativi 
però non furono coronati da successo.> 

8. Si osserva ancora che al capo dell'Ordine non tutti i 
potentati della terra indirizzavansi con titoli indicanti sovra- 
na signoria, l'imperatore F'erdinando Secondo ai 16 Luglio 
1620 insigniva del titolo di principe dell'impero il Gran 
Maestro Wignacourt ed i suoi successori (2), Da quel- 
l'epoca il capo dell'Ordine di S. Giovanni ebbe l'onorevole 
appellativo dei principi tedeschi di Serenissimo e di Altezza, 
di cui, sebbene il Gran Maestro Paola non facesse uso per 



R. C. di Palermo in grado di appellazione le cause de feudi concessi 
prima della infeudazione dell'Isola airOrdtnc. Altro decreto di paga- 
menti di spese al Mse. Mario Testaferrata a 1 Novembre 171 1 si dava 
dal Viceré di vSicilia. 

(i) Siculae Sanctiones per N. Gervasium, Panormi. 1753. T. 4. 
pag. 109. 

{2) Vedi Dal Pozzo voi. 2 pag. 660; De Salles 1. e. p. 154. 



- 117 - 

deferenza alla S. Sede, che gli concedeva l'altro di Emi- 
nenza, tutti i successori fino al I lompesch meritamente ne 
usufruirono. 

9. Tuttociò, nondimeno, non fu di ostacolo al ricono- 
scimento della pienezza della sovranità dell'Ordine, perchè 
a dir del Mayer (1) differenti caratteristiche sovraposte agli 
elementi dell'Ordine dettero un'altro carattere all'infeu- 
dazione, e la sovranità, 1* indipendenza e la neutralità 
veniva sancita dalle varie potenze coli 'articolo io del trat- 
tato di Utrecht e da altri trattati. 1 suoi ambasciatori pres- 
so tutte le corti d'Europa, la indipendente disponibilità 
delle sue forze terrestri e marittime, il firmar trattati ed 
alleanze, il rifiutar la visita regia siciliana, l'abrasione dagli 
atti notarili dopo il 1 760 della menzione del Sovrano di 
Sicilia, le preminenze dello stendardo della Religione, le 
questioni di raparazioni alle talora involontarie offese fatte 
nel 1616, 1651 ed in altri posteriori tempi alle marine 
altrui, tutto prova ad esuberanza l'esistenza della sovranità 
dell'Ordine di S. Giovanni nel 1798. 

10. Epperò a perenne memoria della goduta sovrana 
signoria stanno le otto baronie, cinque contee e cinque 
marchesati eretti dai Gran Maestri in questa isola dopo il 
1643 (2). oggi riconosciuti per tali dalla Corte della Gran 



(i) Mss. Bibl. 421 «Ces diiTc'rens caractercs qiruii iiitéret gene- 
ral a imprimés sur Ics élémens de l'Ordre, ont aussi donne un autre 
caractère à Tacte de Charles quint.» 

(2) Il gran maestro Perellos concedette il titolo dì Barone di 
Gomerhio ai 24 Decembre 17 io a chi possedeva il feudo di quel 
nome, e quel di Budack a 23 Aprile 17 16, senza però il feudo dal 
Magistero già per se acquistato ; Manoel de Vilhena a 14 Giù. 1726 
erigeva il titolo di Barone di S, Marciano^ e agli 11 Decembre 1728 
quel di Tabria ; Tespuig a 2 Giugno 1727 la Baronia della Culejay e 
quella di /?//;/«rrtf/ a 1 tS Agosto 1727; Pinto a 16 Maggio 1748 
conferi il titolo di conte della lìahriiiy e quel di Conte della Catena a 
20 Gennaio 1745 ; Rohan eresse i titoli di Barone di Bulebcn, Barone 
(iella Grua, di Conte della Senta, di Reherrua^ di Ghain Toffieha^ 
di Marchese di S. Giorgio y della Taflia^ Gnien Issulta?i, e Ghain 



— 118 — 

Brettagna in seguito ad un formale rapporto presentato al 
Parlamento Inglese nel Maggio 1878, nel quale da due 
giuriconsulti nostrali, Sir S. Naudi e Pullicino, si asseve- 
rava € La creazione dei titoli di nobiltà era certo un indi- 
scutibile diritto dei Gran Maestri, perocché essi esercitarono 
tutto il potere inerente ad una piena e reale sovranità sul 
territorio soggetto alla loro giurisdizione > ( i ) Talché non 
può darsi torto al gran maestro Finto per aver aggiunto la 
corona sovrana sul proprio stemma, mentre i suoi anteces- 
sori si contentarono della marchesale e del semplice stocco 
assegnato loro dal Pontefice. Imperocché, come insegna il 
Vattel (I. I. e. I. §8) 4c Quando Tomaggio permette Tindi- 
pendenza e la sovrana autorità, e solo importa certi doveri 
verso il direttario, o un mero riconoscimento d'onore, esso 
non é di ostacolo che lo stato od il principe feudatario sia 
compreso nello stretto senso di un sovrano. Il Re di Na- 
poli presenta omaggio per il suo reame al Papa, ed é tut- 
tavia annoverato tra i principali sovrani d'Europa. > Ed il 
Cardinale De Luca trattando espressamente della sovranità 
del Gran Maestro di Malta afferma < est feudum maioris 
ordinis cum regalibus maioribus, ac omnino iure Imperii et 
Principatus, alio concedenti non reservato nisi dieta supe- 
rioritate ; cum altissimo dominio, vulgo ut supra sovranità 
nuncupata, eodem modo quo in Italia sunt, ducatus Medio- 
lani, Mutinae, Reggii, Senarum et similes quoad Imperato- 
rem ac sunt Ducatus Parmae et Placentiae quoad Papam, 

priusque erant, Ducatus Eerrariae et Urbini Et conse- 

quenter ipse feudatarius dicitur quoad subditos, Princeps 

et Superior maior > (2). 

1 1 . Pertanto questo Ordine sovrano limitato esso 



Kajet, A nessuno di questi però dettero i Gran Maestri fondi, feudi 
od alcuna sorta di sj^eciali prìvileggi al di la di qualche preminenza 
sui connazionali, il Ballon, The Story of Malta, Boston 1900 perciò 
non sa trovar il perchè della loro creazione. 

(1) The Claims of the Maltese Nobility J^. 21. 

(2) Theatrum veritatis. De jurisd. disc. 69. 






— 119 — 

stesso nella signoria sua su queste isole per volere del con- 
cedente e coarctato ragionevolmente dai privilegi dei nati- 
vi ripetutamente giurati e dal fatto dello sborso di loro 
somma perchè questa terra non venisse più oltre alienata 
non poteva trasmettere a chichessia nel 1 798 più di 
quel che ei possedeva, rimanendo pure fermo « nihil tam 
conveniens est naturali aecjuitati quam voluntatem domini 
volentis rem suam in alium transferre, ratam haberi.> 

12. I Maltesi purtroppo accettarono nel 1798 la si- 
gnoria F'rancese con espressi e comprensivi patti inserti 
nelle convenzioni redatte in Notabile dal loro magistrato e 
sv\V On'e^ìi <k 12 Giugno; ma quelle stesse condizioni indica- 
vano che loro scopo era di conservarsi la propria naziona- 
lità, lasciando all'Ordine Gerosolimitano ed a Napoli di 
tutelare i propri interessi se nel fatto la loro azione importava 
sostituzione del dominio Francese all'Ordine, che non vole- 
va, o non poteva resistere a potenza dì quello, ed è a discre- 
zione il scegliere tra il € volenti non fit injuria > e il < ad 
impossibile nemo tenetur, > in vista delia inanità di una 
inconsulta resistenza quando il littorale e le fortezze eran 
già in mano dei Francesi. 

13. Quanto all'alto dominio della Corona di Sicilia, 
esso rimaneva impegiudicato dal fatto dell'Ordine ed anco 
dei Maltesi, e Napoleone bene avvertiva questa posizione 
quando a 13 Giugno istruiva l'ambasciatore della republica 
a Napoli di non disconoscere la sovranità del Re delle Due 
Sicilie su Malta (i). Non altrimenti il commissario francese 
in questa isola, persuaso che le condizioni cogl' isolani in- 
tralciavano la sua libera azione di assoluta padronanza, non 
tralasciò di coonestare la situazione coll'indire un plebiscito. 



(i) De la jonquiere voi. i., pag. 618. « Quant à la suzeranitè 
que le royame de Sicile a sur Malte, noiis ne devon pas nous y refu- 
ser, toutes le fois que Naples reconnaitre la suzerainité de la Répu- 
blique romaine. » 



— 120 — 

che se non ebbe seguito, è dovuto allaccorgimento dei 
Maltesi (i). 

12. Il volere, quindi, sostenere che la Gran Bretagna 
gode oggi la signoria di Malta per ragion di conquista dal 
poter dei Francesi, non presterebbe air Inghilterra motivo di 
assoluta ed illimitata sovranità, la quale d'altronde potrebbe 
essere questionabile per cagione del titolo della occupa- 
zione Francese. Invero, oltre i diritti, i privilegi e la pro- 
prietà della Corona delle Due Sicilie e dei nativi, altri diritti 
già presso l'Ordine mal potevano cadere nella disponibilità 
dei Francesi. La corporazione dell'Ordine Gerosolimitano 
aveva ed usufruiva beni di varia natura, cioè sia quale 
signore dell'Isola, sia quale corporazione da se stante, sia 
quale comunità religiosa (2). Quelli posseduti, o meglio 
amministrati con quest'ultimo titolo avevano la natura 
ecclesiastica nel modo istesso che i beni appartenenti a tutte 
le altre comunità religiose allora ed ora esistenti in queste 
isole, perciò per lo spoglio, o la remissione degli investiti, 
il vero proprietario, cioè la chiesa, ne riacquistava secondo 
i canonisti la proprietà se non altro, perchè esse sono frutto 
delle oblazioni dei fedeli formanti parte della comunità 

(i) Appendice ossia Documento No. XXVI. 

(2) Vedi in app. XXVII. Il Breve di Gregorio XIII con cui i 
beni confiscati dagli eretici si destinavano al mantenimento della 
chiesa di S. Giovanni. In vigor del quale i beni di Gio Paolo Agius, e 
Matteo Falzon e di Luca Xara furono ivi applicati con atto del 15 
Decembre 16H0. Vedi pure in atti del Not. Matteo Briffa 28 No- 
vembre T577 la donazione e fondazione del La Cassiere ove all'arti- 
colo IO si legge : «Item che se la S. Religione Gerosolimitana si par- 
tisse da questa isola, essa religione e V. assemblea medma. non 
possino disf)onerc né ])retendere di dette entrate e beni lasciati cosa 
alcuna, ma che solo si sostentino tanti sacerdoti, cappellani di detto 
ordine, quanti ad arbitrio del Prior di Messina, che sarà in quel 
tempo, si potranno mantenere e governare con la detta rendita, ed 
un Priore o Rettore per servire dotta chiesa, li quali sian obligati 
di dire tutte le ore cantate, messe ed anniversari sopradetti... e si 
abbino da eleggere Maltesi naturali di quest'isola per voto degli altri 
che saranno...» 



— 123 — 

né potevano comprendersi nella cessione cjuelle proprietà 
che costoro non mai possederono ed occuparono come 
egregiamente insegna il V'^attel (i). E se la mera occupa- 
zione non legittimava lacquisto, non può dirsi che ne sup- 
pliva Facquiescenza degli interessati, perchè e T Ordine e 
Tautorità ecclesiastica ed i Maltesi si fecero tutti sentire in 
senso contrario. L'Ordine protestò a mezzo del suo Gran 
Maestro e Consiglio appena uscito da Malta e continuò a 
protestare contro gli estranei occupanti in tutte le occasioni 
d'interesse internazionale che si presentarono nel corso di 
molti anni appresso (2), e tale atto se non poteva aver 
valore quanto al principato perduto e suoi beni, non man- 
cava della sua forza quanto ai beni della corporazione ec- 
clesiastico-civile ; il Papa parimenti fu pronto a rivendicare 
le proprietà di natura religiosa di detta società, quale ordine 
religioso, e a metterla quanto è da lui sotto l'autorità dio- 
cesana mediante ripetuti decreti, dando un'ulteriore prova 
della soggezione alla S. Sede esistita nell'Ordine come 
corpo religioso; (3) i Maltesi, d'altra parte, in faccia al 
mondo ed all'Inghilterra afìermarono con tutta energia che 
ogni sorta di bene publico è loro (4). 

17. Ne la nostra tesi vien meno, quand'anche nell'oc- 
cupazione di queste isole da parte dei Francesi si volesse 
scorgere una vera conquista, oppure una semplice inva- 
sione. Il conquistatore, che toglie una città od una pro- 
vincia al suo nemico, non può arrogarsi se non gli stessi 
diritti che vi possedeva il sovrano, contro cui ha preso le 



(i) Law of Nations t. 3, e 13 §§. 199 ; ed il Bentwich N., Private 
property in War London 1907 : p. 23, « That cession (i. e. of Cali- 
fornia) did not impair the rights of private property ; they were 
consacrated by the law of nations... The treaty stipulation was but a 
formai recognition of a pre-existing sanction in the law of nations.» 

(2) Vedi Terrinoni, Lavigerie, Montagnac. 

(3) Debono, Storia della legislazione p?g. 250. 

(4) Azzopardi, Raccolta p. 234 Memoriale dei Maltesi 



— 124 — 

armi. La guerra lo autorizza ad impadronirsi di ciò che 
appartiene al nemico, se ei gli toglie la sovranità di quella 
città o provincia, l'acquista tale quale, colle sue limitazioni 
e colle sue modificazioni di qualsivoglia sorta. 

i8. Epperò la Corte d'Appello, sedenti Sir A. Dingli 
Sir S. Naudi ed il giudice P. Velia ritenne che la cessione 
fatta dal Gran Maestro e dai Cavalieri Gerosolimitani a 1 2 
Giugno 1 798 alla Republica F'rancese fosse priva di alcun 
effetto legale stante la clausola reversiva apposta nell'atto 
d'infeudazione dei 24 Marzo 1530 dall'Imperator dei Ro- 
mani Carlo V e re delle Due Sicilie, di dover cioè l'isola 
tornare a suoi successori, se TOrdine Gerosolimitano avesse 
per qualsivoglia causa lasciato l'isola, e per la ragione spe- 
cialmente che la riserva apposta dal Bali di Torino e il pas- 
saggio immediato dei diritti sull'isola nella Corona di Sicilia 
colla semplice partenza dell'Ordine da questi lidi impedi- 
vano la conquista a danno di quella Corona ; e perchè 
ancora in sostegno di tale conquista neppure si poteva ac- 
campare il titolo di un possesso diuturno, e pacifico a senso 
del Diritto Internazionale, tanto più che, a formale ed elo- 
quentissima protesta contro quella occupazione « durante le 
ostilità fra il governo provvisorio stabilito dalla popolazione 
Maltese e la guarnigione francese, si eseguivano le antiche 
leggi di queste isole, come se nessun cambiamento fosse 
stato fatto dal governo creato dal generale Bonaparte, e, 
dopo la capitolazione del 1 800, quelle stesse leggi ripresero 
il loro vigore anche nella Valletta, senza alcun atto espres- 
samente 4*evocatorio delle disposizioni date da quel governo 
come se queste non avessero mai avuto luogo (1). 

19. Né diversamente da questa sentenza mostrarono 
di considerare l'occupazione dei soldati republicani i coman- 
danti inglesi e gli alleati tutti cogli epiteti usati inverso i 
Francesi di invasori, ladri, perturbatori dell'ordine publico 
ed altri simili titoli indicanti la natura in cui consideravano 



(i) Collez. delle Decisioni di Malta voi. X pag. 669. 



— 121 — 

cattolica, astrazione fatta dairessere essi ascritti, o meno, 
alla corporazione cosmopolita dei frati militi deirOrdine 
Gerosolimitano (i). 

15. Le due qualità ciot! di frati ospitalieri combattenti, 
astretti da voti e restrizioni al pari degli altri ordini reli- 
giosi cattolici, e di corporazione, che a mezzo del suo capo 
esercitava la sovranità ed aveva Tamministrazione del prin- 
cipato di queste isole, erano ben distinte, sebbene investito 
nella medesima persona, e la perdita, o modificazione del- 
l'una non affettava in alcun modo Taltra; che anzi la seconda 
come accidentale ed accessoria, non era di essenza costitu- 
tiva della corporazione (2). Infatti l'Ordine pur vive fino ai 
giorni nostri con decoro e lustro, benché senza le prero- 
gative di quella sovranità già da esso posseduta. Perciò i 
beni, che appartenevano a questa comunità in Malta, vanno 
classificati a norma dello spirito dell'istituto, che teneva 
ben separate e distinte le diverse amministrazioni. L'as- 
semblea dei cappellani amministrava le proprietà da servire 



(i) Non si allude qui al gìuspatronato goduto dal Gran Maestro 
coinè prìncipe e capo su di alcune chiese e benefìcii dell'isola, perchè 
questo va regolato dalla proprìa legge, e dalle consuetudini. 

(2) La qualità ecclesiastica dei frati gerosolimitani non mancò di 
presentare al regio commissario Ball motivo di riflessione quando 
egli faceva imprigionare a St. Elmo ed esiliare senza alcuna formalità 
di giudizio un cavaliere Abela accusato di aver maltrattato un'impie- 
gato dell'orto bottanico, nonostante che l'immunità ed il tribunale 
ecclesiastico eran sussistenti in Malta e riconosciuti. Il luogotenente 
del Gran Maestro e plenipotenziario ball Buzi si protestava con suo 
dispaccio dei i Maggio 1803 che il giudice del Cavaliere di Malta era 
unicamente il Gran Maestro od il Vescovo — e ricordava « ho l'onore 
di far osservare a V. E. che non à alcun diritto di esiliare un Cava- 
liere di Malta da quest'Isola dove la sovranità appartiene all'Ordine 
di S. Gio: di Gerusalemme ; e che solamente ne tiene attual- 
mente in deposito il Governo Inglese. E se per una violazione 
manifesta del trattato di Amiens, questa Isola non é ancora restituita 
al suo legittimo Sovrano, non è una ragione per l'autorità provisoria 
e qui stabilita a nome di S. M. Britannica di permettersi di usare 
atti arbitrari.» App. XXVIII, 

IO 



— 122 — 

al culto divino colle regole dirigenti gli ordini religiosi 
neirorbe cattolico (i) ; le lingue e gli alberghi quelle della 
corporazione in quanto tale, ed i beni appartenenti al princi- 
pato di Malta e Gozo od al capo dell'Ordine tenevansi dalle 
amministrazioni appellate Secrezia e Ricetta Maj^istrale\n^\\2i 
qual classe vanno annoverate le proprietà ed i cespiti 
Maltesi che oggi si appellerebbero dello stato e quindi della 
municipalità Maltese, le cui rendite si concedevano al prin- 
cipe in appannaggio a sostenere con decoro l'alta carica. 
Epperò la successione a queste differenti specie di beni è 
regolata da leggi diverse ed essi non cadono indistintamen- 
te sotto il potere di chi fosse pur conquistatore del paese, 
ove tali proprietà si trovassero. 

i6. Gl'Inglesi adunque, che colla cessione della piazza 
fatta dai Francesi divenivano successori dei medesimi, non 
possono per ciò solo vantare diritti più estesi di quelli che 
realmente e legalmente avevano i loro nemici soccombenti; 



(i) I beni dell'assemblea eran tutti colla condizione di far messe 
solenni e private, di celebrar feste ed altri oblighi sacri del cui adem- 
pimento essa era incaricata. La corporazione dell'Ordine sia come 
governante Malta che come società non ebbe mai in suo potere que- 
sti beni né la loro amministrazione. Il codice degli Statuti in con- 
seguenza non ha alcuna legge su questo punto ; anzi al tit. 6. Del 
Maestro leggesi a riguardo di questa assemblea. « Dovendosi nella 
medesima trattare dcH'amministrazione dei suoi beni... resti nell'an- 
tico possesso di conv^ocarsi senza la predetta licenza del Gran Mae 
stro.» Privilegio accordato nell'Ordine unicamente all'assemblea 
degli ecclesiastici. K' perciò che in tutti i bilanci e conti annuali e 
decennali stampati e manoscritti delle rendite dell'Ordine non si 
osserva articolo su questi beni, perchè l'Ordine non aveva la minima 
ingerenza. I Francesi usurparono insieme con tutti i beni e rendite 
delle altre comunità religiose anche questi, ma agli Agostiniani, Do- 
menicani, Francescani ed a Santa Scolastica furono degli Inglesi resti- 
tuiti, mentre su quelli della Madalena s'accordarono : ma su questi 
beni amministrati già dall'assemblea il Cameron ai 3 Decembre 1801 
a mezzo di W. Eton rispondeva al Vescovo di essere intenzione 
del Governo di impiegare quella somma in opere pie e di sollecitare 
l'approvazione di S. Santità. App. No. XXIX. 



— 127 — 

lazione. che è parte integrale della stessa, indicava chiara- 
mente chi erano i contraenti e le qualità rappresentative 
nel cui nome si stipolava quella convenzione dei 5 Settem- 
bre, mentre le sottoscrizioni rilevavano solo il rango dei 
firmatari. Leggesi in quella intestazione il nome del Pigot 
quale comandante delle truppe di S. M. Britannica e dei 
suoi alleati \xi questa Isola, (i) e quello del Martin quale 
comandante delle navi di S. M. Britannica e dei suoi alleati 
nel mare di Malta ; la qual qualità il capitan Martin ripe- 
teva pure nella sottoscrizione. Egli è perciò quanto erroneo 
il torre argomento dalla sola sottoscrizione (2) per escludere 
i Maltesi dall'essere stati rappresentati nell'atto quanto è 
futile l'asserire che la capitolazione seguiva a favore esclu- 
sivo della gran Brettagna, quand anche la natura di ^na 
capitolazione militare di una guarnigione fatta ai coman- 
danti militari opposti valesse a pregiudicare gli altri avente 
interesse. 

23. Come si potrebbe adunque considerare quale con- 
quista a fronte dei Maltesi, Napoletani e degli alleati l'atto 
risultante dalla capitolazione dei 5 Settembre 1 800 per il 
solo fatto che costoro non avevano un distinto speciale rap- 
presentante nella medesima ? Evidentemente quell' atto 
non può che denotare semplicemente la resa della forza 
armata francese ai rappresentanti delle armi nemiche, per- 
chè, poi dagli Stati si consegnasse l'isola, dopo terminata 
l'occupazione militare a chi di diritto. < Questa capitolazione 
argomenta lo Stoddard, non pretende neppure di mettere 
queste isole in possesso di alcuno, né è una convenzione 
fatta con alcuna autorità britannica in quanto tale, ma con 
un ufficiale nella sua qualità di comandante le forze di S. M. 



(i; A senso deirarticolo 11 della capitolazione secondo Sir J. 
Stoddard tra questi alleati eran compresi « the armed Maltese » ist. 
Report. §.17. 

(2) Vedi l'articolo The Sovereignty of Malta nel «The Empire 
Review» dell'Aprile 1907. 



— 128 — 

Britannica e dei suoi alleati, ed essa solo pone queir ufficiale 
in possesso della Valletta e contigui forti allora occupati 
dalla forza militare della Republica Francese. Imperocché 
da quanto apparisce da quel documento, i posti ceduti po- 
tevano essere situati su territorio neutrale, o degli alleati o 
sul suolo Britannico, e la Republica Francese poteva non 
avere né pretendere di avere su alcuna parte di queste isole 
alcuna sovranità, proprietà o possesso di diritto o di fatto.» 

< Perchè questa capitolazione si ritenga di poter avere 
influito a decidere della sovranità su queste isole e sui suoi 
abitanti devesi ricercar altrove e non nel contesto dellatto 
istesso la base e le prove ; e quella prova dovrebbe mo- 
strare non solo che la Republica Francese era allora il 
legittimo sovrano di queste isole e dei suoi abitanti, ma che 
per tale era considerata e trattata da S. M. Britannica e 
dai suoi alleati, dal loro comune rappresentante il generale 
Pigot, e che l'intenzione di tutte gli interessati in quel 
accordo sia stato di trasferire la sovranità dalla Republica 
Francese a S. M. Britannica, quasiché la città ed i forti 
fossero stati consegnati per simboleggiare il trasferimento 
delle isole. Tutto l'operato tuttavia contradice a tale pro- 
va. La capitolazione viene espressamente dichiarata nel 
ottavo articolo di essere una mera convenzione militare. Gli 
abitanti di Malta dalla dicitura dell'atto appariscono di esser 
stati in armi contro la Republica e conseguentemente col 
fatto negavano la di lei sovranità. Essi, perciò, non pote- 
vano sullo stesso documento considerarsi di stare in oppo- 
sizione a chi ne ammetteva la sovranità... e i Maltesi agi- 
vano in concerto colle truppe Britanniche contro i Francesi. 

< E quanto ai Maltesi il comandante Britanno non solo 
non aveva acquistato alcun diritto sulle lor persone e sulla 
proprietà, ma si era servito della loro bravura per ottenere 
precisamente questa conquista ; e nessun principio di diritto 
internazionale può esser più chiaro di quello che coloro che 
ci assistono a far la guerra sono nostri compagni ; ed un 
conquistatore non acquista alcun potere su di coloro che 



— 125 — 

il possesso dei francesi. Tale idea ritennero le tre poten2ie 
alleate Inghilterra, Russia e Napoli col loro convegno del 

1799 di rimettere il Gran Maestro e l'Ordine nel possesso 
di queste isole e questo aspetto dell'occupazione Francese 
ancora emergeva dalle trattative di Amiens. Che se nel 
possesso republicano francese non vedesi che un'invasione 
restano saldi i diritti dei Maltesi e di altri a questa terra, se 
date le circostanze del caso a loro competevano, perchè 
nulla che si opera da chi fa male e senza diritto in appog- 
gio di un mal suo operato può affettare gli altrui diritti (i). 

20. Evincesi peraltro Tincongruenza degli argomenti 
di conquista inglese basati sulla capitolazione del Settembre 

1800 ancora al riflettere che, mentre Iq parti belligeranti 
eran slate per tutto il corso della campagna la guarnigione 
francese da un lato ed i Maltesi cogli alleati dall'altra, le 
disposizioni sulla consegna dell'ambiente occupato dal pre- 
sidio francese nell' eventualità della resa della piazza 
variano a norma di circostanze estranee alle parti combat- 
tenti. Gli ordini del Nelson sull'inizio della campagna di 
Malta erano di consegnare l'isola in mano degli isolani, 
quando si fosse arresa la piazza. Più tardi, pur mantenen- 
dosi queste ordinazioni, si riconosceva la piena sovranità del 
Monarca di Sicilia con disposizioni che non contradicevano 
atta seguita acclamazione dei nativi della corona e della 
protezione Britannica. Ecco fra altre le istruzioni impartite 
al Ball dal Nelson ai 14 Settembre 1799. « Vi mando il 
dispaccio del generale Acton con cui vi si nomina capo del 
popolo Maltese e perciò chiunque sarà per arrivare costi 
terrete quella situazione, I Russi sono dispostissimi a farvi 
una visita ; nel qual caso son sicuro che vi coopererete con 
loro, ma allora la sola bandiera Siciliana deve sventolare 
sull'Isola» (2). Inseguito, combinata la triplice alleanza, 
messi da parte i Maltesi rimane stabilito che l'Ordine Gero- 



(i) Hall, Inter. Law, Oxford 1895 pag. 646. 

(2) Nelson Dispaches by Nicolas, voi. IV. pag. 18. 



— 126 — 

soliniitano dovesse essere novellamente immesso nel pos- 
sesso di Malta ; e perciò il Nelson s'indirizzava all'amba- 
sciatore Russo a 14 Decembre 1799 : « Per ordine del mio 
sovrano devo fare ogni mio possibile per porre lo stendardo 
dell'Ordine di Gerusalemme nella Valletta » (i) ed al Ball 
ingiungeva: < lo stendardo dell'Ordine deve essere unica- 
mente issato quando la bandiera francese sarà abbassa- 
ta>(2). Ma ben presto le cose cominciavan a prendere altro 
aspetto e l'ammiraglio a 26 Gennaio 1800 scriveva: < il 
Gran Maestro ( l'imperatore di Russia ) sembra che rigetti 
la rocca di Malta, e quindi la bandiera Siciliana è quella 
che sventola sull'isola ; > (3) tuttavia indirizzandosi a 26 
Febraio seguente all'Imperatore ripeteva non so con quanta 
sincerità : < la presa del vascello Génèroux faciliterà la resa 
della Valletta e mi permetterà vedere lo stendardo del- 
l'Ordine sventolare sulla piazza, come è mio ardente de- 
siderio » (4). 

21. Volle il fato innanziche si presentasse il campo 
all'effetuazione del prestabilito piano complicazioni politiche 
producessero lo staccamento della Russia dall'amicizia della 
Gran Brettagna ; e l'Inghilterra sebbene tuttora alleata 
delle altre potenze insieme combattenti per un solo e mede- 
simo fine volle assumere da sola la resa della Valletta col- 
l 'intervento all'atto della capitolazione dei soli supremi 
comandanti sotto cui militavano le truppe militari Maltesi, 
come parte delle forze britanniche, in una colla truppa e 
le navi Napoletane e Portoghesi. 

22. L'intestazione o preambolo dell'atto della capito- 
ci) Ivi, pag. 139. 

(2) Ivi, pag. 72. 

(3) Ivi, pag. 184. 

(4) Pettigrew Nelson 's letters v. i. pag. 329. L'idea formatasi 
dal Nelson della situazione della signoria di Malta è espressa nel 
dispaccio dei 27 Ottobre 1799. «The Order of Malta is to he restoreJ, 
therefore the King of Naples is only the Founder Lord.» Nicolas 1. e. 
pag. 71. 



— 129 — 

erano suol commilitoni ( Vattel, 3, 14. 207 ; Locke, Civil 
Government» 2. 16; Barbeyrac ad Pufendorf S. 6. 21. )> (1). 

24. Come spiegar, dim(|uc\ lassenza di persone a rap- 
presentare distintamente gli altri interessati all'atto della 
capitolazione? A parte la possibilità d* interpretare tale 
atto come indelicatezza al sentimento nazionale sia dei 
Maltesi che del Re di Napoli, può esser stata una tal 
misura dettata da ragioni diplomatiche e politiche per sal- 
vaguardare anziché trasandar gl'interessi dei Maltesi. Tutte 
le circostanze cospiravano a rendere desiderato un oggetto 
voluto da personalità di opposte mire. Il Pigot specificava 
sufficientemente la natura dell'atto puramente militare nel 
dire che Tufficio del Ball era civile piuttosto che mili- 
tare e che per essere tale non poteva vedervi alcuna ragio- 
ne per la sua firma nella capitolazione (2). I Maltesi, l'Or- 
dine appoggiato dai Russi, i Napoletani e gl'Inglesi in una 
trattazione col nemico comune avrebbero provocato inci- 
denti dispiacevoli in una stipulazione dall'aspetto puramente 
militare. Gl'interessi del Pigot non potevano essere diversi 
da quelli dei suoi alleati, e molto meno diversi da quelli di 
chi formava, per propria elezione, parte dell'Impero Britan- 
nico. Ciò. che stipulavano gli ufficiali dirigenti le avver- 
sarie fazioni nell'interesse del lor Sovrano e del popolo 
britannico, seguiva nell'interesse di chi e per chi essi guer- 
reggiavano, e doveva, perciò, avvantaggiare, o danneggiare 
anche chi aveva acclamato per proprio padrone una delle 
parti in conflitto. 

25. Il fatto che le truppe maltesi erano milizia irrego- 
lare ha potuto influire alla adozione di tal misura probabil- 
mente per tema che esse non avrebbero saputo controllarsi 
di fronte al nemico soccombente, tanto più tenuto conto del 
loro caldo temperamento di popolo meridionale e che il 
Francese era divenuto quasi personale nemico, causa la 



(1) 1. e. §§. 77—80. 

(2) Appendice No. XXX. 

17 



\ 



— 130 — 

grave esasperazione religiosa, politica ed economica. Nelle 
istruzioni, infatti, date dal Pigot al generale Graham si legge: 
€ Se il generale francese volesse stipulare che a nessun 
Maltese sia permesso entrare nella piazza prima che i Fran- 
cesi fossero partiti, tale accordo devesi limitare a civili 
torniti d'armi, e che i corpi militari maltesi devono essere 
eccettuati da siffatta limitazione essendo corpi regolari sotto 
militare disciplina.>(i) L'esclusione, pertanto, dei Maltesi e 
di Ball fu causata, come apparisce dall'art. XI della capitola- 
zione e come annunziava il generale Graham negoziatore 
della capitolazione al Ball, perchè il generale Vaubois oppo- 
neva che esso firmasse come capo dei Maltesi, (2) e perchè 
si aveva una fretta dannata di conchiudere la resa della piaz- 
za prima che potesse avere consistenza il progetto dell'armisti- 
zio navale intavolato a Londra tra Otto, Nepeau e Grenville 
con cui le navi neutrali avrebbero potuto aver libera entrata 
e approviggionarsi (3). Comunque è certo che Nelson non 
la pensava cosi quando scriveva al Ball ed a Graham per- 
chè il Capo de' Maltesi firmasse la capitolazione. «Voi siete 
il capo dei Maltesi con un incontrastabile diritto di firmare 
la capitolazione » (4) ed indirizzandosi a Graham < perciò 
Ball... in qualsiasi capitolazione dovrebbe sottoscriversi> (5). 

(i) « If the FrcMich General should wish to stipulate that no 
Maltese should be allowed to enter the place till the French are gone, 
it should be confined to no armed Maltese, and the maltese corps 
should be excepted which being a regular corps is under military 
discipline. » Memoir of general Lord Lynedoch by J. Graham 1868. 

(2) Pettigrew voi. I. pag. 397 in P. S. lettera di Ball a Lord 
Nelson. 

(3) Voi. 22. anno 1800 del Moniteitr, pag. 296. Nel Gennaio 
1800 i generali francesi in Egitto domandavano a Sir S. Smith quale 
condizione per conchiudere la pace, la garanzia del possesso di Malta 
e Gozo ed il Smith si scherniva adducendo che non potevasi trattare 
di queste isole in assenza del re di Napoli che n'era il Sovrano. 
Moniteur, pag. 517, anno 1801. 

(4) Nicolas, V. IV. pag. 40, ai 3 Ottobre 1799. 

(5) Ivi, pag. 108. Pettigrew voi. i. pag. 395. 



— 131 — 

D'altronde, lesclusione dei Maltesi dalla capitolazione ben 
poteva essere stata suggerita dal desiderio di precludere e 
Napoli e r Ordine da possibili vantaggi. Risentirono assai 
la cosa e se la reputarono ad affronto i nostri ; ma compre- 
sero non essere quello il momento opportuno di sollevare 
questioni di fronte alla soluzione dei loro mali, e si riserba- 
rono di farlo più tardi, come infatti il fecero, nel loro me- 
moriale al Trono, togliendo così qualunque motivo di in- 
vocar la loro acquiescenza, se mai da un tal atto si fosse in 
seguito voluto trarre contrario argomento. 

26. Non altrimenti ed a causa della medesima esclu- 
sione si esprimeva Maria Carolina di Napoli drizzandosi a 
Lady Hamilton i 7 Ottobre 1 800, ( 1 ) perchè, come ebbe 
ad esternarsi il ministro francese a Napoli ai 4 Luglio 1802. 
« Les pretensions du Roi à la suzeraineté de Malte sont 
absolument ce qu' elles etaint avant la guerre, c'est à dire 
tres prononcées et Ton est bien éloigné de voir dalis l'arti- 
cle IO du traite d*Amiens une proclamation d*indipen- 
dence. > (2). Quel sovrano, il cui nome veniva messo 
quale ricognizione dell'alto dominio in tutti i contratti ed 
atti pubblici rogati in queste isole ; e che anzi con suo 
dispaccio degli 1 1 Novembre 1769 dichiarava : < Chi' mette 
in dubbio che i Maltesi siapo sudditi di Sua Maestà è reo 
di lesa maestà > non poteva acquietarsi a siffatte gesta. 
Eppure solo a simili proteste si limitò Tesasperazione di 
Napoli per il ricevuto affronto : trovando di ciò il motivò 
nella citata lettera ddla Regina Carlotta a Lady Hamilton, 
cioè che non sarebbe dispiaciuto di vedere una potenza 



(i) Auriol, La France, TAngleterre et Naples, Paris 1904. v. I. 
pag. 198. Infatti quanto air usurpazione francese si legge nel 
Marie-Caroline par A. Bonnefons, Paris 1905 pag, 164. « Le roi, 
lisait on dans une note officiclle, regarde comme un acte illegitime et 
opere par la force le changcincnt qui a eu lieu dans cette ile sans son 
consentiment.» 

(2) Auriol 1. e. p. 63. 



%-* 



— 132 — 

amica installarsi nell'isola, ma rincresceva il vedere che si 
era mancato dei dovuti riguardi. 

27. Il certo si è che i Maltesi facevano nella Valletta 
trionfale ingresso capitanati dal comandante Ball ; mentre 
il cap. Martin, informando il suo superiore Lord Keith a 5 
Settembre dell'avvenuta capitolazione, ben marcava < che 
la guarnigione francese della Valetta si era il giorno prima 
resa alle forze_ alleate di servizio a Malta » ; ed il Pigot 
sotto la stessa data, indirizzandosi al generale in capo Sir 
R. Abercromby sulla resa della fortezza di La Valette con 
tutte le sue dipendenze, aggiunge che aveva ricevuto ogni 
assistenza dalle truppe alleate ( i ) senza nenimeno accennare 
alla pretensione che questa operazione fosse intesa a deno- 
tare esclusiva conquista della Gran Brettagna, come più tardi 
tanto lui che Ball pretesero affermare per farsi forse merito 
ed acquistarne guiderdone. 

28* Checché sia stato dell'intenzione eventuale della 
Gran Brettagna di far un'esclusivo acquisto di Malta, egli è 
certo che i Maltesi furono trattati come soci e furono fatti 
compartecipi del bottino di guerra preso nella occupazione 
della Valletta, e tal fatto veniva notificato con speciale atto 
di governo a 2 Giugno 1802 agli abitanti di Malta e Gozo: 
€ Sua Maestà Britannica accorda a tutti li battaglioni mal- 
tesi porzione delle prede fatte alla resa di questa città 
Valletta uguale alle altre milizie inglesi e siciliane, che 

(i) Nel appendice No. X ripoitiamo alcune lettere ed or- 
dini dei capi Maltesi e Gozitani comprendendo talune del F. 
Pace capitano del Rabato e del ai'ci prete Cassar nominato dal 
Congresso del Popolo Gozitano a 18 Settembre 1798 a Capo di 
Governo e Soprintendente generale di quell'Isola perchè sempre me- 
glio si veda Toperato maltese. La spesa fatta dal Cassar al Gozo pel 
suo campo fino al i Giugno 1 799 ascendeva a più di scudi 131,237 
incluse piccole somme date a soldati Inglesi che trovansi nell'Aprile 
1799 al Nadur ed a Comino come lo si vede dai conti di ammini- 
strazione presentati alla deputazione Ciozitana, e di cui copia con- 
servasi dal Magistrato Ed. Parnis, che ci ha gentilmente permesso la 
publicazione di vari suoi documenti deirappendice. 



— 1B3 — 

hanno servito nel blocco e resa della detta città, quale 
porzione detti battaglioni conseguiranno nel tempo istesso 
che conseguiranno le lor porzioni le suaccennate truppe 
britanniche e siciliane. A. Macaulay > (i). Latto di Gior- 
gio III dei 19 Maggio 1803 che publichiamo in appendi- 
ce (2) prescriveva il piano, su cui le prese ottenute e poste 
presso i fiduciari generale Pigot e Lord Keith dovevano 
essere divise tra le truppe inglesi, napoletane e gli abitanti di 
Malta che contribuirono alla resa della piazza, i quali ultimi 
dovevano partecipare a quel tanto della quota assegnata a 
seconda che un general congresso dei Maltesi avrebbe fissa- 
to. L'ammonto destinato per gli abitanti di Malta era di 
£ 16,700 14, di cui la porzione del Ball veniva determina- 
ta a JL' 1437 io; (3) ed a questo ammonto per altro dispac- 
cio venivano aggiungete £ 6002 6 6, da cui al Ball davansi 
altre £ 525 „ 11 (4). 

29. La conseguenza immediata della politica seguita 
nella resa della Valletta dai preposti britannici si fu la vigo- 
rosa azione russa colla nota consegnata all'accreditato corpo 
diplomatico alla Corte Russa e publicata a 7 Novembre se- 
guente nella gazzetta di Pietroburgo, risolvendo di non torre 
l'embargo posto su tutte le navi inglesi nei porti russi finché 
l'accordo Anglo-Russo-Napoletano del 1798 non fosse messo 
in esecuzione. Che si vuole ! «le capitolazioni, dice il Pig- 
gott, (5) non sono che capitolazioni: cioè la resa fatta da un 
comandante all'altro delle forze belligeranti di quanto è al 
suo comando. Le condizioni astringono tutti finché duri lo 
stadio della capitolazione, ma non più. Viene poi il trattato 
con cui il territorio vien ceduto in piena autorità e sovranità 
senza limitazioni. La capitolazione viene assorbita dalla 

(i) Con altra notificazione dei 3 Decembre 1803 si annunziava 
la somma: cioè £ 167,000. 

(2) Appendice No. XXXI. 

(3) Disp. di J. Jackson io. IX. 1803. Documento No. XXXII. 

(4) Disp. 28. IX. 1804. Doc. No. XXXIII. 
\5) Nationality, London 1907. P. i. pag. 207. 



— 134 — 

cessione: le condizioni di quella vengono sostituite da quelle 
del trattato. » E perciò il trattato di Amiens che seguì 
la capitolazione del 5 Settembre 1 800, la surrogò e de- 
notò la vera portata di essa. A confermare l'esattezza 
di queste vedute sta quanto il Gabinetto inglese dirige- 
va al suo ambasciatore A. Paget a 17 Ottobre 1800 
su questo soggetto € che non era affatto Tintenzione di Sua 
Maestà che questa temporanea occupazione di una posizione 
militare durante la guerra pregiudicasse la questione della 
eventuale futura disposizione da farsi di queste isole alla 
fine di una pace generale. > (i). 

Con ciò resta pienamente dimostrato a base di dati 
storici, di documenti autentici e di argomentazioni altrettan- 
to forti quanto giuste e legittime, che la famosa capitola- 
zione non poteva avere né il significato, né il valore di 
una conquista da parte degli Inglesi contro di noi e a 
danno nostro. 



i» X <' 



(1) The Paget Papers voi. I. pag. 274, app. XXXIV. 



TITOLO DELL'ATTUALE DOMINAZIONE 



-••- 



Chi volesse vedere regolata la successione degli Stati 
sulle norme adottate dal diritto privato facilmente compren- 
derebbe, che al signore di una terra arride maggiormente 
la velleità di far derivare il suo possesso piuttosto da con- 
quista che da una cessione, o dedizione in conseguenza di 
un previo accordo ; poiché col primo titolo ei può vantare 
maggior libertà nel suo governo, mentre il secondo gì' im- 
pone per equità e giustizia l'osservanza delle condizioni 
motivanti la cessione. 

Forse è a causa di tale importante differenza di diritti 
dovuta alla differenza del titolo, ossia dell'origine del pos- 
sesso che si è da qualcuno accampata la pretesa di una 
conquista inglese su Malta probabilmente in base al fatto 
della completa estinzione del precedente Stato già rivestito 
delle funzioni governative non che della cessione del terri- 
torio già militarmente occupato dai Francesi, su cui i diritti 
deiroriginario sovrano suppongonsi di essere stati abban- 
donati, e ciò in conformità a quanto è accaduto delle repu- 
bliche del Sud Africa nel 1900 e di Port Arthur nel 
T905 (i), Ma i fatti svoltisi nel Transvaal e nella guerra 
russo-giapponese, tuttora ben vivi nella memoria di tutti, 
sono di gran lunga diversi dagli eventi terminati col pas- 
saggio di queste isole alla dominazione britannica. 

2. Non è improbabile che ad ingenerare l'idea di 
conquista abbia contribuito la curiosa condotta dei coman- 
danti inglesi durante quegli eventi ed il modo equivoco, 

(i) Bentwich N. Law of private property. London 1907. p. 63. 



— 136 — 

onde queste isole furono governate in sul principio di quella 
dominazione. Lo stesso popolo maltese ciò osser\^ando 
con sorpresa se n^n con rammarico, era angustiato ed in- 
certo riguardo al proprio destino. < Il popolo in generale, 
scrivev^a infatti il generale Pigot al Segretario di Stato per 
la Guerra a 24 Settembre 1800, sembra soddisfatto di 
trovarsi sotto la protezione britannica ; ma, mentre tutti 
sono felicissimi che i Francesi siano andati, molti si agitano 
a voler conoscere il come s'abbia questo paese a conside- 
rare > (i). Ed il malumore dei Maltesi all'idea di dover 
essere governati puramente alla militare fu tale che il Ball, 
desideroso di non perdere i vantaggi procurati all'Inghil- 
terra mercè l'opera sua, insistette fortemente presso il Ga- 
binetto per la nomina di un Governatore Civile, (2)la quale 
il ministero, persuasone della ragionevolezza ed opportunità, 
faceva nella persona di C. Cameron col titolo di commissa- 
rio civile a 14 Maggio 1801, e gli dava le istruzioni « di 
condurre il Governo di Malta senza alcuna alterazio- 
ne da quello del passato meno in ciò che l'espedienza 
avrebbe indicato come generalmente accetto e conforme a 
desideri, ai sentimenti ed anche ai pregiudizi degli abitanti ;> 
e perciò conchiudevali ^ccoll'ordine di usare ogni mezzo di 
incontrare le vedute del popolo, di mostrarsi indulgente 
perfino a pregiudizi, e di non perdere occasione alcuna di 
conciliarsi l'affezione sua, e di assicurare la fedeltà del po- 
polo al governo, sotto cui i Maltesi ora si trovavano > (3). 
Fu allora che il Cameron per meglio cattivarsi gli animi al 
suo sovrano ed affievolire qualsiasi legame ad altra potenza 
suggeriva a 29 Luglio di quell'anno la completa segrega- 
zione ed indipendenza di questa diocesi da quella di Palermo 
a cui era stata fin allora soggetta, e che la religione cat- 



(i) Dispaccio riportato nelle appendici al Prot. Mar. Case p. 60. 

(2) Vedi sue lettere dei 26 Decembre 1800, 6 e 24 Gennaio e 6 
Marzo 1801 riportate nel Prot. Marr. Case del 1893. pp. 66—68. 

(3) Ivi, pag. 70. 



— 187 — 

tolica romana venisse dichiarata quale la religione della 
chiesa stabilita di Malta come nel Canada (i). Per un atto 
del Parlamento, (Stat. 41. Geor. Ili e. 103) poi, consideran- 
dosi già queste isole quale un possesso britannico si prov- 
vide a regolarne il commercio con gran vantaggio dei 
Maltesi (2). Conchiusa la pace d'Amiens, che riconosceva 
la personalità di questo popolo, ne fu determinata la parte 
nel governo di questa terra ; ma per vari motivi quel 
trattato aveva perduto ogni valore, ed i Maltesi rimanevano 
giusta il desiderio da loro medesimi espresso, sotto il ves- 

(i) Ivi, pa^. 72. La diocesi di Malta fu tolta dalla dipendenza 
di quella di Palermo solo nel 1831 per breve di Gregorio XVI dei 20 
Giugno; mentre dalle provincie sicule si dismembravano nel 18 17 
gli Agostiniani, nel 1819 i Carmelitani, nel 18 18 i MM. Osservanti. 
La Religione Cattolica non fu con atto solenne dichiarata esplicita- 
mente la stabilita di questo governo di Malta, ma il governo locale si 
conformava, specialmente nei primi anni strettamente a questo prin- 
cipio; che anzi nel 1823 scriveva al Diocesano « che il Governo sem- 
« pre fermo nel principio di prestare la sua particolare protezione 
« alla Religione dominante di cui in tante occasioni ha dato le più 
« luminose prove, non ha mai inteso ne intende dare ordine di sorta 
« alcuna con riferenza al Culto Cattolico in queste possessioni se non 
« colla previa intelligenza di V. S. Ili ma. e Revma. Firmato Richard 
« Plasket, Principal Segretario di Governo. » 2j Giugno J82j, 
Aveva inoltre il Governo ottenuto ai 12 Maggio 1808 dal Vesco- 
vo Matte!, della cui elezione il clero fu contento per essere egli di 
nascita Maltese e Canonico della Cattedrale, che nella chiesa di San 
Giovanni sul fondo del trono già del Gran Maestro fossero poste le 
armi britanniche, quasi a ricordare il patronato a cui era difatto suc- 
ceduto ; e che portandosi in chiesa il Rappresentante di S. M. gli si 
usassero quei riguardi già soliti darsi al Principe sotto l'antico gover- 
no. Parliam. Papers publicate a Londra ai 24 Maggio 18 13. pag. 6. 
ed ai 12 Febraio 181 7 pag. 483. 

(2) Dalla protesta dei 5 Maggio 1803 fatta dal bali Buzi appare 
che il commissario inglese ritenesse Malta « part of his Majesty*s 
dominions. » « Se questo trattato (d'Amiens) non è ancor compiuta- 
mente eseguito, rispondeva il Buzi, relativamente a quest'isola, non é 
questa una ragione, credo io, che possa autorizzare una delle Potenze 
contraenti di attribuirsene la Sovranità di quest'Isola di cui l'indi- 
pendenza è riconosciuta » appendice No. XXXV. 

18 



— 138 — 

siilo britannico, governati tuttavia, causa Cambiente politico 
europeo piuttosto, alla militare, pur colla massima deferenza 
ai lor diritti e principi religiosi. Avvenuta la rottura della 
pace, Sir A. J. Ball che trova vasi in Malta nella qualità di 
ministro plenipotenziario della corte inglese presso il Gran 
Maestro e l'Ordine rappresentati dal bali Buzi e che ter- 
giversava e si rifiutava di cedere questa isola non ostante 
le forti pressioni del suddetto bali Buzi e del plenipoten- 
ziario francese Vial, (i) veniva nominato commissario civile 
a i6 Maggio 1803; nella qual carica egli si diportò in 
maniera da assicurare più saldamente, in quei critici mo- 
menti, questo possesso alla Corona britannica ; sebbene 
escludendo dal governo l'elemento rappresentativo del po- 
polo ne avesse disseminato grande scontento, dal quale 
era stata inspirata la petizione umiliata il io Luglio 181 1 
alla Corona Britannica, e nella quale i Maltesi si lagnavano 
della proprietà loro abusata, della negata participazione nel 
maneggio del governo locale, del dispotismo e della man- 
cata fede nell'amministrazione fin allora tenuta (2). Or 
siffatta politica puossi mai attribuire ad un animo certo 
della conquista effettuata sulla nazione Maltese, o non 
piuttosto alla premura del Governo Inglese di assicurarsi il 
dominio di questa terra che esso considerava precipuamente 
quale fortezza, e dove non mancavano spiriti favoreggiami 
le aspirazioni di altri potentati ansiosi di assicurarsi il domi- 
nio di queste isole ? Le istruzioni dell' Earl Barthurst dei 
28 Luglio 18 13 al Maitland governatore eletto di Malta 
dicevano : « Dacché l'isola di Malta e sue dipendenze ven- 
nero sotto la protezione e dominio di S. M. nel 1800, 
nessun sistema permanente e definito fu stabilito per il suo 



(1) Appendice No. XXXVI. Lettere del Buzi, Vial e Ball e le 
Istruzioni ministeriali : Documenti che lasciano vedere come real- 
mente stavano le cose in Malta. 

(2) Col. Off. Pap. Malta 20. 18 12. riprodotta nel Prot. Mar. Case 
pag, 105 ; Azoppardi Raccolta, pag. 282. 



— 139 — 

governo.... Come una stazione militare, quale arsenale 
navale, quale sicuro deposto per il comntercio non sembra 
che nel sud dell'Europa vi esista altro sito che si presti 
meglio di Malta perchè la Gran Brettagna estenda la pro- 
pria influenza ed i suoi vantaggi. A queste gravi ragioni 
devesi aggiungere che il popolo Maltese è entusiasticamente 
dedito alla Corona Britannica ed offre una ricca, concentrata 
ed industriosa popolazione di 100,000 persone,» e perciò 
ordinavano che si facesse noto publicamente il riconosci- 
mento delle popolazioni di Malta e Gozo a sudditi di S. M. 
Britannica (i^. Da queste parole ministeriali apparisce 
a sufficienza e la .causa ed il peso che determinarono la 
condotta imperiale a riguardo di queste isole. 

3. Dalla data di quell'atto reso qui di publica ragione 
col Proclama dei 5 Ottobre susseguente il protettorato in- 
glese assumeva il carattere di vera sovranità (2) ; e perciò 
Tarticolo settimo del trattato di Parigi dei 30 Maggio 1814 
col quale si disponeva che : < L'isola di Malta e sue dipen- 
denze apparterranno in piena autorità e sovranità a S. M. 
Britannica » non facevano che rispecchiare un fatto compiu- 
to, uniti come eran stati i Maltesi alla Corona ed alla Na- 
zione da loro scelta insin dal Febraio 1799, e alla cui dire- 
zione già da quella data trova vansi sottoposti. L aver il 
trattato del 1 8 1 4 nulla influito sulle sorti di Malta e dei 
Maltesi basterebbe a persuaderci che non è abbastanza 
sicuro il ritenere che la piena sovranità su Malta possa 
essersi trasferita all'Inghilterra meramente in virtù dei ter- 
mini di essi, come in tesi generale è sostenuto dal predetto 
Lord Stowell a base dei principii di giurisprudenza e a 
tenore dell'uso e della pratica delle nazioni ( 5. Robinson 
114). Epperò, se quel trattato non vale da sé quale titolo 
di trasferimento di sovranità, ben mostra, però, l'esistenza 
di altro titolo molto migliore per l'Inghilterra, la scelta. 



(i) Riportate nel Prot. Mar. Case Supp. Appen. pag. 116. 
(2) £)ebono P. Storia della Legislazione pag. 279. 



— 140 - 

cioè di tutto un popolo libero ed illuminato, che non < vi, 
sed sponte > rimette le sue sorti e il destino della sua patria 
a quella sovranità. < La volontaria scelta di un popolo 
libero, scriveva nel suo rapporto al ministro lo Stoddard nel 
1836, sembra a me di offrire al suo signore un più sicuro e 
più onorevole titolo di quanti esso potrebbe attingere dal- 
l'essere stato un tal popolo inconsciamente a lui consegnato 
da una terza potenza, o dall'essere stato costretto colla 
forza a sottomettersi involontariamente al di lui dominio. I 
Maltesi in generale sono fieri di pensare di essersi posti 
volontariamente sotto la protezione della Corona britannica, 
ed io ritengo che la storia di quella transazione giustifichi 
queste vedute della relazione loro col Sovrano;» (i) ed 
invero quanto abbiamo nei precedenti capi rilevato non 
permette, avuto riguardo alla parte presa dai Maltesi nel- 
l'epoca storica in disamina, di concepire di essere eglino 
stati oggetto di conquista nel proprio senso della parola. 

4. Difatti per conquista in diritto internazionale vuoisi 
significare una forzosa appropriazione fatta da una potenza 
del territorio appartenente ad altro stato; (2) e quindi allor- 
ché il possessore del territorio invoca l'intervento altrui e al 
medesimo rimette il possesso di quel territorio dopo aver 
efficacemente cooperato coli' invocato ausiliatore contro un 
nemico comune, in tal caso manca assolutamente ogni 
qualsiasi elemento al titolo di conquista. Sarebbe eziandio 
vano l'andar rintracciando nei trattati di Parigi e Vienna 
il titolo della conquista, quando si ricordi che e protettorato 
e dominio e sovranità britannica su Malta eran state già da 
tempo innanzi proclamate solennemente col già menzionato 
atto sovrano notificato ai Maltesi a 5 Ottobre 18 13, mentre 
il procedere britannico indicava molto chiaramente la seguita 
annessione dell'isola ben prima di quella data, presentan- 
do a rappresentanti delle altre potenze più di un motivo a 

(1) § 86. Rppporto riportato nel Cr. Ad. Marr. Case 1893. 

(2) Encyciopaedia of the Laws of England London 1897. 



— 141 — 

recriminazioni, non ultimo la formazione di un corpo di 
truppe indigene contro cui si protestava il principe di Pan- 
telleria agli 8 Decembre 1 802 a nome del Re delle Due 
Sicilie (i). E per verità che Malta non fu realmente che un 
pretesto per la continuazione della guerra tra le due rivali 
potenze è chiaro per chi avesse ben considerato la storia 
dell'epoca. Peraltro lo stesso Segretario di Stato TEarl 
di Liverpool a 28 Luglio 18 14 in pieno Parlamento ricor- 
dava di non valere neppure la pena di confutare l'asserto 
di una volta che, cioè, Malta fosse stata la causa della guer- 
ra ; (2) mentre da parte francese abbiamo la confessione, 
tra altre del DeJorèt che ci dice esser stato l'aftare di Malta 
di un interesse allora molto secondario (3). 

5. Escludono più apoditticamente la pretesa di con- 
quista l'assenza dell'intenzione nell'acquirente e l'inesi- 
stenza di inimicizia tra la Gran Brittagna ed i veri 
proprietari di questo paese. Che intenzione nel governo 
inglese non vi fosse di appropriarsi di queste isole lo 
dimostrano lo scopo per cui furono assistiti i nativi 
apparente nelle istruzioni del Nelson incaricato dell'ope- 
razione ; si mirava alla dispersione del francese, non alla 



(i) App. No. XXXVII. La leva di soldati fatta dal Graham nel 
1 799 dietro formale domanda al Congresso ossia Governo Maltese, 
allora signore di fatto di queste terre, differiva dal nuovo assoldamen- 
to perchè questa volta veniva fatto per propria autorità su di un 
popolo ora messo per il trattato di Amiens sotto aliena dominazione. 

(2) Hansard Parliam. Deb. v. 28. col. 317 ; vedi sul proposito il 
Sorel A„ 1. e. voi. VI. pag. 298. 

(3) 4c L'affaire de Malte est d'un intérèt très secondaire, et, si 
après le message du Roi d'Angleterre la France s'est refusse a transi- 
ger sur ce point ainsi qu' il le vouloit, ce n'est point à cause de la 
valeur réele de cette isle ; mais parce qu* en consentant à la laissent 
dans les mains de TAngleterre, la France eut reconnu ce droit 
étrange de demander des garanties ; c'est a cause du message 
calomnieux et insultant du Roi d'Angleterre;...» Explication verbale de 
M. de Laforet d'apres les Dépeches de Milan publicata nei Diares & 
Letters of Sir G. Jackson, London 1872. voi. i. pag. 456. 



— 142 — 

sostituzione. La poca importanza che si dava dal Gabi- 
netto (i) e dal Nelson a questa terra (2) evincono che altro 
non doveva essere l'intento. < L'intenzione di appropriarsi 
è invariabilmente e forse necessariamente mostrata da una 
formale dichiarazione o proclama d'annessione > ci insegna 
il prof. Hall dell'Università di Oxford (3). Invece nel caso 
di Malta ci disse Lord Hawkesbury ai 13 Maggio 1802 
« quando noi la bloccammo noi emettemmo tuia dichiara- 

< 3 ione, che non era nostra intenzione di ritenerla, ma di 

< restituirla all'Ordine di S. Giovanni sotto certi regolamen- 

< ti. Il primo obiettivo di quei regolamenti era di miglio- 

< rare la condizione dei Maltesi.. . I signori non si turbe- 

< rebbero tanto della creazione della lingua maltese o dei 
€ privilegi dati ai nativi se rammentassero la condotta di 

< quei nativi durante l'assedio, quando sotto un ufficiale 

< inglese furono attivissimi a secondare le nostre vedu- 
^< te.,.> (4). La ritenzione susseguita non si può riguardare 
come atto da conquistatore, dacché sopravvenne il fatto 
della volontaria dedizione dei proprietari naturali e politici 
del paese, con cui non furono mai in ostilità. Questi natu- 
rali proprietari, se non si vogliono considerar come alleati 



(i) Vedi discussione dei 3 Novembre 1801 e le altre sul trattato 
di Amiens nel Cobbett Register voi. II e nel Hansard. 

(2) Nicolas Nelson's letters voi. V. pag. 36. 4 Decembre 1802 e 
nel Gennaio 1804 « as to Malta, it is a perfectly useless place for 
Great Britain ; and as a Naval Port to refit in I would much sooner 
undertake to answer for the Toulon fleet from St. Helens, than from 
Malta. » Ivi, pag. 341. 

(3) Intern, Law, Oxford 1885 pag. 588. « Intentìon to appro- 
priate is invariably and perhaps necessarily shown by a formai decla- 
ration or proclamation ol annexation. » 

(4) Hansard Parliam. History voi. 36 col. 764. Al dir del Mie^e 
l'Inghilterra si sarebbe contentata di ben poca cosa a tempi del 
Rohan. L'approvato piano che l'Italinski mostrò al Ball evince che 
nel 1799 le pretensioni della Gran Brettagna eran ancora limitatissi- 
me. E perciò anche senza la Valletta e le Tre Città, in Malta 
trovava l'Inghilterra sufficiente attrattiva, checche ne pensino altri 
oggidì. 



— 143 — 

per causa della protezione domandata ed accordata e per 
l'accennata spontanea dedizione, sono certamente da consi- 
derarsi quali soci, sia nel significato dei Romani sia nel 
senso di cospiranti unitamente alla espulsione da queste 
terre di comuni nemici. 

6. Secondo l'insegnamento del Diritto Intemazionale 
chi nel combattere un nemico si associa con un altra parte 
può conquistare il nemico, ma non mai il suo associato. 
Nell'inizio la direzione dei fatti d armi, le operazioni mi- 
litari e navali, i depositi formati e le assistenze prestate a 
questi buoni amici Maltesi erano attività e ricchezze che 
l'Inghilterra e le sue alleate fecero per conto di chi gli 
eventi avrebbero fatto dichiarare in faccia ali ^Europa essere 
il Sovrano di Malta, sia il Re delle Due Sicilie, sia il S. 
Ordine Gerosolimitano, sia lo stesso popolo maltese libe- 
rato e dai Francesi e dal S. M. O. G. e dalla soggezione 
feudale divenuta già un anacronismo nel 1 800. La superba, 
del soccombente, che non voglia cedere le armi se non al 
più forte dei suoi nemici e non a tutt'i suoi avversari non 
intitola il più forte nelle relazioni dei consociati ad alcun 
diritto di preferenza. Tra consoci quasi effetto della soli- 
darietà d'azione ed anche d'intento è la comunanza d'inte- 
ressi ; il vantaggio acquistato da uno di essi si comunica ai 
consoci ; per modo che la capitolazione fatta a favor di un 
solo non importa nell'addottata formalità se non un espe- 
diente ritenuto acconcio a farla finita di un avversario nello 
interesse comune dei soci, e non già per surrogare il socio 
presente all'atto di resa nella potestà di inimicizia di uno 
dei soci. Esempi Francia ed Italia contro l'Austria nel 
1866 quanto a Venezia e Veneto (i), e nel 1859 quanto a 
Milano : lenimento dello scorno patito. I fatti di poi svoltisi 
nei Preliminari di Amiens mostrano questa posizione del- 
l'Inghilterra intervenuta non conquistatrice di Malta ma solo 



(i) Vedi tra altri B. King:, A History of the Italian Unity, voi. 
IL Londra 1899, e. 27—39. 



— 144 — 

debellatrice dei Francesi nell'interesse dei Maltesi. L'In- 
ghilterra si obbligava di ritirarsi da Malta a patto che 
vi riprendesse la Sovranità l'Ordine Gerosolimitano ; ma il 
fatto abusivo di avere i vari Stati trattato di Malta senza 
la rappresentanza dei Maltesi non intitolava l'Inghilterra a 
ritenersi padrona di Malta più dei suoi alleati. 

7. In vero Malta era troppo piccola perchè potesse 
avere parte fra le grandi Nazioni. Era essa una nazione 
per diritto delle genti ; ma non tale che avesse la forza 
necessaria per affermare i suoi diritti di non essere oggetto 
di contratto senza suo intervento. Il subire, però, la pre- 
potenza non fa che colui, il quale in questo convegno di 
lupi è il cibo prediletto, solo perchè ceduto ad uno dei 
grandi divoratori, sia divenuto conquistato, se prima ne 
era stato efficace ausiliare. Cessione in questo caso non 
può significare conquista : vi manca l'elemento di inimicizia. 
.Che era nostra amica e socia l'Inghilterra nel periodo ini- 
ziale e nello svolgimento della lotta tra Maltesi e Francesi 
lo si desume da tutti gli atti di quel Congresso, in cui Ball 
capo dei maltesi, poi rappresentante di S. M. Siciliana e 
sempre esponente, se non delle idee del capo militare 
Pigot, certo delle idee della diplomazia, e quindi Sovranità 
inglese, si compiaceva di chiamare questa sua fattura; 
desumesi ancora da tutti gl'indirizzi che Ball, Vivion e 
Graham, messi del Governo inglese, proclamavano ai Mal- 
tesi perchè non frustrassero gli sforzi di debellare il comune 
nemico, il Francese ; desumesi da tutte le lusinghe adope- 
rate per accarezzare i Maltesi, per alienarli dal loro amore 
storico di un ritorno possibile alla dipendenza dell'Ordine ; 
desumesi dalle lodi al patriottismo, alla valentìa e alla lealtà 
dei Maltesi prodigate a nome del Re d'Inghilterra, e che 
mal si concepirebbero se noi fossimo stati conquistati, e che 
anzi erano unicamente intese ad indurre i nostri padri a 
seguirlo nel sogno da lui vagheggiato, che per plebiscito di 
dedizione, non mai di conquista, sventolasse sulle robuste 
mura di Malta la bandiera del suo Sovrano, Inutile og-gi 



— 145 — 

dopo un secolo accampare la pretesa inonorevole, che T In- 
ghilterra agiva con arte volpina per la conquista di Malta, 
se nel fatto non era possibile che ci fosse conquista, né in 
diritto, né in fatto, tra Maltesi ed Inglesi. 

8. Quando, dunque, come tra taciti alleati per proprio 
interesse, l'Inghilterra favoriva i Maltesi nell'assedio contro 
i Francesi, essa trattava i rappresentanti della nazione mal- 
tese come tali di fatto e di diritto. Or è inconcusso princi- 
pio di Diritto Internazionale che tutte le nazioìii dalla più 
grande alla microscopica sono uguali ed hanno gli stessi 
diritti in faccia al Diritto delle Genti ; non altrimenti che 
tutti gli uomini dal più alto al più basso sono considerati 
uguali di fronte al Diritto Naturale. Il riconoscere che chi 
fu nazione assistrice a ricacciare un invasore possa otte- 
nere il sopravento come conquistatore dei propri alleati è 
affermare di aver tale nazione lottato non da nemico contro 
nemico ma da alleato contro alleato. Aver conquistato chi 
non era ostile a loro. Che se dalla Nazione e dal Parla- 
mento Inglese si parlò talora di conquista di Malta, ciò si 
fece, e fu interpretato nel general senso di acquisto od al 
più, quale una conquista in rispetto ai diritti francesi su 
Malta non già a quelli degli alleati e soci che erano quanto 
gl'Inglesi principali nella guerra contro i Francesi. E' 
curioso chiamare principali di un lato i soli Inglesi, quando 
il combattimento avveniva tra gli Alleati^ cioè Inglesi di cui 
divenivano lungo la campagna parte anche i Maltesi, 
Portoghesi, Napoletani, Russi e l'Ordine ; e tra i medesimi 
si ripartivano le spese, non ultima in queste la Nazione 
Maltese (i). Se quindi, si vuol far chiamare l'Inghilterra 
conquistatrice di Malta a rispetto dei Maltesi e della loro 
patria, ugual diritto devesi riconoscere di conquista in cia- 
scuna delle Nazioni alleate nel combattere il nemico comune 
su queste terre, e per conseguenza ugual diritto in loro di 
ingerirsi nei nostri affari. A. tanto ci porta l'ammissione 



(i) Vedi appendice No. XVI. 

19 



— 140 — 

dellassurdo di poter essere stata T Inghilterra amica e ne- 
mica nel tempo istesso dei Maltesi, e T inconciliabilità intrin- 
seca dei diritti degli alleati tutti, non esclusa la Nazione 
Maltese finché restò autonoma, ed il susseguente possesso 
britannico di Malta. 

9. Sarebbe invero curioso l'asserire che la chiamata 
all'aiuto fatta da chi si trovasse aggredito in casa sua da 
malviventi intitolasse lausiliatore a sostituirsi all'aggredito 
nel possesso dei diritti del medesimo, come del pari sarebbe 
attribuire all'Inghilterra la parte odiosa di insidiatrice con- 
tro i propri alleati se le si volesse attribuire un ingiustificato 
agire a loro riguardo di sola esclusiva conquista nel fatto 
della espulsione del comune nemico da queste spiaggie 
da cui tutti derivavano uguale titolo per esplicita previa 
convenzione. 

10. Inoltre perchè si potesse con qualche parvenza di 
diritto asserire Malta conquistata perchè furono debellati 
i precedenti possessori, i Francesi, bisognava che le leggi 
almeno fatte da costoro fossero state dagli Inglesi rispettate 
e poi revocate colle formalità di diritto. Il che non è avve- 
nuto, come è ben ragionato nella già citata sentenza della 
Corte d'Appello di Malta nel 1887. 

11. Un altro argomento ancora ci somministra a 
combattere Tidea di conquista la già menzionata concessio- 
ne agli abitanti di Malta del bottino e delle prede fatte in 
occasione della resa della piazza della Valletta, imperocché 
questi non si ripartiscono coi conquistati, ma si tolgono a 
costoro e si distribuiscono tra i principali delloste nemica. 
Un tal atto dunque sarebbe bastevole a dimostrare come 
effettivamente i Maltesi eran cooperatori principali, e per lo 
meno quanto ì Siciliani, ai quali non si vorrà disconoscere la 
natura di alleati quest'oggi quando la si riconobbe a proprio 
vantaggio in quelle congiunture. Non fosse stato il Napo- 
letano Monarca, che mentre permetteva agli Inglesi di 
rifornirsi del necessario dai suoi porti, negava questo van- 
taggio ai Francesi di Malta, anche quando non ^ra ancora 



— 147 — 

in guerra dichiarata con loro (i), Malta in tutta probabiltà 
non si potrebbe gloriare di essere parte oggi dell'Impero 
Britannico. Avrebbero senza un tal aiuto potuto tenere il 
blocco le navi britanniche ed espugnare questa piazza di cui 
Lord Hawkerbury confessava l'inespugnabilità ? (2). 

12. Varrebbe poi la pena dì sostenere una conquista 
dì Malta, dato pure che dal 28 Ottobre 1798 essa non 
potesse riguardare che il solo recinto delle fortificazioni del 
Gran Porto e che Inglesi, alleati e Maltesi labbiano 
insieme operata, se essa venne risoluta col trattato di 
Amiens ? Francesi ed Inglesi si erano allora contentati di 
abbandonare le loro pretensioni al possesso di queste isole 
per far luogo all'Ordine Gerosolimitano, che le doveva ria- 
vere colla dipendenza dall'antica sovranità del Re delle Due 
Sicilie e colla garanzia delle potenze ; e perciò dopo quel- 
Tatto i signori di queste terre per volere delle nazioni di 
Europa rimanevano l'Ordine, Napoli, ed i Maltesi. Napoli, 
sebbene non formalmente rinunzìataria dei suoi diritti a 
favor della Gran Brettagna non ne era aliena (3), e gl'im- 
portanti eventi accaduti nel mondo politico in quell'epoca 
consigliavano ai veri interessi del regno delle Due Sicilie di 
approvare in Malta, il cambiamento di dominio che esso non 
aveva la forza di ritenere (4). L'Ordine Gerosolimitano 
colla morte dell'Imperatore Paolo I, rientrato nella sua 
orbita, aveva subito tali scosse che difficilmente lo si sareb- 
be potuto riconoscere per quello che aveva tanto onorato 



(i) Bonncfons A. Maric-Carolinc Paris 1905 pag. 156. 

(2) Cobbett Rejjister v, IL col. 1137. 3 Novembre 1801. 

(3) Vedi i discorsi nelJa seduta del Parlamento Britannico dei 23 
Maggio 1803. Ivi, V. III. 

(4) La presenza degl'Inglesi in Malta era garanzia dì difesa per 
la Sicilia, su cui Ed. Lcfebvre segretario del governo a Malta scriveva 
a Talleyrand « La Sicile est un corps dont Malte et les rochers qui 
l'environnent ne sont que les bras... Il nV a qu* une seule manière 
de coiiserver cette con(iuete, c'est d'y joindre celle de la Sicile ;....:> 
Bonuefons I. e. pag. 158. 



- I4à - 

la Religione Cattolica, protetto i mari dalle insidie dei bar- 
bari corsali e che aveva recato non piccoli vantaggi al com- 
mercio dei popoli cristiani (i). Spossessato ornai della 
maggior parte delle sue proprietà, sbandati i suoi membri, 
abolite, scisse o senza valida protezione le sue lingue 
diveniva precipuamente risposta la garanzia della propria 
indipendenza nel solo Pontefice, e la sua autorità mancava 
del necessario peso per farsi rispettare dalle potenze. I 
Maltesi, già dediti ed attaccatissimi all'Impero Britannico, 
divenuti di diritto colla erezione della lingua maltese e col- 
Tassegnazione della metà di tutti grimpieghi quasi i veri 
arbitri del loro paese preferirono svestirsi ancor una volta 
di ciò che avevano acquistato, mirando principalmente all'u- 
nione loro coir Inghilterra, come si espressero nella concer- 
tata petizione sollecitante l'accettazione da parte di quella 
della sovranità di queste isole adesso da loro offerta (2). 



(i) Dal De Kermainguy, L'esclave des galères, Paris 1841 
pag. 260 si rileva altro vantaggio dalla residenza dei Cavalieri in 
Malta alla nobiltà d'Europa, cioè l'affiatamento continuo di persone 
appartenenti alle più nobili famiglie di ciascun reame, la conseguente 
smussatura dei loro differenti caratteri, e pei più giovani un'accademia 
in fatto d'onore, di educazione, di emulazione che addolciva il loro 
carattere, modificava i pregiudizi ed i costumi prendendo il meglio 
e il più generoso di ciascuna nazione. Nel fatto l'Ordine si prestava 
ad offrire altri vantaggi ancora perchè esso cercava adattarsi in cia- 
scun paese a seconda delle esigenze e delle contingenze della posi- 
zione, talché cambiati i tempi e le circostanze modificavansi i doveri, 
le incombenze e le attitudini della corporazione. Vedi The Knights 
Hospitallers in England by L. B. Larking e J. M. Kemble, London 
1857 pag. XIV. 

C2) La sollecitudine con cui fu fatta la petizione, come la missio- 
ne data dal governo locale al signor Antonio Casolani già consultore 
politico del Ball durante la campagna, partito per Londra il 23 Otto- 
bre 1801, e le varie corrispondenze tenute in proposito autorizzano, 
secondo taluno, a ritenere questo atto esser stato fatto di concerto 
colle autorità governative, sebbene per non suscitare gelosie, ai nostri 
deputati non si dette a Londra la ricezione che era loro dovuta. 
Appendice No. XXXVIIL 



— 149 — 

1 j. Ma si potrebbe forse obbiettare, potevano i Mal- 
tesi come sudditi del Re delle Due Sicilie fare tale offerta? 
Potevano queste isole formare oggetto di donazione da 
parte dei Maltesi. Rispondono i Maltesi. In forza delle 
condizioni d'infeudazione apposte nel diploma di Carlo V da 
Castelfranco a 24 Marzo 1530 esecutato dal duca di Mon- 
teleone al i Giugno seguente in Messina l'Ordine Geroso- 
limitano col semplice abbandono di queste isole veniva a 
perdere ogni suo diritto e qualsiasi ragione su Malta men- 
tre i Maltesi per antecedenti privilegi, altrove menzionati, 
riacquistavano diritto a questa terra già due volte da loro 
riscattata. Col possesso di Malta passato ai Francesi e 
colla conseguente guerra contro la Francia la Corona di 
Sicilia veniva a perdere di fatto e irremissibilmente gli anti- 
chi diritti che su queste isole le competevano, avendo mo- 
strato di non avere né la forza, né l'energica intenzione di 
riacquistarle. L'azione, l'abilità e capacità dei Maltesi, che 
non risparmiarono né rischi, né fatiche avevano risollevato 
l'isola dalla condizione in cui era caduta, e perciò quando i 
Maltesi, pur riconoscendo l'alto dominio del Re delle Due 
Sicilie, si riservavano la posizione di sostituiti al precedente 
feudatario, quale fu TOrdine, non derogavano menoma- 
mente a quei diritti della Corona Siciliana già modificati 
nella propria natura per gli occorsi eventi. L'inalberamento 
dello stendardo della Gran Brettagna accanto a quello 
della Sicilia e sostituito al gonfalone di Malta significar non 
poteva che la doppia natura della sovranità su queste isole 
e la rinunzia dei propri diritti che dai Maltesi spontanea- 
mente si faceva nella fiducia di essere compensati coi van- 
taggi da loro sperati. La natura dell'atto compiuto dai 
naturali col loro memoriale dei 9 Febraio 1799 al Re delle 
Due Sicilie a suggerimento del rappresentante della Gran 
Brettagna in Malta per coonestare l'azione dell'innalzamen- 
to della bandiera inglese ci è chiaramente indicato dalla 
lettera dello stesso Ball di uguale data: per agire, cioè, con 
delicatezza e non urtare, i sentimenti di un* sovrano amico, 



— 150 — 

di cui i Maltesi anche sotto la sovranità deirOrdine non 
disdegnavano chiamarsi sudditi, ed il di cui alto dominio 
non si voleva disconoscere (i). 

1 4. Che se pur si fossero dai Maltesi oltrepassati i limiti 
della propria competenza, egli è che nella società il diritto 
alla propria conservazione e salvezza è tale che avanti a lui 
ogni altro umano deve necessariamente cedere e svanire. 
II diritto del Re delle Due Sicilie qualunque esso sia, se 
rispettato, non sarebbe stato a lungo andare che Tafferma- 
zione del potere francese, la ricaduta di Malta in mano sua 
colla conseguente spogliazione dei privilegi maltesi, e Na- 
poli sarebbe stata assolutamente incapace a resistere alla 
potenza francese. Concorreva quindi quanto secondo il 
Philimore ed i giuristi è giustificazione sufficiente di ciò, 
che sotto l'impulso della necessità si compie lealmente ed 
in buona fede ; dacché è la necessità che detta la legge, 
soprassiede a tutte le regole e rende legale e legittimo ciò 
che è ragionevole e giusto in siffatti casi (2). 

15, Ma poi a che cosa ammontava questo diritto del 
monarca siculo su Malta e Gozo nel 1798 ? L'Ordine Ge- 



(i) In questa lettera il Ball dice ancora di aver fortemente insi- 
stito col Nelson sul vantaggio che il Re di Sicilia sarebbe a derivare 
dall'avere così vicino una nazione amica colla sua flotta per sostenerlo 
e che ciò sarebbe una garanzia j)er la buona condotta dei Siciliani. 
Appendice No. XXXIX. 

(2) Philimore. Inter. Law v. II. pag. no e 123 « Lord Stowell 
observes that a clear n ecessi ty will be a sufficient justifìcation of 
every thing that is don e fairly, and with good faiih under it > and 
again, « that the law of cases of neccssity is not likely to be well 
furnished with precise rules ; necessity creates the law, it supersedes 
rules, and whatever is reasonable and just in such cases is likewise 
legai..,,-» <Vattel says, that when two duties stand in competition. 
that one which is the more considcrable, the more praiseworthy and 
productive of the greater utility is entitled to the preference. Lord 
Bacon says that «it is a point worthy to be observed generally of the 
rules of law, that when they encounter and cross one another, that it 
bc understood which the law holds to be worthier and to be prelcr- 
red. (Maxìms of Law Regula III.» 



— 161 — 

ro.solimitano conscio di quanto aveva operato, speso e 
patito insin dal 1530, e dall'assedio dei Turchi su questa 
terra, da renderla per lo scopo, a cui natura sembrava 
averla designata, come inespugnabile fortezza, ( i ) aveva col 
fatto ridotto questo diritto del Re di Sicilia ad un puro 
omaggio. Arrogi che per quanto grande voglia pur con- 
siderarsi il potere di Carlo V concedente Malta in feudo, 
esso era soggetto alle leggi di possibili contingenze, di 
necessità e della ragion universale (2). Se eventi mondiali 
avessero sovvertito Tordinamento particolare costituito da 
Carlo per la sovranità di Malta, e questa tosse venuta meno 
il titolo su Malta doveva seguire le fatalità, alle quali egli 
aveva esposto quest'isola coiraver consentito di allontanar- 
le dalla sua immediata signoria. Epperò i Maltesi, dopo 
l'abbandono del governo (Gerosolimitano, presero occasione 
di affermare la loro autonomia e una propria sussistenza sia 
come naturali successori dei diritti già presso il precedente 
feudatario che per proprio innato diritto. Egli è che T Ordi- 
ne, impotente allora di salvaguardare i suoi stessi interessi, 
non poteva dai direttori del movimento maltese conside- 
rarsi e ritenersi capace a preservare T ideale degli isolani. 



(r) Il maresciallo Marmont scriveva nelle sue memorie quando 
ripassava da Malta nel 1834 «Un uomo delKarte al veder questa 
piazza rìmarri\ sempre maravigliato di due cose — dell'eroica difesa e 
della fortunata resistenza del Gran Maestro La Vallette quando Malta 
non era nulla, ed i Turchi occupavano le alture immediate del Borgo 
— e della resa di Malta alle nostre armi, quando questa città era, dopo 
Gibilterra, divenuta la più forte d'Europa e difendevasi da per se 
stessa cogli ostacoli materiali da lei presentati.» Riport, da I. Zuali 
Sajani. Gli ultimi giorni dei Cavalieri di Malta, p. 173 che come il 
Kermainguy nel Mannarino e nel Fleur d'Epée compilarono sui fatti 
di quest'epoca i loro romanzi. 

(2) « Great as was the power of Charles V it was nevertheless 
« subject to the laws of possible contingencies of necessity, and of 
« universal reason. He was not privileged to enter his caveat in per- 
« petuity, against the operation of those laws.» Jackson (?) The Policy 
aud Interest of Great Britain with respect to Malta. L^ondon 1803 (?). 



— 152 -. 

Come abbiamo già detto, sbandati per l'Europa i suoi 
membri, ed essendo tutti stranieri all'isola, e già astretti da 
regole che escludevano i nativi dalla participazione del go- 
verno politico deirOrdine, per necessità non avrebbero 
potuto secondare le aspirazioni del nuovo ordine di cose ; 
che anzi essi avevano dato già prova di non aver voluto 
mantenere i patri privilegi non ostante le giurate pro- 
messe. 

i6. Dato, adunque che i mutui interessi di Maltesi ed 
Inglesi avevano avvicinato i due popoli e li avevano di 
conserto fatto agire allo scopo prefisso, sebbene ciascuno 
con proprio particolare obbiettivo, e li avevano così uniti 
da formare di questa isola una possessione dell'Impero 
Britannico il trattato di pace firmato a Parigi nei dì 30 e 31 
Maggio 18 14 come conseguenza di quello sottoscritto ai 23 
Aprile precedente e che aveva per base di ristabilire in 
Europa lo ^/a/;/ ^//(^ del 1792, non può spiegarsi diversa- 
mente per quanto riguarda queste isole che come ratifica- 
zione europea dell'avvenuto a Malta per fatto dei Maltesi e 
degli Inglesi. Presa questa veduta di tal trattato non è 
difficile comprendere il rifiuto delle Potenze di sentire TOr- 
dine Gerosolimitano che protestava nel susseguente Con- 
gresso di Vienna, seppure le ragioni già menzionate non 
fossero bastantemente valide, ed è facile scorgervi la causa 
dell'essersi trasandati le possibili pretensioni del Monarca 
delle due Sicilie e di altri potentati. Apponevasi, quindi, 
bene il Ball quando affermava nella sopra citata lettera ad 
uno dei capi del movimento maltese. < Se alla fine della 
guerra Maltesi ed Inglesi si saranno l'un all'altro attaccati 
potete star sicuro che l'interesse del re della Sicilia sarà 
di rinunziare per sempre a suoi diritti. > (i). 

Dal permesso ci pace che si possa meritamente rite- 
nere il possesso britannico non quale un'usurpazione diplo- 



(i) Appendice No. XL. e Borg's Appeals pag. 23. 



— 153 — 

mancamente leg^ittimata col trattato del 1814, come piacque 
a più di uno chiamarla ; ma piuttosto questo trattato po- 
potrebbe passare per ricognizione diplomatica di fronte 
a terzi del Melitensitim amor e della efficace assistenza 
prestata dagli Inglesi, a cui spontaneamente eransi dati i 
Maltesi, perche a detta degl'internazionalisti: «Quando una 
nazione non si sente abbastanza forte, e sia impotente da 
sola di resistere a suoi nemici può legalmente assoggettarsi 
ad altra nazione più potente. > Ed invero la pergamena 
diplomatica non costituisce né fa conquiste, ma ricorda solo 
eventi storici (i). 



■ >x< * 



(i) 4c The Diplomatic pareli ment makes no conquest ; it only 
records that wliich evcnts bave made. » Policy & Interest of Great 
Britain etc. E chi non fosse ancor persuaso dell'azione maltese legga 
negli atti del notaro Alessandro Patrizio Spiteri alla data dei 18 
Marzo 1799 l'approvazione e ratificazione data per pubblico contratto 
dai rappresentanti dei casali, di proposito congregati nella sala del 
palazzo del governo della Notabile, all'operato tutto dei tre deputati 
maltesi portatisi a Palermo a ^w di avere dal Nelson, Hamilton e dal 
Re delle Due Sicilie la sanzione della proclamata Sovranità della Gran 
Brettagna. Per chi poi voul persuadersi della parte che sostenevano 
gli agenti inglesi coi maltesi per ottenere questo fine rij)orterò questo 
interessante brano di lettera scritto prima della rottura della pace. 
« Le governments politiques ont changè extremement depuis que 
j'avez l'honneur de vous voir; et je ne repantriejamais de Tavis que 
j'avois donne au Deputès de Malte, quand ils etions en Angleterre — 
Ils ont a sutenir soulment, a rester firmes, et a dire, qu'ils ne se 
soumetteront jamais a TOrdrc — Et selon moi tout les Puissances de 
l'Europe ne pourroient forcer l'Isle de Malte. i^ A conferma di queste 
vedute sta Tordine del Reg. Commis. dei 3 1803 di innalzare sulle 
imharazioni maltesi il solo paviglione inglese sotto pena di 50 e di 
100 onze secondo la grandezza della nave. (Doc. riport. nell'app. IV). 

20 



CONCLUSIONE 



^^ 



Seguendo dopo un secolo le memorie tramandateci da 
scrittori diversamente ispirati dalla diversità deirìnteresse 
delle parti in conflitto e di altre estranee alla lotta, ma 
ugualmente aspiranti al possesso di queste isole, non si può 
non rimanere perplessi nel giudicare la situazione deirepoca 
trattata. Ma se il corso del tempo distrusse delle prove, 
altre ne mise in evidenza le quali ci permettono di afferma- 
re con sicurezza il vero titolo, onde la Gran Brettagna 
vanta il suo possesso su Malta. Esso poggia sul diritto 
innato competente alle nazioni, come agl'individui, di prov- 
vedere alla propria conservazione non meno che sopra un 
atto di mera elezione da parte dei Maltesi. 

2. La completa rovina della sovranità dell' Ordine 
Gerosolimitano lasciò il Popolo Maltese senza un sovrano e 
in preda a tirannico e rapace nemico. Si trovò Malta real- 
mente priva della naturai protezione di un governo, e alla 
mercè dei grandi Stati dovette sottostare quanto ai comuni 
uffìcii della sovranità. In tale straordinaria crisi un comune 
interesse portò la Gran Brettagna ad assistere i Maltesi nel 
loro risveglio politico. Quel comune interesse lasciò il 
paese eventualmente nelle mani di chi si cooperò efficace- 
mente alla liberazione loro da un comun nemico. 

3. I mezzi usati dalla Gran Brettagna per ottenere 
questo risultato si possono riassumere nella cacciata dei 
Francesi, nellaver guadagnato i capi dell' insurrezione 
maltese, nell'aver tatto pesare la propria influenza e saputo 



— 155 — 

far valutare Taiuto prestato alla Corte di Napoli ( i ) e nel 
barcamenarsi e salvaguardarsi dalle suscettibilità della Rus- 
sia e di altri aspiranti al possesso di Malta. 

4. Intanto se da una parte la debolezza di Hom- 
pesch (2) e dall'altra l'infedeltà ed il tradimento permisero 

(i) Leggcsi in un dispaccio del ministro Thugut a CoblenzI degli 
Il Novembre 1798. «e Quel che causò a noi non minor meraviglia è 
stata la scoperta fatta da ^fonte non sospetta, che il marchese di 
Circello (ambasciatore di Njipoli) è stato munito di scerete istruzioni 
per cercare di ottenere la garanzia dell'Inghilterra a favor del re di 
Napoli p>el possesso di Corfù e delle altre isole già veneziane essendo 
autorizzato in tutti i casi ad offrire l'isola di Malta alla corte di 
Londra....» Dal De Salles 1. e. pag. 398. 

(2) 11 Hompesch vien difeso da vari autori. L'atto della sua 
abdicazione dei 6 Luglio 1799 è riportato tra altri dal Villencuve- 
Bargemont, Monumens des Grands-Maitres v. 2. pag. 417, che ripor- 
ta altri documenti determinanti questa rinunzia, causata dai suo agire 
curioso nella resa di Malta. Da una lettera dei 7 Settembre 1 798 
apprendiamo che Ransijat fu quegli che allora gli portò l'informa- 
zione di aver Bonaparte accolto i reclami dei suoi creditori « mais 
que pour ne pas articuler le mot de dettes dans Tacte de reddition, il 
nous assignoit des fonds pour les payer. En effet, le citoyen Pous- 
sielgue cousin du Poussielgue de Malte, vient peu de momens aprés, 
nous porter un acte de cession que nous dùmes signer, et subseque- 
ment l'on nous remit cent mille livres en or et deux cent mille francs 
en lettres du change...)^ Mss. 421 Bibl. Ma che cosa e^ano i sei cento 
mila franchi assegnati a Hompesch da Bonaparte a fronte del ricavato 
per l'ordine dato a 13 Giugno di torre gli ori, argenti e pietre preziose 
della chiesa di S. Giovanni, degli Alberghi, del Palazzo magistrale e 
di tutte le dipendenze dell'Ordine? « Malte 25 prairial anno VI. 
Bonaparte, general en chef, ordonne : i. Le citoyen Berthollet, le 
contròleur ^e Tarmée et un commis du payeur en leveront l'or, Tar- 
gent et les pierres precieuses qui se trouvent dans l'église de Saint 
Jean et autres endroits dépendant de l'Ordre de Malte, l'argenterie 
des Auberges et celle du Grand Maitre. 2. Ils feront fondre dans 
la journée de demain tout l'or en lingnots pour ctre transporté dans 
la caisse du peyeur à la suite de l'armée... 4. Ils vendront pour deux 
cent cinquante à trois cent mille francs d'argenterie a des négociants 
du pays pour de la monnaie d'or et d'argent... Bonaparte j^. De 
Kermainguy. Fleur d'épce v. 2. pag. 449. Il Lebrun, che fu preposto 
alla zecca in quell'egoca ci lasciò nota delle casse degli argenti . delle 



— 156 — 

ai Francesi d'impossessarsi di Malta, allej^ando per pretesto 
ad attaccar guerra il rifiuto a prender acqua, quando l'or- 
dine d'impadronirsi di queste isole datava già dal 12 Aprile 
1798, (i) la conquista od invasione ft-ancese apportò la sola 
conseguenza di facilitare il passaggio di questa terra al 
dominio della regina dei mari di preferenza a chi riceveva a 
Pietroburgo dal bali A. De Litta a io Decembre 1798 le 
insegne della sovranità di Malta indossato della cotta d armi 
del La Vallette, della croce di l'Isleadam e della spada di 
P. D'Abusson (2). A nulla valse a Paolo I l'offerta di 
Malta fattagli da Bonaparte nel Luglio 1800 a mezzo del- 
Tufiiciale russo De Sergijeff; e la nomina del Barone di 
Sprengporten a governatore di Malta, che doveva prender 
possesso dell'isola da mano dei PVancesi coi 6000 soldati 
russi già prigionieri in Francia andò a vuoto (3). 

5. Il vincitor d'Aboukir, guadagnatosi alla sua nazione 
il monarca delle Due Sicilie, allontana i Portoghesi, possi- 

chiese consegnate alla zecca per farne lignotti, facendoci sapere che 
la Rcpublica servendosi del conio del Hompesch coniò monete in 
pezze e mezze pezze di argento (Mss. Bibl. 435) ; e che l'argento di 
S. Giovanni portato in zecca pesava sterline 6570, mentre una sua 
nota dice « la fusa del lampadario di S. Giovanni in tempo dclli 
Francesi, poi ridotti in lignotti numerati e stampato col valore intrin- 
seco quali essi presero con loro assieme con diverse casse d'argento in 
natura, cioè senza che furono fuse in zecca.» Mss. Bibl. 437. Aggiun- 
gi a questo l'argento ed oro dati dalla Cattedrale in cambio delle 15 
statue dell'apostolato di detta chiesa che pesavano libre 290, cioè 
mille sterline di valore intrinseco. Voi. 13. atti capri, pag. 202. 

(i) L'ordine in esteso è riportato dal Bue. O. De Lavigerie, 
Ordre de Malte, Paris 1889. pag. 26. Dalle «Memorie» del Maresciallo 
Marmont ediz. Milano 1857 v. I. p. 175 abbiamo che cosa si voleva 
colla richiesta dcU'acciua « Giunto avanti Malta il (Generale... mi dette 
la missione d'andare quale parlamentario a chiedere il permesso per 
la squadra e per il convoglio d'entrare nel porto sotto pretesto di 
farvi accjua. vSe ci fosse stato accordato, era progetto di sbarcare nella 
città e di rendercene padroni con un colpo di mano.... » 

(2) Villeneuve Bargemont 1. e. voi. 2. pag. 326. 

(3) Thiers, Consulat et l'Empire Paris 1849. T. 2. pag. 93. 



— 157 - 

bile ostacolo a suoi disegni, concede l'assistenza richiesta a 
Maltesi, che vedeva costituiti in regolar governo per quanto 
le circostanze permettevano e possessori della terra che 
non poteva ornai considerarsi francese (i), ed offre loro la 
direzione di un abile e scaltro diplomatico, il quale si assi- 
cura la benevolenza e la gratitudine dei Maltesi coll'aiutarli 
a rimettere in miglior stato il Consiglio Popolare di Malta e 
Gozo, per la conservazione del quale avevano essi lottato 
durante tre secoli e che essi ritenevano come il palladio del 
loro onore nazionale, delle loro libertà e della loro indipen- 
denza. (2) Fu tale il fascino, che deve avere allora eser- 
citato il Ball, da far dire all'erudito scrittore di cose patrie 
G. A. Micallef, che < l'esuberante fiducia in chi soltanto 
mirava alla compensazione di un meritorio servigio, l'impe- 
rizia di coloro, che allora inlluivano in facenda di tanto 
rilievo, fugarono così prezioso momento per fermare su base 
perenne quei privilegi. (3) 

6. Che, se è vero che a tanto montò Tindignazione 
maltese al sentirsi proporre la deposizione delle armi prima 
dell'entrata in Valletta da farsi udire, a detta di qualche 
francese, grida di < all'armi >, <siam traditi >, < morte agli 
Inglesi >, egli è da riflettere che era ancor possibile ai Mal- 
tesi, coli 'aiuto dei Napoletani di supplire al silenzio della 



(i) Più tardi nel Moniteur ^it\ 7 Giugno 1803 tra le osservazioni 
al manifesto del Re d'Inghilterra si afferma anche dai Francesi che 
Malta è proprietà dei Maltesi e dell'Ordine. «... l'ile de Malte qui est 
la proprieté de l'Ordre de St. Jean de Hierusalem et des Maltaises », 
p. 1165. 

(2) Per opera del Mse. N. Testaferrata, si trovano stampati a 
Londra 181 2 tra altri importanti lettere e privilegi, i capitoli e con- 
tratti col G. Maestro e Religione riguardanti lo stato libero di Malta. 

(3) Osservazioni... su Malta 1839. pag. 96. Degno coadiutore del 
Ball fu il Vivion, che ci lasciò notizie d'interesse nella sua dei 6 
Giugno 1799 sull'operato Maltese durante l'assenza totale della flotta 
inglese; ed afferma che si eran allora i Maltesi fortificati per modo da 
resistere da soli anche all'arrivo di 5000 soldati francesi di rinforzo 
alla guarnigione. Appendice No. XL. 



— 168 — 

capitolazione e dettare delle condizioni ; ma i capi presenti 
consci della vera situazione, racconsolarono il ligio popolo, 
e chi fra essi non ne condivideva il sentimento, o doveva 
essersi rimasto lungi dal teatro d'azione, od aveva già per- 
duta la necessaria influenza su suoi compatriotti. 

7. Per altro, la fatta elezione della Corona protettrice 
era ancor si bene impressa negli animi di tutti i popolani (i) 
e Futile, che si auguravano, era tale, che controbilanciava 
qualsiasi altra considerazione, e scemava il rammarico e 
l'aggravio di vedersi trattare a quel modo, (2) ed urtati 
nei loro sentimenti più cari; ed al certo non reggeva il para- 
gone tra questo ed il trattamento precedente dei France- 
si. (3) Ci sembra tuttavia che la momentanea reviviscenza 
di un forte partito per l'Ordine Gerosolimitano manifesta- 
tosi colle varie petizioni a Hompesch, al Papa, a Napoleone 
ed all'Inghilterra non molto dopo, (4) deve anche trovar 
una ragione nei disgusti cagionati dall'inesplicabile modo 



(i) «The patriot chiefs, and natìonal representatives in 1799, 
proposed that their Islands should become an integrai part of the 
British Empire ; which proposai being accepted of, from that period 
the Union Jack become the national flag. » Th. Mac Gill Guide of 
Malta, ed egli aveva potuto ben conoscere le cose insin dal 1803. 
A 20 Dee. 1808 fu nominato Sensale Publico dal Ball. 

(2) Dalla « Consultazione sul diritto dei creditori verso la Plan- 
cia contemplati nelle convenzioni politiche 20 Novembre 1816, e 25 
Aprile 18 18 » scritta da sei avvocati della Curia Romana si rileva 
quanto diritto si avrebbe avuto di reclamare i patiti danni maltesi in 
quelle congiunture. Vedi A. Schembri, Massa Frumentaria Malta 1851. 

(3) La Commissione di Governo francese in una Gazzetta straor- 
dinaria dei 19 Ottobre 1798 publicava gli ordini di Bonaparte con 
note spiegative che vale la pena leggere per formarsi un'esatta idea 
di quel Governo in Malta. Appendice No. XLI. 

(4) Vedi i relativi memoriali nel De Salles, Annales de TOrdre 
de Malte pag. 443. Hompesch accenna in una sua lettera ad una 
deputazione maltese che si sarebbe portata a Pietroburgo allo ;stesso 
scopo, ed in un'altra del 21 Giugno 1801 ci dice che l'abbate Naudi 
fu il latore di simile petizione al Pontefice ed a lui. App. XLIL 



— 169 — 

di procedere dei prepósti inglesi allmizio del nuovo regime 
britannico. 

8. La maniera» pertanto con cui si cercò dairinghil- 
terra di assicurarsi l'acquisto di queste isole, offre distinti 
aspetti a seconda dei rapporti, sotto cui si consideri. La 
cacciata del presidio francese dalla Valletta per la forza 
assediatrice di terra e di mare, composta nel Settembre 
1800 di Inglesi, Maltesi e Napoletani, unita alla finale 
sconfìtta di Napoleone nella guerra rinnovatasi colla scusa 
dell'evacuazione delle truppe inglesi da Malta (i), si presta 
ad intravedervi una conquista sui Francesi fatta dai Maltesi 
ed Inglesi, che sotto un sol vessillo mantennero questa terra 
alla Corona britannica. 

9. Nell'azione del Monarca Siculo, della Russia e delle 
potenze in qualsivoglia modo interessate, che riconoscono il 
fatto compiuto dell'unione Anglo-Maltese e della sovranità 
della Gran Brettagna su Malta nei convegni di Parigi e 
Vienna, il cui scopo era di rimettere la condizione degli 
Stati alla posizione in cui erano nel 1791, è dato ravvisare 
una cessione di Malta all'Inghilterra. 

10. Infine la volontà e l'atto del popolo maltese, che 
rimette nel potere della nazione britannica la sua patria ed 
ogni suo bene, cooperandosi efficacemente a questo fine in 
ogni maniera per lui possibile quando agire diversamente in 
più circostanze non gli sarebbe tornato difficile, ci giustifica 
nel ritenere che Malta trovasi sotto la potenza inglese per 
volontaria e spontanea dedizione dei Maltesi compiutasi 
gradatamente per atti anteriori alla Pace di Amiens ed alla 
sua rottura. 



(i) Il De Kermainguy termina il suo romanzo storico sui Cava- 
lieri ia Malta nel 1 798 con osservare, che se è permesso ascendere 
dalle piccole cause ai grandi avvenimenti e dal grano di sabbia alla 
montagna si potrebbe scorgere che la piccola Malta nell'invisibile 
man di Dio divenne come la pietra di David, e fu occasione se non 
causa della caduta di Napoleone. Voi. II. pag. 450. 



— 160 — 

II. Tale elezione manifestata con tanti atti venne di 
poi espressa col Melifcìisinrìi anio7'dL mej^lio denotare Tunio 
ne formalmente riconosciuta a Parigi nel 1814, riconosci- 
mento che venne giustamente espresso co\ì Europac Vox 
neiriscrizione commemorativa esistente in Piazza S. Giorgio 
in Valletta. E ciò perchè, come insegna il dottor delle scuole 
Tomaso d'Aquino <Amor est virtus unitiva» e non può 
sussistere se non tra chi abbia comuni interessi, perchè 
<amor importat convenientiam et connaturalitatem ad ama- 
tum> . E, come suol avvenire che per causa dell'amore non si 
bada e non si cercano troppe precauzioni nel proprio opera- 
to paghi di possedere quel che si desidera, i Maltesi si 
contentarono di rendere perenne memoria della seguita loro 
azione pur sapendo che in pratica la differenza tra terra 
conquistata e non conquistata si riduce oggi a questione di 
sentimento e di parole quando il potere opera senza cercare 
pagliativi. Bene spesso una liberale condotta, che non cerchi 
troppo pel sottile, ebbe la fortuna di vedere risolute non 
poche questioni. Una contesa d'eticchetta tra l'ammiraglio 
duca di Grafton, figlio naturale di Carlo II ancorato nel 
1687 colla flotta inglese nel nostro porto (i) ed il Gran Mae- 
stro sul titolo di Altezza e Vostra Grazia, fu meglio risoluta 
dallo spirito pratico di Henry Fitz James, figlio naturale di 
Giacomo II, il quale, non curandosi di titoli, recossi al pa- 
lazzo magistrale e ricevette una ricca croce nella speranza, 
a detta dello Scallettoni, di muovere il re d'Inghilterra a 
ristabilire la linoua iJij^/ese dell'Ordine, sulla quale tratta- 
vasi nuovamente sotto gli auspici di Luigi XIV di Francia 
e anche più recentemente (2). 

(i) Taaffe, History of the Order of St. John v. 2. p. 167. 

(2) Un ramo protestante ossia il priorato inglese dell'Ordine si 
trova oggi stabilito in Inghilterra sotto gli auspici dei Sovrani Britan- 
nici con regole speciali. Vedi Bedford & R. Holbeche, The Order of 
the Hospital of St. John of Jerusalem, London 1902 ; Sir R. Brown 
Sketck of Knights hospitallers of St. John of Jerusalem. London 1856; 
Taaffe 1. e. nella sua app. p. 192, il quale basandosi che il fine dell'Ordi- 



— 161 — 

12. Per tale unione Malta veniva a passare perenne- 
mente alla G. Brettagna (i) come appena un secolo innanzi 
(1704) Gibilterra veniva conseguita, e conformata perla Pace 
di Utrecht (17 13) alla stessa potenza. Un ambasciatore spa- 
gnuolo nel 1726 aveva intimato il rilascio di Gibilterra, o 
guerra ; Bonaparte, imitandone la tattica a riguardo di 
Malta otteneva il medesimo risultato della Spagna. E 
coiroccupazione di Malta si compiva dall* Inghilterra un 
sistema di dominazione marittima cominciata colla presa di 
Gibilterra, porta del Mediterraneo, di Ceylon chiave delle 
Indie, di Trinidad posto avanzato nell'America. (2) 

13. L'opportunità presentatasi all'Ordine Gerosolimi- 
tano col trattato di Amiens di riavere questo dominio veniva 
frustrata, causa non ultima l'organamento di quell'istituto, 
allora impotente per autorità, mezzi, forza, intestina scissura 
e per la mancanza di simpatie degl'influenti tra Maltesi 

ne h prò utiliiaie hominnm ideava altro piano di costituzione per 
rassociazione. 

(i) I plenipotenziari dell'Ordine il Ball Miari e Comm. Berlin- 
ghieri a 20 Settembre 18 14, adducendo tra i motivi, che l'istituto di 
sua natura era una scuola di navigazione e di valore militare, chie- 
devano inutilmente al congresso di Vienna un posto nel Mediterra- 
neo. « Memoire presente par les ministre plenipotentiares de Tordre 
souverain de St. Jean au Congress a Vienne. Catania 18 14 » p. io. 
Airincontro dopo quel congresso il Capitolo della Cattedrale di Malta 
s'insediava più saldamente nella maggior chiesa che aveva avuto in 
quest'isola l'Ordine Gerosolimitano, in S. Giovanni, a mezzo dei tre 
decreti concistorali dei 27 Gennaio 18 16, 22 Maggio 18176 29 Gen. 
1823. mentre già insin dalla condiscendenza di Bonaparte, il Vescovo 
Labini aveva da Roma ottenuto a 30 Agosto 1798 la facoltà di deco- 
rare questa chiesa col titolo di Concattedrale dandole nome dei SS. 
Giovanni e Paolo e di fiirla ufficiale da porzione del capitolo. Fu lo 
stesso Labini che chiedeva da Roma una riduzione degli oneri sulla 
medesima imposti esponendo nel Luglio 1801 che si stavano pagando 
dal Governo locale in pensioni a 64 preti dell'Ordine in Malta scudi 
II 220, e fu allo stesso che si spediva il decreto dei 25 Settembre 
1807 di giurisdizione sulle chiese e sui membri dell'Ordine nell'Isola, 
facoltà confermate poscia al suo successore. 

(2) Lacroix, Malte et Gozo Paris 1848 p. 175. 

21 



— 162 — 

esclusi dal suo seno, fattori tutti necessari della ideata indi- 
pendenza, ifidispensabile alla neutralità dell'Isola (i). Egli è 
un fatto che il R. Commissario di S. M. B. il Cameron 
annunziava alla Nazione Maltese con pubblica notificazione 
dei 17 Luglio 1802 il ristabilimento dell'Ordine a norma del 
X articolo del trattato d'Amiens, e la nomina di Sir A. J. 
Ball a ministro plenipotenziario presso il suddetto Ordine (2); 
ed il bali Buzi quale speciale incaricato del Gran Maestro 
Giovanni Tomasi (3) presentava a i Marzo 1803 le sue 
credenziali. Ma alla sua domanda della consegna dell'Isola 
ebbe evasive risposte ed il giorno dopo il Ball gli offriva il 
palazzo del Boschetto per residenza del Gran Maestro (4) 
facendogli capire che era meglio per il Tomasi lo starsene a 
Catania; né valsero le premure in di lui favore esercitate dal 
ministro Francese (5) a far rimuovere il Regio Commis- 
sario Inglese dalla presa linea di condotta; per cui lo stesso 
giorno della publicazione in Malta della rottura della pace il 
Buzi protestava con sua lettera dei io Giugno contro gl'in- 
sulti ricevuti e se ne partiva (6). 



(i) Vedi nel Cobbett Ann. Register v. 3. la discussione seguita 
nella Camera dei Pari al 23 Maggio 1803. 

(2) Appendice No. XLIII con una bella notificazione dei 24 
Luglio lo stesso Ball informava i Maltesi della sua nomina a Regio 
Commissario fino alla consegna dell'Isola all'Ordine ; ma la sua con- 
dotta doveva conformarsi subito dopo col dispaccio Hobart dei 17 
Ottobre 1802. 

(3) Appendice No. XLIV. La politica e la pace richiesero il sacri- 
fìcio del Hompesch morto a Montpellier a 12 Maggio 1805 ed il Paj)a 
elesse, dopo il Ruspoli, il Tomasi a 9 Keb. 1803, che morì a Catania 
a 13 Giugno 1805. In una lettera del Prepaud a Mayer dei 24 Otto- 
bre 1800 si legge « Le 25 Aout Biker etait à Rome : il avait deja vu 
le Cardinal Consalvi, Secretaire d'Etat qui etait faché de la lettre 
d'abdication du Grand Maitre qui mattait le cour de Rome dans 
l'embarras.» Mss. Bibl. 419. 

(4) Appendice No. XLV. 

(5) Rip. nel Villenueve — Bargemont v. 2. j). 452. 

(6) Appendice No. XLVL 



— 163 — 

14- Eran state queste tutte commedie per guadagnar 
tempo ed assicurarsi il possesso di Malta ? Nelson avea a 
nausea la diplomazia tenuta a riguardo di quest'Isola (i) ; 
Lord Melville diceva : < render Malta all'Ordine è dare 
l'Egitto ai Francesi, > (2) e Whitworth ancor più esplicito 
diceva : L'Inghilterra desidera Malta per la sua propria 
sicurezza e non per donarla ad altra potenza per quanto le 
possa esser amica (3). La politica richiedeva quella 
tattica ; perciò il pomo di discordia gettato di propo- 
sito da Napoleone, per cagione della tattica inglese e 
e della dichiarazione dei Maltesi a favor della Corona Bri- 
tannica, non aveva prodotto l'effetto da lui desiderato. «J'ai 
perdu Malte, diceva il primo Console, mais J'ai mis cette 
pome de discorde entre le mains de mes ennemis qui se 
la disputeront maintenant > (4). 

15. La Nazione Inglese, intanto, non aveva perduto in 
quei frangenti occasione di render i Maltesi sempre più at- 
taccati a lei ed alienarli da simpatie verso altre direzioni (5). 



(i) « How wouJd you feel to be at Malta, with nothing but 
soldiers and diplomatic nonsense. » Nelson a Lady Hamilton 5 Otto- 
bre 1803 in Pettigrew 1. e. voi 2. pag. 346 mentre avevale scritto a 
21 Agosto del Ball « on many occasions appears to forget that he 
was 3 seaman, he is bit vvitb the dignity of the corps diplomatique...» 

(2) Sorel V. IV pag. 297. 

(3) Ivi, pag. 292. 

(4) Vedi Thiers, 1. e. pag. 288. 

(5) Uno dei mezzi per ottener questo fine fu la distribuzione 
giudiziosa degl'impieghi e la creazione di altri. Oltre i luogotenenti 
dei casali si nominarono sindaci, presidenti dell'ospedale, amministra- 
tori dei beni pubblici, collegio d'amministrazione delle case agli Inva- 
lidi e degli alunni, &cc. I più influenti avevano un impiego. Un 
Vitale, un F. Castagna successivamente governatori del Gozo con due 
e tre mila scudi di salario ; un Mse. Alessi, un Conte Preziosi, Geo 
B. Grognet venivano nominati a 28 Agosto 1803 presidenti dell'ospe- 
dale ; Pietro Paolo Bonnici ed altri tre giurati delle quattro città ed 
Ugolino suo padre uno dei 4 giurati della Notabile ; Antonio Parnis 
creato intendente di Polizia e Navigazione mercantile con scudi cento 



-- 164 — 

Lord Hawkesbury, anime del trattato d'Aniiens, riconosce- 
va e difendeva l'onore ed il nome Maltese (i) ricordando 
le sofferenze dei nativi ed il sacrificio di vite di migliaja di 
essi, e scrivendo di Malta al R. Commissario a 5 Giu^^no 
1802 gr ingiù nge : «Vi debbo raccomandare di procurare 
sempre con tutti i mezzi in vostropotere di assicurare l'attac- 



al mese per decreto dei 27 Marzo 1804, ed il Bue. vSav. Cxaucì a com- 
missario di Sanità ; 11 Canco. Siisano, Bue. Paolo Sceberras, Mse. 
Delicata, Mse. G. Ant. Apap membri del Collegio deiramministra- 
zione delle case di cui il decano Mattei era presidente ; F. Grech a 
sindaco del Nadur, Mizzi a Sindacc» del Zebbug, O. Camilleri a Sin. 
del Sannat, G. Formosa a Sin. di C. Caccia, F. Candii a Sin. di 
Xeuchia, M. Ganci a Sin. del Garbo e Matteo Buttigieg, a Sindaco 
dell'Università del Gozo con nomina del 25 Ott. 1804; Fra A. Biagio 
a Gran Elemosinario 24 Ottobre 1803, il luogotenente Bne. di C. 
Cicciano Pasquale Sceberras a protettore dei Carcerati e suo tiglio 
Antonio Barone di Budunetto agente di questo Governo a Piazza in 
Sicilia &CC. &CC. Riportiamo a titolo di curios tà quest'ultima nomi- 
na nell'App. LVII, ove riporteremo alcuni nomi di esiliati politici. 

(i) Parliam. Papers 26th May 1803 No. i. Dispac. a Sir J. 

Warren dei 29 Gennaio 1803 ove si lègge ancora « the objection 

which, it is conceived, has had most weight with His Imperiai 
Majesty, is that stipulation in the loth article ofthe Treal)- of Aniicns 
which at the time that it establishes a Maihse Lan^HCy requires no 
Proof of Nobility for admission into that Langue — That sudi a Sti- 
pulation is considered as leading to the Establishment of a Plebean 
Langue, totally inconsistent with the spirit of the Istitution of the 
Order — His Majesty is extremely desirous of devising^ means by 
which this objection shall be obviated, and the Interests of ihc 
Maltese adequately consulted. The Proofs of Nobility, which have 
been retjuired for other Priories, have been varìous ; and the Power 
ofthe Pope to <^rant Dispensations has been admitted to exist. 11 
therefore Actual Nobility was made the indispensable Condition ol 
admission into the Maltese Langue or Priory, the objection, which ib 
at present made to this part of the arrangement, would, in a great 
Degree, if not wholly, be removed. As, however, the number of per- 
sons who would be capable of admission into the Order, in conse- 
quence of such a Rcgulation, would be very limited, it appears 
leasonable, that some further Stipulations should be made in favour 



— 166 — 

camento degli abitanti al Governo di S. M. e di adoperare 
ogni sforzo per frustrare i tentativi di altre potenze di acqui- 
starsi un'influenza predominante su di loro> (i).Una tale istru- 
zione era già contenuta fra quelle date dal Lord Hobart e 
ministro Dundas al Cameron a 14 Maggio 1801 e prima 
quando gli s'intimava «di non tralasciare alcuna favorevole 
occasione di conciliare l'affezione e di assicurarsi della fedel- 
tà dei Maltesi pel Governo Inglese (2). 

16. Che la grande premura della Gran Brettagna di 
cattivarsi l'affezione degli isolani, dimostrata in ogni atto 



of the Inhabitants of Malta ; and zV may be proposed io revive, under 
sudi Regulations and Modifica tions as may be judj^ed expedient, the 
National Comici! vvhich formely existed in that Island, which shouid 
form no Part of the Order, òut which shouid have a Share in the 
Government of the Islanda lìnd a deliberative Voice in ali its interjial 
Concerns. » 

(i) Mss. R. Biblioteca No. 530. 

(2) C. O. Papers nel Prot. Marr. case, Supp. app. p. 71, e nel 
Mss. R. Bibl. 531. Dee. i. Ecco le parole : 

« .... and with respect to the inhabitants, lo use every endeavout, 
consistent with your public duty, to vieet their wishes^ to show your- 
sclf indulgent even to their prejudices, and to omit no fair opportunity 
of conciliatine their affection, and ensuring their fidelity to the govern- 
nient under which they are now placed. » E prima nelle stesse istru- 
zioni. « It is of the more importance that you shouid apply yourself 
with the utmost diligence to acquire a knowledge of ali the above 
nientioned particulary, {laivSy customs, and privileges of the Maltese, 
as they existed under the autority of the G. M. and Order of St. 
John) as the leading principi e by which it is His Majesty's pleasure 
the government of Malta shouid, f or the present, be regulated is, that 
in substance at least, and so far as circumstances will admit, in form 
also, no aiteration shouid be niade in the modes, laws, and regulations 
according to which tlie civil affair s and the revenue of the Island have 
been heretofote managed, unless the same shall appear to the officer 
commanding His Majesty's forces to be required for the safety and 
defence of the Island, or to be so evidently beneficiai and desirable, 
as to leave no doubt of its expediency, or of its being generally accept- 
able to the wishes, the feelings and even the prejudices of the inhabi- 
tants. » 



^ 166 — 

governativo per quanto 11 comportava la situazione politica, 
era riuscita lo attesta l'Anderson, capitano in uno dei regi- 
menti qui per primi sbarcati, quando dice che i Maltesi erano 
presi da fervoroso e quasi superstizioso attaccamento alla 
nazione Inglese, (i) e meglio ancora dal fatto della pratica 
valutazione, che di questo buon volere ed attaccamento si 
fece allora quando si trattava di provvedere alla difesa di 
queste isole contro eventuali nemici. Così il Ball scriveva 
airEarl di Cambden ai 19 Aprile 1805: «Si crede che 4000 
soldati siano più che sufficienti per la difesa di Malta quan- 
do l'attuale attaccamento e la lealtà dei Maltesi restano 
saldi> (2). Ribadendo poi quel che aveva detto a 6 Novem- 
bre al ministro W. Wyndham informava il Ball a 23 Ago- 
sto 1 807 il Visconte di Castlereagh : < A riguardo della 
difesa dell'Isola sono umilmente di opinione che tre regi- 
menti Britannici coi regolari maltesi, artiglieria da costa ed 
Invalidi, e 2000 soldati della milizia siano più che sufficienti 
all'uopo mentre continuiamo a godere l'attaccamento degli 
abitanti che posso liberamente affermare sia andato fin qui 
crescendo > (3). 

17. Né poteva esser diversamente a giudicare sul 
saggio insegnamento di Livio, che < Certe id firmissimum 
imperium est, in quo obedientes gaudent>, a voler anche 
prescindere che del valore e della capacità militari dei Mal- 
tesi gl'Inglesi non dubitavano, come ebbe a riconoscere il 
Segretario di Stato Lord Hobart nel dispaccio a Ball dei 20 
Giugno 1803 «Le qualità militari evitte dai Maltesi durante 
l'ultima guerra quando combattevano insieme colle truppe 
di S. M. specialmente a Porto Ferraio, mostrano l'impor- 



(i) Journal of the Forces. London 1802 pp. 466 e 501 ove si 
riporta l'ordine dello sparo dell'artiglierìa inglese per festeggiare le 
solennità religiose maltesi. 

(2) Mss. Bibl. No. 530. 

(3) Ivi. 



— 167 — 

tanza di non restringere Tobllgo del lor servizio a Malta, 
Gozo e Cornino, ma che S. M. possa servirsene anche altro- 
ve se le circostanze della guerra lo richiedessero» (i). Quin- 
di riesce incomprensibile come si possano mai contrastare 
tali qualità già ammirate dallo stesso Vaubois nella intercet- 
tata lettera degl'undici Decembre 1800 : < Il loro naturale 
coraggio e il disprezzo d'ogni disagio e d'ogni pericolo ci 
fece combattere con furiosi leoni > (2). F'urono queste qua- 
lità unite alla gratitudine ed al naturai slancio dei Maltesi 
che grandemente contribuirono all'effettuazione dell'unione 
ancor oggi ricordata col 

Magna* et Invictoii Brittaniie 

Melitensium amor et Europae vox 

has insulas confirmat A.D. 1814. 

Intanto, compiuta comechessia la trattazione del mio as- 
sunto, non so accommiatarmi dal gentil lettore senza ren- 
dere le debite grazie a coloro che mi permisero l'accesso a 
documenti in loro potere, come pure all'Avv. G. Caruana 



(i) Mss. Bibl. No. 531. 

(2) A giustificazione dei Maltesi per il mancato assalto voluto 
dal Ball nel Gennaio 1799 riportiamo dal Naval Chronicle dell'Otto- 
bre 1800 le osservazioni critiche «Unassailable vvith any prospect of 
success, on account of its naturai and artificial strength, the fortifica- 
tions of Valletta, vvhich had bade defiance to the assaults of the most 
])owerful armaments, scovveled defiance on the usuai metods of siege. 
To have procecded according to the accoustomed mode of attack, 
would have causcd only the needless sacrifice of the lives of thou- 
sands, without materially advancing or furthering the wishes «of 
the assailants » v. IV^ p. 335. Perciò il Boisgelin nella sua storia v. 2 
p. 127 ha « The Maltese whom they (i Francesi) had ever called and 
treated as wretched peasents, proved themselves worthy of the praises 
of their enemies, who could not possiblc refuse doing justice to their 
iindaunted courage. » Riporto in app. No. LXVIII la circolare del 
X'escovo Labini dei 3 Settembre 1798 con cui raccomanda la pace ai 
campagnoli ed altri documenti che dimostrano l'operato di questo 
zelante prelato creduto partigiano Francese. 



— 168 — 

Marno per la cortese assistenza prestatami nella pubblica- 
zione di questa monografia, che, se non ha raggiunto lo 
scopo di convincere altri nella svolta opinione, è stata alme- 
no occasione per disotterrare non pochi documenti impor- 
tanti per la nostra istoria, e che vedono la luce per la prima 
volta nell'appendice. 

Forsitan et haec olim meminisse juvabit. 



Notabile 15 Agosto 1907. 



■** 



IL CAN. CARUANA, 

Vescovo di Malta nel 1831. 



APPENDICE 



^^ 



I. 

La proposta di Capitolazione fatta ai Francesi 
dai Generali Maltesi e dagli alleati ai 25 Settembre 1798 



Documento /. 

Al Generale Vaubois. 

Provandosi oggi per nostra maggior difesa le due formidabili 
armate, che c'esibiscono con tutta generosità qualunque sorta di 
munizione, e particolar protezione appresso tutti i Sovrani per farci 
procurare i viveri neces55arii in questa circostanza ; E confermandoci 
Noi sempre più nella ferma e soda risoluzione di tirare avanti fino 
allo ultimo respiro, deliberati constatamente di o vincere, o morire 
senza altro di mezzo ; Per trattare con voi da buoni Maltesi, che ci 
gloriamo d'essere, vi proponiamo d'abbandonare l'Isola, permetten- 
dovi con tutta sicurezza di non farvi verun male, e lasciarvi andare 
impunemente, senza veruna eccezione restituendo si i legni delia Re^ 
ligione alli Maltesi^ e quei della Republica Francese alle due armate 
amiche ; abbiamo pure adoperato con tutto il maggior calore la 
nostra influenza appresso i due sigri. Ammiragli per ottenere dall' Eze. 
loro la sicurezza del vostro arrivo fino a Marsiglia, o qualunque altro 
porto di Francia, il che si sono degnati d'accordarvelo cortesemente. 
Se tale progetto voi accetterete non avrete a far altro che mandarci 
la risposta con chiunque vi piacerà, sicuri che non gli sarà fatto 
verun male, speriamo che penserete meglio alla vostra presente situa- 
zione con accordarci quanto vi domandiamo, perchè in caso contrario 

23 



— 170 — 

non potremo rispondervi della maniera con cui vi tratterà questo 
popolo Maltese dalla vostra infedeltà all'ultimo segano irritato. 

Sottoscritti Can. F. S, Caruana (i) 

E. Vitale (2). 
Dal voi, Afss. « Blocco » nell'Arch, della Cattedrale. 



Documento 2. 

« Une division de Tarmée de sa Majestè Britannique dans 
la Mediterranée, commandée par le Contre-Amiral Sir Horatio 
Nelson, étant arrivée devant Malte sous les ordres de Sir James Sau- 
marez, et reunie à l'escadre de sa Majesté Très-fidelle, commandée 
par le Contre-Amiral le Marquis de Niza ; dans le dessein de rétablir 
les habitans de l'isle de Malie et dependances dans la libre jouissance 
de leitrs isles, sommons conjointement la garnison Fran^oise de la 
ville et ports de Malte de nous remettre la ville et les ports et 
dépendances, ainsi que les vaisseaux, frégates, et bàtimens de 
quelques espéces qu* ils soyent et qui peuvent s'y trouver, à 
fin que les habitans de l'isle de Malte pnissent se mettre en pos- 
sessiofi de leurs villes et ports ^ et rentrer dans leurs droits de proprie- 
té, En conséquence, le Contre-Amiral Marquis de Niza, au nom de 
sa Majesté Très-fidelle la Reine de Portugal, et Sir James Saumarez, 
au nom de sa Majesté Britannique le Roy d'Angleterre, s'engagent et 
promettent de laisser à la garnison Fran^oise la liberté de retourner 



(i) Il Caruana laureato in Teologia e Legge, nato al Zebbug nel 
1759 fu fatto Canonico della Cattedrale ai 4 Decembre 1796, Arci- 
diacono nel 1822, preconizzato Vescovo di Malta a 31 Febrajo 1831 
e morì ai 17 Novembre 1847. Dopo terminata la guerra occupò 
varie onorifiche e laboriose cariche quale professore di Filosofia invece 
del D. Michele Xerri dai Francesi fucilato, Rettore dell'Università e 
Direttore della scuola tessitoria aperta dal Labini nel pianterreno del- 
l'Ospedale Saura. Il Dr. G. Gulia ne fa una biografia n^W Arte del 
22 Agosto 1864. 

(2) Il Vitale nato al Rabato della Notabile a 30 Aprile 1759 dai 
conjugi Notaro Salvatore e Rosa naia Caruana fu fatto Cancelliere 
di quell'Università alla morte del padre avvenuta a 23 Marzo 17S5 
rimanendovi fino al 1795, quando fu sostituito dal fratello Notaro Gae- 
tano. Terminata la guerra veniva nominato a 21 Agosto 1801 Gover- 
natore al Gozo ove morì agli otto d'Ottobre 1802, pochi mesi dopo 
sua madre spirata a 24 Aprile 1802. Durante l'assedio e precisamente 
a 12 Marzo 1799 aveva perduto il fratello avvocato Pietro affetto 
della malattia che allora serpeggiava. 



- 171 - 

on France, sur Ics batimens qui leurs seront procurés à cet effet, de 
Ics convoyer et cscorter ; sous la condition quc cette nicme garnison 
ne servirà pas dans cctte guerre contre les deux puissances dénom- 
mées et leurs alliés, jusqu' au moment ou elle seroit réguliérement 
changée contre les sujets des deux puissances dénommées ou de leurs 
alliés. La garnison Kran^oise maintenant enfermée dans les murs de 
la ville de la Cité Valete doit mùrement refléchir aux conséquences 
funestes qu' entraineroit pour elle un refus à cette sommation, puisque 
il la laisseroit à la merci des traitemens que peut inspirer au peuple 
de l'isle de Malte la baine et Tanimostié que leur a fait naitre les 
mauvais traitemens qu' ils ont éprouvés des PVan^ois ; et la garni- 
son, après avoir éprouvée les horreurs de la famine, seroit forcée de 
s'en remettre à la discrétion d'un peuple qui ne montrcra que les 
seiitimens de sa vcngeance. La garnison F'ranc^oise doit savoir que 
les escadres ne cesseront de blocpier l'isle de Malte ; qu' une autre est 
devant Alexandric, employée à aider les forces navales et de terre du 
Grand Seigneur à reduire les troupes Kran(;oises que la disette et les 
maladies ont pu épargner en Egypte ; et qu' enfin une autre escadre 
est devant Toulon ; dont il ne peut venir aucun secours. 

« A bord du vaisscau le Prince Royal^ le 25 de September 1789. 

« Signé, Le Chef de Division 

SiR James Saumarez 

« Le Contre-Amiral 

M. DE NiZA. > 

Dal Memo ir s & Correspo/idaue of Ad9n. Ij)rd de Sauniarez 
by Sir J. Ross v. 2 p. 414, Ij)ndon 1845» 

I (jozitani ancora al par dei Maltesi avevan chiesto a' Francesi 
di evacuare il Castello del Rabato al Gozo, ma fìnora non mi fu dato 
vedere i relativi documenti che sembrano accennati nelle seguenti tre 
lettere oggi conservate presso il Magistrato Ed. Parnis. 



Docuììiento 3. 

Al Signor Comandante Dr. Francesco Pace (i)— Rabato. 
Signor Comandante. Questa sera prima che si faccia tardi 
v'aspetto in questo monte (2) per communicarle qualche affare d'im- 



(i) Questi è quegli che più tardi fu tenuto in ostaggio in Sicilia, 
e poi tornato veniva nominato a i Novembre 1808 a giurato del 
Gozo. Trovandosi a Palermo ufficiale negli eserciti di Sicilia si sposò 
con una Forno, donde il W'scovo di Malta Pace Forno. 

(2) Il Campo del Cassar era sul monte (ihelmus. 



— ITO — 

portanza in conseguenza di una lettera speditami oggi stesso dairAni- 
miraglio Marchese di Niza Portughese, quindi mi lusingo, che sarà a 
favorirmi, e sono. 

Gozo lì 24 Settembre 1798. 

Il Soprintendente dell'Isola 
S. Cassar, Arcipie: (i). 



Documento 4. 

Al Signor Comandante Dr. Francesco Pace, Rabato. 
Signor Comandante carissimo. Il Sargente Francese prigio- 
niero in Casale Caccia assicura, che qualora gli si accordasse di poter 
parlare colli soldati suoi compagni del Castello riporterebbe la loro 
resa, e si crede, che il Comandante non abbi camunicalo il tenore 
della ultima nostra lettera, anzi, che aveva dato alla stessa lettera un 
aspetto contrario, e ciò l'argomento da quella parola dal Castello 
uscita che la nostra lettera sia cioè inumana ; male a mio senso non 
puole succedere, mentre questo Sergente Francese sarà portato nella 
Banca Giuratale custodito dalli soldati nostri, e da sul terrazzino ne 
potrà parlare colli suoi compagni, che vi saranno sulli bastioni ; onde 
Ella partecipi ciò al signor Comandante Generale Mallia, (2) e se è di 
questo sentimento questa sera istessa al tardi si porterà al luogo 
questo Sargente, ed in sua compagnia avrà dei soldati nostri tra i 
quali Facondo Meylach che intende bene il Francese ; questo è 
quanto, e mi dico 

Di V. S. LI 5, Ottobre. 1798. 
, Il Soprintendente Generale 

Arcipte. S. Cassar 



Documento 5. 

Al Signor Dr. Francesco Pace, Comandante del Rabato. 
Perillustre Signor Comandante. Il nostro signor Soprintendente 
ci lasciò jeri vers'un ora per portarsi a bordo delle navi à complimen- 
tare i due Comandanti Portughese, ed Inglese, e per presentarli la 

(i) Mori questo signor Arciprete di anni 59 al Gozo a 16 
Decembre 1805. 

(2) Nato al Gozo a 17 Gennaio 1763, era già padre di famiglia 
all'epoca del suo generalato essendosi sposato a io Febbraio 1781. 
Fu creato primo giurato del Gozo e mandato deputato a Londra nel 
Febbraio 1802. Si ritirò dalla carriera nel 24 Febbraio 1825 e mori 
a 17 Gennaio 1847. 






- 17à — 

risposta avuta dal Comandante Francese. Suppongo inoltre, che par- 
lerà su altri articoli riguardo il buon governo; non altro so precisarle 
di quanto mi ricerca sulla quiete, e neirofferirmi per sempre mi 
dichiaro d'essere 

Di V. S. Perillustre, lì i8, Ottobre. 1798. 

Suo Servitore unico 
Fortunato Spiteri. 



II. 

Capitolazione del Castello del Qoio 



Documento 6, 

Alexander, off Malta, Oct. 30. 

Sir, I have the honour to acquaint you, that the Commandant 
of the French troops in the castle of Gozo, signed the Capitulation 
the 28th instant, which you had approved. I ordered Captain Cres- 
vvell, of the marines, to take possession of it in the name of his Britan- 
nic Majesty, and his Majesty's colours were hoisted. The next day 
the piace was delivered up in fot m to the deputies of the isiand, his 
Sicilian Majesty's colours hoisted, and he (!) acknowledged their 
lawful so ve rei gn. 

I enibarked yesterday ali the French officers and men who 
were on the island of Gozo, amounting to near 217. 

1 enclose the articles ol the capitulation, and an inventory of the 
armsand ammunition found in the castle, part of which I directed lo 
be sent to the assistance of the Maltese, who are in arms against the 
French. There were 3200 sacks of corn in the castle, which will be 
great relief to the inhabitants, who are niuch in want of that article. 

I have the honour to be, &c. 

Alex. John Ball. 

Air Ammiraglio Nelson, 



Documento 7. 

Articles of the Capitulation between Alexander John Ball Esq., 
Captain of his Britannic Majesty's Ship Alexander, appointed to 
conduct the Blockade of Malta, under Rear Admiral Sir Horatio 
Nelson, K. B. on the part of Great Britain, and Lieutenant Colonel 



— 174 — 

Lockey Adj. de Batt. Comiiiander of the French Troops in the 
Castle of Gozo. 

I. The French troops shall march out of the castle of Gozo with 
the honoiirs of war, and shall lay down their arms as they get out of 
the gate. 

II. The Castle of Gozo, with ali the military implements and 
Stores, shall be delivered up to the British officer appointed to takc 
charge of them. 

III. The French officers and troops shall be protected in thcir 
persons and effects, and the officers allowed to retain their side-arnis ; 
they shall be embarked immediately on board his Britannic Majesty's 
Ships, and sent to France in transports, at the expence of the French 
Government. They are not to serve against his Britannic Majesty, 
or his allies, during the war, until regularly exchanged. 

Rear Admiral Sir Horatio Nelson, K.B. has entered into 
ARTICLES WITH THE INHABITANTS OF Gozo, that if the French 
surrender to the British, they shall be considered as under their 
protection, and they will not offer them the smallest insult or moles- 
tation. 

Signed the 28th of October 1798. 

Alexander John Ball, 

Captain of his Britannic Majesty's Ship «Alexander» 

LocHEV Adj. de Battalion. 
Approved, Horatio Nelson. 



Documento 8. 

Extract of articles found in the Castle of Gozo, the 28th of 
October 1798. 

50 barrels of powder. 9000 ball cartridges. 1000 musket 
cartridges without ball. 1700 fiints. 38 cightecn pound cartridges 
filled. 140 twelve pound ditto. 450 six pound ditto. 268 four pound 
ditto. 25 three pound ditto. 88 two pound ditto. 18 eighteen poundcr 
gun, good, and 200 shat. 2 twelvepounder gun, good and 900 shot. 
4 six-pounder gun, good and 2985 shot. 400 hand granades filled. 
90 pikes, and 90 halbers. 3200 sacks of corn. 

N.B. No small arms except those laid down by the French 
troops. (Dal Navai Chronicle dell'anno 1799 pp. 16-23). 



— 176 — 

Documento g. 

Ecco un'altra.lettera del capo del Gozo che lascia trasparire il 
lavoro delle trattative inglesi coi gozitani, a cui si fa allusione nell'ul- 
timo paragrafo della capitolazione. 

Al Signor Comandante Dr. Francesco Pace, Rabato, 
Signor Comandante. Oggi alle 9 dì mattino v'aspetto per comu- 
nicarvi i sentimenti dell'Ammiraglio Inglese, e non mancate, poiché 
trattasi dì affari di molta conseguenza. Sono li 26 8bre 1798. 

Affez. vostro servitore 

Arciprete S. Cassar. 
Originale presso il Magistrato Ed, Parnis, 



III. 

Omaggio al comandante del Blocco 



Documento io. 

Congresso y oggi 11 26 maggio 1800. 

« Essendo di p/ossima partenza per Londra col suo vascello il 
Comodor Troubidge Command, in capite della squadra di S. M. B. 
all'attuale Blocco di Malta verso di cui la Nazione Maltese ne é molto 
tenuta per la gran vigilanza, e costanza in mantenere cosi rigorosa- 
mente e lungamente uno stretto Blocco contro il Porto Generale della 
Valletta, si sono visti i S.S. Rappresentanti nel dovere dì presentare 
al medesimo una lettera di ringraziamento per tanto favore, pregan- 
dolo nello stesso mentre di accettare a nome della Nazione un piccolo 
donativo d'Argento in cui sono scolpite le armi di Maltay ed un iscri- 
zione esprimente essere quello un piccolo omaggio di riconoscenza 
della Nazione Maltese per memoria di tanti lavori ad essa compartiti, 
Qual lettera è stata formata ne' seguenti termini : 

Illmo. Signore Pad. Ossmo. Conosciamo per una somma nostra 
fortuna in c.rcostaiue si critiche, e luttuose di aver avuto capo dì 
(jucsto difficile, e rigoroso Blocco V. S. Illma. Uomo per esperienza, e 
per valore abbastanza noto, il quale si distinse nelle» sue Operazioni 
a dispetto di tanti patinientì, e pericolo dello stesso Naufragio, (i) né 
tralasciò mai di usare la più grande vigilanza senz'ombra d'interesse. 



(i) Si allude all'arenamento del Cvlioden nell'approdare a Mar- 
sascirocco nel Dee. 1799. 



— 176 — 

Sentiamo con nostro sommo dispiacere, che per servizio della 
Maestà del suo Sovrano lei vien chiamato ad altri lavori: E ricono- 
scendo noi una si grande obligazione a nome di tutto il popolo la 
ringraziamo, e la supplichiamo di accettare per memoria del nostro 
buon animo un piccolo soggetto, nel quale sono incise respressioni 
della nostra verace riconoscenza. 

Di V. S. Illma. Dev. ed Oblig. Servitore 

Sottofirmati tutt'i Signori Rappresentanti. 
Li 26 Maggio 1800. 

Dal Mss. «Blocco» delKArch. Cattedrale. Altro simile fu presen- 
tato a Lord Keith dopo la resa della Valletta dal Magistrato Maltese, 
ed a cui rispose nei lusinghieri termini riportati già a pag. 15. 



IV. 
Differenza del regime maltese dopo il Febbraio 1799 



Documento 11, 

Noi Alessandro Giovanni Ball Comte. in Capte. 
dell'Isole di Malta, e Gozo. 
Al Signor Vincenzo Borg. Essendovi voi con approvazione di 
tutt'il Popolo di Casal Birchircara, ed ammirazione di tutti li Maltesi 
sin dal principio della sollevazione di quest'Isole come Capo di detto 
Casale cooperato per il comune bene della patria non solo colle quo- 
tidiane continue fatighe ma anche collo sborso di tutto il vostro asse; 
volendovi in qualche maniera rimunerare Conferiamo a voi unita 
mente col Sigr. Antonio Parnis Guardiano di Porto e Capo di Sanità 
nel Porto di S. Paolo, li medesimi impieghi di Guardiano di Porto, e 
Capo di Sanità non solo per li porti di S. Paolo, e Marsa Scirocco 
ma anche per quelli della Valletta, ottenuta che sarà la Vittoriii 
dovendo tutt'e due godere ugualmente di tutti li onori ed emolu- 
menti : ed avere li stessi obblighi, annessi alli detti impieghi, come 
solevano godersi, ed aversi sotto l'antico governo. 

Dato nel nostro Palazzo di S. Antonio H 20 Marzo i799- 

Alex. J. Ball. 
FcE. CuTAjAR, Segio. 
Originale presso il Magistrato Ed, Parnis. 



— 177 — 

Donnnetìio /2. 

Ristabiìimcnfo del Magistrato della Notabile 

Noi Alessandro (ìiovanni Ball Comandante in Capite dell'Isole 
di Malta e Gozo. Non essendoci niente più a cuore, che la felicità, e 
tranquillità di questi popoli, e considerando che si l'una, che l'altra 
principalmente dipendono dalla diramazione del (Governo, e scelta 
delli ministri hahbiamo stabilito di rimettere in piedi l'antico Magi- 
strato della Notabile, e suo Capitano di Verga ; E siccome da quel 
che abbiamo potuto, osservare da noi medesimi, e dalle relazioni 
avute, è molto lodevole, non che irreprensibile h condotta delli 
Nobili Maltesi, Barone Francesco Ganci, Conte Salvatore Manduca, (i) 
Marchese Vincenzo Depiro, (2) Conte Ferdinando Theuma, e Conte 
Romualdo Barbaro ; Perciò nominiamo il Primo cioè il Barone 
Francesco Gauci per Capitano di Verga, e nostro Luogotenente nel 
Governo della Città Notabile, e li altri Quattro Nobili Manduca, 
Depiro, Theuma, e Barbaro, per Giurati della medesima Città, e 
Campagne : dando alli medesimi tutte le solite facoltà giurisdizione 
ed onori adesivamente al presente Governo ; Comandiamo perciò che 
tutt'il Popolo di Malta debba per tali riconoscerli, ed ubbidirli — Dato 
nel Palazzo di S, Antonio li 25 Aprile 1^99 — Il Comandte. in Capite 
dell'Isole di Malta e Gozo — Alex. Jn. Ball — Prescrive S. Eccellenza 
che dalli sunnominati Giurati debba essere il primo il Sigr. Conte 
Manduca — Il Secondo il Sigr. Marchese Depiro. Il terzo il signor 



(i) Gran patrocinatore del ritorno dell'Ordine Gerosolimitano 
contribuì non pK)co colla sua facoltosa borsa per le spese del partito. 
Non era un mese dalla sua nascita avvenuta a 30 Agosto 1724 che il 
primo Conte di Montalto creato il i Luglio 1720 da Francesco I 
Farnese di Parma e Piacenza, non avendo prole, otteneva altro diplo- 
ma a 19 Settembre 1724 e fondava pingue primogenitura per alti 
del Not. T. Velia 3 Marzo 1725 a favor del pronipote Manduca. 
Muore Salvatore a 12 Novembre 1800 lasciando figli dal matrimonio 
con Elena Portughes celebrato a 31 Gennaio 1785, tra cui brillò 
lungo il regime inglese Sir Vincent Manduca K.C.MG. 

(2) E* il secondo Barone di Budac e Marchese di Castiglia per 
creazione di Filippo V di Spagna a 6 Novembre 1742. Moriva alla 
Notabile a 28 Marzo 1799 e dal figlio Barone Antonio nasceva a 26 
Novembre 1800 Sir Gius. M. De Piro K.C.M.G. autore di varie opere 
patrie. Due discendenti del Vincenzo sono oggi gli unici Maltesi 
Cav. di devozione del S. M. O. di Malta. 

29 



— 178 — 

Conte Ferdinando Theuma — Il quarto il Sigr. Conte Barbaro — Cuta- 
jar Segretario — Loco Sigilli — Dr. Francesco Cutajar Deputato Segre- 
tario. 

Dal voL Mss, della R, BibL <t^ Nomine del V Universi tà-t^ 



Documento tj. 
Bandi 

Noi Alessandro (Giovanni Ball Comandante in Capite 
deir Isole di Malta e Gozo. 

Abbiamo la grata sodisfazionc di far sapere a questi popoli la 
consolante notizia che S. M. l'Imperatore di tutte le Russie d'intelli- 
genza colle alleate potenze S. M. il Re della Gran Brettagna, e S. M. 
il Re delle due Sicilie, ammirando il gravide coraggio y e l'ardire delli 
fedeli Maltesi^ nel concepire Videa di espellere da qnesf Isola f inimici 
Francesi intraprenderne r esecuzione, e coìi ammirabile costante soffe- 
renza fra stenti , e disagi sostenere l'impresa ha stabilito con regale 
magnanimità, e paterno affetto mandar in quest'Isola sufficiente, e 
poderoso numero di truppe sotto il comando d'uno dei più valorosi 
generali per dar ajuto a Maltesi, e dar l'ultima mano alla totale libe- 
razione dell'Isola dalli comuni nemici : e siccome da tali nemici, e 
dalli occulti fautori, può essersi sparsa, e spargere si puole una ben 
falsa, iniqua idea, ed una molto pregiudiziale prevenzione riguardo 
airindole delle succennate truppe, e sulle ideate .conseguenze del loro 
arrivo, e di sbarco in quest'Isola ; crediamo nostro dovere di assicu- 
rare, in primo li Maltesi a noi molto cari, e fedeli Patriottì, alla loro 
patria affezionati, che le suddette truppe e loro Ufficiali tutti, in con- 
seguenza delli ordini sovrani altri sentimenti non hanno che 
d'umanità affetto e benevolenza verso questi poF)oli : A quali affetti, 
giusto e doveroso essendo, di corrispondere con altrettanto affetto e 
gratitudine, ordiniamo in vigor del presente Bando a tutti li Abitanti 
di quest'Isola di trattare le truppe suddette con la dovuta urbanità, 
cordialità, ed affetto, considerandole (quali realmente sono) come 
affezionati, e fedeli amici : E qualunque di quest'Isola mostrerà aver 
per le truppe suddette tutt'altri sentimenti, sarà considerato non 
che, come poco affezionato e fedele; ma totalmente dichiaraco nemico 
della patria. E siccome le differenti coccarde ^ che al presente si portano 
dal V Abitanti di guest' Isole potrebbero dar motivo di qualche gelosia, o 
sospetto alle dette truppe (che a momenti si as|)ettano) ordiniamo, che 
nessuno de' medesimi Abitanti dopo il lasso di ventiquattro ore da 
decorrere dalla pubblicazione del presente Bando, ardisca portare 



— 179 — 

alcuna sorta di coccarda sino ad altra deliberazione, e nuovo ordine. 
Dato nel Palazzo di S. Antonio nostra residenza li 8 Maggio 1799. 

Loco >^ Sigilli Aliìx. Jn. Ball. 

Felice Cutajar, Uditore. 



Documento 14, 

Sua Kccellenza il Signor Comandante Alessandro Giovanni Ball 
ordina in vigor del presente Bando che nessuno d'oggi in avanti 
possa rifiutare di ricevere le seguenti monete di Sicilia : cioò il pezzo 
di dodici carlini per tari trenta ; il pezzo di sei carlini per quindici 
tari, ed il pezzo di due carlini per cinque tari ; e ciò sotto pene 
arbitrarie (!!) 

Dato nel Palazzo di St' Antonio li 22 Maggio 1799. 

J. VlVION 

Par ordre de Monsieur le Commandant ,Ball. 



Documento /j. 

Noi Giovanni Vivion incaricato dal signor Gap. Giovanni Ales- 
sandro Ball Comandante in Capite le due Isole Malta e Gozo del 
governo di dette Isole durante la di lui assenza. 

Avendo continuamente occasione di sapere in quali angustie si 
trovano li casali, e quanta pena costi alli rispettivi Capi il manteni- 
mento de* battaglioni ; aderendo alle varie istanze fatteci ; in vigor 
del presente Bando ordiniamo, ch^ finché espulsi non saranno total- 
mente da quest'Isola li comuni nemici, il dritto del bollo del pane 
restar debba alli Capi de' rispettivi Casali j^er impiegar li proventi 
in mantenimento dei loro battaglioni ; dichiariamo bensì che non è 
nostra intenzione pregiudicare in modo alcuno col presente Bando 
alli gius, e diritti, che su tale Bando aver puole il Magistrato della 
Notabile, dove tali diritti, se si hanno, restar illesi per potersi discu- 
tere allorché libera sarà l'Isola da detti comuni nemici. 

Dato in S. Antonio li 27 Giugno 1799. 

J. Vivioiy. 
Loco ^5 Sigilli. 
Uditore Felice Cutajar, Segretario di S. Eccellenza, 

A di 27 Giugno 1799 e stato letto, e publicato e nei luoghi 
soliti della Città Notabile, e suo Borgo a suono di tamburro in 
presenza di più persone. 



— 180 - 

À d) 28 Giugno 1799 : è stato Ietto e pubblicato dalli Signori 
Rappresentanti nei luoghi soliti di Casal Zebbug, Siggieui, Micabiba, 
Crendi, Safi, Chircop, Gudia, Axiak, Zeitun, Zabbar, Tarxien, Luca, 
Curnii, Birchircara, Balzan, Lia, Attard, Gargur, Musta, e Naxaro, 
ed affìsso nei Cantoni soliti. 

Dal voi. Bandi. Mss. nella R. Biblioteca di Malta. 



Documento 16, 
Ordini 

{Dagli originali gentilmente prestatimi dal Sac, D, Gaetano 
Sammut di C, Attard pronipote del Cav. Vincenzo Borg e del Afro. 
Michele Cachia rappresentante del Zeitun). 

a) St. Antonio 20 Settembre 1799. 
Signor Capo di Birchircara, 
Vi compiacerete questa mattina alle otto portarvi in S. Giuseppe 
per assistere alla decisione del fatto di quello che voleva portarsi in 
Valletta. Farete anche trovarvi in S. Giuseppe porzione della vostra 
truppa, ed alli volontari per assistere alla fucilazione dello stesso. 

Vostro Servitore 

Felice Cutajar, Segretario di S. E. 



ò) S. Antonio li io Ottobre 1799. 
Stimatissimo Signor Rappresentante, 
S. E. ordina che domani mattina alle ore dieci vi porterete in 
S. Giuseppe per il Consiglio di Guerra. 

Di V, S. stimatissimo atìfezionatissimo servo 

Lorenzo Bugeja, Segretario di S. E. 
(a tergo) Allo stimatissimo Signor Rappresentante 

di C. Birchircara. 



e) S. Antonio li 4 Aprile 1800. 
Signor Capo di C. Birchircara, 
Vuole S. E. che lei si trovi qui questa mattina alle ore dieci e 
mezza perché vi e Consiglio di Guerra. 

Atìfezionatissimo servitore 

L. Cutajar, Segretario di S. E. 

d) S. Antonio li 23 Luglio 1800. 
Stimatissimo Signor Rappresentante, 
Dovendosi domani mattina giudicare un uomo, che otto mesi 
sono ha disertato dal Battaglione di Zabbar e si è portato in Valletta, 



- 181 - 

donde dopo otto mesi è tornato in campagna, è pregato V. S. Iltma. 
trovarsi domani mattina alle ore sette qui in S. Antonio per assistere 
al Consiglio di Guerra che dovrà decidere di sua sorte. 

Di V. S. lima. Affmo. Servitore 

L. CuTAjAR, Segretario di S. E. 

e) S. Antonio li io Agosto 1800. 
Signor Capo del Battaglione di C. Birchircara, 
S. E. l'invita per il Consiglio di Guerra, che ha da tener domani 
in palazzo ad ore otto di mattina. 

Afìfezionatissimo Servitore 

L. CuTAj.\R, Segretario di S. E. 



Docutn€nto fj. 

Ecco invece il governo prima del 9 Febrajo 1799 epoca della 
scelta Protezione Inglese. 

Stimatissimo Signore, 

Notabile 3 Decembre. 1798. 
Vien pregata V. S. d'intervenire domani che saranno li 4 del 
corrente alle ore 5 dopo mezzodì nella Città Notabile in un Congresso 
dei Capi di Battaglioni ove si tratteranno gl'interessi comuni di questo 
Popolo, e senza mancare potendo la sua assenza, pregiudicare al 
pubblico. Le auguriamo intanto ogni feliticità e siamo con ogni 
ttretto. Di V. S. devmi. ed obb. servitori li Deputati del Governo 
Maltese Conte Salvatore Manduca, Marchese De Piro, Emmanuele 
Vitale, Conte Ferdinando Theuma. 

(A tergo) Al signor Vincenzo Borg, 
Capo di Battaglione di Casal Birchircara. 



Documento 18. 

Stimatissimo Signore, 
Dovendo concertare su diversi affari seri, e di gran conseguenza, 
e circa quello occorra, che abbiam sentito dal Illmo. Signor Coman- 
dante Ball, abbiam stimato di fare con tutti quanti li Signori Capi 
di Battaglione un congresso per domani 12 del corrente Decembre 
alle ore tre della sera nel solito Officio. Si compiacerà pertanto V. S. 
favorirci che attendiamo con tutta premura, e con piacere particolare 
ed affmi. Di V. S. Notabile 11 Decembre 1798. Dev. Ser. Deputati 
del Governo : Conte Ferdinando Theuma, Conte Salvatore Manduca, 
Emmanuele Vitale. 

(Tergo) Alle mani del Sigr. Vincenzo Borg 

Capo del Battaglione di Birchircara. 



— 18'2 — 

Documento iq. 

Al Capo di Birchircara. 
Attesa la promessa vostra fattaci di dover provedere ai batta- 
glioni, che si trovano sprovveduti, vi rimetto il capo di C. Zebbiiji 
che si trova senza frumento aH'atto, per essere dalla vostra benefi- 
cenza provveduto. Sono sicuro che mi contenterete e comandatemi. 

Vostro affmo. Sei'vitore ed amico vero, 

Can. F. S. Caruana. 



Documento 20, 

Un leccia passare Maltese del 17^8 

Sarà lecito alla signora Pasca Felici di passare per tutte le guar- 
die di Malta a noi soggette con tutta la sua famiglia, oggi e sempre. 
Dal Campo Generale di S. Giuseppe li 7 Ottobre 1798. 

Can. Caruana. 
U originale trovasi nel voi. VI Mise, Notiz, dello Arca, detta 
Cattedrale, 



Parimenti al Gozo dopo costituito un Provisorio Governo ai 18 
Settembre 1798, il cui atto (Doc. 22) riportiamo perchè meglio si 
veda rinesatezza del Ball che s'arrogò la paternità di questa istitu- 
zione nella lettera già citata a pag. 21, i capi si abboccarono col Niza 
appena giunto avanti quell'isola (Doc. 23) emanarono per proprio 
conto ordinanza (Doc. 24), e si regolavano a mezzo del lor congresso 
(Doc. 25, 26) d'intesa con quello di Malta. 



Documento 21, 

Congresso del Popolo G 02 ita no tenuto lì 18 Settembre 1^98 

Il Popolo del Gozo, che più non riconosce il comando Francese, 
e concentrati più non ha nella Patria legittimi superiori : Ricono- 
scendo essere necessaria la subordinazione, senza cui nessuna società 
puole sussistere, e nessun individuo puoi essere sicuro ; Riflettendo 
inoltre, che l'unione non possa conservarsi, quando non ha la comi- 
tanza della quiete, e della tranquillità mezzi questi necessarissimi del 
buon governo : Pertanto ha determinato di oreare, e costituire un 
Provisorio Governo, al di cui comando assoggettarsi, e presentarli 
quell'ubidienza, e dovere, che esiggono le leggi. 



— 183 — 

Nomhia^ e Depvta::iove, 

1. Capo (li Governo, e Soprintendente generale di tutta l'Isola 
del Gozo. Il Revmo. Sigr. Arciprete della Santa Matrice Chiesa Dr. 
di e. T. Saverio Cassar. 

2. Segretario suo, e di tutto il Governo, l'avvocato Fortunato 
Spiteri. 

3. Comandante della Città Chambrais, Il Sigr. Antonio Mallia. 

4. Comandanti del Rabato, il Sigr. Antonio Mallia, ed il Sigr. 
Francesco Zammit. 

5. Comandanti di Casal vSannat, Il Sigr. Angelo Velia, e Giu- 
seppe Muscat. 

6. Comandanti di Casale Garbo. Tommaso Cassar e Felice 
Grech. 

7. Comandanti di Casale Zebbug, Il Sigr. Dr- Giuseppe Grima, 
e Martino Hasciach. 

8. Comandanti di Casale Caccia. Liberto Grech, e Liberto Sul- 
tana. 



Doaimento 22. 

Carissimi Signori Cam mandanti — Io non devo, ne posso tacervi 
questa notizia : 

Jeri a notte è ritornato il messo colla barca speronara dal Bordo 
delli Vascelli Portoghesi, che in vista abbiamo : Il Generale accolse 
e trattò assai bene il messo : Lesse la mia [petizione, e si dichiarò 
(Tessere venuto seriamente per darci ajtito; ci favori della polvere, 
delli fucili, delle sciabole, e patrone armate con molte altre gentili 
esibizioni ; Ringraziamo dunque il Cielo, che ha voluto esaudirci, 
animiamo alla nostra gente, e l'esortiamo di vegliare con attenzione 
sull'inimico di cui senza meno, giacché Dio vuole cosi, trionferemo. 
Cooperatevi fratelli di togliere, e sradicare dal Popolo lo spirito delli 
contrasti, ed inimicizie, e concentrarla nella quiete, perchè altrimenti 
potremo avere del guaj, tanto più, che abbiamo in vista una potenza 
forastiera d'indole assai quieta, pacifica e tranquilla. Tanto vi devo 
e abbracciandovi mi protesto. 

P.S. Vi prego di fare una raccolta di quanti sacchi vuoti vi potrà 
riuscire di trovare che saranno empiti di polvere per la trinciera, che 
ci penso di fare questa sera nel monte Ghelmus. 

Affmo. Loro Servitore 

11 Soprintendente Cassar. 

Al)i Comm. del Rabato. 



— 184 — 

Docuvìeuto ^?. 

Ranoo 

Perchè il Sigi*. Comandante di questo Rabato vede che dalla 
trascuratine degli Abitanti l'inimico assediato ritrae qualche sorta 
di provvisione, con cui si solleva ; ordina e comanda, che chiun- 
que ha delli porci, pecore, ed altri animali li tenga chiusi, e ben 
conservati in casa, sotto pena della confiscazione di detti animali, 
qualora si ritroveranno girare per le strade, e nei prati vicini. 

Il Comandante del Rabato 

Francesco Pack. 

Lì 23 Settembre 1798 è stato pubblicato a suono di tamburro 
il soprascritto bando nelle tre piazze del Rabato. Ed in fede mi 
sottoscrivo. Il Comandante Francesco Pace. 



Doat mento py. 

Al Signor Comandante I)r. Francesco Pace — Rabato. 
Signor Comandante, Nel Congresso di questa sera si determinò 
imo. che la quantità di frumento esistente nel magazzeno del Migiar- 
ro dovere dividersi tra tutti i Casali ed il Rabato per uguale porzione 
dedotta bensì una salma in favor del Popolo di Casale Zebbug per 
non aver partecipato la quantità avuta dagli altri casali : Ogni 
Comandante poi della sua porzione disponga a suo piacere cioè o 
venderla, o darla alla gente del servizio come vuole : onde Ella pensi 
domani mattino d'inviare un commissionato garantito del vostro 
ordine per ricevere, e trasportare la porzione sua. Intorno alla città 
Sciambrè provvisoriamente sono nominati per Comandanti di detta 
Città Dr. Francesco Hili, Liberato Grech, ed il Signor Giuseppe 
Grima, ed in fretta mi dico lì 24 Settembre 1798. 

Il Soprintendente S. Cassar, Arcipte. 



Docuvìento 2j). 

Signor Comandante Generale, 
Il Congresso si trasferì per domani e si terrà in Casale Caccia 
alle ore 4 dopo mezzodì, il che le sarà d'avviso, e mi dico 

Di V^ S. li 20 Ottobre 1798. 

Suo Servitore vero 

Arcipte, S. Cassar. 
/ Documenti dal 22 al 26 presso il Mai^istrato Ed, Parnis, 



— 185 — 

Documento 26, 

Al Sig. Pamis Gran Visconte Interino. 7 Novembre 1803. 

E* preciso volere di Sua Eccellenza che chi naviga con passa- 
porto di S. M. B. non inalberi altro pavìglione che Inglese ; onde 
sarà cura di V. S. Illma. d'oggi in poi di ritirare le spedizioni di altra 
Potenza dagli equipaggi di que' legni che divengono propricti\ 
Maltese ; e di avvertire il Capitano a cui si accorda il passaporto 
siccome pure i Maltesi proprietari : che se mai inalbereranno altro 
paviglionc che l'Inglese incorreranno nella pena, in (|uanto alle spe- 
ronare di onze 50, ed in quanto ai legni di maggior portata nella 
pena di onze cento di nostra moneta. A quel ^x\^ sarebbe bene che 
V. S. Illma. stabilisse un libro, in cui ponendo il seguente periodo 
facesse sottoscrivere tutti i Capitani o Padroni a cui s'accordano i 
nostri passaporti. Vuole altresì S. E. che almeno la terza parte 
dell'equipaggio di qualunque legno, a cui s'accorda il passaporto sia 
Maltese. Si raccomanda il tutto all'attività di V. S. Illma., e si spera 
esito corrispondente ai voleri di S. E. 

Il tenore del periodo che si potrebbe premettere alle sottoscri- 
zioni de* Padroni e Capitani mi pare che potrebbe esser questo « Noi 
sottoscritti Capitani dei legni da noi rispettivamente diretti dichia- 
riamo di essere stati avvertiti di non dover inalberare altra ban- 
diera che l'Inglese sotto cui navighiamo, e di non potere in conse- 
guenza tenere altre spedizioni o passaporti ; ed in caso di contra- 
venzione dovrern subire oltre una pena corporale, quella di pagare 
onze cinquanta noi Padroni di speronare ; e d'onze cento noi Capitani 
e Padroni di altri legni e in fede ci sottoscriviamo nelle rispettive 
epoche alle nostre sottoscrizioni contraposte.» 

Raccomando dinuovo il tutto all'attività di V. S. Illma., e se 
avrà qualche d-fficoltà, col suo comodo potrà favorirmi in Secreteria. 

Saranno li Sudi. Padroni e Capitani incaricati di presentarsi al 
Console BrittannicQ residente nel luogo ove arriveranno coi loro 
rispettivi legni, e da lui far ritoccare il passaporto. 

G. Nicolò Zammit, Segr, di S, E, 



24 



— 186 — 

V. 
La Rappresentanza dei giurati di Valletta ai 10 Giugno 1798 



Documento 27. 

{Dalla Disertazione storico-legale del Giudice Vincenzo Bonavita) 

< Frattanto lo stesso governo dimostrava lo scoraggiamento, e 
sconcerto in cui era caduto, avendo suggerito una generale processio- 
ne di tutto il clero secolare e regolare della Valletta portando la statua 
di S. Paolo per il giro delli bastioni a fronte dei quali erano schierate 
tutte le Navi Francesi il che diede segno manifi^to diTìion avere 
speranza, se non in qualche sopranatur?le soccorso, ed in tale coster- 
nazione crebbe l'universale sconcerto dal timore concepito, che dopo 
tramontato il sole i Francesi sarebbero entrati in città dalla casa del 
Toussar per mezzo di quel ponte. Ecco un pichetto, e si affrettò di 
andare in quel posto per togliere quel ponte ; giunto vicino a quella 
casa s'incontrò con una pattuglia, che si era dimenticata il nome del 
Santo, e però non si sono riconosciuti ; ciò produsse che fecero fuoco 
Tuna sopra l'altra prevenuti dal timore, che da quelle vicinanze 
s'aspettava l'ingresso dell'inimico, e da una di queste fucilate rimase 
ferito il detto Colonello nel collo. Non molto lontano abitava il 
Ministro di Russia ; il quale sentito lo scoppio d'armi da fuoco senza 
indagare il motivo, e le circostanze del fatto si portò di volo ia 
Palazzo, ed assicurò al Gran Maestro, che l'inimico già era entrato 
nella città introdotto dal Toussar per mezzo di quel ponte quando 
che questo più d'un mese prima per ordine della Congregazione di 
guerra era stato rotto e murata la porta. 

Tale falsa notizia mise in gran sconcerto il Gran Maestro e suoi 
Consiglieri onde si chiusero tutte le porte del Palazzo, e dai balconi 
del medesimo si faceva fuoco su chiunque si approssimava special- 
mente con armi. Tutta la città per la quale tosto si sparse quella 
voce fu messa in gran sconcerto, ed altre pattuglie incontrandosi si 
fucilavano sino che giungevano a riconoscersi. In tale costernazione 
il fu Dr. Francesco Maria Torregiani, ed alcuni principali cittadini si 
riunirono verso la sera nella casa della città, nella quale vi erano i 
Giurati di quell'anno, cioè il Marchese Dr. Mario Testaferrata, il 
Barone Gio Francesco Dorell, il Marchese Girolamo Delicata, e Gio 
Batta Grognet, ed il loro Sindaco Dr. Gio Nicolò Muscat ; e s'intro- 
dusse pure il giovane Giuseppe Guido, che era subattuario della Corte 
Criminale della Valletta, e consultarono cosa dovesse farsi in quella 
critica circostanza di universale sconcerto per l'irregolare sistema di 



— 187 — 

difesa, e totale mancanza di gente d'armi e di militare esperienza, 
che minacciavano qualche tragico fine; ma dopo di aver proposto 
molti progetti, e nulla conchiuso, il riferito Guido propose d'avanzare 
un ricorso al Gran Maestro e Consiglio, pregandoli di domandare al 
Generale Bonaparte una sospensione d'armi sino al mattino, ed 
essendosi addottato questo sentimento si stese il ricorso a nome dei 
Giurati, loro Sindaco, e principali ministri, e consiglieri del supremo 
Magistrato di Giustizia e per evitare che in qualunque caso d'improv- 
visa sorpresa non fosse trattata la nazione col rigore militare hanno 
formato contemporaneamente una protesta e presentata per mano 
del già Dr. G. B. Dorell al Console della Repub. Batava come Agente 
del Consolato della Republica Francese nella quale dichiaravano di 
aver supplicato al Gran Maestro, perchè si compiacesse per bene 
comune di divenire in tutti i modi ad un'accordato col detto Generale 
e che il Gran Maestro aveva accolto tale preghiera. Contemporanea- 
mente il Consigliere Dr. Borg Olivier uno dei sottoscritti nella detta 
dichiarazione fatta a nome suo e degli altri presenti, e di tutta la 
nazione, formò una spiega della medesima, per evitare ogni mala 
intelligenza, e la fece presentare al Gran Maestro per mano del Dr. 
Bar. Dorell dal Maestro Scudiere Royer e dallo stesso Console della 
Republica Batava, quale protesta nella di lui Cancelleria fu indi regi- 
strata. Tale rappresentanza conteneva in sostanza, che se si giudi- 
casse che le forze della piazza siano sufficienti a resistere contro 
l'armata nemica, non voleva la nazione se non resistere, per conser- 
vare il suo prìncipe, ed il dominio dell'Ordine ; ma se in futuro si 
riconoscesse ciò impóssibde, sì suggeriva, che si pensasse a qualche 
arrangiamento, alla conclusione del quale potrebbero molto contri- 
buire il Comendatore Grimaldi, il Cavaliere Amat, ed il Bali Frisarj 
come Ministri ed incaricati d'affari, il primo del Re di Sicilia, che 
possiede l'alto dominio di queste Isole, il secondo del Re di Spagna, 
il terzo del Gran Duca di Toscana ; tre potenze già concordate ed in 
pace colla Republica Francese. 

Che i Maltesi si farebbero gloria se potessero riuscire nella 
difesa della sua corona del suo Ordine e delle sue Isole. Avendo il 
Console della Republica Batava, consultato da' medesimi, approvato 
tale progetto con essersi anche esibito di registrarlo nella sua Cancel- 
leria, hanno deputato quattro tra essi per presentarlo, cioè il Marchese 
Dr. Mario, li Dri: Bonanno, e Torregiani, ed ìì Dr. Guido, ma fu 
mandato innanzi il Dr. Benedetto Schembri Consultore del Presidente 
del supremo Magistrato, ed Avvocato del Principato, uno delli citta- 
dini congregati, per far prevenire il Gran Maestro, il che volle lo 
Schembri eseguire per mezzo dell'Uditore, e Segretario della Cancel- 
leria dell'Ordine Dr. Bruno, il quale era insieme col Gran Maestro e 



— 188 — 

col Consiglio. Ma essendo trascorsa un'ora, e vedendo i Deputati 
rimasti in casa del detto Console, che lo Schembri non ritornava 
colla risposta, si portarono uniti in Palazzo ove intesi dallo Schembri 
di aver incaricato il detto Dr. Uditore Bruno di prevenire il Gran 
Maestro, e vedendo che questo non era più comparso, si sono presen- 
tati li stessi i'eputati insieme alla porta del Consiglio domandando 
di essere introdotti per presentare una supplica a nome della nazione. 

Il Maestro Scudiere Royer si avvicinò al Trono per esporre 
questa richiesta ai Gran Maestro, e si avvide che il Dr. Bruno parlava 
col medesimo, e che questo si cambiava di colore, e lo senti pure 
rispondere — anche il Schembri ? — e nel giungere il detto Maestro 
Scudiere gli disse lo stesso Gran Maestro — non ve l'ho detto, che vi 
era un complotto ? eccolo manifestato, non vi è più dubbio — alle 
quali espressioni proruppe, perchè coloro che l'avevano indotto ad 
abbracciare il sistema di tener lontana dalla città la gente di campa- 
gna per impedire lo sbarco dei Francesi, gli avevano figurato, che i 
Maltesi in tale circostanza avrebbero rivoltato le loro armi contro 
rOrdine. 

Intanto i detti Deputati si sono annojati di aspettare più oltre, 
dimodocchè domandarono l'ingresso ad alta voce, che fu sentita dal 
Gran Maestro, il quale a voce tremante ordinò che gli si permettesse 
l'ingresso ; entrati pertanto i detti Deputati sino alla metà della Sala 
del Consiglio, dopo fatto un profondo inchino al Gran Maestro e suoi 
Consiglieri espose il detto Guido, che i Maltesi si fecero sempre 
gloriosi di sacrificare le loro sostanze, la loro libertà, ed anche la vita 
per il servizio dell'Ordine e suo Gran Maestro, allorché si trattava di 
guerreggiare contro i Maomettani loro inimici naturali, ma vedendosi 
oggi attaccati da una potenza cristiana con forze, alle quali l'Ordine 
non può resistere, essendo già tutta la campagna in potere dell'ini- 
mico, il quale potrebbe in questa notte con numerose truppe assalire 
la città e prenderla e metterla a sacco, gli abitanti pregavano il Gran 
Maestro e Consiglio di prevenire questo terribile avvenimento con 
domandare una sospensione d'armi sinochè si sarebbe ]X)tuto sapere 
la causa, per la quale vengono cosi attaccati l'Ordine, ed i Malteiii, 
che sempre furono amici della Francia. 

Nel cosi parlare il Guido fu spesso interrotto con insulti ed invet- 
tive da individui del Consiglio per sconcertarlo, ma rendendosi egli 
superiore a tale bassezza, invece di sconcertarsi alzava più la voce. 
Unito il suo discorso si alzò in piedi il Bali Calvajo Vice Cancelliere 
dell'Ordine, egli disse il passo temerario, che venite di fare, è degno 
della forca, e se fossi Gran Maestro nel sortire di qua vi farei impic- 
care—rispose il Guido— si sentono li Deputati di una Nazione, che 
sta per perdere tutto in questa guerra, e nulla ha da guadagnare, e 



— I8d — 

però si domanda una cosa quanto giusta, altrettanto naturale senza 
allontanarsi dal dovuto rispetto — e dirigendosi al Gran Maestro disse: 
io mi appello all'equità e cuore paterno di V. Altezza, e lo supplicbia- 
mo di aver riguardo e compassione di questo disgraziato Paese, che 
sempre diresse i suoi voti per la prosperità di V. Altezza, e del suo 
Ordine. Il Gran Maestro allora assicurò i Deputati, che il loro 
ricorso si sarebbe preso in considerazione, e gl'impose di rimetterlo 
in mano dell* Uditore Bruno, e di ritirarsi per poter liberamente deli- 
berare, onde sortirono aspettando la deliberazione. '* 



Documento 28. 

La supplica dei giurati 

Dalia * Istoria Apologetica » scritta dall'Avvocato Bernard, 
(Mss. 26g, della R, Biblioteca,) 

Entrata la notte del di suddetto io Giugno li quattro Giurati 

della Città Valletta, ed altri pochi, ma saggi, e provetti cittadini alla 
voce di sofferti tradimenti sparsa nella bocca di tutti universalmente 
alla fama, che in quella notte istessa dovevano dai Cavalieri Francesi 
consegnarsi le chiavi delle porte della città (si sapeva bensì da altri, 
e si confermò poi dopo la verità, che in quella notte dovevano en- 
trare li Francesi nella città per un passaggio sotterraneo coU'intellì- 
gciiza di un Cavali re Francese,, che era di quelle il detentore ; 
ingresso che fu impedito colla sollecita rottura del ponte, il quale 
ponte fu da qualche anni prima maliziosamente a tale oggetto dal 
medesimo Cavaliere costrutto, e siccome esso Cavaliere era l'Ingenie- 
re della Religione : gli era lecito fare, e disfare a suo talento delle 
fortificazioni, ) si sono col parere di più Bali di Nazione non sospetta 
congregati nella Casa della città chianiata Giuratale, e consultando 
fra loro, che per evitare d'esser gente di conquista, epiteto troppo 
umiliante per la Nazione Maltese, che gloriasi d'esser guerriera, e 
valorosa, epiteto, che porta seco effetti li più funesti, potendo il con- 
quistatore dare il sacco alla città ; ed imporre a sua discrezione le 
leggi a lui ben viste, risolsero, dissi di presentarsi in quell'ora istessa 
al Gran Maestro pregandolo, che tenesse le chiavi della città nelle sue 
mani senza fidarle a chìcchesia ed ovviasse al pericolo imminente di 
ogni tradimento, e convocasse allora il suo consiglio di stato per 
spedire subito un Nuncio a Bonaparte chiedendogli l'armistizio, e 
dopo d'avere quei Congregati cosi deciso, credettero alcuni di loro 
di dover esporre al Gran Maestro l'anaHsi distinta di tutti li tradi- 
menti sin allora sperimentati per mano dei Cavalieri Francesi, gli 
hanno manifestato il giusto timore universalmente concepito, che in 



— 190 — 

quella notte si sarebbero aperte le porte della città ai Francesi, e poi 
con tutta modestia lo supplicarono di tenere le chiavi di quella in 
suo potere, e di convocare in quel punto il suo Consiglio per doman- 
dare l'armistizio, non lasciando eglino d'anteporgli il loro sommo 
rammarico, non indifferente dolore nell'avergli fatto tale preghiera, 
giacché del suo governo, e della sua Religione Gerosolimitana erano 
piucchè contenti, e soddisfatti ( in queste preghiere, erano presenti 
molti de* Paladini, e Signori della Cran Croce dalli quali era il Gran 
Maestro assistito in quella terribile notte. ) 

Accolse egli colla sua solita affabilità quella rappresentanza, si 
mostrò inteso del tradimento, accettò di non confidare ad altri la 
chiave della città, e trovando giusta la domanda, fece subito convo- 
care il suo Consiglio, e per deliberazione del medesimo furono 
spediti due messi per mare l'uno, e per terra Taltro a Bonaparle 
chiedendogli Tarmistizio, ed arrivati alle ore quattro del mattino 
seguente 1 1 Giugno trattarono la causa ed al far del giorno si sono 
nelle fortezze più eminenti della città detta il Cavaliere inalberate le 
bandiere indicanti l'armistizio. » 

Vedi pure il Zara Storia di Malia pag. 44, De Salles. Le. 420. 



VI. 

Relazione di quanto e' accaduto nel di' 2 e 3 Settembre ITSS, 

nella Citta' Notabile. 



Documento 2g. 

(Scritta da Lorenzo Bugeja Secretano dell* assemblea costituita 
il 4 Settembre 1^92 — Estratti — Maìwscritto No, 26g della Regia 
Biblioteca di Malta), 

Egli è per uso costante, e quasi costume d'ogni Nazione, e gente 
di tenere nei pubblici Registri, ed Archivi del proprio Regno distinta 
relazione, e memoria degli avvenimenti accaduti a comun vantaggio 
de' popoli. 

E non potendo niun altro dar saggio del proprio fatto, se non 
quello, presso il quale saranno esercitate tutte le funzioni, e le proprie 
circostanze del caso ; 

Volendo io dunque dar saggio, e render memoria alli nostri 
posteri del successo accaduto in questa Città Notabile, e suo Borgo 
il dì 2, e 3 Settembre ed altri giorni susseguenti del corrente anno 
1798, mi rappresento con la seguente notizia. 



• « 



— 191 — 

Accadde dunque, che il giorno 2 Settembre di quest'anno 1798, 
due mesi in circa del loro governo furono spediti dalla suddetta Com- 
missione Repub. sudetti loro Commissionati per eseguire quel tanto, 
che gli fu incombenzato : giunto il momento di far calare li lampa- 
dari d'argento, ed altri giogali della Chiesa de PP. Minori Osservanti, 
ed insiememente della Congregazione di S. Giuseppe unita con detta 
Chiesa, la maggior parte degli abitanti d'essa Città Notabile, e suo 
Borgo dispiaciuta al sommo della inaspettata ingiustizia del Governo 
Francese contro le Capitolazioni specialmente 7 e 8 fatte nella Cessio- 
ne dell'Isola, ed in particolare nella resa della Città Notabile, (i) vole- 



(i) Crediamo di far cosa grata pubblicando questa convenzione 
poco nota, siccome tutti gli storici si son contentati di riportare quella 
fatta suW Ortenit e l'assicurazione data dal Gen : Regnier sbarcato al 
Gozo in mano del Giudice Grungo « Honores, proprietates et Reli- 
gionem habebitis majora. » Il Barbara che comparisce per la 
parte Francese era stato Condannato all'esilio perpetuo nel 1796 
dall'Ordine Gerosolimitano dietro un rapporto della commissione 
di 4 bali e tre giurisconsulti maltesi ; a lui riuscì di impiegarsi 
neir armata del Mediterraneo donde passò più tardi capitano 
nell'armata di Gioacchino Murat, da cui fu creato Barone. Il Muscat 
Azzopordi vi crea su questo personaggio il romanzo « Censu Bar- 
bara ». 

Capitolazione della Città Notabile, 

Libertà Egualità 

Trattato di Capitolazione concluso li 22 Piovoso dell'anno 6to. 
della Repubblica Francese una ed indivisibile, Città Vecchia di Malta 
nel Palazzo Vescovile 

Cap. I. In nome della Repubblica Francese per ordine del 
Generale in Capo Buonaparte : Vincenzo Barbara ufficiale del- 
l'Armata del Mediterraneo capitola oggi li 23 anno 6to. della Repub- 
blica e conclude che il Signor Governatore Barone Gregorio Bonnici 
e li Quattro Giurati debbano rendere la Piazza di Città Vecchia 
Rabato e Casal Dingli a favor della Repubblica Francese. 

Cap. II. Che all'arrivo del Generale Vaubois e sue truppe sotto 
le mura della Città s'abbassi lo Stendardo della Religione, che a tam- 
burro battente s'impadronirà nella Piazza. 

Cap. III. Che saranno lasciate come sono le Chiese Monasteri 
ed Ospedali senza molestare il Culto all'abitanti suddetti. 

Cap. IV. La sicurtà agl'abitanti ed alla loro proprietà. 

Cap. V. Sul momento ed all'arrivo alla Piazza si metterà una 
salvaguardia a difesa degli abitanti della Città Vecchia suo Borgo e 
CasM Dingli, 



— im — 

vano ormai impedire Tesecuzione. Ecco dunque il momento in cui 
il Popolo si accese di giusto zelo, e Cristiana Nazione, risolse di difen- 
dere quelle sacre mura all'Onnipotente Iddio consacrate, non con 
armi, ma a mano ignuda, invocando l'assistenza di Dio degli Eserciti 
per la Vittoria di quel ardua impresa. 

In primo si sono radunati vicino la Chiesa de' M. Osservanti, e 
volevano consegnare in casa del signor Emmanuele Vitale tutti gli 
ori, argenti e supelettili, che si trovarono nella sudetta Chiesa, ed 
Oratorio come a Rettore di detta Congregazione. 

Incredibile fu mai la furia de' fedeli abitanti del Rabato. e Città 
Notabile contro di quei Commissionari, perchè nel tempo, che dal 
Popolo si stava progettando il fatto, e comunicando l'idea al signor 
Vitale si è inteso che li Commissionari sudetti eran entrati dentro la 
Notabile nella Chiesa del Carmine per prendere da ivi la tapezzeria 
con altri utensili. Al momento corse il popolo a detta Chiesa, ed 
impedì Tesecuzione con aver messo mano sopra l'uomo, che stava 
per calare tale mobile della Chiesa suddetta. Allora chi principiò a 
sonare le campane a doppio, e chi procurò le chiavi di detta Chiesa 
talmente che tali Commissionati per proprio fatto loro per liberarsi 
dalla presente furia parte cercò asilo nella Città Valletta e parte nella 
più remota Campagna, 

( IJ operato della guardia Fraìicese alla Notabile ) 

La Guarnigione Francese che commemorava in questa Notabile 
si è messa tutta quanta sopra Tarmi senza aver avuto però coraggio 



Cap. VI. Li gerosolimitani che si trovano in questa Piazza 
saranno condotti come Prigionieri di Guerra al Generale in Capo 
Buonaparte con un salvacondotto affinchè non siano molestati da 
chiunque. 

Cap. VII. Che tutti gl'abitanti riconoscono la benemerita e 
gran Nazione Francese. 

Cap. Vili. Il Governatore e Senato di questa Città affidati alla 
generosità dell'Armata Francese sottoscrivono li detti Articoli. 

Alle ore 12 di Francia saranno messi in esecuzione il I. e II. 
Articolo nel giorno seguente. A nome della Republica per ordine del 
Generale Buonaparte e del Generale Vaubois (V. Barbara). 

Il Governatore della Città Gregorio Bonnici 

Salvatore Manduca 

T . ^. ^. , Ferdinando Teuma 
Li Giurati { i- 

Salvatore Tabone 

Romualdo Barbaro a nome del popolo. 



— 193 — 

di fare veruna violenza, e metter mano sopra li Mjiltesi, restando in 
difesa, finché uscì il popolo dalla Città Notabile. 

Il Comandante Francese di questa Notabile di nome Masson 
verso le ore tre di sera dell'istesso j^ìorno si fece avanti con due Fo- 
rieri armati per il Rabato per reprimere, e sbaraj>iiare (picrlla accesa 
ft-dele adunanza. Ed oh ! se considerato avesse il dis«>raziato, cosa 
vuol dire zelo di Religione, certo si sarebbe racchiuso nella for- 
tezza per prepararsi ad una non sicura difesa, ma l'insensato, cuor per- 
fido, con spada nuda alla mano accompagnato da detti forieri armati 
presso il Rabato correva. Incontrossi con un compagnuolo innocente, 
che per propri affari marciava, corse veloce contro del medesimo per 
sfogare in quel solo disarmato la sua crudele rabbia ; ma accorse 
all'istante un buon numero di campagnuoli i quali con sassi e bastoni 
disarmarono i due forieri, mettendo in fuga il Comandante, il quale 
credeva salvarsi la vita entrando in casa del Notaro Pietro Antonio 
Bezzina. Ivi fu egli massacrato ad onta delle sue armi, ed in seguito 
furono anche uccisi i due forieri. 

In seguito di tal successo il resto della Guarnigione Francese si 
portò dentro il castello della Notabile, alzò li due ponti, fermò le due 
porte, e principiò a tirare delle cannonate con mitraglia, e delle fucil- 
iate contro gli abitatori, e nei primi tempi restò ferito mortalmente 
con due palle un tal mro. falegname Giuseppe Galea. 

Vedendo il f)opolo d*essa Città Notabile, e suo Borgo, lo sparo, 
che i Francesi stavano da dentro la città suddetta facendo contro la 
Nazione, elesse esso in quel punto il signor Emmanuele Vitale 
per proprio Capo, il quale senza veruna opposizione, o timore 
accettò l'impresa, distribuendo con ogni vigilanza ed ordine il neces- 
sario, ed ogni individuo animando, ed incoraggendo ai pusillanimi, 
affine di non retrocedere da quella memorabile intrapresa azione. 
Frattanto senza perdita di tempo considerando il già do. Capo il peri- 
colo in cui era la Campagna tutta in caso di sortita, che senza alcun 
dubbio doveva farsi dai Francesi della Valletta contro questi della 
Notabile, (i) si fece avvisata tutta la Campagna acciò alla meglio 



(i) Il comandante Vitale spedì due messi per tutta la campagna, 
come feci io spedire ad un tal Giovanni Catania della Musta, che nel 
momento si trovò in casa, ed arrivato che fu il mio avviso con Cìio- 
vanni Catania al Notaro Saverio Zarb cap^o di Casal Attard: nulla 
egli temendo fece portare dalla Villa di St. Antonio vicina al suddetto 
Casale, nella quale residevano i Gran Maestri per villeggiatura, tutte 
le armi che ivi esistevano, le quali li distribuì a suoi paesani e li 
fece fare il blocco nel passaggio della Valletta per la Città Notabile 
provedendoli con le necessarie monizioni di guerra del proprio ; il 

25 



— 194 — 

giunti fossero gli abitanti a far fronte a quei Repubblicani, nel caso 
di uscita dalla Città Valletta. 

A tal avviso principiarono i Casalolti a schiere radunarsi in 
esso Rabato con poche armi, schioppi, dardi, spade, legni, ed altro 
che potevano in quel momento critico avere sotto le mani. 

{Assalto popolare della Notabile) 

Essendo dunque radunata un maggior numero di Popolo d'essa 
Campagna in quelFistessa sera nella quale s'era eletto il riferito 
Vitale come Capo loro peli* in trapresa, intendevasi dare Tassalto dei 
Bastioni, ossia Castello di questa Notabile, e nell'istessa notte si tentò 
l'assalto con scala, ed altro, ma non riuscì l'impresa essendo notte 
alquanto oscura, e la guarnigione Francese dimorante faceva dispe- 
rato fuoco d'ogni parte sopra il Battaglione Maltese, il quale sebbene 
senza armi recar potea timore di morte. Infatti li suddetti Repub- 
blicani al momento hanno fissato una batteria, dalla parte che guarda 
la Chiesa di St. Agostino, e di là disperatamente cominciarono 
tirare a mitraglia contro il popolo radunato in quelle vicinanze. Ma 
nulla giovò a loro, perchè inoltrata la notte si posero alcuni nasco- 
stamente dei nostri bravi cacciatori Maltesi su il soffitto del Macello, 
e di là offendevano spesso con il loro sparo quei artiglieri Francesi, 
che scaricavano le mitraglie. 

Nell'istessa notte Francesco Borg con altri suoi compagni tentò 
rompere e brugiare le due porte scerete, una p>osta nella parte di 
Levante, e l'altra nella parte di Ponente, affin da quelli potessero 
avere l'ingresso, ma nulla servì, non solamente perchè l'impresa era 



che fu di gran vantaggio, e sollievo in favor dei Maltesi, attesoché 
le guardie avanzate hanno colto per strada due soldati Francesi, 
che venivano dalla Valletta con lettera di risposta d'un altra, o sia 
domanda che preventivamente Manson comandante della Città Nota- 
bile prima di esser morto avea mandato per domandare soccorso in 
favor suo, al che il Governo della Valletta gli avea risposto : « Per 
questa sera avrete la sofferenza di placare il popolo come potete con 
lusinghe, e domani avrete il soccorso di 600 persone, quali allora 
prenderanno soddisfazione della campagna. » La furia del popolo più 
che mai inoltrata senza veruna dimora, e comando, ed ordine li ha 
massacrati nel principio di detto Casale, e nel medesimo tempo è stato 
anche massacrato un altro officiale Francese, che veniva dalla Valletta 
per la Notabile in un calesse, ed ivi era sul ponte della Uied incita. 
A questi avvisi la campagna subito massacrò tutte le guardie delle 
torri, e trincere marittime, quindi in 17 ore la campagna restò libera 
da tutti questi invasori, e non più schiava della Repubblica Francese. 



— 195 — 

molto ardua, ma anche per averli i Republicani scoperti, ed opposti 
con tirare delli sassi da sopra e delle fuciliate ; pertanto restarono 
morti due Maltesi. I Francesi avevan fatto chiudere anche da dentro 
l'ingresso che dava per le dette porte (i). 

Il di seguente 3 Settembre giorno di Lunedi crescendo sempre 
in maggior numero il Popolo tutto (luanto adirato contro i Republi- 
cani, niente scoragito i>cr l'intrapresa della medesima Città, accorse 
alla casa del medesimo signor Vitale, il quale prima distribuì la 
gente d'attorno in tutti quanti li Bastioni, ordinando loro di fare 
sparo, e tìnto attacco con quei pochi schioppi, che avevano, ed egli 
con buona porzione di gente passò da sotto la fontana della Saccaja 
per la strada che conduce per la Hernsia^ di là per sotto il Bastione, 
che viene dietro la Cattedrale detto Deredin. 

Ma siccome i Francesi si eran accorti di qualche assalto principia- 
rono a scaricare il cannone e fucili contro gli assaltorijl signor Vitale 
nulla temendo il pericolo, ma facendo animo a tutti, è stato il primo 
che si presentò ai pericoli passando nell'aria aperta, e colle buone prin- 
cipiò a chiamare i fucilieri, ed essendo in numero competente ses- 
santa cinque circa, giunti sotto il Bastione suddetto Deredin non più 
soggetti alle fucilate (soltanto alle granate, ed alle petrate) animò 
nuovamente la truppa e sali il murò del Bastione suddetto. Tutti lo 
seguirono, ed entrarono dentro la mina che conduce alla piccola 
piazza vicino la sacrestia della Chiesa Cattedrale, avendo al momento 
violentato la porta di detta mina si sono introdotti dentro la mede- 
sima Notabile, e furono divisi in due distaccamenti, uno prese passag- 
gio per la porta del Seminario, e per la parte delle Carceri e l'altro 
per dirimpetto il Monistero (2). 

Incontratisi che furono nella piccola piazza dirimpetto la Porta 
Maggiore hanno ivi bloccato la guarnigione Francese che ivi era in 



(i) Era tanto l'industria loro, (dei Francesi rinchiusi nella Nota- 
bile) che arrivarono in poche ore a chiudere con pietre le due mine 
scerete, che danno all'ingresso di dette porte, ed arrivarono anche di 
mettere un canone dietro la porta d'una mina. {Note del Bugeta), 

(2) Un attestato fatto in favor d'un ferito ed ora conservato in 
Biblioteca corre cosi : « Io qui infrascritto per la verità ricercato 
attesto, che Salvatore Schembri della Musta fu ferito nell'assaltare i 
Francesi nella Città Notabile come si possa osservare dalla cicatrice ; 
ed inoltre attesto, che dopo d'esser entrato cogli altri in Marsamu- 
scetto per l'assalto della Valletta fu ferito nella pianta del suo piede 
destro, e dopo d'essere medicato guarì. 

In fede — Li 9 Novembre 1800. 

(fto.) Dr. F. Falzon. 



— 196 — 

quella piazza radunata, e nel momento hanno guadagnato anche la 
riserva, o sia il corpo di guardia. 

Trovandosi i Repubblicani inaspettatamente sorpresi erano obbli- 
gati di abbandonare l'armi, ed hanno usato il mezzo sotto titolo di 
pace di esibire le chiavi della Città ai primi aggressori, e fra gli altri 
erano Paolo Xuereb, e Mariizzo Galea; appena dunque pacificamente 
furon ricevute le chiavi da detto Maruzzo date dal Foriere Francese 
in mezzo della suddetta piazza ed appena il Republicano parti pel suo 
quartiere ecco nascostamente, ed all'impensata alcuni dei Repubbli- 
cani che si erano posti senza esser veduti sul parapetto della porta 
Maggiore cominciarono a tirare delle fuciliate, che al momento colpi- 
rono nella sua gamba il suddetto Maruzzo al quale erano state conse- 
gnate le chiavi, e perciò cadde in terra tutto insanguinato, e destituto 
di forze, e vicino al quale restarono pure morti al momento Mario, e 
Giovanni Chircop. 

Inoltre nel medesimo istante Maruzzo Velia persona non meno 
valorosa, perchè si portò sugli Bastioni con animo di far disarmare il 
Padiglione Repubblicano restò pur anche tradito mortalmente con 
una fucilata da un Francese, che si trovava nascosto dietro d'una 
finestra del quartiere (i). 

Allora i nostri valorosi soldati adirati maggiormente p)er la loro 
disordinata maniera di procedere, e cosi superbi a non voler cedere 
ancorché destituti di forze, nell'istesso tempo ripigliarono di nuovo le 
armi contro i nostri, allora si sono introdotti nel loro quartiere, ed 
ecco in pochi istanti in men d'un ora verso le ore sette di mattino 
attesa la loro pertinacia l'hanno massacrati tutti, senza perdonarla a 
veruno, dopo spalancarono le porte, e s'introdusse tutto il Popolo, e 
si spezzarono gli stemmi, e tutto ciò alludeva la Repubblica Francese. 

(Preparativi di difesa contro V atteso aiuto Francese della Valletta) 

Finita questa strage tutto il Popolo che in essa Città Notabile, e 
suo Borgo esisteva richiamò il parere di suddetto Vitale, e voleva 
sapere, che intrapresa si doveva pigliare. 11 medesimo in atto della 

(i) 11 loro (dei Francesi nella Notabile) Quartiere era insìn 
della loro venuta l'istesso Palazzo Magistrale ove altre volte reside- 
vano i Gran Maestri nella loro venuta in questa Notabile. E perchè il 
Tribunale è unito con il detto Palazzo nel medesimo momento di 
questa zuffa di gente o per accidente, o per tradimento s'attaccò 
fuoco in tutti i Registri Civili, che Criminali, senza riserva d'un foglio. 

E sebbene la furia del popolo era così grande, e l'odio verso il 
detto Comandante era iremissibìle, pur nondimeno la perdonarono 
alla moglie di detto Comandante con avergli risparmiata la morte. 



— 197 ~ 

più turbata confusione, senza però scomporsi, e scoragirsi mise al 
momento in difesa la Città Notabile, ordinò a tutti nelle vici- 
nanze di tutti quanti i Casali di dover ognuno mettersi in difesa della 
Campagna, ed impedire le sortite dell'inimico. Ed in effetto spedi 
al momento un distaccamento di quei che erano armati per la parte 
di Casal Attard, stante che si era fatta in quella mattina una sortita 
dalla Valletta di 500, e più soldati Francesi, ed alcuni Maltesi insieme 
con Soldati ed officiali dell'antico Regimento de Cacciatori quali 
erano accompagnati con Stendardi, Tamburri, e Stromento, ed inviati 
pcT massacrare la Campagna tutta credendo essi di trovare nella 
suddetta Campagna, ciò che trovarono il dì io Giugno scorso. 

Fu grande però il loro abbaglio perchè i confederati l^ro, e le 
loro confidenti, che alla Campagna risiedevano, mosso il popolo in 
ribellione, rifugiati si erano nelle grotte e spelonche, nelle stalle e 
cantine volendo salvare la loro vita. 

Quindi è che il preparamento prevalse all'appuntato, (i) poiché 
avanzatosi l'esercito Francese un poco al di fuori dei Bastioni di 
quella formidabile piazza della Valletta, la guardia Maltese avanzata 
fece segno alla Campagna chiamando soccorso, ed ecco asS'ilito in un 
momento dai bravi Maltesi il nominato distaccamento dei Francesi, 
ed in luogo di guadagnare terreno con sebbene la forza maggiore, e 
batter vittorioso stendardo, gli convenne mettersi in fuga, non potendo 



(i) li suddetto Notaro Zarb, (di Casal Attard) convocò alcuni 
Casali vicini specialmente a Casal Musta e forni in un momento un 
battaglione di 500 persone distribuendoli in quella notte su le ter- 
razze in forma di Trincea, e dietro le mura, ed a quelli che non ave- 
vano armi dette pietre, affinchè nel passare da Casal Attard detto 
soccorso per la Notabile i nostri Maltesi dare potessero una battaglia 
contro i F'rancesi. A tal effetto dunque si fece avanzare un corriere 
con una cavalla, che aveva portata anche nell'antecedente sera dalla 
sudetta Villa St. Antonio. Ed ecco il 3 Settembre nel far del giorno 
venne l'avviso per mezzo del sudetto corriere, che detta squadra già 
si è messa in viaggio per la Notabile. Ma però il caso volle, che 
in strada alcuni figliuoli, che giocavano con i fucili e fecero 
fuoco, e detta squadra se ne accorse del preparato contro di loro, 
ritornò in dietro per salvarsi la vita in Valletta, ed a noi non ci riusci 
di avere la nostra piena sodisfazione. Tuttavia però i nostri Battaglioni 
che stavano in aguato dietro la mura rustiche dei terreni, vedendoli 
cosi scoragiti gli saltarono addosso, e gli hanno dato una vergognosa 
rotta, con aver massacrato un numero rispettabile : tra gli altri resta- 
rono vittima del furore Popolare alcuni Officiali Maltesi dell'antico 
Reggimento delli Cacciatori, che hanno voluto far guida alli Francesi. 



— 198 — 

più reggere a fronte dei valorosi Maltesi ; cosi attenti levarono le ban- 
diere, rotto Tesercito, e massacrata una buona porzione del medesimo 
vergognosomente si sono ritirati di bel nuovo nella Valletta, con dire 
pubblicamente : che li Maltesi sono insuperabili nel loro valore. 

In questo mentre il detto Vitale fece avisati tutti quanti i Casali 
di tenersi in veglia, e pronto ognuno a qualunque improviso avviso. 

{Sempre Vinizialiva del Vitale) 

• Inoltre fece armare tutte quante le trinciere e torri da S. Paolo 
a Mare per tutta la costa di Ponente. Non tralasciò di scrivere al 
momento le più fatiche importanti a tutte le Corti di Sicilia Tavve- 
nimento per aver soccorso, e di munizione da guerra, e di viveri. 

£ per essere avvalorata la scrittura non avendo allora alcun 
sigillo, procurò di farla passare, e sottoscrivere dal signor Conte 
Manduca, signor Conte Theuma, Marchese De Piro, e di altre perso- 
ne riguardevoli, (i) come infatti per sua commissione, ed anche con 



(i) Ecco la lettera mandata a Napoli : «Sire — Il popolo di Malta 
era omai ridotto all'estremo delle sue disgrazie. Umilmente prostrato 
ai piedi della Maestà Vostra le rappresenta, che non potendo egli più 
a lungo soffrire il tirannico dispotismo de' Francesi, dai quali trovasi 
per sua disavventura sin da quasi quattro mesi invasa l'isola, animato 
da un certo naturai impeto, fece forza a se stesso, a fin di scuotere il 
suo troppo duro, e grave giogo, e nel brevissimo spazio di non più 
che di dieci sette ore gli riusci d'impadronirsi dell'antica Città Nota- 
bile, e di tutte quante le torri della campagna. Non si può afiatto 
immaginare l'impegno che or dimostrano i Maltesi di soggiogare la 
città capitale, insieme colle altre città adiacenti, le quali per essere 
ben munite, e fortificate, non senza qualche difficoltà si potranno 
assalire. A tal fine tutti i possidenti della campagna hanno già con- 
tribuito, e vanno tutt'ora contribuendo, delle provvisioni, e delle buone 
somme di danaro, per lo necessario sostentamento della povera gente 
destinata nei campi, per ovviare agl'insulti degli aggressori. Essendo 
questi più che mai duri, ed ostinati a non cedere bonariamente la capi- 
tale, ed andarsene via, pare che la cosa voglia tirare troppo a lungo, e 
frattanto le provvisioni delle vettovaglie vanno sempre mancando per 
gli abitanti della campagna, quando i granarj della capitale sono ])er 
anco ben forniti. Quindi, siccome il danaro dell'università, quello de' 
banchi pubblici, e quello de' particolari ben possidenti, trovasi tutto 
rinchiuso dentro le città occupate dal nemico, e la campagna se ne 
trova del tutto priva : epperò, non potendo essa aver ulteriori sussidj 
dai rispettivi abitanti, i quali alla fine non sono troppo ricchi, già si 
vede sul punto di abbandonare l'impresa, e perire affatto di fame, 



— 199 — 

mio im|)egno grande mi jMjrtai in giro di queste persone, e di molte 
altre, non solamente per avere la loro sottoscrizione, ma anche per 
esplorare il loro animo, poiché alcuni per timore, altri interessi 
con la Repubblica si erano nascosti, e fugiti, avendo pure quella 
scrittura solamente fermata col sigillo Patrio. Pensò anche nel- 
l'istesso tempo^ e giorno, ed altri susseguenti alle provisioni, ed al 
mantenimento di tutta quella Popolazione a far ricerca anche della 



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qualor non si volesse prestare un opportuno provvedimento. Or non 
avendo i Maltesi un padre a cui ricorrere, nelle presenti loro calami- 
tose circostanze, più amoroso, e tenero della Maescà Vostra ; perciò 
con forte coraggio implorano essi il suo potentissimo patrocinio, sup- 
plicandola con tutto il loro potere di averne misericordia, e compas- 
sione, accordando loro facoltà di far portare dalla Sicilia, antica madre 
e provveditrice di Malta, le necessarie provvisioni di grano, e di tutto 
altro, a credenza, coU'obbligo di pagare tutto dojx) avuta la vittoria. 
E perchè ancora manca di armi, polvere, ed altre munizioni necessa- 
rie per attaccare, occorrendo, il nemico dalla parte interna dell'isola, 
a misura del numero della gente, che si ha già pronta ; si fa lecito di 
domandare alla stessa Maestà Vostra le già dette provvisioni di 
guerra. L'affetto particolare che ha sempre la Maestà Vostra, ed in 
molte circostanze assai meno urgenti della presente, dimostrato verso 
dell'isola, rende sicuri gli abitanti di essa, che dando la Maestà Vostra 
uno sguardo benigno, e cortese verso di loro, e considerandone atten- 
tamente il misero, e deplorabile stato, non sarà mai per negare loro 
rimplorata grazia, ora che eglino trovansi costretti a perire misera- 
mente, senza poter proseguire l'intrapresa onorevole carica, affin di 
vedersi un giorno liberi da una nazione sì contraria non solo alla 
religione cristiana, che è il primo freno del governo, ma eziandio alla 
pubblica tranquillità. Ognuno sa, che tra i nobilissimi pregj, onde 
vien adorno l'animo di un sovrano il più singolare, e preciso, sia 
quello della provvidenza, massimamente in tempi calamitosi ; questa 
dunque essendo l'oggetto delle più belle reali sue cure, non ha da 
dubitare punto il popolo maltese di ottenere tutto ciò, che egli arden- 
temente desidera dalla benigna mano della Maestà Vostra, il di cui 
glorioso nome per mille e mille titoli, e singolarmente per quello di 
benigno, e misericordioso, da per tutto, risuona e rimbomba. Iddio 
l)ertanto sia quello, che inspiri alla Maestà Vostra una pronta e riso- 
luta volontà di esaudire i voti de' suoi cari figli, e sudditi maltesi, 
mentre essi unitamente co' loro posteri non cesseranno mai di predi- 
care per sempre lo zelo, e I4 beneficenza del loro amato sovrano. 



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~ 200 — 

pólvere, (i) piombo, stagno per farlo in palle, e scartucci, come in 
fatti si principiò al momento, e così si continuò fino alla venuta delli 
Porteghesi (2). 

A questo riflesso dunque i Repubblicani dir potranno aJli loro 
colleghi, che la chimera dell' Egualianza nell'Isola di Malta non giova 
poiché con la dìsigualtà nella medesima Isola Timpresa si vince. 

Loro si presentarono nella Battaglia animati dagli stromenti, e 
Tamburri, Bandiere, e Stendardi, muniti di sciabole, baionette, e 
fucili, e noi con piedi scalzi, con pochi fucili, e petto ignudo, e disar- 
mata mano, e senza appresso di noi una valevole difesa, e j)ure alcuni 
di loro restarono massacrati, e li altri si sono raccomandati alli loro 
piedi per fugire — ecco la disuguaglianza — Loro a vezzi alla guerra, 
ma pur in un momento restarono vinti, con poca gente, anche ine- 
spirata, e senza armi, ed avezza nella sola coltura. Ove sono adunque 
le vostre vittorie ? ove sono i gran prodigi, e valore delle vostre 
armi ? Il tradimento è stato la vostra vittoria, ed i maneggi del'c 
vostre sinistre industrie vi fece orgogliosi, e superbi, e non già la 
forza del vostro braccio. 

Nell'istessa sera di lunedi conoscendo il Popolo d*essa Città 
Notabile e suo Borgo il gran zelo, e fervore verso la Patria e suoi 
Paesani del medesimo Signor Vitale fece suonare il tamburro, e da 
per tutto si è radunato vicino l'officio giuratale, e con applauso uni- 



siccome anche di pregare il signore Iddio per la lunga e felice con- 
servazione della Maestà Vostra. 

Malta 5 Settembre 1798. 

Affezionatissimi ed Obbligatissimi sudditi. 

Canonico D. Saverio Caruaxa. 
Emmanuele Vitale. 
Conte Salvatore M.anduca. 
Marchese Vincenzo de Piro. 
Conte Ferdinando Teuma. 

(Questa le itera è tolta dall' Azzopardi Presa di Afaltap, g6.) 

(i) Detto Signor Conte Theuma al momento contribuì una 
quantità di polvere, come pure spedi messi in ricerca per la polvere 
di sua propria spesa. Era questi il primo conte di Ghain Toffieha 
(feudo magistrale) creato con rescritto dei 7 Gennaio 1792. 

(2) Tali munizioni (palle e scartucci) si principiarono a fare in 
casa mia e del Signor Vitale, e perchè il piombo era così scarso, 
come la polvere si fece ricerca del medesimo col prendere i piombi di 
finestre, pesi d'orologi, condotti dei giardini, e tutt'altro, che ugua- 
gliasse a questo metallo, 



— 201 — 

versale ha eletto per Comandante delli Popoli della Città Vecchia, 
suo Borgo, e Casal Din^li, e delle truppe in tutto e per tutto il 
medesimo Signor Vitale, e non contenti di tutto ciò, lo presero 
alzandolo su le scaline della casa del Canonico Susano per esser rico- 
nosciuto dal Popolo, il quale nel vederlo con applauso, grida, od 
allegiezza lo riconobbero, niente meno, come se fosse peraltro un 
Principe. Difatti dalli abitatori di Casal Dingli nel loro casale fu 
sparsa la voce d'aver eletto in loro Principe il do. Signor Vitale. 

Questi furono appunto li motivi della sollevazione del y>opolo, e 
li fatti genuini accaduti neHa Città Notabile, e suo Borgo nei j^ìorni 
di Domenica e Lunedì, 2 e 3 Settembre 1798. 

(// primo Conf^resso od Assemblea) 

Nel di 4 Settembre susseguente dop>o che fu messo in solleva- 
zione e difesa tutto il Popolo della Campagna e la maggior parte dei 
primati dei Popoli dei Casali si è radunata dentro la Città Notabile e 
propose di voler nominare un. Comandante Generale per tutte le 
truppe della Campagna, ed uno dei primi che hanno fatto tale pro- 
posta è stato il Revmo. Signor Preposito della Terra Birchircara, e 
molti altri primati, anche dei ordinari e campagnuoli, ed a tale 
effetto si è fatto un congresso generale per la nomina, non solo 
del detto Comandante Generale, ma anche dei Deputati del Popolo, 
come in effetto si è fatta, e scritta dal Revmo. Signor Rettore della 
Grotta di San Paolo Fra Ludovico Savqje, il quale dal primo uìo- 
mento si è trovato per formare le lettere, passaporti, ed altro con 
tutta attività; il qual congresso formale, è del tenor seguente : 

L'anno 1798, li 4 Settembre, 
Nel nome della SSma. Trinità, e sotto l'invocazione della B. V. 
Maria, e del Glorioso San Paolo Apostolo nostro protettore si è con- 
vocata l'Assemblea generale del Popolo di questa Città Notabile e 
suo Borgo, e della maggior parte dell'Isola per procedere all'elezione 
del Comandante Generale di queste Truppe, e di quattro Deputati e 
Rappresentanti di questo Popolo in seguito della presa fatta di questa 
Città Notabile posseduta dalla Guarnigione Francese seguita Jeri, e 
dell'insurrezione generale di tutto il Popolo di Malta contro la Repub- 
blica Francese, quale per sorpresa e tradimento si è impadronita di 
quest'isola, ed attualmente possiede solamente la Città Valletta e 
Fortificazioni unitevi, nelle quali si trova bloccata la guarnigione, su 
di ciò con unanimità di suffragio ed universale acclamazione, è stato 
eletto per Comandante Generale il Perillustre Signor Emmanuele 
V'itale, e per Deputati e Rappresentanti l'Illmo. Conte Salvatore 
Manduca, Marchese Vincenzo Depiro, Conte Ferdinando Theuma 
Castelletti, ed il riferito Signor Emmanuele Vitale. 

20 



— 202 — 

E successivamente i suddetti Signori Rappresentanti radunati 
nella sala dell'ufficio Giuratale nella quale hanno determinato di for- 
mare le loro radunanze, elessero per il primo: Il Signor Lorenzo 
Bugeja (Segretario). Per officiali li seguenti : 

Signor Lorenzo Bugeja per il dettaglio del Reggimento, Maestro 
Modesto Sapiano Capo d'Artiglieria, il signor Giuseppe Azzopardi 
per tenere il registro degli ordini, il signor Giuseppe Abela per ma- 
gazziniere e proveditore dei frumenti, e mischiati. Li signori Gaetano 
Vitale, e Pietro-Antonio Bezzina per la ricezione del frumento, e 
mischiato. Paolo Galea, e Vincenzo Muscat per la distribuzione del 
pane. Alessio Xuereb, Corriere dei Campi, e Mro. Giuseppe Musei. 
Commissario Inspettore della Marina e Torri. 

{Riconoscimento del CapitaJi Generale) 
Nel di 5 Settembre susseguente il medesimo signor Vitale fece 
il giro di tutte le frontiere, e battaglioni allora formati dai canipa- 
gnuolij si nelle parti di Coradino, Zeitun, Zabbar, Casal Luca, e tutti 
gli altri Campi formati, dove da tutti fu accettato, e ricevuto con 
quei onori militari soliti darsi ai Generali del Campo, toltone il Campo 
di San Giuseppe, che non intendevano quei Capi di riconoscerlo per 
tale. 

Per tale però è stato riconosciuto dal Capo della guardia avan- 
zata, e suoi subalterni, che erano nella Tuccia detta Sanità : con il 
piacere di tutti quei capi ha sistemato, e messo alcune guardie avan- 
zate più oltre, di quelle che fin'allorn esistevano. E non potendo il 
medesimo signor Vitale come Generale eletto da comuni suffragi 
della Popolazione proseguire il giro delle Torri, e Trinciere, che sono 
nel littorale per li tanti affari che l'occupavano, perciò incaricò me 
per questa visita facendo nomina come segue : Noi Emanuele Vitale 
Generale Comandante delle Truppe Maltesi, Comandante e Capo 
della Città Notabile ed uno dei quattro Deputati del Popolo, o sia del 
Governo economico. Atteso il zelo, e la fedele servitù del signor 
Lorenzo Bugeja prestati in vantaggio della Nazione in questi giorni 
critici ed attesa anche la sua abilità, ed affezione verso la Patria, 
nominiamo il medesimo per Turcopiliere o sia Ispettore delle Torri 
e Trinciere Marittimi del Porto San Paolo fino tutta la costa di Po- 
nente, dovendo perciò esso signor Lorenzo Bugeja del più presto 
possibile portarsi personalmente in esse Torri, Trincee ad osservarli, 
e vedere il bisognevole con ordinare al momento tutti li acconcimi 
necessari, e tutt'altro che occorrerà sì in materia di munizioni da 
guerra, che di dis])osizioni militari, ed affinchè dai nostri subalterni 
per tale sia riconosciuto ed obbedito, abbiamo formato la presente 
da noi firmata e munita col proprio sigillo. Oggi li 5 Settembre 179^. 
Loco )^ Sigilli, Emanuele Vitale. 



— 20à — 

Documento jo. 

Altra cronaca. 

Dal Afss. dell'epoca gentilmente prestatomi dalfAvv, L. Mercieca 

Li 2 Settembre 1798 giorno di Domenica, e festa della Madonna 
di Consolazione, Peppino Farrugia commissario delli detti Conventi 
d'affittarsi andò alla Città Vecchia, con Alessandro Spiteri Notaro 
deputato dal Dicastero per spogliar la Chiesa dalla Tapezzeria e li 
Conventi, ed affittarli; e cominciarono dalla Chiesa della Madonna del 
Carmine dove la gente del Rabato si radunò nella Città Notabile. 
Ouando videro che un falegname pigliò la scala per calare, e snudare 
la tapezzeria di detta Chiesa del Carmine il popolo s'infuriò, gli 
levò la scala, e con pugni li commissarii furono cacciati fuori della 
Chiesa, ed i figlioli salirono sul campanile e cominciarono a suonare 
le campane della detta Chiesa della Madonna del Carmine ; li com- 
missarii con grandissima paura, ed atterriti andarono dal Comandante, 
duve di un subito il Comandante ordinò che tutti li soldati caricas- 
sero i loro fucili e faranno spalliera avanti la porta di detta Città, e 
subito mandò un corriere alla Valletta, dove domandò ajuto contro 
quelli del Rabato; e nel mentre che il detto corriere andò alla Val- 
letta calarono questi del Rabato ed avvisarono a tutta la campagna 
del successo, e dell'aspettato ajuto dei Francesi, e subito col suonar 
delle campane delli campanili delle Chiese tutti in un momento questi 
della campagna si radunarono nel Rabato, e quelli del Zebbug (per 
essere più vicini) giunsero prima delli altri. Il corriere suddetto nel 
suo ritorno dalla Valletta per la Notabile, in C. Attard fu assaltato, 
ed amazzato, e sul medesimo trovarono la risposta in una lettera che 
dice domattina avrete un distaccamento di 250 soldati — Il Coman- 
dante ansioso della risposta della Valletta andato su la Sacchaja con 
altri quattro soldati con la sciabola in mano, vidde tanta gente di 
campagna che ivi si radunava, chiamò ad un tal Mro. Giuseppe 
Musei e l'interrogò di questa gente, e quello gli rispose, che la cam- 
pagna tiene una speciale divozione verso la Madonna della Consola- 
zione, e com'oggi è la sua festa per questo motivo è il concorso dei 
campagnuoli, e lui lo credette. Giunse a questa parte del Rabato con 
la sciabola in mano ; un fanciullo tirò una piccola pietra per il sud- 
detto Comandante, e lui cominciò a bestemiare, e dice Bugre Maltais, 
Bugre Maltaises; allora tutta quella gente saltò contro il detto Coman- 
dante, e lui subito corse per dentro il Rabato, e trovò la Banca del 
Notaro Pietro Antonio Bezzina aperta, entrò dentro quella, e sali su- 
bito nella sala, e chiuse le porte della banca. La gente da fuori co- 
minciò a bussar la porta, e con minaccie chiamarono il Notaro ad 
aprire perchè altrimente avrai il peggio se apriremo noi. Allora il 



— 204 — 

Notare disse al Comandante sarà meglio che rompiate la sciabol;*, 
ed apriamo la porta noi che loro stessi. Allora cosi fu fatto, cosi entrò 
questa gente, ed il Comandante cominciò a parlare con dolcezza ; 
allora un campagnuolo gli diede un colpo di pietra dalla parte di 
dietro sul capo e lo buttò in terra, allora il Notaro disse loro, 
che non è maniera di lasciirlo dentro la sua casa cosi a mazzate. 
Allora uno di quelli l'afferrò fra le mani, e lo gittò fuori del balcone, 
e dopo lo seppellirono assieme con un altro soldato, uno sopra l'altro 
dentro una clausura vicino la casa dell'avvocato Giuseppe Muscat 
del Rabato. 

Corse subito il popolo verso la Città Vecchia per assaltar li altri 
soldati che ivi erano ma trovarono le ix>rte chiuse, in questo mentre 

amazzarono a Stanislao Presidente della Municipalità di detto 

Casal Zebbug. Il popolo restò tutta questa notte a combattere con la 
sudetta Città Vecchia per il che restarono due maltesi morti e due 
feriti quella sera ; dopo tanto sparo d'artiglieria fu resa la detta città, 
dopo poi che li campagnoli entrarono in essa uccisero tutti questi 
soldati che ivi erano, non ostante che essi con faccia in terra umil- 
mente a damandar perdono furono ammazzati, e spogliati i grandi, e 
li caricarono sopra i carrettoni e li brugiarono. Poi apersero la Corte, 
e buttarono dalle finestre tutti i processi, scritture, cedole ed altre 
carte, e li bruciarono tutti. 

L'indomani poi il popolo formò due Comandanti uno alla Città 
Vecchia il fu Emmanuele Vitale ed altro in'San Giuseppe, che fu il 
Sigr. Canonico D. Saverio Caruana Maltesi. 

Li P'rancesi della Valletta con ordine del loro Comandante Vo- 
bua inviarono 250 soldati, e con essi erano l'Officiale del Regto. de 
Cacciatori Trigan/.a, il suo figlio Terrone, ed Attard quando furono 
assaltati dalli campagnuoli, e ritornarono con prestezza alla Città 
Vecchia con molta perdita, e tutti li ufficiali loro restarono morti. 

Nel martedì formarono il Battaglione in S. Giuseppe, e furono 
portati lo scrivano delle Galere Carbone, e l'Ajutante del quartitre 
Rosalbo Regnaud. e furono uccisi, e spogliati e nel medesimo hio^^ 
seppelliti. 

{Gli Amòasciaiori Maltesi a Napoli) 

3 Settembre 1798. 
Nella sera istessa di quel giorno, li Manduchi, Teuma, Dcpiro. 
ed il Comandante Vitale fecero un congresso per mandare Ambascia- 
tori al Re di Napoli. Fecero una lettera, e mandarono a Luigi Briffa. 
Clemente Mifsud, ed a Nicola Camillcri, e quando furono partiti, era il 
giorno di Mercoledì matino ; vi era fuori dal porto della Valletta li» 
fregata nominata Giustizia dei Francesi, e diede caccia alla spronara 



— 205 — 

degli Ambasciatori suddetti e la spronara tornò al porto di S. Paolo 
ove restò ivi sino ore 6 di notte, e dopo giorni sei giunse in Napoli. 

Giunti che furono j^w^ra ve fiuta bandiera^ e senza verun passa- 
porto, venne il guardiano della sanità di Napoli dove interogò alli 
detti Ambasciadori, ed essi gli diedero risposta che hanno una lettera, 
e la vogliono consegnare al Re da mano in mano, o pure ad una 
persona à Lui ben vista, allora il guardiano se n'andò, e venne un 
OfHciale, e pigliò la lettera a nome del suddetto Re, (i) li Ambasciadori 
Io hanno pregato di pregare al Re di mandare un superiore, che tiene 
freno a quella popolazione della Campagna di Malta. Dopo c^uesto 



(i) Il reale riscontro a questa supplica, e ad altra simile scritta a 
25 Ottobre e presentata a mezzo dell' Amm. Nelson a 6 Novembre, 
trovasi trassuntato pei rogiti del notaro Aless. Patr. Spiteri, per opera 
dei quattro Deputati del Governo deli' Isola e della Nazioìu Maltese a 
di 6 Dee. 1798, e corre « Sensibile S. Maestà il Rè Nostro Signo- 
re alle espressioni di fedeltà, e di sommissione, che i Deputati del- 
l'Isola di Malta in nome di codesta Nazione hanno umiliato al Real 
Trono, con lettera speditagli per mezzo del signor Ammiraglio Nelson; 
mi ha ordinato di fare conoscere il Suo Real gradimento, e la com- 
piacenza con la quale accoglie i Voti di cotesto Popplo, verso di cui 
i sentimenti Paterni, e benefici del suo Real animo, non hanno potuto 
indebolirsi, malgrado alle vicende sofferte da quell'Isola, e gli atten- 
tati, che si sono coni mesi contro la Sua legittima, ed irrevocabile 
Sovranità. Da quei sentimenti appunto mosso l'animo suo, e com- 
miscrando i bisogni di codesto popolo ha già sulle reirerate sue 
richieste ordinato al Vice Rè di Sicilia di accordare ai suoi Maltesi 
fedeli, tutti quei soccorsi di viveri, e di altri generi che potranno 
bisognarli non solo con permettere l'esportazione a favore loro, ma 
ben'anche col facilitargliene in ogni modo lo acquisto. 

Nel Real Nome lo comunico alle Ss. LL. Ille. per loro intelligen- 
za, e per l'uso, che convenga. S. Gennaro, 15 Novembre 1798. 

II Marchese di Gallo. 

Ss. Deputati dell'Isola, e della Nazione Maltese, Malta. 

Onde a futura memoria, ed a petizione, e richiesta delli preno- 
minati Ss. Esponenti ho fatto, e stipolato il presente trasunto, da 
valere in ogni futuro tempo e luogo, e non diversamente. 

Fatto nella Città Notabile dell'Isola di Malta presenti gli infra- 
scritti testimoni Marchese Vincenzo De Piro — Conte Salvatore Man- 
duca — Conte Ferdinando Teuma Castelletti — Emmanuele Vitale — 
Antonio Sater del Rabeto testimonio — Chco. Antonio Cilia della 
Valletta testimonio. » 



— 206 — 

venne il Console, ed il Vice Console de Francesi per interogare a 
questi Ambasciatori, ma non hanno potuto avere veruna sodisfazione, 
L'indomane // Rè mandò a vedere se li dii, Amòasciatori hanno biso- 
gno di qualche cosa, o sia qualche provisione. Verso la sera mandò 
una lancia carica di provisione per il viaggio, e mandò cinque bandiere 
di Napoli^ ed il Re (!) spedi un Cu ter Inglese per cercare Tarmata 
Inglese, o Portoghese. Di ritorno li Ambasciatori per Malta passa- 
rono d'Augusta, ed ivi trovarono V armata Inglese venuta tutta disar- 
mata. 

Dal porto della Valletta di Malta uscirono il vascello, e la Fre- 
gata per sbarcare la gente nel Gozo e nel porto di S. Paolo ed amaz- 
zare e tagliare a pezzi la gente di Campagna di Malta, e quando 
uscirono, e si approssimarono alla terra per far detto sbarco, eao 
comparve l'armata Portughese, ed essi tornarono con gran fretta al 
porto, e la fregata s'incagliò fuor del porto. 

Nel giorno che la Campagna risollevò, si sollevarono anche li 
fìormlisi, e dopo pochi giorni furono fucilati alcuni, ed altri cacciati 
fuori alla Campagna con tutte le loro famiglie. 

Dopo poco tempo fecero una sortita alla parte di Birchircara 
detta il Harghar (i) dalla parte di San Maison, da Coradino e di 



(i) Era questo in altri tempi il sito delle abitazioni di quei della 
terra Birchircara, e qui nel 1436 sotto Eugenio IV il Vescovo di 
Malta Senatore de Mello nel tempio allora esistente di S. Polena vi 
eresse la parrocchia di Birchircara. La parrocchiale fu inseguito 
trasferita alla chiesa dell'Assunta per essere più al sicuro dalle scor- 
rerie dei Corsari. Vedi Abela-Ciantar Malta Illustrata 1. I. n.VIII 
§ 28. In questo sito il Vincenzo Borg fabricò a sue spese la batteria 
ossia trincea detta Ittuila nel 1798 ed a 9 Febrajo 1799 vi inalberò 
vicino allo stendardo Borbonico quello Inglese. I soldati qui avevano 
un uniforme di cotnina che dette motivo a quei della Musta di chie- 
dere il simile. Ecco la petizione di quei di Casal Musta. (Dal Mss. in 
BibL) 

« Eccellenza, Li soldati, sargenti, caporali del corpo della Terra 
Musta umilissimi vassalli di Vostra Eccellenza, che erano in guardia 
nella frontiera del Gharghar, dove era il campo di Birchircara, rive- 
rentemente espongono, che la cassa di detta Birchircara mesi fa ha 
fatto gratis una livrea alli soldati di detta terra Birchircara, però H 
soldati della terra Musta, che erano nella frontiera dove erano quelli 
di detta Birchircara, erano esposti alli stessi patimenti che patirono 
li detti soldati di Birchircara. Perciò umiliati a piedi di Sua Eccel- 
lenza li soldati della Terra Musta supplicano di comandare alli depu- 
tati della cassa di detta terra Musta che donino alli sargenti, caporali 



— 207 — 

Casal Zabbar con 3000 Franeesi e dopo una terribilissima battaglia 
ritornarono indietro con grandissima perdita. Fecero altre soriite, 
ma stettero sempre sotto il tiro del cannone della Città. 

Nelli principi! di questa rivoluzione li Francesi non fecero altro 
che sparare bombe» cannoni per Coradino, e per la Campagna, ed 
in tutte le altre parti della Città, e ciò notte e giorno. 

Questa rivoluzione segui senza fucili, senza polvere, senza palle, 
perchè li campagnuoli vanno a difendersi con spade, zappe, pezzi di 
legna, tridenti, sassi, ecc. 

Li Comandanti si accordarono per dar Tassalto per la Cottonera, 
ma non gli riuscì mentre tale assalto fu scoperto. 

Poco dopo li stessi Comandanti pensarono di dar Tassalto alla 
Senglea, e cosi fecero, ma per aver perduto il nome del Santo del 
contra segno, sì fermarono. 

Un'altro assalto diedero alla detta Senglea con barche, scale, ed 
armi, e si scopri la facendo e fuggirono, e lasciarono il tutto À3fì. 

Fw proveduta»la Campagna di polvere' da quella polverista del 
Zabbar e da quella di Coradino. 

Il Capitano Guglielmo fece un partito, avea seco D. Michele, 
Matteo profumatore con tanti altri cittadini, e mandò al profumatore 
in S. Giuseppe dal Canonico Caruana per domandare un aiuto di 
700 persone, ed un poco di polvere, palle, e fucile, e si portò dalle 
parti di Marsamuscetto, ed il Caruana invece di 700 persone mandò 
soli 180, allora il Capitano Guglielmo quando vidde questo numero 
cosi piccolo ha perduto il suo coraggio, e jjerciò non si diede l'as- 
salto, e poi fu scoperto tal partito, e subito furono fucilati il Gugliel- 
mo, con il Sac. D. Michele Xerri (i). 

Il profumatore D. Bartolomeo detto ta Norata, e l'ajutante del 
Reggimento dei Cacciatori Peralta, con altra quantità di gente fu fuci- 
lata ed una altra quantità fu arrestata in S. Elmo, ed in altri Castelli. 



soldati che erano nel campo di detta terra Musta un regalo di piccola 
somma di denaro sufficiente colla quale facciano una veste per ognuno 
per questo prossimo inverno, e pensano che avranno la grazia, perchè 
nella cassa della Terra Musta vi è molto più denaro incassato che in 
quella di Birchircara, perciò speriamo che avremo la grazia. Quod 
Deus.j^ 

(i) Le seguenti tre lettere sulle operazioni della non riuscita 
trama per impossessarsi della Valletta e la lettera del Ball sul propo- 
sito e l'avviso publico per la ricompensa ai superstiti|emanato giorni 
dopo la presa di possesso della Piazza modificano qualche dettaglio 
dell'accennata relazione, 



— 208 — 

Il Re di Napoli fece per suo Governatore delle due Isole il Co- 
mandante Ball Inglese. 

L'Inglese Ball formò il Tribunale 4 Uditori, 4 Giurati, ed in 
Campagna un Rappresentante, un Proveditore, con vota populi. e 
dopo poco tempo lormò anche per « vota populi, » per ogni Casale 
sei deputati quali Tofficio loro è d'invigilare sopra li negozianti. 

{A^oH mancano inesattezze in questa relazione^ ma desta interesse 
per la sua origÌ7xaiità), 



Documento 31, 

Signor mio stimatissimo 
Viva Gesù e Maria e S. Paolo nostro protettore. Valletta li 6 del 99. 

Avendo ricevuto la sua con sommo mio gradimento unitamente 
alli due barili consegnatimi, riceverà questa per mano del signor 
Peralta ; e lo dovete considerare come altro me stesso, essendo egli 
appieno e di tutto informato. Dallo stesso sentinVi giusti motivi ed 
il perchè tanto io che il profumatore non possiamo assentarci di qua 
senza il pericolo di sconcertare un affare tanto importante. Con il 
medesimo riceverà anche il piano come dovrà eseguirsi il gran sacri- 
ficio. Caro amico, spogliatevi pure di ogni imaginario sospetto da 
questa parte — soltanto vedete di animare tutti i vostri quando si verrà 
al punto di dimostrare il loro valore acciò resti nel mondo una eterna 
memoria del Nome Maltese. 

Pochi giorni dopo la felice rivolta nelle due barche, che furono 
dai nostri arrestate alla Pietà, vi era una donna con una schiava dì 
mia casa, la prima notrita da me e che stimo come una stessa mia 
figlia : in caso di qualunque sinistro evento mi prendo la libertà di 
caldamente raccomandarla in tutto quello che mai le potesse occor- 
rere. Io non so precisamente in quale casale si trovi se non che 
quando furono arrestate furono condotte alla Notabile. Ho ferma 
speranza nell'altissimo Dio di presenzialmente potervi fra breve 
abbracciare, ed intanto offerendomi con la più sincera stima mi 
dichiaro di cuore. 

Vostro Dcvmo. ed affmo. amico e scrv. 

Guglielmo Lorenzi. 
(a tergo) All'Egr. Sigre. Pne. Colmo il Sigr. Vincenzo Borg 

nel campo Garghur sopra il Forte Manuel. 



Caro amico 
Viva Gesù e Maria. Unitamente alla vostra ho ricevuto il barile 
indicatomi, riguardo poi a quanto dite per il disegnato assalto il piano 
che ho mandato lo credo il più siciiro e senza spargimento di sangue 



— 209 — 

poiché l'assalire i bastioni mi sembra molto arrischiato per la nostra^ 
gente e potrebbe sofrire del danno senza conseguire l'intento. Voi 
dite bene di guadagnare la Porta Marina ed il Palazzo, ma poi biso- 
gna avere forza per poterli sostenere sino a tanto che entriate voi altri 
di fuori. Ma qui amico siamo tutti senza arme e bisogna che assal- 
tiamo tutti i posti dei nemici ed armarci delle loro armi e nel temjx) 
istesso avere un corjK) per im|)cdiro ai nemici la sortita che potreb- 
bero fare tanto dal quartiere di Sant'Elmo, dalla caserma di Porta 
Reale e di essere presi in mezzo e rotti ; tutto al contrario sarebbe 
allora quando ì due o tre cento nostri, posti nelli niai^f^azini contij^ui 
alle loggie del Lazaretto, al noto segno ritrovando la porta già aperta 
dai nostri entrassero senza ostacolo alcuno — lo stesso accadrebbe a 
quelli che dovrebbero entrare da Porta Marina. Onde credo per ren- 
dere il grande affare di sicura riuscita questi 2, o 300 siano nel loco 
suddetto. Sento in oggi che non esistono piCi le barche che avevate alla 
Misida necessarie per il trasporto di questa gente — è necessario che 
ritroviate la maniera di farle passare di notte per mare, o pure tra- 
sportarle per terra : non bisogna arrischiare un affare di questa pre- 
mura per la dilazione di pochi giorni. Riguardo il segno della 
bandiera rossa lo potete fare a vostro talento purché sia accompagnato 
da qualche tiro di canone, per cui qui lo credano piuttosto un segno 
di fare fuoco. Vi avverto che qui si dice da alcuni: che viene qual- 
che spia di Campagna a far qui dei rapporti delle vostre idee. Onde 
vi servi di regola. Ieri sera si portò costi per incontrarvi e conferire 
molte cose necessarie il signor Peralta ma non ebbe la sorte d'incon- 
trarvi, questa sera non puole venire, ma domani senza fallo verrà; 
Onde vi prego non mancare per potere seco lui conferire molte cose 
necessarie e di molto lume. Questo è quanto mi occorre significarvi 
e con la solita stima salutandovi. 

Vostro sincero amico e servo 
Che sapete N. N. 
11 7 del 99. 
Farete vedere la presente a chi dovete. 



Amico carissimo, 

L'inaspettato arrivo seguito la passata notte d'un bastimento 
Genovese, che diede ai Francesi campo di spargere notizie buone e 
consolanti avendo destato fra loro uno straordinario brio e coraggio, 
fece si che non si è potuto eseguire quello che nel piano vi fu pro- 
messo. Quindi questo é stato il motivo qhe tutto ha frastornato, come 

27 



— 210 — 

meglio vi informerà a voce ana persona che verrà seriamente quando 
avrà il comodo per informarvi a minuto del fatto. Si è pensato di 
eseguire il piano concertato dopo pranzo ; ma dubitando che il suono 
delle campane con la indicata bandiera non s'avesse per tradimento, 
si stimò sospendere tutto, come sarete informato. Compatirete e 

comandate al Vi si raccomanda con ogni possibile calore 

di stare vigtlante perchè non traspiri per mezzo di qualche 
spia questo fatto ; perchè per causa di un forzato che disertò ieri da 
costì per qua furono accoppati a due a due i forzati, dei quali un 
buon numero dovea essere con noi ; sicché restiamo privi anche di 
quest'aiuto, che non era disprezzabile. Quindi vi raccomando di tenere 
questo fatto nel maggior possibile secreto, perchè non vengano inter- 
cettate le nostre idee. 

A tergo.) Il si)ara che avete inteso a mezzogiorno di tutti i forti dei 
nemici è stato un saluto per le notizie che milantano avere 
ricevuto con l'accennato bastimento. 

A Sua Signoria Illma. il Signor Vincenzo Borg 

Capo di Birchircara e del Campo del Gharghar. 



Questa terza lettera è di altra mano delle due prime. Essa 
probabilmente è del Sac. Michele Scerri. Ma la nota scritta a tergo 
è della stessa mano delle prime cioè del Lorenzi. Una nota attaccata 
a questa lettera dice « l'ultima lettera scritta dalli signori D. Michele 
Scerri e Capitan Lorenzi scritta al detto signor Vincenzo Borg %. 



Documento J2. 

Monsieur, 

Je suis fort affligé que vous vous trouvez encore malade il ne 
faut pas vous inquietez de ce qui est passe. Voùs avez fait votre 
devoir comme un brave homme qui a eprouvez, que vous risqué la 
vie et donnez dans la maniere le plus exemplaire votre Bourse pour 
sauver vos braves compatriotes. J'ai fait bien des reflex ions sur tout 
ce qui a passe et j'ai la grande satisfaction d'etre persuade que il n'y 
avoit pas la moindre trahson d'aucnn part et mon opinion est que 
l'affaire a manqué faut de la partie de le chef en dedans et je crains 
beaucoup qu'il sera sacrifier s'il ne s'echappe bin vite. 

Je suis d'avis que vos braves gens doivent avoir la recompense 
(jue vous avez promis et ils peuvent etre aparé de moi que je parlerai 



_ 211 — 

demain aux chef d'etre garantée de cela et de signer une papief 
comme a^urance. 

Je suis avec la plus parfaite estime 

Votre très oblissant serviteur 
Alex. Jn, Ball. 
Je serai à Zeitun domain matin 
14 Janvier 1799. 
A Vincent de Borg 

Chief de Gharghar. 
(Dagli originali presso Don Gaetano Sammut). 



Documento jj. 

Avviso. 

Li 18 Settembre 1800. 
Volendo S. E. il signor Governatore far sempre più sentire a 
questa fedele e valorosa Popolazione gli effetti di sua grata munifi- 
cenza e benefico affetto, e riflettendo al danno che hanno sofferto, e 
forse ancor softrono quelle famiglie delle quali qualcuno è stato fuci- 
lato dai Francesi come uno degli uniti al fu Colonello Guglielmo 
Lorenzi per la cospirazione da lui concertata, invita le famiglie sud- 
dette a presentarsi in Palazzo con le opportune prove di loro disgrazia 
per avere dalla detta Eccellenza Sua un contrasegno di Sua bene- 
ficenza. 

Dalla Segreteria di Governo. 
Dal A/ss. " Bandi " nell'ufficio delVAvv, della Corona. 



Documertto 3^. 

Una viiiinia della congiura condannata alla fucilazione. 

Libertà. Republica Francese. Ugualianza. 

Estratto dal registri del giudizio fatto dalla commissione militare 
stabilita in Malta in virtù d'un decreto del consiglio di Guerra in data 
del 18 Fructidor anno VL 

La commissione militare composta dai cittadini Olivier capitano 
nella yma mezza Brigata d'Infanteria leggera, Baillif capitano in detta 
mezza brigata, Despauce capitano nella I9ma mezza brigata di linea, 
Pailard capitano nella 23za mezza brigata d'infanteria leggera, e 
Rougeul luogotenente nella 4ia mezza brigata di linea. Visto l'inter- 
rogatorio fatto a Domenico Falzon d*Agosta converso dell'Ordine di 
S. Domenico, e ricevuto dall'accusatore publico e dal Presidente del 
Tribunale Criminale. Vista la deposizione di tre testimoni contro il 



- aia - 

detto Falzon d*Agosta. Visto T interrogatorio verb^ile ricevuto dalla 
Commissione Militare dal quale risulta che il detto converso sapeva 
ed aveva annunziato fin dai 12 Fructidor 29 Agosto u. s., siccome 
esso confessò, che la campagna aveva accolto molte armi e polvere 
che i Francesi ed i patriotti Maltesi di cui i nomi erano notati su di 
una lista, dovevano essere scannati, che gli acquedotti dovevano 
essere rotti, ciò, che si è realizzato secondo il suo detto, che finalmen- 
te il suddetto Falzon confessò aver sollecitate varie persone per 
inpegnarle e portarsi dal re di Napoli a fin d'implorarne soccorsi a 
a favor de' congiurati. La Commissione militare in virtù dell'articolo 
4 dell'Ordine del Consiglio di Guerra dei 18 Fructidor concepito 
come segue : Ogni individuo convinto d'esser capo dei ribelli, autore 
od instigatorc di ribellione o spia sarà fucilato. Condanna il detto 
Domenico Falzon di Agosta ad essere fucilato. Ordina inoltre che il 
presente giudizio sia eseguito fra 24 ore, impresso ed affisso per tutto 
ove abbisognerà. Fatto giudicato nel Palazzo Nazionale a ore 4 di 
sera detto giorno 19 Fructidor anno VI Republicano. 

Sottoscritti Bajliff capitano, Paillard capitano, Despauce capitano, 
Rougeul luogotenente, Olivier capiUno presidente. Per copia confor- 
me sottoscritto Martell .Segretario. (DalCArch, delia Cattedrale.) 



Il Ransaijat ci dice che i fucilati in questa occasione furono 38, 
incluso il Lorenzi che doveva impadronirsi del Palazzo Nazionale, il 
Peralta ufficiale dei Cacciatori sotto l'antico governo incombensato 
della Porta Marina, Luigi d'Amato del fu Michele foriere* dell'antico 
reggimento di Malta che aveva l'incarico della Porta Reale, Matteo 
Pulis profumiere della Sanità destinato all'incarico della Porta di Mar- 
samuscetto, e Don Michele Scerri nato a Casal Zebbug ai 29 Settem- 
bre 1737 da Bartolomeo ed Anna. Questi era il prof, di F'ilosolia al 
Seminario e di Matematiche all'Università dopo aver compito i suoi 
studi a Napoli sotto il prof. Genovesi ; fu fucilato a 17 Gennaio i799- 
Sulla sua Biblioteca lasciata in legato al Seminario trovasi lettera 
delli amministratori dei Beni Nazionali 15 Thermidor an. 7 al Giudice 
Grungo negli Archivi dei nostri Tribunali arni, jg. Nella par- 
rocchia di S. Domenico in Valletta trovo soli registrati le morti di 
Luigi Amato agli 11 Febbraio 1799 e di Vincenzo Dimech di Salva- 
tore e Grazia a 27 Marzo 1799, ed in quella di S. Paolo quella di M. 
Puìis a 29 Gennaio 1799 così espressa « Dominus Matheus Pulis filius 
ndm. Antonii aetatis suac annorum 35 circìter tempore obsidionis ob 
cunjurationem advcrsus gallos, ([ui tunc temporis herc Vallettae 
hoi)iinabantur ; ab iisdem Gallis ad ballistae ignieae ictum condem- 
datùs, sive ut italico ajunt ad essere fucilato Poenitcntiae Sacra inenlo 



— 2ià — 

premunitus animam Deo reddidit... Aveva questi per fratelli Filippo e 
Francesco, entrambi poscia impiegati nella Sanità, ossia Lazzaretto. 
Un ritratto presso il Signor J. Asphar ci indica un altro nome il 
Capitano Michele Velia nato a IO Luglio 1774 e morto in difesa 
della patria ai 20 Gennaio 1799. Di lui il Castagna, Storia ta Malta 
1890 P. l, dice che era uno della congiura, nella quale aveva avuto 
parte anche il fratello del Velia fuggito a nuoto dopo esser stato ferito 
a] collo. 



Un'altra congiura sembra essersi già prima tentata contro i 
Francesi ma anche essa non aveva avuto il desiderato effetto. 
Le conseguenze funeste pei congiurati furono allora abilmente evitate. 
Tanto desumesi dalla denunzia fatta a 3 d'Agosto 1798, prima cioè 
della insurrezione maltese, da un tal Salvatore Bezzina. Ecco quanto 
ricavo da apposito processo conservato nell'Arch. dei nostri Tribunali. 

Documento jj. 

Li 3 Agosto 1798. 

Il cittadino Salvatore Bezzina conoscendo i doveri d'un vero 
Republicano d'invigilare alla tranquillità publica ha rappresentato al 
cittadino Regnaud Commissario del Governo Francese che nella 
municipalità dell'Oriente della Città di Malta e specialmente nella 
Senglea si trama una rivoluzione ad oggetto di far venire ITnglesi, e 
di uccidere nel medesimo tempo i Francesi per formarne una nuova 
Republica indipendente. 

Il suddetto cittadino Bezzina ha scoperto la trama nella maniera 
seguente : 

Disse che tre giorni sono uno dei suoi amici nominato Francesco 
Pisani speziale della Senglea gli presentò un foglio, ossia alberano 
proponendogli di sottoscriverlo: gli rispose il Bezzina, che non avrebbe 
mai sottoscritto senza sapere cosa quell'alberano, ossia foglio conte- 
neva. Replicò Pisani : niente avete da temere — sottoscrivendo que- 
sto foglio voi assicurerete la vostra fortuna, perchè avrete un impiego. 
Si tratta di spedire una Speronara alli Inglesi per farli venire in 
Malta, ed allora taglieremo la testa al Generale Vaubois, al Commis- 
sario del Governo, a tutti i membri della Municipalità deirOccidente 
ed a tutti li soldati Francesi che non sono del nostro partito : Noi 
faremo una Republica e saremo li padroni di tutta l'Isola ; il nostro 
progetto lo metteremo in esecuzione nel giorno io Agosto festa di S. 
Lorenzo dando un segno per far prender le armi a tutti i congiurati.» 

Dalla petizione dìel farmacista Francesco Pisani e del medico 
Michele Adriano apparisce che eran stati carcerati per - questo fatto 



— 214 — 

insin dal 8 Agosto ; e che il Bezzina nominò come capi congiurati 
anche Cajetan Bertis, Marchesan, Federico Muscat, Anselmo Borg, 
Gio B. Scicluna tutti dimoranti alla Senglea ed il Bruno, Paolo 
Savona, i fratelli Maurin ed Antonio Francica abitanti di Burniola. 

Archiv, Corte Civile — Sez. Reg, Fraìicesey Incarichi Crimiìiali 
n9^'99 Arvi, 39, 



Dovremmo ora presentare ai lettori una terza cronaca posta in 
fine al Mss. 269 della R. Biblioteca di Malta, ed una quarta conservata 
nell'Archivio della Cattedrale, che venne publicata nella Gazzetta di 
Matta a 29 Giugno 1907; ma per essere sufficienti al nostro scopo le 
già prodotte e le informazioni che trovansi nel seguente Manifesto 
della Nazione e nei documenti sparsi nelle appendici crediamo esser 
giustificati a tralasciarle per evitare ripetizioni. Da quella della 
Cattedrale solo togliamo : 

Documento j6. 

Memoria delli soldati Francesi periti quando sortirono per dar 
l'assalto alla campagna di diverse parti. 

Dalla Città Vittoriosa sortirono No. 800 

Restarono liberi del sopradetto » 94 

Rinforzo di più per Tistessa Città > 400 

Restarono liberi > 150 

Dal Forte Tigne sortirono > 1300 

Restarono liberi » 42 

Dalla Strada della Città Valletta sortirono » 400 

Restarono liberi » 100 



Sicché tutto il Numero che sorti era No. 2900 
Restarono liberi in tutto » 386 



Adì 16 Gennaro 1799. Il Governo della Republica Francese 
avea preso in arresto tutti i Domenicani, la sera dopo mezzo giorno. 

A di 29 Marzo 1800. Verso le quattro e mezza la sera dopo 
mezzo giorno cominciò gran sparo di bombe, e cannonate dalle Trin- 
cee, e poi la sera di notte verso mezza notte, cominciò di nuovo lo 
sparo di bombe, e cannonate ed uscì il Vascello grande della Re- 
publica. 

A dì 2 Settembre 1800. In questo giorno si fece il Consìglio di 
guerra generale dalli Generali e da altri Ufficiali, si radunarono nel 
palazzo dalle io di mattina e restarono fino le undici e mezza. 



— 216 — 

A dì 4 Settembre 1800. Verso le sei di mattina è stato fuori il 
sig^nor Buglion colla lettera per avvisare che vogliono la capitolazione 
e verso le nove e mezza venne la risposta, Dopo che venne la rispo- 
sta verso le undici e mezza vennero li due Commissarii con un calesse 
di Porta Reale li sopradetti Commissarii l'uno Inglese e l'altro Por- 
toghese (!) e vennero accompagnati con il comandante della F"loriana. 

A dì 5 Settembre 1800. In questo giorno il signor General 
Ball inglese ha fatto l'invito alli due Generali Vobua e l'altro di mare 
per il pranzo, e la sera poi si è fatta la consegna della Cottonera, e 
delH Castelli, e furono impadroniti l'Inglesi, ed entrarono nel Castello 
Forte Ricasoli con inalberare lo stendardo con un tiro di cannone. 
Dopo questo verso le cinque della sera, si sono intromessi li due 
vascelli Inglesi insieme con un piccolo bastimento di provisione. 

A di 6 Settembre 1800. In questo giorno entrò nella Città da 
venticinque vacche per servizio del battaglione e delli cittadini, e 
nella Floriana si vendeva il vino e formaggio, carne salata ed altro 
genere di vivere, e nella sera poi si levò l'albero della republica ed 
anche si levarono le armi dalle chiese. 

A dì 9 Settembre 1800. In questo giorno verso le cinque e 
mezzo di mattina marciò il battaglione dei Francesi con suono di 
tamburi, ed uscì dalla Porta della Marina con tutti gli onori, e verso 
le sette e mezza entrò il battaglione delli Inglesi, e ìì battaglione del 
Re di Napoli ; porzione dalla Porta Reale e porzione dalla Porta 
della Marina ; e la sera poi verso le cinque entrò nella carrozza Mon- 
Monsignor Vescovo il signor Eccelmo. Generale Ball accompagnato 

con il signor Canonico Caruana , 

si portò da Porta Reale ed entrò nella chiesa di S. Giovanni con 
suono di tutte le campane e di la venne al Palazzo di S. A. S. con un 
corteggio grande di Canonici Capitolari, Preti e Signori e popolo 
immenso. Venne subito il Monsignor Labini a farli la visita per 
rallegrarsi, e si aprì la porta di Porta Reale per tutti quelli cittadini 
che erano in campagna. 

A dì 12, 13 e 14 Settembre 1800, fu dato l'ordine da Monsignor 
Vescovo a tutte le parrocchie della Città e dei Casali che si facessero 
le illuminazioni e Domenica poi si cantasse il Te Deum in ringrazia- 
mento, e verso le nove si è cantata la Messa sollenne in musica da 
Monsignor Vescovo e dopo la Messa fu dato il Te Deum in ringra- 
ziamento, e fu invitato il Priore di S. Giovanni con tutta la sua 
«Assemblea» come anche fu intervenuto il signor General Ball insie- 
me col suo comandante e gli furono fatti li due strati di damasco, ed 
erano essequiati con tutti i loro onori, e Monsignor dopo l'Evangelo 
ha fatto l'omelia in ringraziamento, e il concorso e l'applauso del 



— 216 — 

popolo Maltese fu di tanta gioia e allegrezza che lion si può imma- 
ginare. 

A di 21 Settembre 1800. La Santa Parrocchiale e Colleggiata 
Chiesa di S. Paolo ha fatta un Messa sollenne con Te Deum in rin- 
graziamento a S. Divina Maestà e a S. Paolo delli benefìcii ricevuti 
coirintervento del Generale Ball e del suo Comandante » 

Da relazione speciale fatta da Lorenzo Bugeja, già segretario 
déiV assemblea apparisce che si era fatto voto dal |X>polo di recarsi 
colla monumentale immagine di S. Paolo alla Melleha qualora si 
fossero vinti i Francesi. Perciò, permettendolo il Vescovo, a 26 Feb- 
braio 1804 si sciolse solennemente il voto, ed alla funzione prese 
parte collo sparo di canoni qna speronara giunta quel di a S. Paolo a 
Mare a salvamento dopo forte tempesta. {DalV Arch, della CafiedraUU 

E dai volumi dei Commif^sari ó\ Sanità nei Registri dei basti- 
menti giunti durante il blocco (Mss. 6528 dell'Archivio neirufficio del 
P. Registro) togliamo a titolo di curiosità le seguenti notizie : — 

A dì 29 Settembre 1798. Capitò il dingo genovese nominato 
la Madonna del Carmine comandato dal capitan Giovanni Battista 
Cuda della Riviera dì Levante con 15 persone d'equipaggio e 27 
passeggieri compresi due cavalieri di nome La Gueriviere e Taltro 
Bardelanche e li altri maltesi. Partito da questo porto li 27 del 
suddetto destinato per Genova, il giorno istesso delta sua partenza fu 
arrestato dalla lancia della nave comandante Portughese, e condotto 
sotto la scorta del Cutter Inglese dal quale gli furono posto 6 persone 
tra quali un ufficiale per assicurare il bastimento. Questa mattina fu 
rilasciato e accompagnato dal suddetto Cutter per tornare in porto 
essendo rimasto a bordo della nave comandante il Cav. La Gueriviere 
con tutta la sua roba 

A dì 4 Decembrc 1798. Giunse la fregatina d*una nave Inglese 
nominata \ Alessandro ^ la quale condusse 4 donne e 3 creature fran- 
cesi, quali sono stati fatti prigionieri — non ebbe seguito la disposizio- 
ne suddetta per essere stati ammessi a pratica per ordine del General 
Vaubois — essendo rimasti nel Lazzaretto sotto la custodia del guar- 
diano Antonio Attard, ed il cinque furon messi in pratica.... 

A dì 20 Febraio 1800. . Capitò nel Porto di Marsascirocco il 
Sciabecco Maltese con bandiera Inglese nominato V Immacolata Conce- 
zione comandata dal Pne. Francesco Borg della Città Valletta con 12 
persone d'equipaggio.... 

A di 25 Marzo 1800. Capitò nel Porto di Marsascirocco il 
Cheicco Inglese nominato Marianna comandato dal Cap. Vincenzo 
Barbara della Vittoriosa.... 

A dì 2f Marzo 1800. Capitò nel porto di S, Paolo il Sciì^becco 



— 217 — 

Maltese con bandiera Inglese nominato Iji Speranza comandato dal 
Cap. Pietro Gameu della Senglea.... 

A dì 6 Aprile 1800. Capitò nel porto di Marsascirocco il vascello 
con tre bandiere. Nell'albero di trinchetto l'Inglese, in quello di mae- 
stra la turca, ed in quello di mezzana quello della Republica Francese 
con abordo diversi Francesi tra cui il generale du Groi. (Fu arrestato 
il bastimento dalla nave Alessandro). 

Inoltre da un contratto in atti A. P. Spiteri 29 Nov^embrc 179S 
apparisce la presa di un brigantino nominato S. Nicola e la Bma. 
Vergine f?tta dai Portoghesi e condotto nel Porto di S. Paolo, ove fu 
venduto ai Signori Comte. Emmanuele Vitale e Nicola De Candia. E 
da verbale transuntato in detti rogiti agli 8 Luglio 1799 apparisce 
anche altra presa di nave sulla quale però vi fu contestazione. 



E qui a maggior dilucidazione della situazione maltese dopo 
l'arrivo degli Inglesi presento i seguenti due rapporti di chi era allora 
al comando delle truppe in Malta. 

(Dal P, R. O. Colonial Office Papers, Malta No, /. ijgg-iSoo) 

Gudea, Malta, 

28th December, 1799. 
Sir, 

I had the honor of writing to your Excellency on the loth inst., 
to inform you of the arrivai of the troops under my command in St. 
PauFs Bay on the preceding day, and of their having landed that 
morning, marched into cantonments, necessarily more dis[>ersed than 
I liked. The Marines already on shore, and those since landed from 
the Cnlloden and Nofihumberland having been put under my com- 
mand, I bave been enabled to make a disposition of the troops so as 
to connect them better together, but I should be very glad to be able 
to concentrate them stili more. Colonel Lindenthal's pian, which 
gocs by this opportunity, will explain our position. The ^oth Regi- 
ment is at Zeitun with the care of the advance posts of Zabbar, and 
the battery of St. Roque on the right ; the 89th Regiment in Gudia 
and Luca bave charge of the advanced post of Tarxien with the 
battery in front of it. 

The Marines are at St. Giuseppe with the care of the advanced 
post and battery of Samra. 

Fornara, lying low at the head of what is called the marsh 
(though now drained and cultivated), is not occupied by any of our 
troops. During the night the advanced posts communicate with one 
another by advanced sentries or patroles. 

28 



— 218 — 

In ali these posts there are besides a considerable number of 
armed Maltese, who in the night occiipy small houses rather in front 
of the line of communication, and make frequent patroles. To the 
left of St. Giusej)pe there are several strong Maltese posts to whom 
that part of the line is entirely trusted. Indeed, there is no risk of 
the enemy ever attenipting to come out on that side, unless they 
were in such force, as to be able to possess themselves of the Country, 
which it is quite certain they cannot do without great reinforcements, 
Civita Vecchia is in a respectable state of defence, and could net be 
taken by a Coup de Main, if tolerably defended. We, therefore. 
mcan to get some provisions into it as soon as possible, after which 
time, the Marines, who would now retire on Luca, will bave orders 
to fall back, in case of a serious attack on Civita Vecchia, which by 
that means would become the rallyìng [)oint for the Maltese, from 
whom little diversion could be expected, if ali the British retired 
towards Casal Asciak and Casal Zeitton — villages capable of bcin^^ 
defended for some time — and behind which in the way to Marsa 
Scirocco the country offers a very lavourable position for making a 
stand, at least so as to gain time and allow ali the parties to join. 
Agreeable to what I mentioned in my last, an entrenched post is 
established at Marsa Sirocco, and a fortnight's provisions are already 
in store there. The next work to be undertaken immediately is a 
strong redoubt near the Torre della Grazia for the protection of the 
right, and which will secure a retreat from the battery of St. Roque 
towards Zeitton, tho* Zabbar should be lost. As the soldiers bave 
been much employed in landing stores, etc, the work is chiefly done 
by Maltese, under the direction of Bonavia, a very zealous and intel- 
ligent inhabitant, bred in the line of an engineer. I bave appointed 
him and bis son to act as Assistant Engineers, and allowed him a 
dollar a day, and bis son half a dollar, wìth rations. I flatter myself 
that Your Excellency will not think I exceed the bounds of my in- 
structions by incurring the expense of these purely defcnsive works 
without which I should consider the small force bere exposed to too 
much risk, should the enemy determine to make a vigorous efìort 
against us. From ali I bave now seen, I think there is no dangerol 
their attempting anything more than, perhaps, to spike the guns of 
some of the batteries, which are found established so near to their 
Works, and so little connected with one another that it is justly matter 
of astonishment that they bave never tried to destroy them ; it seems 
to argue strongly a want of confidence in their own men. But, not 
withstanding, I must consider it as my duty not to neglect any pre- 
caution for our sccurity, while our force is so small. It is unluckv 
that the St. Roque battery was opened, as it has given the enemy a 



— 219 — 

jealousy in that quarter. They fire frequently on it, and we know 
tliat the garrison of Ricasoli, which consisted only of 250 men, has 
received lately a re-in force ment of loo men, and of course that 
greater precautions against suprize are now taken. 

In my opinion nothing would so essentially assist the Blockade 
as getting possession of that Fort, for, were it known to be in our 
hands, the French would scarcely think of sending rc-inforcements 
and supplies, uniess they could do it with a great armament, and 
meanwhile the effert on the garrison might perhaps be such as to 
create in Mr. Vaubois a disposition to treat, which without the loss 
of some important post, he durst not think of ; the men receive no 
wine or brandy, and only fròni 4 ounccs to 8 ounces of salt meat 
tvery ten days, but their daily ration of bread, beans, etc, is full, 
and they are healthy ; the accounts of their force vary, but there is 
little rcason to imagine that their numbers can be diminished by 
iiiortality, more than the increase by the crews of the ships from 
Kgypt. The enclosed authentic paper shews their originai force — 
they stili retain from 8,000 to 10,000 inhabitants, a strong proof that 
they are better provided with corn than is believed bere. The Island 
is in much greater distress. We bave ali made such strong repre- 
sentations on that subject to Palermo, that I hope positive orders 
will be sent to ali the ports of Sicily to allow of the exportation of an 
ampie supply. But the money furnished by the Court of Naples to 
Governor Ball for the use of the poorest inhabitants, and for other 
necessary expenses, will not last more than one nwnth, and that 
Court has declared that no more will be sent till England and Russia 
furnish an equal proportion (28,000 ounces). At the end of that 
perioda then if money is not senty we shall probably tose ali our 
.) fai tese Soldiers, whose assis lance is so material at prcsent for our 
sccuritVy and ève n if reinforccd, for the success of our operations, 

Hitherto our men continue healthy, but the marines who were 
on shore sometime before our arrivai are far from being so. 

It is generally thought that their fevers were occasioned by the 
men lying on stone or earth floors, I bave, therefore, sent to Sicily 
for a quantity of deal boards. When the Russians arrive there 
must be a change in the cantonments. It would be desirable that 
the British troops should occupy this ridge from the sea at the Torre 
de Grazia to this place, in which line there will he room for more, if 
any come from Minorca, I need not repeat my anxiety on that point 
but 1 may be allowed te mention, if you could spare the 90th Regi- 
ment (in case a larger Corps under the command of a General Oflicer 
cannot be sent), I should feel a particular satisfaction, not only from 
the accession of numbers, but of quality of the troops, for I should 



— 220 — 

be perfectly sure of their loyally and attachment, and I am concerned 
to state that these two regiments in which there are a great number 
of Irish of the worst description cannot be so niuch relied on, three 
have already deserted — two of them last night from the advanced 
post of St. Roque, men who by their general good conduct had 
gained the esteem of the officers, never were punished, or had ever 
shewn any signs ot dissatisfaction ; they have gone over from a mere 
principle of disaffection to the King's Government. Mr. Vivion 
writes to Lt. Col. Cuppage for the clothing ofthe Artillerymen landed 
from the Bull Do^, and Perseus, and Mr. J a maison writes concerning 
Hospital Stores. Besides these vcry necessary articles, I should bo 
very glad to have a store of salt meat and biscuit sent, that therc 
may be no risk of our beìng in want, whatever disappointments niay 
happen from other quarters. 

I shall have the honour of transmitting the Monthly Returns in 
a few days, neanwhile I enclose a Report, No. 2, of the Armed 
Maltese, etc, with a memorandum on the back concerning the 
Marines and Artillery. 

I have the honour to remain, etc. 

(signed) Thos. Graham, A.B.G. 
H. E. Lt. Geni, the Honble. Henry Fox, 
etc, etc, etc. 

P,S, — Being much pressed for time, I scnd this letter open for 
the Information of Lord Nelson and Sir W. Hamilton, 30th Deceni- 
ber, the Lion which was to have carried this letter to Syracuse, 
having been blown off, and the Commodore having determi ned lo 
send the Princess Charlolle to Mahon. On reading over niy letter 
the only point of much consequcnce which I thìnk it necessary to 
press on your attention, Sir, is the near prospect of our beinjj 
deprived of the assistance of the Maltese Soldiers. I hope I shall 
receive your instructions on that subject before the end of January, 
but if not, and if the Russians are not come, I must meanwhile take 
on myself this additional expence, otherwise I should be oblìged to 
desire to have the troops removed, for our security noto certaitdy 
depends in the Maltese — they get, in bread and money, about the 
valueof4Ìd. each per day. I sincerely hope reinforcements will 
come soon, and be such as to enable Us to carry on some active opc- 
rations. I am more and more convinced that some success in that 
way would very much abridge the term of the Blockade, and that 
nothing else can have that effect, for without something being done 
to save Vaubois honor, and to weaken and harass the Garrison, 
such a place cannot be given up till the last moment ; it is said that 
near 4.000 Russians are to come. A Company of Neapolitan Artil- 



— 221 — 

lery is coming froni Messina, and ìf you can spare a regiment we 
shall be able to succeed in some enterprise, and to wear out the 
Garrison with fatigue on such low dìet. 

I bave the honor to be, Sir, etc, 

(signed) Thos. Graham. 



Head yrs., Gudea, iQth May, 1800. 

My dear Sir Wilh'ani, 

The last weekly state, which I enclose, will show you that I 

bave under my command only 2,092 rank and file fit for duty, of 
whom 400 are new raised Maltese, and above 700 are Neapolitans on 
whoni 1 cannot place much dependence ; there are besides about 
2,000 armed peasants under the Governor's command ; half of ihese 
at least are allowed to go to work during the day, so that they are 
disjx^rsed and of course useless on a sudden emergency, and are 
tired and sleeply at night. They bave no other officers but sergeants, 
and though active brave hardy follows, under no discipline nor 
restraint. It is a matter of doubt and accident whether they would 
act in case of a sortie so as to be of use even in the day time ; during 
the night I am sure they would only create confusion. You bave 
only lo look at your pian to see what an extent of line is to be guar- 
ded by thÌ6 trifling force. Beginning on the right, opposite to Rica- 
zoli ; and going round again to the Sea on the left, opposite to Fort 
Tigne, the disance cannot be less than about 8 miles, uere the best 
Communications established, which we bave not had time to do. 
Fortunately, the country presents great obstacles, every tìeld is an 
entrenchment, and it is only by the roads that an enemy could 
advance with any rapidity ; and on the left, opposite to Tigne and 
Manoel, they are very narrow and bad ; besides that, these two forts 
cannot aflbrd to send out many men without receiving reinforcements 
which must pass the harbour of Marsamuscet. There can never, 
therefore be a sortie on that side for any other purpose but diversion 
or spiting our guns. It is necessary, however, to cover the great road 
from La Vallette to St. Antonio and Civita Vecchia, which obliges 
me to leave at Samra and San Giuseppe the whole of the Marines 
for duty on shore — a very small detachment it is true, but a very 
valuable one from being admirably commanded, and more aguerri 
than any other troops bere. There is besides on that side at Birchir- 
cara ali the Neapolitan Infantry, who detach posts to assist the 
Maltese peasants opposite to Tigne and Manoel. 



— 222 — 

The post of the Battery at the head of the Great Harbour is left 
to the Maltese peasants entirely, the marsh air rendered it so un- 
healthy for our people that I was obliged to remove thein, and though 
by that communication with the marines is interrupted, I was not 
sorry to be lorced to concentrate the two regiments towards the point 
of the greatest risk and iniportance : opposite Cotonerà and Fort 
Ricasoli, from which the enemy could have such facility of coniing 
out in force in several colunis, though direct roads have been block- 
ed up and destroyed as much as possi ble. The batteries formerly 
erected, which cannot be defended from themselves, are in some 
degree protected by stone block houses in their rear. The very 
exposed and important village of Zabbar, vvithin musket shot of the 
Cotonerà, has been strengthened the sanie way ; ali the duty of the 
advanced pat t of ihis line is dotte by the maltese y assisled during the 
night by some piquets and patrols of ourSy these are merely for the 
purpose of alami, for it is impossible to think of attempting to sup- 
port any of these advanced posts, or the batteries, if vigorously 
attacked ; our stand must be niade at Zcitun, on which every thinjj^ 
depends. I have strengthened in such a way that it will cost the 
enemy dear if they attempt it ; and if ali the troops behavé well I 
should not be apprehensive of the issue of an attack by day. Were 
we to lose Zeitun, our entrenchments near Marsa Scirocco would only 
serve to cover our embarkation. After this faithful account of our 
relative situation, you will not wonder at niy anxiety. I have every 
reason to hope for a reinforcement of one regiment, at least from 
Minorca, besides the expectation of positive security from the arrivai 
of the Russians. Disappointed of these, the urgency of the case 
made me undertake a levy of Maltese independent companies, enti- 
rely at niy own risk for the expense of raising, clothing and arniing 
them and four are completed, and four more are going on. I have 
written privately to Mr. Dundas on this subject, and hope the 
measure will be approved of ; they are only to serve in the island, 
and have no doubt of their doing well, as they will be much more 
manageable than the peasants, having British officers to coni marni 
them. Under these very discouraging circunistances, my command 
is far from an enviable one — no chance of gaining any credit, many 
of losing character, and increasing responsibility. At first, I felt 
supported by Colonel Lindenthals' opinion (a confidential Staff office, 
sent bere by General Fox to report to him his opinion concerning 
this place) in fixing the troops on shore, and stating that I should 
bc able to maintain niyself. 

General Fox has since been alami ed, and has repeatedly called 
pn me not to risk the troops beyond what discretion and prudence 



— 223 — 

would justify. My answer has been, that, as no advantage can be 
obtained without some risk, I never could think of abandoniiig the 
island and losing ali the fruits of the blockade on the bare apprehen- 
sions of eventual danger, and that I was in hopes nothing sinister 
could happen but by the arrivai of a considerable reinforcement to 
the enemy, an event which I could not foresee, and which, therefore 
might unavoidably prove fatai to us. My conduct in the management 
of our force has been guided by what I conce! ved the circumstances 
above described rendere<l not only prominent, but necessary, 

• •#•••• • • • ••« 

Ever most truly and affecly yours 

Thos. Graham. 
{^Afss. R. Bib. di Afa/ta A\\ 44i\ 



VII. 
Manifesto del Popolo Maltese 



Documento jy. 

La cessione delle Isole di Malta, e del Gozo alla Republica Fran- 
cese seguite li 12 Giugno 1798, e le vicende sofferte dalle medesime 
hanno recato tale sorpresa all'Europa tutta, che non sapendo le più 
colte Nazioni distinguere le vere dalle false voci sparse dai diversi 
partiti allora insorti, attribuivano la causa di così strani ed inaspet- 
tati avvenimenti or agli esteri or alli Nazionali. E quantunque lo 
scoppio della rivoluzione dei Maltesi avesse dovuto scancellare qua- 
lunque sinistro giudizio sulla loro buona fede, e condotta tuttavia non 
mancarono persone impegnate ad oscurarli, che vollero tacciare di 
oscurabile fellonia quello atto di valore, e di coraggio straordinario, 
col quale in uno stesso punto scossero il giogo di una delle più for- 
midabili potenze e dimostrarono non essere stati già mai invasi dallo 
spirito, e dalli sentimenti di una mal'intesa libertà, e molto meno 
indolenti, ed insensibili agfinsulti, ed alle oppressioni a segno di non 
accorgersi, né risentirsi de gravi oltraggi fatti ai loro diritti, alle loro 
proprietà ed alla loro Religione. 

Dissimulano per adesso i Maltesi la grave offesa che ad essi si 
fece collo spargere sentimenti cosi svantaggiosi sulla loro condotta, 
poiché, sono tutti intenti a compire l'intrapresa liberazione della loro 



— 224 — 

Patria, ed a conservar tra essi il buon ordine e la tranquillità, dalle 
quali dipende la vittoria ; riservandosi di smentire a tempo più 
opportuno le calunnie, e le false voci sparse da malevoM, le quali per 
altro non possono incontrare buon accoglimento nelle Corti illumi- 
nate dell'Europa, e presso le persone indifferenti, e non prevenute da 
alcun partito. Ma non devono più oltre osservare il silenzio sulle 
cause che li mossero a rivendicare i propri dritti colla forza, né tener 
celati al publico i successi più interessanti dell'intrapresa guerra, che 
sebbene eccitarono l'ammirazione degli stessi loro nemici non riuìa- 
sero però esenti dalle detrazioni dei maldicenti (i). 



(i) Volendo essere al fatto delle cagioni e degli autori della resa 
di Matta, fa d*uopo avere nelle mani un libretto stampato in Francese 
diretto al Generale Bonaparte ed impresso sotto unjinto nome di un 
ex-.Capuccino di cognome Zammit dove è il piano della presa Malta, 
e si parla delle tre frazioni, quali ne machinavano la totale rovina. 
(Noia nei Manifesio), 

A maggior schiarimento dei Doc. 27, 28 riportiamo l'atto della 
pretesa congiura maltese e qilello esplicativo del Dr. Borg Olivier 
cavate da copie autentiche esistenti negli Arch. Vescovile e del Capi- 
tolo di Malta. 

IJisianza dei ciiiadini ai io Giugno IT98. 

« Estratto dalle minute della Cancelleria del cittadino Fremeaux 
Console Generale della Republica Batava in quest'Isola di Malta e 
Gozo come segue : 

« Noi infrascritti Giurati e Sindaco di queste quattro città, alcuni 
dei primati, Ministri e Consiglieri di questa Città Valletta, conoscendo 
rinsufiìcienza delle forze di questa Piazza per resistere e far fronte 
ad un torrente di un popolo guerriero, e da per tutto vincitore, abbia- 
mo in corpo supplicato il Serenissimo Regnante perchè si compiacesse 
per bene comune divenire in tutti i modi ad un concordato uniforme 
alla generosità di una nazione che sa esaudire chi ne domanda pace ; 
quale nostra supplica ha accolto benignamente esibendosi non rende- 
re inutili le nostre suppliche ; e perchè consti in ogni futuro tempo 
tale nostra rappresentanza, ci siamo sottoscritti apponendo il suggello 
di questa Università, congregati neirufficio della medesima. Oggi li 
IO Giugno 1798 — Galea giurato, Dorel giurato, Delicata giurato, G. 
B. Grognet giurato, Dr. G, Muscat sindaco, Pietro Paolo Testaferrata, 
Benedetto Schembri, Giuseppe Borg Olivier consiglieri, Francesco 
Teodoro Bonanno consigliere, Salvatore Scifo avvocato fiscale, Fran- 
cesco Fiore, Saverio Marchesi, Gio Lorenzo Testaferrata, Notaro 
Vittorio Decaro Maestro Not. della Gran Castellania, Mario Testa- 
ferrata, Paolo Parjsio e suoi fratelli, Bartolomeo Scifo, Francesco 



— 226 — 

La fedeltà dei Maltesi verso i loro Sovrani è stata in ogni tempo 
cosi costante^ e singolare che venne da tutti gli storici encomiata. 
Nella stessa occorrenza del noto \'espere Siciliano, tutti i princi- 
pali fautori di cjuella rivoluzione formarono in quest'Isola i loro piani 



Gauci e per li miei figli, Cancelliere Isidoro Muscat per me e per la 
famiglia Sceberras padre e figli che hanno fatto istanza ed in questo 
momento non si trovano presenti. Emmanuele Gravina per Gaetano 
Saliba assente, Vincenzo Marchese, Luigi Preziosi, Alessandro Spite- 
ri, Giuseppe Guido a nome suo e delli Dr. Torrcgiani padre e figlio, 
Giuseppe Nicolò Zammit, Notaro Michel' Angelo Portelli e figlio. Qual 
nostra supplica ed istanza abbiamo risoluto di comunicare per mezzo 
del giurato Dorel presente ed accettante all'agente attuale surrogato 
per la Republica Francese. 

C'est jourd'hui dix juin 1798 c'est presente dans la chancellerie 
Batave a Malte le Jurat Jean Francois Daurel au nom de people mal- 
thais et à la requisition de toutes les jiersones audessous nomóe avons 
enregistré en cette chancellerie du Consulat de la suddette Republi- 
que Batave, la declaration dans le teneur est y dessus. Presente et 
registré a jourdhuì sur le regìstre la chancellerie du consulat de la 
Republique Batave a Malte le 10 Juin 1798 — Je B. Melen sous secre- 
taire f. f. de chancellier provisoir. 

Nella città Valletta Malta a di detto dieci Giugno 1798 ed im- 
mediatamente comparisce innanzi il cittadino Fremeaux console ge- 
nerale della Republica Baiava e nella sua cancelleria Tlllmo. Signor 
Cons. del Sup. Magistrato di Giustizia Dottor Giuseppe Borg Olivier, 
ed esibisce la copia della rappresentanza • ora ora da esso lui 
data a S. A. S. su lo stesso oggetto facendo istanza perchè 
s'inserisse a questo foglio, come io cancelliere Tho inserta d'or- 
dine del medesimo cittadino console onde. — Giuseppe Segondi- 
bert cancelliere — Il tenore della rappresentanza è il seguente: Altezza 
Serenissima — Quantunque alcuni dei vassalli di S. A. S. tra i quali 
il Consigliere Dr. Giuseppe Borg Olivier poc'anzi supplicaro la sua 
bontà di devenire ad un concordato col Generale delle truppe Fran- 
cesi per lo sbarco di esse già fatto nelle coste dell'Isola, e per le loro 
forze superiori, nondimeno il medesimo Dr. Borg Olivier fa un dovere 
di dichiararsi e di significare alle A. V. S., che se il valore della Piaz- 
za si giudicherà tuttavia sufliìciente per abbattere l'armata nimica, non 
vuole punto egli, come suo fedelissimo vassallo ne intende la Nazione 
come del pari attaccata al di lei principale far altro se non resistere 
ad ogni conto per conservare la bella gioia, che il sommo id-Dio ha 
dato ai Maltesi 'coll'esaltazione dal A. V. S. al Trono, e col docile 
governo del S. Ordine Gerosolimitano. 

29 






— 226 — 

ed avevan disposto Tesecuzione dei medesimi, i Maltesi però hanno 
ricusato d'imitarli nell'orribile strage da essi meditata, e solamente si 
sono uniformati nello scopo con soggettarsi volontariamente alla 
Corona di Aragona, alla semplice notizia della superiorità delle sue 
armi, a quella del Re Carlo D'Angio dopo la sconfìtta della sua 
Armata Navale nelle vicinanze di quest'Isola, licenziando umana- 
mente i Ministri Francesi, che a nome del medesimo governavano la 
loro Città. 

La stessa fedeltà hanno sempre conservato verso i successori 
sovrani della medesima Corona Aragonese in occasione delle varie 
rivoluzioni occorse nella Sicilia, quantunque ebbero più volte la 
disgrazia di trovarsi sottoposti col titolo d'infeudazione ai principali 
promotori di quelle insurrezioni; fu la loro docilità il sistema prat- 
ticato per rivendicare i propri diritti allorché restavano lesi, o dalle 
violenze dei Ministri, o dalla violazione delle promesse con replicate 



Se indi su le future contingibili vicende dovrassi in appresso 
intraprendere il concordato, per tal evento l'istesso consigliere Borg 
Olivier si fa lecito ricordare l'A. V. S. che potrebbero all'opera con- 
tribuire il Commendatori Grimaldi, il cavalier Amat ed il Bali Tornasi, 
come incaricati degli affari, cioè il primo di S. M. il Re delle Due 
Sicilie, il Secondo di S. M. il Re Cattolico, ed il terzo di S. A. R. il 
granduca di Toscana, si perchè la Corona Siciliana gode l'alto domi- 
nio sopra coteste Isole ; si perchè la medesima e le altre due Potenze 
hanno dell'interesse nell'Ordine per le comende erette nei rispettivi 
loro stati e per i Cavalieri loro sudditi ; si ancora perchè gli anzidetti 
tre monarchi sono amici e già concordati colla Repubblica Francese 
ai di cui rappresentanti per una così fovorevole interposizione non 
niegherebbesi all' A. V. S. all'Ordine e al Popolo Maltese una pace 
vantaggiosa. 

Il ricorrente Borg Olivier si da l'onore di umiliare air A. V. S. 
l'odierno suo quanto semplice altrettanto sincero foglio, per rattacca- 
mento che in altra età le ha sempre professato come vero Servidore e 
che oggidì con titoli più divoti le professa, come sudditto fedele. 
Quindi viverà tutto intento, e del pari viverà la Nazione tutta pronta 
ai Sovrani Comandi dell'A. V. S. chiamandosi i medesimi da ora for- 
tunati, se potessero avere la gloria d'impiegarsi alla felice difesa della 
sua corona del suo ordine delle sue Isole. Questo è quanto — Io 
stesso consigliere Borg Olivier — Malta nella città Valletta il di detto 
IO Giugno 1798. E successivamente l'infrascritto console generale per 
la Rep, Batava presso S. A. S. il Gran Maestro Principe di questa 
isola di Malta e del Gozo, per organo pria dell'Illmo. Sigr. Bne. della 
Marsa D, Gio. Francesco Darei Falsoni, e poscia deiriUmo. Sigr. 



— 227 — 

infeudazioni dopo la loro unione al Regio Demanio (i); appigliandosi 
sempre alle vie più pacifiche dei ricorsi, ed anche allo sborso di con- 
siderabili somme, per le quali soleva ottenersi dall'importuni cortigia- 
ni la loro infeudazione. 

Nò invero potevano altrimenti condursi dopo che i loro Ricorsi 
incontravano la più umana accoglienza presso i Sovrani, anzi esperi- 
mentavano la più estesa liberalità, e munificenza nella larga ricom- 
pensa, che ricevevano della loro somissione, ed ubbidienza, poiché 
nel corso di due secoli non cessarono i Sovrani di arricchirli con 
speciali privileggi. 

II più segnalato tra questi era il privileggio concesso dal re 
Alfonso li 20 Giugno 1428, col quale permise ai medesimi nel 
caso di loro separazione dalla Sicilia di poter opporsi e resistere con 
mano forte, non una o due volte, ma tante volte quante gli fosse pia- 
ciuto, e successivamente tanto con lettere dello stesso Sovrano, quan- 
to anche con Viceregal providenza delli 24 Marzo 1459 si accordò 
all'Università di Malta la libertà di opporsi similmente e resistere a 
qualunque ordine del medesimo Sovrano, che fosse contrario, ò lesivo 
dei suoi privileggi senza incorrere in alcun delitto, o taccia di ribel- 
lione. 



Commendatore fra Nicola Franceso Royer Maestro scudiere di questo 
Ordine Gerosolimitano fui chiamato da S. A. S. il principe e Gran 
Maestro e dal suo S. Consiglio, affin di domandare con mia lettera a 
loro nome l'armistizio al cittadino Bonaparte Generale in capite 
deirarmata Francese avanti Malta. 

Con tal occasione ho letto al Sermo. Principe il preinserto foglio 
enunciante la supplica fattagli a voce dai giurati e da alcuni Maltesi, 
come altresì quello di detta rappresentanza recatagli in iscritto, ed a 
me ix)c'anzi consegnata in duplicato dall'Illmo. Sigr. Cons. Dr. Giu- 
sepi^e Borg Olivier per inscriversi tra le minute di questa Cancelleria 
Batava. Su di che il Sovrano disse di essere pienamente inteso d'en- 
trambi i fogli e restò compiaciutissinw dei sentimenti e progetti del- 
l'anzidetto Sigr. Cons. Borg Olivier contestategli nella premessa sua 
rappresentanza. Quindi a futura memoria.... 

De Fremeaux — Gius. Segondibert 

L. ^ S. Cancelliere, 

(i) Un dei primi privilegi di esser Malta nel Demanio di Re 
Pietro, 19 Aprile 1283, per esser queste isole vicine alla Sicilia è 
accennato nel v. 5. Serie Dipi, dell' Arch. Stor. Siciliano p. 422; e 
neirinviges, Carthago Sicula 1. 2. e. VII, leggesi uno dei diplomi con 
cui si conferiva la Signoria di Malta a privati. E* il Privilegio dì 
Federico dei 4 Marzo 1366 per Manfredo di Clermont. 



— à28 — 

Di questo privilegio come di tutti gli altri, che tuttavia, si con- 
servano negli Archivii della Città Notabile, e di Palermo, fu promessa 
e giurata soUenneniente l'inviolabile osservanza dall'Ordine Geroso- 
limitano nell'atto del suo Possesso, quale poi essendo rinnovata nel 
primo Capitolo Generale da esso celebrato in questa Isola nel 1533i 
divenne legge fondamentale di stato, tanto più perchè tale promessa 
era correspettiva al rilascito che fecero i Maltesi alla Religione delli 
30,000 fiorini d'oro da essi sborsati per la riunione delle Isole alla 
Corona di Sicilia. 

Nella cessione pertanto che delle medesime Isole feCe l'Ordine 
alla Republica Francese dovea indispensabilmente intendersi apposta 
la medesima legge, non avendo potuto la Religione trasferire in altra 
maniera, e forma il suo possesso se non con quelle leggi, e condizioni 
colle quali lo godeva. Ma oltre a questa tacita obligazioae che co- 
stringeva i Francesi all'osservanza dei Privileggi della Nazione, si 
accoppiò pur anche l'espressa convenzione stabilita nei capitoli di 
Pace fìssati li 12 Giugno 1798, tra il Generale Bonaparte a nome della 
detta Republica, e li sei Commissarj nominali dal Gran Maestro e 
Consiglio di Stato dell'Ordine suddetto, colle facoltà di Plenipoten- 
ziari, anzi in questi Capitoli si stabili pur anche che dovessero i 
Maltesi continuare come per lo passato nel libero esercizio della Reli- 
gione Cattolica Apostolica Romana, di dover conservare illese le loro 
proprietà, e i loro privileggi, di non poter essere giammai sottoposti a 
contribuzione straordinaria ; e finalmente che tutti gli atti civili pas- 
sati sotto l'antico Governo dovessero conservare tutta la loro fermezza 
ed autorità: Ecco le parole ben espressive degl'ultimi due articoli 
della già detta Capitolazione ; che soli riguardano i Maltesi, dispo- 
nendo tutti gli altri degli interessi degl'individui dell'Ordine (i). 

Se adunque per un dritto dagli antichi Sovrani, confermato ed 
approvato dai successori Dominanti sino alla stessa Republica Fran- 
cese non possono i Maltesi incorrere nel delitto, e nella taccia di 
ribelli, resistendo anche colla forza alla violazione dei loro privileggi, 
ed invocando la protezione, ed il nome Regio dei Sovrani di Sicilia 
per essere difesi ; non può certamente la Nazione essere accusata di 

(i) Ecco gli articoli omessi in questo documento presso di noi : 
Art. VII — Gli abitanti delle isole di Malta e Gozo, continue- 
ranno a godere, come per lo passato, il libero esercizio della Reli- 
gione Cattolica Apostolica Romana. Conserveranno le proprietà, i 
privilegj, che possedevano. Non sarà fatta alcuna contribuzione 
straordinaria. 

Art. Vili — Tutti gli atti civili passati sotto il governo dell'Or- 
dine saranno buoni, ed avranno la loro esecuzione. 



— 2à9 — 

cosi esecrabile delitto coirinsurrezione fatta contro il Governo Fran- 
cese, e l'invocazione di S. Maestà Siciliana, e delle Potenze con essa 
alleate, subito che il Governo suddetto contravenne sin dalli primi 
giorni del suo ingresso alle soUenni promesse da esso fatte nella detta 
Capitolazione, senza che abbia potuto giammai la Nazione non ostan- 
te i suoi replicati ricorsi, e rappresentanze, ottenere la revoca, o 
almeno la sospensione di un solo degli ordini, proclami ed arresti, 
che giornalmente piovevano direttamente contrarj alle dette conven- 
zioni. 

II distinto racconto di tali ordini ed operazioni giustificheranno 
presso tutto il mondo la condotta dei Maltesi, e la somma imprudenza 
colla quale i Francesi intrapresero il loro Governo, violando insieme 
il dritto delle genti, e le massime principali della sana politica. 

La prima lor operazione è stata quella di costringere colla forza 
armata a tutti quelli Maltesi che erano arrollati cogli antichi regimenti 
e squadre mariti me dell'Ordine Gerosolimitano a imbarcarsi, e se- 
guitare il destino dell'Armata Francese Non può esprimersi l'uni- 
versale rammarico che cagionò questa violenza. La desolazione di 
tante famiglie, che perdevano i loro più stretti congiunti quanti erano 
gl'individui costretti alla partenza, e le lagrime di tanti figli, che non 
speravano di rivedere i loro genitori, turbò gli animi di ciascuno, ed 
istillò i primi semi di quell'avversione che, indi tanto crebbe col for- 
niento delle susseguenti operazioni del nuovo Governo. 

Quasi contemporaneamente a quella violenza con un proclama 
affisso nei cantoni della Città si ordinò che fossero mandati nei Col- 
legi di Parigi sessanta ragazzi delle principali, e più ricche famiglie 
dell'Isola, ad effetto, che ivi ricevessero l'educazione, con imporsi 
una pena a chiunque avesse ricusato di obbedire. Non sarebbe forse 
ad alcuni dispiaciuto il comando di dare un'educazione ai proprj figli 
in esteri collegi, ma la certezza che la minor istruzione, che avreb- 
bero avuto questi alunni sarebbe stata riguardo ai principj di reli- 
gione, anzi se alcuna ne ricevessero sarebbe stata contraria alle mas- 
sime della Santa Religione Cattolica, con particolare impegno e 
favore professata dalli Maltesi sin dalli primi lustri della sua fonda- 
zione ; atterri tutti gli Nazionali questo proclama e produsse nel- 
l'animo di ciascuno un ben fondato sospetto, che lo scopo del nuovo 
Governo era diretto a rovesciare il culto della Religione Cattolica, 
per mezzo di nuovi allievi. 

Non meno dispiacevole fu l'obbligo imposto ai cittadini di allog- 
giare l'Ufficialità destinata al presidio di Malta, essendo tenuti soltan- 
to gli abitanti, giusto l'Universale costume dell'Europa, a dar alloggio 
alle truppe di passaggio, non già alle stazionarie, che in veruna Città 
che in quella di Malta potevano ricevere un comodo alloggio nei 



— 230 — 

luoghi pubblici, de quali è ben abbondante il numero^ e considerabile 
la vastità. 

Si volle inoltre dal popolo una contribuzione di ottanta mila 
scudi quantunque poc'anzi era stata promessa l'esenzione di ogni 
straordinaria contribuzione. 

A questi preliminarj successero altre disposizioni, che più da 
vicino portavano i loro colpi allo stesso bersaglio, poiché fu interdetta 
ai Parochi l'esazione dei loro diritti cosi tenui, che giammai eccita- 
rono alcuna doglianza dei Popoli, anzi da essi stessi volontariamente 
si raddoppiavano nel pagamento. Si abolirono molti conventi di varie 
religioni, ed plcuni ministerj, con appropriarsi li Francesi tutti li beni 
i vasi sacri, e gioje, utensili e tutt'altro che esisteva nelle dette Case 
Religiose di proprietà nazionale, e questi in conseguenza della 
Capitolazione non potevano con verun tìtolo passare, ed incorporarsi 
alla Cassa della Repubblica, quando anche fosse legittima l'abolizione 
delli detti Conventi ; la quale recando un evidente diminuzione del 
culto nella forma, che si era praticata fin allora, veniva ad apporsi 
similmente alla Capitolazione. Si tolse ogni autorità alle leggi Eccle- 
siastiche, e specialmente circa i matrimonj ; e si proibì ogn'influenza 
del Papa, e del Metropolitano nelle due Isole ; il che importava un 
chiaro Scisma, e separazione della Chiesa Maltese dal Cori)o della 
Chiesa Cattolica, affatto incompatibile colla promessa libertà del 
Culto Cattolico Apostolico Romano. 

Ne potevano i Francesi in verun conto difendere, e scusare la 
loro condotta dalla manifesta contravenzione alle loro promesse della 
quale venivano rimproverati da tutti i Ceti, e specialmente dagli 
Ecclesiastici, e dal Tribunale Civile, avendo i primi con ordine del 
vigilantissimo loro Pastore ricusato di pubblicare tali proclami nelle 
Chiese Parrocchiali, ed il secondo ricusato di registrarli ed eseguirli : 
onde hanno pensato di rendere inutile la Capitolazione col fatto, e 
coH'opera degli stessi Maltesi, e con tal mezzo indurli a spogliarsi 
volontariamente di un arma cosi potente, alla quale non potevano 
resistere senza la taccia d'infedeltà. Il ritrovato è stato quello d'invi- 
tare la Nazione a domandare l'incorporazione alla Republica Fran- 
cese, per mezzo della quale veniva asoggettarsi intieramente alle sue 
leggi benché contrarie alla religione alli suoi privileggi, ed a tutte le 
esenzioni convenute. Che tale sia stato lo scopo di questo invito lo 
dimostrò l'evento ; poiché accortisi del rigiro i più avveduti Citta- 
dini fecero le loro proteste in alcune Municipalità che non altrimenti 
si doveva avanzare la domanda di quella unione, se non colla espres- 
sa riserva di tutto ciò che nella Capitolazione é stato convenuto, e 
promesso. Questa protesta é stata sufficiente per arrestare l'impegno, 
col quale si promoveva la detta unione, e per avverare il sospetto 



— 231 — 

concepito di essere diretta tale operazione al rovesciamento del 
Concordato. 

Non arrestarono però ì Francesi la loro carriera nonostante l'uni- 
versale mal contento, che già si manifestava ; imperciocché per delu- 
dere l'esenzione da ogni contribuzione straordinaria convenuta nella 
Capitolazione, hanno poco meno che raddoppiato le dogane, e le 
imposizioni antiche sul vino^ e su i tabacchi : misero mano suUi ori 
ed argenti della Chiesa Cattedrale di considerabile valore con appro- 
priarseli, senza avere neppure il pretesto d'essere questa una delle 
Chiese soppresse, essendo stato al contrario una delle principali, che 
dovevano sostenersi per ordine del Generale Bonaparte (i). Si ordinò 
la comune sepoltura per gl'individui di tutte le religioni, quandoché 
neppur le più insane, ed irragionevoli soffrono la comunione delle 
sepolture con quelli che da esse si giudicano reprobi, ed infedeli. Si 
ricercò un esatto ruolo di tutti i Canonicati, Benefizj, Cappellanie, e 
Legati Pii con una impraticabile sollecitudine, che tendeva alla sop- 
pressione di buona parte di tali Fondazioni, ed a un destino diverso 
rispetto alle altre ; col quale spogliati, e ridotti alla mendicità i mini- 
stri dell'Altare dovevano inevitabilmente seguire la distruzione del 
Culto. £ finalmente per non lasciare immune da gravi ferite, anche 
il ceto più bisognoso delle due Isole, con una I^ge opposta ai ditta- 
mi della ragione naturale, alla già detta convenzione, ed alli principii 
della stessa Costituzione Francese, che dovevano proteggere la pro- 
prietà, e la fermezza degli atti civili passati sotto l'antico Governo ; 
si dichiarò che tutte le concessioni enfiteutiche fatte per certo numero 
di generazioni dovessero riputarsi terminate scorsi cento anni dal 
giorno dei rispettivi contratti ; tuttoché vivevano ancora le genera- 
zioni comprese nell'investitura. Due terze parte del Popolo sussi- 
steva per mezzo di queste enfiteusi, e gran numero di famiglie su 
di essi calcolava lo stabilimento de proprj figli ; onde non è esprimi- 
bile le sconcerto, il dispiacere ed il furore che eccittò nel Popolo 
questa legge, accoppiata all' altra della deroga de' fedecommissi 
che veniva a comprendere le semplici vocazioni di unica percezione, 
e quel che é più singolare si estendeva ai fìdecommissi già purificati 

(i) Dalla relazione del Diocesano fatta a Roma nel 1800 si ha 
che «Verum re postea melius perpensa ob oculos habentes preculiaria 
pacis conventa in corum ingressu civitatis, ubi Cathedralis est sita 
quibus constitutum erat ut Ecclesise intactae illesaeque remanerent ad 
damna resarcenda qtiae illaia fuerunt ex auri et argenti usurpatione, 
publico ac solemni actu declaraverunt, se cedere in favorem Ecclesia 
Cathedralis suppelleciilia argentea a supremo eorum Duce Bonaparte 
relieta Ecclesia Santi Joannis„,i^ 



— 282 — 

con rendere liberi i beni in favor degl'eredi del defunto ultimo pos- 
sessore, spogliandone i presenti. 

Tutte queste leggi colle quali si volevano dfstruggere le antiche 
massime, gli antichi costumi, ed i privileggi della Religione tenace- 
mente sostenuti dal Popolo furono promulgati nel bricve giro di due 
mesi, quando che neppur due secoli per comune aviso, sarebbero 
sufficienti a cambiare l'indole di una Nazione. Or in tempo che tutto 
il Popolo fremeva per novità cosi interessanti, ed altamente si doleva 
della contravenzionc, a promesse tanto solenni, fu spedito dal G(»- 
verno Francese alla Città Notabile li due Settembre 1798, un Mini- 
stro della Comissione de' Dominj per trasportare gli apparati della 
Chiesa del Carmine già soppressa, e per dare in affitto nel pubblico 
incanto la scessa Chiesa, ed il vicino Convento. Ma appena volle dar 
principio all'esecuzione di tale incarico col distaccare della Chiesa gli 
apparati, fu da buon numero di gente accorsa a tale notizia, impedito 
di rimuovere da quel luogo cosa alcuna, ed immediatamente un 
ragazzo si portò a toccare le Campane della stessa Chiesa. Accorse 
allora, e si radunò un gran numero di quella popolazione, ma osser- 
vando che il ministro avea prontamente desistito dall'intrapresa, sì 
ritirò tranquillamente nella propria casa, benché, tutti già accesi di 
furore, e disposti a difendere, e rivendicare i loro diritti colla forza, 
avendo sperimentato inutili i ricorsi le doglianze ed i clamori, che 
già avevano avanzato. 

Appena però scorse poche ore, volendo il Comandante Francese 
della Città Notabile frenare il popolo col timore, usci col suo Tenente 
a girare nel Borgo di detta Città con sciabola sfoderata in mano, 
minacciando a chiunque incontrava e barbottando contro i Maltesi. 
•Ma invece di frenare il popolo lo irritò maggiormente, cosichè alcuni 
degli abitanti uniti insieme si misero ad inseguirlo ; e raggiunto, non 
ostante i mezzi da esso usati per liberarsi, fu dai medesimi con molti 
colpi ucciso in una casa ove si era ritirato. 

Giunta la notizia di questo rumore alla Città per mezzo del 
Tenente, che separatosi dal Comandante ebbe la fortuna di rientrare 
nella fortezza ; la guarnigione chiuse le porte e si dispose alla difesa, 
poiché li pochi ammutinati che avevano commesso quel massacro, 
diedero mano immediatamente al suono delle campane, ed al richia- 
mo di molta gente per mezzo di serj corrieri, spediti a tutti li villaggi, 
e perciò andava crescendo il rumore, e si minacciava dì assaltare la 
Città, la quale intanto procurava col cannone di allontanare il popolo. 

Airarrivo dei corrieri al loro rispettivo destino corrisposero 
quasi tutte le Chiese Parrocchiali della campagna col suono delle 
campagne, ed uniti gli abitanti hanno immediatamente abbassato 
tutti i Stendardi della Republica, spezzato le armi .della medesima. 



— 238 — 

ed a gara corsero per la Città Notabile, che era il punto della 
loro unione, con aver frattanto arrestato a mezza via un soldato 
spedito dalla Guarnigione della Qttà Noubile con lettere dirette 
al Generale Vaubois Comandante in Capite delle Isole, residente 
nella Valletta per darijli ragg:naglio del successo, e domandare 
soccorso. 

La notte sopragìunta a queste operazioni non arrestò punto 
rincominciata rivoluzione, anzi con maggior calore quella si prose- 
guiva, dividendosi il popolo in parte nell'accrescere il numero degli 
assedianti la Città Notabile, in parte neirimpedire il passaggio d'ogni 
persona alle città detenute dalli Francesi, nel rompere i condotti delle 
Fontane per la Valletta, e nel trasportare segretamente molti barili di 
polvere dalli Magazeni della Cottonera ; e finalmente in parte nella 
ricerca delle armi per tutta la campagna ove non poco scarseggia- 
vano, non avendo avuto tutto il tempo di ricuperarli dopo la conse- 
gna fatta alli Francesi in seguito degl'ordini dati nei primi giorni del 
loro arrivo. 

Nel mattino del giorno seguente 3 Settembre riuscì agli ammu- 
tinati di entrare per sorpresa nella detta Città ; fu pertanto in poche 
ore passata a fil di spada tutta la guarnigione, ed inalberato su la 
torre lo Stendardo bicolore, che rappresenta l'antico stemma dell'uni- 
versità di Malta (i). 

Il Governo della Valletta, che per l'arresto del corriere non ave- 
va avuto se non confuse notizie del principio del tumulto da quelle 
poche persone, che alle prime mosse si sono affrettate dì ritirarsi nella 
detta città, temendo le funeste conseguenze, non si determinò a spe- 
dire verun soccorso, né ad impedire colla forza il progresso se non 
la mattina delli 3 Settembre allorché già era massacrata la Guarni- 
gione della Notabile. Spedi allora alcune centinaja di truppa rego- 
lare, quali però allontanatisi appena un miglio dalle mura esteriori 
della Valletta, furono con singolare valore, e coraggio respinti da 
soli settantasette villani mal armati, che si erano situati in quel cami- 
no per difendere appunto la Campagna dalle sortite delle Truppe 
Francesi, che già aspettavano. Ritornarono questi con una precipi- 
tosa fuga nelle loro fortezze molto malmenati colla mortalità di non 
pochi soldati e col ferimento di molti altri, cosicché neppur seppero 



(i; Il primo morto registrato nella parrocchia della Notabile come 
caduto in battaglia a 3 Settembre 1798 é un Matteo Cortis del fu 
Giuseppe di anni 40. — Ed a Birchircara quel giorno si registravano i 
decessi di Giovanni Borg del fu Giuseppe dt 40 anni e di Angelo 
Mallia di Francesco di anni 50 entrambi morti in battaglia, 



— 234 — 

dare alcun ra^gua.^lio della situazione della Campagna e delle sue 
forze. 

Nello stesso tempo un'altra trupi)a di Maltesi ebbe il coraggio di 
introdursi nella Città Cospicua, sperando d'impadronirsi della mede- 
sima e delle vicine fortezze col soccorso di quelli abitanti, i quali già 
erano disposti allo stesso movimento ; e giunsero alla vista di tale 
soccorso ad abbassare gli stendardi e le armi della Republica ; ac- 
corsero però immediatamente le truppe francesi in gran numero, ed 
attaccata la zuffa furono costretti gli ammutinati a ritirarsi, ed i citta- 
dini a deporre 1^ armi, specialmente per aver portato il Governo nel 
più interno seno del Porto una nave, le di cui batterie dirette per la 
detta Città Cospicua minacciavano la sua distruzione. 

Questo fatto d'arme seguito dentro le stesse fortezze nelle quali 
risiedevano le truppe Francesi, diede motivo ai medesimi di dubitare 
che gli abitanti delle quattro Città machinassero una simile insurre- 
zione, onde dei)osto ogni pensiero di soggiogare la Campagna colla 
forza delle loro armi, attesero con tutta la sollecitudine e con ordini 
li più severi a disarmare nello stesso giorno tutti i cittadini e disporsi 
ad una valida difesa dentro le loro fortezze, temendo di essere sor- 
presi nell'interno e nelfesterno se in maggior copia fossero tornati 
Campagnuoli dei quali ignoravano le forze, lasciandoli frattanto tran- 
quilli. Ed in vero una ben favorevole disposizione della divina Provi- 
denza è stato il sistema adottato dai Francesi ; poiché avevano essi 
sei mila e più soldati di truppa regolare, ben agguerriti e forniti di 
tutti gli strumenti militari, oltre la marineria di una Nave e due Fre- 
gate ; avevano in abbondanza le munizioni di guerra e possedevano 
tutti i granai dell'Isola. All'incontro però i Maltesi per la maggior 
parte inesperti nelle operazioni militari non avevano, che soli trecento 
fucili, e cinquecento schioppi da caccia, o circa pochissima quantità di 
vettovaglie e di polvere sparsa in piccole quantità nelle case par- 
ticolari, oltre ad una porzione che loro riusci di prendere dai 
magazini della Città Cospicua nella notte delli 2 Settembre appena 
sufficiente per due ore di fuoco (i). 

Ma una cosi vantaggiosa disparità di forze nulla sgomentò il 
valore Maltese ; poiché superando ogni timore i Nazionali immedia- 
tamente attesero a cordonare le fortezze possedute dalli Francesi jxt 
opporsi a qualunque loro sortita, e per impedire l'ingresso d'oi»ni 
sorta di viveri, che dalla Campagna soleva ogni giorno introdursi 



(i) Mentre nel recinto della Cospicua era attaccata la zuffa, parte 
della gente di Campagna attaccò la polveriera, e trafugò da So barili 
di polvere. (Questa nota è nel manifesto.) 



— 235 — 

nella Città ; ed a svellere tutti i piombi delle Fontane* di delizia, delle 
machine, e delle vetrate delle case per formare le palle da schiop]X> ; 
e giunsero anche a distribuire in varj [)osti un gran numero di ragazzi 
jxjr raccogliere le palle, che dalle fre<iueiiti scariche dei Francesi si 
spargevano nel giro delle loro mura (i). 

Fu inoltre sorprendente la jM'estezza colla quale hanno traspor- 
tato dalle più lontane marine dell'Isola, e collocato nelle frontiere 
della Valletta e della Cottonera grossi pezzi d'artiglieria, superando 
colla forza, e col lavoro la mancanza delle macchine necessarie ; e 
con eguale avvedutezza hanno sollecitato d'impadronirsi delle Torri, 
e delli Castelli situati in tutto il giro del littorale di Malta presidiandoli 
per impedire qualunque sbarco di cui erano minacciati da legni Fran- 
cesi, che sin dal primo giorno furono spediti dal Porto a bloccare le 
due Isole. Cosichè malgrado l'esperienza da' loro nemici riuscì alli 
Maltesi di fermare sotto una delle dette Fortezze una barca canoniera 
e di danneggiare non poco col cannone una Fregata che troppo si 
era avvicinata alle trincere del Porto di S. Paolo ; anzi l'avrebbero 
anche depredata se non avessero dopo brieve conflitto consumato la 
munizione. 

Costrinsero anche col cannone situato nell'altura del Gharghar, 
a ritirarsi una grossa nave ancorata nel Porto di Marsamuscetto, che 
offendeva colle sue frequenti scariche la guardia avanzata del detto 
Porto ; e similmente ha dovuto ritirarsi in luogo coperto una fregata 
che sorgeva nel Porto tra le Fortezze della Valletta, ed il Corradino 
per proteggere la polverista ivi situata, ricevendo continuo danno dal 
fuoco, che i Maltesi facevano dalla detta Collina, essendo riuscita non 
solamente inutile ma anche infelice per i P>ancesi una scaramuccia 
ivi attaccata tra un buon numero delle loro truppe e la guardia del 
detto luogo (2). 

# 



fi) Tagliarono con fosso lo stradone, che dalla Città conduce 
alle terre, e lo guardarono con due cannoni, cinsero la Valletta e Cot- 
tonera con trincee. H nel fondo della Marsa eressero 'due trincee onde 
dominare con il canone i Bastimenti che entravano nel Porto. Infatti 
era pericoloso agli Cittadini il passaggio del Porto da una Città 
all'altra. (Nota nel manifesto), 

(2) I Francesi giunsero ad attaccare questo posto alle ore undici 
di mattina tempo in cui si distribuiva la razione ai Battaglioni. Il 
posto allora era guardato da 16 soldati ; quali spedirono uno a dare 
avviso al campo e loro facendo fronte al nemico sostennero il posto 
soli fino che venne il soccorso. (Nota nel manifesto). 



- ^Q — 

Tutto il Popolo fu indi distribuito in quattro campi colkicati in 
uguali distanze intorno alle fortezze dell* inimico, ciascuno de' quali 
aveva le sue gnardie avanzate nelli posti più eminenti, donde per 
tutta la notte corrispondevano reciprocamente colli segni stabiliti, e 
collo stesso mezzo davano gli opportuni avvisi d'ogni movimento de' 
Francesi cosi alH Campi, come a tutti i Villaggi, ove sono state 
fissate tante guardie su li campanili di ciascuna Parrocchia, affìnchc 
al primo segno fosse convocato il Popolo col suono delle campane 
e spedito a soccorrere i posti assaliti. 

Nò minore fu la loro cura di stabilire un Governo regolare tanto 
per il militare, che per il politico ed economico dell'Isola, avendo 
rispetto al primo costituito due Generali, e tanti Colonelli quanti 
erano i Villaggi col titolo di Capi di Battaglioni ; riguardo all'econo- 
mico prescelsero in ciascun Villaggio un numero di proveditori 
corrispondente alla popolazione ; e rispetto al politico elessero tre 
Nobili ed un Cittadino colle più ampie facoltà e Analmente nello 
stesso giorno 3 Settembre hanno spedito due barche speronare, 
l'una al Re di Napoli, e Taltra in ricerca della divisione Inglese, 
che navigava in questi mari, per renderli intesi del successo, e chie- 
der loro soccorso. 

Tutte queste disposizioni però non erano sufficienti per rime- 
diare alla mancanza delle provisioni, e del contante necessario per 
mantenere sulle armi, ed in continua vigilanza, quasi tutta la popola- 
zione composta |3er la maggior parte di persone affatto indigenti ma 
la generosità dei possidenti, e la sobrietà della gente armata hanno 
rimediato a còsi gravi necessità avendo i primi contribuito a larga 
mano le provisioni, ed il contante che avevano, quali unite alle rendi- 
le publiche e delll cittadini rimasti chiusi sotto le forze deirinimico 
formavano un fondo, che dava speranza di un siguro e lungo sosten- 
tamento, e contentandosi i secondi di ricevere li proprj alimenti colla 
misura la più stretta in quanlunque specie di vettavaglie. 

Superata questa difficoltà rimaneva un'altra più formidabile, ed 
atiatto superiore alle forze della Nazione ; poiché i Francesi sebbene 
rinchiusi si trattenevano nelle loro fortezze, spedirono però molti dei 
loro legni per bloccare tutta l'Isola, ed impedire il tragitto delle pro- 
visioni ben sapendo che la penuria avrebbe in pochi di costretto la 
campagna ad umiliarsi, e rendersi a discrizione de' vincitori. Il timore 
di un esito cosi infelice già opprimeva gli animi di tutto il popolo, e 
cresceva a misura dalla giornaliera mancanza di sussistenza ; allorché 
per un'altra inaspettata, e singolare grazia di chi protegge gli oppres- 
si comparvero li 18 Settembre quattro Navi Portoghesi, che costrin- 
sero i legni Francesi ad una pricipitosa ritirata nei loro Porti, e con 



— 237 — 

un blocco regolare Thanno impediti di eseguire il concepito disegno. 
Quindi ricuperatasi dalli Maltesi la libertà e la protezione del com- 
mercio, hanno provveduto al loro sostentamento colle disposizioni 
già intraprese ; E siccome lo svantaggio di una bassa moneta intro- 
dotta dall'Ordine Gerosolimitano verso la metà del Secolo XVII 
impediva l'acquisto delle estere provisioni rifiutandola i forastieri 
hanno supplito al difetto del contante col cambio degl'effetti 
nazionali sino che la provida munificenza di Sua Maestà Siciliana 
ordinò con suo dispaccio che la detta moneta fosse ricevuta nel suo 
Regno. 

Li abitand frattanto delle Città detenute dalli Francesi, che 
meglio di questi conoscevano la debolezza della forza dei loro com- 
patriotti, giudicando ben critica la costoro situazione per l'impedito 
trasporto delle provisioni, e per l'inalzamento di un Stendardo, che 
non era riconosciuto dalle Potenze dell'Europa; come pure dubitando 
che Sua Maestà Siciliana incontrasse difficoltà di sostenere, e difen- 
dere i Maltesi colla sua protezione, giacché sin allora era in pace 
colla Republica Francese, stimolati inoltre dagl'ufficiali maggiori della 
detta Nazione che li rimproveravano d'intelligenza cogl'abitanti della 
Campagna per non aver impiegato verun mezzo atto a sedarli, quan- 
tunque avessero tra essi ed anche tra i capi molti dei loro congiunti; 
si videro costretti a spedire li 8 dello stesso mese di Settembre quattro 
deputati composti da tre Ecclesiastici, ed un secolare per trattare 
una pace, sotto le condizioni più vantaggiose, che sembravano 
potere sperare del pentimento, che manifestavano i Francesi d'aver 
trattato con tanta mala fede la Nazione, e d'averla notabilmente 
lesa nei suoi diritti e nella sua Religione, rovesciando tutta la colpa 
su d*uno delli loro principali Ministri, il quale ricevendo nella sua 
persona il iK>tere legislativo ed esecutivo esercitava il più rivoltante 
dispotismo. 

Appena però manifestato al popolo dalli su nominati deputati 
lo scopo della loro spedizione con universale clamore è stato rigettato 
il progetto, ricusando ciascuno di formare nuovi concordati con un 
Governo, che non aveva saputo rispettare i precedenti, ancor recenti, 
nò la stessa sua Costituzione ; e sebbene i messaggi furono ritenuti 
giudicando pericoloso alla publica sicurezza il rimandarli, dopoché 
nel lungo camino da essi fatto per giungere alla Città Notabile luogo 
destinato alle adunanze popolari, potevano aver penetrato la situa- 
zione della Campagna, e la disposizione di posti più interessanti delle 
frontiere della Valletta ; pur non dimeno giunte le succennate Navi 
Portoghesi diedero risposta per mezzo di loro ufficiali, al progetto 
fattoli per parte dei cittadini, facendo istanza al Generale Francese 



— 238 — 

per la resa delle fortezze in mano della Nazione insieme colle Navi 
che appartenevano all'Ordine Gerosolimitano (i). 

Irritati i Francesi dall'inaspettata costanza de' Maltesi per accre- 
scer tra essi la confusione e la difficoltà di provedere alla comune 
sussistenza hanno espulso a viva forza tutte le mogli e figli degli 
abitanti della Cospicua, che erano rimasti nella Campagna allorché 
seguì rinsurrezione e che erano fuggiti dopo la medesima, come pure 
di tutti quelli che abitavano nelli quartieri ove seguì la zuffa su nar- 
rata ; e negli ultimi giorni di Settembre eseguirono un'altra espulsio- 
ne di molti abitanti della Valletta da essi riputati sospetti di aderenza 
cogl'ammutinati, o di propensione ai loro sentimenti rivoluzionar] ; 
ma rimasero ingannati i Francesi, poiché furono in Campagna 
accolti con ogni benevolenza gli espulsi e furono immediatamente 
proveduti di alloggio di alimenti, e di abiti, de* quali erano affatto 



(i) I messi spediti dalla Valletta in Campagna erano il Canonico 
Salvatore Susano DD. il Custode dei Capuccini, e Giuseppe Fiamengo. 
Questi furono scelti dal governo francese come apparisce dalla lettera 
del 1 7 Fructidor scritta al Diocesano Mg. Labini colla quale si appro- 
vava il modulo della lettera trasmessa, che era del tenor seguente . 
« Cittadino Parroco — Il Commissario di Governo per commissione 
del Consiglio di guerra m'incarica con premura di mettervi sotto gli 
occhi nel luttuoso caso in cui siano, che il vostro dovere si è d'impie- 
garvi con ogni zelo e col maggior coraggio senza aver riguardo a 
vostri incommodi e pericoli a persuadere al popolo commesso alla 
vostra cura di aprire gli occhi, e di rimettersi al dovere di obbidire 
ossequiosamente al Governo che ad essi impone di ritirarsi tranquilli 
nelle loro case, potendo essere sicuri che li docili e gli ubbidienti non 
saranno molestati ne puniti. Fate ad essi capire ancora che altri- 
menti diportandosi richiameranno contro se stessi le più funeste con- 
seguenze di estremi castighi. Mi ha soggiunto il medesimo cittadino 
Commissario che dovete avere tutta la premura di eseguire queste 
insinuazioni e ordini. Potreste essere voi medesimi responsabili della 
disubidienza del vostro popolo. Vi fa sapere di più che con infinito 
mio dispiacere si va dicendo da alcuni, che voglio credere malevoli, 
che gli Ecclesiastici anche hanno parte in questo disordine, la qual 
cosa se fosse vera porterebbe il colmo alle mie amarezze. Aspetto la 
vostra risposta a questa mia, per far sapere al Governo i vostri senti- 
menti, i quali non posso dubitare che siano conformi al ministero da 
Dio addossatovi. Nostro Signore vi benedica. (Fr, V, Arch. Vescovo,) 

Ma eran giustificati i Maltesi a non prestar fede ad un governo il 
cui capo sbarcando aio Giugno di quell'anno aveva publicato il 
seguente appello : 



— 239 — 

sproveduti, non essendoli stato permesso prendere seco cos'alcuna, 
benché il loro numero giungeva a due mila o circa. Dopo questa 
violenta espulsione credettero i Francesi esserli facile il sorprendere 
gli ammutinati con una improvisa scorreria nella Campagna. Li 4> 
Ottobre pertanto fecero sortire prima dell'aurora un gran numero 
delle loro truppe divise in quattro colonne dai quattro lati delle loro 
fortezze. Le prime due che si avanzarono Tuna della parte di po- 
nente lungo le spiagge del Porto di Marsamuscetto, e l'altra per 
libeccio nelle Frontiere della Valletta per assalire il campo Ge- 
nerale di San Giuseppe e l'altra del Harghar, ed attaccarono imme- 
diatamente il conflitto colle prime guardie che ivi hanno incon- 
trato. La terza si diresse nello stesso tempo verso il Campo del Cora- 
dino per tenere divise le sue forze da quelle degli altri. La quarta 
però sortita dalla Cottonera, che era la più numerosa e destinata 
all'esecuzione della principale impresa» si avanzò con marcia lenta 
per sorprendere gli abitanti del Casale Zabbar e Zeitun, che si giudi- 



Libertà Eguaglianza 

In nome della Republica Francese il Generale di Divisione Vau- 
bois Commandante le truppe francesi nel isola di Malta. 

Al popolo Maltese, 

Abitanti del isola di Malta, perchè fuggite le vostre case al 
avvicinarsi dei Francesi. 

Il generale Bonaparte non è venuto per altro che per terminare 
la vostra schiavitù, la vostra religione vi sarà conservata, il vostro 
culto non si cambierà e le vostre proprietate saranno rispettate. Acco- 
gliete dunque con fraternità questi fundatori della libertà di tanti 
popoli e persuadetevi che il governo francese non vuol altro che la 
vostra felicità : tornate dunche ai vostri lavori e non lasciate inculti 
i vostri terreni. 

Non avete più da temer gli barbareschi, la vostra bandiera sarà 
rispettata da tutte le nazioni e quanto al vostro commercio, godrete 
dei medesimi vantaggi ch'i francesi. Verrà il giorno che benedirete 
la mano che spezzando le vostre catene vi avrà resi uomini liberi. 

Sono persuaso che questi reflessi dovendo farvi conoscere gli 
vostri veri amici vi condurranno ai sentimenti d'amicizia che dovran- 
no esistere fra di noi. 

Vaubois. 

(Dagli originali esistenti nelV Archivio Vescovile,) 



— 240 — 

cavano divertili e chiamati in soccorso delli posti attaccati dalle altre 
colonne, ed indi proseguire il suo camino verso le fortezze che custo- 
divano il Porto di Marsasci rocco per impadronirsi delle medesime. 
Ma troppo diverso è stato Tesito di queste fazioni mentre essendo 
stati i Maltesi largamente proveduti dal Comandante della squadra 
Portughese il Marchese di Nizza di armi polvere ed altre necessarie 
provisioni, fecero la più valida e coraggiosa resistenza, in modo che 
dopo il conflitto di quattro ore o circa furono costretti a ritirarsi It^ 
prime tre colonne senza aver potuto avanzare più oltre della portata 
dei cannoni delle loro frontiere ; e la quarta benché trovò artificiosa- 
mente libero il passaggio sino alla piazza del Casale Zabbar, giunta 
però in quel luogo, fu accolta colla mitraglia di due cannoni coperti 
situati a canto la Chiesa, e con numero considerabile di fuciliate, che 
li cadeva addosso dalli tetti, e finestre di quelle abitazioni, nelle quali 
si era messo in aguato tutto il campo di quelle contrade, senza dare 
alli Francesi neppure il tempo di vedere le mani che le tiravano. Né 
in questa fazione rimasero oziosi i ragazzi e le femmine impiegan- 
dosi gli uni e le altre negli stessi luoghi a tirare sassi, carricare 
fucili, e porgerli ai loro mariti, figli, e fratelli, animandoli a combit- 
tere con tutto il calore per liberarsi da una schiavitù di cui riputavano 
migliore la morte ; cosicché in tale congiuntura si viddero rinnovate 
le prove di valore, e di coraggio, che diedero le femmine ed i ragazzi 
Maltesi nel memorabile assedio del 1565 — encomiate da vari storici. 
Onde i Francesi con un straordinario disordine hanno dovuto battere 
la ritirata, e pentirsi d'aver sagrificato molti officiali e più centinaia 
di soldati in un conflitto ben singolare, in cui a fronte di una delle 
più formidabili milizie dell'Europa combattevano femmine, ragazzi ed 
una truppa di villani affatto inesperta nelle evoluzioni militari 

senza soffrire altra perdita che di soli rimasti estinti nelle 

dette quattro fazzioni. Questa segnalata vittoria accrebbe a maggior 
segno il coraggio dei Maltesi e dissipò ogni timore, che avevanc» 
concepito del valore Francese superiore a quell'epoca alle forze unite 
di molte Nazioni ; nulladimeno proseguirono non solamente 9 
vegliare colle continue guardie nei posti avanzati per tutto il giro 
delle fortezze ben estese dei loro inimici ; ma pure a tener indefes- 
samente forniti i campi suddetti con numero considerabile di gente 
armata, e munirsi colla continuazione della fabrica di varie trincere 
sulle frontiere dell'inimico. 

In tale stato erano i Maltesi allorché li i8 Ottobre comparve 
alla lor vista la Divisione Inglese, che ritornava dall'impresa dell'E- 
gitto da essi lungamente sospirata. Col soccorso di una cosi potente 
Nazione nulla più gli restava da desiderare per il riacquisto della 
loro tranquillità e della loro libertà, ed in vero sin dalli primi giorni 



— 241 — 

del suo arrivo hanno sperimentato gli effetti di così valevole protez- 
zione, poiché oltre all'abbondante provisione di polvere, fucili» can- 
noni, mortari, e ogni altro genere di stronienti militari, ottennero 
coli 'intercessione de S. E. Generale in Capite Duca Nelson dalla 
Maestri Rè delle due Sicilie, la somministrazione di altre dieci mila 
salme di grano ed orzo a credito, e lo sborso di somma speciosa 
ptr le occorrenti spese della guerra. 

Un'opera dello stesso è stata pure la resa della guarnigione 
dcirisola del Gozo. Avevano li Cìozitani imitando i Maltesi scosso 
pur'anche il giogo del Governo Francese colla forza delle armi, 
costringendoli a ritirarsi in parte nella nuova fortezza Chambray e 
parte nell'antico Castello, ove li tenevano strettamente assediati sotto 
la direzione di un Capo da essi prescelto. Riuscì alli primi dopo pochi 
giorni d'assedio, e la resistenza fatta ai replicati assalti tentati dai 
Gozitani di fuggire col commodo delia vicinanza del mare, e ritirarsi 
in Valletta per mezzo di una barca cannoniera, ed alcune speronare 
che ivi avevano sotto il cannone. I secondi però ai quali impossibile 
era la fuga furono costretti di rendersi a patti, subito che videro la 
forza Inglese unita alla Nazionale, contentandosi di cedere la Piazza 
e partire colla sola riserva dei loro bagagli ; il che fu effettuato li 29 
dello stesso mese di Ottobre sotto la direzione di S. E. il Coman- 
dante Alessandro Ball, che indi per fortuna dei Maltesi rimase Coman- 
dante Generale del blocco di Mare, che immediatamente è stato for- 
mato, e con assidua diligenza continuato sin al presente da molte 
Navi di quella Potenza. 

Non ostante i continui svantaggi e perdite che soffrivano i 
Francesi vollero nondimeno fare un nuovo sperimento del lor valore 
contro i Maltesi ; quindi con una ben numerosa sortita di Truppe 
dalle fortezze della Senglea, e della Cottonera hanno assalito per terra 
e per mare li 21 Novembre la Collina di Corradino, che sovrasta al 
Gran Porto per sorprendere ed attaccare da tutti i lati il Campo Mal- 
tese situato in quell'eminenza ed impadronirsi di un posto di tanta 
importanza, che dominava il Porto e la Città insieme. Per una 
sinistra combinazione era ristretto in quel momento il numero della 
gente armata di quel posto : corse pertanto questa a dare i concer- 
tati segni per essere soccorsa, e per mettersi in ordine una nuova 
trincera ancor ignota all'inimico, che recentemente avevano fabrìcato 
in quelle vicinanze. Si lusingarono i Francesi d'aver col solo timore 
costretto i Maltesi alla fuga, e perciò si sono avanzati animosamente 
verso la sommità della Collina, e verso la detta trincera, che non 
vedevano, ma dopo pochi minuti col fuoco del cannone della medesi- 
ma, rovesciato il muro che la copriva, si trovarono cosi offesi dalla 
sua mitraglia, e cosi vicini ai suoi tiri, che non potevano evitare nep- 

3X 



— 242 — 

pur colla fuga il considerabile macello che provarono. Accorsa 
frattanto una moltitudine armata da un altro lato compi la vittoria 
con una strage numerosa, incalzando grinimici che a precipizio si 
ritiravano sino quasi alle porte delle loro fortezze, disprezzando il 
fuoco che da queste si faceva per allontanarli. 

L'esito cosi infelice di questa sortita disanimò totalmente li 
Francesi ; onde senza più avventurarsi nel tentare simili scorrerie 
rivolsero tutte la loro operazioni al fine di sloggiare col cannone^ e 
colle bombe i Maltesi dalli siti predominanti che avevano occupato, e 
a distruggere le loro trincere ; quindi facevano piovere le palle, e le 
bombe su tali luoghi, e specialmente su detta Collina nella quale i 
Maltesi non avevano altro ricovero, che di un semplice ricetto senza 
però aver potuto ne anche con questo svantaggio costringerli a sicu- 
lare un passo dai detti loro posti, e molto meno abbandonarli ; anzi 
con uguale furore corrispondevano dalli loro trinceramenti, senza 
ricevere il minimo danno nella loro j>ersona. 

Con questo vicendevole cannoneggiamento si proseguì la guerra 
poiché i Maltesi non cessavano d'intrapprendere la fabrica di nuove 
trincere per chiudere ogni passo all'inimico ; né questo cessava 
benché inutilmente di frastornarli col suo cannone, cosicché entro 
pochi di tutto il giro delle sue fortezze era attorniato di batterie e tutta 
la Campagna era fuori d'ogni pericolo d'essere danneggiata da qua- 
lunque sortita la più numerosa. 

In tutte queste operazioni era ben segnalato il soccorso che 
ricevevano i Maltesi dal consiglio di S. E. il Comandante Ball, e 
dall'assistenza di persone intelligenti, che Egli spediva secondo le 
circostanze dal bordo delle sue Navi ; conosciuto pertanto il merito 
singolare del medesimo, e l'affetto che egli aveva contrattato verso la 
Nazione, si unì questa nel sentimento di pregarlo a fissare la sua 
residenza in terra, ed assumere in qualità di suo Ca[)0 la direzione 
delle sue armi, ed il Governo politico, ed essendosi egli compiaciuto 
di accettare con somma bontà l'uno e l'altro incarico, hanno imme- 
diatamente sperimentato i Maltesi i buoni effetti di questa loro deter- 
minazione ; imperciocché riordinò in primo luogo il consiglio col 
titolo di congresso, composto dai Capi di ogni Città e Villaggio, eletti 
per voti liberi dei rispettivi popoli per deliberare insieme con esso, su 
gli affari più interessanti nel politico, nell'economico, e nel militare 
dei Maltesi, e loro battaglioni, e per fare quelle leggi che le circo- 
stanze avrebbero richiesto : rimise nell'esercizio delle loro antiche 
funzioni tutti i Magistrati, ed i Tribunali che esistevano da tempo 
immemorabile : promosse il commercio, e le manifatture, che già 
languivano, con impiegare del proprio considerabili fondi per dar 
sussistenza alli più indigenti, e fece scortare da Navi Inglesi i basti- 



— 243 — 

menti mercantili, che partivano da quest'Isola con produzione, e 
manifatture nazionali ; per cui respirò la popolazione da tutte quelle 
oppressioni, che aveva sofferto per un necessario effetto dello stato di 
rivoluzione in cui era, e dell'interruzione del commercio, unico soste- 
gno di queste Isole (i). 



(i) Si è ben circospetti neiraccennare in questo manifesto all'eie- 
zione fatta da maltesi della Protezione della Gran Brettagna per non 
suscitare gelosie ; ma l'atto di piena approvazione negli atti publici 
del notaro Alex. Patr. Spiteri a favor dei tre deputati mandati a 
Palermo su questo affare parla eloquentemente. Leggi pp. 93 e 97 di 
questo libro. 

Approvazione dell'operaio dei Deputali che chiesero la Proiezione 
Inglese, 

11 di Dieciotto Marzo 1799. 

Corr la II Indizione. 

Personalmente costituite in presenza di Noi Notaro, e testimonj 
infrascritti l'Illmi. Signori D. Emmanuele Vitale capo della Città 
Notabile, suo Rabato, e Casal Dingli, e Comandante Generale delle 
Truppe Maltesi, D. Gabriele Pullicino per D. Pietro Buttigieg capo 
di Casal Zebbug, D. Cosenzo Saliba capo di Casal Siggieui, D. Bar- 
lolomeo Caraffa ca|X) di Casal Micabiba, D. (jrcgorio Mifsud capo di 
Casal Crendi, D. Gaetano Dalli per D. Fortunato Dalli ca|X) di Casal 
Zurrico, D. Giuseppe Abdilla capo di Casal Salì, D. Arrigo Xerri 
capo di Casal Chircop, D. Francesco Caruana per Filippo Castagna 
capo di Casal Gudia, D. Pietro Mallia capo di Casal Axiak, D. Mi- 
chele Cachia capo di Casal Zeitun, U. Agostino Said capo di Casal 
Zabbar, D. Giusepix: Montebello capo di Casal Tarxen, D. Giuseppe 
Caruana capo di Casal Luca, D. Stanislao Galt capo di Casal Curmi, 
D. Giovanni Gafà capo di Casal Gargur, D. Paolo Parisio Muscati 
capo di Casal Naxaro, D. Felice Calleja capo di Casal Musta, D. Sal- 
vatore Gafò capo di Casal Lia, D. Giuseppe Frendo capo di Casal 
Balzan, D. Saverio Zarb capo di Casal Attard da me Notaro cono- 
sciuti intervenendo come attuali Capi di tutti lì Casali, e Terre di 
([uest'Isola di Malta eletti, e nominad per rappresentanti di questo 
Clero, e Popolo Maltese, congregati nella Sala del Palazzo del Gover- 
no di questa Città Notabile, nella quale sono soliti di radunarsi per 
trattare l'interessi, ed affari del Governo di questa Isola, d'un'anime 
voto, e di loro libera, e spontanea volontà, in ogni miglior modo e 
maniera che hanno potuto, e ]K>ssono, e dal dritto gli si permette a 
nome premesso, approvando pria, ratificando^ ed accettando in tutto, 
e per tutto il fatto, ed operato a nome di questo Clero ^ e Popolo Mal- 
Use damili loro Deputati presso Sua Maestà il Ke delle due Sicilie, che 



— 244 — 

Ne minore fu la sua cura nel militare regolando coli* assistenza, 
e consiglio dei capi dei battaglioni tutte le militari operazioni e sug- 
gerendo la fabbrica di nuove trincere, e lo stabilimento di nuove 
guardie nei luoghi più importanti. 

Una di queste operazioni diede motivo ad una segnalata fazione 
tra i Francesi, ed i Maltesi. Avevano questi stabilito una guardia 
notturna nel Palazzo Bighi situato nelle ultime sponde del Porto, 
vicine al suo ingresso, malgrado la poca lontananza di tutte le For- 



Iddio conservi lungamente, danno ai detti Tlllmo. Sig. Sac. Rettore 
Ludovico Savoje, Barone Gaetano Fournier, e Dr. Assessore Luigi 
Agius presenti, ed accettanti la facoltà, ed autorità di domandare, 
esiggere e riscuotere dall'Illmi. Signori Portulani, e Secreti, ed altri 
amministratori delli caricatori, e scali della Sicilia per mezzo di qua- 
lunque Banco, Deposito, Tavola il di più delli tari due per salma 
pagato per l'estrazione delli grani ed orzi del Regno di Sicilia per 
mantenimento, e sostegno di questa Popolazione dalli 2 Settembre 
dello scorso anno 1798 in poi a norma del ricorso umiliato a Sua 
Maestà Re delle Sicilie, dalli predetti Rappresentanti del Clero e 
Popolo Maltese, e successivo Real Dispaccio di Sua Maestà spedito li 
20 dello scorso mese Febraro al Tribunale del Real Patrimonio. E 
dell'esatto, avuto, e conseguito fare a favore di chi appartiene le 
dovute ricevute, e quittanze in forma. E per l'effetto premesso fare 
quelli ricorsi, domande, ed istanze necessarie, ed opportune, ed anche 
procurare, ed esercitare tutto ciò far potrebbero li suddetti Signori 
Costituenti se alle cose premesse fossero stati presenti, con ampia 
facoltà, libera, e generale amministrazione ancorché fossero cose tali, 
che richiederebbero un mandato più speciale. Dandoli, e conceden- 
doli ogni altra facoltà necessaria colla clausula — Alter Ego — ed altresì 
la facoltà di sostituire uno, o più procuratori con simili, o limitate 
facoltà. Rilevandoli, promettendo aver rato, e grato sotto l'ipoteca. 

ed obligazione. Avendo giurato Onde,.... 

Fatto in Malta, e nella Sala del Palazzo suddetto nella Città 
Notabile presenti gl'infrascritti testimonj : Emmanuele Vitale— Dr. 
Gabriele Pullicino — D. Pietro Buttigieg — Felice Calleja rappresen- 
tante della Musta — Lorenzo Saliba rappresentante del Siggieui— 
Michele Cachia— Pietro Mallia— Salvatore Gafà— Paolo Parisio— 
Agostino Said — Francesco Caruana della Gudia — Giuseppe Caruana 
di Casal Luca — Giuseppe Montebello di Casal Tarxen — Dr. Enrico 
Xerri rappresentante di Casal Chircop — Simone Spiteri di Casal 
Grondi — Gaetano Dalli per mio figlio Fortunato — Stanislao Gatt di 
Casal Curmi— Giuseppe Abdilla di Casal Safi— Saverio Zarb rappre- 
sentante di Casal Attard— -Aloisio Bartolomeo Caraffa rappresentante 



— 246 — 

tezze ini miche che lo circondano ; da tale posto molestavano coi 
fucili i bastimenti ivi ancorati, ed osservavano tutti i movimenti e le 
operazioni dei legni Francesi, e per mezzo dei segni concertati Tindi- 
cavano alle navi che formavano il blocco, ed alla Campagna. Vollero 
pertanto li Francesi cogliere all'impensata la detta guardia e farla 
prigioniera ; quindi in una notte ben oscura degli ultimi giorni di 
Ottobre 1799 spedirono per mezzo di caicchi, e scialuppe verso l'ac- 
cennato Palazzo Bighi una scelta truppa di cento e cinquanta soldati 



della terra Micabiba — Giuseppe Frendo rappresentante di Casal Bai- 
zan — Chierico Antonio Cilia del fu Bartolomeo della Città Valletta, 
testimonio — Giuseppe Caruana del fu Francesco della >lotabile, testi- 
monio. 

Ex actis meis Alexandri Patrizi; Spiteri, Not. Melino. 



Né deve recar meraviglia che sì attribuisca a Ball forse più di 
quel che dovevasi a lui, perchè questo manifesto facevasi di 
sua intesa e connivenza come evincesi dal riportato a pag. 95. M? 
che i Maltesi in generale eran contenti del diportamento del Ball 
durante l'assedio lo dimostrano gli attesti a lui rilasciati. Riportiamo 
tre poco conosciuti lasciando quello di tutti i rappresentanti per 
essere stato riportato da vari tra cui dal Azzopardi, Raccolta p. 261. 
Eccellentissimo Signore, 

L'attaccamento non ordinario, che Vostra Elccellenza si è degna- 
ta di mostrar sempre mai verso la Nazion Maltese dal principio del 
Blocco insino alla resa della Città Valletta, e che con ripruove non 
minori ha continuato a dimostrarle insino al dì d'oggi, non permette 
alla medesima Nazione, al dispiacevole annunzio della Vostra par- 
tenza da quest'Isola, di non attestare a V. E. tutti quegli atti di gra- 
titudine e di riconoscenza, che sono ben dovuti ad un provido e bene- 
fico Governatore, il quale con la sua sagacissima prudenza, e col suo 
illuminato talento seppe reger questo Popolo nelle più gravi e più 
pericolose circostanze e liberarlo dalle più luttuose conseguenze e dai 
più terribili disagj, ai quali era esposto, non solo col soccorso delle 
armi, ma ancora colla somministrazione di ciò che era più necessario 
alla sua sussitenza. Di così grandi e cosi memorabili beneficenze, con- 
serverà sempre (com'è pur obbligata) indelibile la memoria questa 
Nazione da V. E. cosi prediletta, e non solo per adempire i suoi 
doveri, ma ancora per secondare il proprio genio ; avrà a caro ne' 
tempi avvenire di narrare a' posteri, che il coraggio ed il valore dai 
Maltesi dimostrato nei più critici e pericolosi avvenimenti riconosce 
tutta l'origine sua dalla savissima direzione, con cui furono essi rego- 
lati, e nel tempo istesso rammenterà con suo piacere, che frutto delle 



— 246 — 

per impadronirsi del detto posto prima che giungesse la guardia 
Maltese, e tennesi in aguato per sorprenderla. Dopo poco tempo 
sopravvenuti i Maltesi nel numero di sole ventiquattro persone, 
ignorando l'imboscata, si sono innoltrati giungendo quasi all'ingresso 
del detto palazzo ; ma uno delli soldati Francesi nel mettersi in 
ordine co' suoi compagni per attaccare la zuffa fece col fucile un 
piccolo strepito involontario; quale udito dai Maltesi, tosto s'avvidero, 
che il luogo era occupato dai loro inimici ; onde tutti arrestarono il 



vostre paterne cure è ancora la dolce tranquillità e la sicura quiete, 
che va godendo e che fondatamente spera di dover godere sotto il suo 
degnissimo Si/ccessore fornito degli stessi rari talenti, e delle medesi- 
me eccelse qualità che adornano l'animo vostro. 

Preghiamo dunque l'Eccellenza Vostra di gradire non meno 
questa incolta si, ma sincera attestazione della riconoscenza, che sarà 
per professarle eternamente questa felice Nazione, i cui più fervidi 
ringraziamenti, le rendiamo per tanti e cosi segnalati favori dalla 
medesima Nazione ricevuti : e neiratto di augurare a V. E. un 
felicissimo viaggio, e quei maggiori e ben meritati avanzi, che desi- 
derar se le possono, l'accertiamo, che sarem per essere perpetua- 
mente riconoscenti e grati, protestandoci per sempre. 

Di Vostra Eccellenza. Malta Un Fcbraio 1801. 

Unii. Devnii. ed Obblimi. Servi 
// Magistrato della Città Notabile II Magistrato delle quattro Citta 
March. Don Pandolfo Testaferrata March. Saverio Alessi 
Barone Lorenzo Galea March. Giovanni Delicata 

Conte Romualdo Barbaro Barone Saverio Ganci 

Dr. Giuseppe Bonnici Gio. Battista Grognet 

All'Eccellentissimo Sig. Alessandro Gio. Ball 

Governatore delle Isole di Malta. 



Eccellenza, 
1 Popoli di queste due Isole sono oltre ogni modo penetrati nel 
core dall'ultima notificazione di V. E. dichiarante il suo prossimo 
congedo, ne possono trovar maniere da esprimere la loro sensibilità. 
La dolcezza, l'affabilità, l'amore, il zelo, la prudenza, la giustizia, la 
liberaUtà, il sollievo de' bisognosi il largo premio a' meritevoli, e 
mille altre doti, che in sommo grado rilucono nella venerata persona 
di V. E. Tavevan resa il contento e la gioja di queste piccole Nazioni. 
Io a nome di quella del Gozo, come Governatore di essa oltre ogni 
preciso dovere che a ciò mi spinge mi reputo pur troppo onorato 
nell'umiliarle questi sincerissimi sentimenti, ringraziandola al tempo 
islessó col più vivo dell'animo da mia parte, ed unitamente di tuttj 



— 247 — 

passo, e fecero una scarica inaspettata su di essi, cogliendo molti, tra 
i quali ad un Ajutante Generale che era il capo dì quella spedizione, 
ed al suo tenente, con esser rimasti gravemente feriti il primo nella 
bocca, ed il secondo nella gamba. 

Il bujo della notte non permise alli Francesi di accorgersi del 
piccolo numero dei Maltesi, ed all'incontro il ferimento di tanta 
gente, e degli stessi primi officiali alla sola prima carica, li scoraggi 
in tal maniera, che tosto si sono abbandonati alla fuga, che . diede 



quanti i Gozitani di quanto V. E. se è degnata protegerci e felicitarci. 
L'inesplicabile cordoglio, che proviamo per la sua vicina partenza ci 
si attempra soltanto dal sublimissimo Personaggio che rimane a 
tempo in sua vece, e dalla ben fondata speranza che abbiamo del suo 
imminente maggiore esaltamento, con cui l'invitto Re della Gran 
Brettagna distinguerà i di lei rari talenti ed il suo merito incompa- 
rabile; assicurandola che saremo in ogni tempo pieni di vera, e grata 
riconoscenza e con tutta stima ed ossequio mi protesto inviolabilmente. 
Di Vostra Eccellenza. Gozo il dì 22 Luglio 1802. 
A Sua Eccellenza 
Il Signor Cav. D. Carlo Cameron 

Regio Coni, di Malta e Gozo. Umo. Dmo. ed Obbmo. Serv. 

Il Governatore del Ciozo 

Emanuele Vitale. 



A Sua Ecc. il Sig. Cav. Alessandro Ball 

Governatore dell'Isole di Malta e Gozo. 

A nome del Capitolo, e del Clero di questa Diocesi di Malta, mi 
dò l'onore di porgere all'Eccellenza Vostra, gl'atti dovuti di più 
perfetta gratitudine, e riconoscenza, verso di quelle indefesse provide, 
e sagaci cure, ch'Ella se è data in proteggere questa Chiesa, questo 
Clero, quest'Isola, e questi Popoli, prima da Padre e poi da Capo, 
garantendoci in un tempo, in cui riscaldate le menti, più non sape* 
vano distinguere le leggi, né riconoscere i limiti di vera obbedienza, 
continuando sempre così, fino che ci fu restituita quella libertà, che 
oggi godiamo, senz'aver mai adoperato l'ultimo rigore delle Leggi 
valendosi sempre della Giustizia, e della Clemenza per ridurci all'ine- 
vitabile subordinazione, togliendo di mezzo i viziosi ostacoli con 
impercettibile prudenza, riducendoci unisoni nello amore verso dei 
Sovrani, che vollero degnarsi proteggerci in si latte lagrimevoli, 
critiche circostanze. 

E' perchè le loro Sovrane premure avessero un pieno, e sicuro 
effetto, ond'è, che alla di lei esperimentata saviezza, ne commisero 
l'incarico. 



) 



— 243 — 

motivo ai pochi Mahesi crinseguirli sino alla marina, e continuare la 
strage, che fu accresciuta dalla confusione, ed affollamento dei Fran- 
cesi per imbarcarsi sulle loro scialuppe, restando molti di essi affo- 
gati nel mare. 

Un tale avvenimento fu l'ultimo pegno della futura vittoria, che 
già molto vicina si aspetta, non avendo mai più ardito i Francesi di 
sillontanarsi dalle loro mura ove anche ben spesso sperimentano i 
funesti effetti delle armi dei Maltesi, i colpi dei quali ben di rado 
vanno a vuoto ; ne la lunghezza del tempo diminuisce punto la 
loro vigilanza, avendo per il corso di quindici mesi con eguale impe- 
gno sostenuto infiniti disagj da tale guerra tenendosi tutto il popolo 

Tutto ha già compito. Ma oggi l'È. V. scioglie lo vele jier allon- 
tanarsi da Noi. Si, partirà perchè il mondo non da perfetto consuolo, 
ma partendo, porterà seco il cuore di questa inconsolabile Nazione 
attristata dall'amoroso annuncio di suo congedo. 

Il Cielo l'accompagni, e per colmarla di veri contenti esaudisca 
i Publici Voti della Medesima nell'atto, che ossequiosa, uop'è che si 
separi. Protestandomi sino le ceneri. 

Di Vostra Eccellenza. Malta questo di 12 Febraja 1801. 

Umo. ed Obbmo. Servitore 

Fr. Antonio Corogna 
Decano di questa Chiesa Cattedrale di Malta. 



AHi Sig. Bne. Francesco Ganci, Can. D. Saverio Caruana, D. 
Salvatore Susano, e Dr. Giuseppe Casba Deputati dalli Rappresen- 
tanti dei Casali dell'Isola di Malta. 
Signori, 

Con sommo mio piacere ho letto la lettera, che accompagna il 
dono della spada, quale presentata m'avete per commissione de' Rap- 
presentanti di Casali, in attenzione della riconoscenza maltese per i 
servigj da me prestati come Governatore nel tempo dell'Assedio 
della Valletta, allontanandomi da voi per giammai, (come allora 
parea) per ordine del mio Re, e separato già per un intervallo im- 
menso. Voi progettaste darmi nuove prove del vostro attaccamento, 
e forzarmi col vostro nobile operare ad accettar un dono malgrado 
che la mia posizione attuale sembra esiger il contrario. L'esser stato 
testimone di tanti sacrifizjy costanza^ e coraggio ^ che recano l'ammi- 
razione a tutta l'Europa, sarà per me un'epoca sempre cara, e pre- 
ziosa. Ed alla Nazioyie vostra solo si deve il vanto sì del buon 
ordine, che vi regnò sempre, come pure dell'esito felice, che ne segui. 

Delle Signorie Vostre. Da Palazzo li 13 Ottobre 1802. 

Affo. Amico — Sottoscritto— Gio. Alessandro Ball. 



— 249 — 

sulle armi a proprie spese, senza che sia rimasto ozioso, o tranquillo 
verun ceto di persone, poiché gli Ecclesiastici e le persone inabili a 
tale esercizio attendevano a radunare le necessarie provisioni, servire 
j^rinfermi. curare i feriti, e governare le case di pietà erette per rico- 
vero, e sostentamento di tanti indigenti cresciuti notabilmente in 
numero per le circostanze della guerra, come pure a mantenere la 
tranquillità nel recinto dei luoghi abitati colle ronde notturne. Le 
femmine s'impiegarono nel recare ai loro mariti, e figli le vivande al 
cam])o, e finalmente i ragazzi si occupavano nel formare gli scartucci, 
raccogliere le palle degl'inimici, e trasportare le munizioni. 

Ma da cosi indefessa fatica hanno ricevuto sollievo dopo quin- 
dici mesi col soccorso delle Truppe di S. M. Hrittannica e di S. M. 
Siciliana ; mentre l'unione di una parte di queste milizie alle Guar- 
die Nazionali diede rìjM>so ad una porzione del popolo, che in oggi 
alternativamente presta il suo servizio; e col braccio di una così po- 
tente forza vive tranquillo nella più costante fiducia di vedere ben 
presto ritornata la pace, e la quiete nella Patria (i). 



Vili. 
Cronaca di mastro Michele Cachia 



(Dall' arginale favorilomi dal fu Sigr, A. E, Carnata), 

Relazione di Michele Cachia (2) circa li espedienti presi nella 
parte di Levante, cioè nella terra Zeitun, e Casali Zabbar, Tarxien, 



(i) La nostra copia finisce qui. Essa differisce alquanto dalla 
copia esistente nel Mss. 269 della Biblioteca di Malta, la quale riporta 
la continuazione ad ulterior periodo. Nello stesso Mss. 269 vi è pure 
altro MANIFESTO unito ad un brano di storia dell'epoca cavata dall'o- 
pera di Giuseppe Burlò e Rossi stampati in Amburgo. Esso sembra 
che sia il primo manifesto vergato ed arriva solo ai primi giorni del 
Settembre 1798. 

(2) Michele Cachia fu uno dei deputati mandati ad umiliare al 
Trono Britannico la Rapreskntanza Maltese dei 22 ottobre 1801. 
Di lui il Cameron Regio Commissario civile dava a Lord Hobart la 
seguente informazione nel suo dispaccio dei 15 Novembre 1801. 
« Michael Cachia, military and civil engineer, representative of Casal 
Zeitun, he constructed ali the batteries durìng the siege of Valetta, 
and contributed money towards the expence of the war. He is famed 
for his wisdom in counsel, and is the most popular man in the Island 
his integrity and talents bave acquired him a great reputation and 
the entire confìdence of the people of every description. » 

32 



— 250 — 

Hasciach, Giidia, Chircop, Safi, e la terra Zurrico allorquando prin- 
cipiò la Rivoluzione delli Maltesi contro li Francesi, che incominciò 
nella Città Notabile li 2 Settembre 1798. Li 3 Settembre di detto 
anno a bon mattino li Francesi fecero una sortita per dare soccorso a 
quelli Francesi che erano nella Cittfi Notabile, ma quando arrivarono 
tra Birchircara e tra Casal Attard furono attaccati dalli Maltesi, 
e furono costretti di tornare indietro. Sino detto giorno, o sia la 
notte che precede detto giorno, nel Zeitun non si fece nessuna mossa, 
bensì nessuno uscì dal Casale, per causa che si sentirono delle canona- 
te, e fucilate tirate nella Città Notabile nella notte scorsa. Alle ore sei 
della mattina di detto giorno 3 Settembre dell'anno 1798 sì sonarono 
le campane, ed in un istante la piazza della Chiesa del Zeitun si empì 
con moltitudine di gente, ed io andai ancora in detta piazza. Appena 
che son arrivato, viddi la gente sopra la Chiesa, la gente strappare le 
Bandiere delli Francesi, e buttarle nel lastrico d'avanti la Chiesa, ed 
ho veduto altra gente, che montavano Tuno sopra l'altro sintanto che 
arrivarono fino all'arma delli Francesi e l'hanno buttata per terra e 
l'hanno fracassata. Dopo calmata in qualche maniera la prima furia 
ognuno restò sorpreso, confuso e pauroso. Vennero avanti ed appresso 
di me, che sono stato sopra il lastrico d'avanti la Chiesa, delle persone 
di considerazioni di detto Casale, e mi pregarono di ordinare che cosa 
hanno da fare. Risposi io alli medesimi : « io non sono guerriero, 
nemmeno ho pratica <Jella guerra, perciò bisogna cercare un'altro, 
invece mia »; ebbi la risposta dalli medesimi che sia la seguente : 
« forse nel tempo della «Religione», non siete stato voi l'Àjutante 
Generale del Regi mento Zeitun, e dirigevate e comande vate le cose 
militari; adesso ci dite che non siete capace, questo ci mostra che voi 
siete giacobino, e siete contro di noi. » Allora ho fatto la seguente 
parlata in mezzo della piazza avanti tutti. 

Io non sono stato mai contro la mia patria, e spero con l'aiuto 
di Dìo non sarò mai, avendo voi questo credito nella mìa persona, 
volentieri io accetto ciò quante volte fate il giuramento di ubbidire 
li miei ordini quante volte sono ragionati. Si fece tal giuramento 
neiristesso Lunedì alle ore otto circa. Allora ordinai primieramente il 
chiudimento dell'imboccatura delle strade, di preparare in ciascuna 
casa quantità di pietre sopra le terrazze, pronte per essere gettate per 
il nemico. Ho destinato la terrazza della Chiesa per la ritirata in 
urgente necessità con l'istru menti necessari di poter rompere la quan- 
tità delle pietre, che vi erano per il compimento del cornicione. Poi 
ho destinato diversi per preparare le cose del vitto, ed altri per la 
ricerca delle armi, polvere ed altro. Nell'istante che ebbi la notizia 
che li Francesi abbandonarono la poi verista grande, subito mandai 
della gente coraggiosa, ed arrivarono a prendere venti barili polvere 



— 251 — 

circa, e li portarono nel Zeitun. F'atta la ricerca delle armi abbiamo 
raccolto 17 fucili sottili ed altri tanti circa della caccia^ pochissime 
spade, e baionette antiche. Considerando il coraggio, che danno 
(luestc armi per la nostra difesa e per accrescere le armi, non abbiamo 
avuto altro mezzo, che di prendere le aste delli tessitori, e guarnirle 
con una punta di ferro, di (jucl ferro antico che abbiamo trovato, e 
dì queste armi delli spontoni quantità considerevole abbiamo fatto. In 
questo disastroso stato, osservando, che l'idea della gente era, che 
ogni uno restar doveva nel suo proprio Casale, sin tanto che li Casali 
vicini alla Cottonera sonano le cam])ane mentre allora commincie- 
rebbero correre senza saper per dove mi portai in detti Casali, 
e loro ho fatto vedere la necessità di formare un giusto blocco; 
altrimenti saremo tutti perduti, e per la mia proposta hanno deter- 
minato, che detto blocco deve formarsi a dovere. E per organizzare 
nella miglior maniera l'affare nostro, ho proposto alla popolazione 
che bisognerà d'eleggere un Capo di Battaglione per guardare li 
soldati, ed un altro col titolo di Provveditore, che deve pensare per il 
mantenimento, ed io restai direttore delli aiVari (i). Dopo questo ho 
consideralo li punti, da dove potevamo essere attaccati, ed ho trovato 
che dalla j)arte della terra potevamo essere attaccati da quattro parti, 
che sono, da Coradino, dalla parte della Zilfà, e dalla parte della 
Mina superiore, che conduce per la strada del Molino a vento di 



(i) Dall'atto di Procura steso nei rogiti del Not. Gregorio Mifsud 
a 3 Gennaio 1799 a favor di G, Montebello e Dr. V. Borg per acqui- 
star frumento il Governo Provisorio del Zeitun apparisce cosi costi- 
tuito : Giuseppe Abela Capo Battaglione, Michele Cachia Direttore, 
Giovanni Azzopardi proveditore, Gaetano Bugeia Depositario — quello 
di Casal Gudia da Filippo Castagna capo militare e proveditore, 
Tomaso Zammit e Salv. Caruana proveditori — quel di Casal Axach 
da Pietro Mallia Direttore, Michele Spagnol, Giuseppe Barbara pro- 
veditori — quello del Zabbar da Agostino Said Direttore e prov. 
Clemente Ellul capo di Battaglione. Altro contratto dei 7 Gennaio ci 
indica il governo i>rov. di Casal Tarxen cioè. Bue. Ugolino Calleja, 
Can. Serafino Schembri e Giuseppe Montebello capo di Battaglione : 
avevano questi incaricato G. Grech dimorante in Palermo di acquistar 
vettovaglie, ipotecando in forza della deliberazione presa a 24 Decem- 
bre 1798 le sostanze loro e degli altri poss'denti del Casale. In detti 
atti Gregorio Mifsud a 24 Novembre 1798 trovasi inserta una senten- 
za di uno di questi Governi Provìsori che dimostra la loro autorità. 

« A dì 20 Novembre 1798. 

Il Governo provisionalc del Zeitun sentita la comparsa di Annun- 
ziato Scicluna con Mro. Giuseppe Gatt ha ordinato che prestata da 



— 262 — 

Burghlem, e per la parte della Cottoiiera di Casal Zabbar ; e per la 
parte del mare potevamo essere attaccati da quattro parti, che sono 
della Scighaira, della parte di Zoncor, della parte di Dellimara e della 
parte di Binghisa. E per fare noto la parte che eventualmente sareb- 
be attaccata dal nemico portai Talbero delli segnali che vi era sopra 
la Chiesa di Casal Hasciach, esistente insin dal tempo che governava 
la «Religione», ed ho messo detto albero sopra il frontispizio della 
Chiesa del Zeitun ed ho fatto quattro bandiere quadre, e quattro cor- 
nette dalli Maltesi chiamati fiamme. Queste dovevano significare che 
quando si inalberava una sola bandiera l'attacco > era dalla parte di 
Coradino; quanto saranno alberate due bandiere significa che Tattacco 
sarà della parte della Zilfà ; quando saranno tre bandiere dimostra 
che sì progettava l'attacco della mina superiore, quando saranno le 
quattro bandiere Tattacco sarà della parte di Casal Zabbar. Inquanto 
alli segni indicati l'attacco per la parte del mare, una cornetta indica 
l'attacco è nella parte della Scighaira, due cornette indicano l'attacco 
dalla parte di Zoncor, tre cornette indicano l'attacco dalla parte di 
Dellimara, e quattro cornette indicano l'attacco per la parte di 
Binghisa. 

Questi segnali erano la causa che li Francesi, non uscirono per 
soggiogare la campagna nelli primi giorni come mi assicurò la fu 
signora Contessa Paola De Freniaux, che la medesima senti il Generale 
Francese ed alcuni Ufficiali discorrere, che dicevano questi segni, e 
questi arrangiamenti non sono opera dei mammalucchi, ma hanno 
delle persone straniere, che li aiutano, e dirigeno. 

Frattanto abbiamo avuto tempo di fortificare la frontiera del 
Zeitun, ed ancora li Zabbarini hanno fortificato la loro frontiera con 
trasportar li cannoni e palle dalle fortificazioni antiche, che vi erano 
nelle marine: nella frontiera del Zeitun feci una trincea detta della 
CrocCt guarnita con stette canoni, si fece un'altra trincea detta di S. 
ClemenlCy guarnita con quattro cannoni, si fece un'altra trincea detta 
ta CatpiUy guarnita con due cannoni ; e si fece un'altra trincea chia- 
mata ta FaSy guarnita con cinque cannoni ; tutte strade da dove si 
può attaccarci il nemico le abbiamo empito con selci per guastare il 
facile passaggio. 



osso Scicluna una idonea pleggeria a favor di detto Gatt in caso 
sarebbe pulsato da Caterina moglie di esso Annunciato, dovesse detto 
Gatt pagargli li scudi venticinque dovuti per gabella della clausura ta 
Zebbug in contrada tal Silcc maturata li ii del corrente e così. 

Giovanni Caruana piegio, 
Giovanni Azovxrdi prozediiore.* 



— 253 — 

Li 20 Settembre 1798, nella mattina a buon'ora usci la squadra 
Francese con delle Lancie, e fecero un giro a torno la terra. Verso 
mezzogiorno s'affacciò la Squadra Portoghese, e la Fregata Francese 
fece prora verso detta squadra per conoscerla, dopo passata mezz'ora 
circa, detta Fregata fece prora verso il Porto Grande, con gran sforzo 
di vele, e la squadra Portoghese seguitò a cacciare detta fregata, ed 
un legno di detta squadra detto Cutter, che camminava assai, seguitò 
a cacciare detta Fregata, sino quasi arrivò il Forte RicasoH, e detta 
Fregata, e Lancie entrarono nel Porto Grande ; allora la Squadra 
Portoghese entrò nel Porto di Marsascirocco (i). Li 21 Settembre, 



(i) Arrivo della Flotta Portoghese 

Estratto di una lettera del Signor Alessio Xuereb al Dr, Paolo 
Sciortino, Documento presso il Signor W, Gatt R.M.A. 

«Ma sappia ella che nel giorno in cui comparve nelle alture di 
Malta la flotta Portoghese spedita dal Vice Ammiraglio Lord Nelson, 
egli (Vincenzo Borg) era venuto nella Città Notabile per concertare 
col comandante il Sigr. E. Vitale su di alcune già insorte vertenze fra 
il Campo San Giuseppe e quello del Harhar, epoca in cui il Caruana, 
oggi Monsignore incominciò a spiegare non meno il dispotismo che 
l'ambizione. Erano le ore sei del mattino al comparir di detta flotta, 
ed avendo opinato dover esser quella amica stante la precipitosa fuga 
della Fregata Francese che crociava l'Isola, il fu Sigr. Vitale, io ed il 
Sigr. Borg immediatamente ci siamo portati a San Paolo a Mare, e 
di la alla Torre Kaura donde siamo arrivati a riconoscere i legni 
portandoci alla nave ammiraglia comandata da S. E. il Mse. di Nizza, 
uomo non bello di persona che affabile ed onesto al tratto, che ci 
accolse con benignità straordinaria promettendoci la indefessa . sua 
assistenza di prefetto blocco, col dispiacere però di non trovarsi al 
caso di provedere al totale bisogno di munizioni di guerra, ma ci ha 
dati 100 fucili e polvere non mi ricordo quanti barili... 

E pur da notarsi che sebbene io sia stato uno delli principali 
attori nella rivolta contra !i Francesi avendo occupato tanto nell'eco- 
nomico che nel militare il posto di primo aiutante del fu Generale 
Vitale, non ho potuto esser presente a vedere il tutto ; si aggiunge 
pure che l'eccesso di patimenti sofferti nella custodia di Corradino, 
dove li soldati di Città Vecchia ricusarono portarsi qualora non vi. 
fossi io per capo, essendosi attruppati e venuti notte tempo e mi 
levarono viva forza e seco loro al posto condotto dove mi sono tro- 
vato in due sortite delli Francesi per quelluogo, cosi che dico per 
per l'eccesso di patimenti son caduto ammalato... a tutti pericoli di 
vita e di sostanze l'unico premio avuto sono stati scudi 500 porzione 
del dono fatto da S. M. B! alle truppe Maltesi...» 



— 264 — 

1798, abbiamo mandato due persone dì considerazione con un inter- 
prete chiamato Lorenzo Farrugia, che sapeva bene la lingua Porto- 
ghese per dare ragguaglio all'armiraglio, e nell'istesso tempo pregarlo 
qualche soccorso delli armi, cioè degli fucili, di polvere, palle e pietre 
focajie ; e detto signor Armiraglio ebbe la bontà, e ci ha dato sct- 
tantacinque fucili, della polvere, palle, e pietre focajie, e di questo 
ho dato notizia a tutti gli altri paisani. Frattanto io principiai fabri- 
care la Trincea detta tal Borg, e l'Armeraglio Portoghese ebbe la 
bontà e ci mandò il suo ingeniere don Antonio Pereira per fare le 
sue osservazioni, ed io gli mostrai le trincee fatte nella parte nostra di 
Levante e gli mostrai la Trincea tal Borg da me principiata, ed il 
medesimo Tapprovò, e mi fece premura grande per fi»iire detta trin- 
cea, ed armare con premura grande la medesima. Li 18 Ottobre 
1798: arrivarono alami legni higlesi^ e ci aniio dato mille ottocento e 
cinquanta fucili ci? cay e cxhdiXìno fornito con polvere, palle, pietre 
focajie, e miccia. Dopo parecchi giorni, venne l'Armeraglio Inglese 
Nelson. Allora la Squadra Portoghese partì, e ci lasciò per qualche 
tempo con noi l'Ingegniere Pereira, ed un officiale d'artiglieria chia- 
mato Don Matteo 



Nel registro poi dei defunti di Casal Asciak il parroco « prò 
temp. » lasciò scritto : (pag. 44) « Anno Domini 1798 Die vero 11 
Seplembris. 

Orta est magna rebellio Melitensium con tra Rempublicam Fran- 
corum singulis oppidis reluctantibus illorum subire regi mini; qua de 
re legati missi sunt ad utriusque Siciliae Regem, et Messanam appulsi 
magna cum laetitia excepti sunt a Siculis, qui misere inde nuntios ad 
Regem, isque incunctanter accessit ad ministrum Lusitan. scu Regni 
Algarbiarum, illumque cum classe sua ad auxilium Melitensium 
expedivit. 

Die igitur 19 ejusdem mensis Septembris Lusitanorum lit^no- 
rum no. sex, et navium onerariarum no. 8 nec non scaphum cum 
tormento bellico, vulgo lance canoniere comparuit Melitam Insulam 
obcingens et adversus Gallos una cum Melitensibus castra movit. 
Die 5 Octobris die Veneris fausto marte cum Gallis militibus a classe 
melitensium pugnatum est prope propugnaculum Cottonera, et magna 
' caedes facta e Gallorum, nulla vero Melitensium. Die tandem 24 
Octobris acics Anglorum pervenit, et una cuuì Algarbiis mansit 
circuens lusuhim, et expugnato Gaulos — die 21 Novembris ex regione 
Corradino iterum infausto marte ac magna cum coedc Gallorum 
praeliatum fuit ; et ex inde amplius non exierunt Galli extra murob 
praeliaturi. » • 



— 256 — 

la quanto all'armatura siamo stati arrangiati in qualche maniera: 
ma circa le cose del vitto necessario per il mantenimento dei Batta- 
glioni ed altro siamo rimasti fiacchi, e dubitavo che crescerà più det- 
ta fìcchezza, e poi ho cercato di trovare qualche mezzo, e mi venne in 
testa di formare un piano, di ricorrere a Sua Maestà Siciliana, per 
darci del grano ed orzo a credenza sopra i beni di tutta l'Isola. 

Dopo che io feci detto piano l'ho fatto mostrare al Provveditore, 
al Capo di Battaglione ed a diversi altri. Li medesimi portavano 
delle difficoltà, dicevano impossibile che averemo questa grazia, ed 
il mio piano restò indietro. Frattanto il tempo passava ed il formento 
sempre diminuiva. Allora volle la sorte che il signor assessore 
Luigi Agius usci dalla Valletta, e venne ad abitire nella casa sua 
situata nel Zeitun. Quando il medesimo ha girato, ed osservato, 
venne da me, e mi disse : io osservai tutto, ma mi sembra, che di for- 
mento siete scarsi. Risposi io al medesimo, molto siamo scarsi; replicò 
il medesimo, e mi disse, siete in questo stato deplorabile, e non pen- 
sate nulla ? Io riposi al medesimo, che serve il pensare, io già pensai, 
ed ho fatto un piano, ma il proveditore, il Capo del Battaglione, ed 
altri si scoraggirono, che non faremo niente: allora il medesimo Sig. 
Agius mi disse, dove è il vostro piano ? Eccolo signore, e lo conse- 
gnai, e detto Signore ha persuaso al Proveditore al Capo di Batta- 
glione, ed altri. Come per fare questo bisognava avisare al publico, 
allora il medesimo signor Agius ha preso l'incarico di scrivere detto 
avviso, o sia Bando, ed io lo sottoscrissi, e l'ho fatto publicare nel 
Zeitun, e' ho messo li afiissi nelle cantoniere. Quando passò il tempo 
determinato, ossia fissato per i possibili contrari di comparire, allora 
li Zeitunini, li Ghaschini, li Zabbarini, e li Gudiani abbiamo desti- 
nato li Deputati afl^nchè partissero per supplicare a Sua Maestà delle 
Due Sicilie ; e per grazia d'Iddio, siamo stati esauditi, ed abbiamo 
ottenuto la grazia. 

Allora quando cominciò venire in Malta il grano ed orzo li 
altri Casali che non sono ingeriti nella deputazione pretendevano di 
dover avere la loro quota, mentre che da noi associati si era fatta la 
detta operazione ; perciò si fece il Congresso in giorno straordinario, 
dove erano radunati i rappresentanti di tutti i Casali. 

In detto Congresso, ogni rappresentante mostrò la necessità 
precisa d'aver bisogno il grano ed orzo per il mantenimento della sua 
popolazione e desiderava prendere ognuno la sua quota, ma io feci la 
più forte resistenza perciò in detto giorno niente fu deciso. 

L'indomani mi portai in Sant'Antonio per parlare al signor 
Governatore Ball. Appena che mi vidde, mi disse siete venuto a 
punto perchè già ho preparato per scrivervi di venire ; allora mi 
disse, io so, che voi avete ragione di fare l'opposizione per non dare 



— 266 — 

il grano alli altri, ma voi non potete restare soli alla difesa, percic'i 
bisognerà che siate uniti. Allor risposi io al signor Governatore per 
questo son venuto qui oggi sapendo tutto questo che V. S. I. mi ha 
detto, ma noi per averemo questo grano abbiamo jKJgnato i nostri 
beni, mi pare che sia ragionevole prima di prendere (essi) il grano 
facciano come abbiamo fatto noi, cioè impegnino i loro beni, come 
abbiam impegniato noi. 

Altra cosa pretendo, cioè che li associati del Zeitun, del Zabbar, 
del Asciak e della Gudia avranno doppia j)orzione ; e l'istesso ave- 
ranno doppia porzione quelli di Birchircara, perchè quelli sì associa- 
rono con noi, ma la scrittura da loro fatta non fu presa dalli deputati 
perchè poco fa furono partiti. Mi pare Signore che dette petizioni 
da me fatte sono ragionate, perchè se si tratta quelli che pensarono 
ed hanno fatto la loro diligenza, come si trattano quelli che non 
hanno pensato a nulla, anzi perseguitarono detta deputazione, v 
hanno fatto il loro i)ossihile per frastornarla, sarà allora un assur- 
do (I). 

Per quello succeduto dopo questo, cioè del Battaglione d'Arti- 
glieria, delli cannoni, mortaje, palle, polvere e fucili, ed altra moni- 
zione di guerra, mandataci da Sua Maestà delle due Sicilie, mi sem- 
bra che non vi è bisogno di parlare, mentre sono cose note a tutti, 
cosi ancora non vi è bisogno di parlare delle sortite dei Francesi, 
ancora conosciute da tutti. 

Nemmeno discorro delti tentativi, per dare li assalti. 

(i) La conseguenza di questa rappresentanza si fu la publica- 
zione dei vari distinti atti di ipoteca dei singoli Casali di Malta fatta 
prima in ciascun parrocchia ed indi inserta per atti publici; — e quindi 
negli atti del Notaro Alex. Patrizio Spiteri in seguito al congresso 
del 27 Marzo si vedono date dal Governo Provisorio del Zeitun a 
singoli Casali porzione delle 4200 salme di frumenti da loro portati. 
Vedi contratti del 30, 31 Marzo, i, 25 Aprile contratti coi deputati 
di C. Attard, Curmi, Crendi, Luca, Naxaro, Zurico. Zebbug, Musta, 
Lia, Safi, Balzan. A sua volta i quattro deputati del Governo alla 
Notabile, che avevan a 25 Novembre 1798 deputato il Marchesini) 
Giuseppe De Piro ad acquistare le provigioni dalla Sicilia, e poi ai 22 
Gennaio per i medesimi atti Spiteri avevan deputato e sostituito il 
Barone C. Frangipane ed il figlio Marchese di Regalbono di Licata, 
erano in grado a 18 Maggio 1799 di distribuire ai Governi proviso- 
rii dei Casali porzione di 4000 salme frumento. Vedi contratti per 
A. P. Spiteri a 18 Maggio concessione a C. Tarxìen, a 24 a C. Luca, 
U 25 a C Bal2an eC. Zebbug, a 28 C. Curmi, i Giugno a C. Safi, gli 
otto Giugno 1799 al governo provissorio di Birchircara, 



— 267 — 

Dico solamente che la prima sortita delli F*rancesi, per soccorso 
alli soldati della Città Notabile fu li 3 Settembre, 1798. La seconda 
sortita delli Francesi da Forte Manuel per attaccare li Carcaresi, che 
campavano nel Harghar» fu nel giorno li 12 Settembre, 1798. La 
sortita grande in generale contro tutti fu li 5 Ottobre, 1798. La quar- 
ta sortita per attaccare Corradino e le sue parti era nel giorno del dì 
21 Novembre, 1798 (i). 



(i) Le seguenti sono alcune delle annotazioni registrate tra le 
morti nelle parrochie di Malta: al Si^qeuì. 19 Sett. 1798 — Michele 
F*arrugia di Gio. Maria d'anni 25 che fu mortalmente ferito nell'azione 
contro i Francesi e portato all'Ospedale Saura morì, e fu sei)olto 
a S. Paolo al Rabato ; 15 Decembre — Gio Maria Grech marito 
di Maria, figlio di Rosario di anni 45 morto per ferita in guerra ; 
II Gennaio 1799 Giuseppe V'assallo di Nicola marito di Maria d'anni 
26 ucciso da canonata, e fu sepolto a Tarxien ; 12 Gennaio — 
Antonio Zammit di Orazio di 56 morto di ferita nella battaglia — 
Zebbitg. 2 Settembre 1798 Stanislao Lott d'anni 50 fu ucciso nella 
commozione popolare ; 4 Ottobre. Salvatore Formosa ferito mortal- 
mente nell'azione mori all'ospedale del Zebbug ; — 9 Ottobre Alberto 
Velia di Salvatore di 21 anni ucciso «in Campo bellico» ; Lorenzo 
Sciriha di Giovanni di Casal Zurrico d'anni 27 ferito in guerra mori 
all'ospedale Zebbug ; Giuseppe Zammit di Antonio di Casal Gudia 
di anni 20 «in Campo bellico, amputo pede» spirò ; 13 Novembre 
Giovanni Magro di Salvatore di 20 anni «in acie bellica ta Saura fuit 
occisus»; 12 Decembre. Enrico Sant di Giuseppe di anni 30 ivi ferito 
morì all'ospedale del Zebbug; — t8 Decembre Michele Camilleri Fren- 
do di Francesco di anni 40 ivi ferito morì; — 31 Decembre Sig. Fran- 
cesco Azzopardi fu (ìaetano di anni 38 nel furor della pugna fu 
ucciso — Gìidia. 5 Ottobre 1798. Antonio Ellul fu Giovanni di anni 40 
mori in battaglia — Asciak, 21 Luglio 1800. Magri di Carmelo morì di 
cannonata nella trincea tal Borg a Casal Tarxien — Birchircara, 5 Ott. 
Antonio Wizzini di anni 60 morì nella mischia ; 6 Ottobre Vincenzo 
Borg fu Salvatore anni 35 ed ai 7 Ottobre Giovanni Borg di Ignazio 
di anni 19 ambo mortalmente feriti all'azione spirarono — Naxaro 
22. Novembre. Pietro Ricupero fu Gius, di anni 18 morto di ferita. 
Al Tarxien sono caduti in battaglia a 3 Ottobre Arcangelo Abdilla 
di Alessandro del Zurrico : agli 8 Ottobre Domenico Consalvo 
Drago Portoghese di anni 28 morto a Corradino ; 15 Ottobre 
Antonio Musicau di Giuseppe ; 21 Novembre Simon Cuschieri di 
Gioacchino del Zurrico, Paolo Cutajar di Giuseppe del Zurrico, Fran- 
cesco Schembri di Francesco di Cospicua, Pietro Piscopolo di Giu- 
seppe del Naxaro ; 23 Novembre Giovanni Bonici di Giuseppe del 

33 



— Ì58 — 

IX. 
Alcune note e fatti illustranti l'azione militare Haltese 



Documento 38, 

« Lavori straordinari fatti nel Campo del Harhar e sue frontiere, 
che comprendeva la terza parte del Blocco di Valletta per terra, sotto 
il comando di Vincenzo Borg, ed altri lavori fatti in ajuto delli altri 
Campi, e frontiere somministrati dairistesso Borg come siegue : 

a) Lavóro fatto per fabbricar cinque trincee colle loro batterie 
come sotto si vede. 

Una batteria chiamata ta litiiUa con cinque pezzi di cannone da 
18 con un magazeno sotterraneo coperto con troglio a prova di 



Zebbug a Corradino ; Decembre 3. Giuseppe Mannara di Lorenzo 
del Zurrico, Pietro Pace di Cospicua ; 17 Decembre. Giovanni Cilia 
di Giuseppe ed ai 12 Gen. 1799 Emmanuele Franciscus Portoghese di 
anni 25 ; Al Zabbar 6 Ott. Paolo Scicluna di Gius. ; 8 Ott. Michele 
Zammit di Ant. del Zeitun, 28 Nov. Lorenzo Cassar di Nunziato; 9 
Dee. Pietro Ellul di Gius, spirato nella Villa del Vescovo Labini in ta 
Sciolsia convertita in ospedale; 1 1 Gennaio 1779 Lorenzo Borg fu 
Francesco del Zeitun di 40 anni, Pietro Psaila di Nicolò, Giacomo 
Parnis di Giovanni del Zeitun di 24 anni ; Al Curmi 5 Gennaio 1799 
Feliciano ossia Fedele Farrugia di Valletta di 32 anni morto di can- 
nonata; ed a IO Febraio è registrata la tumulazione di un fucilato 
nel piazzale detto la Torretta dietro sentenza del Consiglio di Guerra 
maltese di sede a S. Giuseppe. Più tardi alla Micabiba, 12 Mag. e 2'^ 
Giù. 1800 registrarono P. Bianco di Pasquale, e Michele F'arrugia di 
Giuseppe spirati nell'Ospedale « erecto provisionaliter ad commodum 
adscriptis in Militia Brittanica ; Crendi, 3 Settembre 1798 Giuseppe 
Borg di Orazio di 41 anni ucciso in « subjugatione civitatis Notabi- 
lis », Vincenzo Barbara di Giuseppe ferito nella guerra coi Franchi 
spirò aH'o'spedale Zebbug. 



L'importanza e la riposta fiducia nel cronista Cachia, morto 
dopo il 1835, ci sembra che meglio si desuma dalla seguente corri- 
spondenza che or publichiamo e i di cui originali sono in Biblioteca : 

St. Antonio ce i7me Jullet 1800. 
Monsieur Michele, 
Le General a ordonné quc vous trouviez une maison a Zeitun 
pour un Hospital Regimental pour rArtillerie Angloìse qui sont a 
present devcnu nombreuse. Monsieur le Chirugien General, vous 



— 269 — 

bomba, dell? capacità di cent'uoniini, ove fu inalberato lo Stendardo 
Inglese per la prima volta nella Campagna di Malta. 

Un'altra batteria chiamata ta Imrabat fabricata per quattro mor- 
tari di bombe con magazeno sotterraneo a prova di bombe, che 
poteva ricevere circa cent'uomini, ed un'altro magazeno sopra, pure a 
prova di bomba, della capacità di ricevere circa vent'artiglieri. 

La terza batteria chiamata ta Ghemmuna con nove ambresure 
con altro magazeno grande. 

Altre due piccole batterie chiamate, una ta Isciniy e l'altra 
la Sc/iac Capparay fornite ciascuna con cannoni da i8. 

Di più altro lavoro fatto nella fabricazione di due cento canne di 
muro della larghezza di palmi quattro con banchina dietro per la 
moschetteria nelle strade e posti avanzati all'inimico per impedire le 
sortite contro la campagna, e venti cinque guardiole fabricate di 
pietra per le sentinelle intorno al detto muro per il suddetto effetto. 



fera voire quel maison conviendra le meìlleur pour cct effet et je vous 
prie de faire sortir les habitans de la tout de suite : — A present que 
nous avons tant de Troupes arrivez il ne faut plus etre delicate avec 
ces gens (!!!) Il faut absolument qu'ils sortant sans delai — vous avez 
deja Tordre de Monsicr le Gouverneur pour cet object. 

Je suis Votre serviteur trés humble 
J. VivioN, Assist. Quartier Maitre Geni. 
A Monsr. Michele Cachia, 

Raprest. de Casale Zeitun. 

Da un attestato rilasciato, tra altri dal D. Emmanuele Ricaud 
interprete di Sir A. J. Ball e compositore deiriscrizione sul Main 
Guarda si rileva che il palazzo scelto per Ospedale della Guarnigione 
Inglese sia stata la casa di villeggiatura dei Conti Agostino e Paola 
Formosa de Fremeaux. Intanto questa lettera smaschera un pò troppo 
la tattica di questo assistente del Ball. 



St. Antonio ce 27me Fev. 1800 
Monsieur Michele, 
Je vous cnvoye l'ordre au Commissaire Generale a Casale Asciale 
pour 40 planches pour les deux portes et les platformes pour les 
niagazins à poudre à Zeitun : Je vous prie d'expedier cette petite 
affaire sans delai. Je spere que par Samedi matin ce sera pret pour 
recevoir la poudre. Je vous en prie aussi de ne pas oublier la place 
pour la Forge auprés la petite Eglise des Charpentrerie, nomme 
l'Arsenale. J e suis Votre Serviteur trés humble 

J. VlVION. 

A Monsr. Michele Cacalv, Raprest. de Zeitun. 



— 260 — 

b) Altro lavoro fatto per scavare tutti li canali di piombo allora 
esistenti nel giardino di S. Antonio ed in altri luoghi e per squagliare 
il piombo, e formare le palle, e li scartucci di fucile in numero di 
trecentocinquantamila ; più lavoro fatto e consumo di tela per la 
formazione di grandissimo numero di scartucci da cannone ; lavoro 
de' maestri falegnami e ferrai, per formare un carro capace per tra- 
sportare li cannoni che servì molto, non solo alla nostra frontiera, 
ma pure alle altre e per formare una quantità di spuntoni invece di 
fucili, poiché non vi era nelli primi mesi per armare tutti li uomini 
abili a portar le armi. E lavoro fatto da due armieri, che erano 
occupati tutto il tempo neiraccomodare le armi ; e lavoro fatto con 
gran stento per trasportar cannoni dalla trincea di S. Paolo detta 
la Mistra e da altri luoghi difficilissimi per armare le' mie batterie 
nel campo del Ilarhardi fronte del Porte Manoel e Tigne ; per man- 
tenimento di due giumente destinate per li corrieri per communicare 



St. Antonio 7 Ottob. 1799. 

Stimatissimo Signore, Si compiacerà far pablicare ed affiggere 
al solito Taccluso bando. Di V. S. Stimat. affmo. Serv. 

L'Ur. Felice Cutajar, Segr. di S. E. 

P. S. E.ssendo vicine ad arrivare le Truppe Inglesi, e la Squadra 
Moscovita, che vengono a soccorrerci desidera S. E. che ciascun 
Rappresentante li dia presto nota distinta delle case tutte, che nel suo 
casale si trovano vuote, e che con facilità possono vuotarsi per poter 
essere abitate dalli Sigri. Ufficiali, che capiteranno. 

Di più essendo quest'isola sotto la protezione di S. M. il Re 
delle Due Sicilie ordina S. E. che in questa Campagna, sue trincere 
e marine non debba inalberarsi altro stendardo, che quello di 
Napoli, e che nessun Maltese portar possa altra coccarda, che la 
Napoletana che è tutta rossa. 

Lo stesso Cutajar. 

Allo Stimat. Sig. Rapp. C. Zeitun 
(Vedi Doc. 13 pCLg, 178. App. IV). 



Si permette al Sig. Michele Cachia di poter pigliare dai Casini di 
Casal Nuovo i travi necessari per il magazzeno, che si sta facendo 
nella Batteria di S. Rocco. 

St. Antonio 5 Decembre 1799. 

Alex. J. Ball. 



— 261 — 

tutti lì avvisi necessari, e le spese che si fecero nella grande epidemia 
cioè l'ajuto dato e somministrato alli ammalati, e le spese per tra- 
sportare e seppellire li cadaveri che erano per piìi mesi, e per diverse 
altre precauzioni prese, e per la spesa fatta per causa delli feriti nella 
j^uerra, sebbene mai vi sono stati in gran numero. 

e) Ajuti dati alle altre frontiere con sommo stento da Vincenzo 
Borg. 

Lavoro fatto per trasportare le due Colombrine di bronzo por- 
tate dalla torre di Cornino in Birchircara, e da questa furono subito 
spedite nel campo e frontiera della Samra rimpetto le Porte della 
Valletta. Questo fu nelli primi giorni della guerra, perchè fino 
allora non vi era alcun pezzo d'artiglieria in quell'importante luogo. 
LavoFO fatto per mandare un cannone da i8, preso da S. Giuliano in 
Corradi no, portato con gran stento, perchè non vi era il carro pronto 
nelli primi giorni in quel luogo considerata allora mélio importante. 



Stimatissimo Signore, 

I! Signor Capitano Pereira mi dice scrivervi di trovarvi oggi 
alle ore sette dopo pranzo nella trincea ta Samra. Datevi la pena di 
far capitare Tacclusa al Sig. Cap. Akesti. 

St. Antonio i6 Maggio 1799. Vostro Affmo. Serv. 



Allo Slimo. Sig. e Pne Colmo 

Il Sig. Michele Cachia — Zeitun. 



Felice Cutajar. 



A 22 Aprile 1799. Il Signor Michele Cachia ha consegnati 
scudi trecento novantacinque diritti di passaporti portati dalla cassa 
di Marsascirocco esatti in parte del fu Giovanni Azzopardi ed in parte 
da Giovanni Bugeia. 

Alex. J. Ball. 



Illmi. Signori, 

Desiderando domani trasportarmi nel Zeitun per far visita alle 

Sigric. LL. e vedere i volontari d'onore, ho determinato di trovarmi 

alle ore due, per mangiare soltanto una suppa al pasto del Col. Car- 

dona, un bollito ed un pezzo d'arrosto nient*altro assolutamente. 

Raffermandomi con ogni stima. Delle SS. LL. Devmo. ed Ob. Serv. 

Alex. J. Ball. 
Notabile 25 Marzo 1799 
A SS. 111. Sr. Maestro Michele Cachia 

Capo del Bne. del Zeitun e Suo Rapp. Zeitun. 



— 262 — 

Una gran quantità di scartucci da fucile dati al Comandante Vitale 
per l'attacco della Cottonera, ed altrettanto dato al medesimo di 
scartucci per l'assalto della Senglea. Due carighi di piombo ed un 
carro dato alla frontiera di Casal Zabbar in fronte alla Cottonera, che 
servì per le palle da fucile in quelle parti. Lavoro fatto da falegnami 
e vetrari per la formazione di tre fanali grandi, che lurono collocati 
uno nel Porto S. Paolo, l'altro nella parte di casal Zabbar, ed il terzo 
in S. Giuliano, questi servivano di notte per avvertire alli bastimenti 
di non entrare nel porto di Valletta per via del fanale di S. Elmo; e la 
quantità grande di scartucci mandati nella Valletta per Tassalto di 
questa meditato dalla parte di Marsamuscetto. 

Vincenzo Borg. » 
Dall' originale presso i discendenti del Borg che comincia : 
« Un soldato in tempo del blocco di Valletta nel Campo del 
Harhar costava pel Governo circa due tari e dieci grana al giorno. » 

Monsr. Le Chev. Ball fait bien ses complemens a Messieurs les 
Deputés de Malte — il sera chez lui demain a dix heures du matin et 
il aura grande satisfaction a Leur rendre tous les services dans son 
pouvoir. 17 Clifford Street 16 Feb. 1802. 

A Monsr. le Marquis de Testaferrata et les Deputes de Malte. 



« Noi Alessandro Gio. Ball Com. in Cap. l'Isola di Malta e Gozo. 

Essendoci ben nota la vostra capacità ; ed onestà di Voi Michele 
Cachia, e volendo ricompensare li vostri travagli, e fatiche sofferte 
nel tempo della presente insurrezione, durante la quale vi siete di- 
portato da fedele ed attivo patriotto, vi conferiamo l'impiego di Capo 
Mastro dell'opera con tutte le prerogative ed emolumenti annessi a 
tale impiego. 

Dato nel Palazzo di S. Antonio nostra residenza li 31 Luglio 1799. 

L. )J< S. Udr. FcE. Cutajar, Segretario. 

Alex. J. Ball.» 

Del Cachia possiamo aggiungere che ebbe a 9 Febraio 1801 la 
medaglia d'oro. Ai 23 Ottobre riceveva il diploma del R. Comm. 
Cameron che diceva « informati della servitù e fatiche prestati da Voi 
Michele Cachia in favor della patria durante la scorsa insurrezione vi 
creamo e nominiamo Capo Maestro per tutto quello occorrerà per li 
beni rustici amministrati dalli amministratori de beni publici... » A i 
Gennaio 1803 veniva scelto per uno degli amministratori dei Beni 
Publici egli si dava l'amministrazion delle fontane al salario mensile 
di scudi 41 e tari 8 come da lettera di Governo dei 21 Scttem-brc di 
quell'anno. 



— 263 — 

Poteva ciò dirsi anche degli altri Campi, come si evince dal seguente 
certificato : 

« Antonio Madiona di Cario, 
« Trovasi arrollato col Battaglione della prima frontiera del- 
l'assalto delle Città di Malta col l'assegnamento di scudi sessanta 
maltesi ogni anno vitalizi dopo rese le Città. 

Dato dal Campo di S. Giuseppe, li 8 Febraro 1799. 

Èmmanuele Vitale, Gen, Com,^ 



Doaimento jg. 

Relazioiie fatta da Santo Formosa capo del Battaglione del Zur- 
rico, e di Corradino di tutto quello fece in occorrenza della Rivolu- 
zione contro dei Francesi accaduta nella Campagna dell'isola di 
Malta li 2 Settembre 1798. 

Sin dai primi momenti della rivoluzione è stato egli scelto 'per 
capo del Battaglione di detto Casal Zurrico, il quale con no soldati 
del medesimo Casale è stato il primo, che si portò all'assalto della 
Città Vecchia di quest'Isola di Malta, ed allora gli si accordò per 
ordine del commandante di detta Città il signor Èmmanuele Vitale 
tre uomini per servirgli di guida, di cui uno di loro di nome Marozzo 
cessò di vivere nell'assalto d'un colpo di scioppo nelle tempia, ed al 
momento che arrivò sul luogo ad un'ora dopo mezzanotte fece po- 
stare ed arrangiare i suoi soldati per l'assalto della parte del Nord, 
ove c'erano l'alberi, e frattanto che stavano per avvicinarsi ai bastioni 
arrivarono 65 soldati con lui sul far del giorno, e felicemente ad onta 
del gran fuoco, che fecero sopra di lui e sopra i suoi soldati seguaci, 
gli riusci di prendere questa città, e nell'ingresso fece passare a fìl di 
spada tutti li uomini ritrovati da ogni lato, e di cui molti erano 
nascosti allora egli colla sua propria sciabola ammazzò 24 inimici e 
nell'ultimo la sua sciabola si ruppe dalla metà. Allora essendo fatta 
questa vittoria il suddetto commandante Vitale gli fece offrire da tre 
Baroni una ricompensa di mille e seicento scudi maltesi, dei quali non 
ha ricevuto somma alcuna. Prima però d'andare all'assalto della Città 
Vecchia procurò di dar commissione per mandare in Napoli una 
barca speronara maltese per dar parte a quella Corte della Rivoluzio- 
ne, e di notte tempo in quel giorno fu mandata una speronara padro- 
neggiata da P. Giuseppe Cutajar con lettera per implorare l'opportuni 
soccorsi (i). In seguito, nel medesimo giorno 3 Settembre dopo la 

(i) Da un ricorso conservato tra gli ordini originali del 1800 
nell'Ufficio del Recivitorc apprendiamo chi era uno degli ambascia- 
tori : K Eccellenza, Clemente Mifsud Bonnici Servo Umo. di V. E. 
si fa lecito rammentarl<i di esser stato lui quegli, che nel principio 



— 264 — 

Vittoria continuò egli il suo camino per l'assalto della Cottonera con 
un altro capo Alessandro D'Amato suo compagno, e con un seguito 
di trenta soldati che erano nell'assalto della Città Vecchia ; ma prima 
di partire fece tagliare tutti gli alberi che servirono per scalare, e 
fece murare una porta detta la mina per impedire ogni soccorso 
dell'inimico e fece inalzare più alti li bastioni per esser più inespu- 
gnabili. E ciò fatto seguitando detto suo camino per l'assalto della 
Cottonera, in arrivarvi il Battaglione che g-i era vicino prese la rotta 
sopra di lui, e non ha potuto allora continuare l'impresa per il gran 
fuoco dei schioppi da sopra le nemiche fortificazioni, che fecero sopra 
detto Battaglione. Indi s'impadronì del Posto di Corradìno, e che 
l'ha difeso continuamente per tre mesi e mezzo, ove ebbe la disgra- 
zia di trovarsi sotto una bomba, che trapassò tre piani e cref)ò nel 
luogo dove egli era, da cui fu ferito nel piede sinistro e dalle rovine 
dein tre piani caduti su di lui, da cui gli riusci di trarsi fuori. Fece 
allora mettere in sicuro tutte le armi e polvere che si trovarono in 
questo luogo, trasportandoli più lontanto in Casal Nuovo con la 
Batteria di 4 pezzi di canone di 18 di calibro, e fece mettere in vece 
loro in Corradino 4 pezzi di canone di 6 di calibro. Ma allor cadde 
ammalato colla febbre terzana e colla sua ferita, si ritirò in casa sua per 
curarsi e dopo 32 giorni guari perfettamente, ed indi continuò nel 
medesimo posto col suo Battaglione. In tutte le sortite fatte dai 



della passata rivoluzione si è portato in Napoli spedito dal Governo 
Maggiore della Città Notabile a S. M. e.dalla munificenza della quale 
ottenne l'esponente il tutto a favor della Nazione. L'esponente fu 
anche nell'Ospedale del Zeitun nei principi della suddetta rivoluzione 
col vanto di aver sparagnato a quell'Ospedale più di scudi 400, oltre 
di aver guarito tutti gl'infermi che vi erano, e di aver scoverta la 
cagione del pestifero male d'allora. Egli nei primieri tempi della 
già rivoluzione fu arrolato nei Battaglioni Nazionali con essersi anche 
portato varie volte fino sotto le mura inimiche tra le canonate e fuci- 
late in tutti li fatti d'arme, attacchi ed assalti in qualità di capo della 
sua gente, che lo seguiva senza aver costato nessun interesse ai rispet- 
tivi governi come si comprova da 4 attestati che originalmente 
saranno presentati a S. E. Regius Commissarius Insulas Melitae et 
Gaudisii regens. Avuta in voce la relazione, ricorra il supplicante 
occorrendo la vacanza di qualche impiego. Dato in Palazzo die 31 
Julii 1801. S. Zammit, Auditore. Segue poi il rescritto'. 

Accordiamo all'oratore l'impiego di che provvisoriamente sotto 
l'ispezione del Capo Maestro Antonio Cachia col salario di scudi 15. 
mensuali dalla nostra Segreteria. 7. Agosto 1801, 



— 266 — 

nemici in Ca^al Zabbar ed in Corradino sì trovò sempre presente e 
procurò di fare una bellissima difesa, egli è riuscito di far retrocedere 
e prendere la rotta all'inimico in ogni sortita con gran vantaggio, e 
frattanto seguitò nel medesimo posto. 

Inoltre esso Santo nello sbarco dell'armata francese in questa 
Isola di Malta si trovò nel regimento della Milizia di detto Casal 
Zurrico, il di cui colonello era il cavalier Jurdain, e suo fratello era il 
maggiore, e vedendo egli che (luesto colonello faceva molti distacca- 
menti dal medesimo regimento e parlare in secreto con un altro cava- 
lier Francese chiamato Dupin che era capo della trincera detta Lehtri- 
ce nell'ingresso del Porto di Benghisa, e come capisce egli un poco 
di francese, ed avendo inteso dire parlando tra di loro questi officiali 
— che noi fra di noi c'intendiamo — allora cominciò a sospettare di 
qualche tradimento. La loro maniera di manovrare lo fece mettere più 
in dubbio, e vedendosi scartato dal corpo di detto reggimento, e 
spedito più lontanto con un distaccamento nella detta Trinciera, ed ivi 
volendo ben difendersi e far tirare sull'inimico il detto capo di questa 
Trinciera voleva che si abbandonasse il posto. Allora vedendo egli 
un nero tradimento gli tirò un colpo di schioppo e cessò di vivere, 
indi subito fece fare la difesa che ha potuto, e vedendo occuparsi 
tutti li posti dai nemici senza potersi difendere ed il Reggimento di 
detto casale messo in rotta, fu costretto di ritirarsi e si diede premura 
di seguitare il detto colonello per vendicarsi di lui, ma prendendo la 
rotta per la Città Valletta con suo fratello non gli riusci di raggiun- 
gerlo e gli scappò. 

Ecco tutto quello che Santo fece ed operò in occorrenza di 
questa guerra in cui dimostrò il più fedel patriottismo coi suoi pati- 
menti, ed i buoni vant^iggì che recò alla nazione.» 

Si attesta da me infrascritto che veramente il detto Santo Formosa 
è stato uno dei primi che si è cooperato in vantaggio della Patria con 
essersi trovato dei primi nell'assalto della Città Notabile, ove si dipor- 
tò con tutto valore e coraggio. Indi si portò in Corradino ove restò 
fìsso come capo, e lo tenne in buona difesa ed in tutti li tentativi ed 
assalti si portava sempre ma in compagnia dei suoi soldati, e restava 
sempre sotto la mia subordinazione essendosi sempre diportato da 
bravo valoroso. Questo è quanto del contenuto posso accertare. 
E.MMANUELE ViTALE allora General Comandante. 

Io infrascritto altre volte Rappresentante e capo di battaglione di 
Casal Luca, ed Ispettore di Corradino fo fede come vSanto Formosa si 
portò da famoso guerriero nell'uscita fatta da Francesi contro Corra- 
dino, mentre il suddetto con poca gente sostenne Timpeto del nume- 
roso numero dei suddetti francesi, e ciò a motivo, che in quella mat- 
tina la soldatesca di Corradino si era portata nelle marine per traspor- 

34 



— 266 — 

tare dei cannoni nella Trinciera tal Borg, e difatti |X)rtandomi io 
subito con il mio Battaglione in Corradi no a dar soccorso trovai al 
suddetto Santo che combatteva, da bravo soldato, ed incorag>(iva 
alli suoi di rompere i detti Francesi come poi si ottenne la vittoria ; 
ed attesto come il suddetto Santo nel assaJto di detta Città Vecchia si 
era portata da bravo e coraggioso soldato. 

In fede dico. Dalla Città Vittoriosa questo dì 20 Ottobre 1801. 
Dr. Giuseppe Casha, Luogt. in detta Città Vittoriasa. 

Io infrascritto Luogotenente di Casal Zabbar attesto di esser 
vero il su narrato, 20 Ottobre 1801. Agostino Said. 

In considerazione del su narrato si continui la paga di scudi 
dieci mensili al suddetto Formosa da Maggio scorso. C. Cameruv. 

Dal volume « Ordini e Decreti orip^inalii^ neir Ufficio del Ricevi- 
tore Generale di Matta 1 800-1805. 



Documento 40, 

Note del G. F'abri più tardi Luogotenente del Borgo Vilhena. 

« Il campo del Gharghar, composto del battaglione di Birchir- 
cara e Musta, cominciava da S. Giuliano fino al di sopra della 
Misida alia collina Ta Xòiex, 

Campo del Hamrun era composto d'un battaglione di molti indi- 
vidui della Valletta e delle tre città ; mentre il battaglione del Zeb- 
bug e quello del Naxaro formavano la Trincea ta Sanira come posto 
avanzato. Il campio ta Samra, composto dai battaglioni del Zebbug, 
Siggeui e da diversi altri individui copriva la linea della strada di S. 
Giuseppe fino alla Marsa e sotto Corradino. 

Da Corradino intorno alla Cottoniera vi erano due campi com- 
posti dal battaglione della Notabile Rabato e Casal Dingli, e del 
quale era comandante generale il Signor Emmanuele Vitale. 

Fungeva da ingeniere Vincenzo Chetcuti. Giovanni GaWies ed 
un altro avevano l'incarico di tirare contro i vascelli nemici nel |X)rto 
di Marsamuscetto con palle infocate. 

Trincea tal Bor^, aveva 5 cannoni di ferro, fatti nella fabbrica 
di S, Gervas e portati dalla Cottoniera. Maestro M. Cachia ingegnere, 
Alosio Manuele e suo figlio Pietro Manuele (capi artiglieri). 

Poi furono spediti dai Napoletani e sbarcati li 7 Deceinbre i79«^ 
2 mortari di bombe di 6 pollici, e 70 fucili. Insieme con questi arri- 
varono pure il Signor Cardona, colonello dell'artiglieria, na}X>litano, 
e il Signor Alberto Diodat ingegniere ed altri uiìficiali Napolitani. 

Venuti i Porto^srhesi, furono sbarcati 500 fucili d'abbordo d«l 
vascello del Marchese di Nizza con tutte le munizioni. 



-- 207 — 

Poi da una barca inglese furono portati 2 mortari di 9 poNici, e 
indi un altro mortaro che si situò dentro il palazzo di Oorradino. 

Si posero poi nella trincea Tal Borg 2 fusicri che sparano 
colle granate, 5 cannoni di 1 8 calibro, 4 pezzi di 18 calibro, che 
vennero posti sotto la batteria Tal Borg in un'altra batteria. 

La gente dei battaglioni che guarnivano la trincea Tal Borg 
erano obbligati di fare quattro ore di guardia per ogni battaglione. 

La trincea di Corradino, detta della Campana, guardava la 
strada che viene da dietro la Senglca, aveva due cannoni di 8 calibro 
portati dalla vecchia trincea di Xiorb il Ghagin. 

Dentro Corradino, v*era la trincea del palazzo che guardava la 
Cottonera, era fornita di 2 pezzi di cannone di 8 calibro, e situati 
alla porta del palazzo, che guarda Ghain Duieli. Più sopravento del 
|)alazzo v'eran altri 2 pezzi che guardavano la Marsa e il molo della 
Città. 

Zeitiin. In questo casale v'era una batteria, detta della Croce e 
situata dirimpetto alla Chiesa con 2 cannoni di 8 calibro. Due batte- 
rie, dette tal Caspio, vicino la chiesa di S. Clemente, con 2 pezzi di 
8 calibro, che dominava la strada della Cottoniera e del Zabbar. 
Tre batterie, dette Tal Fax vicino la chiesa vecchia di S. Gre- 
gorio, che davano per sopra la strada di Marsa Scala, con 2 pezzi 
pure di 8 calibro. 

Il primo cannone che si trasportò a Corradino fu quello della 
piazza di Santa Maria del Zeitun, che al tempo deirOrdine serviva di 
scuola e di esercizio. 

Si calcola che i Francesi durante i due anni d'assedio abbiano 
tirato 22300 fra bombe e granate, e 81000 palle. 

Campo Generale formato in San Giuseppe, 
I. Comandante Generale — Canonico Don Saverio Carnana. 
Secondo in comando — Signor Salvatore Bonanno. 
Assistenti — Signor Luigi Britìfa e Giuseppe Rogemund e altri. 
Provveditori del campo — Luigi e Francesco Psaila. 
Cancelliere — Giuseppe Brignone. 
Ingegneri — Pietro e Saverio Xerri con diversi altri ufficiali 

civili e militari. 
Giudice — Dr. Stefano Assenza. 

Fiscale Vescovile — Dr. Uber con altri componenti il tribunale 
residente nel campo Generale di S. Giuseppe. 
Campo avanzato della Samra, 
a) Comandante — Angelo Cilia. 

Com. in seconda — Isidoro Attard ed altri. 
Chirurgo — Antonio Muscat. 
Cap|:>ellano — Fra Antonio Baldacchino. 



— 268 — 

Questo campo era il più importante, essendo il più avanzato, in 
fronte a Porta Bombe, trincerato ed attorniato da una forte batteria: 
aveva circa 600 persone e sempre vegliato. 

Parte di Levante intorno la Cottoniera, 

ò) Comitato di Casal Zeitun. Persone componenti il governo: 
Comandante le truppe — Negoziante Giuseppe Abela. 
Provveditore — Negoziante Giovanni Azzoppardi. 
Capo ingegnere e poi rappresentante — Signor Michele Cachia. 
Consultori legali — Dr. Luigi Agius e Dr. Vincenzo Borg e 

Dr. Salvatore Montebello. 
Depositario — Negoziante Gaetano Bugeja. 
Segretari del Comitato — Giuseppe Diacono, Pietro Pace e 

Camilleri. 
Capitano del Porto di Marsascirocco — Neg. Giuseppe Bugeja. 
Magaziniere — Angelo Bugeja ed altri civili e militari. 

Nella chiesa vecchia di S. Gregorio si formò un ospedale gene- 
rale pei campi delle parti di levante. In Casal Zebbug si formò un 
comitato di persone molto rispettabili e parte di queste assistevano 
pure al campo di S. Giuseppe. 

Capo del Battaglione — Angelo Cilia. 

Provveditore Generale — Aromatario Gabriele Pullicino. 

Deputati del Comitato — Barone Fournier, Dr. Luigi Caruana, 

Dr. Carlo Caruana, Luigi Briffa, Notaro Pietro Butigieg 

( poi rappresentante ) ed altri. 

Qui si formarono due ospedali. 

In Birchircara si costituì anche un comitato ed un campo che 
superava sempre le 500 persone e sempre in attivo servizio. 

Comandante il campo e poi rappresentante — Vincenzo Borg. 

Capo del Battaglione — Pietruzzo Camenzuli. 

Secondo — Giuseppe Scicluna. 

Ajutante — Giuseppe Pace ed altri. 

Le fortificazioni erano divise in due grandi linee : a diritta 
la linea Musta, Birchircara, S. Giuliano e Misida col campo dì S. 
Giuseppe, della .Samra, della Misida, di Corradino fino al fondo della 
Marsa. A sinistra, le batterie ed i campi del Zeitun, Tarxien e gli 
altri casali fino al Forte Ricasoli. 

Oltre le trincee e batterie su nominate, al Zabbar vi furono 
erette una trincea sotto la statua della Madonna con 2 pezzi di arti- 
glieria; Due trincee nella piazza vicino la chiesa di San Rocco e nella 
piazza che dà per la strada detta Ta Uied il Ghain\ Trinciera, 
detta di San Rocco, dirimpetto al P'orte Ricasoli e sopra rimboc- 
catura del Porto, con 2 cannoni di calibro 6, 



— 269 — 

Poi si fece la gran trincea detta di San Rocco con 5 pezzi di 
calibro 12, e 2 di calibro 8. 

Ospedali formati nel Radalo, 

T. Il Convento di S. Domenico, grande Ospedale. 

2. S. Spirito colla chiesa e Saura. 

3. Chiesa di S. Sebastiano. 

4. Altra chiesa. 

5. Chiesa di Sta. Agata. 

6. I* Collegio fu Ospedale e Ricovero della gente di città. 

{DalV originale presso la famiglia del fu A, E, Caruana), 



Documento 41, 

Con quali mezzi sorgevano le fortificazioni ? 

Salvatore Camilleri della Valletta orefice rappresentava al Regio 
Commissario Cameron nel 1802 che nell'insurrezione gli furono de- 
molite le mura di una sua clausura sul promotorio della Sliema deno- 
minata ta Lemòi,^ che ivi fu eretta una trincera prevalendosi di tutta 
la terra e dei muri di detta clausura cagionandogli il danno di scudi 
2260. Erasi questo Camilleri arruolato nella milizia combattente ed 
era il capo artigliere della batteria detta dei Gesuiti dal sito ove era 
fabbricata alla Marsa. Il ricorso termina col provedimento dato dal 
R. Commissario: < Si diano all'oratore scudi dieci al mese dalla Te- 
soreria. 18 Maggio i8o2. Charles Cameron. » Exi il ricorso è munito 
dei seguenti attestati : 

« Io infrascritto fo piena ed indubitata fede a chi appartiene 
vedere la presente, qualamente Salvatore Camilleri da quando fu 
fabbricata la fortificazione dei Gesuiti era il primo capo d'artiglieria 
senza aver preso mai alcuna pitanza dal Battaglione Curmi, come 
avevano preso li altri simili. Oggi li 7 Febraro 1801. 

Stanislao Gatt. > 

€ Si fa fede a chiunque spetta vedere la presente che il signor 
Salvatore Camilleri della Valletta ritrovandosi in campagna nel 
passato blocco da se stesso si è esibito per adoperarsi in favor della 
buona causa. Egli infatti fece il modello della Trincea della Marsa, 
e di più fabbricò a sue spese ivi la casamatta, fece due modelli ele- 
vati di cera delle città Valletta, Cospicua, Vittoriosa e Senglea con 
tutte le loro fortificazioni per dare del lume ai signori Inglesi che ci 
soccorrevano e diriggevano ancora. Egli ha fatto molti ordegni 
riguardanti Tartiglieria, e sono stati di molto vantaggio in quelle 
critiche circostanze. E questo tutto l'ha fatto senza verun interesse 



— 270 — 

del Campo, vivendo sempre a sue spese. E per essere ciò verissimo 
mi sottoscrivo di proprio pugno. Oggi 23 Settembre 1801. 

Can. Saverio Caruana. 

{Dal Mss, Ordini e Dccteii 1801-1805 nell\Ufficio del Ricevitore 
Generale), 

Nessun vestigio più rimane di queste improvvisate fortificazioni 
di cui alcune furono immediatamente fatte togliere. Delta demoli- 
zione del Palazzo Corradino troviamo memoria in un ordine del 21 
Gennaio 181 1 «Sua Eccellenza, il Regio Civile Commissario ha 
ordinato che il vecchio e diruto Palazzo di Corradino sia demolito e 
che tutte le pietre dello stesso, e tutto il materiale che si ricaverà 
dalla sua demolizione siano impiegate alla nuova strada, che si deve 
formare in mare, vicino il medesimo Corradino. » 



Da una memoria della Contessa Bologna presso il Conte della 
Catena Sir Gerald B. Bologna Strickland ricavasi il come gl'insorti si 
provvedevano dell'occorrente per i bisogni militari. Presero la grande 
casa primogeniale Bologna nella piazza della terra Siggeui per servizio 
del Battaglione di detto Casale e per magazinaggio dei viveri tenendo- 
la per tutto il tempo del blocco. «Dal giardino e terra tal Caruja sivc 
tal Catina posti nei limiti della Gudia sono stati svelti tutti li alberi 
per ordine della deputazione e rappresentanti di detto Casale Gudia e 
distribuiti alli fornari per cuocere il pane per servizio del Battaglione... 
(le si prese) il palazzo situato tra li limiti di Casal Attard, e quelli di 
Casal Lia nelle vicinanze del giardino di Sant'Antonio per il corso di 
mesi dieciotto. Il suddetto Palazzo è stato in tempo di detto Blocco, 
prima preso per servizio militare e poi trattenuto dal Governo per il 
corso di mesi dieciotto... si demolirono i muri di varie sue terre tra 
cui quello della clausura ta Scibiesch poste sotto il tiro del cannone 
per il passaggio dei soldati... » 



Documento 42. Alcuni ordini. 

a) Li 2 Novembre 1798 — Per ordine dell'armiraglio Inglese 
confermato dai Capi Generali di questa Isola di Malta si da pieno 
permesso al ferraro Garzia di prendere da Sant'Antonio, vetri piombo 
corde e tutto ciò che abbisogna per farne due grandi fanali in custo- 
dia delle nostre spiaggie marittime. — Vincenzo Borg. 

^J A 17 Ottobre 1798— Si da a Giovanni Aquilina una quantità 
di torzi ossiano fridur ed altre cose che il latore ci dice ad uso e 
servizio dell'armiraglio Portoghese. — Giuseppe Azzopardi Capitano 
di Porto S. Paolo. 



— 2T1 -. 

e) D'ordine del capo Generale di S. Giuseppe provedete al latore 
della presente con erbaggi. — Salvatore Bonanno 14 Ottobre 1798. 

d) 14 Novembre 1798.— Si permette a Carlo Said di portarsi 
con somaro in Sant'Antonio, e portar la terra di carboni che vi è per 
uso dei ferrari'di S. Giuseppe. — Dal Campo di S. Giuseppe. Brignone 
per Caruana. 

e) Giovanni Cauchi sia proveduto di legna da brugiare da S; 
Antonio per liquefare il piombo pec uso del campo, purché non si 
toccano legni di cosrtuzione. — Dato da S. Giuseppe li 5 Febraio 1799. 
Brignone per Caruana. 

/) 3 Gennaio 1799 — Sia proveduto il latore delle lastre di alcuni 
vetri che servono per le truppe, e latta per fanali. — Caruana. 

g) Il latore si proveduto di tavole da S. Antonio per uso del 
campo. Dato da S. Antonio li 8 Feb. 1799. Brignone per Caruana. 

k) Prenda dal Giardino di S. Antonio una porzione di legna da 
brugiare per continuare a lavorare i^er servizio de' Campi, e prenda 
dal palazzo tutta la stoppa che trova nelle sedie o altre. Primo del 
1799. Can. Caruana. 

i) l^ Ottobre 1798 — Il Giardinaro di S. Antonio somministrerà 
un carrico per ogni Battaglione de* tre Casali circonvicini giornal- 
mente. — Can. Caruana. 

k) E' autorizzato Maestro Michele V'assallo a mandare dal Giar- 
dino di S. Antonio fagioli per uso del Campo. 22 Novembre 1798. 
Can. Caruana. 

j) 7 Ottobre 1798 — Sarà lecito a Cloru di valersi della stoppa 
dal palazzo di S. Antonio che trovasi in cuscini per farne le miccie. — 
Can. Caruana. 

i) Consegnerete al lator della presente un sacco di limoni, e una 
quantità di peterave e, se vi sono erbe particolari, anche certa quan- 
tità per presentarsi al Comandante dell'armata Portoghese. — Can. 
Caruana. 

mj ig Novembre 1798 — Al Maestro ferrajo Paolo Teuma. 
Riceverà dal latore li ferri che vi mandiamo per farli in opera in 
quello che si possono servire ; e se la grada che essa m*ha indicato 
trovasi in qualche loco diruto, che poco potrà servire, ed a noi sia 
necessaria, la potrà svellere. Fate di essa quello che abbiamo di biso- 
gno ; e vi prego di farci una mannarctta che a noi sia necessaria. — 
Can. Caruana. 

OrigÌ7iali presso la famiglia del V, Borg, da vie copia tu 

Volendo il Ball usare del Palazzo di S. Antonio per propria 
residenza quando ebbe l'approvazione del Nelson e del Re di Sicilie 
d'installarsi Capo dei Maltesi spediva il seguente ordine per rifornire 
lo svaligiato palazzo. 



— 272 — 

Signori Capi delli Casali Attard, Lia, Balzati e Birchircara, 
Si contentino dare tutti li ajuti necessari, e che saranno richiesti 
dal Signor Conte Luigi Maria Gatto per poter ritirare da qualunque 
luogo tutti li mobili et utensili, che esistevano nel Giardino di S. 
Antonio spettanti al Gran Maescro dell'Ordine Gerosolimitano, e tutto 
altro ajuto che richiederà per poter fare li necessari concini nel detto 
Giardino. Dal palazzo di nostra abitazione nella Notabile li 27 Marzo 
1799. Il Comandante in Capite dell'Isola di Malta e Gozo, 

Alex. J. Ball. 
Gli originali dei doc. dal h al ni sono presso il conlino Fed. 
Caruana Gatto L.L.D. e gli altri presso il di lui padre conte di Beber- 
rua presidente attuale dei nobili titolati Maltesi. 

Sant'Antonio li 22 Luglio 1799- 
Signor Capo della Samra, 
Vi compiacerete per ordine di Sua Eccellenza il Signor Conile. 
Ball mandare col Signor Giuseppe Fa bri, e sotto la sua direzione, 
questa sera quaranta soldati per eseguir certa commissione. 

J. VlVION. 

A Sant'Antonio li 27 Agosto 1799- 
Al Sig. Capo di Corradino, e del Borg, 
Per ordine di Sua Eccellenza il Signor Comandante Ball, avrete 
la bontà di fornire al latore della presente il Signor Giuseppe Fabri 
le persone di cui sarà bisognievole per fare un falzo attacco intorno 
la Cottoniera, in quell'ora, che il Signor Comandante ha ordinato. 

J. VlVION. 

Island of Malta ist June 1799. 
The Bearer hereof has charge of Despatches of some conse- 
quence for Admiral Lord Nelson, Sir William Hamilton and Captain 
Ball of H. M. S. Alexander, The Undersigned therefore hopes, that 
every protection and assistence will be afforded him by the Com- 
manders of HisBritanic Majesty's Ships and Cruizers, as well as advice 
how and where to proceed with the least probable loss of time. 

J. VlVION. 

Royal British Artillery. 
The Commanders of His Britanick Majesty's Ships of war, Cruizers. 

Dagli Originali presso la famiglia del fu A, E, Caruana, 
Mon cher Monsr., 

J'ai recu la lettre interessante que vous m'aviez ecrit aujourdui, 
qui demande bien de reflexion, et pour la quelle Je vous dois becau- 
coup d'obligation. Je suis a l'ancre pres de St. Paul ou Je resterai 
jusqu'a demain au .soir si vous pouvez venir sur mon bord deniain 
matin, Je vous serai tres obligè. Un Vaisseau et une Fregate sont 
arrivé ici pour me joindre avec de depeches de grand consequence 



— 273 — 

que Je suis obligé a repondre et il faut que je offre ce pour excuse de 
cet lettre si courte. Adieu croyer moi toujours avec beaucoup de 
stime. 4 Febr. 1799. Votre ami et serviteur, Alex. J. Ball. 

(tergo) A Monsr. V. de Borg Chef de Gharghar. 

Signor Vincenzo Borg — S. E loda il vostro zelo, approva il 
vostro sentimento di murare le porte del nuovo mulino per impedire 
qualunque inconveniente, anzi vi prega di prendere la cura di farle 
murare. In quanto alle risse tra i vostri soldati, e quelli di Casal 
Lia si darà provvedimento. 

Per dimani non potn^ alcuno di questi signori ufficiali portarsi 
per vedere la rassegna delli vostri soldati, onde fatela liberamente 
senza aspettare alcuno. Offerendomi intanto a vostri comandi. 

Di V. S. — St. Antonio, 5 Settembre 1799. 
(Orij^. fam. Borg), Affmo. serv. vostro Cutajar, Segretario. 

Quanto alla distribuzione del pane abbiamo i seguenti documenti: 

Bando. 

Alla prima distribuzione del pane da farsi in tutti i battaglioni si 
deve osservare questa legge, che dal pane di quei che o i>er 
malizia o per mancanza non portano fucili, si debba scemere un 
quarto di pane giornale, e si deve aggiungere a quei che hanno il 
fucile, badando sempre ad evitare le frodi che possono commettere i 
bricconi e mangia pani. I canonieri e la gente delle guardie conti- 
nueranno avere il solito pane. 

Dal Campo Generale di S. Giuseppe li 24 Decembre 1798. 

Quei che portano spuntone, spada, sciabola o pistola prenderanno 
il solito pane (i). 

Chi non fa la sua guardia, non la può supplire che per la gente 
del Battaglione che sarà franca. 

Can. Caruana. 

(L'originale nel Museo di Valletta). 



(i) Il registro della distribuzione giornaliera del pane dal i 
Agosto 1791 al 13 Settembre 1800 ai soldati del battaglione della 
Notabile ed altri si conserva tuttora nell'ufficio del Registro Publico 
tra le carte dell'antica Università segnato oggi col numero 204 «Uni- 
versità». Il Vitale sul pane prendeva a nome déiV Università della 
Notabile la seguente disposizione per atti del Notaro Pietro Antonio 
Bezzina. « A dì 4 Febraio 1799 — L'Illmo. Signor Commandante Ge- 
nerale Emmanuele Vitale del Borgo della Citta Notabile da me notaro 
conosciuto presente ne ha locato e loca a Maruzzo Galea figlio di 
Michele ed a Pietro Galea del fu Paolo del Borgo della Città Notabile 
da me anche conosciuto presente e dal medesimo Signor Vitale accet- 

35 



— S74 — 

Per le compre di frumenio, 

A fin di ottenere il grano e orzo insin dal Settembre 1798 si 
fecero dagl'insorti noleggi di imbarcazioni per il trasporto di frumenti 
coirassicurazione data di risarcire colle loro sostanze il proprietario 
dei battelli di qualsiasi danno o confisca che fossero eventualmente 
per patire da mano nemica. Negli atti del Notaro Gregorio Mifsud si 
legge a 14 Decembre 1798 un'assicurazione per l'ammonto di scudi 
tre mila a garanzia della ix)lacca detta la Beata Vergine delle Grazie 
da Maltesi noleggiata da San Paolo a Marc a Siracusa sotto la pro- 
tezione della Gran Brettagna ad oggetto di recare il grano ; agli 8 
Decembre se ne vede altra a favor del Capitan Gaffiero per il dingo 
S. Antonio ; a 18 Novembre 1798 si noleggia il brigantino S. Nicola 
padronoggiato dal Nicola De Candia < sotto la protezione di S. M. 
Britannica con bandiera e suo passaporto, come consta da una fede 
autentica che tiene detto De Candia in suo potere, per |X)rtarsi da S. 
Paolo a Pozzallo » in Sicilia per recar orzo, cereali e frumento. A iS 
Aprile 1799 gli incaricati da quei del Zeitun ed Asciale noleggiano 
la martingana nominata la Pietà che era nel porto di S. Paolo a Mare 
sotto la protezione e colla bandiera inglese : a 22 dello stesso mese 
si noleggia lo sciambecco dal nome Madonna Addolorata « al pre- 
sente ancorata nel Porto di Marsascirocco sotto la protezione di S. 
Maestà Britannica munita di suo passaporto e bandiera »: e cosi tanti 
di questi noleggi che si leggono fatti per gli atti dei notari Alex. P. 
Spiteri, G. M. Azzopardi, N. A. Bezzina e di altri. E di ritorno in 



tati in locazione il gius del Bollo del pane di detta Città Notabile suo 
Borgo e di Casal Dingli con tutti i suoi gius e pertinenze ed averi. 

Per il tempo di mesi tre da cominciare li 5 suddetto perla 
gabella di scudi ottanta di 1 2 tar. per scudo pagabili da quindici a 
quindici giorni e dovendo fare il primo pagamento per li 19 suddetto 
e cosi successivamente continuando senza contradizione alcuna. 

Pacto, che per ogni volta si troverà pane mancante o di cattiva 
qualità ed incapace, detti conduttori oltre il suddetto prezzo saranno 
obligati contribuire per il Battaglione di detta città scudi cinque in 
pena ex pacto. 

Finalmente, che sarà lecito a detti conduttori di vendere loro la 
metà di tutto il pane, da vendersi per il publico, e Taltra metà man 
darla nelle botteghe per uso del publico con avere grani dieci per 
ogni scudo dai fornari osian panettieri e non più, expacto. 

Tutte le quali cose— E così hanno giurato. Onde. Fatto e stipo- 
lato in Malta nel Borgo della Città Notabile in presenza di Gio. Batta 
Micallef del fu Signor Notaro Gio. Benedetto e di Felice Agius di 
Giacomo del Borgo di essa citta testimonio. 



J 



— 276 — 

Malta i padroni delle imbarcazioni trasferivano per atti il loro carico ; 
e perciò negli stessi atti Mifsucl a 1 2 Febraio 1799 si trova che il 
Gap. Domenico Lagana vende a Giovanni Azzopardi proveditore 
della terra Zeitun a nome proprio e degli altri proveditori di tutta la 
campagna di Malta l'intero carico per il prezzo di scudi sedici tari sei, 
di tari 12 per scudo, per ogni salma regolata secondo la misura 
corrente di Malta. Altri noleggi si facevano con sola obligazione. 

* ^^gR' ^* 30 Novembre 1798 — Io infrascritto ho noleggiato a 
nome del Popolo di Malta la Barca Sarda oggi di Padrone Michele 
Farrugia per Messina, e di li a Malta, con mandarla carica di filati di 
cottone, e portarla con intiero carneo doglio per scudi 190 a condi- 
zione però che per il tempo del carrico si assegnano sei giorni di 
lavoro, e che le spese appartenenti alla mercanzia siano a conto mio : 
promettendo al suddetto Padrone un regalo, arrivando, come spero, a 
salvamento. 

Can. Caruana. 

Io Saverio Camilleri come commissionato del suddetto patron 
Michele Farrugia accetto la sudetta commissione. 



Uno degli incaricati ad acquistare grano pei battaglioni Maltesi 
dalla Sicilia è stato il Conte Luigi M. Gatto. Di lui abbiamo veduti 
tra altri i seguenti documenti : « Accordiamo congedo al signor 
Conte Luigi M. Gatto per mesi sei per assentarsi dal servizio nel 
corpo delli onorati volontari, del quale è capo per portarsi nella 
Sicilia ad eseguire alcune commissioni da noi addossategli fi). Per- 
mettendoli intanto di portar anche fuori di Malta l'uniforme di detto 
suo corpo. Malta 6 Febrajo 1800. Alex. J. Ball. 

L'Ud. Felice Cutaj'ar, Seg. di S. E. 



(1) Da memoriale firmato e presentato dal Conte a 20 Agosto 
1824 rilevasi che col pretesto e sotto l'apparente incarico di vettova- 
gliare l'isola egli fu nel 1799 e 1800 incombensato con scerete e 
confidenziali istruzioni presso la Corte Sicula di ottenere : i. che si 
soprassedesse all'istituzione del Tribunale della Monarchia in questa 
isola. 2. che si revocasse l'ordine alle truppe russe di sbar- 
care IN Malta ; e 3. d'impedire « to prevent ali politicai measures 
which might be taken, as tending to obstruct the full establishment 
of the British Dominions over these Islands. » I documenti tuttora 
conservati presso l'attuale Conte di Beberrua mostrano in quali rela- 
zioni trovavasi questo personaggio col Ball. Oltre le lettere di racco- 
mandazione del Ball ai 9 Giugno 1800 al Principe Luzzi ministro 



— 276 — 

* Parte da Malta il signor Giurato Conte Luigi M. Gatto incari- 
cato deirapprovisionamento di grani ed orzo per quest'Isola ; Per- 
tanto preghiamo tutti li signori Ministri ed Ufficiali di S. M. e tutti 
altri signori Ufficiali delle Potenze alleate alla Gran Brettagna di non 
dargli alcuna molestia ne frastornarlo nelli suoi viaggi ; Ma piutto- 
sto agevolarlo e darli quelli aiuti e soccorsi dei quali forse avrà biso- 
gno. Dato in Malta li 9 Giugno 1800. 

Il capo dei Maltesi per S. M, S. Alex. J. Ball. 

L'Uditore Cutajar, Segretario di S. E. 

Il sigillo opposto in questo passaporto rappresenta lo stemma 
del Ball colla scritta Alessandro Ball capo dei Maltesi mentre i 
seguenti che mostrano la transizione del dominio, portano lo 
stemma del Capitolo della Cattedrale di Malta cioè S. Paolo colla 
vipera. 



del Re di Sicilia, e del comandante napoletano G. B. Fardella dei. 6 
Giugno 1880 al Marchese della Sambuca si vedono le lettere del 
plenipotenziario Italinski di cui una del 21 Giugno t8oo accenna di 
aver il Russo quel giorno istesso tra le 10 e le 11 col Paget veduto 
il ministro e che perciò al Gatto era libero l'adito di recarsi dal 
Ministro di Stato senza altre cerimonie. Che il Gatto era continua- 
mente in moto tra Malta e Sicilia lo comprova anche altro passaporto 
fattogli dal Ball a 9 Gennaio 1800 e le compre di frumento per 
ordine del Ball dei 4 Marzo 1800 per scudi 40,000 ed il denaro man- 
datogli in casse per l'ammontare di se. 60327 per il pagamento 
(Vedi altra Lettera del Ball 6 Luglio 1800 riportata in app. XVI). 
Che egli fosse grande favoreggiatore dell'Unione Anglo-Maltese lo 
dimostra l'aver egli rifiutato l'offerta fattagli dal detto Italinsky della 
Croce di Commendatore dell'Ordine di S. Giovanni e di Malta con 
una commenda in Polonia «a fine di secondare le vedute che allora il 
Governo Inglese aveva su queste Isole e l'aver per lo stesso motivo a 
richiesta del Ball risegnato la commissione e posizione di Colonello 
che il Re di Sicilia gli aveva dato in ricompensa dei suoi servigi. » H 
Gatto dopo essere stato per 12 anni Maggiore di Cavalleria sotto l'Or. 
Ger. e Seg. privato del Ball, che gli dette titolo di Giurato durante 
l'insurrezione, fu a io Gennaio 1801 nominato col Bne. Pasquale Sce- 
berras presidente degli Ospedali Civili, comandante la prima divisione 
della Milizia, i Gennaio 1801, Tenente Colonello del Battaglione 
Provinciale Maltese a i Sctt. 1803 e della Royal Malta Fencihle a 
28 Febrajo 1815. Egli erasi pure recato a Genova presso il Segreta- 
rio di Stato del Papa per ottenere la sistemazione di alcuni affari 
ecclesiastici per incombenza del Ball. 



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— 277 — 

Patente di Guarda Costa, 

Si concede permesso, e licenza a Felice Manaira Padrone della 
Speronara nominata il SSmo. Crocifìsso e la Concezione della Bma. 
Vergine di poter con detta barca guardare le coste di quest'Isola di 
Malta insieme colli suoi marinai Giuseppe Cachia, Michele Ebejer, 
Salvatore Calleja, Pietro Galea, M aruzzo Galea, Petruzzo Buhagiar, 
Sebastiano di Giorgio, Michele Gauci, Gioacchino Grinia, Giuseppe 
Grima, Giuseppe Vigeri, Giuseppe Sacco, Ignazio Giusto, Salvatore 
Buttigicg, e Giovanni Cutajar, Alessando Hagus. Comandiamo ad 
ogni suddito di questo dominio di non far loro verun inpedimento. 

Dato dalla Città Notabile, ed Isola di Malta li 14 Novembre 1798. 

Li Deputati al Popolo Maltese 

L. ^ S. Marchese Vincenzo De Piro. 

(Sigillo S. Paolo Conte Salvatore Manduca. 

colla Vipera colla scritta Conte Fer. Teuma Castelletti. 

Capitulum Melevitanum). Emm. Vitale altro, e Genie. Comte. 

Sul titolo del Vitale si vede sovra posta la parola «Deputato». 

« Noi Alessandro Giovanni Ball capitano delle squadre di S. M. 
Brittanica comandante il Blocco di Malta e comandante in capite 
delle Isole di Malta e Gozo per S. M. il Re delle Due Sicilie. 

Concediamo permesso e licenza al signor Saverio Giappone capi- 
tano del battaglione volontario delle nostre truppe Maltesi di poter 
partire e portarsi in Siracusa, dovendosi restituire al servizio fin il 
tempo di un mese. In fede 

Dato nella Città Notabile capitale dell'Isola di Malta, ed appo- 
stovi il sigillo patrio di quest'Isole. Li 23 Maggio 1799. 

Il Generale delle Truppe Maltesi per S.E. il com mandante in capite 

Emmanule Vitale. 

N'ot. Paolo Ellul prò cancelliere. 

Di carattere del Ball a tergo si legge « Lieutenant de M il ice » 
Alex. J. Ball — e più sotto «pour etre capitaine> Alex. J. Ball — 

Gli originali presso il Conte Dr. A, Caruana Gatt^ il Contiìio 
Alfredo Caruana Gatto L.L.D, e l'ultimo presso il Noò, Emmanuele 
Caruana Gatto, 

Non sarà discaro ai lettori Maltesi conoscere i nomi deirufficia- 
lità maltese nella resa della Piazza, come presentata dal Ball al Com- 
mandante le truppe Pigot, e copiata dall'originale dal fu Col. F. Gatt 
R.M.A. oggi presso il figlio tenente W. Gatt. 



— 278 — 



Numeri nei Battaglioni presenti li 4 Settembre 1800, 



Asciale 
Attard 
Balzan 
Birchircara 

do. Artiglieri 
Chircop 
Crendi 
Fornaro 

do. Artiglieri 
Gargur 
Lia 

Micabiba 
Musta 
Naxaro 
Safi 

Siggieui 
Tarxen 
Zabbar 

do. Artiglieri 
Zebbug 

do. Artiglieri 
Zeitun 

do. Artiglieri 
Zurrico 

do. in Binghisa 

do. in Coradino 
Stato Maggiore 



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53 

39 

125 

91 

28 



66 

24 
90 



IO 



122 142 
72 80 

75 [,26 
40 i 



20 

2 



211 



2,507 



I seguenti nomi sono tolti dalla lista consegnata da Sir Alex. 
Ball a Pigot indicanti le persone in attività di servizio militare il 4 
Settembre 1800. 



— à79 — 

Commandante in Capo — Alessandro Giovanni Ball. 

Tenente Colonello — D. Teodoro Cardona. 

Ajutanti di Campo — Cap. D. Pietro Paolo Ellul Cardona. 

Cap. D. Pasquale Gauci (morto 26-3-53 vedi 
Portafoglio Maltese). 

Birchircara Off. Sub. — Giuseppe Camilleri, Aloisio Gatt. Michele 
Grcch, Giuseppe Frigieri, Giuseppe Borg, Giovanni 
Six)sito, Giuseppe Grcch, (jiovanni Callcja, Andrea 
Calleja, Salvatore Borg, Nicola Brincat, Arcangelo 
Mifsud, Francesco Grech, Giuseppe Mallia, Francesco 
Calleja, Andrea Mifsud» Francesco Borg, Felice Debo- 
no, Giovanni Gauci, Angelo Schembri, Francesco 
Catania, Gio. Maria Borg, Luigi Wizzini, Gabriele 
Micallef. 

Medici, 

Tarxen — Francesco Caruana. 
Zabbar — Ludovico Balbi. 
Zeitun — Nicola Bezziha. 

Cappellano, Zebbug — Fra Antonio Baldacchino. 

Premiati colla Medaglia, 

Zurrico — Sergente Giuseppe Darmanin (ferito), 
do. Soldato Stefano Spiteri do. 

Artiglitfia, 

Birchircara — Capo. Francesco Borg, Angelo Aquilina, Salvatore 

Azzopardi, Silvestro Casba, Francesco Busietta, 
Filippo Vassallo, Pietro Chiusi, Michele Mifsud, 
Paolo Pullicino, Giorgio Borg, Giovanni Fenech. 

Zabbar — Capo. Francesco Grima, Giuseppe Bonnici, Francesco 

Pace, Pasquale Falzon, Giovanni Spiteri, Salvatore 
Micallef, Paolo Scicluna, Michele Darmanin, Giu- 
seppe Agius, Angelo Fava. 

Zeitun — Capo. Baldassare Attard, Gio. Batta Marno, Giuseppe 

Bonnici. 

Nomi dei Capi dei Battaglioni 1800, 
Asciak — Giuseppe Barbara, Pietro Dimicoli. 



~ 280 — 

Birchircara — Vincenzo Borg, Dr. Leopardo Bernard, Francesco 

Pace, Giuseppe Scichina, Francesco Zamniit, Igna- 
zio Cutajar, Francesco Borg. 

Curmi — Salvatore Galdes, Pietro Caruana, Benedetto Scicluna. 

Micabiba — Antonio Rizzo, Gaetano Ghio, Giuseppe Rafele. 

Musta — Giuseppe Galia, Michele Bercis. 

Naxaro — Grazio Camilleri. 

Zabbar — Clemente Ellul. 

Zeìtun — Giuseppe Abela. 

Lista degli Ufficiali, 

Chircop — Capo. Enrico Scerri. 

Safi — Capo. Girolamo Velia. 

Zurrico — Capo. Alessandro Damato, Angelo Bonnici in Benghisa, 
Paolo Tonna in Corradino, 2do Capo. Pietro Damato. 

Zabbar — 2do Capo. Giuseppe Cachia, 3Z0 Capo. Giuseppe Ellul. 

Zeitun — Sottotenente Francesco Abela, Ajutante Michele Bajada. 

Zebbug — Officiale Gio Andrea Trevisan, Antonio Attard, Anto- 
nio Muscat, Andrea Pavia, Giuseppe Agius, Filippo 
Attard, Aloisio Zarb. 

Birchircara — Officiali Subalterni: Lorenzo Psaila, Andrea Borg, 
Valentino Ciantar, Michele Fiteni, Giorgio Grech. 

Copied by Colonel Fed. Gatt from a Book in the Receiver Gene- 
rals' Office No. 2. «List of Maltese peasants». 

Riconoscimento di ufficialità creata dal Governo Maltese, 

Essendo oggi mai distrutta dai Francesi l'Università di Malta e 
dovendo perciò erigersi un'altra per portare più facilmente e con mag- 
gior vantaggio delle provvisioni necessarie, da amministrarsi in 
quanto alla depositeria dairillmo. Sigr. Barone Gaetano Fournier, e 
dal Sigr. Magnifico Giuseppe Brignone, e in quanto all'ani ministra- 
zione nel Porto di San Paolo dai Sigri. Giuseppe Ganci e Luigi 
Briffa e in quello di Marsascirocco e Marsascala dagli altri Signori 
Luigi e Gio Batta Agius, Giovanni Azopardi, Gaetano Bugeia ed 
Antonio Parnis ; Perchè le cose vadano bene e per le vie legittime si 
domanda il consenso de' Sigri. Capi di tutti i Paesi di quest'Isola, i 
quali atteso il zelo loro in più occasioni dimostrato per il ben pubblico 
si spera, che avranno la compiacenza di prestarlo, sottoscrivendosi in 



— 281 — 

calce (\e\ presente folio. Spocjito dal Campo Generale di San Giuseppe 
li 17 Novembre 1798. 

( l'i • r spazio vuoto per k firme dei quattro deputati del 
i^oventoj 

Can. Caruana 

Giuseppe Abdilla — Capo del Zeitun. 

Michele Cachia 

A^c^ostino Said — Capo del Zabbar. 

Alessandro Formosa — Capo del Zurrico. 

(Giuseppe Montebello — Capo del Tarxien. 

(Giovanni Scicluna — Capo di Casal I lasciale. 

Filippo Castnj^na — Capo Militare e Prov. della Gudia. 

(iiovanni Cassar — Capo di Casal Cliircop. 

(iirolanio Velia — Capo di Casal Safu 

Simone Spiteri — Proveditorc del Crendi. 

Dr. Giovanni Schembri — Proveditore della Micabiba. 

Dr. Gius. Casba — Capo e Prov. di C. Luca e Suo Batt. 

Dr. Giovanni Pulicino — Capo di Hattne. della Musta. 

Io Stanislao (iatt — Capo del Ratt. di Casal Zabbar. 

(jÌo. Hatta Speranza altro. 



Documento 4.3. — Sulle Campane» 

Revmi. Sigri. Arcipreti, Parochi, e Vicarj, 

Atteso che nei giorni scorsi è accaduto un inconveniente cagio- 
nato dal suono delle campane, motivo per cui tanto il Sigr. Cìenerale 
delle Truppe, quanto S. E. il Sig. Governatore si sono levati alle 4 
di mattino, e furono spediti diversi officiali credendosi d'esser occorso 
qualche disordine, perciò prego le Signorie Loro di ordinar ai servienti, 
che non possa suonarsi altra Campana, che la più piccola, e con pochi 
tocchi, colla j)roibizione inoltre, che dalla j)rima Ave Maria sino 
alle 6 di mattino non possa suonarsi campana veruna, e avviserete ai 
suddetti servienti, che se trasgrediranno a tal ordine, s'intendono 
subito rimossi dal loro ])Osto. 

Stimo pure assai conveniente, attese le presente circostanze, 
che nella prossima festività del Santo Natale, non se ne facciano di 

36 



— 28'i — 

mexza notte le sacire funzioni, ma bensì alle sei di mattino: per sicuro 
recapito sottoscriverete la presente. Io intanto sono con tutta stima. 
Delle Signorie Loro. Notabile i8. Dee. 1799. Umo. Servitore, 

C. Salv. Susano, P, Vicario Gen. 

Io Tommaso Scicluna Parroco in C. Luca obbedisco all'or- 
dine retroscritto. 

Io Pietro Schembri Vìe. Curato nella Città Pinto obbedisco 
airordinc retroscritto. 

Io F. Francesco Onorato Cappellano V^ic. Parr. in C. Attard 
obbedisco all'ordine retroscritto. 

Io Francesco Decaro Parroco nel Balzan mi soscrivo obbe- 
diente a tal ordine. 

Fra Nicola Rencini (?) Vie. del Naxaro si dichiara obbdmo. 
agli ordini espressi. 

Io Bartolomeo Ellul Parroco in Casal (iargur ubbidisco 
all'ordine retroscritto. 

Io P. Paolo Prep. Micallef e Parr. in Hirchìrcara. 

Io Antonio Cilia Parroco in Casal Lia. 

(Dair Origli, vcl Archivio della Cattedrali), 



Documento 44. — Mezzi di Coìmmicazionc del Vescovo col^re^ge. 

Revmo. Sig. e Pne., 

Ho scritto già due lettere al mio assessore Can. Biagio, e gliele 
ho mandate, Tuna col Sig. Uditore Bruno, e l'altra col Sig. Francesco 
Emmanuele Ferroni ; ma finora non so se gli siano capitate, perchè 
non ho avuto i segni indicativi di tale ricapito accennatigli da me in 
ambedue le lettere, per esserne assicurato di averle il medesimo Sig. 
Biagio ricevuto : pertanto prego V. S. Revma. d'impegnarsi per 
fargli capitare l'acclusa che gl'indirizzo, e nello stesso tempo le mani- 
festo il segno concordato nelle suddette lettere, affinchè non potendo 
il suddetto Sig. Can. Biagio, per qualche legittimo motivo di lonta- 
nanza od altro, si compiacerà V. S. Revma. di farmelo fare, per 
assicurarmi del recapito di quelle. Avevo dunque scritto al suddetto 
di ordinare all'abbate Tonna r//<r montasse per otto fiorili continui 
sul campanile della Cattedrale in cornu Evan^elii, e sul terrazzino 
del Carmine alternativamente, dal mezzodì fino ad un'ora^ e farsi 
vedere su i detti luoghi, e gli avevo indicato il giorno in cui doveva 
principiare, ma non è stato veduto mai fin'ora dalla persona destinata 
a tale osservazione. Dunque V. S. Revma. ordini lo stesso al sud- 
detto Abite Tonna, o non potendo questi, a qualunque altra persona 



e che questo scj^^no principiar debba da J^unienica giorno 22 del 
corrente, e per otto giorni continui principiando nell'alternativa dal 
campanile, e nell'ora j»i;\ sopra indicata, perche con tale segno potrò 
essere assicurato, che le mie commissioni (sono) giunto a loro notizia. 
La prego similmente d*indicare sulla soprascritta della lettera del Sig. 
Biagio, il luogo o Casale ove egli si trovi, e per tanto ne lascio il cam- 
po in bianco, non sapendo io dove si sia stabilito. Sono intanto con 
ogni ossequio. Di \'. S. Revma. Valletta li 13 Decembre 1799. 

Devmo. Servo: K. V. Are. Wsc. di Malta. 



Docuffunio 4.^. — // numero dei morti nella Campagna. 

To Sir Alex. Ball Hart. Malta 25th January 1804. 

No. 7. It appears on comparing it uith a numeration of the 
inhabitans of the two Islands before the PVench took possession of 
ihem in 1798 that there is a diminution of nearly 17000 in their 
population since that ]X'riod. 

The French carried nearly 8000 (?) of them to Egypt few of 
whom e ver return ed. 

From the want of provisions and an epidemical disorder aniong 
the inhabitants the first year of the blockade some thousands of them 
perished and many emigratcd vvith the French when they left the 
Island. (Signed) Alex. Macauj.iìv. 

(Dal I^ilcr Jìook No, i del Riceiver (ìencral di Malia copialo 
dal Co Ione Ilo Federico Gali R,M,A.) 

Documento 46, 

Truppa Brittanica in Malta fino al Dee. 1799. 

(Dal Rapporto del General Graham dei 28 Dee, lyc/t^ conser- 
vato nel P, R. O. di Londra). 

Marines on òViore. 

20 Officers "^ 

17 Sergeants 
7 Drummers 
312 Rank ^ File, 

Rovai Artillery, 

2 Orticers. 
26 Gunncrs. 



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— 286 — 

X. 

Operasioni al Qozo. 



Documento 48, 

Al signor Comandante Dr. Francesco Pace ; Rabato. 
Signor Comandante — Le partecipo che di qua a' mezz'ora darò 
j)rincipio a battere il Castello, che è quanto, e sono di V. S. 
Gozo, lì 6 Ottobre 1798, Affino. Vostro Servitore 

Arciprete S. Cassar. 

Al signor Dr. Francesco Pace, Degmo. Comandante del Rabato. 
Perillustre Signor Comandante — Partecipo a V. S. Perillustre, 
che in questa notte mancherà la guardia di dietro li bastioni, che 
solevano fare li Zebbugini, poiché questi nella maggior parte sono in 
questo monte per supplire i soliti luoghi delle guardie aivendo seco 
preso il Signor Soprintendente buona porzione della sua gente nel 
Migiarro, e la restante piccola porzione è stata trattenuta dal Coman- 
dante per suo uso nel Casale. Quest'è quanto le devo per suo regola- 
mento, e mi protesto di essere di V. S. Perillustre, 11 17 Ottobre 98. 
Suo servitore Avvto. Spiteri per il Soprintendente. 

P.S. — La gente di questo monte non lascierà per altro di essere 
sempre pronta al menomo cenno d'ajuto, che si domanderà. 

Signori Comandanti — Vi partecipo che quest'oggi di notte mi 
fu spedito dalli due Generali Portughese, ed Inglese ordine di notifi- 
care al Comandante Francese di evacuare dal Castello colla sua guar- 
nigione prendendo seco nella Città Valletta le loro sostanze, eccet- 
tuate le armi, e per fare il viaggio gli si davano le sole barche, che 
saranno remigate da loro stessi ; altrimenti verranno li stessi Gene- 
rali ad attaccarlo senza alcun perdono, quest'ordine già mi trovo 
averlo eseguito mediante la lettera che ho formato, ed inviato al 
Comandante Francese da cui attendo la risposta ; che e quanto ecc. 

Li 17 Ottobre 1798. Affmo. Loro Servitore 

Arciprete S. Cassar. 

Al Signor Comandante 

Liberato Grech, Caccia. 

Signor Comandante Liberato Grech, 

Vi raccomando di fare una raccolta di danaro dal potere delli 
Ecclesiastici commodi per unirlo coll'altro danaro da porsi nella 
cassa publica stabilita per la compra delle provisioni per il Popolo ; 
facendoli intesi, che tale danaro gli sarà restituito dopo fatto la sistc- 



— 2^tì — 

ma del paese, e terminata la presente indigenza, che a quanto culi 
calore vi raccomando, e mi atìermo 

Oggi li 12 Settembre 1798. Il Sopraintendente Generale 

Arciprete, S. Cassar. 

Signor Comandante Liberato Grech, 

Non ho potuto palle di fucili mandarle più di due cento prr 
mancanza di materiali di piombo ; e mi dico 

Li 15 Settembre 1798. Ali*. Suo Servitore 

Arciprete, S. Cassar. 

P.S. — Non si continuò l'idea della mina per essere disanimati 
quelli che si offerirono di farla ; l'idea delle bombe mi piace, ma pri- 
ma del ricapito dell'armata, che si aspetta non possiamo averle, 
mentre né anche l'hanno in Malta, e sono più scarsi di noi. 

Rispondo alla sua che mi giunge in questo momento, e le dico, 
che il vostro operato relativamente al danaro mi piace, ed io lo con- 
sidero come se fosse già nella cassa essendo applicati in beneficio 
del publico ; in cjuanto all'armi furate, in questo momento diirò 
rimedio. 

Al Signor Comandante Dr. Francesco Pace, Rabato. 

Perillustre Signor Comandante — Non mancherò d'invigilare per 
la provvisione dei mischiati. 11 Signor Abbate Tabone venne nel 
Rabato dal Signor Magazziniere. Al suo ritorno lo parlerò, e mi dico 
al solito. Di V. S. Perillustre 

Li 18 Ottobre 1798. Umo. Suo Servitore 



F. Spiteri. 



Al Comandante del Rabato, 



Signor Comandante, (jucsta sera bisogna tenere la vostra gente 
pronta, e ben armata, mentre abbiamo un bastimento nella parte di 
Uied el Hagri, che ha dato motivi forti di sospetto, e pare, che abbia 
(jualche corris|)ondenza colli Francesi, anzi ebbi il riporto di essere 
veduto verso l'Ave Maria un soldato Francese nella spiaggia di Fied 
il Hagri, che è slato rim petto a detto bastimento: La gente del Zebbuv^ 
andiede nella marina. Regolatevi e sono li 24 Ottobre 179S. 

Affmo. Serv. Arcipte. S. Cassar. 



— 287 — 

Signor Capo Maestro, 

Serrate nella Prigione della Vostra Torre i tre Canonici che il 
Signor Arciprete vi manda catturati, e di (jucsti siete responsabile 
innanzi il Popolo. Il Comandante del Rabato, 

Francesco Pace. 

Noi infrascritti ricercati per la verità, attestiamo con nostro giu- 
ramento a chiiincjue spetta vedere la presente da valere ovunque, 
qualmente nell'Insurrezione del popolo del (ìozo contro li Francesi, 
il Signor Antonio Mallia gozitano, à stato prescelto da tutta quasi la 
popuLizione di detta Isola pel Comando dei Battaglioni armati contro 
le forze Francesi, ed effettivamente esso Signor Mallia con detti 
Battaglioni fece evacuare la guarnigione Republicana da tutte quasi 
le fortezze della predetta Isola, cioè dal Forte Schambrè, Garzes, 
Imgiarscini, e non lasciò anche di dare più attacchi e di bloccare il 
Gran Castello prima della Capitolazione fatta cogl'lnglesi. E per 
tsstre questa la verità ci sottoscriviamo di proprio pugno. Oggi lì 23 
del mese di Luglio iSor. 

Arripte. Saverio Cassar conformo quanto sopra. 

Dr. Saverio Fenech, Pmo. Oiurato confermo Vistesso. 

I)r. Ciiusej)pe (ìrima, (ìiurato confermo il su marcato. 

Dr. Massimiliano De Bono Giurato affermo il su nar- 
rato esserti più che vero, e per essere il detto Sig, 
Mallia l'unico che si è molto affatico. 

Dr. (ìregorio Bajada confermo il su narrato. 

Dr. M. Angelo Mizzi come sopra. 

Aromatorio Orazio Aquilina come sopra. 

Io Can. B. Antonio Teuma confermo il su narrato. 

Io Dr. Can. D. Gio Antonio Velia confermo il suddto. 

Io Dr. Paolo Buttìgieg confermo il su narrato. 

Avv. Placido Mizzi confermo il su narrato. 

Not. Francesco Cassar confermo il retroscritto allegato. 

(Documento annesso al Processo No. 14. Deciso il 24 Febraio 
1S25 nella Corte del Gozo). 



— 288 — 

XI. 
Maltesi a Napoli. 



Docìiììicnio 4g. 

Reiasione dell'accaduto in Malia, alligata alla minuta di ima 
lettera del dì ii Settembre i^gS, diretta dalla Segreteria degli Affari 
Esteri a Mr. fìaptiste incaricato straordinario presso la Corte di 
Vienna. 

A Mr. Baptiste — ii Settembre 1798. 

Dall'ingionta relazione rileverà lo stato d'insurrezione, e di rivol- 
ta in cui sono gli abitanti di Malta contro i Francesi. Nel dar parie 
al Re N. S. della forma risoluzione in cui sono di scacciarli intera- 
mente da quell'Isola, hanno domandato quei Popoli soccorso e di 
provvisioni e di munizioni. Per (guanto però possa essere grande il 
desiderio di Sua Maestà di assistere quella gente, che riguarda come 
suoi propri sudditi, e di rivendicare i diritti della sua Corona rimane 
tuttavia perplesso ed indeciso per la mancanza in cui si trova dei 
riscontri di codesta Corte relativamente alle operazioni da principiarsi 
in Italia, no7i volendo compromettersi ad alcun passo seyiza esser 
sicuro del concorso di S, AI, l'Imperatore, Le circostanze divengono 
ogni dì più favorevoli all'impresa, ed il tempo che si perde giova al 
Nemico per riunire le sue forze, ed occupare (iuelle posizioni che 
troppo ci converrebbe di prevenire. 

Con speronara partita da Malta nel dì 3 del corrente, e qui arri- 
vata in quattro giorni con bandiera di Re N. .S. (i) è stato questo 
Governo informato che nel dì 2, avendo voluto alcuni soldati Fran- 
cesi condotti da qualche loro Ufficiale spogliare una Chiesa nella 
Città Vecchia, e portarne via gli argenti, vi si opposero quegli abi- 
tanti per impedirlo, ma che non avendo potuto ottenerlo colle buone, 
corsero a prendere le armi, e gli riesci di respingere i Francesi colla 
forza, dopo averne uccisi circa sessanta di essi. Accorse della truppa 
al rumore per far fronte ai Paesani, ma unitasi a questi la gente di 
campagna, gli riuscì di scacciare i Francesi dalla Città Vecchia, e gli 
obbligarono a ritirarsi precipitosamente alla Valletta colla perdita di 



(i) La cronaca da noi riportata nell'app. VI pag. 204, che sem- 
bra scritta da uno degl'inviati, ci dice che la speronara non aveva 
issato bandiera alcuna ; che anzi le bandiere napoletane a Maltesi 
regalate furon consegnate coll'espressa ingiunzione di non servirsene 
prima di riceverne apposito ordine. 



— 289 — 

6 a 700 uomini, che vi rimasero uccisi. Inalberarono i campa^nuoli 
imìnedìatamente ia Bandiera Maltese sulla Città Vecchia, e messi cosi 
in istato d'insurrezione e di rivolta, continuano a tenersi uniti ed 
agire, risoluii di scacciarli totalmente da quell'Isola, 

(Arch. di Stato di Napoli R, Segreteria e Ministero degli Affari 
Esteri, Filza j2o, jza. Numerazione, Estratto dal fase, 43^^ di corri- 
spondenza della Dire-ione dell' Arch. di Stato di Palermo, classe 2da, 
1901). 



Documento ^o. 

Relazione del viaggio di Luigi fìriffa dal medesimo presentata 
nella Banca Giuratale li 22 Settembre 1798, 

« Essendomi trovato nella Banca Giuratale il secondo giorno 
della rivoluzione della Campagna fui pregato da diversi Signori per 
portarmi in Napoli con una lettera diretta a S. M. il Rè delle Due 
Sicilie. Al momento io partii, e presi con me la lettera sottoscritta da 
alcuni signori a nome di tutta la popolazione ; all'uscir dal Porto di 
S. Paolo in arrivare alli scoglietti detti Selmonetto ravvisai una barca 
speronara, che veniva da fuori per la Valletta ; la trattenni prima 
con carezze, poi con mano forte, e trovai a bordo due passeggieri 
Maltesi, che il loro nome non so. Tu no aveva il cognome Desalvo, e 
l'altro non so, e tenevano dis])accio, uniforme, spallette, ed altre cose, 
che non mi ricordo, dirette per il Generale Vaubois ; il tutto assieme 
con li passeggieri l'ho inviati al Campo per essere processati secondo 
la loro condotta. Sette giorni appresso arrivai a Napoli al far del 
giorno, poco tempo appresso venne un Ufficiale di Sanità, e gli ho 
detto il motivo del mio diporto per essere allora Malta in quarantena; 
verso le otto poi venne un ufficiale, che suppongo fosse il Primo 
Ufficiale di Sanità quale mi disse d'esser mandato dal suo Padrone, 
che cosi lo chiamava, ed allora io ci raccontai lo stato di Malta, e ci 
cons^fnai la lettera, e lo pregai a nome del popolo d'intercedere 
presso il Suo Rè per soccorrerci in una circostanza così calamitosa, 
giacché per mia disgrazia io non potevo calar in terra. Allora lui mi 
assicurò di far le mie parti al Suo Rè, e che detto Rè farà senza 
dubbio il suo possibile per soccorrerci, e parti da me con farmi mille 
gentili esibizioni. Poco dopo vidi comparire il Console, o sia Amba- 
sciatore di Francia e mi fece mille domande e fra le altre: quando io 
partii da Malta, e se vi è qualche novità, ed il motivo della mia gita 
in Napoli. Allora io risposi che faceva tre mesi che mancava da Malta 
e che non so veruna novità, e che io non sono obligato di dire a 

37 



— 2Ód — 

veruna persona gli affari miei, giacché venni per atìfari miei partico- 
lari d'interesse, e ci voltai le spalle, ed andò per i fatti suoi. 

Poche ore appresso ritornò con un'aria mollo superba a doman- 
darmi il giorno della mia partenza, ed allora li risposi d*essermi fer- 
mato tre mesi in Palermo, ed avendo voluto seguitare a farmi delle 
interrogazioni ci voltai le spalle con dirgli, di non essere tenuto di 
dar soddisfazione a venma persona se non che al Governo del luogo : 
ed allora partì con rabbia, e si portò dal Rè a domandar soddisfa- 
zione di me d'averlo trattato male. La sera poi venne un'altra volta 
r Ufficiale, o sia Ministro, e trovai, che era inteso del fatto del Console 
Francese, e perchè io ci avevo domandato delle Bandiere, mi conse- 
gnò un sacco con otto Bandiere, e mi disse d'inalberare su la barca 
una baìidiera per non aver più seccature dal detto Console; come 
infatti feci, e quel giorno il detto ufficiale mi fece mille esibizioni a 
nome del Suo Rè, ed io Tho ringraziato sempre senza essermi preval- 
so di nulla. Il terzo giorno poi venne la terza volta, e mi disse a 
nome del Rè, se io volessi qualche cosa, e che mi prepararsi al tardi 
per la partenza. E perchè io l'ho ringraziato di non voler niente, che 
la mia mira non era altra s^ non che d'uscire con onore, mi disse di 
domandar almeno delle provisioni per il viaggio; gli ho risposto, che 
per me non mi necessitava nulla. Con tutto questo vedendo di non 
aver domandato niente per me, mi disse di dir allo meno alli marinai 
se avessero bisogno di qualche cosa ; e ci mandò diversi cordami, 
tende, remi, e tutt'altro che apparteneva alla barca, e diverse provi- 
sioni da mangiare per tutto l'equipaggio, fino le galline, e presciutti, 
ed io lasciai tutto a favor delli marinai. 

Quella notte poi partì, e prima di partire mi incaricò il ministro 
ossia l'ufficiale, che passando pei porti di Sicilia di avvertire alh 
Governatori di tener guardie fisse per qualche armata amica, ed avvi- 
sarla di venire subito in Malta (e quest'avviso circolare Thanno avuto 
per lettera subito che arrivai in Napoli dal Rè ancora) ed incontran- 
domi con ciualche armata m'incaricò di far l'istesso. Partendo da 
Napoli l'indomani, mi colse una gran tempesta, e fui costretto di 
ritirarmi per un giorno ed una notte in una calanca detta Rinfresci. 
L'indomani poi partì, e passai da diversi porti a dar parte delle nostre 
circostanze. Essendo in Siracusa il Governatore mi disse d'aver 
avuto notizia d'esserci in quelle acque l'Armata Portughese; a tale 
riflesso uscissimo assieme, lui sopra la sua scialuppa, ed io su la mia 
speronara per cercare l'armata ; il Governatore per consegnarli le 
lettere del Suo Rè, ed io per communicargli a voce ciò che dovevo 
communicargli, ma avviandoci in un tal tragitto il mare sì rinforzò, ed 
eravamo costretti prima il Governatore, poi io, di ritirarci in dietro 
senza pigliar veruna novità della suddetta squadra. 



— 291 — 

Di notte poi parti da Siracusa, e l'indomani arrivai in Malta e 
trovai l'Armata Portoghese, che im bloccava il Gran Porto, e sali a 
bordo dell'Ara miraglio, e gli raccontai ciò, che mi era passato fin 
allora, che senti con piacere grande, e promise a Noi Maltesi l'assi- 
stenza. 

Luigi Briffa. 
{Dal Mss. 6i(^ nella R. Bib, di Malta). 



XII. 
La sortita francese del 5 Ottobre 1798. 



Documento 5/. 

{Dalla storia dell* Avvocato Bernard, Mss. 26^ della R. Biblioteca) 

Il dì 5 Ottobre pertanto fecero sortire prima dell'aurora un 
gran numero delle loro truppe divise in 4 colonne da' quattro lati 
della loro fortezza. E le prime due che si avanzarono l'una dalla 
j)arte di Ponente lungo le sj)iaggie del Porto di Marsamuscetto, e 
l'altra per Libeccio nella frontiera della Valletta per assalire il campo 
generale di S. Giuseppe, e quello del Gharghar, attaccarono immedia- 
tamente il conflitto colle prime guardie, che ivi hanno incontrato. La 
terza si diresse nello stesso tempo verso il Campo del Corradi no per 
tenere divise le sue forze da quelle degli altri. La quarta però sortì 
dalla Cottonera, che era la più numerosa, e destinata all'esecuzione 
della principale impresa, si avanzò con maniera lenta per sorprendere 
gli abitanti del Casal Zabbar e Zeitun, che si giudicavano divertiti, e 
chiamati in soccorso dei posti attaccati dalle altre colonne, ed indi 
proseguire il suo cammino verso le fortezze, che custodivano il Porto 
di Marsascirocco, per impadronirsi delli medesimi. Ma troppo fu 
diverso Tesito di queste fazioni, mentre essendo stati i Maltesi prove- 
duti dal comandante della squadra Portoghese il marchese di Nizza 
di armi, di polvere, e d'altre necessarie munizioni, fecero la più valida 
e coraggiosa resistenza, in modo che, dopo il conflitto di quattro ore 
in circa furono costrette a ritirarsi le prime tre colonne senza aver 
potuto avanzare più oltre della portata dei cannoni delle loro fron- 
tiere ; e la quarta trovò artificiosamente libero il passaggio sino alla 
piazza del Casal Zabbar: giunta però in quel luogo, fu accolta colla 
mitraglia di due cannoni coperti situati a canto alla Chiesa, e con 
numero considerabile di fucilate, che cadeva addosso dai tetti e fine- 



- 292 - 

stre di quelle abitazioni nelle quali si era messo in aguato tutto il 
campo di quelle contrade, senza dare ai Francesi neppure il tempo di 
vedere le mani, che le tiravano. 

Né in questa fazione rimasero oziosi i ragazzi e le femmine, im- 
piegandosi gl'uni, e le altre negli stessi luoghi a tirare sassi, caricare 
fucili, e porgerli ai loro mariti, figli e fratelli animandoli a combattere 
con tutto calore per liberarsi da una schiavitù, di cui riputavano mi- 
gliore la morte ; era mirabile in quella congiuntura il valore di una 
donna, la quale avendo presentito di aver il di lei marito rotto il 
grillo del suo fucile, gli procurò subito un'altro, ed uscendo da casa 
sua tutta scarmigliata, senza perder tempo di coprirsi di un fazzo- 
letto corse ad incontrarlo nel campo per consegnarglielo ; cosicché in 
tale congiuntura si viddero rinovate he prodezze di valore e di corajf- 
gio, che diedero le femmine ed i ragazzi Maltesi nel memorabile 
assedio del 1565, encomiato da vari storici. Onde i Francesi con un 
straordinario disordine hanno dovuto battere la ritirata, e pentirsi di 
aver sacrificato molti officiali, e più centinaja dì soldati, in un con- 
flitto ben singolare, in cui a fronte di una delle più formidabili mili- 
zie dell'Europa combattevano femmine, ragazzi, ed una truppa di 
villani affatto inesperta nelle armi miljtari senza soffrire altra perdita, 
che di soli 7 rimasti estinti nelle dette quattro fazioni. 

E' cosa malagevole e troppo incerta, il sapere il preciso numero 
di soldati Francesi usciti in quella sortita. Si sa che dal forte Salva- 
dore era uscita una truppa di 1200 soldati, e dairaltra parte qualche 
cosa di meno. Alcuni vogliono, che il numero di tutte le colcmne a 
quattro mila soldati ascendesse, ed altri giudicano essere di tremila 
cinquecento, incerto anche il numero dei morti e feriti. 

I Maltesi usciti dalla Valletta dopo il confitto ci assicurano di 
aver perduto i Francesi settecento soldati, ed è stata universale que- 
sta voce e ripetono questo numero dal pane, che poi si distribuì a 
soldati in minor quantità del consueto; non mancarono altri d'asseri- 
re, che il numero de' soldati morti esser stato novecento, ma è certo 
che ebbero una perdita notabile di gente per la ragione che i Fran- 
cesi erano esposti, ed i Maltesi dietro i muri e le case, cosicché pote- 
vano offendere senza restare offesi ; difatti sbalorditi i Francesi dalle 
fucilate, rientrati in Valletta, riferirono al Generale in Capite Vau- 
bois d'aver dato una battaglia strana, e non mai veduta. 



— 293 — 
XIII. 

Documento 5^. 

Congresso. Ogg;i li 15 Luglio 1799. 

Avendo il signor Arciprete del Gozo a nome di quella popola- 
zione presentato a voce al Congresso la domanda che per regolare il 
commercio e provedere quell'Isola dei necessarj viveri bisognerebbe 
erigere nella medesima le due officine di Sanità e di Dogana dirette 
ed amministrate da due coraissari mandati dall'Isola, di Malta» che 
deve esser riconosciuta la madrepatria, ed essendosi considerato 
dopo le più nature riflessioni, che ridonderebbe forse ciò in svantaggio 
della sicurtà e salute publica, ed ali* interesse della Dogana, potendosi 
facilmente commettere delle contravenzioni nelle spiaggie e seni del 
Gozo, sbarcando nascostamente delle merci, si è risoluto, che queste 
due ufficine di Sanità e Dogana debbano solamente risiedere in Malta 
dove già si trovano erette, conforme si è sempre usato per Taddic- 
tro, con questa differenza però, che non sarà mai lecito sotto qua- 
lunque pretesto scaricare nel porto di S. Paolo verun legno o spero- 
nara ventlta per conto dei mercanti del Gozo, nha approdati in quel 
Porto si debba fare la dovuta visita, manifestare la qualità e quantità 
delle merci, e pagati i dritti di Dogana, rimandarsi cosi carichi nel 
Gozo muniti del opportuno certificato della pratica avuta, e respetti- 
vaniente della Dogana. Così parimente verun legno o speronara potrà 
far vela da quest'Isola senza portarsi prima o carica o vuota in detto 
Porto di S. Paolo, per essergli fatta la visitai e avere l'opportuna 
Patente. ^ 

(Dal A/ss, ^Blocco 17^8* neir Archivio delia Cattedrale), 
Questo documento vuole che a pag. 52 linea 22 invece di € si 
staccò » si legga « cercò staccarsi » e nella linea 24 invece di « in 
seguito ad » si legga « come scorgesi dall' ». 



XIV. 

Documento SS* 

Brano di lettera di O'Hara ministro rus$o accreditato presso 
l'Ordine perosoliraitano, a 19 Luglio 1798 al Mayer, raccomandata a 
Mr. Hezljn console genie, di S. M. il Re di Danimarca «Nous n'avons 
ici aucunes nouvelles des escadrcs anglaises seiflement des rapports de 
mer qui sont bii ne peut plus favorables... Dans ce cas je crais avec 
quelque certitude que Malte pourrait etre facilment reprise. Les 
horrcur que ces scélérats s'y sont permis sont au-dessus de l'imagi- 
nation» 



— 2d4 — 

Si les anglais òloqueront Malte et pourront y débarquer 2 à 3 mille 
bomme, pour couper la communìcation entre la ville e la campa- 
gne i/y J^r<?«/ /Ww/i" ^ar /^ ^^//^/^, tout autant qu'ils arboreraient le 
pavillon de St. Jean sur le leur (i). Iln'y a dans la ville et les forts que 
4 mille brigante en garison, qui n*oseront poìnt faire aucune sortie 



(i) Lo stesso 0*Hara aveva scritto da Napoli al Honipesch a 
5 Luglio 1798. 

...Je suis heurcusement arrivé ici le 26 Juin, et par une sui,tc de 
mon attachement a votre Personne Eme., je m'empresse de vous 
faire part, Monsegneur, et sous le plus grand secret, qu' ayant été 
présente à S. Exce. Mr. le General d'Acton, j' ai observc que ce 
Ministre ètait on ne peut plus mécontent de la capitulation et de la 
lettre que V. Emce. lui a fait parvenir, ainsi que de la cession dn droit 
de la Souvrainetè qui appartieni a ce Royaume. 

Vivement affligé de cette idee.... 

L'escadre anglais de 75 vaisseaux est passe le 22 par Messine 
pour détruire ces brigands ; une autre de ij vaisseaux etait sur le 
Cap Bon pour les rencontrer d'un autre coté. Si la providence e la 
justice des Souverains s'apaisentit sur cette nation perfide, Je ne doutc 
point que le terme a leur brigandages n'arrive bientot, et que Ics 
choses ne reviennent a leur premier etat, et d'avoir le bonheur de 
voir V. Kmce, donner encore des loix au bon Peuple Maltais^ qui seni 
méritait vraiment ces sentimens de bienfaisance qui forment le cara- 
ctére de V. A. Eme. {Orig. Mss, 421 Bibl). 

Ed il Nelson al medesimo Gran Maestro aveva scritto : 

H. M. S. Vanguard. Messina 20 Giugno 1791. 

lllmo. Signore, 

Con particolar mia soddisfazione ho l'onore di far\'i conoscere 
che sto facendo tutto il mio possibile per venire sollecitamente colla 
squadra di S.M.B. verso Malta, con una ferma determinazione di 
impedire che la vostra Isola cada nelle mani del comun nemico. 
Perciò io confido, che vi compiacerete d'ordinare, che si uniscano 
tutte le vostre Galere, Bombarde, Lancie armate ecc. e che formino 
una pronta congiunzione colla mia squadra immediatamente ed ap- 
pena sarò in vista dell'Isola (il che come spero sarà venerdì prossimo) 
e ciò per rendere più sicuro il successo, siccome non 'si deve perder 
tempo a distruggere la fiotta francese. 

Io ho l'onore di essere col più gran riguardo e rispetto suo 
fedelissimo servo Orazio Nb:lsox. 



— 296 — 

contre des retrenchemens et une force superieure. Une batterie de 
mortiers du coté de St. Julien ou de St. Joseph» ou nieme sur le 
Corradin dèciderait le peuple de la ville contre eux. Je ne d'tspère- 
rdis pomi qiie dcms moins de j mais elle ne fui reprise par la fumine ^ 
et rhorreur qu*ils ont dèjà insptré à ceux méme qui ont vut rendu ou 
force Tordre a capituler avec eux. Ju souhaiterais fort dans ce cas de 
me trouver avec les Anglaìs... 

Monsieur le Marèchal — Votre trèshumble 

Le chever. 0*Hara. 
{Mss, No, 421 della R, lìiòL) 



XV. 
Snlle Bombe 



Documento 54. 

Eccellenza, 

Con nostra somma riconoscenza siamo in obbligo di presentare 
all'Eccellenza Vostra i nostri ri ngrazi:) menti per il piano dei Batta- 
glioni volontarj proposto da Sua PZccellenza il signor Generale 
Graham, comunicatoci da V^ostra Eccellenza. Le espressioni obli- 
ganti del suo Proclahi?, (i) ed i sentimenti generosi manifestati nel 
medesimo a questa Nostra Nazione oltrepassano ogni mezzo per poter 
significarle la nostra gratitudine. Tutta questa popolazione elevan- 
dosi in massa sarà nel caso di dare delle prove del suo patriotismo, 
e di meritare quanto s\ è degnato il signor Generale augurare in 
suo favor. 

Supplichiamo Vostra Eccellenza come Capo della Nazione Mal- 
tese di essere appresso il signor Generale, l'interprete de' nostri senti- 
menti, come pure dell'energica determinazione del Congresso, il 
quale a niente altro aspira, che di vedere eseguite, e sostenute, le 
leggi rigorose della guerra, per il che ne avanziamo di nuovo le sue 
istanze. 



(i) Qui si allude al noto Appello del Graham dei 19 Giugno 
1800 che comincia «Bravi Maltesi» ed ai — Regolamenti per l'arrolla- 
mento delli Maltesi in grado di volontari per accelerare la resa della 
Valletta — il cui primo articolo dice : « I. In ciascun Casale saranno 
nominati uno o più del comitato per arrollare li volontari, tra quali 
non devono essere ammessi quei che sono in attuale servizio dei 
rispettivi Battaglioni.» {Afss, Blocco in Cattedrale), 



— 296 — 

Osiamo pur nondimeno esporre a Sua Eccellenza il signor Ge- 
nerale lo stato deplorabile de* cittadini nelle città bloccate, in favor 
de' quali lo supplichiamo d'impedire, che si mandino delle bombe in 
Valletta, e nelle altre Città, limitandole ai soli castelli. Essendo più 
che certo, che subbissandosi le case dei Maltesi, verun malt^ si reca ai 
nostri nemici, i quali ritirati nelle mine, casematte, ed altri luòghi a 
prova di bomba, se ne ridono del male recato ai Maltesi. Vedendosi 
inoltre i nostri concittadini impediti di sortire, e minacciati di perire 
sotto le bombe, con vedersi rovinare le loro proprietà, senza recar 
danno al comun nemico, si danno alla disperazione. 

Preghiamo rEccellcnza vostra di prendere in considerazione 
questa nostra rappresentanza, e come Padre della Nazione umiliarla a 
Sua Eccellenza il signor Generale. E raffermandoci con ogni rispetto 
ci diamo Tonore di protestarci. ' 

Dell'Ecc. V. — Dalla Sala del Congresso li 13 Giugno 1800. 

Devmi. e Obblmi. Servidori 

Sottoscritti I Rappresentanti. 

(Mss, 4lBIocco% in Cattedra le p, 62 e riportata dal Zara p. 345}^ 



XVI. 
Gontribazioni e spese dei H aitesi 



Le spontanee contribuzioni degl'abbienti furono le prime risorse. 
Fanno di ciò fede le rese di conti dei vari capi, tra cui negli atti del 
Not. A. P. Spiteri sta quella del Vitale a ti/tto il 15 Decembre 1798, 
che desta interesse perchè permette di rilevare o confermare vari 
punti storici. 

Documento SS- 

4f. Adi 3 Marzo 1799, corrente la II in lizione. Personalmente 
costituito in presenza di Noi Notaro, e testimoni infrascritti rillmo. 
Signor Emmanuele Vitale, Comandante Generale delle Truppe Mal- 
tesi da me Notaro conosciuto, ed espose avere il medesimo reso 
conti della sua amministrazione, quale essendo visti, ed esaminati 
dall' lUmi. SS. Deputati di questa C. Notabile, sono stati da questi 
approvati, e muniti insieme di opportuna quittanza. Volendo esso 
signor esponente ridurre in publico contratto detti conti con detta 
quittanza fatta in piedi delli medesimi, quelli ha esibito, e presentato 
a me Notaro infrascritto, facendomi istanza di dover quelle transunta- 
re, e ridurre in publica forma, registrandoli nei registri degli atti 
miei, e conservarli tra le minute di detti atti miei. 



>c. 


lOO 








« 


125 








« 


20 








« 


25 









— 207 — 

Quali conti e quittanza sono del tenor seg'uente, cioè : 

Conto d'Introito, ed Esito fatto da me Emmanuele Vitale eletto 

per capo Generale e Comandante, quale comprende rammiiìistra- 

zione dalli 2 Settembre 1^98^ giorno in cui è stata assaltata la Città 

Notabile sotto il mio comando, e mia cooperazione per sino // 75 

Decembre di detto anno i^gS, 

Dairillmo. Sig. Barone Damico Inguanez 

Dall'I limo. Sig. Marchese Malli a Tabone 

Dal Signor D. Francesco Camilleri 

Da Maria vedova di Salvatore Muscat 

Da Salvatore Muscat gabellotto «tal Cattara» a conto 

della gabella di dette terre come per ricevuta « 100 o o 

Dalla cassa de' Depositi del Tribunale di detta Città 

Notabile come dalla nota originale segnata No i « 6317 5 3 

Da Francesco Azzopardi gabellotto «Ta Gnien Fie- 
res» per conto della gabella di dette terre per 
ricevuta « 200 o o 

Dal Revdo. Signor D. Michele Zahra Economo del 

riUmo. e Revmo. Monsignore per ricevuta « 500 o o 

Altro danaro consegnatomi dalli 28 Settembre 1798 
in poi. 

Da una persona che non ha voluto nominarsi quale 

tiene in suo potere mia ricevuta « 300 o o 

Dal predetto Illmo« signor Barone Damico Ingua- 
nez, altri 

DairiUma. signora Contessa Balbina Manduca 

Da Paolo Micallef detto «Caccia)^ 

Da Mro. Felice Galea per ricevuta 

Dal Revmo. signor Can. Penitenziere spettanti a 
D. Domenico Scerri 

Da Aloisjo Xuereb a conto del vino venduto 

Dairillmo. signor Marchese Depiro 



« 


500 








« 


200 








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50 








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160 








« 


1200 








« 


700 








« 


ICQ 









Tutto r Introito ascende Se. 10,597 5 3 



Esito per compre di Frumento. 

Li II Settembre 1798 sborzati a Giuseppe Velia per 

conto della compra dei frumenti per ricevuta Se. 750 o o 
Li 28 Settembre 1798 sborzati al medesimo Velia 

per detto effetto per ricevuta « 1000 o o 

Li 18 Ottobre 1798 sborzati al medesimo per detto 

effetto per ricevuta ^ jooo o p 

38 



— 298 — 

Li 17 Novembre 1798. Pagati dalla ricevuta di 
. Se. 2000 soli scudi quattro cento, poiché li 
altri Se. 1600 sono stati sborzati dal signor 
Depositario Mallia Se. 400 o 

Più sborzati al signor magazziniere Giuseppe Abela 
a conto della compra di 106 salme frumento 
dei Greco portate dal Zeitun « 2000 o 

Più sborzati al medesimo signor Magazziniere a 
conto di detta compra piastre gorde No. 44, 
che a Se. 2. 3. Tuna sono « 99 o 

Pagati al signor Nicolò Decandia per prezzo di 
salme 50 orzo comprate per ricevuta e ciò oltre 
il nolo « 648 2 

Pagati a Giuseppe Viscozo Padrone di Filuga per 
prezzo di salme 25 orzo, e di salme 2 e ^ fru- 
mento, ed altro comprato come per ricevuta 
pei 21 Ottobre « 446 6 

Pagati al Padrone, e marinari della Feluga venuta 
con orzi li 15 Novembre, scudi cento trentacin- 
que per saldo di Se. 1 70: poiché gli altri Se. 
35, sono stati pagati dal Padrone Gius. Velia « 135 o 

Pagati per prezzo di biscotto comprato in tutto Se, 
395, come per ricevuta, dalli quali sì sono introi- 
tati dalle vendite fatte Se. 149 4 o. onde restano 
per conto del Battaglione, e per S. Paolo a 
Mare « 245 8 



Se. 6724 4 



Esito Diverso, 

Lì 2, 3, 4, 5, Settembre — Pagati alli Pomari, e Bot- 
tegari per pane, fromento, farine, ed altro pelli 
primi giorni, anche alli molenari per manteni- 
mento di più persone tanto del Rabato, come 
d'altri Casali Se. 195 60 

A diverse persone per compra di polvere a minuto 
da più persone del Rabato, e di Casal Dingli, 
oltre quella comprata dalli Signori Manduca, e 
Teuma « 115 o 

Alle persone che lavorarono le palle, e scartucci nelli 

primi giorni, e munizioni « 35 ^ ^ 



Se. 


83 








« 


100 








« 


205 








€ 


40 








« 


II 


8 






— 299 — 

A Giovanni Camilleri, Laizar, ed altri per frutti» 
cioè uva comprata nelli primi giorni, poiché 
dopo giorni non si pagò nessuno 

Per porzione del nolo della Speronara mandata dalli 
Zurrechini, e Zeitunini in Sicilia con novità 

Per nolo della Speronara seria mandata in Napoli 
colli Signori Briffa e Mifsud Bonnici 

Dati al Bonnici in contanti per spese del viaggio 

Spesi in provisioni per detta Speronara 

Più spesi nell'accomodamento delle Torri dì nostra 
ispezione, e delle trincere, cioè Torre Rossa, 
Salina, Selmun, Ghain Tofiìha, Kaura, ed altrove 
per far guardie, poiché porte, e fenestre erano 
rotte e le serrature < 48 o o 

Alli soldati che fecero la guardia nella Torre ta 
l'Ahrax per giorni 21 a t. 2 l'uno per persone 
No. 26 ed altro « 94 6 o 

Alli sei soldati, che fecero la guardia nel Nadur per 

un mese, e giorni 13 parte a t. 2 e parte at. i« 32 80 

21 Settembre — Pagati a Gio Maria Cuschieri per 
prezzo di tre barili olio comprati per uso delle 
Torri, Trincere e Bastioni « 60 o o 

Per prezzo di tre barili aceto per la Città Notabile 

ossa pelli cannoni « 1 1 4 o 

A Maestro Felice Galea per diverse quartare olio, 

carta bianca, ed altro secondo il suo conto « 27 9 o 

A molte persone che hanno spianato le mura, ed 

altro come per nota delli 7 Settembre « 36 8 o 

Per altre spese li 13 Settembre « 1800 

23 Settembre — Per olio e polvere < 318 o 

14 Settembre — Per trasporto di mischiato dalla cam- 
pagna « 35 IO o 

Per accomodamenti di cannoni « 440 

A Francesco Mangion per prezzo di orzo preso dal 

Mulino « 53 4 IO 

Li II Settembre — Per continuazione del lavoro nelli 

bastioni, ed altrove come per nota « 21. 3 o 

Li 15 Settembre — Per diverso lavoro fatto nel Pa- 
lazzo come per nota « 630 

Per trasporto di legna, mischiato ed altro come per 

nota « 1 2 1 1 o 

A diversi per lavoro fatto nelli bastioni come per 

pota « 14 7 IO 



I740 


IO 


'5 


36 


o 





14 


o 





25 


o 






— 300 — 

Per lavoro fatto nella Torre Selniun per nota Ss. 17 21 

Li 21 Settembre — A Padron Gaetano Lampanisì per 

diversi effetti da lui comprati secondo la nota « 437 3 2 

Li 21 Settembre — Consegnati a Michele Velia e 

Pietro Borg della Micabiba in mischiato « 1720 

Li 21 Settembre — Pagati a Padron Giovanni Ve- 
nolini Siciliano per compra di diversi effetti, 
cioè, quintali N. 26-1 -J a Se. 60 il quintale < 

Per due barili olio a Se. 1 8 4 

Per sei barili allonga a Se. 35 « 

Al signor Filippo Castagna prima di sua partenza < 

Li 21 Settembre — Consumati per uso delli SS. Uffi- 
ziali Portughesi in caffè, zucchero, cioccolata, 
malattia, deserte, ed altre spese minute non 
messe nei conti in tre mesi continui « 200 o 

Li 21 Settembre — Pagati ad Antonio Caruana guar- 
diano di S. Paolo per spesa' nel Porto di S. 
Paolo per li soldati Inglesi e Portughesi « 37 6 

Li 21 Settembre — Al signor Giovanni Azzopardi 

altro guardiano per simili spese « 49 o 

Li 21 Ottobre — Spesi per risarcire la strada di S. 

Paolo a Mare < 39 9 5 

Li 21 Ottobre — A Mro. Michele Cachia Capo del 
Zeitun, e suo compagno per spese fatte in Cor- « 
radino come per ricevuta 200 o 

Li 21 Ottobre — Pagati per j)rezzo di formaggio di 

Morea quintali 1 1 a Se. 24 « 264 o 

Li 21 Ottobre — Pagati per prezzo di R. 70 carne 
comprata da Paolo il macellaro per l'Inglesi per 
poliza « 23 4 

Li 21 Ottobre — Spesi in Barche, e Calessi per por- 
tarmi dagl'Inglesi, Portughesi ed altrove « 100 

Se. 4623 7 12 



GENERALE EMMANUELE VITALE, 

Da quadro presso la Sig''»- Ved, Gatt. 



— 301 — 

Bilancio 

Deve^Dati per Introito come in questo al foL... Se. 10597 5 3 
Avere — Dati per esito per compra come al fol.... scudi 

Se. 6724 4 o 

Più per [^ Se. 11347 li 2 

Esito diverso 

come al fol.... 4623 7 12 

Bilanciando l'Esito coU'lntroito risulta creditore Se. 750 6 9 



Emmanuele Vitale (i). 

Avendo Noi Deputati del Governo della Città Notabile visto ed 
esaminato li Conti sopra inserti col loro Bilancio, come sopra si vede, 
e quelli calcolato ed incontrato le partite dell'Esito colle giustifica- 
zioni esibiteci abbiamo quelli ritrovati giusti, fedeli, e legali. E per- 
tanto quelli accettiamo in tutte le loro parti, e partite portati nell'In- 
troito, ed Elsito facendogli quittanze finali, generali, e generalissime. 

Dato nel Palazzo di Nostra Residenza. 

Oggi li 6 Febraro 1799 L. >f| S. 
Conte Manduca — Conte Ferdinando Theuma — Marchese V. Depiro. 



(i) A 19 Maggio 1800 il congresso dietro relazione dei B. Ca- 
raffa, M. Cachia, e S. Curso esaminati ulteriori conti del Vitale lo 
accreditava, in Se. 2746; ed a 17 Ottobre 1801 gli si dava il bilancio 
dovuto. 

11 Vitale dal Cap. Ball in una lettera confidenziale dei 30 Nov. 
1788 al Nelson è dipinto quale cattivissimo amministratore, di poca 
salute, ambiziosissimo e turbolento. Ma dobbiamo dai susseguenti fatti 
ritenere che una più vicina e lunga esperienza avuta del Vitale e del 
paese, di quella {x>ssibil mente potuta formarsi da sulla sua nave 
X Alexander j lo abbia fatto mutare dall'opinione instillatagli forse da 
Ijersone gelose del comando, e di cui il Vitale non consentiva di 
essere subalterno. 11 Ball infatti a 17 Gennaio 1799 scriveva al Vitale 
4c Signore, l'unico motivo che io ho di differire l'attacco di Cotonerà 
è la mancanza di energia mostrata dalle truppe maltesi. Vari dei capi 
me lo hanno indicato. Desidererei che voi vi guidate dal vostro giu- 
dizio. Voi avrete la mia approvazione. Voi conoscete meglio il carat- 
tere dei vostri concittadini, e perciò dovreste conoscere quando 
cogliere il momento buono per condurli alla vittoria. Appena il cap. 
Vivion mi scriverà, io sbarcherò colla mia gente j)cr cooperare con 
voi. Dio vi prosperi, mio caro generale.» E più tardi a 29 dello stesso 
mese scrivendo al Nelson, quasi per iscusarsi che lo scacco ideato 



— 3Ó2 — 

Avendo pertanto io suddetto, ed infrascritto Notaro attentamente 
esaminato li suddetti conti, e non ritrovandoli né abrasati» né laceri, 
né viziati, né in parte alcuna sospetti, ho quelli transuntato, e regi- 
strato nei miei atti senza aggiungere o diminuire cosa alcuna, ma in 
tanto, e per tutto come sopra si contiene. E ciò ad effetto di poter 
dalla copia del presente transunto tanto detto Signor Esponente, che 
tutti quelli possano mai avere interesse, prevalersi in ogni futuro 
tempo, e non altrimenti. 

Onde a futura memoria, ed a petizione di detto Signor Espo- 
nente ho fatto, e stipolato il presente transunto in Malta, ed in questa 
Città Notabile presenti gl'infrascritti testimoni. 

Emmanuele Vitale — Io Feliciano Fiott del fu Emmanuele della 
Valletta testimonio — Io Pietro Camilleri del fu Paolo testimonio. 



contro i Francesi di Valletta e da lui annunziatogli il 6, era andato 
fallito, buttando la colpa nella mancanza di spirito d'intrapresa e 
coraggio nei Maltesi, dice « Noi stiamo per fare un altro tentativo: 
assalteremo la Cottonera appena il General Vitale avrà completato 
la formazione dei corpi che io gli ho suggerito di levare > ; cose 
che indicano che il Ball cominciava a riporre fiducia nel Vitale. Infatti 
appena insediatosi in Valletta lo nominava luogotenente della Sen- 
glea ; ed avuta la medaglia d*oro a 9 Febraio i8oi lo si vede nomi- 
nato governatore (col salario di £ 200. Lctt. del 20 Ottobre 1801) 
e soprintendente e capo di Sanità al Gozo. 

Il Governatore delle Isole Malta e Gozo 
Volendo rimunerare il zelo e sincero affetto verso la Patria col 
quale voi Emmanuele Vitale vi adoperaste nel decorso dell'insurrezio- 
ne fatta da fedeli Maltesi contro l'invasori ed oppressori nemici; E nel 
tempo istesso dare al publico un segno di nostra gratitudine e ricono- 
scenza al merito vi nominiamo e creamo nostro Luogotenente e Mini- 
stro per eseguir gli nostri ordini ed in vigliare sulla condotta e buon 
ordine degli abitanti della Città Senglea dandovi a tale effetto tutte le 
facoltà necessarie ed opportune; con quelli emolumenti che da Noi in 
appresso saranno stabiliti. Dato nella Valletta, e nel Palazzo di nostra 
residenza li 12 Settembre 1800. Alex. J. Ball. 

L'Udre. Cutajar Seg. di S. E. 
(Gli origmali delle nomine del Viiale sono al Museo di Valleiia). 

Sempre in riconoscimento al merito si passava a Candida sorella 
del Vitale, alla di lui morte, una pensione di scudi io mensili (Lett. 
del 30 Marzo 1803) poscia aumentati a 20 per ordine del 30 Gennaio 
;8o4. {Ordini orig, 1802-07 nel Uff, Ricev, Generale), 



— 803 — 

Il Campo di S. Giuseppe sembra di esser stato costretto a ricor- 
rere quasi da princif)io a prestiti come scorgesi tra altri dagli atti del 
Not. Gregorio Mifsud che a 17 Settembre 1798 rogava per il Gene- 
rale di S. Giuseppe il contratto per scudi 200, e giorni dopo questo 
altro : 

A dì 26 Settembre della Seconda Indizione 1798. 

Il Rev. Sig. D. Salvatore EUul del fu Giovanni, il Sig. Perii. Dr. 
Giuseppe Casba, il Sig. Ch. conjugato Grazio Ellul del fu Giuseppe e 
maestro Andrea Borg del fu maestro Giuseppe di questo Casal Luca 
da me Notaro infrascritto conosciuti presenti innanzi a noi inter- 
vengono nel presente istru mento come speciali commissari deputati 
ed eletti dal generale in capite del Campo San Giuseppe spontanea- 
mente ed in solidum obbligandosi l'un per l'altro spontaneamente 
dissero d*aver avuto e ricevuto dal Signor Cho. Luca Zammit del fu 
Cho. Gregorio di Casal Haxack assente la somma di scudi cento. 

Si dichiarano li medesimi debitori in solidum come sopra, con- 
forme s'obbligano di dover detti 100 applicarli nell'attuali necessità ed 
alimenti del Campo Patrio a tenor delle circostanze presenti riservan- 
dosi le loro ragioni a suo tempo contro chi de jure apparterrà.» 

Intanto al Caruana come Capo del Campo di S. Giuseppe si 
dava dal Congresso a io Marzo 1800 la quittanza dei conti in seguito 
alla relazione dei deputati la quale sebbene concisa non manca d'in- 
dicarci alcuni cespiti e ammonti di spese. 

Eccza. ed 111 mi. Signori, 

Incaricati da V. E., e da questo Congresso d'esaminare li conti 
che rende il Revmo. Sig. Canco. Caruana abbiamo l'onore di riferire, 
come verificati li tre conti e giustificazioni esibitici abbiamo con 
nostra somma soddisfazione rilevato, che tutte le partite di conside- 
razione canto nell'introito come nell'esito dei suddetti tre conti restano 
pienamente giustificati da ricevute, e documenti superiori ad ogni 
eccezione ; perciò esaminato il primo conto consistente in denaro 
avuto in deposito contante nella somma di Se. 43332.3.1 e di 
40551. IO. 13 dal suddetto Signor Canonico restituiti a diversi pro- 
prietari del medesimo denaro depositato, risulta per questo primo 
conto debitore nella somma di scudi 2780.4.8 — Per il secondo conto 
poi de' cotoni di Levante ricevuti da diversi particolari, e dal Signor 
Canonico convertiti in denaro alla somma di scudi 11 773.6.3 rimase 
creditore in denaro alla somma di scudi 2363.2.13. — finalmente per 
il terzo conto delle diverse derrate introitate da diversi troviamo mon- 
tare l'introito a Se. 24851.5.6 e le partite di esito a Se. 25899.4.14 ; 
per il qual conto è creditore in scudi 1047. 1 1.8. 



— 304 — 

Ciò posto avendo noi calcolato il dare coli' avere troviamo che il 
Signor Canonico spese più delle somme introitate scudi 630. 9. 13; la 
qual somma dice provenire da alcuni piccoli guadagni avute sulle 
monete forestiere. Onde siamo di sentimento che detti conti si deb- 
bano accettare per buoni e validi e che gli sia data la quìttanza dei 
medesimi conti per sua quiete. Questo è quanto ci diamo l'onore di 
far presente all'È, V. ed a questo congresso in adempimento della 
commissione addossataci, e con tutto l'ossequio ci diamo l'onore di 
protestarci. 

Malta, li 3 Marzo 1800. Umi. e Devmi. Servitori, 

Par: Salv. Curso, 

Emmanuele Vitale, 

Dr. Enrico Xerri. 

La Cattedrale soffrì la perdita delle rendite dei vari canonicati 
vacanti^ figurò colle contribuzioni personali dei canonici ed oltre 
altri doni fece le elargizioni accennate dai seguenti estratti. < Item 
Dominica prima mensis Octobris ejusdem anni 1799 die vero sixta 
praedicti mensis post completorium. Revmus. D. Cancus. D. Joseph 
Farrugia Procurator dixit : — Revmi. Signori, La tenda della porta 
maggiore di questa chiesa è resa inservibile, onde sono di senti- 
mento, qualora piacerà alle SS. VV. Revme. di darla per uso alli 
poveri infermi commoranti nel Convento di S. Domenico. 

Inoltre avendo le SS. Vostre Revme. deliberato di darsi men- 
sual mente scudi quindici a favor dello spedale dei poveri sono di 
sentimento che si accresca la mensualità di altri scudi cinque, che 
faranno scudi venti, e ciò per mesi sei. 

Revmi. DD. Capres. audita dieta propositione decreverunt tradì 
praedicto Hospitali scuta viginti quolibet mense et velamen supra- 
dictum. Unde ecc. 

Extractum ex suo originali. 

Datum Melitae in Aula Capitulari hac die 9 Februarii 1879. 

J. B. Archipres. De Lia Archiviarius 

Sacerd. Joseph Maria Cachia dictaì 
S. Ecclesiae, ejusque Revmi. Capii. Cancellarius. 

Die 23 Martii an 1800. 

Tandem insurrexit Revmo. D. Can. D. Xaverius Caruana uti 
procurator hujus S. Cath. Ecclesiae et dixit : 

Revmi. Signori, 

Essendo state fatte varie spese dal Revmo. Signor Can. Peniten- 
ziere Dimech di buona n^emoria a mio nome nell'accomocjatura della 



— 305 — 

Strada di Ghain Rihana col consenso dei Si«L»fnori Canonici ])restato, 
come richiedevano le circostanze dei primi tem[)i della j>n^sent(.' rivo- 
luzione in sacrestia di questa S. Chiesa, in roinmoHo del Popolo che 
doveva tras}X)rtare dal Porto di S. Paolo i viveri necessari, e le muni- 
zioni di guerra che ci favorirono le potenze alleate : domando ]>erciò 
dalle SS. Loro Revme. la necessaria approvazione delle suddette 
spese. 

Et Revmi. DD. Capitulares audita praedicta propositione una- 
nimi ter adprovaberunt expensas erogatas prò etfectu contento in dieta 
propositione. 

Conti del Capo del Battaglione di Birchircara. 

OrRÌ li 7 Luglio 1800. 

Radunati i Signori Rappresentanti in Congresso presiedendo Sua 
Eccellenza il signor Governatore li signori tre commissari eletti gi.^ 
nominati per esaminatori dei conti deiraniministrazione fatta dal Sig. 
Vincenzo Borg qua] Capo del Battaglione di Birchircara hanno pre- 
sentato e letto la qui sottoscritta relazione. 

Eccellenza, ed Illmi. Signori, 

Incaricati dairE. V. e da questo Congresso di esaminare il conto 
che rende il Signor Vincenzo Borg Rappresentante di Birchircara, e 
Capo , del Campo del Gharghar (i) dalli 2 Settembre 1798, primo 
giorno della Rivoluzione, fino li 31 Gennaio 1799; e dalli 25 Maggio 
fino li 19 Agosto del medesimo anno, essendo stata interrotta la di 
lui amministrazione dal primo Febbraio fino li 21 Maggio attesa la 



(i) Nota delle persone che sono in servizio del Camjìo del Ghar- 
ghar (e del) pane e suo costo, che si da giornalmente alle 
persone. 

Battaglione di Fucilieri No. 401 a tar. 2 io l'uno se. 83 6 10. 

Ajutante del Campo No. i a tar. 5 se. 5. 

Artiglieri per 6 pezzi di cannone No. 60 a tar. 3 io l'uno se. 176. 

Gente alla riserva e guardia al Campo compresi 2 corridori l'uno per 
il Campo, l'altro per la riserva, due armieri, un ferraro, il cap- 
pellano del Campo: No. 26 a tar. 2 io l'uno se. 5 5. 

Presi della gente dall'assalti e sortite dei nemici No. 30 a tar. 2 Tu no 
scudi 5. 

Per l'ammalati No. 27 a tar. i l'uno scudi 2 3. 

Per le matrici dei figliuoli dell'Ospedale No. 28 a tar. i l'uno se. 2 4. 

Per li figliuoli travagliati nella strada No. 8 a tar. i io l'uno se. i. 

Totale Se. 117 5 io, 

39 



— 306 — 

malattìa che sofferse, abbiamo l'onore di riferire, che verificato l'In- 
troito fatto dal predetto Signor Borg si è trovato ascendere a scudi 
29,230 IO 6: proveniente in quanto a scudi 30 dalla raccolta fatta 
nel primo giorno in Casale : se. 8,674 2 11 da diverse somme con- 
tribuite dagli abitanti di Birchircara per il Battaglione: se. 7,654 io i 
dalla vendita fatta al pubblico di pane, e frumento: scudi 877 dal 
costo del frumento somministrato da alcune persone: scudi 9,186 8 
frumento comprato a credito: scudi 6,075 importare dell'orzo, pari- 
mente comprato a credenza: scudi 3,596 3 6 dal conto del meschiato 
fornito al Battaglione dai Gabellotti: scudi 36 2 orzo dai medesimi 
contribuito: scudi 855 2 7 carrube prese da più contadini: scudi 444 6 
da commestibili comprati a credito per la razione dei soldati: scudi 
285 9 paglia, legna, e carbone: scudi 271 somma che dai periti è stato 
stimato ascendere l'importo di 60 alberi di mandorla, ed infruttiferi 
fatti svellare d'ordine del Signor Rappresentante da diversi terreni, e 
giardini, in assoluta mancanza di legna d'abbruciare: se. 686 9 17 
da differenti generi ricevuti, e finalmente scudi 677 io 19 da una 
partita di cottone che trovavasi in potere di esso signor Borg prima 
della Rivoluzione appartenente al signor Cherubino Grossi, che le 
circostanze calamitose, nelle quali si trovava nei primi tempi il Batta- 
glione lo costrinsero di convertire in denaro. Passati all' esame 
dell'Esito, l'abbiamo trovato ascendere a scudi 63,240 619 composto 
delle seguenti dettagliate partite cioè, scudi 29,912 frumento, ed orzo 
comprato per il Battaglione, parte del quale è stato venduto al pub- 
blico: scudi 3,353 9 somma pagata per nolo del frumento, ed orzo 
comprato, spese di misuratori, e porzione di trasporti, avendo il Sig. 
Borg la maggior parte dei trasporti suddetti pagati con pane: scudi 
8,842 o 3 spese nelle compre dei commestibili per la razione giornale 
de' suoi soldati: scudi 910 per carne: scudi 197 4 di muro fatto fabbri- 
care della grossezza di 4 palmi, con una porzione di banchine; per la 
Trincea ta Mrabat per mortari con due trogli a prova di bomba: due 
altre Trincee una ta Scinini e l'altra ta Scale Cappara; la gran Trin- 
cea del Gharghar, e quella ta Chemmuna ; un carro nuovo per uso 
dei trasporti dei cannoni ; manifattura di 900 scartucce di cannone, 
e per 350,000 di fucile; regalo alle persone, che raccolsero le palle 
di Cannone tirateci dai nostri nemici e per gratificazione data al 
Segretario, Notaro e Scrivano per i loro servigli prestali per tutte 
queste operazioni fatte. Non sarebbe certamente stata sufficiente la 
somma, che abbiamo indicata, se il signor Borg non avesse pagato la 
più parte dei lavori con pane, e con scudi 20,214 7 4 importo del fru- 
mento, orzo, meschiato ed altri generi, che ricevette senza sborso 
alcuno di denaro; e son ivi comprese molte altre spese, ma come sene 
dato Introito per maggior chiarezza del suo conto, così deve dar- 



VINCENZO BORG, " BRARET ■' 
dal busto in creta presso D. G. Sarti 



J 



— 307 — 

sene Esito per la ragione, che tutto servì al consumo giornaliero del 
Battaglione e fu parte venduto al Pubblico. 

Verificato minutamente quanto fin ora abbiamo dettagliato colle 
rispettive ricevute esibiteci, si è rilevato calcolato l'Introito coll'Esito 
rimanere il signor Rappresentante Borg creditore di se. 24,009 813. 

Sebbene l'Esito ascende a se. 63,240 619 non è però questa 
somma il consumo fatto pel mantenimento del Battaglione. Per rileva- 
re la spesa fatta per il medesimo si devono scemare dall'Esito la som- 
ma di se. 7,564 IO I delle carrube distribuite ai poveri, esc. 910 spesi 
nelle differenti fortificazioni fabbricate, ed altre spese in questo articolo 
specificate, onde ne risulta la spesa del Battaglione ascendere a scudi 
53,910 6 17. E se si avesse potuto calcolare il pane dato in compenso 
o dei lavori fatti nelle trinciere, dei trasporti, e delle giornaliere 
carità, si vedrebbe chiaramente, che il Battaglione consumò molto 
meno della somma sopra descritta. Vi si osserva anche, che in dedu- 
zione della spesa fatta si devono scemare scudi 1,212 6 importo di 
salme 15 frumento e 50 d'orzo, che lasciò li 31 Gennaio in riserva 
il s'gnor Borg agli altri amministratori. 

Non tralasciamo di far presente l'osservazione, che il signor 
Borg ci pose sotto gli occhi cioè che la spesa fissata al presente per il 
Battaglione è di scudi 4290 al mese per soli 500 uomini, e che la 
spesa da lui fatta per 1000 montava a scudi 6,738 circa per mese ; 
dal che si ricava chiaramente la sua onestà ed economia. 

Crediamo essere nel dovere di far partecipe all'È. V., ed a questo 
congresso, che avendoci il signor Borg fatto leggere diversi attestati 
sottoscritti da una quantità di persone, che sono stati testimoni della 
sua condotta, abbiamo con nostro piacere rilevato lo zelo, ed attività 
per il servizio ; la compassione avuta per i poveri, costando, che per 
soccorrerli, fece un consumo non indifferente di pane, carrube, ed 
altro ; avendo anche trattati ugualmente tutt'i ragazzi figli dei soldati 
che si trovavano in bisogno. Inoltre ci esibì un'altro attestato, dal 
(juale risulta che mai amministrò solo, ma che tutte le incombenze 
deiramministrazione furono esercitate unitamente a quelle persone 
scelte dal popolo per subalterni dell'impiego. Finalmente facciamo 
presente, che il signor Borg dice d'essersi in diverse volte prestati 
scudi 11,000 circa, che fanno parte del presente suo credito, per la 
quale somma è tenuto di pagare scudi 6 p. o/o l'anno Ci). 

(i) In tali conti e somme non si comprendeva quanto del suo 
vistoso patrimonio il Vincenzo Borg del fu Aloisio spandeva a bene- 
ficio del suo comando. In vero da lettera di Governo, 21 Maggio 
1835, appare che il Borg a quella data reclamava se. 24,000 a titolo 
di rimborso di somma equivalente, sborsata all'epoca della Campagna 



— 308 — 

In vista di tutto ciò siamo di sentimento, che il suo Conto sia 
accettato dall' E. V. e da questo Congresso per buono e valido. 
Quest'è quanto, in adempimento della commissione avuta, crediamo 
dover relatare, mentre con tutto il rispetto ci protestiamo. 

Di V. E. e delle S. S. loro Umi. e Devor. Servid. 

Dr. Enrico Scerri, Notaro Francesco Siilv. Zarb, Michele Cachia. 

In vista alla quale relazione tutto il Congresso ha stabilito, che 
detti Conti, copia dei quali è stata a me segretario consegnata per 
conservarla, debbano accettarsi per buoni, giusti e validi, quittando il 
detto signor Borg della sua amministrazione nella maniera e forma da 
essa relazione espresse. » 

Inoltre dagli atti del Notaro Vincenzo Allegretto in data dei 5 
Ottobre 1798 apj)ariscono vari possidenti quali garanti per date 
somme del complessivo ammontare di scudi 1,600, che il suddetto 
Borg aveva necessità di mutuarsi per il servizio del Battaglione di 
Birchircara ed in conseguenza a 12 dello stesso mese il Barone 
Gaetano P'ournier gliene prestava scudi 550 ; e non bastando essi, a 
28 Novembre altre persone garantivano nuovo prestito per un ulte- 
riore ammonto di scudi 900. 



Maltese. Ci induce a dar credito a tali reclami un attestato giu- 
ramentato di rispettabili persone ricevuto dal Notaro Vincenzo Alle- 
gretto a 6 Ottobre 1800 che c'informano di aver avuto il Borg del 
suo nella grande casa a Birchircara per 170 quintali di cotone in 
lana e in cotone filato e che ne lo permutò con frumenti parte in Mal- 
ta e parte in Sicilia e con orzo a mezzo del Barone Frangipane di 
Licata per servizio del Battaglione. Si atferma anzi che più tardi il 
Borg vendette il proprio bestiame e contrasse debiti personali per 
sostenere il battaglione di cui era capo ìnsin dal 2 Settembre. Ebbe 
pertanto egli la soddisfazione, insorti dei dissapori nel campo del 
Ciharghar, di vedersi confermato dai comandanti e dal battaglione a 
loro capo una seconda volta a 2 Gennaio 1799, come lo dimostra un 
aj)posito transunto nei detti alti Allegretto a 3 Gennaio 1799, e a 13 
dello stesso mese di vedersi unanimemente eletto a rappresentare il 
Casal Birchircara al Congresso. (Vedi app. 24). Nato egli nel 1771 
moriva di 68 anni a 18 Luglio 1837, ottenendo sepultura nel bel 
mezzo della Collegiata del suo paese, da lui beneficata. Luogotenente 
di Birchircara alla resa della Valletta per malintesi col Ball, non 
amico dell'Eton, veniva sostituito per decreto degli 11 Gennaio 1804 
da Gregorio Gatt dopo un accusatorio discorso di Sir A. Ball dinanzi 
gli amministratori dei^ beni publici. Borg si difese presso il Seg. di 
Stato. Riconoscevansi tuttavia i suoi meriti, prima colla decorazione 
della medaglia d'oro prò patria consegnatagli a 9 Febraio j8oi e 



— 309 — 

Le spese incorse dal Battaglione dei. Zurrico quittate. 

« Eccellenza ed Illustrissimi Signori, 

Essendosi degnata V E. V. e questo Congresso d'incaricarci 
[>er Tesarne del conto che rendono li signori Rappresentanti e Prov- 
veditori del Battaglione di C. Zurrico dalli 25 Settembre 1798 a 
tutto il 31 Maggio 1800 abbiamo l'onore di riferire come verificato 
il detto conto colle giustificazioni esibiteci, si è rilevato che le partite 
di considerazione sono corredate con ricevute, e documenti validi, per- 
ciò passando allo introito Tabbiamo trovato ascendere a Scudi 
91360. o. 8 provenienti in quanto a Scudi 10400. o. 5 dalle contri- 
buzioni fatte (dai cittadini) ; Scudi 1627. 2 da altre simili contribu- 
zioni ; Scudi 3346 gabelle riscosse appartenenti a persone di città ; 
Scudi 15483 ricevuti dall' Plccclienza Vostra : Scudi 697. 8 io pari- 
menti esatti dall' E. V. per la batteria di Bin Ghisa ; Scudi 772. 4 
diritti avuti per la stampa del pane, altre sulle botteghe e per con- 
danne e pene ; Scudi 3006. io per frumento venduto ai fornari per 
fare il pane per il publico ; Scudi 28049. 3 per altro frumento ven- 
duto ai fornari, che servivano col pane il Battaglione ; Scudi 1793. 4 
altri diritti di stampa sul pane consegnato dai fornari per il Batta- 
glione, e finalmente Scudi 26122. 4 per il frumento ed orzo venduto 
al publico. 

Indi venuti all'esame dell'Esito montante alla somma di Scudi 
89479. 4. 6 abbiamo rilevato che proviene in quanto a Scudi 
55031. I. 7 dalle spese fatte per il companatico, ed altro necessario 
al mantenimento e sussistenza del Battaglione: Scudi 422. 11. io dal 



poscia nel Febraio 1833 coll'ascriverlo cavaliere dei Santi Michele e 
(iiorgio. Dai documenti che publichiamo sparsi nell'appendice egli 
apparisce uno dei più grandi fautori e patrocinatori della dedizione di 
Malta all'Inghilterra. Di lui l'Eton, scrivendo a Cooke sottosecretario 
di Stato a 27 Giugno 1809, tesse l'elogio « when I left (Malta in 
1803) he was the confidential counsellor of Sir A. Ball... Sir Alexan- 
der's letters to him on bis arrivai at Malta, show that he considered 
hini as the most importane person in the insurrection... he nou is a 
man of the strictest honour and probity, of the most virtous life... He 
is a steady friend to bis Majesty's government, at the same time he 
is a zealons defender of the legai rights of the Maltese... » Afr. Eion's 
vindication of his public conduci. Ijjndoìi 1801, H. Reynell Printet 
No. 2/ Piccadilly p. j & 4. Esiste manoscritto del Borg con una 
minuta relazione delle circostanze dell'epoca, e fu già in possesso 
del Direttore del periodico maltese La Rivista nel 1846, e da me 
veduto dieci anni addietro, ma oggi non mi è riuscito rintracciarlo. 



— 310 — 

denaro pagato ai fornai per la manifattura del pane dei primi tempi 
della rivoluzione ; Scudi 33560. 7. 9 dal denaro dato ai fornari in 
soddisfazione del pane somministrato al Battaglione ; Scudi 134. S 
dalle somme contribuite per il mantenimento degli alunni, e Scudi 
330 dalle spese straordinarie fatte. Dal che ne risulta calcolato l'in- 
troito coll'esito rimanere l'amministrazione debitrice il io. Giugno 
anno corrente di Scudi 1880. 8. 2. Pertanto siamo di sentimento 
che detto conto debba essere accettato da V. E. e da questo con- 
gresso per buono e valido ; non tralasciando di lodare lo zelo, atti- 
vità e puntualità del signor Rappresentante, e suoi Provveditori che 
in mezzo ai torbidi tempi hanno saputo ccmservare il buon ordine 
nella loro amministrazione. 

Questo è quanto abbiamo l'onore di riferire all'È. V^ ed a questo 
congresso e con tutto l'ossequio ci diamo l'onore di protestarci. 
Di V. K. e delle S. S. Loro 
Li 2 Luglio 1800. 

Umil. Dev. Servi veri 

Sac. D. Piktro Mallia. 
Dr. Gius. Cash a. » 

Omettiamo di riportare i conti degli altri battaglioni e terminano 
coi seguenti per mostrare che tutti agivano conformemente ai pre- 
cedenti : 

« Noi sottoscritti Deputati Proveditori del Battaglione Ci- 
di a, (t), ed ali ri volontari sottoscritti tanto a nome proprio conio 



(i) Dal seguente quadro rilevasi quanta spesa era necessaiia per 
il mantenimento di tutta la milizia Maltese. « Ristretto delle spese 
giornaliere per mantenimento dei Battaglioni di tutti li Casali giusta 
la nota data dai rispettivi Capi d'ogni distretto come segue : 
Città Notabile e C. Dingli : per soldati e per compa- 
natico olio trasporti ammalati inclusa la spesa 
per l'ospedale generale di S. Domenico per un 
giorno Se. 153 7 9 

Casal Zebbug : per pane olio companatico trasporti 

ed ammalati per un giorno « 105 5 - 

Terra Birchircara : per mantenimento di soldati 

come sopra : e delle Trincee « 146 o o 

Casal Luca : per mantenimento di soldati come 

sopra ogni giorno « 32 S 12 

Casal Sah : per mantenimento come sopra « 1845 

Casal Tarscien : per mantenimento come sopra e 

Trincee * 40 o 

Casal Hasciak : per mantenimento come sopra < 43 2 r^ 



— 311 — 

anche a nome di tutto il popolo possicltMite della Gudia secondo l'or- 
dine del Cìenerale di tutti li Battaglioni prendiamo ad imprestito ed 
inlatti riceviamo da padron Andrea Falzon del fu (iiuseppe Scudi 
1300 consistenti in piastre di Spaj^na No. 320 valutandoli a tari 28 
l'una, ed il resto moneta corrente all'etietto di provvedere il vitto 



« 


160 


11 


7 


« 


669 


9 


IO 


« 


18 


6 





« 


II 


4 





« 


48 


6 





^ 


6 


II 





< 


53 


6 





« 


IO 








« 


16 


IO 


IO 


4C 


156 


II 





« 


61 


I 


3 


« 


32 


8 





« 


18 


12 


15 



Casal Crendi : per mantenimento come sopra Se. 74 5 

Casal Zeitun : per mantenimento dei soldati e spese 

del Porto di Marsascirocco e Trincierc 
Casal Zurrico : per mantenimento come sopra 
Casal Lia : per mantenimento come sopra 
Casal Balzan : per mintcnimento come sopra 
Casal Sigtjieui : per mantenimento come sopra 
Casal Chircop : ptT mantenimento come sopra 
Casal Musta : per mantenimento come sopra 
Casal Gargur : per mantenim::^nto come sopra 
Casal Micabiha : per mantenimento come sopra 
Casal Zabbar : per mantenimento di soldati e Trìn- 

ciere 
Casal Curmi : per mantenimento come sopra 
Casal Gudia : per mantenimento come sopra 
Casal Attard : per mantenimento come sopra 

Tutte le dette spese ascendono per un solo giorno Se. 1565 11 12 
FVr ogni mese a « 4^>972 o o 

Non incluse le spese della costruzione delle Trinciere ed altre 
cose straordinarie ed eccezionali. » fJ/ss. lìfocco 7ieir Archivio della 
Catledrale). 

Che le cose non si facevano alla carlona lo dimostrano i ricevi 
che si rilasciavano ]>er ogni operazione. Ad (^scmpio i seguenti : 

Li 12 Luglio 1799 — Dichiaro io infrascritto d'avermi avuto e 
ricevuto dal (joverno del Zeitun salme orzo centottanta uno, quali 
sono per rata spettante alla Gudia, di quello portato da Sicilia a 
credenza. Dico Se. iHi. Filippo Castagn.\. Prov. 

A di 12 Luglio 1799 — Ricevo dal suddetto Governo per mano 
del fu Gaetano Bugeja, scudi trentaquattro tari otto e grano dieci 
quali sono in quanto a se. 25 altre volte sborsate per li depu- 
tati di Palermo e li altri se. 19 8 io provenienti di quell'orzo trat- 
tenuto per il nolo: in fede dico Se. 34 8 io. Castagna, Prov. 

A dì 20 Gennaio 1799 — Aranci tagliati e presi per servizio del 
Battaglione di Casal Fornaro dal Ciiardino della Illma. Contessa Bo- 
logna — Dozzine cento e quaranta contati dal castaido di V. E. Illma. 

lo D. Bknigno Gauci Prov. del sud. Battaglione. 



— 312 — 

ordinario e discreto del Battaglione finché dura la presente gìferra 
difensiva rispondendo pertanto con lucri di 6 o/o l'anno per lucri 
cessanti e danni emergenti pagabili dopo cessata tale guerra a sem- 
plice sua richiesta. In fede del vero ci sottoscriviamo oggi li 2 
Ottobre 1798 — Giovanni Caruana, Direttore — Giuseppe Velia, Pro- 



Più li 21 Gennaio — numero di dozzine — cento e sei. 
Più li 22 « « « cento, 

l^iù li 23 « « « cento ed otto. 

Più li 24 « « « cento e novanta sei. 

Io D. Benigno Gauci Prov. del sud. Battaglione. 

I ricevi rilasciati ai terrazzani della sola Contessa Bologna per 
quel che somministrarono ai battaglioni non son pochi. 

Li 21 Decembre 1798 e li 23 Aprile 1799 — Salvatore Zammit 
come gabellotto della clausura tal Hacba, al Sr. Salvatore Gafà per 
il Battaglione di Casal Lia. Se. 30. 

Li 2 Giugno 1799 — Salvatore Asciale per clausura tal Hassis al 
Sr. Dr. Giuseppe Casba per Battaglione di Casal Luca. Se. 27. 

Li 15 Agosto 1799 — Francesco Spiteri per clausura di S. Giu- 
liano tal Kirda Filfel e Landar al Casba pel Battaglione di Casal 
Luca. Se. 58 II IO. 

Merangoli dozzine no. 2450 prezzati tari 2 io la dozzina ad uso 
del Battaglione del Siggieui. Se. 510 5. 

Li 13 Febraio 1799 — Gli eredi del fu Antonio Muscat per clau- 
sura Itorbiet ai Signori Gafà e Martino Zerafa per il Battaglione di 
Casal Gargur. Se. 32. 

Li 4 Settembre 1799 — Gregorio Velia come gabellotto della 
Marricata al Signor Felice Calleja pel Batt. della Musta. Se. 70. 

Li 23 Gennaio 1799 — Giovanni Cassar come gabellotto delle 
terre tal Catina pagò al Battaglione di Casal Chircop. Se. 100. 

Li 17 Febraio 1799 — Gio. B. Muscat a nome di suo padre come 
gabellotto di Gnien Hira al Battaglione della Notabile. Se. 158 4. 

E così via fino alla somma di scudi 2,000, nella qual somma 
però appare incluso l'equivalente di due tabacchiere ossìa scatole 
d'oro di figura ovale e rotonda l'altra che la detta contessa D. Maria 
Antonia Bologna agli 1 1 Giugno 1799 per atti del Notaro A. P- 
Spiteri ricuperò dai signori deputati della Città Notabile per il loro 
valore di Se. 228 e tari 9. 

Parimenti del Barone Paolo Seberras Bologna depositario del- 
l'Università della Notabile si hanno le note delle quantità dei frumenti 
ed orzi date dal Gen. 1800 agli incaricati dei Battaglioni. 

{Doc, presso il Conte Sir G. StricÀ'land A'.CJf.G.J, 



— 313 — 

veditore— Sac. Giuseppe Boniri — Giuseppe Raffaele Camilleri — Sac. 
Francesco Caruana. {Dai Lio. Ordini ne IT Uff. Rie, Gen, No. 2/0). 

I Deputati e Proveditori del Battaglione del Curmi ( ossia città 
Finto) per atti del Notaro Ant. Delicata a 18 Ottobre 1798 prendono 
a prestito pel Battaglione Se. 3500; a io Novembre transuntano le 
contribuzioni avute per Tamniontare di Scudi 1965, e contrattano la 
compra di Se. 1800 grano da portarsi da Siracusa ; a 20 Nov. 1798 
nolej^giano lo sciainbecco B. V. delia Margana con stendardo inglese 
ancorato a S. Paolo a Mare e a 2 Decenibre 1798 contrattano per 
compra di altri 2466 se. grano, ed ai 25 Novembre precedente 
s'erano transuntati Scudi 600, di contribuzioni. Chi poi desiderasse 
conoscere più partitamente i contribuenti Maltesi che si son presentati 
nel 1805 per ricevere somme da loro elargite per uso dei Battaglioni 
della Campagna non ha che consultare l'apposito Mss. No. 562 
dell'Archivio AéiV Università conservato nell' Ufficio del Registro 
Publico di Malta. 

Documento ^6, 

Sul fornimento del Battaglione del Gozo troviamo : 

a) Francesco Galea del fu Giuàeppe, Gozitano per la verità 
ricercato attesta con suo giuramento a chiunque sarà per vedere il 
presente da valere si in giudizio che fuori, qualmente nell'insurrezione 
popolare contro il governo francese, il fu Michele Pace del fu Batti- 
stino somministrò al battaglione paesano allora formato in circa a 
se. 800 in grano paesano, meschiato, pane, frutta, carbone ed altro in 
servizio di detto battaglione. E ciò attesta per la gran conoscenza 
che ha del su narrato, essendo egli stato in tal epoca quasi sempre in 
casa, o nel giardino di esso fu Michele Pace* quale suo lavoratore ; e* 
perchè egli non sa scrivere di sua commissione ho fatto il presente. 

Oggi li 18 Agosto 1807. 

Stipe. Isidoro Xuereb di Commne. 

Euerenio Velia del fu Salvatore ì ,, , 

Michele Velia del fu Raffaele - ^"^^'""'^ ^"^"*° •«•"'•'^ 

1- \r 11 j 1 r /- • esser vero. 

Francesco Velia del fu Gregorio ) 

b) Noi infrascritti per la verità ricercati attestiamo con nostro 
giuramento a chiunque sarà per vedere il presente da valere in giudi- 
zio e fuori, qualmente tutte le provisioni necessarie per il vitto che si 
somministravano dai massari, e da altre persone al battaglione for- 
mato in quest'isola del Gozo, in occasione della Rivoluzione Popolare 
insorta contro il Governo Francese, residente allora nel monte t4 

40 



— ai4 — 

Ghelmus, e quindi nel monte ta Har Elma di detta Isola, sotto il 
comando del Revmo. fu Sig. Arciprete Cassar, si consegnavano per 
lo più in mano del medesimo fu Sig. Arciprete Cassar, il quale poi 
distribuiva a suo piacere le dette provisioni al detto suo battaglione, 
ed anche ad altri battaglioni formati allora nei casali di dett' Isola (i). 
E ciò attestiamo per la piena cognizione che abbiamo del su 
narrato, in fede del vero di proprio pugno ci sottoscriviamo in questa 
Isola del Gozo. Oggi li 24 Settembre 1807. 

Io Francesco Cauchi confermo il su narrato. 
Io Gaetano Calleja confermo.il su narrato. 

Firma attestata dal Notaro Felice Calleja melvo. 22 Sett. 1807. 

Felice Spiteri del fu Giuseppe! ambedue dalla regione ta Chcr- 
^_ _ , , r ^ I iCem di questa Isola del Gozo 

Vmcenzo Gatt del fu Carlo j ^ii,,^^,,^ aiiretfanio. 

A mezzo di Stip. Isidoro Xuereb di Commissione oggi li 30 Set- 
tembre 1807. 

Non bastando il numerario ottenuto per provvedere i batta- 
glioni e le Isole di viveri si ricorse alle ipoteche dei beni stabili che 
abbiamo vedute accennate in nota a pag. 256. I cinque villaggi del 
Zeitun, Zabbar, Asciale, Gudia e Siggieui, mediante tal metodo deli- 
berato per loro comune consenso li 24 Dee. 1798, furono i primi a 
procurarsi oltre 4000 salme frumento e 2000 di orzo dalla Sicilia: 
ed il loro esempio ed un'apposita deliberazione del Congresso presa a 
27 Marzo 1799 fini per muovere i più restii ad imitarli. Insin dal io 
Gennaio 1799 il Governo ed i possidenti della Notabile avevan preso 
analoga risoluzione come lo dimostrano i seguenti atti presso il Not. 
•A. P. Spiteri. 

Documento 57. 

A di 20 Gennaio 1799. Corre, la II Indizione. 

Sia umilmente invocato il SSmo. Nome di Gesù. Con questa 
publica scrittura facciam noto, e manifesto, come personalmente costi- 
tuito in presenza di noi Notaro, e Testimonj infrascritti mimi. Sigri. 
Conte D. Salvatore Manduca, Conte D. P'erdinando Theuma Castel- 
letti, Marchese di S. Vincenzo in Castiglia D. Vincenzo De Piro 



(i) Ai Signori Avv. Carlo Emmanuele Palmier, Not. Francesco 
Cassar e Giuseppe Bondi per ordine del Ball dei 21 Aprile 1803 
furon dati scudi 150 a ciascuno in mercede e rimunerazione dell'esa- 
me dei conti delKArcip. del Gozo Cassar in virtù di deputazione fatta 
nel Maggio 1799. (Mss. èio J^ic, Gen), 



— 3iè - 

Gourgion, ed Emmanuelc Vitale, Coni mandante Generale, da me 
Notare conosciuti, intervenendo come Deputati del Governo di questa 
Città Notabile, ed Isola di Malta, ed espongono aver li medesimi a 
nome suddetto sotto li io del corrente mese deliberato di far ipote- 
care tutti li beni stabili esistenti nel distretto, e limiti di questa Città 
Notabile, suo Rabato, e Casal Dingli per portar dalli carrìcatori, e 
scali del Regno di Sicilia li frumenti, ed orzi, ed altre vettovaglie 
espressi in detta deliberazione. Volendo li medesimi Signori Espo- 
nenti rendere per atto pubblico tale deliberazione, essendo già quella 
publicata a suon di tamburro nelle publiche piazze, e nelle rispettive 
Chiese come si ricava dalle fedi de' SS. Farochi originalmente con- 
servata tra queste minute, pertanto hanno esibito a me Notaro infra- 
scritto la suddetta deliberazione originale, ordinandomi insiememente 
di dover detta loro deliberazione transuntare, e ridurre in publica 
forma registrandola nei registri degl'atti miei, e quella poi conser- 
vare tra le minute di detti miei atti. 

Qual deliberazione è del tenor seguente cioè : < Noi Deputati 
del Governo della Città Notabile, ed Isola di Malta, considerando 
esser de venuta ora mai scarsissima in questa Campagna di Malta la 
moneta forastiera, né ritrovando prezzo conveniente dei nostri cottoni 
filati nei carricalori, e scali della Sicilia, e mancandoci altri mezzi 
propri per portare le necessarie provisioni per il mantenimento delle 
nostre truppe, e popolazione, valendoci del dispaccio che adesiva- 
mente alle nostre suppliche, ed adequatamente alle attuali crìtiche 
circostanze si degnò Sua Maestà il Re di Napoli, spedire in data dei 
IO Novembre scorso abbiamo deliberato, che da noi stessi e da tutti 
li possidenti di questa Città Notabile, suo Rabato, e Casal Dingli 
s'obbligassero tutti i beni stabili esistenti dentro il distretto, e limiti 
della medesima Città Notabile, suo Rabato, e di Casal Dingli ad 
effetto di portare da carrìcatori, e scali di Sicilia per mezzo di questa 
ipoteca tre mila salme grano, e mille salme orzo, ed altre vettovaglie 
per servizio di questa popolazione, e suo battaglione. Con questo, che 
dal grano, orzo, ed altre vettovaglie che si porteranno si dovrà pren- 
dere senza danaro quella quantità necessaria per mantenimento della 
popolazione per mezzo delle personne che saranno da noi destinate, 
quali dovranno fare l'obbligazione, che il ricavato di tale vendita si 
dovrà convertire in moneta forestiera per spedirsi da noi colla possi- 
bile sollecitudine a chi ci avrà mandato le provisioni a credenza, ed 
in diminuzione del nostro debito, con promettere noi, e le altre per- 
sone ricche a nome proprio, e di tutti gl'altri possidenti di pagare 51 
saldo di tutte le proviste, che ci saranno spedite dalla Sicilia tra il 
temjx) di mesi sei. 

Bcn'inteso però che tale nostra obbligazione, ed ipoteca s'abbia, 



— 316 — 

e s'intenda fatta con animo espresso di dover indcnizzarci, e rifarci di 
tutte le spese, ed effetti da noi sborsate, e che inseguito della premessa 
obligazione saremo noi rimborsati dalli Beni Nazionali e dello Stato 
ed altri beni publici, e dalli beni acquistati, e che si acquisteranno 
dalla nostra nazione posti in quest'Isola di Malta : Quali beni tutti 
s'abbiano, e s'intendano obligati ed ipotecati per la nostra rilevanza, 
ed indenizzazione per le somme suddette e non altrimenti. 

E per l'esecuzione di questa nostra deliberazione analoga alle 
attuali nostre circostanze, e diretta unicamente alla comune salvezza, 
ordiniamo che questa sia publicata nelle rispettive parrocchie e nella 
publica piazza, ed afilìssa in luogo patente di questa Città, affinchè 
quei che avranno che dire in contrario debbano fra il perentorio ter- 
mine di quattro giorni comparire colle loro proteste nel Palazzo del 
Governo di questa Città, ed innanzi di noi, e non comparendo, né 
reclamando s'intenderanno aver approvata questa nostra delibera- 
zione, e ratificata eziandio Tobligazione ed ipoteca dei loro beni, che 
a nome di tutte le persone facoltose sarà da noi e da altri fatta. 

Dato nel Palazzo del Governo di questa Città Notabile oggi 11 
IO Gennaio 1799. 

Conte Salvatore Manduca — Conte Ferdinando Theuma — Mar- 
chese Vincenzo de Piro — Emmanuele Vitale altro, e Generale Coman- 
dante. 

Ai di IO Gennaio 1799 è stata formalmente publicata la pre- 
messa deliberazione nelle piazze di questa Città Notabile, suo Rabato,. 
e Casal Dingli per mezzo di Felice Micallef publico banditore preco- 
nizzando, e leggendo il magnifico notaro Paolo ElluI attuario pre- 
sente ed astante moltitudine di gente convocata, e congregata a suon 
di tamburro, e la consimile è stata affissata in detti luoghi. A di 13 
detto la premessa deliberazione è stata publicata nella S. Cattedrale 
Arcivescovile Chiesa di questa Diocesi, e nella S. Chiesa di S. Paolo 
fuori le mura della Città Notabile come ci costa dalla fede trasmes- 
saci dal Rev. Sig. Arciprete di detta S. Chiesa Cattedrale, ed insieme 
è stata publicata nella S. Chiesa Parrocchiale di Casal Dingli come 
rilevasi dalla fede del Rev. Sig. Parroco della medesima rimessaci H 
13 di detto mese. Onde. Ita est. 

Not. Alexander Patritius Spiteri Not. Dep. 

Avendo pertanto io suddetto, ed infrascritto Notaro attenta- 
mente esaminato la suddetta deliberazione, e non trovandola né 
aboliti, né lacera, nò viziata, nò in parte alcuna sospetta ho quella 
transuntatu, e registrato nei registri di detti Atti miei, senz aggiun- 



— 317 — 

gere, o diminuire cosa alcuna, ma in tutto e per tutto come sopra si 
contiene inserta, acciò della copia del presente transunto come sopra 
trascritto li medesimi 111 mi, Signori Esponenti a nome premesso, e 
tutti quelli possano mai avere interesse potranno in ogni futuro tempo 
prevalersi, e non altrimenti. 

Onde a futura memoria, ed a petizione, e richiesta delH preno- 
minati Signori Esponenti sottoscritti in detta deliberazione ho fatto, e 
stipulato il presente transunto da valere in ogni futuro tempo, e luogo 
e non altrimenti. 

Fatto, e stip. in Malta, ed in questa Città Notabile presenti gli 
infrascritti testimonj — Sacerdote Fra Matteo Bres testimonio — Chie- 
rico Antonio Cilia testimonio. » 

L'ipoteca dei possidenti del distretto è debitamente transuntata 
dal detto notaro nello slesso giorno 20 Gennaio 1799. 

« Noi infrascritti in seguito della deliberazione delli Deputati 
dell'attuale Governo della Città Notabile, ed Isola di Malta formal- 
mente publicata sotto li io del corrente mese ; in virtù del presente 
Alberano da valere come publico contratto giuramentato, munito con 
tutte le clausule, e cautele, e col patto de non opponendo, e vogliamo 
che il presente Alberano da valere come publico contratto debba 
essere transuntato, e ridotto in publica forma per atti publici, e non 
diversamente obblighiamo, ed ipotechiamo, e ciascun di Noi rispetti- 
vamente obliga, ed ipoteca a nome proprio, e di tutti gli possidenti di 
qutsta Città Notabile, suo Rabato, e Casal Dingli tutti li beni stabili 
esìstenti dentro il distretto della medesima Città Notabile, suo Rabato 
e Casal Dingli a favor di quei Signori Duchi, Marchesi, Baroni ed 
altri Mercanti, Negozianti, e Proprietari, e di qualsisiano luoghi, o 
siano Banchi publici del Regno di Sicilia, che ci provederanno delli 
grani, orzi, ed altre derrate espressi in detta deliberazione per il . 
mantenimento del Battaglione, e Popolazione di detta Città Notabile, 
suo Rabato, e di Casal Dingli per l'entrante prezzo della quantità di 
detto grano, orzo, ed altre derrate. Promettendo di sodisfarli di detto 
prezzo in denaro effettivo, ed in moneta che ha spaccio in Sicilia fra 
il termine di mesi sei. Ben'inteso che l'esportazione delle derrate, che 
ci si daranno, sicconìe pure la trasmissione del danaro dovranno cor- 
rere, e seguire a rischio, e pericolo nostro senz'alcuna eccezione. 

Protestandoci essere devenuti alla permessa obligazione, ed ipo- 
teca a causa delle urgente necessità in cui ci troviamo, e per le cause, 
e motivi espressi in detta deliberazione, e con animo espresso di dover 
indenizzarci, e rifarci di tutte le somme sborsate, e che in seguito 
della premessa obligazione ci rimborseremo dalli beni Nazionali, beni 
dello stato, ed altri beni publici, e dalli beni acquistati, e che si acqui- 



— 81B — 

steranno dalla nostra nazione poste in questa Isola di Malta. Quali 
beni tutti si abbiano, e s'intendano obligati, ed ipotecati per la nastra 
rilevanza, ed indenizzazione per le somme suddette. Con questo però, 
che non ostante la premessa protesta rimaner debba sempre ferma la 
suddetta nostra obligazione, ed ipoteca, e non diversamente. 

In fede ci sottoscriviamo. Oggi li 12 Gennaio 1799. 

Conte Salvatore Manduca — Conte Ferdinando Teuma — Mar- 
chese Vincenzo Depiro — Emmanuele Vitale altro, e Generale Coman- 
dante— r Antonio Manduca — Io Sacerdote Don Giovanni Scicluna per 
rillmo. Signor Barone Alessando D'Amico Inguanez privo di vista, 
e per Tlllma. Signora Baronessa Bonnici sua consorte Donna Maria 
Damico — Barone Gregorio Bonnici Platamone — Angiola Bologna 
Sciberras — Maria Antonia Bologna — Conte D. Serafino Ciantar — 
Marchese Salvatore Angelo Mallia Tabone — Conte Martino Preziosi — 
Io Ugolino Bonnici a nome proprio, e della Signora Eugenia Marno 
mia moglie — Io Giuseppe Pajas affermo — Conte Romualdo Barbaro 
a nome proprio, e della Signora — Giuseppe Alfard — Io D. Antonio 
Borg — Io D. Saverio Velia — Dr. Giuseppe Bonnici a nome proprio, e 
della Signora Maria Bonnici mia madre — Giuseppe Abela — Salvatore 
Bernard Medico della Città Notabile — Dr. Giuseppe Muscat a nome 
proprio, e della Signora Paola mia Consorte, come di Maria vedova 
di Salvatore Muscat, in oggi moglie di Salvatore Darmanin mia 
madre — Dr. D. Giuseppe Bernard a nome del Signor D. Giovanni 
di Costanzo Duca di Paganica di cui sono procuratore ed a nome 
proprio. )► 

Al Governo della Notabile aveva tenuto dietro il Clero, 

€ Noi infrascritti rappresentanti il corpo Ecclesiastico tanto seco- 
• lare come regolare di questa città Notabile, suo Rabato e Casal 
Dìngli, in vista della deliberazione del Governo di questo, rapporto 
all'ipoteca di tutti li beni situati nel Distretto e limiti di detta Città 
Notabile, suo Rabato e Casal Dingli per portare a credito dalli cari- 
catori, e scali di Sicilia li frumenti ed orzi espressi in detta delibera- 
zione già publicata nelle rispettive parrocchie, e nella publica piazza, 
deliberazione analoga alle attuali critiche circostanze di questa Dio- 
cesi, e necessaria alla comune salvezza, essendo la campagna di 
Malta ormai totalmente sprovvista di grano, orzo ed altre derrate, né 
avendo li mezzi necessari per provvedersi ; perciò in forza del pre- 
sente alberano da valere come pubblico contratto giuramentato, mu- 
nito con tutte le clausule, e cautele, e col patto « de non opponendo », 
— di comune consenso — sotto bensì la riserva di consenso, ed appro- 
vazione delli nostri rispettivi superiori, e sotto la condizione infra, e 



— 819 — 

non diversamente aderiamo, e ciascuno di noi rispettivamente a nome 
delli nostri rispettivi Capitoli, Communità, Confraternite, Chiese e 
Corpi Ecclesiastici aderisce alla suddetta deliberazione. E vogliamo 
che li beni delli rispettivi nostri Capitoli, Communità, Confraternite, 
Chiese, e Corpi Ecclesiastici trovano compresi nella suddetta ipoteca 
sotto quelli rilevanze e condizioni espresse in detta deliberazione. Sotto 
parimenti Tinserta espressa condizione, che l'amministrazione delli 
grani, orzi ed altre derrate, che saranno rimesse in seguito della sud- 
detta ipoteca dovrà nominarsi non solo dall'Illmi. Signori Deputati 
del Governo, ma pure da una persona, che sarà nominata dal Rev. 
Signor Provicario col consenso delli Rev. Signori Canonici della S. 
Chiesa Cattedrale di questa Diocesi, quale persona da nominarsi 
dovrà intervenire, assistere ed aver parte in detta amministrazione 
unitamente con detti Signori Deputati del Governo, cosicché nulla si 
p>otrà amministrare, e deliberare senza la suddetta persona da nomi- 
narsi, e non diversamente etc. 

K per l'osservanza di tutto ciò ci sottoscriviamo. » 

Revmi. DD. Capres. prò effectu de quo in eodem Chirografo 
unaniniiter elegerunt et nominaverunt Dom. Commrem. Martinum 
Comitem Preziosi de Suburbio hujus Civ. Notabilis cum omnibus et 
singulis facultatibus prò contentis in eodem chirographo necessarijs et 
opportunis. linde. 21 Marzo 1799. > 

Dei casali tutti di Malta possonsi vedere transuntate le ipoteche 
fatte sia dei beni nazionali esistenti nel distretto di ciascuna terra che 
dei principali possidenti degli stessi nei rogiti dei differenti notari. 
Negli atti di A. P. Spiteri sul modulo di quelli riportati del distretto 
della Notabile a 28 Gennaio 1799 il Net. F. S. Zarb ed altri presen- 
tano quella di Casal Attard, a 22 Marzo il fami. Stanislao Gatt del 
fu Carlo con altri danno l'ipoteca di Casal Curmi, a 30 Marzo 1799 
si legge l'ipoteca del Zebbug ; a 3 Aprile il Parroco Felice Calleja 
transunta Tatto d'ipoteca fatto a 30 Maggio nella terra Musta, e, 
servendosi dello stesso contratto, G. Frendo transunta quello di C. 
Balzan, e G. Abdilla quello di C. Safì. 

A 15 Aprile si leggono quelle del Governo Provisorio ed abi- 
tanti di Gargur e Chircop, mentre quelle del Tarxien, Zeitun vedon- 
sì transuntate per gli atti del Notaro Gregorio Mifsud. Una seconda 
ipoteca fatta da quei di Birchircara leggesi negli atti del Not. Vincenzo 
Allegretto a 6 Luglio 1799, mentre la prima era redatta per gli atti 
Falzon. Quei del Gozo poi rappresentati dall'Arciprete S. Cassar, dal 
medico S. Fenech dall' Avv. G. Griraa e dal Sig. Martino Asciale per 
atti del Not. Giov. Cassar a 25 Dee. 1798 deputavano, prima ancora 
dei Maltesi, il comandante l'avv. Francesco Pace a recarsi in Sicilia 



— à20 — 

con facoltà di ipotecare i beni di quell'Università, pur di ottenere le 
vettovaglie per quelli popolazioni. Il Pace con due contratti stipulati il 
9 Gennaio e 4 Febraio 1799 acquistava viveri del valore di scudi 
36,062 ed e^li rimaneva pleggio ed ostaggio del pagamento. Egli 
otteneva il seguente dispaccio, che vedesi inserto nel contratto dei 
19 Gennaio 1799 negli atti presso il Protonotario della Regia Curia 
di Palermo di proprietà dei Notari Salvatore Giusi no e Romeo Mse. 
Maquis!. 

Documento 5<?. 

«Essendosi da Don Francesco Pace Comandante dell'Isola del 
Gozo e Procuratore dei Rappresentanti il Governo di tutti quegli Iso- 
lani domandato da S. M. la quantità di salme duemila orzo per uso 
e sovvenzione di quegli Isolani, ed attesa l'impossibilità di poter sod- 
disfarne il prezzo di contante a riguardo delle angustie di quella 
popolazione e della deficienza del denaro, chiesto ancora la grazia di 
avere la sudetta rata in credito, compassionando la M. S. il di loro 
misero stato, si è compiaciuta per effetto di sua Regal Clemenza 
secondare tale chiesta, e quindi deviene a somministrare alli riferiti 
Isolani salme due mila orzo di quella quantità, che si trova acquistata 
di suo Real Conto sotto il nome di Don Gaetano Balestrinis al prezzo 
medesimo^ che vien a lui costato; da somministrarglisi salme mille 
cento tredici da Girgenti, ed il resto da Licata in uno o più caricati e 
sopra barche, che saranno veleggiate dal riferito comandante Pace o 
suo commissionato con accordare la M. S. la franchigia del diritto 
della Tratta di Estra Regno, pagando solamente quella di Infra 
Regno, come si prattica per le Università del Regno. Che il prezzo 
di suddette salme due mila orzi sia obligato il sudetlo di Pace tanto 
7iomine proprio, quanto come procu7'atore sudetto pagarlo fra un anno 
da decorrere dal giorno che seguirà il primo caricato, e per la cautela 
dovrà il riferito di Pace, al nome suddetto ipotecare i beni e quanto 
possiedono quegli Isolani ed inoltre tanta quantità di cottone filato 
che dal Regio Segreto di Licata sarà riconosciuta bastevole e suffi- 
ciente a cautelare il prezzo dei suddetti orzi : quale cotone dovrà 
consegnarsi al riferito Regio Segreto di Licata in ogni mese alla ra- 
gione di quintali trenta il mese, da cominciare dall'entrante mese di 
Febbraio in poi, e ciò a proprie spese ed al di loro rischio e pericolo; 
e suddetta quantità di cottone dovrà il riferito Segreto ponerio per 
cautela della R. C. loco pignoris : e quando i sudetti Isolani volessero 
vendere sudetto cottone per loro particolare negozio, e la vendita si 
farà in Sicilia a danaro contante, non possa il Segreto consegnare 
sudetta quantità di cottone venduto se non fosse prima pagato alla 



— 321 — 

R. C. il prezzo d'orzi . Seppero la vendizione si farà altrove, oppure 
in Sicilia con dilazione, allora il riferito Segreto non potrà farne la 
consegna se non precedente sufficiente cautela e plegj[>'eria e colla 
sua responsabilità, onde nel termino prescritto d'un anno v'<*^iisse la 
R. C. intieramente pagata dal sudetto prezzo : Hcn vero, che fatta la 
consegna degli orzi, come sopra tutto il pericolo e rìschio successivo^ 
correr debba a carico delli sudetti Isolani. Tuttociò partecipo d'or- 
dine di S. M. a V. S. perche ilisj)onga il conveniente per la pronta e 
sollecita esecuzione di quanto la M. S. trovasi d'aver risoluto in sollie- 
vo di quegli Isolani, giacché con altro biglietto di oggi ho incaricato a 
Don Gaetano Ballestrini perchè facesse le corrispondenti gire di sud- 
detta quantità d'orzi da luoghi rispettivi a nome e conto del riferito 
Don Francesco Pace Commandante e Proc. dell'Isola del Gozo. » 

Palazzo 17 del 1799. Al tribunale del Real Patrimonio. 

Il Principe di Luzi. 

Pressato sempre dal bisogno di provvedere alla vita della milizia 
e della popolazione il congresso maltese a 4 Marzo 1799 autorizzava i 
capi dei battaglieli a prestarsi denaro al 5 o/o coli 'ipoteca dei beni 
caduti sotto la confìsca nazionale; a 15 Luglio inculcava a capi di 
prendere il superfluo della raccolta dei grani dai coloni di queste 
isole; a 26 Agosto s'appropriava le rendite delle chiese della Valletta 
per uso dei battaglioni; a 30 Settembre e 7 Ottobre regolava una tassa 
pagabile dai bottegai a vantaggio dei battaglioni ; e a 23 Decembre 
autorizzava nuovi prestiti sui beni deir Università della Notabile. 

Ogni sorta di mobili, beni e rendite della comunità maltese furono 
messi a profitto, non ultimo gli argenti ovunque erano reperibili, e 
perfino il vassellame d'argento dell'Ospedale S. Spirito fu ridotto e 
coniato in moneta in sostegno della causa che si combatteva. 



Il fruttato deirassisa, ossia tassa di trasferimento dei beni stabili 
degli Isolani fu il principale (i) cespite donde si rifecero più tardi 



(i) Gl'impieghi e le pensioni date da sulla cassa di Malta dopo 
la resa della Valletta su ricompensa e pagamento dei lavori fatti e dei 
danni patiti furono all'ordine del giorno come appare dai documenti 
sparsi in queste appendici. Eccone altri : « Si diano ad Ignazio Cuta- 
jar scudi sei al mese in contrasegno di gratitudine per li servizi da 
lui resi nel Battaglione di Birchircara sinché sarà provveduto d'un 
impiego in ricompensa. Da Palazzo li io Gennaio 180T. 

Alex. J. Ball. 
A Macaulay Esqr. Treasury. 

Signor Tesoriere Publico del Governo di queste Isole. Pagherà 
V. S. al Signor Cav. Alessandro Giovanni Ball scudi dieci mila valuta 

41 



— 32^ — 

quei che reclamarono il rimborso di contribu^^ioni forzate e di danni 
sofferti in base alle varie prescrizioni del congresso. Il provvedimento 
reso necessario fu causato ancora dall'aver il Regio Commissario a 
14 Settembre 1801 impedito sospeso ed annullato con apposito 
bando le procedure legali che i creditori avevano istituiti contro i 
capi battaglioni. 

Avviso 

S////\-lssisa dei beni stadi/ i. 

Non volendo Sua Eccellenza il signor Commissionario Regio 
veder differita più oltre la reintegrazione di coloro che o han fatto 



di mille lire sterline parte dell'indennizazione dovutagli per le perdite 
dallo stesso sofferta durante il Blocco di questa Piizza, essendo allora 
lui capo dei Maltesi. E ciò a tenor di lettera del Ministro di S. M. 
Brittannica j)resentatami dal detto Signor Cav. Ball. 

Palazzo 21 Ottobre 1801. Il Commissario Civile di S. M. B. per 
risole di Malta e Gozo. Charles Camerox. 

In un ordine del Governo al Gr. Elemosinario Era Antonio 
Biagio del Luglio 1804 a calce di una lista di pensionati e benemeriti 
si legge « Le suddette pensioni sono state assegnate da S. E. il Sig. 
Cav. Ball Comm. di S. M. nel suo ingresso in questa città Valletta 
per i servizi parte prestati da essi e parte da loro mariti e parenti per 
la causa publica, e quantunque il loro assegname^ito sia delle suddette 
rispettive somme ogni Sabato V. S. se più le conviene, potrà fare il 
loro pagamento in quelle date che le vengono più regolari riducendo 
a proporzione le rispettive somme. Alessandro Mac aula v. 

Evvi nota di alcune altre pensioni registrate negli Ordini e 
Decr, 180 1-2 nelV Ufficio Ricevitore Gerì era le, 

« Nota delle Pensioni Secret e. 

Scudi 30 Al Dr. Borg Olivier. 

* 30 Al Comm. Wathour. 

< 30 Alla famiglia Triganza. 
« 30 All'Abbate Savoje. 

« 20 Al Cav. Ginestons. 

« 50 Air Ex Cons. Assenza. 

« 30 All'Abbate Era Emmanuele Ricaud. 

« 20 Al Mag. Emmanuele Gelell. 

« 30 All'Abb. Vinc. Schembri (per mia madre Teresa). 

< 30 Al bali Desbares. 

« 12 Al Parroco della Musta Felice Calleja. 

« 6 A Giuseppe Abdilla. 

4c IO Al Sacerdote Pietro Mallia. 



— 'à'IA — 

delle contribuzioni, o soggiaciuto hanno a dei danni durante il bloc- 
co, ha preso U determinazione di destinare a tale oggetto il dritto da 
antico tempo stabilito della cosi detta Assisa de' beni stabili, che si 
alienano. Ha quindi ordinato al signor Dottor Salvatore Zammit, 
che ha tutta la pratica in tale affare, di attendere all'esazione del sud- 
detto dritto per le alienazioni al medesimo dritto soggette che si 
faranno da oggi in appresso. 

Il danaro a proporzione dell'esazione si dovrà versare nel Banco 
deir Università di (lueste (juattro Città col fissato lucro, acciocché 



Scudi IO Al Notaro Salvatore Zarb. 
« 20 Al Parroco Caraffa. 
« 20 All'Abbate Bellet. 
« 20 Al Cav. Luzy. 
« 20 A Michele Cachia. 
« 15 Ad Angelo Cilia. 
« 30 Al Decano Corogna. 

Dr. Giuseppe Schembri estensore. 
N. B. Queste pensioni sono state continuate e passate nei libri 
delia Tesoreria non più come secrete. » 

Altra maniera di compensi indica la seguente : 

« Al Can. Galea della Notabile, 
Rev. Signore, avendo il Generale Inglese Graham per suo 
maggior diletto e per dar un segno di sua gratitudine al Signor Mar- 
chese Muscati Cassia incorporato al palazzo di detto signor Muscati, 
ove al presente abita esso signor Generale, un piccolo terreno, col 
quale ha reso più commodo e più magnifico detto Palazzo, e quel ter- 
reno è di prebenda canonicale di V^ S. Revma. Mi fo lecito pregarla 
dare il suo consenso anzi cooperarsi perchè si facesse a favor di detto 
signor Muscati una permuta di detto piccolo terreno con altro equi- 
valente ed anche di maggior valore : sotto la riserva già dell'aposto- 
lico beneplacito. La gentilezza di V. S. Revma. mi fa essere certo di 
ottenere senza alcuna difficoltà ciò che le domando in grazia : onde 
anticipandole i dovuti ringraziamenti ed offerendomi prontissimo in 
qualunque occasione ai suoi comandi mi protesto per sempre. 
Di W S. Revma. — St. Antonio li 2 Aprile 1800. 

Vostro affmo. amico Alessandro G. Ball. 
Questo metodo di retribuzione ci richiama gli assegnamenti 
fatti dai Francesi ai benemeriti o traditori al loro impossessarsi di 
questa isola da sui beni nazionali, quali quelli di scudi 3000 al princi- 
pe Camillo Rohan, 3000 al Console Caruson, 6000 a Regnaud de St. 
Jean d'Angely, 3139 al Console Fremeaux. 

(Mss, ó^jo Ardi, Otd, nel Registro Publice). 



— 324 — 

quando il risultato del capitale, e suoi frutti formerà una competente 
somma sia quella divisa a soldo per lira trale persone danneggiate, e 
cosi si vada facendo di mano in mano sino alla totale indennizzazione 
di ognuno, ciocché forma una delle principali premure di Sua Ec- 
cellenza. 

Dalla Segreteria del Governo li 7 Giugno 1804. 

Alessandro Macaulay, Segretario Pubblico del 
Commissionario Regio — G. N. Zammit, Prosegretario. 

{Dalla Collezione ufficiale dei Bandi, pag, 91.) 

In forza di tal disposizione furono immediatamente fatti vari 
pagamenti e si continuò a farne durante il corso di lunghi anni. Tro- 
viamo infatti ordine del Generale H. Oakes in data 2 Gennajo 
18 12 ai giurati della Valletta di consegnare se. 68175 e più tardi 
altro per se. 12,604 4 raccolti dalla Scisa dei beni stabili per di- 
stribuirli a tenore del riportato avviso. A 26 Giugno 1826 con altra 
somma di se. 56,357 si stava ancora reintegrando alcuni richiedenti. 

Chief Secretary's Ofilicc, Valletta, 26th June 1829. 

Sir, — I bave the honour to acquaint you that a number of 
outstanding clainis for contributions made and damages sustained by 
Individuals for the Public Service, during the Siege of Valletta 
against the French to be satistìed out of the funds arisi ng from the 
duly levied on Ihe transfer of landed property^ in terms of the Govern- 
ment Proclamation of tlie 7th June 1804, were, on the 28th March 
i<922, referred to Sir Vincent Casolani and Mr. Thornton to be 
enquired into and reported on by theni, previoulsy to their final 
settlement. 

These gentlemen bave now completed the investigation of 460 
of these claims, the result of which is, that they consider as fairly 
due to the claimants a sum of fortysix thousand, ihree hundred ami 
fifty seven scudi, six tari, and thirteen grains, besides an indetinilt* 
sum in claim No. 273 which being by them submitted for the more 
particular consideration of Government has been settled at 15,000 
scudi making the total aniount of the claims reported on forty seven 
thousand, eight hundred and tifty seven scudi, six tari and thirteen 
grains. 

I transmit you copies of their report and the list which acconi- 
panied it — And I bave to communicate to you the pleasure of H. E. 
the Governor that the amount of the claims therin enumerated may 
be paid to the res|)ective claimants by the Cashier of the Treasury 
out of the Funds advanced to bini for that purpose, so far as those 
funds will go — and that you will a])ply for special warrant to draw 
from the general revcnue of the Island, such balance as may ba 



— 326 — 

required for their entire liquidation, the Transfer duty having been 
incorporated with the general revenue in pursuance of the Govern- 
ment Proclamation of the 6th July 1816. 

In payìng off these claims the cashier will endeavour to ascer- 
tain, by reference to the several departments, if the parties be indebt- 
ed to Government, and in such case he wiJl require of them to make 
good the amount of their debt or to relinquish their claim in part 
payment thereof, as the case niay be. And if the parties refuse so to 
do he will consider himself aiithorized to pay part or the whole of 
the claim to the department to which the parties are indebted, taking 
the receipt of the head of such department in acquittance. 

The Cashier will of course require the most satisfactory proof as 
to the identìty of the parties, particulary of those claiming by inheri- 
tance — but His Excellency, taking into consideration the Expense 
which must in many instances, attend the production of the justifica- 
tory documents — has been pleased to grant him a discretionary 
power in respect to the proofs to be required from parties whose 
respective claims do not exceed in amount, the sum of one hundred 
scudi. I have etc. (sd.) Fred. Hankey, 

Chief Secretary to Government, 

Robert William St. John Esq. Treasurer to Government, 



XVII. 
Pratiche dei vari Partiti 



Documento 59. 

Fra M. A. Attard al Comm. Mayer Bne. di Knonau. 
(Dal Mss, 421 della R, Bibl, di Malta) 

Eccellenza, — La Nazione Maltese, avendomi spedito nello scorso 
Aprile, per umiliare i suoi voti e desiderii a piedi del Trono del suo 
legittimo Principe, ed a questi ratificare, e rinnovare la sua ubbi- 
dienza, e fedeltà ; questa opportunità mi die Talto onore di presen- 
tarmi spesso, e di aver frequenti colloquii con S. A. Ema., dal quale 
ho saputo, e conosciuto, non solo il suo merito, ed attacco verso la 
detta A. Ema. e Suo Sacro Ordine, ma pure quanto deve la Nazione 
Maltese alla sua instancabile, ed indefessa vigilanza a prò del suo 
Principe ; invero la detta Nazione conserverà una perpetua, e viva 
memoria, e riconoscenza, ad un si degno Benefattore, e Protettore, 



— 326 — 

mentre confida solo in lei, i suoi desiderii, ed i suoi voti ; pertanto 
oltre che mi credo neli*obligo ringraziarlo, con i più vivi sentimenti, 
non solo a nome mio, come Religioso, ed incaricato dal Governo 
Provvisorio di Malta, ma pure a nome di tutta la Nazione. Perciò 
la supplico gradire un atto si doveroso, e nel tempo istesso degnarsi 
gradire le notizie che qui le umilio. 

La Nazione Maltese memore dei Benefici ricevuti dal S. Ordine, 
e del giusto, e clemente governo dal suo amorevole Principe, nello 
scorso Settembre si sollevò per scacciare li Usurpatori Francesi dal 
Dominio strappato, per via di tradimenti, da mano del S. Ordine, e 
del suo legittimo sovrano Fra Ferdinando Hompesch, riconosciuto e 
amato come Padre della Nazione Maltese.... 

Considerò pure il Popolo Maltese la sua situazione, e lo stato 
deplorabile, nel quale trovasi ridotto, dovendo vivere lontano dal suo 
benigno Padre, deliberò nello scorso Dccembre inviare me, e Giusep- 
pe Dalmas (i) con Dispaccio a S. M. Siciliana supplicandolo commi- 
serarlo, e sollevarlo con rimettere l'Emo. Signor Gran Maestro e suo 
S. Ordine nel loro pristino Governo, e Sede ; incaricandoci pure con 
Dispacci per S. A. Ema. offerendole i loro voti, e pregandola ritor- 
nella Sua Sede, protestandosi voler soltanto vivere sotto le sue Reli- 
giose Leggi. 

Ma un tal Emmanuele Vitale commandante della Città Notabile, 
ed Antonio Parnis, uniti con pochi altri inimici, non già dell'Ordine 
ma di alcuni individui di detto, questi c'arrestarono, intercettandoci i 
dispacci, dopo averci assassinato ci condussero nelle carceri ; doman- 
dando noi conto di tal arresto, ed assassinio, risposero esser questi gli 
ordini di S. E. il commandante Alessandro Giovanni Ball, e delli 
Capi di Battaglione del Zeitun. Questi fautori trovandosi Capi dì 
Battaglioni, e per ragione del loro impiego sono amministratori delle 
vettovaglie di detti, da quali traggono un considerabile, illecito gua- 
dagno, questi dico subornarono il detto Ball, e in suo nome procu- 
rarono formare un partito contro il S. Ordine, incaricando un tal Gio. 



(i) Del Dalmas il documento da Pietroburgo riportato all'app. 
XXII c'informa che nel mese di Luglio 1798 fu spedito a Napoli dal 
ministro russo residente a Malta per suscitare ivi una rivoluzione e vi 
riuscì. E' difficile coi pochi documenti in nostro possesso essere in 
chiaro se il Dalmas fosse piuttosto istru mento degli interessi della 
Russia che dell'Ordine rappresentato dal Hompesch anche durante la 
insurrezione maltese. Il battello che lo dovea condurre coll'Attard 
era a carico del ministro russo O'Hara. (Vedi lettera del Caruana 
Dingli in un Doc. appresso.) 



— 327 — 

Batta, detto la Buona A forfè per far sottoscrivere un alberano in 
favore di detto Ball (i). Non riuscendoli questo, formarono una irre- 
golare deputazione, acciò si portasse in Palermo per supplicare S. M. 
Siciliana provvedere l'Isola di viveri, e provvisioni, o permettergli 
levare lo Stendardo già eretto nella Città Notabile, ed invece inalzare 
io Stendardo Inglese^ e cedere il domiftio dell'^Isoia a queiia Nazioìie, 
mettendo per capo, ossia reggente l'anzidetto Ball ; rimase però bea 
delusa la deputazione, avendo S. M. Siciliana concessoli alcune prov- 
visioni di grano, franchigia d'estrazione, una somma di oncie compo- 
nenti scudi 50,000 Maltesi (questi si dice essere provenienti dalla 
ricetta deirOrdine), e l'estrazione dei grani a credenza con l'ipoteca 
del loro beni, protestandosi S. M. Siciliana non voler cedere né l'alto, 
né l'utile (dominio) né la permanenza dello Stendardo ; delegando il 
Comandante Ball per Comandante in Capo dell* Isola di Malta e Gozo 
per Sua Maestà Siciliana ; e come tale presiede in tutti i Congressi, 
e si sottoscrive in tutti li o-dini e deliberazioni. Non per questo però 
cessò il fermento di ben })ochi fanatici, i quali proseguirono a sedurre 
e violentare per la sottoscrizione di tal alberano, mettendo avanti 
semi)re il nome ed il genio del detto Ball (quale forse inscio) contro 
la volontà, ed il genio non solo di S. M. via pure contro i voleri di S, 
M. Britannica (!!) 

La Divina Provvidenza che mai abbandona gl'innocenti, anzi 
favorisce e protegge le operazioni fatte col retto fine, permise dopo 
tre mesi la nostra libertà e facoltà di poter partire. 

Li Signori Conti Salvatore ed Antonio Manduca, Conte Ferdi- 
nando Theuma, rappresentanti il Governo Provisorio della Campagna 
di Malta, ed altri non pochi individui di diversi ceti e gradi preva- 
lendosi di si favorevole occasione, a loro spese c'inviarono nuova- 



(i) Questo è un indizio del plebiscito degli insorti Maltesi fatto 
tra il Decembre 1798 ed il seguente Gennaio a favor della Gran 
Brettagna. Lo scrittore cerca menomarne l'importanza per essere 
esso un atto contrario alle proprie vedute, ma i fatti seguiti nel Feb- 
braio, la deputazione a Palermo e l'innalzamento dello Stendardo 
Inglese, sono prova dell'estensione della seguita acclamazione della 
sovranità Britannica, spesso in seguito accennata nei memoriali mal- 
tesi. Peccato che copia delle schede colle eventuali condizioni di tal 
plebiscito non sono alla nostra portata. Copia di una protesta con- 
servata nel Mss. 420 Bibl. e fatta a 12 Ottobre 1800 da Giuseppe 
Prendo rappresentante di C. Balzan ed altri che essi nelle sottoscri- 
zioni fatte in tempo della guerra contro i Francesi non intesero 
menomare i diritti del Ordine Gerosolimitano ci pare sia altro indizio 
dell'avvenuta sottoscrizione. 



— 828 — 

mente in Trieste a piedi del trono del Emo. Signor Gran Maestro, 
incaricandoci offrire i loro voti, e quelli di quasi tutta la Nazione, 
come pure d'umiliare alla dev. A. S. Ema. alcuni Documenti Auten- 
tici (quali li acchiudo, acciò V. E, ne faccia quell'uso che crede a 
proposito) quali schiariscono la sua condotta e quella del suo sacro 
Ordine, come pure, supplicandola trovar de* mezzi per ritornar nella 
sua Sede, e consolare cosi un popolo molto afflitto. 

Il detto Governo voleva incaricarci con dispacci e credenziali, 
conforme fece nella prima nostra missione ; ma siccome il Parnis si 
trova deputato del Porto di S. Paolo, e questo è quell'istesso che nello 
scorso Decembre arrestocci, come pure è quell'istesso, che procura 
formare un partito in favore del Comandante Inglese Ball (forse 
senza sua intesa) deliberarono per non arrischiare le nostre persone 
e la nostra seconda Missione di non incaricarci di ver un Dispaccio, 
contentandoci soltano incaricarci di detti Documenti Autentici, ed 
adempire il nostro incarico a viva voce, acciò non restassero deluse 
* le loro brame e per maggior nostra, e loro sicurezza. 

Li 12 dello scorso Aprile partimmo dal Porto di S. Paolo, e li 
19 Maggio giungemmo in Trieste; quale fu la consolazione che 
provò TEmo. Signor Gran Maestro nel punto che adempimmo il 
nostro incarico, umiliandoli i voti e desiderj della Nazione, è al certo 
inesplicabile, ed in attestato della sua paterna riconoscenza, spedi un 
carico di grano, ed altri generi in soccorso e sollievo del suo 
Popolo. 

Chi più veridico testimonio, se non quello che soffri, e 
soffre tuttavia il peso dei tradimenti che per mezzo di questi è ridotto 
alla desolazione ? e questi che è altro se non il Popolo Maltese ? Or 
se questi richiama il suo Principe, se si computa come un Popolo 
derelitto, ed abbandonato, se mai dovesse vivere lontano dal suo 
legittimo Sovrano ; se si considera come un gregge smarrito dal 
suo vero Pastore, se si annovera fra gli orfani, se la Divina Provvi- 
denza non gli rimetta il suo Padre, è ben certo ed incontrastabile, 
che quest'istesso Popolo che oggi lo richiama, e si protesta voler 
vivere soltanto sotto il suo Governo e leggi abbia conosciuto la sua 
innocenza. 

Io a nome del Popolo Maltese sono a supplicarla, non solo far 
constare questa istessa innocenza riconosciuta, e scrutinata dalla Na- 
zione, ma pure rimettendola nelle mani di V. E. acciò la faccia valere 
presso chi stimerà poter influire a prò dell'Emo. Principe, a prò del 
suo S. Ordine, ed a prò della Nazione assicurandola della viva memo- 
ria che conserverà per lei e per i di lei maggiori progressi, e mentre 
^W dedico la mia servitù La prego compatirmi con un benigno compa- 



— 329 — 

timento esibendomi prontissimo a di lei pregiatissimi comandi, e sono 
costantemente 

Di Vostra Eccellenza — Trieste, li Giuj^no 1799. 

Umilmo. DevmQ. ed ()l)l)mo. Servitore, 

Como. kr. MiniKi.AxcjKLo Attard (t) 

Dello stesso Aitard nel Mss. 468 v. 2 della R. Bibl. vedesi altra 
lettera datata da Trieste al signor Becker a Vienna in data 3 (liugno 
ove ripete a un dipresso le stesse idee della precedente lettera. Nel 
Mss. 420 poi vi è altra lettera del 28 Giugno 1799 del medesimo 
Attard al suddetto Becker in cui fa nomi di Cavalieri traditori ; e da 
cui apparisce Io scopo di queste lettere cioè, la ditVsa di Ilompesrh ed 
il ritorno dell'Ordine a Malta. 

Epilogo della Metnoria, e Documenti Autentici, esibita in questa 
nostra Cancelleria dal Commendatore Fr, Michelangelo Attard e Giu- 
seppe Dalmas li 21 Maggio 1799. 

Nel di 17 Marzo 1799 il Cpmd. Attard, e Giuseppe Dalmas 
sono stati precettati dal Comte. Inglese Alessandro Gio. Ball, per 
bocca del Comte. Emmanuele Vitale, di formare un ricorso, (Cap. I) 
ed una memoria, narrando tutta la serie dei fatti accaduti, come pure 
una distinta nota di quelli cbe desideravano il ritorno della S, /Reli- 
gione in Malta ; ubbidirono il Comd. Attard, ed il Dalmas, e forma- 
rono la presente Memoria. 

Nel dì 12 Giugno 1798, giunsero i francesi in Malta, e per via 
di tradimenti orditi da parecchi individui dell'Ordine, e non pochi 
Maltesi, i detti Francesi s'impossessarono dellTsola, sacrificando così 
tutto l'Ordine, la Nazione e l*Emo. suo Principe, il quale molto 
operò, e fece per impedire sì gran male ; ma essendo i traditori, e 
fautori impiegati per loro preminenza nelli Forti, e Posti più d'impor- 
tanza riuscirono vani, i giusti, ed opportuni ordini, che si davano 
dall' A. S. Ema. (Cap. 2 e 3). 

Fu per opera del Comm. Attard suscitata una controrivoluzione 
rtelFIsola di Malta, (2) e per sua opera pure furono trafugate molte 



(i) Era nato l'Attafd alla Cospicua a 28 Novembre 1750 da 
Antonio e Anna Maria Darmanin, ed aveva principiata la sua cariera 
nell'Ordine da chierico conventuale nella Lingua d'Italia a 12 Giu- 
gno 1763. (Vedi proc. prove No. 4903 Arch. Geros. neirUfficìo del 
Registro Publico di Malta). 

(2) A queste mene probabilmente alludeva il Gen. V'aubois nel 
suo bilingue appello al popolo a 2 Luglio 1798. «.... Popolo Maltese 
solennizziamo insieme TAnniversario della Republica... Guardatevi 

42 



— 330 — 

armi, e Jiiunizioni dall'artiglieria, e somministrate alla Campagna. 
Con tutto ciò, non supponendo il Commre. che potessero i suoi soli 
mezzi essere sufficienti per la intrapresa, risolse, unitamente con un 
tale Antonio Deiucca, partire per rintracciare la squadra Inglese, e 
ricevere qualche soccorso. (Cap. 5). 

In questo stato di cose, li 2 Settembre inaspettatamente scoppiò 
la contro-rivoluzione della Campagna. Questo avvenimento sconcertò 

dalle perfide suggestioni di un piccolo branco di uomini, che soliti ad 
umiliarsi rispettano i loro antichi Padroni ; già questi, medesimi 
uomini invece di una festa augusta e fraterna, vi annunziano dei 
disordini, e vi fanno temere funesti avvenimenti ; rispondete però 
colla più costante fiducia unendovi a Francesi... » Egli è certo che 
l'idea di ribellarsi esisteva già prima del 2 Settembre. In uno degli 
allegati presentati al Congresso e su cui a 9 Settembre 1799 si deli- 
berò pel rimpatrio del Barone Paolo Sceberras Bologna, già coman- 
dante della guardia civica, fuggito dalla Valletta e relegato al Gozo 
quale misura di precauzione politica si legge. « Io Vincenzo Borg 
Rappresentante di Birchircara confesso che giorni prima della rivolu- 
zione di questa Campagna ci siamo incontrati molte volte in diversi 
luoghi et abbiam parlato sulla presente rivoluzione; l'ultima volta poi. 
ci siamo incontrati dinanzi'al Monte di Pietà, e sempre mostrò {il 
Barone) che tiene sentimenti contrari alli Francesi, et abbiam detto 
che meglio ribellarsi o restiamo schiavi sotto il loro governo perfido.» 
Il Sceberras dopo il licenziamento della truppa civica aveva sofferto 
cinque mesi di carcere interpolati in caste! S. Elmo e nel Forte 
Manuel per sospetto di intelligenza cogl'insorti, e non era stato 
esente dalla tassata contribuzione francese come apparisce dai transunti 
in atti del Notaro Carlo Sammut 19 Febraio 1835. Meno fortunato 
di lui fu suo zio li Barone Gio. Feo. Dorell, che uscito dalla Valletta a 
18 Gennaio 1800, rimase carcerato per 40 giorni nel castello al Gozo. 
e non ottenne il rimpatrio che terminata la campagna. Avevan ragio- 
ne di non fidarsi del Dorel gl'insorti? «Nell'albergo di Francia, scrive 
egli al Marchese Muscat, il Generale Bertier mi dichiarò Presidente 
della Commissione del Governo, come maggiore in età degli altri 
otto. Dopo tre giorni rinunziai.... > « Su l'affare della Guarnigione 
della Valletta, scrive al Sciberras 2 Marzo 1800, il Generale Bona- 
parte mi communicò il suo pensiero di lasciare 6000 persone. Paren- 
domi eccessiva la spesa per un Isola piccola e povera, mi maneggiai 
con il cittadino Soucy ordinatore dell'armata alloggiato in mia casa, 
ed ottenni la modera di 4000 in vece di 6000. Mi riuscì pure avere 
per l'Ospedale Civico 40 mila scudi ogni anno, e altre 40 mila scudi 
per una sol volta per il casermamento d^i 4000 soldati suddetti.... * 



— àal — 

non poco Tanimo del Comd. non solo perchè non poteva più sonl- 
niinistrare armi alla Campagna, ma pure perchè non poteva commu- 
nicare le sue premure in vantaggio del S. Ordine, desiderato e volu- 
to dalla maggior parte delli cittadini. Fece perciò tutto il possibile 
per sortire da Valletta, dove si ritrovava, e con grandi difficoltà gli 
riuscì avere un passaporto dal Gen. Vaubois sotto il pretesto di por- 
tarsi in Sicilia (Doc. 7). La notte delli 18 Ottobre approdò nel porto 
dì S. Giorgio, dove fu condotto al Quartiere Generale di S. Giuseppe, 
esaminato dal Gen. Canonico Don Saverio Caruana, e indi licenziato, 
ma siccome erano noti i suoi doverosi sentimenti in favore del suo 
Ordine ad alcuni Capi del Battaglione di S. Giuseppe, ed in partico- 
lare ad un tal Giuseppe Rosman, acerrimo inimico dell'Ordine, gli fu 
dal giudice intimato l'arresto, e fu condotto nella Notabile. Dopo 
varie inutili istanze, finalmente il Governo, vista la sua innocenza, 
ordinò la sua liberazione, non curandosi delle opposizioni del Giudice 
e del Rosman (Rogemund). 

Ottenuta la libertà il Commendatore si diede tuttala premura per 
mettere in esecuzione i suoi desideri. 

Con poca pena trovò un partito formidabile in favore dell'Emo. 
Principe, e del suo Ordine, e gli fiì facil cosa persuadere, con valide 
ragioni, quei pochi animi inaspriti per la condotta di alcuni individui 
dell'Ordine (Cap. 6 fino al Cap. io). 

Fu al colmo la sua contentezza allorquando fu certificato, che 
tutti i ceti erano di buon desiderio per il ritorno del loro Emo. Prin- 
cipe, che tanto amano e del S. Ordine (Cap. 1 1). 

I rappresentanti del Governo li Signori Salvatore ed Antonio 
Manduca, Conte Theuma, e Marchese Depiro (Cap. 13) incaricarono 
il Comm. Attard di fare un piano, con alcune nuove riforme, tendenti 
alla maggior unione degli animi e degli interessi del Principe, dell'Or- 
dine, e della Nazione, che è veramente ansiosa di rivedere il suo 
amatissimo Principe non potendo sussistere senza di lui, e rammen- 
tandosi con rammarico chi le piazze di rimunerazione, chi l'ospitalità 
chi le elemosine, chi la perdita dei loro impieghi, etc. (Cap. 16). 

II Comm. dunque formò due piani, uno ci si diede ad intendere 
che si trovava in mano del Comte. Ball, l'altro concernente la con- 
dotta che doveano tenere i Delegati del Popolo presso S. M. Siciliana, 
e presso S. A. Elma, al Cap. 17 della qui annessa ; ma questo non 
incontrò Tapprovazione dei Signori Deputati de} Popolo per le ragio- 
ni esposte al Cap. 20, dove ancora si vede essere stato incaricato 11 
Comm. solo, di portarsi in Napoli* a piedi del Sovrano per avere il 
suo consenso, indi a Trieste presso il Signor Gran Maestro (Doc. 9). 

Al Cap. 23 fino al Cap. 30 si trova la narrazione del viaggio da 
Napoli a Malta di Giuseppe Dalnias, uomo integerrinlo, e attaccatis 



— 3JÌ2 — 

Simo al suo Sovrano, col quale si uni il Commendatore per coronare 
l'opera intrapresa. 

11 Commre. oltre il primo incarico di Ambasciatore, è stato unito 
nelle incombenze del Dalmas, ed oltre questo è stato pure incaricato 
di molte lettere particolari per il Signor Gran Maestro, non solo dalli 
Signori del Governo, ma pure da diversi del Clero, del rango dei 
Nobili, e del ceto civile, come pure di un testimonio di quasi tutto il 
popolo, approvato con la loro firma, e sottoscrizione. (Doc. 9). 

Munito dunque di tutto, il Commre. ed il Dalmas partirono per 
Napoli il dì I Gennaio 1799; ma siccome il vento, ed i tempi erano 
contrari, fecero la loro dimora nel Porto di Marsascirocco, sino li 4 
del detto Gennaio. Li 5 fecero vela, ma il padrone ed i marinari 
della speronara guadagnati dal comte. Emmanuele Vitale, ed Anto- 
nio Parnis del partito contrario al S. Ordine, con pretesto di vento 
contrario, approdarono nel Porto di S. Paolo, dove appena giunti, 
furono dal detto Antonio Parnis maggiore del Zeitun arrestati, spo- 
gliati di tutto, ed indi trasportati nelle carceri della Città, e ciò, diceva 
il Parnis, essere ordine del Comte. Ball e di quelli del Governo del 
Zeitun. I pessimi trattamenti ricevuti nella carcere sono descritti al 
Cap. 33 fino al Cap. 38. 

E' da notarsi in tale occassione l'attaccamento alla buona causa 
che dimostrarono particolarmente li Signori Conti Salvatore ed 
Antonio Manduca, il Ven: Bali des Barres, il Conte Theuma, ed 
altri moltissimi individui : come si legge alli Cap. 41, e 42. 

Nelli primi di Febraio alcuni Maltesi, ed altri pochi individui del 
Zeitun, sedotti dal Coman. Vitale, e da Antonio Parnis, servendosi di 
un tal Gio. Batta detto la Buona Morte per formare un partito in 
favore del Comte. Ball e inalzare lo Standardo Inglese, invece di 
quello di S. M. Siciliana, inviarono l'Abbate Savqje, il Barone Four- 
nier, e Gio. Batta (Dr, Luigi) Agìus, (i) come deputati del Popolo, 
dove la maggior parte era contraria per essere parziali per il Sacro 
Ordine, in Palermo presso la detta Maestà pregandola di soccorso 
per sostenere la guerra contro i Francesi, ed in caso contrario, pcr- 



(i)Sir W. Hamilton a 6 Marzo 1799 informava il Ministro Lord 
Grenville che « Tre delegati, i Signori Rettore Ludovico Savoje, Bue. 
Fournier e Luigi Agius, sono venuti presso la Corte a Palermo per 
parte degli Insorti Maltési per ottenere vettovaglie e munizioni ; ed 
avendo manifestato il desiderio dei Maltesi di combattere sotto la 
protezione inglese cjuanto sotto quella del Re di Napoli si è combinato 
che per l'avvenire lo stendardo inglese s'innalzi in una con quello 
Siciliano in tutti i posti ricuperati dal j>otere dei Francesi. » 



— 333 — 

mettergli d'inalzare lo Stendardo Inglese, ma non riuscirono neli^in- 
tento, come si vede al Cap. 43. 

Ricorse più volte il detto Commendatore, e prima al Congresso, 
senza esser inteso, e poi al Comte. Ball, ma siccome il detto Ball non 
era inteso della realtà del fatto, ne avea avuto i Dispacci in mano (?!!) 
intercettati dal Parnis, puniva i supposti rei, senza conoscere il loro 
delitto, nò il corpo della loro reità, ma solo per essere sedotto dal 
Vitale, e dal Parnis, riuscivano vani i ricorsi del Commre. (Cap. 39). 

Il Commre. per mezzo di danaro, somministratoli dagli anzidetti 
Signori Conti Manduca, (i) giunse alla fine ad ottenere la sua libera- 
zione e quella del Dalmas, come si vede al Doc. i Cap. 45. 

Ottenuta la loro scarcerazione, si portarono subito in casa dalli 
Signori Conti Manduca, ove trovarono il Conte Theuma, il Bali des 
Barres, ed altri amici interessati per la persona del loro Principe, e 
quindi concertarono la loro partenza per Trieste, e che arrivati a 
piedi di S. A. Ema. la pregassero ricorrere a S. M. l'Imperatore delle 
Russie (credendolo Protettore dell' En>o. Hom[)csch, e del S. Ordine, 
essendo tali le notizie che correvano in Malta) per inviare, colla 
maggior sollecitudine, almeno 4 Navi da Guerra, per imbarcarsi 
sopra queste l'Emo. Principe Fra Ferdinando Ilompesch, e il suo S. 
Ordine, in soccorso, e sollievo della Nazione Maltese, che con tanta 
ansietà lo desidera, e non vede il momento di poterli dare i più certi 
contrasegni del suo attaccamento e della sua fedeltà. (Cap. 49). 

Ottennero il Commre. ed il Dalmas, dal giudice il passaparto per 
portarsi nel Porto di S. Paolo, ed ivi procurarsi l'imbarco per Sicilia. 
Partirono dalla Notabile, e verso la metà del loro cammino, ebbero 
l'incontro di Antonio Parnis (Cap. 49 e 50). Seguirono il loro cam- 
mino, e dopo un breve intervallo, due soldati l'arrestarono, e con 
gran premura gli dissero di portarsi nella Notabile dal Giudice per 
ricevere i suoi ordini. Il Giudice, con suo gran dispiacere, gl'intimo 
l'arresto per ordine del Comte. Ball. (Cap. 50). 



(i) In una minuta in francese della cancelleria di Hompesch 29 
^^3ggio i799(Mss. 420) sull'arrivo della deputazione a Trieste si legge 
« Alla loro partenza il capo del Governo Conte Manduca, Barone 
Maltese, ha aperto un tiratore pieno di oro dicendogli (all' Aitar d) 
più volte che tutto il suo contenuto era destinato pel Gran Maestro.... 
La deputazione pretende che i Cavalieri partiti saranno ben accolti 
in Malta e che distruggeranno il piccolo partito esistente a favor degli 
Inglesi. Io spero che essi si affrettino per prevenire i Russi che 
sembrano avere degli ordini per andare a fare uno sbarco. » 



— 334 — 

Di concerto col Giudice il Commendatore ricorse solo, per otte- 
nere la sua liberazione, per le ragioni esposte al Cap. 51, e Doc. 6. 

Ma ritrovato il Dalmas innocente, ottenne egli pure la grazia di 
partire. 

P^urono grandi le premure dei signori Deputati del Governo per 
la loro sollecita partenza, trattandosi di liberarli dalle vessazioni di 
alcuni fautori sedotti dal Parnis, i quali per maneggio d'alcuni preva- 
lendosi del nome del Comte. Ball, si mostravano partitanti Inglesi, 
come si descrive al Cap. 53. 

I signori Conti Manduca, e loro amici voleano incaricarli con 
dispacci, ma temendo la vigilanza del Parnis, si contentarono, che 
adempissero la loro missione a viva voce, incaricandoli con li presenti 
documenti autentici Cap. 55. 

E' degno di riflessione il colloquio avuto col Comte. Ball, avanti 
la loro partenza, assicurandoli, non aver questi, né letti, né visti, 
come né tampoco erano in suo potere, i dispacci incaricati dal Go- 
verno Provvisorio della Campagna al Comre. per umiliarli ai piedi di 
S. M. Siciliana, e dello Emo. Signor Gran Maestro (i) Persuaderli 
bensì abbandonare l'impresa in favor dello Ordine, perchè ciò poteva 
dispiacere a Sua Maestà Siciliana, ciò diceva per le persuasioni del 
Vitale, Savoje (2) e Parnis, i quali nel tempo istesso, che inducevano 
il Ball a persuadere il Comre. ed il Dalmas ad alienarsi dall'Ordine 
procuravano di sedurre, e violentare il Popolo per la sottoscrizione 



(i) Ball nella lettera al Nelson dei 3 Marzo 1799 afferma: 
«.... Ho ora intercettato lettere da Trieste che provano chiaro che il 
Gran Maestro e l'Imperatore stanno intrigando con alcuni maltesi per 
impossessarsi dell'Isola, nella qual cosa sono sicuro che non riusciran- 
no se il mio piano sarà messo immediatamente in esecuzione e sia data 
a me autorità di formare regimenti maltesi al soldo inglese.» Vedi pur 
nota (i) alla lettera del Caruana Dingli, e poi giudichisi la diplomazia 
del Ball. 

(2) Ascritto all'ordine Gerosolimitano insin dal 1767 in qualità 
di Capp. d'Obb. Magie, l'abbate Ludovico Savoje passava a 6 Mag- 
gio 1787 al grado di Capp. Conv. in corpore religionis, sebbene già 
sacerdote e maggiore, ed alla promozione di Antonio Corogna alla 
Cattedrale veniva a 4 Novembre 1793 nominato Rettore del Collegio 
della Grotta al Rabato, nella qual posizione rimase anche dopo avuto 
il possesso canonicale a 14 Agosto 1809 nella Cattedrale, previe 
bolle apostoliche dei 31 Gennaio di quell'anno. Moriva a 23 Febraio 
1831 all'età di 71 anno mesi 11 giorni 28, avendo in vita arricchito 
di non pochi Mss. l'Archivio della Cattedrale. 



— 335 — 

dell'Alberano su citato incaricato a Gio. Batta, detto la Buona Morie 
(Cap. 56). 

Avendoli muniti il suddetto Comte. Ball col seguente salvacon- 
dotto, ossia certificato della loro condotta, se ne partirono. 

Documento annesso. 

« Noi Alessandro Gio. Ball Capitano delle Squadre di S. Mi 
Britannica, Comandante il Blocco di Malta, e Comandante in capite 
dell'Isole di Malta e Gozo per S. M. il Re delle Due Sicilie &cc. Cer- 
tifichiamo che mimo. Signor Commendatore ¥r, Michelangelo Attard, 
suddito di S. M. Cattolica il Re delle Due Sicilie, ed il signor Giu- 
seppe Dalmas, Maltesi, tutti e due abitanti nella Città Notabile, sono 
stati sempre fedeli Maltesi e compatrìotti, e ben 'affetti alla Nazione 
sin dal primo giorno della sollevazione fatta contro li Francesi nostri 
nemici rinchiusi dentro le quattro Città. In fede di ciò. 

Dato nella Città Notabile, Capitale della Isola di Malta, ed appo- 
stovi il Sigillo Patrio di quest'Isole. Lì 31 Marzo 1799. 

Il Commandante della Città Notabile per S. E. il signor Comte. 
in Capite. Generale Emmanuei.k Vitale. 

Conforme alli originali depositati nella Cancelleria di questo 
Sacro Ordine dal Sacerdote Comm. fra Michel Angelo Attard e dal 
donato Giuseppe Dalmas lì 21 Maggio 1799. 

L. jjl S. Il Comm. P'ra Giuseppe Streicher, 

Segretario Susto, della Cancelleria. 

(Nel A/ss. 421 vi sono ire copie auieniicaie di questo Epilogo). 

Doctimento 60. 

Il vero persecutore del r Attard. 

Malta li 6 Luglio 1800. 
Stimatissimo signor Conte, 

Credo avrete già finito d'eseguire le nostre commissioni ; onde 
avendo necessità d'impiegarvi qui più utilmente, procurate di rimpa- 
triarvi presto per ritornare poi a ripartire dopo qualche tempo. Non 
vi dispiacerà, credo, sapere alcune notizie della patria \ onde ve ne 
mando alcune. L'altro ieri quattro del corrente è capitato in questo 
porto di S. Paolo il Maggior Generale Pigot conducendo seco 1550 
soldati Inglesi, e s'aspettano altri cinquecento dello stesso corpo, 



— 336 — 

oltre più migliaia che devono ancor presto capitare (i). Spessissimo 
ci vengono di disertori dalla Valletta, da' quali tutti si conferma la 
grande diminuzione de' viveri nella piazza. Due giorni sono è capi- 
tato in Malta da Sicilia il Fra Capp. Conv. Michelangelo Attard 
altrevolte in compagnia di Giuseppe Dalmas mandati fuori dell'Isola 
come intriganti e dichiarati emissari per far partito a favor del Bne. 
Hompesch, al quale si sono trovate, e da me trattenute varie scrit- 
ture confermanti la suddetta commissione, e suo esercizio. Dalle 
medesime si ricava spacciarsi lui per Segretario di Stato della Reli- 
gione Gerosolimitana ed Uditore del G. M. Hompesch. Conferir lui 
mediante il pagamento di denaro li abiti di Fra cappellano d'ubbi- 
dienza ed assorbirsi francamente, nelle direzioni di lettere che a lui si 
fanno, TEccellenza Revma. In oltre nei suoi baulli si è trovato un 
cappello guarnito di cordone e fiocchi di seta rossa ed oro ed un 
abito di drappo oscuro quasi nero foderato in seta cremesi con la 
piccola croce di tela nel petto ; ed in fine una tabacchiera con una 
ampia miniatura rappresentante il suddetto commendatore Attard 
con giustacore oscurissimo foderato di rosso, sottoveste nera, su la 
quale la gran croce di tela ed una croce di oro di competente gran- 
dezza pendente agli occhielli dell'abito. Esso signor Commendatore 
vien rimandato da me in Sicilia, e tra breve saranno mandate le copie 
di dette scritture. 

Questa mattina mi sono state presentate scritture contenenti la 
collazione fatta da Monsignor Hiroldi a favor del giovine Salvatore 
Pace parente dell'Arciprete del Gozo, e l'esecuzione delle quali non 
posso impedire essendovi il regio cxequatur d'un cannonicato. 

Di tutfallro parleremo al vostro ritorno in quest'Isola, il quale 



(i) Da lettera d'un Salvatore Velia da C. Balzan 22 Agosto 1799 
al Bne. P. Paolo Sceberras, che trovavasi al Gozo, causa la legge del 
congresso che i fuor usciti Vallettani doveano internarsi in quelPisola, 
abbiamo la data precisa degli antecendenti primi sbarchi di soldati per 
i rinforzi ai Maltesi. «... Il lunedì mattino fecero sbarcare da su le 
navi Inglesi da cento e quaranta soldati, quali hanno diviso nelle 
guardie avanzate in compagnia dei campagnoli, lo stesso giorno 
hanno mandato due officiali Inglesi come Parlamentari dalla parte 
della marina, quali furono trattenuti nella Dogana facendo sentire 
alli Francesi le novità venute e se intendevano ceder la piazza : la 
risposta si dice é stata, che non è tempo ancora...» Il Ball al Nelson a 
31 Marzo 1799 scriveva : tutti gli ufficiali Portoghesi e Napoletani 
sono ammalati. Degli undici artiglieri inglesi a terra, due son morti e 
ire gravemente ammalati. Fin allora gl'inglesi sbarcati eran ben pochi. 



— 337 — 

mi do a credere che sarà prossimo ed in aspetUzione del quale vi 
assicuro di essere 

Afìfezionatissimo amico 

Ai.Kx. J. Ball. 
Signor Conte Luigi Maria Gatt — Palermo, 

iOr/g. presso il Conte Dr. A. Caruana (iaiio.) 



Documento 6i, 

Una conferma de IT esposto deif Attctrd. 

Ristretto di una lettera scritta a S. A, E, dal Giuseppe Camana 
Dingli (i) in data Città Ferdinando^ o sia Casal Siggieni, li 5 Feb- 
raio 1^99. 

Alcuni giorni dopo la partenza S. A. E. capitò al detto Giusep- 
pe Caruana Dingli una lettera con un altra inclusa a S. A. E. scritta 
in inglese, in un angolo della soprascritta vi era il nome — Nelson — 
rimase nascosta in Città dallo stesso Caruana. 



(i) Era costui doganiere ai tempi del Hompesch. Carcerati il Dal- 
mas ed Attard, fu esso, quale direttore locale del partito dell'Ordine 
Gerosolimitano, trattenuto segregato sulla nave V Alexander per 13 
giorni e poscia confinato a Comino, donde gli riuscì di portarsi al 
Gozo e di la in Sicilia. Vedi Dac, seguente No. 62, Non potendolo 
raggiungere in Sicilia gli si concedeva per benignità ! di non allonta- 
narsi da quell'Isola, ove più tardi, ancora in eriilio, moriva a Messina 
lontano dalla famiglia. 

« Sua Eccellenza il Signor Comm. Ball proroga al Signor Giu- 
seppe Caruana Dingli il termine di ritornare in Malta per altri qua- 
ranta giorni ; ma li si proibisce assolutamente di uscire dalla Sicilia. 
St. Antonio lì 27 Agosto 1799. 

(Fto.) Ude. Felice Cutajar, Seg. di S.; E.» 

Il Caruana Dingli soffrì anche la perdita dei suoi crediti di 
Se. 42875 contro Hompesch come appare da sentenza del Sup. Cons. 
di Giustizia di Malta in conferma di altra decisione dei 25 Febrajo 
1830, nonostante che quale creditore di Hompesch avesse esibito il 
seguente documento storico. 

Au Quartier General de Malte, le 30 Prairial 
An. 6. de la Republique Francaise 
Bonaparte, member de l'Istitut National, General en Chef 

à la commission des Domaines. 

43 



— 338 — 

La campagna di Malta si mostrò disposta a favor dei Moscoviti 
ed Inglesi quando si sparse la notizia, che le Squadre di queste due 
potenze comparivano nel Mediterraneo, perchè il popolo di campagna 
era ancora nella supposizionp di essere stato tradito dal Gran Maestro 
e dall'Ordine. Nacquero poi varj partiti, chi voleva i Moscoviti, chi 
li Inglesi, e chi un Governo Republicano, ma il più numeroso senza 
paragone fu tuttavia quello a favor del Gran Maestro e dell'Ordine, 
talmente che i deputati del popolo Conte Manduca, Tcuma, e Mar- 
chese Depiro, spedirono un dispaccio serio a S. A. E. per invitarlo di 
venire colla Religione per domandare la creazione di una lin- 
gua Maltese, affinchè questa avesse parte al Governo come li ball, 
e cavalieri. Unitamente al anzidetto dispaccio, fu scritta una lettera 
all'Imperatore di Moscovia ove si implorava la sua protezione, par- 
ticolarmente PER la formazione DELL'ACCENNATA LINGUA. Altra 

lettera al Cav. 0*Hara perchè appoggiasse la domanda presso il suo 
Sovrano. Li citati dispacci erano già consegnati a Giuseppe Dalmas 
ed al Conventuale Attard, i quali in procinto di partire furono arre- 
stati; e consegnati li detti dispacci al Comandante Inglese Ball, li 
mantevati due inviati sono tutt'ora arrestati. Li Generali Maltesi fe- 
cero delle proposizioni al Comandante Inglese Ball, esponendogli la 
loro critica situazione per riguardo ai frumenti di cui era tale la scar- 
sezza che molti erano morti per la fame. 

Abbiamo domandato a S. M Siciliana, che ci provedesse del 
grano a credito, e questi non aderì secondo la nostra domanda. Ci ha 
concesso di prendere dai Siciliani tutto quello che abbiamo bisogno 
ed ha ordinato ai Siciliani di darci dei viveri tanto quanto ne vo- 



Par la convention que nous avons faite avec le Grand Maitre, 
nous somme tenus de lui donner 600,000 francs comptant et une 
pensìon de 300,000 francs pour an. Il a recu en partant 300,000 
francs, et les 300,000 francs restant seront affecté au payment de ses 
dettes, 

Vous voudrez bien en consequence prendre sur les maisons ou 
magasins appartenant à la Repubiique qui sont en ville, pour la 
valeur de la dite somme, et affecter aux creancieres du Gran Maitre. 

Le Commissairedu Government fera un reglement pour les 
formalites à suivre pour l'evaluation des dites biens. 

L'acte de cession sera fait pour vous et approvò par le Commis- 
saire du Gouvernment et le General Commandant dans Tlsle, toutes 
ces formalites sont necessaires pour que les dittes actes aient une 
valeur. 

Signé BONAPARTE. 



— B3é — 

oliamo. 1 Siciliani però, non diedero fin'adesso quanto una «alma à 
credito, ina voj^liono prima il denaro, e questo denaro, noi l'ab- 
biamo già consumato — rispose t Inglese subito, e disse — Sentite : 
Io l'ordine che ho è di bloccare il porto, non ho altri assunti, volete 
cedermi la città /, ed io prenderò l'assunto di provvedervi dei grani e 
tilt f altri generi che vi abbisognaìio^ ed io infonderò nell' isola un mi- 
lione all'anno; rimetterò l'Università colli suoi Capitali, iiidennit^zerò 
tutti i Maltesi dei danni ed interessi sofferti. Li Generali Maltesi li 
risposero che voluntieri li accordano questa domanda con sommo pia- 
cere. L'istesso Comandante Inglese si trasportò nel Gozo e fatta 
proposta all'Archiprete di là, che stava governando il Gozo, ottenne 
dal medesimo la sua domanda in tal modo, che X Arciprete voleva 
cambiar subito il paviglione, e farlo Inglese invece del Napoiilano che 
già batte; allora il Comandante Inglese gli disse di non far niente per 
adesso, perche voleva partecipare all'ani miraglio Nelson. E li gene- 
rali Maltesi chiesero nuovamente al Re di Napoli di provvederci del 
grano a credito, ed iti maìicansa di tal provediviento si concluderebbe 
subito il ìiostro concordato^ e di questo già si spedirono li rispettivi 
dispacci ; oltre la suddetta offerta l'Inglese ci promise di dover dare 
tutti gli impieghi in mano degli Maltesi, il solo govertiatore ed arti- 
gliere saranno Inglesi, 

Sul principio di Febraro fu prò vista la Campagna dalli Inglesi 
di 1400 salme di grano, che bastano tutt'al più per io giorni : capitò 
peraltro l'avviso dell' Amirai Nelson del prossimo arrivo di 4 ghirlin- 
ghicci carichi di frumento, ma alla partenza della lettera, cioè sulli 
ultimi di Febraro, ancora non erano comparsi. 

La Campagna desidera caldamente Tarmata Moscovita. L'ex , 
Consigliere Bonanno si distingue nel servire contro quelli che non 
sono affezzionati al partito francese. 

Doublet governa la Città, Vaubois essendo ammalato ; li primi 
traditori sono quelli che avevano li migliori impieghi della Religione. 

Si domanda da S. A. E. provisione di viveri e di medicanti sup- 
ponendosi le ricette dell'Ordine fornite di contanti, ed a disposizione 
dell'Ordine. 

Progetto di una deputazione al Rè di Napoli perchè provveda 
l'Isola, mentre in caso contrario si darà a chi la provveda. Avuta la 
risposta si spediranno due deputati in Londra per la conclusione. 

Si insinua una spedizione di grano e la missione dèi Ball Neveu, 
sempre adorato dal popolo Maltese, o in sua vece di qualche altro 
Tedesco o Bavarese. 



~ 340 — 

Copia di lettera consegnata da Giuseppe Caruana Diugli alti 
due deputati Maltesi Giuseppe Dalmas e Convle, Attard iniercciiaia, 
che si trova in poter del Comandante Inglese. 

Il latore della presente Giuseppe Dalmas viene da S. A. E. in 
compagnia del Convle. Attard come incaricati dai deputati di questo 
popolò Conte Manduca, Conte Teuma, e Marchese Depiro, per in- 
vitare a S. A. E. con tutta la sua Sagra Religione di venire in questa 
(Isola) del più presto possibile per coabitare nel suo palazzo della 
Città Notabile fin a tanto che sarà intieramente distrutto il nemico 
per farla entrare trionfante dalla Campagna per la Città Valletta. Io 
sono stato pur'anche nominato dai suddetti 3 deputati per avere 
l'onore di venire a presentare l'invito di questo popolo Maltese. Ma 
come vedo per l'interesse dì S. A. E. e della Sua Sagra Religione 
esser necessario ch'io mi trattenga qui fin il suo bramato arrivo, per- 
ciò si portano costi li soli suddetti Maltesi e mi lusingo che il porta- 
tore della medesima effettuerà con zelo la sua commissione, perchè 
in questa circostanza, ha dimostrato somma attenzione e fedeltà per 
1 vantaggi di S. A. E. e della sua Sagra Religione. Per non interes- 
sare a detti Deputati del popolo, ho procurato io la barca da pngarsi 
così il nolo da codesto Cav. O'Hara ministro di Sua Maestà l'impe- 
rator di tutte le Russie a tenor del suo piacere. 

{A tergo) Depeche des Maltais du 5 Fevrier 1799 au Gran 
Maitre — arrivée le 26 Avril 1799. 

( Mss, 421 R. Bibl. infine,) 



Documento 62. 

Maìiduca e Teuma a Hompesch, 

Serenissimo Signore — La Nazione Maltese memore de' benefici 
ricevuti dal Sacro Ordine del quale conosce l'esser suo, e la sua 
esistenza, come anche del giusto, e clemente Governo di ^^ A. S. 
non sapendo, ne volendo viver lontana da si benefica Madre, ed 
amorevole Padre, scosse il giogo che l'opprimeva, si unì per discac- 
ciare i barbari, e sacrileghi Francesi dal Dominio ingiustamente truf- 
fato al Sacro Ordine, ed a V. A. S. La Nazione, che era testimonio 
di tutto quello che l'A. V. operò, e soffrì in quella luttuosa epoca 
servendo di vittima a quella perversa Nazione, ed ai suoi fautcri. i 
quali altra mira non avevano, se non quella di tradire, ed mgannare 
l'A. V. con grave, e considerabile danno del Sacro Ordine, e della 
Nazione; conoscendo pure, che i mezzi operati da V. A. riuscirono 
vani per impedire si gran male, avendo i fautori, e traditori prese le 



— 341 — 

loro misure, mettendosi attorno l'A. V. per impedire l'esecuzione 
dei suoi ordini, i quali erano opposti alle loro malvagità, e tradi- 
rne n ti, ed invero l'Altezza Vostra fu costretta d'incontrare quel- 
l'istessa sorte, che incontrarono altri Sovrani d'Europa, e la Nazione 
restare priva e lontana dal suo Principe, e Padre. 

Nel colmo dell'afflizione, e confusione della Nazione la Divina 
Previdenza volle farci capitare in questo Giuseppe Dalmas con di- 
spacci di Sua Maestà Siciliana indirizzati a noi come Deputati del 
Popolo, ed altri per il Vice Ammiraglio Nelson, e Vice Ammiraglio 
Pinio Guedes di Nizza Reale ; questo accopiatosi col suo Doganiere 
Giuseppe Caruana Dingli molto operò apprò del Sacro Ordine e 
apprò di V. A. Conoscendo noi l'indole, ed attaccamento di questi 
due personaggi per L'A. V., e per il Sacro Ordine, al Dalmas deli- 
herr.ssimo nello scorso Decembre inviarlo con Dispaccio per S. M. 
Siciliana pregandola di rimandare L'A. V. ed il Sacro Ordine nel 
pristino Vostro Governo ; come pure l'incaricammo con altro dispac- 
cio per V. A. S. supplicandola di accettare le nostre umiliazioni. Ed 
al suo Doganiere deliberammo che rimanghi in questa per continuare 
a cooperarsi apprò del Sacro Ordine, e apprò di V. A. essendo per- 
suasi tanto della sua fedeltà, come del suo buon operato. 

La mala sorte volle che nel punto della partenza del suddetto 
Giuseppe Dalmas, Antonio Parnis del Zeitun unito con altri fanatici 
inimici del Sacro Ordine l'arrestò, intercettandogli i Dispacci, e dopo 
averlo assassinato lo fece condurre nelle carceri ove restò per tre 
mesi. Ed il suo Doganiere preso in arresto sulla nave Inglese del 
comandante Ball, sotto le più severe minaccie fattegli dal medesimo, 
ove durò tredici giorni, finché il mare lo ridusse all'estremità, e di 
poi fu mandato per castigo nel Comino a soffrire le stesse pene dei 
condannati, e rimase colà finche gli sopragiunse una fiera malattia 
d'avergli tolto i sentimenti, per il che fu indi trasportato in Chiesa 
nel Gozo in qualità di morto, ed atteso il copioso soccorso de bravi 
Gozitani ritornò in vita. Subito che noi ebbimo la maniera di scar- 
cerare, ed ottenere la libertà al Dalmas di potere partire, ci siamo 
pre valuti di tal favorevole occasione, di bel nuovo l'incaricammo por- 
tarsi in Trieste a piedi di V. A. S. offerendole i nostri voti e desideri 
con quelli di quasi tutta la Nazione, e per non arrischiare la sua mis- 
sione non l'abbiamo incaricato cogli opportuni dispacci. Oggi però 
umiliamo la presente a' piedi di V. A. S. supplicandola accettare i 
nostri voti, e quelli della Nazione, e questi farli vplere presso chi 
stimerà necessario, protestandoci voler vivere sotto le ali della Sua 
protezione, e sotto il suo giusto, e clemente Governo. E mentre la 
supplichiamo di non permettere, che questa Nazione resti orfana, ed 
abbandonata ci protestiamo di voler essere per sempre. 



^m — 

In testimonianza dei nostri voti, e desideri ci sottoscriviamo di 
proprio pugno. Di Vostra Altezza Serenissima. 

Malta nella Città Notabile lì io Maggio i799- 

Umi. Divmi. ed Oblimi. Servitori e Vassalli, 

Conte Salvatore Manduca affermo col mio Sigillo. 
Lo ^ co Sigilli. 

Conte Ferd. Teuma Castelletti affermo col proprio Sigillo mio. 
Lo ^ co Sigilli. 

(A/ss. 420 R. BibL) 



Documento 6j, 

Altri tentativi a favor dell' Ordine. 

Lettera al Ven. Bali Baron de Neveu. 
Eccellenza, 

Essendo io in Malta, mio Signore, non vorrei mancare di dar\'ì 
un mio ragguaglio : dunque per grazia di Dio, et del mio Sovrano, 
sono giunto in Malta il di 7* Agosto, appena sono arrivato, tutto il 
popolo mi domandava di V. Eccza. e mi domandavano del mio Prin- 
cipe, e della Sagra Religione, in prima mi domandavano del mio 
principe come si ritrova, ed in qual Stato ; poi mi domandavano for- 
temente per la Religione, se torna in Malta se si, o no ; poi mi do- 
mandano di V. Eccza. dove si trova la vostra amata persona ; questo 
me lo domandavano perchè li Maltesi sapevano che io era al servizio 
della Sagra Religione, e quasi nel intorno a me a domandare s*io già 
sapevo le circostanze dei tempi che sono molto, moltissimo critiche— 
ho negato, che era al servizio della Religione. 

Dunque ora io vi vengo a spiegare la maniera, e il difX)rtamento 
mio della mia vera fedeltà verso il mio Sovrano. Per Vostra Eccel- 
lenza d'oggi in avanti potete venire liberamente senza nessuna paura, 
e senza nessun timore, perchè avete a favor vostro più che tredici 
mila Maltesi : — queste tredici mila persone parlano liberamente a 
favor di Vostra Eccellenza e con tutto il loro cuore, vogliono assolu- 
tamente la Religione, e il Principe ; poi in generale tutta la Nazione 
Maltese vuol la Religione : e di questo che io vi dico, ve le giuro )^ 
N. Be. \^ Jurement à la Maltaisey e si mai Vostra Eccellenza volete 
venire, mandate qualche vostro riscontro, e venite da parte di Marsa- 
scirocco, e resterete attento con chi manderete, ed affiderete le lettere 
del mio Principe, perchè uno di questi giorni è arrivato Ìl pacchetto di 
lettere del mio Principe, dove il Conte Manduca si trovò dispiaciuto, 
perchè il piego dì lettere lo mandarono con un figliuolo di propriu 



— 843 — 

Casale donde potevano scuoprire tutto l'arcano del nostro Principe e 
ancora passavano delli guai le persone le quali hanno avuto le lettere; 
onde restate attenti con chi mandate le lettere per amor di Dio, che 
non succederà qualche pericolo ? Ve lo dico di nuovo, senza timore 
se volete venire, mandate qualche vostro riscontro prima, acciocché 
sapremo l'intenzione, ed il destinato giorno nel quale volete venire. 
Io ora vengo a darvi norma dei miei passi ch'io feci a favore della 
Religione : io sono stato in Città Vecchia, ed ho preso con me il 
Signor Vincenzo della Carcara, il gradenziere del mio Principe, dove 
lui mi condusse a Città Vecchia dal Conte Manduca dal Conte Teu- 
ma, dal un Mercante, ed dal Bali Debar, e da varie altre persone 
Signori, dove volevano sapere, ed assicurarsi delle vere relazioni del 
Princip)e, della Sagra Religione. Io non mi voleva spiegare, acciocché 
non mi tradiscono, perchè chi sa il buono, ed il cattivo : dunque ho 
visto veramente, che sono attaccati con grand'amore questi Signori 
alla Sagra Religione. Li diedi tutte le relazioni, e le norme, li quali 
sono a favore del Principe. Quando io ho confidato tutte le vere 
relazioni, hanno preso molto piacere, e restai quasi tutta la mezza 
giornata a parlare de le cose della Religione. Li ho raccontato anche 
laflare del Cavaliere, ed qual tradimento che fu fatto, al nostro Prin- 
cipe, tradimento che non lo sapevano : poi mi hanno invitato dal 
Signor Agostino Ciappi per il pranzo, e ho pranzato con il Signor 
Ciappi dove era il Bali Debar e abbiamo bevuto molte volte alla 
salute del Principe, e della Religione — e delle notizie, ch'io li ho 
riferiti, principiò il Bali Debar a piangere. Dopo pranzo poi si sono 
rincontrati il Bali Debas, il Conte Teuma, il Signor Ciappi dal Signor 
Conte Manduca, dove hanno fatto un parlamento fra di loro, ed io li 
risposi cosi : Se voi altri Signori veramente siete attaccati alla vera 
fedeltà, ed al vero ristabilimento tanto del Prìncipe, quanto della S. 
Religione ; veramente per far vedere Tattaccamento alla Religione, e 
al Principe Nostio, dovete dichiararvi con un piano, con il quale 
mostrate la vostra fedeltà, e stendere un vero piano senza pregiudizio 
di niente, ed in questo piano, che voi altri fate, vi sottoscrivete 
quattro di voi altri — come quattro Nobili Maltesi, e come quattro 
Comissarii, ed uno di voi altri Baroni deve far l'imbasciador, e rap- 
presentar il piano con il quale mostrate la vostra fedeltà : perchè 
quando si presenta un Nobile Maltese avanti il Nostro Principe, 
un'altra figura, e rappresentazione si mostrano gli afìari ; — questo io 
ho parlato alli Signori Baroni : — il mio parlare li piaque molto, e 
veramente hanno preso molto piacere con il sentimento che io li diedi. 
Ora speriamo che le cose come possano andar meglio, e se è una 
cosa conveniente, spero che questa riesce. E se questo riesce 
sarò a spalla del detti;) Barone ad accompagnarlo, acciocché saremo 



— 344 — 

pronti a baciar la cara mano del Nostro amato Principe, e questo 
spero che sarà grato tanto al Principe, quanto a la Sagra Religione— 
e spero che questo riesce. 

Sottoscritto l'originale: Sigismondo Dimech Portiere della Sagra 
Religione Gerosolimitana, fidel Maltese. 

(Mss. 420 R, BibL) 

Nel medesimo volume manoscritto No. 420 si leggono vari atte- 
stati di ossequiosa sommissione verso il passato Gran Maestro ed 
espressioni di desiderio che egli torni a governarli. Fra ciuesti uno, 
in data del 10 Maggio 1799 per atti del Not. Giuliano Chiappe mal- 
tese conta tra i segnatari i conti S. Manduca, F. Teuma, Martino 
Preziosi, il Mse. S. Alessi, il Dott. Gio Nicola Zammit (più tardi udi- 
tore ed intimo consigliere del Ball), il Can. Cap. Aless. Thej, tutti i 
superiori degli ordini religiosi ed il Vicario Curato di S. Paolo Giu- 
seppe Ma. Vassallo. Dei 6 Agosto 1800 si legge altro folio a favor 
del Hompesch e suo ritorno firmato dal Manduca, Teuma e vari par- 
roci e rappresentanti colla ricognizione del Notaro M. A. Portelli, 
ma questa volta i firmatari apposero alla loro sottoscrizione la riserva 
4c rimettendosi a tutto quello che stabiliranno i sovrani e alla loro 
savia deliberazione. » 

Documento 64 — Al Gozo, 

Fatto che noi qui sottoscritti certifichiamo, ed assicuriamo con 
ogni più solenne giuramento per la certa scienza del fatto mediante 
il quale oggi è publico, e notorio. Perciò diciamo che il signor 
Facondo Asciak nativo di quest'Isola del Gozo, nello scorso mese di 
Ottobre 1799, è stato per mezzo di un alberano, incaricato con potere 
ed autorità le più estese dalla maggior parte di questo Popolo Gozi- 
tano per portarsi dove risiede l'Ordine Gerosolimitano, ed il di luì 
Gran Maestro signor Fr. Ferdinando de Hompesch per fargli sapere 
la inclinazione, il piacere ed il sommo desiderio che detto Popolo 
nutre di vedere rientrato il detto Sacro, ed inclito Ordine nelle 
passate prerogative, e Sovrano Comando sopra le due Isole di Malta 
e Gozo, ambedue voler vivere sotto quel Religioso Governo già stato 
a noi per due secoli e più di sollievo, quiete, ed universale sostegno, 
non solo per aver garantito le nostre proprietà, fornendoci dei mezzi 
al loro ingrandimento, ma perchè ancora tanto avvantaggiava il Sacro 
Rito Cristiano, aumentandone sempre più i dritti ed il culto della S. 
Chiesa in grembo alla quale rendendo grazie al Supremo Ente siamo 
nati, e ci protestiamo voler morire. 

Quale commissione veniva munita non solo del potere suddetto, 
ma pure di presentarsi ai rispettivi ambasciatori, e ministri de' loro 



— 845 — 

Sovrani per interessarli nella volontà di detto Popolo, ed ottenere la 
loro protezione, e mediazione, ed indi prestare in mano di Sua Altezza 
Eminentissima e del di lui Sacro Ordine il giuramento di fedeltà, 
vassallaggio, ed ubbidienza la più sacrosanta. Essendo sul punto 
di perfezzionarsi l'accennata commissione trovandosi già sottoscritta 
come sopra si è detto dalli individui, come da più parrochi a nome 
del proprio popolo, venne in cognizione de' malevoli e malcontenti 
del detto Sacro Ordine, i quali interpretandola a loro capriccio, e 
dandole altro aspetto, presentarono al Governo odierno di Malta, che 
tramavasi un partito di sollevazione, a sogno che il giusto Governo 
prendendo quelle misure necessarie per la publica ])ace, e tranquillità, 
spedi in quest'Isola due officiali di Sua Maestà Siciliana ( che Iddio 
feliciti ) con un distaccamento di soldati per assicurarsi della persona 
di detto signor Facondo, e di qualche altro in giro incaricato per la 
consegnazione di detti atti ; il che succede con gli arresti formali, e 
con la sorpresa di tutte le sopra accennate scritture, e cosi fu con- 
dotto esso signor F'acondo nella Città Notabile in un oscuro e 
miserabile criminale ad uso trattansi i malfattori, fin quando che 
vennero esaminate e lette le dette scritture, le quali trovate non ledere 
né ai dritti di nessun Sovrano, né perturbare la publica tranquillità ; 
né tendere mai al minimo disturbo del Governo, fu ])oscia lasciato in 
piena libertà, con proibizione però di non proseguire la detta com- 
missione attese le circostanze presenti. Intanto esso signor Asciale 
dovè per il di lui zelo ed attaccamento all'Ordine Gerosolmitano 
soffrire dispiaceri non indifferenti, ed interesse non piccolo col distur- 
bo dei di lui piani, coi quali era già pronto per mettersi in viaggio ed 
adempire quanto sopra è espresso, il tutto a proprie spese. Questa è 
quella verità incontrastabile alla quale noi qui sottoscritti siamo sem- 
pre pronti ratificare con nostro giuramento. Fatto in quest'Isola del 
Gozo, oggi li 14 Marzo 1800. — Il Marchese Cav. Mesgrigny — Il Cav. 
Conir. de Fricon — Io F. Reginaldo Speranza Minor Conventuale con- 
fermo il su narrato — Io Giuseppe Speranza parroco nel Casale Zeb- 
bug del Gozo — Io Vincenzo de Piro — Io Calcedonio Speranza Primo 
Chirurgo dello Spedale del Gozo confermo come sopra, e ciò l'attesto 
per essermi stato uno di quelli che furono sottoscritti nel su nominato 
alberano. {Dal Mss. 420 della R, BibL) 

La Russia che da principio agognava il possesso di Malta, come 
ce lo dice il Ball de la Tour du Pin in una sua lettera da Pisa al 
Hompesch 20 Settembre 1798, conservata nel Mss. 418 Bibl. (i) 

(i) Propone al Gran Maestro un piano per la ripresa di Malta, 
cioè che Hompesch abbia dall' Impera tor delle Russie, desideroso che 
si rìpenda Malta, « una squadra con sette ad otto mila uomini da 

44 



— 846 — 

non perdeva occasione di complimentare riconoscere e cercar di 
guadagnarsi i capi Maltesi in sin dall'esordio della insurrezione malte- 
se a mezzo del suo console generale Mag. Federico d'Otée residente 
a Catania. 



Documento Ò5. 
La Russia ad uno dei dice generali Maltesi. 

Monsieur — Il vous est sans doute connn, combien S. M. l'Em- 
pereur mon tres gracieus Maitre s'est declaré avec energie en faveur 
de la bonne cause et combien il prend d'interet au sort de Tlsle de 
Malte, dont vous commandez si glorieusement les braves liberateurs; 
comme ancien Militaire, je Vous admire, je respecte votre Etat, 
comme bon Catolique, que le Gel que Vous invoqués a l'autel, en 
extermi nant ses cnnemis de l'autre part, Vous exance a remplir la 
tache que Vous etes impose, au milieu des difììcultés presque insur- 
montables, et qui rendront votre Noni imortel dans les fastes de 
l'histoire de la fin du i8me. Siede. 

Depuis Votre Generalat, mon tres Reverend, j'ambitionnai 
l'honneur de Vous etre utile et de Vous offrir mes services, j*eu ai 
heureusement trouvé l'occasion par Tincluse imprimée, que je vien de 
recevoir de la Legation Imperiale Russe, avec l'avis de le repandre 
comme de la part de Notre nouvel Alié, Selim. 

Je me donne l'honneur de vous tribuer le pr. exemplaire. 

J*ai fais de mon mieu pour assister Vos braves Maltais dans le 
lieu de ma residence actuelle. Malgrés quelques difficultés j'ai contri- 
bue a leur faire passer des vivres, comme vous le temoigneront 
Giuseppe Dalmas et Alexandre Tonna heureusement que ces diflìculté 
sont levés, vous pouvez, pour etre assistè, a Catane, m*adresser tous 
vos compatriotes, je les servirai comme les miens. 

Dans peu de jour, je peu vous prevenir, Monseigneur, et meme 
comme offìciellement que S. M. Sicilienne va declarer la guerre à la 
France pour garantir ses Etats des projets ìniques qu'elle meditali 
contre la ditte Majesté, et qui s'appretoient a etre mis en execution. 

Deja les Lettres de Constantinople du 25 ybr. m'annon^ent qu 
une Seconde Escadre Russe a passe les Dardanelles, elle sera inces- 
samment sùivié de notre flotille legere de la Mer Noire qui porte 30 
mille hommes. 



sbarco. A questi i 3000 pirati {sic) non potranno resistere come non 
lo potè l'Ordine alla lor venuta: si rinchiuderanno nella piazza fortiti- 
cata e saranno costretti ad arrendersi per la mancanza delle provig- 
gioni. » 



— 34*? — 

Depuis le 29 l'Escadre Portugaise etoit de retour a Naples. Je 
desire au premier jour la Redition de Votre Capitale, mais, Monsei- 
g^neur, ne me refusez pas'la grace de m'en faire part, afin d'en man- 
der immediatement Theureuse nouvelle a ma Cour Imperiale avec la 
quelle je correspond directement. V^os ordres peuvent m'etre adressé 
sous couvert de Mr. le Chevalier Xavier Landolina a Syracuse en 
Tavisant de me les faire parvenir par exprés. Daignez me donner 
l'avantage de Vous etre utile en quelque chose, mon zele Vous sera 
le garant de ma bonne volente. Je me glorifie d'etre un de Vos 
admirateur, et d'etre tres respecteusement. Catane le 12 Nov. 1798. 

Monsieur, Votre tres humble et tres obeissant serviteur 

le Major Frederic d'Otee, 

Consul general de l'Impereur de toutes les Russies en Sicile. 

A Mr. le Tres Revercnd Chanoinc Xavier Caruana, (i) 

General de l'Armce Maltaise, a Son Camp devant la Valette. 

(Originale presso il Nob. Emmanuele Caruana Gatto LL,D.) 



(i) Un ritratto del Caruana in seta, tessuto possibilmente dalla 
sua scuola di Saura, che lo raffigura in divisa militare alla foggia dei 
comandanti dell'epoca con pantaloni corti giacca e panciotto di color 
bianco foderati di rosso con spalline sciabola e capello bicorno gal- 
lonato, da credito a quanto di lui scrisse il Naudi nel suo Ricordo pub- 
licato nel 1848 che cioè egli avesse nel 1798 sull'abito clericale indos- 
sato la militare tracolla. I documenti dimostrano che egli memore 
della sua missione ecclesiastica si attreggiò più che a combattente a 
consultore, intermediario e guida nella guerra difensiva dei Maltesi, 
pur essendo riconosciuto capo del Campo di S. Giuseppe ; e ciò 
stante la sua superiorità amministrativa e la qualifica ecclesistica e di 
membro e procuratore della Cattedrale ed un tempo Vicario Capito- 
lare: a causa della quale qualilìca lo vediamo spesso a capolista delle 
sottoscrizioni nei documenti dell'epoca. Epperò non aveva torto il 
Ball a scrivere di lui al Nelson a 30 Nov. 1798. «Il Generale Caruana 
possiede qualità molto maggiori e lo si ritiene di grande integrità. Egli 
ha l'appoggio del popolo ; lo s'incolpa di assumere troppi poteri ed 
a tutta apparenza è egli che maneggia le cose delle Isole, ma ha 
mancato di prudenza pel non mettersi in comunicazione coi Deputati. > 
Gli elogi del Naudi, del Callus nella sua Storia del Zebbug e di altri, 
fatti dopo' l'esaltazione sua alla direzione dell'Università ed al Vesco- 
vato peccano a nostro parere di studiata esagerazione nell'attribuirgli 
azioni dei suoi compatriotti nel campo guerresco, nel quale non con- 
sta di aver egli prestato più che il nome. Può, tra altro, conveniente- 
mente ritenersi di esser stato egli il preside del Consiglio di Guerra. 



— 348 — 

Documento 66. 
Tradiva risorsa del Hompesch, 

Dopo che il potere politico degl'Isolani era completamente 
passato nel loro Congresso presici uto dal Ball, il quale con tale rior- 
dinamento aveva intenzionalmente distrutto l'ascendente del governo 
già residente alla Notabile, che era per tre quarti favorevole al ritorno 
deirOrdine Gerosolimitano, si volle dal Hompesch guadagnare con 
postume carezze i supposti membri diriggenti, e spediva le seguenti 



quando da questo decidcvansi le fucilazioni e le operazioni di ostilità 
non confacienti colla sua alta posizione ecclesiastica da cui merita- 
mente non prescindeva ? I fatti dimostrarono in lui destrezza politica 
e preveggenza specialmente nella parte presa per Tinnalzamento del 
paviglione Napoletano nel Decembre 1798 e più ancora nelle mosse 
che determinarono la scelta della Sovranità su queste isole. L'anta- 
gonismo tra lui e Vitale come la mancanza di maggior armonia col 
Susano col Borg e cogli altri capi impedirono una più pronta e mi- 
gliore sistemazione delle sorti maltesi. Un generale ecclesiastico dove- 
va necessariamente avere troppi intoppi nella sua azione generalesca 
derivanti dal suo stato. La qualifica da lor data di j^uerra difensiva 
alla Campagna maltese lo insinua, ed i richiami di Mag. Labini colle 
sue lettere e circolari dovevan produrre questo effetto in un timorato 
sacerdote. Due giorni prima che l'assemblea Maltese deliberasse e 
mandasse la nota deputazione a Palermo, il Caruana indirizzava al 
Nelson la seguente lettera da noi ricostruita in italiano dall'inglese 
publicato nel Daily Malta Chronicle del 22 Aprile U. S. avendoci lo 
scrittore celato il luogo di sua conservazione. 

Campo di S. Giuseppe — 5 PY'brajo 1799. 
Eccellenza, 

Il lungo inutile tempo trascorso dalla nostra preghiera a S. M. il 
Re di Napoli perchè ci soccorresse con vettovaglie, ci ha fatto [)er- 
dere ogni speranza di essere esauditi. Siam ridotti nelle più grandi 
strettezze: ricchi non esistono più, i poveri muoiono di fame; Ovunque 
malattie e morte per mancanza dei viveri. Il denaro estero non si trova 
e quello locale è scarso. Qualunque sorta di commercio è intralciato, 
e i nostri prodotti non si esportan più; siamo perciò privi di quegli 
aiuti che potrebbero fino ad un certo punto sostenerci. Tuttora a 
letto con attacco di febbre {al Campo o a casa propria nel Zeòòugfj 
l'ansietà della situazione accresce la mia malattia che potrebbe cau- 
sarmi la morte. 

Nell'Eccellenza Vostra abbiamo ognor risposta la speranza di 
nostra salvezza conoscendo l'assicurazione dataci del suo attacca- 
mento per questa infelice popolazione. 



— B49 — 

lettere che produciamo da copia autentica rilasciata a 5 Novembre 
1807 da A. Velia allora Cancelliere deirOrdine a Catania. 

Magister Hospitalis Hierusalem Sancti Sepulcri et S. Antonii 
Viennensis Mag. Fideles nobis dilecti salutem. 

Dal nostro donato Giuseppe Dalmas vi sarà rimesso questo 
nostro foglio col quale accompagniamo qualche carico di Provisioniy 
che a noi ed alla nostra Sagra Religione nelle nostre ristrettissime 



L'È. V. può star certo che giusta le apparenze noi sarem costret- 
ti tra pochi giorni di deporre le armi ed abbandonare la nostra posi- 
zione. Oh ! che sfortuna. Che disgrazia, se dopo tutto ciò che 
abbiamo fatto e si lungamente sofferto dovessimo divenire preda del 
nostro nemico per mancanza di viveri. Nelle presenti afflizioni è solo 
nell'Eccellenza Vostra che si può conHdare, e se almeno poteste 
darci un'assicurazione essa ci sosterebbe nelle molte nostre pruove. 
Sperare nella Sicilia sembra essere inutile. Tanto desumo dai lamenti 
dei vari Maltesi angariati per le difficoltà trovate nel prendere il loro 
carico a causa della quarantena e dei cattivi trattamenti. 

Voglia TE. V. avere compassione di noi nella nostra deplorabile 
sfortuna e rivolgere su di noi il benigno sguardo di una generosa 
anima inglese. Ella può esser sicuro che le mie opinioni sono condi- 
vise da tutti. Tutti domandano ajuto. Tutti fermamente credono che 
V. E. sarà per essere il loro Liberatore e comune Padre. Prego TE. V. 
di scusarmi ; ma gli oblighi verso il mio [)aese mi costringono di re- 
carle questo disturbo, e nel presentare i mici più sinceri sensi di gra- 
titudiqe e di piena e sincera stima, ho Tonore di raffermarmi col 
profondo rispetto. Ubb. Oblig. Servo, 

Can. Caruana. 

Era questa lettera in relazione ed era intesa ad appianare la via 
all'adozione del concertato piano della scelta sovranità Inglese ? Non 
più tardi del 9 Febraio il Ball indirizzavasi al Nelson « Gli abitanti 
hanno deputato tre distinti signori per presentare un memoriale a S. 
M. S. ed a V. S. chiedendo di esser posti sotto la protezione della 
Gran Brettagna durante la guerra, ed a meno che ciò si effettui ho 
ogni ragion di asseverare che essa cadrà nelle mani di altra nazione.» 
ed a 31 Marzo seguente gli ripeteva <(.... Signore la mia esperienza 
davvero mi rafferma nell'opinione e nel sentimento espressi nelle pre- 
cedenti mie lettere della convenienza, cioè, che quest'Isola venga 
CEDUTA alla Gran Brettagna... Il Congresso ha scritto sul proposito 
una lettera a S. M. S. ed altra a V. Signoria. (Vedi nota importante 
alt appendice XXIV.), I Maltesi sono predisposti in favor degl'In- 
glesi, non consentiranno d'esser ceduti ad altra nazione. Sono total- 
mente opposti alla Russia.... » 



- àòò- 

circostanze è stato possibile di poter fare in sollievo di codesta brava 
e fedele popolazione. In forza delle carte che vi saranno rimesse 
ricupererete dunque il detto carico, e a quel modo che meglio giudi- 
carete lo distribuirete alla Popolazione stessa in suo sollievo e sosten- 
tamento. Felici noi se fossimo in circostanze di mandarvi dei soc- 
corsi più proporzionati al nostro vivo desiderio, al nostro attcucanienio 
a tutta codesta Nazione, alla Nostra Paterna tenerezza per codesti 
tutti nostri sudditi e vassalli. Mediante però l'amor vostro, e la vostra 
inviolabile fedeltà, mediante la bontà e protezione, ed appoggio delle 
diverse Corti nostre Protettrici ed Amiche, ma più fidando nella mise- 
ricordia e clemenza Divina speriamo ancora di essere un giorno in 
grado di occuparci nuovameate siccome del buon essere e gloria di 
noi e dello Ordine nostro, così della gloria e della felicità della Na- 
zione Maltese, la quale ha sempre occupata tanta parte de' nostri più 
cordiali affetti. Voi altri intanto col vostro zelo pel pubblico bene 
procurate di diriggere ogni cosa al fine cui noi tendiamo con tutto lo 
studio, attività, ed insistenza, certi che un giorno abbia a risultarne, 
il più gran vantaggio comune, ed una reciproca e compita sodisfa- 
zione, nonché assicurando voi tutti insieme ed ogni uno in particolare 
come pure ogni altro che si adopri per il nostro vantaggio e decoro 
del nostro più sincero ed indelebile gradimento. Preghiamo il Signor 
che vi conservi. 

Trieste 2 Giugno 1799. Subscrit\ Hompesch. Al Conte Salva- 
tore Manduca — Conte Teuma — March. Depiro — Can. D. Save- 
rio Caruana Generale di S. Giuseppe — Emmanuele Vitale Com- 
mandante della Notabile, Signori del Governo Provisoiuo di 
Malta. 

Magister Hospitalis Hierusalem Sancti Sepulcri Domini, et S. 
Antonii Viennensis. Mag. Fidelis nobis dilecte Salutem. 

Dalli Maltesi Sacerdt. Cappno. Convte. Commend. fr. Michel- 
angelo Attard, e Giuseppe Dalmas, qui giunti ultimamente. Deputati 
verso di Noi da codesto Provisorio Governo, e dal voto quasi gene- 
rale della Nazione, abbiamo rilevato e pienamente conosciuto il vivo 
desiderio che tra voi altri tutti bravi e fedeli maltesi generalmente 
arde e predomina, perchè Noi colla nostra Sagra Religione Geroso- 
limitana del più presto ci portassimo costà a reggervi con giustizia 
equità amore e vero interessamento per la vostra Nazione non che a 
formare insieme alla nostra la vostra maggiore felicita e gloria. 
Abbiamo parimenti saputo, che voi avete non solo in parole ponun- 
ciate in ogni tempo e luogo, dimostrato a noi, ed all'Ordine nostro il 
vostro attaccamento, sempre in voi e nella vostra famiglia osservato 
non che ne' vostri maggiori ma di più dimostratolo con molti fatti 
positivi e con gravi dispendj. Per quanto ci studieremo, noi non 



— 861 — 

sapremo esprimervi mai con adeguata e bastante verità ed energia 
tutta la gratitudine nostra verso la vostra persona, e verso d'ogni 
altro di codesto provisorio governo, a tutti i quali bramiamo che voi 
in nostro nome significate i sensi più schietti ed estesi del cordial 
nostro godimento e gradimento e dell'ardente brama che abbiamo di 
darne a tutti un giorno le prove più giuste e convincenti. Non igno- 
riamo che molti altri ragguardevoli soggetti vi sono, tra cui princi- 
palmente il vostro Generale e Canonico D. Saverio Caruana che tanto 
onore si fa col comando suo ed il vostro Commandante Emmanuele 
V'itale li quali molti attestati hanno dato e vanno dando di continuo di 
lealtà, fedeltà, e sincera affezione a noi ed all'Ordine ai quali ci sarà 
pure assai grato che diate la più positiva certezza dell'animo nostro 
al maggior segno riconoscente ; lo stesso piacciavi pratticare ancora 
verso tanti altri ben degni soggetti, e persone d'ogni condizione che 
pure sappiamo esservene moltissimi con li medesimi meriti e senti- 
menti verso di noi. Il Signore Iddio esaudirà certamente il più caldo 
dei voti che sia mai stato emesso da cuore umano, se ordinerà per 
modo le cose che ancora possiamo con tutti li sforzi del nostro inge- 
gno, e dello spirito nostro, con tutto il zelo pel pubblico bene, e con 
tutta la tenerezza paterna che abbiamo sempre per voi tutti sincera- 
mente nutrita nell'animo, occuparci nuovamente del vostro ben essere 
della vostra contentezza, della vostra tranquillità e della felicità vostra 
più compita. Fortunati noi se giungerà quest'istante da noi tanto 
bramato e più fortunati quanto più presto piacerà al Cielo di condur- 
celo con quegl'avvenimenti felici che solo sono nella Sua provida 
onnipotente mano ! 

Con che aggiungendovi, che molto piacevolmente e favorevol- 
mente abbiamo ricevuto ed accolto i deputati del vostro Governo, e 
della Nazione quasi tutta, al secondo dei quali cioè al Dalmas, abbia- 
mo fino da questo momento accordato qualche segno del nostro gra- 
dimento con concedergli la nostra mezza croce ed il grado di tenente 
nel Battaglione dei nostri Cacciatori ; frattanto che migliore occasione 
aspettando per ricompensare ancora proporziona mente il Commed. 
Attard, preghiamo il Signore che vi Conservi. 

Trieste 25 Maggio 1799. Suòcrip, Hompesch. 

A tergo Magnifico Fideli Nobis dilecte Gomiti 

Salvatore Manduca. 

Malta. 



— 362 — 

XVIII. 
Oringlesi e l'Ordine Oerosolimitano 

Documento Ó7. 

{Traduzione) St. Antonio 8 Luglio 1799. 

Caro Signore, 

Dal 25 Giugno, data della mia ultima lettera a Nelson e a voi è 
occorso un sol particolare di una certa importanza, meritevole di esse- 
re riferito : 

In seguito all'accaduto che vi ho comunicato nella menzionata 
lettera gli animi dei nativi eran scossi talmente da far preve- 
dere qualche cosa di spiacevole, (i) e vi circolavano voci sulla pro- 



(i) Allude, crediamo, airinsubordinazione dei contadini. Vedi 
nota seconda della seguente lettera. Non si mancava per cautela di 
ricorrere a misure eccezzionali quali p. e. « Illmo. Signor Capno. di 
Verga — Si compiaccia spedire al Gozo per ivi restare smo a nuovo 
ordine sotto pene ben viste al Governo in caso ritorneranno senza 
il dovuto permesso : il Conte Federico Ubaldini — Emmanuele Re- 
gnaud — Salvatore Piot — f. Giovanni Zammit e Felice detto // Console. 
Pieno intanto di stima mi protesto di V. S. Ili ma. 

St. Antonio nostra residenza li 25 Giugno 1799. 

Umilissimo e Affez. Servo. 

(fto.) J. VlVION. 

Il Sargente Vestro Xiberras con la sua compagnia è comandato a 
portare dal Crendi nel Campo di S. Giuseppe a Paolo Zammit il qle. 
mesi sono era mandato in Comino, mentre che abitava nella Micabiba 
dove sta notte si è trovato nel Crendi in casa di sua moglie. Onde io 
ho eseguilo Tordi ne del presente Governo. Signor Capo ricevete a 
detto Paolo e date parte. Li 16 Luglio 1799. Di V. Obb. Servo, 

Gregorio Mifsud, Rappte. 
Al Sig. Capo di S. Giuseppe Gaetano Balzan. 
Illmo Sig. Udre. Dmo. Giudice Cap. 

Si rimette a questa Curia Paolo Zammit, ritornato senza per- 
messo in quest'Isola, a fine che si faccia in pubblico battere con nervo, 
e poi si mandi in Comino col precetto penale, che se mai ritorna sarà 
appiccato per la gola. 

Ciò eseguito si mandi copia dell'ordine ed esecuzione al Capo 
di suo Casale perchè lo faccia sapere a tutto il casale. Tali sono gli 
ordini da S. E. il Sig. Comte. Ball datimi per comunicarsi a V. S. 
Illma. della quale mi professo. Di V. S. Illma. Da St. Antonio 17 
Luglio 1799. Umo. Dmo. Serv. Uditore F. Cutajar, Seg. di S. E. 



— 863 — 

babilità di una pronta controrivoluzione da aver Inogfo per il 29 Giu- 
gno quando i capi si sarebbero trovati ad assistere alla funzione reli- 
giosa dei SS. Pietro e Paolo alla Notabile. La sera del 28 il capitan 
del porto S. Paolo venne ad informarmi dell* arrivo di una speronara 
con tre cav. di Malta, due dei quali gran croci. Venivano da Trieste 
toccata Messina. Egli permise loro lo sbarco ma immediatamente li 
rinserrò nella Torre di S. Paolo in attesa di miei ordini. Uno di essi (il 
ball Neveu) era quasi l'unico cavaliere che aveva goduto popolarità tra 
Maltesi: egli era stato il comandante del Regimento dei Cacciatori, la 
maggior parte del quale sono oggi nostri soldati. Date le circostanze 
attuali e conoscendo che T ultimo Gran Maestro aveva nellTsola un 
forte partito pronto ad agire in qualsiasi modo pur di rimettere in 
piedi l'antico governo, sicuro di incontrare le vostre vedute ho 
rimandato subito Tufficiale a S. Paolo con ordine d'impossessarsi delle 
loro carte e di scortarli con un speronara armata alcune leghe fuor 
dell'isola. Nel breve giro di poche ore mi accorsi che l'arrivo di 
questi signori aveva cagionato un movimento generale e confusione 
nell'Isola. Il Capitano del Porto la seguente mattina rapportò che nei 
pochi momenti impiegati dalla barca alla torre avevano distribuiti più 
di 50 corone alla folla assembrata, lor ripetendo di aver seco recato 
molta moneta, e che sarebbero seguiti entro pochi giorni dei battelli 
pieni di grano per sollevare le loro sofferenze. Nel loro bagaglio si 
rinvennero da cinque a sei mila scudi Maltesi che non toccammo. Tra 
le carte eravi la Storia della Rivoluzione di Malta, 1798, in Francese 
stampata a Trieste. Mi son trovato in una curiosa posizione di dover 
agire in cosi decisiva maniera, ma non dubito punto che tal mia 
azione ha risparmiato all'Isola dì divenire scena di maggior confu- 
sione di quella che già vi regna e forse di spargimento di molto 
sangue. Tale l'accaduto che considero mio dovere di far conoscere 
senza perdita -di tempo. Sono con tutta stima. Caro Signore, 

Vostro Sincero Servitore J. Vivion. 
Ad Alex. J. Ball Comandante la squadra B. d'avanti Malta. 
{Dal Pettigrew Life of Nelson voi, I, p, 314). 

Dall' «Alexander» nelle acque di Malta 17 Luglio 1799. 
Signore, 

Ho l'onore d'informare V. S. di essere agli otto del corrente arri- 
vato qui colle navi al mio comando. Malin, Capitano della «La Bonne 
Citoyenne » m'informa che dall'ultima sua a lei nessuna cosa straordi- 
naria è Accaduta. Acchiudo una lettera del tenente Vivion, la cui con- 
dotta durante la mia assenza merita i più caldi elogi. Il passato Gran 

46 



— 364 — 

Maestro ha qui un forte partito in contraposizione alle vedute deH'Im- 
peratore della Russia ; egli è protetto dall' Imperator di Germania 
estremamente geloso di Paolo che si elesse Gran Maestro. Io 
non dubito punto che egli abbia qui mandato i tre Cavalieri menzio- 
nati dal Vivion per effettuare una contro rivoluzione a fin di accele- 
rare il suo piano di impossessarsi del dominio di Malta, (i) Io inter- 
cettai nello scorso Marzo lettere del passato Gran Maestro eccitanti i 
suoi agenti qui a consolidare il suo partito con tutti i mezzi possibili, 
assicurandoli di avere la protezione dell'Imperatore d'Austria. Imme- 
diatamente io arrestai Vagente principale e lo relegai 7teir Isola di 
Cornino, dof)o aver estorto un elenco delle persone implicate, alcune 
delle quali appartengono alle migliori famiglie dell'Isola, i quali sanno 
che io conosco il loro attaccamento all'Ordine e che invigilo da vicino 
sulla loro condotta; essi perciò stanno molto quieti, e credo che molti 
sono ora partitari degl'Inglesi. 

I Maltesi sono al presente molto ubbidienti alle leggi. Durante 
la mia assenza una moltitudine si assembrò in modo riottoso ed insi- 
stette per l'abrogazione di una legge passata dal Congresso. Essa si 
presentò in tale forza che il Vivion credette prudente di cedere. Dopo 
il mio arrivo i capi ribelli sono stati arrestati e mandati in Barbe- 
ria (2) col contento dei pacifici abitanti; e confido che tale misura 
impedirà ulteriori opposizioni alle leggi dell'Isola. 

(i) Il ball di Montauraux a 13 Giugno 1799 progettava in tre- 
dici capi un piano il cui cardine era che il Gran Maestro si portasse 
senza indugio a Malta facendosi precedere da tre cavalieri di fiducia, 
e si stabilisse a St. Antonio assediando Valletta. Per tal fine e per 
disporre gli animi la deputazione maltese di ritorno nell'Isola sparger 
doveva come fu ben accolta a Trieste etc. Nel Mss. 420 della Bibl.già 
proprietà del Barone Mayer Knonau, ove trovasi tale documento, leg- 
gesi ancora la formola di fedeltà che si intendeva far sottoscrivere ai 
militari e capi della campagna a favor dell'Ordine. 

(2) Si trattò di questo incidente in una seduta del Congresso: 
^Og^\\\22 Luglio 1799 — Radunato il Congresso della maggior 
parte dei Rappresentanti in presenza di S. E. il Signor Governatore 
si è preso in considerazione l'attentato dei contadini i quali movendo 
colle loro persuasioni un gran numero di altri contadini sì presenta- 
rono nello scorso mese al signor luogotenente di S. E. per ottenere 
la sospensione del corso della giustizia riguardo li debiti per gabelle e 
canoni, e tremandosi li medesimi per ordine di S. E. al presente arre- 
stati ed imbarcati loco custodiae sul vascello comandante il blocco 
nominato l'Alessandro si è parlato della pena che li medesimi come 
rivoluzionari e complottari meritano e tutti i Signori Rappresentanti, 



— 366 — 

I Francesi hanno degli amici in Campagna, che eccitano il po- 
polo alla insurrezione, ma sono convinto che non vi riusciranno qua- 
lora continueremo a pagare gli armati contadini Maltesi. 

II presidio francese prolunga la sua resistenza nella speranza di 
un soccorso, ma quando sentirà che S. M. Siciliana è ritornato nei 
suoi dominii e la loro flotta bloccata, sono d'opinione che i soldati 
francesi costringeranno il generale Vaubois a capitolare. S[)edisco 
questa col « Benjamin », perchè le sue provisioni stanno per finire. 

Mi dico con tutto rispetto, Signore. Vostro Ubb. Ob. Servo, 

Alex. J. Ball. 
S. S. Onor. Orazio Nelson, K.B. 

Ammiraglio della Flotta Rossa. 
{Peitigrew^ loco citato p, Jf^). 



XIX. 
Dalmas e Hompesch 

( Tradmione) Doctimenio 68, 

I. — Altezza Eminentissima, 

Privato degli Ordini di V. E. dopo le mie rispettosissime inviate 
f)er via di mare, ne sono addoloratissimo. Spedisco perciò la presente a 
mezzo del corriere all'indirizzo d'un amico perchè la rimetta nelle 
mani di V. A. E. riepilogando le precedenti ed aggiungendo che 
il Signor Caruana vostro Doganiere è qui arrivato qual messo dei 
creditori con una dilazione di un mese e la garanzia di tornare entro 
questo termine per accomodarsi coi suoi creditori dopo il ritorno a 
Malta, (i) Egli ci ha confermato il ricevimento fatto al Bali Neveu 



eccettuati gli Ecclesiastici, erano di sentimento di doverli punire con 
la pena di morte inflitta dalle leggi a simili persone, ma non volendo 
il Congresso usar con loro tutto il rigore delle leggi si è pregata TE. 
S. di mandarli in esilio perpetuo nella terra di Barberia, ingiungendo 
loro la pena di morte nel caso che ardissero tornare in quest'Isola. » 
(Mss, <s.fìloccoi^ della Cattedrale), 

(i) Nella lettera del Neveu, Schanenbourg e Prepaud a Hom- 
pesch del 3 Agosto da Messina (Mss. Bibl. 418 p. 273) si legge « Il 
Doganiere Giuseppe trovasi qui da otto giorni, ha ottenuto un per- 
messo di venire ma hanno esatto una cauzione pel ritorno sulla sua 
vita. E' inaudito ciò che questo povero sventurato ha dovuto soffrire 
ma l'ha sostenuto con coraggio. Egli ha approvato la nostra decisione 
sul bastimento e sul grano, perchè ci ha assicurato che se noi l'invias- 
simo cadrebbero l'uno e l'altro preda dei nostri nemici... » 



— 356 — 

dal popolo della Campagna, il quale unito a quei del Gozo 
andavan gridando : « Viva il nostro Gran Maestro Honipesch viva il 
Nostro Bali Neveu. Oggi veramente stiam per riottenere Tantico 
nostro governo. » Vedendo partire i messi si rivoltarono contro Ant. 
Parnis e BrifTa, entrambi comandanti del Porto San Paolo, traspor- 
tandosi al punto di volerli massacrare ; ma costoro seppero insinuarsi 
e muoverli a compassione facendo lor intendere e persuaderli che il 
Neveu aveva seco dei Francesi e che la sua destinazione non era 
Malta. 

Dal Padron della speronara che portò il Doganiere ricevei noti- 
zie dei Conti Manduca, Teuma e del Marchese Barbaro ben trattati 
dal Comandante Ball che lor fece intendere di voler dare un pranzo 
a tutti i capi del governo dell'Isola e far loro sottoscrivere un atto col 
quale dopo la resa della piazza riconoscerebbero lui per loro Gover- 
natore pel corso di due anni fino alla decisione della sorte deirisola 
quando tutto sarà rientrato nella propria sfera. Ma né i Deputati nò 
il popolo sottoscriverebbero tal progetto, e di ciò io son sicuro 
perchè tutti si mostrano fedeli a V. A. E. ed all'Ordine. 

I generali Francesi Vaubois e Gauné ed altri danno per turno 
pranzi invitando gli altri. Un giorno fu invitato il Ransijat già Secre- 
tano del Tesoro. Dopo varie conversazioni cadde il soggetto sulla 
necessità di una vicina resa. Ransijat ripiglia che è meglio morir 
sotto le mura che rendere la piazza. I Generali dopo d'averlo ben 
intervistato gli replicano che dopo di aver egli tradito l'Ordine e il 
Gran Maestro, sarebbe stato capace di tradire pure la Nazione. TA 
risposta sebbene data cosi a giuoco è giusta ed atta al carattere dello 
infame Ransijat. 

Mi scrivono da Catania che il Comte. Ball va recrutando soldati 
nella Campagna pagando l'ingaggio e promettendo pezzi di terreno 
della capacità di 292 p. q. Suo progetto è di dare presto l'assalto. Si 
vocifera che a Malta non sì parla più dei Russi più che della loro 
flotta.... Jer l'altro su di un brick portoghese sono arrivati tre dele- 
gati maltesi : il Can. Caraffa un avvocato, il Signor Teodoro Cardona 
Colonello al servizio del re di Napoli ed il Ricaud ed han la missione 
di domandare al Re di Napoli soccorsi a nome della nazione Maltese. 
Il Cardona appena giunto venne a cercarmi. Attesta il malumore con- 
tro il Parnis e Briffa non solo per quel che hanno fatto a me, ma 
ancor più per il loro operato contro il Bali Neveu. Fosse costui rima- 
sto un momento ancora essi sarebbero stati massacrati perchè Maltesi 
e Gozitani s'assembrarono per andare alla spiaggia di Porto S, Paolo 
ad abbracciar e ritrovare il Neveu. Li calmarono dicendo loro che 
tornerebbe presto. Cardona pretende che questo fatto è propizio 
perchè ora la Nazione ha veduto ed è convinta dei sentimenti di V. A. 



-- 3S7 - 

E. e del Neveu. Oggi il popolo desidera più che mai l'Ordine e V. A. 
La partenza del Neveu è stata fortunata perchè già non s'ubbidiva più 
ad altri ordini che a suoi. Il popolo ci è già spiegato 'e cominciò a 
dir ad alta voce : oggi è venuto colui che sa comandarci e sarà 
lui che ci farà prendere la piazza. E' questo che fece ombra all'uffi- 
ciale inglese arrivato da poco in Malta quale inviato del re di Napoli 
per Governatore (!!) ; Ma costui non ha saputo guadagnarsi il pop>o]o 
che si è dichiarato contro di lui. Questi dettagli mi furono dati dal 
Signor Cardona, dicendo d'esser seccato della cattiva organizzazione 
del Governo Maltese, che non sa quel che si fa... 

Messina 26 Luglio 1799. G. Dalmas, Donato dell'Ordine. 

(A/ss. 418 ^. Bió/. p. 2(57). 

n. — Altezza Eminentissima, 

Quest'oggi vengo a dire che il doganiere G. Caruana ha avan- 
zato al Comte. Ball una domanda per ottenere il permesso di venire 
a piedi di V. E. (i) Compiego copie di lettere da me ricevute perchè 
V. E. sia al corrente delle novità a favore suo e dell'Ordine, ed una 
del Conte Manduca. L'abbate Bisìgnani arrivato da Palermo il 30 
assicura della protezione della Regina di Napoli accordata a V. A. ed 
all'Ordine, come del risentimento della Corte per l'alTronto fatto al 
bali de Neveu e si vorrebbe sapere l'autore della sua scacciata. V. A. 
potrà considerare le carte del Bisignani che munito di tre lettere di 
raccomandazioni della regina va a reclamare la sua commenda a 
Modena. Credo che Neveu, Schevanbourg e Prepaud partiran con lui 
per Trieste. E' giunto da Palermo altro passeggiere che si dice Mal- 
tese e pretende d'avere lettera del Re di Napoli da consegnarsi al 
Generale francese Vaubois per venire ad un accomodamento. Si 
vanta d'avere un grado superiore al Ball, ma per me è un fanfarrone 
né credo poter egli riuscirvi, i nostri vantaggi essendo superiori; Ho 
{lercio scritto ai Manduca Teuma e Barbaro perchè usino diligenza 
nell'esame delle qualità di questo individuo e m'informino |>er subito 
inlormare V. A... Il trenta u. s. è arrivata una speronara proveniente 
dal Porto di S. Paolo che racconta di essersi fatta a 29 una gran 
festa di due giorni e due notti, che si credette che fosse a causa 
dell'assalto, ma che invece si fu per solennizzare la conquista di 
Napoli. 

Mio cognato, Saverio Mifsud mi scrive che il partito di V. E. 
va crescendo tutti i giorni, e che vi sono più di 80 speronare pronte 



(i) Vedi neir esito alla nota a pag. 337 e nota App. XLIL 



— 35è — 

a mettere la vela appena si arrenderà la piazza per venire a gettarsi a 
piedi di V. A. e chiedere i suoi ordini. Non mi rimane che a presen- 
tare i miei ossèqui. Messina 3 Agosto 1799. Dalmas. 

(Mss, 41S R. Bibl. 263.) 



XX. 

Le Informazioni date dal Hompesch a Uayer 



{Traduzioni) Documento 6g, 

Signor Cavaliere, 

Dopo un silenzio di tre mesi ho ricevuto consecutivamente le tre 
vostre del 13 e 26 Gennaio e 2 Febraio. Ognuna di esse aumenta il 
grado di probabilità di un vicino cambiamento delle cose con cui i 
miei affari hanno un rapporto immediato ed intimo. 

Mi manifestate il desiderio di conoscere la relazione del Pre- 
paud. Il suo saggiorno a Malta è stato si corto che è presto detto; ma 
ciò che è seguito, è così interessante a sapersi, che sto per darvi qual- 
che dettaglio. 

I tre delegati nel portarsi a Malta mi scrissero da Messina li 8 
Luglio di essere partiti di là per Malta ai 26 Giugno, ove arrivarono 
ai 28 a quattro ore di sera. Furono interrogati dal Capitano di Porto 
Signor Antonio Parnis, il quale dopo intervistato il padrone della 
Speronara permise loro lo sbarco con divieto di allontanarsi dalla 
spiaggia prima che egli avesse dato avviso al Governo Inglese del 
loro arrivo. Discendono dunque a terra, ove sono ricevuti nel miglior 
modo possibile dalla gente della Campagna che ivi si trovava, spe- 
cialmente il Ball di Neveu che riguardavano come il loro angelo tute- 
lare e protettore. Questi delegati mi scrivono che se fossi stato pre- 
sente le lacrime mi sarebbero scorse, ma questo ricevimento fu la 
causa della loro espulsione. Quella gente attorno al Ball Neveu 
domandava perchè avesse tanto tardato a venire, che naturalmente 
sarebbe ora rimasto con loro, che li comanderebbe e tante di quelle 
espressioni che in siffatte circostanze soglionsi dire da chi desidera 
liberarsi dai mali che soffre. Ma questo loro gaudio fu corto, perchè 
dopo due ore da che eran a terra a ricevere questi complimenti del 
popolo, Sor Parnis chiama a parte il Neveu per comunicargli l'ordi- 
ne: « Mi rincresce, signori, di dovervi notificare l'ordine ricevuto di 
rinchiudervi nella torre di S. Paolo (notate che in questa stessa torre 



— 359 — 

vi erano nove condannati a morte). Mi prendo intanto la libertà di 
cedervi la mia camera dove dormirete questa notte e domattina andrò 
io stesso dal Comandante, spiegherò il motivo del vostro viaggio di 
accudire ai vostri affari privati, come mi dite, e stando cosi le cose 
spero che potrete andar dove vi piace. » Essi rimasero in questa 
camera con due sentinelle alla porta con proibizione ai proprii dome- 
stici ed al padron della speronara di poter parlar a loro. Un secondo 
ordine arriva di partire all'istante da Malta. Il padrone della spero- 
nara si protesta a causa del cattivo tempo, ma ciò non ostante si 
fanno rimbarcare e per tutta la notte ebbero una barca di guardia 
alla loro poppa, ed alle cinque di mattino, con un mare tempestoso 
ed un vento grosso, ricevono l'ordine di non approdare in alcuna 
parte dell'Isola sotto pena di morte. 

Giunti a Messina si fermano ad attendere il ritorno di una per- 
sona di fiducia mandata a Malta per indagare l'impressione lasciata 
per questi fatti. Nell'intervallo prendon lingua da altre speronare e 
vengono a sapere che il popolo fu dispiaci utissimo della loro par- 
tenza, ne domandò la causa e gli furono date dalle ragioni frivole. 
Tanto dalla lettera dei tre Relegati in data dell'S Luglio. 

Ho in seguito ricevuto da Messina lettera del Dal mas datata 26 
Luglio da cui stralcio : « E' giunto a Messina il Doganiere Caruana 
testimonio del movimentc» nella Campagna di Malta e Gozo per 
l'arrivo del Ball Neveu. Da pertutto si è gridato- Vi va il Gran Maestro 
Hompesch, viva il Bali Neveu, noi stiamo per ricevere il nostro antico 
governo — accorrono a San Paolo in frotte da ogni parte, e dal 
Gozo ancora ; e quando s'accertarono che Sor Parnis aveva fatto 
ripartire il Neveu e compagni si sono rivoltati contro di lui e contro 
un tal Briffa che col Parnis comanda il Porto di S. Paolo, e stavan per 
essere massacrati. Per calmare i Maltesi e Gozitani dissero loro che 
il Neveu aveva seco dei Francesi e non era destinato per Malta.» 

« Il 24 dello stesso mese (continua il Dalmas) sono arrivati su di 
un Brick inglese un curato, un avvocato ed un prete Maltese per 
ottener soccorsi e viveri. Erano accompagnati dal Signor Cardona, 
Colonello al Servizio del Re di Napoli nei regimenti albanesi, il 
quale all'arrivo a Messina cercato dello scrittore (Dalmas) gli dice 
che è dispiaciuto di tutto ciò che accadde al Neveu e che se questo 
Bali fosse rimasto altro tempo Parnis e Briffa sarebbero stati massa- 
crati dalla gente della Campagna e del Gozo corsa in folla per vederlo 
e che il popolo fu calmato col dirgli che il Bali aveva con se dei 
Francesi e non era venuto a Malta per rimanervi, ma che ritornerebbe, 
e che sebbene questo fatto sia stato doloroso pure è servito per mo- 
strare il voto generale della nazione e per il Gran Maestro e per 
l'Ordine. » 



— 860 — 

Il niedesitno Dalmas mi scrisse ancora il 3 ed il 7 Aj^osto, 
Quella del tre mi dice d'aver ricevuto letture da Malta che gli annun- 
ziano d'essere il mio partito in aumento per modo che più di venti 
speronare s'offrono di partire insieme per Trieste da Malta dopo la 
presa della piazza per ricevere i miei ordini. 

Nell'altra del 17 si legge « Siccome da una collina ove si segnala 
l'avvicinarsi dei battelli alla costa fu veduta il 3 1 Luglio la flotta 
Danese, la cui bandiera di poco differisce da quella dell'Ordine, il 
popolo corse a S. Paolo al grido di Viva S. Giovanni e dicendo di non 
voler essere per la seconda volta ingannato, come il fu all'arrivo del 
Neveu. Si diede quasi quasi alla disperazione quando si avvide dei- 
Terrore, cioè che lo standardo era il Danese. » Questi estratti rice- 
vono la loro conferma da un messaggio del 24 Agosto firmato da 
distinte persone, i cui ultimi versi suonano : « appare da lettera dei 
17 Luglio del Cav. de Dieme da Messina che tutto il popolo procla- 
ma l'Ordine e Hompesch, e che perciò hanno essi formato una depu- 
tazione di quattro titolati maltesi delle primarie famiglie a fin di por- 
tarsi da V. E. per rinnovare il giuramento di fedeltà e • ricondurre 
l'Ordine a Malta ». 

Mi si scrive da Catania in data dei 22 Agosto che da due giorni 
è arrivato in 27 ore un Maltese, stato già inviato al Gozo in occa- 
sione della festa dell'Assunzione dal Ball de Barres dimorante a Civita 
Vecchia a fin d'esplorare la volontà di quegli abitanti, e li trovò ben 
disposti per l'Ordine e Hompesch. Un buon numero porta la fascia 
del costume nazionale dai colori dell'insegna dell'Ordine per poter 
servirsene di bandiera al momento opportuno, ed i malintenzionati in 
esiguo numero sono capitanati dai Fratelli Baroni Fournier — i quali 
in seguito sono morti, ed il di cui padre era stato uno dei Capi della 
rivolta contro l'Ordine a Malta nel 1775. Il Bali de Bar inviò lo stesso 
Maltese a darmene informazione siccome non possonsi conveniente- 
mente far sortire lettere da Malta, (i) Nel frattempo quasi tutti i 
Maltesi che erano a Trieste presso di me sono partiti immediata- 
mente per Messina, dove arrivati alla fin di Luglio, proseguirono per 
Malta. Non vi esprimo che sensazione m'ha prodotto quello che 
questi Maltesi m'hanno detto, ma vi do un riassunto di altra lettera 
del Dalmas del 7 Decembre u. s. La morte del Ball Neveu, dice 



(i) Tale informazione gli vien data da Emmanaele Nani, (Mss. 
418. Bibl. p. 239) Catania 22 Agosto : « Mio cognato Paolo Trapani 
fabricante di ciccolatc a V. E. è arrivato ier l'altro da Malta in 27 
ore » e ripete quanto qui riporta il Hompesch, 



~ B61 — 

questa lettera, è stata di grande dolore a tutta la Campagna di Malta, 
la quale attesta la sua afTezione per l'Ordine e per me ed è tutta col- 
lera contro il menzionato Parnis, che essa considera come la causa di 
questa morte nel non averlo accolto e neiraverlo inyece scacciato. 
NeirOttobre parti da Messina j>er Malta un Maltese il quale in com- 
pagnia di un'altro aveva ottenuto la firme di tutti i parroci del Gozo, 
delle persone rispettabili e di 4000 Gozitani ; mentre nella campagna 
di Malta hanno ugualmente firmato tutti i deputati del Governo prov- 
visorio, tutti i canonici della Cattedrale e più di 5000 persone tra cui 
alcuno che ci era per Taddietro contrario : e ciò come un espressione 
dei voli della nazione di rivedermi. Prima però d'essere queste sotto- 
scrizioni inviate a me, delle spie le hanno sorprese in mano d'un 
prete, che messo in prigione, fu esiliato da Malta ; ma il pc^olo gli 
fece coraggio ed apertamente si manifestò desideroso di riavere l'Or- 
dine ed il suo legittimo principe Ferdinando Hompesch. Il tutto 
vien confermato da persone degne di fede... 

Non mi resta che p>arlarvi della lettera del ball de Barres dei 13 
Decembre 1799 da Malta. Questo buon ball, le cui infermità gli 
impedirono di partire da Malta, mi scrive che si trovò nella campagna 
al momento dell'insurrezione popolare con minaccia d'essere fucilato 
dai giacobini maltesi ; e le persecuzioni fattegli procurarongli una 
malattia colla perdita d'un occhio. Egli si protesta d'aver molte cose 
a raccontare sull'infedeltà di Maltesi di cappello perchè quei che por- 
tano solo la berretta non desiderano che l'Ordine ed il suo capo... 
Ecco, Signor Cavaliere, ciò che può aver rapporto colla missione di 
quei tre signori. 

Quello che mi dite di S. E. il Barone di Thugut è un altra 
prova dei sentimenti a mio riguardo e dell'amicizia di questo ministro 
di Stato, di cui ho ragione a non dubitare come non cesso di ripe- 
tervi. Voi non ignorate ancora. Signor Cavaliere, la mia devozione 
di vecchia data verso l'Augusta Casa d'Austria ed a tutto ciò che 
riguarda il servizio di S. M. l'Imperatore e Re, e d'aver io riposto la 
mia intera fiducia nella sua magnanimità e sua alta protezione. 

La conoscenza dei vostri sentimenti, caro Cavaliere, la vostra 
moderazione e discrezione mi hanno fatto scendere a questi dettagli, 
e mi prolungherei in essi se non fosse già troppo per una lettera ; 
solo terminerò significandovi in poche ma veraci parole la mia situa- 
zione : Da qui a pochi giorni io non avrò più con che vivere. 

Nel rinnovarvi i miei sentimenti e la mia riconoscenza sono, Sig. 
Cavaliere. Gortschach li 11 Febraio 1800. Vostro Obbmo. e Affmo. 

Hompesch. 

(Mss. 418 pag,J72 e coniinuaz. Mss, 419 pag, 24 R. Bibl), 

46 



— 3($2 — 
XXI. 

Documento jo, 
I.— S. R. M. 

Con Regal Disj)accio de' i6 del corrente Aprile ci prescrisse V. 
M. di anticipare dal fondo de' sequestri al Cav. d'Italinski Ministro 
Plenipotenziario di S. M. l'Imperatore di tutte le Russie ottomila 
onze per la rata corrente del terzo delle spese, che debbonsi erogare 
\\v\ mantenimento degli abitanti dell'Isola di Malta. Indi con altro 
Regal Dispaccio d(*' 23 dello stesso mese ci manifestò che il suddetto 
Cav. d'Italinsky le aveva fatto sentire d'essere espediente, che le indi- 
cate ottomila once si consegnassero a Lord Nelson ad effetto di 
rimetterle al Comandante Ball in Malta per l'oggetto accennato, e ci 
comandò di far subito sbancare la detta somma dal deposito rego- 
lare de' sequestri, e di farla sollecitamente consegnare al riferito Lord 
Nelson. 

Pronti esecutori de* cenni di V. M. noi curammo nello stesso 
giorno di far eseguire il disbanco, e il pagamento ordinato e le dette 
otto mila once estratte dal deposito regolare de' sequestri furono con- 
segnate dal nostro Razionale I). (Giuseppe Merlo, e spedite a Lord 
Nelson dal quale sotto lo stesso giorno ne fu fatta apoca publica. 
Rassegniamo oggi tutto ciò alla M. V. per la dovuta Sovrana intel- 
ligenza. 

Iddio conservi la M. V., e tutta la Regal Famiglia a lunghissimi 
e felicissimi anni. Di V. R. M. Palermo il di 24 Aprile 1800. 

Umilissimi e Fedelissimi Vassalli 

I Ministri Delegati all'Ammne. de' beni sequestrati. 

Tommaso Natale. 
Donato Tammaso. 

{Arch, di Staio di Palermo, R. Segr, Filza 1233). 

II. — Eccellenza, 

Feci presente al mio Sovrano per mezzo deirillre. Maestro Por- 
tulano del Regno mio immediato superiore le querele di quei Maltesi 
estrattori di poca quantità di frumenti, che andavano soggetti a paga- 
re gl'istessi diritti che si pagano nelle estrazioni di salme mille e più. 
Di risposta mi viene ordinato di sospendere da una mano l'esazione 
da tutti li estratori Maltesi garantiti dalla Bandiera Inglese della 
tratta nominata il due per cento, cioè a dire il diritto di salme due 
frumento ogni salme cento che si estraggono ; e dall'altra mano 
restituire queste esatte da Pne. Agostino Bellia dell'Isola di Malta per 



— 363 — 

la- fatta estrazione di salme cinquanta frumenti, da Pne. Giovanni 
Camilleri di Malta nella fatta estrazione di salme 12 frumento, e da 
Pne. Giuseppe Merdeca pella fatta estrazione di salme 20: frumento; 
dritto che appartiene alla Regia Corte, e che il Sovrano rilascia alli 
estrattori Maltesi. Riconoscendo io TE. V. per Superiore dell'Isolani 
Maltesi mi credo nel dovere parteciparglielo, all'oggetto di benignarsi 
far sapere questa sovrana risoluzione alli suddetti tre esattori per 
ritirare il dritto sudetto di tratta esatto, o venendo essi medesimi, o 
commissionando persone con di loro autentico atto di procura ad 
esìgere. Che è quanto mi conviene in adempimento del mio dovere. 
Mentre con ogni rispetto assequiandola divotamente nei raffermo. 

Di V. S. Noto 21 Marzo 1799. Devmo. Obbmo. Servitore. 

CoRRADiNo PiRAjxo Vice portulano. 
S. E. Sig. D. Alks. Bali-. 

Comtc. della Scjuadra Inglese in Malta 

Porto di S. l»aolo. (Dal Voi, Blocco in Caiilc) 



XXII. 



L'opposizione alla Lingua Maltese dell'Ordine 
suscitata dai Cavalieri dopo i Preliminari d'Amiens 



(Traduzione dalV inglese trasmesso dal ambasciatore di S, M. 
Br itati, presso la Corte Russa. A/ss, J^J ^- Biól. di A/alta). 

Documento 7/. 

Riflessioni su quanto riguarda l'Ordine di Malta nel Trattato 
d'Amiens. 

Se gli articoli del Trattato d'Aiiiieiis relativi a Malta non soffro- 
no alterazione : se i Maltesi stanno |)er avere una lingua ed essere 
riconosciuti cavalieri senza le prove di nobiltà, l'Ordine ha da essere 
considerato per abolito od almeno democratizzato. Al certo nessun 
cavaliere di altra lingua, che non abbia adottato i principi d*ugua- 
lianza vorrà resiedere a Malta per vedersi uguale ed anche inferiore 
ad un Maltese che forse prima gli era stato valletto. Questa 
misura favorirebbe la politica del Governo Francese, il quale verrebbe 
con ciò a godere una maggior influenza delle altre lingue riunite. La 
sola lingua Maltese sorretta da un 5000 persone, che in tempo di 
elezioni magistrali si riversassero in Valletta, e diretta dall'influ- 



— 364 — 

ehza francese, che non si lascierà mai mancare nell'isola, farebbe 
preponderare a favor del candidato Francese l'elezione del Gran 
Maestro già propugnata dalle tre voci delle lingue francesi; mentre poi 
nelle altre cose di rilievo e d'interesse le altre lingue non avrebbero 
alcun valore se non quando ed in quanto sarebbero all'unisono colla 
lingua di Malta. 

Con un tratto di penna nell'articolo X del paragrafo III vicn 
tolta Tunica risorsa finanziaria rimasta al Gran Maestro per sostenere 
miserabilmente la dignità magistrale e la sua casa. Lo si priva dei 
cespiti derivanti dalla proprietà immobiliare e dalle entrate doganali, 
ma allora che cosa gli rimane per mantenere il prestigio della posizio- 
ne ? Nulla in verità. Chi accetterebbe in tali condizioni il Magistero ? 
Nessuno fuorché un Maltese. Questo articolo darebbe così a Maltesi 
in una cogli altri privilegi e le dignità deirOrdine, il controllo supre- 
mo della giudicatura, dell'amministrazione civile e giuridica dell'Isola. 
Cosa rimarrebbe ai Cavalieri delle altre lingue che realmente formano 
la sovranità dell'Ordine ? Nulla. Questo solo articolo priva i veri 
cavalieri della loro dovuta influenza e preponderanza — di cui non 
possono abusare a causa dei particolari interessi delle differenti 
nazionalità costituenti la Sovranità — rende la corporazione demo- 
cratica del tutto dandola ai soli Maltesi. Qual sarà la conseguenza ? 
Il passato e ciò a cui quotidianamente assistiamo insegni. Cosichè il 
concedere a Maltesi un Priorato e permettere loro di divenir membri 
della sovranità mentre sembra di essere un atto di giustizia a lor 
riguardo esso apporterebbe uno schisma per la sua influenza, e perciò 
ivi è abbozzata una concessione rivoluzionaria che creandola la 
distrugge. Mosse dalle più pressanti ragioni onde evitar pericoli e 
disturbi al Governo dell'Ordine hanno gli statuti (riconosciuti da 
legislatori di essere perfetti) provveduto che nessun Maltese, ricevuto 
generalmente nella classe dei cappellani conventuali abbia voto 
nell'elezione del Gran Maestro. 

Un conventuale estero nato a Malta era privo del voto. L'Ordine 
dei Cavalieri a tenor degli Statuti mai ammetteva per suo membro 
un individuo di qualsiasi nazione (per quanto forsero buone le sue 
prove di nobiltà) se questi fosse casualmente nato a Malta. Tale 
misura era tanto sapiente quanto ispirata al sistema politico del go- 
verno dell'Ordine, e al carattere degli abitanti, alle circostanze 
locali e sopratutto alla passata esperienza (?!!) Se noi non possiamo 
ricusare di ammettere questo priorato, che sarebbe sempre di pericolo 
al Governo dell'Ordine non potrebbe eludersi coll'incorporarlo alla 
Lingua d'Italia, soggetto alle stesse leggi, e richiedere precipuamente 
che abbiano le rendite in terre e capitali fuori dell'Isole costituenti lo 
stesso, e che come altri Priorati abbiano commende pei loro cavalieri 



— 306 — 

senza toccare in alcun modo le rendite territorali di proprietà 
dell'Ordine per sostenere la dignità magistrale. I Maltesi esenti da 
ogni tassa sono stati arricchiti dalle grandi spese dell'Ordine fatte per 
la fabbrica e pel mantenimento delle opere di difesa dell'isola, per 
cui i Maltesi hanno mai nulla contribuito (i). 

II commercio francese di Levante avvantaggierebbe gli abitanti. 
Ne seguirebbe che questo Priorato Maltese darebbe inevitabilmente 
un Gran Maestro, quello cioè che il Presidente della Republica vor- 
rebbe e se vuoi anche imporrebbe col suo partito. L'invasione Fran- 
cese di Malta sarebbe allora un fatto. 

E' da ricordarsi che quei deputati, i quali come si è insinuato, 
vanno a Londra (2) per ottenere la formazione di una Lingua 
Maltese sono quei medesimi arcitraditori e gente ricchissima in Malta. 
Costoro desiderosi d'introdurre l'uguaglianza si s(mio messi d'accordo 
con alcuni cavalieri lor amici per dar l'Ordine a giacobini. E' ugual- 
mente noto che l'armata Francese era venuta nell'isola colla loro 
assistenza ed essa attesta i loro tradimenti.... Se il popolo insorse; 
se i Maltesi hanno fatto grandi sforzi per cacciare gli usur- 
patori ; se in tal circostanza si son mostrati di una fedeltà e bravura 
degne dì encomio, è nell'interesse del Governo di stabilirla. Ma pos- 
slam concludere che sempre sarà cosi ? O che divenuti membri della 
Sovranità dell'Ordine non si troverà il mezzo di farli deviare ? Chi 
può sostenere il contrario quando tal lingua ò connessa talmente ad 
una Republica che si elevò col sangue ed a mezzi di devastazioni, 
sconvolgendo il buon ordine e le leggi di proprietà ? In queste circo- 
stanze potremo ricusare al Popolo quei riguardi e i premi che tanto 
meritano ! 



(i) E' troppo interessata questa assersione contradetta dalla Sto- 
ria. Vedansi le tasse per le fortificazioni, le nonfische di beni, i feudi 
dei Maltesi appropriatisi per questo scopo, l'opera gratuita e talora 
forzata dei nativi per fabbricarle etc. 

(2) Poveri deputati, bersagliati dai membri russofili dell'Ordine e 
dallo stesso Hompesch. « 1 Maltesi che si sono portati a Londra non 
sono quello che si qualificano. Essi sono sei : il Marchese Testafer- 
rata, un certo Castagna mercante di cotone, un tal Cachia del 
Zcitun Perito Agr., un tal Mallia del Gozo oberato di debiti, 
e due preti, l'uno Mallia, maestro di scuola d'a. b. e, e l'altro ex 
capuccino di nome Ricaud. Il loro viaggio a Londra è l'effetto di un 
intrigo. » Lettera di Hompesch da Porto di Fermo 6 ap. 1802 al 
Barone Cav. Mayer. {Mss, 419. R, Dibl.) II Hompesch era patrocinato 
presso i plenipotenziari ad Amiens dal proprio nipote tenente generale 
Barone Carlo di Hompesch. 



— 866 — 

La Condotta dei loro capi, i Conte Teuma, Marchese De Pire, 
Conte Manduca, Comm. Attard e particolarmente Dalmas che nel 
Luglio 1799 fu mandato a Napoli dal Ministro Russo a Malta per 
sollevarvi un'insurrezione, come fece, non sono ugualmente meri- 
tevoli di lodi e di premi ? Non potremmo ottenere dalle corti inte- 
ressate nel ristabilimento dell'Ordine un compenso di un idenità per 
le perdite sofferte da questo popolo ; e procurare dal Gran Maestro 
grandi croci d'onore, pensioni sulle commende ed i primi posti di fidu- 
cia nell'Isola a loro che si sono così bene difesi colla loro energia e coi 
loro principi ! ! Ma se vogliamo salvare la Sovranità e l'indipendenza 
dell'Ordine nulla dovrebbe immutarsi dello stabilito negli Statuti (r). 
L'unico modo d'evitare i pericoli minacciati nel Governo si è di 
lasciare i nativi nei lucrosi uffici che finora hanno goduto dei Tribu- 
nali dell'Ordine e della Milizia ma sotto la sorveglianza e la direzione 
dei Cavalieri, cercando per quanto e possibile il ritorno dell'Ordine al 
pristino suo stato. 

Piano (di Hompesch f) sottomesso per via di Pietroburgo. 

(Traduzione dal Francese) — A ^n di terminare a soddisfazione di 
tutte le potenze l'affare di Malta fa d'uopo ridurre a tre punti le spie- 
gazioni dai darsi — I. Elezione del Gran Maestro, 2. La lingua Maltese, 
3. La conservazione dei 4 priorati di Spagna. 

Quanto alla prima si stimi valida quella da proclamarsi dal Papa. 
Riassumiamo la seconda— L'intenzione delle potenze stipulanti ad 
Amiens fu di procurare agli abitanti di Malta dei vantaggi ragione- 
voli che non presentino inconvenienti sia alla sicurezza dell'Isola 
sia al mantenimento dell'Ordine. Non fa bisogno di dimostrare 
quanto il Governo dei Gran Maestri fosse sempre benevole e paterno. 
Basterà ricordare che non esistette a Malta mai alcuna imposizione 



(i) Si propugnano questi principi da coloro che sollecitarono, 
riconobbero e proclamarono reiezione di un Gran Maestro eterodosso, 
e ciò in vivenza del Hompesch che non aveva puranco abdicato. Ma 
Paolo I li ripagò innalzando alla dignità di commendatore dell'Ordi- 
ne il Ball, che non era affatto nobile di nascita, mentre fu uno dei 
principali promotori e causa non ultima dell' impedito ritorno 
dell'Ordine in queste Isole. « C'est avcc plaisir que j'accorde a votre 
démand la Croix de Commandeur au Capitaine Ball. » Paolo I a 
Nelson 21 Dccembre 1799. Come avevan fatto già i Francesi appena 
presa l'Isola, il Ball più tardi esigeva perfino dal Mattei, Vescovo di 
Malta la promessa di non indossare alcun insegna o la croce dell'Or- 
dine di Malta. 



— 867 — 

tfìssa sotto qualunque dominazione essa fosse. L'animo del publico è a 
tavor dell'Ordine di S. Giovanni ; la maggior e sana parte degrabi- 
tanti chiama i cavalieri, e le doglianze provengono da un piccolo nu- 
mero di spiriti inquieti, animati e fomentati dai preti specialmente dal 
Vescovo di Malta Vincenzo Labini il quale in tutte le circostanze si è 
mostrato nemico dell'Ordine e della concordia. La doglianza princi- 
pale dei Maltesi è causata dalla legge che li esclude dal seno del- 
l'Ordine, e dopoché le potenze contrattanti ad Amiens se ne sono 
interessate è giusto di soddisfarli su questo punto, ma con una saggia 
riserva per non compromettere la sovranità e l'indipendenza. Non vi 
sono in Malta gli elementi necessari per formare una lingua, non vi 
ò alcun modo di rechitarla t* di sostenerla. Si potrebbe dunque nel- 
Tammettere i Maltesi nell'Ordine dar loro non una Lingua^ ma un 
Priorato da essere annesso alla lingua d'Italia e che partecipi alle 
dignitcì di questa. Questa misura sarebbe conforme al trattato di 
Amiens. Ma per non snaturare l'Ordine, per mantenere lo spirito di 
sua istituzione è necessario stabilire che le famiglie nobili di Malta 
siano le sole da ammettersi nella classe dei cavalieri, e gli altri nativi 
nella classe dei cappellani conventuali e fra serventi colle commende 
ed impieghi riservati ai medesimi. K' da notarsi che i frati conven- 
tuali sono in possesso delle posizioni di Vescovo di Malta e di Prior 
della chiesa di S. Giovanni, prelature che li rendono gran croci nati 
e lor danno posto nel Sovrano consiglio. 

Peraltro i Maltesi occuperanno non solamente per metà tutte le 
situazioni municipali e della magistratura, ma avranno diritto di for- 
mare Finterò corpo dei tribunali del sovrano dominio. L'unico privi- 
legio da riservarsi all'Ordine è di dare a tali tribunali un cavaliere 
])er presidente a scelta e nomina del Gran Maestro. Come vedesi que- 
sto è accordare ai Maltesi dei grandi vantaggi, di cui dovrebbero 
esser contenti. 

Non fa mestieri assicurare che la creazione di una lingua senza 
prove di nobiltà è impossibile e sovversiva in un*associazione com- 
posta dalla nobiltà degli stati cattolici. I Sovrani d'Europa che hanno 
nei loro stati l'Ordine non permetterebbero questa pericolosa amal- 
gamazione, e i loro nobili sudditi non vi si sottometterebbero. Già 
s'assicura che nessun dignitario vorrà arrischiarsi agli insulti ai quali 
sarebbe esposto per parte dei nuovi cavalieri Maltesi presi ad azzardo 
come i marinai — e che nessuno vorrà o potrà accettare il Magistero 
ad un tal prezzo. 

Una interpretazione chiara e precisa quale quella che viene qui 
indicata contenterà gl'interessi delle Potenze e dei Maltesi, e faciliterà 
infinitamente l'accordo generale sulle disposizioni necessarie al ritorno 



— 868 — 

dell'Ordine a Malta, che sembra indispensabile per assicurare la 
quiete generale. 

Il terzo articolo sulla conservazione dei priorati spagnuoli non 
presenta difficoltà.... {Mss. 6i6 BibL p, /p). 

Sir A, J, Ball (i) vuole la creazione della Lingua Maltese, 

(Traduzione) A Lord Horbart — 7 Febraio 1803. 

My Lord, 

Sir J. Warren l'ambasciatore presso la Corte di Pietroburgo mi 
ha comunicato un progetto relativo a quest'Isola suggerito dal Gabi- 
netto Russo. Se come conoscitore dei sentimenti dei Maltesi mi è 
permesso di esprimere la mia opinione, non esito ad affermare che 
l'adorazione di un tal piano distruggerebbe effettivamente l'indipen- 
denza di Malta. Perchè V. S. possa formarsi un giudizio mi permetto 
di dare un'idea della condizione politica dell'Isola. I Maltesi possonsi 
ora classificare in due partiti. Il primo molto numeroso consiste di 



(i) Del Ball la biografìa nel « Dìctionary of National Biogra- 
phy » edita da L. Stephen, Londra 1885 e compilata dalle carte uffi- 
ciali dell'Archivio di Stato inglese ci informa « His affectionate care 
of the Maltese was considered by many of the Engllsh settlcrs and 
place seekers impolitic and unjust, but he maiìitained ihroughout 
that we had won the island largely by the aid of the Maltese^ and 
that we held it by their free-willy as felloiv-subjects and fello7vcitizens.* 
E' un fatto che .se egli ebbe dei «torti non può negarsi che avesse dei 
grandi pregi. Se parlò quando credette veder mancanza di coraggio 
nei Maltesi, non si ristette a 23 Febraio 1799 di scrivere al Nelson 
« Sono contentissimo di osservare che i Maltesi si sono riavuti dal 
lor panico, ed ora evincono grande intrepidezza e fortezza >; E poco 
prima a 14 Febraio in una nota ufficiale al Governo della madre 
patria confessava. « I Maltesi non cesserebbero di usare tutti gli 
sforzi di cui un bravo popolo è capace per ricuperare la loro Isola. 
Eglino si posero da se stessi sotto la protezione di S. M, Britannica. > 

Pel conseguimento di uno scopo politico egli ha saputo destra- 
mente adattare le misure alle circostanze : affettando premura a 
garantire gli interessi privati dei cittadini soppiantava i publici diritti 
ed occupava destramente gl'animi con misure il cui vantaggio era 
transitorio e puramente individuale. Egli sapeva che il diritto princi- 
pale degli abitanti si è di partecipare al proprio governo e che l'acqui- 
stata libertà ed indipendenza intitolavano i Maltesi per diritto delle 
genti al benefico di una costituzione, e questo egli riconosceva nella 
Assemblea e Congresso che governava il paese nei difficili giorni del 
pericolo. Epperò l'inglese antiveggenza, dopo servitasi della forza 



— 809 - 

quelli che sono favorevoli al Governo Britannico stante la convin- 
zione che sotto di esso possono sperare la pace e la prosperità della 
Isola. Il secondo può chiamarsi partito Francese. In questo vanno 
compresi la maggioranza degli amici dell'Ordine perchè disperano 
ornai del suo ritorno o perchè s'accorgono che dallo stato di suo 
sfacelo poco possono sperare ; a questo possonsi aggiungere tutti 



di questo corpo rappresentativo, tracciava da quel momento il piano 
d'una futura amministrazione fra noi, e colui che la rappresentava 
era costretto dividersi tra il sistema che gli commetteva una funzione 
e gl'interessi dei governati compatibili coi principi di tale sistema. Si 
sapeva allora che Timpugnabilità vera e reale di Malta dovevasi alla 
benevolenza ed all'attaccamento degli abitanti e perciò nulla si 
ometteva, compatibile collo scopo finale del jKìssesso dell'Isola per 
accattivarsi le masse. Appena perciò insediatesi in Valletta le truppe 
Britanniche, il Generale Pigot emana tra gli stampati Ordini Perma- 
?ienii f Standi?tg /^u/es) per la, Gusirnìgìone di Valletta al «No. 20 
Ali Guards are to turn out, and pay the honours due to their rank to 
General Officers as often as they pass them. No. 2 1 J-/is Eminence, 
the Bisìiop of Malia y is to receive front ali guards ^ the honours due to 
a Brigadier General, No. 22 To Captain Ball, Head of the Maltese, 
ali guards are to turn outswith shouldered arms once a-day. No. 34 
AU Religious ceremonies are to be treated with due respect, ali 
guards are to turn out to the Host as often as il fiasses with should- 
ered arms, non-commissioned officers .and soldiers off duty passing 
by are to stand fast and put their hands to their hats.... John Dal- 
r>'mple A. A. G. » In altri simili ordini dei 14 Giugno 1803 si legge 
« S I^ sortiranno tutte le guardie per il Vescovo di Malta e gli 
faranno gli onori di un Brigadiere generale. § X... I rilievi non 
avranno riguardo di alcun ufficiale : ma in Paesi Cattolici Romani 
devono far alto e portar le armi quando passa la Sagra Ostia. I capo- 
rali andando coi Rilievi devono avere la bajonetta in canna. Per ordine 
del Tenente Generale Villettes » (Dalla traduzione ufficiale publicata 
nel 1806). Né poteva seguirsi altra politica quando il comandante in 
capo delle truppe del Mediterraneo Sir R. Abercromhy proclamava a 
9 Decembre 1800, indirizzandosi al Segretario di Stato Dundas: « An 
invading enemy can only approach the island on two points — in the 
Bay of St. Paul's and its neighbourhood and in the Bay of Marsa 
Scirocco. Whilst the existing batteries are kept in repair it will be 
next to impossible for any ship to come to an anchor in cither of 
ihese Bays, but the great strength of the Island must be 

CONSIDERED TO CONSIST IN THE ATTACHMENT OF THE INHABITANTS 

and the difficulty of the country — every field of two or thrce acres 

47 



— 870 — 

fr]ì inetti e scontenti della popolazione, che hanno nulla da perdere e 
tutto da guadag^nare da un cambiamento di governo. Lo spirito di 
partito, come è naturale a supporsi, è molto forte. I sentimenti di 
ognuno sono noti ed i partiggiani degli Inglesi, incoraggiti dai passi 
presi di recente nella speranza della nostra ritenzione dell* Isola hanno 
publicamente esultato. Perciò neirevento del nostro abbandono dell' I- 



being enclosed with high stone walls. The inhabitans are a brave, 
ACTIVE RACE and if they can once be firmily attached to the Govern- 
ment under which they He it will be extremely difficult to wrest Malta 
from its possession... » fOn'j^ùia/e tra i documenti nel Public Record 
Office di Ij)ndra — Colonial Office Correspondence, Malta), Muore il 
Ball a Malta a 20 Ottobre 1809. Si additi la sua tomba, riproduzione 
del monumento a Teseo in Atene, per quella di un uomo perspicace 
ed attivo che seppe valersi delle maniere semplici e della buona fede 
di Caruana, Vitale e consorti, studiandosi di terminare a precipuo 
profitto e gloria della Gran Brettagna un'impresa che i Maltesi atten- 
tarono senza pure curare se fosse plausibile la riuscita. Fino al 1789 
l'Inghilterra non aveva neppure un console residente in Malta ; il suo 
agente dipendeva dal Console Generale della Sicilia. Fu il G. Maestro 
Rohan che domandava al Duca di Lecds ministro degli Affari Esteri 
inglese per lettere dei 20 Maggio 1798 perchè a cautela degl'inte- 
ressi della sua nazione nominasse in quest'Isola un console indipen- 
dente dalla Sicilia, e vi raccomandava il Signor Guglielmo Englaiui 
allora allogiato nel Palazzo Magistrale. Leggasi la risposta in data 
dei 16 Ottobre 1789 — « Monseigneur — Je n'ai pas manquii de 
mcttre sous les yeux du Roi la lettre que Votre Eminence m'a fait 
l'honneur de m'ecrire au sujet de la Nomination d'un Consul pfltan* 
nique, qui devoit rèsider à Malte, dans la quelle Elle a bien youlu 
s'interesser en faveur de Monsieur England, a fin que ce Monsieur 
fCit nommé à cet Emploì. J'al la satisfaction d'informer Votre Emi- 
nence que sa Majesté a bien voulu agréer la nomination de Mqnsieur 
England, en conséquence de la part que Votre Eminence a daigné 
prendre en sa faveur, et que sa nomination lui est deja expedjéc. J'ai 
l'honneur d'ètre avec le plus grand respect &c. (Sd.) Leeds. » 

L* England fu quegli che procurò l'ingaggio di 482 marinai in 
servizio dell'Ammiraglio Lord Hood per l'assedio di Tolone — e pel 
qual fatto all'entrata dei Francesi in Malta egli fu carcerato per 12 
giorni e poi esiliato in Sicilia, la sua famiglia fu ritenuta in ostaggio : 
La sua casa fu saccheggiata e distrutta. A 17 Decembre 1800 Ball 
lo nomina doganiere in una col Signor L. Briffa. (Dal memoriale 
presentato al Governo 20 Gennaio 1825 ; o^i^i presso il Ma^qisirato 
Parnis), 



— 371 — 

sola sotto altre condizioni da quelle firmate nel Trattato — le uniche 
conciliabili colla partenza nostra — costoro si troverebbero nella brutta 
alternativa di vedersi abbandonati da coloro a cui ricorsero per prote- 
zione e nella disperazione dovranno implorare la misericordia della 
parte opposta, dal cui rancore hanno tutto da temere; oppure dovran- 
no spargere il sangue in una inutile opposizione. Dico inutile perchè 
sono convinto che non solo il principe di Pantelleria ma la maggio- 
ranza degli ufficiali Napoletani sono troppo ben disposti a favorire gli 
interessi della Francia per non prestare il loro aiuto. L'attaccamento 
del Vescovo |jei Francesi favorirebbe parimente i loro interessi, per- 
chè sebbene egli sia ora impopolare tra Maltesi per la sua opposi- 
zione a questo Governo, è certo che nel caso dell'evacuazione inglese 
egli riotterrà la sua grande influenza. 

Mi prendo ora la libertà colla massima deferenza di sottomettere 
a V. S. poche riflessioni sull'importanza politica che ha quest'Isola 
per la Gran Brettagna. 

L'ansietà estrema mostrata dai Francesi e di cui quotidiana- 
mente sono testimonio, di torre agl'Inglesi questa posizione non 
lascia a me dubbio che il loro scopo sia ben differente che non il puro 
adempimento del Trattato Definitivo. Da una nazione che occupi o 
controlli tutti i porti nel Mediterraneo Malta è ambita, perchè toglie 
da queste parti Tunica potenza che può ostacolare i suoi piani sull'E- 
gitto ed il Levante. Finché gl'Inglesi rimangono qui gli Stati di 
Barberia e specialmente Tunisi e Tripoli osserveranno la neutralità e 
fin a tanto che rimarranno sicuri del nostro appoggio saranno disposti 
a cooperare con noi nel frustrare le vedute di ingrandimento della 
Francia stante la lor naturale gelosia ed odio per essa. In un'altra 
guerra il possedere Malta deve essere d'importanza grande per l'In- 
ghilterra perchè per essa potremo accelerare le nostre operazioni ed 
avere influenza in ({uesta parte del mondo. Nelle precedenti guerre la 
nostra influenza continentale assicurò la neutralità degli Stati Italiani, 
ai cui porti le nostre flotte poterono ricorrere per le provvigioni ed i 
ripari ; da quelli ora saremo esclusi. Il sito scoperto al nord della 
Sardegna oflre buon ancoraggio e riparo per una flotta, e per una 
squadra d'osservazione quella stazione sarebbe particolarmente eligi- 
bile ; ma siccome le navi non vi si possono avvicinare senza passare 
nel perimetro del canone della punta di Sardegna, i Francesi o se la 
prenderebbero o la renderebbero non approdatile a noi a mezzo della 
loro influenza col Viceré. Non annoierò V. S. con dettagli dei van- 
taggi commerciali da derivarsi col possesso di quest'isola. Basta dire 
che permetterebbe alla Gran Brettagna non solo di estendere il suo 
traffico nel Levante, ma restringerebbe quello della P^rancia già dive- 
nuto considerevole... 



— 372 — 

XXIII. 
L'innalzamento dello Stendardo Napoletano. 



Documento 72. 

Copia della lettera scritta al Governo di Città Vecchia li 8 
Settembre 1798. 

« Illmi. Signori — Essendo stato o<ygi da S. E. il Comte. Ball 
per parlargli dell'inalboramcnto dello Stendardo Napolitano, mi inca- 
ricò di dirvi a suo nome, che gli mandaste domani una lettera del 
tenore della qui acchiusa equivalente sottoscritta da voi altrf e da me 
per mandarla al Re di Napoli. Questo Stendardo già come si inal- 
bora provvisoriamente per questo riflesso solamente, non può pregiu- 
dicarci in nessuna maniera come egli m'assicura. E perciò inalbe- 
randosi non si deve sparare, né fare nessun segno. La lettera per 
soddisfarlo la farete fare in PVancese. Io già ho spedito avviso cir- 
colare per i Capi di Battaglioni per non restar sorpresi della novità. 
Provvedete intanto i due Posti di tali stendardi avvisandoli di non 
sparare nell'atto delFinalboramento di tale stendardo e sorto sempre, 

Vostro affmo. servo 

Canco. Caruana (i). 



(i) Nella nostra ignoranza del luogo di conservazione del verbale 
delle sedute ^^\ assemblea riportiamo quel che scrive il Vassallo 
Storia di Malta ed. 1890 p. 646 « il Can. Caruana fece osservare nella 
assemblea che l'antico stendardo di Malta non era in allora più d'un 
emblema che ricordava una dominazione cessata da secoli, non era 
che una reminiscenza storica, mentre lo stato delle cose richiedeva 
l'aiuto e gli auspici di una potenza in vigore : che per ragioni di alto 
dominio e per ottenere presto munizioni si da guerra che da bocca 
era nella convenienza, nell'interesse anzi de* Maltesi di mettersi sotto 
la protezione del sovrano della Sicilia, proclamare per loro signore 
Ferdinando IV di Napoli, in istretta alleanza con tutte le potenze 
nemiche della Francia.... La proposta fu lodata. » Non si meravigli 
il lettore di trovar qualche variante in questi ed altri documenti, con 
cui ebbe attinenza il Caruana, da quelli riprodotti in questi giorni da 
una monografia sul medesimo, perchè in quella lo scrittore non ha 
fatto che prender di peso tali produzioni da altra recente pubi icazione 
senza prendersi la pena del confronto alle fonti od almeno accennare 
la vera sorgente donde sono stati tolti. 



— 37B — 

Eccellenza — Temendo che qui venga qualche squadra di Potenza 
che potrà forse desiderare il godimento di quest'Isola di Malta e non 
trovandole inalborato lo stendardo di S. M. il Re di Napoli, potreb- 
bero forse farne qualche tentativo, del quale pericolerebbe e la libertà 
e la remissione di S. M. neiralto Dominio, per le quali due cose espo- 
niamo noi la nostra vita medesima — abbiamo pensato d'inalborarc lo 
stendardo Napoletano, e così garantire ogni cosa. 

Ci assicuriamo che così facendo operiamo a genio di V. E. di 
cui ci diamo l'onore di soscriverci con tutto l'ossequio. 

Malta dalla Notabile lì 8 Settembre 1798. 

Unii, e Devmi. Servi 

A terg^o Lettera del Governo a S. E. Ball su lo stendardo da 
inalborarsi Dicembre 1798. 

Illmo. Signor Collega — Ci siamo portati jeri sera io e miei com- 
pagni a S. Paolo, e sul mare per portarci a bordo, ma non riuscì 
l'impresa, perchè non raggiunsimo la nave. Gli altri restarono in S. 
Paolo, ed io ritornai, e tra momenti dovrò ricalare. Intanto nella 
notte mi giunse la qui annessa lettera, ed un altra dalli Zeitunini per 
mandare le bandiere. Io ho stimato di mandare li due del Zeìtun 
prendere una per S. Paolo, ed inalberare questa mane un altro pavi- 
glione nella nostra Torre in questa Città Notabile tutte le volte che 
sia di suo piacere con ordinare tale fatto, e riverendola caramente 
mi dico 

Domenica 4 di mattina. 

Di V. S. Illma. vostro obb. servo 

E. Vitale. 

A tergo. Lettera al G. di Città Vecchia su lo stendardo. 

(Dalle minute nel Afss. 4i Blocco» neir Archivio della Cattedrale), 



XXIV. 

Ball autorizzato a presiedere al CongreBso. 
La dichiarata protezione Inglese 



Documento yj. 

Al Capitan Ball — Palermo, 28th February, 1799. 

Whereas, the Deputies from the Maltese People have represent- 
ed to his Excellency Sir William Hamilton, K.B. and myself, that the 
distracted state of dìeir Councils, frequently render it necessary to 
have some person of respectability, to preside at their meetingSy and 
that you had by your address, frequently united the jarring interests- 



— 374 — 

of diflerent Chiefs, and it being also their wish that you should preside 
at their meetings, and knoìving your conciliatory manners judgment, 
activity and zeal, which renders you a fìt person to assist and preside 
at their Councils, and it being also the desire of His Sicilian 
MaJGstyy you are^ therefore hereby penniiiedy whenever it niay be 
necessary for you to be on shore, to preside at the Maltese CouncUs, 
to leave your ship in charge of the First Lieutenant, directing him 
how to proceed, and you are at full liberty to be on shore, with the 
Maltese army, or on board your Ship, whenever you may think it 
necessary : — and His Sicilian Majestys having desired that the British 
Flag should be hoisted on ali par ts of the Island of Malta ^ as well as 
the Sicilian Flag, you are therefore, whenever a Flag-staff is erected 
to hoist the Sicilian Colours, to erect another near it, and hoist the 
English Colours thereon, in otder to viark that the Island is under 
the special prò tection of His Britayinic Majesty; (i) but whenever the 



(i) Ecco alcuni estratti verbali della seduta del Congresso sul 
proposito: « Oggi li i6 Marzo 1799. Radunato il Congresso da 
molti capi rapp. de Casali in presenza di S. £. il Comand. Ball si sono 
presentati li signori Rett. Ludovico Savoye, Bne. Gaetano Four- 
nier, e l'assessore Luigi Agius Deputati del Clero e Popolo Maltese 
recentemente ritornati dalla Città di Palermo ad hanno dato minuto 
ragguaglio di quanto hanno operato preso la Corte di S.M. il Re delle 
due Sicilie... e si sono letti ad alta ed intelligibile voce li memoriali 
da loro fatti e li dispacci regi spediti in seguito con i quali sono 
accordate al Popolo Maltese le grazie domandate, cioè a dire il per- 
messo di poter implorare la speciale pfotezione di S. M. Britannica, la 
cui squadra trovasi attualmente al Blocco della Città Valletta con 
inalberare nelle torri e batterie lo stendardo Inglese sin alla fine della 
guerra... > « Onde ricorrono, ripete il memoriale al Sovrano, alla 
paterna sollecitudine di V. Maestà perchè... voglia permettere al 
Popolo Maltese di ricorrere ad una Potenza alleata alla M. V. qual è 
S. M. Britannica la cui squadra tiene tuttavia bloccati li Francesi ad 
effetto d^ ottenere dalla medesima la sua speciale protezione e valida 
cooperazione in un affare di tanta importanza. E perchè S. M, Britt. 
potesse maggiormente interessarsi, permettere a questo popolo di 
poter inalborare sulle piazze e fortificazioni dell'Isola lo stendardo 
Inglese in sin al fine della guerra, quanto volte ciò sarà di suo piaci* 
mento... » Al che il Regio dispaccio di risposta in data dei 19 Feb. 
porta «... permette ben volentieri il Re che i popoli Malte.si uniscano 
i lor voti ed istanze a quelli di S. M. B. per mezzo del suo bravo 
ammiraglio in questi mari... ben anche che rammiraglio Lord Nelson 
giudicasse d'assumere in nome di S. M. B. per caratterizzare mag- 



— 876 — 

English Colours are holsted, the Sicilian Colours must also be hoisted 
as the saicl Island is to be considered only as under the protection of 
His Britannic Majesty, during the war. From the situition you are 
now placed in, you will naturally ìncur an additional expence, but it 
is not in our power to annex any salary to it but His Majesty*s Minis- 
ter bere, the Right Honorable Sir Wiiiam Hamilton, K.B., as well as 
myself will represent the sanie to His Majesty's Ministers in England: 
you will therefore keep an account of your expences, that they may 
be allowed to you. Nelson. 

{Nicolas, Nelson s leiiers v. j. />, 272) 



giormente la protezione che concede a quest'Isola... > Dopo questo 
permesso si rivolgono al Cav. Hamilton — « Adempiti sono i voti del 
p>opolo Maltese, S. M. il nostro Sovrano si è degnata gradire il ricorso 
dei Rapp. del Clero e Popolo Maltese da Noi qual Deputati nel Con- 
gresso dei 7 del corrente Febraio umiliato alla M. S., e condiscendere 
altresi alle domande di quel popolo, come per dispaccio ministeriale 
di S. E. il Signor Cav. Acton dei 19 del corrente. Quindi in disim- 
pegno del nostro incarico ci facciamo un dovere di ricorrere a V. E. 
come ministro Plenipotenziario di S. M. B. e supplicarla proteggere 
efficacemente quell'Isola ed operare per la sua difesa ogni maggiore 
e più esteso mezzo sotto l'ottima direzione di S. E. Mylord Nelson 
ammiraglio delle squadre di S. M. B. quale ha colmato quell'Isola sin 
adesso di tanti favori. E per caratterizzare maggiormente tale sua 
protezione volesse fin alla fine della guerra unire allo stendardo di S. 
M. il Re delle due Sicilie già inalberato su le fortificazioni e trincera- 
menti del Popolo Maltese, anche lo stendardo di S. M. B. fido alleato 
della M. S. Siciliana. Tanto ci diamo l'onore di umiliare all'È. V. 
supplicandola di gradire il profondo rispetto col quale ci rassegnamo. 

Di V. E. — Palermo 23 Febraio 1799. — Dev. Oblig. ed Os. Serv. 
li Deputnti di Malta. — Rettore Ludovico Savoye — Barone Fournier — 
Ass. Luigi Agius. — Nella nota a pag. 332 si ha il risultato di questa 
domanda. Analogo ricorso di ugual data veniva pure presentata al 
Nelson. (Mss, 4lBIocco> Calile, pp, 10-15 e Azzopardi^ Presa ecc. p, 129), 
Rammentisi qui Tatto di ratifica dell' operato dei delegati ripor- 
tato a p. 243 e l'elezione dei rappresentanti al Congresso fatta dopo 
data dai capi ai deputati questa missione, l'innalzamento della bandie- 
ra inglese insin dal 9 Febraio, e la scelta del presidente e direttore del 
Congresso e sene misuri la portata. Che anzi invertite quasi le parti, 
da ausiliare a protettore del Monarca Siculo, a 30 Maggio 1800 da 
S. Antonio il Com mandante Inglese per solennizzare la festività di S. 
Ferdinando, nome di S.M.S., avvertiva « di non trascurare l'inalbera- 



— 376 — 

Coì7te si fecero le elezioni in conferma dell'operaio del 7 Feb.ijgg, 

A dì 13 del mese Febraro 2da, Indizione 1799. 

Personalmente costituito in presenza di Noi Notaro e testimoni 
infrascritti il signor Vincenzo Borg del fu Aloisio di Birchircara ha 
esibito e presentato a me Notaro infrascritto un alberano facendomi 
istanza di registrarlo e transuntarlo e ridurlo in forma publica per 
atti miei, il tenor del quale è il seguente : — 

« A di 13 Febraio 1799 convocato l'universo popolo a suon di 
tamburro duplicatamente tanto in questo Campo tal Harhar che nel 
Casale ed avisato che elegersì dovea una persona per intervenire nelli 
Congressi che si terranno tra i Deputati di tutti i Casali, qnale perso- 



mento dello Stendardo Napoletano sulle mura della Notabile secondo 
il solito. » La Brittannica esplicita regia solenne dichiarazione ed 
approvazione della chiesta protezione si può considerare publicata 
pel proclama del Pigot in Febraio 1801, il quale come rappresentante 
di S. M. Britannica era autorizzato di assicurare ai Maltesi : « che il 
Re prendeva la nazione Maltese sotto la sua protezione etc.» Il Hard- 
man nelle sue pubblicazioni dell'Aprile scorso ci presenta altri due 
documenti, che voglionsi emanati e deliberati in una seduta del Con- 
gresso dei Rappresentanti tenuta alla Notabile a 21 Marzo 1799, 
cioè dopo risaputosi a Malta l'accordo delle tre potenze sul fatto 
dell'isola a favor dei Russi e dopo che si era chiesto dai Maltesi alle 
medesime di lasciare Ball a comandante unico per tutti in questo 
paese. Sono due memoriali o lettere, in uno stile più inglese che ita- 
liano^ con cui si fa avanzare a Maltesi di un ulteriore passo : Chie- 
dono essi al Re di Sicilia perchè conceda il ttasferimento della sovra- 
nità di giuste due Isole a S, Maestà Britannica ^ adducendo che senza 
di ciò l'isola non può ritenersi. Nella stessa data scrivono al Nelson, 
annettendo copia della predetta domanda, e dicono: Mentre soffriamo 
le pene che l'estreme presenti necessità c'impongono, ci consoliamo 
al riflesso che esse saranno eventualmente l'occasione di ottenere, 
speriamo, S. Maestà Britannica per nostro Sovrano. (Non armonizza- 
ciò troppo col progettato accordo Bali menzionato dal Cartiana Dinglif) 
Preghiamo dunque V. E. qualora S. M. Siciliana acceda alla nostra 
domanda che voglia colla più grande speditezza far giungere l'acclu- 
sa a S. E. Lord Cren ville, informando e scongiurando S. M. B. a 
volersi degnare di accettare la Sovranità di queste isole e considerarle 
qual parte del Regno della Gran Brettagna. — Di tali documenti e di 
tal cardinale passo non ci è riuscito trovare cenno alcuno nelle copie 
dei verbali delle sedute del Congresso esaminati o negli storici e cro- 
, nache del tempo, e perciò ci siamo astenuti d*usarne pel nostro argo- 






— 877 — 

na rappresenterà in detti Congressi il popolo intero e il detto Casale, 
allora il detto Popolo cosi convocato d'unanime consenso e per accla- 
mazione publica ad alta voce ha nominato e nomina per suo depu- 
tato popolare al signor Vincenzo Borg figlio di Aloisio capo di detta 
terra Birchircara e del campo tal Gharfrhar^ già dai capi di detto 
campo eletto e confermato e dandoli tutte quelle facoltà necessarie e 
popolari F)er poter venire nei Congressi suddetti, ed a futura memo- 
ria il suddetto popolo ad alta voce ha ordinato a me predetto ed in- 
frascritto Notaro che si faccia la presente dichiarazione e sottoscritta 
da me predetto ed infrascritto Notaro, affinchè abbia forza e vigore 
di publica scrittura. Onde. Ita est. — Not. Vincentius Allegretto 
Meliternus. , 

Onde a futura memoria alle istanze d(4 prodetto Vincenzo Rorg 
e di tutti quelli che hanno interesse è stato fatto da me suddetto 
ed infrascritto Notaro il presente publico instrumento di transunto da 
valere in ogni loco e tempo in Malta ed in Birchircara in presenza 
delli infrascritti testimoni — Ignazio Cutajar testimonio — Giulio Debo- 
no altro — Negli atti di Vincenzo Allegretto. 

Il segtienie documento, pieno di notizie storiche d' interesse ^ ci 
indica che la conferma del fìorg ad essere capo del Gharp^har, già 
fatta il 2 Gennaio precedente, aveva pure un altro motivo. Esso è ad- 
ditato dalla autobiografia di Luigi Sellati. 



mento in attesa della produzione degli originali per meglio esaminar- 
ne quandochesia la portata. 

Questi atti dei Maltesi verso il Sovrano di Sicilia non equival- 
gono, nelle circostanze loro, ad una partecipazione più o meno diplo- 
matica di un fatto compiuto, cioè, della fatta spontanea volontaria 
dedizione della loro terra alla Gran Brettagna, il cui vessillo già 
avevano tempo prima inalberato e la cui direzione politica avevan 
prescelto ed unicamente ubbidivano ? Non il suono delle parole o le 
espressioni di sommissione e di desiderio da Maltesi in questo rispet- 
toso documento usate; ma i fatti precursori e susseguenti in una colle • 
ragioni della delicatezza verso S. M. Siciliana prescritta e suggerita 
dal loro consigliere Ball che ci indicano la condizione ed animo dei 
Maltesi, e permettono che si vagli il loro operato. Eppure nell'elenco 
ufficiale delle Colonie Britanniche pubblicato e presentato al Par- 
lamento a 2 Maggio 1905 la data ed il modo d'incorporazione 
di Malta all'Impero Britannico è indicato « Conquest 1800. Ceded to 
Great Britain by Treaty of Paris, 18 14 ». 

4d 



— 378 — 

« Ero ufficiale in San Giuseppe sotto gli ordini del Caruana. Ero 
visitatore per quelli che uscivano dalla Città — e sopra tutte le guardie 
avanzate di giorno e di notte. Io stabili il Battaglione di Birchircara 
nel Gharghar come capo dello stesso battaglione nello stesso giorno 
della rivoluzione essendo venuti a prendermi da casa. Stava in Bir- 
chircara colla famiglia. 

Come dissi io era in Birchircara, ma veniva ogni giorno in Città 
per i miei affari perchè io era assicuratore e negoziava per Spagna. 
Nella mia casa in Bormola avevo lasciato tutti i miei capitali, avendo 
lasciato in casa un ragazzo per guardiano. Quando furono chiuse le 
porte i Francesi mi presero tutto, perchè fece la spia il ragazzo, cioè 
Scudi 60000 contanti, 'Se. 15000 ori argenti. 

PiCi d\nì anno prima che fossero venuti i Francesi l'Ordine di 
S. G. aveva istituito una guardia cìvica. Io era uno di essi, ed era 
capitano quando vennero i Francesi — ero comandante nel Ricasoli. 
Da quel forte ho voluto fare fuoco sopra una fregata Francese che 
era venuta sotto il tiro di cannone, ma con mia sorpresa la palla non 
faceva il suo corso. Allora esaminai la polverista. e trovai che gli 
scartucci o erano scarsi di polvere, o pieni di polvere di carbone. Mi 
portai con due scartucci dal Gran Maestro che li esaminò innanzi al 
suo Consiglio. Gli ho detto che non avevo neppure buccolica per le 
mie truppe (erano 900 uomini ; cioè 300 ingenieri, e 600 civici, e 
gringenieri erano comandanti da Mro. Ceilu sotto i miei ordini) allora 
mi ha dato un'ordine per le officine da dove aveva bisogno di muni- 
zioni, e mi providi così deiroccorrente buccolica, polvere etc. Ogni 
mattina (giorni cinque) avevo a dare al Gran Maestro il rapporto. 
Dopo cinque giorni ho arrestato la speronara che andava a bordo da 
Bonaparte, perchè io aveva Tordine di non lasciare uscire a nessuno 
dal Porto. Sulla speronara c'erano Tuditor Muscat, Bonanno, Possiel- 
gue ed altri, che mi fecero vedere che avevano Tordine del Gran 
Maestro e del Consiglio. Ma io dissi che senza un contrordine non 
permetterei che uscissero. Intanto andai in palazzo, trovai il Gran 
Maestro che piangeva, e mi è stato dato il contr'ordine dal Gran 
Maestro e Consiglio per lasciar uscire la speronara e sospendere il 
fuoco. 

Entrati i Francesi ho dato a loro le chiavi del forte. Ma prima 
i miei soldati (maltesi tutti) non vollero senz'altro cedere, vollero resi- 
stere, e per finire di essi li ho lasciato far consegna sulle provviste 
che avevo ; ognuno allora incominciò quello stesso giorno a pren- 
dere tutto quello che poteva, m'approfittai di tale circostanza, chia- 
mai 30 barche, ed a mano a mano li mandai via e così finì di essi. 
Venne quindi a far ciò noto al Gran Maestro e Consiglio, e mi man- 



— 3'?9 — 

darono da Gravagna ch*cra Cancelliere della ferreria per farmi pagai'e 
della spesa che aveva fatto per le barche, il quale mi disse che aveva 
finito il denaro. Lo riferii al Gran Maestro che mi mandò dal guarda- 
mancia che neppure mi pagò. 

Per non avere la soggezione d'ufficiali Francesi in casa, mi 
ritirai in Birchircara e quando scoppiò la rivoluzione ctc come sopra. — 
In Ottobre sì fece una sortita da Forte Manuel contro Gharghar. In 
quella battaglia comandava io. 

Due mesi circa dopo stabilito il battaglione in Gharghar, fìraret 
(Vincenzo Borg) ha dato due tari l'uno ai soldati per dire che voglio- 
no a lui. I soldati fecero una specie di ammutinamento, la metà restò 
per me, e la metà voleva a BrareL Ma io temendo di non essere 
sicuro più, fìnsi di andare a vedere la famiglia in Birchircara, ma 
passai in San Giusepp>e. Colà Caruana mi tenne al servizio, come 
dissi di sopra. Vi restai 13 mesi, ma poi ammalatosi mio padre, non 
andai più al Campo. » (^fss, 620 R» BibL) 



XXV, 

Conferimento delle medaglie dopo la guerra 



Documento 7^. 

F^urono conferite medaglie d'oro colla scritta Patria Liberata a 
lutti i rappresentanti dei Casali in vita nel Fcbraio 1801. II modulo 
dell'attestato di accompagno pare sia stato identico per tutti ed a 
tutti dato lo stesso giorno. Quello del Vitale trovasi esposto al Museo 
della Valletta, quel del Cachia nella Biblioteca. Abbiam vedute le 
medaglie del G. Frendo di Casal Balzan, quella del Pietro Buttigieg 
di Casal Zcbbug, quella del Caruana ed i ritratti del Vitale, del F. 
Castagna, e del Borg colle dette medaglie appese al petto. Sappiamo 
che il Prof. Pisani ne possiede due, e la fu Sigra. L. Strickland un 
altra. I seguenti due attestati ne indicano altri due ix)ssessori. 

Noi Alessandro Giovanni Ball Governatore dell'Isola di Malta e 
Gozo — Atteso il merito di voi Saverio Zarb e zelo dimostrato nella 
difesa della Patria lì 2 Settembre 1798 contro i Francesi, ed atteso il 
vostro coraggio nell'esservi offerto per Rappresentante degli abitanti 
di Casal Attard per formarne un Congresso ne* tempi più pericolosi 
della Rivoluzione. 



— 'òm — 

Pertanto vi accordiamo il presente, insieme con una medaglia 
d'oro, affinchè serva a voi unitamente con la vostra famiglia di una 
eterna memoria, e onorevole considerazione. Dalla Segreteria di Sua 
Eccellenza lì 9 Febraio 1801. 

L. ^ S. Alex. J. Ball. 

(Mss, 570 R, DibL p, 22) 

Noi Alessandro Giovanni Ball Governatore della Isola di Malta 
e Gozo. 

Atteso il merito di voi Stanislao Gatt, (i) e zelo dimostrato 
nella difesa della Patria li 2 Settembre del 1798 contro i Francesi ed 



(i) Il seguente documento ci da del Gatt alcune notizie. 

Noi infrascritti componenti il Comitato della Città Finto della 
Isola di Malta, ed altri infrascritti cittadini della medesima attestiamo 
con nostro giuramento qualmente il perillustre signor Stanislao Gatt 
rappresentante il popolo della Città Finto, e capo del Battaglione 
nell'invasione dei Francesi ha sofferto il saccheggio della sua casa, 
colla perdita ed arrubamento di tutti gii ori, argenti, gioje, danaro, 
robbe, biancherie, e provìsioni, che in essa aveva, e colla rovina e 
distruzione dei mobili che non si potevano trasportare ; essendo 
stato costretto d'abbandonarla insieme colla sua famiglia al momento 
in cui ebbe notizia dello sbarco della detta armata, che era quasi già 
arrivata in detto Casale. Fu obligato a ritirarsi nella Città Valletta, 
per mettere in salvo la persona sua, e dei suoi, a motivo che in qua- 
lità allora di Sindaco della medesima Città avea impiegato la sua 
. opera con tutto l'impegno a sistemare il Battaglione della medesima, 
distribuire le armi, e le provisioni ad effetto d'impedire lo sbarco : 
onde aveva giusto timore di essere strapazzato dalle truppe Francesi 
se l'avessero sorpreso nella di lui casa ove allora v'erano molte armi. 
Il valore poi di tutto ciò che gli fu trafugato ascende certamente a 
molte migjiaja, essendo egli, e la sua famiglia delle più ricche della 
detta Città ed aveva la sua casa fornita di molti argenti, e la di lui 
moglie e figlia fornite di gioje, e di ori di molto valore. Erano pure 
abbondantissimi la biancheria le robbe e li utensili al pari delle case 
principali d'ogni Città ; cosicché rimasero ammirati li stessi Francesi 
di tutto ciò che hanno trovato. 

Attcstiamo inoltre che in occasione della rivoluzione della cam- 
l^agna contro i Francesi il detto Stanislao è stato acclamato dal 
popolo per capo e costretto ad accettare l'impiego. Nel quale dal prin- 
cipio sin al presente, per il corso cioè di quasi due annij si è diportato 



— 381 — 

atteso il vostro coraggio nello esservi offerto per Rappresentante 
degli abitanti di Casal Fornaro per formare un congresso nei tempi 
più ]:>erìcoIosi della Rivoluzione ; Pertanto vi accordiamo il presente 
insieme con una medaglia d*oro, affinchè serva a voi unitamente con 
tutta la vostra famiglia di una eterna memoria, e di onorevole consi- 
derazione. Dalla Segreteria di Sua Eccellenza 9 Febraio 1801. 

L. >Jj S. Alex. J. Ball. 



con tutt'esittezza disinteresse ed impegno sacrificando non solamente 
sua quiete, e la sua salute con assidua assistenza di giorno e di notte 
nelle trìncere, nel campo, ed in tutti i posti li più pericolosi, ma pure 
il suo interesse con abbandonare la casa ed i suoi beni, e con sommi- 
nistrare del proprio effetti y e danaro per sostentamento del Battaglio- 
ne ; cosicché è incalcolabile la perdita di danaro che egli soffri per la 
causa — con i|K>tecare i proprj beni in somma considerabile in atti 
public! per sostentamento del suo Battaglione, persuadendo anche 
le altre persone facoltose della detta città a fare il simile. E ciò Tatte- 
stianK) per esser pienamente informati di tutto ciò di scienza essendo 
compatriotti del medesimo, e testimoni oculari dell! fatti su esposti, 
e delle sue operazioni. In fede di che ci sottoscrìviamo di proprio 
puf^no. In Malta e nella Città Finto, oggi li 9 Ottobre 1800 — Io Sac. 
Benigno Gauci Provveditore del Battaglione Fornaro attesto il su 
narrato sia più che vero — Io P. Emmanuele Micallef Deputato — Io 
Salvatore Sciberras Deputato — Io Sac. Giuseppe Psaila attesto essere 
il su narrato verissimo — Io Sac. Mario Sammut attesto che il su 
narrato, è verissimo — Io Sac. Salvatore Casba attesto che il su narrato 
è più che vero — Io Sac. Filippo Borg attesto il su narrato — Io Sac. 
Giovanni Micallef attesto il su narrato — Gio Batta Lasperanza attesto 
come sopra — Giovanni Casba attesto come sopra — Ignazio Farrugia 
attesto più che vero il su narrato — Can. Gio. Casba attesto il su nar- 
rato è verissimo. Extrahatur copia ed parti restituatur — S. Scifo So. 

Die 16 Septembris 1809 per D. Stanislaum Gatt presentata fuit 
et est presens scriptura et recepta, fuìtque ex ea extracta integra copia 
eidem D. Gatt restituta juxta decretum Periti. D. ludis. per in ea. 
Unde. Ita est Not. Antonius Psaila MeL Nat, 

Addi II Decembre 1836. 



— 882 — 

XXVI. 

Tentato Plebiscito a favor della Francia 



Liberté 



Documento y^, 

Republique 
Francai se 

Commìssion de Government, 



Egalité 



Sessione de' 25. Messidoro di mattino anno 6 della Repubblica 
Francese. Malta 13 Luglio 1798 — (antico stile). 

La Commissione del Governo, vista la petizione della Municipa- 
lità dell'occidente, e sapendo che molti cittadini hanno individual- 
mente manifestato il desiderio di vedere le Isole di Malta e Gozo 
riunite alla Francia, per formare un dipartimento. 

Considerando che per riuscire d'una maniera analoga ai loro 
desiderj, conviene che vi sia un registro aperto in ciascheduna Muni- 
cipalità, nel quale potranno inscriversi li Cittadini, che desiderano 
questa riunione. 

Dopo aver sentito il Commissionario del Governo Francese. 

Stabilisce : 

Ogni Cittadino Maltese è in libertà di manifestare il suo desi- 
derio di vedere il suo paese riunito alla Repubblica Francese. 

Ogni Municipalità aprirà a quest'effetto un registro, nel quale li 
Maltesi, che desidereranno (|uesta felice riunione potranno farsi 
inscrivere. 

Il Presidente della Commissione, Bosredon Ransijat. 

Per il Presidente : Il Segretario Generale, Doublet. 

Per Copia conforme il Presidente della Municipalità, Liureri. 

11 Segretario, Amabile Vella. 

Fcco il risultato di questo tentato plebiscito. 

« Il Commissario suddetto che da ogni novità incontrava oppo- 
sizioni fondate su li [)atti della recente capitolazione, ha creduto 
di chiedere e troncare alli Maltesi ogni giusto motivo di doglianza 
per tali innovazioni, con proporre al pubblico il progetto di riunire 
queste due Isole alla Repubblica Francese, esagerando i vantaggi che 
alla nazione risultavano da tale incorporazione, e fece aprire una 
sottoscrizione nelle municipalità delle quattro Città affinchè si ricevei- 



— 388 — 

sero i voti delli nazionali colle loro sottoscrizioni. Accorse nna molti- 
tudine mal accorta, che si sottoscrisse senza accorgersi che il progetto 
ancor non era messo in iscritto nel libro destinato per queste sotto- 
scrizioni, ma si era lasciato in bianco il foglio, che dovea contenerlo, 
onde dopo ottenute le sottoscrizioni poteva essere riempito in un 
senso forse opposto alla volontà dei sottoscriventi ; per il che sopra- 
giunti alcuni, ben avveduti soggetti, ed accorgendosi di tale irrego- 
larità, si sono protestati, che non dovevano attendersi simili sotto- 
scrizioni prima, che fosse messa in iscritto la proposizione, e che non 
si sarebbe accettata, se non sotto la condizione di dover rimanere nel 
loro vigore i patti convenuti nella capitulazione ; anzi fu immediata- 
mente dalli medesimi riempito il vuoto lasciato nel primo foglio in 
ta^e forma da non potersi più dubitare, che si dovevano c»sservare le 
convenute condizioni in favore dei Maltesi, della loro Religione, e 
della loro proprietà. — Ciò fu sufficiente perchè più non si parlasse di 
tal progetto, vedendo deluso l'artiticio usato per tirare nell'inganno la 
nazione. » Dagli scritti inediti del (ìiudico I)r. Vincenzo Bonavita, 
testimonio oculare. 



XXVII. 
Somma del breve di Gregorio XIII— Beni ecclesiastici (1) 



Documento yó. 

< Diletto figlio salute ed apostolica benedizione. Avete edificata 
dalle fondanienta la Chiesa di San Giovanni in Valletta e vi avete 
già destinato dei Sacerdoti per ufficiarla, ora ci dite che vi mancano i 



(i) Il Marchese Alfredo Mattei LL.D., nella sua stampata espo- 
sitiva 4c Claims of H. G. The Archbishop of Malta on behalf of the 
Pious Trusts of the Church of Malta — .Malta 1895 » enumera alcuni 
dei beni dell'Ordine colla loro approssimativa valutazione. Agl'uffi- 
ciali governativi incaricati dell'amministrazione di questi beni venne 
lo scrupolo insin dai primi giorni dell'occupazione Britannica, ed ai 
25 Settembre 1800 movevano tra altri i seguenti due quesiti risoluti 
dal Comando a 25 Decembre seguente « 3. Se detti amministratori 
debbano più ingerirsi nelli beni altre volte appartenenti alla Revda. 
Fabbrica e del Sto. Officio, e quale deve essere la lor sorte per l'avve- 
nire : Risoluzione — Li beni della Fabbrica e Sant'Officio devono 



-. 384 — 

mezzi per dotare quest'arra della vostra pietà e questo esempio ai 
futuri vostri confratelli, e ciò a causa delle gravi spese incorse nella 
sua costruzione e nella difesa dell'Isola. Chiedete perciò di poter 
applicare in dote di detta chiesa e per mantenimento dei suoi uificianti 
tutti i beni di qualsiasi natura che sono pervenuti o perverranno alla 
Camera Magistrale per contìsca dei dichiarati eretici. Desiderosi noi 
di vedere completata questa insigne opera vi accordiamo, vita vostra 
perdurante, tutti e singoli i beni coi loro frutti rendite e proventi di 
qualsisieno persone cadute nell'eresia, i cui beni per sentenza dell'in- 
quistore di Malta fossero state o saranno per essere confiscate e devo- 
lute alla Camera Magistrale, e ciò fjerchè s'incorporino e rimangano 
annessi a detta Chiesa e ne formino perpetuamente la sua dote ed il 
sostentamento dei detti ufHcìanti. 

Sarà pertanto lecito ai predetti sacerdoti d'appropriarsi dei frutti, 
rendite, proventi, diritti, emolumenti provenienti da detti beni in qual- 
siasi futuro tempo senza bisogno della licenza dell'Ordinario locale o 
di altra Apostolica Autorità dopo che voi od i vostri successori avrete 
fatto tale applicazione, annessione e trasferimento 

Roma, dalla Basilica di S. Pietro 11 12 Luglio 1577. * 

Avuta quest'autorizzazione pontificia fra Fed. Les Vesque de la 
Cassiere pei rogiti di Matteo Brifia a 28 Novembre dello stesso anno 
ed ai 15 Decembre 1580 applica i beni cosi pervenutigli, tra cui quei 
del Matteo Falzon, Antonio Manduca in una con quei dello spoglio 
del Decano della Cattedrale Luca Xara e di altri. 

Lo stesso fondatore sui beni dotati impone celebrazione di messe 
quotidiane, di anniversari, accensione di lampade etc. Seguendo il suo 
esempio altre non poche fondazioni, oberate di pesi, vedonsi aggiunte 
da frati d'ogni nazionalità e Maltesi, tra cui quella del Lomellini per 
l'Oratorio per atti Pietro Fiore 1689, Luigi Bisaura a 5 Decembre 
1663, C. Pasqualino per atti G. Simon io Settembre 1698, G. Pereira 
4 Novembre 17 io, C. Bellot 2 Marzo 161 1, Marradas nel 1637 per il 
consumo delle candele, C. Passalaqua, O. Solaro, G. Verdelin, F. 
Abela, Prospero Lo Preste, B. Cabrerà, D. Gloria, Perdicomati e 



essere amministrati dai pubblici amministratori e le rendite da loro 
esatte : restando in cura di Sua Eccellenza d'intendersela colla Santa 
Sede. 5. Per il buon ordine e regolamento dell'amministrazione si 
domanda la norma riguardo le case, botteghe e mezzanini spettanti al 
Tesoro e Fondazioni in oggi occupate dalli signori officiali e truppe 
Inglesi.... Risoluzione — Si faccia da periti la liquidazione degli affitti 
che meritano li fondi nel quesito contenuti, e si consegni a Sua 
Eccellenza, » 



— 885 — 

é 

V 

Giansolè (due antenati deirattuale conte della catena) etc. Tra i pesi 
fì^urano suffragi per i Gran Maestri La Valletta, per cui si pagavano 
scudi 54 insin dal 15H4 dal protìtto delle rendili' del Boschetto, Penl- 
/oò\ Caraffa^ Afanov/, per Mattia Preti — il jnttore della chiesa — Puget. 
Caterina Vitale, che lasciò i beni del Monte di Piet;\ e Redenzione, etc. 
L'amministrazione di (jueste fondazioni pie a tempi dei cavalieri dopo 
il decreto de! i2Gennajó 1660 rimase divisa in due procure chiamate 
Anziana e Fiernalda. L'annua rendita degli stabili in possesso del Go- 
verno civile locale nel 1893 e destinati per TuDìciatura adempimen- 
to dei pesi e mantenimento della chiesa di S. Giovanni ascendeva, 
stando alle note ufficiali dal Governo consegnate alKallora rappresen- 
tante del clero in Consiglio di Malta, ad oltre £' 2173 19. io; e quella 
destinata per il mantenimento della chiesa della Grotta al Rabato, 
dipendente dal prelato delKOrdine, a £ 458 a causa delle forti dimi- 
nuzioni subite per le alienazioni e permute operate da che tale asse 
fu dal R. Commissario Inglese a 2 Ottobre 1807 incamerato. Napo- 
leone nei pochi giorni che si trattenne in Malta, spogliata delle gem- 
me e degli ori la chiesa di S. Giovanni trovò tempo di pensare a dare 
la seguente disposizione. 

Liberto f République ) Egalité 

I Franca ise / 

Au Quartier General de Malte le 21 prairial an 6 de la Répu- 
blique une, et indivisible Bonaparte. membre de l'Istitut National: 
General en chef. 

Ordonne que TEglise de St. Jean soit mise à la disposition de 
l'Evòque de Malthe fwur servir de Concathódrale. 

Bona PARTE. 

Ai 27 dello stesso prairial V'aubois scriveva a Monsieur l'Evè- 
que de citò Valette. « En conséqiience des ordres du General en 
Chef Bonaparte, je vous prie. Monsieur, de vouloir bien faire ouvrir 
une |X>rte de L'eglise de St. Jean, aussitòt que les personnes qui doì- 
vent prendre note de tout ce qui existe dans cette église auront fini. 
Termine leur mission il auront soin de refermer L'église et vous re- 
mettront les clefs. » Salut et fraternità 

Vaubois. 

Il Vescovo col Capitolo a 24 Giugno vi funzionava pontificalmente 
per la prima volta e perciò negli atti della Cattedrale si legge alla 
seduta tenuta a 28 di quel mese che al procuratore Can. F. Sav. Ca- 
ruana si bonificavano le spese fatte nella maggior chiesa di S, Gio- 
vanni eretta in Concatiedrale ; e nella stessa seduta il Canonico 

49 



— 386 — 

Susano. « Essendo elevata la majyg^ior chiesa di S. Giovanni Battista 
in Concattedrale per jiromuovere in essa il divin culto proponeva la 
formazione di un piano per Tufficiatura della medesima ( aiti capri. 
V. ij paor, 2oy). Da Roma come si è detto in nota a pag:. i6i, si 
concedeva questo titolo di Concattedrale a 30 Agosto 1798 col nome 
dei Santi Giovanni e Paolo. Il Labini nella sua relazione pastorale 
alla S. Congregazione nel 1 800 metteva dopd il già riportato in nota 
a pag. 231 4c Fraedictus supremus Dux (Buonaparte) voluit jussitcjue 
nomen et dignitatem ecclesiae Cathedralis tribui in posterum praedic- 
tae S. Joannis Ecclesiae, et vix meis precibus obtinere, potui ut prisca 
Cathedralis et diceretur et esset Concathedralis. Addixit etiam ma- 
jorem canonkorum numerum huic novae Cathedralis paucis veteri 
relictis...» Infine gli stessi conventuali registrando le morti per tale la 
qualificavano: Die io. Octobris 1799. Nobilis commendator Fr. 
Franciscus Daurel V. Linguae Provinciae Miles anno aetatis suae 
septuagesimo obiit... cujus cadaver die sequenti delatum fuit ad Ma- 
jorem Ecclesiam S. Joannis hujus civitatis yitmc dictam Concaihedra- 
lem, ibique sepulturae mandatum. > Mss. 1949 nel Registro Publico 
Liber in quo describuntur nomina religiosoriim Ordinis S. Joannis 
HierosoL prò iemp. defunct, lygo-i^oS, — Fino allora in S. Giovanni 
non si sepellivano che i membri dell'Ordine Gerosolimitano, ma 
scacciati i Francesi non si ebbero più gl'antichi riguardi per questa 
chiesa ed a 31 Decembre 1808 si vede l'ordine del Ball per la fab- 
brica di quattro botteghe nel cimitero della detta chiesa dalla parte di 
Strada S. Lucia, e si ammisero lapidi eterogenee tra cui quella del 
Dr. G. N. Zammit, Segretario del Ball, di una donna, che sembra sia 
stata più tardi altrove trasportata, e del Conte Beaujolais, (r) Il New- 
man, in seguito Cardinale, trovatosi a Malta col Fraude nel 1833. 
quando egli non apparteneva ancora al nostro credo in una lettera 
del 26 Gennaio 1833 dice « Ever>'thing in St. John's Church is admi- 
rable » ed ai 6 Febraio seguente « St. John's Church properly be- 
longed to the Government, and might bave been made the Protestaiit 
Church, as it was buìlt by the Knights, and not part of the islands 



(i) Il Conte Beaujolais col fratello Duca d'Orleans era giunto a 
Malta sulla nave di S. M. «Volontaire» a t6 Maggio 1808 e morì di 
consumazione a 30 dello stesso mese nella casa Miari in .Strada Mez- 
zodì, oggi residenza dell'ammiraglio. 11 Duca ritornò colle sorelle a 2 
Gennaio 1809 e vi rimasero a spese del (ìoverno locale, come appa- 
risce dai vari mandati del Reg. Com. al Tesoriere. Divenuto il Duca 
re di Francia col nome di Luigi Filippo Ìe.c.^ erigere nel 1843 il mo- 
numento che si vede nella cappella di Francia in S. Giovanni in 
memoria del menzionato Conte suo fratello. 



— 387 — 

Church property (!!) ; but perhaps it was impossible for us to do 
otherwise. » Ncivman's Letters by Mozly 1898. v. i. p. 295-300. 
Questa idea della successione nella proprietà dei membri dell'Ordine 
fu portata tant'oltre che perfino la proprietà privata dei singoli indi- 
vidui fu reclamata e presa dal Governo del Commissario Ball alla lor 
morte quale diritto di spoglio, quasi fosse esso la comunità religiosa 
in e verso cui, come a madre, il professo cavaliere gerosolimitano 
aveva emesso il voto di povertà a tenor delle leggi sanzionate dalla 
Chiesa Cattolica per gli Ordini religiosi. 



XXVIII. 

Documento 77. 

Signor ministro Plenipotenziario, 

Il vostro Segretario Sigr. Macaulay à significato per ordine 
vostro al Cav. Abela attualmente ritenuto nel caste! Sant'Elmo, di 
prepararsi a partire da quest'Isola ; ho l'onore di far osservare a 
V. E. che non ha alcun dritto di esiliare un Cavre. di Malta da questa 
Isola dove la sovranità appartiene all'Ordine di San Giovanni di 
Gerusalemme ; e che solamente ne tiene attualmente in deposito il 
Governo Inglese. E se per una violazione manifesta del trattato di 
Amiens, questa Isola non è ancora restituita al suo legittimo So- 
vrano, non è una ragione per l'autorità provisoria e qui stabilita a 
nome di S. M. Brittanica di permettere di usare atti arbitrari. 

Io convengo che il fallo commesso dal Cav. Abela sia grave per 
aver maltrattato un guardiano dell'Orto Bottanico e merita esser 
punito. Ma Sigre, questa punizione deve essere legale ; Un Cav. di 
Malta non riconosce altro giudice in quest'Isola che il Gran Maestro 
dell'Ordine, o il suo luogotenente, o il Vescovo. Se V. E. avesse 
avuta la bontà d'inviarmi quest'accusa, son persuaso che sarebbe 
stato sodisfatto ed anche il Pubblico del rigore con cui avrei trattato 
il colpevole. 

Dopo che V. E. ha sostituito il potere arbitrario alla form^ 
legale della giustizia, e che non è conosciuto il diritto della giurisdi- 
zione, che resta unicamente nell'Ordine di Malta su i propri individua 
devo protestare contro l'usurpazione di questo diritto. Prego V. E« 
di esaminare bene quest'atto, e consideri il biasimo che deve risultare 
Le riflessioni istesse di V. E. lo persuaderanno sicuramente, che il 
dovere e l'onore medesimo del suo Governo l'obbligheranno a revo- 
care quest'ordine, e rimandare il Cav. Abela avanti il suo Giudice 
naturale. 



— 388 — 

Fo la domanda formalo a Vostra Eccellenza. 

Questo disprezzo affettato per l'autorità provisoria, contro il 
Sovrano legittimo di quest'Isola ardiscono ogni giorno i semplici 
particolari fargli degl'insulti. Non parlo a V. E. dei discorsi seiliziosi 
che si tengono pubblicamente contro il Gran Maestro, né delle satire 
scandalose che si fanno girare di mano in mano, e aflfigere nelle can- 
tonate contro questo Principe. Queste ingiurie sono troppo vili per 
fissare la mia attenzione. Ma un oltraggio più grave vien fatto all'Or- 
dine di Malta; hanno avuto l'insolenza ed ardire rivestire con altri 
magistrati una statua chiamata il Gigante, e che orna una fontana 
pubblica. Si aggiunge a quest'abito degli attrezzi ingiuriosi formando 
un indecente caricatura. E tutto questo Sigre. passa sotto gli vostri 
occhi senza che vi degnate fin ad ora farne attenzione, e ancor di 
più senza usare della vostra autorità per impedire quest'oltraggio a 
punirli. Mi premetta di fare osservare che il vostro governo si regola 
diversamente, mentre dovete sapere che ha messo avanti il tribunale 
di Giustizia criminale un infame libellista si per iscrizioni come |x;r 
figure che aveva insultato il Primo Console della Repubblica PVan- 
ccse. Mi pare che le Nazioni civili e i loro governi devono in tutti i 
regni riguardarsi egualmente. 

Se questo principio pare vero a V. E. la prego a nome dell'Or- 
dine di Malta e del (jran Maestro di far punire severamente gli autori 
dell'oltraggio che vi accuso. 

Prego V. E. rispondermi alli due oggetti contenuti nel presente 
foglio, mentre con la più perfetta stima sono. Malta i Maggio 1803. 
Il Luogotenente e Ambasciatore Plenipotenziario di S. A. E. 

11 Gran Maestro dell'Ordine Gemo. 

Balì Bi'zi. 
A S. E. il Sigr. Ministro Plenipotenziario 
di S. M. Britannica presso l'Ordine 

e risola di Malta. (.ì/ss. 613 No, 8 BibL) 



XXIX. 

Documento y8, 

lUmo. e Revmo. Monsignore, 

V. S. Illma e Revma. mi ha honorato colla scritta di ieri. K* esat- 
tissima la relazione che quella da di quanto è passato nell'affare del- 
l'amministrazione dei beni detti àftW Assemblea. 

Sua Eccellenza il Regio Commissario, avendo preso la risolu- 
zione di far amministrare quelli beni per gli amministratori dei beni 
pubblici e come anche ha fatto con quelli del Segreto^ per avere un 



- S8d — 

sol dipartimento, diede in quel tempo gli ordini necessari, ma sulla 
rappresentanza di V. S. Illnia. e Revma. ne sospese l'esecuzione, e 
tanto più, che t intenzione di S, E, era di mandarmi in Roma per 
trattare ai piedi di S. Santità gli affari ecclesiastici di questa isola. 
Ma nel momento quasi, che io fui per imbarcarmi, venne la novità 
della signatura degli articoli preliminari di pace fra il mio ed il Go- 
verno francese. Il mio viaggio fu sospeso, e nessuna risposta venendo 
da Roma, alla fine del mese spirato, S. E. ordinò di mettere in esecu- 
zione l'unione di tutti i beni. 

L'intenzione del Governo è, che quando l'introito di questi 
beni sorpasserà le pensioni, d'impiegare quella somma in opere pie, 
e dì sollecitare V approvazione di Sna Santità. 

Certo è che non solamente non avrebbe l'È. S. ordinato l'esecu- 
zione in questo momento ma nemmeno prima l'avrebbe progettato 
se avesse potuto avere il minimo dubbio, che in quella faccienda vi 
fosse qualsiasi circostanza che potesse dispiacere a S. Santità. 

V. S. Illnia. e Revma. puoi dare testimonianza quanto in ogni 
occasione è stato il zelo di questo Governo per sostenere l'autorità 
della S. Sede, di dare al Vescovo di Malta quella maggior dignità che 
a])partiene ad una chiesa sotto la protezione immediata del Re, e di 
mantenere in generale le cose ecclesiastiche in quello stato che più 
s'accorda colla disciplina salutare della Chiesa, e più la persevera da 
ogni nociva innovazione, avendo di mira di fare dei Maltesi buoni 
Cattolici per aver fedeli sudditi. Implorando la sua benedizione ho 
l'onore di dirmi col più profondo rispetto, Illmo. e Revmo. Monsre. 

Di V. S. Illma. Revma. 

Il più devoto ed ossequioso servo 

Guglielmo Eton. 
V'alletta, 3 Dccembre, 1801. 



XXX. 

Documento 79. 

Casal Lia i Settembre 1800 
Signore, 

Mi avete onorato di una vostra lettera con cui reclamate qual 
capo di quest'Isola il diritto di aver parte nella preparazione delle 
condizioni da sottoporsi al nemico quando fosse costretto ad arren- 
dersi e d'intervenire quindi alla segnatura della capitolazione. 

A me non è noto alcun precedente all'infuori di quello da voi 
citato in cui comandanti di truppe di nazioni differenti insieme ope- 



— 3Ò0 — 

ranti abbiamo firmato capitolazioni, e se vi presero parte, voi troverete 
che essi larari stati comandanti di truppe regolari e vi avevano a ciò 
ricevuto regolare mandato : cosa che a voi sembra mancare. Sebbene 
i Maltesi abbiano fatti grandi sforzi e moltissimo merito a loro è 
dovuto per la loro bravura e preseveranza, pure con tutti i loro sforzi 
essi non avrebbero potuto costringere i Francesi ad arrendersi senza 
l'assistenza della flotta e dell'esercito Britannico. 

E' impossibbile a me di esprimere anche per metà quale stima e 
qual valore io ponga al vostro operato in quest'Isola; la vostra perse- 
verante attenzione vi fa il più grande onore e merita di essere ricon- 
pensata. Ma al tempo istesso non posso tacervi di avere io sempre 
considerato il vostro ufficio qual uno più civile che militare e come 
tale, indipendentemente da altre considerazioni in voi non so scorgere 
alcun diritto di sottoscrivere la capitolazione. 

L'aver voi ricevuto ordine dal Nelson di issare la bandiera del- 
l'Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme nell'eventuale resa della 
Piazza, costringemi a significarvi che non ho mai udito di alcun caso 
dove paviglioni di differenti nazioni abbiamo sventolato nel tempo 
istesso su della medesima città fortificata. Eppure nello spiegare nella 
Valletta, alla resa della Piazza), la sola bandiera Britannica non s'in- 
tende recar oftesa alle Corti di Russia e Napoli ed ai Maltesi. 

(FtO.) PlGOT. 

( Traduzione degli estratti pubblicati nel Prot, Marriage Case 
appendix: tolti dal P, Record Office,) 

Tale è il riscontro dato al Ball, che indirizzavasi ufficialmente 
al Pigot dopo una conferenza in cui il Pigot gli aveva significato di 
non ammetter a norma delle istruzioni ricevute la sua ingerenza nella 
stipulazione della eventuale capitolazione. Insistette il Ball sul diritto 
d'essere sentito e rifece, ma inutilmente, la storia delle vicende oc- 
corse adducendo tra altro « Io considero i Maltesi quale un corpo 
militare distinto, che hanno assediato la Valletta per 1 2 mesi con una 
bravura e perseveranza senza esempio e senza assistenza di truppe 
straniere : al presente essi hanno 3000 soldati che occupano i posti 
avanzati e 3000 uomini di milizia pronti all'azione. Spesati di recente 
dalle corti Inglese, Russa e Napoletana, l'esclusione del loro capo 
apporterà offesa alle due Corti quanto ai Maltesi che stimano di esser- 
ne intitolati sia dal punto di vista militare quanto dal civile. » 

11 Ball invero come abbiamo veduto aveva realmente ricevuto le 
istruzioni del Nelson, ma a quelle si era soprasseduto per le mutate 
circostanze. Del Nelson abbiamo perfino che a 12 Agosto 1799 gH 
aveva intimato i termini della capitolazione : « Non vi permetto di 



— 391 — 

domandare formalmente a Vaubois di capitolare ; ma potete mandar 
un ufficiale ad intervistarlo. La guarnigione non sarà fatta prigioniera 
ma mandata in Francia colle loro armi e con hitte le insegne della 
piazza e dei reggimenti. Ma ciò devesi concedere unicamente se con 
ciò si potrà affrettare di 15 giorni, la resa siccome la guarnigione non 
potrà esser mai soccorsa » (Nelson *s letter hook in Pettigrew p. 321). 
E quanto agl'interessi Russi era chiara la lettera dell'Imperatore ai 
21 Decembre 1799 in riscontro a quella del Nelson dei 21 Ottobre 
precedente «e Monsieur TAmiral Due d'Abronté, Lord Nelson. J*ai 
recu votre Lettre du 31 Octobre. Je désire beaucoup que l'Expédi- 
tion que vous aller entreprendre contra Malthe réuscisse. Dans ce cas 
Le General Major Prince de Wolconsky avec les trois Battalions de 
Grenadiers sous ses ordres y resterà en garnisson en qualité de 
Commandant de Malthe que sera gardi jusqu' au l'arrangement dèh* 
nitif, par les troupes Russes, Anglaises, et Napolitaines. » 

Ecco quali erano allora le disposizioni Britanniche : 

Lord Gren ville ai Lordi dell'Ammiragliato. 

« My Lords, Downing Street, Qth July, 1799. 

4c In consequence of a communication which his Majesty has 
receìved from Malta, and of others which bave been transmitted to 
me by your Lordships, I have received the King's commands to 
apprize you, that if the Island of Malta shall surrender to any Naval 
force employed by his Majesty, and acting either separately or in 
conjunction with those of the Emperor of Russia and the King of 
Naples» it is the intention of his Masjest>' and his Allies, that the 
island should be restored io the knights of the Order of St, John of 
Jertisalem, 7vho acknottdedge the Emperor of Russia as Grand Master; 
and that the Government of the said Order shall also be restored, 
subject only to such regulations respecting its Government and costi- 
tution as may be established therein, in consequence of any concert 
between his Majesty and the Emperor of Russia and of the King of 
Naples. It is therefore his Majesty's pleasure that you should give 
instructions conformably to this intention, to such of his Majesty's 
Ofiicers as may be employed in that quarter, and that you should 
direct them to regniate their language and conduct accordingly. » 



I am etc. Grenville. 



{Pettigrew v, /. fip. 316-J28.) 



— 392 — 

Piano russo per assicurarsi di Malia. 

Il Gen. Graham all'Onor. IL Dundas. 

Gudia Malta 6 Gennaio iSoo 
Caro Signore, 

Non avendo avuto opportunità di spedire la lettera già da 
giorni preparata mi avvalgo per aggiungervi poche righe su di un 
soggetto che a me ed al Gap. Ball sembra importante che sia piena- 
mente conosciuto dai ministri di S. M. e siccome non iscrivo ufficial- 
mente son sicuro che questa mia non sarà presa per indebita inge- 
renza in affari politici. 

Il Cav. Italinski da Palermo di recente qui arrivato, mostrò 
Taltro dì le carte e le sue istruzioni a riguardo della disposizione delle 
guarnigioni degli alleati. Ai Russi si assegna la Valletta Floriana e S. 
Elmo, a Napoletani la Cotonerà ed alle truppe Britanniche Ricasoli, 
Tigne e Manuel. Chiesto dal Ball, ha detto che sarebbe stato meglio 
se si fosse pensato al modo di impossessarci della piazza di quello che 
metter avanti piani inonorevoli a S. M. ed i quali nessun ufficiale ese- 
guirebbe senza previ ordini positivi o che vi fosse costretto per causa 
di forze superiori. 

Il Ball è dello stesso mio avviso e si era espresso in termini forti 
mostrando l'assurdità ed ingiustizia della disposizione che col pre- 
testo di apparente equità dava a Russi tutti i posti di resistenza, con- 
seguenza e conforto, separava i Napoletani dagl'Inglesi condannan- 
doli a passar il lor tempo in casamate, isolati in fortezze insignificanti. 
L'Italinski non ebbe che ridire tranne che avrebbe rapportati a Pie- 
troburgo l'improprietà del piano approvato dalle due Corti. Alla 
domanda del Ball se tal sua comunicazione dovevasi ritenere ufficiale, 
quegli rispose negativamente sebbene è chiaro che lo fosse. Né è da 
trasandarsi un espressione di sorpresa sfuggitagli in conversazione 
all'udire che era intenzione del governo inglese di tenervi qui un 
presidio. Ora se è intenzione di aiutare a dare a Russi Malta nella 
sua totalità, (ciò che sembra essere lo scopo della Corte Russa cheche 
il Whitworth dica in contrario) sta tutto bene ; ma se s'intende di 
ripartire equamente l'isola tal disposizione è assurda. Non ho che 
riferirvi alla mappa della piazza omai giunta a Londra, rammentando 
che St. Elmo, la Valletta e Floriana completamente dominano le 
fortificazioni che l'attorniano ; I magazzini tutti sono la dentro, ed il 
resto non sono che opere esterne dipendenti in tutto dalla Valletta. 
Non cercherò di suggerire alcun piano di equa ripartizione conoscen- 
do le difficoltà che si presentano all'esecuzione qualora p. e. il gover- 
natore fosse deputato un Russo per il Gran Maestro, ed avesse istru- 



— 893 — 

« 

zioni di impossessarsi ddla Piazza per il suo Sijjnore. Mi basta d'aver 
spiegato che detto piano ammonta» per chi conosce Maha. a dare 
Malta completavienfe ai Russi.... (fto.) J. Graham. 

f Tradii :: ione dall' Originale nel Colonial Office Correspondence 
al F, R, O,) 



XXXI. 

Documeìiio 80, 

George the Third by the Grace of God King of the United 
Kiiigdom of Great Britain and Ireland Defender of the faith — and so 
forth. To ali to whoin these presents shall come Greeting. \Vlie7'eas it 
hath been represented unto us that at the Capture of the Island of 
Malta in tho year one thousand eight hundred a quantity of Booty 
and effects were seizcd by our Arniy and Navy acting in conjunction 
witlì a body of troops belonging to his Ncapolitan Majesty together 
with some of the Inhabitants of the said Island under the command 
of General Sir Ralph Abercromby Knight of the Bath deceased and 
the Vice Admiral the Right Honorable Lord Keith Knight of the 
Bath and that the sanie have not been already distributed. And 
whereas Instructions were given by us for the division of the Booty to 
he captured on the said conjunct Expedition of us and our ally against 
the said Island. And ivkereas application has been made to us that 
\ve would bo graciously pleased to order and direct that the said 
captured property may be divided between our said Army and Navy 
the said Troops of His Neapolitan Majesty and tue said Inhabitants of 
the said Island of Malta who cooperated in the rcduction of the sanie 
according to such Pian of distribution as we should be graciously 
pleased to approve. We taking the Premises into our royal conside- 
ration are graciously pleased to grant unto Lieutenant General Henry 
Pigot and the Right Honorable Vice Admiral Lord Keith the pro- 
ceeds of the said captured Property — not already granted and distri- 
buted after final adjudication thereof as Prize in trust to be by them 
paid and distributed to amongst and to the use of such persons of 
our said Army and Navy the said Troops of His Neapolitan Majesty 
and the said Inhabitants of the said Island who contnbuted to the 
reduction of the same as may be intitled thereto according to the 
follo wing pian of distribution. 

The whole being divided into cight equal parts, 

60 



— 394 — 

Otìc eÌQ^hih — To the Commandcrs in Chief and Flag and General 
Ofliìcers to be distributed amongst them so that each Commander in 
Chief shall take doublé that share which each General or Flag Officer 
not being Commander in Chief shall take and if the number of Flag 
and General Officers exclusive of the two Commanders in Chief shall 
exceed four in that case a moiet)' of the said eighth shall be divided 
between the two Commanders in Chief and the other moiety amongst 
the other Flag and General Officers — Consideri ng Sir Alexander 
John Ball and Colonel Thomas Graham of the Ninetieth Regiment to 
share as Brigadier Generals. 

Two eighths — To the Colonels, Lieutenant Colonels and Majors 
in the said army and the Post Captains and Commanders in the 
Navy and to those of the Maltese Inhabitants w ho acted as Field 
Officers and to other descriptions of Persons intitled by the usage ol 
our army to share with Field Officers. 

From the remaininp[ five ei^hths a sum cor^'cspondent io the 
number of the Maltese Inhabitants employed in the rednction of tììe 
said Island in Cooperatioìi with the Altied Forces compared with the 
numbers of the Military and Naval Forces employed (exclusive of the 
said Commanders in Chief, Flag and General Officers, Colonels, Lieu- 
tenant Colonels and Majors, Post Captains and Commanders and 
those of the Maltese Inhabitants who acted as Field Officers) shall be 
deducted to be divided amongst such Maltese hihabitants by' a Gette- 
rai Congress in such manner as they theniselves shall fix upon and 
subject to such deduction, the remainder to be divided among the 
said AUied Army c^ Navy as follo ws : 

One fifth — To the Captains of Marines and Land Forces and 
the Sea Lieutcnants and other descriptions of Persons intitled hy our 
Proclamation for the distribution of Prizes or by the usage of owx 
army to share with them. 

One fifth — To the Liontenants Ouartor Masters of Marines and 
Lieutcnants Knsigns tk Ouarter Masters of Land Forces, and the 
Boatswains Gunners and Pursers in the Navy and the other descrip- 
tions of Persons intitled by our said Proclamation or by the usage of 
our army to share with them. 

One fifth — To the Midshi]>men, Captains, Clerks, Scrgeants ot 
Marines and Land Forces and the other descriptions of Persons 
intitled by our Proclamation or by ihc usage of our army to share 
with them. 

Tito fifths — To the Trumpeters, Quarter Gunners, Seaman Ma- 
rines and Soldiers and the other descriptions of Persons intiried by 
our Proclamation or by the usage of our army to share with them. 



— 895 — 

And we are graciously pleased further to order and direct that 
in case any doiibt sliall arise respecting the said Distribution or 
respecting any charge or demand upon the said captured Property 
the same shall be determined by the said Commanders in Chief and 
Flag and General Officers or such of thcm as can conveniently be 
assembled or by such person or persons to whom they or the majority 
of them shall agree to refer the same — which determination so there- 
upon made shall with ali convenient speed be notified in writing to 
the Clerks of our Council and the same shall be final and conclusive 
to ali intents and purposes unless vvithin three months after the 
receipt thereof at our Council Office we shall be pleased otherwise 
to order. Hereby reserving to ourselves the power to make such 
order therein as to us shall scem fit. 

Given at our Court at Saint James the Nineteenth day of May 
one thousand eight hundred and three in the forthy third year of our 
Reign. By His Majesty's Command 

fjfss. SJ'^ ^^0. s I^ibi)' (signcd) Hobart. 



XXXII. 

J documento 8i, 

( Traduzione) 36 Broad St. Building, Londra. 

Signore, io Settembre 1803. 

A mezzo del Dr. Sewell ho Tonor di rimettervi copia dell'atto di 
S. M. sulla distribuzione delle prese fatte a Malta ed una nota dei 
Maltesi che si stimano avervi diritto : nota compilata da sull'elenco 
da voi consegnato al Generale Pigot. 

La quota di quello che spetta ai Maltesi per questo atto, calco- 
lata sul numero di detta lista ammonta alla somma di Ls. 16731 19. 
Dalla quale dedotte le spese delle copie ed altro per Ls. 315 riman- 
gono Ls. 16700 14. 

Noterete che tale somma di Ls. 16700 14 è quella che si sup- 
pone dovuta ai Contadini Maltesi, come vengono talora chiamati, 
ossia agli abitanti di Malta a seconda dell'atto sovrano, ed essa non 
comprende l'ammonto dovuto ai soldati maltesi che appartennero a 
corpi regolari di truppe. Sarei a chiedervi di far subito tratta per 
tale ammonto sui due fiduciari Lord Keith e Gen. Pigot dalla mia 
Casa, ma siccome è bene che io veda prima l'agente del Pigot Lunedi 
quando verrà dalla Campagna, attendete mie migliori istruzioni quel 
giorno. Sono anzioso che il denaro venga passato a vostro mezzo 
convinto come sono, che il modo con cui lo distribuirete aggiungerà 



- à9é - 

considerazione al valore della munifica rimunerazione assegnata da 
Sua Maestà agli abitanti di Malta, i quali si avanzarono tanto 
nobilmente a cooperare colle forze Britanniche. 

Devo aggiungere di aver rimesso la vostra quota di Ls. 1437 io 
al vostro procuratore Sig. Francesco Wilson. Felice di eseguire sem- 
pre i vostri comandi a Londra mi dico Di V^ E. Obbmo. ed Umile 
Servo. J. JacksOìV. 

A S. E. Sir Alex. J. Ball Bart. 

* 

{Dal Mss, No, 532 della R, Bibl.) 

Disposizioni prese nel f Isola per far ne la distribuzione, 

AVVLSO. 

Volendo Sua Eccellenza il Signor Commissario Regio, che del 
Real Dono accennato negli avvisi del 3 ed 1 1 Decembre partecipino 
anche coloro, i quali hanno servito per qualche tempo, sebbene non 
abbiano continuato per qualche accidente nel servizio fino alla resa 
delle Città, in vigor del presente avviso si fa noto ad ognuno, che 
Domenica da venire, primo giorno del prossimo anno 1804 per mezzo 
dei rispettivi Luogotenenti di Casali sarà fatta la distribuzione delle 
rate supposte dovute ai Sergenti, Caporali, e Soldati, che trovavansi in 
attuale servizio nel momento della resa suddetta, i quali soli di rigore 
vi hanno dritto, e che la distribuzione agli altri che han servito per 
qualche tempo, siccome pure la distribuzione delle rate dovute ai 
Capi di Battaglioni ed altri Officiali si dovrà fare una settimana dopo 
alla meno, si perchè non si conosce ancora il numero di tutti quelli 
che meritano, come pure perchè è impossibile in un giorno solo ese- 
guire la distribuzione univ'ersale. Il giorno preciso dell'altra suddetta 
d.stribuzione sarà notificato con altro avviso. 

Dalla Secreteria del Gov^erno lì 29 Decembre itSo3. 

Aliìs. Macaulv Pub. Seg. del Coni. Rej;. 

Cjn altro avviso dei 6 Gennaio 1804 si notificava la seconda 
distribuzione, e con (piello degli otto Marzo 1805 si destinava il 30 
Marzo per la distribuzione del saldo. 



— 397 — 
XXXIII. 

Documento 82, 

{Traduzione) 9 New Board St. Londra 28 Settembre 1804. 

A Sir A. J. Ball Bart. K. B. 
Signore, 

Ebbi l'onore d'accusar ricezione della vostra del 4 Luglio, ed 
ora sono ad informarvi che un'ulterior somma di Ls. 6002 6 6 è 
stata destinata agl'abitanti di Malta quale saldo della quota dovuta 
sulle prese fatte a Malta e per la qual somma, dandomi avviso, potre- 
te trarre al solito. Non dirò parola sul modo di distribuire la presente 
somma perchè arguendo dal metodo seguito nel primo pagamento 
che incontrò l'universale sodisfazione non dubito che ugual compia- 
cenza sarà a risultare da questa elargizione che a vostro mezzo accre- 
dita tanto il carattere nazionale Britannico. 

La somma di Ls. 525 11, vostra porzione da questa somma, 
è stata pagata al vostro agente Francesco Wilson a tenore del 
avviso datovi il io Agosto ; e vi sarò tenuto mandandomi la nota 
e.l i discarichi degli abitanti Maltesi già retribuiti. 

Vi sarò tenutissimo, non recandovi incommodo, qualora vorrete 
far le tratte su di me a mezzo delle case John Ross & Co. e G. C. 
Xoble, che io non conosco ma che mi furono raccomandate da un 
amico per cui ho delle obbligazioni. 

Ho l'onore di essere Di Y. E. Obbmo. Umo. Servo. 
{Mss, SS2 della R, BiòL) J. Jackson. 



XXXIV. 

Documento 8j. 

Downing Street 17 Ottobre 1800. 

Lord Grenville all'On. A. Pagct. 
Signore, 

I diversi vostri dispacci fino al No. 13 inclusivo sono stati rice- 
vuti e sottomessi al Re. L'imbarazzo in cui vi siete trovato (relatato 
nel vostro dispaccio No. 13), in conseguenza del divario sussistente 
tra le vostre istruzioni del 22 Gennaio u. s. e quelle in seguito tra- 
smesse a Sir Ralph Abercromby a riguardo di Malta, è stato fino ad 
un dato punto inevitabile sia a causa dei molti ritardi e delle difficoltà 
della corrispondenza colla Sicilia, sia perchè la grande delicatezza del 



— 398 — 

soggetto non permetteva di spiegarvi i vari cambiamenti fatti a 
riguardo del soggetto in seguito alla posizione presa dalla Corte di 
Pietroburgo nella presente guerra. 

Dopo che furono impartite a voi le istruzioni, la condotta dello 
Imperatore di Russia è stata totalmente in con tradizione a quel 
sistema di concerto ed attiva cooperazione che aveva formato l'og- 
getto e la base dell'accordo allora in questione su di una tempo- 
ranea e provisoria occupazione di Malta. Le truppe come le navi 
Russe furono ritirate dapertutto : le forze dell'Imperatore non 
hanno in nulla contribuito per la resa di Malta, nò ha egli prestata 
la più piccola assistenza agli alleati contro il coni un nemico. Ha per- 
fino di recente adottato misure ostili agli interessi di questa Corte, e 
non contento di aver dichiarato in un memoriale presentato a Berlino 
la sua neutralità quanto alle relazioni Franco-Inglesi, ha dato tali 
passi da far dubitare che l'occupazione sua dell'intera o di parte della 
Isola di Malta sarebbe stata colla presente sua disposizione d'animo 
essenzialmente dannosa a (juesto paese. Pertanto per tali circostanze 
il precedente accordo riducendosi di nessun valore ed essendo stale 
nella massima parte le truppe terrestri inglesi e quasi le sole navi 
britanniche quelle impiegate per ottenere la resa della Piazza ne ò 
seguito che la bandiera Britannica fosse quella spiegata sulle fortezze 
arrese per gli sforzi di questa Corte e presidiate dalle truppe della 
medesima potenza. Voi spiegherete tuttavia ai ministri di Najx)li di 
non essere allatto l'intenzione di Sua Maestà di pregiudicare il futuro 
assettamento dell'Isola alla conclusione della pace generale con 
questa temporanea occupazione di un posto militare durante la 
guerra. Se la Russia o la Francia si fosse stabilita in quella fortezza 
Sua Maestà il Re di Sicilia avrebbe ogni ragione di esserne geloso, 
ma nessun paralello motivo di apprensione può ritenersi quanto al- 
l'azione della Gran Brettagna, la quale non può avere ostili vedute 
contro la sicurezza ed indipendenza di Napoli. Sono etc. 

(Sd.) Grenville. 

( The Paget Papers v. i. p, 2^4 ed. Londra i8g6,) 

Il Paget, ministro presso la Corte Sicula appena inteso delle 
istruzioni ricevute dal Pigot dirizza vasi all'ammiraglio in capo Lord 
Keith a 21 Luglio 1800 lamentando le possibili conseguenze di tali 
ordini in diretta opposizione a ciuelli da lui ricevuti — L'ammiraglio, 
pur lamentando a 26 Luglio che l'accordo sui quartieri da occu- 
parsi in Malta dalle truppe delle differenti nazioni nell'eventualità della 
resa della Piazza disonorava la Nazione inglese e dava alla Russia il 
completo possesso dell'Isola, a 20 Agosto asseverava che le sue istru 



— 399 — 

zioni erano por un'equa participazione di doveri e diritti finchò Tlsola 
sarebbe consegnata ai Cavalieti. li Paget scriveva al Pigot a 12 
Agosto « Sono informato che i vostri ordini sono che nell'eventuale 
resa della Valletta spiegiate la sola bandiera inglese... essi sono in 
diretta opposizione ai miei, che vogliono le fortezze di Malta presi- 
diate dalle forze uniti ed in loro deposito di fiducia per TOrdine di 
S. Giovanni di cui l'Imperatore di Russia ne è riconosciuto Gran 
Maestro. Nell'esistenza di tal accordo parrebbe duro che la Valletta 
sìa occupata dalle sole truppe Britanniche ad esclusione delle Napo- 
litane... e col Tinalberamento dell'esclusivo paviglione Britannico... 
quando questa Corte ha considerevolmente contribuito durante tutto 
Tassodio per la presa della Piazza. Non intendo elogiare le loro 
(qualità militari, ma sia come si voglia essi furono a totale disposizione 
del Comandante Inglese, mentre frumento e denaro fu da questo 
ooverno senza riserva supplito. In queste circostanze sembrami che 
S. M. S. sia intitolata alla sodisfazione di veder la propria bandiera 
sventolare sul principale forte di Malta. Se la (iran Brettagna s'im- 
possessa di Malta come di un posto conquistato dai Francesi, e per 
diritto di conquista inalbera la sua bandiera nell i Valletta, devesi 
tener a mente che i Napoletani hanno avuto la lor parte nell'assedio 
e quindi hanno un proporzionato diritto della stessa natura ; e perciò 
mi dispiacerebbe che si offendesse un nostro alleato, il quale benché 
debole è sincero. La mia idea sarebbe che nell'eventuale presa o 
capitolazione s'inalzassero in Valletta e nelle fortezze le bandiere 
Inglese, Napoletana e quella dell'Ordine di S. Giovanni. » Avuta 
poscia la notizia ufficiale della presa diceva al Pigot a ' 14 Settembre 
seguente : «. Temo assai che se il modo con cui Abercromby ha 
creduto proprio d'impossessarsi di Malta non verr;\ rimediato, esso 
sarà un fonte di gelosia e disaccordo che potrebbe portare spiace- 
voli conseguenze. Io mantengo tuttora che l'inalberare l'esclusivo 
paviglione Britannico è una diretta ed aperta infrazione degli esistenti 
trattati... quando il Gozo fu preso dal Nelson il solo stendardo Napo- 
letano fu issato... E^scluderlo ora a me sembra un arbitrario atto 
d'ingiustizia... » Intanto Lord Keith, dofK) il fatto, con lettera del 16 
Ottobre a Paget si mostrò contento « nell'insieme sono contento che 
Malta sia da noi posseduta perchè i Francesi per ottenere la pace 
avrebbero estorta l'isola da Napoli, noi, spero, faremo un miglior affa- 
re a causa della stessa. » (Paget Papers I. pp. 254 e segg.). Ma il Cav. 
Italinsky in una delle note ufficiali rimesse al Paget li 6 Gennaio 1801 
riferendosi all'accordo del 1798 delle tre potenze chiedendo sulla 
disposizione degl'Inglesi a Malta di ricevere i Russi ripeteva : « elle 
atteste solennellement, qu'elles desiraient l'événement de la prise de 
|{^ Valette sans avoir aucun idee de couqueie.,, »; al che Paget rispon- 



— 400 — 

deva il giorno appresso che la convenzione importava due oggetti 
distinti : primo l'ottenere la resa e secondo l'occupazione di Malta. Il 
conseguimento del primo scopo dava diritto alla seconda clausola. La 
convenzione deirgS voleva la coopcrazione di ciascuna delle tre poten- 
ze per costringere l'inimico alla resa. Dubitava perciò se i comandanti 
inglesi a Malta fossero muniti di ordini per permettere la commissione 
del Gen. de Spingporten. » (ivi p. 302). 

Dei ministri Siciliani da lettera dei 15 Gennaio 1801 dello stesso 
plenipotenziario al Grenville abbiamo i lamenti per le dichiarazioni 
emesse che Malta era stata messa sotto la protezione di S. M. Britan- 
nica ; perchè i tribunali ecclesiastici eran stati aboliti, perchè il Clero 
non rimaneva più dipendente dal metropolitano di Palermo, (t) per- 
chè le barche per recarsi ad ottenere la pratica (Pratique House 
Boats) dovevano inalzare la bandiera inglese non più la Siciliana 
perchè al Gozo e Città Vecchia il comando e la guarnigione eran 
Inglesi, mentre per lo innanzi s'occupavano esclusivamente da Napo- 
letani e finalmente perchè i Corsari di Barberia erano ammessi nei 
porti di Malta. Questi passi si consideravano voler indicare la reale 
presa di Malta a totale esclusione di S. M. il Re delle due Sicilie. A 
tutto questo il Paget c'informa di aver risposto a tenore del riportato 
dispaccio ministeriale del 17 Ottobre ed aggiunge « So che S. M. S. 
è egli stesso estremamente punto non tanto per quel che si è fatto 
quanto pel modo. Imperocché sebbene è veramente ovvio che i 
lamenti avanzati e la conseguenza tiratavi non è conforme alla 
dichiarazione da me fatta ai suoi Ministri, cioè che non è intenzione 
di S. M. B. colla temporanea occupazione di Malta come una posi- 
zione militare per il corso della guerra di pregiudicare la futura dispo- 
sizione da farsene alla conclusione dèlia pace — Pure io sono autoriz- 
zato a dire che S. M. Siciliana avrebbe volentieri accolto qualunque 
disposizione a riguardo di Malta che fosse piaciuta al Re d'Inghil- 
terra, quante volte ne fosse stato notificato, e perciò è chiaro che è 
stato il modo di condurre gli affari in quell'Isola che ha causato tanto 
scontento e perplessità a S. M. S. ». (ivi, p. joj). 



(i) Una delle rimostranze Siciliane sembra di aver avuto un'ef- 
fetto opposto a giudicare dalla seguente al Vescovo di Malta *c Illmo. 
e Revmo. Mons. Essendo volontà espressa di S. M. Britannica che 
nelle materie spirituali ed ecclesiastiche, non si eserciti altra autorità 
in queste Isole, se non quella di V. S. Illma. e Revma. e quella della 
Sede di Roma nei casi consueti, mi do l'onore di partecipamela anche 
io, per suo regolamento, acciocché possa dare intorno all'assunto i 
provvedimenti che stimerà più efficaci. Mi prevalgo ansiosamente di 



; 
i 



— 401 — 
XXXV. 

Documento 84, 

Signor Ministro Plenipotenziario, 

Ho ricevuto la lettera di cui V. E. m'ha onorato avanti jeri in 
risposta di quella che le avevo spedito il di 30 Aprile in cui io mi 
lamentavo dell'arbitrario esìlio del Comre. Abela e della ingiuriosa 
caricatura che publicamente è stata fatta con abiti Magistrali. 



quest'occasione Illmo. e Revmo. Monsignore per raffermarmi di V. 
S. Illma. e Revma. Umilmo. Devmo. Servo 

Charles Camerox, 
Palazzo 27 Agosto iSoi. Regio Commissario. 

La rottura della Pace più tardi costringeva ad accarezzare la 
Sicilia e quindi la riammissione del Tribunale della Monarchia in 
Malta « Illmo. e Revmo. Monsignore, Le circostanze di queste Isole 
trovandosi cambiate per il Trattato di Pace S. M. B. ha stimato di 
rimettere gli affari concernenti la giurisdizione Ecclesiastica, e la 
Disciplina Religiosa sul piede sul quale erano innanzi alla lettera uffi- 
ciale del Sig. Generale Pigot ratificata poscia da altra mia uniforme a 
quella ; onde essendo io incaricato dalla prelodata Maestà Sua di far 
ristabilire l'ultimo stato di tale Gerarchia, mi fo un pregio di preve- 
nire V. S. Illma. e Revma. pregandola di voler da canto suo dare 
quei provedi menti che giudicherà più opportuni a questo effetto. E 
j^enetrato dalla più ossequiosa considerazione per la degnissima Sua 
persona passo a dichiararmi. Di V. S. Illma. e Revma. Mons. 

Umo. Umle. Servitore 
Palazzo lì 4 Luglio 1802. Charles Camkron. 

Durante il blocco invero i Maltesi avevan avuto ragione di 
lamentarsi dell'indebita ingerenza della Monarchia ; ed il Vicario 
ricorreva all'Italinski ed al Ball per aiutarlo a ripararvi : 

« Eccellenza — Trovandomi io presentemente incaricato dal 
nostro Monsignor Arcivescovo degli affari di questa Diocesi come 
suo Provicario Generale, mi trovo perciò costretto di ricorrere all'È. 
V. come Governatore, e Capo Supremo di queste Isole, affinchè colla 
autorità vostra si dia pronto rimedio ad alcuni disordini cagionati 
dalle proviste di alcuni canonicati. 

Mi furono pochi giorni sono esibite certe Bolle di provista d'un 
Canonicato di questa Chiesa Cattedrale spedite dalla Regia Monar- 
chia di Palermo ad istanza del Sig. Arciprete del Gozo Don Saverio 
Cassar a favor d'un suo nipote residente in Roma, e poco prima mi 



— 402 — 

Io non posso osservare il silenzio sopra le proposizioni erronee 
che contiene questa risposta stanteche esse attaccano direttamente i 
diritti dell'Ordine di Malta riconosciuti dal trattato di Amiens. 

Parlando in prima V. E. dell'Isola di Malta, ne disegna questa 
Isola come una parte delli Stati di S. M. Britannica, (part of His 
Majesty's dominions) mi sembra che questa espressione manca essen- 
zialmente di fattitudine, mentre che il Trattato d*Amiens sussiste. Se 
questo trattato non è ancora compiutamente eseguito relativamente a 



furono altresì presentate altre bolle per canonicato vacante nella 
Matrice chiesa del Gozo spedite dallo stesso Tribunale a favor di un 
giovane gozitano. Non posso abbastanza esprimerle il dispiacere, che 
tali inaspettate proviste cagionarono non solo neiranimo di molti 
ecclesiastici carichi di meriti, ma anche di moltissimi secolari ad essi 
per parentela, o per amicizia aderentissimi. Si sojio questi ecclesiastici 
affaticati nella presente guerra in vantaggio della Chiesa, e del piiblico 
anche con pericolo della propria vita, specialmente nella micidiale 
influenza dello scorso anno, e molti di essi oltre Tufficìo di vicecurati, 
o vicari con un tenuissimo assegnamento sono anche continuamente 
occupati nella cura degli infermi e feriti nielli ospedali^ e Proveditori 
dei Battaglioni, distributori di limosine alle povere famiglie discac- 
ciate per la fame dalla Città Valletta e disperse per questa Campagna. 
Vivevano questi colla fondata speranza di essere tra breve dal nostro 
Monsignor Arcivescovo rimunerati per le loro immense fatiche in 
occasione di vacanze dei pochissimi canonicati o semplici benefici 
Ecclesiastici ; Ma il vedere un cumulo di meriti niente curati, e pre- 
miati all'opposto alcuni, i quali non hanno verun merito in questa 
Diocesi, cagionò in essi ed in moltissimi secolari tanto male, che fece 
nascere subito del mal contento, e si tome che un tal procedere 
distruggerà quell'unione di animi si necessaria specialmente nelle 
presenti circostanze di Guerra. Per non mancare quindi al mio dove- 
re in un affare di tanta importanza prego con tutto l'impegno TE. V. 
affinchè si compiaccia di dare un pronto provedimento con far giun- 
gere al Trono di Sua Maestà il Re di Napoli la giusta lagnanza di 
tali Ecclesiastici e Secolari ed i funesti efifetti che potran cagionare 
nel Popolo simili insolite proviste, e mi lusingo che Sua Maestà per 
il paterno afifetto, con cui riguardò sempre queste Isole, ed in special 
modo nelle presenti luttuose circostanze, impedirà il disordine, con 
ordinare al suo Tribunale della Regia Monarchia di nulla innovare 
circa le proviste dei Canonicati e Benefici vacanti specialmente nello 
stato presente di guerra, in cui le rendite di detti beni Ecclesiastici si 
vanno impiegando per ordine dell' E, V, in sussidio dei Battaglioni^ 
^d in soccorso dei poveri ; ed offerendomi prontissimo ad eseguire gli 



— 403 — 

quest'Isola, non è questa una ragione credo io che possa autorizzare 
una delle Potenze contraenti d'attribuirsene la Sovranità di questa 
Isola di cui rindipendenza è riconosciuta. 

V. E. dichiara che non può riconoscere in me altri poteri, e 
privilegi che quelli di cui i Ministri stranieri son rivestiti per legge 
delle Nazioni. 

V. E. sa tanto bene al pare di me, che la legge delle Nazioni 
stabilisce la sicurezza, e Tinviolazione de' Ministri Stranieri, come 
anche i privilegi di cui il dritto delle genti gli fa godere. Quanto ai 
loro ix)teri eglino non li ottengono che da rispettivi Sovrani che li 



onorevoli suoi comandi, con piena stima e rispetto costantemente mi 
dico. Di V. E. Can. Canre. S. Susano, Vicario Gen. 

Notabile 6 Maggio 1800. 

Era il proveduto il Sac. Michel Angelo Cassar e gli si dava la 
prebenda di S. Giacomo — de Bordinis — ; ma nel Novembre 1802 ne 
rimaneva spossessato dal Sac. Lorenzo Saliba che ne aveva ottenuto 
la nomina durante il blocco dal Vescovo Labini quale delegato Apos- 
tolico. Le lettere a favor del Cassar furono eseguite in seguito alla 
premure che riportiamo : 

Revmo. Sig. e Padne. Colmo., 
M'ordina Sua Eccellenza scriverle di eseguire le Bolle, delle 
quali nella lettera del Sig. Principe de' Luzzi si fa menzione, e della 
quale le annetto copia, e pieno di stima mi protesto. Di V. S. Rev. 

Devmo. Obbmo. Serv. Vero 
St. Antonio li 5 Giugno 1800. L'Ud. Cutajar, Seg. di S. E. 

Eccellenza — Essendosi degnato il Re di permettere al Delegato 
Apostolico Monsignor Airoldi di spedire le solite Bolle al Sacerdote 
Don Michele Cassar per conferirglisi il Canonicato che vaca in code- 
sta Cattedrale di Sovrano Comando lo prevengo a V. E. perchè si 
serva disporre che da codesto Vicario si eseguano le cennate Bolle, e 
con pieno ossequio mi raffermo. Di Vostra Eccellenza. 

Devmo. Obbmo. Serv, vero. 
Palermo 13 Maggio 1800. Principe De Luzzi. 

Sig. D. Ales. Giov. Ball Comte. del Blocco di Malta. 

In conseguenza il Vie. Susano a tenor della lettera della R. 
Monarchia dei 2 Febraio 1800 e « visis insuper literis suae Excellen- 
tiae Dni. Alexandri Joannis Ball ad nos missis ex Villa Sti. Antonii 
die quinta currentis mensis juni... da la sentenza d'immissione a 7 
Giugno 1800 — e l'otto il Cassar ebbe il possesso relativo a mezzo del 
procuratore da lui eletto D. Giovanni Mizzi. 

(Dal proc. conser. neWAtch, della Curia Provic, della Notabile), 



— 404 — 

mandano, e questi poteri sono più o meno stesi secondo i trattati, e 
secondo le circostanze. I miei, Sigre., sono conformi il trattato di 
Amiens. Io li tengo da un Principe Sovrano che è riconosciuto dal 
trattato, e non appartiene che solamente a lui di modificarli o annul- 
larli : S. A. Ema. il Gran Maestro dell'Ordine di Malta m'ha man- 
dato (juì con la doppia qualità di Sito Luogotenente e di Siw Amba- 
sciatore Straordinario^ e Plenipotenziario, V. E. non puole ignorarlo, 
giacché S. A. E. ve ne ha data direttamente conoscenza con lettere 
che gl'è ne inviò da Messina il dì 23 F'ebraio e li 15 Marzo 1803 Se 
ne abbisogna a V. E. un titolo più autentico per provaglierne che 
alla qualità di Ambasciatore io unisco quella di Luogotenente del 
Gran Maestro ho l'onore di mandare a V. E. acclusa copia dei miei 
pieni poteri in quest'ultima qualità. 

Come Ambasciatore io devo concertare con V. E. e con il Mini- 
stro della Republica Francese per l'esecuzione dell'articolo X del 
Trattato d' Amiens, come Luogotenente del Gran Maestro io devo 
ricevere da V. E. la consegna dell'Isola, ed esercitare la giurisdizione, 
e l'Autorità di S. A. Ema. lìn'al suo arrivo. 

Avendomi V. E. dichiarato che non ne avea ordine dalla Sua 
Corte per far evacuare quest'Isola dalle Truppe di S. M. Brittanica, e 
per rimettere il Governo al Gran Maestro, io non ho punto preteso 
frammischiarmene nel Governo Civile e Militare ; ma come Luogo- 
tenente del Gran Maestro dell'Ordine di Malta ho reclamato la giu- 
risdizione che aj)partiene a questo Principe sopra tutti i Religiosi di 
quest'Ordine. Mi sembra Sigre. che la durata provisoria dell'autorità 
Civile nelle vostre mani non distrugge punto il potere dell'Ordine di 
Malta sopra i suoi propri membri nel luogo istesso in cui egli è rico- 
nosciuto Sovrano da Trattati. Voi potrete, se la vostra Corte ve 
l'ordina ritenere ancora questa autorità Civile, e Militare in Malta. Fin 
tanto che voi non avrete lacerato il Trattato d' Amiens per intiero, 
mi sembra che voi non potete dispensarvi di riconoscere la giuri- 
sdizione del Principe, che io rappresento, sopra i Cavalieri dell'Ordine 
di San Giovanni di Gerusalemme. 

Io credo che se V. E. si degna di riflettere alle osservazioni che 
io vengo di fargliene essa riconoscerà in me come Luogotenente del 
Gran Maestro altri poteri che quelli di cui i Ministri Stanieri sono 
investiti dalle leggi delle Nazioni. 

In conseguenza io rinnovo a V. E. la domanda che ho avuto 
Tonore di fargliene con mia lettera del 30 Aprile relativamente al 
Comre. Abela. 

V. E. mi annuncia a questo riguardo d'aver concertato con 
Monsignor Vescovo di Malta le misure che furono prese contro 
questo Comre, Io lodo ed applaudisco il zelo di Mons. Vescovo, ma 



- 406 — 

ho Tonore di fargli osservare che il medesimo in vece di annunziarmi 
l'esilio del Comre. Abela mi disse che l'indomani della detenzione di 
queslo Comre. voi eravate convenuto di domandar la sua grazia, e 
che in questo caso Mons. Vescovo era risoluto di rappresentarle che 
il Comre. Abela dovea rimanere ancora otto giorni in stato d'arresto 
per ordine dellautorità Ecclesiastica. E* molto lontano Sigre. dalla 
intenzione di domandare la grazia per devenire ad un esilio arbitrario. 

V. E. attribuisce alla condotta imprudente di alcuni aderenti 
dell'Ordine di Malta le satire, e le ingiurie che si spargono contro 
quest'Ordine, e contro il Gran Maestro. Confesso Sig. che io era ben 
lontano d'aspettarmi un incolpazione si bizzarra, e si poco verosimile: 
io non risponderò che con una parola : sono tre mesi, che queste 
satire, quest'ingiurie, queste provocazioni sediziose circolano con una 
profusione, ed una libertà scandalosa, e non sono che otto giorni che 
il Comre. Abela s'è reso colpevole d'un delitto, che è il primo, ed il 
solo che si possa rimproverare ai membri dell'Ordine dopo che voi 
governate questa Isola; è singolare che in questa occasione gl'effetti 
abbiano preceduto alla causa. 

Io devo sinceramente ringraziare V. E. per la disaprovazione 
che ella ha dimostrata contro gli autori dell'indecente caricatura, che 
si è fatta dal Gran Maestro, e per la premura con la quale ella li à 
denunciati al Giudice Criminale ; come questa caricatura rimase 
molto tempo esposta ai sguardi del Publico io credo che gli ordini di 
V. E. per farla disparire non furono eseguiti così tosto come ella mi 
dice d'averli dati : la Police che V. E. ha organizzata in Malta, è 
talmente attiva e perspicace che non può mancare di scoprire facil- 
mente i colpevoli ; tanto più che si commise questo delitto in un 
luogo il quale durante la notte, non comunica punto con la Campa- 
gna, ma solamente con la Marina in cui certamente in quell'ora la 
guardia è diligentemente fatta. 

Io sono egualmente persuaso che subito che questi colpevoli 
saranno conosciuti se né darà una piena sodisfazione al Principe che 
hanno insultato; frattanto io vado partecipare a S. A. E. le misure 
prese da V. E. a tale riflesso, e ne vivo sicuro che ella sarà penetrato 
di gratitudine. 

Ho l'onore di essere con |)erfetta stima e considerazione di V. E. 
Il Luogotenente e Ambasciatore Plenipotenziario di S. A. E. 

Il Gran Maestro dell'Ordine di Malta. 
Malta 5 Maggio 1803. Balì Buzi. 

A. S. E. il Sigr. Ministro Plenipotenziario 

di S. M. Britannica presso l'Ordine e l'Isola di Malta. 

(Mss. 613. Doc, J2. BiòL) 



— 40é — 

XXXVI. 

Nomina di Plenipotenziario a Ball — Istrozioni — ^Azioni 



Documento 85» 

Downing Street June 5, 1802. 

Sir, 

The King liaving been pleased to make clioice of you to be His 
Majesty*s Minister Plenipotentiary to the Order of Saint John of 
Jerusalem, I have received His Majesty's Command to apprize you 
of the French Government having nominated General Vial to be 
their Minister Plenipotentiary to the Order of Saint John of Jerusalem. 
On your arrivai therefore at Malta, you will take an early opportunit)* 
to inforni General Vial, that His Majesty*s being solicilous to fulfill 
with the most scrupulous good faith the engagements which He has 
contracted by the Definitive Treaty of Peace, you are really to con- 
cert with him the necessary measures for giving effect to the stipu- 
lations contained in the loth Artide of that Treaty. 

I ani with great truth & regard Sir your most Obedient Hurable 
Servant. 

(Signed) Hawkesburv. 
Sir Alex. Ball Baronet. 

etc. etc. ctc. (Mss, 6/6. R. Bìòi,) 

(Traduzione, Mss, 5J/ Biòi,) Downing Street June 5th 1802. 

Signore, 

Avendo il Re scelto voi a suo ministro Plenipotenziario presso 
l'Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme sono stato comandato dì 
trasmettervi in questa forma quelle istruzioni che si stimano necessa- 
rie pel disbrigo deirincarico affidatovi. Siete stato già informato che 
il Governo Francese ha già nominato il General Vial ad essere il suo 
ministro plenipotenziario presso l'Ordine di S. Giovanni di Gerusa- 
lemme. Perciò al vostro arrivo a Malta coglierete la prima opportu- 
nità d'informare Gen. Vial che per essere S. M. anzioso di adempiere 
colla più scrupolosa buona fede gl'impegni assunti dal trattato defini- 
tivo di Pace voi siete pronto a concertare con lui le necessarie misure 
per dar corso alle stipulazioni contenute nel decimo articolo di quel 



— 407 — 

trattato, di cui annetto copia per vostra informazione (i). Da questo 
artìcolo scorgerete che S. M. convenne di evacuare le sue truppe da 
Malta entro tre mesi dopo la Ratifìca del Trattato Definitivo (avve- 
nuta quanto alla Francia a i8 e alla Spagna ed Olanda a 22 Aprile 
scorso) purché il Gran Maestro o il suo Ufficiale incaricato sia nella 
Isola a riceverne il possesso e i 2000 soldati di S. M. Siciliana siano 
ivi giunti. Porrete particolar attenzione a che queste due disposizioni 
siano letteralmente eseguite e se alcuna difficoltà o ritardo insorgesse 
a lor riguardo, dichiarerete che S. M. non può consentire al rilascio 
dell'Isola fin a che esse non vengano eseguite a tenor dello spirito e 
della lettera delia quarta convenzione del io articolo. 

Siccome il Re di Sicilia ha consentito di fornire le truppe neces- 
sarie, esse potranno giungere entro il periodo designato per Tevacua- 
zione. La sola sostanziale difficoltà possibile a verificarsi si è sull'ele- 
zione del Gran Maestro e suiraccettazione della garanzia dell'ac- 
cordato chiesta ai Governi di Russia Austria e Prussia (più particolar- 
mente della Russia ed Austria). Scorgerete riferendovi al primo 
paragrafo del X articolo che i Cavalieri di S. Giovanni sono tenuti 
a convocare un capitolo a Malta per l'elezione del Gran Maestro, 
ammenoché un'elezione non si faccia susseguentemente allo scambio 



(i) Quanto alla costituzione data a Malta con queste stipulazioni 
la Gazetta di Hamburg — No. 58 — Lunedi 12 Aprile 1802 sosteneva 
che «l'influenza sul Governo dell'Isola concessa ai nativi, a cui 
mezzo oggi li si riconosce neutr^ili e domani si faranno riconoscere 
indipendenti, apporterà che ora essi accoglieranno i Cavalieri Bava- 
resi, Spagnuoli ed Italiani, ma domani, conscii della propria forza, essi 
li scaccieranno dall'Isola e si trasformeranno in Republica Democra- 
tica. La creazione d'una Lingua Maltese sostenuta dai proventi terri- 
toriali e diritti doganali di questo piccolo stato, colla dispensa a loro 
delle prove nobiliari per l'ammissione nell'Ordine, e, coli 'uguaglianza 
nei diritti e privilegi agli altri Cavalieri, e cogl'impieghi dell'Isola per 
una metà ai nativi, dovrà apportare questo risultato. Ma allora Malta 
sarà l'oggetto d'un colpo di mano perché la velleità della Sovranità 
solleticherà troppo i nuovi dominatori per trascurare le precauzioni 
militari onde prevenire un inopinato attacco. Pertanto se l'Inghilterra 
ha ottenuto una certa sicurtà a riguardo di Malta ; la Francia ha 
posta un'organizzazione che trasformerà Malta indubbiamente in una 
republica democratica. Un tale evento é meno lontano di quanto si 
crede, perché probabilmente la maggior parte dei cavalieri delle altre 
lingue rifiuteranno l'appello lor rivolto a mezzo del trattato defini- 
tivo », 



— 40d — 

dielle ratifiche degli articoli preliminari di Pace. Questa elezione è 
stata già fatta e v'accludo nota dei Cavalieri che ebbero il suffragio 
dei rispettivi capitoli, tra questi il Papa sceglierà il Gran Maestro. Il 
ministro di S. M. a Parigi è stato incombensato di comunicare al 
Governo Francese questa elezione e d'informarlo che S. M. volentieri 
considera per valida tale elezione e riconoscerà per Gran Maestro 
quegli tra questi che il Papa vorrà scegliere per quella dignità. Se il 
Governo Francese non riconoscerà tale elezione e la sua validità, 
farete conoscere al Generale Vial di non poter consentire alla rimo- 
zione delle truppe finché non avrete sul soggetto le istruzioni sovra- 
ne. Avuto r?ssenso del Governo Francese su questo soggetto se il 
Gran Maestro od un suo incaricato regolamente da lui autorizzato si 
presentasse nell'Isola, se la truppa da fornirsi da S. M. Siciliana fosse 
ivi arrivata, e foste informato da me o dai ministri a Pietroburgo e 
Vienna dell'assenso dato da entrambi gli imperatori di Russia e Ger- 
mania a garantire la costituzione di Malta a tenore delle convenzioni 
del sesto paragrafo del X articolo — disposizioni considerate essenziali 
parti della convenzione — informerete il comandante in capo delle 
Truppe a Malta che egli può dar corso all'esecuzione degli ordini 
per l'evacuazione delle truppe da quelle isole per esser stati tali preli- 
minari disposizioni eseguite. 

Gli altri punti su cui devo richiamare la vostra attenzione sono 
il terzo, quarto, quinto ed undicesimo paragrafo del X articolo del 
Trattato Definitivo. Siccome la futura prosperità e sicurezza di Malta 
essenzialmente dipende dalla esatta esecuzione di queste conven- 
zioni, starete ben attento a non permettere alcuna innovazione o 
materiale mutazione alle medesime sia dall'Ordine sia per influenza 
di truppe straniere. La conoscenza locale di voi acquistata nella 
vostra residenza a Malta mi dispensa dal prescrivervi la condotta da 
tenersi da voi dopo l'evacuazione delle truppe Britanniche, e lo stabi- 
limento dell'Ordine ; e perciò vi raccomando in linea generale di 
accattivarvi con tutti i mezzi in vostro potere l'attaccamento dei 
Maltesi al Governo di S. M. e che usiate il massimo degli sforzi per 
frustrare i conati di altre potenze che volessero acquistare un'influenza 
preponderate sugli abitanti o sul Governo dell'Ordine. Sonoetc. 

Hawkesbury. (i) 



(i) Per chi noi ricordasse: era questi succeduto a io Feb, 1801 
a Lord Grenville. Egli fu più tardi Earl di Liverpool e primo ministro 
della Gran Brettagna dal 1812 al 182^. 



— 400 — 

Documento 86, 

Avviso da Pietrobutgo a Sir A. J. Ball del primo intoppo. 

Pietroburgo 2 Agosto 1802. 
Signore, 

Mi rincresce dovervi informare che non ho potuto finora comu- 
nicare ufficialmente all'Imperatore di Russia il desiderio delle parti 
contrattanti nel Trattato d'Amìens perchè S. I. Maestà ratifichi e 
garantisca l'accordo su Malta convenuto coU'artico'.o X di quel Trat- 
tato. Imperocché sebbene io sia stato autorizzato da tempo a ])rc- 
sentare l'invito a S. M. I. insieme al Ministro Fnmccse in questa 
Corte, questi non ha ancora ricevute le relativi istruzioni dal proprio 
jToverno. 

Epperò mi credo in dovere d'informarvi confidenzialmente, che 
sebbene per tal causa l'affare possa considerarsi ancor sospeso, ho 
troppe ragioni a temere dalle conversazioni preliminari intercedute tra 
me ed il Ministro Russo che S. I. M. sia determinata a ricusare la 
ratifica e la garanzia, nonostante che gli si è fatto sentire la disposi- 
zione dei governi Inglese e Francese di riconoscere per Gran Maestro 
la persona che sarebbe scelta a quella dignità in conformità al modo 
proposto dalla Russia. Se così è, nuovi concerti dovranno prendersi 
dalle parti contraenti ad Amiens prima che si effettui l'evacuazione 
delle truppe inglesi da Malta, ed in ogni modo è certo che a causa 
del ritardo occorso potete contare con sicurezza alla loro permanenza 
nell'Isola per vari mesi ancora. Non occorre aggiungervi che se non 
ostante le apparenze l'Imperatore alla fine accedesse ai desideri di S. 
M. su questo punto, voi certo ne riceverete la prima informazione da 
me o dal mio successore Sir John Warren, che probabilmente a 
quest'ora trovasi in viaggio per Pietroburgo. Ho l'onore con stima di 
essere. Signore, Vostro fedele devoto Servo. 

(Traduzione. Mss, 616, D. 16, Biòl.) St. Helens 

Sir Arthur Paget ambasciatore a Vienna rimetteva a 21 Agosto 
1802 al Ball copia dell'atto di accessione e di garanzia a tenore dello 
articolo X del Trattato d' Amiens sottoscritto a Vienna per la Corte 
d'Austria il giorno precedente dal Ministro Conte F. de Colloredo e 
dal Vice Cancelliere di Stato Conte Luigi de Cobenzl e vi univa 
esemplare delle accettazioni ivi seguitene dall'ambasciatore francese 
Champegny e da lui. (Mss, 616, D. 11, BiòL) 

Sir J. Warren rimetteva in guardia il Ball : « Pietroburgo 30 
Novembre 1802 — Signore — Credo giusto informarvi della probabiltà 

52 



— 410 — 

deir apertura di una nuova discussione sul X articolo del Trattato 
d'Amiens tra il governo di S. M. e quello di Francia in seguito 
all'aver il Governo Russo suggerito articoli a riguardo dell'Ordine di 
Malta che S. M. I. vuole siano ammessi dalle potenze contraenti ad 
Amiens, prima che egli acceda alla garanzia congiuntamente ricer- 
catagli dal Re e dal Primo Console. Non mi assumo di prevedere il 
risultato di questa nuova discussione, ma siccome nessun alterazione 
è avvenuta con una tal [)roposta, ne può aver luogo prima del cono- 
scersi il piacere di Sua Maestà, voi starete ben guardingo a non con- 
sentire al rilascio di alcun posto militare o vantaggio sotto il vostro 
comando a Malta senza un particolar ordine di S. M. Ho l'onore di 
essere con profonda stima. Vostro fedele ed Ubb. Serv. 

(Traduzione, Mss, 6i6 No, ly BibL) J. Borlare Warren.» 



Documento 87. 
Nuove disposizioni Britanniche al Ball, 

{Traduzione dal Mss, S3^ BibL) Downing Street 17 Ottobre 1802. 

Signore, 

Le circostanze occorse di recente hanno nell'opinione dei mini- 
stri di S. M. reso espediente di soprassedere pel momento a tutte le 
misure di evacuazione di Malta. Sono diretto dal Re di significare a 
Voi, Commissionario di S. M.. che dobbiate continuare ad esercitare 
tutte le funzioni di Commissario Civile in Malta fino a nuovo ordine. 
In conseguenza, se all'arrivo del Gran Maestro o di un suo autoriz- 
zato Commissionario riceverete proteste pel rifiuto di procedere alla 
restituzione dell'Isola vi riferirete al paragrafo del VI articolo del 
Trattato sulla garanzia da darsi alla convenzione — e quindi dichia- 
rerete che siccome le Corti di IMetroburgo e Berlino non hanno ancora 
acceduto a tale garanzia voi non vi credete autorizzato di por termine 
all'autorità di S. M. su Malta finché non averete ricevuto le relative 
specifiche istruzioni sul proposito dalla vostra Corte. Mi spiegherò 
meglio nel mio seguente dispaccio ; nel fratcmpo confido interamente 
nel vostro discernimento, prudenza ed abilità perchè vi astenìate dal 
prender misure che possano eccitar gelosia a causa della permanenza 
delle truppe Britanniche al possesso di Malta. Nell'esser cauto di 
evitare che si palesino queste istruzioni, conducetevi in modo da far 
nulla che possa indebolire la vostra autorità od influenza in tali cir- 
costanze. Accludo copia dell'ordine rimesso per comando dì S. M. 



— 411 — 

al Maggior Generale Vilettes od airufficiale al comando delle truppe 
Britanniche in Malta. Ho l'onore etc. (fto.) Hobart. 

Downing Street 7 Maggio 1803 — Signore. Ho ricevuto i coman- 
di del Re di informarvi che siccome le discussioni tra i governi di S. 
M. ed il francese danno poca speranza di una favorevole conchiusione 
la massima vigilanza e circospezione devesi usare in tutti gli affari 
riferentcsi a Malta. Ho l'onore di essere etc. (fto.) Hobart. 

Downing Street 7 Maggio 1803 — Signuic, La mia lettera uffi- 
ciale vi manifesta di esser noi alla viglia di una guerra. Il fatto sta 
che nella supposizione di avere Lord Whitwurth lasciato Parigi il 4, 
l'ambasciatore PVancese ha ieri chiesto il suo passaporto, ma durante 
la notte di ieri dispacci sono giunti da l*arigi, atti solo a protrarre 
di pochissimi giorni la riapertura delle ostilità. Neireventu alita di 
una guerra, che possiamo considerare come molto probabile, sarà 
necessario mandar via da Malta le truppe Napoletane, e di recrutare 
le truppe Maltesi. Stimerete in tal circostanza anche inespediente che 
il Gen. Vial vi rimanga ; ma su questo come su altri punti impor- 
tanti relativi a Malta vi riscriverò appena la situazione sarà netta. 

Vostro affmo. Hobart. 



Documento 88. — Incide fi ti spiacevoli. 

Il Ministro della Republica Francese presso l'Ordine di Malta 
incaricato dal suo governo di concertare col Sig. Ministro di S. M. 
Britannica a Malta sull'esecuzione del Trattato d'Amiens relativo a 
quest'Isola, ha ricevuto il plico che gli ha indirizzato il Sig. Ministro 
Ball a riguardo del proclama (i) da lui fatto nella sua qualità di Real 
Commissario relativo agl'Inglesi e Francesi esclusi dopo il trattato 
d'Amiens dal nuovo Ordine di Malta che tuttora portano la croce 
dell'Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme. Il ministro di Fran- 



(i) Ecco il Bando : 

Sua Eccellenza il Regio Signor Commissionario in conseguenza 
dello stabilito nel Trattato Definitivo della Pace Universale ordina, 
che nessun Inglese, né Francese, di qualunque Condizione, e Grado 
si sia, sotto alcun pretesto ardisca portar insegna alcuna dell'Ordine 
di San Giovanni di Gerusalemme, sotto pena d'essere tra il termine 
d'ore ventiquattro esiliato da tutto questo Dominio. 

Dalla Segreteria del Governo li 11 Settembre 1802. 

Alessandro Macaulav 
Pub, Seg. di S. E. il Regio Commissionario. 



- 412 - 

eia pur non ponendo nei pochissimi cavalieri Francesi rimasti in 
Malta, contro cui questa misura è unicamente intesa, maggior inte- 
resse di quello che naturalmente ispirino dei vecchi rispettabili per 
la loro età nella lor trista posizione ; — ai quali per altro non è proba- 
bilmente isfuggito che un semplice e puro invito del Ministro di 
Francia sarebbe lor bastato per far quello che lor viene comandato 
con minaccia — non si fermerà ad esaminare se valga la pena d'occu- 
parsi in questo momento d'una cosa alia quale non mette più impor- 
tanza di quella che sembra aver avuta fin oggi dal Sig. Commissario 
Reale : Ma il Ministro di Francia ha l'onor di dimandare al Sig. 
Ministro d'Inghilterra se una misura relativa all'esecuzione del Trat- 
tato possa esser presa dal Sig. Reale Commissario ? Egli è parso al 
Ministro di Francia che essa deve essere piuttosto il risultato di un 
accordo tra lui ed il Ministro d'Inghilterra ; e che non poteva essere 
conveniente di minacciare publicamente di esilio persone distinte 
francesi, allorquando è presente in Malta un Ministro di Francia, il 
cui carattere non poteva essere ignoto al ministro d'Inghilterra. 

Del resto il Ministro di Francia ha l'onore di rinnovare al Mini- 
stro d'Inghilterra la propria disposizione a prender con lui tutte 
quelle misure che possono concorrere all'esecuzione dell'articolo del 
Trattato d'Amiens relativo a Malta, perchè tale è la volontà del suo 
governo, e per questo unico motivo trovasi attualmente in quest'Isola. 
Il Ministro plenipotenziario della Republica Francese ha l'onore di 
rinnovare al ministro di S. M. Britannica l'assicurazione della più 
alta sua considerazione. 

Malta li 26 Fructidor an. io. (13 Settembre 1802). 
(A/ss, 613, D, 9. Biòi, Traduzione). Il Gen. Vial. 

Signor Mini.stro Plenipotenziario, 

Ho avuto l'onore di esporre questa mattina a V. E. l'oggetto 
della mia comissione che Sui Altezza Ema. il Gran Maestro dell'Or- 
dine di San Giovanni Gerosolimitano mi à incaricato di eseguire in 
Malta. 

A questa mia rappresentazione V. E. mi à risposto che non 
aveva ordine per fare evacuare l'Isola dalla Guarnigione Inglese e mi 
à rassembrato farmi capire che il Gran Maestro farebbe bene di non 
portarsi in quest'Isola. 

Fatta poi riflessione su questa risposta di \^ E. ho pensato che 
non solamente non era sodisfacente come dovea aspettarsi il Gran 
Maestro, ma ancora vi bisognava una maggiore spiegazione. 

Come la risposta di V. E. pare che contenga il rifiuto di rendere 
l'Isola di Malta all'Ordine di San Giovanni Gerosolimitano in vigor 



^ 413 — 

dello articolo X del Trattato d'Amicns e che tale violazione di Trat- 
tato di Pace vuol avere consejiuenze le più importanti, anzi dirò le 
più fatali per la quiete dell'Europa ; non posso contentarmi della 
risposta verbale che V. E. mi ha fatto questa mattina, ed io mancherei 
alla fiducia del Gran Maetro a me affidata, come al dovere del mio 
carattere di cui mi ha onorato se io non lo invitassi Sig. Ministro 
Plenipotenziario a mettere in chiaro, ed in una maniera autentica li 
motivi del rifiuto da me inaspettato. 

Ho dunque l'onore di rammentarp a V. E. che conforme al 
quarto paragrafo dell'articolo X del Trattato d'Amiens le forze di S. 
M. Britannica doveano evacuare l'Isola di Malta, e suo distretto tre 
mesi dopo del dì del Trattato, o più presto se era possibile. Il tempo 
stabilito è digià passato. 

Il trattato aggiunge che questa Isola sarà rimessa all'orarne di 
S. (ìiovanni Gerosolimitano nello staio come si trova ^ purché il Gran 
^Taesiro, o li Commissafj intieramente autorizzati^ secondo lo statuto 
deir Ordine siano in qnest* Isola per prendere possesso, ^ che la forza 
di S. M. Siciliana fosse arrivata nell'Isola. Questa forza, è parimente 
qui da gran tempo. Non resta dunque più che una sola condizione 
ad adempiere che è cpiella della presenza del Gran Maestro, o di suoi 
Commissarj per prendere possesso. 

Ho l'onore dunque di far osservare a V. E. che questa condi- 
zione viene ad essere adcMnpita con il mjo arrivo in quest'Isola, men- 
tre Sua Altezza Ema. il (ìran Maestro si è degnato darmi la qualità 
di Ambasciatore Straordinario, e Plenipotenziario per venire a suo 
nome a trattare ^ prosciruire, e finire, comporre , e conciliare con li 
Sigri, Ministri PI enipote ìiziarj Inglese, Francese e Napolitano y come 
pure coli' attuale (roverno Inglese tutti gli articoli relativi al ritorno 
della Religione in Malta ^ e particolarmente ciò che ha per oggetto lo 
sbarco, e l'ingresso di essa Religione nelC Isola, non meno che la ricon- 
segna della Piazza, Tali sono li termini delle mie credenziali che ho 
l'onore di rimettere copia a V. E. In conseguenza del tenore delle 
medesime, e del compimento delle differenti condizioni stipulate per 
il Trattato d'Amiens per la riconsegna dell'Isola di Malta all'Ordine 
di San Giovanni Gerosolimitano io domando formalmente a V. E. 
l'esecuzione dell'articolo X paragrafo IV del Atto del Trattato pre- 
gandola a darmi una categorica risposta. 

Supplico V. E. di voler gradire questi miei sentimenti mentre 
colla più perfetta stima sono. Questo dì primo Marzo 1803. 

Il Plenipotenziario Ambasciatore Straordinario di S. A. E. 

il Gran Maestro di Malta. Buzi. 
A. S. E. Sig. Ministro Plenipotenziario 

di S. M. Britannica. (Mss, 616 A^o. IV, R. BibL) 



- 414 — 

Signor Ministro Plenipotenziario, 

V. E. deve conoscere così bene come ms il diritto delle genti 
che rende inviolabile non solamente i Publici Ministri, ma ancora i 
loro corrieri, i loro inviati e i loro dispacci. Questi principii così 
sagri sono i fondamenti della Sicurezz i Publica, come ancora della 
Unione delle Potenze unite, e sono rispettati da tutte le nazioni. Con 
tutto ciò è stato violato a vostro nome : con prendere ieri il mio 
dispaccio del messaggiero di cui n'era incaricato di portarmelo, e mi 
fu rimesso per un commissionato della Bariera o sia della Sanità. 

Non so cosa abbino potuto fare in quest'intervallo del mio 
dispaccio, che senza far altre riflessioni reclamo formalmente contro 
la violazione della fede publica, e vi domando il castigo del commis- 
sionato che si è preso la libertà di prendere detto mio dispaccio. 

Attendo questa sodisfazione dall' E. V. mentre son troppo per- 
suaso che a pieno conosce e rispetta il diritto delle genti, per appro- 
varne la violazione. 

Prego Vostra Eccellenza gradire questi miei sentimenti, mentre 
con la più perfetta stima sono. Questo dì 21 Marzo 1803. 

Ambasciatore Plenipotenziario Bali Buzi. 

A. S. E. il Sig. Ministro della Gran Brettagna. (Mss, 613, Bìòi,} 

Signor Ministro Plenipotenziario, 

Quando all'arrivo del Luogotenente del Gran Maestro di Malta 
io domandai a V. E. Tesecuzione dell'art. X del Trattato d'Amiens, 
ella credette dover ricusare sul motivo che non tutte le potenze invi- 
tate a garantire l'Indipendenza di Malta avevano allora acceduto a 
tale invito. Non ripeterò qui le ragioni da me opposte a tal rifiuto 
con mia nota del 16 ventoso an. limo. (7 Marzo 1803); quelle 
ragioni sono fondate sullo spirito e sulla lettera del trattato medesimo, 
sulla buona fede che deve diriggerne l'esecuzione e sui diritti dei 
sovrani che son oggi ammessi ])er tutta l'Europa ; ma dopo quella 
epoca la condizione è ancor andata cambiandosi e anche quest'ultimo 
pretesto di rifiuto è omai completamente sventato pel fatto stesso 
dell'accessione di tutte le potenze chiamate in garanzia. Ho l'onore 
di annunziare a V. E. un fatto positivo di cui ricevo avviso ufficiale 
dal mio governo che le Corti di Vienna, Pietroburgo e Berlino hanno 
formalmente accordato la lor garanzia al trattato d'Amiens in quanto 
riguarda l'Isola e l'Ordine di Malta. Siccome l'accordo di tutte le 
Potenze non lascia più alcun apparente motivo a differire la resti- 
tuzione di quest'Isola all'Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme, io 
prego V. E. voler farmi conoscere quali sono le misure che crede 



— 415 — 

dover prendere per l'esecuzione del Trattato. Prego V. E. di gradire 
rassicurazione dell'alta mia considerazione. 

Malta 27 Floreal. an. limo. (17 Maggio 1803). 

Il Ministro di Francia. Vial. 

A. S. E. il Ministro Plenipotenziario di S. M. B. a Malta. 
( Traduzione Mss. Jj2. Doc. Ili R. Bìbl.) 

Signore, 

Ebbi l'onore colla mia del 27 F^Ioreal (17 Maggio) di mettervi a 
parte dell'avviso ufficiale ricevuto dal mio governo sull'accordata 
garanzia dalle Corti di Pietroburgo, Berlino e V'ienna, e di farvi 
osservare che l'esistito motivo di rattenervi fin qui dal rimettere 
l'Ordine di S. Giovanni in possesso di queste Isole era sfumato e 
perciò speravo che non apporreste ulteriori ritardi all'esecuzione del 
trattato e che alla fine avremmo terminato quest'affare. V. E. m'ha 
risposto l'indomani 18 Maggio di non aver ricevuto questo avviso 
ufficiale dalla sua Corte e che perciò doveva attendere nuovi ordini. 
Quindici giorni sono omai scorsi e quasi due mesi da che la garanzia 
data dalle tre potenze è conosciuta Parigi — e deve essere stata a Lon- 
dra alla medesima epoca od al più pochi giorni appresso e perciò il 
vostro silenzio mi cagiona sorpresa. Il governo Francese sarà senza 
dubbio meravigliato d'apprendere che doi)0 tanto tempo il vostro 
governo abbia differito di darvi un avviso tanto importante. Quando 
confronto queste lungngini con quello che \^ E. m'onorò rispondermi 
nelTultimo nostro incontro, quando io esprimeva la soddisfazione che 
provavo di v^edere al fine giunto il momento delle fine, che cioè poteva 
ben darsi che non fosse ancor con questo tutto terminato, (i) io ho 
motivo di persuadermi che si agisce verso l'Ordine di S. Giov. per lo 
meno colla più cattiva volontà del mondo, e prego V. E. di voh rmi 
dire qual opinione mi debba io formare. Prego V. E. di accogliere 
l'assicurazione della perfetta mia considerazione. Malta 13 'Prairial an. 
Ila (2 Giugno 1803). ViAi.. 

(Traduzione Mss, 616 Doc. VII Bibl.) 



(i) Il Blfiquiere, Letters frora the Mediterranean v. 2. p. 288. 
« I Maltesi eran determinati a far ogni sforzo in lor potere per dissua- 
dere il Ministro Britannico di ritirare le nostre truppe fino a che una 
sufficiente garanzia non venisse presentata alla loro futura indipen- 
denza. A cai fine una deputazione si portò in Inghilterra nel 1802 
che fece prevalere sul governo i desideri del popolo e Malta fu rite- 
nuta sotto vari pretesti fino alla riapertura delle ostilità nel 1803. » 



— 41(5 — 

XXXYII. 
L'arruolamento dei soldati Maltesi 



Documento 89, 
I. — Eccellenza, 

Troppo rilevante n'è l'oggetto, che ora per la prima volta mi 
spinge a richiedere da V. E. una categorica spiega in scritto sulle 
antecipate misure, che si prendono per la formazione d'un Corpo di 
Truppa Maltese, (i) affinchè io possa informarne la mia Corte, a 
scanzo d'ogni equivoco. 

Tal novità vieppiù m'ha sorpreso, dacché avrei creduto conve- 
niente, che mi si fosse dovuto communicare ofticialmente pria di met- 
ter mano alla nomina degli impiegandi in tal Corpo ; mentre a carico 
di taluni di costoro esservi potranno delle Carte in Napoli, non indif- 
ferenti a convincerla, di voler rivoluzionare, e democratizzare queste 
Isole, che di dritto, in forza del trattato d'Amiens appartengonsi alla 
Religione di S. Giovanni di Gerusalemme con le medesime condizioni, 



(i) Si era già più volte arruolato soldati prima di tal rimostranza. 
Lungo la compagna 1798- 1800 oltre le milizie maltesi si erano 
coll'armata Britannica arruolati non pochi soldati indigeni alle condi- 
zioni espresse ed approvate dal Congresso Nazionale Maltese a pre- 
sentazione del presidente e comandante, il Cap. Ball : e le minute 
dell'apposita seduta cominciano : « Oggi li 13 Giugno 1800 raduna- 
tosi il Congresso dalla maggior parte di Signori Rappresentanti : S. 
E. il Signor Governatore ha esposto al Congresso il lungo spazio di 
tempo, ch'è corso dal principio della corrente Rivoluzione fino al 
presente giorno, nel giro del quale non si è fatto altro, che tener 
bloccata per mare e per terra la Valletta, con le altre Città adiacenti, 
e che oramai è arrivato il tempo di dar fine allo intrapreso assedio. 
ed incominciar ad agire con vigore, per obligare li nemici Francesi 
di abbandonare quelle Città, e così i Nazionali Maltesi riacquistare la 
primiera loro tranquillità, e pace nelle loro proprie case. Nello stesso 
mentre ha rilevato, che S. M. il Re delle due Sicilie, e S. M. il Re 
della Gran Brettagna hanno per sollievo ed ajuto di questa nostra 
Nazione inviato delle numerose Truppe, Artiglieria, Munizioni da 
guerra, Denajo e tutto altro che si richiede per ottenere il desiderato 
fine della resa della Piazza, e che pertanto conviene al Popolo Maltese 
cooperarsi anche esso colle truppe straniere a tal importante presa, 
ha quindi presentato al Congresso un manifesto di S. E. il Signor 
Brigadiere-Gen. Graham, il quale sta al comando delle dette Truppe 



— 417 — 

che le possedeva prima della guerra, e con le stipulazioni susseguenti 
in detto trattato marcate : tra le quali al § 5, articolo X si legge, che 
la nomina dogi' Ufficiali, ed il Comando del Corpo, che dee servire di 
Guarnigione etc. etc. spettar debba soltanto al G. M. dell'Ordine, o 
ad un Cavaliere, che col voto del Consiglio dell'Ordine il Gran Mae- 
stro sar.^ per designare. 

Non posso fare a meno, ciò posto, di protestarmi, che la mia 
Corte pria d'esserne categoricamente informata, non riconosce tal 
piano d'Ufficiali, e che le Truppe di S. M. S., che qui sono alla mia 
immediazione, non alterneranno con Costoro, né per tali li riguarde- 
ranno. 

Mi lusingo, che TE. V. avrà la compiacenza di scansare questo 
inciampo con far tutto candidamente palese al Rè mio Padrone, e ad 
ottenere così quella corrispondenza, che le circostanze del tempo, e 
degli affari permettenmno ; e con ciò passo a protestarmi. Di V. E. 

Malta li 8 Decembre 1802. Dev. ed Aff. Serv. 

Il Principe della Pantellaria. 



dell'Assedio di Malta col quale vengono invita» li bravi Maltesi di 
impugnare le armi contro li comuni nemici, arrolandosi in Reggi- 
Hìento sotto li regolamenti espressi in esso Manifesto qual'è del 
tenore seguente : 

Il Capo di Malta e Gozo — Avendomi il signor Brigadiere-Gen. 
Graham Commandayite tutte le Truppe alleate di questa Isola comu- 
nicato un invito a tutto il Popolo Maltese per formar vari Battaglioni 
volontari per poter colle altre truppe alleate obligar li comuni nemici 
ad abbandonare le Città da loro occupate, e sollecitare la nostra 
entrata in esse Città ; Avendo io trovato tale invito molto giusto ed 
uniforme al pensare mio, lo communico a tutti questi fedeli popoli 
assieme col regolamento di tali Battaglioni, che formar si dovranno ; 
ed invito io ancora tutti i perillustri Patriotti e li consiglio ad unirsi 
per concorrere a facilitare il desiderato fine di questa guerra ed al 
sollecito ottenimento della bramata vittoria... 

Il Pigot inseguito a i Gennaio 1801 emanava insieme collo 
schema stampato pella formazione, paga e doveri di un corpo di 1000 
uomini la seguente 

Proclamazione. 

Sua Eccellenza il Signor Maggior Generale Pigot Comandante 
nell'Isola di Malta e Gozo, informa i bravi abitanti di Malta, che 
dall'esperienza ch'egli ebbe del loro coraggio, e buona condotta, 
come soldati, e per maggiormente renderli capaci di opporsi a qua- 
lunque attacco, che i loro nemici potessero tentare contro quella pace 

53 



— 41ft — 

II. — (Traduzioìie) — Il Ministro di Francia non può stimarsi 
soddisfatto delle spiegazioni evasive che il Signor Ministro d'Inghil- 
terra ha ieri dato al Segretario della Legazione Francese mandato a 
chiedere sulla leva di truppe che si va facendo in questa isola ed al 
Gozo. Gli ufficiali di questa nuova soldatesca sono disegnati, il lor 
trattamento indicato, si pagano gl'ingaggi ai reclutati, dei commis- 
sari sono stati incombcnsati di provvederli di abiti e di tutto il neces- 
sario e tutto ciò è pubblico. In questo stato di cose il Ministro di 
Francia deve credere prossima U4ia dichiarazione di guerra se fosse 
meno istruito delle intenzioni pacifiche dei gabinetti di Parigi e 
Londra. Si domanda se è il Sig. Governatore o il Sig. Ministro In- 
glese che opera in questa facienda. Nel primo caso questa leva di 
truppe può esser riguardata dalla Francia come una misura d'ostilità 
che non può non essere disapprovata dal Governo Britannico. Se è il 
Sig. Ministro coperto della doppia qualità di Governatore che pre- 
tende destinare le truppe al servizio dell'Ordine di Malta, il Ministro 



e felicità, ch'eglino presentemente godono, ha creduto necessario per 
questo effetto di levare e incorporare, come Milizia, un certo numero 
di detti abitanti ; ed ha confidato il comando della Divisione delle 
quattro Città al Sig. Conte de Gatt, quello della Divisione di Casali 
verso Ponente al Sig. Marchese Parisi, e quello della Divisione dei 
casali verso Levante al Sig. Simeone Spiteri Gana. Ha pure nomina- 
to i Sig. Marchese Depiro, Barone Bonnici etc. 

Capitani della Divisione delle Città ; I Sig. Cavaliere Nicolò 
Testaferrata, Vincenzo di Borg, e Antonio Cilia Capitani della Divi- 
sione del Ponente; il Sig. Giuseppe Abela, Agostino Said e Gaetano 
Balzan Capitani della Divisione di Levante. 

Questi Signori hanno ricevuto da parte di Sua Eccellenza il Sig. 
Generale Comandante la piena autorità di far volontarji per questo 
servizio, ed eglino spiegheranno a' detti volontarj i vantaggi che ne 
raccoglieranno, oltre l'opportunità che avranno di aggiungere delle 
nuove prove di quello amore per la loro Patria, per il quale i Maltesi 
sono talmente distinti. 

Finalmente Sua Fxcellenza, il Sig. Comandante invita al servizio 
tutti quei bravi uomini, che durante l'ultima guerra, servivano nei 
Battaglioni dei casali, il coraggio e i magnanimi sforzi dei quali 
ebbero una così gran parte alla liberazione della loro Patria. 

Dato nel primo Gennaio 1801. 

Il Wilson nelh sua Expédition d' Egyptc p. 3 e 13 ci dice che 
l'armata inglese destinata per l'Egitto fu nel Decembre 1800, di pas- 
saggio a Malta, aumentata dall'arruolmento di 500 Maltesi. 



— 419 — 

di Francia gresprime il suo rammarico di vedersi ancor una volta 
costretto rappresentargli che egli è troppo facile ad abusare sull'intesa 
dei suoi poteri, e di ricordargli che nessuna misura relativa all'esecu- 
zione del trattato può esser presa se non di concerto dei due ministri 
ì quali non sono afìfatto autorizzati ad assoldar truppe. Al solo Gran 
Maestro s'appartiene la facoltà d'organizzare la necessaria forza 
armata per la difesa e tranquillità del Paese. 

Il Ministro di Francia dunque dichiara al Signor Ministro d'In- 
ghilterra che egli considera come nulla ogni misura presa da lui per 
la formazione delle truppe destinate a servizio dell'Ordine e che si 
protesta contro tutto quel che si è fatto e potrà farsi in seguito a 
questo riguardo. Crede dovere di aggiungere che egli riguarda come 
contrario all'ordine publico la formazione di un corpo, che gli abitanti 
sfortunatamente troppo divisi d'opinione, considerano come la riu- 
nione d'un partito, (i) Se il Ministro dì FVancia abusando anche 
egli dei suoi poteri prendesse a sua volta un simile modo d'influen- 
zare, la guerra civile comincierebbe indubbiamente, e l'Europa si 
meravigliarebbe di vedere due uomini publici che dovrebbero lavo- 
rare pel bene degl'abitanti, esser divenuti la causa della loro distru- 
zione. Il Ministro di Francia ha l'onore di salutare il Signor Ministro 
d'Inghilterra. Malta 7 Decembre 1802. . Vial. 

(Mss. 616 D. VIL R, Bibl.) 

L'operato del Ball era coperto dalle seguenti direzioni : 

I. — A Sir Alex. Ball. Downing Street November 1802. 

Signore — Ho avuto l'onore di sottomettere al Re la vostra lettera 
del 13 Agosto coll'acclusa trasmesso piano per la formazione di due 
regimenti di soldati maltesi, da consistere ciascuno di 1000 uomini. S. 



(i) Bonaparte col suo ordine dei 13 Giugno, chiamati a raccolta 
in Birchircara i reggimenti di Malta, i cavalieri, i soldati ed artiglieri 
tutti di terra e di mare già al soldo dell'Ordine, erasi di loro servito 
prima degli istessi inglesi e senza nessun vantaggio dei Maltesi. I gra- 
natieri ossia «Guardia del Gran Maestro» ed il battaglione delle galere 
per ordine suo dei 14 Giugno 1798 No. 2657 furono imbarcati quello 
stesso di sulle navi dell'armata PVancese per l'Egitto. A 22 Luglio 
Bonaparte coll'Ordine 2822 da Gyzch assimiliava La Divisione Mal- 
tese all'infanteria quanto a paga ed indennità. Il Comandante della 
Legione Maltese Mac Sheedy a 5 Ottobre seguente rapfx>rtando dal 
Campo di Allagaz sul Canale d'Alessandria a Bonaparte fa un bel 
quadro delle sofferenze di questa soldatesca. 



— 4-20 — 

M. avendo approvato detto piano, vi comunico colla presente l'auto- 
rità da Lui datavi di recrutare tali corpi col minor ritardo possibile 
non dubitando che userete ogni possibile circospezione nella scelta 
degl'individui da formare il corpo. 

Non può aspettarsi che vi sia possibile di prendere i relativi 
passi per l'esecuzione di questi ordini senza causare osservazioni e 
rimostranze da parte del Generale Vial, e perciò risponderete che voi 
con ciò state solo accelerando l'oggetto del Trattato, il quale espres- 
samente richiede che la guarnigione da rimanere a Malta debba in 
tutti i tempi consistere almeno per una meta di nativi Maltesi. Intanto 
vi adopererete colla massima vigilanza all'ingiunzione contenuta nel 
mio dispaccio secreto del 17 u. s. di condurvi in modo da non far 
nulla che possa indebolire la vostra autorità ed influenza in qualsiasi 
circostanza. Con questa posta ho accluso al Mag. Gen. Villette 
l'estratto di questa in quanto trasnìette gli ordini di Sua Maestà di 
recrutare i regimenti Maltesi ingiungendogli di prestarvi ogni possi- 
bile assistenza per l'esecuzione di questi ordini. Ho l'onore di essere. 
Signore Ubbmo. Umile Servo. Hobart. 

IL— A Sir A. Ball Bt. Downing Street i Feb. 1803. 

Signore — Ho ricevuto e sottomesso al Re il vostro dispaccio in 
cifra del ti Decembre contenente copie di una nota dal Gen. Vial a 
voi sul soggetto del recrutamento dei Maltesi e la vostra risposta al 
medesimo, e sono comandato da Sua Maestà di farvi conoscere la 
sua approvazione della risposta vostra al comunicato del Vial e dei 
passi già presi per potere levare questa soldatesca in qualunque tenìpo 
si credesse espediente. Sono ora a significarvi il piacere di Sua Maestà 
di posporre sotto le presenti circostanze qualsiasi ulteriore misura 
relativa al reclutamento suddetto. Ho l'onore etc. Hobart. 

IH. — Invece a 24 Agosto 1803 si riordinava al Ball «...Sono 
ad ordinarvi di procedere senza perdita di tempo a completare i 
Battaglioni Maltesi a base del piano economico da voi trasmesso ed 
approvato da Sua Maestà... » (A/ss, jj2. R. BibL) 



.«-^ 



— 421 — 

XXXVIII. 
I Maltesi a Londra 



Documento (^o, 

Grinteressati al posseso di Malta riprincipiarono a tutta lena a 
fomentare il proprio partito in queste Isole seguita appena quella 
capitolazione, che fu causa di non poco scontento a Maltesi, Napole- 
tani e Russi. 

E perciò il Prepand membro dell'Ordine poteva a 24 Ottobre 
1800 trasmettere al Cav. Mayer le notizie seguenti attinte dal Fortu- 
nato Isouard inviato dal governo di Malta a far compre di grano. 

« Non vi è nella Piazza alcuno che non desideri ardentemente 
rOrdine Gerosolimitano col suo legittimo Capo se si eccettui otto o 
dieci nobili occupanti situazioni già coperti dai Gerosolimitani. Il solo 
stendardo britannico sventola sui bastioni, il Napoletano manca. 
Pochissima influenza hanno le truppe Napoletane in numero di mille; 
non hanno che due posti di guardia avanzata l'una a Porta Bombe, 
che è una degl'ingressi della Floriana, e l'altra a Marsamuscetto 
airufficio di Sanila. Gli ufficiali Inglesi e Napoletani non si parlano 
né si guardano, tanto che questi hanno chiesto da Palermo il proprio 
rictiiamo per evitare la brutta figura a cui si vedono esposti (i). » 
(Mss, 420 p. 1^6 IJìòL) 

I Maltesi non fecero causa comune né coi Napoletani né coi 
Russi, ma se le informazioni del Hompesch sono attendibili, i loro 



(i) La regina di Napoli indirizzava sul proposito della capitola- 
zione a Lady Hamilton a 17 Ottobre 1800 « Come vedete Malta é 
stata presa ed i Francesi cacciati — e questo sta bene. Ma il Re e tutti 
noi siamo assai mortificati che alla Capitolazione non sia stato 
ammesso alcun nostro rappresentante, quantunque non mancavano 
di nostre truppe, le munizioni, l'artiglieria ed i nostri diritti suirisola. 
Lo spiegamento della sola bandiera inglese e l'ignorare completa- 
mente la nostra è stato qui l'oggetto di derisione, e l'ingiuria fu da 
noi sentita maggiormente perchè proviene da un amico. Siamo tanto 
benevoli all'Inghilterra da essere contenti che una potenza cosi 
amica tenesse una posizione dì salvaguardia della Sicilia, eppure la 
trascuranza delle forme ed i torti fattici dopo che non vi abbiamo 
mancato d'ogni aHenzione, di confidenza, cordiale assistenza ed eroga- 
ta enormi spese sbno titnto dolorosi che a pur pensarci non sarebbe 
da credersi se non fosse la realtà. » (De Peiiigreiv L e.) 



— 422 — 

deputati andavano immediatamente a Pietroburgo ed altri a Londra 
per assicurarsi lo stabilimento di una Lingua Maltese nell'Ordine 
Gerosolimitano, il quale secondo le apparenze doveva quandochessia 
riedere a questi lari. Riceve tal versione conferma dall'estratto del 
memoriale dei Delegati Maltesi al General Graham in data dei 25 
Giugno 1801, conservato nell'Archivio di Stato a Londra tra le carie 
degli affari esteri e publicato nel 1893 nel Prot, Marriage Case 
Appendix, Riferendosi essi alla comunicazione avuta dai deputati 
Maltesi di recente tornati nell'Isola — cioè molto prima dei Prelimi- 
nari d'Amiens — lamentansi dell'abbandono per parte del Governo 
Britannico del lor trasferimento all'Ordine Gerosolimitano ed aggiun- 
gono « In tempi antichi ed assai prima dello stabilimento dei Cava- 
lieri a Malta, i Maltesi godettero il privilegio di convocare il Con- 
siglio Nazionale. Il Consiglio si mantenne anche durante la domina- 
zione dell'Ordine, ma man mano i suoi poteri furon ristretti ed 
all'ultimo, nel 1775 fu completamente soppresso perchè i diritti dei 
Maltesi potessero essere violali con impunità ed essi ridotti all'abbic- 
zione. » Che i nativi non fossero d'un sol colore politico e che si 
agitassero le due forze per prevalere non vi può esser dubbio. Il 
Regio Commissario diceva a 29 Luglio 1801 al ministro Lord 
Hòbart « Avvisi da Messina e Trieste c'indicano la formazione di 
combricole in queste isole per opera dei Francesi a favor dell'Ordine 
Gerosolimitano. Il lor progetto è di suscitare tra gli scontenti Maltesi 
un'insurrezione possibilmente nei villaggi, la quale sarebbe assistita 
da 5000 PVancesi che sbarcherebbero allora nell'Isola. Eton e Ma- 
cauly si son dati entrambi premura d'appurare le cose e quello stesso 
giorno mi confermarono, da informazioni diversamente attinte, l'esi- 
stenza di quanto ci veniva indicato. Una delle voci sparse dagli emis- 
sari agitatori si è che il G. Mro. sarà qui immediatamente. L'allarme 
è stato tale che l'Università solita stabilire e regolare le corse ed i 
divertimenti per la festa di S. Rocco vuol smettere quest'anno per 
evitare l'agglomeramento di troppa gente in Valletta solita accorrere 
dalla Campagna. Il mio conseguente indirizzo al popolo è qui accluso. 
Esso servi a calmarlo. Il rispetto mostrato alla lor religione ha incon- 
trato assai... {E* il noto appello del Cameron nel Luglio 1801), 

Tre cavalieri spagnuoli giunti da Barcellona su battello neutrale, 
non saranno da me ammessi nell'Isola ; uno è conosciutissimo. Mi 
rincresce dovere informare V. S. che alcuni dei più rispettabili 
commendatori e recipienti delle pensioni da questo governo sono in 
predicato di aver parte in questi intrighi. Non suggerisco il da farsi, 
ma con quanti ho parlato, m'accertano di non potersi pretendere 
quiete finché si permetterà di rimanere nellTsola a ball e cavalieri. 
Son vecchi e non numerosi : forse varrebbe la pena di offrir loro 



— 423 — 

una conveniente pensione a patto che si portino in Sicilia... Avendo 
in seguito meglio conosciuto la gravità del caso ho immediatamente 
esiliato alcuni dei caporioni...» 

Ponderate tutte queste circostanze l'elezione dei deputati Maltesi 
aeirOltobre 1801 e la conseguente loro andata a Londra può ritenersi 
l'effetto dì un intrigo come l'indicò il Hompesch ? Se è un intrigo, 
egli ò però certo che concorsero a formarlo i rappresentanti dei vari 
villaggi delle Isole, e nella scelta delle persone sarebbe molto curioso 
a conoscersi il perchè non abbiano eletti quei che più tardi si consi- 
derarono quali propugnatori dell'Unione Anglo-Maltese. Il Borg, il 
Savoje, il Vitale, il Caruana (i) posposti, e eletti invece il Marchese 
Mario Testaferrata e gli altri, dì cui il Signor Eton nella sua giustifi- 
cazione contro Ball 27 Giugno 1809 afferma « I thought the choice, 
highly improper. I would have sent men of talent, education and 
diplomatic knovvledge. After the election was over, however I did 
prevali on them to admit a priest, a rejected candidate, and I gave 
ibr my sole reason that he was a friend of S r Alexander. » Come 
spiegare, se il tutto fosse fatto a suggestione del governo, che una 
traduzione della petizione-protesta dei deputati, rimessa al ministero 
insin dal 25 Novembre 1801 dal Reg. Commissario Cameron fu 
dovuta ignorare ed altra più moderata, formulata dal Mill ad 
istanza del Ball, presentata po.scia formalmente ? Ciò non toglie però 
che razione maltese non fosse coadiuvata dal comando inglese in 
questa isola, come evincesi della corrispondenza del Cameron e 
deirEton ai ministri, e tanto mostra la premura dell'aver spedito a 
Londra il primo scrivano della Tesoreria e già consultore politico del 
Ball per concertare e preparare il terreno alla Missione. Fu il Caso- 
lani presente e servì da interprete al ministero dopo che a 6 Febraio 
1802 la nostra missione arrivava nella Metropoli (Weekly Politicai 
Register v. 3. pp. 679, 685, 733, 769, 782). Se l'avviso affisso alle 
cantonate a 16 Novembre 1801 lascia qualche dubbio perchè non 
parla esplicitamente sull'oggetto della partenza della deputazione se 
non riferibilmente alle idennizzazioni di guerra da domandarsi pure 



(i) La ragione deiresclusione di questi può esser quella data dal 
Balaquiere nel 1810 — I. e. v. 2. p. 387 « Neither bis claims on the 
British government, nor favour amongst the people, are said to have 
justified this priest's endeavours to supplant the present bishop. 
When his nomination was about to talee place, bis patron, Sir A. 
Ball, wisely considered that quite enough, and perhaps too much, 
had been done for him in placing this Mr. Caruana at the head of 
the national studies... amongst the clergy of the island there are few 
more unpopular charaqters that the above nanied divine. » 



— 424 — 

rincarico dato dai Rappresentanti in apposita memoria contenuta è 
troppo esplicita da torre qualsiasi velleità a dubbio. (V^edi Raccolta di 
cose su Malta delKAzzopardi pp. 218-225). Come il Blaquiere ripor- 
tato a pagina , cosi il Davalos nella sua storia v. 2. p. 307 assevera 
che questa deputazione ebbe il desiderato effetto < I loro sforzi assi- 
stiti dall'influenza di Lord Menville ebbero un ottimo risultato. » 

Al Signor Antonio Casolani (i) 
Primo Computista della Tesoreria di Governo. 

Signore, — Avendovi noi destinato per conferire in Londra, ed 
eseguire colà Tincarichi e le incombenze communicatevi, vi accor- 
diamo un congedo dal vostro impiego, per tutto quel tempo che 
sarà necessario per disimpegno di detta commissione, e sino al vostro 
ritorno l'impiego non saràadalcuno conferito, ma solamente esercitato 
a nome vostro, a riguardo della servitù prestata e che presterete a 
questo Governo nell'esecuzione dell'incombenza che speriamo dover 
essere da voi con tutta esattezza adempita. 

Vi si concede anche licenza di condurre con voi il portiere della 
Amministrazione dei Beni Pubblici Eugenio Formosa per vostro 
servizio. Palazzo li 21 Ottobre 1801. 

(Firmato) Charles Cameron. 
(Firmato) Alex, Macauley, Seg. Pub. del Coni. Regio. 



(i) Antonio Casolani di Pietro e Rosa Ricci dì Bologna nato 
agli 8 Decembre 1760 era venuto nel 1777 in Malta ed ottenne im- 
piego in uno dei reggimenti. Avanzato dal Gran Maestro Rohan a 
scrivano della Congregazione della guerra nel 1785 otteneva a 23 
Sett. 1797 la naturalizzazione maltese. Uscito dalla Valletta fu dal 
Ball adibito quale uno dei suoi consiglieri confidenziali durante la 
compagna. La carica coperta di primo scrivano della Tesorerìa a cui 
si assegnava dal Cameron a 28 Sett. 1801 il salario di se. 100 al mese, 
«dal giorno del nostro governo in quest'Isola» — si prestava a velare 
i servigi a cui era adibito — Più tardi fu uno degl'amministratori dei 
beni publici ed a i Maggio 1824 moriva. 



— 426 — 

XXXIX. 
Mosse per la voluta Protezione 



Donnnento 9/. 

I. — Al Signor Alessandro Ball comandante la squadra Inglese 
del Blocco di Malta abbordo l'Alexander. 

Birchircara 7 Febraio 1799. 

Mi trovo incaricato di farvi capitare l'acclusa lett<Ta composta 
dalli altri capi e da me pure sottoscritta jkt non comparire singolare 
e di sentimento difibrme dalli altri : ma la mia idea ed il mio deside- 
rio e di tutti li Maltesi universamente è di pregare milord Nelson di 
far sì che Malta e li Maltesi non abbiano altro protettore che l'In- 
ghilterra, e che Malta giammai appartenga ad altri che alli Maltesi 
ed Inglesi secondo le convenzioni, che si faranno, (i) Di quanto le 
avanzo sono ben certo trovandomi ben informato dei sentimenti 
tanto de campagnoli, che delli abitanti delle città : Ciò essendo, cre- 
derei ben fatto che voi Sigre. scriviate a Milord Nelson facendogli 
sapere i nostri desideri affinchè lui colla sua prudenza possa arran- 
giare tale affare in maniera che la Corte di Napoli non possa dolersi, 
e che tutto si faccia con tranquillità, e senza iiostro danno^ e che 
possiamo ottenere ciò che tutti i Maltesi desiderano come posso bene 
assicurarvi. E che finché l'affare sia arrangiato ci mandi, potendo, 
dei viveri de quali voi sapete bene che scarseggiamo ; non mancando 
a Milord i mezzi di provvederci. Spero che tra poco vedrete che quel 
che vi scrivo è vero, e costante, e sarà da tutti confermato ; mi pro- 
testo frattanto. Vincenzo Boro. 

P. S. Vi prego Signore non far sapere a ninno ciocche le scrivo 
a fin che li altri capi non possano lagnarsi che io vi scrivo progetti 
senza loro partecipazione ; quando c'incontreremo poi parleremo più 
a lungo, e comandate. {Dalia minuta conservata presso i discen- 
denti di V. Borg). 



(i) Ricorderemo che in una lettera scritta più tardi da questo 
Borg all'Eton e publicata nel Malia Herald nel Maggio 1907, lo 
scrittore si lamenta del susseguente agire del Ball non conforme al 
modo di regime promesso a bordo à^ Alexander-, promesse che furo 
causa del primo inalzamento della bandiera inglese da lui fatto, ed 
imitato da tutte le altre batterie maltesi nello stesso Febraio 1799. 

64 



— 426 — 

IL — Monsieur, — Votre zele me jette dans la difficulté de m*ex- 
primer, et vous donner la haute idée que J'ai de votre caractere. Je 
suis d'opinion quii ne faut pas blessé les sentimens et les droits du 
Rei de Sicile, il faut agir avec delicatesse. Si à la fin de la guerre 
les Maltais et les Anglois se sont bien attaché, soyez sur que ce 
sera Tinteret du Rei de ceder son droit pour toujours. Dans une 
lettre que J 'ai ecrite à Milord Nelson aujourd'hui Je me suis expli- 
qué tres fort sur Tavantagc quu le Roi de Sicile tirerà en ayant une 
Nation amie si près de lui avec une Marine pour le soutenir: ce sera 
un garantie pour la bonne conduite des Siciliens. Vous ne m*avez 
pas donnez les noms des personnes par les Passaports; mais J'enverrai 
une Fregate expres pour les tirer hors de Prison et à les amener ici. 

Si le mauvais tems me prive du plaisir de votre compagnie 
demain il faut avcrtir votre ami — que le Congrrs lui prie d'étre à la 
Cité Vieille lundi ])rochaine — pour ctre notre Secretaire pendant 
Tabsence de Mons. l'Abbc Savoye. 

Agriez mon estime et ayez la bonté de me considerer mon cher 
Borg. I/Alexander — Fevrier 9, 1799. Votre ami et serviteur 

Alex. J. Ball. 

A Monsieur Vincenzo De Borg Chief de Gharghar. 

{Orig. presso il Magistrato E, Par7iis), 

Queste mosse intese a determinare su questa terra lo stabilimento 
della dominazione Britannica facevano scomparire la j)ossibile velleità 
albergata di veder spiegato quandochesia il pavìglione nazionale, 
allor ancor sperato dai republicani maltesi. Lo stendardo di Malta 
issato alla presa della Città Notabile a 3 Settembre 1798 aveva avuto 
il suo posto nell'antica capitale deirisola sulla torre, appellata da esso 
Torre dello Stendardo, assai prima della installazione del dominio 
dell'Ordine Gerosolimitano in queste contrade. Vuoisi essere stato 
esso donato da Re Alfonso dopo che egli a 20 Giugno 1428, fregian- 
do Malta coi titoli di Jocale Notabile et Insigne delia Regia Corona, 
riaggregava questa terra al Regio Demanio. Agli ambasciatori mal- 
tesi, che prevalendosi di quella circostanza domandavano la conces- 
sione di un proprio stendardo, Sua Maestà mostrava il suo petto 
coperto di bianco, e tirando colla man sinistra la veste da un Iato 
rispondeva : il mio petto sarà lo scudo e la vostra insegna. I colori 
risultanti da una tale interpretativa insegna combaciava collo stemma, 
tolto dai quadretti della striscia nel blasone dei Hauteville, già da 
tempo assunto dai Maltesi e su cui c'intrattenemmo a pag. 114. Una 
pretesa disputa tra i giurati verso il 1672 sulla renova di un troppo 
vecchio stendardo bipartito in bianco e vermiglio dette occasione al 



— 427 — 

Gran Maestro di imporre alla Notabile l'uso dello stendardo deirOr- 
dine — croce bianca in campo rosso. Nel Ciantar De Naufragio S. 
Pauli. Venetiis 1788, si vede riprodotta la Torre dello Stendardo della 
Vecchia Città di Malta colla bandiera Maltese. L