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in 2011 with funding from 

University of Toronto 



http://www.archive.org/details/p2vocabolariodel02manu 



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VOCABOLARIO 

D !■: I, l A 

LINGUA ITALIANA 



GIÀ COMPILATO 



DAGLI ACCADEMICI DELLA CRUSCA 



ED ORA BOVAMESTE CORRETTO ED ACCRESCIOTO 



DALL' ABATE 



GIUSEPPE MANUZ Z I 



TOMO SECONDO PARTE SFCONDA 




IN FIRENZE 

APPRESSO DAVID PASSIGLI E SOCJ 



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VOCABOLARIO 



«ELLA 



LINGUA ITALIANA 



f S. Prema settima ietterà deìP .1 (fa- 
telo itaitnnOf decimaterza delle conson 'rt' 
II, ia quale si pronunzia Esse; ed è di 
suono veemente, cerne la R. Posta ia com- 
posisioiie ce* suoi primitivi j ha Jorza mol- 
te vo'te dt privativo, come CALZARE, 
SCALZARE, MONTARE, SMONTARE. 
Alle volti- d'accrescitivo, come PORCO , 
SPORCO . MUNTO, SMUNTO. Jfle 
voile di frequentativo t come BATTERE, 
SBATTERE. J/fe volte non opera nulla, 
valendo lo stesso CAMPARE e SCAM- 
PARE. BANDITO e SBANDITO, BEF- 
FARE e SBEFFARE. Afypo di noi ha 
due tMriì suo/iìj il primo più gagliardo , 
t a noi piti familiare, come CASA , AS- 
SE» SPIRITO. Valtro più soUile, ri- 
messo, usato più di rado, come SPOSA, 
ROSA. ACCUSA. SDENTATO , SVE- 
NATO, /n questo s< condo suono non si 
raddoppia giammai, ne anche si pone in 
principio dr-Ua parola^ se non quando im- 
mediatamente ne se^ue una consonante, 
c^fmc SMERALDO,' SDENTATO. Con- 
tente dopo di sé nel principio della pa- 
rola tutte le consonanti, salvo la Z. IVel 
mecio della parola, e in diversa sillaba , 
riceve dopo dt se le medesime consonan- 
ti, ma più malagevolmente , e per l? più 
tn composizione, colla preposizione DÌS, o 
MIS> <ome DISDETTA. MISLEALE; 
ma col C. P, T s* accoppia frequente- 
mente senza diffìcultà , come TASCA, 
CESPUGLIO, PRESTO. Quando e po- 
sta avanti a/ C , F , P , T , si dee pro- 
nunziare nel primo modo, cioè col suono 
più gagliardo, come SCALA, SFORZO , 
VESPA, STUDIO, CESTO; ma avanti 
ni B, D, G,L, M , N, R, V si pronunzia 
coi suono più sottile , rimesso^ come 
SBARRARE, SDEGNO . SGUARDO, 
SLEGARE, SMANIA, SNELLO, SRA- 
DICARE, SVENTURA. Jvanti di sé 
ammttte la L, N, R in mezzo della dì- 
itone, e in diversa sillaha, come F&.I.SO, 
MENSA, ORSO. Raddoppiasi nel mezzo 
della parola, come l'altre consonanti, do- 
ve lo ricerca il bisogno. * Salv. Jwert. 
1- 3. 2. 2^. E Del libro de' Sagramenli si 
serve della S per ìaterpooimeoio l'aulore 
di queir opera, scrivendo come s'è case e 
poderi, per con dir come è case, che s' 
usa speiso pzi^ndio nel parbre; e legoesì 



parimente ne\U predetta Storia di san 
Giovambatista : vengono, e domandano chi 
s'è questo Giesùj modo che oggi è pro- 
prio del parlar viuizi.inn ; nu l'annoio eolia 
S dolce, la (jual semplit-c Z è stata da noi 
appellata, qual si pronuozid io r?sa , in 
ispo^a , e sì fatte. (FJ Salvin. Disc. 3. 
9^. La S è UDJ lettera dì suono cosi vi- 
vace, e snello, che s'accompagna in prin- 
cipio delle parole con tutte le lettere del- 
l' alfabeto, fuori che cou se medesima; 
sanità, sbarco, sdarsi d* una coso, sua- 
morarsi, smammarsi ce (C) 

S A B 

SABAOT , che alcuni scrivono anche 
SABAOTH. Foce ebrea. LaU sabaoth. 
Gr. sajSoca'à . Darti. Par. j. Osanna , 
sanctus Deus sabjoib . But. Ivi : Sabaoth 
s'interpetra : delle virtù , ovvero degli 
eserciti. G. ì'. li. 76. ^. Lo onoipoleu- 
te Iddio sabaoth dà vinto e perduto a cui 
gli piace , soc.:iido i meriti e i peccali . 
M. f. li- 3. Le quali sono nelle mani 
del Signore Dio sabaoth, cbe interpetrato 
è Dio degli eserciti . / arcli. E» col. 162. 
Alleluia, che significa: lodato Dio; Osan- 
na, che vuul dire: salva, li priego; e Sa- 
baci, cioè: esercito; tulle e Ire usale da 
Dante . Ar. sat. ty. Pochi sono gramma- 
tici, e umanisti Senza il vizio , per cui 
Dio sabaot Fece Gomorra, e i suoi vicini 
tristi. 

:? SABATICa Jg^-iunto dato dagli E- 
hrei ad uno de* più nobili periodi annua- 
li , ed era Quello che constava di sette 
anni. (A) 

aS SABATINA . Vicesi Far la sabati- 
na, e vale Aspettar a cenate subito dopo 
la mezza notte del sabato, per poter man' 
gicir Ciirm-, simile. (A) 

# SABATINO. Add. Di Sabato j ed 
anche ISato in giorno di sabato . Salvin. 
Tane, fliion. O S.dndno, o Mone j nomi 
proprii di conUdini . Sahatìno , nato in 
giorno di Sabato; come /^aj^ui/iOj la Pa- 
squa ; ec. fA) 

SABATO . che talora da alcuni st «crij- 
je SABBATO. Nome dd settimo dì della 
settimana . Lai, sabbatam , dies Saturni. 
Gr. ja35aT0v. Cavale. Frutt. lin^. Onde 
in figur? di ciò dice san Gregorio , cbe 
Iddio diede al popolo suo a guardare e 
festeggiare il giorno del sabato, che vie- 
ne a dire rquie. Hocc. g. ~-f. 8- Ed 



S A B 

il simigliante fscenamo del sabato susse- 
guente - 

g. L Non aver pan pe' sabati j prover- 
bio, che si dice quando vogliamo descri- 
vere uno, che abbia da vivere scarsamen- 
te, Lat. trium dierum comnieatum ha- 
bere. 

§. II. Domeneddioj Cristo non paga 
il sabatoj dettato esprimente, che II ga- 
stigo può differirsi, ma non si toglie. 'Lat. 
da laneos pedes habent Gr. fxóXn tc- 

3;tOV, i'JxlSi T910VT5V ^''Sctt. T'cd. Flos. 

3i2. Fach Stor. ìo. 328. Ma Iddio, 
il quale ( come dice il proveibio de* vol- 
gari ) non paga il sabato , riserbò il suo 
gasligo , e la meritata pena A signor 
Chiappino Vitelli. E l6. 63g. I quali vi- 
vono ancora, furse perchè Domeueddio (co- 
me si dice per proverbio ) non paga il sa- 
bato. Morg. 2.\. 34- Ma non sanza cagion 
si dice un metto. Che 'I sabato non paga 
sempre Cristo, E non vi fia poi in fine un 
quattrin rotto. Lib. Son. 70. Chi vien di 
folassù, giugne ben presto, Percb' e' non 
paghi il sab.ito appuntino. 

§. III. Sabato santo, diciamo per eccel- 
lenza a quello avanti la Dcmeniea della 
Besurrezione. Piai. S. Grcy. 1. io. Lo 
sabato santo ìn sul vespro passò di questa 
vita. 3Iaestrttzz i. ^j. La Chiesa ha due 
tempi ordinati secondo l'antica usanza, cioè 
il sabato santo, e lo sabato della Penteco- 
ste. P'ra/ic. Sacch. nov. 160. Il quale uno dì 
di sabato santo , quando la beccheria era 
più fornita di carne ec, si mosse a volo. ' 

§. IV. Esser più lungo, o maggiore , 
che '/ snbato santo, si dice del Non venir»^ 
o infavellare, in operare, mai alla fine. 
Lai. orbita tardior. Pat.iff. 6. Più , che 'l 
sabato santo tu se' maggio. Salv. C ranch. 
1. 2. Tu se* più lunga che '1 sabato janto : 
Assomma, se tu vuoi. 

SABBIA. Sabbione. Lai. sabulam, sabu- 
lo.Ov. ^du.Cf.'^o i. Ar. Fur. 7. 2^. Soave 
fior qual non produce seme Indo, o Sabeo 
neir odorata sabbia. Alam. Gir, 9. 1^0. 
Quetl* altro in atto se gli raccomanda, £ 
SI fa *n volto di color di sabbia. 

g. I. In provcrb. Seminare in sabbia, va- 
le Operar senza frutto, Perdere il tem- 
po, e la fatica. Lat. cìeum et operam 
perdere. Ar. Far. 2$. 66. Tanto gli pr**- 
me L' aver gran tempo seminalo 'n rab- 
bia. 

* g. IL Sabbia, vale anche Lido, mt 
in questo senso è voce poetica. Ir. Far. 



98o 



S A B 



8. 39. Stupida e fiwa nell' incprla «abbia, 
Coi capelli disciolli e rabbuffati ec l 
bo|;uidi occhi al cici tcoca Uvati. (Br) 

* SABBIARE. Copriremo li il arare con 
tabbia. Rea, Lrlt. Si »«" l'orioale col 
•uo cappello ci«o. e »i "bbia bcoe le 
congiunture , che dod possa svaporare 
Dientr. fy4) 

SABBIONCELI.O. Dim. di Sìbhione. 
Tratl. secr. c»^- ft^nn. Nasce quest* erba 
su* iiugri sabbioncclli, e mollo renosi. 

•ìABBIONE. Renat Terra arenosa. 
Lai. sahulunt, sabato. Gr. t{»'//jt_aO;. Sfn. 
Pisi. Quando M mare è lungamente in 
pace, e' torna io polvere, o in sabbione. 
O. V. 7. 29. 3. Ni'D sofferse il Re , che 
Tossono soppclliti in luogo sacro , ma in 
sul sabbione del mercato , perchè erano 
scomunicati. Hant. tnf. l3. Mentre Che 
tu Terrai nell* crribil sabbione. K 17. Co- 
sì la 6era pessima si slava Sull' orlo, che 
di pietra il sabbioo serra. liu(. Sjbbione 
è f'-na grassa, e piena di |)ietrellc picco- 
line. Cr. 2. 26. 1. Che non sia magro 
sabbione sanza mischiamento di terreno. 
Hed. Ins. 5. Fu dottrina d' Archelao , 
scolare d' Anassagora , che non ogni ter- 
rencllo magro, ed arenoso, non ogni morto 
sabbione fosse il caso. 

SABBIONOSO. Adii. Di quaìità di 
sabbione, o Pieno di sniibtnne. Lat. sahu- 
lofus. Gr. ^'/.^y.(ìcÀSri^. G. /''. 7. 3/. 6. 
La delta contrada è motto sabbionosa, e 
quando è secco, fa molla polvere. Cr. 2. 
l3. 2\. Ne' luoghi sabbionosi sì sparga 
la creta, e l'argilla. E cnp. 16. 3. Di- 
venta allora il campo polveroso, e sabbìo- 
noso, e salso, e pessimo. 

SABBIOSO . Ad'l. Sabhionoso. Lai. 
s^ibulosiis. Gr. tj;aua3w'o*5;. Palina. Feb- 
br. 33. Amano i luoghi caldi, sabbiosi, e 
spiasse volle la maremma. Alani. Co't. 5. 
118. Brama ìl seggio trovar profondo, e 
grasso. Schiva il sabbioso. 

■f- ^ SABINA. Pianti sempre verde, 
le Ciii/oglii- sono di un sapore acre, di un 
odor acuto , e le bacche di un tur- 
chino alquanto ncm. Lai. sabina. Lih. 
ciir. malntt. La sabina giova alla ritenzio- 
ne de' mestrui, e giova alla slcrileiza. (') 

SACCA, Sorta di sacco. Luì. pera. Gr. 
ttrip'X. I>. lar. T. 2. 4- 5. Povertà balte 
alla porta, E mm ha sacca, nò borsa. Gal. 
Dial.mot. 570. Da (questi due chiodi penda 
nna catenella srittile, e tanto lunga, che la 
sua sacca si sleiid.i quanta è la lunghezza 
del prisma (qui per simiHt., evale Cur- 
vatura } . 

•f* SACCACCIO. Peggiorativo di Sac- 
e. Beni'. Celi. f'il. 2. 3()l. Quei muscoli 
non son ritratti da un Uomo, ma sono 
ritratti da un sacrarcio pieno di poponi che 
diritto sia inesco, appi>ggi.i(o al muro . 
Buon. Fier. 3. 1.9. Ci lu data una stanza 
Mssai ben Ionia, Il cui letto era, involta in 
un saccarcio , Certa che fu gi'a paglia, or 
fatta è lis' a, Nidio ed alloggiamento re. 

SACCAIA. Sorta di sicco. Lat. pera. 
Gr. TTvj'pot. .Sfl/v. Granch. 2. .5. Ilo più 
saccaie, e più bossoletti, V. più alborctli , 
che non ebbe mai Cantanìbanco. 

g. I. Far latCnia, .ti dice delle ferite 
infistolite , quand-* saldate e non guarite 
rifanno marna, che non si vede. Lat. in 
imo sinu iiihsidere, ex'i'um non habere. 

§. II. Far saccaia, si dice anche per 
metaf. delC Accumular nell'interno ira 
sopra ira, sdegno sopra sdegno. Lai. 
tram trae addire. 

SACCARDELLO. Dim. di Saccardo j 
e si prende comunemente pt-r (/omo vile. 
Lai. nihtli hcnio, vilis, ahiectns, homun- 
CIO. Or. ^t.nf^.BeÌlinc. son. 33o. Però non 
mi trattar da s.icrardcUo. ^ Beva. lett. ^j). 
Quevto è quel che rovina voi altri pov« retti 
ammarlellali , che v'immergete in coleste 



S A C 

magnificenze ec. senza ricordarvi de'povtrì 
saccariielti amici e servitori vostri, (à) 

SACCARDO. Quf^h ehe conduce die- 
tro agli eserciti le vettovaglie, o gli ar- 
nesi, e l^ baga^lie j Bagaifltone. Lat. ca- 
io, Ilvi. Gr. CAtvooópo^. Af. V. 9. ({. 
Molti uomini d'arme, ma più de'saccardi, 
per lo brusco tempo, e per lo disagio, e 
mala vita, ma i più de'saccardi non prove- 
(luti, grande parte de'loro cavalli ti guasta- 
rono per difetto di strame, eper lo mangiar 
del grano, ch'altra biada noo avieno, che 
dare loro. E cap. 37. Cominciò a fare bri- 
gata di saccardi. e assai Inghilesi che si di- 
lettavano di mal fare, e che attendìeno a 
vivere di rapine. Frane. Sacch. nov. l3.'). 
Voglio dim'^slrare, come un buono uomo , 
servendo un vile saccardo con uno dono d' 
una piccola cosa, fu meritato da lui dell' a- 
vcrc, e della persona. E Op. div. i36. Si 
contraffece con veste di manipolari, li quali 
oggi chiamiamo saccardi, o saccomanni. 

SACCARELLO. Dim. dt Sacco. Lai. 
sacculuv. Gr. //«5?Jtiov. Fr. Zac. T. i. 
2. 3. Venni rinrhiuso in un saccarello. 

^- SACCATO. Term. de' Medici. Ag- 
giunto per lo più d'idiopisia. Cocch. Bagn. 
Idropisia saccata. (A) 

t SACCENTE. Che sa. Sapiente. Lat. 
pcrituf, scient, gnarut. Gr. €'iO»i'/XWV. f^al. 
Maìs. P. S Acciocché non mancasse sa- 
cerdolessa saccente degli antichi costumi a 
quella Dea. Fav, E^op. Per questo esemplo 
dobbijmo intendere , che gli uomini che 
non sono sarrenli, rhefann'i dimoslrazion 
di fare ec. Tesoretl. Br. ^. 26. Ma Ìo non 
sono sacceole. Se non di quel, eh' e' suole. 
* §. I. Ma p,'r lo più Si piglia in mala 
pai t-'y dicendosi di Chi presume di sapere* 
'< Lor. Me<l. Coni. i3l. Fuggendo un certo 
vixio comune a donne, alle (juali parendo 
d* intender)-' assai, divengono iuiopporlabili, 
volendo giudicare ogni cosa, che volgar- 
mente le chiamiamo saccenti. Bem. 1 im. 
1. l. Un prete della villa , un ser saccente. 
Fii-: Prip. 112. Da qualche hello spirito 
degli antichi, o, come sogliamo dire, da 
qujlche saccente ». (C) 

t 3 §• I' P'-'' Astuto, Saf^ace, Accolto, 
Lai. sagax, adulur, vafer. Gr. 7rojluu.»ÌTi5. 
Bocc. nov. 88. 5. Con un saccente barattie- 
re si convenne del prezzo. E nov. ()2. !\. Un 
de'suoi, il più saccente, bene accompagnalo 
mandoall*Abate.3/(rac Mad.M. Questi era 
sì saccente e procacciante, ec. Fr. Giord. 
Pred. S. Diventano le genti argute, e sac- 
centi, e schernitori. Bem. Ori. i, 18 5o. 
Tu se' troppo per me saccente, e sag- 
gio. 

•f SACCENTEMENTE. Awerb. Con 
savi-zza j ma in qut-sto significato è voce 
antica. Lat. saiiienter, Gr. noisCi. Alhert. 
cap. ^7. La terza si è usare Icmpcratanicntc 
e sacccnlemenle di rjuello, che noi abbiamo, 
e guadagniamo. 

g. Talora si prende per Prosontuosa- 
niente. Arrogantemente, Astutamente* L»i. 
v'frr, callide, petulanter, Gr. Travoui'/w;. 
ir Dep. Decani, y^. Doverra pur sempre 
dilettare più a'iellori di spirilo e d'ingegno 
aver quello .ippunto che il Boccaccio ci la- 
ccio scritto coti semplice e puro, che ciò 
che quabhe animoso emeodalorc avesse 
sacccnieineate mutato, ancorcbìr io me- 
glio. (F) 

SACCENTERI'A. Astratto di Saccente, 
art secondo significato. Presunzione, Sfac- 
fiiitrzza^ Presuntuosità, Arroganza, Sa- 
pere affettatOy e semi fondamento. Lat. pe- 
fiilantia. Gr. oìua^i'st. Capr. ftott. 7. l.^jj. 
Io eleggerci piuttosto di morire, che \i\cre 
con cotesle saccenlerie. Tac. Dav. Star. \. 
343. Parendo ec. che Demetrio, ehe facca 
professione dì filosofo Cinico, aveue difcio 
con più sarceoleria, che oorslì, io tristo 
manifesto (il testo litino ha.' ambilioiius » 



S A C 

quam hooestiui ). 5orgA. Col. if</i/. 438 
Volere 10 questo caso saperne più del prio 
«pale, mi pare ec. uoa troppa sotliglieua , 
o. » dirla più propriamente, saccenteria. 

SACCENTINO. Dim di SaccenUj Pre 
sunCuoietU, Arrogantuccio. Lat. ardelio , 
sciolus. Gr. oin,t,o'5>o^. tìelhn.. son. 161. 
In ogm luogo pnbhlico si canta De'moJi 
tuoi, dicendo : al wcceoliuo Esser gli p»ro 
un Tullio. * Ge/l. Error. i. 2. |o ho quel- 
la diavola di mogliama,e quel saccentioo 
del mio 6gliaolo, che io li %o dir ch'e* 
mi pongon beo mente alte roani. (B) 

SACCENTONE. Accrrsctt. di Saccen- 
t€j e si prende prr io più in mala partt^ 
cioè per Chi presume sapere assai, Lat. 
magnus aedrlio. Alleg. |25. Mi fanno pure 
smascellar delle risa ec certi sacceoloni a 
credenza, i quali ec. 

SACCENTUZZO. Saceentino. Lat. scio- 
lus. Gr. òitiii-Jo'fo^. l'arch. Ercot. ^5. 
Onde certi saccentuzzi. che vogliooo ri- 
prendere ognuno, si chiamano s«r Appun- 
tini. 

SACCHEGGIAMENTO. Sacco, il sac- 
cheggiare. Lat. direptio, depopulatio. Gr. 
Qi'xpTtOL'/ri, ^zóphr^-n^. Liv, M. Dopo tale 
saccheggiamento imbarcandosi, ec. Serd. 
Star. 16. 621. Gli travagliasse cogl'iocendii 
colle occitioni. e saccbeggiameoti. 

* S- ^ r*"^ m<M/ Seaner. pred. 6. 3. 
Con negarvi l'acqua a suo tempo, ovvero 
con ispedire al saccheggiamento do* vostri 
campi or minute gragouole , or leggiere 
nebbie, ora piccioli animaluzzi. (Br) 

SACCMEGGIANTE. Che saccheggia . 
Lat, dfpopulator, d populans. Gr. tA^Of- 
^rlrotp . Tac. Dav. Ann. 4- 97- ' nemici, 
veduta lor Iracuta^gine, fanno due schie- 
re, per assalire, una t saccbeggiantì, e Tal- 
Ira il ratnpo romano. 

5 SACCHEGGIARE, ^ore il spicco. Porre, 
o Mettere a sarco. Fare il sacco. Far 
preda. Lai. piaed>ri , depopulnri- Gr. 
affC-juJàv. Ar. Fur. 29. 72. E lottavia 
saccheggia ville, e case, Se bisogno di ci- 
bo aver si sente. 

* §. I. Per metaf. m Fr, tac. 2*. 3. A. 
5 Quello che lo 'nganoalore N* avea lol> 
lo e saccheggiato Questo giovine, ch'e 
nato. L'ha ritolto intieramente . Boes. 
Farch. |. 3. Onde essi si danno tutti a 
saccheggiare bagaglie inutili » . (C} Car. 
Long. Sof.f.2, Dond'è questa tua sicur- 
l*a di cosi saccheggiare i giardini »\lTUÌÌ(Br) 

t V ^. II. Saccheggiarr, gidtce anche di 
Alcune cote ched^nno il sacco, portando- 
ne via altre. Segn. Sior. !,h. 5. Rovinò 
(il Tevere) molli ediScii pubblici e pri- 
vali, saccheggio gran copia di vettovaglie 
ce. (CP) Segner. Pred. 10. 2. Vedrete 
com* ivi vengono a generarsi da principii 
lutti diversi ec. e le oesi , le quali im- 
biancano i gi<*ghi; e le grandini, le quali 
sacchc^-giano i seminali. ( Bi) 

SACCHEGGIATO. Add. da Sacckeg- 
giare . Lat. dirrptus , depopulatus . Gr. 
avaiTaro^ fìrm. Ori. 1. 14 66. Onda 
veder si polca chiaramente La terra sac- 
cheggiala, e quella gente. 

* §. Saccheggiato, vate amcha Portato 
via nel dare il sarco , Ghicc Sior. a. 
46<). Non essendo anche appresso ai sol- 
dati di tanta automa che f'^sse haslanla 
a far muovere 1* esercito implicalo nel 
dispensare, o mandare ìo luoghi sicuri le 
robe saccheggidir (f.) 

t SACCHEGGIATORE. J'trhal masc. 
Che. o Chi saccheggia. Lai. depopulalor, 
prtrd.it r, deprttdator. Gr. «KffO^&r.raif - 
Fr. Gtard. PreK B. Ma 1 sarrbeggialon 
fecero la pcnitcosa del loro peccalo Baon. 
Fier. I. 4' 8. AssaltJn le botteghe, auo- 
gian, beono Saccbe^gialori, t ciò cbt e' 
e , starnaiiano. 

* SACCHEGGIO Depredasion* tutte- 



S A e 

nt ài una città > fi' una terra , /ittt per 
io più dii^entf armata j Sacchcggi'ìffiento, 
Sacco. Saìvin. (A) 

SACCHETTA . Dim. di Sncc<t Lat. 
snccutttf. Gr ^a^starrtov . T-s. Poy. P* 
S, cnp. 8. Anco le rose messe in una 
saccfaetla, bollite, e poste in sull'occhio, 
tolgono la tioglia, e 1' cii6.izione. l'S ccp- 
19- A* dolori , e storsioni Ji ventre , che 
haoDO gli dissenterici, logli i^ crusca, e 
metti nella saccbrtla , e fjMioMire nel vi- 
DO, e poni sopra l>i doglia, e iiicunlioi'nle 
guarisce . ì'it. Pluf, Quando andavano 
^orrendo per le contrade di Pompeo, po- 
nevano questo pane nella sacchetta. 

SACCHETTARE . Percuotere alcuno 
con sacchetti pimi di rena. Lai. saccitiis 
arena pienii contundere. 

t * SACCIIl.Xri.NA . Ditii. di Sac- 
chetta, i.asc. Cen. 2 nov. 8. pag. iS^» 
Tutti gli usci e tutte te casse e i cassoni 
gli apersero, e tra l'altre cose più care 
in una c;issetla trovarono una saccbellina, 
dove er.ino dugt'nto fiorini d'oro. (B) 

SACCUETllNO . D>m- dt ò\jcc/ielto . 
Lat. saccit/its . Gr. ^Kpsu'mstf . Frane, 
Sacchi nov. i(jH. In uno saccheltino "di 
cuoio da tenere spezie se l'appiccò allato, 
Bor°h. Bip. 217 Come son secchi , si 
mellano in saccheltino di cuoio di ca- 
aioscio . 

SACCHETTO . Pim di Sacco . Lat. 
saccnltts. Gr. //scpsurrtov Bocc. nov. \!\, 
10. Quivi parendogli esser sicuro, ringra- 
ziando iddio, che Condotto ve l'aveva, 
sciolse il suo sacchetto. G, /■', 8. 3y. 2. 
Que' dell'una parie, e delTallra, ch'eran 
degni d'essere priori, mettere in s;iLchetli 
a sesto a sesto, e trarli di due mesi in 
due mesi. Cr. 6. 94. 3. C.nlr'aDa fred 
da reuma sì metta in sacchetti sopra il 
capo della polveie fjlta della predeita 
erba C pa»lin,ìca J Leo calda . Dait. In/ 
17» E un , che d" una scrofa azzurra , e 
grossa Segnato avea Io suo sacchetto bian- 
co, Mi disse. 

SACCHETTONE . Accre^cit. di Sac- 
chetto; Sacchetto grande. Lasc, Spir. 5. 
5. Hagli quel faltore, che tu vedi, in que' 
duoi sacchettoni. 

t '*• SACCHIEL . .Vome osgi ignoto 
d'una sorti d'erba. Tes. Br. 5. 34- 
Questo nido mmjoo, e fas iano d'una 
erba che ha nome sacihiel. (') 

* SACCIUTELLO Dm., dì Sncciutoj 
SaccrnfiizzG. Lat. scio/us. Cr r^^cityaQy;'^. 
AUeg. 237. Ogni sacciuiello. duvVtrova 
il terren leneio, vuol fare del letteralone 
al buio. {•) 

SACCIUTEZZA. Saccenteria. Lat. pe- 
tulantia. Gr. yXuw^ia. Tac. Dav. Ann. 
5. 108. Forse per .saciiulczza temendo il 
male futuro, e non il presente ( il t sto 
lat. ha: prava solerli.!). 

SACCIUTO. AdJ Saputo, Che affetta 
di sapere. Saccente. Lai. ardtlio, scio/us. 
Gr. o'ir.'ji'ìdfo; . T.>c. Hav. Perd. eloq. 
412. Proemii lunghi, narrazioni da lon- 
tano, mille sacciuie di\isionì, e argomenti 
ce , pareano il serento (il lesto lat. ha: 
mullaruni divisiocum oslenlatio). E Scism. 
71. Facean ciTrerc cortigiaui. mercatanti, 
e femmine sacclute . / arch. Eicol. 96. 
Questi tali foramelli . e lignoiuzzi , che 
vogliono contrapporsi a ognuno , si cbia- 
mano ser saccenti, scr sacciuti, ec. 

3 SACCO, Stntmen'o per lo più fatto 
di due pezzi di tela cuciti insieme da'due 
lati , e da una di l'è teste . Atcpiasi co- 
munemente per mettervi dentro cose da 
trasportarsi dn luogo a luosoj quando si 
piglia per misura, vale Tre staio Lat. 
sacca s . Gr. sa/.xo? . Bocc. nov. i\, i5. 
Di&se alla buona femmina , che più di 
cassa non aveva bisogno , ma che , se le 
pìaceue , un sacco gli donasse, ed av«s- 



S A C 

SCSI quella. E nov. 60. 17. Parlavano il 
pan nelle mazic, e *1 vin nelle sacca. 

# §. l. E fìguratnm. « Dant* Inf. G. 
Ed egli a nìc : la tua cillk , eh' e piena 
D* insidia si, che gi'j trabocca il sacco, 
Seco mi tenne in la vita serena. A' Par. 
11. Le cocolle Sacca soa piene di farina 
ria ... (M) 

S- II. Per simiìit. Dant. Inf. a8. La 
corata pareva, e '1 trillo sacco. Che mer- 
da ìa di quel, che si trangugia (cioè: il 
ventre). Bed. Annot. Dnir. 71. Lo sto- 
maco per similitudine fu dello sacco . E 
Esp. nat. i3. Prima d' inghiottirli soglio- 
no sconcia menle colmare il sacco dello 
stomaco di maccheroni, e d'altri pastumi 
condili con grandissima quantità di burro. 



S A C 



9?* 



Man 



Ip. l3o. Poi si cacciava 



qu. 



il che 



penna in bocca, Per vomitar, quand' egl 
ha pieno il sacco. E st. 1^2. Margulte , 
eh' avea ancor ben pieno il sacco. 

§, III. Sacco, si dice nache una Spe- 
zie di panno rozzo e grossolano, del quale 
p:ù comuncmenle si fanno i sacchi, f'ìt. 
SS. Pad. I. cji. Scrisse quasi un testa- 
mento, lasci.inddgli luiie le sue ricchezze, 
cioè Io libro de' Vangeli, e una tonica di 
sacco, ec. i'S Cnr. Long. Sof, Bag 2. Una 
tascoccta di sacco lutto rattoppato. ( FP) 
*f Salvia, disc. 3. jì. Sacco e una paro- 
la che si ritrova in ebraico, in greco , ed 
in Ltiuo, e significa sempre tela, o pan- 
naccio grosso. (Aj 

f §. IV. .S'acco, si piglia anche per Con- 
trassegno di prnitenza, o dolore . Vi(, S. 
A'ess. i6> Onde la madre sua dal giorno 



della 



lila de! figliuolo stese il sacci 



parrna uei ngliuolo slese il sacco sop 
il njvimcnlo della camera sua ; nel qual 
loco, piangendo, ec. (così spesso nella S. 
ScritfuraJ. (f'J 

§. V. SPICCO della ragna, si dice quel- 
la Parte di l panno , dove rimane preso 
r uccello. 

§. VI. Sacco, per B..rsa. Frane. Sacch. 
noi". 64. Va' , va', che ora sarai tu messo 
nel sacco de' priori. 

t §. VII, Far sacco, vale Empiere il 
sacco, e figuratamente Accumulai e Lui. 
coriaierc opes , Cvrmdere picuniam. Gr. 
5uvK-/5tv ;i«VTaxrfàev . Ott. Coni, luf^ 
7» III. Rubano, predano, tolgono, e ogni 
mal fanno, per far sacco di moneta 

Q. Vili. Sacco, vale anche Sacchfgi;ia- 
mento. Il saccheggiare. Lat. depopulatio, 
diieplio. Gr s'/TTopOfl^i;. Capr. Bolt. 2. 
33 Potrebbono certamente dire , come 
quella donna da bene, che, essendo presa 
nel sacco di Genova , disse ; ringrazialo 
sia Dio , che io mi caverò un tratto le 
mie voglie senza rimorso alcuno di co- 
scienzia . 'A- farch. Err. Giov, 66- La 
quale ( volontà ) era che in tulli i modi 
s* ingegnassero d' aver Firenze , salva e 
senza sacco, e non potendo altramente 1' 
avrebbe lolla, arsa, o in cenere. (C) 

f §. IX. Onde Fare il sacco. Mettere 
3fnndare a sacco. Porre a sacco. Da- 
re il s^cco a una città, o simili, vaglia- 
no Far preda dì quel che v' è. Saccheg- 
giare Lat, pradari, dep'pu'ari, diiipere. 
Gr iìnoiUÀ^v. M. V. 10. 82. Dove spe- 
ravano fare il sacco. Ar. Fur. 11, 53. 
L'aver fu messo a sacco, e messo fuoco 
Fu nelle case. Bucn, Fier. l^. 4- l8. 
Alla mia casa il sarco Mal si può dar , 
eh' è poco men, che vola. 

i" § X. Andare a sacco^ vale Esser sac- 
cheggiato . Lat. diripi. Gr. ^lapTra^scDat. 
Belc. J'it. Colomh. 56. Tulle le co- 
se da mangiare sono ite a sacco. Belline, 
son. 216. E però vada la cucina a sacco. 
Vnrch. Slor. 12. '44'^' ^'^^ tema che Fi- 
renze , partito lui, restando disarmala, 
non andjsse a sacco . '"^ Lasc. JS'an. i. 
I. Presero il cielo e lo mandaro a sac- 
co . (Br) Gi.v. Geli, yu AIJ. 46. Fu 



6na1mcnte preso il castello e la fortesza , 
e coir uccision di molte persone mandato 
a sacco. (C) 

§. XI. Far sìcco , sacrata , si dice 
anthc delle ferite , quando saltiate, e non 
guarite rifa/in<i occultamente m^ircia. 

§ XH. E fìguratani,, si dice dell* Ac- 
cumular nell'interno ira sopra ira, o sde- 
gno sopra sdegno. Lat. tram ira- Odde- 
re. 

§. XIII. Far sacco, o 1/ sacco, dicia- 
mo del Fare qualche nolahilc errore , 
dell' Jncnpparv in qualche a^natoj presa 
la met"f>ra dall' uccello, che dando nella 
rag'ta , rima'ie come in un sacco . Tac. 
Dav. Ann. 4 lOl. Né Stiano aiutava sì 
Diuso, ch'ei non tend*>sse rete anco luì, 
alto a fai vi maggior sacco, come bestia- 
le (il lesto lat. ha: iiisidiis magis onpor- 
tunum). E S( >r. 2. 279, Vedendo ec. il 
nemico armeggiare, saldi, e allenti lo 
lasciavan ec. far sacco nella stoltizia ( il 
lesto lat. ha: alieoam stuUitiam opperic- 
bantur ) £"4.3^7. E poiché conobbe , 
che egli avea viduio farli fare il sacco 
per ucciderlo, fece uccider lui (il testo 
lai. ha: posiquam qufe^ilum sibi crimen 
Cfedemque conipcrit). 

t§. XIV. Tenere il sa, co ,figurntam., vale 
Aiut'ìrc ad alcuno a rubare, a fare qua- 
lunque ali/ a rea opera j che altrimenti si 
diCi; Tener di mano, Tener mano, Lat. 
tiaJere opems mutuas . OU. Com. Inf. 
26. 45^. Diumedes per lo più tenne«il 
sacco, e colui furòe , Geli. Sport. 2. i. 
Io dubiio che cosini non sia anche egli 
un tristo , e tengagli il sacco, J'arch. 
Slor. E tenevano il sacco a chi rubava . 
Malm. 8. 5o. E per via d' un , che le 
teneva il sacco, Mcnlr' ei dormiva gli ta- 
gliò i capelli. 

g. XV. Onde in proverbio: Tanto na 
va a chi ruba , che a chi tiene Ìl sacco. 
Lat- agcntes et consenticntes p.iri poena 
puninntur . 

§, XVI. Sciorie, T'otare. Scuotere il 
sacco, Scior la bocca al sacco, Figliare, 

Scnotirr il sacco pe* pellicini , simi- 
li j mnrrere flguiate , che vai;lÌono Dire 
ad altrui senza rispetto, o ritegno , tutto 
quel che l' uom sa j e talora Dire tutto 
quel male che si può dire . Morg. iS. 
1^2 E di' che 'I sacco non hai lutto 
sciolto. Farch Ercol. 58- Di coloro, i 
qu.ìli ec. dicono tutto quanto quello che 
hanno dello , e fatto , a chi ne gli do- 
manda ec. , si usano questi verbi : svet- 
tare, sborrare ec, votare il sacco, e scuo- 
tere il pellicino . E 5<). Perciò si dice 
non solo votare, e scuotere il sacco, ma 
ancora i pellicini del sacro. Ltb. Son. hg. 

1 pigliero pe' pellicini il sacco, E scuote- 
rò si le costure e 'I fondo, Ch* i' so che 
n uscirà polvere un mondo . Cas. rint. 
buri i, 3. E percir io voglio scior la 
borea al sacco. Voi, che a questi signor 
rodete il basto, Venilem' a aiutar, quand* 
io mi stracco . Fìr, Lue. 4* 5. Pensali 
eh' i' vo* pigliare il sacco pel pellicino . 
Sali' Giainh 3. 8, Fi' conto che io ab- 
bia sciolta La bocca al sacco , e presolo, 
e scossolo Pel pellicino. 

§. XVn, Essere alle pegs^iort del sac- 
co, vale Esser nel colmo della discordiaj 
e I eniie alle pe^^'^i ri del sacco , vale 
J'enire in discordi,'. Lai. in discordiam ab' 
ripi. Gr CjZif ^y:'^ìo-J 7 (lì ^ e'pt^iiv. Malm, 
II. 6. IVIeulre la f.\ venir Marte vigliac- 
co Col suo Baldone alle pcggior del sac- 
co, lardi Fi col 5^. Essere alle peggiori 
del sacco (vale) esser nel colmo del con- 
tendere , •',' Cas. liti. 87- Sono 'sempre 
tulio vostro, e sempre alle peggior del 
sacco con Mcos. Illii>triss- vostro padrone 
per collazione di beneficii. (C) 

g. XVIII- Essere ni fondo del safc« . 



>j82 



S A C 



Vfuch, Ercol. St). Ewcre al fonJu àiA 
tacco (vaU) euerc al fine. 

S. XIX. Eslt è. come J'irf i« «« '«C* 
<o ro/(j y prove» fjto che significa Affati- 
LHisi senza proj ed e io stesso, che Du- 
rar /atiCa per impoverire. l.^X. frustra 
Ltborare. oUitnt, et operam perdere. Gr. 

g XX. C'ji"'f*''^ '^ sacco t Jiauratam., 
vate Fare ia checchessìa tutto il possibile 
con ogni soprabhondanza, Tac. Dav. Ann. 
|5' I9d> Sia CÌ4SCUQ tli Dui ba culriiu il 
i^cco , tu di dare <|uaDlo puù priocipe a 
uu amico, io di ricevere ipiaatu può ami- 
co dd priucipe (il testo iat, ha : ineosu- 
ram implevimu^). Petr. san. loG. L'avara 
UiiLilooia ba colmo il sacco D'ira di Diu, 
cj di villi empii e rei- 

S- XXI. Traboccare il sacco » figura- 
tani. Varch. Ercol. Sg. Traboccare il 
AdCCa è quaado non ve ne cape più , cioè 
aoo a puù avere più pazienza. 

3. XXII. Tornare, Venire, Andarne 
cu/Ze trombe nel sacco , vale Tornar da 
alcuna impresa senza projìtlo , o Andar- 
iene senza eh' ella sui riu^cUu . Lai, m- 
fcita re redire, lupus hiat. Gr. ).J/.qì 
iy/xii* . Lusc. Sibili. (\- (\- AoJianne 1 
colle Irumlje nel sa<co. Ambr. Beva. 4- 
6. Se uè uudrà in dileguo Culle trombe 
nel iaccu. Mvrg, %\. iJ. E eoa le trom- 
l«c nel sacco ne venne. 

* §. XXIIL Trovarsi in un sacco, ft- 
giiratam t vale Essere impiglialo in ma- 
niera da non pdeiòi distrigare . Buon. 
Pier. \. 5. 22. Oli yuarda adesso, Ch' 
io mi Uovu iu un sacco , se coloro M- 
uè son per cavar. (N) \ 

g. XXIV. Non dir quattro, se tu non 
l' hai nel sacco j proverbio che significa, 
che l' Uomo non dee fare assegnamento dì 
alcuna cosa , injinche e' non l' Ita in sua 
halii . Lai. multa cadunl Inter caltceni , 
supremaque labra j tutitn ne dixeiis , 
ifnod manibus non lenes. Lasc. Sibili. 4- 
4. Non bisogna dir quallro, s'allri non l' 
ha nel sacco; non sapete voi il proverbio? 
Eir. Trin. i. 2. Padrone, non dile quat- 
tro, se voi non l'avete nel sacco. 

f §. XXV. Xon ledete, Riavere del 
san.0 le corde, o simili, figuralam,, vagliano 
Non avere della cosa, che gli s^ aspetta, il suo 
dovere a un gr^ut pezzo. Crun. Mordi. 
268. E se tu muori, nou riavranno i tuo* 
figliuoli del sacco le cordicelle. Frane. 
Sacch. nov. lii^. Così l'acconcerò io, se 
ijon mi paghi} non ti bo ancor del sacco 
le cordelle. 

g. XXVI. Esser due volpi inun sacco, si 
dice del Bisticciarsi dite osUnatamenU di 
continuo. 

%. Ji.\\ll.Dareadalcuno col sacco» vale 
Far dimoilo male a uno j e mottrar di 
fargliene pvco. 

§. XX Vili, ^fanginr Col capo nel sac- 
et», si dice di Chi ha tutto ciò che gli 
bisogna, senza darsi venta pensiero, 
briga. Geli. Sport. 3. 3. Noi fattori, seb- 
bunu mangiamo, come il cavai della car- 
rella, col rapo nel sacco, (juesto nostro 
paue i: arcompagoalo da tanti guai, eh e 
aare'megUo averselo a guadagnar con la 
zappa. 

t §. XXl.V. Mettere in sacco. figiinitam., 
vale Sl'ÌKnere, Convincere altrui con 
gli argomenti ut forma y t/iV non abbia j 
o non sappia che risponderei modo basso. 
Salvin. Disc. 2. atìi. Wel dialogo, a pa*so 
a paìso procedendo, e punto per punto cc^ 
»i veniva a t'ar dire ^iravversario, ciò che 
uou avrebbe voluto, fl così preso, e invi- 
luppato, a metterlo in sacco, come vol- 
^ainiuDio li ilicp. 

~ §. XXX. fendere, Comprar gatta m 
lacco, r. GATTO, §. XI. 

SACCOCCIA . Tiuca, Lat. manttca. 



S X c 

Buon. Fier. 4. 2. I. Ma queste noitre 
scatole e vaselli. Di che piene ci avete le 
saccocce, ce. 

SACCOLO. Dim. di S->cco. Lai. sac- 
cul'js. Gr. ju.apffu:T(Ov. Buon. Fier. 5. 2. 
I. Onde il saccolo cmpiennc la man pia 
Dell' lodo mercatante. 

SACCOMANNO. Saccardo. Lai. caio, 
lixa. Gr. cxiuoyo'po^. M. V. 6. 56. Gran 
quantità di cavalieri, di saccomanni io 
ronzini. Slor. Aiolf Donò Aiotfo l'arme 
e '1 cavallo a' saccomanni della stalla. 
Frane. Sacch. Op. div. i36. Codro si 
conlraSece in veste di manipolari, li quali 
oggi chiamano saccardì, o saccomanni ^ 
Giov. Geli. Vit. Alf. iiq Trovò che ol- 
ire al namero grande de venturieri, e de* 
saccomanni, eran morti più che la metà de* 
fraozesi. (C) 

%. Per Sacco, Sacckeg^iamento. Lai. 
dinptio, depopulalio. Gr. TTo'fàìist;. .V. 
F. 4- Iv^'^'^ riguardando pero le biade 
de' campi pe'loro cavagli, ni- dell* altre co- 
se, che polcssono giugneie sanza fare gual- 
dane. o saccomanno. E 7. 35. Si rasse- 
gnarono iremda cinquecento cavalieri bene 
armati, e bene a cavallo, santa l'altra ca- 
valleria da saccomanno. Pataff. 6. E van- 
no a saccomanno pedovando. Ar. Far. 
3o. 9. Che, oltre eh 'e* ponesse a sacco- 
manno llpopol si, che ne restò disfatto, ce. 
Buon. Fier. 3. 5. 6. £ mettere or celalo, 
ora palese Tutti i mercaati, e fiere a sac- 
comanno. 

* SACCOMAZZONE. Sorta di giuoco 
usato per lo più da'contadini, che ' si fa 
tra due che cogli occhi bendati, e tenen- 
dosi vicini, cercano di percuotersi a vi- 
cenda con un panno annodato, per dare al- 
legrezza alla brigati. Baldin. Dee. (A) 

SACCONACCIO. Peggiorai, di Sacco- 
ne, Bern. Ori. I. 3. 1 5. Venga a sua po- 
sta, cb'io lo slimo meno, Ch'un sacconac- 
cio di letame pieno. 

SACCONCELLO. Dim. di Saccone. 
Fr. Giord. pred. li. Non avea altro, che 
un vile sacconcellu di paglia. Fr. Jac. 7'. 
3. 7- 8. Ni^ Una o sacconcello Non ci avea 
il dolce fiore. 

§. Per Guancialetto. Lai. pulvillus. J'it. 
Crist. D. Giose[ipo fece lo sìmiglianle, e 
tolse la sella dell'asino, e trassfoe un eo- 
talt* sacconcello di Una, ovvero di borra, e 
quella si pnosc a sedere in su quel saccon- 
cello. 

SACCONCINO. Sacconcello . Frane. 
Sacch. Op. div. i34< Dormìa solameolc su 
uno lacconcino di palma, o d'altra foglia. 
SACCONE. .y/»err(' di sacco grande, cu- 
cito per ogni parte, e pieno dì paf:lta. In 
forma di materassa, e tiensi in sul letto 
sotto le materaf>e. Lat. calcitra stramenti- 
tia. Bocc. nov. 5o. 12. E gitlovvi suso un 
pannacelo di saccone, che fatto aveva il di 
votare. Frane. S'tcch. noi'. 28. Lasciata 
la paglia, ch 'e' portò in senti, nel slcc<'re 
di ser Tiuaccio. # ^''^g' ^- Umil. 72. 
Avev.1 questa Santa per letto uno saccone 
di paglia, sopra il quale poro %i giaceva, 
o riposava. (C) Burch. 2. 28. Un topo, 
eh* iu avea sotto l\orecchio, Forte rodea 
la paglia del saccone. 

♦f * SÀCCUtCIA. Saccocci.^. Salvtn. 
disc. 3. 74- IJ'c*' P"' sacchetta, rbe cor- 
risponde in certo modo a saccoccia , cio« 
sacciiccii. E appresso : Io mi penso chea 
principio dicessero saccuccia, e, parendo il 
suono un poco smilso , venissero a dire 
saccoccia, e dessero in nn altro, gruuo e 
poco leggiadro. (A) 

SACCUCCIO. Pim. di SactojSacchet 
to. Lat. lacculus. Gr. /la^J-tow. Ltb. 
Masc. Infondi orzo, e cuocibi nell' acqua, 
calda, e mettilo in un saecnccio. 

* SACCULO. /. L. Dtm. di Sacco; 
SaaliHUi- Sa/imti- Art. Pt. tJ. Davano 



SAC 

il petto negli lesi iogaooi , ed 10 quelli 
inviliippati, quasi in più sseeuli diveraa- 
menic peodevioo/'^Mir/ii de^li uccelli). (N) 
•r * SACELLO. /'. L. Cappelletta, 
Oratorio. Teieid ltb. 12. Argom. Con 
onore La fa sposare (Emilia) al Tel/iDu 
amadore. Chiamando prima Imene nel 
sacello. (Ai Ptttt. Adr. Op. mor. ». 485. 
Sentendo urlare t cani a guisa di lopi, e 
veduta germogliar la gramigna intorno al- 
l' altare del sacello del suo palazzo ec. 
si mancò d'animo che ec. s'ucctae da se 
medesimo. (C) 

SACERDOTALE. Add. Di sacerdote. 
Lai. tacrrdjtalts. Gr. t'e&aTt/e';. AnnoU 
Fang. Usaue 1* uficio del sacerdote dinao- 
zi da Dto, secondo 1* uficio ucerdotalr. 
Coli. SS. Pad. Per affetto di fraiernil^ , 
e per dignità sacerdotale. Maestruzz. |. 
l5. Dicono quasi tutti i dottori, che ia 
niuoo modo puote esaere veacovo. s« oon 
e prete, imperocché 1' ordine sacerdotale ^ 
quasi fondamento suslanaiale dell* ordina 
vescovalc. tt Tass, Ger. 11. l5. E u* 
fronte alzando ai popoli guerrieri La oun 
sacerdotal lì benedisse. ^.V; 

# g. Benefzii sacerdotali, dtconst da' 
Canonisti Que' brnefizli che non possono 
estere legalmente posseduti se non da 
chi e negli O'dmi sacri, f A) 

SACERDOTALMENTE. Avverb. Du 
sacerdote. Lai. nijre, *e/ rifu sacerdotsun. 
Gr.i«p«Ti^w;. Fr. Oiord. pred. R. Maegb 
volle operare sacerduialmente , come do- 
vea. /:.' appresso : Comparve sacerduial- 
menle vektito. 

t SACERDOT.A.TICO. F. A. Sact'- 
dozio. Lat. sactrJottum. Gr. ii^wsu'vi]. 
1 al. Mass. Colle insegne de'maesuati cbc 
amministrati avcano , e colli sacerdotali- 
chi, che avevano avuti, sedeanu.OfJ. Com. 
inf. 19. Il detto Re dispuose lansooe del 
sacerdulatico (la stampa pag. 35l. ha de- 
pose Giasone del sacerdozio; mail MS- 
legge C'irne qui, Sa'vo che in luogo di sa 
cerdolalico. hn sacerdotatice). 

SACERDOTE. QuegUtChe e dedicato a 
Dio per amministrar le cose sacre. Lat. 
sacerdos. Gr. UcexI^. Bocc. l'U. Dant. 
245. E similmente avvisarono diversi mi- 
nistri ec. per maturità, per eli, e per abìlo 
più cbc gli altri uomini reverendi, li quali 
appellarono sacerdoti. E*p. Fang. Sacer- 
dote tanto è a dire, quanto inscgoatora. e 
donatore di cosfr sante. G. F. 1. 25- 3. 
Concepelle ocruUamente a un portalo dtat 
figliuoli ec. del sacerdote di starti. 

^ g. Sacerdote, per Sacerdctessa. Sai- 
vin. Jùieid. li'-.ty. Quando ebbe cou dnio 
l'attempata di Febo sacerdote. (F) 

SACEliDOTESSA. ì erbai, femm. di 
.'sacerdote. Lai. sacerd^^tisfu. Aneli. Gr. 
liplxv.. Fi'oc. \. 18. Avvenne che ungior- 
no, non so rome, la fortuna mi baJcsUo in 
un santo tempio dal Principe deVtlesltali 
urcrllì nominato, nel quale aacerdtitruc di 
Diana ec t-fliitavano liepidì fucthi, e di- 
votara«-nte laudavano il sommo Gii>«r . t'ml. 
Mats. t*. S. Ac'ìocché oon maocaM« sa- 
cerdoti isa sacreute drgli auUchi costumi « 
quella Dea. ì ttt. Colt.%. Quella Mccrdu- 
tessa non a|'pruvò ne Tuna, n' l'alita di 
queste materu. 

S.*CERDOTO. V A. Sa^oMe 
Macsttu2z. I. 3j. Ma o(igiluite Ir peni- 
lenzesuno posle nell'ari' *. . ' ' ' ' 

« Fr. Gì rd. iV^. Sa 
che Uomo dì mruo, 
nconcìliatorr tr* Dio e l'uomo. . / > 

SACERDOZIO. f,%i.', .■ Dtgntù del 
Stice'd-tr. Lat. tacerdotiuni. Gr.iipM9Uvq 
Lab- 164. Il qoal coklume l'anlichità •.-Ib- 
mamcDttf auror serva al mondo prcatntc 
ne'Papati rr ., e grnrralmeole in tulli i ma- 
fpilrati, e saccrduiii, e ot II* altre maggio 
rame diwnc. Z7air /^ 11 CLi dicuo .> 



S A e 

ìura e chi atl aforismi Sen giva, r chi se- 
guendo i;ifer»lt>iio. Pass. 3o5. Imperocché 
tu non hai \c»Iulo avrre scipnzia, io ti cac- 
cerò via ; che non abhi I' of6tio i\A mio 
aarerdoaio, il cui u6rio è di reggere, e d' 
ammaestrare altrui : che dod ìi puotc ben 
fare sanz» srienxia. 

* g. I. Sacrrdtzio, si piglift anche pert 
Ordine ìni'ìrtìi de/qiin/vsi acffnista l'ufi- 
cto, e la dig'iiln ,U-i sactrJolv. Seg'ter. 
Crisi. in.Hr. 3. ?/|. 20. In ogni caso (loi , 
cheec. vi detcrminasle ad assumere ilsa- 
c«rdoEÌo, ricordatevi dì disporvi anteceden- 
temente con quelle preparationi che si con- 
vengono, (C) 

* g. II. Sacerdosio, trovasi usalo anche 
per f esce vado, Bem-ficio. Vav. Svisni. t\^. 
( Cofnin, 11^^' ) Morì ne'mcdcsimi giorni 
<>ug1ielmo Uvarano, arcivescovo di Con- 
luihia, gran favorilore della Reioa, Il Re 
pensò sì gran sacerdozio dare a chi aiutasse 
la sua lihidìne. (1') 

* SACERDOZIO, /idd. Di sacerdote. 
Dei sactrdoti, Eccfcsiastico . Lat. sacer- 
dotalis-, ecclfsiaslicus, Pios. Fior, i, 3. 
l54- Le quali (orazioni) avendo saputo lo- 
dare la giustizia, la religione sacerdozia "e 
la mililare, mostrano di poter comparir tra 
cotante sì degne Iodi. (^S) 

SACRA. 1', SAGRA. 

SACRAMENTALE. Jdd. Di sacramen- 
to. Attenente a iacranttntc. X>:i\* sacrante n' 
talis. Gr. {ji'jts'ixo'i. Pass. iig. Gli ì; vale- 
vole questa confessioDc. avvegnithì! non si 
possa dire propriainenle sacramentale, pe- 
rocehi; ci manca il propio ministro di tale 
s.icramento. Maestruzz. \.^2. Quello, che 
iignifii-ano questo c'sc sacramentali, che si 
fanno innanzi al haltesiino nel catccismo, 
si dirj dì sotto nel hatlesim'^. Esp. Sa/m. 
Queste sono sette antifone sarramenlali, che 
gridano l'ovveniraento di Cristo (cioè, mi- 
steriose ) . 

•V §. Grazia sacramentale , diccsi la 
Grazia che si ottiene per mezzo del Sacra- 
mento della Penitenza. V. GRAZIA, g. 
XXV. (C) 

SACRAMENTALMENTE. Mvetb. A 
format o Per mezzo di sacramento. Lat. 
*sacranienialiter.Gr.fiìjijrtA(Z^.Mnestritzs. 
1.6. E da sapere, che due sono i modi di 
manicare il Corpo di Cristo, ec. : l'uno 
modo sacramentalmente ec, l'altro modo 
spiritualmente. S. As^jst. C. P. Non sola- 
mente maogiarono il Corpo di Cristo sa- 
cramentalmente, ma virtualmente. Frane. 
Sncch. Op. div. 1^0- Andiamo a vedeie il 
Corpo di Cristo sacramentalmente, peroc- 
ché sacramentalmente il Corpo suo umana- 
to con tutte le membra è nell'ostia. 

SACRAMENTARE. Amministrare i sa- 
grementi. Lat. sacramenta impertiri, mi- 
nistrare j sacramento muniVe; sacra my- 
sleria tradere. Gr. Ispol fj.uaTfì'zta. Siio- 
vac. 

§. I. in signijìc.neutr. pass,, vale Bi- 
cedere i sacramenti, e particolarmente /' 
Eucaristia. * Baldìn. Pec* Non lasciò 
mai di sacramentarsi ogni giorno di Do- 
menica. (A) 

§ il. Sacramentare, vale anche Far 
giuramento. Giurare, Lat. iurare. Gr. 

* SACRAMENTARIO. Term. degli 
Ecclesiastici. Antico rituale^ contenente 

le orazioni, e i riti appartenenti alla cele- 
Itraziongy ed nmministrazione dt' sagra- 
menti. (A) 

* §. Sacramtntarii cg^iitì diconsì da* 
Teolost gli Eretici che hanno pubblicato, 
e sottenuto dottrine erronee circa l' Eu- 
cartstia. Tali sono i Calvinisti» e i Lu- 
terani. Pallav. Stor. Cone. (A) 

SACRAMENTATO. Add, da Sacra- 
mentare. Segner, Cnst. inslr. 3. 4. 12. 
Tutta la gloria possibile a Dio se gli 



S A C 

rende da Gc^ii Cristo sacramentato (qui 
i'afe: Cht i nefl' ostili consacrata). * E 
3. 7. l5. M.I lo slrapaizo fatto da* per- 
versi Cristiani a Cristo sacramentato , è 
un attent.Uo mosso da essi contra la sua 
divina Persona ec. (qui pure vale Che è 
nell'ostici consacrata), (C) 

•f SACRAMENTO. Ingenerale denota 
Se^no d'una cosa tanta, o sn^rn. JS'ella 
Cbies'i Cattolica Romana è un segno 
sensibile dflìa grazia santificante , insti- 
tuifa da Gesù Cristo. U^u sacrarne ntum. 
Gr. [j.V'jTr!piov. ]\I"Cstriizz. I. 1. Sacra- 
mento secondo il Maestro delle sentenze 
e diversi Dottori, è di cosa sagro segno. 
Ovvero Sacramento è visibile forma di 
invisibile grazia . Ovvero : Sacramento 
è quello , nel quale sotto Ìl compi- 
mento delle rose visibili la divina virtù 
segretamente aopera salute. Ovvero : Sa- 
cramento è materiale elemento sottopo- 
sto agii occhi di fuori, il quale per l'or- 
dinamento segna, e per la similitudine 
rappresenta , e per la sua santiiìrazione 
dà invisibile grazia. Bocc. nov, i. j. A 
Chiesa non usava giammai, e i sacramen 
ti di quella tutti , come vii cosa , con 
abominevoli pnrole scherniva. Enum. 12. 
Egli non si vorrà confessare ne prendere 
alcuno sacramento della Chiesa "^Tcsorett. 
Br. 27. Altri per simonia Si getta in 
mala via, E Dio e' Santi uCfendc, E ven- 
de le prebende. E' santi sjcramenii, E 
melton fra le genti Esemplo dì mal fa- 
re. (B) 

%. I. Per Giuramento, Saramento.'Lzt, 
iminrnnlum, sncmmentnm. Cr. Opxoi ■ 
di/, V. I. ^5. Ricevette il sacramento e 
r omaggio di lutti i baroni. Ar. Fur, 23. 
78. Ho sacramento dì non cinger spada , 
Finch' io non tolgo Durindana al Conte. 
V Bemb. Slor. Q 83- Ed acciocché que- 
st.i cosa non si risapesse, a tutti i sena 
lori fu dato sacramento di silenzio, e fu 
da loro giurato. (F) 

§. II. Sacramento, si dice oggi anche 
per Velazione, f elamento delle mona- 
clte in occasione <iella loro profesiicne 
nella religione. 

§. Ili Per Eucaristia. Lat. sacruni 
mysterium,eucharistia. Gr. Ispo'-J [àuitt,- 
ptov, supfa^tTTt'o. ^* Pass. 134. Per re- 
verenza del sacramento del corpn di Cri- 
sto. (Nj Borgh. Rip. 86 La principale 
è quella che vien sopra la tribuna del 
sacramento (cioè dove si conserva C Eu- 
caristi'ì). 

^ §. IV. Sacramento, si trova anche 
per Cosa segreta mostrala da Dio. Mira- 
colo, o Altro sacro segno, Fit. SS. Pad. 
4- 224- E P'*' si riteneva di manifestare 
si alto sacramento, che Dìo in lui avea 
dimostrato (parla 'ielle Slimate ricevale). 
Fior. S. Frane. 119. Frate Francesco 
sappi che non per te solo, ma eziandio 
per gli altri, Iddio ti mostra alcuna vol- 
ta i suoi sacramenti. E 12O. Con tutto 
che egli studiasse di celare e nascondere 
il sacramento delle sacre sante istimate 
ec. (F) 

SACRARE, y. L. Propriamente Dedi- 
care a deità. Consacrare. Lat, sacrare. 
Gr. Ispovv. Petr, canz. 49- IO. Vergine 
i' sacro, e purgo Al tuo nome e pensie- 
ri, e 'ngegno e stile. 

^ §. I. Sacrare , vale anche Bender 
snero. Borgh, f'esc. Fior. 3.18. Quantun- 
que in alcun Santo s' intitolasse una chie- 
sa , tuttavia ci si aggiugocva innanzi sa- 
crandola : Ad onore dì Dio, e del nostro 
Salvatore Gesù Cristo. (f'J 

f *§. II Per Riconoscere, e Venerar 
ppr santo. Canonizzare. Petr. Uom. ili. 
24 Pietro fu crnci6sso in Valicano ec , 
A Paulo fu tagliata la testa ec , e a que- 
sto modo furono martiri, e sacrati. ^/^^ Fior. 



S A C 



O8I 



Ital. 12. Sacravano etiandro a Lui tutte 
le porte delle case. ( C} 

^ §, III. Per Consacrare , nel senso 
del §. IV. P.,ss, 99 (Fir, J725) Per re- 
verenza del sacramento de! (.'orpo di Cri- 
sto, il quale egli h.ie a sacrare, (P) 

t V §, IV, E tn stgnific. neutr patt. 
Consacrarci, Dedicarsi. Chiobr. Rim. 3. 
32. Cedro, Dandosi io dono alla diletta 
Atene . Sacrossi a morte (.4) 

t * §. V. Talora va'e Ricevere il 
Sacerdozio, *l Fescovado. Pel'-. Uom. 
ili, 45. Nessuno Vescovo potessi essere 
coosecrato da meno di tre Vescovi ce, E 
quando r Arcivesco%'o si saer.i, che tutti i 
vescovi della provincia vì debbino essere, ^/-'l 

SACRARIO.^ /'. L. Sagrestia. Lat. sa- 
crariunf Gr. ìsr5pu>aV(SV. Se^r. Fior, 
Stcr. 8. 201, Lorenzo dall' altra parte 
ec. nel sacrario del tempio si rinchiuse . 
E oppresso.' Trovatolo nel sacrario rifug- 
gito, non potette fjrlo. 

§, Sacrario, si dice anche il Luogo , 
dove si buttanfj e versano le lavatore de' 
v.isi ^ panni, o simili, che servono im- 
mediatamente al sacrifizio . Lat. *sicra- 
rium . 

SACRATISSIMO. Saperi, di Sacrato. 
Lat. sicratissimus. Gr. tEpojVaro;. Amet. 
55. Nelle sacratissìme rocche di Palatino , 
sopra r onde del piacevole Tevero , fer- 
mammo il lungo errare . E 102 E però 
liberamente l'esaminazione, e la corretio- 
ne d'essa commetto nella madre di tutti, 
e maestra sacratissima Chiesa di Roma . 
Stor. F'tr. I. 1. Carlo Magno in Roma 
ec. unse, coronò, benedisse il predetto 
Re in Principe sacralissimo dc'Cristiani, 

f V SACRATO. Susi. Luogo sacro. 
Cattale. Frutt, ling. 362. La sotterrarono 
in UD luogo \i!e, fuori dì sacrato. (Aj 

3 SACRATO. Add. da Sacrare j Fatto 
snero , Consagrato . Lai. sacratus . Gr. 
li^wàst'^. Petr, canz. 49- 5. Santi pen- 
sieri , atti pietosi , e casti Al vero Dio 
sacrato, e vìvo tempio Fecero in tua vir- 
ginità feconda, 

§. I. Per lo stesso che Sacro . Lat. 
sacer. Gr iipoq . Dani. Purg. 9. poi 
pinse l'uscio alla porla sacrata. Rocc. 
Fit. Dani. 2^5. Vollono, che dilungi ad 
ogni plebeo, e pubblico stile di parlare 
si trovassero parole degne da ragionare 
dinanzi alla Divinità , nelle quali le si 
porgessero sacrate lusinghe. ^'^ Tass. Ger. 
i. 65. Ella (l'oste) giunga alla città sa- 
crata Qaant'è possibii più meno aspetta- 
ta (parla di Gerusalemme) (D) 

§. II. Ostia sacrata , si dice l' Ostia 
dopo le parole della consecrazione , per 
essersi la sostanza del pane convertila in 
quella del sacralissimo Corpo di Cristo. 
Afaestruzz. i. 6. In ninno caso sì dee 
dare 1' ostia non sacrata per la sacrata , 
acciocché noi facesse idolatra , adorando 
quello che non è. 

t*§. III. Prete sacrato, dicesi Quello 
che è già prete , ed ha fatto professione 
in alcuno istituto. Pass. 102 (Fir. 172 5) 
Un monaco fu dell'ordine dì Cestella, che 
essendo già prete sacralo, usci dell* ordi- 
ne , e diventò malandrino e rubalore dì 
strade. (E) 

=1^ g. IV. Monaca sacrata, dicesi Quel- 
la che ha fatto professione , tt G. V. 5. 
iQ. 3. Non sanza cagione e giudicio di 
Dio dovea riuscire si fatta ereda, essendo 
nato di monaca sacrata. E 6. i. 4* F**" 
rono operatori, ch'egli nascesse del/a mo- 
naca sacrata Gostanza ». (?!} Pass l3g. 
Questa fanciulla ec, crebbe; e falla donna, 
mon.ica sacrata, si confessò ec, (F) 

SACRESTIA . Sacrestia . Lat. sacra- 
rium . Gr. tsao^uAaziov . G, V. 9. 21. 
2 Lascìollo in Lucca nella sacrestia dì 
santo Friano. 



984 



S A e 



*f * SACRIFICAMENTO. VJtto di 
sncrificnre, Sacnfìcaziunrg Sacrifizio. Sai- 
i-in. Seno/. 5. 125, CL-lcbrava>Ì una certa 
raagoifica suleoailj pubblica, che facevano 
i Rudiaui al sole, e pruccikiooe, e sacrifi- 
camento e mi^ltiluJiae di Citladiai fesleg- 
gìanti. (Cj Udea. JVis 3. 49* Potea non- 
dimeoo sortire la sua perfezione il furma- 
le allo tragico , qual è il tacri&camenlo 
di Oreile , aeaKa il progresso della Ielle- 
ra. (Jj 

SACRIFICANTE. Ch^ sacrifica» Sa- 
ciificaUra. Lai- sacrijìcant. Gr, iiptJoi*, 
dJwv ■ yémel. 86 fi'è io alcuna parte i 
termìiii dati dalli primi sacrificanti, dÌ; 'I 
luogo passu. Itemb. Asol. 1.54' ^"^^ mezzo 
de'sacriGcanti sacerdoti il Te cadere. 

SACRlFlCAnE. Offerire in sacrificio. 
Lat. sacrificare, immolare. Gr tspiuuv. 
JM\ M. Quelli che portano le insegne de' 
CoDSulì, e hanno la scila dorata, sono de* I 
tlinati a motte, siccnnie la bestia, che V I 
uomo vuole sjciiGcafe , la quale 1' uomo 
adorua di bìjiiche liste. 

§. I. Per [)• dicaie. Consacrare, Lai. 
sacrare . Gr. Itpov* . fai. Mass, Nega- 
va , una cella putere essere sacrificata a 
due Dii. 

t § 11. fa signijìc. nfttir,, vale Far 
sacrificio. Lai. sacrificare. Gr. tepsu'etv. 
Oh. Com. Inf, 20 357. Li demonii baoDo 
a tanto coodolto li ui>mini, che s* hanno 
fatto adorare e sarrificare, siccome si con- 
viene a solo I<ldio creatore . ì'al. Mass. 
Non era usanza di saciificare insieme a 
due Dii. 

* §. III. E col ffuarto caso. Star. Bari. 
74- Valli a profferire e a offerire a'nostri 
Iddei, e sacriBcali (un altro lesto ha sa- 
rrifìciali), e troverà' li poi perdunalori de' 
luci peccati (P'j 

* §. IV Assoluto. Mor. S. Grrg, j. 
2.Z. Sacrificando il re Geroboam d'incenso 
sopra l'altare. (F) 

g. V. Per meta/ Mor, S. Greg, Ciò è 
a dire, che fosse sacrificalo, e morto da 
noi ogni appetito della carne nostra. 

•>- g, VI Sacrificare, i-ale anche Cele- 
hrare, Vir la messa. Pallav. Slor. Conc- 
a. 2ÌÌ8. Sarrificò dunque la nrultina ap- 
presso Fra Baldassarre Eredia Arcivescovo 
di Caglieri. (li) 

*t * S> VII Si dice anche Sacrificare 
il sacrifizio dill* altare, e vale lo stesso. 
Hicord, Malcsp. cap. 1 18. Uno prete della 
chiesa di sanlo Ambruogio di Firenxe , 
che avea nome preie L'gurcione , aven- 
do sacrificalo il sacrificio dell* altare , 
ce. (f) 

SACRIFICATO. Jdd. da Sacrificare. 
Lai. immotatus . Gr. eTricpaysi';. Amel. 
•jX, Enea ce. , sacrificata la bianca troia 
alla crucciala Giunone. Pass. "i'^o. Certe 
figure, che appariscono nelle spalle d' al- 
• uno aniniab- sacrificato agl'idoli. 

t SACRIFICATOKE . J'erbal. masc. 
Che, O Chi sacrifica. Lai. sacri/ìcus G>. 
lepoTtoi^i. G. V. I. 23. 4- l'erocchc vi 
furo i primi sacrificatori agl'lddii con fum- 
mo d* incenso dello tuscio , Pctr, Uom. 
ili. Dava speranza , quasi a modo di suo 
avolo, di Ile sacrificatore, e non combat, 
ilmre . 

t 3 SACRIFICAZIONE.//j'»crj/7f(7re, 
Sacrificio Lat. sacrificano , sticrifìcium . 
<ÌT. Upilov. Star. Toh C. /">(,'■ ^3- (Li- 
vorno 1799) Le nazioni verranno a te di 
lunghi paesi con grandissimi doni , le 
quali adoreranno il signore m le , e la 
l>>rra tua averanno in sarrifir.-itionc. 

SACRIFICIO. «SACRIFIZIO Culto, 
o ì'eneiazione fatta a Dio con vfTrrirp/i 
per mezzo de' sactidoli la vittima per 
ftacarto, o riagraziarlOf lod irlo, Lat. 
sacr'ìficium* Gr. icpCtcv. Bocc. nov. \. 
37. Miuoa cosa li coavìea leoer netta, 



S A C 

rome il tanto tempio, oel quale sì rea- 
de sacrificio a Dio. Dant. Par, 8 Per- 
chè non pure a lei faceano onore Di sa- 
cjrificti e di votivu grido Le genti anti- 
che Cavale. Fruit ling. L* orazione è 
sacrifirio mentale, il quale a Dio 1' ani- 
ma ofTifrisce delle sue viscere. 

t.S- '• P^^ /« nttime di animali, o 
altre cose, che si o/ferivano da* Gentili 
a* demonìi . Maestruzz 2. 14. Anco- 
ra sarebbe più grave . se si faccue sacri- 
fizio , e rivercnzia al chiamalo demo- 

DIO. 

§ II. Per similit Dani, Par. 5. Duo 
cose si convegnono all'essenza Di questo 
sacrifirio (tratti del volo). 

* SACRIFICO Aid. Che appartiene 
al sacridiiy. Ang. met. l3. 2^0. Offerier 
su l'aliar le lor persone Per ostia alle sa • 
crificl-e facelle. (M) 

•f * SACRIFICOLO, e SACRIFICU- 
LO. Re dei sncrficii presso gli antichi 
Pomani. Segr fi ,r. Disc I. 25. Crea- 
rono un capo di detto sacrificio, il qua- 
le essi chiamarono Re sacrificolo , e lo 
soltomessnno al Sommo Sacerdote. SaU-in- 
Cas. Un Satiro, e un garzone Orgiasta, 
o Sarrificulo di Ba«co. (Aj 

* SACRIFIZIO . y. SACRIFI. 
CIO (C) 

SACRILEGAMENTE . Avverò. Con 
SacrilcQÌo. Lai, S'iCritt-ge. Gf. ^iO'Su'ì.ùi. 
Fir. As 61. Allora la gentil moglie, 
tutta divenuta altiera, sacrilegamente , e 
con elicaci parole rispondendo alle accu- 
se del marito, diceva che egli si partiva 
dalla verilà. 

t 3 SACRILEGIO. Lai. sacrilegium . 
Gr. iE5U3<'3ii'a. Maestiiizz. 2. 3o. 2- Sa- 
crilegio è una violazione della cosa sa- 
grata, ovvero usurpazione , ed è delta 
quasi sacri laedium, cioè che offende la 
cosa sacra, ovvero furante la cosa sacra . 
Tes. Br. 8. 6 Sacrilegio si è furar le 
cose sagrante di luogo sagralo . S. Ant. 
Confess. E sacrilegio quando per a*er 
roba la perdona ruba le cose sacre; ma 
nota, che sacrilegio si commette in tre 
maniere, cioi? circa le persone sacre, cir- 
ca t luoghi s^cri, e circa le cose sacre. 
Bill. Inf. 20- I- Ed è sacrilegio, fura- 
menlo del culto, che sì dee dare a Dio, 



darlo 



ci' idoli. E altro- 



ve : Sacrilegio è di persone consecrate, D 
pur che 1' una sia consecrala. G. V. 12. 
Ili- 4 1' quale ha fallo come tu, con 
frode, e sacrilegio sposata quella rea fem- 
mina, ec. 

•f 3 SACRILEGO. Add. Che com- 
mette snctilegio. Lat* sacrtlrgut- Gr. 
^ioyvyrl^.fliil. Sacrilego e qualunque to- 
glie le cose date a Dio. Filoc. 5. 5l. 
Che ho verso gli Iddìi commesso, che i 
miei s<icrificii, puramente fatti non sieno 
accettali? lo non sacrilego, io non invi- 
dioso dei loro onori ec , ma fedelissimo 
e divoto servidore di tulli ec. 

§. Sacrilego, vale nncfie Fnipiof » di- 
cesi delle cose, « Pass. 383. E simiglian- 
temente è gravissimo peccato, e sacrilega 
idolatria proccurare d' avere sogni, e loro 
significazioni del Diavolo »• (.-^J 

SACRISTIA . r. A. Sagrestia. Lat. 
adytum. Gr. a^UTOV. Bfaestiuzs. 2- 4l- 
Debbono riponere la pecunia io alcuna 
sacrtsiia. 

* SACRO. Siist. Sorta d'artiglieria. 
Betiv. Crii. J'tt. I. i6o. Volsi certi pel- 
ei di sacri, e falconetti dove io vedevo il 
bisogno, e con essi ammazzai dimoili uo- 
mini de' nemici K 173. Il qud pezzo (un 
gelifalco) si è maggiore, e più lungo di 
un sarro. quasi come una mezza colubri- 
na. F. 179 Avendo preso un sacro, e ud 
falconetto ec. io gli empievo di quei pu- 
laloiieci. /'. SAGRO (Cj 



S A C 

•*■ % Soci I nel numero plurale , vale 
Cerimonie , Piti di PfHgione LaU sa- 
cra , Ang. Met. II. 18. A vendicar 
contro le donne , Orfeo Non vuol il 
Padre pio rivolger gli occhi; Che aveodo 
offrii t sacri di Lieo Lascia che a lui que- 
sta vendetu tocchi. (M) 

*\ 3 SACRO, ^dd. Appaitenente alti 
divinità. Dedicato •/ cullo divino. Santo, 
Contenente cete dt rrligtone , ì'enerando 
per religione , Augusto. Lai. tacer. Gr. 
itsòi . Petr, canz. !\Q 7. Vergine sacra 
ea alma. Non tardar, eh' i* son forse al- 
l' ullim* anno. /:. son, 2o5 O sacro, av- 
venturoso, e dolce loco, Dant. Pmrg. g. 
Gli spigoli di quella regge sacra, £ Par. 
3. E cosi le fu tolta Di capo V ombn 
delle sacre bende. E xS. Se mai conliu- 
ga che *1 poema sacro ec. Vinca la cru- 
deltà che fuur mi serra Del bello ovile . 
Bocc, nov. 2 i3 Giannotto il levò dal 
sacro foote , e nomioulto Giovanni. Lèv. 
M. Faccia ì prìncipii della città più u- 
cri, e venerabili (il tetto lat. ha.- augu- 
stiora facial) * S Ani. Confess, E s«- 
cri1*>gio, quando per aver roba la persona 
ruba le cute sacre; mj nota che sacrilegio 
SI comm- Ile io ire maniere, cioè circa le 
persone sacre, cirra i lunghi sacri, e circa 
le rose sacre . Marsiru::, 2. 3o. 2. Sa- 
crilegio quasi sacri lucdium , cioè che of- 
fende la cosa sacra, ovvero furante la cosa 
sacra f.Y; 

* §. I. Ordini sacri, diconsi il Sacer- 
dozio, il Dtaconaiy, il Soddiaconato, a dif- 
ferenza dt-pii Ordini minori. - Dant. Inf. 

27. Ni.- sommo uficio, né ordini sacri Guardò 
in se M. (A) 

* g. il. Le Sacre Carte , o le Carte 
Sacre, dxonsi per eiC'-ll'nza i Libri delim 
Santa Scrittura. 1 , CARTA, §. XII. (C) 

* g. III. // Sacro Collegio, dicesi II 
Collegio de* Card.nali (Aj 

* g. IV. S.icra Maestà y è Titolo che ti 
dà air Imperatore d'Austria} ed anche a 
qualche Be, come persone che hanno riem» 
villo, che si crede che abbiano ricevuta 
la sacra unzione. lied leti. 1. 2l3. La 
somma bontà con la quale V. Sacra Ha«- 
stà non ha sdegnala la mia servitù ec. mi 
fa ardilo di inviarle un esemplare nuova- 
menle tlamiuto de! mio Dtiirambo. (C) 

§. V. Sicio.per Esrctahile. Lat. tacer, 
execrandus . Gr. f-asaro;. Dani. Purg, 
2% Perchè non reggi tu, o sacra fame 
Dell'oio. Tappetilo de'mortali! 

* § VI Sacro , vale anche Sagrato , 
C.nsawato. Car, En. lib. %. Tosto il 
pietoso eroe col gregge lutto Ali* aliar la 
condusse; e poi che sacra L* ebbe al gT»o 
nume luo, massima Gmno. A le 1' uccs- 
itfPrjFct 1 32. E come figlie Di quella 
selva, a me*»on sacre, e care Si, ch'or M 
temo. (Cj Cas. son, 48. Placido, inerme 
entro un bel fiume Sacro ho mio nido, e 
nuli' altro mi cale. (FPJ 

* S- VII. .W^rfto saero, lo steste ike 
Epite.'^ia. I . MORBO SACRO. M-* 

* g. Vili. S'tC'o, aggiunto di Ossa, 
dinota Quell'offe che sta nella parte M- 
feriore della spina , e le 'fr%* tjmasijll 
base, Lat, os sacrum. Gr. ii:o»orr»ù». 
Bed. leti, I. 4(1. Si potrà parìmml* u 
gnere tutta quanta la regione dell'oaso sa- 
cro (•) 

* § IX S.icro,*i usa anche in for»a 
di sust. Sfgner. Pred. Pml. Ap, 6. Il - 
Avviene che talora fin giungano ad avel 
care le diuensioni che airadooo alla gior- 
nala Ira Cri»lo e Cesare , tra 'l saero 
e il profsoo, tra lo spirituale e il politi- 
co. (C) 

3 SACROSANTO . Add. Sagrcsamta , 
Sacro e santo . Lai. sacrosanctus . Gr. 
«XTlOna^u/vOi Dant. Par, 6 Perchè 
tu veggi con quanu ragione Si muove 



S A e 

conlra M sacrosanto segoo. Sui. ivi: Sa- 
crosanto si dice, che è composto da sacro 
e santo, ce. Sacro i quello, che s'appar- 
tiene a Dio; sanlo i- quello, che e fermalo 
e statuto ad alcuno line, ec. Fìr. As. 
iSg. Ed io vece del tuo negato sacrosan- 
to cospetto lasciami fruire la vista delle 
mie sirocchie. 

* §. Sacrosanto , si dice ancora delle 
Persone coslituile in tal dignità che le 
rende inviolabili . « £»■ M. La dignità 
de' trihuni è sacrosanta , e questo non è 
altro che harallcria e trecchcria .». (C) 

* SADOISFARE, e SADISFARE. l-oci 
poco usate. Lo stesso che Soddisfare, e 
Sodii/are. Tratl. Car. 20. (Fir. 182,,) 
Il desiderio dell' animo ardente in almno 
modo nessuna cosa il può sadisfare . E 
16. Quando nessuna cosa li può sadisfa- 
re. Benv. Celi. In. 1. 394. 11 Cristo di 
*"" "• "^oo molli liellissimi ornamenti , 
•addisfece grandemente al Papa. (CI 

# SADDISFATTO. Md. da Saddi, 
'fare. Beni: Celi. Fit. 2. ll3. Il car- 
dinale molto benigno ascoltatore , e sad- 
diifalto oltramodo dclli disegni ec dis- 
"■ (C) 

SAEPPOLARE. Tagliare alle eitì, per 
'■•ngioianirle. il pedale Si^pra il saeppolo 
Paltad. Febbr. 12. I,i il tondi, pw ca 
gì 'ne di riparar poi la vite, e questo 
'1 chiama saeppolare (il testa lat. ha 
tueri ). 

•t' SAEPPOLO. Arco da pallottole per 
saettare gli uccelli. Lai. arciis . Gr 
"ìov. Olt. Con,. Purg. 23. 432. Con 
loro arco o saeppolo , vanno perdendo 
tempo , d.leiio dietro agli uccellini. Cr. 
10. 28. 3. Colui che vuol saettar con 
"eppolo, o arco da pallottole, dee aver 
le pallottole, d'ugual peso, e ben riton- 
. ■ V "'.■; f "P- Ora ecco , che già si 
"«■gl.e .1 lino, e rannosi le reti, e le 
ncc-n^ "TPoI., e prende 1' uomo gli 
uccelli. iVorg.,^. ,„. j,„u domandare, 
™m ,0 m, colleppolo. Di farlo venir giù 
•ama saeppolo. ' " 

S- Saeppolo si dice anche ai Tralcio 
"to W ped.le della lite. lasciatovi da- 
£' ''f"=f'or, a fine di rinvigorirla, se- 
ef"lo ;l pedale sopra detto tralcio, 
fn« pia comunemente si dice Saetto- 

SAETTA. Freccia. Lat. sagitla. Gr. 
fiiioi Dani. Inf. 8. Corda non pinse 
™ai da se saetta. Che si corresse via per 
aer snella. E Par. 5. E siccome sact- 
". che nel segno Percuote pria che sia 
■a corda queu. Cosi corremmo nel se- 
condo regno. E 17. cbè saetta previsa 
'■en pm lenta. £ 29. Forma e materia 
congiunte e puretle Uscirò ad alto che 
"on avea fallo. Come d' arco tricorde 
ire saette, i'e^r. ca«. 49. -.1 di miei , 
pio correna che saelta/^Tra miserie è 
peccai, Sonsene andati. Bocc. noi: Ì2 
13. La sottil corda riceverà otlimamcuto 
la "ella che avrà larga cocca. Tes. Br. 
o. 9. li lornisconsi di pietre e di man- 
g",ed. saette, e d'ogni fornimento 
"•' a guerra appartiene. * Tass. Ger. 

"e. flvj ' '-'"S"'-"» il foro e 1' 

^Te F, ^"'^r- ' *>"". P^r Fol. 

S a r'Ts'/v "'"■''' '"^•°«"- 

in„. ' ■ t- o. I. Venne con un CTan 
nono una sae,ta„ella detta chiesa "^^ 

^rènT?'----'^---: 

^r^^aa^.^s^d. ::;::£' 

- "•-. W. da.a,e.vi.bi,m^" 



S A E 



te mandale, arse. Bicord. MaI.sp.cap. ,0 
il quale r-emo; por l'alia ampieaaa, di 
saelH di folgore si disfece. (/ ) 

tila d,,,. Lucr. Dan,, p^rg. 2. Da tutte 
pan, saettava '1 giorno Lo Sol, ch'avea 
colle saette conte Di nie«o '1 ciel cac- 
cialo 'I Capricorno. 

§ III. Saetta , chiamano i lennaiiioli 
un Ferro col quale fanno il minor mem- 
oro alte cornici. 

lì.fi- '^- /■"■""' " *« anche Quel can- 
del ere dove si pongono te qiiLicican. 
di le nel tempo degli Uffici, delta setti- 
mana santa. 

dà\rt \/'""'''/", '"""' r"- J-'-""'"- 

"" trar sangue. Lih. Maic. Abbia la 

t'S'' 1 arteria. E appresso -• Quando vuo- 
gli trar sangue da' membri dentro, dà 
della saetta nelle mezze vene. 
J^§.VI. Per Indice, ovvero quella 
Freccia dell' orinolo, che mostra fé ore 
ffS-er. Conf. instr. cap. „. Come fa 
1 onuolo, a cui poco va'^e quel 0^0 ha 

fuori „ T" "S»l'™ente ancora di 

Bari. B.cr. i. „. l„conta„ente se n^ 
organ,„asse da se medesimo un orinolo 
a ruota con tuli, dentro i suo'ineeeni 
come 1 lavorati a mano; e il suon^ 'de 1= 
ore a suo tempo, e di fuori la saetta e 
. numeri da mostrarle. (BrJ 

oZl^' /"• '^f ""■ ^'"■"'- de-Gecmetri. 
Qulla linea che dal punto di mezzo 
della corda si parte lasciandosi dalle 

co.rV '"" '° "" ''"" ""■'"•■ 

nonJ'NÒ"'Ì"""'- ^"■'"- '''?'■• -'-"-o 
Z ; ,"" '' """ "'"''"'ione deli- 
emisfero boreale. (A) 

sJ»"^**'^- Q'""'"'"''' saette. Lat. 

^ar'eva ^J^"- '^'*- ''^°"- " 'oro sietlame 

co s\e1 am ^^^ ^ ''"' '»P<""iieno loro 
COI saettarne, e co' sassi. 

SAETTAMENTO. Saetlame. Lai. mis- 
s'iia, sagiltarum vis. Gr. toc Sei.,. Bore, 
nov. 42. i3 Ove si trovasse'^modo, eh' 
agU arcieri del vostro as versarlo mancasse 
li saeltamenlo ec. io avviso, che la vo tra 
battaglia s. vincerebbe. E num. li É 
appresso far fare saeltamenlo, le co«ho 
del quale non sieno buone se non a „ue- 

Ger™ '°'"''- ''• ^-y-S. 2. In'san 

Germano mise ec. tulli i Saracini di No- 
cera con arcora, e balestra, e con molto 
sael amento. £,2. ,6. 5. Ov'ebbe moli" 
raorli ec. per lo mollo saeltamenlo e 
pietre, che venivan del palagio. Stor 
^'olf- A gran fatica fu levalo il non e 

fa'ment^/-;'"" r^M";"^" "^'- 
vu ifi. f . 2. là. Mandarono ar. 

niadute, saeltamenlo, e balestra 

■'■ g- Per i Atto del saettare. Sca- 
gliamento di saette. (V) 

<! ?■ * , S:^ETTARTE . Che saetta . 
fP^'>n. Ihad. lib. u V. ^O. Venuto era 
fCme; Jle „„e Navi de' Greci a ri 

6ne, Per liberarla, e nella man lenendo 
La ghirlanda d'Apollo ,1 sae.lanle. Con 
aure^o^sceltro; e supplicava i Greci Tulli. 

S SAETTARE . Ferire con ..anta . 

Jlocc. ncv. 14. j. Del legnello niuna 
persona, se saettalo esser non voleva p"! 
Ouand'"?"'''^" f'ro./c/ie^. d' AniarÌs. 
Quando Lepido vide Ottaviano , ordinò I 
co la sua gente che 1' uccidessono, e fé! 
celo saettare. . e le 

• §■ l. E in forma ntutr pass , per ' 



S A E 



989 



^"j."' "'"•^;""-l'"""' con saetta . 
ball I- ; 'a"' "*■ '^■""'■"■■"o tra loro 
tatl.,gl,a cittadina ec. , saettandosi e 
combattendosi di di e di notte ...fQ 
anche ill^n '*''""'"'f "■ """^ > 'letto 
alcnno di "?■„''" '""" •■"'-'"ora, e 

aleno d, sua bellezza- Tass. Ger. S. ,5 
Benché Armid. ,n lui saelti Men può 
nel cor superbo amor di donna. Che avi 
dita d onor che se ne i„J„„„; ^^; "' 

§. 111. Per Gettare. „ .Scaglici, » 
Tu 'ire saette; e si usa in siglar at' 
e neutr. Lai. em,„ere . iaculari. Boec 
"Ov. 42. 14. Poiché gli arcieri del vostro 
nimico avranno il suo saetlameolo saella.„ 
"■.^""'.•^■"S- 3.. Ma dinanzi d!'h 
occhi de pennuti Rete si spiega indarno 
o SI saetta. ' 

=•• §■ IV. E col terzo caso. mi. ìf 
Jol. 298. Un idolatro andava uccellando 
ai pavoni ; e saett.mdo a uno pavone si 
diede a S. Tommaso che noi vede- 

§. V. Per siinitit. G. 7'. 12 65 5 
Con bombarde «he saettavano pallottole 
d. ferro. V Salvia. Eneid. lib. f. Disse. 
e 1^ lace al giovan saetlonne. (F) 

* 3. VI. Saettare, s, dice anche dello 
Scagliare altre cose, come fuoco ec. Fior 
Ji. 2J0. Quelli che slavano alla guardia 
del porto, non lassarono lor pigliar terra 
anzi SI procacciavano di saettare loro fuo- 

••■ §. VII, Saettare saette, per Iscoo- 
car saette. Mil. M. Poi. 364. Le saette 
cominciarono ad andare per l'aria, tan- 
te che tutta l'aria era piena di saette; e 
tante ne saellarono che più non aveva- 
no. (C) 

§■ Viri. Per metaf. Cani. Inf. 16. E 
se non fosse il fuoco che saetta La natu- 
ra del luogo, i' dicerei Che meglio stesso 
a le, che a lor, la fretta. E 2q. Lamenti 
saeltaron me diversi. Che di p'iaà ferrali 
avean gì. strali . E Purg. a. Da tutte 
pam saettava il giorno Lo Sol. E Par 
17. E questo è quello strale Che I' arco 
dell esilio pria saetta. Anim. Ani. 16. 3. 
a. Alquanti, quando vengono a dare i do- 
ni , prima saettano le ingiuriose parole . 
Vttv. Acc. ì!^o. Non correrete voi a ferir- 
lo, a saettarlo subito di sentenza? * .. Menz. 
rim. I 218. Buon poeta, or ci saetta D' 
una dolce canzonella w. (]VJ 

t* §■ IX. Saettare, vale andie Folso- 

"Te f'"" °^'- '• "3- 8- Ma quando 
pio^e, tempesta, saetta, Allor sta lieto eh. 
1 Duon tempo aspetta. (\) 

SAETTATA. Colpo d'i saetta. Ln. sa- 
g.fto ictus ... Lasc. Rim. ,. 86. Ab s'io 
potessi far 1 antiche prove. Che i Ricanti 
ammazzar? che saettale ! So che elle" an- 
drieno ad abitare alln ve. (Cj 

§. Per la Lunghezza della via che fa 
la saetta, ocli-etla può fare, quando eli' 
•L '"''•,"'■ J-'^s.igiltee iactus. Gr. SVloMc 
?oVn. M. r.ì. 50. Venuto a pie del 
campanile di quella chiesa per ispazio d' 
una saettala di balestro . Bui. Purg Z2 
1. Forsi la saetta sfrenala va lauto in tre 
saettale, quanto eramo rimossi ce 

SAETTATO. Add. da Saettare^ Col- 
pito. Fe,ilo con saetta. Lat. saaitta i- 
clus . sagitlis confossus . Gr. ^o-iir.rU 
Borgh. Hip. 340. Dipinse in san Petro- 
nio ec. una tavola a tempera, entrovi un 
san Bastiano saettalo . Car. Iclt. z 20- 
Esso con Diana recitino poi versola naru- 
destra , e i saettali da loro siano Olo « 
iLQalte . 

§1. Per Iscagìiato , Gettato, Tirato. 
Lai. emissus. Bocc. ncv. 42. io. Gli av- 
versarli non potranno il saeltamenlo saet- 
tato da' vostri adoperare. 

J §. II. Per metaf. Buon. Ficr 2 I, 
27. Saettale parole , alali detti Fian de' 

i»4 



g86 S A E 

aoslrr deiir, Ji noilre brame lotcrpreli 
naicosi. E 3- 4. 2. E (..Ip.i^r di cuori 
Da scambievoli sgujrdi sj^tUH- 

t SAETIATOKE. l^erhai. masc. Che, 
n Chi bietta. Perita ili saettare. Lai. sa- 
giltirius » UicitUtor . Gr. TOjOTJi; • ^'''- 
ftut. lug. R- *^"» •^'"' v^*«o»it «^ «pL'ditc 
rompagnie, e eoa rombolatori e sat-Ualori 
eleni era ira i primi. M'ir. S. Greg. Ri- 
ceve la pcrcosic di chi lo saelU, come il 
segno, che è poslo incontro a' saeltat'jri. 
/ìorg'i. hip- 349- Vi è uà saettjlore , 
che , appoggiatati U kilcstra al pclio si 
china a terra por caricarla. 

■j- SAETTATRICE . Si dice di Donna 
che saetta , o che à perita di siettare . 
Lai. iaatlalrix . Gr. n d^9J-:i^0Ji0L. 
Okid. Pift. 208- Tulle queste cose rei 
coniaodòc a me, dointfnd?, che io ti do- 
vessi scrivere, la saeltatrice Dea. Be-nb. 
At. 2. Ql- Chi non sa fare locoolanenle 
ijUcUa, che egli ama, saetlatrice, fingendo 
Àe gli occhi suoi feriscano di punguntis- 
sime saette! Tnss. Cer. 17. 49. Che non 
e degno un cor villano , o bella SaeUa- 
trtce che tuo colpo il tocchi. 

* g. f^ario uro. Sei^ficr. Mann. Mig^. 
18. I. Sono innumcrabili quelli che il Si- 
gnor guadagna con questa sorta di caccia 
saettatrice. (ì'} ' 

t SAETTEVOLE . V. A. Add. Di 
■saetta. Appartenente a saetta. Lai. sagit- 
tarius, mtsutis. 0^'d. Pisi. l55. Già non 
potessi tu lui ammaestrare della sacltevole 
arte. 

f SAETTI'A. Specie di navi/io velo- 
cissimo ai corso. Lat. celox, na%'is cita, 
cnrsoria navis . Gr. xi'iij; - Bocc. nov. 
16. 40. E, olirla ciò, mandava per loro 
una sacllia con alquanti gentiluomini. G. 
y^ 7. 29. I. Fecero armare una saellia 
per paisarc in Cicilia. la»*. Ger. \. 68. 
Sovra una lieve saetlta tragitto Vo'chc tu 
faccia nella greca terra. 

* SAETTIERE. Saettatore. Che saet- 
ta. Lat. iacitlator, sagittirins. Gr. T9^9- 
T»i;. Silvia. Disc» I. 3.52. Occhi rideuii, 
uettier d' amori , Colle grazie più liete 
(qui Jì^uratam ). (') 

SAETTOLARE . Saeppotare, Soder. 
Colt. 42- Ecci chi usa, per tenerla a die- 
tro, di saellolarla; il che a certe vili tra- 
sandate fa molto bene, e a certe 00. 

SAETTOLO. Saeppolo, Pallnd. Fchhr. 
12. Riserba tutte 1' unghie secche delle 
guardie, cioL* i saettoli secchi dell' aliro 
anno. Dav. Colt. iS;. Per tenere addie- 
tro una vile, meglio non ci ha, che la- 
nciarle i snettoli. /S apprcsio: Non per 
tanto da lodar sono que* che dicono , i 
saelloli esser buoni prr appiccarvi il fia- 
schetto, perchè 1' utile è di gran lunga del 
danno maggiore. 

* SAETTONE. Term. de* naturai i- 
Hi, Sp-cie di serpent.-, detto coù perche 
corre veloce come una snetta, l ed. A- 
CONZI\.Lat. iaculum, Gr. oyi;. J/<i/m. 
r*. 16. Vedrai che il Duca torna allotta 
allotta Correndii a casa come un sacttonc. 
Con quanta ciurnu eh* egli ha qua con- 
dotta. Per voler ammanar bestie e par- 
sone. (*) 

SAETTUME. Saettarne. Lat. mitsilia 
tela, Tacit. Gr. TO^ ^5>>). Liv. M. Con 
ogni sorta di sacttume e di sassi ancora. 
T.ic. Dav. Stor. 3. 3a3. Con tegoli , e 
sassi oc caccuno i Vìtelliani « che altro 
non aveano che spade, ni- tempo a man- 
dar per mangani, o laettumc. Sfgr. Fior, 
Art. guerr. 5. 121. Tanto che lutto Te- 
sercito veniva ad essere comi? sotto un 
tetto, e difeso dal sacUumo nimico. ^ 
Ciov. Geli. t'U. Alf. 34. CumballcnJoii 
per i Vinixiani dalla più alla parlo ilct 
forte, con infinito sacttume, sroppielti ec. 
iBCcessc questo e*. ^(7 Salvia Odia 



S A E 

liù. 21. V. I2J. M.1 sedendtj mangiale 
quctamente, O fuor, piangete , ascendo , 
qui Ijssjnlo 11 sa eli urne , a' Proci forte 
giuoco, f/i) 

SAETTUZZA. Dim. di Saetta. Lat. 
parva .ia<;ttta. 

'fi a- 1- ^<'' similit., vale Lancetta, 
o fimile Strumi'nto, Frane. Sacch, nov. 
26 Barlulino. come viJc la vescica : ora 
VI convorrebbe avere la laelluua, e darri 
entro. 

# §. II. Saettane, si dicono anche le 
Pant'i deUrtpanif Co'qaiU si /ara o pie- 
tra, melali-), o le^no de^ la^'ort genftU. 
•' fìenv. Ceti- Qref. 1^1. Avendo messo le 
saeliuzze nella sua ingorbiatura, fatta ap- 
posta per tale effetto». ( A^ E VH. 3 25. 
Al marmo trapani, sactlouc, subbie, scar- 
pelli , scuffine d'ogni sorte, e altri rotali 
ferri. ^6'> Hai Ha. l'oc. Dit. Cjsulleito si di- 
ce anche a strumento Ji ft^rroron unj rui>ta 
d'acciaio, che serve per 1« più per bucar 
pietre, coll'aiuto d'altri strumenti, come 
cannelli', saeltuzze, e simili. (B) 

f SAFENA. Ramo interno d'-lla venit 
della gamhn, d'ila di^fi Anitomici cru- 
rale. Lat. siphte'ia. M. Aldohr, P. A'- 
3o. Ne' piedi sono duo vene sotto a' tal- 
loni dal lato di fuori, che la fisica appel- 
la sciatiche, e altre duo vene dal lato di 
dfrnlro, che la fisica appella safene. yol^. 
Ras. La flobotomia si dee fare dalla sa- 
fena, cioè dalla vena del tallone dentro 
del piede. 

•f ^ SAFFICO. Di Sa/fo, D^-lla poe- 
tessa Saffoj ed è per lo più Asfiunto di 
sorta di verso endecasillabo, di cui essi 
Jn inventrice. Salvia. Pros. Tose. I. 5^7 
Ora può affigur^ire il falcucio , ed ora il 
saffico in certo modo far risonare. IC 2. 
5i. Per vedere d'introdurre un più ar- 
tificioso e maestrevole verso, che non è 
il nostro endecasillabo, corrispondente al 
faleucto ed al salUco. E 86. Il gravissi- 
mo e linialissimo poeta franzese Malerba 
nella sua canzone ec, fatta graziosamente 
alla maniera de' versi saffici, dice (*) 

•f * SAFFinO. Zf/?iVo. Stor. Toh. pag, 
44" (Livorno 1799 ) Le porle di leru- 
ulem saranno edificate di saffiri e di sme* 
raldi, e tutte le mura sue di pietre pre- 
ziose. (A) 

V SAGA. r". L* Strega^ tncantatrice, 
Ar, Fur. 3l. 5. Questa è la cruda av- 
veleoata piaga, A cut non vai liquor, non 
vale impiastro. Ne murmurc, né immagi* 
ne di saga. (ìt) 

f * g. E tu forta d*add. Varch. rim. 
past. 254- Fedele Elpitlo mio. sema che 
mandc A'Massili o per erbe, o donna sa- 
ga ec. (I'} 

SAGACE. Add. Attuto , Considerato , 
Avveduti). Lat, ia-'ax, asUtlus. Gr. rro- 
Xw^urirt;. Bocc. nov, 71. g. E cosi il sa- 
gace amante senza costo gode della sua 
avara donna. E nov. 7Ì. 2. Uomini sol- 
lazzevoli mollo, ma per altro avveduti e 
sagaci. Coli. SS. Pad. Tutti i pensieri, 
che vengono nel cuore , con sagace di- 
scernimento disaminare. Dittam. i. 20. 
A forza, e con sagaci tradimenlt Sesto il 
figliuolo giacque con Lucrezia. 

"ié- §. \.Sa£ac<^, diccst propriamente de- 
gli Animali che hanno l'odorato, o tudì- 
to acuto, come l'oche, e i cani special- 
mente da caccili. OÙ, Com, Purg. i5. 
Il cane è animale più sagace degli altri , 
e ba più senso che gli altri animali. Po- 
lii. St. 1. 3i. L'astuto lupo vie più si 
rinselva : E rinsclvjio lo sagaci nare Del 
pìcciol bracco pur temo il meschino. San. 
naz. Arcad. Prot. 8. La sagace oca , sol- 
licita palesalrice delle notlurno (toAc,(Br) 
# §. il. F. in/'jrza d' avverbio, vale Sa- 
gacrmcnte premurato, e si trova seguito 
dalli particella di Ott. Com. in/, 9. 



S A O 

x56. Il cui regno ritenne la natura saga- 
ce di conservare le lerreae riccbeue. (C) 
SAGACEMENTE. Avverò. Ccn saga- 
cita. Lai. sagaciter, astute. Gr. ivfmx^- 
vvi, :to3iJTiOTtM4. G. V. n. x33. 1. Il 
Mastino non dormia, ma Mgacemrote pre- 
se suo tempo. Mar. S, Greg. Quando , 
attendendo sagacemente a' mali della pre- 
sente vita, dol-odosi , considera come e. 
Frane. Sacch. nov. 179. L* oaa verso T 
altra comiocii!), e come l'altra ugacemeo- 
te rispose ■ 

SAGACEZZ\. r. A. Sasaettm, Lm. 
saiacitas. caUtditat, Gr. cèyxt'yoifit. Fr. 
Giord. Pred. R. Uomo «r« pieno d'av- 
veduta sagarezza. 

:;: SAGACIA. Avveduiezsa , Sagaeità. 
Fine. Martell. rim. 2. 61. E *ovra ogni 
sagacia approvo e lodo , Se bisogna , il 
giurar, pcrch' altri *l creda ; E questo è 
quel mirtei eh* ferma il chiodo. (B) 

SAGACISSIMAMENTE. Suprrl. di Sa- 
gacemente, Lat- sagacissime, cailiditsime. 
Gr. «^olrxra- Bocc. nov. 34- 5. De* 
quali sagacissimamente il fece. Mor. S. 
Greg. Sagacissimamente guarda di non 
passare i termini della giustizia. Jlf. F. 
q. 65 Bene conosceva , che impossibile 
era sua difesa conlra la forza di mester 
Bernabò, non avendo altro aiuto, e però 
sagacissimamente si sostcoea. 

SAGACISSIMO . Superi, di Sagace. 
Lat. sa^acitfimus , callidissimas . Gr. 
■joowTaT55 Bocc. Vif. Dant. a3i- Era 
al tempo di costui la fiorentina cittadi- 
nanza in due parti perversissimamente di- 
visa . e e oli 'operazioni di sagarissimi ed 
avveduti Principi di quelle era assai cia- 
scuna possente. Ftamm. 4- 80- lo io que- 
gli iilti sagacissima per addietro, con oc- 
chio perplesso ogni cosa mirava. jV. P^- 
8. I03. Il quale, tuttoché fosse sagacissi- 
mo e astuto signore ec, fé la via per Fi- 
renze. 

SAGÀCITA'. SAGACITADE.f SAGA- 
CITATE Abito, Ditposizione virtuosa. 
colla quale st sa ditcernere ti vero dal 
falso, e giudicar Aene, e con prudenza 
delle umane operazioni, e operare altresi» 
Lai. sasacitat, atUtUa. Gr. Qtyxi'wta. 
Bocc. nov, 63 23- Colla sua wgaciià fog- 
gi il pericolo soprastante. E f- 8. /. 1. 
Commendato il consiglio di Pietro Cani- 
giani) ec, e la sagaeità di Salabaetto. che 
non fu minore a mandarlo ad esecouooe. 
G. F. 8. 6. I. Avendo per suo senno e 
sagaeità adoperato che Papa Celestino avea 
rifiutato il Papato. D'Uam. 3. 18. La sna 
sagaeità. lo 'ogegno e l'arte. ^ Seal. 
Claustr. 433. E quando egli si parte, si 
si parte a maestria, e a s^gaciUde , per 
gelusia. ch'egli bae di te» (C^ 

SAGAPENO . Liquore gammos» , che 
.traturi tee di una pianta tintile al JÌmoc- 
chio, Seritpino. Lat. sai:np<num. Gr. €«- 
■/«TI»ivov. Lih. cur. maiali Rammorhìda 
il sagapcno. e stendilo in un cencio , e 
fanne un cerollmo. Ricttt. Ftor, 65. Il 
scrapino, chiamato da* Greci sagapcoo, i 
un liquore di una ferula così detta. 

* SAGENA. Sorta di rvt* grmm^s . 
colla quale ti pesci rasente •' ' '" 
Adr. Op mor. 4 186. La tn. 

e il dragone si pigliano con alti 
gripi e sagene, che soo fatte cimu« ti g*^^- 
cbio. rO Salvili. Op. Pese l. 296. Par- 
te s*adJimandan giacchi , E parte gripi 
gangame. cil iporhr fonde e sagene. (.*) 

* SAGGETTO Dimin. di Saggio 
Car. Lett. I. 321. ivrcbi- n'abbioo pia- 
cere ancor gli altri, e massimamente 1 si- 
gnori camerieri, che n' hanno conoaccnaa 
per famj. e per quel saggetlo die dette 
in corto alli mesi pauatt della su« vinù.^^V 

•| * SAGGEZZA. AstrmUodi Sèggio 
Sevietz^. Lai. tapientia, prudenUa, Gr. 



S A G 

ofiyia, yco'vflfft^. Aìam. Gir. 2, 137. 
Aaco c&a«r può, che gli amorosi tarli Ilo- 
dia il cor a chi Ji lur &i litle ; E a chi no 
'1 vorria, consiglio tlarli Opra ù che da 
sjggeua si divide. (') imperf /'. Ttisc. 
1). 9. J". a. 16. Con molla saggcxma a- 
vele parlalo, sìf;. WagioUi. /■: /'. Tib. D. 
\. T. II. 8ij. Ciò fra far la saggfira della 
ragione. E Tini. J). 12. 7". 8- 4^5 Que- 
lle operaiioni di saggezza quantunque man- 
chevole non vi rasscnilirano scintille della 
sapienza peilritistima di Dio? (f^J 

SAGGIAMENTE. JiWrti, Saviarnent,'. 
Lai. bene, iapientir. Gr. eu, co^w^. ^■ 
Alam. nm. J.385. Qui-llo uggì spende 
saggiamente gli armi. Che col .suo trava- 
gliar iraya^lia it muudo. Cercando l'uiil 
suo negli altrui àanoi *(£) lied. Jnx. i]i. 
TeoCrastoec. saggiamente lien per fermo, 
che tal maligna invidia non si trovi mai 
negli animali. 

SÀGGIÀHE. (•'are ti J<ipeio, ia pruo- 
*aj e si dice propriamente delibero f e d'al- 
tri mttalli* Lat. pvricuium fitcn e, ad e- 
Xanien revocare, ad truUnam tXit^ercGx. 
e:rt tov sraSuo v «'-/Kyìt v. Dai-. Man, 1 12. 
Portarlo conviene alla zecca . pubblica; ed 
tlia it prende, e pesa, e saggia. 

§. 1. Saggiarti per Assaggiare. Lai. 
praegustare. Sen, l*i»t. 5o. E' uomo il dee 
isforzare che cumiuci, peiofchè, poi ch'eoli 
avrà saggiala la medicina, ella non gli par- 
rà amara, anzi gli dileiier'a, sentcndusi mi- 
gliorare, .^mf/i. ^/if. G. io4.]N'i>n saggia- 
le lo misagìo iu vila sanza dottrina. * 
Gaiit. Ulenì. e Lett 2- 339. Se voi ave- 
ste cognizione della liugua toscana, avre- 
sto, senza più oltre bgfjere nel mio libro, 
inteso, come il nome saggiatore , senza 
traslazione, significa 1' Ìsles.<^o che coUibi- 
&la, e nou quello di praegustator vini , 
il quale noi chiameremmo assaggialore , 
perchè si dice assaggiare ti vino, e non 
sa^aiare. (P*-) 

5js g. II. Saggiare, talora vale anche 
Misurare. Da/it. Conv. 5ti. Sicché il nu- 
mero e la quantità e '1 peso del bene gli 
pare più, che se con giunta misura fosse 
.raggiato, e quello del male meno. (J) 

SAGGIATORE. Caini che saggia l'o- 
ro, o altri metal/i, Lat. p nderaior, exa- 
minator. Gr. CTaàymjTr/c. Gal. S'tgg. 276. 
lo ho voluto servirmi d'una bilancia da 
saggiatori, che sono cosi esalte, che tira- 
no a meno d* un sessantesimo di grano . 
'•ifSegn.Jitft. pag. 5o (Vinegia l55i; li 
giudice è simile al saggiator dell' oro ; che 
e' debbe considerare il falso e il vero , 
oc. (B) 

§» I. Per similit. Cant. Carn. Ott. 88. 
Ma ora andiam facendo sperimento Degli 
uomio, come d'uoroin saggiatori 

§. ÌL Saggiatore , per le Bilance stes- 
se^ colle quali si saggia. Lat. ann/ìcis 
staterà. Gr. xo^u^ictoù Cu'/o';. Sngp. 
nat. e.ip, 256. Posle in sulle bilance det- 
te il saggiatore due vergbellc d' acciaio 
di peso uguali, una infuocala, e una fred- 
da, par che questa rimanga più grave 
dell' altra. 

t SAGGINA. Pianta il cui fusto so- 
miglia quello della canna di zucchero j 
ed ènne di due sorte : ièna che fa la .^paz - 
woy C altra la pannocchia j e Saggina 
chiamasi pure il suo seme. Lat. militim 
ofundinaceum, milica, niilium Indicum , 
J lin. Af. Aldobr. Saggina si è una ma- 
niera di biada, che cresce in Toscana, ed 
Jii Proenia a maniera di canna. Cr. 3. 
)". I. La saggina è connsriutissima , ed 
enne di due latte: ènne una rossa, ed una 
bianca. G V. 8. 82. 6. Tennonsi infino 
■ tanto che vi rimase a mangiare, avendo 
mangiati i cavalli, e pane dì saggina, e 
di semola, nero come mora. 3/. /•'. 3. 56. 
La saggina ( valeva ) soldi trenta ìd ireo- 



S A G 

tacin<iue. Alam* Colt. 1. 7. La vermiglia 
saggina, il biani-o miglio. Burch. i. 7. E 



S A G 



^8? 



se mm fusi 



il 



..go 



■ 'I zafterano, Ncm 



si irovcria m.ii saggina in piazza V.emU. 
pros. I. l\^. Il pane del grano non si fa 
miglior pane per mescol.irvi la saggina. 
SAGGINALE. Gambo, o Fusto della 
saggino, Lat. milicaf ctilniit.i . vvl cafa- 
nius. Cr. 3, 17. 4- Tagliasi rasente ter- 
ra, e poi appresso alle pannocchie se i 
sagginali vorrai avere, /iocc. nov. 79 20 
Per certo con voi perderieno le celere de' 
sagginali, sì arlagolicameple slrarantale. 
Frane. Satch. nov. ?.io. Quivi furono 
recati s^igginali, dicendo; noi ardiamo po- 
che altre legiie. 

f g. Sagginale. Xerm. de^li Ornito- 
logi, Uccello del genere de* Beccaccini j e 
sonne di due specie , maggiore, e mino- 
re. (A) 

•f SAGGINATO, e SAGINATO. A'Id. 
da Sof^inn; Mescolato con sagf;inn. Lib. 
cur, malati. Come sarebbe il pane fallo 
di gran sagginalo, o vecciato. 

§ I. T'ilora è aggiunto d'un pelame 
di be.stie, di color simile alla saggina . 
Lai. bndiiis Burch. i. 66 Mule sbiada- 
te, e asin sagginati. Bttn. Ori. 1, 18. 
li- Il suo cavallo era il più smisurato 
Che giammai producesse la natura ; Era 
lutto lossigno e sagginato. Con g^mibe, 
testa, e coda nera, e scora. 

§. II Per Ingrassalo. Lai. sa^inatus. 
Gr. ffirtflSEi'^. Palla.i. Marz. 28. Impe- 
roccht; ( i bttoi } non sono ancora saggi- 
nati, ne ingrassati per arte. ^ì- Jiocc. 
Cotn, In/. Fece il pietoso padre uccidere 
il vitello sagginalo, fece parare il convi- 
to, fece chiamare gli amici, (.^j far. En. 
lib. 8. V. 276. Co' suoi Teurri tulli E- 
nea fu delle visrcre pasciuto Del sa- 
gioato a Dio devolo bue. E Ij. J174- 
Nelle sacre Foreste è dall' aruspice intu- 
oalo. Che la vittima è grassa : itene tulli 
Seco a goder del saginato bue A piena 
pancia. (B) Srgner. Fred. 21. 7 Essi, 
vestili di cilizio, sparsi di cenere, lico- 
perti di lividure, temevano d'ogni prin- 
cipio di colpe, come d'un principio di 
dannazione; e non temerete voi, che pu- 
re vivete ammanlati di bisso , aspersi di 
odori, e sagginati nel lusso? (Pj 

SAGGIJNELLA. Saggina seroline. Lat, 
ntilium, Jndicìtm serctinum. Dav. Colt. 
199. Di Giugno ec. semina panico , mi- 
glio, sagginelia e cardani. 

SAGGIO. Sust, Picciola parte, che si 
Itva dallo intero., per farne pruoea, mo- 
stra. Lat. specimen. Gr. $ùyp.a. Dani. 
Purg, 16. Ma qual Gherardo è quel che 
tu per saggio Di' cb'é rimaso della genie 
spenta? Bnt. ivi: Cicì; per esemplo. Lo 
saggio è quello , che dimostra qual dee 
essere la cosa. Pass, ^i- Rispose ec., eh' 
egli gliene moslerrebbe alcuno saggio. /•,' 
4 ì. Temendo di non andare a quelle or- 
ribili pene, delle quali aveva il saggio. 
Malm. IO. 22. A'vermini a tua posta 
manda Ìl saggio. Bed. lett. 2. 76. La 
memoria ec. mi rendono ardilo per sup- 
plicarla a farmi ]' onore di non isdegnare 
alcuni odori, e quintessenze che in una cas- 
setta le invio , come per un saggio di 
quello che potrei mandarle. 

§. I. Per sin-iìit. Dani. Pnrg. 27. E 
di pochi scaglion levammo i saggi, But, 
ivi: Levammo 1 saggi: cioè di pochi sca- 
glioni avemmo esperienzia , cioè pochi ne 
montammo, perchè ne venne la notte, 
Morg. 1^. 43. Perocché '1 luo valor non 
m'è segreto, Ch'io n'ho veduto a que- 
sta volta il saggio; E 1/4. 16. Questo es- 
ser debbe ad ogni savio un saggio Di sua 
potenza. 

§. II. Saggio, vale anche il Saggiare , 
PAlto del saggiare. Prova, CmierTio,hal 



experiwentnm , examen, cragium. Gr, 
Jox Inasta, SiUTìiipu. Coli. SS. Pad. 
Qui'lle, il cui peso, e pirzzo, rodendo la 
ruj;j;iiie della \aiiiude. nun lasciano rag- 
gu.iyUare al saggio de* Padri, scusiamo co- 
me monete leggieii, e dannose (ti testo 
lat. ha cx-.^ium). G. l. 6. 55. 1. Fe- 
cene far saggio, e trovògli di finissimo 
oro. Gal. .yagg. 276. ^o^ tralasciando 
proposizione alcuna produlla da quello, 
farò di tutte i lor sag^i. /•; 227 Sia il 
piimo saggio intorno ad alcune parole del 
^roenno. E appresso : Seguita appresso 
( e sia il secondo s.igj^io ) ce. 

t £. Ili Per Una certa quantità de- 
terminnta. fr Mil. M. Poi. 181. E le 
quattro venti di questi lati sei, che io v* 
ho detto, vagliono un saggio d' oro fine- 
e questa è Ij piccola numela, ch'egli ispen- 
dot)o. (C) E 184* ^''S''^'"" 'e ottanta por- 
cellane un saggio d' argento, che snno due 
viniziani grossi, e gli otto saggi d'arienlo 
fine viigliono un saggio d' oro fine. 

§. I\'. Far saggio, vale Assaggiare , 
Far la credenza Lat. prnegustnre. Gr. 
TTpoyeusiSrKc. G. /'. 8. 80 I. Sanza far- 
ne fare saggio, perchè era presentalo da 
fenmiina, uè manf;iò assai. Fronc. Sacch, 
nov. 192 In queir ora i saggi erano fat- 
ti, ed egli poteva molto bene soprassa- 
lare. 

§ V. Saggio, si dice anche un Picciol 
faschetto , nel quale si porta altrui il 
vino, perch' e' ne faccia il snggìojs che 
anche si dice Sagginolo. 

'"? §. VI. Siìggio, dicasi anche a Quel- 
la bilance/te , con cui .ii pesano le mo- 
nete , Borgh. Non. 228. Il tenere i pesi 
dille monete, e quel eh' e' dicevano saggio 
e sagginolo , fu già ofizìo proprio e solo 
del pubblico, (yj 

SAGGIO. Add. Savio. Lat. sapiens. 
Gr. c5^or. il/. F. 11. 65. Molti antichi, 
e cari cittadini, sapgi, e inieiidenti, era- 
no schiusi dagli ufiui . J)ant. Purg. &. 
Finche n' appaia alcuna scorta saggia . 
Pelr. son. 20- Due rose fresche, e colle 
in Paradiso ec., Bel dono, e d*un aman- 
te antiquo e saggio. E canz. 49. 2. Ver- 
gine saggia, e del bel numero una Delle 
beate vergini prudenti. 

g. I. Inforza di sust. Dani. In/, i. 
Aiutami da lei , famoso saggio , Ch' ella 
mi fa tremar le vene, e i polsi. E Purg. 
27. Che '1 Sci corcar per 1' ombra , che 
si spense. Sentimmo dietro, ed io, e gii 
miei saggi . E Par. i^. Biancheggia Ira 
i poli del mondo Galassia sì, che fa dub- 
biar ben saggi. 

g. II. Per Consapevole. Lat. certior , 
sciens . Dant, Purg. 5- Corsero incontra 
noi , e dimandarne : Di vostra condizìon 
fatene saggi. Bui ii-i : Fatene saggi, cioè 
fateci saputi chi voi siete. 

SAGGIUOLO. Picciol faschetto , mi 
quale si porta il vino per farne il sag- 
gio . 

§. I. Diccsi anche Sagginolo a Quelle 
bilancette , con cui si pesano le monete. 
Lat. aurifìcis slaleta . Gr. y.oJiXuSiCToO 
^uydi . Frane. Sacch, nov, j4^. 1 Ge- 
novesi dall'altra parte col sagginolo, e 
col granello del panico slesono una mau- 
tellina, per ricoglicre questa piccola cosa. 
Pav. Man- j 22. I quali per arnesi por- 
tano in seno lor crsoie , e sagginolo « e 
non hanno 3 combalterc che con la lega. 
Borgh, Mon. 228. Il tenere i pesi delle 
monete, e quel eh' e' dicevano saggio , e 
sagginolo, fu già ofizìo proprio e solo del 
pubblico. 

* g. II. Sagginolo, V anche Quella 
piccola parte di vino, olict simile, che 
si piglia, dà, o manda per mostra, e per 
assaggio . Salvia. Annot, H/alm. 766. E 
de'vini si dire sagginolo hit, gustus. (C) 



^ S À G 

SAGI5A . r. A. Possesso hti^pos- 
iessio, dftentio, Gr- x«/?Tf«s'5 • t.. / . 
6. 17. 3. Poi a »^^ "«'""'^ '** mctereb- 
be io .ignori, e sagina d. K-rusalemme 

taoza colpo di 'P**!*. „^,v4Tn e if ffìì 
*SAGINATO./^AGGI>ATO,§.II.r^; 

SAGIRE - /^' A. Dare il possesso, 

Mettere in possesso. Occupare. Lzl. pos- 

sesstonem (radere, *saisire. Ved. ti Da- 

Fresnc. Gr. /rr/TOpa TTOietv. G. ì - 5. 

l8. !• ii quando egli fu al tutto iagilo 

Jcl reame , ». ^cgui Torme del padre, d* 

ciiL-re ingrato a santa Chiesa. K 12. 112. 

2. Per sagire i baroni, e i>aesc di Puglia 

■ sua tigooria. 

* SAGITTALE . Sutura del cranio , 
per cui si connettono fra se le due ossa 
del sincipite. BalMn. l'oc. Dis. (A) 

SAGITTARIO . Arder,-, Lai. sagUta- 
rius ■ Gr. TOjor»]; • Ouid Li. Lo dello 
re Epistropìo mcoòe seco un jagiUario . 
E altrove : Adunque convenne per viva 
fona , che Diomcdcs s' affrontasic col sa- 
gittario. Petr. san 66. Sì tosto come a v- 
vicn, cLe 1' arco i<:occbi, Buon sagillario 
di lontdn disrcrnc Qujl colpo è da sprcz- 
laic, ec. 'l* Vfljì. Oer. Ub. 12. 3. U'alto 
lipchiusa oprai Tarmi lontane, Sagillaria, 
noi nego, assai felice. ( P) 

g. t'er Uno de* dodici Segni del Zo- 
diaco. Lai. sa^ittarius , nrcilenens . Gr. 
T5|5T/i;. G. / . H. 2. 5. La pi.nncla di 
Mars alla venula de! diluvio si trovò nel 
segno del sagitlurto. 

SAGLIENTE. Che sagtie. Lat. ascen- 
densj conscendens. Gr. ava^i^ca;. Pocc. 
nov. 45. 12. La quale d*ela di due anni, 
o in quel torno . lui saglientc su per le 
scale chiamò padre. 

SAGLIMENTO. J'. A. Salimento. L^t. 
aicensui . Gr àva^ait; . LH». cur. ma- 
lati. Nello saglimenlo delle scale, e delli 
luoghi erti ingrossa il fìato- 

SAGLlRE. /'. A Salire. Fr. Giord. 
Prcd. H. Mentrcche su per la scala sa- 
gliva. Guitt. Leti. Se voi a UmU allezza 
wglirete. E rint. ant. F. H. Me dispero 
saglirc a tanta altura- 

« SAGO. /^. L. Add. Sagace. Pemb. 
Asol. 2 110. O fortunalo, il velo in cui 
** avvolse L" anima saga; e lei di' ogni 
altra vesta Men le si convenia. (ÌV) 

* SAGOLA. Tenti, di Marineria. Fu- 
Htcella incatiamata , in capo alla quale 
e attaccato un peso per iscnndagUare il 

fondo dell' acqua j e dicest per lo più 
Sagola da scandagho. (A) 

*: § I. Sago'a da Incciare . Term, di 
Marineria. JJicesi ad una fune annodata 
a maglie , t-Ae serve ad allacciare 1 col- 
tellacci. (A) 

* g. II. Sagola della barchetta. Term. 
di Marineria, dicest ad Una piccola corda 
misurat.t, e segnata con nodi esprimenti 
le diverse distanze , attaccata alla hai- 
chelta per misurare il cammino dilla na- 
PI. (A) 

* §. III. In generale, per Canapo, 
Cavo, Gomena. Lat. rudent, f'olg. Ovid. 
met. Ub. 3. Uel qudc alcuno non era più 
presto a satin ni-lle somme antenne , ne 
di correre addietro per U presa sagola . 
( prensoque rudente relabi). E lib. li. 
Cerio gli uomini suonano colle grida , le 
>agolc collo slridorc ( qttippc sonanl cla- 
more viri, stridore rudenlcs. (ìvìd.). (P) 

* SAGOMA. Il Contrappeso della sta- 
dera, che scorre di qua e di fa dalla mi- 
sura , e per cui si rag^ungltano i pesi , 
quando ita fermo, (A) 

* S- Sng>ma. Term. degli Ar<.fiiUtti. 
Lo stesto che Mudano, cioè II mìo pro- 
filo d' ogni membro, o modanatura d'A'- 
thitetUira. Alcuni lo prendono ancora per 
la medestm-i modanatura, (A) 

^ SAGORA, fune . Stor. Pist /ly 



S A G 

210. E lubito detto che l'ebbe Tua lai 
gittata una sagora in collo, e con etti 
strascinato per la sala in6ne alla fine* 
sira, e cosi con la sagora in gola fue 
messo fuori della finestra predella, e 
la sagora Tue legala dentro , e quivi lo 
lasciò slare impiccato tanto che vi morio, 
e rome fue morto, la sagora Tue tagliata, 
sicché il corpo cadde nel giardino. (C) 

SAGHA, e SACRA. Dedicazione, o Con- 
segrazione , Lai. dedicatio , coasecratio . 
Gr. KO.'biipuati. Annoi. Vang. Cbe "c* 
nis&cru , e fossero alla dedicazione e sagra 
della statua. 

g. I. Oggi Sagra, si dice la Festa dil- 
la consacrazione delle chiese, Lat. • en- 
caenia. Gr. eyzaivtx Bocc. nov. 20. 16. 
Ansi mi paravate un baoditor di sacre e 
di feste, sì ben losapavale./Vrt/ic. Sacch. Op- 
div. 117. Sono molti che corrono allesagre^ 
e alle perdonante , per iscemarsi le pene 
del Purgatorio. Dial. S. Greg. 1. 10. Ku 
invitala colla sua predetta suocera allale- 
sla della sacra di santo Sebastiano marti- 
re, e la notte dinanzi al dì della sarra 
quella giovane, vinta dalla volontà della 
carne, non si potè astenere dal marito. 

g. U. Onde Parere che in alcun luogo 
sia la sagra. Aver la sagra, o simili, si 
dicono per dinotare numeroso concorso di 
gente, l'arch. Suoc. 2. i. Intorno all'u- 
scio mio era si grande la serra , che pa- 
reva che alla mia casa fusse la sagra. 
Amhr Furi. 3. 5. La casa di nozze par 
sempre una sagra, tanic persone entrano 
ed escono sempre. 

§. 111. Sagra, per Sagro, Spezied'ar- 
me da fuoco, Ar. Fur. II. 26. Qualsa- 
gra, qual falcon, qual colubrina Sento no- 
mar, com'al suo autor più aggrada. 

SAGRAMENTALE. Add. Sacramenta- 
le. Lat. *sacramentalis. Gr. /uLUSftxo'^. 
Esp- Vang. OperazioD di vita attiva , e 
cristiana si è ogni mislerìo sagramenlalc, 
comr il battesimo, e gli altri sagramcnli. 
Pass. 119. A lui solo, come a ministro 
della Chiesa , si dee fare la sagrameotale 
confessione. 

t SAGRAMENTALMENTE. Avverb. 
Sacramentalmente. Lai. * sacramentali- 
ter. Gr. /jl'jstuoj;. Med, Arb. Cr, 29. 
Quando si dice , che Crìslo e nelT altare 
sagramcntalmcnie, è a dicere , eh* egli è 
ivi veracemente. Pass. io5. Per la qu^lc 
confessione, segretamente, e sagramenlal- 
menlc falla, il prete come giudice cugno- 
scc, e discerne tulli i peccati. 

SAGRAMENTAllE. Sacramentare. 
g. Per Far sagmmrnto. Giurare. Lat. 
ittrarc. Gr. o'juvu'stv Tac. Dav. Ann. ^. 
qo. Sagramcntava Cornuto essere innocen- 
\c (il testo lat, ha adscverabat ). lìem. 
Ori. 1. 20. 59. Sagramentando di nuo- 
vo a Macone , Che ne fai ebbe Ang'--lica 
pentire. # Dnv. Sci^m pag. 8a ( Co- 
min. 1754) I' barone Poggclto ec sa- 
gramcniò che Bucero , se presenti', e iu- 
lernretc appresto Dudieo ec. , domandalo 
se ec, rispose: ce (P) 

« SAGRAMENTATO. Add. da Sa- 
gramentare. (C) 

* §• Cristo sagramentato, vate l' Eu- 
caristia. Ces. Vìi. Gonz. 106. Quivi eb- 
be Luigi grande agio di sfogarsi con Ge- 
sù Cristo sagramrnlaio. (C) 

SAGRAMENTO. Sacramento. Lat. sa- 
cramcntum. Gr. /jLvarn'piov. I^U. SS. 
Pad. I. 139. Lo quale aveva questa gra- 
tia, che conosceva le colpe, e i meriti di 
quelli che ricevevano le sagramenta . V 
ICsp. f iing. Ogni mislerio lagr^meniale. 
come il Battesimo e gU altri sjgramen- 

li. (IV) 

§. I. Per Ehcaristia. Lai. euchanstia. 
Gr. éwx«ft'oT»«- ^" SS. Pad. a. aa;. 
Perdonagli secondi^ il comandi meato di 



S A G 

Crifto, e poi vieni, e degoamenle riceri 
lo santissimo S.igrameDlo. E 268- Pregò 
Iddio, che quel fanciullo dovesse ritorna- 
re nella spezie di prima del Sagramenlo. 
E appresso: Trovo lo corpo di Cristo 
pure nella sua spezie del Sagramenlo. 

g li. Per Giuramento. Lat. sacra. 
mentum , iusìurandum. Gr. 5cs.o:,, Docc. 
Vii. Dani 246. Cominciaron ad aumen- 
tare le religioni, e colla fede di quelle ad 
impaurire i suggelli, e astrignere con sa- 
gramenlo alla loro obidienzia quelli li qua* 
li non vi sarebbooo polulì eoo forza eo- 
slrigncre. Sf^r. Fior. Art guerr. l. i^. 
Né alcuno d' infima fortuna pensò di vio- 
lare il sagramenlo. 

§. Ili Per Cosa sagra de* GeniiH . 
Oiid. Pisi. Eolo gliele fece torre, cl'io- 
Cnte sagramt-ota rivelo« (il testo lat. ha : 
raenlitaque lacra revelal). 

SAGRARE. Sacrare. Lai. sacrare. Gr. 
t'c^cù'. Fior. Jtat. Sagravano a lai tulle 
le porle delle case , e de* templi. 3Sae- 
struzt. 1. 36. Quando si sagra la chiesa, 
non si può dare più the uno anno di 
perdono. Dittam 3- l. Perocché qual s* 
intendo in Simon m^go, Per sagrare il suo 
libro lassù munta . "^ Tac. Dav. Germ. 
375. Sagrano boschtlli , foreste , ove ap- 
pellano per nomi divini quella incompreo* 
sibilila che adorano. (TC) 

-f- # §. I. Sagrare , parlandosi di fan- 
ciulla , tale Spesarla. Cecch. incanì, a. 
5. Or oltre, io son lisoluio: i' T arò, e la 
sagrerò a suo dispello. (i\) 

n* g. II. E per Con secrar il sangue di 
G. C. Sig. Fiagg. Moni. Sin. 95. Costoro 
non sagrano il corpo di Cristo al ooslro 
modo, anzi fanno il sagramenlo col paoe 
colto. (J\') Dav. Scism. 83 (Comin* 1764) 
Il quarto articolo fu, che nella corouaio- 
ne ri sagrasse ancora il vino di oeccssi- 

tJ. (F) 

•t * SAGRATINA. Detto per antìfr^- 
si, per Grande, Solenne , Eccessivo j ed 
è per lo più plebeismo usato per aggiun- 
to di Fame. Salvia. Fier. fìuon, 3. 4* 
II. Fame di quella sacrata; e la plebe 
dice : di quella sagratina (e i plebeismi 
non son da dispreizare del lutto in ma- 
teria di lingua , pi-rrhè danno de' lumi 
anche al parlar nobile). Dicono che quel 
sacra ^ detto per antifrasi, ec. (A) 

SAGRATISSLMO. Superi, di Sagralo. 
Lat. .tacratissimus. Gr. iipWTaTo'?. Filoc. 
5. 26Q. Non dubitò di contaminar le sa- 
gratissime leggi ira lui e Progne, di Fi- 
lumeoa surella, mairimonialmente roolral- 
te . Croi. Morell. 34l- O santissimo, e 
sagratissimo Padre , Figlinolo , e Spirilo 
Santo ec. , concedi al tuo pìccolo ser- 
vo ec. 

t SAGRATO . Add. da Sngrarej Sa- 
crato , Sacro. Lai- sacratus , sacer. Cr. 
t'sooV Maestruzs. a. 3o. 2. Il sacrilegi., 
si commette togliendo la cosa sagrata del 
luogo sagTJlo, ovvero la cosa non sagrata 
del luogo sacralo, ovvero rosa sagrala del 
luogo non sacralo. TV*. Br. i. 49* EHi 
(Geremia) fu profeta Ìo Gtadea, e fa sa- 
gralo, Oiid Pisi. 50- Si dice che tu an- 
dasti ncir isola di Colchi, e che tu face- 
sti arare li sagrali buoi dì Marie sansa 
porvi la tua mano. A' 67. Poni giù gì* 
Udii, e le sagrale cose, le quali lo U>c- 
rando disagri . l>ant. Par. j3. E cosi , 
figurando il Paradiso , Convirn saltar lo 
sagrala poema. Alam. (tir. 6. I"9. E 
lauto più , che il vero ho proprio dello , 
Come iu luogo sjgialo mai si soglia . 
# Borgh. f esc. Fior. 384' Ma non per 
tanlo , aocorchò non sagrata , erano pur 
come chiese tenute , chiamato ed adope* 
rate. (F) 

§. Sagrato, ostoluLim. detto in farsa 
di sust. , come iUlirarsi , o Stari iC 1 1 



5 A G 

Mgratùj a in sul sagrato, vagliono Riti' 
rarsi , o State, o simili , in chic su , ci- 
miterio, luogo sacro, o sagralo, o ininm- 
nt. i^r.i/ic. Sacch. nov. l\\- lo l'ho man- 
dalo a soiierrare io sacralo. Lnsc. Sihili. 
5, II. Se io uoii ne ìaccsiì patir turo la 
peoilenzj, iu non mi soUorrerei in sagra- 
lo, Alleg riin. 87. Inroiiiro u'bìrrì slare 
in iul sagrato •'.' l'arc'i Err Gto\>. 2Z. 
Disse a me fra mullc allrc cose, il Papa 
avergli detto che non volea sotterrarsi in 
sagrato, se n<in rìavea Firenze. (C) 

# SAGRATONA. . Lo stesso che Sa- 
gratina. Magaf. Leti. Bisogna veramenlo 
dire che sia fame, anti sagralitoa , quella 
de*ec. in materia di sentir lodi de* buc- 
cheri. (.4) 

SAGRÀZIONE. Sagra. Lat. consecra- 
tio, dedicatio . Gr. xaOiSi'wii; . Borgh. 
Rip. 3o6. Nella facciala di sani' Egidio 
ec. dipinse )a istoria della sagraziooc di 
detta chiesa . 

SAGRESTANO . C/i' e preposto alla 
cura deU:t sagrestia. Lat. atrditiitts , epdi' 
timus0tierophYlax- Gr . ic^syu'Àa^, vsw- 
*.ÒDOi . Bocc noe. g^. ^0- Il sagrestano 
nella chiesa entrò eoa un lume in mano. 
Pais. 1^9. Avresti in conosciuta una mo- 
naca gì'j sagrestana di questo monistero ? 
Ltb. Son 123. Paggetto sou ancor del 
sagreslanj. 

SAGRESTI'A . Lito^o nel quale si ri- 
pongono, r guardano le cose sagre, e gli 
arredi della chiesa. Lat. adytunt, sacra- 
rium, Gr. aoyrov, cepopvXa'xiov. Dant. 
/"/• 2^- (a giù son messo tanto , perch' 
l'fui Ladro alla sagrestia de' beili arredi. 
Maestruzz. 1. 2. Desi riporre colle reli- 
\\M\e in sagrestia in luogo sicuro y e re- 
ferente. Pass. Iji). Le chiavi della sa- 
grestia tu ritroverai in sull'altare. Din. 
Comp. 2. 54- Ruppono I.1 sagrestia , e 
la tesoreria del Pupa , e toljOBgli mollo 
tesoro . 

§ I. Per similit. Teol. mi,t. Ha in 
odio questa cosa così abhominevole , cioè 
ifae la mente, eh* e sagrestia di tutta la 
Trinità, ricc\a i libidinosi parlali. 

* g- li. Figuratar.i., per Cose snere. 
Santità. Menz. .%at. I. Rompcvan giova- 
oacci alla osteri.i ec. i deschi e i pialli 
Quei rh' oggi sptran lutti sagrestia. (l'J 

§. III. lìntrarc in sagrestìa, si dice in 
modo basso del Ragionare di cose sagre 
in mezzo a' discorsi profani. Lat. nnsce- 
re sacra projatrìs . Gr. Tip y^ oupavai» 
ava/ir/vùvai. Lasc. Streg. proU Io non 
voglio, che noi entriamo ora in sagrestia, 
perchè De il luogo, né il tempo lo richieg- 
gono. 

•f * SAGRETAMENTE. T\ A. Av- 
verb. Segretamente j Secretamente. J'it. 
S. frane, 206. Quando egli tornava dall' 
oraxione , spesialmente privata, cioè che 
solo avea orato sagrelamente, ec, (VJ 

•f SAGRETO. f\ A. Susi. Segreto . 
Lai- arcanum, secntwn. Gr. oi'ixóppfiXGV. 
Croniche ti . d' Amar. j3. Egli prese so- 
spetto , e Dou gli dicea i suoi sagreti . 
Buon. Tane- 3. l3. Non doveva saper 
questo sagreto . 

•f SAGRETO. ;'. A. Add. Segreto. 
Lit. inlimus t secretus. Gr. 6i/.iiótixto^. 
G. F". 6. ^2. 2- Concordandosi col suo 
Mgrelo ciamberlaQO (in alcuni testi a pen- 
na si legge segreto). 

•t *SAGRIF1CAME>'T0. Sagnf.zio, 
Salvia. Seno/, ltb. 5. pag. 92. ("Londra 
1757Ì Celebravasi una certa magnifica so- 
lennilà pubblica , che facevano i Rodiani 
al Sole , e processione , e sagrìficamen- 
10 , e mollitodioe di cittadini festeggian- 
ti. (.4) 

SAGRIFICARE. Sacrificare. Lat. sa- 
erijtcare. Gr. Upt^iiv. Vu. SS. Pad. 2 
395. Marivigliosseae molto, e ditegli che 



S A G 

sagrificasie; al quale rispuosc Eustagio, e 
disse arditamente: io adoro Cristo, e a lui 
solo sagrifico. Croitc^n-tf. d' Amai; 118. 
Volle che tulli i cavalieri sagrifica^sono 
agli Dei * Car. En. IO- 8 13. E per 
onore all' ombra Dell' Amico , e per 
vittima al grand'Orco Molti giovani uvea già 
destinato Vivi sagriGcar sopra il suo rogo.fZ// 

SAGIUFICATO Aid. da Sagrificare, 

* SAGlUFlCAZlO\E. Lo stesso che 
Sacrijtiazi.^ni: Ott. Coni, taf. 20. 3.>7. 
Li dcmonii hanno a tanto condotto gli uo- 
mioi, che s' hanno fatto adurare, e sagvi- 
ficare, siccome si conviene a solo Iddio 
Creatore; per la quale sagri6cazionc li detti 
dcmonii non solo hanno fatto peccare , 
ma ce. (t') 

SAGRIFICIO, e SAGRIFIZIO. Sacri- 
fido. Lat. sacrifìcium. Gr. lepiìov. l'it, 
SS. Pad. 2. 191. Una volfa andò dopo '1 
padre occultamente, quando andava a fare 
sagrificio all' idolo. È 2o!^- Andò lo 'ra- 
peradore al tempio a fare sagrificio api' 
Idoli, ec; e vedendo che Eust^igio ec. non 
faceva sagrificio , maravigliossene . Croni- 
cnett. d' Amir. 2. Mohipricò i preti e i 
sagrifìcii. Stor. Eur. 6 142- Otterendoli 
sopra lo altare scannati ed arsi in guisa 
di pecore due figliuoli suoi, che aveva, 
con orrore, e spavento grande di chiun- 
que scuti conlare un sagrifizio si misera- 
bile . Scgner. Pred. 17. 3o3. Vietò già 
Dio nella legge vecchia agli Ebrei, che non 
gli ofierissero pesci ne'sagnficii . ^ Lasc, 
rini. pag, 5. (Livorno 1799 ) Almo, de- 
stro, divino occhio del cielo (parla a Fé- 
bojf Del nascere e nudrire alla cagione , 
Pei sagrìfizii urail, che 'n Delfi e *a Delo 
T' olTerson già divote ie persone, Ti pre- 
go ec. (B) 

§ I. Per similit. Lise. Pinz, 5. 2. 
Dall' una hy avuto sei lire, e dall'altra 
questo anello , che proprio è stalo come 
aver fatto un sagrifizio. 

g. II, Sngrijìcio dell' altare, vale 3fes' 
sa. f'it, SS. Pad. 2. 239. Dobbiamo te- 
nere e credere che 1' anime dei defunti 
ricevano grande reauìa per lo sacrificio 
dell' aliar--. " 

* SAGRILEGIO. Lo stesso che Sa- 
crilegio. Oli. Coni. Par. 20 ^85. La 
cosa de'poveri non darla a' poveri è peccato 
disjgril gio. (C) Seg/nr. Pred 3. ',. Come 
dunque volete voi sospettare che Dio non 
prendasi a cuore l'offese vostre, mentre 
voli' egli fare tanto più caso del primo 
fallo operato a' danni del prossimo , che 
non del primo sagrilegio commesso ad onta 
dell* istessa Divinità ? (yj 

* SAGRISTA . Quel PreiUo che so- 
stii'ne le feci di Sigrestaao nel Palrzzo 
pontificio. Pallav. (A) 

f SAGRO. Sust, Nome d'una spezie di 
falcone. Miì. M. Poi» i38. Porla bene eia- 
quecento girfalrbi, e falconi pellegrini, e 
falconi sagri, in grande abbondaoia (qui 
in forza d' add. j. Tes. Br. 6. 12. Lo 
•sesto lignaggio è Io sagro , e quelli sono 
molto grandi, e somiglianti all'aquila, ma 
degli occhi , e del becco , e dell' ale , e 
dell* orgoglio aono simigliami al girfalco. 

g. Sagro , diciamo anche a una Sor- 
ta di pezzo d'artiglieria. Varch. Stor. 
12. 4^4" ^® menò seco assaissimi muli 
carichi di diverse robe , molte some di 
vettovaglia, cinque carrate di munizione , 
due sagri, e sei mezzi cannoni. 

3 SAGRO . Add. Sacro . Lai. sacer . 
V Tac, Dav. Germ. 3/5. Il proprio di 
questa genie è pigliare indovìnamenlo e 
consìglio da certi cavalli bianchi nutriti 
dal pubblico in sagri boschi. (TC) 

'^ g. I, T'ir Consacrato . Pass. 87, 
( Fir. 1726) Conviene che sia prete sa- 
gro (cioè, sagrato) e ordinalo, secondo il 
modo e *J rito della santa Chiesa . (V) 



S A G 



38S 



t^ §. il. Sagro » vale anche Che con- 
ciglia venerazio iC , rispetto , rex\-ren3a . 
" Iteli Man, 18, Mirate ornai, per dio, 
l'aNpctlo sagro, E il fronte, dove Ìl no- 
stro Sol s'oscura»»- Salvia, Annot. it'j .* 
L aspetto sagro, cioè che concilia ve- 
nerazione , rispetto , reverenza , come le 
cose realin.nite sacre E una casta belletia 
ha questa virtù , te, (B) 

t '■• §- l'I Sagro, presso i notomisti^ 
e aggiunto di MhscoIo, o di Osso e di- 
nota (^htel muscolo, o Quell' osso che sia 
nella parte inferiore della spina , e U 
seri-e quisi di base. JmperJ. Anut. qi. 
Questo paio di muscoli rircvono ì nervi 
loro, e sì dalle spine d' U* osso sagro , 
che è quello che in comunal significato si 
chiama codrione. E U2. Il terzo sotto- 
posto a questo chiamasi il muscolo sagro 
perchè nasce per di dietro dal codrione, e 
termina con vari tendini nella spina della 
vertebra dodicesima del tor.tre. E iSj, Ne 
viene poi l'osso sagro, detto così perchè 
nella spina e il maggiore di tulti; è lar- 
go ed immobile e coslituìsue la base del 
dorso ; ec- (Fj 

* SACROSANTO . A:l'r S.tcrosanto , 
Sacro e sinto , Lat, sacrosanctus . Gr. 
£:/.T£=t£tac^u£vo5 . F. alla foce SACRO- 
SANTO. (') 

SAIA. Specie di panno lano sottile , e 
leggieri. Qnad. Cont, A messer Tomma- 
so dei Mozzi e a' compagni portò Lapo per 
una pezza di saia d' Irlanda , per vestir 
della moglie d'Andrea. E appresso : Per 
braccia nove e mezzo di saia di Como, pre- 
sa per una gonnella della moglie d' An- 
drea. Ditfam. 4- 26. Siniilemente passam- 
mo in Irlanda , La qual fra noi è degna 
di fama Per le nobili saie, che ci man- 
da . Nov, ant. 5i. 3. Appresso gli calzò 
brune calze di saia . 

'I* §. Saia rovescia, è una Specie di pan- 
nina, detta anche atsolutam . Rovescio . 
Min. 3/(7/m. Panno col pelo annodato, com* 
h la saia rovescia, o il rovescio. (A) 

f ^ SAICA. Tcrm. di Marinerìa . 
Sorta di b.tstiinento greco, o turco. Bellin, 
Bucch. iSi, E '1 pensier gliel trasmise la 
lamaica loveuzion d'un piloto d'una sai- 
ca. (A) 

t SAIETTO. Dim. di Saio, Lai. *.7- 
giilum. Gr. layiov. Benv. Celi. Vii \. 
363. Una bella vestetla di ermisino pure 
azzurro, e un saietto del simile. 

SAI'.ME. /'. A- Lardo, Grasso strut- 
to . Lat. sumen . Gr, r,Tpo^ , Tratt. in- 
tend. Come Io saìme , e la grascia , che 
inforza , e nodrisce il fuoco , e accende . 
Pallad. cap. 17,86 l'omore crepasse per 
li sassi, logli pece, e saìme, ovvero sevo. 

5 SAIO . Salone . Lat. sagum . Gr. 
uayo; . Bern. rim. i. 69. Ch'io credo 
eh' e' manchi Pora cosa d'un braccio a 
fargli un saio. Galal. 16. Quando alcuno 
gentiluomo Vinitiano andava per la loro 
citta in saio. 

. Saio, era anche Una veste mili- 



tare di varii 



popoli 



ntichi , e singolar- 



mente dei Romani j più lunga della to- 
naca, aperta dinanzi, ove si congiungea 
talora Cvn una fìbbia, di panno grosso, la 
quale si scvrapponeva alle armi, e ad ogni 
altra veste. « Hern. Ori. 2. i.\. 63. Chi 
gelta r arme, e ehi si spoglia i sai ». Car. 
En, 8. 1026. Avean le i hiome , Avean 
le barbe d' uro : aveano i sai Di lucid* 
ostri divisali a liste, E d'or monili a i 
bianchi colli avvolti. (C) 

* SAIO>ACClO. Peggiorai, di Saio- 
ne . Segn. Stor, 9. 233. Correva tutto il 
popolo per la Via larga alle case de'Me- 
dici a vedere un miserandi) spettacolo , 
che era nel rimirar Baccio io sur un ca- 
valluccio, con unsaionaccio sudicio in doi> 
so, ec. (') 



9S0 



S A I 



SA10>£. ì'esUmento dei busto Cj'tjuai' 
ti lunghi , ma serve od uom solamente , 
Lai. santini. Gr cxyoi Cant. Cam. ^26. 
In camicu la siate Sé giuuca, e 'J verao 
io cullcLto . o ÌD giubliuoe , Benché certe 
brigale Trovimi ancor , che Io fanno io 
«aiooe . Buon. Tane, (\. 2. Creder po»o 
Col saion di d^mmasco (chi Io sa T) Di 
veuir aoch* i* a Fie&ol Potetlà. 

SAÌOK>À. Spezie di veste lunfja. Buon. 
Fier. ^. 2. 7. E de* giuvaai Domestiche 
spog1iazz£, e sforDÌnieDtì Disaiorue, gior- 
nee, guaroacche e robe. Tac. Dav. Herm. 
377. Vanno tutti in saiorne cuu fjb1)ie , 
o y mancandone, appuntano con spine (il 
testo Int. ha sagum). 

SAIOTTO . Salone. "Lui. sapum. Gr. 
GoCyoi- Lasc . Par. ^, 6. Apri la camera 
terrena, e fa* torre a Spinello il mantello, 
e quel mio saiotto da cavalcare. 

SALA. Stanza prtncipnfe , la mag-jiore 
della casa, e la più cimune, dove per lo 
più s'apparecchiano /e mente. Lal> aulap 
cotnacnlum , Gr. awi»; , Òet;rvi;7»;jiov . 
Bacc. Introd. 52. E ciò che al servigio 
della sala appartiene. E S'^. Entrati in 
una saU terrena , quivi le tavole meste 
videro. E nov. 4^- 8- Trovata la giova- 
ne nella sala , la presono. Frane. Sacch. 
nov. i52. Tolse gli a^iui, e mÌ&rgU nella 
stalla, e quelle coverte mise in una sjU. 

g. 1. Saia, V fl/ifAi? una Sorla d'erba, 
della quale, secca che sia, s'tntessono le 
seggiole , e Si Janno le veste a' Jiatclà . 
Lai. cyperoides laiifohum . Buon, Fier. 
L. I. il. Dalle cui teste assisi cran duo 
naìchi Vestili di tabacco , e non di sala, 
Sì cran neri^ e tulli sdruci, e toppe. 

§. II. Sala, disse corrottamente, in vece 
della, voce turca Allha , Rtcoid Mtitetp, 
alcap, 126. Il Soldino gli rendù a cheto 
Gerusalem , salvo che 'I tempio di Dio , 
che volle che rimanesse a guardia de'Sa* 
ratini, acciocché vi si gridasse la sala , e 
chiamasse Maunietto. 

§. HI. S-ìU , si dice anche Quel legno 
che entra ne* mozzi delle ruote di carri, 
catTOZZC , o simili, intorno atV estremità 
del finale esse gìr.mo . Lai. o.ns . Gr. 
a;o>v. 't * Cr. 5 61. !■ L'olmo è ar- 
bore noto ce. Del suo legno s\ (anno le 
travi ec; anche se ne fa sale. {*) Satvin. 
Georg, l. .'}. Vola la sala calda dalla for- 
za. F Eneid. l. 5. Si abbassan 1* onde, e 
il gonfio mar si stende Sotto la sala del 
cocchio che tuona. (F) 

* SALACCA . JSonte che i Pescato- 
ri danno ad un pesce dt mare simile al 
ragno , ma più compresso nella schie- 
na. (.1) 

* SALACE. Add. Che eccita libidine. 
Alain. CV/I. 5. 1 19. Or la salace eruca, e 
Tamil bietJ, E la morbida malva, ec. (B) 
Cocch. fu. Pilt.pag.5l. (Venezia 17^4") 
Itestìno escluse assolulanienle tutte le ma- 
terie vegetabili più sode , e più salaci e 
pungenti, e di maggior nutrimento. (Aj 

* SALAIUOLO. Colui ihe vende, o 
distrihitisce il sale. Instr. Cane, 72. 1 can- 
cellieri consegneranno questi libri ai sala- 
lUoli, o canovieri prcdcLli. F /B. 1 Cancel- 
lieri co'salaiuoli e deputali vecchi c^lcule- 
ranno tutto il sale che vcramcalc sarà 
avanzai». (C) 

•f * SALAMALECCHE , SALAME- 
LECC11K, e SALAMALECUA . / oce 
hatta , mata per lo ptù in ischerzo » e 
formata dall' lìhraica « Aiaho, salcm le- 
cha , che vile Pax libi. Salvin, Disc. 2. 
^35. Siilamalechi presso i Turchi e lo 
stesso r!iQ dire Pax liOi j donde abbi.im 
fatto il nostro Salnmalecche , cioè cirimo- 
uiuto '.aluto, e riverenza profonda. Maini. 
IO. ^\. Le guarda dietro Calagnilo , e 
grida : M' «vcisi detto almco salamelec- 
• bel LuQn, Fter. 2. 5. 5. Io aringo salilo 



S A L 

Si vide il baccalare imbasciadore. Che già 
per far le sue salameleccbe ec, Conipoocva 
itembijoii, or (•) 

t SALAMANDRA. Spi-eie di luce't^ 
la , siintU al ramarro , tutta pezzetta di 
nero e di giallo , alta quale e stato er- 
roneamente dagli antichi attrihuita la 
proprietà di vivere in mezzo alle fiamme. 
Lai. salamandra, Gr. exlv.ftylvòpv.. Petr. 
canz. 35- 4 '-*' '*^i* morte mi pasco, 
e vivo in fiamme; Stranio cibo, e mirabil 
salamandra. Bim. ani. yot. tac. | IO. La 
salamandra audìvi. Che dentro il fuoro vive, 
stando sana . Bemh. A sol 1. 26. Quale 
vive nel fuoco come salamandra , quale , 
figni caldo vital perdutone, si raffredda 
come ghiaccio. 

t ^ S- Salamandra acquatica, dtcesi Un' 
altra specie di rettile che ha la coda 
piatta , Compressa j una cresta membra- 
nota lungo il dorso, la quale nel matchio \ 
e dfnteli'iita j il corpo bruno , varialo di 
nero e cerulio j il ventre ginllo , o ros- 
siccio . È comune nei luoghi paludosi. 
Red. Oss, an. 7. Ho detto che non han- 
no piedi, perrht; nelle lureriote ec , uelle 
salamandre aquatiche , nclli stellioni ec. 
la borsetta del fiele trtiv.isi piantala tra 
i due lubi di-1 fegato, ed altamente radi- 
cala in uno di essi. ^.V^ 

SAL\MA^DRATO. Add. da Salaman- 
dra j Di salamandra . Fr. Jac. T. 3.6. 
33 Ocuorsalamandrato.Di viver si infucato. 
SALAME . Carne salata , come Pre- 
sciutto , Salsictiotto , Muitiidella , e si- 
mili. Lai. salsamentum . Gr. tcipt^Oi ■ 
Buon. Fier. 3.1. il. Tu porgi a me quel 
resto del salame. 

* SALAMELECCBE. F. SALAMA- 
LECCHE. (A) 

SALAMISTRA. Aggiunto di Donna, 
vale Saccenti'. Lai. pra^e solcrs , osten- 
tatrix* Celi. Sport. 3. 5. E chi fia stato? 
quella salantiilia dì monna Ginevra, che 
non mi volle nui bene? Tac, Dav. Post. 
426. Impara, qualunque se*, moglie strcb- 
bialricc, borbottooa, salamistra e gelosa ; 
questa postilla tocca a te. 

SALAMISTRAHE . Fare il saccente. 
Lat. scitum se estendere , o.*tentare. Gr. 
tv;; euouius ctTtooei^tv Tiotfioui . Buon. 
Fier. 1. 2. 2. Oh quanli uomini ho io 
veduti. Or maestri, or censori, or consi- 
glieri , Salaniistrar negli cserciziì altrui ! 
E 4- ^' ^^- Questa dunna mi pare una 
dì quelle Donne saccenti , che noi tro* 
viam spesso Per queste . o quelle case 
Far delle medichesse E delle faccendiere, 
Salamiìtrando. e che s' odon dir cose Da 
far muover a riso i pie del Ietto. 

SALAMISTREKIA. SaccenL-ria. Buon. 
Fier. Jnlr. 2. 3 Pormiam, dormiam pur 
noi: tutte son baie Le tal amiilr erte Dì 
quelle pestapepe. 

•t # SALAMISTRO. Saccente, Pre- 
suntuosello. Salvia. Fier. Buon. i. 2. 2. 
Salamisirarc , fare il saccente, il sapulo; 
da Salamistro, saccente. (A) 

SALAMOIA. Aiqiia insalata, per uso 
di conservarvi entro pesci, funghi, ulive, 
e simili* Lat. murta . Gr. à)/AT). Cr. p. 
86. 11. Lo quali (uova) ottimamente ser- 
bar si possono lungo lempo, se si terran- 
no tre ore nel sale trito, o nella salamo- 
ia, ec. Pataff. 1. E' ne fa gran burbanta 
e salamoia (qui Jiguratam.). Buon. Fier. 
|. 2. 3. In acque, in olii, in acidi liquo- 
ri. In salamoie, io ranni ec. Posson far 
traritaie ogni materia. Maìm. 8. 26. Por- 
gli fra sale, e uichìottro in salamoia. 

't <: SALAMOIA. Salamistra, Dot- 
toressa . Salvia. Fier Buon. 4- 5- )6- 
Salamiitrando, tacendo \c sicrenti, le sa- 
lainouc. Il* salamiitre Questi vrrbi . for- 
mali, di nuovo de nomi noli, son biztarri 
e comici (A) 



S A L 

*t # SAL.AMO.NCLN'A. Dim.di Salamo- 
naj Salamistra . Salvin, Fier, Buon. In- 
trod. 2. 3. S.ilamistrerie , voce comica- 
mente furniaia d^ Sa/amatra , che vale 
Donna saputa, quasi Salamoncina, (A) 

SALAMOIE. Lo stesso clte Sermone. 
Morg. i\. 66. Raggiata e rombo, occhiata 
e pescecane , La triglia ^ il ragno , e '1 
corcai salamone. 

SALACE. Asperger checchessia di sah 
per dargli sapore, o per consenario, Lat. 
salire , sale condire, Gr. ouu'^fttv. Bocc. 
nov, 76. 2. Tra 1* altre cose , che sa v 
ricoglicva , n'aveva ogni auno un porco, 
ed era tua Usanza sempre culà di Dicem- 
bre d'andarsene la m.glie, ed egU in tilla. 
ed ucciderlo, e quivi Urlo salare. PaBmd. 
Magg. (j. E quando e rassodalo in quelle 
strettoie , con sale irilo si sali non trop- 
po ( il testo lat. ha aspergere ) . Frmitc, 
Sacch. nov. 11)2- Avendo per così falla 
forma salata la pentola , the quasi man- 
giare non si potesse . E appresso : Se la 
seconda vulla avea mollo più saUto, che 
la prima , la terza salo beo tre |plaoli . 
SALARIARE. Dar salano. LaL sola- 
rium dare. Gr. ^atsà^v ^too'vai . Bocc» 
nov. ù5. 5. li quale , dove bea salariato 
fosse, |*er arte nigromaniica pruffrreva di 
farlo- Frane. Sateh. nof, 202 Mi mossi, 
come disperato , a taUriar quelle chiese 
che hanno sonalo per 1* anima della ra* 
gione , che è murta . Lab. 3lO. Forse 
speravi , potendole nelle braccia venire 
ec. , cosi essere salarialo , come fu già il 
cavalir-rc, di ctii di sopra parlai ( qut fi- 
guratam.). 

SALARIATO . Add. Che ha Molmrio , 
provvisione. Lai. stipendio, vel mercéde 
conductus . Gr. /j,»03WTSi'; . Cron. Veli. 
85. Perocché in quel tempo , e poi assai 
non a\ca il C'>muoe sa%ii salaiuti . S. 
Agoàt. C. Dt All'opere dutribuile, e par- 
tite tra loro , come couduiiori salariati a 
vettura ^ Pallav. Pe*J. C'rist. 1.6. Inorai 
sua minuta azione soggiace più d'ogni zoo 
salariato famiglio alle ferree leggi dì quel- 
la superba tiranna che ha nome usan- 
za. (DJ 

SALARIO, e SALARO. come talora si 
legge presso gli antichi . ^Jercede pattui- 
ta, che si dà a chi stTte» Lai. solarium. 
Gr. /jitgào';. Bocc. introd 16. Li quali, 
da grossi salarii e sconvcnevoli traiti, scr- 
vieuo. E nei'. 84' 4' ^^1^^* essere e Cin- 
te , e f.imtglio , ed o^nt cosa, e senza al- 
cun salario sopra le spese. E Test, pag 
I. Ancora voglio che essa di quello, che 
avere dovesse di sao salario di reHo da 
me, sia interantente pagala. Frane. Bari. 
298. l4- E non guardar se grande Sala- 
rio in lei sì spauiie. Cavale, FrutL lin^ 
Pigliano uficio e salano di pregare Iddiu 
per altrui. Star. Ptst. ^l. Elli Uberò I 
Comune di Pistoia dal salaro, che duvca 
per r i-flì- 10 della capitaneria. # /'*. / lU 
Fit. Tadd. 23. Ricrviudo pubblici lala- 
rìi , luogo tempo Ìn»4-gnò medicina io 
Bologna . (FP) Faich. Fir. Giov. ly. 
Dice che a ninno iocresceva di Clementi, 
pertbè avea oU'.-so tulli poncodo a* Preti 
derime, lilenriuK) i dm^n Hrgli ofisii, t 
levando il sal.111 

« § i. 7V/- it pt' 

l'uso dt una i - . /'ut- 7. 

Sia licito di prestare de' pagli per U fé 
sta di Santo Iacopo ■'Hrlton delle arti 
li quali SODO usali di i'Qrrcir li pa^li net 
la dicU Irsta col i-lan* usalo. Mi! M 
PoL 3r»3. Le ua\i i> t<>glioao per lo sa 
laro di roetcatanuc soluW, trenU p«K cen- 
to. (C) 

«S H Per Mi t cede in ' ' ' ' 

SS. Pad, 2. 3.^V Dielle . 
quanta pecunia. ijOUi per (.«i 
tato (l) 



S A L 

* SALASSARE. Ctvar sangue. Cavale. 
Specch. Cf. 172 Cominciò a farsi salas- 
Lire, t fecesi circonridere, e sparse il san- 
gue suo per noi. (l ) 

*r §. 1. Salassar la vena , vii/e lìu- 
caria a fin dt trarne del sangue. Iniperf. 
Anat. 283. L3 vena poi assillare sì divide 
Del suo princijtio , e uu) principio delle 
braccia ili duu rami insigni; il supcriore 
8 minore dicesi veii,i cefjlica ec. perchè 
ne* mali di capo suolsi salassare. (F) 

^ §. II. f;J in sig'iific. neiUr. pass, va- 
ie Bucarsi la vena ajfine di trarne del 
sangue . Segner. Prcd. 36. 6. Sì squar- 
ciju le vesti, si 5lra[)pano i capelli, si 
graffian le gote ; ed a fin di smorzare 
quella graud' ira clie stimano accesa iu 
ciclo, tutte salassansi acerbamente le vene 
con acute spine di pe^ce , facendone pio- 
vere largo sangue. (CP) 

•f S'It-ASSO . // cavar sangue . Lat. 
sangninis missio . Gr. oXE^OTOy-i'ot. . Cr. 
2. 4' 8. Perchè son forate presso alta ra- 
dice, imperoccbè quindi esce l'uniìdo su- 
perfluo, siccome uscisse per salasso, v Jm- 
perf. Anat. 281. Ciò si dee notare per lo 
salasso, o cavamenlo dt sangue nella plcu- 
rilide. (F) 

*p §. Salasso » oggidì è anche termine 
dai Alani scale hi, ed è il Nome d^llo S(ru- 
mento con lancetta da cavar sangue ai ca- 
vaili , ed altre bestie. (A) 

SALATO. Susi* Salame t Camesecca , 
Lat. saisantenlttnt . Gr. T^pt^Oi . Agn. 
Pand, 56 Se tu mauomellì il vino Ior- 
io, o '1 salato guasto , o qualunque altra 
cosa non buona a pascerne la famiglia , 
oiuDo sa farne riserbo , gettasi , versasi , 
niuQo se ne cura, cias<-uDO se ne duole. 

SALATO. Add. di Salare. Lat. sali- 
titi, Gr. aXisàst?. Jìocc. nov. ^O. 7. O 
por cibo salato che mangiato avesse . F 
nov. 5o. 10. D.Ualc un pezzo di carne 
salata. Li m^mdo con Dio. 

§. I. Per S.tlio. L.di. saLms, Gr. aXy.u- ' 
pòi. Tes. Br, 2. 3q. Io uu luogo è ella 
dolce, ed in un altro è amara, o salala. 
Alam, Colt. 2. 35. Quando niontaodo il 
Sol si lascia indietro 11 cornuto animai , 
ch'addusse Europa Deutro all'onde sala- 
te. Red. lett. 2. 93. I carnumi erano vi- 
vi , e uno di essi mi ha avuto a cavare 
un occhio , perchè schizzano ceri' acqua 
salata che cuoce. 

5 §. II. Costar salalo, si dice di cosa 
che si compri a prezzo carissimo . Lat. 
plurimi sibi emere, Gr. TtXet'ffTOU w'vsTff- 
aae TI. 

^ §. III. E Jtgurafam. di cosa che sia 
ternata di grandissimo danno. « Maini. 
7. 69. Ma quel, eh' hai tolto a me, la- 
dro assassino, Sion dubitar, ti costerà sa- 
lalo. (C) 

# §. IV. Salato, dieesi anche di Con- 
cetti , e vale Arguto. Set:n. Bell. Arist. 
123. Egli è ben morire senza aver com- 
messo nessuno errore ;cotaI detto non ha 
il salato ec. Ma il detto ha del salato e 
dell'urbano, quando ec. (qui inforza di 
sust.)- (FP) 

t SALAVO, r. A. Add. Sudicio, Bian- 
co macchiato^ e sudiciccioj contrario del 
Bianco candido. Lat. sordidus* Gr. p Jic/.- 
po'^. Guitt. lett. 25 6q. Laido, non lai- 
do già, ma bello laidìsse ; né reo si pare 
io reo , ma in buono troppo, come non 
pare in salavo drappo, ma in candido pa- 
re , e disparc forte , e grande , e più il 
laido. 

SALAVOSO. V. A. Add. Sporco, Su- 
dicio, Salavo. Lai. sordidus. Gr. pu-ti'j.pò^. 
Fr. Zac. T. 2. 2. 35. Che siasi quanto 
vuol r uom satavoso , Candido più , che 
ueve il la parere. 

SALCE. V. SALCIO. 

SALCETO. Luogo pieno di salcio Lat. 



S A L 

salictum. Gr. itsoj». Cr. 2. a6. 7. Il ter- 
zo è quel, dove sieno salceti ; il quarto, 
ove sia uliveto . /'.' 7. 5. 2. Se *i luogo 
sarà umido , e basso , e soluto , riceverà 
più convenevolmente il salceto , 1* albere- 
to , 1* ontano , e '1 pioppo . Tratt. ;^QV, 
fam. Non per le vìe maestre , ma per ]Ì 
spineti, pe' salceti, e pe' giuncheti voglio- 
no cautminare. 

§. Salceto, per meta/., vale Intrigo, 
Viluppo, Ginepraio. ì'^arch. EreoU 8. 
I quali si crcdeano, che voi ec. foste o 
presuntuosamente entrato in questo salce- 
to, o non senza temerità. ^I^ .!/.((/. /'Vnn:;. 
rim. buri. Ma V umor che &' incapa ne' 
poeti, Non vi par delle grazie oUin da- 
te, Se non s' entrasse in mille bei salce- 
ti. (Br) 

* SALCIAIA. Term. degl'Idrati- 
liei. Siepe assai bassa , formata per 

10 più di piccoli salci intrecciati per 
riparo degli argini , delle ripe del 

fiume j e per farvi deporre le torbi- 
de. (A) 

* SALCIGNO. Adi, Di salcio. « 
Malm, 7. 23 E vede all' ombra di sal- 
cigne frasche Fra le più brave musiche 
acquaiole ec. '>. Minitcc . ivi: Salcigne 
frasche. Frondi di salcio , albero nulo, 
che nasce e vien più vigoroso in luoghi 
paludosi. ( B) Salvia. Georg, l. ^. Guardigli 

11 guardiano de* ladri e digli uccelli Colla 
falce salcigna, il tutelare Nume, 1' El- 
lesponliaco Priapo. (F) 

*Ì' 5 §. F anche aggiunto di Lesnanie 
di mala qualità, e non facile a esver 
lavorato, e a pigliar pulimento, 'r Baldin, 
Foc. Dis. 139. iS'ii/c/g'/io, yi(/'/. Una qualità 
di alcuni legnami, come gatlice o gallerò, 
che non facilmente si pulisce, perchè il suo 
filo non cammina sempre per lo verso di- 
ritto, che però inloppa il ferro in varii ri- 
scontri, e invece di levarne pulita la super- 
ficie, alza in esso alcune fila, che s' alza- 
no e dividono dal pian-* a foggia del sal- 
cio. Questa parola salcigno è presa da 
alcuni per lo stesso che risconlroso ^ da 
quegli intoppi e riscontri, che trova il 
terrò per lutti i versi in esso le- 
gno. (B) 

t SALCIO , e SALCE. Albero, che 
fa ne' luoghi timidi, e paludosi . Lat, 
satix. Gr. t7t'«. Bocc. nov. 77. 3o. Col 
suo fante Ira salci ed altri alberi presso 
della torricella nascoso era. Tcs. Br, 3. 7 
Secondo che dimostra il giunco, o salce 
salvatico, e lutti arbori, che di umidore 
nascono. Alani. Colt. i. 12- Dal robusto 
castagno, e salcio acquoso. Dalla nodosa 
quercia, e d' allri multi Prenda Ì rami, 
dappoiché siau sfslegno Alle sue membra. 
E lL^. Vedi il popolo altero, il lento sal- 
cio. Seder. Colt, 35. Non è buono (a far 
pali) ne r alloro, né *1 fico, né '1 salcio. 
Tass. Ani. 1. I. L' orno per 1* orno , e 
per la salce il salce , E 1' un per l'altro 
faggio arde e sospira (qui ancht' in gen. 
fentm,, considerato come maschio e fem- 
mina). 

'f §. I. Salcio da legare , o Salcio 
giallo. Specie di salcio che st pianta 
lungo le fofse vicino a/I' acqua, e si col- 
tiva a capitozza, tagliando i virgulti che 
produce, i qu ili si fendono, e servono 
per legar le vite, i cerchii delle botti, ed 
altro, e per farne ceste, graticci , oc. 
Lat. salix vitellina. (A) 

-\' § II. Salcio Davidico, Salcio di 
Babilonia, e volg. Salcio che piove , 
piangente. Specie di Salcio che prestissi- 
mo cresce, i cui lunghi, e sottili rami 
sono pendenti, e fragilissimi . Lat. salix 
babilonica. (A) 

g HI. Far mazzo de' suoi salci, ^gu- 
ratam. vale Andar pe' fatti suoi. Badare 
a se, simili, Lat. rem suam ogere , 



SAI. ggl 

sibi attendere, Gr. éaurw irpoos^^si-^ . 
Morg. i3, 5^. Io feci presto mazzo de* 
'mei salci, Che lo star quivi mi parve 
disagio, 

SALDA. Acqua in cui sìa stata di- 
sfatta gomma, o altre materie viscose 
e tenaci, con che sì bagnano i drappi . 
e simili, per far-^li staro incartati, e di- 
stesi, hai. ferrum^n, Gr. cuvaov)'. 

§, Salda, è anche Acf/iia in cui sia 
stato disfatto amido, e serve per tener 
distesi, e incartati i panni lini fini, le 
trine, e simili. Lor. Ned. canz. G3. 17. 
E ben buona a dar la salda Qualche pò* 
di gelosia (qui per nietaf), 

u' SALDAMENTE . Awerb. Ferma- 
mente, Sta'ul'ucnte. Lat. firme, fìrmiter, 
Gr. xxpTspoii. Salvin, Disc. 3. 58. Ma 
impressa tieula neir aoimo saldamente. (') 
Maur. rim. i. J27, Nuovo vi parrà 
cerio il mio suggello, Ma non, se mire- 
rete saldamente Quel che scrìvendo altri 
poeti han detto. (B) 

SALDAMENTO . Il saldare . Lai. 
contolidatio, femvìiinatio . Gr. cuvaoij* , 
Cr. 8. 6. 2. Con cera , e con loto si 
turi il pertugio, acciocché '1 sole , o *I 
vento, o la piova non impedisca il suo 
saldamenlo . E ^. Si. i. Si tagli colla 
rosetta tanto dell' unghia intorno alla fe- 
rita, che l'unghia non calchi la carne 
viva, né ancora la tocchi; imperocché, 
se la toccasse , sarebbe impedito in tutto 
il suo saldamento. 

§. Per Saldo. Lat. exaeqiiaiio. Gr 
e?t'5W5t5. D. Gio. Celi. lett. 16. Credo, 
che per sua cortesia esso ha voluto indu- 
giare il saldamento di vostre ragioni. ^ 
Cron. Stria, 118. Allora rimase a dare 
Cambino ad Alfieri fiorini d' oro 80 , o 
poco più, o poco meno j credo che fosse 
questo saldamento nel 1297 , od io quel 
tempo ; e ciascuno di loro ha la sua scrit- 
ta per memoria. (J') 

SALDARE. Riunire, Riappiccare , e 
Bicongutgnere le aperture, e fessure } e 
si dice più propriamente, che d'altro, di 
cose di metallo, di ferite, e di piaghe j e 
talora vale semplicemente Unire, e Ap- 
piccare le coie che erano per lo innanzi 
disgiunte, Lat. ferruminare, snlidnre. Gr. 
cuvaTTTitv. Cr. 1. 9. 1. Se si menerà 
( l' acqua ) por condotto murato , sì si 
dee saldare il canale , acciocché V acqua 
non possa scorrer per le fessure. E nvm, 
3. Innanzichè vi si volga il corso dell' 
acqua, vi si dee metter favilla mista, che 
Con alcun liquor vi discorra , acciocché , 
saldi, e incolli i doccioni, se avessero al- 
cun vizio. E 5. 20. 12. Avicenna dire 
che le pere salvaliche secche hanno pro- 
prietà di saldar le ferite Petr. canz. 36. 
l^. Prima che medicine antiche o nove 
Saldin le piaghe ch'i' presi 'n quel bo- 
sco. Sen. Ben. Varch. 6. 27. Noi ci al- 
legriamo bene che ella sia saldata ^/rt fe- 
rita J ; ma vorremmo nondimeno non a- 
verla avuta. 

*r g. I. Talora si usa in signìfìc. neiitr. 
J'it. S. Gio. Jìal. 227. Il ferro quanto 
più si b.ilte, meglio salda, ed è più for- 
te. (V) Red. Esp. nat. 99. Le ferite ec, 
grandi non ho mai trovato, che saldino in 
ventiquattro ore , e che perfettamente 
rammargmiuo. (C) 

J^ %.U. Saldar a calore. Ved. CALO- 
RE, §. I. (D 

g IH E figiiralam. Pass. 85 Quanto 
il cuore è più rollo, e Irilo da questo 
dolore, tanto Iddio più l'accetta, e più 
il salda, a mettervi il tesoro e il dono 
della grazia. Pclr. canz. lì. 3. Per te 
spera saldare ogni suo vizio. 

5§. IV. Saldare raqinni, o conti, vale 
T'edt-re il debito, e credilo, e pareggiar- 
le. Lat. subducere, exaequare raliones, 



9iJ* 



S A L 



pulare rationem, paria/acrre, tramigere. 
Gr, loyi'^isSai. Petr. son. 262. E per 
saldar lo ragion nostro aoiicbe Meco e 
col fiume ragiooanJo andavi- Ca/, Sist. 
221, Mi quitterel>l>e, quando mi fosic 
kaldjlj tjuclla partita del muoverli il mo- 
bile por doppio spazio del passalo, ce 
(aui f-r stotilU }. Tac. Dav. Vit. y^^r. 
398. Saldale il conto delle imprese, sug- 
cellate con questo giorno il ciaquanlcsi- 
tno anno (il testo lai. Ad.* traosigite cam 
expcdìlìoDÌbus). 

# %. \. E /ì^uratam. <- D. Gio. 
Celi. leu. 16. lo il piicgo, gli piaccia, 
che al saldare de* vostri conti vi troviate 
avaniaio. Doez. J'arch. 2. 3. Vuoi tu 
dunque venire acconti colla fortuna , e 
ftildar seco la tua ragione » ^ (C) 

g. VI. Saldiìie , per Ultimare, Ter- 
minare. Lat. rem conftcere , perjicere . 
Gr. aTTOTeJeiv. Maini. 8- 5o. Cosi non 
U saldò già Martinazza. 

SALDATO. Md. da S-i'dare . Lat. 
JerruminalHs. Gr. ouviO/A/zevo;. Zibald. 
Andr, 93. Le piante e le stelle sono 
dello fermamenlo, e lo fermamcnlo i; di 
loro, e tutti imiemc sono legali , e sal- 
dati (cioè, uniti). Bui, Inf. 28. I. Colla 
spada, che tiene in mano, a ciascuno ri- 
fende la sua piaga saldata. Lib. Asirot. 
Guarda che non &* arcoslino molto al 
fuoco li luogbi saldati; elio, se tu non le 
guardassi , guastcrcbbotiìi le parli che 
sono appresso delli luogbi della saldatu- 
ra. Sag^. fiat. csp. 98- Dopo averlo in- 
«erilo neir anello ce, saldato a un fcr- 
ruzzo. Sen, Ben. f'arch. 6. (\. Onde tu 
che cri come creditore venuto (saldato il 
ooulo), le ne parti debitore (qui nel si- 
gnifc. del § IH. Ji SALDARE). 

g. Per Insaldato , Che ha avuto la 
salda, Malm. 6. ^5. Fiorita è la tova- 
glia, e le salviette ec. Saldate colla pece 
e in pii-ga stielte, Infra le chiappe slate 
de* demoni. 

* SALDATOIO. Term. degli Jrtif ti. 
Strumento per saldare- (A) 

-J- SALDATURA. /,* azione del salda- 
re, o l* Effetto di questa azione, ed an- 
che V Luof^o sald'iio. Lat. Jeriumtnatio, 
compaijes, cicatrix . Gr. rsovoif/i. Lib. 
jislr. Quella saldatala sia con islagno, e 
ben fatlu. E altrove: Guarda, cbe non s* 
accostino multo al fuoco li luogbi salda- 
lij che, se tu nou le guardassi , guaste- 
rcbbonat le partì che sono appresso delli 
luoghi della saldatura. =^ Bmv. Celi. 
Ore/. ^^. Ogni volta cbe si ha da sal- 
dare è necessario metti'te sopra la salda- 
tura falla un poco della delta lega . 
Magai, leti, scicnt. |38. (Fir. 1721) In- 
uldata cuu esse una porcellana ce. in 
iiiun luogo sono meno soltoposli a rom- 
persi che nella saldatura. (C) 

f g. 1, Saldatura, di(\-si anche delle 
ferite, o pinghe. Mor, S. Greg. 9. Bg. Le 
margini non sono altro, se non le salda- 
ture delle ferite. 

f §. II. Saldatura, si dice anche alla 
Materia con che si saldino i metalli, che 
è un Composto di sei corali d' 010 fine, 
e un carato e mezzo tra rame, e argento. 
Lai. Jerrumcn. Gr. ouvaj»»]' ^ Bcnv, 
Celi. Ore/', ^3. Pigliasi sei carati d' oro 
6ne e un citalo e mezzo tra rame e ar- 
gento fine re. : la qual saldatura ce, fra 
gli orefici è t-hi:ii)i:ila lega. (C) Sagg. 
nat. esp. ì,\l. Lo squarcio principiato 
nell'argento della saldatura tirò innanii 
per r oro ancora 

•f '^ §. in. saldatura di terso. Un 
comporto di due once d'argento e una di 
ra-ite. Setve per saldurr, sopra piastre d' 
mrgent> , ogni sorta di Jìlo , e per ram- 
marginare. Benv. Celi. Ore/. 27. E ne- 
jECuario ancora di provvcdcro latdalura di 



S A L 

terzo , che cosi viea delta , perciocché li 
piglia due once d' argento e uua di ra- | 
me. (I') 

^ g. IV. Saldatura di ottavo. Composto 
d' un' oncia d'argento coli' ottava parte di 
un' oncia di rame , con cui si saldano i j 
pezzi delle figure, e i vasi d'argento, /atti 
di cesello. Biildin. Voc. dis. (B) 

"^ §. V. Saldatura di rame arso. Una 
saldatura per figure di metalli, perù de- 
bole assai, e di poca durata. E adoperata 
a saldare in argento j guasta il lavoro , 
perchè vi lascia una certa qualità di non 
ammettere, in quel luogo dove e stato il 
rame arso, saldatura d'altra sorte. Bai- 
din. Voc. dis. (B) 

•f SALDEZZA. Astratto di SaldojSta- 
biliià. Fermezza. Lat. stahilitas , solidi- 
tas , Jìrmitas . Gr. oTK^ipÓrrsi . Pallad. 
cap. 6. Per conservare la saldezza , e ma- 
grezza della vite. Lor. Med. rim. 88. Non 
colonne marmoree in altezza Reggon le 
picciolette e bjsse mura Dello edificio ; 
non gli dà bellezza Pietra di gran saldez- 
za, chiara e dura. 

g. I. Per metaf. Lai. Jìrmitas , con- 
siantta. Gr. c'uoTctàeta . Mor. S- Greg. 
Rimuove dall' atto virtuoso ogni saldezza 
di temperanza. Cavale. Med. cuor. Il terxo 
effetto della Iribulazione si è, cbe dà for- 
tezza e saldezza , come il fuoco materiale 
indura la terra, e cuoce, ^ Pallav. Stil. 
5q Come Enea, bencbè ce. spargesse la- 
crime ec. per le querele di Didone, tulta- 
Tia ritenesse un* eroica saldezza dcU' ani- 
mo. (FPJ 

f * g, II. Rispondere , cimili, in 
saldezza, vale Risponder da senno, in sul 
sodoj ma è maniera antica. Lat. *erto re- 
spondere. Vit. S Eufrag, l63. Quantun- 
que ella dicesse per giuoco , questa ri- 
spondeva pure in venUdc , e in saldez- 
za. (V) 

•f * §■ \\\. Saldezza, per Massa d' un 
pezzo di pietra, o simile, Benv. Celi. Ore/. 
j^O. Ma sircome di quelle (pietre) si 
trovano saldezze glandi, di questa il me- 
desimo non interviene , perciocché picco- 
li sono i pezzi cbe si ritrovano di e^* 
SP. (l) 

SALDISSIMAMENTE. Superi, d, Sai 
demente. Lai. fìrmissime, constaatissime, 
Gr. aTEpEajTaTK. Boez- f'arch. 5. 6. lo 
ti confesserò una cosa , la quale è Lene 
saldissimamente vera. 

SALDISSIMO. i'M/jer/. A\y(iWo. Lat./r- 
missimus, soUdissimus. Gr. oreptuTCtTO;. 
Bocc. nov. 63. 4- Conciofosiccosachè ella 
si fosse molle volte accorla, cbe Arriguc- 
cio assai ad addormentare si penasse , ma 
poi dormiva saldissimo , avvisò ec. ( qui 
in forza d' avverbio , e vale Profondissi- 
mamente). Sagg. nat. esp. S\. Sul quale, 
oltre alla legatura saldissima, si possa in- 
torno intorno stucrarsul braccio l'orlo della 
vescica frioìsslabilissima, fortissima). //or^/i. 
Fir. dis/. 256. Non fece già così il Sigo- 
nio, uomo di saldissimo giudicio (cioh, ta- 
oissimo, savissimo) 

SALDO. Sust. si dice il Saldare del- 
le ragioni, e de' conti. Lai. transactio. 
Malm. 3. 61. Col fine, e saldo d*un Buon 
prò vi faccia Ha dato un frego a tulli i 
debitori. * Instr Cane. 66- E al saldo 
delle ragioni dc'Camarlingbi e Reiteri , 
slicno mollo avveduti confarsi produrre, 
per rivedergli e riscontrarli lutti gli ori- 
ginali delle suddette licenze. (Cj 

g Onde Par saldo, che vale Saldare 
e Pareggiare i conti. Lai. consolidare ra- 
tionrs, putare rationes, exaequttre, tran- 
sigere. Cr. Xoyt%t9^»i. Buon, Fier. l\. 
5 23. Min lutto quanto (il danno ), àt- 
eo, mio, che feci II saldo mio col peg- 
giorar la lira. 

3 SALDO Add. Inter», Senta rottu 



5 1 L 

ra. Lat solidus, integer. Gr. QX6>ÙT,p6i. 
Dani. in/. \\. Vide sovra lo sno stuolo 
Fiamme cadere infioo a terra salde. Bocc. 
nov. 60. 19. Cosi intero, e saldo, cometa 
mai. E nov. 62. II. Il doglio mi par 
ben saldo. Alam. Colt. 3. 57. Truove ì 
saldi, odorati, e freschi t^ì. Ch'esser ri- 
cello denno al suo liquore. 

# g. L E figuratam. m Petr. «om.3ii. 
Morte ha spento quel Sol eh' abbagliar 
suolmi, E *n tenebre son gU occhi ioten 
e saldi«. (C) 

g. 11. S.ildo, per Palpabile^ Sodo. Lai. 
compactut, soltdui. Or. srescV^. Dani. 
Purg. 21. Trattando l'ombre come coi» 
salda. Bui. ivit Come cosa salda, cioè co- 
me cosa Solida e palpabile , come è la 
corpo. 

g. III. Saldo, per Massiccio Lai. soli- 
dus. Gr. artppÓi, òtorg. \^. 19 Vogliam 
per sempiterna tua memoria Un simulacro 
farti d' oro saldo. 

# g. IV. Saldo, vale anche Che resista 
a'coipi. Bue. Ap. 2'Ì3. Alcuni ec. Tengo- 
no ferma la candente massa, E la hvol- 
gon su la salda incudc. (C) 

g. V, Saldo, per Sano* Lat. tanus, Gr. 
JyiKì';. Pecor. g. 25. nov. 2. 223. Per 
alcuni si disse che egli giacque con una 
donna, non essendo salda ; appresso ne 
morì a'dì g di Novembre negli anni di 
Cristo 1285. 

g. VI. Saldo, per Fermo, Costante, 
Stabile. Lat. stabilis, Constant , Jirmus. 
Gr. ira^tpói. Dant. Par. 4- Ma cosi 
salda voglia e troppo rada. E 22. Qui 
soo li frali miei, che dentro a* cbiostri 
Fermar li piedi, e tennero *l cuor saldo. 
Petr. son. 232. Won seguir più pensier 
vago fjUace, Ma saldo, e cerio, eh' a buon 
fin ne guide, Bocc. nov. 57. t\. Domandò 
con fermo viso, e con salda voce quello, 
che 'egli a lei domandasse (cioè, ardila, 
e s- nza paura ) . # Benv. CeU- Race. 44- 
(fin. 1828 ; GìUasi al fuoco con salda 
intenzione di non mai più scrivere. (C) 

# g. VII. Saldo, detto di cosa, vale 
anche Che dura. Che non si stanca. Cas. 
son. 9. Correr veloce, e eoo beo salda 
lena. (FP) 

# §. Vili. Mettere in saldo una cesa, 
vale Chiarirla, Trovar le prove che sta 
tale quale altri la crede. Pros. Fior. Bar- 
gh. Leti. 4- 4 ^^' ^* ^°° riaoluto di 
mettere in saldo tutta questa parte della 
nobiltà nostra, cosa che tra molli capi è 
diflEcile. E 239. Se trovate la disceoaeo- 

' za di quel Beucivcnoi dì Simone ec. are- 
le messo in saldo la maggior parte. (C) 
g. IX. Star saldo, vale Star fermo j 
che talora si usa anche assofutam. Sal- 
do, col verbo sottinteso. Lai. quicjcere* 
Geli. Sport. 4. 3. Ma sia salda, non ser- 
rar l'uscio, eh io veggo venir di qua Ghi- 
rigoro, che torna a casa. Circ. Geli. a« 
39. Ma sia saldo ; parlerai un poco cou 
quella serpe, che viene allraversaodo U 
strada inverso noi. Bern. Ori. 3. 5. ^7. 
E con parlar discretamente altiero Giiuò 
saldi, signori; io lon Ruggiero. 

# g. X. Star saldo, vale anche EiSer 
vero. Eiter fondato su solide ragioni. Se- 
gnar, Pred, Pai. Ap. 5. l3. Pare che s< 
sta saldo qit«^to si è da noi divisato fino 
a quest'ora, sia cosa tcrribiliitìma il snt- 
toporsi a qualtisia obbligaai'^oe di core 
pubblicbf, sprcialmenla spirituali. (TC) 

# g. XI. Saldo, in /orza di lust., ra- 
le Fermezza, Costanza. Pass. 2^9 Ogni 
uomo, che vive in questo mondo, k tolta 
vanità ; chi' non ci ha Diente di taMe , 
o di stabilità. (D 

» g. XII. Saldo, pure In /orsa rfl *«- 
st., per Serietà. Giavità. proi. Ftor 
Borgh Leti. 4 4* '75- E ^'^ primo, avrò 
do aalls materia coDgiaoto il uldo. t U 



S AL 

scherio insieme, pare che di nccessili ab- 
bia accoppialo la medesima qu.iliti nel 
filo dell' oraiione. (C) 

# g. XIII. Onite Hecarsi sui saldo, 
vale Recarsi sul grave, sul .\erio,si<i nel 
parlare, sia neW operare. Car. Bett. 
jirist* lib. 3" e. l8. Bisognando, come 
dice Gorgia, quando l'avversario si reca 
ÌD sul saldo, knijcc;irlo col farsene beue; 
« quando egli bclTt-gj^ij, col laido» e col 
Tero fermirlo. (M) 

# %.'ìi.i\. Sul saldo, posto avveri,, vale 
Da senno. ò\tlv. Av^ert, I. 1- l5. Come 

Ju mai, che par delio da beffe ce-, da fra 
Giordano fu pure usato in sul saldo. {Vj 

# §. XV. Sture in sul saldo, va'e 
l'ondarsi in huone ragioni. Dtp. Decani. 
5"^. Cbi ci volesse sopra solliliizare ec. , 
gli terrebbe per avveolura fallo d'imma- 
ginare qualche sen&o cbe in apparenza 
arcbbe onilira di verisimile, a slare pure 
in sul saldo, ben considerato ec. (f) 

§. XVI. Saldo. /ter Saldato. Pareggia- 
to. Tac. Dav Anu. i8. l66. Vero è . 
che egli aveva pattuito che, senza rivedere 
i conti suoi pubblici, s* iolendess'ero saldi 
e pari ( qni ti testo latino ha : paresque 
ra^iones cum rcpublica haberet ). 

SALDO. J^-v,rb. Solidamente, Con sal- 
dezza. Lai. finniter, slafiififer. Gr. st£- 
pEW^. Pctr. son. 83. Che *u nulla parte 
si laido s'intaglia, Per far di marmo una 
persona viva. E cap. i. Che mai più saldo 
io marmo non si scrisse. 

■J- SALE. Uno de'primi componenti di 
tutti i misti, da' quali artificialmente si ca- 
va, ed in particolare dalCacqua marina.per 
contlimeato de^ cibi, e per preservar le co- 
se dalla putrefazione. Lai. sai. Gr. à>;. 
M. y* 8. 83. Sale, che trovarono alle sa- 
line di Cervia insaccato ec, sanza alcuno 
coDtasto levarono. Cr. ^. qi. io. Prendi 
ooa pierla mano di sale bianco, e tre uova 
fresche, Ott. Coni. Inf. i\, 268. Così de' 
salì, così degli allumi, e de*metalli . pit. 
SS. Pad. t. 67. Li primi tre anni non 
mangiò altio, se non una certa misura di 
lenticchie ec, e gli altri tre anni pane ari- 
do, cou acqua e sale. 

§. 1. Saper dt sale, v^ile Saper d'amaroj 
e si usa anche figuratam. per Dispiacere. 
Dant. Par. 17. Tu pr^overai si come sa 
di sale Lo pane altrui. Ciriff". Calv. \. 28. 
E tristo a quel che sua vivanda assaggia , 
Cbe la bocca quel giorno cuocerassi , E 
uprà dir come ella sa di sale. 

§. lì. Sale, Sali, si dicono ancheQuel- 
le particelle saporite, e acri, die si cava* 
no in vai'ie guise da tutti i corpi. Lat. sai. 
Gr. aX^. Sa^g. nat. esp. i'^- Anche il 
zucchero fa qualche cosa, ma non molto in 
comparazion del sai comune, del salnitro . 
e del sale armoniaco. E 228- Nei lapilli de' 
salì attraggono, come da alcuni è stato 
scritto. 

■j- §. IIL Sale, per metonimia, sipren- 
de talora per lo Mare, dali*esser salso , 
siccome anche i Greci e i Latinijomle Vir- 
gilio disse : spumas salis. Dant. Par. 2. 
Heller potete beo per 1' allo sale Vostro 
navigio. Jìut. l'i-i .-Per l'alto sale, cioè per 
lo profondo mare della mia poesia. 

"t §• IV, SaWt per metaf., vale spesso 
arguzia, D^tto grazioso, e leggiadro, Lat. 
saìes. Gr. a^sTìTy^us;. Albert, cap. 2. 
Li tuoi sali, ovvero riprensioni, sieno sen- 
ta denti. Maini, 8. 26. Perchè ognuno è 
distinto in un sonetto , Che '1 poeta ha 
ripien tutto di sali. 

* §. V. Sa^e della discrezione, chia- 
m-ino gli Ascetici Quella moderazione che 
dettesi usare nel sacrifizio del proprio 
corpo. Segner. Scnt, Oraz. 80. IMeglio è 
che nel sacrificio de'nostri corpi , il sale 
della discrezione ce. sia piuttosto poco 
che mollo. (TC) 

Vocabotaiio T IL 



S A L 

g. VI. Sale, p-r metaf., vale Senno, e 
S-ìviezza; ed è d>'tto per lo più in ìscfirr. 
zo : C"sl si trova presso l Latini sai m 
sis:nljìc. di Sapienza j onde Marziale dis- 
se: Nulla in tam magno corpore mica sa- 
lis. lìocc. nov. 32. ip. Siccome colei che 
poco sale aveva io zucca. Jìellinc. son. 
167. Son tulle oppinioni I be' capei ; cer- 
cate sale in zucca, Perch' Àssaloa morì 
per la parrucca. 

§, VII. Onde Pigliare il sale, che fi- 
guratam. si dice deW Acquistar sapienza, 
perizia di checche <sla, 

%. Vili. Dolce di sale, vafe Sciocco, 
Scimunito. Lai. insulsus. Gr.KVKi'jSfviTo;. 
Bocc, tiov, 32. Il- Donna zucca al ven- 
to, la quale era, anzi chn no , un poco 
dolce di sale, godeva tutta, udendo que* 
ste parole. Galat. 5o. Non sono dunque 
da seguitare i volgari modi , e plebei di 
Dioneo ec, né fingersi mallo , né dolce 
dì sale, ma a suo tempo dire alcuna cosa 
bella e nuova. Malm. 2 76. Ma non. fu, 
quanto lui, dolce di sale. 

§. IX. Manicarsi l* un l'altro col sale, 
vale Volersi mal di morte. Odiarsi scam- 
bievolmente. Tac. Dav. Ann. i^. i83. 
E sarebbunsi egli, e Agrippina manicati col 
sale (qui il testo lat. ha: mutuis odiis 
Agrippinae iovisus ). 

* g. X. Prestarsi il sale. V. PRE- 
STAUE, §. X\\,(V) 

§. XI. Apporre al sale , si dice del 
Biasimare qualunque cosa, per ottima che 
ella siaj cbe anche si dice Apporre al so- 
le, alle pandette. J'ed, APPORRE, g. 
XI. Salvia Pros. Tose. l. ^<il. Se su 
questi piccoli fuochi dì giovani ingegni ec. 
vi soffia vento , per cosi dire, d'invidia, 
spirilo non so quale d' apporre, come 
si dice, al sale, cui Platone cbi.imò corpo 
a Dio caro, quelle faville marciscono. 

-J- §. XII. Jn questo paese ci farebbe 
il sale., si dice per esprimere la ferii- 
lilà del luoso di cui si parla. 

5 §. XIII. Senza mettervi su né sai, 
né olio, sinulij modi bassi, che vaglia- 
no Presto, Subito, Senza replica , o dif- 
fìcullà. Lat. nulla interposita mora. Malm. 
3. 28. Subito accetta, e siede in alto so- 
liOy Senza mettervi su, ne sai, ne olio. 

"^ §. XIV. Non ci bi.iogna su ne sai, 
ne olio j dicesi proverbialm. di Cosa com- 
piuta , alla quale non manchi nulla. » 
Buon. Tane. ^. 4- La ci ha dato la man, 
l'è obbrigata: Non ci bisogna su ne sai, 
ne olio. (C) 

f 'Il g. XV. Non ci metter su ne sai, né 
aceto j dicesi in proverò, di Cosa della 
quale non c^tmporti nulla, o per la qua- 
le non daremmo un passo. Menz. Sat. 7. 
O muse, o sommo Apollo, è questo il se- 
gno Di nobiltà? or fa' per me un decre- 
to, Cbe privo io sia di così illustre pe- 
gno : E non ci metto su ne sai, né ace- 
io. (V) 

# §. XVI. Sali, si dissero anche dai 
òTedici Certe affezioni morbose che per lo 
più vengono alla cute, delle quali opina- 
vasi essere cagione una sostanza salina 
prevalente, sparsa nel sangue e mescola- 
ta cogli umori animali. Red. leti. I. lO-'f- 
Il rimedio dunque si è di procurare ec. 
di temperare e raddolcire 1* acrimonia del 
sale dell' urina, con la buona redola di vi- 
vere. £" appresso : Primieramente tutti ì 
moli di corpo violenti si debbono sfoggi- 
re , perchè in questi ci svapora molto u- 
mido fuor della corporatura, e per con- 
seguenza ì fluidi nostri rimangono più 
ricchi di sale. (C) 

•f SALEGGIARE. Asperger di sale , 
Insalare. Lat- leviter sale asprrgere , 
Salire. Gr. TyT9òtf aAi^etv. Stor.^ Tob. 
Arrosti I* altro rimanente del pesce , e 
saleggiaronlo , perchè bastasse (T cdiz. 



S 1 L 



99J 



di Livorno I799 a pag. 21- Ifgfie , e 
saleggiarolo,sìcbc bastasse loro tanto che 
giugnesscro in Rages, ce). 

SALEiNTE. Saglirnte. Lat. ascendens. 
Gr. àva^at'wwv. Cr. 4. 48- l4' '' '^"™* 
mo (del vino) salente dello stomaco nuo- 
ce al celabro, e la mente percuote. Fr. 
lac, T. 7. jì. Contemplo in la mio 
mente. Di sopra al ciel salente. 

•f §. Nel numero del più e in forza 
di sust., diconsi Salenti, f; li Antenati per 
retta linea, che più Comunemente diconsi 
Ascendenti. Maatiiizz. i. 75. Come si 
conta il grado della consangiiinilade 7 Nel- 
la linea do' salenti cias<4i<'dutia persona 
a<;gìunta fa grado ; onde Ìl paJrc e '1 
figliuolo sono nel primo grado. -l- £1.77;- 
E da sapere che tre spezie di parentado 
legale nascono dell'adozione: l'uoa è de' 
salenti, e de' descendentì, ec. (C) 

SALETTA. Dim. di Sala, Bocc. nov. 
49. II. Il quale nella sua saletta vidde 
sopra la stanga ec. 

§. Saletta, è anche Una sorta di sale 
inferiore, o di cattiva qualità. Slor, Pi- 
si, i'}'ì. Pacca vendere la salelta per sale, 
t SALGEMMA, e anticam. SALGEM- 
MO. .Spezie di sale minerale lucido , e 
trasparente . che si trova /otsile in varii 
Inoohi, e serve di condimento negli ali- 
menti come il Sai comune. Lat. sai fossi- 
le, sai gemmeum. Gr. ai^o'-yxTo'^. M. 
Aldohr. B. V, Si conviene che le loro 
balie stropiccio la lor bocca di salgemma 
e di mele. E P. N- 8p. Prendete uc»* 
oncia di corno di cerbio ec, salgemma la 
quarta parte di un'oncia. Cr. 9, 26. 2. 
Si prenda osso dì seppia, tartaro, e sal- 
gemmo con ugual mistura. Bed. Oss,an. 
116. Il più possente è il salgemma, ed 
ugualissimo al sai comune j dopo del sal- 
gemma è il vitriuolo. i^fl^^. «(i(. ejp.266. 
Tali sono il zucchero candito, il zucche- 
ro io pani, ed il salgemma lapìllato. 

•f u^ SALIARE. De' Salii, Saccrdou 
di Marte j ed aggiunto dì Convito , 
o Pranzo, vaie ad imitazione de* Salii , 
secondo il costume de' Salii che solevano 
banchettar lautamente, e che saltavano , 
danzavano ec. Car Pari, i. lett. lot). Perchè 
il pranzo fosse Saliare affatto, avemmo poi 
davanti al Duca moresche, forze d'Ercole, 
gagliarde ec- (A) 

•f '\' SALIBILE. Add. Che si può sa- 
lire. Salvia. Odiss, lib. II. v. 4o6. Ed 
Ossa sopra Olimpo porre, Sovr*Ossa Pa- 
lio scoiitor di frondi Teotaro, acciocché 
'1 Ciel salibii fusse, ec. (A) 

V SALICA. Aggiunto di un'antica leg- 
ge, la quale, tra le altre cose, escludeva le 
donne dall' eredità di certe terre già com- 
partite tra'guerrieri liberi dopo la con- 
quista delle Gallie, e chiamate Saliche. 
Oggi legge Salica s' intende più comune- 
mente Q'iella che esclude dalla successio- 
ne al trono le d^nne, e i loro discenden- 
ti, Borgh. 7 'esc. Fior. Sip. Ligio ec. 
dai vecchi Franchi è preso, nelle leggi 
saliche antiche, e in altri loro scrittori si 
dice lido, ovvero Leudo. (C) 

SAUCALE. Luogo pieno di salici, hai. 
salictum. Gr. l'rsw'v. Lor. Med. Nenc 
3o. Nenciozza mia, vuo' tu un poco fare 
Meco alla neve per quel salìcale 7 

SALICASTRO. Salice salvatico. Liv. 
Dee. 3. Il fiume più corrente con tra- 
verso corso cacciò i dogli alle ripe tra 1 
salicaslri. 

SALICE. Lo stesso, che Salcio. Lat. 
snlix. Gr. i"t-;'x. Tes. Pov. P. S. cap. 26 
Item la cocitura di salice sana la doglia ec 
e la durezza (della milza). Red, Ditir. 
43. Né m'importa se un tal calice Sìa d' 
avorio, o sia di salice. 

t * ^LICETO . Luogo piantilo di 
salici ■ Lat. salictum. Salvin. Geor^. lib, 

125 



(j^ S À L 

2. La flarial canna a UgU e impiega La 
cura ioSo d' inculto lalicelo . E Egl- l- 
Quella liepc Jel vicino Confin, che sem- 
pre ha il fior del mIìccIo. (F) 

SALICO.NE. Spezie di salcio. Lai. «- 
lix p.Ttica/ii. Lor Med NcnC. 2;). Vien- 
lene su per quciti saliconi . Dav. Coft. 
189. Dclli iillicri, onuni , saliconi , e si- 
mili, puoi fare Ìl medesimo. £ appretto.- 
E più il saliconc, che T alhcro delio al- 
trimcnli oppio . 

SALIERA. Vasetto nel quale si mette 
ti sale, che fi pone in tavella* Lai. salt- 
num. Gr. aXiooox"''"''- /'"''c''- i- 7 Al- 
lora ebbou grao d"glia le saliere. Belline, 
son. 160 Per te sou vote in questo \e sa- 
liere . Fir. As. 2)7 Io misi sottosopra 
ciò che ora su per le tavole, e su per la 
credenza , bicchieri , guaslade , saliere , 
colltlli . ec. Lib. Son. 78 Piglia un lu- 
pino ignudo a pinco rillo, Che abbia svcr- 
gioalo una saliera. 

g. Per Sahna. Lat. salina. Gr. d^OTHl'- 
yiov. itfi/. M. Poi. Egli hanno molle sa- 
liere, ove ai cava, e fa mollo sale. Frane. 
Sacch.nov. 192 E'parchequi sieno le sa- 
liere di Volterra , che io non ho potuto 
due mattine assaggiar del cullo eh* eli* 
abbia (atto, tanto sale v* ha messo den- 
tro . Htceit. Fior. 58. Quello » che pro- 
priamente si chiama fiore di sale si ritro- 
va nelle miniere del sale , e ancora nelle 
uliere, come farina, che circonda il sale 
grosso. =? (jtov, GelL t it. Alf. 166 Aq- 
tivedendo che l'unlrale della saliera, ven- 
dutagli da Papa Leone, se questo accordo 
Dveva eflclto , gli toroavan molto mino- 
ri. (C) 

SALIGASTRO. Salcio^ Salicone. Lat. 
salix . Gr. iTs'a. Cr. \. 8- 4- '* saliga- 
stro t il pioppo 1 la canna , l* ellera , e 
moke altre cose , che di molto acquoso 
umore si generano . liocc, nosf. 67. i6. 
Mei giardino andatosene cou un pezzo di 
Aaligastro in mano , ec ^ Sonnaz. Are. 
pros. 9- D'intorno circondato di qut-rciole, 
cerreiti , suberi « lentisrhi , saligastri , e 
d' altre maDicrc di sai valichi arboscel- 
li. (FP) 

^ Saligno . Aggiunto dì una Sorta 
di marmo, che ne* tempi umidi continua' 
mente suda. / as. Op. Ftt- i. jS. E per- 
che giudizios.imcutc considerò che i marmi 
da quella parte della fabbrica dove a\eva 
a lavorare erano volli verso la marina, e 
che tutti essendo saligni per gli scilocchi, 
sempre sono umidi e gettano una certa 
salsedine ce. fece fare ec. un arricciato 
oc. CO 

SALlMlìACCA. Picciolo le^netto riton- 
do, e ificavtto, dove st mette cera» e con 
«sso si siigsella il sacco del sale, e altre 
mercanzie.. Bttrch. 1. 85. Rame di trombe, 
'! carne di salsiccia, E legname gentil da 
salimbacche- 

g. I. Per siftìilit. Salimltacca , si dice 
Quell'arnese ritoudo a gitisi di scatolet- 
ta, fatto di diverse materie, che si pone 
pendente da una cordicella a'prtvi/egiif e 
alle patenti , per conservarvi il suggello 
'Colpito m erra di citi le concede. 

§. n. Salimbaccn, è unn Sorta dì va- 
so , forse simile al Lai. 'fiacca. Ved. il 
Du'Fresnf . /iiirch. i. 18. Egli è un 
gran filosofo in Baldracra , Che insegna 
mollo ben bccrarc a* pulii. E da lor ber 
ron una salimbacca . Morg. 2^. lo3. E 
non parve ristucco Di pnrtar l'acqua col- 
le satimbacchc. Orv/T Ca!v. 1 a5. Anzi 
piuttosto d* Ormignacra il mosto Bevuto 
• re' con una salimbaccj. 

t SKUÌ/lEtirO. n salita. LaL aseen- 
.110, ascenuts. Gr. ava'^Saffi; Off. Com. 
Inf. IO 600 Lo quinto articolo è del 
salimenlo di Cristo in ciclo, ^r 4' ^^• 
3. E poi conirguenlenicnlc peff i rami in 



S A L 

quello medesimo modo della vite si proc- 
curi il salimenlo , sempre un ramo alla 
vetta deir arbore dirizzando. 

g. Per metif Mor. S. GreQ. 1. 9. Si 
dee ec. mondare i piedi del cuore da ogni 
salimento di superbia . Maestruzz. 2. 9. 
A. Siccume la contenzione impnrla alcuna 
cootradizione nelle parole , così la rissa 
dice alcuno salimento nei fatti ( tfui per 
Assaliniento , Affronto . Lai. aggressio , 
insultus, Gr. tfopur,ti^). 

SALINA. Luogo dove si cava, e raffina 
il saie. Lai. sa/ina. Gr. Ta àXo~riyix. 
G. y, 11. 49' 1* Avea gran quistione e 
sdegno preso col Mastino da Verona per 
le salice da Chioggia a Padova . .1/. /'. 
8. 83 Sale che trovarono alte saline di 
Cervia insaccato ce, senza alcuno conta- 
sto levarono. Star. Pisi, 142. Li Fioren- 
tini feciono lega col Comune di Vioegia, 
al quale mcsser Mastino avea già comin- 
ciato a iar gueira, ed avea già tolte loro 
le saline. 

g. Stlina, per Sale astolutam. Lat. sai. 
Gr. OCA;, ^f. Aidobr. p. >'. 186. L'ai- 
tro è quello, che si fae du* pozzi, e gran- 
di stagni, lo quale si fae bolteudo io cal- 
daie di slagno e di metallo , e cotal sale 
lo appellano i Franceschi sai dulce. e noi 
l'appelliamo salina. 3/. Aldohr. li. V, 
Loro usanza sì è di mangiarle ( le qua- 
glie) arrosto <-on salina Tes. Pov. P. S. 
cap. 5tt. Togli olio laurino ec, sugoa di 
porco beo fritta dramme cinque , salina 
dramme otto . Frane. Sacch, nov. j52. 
Fa* tagliare subilo una gonnella a le , e 
una per uno a quelli altri che vanno con 
gli asini portando le mie saline. 

SALKNCERBIO, e SALINCERVIO . 
Giuoco d'eserciJio, usalo dai nostri fan^ 
ciulli, Pataff. 4- E con rimbrotti a salin- 
cervio alzommi . Belline son. 267. Non 
e* è maggior diletto, Com *n un testo di 
sul letto i* truovo Che fare a saliocerbio, 
o a metti l'uovo. 

* SALI.NO. Add. Sa/so . Che ha dei 
sale. Hed, Cons, l. 126. Le parti saline 
ec. si rendono più acute, piò salmastre, e 
più lissiviali. (C) Bart. Ghiacc. 25. Spi- 
riti salini e ritrosi. (Nj 

•-f * SALIO . Nome che diedero i 
liomani ai Sacerdoti di Marte j onde 
dtcevansi Salii anche i versi che si c-m- 
lavano in onore dt lui. Tac. Dav Ann. 
2. 55. Fosse il nome suo da'Salii sal- 
meggialo, ec. (A) 

f SALIRE. ì erba che appo gli antichi 
si disse anche fa/ora SAGLIRE. Andaie 
ad atto, Atonlarej e ti usa nell'alt., nel 
neutr., e nel neutr. pass. Lai. aicendere, 
scandere , inscendere . Gr. àva^su'vst' . 
Bocc- nov, 43- 6. Subitamente prese le 
cose sue, e sali sopra il suo ronzino- IZ 
nov. 46* 7- Ed in quello trovat.i una an- 
lennetla, alla finestra dalla giovane inse- 
gnatagli r appoggiò , e per quella assai 
leggiermente se ne saglì. E nov, 0*5. ij. 
Facendo sembiante di venire altr«5ud* w 
ne salì in casa sua, e drsioò. IC nav. 61). 
25. Se Dio mi salvi, se io fossi sana, come 
io fu* già, che io vi sarrci su per vedere 
che maraviglie siin queste. Vant. Inf. 1. 
Ma lu perchè rilorni a lanla noia T Per- 
chè non sali il dilettoso monte T E 17. 
Trovai lo Duca mio , eh* era salilo Già 
sulla groppa del fiero animale . E Par, 
I. Non dèi più ammirar, se bene slimo. 
Lo luo salir. E 20. Quel mormorar drll' 
aquila salissi Su ptr lo rollo. E li. Ma 
per salirla mo nessun diparte Da terra i 
piedi . Pitr non. 2l3. Se per salire all' 
eterno soggiorno Uscita è pur del beli* al- 
bergo fuura. E son. 2t'<^, Trovuimi a 1* 
opra via più lento, e Ir^le D' un picriol 
ramo, cui gran lascio picgajE dissi: a cader 
va chi troppo sale. E canz. 4o- 6 Duo* 



S A L 

ne ce. Di me \'t doglia, e vincavi pielate, 
Non di lei, ch'i; salita Atanta pace Fr, lac. 
T. 5. ?8. 4- A te, sposo diletto, Salisca 
contemplando. E 6. 44' 7- Ailor mi sov- 
viene Com* alto salisco . Fir. As. 17O. 
Affrettando i passi per colai cagione , se 
ne salse sull'esirenità del mustrato monte. 

"^ g. I. Saltre, dicesi anche non di per- 
sona, d'altro che vada su, ma dt Cosa 
che tiene da hatso in su, Bocc, g. 7. n. 
8 . A poco a poco levò quella scala , che 
saliva in sul battulo, dove la dooaa era 
ec. (f) Bern. Ori 2- 4- >5. Ben mille 
braccia verso il ciel saliva ( ti muro ) . 
- Tae. Dav. Ann, 2. 34- Dietro sale una 
selva eoa alte ramora , e suolo netto ( il 
testo lat, ha iosurgebat) ». (Br) 

5 S" II- P"" metaf. Jfaestruzs. a. 38. 
Deesi intendere per lo padre , e per lo 
figliuolo tutti coloro, che sutgooo, e Ucco- 
dono per retta linea. lìant. inf. 26. E tu 
in grande onranza non ne sali* Frmnc, 
Sacch. nov 189. Ando Lorenzo a quello 
da Ricasoli a provare, con quante ragioni 
potesse, di farlo salire (eioe, offerire mag- 
gior somma), f'arch, Lea. S'iO. L' latcl- 
letlo nostro, non potendo intendere nolla 
senza il senso , ha bisogno delle bellexae 
terrene , mediante le quali desto , ed in- 
citato, saglia alle celesti. Dav. Sdsm. 8* 
Giovanni Dudieo , conte di Varvico ec. , 
ne salio in burbama. 

* g. III. Pure per metaf , vale leni- 
re in istato di grandezza. Lat- insurgrrr, 
Tac, Dav. Ann. l. I. Guadagnatoti co' 
donativi i soldati, col pane Ìl popolo, e 
ognun col dolce riposo , incominciò pian 
piano a salire, egli uffirii far del senato, 
de* magistrali e delle leggi. (Br) 

* g. IV. Salire in mitezza, vah Ve- 
nire in erande slato . Din. Comp. Uh, |. 
Veggendo i Cerchi salire io altezza, aven- 
do murato e cretriuio il palagio , e te- 
nendo gran vita, comiBctarono avere ì Do- 
nali grande odio contra loro. (Br) 

* g. V. Salire in ira, vale Adirarsi. 
Chtabr. rim. Forse Ho sembianza di ean, 
che lu ne vieni Col tuo vincastro? indi 
salilo in ira Gridando et minaccio- (Br) 

I * g. VI. Salire in piedi . vale Riz- 
zarsi. Car. Long Sof. 62. loconlanentc 
saLe io piedi , e presa la tua roatza , le 
tenne dietro. E 92. Quando Dafni, sali- 
lo subitamente in piedi, disse: ec. E lOO. 
Dionisol'ane , alzalo un grido maggior che 
Megaclr. salso in piedi. (M) 

t g. VII. Salir già dal cavallo, sl- 
mile, vale Jìinender del cavallo » o si- 
mile. Ar. Fur, 8. 6- Del palafreno ti c»c- 
cÌ4lor giù sale. 

g. Vili. Per Uscire, A r Tur, 19. 56. 
Lo stare in dubbio era di gran periglio. 
Che non salissrr genti della terra. ^ C^r. 
Lcnu'. Sof, 99. E Dionisofane la mattina 
di buon' ora salse fuur del letto. (Cj 

* § IX. Salire il moseherin» . K HO- 
SCHERLNO § I. (•) 

SALIRE. Nome. Saliti. Lai. sistemnu. 
Cr, avat,9a«i; D^nt Piug 19. Drìnate 
nui verso gli alti laltri* 

SALISCENDO, .• SALISCENDI. C/m 
delle Merrrature deli' uicio , che è una 
lima di ferro vrostettd , che impermata 
da un capo nella 'mposta , e inforcando 
i monachetti dall' altro , serra uscio , o 
Jìnts tra j dello così dal taiirr. e scemdwre 
eh' e' fa nel serrare, e meli' apeire. f^gme, 
Sacch Hcv, x>7. Mritendo la chiave nel 
srrtame, e volgendola per aprirlo, il fra- 
te, protendo il saimcpdo. subilo si leva. 
Salv. Spim. 5. Q Aitando madonna Ful- 
via il saliscendo cosi un poco per trarla 
dentro . fu da gente di fuori sbaltnta • 
spalancala questa porta con usa spinta, ed 
entrato in ca\a . BeJlinc. som. aSÌ. Co- 
ti il proverbio dice: Non saranno più tuoi, 



S A L 

se tu gli spendi, Perche' fortuna fa de* sali- 
scendi (tjui per tncUif', e vaie: delle mu- 
taxioni). 

SALITA, il saiirej e 'l Luogo per io 
guai si sale. Lai. ascensus , cluits. Gr. 
ysuXofOV . Dani. Purg, j. Vrendele iì 
monte a più lieve salita . Jl 6- Cbe ne 
mostrasse la ntìglìor salila . B^t. Pur^. 
6. a. Quel!' animj gentile ec. fu così pre- 
» ec. dà fare al ciiladia suo ec. quivi , 
cìoù Della salita al Turgatorio, festa, G. 
y* 6. 4'>- 2. r*on lasciando per nevi, ne 
per salila del poggio. M<'irn, 5- (j i . Per- 
ch'io l'ho corsa a lar questa salita. 

SALITO. J'til- da Salire, Lat. super- 
^ressiis. Gr. a^a^a;. .V 7 . 3. 4i*Cerii 
lillaoi del paese, pochi, e male armati ec, 
salili in alcuna parte sopra Malacoda, gri- 
davano contr^a' masnadieri. Frane. Sacch. 
Op. dty, 6o. Per le discordie de* mort-li 
saliti a cavallo, e fatti gente armigera, e 
barbara. Cas. Uf. cotti. c)3. Coloro alle 
dignità , e ricchezze saliti riveriscono , e 
onorano (cioè: innalzati). 

SALITOIO Strumento per salire. Lai. 
scansorium i/i.ilriirìtenlunitas(tnsoria ma- 
china. Gr. ì'rrijSit'àpa. Frane. Sucth, nov. 
l6l. Veggendo, che '1 ponte e '1 salitolo 
più non V* era^ conveoue, che attendesse 
ad altro. 

t SALITORE. ì'trbal. masc- Che, o 
Chi saie. Lat. inscensor, ascensore Dant. 
Purg, 25. Che per arteiza i salitor dispaia. 
Dote. nov. 23. 2i^. E divenuto andator di 
cotte, apritor di giardini, e salilor di al- 
beri. Buon. Fier. 3. i^. 2. Sprezialori Di 
porte, salilorì Di mura, e di pollai To- 
ta tori . 

SALIVA . Scialtva . Lat. saliva . Gr. 
cia/ov, ct'gXo; . Amet. 53. Quasi come 
se d' alcuna sentisse i dolci baci , cotale 
gusla la saporita saliva Ked. J'ip. i. ^8. 
Avendo letto nella storia degli animali di 
Aristotile , che alle più delle bestie vcle- 
DÌfere è nocevole la saliva umana, ec. 

t SALITALE. Ad^i. CU ha relazione 
alla saliva. Lat. salivarius. Gr. ota/ixo'^. 
Red. Vip, 1. 4^. Quel liquore giallo non 
per altra via mette capo nelle sopranno- 
minate guaine de^denli. che per quei con- 
dotti salivali nuovamente ritrovati. E 2. 
38. Il liquor giallo sgorgasse in esse guai- 
ne} dopo aver corso per i condotti salivali. 
t * SALIVAZ10>E. Terni, de' Me- 
dici. Flusso di saliva provocato da qual- 
che rimedio, o Cagionato da qualche in- 
comodo, Magai. Leti. Quella radice, che, 
tenuta in bocca, operava quella strana sa* 
livaxione, (A) 

SALMA, fornii. Peso. Lat. sorcina, o- 
nus, sagnia, Gr. ETrtoayya. Vani. Par. 
Ss. Quando M Figliuol di Dio Carcar si 
volse della nostra salma. Petr, canz. Sp. 
4* Con faticosa, e dileltevol salma. £?cn^. 
5- Mille e mille Tiniose e care salme Tor- 
re gli vidi (cioèt sptglie ) . Frane. Sac- 
ch* nov- 196. Che perchè non abbia coda, 
e' porterà bene la salma. Varfh. Ltz. 
.'102. Ogni altra salma, ogni altra soma, 
verbo provenzale. Puon, Fier, /j- iatr. E 
se por di Levante, O d'Olanda, del 
Cairo, o di Siviglia Salma talor mi viene 
a gran derrata, ec. 

•^ §• \* Saltila ferrea, fu detto per Ar- 
matura grave dal Tass. Ger. l3. 61. 
Vedi le membra de' guerrier robuste. Cui 
ne cammin per aspra terra preso, Wè fer- 
rea salma, onde gir sempre onuste ec. 
giacciono ec. (D) 

*? §. IL E Jiguratnm. per Quolsivo- 
glia opgl-ito. Tass, Pim Ani. Son. 8. 
Scavasi amor, quasi in suo regno , assiso 
Nel scrcn di due luci ardenti ed alme. 
Mille famose insegne, e mille palme Spie- 
gando in un sereno, e chiaro viso : Quan- 
do rivolto 2 me, che intento e fiso Mi- 



S A L 

rava le suo ricche, e care salme, Or cau- 
ta disse ec, (P) 

§ IH. È ancht termine marinaresco, 
e vale Misura di quantità determina- 
ta . 

SALMASTRO. Add. Che tiene del sal- 
so. Lai. sa!sux, *salmacidus. Gr. aAjtiupc's. 
(V. 6. .^7. I. Coulr' alla stranguria ec. 
si prenda della della erba ( cretano ) ec, 
e M bulla in acqua salmastra , e in vino, 
e olio. E 6. jf» 3. Contr* al vomito che 
veof^a per debiliia di virtù contentiva , o 
per caj^ion fredda, si cuoca la menta in 
acqua 3jlmastra, e in aceto. Ped. Oss, 
an. \^o La cavita, nella quale stanno 
rncrhiusi Io stomaco, o \X intestini, 1' ho 
trovata tutta piena d' acqua salmastra. ^ 
Salvin, Odiss. lib. |2. v, Zìl^. Ma quan- 
do riiighiotliva la salmastra Acqua di mar 
tutta sembrava dentro Rimescolarsi, ec (B) 
^ g. /'.' tit forza di sust. Seijner. Mann. 
Selt. 2". 5. Stellerò come pesci tra l'acque 
salse senza punto attrar di salmastro, (F) 
Sah'in. Pros. Tose. 366- Osservate che 
le pietre, e la terra e tutto questo nostro 
luo-;o, e ogni cosa e tarlata e guasta , e 
mangiata come i luoghi intorno al mare, 
che dal salmastro di quello son rosi. (JV) 
SALMEGGIAMENTO. Il salmeggiare. 
Lat. psalmodia. Gr. i|/a).jUWOi'«. Segncr. 
Pred I. 4* Won sono le discipline, non 
SODO i sileozii, non sono i salmeggiamene 
li, non SODO i letti assai duri. 

::: SALMEGGIANTE. Che salmeggia, 
fìaldm. Dee. Dislinli in quattro ordini i 
canonici salmeggianli. (A) 

SALMEGGIARE. Leggere, o Contar 
salmi. Lat. psallere. Gr. ij^aiieiv. Esp. 
Saint. Nel salterio di dieci corde salmeg- 
gerò a le. D. Gio. Celi. leti. 21. E ul- 
timamente cheggendo V olio santissimo , 
salmeggiando sempre co'frali che gli era- 
no appresso, [)azienlemente rendè l' ani- 
ma a Dio. S. Bern. Leti, Io salmeggerò 
collo spirito, e colla mente. 

% Per siniilil. Tac Dav, Ann. 2. 55. 
Fosse il nome suo da' Salii salmeggiato 
( il te.ito lat. ha : Saliari Carmine cane- 
retur ). 

f SALMEGGIATORE. Vcrbal. ma^c 
Che, o Chi salmeggia. Lat. psalfes. Gr. 
'l'a'im;. Omel. S Ciu. Grts. 255. Pa- 
revano più tosto cori di salmeggiatorì, che 
eserciti di battaglia. 

SALMEGGiATRICE. l'erbai. f,.mm. 
Che salmeggia. Fr, Giord. Pred, P. Di- 
spiace la raucedine alle femmine religio- 
se, e salmeggiatrici. 

SALMERI'A. Moltitudine di seme, Car^ 
riaggio. Lat. ini pv dimenta, satcinae. Gr. 
a'-05>c£ur;'. Bocc g. 7. p. J. Con una 
gran salmeria u* andò nella valle delle 
donne. Snllusl. lug- P, Prima che l'osle 
si potesse ordinare, o le salmene raccor- 
re. G. r. 7. l3o. 5. E dietro tutta la 
salmeria raunata per ritenere la schiera 
grossa. 2'oòS, Gei. 18. l\6. Queste gran 
salmerie d'orni, e di pini Vcdean dal bo- 
sco esser condulle all' oste. Cir{ff\ Calv. 
2. 63. Or rìlorniamo alla gran salmeria, 
Ch* era tre miglia già presso alle mura. 

SAL MI SIA. Posto avveibiatm. quasi 
Salvo mi sia. Parole di buvno augurio , 
che si dicono nel ragionare di quo/che 
mala avventura. Buon, Tane. l. 1. Basta 
che, se di onesta tu bai fame. Tu ti mor- 
rai digiuni', sai mi sia. Jlleg. \0. Come 
sono, sai mi sia, i poeti, i quali per loro 
buria ne portano il cordone alla berretta 
dal di delle feste. 

f SALMISTA, Ccnponitor di salmi, e 
per eccellenza s'intende del prof età David, 
Lat. *psalmista. Gr. ■^</.)~ri^, '^uyyoyfc/ì- 
yo;. pass. 35. E *1 Salmista dice : ec. 
Dant. Purg. 10. Li precedeva al bene- 
detto vaso, Trescando a'za^o. l'umile SjI- 



SAL 



995 



mista. Ott* Com. Par. 1. |. Il Salmista: 
Beati coloio che abitano nclU casa tua , 
Signore. 

Jj I. Dicesi anche Salmista il J ohimè 
de' salmi, o Saltero. Lai. psalterium^ vo- 
lumen p-.almorunt. Gr. ilfa^Ty/ptov. 

g. II. Pvr S'iccentf, e, come oggi più 
comunemente .w due, Salamislra. Lab. 
175. Quando foUemerite il collo sotto lo 
'ncomporlabile giogo di colei sottomelte- 
sli. alla quale una gran salmista paro es- 
sere Dit/.im. 2. 25, E fu nel cerchio 
della Luna vista La pianeta di Venus tan- 
to chiara. Ch'io ne vidi segnare il più 
salmista. 

SALMO. Canzone sacra^ come ì Com- 
ponimenti di Vnvid, e simili Lai. psal- 
mus. Gr. ij/K^uo^. Dant. Purg. 2. Con 
quanto di quel salmo è poi scrìtto. E 
Far, 24 Per Moisè, per profeti e per sal- 
mi. Pnss. 23- Onde s.mio Agostino, spe- 
gnendo il siilmo, dice : ec. liane. Sacch, 
nov. iQi. Si raccomandava a Dio dicen- 
do la 'ntemerata, e' salmi penitenziali. 
Fit. SS. Pad. I. 10. Con molle lagrime 
cantòe salmi, e fece or.TzÌore , secondo V 
Uso della cristiana relìgiiijie. E 66. Ora- 
va spesso, e cantava salmi per confor- 
tarsi. 

§. In proverbio •• Ogni salmo torna in 
gli'ria j e si dice quando alcuno spesso 
ripiglia il ragionamento di quelle cose 
che gli premono j nel qua! senso dicia- 
mo anche: La lingua halle dove il dente 
duole. Ar. Len. 2. 3. Finalmente ogni 
salmo torna in gloria. 

SALMODIA. Canto di salmi. Lat. 
psalnicdìa. Gr. ^c/.yp.ojSi(/.. Dant. Purg. 
33. Dolce salmodia Le donne incomincìa- 
ro, lagrimando. But i\'i : Salmodia, cioè 
canto di salmo. Cavale. Pungil. E cosi 
in coro per in dormire, e interrompere i 
salmi; cioè la salmodia. E Med cuor. 
Che *1 diavol fugga, e sgomenti per la 
salmodia, e letizia spirituale, fu 6guratO 
in ciò, che David, sonando la citara, cac- 
ciava il diavolo da Saule, E Frutt. ling. 
Cassiano dice: La dolcezza della salmodia 
consola e conforta i cuori tristi e negli- 
genti, e le fastidiose menti eccita, e di- 
letta, e li peccatori crudi induce a com- 
punzione. Ancora dice : La salmodia e 
consolazion de'tristi , cura de'dolenlì, sa- 
nila degli infermi, e rimedio dell'anima, e 
suflragio d'ogni miseria. 

^ SALMOiNE. Lo stesso che Salamo' 
ne. Ar Fur. 6. 36. Mule salpe, salmoni 
e coracini Kolano a schiera in più Iretla 
che ponno. (I\') 

SALNITRO Nitro. Lat. nitrum. Gr. 
vi-Tf-Jv, àXÌ-JiTp-^'i. M Aldtjbr. P, i\% 18- 
Quelle che non sono dolci, sono di molte 
maniere, siccome sono acque, che hanno 
natura di solfo ec. e altre , che hannu 
natura di salnitro. E altrove: Prendete 
galla muschiata ec , allume , salnitro, e 
scorza di mele granate. Bern. Ori- 2. J7. 
5. Chi crederà che ognun le sue miniere 
Abbi.1 dclKoro e degli altri metalli, Fi- 
no al salnitio? Sagg. naf. esp. 173. A 
sperso il ghiaccio dell'uno col sale armo- 
niaco, e Inalilo con ugual quantità di sal- 
nitro. 

f :;■ SALONE. Accrescit. di Sola, Sa- 
la grande. Malm. 6- 78. Il Re, fatta con 
lei la dipaitenza. Al salon del consiglio 
se ne torna (*) Benv. Celi. Fit. 2. IjS. 
Entrò nel mio s.done, e il pnmo che ved- 
de, vedde me con una gran piastra d ar- 
gento in n.ano- (C) 

t * SALOTTIKO. Dint. di Salottcj 
Picco/o salotto. Lasc. Ccn 3, nov, lO. 
pag. 245, Poi dal frale furono ■menati por 
la sua camera in una ai.licameretla, ed in- 
di d'uno scrittoio in un salotlino, dove il 
guardiano ec. (B) 



996 S A L 

f SALOTTO. Piccola sala. lasc. Pinz. 
I ti. T'aocomodtTÒ dalla parte di lìi, che 
v'L' UD salotto onorevole con luite Papparte- 
neuzc. li>'nv Celi. Iti* i. 277. Mi passeg- 
giavo per un salotto. Maini, I. II. Poi 
dal s^ilotto in camera Irapaisa. 

•■j- * SALPA. Terni, de' NaturaìisU, 
Pesce ignobile <lt mare, dt colore tendente 
al pavonnzzo , con alcune righette gialle 
più vii-aci dt quelle dell* Orata, a cui nel 
resto è molto inferiore. Ar. Far. 6. 36. ' 
Mule salpo, salmoni, e corarini Nolano a 
.ihÌL-ru in più fretla che ponno. Sulvin. 
i>{>p. Pise 3. 320 Dilellansi l« salpe 
:>0(iini3nicDlc D'alghe- Lagnate, e cootjucU' 
o6ca prcndonsi. (/4j 

5ALPAHE. Tertriine marinaresco, e va- 
le Levar V àncora dal mare t e tirarla nella 
nave, Sarpire. l.ìi. tollere ancfioram, sol- 
vere anclioram, solvere. Gr. ay/ jskv- oT- 
piff*S<ri/. Stor. ind. 7- 27!^ Mi-ntrccbè 
L-s&i salpavano, e si discostavano dallito. /:.' 
1^. 58o- Con gran coufuNione salpavano, e 
i\ discostavano da terra. 

SALPATO. Add da Salpare. Sfrd, 
Stor. Ind. g. 338. lUsoIuIo d'andare a 
■ isalire i nimici in quille iiri-llc, salpale 
r àacorc, s'inviò a t|ucltj volta. 

•f * SALl'RUiNKLLA. Che anche scri- 
vesi SAL PRUNELLA. SorLi di siile ar- 
tificiato. Red lelt I. ^4^ ^'^^^ ^^ ^^' 
vante dramme iii., salprunolla dramme i., 
noce moscad.1 polverizzata ce. E Cons. 2. 
116. Sena di Levante dr. iii. e mcz., sai 
pruoella dr. i. e mcz , ec. (*) 

SALSA. Condimento di più maniere , 
die st fa al/e virande per ag'^iuaner loro 
sapore. Lai. oxjporum. Gr. o^^Tiopo-J. 
Bocc. nov. 20. 20- t>i cui, tulio premen- 
dovi, non si farebbe uno scodelliti di sal- 
sa. £,' nov. 72. lì. Desinava la mattina 
con lui Binguccio dal Poggio, e Nulo Bu- 
glietti, sicché egli voleva tar della salsa. 
E num. 1-5. Vuì non pesterete mai più 
salta in suo mortaio. Allc^. rim. )v8. 
Uq altro accoccolato in sulla panca Sof- 
fiarsi il naso un trailo nelle mani, Men- 
trechè fa la salsa o verde o bianca. 

§, Salsa, per meta/. J'ena, o Tormen- 
to. Lat. crticintiis. Gr. a^'/vj^wv. Dant. 
Inf. 18. Ma chi ti mena a sì pungenti 
salse? lìttt* iV<; A sì pungenti salse ; cioè: 
perqual colpa se' condannato a si latta pena? 
•f SALSAMENTO . /'. A. Spezie 
di salsa. Cr. 6. 3. 3. Ad aprire le vie 
del fegato, e dell'orinare gli andamenti, 
facciasi salsamcoto con viuo, e con sugo 
il' erbe diuretiche, e diasi al paziente (co- 
si ne' testi a pcnni ). '•' liocc. Coni. Dani, 
inf. 5. E cosi, com' essi non iurono con- 
lenti solamente alle delicate vivande , né 
a' savorosi vini, né eziandio a' sahameoti 
spesso eccitanti il pigro »■ addurmt'ntato 
■ ppelito, ma gli vollono dalle indiane spe- 
llo e dalle saUe odoriferi, vuole la divi- 
ua giuitiiia ch'essi siano dal corrotto e 
fetido piuzo della terra offesi (qui pare 
che (.ahamcnto, essendo mes^o distinto da 
salsa, val^a in generale SalMinie, Sala- 
m.;. (P) 

f S\LSAPAR!GLIA. Pianta america- 
na, la cui radice e molti usntt in medi- 
cina come sudorifico. Lai. *snrsapaiiila, 
Ricett. Fior. 60. La salsapariglia è una 
radico di una pianta portala dall' Indie 
orcidculali, lunga due o tre braccia in- 
rirca, uguale, e grossa come la gramigna, 
o la smilacc aspra. Red. lett. 2. io?. Lo- 
do l'uso della s.ds-ipariglia. /•,' appresso: 
Metto in convidrrazioiie , se in igurlla 
pollastra, con la quale si die lar bollire 
la salsapai-iglia, fosse bene il mctlervi nel 
suo venire n dell' ono collo, o del riso 
colto * Altet^r. rim. 8. Salsapariglia e 
rìoa, O legno santo, po<'o Giova • chi 
pnn li sta *n camera al fuuco (/f) 



SAL 

SALSEDINE. Sahrzza . Lai. salsedo. 
Qt, cc'J/Jivoi';. Ltb. citr. matatt- Per tem- 
perare la salse'line del sangue, f'o/g Afes. 
Il siero lava, e mondifira per la sua ni- 
trosita, e salsedine. Cai. Sist. l^ì5, Acqua 
della medesima sorte, che era la prmia , 
della medesima talsediae, della medesima 
dcnsilà . 

s^SALSETTO. Dtm. di Saltoj Aùjuan- 
to salto, l'allitn. (A) 

SALSEZZA . Astratto di Salso . Lat. 
saltitudo , salsedo. Gr. aìuupt';. Zthald. 
Andr. ji3. I sentimenti dell* assaggia- 
menlo della lingua son questi in ulLo 
spezie , cioè dolcezza . amaritudine , sai- 
sezja, ec. Pai/ad. Oltohr. i^ Infra quello 
tempo dicono che perdono la sua saUezza. 
SALSICCIA . Carne minutissimamente 
battuta, e messii con .tale, e altri ingre- 
dienti nelle budella del porco. Lai. luca- 
nica, isiciiirn, insiciitm, suillum /'arcimen, 
tmiacula , tormiciaa . Gr. a/ìac; . JJocc. 
Conci. 4- Di'* lutto di foro, e caviglia, e 
morlaio , e pestello, e salsiccia. Pataff. 
8. Salse di quindi il sorcio alla saUìccia. 
Frane. S'tcch. nov. 258. Delle busecchie 
avea fatte salsicce d' asino. Lib. sun. 72 
Salsiccia poi, che parca di verziao, Sotiil, 
ben trita, netta, e cotta a puDto. 

§. I. Far salsiccia dt checchessia, si 
dice del Ridurlo in minutissimi pezzi . 
Lat. minutim concidfre. Gr. uucti'AjIeiv, 
Rem* Ori. i. 3. 28. We vogliou far sal- 
siccia e notomia . Rtion, Tane. 5. 5. W 
are* voluto al certo far salsiccia. 

§. IL Legarsi le vitine culle salsicce in 
alcun luogo, si dice del Viversi con gran 
dovizia , e in ampia fortuna, lìocc, nov. 
73. 4- ^^ una contrada, che si chiamava 
Bengodi , nella quale si legano le vigne 
colle salsicce. Cecch. Cvrr. I. 2. Andate 
là: le vigne c^ si legano Colle salsicce. 
l'arch. Suoc. 4* **■ Qucila sarebbe trop- 
po gran ventura, e in (]uestJ paesi uon sì 
truovano le vigne legate colle salsicce. 

•f * SALSICCIAIO. Quegli che fa le 
salsicce . Fir. rim. buri. 3. 3o6. Fassi 
buona salsiccia d'ogni caine: Dicon l'i- 
storie, che d'un bel torello Dedalo sal- 
sicciaio già fece farla, E a monna Pa>i- 
fé die a mangiarne (qui detto per simi- 
lit.). (A) 

SALSICCIONE. .$/7«iV di salsiccia. 
Frane. Sacch. nov. 112. Avendo il dello 
comperalo una 6lia di salsiccioni per mei- 
terne su ogni tagliere uno lesso. Rem. 
rim. I. II. E fausi le saUicce, Cervella- 
te , venlresche , e safsiccioni .£27. 
Quando io ti veggio in seti que' dui fia- 
sconi. Oh mi viene una sete tanto grao- 
de, Che par cb* abbia mangialo salsiccio- 
ni. Rucn. Fier. 3. |. II. Rinfrescali, o 
polmone, e succia questo, A cui strada il 
sentiero il salsiccione. 

SALSICCIOTTO. Spezie di salame. 
Lasc. Sibili. 2. 5 Farem lesse le starne 
o i capponi con un pczxo di came^ecca 
di coscia, e un salsicciotto frescu, Ru<m. 
Fier. 4. 5. 3. Capilo al piziicagnol, chieg- 
go un pezzo Di salsicciullo , ed ci me 'I 
taglia a sghembo. 

SALSICCIUOLO. Pezso di salsiccia» 
il quale si dice anche RocihioA.it. botiilu*, 
botellns. Gr. /oaXe'vripov. Fianc. Sacch. 
nov. 112. Signori, io mi vi scuso, che v' 
aveva a dar sa'sicciuoli, che erano su ana 
finestra a freddare; mm ve gli bo trovi- 
ti. Rfircb. I. 87- Di lì dal conGlrmmi , 
Dove il Danese finse d'esser sordo Duo' 
salsicriuoli accompagnano un lordo. Rern. 
Ori. I. 20. 2. E con una vitalba ciula 
slrella ArraDdetlarsi come un salsicciuolo. 
•f # SALSISSIMO. Superi, di Salso. 
Castigl. Corti^t 109 E se a questo è con- 
gtuolo lo ambiguo, il motto diveaU sai- 
sissimo Ci/hi fi^uralam }. (f } 



SAL 

* SALSO- Sust. Salsezza, Salsedine. 
Lai. salsilago , salsugo . Pros. Fior. P. 
l. voi. 3. Or, 5. pap. 16.3. Le sue im- 
provvise risposte , come se veoissero dal 
mar della sapienza, porgevano il salso «!- 
Irui , senta punto amareggiare il gasto o 
r udito (qui metafortc. per Facezia, Con- 
cetto arguto). (IS'Sj 

f SALSO . Add. Di qualità , e saper 
di sale. Lat. salsut, Gr. oi^p-Mpé^, Bocc. 
nov. 14. 12. Una povera femmioetla per 
ventura suoi stovtglì colla rena e coU'ac- 
qua salsa lavava, e facea belli. Ott, Cam. 
Purff 2. 27. Mi volsi a quella terra, ove 
Tevere entra in mare, e fassi salso, cica 
Iloma ■ Pallad. Anche dee guardarsi da 
ngoi acqua salsa , o in che regna alruna 
ventosità. Petr, son. 51. Dìiol come per- 
sona a cui ne calsc, E cbe 'I norai la so- 
pra l'acque salse. Frane, Sacch. rim. i^. 
Il tuo poder, che fu gii in acqua salsa , 
Perdesti per voler sigooreggianie Essere 
al soprastante (cioè: nel mare). Ruon. 
Fier. 2. 5. 4. Contro a quel che fu diansi 
Con lingua troppo salsa proferito ( qui per 
met-tf. C(OL>,mordace). 

'»• §. Salso, vale anche Che ha sali, net 
senso del §. XVI. ìolf;. Mes. La confeiio- 
ned'Amecvale ad ogni passione falla da 
collera e da Oemma salsa , come si e lo 
fuoco salvalico. (ì\'} 

SALSUGGINE, Salsesza, Lat. salsugo» 
Gr. (x>/iU3i5. Cr, i. II. 3. Ma se è pur 
di necessità che s* usi la rena del mare , 
sarà di grande utilità, che prima si tuffi 
in acqua dolce acciocché si purghi t la- 
sciando la sua salsuggine . F a. 17. 2. 
Ciò che in tal terra si puo mettere . sì 
converte in arsura , ed jo salsuggine , e 
secchezza . f olg. H/es, Il brodo di gallo 
vecchio per la nilrosità e salsuggine sua, 
si è caldo mollo. 

SALSUGGINOSO. Add, Salso, Che 
ha salsuggine . Lai. *salsilagineus , Gr. 
xXfX'jpOi. Foli:. Mes. Il brodo di gallo 
vecchio é saUuggiooso , come abbiamo 
detto. * Red. Cons. I. 12. Per noo ren- 
dere il sangue e gli altri fluidi più acri , 
più mordaci, e salsugginosi. E 1. 77. lo 
presuppongo per cosa verissima , che la 
5ero>ilà del sangue del nobilissimo N. N- 
sia una serosità salsugginosa, ec. (V) 

SALSUME. Tutti I camangiari che Ji 
con.t.rvano col salej che più comunemente 
diciamo Salume. Lai. saltamentum . Gr. 
xUpixot. M. Aldobr. Piimierameole siea 
guardali da tutti i salsumi e agrumi, • 
principalmente dall' usar della femmina. 

§ Salsume, per Salsezza. Liì. salsedo. 
Gr. a>/*u.5iff . Cr. 9. ai. 3. Gli sì dia 
lardo, carne di porco salala a sua to* 
looià, la qnale per la fame, e per lo sal- 
sume del lardo mangerà volentieri. 

•f * SALTABECCA. Specie di caval- 
li Ita, della dal volgo Crrt'a volante , o 
Mangiapere , e dai Fiorentini Bucapere. 
Belila. RiKch. 40. E in qua e in 111 sempr* 
saltellano ec. Come grilli o saltabeccbe. 
Che Dio ci guardi d-Ile lor cilecche. Da 
Saltabecca st è fatta la i>ore Saltabecca- 
re. (A) 

SALTABECCARE. Saltahet/are. Buon. 
Fier. 2. 4- 1- E quelle snelle Saltabec- 
car, guardargh di st<ltecro tf Renv. Celi, 
i'it. I. 8t>. Questo Luigi f/'ii/ciy andava 
ogni giorno a saliahcrare con questo ca- 
vallo mtorno a questa mcrclricc PanUaì* 
Ica. (yj 

SALTABELLARE . Fara spasti stUi , 
€ non mollo grandi ; che anche dittamo 
St Iter eli -ire, e Salt.i beccare. Lai saltre . 
aisitire , tuhsaltare , tir nr,Sàt . fiocc. 
nov. ri'). ^(^. Come egli si fu accorto eh« 
metser lo maestro v* era , cosi comincio 
a sallabellara. 

* S- F figurai am. OaltL Cóhs, Tau, 



S A L 

s. i6. Noo vi è ragion nessuDa* per 
|j quale sì debba più ia questa che oell* 
• lira parte saliabcMarc. (Pj 

* SALTACCHIO.NE . /' A SALTAC- 
CHlO.Nt:. (.4) 

* SALTALEONE. Tenn. ./e* Battilo- 
ri, ec. Sorla di filo sottilissimo d'ottone, 
che ser\'e a divtrrst n^i, vd anche per corde 
Ut iiì'indo'lino, chHarr.i,ec. (A) 

•f SALTAMAKXIWO. Sorta d'artig/ie- 
ria di una hhhra di palla incirca . Sci'^g. 
nat. esp, 25o> Accomodalo sopra udj car< 
retta a sci cavalli un saltamartino da una 
libbra di palla di terrò, er. lìuon. t'ier. 
2 4" *5. Argaoi , verrirelli , e taglie, e 
comi, Sjltarnartioi assai, liiGniti piccuni. 
i? 4- 3- 7 *^ ' torre a prestar lede Per 
nostra sicurtà, per nostra guardia A simil 
korta di sallamartioi (quijìguratam.). 

•f SALTAMBARCO . f tittmcnlo ru- 
stico da uomo, Sìntimh>ircOt forse simile 
al Lat. barducucullus. Fir. rim. buri. ii6. 
Fa capperucci di cento ragioui A questi 
•altambarcbi da villani. Matt. Franz- 
rim. hurl. a. 126. Gli osti, ch'ai prof- 
ferir mai non soo parchi , Volean eh* io 
scavalcassi a sì mal tempo, E ni'offeiivan 
fuoco, e saltamharcbi . Menz. sat. 1. E 
penhè a me non domandar piuttosto S* 
i' ho converso la toga in saltambarco? 

* SALTAMEiNTO. Salto. Lat. saltus. 
Sah. i/if. se. 35. Eccovi che proprie 
sono dell'eroico, e celebrale da Aristoti- 
le, (juelle Unte e fila e tele e favole e 
varianze e sallamenti , di che ed egli si 
vanta e compiacesì, e dj voi si biasima 1' 
Ariosto. E quanto ai saltamenti appartie- 
ne ec. (qui per lo Lasciar di mezzo , 
Digressione. Lat. intermissut , digres- 
'io), fys) 

SALTAMIi\DOSSO . race fatta in i- 
schetzo , per significare un Vestimento 
misero, e scarso per ogni verso . Frane. 
Sacch. nov Q2. La cappa da baroni si 
couTeriì in un mantelliuo , che parca un 
taltamiadosso . 

SALTANSECCIA. Uccelletto Jt quel/i, 
che fivono di bacherozzoli j appresso l' 
Aldrovando detto Slopparola dalle stop- 
pie. Come da noi Saltameccia dtille sec- 
ce. Buon. Fier, 4. 2. 1. E cingallegre, 
• taltansecce, e frasche, 

§. Per meta/, si dice di Persona co- 
lub'lr, leggieri, Lat. levis , ìnco'istans. 
Gr. a3s5at95, a^TaS*)';. Pataff. 7, M^ 
saltanseccia se', donna bugìana. hor. Med, 
canz. 65. 2- Una certa saltaoseccia, Falla 
come la castagaa. Buon. Fier. 3. 2. i5. 
Che boccuzza ha quell'altra saltaoseccia! 

•f * SALTANTE Che salta S-ilvin. 
Fier. Buon. 3. 4* 9- Cavriole , dalle ca- 
pre saltanti; donde un polio caprizzinle, 
Gr. «tyc'Cwv, fu detto da Galeno nel libro 
ec. fj4) E Snof. 5. II^. Allora appar- 
▼emi uno saltante fuori della sepoltura, 
e si provava di tenermi. (C) 

•■j- * §. Punto saltante. Piccola macchia 
rossa in cima all'uovo. Il punto della gene- 
razione del pulcino. Salvia. Annot. Op. 
Pese. 5. 400. li cuore è principal parte 
dell' nomo , e da quel saoguìgoo punto 
che si vede nel torlo dell' uovo, chiamalo 
punto ialtantc , e originato i! moto , io 
spirito, e la vita dell'animale. Magai. 
tett. Quanti sieno (i giorni) che indugia 
a Tedrrsi ( nell* uovo ) il punto saltan- 
te. (.4) 

SALTARE. Levarsi con tutta la vita 
da ter'/i , ricadendo nel luogo stesso , 
gettandosi di netto da una parte all'al- 
tra senza toccare lo spazio di mezzo . Ljt. 
exsilirr , saltare, tran sii ire . Gr aÌ>£- 
c^ai. Bocc. noi'. 73. i3. Calaodrina an- 
dava, siccome più volenteroso, avanti, e 
prestamente , or qua or la saltando , do- 
vunque alcuna pietra nera vedeva, si git- 



S A L 

lava Tes. Br. 4- 5. Dalfìno è un grande 
pesce, e multo leggiere, che sulta di sopra 
dell' acqua, e già sono slati di quelli che 
son saltati di sopra delle iii\ì. F appres- 
so r Adivenne cl»e questo garzone a pre- 
ghiera d' uno signore si lo fece uscire 
fuori, e saltare nella piazza, e quelli lo 
uccisero . Petr. cip. 5. E quella Greca 
che saltò nel mare , Ver morir netta , e 
fuggir dura sorte. 

§ l. Per met.jf. vale Bijlettersi. Dani. 
Purg. i5. Come quando dall' acqua e 
dallo specchio Salta lo raggio all' opposi- 
la parte. 

§. II. pur fìguratam. per Trapassa- 
re , J agore . Bocc. nci\ 77. 53. E d' 
UQ pensiero in altro saltando ec. s'addor- 
mentò . 

§. HI. S'tltare, vale anche Ballare. Lai. 
saltare, tripudiare, pedibus chcrcoi plau- 
dere, Gr. ^aiit';;iv. Mor. S. Gr,g Fu 
messa in carcere dagli iniqui , e per Io 
saltare d* una fanciulla gli fu tagliala la 
lesta. Frane. Stcch, nov. 82. Poi fa loro 
ripigliare il ballo; il Genovese salta, che 
parca un beccarello. 

§. IV. Per Trapassare d-t un lato a 
un altro con gran prestezza . Lat. tran- 
silire Dant. Par. 6. Quel, che fé poi 
eh' egli usci di Ravenna , E saltò *1 Ru- 
bicon, fu di lai volo, Che noi seguiteria 
lingua, ne penna. Guid. G. Le vele della 
quale (nave) ripiene di prospero vento, 
tantosto abbandonano li conoscenti lunghi 
di Tessaglia , e a' luoghi non conosciuti 
con tostano corso saltano. Bocc. nov. -^y, 
iq. Tania fu la sua letizia, che d'Inferno 
gli parve saltare in Paradiso. 

*t §• V. Per simtlii., vale Lasciar di 
mezzo. Omettere alcuna cosa in leggendo, 
scrivendo. Lat. intermitlere, praeterire. 
Gr ^taÀsc'-£iv. Dant. P.ir, 23. E cosi , 
figurando *1 Paradiso, Convien saltar lo 
sagrato poema. J'arch, Star. 12. ^^S, 
Usavano fare che messer Donalo, diiife- 
rata e leda eh' ei V aveva, interlineasse 
alcuni versi . secoodochè giudicavano a 
proposilo, a fine che colali versi così in- 
terlineali si dovessono saltare dal cancel- 
liere, sanza leggerli altramenli in pub- 
blico. 

t * g. VI. Saltar la febbre addosso , 
o simili, vale Esser siprappreso dalla 
fbbre,o limili. Lat. in jfebrem incidere. 
Salvia, Pros. Tose, \. Per aversene cac 
ciate in corpo due staia gli saltò addosso 
un febbrone, (j^) 

f * %.y il. Saltare, parlandosi di ven- 
ti, vale Levarsi, Sorgere improvviso. .4r. 
Far, i3. i5. Salta un maestro, ch*allra- 
verso mena, E cresce ad ora ad ora . e 
soprabbonda ; E cresce e soprabbonda con 
tal fona, Cbe vai poco alternar poggia 
con orza. (N) 

§. Vili, Sa'tare a cavallo, .fui Ca- 
vallo, o destriere, vale lo staso, che Mon- 
tare in sella. Salire a cavallo Lat. cquum 
n scendere. Gr. ltctzov e-t^y.ivitv. Jr. 
Fiir. 36. 17. Salta a cavallo, e vieu spro- 
nando in fretta Ove nel campo la figlia 
d'Amooe Con palpitante cuor Rug-iero 
aspetta, Morg. ]5. 19. Come fu armato , 
saltò in sul destrieri. 

g. IX. Sahare a cavallo, si dice an- 
che del Far salti sopra certo legno Jt^w 
mate un cavallo ; il quale esercizio da 
Frgezio è detto in Lai. eqitr-rum salitio. 
Gr. iTZTZcav etti'^xtij. Diac. Cai'c* (>. Que- 
sta vostra ciUa ec. ufXi ha mancalo giam- 
mai ec. d'occupar la gioventù io esercì- 
zìi nobilissimi ec, la primavera nella pal- 
la, e nel pome ec.« e.'l verno nel salta- 
re a cavallo, ec. 

g X. Saltare in collera, simili, va- 
gliano Entrare in collera, Adirarsi. Lai. 
ira corripi. Gr. Òp'/Ì^i'i^y.t, Fir DiiC. 



S A L 



997 



an. i3. Egli ec. salta in collera, quaodo 
uu gli vuol favellare. 

S- XI. Saltare U grillo. Saltar la mo- 
sca. Saltare il moicherinn j modi bassi, 
che parimente vogliono Entrare in col'e- 
ra. Stizzirsi. Lai indignari, commoven , 
excande^ccre. Gr. ofuay^ETv. .ffer/i Ori. 
I 3 8^ Salta la mosca subito a colui , 
E dice: dunque tu non vuoi partire? E 
2. 14 30. Visto costui lo strazio che fa- 
ceva Il crudel Saracin della *ua cenle 
gì. sa la ,1 grillo, e di schiera si leva , 
E vagli addosso furiosamente, 

g^ XII. Saltare di palo ,n frasca, 
d Arno in Baccliillone. vale Passar d'u- 
na cosa in un* altra Lat. de Calcaria ia 
carbnnariam, praeter institutum senno- 
nem vigari. J'arch. Ercol. 101. Quando 
alcuno entra d* un ragionamento in un 
altro ec, si dire , tu salii di palo in fra- 
sca, o veramente d* Arno in BacchiHunc 
Borgh. J'csc. Fior. 586. Donde anche 
pensano sia uscito il tritissimo proverbio, 
che vive ancora , ma messo oggi in uso 
capo piedi, saltar di Bacchillone in Ar- 
no, di chi esce ne' suoi r.-.gioaamenti del 
primo, e principal proposito. Bed. An- 
noi. Ditir. 53. Ilo saltato di palo in fra- 
sca : ne doverci esser proverbiato. 

§. XIII. Saliar la grm'Ha, modo bas- 
.<o, vale U<cir di sotto la custodia del 
pedante. Maini. 6. 66. Se e*saltan la gra- 
nata, addìo creanza. 

•t * SALTARIZZO. Term. ,le' Cas 
ittllertzzi. Jgj..iunla di cavallo addestra- 
to a sature. Forlig Ricci^rd. 22. ]q 
Egli al cavallo, rh" erj sallarizzn, Feo far 
lai salto, che usci fuor del cerchio (41 

•t * SALTATO. Add. da Saltare. 
Sali-in. Annot. Opp. Cacc. V l^a. Vi 
trovai un genlilissimo verso di più ( nella 
sopraddclla ediiioae saluto, come ancora 
saltato io nn altro MS. più recente del- 
l' islessa libreria ) , il quale aggiusta lut- 
to ( qi:i JigHt alani, per Lascialo indie- 
tro, Ommesso j. (A) 

« SALTATOIA. Tcrm. de' Pescatori 
Rete che si stende sopra l'acqua dietro 
ad un' altra, dentro cui saltando restano 
iiriltippali i ntii^aini. (A) 

t j SALTATORE. Vcrhal.masc. Che, 
Chi salti. Lat. snltalor. Gr. o'Dyt\'7zr,i. 
Cron. Veli. /|9 Fu forte arditi, e atan- 
te, e molto leggieri, e grande saltatore. 

*g. l- Saltatole, dicesi anche Cllniche 
fa siiti, e simili destrezze ginnastiche in 
liioshi pulihlici. « Dicer. Div. Avve^na- 
chi; da Jui li fossi parlilo, e da lui fug- 
gito, come da saltatore non come da uo- 
mo. Buon. Fier. l^. 2. j. Ai sallatori at- 
tesi, e a' cavadenti •» . (C) 

5 § II. Sill3tore, per Rallerino. Lat. 
sillator. Sorgli. Orig. Fir. i;^. Come ben 
sa chi ha punto veduto gli scrittori lati- 
ni, che fra r altre cose chiamavan salta- 
tore quello, che noi diremmo peravven- 
tura ballerino 

t •-• SALTATORIO. V. L. Add. Che 
appartiene a saltatore. Sepn. Poet, 2'-8. 
Queste medesime differenze ancora si pos- 
sono scorgere nell'arte saltatoria , ed in 
quella de' suoni. (FJ 

SALT.4.TRICE . Ferbal. femm. C'ie 
salta. 

t §■ Per Ballerina. Lai. saltatrix. 
Gr. ipyr.lTpia. Filoc. 7. 48.'> Che fu, 
per servare il giuramento d* Erode, me- 
rito della saltatrice giovane. Cabale. DI- 
scipl. spir. Questo vizio, che e similmeo- 
le assimigliato alla saltatrice, la quale fe- 
ce dicollare S, Giovanni B.itista. Omel. 
S. Gio. Gris. 223, 11 capo di lanlo pro- 
feta, il quale è dato alla saltatrice in mer- 
cede di libidine e di piacimento. 

SALTAZIO>E. // saltare. Lai. talta. 
tt'\ saltitaf. Gr. ^T/iOTJ^l;, TTyiVlitta. Bui. 



9D8 



S A L 



Purg. g. i. VcQUs e pianetj fredJo ed 
umido ce, e ligoiGca largbezxa ce. ; ul* 
talloni, uso di cauto can caunc, e eoa leu- 
io, ce. I{t:d. Jnrtìt. IJitìr. 197. Dove 
racconta le varie ipciic di sjUjcìudì, co* 
nomi loro, * Salvia, Pros. Toéc. I. 337- 
La sallazione ti può dire che della mu' 
sica partecipi e d.-lU ginnastica, (pi) 

* SALTELLANTE. CUt sfittila. Lii. 
subsiliens. Sadin. Pros. To:ìc, i. 17G. 
FurmaDo il iuoao aspro, sjllullantc e 
sconcertato ( qnt per sititi Ut. ) . {*) 

SALTELLARE. Satlnre sp,ssamtnU , 
e a piccioli Siiti. Lat. siilmUrf, Gr. 
VfCÀXy.t'ì^xi. Fitùc. 6. 2^8. Come i fu- 
riosi tori, ricevuto il culpo dol pesante 
maglio, <|ua e là senza ordine saltellano. 
Dani. Ili/. 12. Che gir non sa, ma qua 
e là saltella. Dui-cU 1. (^i. E vedrai sal- 
tellar mille ranocchi. ^Vur;,'. 2. 5. 3^. Ma 
egli in qua e 'u 1^ lanlo saltella, Cbe 
giunse (love stava la donzella. 

't SALTELLINO. Dim di S'tluHo. 
Lai. saltatitincnlct. Mor-j;, 2:*. 2^5. Ma 
questo all'uno ed all' nitro oav.iIlo Credo 
cbe fosse un sallcllin da hallo. 

* SALTELLO. Dim, ih sullo. OU. 
Corri. In/. 3à, 55t. E quella (pietra) 
giuQt.i al suo corso, e ripercossa dalla ri- 
pa, un poco ritorna saltellando ; e questi 
saltelli fanno un suono dello cicchi, (C) 

SALTELLONE,.' SALTELLONI. A^v- 
i-Crlf. A salii Lat. siUuaUm, Gr. TT'ìO»]- 
n'tw;. Ucrn Ori. 1. l3. 63. Ila gij la 
fiera in man |>reKo il bastone, E va in- 
torno a Rinaldo saltellone. T\r. As. 317. 
Costui, jvendo un pomo d'oro nella man 
destra, il diede, correndo cosi un poco sal- 
tellone, a quel pastore. Buon Fter. A. 
.1. 23. Che tromlia t: quella , che si sal- 
telloni Suona come campana cbe rintoc- 
chi? (f]ut per sìiNilit.i, 

* SALTERECCIO. Add. Spettante a 
saito, litit. l'ij. Tresca si chiama un ballo 
salterecciOf dove sia grande e veloce mo- 
viment>> ; e a denotare lo veloce mo- 
\inK-nlo delle mani di quelle misi-re anime 
a scuotersi Tarsura, lo chiama tresca. (B) 

SALTEHELLAUE . Fretjuentaiivo di 
Salti'llan-, Saltahvilftrc, 

SALTERELLO. Dtm. di Salto. 

§. I. Salterello, si dice a'iclie Un pezzo 
di carta ai'volla , e legata strettissima , 
denlrola quale sia rinchiusa polvere d' 
nrchibusoj detto così, perche pii;lian</o 
fuoco, e scoppiando saltella. Allc^. 226. 
Il suo favor, siccome i salierolli, Sa ne 
va in fumo, romorc, e baleno. Cecch. 
Donz. 4- 7- Ilo vi>to tante maschere, ap- 
piccato Più di rìnquant-i sallen-lli. 

§. II. Silterellif dtConsi anche (Jue*ie- 
inetti che ne^U strumenti di tasto fanno 
sonare le cord<-.v iJurt. Suon. 4*4 ^"l^' 
tosi a cercarlo ad una ad una (/e corde 
del cembalo) , trovò mancare al salterel- 
lo dell' ultima quel poculin di panno , 
che, riradendo in giù il sallcrello, tucca 
la curda a ne ammorza il suono. Jifuf^if^ 
leti* Scient . Traltt-nendosi un;i m.ittina 
allo slrumcDlo ce. giunse a far puiUic i 
salterelli e le eoido iu una forma cbe /jo- 
pulut i-idtb.it Viccs. (Br) 

* §. in. Sallirello, per Sorta di bal- 
lo, lied. Quartine (Lo star dì mezzo In- 
verno intorno al fuoco ce J Dirò, rhe<|uau- 
do ci suona la libera. In si dolce vi spic- 
ca aita eccellenza 11 salterello, e l'aria dì 
FioreDza, ce, (Jt) 

* SALTEHETTO. Piccolo Salterio, 
Libro de' salmi. Fr, Ciord. aS^- 1' boo 
veduto cogli occbi-la Reina di P' rancia, e 
le figliuole del Re, o i Ggliuolì, ce. tulli 
cui belli libretti in mano, e leggeano ce. 
Ciascuno avrà il suo libretto ce , e sono 
in Santo coi bolli salterelli, cb* è una de 
voiiouc. (}') 



S A L 

SALTERO, e SALTERIO. // Volu^ 
me, e l'Opera de'salmi di David. Lai» 
ptaltertum. Gr. "^tt^niptov. G. V. 6. 
3i. I. Ed era di volume come uno sal- 
tero. lÙ 7. 5o. 2. Con mal animo dicen- 
do il verso di-'l salterio. Te*. Br. \- 11 . 
Il priifeta David nel comiaciamento del 
salicro nomina Ire maniere di peccalo. 
Cronichett. d' Amar. 2. Fece il salterò, 
e recò 1* arca di Dio. 

§. 1. Dite il salterio, vale fiecitare 
i salmi contenuti nel saltero Davidico. 
MaestruZi. 2, i8Se du-- giurano che an- 
deranno olir' amare per Dio, ovvero, cbe 
entreranno nella religione, ovvero, cbe di- 
ranno duco Ire salierii l'uno per l'altro. 
IC 2. 22 Aggiugne Innocenzio, cbe se 
si bota (il rt/ii;ioiO) di dire un sjllcrio, 
ovvero alcuna orazioue , dove nullo pre- 
giudizio puolc iuiervenirc, dee osservare 
il boto. 

g. II. Per un Piccolo libretto^ su cui 
i fanciulli imparano a tempere ^ il quale 
contiene alcuni salmi . Cren . Morell. 
33^. In sci (anni) seppe il Salterò, io ot- 
to il Donadello. Malm. 8. S?. Fu Paride 
persona letterata, CbÌ! già studiato avea 
più d* un salterò. 

*f §. III. Per Sorta di antico stru- 
mento musicale di dieci corde , perciòdet- 
to anche Decacordo, Il Salterio d'o-^cidi 
e uno strumento piano in forma d'un 
triangolo troncato in etnia, ed hn trenta 
cordi- tV ottone , ordinate all' unitono , o 
ottava. Lai, psalterium. Gr. t^aÌT>5'piov. 
Frane. Sacch, Op. div. ||8. .\ola , che 
1 sjltcro, il quale si caola nella chiesa 
e lutti gli uficii che vi si canlano, aniica- 
mcntc si cantavano con cembali, con trom- 
be, eoo celere e ron salterii; e da questo 
Salterò, che è stormciito di dieci corde 
aifiguratc a'dieci cumandamenli di Dio, 
ebbe nome. Ftp. Salm. Ed è ancora det- 
to questo salterio decacordo, cioè di dieci 
corde. 

§. IV. Sellerò, per lo Felo, o Accon- 
ciatura di veli che portano in capo le mo* 
I nache Bocc. nov. 82. tit. Essendo lei con 
un prete, credendosi il salterò do' veli aver 
posto in capo, le brache del prete vi si 
pose. F num. 6. Credendosi torre certi 
veli piegati, li quali in capo portano , e 
chiamangli il saltero, levcnner tolte le bra- 
che del prete; e tanta fu la frelta , che 
senza avvedersene, in luogo del salterò , 
le si gtttò in capo, ed usci fuori. 

SALTETTO.Am di Salto. Piccolo sal- 
to. Lai. saltatiuncula. Frane. Sacch. rim. 
3o. L'una alla terra va co' piedi slrelli; 
Danzando l'alti a fa valghi sallclli. i^ Ca- 
stigl. Cortili, I. 35. Qual di voi è cbe 
Don rìda, quando il nostro M. rifq>aulo 
danza alla foggia sua, con que' snlletli, e 
gambe stirale in punta di piede, ec. (F) 
* SALTICCHIARE. F,equ,ntalivo di 
Saltare, Soltellare. Bim. buri 3. 6. 
Ond'elU (la ijatzuota ) e io siti f ';d sn 
salticchia, e vola. (!\') 

•f « SALTIMBARCA. SorU di veste 
Vile, Saltuntbarcv. L»l. bardocucullus. Al- 
leg. 101. Come di duo K'dzuu' far un 
sacchetto. Come d' un lucro far un sal- 
timbaica, Cb* è ijuasi far ec. (*) 
. SALTO. Jt saltare. Lat. saltus. Or. 
«Xjuia. Bo€c. nov. ^j). 6 Prese un sal- 
to, e fussi gitlato dall* altra parie. />. 
Ciò. Celi, lift. 4 Ma pure ti veggio 
dato avere un salto fuori ilei maro, co- 
rno fauno certi pesci. 

§. I. Per metaf. Petr. son. 3l. E 
gran tempo è , cbe io presi il prinucr 
salto. E son. 116. Ondo convicn ch'ar- 
malo viva La vita, che trapassa a sì gran 
salti. 

t g. II. Per similit. Te*. /?r. 1, 48. 
Quando sono finiti quegli ocdiii d>l ri- 



manenift, e uno di, secondixbè detto é 
dinanzi, rbe sono appellati li salii della 
Luna, allora tu dei prender quel di, e 
gli ondici del rimaneolr. F Tesoretl.l^. 
Il5. La faro il grau s^ili,.. Per dirle più 
dislese Nella lingua franzose. Saga. nat. 
esp i53. Salto dell'immersione e quel 
primo balzo cbe si vede fare ali' aequa 
in qufl the la palla tocca il ghiaccio. 
E appresso : Abbaisameoto deoola il 
grado , al quale dopo 1) suddetto salto 
dell* immersione si riduce l'acqua nel 
cominciare a pigliare il freddo. /< |64- 
Salto drir agghiacciamento disegna il gn. 
do, al quale viene scaglijta l'acqua con 
massima velocità nel punto dell'agghiac- 
ciarsi. 

§. III. Ordinarsi per salto, dicono 1 
Canonisti del t'enir promosso all' ordine 
superiore, avanti di essere ammesso alC 
ordine inferiore. Lai. per saltus promo- 
veri, Maestrttzz. |. i5. Che sarà di co- 
loro che si ordinano per salto T Se al- 
cuno è promosso per salto, cioè che la- 
sciando uno ordine si sal^ a quello cb* 
è più su, costui riceve il caraliere, ma 
per rigore dee essere disposto. 

§. IV. Saltn, per Ballo, Lai. saìiatio. 
Gr. ^oztici.. Dont. Par. 18. l'bo fermo 
'I desjro Si a colui che volle *ivcr solo, 
E che per salii fu Iralto a marliro, But. 
ivi: Per salti fu trailo al marliro, impe- 
rocché la 6gliola d'Erode, avendo saltalo 
nel convito del suo natale, e ballato, 
dimandò, per conforto della madre ec., 
lo capo di san Giovanni BalisU. 

§. V. Per Bosco. Lai. saltus. Gr. 
a>90^ Vant. Par. ji. Esser non paole 
Che per diversi salti non si spanda, .^forg. 
28. 85. Poiiht- i salti rivide Pirenei. * 
Ar. Fur. 1. 62. Woo si vanno i leoni 
o i tori in salto A dar di petto, ad ac- 
costar sì crudi, Cornell duo guerrieri, al 
fiero assalto. (P) 

g. VI. Salto mortale, si dice dei Saiht- 
re voltando la persona sottoiopra^ sema 
toccar terra Colle mani , o Can altro . 
Malm. 9. 25. Ondo più d'uno in giù 
verso la* strada Fa pur di nuovo un bel 
salto mortale ( qui per similit,). 

+ 3 SALVA. Lo spato che si fa ad un 
tempo di molti anhibufii, o pezzi d'arti- 
glietia in segno di onore^ o dt gioia, o dt 
feitaj ed anche Molu cofpi diarttgii<ria 
fatti continuatamente nella medesima oc- 
casione 

* §. I. Salva, si dice anche la Scarica 
di più fucili, pezzi d'artiglieria fatta nel 
medesim'ì tempo contro lo siesta ubbiettu. 
•4 ìted. Esp. nat. i5 Si gloriava d' ciécr. 
indurito, e ghiacciato, e cbe senza limurc 
si sarebbe posto per hersagho a qudUi- 
sia più brava, e più orribil salva di mo- 
schettate •• . (C) 

§. 11. Salva, per Credenze, nel signt- 
fic. liei §. XIII. Lai. praegustmuo. Cr 
ffpo'-/co5i«- ^cd, ì tp. a. 38. Diede .* 
maugiarc alla giovane Ke{tÌDa quella par- 
te dì esso uccello ihc era stata toccata dalla 
banda del rollello avvelenato, e culi' al 
ira p^rte il buon uomo ne fece la salva 
SALVADANAIO, t asrUj di Urrà coi- 
ta, nel quale i fanciulli mettono per un 
piCCtol pertugio, ch'egli ha, 1 kiu tena- 
ri, per salvargli, non me gli potendv pot 
eavare, se non ronipemdolo. Ttail. gov. 
fam. "". Non patire, .ibbi^uu salvadanaio 
o ctsseliins, ne mai dicano: questo e mio. 
infinrhè tu vivi. '•»//. Sp<rt. 5 1- Na- 
scoiigli orila rapprlla de' Serragli, parto- 
domigli avri messi nel salradiM>o- ^*"'''- 
Fier 3 ]. II. Avrete cura allo creden- 
■e. e a' Iclli, E a' salvadanai E Ì\, tntr. 
Egli slan pur benin con quella bòitr Ui 
raso al collo, e que* ssUadanai Dorali tu 
mano. 



S A L 

SALVADORE. SaU-ntore . Lat. sal^'a^ 
tor. Gr. Gùì-zt'.p. />orgh. Hip. Cfi, AvjDti 
vi SODO quattro Apitstuli , che eoo divo- 
sioDc rigujnlaoo tu allo il S^tvjdore ri- 
tusritato. V'.' qj. S.iu Domeuioo, itiipirato 
dalla pietosa ISlailre del Salvador nostro 
ec, ritrovò un niudu di inaiidur preghie- 
re a Dio (in questi eti-nipit è nei sig'ujtc* 
deÌ$. iti SALVATOKE) t- Se-^ner. Mann. 
Die. 19. 2. E altro ciò che uo essere Sal- 
vadore qual fu udo Oltoniello, o un Gio- 
suè, o un Gedeone, o altri tali ec, questo 
è UD essere Salvador similissinio a Gesù 
Cristo ec. gli altri Salvadori stettero, per 
così dire alle i'alde del monte Sion (^ ) 

* SALVAFIASCm . Custodia de' /la- 
schi j e forse è Ceri* armatura di vimi- 
nif o d'altro /rpno ^ che si fa intorno a' 

fiaschi, bocce, e simifi vasi di vetro da 
conscrv^ir liquori, per loro difesa. JMalt. 
franz. rìm. buri. E sol si scrvcn de'vasi 
che ho detto (de* rinfrescatoi) Per salva- 
fiaschi e per un bel parere. (lir) 

SALVAGGIAA. Carne dì animale sai- 
valico, buona a mangiare^ e si dice an- 
che dvgli animali slessij Sd/i'alicina. Lat. 
ferina. Gr. Svjpt'oy. liocc. nov. 5. 7. il 
luogo, !J dove era, dovere esser tale, che. 
copìosaniente di diverse salvaggine aver vi 
dovesse. Dittam. ^. 12. Assai v'ha pesce, 
salvaggine e belve. Cron. MortJl 220. Per 
essi boschi usa gran quantità di salvaggi- 
na, come porci salvatichi, caprioli , orsi , 
ed altre fiere. * Mil. M. Poi. 56. Quivi 
hae tutte salvaggine, e assai, e havvì niou- 
toni saUalicbi assai e grandi, (C) Sa'vin. 
fCnrid, /. I. E sdraiati per 1' erba si ri- 
colmano Di vio vecchio, e di grassa sal- 
vaggioa. (t) 

t SALVAGGIO . Add, Lo stesso che 
Selva^io, ma meno usato. Lat. .■i'flfester. 
Gr.uioee;, aypio; . Lìb. cur. malati. 
Nasce in paesi salv^ggì ed inofpiti. G. p^. 
8. 55. 7. Questa salvaggia e grossa arma- 
dura chiamano godendach. 

* §. Salvagmo, metaf., yer Lontano , 
Diverso. G. /•'. lib. i. cap. 2 2-1 quali 
per paura di loro, sì come gente stranie- 
ra e da* loro costumi salvaggìa, per nìmici 
li trattavano, (y) 

SALVAGGIUME . Tntte le spezie d* 
animali che si pigfiano in caceia j buone 
a mangiar^. Lat. fera:, ferma. Gr. Stj^i'ov. 
M. f. 7. 48. Il iirauuo , perchè avea co- 
mandato che il salvaggiume non si piglias- 
se con alcuno ingegno ec, incrudelì con- 
iro al semplice. Cron. Morell. 222. Ap- 
presso esce del Mugello gran quantità di 
formaggio ec , e simile salvaggiume in 
grande abbondanza. Tac. Dav. ann, 12. 
l45.Trovavisi sparsi i salvaggiumi per ter* 
ra. V? l5. 214 Eranvi uccellami , e salvag- 
giumi di varii capi del mondo. 

SALVAGIONE. Sanazione. Lai. ja/z/j, 
tnco/umitatf sospifas, Gr. ctàTTtpiu, ocs- 
foCXziu. Cai. cap too. 3. i83. Onde co- 
lor che si pigliano impaccio Della mia 
salvagione e del mìo bene , Bravano , e 
dicon eh' io non no fo straccio. 

* SALVAGUARDIA. Custodia, Sicu- 
rama. Lai. custodia , sccuriias. Gr, «sya- 
).«(«. Sfg'itT. Crist. instr. I. 27. 4- Que- 
sta fa che il Signore ponga come una sal- 
vaguardia a lutti i beni posseduti da noi, 
affinchè ognuno gli rispetti . (*) Jmperf. 
Prov. D. i3. T. 4. 3^0. È dunque 1* 
esilio una salvaguardia che dalle corrut- 
t<*le ne custodisce. (F) 

SALVAMENTE. Avvtrb. Consah:zza, 
Senza danno . Lai, tufo . Gr. affyaiw; . 
J9occ. nov. 77. 66. Salvamente infin (uor 
della torre la coodnsse. O. F. 10. 31. 5. 
Si ricolsero salvamente, e parlironsi di 
Roma, con danno e disonore. Pass. i5i. 
Se *! confesserò ne fosse esaminato ec. , 
non le dee manifestare , e punte salva- 



S A L 

! mente giurare ec. the egli nonnesa neente. 
SALVAMENTO. // salvarsi. Sah-vzz^. 
Lai, sa/iis. Gr. ffWTyjpK. /iocc. g. (i. /. 
! 3. Voglio , che domane si dica ec. dulie 
I liell'e, le quali per amore, o per -salva- 
I mento di loro , le donne hanno già falle 
a'Ior mariti. Dant. Par. 5 Questo vi ba- 
sti a vostro salvamento . Cr. 1, 6. 10. 
: Fuor di ragiono ìmp.)ccerebbon la corte , 
1 la quale per salvamento degli abitanti ri- 
chiede sano aere per la bontà del sole, e 
de' venti. 

g,j^ salvamento, postoavverbinlm.^ vale 
Senza d-inno, Simo e suLo. Lat. incolli- 
I mis. Gr. (Àzzimi, j-/ir!i. O. /'. ti. 87. 
j 2. Non poteano andare a nullo salvamen- 
I to , ne riconoscere via, o cammino. Pass. 
Il3. L'anima andò a salvamento (cioè, 
1 si salvò), ymc. Mari. leti. 39. Io inien- 
^ do per quella (Iftlcra) l'arrivo del signor 
Marchese vostro padre a salvamento . IL 
rini, 56. Lasciale spesso unii callaia aper- 
ta Daputcr\i ritrarrea salvamento, Sela ra- 
gia d'alcun \ieue scoperta lievn, Orl.^. 5. 
28, La douna pur passaodu con buon ven- 
to, A Reggio si ridusse a salvamento. Red. 
Ivtl. 2. 83. La cassetta consegnata per 
mandare a Genova ec. è arrivata a salva- 
mento . 

♦ SALVANTE. Che salva. Tac Dav. 
Ann. I 10- Erano ancora per azzuOarsi 
la legione ottava , chiedente Sirpico cen- 
turione per amniazaariu , e la quindicesi- 
ma , lui salvante , se la nona non vi si 
frametteva co' preghi, (?iS) Sa/fin. Inn. 
Orf, Ed ì tuoi supplici salvante. (A) 

SALVAi\ZA. / . A. Salvezza , Salva- 
mento. Lai. salai, inco^umitas. Gr. ow'ttJ- 
^t'a, a^pxisia. Fr. Ine. T, 6. 40. 27. 
lo sono 1) prezzo di voslra salvanza; Sulla 
croce per voi fui chiavellalo. 

f SALVARE . Conservare , Difendere, 
Lat. servare, tueri , sal\are. Gr. coì^tiv. 
Dant. Inf. l5. Siccbi; dal fuoco salva 1' 
acqua e gli argini. Prtr. canz. 47- 6. Sal- 
vando insieme tua salute e mia. ScaL 
C^austr, 44^' Adunque, o anima, che hai 
tanto onore ec, priegoti , che ti s.ilvi , e 
guardi monda e pura . Bocc. Test. pag. 
2. Ed essi operai gli debbano guardare e 
salvare , mentre durano a' servigi della 
detta chiesa. 

§. i. Per Dar salate, Trar di peri- 
cofo. Lat. servare, salutem afierre. Petr, 
canz. 49. 3. Per te il tuo Figlio, e quel 
del sommo Padre ec. Venne a salvarne in 
su gli estremi giorni. £occ. nov. 5o. 16. 
Se Dio mi salvi , di cosi falle femnìine 
non si vorrebbe aver misericordia. 

§. II. Salvar In capra e i cavoli, si 
dice proverbialm, , in modo basso , del 
Far bene a uno senza nocunienio dell'al- 
tro. Lai. alteri prodesse, alteri non obes- 
sej e talora si dice del/' Acconciare alcun 
suo fatto, schivando più periccli, Cecch. 
Spir. 2. I- Ma si può Far in mo'da sal- 
var la capra e i cavoli. Salv. Granch. 2. 
2. Parendomi eh' e* sia Proprio, come si 
suol dire in proverbio , Un modo da sal- 
var la capra e i cavoli . l'arch J\rcoL 
223. Piacemi che voi andiate cercando di 
salvare la capra e i cavoli. 

g. IH. Sahare , neutr. pnss. , vale 
Scampare. 8ed Ditir. 38. Ma se la ter- 
ra comincia a tremare, E traballando mi- 
naccia disastri, Lascio la terra , mi salvo 
nel mare. 

5? §. W, Salvare, per Conservare. Vii. 
S. Frane. 209. Il fieno , che stelle in 
quella mangiatoia , fue salvalo , e ri- 
posto, e avea virtù, che sanava di molte 
infermità. (C) 

g. V. Ed in sì^nifc. pass, si usa co- 
munementi' anche per /scampare dalle 
pene infernali. Andarne " anime in lun- 
go di eterna salute. Dani. tnf. 4- E vo* 



S A L 



9Ì)J 



cbe sappi, che dinanzi ad essi Spirili u- 
manì non eran salvali. S<rm. S» Ai;ost. 
00. Acciocché voi siate salvati, e non giu- 
dicati, non giudicale alcuno. ESG. Sare- 
mo accompagnati dai Patriarchi , e dai 
Profeti, e dagli Apostoli , e da Martori 
e Confessori, e Vergini, i quali lutti si 
salvano ) qui in ui^nìfic. neutr. pass.). 

§. VI. lar a salvare, lo stesso che 
Fare a salvoj tarmine del (giuoco. Ved 
FARE A SALVO. lìem. rim. 1. 5i. Puoi 
far con un compagno anche a salvare. Se 
tu avessi paura del resto , E a tua n'osta 
fuggire e cacciare. 

§ VII. Dio li salvi. Dio vi salvi, si- 
mili j modo di sntuiare altrui. Spezie di 
saluto. Lat .salve, vale , solvete, •••nlete . 
Fir. Disc. an. 34» Dio ti salvi, santo ro- 
mito. 

* §. VIII. .S'è Din mi salvi, ti salvi, „ 
simile j modi deprecativi . Seal. Claustr. 
447* O anima, dimmi, se Dio ti salvi, or 
che ti vale, or che ti giova la continua 
lezione, e che ti giova occupare lo tem- 
po e perderlo, leggendo le Sante Scrit- 
ture 7 A'occ. nov. 76. Se Dio mi salvi , 
questo è malfatto. (C) 

* SALVAROnA. Susi. Guardaroba 
Cas, Leu. ined, 16 Quando M. Tiziano 
ara fatto il ritrailo, allora V. S. R'-v. a- 
verà quello cbe è in salvaroba. (Bj 

* SALVASTRELLA. Sorta di erba. 
Pimptnelìa. Lat *piwpinclh. Lib. Cur. ma- 
lati. Lo 'mpiastro della salvastrella giova 
al mal del dilombato. (•) ^ 

•f SALVATELLA. Una delle vene del- 
la mano, Lat *snLatelln, Tes. Pov. P. 
S- cap. 26. Tolgasi sangue della vena sal- 
valella del braccio manco. /? cap. 63. 
La flobotomia della vena salvatella della 
mano manca, fatta lo dì, quando la Lu- 
na primamente è veduta. 

SALVATICAMENTE.^ir^r^-. Alla sal- 
vatica , Con modo, e costume sa/va tico , 
zoticair.entc . Lat. ruslice, inhumane. Gr. 
a.ypaty.Òii. Bccc. nov. 20. t2. E tu non 
pare cbe mi riconoschi, sì salvaticamenfc 
mollo mi fai. 

'V- SALVATICTIELLO. Add. Salvati- 
chetfo. Penv. Celi f-'it. 2. 260. Era mol- 
(o b'ila di forma di corpo , ed era ;il- 
quanio brunetta; e per essere salvatichel- 
la, e di pochissime parole, veloce nel suo 
andare, accigliai!» negli occhi, queste tali 
cose causorno, che io le posi nome Scor- 
zone. (C) 

5 SALVATICHETTO. Dim, di Sai- 
vniico. Lai. rusticiilns , subrusticus. Gr. 
U7TK7jOaxo5. Bocc. nov. 46. 7. La giova- 
ne, parendole il suo onore avere ornai 
perduto, per la guardia del quale ella gli 
era alquanto nel passato stata salvatichel- 
ta ec, seco aveva preso di piacerli in ogni 
suo desiderio. E nov. 72. 5. Ed ella co- 
tal salvatìcheita, farcendo vista di non av- 
vedersene, andava pure oltre in conlegno. 

SALVATICHEZZA. Astratto di Sal- 
vatico. Lat- asperilas . Gr. a'y^otxiV.. 
Lnh. 67 Assai bene ora conosco ec. che 
voglia dir la salvatichezza dfl luogo , e 
gli altri nomi da te mostratimi della val- 
le. Cr. 2. i3. 19. Ninna altra cosa è la 
salvatichezza della pianta, se non negli- 
gente coltivamento di quella. ^* Pros. 
Fior. 4. 73. Le Città richiamano gli 
u9mioi dalle salvalicbezze de' boschi e 
dal commercio delle fiere alla civil- 
tà. (TCJ 

§ I. Per metaf, vale Rozzezza, Zoti- 
chezza. Lat. rustie itas. Gr, cHypcii^ta. 
G. V. 8- 38. 3. Per la conversazione 
della loro invìdia colla bizzarra salvati- 
chezza nacque il superbio sdegno Ira lo- 
ro. Docc. ncv. 26 5 Catella lasciò una 
salvatichwzj, cbe con lui avea. Amet. 
5q. Egli m' incominciò a piacere, e già 



iboo 



S A L 



S A L 



S A t 



m* er^oo cari i pusi &uoÌ , srgucDti le 
mie petlafe^ e 1' usala talvalicbetza ab- 
bandonò il pcllo e gli orrhi miei, disposti 
ad amjrc, più che ad altro. /Of. SS. 
Putì. 1. ^. (Quegli, il (juale con (aato 
isludiu bai cercato di trovare ec, pule 
di vecchiezza e di sulvaticbexza B^rn. 
Ori. I. 24- 19- Parve che fusse gran 
ulvatirhrzza A quella doooa, cb* era 
mal avvezza. 

^ §. II. Salvatickezza, per Mal ani- 
mo t fiuggine. Cron. Fili. 8. Richiesti 
da lui a fare U pace, non erano com- 
parili : e ìd tanta salvaticbeua ktellono 
che ec. E t). Da poi in qua siamo stati 
fratelli senza niuna salvatichezza . (Mtn) 

t SALVATICHISSIMO . Superi, di 
Selvatico . Benv. Ct-ll Fit. i, 429. 
Giugnemmo a quel salvaiicbiSìimo allug- 
giamenlo, dove essendo noi molli, isirac- 
cbi e affamati fummo piacevolissimamen- 
te ricevuti. 

SALVATICINA. Silvaggina. Ln. fe- 
rina. Gr, &ij^i'ov. Ar, Lrn 2. 3. E in- 
sieme dolgomi Che mai per alcun tempo 
nou si Tendono Salvaticine qui come 
si vendono In tutte altre citladi. Car. 
leu. 2 Si. Per vanagloria di quel- 
la sua gran caccia? delle salvalicine fila- 
ria LcMie; ma quei capponi irnpa&lali, cbe 
hanno a fare coi cacciatori ì 

SALVATICO. Susi. Luogo pieno d' 
alberi da far ombra. Lat. nemus. Gr. 
Ó.X'70{. Cron. Morella 220. Di più fra' 
poggi vedi il lalvalìco di gran boschi, e 
k«lve di molli castagni, ec. l'ett. Colt, 
21. lo gli risposi, che egli era pur co- 
stume antico Ji fare ne' giardini de* sal- 
vatirhi. 

SALVATICO. AJ'l Di teha. Non do- 
tnettico. Lai. sylve-tter, iylvattcus . Gr. 
dypiOi . Bocc. noi\ 3o. 4- Dandole al- 
quanto du mangiare radici d* erbe , e 
pomi salvaticbi e datteri, e bcfe acqua, 
le disse : ec, /? nnv. 43- 9. Per lo sal- 
vatico luogo s'andò avvolgendo, l'ìt. S, 
Già. Batt. 201. Alcuna volta trovava co- 
tali fruiti salviticlii che sano per li bo- 
schi, e parevangli bulli e coglievanc 



assaggijvagli , e parevangli buoni, 



nt. 



SS. Pad. I. 67. Vivetlc d'erbe salvati 
cbe, e di certe radici crude. 

^ %■ ^* Aggiunto di Paese, Campo, 
terreno f e simili, vale talora Aon coltivato. 
Cron, Mordi, 220. Tengimo parte di 
salvalico, e parte di domestico. (C) 

fr §. II. Salvatico, e arnhe agt^iunto 
di alcune piante e di alcuni frutti che 
vengono n-tturalmente senza the all'i si 
pi^li alcuna Cura d' i'incstitrfjli, e colti- 
va'li. f^c'^ez. 177. Di cipressi ec, odi Cer- 
ri salvatichi o domcsticbi o di assi 
falli d' abete nave Liburtina si tesse. Cr. 
6. 7. ». Dell' oppij altro t; domestico, 
• altro è salvatico. A" cnp. j5. 1. La 
malva è fredda e umida nel secondo gra- 
do, 1j quale ì* di due maniere» cioè di- 
mestica e salvatica. (C) ^ 

■f §. III. Salvatico, aggiunto m^via, 
simile , vaU .'tspra. San frequentala . 
Bocc, nov. <)3. II. Non per quelli via, 
donde tu qui venisti, m.i per quella che 
tu vedi a sinistra ec, n' andrai , percioc- 
ché, ancoraché un poco più salvatica sia, 
«Ila è più vicin.1 a rasa tua (cévè , più 
aspra» e meno frequentata). 

•f * g IV. Sabatico, vale anche So- 
/ttario, Homito, Difnhitato. Bocc. nov, 
4)8. 43. 5cnz.i S3p< re dove b* andasse , 
più che d' altro, di morir disideroso , s' 
avTcnnc in un luogo molto salvatico del- 
la ciliìi, dove ce. (I') 

S- V. Per metif. O. V. 8 38. 2. 
L una si mos^e per invidia, t* l' altra per 
salvatica ingraliludinc {ci^tt, tcorter , roua 
iuumauj). 



'<! g. VI. Kiser salvatiCQ ad alcuna co- 
sa, vate /esserne alieno , Xon portarle 
affezione. Stor. Bari. 121. Bene veggo 
e conosco cbe tu se' salvatico al mondo, 
e alle cose cbe ci sono, e seti dato a 
Gesù Cristo. (Fj 

g. VII. Aggiunto a Ftera, Bestia, o 
simiU, vale Che vive in selva, o alla fo- 
resta. Lai. ferua. Gr. a'//:to;* Amm, 
Ani. 3o. l. 12. Schiumasi la bocca a' 
porci salvatichi, e aginzaosi i denti . 
Bocc, nov. 77. 4i> La fine della peoi- 
tenzia nelle salvaiicfae fiere. com>' tu se' 
ec , vuol esser la morte. A it. SS. Pad. 
2. 11. Una fiera salvatica per certi segni 
gì' insegnò un* erba , della quale egli 
mangiando, fu guarito subito. Fit. S. 
Gio. fìat, 202. Queste sono delle cose 
che ha fatte Dumeneddio , che diceva 
messere e madonna cb* erano fiere 
salvaliche. E 203 Ora se* tu colle be- 
alie ìalvaticbe ? R s'elte li faranno male, 
come viveró io ? £ 2o8 Co»i s'abbrac- 
ciava Co' lioni e culle lieslie grandi sat- 
vaticbc, cbe trovava per lo diserto, come 
facesse colla famiglia di casa. 

§ Vili. A.'ginato a Uomo, vate Zo- 
liC'i, Bozzo; contrario tt' Aff''ttitle , e di 
Gentile. Lai. dwus, a<per, rusiiiuf. Gr. 
ói'/ptOy. Bocc, nov. 48- 2- Tanto cruda 
e dura, e salvatica gli si mostrava la 
giovanelta amata. Da/it. Purg. 26. Non 
altriin<-nli stupido si turb^ Lo rauntanaro 
e rimirando ammuta, Quando rozzo e 
salvatico s' inurba. Petr. cnp, 4 '". tl>* 
era più salvatico cb'e' cervi, Kailo do- 
mesticato fui con tutti. PtfiJ.tó^- Ma e'sono 
molli e molle cbe vanno cercando colali 
confessori salvalicbi , mentecatti, e rozzi, 
G. V, 8. 3'. 2. Uomini erano morbidi, 
innocenti, salvatichi, e ingrati, v Buon, 
Tane. 2. 3. Tancia, tu se* salvatica e 
maléa. (S) 

* SALVATICDME. Lo sUsso che 
SalvaUchczza. hìtperf. V. Tib. D, 4. 
T. 12. 182. Divengon frutti domestici 
quei cbe da per se pel soverchio rigoglio 
aviian dato in salvaticume. E Tini. D. 
12. T. 8. 4' (* ^^' mondo cbe ì campi 
più fertili senza la dimestica semenza e 
il lavoro se ne vanno tulli io rigoglio d* 
erbe inutili e di salvaticume re. (F) 

3 SALVATO. A<ld, da S-tlvnre Lat 
servatus. Gr. ^udei'^. Semi. S. Ag 88, 
Colla tua anima è salvata la nostra ani- 
ma. Alam. Gir. 16. llS. Salvata dal 
passaggio ogni ragione. Buon. Fier. ^ 
4> 4- ^^*^ combattuta la salvata oave , 
Fur sovr' essa veduti aerei mostri. 

^ %, E in forza di Sust- è opposto di 
Dannato. <« Frane. Saich. Op. div. 
Io3. Passi quistione ae la faccia di Dio 
SI muterà al die iudicio, conciossicosachè 
secondo l'Evangelio, parri lieta a* sal- 
vali, e crucciosa a' dannali Bui. Purf>. 
21. I. Non puj compren-brc della dot- 
trina di Virgilio, se nou la puniiiune dei 
dannati, e la purgazione dei salvati ••■ F 
Par. 20. E perchè 1' autore parla qui 
de' salvali, perù dice piedeitinaaionc , e 
non prescienzia. (B) 

SALVATORE Che salva. Lat. salva- 
tor, servator , liheiator . Gr. a^xrlp. 
Fu. Plut. Diccodo che con voleano 
che il lor salvatore andasse alti traditori 
infedeli. 

§. Stivatore, posto atsolutam , s' in- 
tende pri^priantónte Gesucristo . Boic, 
not!; 1. 17. La quale il mio Salvatore 
ricomperò col suo prezioso sangue. Colt. 
Ah. Isaac, cap. 17. E però il Salvatore 
coinandòo al suo seguilatore , eh' egli si 
spogliasse, e usciuc del mondo. Semi. 
S. .Ig ^)^. Diceva il nostro Salvatore: 
beati coloro che piaogoDo. E appresso ; 
I Fui dice il Salvatore: fodele r rtll'^ra- 



levi, cbè la vostra mercede è molto gno' 
de io cielo. 

* SALVATORIO. Sacrario, Luogo do- 
ve alcu-ii , fuggendo la corte, per tema 
di essrr presi. Si ritiravano e \islavanoi 
quasi F'aichigia. Borgh. Fesc. Fior. 
4)3. lo DOQ so se fusse per avventura 
questa parto quella cbe bea Gregorio 
Turonense chiama nella sua storia Salva- 
torio. (Fi 

SALVATRICE. FerOal. ftmm, Cf» 
salva . Lai. servatrix. Gr sutci^k . 
Fior. S. Frane. Soavissima Vergine be- 
nedetta , t salvatrice dell' anima mia. 
# Salvin. Staof. Uh. l.pa^'. t). (Londra 
l'^^) E presso all'onde Del fiun-e Milo, 
a Iti reverenda. Salvatrice, io futuro rio* 
chi doni PresenteraoDo. (B) 

^ SALVAVOCE. Echeo, Lat. echta. 
Gr.j^t*^* S'ilvin. Pros. Tote. 1. 3o8. 
In somma, è un ecbeo, un ulvavoce. uo 
serbatoio, oaa dispeosa, aoa conserva del 
cauto. (*) 

t SALVAZIONE. Sthamento. Salate. 
Lai. salus. Gr, 9wr»i(5i'ot. Dant. Jnf, 3. 
eh' e principio alla via di salvatiooe. 
E^p' Sal'u. Dimostra ooo osere salva- 
zione, e salute Med. Arò. Cr. t^. Aves- 
sirno salute e salvazione, e sempitcraalc 
giustizia. Colt. SS. Pai, Vengono a sal- 
vatiooe per toslana medicina. Pass. l8o* 
Se Don danno impedimento alla loro 
salvazione. Fit. S. Margh. i56. Dio a 
lui dia tal duDO Che vegnano tutti a 
salvazione. 

* §. Salvazione, vate anche Libera' 
zione. Guicc. Stor. 4 374- Nella quale 
litubatione di animo stimando sopra ogoi 
cosa la salvazione di quelle genti ec. 
promesse Oraoges stare fermo con 1' eser- 
cito due giorni. (L) 

SALUBERRIMAMENTE . Suptrl. di 
Satubrentente . Lat. saluberrime. Gr 
9(ttrr,£iÙTa.za., Tratt. Segr. cos. donn. 
Il riohjrbaro si è loro medicina saluber- 
rima, e di vero se ne vaglioau saluber- 
rimamente* 

t SALUBERRIMO. Superi, di Sala- 
tre. Lat. salubeinmiis. Gr. ootXTipi^ • 
Tac;;. Tratt. segr. cot. donn. Il rio- 
barbaro sì è loro medicina saluberrima , 
e di vero 'se oc vaglioDO saluberrima- 
mente. Lib. cur. m-ìlaU Ne* malori dello 
stomaco freddo il vino e rimedio salu- 
berrimo. /7(-/c. ì it. Cohmb, ao- I «eni 
adunque di Cristo al saluberrimo consiglio 
degli spirituali amici tanto più coofidco* 
temente si accostarono. 

SALUBRE Jdd. Che ha, apporta» o 
indica salubrità. Lai. s>ituber, Gr. S6i- 
•ztipKQi, Cr. 5. 8 8- Mcditina ir salubre 
(il seme dtl cederno), e diuoUe le po- 
steme Buon. Fier, |. 2. 3. E riacalia- 
to la malvagia veltra Con salubri argo- 
racnli e tutta pruuva. E l- 3. 3. Pcrcbr 
lo scemar cibo Con 1* accrescer fatica sia 
salubre. $ Tais Ger. li. 88 Rifiuti 
dunque, (ahi sconuKentcI) ìt dono Del 
ciel salubic, e 'oeoulra a lai l* adi- 
ri T (\) 

SALUBREMKNTE. Avverh. Con j.i- 
titbrità. Lai, .ialuhriler . Gr. uyilivwf. 
Lib. cur malati, Dioiorano salubremenie 
in quella aria di collina tanto matchi. cbe 
femmine. 

f SALUBRITÀ*. SALUBBITADB . . 
SALUBlllTATE . Qualit'i di c.ò clu 
e ta.'ubre, Lat. taUbmas. Gr. uyi'u« 
Cr. 11. 3 3 La salubrità dell'aria 
dicbiarano t lu.igbi liberi dalU basse 
valli, e libcti nelle Outli d^llt nebbie. 
Eir, Bag. i35. Ma vero è, «b« noi *i 
avaniiamo l'.clla salubril'a dell* aria* 

*X * SALVE . J oce prttU latina , 
usata net numero del meno par In pm 
pceVcnmente, per h tftio cha Oto ii 



S A L 



5 A. L 



S A L 



1001 



saivit Tu sii il hen venuto , Fatti con 
Dio, Ben po.tia sture, o Bene stia il tale, 
Snondìt Buongiorno, Buona sera , Ti 
saluto , Addio. SiU'in, Inn. Om. ( O 
Vesta, cbe ec<.} Sulvi-, 6gliuolj di Salur- 
00, e con leco ce. IC (Muse, tlile acciò 
canti ec ) Salve, reiua Dea di bìancht' 
braccia, Divina Luna , beniyna , crini- 
U. (A) 

SALVEREGINA. Orazione che st re- 
cita, alla nostra Donna, cosi detta dalle 
parole con cui comincia. Vani, Purg. 7. 
SaUcrrgina iu sul verde e *u su* fioii 
Quindi seder cantando anime vidi. Bui. 
ivi: Salverecina: nufsta oraziune cauta la 
santa Chiesa la sera a compieta. 

•f * SALVETE. Lo stesso che Sal- 
ve, ma nel numero del più. Sah-in* Inn. 
Om, (De' DinSLori dito ec.) Tiudaridi , 
salvcte, montatori Di veloci destrieri, eh' 
io di voi ec. (J) 

SALVEZZA. Salvazione, Salute, Scam- 
po. Lat. saliis* Gr. otuTi^it'a . Bocc> 
ROV* l\\. 14 In quella guisa puoi e la 
mia pace e la tua salvezza acquistare. K 
nov. iòZ. 2. E adunque mia iutenzione 
di dirvi ciò che una giovane ec. quasi 
in un momento di loinpo per salvezza di 
eè al marito l'accsse. 

f SALVIA. Pi-Miia aromatica, che si 
msa assai nella cucina j ed anche in medi- 
cina . Lat salvia. Gr. g'isit'oya/o; - 
£occ. nov 37. 7- Pasquino al gran cesto 
della salvia rivolto, di quella colse una 
foglia. Cr, 6, Ii6 ta salvia si pianta 
colle piante e co' rami giovani del misp 
d'Ottobre, e di Novembre, e niej^lio dt-l 
mese di Marzo. La salvia è calda nel 
primo grado, e secca nel secoudo, ed e 
salvia dimestica, e salvatica. Bern. Ori. 
I. 7. 3tì. Messevi salvia, cicuta, e finoc- 
chio . 

SALVIATICO. r. J. Add. Salvialo. 
Lat. salvia comlitus- Cr. 4- 22. 5. Se 
r uve nere a bollir si pongano nel fon- 
do del lino, il vino sarà più rosso , ec. j 
e se mele, più dolce; e se' salvia, salvia- 
ttco. 

SALVIATO. Add. Fatto con salvia , 
Che ha odore, sapore di salvia. Lai, 
salvia condilus. M. Aldobr. Ma noi vi 
diremmo ancora del vino salviate, e ro- 
sato. 

SALVIETTA. Tovnglioìino. Lat. mnp- 
pula. '^- lied. Cons. 1. 191. Si cuopre 
col suo coperchio, ed il vaso s'ìnvoUa iu 
una salvietta bi.inca . Pros. Fior. 6 Sy. 
Non sarebbe ba^talo in quel cambio un 
lenzuolo, non che una salvietta. (*) Malm. 
6. 45. Fiorita è la tovaglia, e le salviette 
Di verdi pugnitopi e di stoppioni , Sal- 



piega strette , 

. Che salva , 
Dant. 1. »3t). 

o voglìani dire 



date con la pece 
ec. (BJ 

t * SALVIFICANTE 
Che Ja salvo. Boic. Coni. 
Qui la grazia saUifìcanle, 
beati6cante, se alla salute del pregante s; 
dispone. (A) 

SALVIGIA. Asilo, Bifugio, Franchi- 
gia, Borgh Vesc. Fivr. 507. Qual sole- 
vano giìi i servi , da' padroni strani , e 
fantastichi maltrattati, in salvigia a' tem- 
pii , e sotto le statue de' Principi rifug- 
gire . 

SÀLUME. Salsumc, Lat. salsamenium, 
Gt. ràpiy^O^. Cas . nm. buri. l. 8. Mas- 
Mme col salume in compagnia . Buon. 
Fier. 3. I. IO. Che vegg' io? Piatti di 
frastagliami, Frutte, paue , salun^i : ove 
vjnn* eglino? 

SALVO. Sust. Convenzione colla qua- 
le altri ntt vendere, concedere, o simili, 
una cota ad uno, si riserba checchessioj 
Bestrizione , Riserva. Lat. pactum con- 
vcntum . Gr. cuv&vf/.ir]. ♦ G. f^. io. 2. I. 
I grandi e potenti er. si raunarono insie- 
Vocahohrio T. II. 



me, e vollono dar la signoria Ubera al Du- 
ca, e senza termine, v niun salvu. (C) IC 
12. 22. 5. I patii e .salvi l'uroii <|Uei,ti. 

g. 1. Mettete, Porre in snlvo , vale 
Mettere, o Porre in sicuro. Lat. in tii- 
tum redigere . Gr. si; aooa^siav xa&i- 
CTa'vat . Bocc. nov. ()2. 5. I cavalli , e 
tutto r arnese messo in salvo , senza al- 
cuna cosa toccarne. IC nov. ()(). i^t)- Fat- 
to le ricche gioie porre in salvo , ciò 
che avvenuto gli fosse ce. raccontò all' 
Abate . 

§. U. Fare a salvo, F. FARE A 
SALVO. 

3 SALVO. Add. Fuor di pericolo. Si' 
curo , Salvato . Lai. salvus , incolumis . 
Gr. aùOi, , Bocc. nov. 61. 9. Io per me 
non mi terrò mai salva, ne sicura, se noi 
non la 'ncantiamo. 

V g. 1. Arrivare, Fssere,e simili, sa- 
no e salvo, vale Arrivare, Essere, e si- 
mili, in ottima saluti' j e dicesi di Chi ab- 
Ifia corso, o poteva correre qua/che peri- 
colo . « Ovid. fist. 3. S. B. Troia è 
tornala in cenere, e 'l mio marito e sano, 
e salvo.». (C) 

'\' g. U. Non Esser salvo checcheisia, 
vale Non esser sicuro , Correr pericolo . 
Cince. Slor. 3. 26. Dall' avarizia, libidi- 
ne e crudeltà dei quali non sarebbe stata 
salva cosa alcuna. (L) 

V g. IH. Salvo, aggiunto di Luogo, 
vale Dove non è pencolo. Sicuro da pe- 
ncolo . « il/. Aldohr. Per meglio guar- 
darlo , sì lo mise natura nel più salvo 
luogo I». Fior, II. 249- Confortate ch'io 
spero in loco salvo esser venuto. (C) 

'? g. IV. Salvo, talora vale anche Sen- 
za pregiudicare , Senza nuocere , A con- 
dizione che non si rechi danno, o simile. 
u Bocc g. 2. f. 5. Sopra che ciascun 
pensi di dire akuiia cosa ce, saKo sem- 
pre il privilegio di Dioneo. G. V. 9. 
189. 1. Renduta la citta del Poggio col- 
la rocca a patti, se ne uscirono salve le 
persone (così nel testo I)av. } ». Giiicc. 
Slor. 18. 84- Furono quegli di dmlro 
costretti ad arrendeisl, salvo l'avere, e le 
persone. (C) 

§. V. Salvo il vero, si dice nel rac- 
contar checchessia, quando si può dubita- 
re che il fallo possa star altramente j e 
vale : Il vero stia sempre in piede , 
abbia sempre il suo luogo. Lat. sit veti- 
tali Lcus, nisi fallar. Frane, Succh. nov. 
l5. Avendo una sua siroccbìa da marito, 
che, salvo il \ero , ebbe nome madonna 
Alda, ec. Cren. Morell. 277. Abbi a men- 
te questi versi, insegnati da* nostri autori 
per ammaestramento di noi, come trove- 
rete nello istudio, credo notabili d* Eso- 
po, salvo il vero. 

# g. VI. Fu detto ancora salvo il con- 
veniente, per significare Abbia sempre la 
convenienza il suo luogo . Bart. Op. I. 
6^q Non però è da credersi cosa d' o- 
gnuno il saper far bene questi due tanto 
fra sé lontani , e dissimili personaggi ; 
massimamente il giucbevule , salvo il 
conveniente al decoro. (D) 

* g. VII. Per salvo modo , quasi in 
vece d' avverb., vale Con sicurezza. Lat. 
tute. Car. leti. 1. 78. Mandovi con que- 
sta certe .scritture , che mi lasciò in Ro- 
magna M. Luca Martini j vi prego che 
glie ne inviale per salvo modo, ed a me 
diciate una parola di ricevuto. (P) 

f SALVO. Preposizione, e vale Eccet- 
tuato , Fuorché, Se non. Si usa anche 
colle particelle CHE, o SE talvolta espres- 
se , e tali olla soUintfW, e si unisce co' 
nomi d* ogni genere , e d' ogni numero . 
ha\..pra:tcr, prirtcquam. Gr. TiXr/v. Bocc. 
nov. 7^. 8. E perciò esser non vi si po- 
trebbe, salvo chi non volesse starvi a mo- 
do di mutcjo E nov. lOO l5. ?Jon la 



lasciar per modo, che le bestie e gli uc- 
celli la divorino, salvo se egli noi IÌ co- 
mandasse, ì: Leti. Pm. Boss. 279. INiuno 



vecchio (i (salvo se Quinto Metello non 
eccettuassi ) , il quale per vane avversili 
non abbia pianto molle volti 



multe do- 
lutosi, iiiolip la morte desiderata, G, F. 
1, 57. 2. Salvo che un solo ponto avea 
sopra r Arno. /•; 3. 5. |. Rend»-gli la si- 
gnoria di Lombardia, salvo la Marca Trì- 
vigiana . E 6. 4"- 3. L' arme cbe egli 
prese, e portò, Iu quella dello 'rapcrioi 
salvo dove lo 'mperador suo j.adrc portò 
il campo ad oro, e 1' agugli.i nera , egli 
portò il campo d' argento , e V aguglia 
nera. E 9 317. 4- Fecero ordine e di- 
creto, che ciascuno potesse uscire di ban- 
do , salvo quelli delle case ecceltate per 
Gbibelliui , E U. l3o 4 Feciuno lega 
con tutti i conti Guidi , salvo col conte 
Simone e 'l nipote. l'elr. san. 20. Che '1 
mio d' ogni liior sostene inopia, Salvo di 
quel che Jagrimando stillo. Vani. iiif. 3l. 
Ed i; legato, e fatto come questo , Salvo 
che più feroce par nel volto, il/. /'. 4* 
29. Ancora considerò, cbe, stando egli a 
Mantova, niuoo Signore o Comune d'Ita- 
lia , salvo che Ì collegati , era venuto , o 
avca mandato a lui. Cronichett. d'Amar. 
34» Erano tulli a legge pagana, salvochè 
Gerusalem , la quale tenea la legge di 
Moisè . 

§. Salvo che , vale anche talvolta lo 
stesso che Purché . Lat dummodo , M. 
Alduhr. P. N. 99. Le cose dolci , che 
sono più amabili e meglio gli fanno, sal- 
vo cbe il fegato non sia troppo ripieno 
di caldezza . E HI. Aidobr. B. V. Le 
carni del porco di più tempo vagUono as- 
sai meglio, salvo che siano castrati. 

SALVOCOINDOTTO. Sicutià che dan- 
no i Pimcipi, o le Bepubbliche , peiche 
altri ne'loro Stali non sia molestato^ o 
nella persona , nella roba . Lat. /ìdt^ 
publica. Gr. aioai-Eta. G. V. 10- 2i3. 

1. Il re Giovanni venne di Francia ec. 
per farsi fare salvocoodotto . E li. l3o. 

2. Per sicurl'a di suo salvocondotto il Co- 
mune di Pisa gli niandaro una lor galèa 
armala passeggicra . Frane. Sacch. nov ■ 
107- E se ma' tu mangerai più meco, k> 
vorrò'il salvocondotto per gli occhi. Bern. 
Ori. I. 27. 45- Ci si andò per quel sal- 
vocondotto , E mai non ebbe la miglior 
novella. Cas. lett. 28. Se non che V. E. 
ha fatto un salvocondotto ne'Leui e nella 
persona , 

•■{- * SALlITA^TE. Che saluta. Tac, 
Dav. Perd. elvq. 409. Non nii rompa '1 
sonno strepilo di salutanti , ne messaggio 
ansante. Salvia, Fiir. Buon. 3. 2. 18. 1 
Romani, a voler avere il codazzo, davano 
ai loro aderenti e salutanti la sportula : 
oggi in luogo della sportula è succeduty 
la cioccolata . (A) 

* §. E in forza di sust. Tac. Dav. 
Slor. 2. 296. Le male biette, e la citlà, 
feconda madre di nìmicizie li rattizzò , e 
mise ambo in gaia d' onori , di codazzi , 
e tuibe di salutanti. f^O '''"'*''"• Ceorg.l. 2. 
Oh troppo fortunati Agricoltori ec. Se al- 
ta magion, dalle superbe porle, E da tutte 
le stanze non ributta De' salutanti la mat- 
tina un mare. (I<') 

t 3 SALUTARE. Eerbo. Fare qual- 
che atto di civiltà, di ossequio, o si'uile, 
ad alcuno in presentar glisi, incontrando- 
lo, o in qualihe alti a occasione, h^t, salti- 
lare, conipelliire. Gr. ccGTra'i^ecSat, TTpo- 
ooLyopiktv. Bocc, nov. 49- 9. Avendola già 
Federigo reverenlemente salutala , disse : 
ec. E nov. 77. 26. Verranno a voi due 
damigelle ec. , e sì vi saluteranno . Eit. 
SS, Pad. I. 76- Poiihè gli ebbe saluta- 
ti, di po' alquanto gli benedisse. 

-|- V §. I- £ informa di neulr. pass. 
126 



IQ03 



S A L 



l'arane. Sacch. nov. i^S. Qualunque Irò* 
viiva suo domestico, talutdodosi cun lui, 
diceva; Bea l'bo. (ì'j 

§. II. /Vr umi/tt. Petr. son. i83. Così 
mi svoglio a salutar l'aurora. 

# §. III. /iIUio ti saluti j maniera cfie 
vale /lidio ti st/i'i, Iddio ti dia .lalnte, 
yit. SS. l'ad 2. iìf)'}. Si Io saluto, o 
diiscgli: Si;;nor mio, Iddio (i saluti, (y) 

# §. IV. Salutari', talora vate Fare i 
tuoi complimenti per lettera . Vit. SS. 
Pad. 2- 1 1^. E partendosi disse loro 
quello primo romito, salulatelori, e dite- 
gli da mìa parie, che non innacqui la cu- 
cina dell'orlo. « Pflr. son. 2^6- Ma ben 
ti prego che 'n la terza spera Guitton sa- 
luti, e mcsscr Gino, e Ujiito. Cas, l>-tt* 
58. lo saluto il P. Borgliino , e gli altri 
amici di V. S. e miei w. (C) 

^ §. V. Salitt'tre , talora vale anche 
Visitare , Andtr a trovare alcuno . Lat. 
salutare, visitare, Ces. liti. Cic. 5. ^7. Es- 
sendo Fitogene tuo liberto venutone a Lao- 
dicca a salutarmi ce, gli consegnai que- 
sta Icllera, clic è in risposta iilla tua avuta 
dal messo di Bruto. K 8. 259- Egli era 
venuto per salutarmi; ma lìd. me iavitato 
rcilò. (C) 

*f § VI Salutare alcuno in lie , 
slmile, l'ale Acclamarlo per Ile, o stmi' 
le . Lat. consalutare . Gr. a^TK^sflÌTKc . 
Petr. Uom. ili. La più parte de* sacerdo* 
li, e del clero ec. si voUono a questo Co- 
non, e salutiironlo Pontefice (qnoito esem^ 
pio è trailo dalle / ile degli Imprradori 
e Pontefici romani , e riicontrasi neW 
tdtz. del 1625 a pag. l58.). /'Vr. Puc. 
an. 58. Consigliava per bene e utile lo- 
ro , e per esaltazione del regno , che lo 
dovcssoQo salutare per Uc ^ Tac. I)av. 
Stor. 2. 292. Ali* uscir di camera Vospa- 
siano, pocbi soldati gli si fanno incontro 
quasi per salularlo Legato , e *1 salutare 
Imperadure. (Cj 

# §. VII Salutare uno padre , bene- 
fattore ec , vale Cliiamarlo , Appellarlo 
padre , bene Jaliore ce Scgr. Fior.Stjr.lib. 4. 
in fin. Egli (ornando dallo esigtio ec. da 
ciascuno volontariamcule fu salutato be- 
nefattore del popolo , e padre della pa- 
tria. (CJ 

t *** §■ Vili. Salutare, prr Proi-ocnre 
alla pugna. Car. ìùi. II. JJ7 1 - E con le 
lance in resta. Con saette e con dardi in- 
cuminciaro Primamente da lunge a sa- 
lutarsi (qui in forma di neutr. pass.}. (M) 

t^ §. IX. Salutare alcuno con un ba- 
stone, con un sasso, simili, vale Dargli 
d'un bastone, d'un sa.tso, o simili. Geli, 
l'j-r. A. 3. Io li saluterò ben io con una 
di queste pietre, se tu non mi ti levi di- 
uanu, inipicratiiccio. (C) 

^ $. X. Salutare , si dice anche de* 
Segni di rispetto clic .ti danno ad alcune 
cose . Car. Knrid. 3. 82^- Italia Acalo 
Gridò primieramente : Italia , Italia Da 
ciascun legno riloroaudu allegri Tutti la 
salutammo. (C) 

SALUTARE . Susi. L' Atto del salu- 
tare. Saluto. Lai. satutntio . Gr. aarcx 
apói . Dant. Purg. 8. Nullo bel salutar 
ira ooi si tacque. E ì it. I\'iiov. 9. Pas* 
sando per alcuna parte , mi negò il silo 
dolcissimo salutare, nel quile slavj tutta 
la mia beatitudine. E appresso: Uscendo 
alquanto del pruposito presente , voglio 
dare ad intendere quello che *1 suo salu- 
tarn in me virtuosamente operava. 

^ g. Significa anche Sili'alore, Medi- 
co. Cavale. Spetch. Cr. 175. Visitaci noi 
tuo ululare, cioè mandaci il tuo l-'ìgliuolo 
nostro Salvatore . Mor. S. tireg. ij. 39. 
Era venuta mono 1' anima del Profeta , 
Tcsficndo in amore del salutar*- di Dio , 
/*-' 8. 17. L' anmia mìi venne meno «Ifl 
tuo salularv (l'j 



S A L 

SALUTARE. Add. Salutijero, Sazie- 
vole, htl salutaris, Gr. 'SùiTrJptOi. Pass. 
127. Possono la confessione u>iire, e pro- 
sciogliere , e imporre penilenxa salutare . 
Fir. As. l5o. Adorata prima la sua sa- 
lutare deii'a , setua sapere dove ti gisse, 
seguitò suo viaggio. 

SALUTATO. Add. da Salutare, Lat. 
salutaUis . Gr. Tjsjry.T/tis'voi . Amet- 69. 
In terra ferma posarono i patti loro , o 
salutati i viciai monti, ne. frane. Sacch, 
Op. div. 92. Priego la 1i>>ali>simi Vergi- 
ne Maria, salutata dall' Aogrlo, piena d* 
ogni grazia, ce. 

t SALUTATORE. Nerbai, masc. Che, 
o Chi .itlut.i. Lat. salutator. Or. npoiv.- 
yop!UTif>. /fga, Pand. ^7. Salutatori, lo- 
datori, assentatoci, profferitori si trovano 
assai, amici iiiuno Fanh. Jùcol. 33. Io 
ho in casa di colali salutatori pure astai. 
Segr. Fior, Stor. 7. 173. Quelli che so- 
levano vedere le case loro piene di salu- 
tatori , e di presenti , vote di sostanze e 
d' uomini le vedevano. 

SALUTAZIONE. // salutare. Saluta. 
Lat. salutatio. Gr. v.'srzy.rsp'ì'i» G. /'. 6. 
26. 2. La quale (lettera) comincia, della 
la salutazione, ce. Annot. ì'ang. Come 
Elisabetta udì la salulazion di Maria , il 
fanciullo, che avea nel suo ventre, si ral- 
legtò . Vii. Plnt. P. S. 9 Alessandro, 
quando egli scriveva sue lettere, giammai 
non iscriveva salutazione a niuno. Frane. 
Sacch. nov. 181. La risposta, ch'io v'ho 
fatta , è stata secondo la vostra saluta- 
zione . 

3 SALUTE. Assicuramento, o Libera- 
zione da ogni danno, e pericolo! Salvez- 
za. Lat. salut , incolumifas. Gr. aoìvrìpiy:. 
f/occ. nov. ^7. 9. Con grandissimo pianto 
un dì il manifestò alla madre, lei per la 
sua salute pregando. Petr. canz. 39. 3. 
Durò molt* anni in aspettando un giorno, 
Che per nostra salute unqua non viene . 
Dant. Inf. j. Di quell'umile Italia fia 
salute, Per cui muno la vergine Camilla. 
E Purg 17. Mai non può dalla salute 
Amor del .suo soggetto volger viso . /:.* 
Par. 8. K non pur le nature provvedute 
Son nella niente , eh* è da sé peifclta , 
Ma esse ÌnsÌetiic colla lur salute. 

V §. I. Salute, vale anche Salvazione, 
Felicità eterna . « Oli. Com. Purg. 10. 
334- Seneca dice ; principio della salute è 
cognosciniento del peccato. Cavale. Frati. 
ling. Speranza di saluto e quando dopo il 
peccato seguita la vergogna ». Segner. 
Crist instr. j. 6. 2. Couvien ricorrere 
continuamente al Signore, e chiedergli la 
salute . F num. 3. Raccomandatevi sem- 
pre senza internieitere un esercizio si ne- 
cessario per la salute (C) 

^ £. II. Ultima salute, in sìtinific. di 
Dio, il disse . » Dant» Par. 33- Tanto 
eh* e* possa cogli occhi levarsi Più altn 
verso r ultima salute lìut. ivi: Verso 1* 
ultima salute, cioL' ec. inverso Dio, che e 
r ullima nostra salute ». (C) 

I * § III. Salute, talora vale Reden- 
zione, /ìorgh. Orig Fir, i jo. Egli scris- 
se in veisi Latini assai vaghi secondo il 
secolo, nel quale egli visse, che fu intor- 
no al ecce, della salute nostra. E l3:'». 
L* aooo dodiresimo di Lioprautlo Re de* 
Longobardi , che venne ad essere intorno 
al DCCXXIl. della S. F Fasi. 473. I 
nostri Cristiani er. vollero annoverare gli 
anni dal principio della comune S. (/') 
Stor. Jinr. i. 5, Sino a tanto che l'anno 
7.44- della salute, al Irmpo di Costan- 
tino V e di Papa /acihena eoo af» mila 
combattenti non tornarono a rioccupar- 
1". (C) 

^ S- *^- Salili* , vaie anche Sanità . 
Itocc. nov. 27. 3V Voi udirete novello 
che vi piar*|-,nuo . sì veramente »c 10 1' 



S A L 

ho buone ce. della soa lalolc . /^ g. 3. 
n. 2. Vi priegoche voi guardialealla vostra 
salute. Cr. 9. 3. 1. Ma se potesse sLar 
seou la madre (il puledro) uclle pa>tur«, 
e santa altre cavalle, iofino a' tre anni, 
molto gioverebbe alla salute dvile tuo 
gambe, e di tutta U persona. J/. F. lib, 
1. cap, 34. E per aiuto dì grandi e tD- 
liiti argomenti (pelato de* tuoi peli) rico- 
verò la salute del suo corpo* (f) m Cas. 
leti. i5. Pregando nostro Signore Dio per 
la salute sua >*. ((^) 

# 3. V. Allt salute d'alcuno. Alla vo- 
stra salute I o simile j maaiera di dire « 
di cui ci serviamo quando beviamo a omo- 
re di qualcuno. (Cf) 

# J. VI. Salute, per mftaf. aitrifmito 
alle piante, Cr. 5. I 16. La cui putrefa- 
zione ingenera vermini , i quali malva- 
giamente perseguitano la salute dell' ar- 
bore. (F) 

9 S VII. Per SJuto. Lat. salutatio. 
Gr. asTTXT/xo*;. Petr. cap. 2. Ch' a pena 
g'i potei render saluto. 

^ §. Vili. Salute , è anche voce che 
si usa nei preamboli delle bolle Papali , 
negli Editti de* Vescovi, nelle lettere ec. 
verso coloro a cui sono dirette, m G. F, 
7. 66. 2- A* pcrIìJi e crudeli dell* Ìsola dì 
Cicilia, ciarlino papa quarto, quelle sa- 
lute, delle quali degni sete. Filoc. 3. I96. 
Per questa, quella salute, che per me d^ 
tidero, ti mando •». (C) \ Tass. Ger. 18. 
5l. AI Signor di Giudea, dicea lo scritto. 
Invia salute il capitan d' Egitto, (y) 

s? SALUTEVILE. F. A Add, Salu- 
tevole. Guitt tett. 21. 5p. Sia maggior- 
mente lui (a lui ì gloriato, e salutevtle 
voi (a voi) in tutte cot». (F) 

SALUTEVOLE. Add. Salutifero. Lat. 
saluher , salutaris , saliitifer. Gr. c«TT]'- 
piQ^. G. F. II. 3. 8. Ne dalla peniten- 
za , nù da adorare non sieno di lungi I0 
limosinr, loro salutevoli compagne. Filoc. 
|. 119. Incominciamo la salutevole fuga. 
Coli. 'ss. Pad. Si ne gasltga colla sala- 
tcvol compunzii>ne . n= Salvia. Disc. a. 
401. Da sette giranti stelle gl'inQuviì&a- 
lutevoli, o mali, se si ha da crederò 41* 
genetliaci, a noi ne scendono. (]Vj 

§. Salutevole , tnlora vale Di saluto. 
Dant, Inf 4- Volsersi a me con aalutevoi 
cenno. But. ivi: A me con salutevol cen- 
no ec; cioè Virgilio, che quelli poeti m* 
ehbono salutato. 

SALUTEVOLISSIMO. Superi, di Sa- 
lutevole. Lat. saluherrimus. Gf. aaiTTjpiay- 
raro^. Petr. Uom. ili. La repubblica di- 
fesa per lo lodalissimo e saintevolìisimo 
aintorio del consiglio di Nasica. S. Agotl. 
C. D. Li suo* prccati son cassi eoo tanta 
piel^, per la salutevolissima umiltà della 
penitenza . 

SALUTEVOLJIENTE . Avverò, Con 
silute. Lat. salubriter . Gr. owTv;ptOi( . 
f*. /'. 11. 3. 16. Anfora queste alBiiioni 
alcuna volta salutevolmente ne sono niao- 
d.iTr. /■; la. 108. 2. Ctoie allo stato de* 
SUOI divoti si possa talulrvolmente prov- 
vedere . Cr, j) 55. 2 Se *1 luello tari 
infino al fondo dannificato, t^luierulmen- 
te si cura col diiolaniento dell* anghia 
{così ne'biioni tetti a pemm») 

# %. Per SaU-amentr , Gntd G, ||. 
1. Entrarono salutevolmente nel porto d' 
un castello. E appresta t E poiché elli sa- 
lulevolmcnle \i furono giunti. (C) 

SALUTIFERAMENTE. Avveri., Com 
apportgmento di salute. Lai. salubriter. 
G(. 7WT>;ci w(. tìniel S, f.'/rc II volto© 
del peccato salulireramentr s'apre, il qua 
le niortir«ramcntr s'ocrullava nella men- 
to . S. Agost, C, />. Ove comanda »alu 
tiferameoli* , dicendo. Car. Ser. Opr. 
161. Peniorrbc Cristo netl* evangelio di- 
ipuland* d<<ir elemosine , ed esorlandont 



S A L 



S A M 



SAN 



I0o3 



fedelmente , o salutiferameDle , che per 
meno ec. (Cj Cince. Sior. 2. 3-7 Per- 
riò aTere i PaJrì antichi nel Concilio di 
Costanza salutiternmente stabilito, che per 
V av%enirc di dieci in dieci anni si cele- 
brasse il concilio. (L) 

t SALUTIFERO. A<ii!, Che è vantag- 
gioso alla salute del corpo, o dell'anima. 
Che è utile al manlgnìniento della i-ita , 
della roba , della /anta . Lat. saluttjer » 
saìnlaris. Gr.owT>i';5to«. Bore, Vit. Dant. 
224* Wacquo questo singulaie splendore 
italico ec. negli anni della saluttlera in- 
carnazione, del Re dell'universo 1265. E 
nov. 4- 5. Seco molle cose rivolse , cer- 
cando se a lai alcuna salutifera trovar ne 
potesse. Cron. Morell. 2"^^. Sarai franco» 
«saputo a'rimcdii salutiferi, e buoni. Ci- 
riff. Cali', 1. 36. Il mio venir quanto fia 
salutifero. Sfn. Jien. ì'arch. f\. 5. Donde 
tanti albuscelli, die producono diversi frut- 
ti? tante erbe salutifere? 

*? § IC in forza di iust.jper Cosa sa- 
luti/era, Sali-ezzii. Oli Com. Inf, 7. 119. 
Oh a quanti lu utile, e salutifero la po- 
Tertà, il non essere conosciuto , e 1' esse- 
re privalo, e senza dignilade. (^') 

SALUTO // salutare. Lat. saintatio. 
Gr. oiy:txsfiói. Tes. Br. i. 18. Egli av- 
venne nello antico tempo, che qoando alcuno 
uomo salutava I' Angelo, egli non gli ren- 
dea il suo saluto , anzi il dispregiava . 
Tac. Rit. Lo Re disse : io ricevo lo sa- 
luto sopra di me . Petr. son. 87. Come 
col balenar tuona in un punto, Co<>ì fu* 
io da* begli occhi lucenti E d* un dolce 
saluto insieme aggiunto. 

* SALUTO V. A. Jdd. Salilo. Jìmn. 
Favol. 2. 22. Mi disse , e ho '1 credulo. 
Che se 'a cima saluto ( qui per la ri- 
ma }, (X) 

SAMBRA, r. A. Zamùra. Guitt. leti. 
1^. Doveano dimorare in nelle sale, e in 
la sambre vostre tra i domestichi loro. 

*-J- SA^nìUCA. Strumento musicale da 
corda degli antichi Greci, che niolli cre- 
dono essere lo stesso Barbiton. Lat. sam- 
buca. Gr. eoLfi^xixri . Car. Matt. son. 2. 
O naccheri, o sambuche Sparate; e tu , 
che 1' Ubi di piume brollo , Va*, gli apri 
il capo , e cavane il midollo . j4r. tur. 
17- 47* ^<^6 Id sera il suon della sam- 
buca . 

* §, Sambuca, è anche una Macchina 
colla quale dalle torri sì abbassava il fra- 
te sulle mura della città combattuta, l'e- 
ff«. pag. 166. ( Fir. iSl5) La sambuca 
è dett.t a similitudine dilla cetera, perchè, 
secondochè nella celerà sono corde , cosi 
nelle travi che per Io lungo allato alla 
torre si pongono , sono funi cb' il ponte 
ec, fanno chinare, acciocché ec. (B) 

SAMBUCATO. Add A^gmnto di Co- 
sa, dove sieno mescolati Jiori di samhu- 
co . Lab. ipi. Le frittellette sambucate , 
i migliarci bianchi, i bramangieri, ec. 

SAMBUCHIINO. ^t/rf. £>i irtm////co.Lat. 
sambuceus. Gr. a'/Tafo^. Cr. 5. ^S. 12 A 
questo medesimo modo si fa il violato (olio), 
il sambuchino. il mirtino. 

t SAMBUCO. Sorta d'albero, i cui ra- 
mi sono ripieni d* una midolla tenera e 
copiosa, ed i cui Jiori bianchi hanno vir- 
tù diuretica, ed attrattiva. Lat. sambueus. 
Gr. ttxxri. Cr. 2 t\, i5. Sono ancora al- 
cune piante, le quali hanno quasi lutta la 
sQslanxia piena di midolla siccome il sam- 
iuco, l'ebbio, e simigliami. E .5. 53, i. 
Il sambuco è albero nolo , il qual nasce 
nelle siepi, e agevolmente s' appiglia pian- 
tato co' rami fitti nella terra. Alam, Colf. 
5. 109. In essa spanda Ora i suoi rotii 
fior r ebbio, e '1 sambuco. 

t SAMPIERO. Sorta di fico, e di su- 
sino s e SI dice tanto dell'albero, quanto 
del frutto . Burch, \. 49- E venti buchi 



di fichi sampieri . ^fcrg. 18. 137. Mi 
sdrucriolan giù propio per Ij boera, Co- 
me i fichi sanipi.i, quei ben maturi. //<■/- 
litic. .foti, 258- Che non si mangi più fi- 
chi sarnpieri . Dav* Colt. l85. L* altra 
turba de' (susini) perniroui ec, calelani , 
amorosi, sain[iieri ec. non se ne cura. 

'f SAMPOGINA . Sfnimenio rusttcann 
musicale di fiato, hit. fìstula. Gr. aùpty^. 
Dant. Par. 20- Siccome al pertugio Della 
sampogna vento che penetra . Sen. Pist. 
Cantando a suon di sampogna , goduti , 
guduti siamo ogyi Arrtiib. 7,1. Colla sam- 
pogna dolcemente canta ruccell.»lore. Tnss. 
Ani, prol. E questa e pure Suprema glo- 
ria , e gran niìracol mio , Render simili 
alle più dotte cetre Le rustiche sam- 
pogne. 

* SAMPOGNARE. Zampognare. Sen, 
Pisi. Ivi con sommo studio si giudica 
chi è buono violatore, e chi ben sa sam- 
poguare, e chi ha buona boce. (f ) 

* SAMPOGNETTA. Dim. di Sawpo- 
gna . Oh Ccm, Par. 1. 1^ Marsia per 
arroganza prese il parlilo , e tolse una 
sampognetta , e fece dilicatissimo suono 
con quelle note che per umana scienza si 
possano produrre in atto. (X) 

•f SAN. Tronco ffa San:aj modo an- 
tico. Lai. sine. Gr. a v£u . Tesontt. Br. 
8. Sq E l'uom, se Dio mi vaglia. Crea- 
to fu san faglia , La più nobile cosa , E 
degna , e preziosa DÌ tutte creature . E 
12. f)6. Non ti paia travaglia. Che tu ve- 
draisaa faglia Tutte le gran sentenze. 
Bim ant. /•'. B. Guid. Gitiniz. Però san 
dimorare , Canzonetta piacente , Va', di* 
a Madonna esto molto vertiero . E Ar. 
Bald. E vorrei pur provare, S' io potes- 
si campare San travagli d' amore , e san 
tormenti. 

g. Son , è anche voce accorciata da San- 
to, r. SANTO. 

SAN.VBILE. Add, Atto a sanarsi. "Lsi. 
sanabtlis . Gr. l'a-^i/JLO; . Albert cap. 2, 
E sia la Ina caduta non sanabile dalla 
morte. But, Inf 3i. I. Se un'altra vol- 
ta si metlea nella ferita , la facea sana- 
bile . 

SANAMENTE. A^veib. Con sanità. 
Lai, salubriter. Gr. uyitù;. 

g. I. Per Bene, Perfettamente, e Sen- 
za passione. Lat. recte. Gr. uytw;. Bocc. 
nov. 5o. 23. Intendi sanamente Pietro, 
che io son femmina come 1' altre . e ho 
voglia di quel che l'altre. E nov. 62. 8. 
Intendi sanamente , marito mio , che se 
io volessi lar male , io troverei ben con 
cui , 

§. II. Per Sog£;iamente, Con giudizio. 
Lat. sapienter . Gr coycJ? . Ci'C. Celi. 
5. 11^- lo dubito che tu non abbi ren- 
dalo il poter discorrere sanamente, come 
tu hai fatto il favellare, a coloro, con chi 
i' ho parlalo, come tu premettesti. 

* g. III. Per Certamente, Di sicuro. 
Lai. sane. Med. Arb, Cr. 26 Sanamente 
dopo Lazzaro risuscitato da Cristo, ec. sap- 
picndo Gesù come la turba gli dovea ve- 
nire incontro, si sali in sull' asino. (C) 

SANARE . Far sano , Pender sanità . 
Lai. sanare, sanitati restiluere. Gr.i'às^ai. 
G. V. 7. i54- I- Sanando infermi, e rizzan- 
do attratti, e sgombrando imperversati. 
Serm. S Asost. 5o. Tu facesti inferma- 
re colui eh* è sanatorc di tutti ì mali, ac- 
ciocché e' sanasse le nostre infrrmiladi . 
Vani. Inf. 11. O Sol, che sani ogni vi- 
sta turbata. Tu mi conlenti, l'etr. sen. 
126. Non sa come Amor sana , e come 
ancìde . 

f g. I. In S'gnifìc.ncutr,, per Risana- 
re , Guarire , e dicesi di persona , e di 
cofa. Lat convalescere, crnsaneseere. Gr. 
I «■TTo T"^; a^Ssvsi'a; patCetv. Peir. son. 
I ^q. Piaga per allentar d' arco non sana . 



* jTr. Cìvrd. 73. Entrato in un bagno 
d' olio lavorato, il quale i medici l'aver 
nu fallo, acciocché sanasse, uscendone fu 
bene dicci cotanti peggio poscia che pri- 
lla • (F) Cas. Son. l'j. Cangiai con mio 
gran duol contrade e parte , Coni' egro 
suol che 'n sua magion non sana. (FP) 

g. IL Sanare, l'usiamo anche in signi- 
fic. di Castrare. Lat. castrare, evirare, 
eisrcare . Gr. iyjioxìyf^ni . Cani, Cara. 
157. Non gli fate per nulla mai sanare, 
Perrbi' mogi diventano , Ni- gli potete a 
nulla adoperare. Fir. jls. ?.io. Noi po- 
tremmo col sanarlo trargli il ruzzo del 
capo . 

■f 'S g. III. Sanar la doglia , la squi- 
nnnzia , e simili , dicesi dei medicamenti 
e delle erbe che hanno vntìi di sanare 
altrui della doglia , dilla squmanzia , e 
simili, Tfs. l'ov. P. S. 18. La scabbio- 
sa gargarizzala, bevuta ed impiastrata, sa* 
na la squinanzia disperala. E cap. 26. La 
corilura dì salice sana la doglia ec. e la 
durezza (della milza). (A) 

SANATIVO- Add. Che ha virtù di sa- 
nare. Lat sannndi vim habens. Gr, ^spoi- 
TTEWTtxo;. Cr. 5. 2. i4- La corteccia , e 
le foglie (del mandorlo) $on mondificati- 
ve, e sanative. 

SANATO. F. A. Susi. Senato. Lat* st- 
natus. Gr. -j -.pOM'iCfj.. Ditlam. 1. 23. Per 
la vendetta il Sanato disciulse. Sen, Pisf. 
97. I giudici ec. richiesero il Sanato à* 
aiuto. Cronichett. d' Amar. 69. Lo Sanalo 
di Roma non volea. ^ 

SANATO. Add. da Sanare. X.iìU sana- 
tus. Gr. l'acSit';. Mor. S. Greg. 5. li. 
I quali ben furouo signi6cati nell* Evan- 
gelio per que* dieci lebbrosi sanati . E 6. 
28- Ma la somma verità ci rimanda cosi 
sanati a casa. 

SANATORE . V. A. Senatore . Lat. 
senator . Gr. /SojJeutv]'; . C. V. 1. 26. 
3. Chiamò cento migliori uomini della 
città, e più antichi, per suoi consiglieri, 
i quali fece chiamare Padri coscritti , e 
Sanatori. E cnp. 29 1- Si resse, e go- 
vernò la Repubblica di Roma 4^0 anni 
per Consoli , e Sanatori . Ditlam, \. 19. 
E che '1 numer dei Sanatori accrebbe . 
Cronichett. d' Amar. 69. I Consoli colli 
Sanatori non se ne sapeano diliberare se 
fosse il meglio, o no. 

t SANATORE. Verbah mase. Che, o 
Chi sana. Lat. citrator, Gr. ìarpo'^. Serm. 

5. Ag. 5o. Tu facesti infermare colui , 
eh' è sonatore di tutti i mali, acciocchì; 
e* sanasse le nostre infermiladi. Tes, Br. 

6. 36. Lo sanalore, lo quale sana H modi 
delli falli, che sono intra gli uomini, si 
è colui , che fece la legge ( qui per me- 
taf). Dant Purg. aS. Ed io lui chia- 
mo , e prego Che sia or sanator delie lue 
piaghe . 

* SANATORIO. V. .-/. Add. Appar- 
tenente al Sanotoj Senatorio. S. Ag, C- 
D. I. 3i. Per le sue parole commossa la 
provideoza sanatoria , vietò da quella in 
poi che non si ponessero le sedie. (F) 

SANAZIONE. Gìinrigicne , Guarimen- 
to. Sanità. Lat. curotio. Gr. t'a^c; , 3e- 
py.Ttiìv. . Lih, cur. malati. Con questa 
maniera di vivere truovano facilmente la 
sanazione . Tratt. segr. cos. dcnn. Ma 
vanamente , e senza proBlto cercano la 
sanazione desiderata . Fr. Ciord- Pred. 
Chiaro per la sanazione di tanti malori . 
e per la Idierazione di tanti energumeni . 
* Bed Leti. 102. Sia premuroso VS. 
Eccell. in esagerarle questa verità , nella 
quale consiste la principale parie della di 
lei sanazione. (C) 

* SANCIRE. Statuire, Determinare . 
Decretare. J nrch. son. past. (A) 

SANCOLOMBANO,e SANCOLOMBA- 
NA. Sorta d' uva ^ ed anche il Vitigno 



iioo4 



SAN 



che la produce. Soder. Colt. II7. Ne fan- 
no poco (dell'ino), ma in rflVtto qui-Ilo 
eh' elle r^nno ì- buonissimo, selibt-tie sicno 
rn paesi e luoghi fallivi : cosi ho speri* 
mcnialo iu, e masiìmamenlc dell' uve tao- 
rolomhane, le quali fanno un vino simi- 
gliantis&imo, ec. K 1 iq. La sanrolombana 
tiene il primo grado, la quale, annestala 
in sulta vite mosc.idella, diventa all'odore 
più preciosa e delicata. K 125. Conviene 
eleggere vitigni che facciano uve da du- 
rare, come pergolcie, saocolombana , Ireb* 
liiano, paradisa, ec. 

SANCTIO. Voce composta per ìtcfirr- 
zo, per C'^nttnjfnre un Sanese^ dal lìocc. 
noi'. 63. II. Quando '1 bercio sanctio udi 
questo, tutto svenne. 

SANDALO. Let;no duro, odorato, e di 
differenti colori, che a noi e parlato dnl- 
r indie. Lai. santalum. M. j4ldohr. lì. 
^^ Sia atìumirala di ranfuracdi sandali 
e 'ntorniala <ti di appi raniiidì Imi M. 
Aldobr, P. A'. 54' Sia jHummala la ma- 
gione di canfora e di sandalo, e inviro- 
nata di drappi dì lino molli. Ziha/d. /in- 
de. l^^. Alle volte ti farai suflumìcameoli 
ni celabro di cose prezitise, cioJ- al tempo 
di caldo di cose frigide, cioL- di rose, san- 
dali, ve. 

•f §. l- Per /spezie di barca che serve 
al trasporto d'uomini, o di e^ettij pesca 
poco, ond* e di xrrvizio ne' bassi Jbndi . 
Dillam. A II. In Affrica ancora Entròc 
con Davi, con galee, e sandali. 

g. II. Per Sorta dt calzare che usano 
I Vescovi, e altri Prelatij quando por- 
tano ali abiti pontificali. Lat. sandalia, 

SANDARACA, e SANDRACCA. Com- 
posizione minerale delta anche lUsagal- 
lo. Lai. sandaracha. Gr. Ofj.-i5updyri. Ki- 
cett. Fior. 5j). La sandaraca Jj un mine- 
rale che nasce nelle miniere de' metalli « 
il più delle volle insieme coli' orpimenlo, 
di coliir rosso run>u cinabro. 

g. Sandaraca, è anche una Spezie di 
gomma che scaturisce dal pedali- dt' gi- 
nepri, e serve a far vernici lufuide , e 
secche. Lat. pumma iuniperi, sandamclia. 
aoLv3a:.fx-xu. iiicett- Fior. 59. E da yv- 
^crlire che questo nome di sandaraca ap- 
presso agli Aralti sigi\i6r3 I:i vernice da 
scrivere, la quale è gomma di n'icpro, e 
non la detta pii'tr.'. /l'cir^A. Hip. 221. 
Prendasi per lo primo un'oncia d' olio di 
spigo, e un'oncia di sandracca in pol\e- 
rc. E appresso : Chi volesse la vernice di 
più Uislro, vi mella più sandracca, 

SAWÈA. V. A. Pary che significhi 
Costa, Sptac^ia , presso G, i. 10. 
io4- 1- K poi sopra Gaeta, seguendo la 
sanèa della marina, facendo danno ( nel 
lesta Davanz. ed in alcuno altro si leg- 
f >' stinea ) . 

* SANGniNENTE.r. .LSaneuinenle. 
Lega- IhUinil. |22.Che ri fai Ut qiii.rrudrlc 
bestia, e malvagio nimico 7 Che ci appelli 
ru, bestia sangbinenle 7 ( qui par che va- 
glia Ingordo di 5.inf;«o ). (C) 

•f * SANGIACCO. Term. decli Stu- 
rici moderni. 'l'itolo di dif;nit'ì pretso 1 
l'urchi, e vale Governatore» Tolom. l.ett. 
Sta col Sangiaccu di Belgrado, il quale 
ÌQ&ieme col Sangiarco di Vidin ec. ; e que- 
sti due Sangiacchi vanno innanxi con cir- 
ca mille cavalli per acconciar li passi . 
Sega. Slor. y. in'^, SiTpraggiuntu dagl* 
inimici, sì forliGcu il meglio che potette 
in sì stretto tempo, e chiamò soccorso dal 
re Giovanni, e da' Sangiacchi di Belgra- 
do. (A) 

# SANGIMINIANO. Sorta di vino, 
Afalt. Franz, lim. buri 2. ì'jlì. Grechi. 
^angiroìniaui e moscatelli. Ch'appetto a 
le, con lor sopporlaiionc. l'aioo lutti ran- 
nato e acquerelli. (*) 



SAN 

SANGIOCHETO- V. SA.NCIOVETO. 

SANGIOVA.NMTA. Dr/la s^fia e del- 
l'ordine equestre di S, Giovanni. Lai- * 
hospitnliirius S. ioannis. Lib . f'iagj;. V 
ò il grande spedale dell' ordine di S. Gio- 
vanni, donde li Sangiovanniti hanno il 
lor principio, e cominciamento. 

SANGIOVETO,cSANGIt^GFIETO Di- 
ceti una Sorta d'uva, ed anche il Vitrjno 
che la produce. Soder. Colt. I18. Il treb- 
biano d' ogni torte, il raOune, il morgia- 
no, la barbarossa er. il sjngiogbelo a- 
spro a mangiare, ma sugoso , e pienissi- 
mo di vino. F 120 L* oriesc. e *l san- 
gioghftn son vitigni lodati per far del 
vino assai. 

•f * SANGOACCIO. Peggiorai, di 
Sangue j Sangue di pessima qualità . 
Late, rim . 2. 83> Mellonvi dentro (nel- 
la salsiccia ) ogni gagliolTeria, Peverada, 
uova, sanguacciu e cervella , K colta e 
cruda, ec. Salvia, Opp. Pese. 2. 280. 
Come allor che ingegnoso mcdicanle ec. 
una razza Umida , negre di palude 
serpi ( cioè, micnatte ) Sopra la cute 
travagliata ;i(figge, ec. E traggono il san- 
guaccio, né mai lasciano, Finche di sangue 
cariche ec, (/l) 

SANGUE. (Juell* umor vermiglio che 
scorre nelle vene, e ne/i' arterie degli ani- 
mali, che dagli antichi Ju talora usato 
in genere fimniiniao. Lai. .»n/i?wrj, cri/or. 
Gr. tttyx. Quist, Fths. C. S, Sangue è 
un umore che ha qualità e convenienza 
coir aere, che è elemento; colla primave* 
ra, che è tempo; e coH'infanzia , eh' è 
cladc. l'es. lir, 2. .^2. Lo sangue è cal- 
do, e umido, ed ha '1 suo sedio nel fe- 
gato, e cresce nella primavera. Vant. Par. 
q. Troppo sarebbe larga la bigoncia. Che 
ricevesse il sangue ferrarese. lìocc. 1 it. 
Dant. 2^1. Comechè Ravenna già quasi 
tutta del prezioso sangue di molti marli- 
ri si bagnasse, ec. IC nov. 16. ij). A 
bruttarsi le mani del sangue d'un suo 
fante, fil. SS Pad. l. l5. Acciocché si 
vergognasse vedendosi vincere da un gio- 
vanetto ce., e fosse vintt> in sua vergogna 
dall' uomo , che ave carne e sangue. !r 
Ar. Fur. 43. 122. E che d'ambedue i 
sangui ( dil manto e della moi;lieJ il fer- 
ro tinto Levasse lei di biasmo , e se di 
doglie. fV) 

g, I. Sangue, pti V Emissione, o Ca- 
vata del sangue. Lai. sanguini t missio , 
phiehcloniia. Gr. ^Xc^orO/jit'a. lied, lett, 2. 
pò. Stimo neccssariu il continuare dopo 
il sangue i solutivi. /.' Cons, I. 225. Ne 
si tema del sangue, perchè questo si ri- 
genercià prestamente, e si rigenererà più 
dolce , e mcn viscuso j nlircchè 1' essere 
spesso sua signoria illiutrissima suggello 
a patire inGammaxione alle f.iuci, è moti- 
vo sulGcicnIe, senza gli altri, a cavare 
una buona quantità di sangue. 

3 g. II. Sangue, pi r metti f., vale Stir- 
pe, J'rogrnie. Lai. sanguis, sùboles. ,Gr. 
oTjua, yevea- Uvee, nov. i3- 22 Quan- 
tunque forse la nobiltà del suo sangue 
non sia così chiara , come è la reale. F 
nov l^c^. 2. l'er costumi, e per virtù mollo 
più, che per nobiltà di sangue, chiarissi- 
mo. Petr. son. 226 Gentileiia di sangue 
e r altre care Cose tra noi, perle, e ru- 
liini ed uro, Quasi vii soma, egualmente 
dispregi. 

# g 111.5'i'n^ir, Vile talora ]\'obillà di 
sangue, i''ior. It. 2iiu- Lo qua) forestiero 
farà collo suo sangue lo nostro nome an- 
dare in fino allo stello >• Jlaigh. Arm. 
l'am. 83. Ancorché ne possati qualche 
volta avere alcune più proprie cagioni , 
ed esservi nuche diversilà di sangue ■•. (l''.) 

# g. IV. Sangue, per Ferite Dant 
Inf, 28. r Se t* adunasse ancor tutta la 
genie , Cbt giii in sulla fortunata terra 



SAN 

Di Puglia fu del suo sangue dulea< 
le. (Min) 

g. V. Sangui, per Mestrui. Lat. me«- 
Strua. Gr. xaroruir^yia. Troll, segr. COS. 
dona, lu alcune fcnimice sgorgano questi 
sangui aalicipatissimi. E altrove .• Ma le 
femmine d' ogni piccola anticipazioncella 
de' sangui si conturbano. E altrove : At- 
ciocché i sangui vengano l><ro agguaglia- 
tamente 1* un mese con 1' alcro. 

§. VI. Figu rata m. Sangue prendesi per 
lo Avere. G. /'. 11. 121. i. Si parti di 
Firenze ec. ricco delle sangui de'Fioreo- 
lioi ( nei testi Kiccardi si legi^e dello 
sangue). M. / '. li. l^r. Erano per Ir 
apese premuti dal Comune fino alle san- 
gui (cosi ne'mss. ìticci e Cowni, guati' 
tunqite lo statrpato n/'Arn al sangue ) Seti, 
Jten- Farch. 7. IO. Ma colesti libri gran- 
di che sono ? ec. che cotesto tempo che 
voi vendete, e i dodici per cento che, 
qu:isi bevendovi 1* allrui sangue, riKUO- 
Icte? "S? Piicc, Cenliloq, C. 3q. st. gì, 
p 120 S* alcuno ha sete, e al here oou 
s* abbatte. Ferisce un de' cavalli, e tanto 
succia. Che delle sangui a suo piacer gli 
ha tratte, (/f) Segner. l'red. i3. 6. Per 
lanciar ricca dote non dubitasti di sue- 
chi;ir il «angue dei poveri, e di scberoire 
i sudori de' giornalieri. fA^ 

g. VII, (tnde in prm'erbic: t danari so- 
no il secondo sanguej che si dice per 
mostrare che il danaro è necessarissimo 
per li comedi della vita. Lai. vita et 
sanguis hominilnts est pecunia. - 

g. Vili. Sangue, per similit. Bed, Dltir. 
2. Se dell' uve il sangue amabile Noti 
rinfranca ognor le vene. Questa vita e 
troppo labile. Troppo breve, e sempre io 
pene ; SI bel sangue e un raggio acceso 
Di quel Sol che in ciel vedete. 

g. IX. Far sangue, vale Gettar san- 
gue, Lat. sanguinea! fundere, sanguinem 
emiiiere Gr. viuopsoiìv . 7 olg. ilfr/. 
Nel capitolo decimo si tratta, quandol'no- 
mo fae sangue di sotto. Cr. c). 12. 2. Ma 
se dopo la (a;:lialura, ovvero scarnameolo 
alcuna vena faccia sangue, si dee coslrì- 
gnrre in questo modo. E cap. |5. 2. Se 
per lo svellinienlo, ovvero scaroamenlo 
suo, s* apra «cua alcuna e faccia sangue, 
allora incontanente si prenda , e stretta 
con le mani, con filo di seta slrcttamenie 
si leghi. 

§ X. Far sangue, tale anche Otci- 
dere. ì ed. FARE SANGUE. 

f >!* g XI. Sparger sangue, torre nim 
di sangue, vale Far uccisione, o grande 
uccisione d'uomini. Dm. Camp, lib. a. 
Fino a quel di non era sparto sangue . 
Tass. Ger. Lib 10 5o lo^ che sparsi di 
sangue ampio torrente. (P) 

f §. XII. /testar senta sangue,. Per- 
dere il sangue, simili, vagliano Mima- 
nere esangue j e Jìguraiam. Perdere t 
sentimenti. Abbattersi , Accerarsi. Lat. 
exsanguem Jieri, rxaninian. Gr. ffai/tev 
yt'.'S'jsai. Din. Camp. 3. 63. I Caval- 
canti perderono quel di il cuore e il san- 
gue, M-deudu ardere le loro <ase, e pa- ■ 
lagi. e botteghe, le quali per le gran pi- 
gioni, per lo stretto luogo , gli trnrano 
ricchi. Ovid. Piti. 122. Allora si pirli la 
luce dagli occhi miei^ e rimasi santa san- 
gue. 

g Xin. Agghiacciare il sangue nelle 
vene, vale Arrestarlo, Fermarlo , RmJ- 
freddarlo; e in sientbc. neulr. pa<r. vie 
l'isletso che Pestare etangue. Lai. idji« 
guinem htbere, ì irgil. Petr. cani. 18* 3- 
Dunque, eh' i' non mi sfaccia ec. Non è 
proprio valor, che me ne scampi. Ma la 

Itaura un poco. Che *1 sangue vago per 
e vene aggbiaccii. 

g. XIV. IS'on rtmaner sangue m*klotto, 
SI dtcf dt Chi ha grandissima paura. Lai. 



SAN 

«xsonguem Jìtri. Malm. II. la. E per 
naura a chi non fu perrcsso Non rimase 
io quel punto snngue addosso. 

^ §. XV £"oeT latte e sangue, dicesi di 
Chi è dt bri colere, l'ir. Js. 3!p Qut' 
^rgli Amorini non frano se non latte e 
lingue. (^) Sttfi'in. Annoi. Jìiton. Tonc 
i). ^. Noi diciamo d'una prrscn^i vistala , 
di I)cl rolore : Klla ì- lattr e sangue. Cj 

5^ §. X\ 1, ji {Tarsi, yon affarsi i san- 
gui, dicesi a'iorchr tra due persone vi e 
simpatìa , o antipatia . Ktr. Bell, donn 
33p. Son iV'Fse i sangui che si affanno, o 
che non $i alTanno. o qualche altra ormila 
cagione; ma una bella unìver^jlmeote, 
come se'lu sat\ lorxa che piaccia n ognuno 
uuiversaimenfe, come l'ai tu. (C) 

g. XVII. A'tdiire a sanetie j tale Pia- 
cere, pentirsi V uomo iiichnnto a poire 
amore a quello di the si tratta. X.a\, pia- 
cere^ arridere, cengmerc, pergrnlum tsse. 
Gr. acecKEiv, Ftr. Trin. i. ?. Quando 
ella non mi piacesse, e non mi andasse a 
sanguf . e ntn mi parere Lelia , the mi 
pare l»eUisjim;t cr, ^ io la veglio per di- 
.«pcllo di Giovanni. Cecch. Pom 3. i. 
Posto fh'c' sia lutto Buono, e bello, però 
non mi va a sangue. Tac. ììav. Ann. l3. 
162. l'ero molto gli andava a sangue ( il 
testo liit, ha : mire ctogruplui ) 

g. XVIil. Ai'ire a sangue, vaU Avere 
a cuore , o in ccnsiderazwne , Gradire. 
Lat. cordi esse, turae e.f.ie. Gr aùnv, 
Car. hit. I 62. Gridano d'essere ab- 
bandonati, e che MoDsiguore non gli ha 
a sangue. 

§. XIX, Trarre, .0 Cavare della rapa 
sangue, o simili, proverb. che si dice 
quando si vuol da uno quel eh' e* ncn La, 
o eh* et faccia quel ch'e'non /jnò.'Lat. 
aquam e pnmice postulare* Gr. ovoutto- 
xa\- trr.sXv. Fir. Tua. 2. 3. Mal si può 
trar della rapa sangue. La^c. Spir. 5. 7. 
Mai non si caverebbe della rapa sangue. 
Malm. 8- 75. Di rapa sangue non si 
puu cavare, Né lar due cose ^ perdere, e 
pagare. 

§. XXa BoUtre il sangue j locuzione 
colla quale dinotinmo Avere l' istinto del 
concupiscibile, o dell* irnsc'biìe appetito. 
Lat. effervesccre, Gr, KTZoCi^tvrò ai'ua. 
Cron. 3fore/l. 25^. Pogoamo, che li 
sangui li bollano, e che tu disideri essere 
i.^ciolto, e darli vita, e buon lenipc; non- 
dimeno ec. 

§. XXI. Jìuon vino fa buon sangue j 
proverbio che valr. Che 7 buon vino ap- 
porta anzi giovamento, che nocumento. 
Red. Annot Vitir. 5. In Toscana so- 
gliamo dire per proTerbio : il buon vino 
fa buon sangue. 

g. XXII. Andarne il sangue a cati- 
nelle. J'ed. ANDARE. 

§. XXIII. A <angue caldo, A sangue 
freddo, vagliono I\el calore della passio- 
ne, o lupo che la passione e calmata. 
Segner. Mann. Lugl. 2.!\. 2 Chiunque 
pecca . pecca pert bè vuol peccare ; chi 
noi sa ? Con tutto ciò alcuni peccano a 
sangue caldo, altri peccano a sangue fred- 
do. Sai l'in. Pros. Tose. I. 67. È ben 
vero che non si può condurre poi a san- 
gue freddo a limare o ritoccare alcuna 
cosa. 

§ XXIV, Sangue di dragone, e Sangue 
dì drago. Sugo gommoso congelato , ma 
facile a stritolarsi,- di coler rosso, che si 
trae per via d' incisione da un albero del- 
l' Indie chiamato Braco. Lai. sar.^uis 
draconis. .V. Aldobr. P. A*. ^9. Ovelar'a 
colto gomma arabica, e gomma dragante, 
koromacco, bolarmenicbi, sangue di dra- 
gone. Tes. Pov. p. S. Aniimonio, e 
sangue di dragone . dato io qualunque 
modo, guarisce. Ricelt. Fior. 61. Con- 
cordano quelli c'banno visto, e scrittole 



SAN 

rose naturati appartenenti all' uso della 
medicina ec , che il s;ingue di drago .sia 
gomma di un albi ro che nasce nell'isble 
Canarie, t'sisì quello che è di color rosso 
acceso, IrasparcDle, e frangibile, ihiiimato 
Sangue di drago in l;igtime , lasciando 
quello che è in pani > o fattizio. IJinv. 
Celi. ()f/. 6 Al quale d.n uno di questi 
lalsi6catorÌ rr;i stato tinto il fondu con 
un poco di sjngue dì drago , il quale è 
uno slucro fallo di gomme, che si liquc- 
fanno al fuoco. 

^' §. XXV. Sansiift n-.efaforicnm. per 
la f'ivrzza colorita dilla eloqutnza e del 
dire, pai, Prrd. ehq. fap, 26. Negare 
non saprei che Cassio Severo non sia ve- 
ro oratore; benché I.1 m.iggìor parte del- 
l' opere sue abbia più sforzo, che sangue 
(se già rti/i vat'es^e vigor naturale. // 
lat. ha: satì^uiuh), (f'J 

=►• g. XXV i Uomo di snngue, vale 
Sangifiuolento. Ricord. Ulalc.tp cap. (.13. E 
tuttoché fosse iumo di s.ingue ( Chiri- 
grrio settimo), fece buono fine con la 
sanla contrizione. Dont. Jnf. a^- E di- 
manda qua) colpa quaggiù *l pinse; Cb* 
io 'I vidi ui ni già di sangue, e di cor- 
rucci, (ì ) 

'*• %. XXVII. Causa di sangue, dicesi 
dai Giuridici, Quella nella quale si 'ratti 
d^omìiidio, Sefnir. Pr< d l'ai. Ap 3. 8, 
Si arriva net tribunali a comporre cause 
gravissime, quali sono specialmente quelle 
di sangue, per via di multe non perso- 
nali, ma pecuniarie. (CP) 

* g. XXVIII. Ì?(0 di sangue, dicesi 
Colui che ha commesso qualche omicìdio. 
Srgner. Pred. Pai, Ap. 3. 8. Ntn so 
però io vedere, come negli omicidii (per 
altro pari di circostanze aggravanti ) chi 
è pingue di facoltà sia men reo di san- 
gue, che chi o"è smunto. (CP) 

^ §. XXIX. Tor srnstie, vale Cavar 
sangue. G. / . "VjV'. 2. E là morìo, aven- 
dosi tolto sangue di suo braccio (J ) 

t- § XXX. Morire in f angue, vale 
Esser aniniazzato. G. /'. lib. i. cap. 1. 
Srilvo un picciolo fanciullo, che ebbe no- 
me Guido, soprannomaio Sangue per li 
juoi, che furono tulli in sangue morti, f/^^ 
^ g. XXXI . Scemarsi sangue, vale 
Farsi cavar sangue . Fit. S. Frane. 
24^- H sangue gU usciva sì forte per gli 
occhi, che parea una vena aperta cbegit- 
lasse, come si scema sangue di braccio, c/'^ 
Cose. S. prrn. Egli mi confortano ch*io 
mi scemi sangue, acciocché mi possa po- 
sare. (Br) 

* SANGUIFICANTE. Che sanguinea. 
Che forma il sansue, Baldin, Foc. J)is. 
in VENA. (A) 

SANGUIPICARE. Generar sangue. * 
imperf. Anni. 265- Il Barlolino dunque 
mostra d' aver veduto manifestamente per 
vene Idllee toraciche portarsi il chilo nel 
modo sopradetlo a $angui6care nel co- 
re.jF; 

^ §. £" neutr, pass, per Farsi sangue, 
Imperf. Aiiat, 2^9. Lascio giudicare a voi 
se niuna parte può star mai senza il 
continuato Ùusso del sangue abmcntoso, o 
il sangue senza il debito risarcimento per 
lo chilo sopravveniente che via via si sangui- 
fica. E ivi: 266. Il Barlolino reputa che ec. 
il chilo più tenue se ne vada a sanguifi- 
carsi nel cuore e il chilo più crasso si tra- 
sporti al fegato per ivi sanguificarsi. (F) 
S.\Nq^lFlCAZ10NE. // sanguificare. 
Rtd. Oss. an. 39. Tulti gli canali, e tulli 
gli strumenti appartenenti alla nutrizione, 
e alla sanguificazione, e alla generazione 
appariscono ec. figurali nello slesso model- 
lo. ^ Imperf. Anat 2l6. Tuttoché il Pec- 
quetlo animella sola questa via dì sangui- 
ficazione, negando del tuUo la sanguifica- 
zione del fegato. (F) 



SAN 



ioo5 



SANGt'IGNO. Add. Di sangue. Lat. 
snncuimut. Gr. atjuaTw'OTjS. Jied. Cons. 
1. i.^i3- L'universale fermentazione me- 
struale della mas.*a sanguigna non ha ogni 
mese per dì\erse ragioni il medesimo e^l 
Uguale m( niPiHo d'impelo, e d'agitazione. 
E 154 Ea di mestirre procurare ec, di 
tor via le ostruzioni di quei vasi sangui- 
gni che metlun capo nell* utero. E ^ 
33. Onde gli alm, e gli elHuvii della 
massa sanguigna possano laciimcnie volar 
via insieme con le sulfuree fuliggini in 
forma di vapori. 

§. I. Sanguigno, vale anche Che ab- 
honda di sangue. But. Purg. 7. 1. Quìiv- 
di si dire complessione sanguigna, colle- 
rica, ilrmmalìra, ce. # Tran. Fquit. As- 
sale piultoi-to e più sovente d* ira e di 
discoidia Io rolbrìro, lo sanguigno di 
giulività, e di lussuria (qui in forza dì 
sust.J, (I\') 

g. Il Per Asperso eh sanf:ue. San-' 
giirnoto. Lat cmentus. Gr. «ijuampo? . 
Pcir. conz 2< . ^. Cesare l.^ccio.cbe per 
ogni piaggia Fece 1' erbe sanguigne. Tass. 
Cer 19 27. Ma lasciato di lorze ba quasi 
voto La sanguigna vitloria il vincitore. 

g. III. Per Cupido di Sangue, San. 
guiiiolente. Lat. sanguinarius, Gr, Oi)ai- 
ptxrcc. Toc. Dav Sur. 3. 324- In que- 
5t' ultimo il tenne chi d.ippoco, chi mo- 
deralo, e non sanguigno ( il testo lat. 
ìia : civium sarguinis parcuni ) . 

f 3 g. IV Snngu gno, talora è aggiunto > 
di Co/ere simile al sangue. G. V, IO- 
ifS 3. L* altro (palio) fu dipannosan- 
guigno, rbe Io corsone i fdUli a pie. Ott, 
Ccm. Inf. 5. 84- Questo sanguigno di- 
nomina il sangue, cioè il colore cardina- 
lesco, che noi cbìamianio sanguigno. Petr. 
cnnz. ('. 1. Verdi panni, sanguigni, oscu- 
ri . e persi Non vesti donna unquanco, 
Arriih. 65 Intra l'aspre spine sta na- 
scosa la Leila rosa, tìnta di rossezza san- 
guigna, Poliz st 2. 34. Parea sanguigna 
in ciel farsi la Luna. Bed. Annoi. Ditir, 
28. Questo forse è quel colore di vino, 
che Plinio, lib. i4- cap, 9., chiama san- 
guigno. 

=r §. \. E in forza di sust. vale Color 
ressa, « Dant Jnf. 5. Che visitando vai 
per l'aer perso Noi che tignemmo il mon- 
do di sanguigno»!, (Cj 

SANGUINACCIO. Vivanda fatta dt 
sangue di anima/e. Lat. sanguiculus, Gr. 

SANGUINANTE. Che sanguina. Sai- 
vin. Pros. Tese. 1. l35. Abbandono il 
tutto alla vostra considerazione, quonlo s* 
incrudisse allora la piaga ancor fresca , e 
sanguinante. 

SANGUINARE . T'ersare il sangue. 
Lat. sangiiinem emitlere, sanguinare. Gr. 
OiìyopcoÉtv. ^ Morg. 19. 33. Col braccio 
destro strascinava un orso E san£;uin3va 
pe'gralfi e pel morso. (]\) Bid. Oss. 
an. i5. La ferita cominciò fortemente a 
sanguinare. 

§. Per Imbrattar di sangue, hat. cruen- 
tare. Gr. a.ìnv-TOÌJj. Urh. Il suo fresco, 
e candido viso, già pallido divenuto, colle 
proprie unghie sanguinando rigava. Cavale. 
Speccb. Cr. cap. i'j. Di lutto il corpo 
volle essere sanguinato, per guarire noi 
e tutto il corpo della Chiesa. ^ Dant. 
Purg. 5. Fuggendo a piede, e sangui- 
nando il piano. (31) 

•j- SANGUINARIA, Piccola pianta, oggi 
comunemente detta Sanguinella, il Cui 
fusto e picn dt nodi. Lai. polygonurn , 
sanguinaria Gr TToJu'/ovov. Cr. 6-C)I.3. 
Contra '1 flusso del sangue del naso vale 
quel medesimo impiastro ec. , essendo 
fatto della sua polvere (del p stilo) , o del 
sugo della sanguinaria. Tes. Pov. P. S. 
cap. 16 Item ti guarda, che la ciotola , 



Jco6 



SAN 



SAN 



o «lira coia, non li siringa .1 corpo , e 
licni la mano P''"-^ ^'' sanguinaria. 

«SANGUINARIO. AM SangiiiMlcntr, 
UliciàiaU. Lai. sangumf>rÌHt.Gt. yovio;. 
Seencr. Crisi, intlr. I. 22. ig- Sono or- 
dinarijnicnlc persone di mala vila, o su- 
perbiosi, o saoguinarii o sensuali. [ i l^■ 
Con/, instr. cip. II. Io non ragiono ([Ui 
di ceni uomini sanguinarli, cbc medilano 
ad ogni ora ammaiiamenli.assassinamenli, 

rovine. <!') , . „ , 

•+ * g. K in forza il Kilt. I''"^- 
Uom. ili. 22',. Pirla iiual cosa, non Papa, 
ma sanguinario, cioè che si dilotlava di 
sangue, era chiamalo. (^ ) 

•f SANGUINE Arboscello che premi» 
il slo nome dnt color rosso eli.' ncqui- 
siano i rami d.Ma pnrle che i hauala 
dal Sole. Il suo U--no f dnro, e huono pel 
lornioj le sue vermene si a.lop.rano per 
gM.e. «r;,//-, e canestri. Le bncch 
Ungono di cJor porporino. -L^l.v.rgn san- 
guinea, cr. 5. 55 I. Il '■;"8'»";- "'"■• 

glianlcmenle fe arbore piccolo il quale 
nasce mollo nelle siepi, e quelle fa spesse 
e folle mollo, ma non ha spine , e pro- 
duce bellis.ime, e sode verghe delle qua! 
«fanno vergelli, ec. ZJ... to/(. 1.0. In 
Wmezai por lullo rpo-'; sanguine, pio- 
ripal fondimeoto e ripieno della mac- 

" SANGUINELLA. Lo slesso che San- 
guinorin. Lai. polr^onum. sa..gulnana. 

•''irsSlN.CNTE.r.^.^.W.^- 
.«i'iojo, Imbrallalo di sangue.^ Lai. san- 
guinolenins . crwnlus. Gr «lyar^fi.; . 
nani. Inf. l3. E uienommi al crspugl o, 
che piangea. Per 1= roUure sanguinenl, . 
in vano Oli./. /'"'■ -i^- !""^"" "" 
fosse levalo il capo colla sanguinenle spa- 
da. * rcse,d. ',. 34. E cogh aguli ferri 1 
.. ..-1 -- T ; i->ii<-ftrilij Sedeva. 



Tradimenti Videec. Li Discordia sedeva 
e ,an^uineDli Ferri avie in mano, ec (lì) 
* S I Per Cupido di sangue. San- 
guinario. '■■ Lcgg. S. t/mi/. Appressando,. 
V ora della morie sua , fu presente il 
diavolo ce ; la quale, vedendolo istare 
dinanzi da se, cuniinciollo forlenienle a 
riprendere e conta,tare , dicendo : che e, 
fai lu qui, crudele bestia e malvagio n.- 
inioo ? che ci aspetti lu , bestia sangui- 
nenie? " (N) . .,. 

* S II /t""iunlo di guerra, simile, 
vale Guerra in cui .<i ì sparso mollo 
,ansue. .. M. V. 8. 106. Con guerre 
sanguintnti e mortali" . rt'J 

* S. III. /•; per melaf. « Tr. Ciord. 
S. Fred. 11. I peccali sanguinenli saranno 

isbiancali" . (li) _, , .., „ 

+ s SANGUINEO. V. L. /Idd. S,>n- 
cui'-no, m san-iue. Lai. sanguincus. Oe. 
•a;;-XTWO-.i;. Lab. 262. Io mi lacero de 
Gumi singninei , e crocei, che di quella 
I vicenda discendono. 

* g I. Sanguineo, vale anclie the 
abbonda di sangue. « Te. Br. 2. 3a. L' 
una natura i: di complessione sanguinea, 
l'altra m..linconica, o Oemmatica , o col- 
lerica, secondochL- gli ''mori soperchiano 

più ,1 . (C) --, , , I 

* g. 11. F. inforza disusi. Colui che 
abbonda di songue... Capr. lìotl. 1. 16. 
Per la quale ,c<»»;./e.>.io»f; '• suo calore 
è più temperalo, e Tumido manco allo a 
disseccarsi, e a corrompersi, come avviene 
ai sanguinei, che hanno l'umido loro man- 
co acqueo, e più aereo " . (( ) 

+ §. 111. Saasuineo, vate anche Cu- 
pido di sangue. S.nguinolenU. Lat san 
gmneus. Oli. Com. taf. 20. 31.0. Puossi 
predire, secondo la nalura degli uomini , 
la loro compressione per coslellaiione , o 
sanguinea, o coUerira, oc. 

* g IV. Singninro, aggiunto di pugna, o 
■umiìc, vale l'ugna in cui sia sparso mollo 



sangue, che e costala mollo sangue, /inceli. 
Ap. 225. Ma poi che tu dalla sanguinea 
pugna Rivocalo averai gli ardenti regi , 
Farai morir .lUel cheli par peggiore. f.l/; 
g, V. Per Consanguìneo . Lai- coi- 
sannuineus, afnis. Cr. ó^ai>M», suyyE- 
■,r,l Mieslru-.z. \. Ì\. 1 consanguinei 
miei sono affini della donna mia in quello 
medesimo grado, nel quale e' sono miei 
sanguinei. K appretto. ■ Non sono impediti 
i consansuinei dell' uomo di torre costei 
per m.iglie, né i sanguinei della donna di 

torre iiuello uomo. 

S SANGUINITA', SANGUISITADE. 
e SANGOINITATE. Parentela. Lat. con- 
saa-uimtat, cognalio, affinllas. Gr. =uy- 
yt'vtia. Docc. Inlrod. lyi. La quale ad 
ilcuno di loro per sanguinila era con- 
eiunla. E Ut nani. 26. Di lei non si 
curo perciocchi: di sanguinila la sapeva 
ad alcuno de'principi della parie avversa 
eongiunla ( la moderna edizione ha con- 
sanguinita). Dani. IH. Xuov. 26. La 
quale era meco di propinquissima sangui- 
nila congiunta 

* 8 I- Sanguinila, ì anche tarmine col- 
lenivo, che abbraccia Tulli i sanguinei , 
o consanguinei d'alcuno, a Slor. Aiolf. 
Se tu non rendi il nipote al Re. egli te e 
tutta Ina sanguinil'a mrtler'a a morte ». fO 
g.ll Per ò'a'igiie, o Complessione. Cron. 
Morell. 25 1. Non fu di forte natura, d 
piccolo paslo, e di gentile sanguinila. 

5 SANGUI.NOLENTE. Add. P ago di 
far sangue. Crudele. Lai. sanguinolenlus 
Gr. <fi\-J.U%roi. Tran. gov. fam. David 
ebbe ec. sanguinolenti figlinoli. 

* §. Sanguìaoltnle ,figurnlam. per 
Muidu.le .. I-ir Js. 3l3 Allora la per- 
fida donna, avendo gran maleria da lab- 
bricare gran male , in grande opera mise 
le sue sansuinobnli m.ini" . (t) 

SXNGUINOLENTEMENTE. AvV. Con 
ispargimenlo di sangue. Lai. crueale. Gr. 

+ « SANGUINOLENTO. Add.S'agui 
nolale. . Oli Com. Inf 11 2l3. E san 
Ruinolenlo, acciocchì- veruno presumisca 

contro a lui ...rW*f""- ■'''■'■''■ ^ *^ f' 
dira ec. che fuste egualmenleun uomorab 

hioso, bestiale, sanguinolento. (A) 

+ * g. Efigural.im.Salvin. Pros. Tose 
, 203 Non potevi, o Immaturo , scam 
pire In fiera accasa , che , risparmiata al 
S.istcnnlo , avrei con sanguinolenta usura 
contro di le se.gliata. (A) 

SANGUINOSAMENTE. Avverb. San- 
,uinolenlemente. Lai. """'"■ ^'^':'^.'^;. 
UlZi. Sa, rten. Varch. 5. lt>. Ci. altri 
adoperarono l'armi più sanguinosanienle; 
ma , sa.iati . nondimeno qualche volta le 
celiarono via. ... e 

SANGUINOSISSIMO. Superi di San- 
guinato. Cuicc.Slor. ,. 2. 1 Viscoot. . 
tenliluomini di Milano . nelle p..r«ial>ta 
1 sanguinosissime che ebbe Italia de Ghi- 
bellini ec , diventarono ec. 

J SANGUINOSO. Add Imbrattalo di 
sanmie . Lat. cruenlus . Gr. alp.^TT,zó'S. 
U.cc nov. 17. 3l. Colle mani ancor sao- 
Kuinose, allato le si colico. Dani. Inf 27. 
E di Franceschi sanguinoso mucchio . fi 
34. E per tre menti Gocciava 'I punto , 
e sanguinosa bava. 

# e I Aggiiuiliy l'i battaglia, vittoria, 
o simili, vale Battaglia . l iHor>a , dove 
e stato sparso molto "•,"?;" 'f'^ V /"' 
stalo molto sangue. - Colt. SA^ad. Vo- 
gliemlo matgiormente per la indiscreta m.. 
lericordia temperare la sanguinosa vitloria 
con essola piai:. ... ^r. Pur. l5. I. GÌ. 
;. ver che la vittoria sanguinosa Spesso 
far suole il capitan men degno. rW 

* e. II. l'er Sfnguinano S. Afosi. 
C. n. a a3 Mario uomo vile e di bassi 
gente, crudele e sanguinoso ( il lai. hn 



SAN 

crueo(l/J.««"i;. Dav. Scism. 77. l Co- 
min. 175;. ) Avanti al repudio non la 
sanguinoso: pochi plebei, e due soli no- 
bili fece morire. (ì ì 

* g. Ili Per nel colore umile al san- 
gue. ìeiTnigho. Ch,ab-. rim. E di foglia 
sanguinosa Germogliò la prima rosa. (Br) 
SANGUISUGA . Mignalla . Lai. san- 
I ei.i.iign , birudo. Gr. fiòMa. ■ il- -•"• 
1 dobr B y. Prima conviene, che le san- 
guisughe , poi che son prese , stieno nn 
dì in acqua chiara per purgarsi . k .". 
Aldol.r. I' A- 37. Voi dovete sapere 
che una maniera di sanguisughe »no, lo 
quali tengono veleno , siccome dicono, 
filo.afi. Pallnd. cap. ì'.- Con foglie del- 
lera peste , e mischiale con olio , e co le 
mignatte .anguisugherfl... ." J''-" << "'/>■ 
ned. O... an. 8». Q"cl , che dico delle 
"nguUughe d'acqua dolce, lo d.co altresì 

delle sanguisughe di mare. 

SANILAMENTO. I. A. Il samcare 



Lai. «-...I.». Gr. .-«l.S Cap. Impr. pr. 
Perciocchi. ammiraiionc genera nelle meni, 
de' fedeli vedere i singulari miracoli, e sa- 
nicamen.i , e Coggimenli di demoni. , ec 
F. cap. 7. E così si perseveri infino a 
sanicamenlo , secondo la comodila . ed il 
potere della compagnia. . di ciascuno. 

SANICABE. /•- A In s.guifc. neulr. 
vale Ricuperar la sanità. Lai san.Ialem 
recuperare . sanescere . ""/''"";%%., 

proccura di lor da te ogni medic.na.e ogn. 
argomento, acciocché lu non san.ch.. 

% 8. I K in tignifir. neutr. ?«'■«•• 
le U stesso . Fior. S. Frane. 46. Do e 

santo Francesco toccava colle •«"■"' 
mani. SI pania la lebbra ec; e comesi 

incomincio la carne ' ."■"•""• Tdl „,- 
cominciò . sanicaro l'anima: onde «^ 
gendosi il lebbroso cominciare . gnan 

\i"?n si^nific. .,1. vale Renderla 

sanili, Ridurre a """-• "^^-r"^/;: ! 
samtalem reslituere. snaare.Ot.^ilMl^y 

Cavale. Mrd cuor A significare , che . 

'e"ere la mente a Cristo in »-l° P'» 

della croce, lo l"''^ r^'".!-'".»" •/. 

non era . ci sanica d. ogn. ;»''"''" ^• 
di tenta.ione. * Salverei:. 01 



pena 



lo 



Tu medichi noi delle nostre fed ile , 
sanicbì le nostre inferm.ladi. (C) 

S 111. Per metnf. Cron. l eli. ÌOg. 
Proponendo, che intendeano san.ear F.ren- 
^c e trarla di fedeli'» e tirannia Dav. 
còli 170 Poni il fico i. lerren fresco e 
éras o. in gran formella, o fossa non falla 
Psamcare'il campo, che presto guasleri 
con le barbe la f.goa. c.le^e ■ 

S\NICATO. F.^ ^■'■'■'"^'""Zia 
Ubero d.l male . Che hn '"'"'"<■''' 

rt»Vn:""8;^.;-»^'^"; 

trovo sanicata . (l) 1 rany ^ 
i. Lasciò si sanic.ta e s. gueril. la 00- 
ilra Cini . che si riposò mollo bene per 
' assai lemiK) (qui p'r melaf). 

SAMF. r. L. .Marca. Lai. sanie s . 

pe, f.^elente Mime . # Car. En.I.bJ. 
Sempre intriso fc di »-'«,'''"« 
avieri Br) Salvia. En,U /,»^2. D ..ro 
„nen di sanie macchialo. (H 

SANIFICARE, r. .■/. Saniccre. Lai 
,.n,la,i reslituere. Gr. uy'«?"«; ''^ 
Cord. Pied. S. 67. Pero l. a.ssi che 
„ri sanificala, che .ara ?»'«•'" ."^'fi"* 
"rrn.ion. . Zibald Andr. .^4. Il finm. 
.-.Ilarsò ec. , e sanifico luti. I. provo 
eia ch^^livenne fertile » (raltirera. .?«' 

Fior. Stor. 2. .34. I pa"'.'"!! "?.'„'■ 
ventano sani per una moltitudine di no- 
mini, eh. .a un ir-vtto gli occupi. . quali 
con la cultura sanificano 1. urrà. 



SA:«I0S0 . r. Z. JtU. Pieno di sa- 
nie. Marcioso. L.al>S<tniOfus. Gt* S^TTUO^. 
Bemb, Stor. 3. 38. Quel crudel morbo, 
che mal fniDCosc ti cbìanu , itvcva ueWa 
citlà fritto priucipiu , il quale primiera- 
mentt* le parli geDiUlì Ìl più delle vulte 
viziavj ec, di yui bulle ec, eofijlurs , e 
comt- fìgnoli, prima uo puco duri, e po- 
sci;i ezidodio «Jiiiosi oiscejDu. 

SAMSSIMO. ^'»/u-r/. di Sano. Bocc. 
Intrcil. 2-j. Li quali , non che allri , ma 
Galicoo, ippocralc , o EscuUpio, avrtvnp 
giudicati i^toiisimi , ^ntfjr. Co/. J. 3. E 
10 ca^j min vivo, e sanissimo. lied, iett, 
2. ii)6 I frutti maogiatì con muoo amo- 
revole , e discreta suno sauis&imi , tauto 
crudi, quanto cotti. 

SAMTA'. SANiTADE, f SAMTATE. 
CostHuziont dì corpo senza doionr^ e Jtrt- 
Zit impedimento d' operazione. Lat. sani- 
tà.!. Gr. u -/l'ila . Jlocc nov- l8. 23. La 
saoilk del vostro 6glìuolo uun è nell'aiu- 
to de' mrdici . Jì nov. q\. i3. Con gran 
sollecitudine e eoo isposa il torna nella 
prima sanila . Ainet- ^\. Le nostre in 
Tuoti chiare, dirivale Di viva pietra, be- 
von con &.ipore Tal, che le serva in lieta 
saoìlale. Cr. (). 36. i. Alcuna volta si dà 
( /'i scalapuzza ) a' sani , a cooservazion 
della sanilade ; alcuna volta agi* infermi , 
3 rimuover la 'nfcrmitade. / tt, SS. Pad, 
t. 70. Conoscendo la loro sanità da' me* 
riti, e dall'oraziun d' Ilarione. Cas.fe(t.6o. 
Il che sia perciò con commoJo della tua 
sanila. V /r. lac. T. 4 >4 *P- D'^'pe- 
rar segni son sì dt&iosi , Far miracoli , e 
render sanitati > Dì ratti e profezie sono 
golosi (così lefge il J'ocabol. in RATTO 
SUSI. §. IIL).r/?; 

^' § I. in sanità, posto avverbiaìm. 
rai<.- JVei tempo dflla sanità . Fit. SS. 
Pad* 2. 6t>. Kon voleva che poi gli fos- 
se rimproverato da' compagni suoi, dicen* 
do che per paura di morte avesse fatto 
quello che non aveva voluto fare in sa- 
nitade. fi ) 

5? §. II. Snnità dell'arili, 'teli' acqua 
ec. , i'a/e Salubrità . Cr. La sanila dell' 
aere dichiarano i luoghi che sono liberi 
da profonde valli, ec. (Jj 

t # §. III. /?«Tc irt sanità dt alcuno, 
dicesi Quando si bt-ve a onore di alcuno, 
Red, Ditir. 18- lo bevo in sanità , To- 
scano Re di te. (Ti) 

SSyyK, che anche si dice ZANNA. 
Dente grande j e più propriamenit- quel 
Dente curvo , una parte del quale esce 
fuori delle labbra d* alcuni animali , co- 
me del porco, del t eh fante, e simili. Lai. 
sannn. Gr. y\iMT,^ c'ooi/^. Dani. Inf. Q, 
Le bocche aperse, e mostrucci le sanne . 
E 22. E Ciriallo , a cui di bocca uscia 
D* ogni parte una sanna , come a porco, 
Gli fé sentir come 1' una sdruria. l'ranc. 
Sacch. nOi'. 22O. Nella 6oe tirandolo per 
Io mantello , e* si volse , che pareva un 
diavolo , con gli occhi rossi , e con le 
saune grandissime; 

* SANMTRIO. Lo stesso che Salni- 
troj ma assai meno usalo. Lasc, Cen, 2. 
nov. 2, pa^. 5i, Tosto che 1' ebbe tocca, 
così s* avvampò, ed accese, come da fuoco, 
sannitrio, o zolfo, slato torco fosse. (C) 

SA.NNUTO. Jdd. Che ha sanne, Zan- 
'.uto. Lat. dentaius. Gr. o'oovrw'ovj;. Fr. 
/ac. T. 1. 3. 6. Come i porci sanhuli , 
Ha gli suoi denti acuii. Cron. 1 eli, 22. 
Ebbe aofo il dello Matteo uno figliuolo 
maschio bastardo, il quale avea nome Gio- 
vanni, che fu grande della persona, e ar 
dito, e gagliardo, e saonuto. E 67. Luigi 
fu saonuto, e di grossa forma, e pasta (m 
questi esempli è prr similit., e iole: con 
grossi denti;. CiriJT. Calv. \, 3i. Che 
avea, come il cinghiai, sannutì denti (qui 
"-'- - fatti a guisa dì sanne), 



fole : 



sa:* 

t 3 SANO. yJdd. Che ha sanità. Sta 
za malattia , Lai. sunus . Gr. uyt'ivo^ . 
Hocc. rti.1'. 63. 5. Credonsi che ce. il vi- 
ver subriaiiiente faccia gli uomini magri 
e sottili, ed il più sani. E num. \2. In- 
nanzi che io mi parla di qui, voi vedre- 
te il fanriul sano, come voi %cdesie mai. 
Dant. /\ir. ^. E santa chieda con aspet- 
to umano Galibriell' e Michel vi rappre- 
senta, E l'altro che Tohbia rifece sano. 
^ Cron. Morelt. 2.'>6. Appresso togli fan- 
ciulla che tu li coutenti, eh* ella sia sana, 
e intera. (C) liid, leit. 2. lyS. A que- 
sta buona regola del vivere si attenga V. 
S. Illustriss., se vuol vivere vita lunga e 
vita sana. 

vS § I E in forza di sust. Colui che 
i sano. Cr. 6* 36. I. Alcuna volta si dà 
a' sani ec. alcuna volta agi' infermi. " Oe/l, 
Ivtt . 1. léz. 4' E fi^ i medici e in pro- 
verbio , che a' sani tutte le cose son sa- 
ne », (K) 

§. II. Esser più sano che pesce , 
Sano come una lasca, o simili, si dicono 
di Chi ^ode sanità perfetta . Lat. pt^cc 
sanior. y PESCE, §. IV. LASCA, §. 

V g. III. Sano, vale anche Siiuro, E- 

sente da pericolo . S'-ener. Sent. Graz. 

I ^1 Slima meglio di andare con passo più 

moderalo, ma ancor più sano. (TC) 

t §- IV. Sano e salvo , volt' Libero , 

■ o E*trntc da o^/ii danno, o pericolo. Lat. 

incolumis, sali'iis - Gr. CWO;. fìcee, nov. 

II. l5. Di cosi gran pericolo usciti, sani 

e salvi se ne tornarono a casa loro . K 

nov. 66. II. Io li porrò a casa tua sano, 

e salvo . Ovid. Pist. S. B. 3, Troia è 

tornala in cenere, e '1 mio marito è sano 

e salvo. 

§. V. Per Salutifero , Che conferisce 
alla sanità. Lat. salndfer , snluber, Gr. 
ff&jTr;|0t05 . Lofi. 23g. Se quello è vero , 
che questi fisici dicono, che quello mem- 
bro, il quale l'animai bruto, e l'uccello, 
e '1 pesce più esercita , sia più piacevole 
al gusto , e più sano allo stomaco . Tes. 
lir. 3. 5. Koi dovemo guardare 1' aere , 
che sìa sano , e nello , e dolce , ec. Il 
sano , e netto aere d.-e essere conosciuto 
in questa maniera . ^ Sf^r. Fior. Stor. 
2- 34- I paesi mal sani diventano sani 
per una moltitudine di uomini , che ad 
un tratto gli occupi , i quali con la cul- 
tura sanificano la terra . (A'J Geli. Itti. 
1. lez. 4 E fra i medici è in proverbio, 
che a'sani tulle le cose son sane. (C) 

t 3 §. VI. Per metnf vale Intero, 
Senza mai^ngnn . Lai. intff^er . Gr. 0/0- 
Te)-/,'^. Dani. Inf. 21. Bolle 1' inverno la 
tenace pece, A rimpalmar li bgoi lor non 
sani. Esp. f'nng. Io non addimando pane 
sano, ne pezzo di pane, ma le brice del 
pane ec. Sodt-r. Coli, 7. L' importanza è 
non ìspircare dalle viti i magliuoli ec , 
osservando ec. che sien sani dì tronco. 

f § VII. Pir Bello , Giusto . Dant. 
por. 3l. Al divino dall'umano, All'eter- 
no dal tempo era vennlo, £ di Fiorenza 
in popol giusto e sano. 

g. Vili. Pur per melaf vale Giovevole, 
Utile. Lai. convenienti utilis. Gr, zk).5';. 
Cuid. Gt Veggendo che non era sano di 
abbandonarsi all' onde, e al profondo del 
mare, innanzi eleggevano di spf'gner le lor 
vile in terra, che atlufljrsi ne'marosi con 
cieca profondiude ( qui si sottintende il 
sust , cioè, Sino consiglio). Pass, i^ Tra 
*ì dubbio , e '1 possibile è da seguire il 
sano consìglio di sani' Agostino. 

§. IX. Sano di mente, per melaf. 
vale Savio , SaoQio , Giudizioso . Stor. 
Eur. 1. I, Trovandosi mal disposto del- 
la persona , e della mente non mollo 
sano . 

f §. X. Sano, aggiunto di Numero, 
vale ette non ha rotti. « Tes. Jir. \. 



S A ^ 



1007 



3. Arismetiica , ec. e" insegna a conlace 
ec, , e partire 1" uoo per i* altro , e nu- 
mero sano. • numero rollo. {Br} 

*'• j;. XI Siìno , 'Ingiunto a nome di 
Tempo, i-a!e Compiuto, Intiero. Segner . 
Cri^t. instr. \. 33. |5. può dirsi che ne- 
i^-i altri vizii il demonio peschi con ramo, 
ni.ntre lalvolu starà egli altorno ad una 
piccola preda ì giuroi anche sani; ma 
quanto alla disonestà ce. (CPj E J. 33 
17. Potrete facilmente conoscere se io di^ 
cj il vero, con interrogarne la vostra co- 
scienza medesima , mentre è chiaro che 
lavorando voi tutta la settimana ro'voslri 
di casa , vi passano i giorni sani senza 
jteccato ; laddove andando il di di fesu 
in rt,mp.ngni.f di questo e di quello vi 
empite l'anima di pensieri malvagi. (C) 

* g. XII. Sano, si dice anche dell'In- 
telletto, dilla Mente, e tielU loro conce- 
zioni , e operazioni . m Dani. Inf. g. Q 
voi, ch'avete gì' intelletti sani, Mira'te la 
dottrina ec. »., ( Cj 

y g. XML Sano, si dice anche Degli 
offerti. .. Dant, Par. 3.Ì. Ancor ti prego, 
Higina , che puoi Ciò che tu vaoli , che 
conservi sani , Dopo tanto veder , gU af- 
fetti suoi. (Cj 

g. XIV. Mandar sano altrui, si dic€ 
del Licenziarlo. Abbandonarlo, Non isti' 
mai lo , Mandarlo con Dio , Mandarlo a 
spasso. Lat. vale dicere, vale iubere. Gr. 
X5'.:>£iv £KV. Tac. Dav. Perd. eloq. A04. 
Mi comanderà che, mandate sane le gret- 
te Muse liiigatrici, ove io ho sudato da- ' 
vanzo, mi consagri a quesla più santa, ed 
eroica eloquenza. Malm. 2. 4^. Onde ogoi 
altro ne fu mandalo sano. 

g. XV. Sta* sano, e State sano. Modo 
di salutare altrui, licenziandosi. Lat. va- 
le , valete. Gr. Ep'cotzo . Tolom. Lett. 
Slate sano, e saluiate il nostro M. Erco- 
le . E altrove : State sano ; e se vi vico 
mai comodo , raccomandatemi ec. a quel 
vostro e mio signore . p: altrove : State 
sano, e amatemi, c'rtr lett. 73. Sta' sano , 
e scrivimi spesso. E 76. Sta' sano, e, se 
lu mi ami. studia. E 79. Raccomandami 
a tuo padre, e sta* sano. 

SAKSA. Ulive infrante^ trattone P olio. 
Lat. sansa, sontpsa, fi aces. Cr. 5. jg. 
3. Pullula (rullio) e nasce dal oocciob 
della sansa, uscita del suo olio (il testo 
lat. ha.- ex nucleo suie amurcae). Ricelt. 
L^ior.'^g. Supphscesi ancora col soiierrarle 
(/e medicine) sollo a! letame, o nella vinac- 
cia, o nella sansa d'ulive riscaldata. 

* g. Sansa , chiamasi anche da' Ca- 
stagnai i frantumi delle scorze delle casta- 
gne ripulite. (A) 

SAWSENA. V. A, Sansa. Lat. sansa , 
sampta. Li''. Cur. malati. Si dee tenere 
per otto giorni nella sansena dell'olive, 
quando ha piglialo il caldo. 

* SANSL'CINO. Add. Di sansucoj 
Ti alto dai snnsuco. Bicett. Fior. ant. 
Olio sansucino. (A) 

SANSUCO. Erba notissima, detta al- 
trimenti Persa, o Maiorana. Lat. sam- 
psuchnm, amaracus, Gr. eoLjj.'b\iyo'J. 31. 
A'dubr. Recipe fior di camaniìlb , aneto, 
mentastro, foglied'alloro, sjlvia, raraerino, 
e sansuco, dicatuna due manipoli, 

•t SANTA", SANTADE, e SANTATE. 
T'. A. Sanità. Lat. sanitas^ bona valetu- 
de, va /eludo, Gr. óyi'eta.- Frane. Barb. 
II. ig Se con medici sarai. Tratta con 
lor del conservar santade. Bocc. ncv. gS. 
l5. Lascia il pensiero, caccia la malinconia, 
rirbiama la perduta sanlà. S. Bem.Lctt. 
Infino .ti termine della p>*rfeIl.T santa usa 
il rmiedio della mf-dìcìn:ile obbedienzia . 
Cr. 2. 27. 2. KcJlc calde provincie si 
dee più tosto desiderare quella parie del 
Settentrione, la quale risponda con ugual 
bonlade all' utilità , e al diletto, e alla 



too8 



S A N 



SAN 



SAN 



saoià. G, y. IO- 56. 3. Se Dio gli 
renilesse saolaJe , tempre sarebbe ubbi* 
diente a «anta Chiesa. Sen. Pisi. Per 
cbeolc maniera tu puoi L tua buona 
saotadc guardare e migliorare. Fit. S. 
Gio, li^t. La Donna nostra il rende alla 
madre sua , e prende commiato e sanl'j, 
(nelle Vite de" SS. Pad. Frrona i ;.)'). 
voi* 3» p. 193. leffsesi qaetlo esempio 
così : La nostra Donna lo rende alla 
madre sua, e prende commiato* e ma- 
donna santa Lisabetla dice: Va'in pace.ec). 
Fallati, cap. S. La santa d^-U'arij si 
dimostra, se i luoghi sono liberi d.U«. 
profondissime valli- Vit. Cnti. Puirai 
considerare, e vedere che dalla pianta 
del piede infino al capo non e santade 
in lui. Marstruzz, 2 12. 3- Nondimeno 
per cagione di salila, e di ricrcazi'ine 
tarclibe licita ( a' chierici la caccia J^ 
$e Dun fosse troppo ispesseggiala. E 2. 
^2. ^. La temperanza procura b sautà, 
e rallegretza. 

§.L Fare santa, J'ed. FARE SANTA'. 
§. IL Farneticare a sanlà, vale Fare, 
o Dire pazzie, senza avere offeso il 
cervello. Lab. i47- Tu farnelicbi a san- 
ta, e anfani a secco. 

* SANTAGIO. J'oce hnstn , che si 
dice a persona affiata e tarda neW ape- 
rare. Malm. IO. 21. Qu^nd* il nimico, 
cb*ivi sta a diiagio A lai pigriiia. grida 
ad alta voce : Vieni, asinaccia ; movili , 
santagio. (*) 

SANTAMARl'A. Sorta d' erha nota, 
amara, e odorosa. Lai. menta tory mhijera. 
Cr. 6. 76 I. Enne un'altra ( m>nta ) , la 
quale b.i [-ili lunghe e più lalc, e più 
«cute le foglie, e fiucsta e la menta ro- 
mana, ovvero saracinesca, e volgarmente 
s'appella erba Santamaria, e questa e più 
diuretica che l'altra. 

*t ''' §■ Ucifllo Santamaria, chiamati 
volgarmente un (/icelletto di penne verdi 
che sta per lo più nell'acque. Morf:. \t\. 
56. La gallinella con variate piume, L' 
accel sanLimaria, v'era il piombino. (•) 
SANTAMBARCO . Sorla di teste da 
contadino j lo stesso che Saharnharco; 
Forse simile all.3\,bardocucttlliis. Buon 
Fier. 4. 5. 3. Vii-ne, e sì mi lira Pel 
santambarco, e dice: Che fa'tu quelli 
tpjgbcri? E Tane. 2. 8 E ti faro, fur- 
fante, il più scontento Che porti san- 
lambiirco. Maìm i. .'(Q Man certi san- 
tamharrhi fino a' pitdi. Che chiamano il 
zimbi'l di là da* monti. 

SANTAMKNTE. J^verb . Con santi- 
tà, A guisa di santo. Lat. sonde. Gr. 
a^iu^. G. /'. II. 47- 2- y^ determina- 
la, e data fine, e silenzio santamente alla 
della quistiune. Maestrnz^. |, 1^. Impe- 
rocchi: è de iure naturali che l uomo 
santamente traili le cose sante. 

SANTARELLO. ì'ed. SANTERELLO. 
* SANTASSANCTORUM. Quella par- 
ie dei tahernacolo della Legge antica nella 
quale non entrava altri che il s^mmo 
Sacerdote una volta sola all'anno. (J) 

*r g. Selle t'hiese cattoliche così chia- 
masi il sito dell* aitar maggiore , cinto 
ordinariamente di balaustrata, che anche 
dicesi Preshiti-rin. (A) 

SANTATE. Vrd. SANTA'. 
SANTERELLO,rSANTARELLO./>)m. 
di Santo, Lat. sanctulus , Frasm. Fir. 
nov. 7. 261. Era tenuto per un cotalsan- 
tercllo. Farch. Sitoc. 2. 1. Benché non 
pensi a mal nessuno ne di lui, ne di lei « 
che ù come una santarella. Segr. Fior. 
Cliz. 2. 3. E* non si può ire a altri, che 
a fra Timoteo, eh* e nostro coofessoro di 
casa, ed è un sanlarello. 

t SANTESE. y. A. Che ha cura del 
Santo, cioè della chiesa. Lai. aedituus , 
*niati\ionarius. Or. vcuxopoj. Sen. Pist. 



Non ti bisogna lefar le mani a cielo , e 
pregare il sjnieie delh chiesa, che li la- 
sci passare. Fr. Ciord. Pred. S. Area 
nome Gu^tanzo, ed era m;instunariu, cioè 
sanlcse nella d''tta chiesa /// /'ocaholano 
alla v/yce .MANSIONARIO porta quetto 
esempio comr fratto d-ii Dtal. S. Greg. 
M. I. 5., e l--g^e Costantino. L* edizione 
di Roma ha Costanzio ). 

* SANTESSA. Graf/tasanti, Ipocrita . 
liocc. *;. 3. n, 6. Perciu a Napoli tra- 
passando, dirò come una di queste san- 
tesse, che coiì d'amore schife si mostra- 
no, ec, (così leuge la ventisettana j quel' 
la dei Deputati ha saolesi ) . (F) f^arch, 
Suoc. 2. I. Queste spigolislre , queste 
sanlesse, queste picebiapelii, ec. (*) 

SANTIFICAMENTO. // sa^tijieare . 
Lat. sanctijicatio. Gr- àyc'a^/ia - .tnnot. 
Fani:. Secondo lo spirito del sanlifira- 
mento della resurression de' morti. Ftt. 
Bari. 17. La piicienza da fede a sanlifi- 
cameDto d'anima, e di corpo. 

* SANTIFICANTE. Che santifica} e 
suol esicrr aggiunto d-^lla grazia divina. 
Segner. Crist. instr. 3. 22- 3. In tutti i 
sjgramenli, ultre la grazia abilu-ilc san- 
tificante che noi riceviamo io essi , rice- 
viamo ancora V attuale, ovvero l'aiutante, 
la qujle ec. (*) E Parr, instr. 7. |. Se 
voi direte al popolo che la grazia Santi' 
ficante è una qujlila divina, la quale ab- 
bellisce l'anima a maiavjglia , gli direte 
il vero; ma egli poco ancora ne inteo- 
di^rà. E Mann. Selt. ^. 2. Dio abita in 
essi mediante la sua grazia santificante. ^K^ 

SANTIFICAHE. Far smto,^ o cosa 
sintn. Lat. snntifira'e . Gr. ocyta^eiv. 
pass. 18). Esser mondato e sautid alo 
innanzi che nato. E opprefso : Sia data 
maggiore grazia, e maggiore gloria , che 
a qitelli che fossero, o che furono concc- 
puli, e nati col peccalo originale, e poi 
per battesimo santificati e mondati. /'/(. 
S. Gio. Bat. 2f)3. Di quale allro si b-gge 
che fosse, come Giovauoi, nel ventre dt-lla 
sua madre sanlìGcat». edetlo Spirilo San- 
to ripieno T Late. Sibili. 1. X Non ìj- 
pele voi eh' egli e meglio ubbidire , che 
santificare ? 

g. L Per Canonizzare. Lat. in San- 
ctorum numernm adscribere. Gr. arro- 
'stoZ'i. e. ì'. I . t>2. I. £ simile santifi- 
carono con lui santo Eugenio. 

g. II. Per Divenir santo. Vend. Crist. 
Op. div. Andr. H3- Molli si convertirono 
alla fede di Cristo, e ricevettero il batte- 
simo, e poi santificarontt. Tes. Br. 3. 25. 
E però santificaro molti appostolici di- 
nanzi a lui, perche soQerirono marlirii, e 
tormenti per mantenere la diritta fede. 
Dittam. o, 3. Allor mi piacque Trovarmi 
dove giace, e si santifica. 

•f SANTIFICATO. Add. da Saniifi. 
C'ire. Pass. 3o. Santo leremia profeta , 
santificato nel ventre della madre sua , 
dtcea in persona di Dio. C<^/1. .-Ih. Isaac, 
5i. Per lo peccato irragiooabile, iL.. fue 
nelli suoi speziali sacerdoti, e giudici , e 
principi, e santificati suoi (qui inforza 
di suitantivo ) . 

t SANTIFICATORE. Ferbal. masc 
Che, o Chi santifica. Lat . saactificator. 
Gr. àycaaT/;';. C. ^.7. 37. 5. Sii, Si- 
gnore Iddio, del popolo tuo santificalore 
V guardiano. 

SANTIFICAZIONE, /l santificare. Lat. 
sanctificatio.Gr. aytRa/j.o'{. Annoi. Fang. 
Date le membra vostre alla giustizia, e in 
santificazione. Cavale. Discipl. fpir. Avrete 
in questa vita frullo in santificaiiooe, cioè 
in puritli. 

SANTIFICO. /'. A. Uom^ di santa 
vita. G. F. 1 2. 35. 5. Il dello anno , 
addi 12. di Mano, pauò di questa vita 
il santifico, uno Iacopo Fiorentino, re. 



SANTIMONIA. Santità. Lat. sancu- 
tat, tanctimonia. Gr. àyiSTfl;. 3/«jre. 26. 
118- Cb'ei sapeva anche simulare, e finge- 
re Castità, saniiroonia.e divozione. Belline. 
san. 201. Che »ol per santimonia vive d'erba. 
*f « SANTINFIZZA. F^ce poco usa- 
ta. Graffiasantt , Ipocrilo. Lai. pietatts 
simulator. Gr. uTiOz^tT*;'?- Malm. 7. 68- 
O lec<*j pcverada . Carne stantia, barba 
putlolosa. Ribaldo, sanliofizu, gabbadei. 
Che a quel d' altri poa* cinque, e levi 
sei. (•) Mtnucc. ivi: Ver santinfizza s'in- 
tendono certi torcicolli , che aUono tutte 
il giorno davanti a una immagine d* un 
Santo, perchè si creda che essi facciano 
orazione. (B) 

*\ * SANTINO. Immiginettadi Saatv 
stampata in leeno, in rame, e per lo 
più miniata. Forti::. BicciarJ. 3. 23. Io 
questo beo sapra ch'era tantino, E '1 no- 
merò dicca delle peccata , Onde il mae- 
stro davami il santino. 3tagal. Lelt. Non 
mi dimentico de* santini che vi ho pro- 
messi ; ma giacché ì miei pittori ec non 
ci hanno ancor messo mano, ec. fA) 

SANTISSIMAMENTE . Superht. di 
Santamente. Lai. s.incli$.fime. Or. eéyi- 
ùJTarx. Bocc. Leit. Pr. S. Ap. 39^* Òt- 
liinamente di' , aoiÌ santissimamente, ed 
amichevolmente. Farch. Ercol. 297. L'al- 
tro solo quelle dell'animo santissimameolc 
ditidrri. 

SANTISSIMO. Superi, di Santo. LaL 
sanctisiimus. Gr. ocyt^iTaTO;. Bocc. nov, 
i. 20. Ad ogni uomo addiviene, quan- 
tunque santissimo sia. il parergli* dopo 
lungo digiuno, buono Ìl mjiiicare. Emum. 
3o. Diedegli la sua benediuone, avendolo 
per santissimo uomo. Petr. canj. ^\. 6- 
Cosa nuova a vederla. Già santissima, e 
dolce, ancor acerba; Parca chiusa in or 
fio candida perla. D'nl. Purg. 33- lo 
ritornai dalla santitsim* onda Rifatto si, 
come piante novelle. / it. S. Gio. Dal. 
188. Zacrberia, uomo fedeIts*imo e santo, 
e che conoscea la donna sua santissima, ec. 
§. 1. Santissimo, e anche Titolo che si 
dà al S-mnio Pontefice. Lai. tanctissi- 
nius Bui Parg. 19. 2. Volea dire forse 
santissimo Padre ec, che cosi 1' usa dire 
al Pana. 

f i g. II. Santissimo , in forza di 
sust. vale Uomo di gran santità. ì'it* SS. 
Pad. 1. l38- Ed era questo untissimo di 
tanta virtù, ec, (ì ) 

SANTITÀ*. SANTITADE e SANTI- 
TATE. Astratto di Sinto , SafUimotita. 
Lai. sanctitas. Gr. dytozrii. Bocc, nov. 
60. 7. Avrebbe forxa di guastare ogni lor 
virtù, ogni lor senno, ogni lor santilà . 
Nov. ani. 100. H). La lena addivieoe o 
per santitade. o per peccato. Fit. S. Gio. 
Bat. Tornando a cau dicevano sì grandi 
novelle della sua santilà, che non sì po- 
trebbe dire. Fit. SS. Pad. i. ì^. Awe- 
gnacbè lutti quasi avanzasse in fama e in 
verità di santità, a tutti non però di mo- 
no era caro, e graziovo, E 69. Udendo la 
fama della sua sanliUde una donna ec. 
E 70. Stette con Harione aggiuralo. 
anzi sforzato da lui per la sua sanlitada. 
Bern tiri. 1. 20. !^. La saniilk comio- 
cia dalle mani, Moa dalla boera, o daWi- 
so, o da* panni. 

§. I. Per Titta che si dà al Sommo 
Pontefice. Lat. beatitudò. sanctitas. Bocc. 
no**. |3. 21. Acciocché la voUra Santità 
mi marilaue. E nnm. 22. Per visitare gli 
santi luoghi e reverendi, de' quali qursta 
città è piena, e 1j vostra Sanliià. 

* %. II Santità, per tirtà im cernere- 
to. Iit S. Domil 274- Ogni sautità, 
quando si perde per alcuno peccato, si può 
ritornare allo stalo di prima per la pc 
nitrnza: ma sola la virginità al suo staU 
ritornare doo li può. (/') 



A Pfi^^ 



SANTO- Susi. Cfiiesa. Lat. aeJes sa- 
cra, tcniplum. Gr to t'fi^o'v. Docc. nov. 
•jz. Q. Che viJelc che non ci poiso an- 
dare a saotu, né in niiin liuun luogo. E 
mtm. 12. Po5ci.i [ijilitosi in gonnella (rhe 
parcvj che venisse Ja servire a nozze ) , 
se ne tornò al sjoto. f'tt,SS. Pod. Quan- 
do uscivaou di ijntti, addimaudava loro 
perdono. J3org/t. lese. Fior- 4^7* " 
qual Dome di »jiito ec. si diede allora per 
suo proprio alle chiese, che lungamente 
durò. lor. Miti, yenc. 43- 'o '* \cddi 
tornar, Nem-ia, dal sanio : Eli sì bella, 
che tu ni'ablugli<tsli. 

§. 1 Entrare in s<into, o .-indiire in 
santo, o Menare it santo , si dice delV 
Andart, o Eaer condotte U pattorienli 
la prinui l'oUn dopo i7 parto in cìiiesa 
per la beneduione del sacerdote i e Met- 
tere in santo, l'Atto che fa ti sacerdote 
di benedirle i ed in questa sola occasione 
si usa oggi In voce Scinto per Chiesa. 
Segr. Fior* Mandr, 5. 2. Farò levare, e 
Javare la donna, e farolla venire alla chie- 
sa, ed entrare in santo. E se, 5. Egli è 
lienCj ch'io vada innanzi a pjrlare al 
frale, e dirgli che ti &ì faccia incontro in 
itjW uscio di-llj chiesa per menarti in 
santo, perchè e^Ii è proprio stamane come 
se tu rinascessi. E se. ult. Tu, Lucrezia, 
•juanti grossont bai a dare al frate per 
entrare in santo? (in questi tre esempli 
si accenna una somigliante funzione , wa 
per altro motivo J. Jtorgh. Tese. Fior. 
à2'J. Mettendosi, come è l'usanza, dopo 
il parto la donna in chiesa, si dice anco 
r.i. ritenendo eoa 1* antica usanza il vec- 
chio nomo, mettere in santo. 

§. II. Santo, o Santi, si dicono le Pit- 
turCt Stampe in cui sia effigialo alcun 
santo, o altro. Lai. imagines sacrae. Gr. 
«i'/OV£; a/i'wv. B^rgh, Orig. Fir. 203. 
Come ancor oggi i t'anciulU soglion chia- 
mar santi tutte te pitture. 

SA^TO. Add. Quegli il quale è elette 
da Dio del numero de' Beati, e dalla Chiesti 
tenuto, canonizzale per tale. Lat. sanclus. 
Gr. ayto^. Pass. 3. Come dice il Maestro 
ifelle seolensie disamo Agostino, e santo 
Isidero, e santo Gregorio, e alcuni altri. 
Dant. Par. l6. Ditemi, dell' ovil di san 
Giovanni. Petr. canz, 22. 2. I' die'in 
guardia a san Pietro, or non più, no. 

§. 1 Dassi tale epitelo amhe a Dio 
stesso. Dant. Par. 26. Dicea cogli altri: 
santo, santo, santo. 

§. II. Si dà questo epiteto anche a 
quelle cose, che riguaiduno Dio, o che 
da lui derivano, f'it. SS. Pad. i. I. Co- 
me scrive messer san Gregorio , nobile 
dottore di santa Chiesa, alquanti si muo- 
vono più a ben fare per assempri , che 
per parole, p'ii. S. Gir. 9. Quest' uomo 
ec. ora priega per la Chiesa santa , per 
la quale tanto s' allalicu. Bed. leti. 2. 
IQ2> Il buono Dio le assisterà con la sua 
santa grazia in questa virtuosa , e carita- 
tiva fatica- E 207. Non lasciò mai pas- 
sar congiuntura alcuna di dir qualche 
parola in servizio di quel buon amico ve- 
nuto alla santa Fede. 

* §. Ili. Per Bati/tcat), Confermalo, 
Approvato, Statuito. But. Par, 6. Sacru è 
quello che s' appartiene a Dio j santo è 
quello che è fermato, e statuto ad alcu- 
no fine ( lat. sancitum ). (f'J Bemb, Star, 
lib. 3. Questa lega in ogni modo volle 
il Papa pe* suoi brievi scritti al Seoalo , 
rhe rata e santa fosse. (Br) 

% IV. Santo Padre, maniera con cui 
comunemente *' appella il Papa. Bocc. 
nov. i3. 11. Andiam noi con esso lui a 
Roma ad impetrare dal santo Padre , 
che ec. 

§. V. Santa, si dice anche alV Anima 
eh* è in luogo di salvatone, presso Dant. 
J'o:abolano T lì. 



SAN 

Par, itì. Al parto, io che mia madre, 
eh' è or canta, S' alleviò di me, ond* era 
grave. 

g. Vi. Santo , si chiama anche Cv.'ni 
che in questo mondo . vive srintantr/Uv. 
Bocc. nov. 43. 16. Per ventura v' era una 
sua donna, Li qual buonissima , e santa 
dunoa eia. Peir. so'i. 2O9. Santa, saggia, 
leggiadra, onesta, e bella. 

g. VII. Talora si dà questo aggiunto 
a membra, a luo-^o, e simili co<e, clic 
attengono a santo. Dant. Inf. 2. Fur sta- 
biliti per lo loco santo, U* siede il succes- 
sor del maggior Piero. E Par, 3. Che 
sorridendo ardea negli occhi santi. Amet. 
3g. Le sante vuci, udite da me con ani- 
mo attento, mi fecero pietoso. 

* g. Vili. Santo, è anche aggiunto dì 
pane, e vale Pane che si fa di piccole 
fttte, tubate nel brodo, rinvo/te nelle uo- 
va sbattute , e di poi fritte nel lardo . 
r. PANE, g. XIX. (C) 

* §. IX. Santo, talora vale Perjello, 
Buono. Malm. e. 2. st. 52. E gli passo , 
fuggendo, allor davanti Per traviarlo , 
solo con speranza D' avere a far di luì 
più boccou s.mli. Minucc. ivi: Più hoc- 
con santi. Più Iiuun bocconi. La voce 
santi in casi simili significa perfezione in 
generale. (B) 

g. X. Sunto, sì prende anche per Pio, 
Religioso. Lat. pius, sanctus, f'it. SS. 
Pad. I. 14. Tutte le vatudi ec. si ridu- 
cea a memoria, e quasi per santa consi- 
derazione masticandole. E appresso: In- 
fiammato di mirabile fervore e d'uoa 
santa superbia, studiava che nullo s'avan- 
zasse, ne eccedesse. E appresso: Brigava 
molto, tentandolo, di ritrarnelo da quel 
santo proponimento. E 35. Tutti con san- 
to studio, e con mirabile fervore isforza- 
vansi d'avanzare l'uno l'allro in carità. 
Segner. PreJ. S. I. Credo però, che quel 
che tanto poti? nella Cananea, fosse, a dir 
vero, una sfacciataggine santa , cagionala 
in lei dalla fede. 

g. m. Di santrt ragione, D*una santa 
ragione, posti aeverbialm. vogliono Gran- 
demente, Copiosamenti: , In abbondanza. 
Lat. acriler, vehenientcr, mognopere. Gr. 
'Sfo'òpx. Bocc. nov. 68. 10. Battutala 
adunque di santa ragione, e tagliatile i 
capelli ec, disse : ec. Malnu li. 20. Ei 
suoi, che di tal arme ban la licenza. Glie- 
ne daran d' una santa ragione. 

§. XII. Avere una santa pazienza, vale 
Acquietarsi, Soffrir con pazienza. Red, 
lett. 2. 78. Se poi non avrò tanto fiato 
da poterlo servire , bisognerà che ancor 
esso abbia una santa pazienza. 

g. XIII. Aver qualche Santo , buon 
Santo in Paradiso, vale Aver buoni aiu- 
ti, gagliardi protettori, per Cvnseguir 
checchessia. Lat. validis inniti praesidiis. 
Gr. ^uvarous s^^'^ cuvaywvtffTtf's. 

§. XIV. Dicesi a chi vuol pensare in 
un negozio da first a troppe sottigliezze: 
Qualche snnto ci aiuterà, o simili j ed è 
lo stesso che dire: Il tempo ci darà con- 
siglio, o Cosa fatta capo ha. Lat. Deus 
providebit. Geli. Sport, i^. I. Poi qualche 
santo ci aiuterebbe.^ Ambr. Furt. 1.3. 
Facendogliene una, gliene potrei Far ben 
anco dua: qualche Santo in questo mez- 
zo ci aiuterà. (ì'} 

§. XV'. Rivolere i santi suoi quando 
è guasta la festa j proverbio che si di- 
ce d' l Rivolere alcuna Cosa donala. Fir. 
Lue. 4. 3. Per dirne il vero, ell'ba mille 
ragioni ; che questo rivolere i suoi santi 
com£ si guasta la festa , è cosa da fan- 
ciulli. 

§. XVI. Scherza .co' fanti, e lascia stare 
i Santi. Ved. SCHERZARE, g. IV. 

* §. XVil. Olio Santo, r. OLIO, §. 
vili (Cj 



S A >' 



>oog 



SANTOCCniEnrA. Simulata pietà , 
/pjcrisia. Sfid. Slor. 1. ^8. Ingannano 
le credule nienli degli uomini con gran 
bugie, e con vaiìi* santocchierie. 

=1* SANTOCCHIO. Dedito alla santoc- 
chieria, l'ortig. cap. 8. La corte e un 
ampio mare, uve si nuota Da tutlÌ noi , 
e atfoganvt parecchi ; E mm vai di moli' 
anni esser pilota , Cbè aflondanvi i saa- 
locchi asciutli e scerbi, (li) 

SANTOCCIO. ì'oce usata dal Bocc. 
in significato di Sciocco, o dt Scimunito. 
Lat. bardus,faiuus,siitplex.Gv. i'u/.'&t];. 
Bocc. r.ov. 6j. 12. Il santoCii<» credendo 
queste cose , tanto 1* afiezion del figliuol 
lo strinse, che egli non pose 1* animo al- 
l' inganno fattogli dalla moglie. 

•f -:• SANTOLO. Con tal nome chia- 
masi dal figlioccio Colui che l'ha levalo 
al sacro fonte , presentato alla cresi- 
ma. Pecor. g, 4" "• *• Voglio , com' io 
son morto, che tu te ne vada a Vinegia 
a un tuo santolo , che ha uouic messere 
Ansaldo, ec. (Aj Reg, Matr. 37. Nessuna 
femmina può pigliare per mariio il suo 
compare, oè il suo 6gli'»ccìo, ne il suo 
santolo. Similmente il figliurcio non può 
pigliar pLT mnglie la figliuo'a carnale né 
legittima, ni; bastarda del suo nonno , o 
nonna, ovver santoli. (C) 

Sk^TO^lGO.Erba simileaW Assenzio. 
Lai. t.bsynthium sanlonicum. J'el. Dio- 
scor. Cr. 10. 6. 4- Dagli sopra'l pasto su- 
go di foglie di pesco, ovvero polvere di 
santonico, e sarà liberato. Ricett. Fior. 
38. Quel (eupatorio) di Mesue è quoiP 
erba amara, chiamata da alcuni canforata, 
e da altri erba giuba , della volgarmente 
santonico, che sì tiene che ella sia l'age- 
rato di Dioscoride. 

f SANTOREGGIA. Erba odorifera, ed 
appetitosa, la quale agevola la digestione, 
e però molto usala negl' intingoli. Lat. 
satureia. Gr. '^Ùfi^coc. Pallnd.cap, 38. H 
primo grado de' buoni fiori si è il limo 
ec, il terzo è ramerino, e santoreggia. Cr. 
6. 121. 1. La santoreggia i.- calda e secca 
in secondo grado, e seminasi del mese di 
Dicembre ec mescolatamente con l'altre 
erbe. Dav. Colt. 198. Di Febbraio semi- 
na cavoli ce, santoreggia, invidia , smi- 
naci. 

SANTUARIA, e SANTUARIO. Reli- 
quia dt Santi, o Arnese sacro. Lat. San- 
ctoruni reliquiae. Gr. ayt'wv /ìt>^«va. 
G, V. 6.85- 2. La sua mantellina fode- 
rata di vaio ec. mostravasi in san Fnano 
di Lucca, come una sanluaria. E 10- 9p- 
2. Spogliò san Fortunato di tutti i gioielli 
e saniuarie , infino alle lampane. Lib. 
Viagg. E in quello teneano i Giudei i 
loro saniuarii, ovvero reliquie. 

g. I. Santuario, si dice anche la Chie- 
sa, o il Luogo dove si conservano le re- 
liquie, o simili, Lat." sanctuarium. Gr. 
«•/lasTvj'ptov. Sen. Pisi. gS-Come que\ 
che sono sacrati, solamente sanno i secreti 
de' sacrificii; cosi in filosofia son mostrali 
a coloro che son ricevuti a'suoi saniuani 
(qui per similit.). Segner. Pred. 23, 4- 
Rispelterano'j Dio su i circoli delle stra- 
de quei che l'onorano cosi poco nel cuore 
de' santuari! ? 

g. II. Inforza d'add. per Santo, ma 
niera antica. Gap. Impr. prol. ì-.^ qual 
compagnia fu creata per la della chiesa 
repararc, e conservare, e molte saniuarie 
osservanzie in onore di Dio , e della sua 
beata Madre. E nppresso : Le singulari 
grazie che Iddio ha fatte sotto la mezza- 
nità delle saniuarie dipinte, e non dipinte 
immagini. 

SANTUARIAMENTE. /'. A. Avverh. 
SanVimenle. Lat. sancte , Gr. aytw; . 
Cap. Impr. prol. La della ecclesia nesa- 
ràe santuariamente coltivala , e esaltata, 
127 



lOlO 



S A 5 



«SANTUARIO. ;Vrf. SANTUARU.(') 

* SANTOLA. Matrin". Cimare. Lat. 
*>ommaier. Gr. r, a'/y.Oix*'^.'^-'"]' ■^"'- 
Purf. 12. 1. Ld sanluli , o vero mairi* 
na, che lo presento al haUrjimo. (*) Eap- 
presso : 1.3 iaolula , o vi-ro malrina, che 
lo tenne al liallesimo , suguò ec. (li) 

•f SANTUKIA. F. A. Cosa santa , 
Santuaria. Lat. res sancta, sacra. Gr. 
ayto'v Tt. Bicord. MaUsp. 172. Moitra- 
▼ast ia santo Fridiano, come una sanlu- 
ria (la stampa de Gitinti ha: io santo 
Frìano, com' una sanlura ). 

•f * Sk^TXSSSV..! ocr schcrzevoU, ed 
antica. Parere il santiis^e, s* dicr di Chi 
mostra dt fuori gran pirtii. Cecch. At- 
siuol. I. 2. E matlonna Vi-rJiana, che pa- 
re il sanlasse , parv' egli però che la fac- 
cia tiene a tener mano ec. (/') 

SA>ZA. l'ed. SENZA. 

# SANZIARE. r. A. Stniuire, Stan- 
ilare. Ott. Com. In/. I9. 355l E saniiò 
(Costantino ) che la Chie&.i di Ruma fosse 
madre dì tutte le (^bìe&c del mondo. (ìVj 

•f * SX^ZXOyE. f<atificnzione , Con- 
fermazione. Tt-rm . c/tr' Legisti , i quali 
per lo più chiamano Sanzione Quella 
pnrt^ fltlla l<'g^e, c/te contiene fa minac- 
cia della penn ai trnsgrrsiori, o la pro- 
messa dt riccmpemn aglt osservatori di 
e4sa leggff ovvero il henet o il male che 
conseguono (per effetto della legt^e ) dalla 
osservanza, o trasc;ressione dell-i mtdest- 
ma. Mn^al. pait. 2. leti. 7. Circa il ve- 
nire o il non venire la logge mosaica da 
Dio ec.f o ella si consideri nella suj ori- 
gine, o si consideri nelle sue sanzioni, 
tutte conformi ai dettami della ragione ec, 
Teniva a essere ec (Aj Cvs. leti, Cic, 2. 
109. Ma tu vedi delle leggi abrogate non 
essersi mai osservate le sanzioni. (C) 

SAPA. yfosto cotto, e alquanto con- 
densato nel bollire, che serve per condi- 
mento. Lat- sapa. Gr. st^Kiov. Pallad. 
Cenn. i5. Le sorbe si possano lungo tem- 
po serbare nella sapa. Cr. ij. 19. 3. Cato 
dice , r uve nelle pentole comodissima- 
rnente riporsi, e in sapa , e in mosto be- 
oe. ♦ fi 4- 26. 3. La sapa, quando ^/<o/- 
iendo) è tornata la terza parie, la quale 
tnigliore fanno le mele, ce. (F) Buon. 
Fier. 4- 4- ^^' Quanta bau venduta ri- 
goTeroatura, Quanta s^pa per racle gli spe- 
ziali. 

* SAPERDE. Sorta di pesce fluviale. 
Salvin. DiiC. 3. 193. Messogli in mano 
un pesce detto saperde, se lo conduceva 
dietro. E appresso : Diogene ec. incontra- 
tolo, rideoilo gli disse, la tua e mia ami- 
citia un saperde ha disciulla. (N) 

5 SAPERE. Verho che anche presso 
gli antichi (j disse SAVERE, e in duerni 
suoi modi fu usato con varie terminazio- 
ni. Aver certa cognizione d' alcuna cota 
per via di ragione, o di esperienza, 
ff altrui niazionr j e si usa , non the 
nella sìgnijicazione att., ma nella neutr., 
e nella neutr. pass, ancora. Lai. scire , 
sapere. Gr. ei'cs'vct. Sm, Pi<t. 33. Po- 
ruech' altra cosa e ricordare, allra è sape- 
re. E ricordare si ì* quando la cosa l- data 
a guardare alla memoria ; sapere si è di- 
re, e fare del suo proprio, sjnta stillo- 
mettersi all'altrui maestria, e agli esem- 
pli, e non dir sempre secondo eh' è detto 
di sopra : questo disse costui , e questo 
disse quell'altro; ma sia alcuna diBVrcn- 
la intra te, e l'altro. T. //. Ah. Isnac. 
Non e di lungi dui sapere quegli che ha 
inconiiociato ad intendere quello, ehe egli 
non sa. Dani. Pnrj;. 5. SuUi colui che 
inoaneilala pria, Disposandn. in' avea colla 
sua gemma. L 3i. Non fura men nota La 
Culpa tua , da lai giudice sassi. E ap 
presso : Salsi miei the la cagion mi por 
se. E Par. 3. Siccbt' poi sappi sol tener 



SAP 

lo guado. E 3. Dio \o SI sa qual poi mia 
vita fusi. E 23. T*M» più grande, di se 
slessa uscio; E che si f<fMe hnipnibrar nuo 
sape. Petr. ton. 216. Nir so che me ne 
pensi, o che mi dica. E canz 33- 5. E 
gli aspidi incantar tanno in lor note Bocc. 
nov. Zcf. 11. La mattina seguente fu sa- 
pulo per tutta la contrada come questa 
cosa era stata (qui Lat. rescire . Gr. 
/lavàa'v!!'). E nov. ^2. 9. E dod sap- 
piendo ella stessa che cagione a ciò la si 
movesse, io se stessa prese buono augu- 
rio d' aver quello nome udito, e comio- 
ciù a sperare, senza saper che. E nov. 79. 
47. Voi tremavate come verga, e non sa- 
pavate dove voi vi foste. E nov. 07. 8. 
Temo morire , e pia non saccio V ora. 
Guitt. leti. 19. Non saccio vero consiglio 
alcuno, che il vostro. E lett 34< Qaesto 
è mio giuoco , e ad altro giuncare noo 
sappo. E appresso: lo più non sappo, 
che tu oggi ni>l sappia. Eranc. Baih. Jij6. 
3. £ sacci, che è maggiore Villa , se no 
l'onore, Ptm. ont. Dani. Maian. 83. 
Ogne plager, sacriate. Avanza sofTorema. 
E 84> Ne cosa altra gradita Alla vostra 
beltate Manca, donna, sacciate. Che pietà. 

g. I. Esser saputo , in signìfic. pass., 
vale Es<er nominato , lodato, riputato 
savio. Pass. 323. Sono alcuni altri, che 
vogliono sapere per esser sapuli, cioè per 
esser conosciuti, e tenuti savii. Cavale. 
Fritti, ling. Sono alcuni, che studiano per 
sapere, e questo studio è curiosità ; alcuni 
per esser s.tputi, cioì: nominali e laudali, 
e questa è vaniia. 

§. II. Saper di lihro , vaie Esser 
dotto assolutamente i modo basso. 

§. III. Saper di geometri'i, di grama- 
tica, e simili, vale Esser dotto in quelle 
scienze, facoltà. * Ar. Fur. 35. 36. 
Possa io trovare un eh' a colui resista, E 
sappia tanto d'arme e di battaglia. Che '1 
fiume e '1 ponte al Pjgan poco vaglia. (Pe) 

§. IV. Sapere a mente, vale Avere im- 
pressa alcuna cosa nella memoria in ma- 
niera che si possa ridire. Lat. memoria 
tenere. Gr. :r«^a/aT£);£iv t») /jtv/j'uv] . 
Bocc. nov. 70. 10. Si fu UDO, il qual pa- 
reva che tulli i miei peccati sapesse a 
meate. Cat. lelt. 5l. Manderò i sonetti 
con le prime, che il libro è a Murano^ e 
io non gli so bene a mente. 

§. V. Saper per lo senno a mente 
checchessia, vale Averne intera scienza, 
minutissima notista. Lat. exploi atum , 
peritpectuniqiie fiabe re j prcbe caliere, Gt. 
tÀxpi^d yivwVxeiv, e/ji-£t'36j; exetv./ rt*-- 
ch. Slor. 12. 449' *** Firenze vivono an- 
cora, se non più . diecimila persone , le 
quali le sanno ec. per lo senno a mente. 
E Ercol. 97. Non e sì tristo artigiano 
dentro a quelle mur.i che voi vedete ce , 
il quale noo sappia di questi motti, e ri- 
boboli i^er lo senno .1 mente le centinaia. 
Gal. Sist. 27* Ci »on molli che sanno |>er 
lo senno a mente tutta la poetica, e son 
noi infelici nel comporre quattro versi. 

§. VL Saper alcuna Cosa di buon Imo- 
gi>, vale Averne certa e chiara notizia. 
Fir. Trin. prof. Questa sera si fa la scrii- 
la, ed io lo so di buon luogo. 

§. VII, Saper vivere, vale Aver pru- 
denia. 

g. Vin. Saperdi barca menare s modo 
basso, ihe vale Avere astuzie per arri- 
vare a'suoi_fini. # Salvin. disc. 2. 101. 
La fortuna, soggiugoc , dli i suoi beoi a 
chi S.I di barca menare, come da noi in 
modo basso si dice. (C) E Opp. 20a Ih 
nota. Noi dichiamo d' uomo aemrtu e de- 
stro nel condurre i ncgozii : Sa di barca 
menare, s.i navigar secondo 1 venti, irati* 
la similitudine dalla nautica. (J\') 

^ g. I\. Saper navigai* ad ogni ven- 
to , diceti provctbialm. di Chi sa adat- 



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tarsi alle circostanze , e fare dtlia neces- 
sità virtù. 'LaU ser*ife temporihas. Cecch. 
Sti.v. 5* 8. lo ioteodo; e so che la 
sei uomo che hai ingegno, e sai essere io 
ogni lato, e navigare a ogni veoto. ((-) 

t g. X. Sapere a* quanti di e sai 
Biagio, proverbialmente, e in modo basso, 
vale Etser accorto , o pratico dt chec- 
chessia. Farch. Ercbl. 57. Quando alcu- 
no fa, o dice alcuna cosa sciocca, o bia- 
simevole, e da uoa dovergli per dappo- 
caggine, e tardità, o più tosto tardezia 
sua, riuscire, per mostrargli L scioccfaezaa 
e mentecattaggine sua, »e gli dice : ec. » 
tu perdi il tempo, tu non sai a quanti di 
è san Uiagio, tu f^rai .a metà di oooool- 
la, tu non sai mezze te messe, ec. Segr. 
Fior, Cliz. 2 3. Ognuno di noi sa a 
quauti di è tao Biagio. # Ambr. Furt. 
4. l3. Eh , Guicciardo . Don accade far 
tante maraviglie ; noi sappiamo aucbe noi 
a quanti di e san Biagio. (F) 

•f g. XI. Saper dove il dtavol tten 
la Coda, in modo basto, v/ile Avere espe- 
rienza, e notizia anche delle cote meno 
note, e non avvertite comunemente j Co- 
noscere gP inganni s Essere astuto, sa- 
gace. Lat. cnlùdum , vrleratortm esse. 
Gr. Travou^ysT*. /ed. Flos. 25i. Bocc. 
nov* 77. 70. La maggior parte (degli 
SCO 'ari) sanno dove ildiavol lieo la co- 
da. Salv. Grandi. 3- 9. So dove il dia- 
Voi lieo la coda, Quand* io non upeu*al- 
Iro. Ciriff". Calv, \. 27. Perocch* egli o 
malvagio e pien di froda. E sa ben dove 
il diavol lieD la coda. Varch. Ercol. 78. 
Generalmente d'uno , che conosca il pel 
nell'uovo, e non gli chiocci il ferro, e 
sappia do«c il diavol tien la coda, si di- 
ce: egli ha il diavolo nell'ampolla. 

f * § XH. Sapere del momio, o delle 
cose del mondo, vale A^tre molta espe- 
rienza degli a/fari o delle cose del m^^ndo. 
Bocc. g. 7. n. 2. Tu, che se' uomo, e vai 
attorno , e dovresti sapere delle cose del 
mondo, hai venduto un doglio cinque gi- 
gliati, il quale io femminella ce. 1' ho veo- 
dolo sette. (V)Danl. Pur^. 21 Del mondo 
seppi, e quel valore amai , Al quale ha 
or ciascun disteso V %xeo.{Br) 

%. XIII. Saper fare, si dice deWCfor 
modi industriosi per arrivare a' suoi finL 
Lai. catltditale uli, catlidum esse , aslit 
contendere. Gr. ittnvovsyùv. Sen, Ben, 
Farch. 2. 28. Colui non è pari a me nò 
di virtù, ne di meriti, ma ha saputo f^rv. 

2' yiiy ■ Saper t'intofare, % ale lo stesso 
che Fare in ntanierm. Adoperarsi, o in- 
gegnarsi tn guisa j modo basso. Lai. ef- 
ficrre, p*rfìcere. Gr èffi?K3i!c*, JtaTfaT- 
T«»v Bocc. nov, 77. 4^' l*» **PP' l*"'<* 
fare, che io costassù ti feci salire ; sappi 
tu ora tanto f<ire, che tu »• scenda. 

§. XV. .Vo'i saper fare altro, o yon 
sapere altro, che gridare, o simili , vw- 
gliono Man fur mm altro, che gridare, 
o simili. Lat. nihil atiud velie, ani pese. 
Gr. oucìva^ìo ^ov/ìi^rsti. r, ouvotsOai. 
Petr. son. 3o8. Ne 1» orecchie, che udir* 
altro non sanno, Scnia 1' oneste soe dolci 
parole. 

g, XVI. Tion taprr che 0i/mrr» Aon 
S'iper che si dire, %'iìghone Et0trt irri- 
soluto. Lat incertum animi etse, ni ex>- 
tum non tavenire, quid quis agat mesei' 
re. Gr. «TOJiìv. Bocc. nov. 34- t). Sap- 
pitndo che il re Gutlielmo tao avolo da- 
la avea la sicDrli al Be di Tunisi , non 
sapeva che (arsi. 

\ g. XVII. Pion saper mezze l* mei- 
se L«t. multa ignorare. Gr ?roA^ otyvo- 
cTv. / arxh. Ucci. 57. Quando alcano 
fa, o dice alcuna cosa sciocca, o biasime- 
vole, e da ni<n dovergli per dappocaggi- 
ne, e lardila , o più tosto lardeata sua . 
riuscire, per mostrargli U leìocfheua e 



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1011 



menlecatlaggine sua, «e gli dice : ce, m 
pcriii il tempo, tu noo sai a quanti ili è 
san Bidgio, tu farai la metà Ji nounulla, 
tu non sai mi'izt' le messe. l'C. r'ir. Lue. 
A. 6. Voi noD sapete mrize le messe; egli 
ò iunamoralo Iradicio Ji questa c;inlonie 
ra, clip sia qui vicina. Jìern. nm. l. 43. 
£ se fosse qualcun che gli cocesse, E vo- 
lesse maogiarli in varii mudi. Ditegli che 
DOD sa meixe temeste (paria de' cnrdi). 

* §. XVIII. -Vo/i ne sipere straccio, 
Òuccicata^e stntili,i/icesi Quando d'alcuna 
cosa no'i se nf sa niente, f. BUCCICATA, 
« STHACCIO. (O 

§. XIX. Non snper più Ai, i-ale Saper 
poche cose, Jppos^rsi della prima appa- 
renza . Cìrc. Geli. 8 ipy. I.a eloquenia 
tua è tale, e'I hj tanta forza, che chi fus- 
se stalo a udirti , e ooo sapesse più là , 
rrederehhc, che tutto quello che bai dello 
fusse il vero. 

# §. XX. Senza saper più là, vale 
Senza esstrv hene in/ormato delle cose . 
Varch. Krr. Gtcv. 58- Taddeo Guiducci 
non er.i più onorato rittadino.clie il Co- 
nODC, e Bartolo Ted:tldi, ma egli senza 
saper più là , perchè era dalla parte de* 
Medici, il loda. (C) 

f 5*: §. XXI. Non voler saper più 
niente dtr'/ntti d'alcuno, vale Non voler 
aver che/are più con alcuno. Se^ner. Pted, 
3. IO. Air ultimo Don vogliamo più saper 
niente de 'fatti suoi, non lo vogliamo ve- 
dere, non Io vogliamo udire, gli vogliamo 
per lulto villanamente voltar le spalle. (!') 

# §. XXII. Non sapere accozzar trv 
pallottole in un ha>.in<.ì , vale Non saper 
fare anche le cose JaciUssime , J'. PAL- 
LOTTOLA, §. II. (N) 

*é §. XXilIa Non sapere accozzare in un 
anno tre mani di noccioli, vale Fsser da 
poco. Non esser buono a niente. V. NOC- 
CIOLO, S. VI. (N) 

■f tf §.XXIV. Non saper che siaunaco- 
sa t vale Non conoscere. Non sapete per 
esperienza che sta una cosa, e dicesi co- 
sì delle persone, come delle cose. Dani. 
Purg. 3o. Quando 'l Seitenirion del pri- 
mo cielo , Che né occaso mai seppe uè 
l'Ito, Ne d'altra nebliia che di colpa ve- 
Io ec. (cioè .• non Ju mai sogj^ctto ad oc- 
caso). (V) 

* g. XXV. Non saper /' abbini, fi- 
guratam. , vale Mancar dell' inV lligetiza 
dei principii. V. ABBICCI', g. (N) 

# §. XXVI. Non Sapere quel eh* ticm 
Hpejcchi r. PESCARE, g. VII. (•) 

5r § XXVU. Non sapere quante dita si 
ha nelle mani. /'. DITO. g. VII. {*) 

^ §. XXVIII. Non sapere quanti piedi s' 
entrino in uno stivale. J . STIVALE. (') 

tf §.XXIX. Sa meglio il pazzo ijalti 
suoi , che ^l savio quelli degli altri , e 
vale Che ne* fatti proprii c^nun ne sa più 
degli altri. V. PAZZO, g. XI. (VJ 

^ %. XXX. Saperne pota, o molta > 
i'ale Non esserv , o Kssere valente in 
• checchessia. Non Sapere, o Sapere mol- 
te cose. Salvi/I. J'u. f>to^. 206. Veden- 
do un giuocatore di bracria o lottatore , 
che ne sapeva poca, fare il medico, per- 
chè questoT disse: forse il fai per battere 
> terra coloro , che una volta li vìnse- 

* g. XXXI. Sapersela , vale Saper il 
fatto suo. Essere accorto, f'arch. Ercol. 
78 Quando alruno, per esser pratico del 
mondo, non è uomo da essere aggirato , 
né fallo fare, $i dice : egli se la sa. (C) 
Jmbr. Cof. 4. 2. Egli ha cfra d* uom 
pratico, e d'un che se la sappia bene. fF; 

f g. XXXII. Venire a non si sapere, 
vale ì'enrre in dimenticanza. Borgh. Vesc. 
Fior, ^^2. Le cose inlanlu 6t mutano, o 
mancano , e cosi vengono per difetto di 
scrittori ■ non si s^prre (F) 



* g. XXXIII. Dovete sapete, Dob- 
btam-> sapere , e stilili j miniere tUtlo 
stil familiare, co'i cui s'introduce qual- 
che parte del discorso, e per lo ptù una 
narrazione , o dicliiaratione . Cavale. 
Specch. Cr. 4. Veggiarno adunque come 
questo modo fu più convenevole e più 
efficace, rhe nìuuo altro iikkIo. Dubbi-'ino 
sapere, come dice santo Anselmo, che Id- 
dio fece r uomo per dargli bealiiudine 
perfetta. (P) 

* g. XXXIV. Sai che è? Sai com'è? 
Motti familiari iisnti quasi per riempi- 
mento, o conclusione di discorso. « lìocc. 
nov. y-. iQ. Ma sai che è? portatelo io 
pace; che quello the sranotle non è po- 
tuto essere, sarà un'altra volta». Pe- 
cor. g. ^. n. l. Disse M An*.ildi>, quan- 
do ebbe inteso lulto: Sai com'è, Gian- 
netto T Non ti dare punto di rniininconia; 
poich'io t'ho naviiip, io sun contento. f/-'; 

t * §. XXXV. E sai the , o E sai 
se, maniere d' affermare, che valgono j4l 
certo che, e simih. Lasc. Celos. 5. 3. 
Quante volle gli dissi eh' egli slesse alla 
posta, e in orecchi! ec. o sai ch'io non 
gli ho dato l'agio. (V) Jìert, Ginnip. 225. 
E sai se voi siete venuto fuora col ve- 
stito del di delle feste I (C) 

t '\'%. XXXVI. Sappi, yosto così asso- 
lulamente senza altra caso, significa / e- 
ritmenle. Al certo, Prr mia fede Bocc. 
nov, 8. l3. Sappi, chi sarebbe stato che 
avesse credulo the in Mugnone si doves 
se truvare una così virtuosa pietra altri 
che noi? (A) 

§. XXXVII. Et sn molto. Io so molto. 
Che so io ? Che sai tu ? Maniere parti- 
colari del popolo nostro , che vagliano .* 
Io non so. Et non sa* Lai. bene novil , 
sat scio , qui scìam ? nescio, Bocc. nov. 
IO 9. Che so io, madiiuna, se nello eleg. 
gere degli amanti voi vi faceste il simi- 
gliante? Eir. Lue. 5. 3. Ei sa molto do- 
ve s'è colai. V Bor^h. l'ir.lib. 33b*. Cavil- 
lar eh' ei fusse subretlizio. e finalmente 
(che so io7 ) negar che l'avesse mai fai- 
lo. (J) 

g- XXXVIII. Se tu sai. soggiunto a mo- 
do di Confermazione all' antecedente det- 
toj V g. Fa', se tu sat j Fate pur , se 
sapere ecj va/e lo stesso che Qwinto tu 
puoi , Per qitant' è dulia vostra parte , 
dal canto vostro. Lat. quantum vis Bocc. 
nov. ^q. 21. Sie pur infermo, se tu sai, 
che mai di mio mestiere io non ti torrò 
un dcnaio. 

f §. XXXIX. Sapavamcelo, disson quel 
da Capraia, Sapavamcelo , assolutam. si 
dice Quando alcuno et narra cosa nota . 
Sa(v, Granchi 1. j. Sapavamcelo, Disson 
quei da Capraia "^ Toc. Dav, Post. ^32. 
Quel Muzio ec. farebbe ceffo a questa 
Fiorentinaria ( che così le proprietà no 



sire appella con barbarismo goffo e suo) 
censurerebbe così , conjortavanlo che si 
ferisse. Sapavamcelo. (Cj 

g. XL. In proverh. T)ep. Deciim. 
pi. Onde è il proverbio: chi di venti 
non sa , di irenla non ha (' e vale , che 
Quando ncn si è acquistato il senno a 
una certa età , è impossibile ncquistarlo 
in avvenire ). 

g. XLI. Pure in proverb. Frane. 
1 Sacch. nov. <)2. E così avviene spesse 
T«Ue , che tanto sa altri , quanl' altri 
(detto che accenna, 'cf.e l'alerà rimane in- 
gannato chi vuole ingannare altruiJ.^BvCC. 
g. 8> n. 10. £ così rìmasasi col danno e 
con le beffe , trovò che tanto seppe altri 
quanto altri. iF) 
I ^ g. XLII* Pure in proverb. Lasc. Gc- 
I los 4' 4- ^'^ ^^^ ^ ^^^ '" '^^ ^ (cioè 
I rhe dei fare ? E tiiccsi quando si vuol 
[ fare avvertilo uno della cosa che gli si 
, vuol comandare) (V) 



* S' XLIII. Ti so dire. Fi so due 
e siniifij modi di asseverare. 1'. DIRE, 
3. XXXIX. (N) 

* g. XLI V. Non so che. Non sapea che, 
in fjrza d'agtiittnlo, Un non so che , 
Un non japea che, in furza di sust, di* 
cesi d' Cina qualità, o d' Un sintìmento 
non possibile a drfinirM. .. Dant. Purg. 
2. Poi d'ogni pane jd esso in' apparìo 
Un non sapea che bianco». Ces. Pros. 
I 53. Al certo la cosa \uut e).si-r come voi 
dite, e al tulio ri mnverrà esser conienti 
di conoscere 1* cleganta per quel Non so 
che. I: appresso: Que^lu è pure il Non 

so che. / . ftON SO. §. I. (C) 

* g. XLV. Far sapere, per liiferire , 
Annunziare, informare. Dant. Inf 10. 
E s'io fui dianzi alla risposta muti), 
Fate saper che il fei perchè pensava ec.^P^ 

-ì« §. XLVI. Sapere, per Conoscere. 
Cecch. Vitiiin. ì. 1. lo non so grandez- 
za, colla quale facessi baralto. (F) 

^- g. XLVII. Sapere addentro, i>ale Co- 
noscere profondamente. Vant. lnf.7.. Dac- 
ché tu viiui siiper colanlo addentro, Di- 
rotti brevemente , mi ii>pose , Percb' io 
non temo di venir qua entro. ( D) TasK. 
Ani. 1. 2. Fa' eh' io sappia più addentro 
dilla tua Dura coudiuoo, e dell' amo- 
re. (TC) 

* g. XLVIII. Sapere, talora vale Pro- 
varsi, Federmodo, Tentare. Sfor. Bari. ^3. 
Arachino disse , che amabilmente e con 
dolci parole sapesse se egli lo potesse con- 
vertire. TU. S. M. Madd <)4. Racco^- 
dossi ch'ella s' aveva messo allato un bos- 
soletto di prezioso unguento la sera , 
quando andarono a sapore (per vedere) 
se lo potessono adoperare in lui. E ap- 
presso: Venite, Angeli santi, e sappiate 
se potete riconoscere la faccia del nostro 
Re f Cristo crocifìsso) . (J~) 

■j- :!= g. XLIX. Sapere, talora vale Infor- 
mai sì d'una Cosa, Far di sapere una cosa. 
Bocc. g. 3. nov. I. Sappi se egli sa la- 
vorare, ed ingegnali di ritenertelo. T it. 
SS, Pad. 2. 25. Andate a lui, e sappiate 
come sta. Frane. Sacch. nov, li.Vallenu 
al Vescovo, e di' ec, e sappi quello che 
lìvuol dire ( oJi, senti). E nov. 221. 
Mandò il cavaliero all' albergo della Co- 
rona, sappiendo se era suo famiglio ( h 
mandò ad informarsi ) . (F) 

g. L. Sapere , per Aver sapore ■ 
Lat. sapere . Or. pfj^i'^etv . Dant. Por. 
17. Tu proverai sì come sa di sale Lo 
pane altrui. But. ivi: Siccome sa di sa- 
le , cioè come è amaro . Mcr, S* Greg. 
1. li- Sapere è aver sapore delle cose. 
Ora molli hanno sapore delle cose eter' 
ne, e nientedimeno non le intendono. 

g. LI. Per Avere odore j onde 
Saper di mw^chio , Soper di rose , o si- 
mili ■ Lat. redolcre , olere . Or. Cstv . 
Mor^. iQ i3i. E sapeva di vin come un 
arlotto .^ Lor. Med. canz. 71. 3. Ella sa 
proprio di cuoio, Quand' è in concia , o 
di can morto. 

g. LIl. E per simiiit. Lib. Son, 117. 
Si eh' io so , Peggio mio , troppo di 
povero. * F. P'tlL Fil. Zan. Strad, 7. 
L'aspetto suo era allegro ec, e il visu e 
il parlare sapevano d' una modesta adula- 
zione. (FP) Buon. Fier.l^. 3. 3. Tu se' 
punto ben bene, E sai d' innamorato che 
tu ammorbi. (N) 

%. LUI. Sapere, per metaf. Lat- sa- 
pere , olere, redolere. Gr. JTOTo'ofJtiv , 
Teccr. But. Purg. 16. 2. È in loro al- 
cuna cosa dì virtù , perchè sanno ancora 
dell'antico. Snlv, Spin. 2. 2. Tant' è, non 
mi dìle a me, che a ogni modo ella non 
sappia «n poco di nrn so com* io debba 
chiamarmela. 

g. LIV. Saper di mille odori , m 
modo proverbiale, «i dice di Checcheitin 



1012 



SAP 



spiri gian J'tagranza. Lai. lotam spi- 
j4rabiam , Gr. tr.-* oìrtV 'ApOL^ittf 



■che spi' 

rare 

àjrOTTvSÌv. Frd. i'ioi. 2()J. 

§. LV. Saper hncno , vale Ji'cr 
buon odore j e figurainm. Parer Suono - 
Lat. piacere , prt placet . Gr. àpé'7*li-» . 
# Guitt. leu. 1. 4 Ma ce lullo il beo 
loro Doa sj lor quusi kuooo > sa loro lo 
mal ti grare , che raiuoa rota dì noia 
par r uccida , uode ben seolon poro , e 
male ass;.ii ; cbè a picciuleilo uomo hrae 
fiicciu) sa grande , e male grande t\UAì.\ 
nienle . (f) Introd. t ìrr. 278. Quesio 
pensiero gli sa si buoni» eh*; uon ic w: 
sasia , ma dì , e nolic \i ponsa , perchè 
si seD(e per quello pensamento lulii i suoi 
desideri! compiere. fC. Fi. Ctotd. Prtd. 
S. Nondimeno sono drll' anima , che gli 
ama , e vuole , e sannole buoni . Ctint. 
Carti. 271. Il dolce nostro suono Vi sa- 
pr& lanlo buono, Che non ci parrà invano 
t^>S3er venuti. 

* §. LVI. P'^ale anche Aver huon sa- 
pore. Fior. S. Frane. 55. La vera asli- 
aenzia è temperarsi da quelle cose cbc 
saDQO buone allj bocca, ff-'j 

§. LVII. Aon saper di httono t vale 
Aver cattivo odore j e Jìguratam Dare 
indizio di mnlvaguà. Lai. pravitatem rC' 
dolere. Gr. //s;fGȓpiav o^S'V. 

§. LVHL Super bene, vale Esser gra- 
dilo . Lai. piacere . Gr. cìpìoxstv . Car. 
tett, I. 100. Al ritorno ci sapranno me- 
gliii te nostre camere , e i nostri let- 
tini . 

%. LIX. Saper male , Saper reo , e 
^imilt , vagfiono Parere strano , Dìspia* 
cere. Lai. ditplicere . Gr. a;r«f Bazsiv . 
!Vov. iint. 55, 1. Messrr Brancadoria il 
vide; seppegli reo. s»' Fav. £sop. lO'j. 
(Fir. i8iH.) Quando lo Villano udì che 
pure gli convenia partorire , spppegliene 
molto male. Lnsc. leti. Ma<ac. Ma sopra- 
tutto r .'iflligge , e preme , u li sa mate 
degli amici di Febo. lied. Iftt 35 Me- 
ne sa malf , perchè darà quest' uomo da 
dire a coloro che non gli vogliono be- 
ne. (Cj Fortig. tiiccinrd. 1. 48. Per I' 
■icerbo dolor divenne tuie . Che a tutta 
Spagna ne sapeva male. (B) 

§. LX. Saper gratto di checchessia, vale 
Averne obbligazione . Lai. habcre graliam, 
Gr. £ioVv«t ydpt-t, Gr. S. Gir. 17. Egli 
non ti saperrebbe grado dclli tuoi doui , 
Bocc. nov. ^9. 12 Signori , di ciò che 
ierserk' vi fu fatto, so io grado alla for- 
tuna. Sen. Ben. Varih. 3. 5. Così ci sa 
migliurc il dono , e ne sapemo maggior 
grado , quanto meno ol- siircmo stati in 
pendeate. 

5. LXI. Non ne saper grodo^ che anche 
si diie JVon ne soper ne grado , ne gra- 
zia t vale il contrario , cioè JS'on si rico- 
nosce' e obb/ipato , iVo/i atxrne gtatitudi 
ne Lat. prffirif» non hafierr. (■•¥. oi'/v.ct- 
flTSÌv. Liv. M. Non n»* seppuno né gradai, 
né grazi» alto 'mppradore. Fu. Pini. Se 
essi non passarono Gange, non ne sapeva 
loro ne grado dò gr;itia. Fir. Lue. 5. 3. 
lo ho fallo bene, alla H*: ella non mene ta 
grado né grazt». Morf-. 18- 182. Qut-I che 
si ruba, non s*faa u super grado. 

* §. LXII. iìiceKÌ anche in tento ftff'i-r- 
niatifO . Lnsc. Ictf. Masac. Pcrocbè io ti 
disgracierei, se tu me ne sapessi grado né 
gratia. (C) 

* g. LXlll. Oicesi anche nello stesto 
signific. Sapere il malgrado , e la mala 
crazin. Lasc. lett. ilAiinr. Ma n'hai uputo 
( sa'ne il malgrado e la mala grasia a rbi 
(e r ha donalo. (Cj 

SAPKRE. Pfome. tVoUtia» Sdenta, Lat. 
ropnitiP , .ycientia. Gr. yy(jj9t( , «VonJti. 
Coli. Ah lujrtc. Non è di lungi dal sa- 
pore quegli rheha incomioriato ad inteoilTf 
niiBll'» , «"h^ egli non sa Frane. \Sacr' 



SAP 

nov. 222* Un bello inganno, o piò sape- 
re , voglio raccontare nella preioule no- 
vella. Farch. Freol. 18. La diversità de* 
giuditit nasce datila diversità de'saperi. 

*è %. in pro\'eth : E' vai piìt^o F me- 
glio un* oncia df fortuna, che una Itbhra 
di sapere j e 1 aU che La fortuna talora 
f,inva più che il senno . F. 0.>CIA , 5. 
V. (Aj 

SAVEVOt.Z. Add. C/ieM. Lat. tci.ns, 
conacint, gnarus. Gr. S*~l9T>5'/ia»v. Ftawm. 
\. iS.?. Ne' vani affanni d* ornar la mia 
giovanezza , più che *l dr-biln ornata daU 
la natura, te 000 sjpevole offendendo, er. 
l'tr^ Kneid. .M. E tu. o santissima indo- 
vina, sapcvolc di quello rbe ha a venire. 
F oppresso : Dido non sapevole quanto 
Amore a lei misera sopra*) ea . Sallutt. 
Catell. Essendo l'uno all'altro costanti, 
e sapevoli di tanto male. 

-.- SAPIDO. F. L. Add. Saporoso. 
Lai. snpidus. Fall.id. Cenn. \^. Ancora 
la lattuca sapida , e condita di sapori di 
molli semi, ec. ()') 

SAPIENTE, Add. Che ha sapienza, 
Chesaj Supplente. l.it. Si'pirns Gr. zc^d^. 
Fr. Jac. r. 2. 3l. 48. Quello, rbe e sa- 
piente , Con ragion si difende. Fir. As. 
S'ìX Quel vecchione, di tanta prudeniia 
dotalo , che 1* oracolo Delfico il giudico 
sapiente sopra lutti gli altri mortali? F 
fii'K- l55. Così è da credere adunque che 
abbia fatto quel grande artefice , e sa* 
piente . 

t * §■ Pf Sapido . Car. Long. Sof. 
87. Fero con le labbra e col naso un cer- 
to nifiulino , rome mostrando d* aver a 
schifo quel Imo raprino , e quel fortore 
cosi sapiente di' becchi, (^fin) 

SAPIENTEMENTE. Awtrh. Con ca- 
pienza , Suv'uitnente . Lat- fopienlcr . Gr. 
50OW5 . Fsp. Sa^m. Beoignamcnlc crea , 
e per benignità s:)pieo temente crea . Al 
beri. Clip. 4'). Procura d'avere, e d'usare 
r utililadc loro , e di reggerla sapiente- 
mente . 

SAPIENTISSIMAMENTE. Superi, di 
Sapìfnttimnti- . Lai. Aa/'iintissime . Gr. 
cofjiTKTy.. Fr. Gìord. Fred. B. It gran- 
de Dio , rbe sapicnliuìmaracDte govcrn.i 
1' ■juiverso . Tratt. seg': COf. dom. Se 
danno in fisico, che sapicntìssimameote le 
governi alla venuta dì quel malore tanto 
acridentoso. 

t SAPIENTISSIMO. Superi, di S.'pien 
te. Savissimo. Lat. sapìenlìssimi.s. Gr. 10- 
ywrcro;. (•. F 12 108. 5. Del sapieoiis- 
simode'savii re Itubrito tuo tio , ce. Ott. 
Coni. Inf 4 . f>a Tale, questi fue al Icmpu di 
losia re d*I»dracl; fur l'uno de'selle sapien- 
tissimi, dc'quali è detto di sopra. FmikC 
Socch. nov. ?. O sapirnlissimo Re. bene- 
detto sia il vi'iitre ' b'- portò tanta pro- 
denz.!, quanta iu tr regna. 

SAPIENZA, e S.\PIENZIA. Scienza , 
che contempla la ca^^ity/ir di tutte le tose. 
Lai. snpimtia Gr lasi'a. Albert, cap, 
t8. Negli antichi «e la iapi< ma, e iu (U(i- 
go tempo s* accatta s<-nn<i. F cap. 5o. È« 
la sapienza , srìrnia «onditi di savore di 
virtude. /:,' npp'ejfo : L.i .vjpienia è per- 
f Ito ben dell.i iin-ntf , ed !• lavere delle 
uniane, e delle disine «titr /:,' appresso: 
Possiedi la s.ipirnia. pfrrinrrbè ella Jr me- 
glio rhc l'oro. F npfcsto : L'animo sen- 
za k.ipicoza é detl>> uif^rmo. 7*eol. ^tist. 
La sapienza è dignis^tmu rcgniiion di Dio, 
la quale é per ignoranza ronosriuta , se* 
cnntlo r unione sopra la mente , quando 
la mente da tulle l'altro -ose spiirlendo- 
si, poscia anche se medesima Uttiando, i- 
unita .igli splendieoti r.iggiuolì, illuminata 
nello investigaliii profindo della sapirnu. 
^/oi . S. Orep. la sapienza si trae dalle 
palli uctulle. itr. S. tlìr. Sapiente é fug- 
gir lo mali , i far lo bene , E rhe è Io 



SAP 

male? tutto ciò che Dio vieta. E che è 
lo bene? lutto quello che Dio comanda. 
C'ivafe. Fruii, ling. Ogni sapienza è da 
Dio . Fr. Giord. Sapienza è una virtù * 
che diriixa torte le cose. Dant. Par il. 
L'altro per sapìenzia in terra foe Di cheru- 
bica luce UDO splendore. 

£. I. Figuralam. Dani. Inf. 3. Frcemi 
la divina Potestate, La somma Sapirniia, 
e *I primo Amore . F Par. 23. Qui é \a 
Sapienza e la Possanza , Cb' apri le strade 
tra '1 cielo e la terra {in questi due esempli 
vale Iddio). 

*;. 11. Per Luogo dove pubblicamente 
si leggono le nienze. J'arch. Frcof. 291 . 
Messer Agostino da Sesta , essendo una 
mattina, quando leggeva filosofia in Pisa, 
uscito della Sapienza, er. 

* g. III. Sapienza, è anche Acme d' 
uno de'lihfi drltn sacra Scrittura. ì'. SA- 
PIENZIALE. 'A) 

•f * SAPIENZIALE Add. Aggiunto 
proprio di quei libi i della tacra Scrittura, 
che sono intitolati Sapienza. 3fagal. pari. 
1. leit. «). Se voi altri, scartabellando i 
salmi , o i libri sapienziali , o quello di 
Giijb ec. trovate qualche pauo che paia 
adattarsi a' vostri concetti filosofici , per 
poro non fate ec. (Aj 

•f * SAPIO. /'. A. Savio , Sapiente. 
Frane. Sacch. nov. 127. EscaDoe fuori lì 
sapii. il) 

*t * SAPONACEO. Add. Cht parte 
cipa della notata, e pC'- prie tà del sapone. 
Cocch. Vit. Pitng. pa^. il- (Feneziai'jW)^ 
Sugo acqueo, oleoso, e salino, rbe gli artisti 
chiamano saponaceo , e del quale ec. E 
pa^. 41. Queste materie sono oleose in- 
sieme e saline, e di meravigliosa virtù sa- 
ponacea, attenuante e deirni\a, massùn*- 
in mesrotanza con altri cibi, ec. fA) 

•f SAPONAIA. Saprnaria. Lat. radicu- 
la, erfi't lanaria . Gr. OT^Ov^iOv Folg. 
Diosc. La sapooaia è nota a tutti , e s' 
adopera da' purgatori per purgartela, 
ne. 

SAPONAIO. Che fabbrica, a vende sa- 
pone. Lat. *sapcnnrius. Gr. ffaTtwwaTTOto;- 
Biion. Fier. 4. 4- Tintori saponai, di ma- 
cellari Srniuirfioi, edìfizii da trar seta. 

V SAPONARIA, .^oria d'erba, deiU 
anche S.^pO"aia . Brd. Coitt. |. 63- Sog 
giunsero , che era oeceisario riegrrer di 
nuovo ad uu terzo decotto di legno san- 
to, di salsapariglia, di cbioa, e di sapo 
naria , ec. F appresso: Ottimo pensa 
mento sarebbe stato il far cuocere ec 
una vipera intera nel soprammentovato de 
colto di legno santo , di china , dì salsa 
pariglia, e di saponaria. (*) 

SAPONATA . (^infila schiuma che fm 
/' acqui dove wa disfitto il sapone. C«nt. 
Cam. 160. Noi abbiamo un buoD sapone. 
Che fa saponata assai : Fruga un [«etio 
ove si pom* ; Se più meni , più o* arai 
J.or. Mtd. Beon. cap. 8. >>• pria le sliene 
alli nostri occhi lolse, Ch* e' ci parevj 
al calo un cavriolo. Per la gran taptmata 
ehe vi accolse (qui per similit.). ♦ Red. 
O1S. an. 38. In questi moli •' imbrodo- 
lano d'una spuma. <• l>ava simile ad um 
saponata bianchissima, f II) 

t SAPONE . Un ccmposto fatto an 
olio , altre materie gr'HStt , ed un al' 
cali , rAr s' udcpera per tavwrt e pur- 
gtirt I panni, e per bagnar la barba in- 
nanzi di raderla. Lat. sapo. Gr. euT^y/sot. 
Cr. (). a5. 4' S* unga cou sapone saraci- 
nesco . I* quanto si può più aitcolameDtc 
si metta leggieri nelle nari del cavallo . 
ffocc. nov. Sirs. IO. C*>n sapone moscolea- 
to e eoa garofanato maraviglioMmeole «- 
Itene lutto lavò Salabaello . Buon. Firr 
4. 5. 3. Vorrò veder se sa vendar pw sa 
|ia Sapon da set' stemperalo in ranno 
Pern. O'I 2 IO. ao. Poi gli ha sfn»* 



SAP 

sapone il memo raso ; La barba giù nel 
pelto gli Inborra. 

g. I. t'imitate il saficne^o simili } fi f in at. 
vale La^cinrsi corromfce con donntiii ; lo 
sifS-ìo , chi' Pi'j,liaie il boccone, / . BOC- 
CONE, g. IV. ìtln'm. 6. 20. Ea v^K chc 
•la essa «l>bc il «Ji>onc ce, Meotr'ella 
saltò iu l>arca rltiuip rorchio. 

* g. 11. Vnr ilei snpvne, o simile, nd 
tìlcttnoy vnlc Lodarlo adulandolo j modo 
basso, leop. rini. il- Danle »he volle 
dar tanto sapone A Ser Vergilio. arriva- 
to in Parnaso, Ne cavò dalla musa un 
liuoD musone. (C) 

Sàl'ONETTO. Dini. di Sapone s e si 
yrende comtincnunle per Sapvne più f^en- 
lile, e vrhroso. Buon. /Ver. 2. 2- 6. Pa- 
Uiccbi, kapcncltì, Ji-licate Conce di guan- 
ti , e di srarjiini adorni. 

* SAPORARE. Susi. Gusto, hai. gu- 
stus . " Dic/om. Quuili/. C. L'odora 
re, il saporarc, il toccare, e l'udire ». 
inirod. l'irt. 6. Il capo ni'avea orna- 
to di (juattro scntimenli principali, ciol' di 
Tcdcre , e di udire , e di odtir.ire , e di 
saporaro : e rosi a ciascun membro avea 
dato compiutamente la sua virtut'*. (C) 

5 S.APORAHE. assaporare. Assaggiare. 
Lat. gustare , degustare» libare. Gr. Tipo- 
ysu£5?at. S. Agost C. V. Che non voglia 
dire del suporar le vivande, del diletto car- 
nale, assai lo mostra dove dice ec. 

* g. E per meta/, Eelc. 1 it. Eg. cap. 
5.5. O signor mio, quanto preziosa è la 
santa castità) come ti piace, e quanto 
ami quell' anima che la possedè I Conte 
I* accompa-^oi rai co* santi angeli ! Come 
la preiiiicrai in vita eterna! È soffiando, 
e saporando diceva ec.fCj 

SAPORATO. Add. da Saporire. Lat. 
^uttatiis, lih^tus. Gr. TT^ayswési^. 

*f SAPORE . Sensazione chc producono 
rulla lingua fé cose che si gustano j e più 
spesso p, r Quella virtù che e nelle cose di 
produrr»- in/e sensazione. Lai. sapor. Gr. 
XWJ»S?. Bocc. net: io. 9. Non solamente 
aoD sono da rosa alcuna, ma sono di mal' 
vagio sapore. Cr. ^, ^3. 3. Se troppo vi 
sieise , dì mj| sapore il gnasterelibe . E 
^^. 2. In qut'Sto nirdo si dire lil>erare il 
T»40, e *l vino; ma il vino ba mal sapo- 
re, lìicrtf. Fit-r. 41. EWg^csi quella (•^om- 
ino eltmij che e ragìosa, leggiera, e di odo- 
re buono, e di sapore potente. 

g. 1. Dt mezzo sapore , v"le C/ie non è 
né agro , ne dolce . Cccth. Esali. Cr. 5. 1. 
Queste tante melarance Oh fussoo clltrn dì 
meno sapore ! 

g. II. E Sapore , per Gusto. Lat. t 0- 
luptas , g'tstiis , iucunditas . Gr. ■f,òovri. 
Amet. 2^. Le nostre in fouii chiare, di- 
rivate Di viva pietra , Levon con sapore 
Tal , che le serva ìn lieta sanilate. Dani. 
Conv. 55 L* una ragione e 1* altra darà 
sapore a coloro chc a questa cena sono 
convititi . !? Pnllav. sul. 229. Leggnnsi 
eiiandio dagl' ingegni di fino gusto cuu 
più sapore che ec. (FP) 

g. III. Per metof. Dani. Purg. 16. Di 
piccicl bene in pria sente sapore. E 20. Vi- 
linoamenlc ci si grida: Crasso, Dicci, che '1 
sai, dì che sapore è l'oro? Tes. Dr. 8. 29. 
Sicché Don paia cosa pensata malizio^ameo- 
te. e non di troppe paruie di giuoco, uè di 
vanìt'a, anzi ferme, e di buon sapore ( cioè, 
di sustanxìa. e concludenti). 

SAPORETTO. Dim. di Sapore. Lat. 
tcilus sapor. 

g. Per Salsa. Lai. conàimerdum . Gr. 
£p.^xpux. Bern. Ori. i. 25. 4. E pare 
anche, chc gusto e grazia accoglia A vi- 
vande , che sian per altro buone , E le 
faccia più care e più gradite Un sapo- 
retto, con che sien condite. 

•* * SAPORIFICO. Add. Che ha sa- 
pore. Coceh. T'it. Pi:t. pa^. 63. (1 ene- 



SAP 

zia l-!k\). Corpuscoli saporifici , onde le 
cdrni , t* gli aromi , e k materie dure ed 
oleose abbondano. {A} 

SAPORITAMENTE. Avverb. Con sa- 
pore. Lat. .copule. Gr. \€pT:-iùii. * fìart. 
Uom. piint. Introd. pag. 9. Guardatevi 
ec. da que' cibi, che per l'arte che vi ha 
di saporitamente coudirli, lusingano il pa- 
lato. (TCJ 

g. Per Gustosamente, Con gusto, Lat. 
quadam gustus iucuaditate. Gr. /*£&' t]00- 
vtÌ^. Bocc. nov. 52. 6. Cominciava a ber 
si saporitamente queslu suo vino, ch'egli 
n' arebbe latto venir voglia a' morti. Bed. 
f tp- l. 17. Fu veduto saporitamente più, 
e più volte lambirne. Caini. 27. Mae- 
stro, questi rhi è? e per qual cagione sì 
saporitamente 1* acqua della guastadetta 
bevve egli tutta , la quale tutti gli altri 
aveano rifiutata 7 

SAP0R1TI>0. Dim. dt Saporito. Lat. 
scitufui. Eìr. Ai. ^l. E più tosto stimola 
con ogni sollecitudine quella sua fanticeU 
la , peiciocch' ella è galantina , e tutta sa- 
poririna (qui /ì^iiratant., e nei signijìc. del 
g. III. di SA'pÒKITO). 

SAPORITISSIMAMENTE. Superi, di 
'Snporilanienle. 

"j" g. Per Gustosissimamente . Bemb. 
Iftt. a. 11. 1^7. Io ho riso saporitissima- 
mente, e più di una volta sono tornato a 
legger la istoria vostra, lied. Jns. 5g. Se gli 
trangugiò saporitissimamente. 

SAPORITISSIMO. Superi, di Sapori- 
to. B,d. Itti. 2. 177. Grande sarebbe slata 
la mia gloria , se nello stesso tempo non 
fosse stata fatta un' altra saporitissima 
nuova sropfrla nella regione australe in- 
cognita de' daini . SoJer. Colt. 5. Buona 
ed eligibile positura per le vigne è la qua- 
lità delle spiagge ce, dove si raccolgono 
saporitissimi (1 vint), ed odorali. E 120. 
In monte fa oUra modo bene, e nell'asprez- 
za d'esso è saporitissima. 

§. Per Gustosissimo Sodtr. Colt. 121. 
Ond'è, eh' e' vini che sono raccolti alla 
vista del mare sono di forza , e di suporiiis- 
simo sapore. 

SAPOR lTO.//rfrf. r/*c //a ffl/>ore,D/Z/HO^ 
sapore. Lat. snpi,lus Gr. s^X"'"'- I**^f^^- 
nov, 77. ^H. Di gran lunj^a è da eleggere il 
poco e saporito, che il mollo ed insipido. /'>. 
Ciord. Pred. D. l pesci arrostiti sono mi- 
gliori, e più saporiti , che quelli che sono 
lessi neir acqua. Bid.lett. 2. 176. Il cer 
vello di daino è una gentil cosa, molto sa- 
porita, e molto sana. 

g. I. Per Gttstoso j Che dà gusto , Che 
si/a con gusto. Lat. gustata iucundus. Gr. 
rsp'Tt'Jo'i . Bccc, ncv. 52. 6. Al quale ec. il 
saporito bere, che a Cisti vedeva fare, sete 
avea generala. 

g. il. Eiguratam. vale Che arreca di- 
letto , Bcrn. Ori. I. 25. 2. Le cose bel- 
le e preziose e care , Saporite , soavi e 
dilicale , Scoperte in man non si debbon 
portare , Perchè da' porci con sieno im- 
brattate. 

g. Ili Dicesi Uomo saporito , di Perso- 
na graziosa e dt spirito , e per ironici di 
Persona maliziosa. Lai. cal.'idus, emuucta; 
naris. Gr. Tlo/u/xi^Ti^. Salvin. Pros Tose. 
2. log. Come si vede giudiciosamente fatto 
dal saporito Kcdi nel suo vago e famoso 
Ditirambo. 

^ SAPORITO. ^tverA. Sapori: amente. 
Dilettevolmente j Squisitamente. Lat. sopi- 
de , deleclabtliter , lucunde , exquisittm . 
Toc. Dav. Perd. Eloq. j^itì. Onde e nato 
quel travolto ma spesso dettato, die i no- 
stri oratori parlano sciocco , e gì* istrioni 
ballano saporito. (ìSS) 

SAPOROSAMENTE, avverò. Con sa- 
pore , Saporitamente. Lai. sapide. Gr. 
T£p:rv&j;. 

g- I Pi-r C'tstosim nte. Lat. iucunde 



SAP 



ioi3 



Gr. TipTTvij?. "^ Belc. ì'it. Eg. cap. 5H. 
Volse la faccia sua e la mente verso il 
Cielo , quasi volendo parlare con Dio , 
udendolo quel cavaliere, e firvenlementc, 
e saporosamente disse. E appre.^so .• E 
dicendo: pu . pu , saporosamente soffiava 
come prinij, (i'j 

t g. II. Per metnf. Med. Arb. Cr. 3. 
Fu cotto saporosamente di merigge per 
lo caldo del sole spiritu.iIo . /'// P/ut. 
Bruto se ne rise saporosamente (cioè , dì 
cuore ). 

SAPOROSISSIMO. Supeil. di Saporo- 
so. Sesm-r. Pred. 6. 4. Poco rileverebbe 
dunque che Dio vi lasciasse ed ì v- siri 
alberi carichi di saporosissime fruite ec, se 
dall' altro canto m alterasse il palato in 
modo, che tali cibi più vi fosser noiosi, 
che dilettevoli. 

SAPOROSlT.\' , SAPOROSITADE, e 
SAPOROSITATE. A.stra>to di Saporoso. 
Lat. saper. Gr. yy}J.D\. Cr. 3. 19. 2. La 
sua secchezza perde, e saporosità, e buon 
nutrimento acquista. •? E 5. 6 q. La loro 
saporositade { >UlU C'istngne } e pontici- 
lade dimostra la lor secchezza, ec. (B) 

SAPOROSO. Add. Saporito. Lai. sa- 
pidw. Gr. z'v'xuXoi. Fiamm. ^. iig. Le 
nuove erbette ec. gU ministrano saporosi 
riLi. Cr. 6. 3;). 1. La polvere del suo 
&eme (di'l cnnando.'oj, gittata sopra la car- 
ne , la fa saporosa. J{<d. lelt. 2. 177. 11 
lampredotlo del daino *-■ vie più gentile , 
tenL-ruccio , e saporoso di quello di qual- 
sivoglia altra Jiestiarcìa. * 
g. Per mi-ta/. Lat. dulcis , mellilus , 
iucun'ius. Gr. -/)'jx.-j'^ , p-zU^pòi , Tsp- 
TTvo;. Co/l. Ab. /Jane, 27.Conciofosseco- 
sach' egli fussino saporosi di sale divino . 
Bemb. Asci. 2. 8.!. Della quale (sahinct- 
ta ) la giovanetta età, e la vaga bellezza 
facevano le parole più saporose, e più care 
( lioè , dilettevoli ). 

SAPPIENTE. Add. Che *rt.Lat. sciens. 
Gr. 3't(?/;'^wv. Cr, 4. 18 6. Avvegnaché 
alcuni, cosi maschi, come femmine, non 
sappienti la natura , e generazioni delle 
graguuuie, imprudentemente, o fallace- 
mente affermino , alla gragnuola , e alle 
folgori alcuna cosa far si possa. 

§■ E Sappìente, diciamo anche l'Olio, e 
il tacio.quando hanno troppo acuto sapore. 
I^at.sapidus. A/lvg. 82. Acciocché non dia 
cattivo here affatto, aggiuguetcvi cacio sap- 
pìente di forma. 

3 SAPUTA. // sapere t Polizia. Lat 
scientia , consiliitm . Gr. yvwst; . Tes. 
Br. 7. 20. L' uno è , che noi impren- 
diamo le cose , che noi non sapemo, per 
diritta saputa. 

^* g- L Essere una cosa in saputa d' 
alcuno, vale Essergli nota. « Sallast. Ca 
tclf. (Brun. Catell. i.) Non senti che la 
tua congiurazione è già strettamente in 
saputa iM tutti costoro »? (C) 

f g. II. Di saputa d' alcuno, locuziO' 
ne avvrrbiii/c. Sapendolo alcuno. Con sa- 
puta d'alcuno. Lat. scienter. .< G. K. 8- 
18. I. Il dello re Giacomo si scusò della 
'mpresa ec. , e come era suia di sua sa- 
puta ». fC; 

# g. 111. Senza saputa d'alcuno, n 
mia, vostra, e simili, locuzione nvverbia- 
Ic , Non sopendolo alcuno , io , voi, e 
simili . u Bocc. nov. 36. 19. Perdono vi 
domando ec. d' avere senza vostra saputa 
chi più mi piacque marito preso, E nov. 
7.Ì. 8. Diliberò di non volerlo fare senza 
sapula di Bruno, e di Buftjlmaoco "-(C) 

SAPUTAMENTE . As verb. Con sape- 
re. Scientemente. Lat. scienter, consulto. 
Gr. e'^sai'moic. Cavale. Pungil. PerchL- 
quelli lo fecero ignorantemente, ma que- 
sti ciò fanno saputamente. Sen. Declam. 
Convenirsi con una femmina, e saputa- 
mente obbedirla in simiglìaoti atti vani , 



lOl'i 



SAP 



rome tu facesti , dichiarano la dUoneslJ 
d' ealro . Maestruz:. l. 78. Il icltimo è 
colai che sj|)Ulanieotc piglia per moglie 
una monaca . # Te^oreft. Br. 7. E chi 
saputamente Un grave punto tenie la 
Citto e 'n ditto e 'n cenno , Quello è 
chiamalo senno. (lì) 

•■{- ^ SAPUTELLO. Saccente. Se^ner. 
Paneij. SS. Ntin:, §. l. Quand'uo ceri* 
uoran, più saputello degli altri, ditte che 
Fidia avca mollo errato nell' arte, perchè 

* SAPUTISSIMO. SuprrK di Saputo. 
Alleg.pT^. 2,2'i. (Anst.r.tarno 175^). lo 
m' addormentcrù, con suppt>rlazion vostra, 
oeile venerande liracria delle prelibate sa- 
potittimc loro magni6caggini, liastaadomi 
ec. (li) Bari. Vit. Bfllarm. hb. i. cap. 
8. Ho più fedel teslimooio a sicurarmene 
il Cardinal di Peorune , sapulissimo in 
quella lingua { Green), che non rerarlo 
in dubbio quel mal grammatico , e peg- 
giore eretico che fu il Casaubooo (CPj 

f * SAPUTO, r. J. S'ifl. Lo stesso 
che Saputa. Snh: j4itert. 2. I* 16. No- 
mi e avverbii, i quali hanno Icrminaiione 
e genere di maschio e di femmina, e tan- 
to Tagliono ec. saputa, saputo, ec. (/') 
i" * §■ S^n:n saputo iV alcuio , locu- 
zione avvertitale. Non sapendo/o alcuno. 
Lii'. M. 2. Elli vuole primamente passare 
a'n»^mìcÌ sanza saputo d'alcuno, (f'j 

SAPUTO. JdJ. da Sapere, L»t. cogni- 
ttts. Gr. yiiw'si/io?, yvùUTo?. Dant. Purg. 
12. Aliar fec* io come color che vanno , 
Coa cosa in capu non da lor saputa . 
Bocc. noi'. 44" 9* ^* giovane, saputo que- 
sto, pr»!St3mente vi fece fare un Ietto. 

5 5. I. Per Sivio, .1ccorto.i.ìì., sapiens, 
rauttis. Gr. 355)95. -Vff. ant. 2. 2. Mae- 
stro , avvisa questo destriere , che mi è 
falto conto che tu se* molto sapulo . 31. 
f. II. 3o. Il capitan delle galei-, saputo 
iruerrierc, fece a due galee It-vare alto gli 
alberi. Amm. Ant. li. 1 6. Lo parlare ra- 
gioncTule e adorno mostra disagguaglian- 
za da' non saputi. Dani. Pur;;. 16. Onde 
la srorta mia saputa e 6(la Mi s'accostò. 

^ §. JL E-fseie imputo in una cosa , 
va/e Aver praltca , conoscenza di quella. 
- Stor. Pist. 82. Castruccio, come colui, 
ch'era savio, e sapulo in guerra, mosse 
con tutta la gente sua ». Cren, Mortll. 
2^6. Era saputa nella masserizia della casa, 
e non con punto d* avarizia, o di miseria; 
ma traeva il sottile dal sottile. (C) 

^ §. 111. Eaer saputo di una cosa , 
%'ttU Ksscrne istruito, ammaestrato. Sen. 
Pist. 45. Non e alcun uomo , che Unto 
grossamente conosca la virtù del bene, e 
la sua dignità, e tanto ne sia poro sapu- 
to, eh' egli 1' abbassi infino alle cose nù- 
nule, f]\J 

f # §. IV. Far saputo alcuno, vale Far- 
pli sapere. Renderlo mjormato, fìut. Pur^, 
5. Fatene saggi, cioè falrci sapuli chi voi 
siele. Bemb. Stor. i. ig8. Fra queste cose 
Federico Re di Napoli per lo suo amba- 
sciatore fece ai padri sapulo , se volere 
5oo cavalli mandare ce. fA^ 

SARÀ. Lai. .ferra piscis. Te*- Br. l^. 
1. Sara e uno pesce e* ha una cresta 
eh' è alla maniera di serre , onde rompe 
le navi di sotto, e le sue alo sono sì gran< 
di , che clli ne fa \i-1a , e va bene otto 
leghe cootra alle navi; ma alla fine, che 
•gli non ptiote più soiferirc , sì ne va in 
profondo di mare. 

't * SARACINARE. Dicesi dell' uva 
quando , maturando , comincia ad anne 
rire j presa la tutta fo* a dai Mori 
vero Saracìni. Salvia. Annot. Opp. l'esc. 
.^. 3o/(. Uve le quali maturando anneri 
scono, p, come dicono i contadini, s.ira 
cinano. F Odiss Altre ora ne vendem 
miann, Altre pigiao; eoU loa esso •groslo, 



S A R 

Buttando il fiore; ed altre saracioano. E 
Ann-)l. Tane. Buon. 4. j. L'uva, quando 
di agresta sì la malora e aera, i contadi* 
ni la dirooi) saracioare , dai Saracioi e 
Mori. (A) 

t SARACINESCA, e SERACLNESCA. 
Sust. Sorti di toppa, la quii'' non ti può 
aprire ni di fuori, ne di dentro senza la 
chiave. Salv. Granch. 3. 5. La Clarice %* 
è chiusa con Fortunio Disavvedalamen- 
te nella camera Della sararioesca . Buon. 
Fier. I. 4. 4. Chiavi di serratura Nuova, 
e fuor d' ugni usanta Strane saracinesche. 
Atlee;. 167. L'oro, e l'argruio di questi 
se ne sta raccolto nei casson di noce im- 
liullftlali , e gravi , serralo a ceDlomila 
saracinesche. 

f §. Saracinesca, si dice anrhe Quel- 
la serratura di legname, o simile , che 
ti fa calare d'i alt) a basto, per imprdire 
il pastagaio alle acque, agli animnit , o 
simili. Lih. Son. 146. Sicché, levata la 
saracinesca, AfiTjgò forse venti , e non 
migliaia. Segr. Fior. Art. guerr. | , 
l5|. Air>rliGcaosi ancora le porle eoo 
le saracinesche, per poter mettr-r dentro 
i suoi uomini, quando sono usciti fuora 
a combattere, e occorrendo che i nemici 
li caccino ovviare che alla mescolata non 
entrino deniro eoo loro. E p-rò sono 
trovate queste , le quali gli antichi 
chiamavano cateratte, le quali calandosi 
fsrludooo i nemici, e salvano gli amici . 
K appresso: Io ho vedute di qU'Ste sa- 
racinesche', che voi dite, fatte nella Ma- 
gna di travelte. in forma di una grati- 
cola di ferro, e queste nostre sono falle 
di panconi tulle massicce. 

3 SAKACINESCO. Adi. Di Saracino, 
Da Saracino . Lat sarncenicus. lìocc. 
uov. 00. 37. Com.iodó che a messer 
Torello ce. fosse messa io dosso una ro- 
ba alta guisa saracinesca. Cr. 9. 25- 3- 
.S' unga con sapone saracinesco. 

# §. I. Saracinesco, inforza di sust. 
vale Lingua df' Saracint. « G. /'. 6. I. 
3. Seppe la lìngua Ialina , e la nostra 
vo]g.ire, tedesco, francesco, greco, saraci- 
nesco. £"12. 101. 1. Tanto b a dire 
Mule in saracinesco, come Re in nostro 
Uùno».(N) 

g. II. Toppa saracinesca, vale lo stesso 
che Saracinesca, net primo sÌ:;nifca(o . 
Late. P.irent. 5. 7. Voi sapevate pure 
della toppa saracinesca, che non si può 
aprire ne di dentro, ne di Inori sema 
la chiave. Antbr. Furt. 3. II. Il quale 
(uscio), avendo una buona toppa saraci- 
n-'sea, si viene a serrar di lorle, che ne 
di dentro ne di fuori si può senta la 
chiave aprire. 

SARACINO Sust Statua di le^no a 
similitudine di uomo Saracino nella qua- 
le i cavalii-ri correndo romprin la lancia. 
Lat. palus. Onde correte al Saracino . 
Lai. ad palum se exercire. Lab. 233. 
Questi così fatti, se egli avessono già il 
viso fatto come il saracìn drlla pì«u2 , 
ama ella sopra ogni altra cosa . Frane. 
Saech. nov. |5q. E cesi si fermò l'a do- 



ve si pone il Saracino. Buon. Fier. 



•eli' 



è una quintana. Ch' un Saracino fll* è. 
Malm. 4 ^7* E come cavatier , che al 
Saracino Corre per carnovale , o altra 
festa. 

# §. I- Ftsere il Saracino di piatta . 
Farcii, F.rcol. l3a. D'uno che sia in 
'voce del popdo, e del quale cgnuno ar- 
disca di dire quello che vuole, e ancora 
fargli delle bisrhenche, e de' soprusi, si 
dice ; tf-ti i il Sirarino rfj piassa, (C) 

§. lì, Snracini , diciamo ani he gli Acini 
deir uva , quando c<*niinciano a divenir 
vai. Bell'ine, son. X|9. Si fuggoo nella 
vigna i saracinì 



S A R 

3 SARACINO. Seguace d* setta pa^a- 
na, e infedele Lai. SjracenuS . Boco. 
nov. Az, 10. Gostanxa, io ti menerò in 
casa d' una bonissima donna saracioa ■ 
Dantt Inf. 27. Avendo guerra presso a 
Lalerano, E non con Saracìn , oe con 
Giudei. K Pu'K, 33. Quai barbare fur 
mai, quai saraciorT Petr. cap. q Vidi 
verso la fine il Saracino , Che fece a* 
nostri assai vergogna e danno. J/anfr»». 
2- 2^>. ^. Eziandio che egli uccìda uoo 
Pagano, uvvero Saracino. K 2 3o I. 
E li' ito al distiano, che è tenuto dal 
Saracino, d* involargli alcuna cosa? 

%. E drtto di cosa in luogo di Sara- 
cinesco. - Ar. Fur. 2;). 22. E , ripren- 
dendo il rilo Saracino, Gran taue e pieni 
fiaschi ne tracanna ". I y') 

* SARAGO /'.SARGO (A) 
SARAMENTARE. F. A Ot>bli-arr, o 
Coitrit^nere con giuramento , Giurare . 
Lai. iusiurandum adisere . Gr. cyxatoc- 
Xxu^aviiv xa.7' aiv%-/Kr,v tm; p^Oti • 
Albert. 2 47- Conciossiacosacbì: tu puoi 
aver pace con sarameoto , e sarameatarli 
al tuo comandamento. Fir. At. 31^. Il 
poverello , gridando e raccomandandosi . 
giurava, e sarameotava, che egli non ave- 
va veduto fanciullo alcuno. 

t SARAUEMTO . /'. A. Giuramento. 
Lat. iusiuranditm , sacramentwn . Gr. 
Op'to; . Bocc. nov. |. 6. Daodusi a qne* 
tempi io Francia a'saramenti grandiuima 
fede. E n^v. 73. |3. Con saraincntì affer 
mando che cosi era . E nov. 84- 5- ^^^ 
molti saramenti gliele affermo. G. V- 7 
85 I. Si prese concordia sotto saramen- 
lo, presente il detto P.<pa, di fare la delta 
battaglia F il. 5^. 3. Diponeodo ìt suo 
saramenlo , e impromesta del santo pai- 
saggio d' oltremare . 1 it. SS. P^d. Po- 
gnamo che io in sogno abbia giuralo; pur 
mi pare d' essere obbligato a questo sara- 
menlo . Stat. Mere. Sia tenulo, e debba 
per legame di saramenlo a lui dato, ogni 
negligenza lasciata , far fare ec. un bello 
e sofiìcienle armario . Re Bub. 48- Al 
saggio non convìrn far saramenlo . Ovid. 
Puf. i;)7. Più non farai saramenlo ad 
altro amante, 

* SARCASMO. Term. da' BeUorict 
Specie di amara troni t ^ Derisione f^tta 
motteggi. indo. (A) 

SAKCHIAGIONE . Il sarchiare . Lai. 
samliOf sarculaiio, sarritur», Gr. 9xa- 
>(JSt^ Cr. 3. 8. 5. Della quai sarchia- 
eione non si affligge ( la Java ) . ami 
fa prò . 

SARCHIAMENTO. // sarchiarr . Lai 
narri t io , sarculmio , Gr. Qxa'Xcustf. Cr. 
6. 2. |3. Fassi ancora sarchiamento, qaan- 
do per lo peso della terra ce. la terra 
sarli troppo dissodala. 

SARCHIARE . Ripulire dnlP erhe sai- 
tatti.be. t'tcltando/e ed sarchio. Lai. tar- 
cularr , strrirt . Gr. ffKailJH» . Cr 
3 14. 3. I lupini da sarchiar non sono. 
e sarchiali si spengono. F. 6 2* 1>. Quel 
le che troppo s;'es«e naie saranno , cosi 
rade si pongantt, che sarchiar si posuno. 
E num. i3. Sarchiansi quante M'Ite l'er- 
be nocive nascon tra loro. Lab 2£)3 Do- 
mine, dligli il malanno: tornì ■ sarchiare 
le cipolle , e lasci slare le gratddoone . 
Tnìtt. tiov. fam 31- Se ìt grano non ca 
desse iD terra , non morrebbe ; se rion 
morisse , non nascereblM? ; se non naares- 
se , non sarebbe sarchialo ; se non fosse 
sarchiato, non crescerebbe. "^ Bari Ben. 
tini pag. 8. (/,i»cr«io 1799) Non doman- 
dar coni' io semini ri ari, E come Ìo p »- 
lo ben V anno le vili : Neil* ano«sUro «I 
mondo ncn ho pari , -E nel urehiare e 
nel tener pulite Le fosse e le senienie 
ec, (ìi) 

SARCHIATO Add. da SareMlm-e. Lat 



S A R 



S A R 



S A U 



sarcu/fittit . Gr. cxa^su-et^ . Cr, 3. i4- 
3. I lupini dj sarchiar non sodo , e s;ir- 
chiati SI >pengonu. 

SAIUIIUTURA. ti santiiare. Lìl.sar- 
ntiira . Gr. ixaJs'jjc;. Palind, Selt, i^. 
At qujlr lifvt'mente l'aiu iiilk^rno sarchia- 
tura, Tortifica la leutTezza della piatila. 

SARCHIELLA. / . SARCHIELLO. 

SAnCHIF.LLARE . Lfiigte>menU sar- 
chiarci chf anc/ie CLmunetuente t no»t/i 
Contatltni il d<Ccno Radere, o Chisctare. 
Lat. sarcufare . Gr. axa.Xi\!&tTt . pai/ad. 
Giiifjn. I. Di questo mese s'apparecchi 



l'a 



pò.. 



aveadola sarchiellata lieve- 



mente , ** accooci eoo pula e eoo mor- 
chia . 

SARCHIELLINO. Dim. di Sarchiello. 
Paiiitd. Marz. i5. Vuoisi seminare spar- 
grndu e gitiandolo , e ricoprire col sar- 
cbiellioo, o rastrellino. 

SAKCHIELLO, <- SARCHIELLA. Dhv. 
dt Sarchio. Lai. sarculiim. Gr. oaolXi'ì . 
Pallad. cnp. ^i. Sarchielli semplici, o sar- 
chielli con due corna , con manichi ivi 
entro. Alani, Colt, z, 36. E mentre egli 
opra tal , la sua t'<imig1ia Con semplici 
«archielle aUoruo maode . E 4* 99 Put 
le tappe, i marron, le vanghe, i coltri. 
Le sarchielle y i Lideotì ec. Sìan oies^e 
tutte iasieme. 

SARCHIETTO. Sarchiello, Lat. snr- 
ailtit. Gr. cxaJi'^. Cr. 6. 2. i^- L'erbe 
nientedimeno ccl sarchietto si ricidano. 

SARCHIO . Piccola marra per uso di 
sarchiare. Lat. sarcuinm. Gr. 5/aÌi^. Cr. 
6. 3- i3. Così col sarchio, come con mano, 
olliraamenle si tolgono. 

SARCHIOLINO./J/m. di Sarchioj Sar- 
chiello. Lat. sarcutus . Lib, cnr. maiali. 
L* erbe con le radiche si cavano di sotterra 
con un sarchiolino. 

SARCHIONCELLO. Dim. dì Sarchio. 
Lai. satcìt/iis . Gr. oxot/i ; . Cr. 6 102. 
I' Appresso si roncano, quandunque rina- 
scano r erl>« in essa, con le mani, e col 
urchioDcello. 

•f * SARCOCELE. r. G. Term.de' 
Chiru' ght. Malattia in cui uno, o ambi' 
due I testicoli sono divenuti sirrosi , sinvi 
o no tumefazione dello scroto. Lai *sar- 
cocele. Gr. sa^xozr/i*]. Bed. Cons. 1. 278. 
Olire lo scirro, %enj;on produtie le scro- 
fole ec, un tumore dello scroto, chiama- 
to ramire , ed un altro pur dello scroto, 
chiamalo àarcocele, cioè a dire ernia car- 
nosa. (•) 

t SARCOCOLLA. Materia vegetale re- 
sinosa che stilla da una pianta esotica di 
questo nome j la quat materia si usava 
una volta come aitringcnte , e detersivo . 
Lat. sarcocol'a. Gr. ffasxsxflUJa. M. Al- 
dobr. P. i\', 69. Porre di sopra polvere 
dì sangue di dragone, e sarcocolla. Bicett. 
Fior. tio. La sarcocolla è una lagrima di 
no arbore di Persia , simile all' incenso 
micuio, di colore o gialliccio, o rossigno. 

* SARCOFAGO. Teim. degli Storici 
antichi. Sepolcro in cui gli antichi ripo- 
nevano i cadaveri che non si volevano ab- 
bruciare. (A) 

« SARCULA. Specie d'uva del Bolo- 
f:nese . Cr. 4 4- ^* ^^ ^ "°' ^''^a ma- 
niera , che da alcuni Malixia , e da alcu- 
ni altri Sarcula è chiamala , la quale ha 
il granello bianco e ntondo e torbido , 
con soltil corteccia , che in maravigliosn 
modo pesa, o in terra assai magra si di- 
fende, f/'j 

SARDA . Sorta di pietra dura . Lat. 
sarda ^'carneofa. Ditttim. 4. 8. La sarda 
pietra quivi ancor si trova. 

* g. Sarda, per Sardella » Sardi- 
na , dicesi oggi comunemente da' Pesca^ 
lori. (A) 

•f « SARDANAPALESCO. Add. Pa- 
rassitico, Fpulonesco. Buon. Fier. 1. 1. 



2. Vostra la cura 6a, ... Che '1 mio da- 
naio . . . Non si scialaiqui. per nutrir fa- 
miglia Indiscreti, o briaca, o disleale, O 
sardaniipalesca. Salvin. Annoi, ivi.' O sar- 
d.inapa/esca, dal re Sardanapalo, gran cra- 
pulune , abbandonalo ai piaceri e al lus- 
so . Buon. Fitr. g. 5. Intr. se. 3. E '1 
bisrazzier , 1* uom della gola , E '1 sar- 
danapalesco , e quel eh' aspetta L* inipu- 
bere alla svolta , ec . Andarne a sticne 
rotte. ìA) 

I SARDELLA. Piccolo pesce di mare, 
del quale si fa grande uso saluto . Lat, 
.tariiinea , lieroald. Frane, Sacdt. nov. 
87. Levata questa vivanda , vennono sar- 
delle in tocchetto. Bcrn. rini. i, g8. Ha 
presso un Kigo . ihe mena carpioni , E 
trote , e granchi , e sardelle , e frittura . 
Burch. I, Q, Giurando alle guagnel del- 
le sardelle . Bti.-n. Fier. 4 •'>• 4- Quelle 
Forme sardesche in mare Ebber geliate a 
ingrassar le sardelle . Malm. 1. 62. Ser- 
ransi ìn barca come b- sardelle. 

SARDINA. Sbudella. Lat. sordn minor, 
sardine^. Gr. oa^ot'va. Bed. Oss.an. iy5. 
Ho rinvenuto ec. averla altresì la murena 
ec. , la sardina, l'ago primo del Ronde- 
lezio . 

SARDONICO. Lai sardon^x. Gr. jap- 
^d'vuf. Mor. S. Orrg Ben sappiamo noi 
che lo sardonico e lo zaffiro son j-ietre 
preziose; ma conciossiachè molle altre pie- 
tre sicno più nobili di queste, e di mag- 
gior prezzo , come è che lo sardonico , e 
lo zaffiro ha color d' acre , ec. Frane. 
Sacih Op. div. q3. Sardonico è bella 
gemma , e di rosso colore , e ha nome 
Sardonico , perchè intra' Sardi fu Irovata 
in prima. 

^' §. Sardonico , per Aggiunto di Biso. 
Specie di convulsione , che contrae dall' 
una e dall' altra parte i muscoli delle 
labbra J . RISO, g. IV. (') 

*t * SAREPOt.LARE. Lo stesso, che 
Saetlolare. P.illad. Feblir. 12. Sarà otti- 
ma cosa se 'l potatore guarderà sempre 
al tralce, eh' e iilcuua volta ben nato ab- 
basso laggiù della vite, e ad una gemma 
o due il vi tondi, per cagione di riparar 
poi la vite : e questo si chiama sare- 
pollare ( così legge l' ediz. di J'erona 

1810). r/v 

SARGANO, e SARGINA . Spezie di 
p'ìnno da coverte. G. F. 12. 66. 3. Sotto 
i carri alla coverta dì sargani, e di drappi, 
che si guarenticno di quadrelli , ec Liv. 
Dee. 3. Queste cose li Duchi disprezze- 
volmente riprendevano , ma ne trapassa- 
re, oè disrompere la salmeria opposta, ne 
a far far lungo alle costipate barde, e alle 
sargiae sopra lor poste era leggiere. 

*f SARGIA. Specie di panno Imo ^ o 
lano di vani colori, e e munalmente di- 
pinto, che era già in uso per cortinaggi, 
e simili. Lat. lodix. Gr. orpùua. Boic. 
ncv, 44- 8 Faccialevisi un letto tale , 
quale egli vi cape , e fallo fasciar d' at- 
torno d' alcuna sargia. F g, '. p. {\. Es- 
sendo in più luoghi per la piccola valle 
fatti Klli . e lutti dal discreto siniscalco 
di sarge francesche , e di capolclti intor- 
niali e chiusi. Dtttam. 4» 26. Similmente 
passammo in Irlanda , La qual fra noi è 
degna dì fama Per le nobili sarge (Cediz. 
di f e ne zia 1820 leg^e saie, e gli Atia- 
demici pcrlano questo slesso esimpio al- 
la voce SAIA ) che ci manda . Petor. g. 
2. nov. 2. Il quale era ec. fascialo d' en- 
tro con un lenzuolo , e di fuori con una 
sargia . 

* SARGIAIO. IS'ome che si dava nn- 
ticnmente a Colui che dipignea le sarge 
da letto. fSnld. DeC (A) 

SARGINA. r. SARGANO. 

* SARGO. Pesce nel mare di Egitto, 
motto simile al Melamiro. Flut. Adi. Op. 



. mor. 4. 186. I monnilli, i sirgi, i ghioi- 
; zi, e lupi er. si pigliano con altre leti. (C) 
I S'ìlvm. Op. Pese. 4- -^t)!. I sarghi impau- 
■ riti in frotta in fondu Del mare , ranoo- 
I dandosi, stan quatti. (A) 
: * SARISSA. Term. de* M Hit. Specie 
I d asta antica , lun'^a quattordici cubiti , 
I "*nta particolarmente dai Macedoni. Tass. 
Pros. ili. i3o. Se non raoslrcrà le ric- 
chissime spoglie e le prede, le sarisse. 1« 
faretre, ec. (/ì) Segr. f-ior. Jrt. Guerr, 
pig. 38. (l55o) Le falangi di Macedonia, 
le quali portavano aste, che chiamavano 
sarisse, lunghe bene dieci braccia, (A) 

SARMENTO . Lo stcs.w che Sermen- 
to. Sedurr. Colt. 27. il tempo velo dello 
spiccargli dalle viti è quando coniinci.ino 
i sarmenti ad aver piagati un pò* gli oe- 
thi. E 32. Si fanno su per le pergole e 
per le vili degli arbori co' sarmenti delle 
viti proprie . F 3;. Acconciandogli , che 
stieno rilevali ugualmente per tutto, sic- 
ché crescendo , resti aggravala la vile di 
sarmenti traversali, con contrappeso pari 
da ogni lato F L^6. Quanto si può 51 ca- 
richi il sarmento sopra la vite , affinchè 
non si marcisca, e sì regga meglio. 

SAR>ACCHIO. V, A. Quella quanti- 
tà dì catarro che in una volta si spula j 
che oggi più comunemente diciamo Sor- 
n'icchio . M ALlohr. Gli abbonderà sar- 
nacchii secondo il savor della maniera 
della (lemma. 

SARNACCHIOSO . F. A. Add. Che 
ha sarnacchi , Lai. pituitosus. Gr, yJ-E"" 
yaxToi^fìi. Fr. lac T i. 3. 6. La sar- 
naccbiosa tossa ec , Con Io sputo fcleole, 
Che conturba la gente. 

* SARPA. Term. de' Pe.'^catori. Pesce 
Itttorale, che si prende colla rerzitolaj il 
suo corpo è alquanto piano e grigiolato, o 
righettato di nero per lungo. (A) 

SARPARE. Term. marinaresco. Scio- 
glier l* àncora, Silpnre. Lat. tollere nn- 
choram , solvere anchornm , solvere. Gr, 
ayxu;;av aVpetv . =;; Ar. Fur. 17. 36. I 
nocchieri suoi vede in disparte , Sarnar 
lor ferri, e in opra por le sarte, F 18. 
1^0. L' ancore sarpa, e fa girar la proda 
Verso ponente. ( FPj Buon. Fier. 3. 2. 
l3 Sarpa tu 'I ferro olà. Menz. rim. \. 
12. E pure in lieto giorno Sarjió l'anco- 
re sue r altera nave. Malm. i|. 33. Si 
lancia fuora , e via sarpa , fratello ( qui 
per similit., cioè: scappa, o fugge presta- 
mente) 

SARROCCHINO , Sorta di vcstinrento 
di cuoio , che si porta da' pellegrini per 
coprir le spalle . Malm. i, 2I. Va col 
sarrocchino , £ col bordone , e un bel 
barbon posticcio, Sembrando un venerabil 
pelici; rino. 

3 SARTE , Corde della vela del navi- 
lio, legate all*antetinn Lat. rudentts. Gr. 
■rzpÓTOvoi. Fitoc. 5. 4^- L' albero, le ve- 
le, i temoni e le sarle da' venti , e dall' 
onde ci sono .stale lolle. Pctr. canz. l\2. 
2. Indi per allo mar vidi una nave Colle 
sarle di seta, e d'or la vela. * ylr. Fur. 
17. .^6.1 nocchieri suoi vede in disparte, 
Sarpar lor ferri, e in opra por le sar- 
le. (Cj 

* g. I. Eftsuratam, « Dant. Inf, 2;. 
Dove ciascun dovrebbe Calar le vele, o 
raccoglier le sarte. Pt:tr. son» 23l. Veg- 
gio fortuna in porto , e stanco ornai II 
mio nocchiero , e rotte arbore e sar- 
te «. (B) 

^ §. IL Sarie , si dissero anche le 
Alzaie , che servono per far risalire 1 
fumi ai nnvigli. Mil. M, Col. 23 1. Xot- 
le le navi hanno sarte di caojpe . cioè 
legami, per legare le navi, e per tintile 
su per questo fiume. (Cj 

SARTIAME. Term. marinaresco. No- 
me generico di tutte le funi che st adv- 



ioi6 



S A S 



S X s 



parano nelle navi . * Jccut. Cr. Mass, 
Volle che li facesse venire dalla Vera j 
CrUi sartiami e Icrramctili , con tulli gli . 
■illri altrfizi sjIvjIì da quei vascelli che 
s.* frano fatti aa.ljrc j fondo. (A) 

Sauto. Q'ifg^' che li^Ha ì vetUmen- 
ti, e gli cuce, Lat- sarcinttor, vestiariiis, 
Erasm. IStcc. nov. 38. 3. Coo una fan- 
ciulla del tempo suo, figliuola d'un sarto, 
si dinicUicò. Diliam, \, 4 Pt^rch-; laoto 
uii stringe a quello punto La lunga letna, 
rh'i'fo come il sarto. Che per frclla tra- 
passa spcsio il punto. Frane, lìnrb. 3o2. 
4. Gii.irdj(i dal harbiirc ec. , Dal sarto. 
che Ugliarc 3ion vuol che- '1 vcggia. o Ti- 
re, /-r.i/if. HtC'h. Oi>- titv- »io Per tre 
modi puolc .ipparare chi in questo modo 
vive: per natura, ec; per arto meccanica, 
fahhro, arie di lana, sartu, ce. 

*t * §• ^'"" ''' ■"*'■''» **'*'* Fantoccio, 
i'atc'i. Snoc- 4- 6. Colei e trincala, the 
farebbe fare un uom da sarli. Lasc- Oc- 
los. .\, M. lo ho paura che tu non abbia 
vestito un uom da sarli. (t'J 

SAUTORE Sarto. Lai. sarcinator, ve- 
ttidnui. Or. «/£7r:^';, l^i'xro^pyii. .*/• 
r. 9 3;. In (jucsli tempi della slate uni 
sartore Ii)ghile*c ec. cominciò a fare brigata 
di saccjfiii Dant. htf. l5 E li ver noi 
aguzzavjH le ciglia, Come vecchio sarlor 
fa nellj cruuj . E Par 32 Qui farem 
punto, comò buon sartore, Che. com'egli 
ha liei paun.i , fa la gonna . Tratt. go^-. 
fam. Richiedcii appresso alla comunità 
univers.ilc diverbi eserciiii, come ec. sar- 
tori, armaiuoli, ec Mor'^. ig. 53. Uicea 
Margutie : quel can traditore Per modo 
le cuslurc m'ha trovale. Che non sarcb- 
he cattivo sartore. E a5. 258 Perde Ìl 
punto il s.irlor. the non fa il nodo. 

^: SAllTOUIO. Termine de^li Anato- 
mici, Uno de muscoli flessori della gam- 
ha, che serve principnhnentc ad incrocic- 
chiare le eoscie. Impeif. /inai. i3i. Due 
..Uri (mnxcoli) dentro arcoslano; il primo 
.lice.-ii Congo , ovvero fasciale , o sarto- 
rio i è messo tra quelli che piegano. (F) 
* SASSACCIO. Peggiorai, di Sasso. 
Lat. iilif lapis. Pros. Fior. 4* 3. 86- 
Inlervienc :i questa genie bestiale quello 
«he avverrebbe a un muratore senza più, 
fh^ trovala una pietra fine e rilucenle , 
se ne servisse a tirar su un pczio di muro, 
..-ome di qualunque altro sassaccio e mat- 
tone . (.\S) /ìif/in. DiS'. 2. 182. E 
come li gaaslerelibc quella colonna ec. se 
ec. sema alcuna regola ne ricavassimo un 
^a$SJccio tulio rialti, e tulio gobbi ec. (Fj 
SASSAFRAS, «r SASSAFRASSO. /rf-/io 
giallicci» odorifero f di sapore alquanto 
nere, e aromatico, ti-ndente n quello dfl 
fì'iocchio, che siene a noi in pezzi grossi 
dalla Florida, e l' a/biro da cui e tolto, 
è chiamalo dngP Indiani Piìvame . Lai. 
*sasso/ras. litrett. Fior. 5^. H sassa- 
fras e un arbore . <hc nasce nell' In- 
die nccTdrnlali, di fusto assai grande , di 
somiglianza al pino, ed ha le foglie con tre 
punte, come quello del Cico. Rtd. Esp. 
nat. r)7. Racconta, «he il legno del sassa- 
frasso, tenui" in molle per otto giorni nel- 
l'acqua di mare, la fa divenire dolce , e 
buona a bere. E 98. Ancorché ec. in al- 
tre prove raddoppiassi la quantità del 
sassafrasso. E Conf. l. liS- Cicderei che 
fosse necessario venire ali uso di un de- 
collo di rina e di vipere, con la giunta 
di qualche porj di saU.ipariglia, e di sas 
».ifras. pr(*paraia secuudu l' arte, con altre 
erbe, r.idiche, ec. 

SASSAIA. Riparo di sassi fatto ne' /itt- 
mi, a similitudine di pignone. Lai. ri(ni«- 
Ihs lapidum. riv. Di^c. Arn. (\2.. I quali 
servissero c»nie di guida a quei pignoni , 
■ I sassaie che in forma d'argini putenti m 
tnlendcrt'i di fare E ^^ lo coostruire a 



seconda, e a traverso pignoni che sod chia- 
male sassaie. E ^^5 Nel fiume d' Arno ec. 
sono state messe in opera più sassaie coo 
quello della Verucola. 

SASSAIUOLA. lìattaJiafuttJ co'tatsi. 
Lat. lithomachi'i. Gr. le&o/iaxi'at. * «y*)?- 
l'ia-jg. ^fan. Sin. 55. Corue noi colram- 
mo in uno de'borghi della città, ci si levò 
una sassaiuola addosso grande e grossa, a 
modo che se noi fossimo istalì cani. (S) 
Cfcch, Mo:L 3. 4 t:hc se i ciiti s'ac- 
corgessero Di questo vostro umore, e* vi 
fjrehbono La sassaiuola dietro. fìuoa, Firr. 
3 1- Q. O qualcb' altro, ch'armeggi Ca- 
valcando di Pinilo Sul cavjl Pegateo le 
sassaiuole l qui Jigurntam.). 

SASSAI UOLO. Aggiunto, che si dà a 
u'ia tpeiic di colom'ti. Lai. saxntilit. Gr. 
nirp'AlOi Cr. 9. 8S. 1. E di quelli ( co- 
lomhi } che vi si mettono, migliori sono 
i sassatuoli, e dopo quelli soau i ligrani. 
f SASSATA. Cjlpj di sasso. l.il. taxi, 
vel ìaptdit ictus. Gr. ÀiàOjSoÀ*]*. Farch. 
Stor. IO. 280 11 Marchese siess'>, mentre 
brigava di salire sopra i basti'^oi. per una 
percossa d'una sassata, ch'egli ebbe ec., 
cadde in terra tramortito. Morg. j. 44* 
Chi dà percosse di masse e di scure. Chi 'l 
petto p.ir rhi le gambe gli spilli; Chi dà 
sassale, che parevjn dure, lìi-rn. rim. |. 
io5. Ha del labbro un gheron di sopra 
manco ; Una sjssata gliele portò via , 
Quando si combatteva Caslclftanco. /?»o/i. 
Fier. 5. inlr. 3. La lealtà le trasse una 
sassata. O fosse di diaspro, d'alberese. 
::: SASSATKLLO. S<tssoli-to. Lat Li- 
pilhis Gr. itSascov. Soder. C^lt. i\. Cosi 
le torre sparse ui minuti sassatclli ec. gio- 
vano alle viti. (") 

SASSEFRICA. Erlfì noti, di gr.m- 
detta, e colore non molto dissimile dolila 
pastinaca, le cui barbe colte s' uutno 
il verno per insalala. Lai. trasopo-jon. 
Gr. TayyoTTw'ywv. Cr. 6. 9^ 3. Contra 
stranguria . e dissuria si dia il vino della 
dccotion del suo seme, e di sassefrica. 
Dav. Colt. 200. D'Agosto fa' V agresto, 
semina rape , radici, sassefrica , navoni , 
carote, e pastinache. 

SASSELLO. Diciamo a una Spezie di 
tórdo <tlqunn(o più piccolo. Morg. l4'58. 
Il marin ti>rdo, il bottaccio, il sassi-Uo . 
Malm. 7. 76. Dagli pur. rispondca, ch'e- 
gli ('• sassello ( qui Jigivatam.). 

•f SASSELLO. Sassuolo. Soder. Colt, 
l4- Le terre sparse di minuti sasselli. 
( l* cdit. qui Citata legge sassatelli ^ e 
mesticale di scaglio o pietre ec., giovano 
alle vili. 

*f * SA'SSEO. AdJ. Di sasso. Sahin, 
Omer. Inn. ( Sowerrommì, ni? me pren- 
derà ce. ) Cosi detto, dispoie i fond.imen- 
tt ec., e sopra lor Trofonio pose Ed Aga- 
mcle un sasseo pavimento, ce. E Annot. 
Fier. /ftion, 4- l- 5. Per più enfasi disse 
il poeta elegiaco, non tasseo , ma sasso, 
cioè uomo crudo, insensato, crudele. (A) 

* §. I, Per Convertito in sasf: ff^ec. 
Cam. Dant.K cosi come se veduto areui- 
mo il Gorgone, sassri diventiamo. (A) 
Ang. Mei. 4* -^52. L'altra che si svellea 
le liionde chiome ce Fermò nel sasseo crin 
la sassea mano, (y) 

* §. II. Sasseo, per Simile a sasso, 
Salvm. Opi*- Cacc. Un uovo immenso 
parloriscoD (gli i^ruisi ^, quanto Capisca 
un tanto augello, io giro armalo Di sas- 
sei gusci. (A) 

^ §. 111. Figuratam. Mem. rim. 4* 
101 Siavao rigidi il pie, ussci le ciglia. 
Tronchi insensali in solitaria arena. (ì\'Sj 

* SASSETO. Tratto dt terreno co- 
perto di sassi rotolati dall'acqua- (A) 

SASSETTO. Pim. di Susro. Liti, la- 
pilltts, Gr. Xt&i'ijK54 Gal. Sut. 126. 
Queste e assai minori resistente dì sasictli, 



di rena , di foglie, vediamo quietissima- 
mente riposarti io terra. E l85. Dicami 
il signor Simpli'io qual sia il moto che 
fa quel «assetto stretto nella corca della 
cjnna, mentre il fanciullo la muove per 
tirarlo looiano ? 

*X ^ 5ASS1CELLO. Sa t Molino , Sas- 
fuoh. Segner. Miser, verseli. 18. La 
contrizione ha questo di proprio ec., di 
abbattere r alleata dello spirito già ri- 
belle all' isiesso Dio, anxt di slrilolarla 
più che quel sassicello svello dalla moo- 
lagna non stritolò qu<i' gran Colosso fa- 
moto, comparso ec. (Al 

* SASSIFlCARE. Cingiare in satto. 
Menz lìmi. E può novella e assai mi- 
glior Meduta ec. Ai mostri rei sassificar 
le ciglia. (F) Chiahr. canz. Quinci gran 
meraviglia. Nel gorgon di Perseo, Ab- 
liominato, e reo , Sassificò le ciglia. (A) 

* SASSIFICO. Add Che hi virUt 
di cinsi ire in sasso. Ang. Met. 5 5|. 
Il sasMfìco mostro avea ogoor seco. E 
s(. 57. Deh I non mi fate I* orrido 
spavento Veder della sassifica Gorgo- 
ne. f.\} 

SASSIFRAGA, e SASSIFRAGU. Erba 
nota, che nasce tra i sassi, e in tuo- 
frhi aridissimi; e secondo 'l èfmtHuoh, 
ce n'è di pia spesie. Lat. saxi/ragum, 
sirifragt. Gr. ff^rft'scayov. 9f. Aldobr. 
V. se vien per freddo, recipe gengiofo, 
pilalro. sassifragia, ed isa^o. Cr. ». iS- 
q. Adunque in que' colali luoghi o al 
lutto pianta non vi natre, o, se vi na- 
sce, sì è rara, e debole, siccome è la 
sassifraga, e certe altre piccole gramigne, 
ovvero erbe. 

•f « SASSFNATO. r. A. Astaaina- 
lo. Mors. 20. 7. Perch'cran sauinati 
rome cani f il vol^o t'usa ancora in 
alcuni luoghi }. (A) 

SASSO. Pietra comunemente di eri"- 
dezza da poterla trarre , e maneggiar con 
mano. Lai. saxnm , hpis Gr. Tzirpet.. 
(;. F. II. 39. 5. Co* sassi cacciati fuori 
e fediti. E 12 20. 8. Si mise dentro al 
serraglio della piaua al ponte a gran 
pericolo, ricevendo di molli sassi e qua- 
drella, Cronichett. d'Amar 33. Come lo 
lìone gli venne addosso, e' prese un sasso 
e lo mantello, e difesesi vigorosamente 
Soder. Colt. 3. Gli antichi lasciarono per 
rirordo delle viti, che si lasciassero, 
presso a'fianrhi delle (osse piantale di 
viti, sassi non più di cinque libbr» l'uno. 
# § I. Sa^si X Oriente , per Pietr. 
preziose il disse f! - Fir Diat. beli, 
dona. 406. Non tulle le nostre pan 
hanno il mod.i d' ahhigliarsi co' sani d' 
Orii-nie. o colle arene del Tago - - (O 
3 §. II. Sassn, pigiasi eziandio per 
Ogni sorta dì pietra, e siasi quanto ei 
vuol erande. Lai. saxiim . rupes. Gr. 
aifp^TOuo; r:sTp%. Petr. eam. 3i. ?• 
-Sotto un gran sasso In una chiu« val- 
le, ond'esce Sorga, Si Ha. IMnt. Inf 
34. Poi usci fuor per lo foro d' un 
sasso. E pose me in sull' orlo ■ sedere. 
E par. II, Nel crudo sasso mlt» Te 
vere ed Amo Da Cristo pres^ K ultimo 
sigillo. lìut. ivi: Nel crudo sasso ec. 
ciiM- nel monte dell* Avereia. Dnat. Pnr, 
71. Tra duo liti d'Italia sargon sassi. 
F non mollo distanti alla ina patria 
ì'it SS pad l. 4. Ebbe trovala una 
bella spelonca , rhitisa rnn una lapida, 
ippi<> d'uno bellissimo monte , lo quale 
era quasi tulio tatso. \falm. 8. a3- Sta- 
tue ecrellrnti di que'PraisilelH , ^be •* 
sassi danno il moto io Seittgnano. 

§, III. Sasso, per Sepolcro dt ptetraj 
maniera poetica Lai. lapis stpulc'-ah*. 
Gr. )i So; CTTiTayio;. Peir. can:. !ii. 
1. 0<T chiusa in un sasio Vinse m'tli.-i 
bellrxza acerba morte. E scn. 387* Ile. 



viQie doleoti, A duro sauo. Che '1 mio 
caro tesoro in terra ascoudc. 

* §. IV. Sasso, talora sì figlia per 
Jifontagna. Fior. Jt. 3o4- Won molto 
di lunge da iiuo^to ano di tk dal fiume 
è uoa cilt^ antica (C) 

§. V. Diciamo in proverbio, Trarrf, o 
Gettare il Sttsso, e nascoiuter la mano j 
che vale Fare il male, e mostrar di non 
esserne stato l* autore. Varck. Stor, 12. 
478. Arelibe voluto, iecoodo il costume 
suo, il quale era di giUare il sasso, come 
si dice, e uasrondere la mano, rbe un al- 
tro avesse, u dod r|^li. levalo questo dado. 

* §. VI. Dicesi anche Rimanere di 
sasso, vale Esser compreso da eccessiva 
maraviglia, paura. Ces Ncv. 2^. Alla 
ÌDaspettata proposta tulli rimaser di sasso, 
e il ladro meglio che gli altri , che il 
cuore gli cumiaciò Latlere l'urtemeD- 
ie.(Cj 

* § VII. Conoscere il pan da' sassi. 
V. PAKE, §. XXVn. (C) 

g. vili. Fare a* sassi pe* Jorni. Ved, 
FORNO, §. VII!. 

§. IX. hss.te alla porta co* sassi. V, 
PORTA, §. 111. 

SASSOFRASSO. Sassofras, Lat. sas- 
sa/ras. Buon. Fier. 2. 3. 4' '^ *^*' 
soCtasso, Siccoaie il legno, vi si dà pel 
capo. 

SASSOLIJiF.TTO. Dtm. di Sassolino. 
Se^ner. Pted. 2. 6. La colpa dell* uno 
fu, che il Re avea trovato Del bicchiere 
UD mosciao; dell' altro fu , che aveva 
trovato nel pane un sassolinelio. 

SASSOH^O. Dim. di Sasso. Lat. 
ìapilltis. Gr. iiSoc'ptOV. Serd. Stor. 1 . 
27. Senza punto fermare il corso de' 
cavalli, di subito sì ponevano a sedere, 
e quindi ricoglicvano per terra i sassoli- 
ni, e in un momento ancora smonlava- 
DO e rimontavano , correndo sempre i 
cavalli quanto più potevano. Bern. nm. 
1. 102. Avere un sassulin 'n una scarpet- 
ta, E una pulce drento a una calza , 
Che vadia io giù e 'n su per istaffetta. 
Jied. Esp. nat. 66. Che le gru ingozzino 
questi sassolini, lo accennò Eliano. Sfi^^. 
nat, esp. 268. C* hanno ne* lor ventrìgli 
maggior copia di sassolini ingbioiiiti. 

SASSOSISSIMO. Superi, dt Sassoso . 
Hed, DiUr. 34- Or questo , che slillj 
deiruve brune Di vigne sassosissime To- 
scane, Bevi, Arianna. 

SASSOSO. Jdd. Pieno di sassi Lat. 
saxosus, lapidosus. Gr. ÀtSw'ov;;. Pailad. 
Febbr. 2.5. Si semina il finocchio in ter- 
ra aperta, e poco sassosa. Mor, S. Greg. 
Cristo roppe le fonti, e i sassosi foìsì , 
quando aperse i fiumi della verità ne' 
cuori de'suoi appostoli. J it. SS. Pad. 1. 
6. E andando cosi pensando, pervenne ad 
una valle mollo sassosa - Alani. Colt* (1. 
(j3. E per sassosi colli 11 lucente cristallo 
e '1 freddo affina. 

* §. I. Per Dt sasso. Satvin, Op. Pese. 
Tosto i polpi quai pesci oe compaiono , 
Saltando fuor della sassosa forma (A) 

*t ^ §■ J'- ^"' Somigliante a sasso. 
Che ha forma di sasso . Alam, Colt. 5. 
l36. Molti modi al frenar già mise in 
uso La rozza antichità , V aspre procelle, 
E le sassose grandini, che spesso Readon 
vane io un di d' un anno 1' opre. (J) 

* §• III. «$"1 usa anche a modo di sust. 
Ciriff. Calv. 3. 86. Ella sare' maitezza A 
V uler camminar per la sassosa, Putend* ir 
per )a piana con dolcezza , E gir per la 
moDUta scropolosa (forse, e ne^iio.icte- 
pelosa). (B) 

SASSrOLO . Dim, di Sasso. Lat. la- 
piìlus. Gr. itSaptcv. Buon. Fier. 2. 5. 
7. Arena diventar, sassuoli e brecce. So- 
drr. Colt. 26. Si faccia fare un ferro 
sodo a uso di succhiello in punta , the 
Focahohrio T. Il 



SAX 

discosteià ì sassuoli, in che egli iuloppi 
sotto . 

SATAN,* SATANA. JSome del princi- 
pe del dtmonii' ; oggi più comunemente 
Satana.t.to. Lat. sattnas, adver^^arius, Gr. 
oaravàs. Dant, Inf. 7 Pape Satan, pa- 
pe Satan aleppe . Coli. SS. Pad. Allora 
entrò in lui S.iiaua, e san Pirro disse ad 
Anania: peichè tentò Satana il cuor tuo, 
che lu mentissi allo Spiritossanlo ? Mor, 
S. Ciegt 1. 2. Ecco che ra* è dato lo sti- 
molo della carne mia , 1* angelo di Sa- 
tana . 

SATANASSO . Lo stesso che Satana . 
Lat. satanas. Gr. oaravà^. Frane. Sacch. 
nov. ]53. Come se andasse a combattere 
con Satanasso. Serd, Stor. 1^. 558. Con 
aoimo di prendere quella sedia della guer* 
ra contro a Satanasso. £ 571. Ficcu pa- 
lesemente nel Coran le insegne vincitrici 
della morte, e di Satanasso. 

§- Per Diavolo semplicemente . Ciriff'. 
Calv. 2 t\0. Poi se n* andò coti tanti Sa- 
tanassi, Ch'io credo che Tinferno più non 
n'ebbe. lìern. Ori. 1. 4- l3. E<;IÌ è venuto 
in Spagna un Satanasso, Una furia , una 
fiera orntnda e strana , Che dicon che 
si chiama il re Gradasso ( qui fìgura- 
tam. ). 

* SATANICO. Add, Di satanasso. 
Diabolico. Segner, Crisi, inslr. 3. 29. 2. 
Chiamando il ballo un giuoco satanico, e 
negando avvenire in esso che si sfuggano 
i lacci tesivi dal nimico , e che si resista 
.il le suggestioni risvegliale dal senso. (*) 

SATELLITE. /. X. Soldato che ac- 
compagna altrui. Lat. satelles. Gr. Sop\>- 
fo'fa^. l'arch. Stor. 12. 44^- ^^ man- 
carono de'suoi soldati e satelliti, chiamati 
'^gg* cagnotti , i quali pubblicarono per 
tulle le città cartegli ec. , facendogli ec. 
appiccare ne' lunghi pubblici , e più fre- 
quentali . Cuicc Stor. g. ^5^. O perche 
ne fossero autori i satelliti de' Bentivogli, 
pure, perchè ec, 

* g. I. Satellite, per Birra, Zaffo, 
Il J'ocabol. alla V. ZAFFO. (A) 

* g. II. Satellile. Te r m. degli A 5 Irò- 
nomi. I\ome che si dà ad alcuni pianeti 
minori, che girano attorno a un maggio- 
re. Gal. Leit. voi. 2. 409 ( Ediz, Pa- 
àov. }, Tutti gì* indussi ec. son derivati 
non più da Giove , che da' suoi satelliti. 
E appresso : Distinguere più particolar- 
mente i loro effetti non saprei io, se pri- 
ma qualcuno non gli rimovesse ì suoi sa- 
telliti dal fianco. (Mj 

SATIRA. Poesia mordace, e riprendi- 
trice de'iizii. Lat. satyra. Gr. oarupix?;'. 
Bui. Purg 22. 2. Satira è materia in in- 
fimo siilo, e riprensione de'vizii; e dicesi 
satira , che era una tafferia , ovvero sco- 
della , che s* offeriva agli Dii , piena d' 
Ogni cosa, come è la satira, che ripren- 
de ogni vizio, e mischia i grandi e i mez- 
zani e i piccoli insieme. Ovvero sì chiama 
satira da' Satiri , che erano Iddìi delle 
selve, cornuti, co' pie caprini, nudi, le 
quali condizioni si convengono alla satira, 
che con parole nude a niun perdona, ed 
entra in ogni vii materia . Red. Annoi, 
Ditir, 11. Fra lacopone da Todi ec. in 
una sua satira , che tra le stampale è la 
decimascsta. .t' j36. Ma ne'bisogni l'han- 
no usala ancora i moderni, tra'qualì mon- 
signor Àzzolini nella sua famosa satira. 

SATIRACCIO . Peggiorai, di Salirò. 
JHenz. sat, IO. Si sraastella di risa, e fa 
una cera D'un Satìraccio . 'i? Red. Op. 
voi. 2. p'ig. 107. ( ediz. Class }. E per 
maggior disgrazia ec. lo prego il ciel , 
che tu PoskÌ aver per marito un Salirac- 
cio. Sgherro, vecchio, squarquoio, e gio- 
catore, ec. (B} 

•f !? SATIRALE. Add. Di satiro. 
Bocc Jmcr. J'is. 18 Soletta appress" 



.SAT 



1017 



Antiopa scguia , Con la qual Giove in 
forma saltrale Parlava, ed ella lui pietosa 
udia. (A) 

•f * SATIREGGIASTE. Che satirep- 
gli. Cden. Ms. 5 16. Il fine della satira 
e la emendazione de* costumi , degni di 
penna satinggiante. (A) 

SATIREGGIAHE. Far salire j e figu- 
ratam. Riprendere. Btnstmnie Lei. satj- 
ram scrihere. Alleg. 63 Io non vo* per- 
tanto inferir quel chi- par che , satireg- 
giando , accennasse un galantuomo. Car. 
kit. I. 35 Se la tintazione, che mostra- 
V.I aver di satireggiare, è ita innanzi. Sal- 
iin. Disc. 2. iHy. Noi diciamo dare il 
giambo ad uno , e i Greci lay^i ^stv , 
per satireggiare: 

't * SATIREGGIATO. Add. da Sa- 
tireggtare . Uden. I\'ts. 5. 16 La forma 
della satira e la inaledicenza satirica, e la 
materia della satira è il vizio satireggia 
to. (A) 

t SATIRELLO. Dim. di- Satiro. Lat. 
saljnscus. Gr CKTypt'cxo^ . Ovid. Pist. 
(\']. Li Salirelli che sono Iddii delli bo- 
schi, e li Fauni che sono Iddii de' cam- 
pi , già mi perseguitarono per boschi , c- 
per riviere , e per colli , e per foreste . 
Red. DUir. 43. Satirelli, Ricciulelli, Sa- 
tirelli, or chi di voi Porgerà ec. 

SATIKESCAME^TE. Avverb. A ma- 
niera di satira. Lai, satynce. Gr. sktu- 
pi/ùJ5 . Salvin. Disc. 1. 323 Titolo ec. 
d* occhi cernili diede satirescamente l'A- 
teniese Aristofane in una sua commedid^, 
intitolata la Pace , a' Lacedemoni. 

SATIRESCO. Jdd. Satirico. Lat sa- 
tyricus . Gr. ffarupezo'; . Menz. sat, 3. 
Pur tenterò con satiresca avena , Menlr' 
io bagno nel fiele il labbro secco , Far 
sentire una zolfa orrenda e piena. 

SATIRETTO . Salirello . Lai. satyri- 
scits.GT. zy.-Z'jpiz/.O^.Cant. Cam. 1. Que- 
sti lieti Saliretli, Delle Ninfe innamorati, 
Per caverne e per boschetti Han lor posto 
cenlo aguati . E l\0. Vedete questo lieto 
Salìretlo , Da dolce amor legato . Red. 
Ditir. 25. Da un insolente Salirello osce- 
no Con infame flagcl venga percosso. 

•f * SATIRIASl . Tensione morbosa 
del mtmbio virile, accompagnala da ar- 
dente incitamento all' atto venereo , Lai. 
*satyriasis. Gr. aocTupioisti. Red. Cons. 
I. 280. Insinuandosi questa flatuosità nel 
concavo del ventre inferiore , produce 1' 
idropisia limpanilidc, ec.j se nel membro 
genitale, ce deriva la saliriasi, o priapi- 
smo. (") 

•f * SATIRICAMENTE. Avverò: In 
modo satirico. Per via di satira. Uden. 
Ai\r. 3. 65. Luciano in Saturnalia ferisce 
satiricaiCente Omero ed Esiodo , o pur 
dissimulatamente gli Dei slessi, per conio 
delle disorbitanze attribuite loro. (A) 

SATIRICO. Sust. Compositore di sa- 
tire. Lat. satyrarum scriptor, Gr. CKtu- 
pÓ'/pOLOOi. Buon Fier. 5. 4- 6. Dicbia 
raudo, fra questi I suUazzevol ^ersìficatorl 
E i satirici buon non dover porsi. 

t SATIRICO. Add. Che appartiene 
a satira. Che tiene della salirà . Lat. 
satyrictts. Gr. OKTUpixc'^. Red. Ditir, \G. 
Di satirico fiele atra bevanda Mi porga- 
Buon. Fier. Inlr. 5 3. E i satirici colpi 
inloruo meni ■ 

■j- §. Satirico, vale anche Che e dato 
alla satira. Che pugne e offende altrui, 
in parole , in iscritlura. Bui. io tut- 
te sue opere fu satirico, perchè tiaitòdella 
rìprension de' vizii. 

SATIRINO. Dim. di Satiro. Lai. sn 
tjrisciis . Gr. soLTVpt'a/.Oi ■ Borgh. Rip. 
^^8. Dipinse ce. un Polifemo ijraDdissimo 
con molli fanciulli e Satiriui, che gli gÌuo- 
cano intorno. E 5l2. Uà una tazza nella 
niau deìtrn , e nella sinistra una pelle ^i 
128 



ioi3 



S A T 



tigre e un grappolo d* uva , la quale od 
Salirino crrca di manjj'af* 

SATIHIU I.o ste.-ixo ihe Salinone, 1.^\. 
satjrion. Hicett. Fior. 62. Il salino ap- 
presto gli Artfl'i t Donie comune a luUe 
le »orlc de' tfUiioli cf. , inlendeodo per 
testicoli di g<>lpe (|Ut-lli tbe appresso a' 
Greci si cfaìjnianu propriamcote sJtirii. 

5 SATIRIUWE. S'ome gmertco de' U- 
sticolt di cane, {li volpe, e di becco, ben- 
ché ila alcuni \ia slato erroneamente cre- 
duto il m^fte^imo f/ic l' ^pftio salvatico. 
Lat. satyrion , satynum , orthii , lesti' 
cuttis, Gr. stKxJpiOii . Cr. 6. 106 l- Il 



salirioDe sì (iene cbc lìj 1' ai 



ppio 



co , ed ù cjldu e secco nel terzo gr-ido , 
ed ba virtù allratliva dalle parli remule. 
Tes poi: P. S. cap 8 Ugnili col sugo 
del satìrionf, rhc na&('e ne* munii* 

tr %. Satirione, è anche unii Specie di 
tattovo'o , II* cui base era il salirio . 
»• Srgr. Fior. CUz. ^. z Io piglirrò pri- 
ma una presa d* un laltovaro che si chia- 
ma saliriune ». il^) 

* SATIRISTA . Colui che nelle ami- 
che danze sairt rapprrsenl'iva un Siitiro. 
Sali-iit. Cas. Dopo 1 Cori del Jiallo ar- 
malo . venivano i Curi de* Satiri!>ti , che 
figuravano Ij grecbcsca daasa delta Sicin- 
nidc. (A) 

•f SATIRO . Sust Dio boschereccio f 
Jinto da' poeti in figura d'uomo, colle 
cosate e le f^amhe di capro . Lai. satjr- 
rus. Gr ooÌtj^o^. l'nss. 36l. Dicendo, 
eh* è uno animale a modo d'uno Satiro, 
o come UD gatto mammone , che va la 
ootlc , e fa questa molestia alle genti . 
Guid- fi. E perciò si dice, cUe vi abbon- 
dano molli Satiri, e Fauni bicorni. jJlam. 
Colt. 1. 2. Il cornuto paslur cu'suoi Sci- 
vani. Co' suoi Satiri, e Fauni a lui com- 
pagni , Vengan colle zampegne a schiera 
a schiera. lìuon, Fier. Inir. \. Dunque 
eli' avea del Satiro cortei ? L. Appunto : 
io non s.iprci dirla altrimenti. Ch'una Sa- 
tira vera. 

§. I. Per meta/, si dice di Persona 
rozza, e salvalicn, Lat> rudis. Gr. a.'/piOi. 
.'ìmel* 67. Tra' quali molti , un giovane 
dì grazioso aipctlo , b( nchc agreste, e sa- 
tiro di povero cuure. A" Sg. Io il rendei, 
di rozio satiro dnUo giovaue; e di pu- 
sitlanimot niagnjnimo il feci. 

§. II. Pvr Coniposilor di satire. Lat. 
tatyrarum siriptor, Gr aoi.T\jpoypttfo~. 
fìànt. Inf. t\' Quegli è Omero, poeta so- 
vrano; L'.iUroc Orazio satiro. /j«/. Purg. 
l5 2. Onde Persio satiro nella terza satira 
dice. Cant Cam ^^0. Questi p<r altre 
vie Compongono elegie, F, però tanto ma- 
cilenti e mesti Son nel serobiaole, e satiri 
SCO questi . 

•f * SATIROGRAFO . Striilore di 
satire. Salvia. Cas. Accostiamoti ora alla 
raisegna de' poeti satirografi. C'dea. !\i.s 5. 
6. Gioveoalo , a cui luila la (ritira per 
aatonomasia prctcìive il nome di Satiru- 
grafo. fJj 

SATISDAZIONE. /'■ L. Jssicuramem- 
to. Lat. satisdatio. Gr. ;ta?eyy\jT)9i;. St>ìt. 
Mere* Alconu buon uumo, il quale sopra- 
stea alla guardia degli atti della corte del 
dello ufinale, v del suo uCcìo, promissione 
e ulisdaiione 

« SATISFACIMENTO. Satisfazione . 
Lat. satisf.ìctio . Datti. Conv, l^^ Ve- 
rocchi: una virinanta se non può in lutto 
%atisfare, conviene a salitfacimento di quel- 
la essere la ciuìi (') Fr Gioid. Pted. a. 
35q. Onde 1.1 pena de' dannati non è al> 
tro che uno latisfacimcntu alla giuslitia 
di Dio rA> 

SATISFARE. J"drfif/flre. Lai sntii/a- 
cer* , alicuins voluntatem expltrg . I il, 
SS- Pad I. <in. E poiché sopra questa 
materia ec. ebbe assai, e mollo bene par- 



salvali- 



S A T 

lato , volendo satisfare al prego del frate 
predetto, benedisse dell'olio A" lOO. Al- 
lora certo va 1* anima per la via lata , 
quando salirla a' suoi desiderìi ; e allora 
va per la tia itretta, quando repugna al* 
le sue volonladi. E 228. Era la sua cella 
a tre ordini, cine di\iia in tre parti; nrll' 
una lavorava e mangiava, nell' alira ora- 
va . e nella terza satisfaceva alle Decessi- 
ladi d'I corpo * lior^h. Fiet. 2ii.Trf>- 
vaiidosi stretto dal bisogno di pagare , e 
satisfare a' koldali suoi vittoriosi de' pre- 
mii e promesse fjtle loro . Prp. Decam. 
99. Tempo è di satisfare del resto della 
promessa al lettore, e mostrare ce. (1) 
Ar, Fur. I. <>3. Ed egli a lui: Di quel 
che tu mi chiedi lo ti saliiCtrò senta di- 
mora . K ivi 7-^ Che un sol ronzio per 
dui sana mal atto ; E oc vico egli a sa- 
tisfarei ratto. (P) 

^ %. PI in signific neutr. pasx BcAV, 
Celi. Race. IO (/'en, 1IJ28). Ancora co- 
stui mio si salisfrce del suo intaglio per 
niellare. PS 30 Satisfallo eh' Ìo mi fui , 
io mandai a chiamare li tre vecchi gio- 
iellieri. (C) 

SATISFATTISSIMO. .ywpT/. dì Sati- 
sfatto Borph. Ori':, Fir. Ii)5. Restando- 
ne satiìfaltisìima la cin'a tutta gli fu alla 
partita per pubtdico derreln donalo un 
pennone. Car. leti. 2 67. Resto satisf.*t- 
lissimo dello scrivere , e delle promesse 
che mi fai. 

•f * SATISFATTIVO. Add. Atto a 
satisfare . Sfgner. Pred* 32. IO La li- 
mosina ha uua virtù satisfatliva ammira- 
bile (A) 

SATISFATTO . y^rfrf. da Satitfa'e . 
Benv. Celi. Ore/, 57. Mostrando di par- 
tirsi da me satisfatto. ^ F J it 2. 5o3. 
lo mi chiamerei conlento , e satisfatto , 
purché S. E. non mi privassi della sua 
buona grazia. (C) 

•f * SATISFATTORIO. Add, Scd- 
disfattnrio. Allenente a salisf azione. Lat. 
snUs/aciendi vim habens . Cavale. Ftult. 
lina. Cap. 33. pag, 3l2 Dee e*sere ( /a 
confessione ) satisfatloria ed umile, senza 
eJaziooe. (*) /:.' 3(>0> Ecco adunque come 
la cunfessioDC , acciocché abbia tlTetto , 
debbe e.<;serc intera, e salisfalloria intera- 
mente Sef:ncr Mann. Febbr.2'j.\. Adem- 
pir quelle penitenze e salìsfatturie e salu- 
tari , le quali ci sono ingiunte. (f'J F 
Pvnit. instr. cap. J2. L* opere imporle 
per penitenza, e cosi eseguite, sono assai 
più salisfatlorie, e più merilorie, che non 
sono quelle, che si fanno per propria ele- 
zione. (C) 

SATISFAZIONE Soddisfazione. Lat. 
saii*faciio, Gr. Tiìr,pOfGùitt.. Bui. Purg, 
17. 1. Purgato dal peccato dell'ira, colla 
satisfazione dell* opera s* apparecchiava ec. 
a moDiarc a purgarsi degli altri ^ i'.uicc- 
Slxr tom. 2- /•t»f 20 (ediz, del i8l;()- 
O pure lo muvejse ec la mjla satisfa- 
zione che aveva de' Prineipi ronfederali , 
per avergli mancato delle promesse falle- 
gli (Pe) 

# g. I j4 mia , A tua ec. s.ilii/'tio- 
ne, vale A mìo, A tuo ec. m(*d,K Guicc. 
Star. 1. 4''? 1^ popolo ( era ) pieno di 
gelosia chAicitiadini poienii non avevsrro 
procurata la sua venuta per ordinare un 
governo a loro satisfasiooe. (L) 

$ §. Il- Sali 'fazione , è anche Una 
delle tre parli della Penttenta. Sfftnrr. 
Sent Graz. I. Nella quale (cr^nfessionet 
un'altra finezza ancora apparisce della 
divina bonla . ed e the voglia aicnverci 
a merito 1* islessa saliifazi<ine. (TCj 

f SATIVO Add. Che si semina, e tot- 
tiv.i. Lai. sattvus. Gr. 4Ts',-iw9(. Cr, 2. 
1.^. Q Quattro geuerazi'>ni erano ne*ram> 
pi. nc'quali lo piante per ctiltìvamenlo ti 
dimesticano, ciiì- il salivo, idest acrnoM'i 



S A T 

a teme , ec. F appresto : Ma di questi 
quattro solameole li due collimarono a- 
randu e cavando , cioè il (ativo e '1 no- 
vale. E c-p. 18. 6. Però allora la pianta 
diventa dimestica . quando si tempera il 
salivo rampo secoiidameolc eh' e dello. 

SATOLLA. Tanta quanUta di cibo che 
satolli Br^cc. nóv. 73 6. Io vi verrei 
una volta eoo esso leco pur per veder 
fare il tomo a quei maccheroni , e tor- 
mene una satolla . Amai, Ant, g> 227. 
Quegli procaccia • sé lame con saloUa > 
lo quale quanto più hae , più vuole di 
quello che non ba . Fir. As. g/Q, Aven- 
do veduto appresso della stalla uno urto, 
e morendomi di fame . io me ae aodai 
dentro alla libera; e ancorché quegli er- 
baggi fussero crudi , ne presi una buona 
satolla . 

S- Per similit. Lib Son. 35. E '1 ve- 
loce desirier sprona e disserra , Per ve- 
niitene a dare una satolla. 

SATOLLAMENTO. // satoliarsi. lat. 
sniwitat. Gr ^^Tt-sfiQt^. Fr lac» Ceit. 
Maraviglia Tue, che con sì cortese scusa 
di troppo satoltameoio, e eoo si semplice 
confessamealo di verilade I* ira del Be %i 
converletle io ri»o (tjai (Ì::uralam.). 

t §• ''•''■ Fcceden-a nr/ nmngiare. Amm. 
Ani. .^4 ^ ^- " salullanicDtu easlità gua- 
sta, e vanità nutrica. A bert cnp 51. A* 
vrai adunqne il censo della salute del cor- 
po , e aggiugoeraii la vita, se tu con la 
temperanza e c«n astinenza schiferai eom- 
messazioni, e salullameoto, ed rbbressa, e 
troppi spessi e diliratì mangiari. Coli, SS. 
P.ìd. Non lasciandogli cadére per fatica 
di digiono , né gravar la mente per sa- 
lolIan>eolo 

SATOLLANZA. Sat Itamento, Sazietà. 
Lai <aiurilat , satieiat, Gr. ff/iis^yv;' , 
it-ófo^- Amm, Ani. 24. 3. 3 Sempre al- 
la satuUanza è coogiuota vanesia di lai- 
dura . Toc. lìav, Ann, 3. 73. Riformi 
noi la modestia, ì poveri la oicìst'a, i ric- 
chi la >alollanza. F. 6 I2f. Non mitiga, 
van Tiberio, d'ipo Ire anni che Sciano fu 
morto, le cose che pur sogliono gli aliti, 
tempo , preghi , satollanxa. 

3 SATOLLARE. Saziar col cibo. Ca- 
var la fante . Lai. saturare , tafuPare . 
Gr. xosiTv , Pats. 3o^. Chi non si reca 
le m.tni a bocca, tardi si saloUerà, e ri- 
marra aflamaio. salollaodu altrui. 

*^ § I- E neutr. e neutr. pass. , vale 
Saziarsi col cibo - Anmot. l'amit. l^Ian- 
giando e usando questo, salolletctevi , e 
luderelr il oom^ del nostro Signore •• (C) 
Albert t. 5\. IVmperanza e astinenza e 
ri\parmiameni>t dei ordinare coDir'alle go* 
losilà e allo diluvio. ri«tè lo troppo satol- 
lare. (Bri S. Acoit. e. D. 2 20. Li po- 
veri S''rvano alti ricchi pure per potersi 
satollare <li p.ine (TC) 

§. il Per met'f. Lai Maturare, expte- 
re. Gr ;(9,rrcr^'.iv , «v«TÌn/9y». .Vor 
S t'-rrg. Dopo la |>ercossa drlla mascel- 
la, soggiunse. saloUarnnsi delle pene mie. 

*f %-\\\, Pnrr mrtafo^cmm. deità àtl t€r- 
r-no, vale J.etimiaarl^ Alam Cmlt. 1. 
I poi quinci e quindi, ove mancar si veg- 
gia II notriiivti umor, non prenda a sde- 
gno Con le sue pruprie man di lordo 6nio 
Satollar si , che vive fono prenda. (Dì 

§ IV. Dicitnto in proverbio.' Chi mar 
man d'altri s' imbecca, tardi si mtotlmi 
e fale, {he A ehi non fa 1 fatti suoi da 
se stesso , rare volte gli suicedom batta . 
/ . IMDOCCARE. § VI. 

SATOLLATO Adi da Satollare Lai. 
salur. salfiratns Cr I J-ilOj, jtOM«3ai> 
F'p l nng. Intendi tu , rhe leggi, eilt il 
numero dei laiollaii fu cinquemila 

t SATOLLEZZA. /'. A S 
Lai. tiiurily» . Gr xózo: 

iHl Tot; Pnrp. lì ',3^. ' 



SAX 

ile r animo allento alle sue cure, e la sa- 
tollrxza Ha sopore uWì tnemltri. 

SATOLLirV, SATOLLtTADF.f SA- 
TOLLITATE. /' ^. Salo!/ 1 meni y . Lat 
sntuntas, Gr. xOfOi^ 7r^»j7U9v»3'. Pedani, 
Qni'itiL P. La >taiicala fame colla satol- 
liudtf slriDgoliamo. Pisi, S Oir F. R. 
La gola e la satollila ci caccio di Para- 
diso . 

SATOLLO. j4ild. Satollai»» Sosio. Lai. 
satttr . Gr. £jui;r>cw; . Tes. lìr, 5. ^i. 
Quando elli (il Itone) ba multo mangia- 
to , e fli>-' 'I suo venire è ben satoHn , e 
li cacciatori Io cacciano , elli giUa Inori 
tutto il suo pasto, per lilierarsi tblla grj- 
^rtt.'ì del suo corpo . /ìocc, Intrcd. 26 
Senta alcuno correggimonlo di pastore sì 
tornavano satulli. OiU'i. ti. Il suo stoma- 
co, ripìen di cibi, è SJtollo l^ant, Purg. 
25. Ricordivi, dicea, de' maladetti Ne'iiu- 
volì formali, die satolli Teseo combatlèr 
co'doppii pelli E Par 2. Del quale Vi- 
yeti qui, ma non sou vieu saluUo 

§. I Per mei^f, ì it. Pliit. Quando 
egli fu saloli»» di piagnere. iNoi-. ant. 5. 
1. Di tulle le cose del mondo era stato 
satollo , salvo clic di donare . ^*<>^^. nat. 
esp, ìS6 Siano dunque (gU anelli) pre- 
giti, e bea satolli d' umore , acciocché la 
loro dilatazione si paia più manifesta. 

§. II. In proferb. Il satollo non cre- 
de al digiuno j e vale, che Chi pode , o 
^ in buono stato, non crede U miserie di 
chi stenta. Fir. Lue. 3. 2. Costui che è 
satollo, non crede a me, che sono digiu- 
no. Sali: (irancli. 1. 3. Ma '1 satollo non 
crede al digiuno. 

* SATURO, y. L. Saturo , Satollo , 
Sazio . Lai. satnr . Sannaz Arcad. est. 
IO. Ilenc, vaccherelle, in quelle praiora. 
Acciocché quando i boschi, e i monti im- 
brunano , Ciascona a casa ne rilorne sa 
(ora. (F) 

•f t:- SATRAPI'.^. Term. degli Stori- 
ci . La dignità di Sotropo . Serd. Stor. 
3. 108. Tutta r isola si divide in nove 
ulrapie. ovvero regni, e per frequcnia de' 
porti e per silo del paese è malto acco- 
modala ad ogni sorla di commercio. (A) 
SATRAPO, (iovernator di prci-inc/a , 
o di eserciti. Lai. sairapes, satrapn. Gr. 
•JOL^p^Tlti^. Tac. Dav. Ann. 6. 122. D' 
altra banda Farasmane ingrossa di Alba- 
ni , solda Sarmali, i cui Satrapi, delti 
Sceplrorhi, presero a loro usanza presen- 
tì, e parte da ogni banda. Ar tur. 26. 
32. Anii nuocer parea molto più f.ric A 
Re, e Signori, e a Principi, e a Sa- 
trapi . 

§. Satrapo , Jìguratnm, si prende per 
Saccente f Dottore, Che presume di se j 
rnde Fare il satrapo, che vaie fare del 
grande , dell* autorevole , del saccente . 
Tac, Dav Stor. 4- 332. Gli darebbe un 
boon consiglio, di non fare il satrapo co' 
principi (li testo iat ha: ne supra prin- 
cipcm scanderet). Buon. Fier. i. 2. i- 
Litterali a dozzine , e ucmìn gravi , Sa- 
trapi e baccalari io «luantità. l'arch JFr- 
col. 225. Come colui rlie voglia fare della 
lingua Fiorentina e dell'altre il gonfalo- 
niere, il satrapo , il Macrobio , I* Aristar- 
'O. Bern. rim 1. 66- Farò lacere al- 
lor certe cicale , Certi capocchi , satrapi 
Ignoranti. 

•f * SATRAPO>E Accnscìt. di Sa- 
trapo , in signijic. di Saccente, e per lo 
più detto ironicamente . Bellin- Bucck. 
zi\. Dunque dove il giudizio Ebber que' 
tanto saviisatraponi Per distinguere i gigan- 
ti Dagli alir'uumin tulli quanti, ec. (A) 
«SATLRARE. F L. Saziare. (C) 
té §. Saturare, è nache termine de' Chi- 
mici , e vale Far sciogliere in un liquido 
M/11 tal quantità di checchessia , eh- più 
non vi se ne possa disdogfiere (A) 



S A T 

:'.: SATURATO. Ad<l. da Saturare. 
Bel,, ./ci,'. /V. Spir. Ed 10 s.iluratu ri- 1 
.«guardai la sporti-Ila con le co^e da man- 
gi.trf, e vìdila sirrome era in prima. (C) 

* SATURAZIONE. Term. de' Chimici. 
Il saturare , e Lo stato d' un liquido safu- 
nil<i. (A) 

•| SATUREIA, r. L, Santoreggia. 
Alani, Colt. 5. ilc). E I* anicio e 'I fi- 
nocchio e 'I coriandro E i' anelo con lor . 
sotterra senta La sementa mi};lior, la sa- , 
tureia Negli aprici terrea vicino ai ma- 
re , cr. 

SATURITA',SATURITAUE, e SATU- 
lìiTATK. /'. /.. Lo stesso che Sazietà. 
I-at. satnritas . Or. 7r).i55/JlOVȓ' Albert. 
v-ip 6- Li tuoi granai s' empiranno di 
saturilade . Cas. leti. 76. Di dieci scudi 
il mese vi sarebbe a saturitìi. 

'^- SATURNALE. Aggiunto de' giorni 
e delle Jeste che ne' medesimi si facevano 
in onore di Saturno, Lai. siìturnnlis, Gt. 
xpo'vto^- Bed Cons |. 292. Gli novera 
tra quei donativi che scanibievolniente far 
si suleano ne' giorni saturnali. Salvia. 
Disc 2. 5i6. I nostri anliihi, seguendo 
l'uso de' saturnali, ne* quali giorni I* au 
rea semplicità del r^gno di Saturno con 
una innocente liberta si rìnnoveliava, una 
particella dell'anno ec. al passatempo, 
per cosi dir, consecrarono. E Pioi, Tose. 

1. 1 2g. Contasi degli antichi una molto 
buona e bolla usanza nei giorni cortissimi 
del Dicembre, dedicati a Saturno, e per- 
ciò saturnali chiamati. (*) 

* § Saturnale, vale anche Saturnino, 
Maligno 3/. /. 3 II. (ediz. i562. ) 
Altri albilrarono che questo procedesse 
dalla inlluenza della comi ta che apparve 
in questo anno, e quella fu Saturnina, si 
che ciascheduno trasse alli efleiti satur- 
nali. (B) 

SATURNALIZIO. Salurnafe. Salvin 
Pros. Tose. 1. 129. Le antiche feste sa- 
turnalizie dir si poteano rinoovellale al 
tempo del Redi , anzi falle perpetue di 
lutto Tanno. 

t SATURNINO . Add. Di Saturno . 
Lat. saturninus. Gr. xpovtxo'^. M. T', 

2. ^^. Una conieta , la quale per lo più 
fu giudicata nigra, la quale e di natura 
saturnina (cioè, maligna). 

g. Oggi prendiamo Saturnino in signif. 
di yinninconico, o fantastico. Tao. Dav. 
Ann. I. 27. Per non far paragone con 
quel suo viso saturnino a quel gioviale 
che vi portava Aguslo. 

*f SATURNO. Uno dfgli undui 
Pianeti principali , sinora scoperti , il 
nunle, dopo Uranf, è il più lontano dal 
Sole. Attorno a Saturno girano sette Lu- 
ne, o Satelliti. A Saturno è dato falera 
i* aggiunto di tricorporeo, per ce' la sua 
forma , prodetta qualche volta da quel 
maraviglìoso Ant ilo, da cui è circondato. 
Lai. Saliirnus. Gr. /fn'vo:. Dant. Pnrg. 
IO, Neil' ora che non può *l ralor diurno 
Intiepidar più 'I freddo della Luna, Vin- 
to da Terra , lalor da Saturno. Pelr. 
san. 33. Allor riprende ardir Saturno e 
Marte, Crudeli stelle. Arrigh. l^'j. L'em- 
pia turba de' sette pianeti mi nuoce , ec. 
Saturno porta la falce. 

SATURO, r. L. Add. Satollo, Lat. 
satur. Gr.s'u7r)à*w;. ^' Sannaz. Anad. 
pros. 3 Ciascuno parimente levatosi, co- 
minciò ad ornare la sua macdra di rami 
ec, poi con fumo di puro solfo andò di- 
votamenle attiirniaodo ì saturi greggi (B) 
Taxs. Cer. 5. 62 Che qual saturo au 
gel, che non si cali Ove il cibo mostrando 
alili r invita ; Tal ei ec. 

SAVERE. T' A. Sust. Sapere. Lat. 
scìentia , sapientia. Gr. ocyi'a. Dani. 
Inf 7. Colui, lo cui saver lutto trascen- 
de. Fece li cieli. G. ! . 864 ^^^ *" s"*^ 



S A V 



10l>) 



«avere e potere fu mollo ridottalo. Al- 
bert, eap. 5o. Adunque è da vedere, che 
Cosa ì- il comincianienlo di-I savrre, e cosa 
Sta il savere. E appresso : Comiiiciamcnlo 
del savrre e \a paura d* Iddio. 

t 5 S AVERE /'. A. l er/,0 S.'pere. 
Lat. scire, Gr. ei'JsvK-.^: Tesorett. Br. 
O .'2 Si conte di-i savere, Quando degnò 
venire La mursià sovrana A prender car 
ne umana N.IU virg(t M^ria ec., Che da- 
vanti e dipoi , Sì rome saven noi. Fu 
nella e casta tutta. Vergine non corrot- 
ta. (C) Guilt Leu, l'i 39 Dovete sa- 
vere, che PC. E 22. 59 Se io s.ivcssi al- 
cuna cosa, Alam. Colt 4 8^. -Né m dee 
non saver come ciascuno Aibor che in 
quella parie i rami stese Che guarda al 
mezzodi, miglior si trova. (F) 

SAVIAMENTE. Avverò. Con saviez- 
za, Cnutamvnie, Lai. caule, prudenter ^ 
.sapienter. Gr. 5oywc. Bocc. nov 64- *3. 
Ogni suo piacer facesse, ma sì saviamen 
te, che egli non se ne a\'vedesse. E nov. 
77. f^'g. Da iodi innanzi e di bpffare, e 
d* amare si guardo savi.imenle. G, /'. 8. 
120 1. Saviamente sì spuosono loro am- 
basrìala. 

* SAVIEGGIARE. Addottrinare. In- 
stntire, Siìlvin Teogn, Or mentre io sa- 
vieggio , o Cimo , posto sia suggello a 
questi carmi, (A) 

SXWEZZA Accortezza, Prudenza, Av- 
vedimento. Lai S'fpientta, prudentui. Gr. 
70f!'a, ijJ_c&vr,3t;. Ftt Bari. E tu fai si, 
eh* io abbia saviezza e agguaglianza. ^r 
I^c T. 5. 35. 59. Il suo sguardo d'a sa- 
viezza. * Med Aib, Cr. 5 Eleggerà il 
legno sauto della Croce di Cristo Gesù 
sopra tutte le saviezze, e le scienze mon- 
dane. (C) Dnv. Tac. Cerni. 36. E la 
fortuna de* Catti, che gli hanno vinti, « 
passata in saviezza. (TC) 

SAVINA. Ail'Cro noto, simile al ci- 
pre<:^o, una spezie del quale è sterile , 
un* altra Jeconda_; Sabina. Lat. sabina. 
Gr. ^jaSu Cr. 5. 52. 1. La savina è 
arbore assai piccolo, la quale ha sempre 
le foglie verdi, e quasi simigliante al ci- 
presso. Lab, i3i. Per questo la misera 
Savina, più che gli altri alberi , si trova, 
sempre pelala. G. V. 7 l53. I Taglia- 
rnnvi un grande albero di savina. Alam. 
Colt. 4 86 Altri melton nel vino olio e 
marrobbio, Altri mirra , altri porri, altri 
Savina. 

3 SAVIO. Add. Che ha saviezza. Que- 
gli che ordina bene tutte le cose al fine. 
Lat. sapiens , prudcns , cautus, Gr. 95- 
00': * tfpo-Jifj.oc, ivìv^r'^. Bocc. nov, 42. 
l5. Al Re, il quale savio signore era , 
piacque il con.'iiglio di IMarluccio. E nov. 
50- 14 Conobbe ch'egli erano dell* altre 
così savie, come ella fosse. IC nov, 61 3. 
Fu figliuola di Mannuccio dalla Cuculia, 
s.ivia e avveduta mollo. Albert- Colui 
eh' è savio non dice : non pensai rhe cosi 
andasse. Cas. lett. ^!\. Qu.into all'abba- 
zia, mi pare (he sia un negozio da farlo 
bene e diligeutcmeole, e da consigliarse- 
ne con Giovanni Ginori, e altri amici sa 
vii. * Gwv. Geli. J it Alf, 184. Non 
essendo da credere che Cesare savio nel- 
r interesso suo sempre, e tenacissimo delle 
iurisdizioni imperiali, fusse mai per dimi- 
nuire. (C) 

g. I. Savia donna,' vale Levatrice. Lai. 
obstetrix. il/, Aldobr, P. xV. 223. Si trn 
va poche savie donne che levano i fan- 
ciulli, che perfeltamente il sappiano. 

g li. Savio, in forza di sust. vale 
Umo detto , e snpi'nte lat. magister , 
doctorj sapieni. Gr. otoVc/a>05 Dant, 
inf i3. S'egli avesse potuto creder pri- 
ma, Rispuose 'l savio mio ec , Non ave- 
rebbe in te la man distesa. E 2^. Così 
per lì gran savii si confessa Che la fé- 



S A V 



5 A V 



S A Z 



oice muore, e poi rinasce. C'Onichett. d* 
Amar. i6. E' savii, eh' erano a suo cod- 
siglio, maDdaroDo per tulle le provjocie, 
cercando per helte fanciolle pulcellc , e 
fecerle veairc allo Re. 

ir §. Ili- /' col sfcondo caio. Dial. 
S. Greg, .V- Per ulililale almeao d' al- 
quaotiiadotli, e non taviì di scrittura. fC> 

*S-*V. Savio, vale anche Che ha molta 
•httrina. Dotto. Calai 9. Ho leolito mol- 
le volle dire ai savii letterati, rbe lauto 
viene a dire ia Utioo sbadigliaote, quauio 
neghittoso, e trascarato. (C) 

■J- §. V. Far savio alcuno di ckeC' 
chessLx, vale Farlo accorto, sciente di 
checchessia. Li''. Am. Sjvìo te ne farò 
in altra parie per traiialo maggiore. 

f %.\\. Savio, talora vale l'crito. G. 
V. 11. 65. 3. l-gli era il più' sofBcieDle 
rapilano, e savi" di guerra, e prode di sua 
persona, che nullo altro di' a suo tempo 
fosse, "if- E \. 27 Elessero (i Romani) 
a Re e loro Signore Numa Pompilio. 
Questo fu savio di sripuza e di costumi, 
ed ammendo mollo lo leggi. (CP) f'il. 
S. Anast. 3o!>- La madre era cristianis- 
sima, e savia nella legge di Dio. (J') 

# § VII. .S'aero, ti dice anche delle A - 
zioni, delle Parole, esimili, dove appari- 
sce la p'udenza e la saviezza. ** Bocc. 
nov. 63. 8. Chi sjprehbe rispondere alle 
vostre savie parole ti Segr. Fior. Art. 
gurrr. 7. |5l. E adunque savio partilo ce. 
(ortiBcar 1* entrate delle terre, e coprir le 
porte di quelle con rivellini. (Cj 

§. Vili. Savio di ragione, e Savio as- 
solutam., vagfiono Giureconsulto, Lfgisia, 
Avvocato. Lai iurisconsullas, Gr. voai- 
/o'i- Star. Pisi. 206. Sopra questo elite 
più e più savii dì ragione, per sapere, se 
ragìoDCvolmente lo potesse racquistarc. 
Cron. VeU %\. Fu per essa cagione, e 
per mio procaccio savio quasi del conti- 
Qtto de* fondachi de' Bardi, peruizi ec. ^ 
con buoni salarti e provvisioni , e *\ si- 
mile di molti uficii di Comune, che avea- 
no savii a salaro, perorcbi; in quel tem- 
po . e poi assai non avea il Comune sa- 
vii salariali , e ciascheduno u6cÌo potea 
rbiamarc savii. 

SA VIGNE. Accrcscit.di Savio, * Lasc, 
rim. 2. 5i). Somigliando uno di que* mi- 
nistri antichi della Dea Minerva , o uno 
de' sacerdoti di Diana, o veramente ao di 
que*Saviooi di Grecia. (C) fìucn. Fier. 3. 
^* I. Tu dove vai, savione 7 

SAVISSIMAMENTE. Superi, di Sa- 
viamente. Lat- cauttsstme, sapientissinie. 
Gr. copw'raTX. /iocc. nov. 26. 25. Sa- 
Tissimamcnle operando, molte volte gode- 
rono del loro amore. Tratt. gov. fam. 
Però disse savissimamente la somm^ Ve- 
rità ; beati i poveri ec 

SAVISSIMO. Superi, di Savio Lai. 
sapienfissinius Gr. ooywTotTO; . ffocc. 
nov. 79 25 lo n' ho tanto del senno , 
che io ne potieì fornire una città , e ri- 
marrei savissimo. F nov, c^g. q. Savissima 
era, e di grandissimo animo. O. f . 8. 
6^ I. Fu savissimo di scrittura, e di 
senno naturale. Cronichrtt. d'Amar. 3. 
Fo il più savissimo uomo, e fece tre libri. 
E 34. Questi fu savissimo signore, e sep- 
pesi passare lutti gli ultraggi, lied. Int. 
2. Dvllatu da quelli antichi savissimi uo- 
mini, che ec. 

SAVONEA. Afelicamento di consisten- 
za simile al mele, solito utarsi nella tos- 
se, nei catarri, e in altre infermità He* 
polmoni, r deli'afpera arteria. Lai, ecle- 
f:ma Gr. cx>cty/xa. Lib, cur. malati. Vi 
adoperano la savonèa , e U decoiione di 
regolisia. 

SAVOHARE. V A. Assaporare, At- 
sageiarr. Lat. f>itttarf , degustare. Gr. 
'/cucff^xt Giiitt. leti. 20 Quelli che sa- 



voraro dei suoi savori, aveano tutto «sto 
mondo per men che fango, i? Fsp Pmt. 
ÌVott, 8. Sapienza si è detta da sapere e 
da lavorare , che quando 1' uomo riceve 
questo dono, egli gusla ed assavora ti sa- 
pore del buon vino al gusto meglio che 
a vederlo, fy) 

* SAVORATO. r. A. Add da Savo- 
rare. Guitt. lelt 9. 26. Esso (frutta) « 
che rende ai cicchi \'no ec. , gustato e 
savorato in mente bene. E 2^, 62. El cui 
fruito , gustalu prnulamente e savorato 
bene, adilolcisce ogni senno, e pasce co- 
re, ec. (y) 

•f SAVORE, r. A, Sapore. I.»|. sa- 
por. Gr yy}i^ói. Fr. Ciord. Pred. S. 
Sdpienza non i.* a dire altro, se non una 
rosa savorosa, che dà savore. Guiit. leti. 
20. Quelli che savoraro dei snoi savori, 
aveano tutto esto mondo per men che 
fango. Dani. Par, 17. A molti Ha savor di 
forte agrume. .4mm. Ani. 6. 2 5. .Ma 
per diversità di carne e dilelto di savori 
si genera lo eoBamento. Lib. Son. 1 20. 
Oh dissoluta, enorme. e vii carogna, Anzi 
ser tinca mia senza savore I 

§. I. Savore, è anche una Salsa fatta 
di noci peste, pane rinvenuto, agresto pre 
muto, e altri iaeredienti. "L^l. embamma. 
Gr. e/t^au^o. lìelttnc. son. 267. E fun- 
ghi, che affogavan nel savore. K son. 3.3o. 
Picn di savor te *1 chiede il Fiorentino. 

§. II. Si prende talora semplicemente 
per Salsa, Condimento assolutam. Lat. 
embamma. Gr e/ji^a/jt/ia. Cr. 5. ^\. 1. 
Preso (il comma) con cibi , e ne' beve- 
raggi e ne* savori, conforta la digestione, 
i»/. Aldobr. P. y. 121. Carne di fjgia- 
no si vuole mangiare con savore di pe- 
vero nero, o con salsa camellina. 

§. III. Per similit. Èlatm. 5 38. Un 
par d' occhiacci orlati di savore, Cosi ad- 
dosso ad un tratto gli squaderna (cioè, 
cispa). Benv. Celi. Oref. 121. Cuoprasi 
il detto 6I0 sottilmente con un savore al- 
quanto più liquido del primo. 

t SWOREVOLE. r. .'/. Add. Sapo- 
roso. Lat. sapidtts. Gr. iC^MÌ-o^. Cuitt. 
lett. i4- Ofa che dolci, e dilettosi, e savo- 
revoli frulli gustali avete già nel giardino 
di pace ! ec, ( la stampa ha : savorevili). 

^- SAVORNARE. Mettere la savorm 
nella sentina della barca, Fr. Bvb. 260. 
II. Falla ben savornare. (l ) 

•f SAVOROSO ì 'A Add. Sapori. 
in, Lat. sapidus. Gr. eux^Jo» Fr. Giord. 
Pred. S. Cosa savorosa, che da savore. 
TV/, /ir. 5. 26. Quando ella (la fenice ) 
e colanlo vivuta, ed ella cognoscc la suu 
natura, che la AUa morie s' appressa , ed 
ella, per avere vita, si so oe vaea'buoni 
arbori savorosi , e di buono odore, ec. 
Dani. Purg 22. Fé savorose con fame 
le ghiande. 

* SAVORRA. Zavf,rra. Lat. saburra. 
Gr. CcfiOi, Sfgner. Mann. JVov. 17. 3. In 
quelle sono permesse, come a navi , che 
volano al par degli austri e degU*afrrirbi 
per savorra ; in le sono permesse anche 

fier gastigo. (•) E Conf. instr, cap. i.Se 
e può levare anche il peso della savorra. 
e questo i.- disporta ad un evidente nau- 
fragio. (-\) 

* SAVORRARE. Term di Marineria. 
Mettere la sa^'ona 1/1 un vascello. (A) 

SAURO. Aggiunto che SI dà a man- 
tello di cavallo, di colore tra bigio, e ta- 
n'r. Ar. Fur. 6. 76. Quivi a Ruggiero 
un gran corsier lu dato. Forte e gagliar- 
do, e tutto di pel sauro 

§. Sauro chiaro. Sauro abbrucialo , e 
simili, accennano diverse specie, in che 
si divide il folor Sauro. 

SAZIAUILE. Add. Atto a sasianì , 
Che SI sazia. Lai. talinbiUt. Gr. xo^i* 
oTo'{. J'ratt. J'-£r. coM. donn. Non Simo- 



slraoa mai saziabili delle medicine eva- 
ciunli. E appresso : Non saziabili sono, 
anzi sono insatiabiliuime 

* SAZIABILITA". Attratto d, Sa- 
ziabìiej .Sazievolezza. Il f'ocabel. ^Ua 
voce SAZIABILMENTE (') 

SAZIABILME.NTE. Avverbio Ctm Jtf* 
siabilità , Coi saziamento. Lat. saliate. 
Gr. utrV. xÓpOiJ. Tratt. segr. eos. dona.. 
In questo non è possibile trattare sazia- 
bitmenle. Lif* cur. malati. Il fisico pensa 
offi-rire saztabilmeole li evacuanti. 

I SAZIAMENTO. // foziare Lat. w- 
turitas. Gr Tr)r(7U0Vi;'. Fr. Giord. Pred. 
S, Che vi si iruova tutto saziamento e 
pasto. M. ì^* 6 |. La loro sfrenata libi- 
dine non prende satìameoto de) fatto. Ott. 
Cam. InJ. 5. ^. L'appetito della forni- 
catione è fatica d' animo, e '1 saùameoto 
d' essa è pentimento. 

§. Per Soiievoletza, iS'oia, Tedio, Ria' 
crescimento. Lat. salietax. Gr. ffi»;9,uo- 
v<;' . Petr. Uom. ili. Tanta stancbecza. 
e tanto saziamento di sconfitta soprav- 
venne ai nimiri. 

I 9 SAZIARE. Dar sujfficiemtemenU 
da mangiare per acquetar la fame, o per 
sodisfire l* appetito- Lat. satiare, expie- 
re Gr. jjo&TK^ecv. av5t?ri»)poy». Soce. 
nov. 3). i.|. Prima coMenti e coU'iiDgbìe 
la sua ira sazia, che la fame. 

^ %, l. E in Sfgnifìc. neulr. pats. Fr. 
Giord. Pred, 4?* Que'**» iime e uno 
grande difelto : ed a cacciar questo difet- 
to però addinuodi i cibi per saziarti, per 
empierli. Segner. Pred. 36. 2. Del corpo 
quel sangue, di cui s* ionebria il terreno; 
del corpo quelle membra, onde saiiaui i 
Leopardi. (C) 

* §. II. Dicesi figttratam. anche delU 
Passioni, e dei Desidera, che si acqmie- 
tino in sodisfarli. « Bocc. nov. 21 2- 
Li quali la piena licenza di poter far quel 
che vogliono non può saziare. E nov. ^2. 
16. Acciocché gli occhi saziasse di ciò 
che gli orecchi colle ricevute voci fatti 
gli avraoo desiderosi. E nov. 85. 20. La- 
sciami saziar gli occhi di questo tuo viso 
dolce. Vii. SS. Pad. I. 108. Queste e 
molte altre belle cose per tre giorni con- 
tinovi dicendoci lo santissimo Giovanni . 
saziò e consolòe mollo l'anime noslre, e 
le accese a gran fervore ■ . (C) 

* §. III. F in signifie. neulr. pass. 
m Diint Par. ij. I» »fg6»<* ben. che giam- 
mai non si sazia Nostro 'ntelletto, se il 
ver non lo illustra- /.' 3o< Ma di quest' 
acqua convicn che tu bei. Prima che tan- 
ta sete in le si sani •. (C) 

* §. IV. Per simi'it, Dani. Purg \\. 
Si spazia Un fiumirel che nasce io Falle- 
rona , E cento miglia di corso noi sazia 
(eioir, non basta, perchè spaziasi via più 
miglia) (1) 

tf g. V. Saziare, neulr. assai. Dami. 
Purg. 21 l*a zete naturai che mai non 
sazia ec. Mi travagliava. fBrJ Sen, Pisi. 
2^ Giammai la sua crudeli^ riposò, né 
4atiò. secondo che avviene delle bestie 
salvatiche f il lat ha .- nec subsistit ouo- 
quam Usa rrudelitas ). iS) 

3 SAZIATO Add dt Saùmre.Lal. 
saiuratiiS. Gr. y9:;i«^ir; C^U. Ab. ismmc, 
tap, 16. L'altro assaggiando di tutte que- 
ste cose, e saziatene, e tornalo addietro. 

* g E fieuratam. - G, /'. 13. 16 
l8. Saziati i loro ivvenarii. non lo do- 
mandaro. Vii, SS, Pad |. loV Poiché 
ftc'zaziato d'ogne immondizia, e inreccbii- 
to op'mali, Li vuogli mostrare casto e buo- 
no -. (C) 

t 3 SAZIETÀ, SAZIETADE. « SA- 
ZIETATE. // mangiate, o ber lamio da 
sodisfare interamente l'appelito. Lat sa^ 
iieliis. Gr, TTinBuoit*;'. Amm. Ani. xj. 
y \ Quando il vrnire per sazietk si stende. 



S A Z 



S B A 



i puugigltoni della lussuria 5>^no Ìs\eg1ta1i. 
Annct. / nni:. Mangi,ivam> il ni>slio pane 
eoo satipt'i./ i/.ó'.V Voti. I. i53. Ammonivi 
li Irjli, cbeso voicsMTO viuccrt' e donure la 
carne, e rarciare iIj se le Tanlasie del demo- 
nio, ciiaTulio dell'acqua, non bevessono iusi- 
no a saiirliulc. Il l5,>. C<iminciullt);id ani- 
maf:)trare er., che una fì<iU lo di man- 
giale, e non più. ma non m;ii si pasccssc, 
o bevesse insino a sazietjde. 

* § /•; fitittrnlam. » Mor. S. tìrrf^. 
La saxicià di questi diletti Iraositohi al 
tempo di quella ultima retribuzione si 
convertirà in «raariludine. Cavnk. Meit. 
cuor II terzo si è saxielà sema fastidio. 
ESpetcfi. Cr Troverremnvi più saiìelà , 
rlie in quelle coso, nelle quali siamo teo- 
tati «. fC; 

f # SAZIEVOLAGGINE. A&lratto di 
Sazievolt; J-'astitiiosacgin^- Cfcch. Proi; 
pag. 60 Le t'a c^e^ce^ l'ambascia Con tante 
e tante sue saiievolaggini. (If) 

f SAZIEVOLE. Af/d. Che sazia. Lat, 
satifint Gr. xOrTK^wv. Scai.Chustr, ^i6. 
Perocché ivi si vede Iddio nel suo trono, 
e sentevisi Io glorioso diletto ec. , e la 
5aiievole dolcezza del giocondevole e lu- 
minoso splendore dello radiante sole della 
Triniti. 

§. I. Per- Saziabile, Che si sazia. Amet. 
49" Venne chi trovò mille modi con nuo- 
ve vivande da lusingare la non s^izievole 
gola. * Ciiard, Con<. ì6g. L'avarizia 
è disonesta, e non sazievole cupidezza di 
cose altrui, e di suo onore. (Cj 

§. II. Talora vale Fastidioso, Hincre- 
•iCcvoU , Importuno , Stucchevole. Lat. 
i'tiportunus, gravìs, molestusm Gr. aopri- 
xo'^, ^vp\Ji, niviapo'^. Bocc. nov. 58. 3. 
Era tanto più spiacevole, sazievole e stiz- 
zosa, che alcuna altr^. E nov. €i6 3. Per- 
cioccbc spiacevole uomo, e sazievole le 
parea. 5^ Lare, Cen. i. nov. 5. Senza 
essergli rotto la testa daU*iniportuDa, e sa- 
zievole mugUe allegrissimo badava a ca> 
varsi le sue voglie, (TC) 

SAZIEVOLEZZA. Astratto di Snzif- 
tv/f. hil. satiet<JS GT.7zXri<jpov/i. i'anh. 
E'tol. 278. Il fine fu per ddeitare gli 
ascoltatori, e tor %ia colla varietà e soavi- 
tà de'numeri il tedio e il fjslidio della 
sazievolezza (qui nel significdct g. uit, 
di SAZIEVOLE). 

•f ^- SAZIEVOLMENTE. Avveib. 
Con sazievolezza. In modo sazievole Sal- 
via. Buon. Pier. 3. ^. p. Virgilio più so- 
briamente osò questo arcaismo : Aulai in 
medio j e no '1 fece come Lucrezio sazie- 
volmente , col far seguire due di questi 
dittonghi, ec. (A) 

5 SAZIO. Add. Che ha contento l'ap- 
petito. Lai. satur. Gr. è/xTrXs'wg. Dani. 
/n/,S. Ed egli a me: avanti che la pro- 
da Ti si lasci veder, tu sarai sazio. E iq. 
Se' tu si tosto di quell'aver sazio, Perlo 
qual non temesti torre a inganno La bella 
donna? E Pur. i5. Perchè mi farci del 
IQO nome saiio. Petr. canz. ^-z. a. Le 
(rist'onde Del pianto, dì che mai tu non 
se* sazio. 

* §. I. Sazio, è anche sincope di Sa- 
ziato. Dani. Purg. 33. Lo dolce ber che 
mai non m* avna sazio, tt E Par 28. Sa- 
zio m'avrebbe cìocbe m' è proposto .». (/i) 
4! §. II. Per JS'oiato. Fr. Oiord. 247. 
Gli omini santi , che mangiano di questo 
pane, sono sazii di tulle le cose del mon- 
do ec, e non le appetiscono (l'J 

§. III. Per meta/. Dant. Purg. 20 
Trassi dell'acqua non sarta la spugna. 
fìat, ivi: Non sazia la spugna , cioè ca- 
vai la spugna fuor dell'arqua . non piena 
d'acqua quanto o'arebbe preso. 



S B 

SUACCANEGGIARE. Fare il baccano, 
liiiou. Iter. 3 3. 2 Ogni altra cosa cre- 
derò gran gusto, Fuor che sbaccaneggian- 
do torsi il suuno IC 5. 1. I. Sbaccaoeg- 
giaie , strepitare infesti, Quando la città 
tutta Trav..glia. 

SBACCELLATO . Add. Cavato dal 
baccello. Sbranato, Lai. e siliijuis edu- 
ctus. /.or. Med. canz. I18. l3. A chi 
piacesser le fave sgranale, O fuor del gu- 
scio tutte sbaccellate, A casa mia n' aia 
buone derrate. 

* SBACCHETTATURA. Term d.gU 
Archibusteri. Canafe della cassa dell' ar. 
chihuso, pistola, simile, in cut si cac- 
eia la biìcchetia. (A) 

* SBACCIIIAKE. Ùncchiare, e figw 
ratam. lìaitce. Percuotere con checche 
sia come stj" irebbe col bacchio. (A) 

* SBACCO. / . A SBACCO. (C) 

* SBAUATAGGINE Spensierataggine, 
Disattenzione. Lat. inconsidcrantia, incu' 
ria. Gr. a/jLs'i&ta. à^povrisTiV.. Bed.lett. 
2 286. Per far dispetto a V. S. Eccellenliss. 
voglio scriverle qui un altro sonetto, nel 
q.uule con la mia solila sbadataggine mi è 
venuto fitta la rima iu ore. (') 
' « SBADATAMENTE. Avvcrb. Incon- 

siderata'nente. Con disattenzione. Lat. iVi- 
considerate, inciiriose.Gr. auxeTrTw;, cf.pg- 
itj;. lìtd. leti, I. (,6. Guarda un po'co* 
me tu tieni sbadatamente le mani nel ma- 
nicotto. (•) 

* SBADATELLO. Dim. di Sbadato 
Pros, Fior. 6. 220. Mi lasciai tentare a 
ciò credere dal conoscere alcuni di loro 
ipocondriaci marci, e verisimilmente al- 
quanto stilici, sbadatelli e irresoluti, ec (•) 

* SBADATO Ad<i. Disattento, Spen- 
sierato. Lat. nci^ligcns , incuriosits. Gr. 
àpsXrii. ^ied. fjp voi. 2. pag. io-j. ( ediz. 
de' Classici J. Ah tu, Nisa , non corri, e 
nej;hittosa Forse di me ti ridi, E sbadata, 
melensa e sonnacchiosa Già per dormir 
t'assidi. (BJ 

SBADIGLIAMENTO, e SBAVIGLIA- 
MENTO. Lo sbndii^liaic. Lat. oscitalio. 
Gr- '/^d-ìp-rì Lift. tur. malati. Sono in- 
festati da frequcnli sl)adiglìamenti. Car. 
leti. 2. 112. Languido parrà forse, dove 
per Io contrailo s'accozzano tre, o quat- 
tro vocali, che fanno un certo sbadiglia- 
mento, ovvero iato, che lo chiamino i La- 
lini, di mal suono (qui per simiht. ). 

SBADIGLlANTE,c SBAVIGLIANTE. 
Che sbadiglia. Lat. oscitans Gr. vccii/oj'' 
pvio^. Galot. p. Ho sentito molte volte 
dire a'savii lelleiali, che tanto viene adi- 
re in latino sbadigliante, quanto neghit- 
toso e trascuralo. 

SBADIGLIARE, e SBAVIGLIARE, ^- 
pnr la bocca racco-^liendo il fiato, e po- 
scia mandando l /uora j ed è effetto cagio- 
nato da sonno, da rincresciinento, da 
negghienza- halosfitarr. Gr ;^a3/jtà'35at. 
Bui. Inf. 25. 2. Lo sbavigliare è uno scia- 
lare d'increscimenlo indotto da fame, da 
sonno, o da Iravagliamento, che l'uomo 
sente dentro , o da pensieri di irisiizia. 
Dnnt. Inf. 25 Lo lra6tto il miro , ma 
nulla disse ; Anzi , co'piè fermati, sbadi- 
gliava. Bocc noi». i5. 25. Come se del 
letto o da atto sonno si levasse , sbadi- 
gliava, e stropictiavasi gli occhi, Diil.S. 
t^reg. M. 3 17. Incontanente entrò in 
quel corpo l'anima, e sbavigliò, e aperse 
gli occhi- Sen. Pist. Una lassezza senza 
fatica sorprende i nerbi, e uno sbadigliar 
di gola, che er. Fir Lue. 4- 6- Vedete 
come egli sbaviglia E ncv. 7. 26^. Co- 
minriò a prostender le gambe, e aprire le 
braccia , come fa uno, quando egli sba- 



SBADIGLIO, r SBAVIGLIO. L'alto 



dello .tbadifiiiare. Lai. cscitntio. Gr. -jcx- 
ipyi. Ltf'. son. 58. Era ancor Febo colla 
cispa agli orchi, E gli sbavigli uscian di 
colombaia. liuon. Fier. 3. 4* 9* Ogni 
i'ura. ogni sbaviglio , ogni nonnulla ce. 
Zelanti tan parer caso di sialo. 

SBADIIU;. Ta,„ d.-gU Artisll. 
mpcre. n Disjnie /„ i.l.nMlura. (A) 
SBAGLIAME.NTO, Lo sbasU-re' tiu 
errar. Gr. 5yaJ//K, 

* SBAGLIASTE. ylM, „„ sh„glia. 
Sahin. hneid. Iib. 2. Quando dj„li ,|,jjj 
Fugge toro ferito, il quale scosse Dalla 
cervice la shagliante scure. (J^j 

SBAGLIARE. Errare, Scarnhiare Lat. 
f<ìlli , afierrarf , allucinnri. Gr. larjiW.. 
l'sa.i Sagir. nnt. rsp. If. E chi »• ha 
fallo la pratica, suole sbagliar di poco 
.SnAiV,. Pros. Tose. i. i83. Porta seco 
(blla nascita. 



Ilon 



come necessario corredo, lo 
sbagliare e sfallire. 

SBAGLIO. Lo sbagliare. Lai error. 
Gr. 5j,a),a«. a,aKpT>j//«. lied. Annoi. 
Vaglia 



Dilir. 



ri 



07. vagirà ri vero, parmi che 
egli prendesse uno sbaglio, quando disse 
che ec. Sal,;„. Uisr. 1 . 3g^. iy„„ j. 
poggiare tanto sulla lede d' accreditato 
scrillore, perciocchò pure è uomo, e por 



conseguente 

* SBA Tre 

l've 



rlr sbael 



Lat. cbstnpe. 



soggetto. 
A. JIaìre . 



AUib- 

. .■escerr, slupore percel- 

Il ■ Gr. sxTiJay^vKi. M. j: ,0 33 
Trovò il fanciullo morto : il perchl; e' 
venne meno, e forte sbai , e perde la 
favella Lucan. 82. Cesare medesimo fi,, 
tutto sballo, e non si movea, ce (ti 
SBALDANZIRE. In .ugn.fi^ . „„„,. 
Ferd,r la baldanza , Sbigottirsi . Lat. 
despondere animimi, exaiiimari, conster- 
nari. Gr. ZKTajr)r,TT£(i3ai. Ricoid. Ma- 
lesp. cap. 129. Erano si isbaldaniiti . 
che non ardrvano a fjre più che Fe- 
Jerigo volesse. Tac. Dat: ì it. Agr. 3qa. 
Shaldanziro i nimici, e gli atterri Pilrlio 
Gerirle. 

t SBALDANZITO Add daShaldan- 
•ire. Lat. exaninialus, Irepidus. Gr za- 
Ta-iayet',-. Oli. Com. l„f. S. 1:^4.0; 
che Virgilio, CI me pensoso, turbato e 
sbaldanzito divenne. Tue. Vao. Ann. ù. 
106. Tornaronsi a Ruma sbaldanzili. 

*t * SBALDEGGIARE Fare .-ba!do- 
re, Imbald.mziie. Salvia. Fier. Jìncn. 
^■ I- II Esbaudeiar, cioè sf-aldes^iare, 
dice degli augelli che ckI canto si"'r.ille- 
grano, un poeta provenzale. ( I) 

t * SBALDORE. V. A. Baldoria , 
Allegrezza . Rmi. Ani. Rin d'Aqiiin. 
^'O'^. ledi Gain. lelt. noi. 81. Li auzei 
fanno sbaldore Dentro della frondura (Ì'I 
SBALESTRAMENTO. Lo sbalesirare. 
Cai. S,sl. i83. Tal rovina e sbalestra- 
mento non si può fare di edifizii e di 
animali, che prima non sieno in terra 

t =c SBALESTRANTE. Cbe sbalestra. 
Bellin. Disc. I. 164. Gli ossi del femore 
ec sfiancano all' infuora obbliquanieule in 
una forma cosi sbalestrante e quasi fuor 
d' architettura eh' ella par mostruosa a ve- 
derla. (A) 

SBALESTRARE . Tirare fuor del se- 
gno colla balestra per errore, o per igno- 
lanza. Lat. iaciilando non collimare. Gr. 

§. I. Figiiralam. v.ile Kon dar net se 
gio proposto in favellando di cbrcchessia. 
Dilungarsi dal vero. Lai. aberrare . Gr. 
K'yt<,iiapTav£tv. Farcii. Ercol. 54. Quan- 
do alcuno in favellando dice cose grandi, 
impossìbili , o non verisimiti ec. , se fa 
ciò senza cattivo fine , si usa dire ; egli 
lancia , scaglia , o sbalestra , strafal- 
cia . 

V § II. Per Mandir via. Allontana- 
re Farcb. Suor. 5. 3. Costei m' ha per 
gonzo: crede che io non conosca che <1- 



Ì021 S B A 

la mi vuole sbaleilrartr in qujlche luogo, 
perchè io non le dmuodi di quella col- 
lana (prima ^ti avea d.-tto : mcltili la ria 
fra le gjmbe, e va rjlto). (f'J 

g. III. Prr Seitiplicenientf Tirare, o 
Scagliare. Lai- emcitlart. Gr. «/5aA>!t/. 
lìurdi» I. |3. $corl;<mi quesU slaflj , 
compagnone , E sbalestragli no pelo ne) 
boccone (qui per simifit.J. 

g. IV. Per metaf. lìuon. Fier. 4. i. 
II. E &)ialestraa dal len bestemmiatori 
l'iù di tei sporche Uidezze in 6Ij. 

JS JJ, V. ShaL-ilrar- /,- ^amhf . Terni, 
'lei Cavìllerizzi. Dicesi d<i lavtl/o quan- 
do Va mancino, e manda t/t Juori le gam- 
be dinanzi. (À) 

SBALESTllATAMENTE. /t%verb , dt 
Sbalestrarej ma si uta per lo più in sen- 
so Ji^trato , e vale /nconsidiratamente ^ 
Scompo%tamente , e Sema nmno ordine, 
o ccn^i-lt-r-izione , Lai. ìnConfiderute , in- 
condite, inconsulto. Gr. «7/2';rTw;. 

SBALESTRATO. /Idi. d-i Sba/ntr^- 
re, Salvi/I. DifC. 2 iSj Quante follie 
entrarono mai in capo ad alcune bestie 
coronale degl'Impcradori Romani e d'ai- 
trì Monarchi, che vedendosi dalla fortuna 
sbalestrati al trono, cominrìargao a polire 
vertigini sì stravaganti , che nnn li rin- 
vennero piii d' esit-rr uomini. B Pios 
Tose, 2. 2'|6. Molte avventure si narra- 
no di due bi-lliuimi e fedelissimi sposi , 
che dopo le nozze sbalestrati dalla fortu- 
na . ec. (q»i pir meìaf.). 

5. !• Occ'-i sbaie tt'ati , va/e Sfossi 
senza o'dine, e senza modo. Lai. crmns, 
circumt nga'ts . Gr. 7T/«va»^aeva; . Cote. 
S. lìern. Pilon attendo al seulimcnto de* 
«almi, ma colia mente ^.^gab(^nda, e col- 
1* abito disso!utn,e cngh orchi sbalestrati 
ragguardo iu ijua e 'n là; veggi-», e sol- 
tilmeule ragguardo ciò che quivi SÌ fa. 

%. II. Sb.ileittnto , .ir -lice a ,che Co- 
lui ihc fa le cose s'ia/istratamente Lai. 
inconditut, incomp'--sitiiS, inconsutlus, Gr. 

Fitr. 2. 2. .1- A te, che se' di guardia, 
fa mestieri D* assistere :jIIj porta , Bale- 
stro mio , che co.sì sbalestrati» T' avventi 
qua. E ?>, 5. 3. M.1 sbalestrato Tu ave 
vi gi^ corso una giornjta ^ Quand' ei 'I 
fini di dire. 

SBALLARE Aprtre, e Disfar te hat- 
lej contro- io d* /m''a Ilare. Lat. e sarci- 
nis rxplicare, Gr. sTi^ay/xar* Jtaiu'ìiv. 
Ltb, son, 53. Tultavia »b.illo arazzi, e fo 
festoni. ^«01. Fter. a, 3. :J Oh che ri- 
balde lane e sciagurate Si soo da certo 
tempo in qua sballate I 

§. I. /T Sba/l'irr, in modo basso , si 
dice II racc-intar co^e lonttne dui vero. 
Maini. 3* 63 Culi sballando simil ciao 
ce , e fole , Si tira dietro un ougol di 
persone . 

* g. \\. SfKillnre,per Dimetter? i! bal- 
lo, foce inusitata. Mulni, II. 4- Si sballò 
il ballo, andar da canto i canti, V. le chi- 
tarre, e i mtisiri strumenti, ec, ^fln'^rc. 
ivi: Il verbo Sbillnre ec . qui Mgnifita 
dismettere il ballo. In buon Toscano non 
sì direbbe ce. , quantunque la forza della 

Icllera, s, aggiunta al piincìpìo di vt-rbo 
n Dome, sìa dì dar signiBcat» contrario , 
si come la particella tn appresso ì Lati- 
ni . . . .: ma il Poeta se ne serve per far 
nascer lo srheri», ee. (/}) 

* SBALLONE. Colui che sballa , nel 
signific, di Raccontare cote lontant d-il 
vero, (j-1) 

SBALORDIMENTO . lo sbalordire 
Lai. animi confusi^, stiipor. Gr. i*.r:'ir,- 
$(; i'* Red. leu. i 33.5. Che fari il 
merruiio, solito a produrre anco ne* sani 
gli sbalordimenti , e le oHuiilàT (*) Sai' 
vin. Senof 3. "fi. Fu assai il bisbìglio , 
e il tumulto di quei di casa , e passioni 



S B A 

rimescolale , urla , paura , sbalordimen- 
to fC) 

* g. Prr Ammirazione, Stupore. Ufi- 
rni-i-;fii. /fr/lin. Pire. g. 2^, Wnute al- 
la luce, ed esposte al giudizio di'! mondo 
sono stale lo sbalordimento de' Letterali, 
lo stupore . e il trionfo delle mallemati- 
che racoilà. fCj 

•f SBALORDIRE. Nrutr. Perdere il 
sentimento. Lat. co'fwtdi a-iinto, externa- 
li Gr, xy.T9iTrl»)'Tr?33at. /ìem Ori. 1 . 
16 34 Volta ad Uldaoo. e fello sbalor. 
dire Con un roveseio a traverso alla fac- 
cia. Che dall' arcion per l'irza in terra il 
caccia. More, io l '|6. Lascia ch'io suo- 
ni col battaglio a doppio: Al primo colpo 
il farò sbalordire. 

t S Tilorn ti uta O'icbe in signific- 
ati,, e vnte Far perdere il s'-nltmenlo Lai. 
t'xlernire. Gr. XKTaTr/Tj'rreiv. Tac. Dav. 
Ann. 3. 159 Onde per sospetto levare, 
o perchè la paura sbalordisce , fattosi da 
Narni portare pf-r la >era nel Tevere , 
raccese 1' ira del p >polo (d testo lat. ha: 
pavidis cunsilia in incerto sunl) 

t * SBALORDITIVAMENTE . Av 
verfi in modo da .ibitordire, fìrllin. Di^c. 
a. III. Dico che ciascuna di quelle parti 
d'arqua iovensibili, e si sbalorditivamente 
miiiuiL*. .iltbia ì suoi biscanti, e te sue facce 
anch' essa, (fi) 

t * SBALORDITIVO . Add Alto a 
sfmlordire, Cbe tbtilorditee. fìr/lin. Disc. 
I. 87 E in questa condizione quanto ci 
e di maraviglie e dì stupori sbalorditi- 
vi! (A) 

SBALORDITO. Add. da Sbalordire j 
Stordito. Lat. anìm^ confa sii t , externa- 
tiis Gr. /VTxr.luytii G. ì^. 10 219. 
3. Quasi come sbalorditi, per quelli del- 
l' oste male fu difeso. F. V. II. 73. H 
popolo sbalordito correa in qua e in là 
sanza ordine, e sanza capo Vii. SS Pad. 
I. 125. Quasi lutto per vergogna sbalor- 
dirò, non le rispuo^e altro, se non che la 
pregòe che gli mostrasse l'ecclesìa. Afor. 
S. Gr,g, Gli uomini giusti si lìevaon tan* 
lo in contemplazione dell'alte cose, che 
quasi la biro fjccta di fuori pare sbalor- 
dita. Dittnm. I. 4' ('li occhi smarriti, in 
qua e in là moventi, Avea la Irìsla, e cosi 
sbalordita BurbolUndo parlò: percbì; con- 
sentì ? 

SBAL7.ARE Far safinre , Gettare , 
L'inriare , Lai. elicere, proiicere . Gr. 
g'eBvXXtiv. Dein. Ori. 2. 1^ So- Ri- 
naldo e dietro, e gli spezza, e gli slrac- 
eia , Sbalzando ìn aria busti , e teste , e 
bracria. Srn, Rea. f'arcb. 6. 2- La ma- 
teria del benefìzio può sbalzarsi in qua e 
in là , e muLire padrone (qui fignralam, 
il tcito lat. lia iactatur). 

§. In siffni/ìr. neulr. vale Siltare, Lan- 
ciarsi Tac. Dai: Star 3. 30(). Vedendo 
i Vitelliani non poter reggere a lanla ser- 
ra, e fuor della tesluj^gìne. ciò che di so- 
pra piombava, sbalzare (il testo Int. ha: 
superiecla tela testudìue l«ben^nlo»'J ffrrn. 
Ori. 2 27. i4- Rirn.i*e quella personaceia 
cionca Del braccio, e spalla destra, e della 
testa. Che vìa.sbalzaro, e 'I busto in ter- 
ra resta. Riion. Fier. 3 4* 2. Meo d'un 
paio Grancili, qu.1l pc* Gjnchi e qual pel 
ilosso , Non ne fea ruvesrion giù per la 
valle Sballar dal baluardo 

# SBALZATA Sbalzo. .ÌF.Ut Franz, 
rtm. hiirl. Si fermi sema darvi una sbal- 
zala. (i:r} 

SBALZATO. Add. dt Sbahnrr. Lai. 
rirrtuf , dei'Clut. Gr cx^Xvi^ci; Rnon. 
Firr. 4- *• 7* Or coii *l mondo del tuo 
perno uirito. Eccol tutto intronato, eccol 
per terra Sbalzato, e delle terre, e delle 
torri . E d* ogni altra eminenza sua sca- 
vezzo . <t Oat. Sist, i54- Quando dun- 
que la ruzzola ibaltata in allo ricade in 



S D A 

giù . perchè non può ella abbattersi . 
ee f/t) 

SBALZO, fo tba'zire . Lai. eiectio . 
Cr. i/fioirl. ìfalm i 65. Un eerto dia- 
vol d' una mona Cionna ec. He renne 
presto a farle dar lo slutio. 

:? SBANDAMENTO, lo Sbnndtre . 
Piilhv. Sv^r. Cane. 2 80. E un tal bre- 
ve quantunque esprimeste la predetta ca- 
gione di condurre il concilio altrove, eio^ 
il pericolo dello sbandamento per lìfflore 
drlla guerra, si itendeva ee. (Mf 

=? g Sbandimento, per Bandn. Relltm. 
Di'-c 1 1 P-'ghi di tanti e si gravi ollng- 
gi. e delle sue tante barbarie, e delle sue 
laute irreligiosil'a, con un perpetuo sban- 
'jamenln |.i pena (JtfinJ 

SBANDARE. Disperice, Pttsipare , 
/htrifg/iere. Scomporre j e si ttta in si- 
gni/ic. alt. e neutr. pass j tnlora anche 

colle parficel/e lotilitese . Lat dititce- 
re , ditfif.are , ditt-'Uere , Gr &IX9XI- 
oy'^civ, ji«> JCiv. Tmc Dav Ann, 2 3i. 
Ne Cesare combattè gli assedianti, perchè 
al grido del suo venire sbandarono. E l'it, 
^S^- I96 Degli errori de' nìmiei fa sua 
gloria il loro esercito di genti diversissi- 
me . appiccato insieme colla cera d' no 
po' di fortuna , ehe mutata lo sbanderà. 
l'arch. Stor. Ed essi, parte inufli , par 
te presi . e parte malati , si sbandaro- 
no . Bargh Arm fant. 9 Fn fona che 
il popolo si sbandasi , e se ne toma*- 
se a rasa . Serd. Stor. II. 45o. Sendosi 
sbandata gran parte de' suoi, se ne tornò 
addietro • 

SBANDATO. Add da Sf'nndare. Lai. 
vagus, diniectn^, dit*ipatui, pa/ans Gr 
nhJrci, ci'/?/tca9^«';, òtioTiapfUnci - 
Tac. Dao. Sior. 3. 31.'» Il quale, assa- 
lilo il nimiio sroniposlo, e sbandato per 
vaghezza di preda , lo rispinse a* na- 
vilii. K Stor. 4. 35 1. I più bravi in 
sol luogo, milii furono moni sbandati . 
gli altri fuggirono indietro nel campo 
fìern. Or/. 2 2S 7^ Fuggendo vanne 
il pnpiilo sbandalo. 

SBANDEGGIAMESTO. Lo sbandeg- 
giare, Edilio Lat. exifiunt , relc^aùo 
Gr. fj'/tì, i^opiQ;*ói . Pocc. nov, 27 
27. Se mai «vviene che Tedaldo dal suo 
lungo sbandepgiamento qui tomi . fìat. 
Inf, 2^. I. Allora vide Danio meravi- 
gliare Virgilio s'pra colui che era diste- 
so in croce tanto vilmente nell' eterno 
sbandepgiamento Mae%truzs, 2- 3o 5 
Ma se coir arme fece foraa. è panilo di 
sbandeggi amen lo, e mandato in alcona 
isola a* confini, e perde (ut'Ì Ì beni taoi. 

* Plut. Adr. t^p. mcr. 2. 479 Ma 

quanto più grave e pesante stimate tui 
la servitù provala da quelli, che non pos- 
sono fuggire né scampare, d^ rieovrarsi 
dal suo t-olontario sband eggiaroenlo ? <0 

SBANDEGGIARE. Sbandire. Lai. 1* 
exilnim mitterr, reU^^re . Gr. OV'/a- 
StìJtiV, i^optmZiV M-ìtstrvzz 2- 3o I- Ma 
dee essere altrimenti punito, cioè sìa \\» 
stonato e tiliandeggìalo Pa^s. 209- Sban- 
deggiand.ili di iuit< *1 SUO reame, sansa 
mai potervi ritornare. Prece, p. a3. nov 
•2. Alla donna ec. fu perdonala la vita , 
ma fu per tempre sbandeggiala Din 
Conip 2. 'ifi. Molti nelle ne opere di- 
veno'^ro grandi, i qnalì avinii nominati 
non erano, e nelle crudeli opere rrgntn 
do. cacciarono molti ciuadini. e fecinngli 
rubelli, e sbandeggiarono nell* avere, • 
nella f>ersnna 

SBANDEGGI \TO .4dd. da Sbandef- 
fiitfe, Lat relrftiut, in exi/imm miinw 
Gr. t^t'pttroi iV. /'. 3. 59. Che '1 
Comune dì Firenze debbi trarre di ban- 
dii lutti cnloro che fossono sbandeggiati 
Dant rtm. 3l. E questa, sbandeggiala dì 
(US corte, Signor, non cura colpo di tuo 



S B A 

ilraU-. ntt(^n. Fii'i. \. 4- 23. Sbandeg- 
guli Da <)ui>stu e quella lena. 

* SUAISDELLAKE A. .'.i;- /■• h.imLl- 
U. /ìf/t'in. Disc. a. 3l4- Noi siamo sonali 
chiavi; passar si vuoIp; che s'iu iIj fard 
Spevzarc. nutlcre a lieva , sliaudellare, 
sLjrl).irf aipuiiii, ec. mandar le iotposle 
ìd nulle pi-zzi, (c. (/l) 

•f* SllAi\DELLATO. Jitft. di Sban- 
d'iìarej Che j- tcnza b-muei'/f, Jieilm. 
Cicaf. g. Piaotaodoti a quel ruo' storpialo 
colla mascella fuoii dfgli arpioni, comò 
$e ella l'osse uno sporU-lio sbundollato 
d'imposta di Gm-.trj «l*un' osteria dismessa 
iu .aiiip.j-nj iJ) 

« SBA.%Dfc;\GLE. r. j4. Àdd. Che 
die sbandirsi J>us. \\^- Almeno di ca- 
varli del Paese per i>bandevule rsamea- 
to (C) 

SBAJJDIGIONE . Sb.mdimento. Lai. 
fxi/iiim. 'Ir. s'Io^i'a. Fr. Zac. T. J.l5. 
12* Che 'I suo talso intendimento Sopra 
b;i latto sbandi^ione. 

•f SlìANDIMLINTO < Lo sbandite , 
KsHio» Lat. vxdxutii. Gr. s^oJi'at. Sen. 
Pistm Se n" andu tutto di grado in is- 
baodimmlo, e sciavo la città di Roma. 
Amm, Ant 2. tì. \\ rSi'O troverai is- 
bandimento o confini in luogo, duve al- 
cuno non aititi pT sua vulontà. Bocc. 
yit. l^anl» 220. In luogo di Cjuelli (al- 
tissimi menti), iDgiu^ta e furiosa dau- 
ci aiione, perpetuo sliandimt nto , aliena- 
lione de* paterni beoi ec. gli furon do- 
nale. 

J SBANDIRE. Dar bando. Mandare 
l'I esifto. Lat. ia rxi/itim mittere . Or. 

'^ Z-l E mctof u Lab. ^|0. Poiché dalla 
vostra mortai vita sbjndito fui, ho lamia 
ira in carità trasmutata ( cioèt poiché fui 
tolto dal numero ile' %iventi)- l^anl.Par. 
7- Ma per se stessa pur fu ella sbjndi- 
fj Di parailiso (cioè, laciiata). Petr. son. 
'•^0- Tornami a meole. anzi v' è dentro 
|uel!a Ch' indi per Leie esser non può 
sbrodila (cioè, non può pi*r dimfntican- 
u essermi tolta dalla mente). F canz. 
48> 5. E le mie notti il sonno Sbandirò, 
e più non ponno Per erbe, o per incanti 
j se riirarlo fcior, mi tolsero il soduo ) . 
Ca%vfc. Friitt. /ifig. Come cggi questa 
povertà sia sbandita e odiata , troppo 
arremo che dire (cioè, non sia più fra gli 
uomini) ». (Uj 

^ g. IL Sbandire, vaie anche Coiifi- 
nare. Mandare in esilio in un dito /uoso. 
Lat. relegare, deportare. « ì'it SS. Pad. 
I. %7-. Pervenne ;id un castello ec. per 
vedere Dragonzio vescovo. Io quale quivi 
era cacrimo e sbandilo da Gostanzio im- 
peradore. E appresso: E partendosi quin- 
di, di po' tre altri giorni ron glande 
tatica pervenne a Babiloni.! per vedere 
Filone ^csfo^o, lo quale simigliantemente 
«lai predetto Costanzo era nel predetto 
lungo sbandilo ». (C) 

* g. III. Sbandire, vai- anche Pub- 
/dira> per bando 'LH.i-^icto iuòvre. Ilenw. 
CeiL Fit 3. 277 La città aveva per 
nuova legge sbandilo che e' non si por- 
lassi per i contadini, né per altri, più tali 
cinture (C) 

* g- IV. S'-andire uno in avere, vale 
Confiscargli i beni. G. ì'. lib. 7. cnp. 
"S. E fece sbandire i Fiorentini in avere 
ed in p<»rsona. (F) 

§. V. Sbandire, si prende talora per 
la Contrario dì Bandire, cioè Levare il 
bando. Lat. exilii gratiam/actre,piitriae 
restituer^. 

SBANDITA. Contrario di Bandita. 

SBANDITO. Siist. Quegli, che è sta- 
lo mandato in esilio, o che è in bando, 
Lat. exul, extofiit. Gr. ©uyac, ì^o'pL- 
CTff?» Bocc. aov. 81. ij. Aspettando di 



S B A 

dover pigliare uno sbandito. C. F. 8. 
2. 3 l'er lo Comune di Fircnte fu man- 
dato al Comune di Piato, che limandas- 
souo Io ibaiiililo. Lefjf;. S* P. S. Era 
ribanditu <>gnì nutriittore, e ogni sbandi- 
to- Din. Coiirp I. 17. Delle quali coso 
dovea avere corona , perthè avca puniti 
gli sbanditi, e malfattori /■,' 2. 38- Ave- 
ano invitati multi villani d' attorno , e 
tutti gli sbandili dì Firenie. Bcrn. Ori. 
3- I. i5 A casa sua giurò mai non tor- 
nare, IVIa per ribellii aversi e per sbandito 
Fioche 6nitu sia di vendicare. 

g Lo shandilo corre ilten o al condennatoj 
provc'bio che .u dice di Chi cvndann-i in 
aldi I SUI i f/i/elti nifdcsiiri . Lai. Clo- 
diiis aCiusot maicho.'!, C.aU'tna Cetigum. 
Cioveii. I''r,inc. Saich. iiov. 37. l'er 
questo nacque quel proveibio; Lo sban- 
dito corre dii''to al condennato. /:." nov. 
l6u Dice uno l.tiuiuolo : oh buono, oh 
buono 1 lo sbandilo corre drielo al con- 
dennato. 

SBAKDITO. Jdd. da Sbandire. Lat. in 
cxi/ium n'i.isut , relegntiis . Gr.à'^opUTO; 
Bocc. Jit.Dant. 223. Questi Tu quel Dante, 
il qual prin>o doveu al riloino delle Muse 
sbandile d'Italia aprir la via Frane. Sacch. 
n^iv. 1(^0- Li marinai, come gente scheraoa, 
o sbandita giungono pcrcotendo le porle. 
Bi-o/t. J^icr. I. 5. 11. Astica del mondo 
parte Sbandita; ira tvionfa, e regna Mar- 
te /■.' 3- 2. 12. li), di r,Tsa sb.iniiitii S'io 
volli al 6ne non morir di fame. Mi convcn- 
ne approdare in questo lito. 

^ SBAINDO L' Azione dei mandare 
alle case loro 1 soldati che compongono 
un eseicilo. Segn Stvr. lib ^, Le genti 
nemiche erano ridotte a molto minor nu- 
mero ce. considerale le morti, gli sbandi, 
e i cattivi pagamenti che seguivano soveule 
in quel campo (Fi') 

•f * SBAJNDOiNARE. F. A. Abhan- 
donare. Cavale» Friift. lino. 53. Ecro che, 
o signore, abbiamo isbandonalo ogni cosa, 
ed alibiamo seguitato te ( ro^ì lifgr una 
Variante .- il tt.'-lo ha abbandonato ) E 
218. Era lecito al figliuolo di sbandonare 
il padre fi osi /egi;f una vattanti: li testo 
ha abbandonare) f F) 

=:- SBARAGLIAMENTO. Lo sbaraglia- 
re, Pisiinionc Lai. dispei siOffttga. Cecch, 
j'ì.i.tiuol. pr. Ki? sia chi cr< d.i »he questa 
commedia si cnniinci o dj| sacco di Roma 
ec. , o da sbandimenti di persone , o da 
sbaragliamento di t'amigiìe, o da altro così 
fatto accideole. (F) 

SBARAGLIARE. Sbarnttare, Disperde- 
re, DuMpare, che, olire al signi/ìc. alt , 
si usa anche nel neiitr. e nel netitr. pass. 
Lat. disperdere , dissipare , Ji-nde> e. Gr. 
Cta5~£i'^4tv, Cron. ì eli, 28. Ma isbara- 
gliati gli altri , che presono mala via , si 
sbaragliarono questi. Poe. Dnv Ann \. 
2^. Massimamente i cavalli er. sprangavan 
calci, sravalcavan l'uomo, sbaingliavano 
i circostanti. Ll appresso: Un cavallo, rolla 
la cavezza, spaurito dalle grida , correndo 
si avvenne in certi , e sbaragliolli . E 2. 
36 E dal gelalo vicino Setlenlrione in- 
crudelito, ra|)i e sbaragliò le navi in alto 
mare . E Stor ^, 355. 1 plebei , gittate 
giù r armi , si sbaragliarono per la ram- 
pagna.iVirrf. Sfar Jnd» 10. ^08. Poiché furo- 
no sbaragliati, gli seguitò gagliaidamenle 
colla cavalleria. Ar. Pur. 18. l^t). Quivi 
Rinaldo assale, apre, e sbaraglia Le schiere 
avverse, e le bandiere atterra. Buon. Fir. 
^. Intr E quaod'io non potrò più sotto- 
mano Farmi la mia fortuna alla scoperta 
Sbaragliando farollami. 

SBARAGLIATO. ^Idd. da Sbaragliare. 
l.al. /asus, ftigalus. Gr. 6(5 yuyrlvT^a 
TTit';. Liv, M- Cosi quella si sparse, e tutti 
sbaragliati se ne andarono, E aUrove : 
Quei di Traria ec, sbaragliali si lornaro- 



S B A 



1023 



no a rasa . M. 1\ li 5o* Parendo .t 
inesser Piero da Farnese avere doppia 
vergogna , si per le castella perdute , si 
per la griile sbaragliala Ìii Carr.igoana . 
Bern. i)il. 1. 16, ^1. lo veggo la mia 
gente sbaragliata Dal marlel di colui spie- 
tato e duro 

SBARAGLINO. Giuoco di tavole, cLc 
si fa con itile doitt j e chiamasi anche 
Shara'^lino lo strumento sul quale si 
giiioia . Brrn, riou I. 5l S' io perdessi 
a primiera il sangue e gli occhi. Non me 
ne curo, dove a sbaraglino Rinnego Dio, 
s' io perdo tre b.iincchi. 

SBARAGLIO. Lo sbaragliare » Disu- 
nione , Confusione. Lai dispersio , fusa. 
^r, yuyo. Btion- L\cr. j. 3. 3. Molti 
slioppi D' oidigtio tal . che col non far 
rimbtmibo , I\è buttar fuoco , fan le lor 
passale Con islorpio, e sbaraglio «dirami- 
surj Terribili. /' :(. I. l. N^ nien , chn 
gli animosi, avvezzi a risso, Pralirbi alli 
sbaragli - E appri-sso : Ed eecogli 'nler- 
delto , Mentre im[iortuiio ardisce un lai 
sbaraglio ec, Quella sera, e per sempre 1' 
Usciolino. 

§. I. Mei tire a sharagfi^y^ i-ale Esporre 
a certo, e niouifisto pericolo, Lat. peri- 
culo obiirere. Gr. £t^ /t'vouvov xaStcToc- 
vai Tivoc. Pera. Ori i. 23 52. A sba- 
raglio mettendo la persona Sopra Aquilanle 
tutta s'abbandona. 7'ac. Dav. Ann» 23. 
Sa Onde si mise a sbaraglio maggiore 
( il testo 1:1 Ita : ad maiora prxcipilia 
coDversus ). 

•'.* §. II Mandare a sbaraglio , vr.fe 
Mandare in precipizio , Mettere in crm- 
fusione . Se<^iier. Mann. Luul. ^. ^. In 
un tale slato non solo non darai all' ani- 
ma tua queir oncire ch* ella si merita , 
ma glielo toglierai: anzi la manderai, se 
bisrgni , ancora a sbaraglio con sommo 
suo vitupero, (J') 

§. III. E Sbaraglio , chiamaci ancora 
un Giuoco di tnvo/e simile allo Sbaragli- 
no, che si fa con tre dadi, 

SBAFATTA. F. A. Lo sharattnrv , 
dnfiisione. /'> /ac. 2" I. 1. 9 Mcttc- 
rnnimi a gran sbaratta Tra gente grosso- 
lana e matta. 

SBARATTARE. Disunire, mettendo in 
confiisir-ne , in fuga , in rotta j e si usa 
in signfic. alt- e n>'utr. pass, Lat. di' 
.<pcid'n; dissipare, fttndtre, fugare, Gr. 
it; j?uyy;v TpÌTlZni , GV/aSiUHV. (7, /'. 
8. 77. 3. La maggior parte furon prese 
e sbaraltale. E Cf- Il 2. 3. Cosi detta ar- 
mata ec tutta si bbaratlò, e venne a nien- 
te. Ti? 1 1 . 63 3. Si sbaraltò la nostra oste , 
e della lega, e villjnamenle si dipartirono. 
Gtiid. G. Mescolandosi tra le schiere , le 
sbaratta mortalmente, ferendo molti Greci. 
Birn. Ori. 2. 6 44- Come dal foco la 
p3j;Iia è disfatta , In no tratto gli rompe 
e gli sbaralla . 

SBARATTATO. Add. da S^arattare 
pecor. s 25. nov. 2 2o4 Vedendo la 
sua gente sbaratlala, prima la sua scfaie. 
ra e poi l'altra, e venire io fuga, moriva 
di dolore. 

SBARAZZARE . Toglier via gì' imba- 
razzi, gì' irtipcilimeuti. Lai. impcilimenta 
tollere. Buon- Pier, i.^ 6. lo vo innanzi 
A sbarazzare, ove bisogni, il passo. PS 2. 
4 !■'>• Mentreché la dogana si sbarazza . 
Per dar luogo alle vostre mercanzie. E 
4' 4- 1'- ^^ '"be sgombrar di mostre e 
di sportelli. Che serrar di botteghe. Stac- 
car disegni, e sbarazzar di mura!^.* Bed. 
Conf, 1. 166. Fa di mestiere altresì sce- 
marne la quantità, e sbarazzare e render 
libere le strade sanguigne dell' utero, ac- 
ciocché essi sangui al dovuto tempo pos- 
sano naturalmente scaturirne, (F) 

SBARBARE. S^eslnr dalle barbe, "L^ì, 
cvellere, rxtirpare, eradicare. Or àizoppi- 



1024 



S D A 



^Siv. Cirtff Cal^. 2 Ò4 E di toU 1j sua ^ 
corona Leila Si Ujì^c c i Itiaochi cria di- 1 
velie e &barl>.i. Sodrr. Colt. 2O- Puaeodo ■ 
a lutli uaa cjnajcci.i u paletto, e lappao- 
doglt, u vaogaotiuli ciakchcduu mese, ethìT- 
baodo l'erba, sicché siano conguagUati al 
terreno. Dai\ Colt. 170. Trova I' aoae 
statura delle marze, e quivi taglia, e lutto 
il suìia vecchio sbarba e leva. $ Car JCn. 
3. 63- RiteniaDdo ancora, Vengo al terzo 
virgulto, e con più forza Mt.-atre lo scerpo, 
e i piedi al suolu appunto, E lo scuoto e lo 
sbarbo, ec. (Bj 

§. I. Per mela/. Teol* mist. Coslrigoe 
iasioo dai fondamento di sbarbar la crea 
tura da sé ( cuc , staccar eoo violenza ). 
Tac. Dav. Aa'i, 2. 38. GcrmanÌLo nou 
aspello più , benché conoscesse questi es- 
ser trovati d' invidia per isbarbarlo djl 
già acquistalo splendore* (cioè, privamelo 
a forza ; il testo tal. hi : parlo ìam de- 
cori abslrahi ioielligerel ) . /loez. Vaich. 
X. 6. Ma questo e il costume delle per- 
turbazioni , le quali possono bene colle 
foree loro muovere un uumo, ma sbarbar- 
lo affatto, e diradiculo non possono f'cioè, 
abballerlo, avvilirlo ). * JlUt:r. loo. io 
vorrei et . se fosse possibile, sbarbare dalla 
sterile maggiatica degli idioti cervellacci 
della rainuta gente mudcroa qurstj gol- 
jiata, anzi lo^I|osJ opinione. fS) Setiner. 
Mann. Ag- 27. Aflìuihè tali affetti non 
alzino i loro germogli , almeno troppo 
dcDìi . dentro il cuor tuo , avvezzati a 
risecarli frequenlemenle , giacche non è 
mai pos!>ibile di sbarbarli dalle tMAxci^V) 

§. II. Sbarhare , si dice anche dell' 
Otteiwre da chicchi-.ssia alcunn cosa o per 
arUiii per forza j che anche diciamo S/jurt- 
tarla . 

SBARBATELLO . Dim. di Sbarbato . 
1-at. imOerhts. Gr. a*/ì'y£io;. Buon. Fier, 
3. 2. 12. U so, che sbarbatt:llo( il primo 
pelo Nun messo ancora, ec. 

SBARBATO. Jdd. da Sba/bire. Lai. 
Ciiitsus, avulsiis. Gr. ez5i^&iì:et'^. Bem. 
riiii. 1. 35- Qucrcie sbarbate, salci, al- 
beri, e Cerri, Case spianate, e pooli ro- 
vinali . 

t g. I. Per nittnf Tnc. Dav. S(or. 3. 
323. JVoo potelttTO t'Dlrare, perchè Sabino 
la turò, in ve<'c- di muro, con le statue . 
.•splendori degli antichi, di qualunque luo- 
^o sbarbate i il testo lai. ha: revulsas). 
;;: G(oc. Cfll. Vit Jlf. \l. Si abbia poi 
» tener per fermo il Pa)>.i ec. , sbarbala 
con infelice crudel movimento la riputa- 
zione del nome Italiano; aver dato la pa- 
tria sua, già signora del mundo, ad abitare 
agli strani ed a' barbari. (C) 

g. II. Sbarbato, per Mancante, o P$ ivo 
di barba . Lat. imbc'bis . Gr. ays'vEto? . 
Tac. Dav. Ann. |5. 2I4. Remavano ibar- 
liali giovani, collocati secondo l'età e mae- 
stria di libidini. JMatt. Franz, rim. buri, 
p. 102. E Dioltc genti, che si son pelate, 
PossOn 'o un tratto aver barba e capelli, 
K si meltOD le barbe alle sbarbale- Bor^k, 
Hip. 4^4' ^^^^ po' sopra la porta di san 
Bastiano de' Servi . essendo ancora sbar- 
balo , r arme de* Pucci eoo due figure , 
che fu tenuta bfllistima. 

f SBAllBAZZARE . Bravare , Ripren- 
dere. Lat. increpare , verbis tad^re. Gr. 
t;TtTi/iccv , ioiJopjraSac . Car. lett, I. 
61. Intanto vedendo certo guardie di Pa- 
ladini; certi rivedimrnii di rocche; certi 
sbraDcamenti di cjpiparte; uno sbarbauare 
di questi signoretli. un giugner d'improv- 
viso per tutto , ec. Stavano in un cerio 
modo forsennati, appellando una maggior 
rosa che governo. 

SBAUBAZ7.ATA Sbrigliata. Sbriplia- 
tura . Lai frani adduetto . Gr X''^^' ' 
vwo-; ■ 

f% Onde Dare, Farr una sbarbai- 



S B A 

zala, \'aleFare una buona riprensione j tolta 
la metef dal dare strappute di briglia 
ai cavalli , quando s' amat lestraao . Lai. 
gravit*-r r^prehenJere. Gr. p9^T(/u{ £ Tt- 
Ttjuoci* . Benv. Celi. J'ii. \. 279. Beatis- 
simo padre ec. , datemi auiorilà clie io 
gtit-ne possa dare ana sharbazzala a mio 
modo . 

SBARBAZZATO. Add. da Sbatbazza- 
re. Tac. Dav. Ann. ^. 93. I Greci pote- 
vano parlare non pur libero, ma sbarbaz- 
zatu (qui inforza d' awerb., e vale Con 
grnadtiMmi libertà , o arroganza . Lat. 
Uberrime. Gr e'>eu9epwT«Ta). 

« SB.\HBICAME:ì(TO. Sradicamento, 
Kitirpanicnlo. t allisn. 3 328. (Min) 

SBARBICARE. Sbarbare, Sradicare. 
Lai evellere , evertere , eradicare . Gr. 
e/pt^ojv B'd. Ditir. 2i. Che per ischeno 
baldanzusamente Sbarbica i denti, e le ma- 
icelle sganghera. 

§. Per metaf. Fir. As. 7 1 . La cosa è 
stabilita in questo, che per sua esamina 
egli ci confessi chi furono i compagni , a 
cagione che egli si sbarbichi sino ai fon- 
damenti questa brulla fazione . Menz. 
sai, 4 ^^^ V' sbarbichi Apollo , e che 
vi sfroozi. 

SBARCARE. Cavar dtlla btrca Lai. 
navi efferrr , fdncere, Gr. ~lat'«w E/VS- 
p£iv. ^r Serd. Stvr. 2. 67. Passò a 
Mclindc ec. e sbarcato io terra il suo 
oratore , che il Gami avea portato in 
Portogallo , se ne passò con felice navi- 
gazione ali' isola Anchediva. K Itb. i3. 
>el cospetto de* nemici ed al dispello 
loro sbarcò i snidali e le vettovaglie, e 
tulli gli slromcnli da guerra, (tir) 

§. Jn st^nifti.. neutr. e nentr. pass 
vale UiCir deità barca. Lai exsetndere, 
appellere . Gr. ifopai^zi^ui , «ara- 
TTÀfiìv. f arch. Sltir. Lj fant*^ria sbarrò 
in una villcita quattro migHa quindi vi- 
cina. E altrove.' Si era dipulalo in I- 
spagna dove sua Macslk duvesse sbar- 
carsi Buon. Fier, ^. 3. i. O 'I lio- 
fante sbarca Certo, o ch'egli ì: sbarcato. 
F 4 4* '^' Inibarcarc , sbarcare, urlarsi 
insieme. Investirsi, slargarsi, ec. 

SBARCATO, .-/c/rf. da Sb.trcare. Ine 
Sol,!, sat. 5. Sbarrala la vedremo anche 
a'feslini, Ove treschi, saltelli, e coccovfg- 
gì, Chiamando a' suoi panìoo ceulo zer- 
bini (qui per similit. , e vale Scesa, 
Smontata }. 

SBARCO. Lo sbarcare, * Serd. St^r, 
l3. 532. 11 giorno d' avanti erano stale 
mandate tre caravelle a bailer'a, come se 
di la si cercasse di far lo sbarco. (Cj 

SBARDELLARE. Cavalcare i pulrdri 
col bardinone, Lib. Son. ^g. Una lavan- 
daia scalza, co* pìè bianchi ec. Senza man- 
darsi il ccrcia giù da' fianchi, Tutii sbar- 
della i suoi secrclì sili (qui fi-.-uratam }. 
SBARDELLATAME^TE . \4we>bio . 
Fuor di misura. Smisuratamente j voce 
bassa. Lai. immense, immodice, immani' 
ter. Gr. urrsi/iìTf w;. 

•f * SBARlìELLATISSIMO. Aud. 
Supirl. dt Sbardellnt^. Alleg. 2-l\,( Am. 
sttrdamo ì'^^ ) Domandalo una volta ec. 
chi per sua fede egli avesse per i prosoo- 
tuosi maggiori dell' universo del tempo 
nostro ec , rispose : li malematirhi e pe- 
danti; ma questi con uno sbardellalissimo 
torlo presumono , e quelli con una sfog- 
giatissima ragione. (A) Lerp. rim. ab. 
Standomi un giorno solo , alla finesira , 
Vidi, fra Tallre cose legnalale. Una sbar* 
dfllalissima minrslra (C) 

SBARDELLATO Foce bassa Ad.l. 
da Sbardtllate 

•f g. I. Ver Discrbitanlt, Grandissimo. 

I Immenso- Lat. tmmrnsus ■ Gr* orulT^O;. 
Morg. 33. 101. Rispose Gan : iu bai '1 
rapo pi^n di grilli, E fusii si*tr|>re pattu 



S B A 

sbardelblo. ì'arch. /ìim. buri, 1. 35. lo 
sto cioqa* ore del giorno in mercato A pa- 
scer gli occhi di si beli' oggetto. E ne ca- 
vo un piacere khardellatu. Cant. Cam. 
169 Certi manlacbi grossi e shardcUati 
Son male atti al gonfiare Buon- Fier. \. 
3. 1- Inarcando le ciglia. Simular mara- 
viglia , Quasi avvisando io loro Fortune 
sbardellaie Sbracarsi la natura. Malm. 1. 
25. E gli messe una voglia sbardellata Di 
far battaglia, e mille belle imprese. 

* g. U Per Scapestrato. Benv.C-rll- 
Ftt. 3. 778. Egli slava vicino a una bot- 
tega di fundaci>, dove stava un cerio gio 
vanaccio sbardellalo. (Cj 

^ SBARDELLATURA. Ihrozxameito, 
o Primi rudimenti dt un'arte, o scienza 
Macai. Leu Ci siamo messi a pigliare 
una sbardellatura da questo Turco nella 
lingua arabica. (A) 

SBARRA. Tramezze, che si mette per 
separare, o per impedire il passo j e an- 
che si prende per Qualunque ritegno mes- 
so attraverso, acciocché una Cosa non ro 
vini, non si richiugga. Lai. septum, re- 
populum. Gr. isnoi- O. F, 7. 68. X- 1 
nostri Fiorentini aveano già le sbarre vin- 
te, ed acquanti entrali dentro E il, 3^- 
2* Gran battaglie ebbooo alle sbarre della 
via. Lasc, Streg, 2. 1. Tulle le pene . 
tulle le catene, e tulle le sbarre del mon- 
do non mi tcrrebbooo che io non andassi 
via oggi. 

§. I. Per mela/, Lib. Seni, Are. Lo 
cuor del savio è sbarra di virtù, altresi 
come di muro e di fortezza. Buon. Fier. 
4- 3 2. A tal che gli occhi miri, non 
ben satolli , Bisogno han pur ancora Di 
sbarra che me gli apra. 

g. Il Sbarra , si dice ani.hr Quello 
strumento che si pane altrui in bocca 
ad fffelto d' impedirgli la Javella. Buon. 
Fier. t> 5. 9. Uno sgraziato incatenato e 
stretto , Co' pie nei ceppi , e le manette 
a' polsi, E le sbarre alla bocca, e in capo 
un sasso* 

* g. III. Per Quell' uscetto , o impo- 
sta cJie serra t'oviie. Poltz stani, i- lu 
Or delle pecorelle il rozzo mastro Sì vede 
alla sua torma aprir la sbarra. (P) 

* §. IV Sbarra, Term. degli Grimo- 
lai. I\'ome che si dà a diversi pezzi del- 
oriuolo. Tale è quello che regge la molla 
del tamburo. (A) . 

* § Y. Sbarra d' un carro . Term, 
de* Mrccanid , Pezzi di le^no posti ai 

fianchi dei ca-ri, per farecbeil ca/téu ne: 
imptdisca il pirar delle ructe. (A) 

* g. VI. Sbarra. Term. atnldico. Vi 
cesi di Un pezzo dell'arme, che dalla si- 
ni>lra drllo icudo vm M basso a termi- 
narsi verso la destra. Onde Divìse sbar- 
rale spie^<i la Crusca Divise a sbarra . 
Pear. nov Un drago verde nel campo 
vermiglio , cun una sbarra azzurra in 
meaao . (A) Ar. Pur, io 85 Port- 
in azzurro una dorata sharia 11 conte d' 
Ollonlci nello stendardo. (Pj 

ir §. VII. St'oma Term dt' L^natue 
ti. Pezzo di legno mss-u forte, sitstilu sul 
davanti del teiato, e spaccato in tutta fa 
sua lunghezza , perche vi possa postare 
la parte già tessuta dit panno. (A) 

^ 2* Vili òbaira. Term. dt' B^cmi. 
Pezzo di legno the si mette p*r traverso 
a'castiKti , pir accomt^dar la r<le. (A) 

^- % W. Sbarra doppia . Term* dt 

3/ujuu . I\'ome delle due tinte vtttiealt 
che atlrrnversamo il Bigo, ed mdiemsto per 
lo più il fine del ptzz4> musicate. (Bf 

SBARRARE Tean ezzar c.n ishmr,m 
Lat. sepire, occludere Gr. tiiocf p«TT(tv 
Bern, Ori. I. 6. ^t. Aveva un piede r 
metao di gioisrua. E con due gran catene 
si sbarrava tiuicc. Star. 3. 90- Attendeva 
a sbarrare e fortificarr le bocche delU v»c. 



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1025 



5 §. I. Sbarrare, per Largamente apri- 
re j che anche dietimo Spalancare . Lat. 
palefaccre , aperire, dissecare . Or. avoi- 
yciv . Dant. l'i/- 8. Pcrch' i' avanti in- 
tento l'occhio sbarro. Frane. Sacch. rim. 
26. Altre velate vanno, Purtamlo bruno, 
e sbarrua gli occbi a retro. ^' liciti'. Celi. 
Ore/. 44. Vi adattai un Ercole che facc- 
Ta U fatica del leone &barraadogli la boc- 

* g. II. Sbarrare» per Spartire, ten- 
dere la pancia per cai-urne gi' ini, nari . 
m G. r\ 12. iti. l5. Fu morto ec , poi 
in sulla piana dei priori impeso per li 
piedi, e sparato, e sbarralo cmc porco , 
Dav. Scisrru 68. Due uè dicoUò-, la lena 
nel parlo sbarrò ■». (J) 

f §. III. Sbarrar le braccia^ o Sbar- 
rarsi nelle braccia, vale ^lUatiiarle, Di- 
stenderle . Lai. brachici pandi-re . Gr. 
X£ì"^je« -STavJJEiv. Morg. 19 73. Mor- 
gante allor uelle braccia si sbarra , E 1' 
«rbor sotto alla bestia taglioe . * ^r. 
Fur. 29. 55. Ma quel ne* piedi, cbe non 
TUol che viva, lo piglia ce. E quanto più 
sbarrar puote le bracci-i. Le sbarra si cbe 
io duo pezzi lo straccia f a'ciine edisioni 
hanno Io sbarra si). (FI*) 

* SBARRATA . Lavoro , o Ripara di 
sbarre. S<gr. Fior. Star. Uh. 5. Con ogni 
industria d' aver nelle mani i luogbi forli 
l'ingegnarono; e quelli che non poterono 
avere, con l'ossi e sbarrate d^lla terra se- 
paravano. (CP) 

t 3 SBARRATO. JdU da Sbarrare; 
Chiuso con isb<irra . Lai, septiit , occiii- 
su$ . Gr. JtaTTsypayai'va^ . T<ìc. D-n'. 
Sbarrate le porle, si vi>lio coulrn a' viu- 
dlori. * Ar. Fur. 17. S'i.Quei rispondean 
nella sbarrata piana Per un di , ad uno 
ad uno, a tulio '1 mondo; ec. Per gioco 
«n somma qui faceao, secondo Fan li ni- 
niici capitali, ec. (li) 

f §. I. Sbarrato, parlandosi di Eser- 
citi si trova anche per Posto in rotta , 
Sbara^iato, Disperso, G, V. 9 21 2. 4- 
Si possente, e vittoriosa uste , come era 
quella delta Chieda ec , si parli sbarrata 
dal detto assedio di Melano . Stor. Ptst, 
5q. Vedendo Ufiuìcrioiie venire la gente 
del Prince molto sbarrala, e senz* ordi- 



ni §. ìì. Di%>iSL' sbarrate, diconsi Quel- 
le che hanno sbarre, che dalla sinistra 
dello scado vanno in basso a tt-rminarsi 
verso h destra. «< Mvrg. 7, 8. Mostrava 
le divise sue sbarrale (cioè, divise a sbar- 
ra )«.^AV 

SBARRO . Lo stesso che Sbarra; Im- 
pedimento, Ritegno. Lat. obex. Gr. ip-T^ó- 
Siov . 

§, I. FiS'irntam Dant. Pttrg. 33- Si* 
coro d'ogn* intoppo, e ti* ogni sbarro. Bnt 
ivi.' D* ogni sbarro , cioè d* ogni riteni- 
nieoto, cioè che uon araano impaccio ve- 
runo. 

f # g. II. Sbarro, per Frastuono. Sagg 
rim. Saccb, Batt. (\. ÒO. Allor le don- 
ne tulle ec . Apersun gli occhi a lo Dio 
rilucente , E d' allegrezza fanno grande 
isbarro Con molti suoni , e poi benigna- 
mente Davanti alla rcina tutte van- 
no. (B) 

* SBASIRE . Lo stesso che Basire . 
Cor. Com. 20. Sentì tanta dolcezza, che 
parendogli di veder la gloria ec avanti 
file sbasisse, chiamò il suo Barba, e ec. 
gli disse. (Fp) 

SBASOFFIARE. T'oce bassa. Mangia- 
le smoderatamente. Malm. 3. S^. Il se 
condo è il Vecchina , il gran barbiere , 
Che vuol che ognor si trinchi, e si sbasoffi. 

* SBASSAMEJiTO. Bassamento, Sca- 
dimento. Lat. deprestio , imminutio, Gr. 
TaTfii'vwsc;. ^■iw?!^. V. alla voce BAS- 
SAMENTO. f) 

yocabolario T II. 



SBASSANZA . V. A. Bassezza . Lat. 
humilttas . Gr. TaTu'vwii; . Bini. nnt. 
P. .V. Salad. C\\ Amor non guarda al- 
terezza, ne slia<>saDza. 

i? SBASSARE. Abhassaiv, Scemar /' 
altezza (C) 

i^' § IC figttratam. Segr. Fior. Pr. 3. 
Né le persuasioni di Filippo gì' indussero 
mai ad essergli amici senza sbassarlo. (C) 
Se^n* Polii, lib. I, dichiar. cap. 1. Né 
qui vo' dirne altro, per non parer ch'io 
voglia sbassare questo suggello, ch'io ho 
al presente tra mano, con dirne <"c. (f) 
F Slor. 3. 72- Volendo quei cittadini ec. 
sbassare assai la potenza di Cosimo, leva- 
rono via la bali». (FP) 

* SBASSATO. Jdd. da Sbassare. S. 
Cr. Per lo stesso fine vedesi sbjssato quel 
tetto che a foggia di piramide s' alza per 
di fuori, (A) 

^ §. E Jìguratam. Segn. Stor, Itb, 3. 
71. Favoriva la parte del popolo, ed i 
nien polenti , sbassali e conBnali nmUi di 
quei grandi che prima reggevano. (C) 

* SBASSO. Diminuzione che si fa nel 
saldire un conto, nel prezzo dt ciò che 
SÌ Compra j liifiasso . Cocch. Lett- sp. 
-Noi faremo uno sbasso sempre di qualche 
scudo per braccio nel broccato. (A) 

SBASTARE. Cavnn- U ba^to . X.aI. 
clilelUs exuere. Gr. e'ntiayaa ajJicc^ssi 

SBATACCHIARE. Battere altrui, vio- 
lentemente in terra , contra 'l muro . 
. Lat. nllidere, afjligere . Gr. 7:poi/.fO'J- 
=iv. Tac. Dav. Ann. 1. 12. Con le spade 
ignude , come pjzzi, s'avventano a* cen- 
luriuui ec, e per terra te gii sbalacchia- 
Qo (il testo iìt. ka : proslratos verberibus 
niultaDt). E altrove : Disarmati, o cjr- 



renli per 1' arme gli sbatacchia • Buon. 
Ficr 2. 2 3. Cliiappole per le code, le 
sbatacchio Per quegli scogli, e sbatacchiale 
scortico. 

SBATACCHIATO Add. da Sbuiac- 
rhinre. Lat. alltsits, afflic'Ms. Gr. xxTa- 
S:^Ìj]//à'vo^. liii-n. FiiT. 2. 2. 3 Chiap- 
pole per le code, le sbatacchio Per quegli 
scogli, e sbatacchiale scortico. E Tiìnc. 
5. 5. Si arrainpicnnno su, e noi balocrhi 
Trovonno sb.itacchiati e catli\elli. 

* SBATACCHIO. Lo sbatacchiare. Bcl- 
lin. Bucch. E furon messi, di subito nj- 
•t, d'una guerra allo sbatacchio. (Aj 

•f SBATTERE. Spessamente battere. 
Scuotere, Ai^'tare- Lat. concutere, agita- 
re, iactare, Gr. ffoy/couciv. 'Tes. Br, 
5, 21. Puolc I* uomo conoscere quando 
de* piovere , eh' elle gridano molto (le 
cornacchie ) , e fanno un grande sbatter 
à* jW. Sodcr . Colt. 10.^. Volendo fare il 
vin bianco limpido , e trasparente , piglia 
l'albume di Ire uova, e gettale nella bot- 
te, avendole sbattute prima sinché faccia- 
no tutte la schiuma, ec. Poliz, st. |. 87. 
Sbatton ie code, e cogli occhi locosi, Rug- 
gendo, i fier lion di petto dansi. Buon. 
Fier. 5. I. .^. Quant'cra me' morirmi Di 
fame, ch'agognando all' alliui roba. Sa- 
lir un carro su per una ruota, Che mos- 
sasi mi sballa e mi strascini, E mi stiacci 
una noce. 

§. I. E neutr. ^s$. * Ott Com. 
Purg i3. 232. S' accigliano gli uccelli 
di rapina, quando dj prima sono presi 
acciocché sieno più umili, e per sua sai- 
valichezza non si isbaltano di soperchio.fA'J 
Soder. Cult. 63 Fermerai bene que'lralci 
a canne, o pali, che non si sbattano. 

§. II. Pure in signt/ic. neutr. pass, 
vale Abitarsi, o Coni muoversi veemente' 
mente per passion d^ animo, o per dolore 
di corpo. Lai. concuti, iactari. Mtnz. Sai 
3. E pur Curculion suda , e si sbatte. ^* Se- 
gner, Mann. Lugl. 7. I. Santo Agostino 
voleva un tempo aprire ornai la sua por- 



la ; si sbatloj, si a6fjnnava , si affaticava; 
e pur dopo tanto sforzo non ritrovava 
ancora il iiu/do di aprirla (ì'} 

* § III. Per Declinare, Sviare, Svol' 
tare un'arme, od un colpo. Cor. En. lib. 
10. *•. 5o8. E sette dardi Gli avventare 
in un tempo ; altri de* quali Dall' elmo e 
dallo -scudo risùspinti. Altri furon da Ve- 
nere sbattuti Si, ch'o vani, o leggieri, il 
corpo a pena Leccar passando. E v. Il43* 
Ed ei fremendo Slava intri-pido e saldo, 
e con lo scudo Sbattea dell' aste il tem- 
pestoso nembo. E v. larr*") Stridendo an- 
dò per 1" aura il telo ; Ma giunt<\ e dallo 
scudo in altra parte Sbattuto, di loDtan 
percosse Autore, ec. (^[) 

§ IV Sbattere , per meta/. Boez. 
J'arch, 4- 6 Certi rimorde e sbatte (Id- 
dio ) , acciocché per la lunga felicita non 
divengano rig')<jliosi troppo (cioè, afQigge). 
§. V. Sbattere , per Detrarre, Dilf'al- 
care. Lai. deniere, dctrahere, deducere. 
Gr. «y«tc€Ì5'^«i. G. V. 11. 89- 8. Non 
volieno isbattere la parie nostra del con- 
quisto di Meslri, e del ponte di Praga. 
Cren. Morell. 262. Ma sballine il quar- 
to, farcii. Ercol. 77. Quando ci pare , 
che alcuno abbia troppo largheggiato di 
parole, e detto assai più di quello che è, 
solemo dire: bisogna sbalterno, o tararne, 
cioè farne la tara , come si fa de' conti 
degli spezi.tli. 

g, VI. Sbattere, si dice, in modo bas- 
so, del Muovere della bocca per mangia- 
re j the anche si dice Sbattere il denie. 
Lat. manducare. Gr. £53l'civ Belline. 
son- 106. E che piacere è stare io un pa- 
lazzo, E Qun vi sia da sbatter poi d* un 
uovo Mahìi. 7. 5. Chi dal compagno a 
ufo il dente sbatte. 

V § VII. Sbattere, per Diminuire, 
Scemare, in senso morule. Guicc. Stor. 
t. 11. ficc. lo\ ( ediz 1819.). Non si 
curando gli uomini, come accade nelle 
cìtlà divise , d' impedire il bene comune 
per sbattere la riputazione degli avversa- 
rli- (Pe) 

§. VIII. Per Ribattere, Confutare. 'LaU 
repellere. Qr. ocTwQe'v. Buon. Fier. 4- 
5. 2. E il mio detto ec. Insultatori sbat- 
tono. ^ Segn. Bett. Arisi. 99. Usando 
r amplificazioni in conlerraare, sbattere 
una cosa. (FP) 

* g. IX. Sbattere la malinconia, o sh 
niilc, vale Cacciarla via. Liberarsene. 
Pros. Fior. Sahin Lett. 4. 2. 261. Ma 
mi rallegro, che poi la sbattiate (la ma- 
linconìa), e non le lasciate pigliar posses- 
so. (C) 

SBATTEZZARE. Costrìgnere altri a 
lasciare la religione Cristiana, .l/orj,*. j^ 
25. E sbattezzar vuol lutti i battezzati. 

g. I. In signifìC. neutr. pass, vale Mu- 
tar religionr. Lai. baptismo 1 enunciare. 
Morg. 16. 48- Che questo è poco men , 
cbe sbattezzarti. E 25. 3o. Ma che più 
oltre non saie'ragione , Cbe chi è battez- 
zato si sbattezzi. J'arch. Eico', 55- S« 
continova nella stizza, e mostra segni di 
non volete, o non potere star furie, e aver 
pazienza, si dice: egl 



dice: egli arrabbia; e' vuol 
"dar del capo, o batter il capo nel muro; 
egli è disperalo; e' si vuol*; sbattezzare. 

g. IL Per similit. vale Mutare il no- 
me. Lasc. madr,}^. Perchè TalLoli poi, 
se ben si stima, Mal si può dire in pro- 
sa, e peggio in rima, ec. Meliete tutti i 
mezzi, Perchè '1 Bonanni Greco la sbat- 
tezzi. Cas. rim. buri. l. 12. S'io avessi 
manco quindici, o vent'annì Messer Gan- 
dolfo, io mi sballezzerei. Per non aver mai 
più nome Giovanni 

;;; SBATTIMENTATO. Add. Aggiunto 
che si dà al corpo che riceve la Iute ri- 
flessa e ombreggiata, e anche alla mede- 
sima luce. Buon. Fkr. z. ^. \5. Tra gli 
129 



1026 



S B A 



orrori SbjUiincnUto, scorge un baccalare 
Coa un lung-» barbon, ec. Salvia, Disc. 
1. .Hi4. U nero è ulto, perchè non Hceo- 
cia da se, coinu fjn {j'i i*Uri colori, ma 
porge agli occhi nosih in varie guiie 
ibjUÌm<-nula la Iure. (') 

SBATTIMENI'O Lo shaltere. Perco- 
timento. Lai. coiiCii.ìsio, quasfatto, affli- 
etia. Or. lu'yXjSOUii;. fler'aiu Quinti/, 
C, Non può r al&tto d'alcuno dal &uo 
luogo esser caccialo , »e nuQ con imbatti- 
mento di lu'le le 'nleriora- Cr. 5. i. in- 
contro la rabbi! e sl)Jltimeiilo de' venti 
oc. si dee convcn^rvolc soslcnlamcnlo a 
ciascuno arbutcello eoa ispessi legami 
legarc- 

g. Sbaltimcnio » dicono nnche i pittori 
AlVomhra» che gettano i corpi ptrcosù 
Ual lume. I-al- umbra: proic tny. lird. 
Osi. an. l88. Alcuna volta rasseml>ra 
velalo di verde, secondo gli sLaiiiiiienli 
della Iure. 

SBATTITO. Shatlimeulo. Lai. convus- 
tio, (junsinlio. Gr. cy/x5ou»t5. 

V g, 1. ò'bnUito, vdle nuche Sottratto' 
«e. Diffalco. ììoss A\-cL l'tc. Ces. Or- 
dinò ec. cbe ec. della somma principale 
si avesse a sbatlrre luUo (jucllo che per 
i rredtiuri si tosse numerato, u messo a 
conio per l'usura: per lo «pule sluttito 
veniva ad andare a terra quasi la quarta 
parie del debito. (FP) 

§. II. Per nntqf. Travaglio, Passione. 
Lat. fiffliclio. Gr. /a'xwii; Par, Uom, 
il/, Cbed eglino con universale sbattilo 
d' animo lasciabS-ro sì falla patria. 

^ SBATTUTA. Sbntiiwento, ^fgiUizio- 
'4<. MagAl. Lult. E quivi dato ftlgaihj 
eoo una ab^ttuta d'ali una chic(.biriata , 
cascargli morlo a piedi. (//) 

SBATTUTO, yldd. da Sbattere. Lat. 
eoncus-ius. agilottis, iactatiis. Gr. /.ara- 
^Ì^//i;/£'vo;. 7'.v. Pov. P. S. cap. 1^=,. 
A golia fredda, ed umida toyli sugna vec- 
cbiii, albume di uovo bene sbattuta <:ru- 
ica, ce. /■'(>. nov.\. 179. La sbattuta ua- 
re, lasciata a discreiìoue de* venti ec , se 
ne andava cercando d' uno scoglio cbc 
desse fine alle fatiche degli sf.irtunati m;i- 
rmari. SoJrr. Coh. 127 Inlridfindo una 
poltiglia cwl lolo di-Ila fornace ben prslo 
e sbattuto, dandovi co' giappoli un tutfu 
dentro, e poi appiccandola in lu' go asciut- 
to, vi ti (louser^erà l'uva lungo tempo. 
g. I. per mela/. Lai. afflictus. Gr. 
Ta>cci'7Tw'^5;. l'ir. y/i. 286. La diffirmc 
pallidezta degli occhi sbattuti, le ginoc- 
chia slrarcbe te. febbrosa la mostravano 
in ogni offetlo (Cioè, languidi). Farch. 
Stor. 1 cittadini popolaui , vegj-endusi 
sbatluli ec, non ardivano ec. (do'et ab- 
bittuti , perduti d'animo), T"C. J)av. 
./fin. (i §y. Vedersi iu Roma gli amlia 
sriadori de" Garamaali . cosa rarj, murlo 
Tacfarinata , sbaltuli scolparsi col popol 
UiMiiam)|'aO(^, impaurili; 1/ testo lai. ha : 
pcrcuUa gens). *.' Ang* Mei. 1. 211. Fe- 
luntc allor cosi sbaUuto e morso Subito 
mosse i suoi veloci piedi (D) 

§. II. Per Diffalcato^ Detratto. Lai. 
dtduciui. Gr- ìÌv.ipK'3i<i- Cron. Morell. 
Sballulinc lullì 1 danari cbc ba spesi ec. 
cqmo tocca loro per rata de' detti ire 
quarti, e sbattutone ogni altro d«naio che 
per altre cagioni necessarie, o uliU avesse 
spesi 

SBAVAGLlAllE. Contrario d^ Imbava- 
glinic. Lai. caput oln-olntuoi drtegere 

SbAVAGLlATO. //</'/. 'M Sbnvnii/iare. 
Mora ai. H5. E sriobi que' rumiti , e 
sbjvagliati , K* domando donde e' preson 
la via dolor che gli bannu così mal trat- 
tali. 

* &\ÌK\ k\\^. Mandar bava. A ng. Mei 
6 118. E vltava per superbia, e rude il 
freno. ìMj 



S B A 

* §. Sbavare, è anche termine de* fon- 
ditori , e vate Levar via le bave, ctoè 
(jufgll orli, profili che risaltano in 
fuori ne' metalli cai^att dalhi fornace . lìurt. 
La quale { stuttia J poi passata per i^U 
scarpelli, le lime , e gli strumenti suoi 
proprii, cbe tutta la ricercano, la sbavano, 
la rinettaoo, le danno pulimento e pelle, 
rimine cosa eterna al durare , ed allrel- 
tanto meravigliosa al vedere. (IVj 

I * SBAVATO. Jdd. da Sbavare j ed 
usasi sempre nel sit;nifir. del g., e vale 
Senza hn^a. Jìenv. Celi Uref. |33. Da 
pjrte del dello buco, eh' è di fuur^ drlla 
t'ornare, si det>be fare larga pfr sei volte 
qnjDl* è quella parie sopraddetta che si 
appoggia al dt-tlo mattone , e cxt%\ debliC 
venire pulitamente shavala in fuora.C) 

SnAVATUUA Jìavn. lih. cur. wnlnlt. 
Impiastra colla sbavatura delle lumache 

g. Per siiniUi si dice di Filo S't- 
fi/iftinio di seta. lied. Ins. 1 38. Fece il 
suo bozzolo lutto di seta bianca , con 
molta sbavatura di seta all'intorno del 
bozzolo, E i32. >on avea pero esterna- 
mente quella sbavjiurj di seij. IC Ots. 
an. 18S. Coporlu d' un' ammaccata [clu- 
ria gialliccia , simile a quella sbav,)tura 
che circund^ eslernamenlc i bozzoli de* 
vermi d.i seta. 

f u- SBAVAZXATURA Bagnamento di 
ba\-n. Bert. Giamp. l55. Altrimenti in 
camliio di slimaile noi sudori d'un lei- 
leralo cbc scriva, le diremo sbavazzalurc 
di una donna cbe 6ti. (A) 

SDAVIGLIAllLNTO. / .SBADIGLIA- 
MENTO. 
SBAVIGLI ANTE. /'. SBAOl«;LIANTE. 

SBAVIGLIARL. /'. SfìADlGLIAUE. 

SBAVIGLIO. /'. SBADIGLIO. 

* SBAULARE. Cavar fuori del baule. 
Disfare il baule, (A) 

SBEFFARE. Beffare. Lat. irridere, fu- 
dificari, ludibrio h.ibere. Gr. CXW~r6iv. 
Cnpr, lìott. IO. 199 N<ii allri vecchi non 
siamo solamente stimali poco , ma siamo 
quasi sbctTati e tcouli a giuoco da ognu- 
no, l'arch ErcoF. 55, Ma so fa ciò por 
vilipendere, n pigliarsi giuoco , ridendosi 
d' alcuno, s'usa dire bcllare, e sheffjre. 

SBEFFATO. Add. da Sbiffare. Lai. 
irrisus, ludibrio Imbìtu^, Cant. Carn, i.ì. 
Noi fummo al mondo giovani galanti , 
Ricchi di pnss(.-s$Ìoni, e di conlautì. Ma 
soiioposli aj;Ii amorosi pianti, Sempre da 
Anioie sbetfjti e sc^jernili 

* SBEFFEGGIAME.NTO. Peffeggia- 
mento. Magai. Letf, Quanto per l'addie- 
tro sono slato irritalo per ragione de* vo- 
stri sbcffeggiamenli. (j-ÌJ 

SBEFFEGGIARE. Sbeffarc , Beflare . 
Lai. traditetre, irridere. Gr zKTaysÀ^v, 
Xiauc'^ctv- Fir. L'ic. 4- 4- Sicchi) io ho 
a essere sbelfeggi.ila a questa foggia 7 

t * SBEFFEGGIATORE. f'erhal. 
masc. Che sbeffrggia , Beffatore. Il / o- 
cabol. alta F. DERISORE, f^; 

SBELLICARE. A'eutr. pass. Rompersi, 
o S-ioidiersi il bellico. 

g S'tellicarsi drPe ritai modo basio , 
vale liidfre smoderatamente , o eccessiva' 
mente i che anche diciamo Smascellarti 
delle risa, n simile.^ de' quali ved, RISO, 
g V. LjI. inpra modtim ridere, cachin- 
nari, Gr xx-/x*4'*** »S'''""- Pr»'- To- 
se. I, 112 Avrò più d'uu argomento a 
parie per questo cQViio , che non fark 
sbellicare delle risa, ì.* vero, ma dai^ pa- 
scolo alla virtuosa vohira curiosità. 

f SBENDARE. Togliere la hendu j ed 
if.\asi così al propii-y , iO'«e al fìt:urat<->. 
Lat. viltam deirahere. Cuitt. leti. i^. 
Itbendate ormai, i^bendate vostro heodalu 
viso. E 20' Isbeudale gli orchi della nirn* 
te vostra, e guardate bene, rcitù da falsu 
discernendo. 



S B £ 

•f * SBERCIA. Foce derivala di Iter- 
saglio, o da Jmbentaete, e dtcest di Culai 
che è poco prntico del aiitoco, che prende 
degli sbagli. Salvia. Fi'r. Buon, l- 4- 
y. A unu cbe nel giuoco non dà nel se- 
gno, e prende degli sbagli, dicumo Sber* 
eia. (A) 

SBEBGA. V, A. Sbergo, Uebereo. Lai. 
thorai, Gr. B^pa^, C. F. S. 58- 4. 
Ciascuna terra e villa per sé si soprasse- 
pnassefo di sber^he e arme, ciascDuo me- 
ili*Te per ù: Buon Fier. \. 3. 3. Il 
peneli .iliibssinii verdu>:bi , E laipe dell* 
lupa. Da sfondar qual ss siao abergk* • 
twricbr. 

SUKRGO F, A. Usbergo Lat. tha- 
rax. J.iv. M, l-j;Ii erano carichi di kber« 
go, e d'allre anni. Diilani. \. 21. Più 
tlifrsono allora il mio albergo Le femmi- 
ne vestii'- denlro a' panni. Che gli uomi- 
ni armali nello »b*-rgo. ì\'inf. Fies. I. E 
legato lo lien con lo splendore , E eoa 
quei raui, a ruì non vaUc isbergu. FrOMC. 
Sact/i. rim. 46. Del frullo di "Suc s*armA 
ogni sbtirgo. 

SBKRLEFFARE. Dare degli sberleffi. 
Lat- caderr. Gr. oipuv. 

g, Prr Burlare , u Scherairtf o Fare 
sberleffi , net sigr.fìcaio del %, Coppet. 
rim bwl, 2. 49 ^ ^^^ v"^^ sberleffiir a 
sberli-flì in vano. 

SBKtiLEt'FE, o SBERLEFFO- Ta- 
glio,.^fegio.hìK ictus, iic. t:/»!/»*/. MaJm. 
2. 3. Che s'egli udia iraltarne , avria 
piutloslu Voluto sul moslaccio uno sber- 
Ielle. liu n. Ficr. 2 3. Il Bello sber- 
leffo i.h' egli ha *D sul mo^Uccio. 

g. Sber/rffy, si d'Ce an<,he un certi 
Att.ì, o Ge.tto che si f\ per ischeraire al- 
trui. C'ppet. rim. buri. 2. ^S. Dietro 
gli fa iberirifi ■ bocca piena. E 2. 47* 
E s* io s>^n tale. Cerne in vero io sono . 
>*on dovete a' sberleffi di veruno Star a 
rider di me 

SBKRLINGACCIARE. Andarsi sellat- 
Landò, e partiO'larmenie il giorno di ber - 
lini:nccio. Farch. I^oL 6J. Sono alcu- 
ni, i quali credono cbe da questo verbo , 
e non dal nome borgo, sia della berght- 
nelli^ e'xo'e fanciulla che vada therliogac- 
ciando, e si Iruovi volentieri a goiioviglie, 
e a tambasciV 

SBERMA, ho stesto che II ernia s drt- 
lo in isrherzo. Buon. Fier. 3. 5. 3. Chi 
è 1 Giudeo che l'ha data a pigione Co- 
testa sbernia Turcbesra? 

* SBERNOCCOLUTO. Add. Lo stes- 
so che /ierncccoluto. Magai. Leti. M' i: 
venuto il nicchio ce; il convesso esterno 
è tulio sbernoccoluto, come potrebb* es- 
sere un peno di scoglio. (A) 

SBERRETTARE, Salutare alimi eoi 
trarsi ia berretta j e si usa aacJie in si- 
gnific. neutr. pass. Lat en/mt honorts 
causa dettgere. Gr- xijjaÀri» otsoxci- 
ÀjTrss^at. Allei:, l6u. Al qnale ì' fu 
l'inchino, e mi sberretto. Buon Ft€r. i. 
I. a E i' possa, lui 'nconlrando, sberrct- 
Urlo A posta mia con 1* una e I* allra 
mano. /*.' q- 4' 7* Ch'io me gli scanso. 
Scoia rh* 10 lo sberreiii. 

•f SBERRETTATA, il cavarsi per n- 
vermza la berretta di capo a ehi che Sta. 
Mali. Frani, rim, buri. a. 108. Cbe prs- 
viti'gio u *|uel degli slarnuti, Cbe voglio- 
no aucor lur la sberrettala T Non basta 
cb' e'si dica ; Dio v' aiuli f /.' a. Ili) Era 
puro una vita brnedrtla . Priva di cers- 
raoQir e sberrrtiBle. Che fan eh' altri le 
braccia si scommcila Lth. Son. iB^. Con 
tatst* sberrvllatc r tanti inchini. Buon. 
Fier. 7. 5. lic. Cttii rikparmirrannosi Ir 
mane Del gun favlidio delle sberrellaiv. 
SBEHTAHE Sbeffare, Brffart, Bue- 
/iirtf. Lat.(/criitf#rr. Gr.x^ti>a^l<v * Bert 
Cin'np S'). P«rchii aTcìe vui slcftato di 



S B E 



S B I 



5 B 1 



sopra al num. 26. quella formula Aiffr 
CQfrtnt'i 7 (C) 

SBEVAZZAMICNTO. Lo sbfi',i^zare . 
I<at> pfitatio, tompotalio. 

SBEVA^ZARK . fiere spesso, ma 
non in cran quantità prr volta. Lat. /»<>• 
Ulart. Strn, AVf. I otck, 6. ^\ Era ila 
la notte per tutta Ruma sÌ>evj2ian<]u. A'mo/i. 
Fier. 2. 1. 8. Sotto i frascati di quclTo- 
steria E slievaitan», e gìuorano, e consu- 
naasi* /:.' 3. 2. S- E qu.tnd' udo sbe- 
vaita, E che abbocca la liona Del fi.i^co 
o della taxaa. 

* SDEVERE . C'ndiware br^rnJo , o 
atrahevtntlo , Salvin, Odiss. Tulio ciò» 
cfae a te ìd casa i'c «bevuto E mangialo 
«e. , rcntlrrem (j^J 

SBEZZICATO. /fdd. Bezzicato. Buon. 
Fier, 4- -'•• *^- Dicon quelle parole sbez- 
cicate. Che ctscr voglion pregale. Lusin- 
gate, ligi»te. 

* SBIADATELLO. Dim. di Sbiadato. 
Alq'ianto sfnnrlato, Magni. Leti. (A) 

SBIADATO. Aggtìinto di Co/or Cile 
Siro, o azzurro^ e , secomt-i altri, azztto- 
lo . Lat. coeruleus . Gr. xvk'vso^ . Quad. 
Coni. Diede in braccia quattro e mezzo 
saia sbiadata per Biado. Saltin. Disc. i. 
335. Il lurcbìoo ce. sbiadato, e il ceru- 
leo , rbe dj nel bianco, è ancora di non 
bella vista. 

§. Sbindat---f in equìvoco, parlandosi di 
bestie, vale Tenute senza binda, fìem. 
rim. i. loq. Uaa mula sbiadata dama- 
seli ina . Jìurch. I. 6(5. Mute sbiadate, e 
asin sagginali . Belline, son» 325 Io li 
hmando il tuo carretton baie , Ansi prò 
prio sbiadato, e da V<»lseDa. 

* SBIADITO. Add.Di colore che ha 
perduto molto di'lla sua prima vivacità , 
Bott. Di.1l, 5. ff, 18. li»-ggio 1826.). Le 
uliille di lUilaello ec. forse la più beli* 
opera di quel pennello divino , bcnrbè 
sbiadite e mezze stinte , dopoché sono 
state rilocrate, nessuno le guarda. (CP) 

SBIANCARE . Divenir dt colore c'ie 
tenda al bianco. Lat. albesccre. Gr. ).vj- 
xat'vssàKU Flit. l'tf. 25. i. Quando ar- 
de la candela , dinanzi che arda lu luci- 
gnolo, sbianca, e poi si stende nclT an- 
nerato il biauco. lìortih. Rip. 211. Tan- 
toché, a strignerc colle dita la cimatura, 
&*esca ti colore, e la cimatura sbianchi. 

SBIANCATO. Add, dn Sbiancare. Lai. 
albens,pallens. Gr. ut^^ìuxs^. Fr. Giord 
S, Prcd. II. I peccati sanguineoli saranno 
isbiancaii. Tac. Da*', Ann. 11. i3o Al 
tri dicono di pampani sbiancali . E iS. 
223- Col viso smorto, e le carni sbian- 
cale per lo molto spirilo vitale uscitole 
(il tetto lat, Zia,' mcmbris in pallorem 
albentibus ) . Jioez ì arci.-. 2 lini. ^, 
Quando Febo dal ciel col carro d' oro 
Muove a sparger la luce Dolce , cU' al 
mondo l'opre e 'l color rende. Tutto 1' 
ardente coro Delle stelle sbiancato appe- 
na luce. 

* SBIANCIDO Add. Sbiancato. Car. 
i om. 28- Sono Ì ficlii più cari che sono 
più sodi, più lisci, e più coloriti: o tali 
aono i brogiotti ce. ; dove gli altri ec. 
sono vizzi, e grinzj, e sbiancidì. (FP) 

* SBIASCIATURA. Terni, d.-' Cima- 
tori. Difetto di cimatura allorché le for- 
hici , in camino tli laglinre il pelo , lo 
stringono tra i due coltelli. (A) 

SBIAVATO. Add. Sbiadato. Lat. c^- 
TuUtiS. Gr. xyavio;. Jìocc. noi. 72 11 
Jo lì lascerò pegno questo mio tabarro di 
sbiavato (ctoè,ài panno sbiavato). E num. 
i- J*" quello che mi dice Buglielto, che 
sai che si conosce cosi bene di questi panni 
•bìavati. /tnon. t'ter, 3. i. 8. Non potei 
Altro veder , che no abitìn lascivo Scar- 
natino . e sbiavato. 

* SBIFXAMENTE. Avvi,rb In ìsbie- 



COf Stortamente, J'asar II quale (ponti-) 
fece fare sbiecando anch' egli l'arco, se- 
condo elle sbiecamente imboccava Ìl fiu- 
me, ec. (A) 

* SBIECARE. Storcere, Fnre in mo- 
do che checchesst't si trovi patto in Ìsbie- 
co. ì'as. PerchJ' il fiume attraversava la 
strada in isbieco, foci fare (il ponte) ihic- 
cando an<h* egli 1' arco re. (A) 

* §. I. Sbiecare, v.ile talvolta Pareg- 
^are, Hender dirittn , e e^^uafe una cosa 
bieca. Min, Malm. La voce bieca è usala 
as^ai da' legnaiuoli , per intender l'ine- 
gualità d' un legno ; e dicono sbiecare 
quando lo pareggiano , e fanno ugua- 
le. (A) 

■f- §. n. Sbiecare , in signijìc, neutr , 
vale Storcere, Stravolgere, A'idare a sbie- 
co. Lat. obliquare, Gr. xu^toùi". T'anh. 
Star, n. 249' ^® *"^ mura, torcendosi io 
alcuni luoghi e facendo gomito , ovvero 
angolo, sbiecano molte volte, e vanno a 
schimbesci. 

f '>' §. III. E ncutr. pass., parlando de- 
f;li occhi , vale Divenir loscc, Chiabr 
Rim. 2 122. Sbiecarsi i r.iggi impari- 
no Del tuo sguardo seren . Perfida Fille, 
e s'arino Le nevi del tuo sen (cioèj possa 
tu divfnt-r losca, e grinza). (A) 

* SBIECATO. Add, da Sbiecarej Stor- 
to, Stravo.'to, (N) 

ir g. Per Pareggiato , fienduto dirit- 
to, ed igitnle. ì'asnr, Fat-icndo massima- 
mente congiugnere Varco di pietra sbie- 
calo in modo da tulle le bande che riusci 
forte, ed ha molta grazia. (A) 

SBIECO. Add. Storto , Stravolto, tzi. 
cbliq'tus. Gr. Ttia'yio;. 

S- A siliceo , o In isbieco , pO'.ti av- 
verbial., vagliano Stortamente. Lat. obli- 
qtic, Gr TrXayt'w;. ^ Borgh. fl/on. 179. 
E questa (cinquina) segnarono, piegando a 
sbieco quel frego, f f'') 

t 5 SBIESCIO. Add. Lo stesso^ che 
Sbieco. Gali. Sia. ì5^. Perchè non può 
ella aliballersi a dare sullo slue^cio di 
qualche sasso fitto in terra , e che abbia 
il pendio verso dov'è Ìl moto? (qui in 
forza di sust.}. 

'I* § A sbiexcio, lo stesso che A sbie- 
co. •• Gal, Sist. i54- Se noi non lascias- 
simo cadere (la ruzzola) su qualche pietra 
che avesse pendio ec, e cbe, battendo a 
sbiescio sulla pietra pendente, acquistasse 
movimeulo ec. , non saprei io qual altra 
maniera ec. (B) 

SBIETOLARE. Imbietolire, Intenerir- 
si , Piagnere j voce bassa. Ma'ni, 7. 93. 
Trovan Nardino ancor di male oppresso, 
E sliielolar lo veggono ancor lui. ^ Mi- 
nucc, pag. IQ7. Come noi da Bietola ca- 
riamo il verbo Sbielolnre , cbe vuol dire 
scioccamenie piangere ec. , così gli antichi 
avevano Bcfizare,ec. (B) 

SBIETTARE. Contrario d'Imbiettare^ 
Cavar Iti bii-tta. Lat. cuneum evellere Gr. 

§. I. Sbiettare, in sicnijlc* neutr-, xi dice 
del Partirsi con prestezza e nascosamen- 
te, quasi fuggendo, e scappando vìa. Lib, 
Son. 55. Arranca, sbietta, spulczza , cal- 
cagna • E i3o. Isbiella lùor di nostra 
colombaia. Ciriff, Calv. ^. Ii3. A qucslo 
modo la brigata sbietta Verso la porta . 
Salv. Granch. 3.5. Eccoti ch'egli sbiellan 
di qua. 

* §. II. Dicesi iu provcrb Mentre pi- 
scia il cane, la h'pre sbirtta s e vnle che 
Chi njn sollecita qumdo e* può , ; erde 
l^ occauonc. Malm. '] . 87. E mal per chi 
ba tempo, e tempo aspetta; Che mentre 
piscia il can, la lepre sbietta. (C) 

SBIGOTTIMENTO. Lo sbigottire. Lai. 
animi consterna'io , pavor . trrpiditas. Gr. 
ex7r/n|(^. C. 7'. 7. 26. 4- Sentito ciò uel- 
l'osle del Re. n'ebbe grande sbigottimento, 



Pass. pr. Non ostante la paura, lo sbigot- 
timento , il dibattito, r ansietà ec, e gli 
altri gravi arridenti die hanno a sostenere 
Coloro a' quali tal fortuna scontra. Cron. 
Mordi 3-'Ì8. Fu questa presa gran rotta, 
e grande iil.igottimento a luUi i Fioren- 
tini. Pist. S. Gir. Appo Dio non jiossìa- 
mo esser frlìci , se non siamo combat- 
tuti dalle sventure, e dal terreno sbigot- 
timento . 

SBIGOTTIRE. Atterrire. Metter pan- 
rn Lat pertirri-fai ere, ttmcrcm incutere, 
crinslantiani exiniere , e:rtirrerf. Gr, xa- 
T«:T>kri'T7;tv Pass. 11. Dicendo con pre- 
giudirio delle 1 irò anime, che non voglio- 
no Io 'nfermo iibigotlire. E z'.'o La paura 
delle salvalicbe fiere la sbigottiva lorte , 
Tac. Dav. Ann. 12. ij2. Fatta la cosa 
maggiore , per isbigotlire il nuovo ca- 
pitano . 

3 §. I. ZT ncutr. pass. , benché talora 
colle partici Ile MI, TI ec. non espresse, 
vale Perdersi d'animo , Impaurire. Lai. 
animo cadere, pnverc, Gr. X!'T?.Suy,;Tv , 
TTSpifc^-L's'^ui. Bocc. nov. 43 18. Pie- 
tro, al qual pareva del ronzino avere una 
compagnia e un sostegno delle sue fatiche, 
forte sbigotti . E nov, 67. 6. La donna . 
senza sbigoiilre punto , con voce assai 
piacevole rispose . Peir. son- 236- Onde 
si sbigottisce e si sconforta Mia vita in 
tutto. E cap 5. Coni' uom rh'é sano, e 
in un momento ammorba , Che sbigottì 
scc. Dnni. Ii'f. 8. Perdi' io m' adiri ìVon 
sbigottir, eh' i.' vincerò la pruova, E ai- 
Cosi mi fece sbigottir lo mastro, Quand* 
i'gli vidi si turbar la fronte.^ Cas. son. 
ig. E sbigottisce del passalo risco. (FP) 
# §. II. tS"/ trova anche in senso di Sba- 
lordire , Stordire . « Stor. Pist. 3 Da 
una finestra gli gettò nna pietra , e con 
essa gli perro.^se sulla testa sì grande il 
colpo, cbe tutto il fece sbigottire ». (C) 
SBIGOTTITAMENTE. Avverb, Con 
isbigottiinento. Lai. pavide , trepide, an- 
Tie. Gr. Ttepi^iw;. Bim, ant Inc. 126. 
Questi sono in figura D'un cbe si niuor« 
sbigottitamente . 

SBIGOTTITO. Add. da Sbigottire. 
Lat. pertcrr-Jactus j trppidas , paviduì , 
exterritus. Gr "rZi^l^EOr';. Dani, Inf. 28. 
Oh quanto mi pareva sbigottito I Pttr. 
canz. 3o. ]■ Ivi s'acqueta l'alma sbigot- 
tita . Bocc. nov. 54. 7. Cbicbibio quasi 
sbigottito, non sappiendo egli stesso don- 
de si venisse, rispose, J'it- SS, Pad, i. 
123. Stibitemente \edendo questi dragoni, 
furono sì sbigottiti, che caddero iu terra 
per morti, avendo perduto ogni sentimento 
e conoscimento. Guid G. Dionigio Areo- 
pagita ec, , reggendo nella passione di 
Cristo oscurare il Sole , sbigotlilo, rosi 
disse. Tass. Ger. 2. II. E *1 volgo delle 
donne sbigottite, Che non sanno ferir, ne 
fare schermi, 

f :;• SBIGOTTITUCCIO . Dim. di 
Sbigottito; Alquanto sbigottito, LasC. Cen. 
Z. nov. 3- pog- 72, A madonna L.ildomine 
pareva già essere nelle mani di Malcbrau 
che, e stava mezza islìigottitnccia. (A) 

SBILANCIAMENTO , Lo sbilanciare. 
Lai. aquilibrii sublatio. Gr. t'soppCTTi'as 
Ufi/x'pizU. 

SBILANCIARE Tirar giù la bilancia. 
Levar d'equilibrio. Lai. acquilibrium tot- 
lere. Gr. l'copp'oTt'av ùfa.ip-Zv . Sagg. 
nnt. esp. 181 . Quella vera rarefazione 
ec. è d' avanzo per isbilanciare anche ap- 
parentemente air occhio il primo equili- 
brio tra essa, e le jialle. 

'^ §■ E figuralam, Viv. hit. La sera 
poi che a mio conto pensavo d'aver finito, 
prima cbe ad un' ora di notte , mi sbi- 
lanciò r arrivo dello Stenone , e appresso 
qcello del Sìg, Molara. (A) 

SBILANCIO- Lo sbilanciar» Lai- .ir- 



toaS 



S B I 



ijttiìibri amotiOt suhlath. Gr. i-sappOTiixi 
«pxt'pe-Tt;. Sil'-ifi pro-i. To.Kc. I. ^07. 
Quel che ancorj fj maggiore tlnlancio , 
per così Jirc, diiegujlilli, u cunfasìune, si 
e, che cullo sle^sa nome si aomina la 
viriti, e 'I villo. 

SBILE.VCO . ^tli. Hiienco , Storto, 
3fif/<fll'>. Lai, flislortilt , varnt , vafgtiij 
ditlortit criirihut. Gr. ÓoUf^o'i. 

# SBILLACCO Lo fletto che IJitlac- 
co . /iettiti. Disc I. igtt. Non vi lerrò 
con pjroI<? , e vi dirò s'*nti esagrraxioae 
una ipertiolc si stran;*, che voi non ve 1' 
imina^incrcstc giammai per sognaUilc dai 
cervelli più faniaslicalori di qualsista ro- 
manziirr piii sliillacco. (C) 

SBIRDATO. Ad.l. /nginnii.t. Truffato 
con hirhttj voce basta. Lai. dotis circitnt' 
ventits . Pir. nov. 8. 3o5. Che lem-ndusi 
più &birhat<> di FallaII>accbio , gli pareva 
metlervi più del suo. 

SDIKCIARK. Soccttiudere pfi occhi per 
vedere con più Jaci/ità te cose minute ; 
proptiù di chi hn l.t vìxti corta, Lat. 
hirqiiit ociilit iniueri Mafni. i. g. Sbir- 
cia di qua, di là per le ciltidì. K 6. 76. 
SLirciaudula un pò* mi>glÌD . e più da pres- 
to. ^ 7> W Sbirciando sempre in qua 
e in 1^ , se vede Donna di viso bianco, 
e chermisi nn. 

SBIRRAGLIA. Tatto il corpo insieme 
de* birri, o /amig'i. hai. h'ctoriim, i-el sa- 
letlitum muOitu'lo . Gr- ol pv.^iòo\J-j(ot . 
jir, l'^itr. 23. 63. L* aiutava a rìpur 1' 
arme sue intorno , Che al capitan della 
sbirraglia tolse. Jìnon. Fier, ^. 1. 21. 
Non s<-'ppi si fare Col volermi celar, che 
la sbirraglia Non mi scopriste. 

SBIRRERTA. Shirra^tnì.'Lìì, /ictorum, 
vel sat^ti'itiim mutlitmlo. Gr. oi cx-Sooj- 
3(0C. Bern. Ori 2. 3. H"] . Ecco addosso 
gli fu la sbirreria, liuon. Ficr 4 i 12. 
La sbirrcria non ha la maggior voglia , 
Che di raffardi'llarnii qualcbi; golfo. 

SBIRRO. Hirro Lai. lictor , sttletles. 
Gr, i'A^SoZyji ., Tojorvj; , u.Tz-.ce'm^ . 
Fir. ^<. 284- Allori fu il romor grande 
non solo tra il padron della casa, e i soU 
dati, ma con gli sbirri ancora . Bern. 
Ori, 2. 21. 33. Appena aveva ciò Bru- 
nello inteso, Che dagli sbirri fu tulio di 
peso. 

§, \. Dir le xiie rngioni agli sbirri, 
vale Dir li' sue ragioni a chi espressa- 
mente l' e contrario, e non può aiutarti, 
Lat. apu'i noverc'tm quiui, /'. BIUKO, 
g. II. Cccch. lue, 2. 2. Doletevi i)i voi 
•tesso, cho andaste ( semplice 1} A dire i 
fatti vostri e (come dicesi Per proverbio) 
le vostro ragioni a Gli sbirri. 

K' §. 11. SItirro, dicesi d'i' Pescatori e 
31arinni, a un Pezzo di canapo impiom- 
bato nelle due vtlreniilà , che serve ad 
imbracare, qualunque co fa per traspor- 
tanti altróve , r> lcv>irla in alto. (.'/} 

SBISACCIARE. Ca^ar le rohe della 
bisaccia . Lai. i- pera evincere , Matt. 
Franz. Jìini. buri, 2. l38. Inibìtacciare, 
e sbis.icrturc spesso. 

SHIZZARRIHE. Seapticcirej e si usa 
nel signific. ntl., nel neutr, e nel neulr. 
pass. Lai. genio indulgere^ geniunt exple- 
re. Gr, x«V ■ftO'ì-ii)'* TTSteiv . jVof, ant. 
g. 2, 34. Noi abbiamo sbiuarrìto , e il 
Duca di Trillano . e dt'gli altri, rhc -tono 
un gran pezzo maggior barba, cbi> i Nor- 
cini . Matt Frani, fììm. buri. 2 ì5^. 
Ver vostra Te , non è la poesia Un pro- 
prio andare in p'>stc co* raprirci, E sbii- 
xarrirsi della fant.isiaT 4 Fnrch. Star, 2, 
3l> Gridando un vetturale, e volendo 
uno du* suoi muli sbiiiarrire correndogli 
dietro, e cuo^uiia maiza percuoLcndulo , 
fu cagline che nudtl si levassero, e cor- 
ressero fu'^ra foli* arme. (C) 

S U O C C A M EM O Le Sboccare . Serti. 



5 B O 

Star. 1. 5i. Vi sono, olire a questo, 
lanli sboccameutì di strade che entrano 
una n*-ir altra, che. a guisa di laberintu, 
f.tnno tni;irrire e aggirarti ì non pratichi 
(qui vale imboccature. Lat. capila via- 
rum ). 

* SBOCCANTE. Che s'>occa. Salvin, 
Senof. lih. i pag. 5. Con iipalao<'ali oc- 
chi Ij bella di Abrocomr in loro sboccao* 
te ricevendo , e le maniere ornai ec. ( B) 
Bellin. Dite. I. 123. Vi entra aria per 
certi ejnalt fatti a polla , sboccanti nella 
nostra aria cfirrna dalla superficie esterna 
del gusrio. (C) 

•r •^. Per la Cosa sboccata. Plut. Adr. 
Op. mor. 4. 104- Nel verno scaturisce 
(l' acqui) nuova e r'^ceote , di cui i ne- 
cessario che partecipi ancora Ìl mare agi- 
tato, oltre il rirevcre gli sboccamenti de* 
fiumi . F aoS. La terra per gli oltraggi 
di sboccumenii diioidtnali ili fiumi, e per 
le paludi era per lo più sformata. (C) 

3 SBOCCARE . Oiced propriamente 
d 7 Fnr capo, o Sfetter JoCe i fiumi, od 
altre acque simili , in mar,' , o in altro 
fiu-nr , Lat. se egerere, egeri, maria su- 
bire , se esonerare . Gr. ti; 5a).X7oav 
IX^ipiy^OCt, 2*«5^x7/!iv. Slor. Far. 5. 
107. Il primo è Vcncr, o Venero, donde 
sbocca il fiume Trolletla, lungo la costa 
de* monti asprisslnii che dividono quasi la 
Scondla . E 119. Sino all'ultima cnnra- 
viii del Carnaro , dove 1' Arsia sbocca 
nel mare. Sj'Ier. Colt, 22. Pur rettifi- 
cargli conviene talvolta fare grandissimi 
fossi aperti , che ìsboccbiao in laghi e 
fiumi vicini. 

#3* '• '" ^"^ senso ti usa anche at- 
tivamente . Lat. devoti'e'C . Plut, Adr. 
Op* mor. \ 98 Oli albuscclli e le pian* 
te che si dice gennioare nel mar nero 
non producono frutto abuno , e son nu- 
trite djir acqua de' Gumi che vi sboccano 
molta belletta (D) Se^r. Fior. Star. Uh. 

12. Cornelio riferisce esser venuti oratori 
FlurL'niini aU'impiTjlorc a pregare , che 
i l'acque delle Chiane non fossero sopra il 
paese loro sboccale. (CP) 

* §. n. Per l' Uscire che fanno ifiu- 
! mi, simili. d<:l hro letto. Trafioccare. 
I M (r. /-'. 11. 1. Il- L'Arno sboccò al 
I lusso Arnoiiico, e al borgo dello Campa- 
ne nello stagno ••. C^J C-f. Fn. lib, 5. 
E Xanio . da' cadaveri impedito , sboccò 
ne* campi, e deviò dal mare. (Br) 

g. Ili Pi-r simtltt. Lat. irrurrr, vio- 
Icnier egiedi , evaderf , Gr. e'^ui/^a'ÀJietv , 
ifop<sv.'t . Ciriff. Calv 3 io3. Eccoti 
gli Arbi ili uu tratto, ibe sboccano Fuor 
d'una valle per uni-i costiera. 

■f 2- IV- Shoccare, vate anche Svolta- 
re t o Svoltando riuscire . Anihr. Furt. 
4. 1. Voltale a man manca re, sboccate 
poi a man destra. ♦ Late. Gelos. 3 6. 
Vennero a sboccir qua lutt* e due , o 1* 
UDO venne alla vulta mia ce. (F) 

§. V. Shoccare i vasi, ò il Gettar via, 
Trarre, quando e'soa pi'ni, un po' po' 
di quel liquore eh' è iti sopra, Malm. 
7, IO. Sbocconnllandn , intanto il fiasco 
sbocca . JJav Colt. iG'ì. Me' Dischi del 
trebbiano , p<-rcbò non inforti , si iiirite 
un dito d' ulto alla boera; ma quando si 
vuol bere bisogna, sboccalo 1' olio vìa, al 
fiasco romperò il collo. 

g VI Sh turca re , <i dice anche del 
liotnpere la bocca to' vasi . I..al. vasis 
crt/ìcium /tangere • Gr. %,'f/t\04 oro/uc 
^laxXvv. 

^ ^*. VII. Sboccare , parlandosi di Ar- 
tiglierìe . vale Itomper loro la bocca . 
Guicc. Star. 4* >ll- Contro al quale 
(pastnvolanle detto il bufolo) benchì) Pa- 
gul» voltasse alruoi pasvavotanti da' quali 
fu sboccato, non cessando però di trarre, 
Ijcerò di maniera in più dì \é torre, cbo 



S B O 

Paffolo fu alla fine coslrello «Ti IcTame V 
arliglrerij, e abbandonarla. (C) 

* §. Vili. Shoccar la trincea, vale 
Aprirla per procedere innanU cogli ap- 
procci, o per an-tare all' tu tatto di qual- 
che opera di fortificazione, Guiec. Stor. 
lih. 17. Euend<t»i battuto quasi tutto il 
giorno, fece sboccare la trincea, con spe- 
ranza di pigliare la notte medesima il ba- 
stione . /:.' tvi .' Essendosi al diciannove 
tbocrate due trincee nelle fosse loro , si 
ritiravano con altre trincee, delle quali il 
Duca d* Urbino teneva poco conto. (Br) 

§. IX. S'tcccare , fi^uratam. Mor. S. 
Gr.-t:, l buoni uomini col freno del eoo* 
sigilo si ritengono d^llo sboccar del par- 
lare (cioè, dal parlare sboccatamente). 

* £. X. Prr Proromprre . Mor, S* 
Greff. 2. IO- Tanto più ardilo , quanto 
più disperato sboccasse in alcuna viilaiua. 
E 2, 2J. A<-ciocelic venendo alcuna ten- 
tazione egli f il nostro animo ) pertanto 
non si sbocchi di fuori in alcun parla- 
mento illecito. F 5 3l. Essendo l'animo 
turbato, uieotedlmmo si pon*r silenzio di 
non iiboccare di fuori io parole . e cosi 
tiene silfnxio al prossimo suo. (F) 

SBOCCATAMENTE. Awerh. Dicesi 
Parlate shoccatatnmle , del Parlare con 
diTotifstiuhtt. o'/scene loqui. Gr. àiv^po- 
Xo'/d* . * Seg'ier C'ist. instr. i. aS- 
2. Se una ved ivj ec. parla sboccatameote 
cogli uiMiiioi che a b'ì vengono ec. é dif- 
ficile il riputarla una tortorella scompa- 
gnata che pianga la perdita dolorosa del 
SUI consorte. (C) 

*1" ^ §■ SIjoccatamente , vale anche 
Sfrenntatnente , Senz.i verun rtlegn'i, jé 
guisa di cavallo shorcnto. Segner. Parr. 
instr. cap. 18. a. Chi poirà mai correre 
tanto sboccatamenlc in braccio alla di- 
sonesià , che nou sì raKvcnperi alfine « 
ec. (^) 

SBOCCATO. Add. d.t Shoccare. 

f §. I. Per nielaf vale Ditonesto , o 
Soi'e'chinmentr triterò, incauto nel par- 
lare. Lat. obtcene loquens, ore infrieni . 
Gr. at7X»o/oy3; . Pass, tì^. Non sia 
ebbriaco, non taverniere, non giucatore , 
non masnadiere . non isboccalo . Cant. 
f'nrn. Qit. 27. E or non si vede uomini 
in vecchiezza Piùiupeibldi loro, r più sboc- 
cati , Farch. Stor, 7. 176. Cominciò a 
dire apertamente per tolto, come leggiera, 
e sboccato rh' egli era , che chi vincessa 
quella prowiiione non pulrcbl>e essere so 
non un tristo . E F.rcoL t«2. Questi tali 
maldicenti si chiamano » Fircoae ec. eoa 
meno infame vocaltolo, sboccati, lioguac- 
ciuii. mordaci. 

§. II. Shccealo, si dier anche al Ct* 
valfn, che n-m cura il mono; che aiu/tm 
il diciamo Duro dt hocco. Lai. liuri ori». 
Gr, «TT9_UL0fi- Frane, Jìnrh. 36l. j>. Il 
cavai discoverlo nel tenere Feci sboccato 
sema ferri, o freno. J/irc- la. %%. Caval- 
cava un'alfana snii«arala. Di pel morrl- 
In, e stella aveva in Irontoj Solo no di- 
fetto atea, ch'era sboccata, E pel Its- 
ror le par piano ogni Tnontf . ^ Gi.v. 
Geli. Fit All'. .34. Ercole Canlelmo 
giovane di aobilissinK> sangue, trasporta- 
to da uu ravallo sboccato io nwtao de* 
ncrairi, ron grandissima crudeli^ schiavo- 
na, rimase estinto. ^O 

g. Ili S'-occtto, Si dtc» ancora de* 
Cani, che per itlanchesza , o per mttnf 
non addentane. Pise, t'alc. al. Come 
cacciatori, rhe avessero i vollri shocrati, 
e non potessero io sul giugoero la fiera 
aasannare 

S IV. .WtvC'Tf* . «cciunio m ^maeo , 
vate AfanO'uesio. o talora anche RoHo 
ne/in ttocca ; contrario d' Abbocca- 
to . 

I 5 SBOCCATURA. Lo j'/occarr. ed 



S B O 

mneha 1/ Luogo H^n'e un finmf, una itm* 
da, o stniilf, shoccn; Shocco. Lat. faitcet. 
Bar^h. Ong. t'ir. 1 23 Poco meno che 
io sulla prima sl>ncc,itiir.i del Btime ce. 
nceve tulio il ptirno empito e furia dell* 
•equa. Gè//, ie't. 2. /«. 4- ^^ Vuole 
che sia ricoperta da una faldj di terra 
a uso dì volta la sua sboccatura. 

* §. I. Sftocciìmra , dicesi anche l' 
^zioHf dello sboccir^ un fìnsco. Fcrtig, 
Rice. A tue serabianxe belle (Picele) io 
sacro questa sboccatura. (.-0) 

* §. 11. Onle ISssere alla prima, al- 
la seconda te. sboccatura , vate Aver 
manomes-fO il primo, il secondo l'C, fia- 
tea, Avert sboccalo uno, due ec. Jiaschi. 
» Ma/'/t. 12. 5. Qui per alquanto a Pa- 
ride riturno, Gli" e nell* oste alla quarta 
sbocrulura »■ (A) 

SBOCCIARE. iVe«/ro. Si dice dell' 
Uscire ti fiore fuor de/li sua boccia . 
* Sa/vin. Disc. 3. 7I. Perchè le cose nella 
primavera muovono e sbocciano, ma non 
maturano, ec. (*) 

* ^'. Pr similit. dicesi de/le Aeque 
sotterranee, cbe s' aprono una via , ed 
ffcno fuor de/la terra. P'iv. /eli. La 
sorgente ec. sia ridotta a sbocciare, e 
rompere nel più debole della campa- 
gna. (A) 

SBOCCIATO. Add. dì Sbocciare. 
Sa/vin. fìisc. 7. 265. Narciso poi, con- 
verso in fiore, ci mostra quel che è in 
realtà no»trj vita, che scappa fuori a mo- 
do che fa il fioie, il quale appena sboc- 
cialo rade, ed è pesto. 

t SBOCCO. Lo sbeccare, anche il 
twy^o dovi' sbocca un /tii'nt', una strada, 
simili-. Lat. effluinuni, Jaticet. Gr. ix- 
psu»;. 7ac. I)av, Ann. 12. i53. Appa- 
recchiò un convito allo sbocco dell'acqua. 

SBOCCO'CliLL.VRE . Man^iinr /^^. 
giermente. Lal.irro'/fr?. Gr./a7a-:;w''/=tv. 
/Vr. Lnr. 3. 1. Domine, eh' e* non vi 
sia rimasto qualcosa da sboccoDcellare 
qualcun di quei rilievi? E 4- ^- Las iami 
andare a vedere s* i' truovo da sboccon- 
rellare in qualche Iato. * Ma'm. 7. JO. 
SboccbDcellaodo intanto il Basco sbocca, 
ec. Minucc ivt .• Diciamo sboiconceUarc, 
quando UDO, mentre aspetta che veoga- 
uo i compagni a mensa, o che sia por- 
lata la roba in tavola, piglia de' pezsetti 
di pane, e mangia. (Bj 

* SBOGGETTAUE. Dicesi Sbog^ett.ir 
sentenze, e vale lo st*-ssi chi- Sputar 
sentenze. Al/eg ^'i'j. Se quelli ( i let- 
terati) sboggett:>Q le sentenze ammirabili, 
• questi (gì* idioti) ne fanno lo schiamaz- 
zo maggiore, (f) 

SBOGLIENTAMENTO T A. Quasi 
Bollimento, Lo fbogfienlare. Lat. ntofur, 
accatto, fervor , aestttf. Gr. /.itri'ìi:, , 
^s'ii^, XKUffWV.. Cr. 4. I- 2. Le foglie 
della vile ec., in acqua cotte, il ealor 
febbrile refrigerano, e lo sb'>j;lìeniamen- 
lo e l'enfiamento delU» stomaco maravi- 
gliosamente cessano. Ovid. Metfim, Sic- 
come la n.ivc, I4 quale piglia lo vento 
o lo sboglientamento contr.)rio al vento. 
firt^. Kneid. M. Sentendo Enea tempesta 
nell* animo per grande sbogli^'utamento 
di sollecitudini. M* V. 2. 5g. Avendo in 
parte raccontato lo sboglientamento delle 
guerre. 

SBOGLIENTARE T. A. Qunsi Boi. 
h'-e; e ptr metaj. Agitare. Perturbare , 
Contmuoxert. Lat. n*;itare , iommoverCt 
incender r,ferve/acere,GT. xtti.X-J.'b-puw.'- 
ȣiv . Va/, Hfass. Ciascuna somma cru- 
deltà sht>glientava nel cieco furore. M. 
V. a. 3ìi. Tanto imbrigamcDto di guer- 
ra sUoglìenlava gli animi degl* lia- 
liaut. 

§. I. P r simi/it, Zibald Andr. 121, 
Quandi) e^li non fosse ben disposto , ne 



S B O 

ben temperalo, si *1 conoscerai per questi 
segni, cioè spesso sboglienlare, ruti^ire di 
sripido e puzzolente savore (ci'?i. Cargo- 
gltare il corpo per /o vento c'ie si raggi' 
ra entro le budella). 

f g. II. In sipni^cnto neutr. patt. 
va/e Accendersi, S/ogani. Lai g/i^cere . 
exard-re, inflammari. Gr. !/ j>) sysTàDtt. 
Guid. G. II. 1. Per la qual cosa tra li 
Greci e li Troiani del detto castello cru- 
delmente si sbogltcntòe battaglia. I-^ altro. 
ve: Innanzi che si apprrs&i il duro col- 
tello, che la tagliente spada si sboglieoli 
ntl vostro sangue. 

SBOGLIENTATO. /'. A. Add. da 
S/w^lienfare, M. /'. 8. 106. Là quale 
quasi del lutto divisa, e piena di scan- 
dali, di rioltc in conlinue guerre sbo- 
gliontate, ec. 

SBOLZONARE. Pare delle bolzonate, 
BolciO'irtrc. Lsl. arietai-e. Gr. xopyTTTsiv. 
V S'ilvin. Otiist. 167. Altro altrove 
cantò r alta cìitade Sbottonar. (N) 

g, I. Ar simi/il, Lib. Son. 5p- Pur 
lì giovò a sbi^Uonar ragazzi. Mn/m. t\. 
7,'). Cupidi' Amor, che tanti ha sbolzonato, 
Berzaglio qui si giace della Morie. 
■ §. 11. Per Guastare il cranio delle 
monete. G. /'. 12. 96. i. La moneta da 
soldi quattro di Firenze ec. e la mon"la 
di quattrini si sbolzonavano. e portavano 
via. D'ìv, Man. 119 Peggiorandola (la 
monetn) \ viriiii e '1 tempo, e le male 
arti, la >ua buona fia sbulzonala inconta- 
nente, e tr.ftigat;!. 

SBO:\IDARUARE. Scaricar le bom- 
barde. 

§. Per metnf. vaie Tirar Coregge, 
Lai. pedi-re^ errpiium ventris emiltere. 
Gr. Trs'jSCa'V Burch. I. 127. Entravamì 
per bocca nella pecria, Ch'io non po- 
teva le labbra serrare; Onde mi bisogna- 
va sbombjrdare Per la taverna eh' esce io 
vacchereci*i.i- 

SBOMBARDVTO. Ad-Ì, da Shombar- 
dare. Buon, l-'ier. 3 2 . 1 2. E iperbolo- 
iii. e fiabe sbombardatc (<jui per metaf. 
cioè sballate). 

SBOMBETTARE. Bombettire . Sl>e- 
vazzare. I.al. se vino ingurgila'-e . Gr. 
KaTOtvjy^rat . Infar. Sec. 142. Lo 
sbombettare, e l'addormentare che fanno 
insieme Giunone, e Giove- 

* SBO-NDOLATO. f^. A. Ada. Po- 
vero, Sci 'gtinito . Cavnlc. Pun^il. ^S. 
Hanno a vìIp ed in orrore gì* infermi e 
poveri , ed altri sbondolati, e sciagura- 
ti- (y) 

SBONTADIATO. F. A. Add Inutile, 

Che non è qumi pia buono a nulla- Lat. 
inutilis - Gr. -xpyùoi . Zibald. Andr. 
Ii5. Guardatevi di non avere a fare 
con uomini sbonladiatì, e sventurati* Vtt. 
SS, Pad. Come a persona che parca ìor 
vecchio e sbonladiatu, si gli commison la 
cura dell'orto. 

•f * SBOiVZOLAìVTE. Che sbonzola. 
Che pende , C'ie 'e cascante per abbon- 
danza di umore . Sitlvin. Nic. Al. Di 
Ijtte colma sbonzolanlc poppa . E de/. 
Eitrip. 6. Le sbonzolanli mamme Cala , 
e porgi a ricever Da'capczzoU i semi. Che 
ai talami tu lasci degli agnelli ec. (A) 

* SBOZZOLARE. IS'èutr. Penzolare, 
Ester p:ndeiite, e come cascante per ab- 
bond.inzn di untore . Sa/vin. ì\'ìc. Ter, 
Trae giù le poppe ec. di lalic sbonzo- 
laudo. (A) E Odist. 189 E per le man- 
dre Le femmine lielarano non munte, Che 
le poppe scoppiavan sbonzolando. (?>') 

SBONZOLARE . Xeuir. Jl cadere in- 
ternm-'ntc gì' intestini nella coglia ■ Lat. 
intestina in scrotunt decidere, Burch. 2- 
2 Ed ella va dicendit: va, che sbonzuli. 

^ §- S. E in signific att, per Far 
cader? ,id a/t'uat iitrramente el*intestini 



S B O 



1029 



nella coglia. Late. Cen. i. ncv. 8. pag. 
149 Ed egli artatamente lascialosegli ca- 
der<* addosso, fu quasi per isbouzolarlo. (C) 
%■ II. Per ni. taf. PaViff. 2 E sbon- 
Zola dom.in , eh' è Berlingaccio ( eio'e , 
empiti tanto, che tu Corra risico di sbon. 
zolnr» , o scoppiare . Lai. alvum disten- 
dere, ventreni disrumpere . Gr yxsTl^pa 

(J(aT5lV2tV ). 

§. HI Per similit. Aprirsi le muraglia, 
o timi/i j Bovinare . Dav, Oraz. Gen. 
deltb ii8. Se noi le carichiamo (ir mu- 
raglie) del nuovo pondo di que«ti ferra- 
menti e pietroni , elleno primieramenta 
faran pelo, poi corpo, in ultimo sbonzo- 
leranno , e fracasserà « gni cosa. 

* §. IV. Per Abbondare Sahin. Geor. 

I. z. Ne mai rifina l'anno che o di po- 
ma Non slonzoli, o di parto di bestiami, 
O di covon di cerenle spiga. (JS') 

SBONZOLATO. Add da Sbonzolare 
•f *SBORACIARE, e SBORRACURE. 
Purgare dalli bor'race . Lat, chrysacol- 
Ifi purgare. Gr. XP'^<'OKO>.).'Xv tÀv'xipZtv. 
Beno. Celi. Orcf. 28. Saldato che sari 
il lavoro la prima volta , se 1' opera sia 
d' argento si firi bollire ce., e tanto vi 
bollir!:, cbe il lavoro sia sboracialo; la 
qual cosa si conseguila per termine d'un 
terzo d' ora. (*) 

'^' SBORBOTTARE Btn.-broftnre. Lat. 
increpitnre. Gr. iTZiTifiàv. Red. ictt. i. 
[ 6. Ella mi ha sborboltato, rampognalo, e 
sgridato a torto (•) 

SBORCHIARE. Levarle borchie. Buotft 
Fier 4 4- *2. Le scatenan, le sborchiano, 
svcspiiano. 

* SBORDELLAMENTO. Lo shordeU 
lare, Piittanec^lo. Lai. corruptela _, me- 
retricium.Gr. C'.stjsàocx Erat'^Tj^i;. Segn. 

\ Stor. 11. 281. Senza raccontare gli sbor- 
dellamenti delle matrone ni-bilì, la vergi- 
nità perduta dalle fanciulle sacre, e pro- 
fane , ec, (*) 

SBORDELLARE. i?orrfe//3re Lat. /cor- 
Tiri. Gr. TZOpviTjzi-j. 

§. Sbordeli'nre, vale ancora Fare il bor- 
dello. Far il chiasso. Buon. Fier i. 5. 

II. Mentr' e«si sbordcltandn Si rivolgevan 
fegatelli vivi per entro M fieno , e facean 
capilondoli, 

* SBORRACIARE F. SBORACIA- 
RE. (AJ 

SBORUAiìE. Ca.ar fa borra. Lat. fo- 
mfnt'ii'ì editcerc . 

g. Per Dar/tw!, o Dir checchessìa libc' 
ramrnte.'L^ì.. promere. Ter. Gr. SK/.p'oéì'j. 
Fare, Ercol. 58- Di coloro, i quali re. di- 
cono tutto quanto quello che hanno detto, o 
fatto a chi ne gli dimanda ec , s'usano que- 
sti verbi: svenare, sborrare, ec. l^nc, Vav. 
L' essersi trovato uno che sborrò il ratlenu- 
to da tutti. Alleg 104. Ricevendosi con fe- 
sta , e sborrandosi eoo soddisfazione Buon. 
Fier. 4. I. 2. E poi quel che la lingua sbor- 
ra e mesce. 

* SBORRATO . Add. da Sborrare, 
Baldin. /?cc.^ Cavalli e ciucci con lor ba- 
sii, e sborrate barclelle. (A) 

SBORSARE. Cavar della borsa e co- 
m'uiemxinte pagar di contanti. "L^X.pecu- 
niam num.^rare. G-r.xcKTV.^V.yitv Ùpyjp'jo v. 
j1/i«. Franz. Bim, buri. 2 67. Man- 
dando lo sborsar per la più lunga. Ar. 
Cass. I. 5. Poi quando aspetto che i 
danari sborsino. Non ri hanno '1 modo, 
mi domaodan termine. Bern. rim.i- il8. 
n' iotratlenerti, pur cbe non si sborsi ; 
Con audienze, rispusie. ec. 

SBORSATO /^./rf. da Sborsare.l^at. so- 
lutus , narr^rratus . Gr, /«T«.5>»;-El'5 . 
Guìcc, Star. Con fjcolii di ricomperare 
i beni alienati dal fisco, ma rendendo il 
prezzo sborsato. Fir. As 2^0. Sborsato 
il pregio della mia compra, che fu ben se^ 
dici lire Ec , mi cnn^egnò a Filebo. 



io3o 



S B O 



SBORSO. Lo sbortirf, P-iginieiti. 
Lai solatio, Gr. xair^olo'. Occ'i. Esait 
Cr, 2. 2 E' mi bi*o;;nj Fjtc uuo sb-ir- I 
so, che coitui oi>n h Per <iir di al , i' io j 
non pjgo i suoi tlt^-ltiti A»-. Cim'i. 91, 
DjI primo iborio vostri al prewnlc ri- ì 
torno ce. avrete gujitjgnatu scudi uno e 
mc»o. ' 

# g. Sborso, dicesi talor/t ancfie il 
Jìantro iborsato Sfaner. Prel. Pai Ap. ' 
2. |3 Quando il priqcipal (debU>re) ooa ! 
gli c&liagua (i Urbili J con pieno sbirso, 

■ I mallrvidurcc tenuto al pari d'estinguerli 
ad uno ari uno fCj j 

* SBOTTARE Sembra lo stesso che ' 
/■'otarf. Sgonfiarsi. Car. Matt. 2. Schia- 
Diaxia. e si dibatte, e sbuffj. e sbotta. (*) 

•f SBOTTONARE. SJihhiare i boti >. 1 
nij coHlrrtrio d'jihbottontre Lai. globii- 
tot lax.irf, vel rcsoh-erf. Fit. Pini, So- 
pra queste parole sbottonò te sue r->be, e 
mostrò dA sU'I pellu tanti forati» che nul- 
lo uomo lo potea credere. 

§. Sfi-fttonare f figwal-fm. , si Ota per 
Dire a'cun mollo contro a chlcchefsit / 
che anche didimo Sbotion 'pigiare . Lat. 
convicia ingerire, co ttumrlins in/erre , di- 
cieria ia'er.*, diclfriir. seu aculeatis vrr- 
bii lace*'lre, Gr. yniopììv, 63pt^Uf, 

t SBOTTONATO ffU.'fiS'jAtonire. 
Feo fiele. J'it Colomb. 25 Quegli po- 
ciiì panai cbe portara, teneva sbottonati, 
al petto. 

SBOTTONEGOI\RE Di» e alcun mot- 
to cont'O a chicchesùa. Lit. convicia in- 
gfrtre, dicterit iucer^', dìcleriis iicesu- 
re. Or ioiòopiì'*, u^S^si^su. Varch. Er- 
eoi. 6j Sbotloneggiarc, ci )C dire astuta- 
mente alcun motto contro cbìccbcsiia per 
lorgli credito e riputazione, e dargli bia- 
simo, e m.ila voce. Sul*'. Gtanch. 3. 9. 
Per isdegao dovè contro questi asini Sbol- 
tòncgglare non so cbe Dav. Scism. Sfì 
Due preti. Un loro famiglio, e nn frate, 
cbo sbottoneggiaronn di questa podestà sa- 
cra del Re, furono impirrati, e squartali. 

SBOZZACCHIRE. Ctcir del lisicitme. 
Uscir di stento s prcp-Ì3 delle piante e 
degli anìmjH, che dopo esseie slati al- 
guanto sitll* t'ubozzacchiic, si son riavuH, 
Lai rcviretcrre, reviviscere , vires reci- 
pere. Or. c^vK/o/juCs^sat. 

« SBOZZARE. 'Terni. d.-j;li /Irtisii . 
che signijìca in generale Dar una prima 
forma a ciò che si fiul mettete in op<^ra, 
come limare un puzzo di metallo , e ri- 
durlo pretio a p.^co ai/'i grossezza e Ina- 
ghezzt che dee avere (A) 

* SBOZZATO- Add. d\ Shozza- 
re . lìnrt. Uom. punt. I 4- P'^^' '^^■ 
Ma vinto ancb'egli d.l troppo m-ilagevo- 
le argomento, lasciò l'opera poco più cbe 
sbowata. (TC) 

* SBOZZATURA. Sbozzo, Abbozza^ 
mento, imperf. Tim. D. 12. T 8 3*)^. 
He possono csscic in vcrun modo piccole, 
o minime ibixuturc dt quv'gli ultimi edi- 
fici! invisibili (!•*) 

SBOZZIMARE. Cavar la hozzimi. Lat. 
emphilriim Jur/arrun exculerc. 

SBOZZO. Abbozzo. S.ilvin, Prot. To- 
se, 2. ìO^y. La prima sl.impa serve qujsi 
di primo sbozzo ^ Imperf. T. Ttb, !), \ . T 
1 1 . 73. Ne tal cosa si può comporre, e nict 
tAru insieme in un attimo a fotta di vi- 
vezza e ingegno , come i primi sbozzi si 
fjnno. (!'} 

SBOZZOLARE. Pigliar col bozzolo 
ptrtc della molenda, ostia materia maci- 
nala j lo che Ja il mugnaio, per mercedi- 
di-lla sua optia. Frane. Sacch. nov. l<)t) 
Vedendo Bozzolo, cbe non poteva tbotco- 
lare come volea ec. , cbiamo la saccente, 
che cosi avca nome la moglie. E pia sot- 
to: Una cosa (arò. cbe Douolo mai non 
mi sltntznjera mio grano. 



S B R 

§. Dicia-no aichir Sbozzolare, il ì^evj' 
re i bozzoli della seta di lull-i frat-n. 

SBRVCARE. Seuir, patt. Cwarti le 
bnche j r /l'urila-n, S/trzarti, Fire o^ni 
dilioi-nza pT cfiecrheitt^. L.1Ì oh titi, eni- 
ti. Gr. dfzt otxiiiv Alhs- l»i- <^'»< '•* 
si lien paotaecia e ti ticn loggia D-^'fatti 
d' altri , e qu'-II' è più valente. Che nel 
dir mal d* ognun ti sbraca , e sf<>ggia. 
fliioa, Fier. ^.2 I Quasi avvisando in 
loro Furlune sbardellate Sbracarsi la na- 
tura. 

SBRACATAMENTE . Avverò. Spen- 
sieratamenlf Lat. otioit. Car. lett, 2. 
li). Ffderigj sta b^'np. e si gode dell^ 
villa sbr.tcj|ament(r. ^r /:.' Lelt, Tornii. 3- 
Rivolgetevi poi addosso al contin''nte con- 
tro a que'tanli Re che nell' Appamond>> 
avete veduti, come sbraratamvote stanno 
sotto quei lor padiglioni. (C) 

SBR.ACATISSIMO. Superi, di Sbra 
CatO. 

§. Figurata-ri. per Grandissimo, Sbar- 
dellato. Lit- immeatue. Gr oe.airp»;. Al- 
/f?. l(>6. Mi sprona ad aver de* fatti loro 
una sbracatissima compassiin*-. 

SBRACATO. v^/t/.5e/i=iArarfte Frane. 
Sacch. no^. 116. Questi eberici Marchi- 
giani, andando sbracati, sono si fieri, che 
ogni piTsona fjnno venire a ubbidienza . t 
Alt. Alnn tja, 17. Ma mi pare un bir | 
rone scioperato. Ciuco, sbracato , e senza 
panni in dosso. 

g Figuratam. A/feff,Sg Perche io non 
ho cosi sbracato mobile in casa, ee. (cioè, 
cosi grande, cosi magnifico; ma./o bino). 
C'ir, l it. i. 74 Coniidt-rate per vostra 
Te, cbe sbracala vita saria la ooitra , se 
non sapessimo ec. (cioì, (elice, spensiera- 
ta, senza briglie ) . 

* SBRACtiKTA. Aziote di largheg- 
giare o in fttdy o in pa'fle. Lise Rim, 
I. a.iS. lo ho creduto sempremii , 
Cbe mignanimn fusi e , e liitcrale , Ed 
arevi per tale, Veggend 1 farci tante sbra- 
cerie. (Ci 

SBRACCIARE . Civav del braccio. 
Frane. Sacch. no^. l32. Non polendo 
sbracciar lo palveie , non sì potea le- 
vare. 

§. I* In signific. neatr. p-iss. vale Sco- 
prir le braccìij nudandole d' ogni vesta. 
Lat hrachia nud'ire. Gr- f-ZfX'no'»%^ «TT»- 
y\ìp.'iQri. ho'-. Med, cjnz. ì!^6. 3. Poi si 
sbraccia, e si lava il suo bel viso Matm. 
7. 67. Arriva a casa, e sbracciasi, e si 
melie ec. Sopra quel sacco a far le sue 
vendette. Buon. Fier. Inir. 7. 2 Sbrac- 
ciatevi, alleolatevi, La veste al fianco al- 
r.alevi , Il seno spettoratevi '-* fiucell. 
Diil. 3. Se vedeste con rb' garbo, con 
che lestezza du9 di lorf». Uiciic di schiera, 
si son vedale sbracciarsi quasi fino al go- 
mito. fUIin) 

§. II. FigM atam. vale Adoperare in 
checchessia og"i Jorz-i , e saperej modo 
b'itso. Lai. omncs ner*-os intendere , ma- 
nibut pedibusqur contendere Of- Otf'.Tn'- 
ve?&ai lìitnn. Fier. 3. I T». Ma rb# 
noi prima Ci doviamo sbracciare, ed ogni 
nostra Fona adoptare io lor , per beo 
curargli. 

SBRACCIATO. Adi da Sbracciarti 
Chr ha timh'-'CCrtto le maniche fino al 
gam'to, r nud ilo (furila parte del br.iccio. 
Lai. nndalus brachici, l'iamm. .'j. | IQ 
Vaghissime gi>*vani, in giublte di zendado 
spogliale, scalze, e sbracciate nell'acque 
arulanti Ltb, Astrai. Le \e»timenla corte 
infino alle ginocchia, e cinto sopr' esse, • 
altresì sbra'-rialo il braccio infinti alle 
gombila. lìuon. Fitr, 3 I. 10 A quei 
gan»n puliti in grembiul bianco. Sbrac- 
ciali , scollacciati , fti ramicÌDoU, E in 
calion di gnarnelto 

•f « SBRACIAMENTO ShraciaUt. 



5 B R 

Salvia. Tane. Buon. 4- 2- Sbraci! , rioè 
sbmctanienti, tbraciate ; tante pompose 
mostre, e apparenze (A) 

SBRACIARE. Allargar la brace acce- 
sa, pe-ch'elln renda mn^^i^ior caldo. Mmlm. 
II. 44 E 1* altro una palella da caldani, 
E con essa a lai cerea e sbracia il muto 
(fini f».:itra'am ) . ^ HJinuec. ivi j Sbra- 
ciar- Tuol dire stnzzirar la hrare perchè 
s'accenda, o fa'^ceta spandere alquanto; e 
qui dicendo gli sbracia il muio, intenda 
lo p'*rcuote con la paletta nel vito, • 
glielo scortira. (A} 

)(. I per ntetnf vale Lar^beigitrt o 
in/ntli, o in parole, Scalarq'tare prodi- 
ea mente . Lai. largire, prodize'e. Gr 
Otaps^a*. t'arch. Ercol. rf) A coloro 
cbe troppo si millanlano, e dicono di vo- 
ler fare e dire cose di fuoco , s* om, 
rompendo loro la parola io boera , dire : 
non itbrariale. Toc. Dav. Ann, I. 1^ 
Ma r esserli Germanico , sbraciando da- 
nari e licenza, procaccialo il favor de' sol- 
dati ec, e la cotanta sua gloria d'arme 
lo Irafìggevann . Malm 2 IO. Ond'io, 
sbrariar vedendo a bel diletto. Mi rìsr>l* 
vei levar quel via da* fiaschi» 

§. II. Sbraciare a uiciia, vale Censi*- 
mare lenfi risparmio, o riteri-o. 

SBRACIATA. Lo alla-gimento delia 
brace accesi, perchè renda Cfld-t maggio- 
re. *f ^ Salvia. Odiss. 2,^5 Ma poichi^ fu 
bruciato il fuoco , e morta La fiamma , 
fatta allor buoni sbraciata, Per di sopra 
distese gli srbidi<^ni. (3fin) 

§. /•- per metaC. vale Mostra di valer 
far cran cose. ^ Salvia, lìuon. Tane. 4 
2 Difesi fare sbraciale, cioè vanterìe, e 
-ostentazioni della propria persona. (B) 
•f SBRACl'O. Sbraciata, Sbraciameit 
U>, Pomposa mostrai, Apparenza di vo- 
ler ftre, o dire g an Cote. Detto dallo 
shr.tcìa'e che co*la paletta si fa del fuo- 
co, cin t'ir venir fnora, e scintillare la 
brace, tnfa''. prim, 485. Fu vanita . e , 
come si dice, sbrario, e sroprimento di 
troppo sforzalo artififio. CÀirl. Fior. 128 
St- mai pure i titoli aveste letti degrìn- 
se;;namenli A'Wà poetica, t degli ammae- 
stramenti della reiloriea, vi sareste mes 
io per ogni guisa a fame qualche sbra- 
cio, come avete fatto delle parole. Buon. 
Tane. 4- *- Che le padrone per nulla 
non sooci. Che faDn<> pur tanti sbrarii 
e sfuggi. 

SBHACUUTO Add S'nza brache. 
calzoni. Ma'm 7 25. Il quale, cosi molle 
e sLracutato , Il caduvero par di monoa 
Checca. Jtfraz sai, 3- Megli» era dargli 
un S3SS0 Nel capo, o una pedala arriso- 
lenne In qu^l corpaccio sbraciilato e grasso 
SBRAMALE. Ca.ar la brama. Sosia- 
rej e si usa in stgnific. att. e mamtr, 
patf. Lai. saliare, explere . Gr. iJt:r)Q- 
poj». Fihc 3 9 Avend'» ancora gli oc- 
chi alquanto della lunga sete sbramali, e 
prendendo riposo del rirevutn affanno, io- 
cominciò a menar lieia sita. Bemh. nm. 
q3. Cerco sbramar piangendo, an»i ch'io 
maoia, Le luci , rbc desio d* altro non 
hanno. Soea f mrch 3. pros. 3. Sei bi- 
sogni, che stanno sempre ■ boera aperta. 
e sempre cbirggìono àlcnns rosa, non si 
sbramano, n<> si empiono colle rircheaae, 
egli è gìuocofnrza che e*-, 

«SBRANAMENTO hi shranart, Girne 
Ora: 70 E l'oro alranìt-ro lariiamenia 
comincio feddnmeslirarsi per la Franeis , 
e pertuadere lo sbrananieoio di quel po- 
tentissimo rrgno (\S) 

t * SBRANANTE, Chr sfirama» Bel- 
lin. Dite <)8 Se dunque stcìs^ volalo Dio 
cbe la testuggine si pascette di lolhgtni , 
a dispetto di tulli i tlagelb loro shraosnii 
ori loro strì:ciaTe, non er* rgU necessari* 
armare cotesto canalvT (Jtm) 



SBnA^'ARE. Rompere in brani j che, 

par/uiti/uM di panni , tlicianio anche 
Strarnhfiì.i'e. Ljt. Ji/atii-ire, discetpere, 
lacerare.^ Or. ^lasTiàcsai. Jiocc. nov. 
43. 13. £ inullu inen nule e&ìcre dagli 
uuiniiii sirazt-ita, che sbranata per li liu- 
scili dAìti fitTL*. lìiion. 2\inc. 5. 5. Clio 
Io sbiaiiinu i cani j duo* palmeDÙ- Jiofgh, 
Orig, f-'ir. HO. QujM passo coli' aratro 
te. |>t'r mv' ta jiorla di vm Capuj, sltra- 
oandooc una In-Mj partila di territorio . 
( ^itt fiaiitatum., cioè separaodone, to* 
gliendiiiK- ). 

SBHANATO. Jt/d. da Sbranare. Lut. 
tlil.tnittius, iltscerpiui, iacir. Gr. oiai- 
TTacàsi'i. Fianc.Sticch. nov. i6i. raccen- 
do un Gito, c gran Icone addosso a una 
•braiiata »gugli.i. I''ir, As. 2I4- Avendo 
ritrovate i|ui.m pasturi tutte le m^mlira 
dello iliranaio corpo , messole insicnic , 
ratto al medesimi^ Ijosco, iaceodo^Ii il se* 
poicro, le renderono alla terra. *!■ Car, 
En. <). j(ì3. Figlio, dove ti cerco? Ove 
li tri'vo Si di%iso da le? Come raccozzo 
Le tue co-i shtaiKitc e sparse mcnilira? (M) 
* SBHA.NATORt:. / eibal. masc. Che 
sbratta, Laciratoie. Ptetlìn. Due. l. 96. 
Cascan per aria gli uccelli di tapina bul- 
inili gin dallo stento e dall' inedia, se la 
mala lortuna loro non gli fji incontrare 
in qua'iiie innocenie colomba nelle carni 
della quale eì faccian prova della forza dei 
loro aitigli , e del loro rostro sbraujio- 
rc. (Fj 

SBr.A.\CAMEiNTO. Lo sbrancar^; Lai. 
srgrrgatio. Gr. aTro;;w'pr)Si5. Car. leti, 
i. 61. Vedendo certe guardie di paladi- 
ni, certi livcdimcnti di rocche, certi sbrau- 
cameoli di rapìparte ec. , stavano iu un 
cerio modo fur^ennali. 

SBKANCAUE. Cavar di branco j ed è 
proprio delle batic, cerne di pecore , ca- 
pre, vacche, cavai'Ct e simili, che vanno 
u braacht. Lui seg'-rgare , abìgere, di • 
siicete. Gr. Kyosi^-iv. =? C'tir, Lon^. SlJ: 
EglÌQu si the »»>ao niaìi cacciatori, ed 1 loro 
*;aoi malissin>o avvizzì, perciocché ab- 
baiando, e kbraDcandomi tutta la greggia, 
me r banoo perscguiialaf (^fitlJ 

■f §. L £,' IH signijio. neutr., e neiitr. 
pass, vaU (J^cir di branco, Lat, duerle- 

rt. Gr :rst35trpsT:£53K'. * C'tr, Lons. 
So/. 4- Si diede a por mente alle gilè di 
ijaesU be.vliuola; ec, veggendola dall'altre 
sbrancare, e per 1' orme .seguendola, vide 
prima che «e. (lì) /•' 8. Quando ipialcbe 
randagia pecora si sbrancava, Dafni ta ri- 
metteva. (Br) 

%■ il. J'er metaf, Tac, Dav. nnn, 4* 
<)0. 11 quale pose la g'-nle di quelle ga- 
U-e iu vani luoghi, e sbrancò la congiura 
ia sul cominciare (cioè, dissipo i il testo 
Ì<\l. ha disiicit). K SLr. 1. 24^' Cli 
alabardieri sbrancarono ( cic'v , fuggirono 
alL rinfusa ; li lesto .'at. ha .- dilapsis 
rpeculaioribus ) . * Si^r. Fior, Legoz, 
Due. I al. lòy. E chi pure si determina 
*rede , che <|ueslo Signore sbrancherà 
<]Ualruno di questi confederati (cioè, ca- 
verrà di leg.). (Pe) 

2- iU Sb' lineare, i'a^e anche Troncare^ 
Homptrc, Potare , Toghar via le brn/i- 
the» o i lami. Lat. amputare, Gr. tte- 
ftAOniZii, Peir. son, 162 Ne però smor- 
so i dolce inescati ami, CSè sbranco i 
Tcrdi ed invescati rami Dell' arbor, che 
né sol cura , nò gielo. 

SBRANCATO. JJU. da Sbraucare. Lat. 
*tgrcgntut, disiectut, Gr. a'^opiaàst'i . 
Tur, Jìav. Ann. lij. J75. Tiridale s'ag- 
girava iuttirno, lontano più d'un tiro d' 
arco, or miciacciando, or mostrando teme- 
re, per allargare, e sbrancati seguiUre i 
nostri t P testo lat. ha : laiare ordiues, 
el diverscs consertari )« Buon. Ftet, 2 4- 
37 Si, si, vidi beo io là tra quegli ul 



SUR 

mi Àlirggiarc una pecora sbrancala ^Sul- 
vin. ni.' Sdrancnla, ciuè levatasi di bran- 
co, e in conseguenza, fuori di custodia e 
d' occhio del pastore. (A) 

SBRANDELLARE. Spiccare un bran- 
d'Ilo. Lat. friistum dveerpere. Gr. T&fXK- 
Xtov ùno^piniv. JJuv. Lez mon. 120- 
D'ugni vidima portata loro ad immolare 
sbrandellavano un gherone, per lormani* 
care. 

SBRANDELCATO. Add. da Shran- 
detiare. Sa!v. Avveri I. I j,'|. Questo 
pei ludo ce, non pur difficile e duro, ma 
o so>pcso, o con un membro sbrandellato 
del tutlo diventa senza alcun fallo ( (jtii 
figli lalam. J, u- Jìarl, U<m pnnt. i. 
1. pag. jo. So sopra qucstp aride spal- 
le posasse un manto di porpora , o un 
cencerello dimesso, e sbrandellalo. (TCj 
t SBRANO, //azione dello sbranare , 
e lo Sta:o della cosa sbranata. L^l- lace- 
r<i/i\', cadrs. Gr. OTTK/sst '///«, oaa'/iov. 
Diltam. 3. 20. E vidi ancor dalla sini- 
stra mano Dove accesi di vino e dì lus- 
suria Fu dementami fatto il grande sbra- 
no Maini. 6. 5). Addosso ha sbrani , e 
buche come valle. 

SBRATTARE. JScltare j ed olire al 
senfim, alt. si usa anche nel neutr. pass. 
Lat purgare, perpolire. Gr. /.oc^v-pi^stv. 
Cr. g ql). 1. Le quali (pecchie), se 
spesso contr' a se combattono, imbagnare 
si vogliono coirarqud niulsa : il (|ual fat- 
to, non solamente si riiimngonu dalla bat- 
taglia, ma isbrattansi, leccandosi (* coj(ì ne/ 1 
lesto di Cini, de^/iicci j il testo lai. ha 
consortiunl ). 

§. L Per metaf. vale Levare gl'inipe- 
dimenìi. Sbrigare, Spedire. Lat. expedi- 
re, exlricare. Gr. arros/zàv. Ir, Giord. 
1^1 ed D- I carnali son quelli che son | 
presi da questo visco, cioè da'diletti della I 
carne, che non par che se ne possane mai , 
sbrattare. * AVr/i. Ictt. 43. Sbrattatevi 
quanto più presio potete, e non v' avvi- 
luppate tanto in coleste signorie. (C) 

§. II. Sbrattare il paese, o del paese , 
o simili, vogliono, in modo basso^ Andar- 
sene. Lai. solimi vertere. Gr. //.travt'c- 
rac^ax. IUafm, 6. 77. Dice che ormai 
sbrattar vun! la rampagna, E tornare a 
dar nuove a Beitinella. Salvia. Disc, i. 
365* Uscì un decreto del Senato contro 
ai filosofi e relori ce. ch'egli sbrattassero 
di Roma. 

•f * SBRAVAZZONE, /bravaccio, 
Cospeilone, Mascilz- ne, Tagliacanlone , 
Sgherro. Salvin. l'iter. Piion. 5. l. J. 
Smargiasso, bravazzo, sbravazzone; quasi 
Mar/osse, da Marie dio della guerra. Cor- 
sia. Tcrraccb. 12. 21 Oh quanti allor 
di quegli sbravazzoni. Che alle parole oh 
chi sembran pel mezzo Voler tagliar a 
un colpo ì torrioni, £ ai fatti poi son di 
viltade il lezzu! (A) 

* SBRICCO . Masnadiere , Cagnot- 
to, Brictone. Lat. sicanus, pcrdilu.\. Gr. 
Itjs/iys'fo;, po-jC^fipo'c,, Bcrn. rim. i. 
K.'j. Sbricchi, sgherri, barboni, bravi, sbi- 
sai- (') 

5^ §. Di qui Alla sbricca, vale lo stesso 
che Alla sgherra. Lasc Arzis- 3. 2. Su- 
bito lo spogliò, e rivestillo alla sbricca di 
certi panni del suo 6gliUolu, da cavalca- 
re, ff ì 

SBRICCONEGGlARE, Faie il bricco- 
ne, I iver aa briccone. Lat. mqnissimc 
vivere. Gr. Trjvy.jSOTWTOv ^t'ov ^loìjv. 
Buon. Fier. {^. 2 7. Sbriiconcggiar co* 
6aschi, e culle zolfo. 

SBRICIO. J ore ba^sa Add. Ahbivl- 
to. Meschino, l ile. Malm. 11, itì. E 
pi-^lia quella ciurma abbietta e sbricia A 
menate, com'anici in camicia. 

f * SBRICIOLAMENTO. Lo Sbricio- 
lare. Bellin. DiìC. 2. 2^0. Ed io posso 



S B R 



io3i 



dirvi di vantaggio, che in un simde sbri- 
riulameiiio si disfarebbero tutte le cos« 
duic. (Min) 

SRRICIOLARE. Ridurre tn bricioli. 
Lai. conterete, coiinninuete, Gr. ouvroi'- 
^tvi. Miilm. 6 6i. Credeva il mio fan- 
toccio con un sguardo Di sbriciolar tulio 
il teinineu sesso ( fini fi^nralam.). 

SBlilCIOLATO. Add, da Sbriciolare. 
Lai. co'itrilus , coinminuius. Gr. cvVTg- 

3 SBRIGAMENTO. Lo sbrigare Lat. 
fe\tinatio, expcditio, celvritas. Gr. cJTOU- 
ÒÓ. Anitn. Aal. 3l. j. 4 Ninna cosa 
è. che possa aver loda di diligenzia insie* 
me con grazia di molto isbrigamenlo. 

*►* §. Sbri^antento, e anche una Sorlit 
di ornamento retlonco. •< Bell, Tuli. 8t). 
E un altro ornaniento, che s'appella isbri- 
gamenlo •• . (C) 

•j-' SBRIGARE. Dar fine con pre.itezza, 
e .speditamente ad operazicne che s' abbia 
Jra mano j e non the neW alt., si usa 
anche nel netttr. pass* Lat. maturare, sin- 
dere, e.rp,;lire, .\e liberare, transigere, 
Gr. Ta^u-'siv. Jit, C/iit. i35. Disse 
Messcr Ge^ù a Giuda : Isbrigati di far 
tosto quello che tu dei fare. Gr. S. Gir. 
3o. Per questa santa ìscala iabrighiamocì 
di montar al glorioso Signore. Fr. Giord. 
Pred, S. 3()- Troponemmo quattro ragio- 
ni, delle qu.ili sbrigammo la prima , e le 
Ire rimasono. Pallad. Giiign. 2. Quello 
che si porrebbe ( !a stampa di f nona 
1810. a pag. 2o4' l'^Sge penerebbe) a^^ 
mietere uno mese per uomo , ìn uno di 
ne sbriga un'opera di bue. Ar. Fur. 20. 
4. Sbrigossi tosto del suo debito ella , 
Tanto il nome dì lui saper disia. Tac. 
Dav. Stor. 3. 3l|. Favorinne, come spes- 
so, la fortuna romana , che condusse là 
Muciano, eie forze d'Oriente, e ci sbrigò 
di Cremona (ciac, fece che ci sbrigassi- 
mo ; il testo lat. ha: Crcmouae Iraose- 
gimus), 

SBRIGATAMENTE. Avverb, Spaccia- 
lamentc , Con prestezza. Lai, ccleriier , 
ocytis, expedite, Gr. t&jjsw?. Salitisi. 
lag. B, Allora, conosciuto il lallo , sbri- 
gatamenle presero loro armi. E Sallust. 
Cateti. E poiché il consiglio e preso , sì 
è sbrigatamente mestieri il fallo (qui il 
lesto lat. ha: mature fatto opus est). 
7\'s. Br, S' alcuno ti domanda d'alcuna 
cosa, tu dei rispondere sbrigatamente. , 
SBRIGATIVO Add. CheJacUmentesi 
sbriga, I-at. rxpe-iitus. Gr. zuT^opo;, f'iv. 
Disc. Arn. 5i. Sono (questi lavori) i 
più sbrigativi, i più durabili, i meno di- 
spendiosi, ed ì meno soggetti a danni, ed 
a fraudi. 

^ g. Sbrigativo, dicesi anche delle per- 
sone, e vale Speditivo, Che si ibri<ia. Ba!~ 
din. Dee, Si in conoscere per un uomo 
sbrigativo nelF operare suo, (A) 

SBRIGATO Add. da Sbrigare, v Ciov. 
Celi. T'it. Alj. 35. il Travisano commis- 
sario generale, sbrigaiusi con non poche 
fatiche da tale assalto . la dette giù pel 
fiume alla seconda,' salva a gran pena ta 
capitana. ( C) 

t §. I. Per Spedilo, Faci/e, hit e.rpe- 
ditus, celer,fucilis. Gr. iJ-iZO^Oi. Pallad. 
Marz. 24 La più sbrigata via è aggiu- 
gnere il bue eh' è più Ibrte e feroce, con 
bue mansueto, frgiz, I quali pedoni gli 
antichi chiamavano sbrigati. G. /'. 7. 65. 
3. Ma a cui Dio vuol male, ell'è sbri- 
gata (cioè, finita, spedita i Lai. actura 
est). 

V §. II. S'irigato , d,'tto di persona, 
vale Pronto, Slittilo, F-^peditno. Tes. 
Br. 7. 17. Salamoile dice: quelli che è. 
ìshrigalo in tutte le sue opere, dimora di- 
nanzi al re, e non Ira '1 niinuto popolo. 
icsu Sirac dice ; sia isbrig^to in tulle I2 



Xo3s 



S B R 



S B R 



SBC 



ini Ir, 2. 
air ordioe 
I , sempre 



lue opere (D) Se^ner, Crisi. 
10. 12 1 coltivi sono sempre 
per operar male , st-mpre saclii 
sbrigali, senzJ stjncarii. (IV) 

SBKKiLIARIi. Contrario d* imhri^lia- 
re, Ciivare, o Levare la /triglia. Lai. /rae- 
nurn toUere* Gr. X'^' tvò v oi-i%t.piZ-i. 

§. I\r si'iiiUt. Sciorre , Slegare. Lat. 
Mherc. Gr. avxXujti'. 

SBRIGLIATA.. Strappala di briglia, 
Shrigliulura, Sbarbazzttta. LìX./raenl ve- 
hemem adductio. 

§. PtT niet-if. vaU Ripassata, Riprei' 
sione t Ranimanzina j onde Dare una 
sbrigliata. Lat- a 'itjuem repreUenJere , 
of/iurgare. Gr. i-:itzip.'2j tivi. yarcfu 
Krcot. 88 Ujfo uuj sbriglidia, ovvero 
sbrigliatura, è dare atcnnj bunoa ripreo- 
sioDC jd ulcuDO per rjffrcadrlu; il cbc si 
dice ancora fare un rovcjrio. 

f SBRIGLIATELLA. Dim. di Sbri- 
f^liata. Gal. Sift. 443- Alcune bbrigliatelle, 
che si sou date nc'giorni pa^s^li al signor 
Simplicio , l'bauno reio mansueto , e di 
saUatore cangialo in una cbinea (t/ui fi- 
gitrattim .). 

SBRIGLIATISSIMO Superi, di Sbri- 
gliato. Jìuon. Fier. 3. 2. ly. E farsi ogni 
qua1uni|U0 temeraria. Folle, sozza, inooe- 
;iusta impresa, SbrìgliaiiSìimo le- 



sta 
cita 

SDIUGLIATO Add. da Shriglian-j 
Che non ìia briglia. Che e senza briglia. 
Scio/lo, Libero. Lat. in/raenis j solutus. 
Gr. «/aXtvo;. 

§ Pt-r mrtaf Buon. Fier. \. 5. II. 
Non si crcd.i m-ssuna esser sicura U.igli 
assalti sbrigliali e lempestosi. £ 3. 4- 2. 
V. susurri, e parole iroiicbc e basse , E 
&bri^1iate quercb-, e labbri aperti. 

SBRIGLI ATURA. .Strappata di bri- 
glia, clic si d'i ni cavalli quando s* ani- 
maestran )j Sbirb.izzaia. Lat frasai vC' 
hemens adductio. 

§. E per melaf. vale Ripassata, S'iar- 
balzata. L.il. obiurgalio. Gr. etiti '/Jir,7t;. 
p'arch. Slor, 10 32(). Forse per la sbri- 
gliatur.i, che gli aveva l'aiiuo passalo data 
Anton Lchéì, disse tulio M contrario. Kd 
Krcùl. 88. Dan: una sbrigliala, ovvero 
&1)rig1iatura, è dare ab una buona ripn-n- 
tione ad alcuno , per raifrenarlo ; il cbe 
si dice ancora fare un rovescio, -r Da\>* 
leti. 10. QiuUro furono liberali, e Giu- 
liano e un altro riU>uutÌ al largo. Pensai 
prr un pnco di sbiigUalura, come più vi- 
vi; ma vedendo continuare le mandai una 
supplica a mio nome (C) 
SUIU/,/.ARE Sprizzare. 
§. PcT meta/, vate Spezzare in mimi' 
tissimi pi'zzi. Lat. contcrere, diicinderr , 
comminiwre. Gr. 0'jVTpl'^£iv. Tav. Rit. 
Vengonsi a fcdìrir due grandissimi colpi , 
(• sbriLzano te lance in ptrtzi. 

•■;- * SBROBUIARE. Va B rabbia j 
Voce popolare e batsa, che valf Dir vil- 
lania, S\>illatieggiare, Salvia. Jliad. lib. 
20. f. 3J8. Ma perchè ri*se e brobbi è 
forza ati ambi Sbrobbiar, quai femminrl- 
ie, un C'«ntra l'aliro, ec. (A) 

* SBHOCCAUE. Lo stesso che Sbru- 
care, Srrd Stor. Capra vecchia bene 
sbrocca. (A) 

* §. Sbroccare. Term, d.gU Arti- 
sti della veta. Ripulir la seta con ago, o 
altro frrruzzo appuntato , dagli sbrocchi 
e su liciunii ch(. nel filarli vi si sono at- 
taccati. (A) 

^ SBROCCATURA. rerf/irnc rfi-y/i Ar- 
tisti drilli seta. IJ* Operazione dello sbroc- 
care la seta sul guindolo , ed anche lo 
Sbrocco"'che se ne cai'a (A) 
SBROCCO, yed SPROCCO. 
=* g Sbr'KCO. Tarmine degli Artisti 
della seta. Quella seta che si cava dal 
gnindilo nel ripuhrU dopo ehcitrattì.{A) 



* SBROCCOLARE. Shroccarc, Shra- 
care, Rodtr U f<}^lie de'ratnt. Allei;. 299. 
Chi vi mena il c;ivjl, vi può r<--care An* 
che la biada; e lo far'j piii forte, Se lo 
manda alle macchie a sbroccolare, (f^) 

SBKOGLIARE. Levare gl'imbrogli j 
contrario d' Imbrogliare. Lai. expedire. 

•f g. Eia signifìc. neutr. ptss.fVale 
Strigarsi , Scapecilitarsi , Levarsi dalC 
imbroglio . Lat. se expedire . ^ Ma»al. 
Lett. Di come poi tutta qjvtla grande e 
poco concepibile manifattura potesse sor- 
tire il suo iotento, aoo finisce S. A. di ricor* 
darsi come chi glie la disM M do ftbro* 
gliasse. (.É) 

SBROGLIATO. Add. da Sbroshart . 
LiLexpei/itus, purqatiis. Gr. a— K>/«yei'i» 
za&ajisOit'i .ia/Wn. Due, i. 379. Fin- 
gete un erto, ed aspro, e spinoso cacn> 
mino, pieno di balie e di dirupi, ee.: se 
questo viene sbrogliato dalle spine cbe 1' 
impacciavano ce, la difficoltà e l'asprezza, 
mutata faccia, riuscirà io allrcltanta d<jl- 
cciza, e farilitìl. 

SBRUCARE. Levar via le foglie a' 
rami , Brucare • Lai. folia detrahere t 
pampiaare, /rondare, collucare. Gr. oui- 
Xo/.iKÌlv. iironl. Rim. buri. 2. 25j. E 
sbrucale e dìbucciale in un trailo. Morg. 
23. 6. Dettegli un pugfio, e sbrucagli 1* 
orecchio , E fé dì sangue un lago di Fu- 
ceccbio (qui per similtt.). 

SBRUFFARE. Spruzzar colla bocca . 
Lat. liquorem insufflare, insp.-rgere. Tes. 
Pov. P. S. cap. i8- Ad uno cbe non può 
tenere lo capo saldo , falli uno sacchetto 
ec , e sbruUiilo ben di vino, e così caldo 
ponlo in sul capo. 

♦ §. I. St dice anche dello Spruzzare 
per le nari. Car. En. lib y. v. ^zi- Al 
Troian duce assente un carro invia. Con 
due corjier ch'erau di <|uci del Sole Ge- 
nerosi bastardi, e vampa e foco Shruffa- 
van per le nari. (R) Salt-in. Geor. l. i. 
E quando co'cavalli ansauli SbrulTu a ool 
la luce. (F) 

♦ §. 11. Sbruffare, per Aspcrt:ere..Soìd, 
sai. h. Or qui I' appella , da ch*r *1 Sole 
allufl'i I suoi dfstrieri in mar alla mani- 
na , Cbc al nuovo corso d'ambrosia gli 
sbruffa. (R) 

SBRUFFO. Lo sbruffare. Lat, fff'uùo. 
Gr. e/p!U5t^. Malm 11. 35. Sbruffile* 
lenti scaricando e rulli. In uu tempo spa- 
venta, e ammorba tutti. 

3 .SBRUTTARE . Tor via , e Levare 
il bruito, Nrttare. Lat. purgare, nitida- 
re. Gr. xadotjoi^etv, ya^^ìlJvscv. 

♦ §. £ i/i signifìc. neutr, pass. , vale 
Torsi via, e levarsi il brutto ^ ^'ettarst. 
41 Malt. Franz. Rim. buri. 3. 96. Men- 
tre i demi si stuzzica, e si sbrutla**. (\} 

SBUCARE. In signific. neutr. vale (/• 
scir della biict j cont> aria d' Imbucare; 
e anche scmpficemente Uscir fu>ri. Lai. 
ad auras evadere. Gr. iTOOìBiOn v e't^ tÒ 
oijyon^v. Aforg a. 37 Che noi potremo 
or nt'ir Inferno andare , E faVne *utti i 
diavoli sbucare. E 7 32 Le pcc4-bie so- 
glion pel fuoco sbucare. E 22. 17^ Dun- 
que convtrn che I' Arpalisla sbuchi. Cecch. 
Dot, ij. .1. S' io lo fo .vliucare ( rem* io 
credo) di casa ce, io vo' cercar le volle, 
E veder se e' vi son da cavar fuori Que* 
poveri prigioni . Tasi, Am. 3- 2- Ecco 
di non so donde un lupo sbuca. 

g. E in signific. alt. vale Cavar della 
buca j e talea anche sempluentenle Ca- 
var fuori . Lat. «ducere . Gr. c'tgc'yciv . 
Moni. 2\- X^y). E se vi fosse restato al- 
cun tarlo . Ognun con carila lo sbuchi 
fuore. Burch. 1. A.*». E sbucò 'I capo, e 
guardò giù la tomba . Lib, Son. 7. 
sbura fuor quel luo sonetto trito. 

SBUCCIIIARE. Shucciare, Lat. decor- \ 



Or 



Lo fé lavare sette volle, e immanlenenle 
fa libero dalla malatua, t Uscio via quel 
mal cu->io, e sbucchiossi tulio, e diventò 
la carne sua brlla , Fr. Gtord, S. Pred. 
36. Eniru nel Oiordano . e lavossi sette 
volle, e immanteoeale fa libero dalla ma- 
ladelta lebbra, e lascio via quel mal cuo- 
io, e sbucchiossi tulio, e divento la carne 
puriBcata come di fanciullo. Paiaff. 5. La 
tigna con |i;;namica mi thucchio. 

SBUCCIIIATO . Adì, di Sbucchiare 

Lat. Jrcorticatus. Gr. arroJerrnOet'i. Lib. 

Son, 102- Tu se* d* ogni bontà sbucchialo, 
e nello ftpii per metaf.), 

9 SBUCCIARE. Levar la buccia. Lat. 
decorticare, cofticem detrahere. Gr. v.no- 
i^TSiv. Cr. 5. 37 I. Si colgono (le ver- 
che del brillo) del mese d* Aprile, quando 
il sugo si muove in quelle, e si sbaccia- 
Do , e se ne fanno corbe , e gabbie da 
accelli . Lor, 3Ied, cans, 77. ^. Non sì 
monda, e non si schiaccia, Sol si sbuccia 
un pocolino. 

^ %. \. E in signi/ic. neutr. pass., *>ale 
Deporre, o Lasciar la buccia, o la pelle* 
« Red. Oss. an, 106. la questo leoipo 
uno di essi quattro (lombrichi) comiociò 
a sbu:cijrst della cuticola m. (jt) 

§ 1! Per metaf, Pata^. \. Isbucciati, e 
Don far di-Ilo sliztoso. 

SBUCCIATO. Adi. da S'>ucciare. Lat. 
excoriatus , decorticatus . Gr. datpro^ - 
Ricttt. Fior. 3o. La copia inGnila delle 
selve di questo albero, che s{K>niaaeameo- 
te oasc* senza coltura alcuna, persuade, 
che se ne sbucci non puche delle perfette, 
ne più kbuccìat<p. Ruoa. Tane, 5 4- ^- 
E* deona aver le gote icoluhte . C E Iv 
mani sbucciale. Sodar, Colt. 93. Fatti 
minuti col piallctio, ovvero raschiando il 
legno sbaceiato prima col colteUo tagUec»- 
te , ec. 

* SBUDELLAMENTO Lo sbudella- 
re, n Vccabol. alla V. SF0>*DAK£21 
TO . §. (•) 

SBUDELLARE. Ferire in guisa, che 
escano te budella. Lai. exenterare. Gr. 
£|evT£j5t'?scv. G, F. 8. 55. i5. Non ta- 
teniteano ad altro.che ammazzare i cavalieri, 
e i loro cavalli isfondare. e sbudellare (cosi 
ha il te^t-y Davanz }, Dm. Comp, i. 9. 
I pedoni d^gli Aretini si metteauo carpo- 
ne sotto i ventri dr* cavalli colle coltella 
ia mano, e sbudvllavangli . CirifT. Calv. 
2. 45* E sotto mano una punta crivella. 
Che r elefante in un punto sbudella. 

SBUDELLATO . Add. da Sbudella- 
re. Lai. exenteratus Or. c^cvre^aàct;. 
Guid G. Quando vni vedrete li voslri 
parli sbudellali. Frane. Sacch. nov. a58- 
Chinando il lume, vede l'asino morto e 
sbudellato . Heinb. Stor. 2- 36. Qoalfl 
dalle feiile e da' cavalli sbudellati c«du- 
to, e dagli altri soldati abbandonalo. 

SBUFFANTE. Che sbufìa. Lai. anhe- 
lans, ti-rmrns Gr. asduai'vwv, yuftdv. 
Tac, Dav Ann 4-83 Temeva di Droso. 
nimico già scoperto e ibutTjale, che dov* 
era il figliuolo si chiamasse all' Imperio 
altro aiuto (qui ti tetto lat. ha querens). 
# Salvia. Odiss. lib. 5. %: 56^ Temo 
non me di nuovo la procella Involando, 
non porti al mar pescoso, Gratemeoto 
sbuifante e sospirante. (R) E Georg. Uh. 
I. E . o lu a cui la prima uno sbufianle 
Deslrirr versola terra ec. E Enetd. lib.r. 
Alto crinito Elmo sottien Chimera dalle 
fauci Fuochi d' Etna sbutFante. (F) 

SBUFFARE. Susi, Lo shuffmro , Sof' 
fiamento , Fremito. Lat. fremitus- Gr. 
^fiifiOi . Tac Dav Germ. 375. Osser- 
vano gli tnilriri e gli sbuQàri , e a que- 
sti hanno più fede , che ad altro indovi- 
namente . 

SBUFFARE . Tfeutr. Mtaméar /bora /• 



(ictrr. Gr. k:toàÌ;ciiv /-V. Giord. Paad ' alito rj/i unpeto , # a scosse per to piA 



S B U 

« cagione d'ira. Lai. anìtelare , fremcrv. 
Gr. aa0,a«tv£tv , yuaioùw . Dant. In/. 
]8- QuÌQili seottiiiinu ^i-ale che si nicchia 
Neil' ahrj bulgt^, o che cui muso ibutTi, 
E se tnedesma colle palme picchia. />V/vi. 
Ori. I. 16. 24* Mi* tio" b'avvfiilj il fuo- 
co sì alla stoppa, Nù d* uiu fit>ru ud ran 
salta alla pelle , Come levato si rivolta 
Orlando , Di sdegno acceso sofiìaDdo e 
■bu£&ndo. l'arch. lùcol. 55. Se v* ag- 
giugne parole, o alti che moslrino lui a- 
Tcr preso il grillo, essere saltato in sulla 
bica, cioè essere adiralo, e avere ciò per 
male , si dice : e'manaa , egli sbuQj , o 
soflfia. Tac, Dit%>. Ann, 3. 61. Fatto cuo- 
re, rieolra in senato, e trova rinforzale 
1* accuse , ì Padri iliufiare , contrario e 
terrìbile oj-ni cosa , K \1 l38. Nnn più 
Lisbìgliando, ma sbuffando alla scoperta, 
dicevano: ec. 

g. I. Sbuffare , in sionijìc. alt, , vaie 
Proferire, Dire con isdesno.^Serd.Stvr. 
a. 79. Come a Cochin venne la nuova d* 
un tanto preparuniento , la plebe comin- 
ciò a sbufilirc, che per amore de'forestìeri 
era messa ìa pericolo della vita , e della 
roba. (CPJ E i3. 528. Incomiocìarono 
gioroalmeole a sbufljre le medesime cose 
se* cerchi, e nelle tende. 

^ g. II. E pure in signifìc, att, Man- 
dar plori. Ang. Met» 2. 4^- Ti pensi tu 
gli alipedi destrieri, Fatti ardili dal fuo- 
co , e dal veneno Che &bu£in fuor iodo- 
mìli ed altieri Poter ben governar sotto 
il tuo freno? E 58. Sbuffjn Bamme, an- 
DÌtriscoD , come quelli , Clie tutto hanno 
al volar l'animo intento, fi?^ 

*§. III. Sbuffare. T d,^' Cavallerizzi. 
Dicesi del ioffiare che fa il cavallo quan- 
ào se gli para davanti alcuna cosa che lo 
spaventi. (J) 

•f * SBUFFO . Aspergine» Spruzzo 
particolarmente gettato per bocca , op- 
pure dall' armeggiamento di chi nuota . 
Più volgarmente dicfi Sbruffo . Salvia. 
Op. Pese. 5. 4i4- ^ niolto sopra '1 mar 
spala sanguigna Spuma, bollendo pe'do* 
lori , e mugghia Di lei infuriata sotto V 
acqua Lo sbuffo. (A) 

* §. Sbuffo . r. de' Cavallerizzi Lo 
sbuffare del cavallo nel veder iosa che lo 
spaventi. (A) 

SBUGIARDARE. Convincere di bugii. 
I«lt. mendacii ccarguere. Gr. s^sis'yX-'^ 
Tcva '('SUooXoyi'a^. Dnv. Scism. 79. Con 
loro dispulare e confondergli, scoprirli, 
sbugiardarli , conBggerli. 

* SBULLETTARE . Gettar fuori le 
bullette j e dicpsi propriamente nd Un 
certo gettar che fanno gì' intonachi di 
calcina d' una porzioncvlla di lor super- 
fìcie per lo più di figura tonda , simile 
alla testa, cnppello di una bulletia , la- 
sciando un buco simile a quello che fa 
la bulletta, chio.lo nella muraglia nel 
cavamelo fuori. Baldin. J'oc. Dis. (A) 

* SBULLETTATURA. Lo sbullettare, 
detto propriamente degl'intonaclii. (A) 

SBUSARE . Vincere altrui tutti i suu' 
danari. Pataff. 2. Rivela, sbusa, rabbufla, 
eeroeccbia . Lib. Son. 54- ^'on bai più 
giuoco, e straccerai le carie: Bendi a tua 
posta ornai la spada a Marte, Ch'Ìot*ho 
sbasato, e poi se' mastro vecchio. Burch. 
3. 14. Io li debbo sliusare a poco a poco, 
E non giuoco più oggi con Cristiano. 

SBUSATO. Add. da Shusare- Pataff. 2. 
EgU è sbasato, e vassi infrancescando. 



•f SCABBIA. Rogna. Secondo i Medici 
€ una Malattia cutanea, pruriginosa e con' 
tagiosa , che differisce dalla rogna nell* 
avere le pustole più piccole , e alquanto 
steche* Lat. scabies. Gr. ^&t^9c, \{iwft'a- 
Focabotario T. II. 



S C A 

ot; . Diint. Jnf. 29. E si traevan giù 1* 
unghie la scabbia , Come coUel di scar- 
dova lo scaglie . E Pnrj'. 23. Dih nun 
conteudt-re all' asciutta scabbia Che mi 
scolora . Pitr. canz. 29. 3. Cb' al corpo 
s.ino ha procuralo scabbia. Cr. 3. 16. 6. 
Ancora se si (a iinguenlo di quello (orzo) 
con acelo forte, e punsi a modo d'impia- 
stro sopra la !>caljbia ulcerata, sanala. E 
6 IO 2. La sua polvere (delC anstolofrin), 
con aceto mischiala , da puzsa e scabbia 
ottimamente mondiBca la cotenna . Esp. 
Salm, Questo Lasserò era pien di scab- 
bia. Alnm. Colt. l. 25. Rimedio e scher- 
mo Alla ijfda podjgra e all' aspra scabbia. 
SCABBIARE . Nettare dalla scahbia . 
Lat. scnbie purgare . Gr. "fw'pa^ a;to- 

§. Per metaf. vale Piallare, Ripulire. 
hai. lacvìgare » Gr- iàiat'vatv . Pallad. 
cop, 26. Fia il luogo mondo , e d* ogni 
lato scabbiatn, e piallato. 

•f SCABBIOSA, Pianta perenne , €0.1} 
della perche credula buona per la scab- 
bia . Coltivasi ne' giardini , e nasce ne* 
Cfimpi , e trovasi fiorila fra le biade nel 
mese di Giuiino. Il fiore, volg. dello Ve- 
dovine, o Vedovina salvatica.è pure una 
specie di Scabbiosa . Lai. scabiosa . Cr» 
6- 35. 3. CoDtra le scrofole secche si fac- 
cia impiastri di due parli di cicuta , e 
terza di scabbiosa . E &• 11 7. La scab- 
biosa è calda e secca nel secondo grddo, 
la quale, quando è secca , è di nulla ef- 
6cacia . Paiaff. 4- Della scabbiosa tram- 
iKisciando pacchio. Xtbnld. Andr. 46. To- 
gli barbe di sparagi , barbe di fioocchio, 
barbe di scabbiosa, e fanne siroppo. Ta. 
Pov. P. S. cap. 3. La scabbiosa , trita 
con la sugna, leva la Gemma salsa che fa 
la scabbia, ovvero rogna. 

SCABBIOSO . Add. Che ha scabbia. 
Lat. scabiosiis . Gr. t|;cijpwO>i4 . Pallad. 
Magg. 8. Questo tutto 1' anno è medica- 
mento da fare alle pecore , per non la- 
sciarle diventare scabbiose . Bui. Purg. 
23. 1. Finge l'autore, come li golosi 
erano scabbiosi. 

§. Per sinnlit. si dice delle piante, e di 
auro , e valf talora lo slesso , che Sca- 
braso . Cr. 2. 24« I- Sappiamo che le 
piante salvalicbe sono spinose e srabbiose 
nella su^taozia della corteccia. E 4- 1* 1 
La vile ec. è un arbuscello umile molto, 
torta, nodosa e scabbiosa (cosi in alcuni 
testi a penna j lo stampato , e il testo 
Ricci hanno scabrosa ). Alam. Colt. 1. 
22. Me dì scabbiosa ruggine empia ì 
ferri . 

* SGABELLO. Sgabello, Med. Ari. 
Cr, 73. Porrà i suoi nemici sotto lo sca- 
beilo de' suoi piedi . Cor. Apol. 2z\. E 
non voler far del grande e stare in sulle 
competenze con luì ; che non ha scabello, 
che oou intenda questa lingua, e che noo 
le ne potesse esser maeslro. (C) 

SCABRO. Add. Che ha la scorza im- 
brattala, Ronchioso, Ruvido, Di superfi- 
cie rezza . Lai. scaber , scabrosus . Gr. 

do ì rami sun troppo spessi, o scabri, o 
aspri , o che non nascono in convenevoli 
luoghi, sì taglino dall* arbore con taglienti 
e duri ferri. Poliz. .•:l. i. io4- Nello e- 
slremo se slesso it di^io fabro Formò , 
felice di si dolce palma. Ancor della fu- 
cina irsuto e scabro. Buon. Fier.lnlr. 2. 8. 
Più d* un monte Ìl fa scabro, e più d' 
un rivo . 

SCABROSISSIMO, ^uper/. di Scabro- 
so. Lat. asperrimiis , maxime scafirosus, 
Gr. zfKy^UfJTO:; . Red, Oss. an. Sq. Le- 
vata loro la prima durissima e scabrosis- 
sima pelle. Gal. Sisi. 61. Questa (su- 
perficie) della terra tocchiamo con mano 
essere scabroiissima ed aspra. 



SCA 



1033 



SCABROSITÀ', SCABROSITADR, « 
SCABROSITATE. Astratto di Scabroso. 
Lat. scabricies, sCabricia , scabndo. Gr. 
TjaaxuTTJi . Sagg. nat. esp. 2.]. Mercè 
dtlla scabrosità, e irregolarità delle lor 
parti. Gal. Sisl. i52. Quelle di terra 
vengono impedite dall' asprezza del toc- 
cameuio. cioè dall' ijicssa scabrosità della 
terra. -> fu p.it. 68. Una certa liscia- 
tura e ultimo riuetlamenlo , che raggua- 
gli , e tolga via ogui scabrosiià del lavo- 
ro. (N) 

•t SCABROSO. >^d,^ Jcn&ro. Lat.««- 
brosus. Gr T^aX"'^' <>• 5. 47. 2. fi piop- 
po ha questa proprietà, che se si pota nel 
tempo della stale ec, agevolmente si sec- 
ca , e diventa infermo , debile, scabroso, 
e aspro. Aìam. Colt. 5. 125. Di quest'al- 
tro ìl venire Largo e scabroso , e sopra 
picciol ramo Viene a grandezza tal , ee. 
Gal. Sisl. 432. La superficie di questo 
nostro globo noo è lutla scabrosa ed 
aspera • 

g. I. Per mela/. Diffìcile , Intriga- 
to . Lat. asper , durtis . Gr. Tpot-vJ^ , 
X«Xe-o; . 

t * §. II. E pure per metaf. vale 
Pieno di difficoltà. Imperf . Tim. lì. 3, 
T. 6. 175. Se queste cose difl5cili lì pa- 
iono, danne la colpa a Platone, e non a 
me; e avvrrlisci eh' e' non ci ha sottiglies- 
za, la quale non abbia dello scabroso (qui 
inforza dì sust.). (E) 

SCACAZZAMEIVTO. Lo scacazzare. 

SCACAZZARE. Jn signific alt, e neutr. 
pass. Mandar fuora ^li cscrcmenli, che 3Ì 
avrebbero a mandare in un tratto, e in 
un luogo , in più tratti , e in parecchi 
luoghi. Burch. 1, 5. Tal» eh' ancor dì 
paura sì scacazza . 

§. Scacazzare, per meta/ , si dice dello 
Spendere t e Giltar via 1 danari in coS9 
frivole, e vane Lai. pecuniam in res mi- 
nutas prodigere. Eir. nov. 7. 2^2. Il Vi- 
cario ordinò che la vecchia fusse scopata, 
e che Menicuccio desse quaranta lire al 
Giannella , che la vecchia si aveva sca- 
cazzale, per supplire alle cento. 

SCACAZZl'O. Scacazzamento. 

* SCACCAFAVA. /. A SCACCA- 
FAVA. {') 

'\'SCACCkT A.. Colpo,o Percossa di scac- 
co. Cast-gLCcrtig. 2 175.11 geoliluom turba- 
to, come soglion esser tutti quelli che perdo- 
no a quel giuoco ^r/c'g/i5<:accA(^, prese in roa- 
no il re. che era assai grande, come usano 
i Portoghesi, e diede in su la lesta alla sci- 
mia una grande scaccata. (?>S) 

SCACCATO . Add. Fatto a scacchi . 
Lat. tessellatus.Gr. Tìsjioixti^evc?. Erane. 
Sacch. nov- 80. Morto sia a ghiado il di- 
pintore che gli dipinse, che dovett' esser 
forse Calandrino, che fece loro le calze, 
vergate e scaccate . E appresso : Quelln 
che intervenne a lui, interverrebbe a moli' 
altri , e spezialmente veggeodoglì con !• 
calze vergate e scaccale. Alam. Gir. 23, 
70. Porta quel scudo, che degn' è d' im- 
pero, Poiché lutto è scaccato a bianco, t 
nero Borsh. Arm. Jam. 61. Trovandosi 
r aquila dì Moravia scaccata dì bianco 
e rosso . E 62. La Ca da Mosto io Ve- 
nezia ha il cane scaccato a rete azzurro • 
d* oro . 

SCACCHIARE . Morire j modo basso. 
Lai. abire ad plures . Gr. SvyjflXerv , 
a7to3v/;ff/Etv . Cecch. Spir. 1. i. Cre- 
dendo io eh' egli scacchiasse. M'appiccai 
al peggiore. Losc. Pinz. i. 6. Ma tener» 
segreto ìl maritaggio tanto, che mio pa- 
dre scacchi ^ JSert. Giamp. 84. E cosi 
in burla in burla scaccbiale, e Tacciate 
piagnere il mondo davvero. (C) 

^- g. Scacchiare . Term. degli Agri- 
coltori . Levare tutti i nuovi capi d' un 
magliuolo seni' uve , a riserva di quilh 
x3o 



io34 



S e A 



venuto dall' occhio lasciato su aito vicino 
all' estremi tàj e dtcrsi anche Sbastarda- 

SCACCHIERE, e SCACCHIERO. Quel- 
la tivoln scaciata e qu<nlra, cioè compo- 
sta di SfSS'Jiita'juafl'O f/nadrettì chiamati 
scacciti , sopra la qu<ìU SÌ giuoca colle 
figure dette scacciti. Lai. abacus, alveus, 
atveolui Gr. oT/Sx^. * Qtt. C-m. In/. 12 
s33- CoQOiciulo tlj alcuno che giucav;i a 
scacchi , coD lo scacchiere in &u 'I cjpo 
percosso fu niorto. (Cj /iocc. Introd. 56. 
Qui è beilo e fresco stare, ed barri, ro 
me voi vedete , e tavolieri e scacchieri . 
G. /'. 7. 12. 3. Giucò ad un* ora a Ire 
tcaccbieri co* migliori maestri di scacchi 
ÌD Firenze , giucjndo eoa due a meatc , 
e col terzo a veduta; i due giuochi %ÌQ- 
M , e il terio fece uvola . Dtse. Cale, 
t6. Poi cominci.iuo a venire gì' lonanzi 
più giovani, presi per mano di maniera, 
che a ^oisa di scaccbiero nella prima 
copia j man dritta sjrU l'iDDauzi bianco» 
nella seconda verr^ il rosso , e così nella 
terza il bianco. 

g. Per simiUt. Fir. Trin. 4- I- Non 
Tonc'però entrare in luogo, che '1 Sole 
mi facesse lo scacchiere ( cioè , in pri* 
gioDe ). 

SCACCIAGIONE . io scacciare. Lat. 
expuliio, e.ractio.Cr e'^eXa-ìt^.s^w'jri?»;. 
Cuid. G. Per la scjccijgione di Pelco, suo 
■ volo paternale. 

SCACCIAMENTO, lo scacciare. Lat. 
expuhio^ exilium. Gr. è^Ax^i; , elo^t- 
ojuo;. G. y.^. 19.5. Lui fio dolente mente 
pigliaodo ce, in Soavia colla scrocchia in 
iscacciamento tiKindò (cioè > in esilio). E 
12. 111. 6- Tale fu la fine del Duca di 
Durazzo , la presura degli altri Reali , e 
scact'ìjmento dì loro donne . Coli. SS. 
Pad. Nello scacciamento loro sono poste 
sanza dilcrminato numero. | 

*SCACCIANTE- Che scaccia. Espul- 
sivo. Gal. Cali z3S. Trova (il corpuscolo) 
particelle di acqua più piccole, e di resi- 
stenza minore all' esser mosse e scacciate, 
che nou è la forza sua propria premente 
e scActiante, ond* e*>i luffa , e ne muove 
quella porzione «e. (NS) 

* §. Per rnetnf. Cic Tusc- 112 Per- 
che i moti lurbolcnli , e le fatiche degli 
animi incitale, e per lo inconsiderato im- 
pelo inoalzalu scaccìjuti ogni ragion»; non 
lasciano parie alcuna d<;l1a vita beata. (C) 

*\ * SCACCIAPENSIERI. Strumento 
da fanciulli, che si suona applicandolo Jra 
le lebbra , e percotendo la linguetta , o 
firilli-tto , che molleggiando rende mono . 
Magai. Lett. scient. pag. 80. N«n solo 
noD piglierò m;ii una tromba marina per 
UDO scacciapensieri , ma ne un* arpa per 
un liuto, ec. liellin. fìucch. 50- Chi so- 
nare udì mai bestia, o persona DÌ con- 
trappunto lo scacciapensieri? F. Ij)2. V*è 
chi sta cantando Snr un ruscello airum- 
hra degli alteri ce. , Chi sta sonando Io 
scacciapensieri. (A) 

* §■ Stacciapensieri, dicesi anche di 
Cosa che diverta, e svaghi. Lasc. Jìim. 
3. 38. La caccia è proprio uno searcia- 
pensif ri : Che l'aria, i bo%chÌ , i monti, 
• la sfogata Pianura ce. molto svagando 
vjDuo Gli afUitli e pensierosi animi urna- 
ni. (C) 

SCACCIARE. Discacciare. Lat. expel- 
lerc, fiepelUie, repellere Gr. KX^c^)letv, 
i^aACiv, fìocc. nov. I. 3- Tale dinanzi olla 
sua maestà facciamo proccuratore. che da 
quella con eterno esilio è scaccialo PeU . 
son» 37. Per cuusiglio di lui, Donna, m* 
avete Scaccialo del mio di>1rc alhergo fo- 
ra, lì 145* Amor mi sprona in un tempo, 
<d aQVena ec, Gradisce e sdegna, a sé mi 
ehiima e scaccia E 2^3. Sracci.iudo dcl> 
l'oiruru e grave core Culli ffontc serena 



S C A 

i pensier trilli. Boez. Varch- 3. pros. 3- 
Gli uomini facultosi hjono onde postano 
Sdziar la fame, onde trarsi la sete, onde 
srarciare il freddo . Soder. Colt- 66. Le 
nebUie cbc vengono alcuna volta sopra , 
e tra le vili , si scacciano col fummo , e 
fiamma di pigliacela. 

3 SCACCIATA. Scacciamento, Lat. ex- 
puhio, eieciio Gr. E/,?»).!]'. e^w6>)7(«- 

* §■ I. P'"^ siniiht. Dire uti scaC' 
data, vale l'are una rivista con tolleci- 
titdine. M Buon. l'ie'-. 2. i. i4' Data la 
mia scacciata, io n* ho levati Multi che , 
disperati d* aver luogo , Tcneau le mani 
a ciotola ... (Hi 

* 3- "■ Scacciata. Term. de* Battìi >ri. 
Cartapecora , in cui si mette C oro per 
batterlo, (J) 

* SCACCIATELLA. Dim. di Scaccia- 
ta, fìaldov. Dr. (A) 

SCACCIATO. Aild.dt Scaceiir€. Lai. 
expulsus. Gr. e's&isOii';. Dani. inf. 28. 
Questi, scacciato, il dubitar sommerse In 
Cesare , ec. Petr, son. ^3. La scacciata 
j parte , Da se slessa fuggendo , arriva in 
{ parte Che fa vendetta, e il suo esilio gio- 
condo, .ffocc. l'it, Dant. 222. Raccoglien- 
dovi nondimeno dentro quelle poche reli- 
quie, che vi si trovarono, de* discendenti 
degli antichi scacciati. 

t SCACCIATORE. Fer6«/.ma*c. CAr, 
o Chi \caccia. Lat. expultor, depuhor.Gt. 
e).aT/;'j, eiw'/.ms- Bo'-t. Varch. ^ pros. 
6 Chi altri il cooservjdore dc'heni, e lu 
scaccijlore de' mali , che il rettore e medi- 
cature delle menti Dio? 

* SCACCIATRICE . Femm. di Scac- 
ciatore . Palm, ì'tt. Civ. 19. Filosofia 
h ec . guida degli uomini , maestra della 
virtù, scacciatrìce de'vizii, amica del hen 
vivere, ec. (//) Segn. Rett, Arisi, ri. ha 
cosa acerba y e crudele e differente da quel- 
la che ci fa misericordiosi, ed è scaccia* 
irice d'essa misericordia. (FP) 

SCACCO. Uno >U ijiie' fjuadrrtti che 
per lo più ,«/ vedono dipinti l'uno atcanto 
all' altro nelle insegne , nelle divise , e 
negli scacchieri , con differenti colori . 
Lat. ti'stera, tetsella. Gr. 2/<^ii;//aTC5V. 
Dant. Par, 28. Il numero loro Più che 
'I doppiar degli scacchi s'immilla. G. V. 
10> 38. 2. Fccclo armare a cavallo co- 
vertalo, e lundiere a modo di Duca col 
campo ad oro, e attraverso una banda a 
scacchi pendenti azzurri e argento, siccome 
1* arme {iroprìa al tutto con delti scacchi 
del Ducato di Baviera . Pera Ori. 2. 
23. 19. Con la bandiera a scacchi neri e 
, bianchi Di Normjndia Rìccardu accanto 
gli era. 

§ I . Scacchi, nel numero del più, pren- 
donsi pili comunemente per lo Giuoco, che 
si Ja sullo .scacchiere , e per le Piccole 
figure 'li esso 'giuoco, fatte per lo più di 
legno , rnppresentanti pia cose diverse , 
divise in drtm parti, sedici per parte , V 
una d' un colore , e /' altra d' un altro 
Lat. latrunculiy *scacchia, G., f . 7. 12. 
3. Giucò ad un* ora a tre scacchieri cu' 
migliori maestri di scacchi in Firenze , 
giucaodo con due a mente, e col terzo a 
veduta: i due giuochi \inse , e il teno 
fece tavola. Dm. Camp. 3> i)0 Un gior- 
no giocando a scacchi , due gio\ani de* 
Donati con altri loro compagni vennono 
a lui da casa stia , e fcdironlo di molte 
ferite. Bocc. g. 6* p 3- Chi andò a dor- 
mire, e chi a giurare a scacchi, e chi a 
tavole. E g. 6. /. 2. Io diro dclli re di 
s'cacchi, Iroppo più cari, che Ìo non so* 
no. 3taestru:t a. II. 6. L peccalo nel 
canto, e stomienti de* secolari, e nel giuo- 
co degli isCBcchi? Cr. 5. 3^*. I Del suo 
legno (del bosso) sì fa ottimi pettini, r 
cucchiai, e manichi di culleinni . e srac- 
chi , u lavolrllo. 



S C A 

§■ II. Scacco malto, che anthe si die*: 
Siacfomatto , tt-rm. del Giuoco di scac- 
chi j etti è Quando si vince il giuoco, chiù- 
di-ndo l' andata al re. Lat. calculus ina - 
tut . Filoc 6. 86. Per dare scaccomatlo 
al re ec. mosse il tuo rocco . Frane. 
Sacch. nov. ig^ Itt. Uno piovano glu- 
cando a scacchi ee. suona a martello » 
per mnstrare a chi trae come ha dato 
scaccomatto . 

g. III. Avere, Ricevere, Dai^ scac- 
co, o lo scacco , scacco malto , per si- 
militiidine vafliono Levare, o Esser levato 
di posto; e Jì'urat. Avere ^ Ricevere, o 
C't'^t'.^nare rovina, danno, o perdita. Lai. 
perniciem, iti damnum aberri. Or. ^ij- 

20- 26. Infra la virtù e 1' atto Molli ci 
hanno scaccomalto. Cavale. Discipl. spir. 
Scaccomatlo rircvoo coloro, a' qaali pa- 
rendo loro aver fatte molte buone opere» 
e non guardando che con poca, ovvero 
nulla carità l'hanno fatte, truovacsi alt* 
ultimo periodo. Tac. Dav. Ann. 4 92. 
Accuuvanlo Latrio Secondo , e Pinario 
Natta , lance di Sciano : qoesli g'i dava 
lo ÌC2CC0. E Stor, 3. 3ia. Quando quelli 
che speculano i cuori de* principi veggoa 
Vilcllio tinto bene, da poter dare a Bleso 
lo scacco, oc lascian la cur^ a L. Vileltia 
(il testo lat, ho! posse Blasom perrerli)* 
Buon, Fier. \, 1. 2- O abhia scacco, o 
muli sede un nonne. E 3. X. 9. Io ti la- 
sciava far, per darti pei Scaccomatlo 'a 
sull'opra in qualche modo. Jilatm. t. 36. 
Destino muover guerra a Bertinella, Che 
a lei gii dato atea lo scaccomatto. 

§. IV. J'tdere il sole a scacchi , in 
proverbio vale Essere ia prigione* MaOn. 
t>. i)3. Operando io maniera , eh* egli 
insjcrhi Io luogo, ove si vede il tote a 
scacrhi. 

* SCACCOLO . Brano , Pezzuola . 
Pallav. Siil. 5. 34- Basterà qoi abboz- 
zare in picciolo ed in iscorcìo sopra uno 
scaccolo di carta quello che se si dipin- 
gesse di ^usta misnra. ed in prospetti- 
va occuperebbe una grao facciata di 
muro (Cj 

* SCACCOROCCO. Così dicesi nel 
giuoco degli scacchi Lo scacco dato al 
rocco. Jlforg. 12. 4*- Che wlea dare a 
tulli scaccorocco. f.\j 

8CACIATO. Add. Diciamo ccmmne- 
mente Rimanere scattato, e vate Rimit- 
nere eicluto da ciò che altri si credeva 
ottenere infullibilmente. Lat. spe/rustari^ 
re, qiiam tjuis spe detorn-rrat, excìdere. 
Gr. aTorv//aysiv Tr,^ e/:n'05;. Varch. 
ErCot. 5^. Quando chicchessia ha violo 
la pruova. cìlk; sgaraio un altro, e fatto- 
Io rimanere o om danno, o con vergo- 
gna, dicono a Firenze : il tale è rimaso 
ec. smaccato, o scaciato. Malrm 4* ^- 
Ma pcrrhi.- dietro al masso era fuggila. 
Il ribalda riman quivi selcialo. E X|. 
IO Cosi scaciata atlassera la cresta. Io 
veder che de' suoi non campa teita- 

SCADENTE. Che seade.\.*X,iaferior, 
dcterior, minor, Gr. cvOf t'aT(,:o(. Tm£. 
Dav Ann. 2 ^9. D' ogni sorta arnesi, 
che porgerà cuscuna naiiune . nieni« 
scadenti da' qoe' che oggi la viulront 
de* Parti, o la Romana grandena ri- 
scuote. 

•f SCADERE. Declinare, ì'enirt tn 
peggiore stato, Lat decrescere, imminui^ 
I/i peiut lahi, sublmhi , retro rtfirri. 
Gr. iÀaTToiÌ5&«e, x/iut^JvC9&ai. Liw. 
Pec. 3. Tanto e cresmiia la sua gran- 
desta, rhe non puoie più durare, e gi^ 
comincia ad iscadere, / arch. Esxol. yo- 
Dar giù ec. in Firenze si dice non solo 
de' mercatanti, quando hanno tratto am- 
baui io fondo, cior quando sono fallili , 
• di quelli citladiai o graliluemini . 1 



5 G A 

quali, come si dice ìa Vinegìa, tono sra- 
iiuli, cioè baoDO perduto il credito orU* 
uoiversule; ma ec Car. Itti. 2. 8i). Non 
avt'te a pt-risaro che ec. possiate esser 
punto scaduto dall' opinioDe rbe di voi 
avete Usciata appresso di me. 

§ I. Pt-r Occorrerv, Accadere. Din, 
Comp. I. 6. Era prima sradula una dif- 
ferenza tra lui, e i Sauesi per un suo ca- 
stello gli avean tollo. * Pttr. Uonu HI. 
5. Essendo Questore in Ispagua , scadde 
che, capitato a Gadi, vide nel tempio di 
Ercole una im.igine d* Alessandro Mjgno. 
K 46- E questo lece , per cessare molti 
perìcoli che nel matrimonio sradev.uio. (ì'} 

* §. II- Per Aver occasione, oppotlu- 
nìtà. Car. leti. 3. 55. Kmmi p.irso far- 
lovi intendere , perchè se vi scadesse dì 
farvi altro, passiate. E appresso : Racco- 
niandalemi a M. Lorenzo ec, e agli al- 
tjì, secondo che vi scade. (C) 

§. III. Scadere^ per Ricadere, o ì'enir 
per via d' eredità. Lai- lese venire , de- 
*folvit cadere. Bocc. noe. i8- 33. Di tulio 
ciò, che a lei per eredita scaduto era , il 
fece signore. G. V, 7. 70. 3. Egli si 
parta di sua terra, la quale gli scadde per 
retaggio di sua mogliera. DtUam. \. j6. 
Duo 6glÌuoli ebbe, e 1' ud fu Numitorc , 
Amulu l'ultro; ed al primo scadrà La 
signoria, perocch* era Ìl maggiore. 

* §. IV. Per Provenire, Derivare. 
Dittarti. 4- t5. Di qui ci mena in Pie- 
cardia la strada ce. Da Piceo Castro 
par che *1 nome scada. (B) 

§. V. Scadere, sì dice anche de /l' Es- 
sere scarse le monete. 

* §. VI. Scadere, tì/ora vale Essere 
inferiore. Tao. Dav. Ann. hb. 2. Post. 
Il primo grado di dìgntt'i avevano i se- 
natori ; ìl secondo ì cavalieri ron)3ni ; e 
questi quando risplendevaoo per viriù, o 
riccheaza, entravano io senato, rendevano 
il voto, e poco scadevano da'senatorì (BrJ 

S- VII. Per Passare , J'enir meno. 
Sa/vin. Pros. Tese. j. cj6. Kcn avendo 
voi mai fatto Gne di beDtficaimi, non è 
scaduta, ne scorsa l'ora del ringraziamento. 
SCADIilENTO. Lo scadere. Lai. de- 
cremenlnm, imminutio Gr. £X«T7W:(:, 
fltiùicti G. l'. 9. 2lj5. I. La citlà non 
era in bisogno, nù* in ìjigidimento, che bi- 
sognasse ribandiro i mafatlori. 

SCADUTO. JJJ. da Scad.re. Li*t de- 
pressus, iacens, afnectus. Gr. t£t«— ìt- 
y&)/iSVO{. Lab. 3o8. Parli egli cesi e.isc- 
re da nulla? se'iu così pusillunìmo , cosi 
scadalo? C. V. fi. 67. 2, E più altre ca- 
se e schialte dì popolari, e grandi scaduti. 
Dictr. Div. Questo è v ero, che ìl re Dio- 
taro la lua famiglia scaduta, e vile di le- 
oebre trasse. Cani. C"rn. 277. Ma quan- 
do son maggiori, e snn scaduti, Con qual- 
che mela il gusto lor rendiamo. 

# §. l.Per Infelice, Disgraziato. Cor. 
Voiff» Omei S. Greg, Perciocché né le 
medesime cagioni, né li medesimi appc- 
tili sono della femmina, e del masrbìo ec. 
degriracondi e de* mansueti, de'forlunati, 
e degli scaduti. (TC) 
K * §• li. Per Malcondotlo di salute. 
Car. tett. intd. 2. 1^0. Ma inlìn qui 
Ita gagliardo, e non so perchè se lo fac- 
cino così estenuato e cosi scaduto, come 
scrìvono. (C) 

\ SCAFA. Specie di naviglio piccolo 
pel servizio di un bnsiiniento maggiore. 
L»i. scapha. Gr. exc/ifti. Cuid. G. Colle 
scafe loro con sicuri passi scendono in 
terra. I.ib. Op div. Quivi per la gran 
terope^tade aipeoa potcroo campar la sca- 
fa, l'efn:. Ancora de'portare scafi- d'un 
solo albero, cavate eoo funi molto lunghe. 
Ciriff. Caìv. ^ 122 Burchi, maranj, sra- 
fe e palandree Grosse e sottil, carovane, 
tf calce. 



S C A 

* SCAFAlUOLO. Tetm. di Mann. 
Colui cìic f:uida la sc^fa col remo Segn* 
Venietr. Fat. ■^6. Dennsi f..bbiicar parile 
ec, faccendole derivare dalle parole di 
prima, come scaf-iiuolo, colui cbe col re- 
mo guida la scafa. (C) 

•f SCAFFALE. Strun.enio per lo più 
dt legno, che lii varie Cipaciliì, e sparti- 
menti, nc'quali si pongono scritture, o 
libri, detti) altriweatt Scansia. Lat. plu- 
tcus, scrimunì, locu/amentuni. Buon. Tier, 
2. 4 18. Osservai bene Sovra certi scaf- 
fali, Diversi dì natura, e anche d'arie , 
Bizzarre stravaganze. /:,' 3- 2. g. Ed io 
mi vo aggirando C:on questo mio carretto, 
che vedete, Fatto a sraOali, e pien dì va- 
nì libri. Ma/m. 8. 24- Uno scaffale v' e 
di libri varìi, Ch* eran la libreria di Si- 
mon mago. 

SCAFFARE. Termine del giuoco di 
Sbatagiio, e di Sbaraglino, e vale Farla 
di Coffa pari j contrario di Caffare . 

§. Per Traboccare, Cadere. Morf^. 22. 
iSl. E quasi di cader la messe in forse • 
Pur si sostenne, e d* arcion non iscaffa, 

•f * SCAFIGLIO, SCAFILO. Sor- 
ta di misura aulica di forano. Borgìi. /"e 
se. Eior. 65i. La composizione sì fece 
per lo più a scafigli di grano, voce a me 
nuova , e i|ual non saprei iuduvinare a 
quale oggi di queste nostre misure si ri- 
spondesse ; né si maravigli alcuno , che 
questa misura o nome uun sì ritruovi , 
poiché non si rilruova anche interamen- 
te quel dello staio, (Ì'J 

f SCAFO. In Urniine di Matineriae 
il Corpo d'un vascello senza armamen- 
to di veruna sorta, l Murinai il dicono 
anche Guscio. 

* SCAFOIDE. Jl terzo delle sette 
ossa del tarso. Imperf. Anat, l83. Il 
terzo ( OS.SQ del tarso) e l'osso navicu- 
lare, ovvt'ro srafoìde er. (F) 

SCAGGIALE. /'. A. Scheggiale, Cin- 
tuia. Lat, cinguluni. Gr, ^6J5T>o'p Bocc, 
nov. 72. Q. Io ricoglierò dall'usuraio la 
gonnella mia del perso , e lo scaggiale 
dai dì delle feste, G. l\ IO. l5^. 2. 
r»è poter penare più di due anella in 
dito, ne nullo scaggiaie , ne cintura di 
più di dodici spranfjhe d'argento. Tav. 
Bit. Io ve ne menerei lo scaggiaie del- 
la Reina incontro a quello di mia dama. 
E altrove: Era lo corno d'ariento tuito 
fornito a ver^hctte d'oro, e lo scaggiaie, 
là ove gli era appiccato lo corno, sì era 
luUo d'oro 

3 SCAGIONARE. Scolpare, Scusare j 
contrario d'Accagionare. Lat. purgare, 
excusare, Gr. a::oio'/£raSrai, Dant. Jnf 
32. Sappi ch* i' fui il Camìclon de' 
Pazzi. E aspello Carlin, che mi scagio- 
ni. Fatch. Slor. II. l^\8 Quella (ca- 
gione) che s'allegava in difesa del si- 
gnor Marziii ec, nonio scagiona , né gli 
toglie la macchia dell* infamia- 

V §. ^ in signific. neutr. pass, vale 
Scolpai si. "Liv. M. Lamentandosi de* 
Romani, e scagionandosi di ciò che ì 
Romani apponevan loro « . (N) 

•f SCAGLIA. Chiamnnsi scaglie Quel- 
le piastre tte dure, per lo pia lisce e tra- 
sparenti, -le quali quasi a modo di em- 
brici , coprono la pelle della più pane dei 
rettili, e dei pesci. Lat. .iquamac. Gr. 
t'x-u^.««> yoii';- Dant. Inf. 29- 
traevan giù 1' unghie la scabbia 
coltel di scardova le scaglie. 

§. I. Scaglia, per similil G. V- 
7. Sono con sottili briglie, senza 
e povera sella d* una bardella, con picco- 
le scaglie incamutaia- Sodrr Colt. io3. 
Attaccale lame di piombo, o di rame al 
fondo del cocchiume, lunghe e larghe tre 
dita, e poste che tocchino il vino , se 
resteranno asciutte e pure, è segno dì du- 



S C A 



103:^ 



rare; se Lagnate, il conlrarìo; e massimo- 
niente se averanno le scaglie falle a »o- 
niiglianzd di biacca 

3 ^^ 11. Sia-ili,i ,diiiamo anche a Quel 
piccolo pezzuola che 4i lirva da' marmi 



o da altre 



pu-t,. 



in lavorando collo 



E si 
, Come 

8.37. 
freno. 



scarpello. Lai as.udae. Gr. oxtvJa^/jtot'. 
Tiati Umil Di pietre e di scaglie 10 
egli succiare l'olio, o i\ mde. 

* g. III. F. figuratam. <. Jr. Fur. 
3. 4. Levando inlanlo queste prime rudi 
Scaglie n' andrò con lo scarp. Ilo inci- 
to ». (B) 

^' § IV. Scaglia , per TeHug^ine , 
Fav Fs. i3, T. B. Un* .igugli.i volava 
lungo il mare, perché volca di.'*pcsci; sic- 
ché trovò una scaglia Siina. Quando l'agu- 
glìa l'ebbe trovata, brigavasi di romperla, 
e non polca; p- r<ic< bé il pesce iscaglia sì 
e molto duro a rompere. (P) 

§. V. Scaglia, per Fromba colla qua- 
le si tirano i sassi. l.at. funda. Gr. opev- 
oo-jT.. Buon. Fier, 2. i. i5. Archi e ba- 
lestre quello, e quello ha scaglie. 

g. VI. Scaglia dc'mtialli. Lat. squa- 
ma. Bici ti. Fior, 62. La scaglia de' me- 
talli, chiamala da'Lalinì stjunmma, è quel- 
la che casca da'metaili quando cui mar- 
tello si percuoion'i mcnlre sono affocati. 
Casca b scaglia solamente dal rame e dal 
ferro e dall' acciaio, quando si spegne nel- 
l'acqua per temperarlo, o peraltro. ^ F. 
Fili. J it. Bvcc, 8. Come dalla materia 
del boglienlc ferro dalle martella fabbrili 
balluta sogliono scintillare alcune scaglie 
affocate. (FP) 

^- §. VII. Scaglia di ferro. Una certa 
superfìcie del fero, che insieme con una 
ruggine, la quale .si trova al/e cave di 
esso ferro, serve per far colore da velif 
re le finestre, vetriate di vetri colorati. 
Baldin. ice. Dis. (B) 

^ SCAGLIABILE. Jdd. Che si può 
scagliare. Atto a lanciarsi , Laudabile ■ 
Bellin. Lett. follisn. Ella sa eh' erano 
in uso ì dardi scagliabìli. (A) , 

SCAGLIAMEM'O. Lo scagliare. Lat. 
iactus. Gal. Sist. l83.' La confuluzìooa 
del quale consiste nella demolizion delle 
fabbriche, e nello scaglianiento delle pie- 
tre. E 2o5. Quanto poi allo scioglimento 
dfir ultima instanza, presa dallo scaglia- 
mento della vertigine diurna ec* , basta- 
va er, 

SCAGLIARE. Levar le scaglie n'pesci. 
Lat. desquamare, Gr, s'/isTit^stv. 

g. \, Scagliare, per Tirare, Lanciare, 
Gettar via. Lai prciìcerr, escutere. Gr. 
/.ùLTV.zftTZTifK s/^a'D-Eiv. Disc. Cale, 
zi. Sopra lutto si guardi dal fallo , il 
quale si commette ogni volta chela palla 
si fj di posta passar lo sleccato della fos- 
sa, ed ogni volta eh' ella è scagliala Ar. 
Fur. 2p. 6. E poi ch'una e due volte 
raggirollo. Da sé per forza inverso '1 mar 
lo sraglìa. Bern. Oil. 2 3. 28. Se pel 
ciuffetlo, vecchiaccio, ti piglio, Cbe qui 
ci tieni, e non ci lasci andare. Ti scaglìe- 
rò di là da Francia un miglio, E la vet- 
tura li farò avanzare. Calat. 79. Né le 
mani si vogliano tenere spenzelate , né 
scagliar le braccia , né gittarle , sicché 
paia cbe l'uomo semini le biade nel cam- 
po (cioè, agitarle, vibrarle) . 

§- II. Ef^uratam. Tnc. Daf. Ann, 2. 
53. Plaociua insolentisce , scaglia via il 
bruno per la sorella , ammantasi drappi 
gai (il testo lat, ha : lucium amissae sn- 
roris laelo cultu muiavii ) E Vit. Àgr. 
3pi- Le Germanie aver pure scagliato via 
si'mil giogo, ec, (qui vale scosso; il testo 
lat ha eifussisse ). 

g. III. Scagliare, per Dire d' aver ve- 
duto, udito, o fatto co.(e non vere, ne ve- 
risimili.l.iìt,vana fund:tare. Gr. /i«TaiO- 
X:y;tv. Farch, Frcoì. S^. Quando al- 



lo36 



S C A 



•ODO in faTellanJo dice cose grandi, im- 
possìliili, o non veriiimiU , e in somma 
quellfi cose che si chiamano, non bugiaz- 
■c, o buRie, ma bugioni , se fa ciò scoia 
«attivo fine, s* usa dire: egli lancia, o 
scaglia, o jbaleslra, T<ic. Dav. Ann 6. 
IIQ. Tiberi'i scagliò di lei cose bruttissi* 
me ( it Usti he. ha: fijedisjirais crimi- 
oatoribus rxarsit ). 

§. IV. Sciffjiiar fé parole al vento, va- 
ie Parlare inconsideraliincnte , o iantil- 
mente. Lai. verba effatite. Gr y>j«/?»rv. 
Mor-fj. 27. 78 Tutti degni auto'* moder- 
ni e piaui. Che nuD iscagliaa It parole 
al vcDtn, 

g. V. Sra^fiarf, nfutr. piss, vale Sbat- 
tersi^ IJibaHersi. Apuani. Lat. concuti , 
ComffiOien. C,t. Si'A7v: -^TTttìsrm, JiO/i- 
VEiiOai. Tac. I)av Jnn. 235. Nerone, 
Marcello t.ili co*c dicendo, si scagliava con 
*oce, volto, orchi, minacce, iotuocalo. Circ. 
Geli. 6. 1^5. Per fuggire il dolore del 
male, ••gli si scaglia |mt lo letto, 

g Vi. Scapitarsi atithsso nd alcuno, 
vale Avt't'nlirifg/i , G'tUrsegh addosso. 
hit. l'I atìffn^rn invoim't aggredì. Gr. 
acffpailfiv ìi; riva'. Mf^rg »5. 35 Or- 
lando allor se gli scagliava addoiso. * T'ir. 
En. 2. 667. A si fero spettacolo C-rebo 
Infurialo, e di morir disposto ec. A quella 
Kchicra sraglio^ii in mezzo, (FP) 

* g. VII. Scig^iarsi coatra alcuno, ta- 
lora vale Inveire , Fare invettiva. Salv. 
Avveri. I 2 *>- Non pos^iam noi avverti- 
re come da Tullio si scriva a Pompeo ec , 
come si rompa, come si scagli coalra di 
Catilina ? (l) 

3^ g. Vili. Scasli^re,in senso neulr. paxs. 
vale iscappar via, Scuizzire , Potiz.canz. 
Alcuna 6ala iscaglia Da me, non per fug- 
gire, Ma per farmi languire, E poi ritor- 
na, (nr) 

§. IX. Scagliarsi, fi^nratam. dicia- 
mo dfll* Impegnarsi oltre al convenevole 
ad alcuna cosa . o di Chi volendo appari- 
re d' offerirli gran cose, V offerisce poco, 
nulla. Salv, Granch. X. 2. lo ti pro- 
metto. Come prima i' avrò questi <!anari, 
Di darti senza manco fino in quattro Du- 
cati. F, Si, tone ben pochi, guarda Pur 
di non ti .scagliare. 

SCAGLIATO. Add da Scagliare.Vn. 
eiacnlalus. Gal. Sist, 189. Io non ho dub- 
bio alcuno , che supposto quello che non 
è ec, cioù che I' iurlinazione di quei cor- 
pi gravi fusse di andare al centro di quel- 
la ruota , e* non verrebbero estrusi , ne 
trsgliati. E appresso : Perchè non voglio 
negare che ì sassi vengano scagliati. 

* SCAGLIATOKK . l'erhal. wmrc 
Che, Chi scaglia. Che (ancin. Lancia- 
tore. Bellin. Disc, l- 29. 1 frombolatori, 
e gli scagliatori de* sassi a mano pur per 
ccolinaia di passi scagliano i sassi toro. (C) 

SCAGLIETTA. Dim. di Scaglia. Lai. 
squamala, Gr. isrtc'oiov- Art. Veir. JS'er. 
5. 74« Sopra alle polveri metti scagliette, 
e peizctti piccoli di cristallo. Benv. Celi, 
Ore/ 70. Massimamente che n'I tempe- 
rarle gettano una scaglietta, la quale gna- 
stercbbe il lavoro, so non vi si ponesse 
gran cura. 

t * SCAGLIOLA . Piccola scaglia . 
Magai. Lett. /ani. 1. 21- Un» di quelle 
scagliole d' agata, nella quale fosse rima- 
sta spiccata di netto una di quelle mac- 
chio da voi tanto ilimato. (A) 

* SCAGLIONCINO. Piccolo scaglione, 
Jtaldin. Voc. lìis. (A) 

SCAGLIONE. Grado , Scalino. Lai. 
gradiis. Gr. avajSaS^ov. fìant. Purg. 
g. L'a no venimmo , e lo scaglion pri- 
maio Bianco marmo era. E 12- Gì^ mon- 
tavam su pi^r gli scaglion santi. Liv. Jtf. 
Egli cadn giù per gli scaglioni. KrAnr.tS'nrrA. 
nov. l5i« Quante volte il di hai salito e 



S C k 

sceso la scala (uà ? ec. Or mi di*, quanti 
scaglioni ha ella 7 

5 I Figuratam. Frane. Snceh. rim. 
58 Che per altrui non scenda lai scaglio- 
ne. Sen. Rea. Varch. 3, 3o L' essere 
nato e il primo grado, e scaglione a tutte 
le cose ; mj non è gi*a il maggiore di lui- 
te, sebbene è il primo- 

•f et- II E Si aghoni, chiamanti anche 
1 tjnattro denti canini del cavallo, i quali 
sporgono uni per mascella, e uno per ia- 
to, in quello spazio che è tra gfi inciti- 
vi, e i masiellart. Cr, g I, 3. Appresso 
hanno gli scaglioni , e appresso a questi 
hanno gli mascellari, e può esser che certi 
cavalli n'hanno più, e allora i denti son 
duppii. 

^ g. III. Scaglione, dicesi Una specie 
di pesce d' acqua dolce. Ar. Fur. Quale 
o lr«ta , o scaglion va giù pel &ume-{A) 

SCAGLIOSO. Add the ha scaglia. 
Lat. squimosiit. Gr. XsTi^WT^';. Ar, 
Fur, 16. 21. Quando fu noto il Saracino 
atroce All'armi strane, e alla scaglio» 
pelle , ec. Morg. 5. Bf). La lingua tutta 
scagliosa e le canncj Un occhio avca nel 
petto a mpzzo il torso. Ch'era di fuoco, 
e largo ben duo spanne. 

*t * ^* Siaahoso, vale anche Che si 
scagli I. lìaldin. Voc. Dis. in EMBRICI. 
Le lastre di piflre scagliose de* Genovesi, 
e d'alcuni luoghi della Toscana, non ar- 
rivano ec (A) 

SCAGLIUOLA. e SCAGLIUOLO.^;»?- 
zie di Pietro tenera simile al talco, ni- 
trimenti ditta Specchio d' asino , della 
quale si fa il gesso da doratori, ed an- 
che Una composizione, matura con cui 
si ricu-^prono le tavole, o simili. Lai. 
lapis specularis, alumcn Kcaliolae. M. Al- 
dohr. Recipe radici di ginestra , allume 
scagliuolo, e galle. Riceti. Fior. 1^. I 
faltizii (allumi) ancora sono molti , cioè 
lo scagliuolo fatto della pielra speculare , 
che è piuttosto gpsso, che allume. 

g. I. £■ Sc-igltuohi , Spezie di grami- 
gna, che fa la spiga in cui si racchiude 
il seme, dello parimente Scngltuola , del 
quale si nutrisrono ie passere di Canaria. 
Lai. phalaris. Gr. oy.Xv-pi^. 

g. II. Scaglinola, i anche dim, di Sca- 
glia, Lat. squamuln, scnndulae . S-igg. 
nat. esp, 172. Mentre in esso pareva che 
fossero mosse in gr.in copia scaglinole di 
talco 50lti!issim.imfnlc sminuzzato. 

•f SCAGNARDO. / ree poco usata 
Add. Aggiunto dato a'trui per villania, 
Morg, 27. qo, E non pareva ni* sorda, 
né cieca Certo quel di quella vecchia 
scagnarda. Lor. Med. canz, 5p 5. L'ha 
ancora un' altra cosa. Ch' cU' è ghiotta 
ed è bugiarda Questa vecchia brodolosa , 
E una falsa scagnarda. 

SCALA. Strumento per salire, compo- 
sto di scaglioni, o di gradi : uhuna è sta- 
bile, che è di pietra, o di leiino; alcuna 
portatile , che e di legno, e chiamasi « 
piuoli, veramente di ccrda, o di seta. 
Lat. scala. Gr. y^ifiv.^. D-mt, inj. 34- 
E questi, che ne f»? scala col pelo. Filt'b 
ancora, siccom'era prima. ììut. ivi : Cioè 
Lucifero, al cui pelo attenendomi , io di- 
scesi, e così feci scala al mio discendere. 
Dani. Par. io Che ti conduce su per 
quella scala. /* 17- E com'è duro calle 
Lo scendere e '1 salir per I' altrui scale 
/iocc. uov. 4V p- Coir aiuto d*una scala 
salj sopra un muro. E nov. 65 l5. Per- 
ciò serrerai ben l'asrio da via , e quello 
da mezza scala Frane. ,Sacch. nov. -y 
Giugnendo costui dove era il signore, tro- 
vò che era in su una scala per salire a 
cavallo (qui lo slesso che montatoio) . 
Diti. S Grrg, I. 5* Costaoltno slava sur 
una scala a pinoli ad accendere le lam 
pane della chiesa- Smlv. Granch, ^. 1 E' 



S C A 

mi sar^ agevole ec. a persuader loro Chfl 
la cosa sia grave, essendoci iti Massima- 
mente attorno scalamenti . Scale di seta, 
Ijtrocìnii, ed iltre Simil cose. Morg. 18. 
l3.'). E succbii d'ogni fatta, e grimaldel- 
li, E scale, o vuoi di legno, o vuoi di 
corde. 

# §. I. Scala a chiocciola , o a luma^ 
ca, diceli Quella che rigirando sopra se 
stetsi , si voice attorno a un cilindro, o 
simili. V. CHIOCCIOLA. %. VU. (C) 

* §. Il Sdì d fpia, diceii a (^uel' 
la, che contlurrndo a un mritesimo piano 
si divide in due I" accia conformi di gran- 
dezza e di architetura Tass. Piai. Pad, 
Fa-n. Vi si saliva per ona scala doppia , 
la quale era fu<>ri della porla, e dava due 
salile assai comorfe per venticinque gradi 
larghi e piacevoli ila ciascuna parte (D) 

g. III. Scala, per similH, vale Ordine 
di checchessia, che va'la gradatamente cre- 
scendo, o seemand-}, S»g^, nal. esp. 9. 
Vero è, che ei non entra nella medesi- 
ma scala di proporzione. E II. Onde si 
h.iranno prese s>-i palle a scala di oguali 
differenze, cioè di gradi dieci in dieci. 

•f g. IV. Onde Scala de'colori, si dice 
il Dijradamento dr'colori dal più chiaro 
al più scuro , procedendo tempre per It 
più ùmili l'it Pift. ?k^. Quelli ( tre co- 
lori ) non fanno diversità, se non neU es- 
ser. V. g., il rosso, o il giallo più o meno 
Fiieoo, restando p'TÒ nrlla medesima sca- 
a dei rosso, o del giallo. Sah-iu. Pros. 
Tote. I. 426. NclISsleua scala, per esem- 
pio , del verde, o più pieno o più sbia- 
dato, o, come i Latini dÌc«-ano , più an- 
nac(|Uaio, o più satollo, o con allri colori 
scherzevolmente mischiato, più e più gra- 
di di verdi si trovano. 

g. V. Scala , nrlle carte, o iihrl di 
Geografia, e simili, s'intende Una deter- 
minala misura quivi arrennata, corrispon- 
dente a miglia, o leghe , simili , per 
comprender con essa la disianza de' luo- 
ghi, 

g. VI. Per meta/, si dice scala Tutto 
quello che da una cosa ne conduce ad 
un' altra Lat. gradus. Gr. ava^a&^ov. 
Pelr. cnnz 48. IO Per le cose mortali. 
Che son scala al Fattor, chi ben l'estima. • 

Tac. Dnv fit.-^gr. 3Sg Tornato dal i^ 

carico drlla legione, il divino Vespasiano A 

il ftce patrizio; indi il mandò a regger 
la provincia di Aquilaoia, dignità di prin- 
cipale splendore , e scala al destinatogli 
consolato # Segr. Fior. Legnz. Frane. 
Giudicanlo anche scala all' impresa di Na 
poli, qu-indo si avesse a fare. (TC) 

g. VII Sca^a^per Porle, termine ma^ 
nnaresco. Serd, Stor. 5. I;|6. La ciiti , 
che è la scala de* mercatanti, è posta do- 
ve it golfo si rilira indentro, E 7. aSo. 
Gi^ scala nobilissima, ed ora ec. frequen- 
tala solamente da pochi negozianti. 

g Vili. Onde Fare scala, t'ale Pig/iar 
porto Lat. portiim capere, mppellere. Gr. 
"ro^osur^iiv et; Xtfxtvx. Pera. Ori. 1 
5. 5o*' La nave ad nn giardin va scala a 
fare. Ar. Fur. p. <(3. Né scala in Inghil- 
terra, nò in Irlanda Mai lasciò far. oè sul * 
contrario lilo. Cecch, Mogi. 1. |. Toccò 
(la n-ne } a Raugia, dove fatto scala, Gli 
corsari venderon la fanciulla. 

g. IX. Fare scala ad alcuna cosa, JS- 
guralam. vale Guidare, Lai. ducere, rf#- 
ducere Gr. efxyciv. Pui^n. Fier, 1. 5. l. 
Noi vi farem la scala. Belle diavola no- 
stre, al nostro allargo. 

g. X. Scala franca, vale Franchigia, 
Liherià d'andare, o stire. Patso Ithere 
Jtfalm, 5. 33. Talché libero il passo • 
scala (ranca Avrai, per dar effetto al tuo 
disegno. 

*f « SCALABRINO. Uomo scaltro, 
scaltrito i detto da Calahrino , della Cm- 



5 e A 

MHm , che produce uomini ingegnosi^ td 
meecrtt , Safyin» Fier. Buon. ^. i. 12. 
Dice»! ScaUbrÌQo ud uomo scaltro , scaU 
trito. (JJ 

SCALACCIA . Pf^gtorat, di Scala, 
Lasc. Orhs. 3. 3. Quella di su h uoa 
mala scatarci.1 . 

SCALAMATI . Nome di malatlia de' 
cavala. Lflt. SCnl.imatus . Cr, g. 22. t 
Del morbo scaljinati. e sua cura. Questa 
infermila asciuga e disecca le 'oleriora 
del cavjJLi , e macera il corpo , e 'l suo 
sterro i* jiulire più rbc quel dell* uomo; 
e ciò yli avvieav |ht lunga iiiagiczza , 
che procede per poco cibo a lui dato , e 
por molla laiirj , la qua! riscalda e di- 
secca le membra , in tanto che doq può 
diveuiar grasso , uè far caruc , uè ancora 
si cura di mangiare. 

SCALAiMEMO. Lo scalare, 'Lti. sca- 
iae appulsus , ttscensiis. Gr. avXjSaoiS. 
òo/t*. Granch. ^. i. E' mi sarìi agevole 
ce. a pcrsuadi-r loro Che la cosa sia gra- 
re t est&endoo ni Massimamente allumo 
scalameli, Scale iJi seta, latrorioii . ed 
altre Similcoic 'A' Cromili e tt. 264. Ed a- 
veudo il dello Papi bando per uiaiiGcio 
da lui commesso personjlmeule, eia slato 
a servire nel campo , e mi dello scala- 
meulo era stato il primo a scalare in su 
le mura, h' o/<preifO : Nel detto scala- 
mentu m trovò Vieri Guadagni. (Cj 

SCALAPPIARE. Usctr dd calappio. 
Lai. fffiigere, Gr. éf/'y =u/EiV. Bant. Purg. 
21. Ornai veggio la relè Che qui vi pi- 
glia , e come si scalappia . liut. ivi : E 
come si scalappia, cioè, e come si scioglie, 
e spaccia d.i questa relè. 

§ Per met.if. vale Uscir dalle insidie 
nelle tjuaii l* uomo è incorso. 

SCALARE. Salire^ Montare con iscale. 
Lat. scalis admotis a<cvn</ere, .tcatit ag- 
gredì . Gr. ava^at'*j-[v . 6V0/1. Morell. 
290 Gli fece iscaUre di notte alla pri- 
gione. E 2j)9. Vi sl<ritoDo più di, e sca- 
larono il castello Salv. Spia. 4. 12. Un. 
per mia fé, che scala la casa di Bernabò. 
Citiff'. Calv. I. 23. Che si poteva Ascalona 
scalare Da quellj parteche dod vede il mare. 
SCALATA . Scalfimento . Lai. scnlae 
nppulius. asiensiis Gr. «va'^Saci;. * Bel- 
Itn. Dite. I. 196 Ed ecco che la vi è una 
scalata a quella piazza, più là fulmina la 
batteria, la va in aria un baluardo perchè 
vola uoa mina . (C) lìart. Simh. Ub. 3. 
pag. ')0\. Il suono delle trombe Romane, 
che ad ora ad ora davano il segno della 
scalata. (D) 

§. Dar la scaìMa, ierm. militare^ che 
vafe Salir sulla muraglia del lue-go asse- 
diato o colte scale» sulle rovine fatte dal- 
la breccia. Lai. scalis aogressioncmfacere. 
Gr, $t.d Twv a'vy.paSrpwv ifopfiùv. 

SCALATO. Jdd. da Scalare. Lat. con- 
scemus, inscensus. Buon. Fier. ^. 5. 3 
Scalata una torre, S'avean ripreso libertà 
comune. 

* §. Scalato, per Bipartito, Diviso . 
fardi. Stor. (lì) 

t SCALATORE. T'crhal. mise. Che , 
o Chi sale j monta con iscale . Tac, 
Dav. ^nn. 2. 35. Gli scalatori dell' argi- 
ne, come sotto muraglia , erano di sopra 
percussaii duramente . Buon. Fier. 4- 2. 
7 Mi sembraro scalatori Già già dover 
entrar per le finestre. 

SCALCAGNARE. Pestare, o Calcare 
altrui il calcagno della scarpa, andando- 
gli appresso. Lai. calcem calce premere, 
Painff\ S. Del Vescovo la mula ti scal- 
cagna . 

SCALCAGNATO. Jdd, da Scalcagna- 
re. Buon, Firr. [\. 5- 6. Chi colle scarpe 
Va scalcagnato , e non può ire , e resta 
Addietro, e grida (qui vale: Che ha per- 
duti t caliagnt delle scarpe). 



SCA 

•f SCAtCARE. J'occ fuori d'uso Cai- 
care. Lai. calcari', lonculcare. Gr.xara- 
nv.re.iv. But. inj. ti. I Poi passamm' ol- 
irà, scalcando l'anime de'golosi. F appres- 
so : Per essere scalcati, sì risponde a loro 
vilipensione . 

SCALCHEGGIARE Tirar calci. Lai, 
ca/iitrarc. Gr. iarrt^etv. Pallad. Marz. 
27. Se lu cavalla scaU'heggiaue, o impaz- 
zasse , aflalicfaisi un poco culle morse , e 
starà cheta . Mor. S. Greg. Duro è sral- 
cheggiarc centra lo sprone, l'it. SS, Pad. 
1- 60- Asinelio, io furo che lu non iscal- 
cheggerai; io li farò st;ire magro, non ti 
pascerò d'orso, ma darotti della paglia. 

3 §. I Per meinf. vale Contrastare , 
Pii-pug'iare. Lat obstaif , advet inri , re- 
c-fcilrnre. Gr. £ vavTcoÙ303.t. F.--p, f an^. 
Si fa per rcfretidre il corpo bcsli.ite, tbc 
non iscabbeggi allo spìiito, e alla ragio- 
ne, o e'si la per soddisfare, e correggere 
il mal fatto. Cron. leti. Ii3. Sempre 
sogliono, quando sono forti, scalcbeggiare 
la Chiesa . Ftanc, Sntch. rim. t). Sicch' 
ogni viJlanel te non scalcbeggt. 

^ g. IL Per Mdltratlarv , Conculcare, 
u Bocc. Lett. /'/-. S. ylp. 3o'-\ Debbonsi 
cosi fasiidiosamcnte acalchrgjjiare i mino- 
ri »? (Br) 

SCALCHEr.I'A. VJrte, e Uficio dello 
sca/co . Lat. architricltni offlctnm . Fr. 
Giord. Fred. lì. Si era gran maestro nel- 
la scabherij. 

* SCALCIARE. Filar calci, Scal- 
cheggiare. Silvia. j4rat. pr. Q quando 1' 
un r altro co* pie ribaltane scalciando , 
gli scarichi con quattro, ed i cornuti con 
due. Magli. Leti E addentando loro una 
gamba, scalciate pur se sapete, non la- 
sciava la presa (Jéj 

SCALCINARE . Lei'nr la calcina da' 
muri, guastando lo ''atonico. Lat. fedo- 
rnim dernd,re. Frane. Sacch. nov. 5. Con 
una lancia , cbe parea che avesse a fare 
una sua vcndella, lulla la scalcinò. 

V SCALC1^ATU . Add. da Scalcina 
re j e dicesi propriamente di muro a, cu^ 
sia stata tolta via la Copertura ili calci- 
na. Lise. Rim. 2. 253. Le mura per 
dilello Son fesse e scalcinale pure assai. 
Piene di ragoateli. e di vespai. (C) 

SCALCO. Quegli che ordina il convt- 
to y e mt tic in tavola la vitanda j e an- 
che Quegli che la trincia. Lat arcliìtri- 
clintts j stritctcr . Gr. vpy_KZLir.').vJO- . 
Morg. 25. 28S. E d' ogni cosa che lo 
scalco manda, £' faceva la parte sua re- 
carsi . Jr. Fur, 33. 124. E con cenni 
allo scalco poi comanda Che riponga la 
mensa, e la vivanda. E sai. 2. Io non 
ho multo gusto di vivande , Che scalco 
6a ec. Bfd. Tip. 2. 27. Quindi tengo 
forse per favola ec. , Cbe la vecchia Pa- 
risatide, regina de' Persiani, potesse, co- 
me lo scrivono , far avvelenar la sua 
nuora dal trinciante, o dallo scalco. Buon. 
Fier. 2. 4- *• ^^ come volentier farei da 
scalco I 

SCALDALETTO. Vtiso di rame, si- 
mi/e, in forma di padella, con coperchio 
trajorato, dentro al quale si mette fuoco, 
e con e.\so si scalda il lètto . Lai, ther- 
niocUnium. Gr. &s^(zcz).i'vcov, Bern. rim. 
I. 123. Ma non loglio pero questi sug- 
gelli Per quel caldo d' amor cbe presto 
presto Fan le fantesche con li scalda- 
letti . 

•f SCALDAMANE . Scria di giuoco 
puerile , che si fa accordandosi più a 
porre le mani a vicenda una sopra l'al- 
tra , posata la prima sopra un piano , e 
traendo di poi quella di sotto, posta so- 
pra tulle le altre , battendo forte per ri- 
scaldarsele. Malm, 2. 45. Faceva con gli 
sposi a scaldamane. 

SCALDAMENTO . Le scaldare . Lat. 



SCA 



1037 



caìefactio, Gr. &e,o^uavct;. Zibald. Andr. 
100. La seconda cosa si è lo scaldamen- 
to, che egli si scalda e infiamma in quella 
volontà. 

* SCALDANTE. Che .scalda. S. Jgost. 
C. D. l'l>. 12. cap. r^. Qual cosa è più ut^ 
le, che II fuoco s. fidante e cocente , posto 
che ec. (I\S} * *^ 

SCALDARE. Indurre il caldo in ch,4- 
Chessiaj e si usa nelC att. . nel ntutr. , 
enei neutr. pass. Lai. caUfacere . Qt. 
;W«iV6tv. Dant. inf 29. ,„ .jji j^, 
sedere a se app, ggut. , Come a scaldar 
s appoggia tPgghia a tegghia. E Par 21 
Le pule insieme ai cominciar del giorno 
Si muovono a scaldar I- fredde piume 
A 24. Wun scaldo ferro mai, né balle an- 
cude Bocc. nov 77. 5l. Se il Sole ti 
cum.ncia a scaldare, riardili del freddo 
che tu a me facesti palire. Lab ,70.^0 
che troi'po abbia il furno la fornaia scal- 
dato re.. /?.. 3. 5. Se ne del.be gnar- 
dare d acque salse e nitrose, pnciocch* 
elle scaldano e seccano. <.- peggiorano il 
cuv^o . Nov. ani 100. 2. Quando egli 
era scaldato di vino, o di vivanda , ed 
ella disse. 

§. Per mel.f Lei. acc.ndcrt , u,flan,. 

5"IJo I peno. E Pnrg. ,,. Al mio ar- 

Jelb d„,na fiamma. E cpprc,,o : Or 
può, U quanl.u.e Comprender dell'amo? 
eh a le m.scalda Per son. 336. Non è si 
duro cor che iagrimondo , Pregando, 
amando, talor non si smova. Kè si fred- 
do voler, che non si sralde. E son 3ii 
INon e eh, faccia e paventosi , e Laidi ì 
m.e, pens,er, ne chi gli agghiacci, e scal- 
di • .^o^'. ani. Slan,,, a„t. (il. 2. Farà 
bene quel giorno del lorneamenlo, e scal- 
derass, d allegrezz., . E appresso: Il ca- 
vahere ebbe il pregio deU" arme, scaldossi 
a allegrezza , 

SCALDATO. Jdd da Scaldare. Lat. 
calefaaus. Gr. ?S2./av;!i'; . £).,„,, J„J_ 
17. Ne quando Icaro misero le reni Senti 
spennar per la scaldala cera. Sodcr. Colt. 
81. Tu porrai dell' uva buona sopra i 
gralicr, o asse ne! forno tanto scaldato , 
che ella rigonfi , e rigonfiala la caverai . 
£■101. Per vielare ch'e'nou diventi ace- 
lo piglia una dozzina di noci acciaccale; 
e bene scaldale in un lorno , gettale ro- 
ventate nella bolle, ec. 

t SCALDATORE Jerhal. wasc. Ch„, 
o Clu scalda. Lat cah-factor. Gr. ?jpu- 
a>vw,, J<a;S|:^a,-vo,v . But. Purg 20. 
1. Nascendo nella stalla delle bestie, e 
dove la mangiatoia gli fu letto, e lo Lue 
e 1 asino scaldatoricon lo loro fiato 

SCiLDA VIVANDE. Vasello per io pia 
traforato, dentro al quale s, mette fuoco 
per tener calde le t-h-ande ne'piallellij e 
rassene di p,,', fogge. Lat, focu/us, ienec. 
Gr. icyxcK. * lasc. Cen. 3. nov. io. 
Intanto comparsono, portali da' servitori, 
tre grandissimi pialli di stagno sopra tre 
scaldavivande, pieni di freschi, e bene ac- 
conci tartufi. (J}J Pros. Fior. 6. igS. 
Uno scaldale! lo pieno di diaccio, una "ge- 
latina su lo scaldavivande, ec (*) 

SCALEA . Oidini dt gradi avanti a 
chiese , o altro edificio . Lat. scalarum 
^radus. Gr. rà. à.iu.ZaXf-i G. y. 1. 5;. 
5. Si fecero le scalee de' macigni giù per 
la costa. Dant Par. 32. Queste sono il 
muro , A che si parton le sacre scalee , 
Frane. Saccli. nov, 22 1. Partironsi, e fa- 
rendo la via verso le scalee della Badia 
di Firenze , giunti a quelle , dice colui : 
ec. Lib. J'ioeig. Di sopra al muramento , 
e sopra alle scalee v' è certo traversa- 
mcnlo , ovvero ordinamento acconcio con 
beilo, e finissimo marmo, dove ba da 



ìojS 



S e A 



S C A 



ilare lo 'mporaJorc a sedere. Buon. Fur. 
3. I. 11. E 'usino ieri pjrccchi scrocca- 
tori, A furur Ji tlafEli , di furcine, Sal- 
tando le sralee della &|M.>dd[e, l'retcser quj 
rìurrcsrainetito, i ghiotti. 

V g. Far le sca/te Ut S, Ambrogio . 
V. FAKK. (^1) 

SCALELLA . Cr. io. 23- I. Anche 
nelle fave, e ocT^giuoIi «emioali si pren- 
dono colombi e torlolc eoa piccoli Ijc- 
ciu.>li, che volgarmenle li rhuinano scj- 
Ielle. Di questi lacciuoli il modo è 4UC1I0: 
<!C. (il testo iit. ha scapellic). 

SCALENO . Aggiunto ili tria/i'^olo , i 
tati del quale sono disugita/i tra loro, Lat. 
scaleniis. Gr. ezairivo;. Si^g, nit. etp. 
18. Qujod' anche nella sua prima vihra- 
tione Io furmasse (ti triang-to } scaleno , 
in virtù del peto scorre buhito al più in- 
6ino punro, al quali^ ridurci possa, ed in 
esso poi si maoliune. 

SCALEO. Scala.t.3,\..tcafa. Gr xXi'^aa;. 
Dant. Par, 21. Di color d'oro, in che 
raggio iraluce, Vid' io uno scalè^j eretto 
in suso, flut ii'i.' Uno scalèo, cioè uniscala 
di colore d' oro. 

*f* * SCALERE. Nel numero del più 
diconti Quei Irradi che sono ai'anti a cilie- 
ge, o altro edifìcio. Benv. Celi. f'it. pag. 
236 (Milano ìHz])- Scontrato un acqua- 
ruolo, ec. chiamatolo a me, lo pregai che 
■ni levassi dì peso , e mi portassi io sul 
Tialto delle scalcre di S. Pietro , ec. Su- 
bito costui mi prese, ec. e porlommi in 
sul detto rialto delle scatere di S. Pie- 
tro. r/»v 

SCALETTA. Dim, di Scala. Lat. brc- 
l'iJ se ila . Gr. xit/jLOiì/isv . Dunt. Fur^. 
21. Non rugiadaj non hrina più su cade. 
Che la scaletta de' tre gradi hreve . f'it. 
Crisi. Posta anche un' altra scaletta pic- 
cola tl.d lato dinanzi. È'Vanc. Sacch. n)f* 
19^. La donna sccmlc d'una scalcila co- 
me una gatta levala . IC nov. 220 Con 
(jDcsta soma ne va a uno usr(.*iiu , dal 
quale scondi->a un.i scaletta in una stalla. 
Fallad. E da ogni lato della scaletta ab- 
liiano i canali i loro doccioni. 

f * SCALFICCAHE. Staccare a poco 
a poco (Jttalchc parli- di checche sinj quasi 

10 stesso cfic Sca/Jiri'. fìellui. Disc. 1. 10. 

11 suo consumarsi egli ij un roderli con 1 
ftuot di'itli, cioè con essi scalficcandu e 
strappando , staccarne assai piccole par- 

ti. (.1) 

SCALFIRE. Levare alquanto di pelle, 
ftcnetr.tnd) leggiermente nel vivo . Lat. 
tcaO^'ve, leviter incidere, scarificare. Gr. 
5X«>£7£tv. Dcclam, (Juinttl. Acciocché i 
tuoi vecchi membri i miei gravi abbrac- 
ciamenti non iscaIBscanu. 

t SC.VLFITTO. Suit. Scalfittura. Lai. 
Ici'it inasto, Ifvis iclut, scanjicntio. Gr. 
5/a/suuy.. Benv. Celi. lic. 2 307. Mo- 
strandoci I* un I' altro gli scaletti e le 
percosse . 

SCALFITTO . .'i.td dì Scalfire Lat. 
leviter ictus. Gr. sì^aXsijOìi'^. TtiC. Vav. 
.4nn, 3. 109 Vilellio re, sralfittosi Icg- 
giermeote la ven.i,mort d'aiiguscia. ^ Car. 
Long, S»f. i. Era lutto quel loco scom- 
pigliato, scalnlto, e divenuto fangoso (qui 
meta/.}. (Min) 

SCALFITTURA. Li lesione eh,' fa lo 
tcalfire . Lat, levis incitio , scarifcatio . 
Gr. ax-x}.£fJ;i'A - jìA Aldobr. Le vene , 
che sou nelle labbra d* coirò , è buono 
segnare a scalfittura . Vit. C'ist, D. Ag- 
giungono lividori sopra lividori , e una 
scalfittura sopra 1* allra. 

'.' SCALINA. Pìccola scala , Scaletta 
/tildin. ree. Vis, (J} 

^' SCALLNATA. Ordine di gradi, Sca- 
lcre. fi.ildtn, roc. Dis. (A) 

SCALINO .Scaglione, Grado. Lat. ^ra» 
dui. Gr. ^«5p5V Dellinr. san. 171 Uno 



icatioo bo arso d' ooa scala Buon Fi r, 
^. I. c). Fra r un scjlin» e l'altro, io *n 
quel, tu 'a questo, E quelTaliro in qU'-ll' 
altro, e lutti in tutti Ditlribativameule . 
Otl. Si*i. 352- Questa pel primo scalino 
fa un grjn calare. 

SCALMANA, r. SCAUMANA. 

SCALMANARE. /'. SCAKMAN'ARE. 

« SCAL.MA.NATO . T. SCAHMANA- 

To. n 

•| * SCALMATO . Scarmnnito . Se- 
gnet. pred. i) 6. Negarono un poco d* 
acqua, quelle ad Ercole sitibondo, questi 
a Latuna scalinata. Forlig. Rirciard. 3o- 
91 E per quanto ei con lo scalinata volto 
Uetla fiamma del cor facesse fede, E mo- 
strasse ec. ( .4} 

SCALOG?{0. Specie di cipolla che na- 
sce a cespi , e produce le ra'tici sottili . 
Lai. cnepa ascalonua . Gr. a'ixuXuvtov. 
Hocc. nov. 72 5. Quando le mandava 
un m.nzzuol d'agli fretrbi ce, e talora un 
mauuol di cipolle mali^e , o di scalo- 
gni- Cr. 6 123 I. Gli scalogni si pian- 
tano nel mese di Febbraio , siccome gli 
agli. F appresso: Gli scalogni soD della 
natura delle cipolle, ma son meno umidi. 
Hit'ch. I. III. Sangue di more e latte 
di scab'gni Fecer si grande e sterminato 
Ami; ) . Altm CJt. A 8rt. Altri mnton 
nel vino olio e marrobbio ce, Altri delta 
vitalba, altri scalogni. JZ 5. 119. La pian- 
gente cipolla, r aglio oleate, U mordente 
scalogno, il fragil porro. 

♦ §. Scalogna, per Sorta di fico. Sal- 
via. Pros. Tose. I. 5l||. Infìnu i fichi 
scalogni da Ascatona , 1 itlà di Soria. F 
appn-Mo: lo il primo fui quello che nel- 
le medaglie di questa città ec. scopersi 
essere pretti e sputati scalogni. (•) 

SCALONA. Scalt gr.md-. Tratt segr. 
Cos. do'in. S.diva e scinb-va ogni mjtti- 
na a digiuno molte volte una lunga sca- 
lona . 

SCALONE, V. A. Scaglione , Grado . 
Lat. grada s , Gr. x).i;/a/Tvi'_3 . Fr. ìac. 
T. 5. 3. i3. Uomo posto in altura, E 'n 
^cvole scalone . Lih. Cur. nialatt. Venne 
a rompersi uno degli scaloni di quella 
S'-ala . But. Inf, 33. I. Furono ec. sot- 
terrati nel monimento eh' è allato alli 
scaloni nel montare in chiesa. 

SCALPEDRA. Aome i-ano, e finto per 
baia d'I ììoec. nov. 79, 12. La Semi- 
stanlc di Bcrlinzone , e la Scalpedra di 
Marsia . 

•f * SCALPELLETTO. Ptccolo scal- 
pello . Salvia Fier. lìuon. 2. 4- ^ '^ 
porfido prima con un scalpellciio ec. si 
prepara, e si condiziona con altri ferri a 
più forte lavoro. (A) 

•f ^ SCALPELLO . Lo stesso che 
Scarpello. Bern. Ori. 2. 8. l6. E dalla 
parte, donde viene il giorno. Era taglia- 
ta a punta di scalpello Una purla p.ileate, 
alta e reale, ce. (A) S'-gnC. iiitp. {)utet. 
3 j. E chi son qutri che manef*giann bena 
scalpello tale nel p;iso nostro T (PC) 

SCALPICCIAMENTO. Lo sc-itpiccìa- 
re , Lai. prduni strepitus , conculcalio * 
Gr xaraTo^Tn.ua Cr. 2. i5. !■ La sal- 
dezza della corteccia di sopra * fatta per 
lo peso della terra tu •desini a , e per lo 
scalpicciauienlo di'gli Uomini e delle be- 
stie re, quella itupcdisce. 

SCALPICCIARE. Calpestare , ma con 
i stropicci'» di pii-di i'ifra'^nendo . Agn. 
Pumi. 28. Porrcgli dove meno «uggias- 
sono 1 seminati, meno mugnoiuno i cafn* 
pi, e nel corre i frutti meno si sralpìc- 
ciassono t lavorìi. 

§. I. Per Semplicememtt calpestare . 
Lai. conculcare. Gr xoCTa~«r<Ty . Cr, 
3. l3. 2()- Quando vi sar^ stato quiodici 
di. e sarà scalpicciato v mollo dalla piog- 
gia , si rauoj . <* a uà monte di letamo 



d-ipo alquanti di ti ridace . F. ^- 24 3* 

Si dc-e difendere solamente dalle bestie , 
mt;nire c^,K tenera e debuie, che non la 
rodano e sralpicrmu. /Ìul , Inf. \\. \. 
Scalpicciare lo suolo dt-IU terra colle sue 
schiere, facendole andare attorno. 

* %. IL /: figurai, vale Maltrattare. 
S. (ito. Chiosi 210. Vedendo colui che è 
protervo e malvagio er. essere fatto ter- 
ribile agli uomini , e in modi senza no- 
merò rruriare ed atUiggere , e per modo 
di dirr scalpicciare e tritare co' piedi i 
buoni ed ones'.ì uomini. (Cj 

SCALPiCCl'O. Stropicciamento di pt»- 
di in andiitd'. Lat. ptduin strepitai. Bocc. 
nov. 81. 4- Senlcodo lo scalpiccio che Bi- 
nuccio fac>-a. 

SCALPITAMENTO. Lo scalpitare. 
Lat. eo'iculcatio , Gr. x%7a.7Cxz f,yM. M. 
/'. I. 56. Quando due, quando quattro, 
quando sci , e talora fu che dodici vi si 
trovarono morti dalla stretta e dallo scal- 
pitaniento della gente. F lì- SI Quivi 
fu il grand*.- scalpitamenlo, e ivi gli scorri- 
dori mocolaii coi nemici quasi ù melUe- , 
DO Della porta- JÌ 
•f * SCALPITANTE . CA» nafptta . i| 
S. Agost. C O. IO. 3i. Però dicono, 
che siccome il piede fosse stalo ab elerao 
nella polvere, sempre sarebbe sialo il ve- 
sligi'i, il quale nondimeno vestigio ddUo 
dubiterebbe che fosse fallo dallo iscalpi- 
taole essa polvere, e non sarebbe però 1' 
uno prima che 1' altro, ce. Salvia. lùad, 
lift. 5. V. 353. E cuntra noi prendeodo 
il tempo allora II figliuol dt-1 magnaoimo 
Tideo. Noi due uccida, e porli via i ca- 
valli Scalpitanti la terra ad uoghia iole- 
ra. (A) 

SCALPITARE Pestare, e Calcar co' 
piedi in andan-lo. Lai. conculcare, calca- 
re . Gr. xatT«~3'.TSÌv . Bocc. g- 2. p. i 
Le rugiadose erbe con lento pasao scalpi- 
tando ec , per lungo spazio diportaodo 
s'andarono. F nov. 77 38. Me sentendo 
per la tua corte andare, i denti battendo, « 

e scalpitando la neve. Sen. Pisi. A lanla ■ 

dilicatcìza siamo venuti, che noi non vo- ^ 

gliamo scalpitar se non gemme . Pallad. 
La pianterctta nata si vuol guardar dalK. 
scalpitar delle bestie Uant. inf. \\. Per 
eh' e' provvide a scalpitar lu suolo Colle 
sue schiere. 

§ Ffivratam. Lab ì^\. Arislolile , 
Tullio, Virgilio ec. erano, come fango, 
da loro sr^jlpilati , scherniti e annullati. 
Amm. Ant. 4. 3. 3 Sono alquanti, che 
con sollirito studio cercano e iruovano li 
spiiituati comandamenti; ma quelle cose, 
alle quali collo 'otcndiinento trapassano , 
culla vita le scalpitano. Mar. S. Oreg. 
i4 9. Quota tale morte ^i può dire che 
scalpili gli uomini rei, siccome Re, quan- 
do già li possiede senza coniraily alcoli-*. 
3 SCjVLPITA ro. Ad.t. da Scalpitare j 
Pestato, Citato Lai ca/catus , concul- 
catus. Gr. xarxTraiTTj^tt';. Fr^nc, Sacch. 
nov. i5t). Senteudo il fomore , ed essen 
do sospmii e scalpitati , meoavano loro 
bastoni ^ t tt S. 6 ir ^2. Arrivarono in 
un bosco, e non vedeodovt via scalpitala 
uè di uomini (lè di bestie, temendo, rao- 
comaiidàrsi a santo Girolamo ( qut vale 
Signata di orme). (Ì ) 

^ ^ E figurai tm » Scn. PiSt. 85. 
Non rri-dere che sia scalpitato e soppres- 
salo dall' avversiladi. /: 9|. Ella ci ba 
dato a if jlpitare e sopraffare tulle que»^ 
cose, jier le quali noi siamo scalpitati r 
soppressali - (li) 

a SCALPI no. Scalpiinmemlo. j'it 
S Gir, 108. Odono quello grida d* un 
graode scalpitio, e di voci di rammari 
chio, come di persona forte iormenl»1a.( / * 
SCALPORE. Bammarichio . Risenti 
ment> grande cA.- si fa d' alcf^na cesa 



S e A 

Lat. queslus, rumor. Gr //s/i'l'is. xpi- 
•/■*]' i'aUiff. -. Di ri' in buon non f-icen- 
àii scjlpuri. Vrvn. JUcrclt. api. Aiilonio 
di Brfe s^nti questo , coniinciù a fure 
iscalpure. Croir. fili. Facemmo fare co- 
mauJamenio di dis<;ontbrare: Tt^'cioniic un 
gr.inilc scalpore. Tue. J)ai\ Ann. i. 7. 
Il popolo di I.1I prrntincnza levatagli non 
r«c die un po' di scalpore. 

SCALPKO. /. L. Scarpello, hit. scal. 
prum. Buon l'ier. 5. 4 2. Esquisito Di- 
s^aator ne insegna quanto vjgiia In gen- 
tiluomo la matita, e il gesso. £ lu scal- 
pro, e 'I peooel. 

t St ALTERIME.NTO V*.^. .ycn//r/w/i- 
to. Lai . calliiiitas, snffacilas.Gr, TTavoupyi'a, 
$uvìrr,i. Bea. Tuli. Sì la per vìa dì 
scalterimento, e fassi ìd due mudi. Din, 
Compé 3. t)o. Vedendo che la terra si 
teoca con molli scallerimenli , perde la 
ìperania d'averla f.il». Amor. ^5. Vìa 
di scallerimento e di malizia pieno, volle 
la semplice femnima tentare. M. V. 7. 
62. Oltre a questo, usarono un allro scal- 
terimenio. 

* SCALTEniTA', SCALTERITADE, 
*• SCALTER1TAT£. / . A. Scallrvzza. 
Tuli. Amie. lOij. Quelli che sodo più 
fermi e costanti ncH* amistà, sì sono da 
ammonire eh* elli si guardino da essere 
ingannati dalla scallerilà e coverta IusÌd- 

g». (O 

t SCALTERITAMENTE. V, A. Av- 
vi rb. SeaUntamcnU'. Lai, callide. Gr. 
Tavflu'syw;. Tratt. pece. mori. Questi 
fanno scalterilamenle ciò cbe i santi, e 
onesti uomini Tojjlion fare. A'righ. 5'. 
Dunijue più scalteritamenle, o nemica de- 
gì* Iddii, mescola le tue riprensioni. M. 
Aldohr. P. ,V. \iS\. Posta nelle mediiiue 
vomitive, dee essere trita scalteritamenle. 

t SCALTERITO. f. A. Add. Scaltri, 
to. Lai. callidns, sngax. Gr. TZV.voupyo^ì 
cii*T^y'X.vOi. Pataff". 6. Benché sia scalle- 
rilo, e* fu arcato. Coli. Ab. /sane, cnp. 5. 
Non avere tcco le parole degli scalteritì , 
falsi, e di coloro che vendono le paiole 
divine. Zibald /Sndr. 118. Clii ha il col- 
lo corto, fia ratto al parlare , e di calda 
natura, frodolente,scaItcrito, e ingannatore. 

^ %. \. Scaf lento, vale anclìf Pratico , 
Esperto. Iniiod. J tri. 6q El«*ssero do 
diei uomini che tiovaro fortissimi e aavii 
« iscaltcriii di guerra. (f'J 

^ §. II. Per Limato, Ridotto a perfe- 
zione. Dial. S. Greg. 5. l5. Veggiamo 
alcuni suggelli che non sono ancora per- 
fettameote scalteriii, e sì gli lodiamo co- 
me se fossero 6nitì. (f) 

•f * SCALTR.VMENTE. Avverb. In 
modo scaltro , Scaltritamente. Car. En. 
2. 2l5. Pur ei ( Calcante) tacque ancora 
Per dieci giorni, e scaltramente al Diego 
Si mise, di voler che per suo dello Fosse 
alcun destinato e spinto a morte, ,1/iir- 
cheff. Lucr, HO. 5. v. 657. Che certo è 
hcn che i genitali corpi Con sagace consi- 
glio e scaltramente Mou s' allogjr per or- 
dine. Gè ec. (A) Segner. Jii^p. Qmet. 7, 
fi. Benché (|ui 1' impugoatore ec. abbia 
scaltramente formalo d'un testo, due. fTTj 

* SCALTREZZA. Astratto di Scal- 
tro. Accortezza, Salacità. Lai. sa^acitttf. 
asiutia. Or. ayjjÓ3!«. S-ihin. Vìfc. 2. 
477. La santità conviene colla sapienza , 
mentre questa non sia disgiunta dalla giù- 
fcliiia. e piuttosto sia scaltrezza , e solti- 
lilà. td astuzia, e sagarilà umana {') Se- 
gner. Prcd Pai, Ap 9. 14 Anzi mirisi 
la scaltrez2a l Conoscendo la femmina a 
chiari segni, che quegli con cui trattava, 
era uo gran Prcfrta. che dovea fare? (TC) 

SCAiTRIME»TO. Scatlerimento, A 
siuzta, Siigacità, Accortezza. Lai. calli- 
Hitas, S'igacitas, prntia. Gr. TTavsoijyi'a. 
(Jgiv^TTi; , ìaTits^r. Tes. Dr. G'. 30. 



S C A 

Abtuiia, cioè scaltrimento è di prudeota, 
col quale l'uomo viene a 6ne cen {jran 
sotligliczj.i dc'suoi intendimenti nelle ro- 
se buone. Genes. P. A'. Per lo suo sen- 
no e jcallrimenlo. J'vi;ez. Nel pensameu- 
lo di giuoco quello scaltrimenlo s*ap|)a- 
ravj. i,' appresso : Lo scaltrimenlo di lan- 
ciare per usanza s* appara. Mtti. Tu'/. 
qO* Questo ornamenlo sì l'^ in due mo- 
di : ec, l'altro ec. si fa per ijcaUrimento. 
* Cirijf. Cah: cani. 3. st Mi. ( I\r. 
1672 ) Or qui Falcon mostrò suo scal- 
trimenlo, E divise in due parti le soc na- 
vi, ec. {/ij 

t ^ ^■. Scnltrimrnti , nel numero del 
più, per le Cose che servono agli scaflri- 
mcnfi miltltiri , il disse Ciriff". Cah. 4- 
3. (Fir. iSja). E la novella v' avea ar- 
recata ec, E come un certo Falcon ma- 
ladello Giltali avea alle navi setpenli, E 
fuochi, e |>iombo, e mille scallrinicnli.C/y^ 

SCALTniRE. Di rozzo, e inesperto, 
fare altrui asUtt), e sagace. Lat. calli' 
dnm ndilcre. Gr. ^qisq-ì TTOtiìv. Dant, 
Purg. 26. Spesso il buon Maestro Dice- 
va : guarda ; giovi ch'io ti scaltro. Fvtr. 
ca/t:, 26. 2- L'uno a me nuoi'e, e 1* .al- 
tro Altrui, eh' io non lo scaltro. Pcmb. 
pros. I. ip. La loro lingua ancora , e 
rozza e povera, iscaltrirono . ed arricchi- 
rono dell'altrui. Ar. Pur. 3?. .17. Il pa- 
rer di quel Re vo' che mi scaltri. I are fi. 
l^rcoL 57. Dicesi ancora ec, con voce più 
gentile, e usata da' compositori nobili , 
scaltrire , onde viene scaltro, e scaltri- 
to, cioè accorto, e sagace. 

SCALTRISSIMO. Superi, di Scaltro . 
Lat. callidissimus, peritissimus. Gr. TTK- 
vojp75T>3tTO;,e_a-ei^OT«,TO;. Petr, Uom. 
ili. Costiignendolo la sua fortuna, ch'elio 
morisse nella terra d'Italia per insidie dello 
scaltrissimo nemico. 

t SCALTRITAMENTE. Awerh. Con 
iscaltriminto, e accortezza. Lat. callide. 
Gr. TTavij'ryw;. Lil'. Am. In questo la 
tua prodezza si mostra, che si scaltrila- 
meote 6.11 usar tue parole. Ott. Coni. ìnf. 
t). l'[ti. La qu,t! domanda srallriUmcnle 
ia l'autore, per certìGcarsi di quelle pa- 
role che Virgilio avea dette nel 6ne del 
precedente capitolo, 

SCALTRITISSIMO, ^y/z/jcr/. di Seal- 
trito* Lat calli Jisstmiii, sagicissimiis. 
Gr. ;rxvoupy3'T«70;, s'/ATtstsoTaTo;. Coli. 
SS. Pad. Kella qual cosa lo scaltrilìssi- 
mo diavolo lenlò di porre re. Tac. Pai\ 
Ann. 16. 23l. Pareva sempre vedersi quel 
gran bravo alla vita ec, robustissimo, 
scaltritissimo in arme ( il testo lat. ha : 
ingenti curporìs robore, armorumque scien- 
lia ) . 

t SCALTRITO. Add. da Scaltrirej 
Astuto, Siig.ice, Av^'ednto, Hene instruilo. 
Lat. CalliduSf sagax, cautus, e.rcrcitatus, 
iCiens. Gr. r:aJO\tpyoi, KiJrlyy.-joi , £V- 

Ts^va;, ooXofpovui-j, ^o^A- /'"• /'■ 11. 
101. Giovanni dell* Agnello ec, piuttosto 
srahrito, e astuto, che saggio. L'ut. Pura, 
26 1. Suole dirsi dell' uomo pratico e 
scorto del mondo: egli è uno scaltrito 
uomo. Seal. C/nustr. ^23. Perchè egli, 
non ìscaltrito in guardarsene, non vedesse 
quello , che poscia non vogliunte deside- 
rasse. E ~\'\2 Gli spirili e gli Angeli, che 
sono mollo savie scaltrite spie f tu questo 
secondo esempio la stampa ligge se alte- 
rile ) Din. Comp. I. l5. Fu tanto sial- 
iritu con suoi seguaci, che egli speizò^li 
armarli, e straccio gli alti per modo, che 
mai non si trovarono. 'l'ac. Dai-. Dell'ar- 
ti paesane scaltrito, e di chiara fama tra 
quelle genti, Morg. 28. 21 . Acciocché 
riuscisse netto il giuoco-, Sendo cotanto 
mascagno e scallrilu. Bern, Ori. i. 12. 
l3. Trovò uoa scaltrita messaggiera , Ch* 
avea erand 'amicìzia con Tisbiod. 



S C A 



io3') 



SCALTRO. Add. Scallriio.L:ì\. calli- 
diis, sagax-, prttdrns, l'nutus. Gr. Tixvdìip- 
■/O; , os'j'vtuo^ . Tir. lìav. Star. 2. 
278 Parve a Suetooio Paolino, tenuto lo 
più scaltra guerriero dei suoi tempi, ap- 
parlenerglisi di^corrtre di tutta la guer- 
ra /luou. Pier. 2 4. 18. Le scaltre ci- 
rimonie coriigijup. Malm. 3- 40. Ed il 
restante non si astuto e scaltro Compari- 
sce, perch'ei non può fjr allro. fardi. 
Ercol. 57. Dicevi ancora ec. con voce più 
gentile, e usala da' compositori nobili 
sc.iltrire, onde viene scaltro, e scaltiito 
cioè accorto, e sagace. 

•r SCALZACANE. Mascalzone , Scal- 
zrtgatlo. Magai. leU. Se la sìg. M,, che 
e chi eli' è, ne chiedesse uno a me, sono 
un povero scalzacani , io le darei un 00 
tanto fatto, (.f) 

ì:^scalzagatti,<! scalzagatto. 

Guidone, Uomo vile. Lai. verhero, masti- 
già, Gr. ;/Ksrt/c'a?. Malm. 5. 5!^. Tor- 
na, e rispondi n questo scalzagatto. Che si 
crede ingoiar cou le parole. Ch'io non s» 
quel ch'ei dica, ec (•) Bellin. L'ucch. 
Che se per altro Ei fos^e o scalzagalli o 
uno sgraziato. Come per verbi giazia uno 
scartato. (Aj 

SCALZAMENTO. Lo scalzare Tratt. 
segr. COS. donn. E necessario che il medi- 
co faccia un diligente scalzamento alla loro 
taciturnità ( qui nel sienifìc, del ^. IV 
di SCALZARE ). * ^ ^ 

SCALZARE. Trarre i calzari di gam- 
ba, o di piede j e st usa in signi/ic. alC 
e neutr. pns^. Lai. discalceare , caUeos 
deiralicre. Gr z^v7zoÒsi-j. Pece. nov. aq. 
8. Dove gli fece scalzare, e rinfrescare" al- 
quanto. Dant. Par. ,,. Tanlo che*! ve- 
nerabile Bernardo Sì scalzò prima E ap- 
presso : Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro 
( in questi ese^»pi vale Abbracciare la 
vita religiosa J. E,. y„r. T. 5. 3o. 2t>. 
Non aggi ardire Qua più presso dì veni- 
re, Se_ non scalzi prima i piedi. 3forg. 
19 2J Esser dovevo scalzata ogni sera. 

g. I. ISon essere atto a scalzare chic- 
chessia, modo proverbiale, cbe xale Es- 
sergli di g,an luiisa inferiore. J'arch Et- 
eoi. 3oi. Nel qual caso io vi dissidi so- 
pri, che la greca (lingua )^xx^n sarebbe 
alla a scalzare la volgare, ma mollo me- 
no la latina. £7. Se io mi ricordo bene . 
VOI non diceste scalzare, ma portarle die- 
tro 1 libri, e esserle fattorina. 

t- II, Per levar la lena intorno alle 
barbe degli alberi, e delle piante j contra- 
rto di Hiaeahare. Lai. ahlnqueare. Gr- 
pt,0T0/x£tv, Pallad. Genn. 1, Del mese di 
Gennaio le viti si vogliono scalzare ne' 
luoghi temperati. Dav. Colt. i5g. Lavo- 
rali, scalzali, tagliali fra le due' terre. E 
18», Scalzando il frutto, e un agulo ben 
addentro conficcando. Soder. Colt. 27 
Ma ponendolo torto da quivi in su, s'of- 
fende poi troppo a scalzare e zappare , 
urtaodovisi dentro. E .39. Ne' freddi si 
bruscbiDo di Febbraio; e quando non 
sirva questo, sì scalzino. E ^0. Se soa 
sane ec , scalzandole, e tirandole cosi al 
principio di Marzo. 

§. III. E per similit. si dice levar d" 
attorno mat<-na ad ogni altra qualunque 
cosa. Morg. 20. 32. La nave è vecchia , 
e pur l'onda la scalza. Talché comincia a 
uscirne la stoppa. 

Q. IV, Lat, rem sermocinando expisca- 
ri. Gr. zltzij-iy.-j -zo Tw otaioyts.aw. 
l'arcb. Ercol. 71. Scalzare, metaforica- 
mente, il cbe sì dice ancora cavare i cal- 
cetti, significa quello che volgarmente si 
dice sottrarre e cavare di bocca, cioè en- 
trare artatamente in ^jIcudo ragionamento» 
e dare d' intorno alle buche per fare che 
colui esca, ciuc dica, non se ne accorgen- 
do, quello cbe [u cerchi di sap«re. JVov. 



»o4o s e A. 

.,(. ai. 4. Ma Uolo U scJri . eh' ella 
T,U:\,%» '"- boi cavaliere, e pa- 
go^™! 6oem.o.e. Gal. S,.<. .Sg. Vo. 
dLvicoM per unum.., = (come., d.c. 

dal volgo ) per iscaliarmi 

SCALZATO. -Wrf J- *.ta«. La . 

3o. ScaliaUM. co'biaDcl..«.nì. p.eJ, leQ- 

r;,a le friside ""d"- ^•""'^- ^'"-•. '^■ 
D. quc.lo mese ver.0 Caleoai Aprile .. 
semioaDO pU sparagi io luogo gravo 
umido, s.al.alo ( qu, mI -en'fic. dd S- 
Il di SCALZARE)- naon. Iter. .1. i. 
4 IlaTvi per lerio Uq allro, che, .cal- 
ino. Par che .oglia guadare. 

* SCALZATOIO. Terni, de Chirurgi. 
Strumento clururgico da scalzare 1 dea- 

Èi (Ai 

't SCALZATORE. rerbal. masc. Che. 
o Chi scalza. Buon, firr 3. I. ->• j» 
giudico a couui dover» dare Per a« ■ 
Loie UD di ,ueul .o.lili, t.perU >cal. 
talor, che bau Uale secchie. *■ l- ^• 
'. Scalxalor di oego... e d. .egrel. (.n 
quesU tsemfii è «el signijic. del S- "• 
di SCALZARE ). , 

SCALZATURA. Scalzamealo. Lo ical- 



.i*. 



SCI 



ipebuare. Donne, noi divelliamo, E tal 
meuier facciamo , PercLi: ci piace piii lo 
ftcamalare . 

* S. K nulaf per Corrr^iert, t.nien- 
dare. All'g- 276. Ricevetelo (il oipHoti- 
na) aduoque. e lellolo. icamatalelo a un 
dipreuo , non conforme al luo hiwgno , 
che e' vi darel.be Uoppo che (are. (I ) 

# SCAMATATO - Jdd. da Scamata- 



i Per Buca, o Lu^,o scalzato. Soder^ 
Coft. 39. Si .caLioo iUM, e la »cal 
«tura si riempia di salita d, fiume, e 

veramente di cenere. , 

5 SCALZO. AdJ. Senza eaUari. Sci 

" . ,5 Ed ella in trecce e n guiina 

^^&^:^^^^^^. 

^"■p"";'iu Che nel capestro a Dio s. 
tos maniera JamiUare colla 'ì'"-^' " ";_ 

di dolersi. « X-'"- f,„„oi uannomi- 

bamlolin mio : e die ''■"""'„"„.,,., 
Chi? Quel Franco mahdel lo. Fraocacc o, 
^„ ■! mandr,i,.io scalro a '"to" " f^^ , 
e II Per sinlUit. Morg. 22- ISI- "• 

r^r'\Tx;:nir^;.^; 

ni e meno tribuni» ie/:"- •'""^- ^- ° 
Che g-iliba seco condotte, -non fi».. 

colletri.i.. scaUa, . >'"°8»''."-caUi 5 
r,i K loillc sollevare infami scalii. '■ 
% Oso" soalxo vuol far del mercatan- 

,i ì,a per denoUu-c. do^-ersi ,n quella lai 

>ri I al nana, oai'Ct» ^T- ti»'*-**» / 

"• l'»'-f "''""'^ , , w . :■ vo' pian piano 

Kiinn Tane. J* *!• *'■' ' •" r » 

f^*;"o-t:n len guardare. S-iovcgsoo ■ 

,r. I,ni Pietro, o s .0 lo «°'°- •;";°°i 

rosse I e'mi fu per ingoiare «■ Oh "«■ 

.calzo! so eh- e- m' are' concio, ec_ Menz 

/„< .■■.. Oh vacci SC.I.0I e- non ha Unii 

un gUelto Ladri costumi. „,,„„ 

SCAMATARE. Percuotere, Ballcre 

con carnato lana. pinni , per trarne la 

polvere. Lai. rudiruti. curare I r, ne. 

Sacch. n...6\. Va', scamatai, lana, co- 

me.use-uso,*elasc,ar.r...rVhe 

la sanno lare. Lor. Med. canz. j8. -l- K 

'ii ha da scamatar.. Lasca «ar' ogni 

faccenda- Buon. Fier. .. /,. iS- •'*"™" 

la Ris.iicqua panni, canta, suona, gnda. 



re. Lai. virgulis excussus. Gr. p»ji:no 
isnoi. Il yccahol. a//« .Mce VERGHEG. 

CIATO, §. (•) , , , , 

* SCAMATINO. QuegU che scamata la 
lana, o i pam,i , per trarne la pohert. 
Bronlm. Lett. Sarellero da lodarsi per 
arti belle inBnite, che sono tenute a vi e, 
come gli scarpcllini , eh. lavorane alle 
cave , o che scalpellano le strade ee. , o 
scamatini. o maniscalchi, o simili. (.1) 

«SCAMATO y. A. nacchrlla,! er- 
,„. fai: Esop. 106. Intendere rordinalo 
modo del vivere con freno di temperao 
la . e collo scamato di degna corresio- 

oe. <y) , , r ,. 

SCAMBIAMENTO. Lo scambiare. Lai. 

„ici.. conversi., mutaUo. Gr^!Ta**«7'i . 
prùfiaUiucMopatomio, .ntroalquale 
si di.pongòno le leggi degli elemcnU, e gì. 
scambiamenti delle .steli., e con più, e più 
colpi l.ri.o. e assai sovcole macchialo 
eJcirc. Geli. 9. 20i. Per temere d. 
non si me.lere in quello '""-J"-""""" 
pericolo di perderlo, yarch. ■^'>r.J,^'' 
Ltaiioni di regni. Uni. scambiamenU di 

^"TsCAMEIARE. Dare, o Pigliare una j 
c„„ m cambio S un' altra. Lai p<rn,u. 
tare . immut ire , ..'~um prò altero a,.u- 
mere, l'cl dare. Gr a.acTeiv . Bou. 
7o"n6. tt. Per non .smarrirle, o scam- 
biati.: fec.lor fare un certo segnaluixo. 
sùon. Fier. ,- .. 2 Ne che, ignoran te 
delle cose note. Uella sua terra la . ori. 
.rovesci, E spesso scambi .1 capo pel vi- 

"Ì°°S I Scambiare, vile anche Piglia- 
re una cosa ponendone altra in sua .ece 
„ Bocc. nov. 80- 32. Acciocché ninna co- 
sa gli pole.se esser tocca, o tramutala o 
scan.h.al.. FraiC Sacch. no... 17-- "'^ 
1 piovano dell' Aniella d. Firenze senle 
he messer Vieri de' Bardi fa venire ma- 
;»„oh da Coroislia,ec.= gli fa scambia- 

re, e togli per lui».fC> 
' + * S- "• Scambiare una cosa ad un ^ 
altra, .'ale l'orre una cosi in luoso J un 
altra. Sostituire una cosa ad un altra - 
Dep- D.cam. 9.. Non farelle altro .. 
non che scamlicrclle un modo di pa a^ 
re più raro e più leggiadro ad un a ro 
più comune e più Inviale. Toc Ha,. 
W 2. Bacc. lai. Sulla e più agevole 
che scambiarle (alcune proprietà della fa- 
,.el!a fiorentini) a voci e maniere più co- 

°"i"'i 8 III. 5ci.mi>i<i>-« d.x una cosa ad 
un- altra, .ale Errare P'S''^"'". "V. "J 
sa m luogo d- un- altra . liorgh f"'- 
Fior. 459. lo credo «e. che chi copio 
scambiasse dalla N alla V. e che egli ab- 
bla a dire anU voi. (' ) , 

# K IV. Scambiare, dieeil anche del 
l,varé ad alcuno la dignità . coafiren- 
dola ad un altro. Guicc. Slor- l- 29J. 
Scambiandosi di due indù, mesi il supre- 
mo magistrato, al quale si r.feriv. la s..nn.. 
dell, cose più ardue, si governava la re- 
pubblica eoo molla confusione. (I.) 

q V Per Tramutare . Cronictiett. d 
Amar. »6. Ave. seco da qual.ro mila ca- 
valieri d. MacedonU ec_ .Un '•"'";"•'' 
Turchia . dì Sona e d'Egitto egli n .... 
quanti ne vole. . m. li Kumbiava d un 

§ VI, S<amb,art I dadi. »'■>'«*• £-«' 



S C A 

, 71. Ricoprire ec. i; quando alcuno, il qo»l« 
' ha dello e fallo alcuna cosa, la quale egU 
non vorrebbe avere ne della oi latta, OS 
dice alcune «lire diverse da quella, e qua» 
inlerpetra a rovescio, o almeno in un al- 
tro modo, se medesimo, ec : la qoal co» 
si dice ancora rivolgere e rivolUre. e lai- 
Tolu scambiar, i dadi . £ 327. .MMser 
Lodovico Martelli uso coteslo argomenlo 
ec, affermando che le donne di Lombar- 
dia inteodeao) meglio il Petrarca, che U 
Fioreoline . Che rispondete »oi J T. Ch« 
egli scambiò i dadi, 

S VII. .S'camliiare le Carte in mano , 
vale lo Slesia che Scambiare * dadi . K. 
CARTA, S- ^iXI., e D.VDO. 3 VIL 

-»-:?§ Vili. .Scambiare in mano, va- ,_ 
le figurai. Far v,dere il contrario dt di ^ 
che SI crede, e che si propone; ma iM » 
si dice che in mala pane . Inperf. y. 
Tusc. D. I. r. I. 3i. Da di. e aoD 
possono aliarsi .ani' oltre, ed .nteroim 
nel vero . te lo «ambiano in MOO con 
la bugia. (F) 

§ IX. Scambiare alcuno, vale l-Mlrare 
in luogo suo. Succedergli Lai. succedere 
a'icu, . aliquem m officio eicipere . Gr. 
o\aO!Z"Sa. .V. r. 4. 12 La dovesso- 

00 stare quindici di . tanto ck< gli alln 
due ouarlieri gli aodassooo . scambiare. 

Tac^'lJav. ru. A,r. y. Varan.o lo 
scambiò, e mori in quell anno. * fc ò«>r. 

1 21 i E Cilla in cui rimise il Senato 
lo elegger. gU aml.asciadori . con gran 
leggerezaa ne nomino, scuso, scambio, 
secondo che si raccomandavano d anda- 
re , o rimanere per timore, o iperan- 

SCAMBIATO . Add. da Scambiare 



Lai. commutatus, permutatus. Gr. «J*»" 
y-=a«. òiaoaiti's. G. T. 10- l?^- » 
Presono a loro soldo messer Beltramon. 
del Balio . che tornava di pregione di 
Lomlardia ec. . scambialo per lo Legalo 
con Orlando Bosso di Parma . frane. 
Sacch no.: 2o6. Chiodio san« costo eh- 
be di quella farina scambiata, rh. era di 
Farinello. Bwn. Fier. 4. 4- >»• ^""T. 
pretendente Sopra '«^ ■""""'• ° "a 
condiiionalr, e fuor d. tempo. O Urd. 
consegnate. Scambiale, menomate. 

SCAMBIETTARE. Fare scambull, . 
Lai. salutare. Gr. n5>*«"« »fX""«'- 
Lor. Mcd. .\,nc. 2.. Quand ella compie 
il bailo, .Ila s' inchina -, Poi torna indie- 
tro , e duo salti scambietta . Burch. 2- 
,5. Cosi li prego della scala oggi Ucam- 
bietlando . _ 

S. E per Ispciso mutare. lac. I>av 
Sto-: 2. 270. Piacendo a' soldati questo 
.camb.eiur" capitani (il lesto lat. ha: 
\Kla milite ad mulationem ducum ). 

SCAMBIETTO- Salto che si fa la fal- 
lando. Lat. saHu, . Frane f''''\"'': 

82. Fa seantbielli. lanciandosi io allo pm 

destro, che se fosse •'."».-■' ..IXùo 

Morg. 6. 20- Or oltre .' vo col battaglio 

sooafe. PerVh- e' non facc..o gli seambie». 

in fallo. /...e. .ver,-. 4. 3. yo vo fart um. 

sc.mbietlo per r alWgr.-iia ,^-„,.. 

e. Per hpes,a mutazian,. Lai. /Wl^ncy 

mutaUo. Malm. !.. .8. Per» '1 «'S"'' '" 
I ceni ►rambietti. Che te ne svisa quattro, o 

set per volu. _. , . 

' scambievoli;. AdJ luenda^-ote, 

Kccprnco. Lat. mutuiis . .«.fP "•- "P 
:,3o Ma questa k un' .none .camb...« e. 
e nienle ,..ù propri, dell .mbta, che de 
m.de.imi corpi, da' quali •<"^""' '' 
rata. =» .*>.«'- S .< Prtnc. lU" 2 3 
Spiegando il Santo .,ue..o aiuto Kambie- 
vote! che s. danno il cono.cim.nto . • 1 
amore seguita . dire ec. iTC) 

SCAMBIKVOLEZZA. .//lr.«^*;<""^ 
hievole. Lat. vic.Kitudo Salvia. D,^>_ 
,35. Non Mpr« .om' «»• »' r»"»" """ 



S e A 

ÌD pie »enia questi ilue appoggi e sostegni 
dellj vigilia e iIl-1 soiiuo , e si-iiu <|ut:st-j 
necessarie scji«l>ii.'Vu!exze e \ n:l»^llu^liai . 

* Imperf. y, fuse, />. i5. T. 2. 3^3. 
Può dirsi che ec. cou uaa scjnibivvolexza 
di luce, e la luna e la lerra Ir^i loro fjc- 
ciaa riverbero E l'. Tth. D. 3. T. 12. 
38. Offici giovevoli poi, e alti virluosi 
cbi;iciiar si possono quelli rbe per iscjni- 
Ltcvolexza J' amiciiij, o di bcnemertrtue, 
o per servigi ricevuti voleolieri si Ìai\- 
no. (F) 

SCAMUHCVOLMENTE. Av^erb. Vi- 
cendcvolmenle . Lai. mutitOj vicissim. Gr. 
a^uoi^aJav , i'va/ix; . Ftr, Dial. beli, 
fhnn. 372. Quivi e la sede degli amoro- 
si luci, atti a ljr pjssar le amine scam- 
Lievolnieote ne' corpi l'uno dell'altro. 
Red. Ots. an, 38. V^uei membri, riundo- 
landò fuor del corpo, scambievolmeote si 
(lÌTÌoco)jno, ii scontorcono, ec. 

SCAMBIO . Cambio , Soifub.a'ncnlo . 
htU pernìiitatio , mttlatio. Gr. ocAia.//] . 

* Se^n. Ette. hb. 5. cap. 5. Biso-u,i ci'. 
che quella proporzione che ha l'edifii-jlt» 
re col calzolaio , U medesima abbiano le 
scarpette con la casa , e col nutrimento; 
perchè alitimeoti non si può fare lo scam- 
bio . (CP) ìmperf. Ttm. lì. T. ti. 23;, 
Oh che bollo scambio DoÌ abbiamo tatto 
dipartendoci da quel viale , e venendo 
qui nel giardino, perchè là s'andava in- 
cootru al caldo, e qui si va verso la fre- 
scura. (F) 

g. l. Cogliere, o Pigliare in iscanibio , 
vaie Pigliare una persona, o una cosu P''r 
un'altra. Lat. aberrare. Gr. ay-apTiìv. 
Socc. nov. 27. ^5. Voi m' avete colto in 
iscambio . Ftr, Lue. 3. 2. Ridevasene in 
modo, che io mi accorsi eh* ella nii avea 
culto m iscambio. 

§. II. In iscambio, postò av\erbialm , 
cMe ant,hc si dice assoi'utam. Scambio , 
va/e io stesto che In vece. Lat. prò. Gr. 
a'vTi'. C. ì\ 12. 78. 3. Altri Guelfi fu* 
roQO messi in quello scambio. Burch, i. 
68- Che Tullio fu trovalo in Camerata 
Con sugo di bambagia in una cesta, Che 
lo vendeva in scambio di giuncata . Fir. 
As. IO. Toltone il cbiaru giorno , e la 
scialonc U oscura notte in quello scint- 
bio. 

§. IH. Scambio, si dice anche la Pi-r 
sona, o la Cosa presa, o messa in iscam- 
bio. yi^v. ant, Qg. 12 Lo scambio che 
ella ha preso di me , m' ha re<:aio albi 
morte. Frane. Siedi. /loi'. 227 Le don- 
oe talvolta son ite cercando di metlere 
ano scambio in luogo del marito. '^ Instr. 
Cane, 3. A tali adunanze e pubbliche f'un* 
tioui non si ammeUiino in modo alcuno 
scambi, o sostituti. (C) 

^%. \W. Scambio, dicesi anche Colui che 
dee scambiare alcuno cosddnto m carica; 
Successore. Tac. Dav, J^^r, 391 . Ebbe per 
■scambio Petronit» Turpigliano, conìe più 
placabile, e agevole a perdonare ai ripen» 
liti i peccati non fatti a tempo suo. Se-^r. 
Fior, Disc. I. tap. 4- Fecero una legge, 
che lutti i magistrali che sono, o fussero 
dentro e fuori della Cilld, mai vacasspro, 
se non quando fossero fatti gli scambi, e 
i successori loro. (C) 

SCAMERAKE. Levar dalla camera, 
cioi: dall'erario pubblico. V, CAMERA, 
S- IV. Lat. cerario auferre . Tac. Dav, 
Ann. 6. Ut. Che i beni di Sciano si 
scjDierassero , e mettessero nel fisco. 

SCAMERITA. Quella patte della schie- 
na del porco , che è più vicina alla co- 
scia . 

SCAMICIATO. Jdd. Spoglialo di ca- 
micia, o in camicia. Frane. Sacch. noi-. 
239. E giunto a Carrara cosi sramiciato, 
domandando molto più che la prima volta 
•P», tristo tristo si tornò a Paima v Fr. 
Vocabolario T II, 



S C A 

Giord. 219. Vedete altresì i barattieri : 
staranno Culàe miseri, scamiciati in latito 
vilqu-rio, (Fj 

SCAMOIARE. /'. A. Fuggir via con 
prestezza, Lat. soliim vertere Gr. y.&7tx.- 
vt'araaOai. P'itiff'. i. Tromba da vico, 
il bisiarro scamoia. 

\ 3 .SCAMONÈA. Pianta medicinale, 
iad'fjena dilla Sf ia Lat. scammomitm sy- 
riacum, et antiochenum, Gr. o/.ajauw^ict. 
Ce. 2. 21. 12. Noi vediamo che la pianta 
posta allato ali* elbboro, ovvero alla sca- 
monèa , trae a se le sue proprieladi. 

'^ g. E Scamonea, dicesi anche il Suc- 
co d. Ila detta pianta , e serve a pui-^ar 
ga-^ltardameate la bile, e le sierosità per 
d' abbasso . « Htectt, Fior. tÌ3. La sca- 
monèa è il sugo che stilla dal capo della 
radice d' una pianta chiamata da' Greci 
scanimonio ••. (li) 

SCAMONEATO . Add Aggiunto di 
que' medicamenti , dove entra kt scamo- 
nea . Tes. Pov. P, S. cap. i3. Netta le 
interiora dalla sutlilita delle mediciac sca- 
monrale . 

SCAMOSCIARE. Dar la concia al ca- 
moscio . 

SCAMOSCIATO . Add, da Scamo- 
sciare . 

-\i SCAMOSCIATORE . Term, degli 
Artisti. Conciatore di peli in olio, (A) 

SCAMPA. /*. A. Scampo. Lat e^fn- 
gium. Gr. e'/yyyr]'. Stor. Pisi. 23. Pen- 
sarono alquanti di, e non poteano vedere 
loro scaiDpa . ^ Rim, Ant. dì Ferrara . 
E ultimo rifugio di mia scampa. (V) 

* SCAMPAFORCA. Furfmtune, Sca- 
presto, l^ai, furci/vr, dierectus. Gr. ttk/x- 
Ijx'upo;,, Buon. Fier. i. 3. 6. E' fan bro- 
glio ira lor di scampaforche. Fingbiam non 
por lor meote, e stiamo allenti. (*}.A'iiA'//i. 
ivi: Scampa/orche t detto quasi a simili- 
tudine del lai. Jwcifer , cioè degno di 
portare le forche sulle spalle , per quivi 
essere appeso. (A) 

SCAMPAMENTO. Lo scampare. Lat. 
efT'igittm , ^alus Gr. à/yu'//]', a(*iT'f}pt.'c/,. 
iXov. ant, 3(). 3. Le donne risposero: vo- 
lentieri, salvo che tu non domandi tuo 
scanipamenlo . Ce. 5* 1. 12. Acciocché 
quello che si fa per riparo, e scampa- 
meolo , non faccia ad esso veneno , JJiif. 
Inf. 22. 2. M'dla quinta si pone lo scam- 
pamento del Navarrese . E altrove: Lo 
consigliasse di quel eh* era bisogno al suo 
scampjmeato. 

SCAMPANARE . Fare un gran sonar 
di campane. 

SCAMPANATA. L'alto dello scampa- 
nare, 

•f * SCAMPANELLARE. Sonare ti 
campmel/o . Sn/vin. Buon. Tane. 2- 5. 
Senti coni* elle squillanoj quasi dica scam- 
panellano, suonano a guisa di campanelli, 
o squille, {.-f} 

SCAMPANIO. Scampanata. 
'\' SCAMPANTE . Che scampa , Che 
si libera . Lat. evadens , e^ugiens . Sen. 
Prowid. 42.'j« Perchè non volentieri rag- 
guarderebbero (gì' Iddii il loro nudrllo, 
scampante per uscita così chiara, e memo- 
revole 7 (ISS) 

SCAMPARE. Verbo. Difendere, Sal- 
vare, e Liberar dal pericolo. Lat. libera- 
re, servare , defentere , tatari. Gr. oia- 
Oùj'^-iv, Oict3u)>aTTe'.v, «^uv£iv. G. F. 
8. Cj6. 7. Promettendo loro molta mone- 
ta , se lo scampassero Pelr, cnnz. ^p. 6. 
Ricordili che fece il peccar nostro Pren- 
der Dio , per scamparne , Umana carne . 
Din. Conip, 2. 35. Avea messer P.izzÌno 
de' Pazzi in casa sua, che era confinato, 
confidandosi in lui, che lo scampasse quan- 
do fusse tornato in istato. Sen. Ben. Vatch. 
6. 9. Quanti furono quelli che T aver male 
scampo T 



SCA 



io4i 



* S* I- C'ill' ablativo. Petr. son, AUro 
schermo non trovo , che mi scampi Dal 
iiMuilcìto accorger delle genti . E cani. 
Que;>ti iu vecchiezza la scampò da mor- 
te. P.iss. 3 1. Si facesse beile di colui 
che avesse saputo scampar la vita e le 
cose dalla fortuna e da' pericoli de! ma- 
re. (Mia) 

§. II. Per liimuuvere , Bisparmiare • 
Lat. parcere , auferre . Gr. Ofit j£5?ai . 
G V. 5. 4 3. La madre, per iscampare 
verg-'gna alla figliuola , uovòe una bella 
damigella povera. 

V %. III. Scimpare, vale anche Sebi* 
Jare, Fu-^gire . Cavale. Fruit. ling cap. 
2. Avevano in tanto orrore i Santi Padri 
la oziosità che eziandio , benché non in- 
tendessuuo di vendere i loro lavori, pure 
lavoravano certa parte del tempo, per po- 
tere scampare l' accidia. (CPJ 

5? g, IV. Scamparla , vale Liberarsi 
dalla morte , Mttornare in salute . lied, 
op. 3. 61. (Mapoli Ij68). Di cinque co- 
nigli (feriti da una vipera) ne rimasero 



morti tre , e di tre aguelli i due ultimi 
la scamparono. (^J 

§. V, In si^nific. ncutr. vale Liberarsi 
di pencolo, S^ilvaròi. Lat. evadere, effu- 
l'ere . Gr. «.'ttoo^kv , ì/.fzuynv . Bocc, 
nov. ^4- I^' ^^ paura del morire, e il 
disiderio dello scam[)arc ec. gli fecer di- 
re, se essere apparecchiato (({i»i inforza 
dt nome, in vece di scampo). E nov. l^'J. 
1. Udendogli scampare, lodando Iddio, 
lulte si rallegrarono. E nov. b6. 11. Dq- 
ve, mercè di Dio e dì questa gcniildoQDa, 
scampato sono. Petr. canz. l\l. 5. Che 
spezzò il nodo , ond' io tcmea scampare . 
È san. 8^. Non veggio ove scampar mi 
possa omai. E 23o. lai eh* a gran pena 
indi scampato fora. il/. /'. 7. ) 2. La pie- 
na vittoria, che Iddio v'ha apparecchiala, 
non vi scampi per tardamente de' voslri 
trattati ^cioc, vi scappi, ed esca di mano). 
* §. VI. la pruverb. Chi scampa d' 
un punto, scampa di mille ^ o simili, 
va!e Che il male diJJIcìito molte volte per 
benefizio del Itnipo si iCampa . F. PUN- 
TO . §. XLIII. (CJ 

SCAMPATO . Add. da Scampare. G. 
F g. 73. 3. Castruccio scampato, a grido 
fu (allo signore di Lucca (cioè, liberato, 
salvato). Alain, Gir. \li. 79. Venga il dì 
dello di Ciprigna al lemjno , A ringra- 
ziarla del Stampato scempio (cioè, eviti*- 
lo, scansato). 

f SCAMPATORE. Verhal. masc. Che, 
o Chi scampa. Tac. Dav. Post. ^5o. Lo 
scampato dallo aifogarc non può vedere lo 
scampatore per pruno moto e Ìmpeto, di 
natura . 

•f SCAMPO. Salute, Salvezza da pe- 
ricolo incorso, che minacciava Lat. sa- 
lii s , ejfugium . Gr. cwTvjpca , szauyr)'. 
Dani, hif 22. I* vidi già ca\aUer muo- 
ver campo ec, E talvolta partir per loro 
scampo . Petr, son. 299. Non si presta 
Fosse al mio scampo là verso 1' aurora . 
Botc. nov. 44- 4 ^ '® *^* '' trovar mo- 
do allo scampo della tua vita, e della mia- 
G. /'. 8- 75. 5. Feciono un bello e subi- 
to argomento al loro scampo. Din. Camp. 
2. 35. E a loro umilmente parlai con 
gran tenerezza dello scampo della citta . 
Sen, Ben. ì'arch. 5 l5. Né al sangue si 
perdona di coloro, in iscampo e per aiuto 
di-i quali semo a sp^rgti're il proprio sangue 
tenuti. •!' Ped. J ip, 1. 64. Non sapendo 
trovare altro s<ampo o sutterfugio , licor- 
rtmo alle cavillazioni , ai sofismi, ed in 
ultimo luogo alle strida. (C) 

SCAMPOLETTO Dim. di Scampolo. 
Scampolino . Lai. frusiulum, reliquia . 
Gr. T£//axtov. 

g. Pi.r metaf vale Pcchettù. Cuid G. 
Quello icampolelto del sole del die , eh' 
l3i 



10,3 



S C A 



era io meno ira la luce e le tenebre , 
cerimi ma meo te pareva a lei che avesse 
traila di due di. 

SCAMPOLINO- Scampofetta. haU/ru- 
stulum , reliquice. Gr. Tcua^^ov. Tran. 
segr. COS. donn. Del drappo ce porlaoo 
UQo scampoliou sopra la parie offesa del 
male ■ 

f SCAMPOLO. Pesto di panno di due, 
o tre braccia al più» Avanzo della pezza, 
nuon. Far. 2. 4- II. Abliiale pronti e 
ftjggi e mostre e scampoli , Paragoni, ri- 
prove, esperienre. M<ìltrt il- 22. Va ol 
manlel , ci»' egli ha di cento scampoli 
( cioè , lutto rattoppalo ) . /i 12. 36- Dì 
certe loppe , scampoli e soppanni Torsi 
d* impaccio volle. 

§. Per melaf. vale A^'inzo, lìimasu- 
gho. Lat. reliquia. Gr. Àti^-xva. f'aUr. 
Mass. Con quelli piccioli seampoli della 
«oa vita fece si . che la repubhlica ooo 
peri. Liv. M- F»*»»» '' co<i*^l^> *' ^om- 
batte a Perugia contro allo scampolo 
degli Elrurii Coli- Ab. Jsaic, cap, 25. 
Secondo l'ordine della solitudine guidi 
lo scampolo dei suoi dì. Cuttt. leti. i6. 
Dimandandovi in prezio di quello scam- 
pol d' amore, che mi dovete ancora, che 
sovente mi sigoifichlale ec. 

SCAMUZZOLO. ^tinima parU di chec- 
chessia , quasi Minuzzolo ; voce bassa. 
Lit. frustum. Gr. Te>«xo;. Pita/f. 1- Io 
non ho 6or, ne punto, ne calia, Minui- 
sol, né scamuzzolo. 

SCANA. /'. A. Zanna, Sanna, Dani, 
Inf. 33. E coir agutc scane Mi parca lor 
veder fender li Banchi, lini, ivi: Scane 
tono li demi puntenti del cane, ch'e- 
gli hae da ogoi lato, co* quali egli af- 

ferra. 

SCANALARE. Incavare lefjno , o pie- 
tra, o simil co fa, per ridurla a guita 
di piccolo canale. L;il. striare. 

SCANALATO. AJd. da Scanalare. 
Lui. striata s. lied. I»s. .'Ì2. L* allre cin- 
que vertebre nella parte supcriore sono 
scanalate. K i5o. Quella eslrcmila ce. 
ò scanalala per traverso. 

SCANALATURA. Veff'etto dello scana- 
lare. Lat. Sina. Gr. -rTT^.'//^*- ^<^''- ^"'■ 
l50 La scanalatura è marcala di due mac- 
chie nere. . 

* SCANCELLAMENTO. Canc^llauo- 
ne. Lat. delrtio. ohlileratio. Gr. z^aUi- 
4»i5 . Il yocaboL alla voce REMISSIO- 
NE, n 

SCANCELLARE. Cascare lascittura 
fregandola. Cancellare. Lai. deUre, vbli- 
ttr.ire. Or. e^x>£t>£»v apavi'^'.iv. Boez. 
rarch. 2. -. QujDli uomini grandi e 
famosi ne* l'empi loro crediamo noi che 
abbiano scancellati , e come tolti del 
mondo la dimenticanza, e carestia degli 
icrillori? ffj'o ft^uratam. ) * Gu,cc. 
Stor. 4. 28. Perché- chi non può e non 
vuole scancellargli ri bintfizii } cou la 
rimuneraiione , cerca spesso di scancel- 
largli o col dimeolicarsegti» o col per 
suaderc a se medesimo che non sieno 
slati SI grandi ( qui pure fxr metaf. ). (L) 

* §. Scancellare , dicesi ancU delle 
Pitture, l'arch. Stor. 5. I17. Onde 
nacque per avventura il bando ec. che 
lolle le armi de' Medici, che dal dodici 
al vcotiseltc erano stale o dipiote » o 
scolpito, o nelle chiese . o per le case 
cosi dentro come fuori della cìtlà , si 
scancellassero e levassero. (Cj 

•f * SCANCELLATICCIO. AdJ. Che 
si può stancellare , Che facilmente si 
scancella» o Che à alquanto scancella- 
to. Laic. CV/i. 2. no**. 4- P'^P- *^^' 
AcconciidU con un suggello *cancella- 
liccio che uon vi si scorgeva quello 
«he VI fusse impresso. Allega pag IM. 
( AmsUrdamo 1754.)- Come diavoi »a- 



S C A 

praoaVglioo mai insegnar lettere latine 
ec, eh' e' non oe appreson per lor me- 
desimi se non certe poclic tcancellalìc- 
ce . e salratiche, pelle pelle imparale ? 
ec. (A) 

SCANCELLATO. Add. da Scancella- 
re. 1.^1, deletus, obtitrratui. Gr. e'^r/zuft.- 
fit'yoi , apav(«3et'^. Alleg. Se non cer- 
te parole scancellala. 

^ SCANCKLLAZIONE. .Sc/fntre//ame/i- 
to, Cancell-izione, Srgner. Mi ter. De! 
rimanente ( che e la scancellazioa del 
peccato ) lasciane interamente la cura a 
Dio. (A) 

SCANCERi'A. St dice ad Alcuni pai 
chetti d* asse, che per lo più si taagono 
nelle cucine. Frane. Sarch. nov. 70. 
Caccia di qua , caccia di là ; e quello 
ferito d*a in una scanceria tra' bicchieri 
e orciuoli per forma e per modo, che 
pochi ve ne rimasooo saldi. Morg. i8. 
1^0. Come una scanceria son netto e 
mondo. 

* §. E Jtsuralam. Lasc. Him. 2. 53. 
Per esser voi bugnola, arca, armadio, e 
scanceria delle poesie. (Cj 

SCANCl'A. Palchetto, Scaffale, Scan- 
sia. Lat. pluteus. Buon. Fier. 4- 2. 7. 
Scancie dì spezierie , Vati di proforoier, 
bacheche d*orafi. 

3 SCANCrO Schianrio.^ Belltn. Disc. 
1. 162. L'ossa del braccio, e della 
mano fra loro sono così stranamente le- 
gati insieme , che non e* è scancii . oè 
sghimbesci che possano spiegare 1' obli, 
quità delle loro scambievoli posizioni- (C) 

^ %. A scancio, o Per tscancio , po- 
sti avverò. Io stesso che A schtancio . 
m Suder. Colt. 59. Si dee fjrc il foro 
per iscancio a schimbesrio pendente at- 
traverso allo *ngiù M . C,V; (ialil. Fort. 
Ferendo 1* artiglieria a angolo obliquo , 

0, come si suol dire . a scancio. (Min) 
Salvin. Enetd. lih. 5 Pit;lia il vento a 
scancio. e cosi dice. (F) 

SCANDAGLIARE. Propriamente Get- 
tar la scandag'io. 

g. Per metaf. Calcolare esattamente. 
Esaminar per la minuta. Fare lo scan- 
daglio. Lai. exacte aestimare. Gr. «/^i- 
P'jj; avaio'/i'^s^Sat. Sa^g. nat. esp. iq^- 
Non es!.eado ej^li altro che una filiera 
d'acciaio, forala con diverse misure di 
cerchi . per iscaodagliare in es5Ì i v-arii 
ricrcsrimenli, che operano difierenli gra- 
dì di calore. Gal. Sisl. 12^. Il quale le 
ha prodotte, e sicuramente esaminate, e 
scandagliale puntualissimamcnle. 

f 3 SCANDAGLIO, Strumento consi- 
sti-nte in un piombo appiccato ad una 
corda , del quale altri si ser%-r per cono- 
scere in mare, ne'Jiumi , e simili, la 
profondità dell* acqua , o la qualità del 
fondo j detti} altrimenti Piombino. Lai. 
holis, catapiratet, Isidor. Fed. Flos. 23. 
Gr. ^o'n'it r.KT'X-Jtiprìriip. Frane* Rarb. 
258. 21. Scandagli, ed orce. funi, £ 
canapi comuni Morg. 25. 57. E si po- 
teva gettar lo scandaglio Per tutto , ìn 
modo nel sangue si guizza . 

# §. l. E fìgurntam. m Mens. sat. 

IO. Ma se non giugni col tuo scanda- 
glio A trovar fondo alle terrene cose, 

Vuoi r eterne cribrar dentro al tuo va- 
glio N l (C) 

S. II. Per meUf. Caleulo , Riprova, 
Esperimento j onde Far lo scandaglio, 
v.fte Esaminar per la minuta, CalcoLire 
esattamente, Scandaglinre. Lai. trami- 
aare, erplorare , aestimare. Rem. rim. 

1. 17. La pelle è una pruova. uno scan- 
daglio. Che fa tornar gli imici a uo per 
cento. 

*f <( SCANDALEGGIARE. Foce poco 
uinta Scandali tiare . Lat. exrmplo of- 
/end<'t,*scindn'zare. Gr. s/avcaii'^tt». 



S C A 

Cavale. F'utt. ling- ^\. L* altro popolo 
con i lor mali consigli ec. fanno cadere e 
tcaod.«|r-ggiare. (*) 

SCANDALEZZANTE. F. SCANDA- 
LIZZANTE. 

SCANDALEZZARE, SCANDALIZZA- 
RE, e SCANDOLEZZARE. Dare scanda- 
lo . Lai. • scandaliiare , offendert . Gr. 
oxavJoùi'^ssrai. Pats. .366. Muovesì il 
diavolo a fare sognare , o da se medesi- 
mo, per la sua malìzia, per conturbare, e 
scandalizzare le persone , ec. Maestruzz, 
2 Q. 8. L' altro è lo scatidolo attivo , 
cìiic quello che è ìn cului che iicandale»- 
ca . E appresso : Quando alcuno induce 
alcuno con parole o con fatto a peccare, 
costui, io quanto e di sé, iscaodalìzxa. E 
appresto.' Lo scandalo passivo, cioè quel- 
lo eh' è io colui eh' è iscandalizzalo» ooD 
puote esser peccato ispniale . Rem. Ori. 
I. 20' 3. Questo mosirar di non sì con- 
tentare Della vita comunemente buona, E 
voler far tra gli altri il singolare, Subito 
scandalczia la persona. 

t § 1. In signific. nrutr, pass, vale Pi- 
gliare scandalo. Lat. offèndi, *scandalt£a- 
ri. Gr. a/jiv^oir^e^Sac. G. V* 12. ll4- 
2 1 Provenzali s' erano molto scandalexzali. 
Pait. 35. Ridicendogli i discepoli suoi, 
come i Farisei s* erano scandalexxati , e 
mormoravano dì certe parole che Gesù 
Cristo avea dette , rispose : ec. Tes. Rr. 
7. ~5. Iddìo comandò, che quando il de- 
stro ocrhio si scandalixzasse, fosse cavalo, 
e giltaio fuori. S. Ciò. Grisost. l84- Dì 
tanti debili e imperfetti, lì quali per le si 
scaodalrziano. Maettruzi. 2. 9. 8. Due sono 
gli srandali : 1' ano e passivo» cioè colui 
che si tcandaleiza; e questo e sempre pec- 
cato , imperocch' egli non si scaodalexxa . 
se none alquanto rovioaue di spirituale 
rovina, la quale è peccato. Fit. SS. Pad. 
I. 77. Dicea che nullo sì dovea perciò 
scandalìztare . 

§. Il, Per Impazientirsi, Adirarsi, 
Lai. excandesccre. Gr. oCuSw^ei». Morg. 
25. 3o. Non sare* ragione. Che chi è bal- 
lezzalo si sbattezzi. Acciocché Cristo Doo si 
scandalezzi l'end. Critt Op. dtv, Andr. 
45. Sorelle mie benedette da Dìo , non 
piangete più, che voì mi fareste ìscaoda- 
lizzare . Fior. S. Frane 8- Dice a frale 
Elia, che vada a quello giovane; ed egli 
se ne scandalìzza , e non vuole andare . 
Malm. I. 56. E non avendo ancor toc- 
calo un bezzo . Sì scandolezxa , ed entra 
io grande smania E 11* 23. E i con Ma - 
cone allor si scandolezza. 

SCANDALE7.ZAT0. SCANDALIZZA- 
TO, e SCANDOLEZZATO. Add. da* lo- 
ro verbi. Lai. *scandilizatut , scandal$uM 
patsus . Gr. e'5Z3tvoxiiia!*voj . Fit, S* 
M. yiadd 23. A lei rimase la veritadc 
sanza mormorio , e coloro ne rimasooo 
icaodaliziali. Red, leti. 2 202. V. S Ec- 
cellentiss. o rimarrà scandoleuata di me, 
oppure se oe riderà. 

f §. Per Incollerito Fior. S. Frane. 
]6. Se noi pur, eostietli dalla fame, e dal 
freddo, e dalla notte, più picchieremo e 
chiameremo ec., e quegli più tcandalem- 
zalo dirà: costoro sono gaglioffi importu- 
ni; io gli pagherò bene come sono de- 
gni, 

SCANDALEZZATORE. /'. SCANDA- 
LIZZATORE. 

SCANDALEZZO. Scandalo. Lat.'/CNA- 
dalum, cjjensa. Gr. exxvoaìov. hah. 
300* Se |>er ì»cisgura le si pooea uoa 
mosca in «ul viso, questo era si grande scao- 
datezio e si grande lurbazione, che a rispello 
fu a'Crìstiani perdere Acri un diletto. Fr. 
Giord. Pi ed. S. Quanto tcandalecso avrà 1' 
uomo nel »rrvìrc agi* infermi. Rutck. |. 
117. Onde il Preior rìmrdió al scaoda- 
lezso Ch'era nato fra' bufoli a Quaracchi. 



sex 

# SCANDALITICO. Md. Di scanda- 
lo. Generativo di scandalo. OlL Com. 
Inf. 29. 4i)7' ^^^^ '^^^ piangi^ il suo 
acaudalitiro peccalo. (Ti) 

SCANDALIZIOSO. /'. A, Add. Che 
commetta e dà scandalo j che oggi più 
oomunemcnte ilicinnio Sc-tndaloso. Lai. 
facttosus , /acinorofus , sctlestus . Gr. 

Esp. Salm. Qucilo mezzo adopera il 
Diavolo mediante gli nomini scandali- 

siCMÌ. 

SCANDALIZZANTE, SCANDALEZ- 
ZANTE, t SCAKDOLEZZANTE . Che 
scandnlissa. ColL SS. P«d, Siccome quo 
necessario, ma scandalizzante. 

SCANDALlZZAliE. / . SCANDALEZ- 
ZARE. 

SCANDALIZZATO - P'. SCAJSDA- 
LEZZATO. 

t SCANDALIZZATOBE . SCANDA- 
LEZZATORE, e SCANDOLEZZATO- 
RE, Che dà scindalo. Ott. Com. Inf. 
28. 48t)- Poi il dichiara per U terza eh' 
egli tiene, la quale meiilovando, induce 
un «Ilio scandalezzatore. E poco sotto: 
Qui il pjìesj il nome e '1 fatto di questo 
Kaudaliztatorc. 

15 SCANDALO, ff SCANDOLO. Lat. 
scandal um, o (fendici lum Gr. a/&:'ve)a).ov. 
Hfaestruzz. Z- 9- 8 Che è scanddlo ? 
Dice santo Girolimo; quello che i Greci 
chiamano scandalo , noi possiamo dire 
che in nostra lingua sia V uffensione , 
ovvero ingiuria, ovvero percotimento di 
piede, quando si pone nella via alcuna 
cosa, per la quale vi si percuote e c^ide, 
e quella così fatta cosa è detta scandalo. 
Così interviene nella vi,i spirituale , che 
alcuna cosa vi si pone alcuna volta , per 
far rovinare spiritualmente o con parole, 
o con l'alto altrui, in quanto alcuuo per 
sua ammonizione, o inducimento, ovvero 
con esemplo, trae l'altro a peccare; e 
questo e detto propriamente scandalo. S. 
j4nt^ Confess. Scandalo è un parlare o 
operare men che bene, cioè il quale 
dà ad altri cagione di cadimento spiri- 
tuale, cioè in peccato, C<.walc. Speccli 
Cr. Questo Cristo crociBsso è alli Giudei 
scandalo, alli Gentili pare stidtizia. E 
Mcd cuor* A niuuo vuUi mai fare scan- 
dalo. 

§. X. Per Qualsisia impcdimcnlu . 
Maeslruzz. 2. Q 8. E alcuna volta scan- 
dalo si piglia largamente per ogni impe- 
dimento # Fr. Giord- 125. Qui vanno 
le Davi (ne* mari alti) sicure sanza dub- 
bio, e non ci si rompe mai nave, e non 
ci si trova alcuno scandalo (l' autore il 
dice per simiolianza di'i^d umili). E ap- 
presso: Ma. . , i mari terragnoli, pieni 
di scogli e di sassi e di colli, ogne nave 
ci si spezza ..... imperocché ci trova 
molti contasti e molti scandali. (I') 

■f -r §. II, Scandalo , si dice anche 
dell' Jndignizione che altri prende delle 
altrui cattive azioni ; onde Recai e in i- 
scandalo, vale Fare adirare. Scandalizzare 
neisigni/ìc. de/$. II. Fav Esop. 19. Priva i 
tuoi compagni minori del merito delle loro 
buone operazioni, recandoli in scandalo e 
in furore. (V) 

%■ UI. Per Danno, Infamia, Dìsono' 
re, Lat. dadecitt. Gr. o'vìtiJo;. Bocc.nov. 
86. 2 In essa vedrete un subito avvedi- 
mento d' una buona donna avere un 
grande scandalo tolto via. Z.*°^. S. Umil. 
JO7. Temendo che non venisse agli orec- 
cbi de* parenti, e tornasse in iscandolo 
della fante. Fir, As. 238. Ingannando 
quelli buoni omiciatti, e semplici donnic- 
ciuole, danno lor fra le mani in iscandolo 
e disoDor grande de' veri religiosi e della 
nostra religione , ec. 

§. IV. Per Discordia, Disunion", Lat. 



S C A 

dissidium , discidium , offensio. Gr. Jtx- 
a^mti, Sivfopol. G. /'. 7- to. 4- On- 
de nacque poi grande scandolo tra luro . 
Diuit. Inf. 28. SemiiKTtor di scandalo e 
di scisma . Frane- Sncch. nov. l(ìo. Cosi 
ha fatto qut sto niatadetto corvo . eh' è 
venuto a mettere scandolo tra quelle due 
arti . /loci: nnv 98. '^O. Se io andassi 
or.» a dire che io per moglie mm la vo- 
lessi , grandissimo scandalo ne nascereb- 
be. Din. Comp. 2. 29. I seminatori dej-li j 
scandoli li dtceauo : Signore, non entrare . 
in Pistoia . E niipresso : LÌ confermava 
quello che pe" seminatori degli sranduli 
gli rra detto. A' u Pass. 348. Ciò fanno 
i dcmonii ppr seminar questo errore , e 
per mettere scandalo, e per infamare quelle 
cotati persone, la cui similitudine prendo- 
no». CO 

* §. V. Piflriì di scandalo, /ìgitratam., 
vale Catjion di scandalo. V. PIETRA, §. 
XIII. (Ai 

* SCANDALOSAMENTE . Avverò. 
Con iscandalo , Scandolosnmente . Gtticc* 
Stor. 3. Ily. Il quale, essendo molto 
prima stato accusato al Puntefire . che 
scandalosamente predicasse contro a' co- 
stumi del Clero , e della corte Romana , 
ec. era finalmente l'anno precedente stato 
dal Pontefice separato con le censure dal 
consorzio della Chiesa, (C) 

•f ♦ SCANDALOSISSIMO. Superi, 
di Scandaloso . Ciiarin. Idiopic- I. 3. 
Che giova egli a' poveri padri 1' allevar 
con buoni costumi i figliuoli, se essi poi 
per le piazze , e ne' trebbii trovano ec . 
compagni scandalosissimi d' ogni male e 
d' ogni licenzia ? (A) 

SCANDALOSO, e SCANDOLOSO . 
A'Id. Chi' commette, e dà scandalo. Lat. 
factiosus . Gr. oraoiKOTtxo'^. Fir. Disc, 
a/u 98. Cosi il più tristo che savio padre 
si andò a nasconder la notte in quella 
scorza dell' arbore dello scaodoloso teso- 
ro. Tac. Dnv. Scandalosi in pubblico , e 
disonesti per le case. 

SCANDELLA . Spezie di biada. Lat. 
hordeum dtsticnm, zea. Pallad. Genn. 4- 
Se '1 verno va buono , vuoisi da dodici 
di fra Gennaio l' orzo di Gallazia, cioè la 
scaudella, la quale è grave e Iiianca , se- 
minare . E Fehbr. 8. In fino a Calendi 
Marzo si semina 1' orzo GaUtico, ciuè la 
scandella , ne* luoghi freddi, la quale è 
grave e bianca- 

■j- §. Scaudelle, diciamo anche a minu- 
tissime gocciole d'olio, di grasso , gal- 
legginnti in forma di piccala maglia so- 
pr'acqiia,o altro liquore. Ott. Com. Inf. 17. 
Bevero ec. è di tanta grassezza, che stan- 
do alla riva , e percotendo colla coda l* 
acqua, scandelle, e gocciole come d' olio, 
nell'acqua rimangono ( (jui li stampa 
alla pag. 3 16. conforme al Ms. legge 
Scaodelli in genere ninscolino). 

* SCANDENTE. l'oce latina. Che sa- 
le j e dicesi per lo più da' Botanici di 
Tronco, o Hama che sale , attaccandosi 
con viticci, uncini e barbe, come la fi- 
te , l' Ellera , ec. Dicesi anche Rampi- 
cante. (A) 

SCANDERE. V. L. Salire. Lat. scan- 
dire. Gr. ^ai'vsiv. Dant. Par. 8. Lo Ben 
che lutto '1 regno, che tu scandi , Volge 
e contenta. Put. ivi: Lo quale tu scandi, 
cioè tu , Dante , monti. 

^ §. I. E in signific. neutr. Salvia. 
Odiss. 83. Poiché al mate scandemmo ed 
alla nave, E la cena apparammo ec. (IV) 

§ II. Scandere,Si dice anche de\ersi, 
e vale Misurargli. Lai. numt-ros carmi- 
num mfliri . Gr. TOC '£ ttt) yara/iSTpeiv . 
Ciriff. Calv. I. 2 E non invoco voi, sa- 
cre , che al monte Scaodele i versi . ^ 
Tasi. lez. son. Cas 187. Una delle due 
se ne butta o nel numerar le sillabe , 



S C A 



1043 



nello scindere i piedi. Inf. Sec. 93. E 
quando imparava a scanderc lo agmtna 
ciniim^pexit , che parinieotc gli ricorda- 
te. (C) 

''? SCANDESCENZIA. Escandescenza, 
Stizza, Sdegno. Lat excandescentia. Gr. 
3y/AWjt; . Car. Ltt. \. 23. Il capitano, 
che si trovava aver fatto tanto schìamas- 
zo a Ruma di questa sua vigna, venuto ÌD 
iscandescenzìa ec , disse: ce. (*) 

* SCANDIHE. Lo ^tvsso che Scandi- 
re, nel signific.del%. II Lat. /inmc/oj car* 
mintim metiri. Gr. Ta iTifi xara^ucrpeTy. 
Salvia. Pros. Tose. 2. 9.Cì. Per me sospetto 
che ec. il verso, in dicendo tulle intere 
le parole , che nello scandire necessaria- 
mente si srbiacriano, ne saria venato ec, 
soprabbondante. (*) 

SCANDOLEZZANTE . F. SCANDA- 
LIZZANTE . 

SCANDOLEZZARE. f. SCANDALEZ- 
ZARE. 

:? SCANDOLEZZATISSIMO. Superi, 
di Scando/ezzato . Accad Cr. Mess. Ve- 
duta questa esecuzione , il P- ec. , senza 
altra risposta , se ne tornò scandolezzatìs- 
simo. (A) 

SCANDOLEZZATO . V. SCANDA- 
LEZZATO. 

SGANDOLEZZATORE. F. SCANDA- 
LIZZATORE. 

SCANDOLO, r. SCANDALO. 

'\- SCANDOLOSAMENTE. Avveri. In 
maniera scandalosa . Lat. cffendiculo, mqjo 
exemplo. Gr. TrpoffXOTrvi". Fr. Gtord. Fred. 
R Ne' tempi delle feste solenni scandolo- 
samente tripudiano, e dVsser tripudiatori 
si gloriano. (*) 

'Y- SCANDOLOSISSIMO . Superi, di 
Scandoloso. Cas. Leti. Perciò Sua Beati- 
tudine, non volendo per niente comportar 
questa indegi.ilà, né alcun' altra, ier mat- 
tina fece pigliare pubblicamente Lottino, 
e metterlo in Castello, siccome quello, 
per mano del quale si è trattata pessima 
e scandolosissima opera, e molle altre si- 
mili. (A) 

SCANDOLOSO. V. SCANDALOSO. 

SCANFARDO. Epiteto dato altrui per 
ingiuria. Lor. Med Arid. (\. 5. O porta 
i fiaschi da te, scantarda, *«* j'arch. SuOC. 
4. 6. Quando vidi pure che la scanfarda 
non la voleva pigliare (la collana) da se, 
gliela gettai in grembo. (V) 

SCANICARE . /'. J. Si dice propria- 
mente dello Spiccarsi dalle mura, e cadere 
a terra gì' intonicati. Pallad cap. 10. Per 
la sua saldezza fa scauicare gV inlODicali 
delle camere. 

t g. Per metnf, Pallad. cnp, 6- Solle- 
vare 1' uve acerbe si vuole fare quando 
non si teme di scanicare , di rompere 
1' acino . 

SCANNAFOSSO. Sorta di fortificazione 
militare. Ar. Pur. l!^. lofi. Dovunque 
intorno il gran muro circonda, Gran mu- 
nizioni avea già Carlo falle , Fortificando 
d' argine ogni sponda , Con scannalossi 
dentro, e case matte. 

:;: SCANNAPAGNOTTE. Uomo disu- 
tile, e buono solo a mangiate, Parasito. 
Benv. Celi. J'il. 2. l5o. Certi di quei sua 
cortigiani scannapagnotte dicevano. (C) 

s^ SCANNAPANE . Scannapagnotte . 
Benv. Cill. f il. I. 169 Conosciuto cer 
ti di loro dissi: o scannapane, se voi non 
vi levate di costi ec, io farò polvere di 
voi. (Cj 

SCANNARE . Tagliare la canna della 
gola. Lat. iugulare. Gr. a^aTTSiv. Bocc. 
nov. 81. II. Parevagii tratto tratto che 
Scannadio si dovesse levar ritto, e quivi 
scannar lui. IJoez. tarch, \. 4- Se iu 
avessi empiamente voluto ardere 1 tempii 
sagri , se scelleralamente scannare i preti 
ec. non perciò arebbono ne senicnziarmi 



S' 



\o\\ sex 

pototo , De pODÌrmi ragionefolmente . se 
prima non m'avessero rilato, poi udito, 
• finalmente convinto. Ii<rn. Ori. ì. 8. 
Li, KaiiriuHi e vetrchi presero e sraonaro. 
§, I. Prr nietnf. T'<c. Dai'. Ann. t\. 
q6. Crede») facessero ammaziar Pisone i 
Ttfrmeslini , perchè gli scannava colle 
;ravezze . E 6. 123. Che volete voi fare 

uo Re che nella pace vi scanna, e nella 
guerra vi ruviiu? Mahn. ^. 2^. E tale V 
appetito che mi scanna , Che un diavoi 
collo ancor mi p^rra manna . E st, if). 
Mio padre, che '] hisognu ne lo S'-anna , 
Con un mio zio, che n'andava pezieote, 
ce. E 6. 25. Perchè la fame quivi ne lo 
scanna . 

§. M, Per Lei'nr d* in sulla cinna . 
Buon. Eier, A. 2. 3. Zingana, quella seta 
Che '1 Dond»Ia tintor posta avea al sole. 
Chi la levò d' in sulla cauoa? chi? Chi la 
■cannò? su , di'. 

SCANNATO. j4J(I. da Scannare Lai. 
iu^uintui, Gr. VTZyifViyH;. Segaci , Mann. 
Die. 28- !• Questi ujiiiliiiii innocenti per 
conseguirlo elduTO , appena nati, a sofiV- 
rire una crudelissim.i tn-'rie, scannati e sfra- 
cassati sugli occhi di-lIe loro madri. 

SCANNATOIO. L'io-jo ,l.<ve si scanna- 
no gli animali pi-r In l/cciheria. /tnon. 
Fn-r. t\. 4« !!• Tintori, s^pomi, di ma- 
cellari Scannalo!, edlfizii da trjr seta. 
Maini. 1 0. f{0. Vici no al boschereccio 
scaunatoio, Mentre fuoco di stipa vi ri- 
luca. 

§. E per similit. si dice di Luogo of*- 
£i usino disoneità^ o s-pvrchierie. -é Sal- 
via* Fifr. lìiion. ij. ^, 11. E scannatoi 
ti dimandanti quelle ca^c e stanze, dove 
ti giuoca di vantaggio, e si fa il colto a' 
poveri giovani, e perciò si dicono polb- 
itrolli. Mnaal. Leti. Neil* elezione di-1 
lito voi rafli^urale suliito un ripostiglio, 
o, come suoi dirsi, uno scjnnJtnio, lasria- 
lo tra qiiattrn mura in fondo a una torre. f','/^ 

t SCANN\T()UE l'erhal. nuisc. Cfi.-. 
o Chi sconn'i. Lat. iiipulator ,viciimnriut. 
Gr. opa/£j;. Buon, l'ir. \ 2. 2. Ah, 
ah, jribaldo Sroiticalor del pan caldo, 
Scannator delle cantine, Sgombrator del- 
le cucine ( tjuiji^uratani. ). 

te SCANNATHICE. rcbal. fcm. (ti 
Scannato'-e. C/iiabr. ritn. Ha di prnvar 
diletto Tra gregge il dente e 1" ungliia 
scannatrice. (tìr) Ces. Fit. Cr 5. ^7;i. A 
non rcsliluire il mal tolto , e* frutti di 
quelle scannalrici usure, la perdiziun lo- 
ro è sicura (qui fi-^uralant. ). (C) 

•f * SCANNKLLAMKNTO, SKanala- 
tura. Salvia. Op. Pese. 2. 2'|6 L' in- 
gannosa seppia t:c. in preda tragge i pe- 
sci Bocconi sulla arena, sotto un nicchi» 
Serrata; e ancor con quei scann<ltjnienti, 
Qitandu Tonde s'infuriano l'inverno Al> 
le pietre «jual nave ella s'allacra. (/1) 

SCANNELLARE D^j Cannello, vadr 
Si-oh^vre il filo ili sul cannef/o. 

g. I. /r Scinneflare, d'i Cannella, va- 
le Versare, e Schizzare lontano a f^uisa 
d'una cannella sturala, che sia nies\a ad 
un vaso bi'n pieno. Lat. eiaculavi, evo- 
mere, 

* §. I[. Scannellare, T. d gli Argen- 
tieri. Ottonai, e simili. Fare lo scan- 
nell'ilo, civè sranalalura, o incavi toltili 
per Iliaco, cl-e j'h»<i /fi'r per ornamento 
de*lavori d' oro, argento, o a'tro metal- 
lo. (A) 

* %. III. Scannellare Terni, degli 
Agricoltori. Dirndtre i canneti, tatuando 
le cannucce sotiilt, che non ptofittereh- 
hern, r sarettbero di pregiudizio all'ai- 
tre. (A) 

«SCANNELLATO. Termìn.' degli Ot- 
t.'nai, Argentieri, e simili. Lavoro che 
st f't sui metalli , scannell-mdngli col 
pianatolo. (A) 



sex 

# SCANNELLATURA. Scanalatura, 

Scannellami-nto. Magai. Operett. 3o5. 
Hanno n qualrbe riga io giro, o un pu* 
di scannellatura. £ 328- Le scannellatu- 
re ec. sono quello che vi è di piò re- 
golare. (/{) 

SCANNELLO. Diminutivo di Scanno. 
Lat. scamnelluni. Gr.v:roTo'diov. Lih. Op, 
div. Lo cielo è mia sedia . e la terra è 
scaonrllu de'miei piedi ^ tac Sold, sai 5. 
Tempo verrà, oè fia lun^^i da questa Età, 
che noi vedrem nel tuo scaoncDo , Ch' 
ora ec. (/ì) 

§. L Scannello, più comunemente si 
prend,- per una creta Cassetta quadra, da 
capo più alta ck- da pie, per u%o di scri- 
vervi t'apra comodamente , e per riporvi 
entro U scritture. Lat. scrinium. Gr- 
xtf3wTi5V. Lasc. Gelo*. ^ g. Dove di'm 
ch'egli ha dello ch'c'son rimasti? B, 
Nello icriltoiu in sullo scannello, smemo- 
rata l'arih. Eroi. l6c). L* ho in quello 
scannello che voi (|UÌ vedete. E Lrz, Z^. 
Come un tegolo ed uno embrice, o noa 
credenziera ed uno sc:innelln. 

^ % IL Scannello, Trnn. de' Carroz- 
zieri, Nome di due pezzi di legno d' li- 
mo, situati l' uno al di sopra della sala, 
e l'altro sotto. (A) 

V g HI. Scannello. Terni, de' Macel- 
lai. Quel taiiUo del culaccio., che è più. 
vicino alla coscia. (A) 

SCANNO. Seggio, Panca da sedere. 
Lat. scaniniim , seites. Gr. Soibpov , 
àw/o;. Amet 72. Le pnsie mente, nulla 
altro espetlaoli, si riempierouo d* uomini 
e di donne , e ciascuna tenne secondo il 
suo grado lo scanno. Cr. 5. |3- 6. Del 
suo legno f de/ noce > si fanno ottimi scan- 
ni, e belli soppidiani, e durabili , e tulli 
altri vaselli da riporvi gli arnesi, Dani. 
Par, ^. Non hanno in altro cielo i loro 
scanni. E 3o. Vedi li nostri scanni si ri- 
pieni. Che poca gente omai ci si disira . 
E \2. E come quinci il glorioso scanno 
Della Donna del cielo, e gli altri scan* 
ni Di sotto lui cotanta cerna fanno. 

§. Per similit. vale Banco dt rena. De- 
posizione di rena fatta ne' Jiunii , o in ri- 
va al mare. Viv. Disc. Arn, 2j. E per- 
ciò prolungando *1 letto dentro quelli 
scanni, baix'hi , dune, o cavalli dì rena 
che vi si creano, questo accrescimento di 
causa sarebbe inevitabile. 

# SCANNONEZZARE . Scagliar coi 
cannone, Abhaltere col cannone. Lai. tor- 
mento bellico diruere. Gr /aàaicirv. Car. 
Iftt. I. liti. Vi scanni nezzo quel Saodi- 
sir subilo eh' arrivo ^ (yu» /ìguratmi. }. {*) 

SCANONIZZARE. Togliere dal nume- 
ro dei Santi j contrario di Canonizzare. 
Lai e numero .Sanctorum espungere. Dav, 
Scism. S.'). Questo Santo, adunque, psr 
tanti miracoli illustralo, e più di ^00 ^o- 
ni prima canonizzato, sranuni/zò. 

* Sc:ANSAMENTO.A'c/«/<im.v;r., Sjug- 
gimento. Lai. declinntio. Gr. txrpom!. 
Salvia. Di*r, 3. I2> La virtù ed il vizio, 
e il seguimento di ()uel1a , e lo scansa- 
mrnlu di questo, ec. (*) 

SCANSARE. In alt. signi/ìc. vale Di- 
S'0*lare alquanto l.i eota del tuo luogo. 
Ltl. amrivere. Gr. arro^'tveìv. 

g, I Per /scarnare. Sfuggire Lat.^Ti'- 

lare, declinare, vitare. Gr. Ota^lJyity. 

j Fr, Ine. T, (\. li. g. Non pntiam morte 

scansare, E vediamola venire. Fir. nov. 

' 1.' l8(). Mi parrebbe ec. che noi sranns- 

Simo quei pericolosi passi, a* quali ci guì- 

! da questo nostio amoie. Tac, Dai.: Ann. 

' &. 88. O pur possiamo , alcuna cosa noi 

j (leslreggiando , e senta ne sempre adula- 

' re, né sempre dir contro, scansare prri- 

I culi e viltà, lenendo mezzana via. /,' Star. 

a. 288. (.omaiido alla legione, che tenesse 

il romniino per 1* alpi Graie, |>rr iscansar 



S C A 

Vienna, sospettando de* Viennesi -.' Pw 
ceti. Irti. 5. VS Hima. s'accorgerà «he 
nel conto d«-lle materie ci sarà ouervala 11 
grammaii's, p scamati tntii i solecbmi in 
che gl'Italiani non badano. (C) 

§- "• '« sign'fie neutr. pass, vale Dl- 
scoslarsi. Allontanarsi, l^t. recedere. Gr. 
aT!^€T&ai. Fior. Itat. D. Io non vo- 
glio che nullo Italiano si scansi p«r noi. 

«SCANSATO A. i.L da Scansare, y. 
alla voce SCAMPATO. fB) 

t SCANSATORE. J erbai, masc. Che, 
o Chi scansa. Lat- evitalor. Jìiion. Fier, 
7. I. I^- lo bevvi. Scansalor di pericolo, 
e bevendo Mi lei lor si domesUco, ch'io 
presi re. 

SCANSI'A. Strumento per lo più di 
lei-no , ad itfO di tenere scritture , O si- 
mili, detto altrimenti Scffale. Lat. più- 
teus, scrinium. Gr. xf^wriov. tr Bari. 
(j'om. Leil. 1. pa:. 7J. Come se il senno 
de' filosofi ne' libri loro, quasi in ampolle 
serrato ec. potesse col solo fiutarlo , ti- 
rarsi tulio al cervello; e con ciò farsi in 
capo una libreria di tanti autori, di quanti 
se ne hanno ì libri nelle scansie. (TCj 

•f * SCANSIONE. Misura di versi. 
Spi-r. Dìal. 12^. Non vo' pero che creg- 
giate che la volgire scansione sia paro 
numero, tanto che sole undici sillabe, 
comunque insieme si adunino, facciano il 
verso toscano ; ma è mestieri ec. Uden. 
ìVis. I. 20. I medesimi effetti si possoo 
considerare dalla scansione dattilica in 
questi versi virgiliani, ec. (Aj 

SCANTONARE In alt. signifc. La- 
vare I canU a cfiecchrtsìa. Lat- 11 angu- 
I lot exsrcare. B'nv, Celi. Orrf, 85. Presa 
{ la piastra . e pulitala dalle bave, e srao* 
tonatala alquanto, la radei da tutte e due 
1 le bande nel modo che di sopra dicemmo. 

!^, I. E Jigiiratam, vale S/ugcire. Tac. 
Dav Ann, i'\. ipS. Scantonandolo Cesa- 
re ogni di più. gli cki>-de audienza (qui 

' ti testo lai. ha : familiariialem aspernan- 
Ir). * Buon. Fier. ^. 1. i. E vie non 
men die al ladro Gli sono infesti i cani ec. 

. Onde gli è forra gobbo gobbo e quatto 
Scantonar ad ogn' ora. (B) 

§. II. Scantonare, in sigmjìc neutro e 
neutro pasf. , vale Andarsene nascosta- 

I mente, e alla .tfusvita. Lat. declinare, de- 
vitarr , suli'er/iigere, Gr. otTopey'yeiv. 
Bocc. nov. •jn . i6. lu mi snn leste con 
gran fatica scantonala da lui. Patmff. ^. 
Egli e nuovo cinlunchin a scantonarsi. 
Bern, Ori. |. IH. 60. Se disarmato al- 
cun vede per sorte. O che punto scanto- 
ni dalla schiera. Noi ramperebbe Apollo 
dalla morte. Oolat. ^^. Deeti lasciare che 
ciò si faccia da' maestri e da* padri , da* 
quali pure perciò i figliuoli e i discepoli 
si scantiHuno tanto volentieri , qoaolo ta 
sai eh' f' fanno. Maini ^. 27. Onde min- 
cliioii minchinn, facendo il mallo. Se ne 
scantona, rhr non par suo fatto. 

SCANTONATO. Add. da Scantonare. 
Lai. in angui ^s eTJ.ectuf, L^r. Med. And. 
^, 5 Un rubino io lavula ce. legalo al- 
l'aulica, stanlonalo un poco da una ban- 
da. Benv. Celi. Orrf. 8^. La della pen- 
na drilli* essere scantonala e luada. 

* SCANTONATURA. // tuog^, o La 
pirte iCinton-ita. B'idin. Dee. Tra te 
scantonalure ddla sala ce gli angoli che 
lascia l'ovato del vrsliliulo. Mozz. S Crs- 
se. Scalino ec, con vaghe scanlonature 
nelle sue eslrrmiià (A) 

i:t SCAPARE. Termine de' Pescatori. 
Levar /a tetta ali' acciughe prima di 
salarle. (A) 

# SCAPATO. AdJ. Che e senza capo, 
nel significai ^ di CAPO. § XXX Vili. /^C; 

SCAPECCHIARE. ÌS'ettars ti lino dal 

C-'peCchia. 

$. E Stapecchtarsl, per ««/«/ir«, vaia 



S e A 

Sviluppani, Spastoiarsi. Lih. Son- l37. 
Pulrifi, chp per le ville li scapecchi. 

SCAPECC!lIATOIO . Strumento col 
qiia/f SI sepiirt il lino dal capecchio 

SCAPESTRARE, e SCAPRESI'ARE. 
Tifutr. piìis. LfV'ìrsi il cnpesfro, Sciorio} 
« Jt'^ttratnm. jAhera^si da qualunque im- 
paccio. Lai. solvere. Or. otaiwstv. Pvir. 
son, 65. E più mi diiol , cht- 6en meco 
Immortali, Poiiliè V alma dal cor non si 
«capeslrj. J anh. les. 482 Alcuna vol- 
ta, si trova la S sola, come smorsarc, 
sbrancare, scaricare, scapestrare, formati 
da qufsti Domi: morso, branca, carico, 
capestro. 

§. I. /'i sipnifìc. neutr, assol. valf Vi- 
vere scnpestratamente. Tnc. Dav. Ann. 3. 
71. Di>JireDdo-'.Ì a principe, se questa cit- 
tJ, o quella scipestra, uscir del centro di 
lutto il governo (qui il testo Int. Ita 
lurbet ). 

§. Il In signific. attivo vale Guasta' 
re. Disordinare, Corrompere, Indurre li- 
cenza, disxohitezzn Tac. Dnv. Ann. 2 
47. Scapestrò sì ogni cosa, cbe il volgo il 
Jicea pjdre delle legioni (il tnto lat. 
fin eo usque rnrrupiionis provectus est ). 

SCAPESTRATAMENTE. //wtrè. Dti- 
soìutamente, Sfrenat-imente , Licenziosa- 
mente. Lai. rff'raennte. Gr. a;f xiivwVw;. 
Lnb 27V La valente donna , disiderosa 
di più scapestratamente la sua vecchiezza 
menare, che nvn le era paruto potere la 
giovanexza. l\loitr. Forse più senno ti 
sarìi ti tacere. Che favellare scapcilrata- 
mente. licmb. Asci. 3. iQj. La ragione 
guida il sen&o, il quale , dal caldo della 
voglievole giovanezza portato, non l'ascul 
la, qua e là, dove esso vuole, scapestrata- 
mente Iraliorcando. 

•f SCAPESTRATO, e SCAPRESTA- 
TO. Ad'I. da Scapestrare . e Scapreslare, 
Lat. efì'raenatus. Gr. aj/a'livo^. Fior, 
Ital. D. Andava con quel vigore e con 
quella gagliaidia. cbe vae il cavallo sca- 
pestralo e sfrenato. 

5 §. l. Per metnf. vale Dissoluto ^ 
Sfrenato, Licenzioso- Lat. .tòìutus,rffiae- 
ni<. Gr- «xyit'O^. T<ìc. Dav. Ann* 4- 
8<). D'Affrica a questa guerra ogni ma- 
landato e scapestrato più rurrrva ( il le- 
sto lat, ha moribus lurbidus) . Buon. 
Fier. 4. 5. 3. E ar.iprestata a suo talen- 
to ha fatto II peggio eh* ella può sempre 
per tutto. 

# §. II. E detto di cosa, tale Scom- 
pigliato, Disordinato, i Bocc. nov, 2g. 
12. Quivi trovando ella, per lo lungo tem- 
po cbe senza Conte stato v* era, ogni co- 
sa guasta e scapestrata ec, ogni cosa ri- 
mise in ordine». (IV) 

§. IH. Alla scapestrata, posto avverò. 
y. ALLA SCAPESTRATA. 

•f * SCAPEZZAMENTO. L.o Kcnpez- 
snre, Ud,n. I\'is. i. ip. Qui si noti ec. 
lo scapetznmento sillalnro in sermonem j 
e lutto per servire ec. (A) Bel/in. Di^c 
2. 3oo- A furia di punte si fanno quegli 
•capeizamenti, e quei mozzamenti d'ugni 
mucrfaii'tto, o moniicelto, o risalto di 
marmo. fF) 

t SCAPEZZARE. Tagliare i rami agli 
alberi insino in sul tromo j die a Uri- 
meati dici ^mo Tagliare a corona. Lat 
amputare. Gr. aTTOzo'TiTiiv. Pallnd. cnp. 
^1. Coltellacci, e pennati da laf-Iiare i 
rami secchi tra i verdi in sull' albero, e 
da scapezzare. Dav, Colt 169. Scapezza 
il oesto col pennato, e non con la sega. 
Soder. Colt. 37. Convìen potarle presso 
al tronco, cioè scapezzare ì sermenti a 
quattro e sei dita vicino a esso, in capo al 
primo nrcbio. F 39 Taglisi sopra a dove 
(ler ultimo versoi rapi siriiruovi ìl magliuo- 
lo mantenuto verde, scapezzando affatto a 
dove si conosca possa rimetter la vite. 



S C A 

§. Per similir, vale Tatjlia'e il capo , 
o la sommità di checchfs^ii. Lat cnpUc 
truncat e , detrumare. Or- aTTOjfjpaJi'Cstv. 
Dav. SiiS"i. 61. Buon per noi, che il He 
ce r ha scapezzato. Ciri/J. Calv. 4 lo/i 
Che diavul la costui? che arme è quella, 
Che tanta gente a un colpo scape/za ? 
farcii. Star. (). 261. Ne si contano le 
torri de' cittadini privati, le quali antica- 
mente erano più che molle, ma di già 
erano slate qu-tsi tutte scapezzate, e ri- 
dotte o in case, o al pari delle case. 

SCAPEZZATO. Add. da Scapezzare, 
Lat. nmpftiì^tus, <.r. «TroxOTTst'; . (V. 2. 
2^. 26. Colai»! arbore si si dt-e lasciar ta- 
glialo, ovvero scapezzato, infioo al seguen- 
te anno . Pallad. Mellerai sopra il letto 
della p.iglia due parli di pieire scapezza- 
le. Una parie di calcina leiiiperalaj e quan- 
do tu avrai tallo questo a grossezza di sei 
dita, melteraivi regoti uguali. Sodfr. Colt. 
2. Questa jtregiatissinia pianta, pìù d'ngoi 
altra feconda e fruttifera, dal suo-scapez- 
zato e reriso tronco , e mozzi rami ec. , 
pullula e manda fuori ec. E 56. Metten- 
do sotto qualrhe difesa di cuoio, o cen- 
cio, o sl'ippa legala forte, sei dita sotto 
al taglio del tronco scapezzato. 

* SCAPKZZONATA . Term^de' Ca- 
vallerizzi . Botta di ninno con tutta la 
frza del cnva^c^lore , e con tutto quel 
moto elle può /'tre il braccio. (A) 

SCAPEZZONE. Propriamente Colpo 
che si dà nrl capo a mano aperta . Lat. 
colaplins. Or. xo'^ccso^. Pccor. g. 6. nov. 
1. L'abate alzò la mano, e die{;li un 
grande scapfzzone . Lih. son 5j. Poich' 
io ti ho morto cogli scapczzoni . Ciriff. 
Ciilv. 3 8t. Sicché la gente si lue allar- 
gata , Per non aver di quelli scapezzoni. 
liitrch. \. t>6. E pan buffetto, e cacio 
scapezzooe {qui detto per contrapposto di 
Budello, in equivoco scherzoso), E 2. ^6 



S C A 



inVI 



Giunse mio 



diemmi un 



gran 



buffetto , E scapezzoni e lirommi il ciuf- 
felto. 

t SCAPIGLIARE . Scompigliare i ca- 
pelli sparptìfiliiindogli. Lat. copillos con- 
turbare . Gr. otc-T«£arT£[v . Ott, Coni. 
Inf. 27- 4*58 I! giovane fu a lei ; costei 
per nullo modo volle consentire : scapi- 
gliulla , grafGolla e morsecchiolla . e ogni 
oltraggio le fece. Pntnff (^. Madre del 
diavolo, io la scapigliai. 

^ g. I. K neuti , pns-v. Ang. met. 2. 
109 Ogoì sorella di Fetonte e figlia Del 
Sol uon men di Climene , si dole , Si 
giaffia, si peicote e si sca[iiglia Ed empie 
il Ciel di pianto, e di parole. (DJ 

§. 11. //( sisnifìc neulr. pass, figura- 
tnm. Vale Darti alla scapighntura , li- 
vere sC'ipcitrataiiie/ìti' , o dissolutamente 
Lat. nepotari Gr a^'jJTSj'ìsàai. 

SCAPIGLIATO. Add. da Scapigliare. 
Lat pas.ii( crinihiis . lìocc. nov. ^8. 6 
Vide venire ppr un !)oschetto ec una bel- 
[ lissinia giovane ignuda, scapigliata, e lutla 
graffiata dalle frasche e da' pruni . Lìin. 
C'.'mp. 2. 5l. Con abbondanza di lagri- 
me scapigliata in mezzo della via ginoc- 
chione si gettò in terra innanzi a messer 
Andrea da Cerreto giudice, ec. Dnnt Inf, 
18. Sicchi; la farcia ben con gli occhi at- 
tinghe Di quella sozza scapigliala tante , 
Che là si graffia. E li'. I^uov. 25. Ap- 
parvero a me certi visi di donne scapi 
gliale, che mi diceano; lu pur morrai. IC 
appresso : Veder mi parea donne andare 
scapigliale. 

§. Scapigliato, vale anche Che s'è dato 
alla scapioliatitia; e talora si usa infor- 
za di siist. Lat. nepo'f. Gr. aiwTO? Tac. 
Dav. Po^t. !\\\. Ma Tiberio solanienie 
tolse la degnila seoaloria a questi quattro 
scapigliali. Alleg. rini. 178. Io non son 
torcici-llo, o slropiccione; Adunque io so- 



no un grande Kapjgliato? Buon. Fier. 3. 
^ (). Ditelo voi, scapigliala gente. 

SCAPIGLIATUUA. L' atto dello scapi- 
plinrsi, neir ultimo sienifìc. Vita, O Ma- 
niira di iii-eie dissoluta, e scapestrata . 
Lai. la\civia , 'icrntia . Gr àcs/ysia , 
«lOJTi'a Bium. Fi<r. 3. i. 9. E 'I lan- 
ternino amiro arreso. Che sempre ho in 
tasca pe'casi opportuni Delle scapigliature 
mie notturne. /■; Tane 5. 6. E 'l danno 
della sua scapigliatura S' ha a ristorar or 
con un Luiin dotune. 

SCAPITAME.-VTO. Le scapitare. La». 
dimnum, dttrìnientum , inctura. Gr. C?]. 
y.i'a. Cavolr. Spccih, Cr. Questo adduirne 
eggi a molta genie, perocché tanto regna 
questa invidia . che pare che 1' uomo sia 
itolenle della fama e dell.i gloria e dell* 
ulililade allrui , reputando l'altrui me- 
rito suo scapitamenlo - •\' Pullnv. Sfor, 
Conc, j. 428. E sentisse ancora lo scapi- 
tamenlo della riputazione cbe ivi patia la 
sede apostolica. (IV) 

SCAPITARE . Perdere, e Metter del 
c-ipitale , Metterci del suo. Andarne col 
peggio. Lai. summam iniminuere , iacfu- 
rani faccre . Gr. C>l/Jit'av iiv/r.-ì^ . Tes. 
lir, 7. 16. Amerei più Ì-scapitare, che lai- 
damente guadagnare. Inlrod, Virt. Ne si 
metta con lui ad altra quistione , impe- 
rocché ne potrebbe scapitare. Puon. Fier. 
4. 4* 12. E scapitalo aver di lai manie- 
ra ec. , Che forza gli è 1' andarsene in 
dileguo . .» 

Si g. I. Scnpitnr di credilo, simile, 
vale Binictterci di credilo, o simili. Se- 
pner. j\lnnn. Apr. 26. 3. E non e que- 
sto uno scapitar di saviezza quando più 
ne dovresti aver guad.ignato? E Fred. 3. 
6- Credete voi cbe se perdonando scapi- 
terete di credito presso molli degli uo- 
mini noti a voi, non dobbiate presso al- 
trettanti scapitare ancor di credilo ven- 
dicandovi? ( V) 

*t *^ §■ ^(- Scapitare, vale anche Per. 
dere di sua virtù, o efficacia. Red Tett. 
voi. 5. p'g. 60. fediz. de'Clns.s.). A tutte 
le singolari doli di quest'acqua (del Tfl- 
tnccio J D* e accoppiata un' allra singola- 
rissima, che ella può tramandarsi in tulle 
le più lontane regioni del mondo, senza 
eh' ella scapiti ne poco né punto di sua 
virlù. (A) 

SCAPITATO. Add di Scapitare. 
SCAPITO, Lo siapit'.rr, Scapilamen- 
to. Lat. dimniim , ditrimentum , indura. 
Gr. ^riuta. Fr, Gìord. Pred Jì Esage- 
rava il timore di fare uno scapilo grande. 
L'^ appresso: T^on si accorse del fallo gran- 
dissimo scapili^. 

SCAPITOZZARE. Far capitozze. Ta- 
gliare gli alberi a corona . Lat. amputa- 
le. Gr. aTro/o'TTTEtv, Dav, Colt 188. -Se 
vuoi farne molti (de* mori) , scapitozzane 
di Marzo uno che sia iu luogo umido e 
grasso . 

•f SCAPOLARE . Feibo antiquato. 
Liberare. Lai liberare. Gr. è^.iuQ-po'jV. 
O, V. 7. IO. 3. Poco tempo appresso i 
baroni Pugliesi , Ì quali il Re jvea presi 
alla balli-glia , fece scapol.ire , e a molti 
di loro rendere le loro terre. E 12. 16 
7. Ogni allo e scrillure vi furono prese 
e arse, e rotta la carcere della Vologna- 
na , e scapolali 1 prigioni. 

§. I In signijìc, neutr. vale Fue^ire, 
Scappate . Lai. effiiL-ere , evadere . Gr. 
£zp;J-/aiv . Buon. Fier. i. 4- ^- Prima 
uscirà da quel minor pertugio , Fallo di 
pirrol ago un elef.mle, <-he possa scapo- 
lar, da noi guardato. Dalle carceri nostre 
un brusco, un pelo. F Tane, 5- l.Ecco 
che in un i»tanle l' accerchiare. Che tem- 
po nou vi fu da scapolare. Fir. As. 67. 
Anziché egli d' indi se ne scapolasse per 
alcuna segreta strada, aspettala la malli- 



io46 



S e A 



Da, io provvidi che egli fosse menalo di> 
n.iDzi al vostro illustrissimo cospetto. 

§■ II. Scapotare p per Uscire, o f'enir 
fuori . ìiuon. Fier, 3. 5. 6- Piova via 
Manilla e Napoli, Piova gran Danzica e 
Tripoli , Gran di qua , via di là sca- 
poli . 

SCAPOLARE. Sust. Quei cappuccio 
che tengonf} in capo ì frati. Lai. *scapu- 
tare , 'cuculio , Vives. V. ti Du-Fretne. 
Baca nov, 6l. 3. Quaì calie, e qujl rap- 
pa, e quale scapolare ne traevano sposso. 
Pteor, ^, 3. ii-)w 1. Si cominciò a vesti- 
re, e a mettersi io capo lo scapolare. D. 
Già. Celi. ìi'tt i^. Si turò il volto collo 
scapolare, e diegli d'uno collcllino per lo ' 
corpo. JJurcfi. i. ^-j Erano tulli senza 
scapolari lii-rn. Ori. 2. 22. 58. Aggrjffa 
i frati per gli scapolari. 

SCAPOLATO. .'/(/(/. ila Scapolare, 
Lai. tjui evasit. Or. jxyuyw'v , Fr. /ac, 
T*. 4- *4" ^ L* antiriuo serpe pare sca- 
polalo. Fir. As. ijrt. Cupidij ec. , non 
potendo più supportar 1' as^rOEia drlla sua 
Leila Psiche, scapolato per una strettissi- 
ma finestra di quella camera , dove egli 
era ristretto ec, se ne venne là dove ella 
dormiva . 

SCAPOLO . Add. Lihcro , Senza so- 
praccapy. Libero da su^p-ztone. Lat so- 
iutu^, liher. Gr auTi?oy5io;. Vtt, liarl, 
25, Bello figliuolo, ora si parrà come tu 
ti guarderai di lor lacci , donde tu set 
scjpulo. /Jurih 2. 75. Sifcli' abbi Ì tuoi 
pensieri sciolti e scapoli Dalla fornicazion 
ver luì diabolica. 

§. Per limogli'tto . Lat. catli-hs. Gr. 
aya^o;. Tac, D<w. Ann- 3. 65. Metten- 
do più conto r essere scapolo ( ti testo 
lat. ha: prsevalid.i orbitale). Sull'in, Disc. 
2. 4^3- ^*^^' g'i uofiiini scapoli e senza 
moglie riconoscliiaiiio andare di 6eru co- 
raggio adorni , e di brio fornili, e di spi- 
rito. 

SCAPONIKE, l'incer l'altrui ostina- 
zione. Lai. alienine pertinaciam injringe- 
re . Gr. au^a^£iy'v Ttvo; xxzocp'prìyjZ- 
vai. V Salfin, Annot. Fter. Buon, 3. 3 
2. Scaponire , Levar di capo 1' ostinazio- 
ne , la caponeria , come si dico scaponire 
un ragazzo, che s'è' intestato di qualche 
cosa, (]S) 

t §. Per metaf Buon. Fier. 3. 3- 2- 
E pur sappiamo Anche noi torre a sca- 
ponire un libro. '•' Red. lett. 1. 89. Ma 
sia coni* esser si voglia , sarà forse detto 
che r c-nergta d<'ir unlimoain sapra molto 
bene scaponire la n.aura. (J') 

# SCAPPANTE. Che scippa. Lat eva- 
dens, exten.<. Gr. Jiy.tJj'wv. Sthin. Disc. 
2. q5. Ulisse, che prepose alla veduta del 
fumino , scappante dai fuinm.iiuoli della 
sua Itaca , 1' iminorlalila eìibilagli dal- 
la Ninfa innamorala di lui , dice della 
tiicdcsinia sua patria , eh' era uno sco- 

SCAPPABE. Fuggire. Uicire, o Andar 
via Con velocità, con astuzia, o con vio- 
lenza j e si dice propriamente di cova che 
sia ritenuta . Lai. erutnpere , efftisìere , 
evadere, excidere. Gr. fi/yeu'yiiv. Bocc» 
nov, 77. 63. Ma fermamonle lu non mi 
scapperai dalle mani. Tito. Dav. Star. 4- 
342. L'appiccavano anche a Vocula , se 
travestito da sihi.ivo di noUe ilielo nou 
iscappava. Sa^\i. nnl. eip. no. Ma cssen* 
do, non so comi', 5r,ippat<i di mano a 
chi r immergeva ec, si vcdde che in quel 
solo alto d'immergerlo 1' urge n lo n' avea 
mangiata una gran pirlo 

g. 1 Scappate a dire, o a fare alcuna 
cosa , vaie Lasciarsi andare a farL», o a 
dirla qnasi non volendo, dopo esserse* 
ne ritenuto. Tac. Dav. Ann. a. 55. Della 
qual ciisa rara , e lieta eziandio a' povcr 
uomini Tiberio foce Unto giubbilo , che 



S C A 

in senato scappò a vantarsi , niuno altro 
Romano di sua grandezza aver avuto due 
nipotini a un corpo (il tetto lat, ha. ut 
non lemperaverìt quin iactarel). 

§. II. Scappare alcuna cosa ad alcuno, 
per stmiltt. vale Hiescirglt di farla. Ve- 
air^li fìtta. Lat. excidere atiquid . Car, 
lett. 1. 106. Quando mi scappasse qual- 
che coletta , sarà di più favore a me 
venendo alle sue mani , che di piacere 
a lei. 

§. III. Scappar la pazienza , la rab- 
bia, o simili , vagliano Uscir di flemma. 
Entrar in collera , in furia , r simili . 
Lat. patifutiam abrumprrr , Tacit, Gr. 
■TTa'/f/VTac s//a_av!iv , Tic. Dav. Ann. 
12. i56. Ad i-ssi, bench>- usati a servire, 
scappa la pacienza , e 1* assediano armati 
in pjlagio. ff Forti^ liicciard t. 76. A 
Rinaldo la (lemma a un tratto scappa. ^A'V 

SCAPPATA. Z' alto dello scappare; e 
dicesi propriamente della prima Afotsa 
con furia nel correre del enne, e del ca- 
vallo , liberati dal ritegno che gt* impe- 
diva . 

g. I. P.r metaf. Salvia. Disc. l. 3l4. 
Abbnndevolitsimo è 1' ingfgno dell' Ario - 
slo, e fecondissimo, fervido, ed amoroso; 
onJe dove vede Ìl bello da sfogare solto 
fiyura d'altri la propria passiun<-, da certe 
scappale non può tenersi. A' |. 349. La 
stagione ec, invii-i me , per ristoro delle 
passate estive fatiche e recitazioni arcade- 
miche , a prendere dal presente dubbio 
acconcia e comoda congiuniura dì gincoa- 
da scappata . E 2. 299 Sono bei luoghi 
poetici, e scaj'pate d'ingegno, 

§. n. Stappata, pur per metaf, si dice 
di Errar grave , e poco consideralo in 
fatto, in detto Tac. Dav, Ann. i. 27 
Ravvedutosi di-Ila scappata, chinò le sputile 
ad assolvere il reo djlla querela (il testo 
lai, ha: quantoque inrautìus eflerbucrat , 
poenìtentia patiens] . Alleg. 123. Delibe- 
rando di fare una scappata marchiana per 
uscir de'pupdli davvero. Buon. Fier. \. 
Ci. II. Penso pur nonJimen rinvenir casi 
Delle scappale lor. 

* SCAPPATELLA. Dim. di Scappata. 
Pros. Fior. 6. 204 Questo sgraziato ve- 
dendo che Venere t'acevj qualche scappa- 
tella, non volle lasciar correre, come tant' 
altri . ec. (') 

SCAPPATO. Add. di Scappare. Lat. 
qui ffluf^it, qui excessit, vcl elapsus èst. 
Gr e'xpuywv . Tac. Dav. Stc<r. 3- 3lo. 
Scappali di pacienza , gli rinfacciavano 1* 
orgoglio e la crudeltà, e infino al tra- 
dimento (il lesto lat. ha cxarsere). Buon. 
Fier. I. 3. 2 Uscito il Podestà, scappato 
voi. ^3. I. 9. Oh che gole, oh che 
menlo , oh che ganasce Scappate de' lor 
gangheri t E 3. 2. l5. I barberi scappati 
Si 5on rimessi a segno. Cecch. Esalt. Cr. 
1. 5. E venuto un Cristian di verso Susa, 
Scappalo da quei barbari. , 

•f ^- SCAPPATOIA. Sutterfufiio, Scusa 
affettata. Salvia. Tane. Buon, ^. 6, Que- 
ste 1,'retole ec, queste scuse .iQetlate, questi 
rifugii, sutlerfugii, scappatoie. (Aj 

•^ SCAPPATURA. foce poco usata j 
Scappata. Car, lett. med. a. II7. Il car- 
dinal Salviali sta con grandissima dispia- 
cere della scappatura <Iel nipote, e m' è 
slato detto che già aveva per concluso un 
parentado eoa una figliuola del Sig. Vin- 
cenzo (y) 

Scappellare. Cavar0 n cappa!- 

/.> . Lat. pileum detrahere . Gr. TTtXi'i^iov 
OtfOttpttv . l.ib. ^fotf. Se gli accostò ab- 
bracciandolo , e trassegli il cappello , di- 
cendo che un Re poteva bene scappellare 
un altro. 

■j- §. Talora vate Salutare alcuno , o 
Cavarsi il cappello per salutare alcuno j 
e si usa oltre alCatt. anche nel tìgnìfic. 



S C A 

neutr. pass. Lat. aperire caput . Gr. 
xepaìiìv a:Tozx>uTTW3at . Buon. Fier, 
4- 3. 5. Che ritrose Mi faccìao muso , 
qujad' io le scapp«dli. 

SCAPPELLATO . Add da Scappel- 
lare . 

SCAPPELLOTTO . Colpo dato nella 
pirte deretana del capo colla mano aper^ 
ta, Lat. capitis ictus, alapa. Gr. xavov^ko;. 
Buon Fier. 1. 4- 6 Perchè a queste pe- 
lando La Conocchia , e a quelli Scappellot- 
ti e frugoQi e punzon dando , Non v' era 
più nessun che non volasse Di dove egli 
appana . 

SCAPPERUCCIO. Capperuccio . Lat. 
cuculio. Gr. T9 7:^^ r.ifxXÀi xv.ì^ju.fi{i . 
Car. lett. 1, 28 Fermatosi dunque, e 
sbracciatosi in uo tempo , si lascio calar 
lo scipperuccio sulle spalle. 

SCAPPINARE. Fare lo scappino, cioè 
il pedule j e dicasi più degli stivali, che 
d' altro . 

SCAPPINO. Pedule. LaL pedule, Gr. 
:roo£toy . Sov. ani, 75. 4- Certo , dìue 
niesser Rioieri , si sono ; ma sono torna- 
to per gli scappini delle calze. $ Cecch. 
Prov. 24 Tu hai le cervella a rimpedu- 
lare, cioè a racciabattare , come si fanno 
le calze quando si rifa loro, o rattoppano 
li peduli, cioè gli scappini. (D) 

SCAPPONATA . ì\sU de' contadini , 
fatta per la nascita de* lor figliuoli, detta 
dal mancarsi in essa de' capponi Buon, 
Tane. l. 1. Qiiand' e* si fece un di la 
scappon^ta, In pi.'n Mugnone il vidi stra- 
lunare . 

•f * SCAPPONEARE Voce basM, e 
poco utata . Fare uito scapponeo , una 
ramuiaaziaa . Sa'vin. Fter, Buon. 3. 4- 
11. Il Tasso fj una stupenda Canzonet* 
ta cunlra la Luna , scopritrice de' suoi 
amorosi rigiri , e , per cosi dire , scappo- 
neala. (A) 

SCAPPONEO Banpognamento , lì 
rampognare , Hiprenstone , Hnnimanztna y 
voce basta. Lat. convicium , obiurgatio . 
Gr. infzCp.tiìii ■ Salvin. Pros, Tose. I. 
356 Ln fa fare a un notturno amante ec. 
un nobilissimo rampognaniento, o, come 
volgarmente noi Fiorentini diciamo, scap- 
poneo . 

SCAPPUCCIARE. In signt/lc. neutr, 
pass, vale Cavarsi il cappuccio . Lai. a- 
perire caput. Gr. /.«soirjv aSOxaiwTTTJ- 
83ai , A<f:n. Pand. |3. Servi costui» di- 
spetta a un altro , compiaci , gare|;gia , 
ingiuria, inchinati, scappucciati, e tutto 'I 
tempo dare a simili operazioni saoza dìu- 
na ferma amicizia, anzi più tosto infioite 
nimistà. Frane. Sacch. nov. 87. Mandate 
le brache ^iù a un tratto, gli scappuccia 
il culo, e il capo. 

§ I Scappucciare , in signifc. neutr., 
diciamo anch<- per Errare , ma in modo 
basso. Salv Cranch. a 2 Ognuno ha a 
scappucciare una Volta, e sciorre uo trat- 
to i bracchi Car. Utt. | |3 Nello scri- 
vere con quelle terze persone mi «iene 
spesso scappuccialo , e dato del voi alla 
signoria vostra, con altre discordanze. 

§. II. Per inciampare. Lai. cespltart. 
Gr. TZoccoifOpQ-* ^x^i'^ci». }fatt. Frana, 
rim buri, a 1 56. Scappucciò quella, que- 
sta assai ben corse. 

#5 III. Per Impazzare. Ao-tf. rim. 
3. q'i II l'opau dura da due a tre mesi. 
Proprio nel t^mpo dello scappucciare, Che 
nome eterno ba donato ai Sauesi. (C) 

SCAPPUCCIATO. Add. da Scappuc- 
ciare. Frate. Such. rim, 5o l'udi'gìà. 
non molli anni passati. Gridare: alla paz- 
na, alla pazzia. E quel che non è pauu. 
I pazzo sia , A quc" che si chiamavan scsp- 
I pucciali. E nov. x55. E 'I medico scap- 
pucciato col Cavallo , che pel romore de' 
■ fcrrameali caduti molto più correva , ec 



S e A 

SCAPPUCCIO- Lo scappucciiìre ; e Jì- 
curalam. , ma in mcdo biisso , I:rrore , 
h' errarti Sbaglio, Svista, hai. rrrntum, 
delicltim. Gr. ayalua. l'arch. Sion. io. 
32Q. Perchè 1' universale Ji Firenic ha 
questo, che chi doq fj scappucci d'erro- 
ri , è piuttosto lutUto da lui , che biasi- 
mato, /i ErcoL p5. Chi io favellando ha 
fatto qualche scappuccio , e gli è uscito 
alcuna cosa di bocca , della quale vieu 
ripreso , suole a colui , che lo riprende , 
rispondere: ec. K 29^. Bisogna che sia o 
nato, o stalo a Fircnie; altramente (a di 
grandi scappucci . 

SCAPRESTARE. J\ SCAPESTRARE. 

SCAHRESTATO. V- SCAPESTRATO. 

SCAPRICCIARE, r. SCAPRiCCIRE. 

SCAPRICCIATO. /'. SCAPRICCITO. 

SCAPRICCIRE, e SCAPRICCIARE. Ca- 
fare altrui di testa i capricci j quasi Sca- 
ponire, I.al. alterius pertinaciam vincere . 
Gr. !x9a'osiav tcvo^ xaTarp'Tj'/vuvat. 

§. In signijìc. neittr. pass, vale Cavarsi 
I capricci . Lat. cnpiJitatem , lihidinem 
rrplfre , licentia- indulgere. AUe^, iqp. 
Voleodonii scaprtccire a tutti i patti, sfugo 
la mia rozza vena col mantenermi '1 me* 
eh* i* posso terra terra Buon, Fier.i^. 2. 
7. Da scapriccirmi il di parecchie volte 
Col ballerlo nel muro ■ È ^ 5- 3. Sca- 
pricciati a tua posta ; eccol qaa pruolo . 
Segner, Mann. Marz. 16 I Aveva qua- 
lunque comodità mai volesse dì darsi dU* 
ozio, di banchettare, di bere, di scapric- 
ciarsi. E Apr. 18. 1. Perchè attendiamo 
a pigliarci i nostri piaceri, a scapricciar- 
ci, a sfogarci? 

SCAPRICCITO, e SCAPRICCIATO . 
Add. da' loro verbi. 

f * SCAPULA. foce latina, che vale 
Omero, Spalla. Gli Anatomici però dan- 
no questo nome alla paletta della spalla, 
la quale con V omero, spalla, è legata. 
Bellin. Disc. I. 161 Questa palletta, che 
scapala s' appella, non ha altro sostegno, 
che quello di questi due ossi, che hanno 
nome clavicole- (A) Imperf. /Inai. 1^0. 
L* osso della scaputa che paletta in vul- 

Sare si chiama , cusliluisce la latitudine 
ella spalla. (F) 

SCAPULARE . Scapolare , Susi. Lat. 
cuculio, cuciilluf . Gr zo xc* )(£5«Xyi'; 
xa'Au/ijLtsc. Frane. Sacdi. nov. i32. L' un- 
cino s'appiccò allo scapulare. 

* SCAPULARO- Scapolare, Caslig/. 

Cortig. 2. 211. E calatosi indietro Io sca- 
pularo, mostrò una gran zazz<iTa. (IS'Sj 

SCARABATTOLA. Lat. *cimelium, Gr. 
Ktifir'XiOv. Red Diltr. ■^!^, Son minuzie, 
che raccattole Per fregiarne in grjn do- 
vìzia Le moderne scarabaltole Delle don- 
ne Fiorentine. 1C Annoi. Diiir. 212. Scara- 
battole, fogge di stipi, o sludioli trasparenti 
da una, o più parti, dove a guardia dì cri- 
stalli si conservano tutti i generi di mi- 
nute mìscee , cui la rarità, la ricchezza, 
o il lavoro rende care , preziose , o sti- 
mabili . 

•f * SCARABATTOLO. Lo stesso die 
Scarabattota. Bed. Annot. Ditir. 2I2. Oi- 
CQim io Castigliano Escaparrales , dalla 
qual Toce ebbe orìgine tra noi Scarabat- 
tola, e Scarabatto.'o Magai, Zeff. Desidere- 
rei sapere a un di presso quanto converrebbe 
pagare uno scarahattolo di ebano liscio con 
trt palchetti, e col suo telaio davanti per 
cristalli fA) 

* § E figurai. BeVin. Disc 2. 212. 
S ei fosse tempo adesso di condurvi ec. 
dove io tengo li scarabattoli delle bazze- 
gole Pittagorirhe. (F) 

^ SCARABEO . Scarabone, Lat. sca- 
rabaus. Gr. xa'v^asoj. Car. Irti, 2. 71. 
Ancora io pensava che fosse dì quelli che 
romaoo» e non di quelli che fanno pallottaj 
come lo scarabeo, lo scarafaggio. (*) 



S C A 

SCARABILLARE . Sminuire , Arpeg- 
giare. Lat. stridiifum instrumentum pul- 
sare . J'arth. Ercol. 24;)- E chi non 
eleggerebbe dì toccare piuttosto mezzana- 
mente uno violone , che perfettamente 
scarabillare un ribechino T 

SCARABOCCHIARE. Jc/iicc/ie/arf. Lat, 
conscrihtiinre. 

SCARABOCCHIATO. Add. da Scara- 
bocchiare. Pataff, 7. Alma scarabocchiata 
alle carole (qui per meta/.}. 

SCARABOCCHIO. Dicesi II segno che 
rimane nello scarabocchiare . ^ Rtd. leti. 
1. 128. lo vi farei quella beltà comparsa, 
che farebbe ec. uno di quei rozzi scara- 
bocchi che schiccherava co' suoi pennelli 
l'antico Margheritone d'Arezzo. (*) lìellin. 
Disc 2. 26. Che cosa vedeste voi mai più 
straniamente ioforme, e più lontana da ogni 
ben praticata legge di ben caratterizzare 
quanto le cifre da scrivere lettere? Non 
paion elleno veri girigogoli , e veri scara- 
bocchi, e veri sfregdccioli tirati giù alla 
peggio? (F) 

SCARABONE. Scarafaggio. Lai. sca- 
rabcetis- Gr. cxapaSaro?. Pattad. Agost. 
7. Dì questo mese li scaraboni molto mo- 
lestano r api. 

SCARACCHIARE . Belare. Lat. irri- 
siones ingerere, irridere. Gr. ^fiéuy'^eiv. 

SCARACCHIATO. Add da Scaracchia- 
re . l'arch. Ercol. 5^. Quando chicches- 
sia ha vinto la pruova , cioè sgarato un 
altro , e fattolo rimaner o con danno, o 
con vergogna , dicono a Firenze : il tale 
è rimaso scornato ec, o scaracchiato, ec. 

* SCARACCHIO. Foce dell' uso. Spulo 

catarroso (A) 

* SCARAFAGGETTO. Dim, dì Sca- 
rafaggio, l'allisn. I. 375 (MinJ 

:> SCARAFAGGIiNO. Dim, di Scara- 
f'gsio . Bed. lett. Ho ricevuto un vaset- 
to cogli scarafaggini nati dai vermi delle 
ooccìuole. (A) 

t SCARAFAGGIO . Animaletto nero 
simile alla piattola , che depone V uova 
nello sterco di cavaVo, o di vacca , e h 
riduce m /orma di palla, rotolandolo per 
terra, e conUicendolo dove vuol tenere, o 
conservare le sue uova . Lat. scarabeeus. 
Gr. e/.r,p%^inoi. Omel. S. GÌo. Grisost. 
232- Come scarafaggi rivoltare e rimestare 
Io sterco suo. Ftanc. Sacch rim. ^7. A' 
scarafaggi tu verrai in ira. E nov. i36 
E* nascerà motte volte una fanciulla , e 
forse le più. che paiono srarafaggi. Burch. 
!• HO- Jl Sol già era nello scarafaggio 
( qui in ischerzo , per un segno cele- 
ste ). 

*t * §- Scarafaggio , per Pesce vols. 

dello Tenuta . Salvm. Op. Pese, 3l5. 
Tosto r odor lo scarafaggio desta , Ood* 
eì verrà drento alla tonda rete. (Aj 

SCARAFALDONE. F. A. Lat. satel- 
les , miles. l'end, Cr. Vennono gli scara- 
fatdoni , cioè la f.«miglia della sinagoga 
ec- E questi scarafalduni andarono dietro 
all' odore , ed ebbonu trovata questa cal- 
daia . 

* SCARAFFARE . Arraffare, Rapire 
a ruffa ruffa, Levar con Jui'ta, e affolla- 
tamente . Lat abrìpere . Gr. aaTrc/^stv . 
Malm. q So- Se vien frittala ognun sta- 
va accivito , Che per aria chi può se la 
scaraffa . (*) 

SCARAMAZZO. Add. Che non è ben 
tondo, Bernoccolitioj e si dice delie perle. 
Lat. male rotundus, ^ihhosus. Gr xy^CTO?. 
Bed. Esp. nal 78 Quattro perle scara- 
mazze, che tutte insieme pesavano dodici 
grani, nel ventriglio d* un piccion grosso 
scem^ron dì peso qual)ro grani in 30 ore. 

SCARAMUCCIA. Scaramuccio. Lat. ve- 
litatio. Gr. aViJsSoiijuì;. 3/. /'. il. 7q. 
Lasciando le forestiere storie , e tornando 
allv scaramucce, e badalucchi della tediosa 



S C A 



10^7 



guerra intra ì Fiorentini e* Pisani, ci oc* 
corre ec Cron. More l. 3l2. I nostri trae- 
vano motto piò forte alla scaramuccia , e 
spezialmente il Tartaglia (co.ù ne' testi a 
penna j la moderna ediz. ief:g€ : i nostri 
teneano). E appresso : Bernardone s' ap- 
parecrhiò il meglio che si potè: la scara- 
muccia si cominciò: il Tartaglia non si 
poli.- tenere , ed esci alla scaramuccia . 
I arch. Stor, li. ^3o, La carne del ca- 
vallo ec, quando ne erano ammazzati 
nelle scaramucce , ( si comperava ) due 
grossoni , e non era cattiva . Di^c. Cale, 
i5. Negli eserciti antichi de" Romani i 
fundilori , ed oggidì ne' moderni gli ar- 
rbibusieri attaccano le scaramucce. 

•'• SCARAMUCCI ANTE. r//^ffrtr/7mt/c- 
cia. Lat velitans, procursms, levi prcelio 
lacessens, Pros. Fior. ]. 3.7. s^S- I "lu- 
sici, se io non sono errato, quei loro con- 
cetti musicali , dove le note in un certo 
modo si van seguendo, e si raggiungono 
r une I* altre , a modo di persone che , 
scaramuccianii, queste fuggono, e altre ad 
esse corrun dietro , che è cpcra spesse 
volte e avvenimento militare , costumano 
di addomanilary/rgAej con metaforica pro- 
porzione. (NSj 

SCARAMUCCIARE. Combattere chefa 
una parte dell' esercito, o dtll'armata can- 
tra una parte de'nemid che siano a fron- 
/«-.Lat. velitari.GT.ii/tpoSoll^i'z'ba.i.. f'it. 
Pluf. Alcune volte scaramucciavano , e 
sempre vincevano quelli di Cesare. Cron. 
Mcrell. 3ii. Que'del Duca erano accaTn- 
pati, e scaramucciavano lutto giorno co* 
nostri. Buf. Quelle quattro (galee) di Ci- 
cilia si Irassono fuor del porlo, e scara- 
mucciando mandarono ec. 

^ %. E neuti o passivo, vale Difendersi, 
Schermirsi da quali he pericolo. Benv, 
Celi. Fit. I. 118. Seguitando appresso la 
peste molti mesi, Ìo mi ero scaramucciato, 
perchè mi eran morti di molti compagni, 
ed ero restalo sano, e libero. (C) 

SCARAMUCCIO, e SCARAMUGIO - 
Comb itti mento. Zuffa da piccola parla 
degli es<-TCiti fatta Jìtor d' ordinanza Lat. 
velitatio, velitaris pugna. Gr. ix.AOo5oyi- 
a^ao; G. 7'. 9. ^y, 2. I Fiorenlini non 
usiiron fuori a battaglia , se non in cor- 
rerie e scaramugi. E 10. 89 3. Quivi 
stettero più giuroi sanza assalire una oste 
r altra, se non di scaramugi e badaluc- 
chi. E 11. 3. I. E in su quello di Gri- 
gnano più scaramugi ebbono la nostra 
gente. E 12. 38. 3. Sovente uscivano 
fuori agli scaramucci e biidalucchi. E 
cap. 58 4. Cosi vi continuò 1' oste ec. 
al continuo uscendo fuori a badalucchi e 
scaramucci. 

* SCARAMUZZA. Lo stesw che Sca- 
ramuccia, hai. velitafio. Cortig. Castigl. 2. 
107 Riirovandosi il cortegiano nella Sca- 
ramuzza. fatto d'arme, o hatlaglie di 
terra, o in altre cose tali, dee discreta- 
mente procurar d'appartarsi dalla molti- 
tudine. (NS) 

5 SCARAVENTARE. Scagliar con vio- 
lenza. Lanciare. Lai. magna vi vibrare. 
Gr. piTX^'oL^ ajypptm^=iv. * Fortig. 
Biccinrd. 2. I9. V. quando (la helva } 
apre la sua terribil bocca. E tu la sca- 
raventa (quella radice) nel palato, E sa- 
bito vedrai ec. (B) Buon. Fier. 2. 3. 
7. Scaraventa '1 cappel eh* egli ha dì 
treccia. (N) 

^ §. /:.' in signijìc. neufr. pas.i. vale 
Scaqliarsi con violenza, Avventarsi.fTac. 
Dav. Post, 4ì6. Lanciatevi: avrei detto 
scaraventatevi, ma , rappita t il Muzio ci 
grida» . Buon. Fier- !^. ^. 12. L' uoni 
malvagio, Che per timor tenne al suo 
vizio il morso. Non avendo chi 'I freni. 
Colle sue iniquità si scaraventa. (Bj 

SCARAVENTATO. Add. da Scaraverf 



io)8 



sci 



tire. Lil. milita vi einculaius. Gr. /ieTiX 
/^caj a*£pi(^juii*»5;. Buon. Fier. 3. 5. 
2- E la scarjventJtc e giubhe e brache. 
^ SCARCAHE. l'oce poet. Sincop. di 
Scaricare. A'', t'ur. 7. 12 Sullo due 
oegn e soUiliisiini arolu Soa duo negri 
occhi, anzi due chiari Soli, Hìuloii a ri- 
tardare, a muvcr parchi, lotorno a cui 
[»jr ch'Amor schermi e Tuli. £ cti' iiiJì 
tulli la faretra scarcbi- E 28 87. Nod 
fugge il suo peiiìier, ne se oe scarta 
RodomuDle per terra, né per onda. (SS) 
E 3:3. II. la quel fiume che Lete &i 
aoma Scarcava, anzi perdea la ricca su- 
ma. (FPj 

SCARCERARE Levar di carcere. Lai. 
e vinculis educer^, carcere Uherare. Gr. 
efa*/3t'/-cy e/ toJ os5juiwr»;,3i'ou. ^ Serti 
Vit» ini. l'Ili. Il Re ai nmir in punto 
per mare, e por lerra , e scarcerò il 
conte di Munlorin, perchè gli ricuperasse 
l'Aquila. (CPj Dnv. ^cii/n. 86. S<jrcero 
e rimise ne'loro onori 1 condannali per la 
Fede. Sa'vin. Seno/\^ 2 5l Sembratagli 
di vedere il padre Licomcdc in veste ae- 
gra, errante per terra e per mare, e ve- 
nuto alla carcere, scioglierlo, e scarcerar- 
lo. fC) 

fi.' g. I E /iguratam, per Trarre fuori. 
Salvin, Gcor. lib. \. E dalla »elce scar 
cerasse il fuoco, (l'j 

* g. II. E per SI tiilif. Buoi. Fier. 3, 
5. 2. Scalzarli a forzj d'argani , murale 
Loro le calie 'n gamba , e scarcerarle 
Delle tenaci ritirale invoglie (Bj 

f SCAUCO. f''vce per lo più poet. 
Sflit. Lit. e.vmt-ratio. Gr. a'-opa'pTi^i;. 
Da/il. Inf, 12. Coii prendemmo via giù 
per lo scarco Di quelle pietre . Bui. i^i: 
Per quello scarco, ciuè per quello scarica- 
mento di quelle pietre che si scaricarono e 
rovinarono giuso , e riinasonne ismosic 
assai per lo luogo. * Ces. Pros. 23o. 
E quasi allo scarro delle colline che ivi 
soavemente detliiuno ^71/1 nel sii^nijìc. 
del §. II. '/( SCARICO). (C) 

SCORGO, f'occ poeu /tdd. Scarico , 
Scaricalo, Pi iva di carico. Lai. exonem- 
IH.X, onere lexhUus. Gr. a,-r3Tsji05rt5fi£- 
90;. Pctr. so't. 112. Niì cosi bello il S»\ 
giammai levarsi, Quando 'I ciel fosse più 
ìli nebbia scarco. Dwil. Purg. 26. Ma 
poiché furon di stupore scarche ec , Ri- 
cominciò colei che pria ne chiese: ec. 

'^ g. SCiirc», parlandosi di tempo, eie- 
lo^ ec.p vale RnsserenaiOf Chi' non mi- 
naccia più P'og'^in. Car. Tlrt. lih. 8. E 
vider là ve* il ciclo era più scarro E più 
tranquillo, una dorata nube (Pr) 

•j- •:: SCAUDA. Term. de' /iotanici. 
Sorta d' ethi. Lo .ìie^fO che Ulva. Cir, 
ìCneid* 1. 22(). Di buia notte io un pan- 
I,ui m'ascosi. Ove net tango infra le scardy, 
e i giunchi Sl-tva qual mi vedete. (À) 

V SCARDAFONt;. Sorta d' inietto 
nero , e sozza. Car. Jpoh I»)9 Si vide 
in alto un nuvolo grandiisimo di mu- 
scbLjini. di zanzare, di ljf.tni, di ve*pe , 
ili scardafoni, e di simili. (FP) 

* SCARDAKE. Termine degli J.^ri- 
coltori, Ettrarre le cattagne dal card.) , 
o riccio j che anche diiCfi Diricciare^f .4) 
SCARDASSAKlì. lii/finar Ai lana co- 
gli scardtsiì. Lai. carminare Gr. jtTCVt'- 
£ìcv. Lib. Son 127. Sento che M ma- 
trassaio ha buona cera, Perchè scardassa. 
Cani. Cam. 1$!}. E sr- pur acardatsjre Ci 
bisogna lalor Lina e' ha viiio , F.i '1 ra- 
malo il servizio. /'.' 2t>5. Ognun ([umiche 
nieslier, qualrh'arle piglia , (MiÌ più alla 
n più bassa. Chi purga, o tigne, chi la- 
va, o tcarinig'ia, Chi pettina, o scardassa 
Maini. 3. 60 Noi non abbiamo a scar- 
dassar più l.ma. /tuoi. Fier. 2 1. 16. 
E si scardassi, s'abburatti e vagliai, Morg. 
22. 174* t^* fare'mrgliu oiicr con quelle 



se h 

dame, Che, con questo Pagan crudele e 
rio. Che cosi scardassato t'ha lo stame. 
driff". Calv. I. 2^. Se non che a scar- 
dassar s'aveva lana, Che gli parrà più 
dura, che sardesca. 

%. Pi-r metaf^ Vorg. 28. l3l. Adat- 
terà il battaglio ancor dal cielo In qual- 
che modo a scardassargli il pelo. ì'arch . 
ErcoL 55. D'uno che dica male di un 
alito, quando colui non è presente , si 
u^ano questi verbi : cardare, «cardassare , 
traili da'cardalori, e dagli scardassiefi. 

SCAItDASSIKRE. Che scardassa. Che 
esercita l'arte drllo tcardaaare. Lai. 
carminitor. Gr. ^'jivrri^. Bocc. nov. 37 
11. La cai innocenzia non pali la f»rtuaa, 
che tolto la testimonianza cadesse dello 
Stramba e drirAltirciato e del Malage- 
vole, forse scardassieri, o più «ìli uomi- 
ni G. l'. 12- 3. 6. l'er certi scardassie- 
ri, e popolazzo minuto. Stor. Piit. 172- 
Con loro erano molli del popolo minuto, 
scardassieri, e altra gente di piccola con- 
dizione. Ci onichett . </' Amar, z\o Che i 
peilinatori , scardassieri , vergbeggialori , 
lavatori di lana ec. avessero Consoli da 
loro, e non (ossooo più sottoposti all'Ar- 
te della lana. * Plul. AUr. Op. mor. 3. 
2^2. E Sardanapalo ancora scardastiere a 
cui donasti la corona p la porpora reale. 
Fiirch. Err Giov. 18. Ed è pur da ri- 
dere quando dice che non si vergognaro* 
DO d'actettarc il giogo d'un vilisiimo 
artefice, intendendo di Michele di Laodo 
scardassiere. (C) 

SCARDASSO . Strumento noto , eoa 
tlenti di fii di ferro anncimtti , detto an- 
cUe Cardo , col quale si raffina la lana, 
acciocché si possa filare. Lat. pecten la- 
narins. Bocc. nov, 23. 26* Biasiinaudo i 
lucignoli e' pettini e gU scardassi, insieme 
con gran dileltu si sollazzarono Buon. 
Fier, 2- l. iT). Cb' è carico di pettini da 
lino. Di s<'ard.issi, e di setola. 

•f SCARDINE Sp-zte di piccai pesce 
d' acqit" dolce. Cr. io. 3t). 7 Alcuna vol- 
ta truuva lauti pesci, e massimamvule ao* 
guille. che sono aggomitolate, conrìossia- 
roiarlié d'amore ardano, ovvero scardini , 
the adunali vanno, che appena la navi- 
cella tener gli può (il tCito lat, ha ic*v- 
dinias ). 

•f SCARDONE. Spezie di pìccol pesce 
d' acqua dolce, forse lo stesso die Scar- 
doi-a. Cr. <). 81. 2. Se 1* acqua fia di 
fontana, ovvero di fiumi , in quella po- 
tranno ben vivere di que' pesci che son 
nellf parli di Lombardia, cioè cavedini , 
srardoui, barbi, e alcuni altri piccoli pe- 
sci , e forse trote (così ti U-f^ge in al* 
cuni testi a penna ). 

SCAKDOVA. Spezie di pe<ce. Dant. 
In/. 2<). E si traevan giù 1' unghie la 
scabbia. Come colici di scarduva le sca- 
glie, Biit. iifi : Così r unghie faccano ca- 
dere le grosse croste della lebbra , come 
lo coltello, con che si diliscami li pesci, 
fa cadere da qUcl pesce che si chiama 
scarduva, che ha molto grandi squame 

SC\RFEKOME Arnese da tfe^tire la 
flamba. Stivaletto. Lat. ocrea. Or. xyiT/At;. 
Buon. Fier. ^. 2. 7. E con eue uose , 
usatli e scarfcroni. 

*f ^ SCAltlCA Spirata di pii\ arme 
da fuoco ad un tempo Salvia. Fier. Buon* 
2. 5. 7. Se iricuzioni enfiate , ec. cioè 
scariche , spaiale , dalla scarica e dallo 
»paro df' cannoni. Magai. I.rtt. Presen- 
tatisi loro per attaccargli ce. , nel punto 
di far la prima acarica fosse rrdula. A*:- 
cad. Cr. Mest. Fece gran danno questa 
prima scarica, e maggiore tarebbe alalo, 
se ce, (A) 

*t SCARICABARILI. Giuoco fanciulle- 
sco, che si fa da due so!i, che ti i-olfono 
le spalle r un l'altro, e intngìte tcim 



5 C A 

bievolme-'te le braccia, t'aliano a vtcen' 
d>i r un Coltro. 

SCARICALASINO. SorU di giuoco , 
che .«i fa fui ItvoHere. 

SCARICAMENTO. Lo scaricare. Lai- 
rx'neralio. Gr V.-K^fopU'Si.i. Lib. l'tazg. 
Quelli colali porti sono chiamati riposi » 
ovvero luoghi di «caricamento. But. Inf. 
12, 1. Per quello scaricamento di quelle 
pietre che si acaricarouo, e rovinarono 
giuso. 

•f SCARICARE Lfvare, o Posare il 
carico da dofso. Sgravare j e si Hja an- 
che nel nrutr pass. L*l, exonerare, exo- 
ncan. Gr. aizofopzi^m, xrtofop'i't^t- 
aàxt. Bocc. nov. a6. 18. Tu aspcIUn 
scaricar U some altrove (qui in senso 
dttoneito ). E ncv, 63- 2. Gran pe»o mi 
resta ec., del quale, colf aiuto di Dìo, to 
spero assai bene scaricarmi (qui è detto 
meta/ortc.J. E nov. 80 2- Facendole aca- 
ricare , tutte in un fondaco , Ìl quale io 
molli luoghi è chiamato Dogana ec. , le 
portano. ^ Buon. Fier. 3. 1.7. Che lan- 
ternoni, e che gibbion son questi, Diche 
voi vi siete ora scaricali? (]S') 

# S I Detto delle navi, che lasciano 
ove che sia il loro carico. Frane. Sacch, 
n-ìv. l5'.^. Uno padrone d' una nave , 1» 
quale pochi di nel porto di Genova ec. 
avea acaricato ec. ( può anche esser at- 
tivo, prendendo in quarto caso la qua- 
\e).(ì-) 

§ II. Scaricare, per metaf, Guid. G. 
Gente infinita d'infinite parli vennero in 
queir isola, femmine e uomini, per isca- 
ricarsi de* lor b»LÌ fcioè. soddisfare, e sgra- 
var la coscienza), yit. Bari, 1^. Que- 
ste cose non potremo noi conoscere cer- 
tamente di qui a che noi non aiano sca- 
ricati di questa m<~<rtal carne (ctoi, aciol- 
ti, separati ). Buon. Fier. \. 2. 7. Delle 
passale fiere dir carole, E scaricar mira- 
coli (cioè, riferire, vantare, o scagliare, net 
si^rJ/ic. del % \\\). ^' S. Cat. leti. T. 
a. /. 22 Volentieri l'avrei dello alla vo- 
stra propria persona per acaricare a pieoo 
la coscienza mia. (l ) 
I ^1= %, 111. Scaiicare checchessia addos- 
so ad lino, Jìgnratiim. ya'e Btmettere ad 
' uno la eu'tt di checchessia. Guicc. Stor. 
16 71^8 Combattendo in lui da uo canto 
l'utilità propria, dall'altro la sua molli- 
aie. scarico, come spesso era usato di fare, 
addosso a altri quello che a lui non ba- 
stava non so se la fronte, o l'animo di 
sostenere, pf-os. Fior. ^. 3- 223. In cosi 
fatta pellegrinazione , come questa, io ho 
bisogno d'aiuto , e non che mi si scari- 
chino addosso i soprossì di casa. (Cj 

§. IV. Scaricare archibuso, artiglieria, 
e simili, vale F-ire uscirne la canea col 
dar loro fuoco. Lat. explodce, displode* 
re. Gr. i/(/.so'Jut. t^ant. Cam. 37. Chi 
lo sroppielto maneggiare ogni ora Può 
con faol deslrezx?. Scarica quattro o aei 
volle per ora. * Pari. A*. !• 2- 81 
Ma quegli, o per inganno del fiume, o 
per troppa baldanza fretlulusi, piima d'es- 
sere a tiro, acaricarono 1* «rùglieria, e 
perderooo i miglior colpi. E appresso : 
Né poterono rimettersi in qualche ordi- 
nanza, prima che i nostri, acarirata a 
grande a^Ìo quattro volle tutta l'artiglie- 
ria, uè affondassero nove, er. (P) Segner. 
Crist. inttr, 2, 20 16. Al barlume della 
Dotte credutolo l'inimico, gli scaiicarono 
addosso lutti i loro archibusi. (C) 

* g. V Scarita'e, vale Scagliare . ì'i 
brare- Bern, O'I. l, ^. 7. E nondiroeoo 
attende a scaricare ( colpi ) . E 20 29 
Colui la niaua scarica • furore ; CcmIui 
gli rispondeva ben col brando, ffir^ Bart 
6^'m Punt Introd. Minrridt ec scon- 
tratosi a vedere in campagna un suo ga- 
gliardo lavoratore levare a due roani al- 



S e A 

lo la tappa, e scaricar grao colpi io atto 
di feDdt^re t-d aprir h lerra, e slritoUr- 
□e le lollc . tutto raccapricriossi. (O) 
Segnar. Pred. Pul. Jp. 2. 6. CLi poli; 
però scaricare sopra eroe si magnaoirou 
colpo tale, che lo atterrasse T (TC) 

* §. VI. a; per metaf. Segner. Pn- 
nit. istr. i5 Sebbene dou deve 1' uomo 
tralasciare allora però le sue devoziuiii, i 
suoi di^iuui, ed altre opere buone, per le 
quali il Signore viene molto a suspendcre 
quei gastighi che, tolte quelle, scariche- 
rebbe con luna (P) 

§. VII. Scaricar Carco, o la balestra, 
SI dice del Farla scoccare. Gaf, SisC. i6^. 
Nello scaricare il boliooe verso il corso 
della carroua , l'arco imprime i suoi (re 
Irradi di velocità iu uo bolione, che ne 
ba già un grado. 

§. Vili. Scaricarsi, parlandosi dì fiumi, 
si dice del Mettere^ o Shoccare l' acque 
/oro in altro fiume t o sì vero nel m'ire. 
Lat. exonerari, egeri. Gr. s/p^ps^àai. 
Stor. Eur, 5. 107. Di questo esce Molala 
fiume, che si scarica in mare a Levante poi 
che ha trascorso il lago Roseno. 

ir §. IX. E in si^'ufic, alt. vale lo 
stesso Galli, Sist. ;^35 Si potrebbe dire 
che r acqui lutta del Mediterraneo cali 
perpetuamente verso Io stretto, come quella 
rbe deve andare a scaricare neU* Oceano 
r acque de* tanti fiumi» che dentro vi 
sgorgcno Bellm. Disc. 1 . 6. Sempre si 
mantiene l' istesso , oè mai si secca quel 
fiome che quaato di acque scarica, e smar- 
risce nel mare , altrettanto ne ritrova e 
De riceve dalla sorgente. (C) 

§. X. Scaricate il ventre, vale Cacare, 
Lat. cacare, ve n treni exonerare,Gr.y^iCs.tv, 
Sagg, nat. esp. 11 5. Come se veleno avesse 
preso, scaricò il ventre, e abbandonatasi 
aOatto, cadde morta sul vetro. 

^ §. XI. E Scaricare, neutr. pass, 
vale il medesimo. Bellin. Disc, i. 117. 
Dalla parte opposta vi è un foro per lo 
quale ec. si scarica degli escrementi del 
venire. (C) 

* §. XII. Scaricare t parlandosi di 
Colerti vale Fargli perdere alquanto deìla 
tua vivacità. jS'er. Art, l'etr. Se fosse 
troppo carico (di colore) dagli un poco 
di manganese, che lo fa scaricare. (J) 

%. Xìll. Scaricar la testa, vale Trarne 
per le narici^ altronde, i soverchi umori, 
^ §. XIV. Scaricare invensìoiii, buffic , 
scuse, e simili, vale Dir hu^ie , Allegar 
scuse, e simili. Buon. Fier. 3. 2. 16. E 
dopo questo il terzo , ch'dllor fi;i Cbe 
questi ritornati Dopo a palazzo, le belle 
inveosioni. Gli scarichi, le scuse, le bu- 
gie. Egli scaricheranno per difesa Del loro 
andare a ionio (C) 

SCARICATO. Add. da Scaricare. Lat. 
exoneratus. Gr. arzofopitcùit'i . Car, 
lett. 2 2i5. La fo cosi scaricala (la molla), 
per dinotare che non sia conosciula , né 
adoperata a quel che potrebbe fare (fjui 
vale Scattala ). 

SCARICATOIO. Luoiìo dove si scari- 
ca, ì'iv. Disc. Arn. 35. Per tenerlo sem- 
pre arginato all' intorno , accio serva di 
scaricatoio , dentro al quale esse materie 
pouaoo comodamente deporsi. 

SCARICAZIONE. Scaricamene. Lai 
exoneratio, onerix levatio. Buon. Fier. 
2. 3. 7. Tu terresti ben noi per gonfia- 
nogoli. Se noi preslassim fede A queste 
lue scaricaiioni enfiale (qui per meta/, 
e vale Sparate). 

t 5 SCARICO. Sua. razione del le- 
vare da una harca, da un carro, o simili, 
le merci, o gli altri opgetti che aveva ca- 
ricati,; Scaricameato. l.it, exoneratio. Gr. 
ttltofoprtai:. * Buon, Fier. Seguile pur, 
oiealre la nave vostra Lo scarico ritar- 
da. (AJ 

Vocabolario T II 



S C A 

Sr 5. I. Scarica, dicesi anche II luogo 
destinato a partirvi le some della ti'rra 
Acavata dal snnlo in occorrenza di scavar 
fosse per fomiamenli, e di calcinacci dalle 
fnhbiiche, Baldin Joc. Dis. (X) 

il? g. 11. Scarico , SI dicoho anche Le 
materie stesse, che si portano fuori nel 
fare uno scavo. (A) 

'\' g. III. Scarico , per similit. dicevi 
anche dogli Scrittori naturali di tutte 
quelle Materie che rovinano giù da*inon, 
ti. (A) 

^ §. IV. Scarico, vale anche Scolo di 
umori, o Evacuazione di escrementi . 
« BeJ. lett. 2. 110. Sari di mestiere 
cavar sangue dalle parti inferiori , e par* 
ticolarmenie se l'utero non facesse motivo 
veruno di scarico »». (Cj 

3 §■ V. Scarico, per metaf. Giustifica- 
zione, Scusa. Lat. piirgatio, Gr. aTTo'Jio- 
yta. Filoc, 2. 2^. Per mio scarico il me- 
glio è di dirlo al Re. Buon. Fier. 3. 2. 
16 Gli scarichi, le scuse, le bugie. Tac. 
Dav. Ann. 1. 21. Ora che lume ne dai 
prima il potere, ripiglio l'antica fede, e 
voglia di quiete, non per mio prò , ma 
per ìscarico dì tradigioae. 

V g. VI. Scarico, pive per metaf. ta- 
lora vale Quiete, Tranquillità, f Car. 
leti. I. 78. La qual cosa torna non meno 
in OTa<in)ento, e comodità della terra vo- 
stra, cbe in salisfazione, e scarico dell'a- 
nimo mio ". (C) 

SCARICO. Add. da Scaricare; Scari- 
caio. Lai. exonvratus, onere levatus. Gr, 
oiTf^fop-zizìiU- Fir. As. 208. Scarico 
della soma, scansai tanto manifesto peri- 
colo. 

§. I. Per metaf. Lat. solutus, hiliiris, 
Gr. tXocpo'g, fcciSpói, Geli. Sport. 1. 2. 
Oh io sono tutto scarico, che io ho tro- 
vato la sporta dove Ìo la nascosi. Fir. 
Disc. an. 39. Parendogli aver fatto una 
bella prova, se ne tornò tutto scarico a 
dormire. Tac. Vav. Stor. t. aSl. Comin- 
ciando allora, scarico d'ogni pensiero , a 
perdersi nelT allegrezza. 

^ §. H- Talora vale Libero da 0!:ni 
dubbio. Sicuro. Bor^h. Orig, Fir, 287. 
Or ben potremo noi con Tanimo alquanto 
piò scarico, per l'autorità di molte (pie- 
tre), credere e per poco tener certa que- 
sta opinione, fi ) 

^ g. III. Talora vale Libero da pas- 
sione, ^on prevenuto. Borgh, Orig, Fir. 
126. E veramente, e' non parrà pia loro 
cosa dura , quando attentamente, e con 
animo scarico considereranno , che a fare 
una rocca ne potesse bene invitare il bi- 
sogno. (V) 

# §. IV. Talora vale Libero da cure. 
Disoccupalo. Alleg. Leggetela ad animo 
scarico, e tempo avanzato. (C) 

§. V. Scarico di colore, e Scarico as- 
solulam, , parlandosi di liquori, vogliono 
Chiaro, Limpido, LaU dilutus,clarus. Gr. 
Xv-fj-izzói* Soder. Colt. 75. Questo stabi- 
lità il vino, e lo farà scarico di colore . 

V g. VI. Scarico, aggiunto d'occhio, 
vale r^itdo, jYon armato di lente, Lasc. 
Ccn. 2. nov, 3. pag. 67. Quanto 1* occhio 
mio scarico poteva vedere intorno, tanto 
durava, e forse più assai, la lietissima pia- 
nura, senza esservi iilberi di sorta alcu- 
na. (C) 

§. VII. Scarico di collo, o di gamba, 
o simili, parlandosi di cavallo, o d'altri 
nnimali , vale Che abbia il collo, o la 
gamba ec. sottile, svelta, Lat. asirictus. 

g. Vili. Scarico, parlandosi di tempo, 
vale Bavserenalo, Che non minaccia più 
pioggia. Lat Iranqitillus, sine nube. Gr. 
ìJ^io^f ctìQpioq. Car. lett. i. ig. Cavan- 
do il capo fuori : di qua (disse) il tempo 
è scarico ; domani di certo dod pioverà. 

^ g IX Aggiunto d'arco, vale Di- 



S C A id^Q 

steso. Allentato. Lat. laxus. Car. En. 
lift. II. Se ne van con gli archi Scarichi 
in su le iTga e spenzolooi. ( Br) 

t SCARIFICARE. F L, Scarnare, 
intaccare leg:; ti- 1 mente affinchè esca più 
facilmente cheichesùa. Lai. scarificare , 
Gr 27re|irv. M Aldobr. Sia fatta la si - 
gneia della vena cefalica, e poi sia scari- 
filata la gengi.!. ec. ; e se fosse per ca- 
gion di postema, rnnviensi scarificare , e 
poi lavar la borea cun sugo di cavolo . 
Cr. 5. IO. 8 Deesi il suo pedale (del 
fico) scarificare nel luogo dove gunfia e 
ingrossa, accioccbi; 1' umor ne possa sco- 
lare , sicch(> non generi vermini. ;;; Bcd. 
l'ip. 1 27. E di qui io raccolgo quan- 
to possa giovare a quelli cbe sono 
slati morsicali dalle vipere, lo scarificare 
secondo lo 'nsegnameuto degli antichi, il 
luogo eh' è stato morso. (C) 

* SCARIFICATO. Add. da Scarifica- 
re. Lat. scanficatus. Gr. tj/K^o'jUiEVC^. 
Red. Cons. 2. 10. Con poco buon sac- 
cesso usò i bagni di Napoli ec, e poscia 
in processo di tempo le ventose tagliale 
e scarificale, ed un vessicatorio al collo (•) 

SCARIFICAZIOINE. f. L. Lo scari- 
ficare. Lat s<ic' ific'Uio . Gr. o>ta).£ujjLa . 
M. Aid. br. T>vm.iaòi che due (entose si 
pongano sotto le mammelle, senza scari- 
ficazione. ♦ lied Ins. 71. Ebbe di buono 
a poter guarirne, dopo molte scaiificazio- 
ni fatte sopra la ferita, e dopo ec. (B) 

^ SCARIOLA. Lo sti'sso che Jndi^ia 
minore. Ricett. Fior, ani. Sappi che il 
seme della scariola e il seme dell'invidia 
salvaiica. (B) 

* SCARLATTINA. Term. de* Medici. 
Malittia esantematica , contagiosa , con 
macchie rosse alla pelle, accompagnata da 

febbre. (A) 

SCARLATTINO. Scarlatto. Lat. coc- 
cinum.OT.-Kop^'Jp^. Ricord. Malcsp. 161. 
Passarono la maggior parte d'una gonnel- 
la stretta, e di grosso iscarlattino. 3L ì . 
3. 85. Per la rinnovazione di questa me- 
moria il Comune 1' ordinò (il palio ) 
di braccia dodici di scarlalliuo fino, e che 
si corresse a cavallo. 

t SCARLATTO. Color rosso, e molto 
vivo. Lai. pttrpura, coccinum. Gr. Tiop- 
fJp^- Red. Óss. an. 27. Conservava un 
colore di scarlatto \ivissimo. 

t g. 1. Scarlatto, dicesi altresì il Fanno 
lano tinto di questo colore. Lat. pannus 
purpureus, Bccc. nov. 79. 2- Co' panni 
lungbi e larghi, e cogli scarlatti, e co'vai. 
E num 3. > estito di scarlatto, e con un 
gran baialo. G, J'. 8. i3. 2. In sua com- 
pagnia 200 cavalieri ec, tutti giovani» 
vestiti col Re d'una partita di scarlatto 
verdebruno. Fr, Giord. Pnd. S. 67. Fu 
spogliala da' demoni! del più nobile ve- 
stimento che giammai fosse , e più che 
ogni scarlatto o sciamilo di questo mon- 
do. E appresso : Chi desse una fine roba 
di scarlatto per una di foglie di fico, mal 
cambio avrebbe fatto. 

§ II. Scarlatto, inforza d'add. Lai. c^t 
cineiis. Gr. yo'/xtvo^. Quad. Cont, Porlo 
Lotto Manetti per i^5 pance di vaio per 
la guarnacca scarlatta della moglie dì Bin- 
dg. e per due ermellini, e per meitiiur.i 
sotto la guarnacca. v Ltgg. B. Umil. Ò' 
La gonnella ìscarlatta nuova, cbe le avea 
comperata il roarilo, la strinse dalle lato- 
ra, (C) Bern. rim. 1. 62. Che quel van- 
taggio sia fra loro appunto . Ch'c fr^i 'I 
panno scarlatto, e i panni bui. 

SCARMANA, e SCALM.\NA. Infami- 
tà cagionala dal raffreddarsi inmediata- 
mente dopo J^eisersi riscaldato. Lat. pleu- 
ritii Gr. :ṛU|^Ttc, ^- Minuec. Mnhn. 
88 Scarmana è una specie d'inferniii:! 
che viene a coloro che, dopo essersi so- 
vercbiaraeni<' riscaldati ec-, si raffreddane 
i3.-. 



io5o 



S C A 



o col bere, ec. ; e si dice: Pigliare una 
scarmana, o Scarntaaare. (tì) 

SCARMANARE. e SCALMANARE. In- 
correre nel/a infermità della scarmana j 
e si usa per lo più in stgntftc. netitr, 
pass. Lat. plfuriUih corrtpi. Gr. Trieuj&t'- 
xiii voserv . ^ Minucc. Malm, 88. 
Scarmaoa è uoa specie U* tofermiUi che 
vieae a coloro che , dopo essersi sover* 
chiamente riscaldati ec , si raffiteddaao o 
col bere, ec. ; e si dice : Pigliare una 
scarmana , o Scarmannre . lied, lett. 
I- 197. Chi ami di durar fatica io que- 
sto mondo, e di scalmaoarìi a vaoTera , 
corre risico di perdere la saoitlt, e , quel 
che più imporla, di andarseoe prim- del 
«ao tempo a baltburiveggoli, o, come dice 
il vecchio proverbio^ a patrasso, (fì) 

SCARMANATO, e SCALMANATO . 
Addiett. da' loro verbi. Che ha presa la 
scarmana. X,,kU pleuritide corrrptiis. Maini. 
l. 2^ Che i suoi lacchè spedali, e conci 
male , Si rimasero I' uqo all'usleria, £ l* 
altro scarniaaalo allu spedale. 

t SCARMIGLIARE. Scompigliare» Av- 
viluppare s e per lo più dicesi de'capelli. 
Lat. turbare . Gr. oiotra^aTTSiv. Cani. 
Cam 2t)5. OgauD qualche meslier, qual- 
che arte piglia, Chi |iiù alla, o più bassa: 
Chi purga, o tigne, chi Ijva, o scarmiglia. 
Chi pettioa.o scardassa. Car. lett 2. ii3. 
Ferdooale a me, se vi pare che ve 1' ab- 
bia troppo scarmigliato (qui per metaj, ). 

g. In signijìc- neutr. pass* vale Rab- 
banijfarsi, Azzu^arsi, quasi graffiandosi » 
guastandosi gli abiti, e diiordinandosi i 
capelli. Lat. comam turbare» cinrs velie- 
re* Gr. iikoY^}XO\Ji tujs3k^51v. Pataff. 8. 
£ poi ci scarmigliammo iosiemc alquaoto. 
Morg. 32. 6J. Rioaldo si scarmiglia col 
liooe. 

* SCARMIGLIATA. Picchiata, Ut- 
frusto. Car. Stracc, 1. 5. Uoa buooa 
scarmigliala bai tu tocca. (J)r) 

SCARMIGLIATO. Jdd. da Scarmi- 
gliarej Scompigliato, /inviluppato, Lat, 
turbatns. Gr. oiaTapax^ei'^- ^occ. nov, 
100- 10- Sopra i suoi capelli così scarmi- 
gliati, com'egli erano, le fece mettere una 
coroua. Frane. Sacch. nov. 2. Lo Re, 
veggendolo cosi scarmigliato , disse : er. 
f il testo stampato ha scbermigliato) . 
# Ped. Quartin. ( Lo star di mcrzo In- 
verno ec. ) Poi scarmigliato e rabbuffato 
il crine. Gelide bave dalia bocca spruz- 
sola Fortig. Picciard 1. 5o. Le bionde 
trecce scarmigliate, e mozze ec. E qucìte 
Testi ec. Odiano d'Imeneo l'alma facel- 
la {Bì 

t SCARMO. Caviglia di lesino, o di 
ferro, piantala a bordo di un battello a 
reità, che serve a tener fermo» e fìsso il 
remo che vi e legalo. L.it. sca/mus. Dit- 
lani, 1. ^. Presi a pensar Aopra i dubbiosi 
scarmi Al gran cammio dall' tmo all'altro 
polo. Ciriff'. Calv. 3. 90 Chi scaglia ri- 
oodelle, e chi barili. Chi banchi, u ba- 
lestriere . o remi, o scarmi. 

SCARNAMENTO. Lo scarnare, Lat. 
scanfkatio. Gr. oxa/sujma. Cr, 9. 12. 2. 
Se ^opo la tagliatura, ovvero tcarnamen- 
lo, alcuna vena faccia sangue, si dee co- 
strigncre in questo modo. l'I cap. i5. 2. 
Se per lo svellimento, ovvero scamamenlo 
suo, s'apra vena ;ilcuna , e farcia sangue, 
allora incontanente si prenda, e slrt-Ka 
con le mani, con Elo di seta streltameolc 
si leghi. 

SCARNARE. Levare alquanto di carne 
superficialmente, Lat. scarificare . Gr. 
crti^tì*- Cr. 9 12. 1. Se ne cavino con 
mano, scarnandole prima (le scrofole) 
con r unghia, ovvero che i\ fenda il cuoio, 
e vi SI pulveriixi il risagallo pesto Morg. 
28. IO* Chi con la mau, chi col pit* lo 
percuote. Chi (ruga, « chi sospignc ; e 



S C A 

chi punzeccfaij. Chi gli ha con l'unghie 
scarnate le gote. 

§■ I. DiCesi per timilit. di qualunque 
altra cosa » cui si Irvi alquanto della su- 
perfide. Dav. Colt. 169. Auizale (U 
marze ) e scarnale con taglieotissimo ferro. 
Soder. Colt. .^8- ScìTuiic\e ( alla vtU ) 
tutto quel secco e tristo impiagato sin al 
vivo , levando via ogni particella maga* 
gnala. 

§. II. In signifie. neutr. pass, pur 
per simtltt. vale Dimagrare , Consumarsi. 
Lat. tabescere » conlabescere. Gr. ixccpcu- 
vssdoi . Petr. son. 267- Volse in amaro 
sue sante iolcezxe, Ond* io già vissi, or 
me ne struggo, e scarno. J'arch. Bitn. 
post 219 Mentre, seguendo lei mi strug- 
go e scarno. F 266. Ma quella, ond' io 
mi struggo e scarno , Degna prepara già 
doppia corona . 

SCARNASCiALARE . Darti alfa cra- 
pula, e a'passalempi dfl cirnasciale.hil. 
bacchanalibus induhere, bacchanalia vive- 
re. Gr. a/eiv ot5vu5ia. 

SCARNATINO . Incarnatino , Lai. ex 
albo rubeus, albo rubeoque mixtus. Buon. 
Fier. 3. I. 8. Sicfh* io noo potei Altre 
veder, che un ahitin lascivo Scamatino, e 
sbiavato . E se. 9. E veggo al fine Un 
QOD so che di scaroattoOf e verde. 

SCARNATO. Jdd. da Scarnare. Lat. 
scarifìcatus. Gr. c^aXfi'jQsc.'^ liuon. Fier. 
2. !\. 1 1. E qut-' bozzoli sdossati, e le pelli 
Scarnate cambia in cere belle, e fresche. 
'è Imperf. Anat 37. Sono vene come si 
è dello , arterie , e nervi da tre cadaveri 
veri scarnati con puntuale esatieixa, e tratti 
dalle viscere. (F) 

§. I. Per similit. Borgh, Ong. Fir. 
l64- Tolte via le colonne , scarnala la 
grossezxa del vestibulo . Dav. Colt, i56. 
Vi s' incastra la maria auuala, e scarnata 
con diligenza* 

§. II. Per Incarnato, Scamatino. Buon. 
Fier. 3. 1- q. lo veggo entro le 'n voglie 
Scarnate e verdi star vestito un corpo. 

SCARNIFICARE. Levare altrui la car- 
ne. Lai. e jcaral/fcirc.Gr. zara/^soopytìv. 
Seg'ier. ÒJann Febhr 9. 3 Lasciò che o- 
gnUDO se lo potesse mettere sotto t piedi, 
ec.: lo lasciò squarciare, sbranare, scar- 
nificare . ~ 

SCARNIFICATO..^^*/, da Scarnificare. 
Lat. dilamatus , excarntficatus ■ Segner, 
Mann. Febbr. 5. 3 Considera essere quel- 
le membra tutte trattale sì rrudelnienle , 
sbranate , scarni6cate , grondanti di vivo 
sangue . LI Giu^n. 8. 3. Sopra tutto do- 
vrassi allor ricordare d'essere morto per le 
io croce fra due ladroni, nudo, derelitto, 
deriso, scarnificalo. 

SCARMRE. Scarnificare. 
§. Per metaf. valf Diminuite , Impic 
coltre» Scemare Salvin. Pros, Tose. 1, 
46;^. Non i; arie lo scaroirc e lo scemare 
una parte, per far che più ricca ne ven- 
ga l'altra T 

SCARNITO. Add. da Scarntre. Salvin. 
Pros. TcsC- |. 28 ^ Non isdei^oarono di 
farlo ( il verso ) , ove uopo il chicdea , 
smilzo ancora, per dir cosi, e smunto, e 
scarnito ( qui pvr melif. j, 

SCARNO . Add. Scarnalo , A/filalo , 
Magro, Che ha poca camt. Lat. macer, 
gracilts, Gr. »*0Z^5» . ifTTTs';. Ar. Fur, 
28. 37. Par che gli occhi s'ascondan nella 
testa. Crriciuto '1 naso par nel viso scar- 
Ilo . ì'arch. Rim. post. 219 Nape è sol 
la cagìon, ch'esangue e scirnu Tutti ri- 
cerco ognot quelli, e quei liili. 

^ 3. /'-" per sinuhl. Sfgnt-r. Intrrd. 
I. Il* 7 lo mi riporto alla coniidcraaiou 
delle foglie ec, altre ncrie come felpa, 
altre sode, altre scarne (C) 

tf SCARNOVALARE Corna u inlart , 
Lai. baccHannlibns indulgere. Gr oyciv 



S C A 

Ò19W91X . Pros. Fior. 6. 43 Ognuno, 
qiuodo gli si porge 1' occasione, s* allenta 
un p^* del rigore , e si diletta di scaroo- 
valar volentieri (') 

*t $ SCARO. Sorta di p€àC€ dt mar€ 
assai buono, che ti pasce d'erbe. Ha la 
testa grande . declinante in pendio , * 
tutta coperta dt scaglia. Lat. scaru* cr*- 
tensis. Silvia, Op. Pese. 2. 284- H »ol« 
scaro delicato , mai , Dicono 1 pescatori , 
per lo scuro , Cb* egli noo cada a pre- 
da. (A) 

SCARPA. Il calzar del piede» fatto per 
lo più di cuoio , alla parte di S0pra del 
quale diciam Tomaio, e a quella che sta 
sotto la pianta Suolo. Lai. calceus , cai- 
ceamentum. Gr. -jffo'^i^aa, JnoJTj^aTiov. 
Ditiam. 2 28 Quandu in Proveoaa ven- 
ne il buon Ramundu Col mulo, col bor- 
done, e scarpe grosse. Ftr. Disc, an, 22. 
Niuoo si mette la berretta a' piedi, o sol 
capo le scarpe. Cant. Cam. |3 A queste 
belle scarpe , alle pianelle Veoite a compe- 
rar, donne e donzelle. 

^ §. L Scarpe a cncaiuola , diconsi 
Quelle che non sono ^nile di calzare, IVon 
tirate su y. CACAIL'OLA g III.^O 

# § 11. Scarpj, dicesi anche Quei fer- 
ro incurvalo , che Si adatta sotto le ruote 
di una (arrazza » o simile , perchè nùn 
girino precipitosamente alta discesa. (A) 
g. Ili Scalpa, diciamo a quel Pendio 
delle mura che le fa sp:trgrre im fuori 
pia da pie che da capo, tìiucc. Stor. Ac- 
costandosi alla scarpa del maro del tm» 
stello . Buon. Fier, Intr. |. Precipitati 
giù sulto la scarpa Della muraglia. 

§ IV. yt scarpa , posto avverbia'm. , 
vale A ftendio j e si dice propriamente 
delle muroi^lie, che non si tirano in piom- 
bo, ma che sono più larghe nella pianta, 
che nell' estremità, Soder. Colt, 21. S'ha 
ad avvertire ec , f^re un muro a secco , 
grosso, a scarpa, che soitcoga il terreno. 

# §. V. ./4 scarpa, dicono varii artefi- 
ci, di qurgli strumenti , ortLgni^ o opere . 
che sono tagliale a sdrucciolo , cioè che ■ 
da una base alquanto larf^a vanno diml- ~ 
nuendo da una banda fino in cima. (A} 

§. VI. Scarpa, è anche una Specie di 
pace vilissimo di Ioga, che dtcesi ancora 
Scarprttaccta Lit, 'ballenii. Bed.Ots, am. 
175. Ho no\rnuto averla (la vescica del- 
l' aria J il grongo ec. , la scarpa, il car- 
pione, la (rota . er. 

SCARPACCIA . Pff:gìcrat. di Starpa . 
Lai. calceus dissutus, malus Gr. xoudv 
ùn65r,{i.v. . Ar. Lea 2 1 Qoalcbe par 
di scar|>acce. o di pantofole , Poi che 1* 
avete ben pelate e logre, mi Donate al- 
cuna volta . 

SCARPELLARE. PropriameaU Lave^- 
rar le pietre collo scarpello. Boryh. Bip 
l5o Ora fate conto cb* io comioci a scar- 
pellare il marmo. 

§. I. Per Intagliire Lat. ealarw, in- 
cidere Gr. y/ot^ity Lib. l'iagg Dì foori 
di quisti granai è sr^rpellalo lettere di 
molle ragion linguaggi. 

# §. 11. Scarpellare, vate anche Inta- 
gliar semplicemente collo scarpello alcuna 
pietra per luhecciar/a , B'Onz. Irti, Sa- 
rebbero da ludarsi per arti b^lle, in6nitr 
che sono tenute a vile, come gli scarpel - 
lini che la\orano alle cave , o cbe scar- 
pellano le strade. (A) 

# § III. Siarf>ellart, \ale anche Cma 
ilare , Ter vie tolto scarpello scmttmrr , 
e simili . I as IH, A Pis. La quale 
arnie , sebbrne fu falla scarpellare dal 
nugitlrato dr' Doilioi , rbe ebb^ cura dt 
spegnere ogoi memoria di quel Duca, ri- 
mane nondimeno ec. (S) 

t §• l*'- /*"■ similiU vale Levarsi 1 
przsuoti dette pelle celi* magkie, e gaisa 
che della piet'-a fa lo scarpello Lat sca- 



S e A 

bere . Gr. xH^etv . Ott. Coni. /nf. zq. 
507- ^ quando I' ù falla una bella , gli 
occhi cutlu hrancbc si scarpella. 

# SCAHPELLATO. Jdd. ila Scarpet- 
(arti Lavorato con lo starpello . Jìelltn. 
deal. 11. Hj Ja venire il grillo gd UD 
uumo d' ÌDventare uo mudo di fabbrica- 
re, che sia il pili rutto ec. , scota oroa- 
meoto, fallu di p«tti dì pielracce scarpel* 
late alla riDluia, ce. (fì) 

t SCARPELLATORE Verbal. mnsc. 
Colui che lai-ora pietre coUo scarpello Lat. 
lapicida, *latoniu.s, laptdanus, Gr. ^aro- 
flOi . * Dtli, Agi;* lir. Spir Ha nome 
Eulogio, ed è per arie scjrpelljlorc di 
pietre. E appresso.' Ed eserctu l'arie 
dello scaipciirftore datila sua giovenlù in- 
•ioo ad ora. (C) Jlern Rim i, 2() Co- 
si, modcroi voi scarpelljiori , E ancbe 
aolicbi , andate tulli al Sole. 

f 5 SCARPELLETTO. Dim di Scar- 
pello . Lai- icatpi-llum . Gr. /ciaTTT^i'p . 
Benv. Celi* 1 it, 2. ^OO. Io mi acconcìjvo 
certi scarpelletli per lavorarlo. 

# §. Scarpelletto augnalo Term. dell' 
Arte di hi'ornr di filo. Scarpello piccolo, 
simile a quello che adoperano i Legna' 
luolt , ma la sua asta è simile a quella 
de* bulini, e sen-e n tagliare ijih. « Jìem\ 
Celi, Ore/, 27. Con queste iroverassi in- 
sieme uno scarpellello augnalo io gui- 
sa di quelli che adoperano i legnaiuo- 
li .. (B) 

* SCARPELLINACCIO . Pe^g. di 
Scarpellino. Car, Coni, 47- Scarpellinac- 
cì ignorami e trascurati della vera arte di 
far 6gure. (FP) 

SCARPELLINO. Quegli che lavora le 
pietre collo scarpello. Lat. lapicida, la- 
pidarius. Gr. iaTC'juo? ■ Buon. Tane. 5 
5. Cbè per far retto giù certe brigale Di 
•rarpellini ve l'avevan tesa 

SCARPELLO ■ Strumenta di /erro ta- 
gliente in cima, col quote si lavorano le 
pietre, e t legni. Lat. ctelum, scalprum . 
Gr. €"9'*l'p » xv^i^TTip. G. /'. 1. 4-^- 7- 
La detta pietra Golfulina per maestii con 
picconi e scarpelli per forza fu Ugliala, e 
dibassala. J% 8. 78. 4- Leggieri d* arme, 
eoa balestri, e dardi, e giavellolti a fu- 
sone , e con pietre pugncrecre conce a 
scarpello. Cr. 2. 23. 27- Sia la corteccia 
levata sotlilmeote con tagUeniisiimo scar- 
pello in tal modo, cbe la gemma non ri- 
ceva lesione. Soder. Colt, .'»6. S'impniiiii 
DD colpo con Io scarpello a ditillo della 
Tite sul suo legno . E appresso : Allora 
eoo lo irarpello a pieno dandosi sopra un 
colpo con on maztapiccbio di legno sodo, 
farai tal fenditura, che arrivi ec, 

•f §. Scarpello, è anche uno Strumento 
da pigliare uccelli presso Cr. 10 28. 6. 
Anche con iscarpello si ptglt.tno le porza- 
ne, ec. E lo scarpello uno strumento fatto 
con due archi molto pieg<iti. poco dilungi 
V uno dall' altro , intra i qu^li un poco 
poi si pone fruito d'erba coca, simile alle 
ciriege, il quale quando prender vogliono, 
per lo collo si stringono* 

SCARPELLOr^E . Accrescit. di Scar- 
pe Ilo j Scarpello grande. £enf. Celi, Ore/, 
i3l. Si debbe con asce, e scarpelluni falli 
H posta per tal necessità, lavorargli puli- 
tamente. 

SCARPETTA. Ptm, di Scarpa . Lat. 
calceolus. Gr. ùnocrip-ariov Bocc. not; 
60. IO. Senta riguardare ec. alle sue scar- 
pette tulle rotte, e alle calze sdrucite. E 
mev. 72. 9. lo non so: chiedi pur tu, o 
vDogli un paio di scarpette, o vuogli un 
frenello. ^Ileg. 119 Le scarpette, i cai- 
no, la cappa, e '1 saio . Frane. Sacch, 
rim. 17. Se niuno avaro è in questo bal- 
lo , Le sue scarpette rompe senta fallo . 
Galat. i8. Guata qui , come tu nettasti 
ben questa icarpetta . Bern. Ori. 1. 2'j. 



S C A 

53. Pur tutte 1* armi guarda per sonile, 
E le scarpette, e l'uno e 1' altro guanto. 
Buon. Tane. 5. 7. Con le scarpette Ges- 
sale e nette. 

SCARPETTACCIA. Peggiorai, di Scar- 
pclta. Lib Son. c)0. Tu pari un can, con 
una scarpet taccia ce. Che scuole il capo, 
e poi le dà di ciuffo , Poi la ripon , noi 
la ripiglia, e straccia. Cinff. Calv. 1 27. 
E certe scarpettacce vecchie e rotte Parule 
sonn un zuccber di sei colle. Cant. Cam. 
106. Donne, non tenete addosso Scarpet- 
tacce, o vetriuoli. 

SCARPETTACCIA, Spezie di pesce vi- 
lissimo di lago, che dicesi ancora Scarpa. 
Lat. *hallerus, 

SCARPETTINA . Dim. di Scarpetta . 
Lat. calceolus Gr. uTro^T5jUaTiOV. Tralt. 
sepr. COS. donn. Il buon viso cbe fanno 
alle scarpetline nuove. Buon. Fier. 2. 3. 
12. Vengono snelle e pronte In bianca, 
in gialla, e in rossa scarpeilina. 

SCARPETTINO. Scarpetlina. Lat. cal- 
ceolus, Gr. u:ioo»ija«Tiov. Ltb. Son. 73. 
Rossi dì monloncio gli scarpettinì. 

« SCARPETTO. Lo stesio che Scar- 
petto j ma meno usato . Car. Cam, 60. 
Quando si va al calzolaio ec. se un paio 
di scarpelli sono troppo larghi , tu le ne 
provi un altro. (FP) 

t SCARPETTONE. v^rfrp.jfi(. di Scar- 
petta. Buon. Fier. 2. 3. 7. Scaraventa il 
cappel , eh' egli ha di treccia ; Trasi gli 
scarpelloni. 

SCARPINO. Dim di Scarpa. Lat. cnl. 
ceolus . Gr. u7TO(Jt3ju-c'tiov . Buon. Fier, 
2 2.6. Pastlcchi, saponelli , delicate Con- 
ce di guanti, e di scarpini adorni. 

* SCARPIONCELLO. Dim. di Scorpio- 
ne Benv Celi, J'it. 3. 321. Imburiassalo da 
quel primo scarpioncello , non volse mai 
venire alle cose del dovere (qui per metaf, 
vale Ignorantclìo , e mal pratico del me- 
slicrej. (C) 

f SCARPIONE . Lo stesso che Scor- 
pione j ma molto meno usalo, Lat. scor- 
pius . Gr. GXOfTZi'o^ . ì it. SS. Pad. \. 
25o. Questi, cantando una nolle ru6cio, 
fu punto da uno scarpionej la qual pun- 
tura egli sentendo, non si mosse pero del 
suo luogo, ne lasciò di cantare, ma uccise 
lo scarpiooe , e perseverò orando e can- 
tando , e la puntura n<m gli fece male . 
E altrot-e: Avvegnaché temessimo d' en- 
trare per gli spiriti, sfarpioni e serpi che 
sogliono entrare in queste colali caverne. 
Tes. Br. 5. ^i. Anche lo scarpione gli 
fa gran male, se il fiede. Fior. J irt. A 
M. Lo scarpiooe lusinga colla faccia , e 
colla coda morde . Toc, Dav. Ann. l^. 
loi- Le cose ancor senza lingua e senz' 
anima, tetta, e mura, e lastre eran guar- 
dale intorno, se vi dormisse lo scarpione 
(cioè, se vi fosse nascoso inganno) 

*f §• Scorpione, si dice anche una Spe- 
zia di pesce di mare mollo spinoso. Lai. 
scarpio piscis . Tes. Br. ^. i. Scarpione 
e appellala i<na gcnerazion di pesce , Ii 
quali sì magagnano altrui le mani. 

Sp SCARPONE. Accrescit. di Scarpa. 
Cor. Long. So/. HO. 2 pag. 28. ( Fir. 
181I ) Eccoli comparir loro avanti un 
vecchione con un vestilo di pelle indosso, 
con scarponi di corde in piedi, ec. (M) 
Lasc. rim. 2. 296. Scarpon , pianelle , 
stivai son niente. (C) Salvia. Fneid. Iib. 
7. Hanno nudo il pie sinistro , L' altro 
cunpre scarpon di cuoio crudo. (Fj 

SCARRIERA. Gente dt scarnerà, e si- 
miliy si due d* Uomini vagabondi, e prC' 
sii a ogni mal fare Fir. nev. (\. 23o. 
Che dolenti vi faccia Iddio , gente di 
scarrieia. Burih. i. t>. Perocché vi eran 
genti di scarriera . l'arch. Ercol. 55- 1 
quali, perché il più delle volte sono per- 
sone rigattate, e uomini di irarriera, nio- 



S C A 



io5i 



strano altrui la luna nel porto ìV E Su oc. 
.'>. 3. Da un canto costoro hanno il dia- 
volo addosso, e son persone di srarriera, 
che si ddellano di veder male, e non isti- 
«nano se non 1* utile : onde dubito che 
questo non sin uno inganno , ec. (E) 

§. Comperare, e J'endeie per iscarhe- 
rn , si dice del Comperare, e ì'endere 
Juoti del trajjico comune, e quasi occul- 
tamente . 

't * SCARRUCOLAME^TO. Tratto 
di carrucola , Tratto preso colla carri^ 
cola. Minucc- Maini, pag 21. Un tratto, 
L^ voce tratto ha molli sìgniGcatt, diceu- 
dosi tratti di fune (juello scarruculamento 
che si dà ai delinquenti nel martìrio della 
corda, ec. (A) 

•f SCARRUCOLANTE. Che scarruco- 
la. Buon. Fier. 5. 3. 8 Stravaganti sensi, 
Stolti e scipiti s'ascoltaron molti, Com'uso 
è della plebe, e de* cervelli Scarrucolanti 
(qui per melaf. , e vale senza freno, l«- 
merarii ). 

SCARRUCOLARE. Lo Scorrer del ca- 
napo sulla girella della carrucola libera- 
mente, e con violenza, f ♦ Bellin. Disc, 
l- 191. Perché nel salir di lui la fune 
cavalca la taglia , e tanto di essa scarru- 
cola dalla parie di là, quanto sale il sasso 
dalla parte di qua. (Min) 

SCARRUCOLATO . Add. da Scarru- 
colare ■ Buon, Fier. 4* 4' 2^' Come al- 
legri si fanno Con quella voce lor scar- 
rucolala (qui per simiUt ). -f *S Bellin. 
Disc. \. 191. Lasciando poi ricalare'* il 
sasso a terra , ritorna la fune scarrucola- 
ta a ricavalcar la taglia, e ritornar di 
qua. (Min) 

SCARSAMENTE- Avverb. Con iscar- 
sita. La!, pnrce. Gr. y£((?o/ji£'vw5 . Sen. 
Pisi. Si lo dovrem noi temperatamente , 
e scarsamente dispensare. /•'*(. Plut. Giam- 
mai non s'appoggiò , se non iscarsaniente, 
quando egli dorniia . 3/cnz. rtm. i. 180. 
E se diran che scarsamente adempio Ciò 
che nel cuor disegno, Colpa fia dell' in- 
gegno . 

•f SCARSAPEPE. Sorta d'erba che 
fa il fiore simile all' Origano. Lo Scar- 
sopepe sahatico da' Fisici è detto Ori- 
gano . Jl Mattiuolo la disse in Lat. ma- 
rum . J olg. Diosc. Lo scarsapepe è un* 
erba col fiore simile all' origano . E al- 
trove : Lo scarsapepe salvalico , che per 
altro nome da' fisici è dello origano , e 
simile nelle foglie all'isopo. 

SCARSEGGIARE. £"were, o Avere scar- 
sità d" alcuna coia. 

% In signific. att, vale Andare a ri- 
lento collo spendere, o col donare, o con 
simili cose Lai. parce erogare, Gr. agi- 
(JecrSat . T/alt. gov fam. 1 divini tesori 
non si debbono scialacquare , i quali son 
de'mìg'iori e più bisognosi, a' tristi scar- 
seggiando. 

SCARSELLA . Specie di tnschetta, 
borsa di cuoio, cucila a una imboccatura 
di ferro, o d'altro metallo, per portarvi 
dentro danari . Lai. ascopera , montica . 
Gr. Ti/fW. Bocc. nov. 73. 10 Che avrem 
noi a fare altro, se non mettercela nella 
scarsella? Pass, i3l. De' romei, e de'pe- 
regrini si dice che basta , se presono il 
bordone, e la scarsella , com' é usanza , 
dal proprio prete . forane. Sacch Op. 
div, ii^4 La prima cosa che fa Io pelle- 
grino quando si parte, si veste di schia- 
vina, appiccasi la scarsella, e mettevi ago 
e refe , e moneta d' arieoto , e d' oro - 
* Buon. Fier. Intr. 2. 5. Chi sa? sotto 
una veste Lacera e rappeizala anche tal- 
volta Una grande scarsella sta nascosa , 
Cb* è piena di danari. (B) 

§. I. Per similU. Borgh. Ong. Fir. 
ìScf. Né dell' aggiunta fatta della scar- 
sella dalla parte di dietro , fuor del tuo 



1052 



S e A 



vero modello. E l6o. Allora si creile che 
ftts»e fatto il coro (tlei tempio di S. Gio- 
vannij accomoJalo alla captiella, che nella 
icarsetla si fece. 

* §. II. Scarsella, dicesi anche Quello 
spazio cliiiiso Ira <itte lineet dove gli scrii- 
turali , e r-if^ionieri dichiarano lo storno 
d* una partita. Salvia, Annoi. Cas- 167. 
Distornare è termine degli scritturali . e 
ragionieri ; dicendo essi fare uno storno, 
e stornare una parlila j quando in una 
scarsella , o postilla, la diihiarano errata 
V mal posta. (C) 

g. III. Per simitit. diciamo anche Scnr 
setta Quetl' apertura che ha il granchio 
nella p'tncia . nettine, son. l55. E non 
vi paian favole, o novelle. Che i granchi, 
per paura de' fornai , Non porlin mai 
danar nelle scarselle. E son. 2-^5. E s'io 
piglio de' granchi di Gennaio, Nelle scar- 
selle lor non ho hona<-cij. 

§. IV. Aver il granchio alla scarsella. 
f. GRANCHIO, §. VI. 

* SCARSELLETTA . Dim. di Scar- 
sella; ScarsclUna. Cas. Leti Guatt. 181. 
E Tovvi dire, che se una scarselletla, eh' 
io porlo più per le scritture, che per al- 
tro Lisogoo , non fosse sempre assai leg- 
gieri di danari , arci alle volle dubiUto 
de' casi suoi, (f} 

SCARSELLINA. Dim. di Scarsella . 
Lat. loculus . Gr. (9aiavTiOiov . ZibaU, 
Andr. Non leng.mo se non pochi soldi 
oella scarsellina mollo bene occultata. 

SCARSELLONA . Scarsella grande. 
Lat. crumena maior , marsupium . Gr. 
HKpcùmo*. Lasc. Geloi. 3. 1. Egli ha 
quella scarsellona. che pare una bisaccia. 
SCARSELLONE. Accrescit. di Scar- 
sella. Buon, Ftcr. 2. i. 10. Che tal mi 
dà inditio Quel grande scarsellon, che di 
velluto Gli pende sopra *l Banco . E 2. 
2. 7. Oh lo' bei scarselloni I e come 
gonfi Riseggon lor sul fianco, e 'n sulla 
trippa 1 

SCARSETTO. Dim. di Scarso . Lat. 
parcus, parcior. Gr. y£iòw)o?, y/t^xpo'i- 
Fir. Dia!, Iteli, do-ìn. ^24- La gamba ci 
darà Selvaggia lunga, scarsella, e schiena 
nelle parli da basso (cioè, non troppo 
grossa , scarza ). 

5 SCARSEZZA. Scarsità^ Lai. parci- 
tas . parcintonia , Gr. ysiòwXt'a. Rim. 
ant. GuiU. 94. Scarsella face lo uomo 
arricchire ; Troppa scarsella fa talor dan- 
oaggio . * Car. lieti. Arisi, i. 9. La 
liberalUà (e) quella di sovvenir coi da 
nari, e la scarscxra il suo contrario. (TCj 

# §. Scarsezza, vale anche Un certo 
che di mancanza. Pochezza. Sef:ner, Seni. 
Orat. 43. Vede in me la scarsewa di 
quelle mie lagrime. (TC) 

# SCARSISSIMAMENTE. Superi, di 
Scarsamente. Lai. p<rcissime, Gr yit- 
cjf^STiXTa. // ì'ocahol. alla /'. STRET- 
TISSIMAMENTE, g. I. (•) 

SCARSISSIMO. Superi, di Scarso . 
Lai. parcissimus , Gr. yeiowìcTaro;. 
/Voi- ant. 94. I. Era si scarsissimo 
1: s6dalo , che faceva i mawi del ca- 
man^iare con le sue mani (cioè, lena- 
cissimo , avarissimo ) . /ìed Oss, an. cp. 
Queste tre ultime rane d' animali soglio- 
no per Io più naturalmente noli' inverno 
o non cibarsi , o prendere scarsissimo o 
fidissimo il nuttimento (cioè, pochissimo, 
o in pochissima quantità). 

SCARSITÀ", SCARSITADE. e SCAR 
SITATE. Astratto di Scarto; Miseria, 
Tenacità , Strettezza. Lai, p'ircitas, Gr. 
oetòuÀi'a. Lib. Amor, Se ricco e. teme 
che gli oucria la preterita icariiti Rtm. 
ani P. .V. Rinnld.tt Ai}nin Che è d n- 
na e' ha bellexse . Ed i; sema piotade , 
Com' uomo e' hj ricchexie, Ed usa sfar- 
siUde . 



S C A 

§. Per Un certo che di mancanza, Po- 
chetza. Lat. Inopia, defeclut. lìocc. Intr. 
16. Essere abbandonati gl'infermi da*vi- 
cini . da' parenti e dagli amici , e avere 
scarsil'i di serventi 7Vj. Jìr. 9. 45 Scar- 
sità di pene currompe la città , e T ab- 
bondanza di peccatori mena l' uso dì pec- 
care./ me. M<trt. Leti [^o, Sebbeo l'animo 
si doleva della scartila della f>enna ec. , 
il debito rispetto lì dulea non meno della 
sua prodigalità, Rr>i teli. 2^ 28. Se V. S. 
Illustri^, vien qui da sé, resterà appagala 
della scarsilà . 

f SCARSO Susi. Scarsità nel signific. 
del g. Lat. inopia, de/eclus, Gr. ftiSot- 
JLt'a G- r, 10 100 2. Allora era in sul 
tempo della ricolta, ed era carestia e scarso 
di viltuaglia. 

SCARSO. Add, Alquanto manchtvole. 
Lai. parcus , inops , mancus , exiguus . 
Gr, tvSirlit óiisopoi. TiripOi. Dani, Par. 
\5. Chi; (ulte simigliaoie sono scarse. E 
33. Tutti i miei prieghi Ti porgo, e prego 
che non sicno scarsi. Petr, son. 263. Ma 
l'ingegno e le rime erano scarse Io quel- 
la etale a'pensier nuovi e 'nfermi. liocc. 
Leti. Pin. Ross. 278. Voi dovete essere 
contento di avere piuttosto stretta e scarsa 
fortuna. G, f. li. HI. 5. Al Re d'In- 
ghilterra fatila moneta, che i suoi uficia- 
li di là il ne tenieno a dieta, e scarso . 
^ f'iv. Disc. Arn. 38- E' si riduce 
(Arno) talvolta Dell* Estate con si scarsa 
acqua, ch'ella non basta alla corsa di ben 
piccoli navicelli* (C) 

* §. I Per Privo , Mancante . Se^r. 
Fior, Stor. lib. A. Messer Rinaldo aven- 
do vedula la freddezza di Messer Palla , 
e la K-ggerezza dì Ridolfo Peruizi, scarso 
di miglior partilo, si rimise nelle braccia 
sue. (CP) 

3 %. II. Per Tenace» Misero, Che span- 
de a rilento. Lat. parcus, avarus, misrr, 
andus , reslriclus. Gr. psiowio^. Rvcc. 
noi: 72. 8. Siete tutti quanti più scarsi 
che 'l fistolo. Petr- son, 279 Ho servilo 
a signor crudele e scarso. Quitt. fitos. G. 
C. L'avaro ec. è dell'altrui largo, e del 
proprio scarso. Rim. ant. P. A'. Riionag. 
Urliicc. eh' Amore ha in sé virtute, Che 
'i vile uom face prode , S' egli e villano 
in cortesia lo muta, Di scarso largo a di- 
venir l'aiuta. 

* 5. lil- Scarso, per Circospetto , 
Cauto, Non Cai rivo, u Dani. Par 17. 
Quei che ancor fa fi padri a' figli scarsi ». 
Ar. Fur. IO- 6 Siate a' prieghi ed a' 
pianti che vi fanno ( i vostri amanti ) , 
Per questo esempio , a credere più scar- 
se. (MJ 

§. IV. Figuralam. Dani Purg. ì^. Mi 
da che Dio io te vuul che iraluca Tanta 
sua grazia, non li sarò scarso. Rut. it-i .* 
Non sarò scarso , cioè , eh' io non mi ti 
manifesti . 

§. V. Moneta scarsi , diciamo Quella 
che non è di giusto peso. ' 

* 3. VI. Misura scarsn, dtceti Quefla 
che e minore del giusto . Segnrr. Penit. 
inslr. inttrrog. Se avete inganoalu nel 
giuoco, o nel vendere con misure scarse, 
o con peso ingiusto. (C) 

* g. VII. Colpo scarso, diersi Quello 
che è dato obliquami nte , o colla parte 
più debole dell* arme . Ar, Fur. 2. 9. 
Fanno or con lunghi , ora con finti e 
scarsi Colpi veder che mastri son del 
giuoco. E 24. 65. E se non che fu scar- 
so il colpo alquanto. Per merco lo fen- 
dea come una canna. Tass, Cer. 12. 
55. Non danno i ci>Ipi or finti, or pieni, 
or scarsi: Toglie l'ombra, e '1 furor l'uso 
dell' arie. (?i) 

%. Vili. Cogliere scarso, si dice Qmam- 
do colpn, o stmite. ferisce chtiquamtnte , 
colla parte pia d- baie dell* arme 



s e A 

* S IX. Colpir scarso, vale lo stesso, 
lìellin. Disc li. Svelte, o sradica, dirò 
così, queir eminenza, o quell'asprezza, o 
quei risalti, e via gli porta per la sua di- 
rittura, secondo che gli colpisce scar>o, o 
in piano (Min) 

SCARTABELLARE . Legger presto . 
per lo più con poca apptìeasione . La!. 
libros versare. Gr. ra €iS)u'a •S'ùi^ttf. 
Allrg, 332. Son andato pertanto mille 
vulte chimerizzando, e a' ho scartabellalo 
tulio lo Scopa, e il Seponlioo. Gal, Sist. 
179 Si ritirano io istudio a scarUbellar 
gl'indici e' repertorii, per trovar se Ari- 
stotile ne ha detto niente. 

S? § Scartalietìare , per Passar sol' 
lo si'enzio. Preti rmettere . Lasc, Non. i. 
68. Gallo. Tozze! to . Idiimo, e '1 baca 
.Slrambucro, Ed infiniti assai ch'io scar- 
tabello. (Rr) 

t * SCARTABELLATORE. f'erbal. 
masc. Che, o Chi scartahetla. (A) 

SCARTABELLO Si dice di Libro, di 
L'-::gen'la, o Se iitura di poco pregio. Lat. 
libellus. Gr. ^ijSiiov. Patajf. l. Iste- 
verare striscia, e scartabello. Cari. Fior. 
5|. Quando gli Accademici ve l'avranno 
a produrre a banco, il vi rooslerranoo 
autentiro d' altra maniera, che quei mi- 
seri scartabelli che voi impiastrate al vo- 
stro civile. Fir. Trin, ^. 3. Beo sai che 
quel tuo scartabello, che lu giltasti alla 
Manetta, capitò in mano alla madre. 
Buon. Tane 5. 5. Non vorrei aver pò* 
a venir all' armi In vescovado collo scar- 
tabello. Malm. 8 56. Ricerca nel suo 
mastro scartabello Di quei paesi la geo- 
grafia. 

^ %■ E dello di libro anche di pregio. 
Red Ditir. E il mio dello vo' che ap- 
provi Ne' suoi dotti Kartabelli L'erudito 
P.gnalelli. < Br) 

SCARTAFACCIO. Scartabello. Lat. 
libellut. Gr. ^i^yt'ov. Fir. As. 341 E 
preso lor privilegi e scarlafacci, si mite- 
ro in viaggio. / ine. Mari leti. 38. Noo 
avendo fursc letto fra i vostri scartafacci. 
rhe già in Egitto nacque un bue tanto 
savio , che si fece adorar dalle genti . 
Buon. Fier. 3 4-9 ^*^' * ^*'" "''Ioni 
Tutti i suoi scartalacci. 

* SCARTAMENTO. Lo scartare. 
Chiappolo. Lai- reiectio. Gr. «Ta^ci»)'. 
n yoc^^b rtZ/a voce CHI 4PP0L0.C) 

SCARTARE. Gettare in giiicando a 
monte te carte che altri non vuole , e 
che si hanno di più. Malm. 8- 61. Sen- 
do scoperto a\er di più una carta, Per- 
chè dì rado, quando ruba, scarta- Lasc. 
Sibili. 2. 2. lo me no posso andare a 
monte a mia posta , che voi m' avete 
scartato in tutto • per tulio ( qui in 
senlim. allegorico). 

§. per mttaf. vale Ricusare , Rìgfl' 
lare. Lat. reiicere , Gr. «rfo^lii»». 
Tae. Dav. Ann. 3 68- Cosi fu scartata 
la senlcnsa di Cecina fil tetto Imt Ma 
elusa). Meni. s^t. 7. Già tu non fai per 
me. Sgorbia; ìo li scarto # lac. Sold- 
Sat. 5. Pensa a' suggelli, e sceglierai 
quei putti Che sian di piano e moderalo 
ingegno: Quei che lalì non son, scartagli 
tutti. (Ri 

f SCARTATO Add. da ScarUro , 
Così nel proprie*, reme nel fisurato. Lai. 
reiectus. Gr. aTtO|3>»;3«i'« . Rem, rim. 
1. 70 £ tulli i Paladio farcbbon me- 
glio, Poich' e' sono scartati , andare a 
monte. 

g Dar nelle scartate , ti dice d*t 
f'aler/t di quel che è eia stato ricmsmto, t* 
Dire cote già dette, o sapute da afin; 
metafora tolta dal giuoco delle emrte. K 
SI prende anche per Dar nelle furio. 
Entrar grandemente in collera , Uscir 
ifna<i ftioi di se. Farch. Ercol. 89. 



S e A 

Dare fjvelldnJo nelle scartale, è dire 
i|Urllc cose che si erano delle prima, e 
eh'- ogniHiu si sapevj. Cur. leti. 2. 2;0. 
Se non v* avessi pt-r iutrìnseco amico , 
non ve '1 direi, per paura di non dare 
nelle scartale. '^' Cccch. Prov. \0. Dicesi 
ancora, tu li.ii dato nelle scartale, quan- 
lio uno i' abbaile in cosa che non vor- 
rebbe, o trisla. (C) Huon. Fier !^. 3 a. 
Intenti noi Al sovvenir la barca, Demmo 
nelle scartale. E Tane 4- >• E io appe- 
na me ne innamorai, Ch'io ho dato così 
nelle scartale 

t * SCARTO. Terni, tfei Giuoco . 
L' azione dello scartare j td anche Le car- 
te stesse scartate. (J) 

f * g. Scarto, per simiìit. , si dice di 
Qualunque cosa che si sin rig. tinta dopo 
sceltone ti meglio tra varie della stessa spe- 
cie. (j4) 

* SCARTOCCIO. Lo st^-fSo che Car- 
toccinj ma meno usato . Bollar. Dinl. 
p. i6o. Dopo aver fallo uno scarloccio 
piegato per un verso, ne fanno uno che 
piega per l'altro (qui è un Ornamento di 
Archtlettura che si fa ai capitelli com- 
posti, e ionici). (N) 

* SCAHZA. -^orla di pesce, Mor^. i^. 
66- Gambero, e nicchio, e calcinello, e 
seppia, E sgombero, e morena, e scarza, 
e cheppia. (*) 

SCARZO. Add. Di membra leggiadre, 
e at;ili, Anzi magro che no j contrario 
di Atticciato , Traversato , ìilassiccio . 
Lai agiiis. Gr. i}.ot.fpó<;. Se^r. Fior. 
Mandr. 4 8. lo sto pur bene ; chi mi 
conoscerebbe ? Io paio maggiore , più 
giovane, più stano. Hed. Ins. iSj. An- 
corché sieno un poco minori, e più scar- 
si di corpo. 

SCASARE. Obbligare altrui a lasciar 
la rasa dove abita. Salvìn. Di-^c. 2. 8i. 
Dall'astinenza delle rami degli animali 
fomento più che mai questa opinione 
Pittagora , sdegnando, ptT così dire , di 
scasare, uciidendogti, anime per avventura 
sue parenti (qui per similit.). ^ Bcuv. Celi. 
Vit. 2. i88. Quel secondo abitante che 
io avevo carciato del mio casli'lto , avea- 
mi mosio una lite , dicendomi che io gli 
avevo rubalo gran quaniiià della sua roba 
quando r avevo iscasato. (S) 

SCASIMODEO . S<]uasimodeo. f'arch. 
Ercot cfi. Alcuni (sogliono wari' ) sca- 
simodeo, e chi ancora chiaccbi bicbiacchi. 
Lasc. Streg. 3. l. Io debbo forse esser 
qoasi scasimodeo, o qualrfae nuovo pesce . 

SCASSARE. Si dice propriamente del 
Cavar della catsa le mercanzie, e similij 
contrario d' Incassare. Lat. ex arca de- 
promere. Gr. i'x j(t€oiTOÙ Tzpo'.^ipii^. 

* g. I. Scassare , vaie anche Aprire 
sfonando, e rompendo per lo più a ca- 
gione di furto. Sa'vin, Sencf. 3 8i- Ma 
avendo l'intesa delle robe con lei seppel- 
lite, i ladroni, scas.iando la sepoltura, tol- 
sero lutto il prezioso , e il corpo fecero 
sparire. (A) 

§. II, Per Conquas.fare, o Sconquas- 
sare, che più comunemente diciamo Sras* 
stnare, Lat agitare, cmcntere. Gr. ^la- 
9«i'etv , Fr. lac. T. Questo foco passa 
sopr* ogni altru pena , E lutto mi scassa 
in ciaKuna vena. 

g. HI. Scasiare^ trattandosi di terra, 
vote Divegtiere. Lai. pastinare. Gr Scuio* 
azpOfÙv . ^ Sodfr. Colt, 4'- Meglio è 
sradicare le vili vecchie ec , e dopo due 
anni ec. ripiantarle di nuovo, scassando il 
terreno. (F) 

§. IV. Per simitit. Tac. Dav. Ann. i. 
34- Air alba scassano i fossi , riempionli 
di fascine fcoèt guastano, o rovinano te 
«ponde de' fossi : ti testo lat ha pro- 
raunt ). 

SCASSATO Add. da Scassare. 



S C A 

* SCASSATORE. J'erbaL mosc Colui 
che scassa. (A) 

* SCASSATUIlA. L'azione di cav.ite 
dalle casse la m^rc.mzia , o altra cosa 
incassata, liald- Dee Per ritrovarsi pre- 
sente alla «cassatura delle medesime, già 
stale inviale per mare. (A) 

SCASSKNARE . Rompere, Guastare, 
Sconquassare . Lai fron'^eie , evertere , 
co'rumpere, Gr. TTopàstv. Tì/xv-iv. Dav. 
Colt. l53 Nelle quali fosse non mescolar 
mai 6chi, perchè le barbe loro scassinano 
la fogna. Silv. C.ranch.'ì 12 EgU aveva 
gi'a mezzo Scassinalo quell'uscio. 

SCASSINATO. Add. da Scassinare. 
Lai fractus , ruptns , corrnptus . Gr, 

xixXafl//avo;, avK-yTKTO;, Stif^xpfiivoi. 
Bern. rim. l. 97. Una barcaccia par vec- 
chia , dismessa , Scassinala e scommessa. 
Tnc. Dav, Ann. 2- 4i) Druso arquislò 
non poca gloria col nicller tra' Gemini- 
ci discordie , e far Mjr;iboduo già scassi- 
nato cadere (qui fìgurntam.). K Slor. 2 
zSq. Pericoloso era l'assedio dentro a mu- 
ra vecchie e scassinate ( il testo lat. ha 
dilapsis velustale moenibus). Fir. nov. \. 
a32. Per essere la serratura tutta scassi- 
nata . 

SCASSO. Divelto. Lat. pastinum y pa- 
stinano. * Salvin. Geor. lih. 2. E tagliar 
per gli scassi i grandi pogi;i (F) 

^ §. Scasso, vaie anche A pei tura fatta 
con islrnmento, e propriamente La frattura 
di cassa t o cassetta per un furto. Salvin 
Senof. 3 79. Perilao poi, inteso lo scasso 
del sepolcro , e la perdila del corpo, era 
in una adizione, e in una smanta gran- 
de. (C) 

* SCASTAGNARE Tergiversare, Sfug- 
gire la difficoltà Magni. Lett, Voi non ave- 
te allora a pretendere di cominciare a sca- 
stagnare, col revocare in dublio o il dello 
del profeta, o il fatto di Cristo. ^..^^ 

* SCATALUFFO - Sembra lo stesso 
che Scapezzane , o altra simile percossa. 
Alleg. 90. Altramenti n' avrei mille rab- 
buffi Da Apollo, e voi solenni goccioloni. 
Da lui n'avreste ancor sei scataluffi. (*) 

SCATAPOCCmO Chiamò per ischer- 
zo il Burcbie/lo il membro virile . Lat. 
muto. Gr. /&i>r)' . Burch, 2. 5. Sicrh' io 
vedeva il fiero scatapocchio, 11 quale era 
dell* online maggiore. 

* SCATAPUZZA . Sorta di erba. Lo 
sfesso che Catapuzza. Lat lathj'i.s:. Gr. 
iaàu^ct? . Cr 6, 36. I La scalapuzza è 
calda nel terzo grado , e umida nel se- 
condo . E appresso : La scat.ipuzza ha 
virtù di purgare principalmente la flem- 
ma , appresso la collera e la malinco- 
nia (B) E niim. 3 La scalapuzza è mol- 
to lassativa, e purga di sopra, e di sotto 
fatico'.amenle e con angoscia {') 

SCATELLATO. Add. Lai piobro no- 
tatus , Gr eTTcv^t'tì'njTO; . Farch. Ercol. 
54 Quando chicchessia ha vinto la pruo- 
va, cioè sgarato un altro, e fattolo rima- 
nere o con danno o con vergogna . dico- 
no a Firenze : il tale e rimasto scornato 
ec. , scaracchialo , o scalellato , smac- 
cato , ec. 

SCATENARE, Trnr di catena, Scior- 
re altrui la catena . Lat ex catenis sol- 
vere. Gr. ktt' aXj'^Ewv a~o)u-:tv Bore, 
nov. 3)2. 26. Facendo sembianti di volere 
scatenare il suo uom satvatiro . E num. 
27 E gittatagli una cappa in dosso , e 
scatmaiolo ec. , in6no a casa loro ne *1 
menarono. 

•f V §. I Scntrnare, vale ambe Tor~ 
re. Spogliare altrui dille catene che por- 
ta per ornamento, fìuo/ì, Fier. 4. 4 ^^' 
Alle donne impoirnti e non difese. Tro- 
vandole sparlale dan la caccia ec. Le sca- 
tenan. le sborchiano, svespaiano. (A) 

§. II. In signijìc. neutr. pass. Sdorsi, 



S C A 



io53 



o Uscire della calma. G. J'. j) 237. 3- 
Le galee di don Amfus , eh' erano nel 
porlo di Castello incatenate per conlra- 
dìjre il porto e la scesa a' Pisani, si sca- 
tenarono , e vtnnero contro all'armata 
de' Pisani. 

§ III. Per mela/, vale Scappar fuori. 
Sollevarsi con furia, ed impeto.Lai. ertini- 
pe>e. in^rurrr. Gr. i^opuv.v. Bet Ditir. 
41. Or qual nera con frem'iii orriÌ)ili Sca- 
tenossi tempesta Gcrìssima T 

5 SCATENATO. Add. da Scatenarcj 
Libero, e Sciolto dalla catena. Lat. t'M- 
culis liberatns. Gr. «TTs 0£9ju&JV aoeSst'^. 
But. Coii erano correnti, come veltri sca- 
tenati . 

* §. Diavolo scatenato, dicesi di Per- 
sona bestiole, perverso. « Bocc. nov. 23. 
22 Se io posso rafirenare questo diavolo 
scatenato » (A) 

SCATOLA . Arnese a siml^lìanza di 
vaso fatto dì legno sottile, o anche d* al- 
tre materie, per uso di riporvi entro chec- 
che si sia . Lat. pjwis , capsula , thcca . 
Gr, TTL'I't'?, xiSwTtov, S/)'/v5, Bocc. nov. 
63 4- Lasciamo stare d'aver le lor celle 
piene d' alberelli ec. , di scatole di varii 
confetti pien- . E nov. 76. 12. Vennono 
con una scatola di galle, e col fiasco del 
vino. Buon. Fier. 2. 2. 10. E *n quesle 
grandi scatole 7 T. I disegni Qui tengo, 
come avvien , poco finiti. 3falm. 12. U. 
Chi ha scatole, chi sacchi, chi involture 
Di gioie, di miscee, di biancheria, ,. 

§. E perchè nelle scatole degli speziali 
è scritto a lettere grandi quel che v* è 
dentro, diciamo proverbialm. Dire a let- 
tere di scotola, o di speziale, e vale Di- 
re ad alcuno il suo parere chiaramente , 
alla li/'Cra , e, come altramente si dice, 
fuori de' denti . Lai. libere Icqui , nudo 
capite dicere Gr. Tzapprini.d^zr*. Farch. 
EtcoL 99. Dire a lettere di scatola, o di 
speziale, è dire la bisogna chiaramente, p 
di maniera che ognuno senza troppa spe- 
culazione intendere la possa . Bern. Òri. 
2. i4- 55. Il peggio che so far, fo al mio 
nimico ; A ledere di scatola le *l dico . 
Bed. Fip I. 12. Plinio lo avea detto a 
Idtcre di sralola . 

SCATOLETTA. Dim.dì Scatoìaj Sca- 
tola piccola Lat. niella. Gr. x tSwTtov. 
Sag£. nat, esp, 98. Cominciammo a vo- 
tar l'aria della scatoletta con uno schiz- 
zatoio inserito a vile nella bocchetta . E 
appresso ' Acciocché ec. non potesse la 
medesima rìenlrar nella scatoletta . Bed. 
lett 2. l55. Mando a V. S. iHustriss. la 
scaioleiia per trasmettere al sig. Marcello 
Malpighi a Bologna. 

SCATOLINO . Piccola scatola . Lat. 
arcella , capsula . Gr. xtSw'nov . Bed. 
I"s. io4- De' quali ci serviamo in vece 
di scatolini. Buon. Fier, 4- 4' **-*■ Schiu- 
do Lo scalolino, e trovomi i sonagli Ave- 
re in mano. E 4- 5. 27. Occhiali , sca- 
tolini e alberelli . 

SCATOLONE, e SCATOLONA. Ac- 
cresctt. di Scatola. Lat. magna capsula , 
thfca . Gr. j^Ey^yt] 'àr^xri . Buon. Fier. 
2. 2. 3- Ma chi è costui con questi sca- 
toloni ? E 3. I. 7. Sfibbiane! queste ci- 
gne , E sgravianci le spalle DÌ queste 
casse , o stipi , o scatoloni. 

SCATTARE . Lo scappare che fanno 
le cose tese di quelle che le ritengono , 
come archi , e simili . Salvin, Disc. 2. 
322- A un tratto, rimosso l'oslacolo, scap- 
pa e scatta, qual malinconica molla. 

§. I. Per Passare, Scorrere. Lat. ela- 
bi. Gr St-^Uy-tJ Farch. Slor. io 3l7. 
Tutti volevano essere, ed erano, senza la- 
sciare scattare pur un giorno, pagati. 

§. IL Per similit. Malm. 8. 54- Per- 
che, scattando un pel , tu avresti fritto 
(cioè, sgarrando, uscendo un minimo che 



iu5ì 



5 C A 



dell* iilnizioQe avoU ) . # Imperf. Tim. 
D. 4- T. 6. zSy. Giudicaroa I* aniverso 
ec- preadere il filo oriiinaituimo del pro- 
prio ine jm mio a menta alle sue varie e sì 
Iiene aggiustate opcrasioni , né da quello 
scattar punto giammai. (F) Sfogai. Leti, 
seient. pa^. i3i. (f'caezia IjSi.) Se voi 
aveste un orìuolo ec. per modo cbe io 
dieci anni non v* abbia mai tcaltato d^ì 
veri punti del mezzodì e della mezza not- 
te quanto è un minuto secondo, voi ec. (I^j 
^ g. HI. Scattar moUo, o pìco , o Ji- 
mi/et da una cosa, o persona ad un'altra, 
vale Estervi molto, o poco divario. (C) 

* §. IV. Pi:r Ci-ssare, Schivare, S/ug. 
gire. fav. Etop ^5 (Padova iSii) Ac- 
ciocché Doo facestooo (gli /fleniesi pri- 
ma liberi) a loro senno , poseglì legge, 
e soUoposcgU a Re ; e cootrappaiiarono 
a* comandamenli y i quali potevano scat- 
tare, (.iftn) 

SCATTATO. j4dd da Scattare. 

SCATTATOIO. Quello strumento adun- 
co, per lo più di ferro, dove s' atlacca la 
cordai dt'ir arco, o similij Scoccatolo. 

* SCATTINO, Ttrm. degli Qriuolai. 
Piccolo tcatti delle repetizioni , H quale 
r messo in libertà dalla stella del suo- 
no. (/I) 

SCATTO. Lo scattare. Sagg nat esp. 
zSo. S' intende sempre dallo scatto al ri- 
toroo. # Salvia, fiuon. Fier. i. ^. ^. 
Scatto si dice della motta , quando ella 
scalta, cioè scappa dalla sua tenitura e 
pressione, cbe si leva a gran distanza. (B) 
§ I. P^r Discrepanza , Divario, che an- 
che in .^ens) figurato diremmo Salto. Buon. 
Fier. I. 4- 4* Registrata oe vidi una al 
seccnto. Che dovev'ire al decimo (odi 
scatto t ) ec. 

^ ■^. II. Scallo, chiamano gli Oriuolai 
Quel pezzo dei^li oriuoli , che libera il 
meccanismo della soneria. (J) 

* SCATURIENTE. Che scaturisce. 
Lat. exstlienv , scafuriens. Gr avK^iJ* 
^fijy. Buon, Fier. ^. 4- l8 In mezzo a 
cui par rider scintillante Limpido fonte , 
che r aere irriga Scaturlcnle, e poi l'erbe 
p i fior bagna. E 5 2. l. Poi dove fon- 
ie, cb* è d' uà masso inciso Scalurivote , 
a confortar la sete Ci esponga il chiaro e 
gelido liquore. (*) 

SCATURIGINE SorgeaU propriamen- 
te dell' acque. Lat. scaturito. Gr. avoc- 
piuct;. Red. Ditir. 35. E 1* ondose sca- 
turigiai ec. Di rovina sono origini. San- 
naz. j4rcad. pros. 12 Ove molti laghi si 
vedeano» molte scaturigini, molte spelon- 
che, che rifondevano acque, dalle quali i 
Bumi, che sopra la terra corrono , pren- 
dono le loro origini. 

'r g. Scaturigine, figuratam. vale Ori- 
gine. Sqner. Pred. Pai. Jp. 5. 7. Eli' 
ebbe tutta la sua scaturigine in quella pri- 
ma debolezza del Vescovo. (Nj 

•r SCATURIGlONE..y<:fl/«r/g7/ie. Bellm. 
Disc. 12. Non altro sarete ciascun di voi, 
che fabbriche e sraturigioni non mai man- 
rhcToli e sempiterne, traboccanli in fiumi 
di lutto fuoco, (Min) 

* SCATURIMENTO Lo scaturire » 
Scorrimento* Lat. effluxus Gr. a'va^iu- 
ot;. Il J'ocabof. alla voce AVVENIMEN- 
TO, g. III. (•) 

SCATURIRE. Propriamente 11 primo 
scoppiare , uscir dell'acque dalla terra, 
o dai nio-tti. Lat. scatere, scaturire, flue- 
re. Gr. ^ilU^eiv. Fiamm. 2. C) Abboo- 
<lanti lagrime da* suoi occhi, come da due 
fontane , cominciarono a scaturire ( qui 
per .ùmilit.). Tac. Dav. Star. 4 365 
Quindi (del monte Libano) oe scaturisce 
il fiume Giordano. 

^ 5 '' *'' signific, att. vale Mandar 
fuori. Cbiabr, nm. Torbido scaturisce II 
beli* occhio terco lucidi 6umi. (fìr) 



S C k 

5 SCAVALCARE. In signfìc. neutr. 
vale Scender da cavallo, SmonOtrt, Lat. 
ex equo descen-iere, equum demtttere. 
Gr. itxra^xtvftv atro tjj t*TTOy. Fi- 
loc. 2. 201 • Addestreremo il vostro ca- 
vallo, e voi serviremo , con debita rive- 
renza e onore, inGno a tanto che voi , ri- 
cevuta nella nuova casa , scavalcherete. 
Tac. Dav Vit. Agr. 398. Scavalcò, e sì 
pose dinanzi all'insegne. 

# 5. I. Scivalcare in un luogo, parlan- 
dìsi di chi viaggia, vale Fermarviii a 
fine di prendervi riposo, o di soggiornar- 
vi, m Cron. Moreli. 35j,Fu fatto loro gran- 
de onore; iscavalcarono in santa Croce. 
Fir. Ai. 3;. Quando mi accaderà di ca- 
pitare in questi paesi , io non mancherò 
di venire a scavalcare in casa vostra*. ^O 
§. II. Scavalcare, in signific. att, vale 
Fare .scendere, o Gittare da caiaUo , 
Lai, equo deiicere. Gr. a'rrò raJ tTTOu 
aTu^stv. G. V. II. 96 .'i. Alla fine fu 
scavalcato, e fedito meiser Luchino. 7V- 
seid 2. 65 E per lo campo le genti or- 
gogliose Uccidendo, ferendo e scavalcan- 
do, ec. lìem. Ori. 1. I. 3i. Ma chi po- 
trà Uberto scavalcare, Abbia per premio 
la persona mia. 

§. III. Scavalcare, per similit. vale 
Levare una cota di sopra C altra Sa-jc, 
nat. esp. l^5. Avendo l'energia del fred- 
do , nel rarefare, scava'<:ato d'insieme le 
viti. 

§. IV. Scavalcare altrui, fì<^itratam. va- 
le Farlo cader di grazia, o di grado tt al- 
cuno, soiten'rando in suo luogo. ^ Car. 
leti, in-d 2- 9j, Fino a ora ho scaval- 
cato Mignanello del tutto, e batto S. Vi- 
tale che per vìa dei suoi intrinsechi in- 
tendo che se ne duole a cielo. (X) Se- 
gner, Pred 33. 10 Le vostre politiche 
non si stendano se non il più a scavalca- 
re un vostro emolo nella corte, (CP) 

* g. V. Scavalcare. Term. de' Calzet- 
tai. Far che una maglia entri neW al- 
tra (A) 

SCAVALCATO. Add. da Scavalcare . 
M. f, 5. 2. Lo eletto Carlo sopraddet- 
to, giugoeodo a san Piero ec. , iscavalca- 
lo colla sua donna , furono ricevuti nella 
chiesa con grande tumulto di stormeoli. 
Tac. Dav. Ann. i5. 218. Fenìo Rofo 
prefetto ec-, scavalcalo di grazia al Princi- 
pe per crudeltà e sporcizie da Tigellino. 
(qui nel signific. del g. IV. di SCAVAL- 
CARE ; il testo lat. ha quem in animo 
Principis anteibat ). 

I SCAVALCATORE- Ferbal. masc 
Che, o Chi scavalca. Fr, Giord. Pred. 
R. Godono di essere scavalcatori nelle 
corti (qui nel signific. del §. IV. di 
SCAVALCARE ). 

SCAVALLARE. Scaivleare. Lat. equo 
dfiicere, equo deturhare. Gr. oCtto Toy 
Ttttsu TTOcpoiSeìv. Guid. G. E similmente 
Pari fue scavallato. Teseul. X 75. Così 
Teseo, 6eramente andando Co'iuoi mm- 
pagni infra le donne ardite. Multe oc ^a 
per terra scavallando. G. /*. 7. i3o. 7. 
Fu si forte la percossa, che i più de* fe- 
dilori de'Fiorcniìni furono scavallali. Bui, 
inf* 22- I. Dove non si cerca vittoria, se 
non dello scavallare. Tav, Bit. Ed era si 
grande la tempesta, e lo scavallare dc*ca- 
valieri, «e. ( qui in farsa di nome ) 

§. I Scavallar» alcuno, figuratam. df 
damo del Farlo cadere iti gratta, o di 
grado altrui, sottetttrandù in suo luogo . 
Lat. afiquem apud aliquem cnminando , 
ipsum in il/iut animo antrire. Tac. Dav, 
Sior. I. 366, Maligno e astuto, scavallava 
i buoni r modesti, 

g 11. Scavallare, tn signtfic. mmlr, , 
per i scapigliarsi, S^'0''dfllare. Lat. Imsci' 
vtre. Gr. a'iiiyìit. Tae. Dav. Ann. i3. 
178 Nerone vi veniva, per andar megbo 



S C A 

scaralbodo fuori della città Malm.6. i3. 
Di quanto ha fatto, scavallato e scorso , 
Ci fa sentire al raor qualche rimorso. 

SCAVALLATO Add da Scavallare. 
Lat. ei7uo deturbatus , dtiectus. Gr. 
«Td Toù trzTtoM )taTa^i»53a'5. G. V. 
12- 16. 4 Chi fu preso ec , e chi per 
le vie fediti , morti e scavallati. Dav, 
Scism |5. Vedendosi da Anna sua mi- 
nor sorella scavallata, e da lei. e dal Re 
dispreizala, n* andò alla Reina, e dissele. 
(qui nel tigmfc. del § I. di SCAVAL- 
LARE). 

•f SCAVAMENTO. Lo sravart.t^X 
effossio, excavatio, Gr. e'xxi'Xusi;. Vìv. 
Disc. Arn. 1. Non sì replichercbbooo di 
tempo in tempo gli scavameoli de* loro 
alvei. 

SCAVARE. Cavar sotto. Affondare, 
Far buca . Lai. cavare, eff'odere Gr. 
xaTS(7<a7rTetv Cr. 2. 29. i. Spesse voi- 
' te avviene cbe i fiumi col loro impelo 
! scavino e scalaaoo le ripe delle possessio- 
ni, e faooole rovinare. Pallad, Il casta- 
gneto spesso si vuole scavare e lavorare. 
Red. Ins. 89 Quando le locaste pastn- 
' rano di primavera , cercano uo lerreoo 
I grasso e umido, sopra di cui si gellaoo, 
e colte code scavano certe fossette. 

'!' § Scavare, figuratam. vale Cavar 
di bocca. Scalzare. Salviti. Fier. Buon, 
4- 2. 7 Scalzalori, che scalzano, che sca- 
vano gli altrui senlimeoti eoo bella e w>t- 
lile maniera. ^.Y^ 

5 SCAVATO. Add. da Scavare. LaU 
excavatus. Gr. /.aT£««/jiju.evoi. * Ruceti. 
Ap. 220< E foggi l* acque putride e cor- 
rotte U dove spiri grave odor di 

fango, O dove dalle rupi alte • icjvatc 
Il suon rimbombi della voce d'Eco, ec. (B) 
•f # g I. Scavato, detto di Cadavere ca- 
vato dalla terra, dove era sepolto. Vit 
SS* Pad I. 116 Sotterrandolo sotto V 
arena, la mattina seguente lo trovarono 
scavato dalle bestie, e lutto quasi dilaoiato 
e roso da loro. (A) 

* %. II. Per Incavato, -Cr. ^ ',. 3 
Abbia ( il camallo ) le falci cbioate come 
il cerbio, l'unghie de* piedi ampie, dure 
e scavale quanto si conviene. Fir. Dial. 
beli, donn, Ò'Q, Servono eziandio quelle 
vie lortuoif, e come cavernelle scavale, 
acciocchì; il suono della voce entro vi cre- 
sca - . (A) 

* SCAVATORE l'erbai, mate, Che. 
Chi scava. Salvia. Disc 3. 8o. Qoeftlo 
uccello i Greri dicono j^oxo^octinif.cioé 
scavatore di quercia. (*) 

* SCAVATURA. Scavazione, Scava- 
mento. B'irt. Lapide trovata nella scava- 
tura sotto terra in Montagnooe. (A) 

* §. £ per incavatura. Bart Rie. 
Sav. l. i. 14 23[. Eotraodo le ioferiorì 
prominenze dell'una oelle superiori sca- 
vature drll' altra. (C) 

* SCAVAZIONE. Lo scat-are. Ca%a, 
Lat. fossio, Gr. )rst7av9i(. /l FocaJ'cl. 
alla voce CAVA. g. V. {•) 

SCAVEZZACOLLO. Caduta a rt-mpt- 
collo. Ben, rim. I. lOO. A sostrocre i 
tuoi Scavcztacolli dinaosì e di drelo , Bi- 
sogna acciaio tempralo io aceto Cfcch 
Esali. Cr 7.6 ChequesloFuituccio da galea 
sempre gli metta Nuo\i scavezzacolli? f^i 
figurai., e vale imbrogli, pencoli). 

§ 1. j^ scavttimcolh, prsto av\>er*tialm . 
vale Precipitosamente , (Vn ptrieolù di 
scaveszarsi H collo. Lat- in praectp*. Gr 
?I;30TfTw;. Tac. A>m-. Slot. 3- 325. Gli 
altri ti giliavano a scavetiacollo alle navi 
(il tetto lat Ajiruebaot). Serd.^or, m 
389- Parre si giilarooo a seaveiaacoUo 
fuori delle mura e delle fiorstre. 

« g II. Scaveizacolh, in feria di awrerh., 

SI usa anche sema la particella A da- 

I lanti Lasc, Nam. 3 4* '4- ^ '** mando 



e A 



S C E 



S C E 



I0!i5 



con uo colpo di lancia Si'avcMacoUo ro- 
toloni in Francìj. (lìr) 

8. IH* Scavezzacollo, diciamo anchr a 
(Ji-mo di sca'id>tlosa vita. Lat. in cmne 
facintisproifctus. Gr. :t3vr)poT«To; * Car. 
Reti. Àrist. 219. A. uno ailiralo si com- 
porta facilmente che eoo parole doppie 
dica che cului di chi parla fosse uno sca- 
veuacullo. o uno squj.^bat'orcbe. (C) E 
Apol. 239. Credevo che voi foste, come 
dire un timone ec. ma non già che foste 
uno scavcMJCoUo, e uno scherano. (F P) 

SCAVEZZARE. Siapezzart, Rompere , 
Spezzare m tronco. Lat. discindere, di- 
sritnipfre , truncare. Gr. Jiaxs'TTrsiv. 
Frane. Sacch. nov. I17 Io scavezzerò 
loro le braccia sulla colla Bern. Ori, i. 
l5. a.^. Colale Orlando attraversa, sca- 
vezza. Urta, getta sossopra, strugge, ucci- 
de. Buon. Fier ^. 3- 6, Va', che tu cre- 
pi, e che lu rompa il collo. E quel ti 
61 sca?<'KÌ (qui nfutr. p^ss ). 

g, J. per mftaf. Lat. prcvcpìtare. Gr. 
xaraparTSiv. Tac. Dnv. Ann. 3. 63. 
L'avverti a non iscavezzar la retlorica , 
per troppo volerne, 

g. II. In prove» bioi Chi troppo s'as- 
sottiglia^ si scavezza j e vale , che Chi 
troppo s^Jìsticn non conchiude » e non 
conduce niente a fine, Lat. ahrampetur 
tensus Junictilus. Petr canz. 22. 4- ^ 
chi troppo assottiglia si scavezza. ì'arch. 
Ktcol. 187. Non voglio gi*a niaocjre di 
dirvi, qui'l proverl'io parermi verissinto ; 
chi troppo s'assottiglia , si scavezza. Buon. 
Fier. I, 2- \. Venir dall' aria , La cui 
troppa acutezza Assottigli indo più sempre 
ì cervelli ( E qui vale il proverliio) , gli 
sca velia. 

SCAVEZZATO, e SCAVEZZO. Add. 
da Scavezzare. Lai amputatus, ditrun- 
catu*. Gr. :t5j5ira,u£t*5, octìvotsi; Buon. 
Fier. 4 2. 7. E d'ogni altra eminenza 
iOa sca*c«o Rotolar qua e là. Car lelt. 
2. a35. Farei che un sol monte restasse 
in pie , e quellkj anco scavezzalo da' ful- 
mioi. 

SCAVO. Ln Parte scavata di qual- 
che cosa. Lat cavum, part excavala, 
Gr. to' xoDov, zot'iwaa. Ftr. Dia/, beli. 
donn. àiS. Quello scavo che è tra l'in- 
dice e 1 dito grosso, sia bene assettato^ 
teosa crespe, e di vìvo colore. 

SCAZZELLARE. Trastullarsi j voce 
bassa. Lat. colludere. Gr, co^wTrai'^stv. 
Cant. Cam 5l. Qualcb'allro e' è, e' ha 
assai del nuovo pesce. Che con noi scaz- 
zellar non gli rincresce. Lasc» Madr. 18. 
Quando per passar ozio E per piacer 
eoo le Muse scazzello. 

SCAZZONTE. J'erso usato da'Greci 
e da* Latini , simile alt lanifnco, fuori 
che nf ir ultimo piede, che è Spondeo. 
Lai scazon. Gr. sza'Cwv. Btd. Annoi. 
Ditir. S\. fpponatte ec. conta in certi 
iuoi versi, che forse sono scazzonti, che ec. 

•f SCEBRAN. La Scebmn ma^^iore 
di Mesue e QueW erba che altrimenti 
vien detta Esula maggiore, e da Dio- 
scoride Piliusn. Lat. tiihymalu.i . Gr. 
TtSu/zot/s;. Ricett. Fior. 37. Per 1' e- 
"ula maggiore s'intende la piliusa di Dio- 
tcoride. e la scebran maggiore di Mesue. 

SCEDA. Beffe, Scherno. Lat. irrisio , 
lujuì. Inditi. Or. );)£y«<iuo'$ Bant. Par. 
39 Ora si va con molti e con iscede A 
predicare. But. ivi: Con iscede, cioi? detti 
beffevoli, che strazieggiano e contraffanno 
lo pLtrlare altrui. Sceda è la prima scrit- 
tura, en anco sìmulaiione e conlraffaci- 
menio, come quando l'uomo straiieggiando 
contraffa altrui. Dtttam 2. ip. Quanto 
è folle colui che Si^a scede Della voce 
d* Iddio, e quanto a lui Danno tornò , 
beffando delb fede 1 Arrigh. 44- Egli 
canta di me infamia , e con molle beffe 



l'empia lurba di me fa scede. Tralt. 
pece, niorf. Ancora la pp^G"^ > *^''*-' "g^' 
si gabba e fa sceda de'riccbi, e de' buoni, 
e de'siinti, e giusti uomini. 

g. I. Per Lezio, Smorfia, Lat. deli- 
cine. Gr. rp^f*ì. Bolc. nov. 7^. ^. Con 
suoi modi e costumi pieni dì scede e di 
spiacevolezze. 

* §. II. E per Scrittura abbozzata , 
Prima scrittura j e per lo più si dice a 
quelle </e' A'ofai. Lai. sc^ieda. Gr. lyi^fi. 
But. Par. 20. Sceda è la prima scriliura, 
ed anco simulazione e contraffaciuieulo , 
come i[uando t' uomo sUatieggiando con- 
traff"j altrui. (*) 

SCEOATO. Addiett. Dato alle scede. 
But. in/ |5. 2 Come bestiali e scedali, 
dicono che vogliono esser nominati almcn 
per lo vizio. 

SCEDEHI'A. Sceda. Lai. sctirrilis io- 
cus. Gr. (j/w/ji/jia, j3ùJuo>o^t*a. But Inf. 
29 2. Tra r.illre scuderie, faceano frig- 
gere li Gorìni f qux forse, per delicatezza 
eccessiva e matta ), E Par. 2_i). 2. Basta 
pure ai predicatori del tempo presente , 
che dal popolo, che sta a udire, si rìda 
bene per li motti, e per le scederie ch'e' 
dicono. 

* SCEDONE. Figura schernevole, che 
suole servire da men.sof<t, o da capitello. 
But. Purg. IO 2. Mensola : questo voca- 
bolo significa lo piumacciuolo, o lo capi- 
tello, o Io scedone , leoncello che si 
chiami, che sostiene qualche trave. (*) 

SCEGLIMENTO. Lo scegliere. Lat. 
delectus. Gr. :TjS5:tt'pi7t;. -li Bellm. Disc. 
I. 134. Tulle questi: belle parole, ch'io 
v'ho delle, vogliono po'dire Ìl medesimo 
a capello ec, per l'uso dello sceglimenlo 
del cibo nostro, ec. (B) 

SCEGLIERE, e SCERBE. Cernere, 
Separare , o Mettere di per se cose di 
qualità dner.ta , per dt^lingnerle, o per 
eleggerne la migliore j e talvolta Elegger 
semplicemente. Lai eligere, seligere, se- 
cernere. Gr. iTiJsysiv. xaTa)ì'/£tv, v'no- 
xpi'vetv. Da.it. Inf. 1^. Rea la scelse già 
per cuna fida Del suo Byliuolo. ìì. Purg. 
1. Quale ei;li scelse L' umile pianta, colai 
si rinacque, E 28 Una donna soletta, che 
si già Cantando, ed iscegliendo fior da 
fiore. Ti Par. 28 Le parli sue vivissime 
ed eccelse Si uniformi son, ch'io non so 
dire Qual Beatrice per luogo mi scelse. 
Petr. son. 277. Vidi un'altra, ch'Amore 
obbietlo scelse. Amm. Ant.H- 3. 8 Com- 
mettiti all'arbitrio di Dio , il quale leg- 
giermente suol dar lo bene, e avvedutis- 
simamente lo sa scegliere. Pallad. cnp. 7. 
Allo scegliere del campo e del sitosi vuole 
porre mente. G. V. '■ 85. 2. I migliori 
che sapessero scegliere a Bordella in Gua- 
scogna, uno, che ebbe nome Otto, fu il 
primo scello e coronato per li Romani . 
Ricetta Fior. 11, Di quelli (semi) che 
vengono di fuori, e di paesi lontani, bi- 
sogna ec. srerre quelli che sono più pieni. 

^ §- Scegliere , vale anche Distingue- 
re. Tes. Br. I. i5. Ragione è un movi- 
mento dell' anim.i , che assottiglia l'inten- 
dimento , e sceglie il vero dal falso, fi?r^ 

SCEGLITICCIO, ia Parte peggiore, e 
più vile delle cose scelte. Lai. purgamen- 
tum. Gr. y.rJ.^'JLpp.v., 7r£|5c'^r;'j.«. 

t SCEGLITORE. Inerbai, mmc. Che, 
Chi sceglie. Lat. selector. Gr. ixìoyiui. 
S. Agost. C. D. La Dea , del cui dono 
questi sceglitori ood posano tra gì' Iddìi 
scelti 

SCELERAGGINE V SCELLERAG- 
GINE. 

* SCELERARE. Commettere scelenig- 
gini Bccz 6q. A* vizii sottomette il no- 
bil cuore. Libidinosamente scelerando. E 
108. Il non punire dello scelerare repu- 
tano esser felice, (f) 



* SCELERATAGCINE. V. SCELLE- 
RATAG(;l\E {•) 

SCELERATAMENTE V. SCELLE- 
RATAMENTE. 

SCELERATEZZA. F. SCELLERA- 
TEZZA. 

SCELERATISSIMO. /'. SCELLERA- 
TISSIMO. 

SCELERATO. V, SCELLERATO. 

* SCELEUEZZA. /'. A. Scelerità, 
Scelleruggine. Fr. lac. Cest. 2. 5. 5l. 
Il maestro che avea fatta cotale sccleret- 
za, disse sccleratc parole. (N) 

SCELERITA'.SCELERITADE, eSCE- 
LERITATE. F. SCELLERITA'. 

SCELLERAGGI>'E, e SCELERAGGI- 
NE. Scelleratezza. Lai. scelus , factnus. 
Gr. /At'aff^uK, ro'^rìpioc.. Albert, cap l^!^. 
Siccome quel ladrone degnamente per sue 
srelleraggini 5 ' uccidea. Wor. S. Greg. lA. 
l5. Il popolo di Isdrael era infiammalo a 
far vendetta di questa sceleragcine. 

SCELLERANZA. /'. A. ScePeratezza. 
Lat scelu.<, Gr. ::ovnpt'a. S, Agost. C. 
D. Giudicando esser grande scelleranza , 
se 1* uomo uccide se medesimo, /'jl. S. 
M. Madd 6. Ricorsono a Dio, farcendo 
fare molle orazioni e molle limosine, pre- 
gando Iddio , ponesse fine a tanta scelle. 
ranza. ^ Car. Fn. 8 3i3 Caco ladron 
feroce e furioso, D' ogni misfatto e d'ogni 
scelleranza Ardito e frodolente esecutore. 
E y^S- A «he di lui (Mesenzio) contar 
le scelleranze 7 A che la ferità? (B) 

* SCELLERARE. Contaminare, 3fac^ 
chiare. Render colpevole. Lai. scelerare. 
Fior. It. 7.y^. O Enea , abbi pietà del 
misero , che qui è sotterralo ; guardati , 
o Enea , di non scellerare le lue pietose 
mani (C) 

* SCELLERATAGGINE, e SCELE- 
RATAGGINE. Astratto di Scellerato. 
Scelleratezza. Lai. scelus, improbilat. Gr. 
Trov/jpi'a, fj.'sx'^'^p'-'o!.. Giuv Geli. Vit. Alf. 
20. Era consapevole e incitatore dì così 
brutta e empia scelerataggìne. fT I23- Ma 
questa sì empia sceieralagginc, concepufa 
si brullamente ec. non si potette coprire 
sì a lungo , eh' ella non venisse ec. agli 
orecchi de'CoIonnesi. (C) Segner. Crivt. 
instr. 1. 8. 21. Si eslermini da tulli voi 
la bestemmia , peccato che va congiunto 
con ogni altra scellerataggine. £"1. n, 
14 Dopo aver quasi dormito tutta la set- 
timana, nella domenica sì scatena, ed em- 
pie di scellerataggini il Cristianesimr». (*) 

SCELLERATAMENTE, e SCELERA- 
TAMENTE. Avvi-rb. Con i^celleratezza. 
Lat. scehrate, sceleste. Gr. Trovyjcw;, 
p.OX^ripÒii. G. r. 6. 67 3. Scellerata- 
mente, e a grida di popolo gli feciono ta- 
gliare la lesta. Petr. Uom i7/. Con gran- 
dissima crudeltà scelleratamente aveva 
morto il Senato. F/r. Disc, nn l\\. Quella 
donna a Pistoia non sarebbe morta , s'ella 
così scelerala mente non si fusse voluta 
contrapporre agli amori della sua criata . 
J ardi, Lez, 68. Che bisogna per provare 
che le cose o iniquamente, o scellerata- 
mente fatte punire sì debbano , allegare 
gli autori Cristiani 7 

3 SCELLERATEZZA, e SCELERA- 
TEZZA. Fatto pieno d' eccessiva malva' 
gita, e bruttura, Scelleraggìne. Lat. sce- 
lus, fncinus, improbitas. Gr. piuiixa , 
TTOVijptK. /zo^fSvijCi'a. Fiamni. 4- 162. In 
brieve ninna grave scelleratezza fu senza 
esemplo. Fir. As. 120. Commette senza 
tema e senza danno scelleratezze , e non 
fa niai altro che male. 

^ §. Scelleratezza, vale anche Inclina. 
zione al malfare. « Tac. Dav. Ann 2- 52. 
Ma essendo rapito dalla sceleratezza di 
Pisone e di Plancina, Ijs^ìo questi ultimi 
preghi ne' vostri pelli ». . Car. En 2 179, 
Non ben sapendo ancor ec. Quanta sce- 



io56 



S e E 



S C E 



S C E 



leratczzz e (juaala aUuzia Fosse ne' Gre- . 

CI. (C) 

SCELLERATISSIMAMENTE. Superi, 
di Scelleratamente. L-il sceUttitsime ■ 
Gr. rtovYipo'TXTV.. S Jgott. C. D. il 
qu^le ODO può se non iscelieralissimamea* i 
\e dire : urcidili. 1 

t SCKLLEKATISSIMO, e SGELERÀ- 
TISSIMO. Superi di Scellerato. Lai. set- \ 
let'atissintui, scelestisstmtis. Gr. TtO'/ripó- \ 
TaT35, /jt3;^à>j^3TaT05. S. dìo. Grtsost. i 
I2A- Per impiclà delle cose scelleralisiime 
«-■ccedelte ogni memoria d* uomo. liut . 
Fisgiori ec, che non furono u imini scel- 
leratissimi. /'((. SS. Pai. I, i83. Era 
uomo scelcralissimo, e furo, e micidule. 
JBoez. Varch. 3- 4- Conoscendo ia lui 
mcnle di malvagissimo bu&oap, e dì ice- 
leraii&sima spia. 

t 1 SCELLERATO, e SCELERÀTO. 
Add. Colpevole, o Capace di ^ran deUtll. 
Lai. sccleratuf , scc/estut. Gr ttwtjpo^ , 
u.ox^flpo''f Petr. c<tp. 3. Procri. Artemi- 
sia con Deidamia, Ed altrellanle ardite e 
scclerale. D<tnt. Inf. 20 Chi è più sctrlle- 
rato di colui Ch* -1 giudicio divin passion 
porla? E 3o- Ed c;;li a me: quella è 1* 
unima antica Di Mirra scellerata. /'/(. 
SS. Pad. i- 184. Questi cosi disperato e 
sccleralo, come piac«]uc alla divitM mise- 
ricordia, essendo una fiata in pericolo del- 
la vita per li suoi nialeficii, fuggine ad uu 
nionasterio. 

^ §- l. Scelìer.tto, si dice anche di co^a, 
e vale Iniquo, Miilva-^io, At'oce, ** Bocc. 
novt l- 38 Comeccbé la sua vita fosse 
scelerata e malvagia » . (C) Ch'ale. Frutt. 
lini;. ^^^' Confissoli suoi grandi e scele- 
rali peccali. E 372. Cbe mi gioverebbe: 
la confessione dopo tanti , e sì scellerati 
mali che io ho fatti? G ì' lib 9 tnp, 
102. La quale fu una scolerata crudel- 
tà. (D Ar. Fur. 45. 59. Quale il ca- 
nuto ligco rimase, quando Si fu a la men- 
sa scelerata accorto. Che quello era il suo 
figlio. (!Vj Mcnz Sat IO. E per quant' 
anni egli ravvolga al subbio. Mai non fia, 
che sì muti, e nuova massa Uiu fia che 
aggiunga al scellerato rubbio- (Cj 

V § II. Per Infamissimo, Malaugurato 
•grandemente. Oli. C^m, Inf. 7. I23. E 
tosi nonostante cbe per alcuni scellerati 
movimcnli di stelle , o per influenza rea 
d'alcuno corpo di pianeta, o per disposi- 
zione, qualilade ec. nicntenieno ce. (N) 

*SCELLERE. V L.edA. S^eUera^f^ine. 
Tìittam. 1. 27. Non piace alli Roman, disse 
il gran viro, Che tavalieri uccidano il lor 
Duca , Nò preinio dar di scellcrc e mar- 
tiro. (C) 

SCELLERITA\.SCELERITA',SCEL- 
LEUITADE, e SCELLERITATE, SCE- 
LERITAUE, e SCELERITATE- Scelle- 
ratezza. Lat. scelu.t, sceleritas. Gr. fti'oc- 
apuL, p.Qx^fif^'-^- ^f*^''- -S' C«g. 2. 10. 
Ma non crediamo pertaalo cbe i figliuoli 
di sì fatto uomo per l'uso de' conviti sì 
dessoQo a s<elleritadi. Jl 2- l5. Il mio 
diletto nella casa mia fece molle scelcrì- 
tadì. E 11. 22 Mostrami quante, ovvero 
come grandi iniquità e pcccili io abbia , 
e le icelcrità e i falli mici. Capr. iSotl, 
1. 10. Da che nascono il più delle volte 
1 iradiiucoti delle patrie ce, ed ogni al- 
tra scelerilà, se noa dalla voluttà e dal 
diletto T Fir. Ajc 2^)3 Con tante simu- 
lazioni di paura e semplicità di parole 
aveva quella scellcnlà ordita. 

t SCKLLEROSO. T- A. Add. Scell,- 
rato. Li\. nef ari,, <t sceleslus. Gr. po^^A- 
pòi % Tiovijco'i. Seal- Claustr. 461. lUn- 
nu ricevuta tn se la scrllcrosa, putaolenle^ 
e malfattrice ainislade dei peccatori. 

t SCKLO./'. A. ed A.ScellrrafmineLal. 
scelus. Gr ptxopoi.. Morg. 27. 260- E dis- 
»c: o tradilor Marsilio, or ceco Dove tu 



commetlesli il grande jcelo. E 28. 35. 
Nuo si dice egli aoror del Vangelista , 
Benché rio comparar par forse scclo? 

SCELTA. Lo sceghrrr, EUzime. Lai. 
eleciio, delectuf. Gr. ÌK'*oy{- Bocc. nov. 
77. 3- Esseadosi ella d'un giovanetto bel- 
lo e leggiadro a sua scelta innamorata. 
Paol. Oros. I suoi parenti e proskimani , 
non facceodo scella oiuna, mise a morte. 
Ala n Gir. 7. 144, Già de' miglior ca- 
vai fanno la scelta. SoHer, Colt. 07- Fa- 
rai a tutte le viti elette» di che tu vuoi 
1* uve, questa scelta. 

g. (fiiamo anche Scelta prr la Parte 
più squisiti, e più eccelfeate dt clifccfies- 
iìa. Lai. flot, rohur. Ar, Fur, 26 ly. 
Malfida av'-ndo in compagnia e Ruggiero, 
Cb' eran la scelta, e '1 6or d'ogni guer- 
riero. 

* SCELTEZZA. Astratto di Scelto. 
Lat. delectus. (ir. i/.\o'/r,. Stlvtn. Pros. 
Tute. 1- 1^1. Alla sodezza, alla dignità, 
alla maestà della prosa , la sccltezsa , la 
leggiadria, la sublimità della poesia con- 
giunse. (*) /Sellia. littcch. 100- Quel sa- 
per li volesti procacciare , Che solo alla 
sceltezza non dispiacque, E da le quinci 
ce. (lì) 

SCELTISSIMO Superi, di Scelto Lat. 
li-ctiisiiftus. Gr. «/Àt/TOTocTd;. Salvia. 
Disc. \. 324- Farei gran tui'to al bel 
paese dov'io son nato, e ad una gcDlilis 
sima schiera d'autori sceltissimi. Segner. 
Mann. Gena. 3|. 2. Uua dilexiuoe scel* 
tissìma, subliinissirna, sovrumana, e tale, 
che non possa ui^ pur venire imitala sì 
agevolmente. 

t SCELTO. Add. da Scegliere, Lai. 
selectus, rlectus- Gr. e/).e}.S'/us'vd^. Scoi- 
Clanstr. ^Sz Dio alcuna volta suscita li 
figliujli d' Abraam dello pietre, ce. ; ciois 
a dire, ch* egli trae i suoi scelti, lì suoi 
amici indurati, e cbe non vogliono obbe- 
dire, delle durezze del cuore. J'arch. Stur, 
Tencvasi a parte la borsa de* più confi- 
denti e stimali, che sì dicevan gli scelti . 

3 §. I. Per /Suono, Squiiilo. Pai/ad. Tra 
tutte rac(|uc la piovana è la più scelta. 

# ù» II. Dei scelti, c/iianiarono i Romani 
Quelle oli) Divinità che dettero a Giove 
siccome con<ii:lieri, in Ofigiunla ai dodici 
Dei Consenti, Lat. Dd selccti, ** S. A^ost. 
C, D. La Dea, del cui dono questi scegli- 
tori non posano tra gì* Iddìi scelti " . ^.V^ 

SCELTCME. V avanzo delle cose cai- 
tive separate dalle buone. Marame. Lat. 
purgamentum , purgamcn. Gr. xaSot^/za, 
':zipC<^rìp'x. 

f SCEMAMENTO. Loscemare. Lat. im- 
minutio , delractio, decrementum, detri- 
mentum, drfectio. Gr. eiàrTwatj. G. V. 
9. 3(>4 I- Con grande speadin, e scema - 
mento dell'oste de'Fìorcntìnì. Teol. Misi. 
Sanza scemamento e votamento prolferer 
foglie dì par<jle, non attìgnendo dell' ari- 
dità de' mondani, se uoD se dispregian- 
doli. Med. Arb. Cr. 2Q Non*dicu oìuno 
scemamealo del su» essere, roa nuovo modo 
d* eiscre. Coli. SS. Pad. Non sentendo 
danno dello scemamento delle bìadora che 
debbon venire. Lih. Jitr, Quando questa 
tavola sottile si porràf nella cavatura, si 
la empieràe tutta da ogni parto con suoi 
frastagliamenti , senza aggiugnìmento, o 
scemamento. 

SCEMANTE. Che scema. Lat. minttens^ 
decrescens. Pallad. cap. 36 Ciò cbe se- 
ipìni, poni, o pianti, fallo a luna crescen- 
te ; e ciu cbe cogli per serbare , fallo a 
luna scemante. ^ ìtcllin. Disc. i. 160. 
Si termina tutta questa lunghezza cuti 
una serie dì verlebrctle sempre ordinata- 
mente icemanli di grossezza. (C) 

# SCEMENZA, y. A. Di'mnutmenlo, 
Scemamento . /'arih. /ìoet. 3. pms. io. 
Imperciocrbè tulio quello cb>* si dice es- 



sere imperfelto , si dire essere imperfetto 
per dìmtouimrnlo e scemaoza del perfet- 
to. (V) 

SCEMARE. Ridurre ameno. Diminui- 
re ì ed in signific. neutr e neutr. pass. 
vale Ridursi a meno , Diminuirsi . Lat. 
minuere, decrctrere , imminttere , minai, 
Gr. e/aTTOjv, eiaTToJffàai. Pace. nov. 
ikS. 4 Perciocché, cosi laccendo, sceme- 
rebbe r amore e le ii>ese. E nov, Go- 21. 
AfTermando. che tanto quanto essi scema- 
vano a far quelle croci , poi ricrescevano 
nella cassetta. Dani. Inf. 4 La sesta com- 
pagnia in duo si scema . A* 12. Sì come 
tu da queste parti vedi Lo bulicame, cbe 
sempre si scema. E, Par. 4 La violeua 
altrui per qual ragione Di meritar mi 
scema la misura? Petr. canz. 45. 2. Sce- 
mando la virtù , che '1 'ie^ gir presto. E 
son, 204 ■ Tempo sarebbe Da scemar no- 
stro duol , cbe 'nfin qui crebbe . # Car. 
Lo/i:;. Sof. 61 lo le ne prego non tanto 
per lo scemo novero del mio branco, quanto 
perchi: non scemi del vostro. (C) 

g. 1. Scemare per bollire, vale Scema- 
re a poco a poco. Malm li- ^3. Cbe U 
nel mezzo a* suoi nimi^i zomba Di modo, 
eh' essi sceman per bollire. 

* §. li E col genitivo . Alam. Colt, 
lib. 2. 51. E gli scemi dell' esca , acciò 
che manche E la forza e l'orgoglio. (Br) 

* § III Scem tre, p,r Scontare. Dant. 
Pnrg i3. Pace volli con Dio io tu lo stre- 
mo Della mia vita: ed ancor non sarebbe 
Lo mio dover per peaitcnzia scemo , Se 
ec. (Cio'e, scemalo), (l') 

SCEMATO. Aid. da Scemare. Lat. 
imminutiis . Gr £*/«TTwàii'; . G. ì'. 7. 
lo3. 2. Sentendo cbe il uavìlio del Re di 
Francia era assai scemato e straccato , sì 
r assalto ( cioè, consumato , indebolito ) . 
Frane Saccb. mv, il3. Credendo eh" e* 
danari fossono cresciuti, gli trova scema- 
ti . Buon. Ficr, 1. 3. 3 Se dalle cose 
eguali Egualmente si scema, esse scemale 
Rimangon pure eguali . 

SCEMATORE C/te scema. Lat immi 
niiens. Gr. e'/arrwi». 

* SCE.MISSIMO, Superi, di Scemoj 
Sciocchi istmo. Di pochissimo senno. Se- 
gner. Incr. I. 12 16. Venga, non il suo 
capo scemissìmo, ma la sapienza di tutte 
le mentì umane ec, si cimenti in tanta 
«■arìeià di creature ec. a riformare , non 
dico una specie intera ec. , ma il guscio 
d'una lamaca. (B) 

J SCEMO. Sust. Diminuimento , Sce- 
mamento. Lat. dimtnutio , imminutio, de- 
crementum . Gr. s'ìaTT0i9i« . G, f. Il 
Il3 a. Con tutto Io scemo de' morti, 
valse lo staio del grano più di soldi 3o- 
But. Ptirg 18. 2, Li Luna , che era 
passata già la quintadecima ec, sicché lo 
suo scemo era in%erso Occidente . E al- 
trove : Pauato questo termine , lo lato 
lucido (della Luna) sta inverso Levante , 
e lo scemo inverso Ponente ; e per mo- 
strar qursto dice: Io scemo della Luna . 
che andava innanzi. 

* §. Per Di/etto, i-onoranza, - Dani. 
Per 20 Non conosciamo ancor tulli gli 
eleni ; Ed cane dolce così fatto sce- 
mo, l^) 

SCE.MO. Add Che manca tn gnakhe 
parte della ptenezza» e grandiSza di pri- 
ma . Lai imniinutus ■ Gr. l)kKTTwdct'{ ■ 
Fr. Gtoid. Prtd. S. Gli richiamo a mi- 
sura non piena , ma srema . Pass. SSp 
La Luna scema « piena , qaando cala e 
quando cresce, come altera gli omori ne' 
corpi, cosi fa mutazione ne' »i>gni Dani 
IhJ. 17. Poco più olire veggio io sutU 
rena Genie seder proaiinqua al luogo sce- 
mo. B.tt. ni .' Al luogo scemo , ckh all' 
orlo dello di sopra. Dant. Purg. 7 Quand' 
' i' m* accorsi che 'I raonf era scemo Bui. 



S e E 

iVi ; Era scemo , cioè aveva coocavìla e 
Talle, sicché non girava tomìo. Dant. Purg. 
12. Avvegnaché i pensieri Mi rimanessero 
e chinali e scemi /?«(. ivi : Scemi, cioè 
ec. non dichiarali. Pani. Par, i3. Ma la 
natura la dli sempre scemj . Pett\ cani. 
43. 2. !>' un liei diamante quadro, e mai 
non scemo , Vi si vcdca nel mezzo un 
seggio allìero . Bo€C. nov. 77. a5. Con- 
verrà che voi , essendo U Luna molto 
scema , ignuda io un 6ume vivo ec. vi 
bagniate • 

§. I. Ptr isciocco , Di poco senno, 
Lat. simplex , fatuttf . ntfntecaplus ^ im- 
mimtta menti- . Gr S J»:'à*]; , i'^^f.^WV , 
^ia?. Tue Dav. Ann. 6. 126. Penso a 
Claudio , di acconcia eia , e studioso di 
buone arti, ma era scemo. /Arn Ori 2. 
1. 68. Perche '1 cervello scemo e '1 trop- 
po Tino Ti fa parlar da parie d' Apol- 
fìno • 

§, II. Sentire^, o Aver dello scemò, 
che vogliono ^vere poco senno , Dar a 
divedere di non esser molto savio. BocC* 
nov. 32 8. Conobbe ioconlanenle, che co- 
stei seuliva dello scemo . E nov, 90. 2. 
Io , il qu.il sento anzi dello scemo , che 
no ec, più vi debbo esser caro /'rr, I.uc. 
&. i. Io ebbi beo dello scemo slamattioa, 
<]uando io rendei la borsa a Bello. 

# S. III. Scemo t talora vale anche 
Privo. Dint. Pur^, 3o Ma Virgilio n* 
avea lasciati scemi DÌ sé. Ar. Far. 3i. 
loS. Ed anco volcolìer vi portta mano , 
Per fjrla rimaner d'effetto scema ( cw'e, 
al luUo vola d'cffelto). Alani. Gir. 19. 
16. L* un di noi resterà di vita scemo , 
O per nostre arme , o per la cruda ec. 
E At-arch. 19. |33 Di voi sempre fi- 
glinoi s' appelleranno Quei che '1 spino 
non ban del corpo scemo. (Mj 

# 5. IV. Per Troncato. Petr cap \. 
E quel Guglielmo, Che per cantar ha il 
fior de* suoi di scemo. (M) 

# §. V. Scemo, aggiunto a l'ino, vale 
Guasto, dlam. Colt. lib. 3. Chi noi cu- 
ra (il vino) , Sol si doglia di se; che 
onlla C05a Può medicare il vin che resta 
tcemo. (fìr) 

SCEMPIAGGINE, Scimunitaggine, /?<7- 
tordaggine , Betiaggìnr . Lai. simplicitas , 
fatiiitat. Gr. eur;'d£ta, /lupt'a. 

SCEMPIARE Sdoppiare* Contrario d* 
Addoppiare. 5 

§. Per /straziare con iscempio , Tor^ 
mentore aspramente . Lai. discruciare . 
Gr. 5T^s6ìoùv. petr. son. 63. Non temo 
gii, che più mi slrazii e scempie. Ne mi 
ritenga . Cavale. Med. cuor. Essere im- 
piccali , arsì , attanagliali , dimembrati, e 
per diversi modi scempiati . Lod. Mart. 
rim, 37. Or, che ne può far peggio Ko- 
ctra fortuna. Amore, Che scempiarne ad 
ogni or, come la fai ? J'arch. Lez. 5oo. 
Il medesimo signì6ca straziare e scempiare 
nella nostra lingua. 

SCEMPIATAGGINE . Scemjjìaggine . 
Z^t. simpticitas , fatttitas. Gr. s''jv;àEia> 
^iwct'ot. * Magai, part. I. lett. 26 Gìo • 
vao Trulla ce. si rideva della scempialag- 
gine di costui; e volendonelo ec.(B) 

# §. Scempiatnggine, vale anche Cosa 
fatta, o detta con scempiaggine . Bellin, 

Disc* I- 178- Non vi rinvenite ancor be- 
ne ec. ch'io v'abbia condotto a lant* al- 
tezza di contemplazione per la via dì quelle 
scrmpialaggini, e di quei taccoli, ec.(BJ 

* SCEMPIATAMENTE. Avverò. Sgan- 
gheratamente, In maniera scempiata. Lai. 
perperam, stolide, incondite. Gr. 7t>*)jiiju£- 
io7;. #:'Xi5i'w;, octoi/tw;. Bed.leti.i. 285. 
I miei dolori forse mi fan parlare cosi scem- 
piatamente (*) 

» SCEMPI ATEZZ A Scempi, zza. Lasc. 
Cen. 2. n-yv, 2. St\. Pure la maggior parte 
degli uomini ti accordava, che dalla sua 
Vocabolario T, ti. 



S C E 



1057 



scenipialrzza e pazzia incomparabile fosse 
derivjto il lutto. (B) 

•f « SCEMPIATISSIMO. Superi, di 
Stempialo. Magni, part. I. /ett 1 3. Vi 
so dire che essi si rideranno forse ben 
bene della n'islra scempiai ìssima dappo- 
cag^ine , in esservi noi forse stati talora 
cosi vicini, e pure non ci aver dato den- 
tro ec. (A) 

SCEMPIATO. Add. Sdoppiato, Fatto 
scempio. 

§. Per Semplice , Sciocco , Scimunito , 
Sgangherato. Lat. insipidus , fatuus. Gì . 
avat'sài^TO; , [loipói- Fi, lac. T. Come 
natura formala. Sarà una scempiala. ^/{e<i. 
lett. 1. |S5. Oli. sig. Vincenzo mio caro, 
si son lette le scempiate cosel (V) 

^- SCEMPIETÀ'. SCEMPIETADE, e 
SCEMPIETATE. Scempiezzi , Scemping- 
gìnp, (Min) 

* §. Scempietà, vale anche Cosa fatta, 
o detta Con scempietà . Car. Apol. 76. 
Invece di una scempietà ne venite a dir 
molte. (FP) 

5 SCEMPIEZZA. Astratto .li Scempioj 
Scempiaggine . Lai siniplicitat , ineptia , 
stotiditns. Gr a'uTj'Oéia , afiiXrtjSt'a , t£- 
pKTtiix. . Lasc. Parent. 5. 6. Onde ora 
per la sua scempiezza son libero, 

^ § Scempiezza.vale anche Cosafaitn, 
detta con scempiczza . Lat. res inepta. 
" Tac» Davm Ann. 2. ?>S. Lesse come Li- 
bone aveva fallo gettar 1' arte , s* egli a- 
vrebbe m.ii tanti danari, che coprissero la 
via Appia fino a Brìndisi: e colali scem- 
piezze, e vanità da increscer buonameiile 
«li lui. " ì'arch. Ercol ^7. lo non ere 
derò mai che di bocca di Dante fossero 
uscite colali scempiezze ». (C) 

SCEMPIO Sttst. Ct tidel tormento. Lat, 
cruciatns . Dani. ìnf. 10. Ond' io a lui: 
lo strazio e *l grande scempio , Che fe<"e 
r Atbia colorala in rosso, T.il orazìon fa 
far nel nostro tempio. E Purg. 12. Mo- 
strava la ruiua e *1 crudo scempio Cbe fé 
Tomiri. G. /". 12. 49 3. Lasceremo al- 
quanto de' nt'Slri falli dì Firenze, e rac- 
conteremo d* uno scempio e scellerato pec- 
cato (così ne' tetti a pennaj lo stampalo 
per errore ha screpio). Petr. canz. ^ I- 
Benchè *l mìo crudo scempio Sia scritto 
allrovc . Ar. Fur. 25. 36. In terra , in 
aria, in mar sola son io, Cbe patisco da 
te sì duro scempio. 

^ §. Scempio , è anche term. di Bal- 
lo , ed e Una specie di passo . Fir, As. 
3i6. Quelle capriolctte minute, quelle ri- 
prese nelle, quegli scempii lardelli, quei 
doppiì fugaci , quelle gravi continenze , 
quelle umili reverenze , e così a tempo , 
che e' pareva cbe ogni lor movimento 
fusse degli strumenti medesimi. (*) 

SCEMPIO. Add. Contrario di Doppio. 
Lat. siniplix . Dani. ìnf. 25- Uscir gli 
orecchi delle gole scempie . Bnt. ivi : 
Scempie , cioè semplici , cioè pur dalle 
gole, e non da altro. Dani, Purg. J2 
£ colle dita della destra scempie Trovai 
pur sei le lettere. E 16. Prima era scem- 
pio, e ora è fallo doppio E Par 17. E 
quel che più ti graveià le spalle. Sarà 
la compagnia malvagia e scempia , Colla 
qual tu cadrai ìn questa valle. But. ivi: 
Scempia . cioè divìsa . Omel. S Greg. 
Veggendoci non poter resistere col nostro 
scempio esercito contro il suo doppio. 

^ g I. Per T'alo, privo Segr. Fior. 
Capit. dell' Ambizione. Quando gli Qomin 
viveano o nudi , o scempi D' ogni fortu- 
na (Min) 

# §. Il- Fiore scempio, presso ì bota- 
nici , dicesi (Quello the non ha che quel 
numero di f^slie che deve avere natural- 
mente j a differenza de* Fiori doppi che 
per la cu/tura ne hanno un numero mag- 
giore . (C) 



§. IH Scempio, ìo prendiamo anche in 
signific. di S< empialo , cioè Sciocco, Sci' 
munito. Pi poco senno* Lat, simplex, fa- 
tuus , .itolidus . Gr. àvai'«0»jTO5 p.(iìpQi. 
Sp<r. Graz. Sono iosicme si scempii, che 
a se medfAÌmì si contradtticono . benché 
sieno scempii con una doppia malignità . 
Bcrn, rim. i. 7. E non vorrei però pa- 
rere un scempio. Cari. Fior. ^5. Le cose 
cbe si fanno 6n dagli scempii, solamente 
alle insensate persone si convengono snoc- 
ciolare . 

* g. IV. Scempio, dicesi anrhe Pelle 
cose fati e senza senno. B.irt. <ìp. 1. i56. 
Ne fu altro che scempia, e felle 1' adula- 
zione de' vanissimi Ateniesi. (P) 

f # SCENA. La parte del teatro dove 
gli attoi i agiscono dinanzi al pubblico . 
Ar Fur. 32. 80. Quale al cader delle 
cortine suole Parer fra mille lampade la 
scena, D' archi , e di più d' una superba 
mole D' oro e di statue e di pitture pie- 
na. (Pe) 

g. I. Sci-na, pel Paese, e Lticgofnto sul 
palco da* Comici. Lat. scena. Òr. cxtì'vtj. 
Lnsc. Spir prof. La scena è Firenze, dove 
si finge che intervenisse il caso. 

§. II- Scene, più particolarmente dicia- 
mo Le fe'e confìtte sopra telai di legno, 
e dipinte per rappresentare il luogo fato 
da' Comici. 

g. III. Scena, per lo Teatro. Tac. Dav. 
Perd. elotf. ^08. Ora dalle accademie e 
dalle scene li richiamo a' giudiziì , alle 
cause, e alle vere battaglie (il testo lat. 
ha ab auditoriis et Ibeatris). 

g. IV. Scena, per la Commedia, Tra- 
sedia rappresenfata d l'Comici. Tac. Dav. 
Ann. ì!^. l85 Gli ordì subilamenlc un atto 
da scena, mentre spoucva ec, 

f § V. Scena, si dice anche Una del- 
le parti , in cui sono divisi gli atti della 
commedia, della tragedia. 

^ g, VI. Scena, si trova anche nel significa 
primitivo de*Latini di Capanna di frasche 
fatta per Jare cmhra . Car- Ea. i. 272. 
V'ha d'alberi sopra Tale una scena, che 
la luna e '1 sole Vi raggia e non pene- 
tra. (FP) 

%. VII. Scena , figuratam. Sen. Ben, 
Farcii. 6. 29. Ne si accorsero che in 
quella scena risplendente di beni vani, e cbe 
tosto spariscono, non è cosa alruna tanto 
avversa e contraria, che essi non dovesse- 
ro aspettarla da quel tempo che cominciaro 
a non udire nulla che ver fusse f e iOt", ap- 
parenza poco durevole), 

* g. Vili. Per Aspetto, 7'istn. Tass. 
Ger. i5 43- Tacciono sotto ì mar securi 
in pace ; Sovra ha dì negre selve opaca 
scena. (D) 

V g. IX. Scena, vale anche Mutazio- 
ne, l'icenda. Pros, Fior. Salvia, lett. /^. 
2. 285. Quando io giovanelto era a sto 
dio a Pisa, ancor egli era giovanetto, e 
fiero, e avveneule, e ora è colla zazzera 
canuta e vecchio. Io fo ì miei conti cbe 
ancor ìo sarò a quel modo, e gli sarò 
parso com'egli a me. Così va il mondo. 
Cosi voi vi troverete col tempo a simili 
scene. fC) 

g X. Mutarsi la scena, fguratamin- 
te vale Mutarsi la faida delle cose, o 
degli offiri. Malm. 3. 2 Non pensa the 
patirne dee la pena, E che fra poco s' 
ba a mutare scena. 

§. XI. Venire, o Comparire in isce- 
na, vagliano Venire al pubblico. Apparì- 
re. Maini. 1. 2. Volto a Febo, con le 
vengo in iscena. E f\. 6. Né per ancora 
le Ugnanesi genti Hanno veduto compa- 
rire in scena La materia che dà il por- 
tante a' denti. 

* SCENACCIA . Peggiorai di Sce- 
na. (A) 

t SCENARIO . Foglio in cui son» 
i33 



io58 



S G E 



S e E 



s c r 



della e 
verifica 



tieicriUi i rtcit/tnli, le scene, e i /neghi 
pe' quali volta per volta tieono uscire in 
palco i eunuci, e altre simili cote con- 
cernenti le comme'lie, If tra-^edif te. Lat. 
tumma co'uaedi-te , Gr. StiitO/*/] 7^4 
xwuuòta; . Malin. i. 5o. Collo tccnaiio 
IO mjno, e il inanJjfuora, Va ioiunzi a* 
nobii suoi commitiiooi. 

*t * §• * Scenario , si dice anche 
sovente il Mandafuora, Min Utalm. pag, 
42- Il Manil t/iiora e a'qajoio difTi-reate 
dallo Scfnnrio ec , ma tullavia ce . »' 
intende e si piglia spesso 1' uno per Tal- 
iro. (^) 

*t * §■ II- Scenario, dìceii anche 
T'aito lo ipizio occupilo dalle S.cne,e le 
Scene slesse dipinte, e rappresentanti cose 
relative alla commedia, simile t che si 
recita. (A) 

* SCENDENTK. Che scende. Guid. 

0. |3 I. Lo jctndc'Dtc colpo nel suo 
scudo. (Cj 't ^^l Siti. l5. Arde voi dif- 
Sculta nei concedere tbe due mabiU egua- 
li, aocorcbù sccndcnli per diverse linee , 
tenia veruno impedimento facciano ac- 
quisto d' impeli eguali , te E Parer. 
r/i Op. voi. i. p<Jg- 4o- Se l'andata del 
pendolo non i; per un grand' arco . V 
impelo del pendolo sceiidetite non acfjuisla 
gran momenlo.e per breve spazio trapassa, 

«-e- (^) ,. . ., 

i? %. E in forza di siiti, dicesi il 

Corpo che scinde. Gal, Sisl. I7. Ditemi ■ 
perchè vi pare che la velocita del ca- 
dente per C B sia maggiore della velo- 
cita dello scendente per la C A. Simp. 
Farmi percbi: nel tempo cbe M cadente 
passerà tutta la C B, Io sccndenlc passe- 
rà nella C A una parte min 
B. Sali'. Cosi sia, e cosi 
ec. (NS) 

SCENDERE. Andare in bnsso , Ca- 
lare j conlrario di Svilire , e si usa in 
signific. alt,, nvutr. e nnttr. pass. Lat, 
descendere, Gr. /aTaf5aiv;iv. /iocc. nov. 
60. 5. Come a tavola il senlironn , cosi 
se ne scesero alla strada. E nov. ^S. 8. 
Volendo su salire, vide messer Lambertuccio 
scendere. E nov. 77. i3. Aperta la ca- 
mera, chelamenle se ne scesero all'uscio. 
Dant. Inf. 20. Come 'l visj mi scc^c in 
iur più basso. E Par. 1. Se d'alto mon- 
te scende giuso ad imo. E 9. Si leva un 
collo, e non surf-e raoU' alto, L'a ondo 
scese gi'a una fairella, E 17. E come e 
duro calle Lo scendere e 'l salir per V 
altrui scale. Pflr. san. 228. Alma rcal 
dignissima d' impero. Se n^n fosse tra 
noi scesa sì lardo. E son. aSo. Quand' 
io veggio dal cicl scender 1' aurora ce. , 
Amor m* assale. O. V. 9 3o5. 9. Co- 
minciò a scendere il poggio, e tenere a 
badalucco i Fionnlini, jT-c A)f. Ann. 

1. 17. Cesare adunque mette a ordine j 
arme, legni, aiuti, por Isrendcro per lo 
Reno a combalterle (cioè, andare a s-conda 
del Reno: il testo lat. hcn\emi\.\Qxe Reno). 
Hemh, Star. 1 . 3. Ed olire a ciò. di 
grand 'animo anch' egli essendo, scese del 
cavalla. 

§. I. Scender sopra, vale Andare ad- 
dosso, Assalire. Lat. Ofigredi. Gr. iz€'p- 
3C(oà»t. liocc. nov. 17. 4*" ^"'' q^^i'l" 
potè, allo scendere sopra Osbech suUe- 
citó. 

-j- §. II. Per Di.tcendere , cioè J'enir 
per generazione . Lit- orii-inem ducere , 
de.tcrndere. Ott. Com. Inf-I- l6. Heroc- 
chè di lui dovcano scendere li fundatori 
del Romano imperio. ^ Tn^s, Cer, .t. 
16. Scoio Gernandu e da' gran Re Nor» 
vegi Che di molto provincic ebber 1' im- 
pero. CO 

§, tu. Ar lìtnviliart. Frane. S'cch. 
rim. 21. E r "lio iceode. siatene avvisato. 

Jr g. IV. Per Terminare, Finire, Safv. 



jivvert. I. 3. 2. 37. Di quelli (nomi) 
cbe caggìoiio in ero, di que' che scendono 
in irò , e di que* che Guisn-no in oro, 
quasi lo sless'i è da dir*.', cbe d>-gli uscenti 
in aro pur testé .ibbiam't dello. (Tj 

^ Jj'. V. Sieuderr, fijiuraia'tt. per In- 
ditrii, Piegarti. Ar. Fur. i. ^y- Ma, dura 
e fredda più d' una colonna , Ad averne 
picl'a non però scende. (M) 

*f S- VL Scriidere , va'e nmhe Acco- 
modarsi a un prrzzo minore nrlle vendile, 
o Simile, l)tp<if tirsi dal prtmn proposto. 
Frane. Sacch. nov. iSg. 6i.«gio stette pur 
fermo a mille (fiorini per la d>ie}, e mai 
non itcc&e E appresso: Tu ti ponesti su 
mille fiorini, e mai non ne scendr»liY^V 

'I' § VII. Stendere , dicett anche di 
l'osa che lien ti' alto in basso j come per 
lo contrario Salire, di co*a che tiene da 
basso in su, D >nt. t'J. 7.\ Cb<» l* una 
costa surge e l'altra scende. (Ur) 

f ^ 2, Vili, Scendere una cosa, o 
una persona, vale Porla dall' alto d->ve e 
al b.isso. fu, S. Gio Pati. 2l5, Giù 
scppo poneva Giesù suU' asino , e fallo 
andare un pezzo, e poi lo scende, e po> 
nevi su la Donna nostra. (/') 

•f * SCE.NDIBILE. Add, Che può 
srrndrrsi , Agevole alla scesa. Sali in. 
Oditi, lih. I.t. V. l4)« E dentro acque 
perenni, e due son purle : Queste a Bo- 
rea scendibili dagli uomini; Qucll' altre 
a Noto sono, le divine. (A) 

SCENDIMENTO. Sfeto, Lo scendere. 
Lai. deiceisus . Gr. /y.Ta^«5i^ . i olg. 
Met I] catarro è sccndimen'.o dt umore 
dal rapo alle membra per di dentro. i'ir f^r. 
Ciord. 12^. Non i; questo (venire ad 7/- 
cuno slato) salimeato , ma sceadimeoto ; 
pcrocrhi; ec. (P) 

*f ♦ SCENICAMENTE . Avverò, Jn 
modo scenico , Cm rappretent inza in /• 
scena» Uden. ?iit. \. 8. A ciascuno è 
manifestissimo, cbe qualunque azione tra- 
gica i: motto prima storicamente interve- 
nuta , e che poi si rappresenta scenica- 
mente, ec. (A) 

'è SCENICO , Susi. Giuoco/ntore , 
Giullare, f'egez. Art. eiierr, 71. Kè i 
scenici , cioè coloro che giuocano uelle 
piazze, per mostrare ch'abbiano grande 
forza e virtude e b-;;gerezza, dall' operare 
non si partono. (Min) 

SCENICO. Add. Di scena , Lai. see- 
nicits. Gr- oxi^vizo;. * S. Agosl. C. D. 
Della instituzione de' giuochi scenici ne* 
teatri (C) lìoet. G. G. Cbi ha permesso 
venire queste sceniche puttanelle a questo 
infermo? Por^h, Orii^. Eir. 178. Di To- 
scana certamente cavarono i Romani il 
modo de' ludi scenici, e gl'istrioni. Ar. 
Fur, 4ì* ^-^- Trovano archi, e trofei su- 
bito fuiii ec- Altrove palchi con diversi 
giuochi, E spettacoli, e mimi, e scenici 
atti. 

* SCENOGRAFIA. Arte che Intesna 
a disegnate le cose come appaiono tifa 
vitttt. Paldin. Foc, Dis. Prospettiva delta 
da* Greci Sceno^ralìa, parte esseniialissi- 
ma della Pittura, l A) 

* SCENOGRAFICO. Add, Apparte- 
nente alla Scenogia/ia. (A) 

SCENTRE. /'. A Saputaj onde A tuo 
scentre , A mio scentre , e timi/i , posti avver- 
htalni., che vacliono.Con tua, o miti saputa, 
cognizione. hai le, vel me conscio, 'Frati, 
pece. mori. Tu il ricevevi (il santìssimo 
Sagr.miento ) in peccato mortale a tao 
sceoire, eh' è troppo ^ran diiprtio. E af»- 
presso : Lo stesso è guerreggiare verità 
a suo scentre , e sprii.ilmenle la vrril'a 
della f' de Cristiana. Guitt, l.rtl Quello 
che (.'e più abominoso si èe , che lo liae 
fallo a suo iccntre . E alnxne: Non Io 
fece ignorantemenlr. ma a scentre . 

I SCERNERE Discerncrt, UisUngue- 



re, DisUntamente conoscr-re. Lai. diseer- 
nere, diitmcte. cosnoscrre. Gr. (Jiayiv&i- 
SA'.vé. O >nt. inf, |5. E quanto io Tab- 
bo in gr.4do, meoir* io vivo, Ctmvien cbe 
nella mia lingua si scerna. E Purg. 26. 
O frale, di*^e, questi cb' io ti scemo Col 
diiu ( e additò uno spirto innanzi ) Fu 
miglior fabbro del parlar materno ( cioè, 
rnu«tro). Oli. Com. Pitrg, a. I9. Per la 
parole d[ I testo si due ^cernere la dispo* 
lition del ciclo nell' ora che fa suo aa* 
to. Petr son. 148. In tal goisa %' aperse 
Quel pieiuìo pensier, cb' altri oon scerse. 
Ma vidiTio. /: S'n. 117. Che Ca di Doi, 
non so; ma, in quel cb' io scerna. A* suoi 
begli orchi il nial nostro non piace Tass, 
Cer. 14. 4 Onde siccome entro uno 
speglio ci scerM Ciò che lassuso è vera- 
mente in elle. 

S Per Itcegliere, El-sgere, Lai. «- 
cerneie, tehgere. Gr ocT6/S/uv, ZAXpt- 
v»(v. Segr. Fior. Art. guerr. Lo tcerne- 
re in questo ca»o pochi per avergli mi- 
gliori, è al tutto falso. 

SCERNIMENTO. £0 scernere, LaL 
discretto, separili > Gr. òtoie.pm^. Albert, 
cap. 60 La soiligliaoza è sceroimenlo de* 
vizii e delle virtudì. 

SCERNI'RE F. A. Scernere, Lai. 
ditccnere, dittinctf cognoscere. Gr, ^la- 
y(vw7/ctv Fr. Giord. Pred, S. ^O. Cri- 
sto ili qurtu mondizia si fece Keniire . 
trPoez. S^. Cosili 1 coperti volli e dub- 
biosi de' compai:QÌ t' ha scernili ( lat, 
secrevit. cioè, distinti, fatti conoscer chia- 
ro ). (FJ 

5 SCERPARE. Rompere , Guastare , 
Schiantare Lat. divellere, exstirparé.Gx. 
ot*op'pi^3Ù» Dnni. Jn/, i3 Ricominciò 
a gfiilar: perche mi scerpìT Put. ivi: 
Scerpi, cioè mi stracci e schianti. Di/end, 
Pac. Non può alirimeoti etsere scerpato 
e guaito perf^tlanienle ne' frutti si dau- 
najigjosi. ^ Car. En. 3. 62. Ritcotando 
ancora Vengo al terzo virgulto, e eoo più 
forza Mentre lo sccrpo, e i piedi al suolo 
appunto, E lo scuoto e lo sbarbo, ee (B) 

^ %, E neutr. pass. » Morg. I9. |5. 
Oime 1 cb' e' par cbe *1 cuor da me si 
scerpi -. (B) 

SCERPASOLEA. Tei Br. 5. S?. 
Quando viene il tempo di fare le «uè 
Uova, elli (1/ cuculo) va al nido d* uno 
picciolo uccello cbe ha nome scerpasolea. 
che de' maggiori ha paura, e bee uno de* 
suoi uovi, e favvi eolio uno de* suoi in 
quel Cambio. 

SCERPELLATO, éggiunto d'occhio 
che a'dna anovesciale le palpebre. 

SCERPELLINO Addirti Serpetlato. 
Fir, /Is, 258. Perrincch' e^U eraoo a»- 
vezsi a star tra 'I fummo, egli avevano 
quegli ueclii scerpellioi. sicché e' vederan 
poco, o niente di lume. Lor. 3fed Beon, 
Cip, g. Tra lor ve o* en alcun soppo, e 
sciancalo, E gamberacce, e occhi tcerpelli- 
ni / arch. Siioc. 4- *> Q"'* ***' **■ S"*"^ 
labbro en6ato con gli occhi scerpel- 
lioi. 

SCERPELLONE. Erretr solenne com 
mess'f nel parUr,-, o nell' operare- Lat 
allucinaitì. Gr — «ao'sxwa. Patn/f. 2. 
Saldi alla peltinella srrrpeDnni ì'arch. 
E'C'd. .}S. Dire farfalloni, scerpelloni e 
strafalcioni, si dice di coloro che Uocsa* 
no, raccontando, bugir e falsila maaifeilr. 
Alleg. 325 Laddove per oeuun, ch'io 
sappia, si dice ec rnsì fatto acerpellone . 
Lasc. Spir. 3. !\, Oli cUtr ir«rp«Uoai di- 
CODO alle volle qurili ritladini I 

SCERRE / . SCEGLIEIIE. 

SCERVELLA IO. Adi {itegli a cuti 
uscitoli CTvel'o, Ihcrrs'e litio , Fin:- 
Eneid. Quello inconlaaeote scervellato ab- 
balte, dicendo: ec. 

*t * %■ E Jigurotsm. ptr Pmiusco, 



S e E 

StoUdo . Rfd ìett. 2, 177. Per atlutire 
la min scervellala superbia, niu ne do- 
DÒ CP. (A) 

SCESA. China. Vin, o I.uo^o, per lo 
qual si cala da alto a b.isioj contrario 
diSalita.e<i'i:rt<ì L;il. rffiC-rtiKC, declive, 
declivitas. Or, xò Karavr;? H y. 11- 
5|. 7. Per r avvaiUjygio della scesa , e 
per la vìitortj avuta, cm grand' empito 
percouono i nostri I>ant hif. iti. Rim- 
bomba là sovra ^.ln lìeiudcllo Dall'alpe, 
per cadere ad una sres;». Vetr. cop. \. 
Ratte scfie all' entrare . all' uscir erte. 
Cr, 2 18. 2. La qiialf (pto,-a) discende 
con impelo dalla scesa, ovvero pmdio del 
moDle. * /;<■»./>. Stvr. 1.17 Perciocché 
da Rovere venendo, per la srcs.i ripida 
della montagna, andare alla Pietra non si 
potei, (y) 

§. I. Per P Atto dello scendere , Sten- 
dimento. Lai. de-!cvnsiis Gr. xccra^ait;. 
Cai. Stst. 221 Inalirettanlo tempo, quanto 
« slato quello della sua scesa, pa-iscrebhe 
spaiio doppio del passato nellj linea d</l 
precedente moto io giii 7'^ 22j. Il tem- 
po che si cousumerelihe in questo secondo 
moto ascendente, credo che sarehbe eguale 
al tempo della scesa. 

§. II. Scesa, diciamo al catarro che, 
secondo l' opinione degN antichi medici, 
discende dal capo nelle membra* Lat. 
distillatio, rheumiì. Gr. pzOtxa.. /Ui'c/i. 
son. 1. 122. Signor mio caro, se tu hai 
la scesa, O se'inlredJ.ilo, o senti di catarro. 
Stilla un pertuiiio d' un rbiovo da carro. 



Mon Io Iter tutto, 



P'.; 



liane 



S C E 

•f '\i SCETEUARE. Sonar la estera . 
Stì/xin. Ifin. ()•>'. ( So\v«Tronitni , nh 
me ec). Va sceleraado il figlio di Latuna 
Largamente famosa colla cava E vaga ce- 
tra alla petrosa Pilo ec. (A) 

t^ SCETP.O- Scettro, per la rima Lat. 
sceptrnm. l'ihc nm, 175. (Son Ma lu, 
tc )■ Ma tu, Signor, sotto il cui santo e 
giusto Regno vila non pur, ma trono e 
scetro ILin le belTarti. e per cui torna 
indietro Più che mai Lello il setolo vetu- 
sto. (XS) 

* SCETTICISMO Term. didascalico. 
Setta , e Dottrina d<i;li Scetlici. (A) 

•f' -'• SCETTICO /idd. D tee si d'una 
setta di nnlicl'i fitosofi, che stabilivano 
per principio, che non v'i nulla di cet to, 
e che si ha da dubitar d'ogni cosa. Magai. . 
part. I, leti 5 Come dunque voi , che 1 
siete in tutte l'altre cose Scenico famoso j 
tanto, che ec, se poi vi si propone la qne- 
stione ni Deus sit , questo e il solo punto, 
al quale non regge la vostra scettica filosofia, 
questa è la sda bagattella ec. (.'ij 

f * §. K inforza di siist. Sfgner. 
Incr. 2. 2. 8. I maestri della terra ci 
pongono tutto in lite, fino se ci moviamo, 
come Zenone; e fino se vegliamo, o se va- 
neggiamo . come gli Sceltici. (lìf Magni, 
part. 1- leti. 5. Ulte che ra>sioma non è 
punto certo, adducendone per riprova l'a- 
verne dubitato gli Sceltici , le sofistiche 



S C E 



io5tj 



Capr. JiOtt. I. 12. Potrebbe essere qual- 
che poco di scesa, che fj parere sentire 
aUrui di questi zufolamenti nel cervello . 
Amhr. Cof. 3. 3. Una scesa pare a me 
che dicano I medici, e per sees.i meiJicata 
la Hanno. Malm i. i5 Percb' alla lesta 
ooo gli muova scesa. 

# §. Wi.Sce-ia^ vaL- anche una Flussione 
calata agli occhi, fìrm'. Celi. ì it. 1. 260 
Mi si scoperse una scesa con (anio affjuno 
agli occhi, che por il dolore io non potevo 
quasi vivere. K^.f'i'-. O". fH.l\. ;'0i. Ca- 
dendogli un trabocco discesa negli oecbi, 
il misero ne divenne ec. cicco del lutto 
Cas, Utt. i4> Agostino ha una scesa ne- 
gli occhi mollo ben molesta (C) 

§. IV. Prendt'rf, o simili, checchessia 
a sctio di testa, vale impegnarsi ostina- 
tamente in alcuna co^a. Mettervi c^ni 
forza, studio, applicnzionCff diiii;''iiza , od 
oggetto di conseguirne l' intento. Lai lot'S 
viribus inniti, omnibus nervis inlend.re, 
Gr, JiaTitv'Ec^ai Car. Ictt. 2. dq. Gli 
sarebbe bastalo ancora far le prime oppu* 
sizioni, senza pigliare per iscesa di testa a 
mandare ogni di fuori un suo trattato 
conira le cose mie. # E leti. invd. 3. I^I. 
Messer Giovanni Francesco Ridolfi 1' ba 
presa per iscesa di testa, e non vale che 
^li sia fallo intendere che pregiudica a 
lei. ("A'; liert. Giamp 223. Siccome egli 
Qsaodole ha mostralo la sua perizia, cosi 
voi nel passargliene, quando vi siete messo 
a scesa di lesta a volergli ritrovare quel 
che non è degli antichi, avete moslrata la 
vostra ignorauta. (C) 

SCESO* Add. da Scendere. Disceso. 
Segr. Fior. Stor. 5. 203. Di quindi scese 
le sue gemi nella terra, la porla di sani* 
Aotonio ruppero. 

"t §■ Per Originario, Discendente. Lat. 
prvgnatus. Gr. VEyovtu';. Oiirf. Pisf. 86 
La tua vaga donna volendosi adornare si 
mise le lue beli' armi, guadagnate dalle 
lue prodezze sopra la gente scesa di Dar- 
dano. 

* SCESOSO. Add. Caccoloso, Cisposo. 
Segr. Fior. Cam. in versi. Att 2. se. 4. Chi 
sente di renella, e chi di tìsico ; Chi ba il 
c4po aperto, ech' gli occhi ha scesosi.fjfm^ 



ragioni de'quali mettete in campo, ec. (A) 
*f ^' SCETTRATO. Add. Munito di 
scettro, Che imbrandiste lo scettro Cbinbr. 
canz. maral. \\. SceltratD Re sull'odorale 
lele Non trova sonno; i suoi peiisier tra- 
vaglia Or periglio d'assedio, or di batta- 
glia, ec. Salvia. Odisi, lib 5. v. 1 1 . 
(iiove Padre, e voi altri Iddii besti. Che 
sempre sete, più oiun benigno, Piacevole 
e clemente sìa , scettralo Re. ne sensi in 
cuore abbia diritti , Ma duro sempre 
sia. (A) 

't * SCETTRIFERO, Add. Scettrato. 
Safvin. Op Ai-C. 5. 4''3- Queste imparai, 
scellrifero di Giove Allievo, opre di ma- 
re . Ora a te sempre ec. (J) 

SCETTRO. Sacchetta reale, segn<^ d' 
autorità, e dominio, Lat. scepirum. Gr. 
5>:-ȓ"7tTpov. Bocc. nov. p^- ^l. Estime- 
rete, l'aver donato un Re lo scettro e la 
corona ec, essere stalo da ag-uagliare al 
fatto di messer Gentile? Pelr. cop. 6 
U'sono or le ricchezze, u' son gli onori , 
E le gemme, e gli sc-llri , e le corone? 
n= §. I. Scettro, per metonimia, vale 
Regno , Impero . Ar. Fur. 3. 3^- Ter- 
rà costui con più felice scettro La bella 
terra. Car, En- lib. \. Qui di porre avca 
già disegno e cura ( Se tale era il suo 
fato) il maggior seggio, E lo scettro aaco 
universal del mondo. (Br) 

V §. II. Per Dominio, Signorìa» Tass- 
Ger. 17. 68. Mosira che Aurelio io li- 
berta conserva La gente sotto al suo scet- 
tro ridutta. Car. En. lib. 7 Io credo che 
ogni terra, che al tuo scettro Non è sog- 
getta, sia straniera a noi. Sesner. Pred. 
3o 1. Assuero, quel re sì illustre dell' 
Asia, che sopra 127. provincie slendè 
Io scettro (Br) 

i'? §. III. E per meta/. Ar. Fur. 6. 
62. Avrai d' Àlcina scettro e signoria (Br) 
^ §. IV. Per Comando, Superiorità , 
Dignità militare dt comandante. Tass. 
Ger 2 48. Sopra i nostri guerrieri a 
te conredo Lo scettro, e legge sia quel 
che comandi (Br) 

* g. V. Per Chi è munito di .scettro. 
Tnss. Ger. 17. 77. Che può la saggia e 
valorosa donna Sopra corone e scettri al- 
zar la gonna (cioè, può superare i re- 
gnanti ) , E st. 80 Quel ne' suoi Guelfi 
rinnovar vedresti Scettri e corone d'or , 
I più che mai lieto (Br) 



SCEVERAMENTO. lo sceverare. Se- 
parazione. Lai, discreiio , separatio . Gr. 
0(a/pi3t;. Coli* SS. Pad. Lo scevera- 
mciito da questa carne sì confidava con 
tutu credenza , che fosse una presenza a 
Cristo. /■>. Giord Pred. S. 12. Que- 
sto fia il più crudele scevcramenlo che 
mai possa essere in questo mondo. Bett. 
Tuli. 8.(. E un altro ornamento, che 
s'appella scevi-ramenlo, il quale ha luogo 
quando abbiendo cei te com' delle di sopra, 
quelle o ciascuna per si-, ovvero tulle 
insieme ronrhiudiarno er. ( q„i per la 
figura reltorita ditta dui Latini disino- 
Clio ). 

* SCEVERANTE. Che scevera. Se- 
parante, Dividente. Coli. Ab. Isaac. 
Avendo a schifo con tulio orrore il di* 
moro della presente vila , che noi abi- 
tiamo questa terra come peregrini, e 
sceverante noi lontanamente dal uosiro 
padre. (A) 

f 3 SCEVERARE , che per sincope 
.ù dice anche talora SCEVRARE. Sepa- 
rare, Fare .*ì che delle persone , o cose 
non istiino più con altre. l^A. secemere, se- 
parare, dissociare . Gr. oiK/pi'véiv, X^F'^' 
Ptiv , c'oo^rCesSiai. ì'egez. Clienti sieno, 
cui lu dei dalla tua oste sceverare . Liv- M. 
L'una parte era sceverata dall' altra per 
li Roniani, th'erano arranipali nel mez- 
zo. Petr. canz. 37 2. Ui di in di spero 
omai l'ullìma sera, Che scevri in me dal 
vivo terven l'onde. Albeit. cap. 23. Cui 
Dio congiunse , uomo non gli sceveri . 
Tac. Dav. Sceverano i vecchi da* nuovi. 

# g l, E Jìgtiratam. •■ Albert cap. ^8. 
Lo cominciamento della superbia dell'uomo 
fa sceverare l'uomo da Dio, perciocché '1 
cuor suo si scevera da colui che '1 f&- 
ce».(C) 

^ g. II. Sceteiare, si dice anche di 
Ciò che fa che una persona ni n istia con 
altre. « T'av. Dicer. La sua malizia lo sce- 
verava spesso da'buoni". (Cj 

V g III. Sceverar gli amici, per Far 
cessar la loro amicizia. S. Ag. C. D. 
Altro è il mezzano reo, il quale scevera 
gli amici, altro il mezzano buono, il quale 
riconcilia i nemici. (C) 

^§ W. Sceverare, in signi fìC. neutr.pass. 
per Andar disgiunto. Separarsi* « Boez» 
T'arth. 4- pros. 3. Non può un savio du- 
bitare della pena de* rei, la quale da lon* 
mai non si scevera >• . (A) 

SCEVERATA. Scevci amento. Lai. di- 
scrctio, separa'io. Gr. Jiaz^m;, ^^WySr.stj. 
Pool. Oros, Mario, di po' la sceverala de' 
nimici, mosse il campo, e pigliò un colle. 

SCEVERATAMENTE. Avveib. Sepa- 
ratamente. Lai. separadm , scorsimi, Gr . 
y_fjipi\. Pool. O/OS. Acciocché le battaglie 
citladine, insieme con quelle che colle 
genti straniere son fatte, per volumi di 
libri sceveraiamenle si dicano. 

SCEVERATO, e SCE\R\TO. Add. da 
Sceverare, e Scevrarej Separalo. Lai. se- 
paratiis. Gr x^piz'^st'^;. Coli. SS. Pad. 
La ove abitano in solitudine disertissima, 
sceverali dalla compagnia di lutti gli uo- 
mini. J'egez. Perchè maggiormente è me- 
stiere che calcalamentc combattano , che 
più dalla lunga sceverali. Buon. Tane. 4- 
I . E *l beccaio non volesse darli orec- 
chio, Perchè quivi scevrata la serbassi, ec. 

* §. Per Diradato , Fatto raro. Sce- 
mato. C. V. 7. 37. E r oste de' Cristia- 
ni fue tutta sceverata e venula al niente, 
senza colpo de' nimici (per la morla'i- 
tà). (Min) 

SCEVERATORE. Che scevera. Lat. 
separane. S. Ag. C. D. Altro è il mez- 
zano reo, il quale scevera gli amici, al- 
tro il mezzano buono, il quale riconcilia 
i nemici ; e però son molli li mezzani sce- 
veratori. 



io6o 



S e E 



SCEVICKO, e per sincope SCEVRO. 
Ad'I. Scevcalo. Lat. Sf para taf . Gr. 
XOJ^iT&tt'^. Dtnt. Par. iQ. Onde Bei- 
iricf, eh' era uà poco scevra, Ridendo par- 
ve quL'Iia che Ionio. Petr. canz. 21. I* 
Scevro da morie eoo uti picciol legoo. 
Cr. 5 7. 5 Allri &ouo che le toUerrano 
(le colog/iej in miglio, ovvero scevero le 
oieltono iolra la paglia. Fr. GiorJ» Pred. 
S. 44* ''^'' 4^*-'^^a ragione dunque è mi- 
Iteri the l'anima , che vuule imprendere 
tapienzia, sia tutta SL-evera e partita dalle 
occupazioni del mondo ^ Car. F.n. q. 1. 
McDlrc cosi da'suoi icevro e lontano, E- 
nea fa d'armi e di sussidi! acquisto. (FP) 

SCKVRARE /.SCEVERAKE. 

•f * SCEVRATAMENTE . Avveth. 
Sincope di SClvVKliATAMENTE.4yaA//i 
Opp. Pftc. I. 218 Cbè lur (itU Jemmine de' 
granch'j, non rome agli aliri, sallan fuora 
L' uova scovralamenle , ma commesse A 
6gura di grappolo. Ira loro. fAj 

SCEVRATO. r. SCEVEUATO. 

SCEVRO, r SCEVERO. 

* SCHEDA. Sc-da, Carta scritti. Lai, 
teeda»Gr. tjy/S^n. Menz.sat. 12. Ad Apollo 
chiede Àncb'ei d'esicr pjcta, e meglio fo- 
ra Gettar 'n un cesso le l'ierie schede. (•) 

* SCIIEDONE. ;'. /l. SchtdioriL-. Fr. 
Giord 28y. Credono le persone che sia 

alloro : fannone Lelli schedoni , avvelena 
la carne, e sonne già morte molte perso- 
ne. Cavale. Speccìt. Cr, 1^6. La sua carne 
fece arrostire al fuoco delle molle Irìbu- 
laziont sullo schedooe della croce ( gai 
/ìgiiratam.}. (/') 

* SCIIEDULA. Dim, di Scfu-daj Car- 
tuccia. Lai. schedala Gr, l'/iSio/. Ca- 
vale, Frult. Itng, 363. Cosi fece, e portò 
la scbcdula, dove erano scritti quilli pec- 
cati, e poscia in mano dello Aliate, che 
gli leggesse. F. ^i-j'i. Il prete portò al Ve- 
scovo la schedala scritta della vita di co- 
lui ; la quale il Vescovo leggendo, pianse 
mollo, e disse: ce. (l') lied. leit. 2. 5^. 
Perchè il sig Mongivoto nel fio-' della ' 
scheduta ce. scriva che cerca occasione di 
mandarmi il suo libro , questa sera ne 
scrivo io costì, ec. (*) 

SCHEGGIA Pezzetto di legno, che nel 
tagliare i leg/ict'ni si viene a spiccare 
Lat. a<isula, schidia, scandula. Gr.z'/il^'X^ 
O^i^l'ov. Dant. Inf. l3. Cosi di quella 
scheggia usriva insieme Parole e sangue, 
(cioè, da quel tronro di pianta ) . E l'ttrg, 
26. Il nume di colei C'ie s* ioil>e>tÌo nelle 
'mhestiale schegge foof, nel toro fatto di 
più pezri di legno). Lib. San* i38. Che 
messa sia la quercia a ciocca a ciocca In 
sul fuoco co' porci, e trita a schegge. 
.Morg. 7. 5o Balzano i peni di piastra 
e di maglia Come le schegge d* intorno a 
chi taglia. 

§. \. Scheggia, per similit., si dice lii-i 
Pezzetti che si spiccano nel rompere qual- 
sivoglia nitro corpo. S'igg. nat, esp. i^i. 
Che a romperlo poi (il ghiaccio) soli' 
acqua in minutissime schegge, si veggono 
scapparne fuori in gran novero. 

§. II. Schegaia, per /scoglio Si fiegijiato, 
o scoscso. Lai. riipes praeriipta Gr. 

O^TtÓTOp-Oi '::Ì-pV., Pini. Inf. 18 E volli 
a destra «ipra la sua scheggia. Da quelle 
cerchie eterne ci partimmo, liut. Inf. 18. 
2. Però finge che convenisse volgersi a 
man ritta sopra la sua scheggia, cioi.' su 
per l'ascension dello scoglio. Dant Inf, 
2^. Avvisava un'altra scheggia. Dicendo: 
sovra r[U(-lIa p li t'aggr,ippa. 

§. Ili Scheggia, duiam-ì anche a Sot- 
tile striscia di legname, per uio tH far 
corbelli, panuri, e altri vasi simili. Lai. 
scandula. 

§. IV. Chi ha de' ceppi, può far delle 
schrggv j pi overhio vnfgato che viUt che 
Pali' aiS'ii può trarsene il poco. Lat. cut 



s c u 

multum est piperà , etiam oleribns im- 
miscet. 

%. V. Lii scheggia ritrae dal ceppo, ti 
dice Jìfiiirata'n. di Chi non traligna da' 
suoi progenitori. Lai. palris est Jilius , 
forles et candir /ortihiis. 

SCHEGfìlALE Sorla di cinto di cuoio 
con fibbia Lat. cmgulum. Gr. ^^vtov. 
Ricord, ^faleip. 161. Passavano la mag- 
gior parte d'una gonnella stretta ce , e 
ernie d* uno scheggiale all' antica. Lor. 
Meil. canz, ii(^ 4- PiTcli' i*J n**n gli voUì 
aprire. Questo scheggiai mi gettò eoo la 
horsa. Fir. nov. 4- 226. Che le facesse 
rimettere una 61diia allo scheggiale. 

•^ %. Sch''ggiale , SI disse anche per 
Cintura di nobile or-iamento. Fur. it. 3l2. 
Allora Curiato, henclii:n*aveisemolloargtn- 
to,e molle arme, e moltcgioie, nulla cosa pre- 
se se non le coverte, e lo scheggiale (qui vale 
Balto). (C) Tav. Bit, r;. S. E appresso 
le dona uno iscbeggiate , nel quale era 
coricate (collocale ) da ottanta pietre pre- 
ziose. Cavale. Pitngil, 26}- ( qui tocca gli 
ornamenli delle donne) ^lel lungo del 
soave oroamento de' loro uuguenli ver- 
ranno in fetore, e per gli scheggiali sa- 
ranno cinte di funi ( ved. alla voce 
SCAGGIALE, dove la cosa si pir me- 
gituj Fu. ss Pad 2. 23. Trovarono 
due tribuni con molla pompa e ornamen- 
to d' oro ec, cinti di scheggiali d* oro . 
Buon. Tane. i. |. Uno scheggiale, un 
chiavacuore, un vezzo Sarebbe '1 fatto, o 
qualcosa di prezzo, (f^) 

t * SCHEGGIA.MENTO. Lo scheg- 
giare. Belila. Disc, 2. 264- Sebbene nel 
fendimenlo e nello scheggtamento il col- 
tello, o ascie che scheggia e fende, solo s' 
adatta alla sommità della materia che vuol 
fendersi, o scheggiarsi (Min) 

SCHEGGIARE. Fare schegge. Levare 
le schegge j e si usa in signi/ic, alt. 
netttr. e neutr. pass. Lat. scindere, dif- 
Jìndv-re Gr. c^i^'iv. Dant Par. il. Per- 
chi: vedrai la pianta , onde si scheggia. 
Ditt, ivi! Oode si scheggia, cioè onde si 
deriva , come la scheggia dalla pianta. 
Dittam. I. 6. E però, quel eh' io dico, 
nota e leggi. Accioccbi.> sappi si guidar lo 
remo. Che la tua barca non rompi, ne 
scheggi. ^' Jìellin. disc. 2. 265. l'er 
imo mi piace avvertire anco qui che se 
il fendere e lo scheggiare sjn tagliamen- 
ti, e lo strumento che sch -ggia , o fende 
per la lunghezza intera della materia da 
fendersi , o da scheggiarsi mai s' insi- 
nuò, mai si distese, di qui anco si dedu- 
ce riconferma che vi è taglio che si fa 
senza insinuazione di strumento. (C) 

g- Per /scoscendete, o l'.s^ere scosce- 
so. Biit, Inf. 18 2. Pero finge che con- 
venisse volgersi a man ritta sopra la sua 
scheggia, cioi; su per l'ascensioo ilcllo 
scoglio che schegì;i.iva dalla ripa , ovvero 
la banda ritta del ponte. 

SCHEGGIATO - Add. da Schfggtare, 
Lat. scissus , discisius, 

SCHEGGIO. Scheugia. nel tigni/ic. del 
§. II. Lai. riipii segmentum, rupes. Gr. 
TrérpoL; ocTTo'/su^uia . Dant. Inf. 21. Giù 
l'acquatta Dopo uno scheggio, che alcun 
schermo l' aia . Dillani, Ci. l^. Preso la 
strada Sotto un grau monte poi di scheg- 
gio in scheggio. 

SCHEGGIONE. Adrescit. di Scheggio. 
Dant. Inf 21. E *1 Duca mio a me: O 
tu, chs siedi Tra gli schegginn del ponte 
quatto quatto. Sicuramente ornai a meli 
riedi. 

SCHEGGIOSO. Add. Partito, o Ta- 
gliìto a schgge. Lai. prceruptus . Gr, 
a:roTO«o;. Fior. S, Frane. Sassi spezzali 
e scheggiosi, e scogli disuf^ualì, che usci- 
vano fuora (qui vale mal pari, disuguali), 
tf Car. En» 0. 35a< Era un' atra speluo 



S C H 

ca , la cui bocca Fin nel baratro aperta, 
ampia vorago Facea di rozza e di scheggio- 
sa ruccU.fBj F Long. Sf rag. i. L'aure 
rinfrescando ricreano, 1' acqae mormoran- 
do dilettano ec. queste per le scheggioso 
cadute romoreggiaudo, e quelle per i fron- 
zuti pini llscbiando. (FPj 

SCHEGGIUOLA. Dim. di Sc/ieggia . 
Lai. panuin segmentum , Gr. :tÌTptX.i 
aVo/o/i/jLaTiav . Hed, Vip. 1. 5o. Si 
fendono per lo lungo d^lla radice alU 
punta in tre, o quattro mioutissime scheg- 
ginole . 

t SCDEGGIUZZA. Schegginola. Lai. 
parvuni segme tinti, Gr. a'TO*(*/x/i.'XT»ov. 
.Matt. Franz. rini. buri, 2. lAo. Wel 
mezzo stava un quadro focolare, Sutti 
qualche schrggiuxza e cepperello . Benv, 
Celi. Vit, 2. 69. Co* denti tanto feci, 
che io De spiccai un poco di scheg- 
giuzza . 

t * SCDELETRAME. Masta, e Quan- 
tità di scheletri. Bel/m. Disc, a. 27 Sa- 
pete voi quel che sono questi scbeletiami, 
con si mostruosa stravaganza arcbiletla- 
ti? (Min) 

•f SCHELETRO. Tutte l'ossa d un 
animai morto, tenute insieme dai ligamen- 
ti naturali > o artificialmente da fili di 
ottone, e scusse di Carne; Carcame. Lai. 
sce-etitt . Gr. axùtro'i. Bed. Int. 18. 
Parevano tanti S'beletrì usciti dalla mano 
del più diligente ootoniisla . E "ÌQ, Moo 
era più, per rosi dire, uu cadavere , ma 
uno scheletro d' ossa senza carne . Buon. 
Fier. 3. 1. ~ E che marzocchi e bab- 
buini e scheletri Di fuor tì son dìpioti Y 
# §. Scheletro , per similit. , dictsi 
anche delle piante, o simili. Cocch* Disc. 
Scheletri delle piante . Magd. Lett. Vi 
scrissi de' due tartufi, uno di 40, e uno 
di 80 libbre, gli scheletri de* quali s'as- 
serisce essere stati conservati per lungo 
tempo dal cardinale Chigi. (Aj 

SCUENCIRE. r. A. Andare a schian- 
cio » 

t §■ J*^'' ""'V- *'<"'<' Scantare. Lat. 
evitare, devitare, cavere. Gr. ix^eu'/civ. 
Fr, Giotd. Fred. S. In quella via aresse 
uno scoglio, ed egli il vedcue, e noi ces- 
sasse, e noi volesse schencìre . Giambo», 
Mis. Uoni. fi. Delle lue awcrsiià debbi 
tosto consolare, e non m debbi porre il 
tuo pensamento, se non in quanto le ere- 
desM potere schcncire, o schifare. 

3r SCHEDO. Srt'ì dt rnnura persiana 
di sessanta slndi , cioè di s«tte miglia e 
mezzo. Plut. Adr. Op. mor. 2. 3a3. Ci 
sembra che non mal parlasse Callimaco 
direndo non convenirsi misurar la aapienia 
con lo schenij persiano. (Cj 

SCIIEKAGGIO. /'. A G. V. 3. a. 
4. Seguendo poi dietro alla chiesa di sao 
Piero scheraggio, che cosi >i chiamò per 
un fossato , ovvero fogna , che ricoglieva 
quati tutta l* acqua piovana della citlade. 
e andava in Arno, e chiamasi lo scherag- 
gio, Patafl. 6. Ed ha più tempo, che ooo 
ha scheraggio. 

SCHEIlANO. Uomo facinoroso. Assas- 
sino. Lai. latro. Gr. ìv^oTi'f, xx/c^^yo;. 
Bocc. nov. i. 23. Coleste soD Ci>fte da 
farle gli scherani, e i rei uomini. G. /'. 
4. 3|. |. Kiducevansi molli sbanditi • 
scherani r mala gente , che alcuna «olla 
l'accano danno alle strade. .\ùv. ani. 8a. 
iCoireado cosi questo romito, s'ÌB<oppu 
in tre grandi scherani, li quali stavano in 
f|uell4 loresla per rubare chiunque vi pas- 
sava. F iium, ^. RimasiTo questi scbcla- 
ui tutti e Ire insieme a guardare questo 
a%ere . 0%id. Metam. Strad. La figliuola 
tua non e degna d'aver marito scherano. 
Cavali. Med cuor. Chi ben considera , 
peggio fa una femmina vana , che uno 
•cbetaDo ; perchè lo schciaou uccida il 



S e H 

corpo, e quella V anima. Pant. rim. 2^. 
Cbc luDto od irI Sul , qujiilo nel rezzo 
Questa sclierana mitidialf e Lira . Stn. 
Itrn. l'atch. (\, 28. Le mura Jella cillJ 
^lOcuM gli M.bei<<ni e ntasii^Jicii da* nemici 
tlifi-odouo . 

g. Scherano , in forza tf adJ. Lai. /a- 
cmon JU5. i'^/anc. ò*<ic< A. 10*'. 150. Li ma- 
rinai, come gente telici aua e iliaudiu » 
giuDgunu peri'uleuJo le forte. 

SCHEHA>ZrÀ. Sq ut nan zia . hai. aa- 
j;irt«. Gr. /uvayjfni. 

•f SCIIEULTKO. f. A. Scheletro. 
Lat. sceiettis* Gr. cwiiaro'^. Mahi 6. 
5|. Spjtgou le rame in varia architellu- 
ra Schertlrì bianchi, e ros>e ;inatomie. 

* SCIIERICAKE. A.«f'-. pass, vaie 
Lfi-arst tt collare, UiCire dal numero de' 
chetici. (C) 

* §. Scfiericare, in signific. alt. dice- 
si del l'or via la sommila de' diamanti, 
e simili, fìtnv. Celi. J if. 2. 3^6. Li pa- 
droni di esso diainanle avevano iìchericuto 
quelli delta puuta. £"348. Questa dello 
diamante era d' un'acqua ec lorbidiccia , 
e per quella causa avevano iscbericalo 
quella punta. (C) 

SCHKRICATO. ^dd Quasi degradato, 
e privato dell* ordine del cluricaloj e si 
dice talora per ignominia n' cherici. Lib. 
Son. 6 Prete, lu loccberai di schericalo. 
J^ 3Q. £ se' lu quel pvelaccio schuricaio . 
l'ir, nov 4- 23o. Ahi , prelaccio , ribaldo 
schencalo , vedi vedi , che io ti bo pur 
giunto . 

t §■ Per similit. sì dice delle Piante 
scapezziite,dei diamanti, esimili. * Benv. 
Celi. J'il, 2. 370. Dica quel che la spese 
Qcl diamaulc grande, punta schericala. {C) 

SCHERMA. Schtrmoj e dicesi propria- 
mente deli' jirte dello schermite . Lat. 
gladiatura. Gr. jtiovsyat/ia. Buon. Fier. 
1. 3. 3 E cento alir' arrat strane da fe- 
rire ec. , Secondo *l tempo e '1 luogo , 
cb' alla scherma Può lar più giuoco , e 
apportar vantaggio. E 3 2. 19. Hanno 
incontro agli empii Nei essila d'aver pron- 
ta la spalla Sempre y e sempre tenersi in 
sulla scherma, v Salvin. Senof. lib. l, 
F'^S '• Questo Abrocome sempre e di dì 
io dì cresceva in bellezza , ec: la celerà, 
la cavallerizta e la scherma erano i con- 
sueti suoi esercizii (lì) 

§. I Onde Maestro di scherma vale 
Scherntit<.>re. I^t. lanista» g'adiator. Gr. 
■/uuvasTi;';. 

§. II. Perder la scherma , Uscir di 
scherma , e simili , /ìguratam, vogliono 
Ao/i saper quel ih' un si faccia , Perder 
la rrgofa, e *l modo dell' cperare. Lai. ab 
instituto , a regala aberrate. Bcrn, rim. 
1-66 £ le composizioni escon sovente, 
Che fan perder la scherma a chi com- 
pone. Buon. Fier. 3. 3 i4- Tu vai per 
sei. Se la tua lìngua non perda la scherma. 

§. IH. Cavare altrui di scherma , fi- 
guratami \-ale Far pe'dere il filo del di- 
scorso, e ddl'cperare ad alcuno. Lai ab 
instituto , a regala aberranteni Jacere . 
Malm. 5. ^9. Ma quando innanzi a lei 
costui sì ferma Così tremante, ta cavò di 
scherma . 

SCHERMAGLIA . Zuffa. Lai. pugna , 
nxa , certanien . Gr. fJ-dy^r^ . Lab. 202. 
Per ct rio ella sì sarebbe messa con lei 
alla schermaglia. 3/o/g i5. 4 Che a cor- 
po 4 corpo per campai battaglia Subilo 
fuor ne vrnga alla schermaglia . Galat. 
42. Per non essere ognora con esso noi 
alla schermaglia. 

a SCHERMARE. Schermire. Lai. de- 
fendere, sitare. Gr. eu>ao-ìs6at. Dani. 
Purg 6. Vedrai le sìmiglìante a quella 
'oferma. Che non può trovar posa in sul- 
le piume . Ma ci>n dar volta suo dolore 
icberma . 



S C n 

# g. Scheirum e una cvsu ad un* altra, 
vale lìijeiidere una cosa da un'ulna. 
« Daiit /'"'g. l5. Che è quel , duUe 
Padre, a che uun possu Schermar lu viso 
tanto , che mi vaglia, Diss' io, e par iu- 
ver noi esser mossuT (Cj 

t 5 SCHERMIDORE, e SCHERMITO- 
RE, / et bai. ma^c. C.'ie sthertuisce, Che/.t, 
oinsigna l'arte della schcriua Lai lanista, 
gladiator. Gr yuuvajTiOi. Petr,Ci>p.5. Che 
giammai scbeinudor non fu sì accurlo A 
schifar colpo F 6'om. ///. Fece giuochi mur- 
lorii, e giuochi di schermitori, a memoria 
di &UO padre . I\'vv. ani. 20- 1* Uomini 
d' arti, giostratori, schermitori, d' ogni 
maniera genii. Fianc. Sacch nov. j6. Era 
stalo il dello Malteu di CrtUlìiiu ne'suu'dì 
e giostratore e schermitore. 

^ § Talora è amhe verbal. finm. 
« Cani* Cam. 5t). Per voi, donne, uuov' 
arte caviam fuure, Che siam fanciulle luUe 
schermidore »< . (Cj 

f ^- SCHERMIGLIARE. Scutr. pass. 
finire a zuffa, alle prese, Benv. Celi. 
ì il. 2. 357. Dipoi giunto a Venezia , e 
cou>ideralu con quauli diversi mudi la 
mia crudel fortuna mi straziava , niente- 
dimeno Iru^andumì sano e gagliardo, mi 
risolsì di scbermigliarmi con essa ul mìo 
solilo. (A) 

SCHIÌRMIGLIATO. Add. Scarmìi^liaio, 
Lai incomptus t lurbatus. Gr. et/Ojunl'O?, 
Tiza.puyp.èvoi. Frane. Sacch. nov. i- Lo 
Re, veggendolo così scbermiglialo, disse. 
Buon. Iter. 5. 5. 6. Che a beli* arie ne- 
gletta e scbermiglìata. Porta sì alta brava 
Quel cjppelliu di paglia. 

SCHERMIRE. òJuJare, e Riparare con 
arte il colpo che tira il nemico, e cercar 
di vf/tnderlo nello stesso tempo; tìtitcar 
di spada. Lai. ladere ense , digladtari . 
Gr. <Jfa;jia;^i53ai. A^n. PandolJ. 3o. Sìa 
vostra opera , come di colui che vuole 
stbermire , imprima conoscere e impren- 
dere per meglio saper fuggire la punta , 
e difendersi dal taglio . Cron. f'cil. 2j. 
Dopo certo tempo mutarono condizione 
in contendere , a darsi buon tempo , a 
schermire , e far delle cose da spendere . 
Cron, HJorell. 270. Usa alle scuole del 
sonare, del cantare o danzare, dello scher- 
mire , ec. Bcin. Ori. i. 18. 22. Ma e*, 
che di schermire ha la dottrina, Cou gli 
occhi aperti multo ben 1' allende , E ben 
da luì si guarda e si difende, 

§. In stotiific. neutr pass vale Difen- 
dersi. Lai. se lucri. Pttr. son. 11. Se la 
mia vita dall' aspro tormento Si può lan 
lo schermire, e dagli aSanni. Burch. z- 
57. Che appena può siberrnìrsi da' pi- 
docchi. * I\liz. rim. Iflt. 207. Dal qua- 
le (rozzore) ne il divino Dante, per altro 
mirabilissimo, si e potuto pt^r ogni parte 
schermire. (C) 

SCHERMITA. /*. A. Siherrna. Fr. 
Jac. T. 1. 6. 5. Serventi del diavolo. 
Sollecite il servile j Con le vostre scher- 
mite Molte alme a lui mandate. 
SCHERMITORE. ;'. SCHERMIDORE. 
* SCHERMITRICE. F,mm. di Scher- 
mitore. Btllin. Disc. 1- 177. Perch' egli 
intenda che forza e' vuole , e che gli fa 
bisogno dì qut'lla che fa schermire , il 
pUDtual minislro sospenditore e ben inte- 
so delle sue forze si riUra d-ll' esercizio 
della prima ch'età minore, e prende la 
srbermitrice , che al suo signore abbiso- 
gna. (Bj 

3 SCHERMO. Piparo, Difesa Lai. de- 
fensio , propugnano. Gr. UTe^a5:iiff/i9^. 
G. /'. 7. 6. 2- Chi migliore <cbermo non 
poteva avere, smontando de* ca\alli e le- 
vando loro le selle, con'esse in capo an- 
davano sotto le mur.i. Dant. inj. 21. Giù 
t'acquatta Dopo uno scheggio, che alcun 
scbermo t' bau . Velr cu/:. 29. 3. Ben 



S C u 



lofff 



provvide natura al nostro slatn , Quando 
dell'alpi sLheiriio Pose tra noi e la tcde- 
sci rabbia. /:, son, :^8 Aluo scbermo non 
trovo , che mi scanipi , Seu. Pisi. Ogni 
altro scbeimo è dubbioso. Tass- Gcr. 3. 

11. E 'I volgo delle donne sbigottite. Che 
non sanno lerii, ne fare schermi, Xracan 
supplici e iiiesle alle nu-sibile. 

^ g Schermo , vale anche Arme con 
che SI schcriuisce. « Dnnt. Inf. ai. Cre- 
di tu , Malacuda , qui vedermi Esser Te- 
nulo . disse il mio Maestro . Securo già 
da tulli i Vostri schermi. Senza voler di- 
vino e fato destro m? (Br) 

SCHERMUGIO. V. A. Scaramuccia, 
BaditluciO. Lai velilatio. G. f . 8. 55. 

12. Gli assaliremo da più parti, e ter- 
remgli in badalucchi e scbermugi grau 
parte del die. E cap. 58. 4 Sovente a- 
veano insieme schermugio e badalucco. 

SCHEUJSA, e SCIJERINIA J \J Scher- 
no. Lai. ludihrium , contumelia. Gr. Tica'. 
yvtov, tsKcZpixa.. Pass. 33. Le quali gU uo- 
mini del inondo biasimano , e I.muoiie 
scherne . Mcr. S. Gicg. Questa s^beina 
non fece in loro uliliià di virtudc alcuna 
ec: quelli s'approssima per queste scher- 
ne umane a Dio, il quale è conservato 
mondo dalle iniquità G. J'. 6 76. 2. 
Tornali a Siena con sì pìcrolo aiuto , 
grande schema ne feciouo ì Sauesi. E 7. 
91. 2. I Pisani sì partirono, facendo gran 
grida dì rìmprocci, e scherne de'Gcuuvesi 
(il testò D.ivanz. ed altri tesli a penna 
hanno stbernle). Fr. Giord. l'red, S. Lfi 
cattive cose non sì mostrano se non per 
tarne sthernie . Bib. Am. 10. Se al po- 
stutto mi troverai non degno, fa scbcinie 
di me, e fammi schernire a chi lu vuoli. 
Albert, cap, 2. L'altrui dello non ripren- 
derai, acciocché a quello assenjplu un al- 
tro non faccia ischemie di te . Frane. 
Sacch. Op div. i3g. Questa corona gli 
la puosouo per ischerne . E nov. 33. Il 
Irate predicatore nella passLila novella fe- 
ce scherne di un gran popolo. 

•f ''• SCHERINAMEiNTO. /'. A. Scher- 
no . Cavale. Syecih. Cr, 8t). Delle deri- 
sioni, e ischernamenti dì Cristo (co.ù le^ge 
una variante al titolo dil capitolo xix. , 
ma il testo ha schernimento , e così vien 
ripetuto al principio del capitolo), (f'^} 

fa SCHERNEVOLE Add. Che fa, o 
contiene scherno. Lai. contumeliosus, iniu- 
'isus. Gr C^pf^z-rii . Lab. 2y5 Coa 
queste parole, e con simili , e con molle 
altre schernevoli lunga pezza della notte 
passarono . 31or. S. Greg Continuando 
colali parole schtruevoli, odi come soggiu- 
gne appresso. 

-^ §. Schernevole, vale anche Degno di 
scherno. uDant. f it, I\'uov. i5. Pusciacbè 
tu pervieni a cosi schernevole vista quando 
lu se' presso di questa donna, perchè pur 
cerchi di veder l'I "? iCj 

•f SCHERNEVOLMENTE . Avverb. 
Coti isiherno . Lat contumeliose , iiiiu- 
riose . Gr. STTOveioi'oTeos . Pit. S. Ciò. 
Batt 258. Ponevano mente (le detnonia) 
se vedessono in lui niuiio peccato, che vi 
polessono attaccare il loro uncino , per 
poterlo menare più iscbernevolmente , fa- 
cendo beffe di lui. 

SCHERMA /.^ ;. SCHERMA. 
t SCHERJVIAKO l'.A. Coluiche scher- 
nisce, 1.31. irrtsor, coiilunìrliosiis. Gr. ;^Ì£- 
uxorv]'?- Albert, cap. 25 I^Jon g.isligaro lo 
s<-berniano , ne l'empio; che, come disse 
quel medesimo, ibi gaslìga lo scherniaDO, 
egli fa ingiuria a se. 

t * SCHERMDORE . re/bai. masc. 
Sihetnitoie. Dav TaC. lett 2. BoCC. Val. 
A 6ne the a veggente occhio si chiarisca 
lo sihernidore. ( l } 

* SCHERNIE . V. A. Lo stesso f/« 
Scherno Fr. Curd. 19^. Chi dicesse: si 



ìoSa. 



S C H 



liae fede, p egli non facesse l'opera che 
richiedi* Ìj f.-dc, parribbe unj schu-rnic (l'J 
K I. 25. Se considerasse che cosa è la 
signoria del niuiidu, el)j è una schernie. 
l'^ 28. Non cff-donu che oraieiooc si<i uti- 
le, e pare loro una schcroie. (y) 

SCHEHNIME.NTO. Scherno. 1.^1. con- 
tarne Iti , Gr. T^t'yvcov , ug^i; . Satlitst. 
luq. /{. Già è ijuinditi anni tu questo 
scheriiimrnlo siate essuti. I'\u; JCsyp. La 
volpe , ahlncndo il cacio , disse al corbo 
con grandi schcroimcoti: std cheto per 1' 
amor d* Iddio j4met. 58. Le mie scfaer- 
nilc Bjrmne dj lei «on vicendevole scber- 
nimenio sicno da me vendicate . Amm 
Ani. 28. 2. 7. Sozza cosa è di se predi* 
«-are, e spezialmente il falso, e eoo istbcr- 
nimcato degli uditori volersi fare cavalie- 
re glorioso. 

SCHEKNIRE. Fare scherno a dtUlto , 
Dispre::iare alla scoptrta. Lat. irridere , 
contumelia a fftcerc , sub\aiinaie. Gr. '/ì.i'Joi- 
^ivi . Galat. ^5. Sappi che niuna dìf- 
Icrenza è da schernire a licitare ^ se non 
fosse il proponimento e la intenzione che 
r uno ha diversa dall' altro, concÌossÌachè 
le heifc si fanno per sollazzo, e gli scher- 
ni per istr.iziu, come che nel comune fa- 
vellare e nel dettare si prenda assai spesso 
V un vocabolo per 1' altro ; ma chi scherni- 
sce, sente conlento della vergogna altrui; 
echi beffa, prende dell' altrui errore non 
conlento, ma sollazzo. lìocc. nov. 60 2Ì- 
Fece coloro rimanere scberniti , che lui , 
togliendogli la penna , avevan creduto 
schernire. E nov. 77. 2- Spesse volte av- 
viene che r arte è dall' arte schernita , e 
perciò è poco senno it dilellarsi di scher- 
nire altrui. Dati. inj. 23. Questi per noi 
Sono scherniti e con danno, e con beffa. 
lÌHon. riiiì. 26. Mani a schernir cìii per 
voi muor si pronte , Occhi volli a beiTir 
chi più s* allacci . ^ Ar. Far. 20» l38. 
Odi ec. tu che sei Cotanto altier che sì 
mi scherni, e sprezzi ({fui per licenza poe- 
tica invece <U schernisci) (FP) 

§. / 'ale anche talora Non curare. Di- 
sprezzare . Lat. coiiteninere t rid-re. Gr, 
■nzpt^povziv. f'inc> Mari, rim. 37. Driz- 
ziu pur gli occhi della mente dove Salda 
colonna scherne il caldo, e 'I gelo, 
•f * SCHEHNITIVO, Aihl. Atto a scher- 
nire. Uilcn. JVis. I. )8. Qu'-ir altro adi- 
rato, con alterazione scherniliva gli replica 
ridevolmente. (A) 

SGUERNITO. Add da Schernire. Lat. 
irrisus, Itttlihrio ìialiittis. Gr. jfisuot'jTEi';. 
Jiocc. nov. 6o- 23. Fece coloro rimane- 
re scherniti, che lui ec avean credulo 
Achcrnire . IC nov, tSg. 3l. Così il misero 
marito schernito con lei insieme, e col suo 
amante nel palagi» se ne tornò . Petr. 
cap. 3. Volgi in qua gli occhi al gran 
padre schernito . Cali . SS* Pad. Questi 
adunque con qual patto, o con qual ra* 
gione, ilopo t.inte fatiche , schernito dall' 
insidiator diavolo , rovinjnd>i di gra- 
vissima caduta , percosse di lamenlevol 
dolore (ulti quelli che abitano in questo 
diserto . ì'it. S. M. Madd 5l. Quando 
voi mi vedrete pia appenato, e più avvi* 
lito, e più conculraio, e più schernito e 
bcflato, allora sarò vincitore. 

tSCm:RNlTORE. rerha/,masc. Che, 
o Chi schernisce . Lai. irritor « derisor , 
eontemptor . Gr. yfXtJtx.iTfìi . '''"■ Giord. 
Pred. S, Diventano però le genti argute, 
o saccenti, e srhernilori Filoc i . 17 J. 
Dispregiando gli schernitori della tua po- 
tenzia lungamente, e di questi sempre più 
tardi , che degli altri , ti vendichi. Mor. 
S. GrC"^. Non voler riprendere lo scher- 
nitore, acciocché esso non l' abbia a noia. 
Lib. Seni, Chi biasima lo schernitore, d 
noia a se medesimo; e chi biasima lo mal* 
vagio , acquista delle sue tacche . Pass. 



S c n 

38 Parlando in persona di eoloro che fu- 
rono derisori, cioè schernitori de*giusli. 

SCHER.MTRICE /'erbai, femm Che 
schernisce. .Lit. contrmptrix Or. I) /Jz- 
ua^9U?a. Amrt 76. O giovani scberni- 
trici de* danni dali, e di chi eoa sommo 
studio per addietro v'ha onorate, levatevi 
di qui. E 77. Le gli dette di me scher- 
nitrici mi furono davanti , ma eoo vista 
gabbevole meno . * Tatt- Grr. 16. ^7. 
Ed air altre tue ludi aggiunta questa , 
Che la tua scheruitrico abbia schernì- 
lo. iP) 

3 SCHERNO, ho schernire. Dispregio. 
Lat. irriùo , contumelia. Gr. ufi^ij. Ga- 
tal. 45. E lo scherno un prendere la ver- 
gogna, che noi facciamo altrui, a diletto, 
senza prò alcuno di noi. F af>pri-sso: Le 
beffe si fanno per sollazzo , e gli .scherni 
per istrazio, comcchc nel comune favellare, 
e nel dettare si prenda assai spesso 1* un 
vocabolo per l'altro. Pocc. nov. ^l. 3. 
Quasi per ischcrno da tutti era chiamato 
Cimone. 

'1* §. Avere a scherno, vale I\^on curare, 
Disprezzare- « Petr. son, i56 A ciascun 
remo un pensier pronto e rio, Che la tem- 
pesta e '1 fin par eh' abbia a scherno ì'tic. 
Alart, rim. 12. Avrei lutt' altre mie fati- 
che a scherno. Buon. rim. 33 E i venti, 
e le lenij)c'sle par che schive , E che di 
Giove i folgori abbia a scherno »• . (C) 

SCIIEKUOLA . Specie d' erbt che si 
coltiva per io più nei;li orti . Amet. 46. 
Il suolo era ripieno di fronzuti cavoli, e 
di ccstute lallughe , e d' ampie bietole « 
e d'aspre b<<rragìni, e di sottili schcruo* 
le, e di molti* altre civaie, 

* SCHERZACCIO. Pegsior. di Scher- 
zo. Cecch. Jncaat ^. ^. Hanno fattovi For- 
se qualche scherzacelo li mie* diavoli? f!'^) 

SCIIERZAMENTO. Lo scherzare, Se fier- 
zo. Lat. /(ft«v. Gr. n^Kiyvtoy. Pa*s. 212 I 
giuochi, i toccumcnti, ì ruzzi, e gli scher- 
zjmenii delle mani, f ^ Cnr. Lon^. Sof. 
lo5 Stati alc|uanto i giovanetti a mirar 
la bellezza del lago, gli S' hercamenti de' 
pesci, ed i lampeggiamenti del sole, (fiìin) 
SCHERZANTE. Che schtrza. "Lzl in- 
den.t, alhidens. Gr. Tiai^wv. -? Silvin, 
Pro.^. Tose. i^I. Queir islcsso che ne' 
dialoghi filosofante ammiravamo , nelle 
cicalate . proprii insigni componimenti di 
nostra accademia, tra ì bicchieri scherzan- 
te ce. applaudivamo. F Senof. \. 22. E 
sopra il letto, baldacchino storiato, scher- 
zanti Amorini, parie corteggiando Venere, 
parte ce. (C) 

t g. ^ per metaf. Fir. As. iSp. Per 
questi iu<>i d'ugni intorno odoriferi, e scher- 
zanti capelli . 

SCHKRZXRE. ì: proprio lo Scorrazza- 
re, Sultiìhellare, Gridare > Percuotersi 
/c^ff/er/nfn/tf, cAr per fiiiioco Janna i fan- 
citiiti , e f;Ìi animali (giovani j Far delle 
baie, fìittlare , Razzare • Lat. iusHare , 
nugis agere , ia.tcivire . Gp. ^oXXUAti 
Tiai'^etv. Dant. Purg, |5- Che sempre a 
guisa di fanciullo scherza Prir, canz. 29. 
5. Che alzando il dito, colla Morte scher- 
za ? (qui fi'^nratam,). Fit. SS, Pad. I. 
2o8. Scherzando co' compagni e giocan- 
do, per isciagura, e per caso n'uccise uno. 
Frane, Sacch. nov. 33. Nelle cose sacre 
non si vuole scherzare . Boez, ì arch. 2. 
I. Non t* impacciar con lei ( colla /or Ut- 
na), la quale sempre scherza, che cuoce. 
^ g I, /'-' per similit. Fir. rim. 5l- 
Scberzano i finr coli' aura per qurì col- 
li. Tast. Ger. 7, .^. Non si desiò, finche 
garrir gli augelli Non sentì lieti, e salutar 
gli albori, E mormorare il fiume e gli ar- 
boscelli , E con l'onda schcrear l'aura e 
co' fiori (D) 

f §. II. ESchertart, per Trastullarsi 
amorosamente. Hocc, n<>v. ^4 IO Riacal 



s c n 

dati e si dal tempo, e si dallo scherzare, 
senza alcuna cosa addosso s' addormenta- 
rono. E nov. 78. 5 Li quali ^iv/i^ scher- 
zando Spinelloccio fatti le aveva cadere . 
(hid. Pisi. i58. Solamente quelli tro^o 
ardito mi loUe scherzando e combattendo 
alquanti baci: altro da me non ebbe. 

=5^ §■ III. Scherzare, neutr, pass , vale 
Spdssa'si, Galat, 3lO. Non si raccon- 
tino dunque le Prediche di frate Ma- 
slasio alle giovani donne , qaando elle 
hanno voglia di scherzarsi. (C) 

£. IV. Scherzare, lo usiamo anche per 
I\'on far da senno. Lat. lo^ari Gr. »ca'* 

§. V. Scherzare in briglia. Varch, Er- 
cot. 72. D'uno cb' è bene stante, cioè 
agiato delle cose del mondo ec , e nondi- 
meno, o per pigliarsi piacere d* altrui , o 
per sua natura, pigola sempre e si duole 
dello stato suo , e fa alcuna cosa da po- 
veri , si suol dire come delle gatte : egli 
Uccella per grassezza ; e* si rammarica di 
gamba sana ; egli ruzza , o veramente 
scherza in brìglia . Matm. 7. 7'". Così 
scherzando, coiu* io dico , in brìglia , Ne 
vanno senza mai sentirsi stanchi. 

§ VI. Scherza co'/anii, e lascia stare 
i saatij maniera proverbiale, colla quale 
si Oi-verte a non porrr in Ì.tcherio , o in 
derisione le cose sacre . Fninc. Sacch 
nov. 1 10. Sant* Antonio fece questo mi- 
racolo , e però dice ; scherza co' fanti , e 
lascia slare i santi. 

§ V n . iV O/I ischerzar coli* orso , se 
non vuogli erser mirso j pur maniera 
proverbiale t con cui si avicrtisce altri a 
non metterti a imprese troppo pericolose. 
Fraac, Sacch nov. i5o. Non ischerure 
coir orso, se non vuogli esser morso. 

fSCHERZATORE. l erbai, mate. Che. 
o Chi scherza. Lat. tUusor , iocator. Gr. 
^Taiyviyj'uwv . I.th. cur. malati. Con la 
continuazione di questi modi ti fanno co- 
noscere che son 1 uomini per lo più scher- 
ralori . Buon. Fi'-r. i. 5. 1. In questa 
valle Spiriti forse stanno scbercalorì . E 
3. 2. II. Ironici e amari schertatori. 

* SCHEUZETTO . Dim di Scherzo. 
Lai. iocnlus , Plaut, Gr. Troi'yisv. Sai 
vtn. Pras. Tose. 2 20.4. Qui. come s' è 
dello, nave, e nocchiero ha particolare e 
distinta significanti, e non è nudo giuoco 
di parole, u scherzetto di suoni. (*) 

t 3 SCHEllZEVOLE Add, Che ama. 
Che SI piace di schrizirej Burlevole- Lai. 
iùcosut , argutus , faceius , lepidas . Gr. 

^ §. Scherzefole, sì dice anche delle 
Azioni, dellf Maniere^ dello Stile, e si- 
mili , « Fir. At.f^q. Avanlichè io atetsi 
finito dì mandar giù tutto il vino , ella 
con ìschericvul modo presemi il hicchi»- 
re di mano , e messoselo a bocca . u 
riguardandomi così per irtverio , dolce- 
mente centcllava quel poco che m' era 
avaniato •• . ft^) 

SCHERZEVOLMENTE. Avxerh Com 
ischerzo, Dfì tchetzo. Lat. iucundr, ver- 
niliier , argute ■ Gr. ti^tvnJ, i)d< tti( , 
«jTiJsft'w; Bemb Atot. 3. 83. A queste 
rosi i.iile parole molte altre dalle donne 
e da' giovani delle ne furono. 1* uno all' 
altro SI lierzevolnienic rittirnando le vaghe 
rimesse de' vezzosi parlari E ia8. Tulle 
insieme ne ragionavano schmevolmtoto. 

SCHERZO. Trastullo, Btia, LaL 10 
cus , lusus , lutto. Gr. rtxiymov . Petr. 
cap. 11. Ingiuria da corruccio, e non da 
sclieno. l.ib. Mott, Al padrone non pia- 
cquero gli scherzi , perch* erano asinini 
Car. Irtt. a. 253. Cosa cominciata per 
ischerzo , e solo per ana pruova »!' un 
poema che mi cadde neU' animo di fare. 
Ar, Itir. 37. 66. Ed atlaccossi I» l-'ti* 
glia in Icrto. Ed era per uscirne un stri 



5 e II 



S C il 



S C II 



1063 



no schcrio qtti per ironia , e vaie Cattivo 
giuoco, 0^'i-sa, Danno). 

^. I. D'I st/ierzo, l'osto twvifrbìnf., va- 
ie Da buil.t. Lai. ioco, per locimi , Gr. 
JT«ttfi-<Ui. Sag^. nut. csp. 100. Ailuni|Uo 
(dissero alruiii, come d.i acliCKn) o \'*IÌA 
OOD hu che fjr cui suuiio, u clU vale in 
qualunque hl.Uo aJ ug«.ilmrntc produrlo. 

§. II. Diciamo m pioi'ertt. tìecarsi in 
eattività in is</ie/jo, cioè t oler ricoprire 
tu maiviigità col'* of-bra dello scherzo. 
Metterla m hnffom-ti.t. 

SCIlEKZOSAMk.NTE. Avverb. Con 
ischerzo , Ver iJiAenot Lai. ioculanler. 
Gr. :r«tOixw4. «<«/. Os. an. 14;*. Certi 
medici niisterioti, e loiie della slcsi-i scuola 
di certuni inirodotii siherxoàJiiuuU" nelle 
commedie rranzc^i del tjui.-iissinio M. liè- 
re. Salvm. Di>c l zti Arcs. che (ale e 
il acme greco di MarlCt lo «lesso Platone 
nello slesso luo^o it.liLrzos.uiieulc la ve- 
nire da upl^iv j che vuol dire maschio, 
e fi»uralanit-nte preiuk-ii per forte e ga- 
(jliardo . 

•f * SCHEKZOSlvTTO . Dir», dì 
Scherzoso j Alquanto scherzoso, /irllin. 
Disc, i. 235. I^oii vi par egli una ga- 
laoteri.1 da star bene sul . . . polso d* 
ogni più scherxoSL-tla lanciulla? (A) 

SCUERZOSO. Add. Che sJurza. 1,^1. 
iccosns, facttus. Gr. •:z:~yòi, Tiaiowo/;;, 
8uVpa:CiXo5 . Fr. Oiord. Fred. li. Sono 
gente scberiose e facete <li ultimo gusto. 

# § Schi-rtoio, SI dice nnclte tifile 
Azioni, dello Stile , v simili. Hutell. 
Dial. 1. Por darne dì sé con più libertà 
dtlettanxa merce de'Ioro scherzosi Irastul- 
li. (C) 

SCUIACCIA. Ordigno per pigliare gii 
anim'ilij ed è C'ii pietra, o sinttle cosa 
grave, sostenuta rf.i certi Jascvl/eld posti 
ia bilico, tra i quali si mette ti Cibo per 
allettargli j tocchi scoccano , e la pietra 
cade, e schiactii chi •■' è sono. Onde sì 
dice per similit, iiiu'^mre, e Rimanere 
alta schiaccili, per CogUi-re, per lianp- 
pare nelle insidie. LjI. nas'^im incuUre. 
Sera. Ori. a- 12. 3y. Ciimbiossi tutto 
Astolfo nella faccia, t più Del cor, sen- 
tendo racconlare Ch* Orlando ancora era 
giunto alla schiaccia / aich Krcol. g2. 
Parlare e rispondere in guisa , che egli 
non abbia onde appiccarti it ferro addos- 
so, e pigliarli, come si dice, a raazzac- 
cbera, o giugnerlì alla schiaccia. 

§. Schiaccia, si dice anche a Quell* 
istrumento che Sfrvf in vece di gamba 
a coloro che C hnnno mancai stroppiata. 

SCHIACCIAMENTO. Lo schiaccmre . 
Lai. cotlisto, conttisto. Gr. 5UVTf)i'|'i5 , 
^ Bellin Disc I. 53. Il dover noi mo- 
rire di subito sotto .1 lanlo peso del no- 



stro corpo, 



oppi 



L'ssi e schìaccì;ili da 



esso, è lo sritiglirnento del nostro pro- 
blema; ma che quel guastarci del tutto 
1' universo è 1' ultima necessità, lo schiac- 
ciamento e il subilo morir nostro, ec. (Ji) 

5 SCHIACCIARE, lionipere, e infran- 
gere j ed è pia propi io , che d' altro, 
delle cose che hanno guscio, hai. frange- 
re, /rendere, conjlrin^cre , conliindvre , 
sujffrinsvr,- , collidere . Or. 5U'J7pi'3itv . 
Bocc. nos^. 60 l8. Il quale gran mer- 
catante io (rovai Pa, che schiacciava noci, 
e vendeva i gusci a ritaglio . il/or. S, 
Greg. lo schiacciava ì denti mascellari 
dell' iniquo, e toglieva la preda de'denti 
SUOI. Pallnd. Febbr. i3. I palmiti non 
si vogliono legare ali* albero cnn vinco 
duro, imperocché gli potrebbe riciderc o 
schiantare, ovvero schiacciare. 

* g. I. iv/n signijic. neutr post. « Sno^. 
nat. rJp. g. Dion può far di meno , 
quando la pasta del cristallo è rinvenuta 
per infuocamenlo, di non ischiacciarsi in 
alcuni luoghi m. (N) 



g II. Schiacciare , per simifit. Dani. 
InJ. l8- D.<1 vecchio ponte guardavam 
la Iractia, Che venia virso noi dall' allra 
banda, E che la ferza similmente schiac- 
cia (cioè, percuote). Frane. Sacch. nov. 
07. Scliiacciaudo (la civetta) col becco, 
Iacea ec. 

f §. IH. Schiacciare, per metaf. vale 
Hiatiizz'ire, Keprtniere. Lai. tbtundvre. 
Gr. o\ìVTp{SivJ. S. Gio. Grisu>t. 12. 
Onde stguita, che quasi licitatneuie pec- 
chiamo, e sehiacciaud<) Io slimulo della 
coscienza ce. non solamente ci ciucciamo 
ec. ma ec. 

^ § iV. Schiacciare, in modo basso, 
per liodere il /reno, Avere grnnd' ira , 
e non potere sfogarla a mo modo. Lai. 
Jt vnnm nioidtre - Gr. t« X^'-'^*i ^' 
lU-Zfi . Fcd. alla voce RODEHÌÙ y g. 
IX. (•) 

V §, V. Schiacciare un .tonno , vaie 
Fare un sonno. Dormile un sonno j modo 
basso. Sali-in Georg. Uh. 3 Oh non mi 
giovi allor morbido sonno Al sereooschiac- 
ciar, (F) 

SCHIACCIATA. Focaccia. Lai. pla- 
centa. Gr. ■:xXy.AOJ^. Lor. Mtd, i\enC. 
3:1. Doman t' arrecherò un.i schiacciala. 
Fir. As. l~'i. In ci.iscuna delle mani 
egli ti fa mesiiero portare una sihiuccia- 
(a , e dentro alla bi.cca due quatlrini . 
Soder. Colt. 117. Ripara all' imbiiachez- 
za il mangiare schiacciale falle cai mele. 
Ih-ilinc. SO". 26^). Faccvan di due noci 
una schiacciala (qui in sentim, equivoco, 
in isiheizo). 

SCHIACGIATINA. Dim. dì Schiaccia- 
ta. / aich. Ercol. 5'j. Tu saresti tardi 
alla fi.'ra a Lanciano, tu ti nioircsli di 
fame in un forno di schiacciaiine. 

SCHIACCIATO. Jdd, di Schiacciare. 
Lai. contusiis, collisus. Gr. ffuvrpij'àii'.;. 
Ptillad. Febbr. '^^. Mettono olio once d' 
orbacche di mortina bfn ni.iture e secche, 
e bene schiacciate. Sigg. nat. esp. 2^y. 
Se la palla venuta da alto si troverà me- 
no sirbiacciata dell' altra, sarà segno che 
r aria ec. 

g. 1. Per Fiuto , e Quasi come se 
Joss-- schiaccialo. Lat. pressus, sìmus. Gr. 
at/xo'^. flocc. nov. 7^^ 9. Ella aveva il 
naso schiacciato. Bnt. Far. i. 2 E pero 
(la Luna) pare a noi schiacciala come 
una focaccia, quando la vergiamo tonJa 
in allo. Jìern. Ori, 2- II. 49- G"" denti 
rari, e col naso schiaccialo. 

* g. II. Detto del'n pronuncia. Salv. 
Avveri. 1. 3. I. 3 Le pronunzie son 
queste: ec, ch rotondo, (h schiacciato ec 
gh rotondo, sh schiaccialo . ^/^ 

SCHIACCIATURA . Schiacciamento , 
Infrn^niiìicnlo. Lat contusio . Gr. ffu'v- 



'f^'y 



/;. Cr. 



3. La cenere della vite 



inconianente la 6siola purga, e cura il 
dolor de' nervi, e le schiacciature loro 
mitiga. Tes. Pov. P. S. cap. 1^(5. Gam- 
beri crudi di 6ume, triti con latte d'asina, 
guariscono ogni rottura, e ogni schiacciatura. 

* SCUIADICA. yonie di due dira- 
mazioni dil tronco inferiore della vena 
cnva, altra delia maggiore, ed altra mi- 
nore. Paldin. l'oc. Dis. (A) 

SCinAFFEGGIARE. Dare schiaffi. 
Lai. alapis cadere, colnphos impingire. 
Gr xoiajjt'^àiv , py:Ti?eiv riva. Fr. 
Giord. Pred. S Allotta gli schiaffeggiano 
e danno lor le gelate. S^ihin. Disc i. 
253. Racconta d* aver veduto ec, una 
certa per nome Apeme concubina d' un 
Re, sedere a man ritta accanto al Re , 
torgli il diadema dal capo , e porlarlo 
nella sua lesta , e colla sinistra scbiall''g- 
giarlo. * Scfner, Fred. 35 l3. Se gli 
all'oliarono slrellamente d' intorno ( i 
manigoldi a Cristo), chi a spulargli sul 
viso, chi a schiaffeggiarli le gote (CP) 



* SCHIAFFEGGIATO . Add. Da 
schiaffeggiare. Segner. Mann. A-^ost. |5» 
4- Usii deriso, s> hiafleggiato , sleizalo, e 
quale a^saNvino di strada, 3trascinalo. (V) 

SCIIIAI-FO . Colpo dato nel viso con 
mano afuria, Lat alopa, colaphitt . Gr. 
/.o'Aayo;. P.U'lf'. 3 Un malo schiaffo, a 
una ((ffal.i ebbe ^mm. Jnt. 30. 7. 5. 
Dicesi di Socrate, che avendo ricevuto un 
grande schiaffo , non ri>puose altro , so 
non che disse : molesta rosa è, che uo- 
mo non sa quando debbia portare l'elmo 
o quando no, Ó'erf/ Stur. ili, b.;5 Eleonora 
ec. s'aiutò fino all'ullimo, faceva gagliarda 
difesa e con le pugna e con gli schiaffi . 

•-;: SCHIAMAZZA-STE. Che schiamaz- 
za. Che fa schiamizzo. Salvia. Odiss. 
itb. 12. V, 333. Cosi costoro palpitanti 
Alle pietre levati erano; e quivi Sulle 
porle mangiava scluamazzanti. (F) 

SCHIAMAZZARE. Ptopri,tn,et,te il 
Cri. tur delle galline quando hanno fitto 
Innovo, e de'polli^ e d* altri uccelli quando 
e-iU hanno paura. Lat. exclantire, per- 
strepere, crocilare. Gr. v.vx^oò^v , d'ta- 
^Ofàv, -o).Xx/.t; zpw'?£(v. Filine Sacch. 
n V. i3tì. Tutti erano a modo delle 
galline quando schiamazzano. Dani Conv. 
123. Lo tuo riso si.i "i-inza cachinno, cioè 
sanza schiamazzare, come gallina Pataff. 
IO. E dove hai fallo Tuo^o, là schia- 
mazza, larih. Sfar. 6. i52. \ quali gli 
dissero fra 1' allre cose , esser gran diffe- 
renza tra shideic che la fuggir gli uc- 
celli, e schiamazzar che gli alletta. Liì>. 
son. 5t). Galletlin , se tu schiamazzi , 
Franco ti scolerà i pollinda dosso Varch. 
Ercol. 62. Schiamazzare (dicesi) delle 
galline, quando hanno fallo 1' uovo. 
Mcnz. sai. 3. Et odio ancora entro il 
vii cuor n' avea Usato al schiamazzar di 
certi nibbi, Oguun de' quali intoruo gli 
slridea. Dep. Decam, q'^. Il che sarebbe 
secondo la natura di cuta' %oci finte, e 
da cosa noia e dimestica e donde la 
lingua ancora ha cavalo schiamazzare e 
galloria. ^ Car. En. li. 1 ijj8. Come 
neir aria insieme avviticchiati Si son visti 
talor l'aquila e '1 serpe Pugnar volando 
ec, E questo con la testa alto fischiando 
E quella schiamazzando e dibattendo, ec. 
(B) 

g. I. In proverbio: La gallina che 
schiamazza, è quella e' ha fatto l' aoi-oj 
e vale, che Chi troppo s' affatica per 
iscusarsi, per lo più si scuopre colpevole 
Lat. qui se ingerii prò su^pecto habe- 
tur. 

g. II. Schiamazzare , fguratam. vale 
Fare strepito , Gridare. Frane. Sacch. 
nov, 32. Chi schiamazza di qua, e chi di 
là: più giorni per la terra non sì disse 
altro. Ciriff'. Calv. 2. 67. Dicendo: to- 
sto darà nella rete Quest* uccellacelo , 
che tanto schiamazza E t\. 112. Il po- 
pol grande, eh' era li di fuori, Islupefat- 
lo ognun grida e schiamazza. Mcnz. sat. 
2. E puoi ben schiamazzare e alzar la 
voce. Che tulto è nulla. 

'1^ §. III E in signiJìc. neutr. pass, 
vale Gittarsi con isiìnamazzo . Lat. se 
clamitan'lo proiicere . Gcmb. Asot. 2. 
126. L'altra (colomba) per la p.Tura 
(dell* Aquila) schiamazzatasi nella fonie, 
e quasi dentro perdutane, pure alla fine 
riavutasi ec, It ntamentc s' andò con 
Dio. fiXS) 

t SCHIAMAZZATORE. /VrAfl/.mdjc. 
Che schiamazza ■ Lai. perstrepens . 
Gr. Ota-^s^rJiv. Ltb. Fred. Proccura- . 
va di rappacificare il popolo schiamazza* 
tore 

SCHIAMAZZIO Schiamazzo . Lai. 
strepitus, (uniultiis. Gr. i^ocso^, hopu^o^. 
Bocc. nov. 4- 4 Pi-inamenle passando 
davanti alla cella di costui , sentì lo 



Jo64 



s c n 



schiamazzio cLe costoro insieme facevano. 
E hot; 75. 9. Il podestà lì' altra parie 
SL-Dlilol'i, ff-rc un grande scbiamaizio. 

SCHIAMAZZO. Honìore , Strepito, 
Fracasso. Lai. stn-pitm . Gr. i^c'po;. 
Sen. Piit. Mj io ti «lieo veramente, rhe 
io non pregio quc&to schiamazzo e romo- 
rc e liollore neenle più, eh' io farei ro- 
morc d' un fiotto <li mare. Bern. rim. 
I. 2. Avendo udito far tanto schiamazzo. 
Varch. Star. l5. 60^) Comcchè Salviali 
facesse più romore e maggiore srtiiamazzo 
di tulli ce, nientedimeno ec Jifa/m. 8. 
66. E cosi finiraa tanti schijmazii Di 
chiamar la forluaa e i giuochi iagiu- 
ftlt . 

§. I. Schiamazzo, diciamo anche a 
Quel tordo che fi tìen ned' ucceliarf in 
gabbia, e si Ja gruiarc, mostrandogli la 
civetti, facendogli paura , acciocché 
quei che s^n nclVnria si calino n quella 
voce. Lai. turdiis ob'Hrepent '^forg 2\. 
97, La frasca naturai, la pania, e '1 vi- 
»chio, E la clvetra, e gli schiamazzi, e '1 
fischio. * Car. IfU. 3. 106. H) ec fatto 
incetta ce. Di visco, dì paniuzze, di civet- 
ta, Di due merli, d'un tordo cantaiuolo, 
Di Ire schiamazzi, e d' un altro che allet- 
ta. (N) 

§. II. Schi'im^zzot per similit. Tac. 
Va^'. Ann. 4. Io3. Convennero che La- 
ziare.hazzjca di SaLìno. f.sse lo schiamazzo 
»■ gli altri il vischio (il testo laf. ha sir il- 
rret dnlum). 

SCIIIANCIANA . La linea diagonale 
del quadrilatero. 

SCniANCIO, cSTIANCrO. Che par- 
tecipa del lun'^o, e del tarsio, siccome fa 
Ja dindonile d.Ì quadro, altramcnti detta 
Schinnciannm 

%. A schiancio. Di <chiancio, e Per 
ischiatich, posti avverbialmente, vagHcno 
A sghembo, A sghimbescio^ A srhi.fa , 
Di travL-rfO. Lai. tranfiversim. Gr. Ttly.- 
yt'w;. P^illnJ. Ftb'.r. 16. Tagliandolo a 
schiancio io giù dall' una parte, salvo il 
midollo. Cr. 5 5|. 3. Le sue pertiche 
(del salcio) ec. si ricidano rilopdamente, 
o almeno non molto a schiancio . Fir. 
rim. l5. Se di lei solo uno sguardo Di 
sollecchi per stiancio Fan, eh' i' mi 
consumo ed ardo, -f BeUin. Disc. 1. 
24.5. Questi pezzi o tagliali per filo, o a 
rhiancio voi gli attaccate poi insieme con 
mille generi di cuciture. (C) 

SCniANClRE . Dare , o Percuoter 
di schiancio. Frane. Such. nov. 110. 
Non gli die di sodo, che la scure schian- 
ti. 

SCHIANTARE. Rompere con violenza, 
Fendenj ed è proprio drgli alberi, de* 



panni 



e di cose similij e si usa anche 



nel neutr, pass. Lat. diffndere, scinde 
re, scindi. Gr. Jtasx^?**^ o^^'Z^'^s- 
c9'/t. /M/i/. /'</. 9. Gli rami schianta , 
ahhalle, e porla i fiori. T'^lS. E '1 tronco 
kuo gridò : perch!; mi schiante ? Bocc. 
nov. 16. 22. El pare che M cuore mi si 
.•.chianti, rirurdandomi di ciò che già mio 
p.idrc v' rl.W" a faro. E nov. 77. 5\. 
Parve nel muoversi che tutta la colta 
pelle le s' aprisse ed ischiantasse . òVn. 
Pili. Forza di continua tossa , che ti 
faccia schi.intare parte delle budella . 
PalLtd.Sctt. I I. Perorrhè (la cera) umilia 
1.1 pece, e non si schianta poi al tempo 
del freddo 

J). I Pef Cog'iere,o Pigliare con vio- 
lenza. Strappare. Lai. carpere, dererpe. 
re. Gr. arroX^yuv. Daat. Pwg 20. 
Sicché buon fruito rado se ne trhianla . 
/'." 28. E fruito lu in s'c, che di là non 
ti ichiant.i. /?»/. ii'/." S.hianlare. cioi: Imn- 
rare, corno si tronca lo frullo dall' arl»o. 
re. (]Uindo si coglie Petr. son. 276 Ahi 
morie ria, come a schianUr se' presta 



s c n 

Il fratto di moli* anni in si poche ore I 
g. II. Per metaf. Diitam. i. 28 Se 
la memoria mia da) ver non schianta. 
# Pass. 22 ComanJandu quelli che pa- 
reva il maggiore (d-'monio) di loro, che 
r anima gli foue schiantata di corpo, co- 
minciò a gridare ad atta voce ; ec. (V) 

SCHIANTATO. Add da Schiantare. 
Lat. discissus. Gr, Jtax*!^!»';- Pallad. 
Gena. i^. In quelli gradi, che sono ra- 
denti le congiunture delle foglie già 
schiantate ec, mettono tutti questi semi. 
* SCHIANTATURA, e STIANTATU- 
RA. Stinnln, /{ottura. (A) 

SCHIANTO. Apertura, Fessura, Rot- 
tura Lai. fractura. Gr. xlw'ft;. 

§ I. Per Subito, e improvviso scoppio, 
rumore, o fracasso} e ti dice comune- 
mente de'tuoni. Salvia. Prot. Tosc> 1> 
290* Duro tuono dvl tuon del fulmine , 
che fa schianto, disse con bella novttìi E- 
siodo. 

§. II. Per metaf. vale Passione, e Tor- 
mento Lai. cniciatuSt dolor, dividia. Gr. 
a>yo;, T5V0;, >jt/i. /-./''. Amor, Che se 
sapeste li sospiri , i pianti e gli srhianti 
che sente il cuore ogni fiata, non la la- 
sceres'i partir del ctirpo si tormentala. 

SCHIANZA. Quella pelle che si secca 
sopra la carne ulcerata. Lai criisla. Or. 
Ttìa'^. Pool. Oros. Corrompendu il cor- 
po, face'no srhlanze Dant. InJ. 29. Dal 
capo a* pie di schianze maculali. Fr. 
Giord. Pred. II moscado è una srhianza, 
o postema d'una bestia. Car, Matt, 5. Fa' 
che a schianto, a biiorzi. a ve»ciconi Gli 
si fregi la cherica e la cotta. Bern. rim. 
I. 10^ Con poni e schianze, e suvi qual- 
che callo. 

SCHIAPPA . Voce antica , e bassa . 
Sorta di veste antica usata di' giovani , 
stretta alla vita, Morg. 27. 2^8. E parea 
più rubizzo e più gagliardo, Che quc' che 
aveao le schiappe e le divise. 

* g. Per Arnese da rimenar la pasta. 
Salvia. Pros. Tose l. lOI. Egli fa una 
massa di pasta, <; vero, ma di pasta fine, 
con una piccola schiappa, che e l'arnese 
per rimenarla. (*) 

SCHIAPPARE. Pare schegge di alcun 
le^nù- Lat. in atiulas dividere. Gr. ft; 
oztvoaXjULOys /lept'^stv. 

g, Quanfio vogliamo mostrare, alcuno 
esser grasso, e dt Intonis^ima fatta, dicia- 
mo : É':li è grasiO, ditegli schiappa, ci-^è 
quasi s'apre, e crepa , e non cape nella 
pelle; modo fiasso. 

SCHIARARE. Far chiaro. Lai. illu- 
strare, clarum reddere. Gr. ).aa:rp'jvetv. 
Dani. Inf 26. Nel tempo che colui, che 
'1 mondo schiara. La faccia tua a noi 
tien meno ascosa. 

g. I. Per metaf. va/e Manijestarr, Di- 
chiarare. Lai. illuilrare, declarare Gr. 
ò>])oJv, cxpirivi^ttv. Oenes, Altro non se 
ne schiara. Tcs.B'. 9- M. Ma per me- 
glio schiarare ciò ch'egli ha dello . di. 
rà dello circostanze . F p. 4* Mandargli 
brevemente la somma di tulio suo uficio, 
e schiarare, sicché nullo errore vi potesse 
surgere. V Z,enon Pisi 9. Ma poiché 
nostri piedi ci portaro Tanto vicin, che 
chiaramente scorsi Quel che per tema di 
bugiardo schiaro. (C) 

3 g. II. Schiarare, in signific. neuir. e 
neutr. pass, vale Divenir chiaro- Lat 
sptendescere, lucesccre, illucescerc. Gr. 
Jta^-'Jpt'^ei». Dant, Par. 21. Ma quell' 
alma nel cici, che più si «chiara ce., Alla 
dimanda tua non soddisfarà G. V. lO. 
59. 6. Schiarando il giorno, la genie co 
minciò ad andare al Prato. Guid G Es- 
sendo schiarata la mattina . e fall'- le 
schiere. F altrove: Sicchò. innanzi che si 
schiarasse il giorno, più di TeolimiU uo- 
mini uccisero a ghìjdo- 



S C H 

* §. III. Schiarare, si dice anche pot- 
landò de* liquidi, e vale Divenir chiaro j 
contrario d' Intorhidare. - ?iov. ant. 43 3 
L'acqua schiarando , vide l'ombra che 
piangea com' elli •• . (Cj 

g. IV. Schiarare , fignratam. , per 
Uscir di duh'>io. h»t. cerliorem feri Gr. 
£y EiÒs'vai. Dant, Par. 26 E disse: cerio 
a più angusto vaglio Ti conviene schia- 
rar . 

SCHIARATO Add.da Schiarare; Fat- 
ti chiaro. Lat illuttratut Gr. TreywTi- 
5uev5;. Dant, Par. 2*». Cosi viJ" io Io 
schiaralo splendore. />, /ac. T. 6. ^5. 7. 
O Iure bramata, Come in casa se'eolratà. 
Tutta schiarala La fai diventare. 3f. V. 
2. L\2 Schiarato il di, vedendo aperta e 
presa la porta per i Ghibellini ec. , DOn 
vedt-vano da potere riparare. 

t SCHIARATORE./Vr&a/. mase. Che, 
o Chi schiara. Lai. collustrator. Bui. 
Stihiaralor del mondo, e illuminator delU 
tenebre. 

SCHIARATRICE. rerbal. fem. Che 
schiarn. Lai illuminatrix. 

SCHIAREA. Silvia talvatica La tea- 
rea. Cr 6. 122 1. La scbiarea ti semina 
del mese di Dicembre ec., e desidera tal 
terreno, quale desiderano 1' altre erbe co- 
muni. Quetta erba è ottima, ed è perpe- 
tua, ce. .1/. Aldobr. 210. Togli seme del- 
l' infrascritte erbe: ec , centroDgalli, cioè 
seme di schiarea, balsamite, squinanti, ec. 

* SCHIARIMENTO. Lo schiarire. Il 
divenir chiaro Rei. leti i. i27.DoTeho 
parlato a longo de'medesimi ÌDlorbidameo- 
ti e schiarimenti. (*) 

* §• Per Chiiriià, Dichiarazione. Sal- 
via. Pros Tose. 2 21. Ne' luoghi ec. si 
ommeltono le virgole, riserbandole ne* passi 
più opportuni, e liisognevoli di distinuone 
e di schiarimento. (') 

SCHIARIRE. Farsi chiaro s e ti usa 
in sig'iific neutr. e neutr. pass. Lai. i/- 
lucescere.Gr, l5t/ATu^i*?siv. Bocc. Inlrod. 
46. Il mercoli'di in sullo »rhiarir del gior- 
no ec. usciti della città, si misero in via 
Dant. Par. 25. Poscia tra esse un lume 
si schiarì (cioè, apparve). 

§. I. Per Divenir chiaro. Contrario d' 
Intorbidare. Dav, Colt. 160. Svina e im- 
botta un po' giovane, acciocché nella hotlc 
alquanto grilli, e perciò si risenta e schia- 
risca Sod-r, Colt. 76 Potrai ec. un pò- 
chetto in sul primo lasciarlo bollire e schia- 
rire. E 116. Lascùi un po' riposare « 
schiarire. 

§ II. Per Diradare, Slmrgare. G. V. 
7. 27 8. Il re Carlo reggendo ftcbiarire 
e aprir la schiera delli Spagnuoli oc-, si 
ricoUc e tornò a schiera. 

4 SCHIARITO. Add. da Schimrirej 
Schiaiato, Posto in chiaro, Mtt$o al 
chiaro. Salvin. (A} 

SCHIATTA. Stirpe, Progenie. Lat. 
sobolet , pr.-'gt-niet , stirps. Gr. yiyta'. 
Bocc, tntrod, 27 Oh quante memorabili 
scbialte ec. si videro senta successor div 
bito rimanere! E g* "■/' ' '*> "**** *"* 
glio mostrare d'essere di schialU di caa 
botoli, che incontanente sì *uol vendica- 
re, Dant. Pjr. |6. Udir come le icbiatte 
si disfanno. Non ti parrà nuova cosa, nr 
forle. 1-' appresso: L' oliracotala schiatta, 
che s'indraca ec., GiV venia ad Fit, S, 
}L Madd. 2. A quel tempo le arti • i 
lavorìi non avvitivano le genlileue , e }» 
nobiltà della schialta F appresto: Coloro 
che fanno l'arti di guadagnare, sono spret- 
«ati e avviliti, contultochì? sieno stali di 
gentile schiatta. F 120 Maria Maddalena 
Tue nata di schiatta reale. Cromichett, d' 
Amar 35. E in lui finì la schiatta di 
Cesare. 

§. Per similit. Pallad. Fehhr. ip A 
eatuna schiatU di pomi dipulerai il suo 



s e u 

onlioe, F. tugL 2. Se vuogli avere seme 
di grande iscbulta di rape, ec. 

SCHIATTIRK. Squittire. Lai. ululare, 
latrare. Gr. u^k/teÌv. Ar. Far. 3c). lo- 
Come levrier. «he la fugare feri Correre 
ialomo e aggirarsi mira ec , Si tormeoti, 
a'afìligge e si dtspiTa, Schiattisce indarno, 
• si dibatte e lira. 

SCHIATTONA Accrescit. di Schiat 
Vi; e si dice di persona rigogliosa, e ai- 
ttcciata, fìern. r,m. 3. 7. Credo che chi 
cercasse lutto 'I mondo. Non irovcria la 



[>iu grande 



idc schiallona. 



/,„ 



di Schiavo. V. 



« SCHIAVA. 
SCHIAVO. (.4) 

# § Hchiiu-a , pfr Specie d'm-n. Cre 
te 4- 12- ^- ^ massimamente nelle sot- 
tili terre, e nt-tle speiie delle vili che si 
chiamano albano, e sch\iYe.(Fj 

SCHIAVACCIO. Pi-gsiorativo di Schia- 
vo. Lai. servus viti^si-nus. Gr. àyòf%- 
Wfl^ov panioTarsv. l'ac. Dav. Perd 
etoq. ^ly. Oj^gidi , come il fìgliuolo e 
nato, si raccomanda a una servacela gre- 
/ ea, e uno o due schiavacci, che loro fa- 
vole e pazzie imprimono nella tenera ce- 
ra di quc'nobili animi. Mcnz* snl i. Pur 
Sinceragli un giorno Anche un schiavaccio 
i più rea catasta. E sat. 7. E nel tuo 
cuor vedrai Berline e forche, e di schia 
Tacci On bagno. 

•f # SCHIAVAGGIO Voce poco usa- 
ta. Schiavitù, Slato, e Condizione di schia- 
vo. Siih-in. Seno/, Itb. 2 pag. 32. Era 
lo spettacolo compassionevole, cunciossia- 
chè i tormenti lutto il corpo deformava- 
DO, che non era avvezzo allo srhiavaggìo; 
il sangue colava lutto, e dileguavasi la 
bellezza. (.4) 

SCHIAVARE Sconficcare. \.i\.. refigere. 

Gr. «rr^xa^Tjioyv. liocc. nov. 80. 33 
Fece che M sensale fece schiavare ì ma- 
gaiiinL Vii. Crisi. E schiavaro lo chiovo 
de'piedi. Sior. Pijt. i6t. Schiavòe le 
toppe, e mise dentro da trecento fanti. 

SCHIAVATO y*'/J. di Schiavare. Buon 
t\er. 1. 5. Il> Schiavato l'uscio che cola 
risponde ec. Fummo tulli alla preda. 

SCUIAVELLARE. Schiavar^. Lat. re- 
figtre. Gr. «Troxa^j^ioùv. Vend. Crisi. 
Poich'io ebbi la parola da Pilato , lo 
ichiavellai della croce. E appresso : Lo 
qual fu meco a schiavelUr Cristo della 
croce. 

SCHIAVESCO. Jdd. Di schiavo. Da 
schiavo. Lai. servilis. Gr. Joyiixo'4. Tac. 
Dav. Sior. 2. 296. Vana per I' astuzia 
tchiavesca, che la moneta trafugava in ri- ' 
potigli. 

SCHIAVETTO Dim. di Schiavo, L.it. 
servulus Gr. è-*'j\tlQio-i, Stor. Eur. 5. 
104 Così arricchiti fuor di misura, atte- 
sero a finire a' mercanti gli schiavetti che 
aveano presi, e tutto quello (he aveva ri- 
capito. Fir. As. i55. lo voglio adotlare 
un di quei miei schiavelli, e a lui donar 
le penne, le fiamme, 1* arco, le saette, e 
tutta la mia masserizia. 

5 SCHIAVINA. Veste lunga di panno 
grosso» propriamente da schiavi, e la por- 
tano anche i pelh-^rini, e i romiti. Lat 
centOf centttnculus. Gr. Tuppa^aua. liocc. 
n.Qv. 37. 28- Prestamente la schiavina git- 
tatasi da dosso, e di capo il cappello, e 
Fiorentino parlando, disse. Frane. Sacch. 
Op div. 144. La prima cosa che fa Io 
pellegrino quando si parie, si veste dì 
schiavina, appiccavi la scarsella , e met- 
tevi ago e refe, e monete d'ari^oto e d* 
oro. E rtm. 2. E con mante*, eh' a noia 
Sono a veder di sì brulla schiavina. Vtt. 
Bari. 28. Portava una schiavina tutta pie- 
na d'orlique di corpi santi. 

* S L E figuratnm, » Sem. Ori. 1. 27. 
8. E poi saltarsi alla pelle alla fìne . E 
Carsi le pellicce e le schiaTÌoe *> . (If) 
Vocabolario T- II. 



S C H 

§, II. Schiavine, si dicono anche Aldine 
coperte da letto, che si fanno di panno 
della sfasa qti.ìlttà, 

^ g. Ili Schiavina, vale anche Pri- 
gione da schiavi. Ergastolo, Car. Apol. 
5^. Ancor con questi voleti- esser villano, 
ai quali da "goi altro che voi si cavereb- 
be la berretta? Vi prometto che se vi sco- 
tono, vi fauno balzare in una schiavi- 
na. (Br) 

SCHIAVINO. /'. A. T^omedi dignità, 
o magtitralo. ti V. 8. 54» 2 Combat- 
terono il castello, ove stanno gW schiavini 
e rettori della terra. Frane. Sacrh. nm. 
119. Ov'è *l Colile di Fiandra, E la gen- 
ie malandrà, e lor schiavini. 

schiavitù' . e SCHIAVITUDINE 
V.aiX.. servUuSfCapttviias. Gr. at'j;_uaiw7i'a. 
Red, I ip. I. 24. In altro modo |iiii evi- 
dente non poteva mo&iiare al popolo qual 
maniera di morte quella Reina si era elet- 
ta, per fuggire la scbiaviludiiie dt-l vinci- 
lore Augusto. ^ Salvia- disc. 2. Sty. 
Quelli the dalla srhi.ivitìi della Giudaica 
perfidia, o della Maomettana super>tizione 
alla franchigia vengono del Cristianesi- 
mo, (Nj 

t SCHIAVO. Quegli che è in intera 
podestà alitai, avendo perduta la liberta. 
Lai. .serviis , caplìvii.t , mancipium, Gr. 
cx.-^Spci~oiov. S. Gio. G'isost. i(.)6. Ri- 
tornando miglioralo, e più fervente, e più 
umile lo ricevessi non come servo, e schia- 
vo , ma come fralel carissimo iu Cristo . 
Bocc. nov. 80. 8. Dove egli non istelle 
guari, che due schiave venner cariche. 
Dant. Purg. 20- Veggio vender sua figlia, 
e patteggiarne, Come fan li corsar dell'al- 
tre schiave. Tac. Dav. Sior. 2. 297. Pose 
a' liberti de* passati Imperadori un bal- 
zello di tanto per ischiavo. 

f 3 §. I. Schiavo, fìguratam. per Oh- 
bligaio. Lat. oh-ioxius, Gr. t'ioyo^. Dav. 
Scism. 10. VuuUeo ec. slimolava il Re a 
soccorrere il Pontefice ec. , e fartosi giu- 
dice favorevole nella causa del ripudio, e 
schiavo il Re di Francia. 

*p §■ II. Schiavo , pur fìguratam, vale 
anche Dependente dai voleri d' alcuno. 
Lìgio ad uno. "Bern. Ori. 1. i3. I. lo 
voglio essere schiavo in vita mia A que- 
sta doona per questa novella * . (C) Car. 
leti. ined. 3- 266. Quando fu qui, sì vi- 
yamente lasciò impresse ncU* animo la 
bellezza e grazia del suo corpo, e le regie 
sue virtù, che mi fece desiderare d'esserle 
schiavo eoo ogni nmilta. (y} 

SCHIAVOLINO. Dim. di Schiavo. L^l. 
servulus. Gr. SovX^piov. Fir. As. 166. 
Tu mi par così brutta schiavolina, che io 
non so pensare ìn che altro modo tu ti 
possi guadagnar la grazia d'alcuno ama* 
dorè, se non con una diligente servitù. 

SCHIAVONE. Accrescit. dt Schiavo j 
Schiavo grande. Morg, 27. 262. Aveva 
Carlo un suo certo schiavone Lungo tem- 
po tenuto, detto l'Orco. 

SCHIAZZAMAGLIA. Gente vile, e ab- 
bietta. Lat. populi /ex. Gt. ntpirpi^ip-st. 
Patnff. 4- La schiazzamaglia non ha de' 
fiorini. 

SCHICCHERAMENTO . Lo schicche- 
rare, e anche la Cosa schiccherala. Salvia. 
Pros. Tose. 1. 67. Ben quattro volumi 
ha pieni di questi suoi scbiccheramenli. 
SCHICCHERARE. Propriamente Im- 
brattar fogli nello 'mparare ascrivere, o 
disegnare , che anche diciamo Scaraboc- 
chiare. Lai. conscribillare, Bocc. nov. 73. 
10. Senza avere lutto *1 di a schiccherare 
le mura a modo che U la lumaca (qui 
per similif. }. Car. 3fatt. 6. Su, che 1 
cui gli si turi e si suggelli, Che più carte 
non schiccheri, o 'mpacchiuche. E leti. 2. 
48. Arò piacere che vi mandi a vedere le 
sue novelle, te n'avrà schiccherate più di 



S C H 



io65 



quelle che averà di già vedute Mens. 
sat 8- Retloricuzzo schiccherar prrsuni* 
Le carie intorno a'viiii. '/:,' sat. \\. Che al 
MuDlrmagni potria fare scorno In schic- 
cherar paieiiii in stil soave. 

SCHICCHERATO. Add. da Schicche- 
rare . Fr. Ciord Fred, D. Oh che pazzia 
è questa? lare un mestilo schiccheralo, 
pieno di farfalloni, che coiter*a 3oo lire, 
o più. che se egli il volesse rivendere a 
mano a mano, non ne trarrebbe il lerxO. 
e se la donna si muore, non vai più nat- 
ia (q'ii per similit.). Allcfi. 89. Mi si 
leverà dinanzi f^rse questa serca^-;ÌDe del 
fiatar tutto '1 giorno cartucce schicchera- 
te al buio. 

* SCHiCCHERATORE. 7Vrtfl/. ma«. 
Che schicchera. Che scarabcichia Cuarin. 
Un. ì.(B) 

•f * SCHICCHERATURA Schicchi- 
ranientOj Scarabocchio, Sgoibto. Stgner. 
Concord. pati. 2. cap. 7. Anzi io conce- 
do che ec. sian più ec. che le dipin- 
ture di Apelle , rispetto alle schicche - 
rature, o agli scarabocchi de'suoi garzoni 
più infimi di bottega. (A) 

't * SCUIDIOWARE. Inflzare i car- 
naggi nello schidione per cuocergli ar- 
rosto . Salvia. Odiss. Indi due recò 
( porcelli ) , e mise Alla fiamma , • 
trinciò, e ischidionò ( l' e.sempto e trat- 
to dal lib. i\. V. io5. ma i' edi», dei 
Man/re legze inschidionò). (A) 

SCHIDIO.NE, e SCBIDONE . Stru- 
mento lungo, e sottile, nel quale s' in fa" 
zano i carnaggi per ctiocerglt arrosto, ed 
è per lo più di ferro. Lat. veru. Gr. 
GplXo'^. Bocc, nov, 4p» 12 Tiratogli il 
collo, ad una sua fanticella il fé presta- 
mente pelato e acconcio mettere in uno 
scbìdone , e arrostir diligentemente. Cr» 
5. 29. 3- Il suo legno f del ginepro) è 
rosso e bello , e alquanto vaio e odorìfe- 
ro , ed è buono per ischidioni. Frane. 
Sacch. nov, 34 Trovò io cucina un gian- 
dissimo fuoco con due pentole piene , e 
con uno schidone di capponi e di starne. 
Ar. Sat. 3. Unga il suo schidon pure, o 
'1 suo tegame, Sino ali* orecchio a ser Vo- 
rano il muso. ^ Car, Eneid. i. 348. Lun- 
ghi schidioni, e gran caldaie appresta- 
no. (FP) 

SCHIENA. Neil* uomo la Parie dere^ 
tana dalle spalle alla cintura j nel qua- 
drupede Dalle spalle alla groppa j e ne' 
pesci, e simili. Tutta la parte di sopra 
tra 'l capo, e la coda.'Lìt. dorsum. Gr. 
vwTtsv. Ì)ant. Jnf. 22. Come i delfini , 
quando fanno segno A* marinar coli* arco 
della schiena , Che s' argonientin di cam- 
par lor legno. E 3\. Che talvolta U 
schiena Rimanea della pelle tutta brulla. 
Bocc. nov. 90- 9. E così fece alla schio- 
na e al ventre. Frane. Sacch. nov. iSg. 
Fra gli altri quasi nell' ultimo della sua 
vita n'ebbe uno (cavallo) che parea uno 
cammello , con una schiena che parea 
Pìnzadìmonte. Bern. Ori. 2. 12 4- ^^ 
colui privo al luito di cervello, E debil 
molto, e tenero di schiene , Ch* ad una 
donna (sia chi vuol) gli dica, perchì; a 
tener le duran gran fatica (parla de' se- 
greti ) . Farch. Sior. iQ 3lO. Tulle le 
grasce dovevano venire per ischiena di 
mulo, o d' asini fcioi., portate sulla schie- 
na). 

§. I. Per similit. Bemb. Asci, 2. I27. 
Il vedere la sua donna , spaziando con 
altre vergini, premere le liele erbe de* 
verdi prati, o de' puri fiumicelli le fre- 
schissime ripe, o la consenziente schiena 
de' marini liti , incontro a' soavi zefi- 
ri camminando, ec. Tac. Dav. Ann. 
4. 97. Quivi s'accampò, e con ottima 
gente prese la schiena d' un monte. Lib. 
Son. 60. Per ischiena un mattone Scara- 

.34 



io66 



S e li 



bio di alar, di molle non Lì caglia. E 1^3. 
Le schiene «li due treipoU erjn meoM . 
Gai. Sist. 382 Siccliir la scUieoa del SUO 
coperto può ieg;»re ad cingoli rcUi il roe- 
riifiano di qualche aUilaziooe posU aelU 
pianura. 

f !r S- **■ Schitna» Jiguratam. par/aado 
di vino, per Forza. JiU-g. 179. Di piano 
lo pigliavano, pcnhé egli ( ii vino) di 
manco fumo , e più colore j e quelli di 
poggio lo tolgono , perche egli ha manco 
tiola, e più schiena. (V) 

* §. \\\. Schiena-, chiamano i Marina- 
ri Quei petit di legno disposti come tra- 
viCctU» cfte attraversano il fondo dei hat- 
uUi» e sopra i quali si attaccano le swla, 
le tavole, e le bordature del /ondo. (A) 

» SCUIENACCIA. /Vc^. ài Schiena. 
Fir, rim. buri. i. 28;1 Che quejlì cola- 
lon lo possan fare. Oh' hanno schienacce, 
che ulle voUl- ho visto Le campane, e le 
funi lur ipeiiare. (C) 

SCUlENALt:. SJ'iena. Li.t. dormm. 
Gr. vwTov. Cr. 9. 8- i- Il miglior caval- 
lo che sia. e quello ec. che ha forte guar- 
datura e forti orecchie, lunghe chojrae, e 
ampio peno, e schienale curi... liut. Inf. 
25. I. U due pie dinanzi s aggvunsono 
colle braccia ec. e li due di mc^zo col 
y^Q\xty e 'l capo col capo, e la coda s ag- 
giunse allo schienale. 

* g. I. Schtewile, Termine de Macel- 
lai. V unione delle vertebre che compon- 
gono le schiene delle bestie da macello.^ (A) 

* g. li. Sthienale, dicono pure a-l A- 
nlmella che e contenuta ndU vertebre 
medesime , che nf^U uomini si dice Mi- 
dolla spinale. (A) 

SCUIENANZI'A. Infiammazione delle 
fauci, V della laringe, che rende dipiale 
a respirare, e rtn^ihioltircj che anche in- 
differentemente si dice Schinanzm, Squi- 
aanzia, Schcmnzia, e Sprcmanzi». hil- 
angina. Gr. a\JjU/xri Fr. Jac. T.J\.i2. 
2. A me vegna mal di dente, Mal di capo 
e mal di vunlic, A stomaco duolpungen- 
tC , Ed in canoa schienaniia. * '^l''"7* 
Stor. hb. 4. Avendo avolo il male della 
schicnanzia, che i Ialini chiamano angina, 
ai condusse ec. in termine, che si dubito 
assai della vita. (FP) 

SCHlENCntE. Ì'.A. Schcncire, Ve- 
^>Z. Lo scudo ben reggere, e 1 colpi bene 
schieucire, e arditamcule i colpi fi-dire 
0/ testo lai. lux veulcntia tela defle- 

"ciÌlENELLA,e SCUlNELLA. Malore 
die viene m-Ue gambe dinanzi a'civalh 
tra '/ pinocchio, e la giuntura del pie. 
Lib. Molt. Volendo vendere un suo cavallo 
mollo bello e leggiadro, fu rifiutato, per- 
chè aveva una schicnella. 

§. Per simtlii. Frnnc. Sacch. rim. 21. 
Libero fojlc di irhinella, o rappa. Car. lett. 
2. 87. Qujudo la rilazion comparse , noi 
trovò nel letti. 'colla febbre j or. Dio lau- 
dilo, sim rimaso senza, ma non già senza 
altre srhienelle the mi trovo addosso. 

f SCUli->UTO. Add. Che ha grande 
schiena. liurch 2. 87. E fa, stu puoi, 
che sia ben fazionato te. Largo nel pelto, 
• sia bene schicnulo (parla d'un cane). 

SCniEHA. Numero di soldati in ordì- 
aansa. Lai. ncies, vxercitus, Gr. Tty^ccC' 
TOt^i; <*. /'■ IO. 86. 4 ^^^^ tulla Tosto 
de' I-'ioreuliiii di l»r.Uo con ordinala ichie- 
ra« IC 11. 2. 20. Sthierc di cavalieri ar- 
matit che cavalcasiono u furnre. Croni- 
cheti, d' Amar. 53. Tito Quinzio dilla- 
lore muisc le schiere, e cumbaii;- con lu- 
ro. /■-' appresso : Lo dittatore, eh' era Cara- 
millo , mosie le schiere , e combaiiè, e 
»ioic. /i94 ^*" ^^^^ l"fo l""'?'""" ""* 
ischicr.i lunghissima , credendo lare per- 
cuoterò la roda della ichiera colla testa 
addosso a Cesare j ma Cci.ue s'avvide, e 



5 C H 

fece le sue schiere per modo, ch'egli scon- 
fisse e ruppe i Barberi. 

g I. /Vr tnet'f n dire d' Os'ti ordì' 
nata moltitudine. Lui. acfS , muliitudo . 
Triif^Oi, o^.uoj Dant. Inf 2- Ch'uscio 
per te della vulgare schiera. E Fa-, l8. 
E come augelli surti di riviera ec. Fau- 
no di &è or tond.1, ur lunga schiera. Petr» 
son. 24t>- Guitlon saluti , e mctscr Cino 
e Dante, Franceschin nostro , e lutla quel- 
la schiera (cioè, compagnia, conversaxìo 
ne, brigala). Cr. 8. 2. i. Piantanti in 
esso schiere, ovvero ordini di peri e <)i 
meli, ce; ancora vì si piantano schiere 
di muri e di cihegi (cioè, fiUri ). 

'fi g. n. Similmente per metaf detto 
ili Mo/tiliidine di vocaholi, o simili. Pal- 
lav Tratt. stil. cip. 21. Per tantu la re- 
gola inlornoa questo si è, che i vocaboU 
si Viigliono separare in tre schiere. (lì) 

§. \\\. A schiera, posto avverbialm, 
vale In compagnia, in truppa. Lai. C'itev 
vatim. Gr. 0».$6-i. Gmd. G. Ailunque 
andare a schiera a* tempii degl'Iddìi, e 
onorare ec. Sen, licn. / nrrA. ti. 32. Kun 
si chiamano amici colesti , che a grande 
schiera picchiano la porta. 

§. IV. A ichu-ra a schiara , vale In 
ischieia, A una schiera per volti. Lai, 
agniinatim. Alani. Colt. i. 2. Il cornuto 
paslor co* suoi Sei vani , Co' suoi Satiri e 
Fauni a lui compagni, Veogao colle xam- 
pogne a schiera a schiera* 

t 3 SCIIItRA-MENTO. Vazione dello 
schierare i soldati in ordine di batta- 
g'ia . LaL instrucfio . Gr. TTa^aTK^i;. 
Zibald, Andr. Mostrò perizia grande 
nello schieramento delle sue genti. 

^ §. Schieramento, si dice anche fi- 
gitralani. per Cosa qualunque posta in 
ordine. " Salvin. Pros, ^i>sc. I. 566. 
Non sono mica le lingue un giochetto di 
varii suoni, ma un arlifieiuso scbieramcu* 
lo di pentirri in parlar ridotti >> ■ (C) 

SCUIEHAUE. Mettere in i^chiernj e si 
usa in sisai/ic. att, e netitr. pass. Lat. 
aciem instmere , explìrore^, instrnere e- 
xertitum. Gr. :ra^TOCTTetv òwvaatv. <i. 
V. 8. 12. 2. Sctiieraronsi parto di loro 
nella piazza dì san Giovanni. £ 12. 95. 5. 
Lo Ile d'Inghilterra fece armare, e schie- 
rar sua peate. Cronichett. d'Amar. 79. 
Mario co* Romani si schierò, e comballc- 
ro. Cirì/f. Cali'. 3. 72. E preson jier 
parlilo d* assaltare 11 campo sema dovcr&i 
schierare. Tass. Cer. 20 2^. Cosi Einiren 
gli schiera, e corre anch' esso Per le parli 
di mezzo, e per gli estremi. 

SCHIERATO. Add. da Schierare, Mes- 
so in ordinanza. hM. i'istrurtus, rxplica- 
tus. Gr ■nupcit.TiT'jtyiiiv:)^ C /". ii.8tì. 
1. Il Re d' Inghilterra venne con sua 
gente schierato nel luogo ordinalo. M, F, 
i. 3q. 1 quali, schierali in sul campo, fa- 
ccano vergogna al Re. Cronichett. d' A- 
mar. l36. E' Pisani sì puoiono a campo 
presso a' Fiorentini , e' Fiorentini tulli 
schierati andarono verso loro. Tnc. Dav 
Ann. 4* 8i)> 1 nostri fanti e cavalloggieri 
bene schierali, disposti, e provveduti ^l'ar. 
En. II. y56. Pir-na d'.irmi, d'insegne, 
di cavalli, E di schierati fanti e di squa- 
droni Si vcdea la campagna: cran per tulio 
Gualdanc, ce. (/i) 

# SCHIERICATO. Add. Schericato. 
Bern. rim. \. 77.. Ladri Cardioalacci 
schiericali. (F) 

3 SCHIETTAMENTE. Avveib. Con 
isdiirttezza. Lat. \impliciter, libere, in- 
genue. Gr. cÀcuàc'^wc , a:T).ù{. Se^n. 
helt. Dove sono quo'heni che schìellA- 
mente soo beni. Tac. Dav. Perd. ehq, 
4o5. Sapere csier ciò non per cavarli da- 
nari, o per redarli , o iniiwlrar qu.drbr 
uficio, ma schiettamente per amor luu ^ 
SiUm. Odiss. lib. 8. *• 756. Or \tt . 



S C II 

ciò dimmi, E per ordiuo cuoia schietla- 
mente U'ti smarristi, e a quai giugoesti 
luoghi, ce (li) 

SCHlETTEiZA. Astratto di Schietto. 
Lat. iinctritas, simplicitas, libertas., con- 
dor, in^ennitas* Gr. «TtiaTr,;, Kj>s7cta. 
# Salvin. pros. sacr. Oraz. S. Jiened. 
Mjravi(;lia dunque non l-, se tanta foise 
la veemi'oza delle sue predicazioni ec. , 
tanta t'autoril'j e la scbiellessa nel par- 
Lre de' suoi pensieri, ec. (H) Hellin. Utt. 
Uom.i'l. 1-2^5. Prendo qualcheconsolauonc 
ceonfurio d^lla mia c>jscÌcoxa« dalla bontà 
e schiettezza del presente governo, sulto 
il di CUI patrocinio mi fido. (C) E Disc. 
2. 7. Quanti souo gli animali ec. che sono 
r est- m più e 1' amure delle donzelle con 
la ftchittlezza del lor candure ec. (F} 

\^ % Schiettezza, dicesi amche la Qua- 
lità di CIÒ che è schietto, che non i me- 
scolato con altra cosa . lìellin. Bucch. 
211. E quesiu peso jggiunlo alla figura 
E alla schirllczza di quel gran perlune , 
Fa che stimala eli* è senza misura. (B) 

SCHIETTISSIMAMENTE . Superi, 
di Schtett-imente. tf Srgner. Prtd. 6. 5. 
Schielli»simameiile ve lo confesso: quanto 
più mi stanco a pensarvi, tanto meno la 
su trovare (li) 

SCHIETTISSIMO. Superi, di Schietto. 
•? Segner. Mann. JS'ov. 5. 3. Ti basti di 
sajHrr questo, per voler esser al cootrario 
schieltissirao { tincerissimo ) e candidiui- 
mo in ogni affare . (B) Bet/in. Disc 3. 
33. Terminiamo adunque questa schiettis- 
sima e purissima verità. (Min) 

f 3 SCHIETTO. Add. Puro, A'm mi- 
schiato. Lat. pu'its, mer US, simcerus. Or. 
t.'j.^(g.z6:„ ei'>x,S(vr;';. Ott. Com.lnf.^ i6jj. 
tnfiuo a qui sono schirlle parole di Boe- 
zio. Sa^g. nìt. esp. 128- Quelli (vasi) A* 
oro più schietto soiiìglia e dislcode, e fi- 
nalmente strappa . Buon. Fier. 2- 3. 4- 
Chi si compiace di color miftlìali , Avrà 
da soddisfarsi, Perchi* gli schietti ci «odo 
in disuso. 

* § L F. accompagnalo dalla parfi- 
crlli da . Pnilav, Ptrf. Crist. procm. 
Nelle passale mie opere il sacro è come 
1' oro nelle monete , il qual non è mai 
schietto da qu.ilche lega di rame . (D) 

§. II. ScJtiitto, per PiJito, Uniforme, 
Seni/ilice. Liit. simple.r, purus. Dant. Inf. 
l3a Non rami irhirtii , ma nodosi e 'o- 
volii . E Pi"^- I. Va' dunque, e fa* che 
tu coìtui ricinga D* un giuoco srhi.;l(o . 
Petr. canz. 2). 3. lo un boschetto nuo- 
vo i rami santi Fiorian d' un lauro gio- 
vinetto V schioilo. E son. 166 E sol nelle 
mìe piaghe arerUi e crudi , Uìti schietti , 
soavi . ^< E son. l5o lur come donna 
in un vestire schietto Celi un uoro viro, 
o sotto un picciol velo. (C) 

^ g. 111. ScbieUo, %-ale uUorm Aon 
corrotto, iVit/i puatto. Btlc, FiU Célomb, 
2S3. Sconficcarono il coperchio della cas- 
sa, e trovarono quel corpo in quella caMa 
intero senza ninna macula; e la gonnella 
e il cappuccio, e la (:rÌllaoda lolli sani . 
e schietti, come quando glieli misuoo in- 
dosso. (C) 

tf %. IV. Schietto, riferito « vino, tWc 
JS'on niischiitto con acqui. Puro. Ar, Sat. 
2 E il vili fumuso a me mj più inter- 
dello. Che '1 losco, costi a inviti sì tra- 
canna , E sacrilegio « oon b«r molto , e 

sclticltu. (C) 

3 §• V. Uomo schietto, snUe Di mem- 
bra leggiadre, t agili j contrario dt Attic- 
ctaio, Tra^trsato, o Massiccio j ckt «is- 
che diremmo Scarto. Lat. agiUs. (r. /'. 
10 87. 4* Questo Caslruceio fu« della 
persona mollo destro, grande auji, d*a«- 
vrnanlc fiirma , ischieiio , e non gratin. 
Cron. Morell. 2^2. Fu costai di poriona 
più che comunale, cioè di grandeiza, se- 



S e II 

condo i\ tempo suo. schietto, e oon però 
magro, ffern. Ori. 3. 7. !^^. Di persona 
cri grande, m^gro e schieltu. 

# §, Vr Sc/iietlo, e anche a^^itmto d' 
alcuniì parte del corpo , e vale Afille , 
Anzi magro che no , Sotli.'e . <• Lasc 
Spir, 2. 5. I*on mente gjmba scbiella ! 
guarda cosce mcmlirulf »! Stor. Eiir. 1. 
6. Il reslo nitfOlcdimapco dellj persona, 
lutto era bello e Ijtn fatto veramente; gli 
omeri larghi, le Ixaccia grosse, e* fianchi 
schietti, il venite raccolto ec. Ftr, Dial. 
Bill donn. ?>\\. A UD dito si ricerca es- 
sere schietto e bianco, /l 423. I fianchi 
Toglion rilevar* ass^i. e gittar su il busto 
schietto e gentile (Cj 

§. \\\. Uomo schietto, ^'j;urntam. vale 
Sincero . Lat. simplex » purus , integer , 
sincertis, ca/ididus, liOer , ingeanus. Gr. 
xxìxpo'i , affici , iihxpi'Jr,^ ■ * '^'r?''- 
I^ior. nnt. l6o- Uomini ec. in che il nuo- 
vo stato assai confidava, per aver renduto 
all'uno la patria, all'altro lo ìtalo, e di 
ichiello cauiìtlico averla chijmalo a quel 
governo che in un viver Ubero per le sue 
virtù non gli poteva esser negato. (C) 

* §. VUI. Onde Andare scfiietty, mie 
Procedere con sincintà , ingenuamente . 
Sert. Giamp, 225. Può essere che aven- 
do voi udito raccontare a qualcuno ec. 
cora* ella voleva che chi avea a parlar 
co* principi usasse parole di bisso, cioè 
andasse candido e schietto ; voi per mo- 
strar che il vostro parlare sia più che da 
principi , può essere, dico, che siate an- 
dato apposta a cercar di questa paro- 
la- (C) 

* g. IX. Arme schietta, Term. arai- 
dicoj e dicesi Quella che è intera, sema 
rastrello , o altro j che anche dicesi Ar- 
me pura. - Riccrd. Mtlexp. X78. Per lo 
detto Doca il sopraddetto cavaliere, e la 
casa de' Pazzi portano e portavano Tarme 
•chiclla del Duca di Bari ». (/>} 

•| * SCHIFA. F. A. Noia. Vit. S. Gir. 
4". Affrettati , dolcissimo sposo dell' ani- 
ma mia , e non 1' avere a schifa , perch' 
ella sie nera de'peccaii. (Vj 

SCHIFA 'L POCO, (fiato a modo d' 
aggiunto . Dìcesi di Persona che artata- 
mente /accia la modesta, e la contegnosa. 
/Vr. Lue, 1. 3. Cosi si vuol fare a que- 
lle schifa '1 poco: non ne lasciar lor vìn- 
cere ooa per nulla. Late. Spir. 2. 5. Se 
io fussi so ben io chi, tu non faresti co^ì, 
monna schifa '1 poco. ^S Cccch. Asiiuol. 
1. 2. E voi , monna schifa '1 poco , che 
fareste? Giù. Il medesimo, o meglio. (1) 
SCHIFAMENTE . Avveri,. Con ischi- 
fezs't . Lai. sordide. Gr. 5.»"apw5» -^'^- 
SSoit. Diue che M pigliava con due dita, 
e fece 'l segno molto scbifamente ( qui 
vale: In maniera schiva. Lai. parce , 
mcde^ie ), 

SCHIFAMENTO . lo schifare . Lai. 
tvitatio t fuga , declinatio . Gr. éi<z)i5t?. 
Albert, cap. 60. Lo liguardamento è 
scbifamento de' viiii contrarli ( così nel- 
/' ottimo lesto dell' Accnd. Lo stampalo 
ha Circospczione e guardia de' viiii con- 
trarii ). 

§. Per Dispregio , Vilipendio . Lat. 
opprobrium , ahìrclio. Gr. ovsi^o; . f'it. 
Crist. D. lo soo verme, e nun uomo, 
vituperio degli uomini, e schifamento del- 
la gente . 

* SCHIFANOIA. Fuggifatica , Pigro. 
Lai. iners, suis inservims commodis. Gr. 
orpyo'^, vw^sir'^. Mail, Franz, rini. buri. 
2. 100- Ma chi trovasse il modo a bilìcallo. 
Sarebbe an schitanoia. (*) 

•f * SCHIFANTE. Che schifa. Che 
ha a schifo , Sen, Prcv, ^26- Che dun- 
que? Sarebbe più felice ( Fabbrizto } se 
Del suo ventre atlaffasse pesci di loogin- 
quo marct e pellegrine uccellagioni, e se 



S C II 

di calcinelli del mare, di sopra e di sot- 
to, la pigriii.! dello stomaco schifante ri- 
lev.isse...7 (.lì 

SCniFANZA. P\ A. Lo schifare, Schi- 
fmienio. Lai. evitati^, Gr. ^xxiioc Frane. 
/Jarlt. 179. 16. Ma non prendessi csem - 
nUi in securanza, S' hai a far col minore; 
Che tal fiata onore Tolgon a quei, che 

00 fanno schifanza. 
SCHIFARE. Schivare, Scansare, Sfug- 
gire . Lat. evitare , effugere , declinare , 
dejlectere, fastidire. Gr. Éxx.VtvEiv, a:To- 
n'-T^ì-^-.'yiKf.*. s :r«p5;rT!9àai . Jiocc. nov, 
(\\. 4. La giovane, senza schifar punto il 
colpo, lui similmente cominciò ad amare. 
K no.' 60. 17. Li quali tulli il disagio 
andavan per 1' amor d' Iddio schifando . 
E nov. 8f>. 3. Se l'iouccìo ec. non aves- 
se schifato il biasimo della giovane e *1 
suo . E Lab. 169. Dalle quali cosi belle 
tu non se' schifalo oè schernito, ma è loro 
a grado il potere slare , sudare , e usar 
leco . Albert, cap. i\. Non ischifa fatica 
chi disidera gloria di virtude, e di bonla- 
de. Tes. Br. 3. 6. L' uomo dee ischifjre 
mala acqua e paduli e slaj;ni , massima- 
meole se sono contro a Occidente, e con- 
tro a Mezzodie. Pelr. cap. 5. Che giam- 
mai sfherroidor non fu si accorto A schi- 
far colpo ((/III Lat. delle» tcre ). ^ Poliz. 
rim. leti. 1O7. U quale (Ci/io da Pistoia) 
primo, al mio parere, cominciò I* antico 
rozzore in tutto a schifare. (Cj 

5? §. I, £ in signifìc, neutr. pnss. Med, 
Arh, Cr, 32. Neil' ora del tradimento la 
bocca che abbondava in malizia non si 
schifò di lasciarsi porre alla sua. (€} IH. 
SS, Pad. I. 26^1. Sovveneli di quel che 
potè, non curandosi , ne schifandosi della 
villade e bruttura, che suole avvenire al- 
le donne nel tempo del parto. (CP) 

§. II. Per Dispregiare . Lai. speme- 
re. Gr. xataypovsTv. Petr. canz. 2p. 3. 
Quel poco che m' avanza , Fia eh* 1' noi 
schifi , s* i' *1 vo' dare a lui. Guiit. leti. 
20. Nullo è grande, for quello che quanto 
ci è schifa, e a cielo bada. 

§. HI. Per Avere a schifo, a stoma- 
co. Lai. aspernari, ahhorrere. Gr. juioaT- 
TEsScti. Cavale Fruii, ling. Non si sde- 
gnano d' esser nostri ministri, e non ischi- 
fano ne il lebbroso, ne 'I peccatore. Cas. 
leti. 35. Se il precettore lusse di qualche 
condizione, non sarebbe astretto a fare al- 
cuni officii che si sogliono schifare, d'ac- 
compagnare il putto fuori , e simili altre 
cose. 

g. IV. Per Ricusare. Lat. recusare . 
Gr. a'vavsy'siv. Din. Comp. i. 17. Tanta 
baldanza pre5e, che palesemente egli e la 
sua famiglia vendevano la giustizia, e non 
ne schifavano prezzo, per picciolo o grande 
che egli fusse . Bocc. introd, {^Z. Se di 
prenderli a questo ofirio non iscbiferemo. 
SCHIFATO. Adii, da Schifare. Lat. 
evitatus , Jastidio habitus. Gr. fii'sfixó^. 
Cron. Morefl. 271. Scaccia paura, timi- 

1 dezza ec., e altre simili, le quali ti fanno 
tristo e Egraziato, e fannoli essere non re- 
putato, da niente, e schifato (cioè, disprez- 
zato). Calai. 27. Figliuolo, questi è mes- 
ser Domeneddio , e 1' acqua da lui solo 
bevuta , e da ciascun altro, come tu vedesti, 
schifata e rifiutala, fu la discrezione. 

t SCHIFATORE. ì'erhal. masc. Che, 
o Chi schija. Lai. osor. Gr. ò [Xitriiv.-;. 
Lib. Prcd. Si mostrano scbifatori di quel 
brutto peccato . 

SCHIFETTO. Dim. di Schifo sust. 
Lat. phaseìus . Gr. ya'jriXs;. But. Par. 
II. 1. Sì mise a voler passare di colte 
quel mare con piccolo schifetto, che avea 
Amiclate pescatore poverissimo. E appres- 
so: Misonsi amburo in mare per volere 
passare col suo schifetto, ma non poterò, 
per la grande fortuna che era io mare. 



SCI! 



1067 



SCniFEYOLE. Add. Che schifa. Lai. 
fìiltdiens . Gr. Tta^OTTTo'asvo; . Bemh. 
Afol. Esso interrompendoli soverchio, delle 
sue lodi scbifevole , volea , seguitando , 
alle prime proposte ritornare - 

^ §. Se hfevole, per i schifoso , Schifo, 
Che fa stomaco. Segner. Crist. instr. 3. 
2.^. 21. Appena slam nati, che egli (di- 
sto) ci appresta un bagno , entro cui la- 
varci dalla lebbra schilevole del pecca- 
lo, (ys) 

t * SCHIFEVOLMENTE . Avveri. 
Con ischfimcnlo. Lat. incvitabiliier. Boez. 
i^?>. Che se non ischirevolmentc esser ad 
avvenire giudica le cose, le quali eziandio 
è possibile non avvenire, è inganoato: la 
qual cosa ec (f'J 

SCHIFEZZA. Lnidezza, Sporcizia. Lat. 
sordes, spurcilia, immunditia. Cavale. Di- 
serpi, spir. Il cibo itgettato è di più schi- 
fezza, e più abbomiuabile, che qualunque 
altro cibo freddo e spiacevole. 

§. I. Per Istomaeoggine. Vit. SS. Pad, 
2. 76. Egli avea sete, e non volea bere, 
per ischifezza di quel lebbroso. 

g. II. Per Soverchia squisitezza di gu- 
sto , per Lo recarsi a schifo ogni co- 
sa . Schifila . Lat. deliciec , fnsUdium . 
Sen. Pisi. La fame richiede piccolo costo j 
la schifezza e la ghioltorcia lo richiedo 
grande . 

* g. in. Essere a schifezza una cesa, 
vale Averla a schifo . S. Ciò. Grisost, 
238. Cooluttochc gli sieno posti ionaosi 
soavi e dilicati cibi , piultoslo gli sooc^ 
orrore e schifezza, che a diletto. (TC) 

SCHIFILTÀ', SCHIFILTADE,eSCHI- 
FILTATE. Astratto di Schifo, in si^nific» 
di Guardingo , o Ritiralo. Lat. ntod^Uia. 
Gr. KOafiiÒTri^. Bemh. Asol. 2. 1^8. Ora 
il pregio della schifiltà onerando, ora i 
fruiti della dimestichezza procacciando, 

J §. ). Per Rilrosìa, Ripugnanza. Lat- 
refractnrii animi vitìum , ruslicitas . Gr. 
dypiòzT,^ . Sen. Pisi. 78. Egli è tanto 
grande la loro schifiltà e segnoria, che si 
fanno portar dietro la cucina . Bocc. In- 
trod. 36. Acciocché noi per ischifillà o per 
Irascuralaggine non cadessimo in quello, di 
che noi peravvenlura per alcuna maniera 
volendo non potremmo scampare. 

* g. II. Schifiltà, talora vale anche 
Azione da schi^ltoso , ritroso , « Segr. 
Fior. Slandr. 4- 8 Ma io non la lodo 
già , che innanzi che ella ne sia voluta 
ire a letto , eli' abbia fatto tante scbifil- 
l*a ». (N) 

§. in. Per Istcmacaggine . Z.^i. fasti ■ 
dium , nausea. Gr. avo^^^i'a, vaUTt'st . 
Sen. Pisi. Che ha malo stomaco e cor- 
rotto , e pieno di schifiltà. 

§■ IV. Per Lo avere a schifo, Sausea. 
Mor. S. Greg. Dispregiano quelli che so- 
no entro nella chiesa, per iscbifiltà della 
lor vita. 

SCHIFILTOSO - Add. Che schifa , 
Schivo, Ritroso. Lat. diffìcilis , rusticus, 
diirus, Gr. dypio^. Dav. Sctsm. 12. Quan- 
to più il Re la sollecitava, tanto più con> 
legnosa e stbifillosa gli si mostrava, giu- 
rando non esser mai per dare a persona, 
che suo manto non fosse, la sua vergi- 
nrtade . 

SCHIFISSIMAMENTE. Snperl. di Schi- 
famenle. Loidissimnmente , Sporchissima' 
mente. Lai, spurcissime. Gr. àifj)(pdrcc7CC. 
SCHIFO. Sust. Paliscalmo. Lai. sca- 
pha. Gr. (ixa'fj). Serd. Leti. Ind. 3. 81O. 
I mercatanti vollero andare alla terra co- 
gli schifi . Ciri£. Caìv. t^. 122. Liuii e 
schifi sull'acqua leggieri . v^r. Fur, il. 
37. Tosto che 1' orca s' accostò , e sco- 
perse Lui nello schifo con poco ìolerval- 
lo , ec. 

g. Per simrlit. si dice di Volta di slama 
falla a guisa di schifo a rovescio. 



io63 



s e n 



?o 



SCHIFO . j4dd. Sporco , Lordo . Lai. 
jpurcut , lutufentus . Gr. à^ix'ìa.pTOi , 
^opBopoìSm. Gatat. 7. Non sodo du fare 
io presenzj Hegli uomioi le cose Uide, o 
fetide , o schife. 

f §. I. Per lìitroso t Fastidioso, Che 
V"ff?** Che sdef^na ogni cosa. Lai. indi- 
gnans , /astiilienf , dr/icatus . Gr. clrzo- 
nrpiyóp.fi'ìi » Tzctponro'fitvoi , aS^a'; . 
Bocc. no^'. 17. l5. Moilrjndo di Don a- 
vff cura dì ciò . che ella ti moìlrava 
■chifa . Lab. 263. Nelle Chiaoi di mci- 
sa state con multa meo noia dimorreLbe 
ogni schifo, che vicino a quello. C y, 
l3.'». 5. Fu alquanto pr^suoluoio, schi- 

e sdegnoso . Òlt. Com, Inf. 3. 32 A 
dare ad miendcre, che ancora e schifo di 
passare uomini vivi , por la rimembranza 
di quello che fece a* demonii Ercule e Te- 
leo . Dani. Purg 26 Queste d.l gicl , 
quelle del Sole schife. 

§ li. Per Gifirihn^o , Ritirato. Lat. 
motfsfut. Gr. zonato;. Pflr. son. 189 
E Laura mia con suoi santi alli schi6 Se- 
dersi in parie, e cantar dolcemente. Trat', 
puv. /am. Chi è schifo sano, conviene che 
stenti infermo (lat. mollis, delicatus ). 

* Tass. Him. Krmc, Son. 21. Spirto im- 
morlal , eh; saggio e insieme ardilo Nel 
mortai campo alte vittorie aveiii, Di %o- 
glie schife armato, e d' alti onesti ec. Deh ! 
risguarda ec. (D) 

§. MI. Schifo, inforzi di sust, , per 
ischifiUà , Schifezza i onde f'enire schi- 
fo, A^ere a schifo» vale Venire a noia. 
Essere schifato , Avfre a noia , Lai. fa- 
tttdire . Gr. aT0?r^s'p£53at- Dant. Inf. 
3l. E o -n Icn venga schifo. Peir. son. 
aSO- Che non ha a schifo le tue bianche 
chiome, Bocc. nov. 18. 3;. Il quale a 
schifo avea la Gi-nuetla. Guitl* Utt. zS. 
E come per rssìone ec. avrebbe avuto 
alcun hu mo a schifo. 

SCHIFOSISSIMO. S»pej-K di Schifoso. 
Lat, inini'indisiimus. Gr. Jy^xaSasTOTa- 
TO5. Sfi:ner. Mann. Giugn. 2. 3. Son dati 
ÌQ predii a schifosissimi vermi, che gli di- 
moiano, fu 22. I. Se qu.in.lu uno cade in 
qual'he vituperosa carnalità, restasse an 
eh* rgli di subilo tutto oppresso da sebi- 
fosìssima lebbra , credi tu che sarebb^^no 
taali al mondo ec. i Uscivi? 

5 SCHIFOSO. //(/'/. Schifo. Lat. iuri- 
dits, imTinndiii.GT. ccAUicAproq. 

ilr- §. I. Schifoso , v^ìle anche Che in- 
duce nausea , stomacaggine . " S>sner. 
Pred. 3. 3. Si bevve il sangue d' una 
fetida caprj , sangue non meno pestìfero 
che schifoso, e cosi da se slesso s' avve- 
lenò.». rO 

* §, II. E ftg'tratam. m Sesner. Cnst. 

lastr. 2. 21. 9. Chi potrà mai spie- 
gare quanto fu acerbo questo cordoglio 
nel cuore dtl Rcdenlore , in considerarsi 
coperto e carico della feccia più che schi- 
fosa di tutti i peccali - 7 (C) 

SCniMBESCIO,e SCIIIMDECIO.Tor- 
to, Traierso. Lat. obliquns, traas\ersus . 
Gr, :rÀa/io; 

§. A schtmbescio, A schimhesd» e A 
schimheci, posti avverhiit. , vagfiono A 
schianch, A sghembo, A traverso. Lai. 
oblique, tranSiursint. Gr. TTÌa/t*M;. So- 
der. Colt. '\\. S* hanno a tagliare 3 tra- 
verso allo 'ngiù, facendo a srhimbesci il 
tjglio augnalo. E Sp. Si dee fare il foro 
per iicancio, a scbìmhescio , pendente, a 
traverso allo 'ngiù, 1/. Bin. rim buri. i. 
20 1. Ma se per caso l' adocthi», o l'an- 
nasa Mciscr Latin, perch' ella sia a scbim- 
beci, La Ti'ggi'> un di tanquam tatuila ri- 
ga. Burch. 2. U, Campi si e in peduli. 

• po^to al f' zzo, E per noo m* infangar 
vo a schìmbeei. 

SCHINANZl'A. Squlnaniia. L«t. angi- 
na. Gr ouvayj(>i. 



S C H 

SCHlNCniMUnRA. Nome fato per 
burla, e per- inditr niiravt^ha, dal Bocc, 
nov. 70 12. InBno alla schincbimutra del 
Presto Giuvanni, che ha per me' *1 culo 
le corna. 

* SGUINCIO. Add. Ohhliquo, Tra- 
verso. Lai. tran*versus. Gr. "Iria-zta?. 
Dìttam, I. 8- Da) Nilo è bello che qui mi 
comince , Cht- vien dal Mexzodi per molte 
lingue , E per istr^de disviate e schin* 
ce. (•) 

SCHINELLA. r. SCHIENELLA. 

SCKINIERA, e SCHINIERE. Arnese 
per lo più dt ferro, che difende le gam- 
be de* cava.'ten. Lai. tibtn/e. Gr. Tttpi- 
y.jrifiti. Alam. A^arch. 16. 5. Il pesante 
schinier, che lutto abbraccia. Quanto Tos- 
so primiero in allo ascende. Di ben si- 
curi chiodi intorno allaccia. E 20. 6 II 
suol di ferro , e l'argentato sprone , Lo 
srhiaier sopra , e *l coscial dopo assìede. 
Bern. Ori. 1. 7. 34- La scbiniera iocao* 
tata grossa e piena Pur si piegò dì den- 
tro, e gìtlò foco, 

SCUIODARE. Sconffcare, Cacare il 
chiodo confitto. Lai. refigere. Gr. a~o.<a- 
3tiìo3v Ar. Fur. 12 5o- Ogni colpo d' 
Orlando o piastra, o maglia E schiuda, e 
rumpe, ed apre, e a strazio mena. ^ E 
3i. 21. Ora levando i canti ai grossi scu 
di Schiodando or piastre, e quando ma- 
glie aprendo. (C) 

g. Per metcìf. Dtttam. 3. 12. Io ho sì 
ben legato a nodo a nodo Nella mia men- 
te ciò che detto avete , Ch' a pena una 
parola non ne schiodo. Varch. Ercol. 58. 
Di coloro, i quali ec dicono tutto quanto 
quello che hanno detto, e fallo a chi ne 
gli dimanda ec, s'usano questi verbi: sver- 
tare, sburrare, schiodare, ec 

•^ SCHIODATO. Add, da Schioda- 
re. (A) 

•r SCHIODATURA. Voce dfll' uko. V 
aito dello schiodare^ e La cota schioda- 
ia. (A) 

SCHIOMARE. Di sf are, o Scompigliar U 
chioma. Lat. crtnes solvere, Gr. rptjja^ 
exluitv. Frane. S<tcch. rim. 6p. Perché 
tal moto va in terra di Ronu, Dovel'au» 
rea chioma Si schioma e si doma Coo 
portar trista soma, 

<• SCHIOPPETTERI'A. Quantità di 
schic-ppelti, ed anch'! SoUaiesca armala 
di schioppetto. Giticc. Slor. Battendogli 
anche con la schiopppi feria distesa per 
questo io su le mura della t«-rra. (yj 

* SCHIOPPETTIERE. Soldato nr. 
mata di schioppetto. Guicc. Star. Tra' 
quali erano quattrocento cavalli, la rorlà 
schioppetlierì. (IV) 

SCHIOPPETTO . Dim. di Schioppo s 
e vale ancora lo sV-sso che Schioppo . 
Guicc. Styr, lib. It. Benché dentro ap- 
presso al muro fosse uno squadrone di fanti 
con gli schioppetti, e con le picche. 

SCHIOPPO, Sorta d'arme da fuoco , 
Archihitso , Scoppio , Scoppietto, Lat. 
*sclopus. Serd. leti. ^. 879. Verfoerr ar- 
mali d* archi e di schioppi Buon Fier. 
I. Jntrofi. E fummo ogaor bcraaglio Do- 
gli archi e degli schioppi 

't * SCHIOSTRARE. jYe«lr. post. , 
vale Uscire del chiottro, e i>er metaf. 
Liberarsi. D.int, rim. ( Io credo io Dio 
Padre, che può fare ec.) E che noi per- 
duniam tu ti dimostri Esempio a noi per 
la tua gran virlule, Onde dal rio nemico 
ognun si schiostri (f) 

SCHIPPIRE r. A. Scappare c.^n nstu- 
zia, con ingrj:no, e con da^t'Ciia Pataff". 
4. Srbìppa tosto infardato \co|>erto. 

SCHIPPITO. Jdd di Schippirt. Tac, 
Pav. Ann. ^. 89 Ricordandosi delle fa- 
tiche durale per vnire a queila bramata 
e tante vulic loro scbippìla pugna, si sa 
tiavano di veiuldla e di sangue ( il testo 



s c n 

Ut. ha adveniu eludeott-s optata* totìes 
pugnae ). 

*t * SCHIRAGDAITO. /'. A. Sen- 
tine/in, ovvero /,'! schiera che sti in agua* 
to. Lucan. y. 66. La notte era oscura , 
il primo iscltiraguaito dell' oste dormia ; 
già il secondo avea cominciato a veg- 
ghiare. E 76. Quando egli giunse alta ri- 
va, credette passare lo scbtragoaito, ma fu 
niente, sua genie il conobbe, (l') 

::: SCHIRIBIZZO. Lo slesso che Ghi- 
ribizzo. (A) 

•f * Si:.\\ÌK\Z\ZZOSO. Add. Lo sUsso 
che GhinbitzOiO. Magai. Lelt. scient. pag. 
101. Neil' cKlorato ad usc^ del punto si 
dà in delle scene più schiribìuose •«• 
sai, (A) 

SCHISA. Diciamo Per ischisa, o la 
ischisa, e vale A schiancio. I,at. in Iran- 
sversum. Gr. Triayi'w?. Tav. Bit. Tri- 
stano ha nell'insegna il campo azzorro , 
con una banda d' argenlo per ischisa. 
Cron. Morelt. 337- *' l'fao di portò Tuo» 
verde, e rosso in ischisa. 

SCHISARE. Termina aritmetico, t vale 
il Bidurre il numero rotto ad altro nu- 
mero minore, ma di valore eguale. J'ed. 
F.'os. a 23. ì'arch. Ercol. |55. Di greca 
origine sono ec, slradiollo, schisare, ave. 
nirsi, ec. E 227. Averebbe sentito iuiaa 
a* fanciulli che non sono ancora ili all*al>- 
haco, e non sanno schisare , dire tempre 
cinque oliavi, e Don mai le cinque parti 
dell' oliavo. 

SCHISO. L'aUo dello schisare. Ter- 
mine aritmetico. 

•| * SCHITARRARE. Sonar la chi- ^ 
titrra, o simili. Salvia. Om. Inn. ( Cao- 
la. o Musa, a Mercurio inno, ec.) Ei 
scbilarraodo Amabitmeole colla lira, fran- 
co Stava il 6glio di Maia, ec. (A) 

3 SCHIVARE. Scansare , Sfuggire , 
Schifare. Lat. evitare, fffitgere. Gr. e*«- 
psu'/eiv. Sa^c- nat, e<p. 65- Non sodo 
però questi talmente inevitabili, che dal- 
l'accortezza del diligente osservatore aoo 
sì possano leggiermente schivare. Fir. As. 
109 E' fece tanto, eh* e* s* osci di casa, 
ma DOQ potè per questo schivar 1* uUi- 
mo colpo della fortuna. 

* g. I. Per Dispregiart. ■ Buon, 
rim, 26. Pregia me, pregia il mondo , 
a cui se' bella. Ne schivar, beocbè 1^>- 
si, ì merli nostri ■• . (C) 

* g. II. per Guardare, Difendere. Ar, 
Fur. 6. .^O. Se da grandine il ciel sem< 
pre ti schivi. fP) 

* S- III. Schivare, per Togliere, Im- 
pedire. Ar, Fur. 11. 56. Non so, dis- 
s'ella, s'io V* ho, che la morie Voi mi 
schivaste, grazie a riferire . E Hy. Io 
v'ho da ringraziar ch'una maniera Dì 
morir mi schivaste troppo enorme. (D) 

^ §. IV. Per Bimovere^ AUontama* 
re. Cessare. Ar. Fur. 9. 49- Dopo il 
qual ne la forza, oè il tesoro Poti^ 
giungfr più a tempo, sì che morte E 
strazio schivi al mio caro Coosorle. (Brf 

* Si WWKTO. Add. da S(hivart.(J} 
SCHIUDERE Contrario di Otiudere, 

Aprire Lat. «perire, recludera, resera, 
re, Gr. •(^9«'*/uv. Dant. Inf. 3o. Che 
mordendo correvaa di quel modo, Cba 
'1 porco, quando del porcil si schiude. 
* Buon. Fier 3. 19. Lasciale ec. Le 
scarpe anzi alta soglia, e pian pianissi- 
mo Vo innanzi , sempre più un Uolio 
schiudendo La lanterna a mirart ; • 

v<TK" '' '*"^ ''^* (^^ 

t 5 §. I Schiudere, per Eselmdere^ Ut- 
gettar^-; c^ntf-n'io di Ammettere. Lat- 
excludrre. G. /'. il. 16. 2. Certi po- 
polani, ch* erano degni d* euer* al dello 
uficio , per selle a* erano scbìiui. àf. F, 
IO- 75 I quali quasi del tutto «rtno 
scbiuii (I>1li ufficii. 



s e u 

t §. II. Schiudere, vate anch' Rl- 
Tnuoi't-re , Ailontanare . Pass. f>6. La 
peaiteoxa schìfii l' av^iiriziii ce, s> biude \i 
'oTÌdia. Dani. Conv. 112. P«r ischiu- 
»Ìerc ogni fjlia opinione da me, per la 
4Uj1o Toasp sospicjt't. lo mio amore cs- 
icre per sensibili- dilellaiione. 

* g. III. /><T me/<i/. insegnare. Ma- 
ni/estare. Jr. Fiir. 25. 63. Non le 
domando a questa offerU unire Tesor , 
uè dominar popoli e terre ee. Ma sol 
che qualche via donde il desire Vostro 
l'adempia, mi srhiuda e diiserre. (£r) 

*f * SCIIIVEZZA. Stomacaggine, 
Nausea. Ar* su. 5. Sì che quei che le 
barìjiio, ben ponno Con meo scbivezza 
t stomachi più saldi Baciar loranco ce. (.4) 

SCHIUMA. Jt^i^rt^ato d' infinite bot- 
te , Sonagli, o pallottoline ripiene di aria, 
che si producono nelle cose liquide o 
per forza di calore, o quando con /or- 
sa, e veentenZ'i si abitano, e si dibatto^ 
no. Lat. spuma. Gr. ajppo';. Cr. i. io. 
3. Si mctl.i a cuocere in una pentola 
in6no a tanto cbe Ut-vino la schiuma, e 
poi le rimoveriii dal fuoco. Lìaat, Inf. 
a^. Colai vestigio io terr? di si; lascia, 
Qual fumo io aere » ed in acqua la 
schiuma. Serm. S. Bem. NulU altra 
cosa è la carne , colla quale tu h.ii sì 
grande amìst^de, se non isrhiunt.i fitta 
carne, restila di fragil bellezza. Annoi, 
yang. Cadde, e volgevasi per terra , e 
faceva schiuma per la bocca (qui per 
Bava )m Frane. Sacch. rim, 24. Ciò che 

fiotè, dal nascer all' occaso Mise in le 
ira le manne schiume. l'J 65. Io non 
mi sarei stantio oc riniaso Tra le Tir- 
rene e r Adrìaoe schiume ( in questi 
due esempii Schiuma ti prende per l' 
Acqua dfl mare ). Soder. Colt, lo'j. 
Piglia r albume di tre uova, e gettale 
nella botte, avendole sbattute prima fin- 
che facciano tutte l'i schiuma. E loS. 
Levagli ria la schiuma e riliaMeria che 
getta pel cucchìumo. 

§. I. Per mrtnf. Da-it. Purg i3. Se 
tosto grjzia risolva le schiunie Di vo- 
stra coscienza. But- i^'i : Hisotva le schìu- 
nie Di vostra cosrienz.i Come Ij schiu- 
ma significa la impurità dcira''qua, cosi 
la pone qui per la impurità della co 
«cieota ; cioè: se tosto la grazia di Dio 
rùolva e distaccia la macchia del pec- 
cato cimasa nella coscieozia. 

§. If. Schiuma degli sciagurati^ de' 
ribaUi, simili, il diciamo per /scia- 
guralissimo, e Ribaldissi'no. Lai. impro- 
borum fttr, Gr. 'X-J^p.7ZOtf\po^. Mor^. ip. 
97- Io era capo degli sriagurati. Anzi b 
schiuma di tutti i nlialdi. Lib. Son. iii. 
Ch' egli è caso da ghioHi E parassiti > e tu 
ne se' la schiuma. Varth. Séor. 12. 472. 
Costoro, t quali ordìn-iriamente sono la 
schiuma de* ribaldi, nou sulo entravano in 
qualunche casa veniva lor bene, ec. 

^ § III. Schiuma di cucina, cornea 
dire f Ulano, Ribaldo. Bern. Or/. 2 
17. 53. Come, rispose, schiuma dì cu- 
eina? ec. (F) 

8« IV. Venir fa schiuma alla bocca j 
modo hasso , vale Adirarsi. Lat- ira a- 
bripi. corripi. Bern. Ori. 1. itì. 5S- A 
Galafron vien la schiuma alla bocca, Ve- 
dendo il popol suo così fuggire. 

* SCHIUMANTE. Che schiuma. Che 
fa schiuma. Lat. spumans. Gr. aspiVsiv. 
Salvia. Disc. a. ^36. Dove il tremito 
e lo scotimento e la convulsione succe- 
de, e la bocca si fa schiumante. (•) E 
Teoer. Idi/. 20. Ella il palpava, e la 
scfaiamanle bocca Colla man gentilmente 
gli asciugava. (B) E Ceor. /i'». 4. Adun- 
que questo stesso uomo abbondava || 
primo d'api ec. e da* favi lo schiuman- 
te MJe sprcmea. (FJ 



s c n 



lOfSj) 



f SCHIUMARE. ì.evarf,e Tor via la 
SchiU'H'ì. L-it. spiimnm adimert-^Gr, vypòv 
àsaipi'v. P'ìUad. Febhr. 27. Alcuni sO' 
no, chf fanno bollire l'acqua saUa , e 
ischiumano /:," altrove.' Togli pece e su- 
gna , ovvero sevo per igual parte, e la' 
bollire, e schiumala bene. Af^^i- Pon l- 
li- L'esercÌzii> conserva la vita, accende 
ti caldo e '1 vigore naturale, schiuma le 
superchie , e cattive materie, e umori. 

§. /a si°ni/ic. neulr. e neutr. pass, 
vate FarCfO Generare schiuma. l,3U Spu- 
mare. Gr appt'?£tv. Tes. Br, 3. 8. Fa- 
ra'li bollire insieme, tantoché si schiu- 
mino, e poi li leverai dal fuoco. G, y. 
ì it, Maotì. \ve3i Maometto la malattia di 
morbi) caduco ; che spasso cadeva in terra 
e dibatteva , e sthiumava colla bocca 
sanza sentimento. Amm. Ant. 2^. 4- li. 
Il ventre, che bolle dì vino, tosto srhiu- 
m.i in lussuria. E 3o. I- 12. Schiumasi 
la bocca a* porci sulvaticbi, e aguzzansi i 
denti. 

SCHIUMATO. /^J(/. da Schiumare. 
Tt's. Po,'. P. S cnp. 8. La chiara dell* 
uovo menata e scbiuinata. messa negli oc- 
chi lacrimosi e quasi arsi , sana . E ap- 
prèsso : Item lo succo di ruta mischiato 
con mele schiumato a poco a poco, mes- 
so negli occhi, toglie la caligine (in que- 
sti esempii irh'iuinilo è nel signi/ìc, del §, 
di SCHIUMARE )- Tac. Dav. Star. 2. 
269. Le virtù d' ambi congiunte , schiu- 
mate de' vizii, fatto avrieiio al principato 
ottimo temperamento ( qui figuratam. il 
testo Int. lia deniptis viliis). 

f SCHIUMOSO. Add. Pieno di schiuma. 
Lat. spumoutf. Gr. «opw'oic; - Ftloc. 6". 
255. Come 'l porco, poich' e' scote l'agu- 
le saune de* c.iccianli cani, schiumoso cuo 
furia si rivolge tra essi, magagnando con 
la sanoa quale in prima giugne. i/ib 5. Av- 
venne cbe uno iiddenlato cinghiale tut'.o 
schiumoso, e con rabbuffalo pelo davanti 
a lui correndo trapassava. But. Pwg. |3. 
2. La coscienza rimane brutta e schiumo- 
sa, e questa sthiuma si;;nìfìca la colpa del 
peccato che rim.ioe nolla cosci-nza. Bern. 
Ori. 3. 8- 27. Guarda le torri e spregia 
quL'ir altezza Colli denti schiumosi , com' 
UQ verro. 

SCHIVO Add. Schifa, in sentimento H 
. Ritroso. Dant. I"f 26. E' sarebbero schi- 
vi, Perch' e' fur Greci, forse del tuo detto. 
Bui. iti.- Sarcbbono schivi, cioè schifercb- 
bono,- Dant Purg. 2 E di calcar nessun 
si mostra schivo. 

* g. \. E in forza di vust. Trtjr. Gcr. 
I. 3. Il vero condito io molli versi I più 
schivi allcttando ha persuaso. (DJ 

5 g. II Pfr Guardin^c', Ritenuto, Mo- 
desto. Lat. mod'Stits , pudicus f vcecua- 
dus . Gr. at^vi'/xwv . Petr. canz, ^8. q 
Giovane schivo e vergognoso in atto, v E 
Cnp. 6. Adendo violu il gran nemico ec. 
Non con ;ilira arme, cbe col cor pudico 
E col bel viso, e ro' pensieri schivi. (P) 
Ar. Fur. 29. 43* Io ^iso bella , E noi 
sembianti accortamente schiva. (FPj 

* §. IH. Per Fa^tìdito, Noiato. « Tasi 
Gcr. 12 71 E ben la vita sua sdegnosa e 
schiva , Spezzando a forza il suo ritegno 
frale. La bella anima sciolta al fin segui- 
va , Che poco innanzi a lei spiegava I' 
ale ». (M) 

g. IV. Per IschifiltQso, Lezioso. Red . 
Vip. I. 61. Per levare una certa ubbia a 
quelle volgari donnicciuole , che doveano 
lavarlo dopo morto, le qiiiili, comr troppo 
casose, schive e guardinghe, erano solite 
forse di fare grand' atti e gran lezii. 

§ V. Per gioioso. Malinconico. Lat, 
trisiis. Gr. ffxuSawTTo's . -Petr. son. \t^\. 
Quasi senza goviTOo e senza antenna Le- 
gno in mar > pien di pensìer gravi e 
schivi , 



t # §.VI. Schivo, talora vate anche Scf 
vro , Non macchiato Ar. Fur. 43. ig5. 
t'ra quei guerrieri il veccbiarel devoto 
Sta dolcemente , e li conforta ed ora A 
Voler Schivi di perniano e loto. Mondi 
passar per questa morta gora. ( P,) 

-•* 5 Vii Jn sgniftc. di Schifo, infor- 
za di sua Ar. tur 7. 71, E dove amarlo 
e caro aver solia. L" odia, sprezza, n* h» 
schivo, e 'Igeila via. Se^ner. Parroc. instr. 
6. 2. In caso poi che qualche uditore IQ- 
pprbo avesse a schivo un dire umile cb« 
rileva? (V) 

* § VIII. Scfiivo,in forza di sust. i^ 
le ani /te Rip'czzo. Ar, Fur. ^2. Si. Ma 
tanto onor ne sente e tanto schivo . Che 
stride e geme e duulsi ch'egli è \'\\o.(Pe) 
SCHIUSO . Add. da Schiudere. Lat. 
apertuv , reclu^us , reseratus . Gr. avat- 
X^ii';. Dni.t. Pur<r. 25. Onde ir ne con- 
venia dal lato schiuso , G. 7\ q. iq. I. 
La citta era tutta sdiiusa, e le mura vec> 
chic qiusi gran parte disfatte, p'. u. gfi, 
-'|. Non provveduti per l'assalto della not- 
te, e la detta villa schiusa, furono scon- 
fitti, 

t §. Per Escludo . Lat. exc/iisus . «5*. 
Ciò. Grisoft. Li maldicenti, come è detto, 
secondo la senieozia di san Paolo, ne so- 
no schiusi (qui la stampa pag. 11, /egg' 
ne siano esclusi). Frane. Sicch- rim, 36. 
Se non che come fu già spento e schiuso 
Tra gli altri del catalogo Lione . Cron, 
Morell, 2.Jj). Avendo ischiuso quello che 
gli doveva essere padre, :'.i Vit. SS. Pad. ' 
2. l38. Rimangono di fuori, e sono schiusi 
del regno di Cristo (f) 

•f :;: SCniZZAMI.NTO. Lo schizzare. 
Belila. Biicih. iqo. E dalle gemme dello 
schizzamento Nacque di più quest* altro 
gran portento. (A) 

SCHIZZANTE. Che schizza Lat. exi- 
lienf, proMliens, eniergens. Gr. e/7rj]i?wv, 
Red. Annoi. Ditir, i\(^. Quel chiaro, lim- 
pido , brillante , pien di rollini , gustoso, 
odorifero, saporito e schizzante negli oc- 
chi, il quale li faccia , bevendolo , lagri- 
niiire per dtilcezza. 

SCHIZZARE. Saltar fuora , proprio de* 
/ìquori , quando scajuriscoiio per piccoli 
zampilli con impeto , o quando percossi 
sai tan fuori con violenza. E si usa anche 
nel tentim. ali. Lat. exitire , prosi/ire . 
Gr. £/Ti5^y.v . S.der. Co/t. 97, Volendo 
fare un vin buono in eccedente sovranità 
di perfezione, e die schizzi in aria , non 
che brilli ne! bicchiere er. , oserai quest* 
accuratezza. Sag^. nat esp. 78. Le quali, 
o schizzino, o piovano per lo mezzo dell* 
aria, o posino so;<ra un corpo asciutto, 
tirano sempre al rotondo . Fir, As. q3. 
Il ventre pien di bietole e di altri erbag- 
gi, assaltato la merci? di quelle bastonate 
da una sdrucciolevole soccorrenza , schiz- 
zando come un uìbbio. di loro una parte 
ne ricoperse, e un' altra n' ammorbo con 
quello odore. 

g. I. Per similit. si dice di Qualunque 
altra cosa che salii, o scappi fiioii presta- 
mente. Fi/oc. 2. 209 J suoi ocelli, infiam- 
mati di lucida rossezza, pareva cbe della 
testa schizzare si volessero . Lib Son. 6. 
Del capo gli occhi, invidi, vi schizzi . 
E ehi non vuol restare in secco, guizzi; 
Morg. 4 62. La vipera crudel tosto si 
rizza, E fuoco e tosco per bocca gli schiz- 
za . Frane. Sacch, nov. 83. Tommaso a- 
prendo la cassa, dov* era il cappone e la 
galla schizza fuori , e dagli nel petto. Ji 
nov. 84 Colui avvedutoci, schizza con uà 
salto dicendo; non {scherzar coll'asce. E 
ncv. 168. Del mese di Luglio battendo 
fave, gliene venne schizzalo una nell'o- 
recchia, Siìga- nat. e<p. Ii5. Quindi a 
poco ritornarono fal.'a lucertola) i primi 
accidenti , eco ìtcooci slravolgitoioti di 



. io?o s e li 

bocca, ed coBjracnto d'occhi, quasi vo- 
lessero schizzarle fuori di tcsla. 

^ g. II. Per Sgniofnrsi . fìcnv. Celi. 
Ore/. I06. Qurslu f Vtfrnicc J poni a jcal- 
Jarc dolccmcDlL' , facendo slruggcre con 
essa un pocu di cera, la qual fa che, di- 
sogoando poi sopra la delta vernice, non 
schizzi fnon vada in ischfp'^e}. Questa di!i- 
genia si fa perché olire alU vaghezza, finito 
che sia di smaltane, lu trnallM non iscbizzi 
(non mnlti in fuori). (TJ 

g. III. Schizzare, in signijic. alt., è 
anche li-rmine di Pittura , e vale Dise- 
gnare alla grossa. Lai. UiiU.-r defonfin- 
re, prima ducere lineamcnta, adumbmrc. 
Ot. «TTHJtia^etv. Matt. Franz, rim. buri. 
2. Iq5. Schizzo in risposta (picsto mio di- 
segno. Bronz. rim. buri, 3. ^O- Quando 
VOI schizzale O donna o uom , per dipi- 
gnerlo poi. Che cattiva maniera non fac 
ciatc. E l\z. Mettiam per caso, una dunna | 
si muore , S'ella si fa dipignerc e schiz- 
tare, Laicia pure quel bene e quell'ono- 
re.^- Vasar. Op. ÌU. 3. (>5o. Disegnan- 
do alcuna volta Ilaffjello» e schizzando a 
modo suo r invenzioni , le faceva poi ti- 
rar misurale e grandi ^ Giulio per ser- 
virsene nelle cose d* aichiletUua. (C) 

•f •'? SCHIZZATA, ho schizzare; ed j 
anche La cosa schizzata . Car. Com. jp. 
A quest* ultima schizzala cominciando 1' 
argomento a fare operazione, il pedante a 
brache calate se ne va a gesto. (A) 

t -r %. Persimilit* Car. Apol. 2o8. Gli 
ornamenti , che ec. parevano ec. , riusci- 
rono schiccheramenli di lumache ec, schiz- 
zate d' urccjii, e raunatc di brutture. (A) 

SCHIZZATO. Add. da Schizzare, l'olg. 
Mes. Si moudifìchi con acqua melala ec. , 
schizzata dentro colla calza. Car. Ictt. 2. 
1. L'altro (disegno) schizzato d'acquerel- 
la è d' un uomo dabbene, che non si cura 
d' esser nominalo. E 2. pi- La voglio ve- 
der prima disegnata, o almeno schizzata, 
che intagliata (questi due esfnipii sono net 
sigmfic. del g. m. di SCHIZZARE). 

* SCHIZZATOIA. Una gola, o Con- 
dotto che è nelle fumaci da Jondere me- 
*alli sopra la braciitntola , per la qttaU 
esce la fiamma, per portarsi nel forno 
del nu-tallo , per fondalo . /ìaldin. l'oc. 

SCHIZZATOIO. Strumento perlopiù 
di sto'^no, d'ottone, coi quale s'attrae, 
o schizza aria, o liquore per diverse ope- 
razioni. Lai. clyster. Or. y.loiznp. Cani. 
Cam. 4^0. Ch'ebisogna sapere Lo schiz- 
zatui.» con arte maneggiare. Sigg- nat. esp. 
38. Applicarono a quella una borea di srhir- 
zaloio con sua madrevite corrispondente. 
3ral>n. 3. 1^. Ov* egli ha per lanterna , 
essendo sera , L' orinai fitto sopra a un 
schizzaloio . E IO 4f*- P-il'on grosso . 
bracciali e schizzaloio Co' giocatori a pal- 
leggiar conduca. 

* §. E per similit. vale òlembro viri- 
le . J.asc. Cen. I. nov. 2. png. 70. Per 
un fesso che era al cominciar dello spor- 
tello , come se stato fosse fatto a posta , 
messe lo schizzaloio, e forse fece la vista 
di pisciare. (C) 

SCHIZZETTARE . Umettare con lo 
schizzetto. Lai. elysteriarg, ì'tgcz. 

SCHIZZETTO. Piccolo schizzatolo. 

§. I. Per lo Schizzettare . lUd. lelt. 
2. 77. Allo schliictlo d'acqua d' orzo, 
che V. S. lo U fare, aggiunga sempre un 
poco di mei rosato. 

g. II. E Schizzetto, si dice un Archi- 
buso piccolo . 

* §. HI. Schizzetto. ^ indie diminuti- 
vo di Schizzo, nel signijic. del %. II- '^»"* 
IH. Cons. TaiS. l. l^a. Così in materia 
di pittura qualche sibizzctlo di Baccio 
Bandinelli, o del Parmigiano. ^/Vr^ 

•f ^ SCUIZZIGNOSO. Add. Schifi- 



S C il 

toso. Piagai. Leti, scient. pag. 100- Aoii 
direi di più , che il punto degli occhi 
fosse meno rig'^roso di quello del nasone 
che in conseguenza il godibile dell' odo- 
rato fosso pili limita'o , o diibiamo più 
srhizzigtioio del godibile delta vista (qui 
fgnrat.) (A) 

SCHIZZINOSAMENTE . Avieri. In 
m'tniera schizzinosa . Tratt segr. cos. 
donn. Talvolta iroppo scbizzinosameote ri- 
cusano il rimedio. 

SCHIZZINOSISSIMO Superi, di Schiz- 
zinoso. Lat. vtrecundia nddtctiisimntf stu- 
diosissimus. TraV, u-gr. coi. dona. Si truo- 
va che sono schizzinosissime cod soverchia 
di Iczti. 

SCHIZZINOSO. Add, Ritroso, Lezio- 
sa. Lat. rusticus, fastidiens. Gr. «'/pio;* 
Pataff". I. S' aggravò screzio a gara , e 
tcbitzinoto . J arch. Suoc. 3. 2. Eli* e 
troppo schizzinosa. Sfgr. Eior. Mandr.^. 
8 Io vorrei ben vedere le donne schizzi- 
nose , ma non tanto . farcii. Lez. 63tì. 
Dalie quali (licenze) i Latini, come se- 
veri, e forse troppo schifi, per non dire 
schizzinosi, si guardarono. 

SCHIZZO. Lo ichizz'ìrej e anche Quel- 
la macchia di fango, d'acqua, o d'altro 
liquore, che viene dallo schizzare* Lai, 
a.tpcrgo , nota, vel lafies lutea , coenota , 
Pocc. noi-. 55. 6. Tutti molli veggeodo- 
si , e per gli schizzi, che i ronzini fanno 
co* piedi in quantità, zaccherosi, -fi Cecch. 
Prov. 3o. Schizzo, . e zacchera e quella 
terra molle che andando ci salta su per 
le calze, e su pe*panui. (C) Imperf. Tim. 
n, 2. 7'. 6- l^O. Dove un alcuno schiz- 
zo casuale, o d* inchiostro, o d' altra tin- 
tura, il quale da presso non è salvo che 
scarabocchio sformalo , un ben ordinato 
disegno di regolali lineamenti talvolta da 
discosto ci sembra. (E) 

§. I. Schizzo , il diciamo, anche per 
Minirntssima particella di checchessia j 
come : io non f j' questo schizzo- 

%. II. St/nzxo , term. di Pittura, e 
vale Spezie di ditrgno .icnz' ombra , e 
non terminato. Lat. (jraphis. Gr. y^a- 
yt; . Bern. rim, i. 67. Serbato que- 
sto schizzo per un pegno , Fin eh' io lo 
colorisca e Io riscuota . Copp. rim. buri. 
2. 3l. Quest* è un esempio, uo schizzo, 
un' ombra , un zero ( qui per similit. ) . 
Tac, Dav. Perd. eloq. (\\Q- Finito no ce, 
ma cominciato pare a me , e fattone un 
po' di schizzo ( il testo lat. ha vesti- 
gia ac lineamcnta quacdam oìlendisse vi> 
dearis ]. 

* g. in. Schizzo, si dice anche pei* 
Frego, Tratto. lìert. Giamp. 221. Far, 
dico , tanto roniore per avere il signor 
Dertiui in ((uel suo libretto adoperalo al- 
cune parole, e formo di dir moderne* 
e poi voi in due schizzi di penna lasciar- 
vcnc scappar tante 1 (C) 

s? §. IV. Schiz:o , si usa anche per 
Schizsatoio. Ar. AV^r. Prol. Non a spel- 
lale argomento né prologo , Chd firlo 
sempre dinanzi fastidia. Il variare, e qual- 
che volta metterlo Di dietro giovar suol: 
nella commedia Dico, s' alcun i; che pur 
lo desideri Aver or ora, può in un tratto 
correre Al speziai qui di corte , e farsrl 
melterc , Che sempre ba schizzi, e deco- 
zioni in ordine, (l^ì 

* g. V. Schizzo . Term. di Giuoco . 
iYome che si dà a quelle quattro pietre 
che sono peste nel pallottoUio . ad uso 
di rijltttr le palli, di far mattonel- 
le. (A) 

SCIABICA. Sorta di rete. Buon. Fier. 
a. 4- -''- Com« se *1 giacchio qui trar si 
dovcuc , £ le sciabiche tendere , o la 
ragne . 

SCIABLA. e SCIABOLA. Sorta d' ar* 
me simile alla Scimilarm. LaU tnsitfal- 



S C I 

catus Gr. ft'yo;. Red. leti. 2. 12O Sua 
Maestà mando il suo Silillar a portar una 
veste di zibellini, e una sctabU al Gno 
Visir in dono. 

* SCIACQUADENTI . Voce bassa . 
Colrzione j e propriamente IÌ mangiare 
qualche piccola cosa per bere con gusto. 
Lat. silatnm, ienlaculum Gr. OiavTjjTi* 
ffu.3*;. Maini. 1. 35. A lei fece Baldooe 
Quivi portar un po' di scìacquadeDli , O 
volete chiamarla colcxiooe. (*) 

SCIACQUARE. Risciacquare, Lat. 
ablnere, eluere, Gr. e/7T>.Jvct-j. Rim.nnt, 
Eaz. Uberi. IO.'. Di lagrime convien 
che gli occhi adacqui , E che 'l viso ne 
sciacqui . 

f * SCIACQUATORIO . Voce poco 
usala, rd antica. Ruma , Disfacimento . 
Car. lelt. inrd. 3. 127. Fino adetso tu 
hai fatto per modo che la casa tolta se 
ne va in sciarquatorio: tanto in pochi di 
hai versato, e buttato ria (M) 

•f * SCIAGUATTAMENTO Dibat- 
timento di acqua, o dì altro liquOrej Di- 
guazzamento . Magai. Lelt. tcier.t. pag. 
5 ì. Ninna cosa impedisce dal potersi dire- 
che queir umore che g«>nrse e distilla pe- 
rennemente nel granel dell* uva dalle ve-. 
ne materne del tralcio , si mescoli con 
questa tal polvere di luce, e per lo scia- 
guatlamentn che riceve esso amore per lo 
continuo molo, e*-. (A) 

* g Fu detto anche della luce. Im- 
perf V. Tuic n. 14. r.2. 288 La lu- 
ce quante più riflessioni patisce più debole 
ne diviene ec. perchè della gran copia 
che dalla prima superficie oella seconda . 
e dalla seconda nella terza si fillelle , io 
cosi fallo sci.iguatlamento sempre qualche 
po' ne va male. (E) 

SCIAGUATTARE. Dieesi propriamente 
quel Diguazzare che si fa de* liquori ne* 
vasi non intieramente pieni; ' anche ta- 
lora del Travasarli senza ordine d' uno 
in altro vaso. 

§. Sciaguattare, si dice ancora per i- 
sciacquare. Battere, e Diguazzare alcuna 
cosa nelC aequa per pulirla. Lat. eluerc 
coagitando, Malm. 7. 19. Giunto al mu- 
lin, dal mezzo in giù sbraccialo. Si scia 
guaita i calzoni in quella gora. # tìelUn. 
Disc. I. l4V Schijnii egli con la sua mano 

Sualcbe pianta innocente, mentre ella vive, 
alla sua terra, e sciaguattando oell* ac- 
qua pura le sue radici, ec. mi dica quel 
eh* egli vede. Pros. fior, Salvin. lelt, ^. 
a. 2bi. Le cose che si pur^no , dod u 
possono purgare, purificare, e chiarire, 
se prima non si s« laguatlano. (C) 

't * SCIAGUATTATO. Add. da Scia- 
guattare, e Jìguratam. Dibattuto. Magai, 
part, I. leti. 18- Se ec. il nostro discorso 
non fosse altro che un nome dato da co- 
lui all' effetto risuluntc da quella tale 
agitazione, diciamo della luce sciaguattala 
nei vasi del nostro cervello, co. (A) 

SCIAGURA, e SCIAURA . Malawen- 
tura. Disavventura, Disgrazia . Lat. in- 
fortunium, res adve'sar. Gr. oy«Tu'x»]/'-at- 
Rocc. nov. ^^ 9. Della sua sciagura do- 
lendosi , per lo salvatico loogu >* andò 
avvolgendo. E nov. 48- 9. Per la sua fie- 
rezxa e crudeltà andò sì la mia sciagura, 
che io un di con questo stocco ec* m* ao 
cisi. E nov. 5o. tu. Uno asian per iscia- 
gura pon piede io sulle dita di colui eh' 
era sotto la cevta. E num. 17. Quantun- 
que talvoll.) sciagura ne cogliesM ad al- 
cuna. E nov. -9. 4;)- ^1 mèiliro si vole- 
va scusare, dir delle su'* sciagure. /'//. 
SS. Pad |. 210. Fra bisogno che io 
giugneui >à lui domattina per tempo, ed 
ora m* e a% venula questa sciagura, che 
1* asino cidia soina it caduto , e non vi 

fiosso giugnere , se tu oon m' aia'i • "• 
evare. Frane. Saeett. nov. ai5. Sonj d« 



s e I 

quelli che nascono con le sciagure in ma- 
no. Maini. I. 20. Concliiudi, e dille, che 
tu te presago, Cbf presto fioìrau le sue 
&cijcure. ^' Car. Jiett. An.^t. i. l3. Scia- 
gure SI chiamano quegli arcideuti che 
vengono falli iinpeosatamenle , e sema 
malitia. (TC) 

SCIAGUnANZA, *• SCIAURANZA. V, 
A' Sciiguratagginc. Lai. iniprodìtas. Gr. 
HOvvipiOi. S. Ag, C. /). Non si pensi nella 
■uà vacatiune, pigritia , tristaggine, né 
sciagurania. 

SCIAGURATAGGINE, e SCIADRA- 
TAGGINE. Astratto di Sciagttrato, e di 
Sdauratc^ Lai. i^a^n'ia, scelus,JIagiUum* 
Gr. ^ox^'Jf i'« • .f''"- Otord. Prcd, Ji. 
Fuggire la loro conversuziune , e detesta- 
re le loro sciagurataggini . Lor. Mt.d. 
Arid, 5* 6. Non ha altra paura, se non 
che la sciaarataggine di suo padre non 
voglia che la tolga, ^1= Segncr. Pred. 28. 
^. Ove morisse iu quella sciuguraljggine, 
della quale a sorte egli è reo, tanle au- 
toiilà non gli giovtfibhero oieote. fN) 

SCIAGURATAMENTE, e SCIAURA- 
TAMENTE . Avv^ib. Disavvenlurata- 
mentCt Con disavventura. Con iscin^nra. 
Lat. misere, infeliciter , infortunate. Gr. 
a'àii'w; . Ben^b. Asoi. i. 5q. Senlesi 
sciaguratamente, quasi un altro Tantalo, 
nel metto delle sue molte voglie consu- 
mare. 

§. Sciagìirataniente , vaU anche tal- 
voita Con tjciaguratag^inef Con viltà, o 
poltroneria. Lat. sedeste, flagiiiose, igna- 
viter, Gr. — ovu^aw^ . Pctr. Uom. tU. 
Onde noi dicemmo che imprudentemente, 
e sdaguratamenle egliuo sì partirono. 

SCIAGURATELLO, e SCIAURATEL- 
LO. Dimm. di Siingnral-}, e di Sciaurn- 
10. Lat. misellut Gr. TaiaiTtwro;. Liù, 
Son, 37. E se* sciaguratello a tal eoo* 
dotto, che a me, non eh* altri, del tuo 
stato cale. Lasc, Gvlos, 2. 2 Dove sarà 
fuggila or questa isciaguratella? 

t * SCIAGVRATF.ZZA . Astratto di 
Scìasu'iito, nel signijìc. del g. V. Sciau- 
ratezza.SceUera^ginf. T'i^l. Leti. Quella 
compauionc che un malvagio uomo nelle 
uie sciaguratezze notturne usava. (A) 
SCIAGLKATISSIMAMENTE^e SCIAU- 
RATISS1MA.MENTE. Superi, di Scia- 
guraùjmenfe, e ScinnraLìtnentc. 

SCIAGLRATISSIMO, eSCIADRATIS- 
S1M0> Superi, di Sciagurato, e ili Sciau- 
rato. Lat. sce/estissinitts. Gr. 7ZO/YìporoL- 
TOi. Amm. Ant. z5, 2. 8. lo costui non 
lolameote serro, ma scìaguralissimo servo 
reputo. 

5 SCIAGURATO, ^SCIAURATO.^rfrf. 
Infelice, Sgraziato. Lai, in/elix , infor- 
tunatus, miser. Gr. céàiio; , 'novrtpó^ . 
Dani. In/. 22. Che tu sappi chi e lo scia- 
gurato Venuto a man degli avversarli suoi. 
Bemb. Asol. 1. ^6. Nel Li felicità son 
miseri, e nelle ricchezze mendicì, e nelle 
loro venture sciagurati. 

^ §. I. Sciagurato me, a me^escla' 
mozione di dolore. Geli. Sport. 5. 2. Oh 
sciagurata a me ! e che ne sapete 
«it (C) 

* §. n. Sciagurato, si dice anche dtille 
Dost, e vale Che cff^iona dolore, Dtgno 
di pietù. Deplorabile . » Amet. ^i. La 
fTentorata giovane dal primo per isciagu- 
rata morte, e dal secondo per falsissima 
Tifa abbandonata «. (Cj 

* §. IIL Talora vale Calamitoso . 
- Tass, Am. 1. 2- Che ì sciauratt prono- 
stichi Lofelici, Ch*ei vende a* mal accorti 
con quel grave Suo supcrcilio , non haa 
mai effetto », (C) 

* §. IV. Talora vale Inìquo, Malvagio. 
•• Arrigh. 47- Niuoo ìn questo sciagurato 
mondo fu cosi misero, come io». (C) 

5 § V Sciagurato , vale ancora lo 



S C I 

! stesso che Scellerato. Lat. scelestus, fla- 
giiiosus, improhus. Gr. /xo^Syjfo; . /'V. 
I (iiord. Pred. li. Uomini sciagurati , e 
I pieni d'ogni vizio più brutto, f ti. SS. 
Pad. Che tue pur st'lo sci-iguralo, e mi- 
sero peccatore ne sii copeilu. Menz, sai. 
1. Sciagurato che se', piglia un* accetta. 

* g. VL E in forza di sust. vale Uo- 
mo scelUrato. « Moro, jg, jj-. |* non 
fu* appena uscito fuor dell' uova Ch' 
i* era il capo degli sciagurati . Bern. 
rint, I. 07. Poss' io morir com* uno scia- 
uralo ». (C) 

§. VII, Sciagurato, si dice anche per 

Vile, Abbietto, Dappoco. Lat. ignavus , 

\ vilts. Gr. Ò'ei>o'5. Dant. Inf. 3. Questi 

sciaurali, che mai non fur vivi, Erano 

ignudi. 

* SCIAGURATONE . Accresctt. di 
Sciagurato, Lai. ncquissimus. Gr. TTSpt- 
7:ovriCù\. Red. leti. 2. 82. Stia sana V. 
S. , e proccuri di vivere, perchJ.' , morti 
che siamo, questi sciaguraloni che resta- 
no, subito ci seppelliscono, e non ci dan- 
no da mangiare (qui in ischerzn), (•) 

*t * SCIAGUROSO. Add. Lo stesso 
che Sciagurato. Snlvin. Ont . Inn. ( Sov- 
vcrrommi. né me prenderà ec). Uomini 
folli, sciugurosi e tristi, Che pensieri vo- 
lete, e forti pene E angosce al cuore , 
ce. (A} 

t SCIALACQUAMENTO. J^cce^^o nello 
spendere, o nel donare. Abitudine di chi 
scialacqua. Lat. prodigmda, prodigitaf.Gr. 
adCJTt'a. Ott. Coni. Inf. 7. lol ^*ro- 
dtgalitade è uno scialacquamealo, o spen- 
dio delle proprie faeulladi. /•>. Ine. Ces. 
Grande vìzio è lo scialacquamej^to , il 
quale, avvegnaché alquanta utilità parto- 
risca ad altri, pure alla per fine è di dan- 
no al prossimo. 

g. Per meta/- Mor. S. Greg. Alcuno 
rìstiingendosi già dall' oziose parole , ha 
vìntolo scialacquamento della lingua (cioèj 
il troppo parlari-). 

SCIALACQUANTE. Che scialacqua. 
Scialacquatore. Lat. proj'nndens , dtlopi- 
dans, male ulens . Gr. t/'stOTO^. Tac. 
Dav. Ann, ^. 102. Che costui, morto 
gran tempo di fame, e testé di quest'arte 
arricchito, e scialacquante la seguitasse , 
non fu miracolo 

t SCIALACQUARE. Prodigalizzare , 
Spender profusamente. Dissipar le sue 
faculliidi. Lat. prodigere, profundere, di- 
lapidare. Gt a5wrsu'£5&«t. r(ov. ant. 2.Q. 
I. Dispendeudo e scialacquando il suo , 
gli anni sopravvennero , e sopercbiògli 
tempo, e rimase povero, cbè avea lutto 
dispeso. Mirac. Mad. M. Costui , per 
iscialacquare il suo, venne io povertà, Fr. 
Giord. Pred. S. Si chiama prodigalità , 
cioè scialacquare, cioè dar troppo. Giambon. 
A/is. Uom. 62. Le ricchezze tostamente 
guadagnate subitamente si scialacquano, e 
vengon meno. 

*§.!.£ neutr. pasf. per Rilassar- 
si, Discostarsi dalla onestà . Cose. S. 
Bern. 5. Se pure gli addiverrà alcuna 
cosa, cioè tentazione, o altra baltiiglia , 
non si scialacqua , né diventa dissoluta 
nella volontà della carne. (C) 

§. II. Figuratam. Ditlam. (\. 5 Per 
lungo corso gran terreno adacqua, E ba- 
gna di Pompeo la radice. Poi corre al 
mare, dove si scialacqua. Fir. Trin. 3. 
I. Non bisogna adesso scialacquare tanta 
filosofia. 

SCIALACQUATAMENTE . Avverò. 
Con iscinlacquo. "Lat, prodiga , profuse. 
Gr. aTWTW?. Gnid. G. Scialacquatamente 
abbiamo fatte tante gravi spese. Frane. 
Sacch. nov. 188. Quello'ec. che ragione- 
volmente spender sì dovea, per altrui , 
scialacquatamente sarà speso e gitlato. 

g. Per meta/. Sen. Pist. Sa che V 



S C i 



1071 



uomo non due usare scialacquatamente 1* 
uomo. Co.ic. S. y^rr/i. Mi porlo disordinata- 
mente e si'ialacquatamenlc quantunque 
% ohe io parlo. 

SCIALACQUATO. Add. da Scialacqua- 
re. Lat. dilnpidatus. S. Ag- C. D. Che 
bastino sempre a fare le scialacquale 
spese. Srgncr Conf. mttr. Come se il Si- 
gnore nel suo giudizio avesse solo da 
chieder conto al servo negligente del la- 
lento scialacquato. 

g. I. Per I scialacquatore senza ritegno. 
Disordinato nello .^pendere . Lat. prodi- 
gut , profit-fus . Gt aswro^ . Gnid. G. 
Fu disioso di combattere, largo io <lonare, 
e scialacqualo nello spendere, 

§. II. Per Disordinato, Soperchio. Lal- 
incornposiius, dissolulus. Omel. S. Greg. 
Composto e pulito ne* vestimenti , sciala- 
cquato negli alti. /: nZ/roi-c* Era leggieri 
di parole, perverso ncU' opere, ornato in 
reste, scialacqualo in costumi. 

t SCIALACQUATORE. J erbai masc. 
Che, o Chi scialacqua. 'Lat.profusus, prò- 
digus. Gr. «5CJT05 . Fr. lac. Cess, Agli 
scialacquatori e guastatori debbono esser 
dati curatori, acciocché, poich'eglì aves- 
sono consumato ogni cosa, non sien costretti 
d'imbolare. Ros. ì il. F. Pand.cap.Z2- Non 
sì debbeappellargtusto né liberale uno scia- 
lacquatore e donatore senz'ordine e misura. 
Galiìt. 38 Ma chi fosse in ciò soprabboD- 
dante e scialacquatore, sarebbe biasimato, 
siccome vano e leggiere. 

SCIALACQUATRICE. Verbal. femm." 
Che scialacqua. Lai. predica. Gr. 75 acw- 
TSUOjmi'vjj. Lab. 220. Dove tesoriera aver 
mi credea , donalrire , scialarquatrire, e 
guastatrice avea. Cren. Mordi. 268. Se 
tu conosci la donna tua poco savia, poco 
amorevole, vana, lussuriosa, ìscialacqua- 
trice ec, sii contento ìn questo caso ch'ella 
si rimariti. 

SCIALACQUATURA.5'ci(T/nc7/i(Tf77rnro, 
Scialacquio, Scialacquo. L.it. prodigcntia , 
profiisio. Gr. a^WTi'a. Lib. Pred. Si con- 
sumano nelle soverchie e continuate scia* 
lacquature. 

t SCIALACQUI'© , Scialacquo. Lat. 
prodigenfia, profusio, luxus. Gr. UtOi'ioc. 
Tac. Dav. Ann. 3. 72. Anno fuori quie- 
to , in Roma sospetto dì severa riforma 
alle pompe e scialacquìi di danari a dismi- 
sura trascorsi. 

■f- 3 SCIALACQUO. Eccesso nello spen- 
dere, o nel donare. LM. prodigcntia, pro- 
fusio. Gr. «ffiiTia. Tratt. gov. fam. 52. 
Non volendo, alcuno non avesse suo do- 
vere, non volevi perciò sì facesse scialacquo. 
^ §. E figura tam. Pro's. Fior. Salvi:i. 
leti. ^. 2. 255. A me parve propria- 
mente un muto rimprovero della gio- 
ventù ec. perduta dietro agli abiti, e 
alle mode, e perpetuamente con tsciala- 
cquo lacrimevole del prezioso tempo in 
frivole conversazioni dimorante, (Cj 

t SCIALAMENTO. Lo scialare, o 
la Cosa scialata . Lat. exhalntio . Gr. 
aV^o'?. But. Purg. i6. 1. Lo sospiro viene 
dal polmone, che isfiata forte, per dare 
scialameolo al cuore. £" 28. 2. La terra 
e r acqua producono certi vapori, li quali 
r autore chidma scialameoti. 

'fi SCI ALAPPA. Lo stesso che Scia- 
tnppa. Lai, *ialappa Red. Cons. l. ^i. 
£ cosa certissima, che il sale di zucca 
ec. ha la stessa slessissìma natura del 
sale di salvia ec. , di scìalappa, o di qual- 
sisia altro legno, o erba. (') 

t 3 SCIALARE. Sfogare, Esalare, Man- 
dar fuori di sé dei vapori, degli odori , e 
simili. Lat, exhalare. Gr e'^ar/AtCeiv. 

* g. I. Scialare , dicesi fsuralam. 
delle passioni, degli affetti, e simili, e 
vale Mandar fuori. Dar esito , Sfoga- 
re, Sminuire f Cavale* Pitngil. Co- 



1073 



S C 1 



li quetli tali, di mal amore feriti) dicono 
e proITeriscono, per i^ciabr l' amor del 
cuore, pjtule disune*te". (C) 

ì;s j il e in siffnifìc. neutr. e nriitr. 
paìs. i/sctr fuora. Sfogarsi, Alleggerirsi. 
m But. liif. i3. 2. Kieace una piaoU vAsi\!\' 
ca, delle luglie della quale l*jrpie ti paicoao, 
e fjuDogli dulure. e apertura a dolore, 
onde si sciali lu dulure, e lo Umeolo. K 
33. 2 K 'I duolo, noQ polendo scialare, 
»i toroavrf deolro. S Gio. Grisost. Se par- 
lano spesio, acciocché almeno pt-r lo mollo 
parlar di quello che amano , si scialino un 
poco , e truovino kolIa*xo e rifrigerio del 
ferverne amore cbe hanno dcnlro (qui ia 
stampa alla pa.;. 4'| '«"P?* •» sfoghino)"- (Cj 
f i? §, HI. Scia/are, pure in si-Jinific. 
nciitr. pass, vate anche Sfibbiarsi i panni. 
Sciorinarsi. Segner. Fred. Pai. Ap. Q- 4' 
Non fece Cristo come usano i viandanti, 
i quali io arrivare ad una fonie slraccbi, 
e ^calmati, la prima cosa che facciano n 
io scialarsi, cioè jfil»l>iare i panni, sgom- 
brar il petto, lra.aouar sorsi, per dir co- 
ti , d'aria nujva che U refrigeri. (CPj 

•f * §• IV- Scialare, dicesi eziandio 
per Darsi bel tempo, ed anche per Dissi- 
pare. Salvin. Fter. IJuon. 3. 2 l'i. Far e- 
teci esalare. Di qui è venula la popolesca 
Toce Scialare, darsi bel tempo. (A) 

* §. V. Sci ilare, vaie anche Sfo^siiare. 
Salvia. Disc. 3. l8ì. Se in qualche luo- 
go vedeva qualche femminella adorna , e 
ben assetta, andava alla casa di quella, e 
pregava il marito the cacciasse fuora il 
cavallo, e l' arme; perciocché *e egli que- 
ste cose aveìsc avute, poteva scialale ej^li, 
e la donna, perchè con queste egli sem- 
pre si sarebbe difeso. (N) 

SCIA.LBA.RE. /'. A» ìntonicare, o Im- 
biancare le muraslìe. Lai. tectorinrn tn- 
ducere. Gr. aTo).£J/ai'v£tv, X3vià>. Cr. 
I. IO- I. Colui che non avrà acqua , si 
dee fare la citeroa di quella grandezza 
eh' a lui diletta, e che gli basii, alla qual 
si possa conducer lulla l* acqua de* letti , 
e deesi scialbare di smalto. ^ Pallad. l4« 
HI. Come la camera dee essere scialbata, 
e quale è il buono scialbo. (C) 

g. Per metif. Mor. S. Greg. Questi 
tali diventano dentro ottenebrati per la 
volontaria malizia, e col dimostrar d'es- 
sere operatori di giustizia si scialbano dal- 
la parte di fuori (cioè, ricuoprono con bel- 
le apparenze i lor raaocamenli , a guisa 
che fa lo 'ntonico al muro) . 

SCIALBATO, r. A. Ad.l, da Scial- 
bare. Lai, dealhatus , tectoho induciits. 
Gr. aTOÀsyxxvSii*;. Lif». Op. div. Disse 
pjolo al principe de' sacerdoti ; Dio ti 
percolerà, parete scialbata. Mor. S Grrij. 
Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti, che 
siete simili a* sepolcri scialbati, che di fuo- 
ra paiono belli agli uomini, e dentro son 
pieni d'ossa di morti, e d'ogni bruitura. 
s!e S. Gio. Grisoit. itìB. Son è altro se 
non un sepolcro scialbalo, piono dentro di 
puzta, e d'immondizia. ( TC} 

f SCIALBATURA, f- A. Lo scialba- 
re, ed anche 1 atonico . IntoniCato , siist. 
Lat tectorittm, Gr. xovt'aijux. Lib. cur. 
malati. Quando la scialbatura ì: ancor fre- 
sca nel!a camera. 

•f * SCIALBO. T'. A. Susi. Intoni- 
co. Scialbatura. Pallad i^- tit. Come la 
camera dee essere scialbala , e quale è il 
buono scialilo. ff'J 

SCIALBO. /'- J. Add. Scialbato. 
§. Tiihra e aggiunto del color dello 
'atonico, e vate Pallido. Lat. pallidus , 
exalbidas. Gr. tiìj(pò-,. Dani, l'uri; ly. 
Mi venne io sogno una femmina baiha ec, 
Colle man monche, e ili colore scialba. 
5U /4r. Kgl. Tirs. e Meiib. Qual campestre 
papavero alla rosa, Qu.il scialbo salce al 
sempre verde alloro (P) 



S C l 

•f SCIALIVA. Untore che si separa 

dalle sei glandule detti.' perciò Saativali, 
e che viene entro la bocca, e StTve pria- 
Cipaimeate alla mattìcaztone, e di^fsiione 
de' Cibi. Lat. sjlii'a. Gr. at'xlov. Reti. 
Tuli. 103. Appena potè* riGatare , si for- 
temeole sospirava, e gilUva la scialiva per 
bocca, e torceva le braccia, e non trovava 
Itiogo, dove iitesie. Amm. Ant. 36. 5. 
l4- Accostaosegli le labbra , e seccasi la 
scialiva. Esp. f^an^. Lo spulo discende 
dal capo ; la scialiva, ovvero lo sputo di 
Cristo e la sapienza. 

g SCIALO. Lo tcialare. h*l. exhalatio. 
Gr. ÙTtofopx. Sut. Inf. 25. 1- Il cas- 
so, ciot* U parie pettorale, ove e nel- 
r animale del voto per dare spazio e scialo 
al cuore. E Par, 12. 1 Lo rimbomba 
nasce del parlare, che è dentro nel luo- 
go chiuso all'aire, che e oell'estreoiOt che 
richiede suo scialo. 

^%.\.EJÌ4uratam.uBut,Inf. 3. I. In 
g;uai alti e fiochi, che significano lo scialo 
della impazienza, e delle passioni». (C) 

*t * S- IL Sci-iloy per Pumpa, Magni- 
ficenza, Sfjggto, lìellin. Gucch. 12^. Quel- 
la è la stura. Lo sciupiot'o, lo scialo . 
sfarzacciu Di qualsivogl 
taccio (A) 

* SCIALONE 
Dissipatore. ( .4} 

SCIA.MANNATO. Add. Sciatto, Scom- 
posto, Sconcio negli abiti, e nella persona, 
hil. inconcinniis. Gr. a'va's^oaTo;. Menz. 
stt 11. Sire, Gli è là un poeta scìamau* 
nato e brullo. 

f §■ Alla sci tmannata, m.iniera awerb. 
In modo sciantannntoj e figuratam. Alla 
buona. Senza tUtdio , Senza eleganza. 
C'ir. lett. X. io4> M^> diletta olire modo 
quel vostro scrivere alla sciamannata. 

SCIAME, e SCIAMO. Quella quantità 
e moltitudine di pecchie che abitano, e vi* 
fono insieme, Lat- examn. Gr ea/jtj;. 
Mirac. Mad. M. Mi>elo in uno sciarne 



qualsivoglia gran siguoraz- 
Che sciala di mollo 



Cr. 



9. 97. 1. I legni della sanila 



( delie p'-cchiej sono, s* elle son frequenti 
nello sciame. A" 9, lOi. 1 . Lo sciame uscir 
suole, siccome dice Varrone, quando l'api ' 
nate son molto prospercvoti. Bocc Lett. 
Pr. S. Ap. 317. Fanciullesca cosa e toc- 
care il baiile delle pecchie, e non aspet- 
tare nel viso le punture di tutto lo scia- 
me, yit. SS. Pad. 1. i5t. Uscirono tutti 
come uno .sciame d* api, ciascuno di loro 
monasterii. v Car. Ea. 12. 960 Qual è 
di pecchie entro una cava rupe Accolto 
sciamo allor che dal pastore D' amaro fu- 
mocla caverna offesa; Che trepide ec.(B) 
%. L Per siniiitt. vale Moltitudine adu- 
nata imieme. Lat. eximen , multitndo , 
populus. Gr. Ì3[xoi, ^Xriìoj, ÀOLo'i. Tac, 
Dav> Ann, 4- 99* Cresciuti di nuovo i 
lidi, mandarono uno sciamo in Grecia dal 
nome di Tebipc appellato. E Ann. II. 
l36. Non bastare l'essere in senato bai- 
tali gt' Insubri e i Veneti , se gli sciami 
do* forestieri non vi corrono , come a presa 
ciltà. Buon. Fier. 3. 1. 5. Pensate voi ; 
ce ne sono Uno sciame. Che slan sempre 
là dentru Affatturali da diverbi Umori. E 
4- 4* *^- ^^° *^*^ greto del fiume e dello 
macchie ec. Uscito era uno sciame DÌ 
lio^ani, e di tali altri scherani. 

# § II. A' detto per Moltitudine di 
cose inanimate. Match. Lucr, iib. 5. Tu 
poi delle semente e dcgl' innesti Piicno 
saggio «d origine la slessa Creatrice del 
tutto alma Naturi, Coiirió sia che le bac- 
cbe, e le caduche Ghiande sotto a'Ior al- 
beri naiccndo Tenipesltvi porgean sciami 
di figli (cioè, di polloni, virgulti ce ). (Br) 
t <t SCIAMINTLNO. Sorta di drap- 
po di co'or di porpora. Car. Loaf. Sof. 
Siippl. io5. L'altre (parti) coverte erano 
di un VIVO candor di latte misto eoo una 



S C I 

porpora di sciamiotioo oaiiv^meote car- 
nale. fMin) 

SCIAMITO. Spezie di d- appo di varie . 
sorte, e colon. l,n. hexantitus. Bocc.nov, 
6q. 1^. Vestita d'uno scumito verde. G» 
y. 1. 60. 2. lo quello di si corresse un 
palio di sciamilo, Telluto vermiglio. E \\. 
76. I. Feciuno correre un palio di scia- 
mito dinanzi alla porta di Verona. Fior. 
Cron. Avendo egli una porpora di scia- 
mito in dosso. T^ov. ant, 81. 1. Comando 
che quando sua anima fosse partita dal 
corpo, cbe fosse arredata una ricca oavi- 
cella coperta d'un vermiglio sciamilo, con 
ricco letto ivi entro. Ovid. Pìst, Stea lie- 
ta, e altamente giaccia nel vermiglio scia- 
milo di Tiria. fìrit. Tuli 97. E d'un 
bello sciamilo, e d' un bello drappo ad oro 
vestito. Bern. Ori. 3. 6. IO. Come stara 
questa canaglia fresca, Cb' armati son di 
sciamilo e di tela T Alam. Gir, 12. 90. 
Un sciamilo vermiglio fascia e stringe Le 
bianche membra. 

SCIAMITO. Fiore dt co!or rosso scu- 
ro, fatto in forma di pina, Lat. nmaran- 
thus, Gr. a/xap»»334- Luig. Pule. fìec. 
7. E sempre fior di sciamilo eli* ha io te- 
sta, E par con esso ana cou fiorita. 
SCIAMO, r. SCIAME. 
t SCIAMVIARE. y. A. Aprire^ Sun- 
dcre , Allargare , Dilatare, Ampliare j 
ed oltre alla signijic. attiva si usa anche 
nella neutr. e nrutr. pats. LaL au- 
pHare, dilatare. Gr. T/arurst» . Fr. 
Giord. S. Ma per virtù del vino si 
fanno compiute secondo tutta la materia 
sua, imperocché sciampia le vene, e i po- 
ri. E Pred. 44- L'a poco il cuor suo si 
sciampiò ad amarle (le ricchezze) . E 
Pred. 8u. Il corpo non si può distendere 
ah sciampiare se non alle cose presenti . 
# E l33. L'aquila, quando vuole inse- 
gnare volare agli aqudini, sì sciampia 1' 
alie, e tievasi in alto, per ammaestrarli di 
volare. (F) G. V, 11- 3. 16. Iddio la 
nostra citlade nobilitò, sciampiòe , e so- 
pra tutte le vicine anzi remote ciltadi 
saoxa cumparaiione esaltò. Albert, cap, 26. 
Moo sono da hsirigoere i beneficii, ma da 
sciampiare per parole, e per uperaoza di 
quel cbe ancora fia. f'e^ez. Secondo il 
novero de' cavalieri e de* pedoni si dee 
pigliare, o guarnire il campo, accìoccbè 
grau molliiudioe troppo non ristringa. n« 
i pochi in ispazioso luogo, più cbe sia ba- 
stevole, si convenga sciampiare (' il testo 
lat, ba cogalur extendi ) . Ott. Com. 
Purg. II. i85. Hanno, ed avranno quasi 
sempre guerra colli Saoeii ; e la cagione 
è, perche li Conti vugtiuuo mantener* 
loro giuridiziooe, e li Sanesi la vogliooo 
sciampiare. 

t * SCIAMl'IATORE. f'erbal masc 
0ie , o Chi sciampia j Ampliatorr. Fr. 
Giord. Pn-d. a. 19. Ma il maggiore fu 
santo Agotlioo ec. Prima non era nulla 
religione, erano i preti secolari ed i ve- 
scovi ; questi fu il primo che trovò , • 
fece , ed ordinò la religione. Or vedela 
se fu bene sciam|-ialorc di questa casa. (S) 
SClKSCkTO. Add. Che ha roil.t, ogm^ 
sia /' anca , Troppo. Lai. c'audus, Gr. 
X«io*>- Boce mo%'. 7^ io Olir' a lotto 
questo, da sciancata, e un poco monca 
dal lato destro. Li%: M- Fue fedito io 
uno de* piedi, siccb* egli ne divenne scian- 
cato. O. ì'. 7. I. 4> Il p'irao ebbe noma 
Carlo secondo, e fu alquanto sciancalo. 
Dani. Inf, si. Non poliir quei fuggirsi 
tanto chiuti, Cb' io non scdrgeui beo Fuc* 
CIO sciancato. 

§ Fii:ur,tt.im. per Imprrfttto, Mancan- 
te, Difett^sy. B»ic, Ili. limai. ìUj. Sen 
sa niun dubbio quella repubblica . rbe 1 
faceva, conveniva andare sciancala Cas. 
lett. 72 Sodo stalo impedito dalle poda- 



à 



s e I 

gre ec.t le quali noa turbano sùhmeiiLc il t 
corpo e i DtTvi, ma legano Jiico in parie 
l'aaimo, e rcuduulo quasi dt-ltulc e sciaa- 
cato. 

SCIAPIDIRE. Divenire sciapìHo, S-.i- 
pire, Scipifiirr. Lai. imipiditm fieri. Gr. 
ava^uov yf/vs^^yi. Fr. l.ic. T. 6. 3. 2. 
Se a<in gusto il suo sapore, Tutu quanta 
tctapidisco. 

* SCIAIMDO. Lo stesso che Scipido . 
Lat. insipi'lut Gr. a;ifu,uo;. 1/ f'oC'iho/. 
alla f. SCIAPIDIRE. (') 

* SCIAVITO. J'/il. Scipito. Cavate. 
Med, luor. 139. Molli SODO gli altri ef- 
fetli tU-l fuoco , rioè che cuoce le cose 
crudi?, e dì sapore alle sctapite. /? Kipos, 
Stmb. 2. 6r> Ma oimèl che 1 s^le è di- 
veotalo sciapito, e la prudenza è pi-rdula. 
E Frutl. fi'ig. ig'ì* Ogni carne gU pare 
sciapila. (J'J 

SCIARAPPA. Rt dice medicinale di er- 
be, sìmi/f a* ec'somini della notte , che 
viene dalle Indie occidt'nlali . Lat. * Ji- 
lappa t • qialappa. Rtcetf, Fi"r. ij | . Si 
ritrova ancora un* altra pianta ec. , ma 
quelli della nuova Spagna 1' hanno chia- 
mala sciarappa. E \z. La sciarappa ha 
la Korca Li^ia e assai oscura, e nella so- 
staDU cenerognola . Hed. Vip. i. 77. 
Questi sali delle ceneri nel purgare han- 
no tulli Ira di loro ugual possanza , co- 
me ec. quel di rabarbaro ec. , di sciarap- 
pa. di raecioacau, e degli altri simili. 

*t §• K Jig»'-»^'^"*- ^tenz. sa'. 2. Iq 
somma diede lor questa sciarappa. 

* SCIAKDA. Ma/a saaidn si dice 
forse a persona trista, come Miln zeppa. 

Mala lanuiza , e simili. Pataff, 7. La 
mala sriarda fu giunta nel chiostro , E 
spopolato fu, l'aria grattando (*) 

* SCIARPA. Ciarpa, lìandrt , Menz. 
sat. 7. Certo che la oaslriera e 1* aurea 
iciarpa ec. Già m* abbarbaglia, e '1 buon 
veder mi tarpa. (*) 

SCIARPELLARE. Tirare forzatamente 
eolle dita le palpebre dfgli occhi per te- 
nerli bene aperti. Lai, palpfhras didncc- 
re. Gr. t:^ ^JeP^.^ct oiv.t.siìv. Lib. Moti, 
Uno speziale area posta una scimia a guar- 
dia d' una bottega, e uno che voleva im- 
bolare , acciocché la scimia facesse come 
esso, com'è di loro natura , si chiudeva 
1' uno occhio. La scimia fu savia : come 
colui lo si chiudeva , ella se 1' apriva , e 
sciarpcilava Frane. Saah. nov, 107. Ai- 
tando le mani agli occhi, e avendo sciar 
pellaligli, fu tuli* uno, dicendo a questo 
Pratese : deh mangidri anche questi ( lo 
stampato ha sriarpalili ). 

SCIàRPELLATO. Àdd. da Sciirpel- 
tartj aggiunto d'occhio che abìna le pal- 
pebre arrovesciate . Lib. Mott. Messer 
Guiglieiroo Borsiere aveva un occhio sciar- 
pollato. Pataff. 3. Gnaffe! tu se* un nuo- 
vo Pagolioo , A vederli i lucciaoti sciar- 
pellati. 

SCIARPELLINO . Che ha gì, occhi 
sciarpe'lati j che oggi si dice più comu- 
nemente Scerpetliao . Lat. lippus . Gr. 

t SCIARRA. Pissa> Contesa. Lat- >•■ 
xa. Gt ÉS(; S .4nt. C'-'nfc^s Rissa è una 
contesa di falli, quando si percuulono in- 
sieme r un coir altro, o alcuni, ma po- 
chi, con alcuni altri solamente per movi- 
mento d' ira, o mala volont'a , e chiamasi 
volgarmente luffa, o mischia, o veramen- 
te sciarra. E altrove: Facendo ingiuria a 
esso luogo sagro , come spezzando uscio 
o muro, o spargendovi sangue per isci.ir- 
ra , o facendovi ribalderie. Dep, Decam, 
106. Già sì disse anche sciarra , onde è 
il verbo sciarrare negli scritti più vecchi 
assai frequente. Morg, jg, jiq. Un dì, 
eh' i' fei nella moschea poi sciarra, E eh' 
io uccisi il mi» vecchio papasso^ Mi posi 
Vocabolario T. !l. 



S C I 

allato questa scimitarra, fìern. Ori. i. 5. 
^A Or ecco Dragbinazxo a fare sciarra. 

SCIARRAMENTO. Lo snti'r.irr. Lat. 
dissipino, proJliii.it io . Gr. Oia^xs'oait; . 
G. /'. 11. 2 17. Pir la persecuzione e 
sciarramcnld de* Giudei fallo per Tito. 

SCIARUARE. Dividere, j4prire , Sba- 
rattari' , Sl'aniglinre , Mettere in rotta . 
Lat. diisiparf , pn filmare , fundcre . Gr. 
<?i«-jX!(?«vv:vxi. G. r. 7-83. ^. Si Irvò 
una fortuna con vento Agherbino sì forte 
e impetuoso, che sciarrò tutta la della ar- 
mala, E IO 104 *>• Tulio suo navilio 
sri.irru in più pirli. E 11. 8- 3* Onde 
l'oste fti tutta M-iarrata . /•,' li. C)f>. 6. I 
quali creilenduìi aver vinto il campo, era- 
no sriarrati, cacciand'i gli sconfini. Frane, 
Sacch. rim* 4^' E Carlo non si sciarra, 
Che Conte della Marcia fu il terzo. 

SCIARRATA. Snst. Sciarra. Lat nxa. 
Gr. ipi;. 

SCLVKRATO. Jdd. di Sciarrare. Lai. 
di.iriipiiis, prcfligatus. Gr. ^isp5aa,aì'vo;. 
Bnf. Srìarrali, ciué scoppiali, e aver fuor 
del venire le puzzolenti inleslina . G. V. 
7. io4- !• Si partirono in calen d* Olio* 
bre, recandone lo Re malato in bara con 
poco ordine , sciarrati ; chi meglio e più 
tosto poteva , camminava . Dorgh. Arm, 
fam, \^. Enea, dopo quella crudel fortu- 
na della sua armala, se ne andò verso il 
lilo, se forse vedesse alcuna delle sciar- 
rate navi. 

•f SCIATICA, Infiammazione di qual- 
che parte dfl nervo, o della membrana 
che cucpre il nervo ischiatico, e che prò- 
duce a-prissimo dolore . Lat. coxendi.r , 
ischias , ischiadiciis dolor . Gr. i3;^tx; . 
Tet. Pov. P. S. cap. 4^. Nasturzio mi- 
schiato con fjrina ed acelo, ed impiastra- 
to , vale alla sciatica . Red. J'ip. 1. 53. 
Guariva gli acorbissimì dolori della sciatica. 
SCIATICO. Susi. Infermo di sciatica. 
Lat. ischiade laboranSj ischincus, ischia- 
dicust Gr, l's^fia^ixo'^ . Cr. 6. t^o. 2. E 
utile agli sriaticbi , artelici , e podagrici. 
Tes. Pov. P. S. cnp. 45. Il sugo della 
buglossa bevuto giova agli sciatici. E ap- 
presso.' La radice e l'erba del finocchio, 
colta con olio , giova alla doglia degli 
scialici, paralitici e contratti. 

SCIATICO. Add. Di sciatica. Lat. 
ischiadicus. Gr. l'^X'^^^^^Os* ^L Jldobr. 
Passione sciatica, cioè dolor della coscia. 
Tes. Pov. P. S. cap. 45* La cenere del- 
la testa di luccio, o di muggine toglie la 
doglia sciatica . lìurch. 2. 3i. Ma se tu 
hai catarro, o gotta sciatica» ec, 

§. Sciatica, e anche Nome di una vena. 
M. Aldobr. P. .Y. 3o. Ne* piedi sono due 
vene sotto a' talloni dal lato dì fuori, che 
la fisica appella sciatiche. 

•f::: SCIATTAGGINE. Disadaftagr;ine, 
Insii/lìcienzi. Bellin. Cic i^- Per ovviare 
a quella gran vergogna, che sarebbe sta- 
ta ec. se , a conto dello mia scìaltaggine, 
vo* rimanevi senza cicalata stasera. (.,ij 

^ §. Sciatiagqine , per Soverchia negli- 
genza nei^li abili . Baldin. Dee. Forzalo 
ec. a rinfronzirsi un tantino , lo faceva 
con tanta avversione del suo naturale , 
che anche fra' migliori panni faceva com- 
parire la sua sciallaggine. (J) 

•■{- ;:: SCIATTARE. Rovinare, Mandar 
mate un lavoro, una persona. Bellin, Disc. 
2, 385 Io vi dico di più , che se a voi 
piace di ristringer V anatomia ancor di 
vantaggio ec, e giudicarla solamente buo- 
na ec. a sciattar quattro cadaveri dì po- 
chi strangolati, o qualche morto, ec.(j4) 
•f * SCIATTATO. Add. da Sciatta- 
re. Maaal, leti. 8- L'ultima esperienza 
è stata /atta sopra un ladro condannato a 
morte , il quale Bo'udei pretende che i 
cerusici abbiano sciattato per render la 
piaga incurabile. (AJ 



S C I 



1073 



•f *SCUTTKRI'A. Temi, collettivo. 
Persene, o Cote sciatte . Bvlltn. ììiicch, 
87. E che M far razza sia cosa da sciat- 
ti, E srijtti veri ec. Guarda che la sao 
f.trp iafino i gatti, E ogni altra sciatteria 
della natura , I ciechi , ì sordi , ec. E 
i\^. Srnti che rob.i l vera sciatteria, Ve- 
ra roba dj [lovcre famìglie. Dì greppi o 
cncci , e simili sloviglif. (A) E Disc. i. 
235. Non avreste m.ii credulo che fra !• 
sciatterie de* notomisli si trovasse queste 
lindtire. E 3. 34. V.ii stimaste sempre 1* 
Anatomia una cosa abietta e meschina, una 
miseria, una sciatteria ec. (F) 

•f A- SCIATTE/ZA. Aitrattn dt Sciat- 
to. Minuce. Malm. 45o- Questo fu un tale 
nominato Giovanni , che si diceva Nan- 
naccio per la sua sciatlczza e spensiera- 
taggine , poiché questo nome è peggiora- 
tivo del vero nome Giovanni, ec. (A) 

SCIATTO. Add. Colui che ma negli 
atti, nelle parole, e negli abili soverchia 
negligenza, e che va sc'mpostoj Sciaman- 
nato . Lat i'icultiis . Gr avst'p^^STOs . 
Toc. Dav. Perd. eloq* 4*4" Appena li 
patisce la parte , sì sono mesti , sciatti , 
smunti e sani per dieta . Buon, Fier. 3, 
2. l5. Bandiera che tu sei. Sciatta, svi- 
vagnataccia. 3falm. g. 5. Acciocch'ei non 
la vegga sconcia e sciatta > Manda giù 1' 
impannata , e si rimpiatta. 

* SCIAVERO. Term. de' Legnaiuoli. 
Quella porzione rozza del legname , che 
si cava colla sega da un pezzo di legna- 
me che si riquadra j onde diconsi Scia' 
veri Le quattro porzioni di cerchio che si 
cavano da una trave nel riquadrarla colla 
sega. (A) 

SCIAURA. V. SCIAGURA, 

SCIAURANZA. J'. SCIAGURANZA . 

SCIAURATAGGINE. /'. SCIAGURA- 
TAGGINE. 

SCIAURATAMENTE. V. SCIAGURA- 
TAMENTE. 

SCIAURATELLO . 1'. SCIAGUKA- 
TELLO. 

* SCIAURATEZZA.^jfrdWo di Sciau- 
ratoj Sciauratag^ine. Lai. improbitas, ne- 
quitia. Gr. juo);S*5.*Jt «» 7Z0Tir,pia. Segner. 
Crisi, insfr. 3. g. 8. Tante impudicizie, 
tanti scandali, tante sciauratezze, che fanno 
pianger la santa Chiesa a lagrime inconso- 
labili, sì toglìerebbono tosto, se ec. {*) 

SCIAURATISSIMAMENTE. V. SCIA- 
GURATISSIMAMENTE. 

SCIAURATISSIMO . V. SCIAGURA- 
TISSIMO. 

SCIAURATO. V. SCIAGURATO. 

SCIBILE. V. L. Add. Che si puh sa- 
perci e in forza di susl. vale Ciò che può 
sapersi . Lat. scibihs . Gr. eTtsTTjTC, . 
Pass. 326 E bnevemenie tutte le cose 
che sono scìbili , cioè che si possono sa- 
pere, o che si fanno naturalmente. Dani. 
Conv. 172. Deesi fine attendere dalla par- 
te dfl suo scibile desiderato . Gal. Sist. 
102- Questo è un modo di contener tut- 
ti gli scibili assai simile a quello , col 
quale ec. 

•f * SCIENA . Quel pesce che anche 
dicesi Ombrina. Salvia. Opp. Pese, 4- 391. 
E '1 sargo tremolante di paura, E V im- 
belle scieoa , ovvero ombrina. (A) 

t SCIENTE. ;-. L. Add. Che sa. Che 
Ita notizia d'una cosa. Lat. scicns. Tac. 
Dav, Ann. 12. i44 Espongono, venir bene 
scienti dì nostra colleganza 

f g. I. Sciente, vale anche Scientifco, 
Sapiente , Lat. sapiens , lileralus . Gr. 
ÌTnrsTfìtj.oìv. GiiUl, leti. 9. Oh quanto es- 
ser dee dolce piaga di correzione a sciente 
uomo I E altrove : Mi conviene conver- 
sare con Uomini scienti , e veramente 
scienti mollo. Buon. Fier. i. 2. 4* *'* 
quando pur non sian molto scienti, l'ho 
spcranja ch'egli impareranno. 
i35 



io7Ì SCI 

# §. II. Si trova unito anche aììa pre- 
posizione In Oli. Com In/. 4 62. Que- 
cti (Orfeo) fu sffi'-rit'' i" 'nu>it!a, r; seri 
TOPO li poeti . eh* pili fu 6gIiuolo di Cai 
liope , e eh' cìU ebhc pt^r moglie Euridi- 
ce. (C) 

g. Iir. y4 sciente. F. A SCIENTE. 

SCIKNTKMENTE . A^verb. Con sa- 
puta , Con pieni cognizione. Lat. scìen- 
ter, consitlto . Gr. 65 JTtTflO!? . Lih. 
Afn. 26. Quella che id-iDPatnente e con- 
giunta air amore di alcuno , tu non la 
dei sottrarre da quello srieoteinetile . A" 
62. Dee pjxieotementc portare che quella 
Uìi putl.nii.1, djppuichL', conijiccndola put 
taa:i. siienlcni'-nte a lai amore ki congiua- 
te. Tei. lir. 8. t). Sjhw culpa è. quando 
egli dice che noi lece scicnleincnlc , ami 
per Don sapere, ec. * Sahin OJift.Uh. 
21. V. (io. Al pavimento Sali di quercia, 
cui gi'j r architetto Pi.illò scieoleineote, e 
drizzo a squadra, ec. (U) 

SCIENTIFICAMENTE. Awerb, Con 
modo scientìfico . Lai. *.u:ifntifice , ììnt. 
Di colai che argomenta scientificamente. 
Sega Hi't. 5 E' non si può ancor per- 
suadere a certi le cose» hi*nchè tu le di- 
chi scieiitiGcamentc. l'arch. /,f5. 5. Tutte 
le rose che si sanno scii^otificamenlo si 
sanno mcdijulf: la dimoslraiione. 

t SCIENTIFICO. A'id. Di scienza. 
Appartenente a scienza . Ott. Com. Inf. 
6. qo. La quali; ditrae lo 'nlelletto dell* 
nomo dalie speculazioni e scientifiche co- 
le, e reiidelo solamente alteuto e sollecito 
alte corporali. 

■\ §. Parlandosi di persona vale Scien- 
ziato j e si iiiij anche in /orza di sust 
Lat. prudeif , literatus . Gr. ypo'vt^j; , 
TTSTatocu/jLjvo;. Vit, Plut. Non conviene 
ad uomo prudente e scieniifico porsi in 
pericolo per pazzi. But, In/, i. 2. Ce- 
sare mollo onorò li uomini scienlificbi, e 
letterali , E Òl^. 2. Così si tiene per li 
«cicutt6cbi . 

SCIENTISSIMO. Superi, di Sciente. 
Lat. peritissimus.CMt.Zfj.TtiipóxvLTOi- Dav. 
Scism. 17. L* altro vi fu Legalo di Lion 
X., e delle cose dell'isola scientissìmo. 

SCIENTRE . F. A. Sciente . Lat. 
sciens. Gr. 2'7rt(J7*]jUo;. FU. Bari. zi. Non 
allumina ninno, e '1 suo scientre lascia la 
lumiera. 

SCIENTKEMENTE. F. A. Avveri. 
Scientemente. Lat. scienter. Gr. ÈiH'srn- 
/ULOvixù;. Fr, GiorU. Pred. S. l3. Ma di 
verità chi scienlrcmento sapesse che ciò 
eh* avesse non fosse altro che usura, non 
]a dee torre il servo dì Dio. Lih. Ant. 
47. Alcuno scicntremente non dee sov- 
vertire f'-mmina che ad amore d'altri sia 
congiunta duhiiamenle. 

t SCIENZA . e SCIENZIA . Notista 
certa, ed evidente di cfwcchessi't , dipen- 
dente da vera cognizione de' sttfìì princi- 
pii . Lat. scie-itin. Gr. «TUT/j^aTj . Dant. 
Conv. I. Scienza è ultima perfezione del* 
la nostra aoim.i, nella (|uale sta la nostra 
ultima fflicità lu Pur. 5. Non fa srienzj 
Senza lo ritenere avere inteso S A^ost, 
C D. La scicnzia allora fa prode, quan- 
do cjn essa è la carità. Ott. Coni. Pur^. 
21. 38i. L;i scienia è perfezione dell'a- 
oima infìno rh* è col murtal corpo. 

§. 1. Per Qualunque co<;ni:ione, o no- 
tizia. Dani. In/. 33. Ed egli a me : come 
'I mìo corpo stea Nel mondo su , uulla 
seienzia porto. 

§. 11. Per Ofjni sorta di dottrina, e 
It'tterafunj , Lai, doctrina , /itera. Gr. 
Ttatoet'a, y.aa'auxTa. /locc. noe. 60 3. 
E, nllre a questo, niuoa scicDiia avendo, 
ti ottimo parlatore e pronto era, che ce. 
E nov* 'j'j. 3. Avendo luneamente stu- 
diato o Parigi, non per vender poi la sua 
scieuij a minuto, corno molli fanno , ma 



noi-. 5q 6. Noi, e gli altri uomini idioti 
terati , siamo a comparazioue di 



S C I 

per sapere la ragion drllr cose. IVov, ant, 
36. I- Uno, !■( qinle ehbe nome Mileu- 
siuv Tale, fuf> grandissimo savio in molle 
scieniie. 

* SCIENZIALE. Add. Appartenente a 
scienza. PiUav. Tratl. sfil. cap, 3 Que- 
sta Controversia vuoisi distinguere per mio 
avvito in tre Ìnvestit;aEÌonì. La prima ì: , 
se a' trattati scienxiali convengono gli or- 
namfn'i (li-ll'eloqurnia , ec. f Itj 

SCIENZlATISSI\lO..V'*/»e/-/. di Sciea- 
ziito. Liit. d'CiiiSi'nus. Gr cofiirv.r^i, 
Firff. IÙ'i:id Conrios*iacoi3ch'' Virgilio , 
uomo scienziatis^imu e potala ottimo , di 
nazione Mantovano , ec. Perno, Asol. 3. 
181. Ptrrciocchè io avea inteso che egli 
era scienzialissimo. 

■J- T* § ^ nccompagnat) afli particella 
In. Ott. Com, Inf. 4. (J6. Questi (To- 
lomeo) fu scienziatisiimo in astronomia , 
cumpUQse r Almagesto ce. e più altri li* 
bri (Ci 

J SCIE>ZIAT0. Add Che ha seienzia 
Lat. literatus. Gr. 7t5:r3tiÒ£V'ie'>o; liocc 

I-. 5q 

non liti 
lui, e degli altri uomini scientiati, peggio 
che uomini morti. Frane. Satch. Op div, 
121 Adunque chi ha a giudicare e reg- 
gerf, può iiialc CMcre giusto e far<' insti* 
zia , se non è scienziato Galat. 26 Sun 
mica idiota, nò materiale, ma scienziato 
p d'acuto ingpgno . F ^Q. Ho voluto il 
parere di più uomini scienziaii . fìemh. 
Asol. 3. l6t. Mossa dal chiaro grido, 
che i Ire giovani aveano , di valenti e di 
scienziati. 

-^ ^ ^' . I . F accompagnata alla particel' 
la di. Ott. Com. Inf |. 8. Dice che fu 
poeta, cioè scienziato della scienza di poe- 
sia, e scrìsse in versi come Enea ec. (C) 

* %. II. E in forza di sust. « fìocc. 
Intro'1.6. O chela ignoranza de' medicanti 
( de' qudli. oltre al numero degli scienziati 
ce., era il numero divenuto grandissimo) 
non conoscesse da che si movesse » . (Cj 

SCIEN7.IU0LA. Dimin. di Scienza , 
Lai. *scienlio{a, Arnoh. S. Agoit. C- D. 
Per questa colai cagione vogliamo più to- 
sto vanamente, che utilmenle, mostrare la 
nostra scienziuola. 

SCIFIC\RE. r. A.Prono-^ticare.\.^X. 
prcenunciitrc. Gf. TZpoxyyOXiiv. G. F. 
12. 98. 1. Ciascuno, che *1 teppe, ne 
sriGco e disse che sarebbe con mala usci- 
ta (alcuni testi a penna hanno signi- 
ficò). 

•f * SCIFRARE. Dictfrnre s r Jigu- 
rat. Spiegare ciò che v' r d'oscuro, di 
rf'i.tteriiìso in checchessia Forti;.;, Ricciard. 
3. 20. Deh sciframi per dio que5tu se- 
greto ; Ch'io nuu so se mi sia in mOule 
o in piano, ec. (Aì 

SCIGAERE, r scìngere. Contrario 
di Cigtetej Scìorre 1 legt'tii che ein'ono. 
Lat. discingfrr, dis>ofv.re. Gr. ano^wv- 
vytfai, JtxXu'stv. ^ofc. nv. 2.*i. i^Fat- 
lolo siigncre, e latta recare acqba f>^dda 
PC, tutti per costante ebbero eh' e' fosse 
mr.rto. Petr. .ron. 227. Quindici Tana, e 
r nitro dicìolto anni Portalo ho in seno, 
e giammai non mi scìnsi. Pnt, Ptirg. 33. 
I. Partitevi del tempio , e copritevi lo 
capo, e scingetevi, e gillale le ossa drlb 
grande madre. 7^ats. Ger. 12. .^17. Tre 
volte il cavdiicr la donna stringe Colle 
robuste braccia , ed altrettante Da que* 
nodi tenaci ella sì scinge (qui meutr. 
pa^j ). ^ lìenth. si>n. .'Ì7. Chiamo chi del 
mortai mi scinga e sloglii (FP) 

* §. L F fii:uratam. Tat<. lett. ifì^. 
(Cornino 1751.) Però assai fj> ilmenlc po- 
trà impietrarla Monsignor tlluslrìuìmo, il 
quale già molli anni ho portato in sano, 
e giammai uon mi scinsi. (Cf 

§. II. In proverbio : Chi t ha per mal. 



S C I 

si scinga s e ti dice quando non ci dà 
pernierò che altri abbia per male afeu/ut 
Cora. Pataff. 6. E se In Thai per mal. 
sì le ne srigni. Segr. Fior. Mandr. 2.1. 
Se e' l'ha per mali*, scingasi 

SCIGRIGNATA. F. a. Colpo di in- 
g/iot e la Ferita che /a il taglio j oggi 
più comunemente Scingnata. Frane. Saù- 
eh, nov. t'ì^. S* io avctsi avuto un buon 
cavallo, io avrei dalo a colui una grande 
scìgrigriata (qui pare che significhi Col- 
po dato rolli lantia ). 

•t * SCI LECCA. Beffa. Malm. 10. 
3{. Volta faccia vigliacca, ch'io t' ucci- 
da, E ch'io l'insegni farmi le scileccbe. 
Afiniicc. ivi: Può essere che siccome da 
illicia sì fece Lezzi, sorta di delicatezxe, 
così Scilecche il contrario . che si fanno 
coli* allettare, e poi burlare. F pag. 336. 
Fare una cilecca, o scilecca: far Dna 
burla ; c'io'k Bogvr di voler fare una cosa, 
e poi non la fare (A) 

scilinga f. sciringa. 

SCILINGUAGNOLO. Filetto, o Lega- 

mento valido, e memhraaoto , posto nel 
mezzo della pai te di sotto della lin:;ua, che 
coacilia alla meilerima forza, o /ermezza, 
e che si taglia, perchè alle volte impe- 
disce il parlare Lai fraennlum , anrylo- 
glosium, fimi. Gr. i///u)i5yiw«0v. 

■f- S« !• Romper, Scioglier lo scilingua- 
gnolo, per Cominciare a parlare. lìOCC. 
nov. 21. iB. Rotto lo scilinguagnolo, co- 
mìncio a dire: ec. Silvia. Pros. Tose. 
\, 319. Quando segue alcuna cosa contro 
alle leggi, allora che si dovrebbe parlare 
si sU cheti ec e poi sì scioglie , come 
volgarmente sì dice, lo scilinguagnolo, 
quando non occorre. 

g. II. A^'cr rotto , o sciolto lo seilin* 
giiarnolo. Farch, Frcol. 60 D* uno che 
favella assai, s* usa dire : egli ha rotto, o 
tagliato lo scilinguagnolo, il quale ai cbìa> 
ma ancora filetto, che è quel mascolino 
che tagliano le più volte le balie di sotto 
la lingua a* bambini. Bemb. Asol. 2. I2Q. 
Den vi dico io, madonna, che egli na 
oggi rotto lo scilinguagnolo. 

t SCILINGUARE. Balbettare, Lai. 
balbutire. Gr. "^iììi^uv, Farch. Frcol. 
60. Di coloro ì quali per vizio naturale 
ec. non possono proffrrire la lettera r ce, 
si dice non solamente b.itbolire, o balbn* 
tire, come i Latini, ma balbeitare anco- 
ra ec , e il verbo proprio dì questo, e al- 
tri colali difelli è srilinguare . F rim. 
past. 2l3- Oiid' è, (dicra Carìn) che *n tua 

fireicnza Nim so , Nape gentil , scioglier 
a lingua. E sci<ilia |h>ì non parla, ma 
scilingua ? yf, Aldobr. Quasi non puule 
parlare, anzi comiocìj a scilinguare. OAd. 
Piit, 7t) O madre mia. d* te non rice- 
vetti io tenere lusinghe nelli mìei primi 
anni : e io fanciullina scilingaando pian* 
geva.e non potei acquistate il tuo tcncio 
amore 

SCILINGUATELLO. Dim. dt SciUn- 
euato. Lib cur. maiatt. Favellano scilin- 
guatelli, comr se fossero t«'oeri (anciul* 
letti. 

t SCILINGUATO. Ad t, da Scilin- 
guare, Genrs. P. iV. In tulio 'I Irnipo 
della vita sua balbcllirò. e lu scilinguato. 
Oit. C.>m, Purg. if), j^o. Una fcinmina 
scilinguata, e fosca, iiuid. G. Fuc unpn* 
co scilinguato. Ftp. Fan:;, Cmlo cbe 
sieoo quelle persone, le quali bannn maln 
lo mio scilingualo parlare. Gm^at. ^5. 
ConirafTacrndo gU scilinguali, o toppi , o 
quaKhe gobbo. 

* SCILINGUATORE. Feròal, mast. 
Che scilin'^Ma, Bttc. Matm. (A) 

SCILIVA. Sialiva. Lai. saliva. Gr. 
Bi'ct>5y. 3/wr. S. Greg. 8. 21. Allora la- 
scerai tu trangbioUire pcrfctlamente la 
sciliva all'uomo, quaudo tu il satterai ci ■ 



s e 1 

Lor. Meii, cant* 71. 2. Sempre hùscia 
fichiseccbi. Perchè f.ui óeU-à sciliva. T'ac, 
J)av. Stor. !^. 35y Un povero cicco tli 
AlcsModru (.-e, ^iLt^itoii 4lle ^inoccliij di 
VetpasiaQO , pii^iicnilo Ìl prcgn volcrlu 
■Uuminare, le gote e gli occhi iinmolldo- 
dofili colla 9UJ sctlivu. iVc/i:. sat. 6. t 
fa *\ ciglio affiljr ciilU ^cilivj. 

SCILLA. StfuiHa. Spezie </i cipo/.'a. LjI. 
«i7/a Gr. 9xi>ia. /ine/t Kor. 168. Loc 
di «Ugo di Scilla di Asclepi.ide. Sfcondu 
Galeno. Recipe sugo di sciUa cruda ce. , 
cuoci, e fa' lue. A" 169. Loc di polpa di 
Scilla del niedf&imo Kccipe Scilla cbe ri- 
maoe, trattooc il mgo ec. , cuoci , e fa' 
loc. 

SCILLITICO. Jd'/- S>/uiÌiitico* Lat. 
tciiiUcus. Gr. ffxJltrixa». Rtcett, Fior. 
li?' L'oiiimele scillilico coinp*»ito si fa 
come i' Disimele composto, pigliaudu per 
aceto semplice lo scillilico. 

•f * SCILLORIA.. l'oce bassa. Intel- 
letto , Capttcità. BelUn. Bucch. 21O- Io 
to' meglio pensar, che a peso d'oro, Con 
^anta io n'ho adùprar\t scilloria; E per- 
chè il peso sìa più puntuale, Vo' accattar 
lo bilance allo spellale. (A) 

SclLOtXO. -Yome di vento tra Le- 
vante, e Mezzodì^ Scirocco. Lai. notus. 
Gr. vÓTOi. Tes Br. 2. 3;. Dall' altra 
part^' di verso Mezxodt sì n' è un altro, 
che iiigeoera nuvoli , e ha nome Euro , 
ma li marinari lo chiamano Scilocco; ma 
IO non so ragione, perch* elli lo chiamano 
così. Bocc. noìf, i4- 6- Levandosi la sera 
ano Scìlocco, ìl quale non solamente era 
contrario al suo cammino, ma ancora fa 
ceva grossissimo ìl mare. G. V. 12. 26. 
X. Fu in mare una grandissima tempesta 
per lo vento Scilocco in ogni porlo. 

SCILOMA. Hagionamento lun^o^ e ta- 
lora inutile, Varch. Ercol . 82. Fare una 
predica, ovvero uno sciluma, o ciloma ad 
alcuno, è parlargli lungamente o per av* 
venirlo d' alcuno errore , o persuaderlo a 
dover dire, o non dire, fare, o non fare 
alcuna cosa. SaU: Sptn, 1. 3. Or Goisci 
ora quel tuo sciloma, che tu avevi co- 
miaci^to di colui là. G. Lo sciloma è bel- 
lo e 6nilo. Lift. Son, 29. Ma tosto n'an- 
drai tu senia sciloma. 

S- A' talora fu usato anche in genere 
femm. Tac Da\> Perà. eloq. ^24- Che 
bisogna scilome in senato, se i migliori 
klla prinu acconsentono? 1 il testo lat. 
ha muUis sententiis ) . CeccU. Correa. \ . 
3. O pur fornì quella sciloma. 

* SCILOPO. I oce umia per la rima 
in vece di Sciroppo. Burch. 2. 83. Car- 
retton, veiturìo bolio e rappreso. Or sen- 
ta cascia , pillole e scilopi Cacar ti farò 
ttroDzoli seoopi, E dori sì, che ìl cui Li 
parrà acceso . Ar. Fur. 21. Sp. Un me- 
dico trovò d'inganni pieno ec. Che sapea 
mejìo uccider di veneno. Che risauor gli 
infermi di scilopo. (^tS) 

SCILOPPARE. Dargli sciìoppuCecch. 
Donz. 4- 7- Che è carnovale. Altro che 
no valente medicone ec-, che ce. ci se il op- 
pa Con mille passatempi, con che smuove 
Gli umor cattivi? Belline, son. 23;. Slu 
m' bai , Lorenzi» . sempre scìloppaio > A 
questa volta da' la medicina. 

3. Per meta/. .Morg. zS. 60. Pefò il 
venne co' baci sciloppando. Car. leti, l. 
Ii4« Ho bisogno che voi mi scìloppiale 
di cosià della paura che m* hanno messo 
addogo. 

SCILOPPO. Sciroppo. Lat. s^rupiis , 
eatapoUtfii, Gr. xaTx^aTtav- 3/. Aldohr. 
B. V» Prenda ciascun mattino e ciascuna 
•era scìloppo acetoso. E P. JS. 44- Lor 
conviene prendere la mattina e la sera 
scìloppo acetoso. Capr. Boti 4* 70> Co- 
me se lo spìrito d' Aristotile e di Plato- 
ne ec. fosse rinchiuso nello alfabeto Gre- 



S G 1 

co, come in un'ampolla» 6 the V uomo 
se lo bee^sc in un tratto, corno sì fa uno 
sciloppo. 

* SCIMA. e SIMA. Quel membro de- 
gli ornttinriiti in A' chi lettura , che anche 
diccsi Golii. Bnlthi, l'oc. Pis. (A) 

jSClMlA.e .SCIMMIA, llertuccia. Lat. 
siniia. Gr. 7ii0/]/o;. ìVoì'. 0/1/ ;j6. i. 
Uno im-icilanle, che recava bcrrelle , se 
gli bjgn.iro ; e avendole tese, sì vi appa- 
rirò molle scimmie, e catuna se ne mise 
una in capo. S'rnt. S. A^* D. Sono sì 
migliaolì jlla srìmìa, che ha viso d'uomo, 
e le menitira di bestia. Ftt. SS Pad. l. 
11 3. Adoravano le bestie, come cani, scim- 
mie, e buoi. 

# §. I. Scimia , figttrtìtant vale Che 
contrafàt Che imita le produzioni, le ina- 
ntere, o sinuli, di un altro. « Oant, Inf. 
29. Com'i'fui di natura Iiuona scimia 
Bui. ivi : Buona scimia ; questo si può 
inleodere: com* io fui buono contraffalore 
di natura» . (C) Car. lett. i. 71. Così 
fa medesìinaineote l'urte, la quale in ogni 
cosa è scimia della natura, (l^j 

§. il DiCimmo in proverò. Dir l'orazion 
della scimia j e vale Borbottar bestent' 
miando senza essere inteso, V. ORAZiO- 
>E, g. XII. 

SCIMIATICO. Add. Che tiene di sci* 
mia. Che ha della scimia. Cavale. FrutL 
ling E un' altra orazione slolla , la qual 
sì chiama scimi.ilìca , cioè di quelli che 
pur muovon le labbra come una scimia, 
e Don ìnlendoQ quello che dicono. 

•f * SCIMIO . /'. A. Scimia, Fav. 
Esop. 112. Avendo il lupo accusala la 
volpe di furto dinanzi allo scimìo, scu^a- 
vasi la volpe a potere, alla quale lo giu- 
dice messere scimìo era favorevole, £ n/)- 
p/cjjn; Possiamo ec. per lo scimio giudice 
ÌDtendere chi s' inchina alla volunià del 
corpo . E appresso .* Possiamo intendere 
per lo scimìo i falsi giudici, ec. (^) 

3 SCIMIOTTO, e SCIMMIOTTO. 
Scìmiir, Sitmia gióvane. Salvin. Disc. 1. 
32.Ì. Appigliandogli però non lìoni, come 
pareva che quel!' epiteto ec, richiedesse , 
ma babbuini, e scimmiotti. 

* §. Fare il scimiotlo , vale Contraf- 
fare , Imitare. • Menz. sat» ii. A far 
forse il scimìotto Lì d' iotoruo a più d* 
un bigio animale -■ (C) 

SCIMITARRA. Spada corta con taglio, 
e costo/a a guisa di coltello , ma rivolta 
la punta verso la coslolaj e dicesi anche 
Storta. Lat. ensiì falcatus, acinaces, ma- 
chcra . Gr. tt/iva/.)J4 . Tac. Dav. Ann. 
12. i56 Sguainala la scimitarra, lei fie- 
de, e strascica alla riva, e gìita in Arasse- 
Mor^. it). {^l. Saltato avrìu per fuggire, 
ogni sbarra ; Pur s* arrostava con la sci- 
mitarra. Ar. Far. 16. 72. E scudo, arco 
e faretra Avere in odio , e scimitarra e 
lancia. E 3o. Sfl. E spada io non avea , 
De sctmilarra . * J? 27. 58. La mia ra- 
gion dita mia snmitaira , E faremo il 
giudizio nella sbarra. (FPj 

* SCIMITARRATA . Colpo di Scimi- 
ta'-ra. Car. Nas. Se non era questo (gnar- 
dnnaso ) , reslava senza naso per una 
scimìtarrata cbe gli trasse un Giannizze- 
ro. (N) 

SCIJDIIA. V. SCIMIA. 
SCOtMlOXE Scimia gratde. Bertuc- 
cione ■ Lat simius ■ Gr. ni'6»j»!35 . Nov. 
ani. q5. 2. Allora, per sentenza d* Iddìo, 
apparve in quella nave un grande scim- 
mione: prese il tascbello di quella mone- 
ta, e andonne in cima dell' albero. 

g. Per similit, favellando di maestro 
Simone , medico sciocco , e scherzando 
col suo nome , P ufo il Bocc. nov. 83. 
q. Ma il maestro scimmione rìdeva sì 
squ a e eh e ratamente , che tulli i denti gli 
si sarebber polulì trarre 



S C 1 



1075 



SCIMMIOTTO. J . SCIMIOTTO. 
t 3 SCIMUiNITAGGIWK . Mancnnaa 
't' indegno, e di fiiiJizioj Scempiaggine , 
Bai .rita.:giii^. Lat. /ituitat, ineptiae. Gr. 
s'ui»]'rii-y.. Alle:;. 123. Incontratosi nella 
srimunitaggiiK-, publilica femmina di mon- 
do, ec, ittldoiiicìiìcaiidosi con essa, ven- 
ner a' ferri . 

^i §. Si dice anche de/.'e Azioni , e 
delle l'a'ole che manì/estnno difi ito d' 
ins'gno, e di giudizio . u A/leg, 63. Per 
ricoprir la sua prima sriraunìlaggìne , ad 
of^ni poco d'occasion t ho glitne fosse da- 
1.1 ec. , rammenterebbe la Uenedrli' joinu 
àMi sua colei- E 123. Egb, s;iillando, 
faceva lare agi' innamorati sciniunilaggìui 
a iosa .. . (C) 

f SCIMUNITAMENTE . Avveib. In 
una mnniera scimunita. Lat. inepte, stulle. 
Gr. avo*i'TW5- Alle^. 123. Ond'egli allo 
'ncontro, scrìvendomi scimunitamente , la 
biasima a tulio transito. 

SCI.MUNITELLO. Z?/m. di Scimunito, 
Lat. ineptits, fatuus. Gr. i'uy;'Gr;;, /jLupo'4. 
Lasc. Gel. 5. 10. Eh eh , scimunitella , 
egli t' ara detto un altro nome . Alleg, 
Qu. Quando scimunìtello a credenza mi 
persuadeva che quell* omacciou da be- 
ne ec. 

SCIMUNITO . Add. Sciocco , Scemo . 
Lat. msulsus, insipidus, stiiltus, nebulo. 
Gr. ^Xa|, xai Yi'Ji'OtOi. Fdoc. 4- 22,11 
tuo diletto è dimorar ne' vani occhi delle 
scimunite femmine. Pass, 122. Se la per- 
sona sa, o crede che quello confessore sta* 
per vecchiezza rimbambito , o per infer- 
mità, o per naturale condizione smemora- 
lo, o scimunito. Bern. Ori. 2, 21 l\0. 
Pazzo, senza giudicìo, scimunito. Poiché 
i servigi ricordava in corte. Fir. Lue. 3. 
3. Scimunita eh' i' sono ! i' m* er^ sdimea- 
licala il più e '1 meglio. 

SCINDERE, V. Ln Separare, Lat. scin- 
dere , dividere , separare . Gr. o^''^*'^ ' 
Dant. Piirg. 11- Che fama avrai tu più, 
se vecchia scindi Da le la carne ? Petr, 
cap. 9. Quanto del vero onor. Fortuna, 
scindi I 

SCINGERE. V. SCIGNERE, 
SCINTILLA . Favilla, Lat. scinUlla . 
Gr. oTivflij'p. Dant. Par. 28. Lo 'ncen- 
dìo lor seguiva ogni scintilla . Fir. Dial. 
beli. donn. 369. Pose loro in mezzo , co- 
me due scÌDtille dì fuoco, le pupille, che 
volgarmente si chiamano luci, culle quali 
la virtù visiva, che quivi è propriamente 
locata , rapisce gli obbietti cbe se le pa- 
rano innanzi. 

\ SCINTILLAMENTO. Lo scintilla- 
re. Lat. scintillatio . Gr, cTrivSajSiy/o; . 
Ott. Coni. Inf. 26. 44^* *-•**" ^''"' scin- 
tillamenti vedea io splendere nell' ottava 
bolgia . 

SCINTILLANTE . Che scintila . Lat. 
ScintiUans, micans . Gr. oniv^yjpt'^wv . 
Fir. As, i56. La presero a domandare 
qual fusse la cagione , che con sì brutto 
piglio ella adombrasse la venustà de'suoi 
occhi scintillanti. Buon, Fier, 4* 4- '^" 
la mezzo a cui par rider sciatillanle Lim- 
pido fonte. 

* SCINTILLANTISSIMO. Superi, di 
Scintillante Bemh. Lett. (A) 

SCINTILLARE. Sfavillare, Traman- 
dare scintille. Lat. scintillare. Gr. cttiv- 
^tìpL^zvt . But, Nella sua rotondità vidi 
gìltar raggi d' intorno e scintillare, come 
scintilla il ferro rovente, qiundo è balinio 
dal fabbro col martello, 

g. 1. E comunemente si usa per Ri- 
splendere tremolando , quasiché nel tre- 
molare paia che escano scintille . Lat. 
scintillare , micare . Gr. a::tvdr.pii;£tv . 
Dant. Par, 9. Tu vuoi saper chi è 'n 
questa lumiera. Che qui appresso me co- 
ti «cinlilla. E l^- Di corno ìu corno, e 



1076 



s e I 



tra li cima e '1 Lasso Si move'n lami , 
sciolinando forle . /: 20. Quelli , onde 1* 
occhio in lesta mi scinlillj . E 2'\. Que- 
sto è '1 priocipio, quusla è la favilla, Che 
«i dilaU in 6jrTima poi vivace , E come 
«Iella in ciflo IO nip iciotilla. /''i/oc. I. I7. 
I luceoti occhi della {iella donna, scinlil- 
lando, guardarono i miei con acuta luce, 
per la «jujle focoia iaclU d'oro , al mio 
parere, vidi venire. 

* à'. II. SctntiUnre » fu detto anche 
del Vivace colore dei Jtori. Ftr. As. 9I. 
Fra le riposte omhre scintillava lo splen- 
dore de'ljmpeggianli 6ori (C) 

SU g. HI. In si^mfie, alt. P usò ii Ca- 
ro , Art Uh. 5 f. J29. E, quasi un' Iri 
A Sole avverso, sciulillo d'intorno Mille 
varii color di luce e d* oro. £ Uh. li. 
V. 129^. E gU occhi, che pur dianzi 
Scintillavano ardor . grazia e fiereiia , Si 
fer Inrliidi e gravi. (M) 

t SCI.NTILLAZIONE. Lo scintiilare , 
Splendore. Lat. MintiHutio . Gr. 5:rivea- 
pf/yoi. Ott. Com. Par. 21. ^7^. Per gli 
scontri che si facevano , e per li luoghi 
dove si trovavano . molta luce , scinlilla- 
«ìone e chiarella ivi apparta. 

* §. Scintillazione, ivrm. degli Astro- 
njmi, per Quella lras'iiii.uone tU/ulgore, 
e replicata vibrazione propria degli astri, 
per citi semhra che tramandino certe 
scintilie , e per cui insieme gli occhi de* 
ri.iirtiardanti sono dilettati, e in un certo 
modo nhhugliati (A) 

SGINTILLETTA . Dim, di Scintilla, 
Lat. sciiiltllitta . Gr. amt^'X.piy^ . Lab. 
07. Ma pure alcuna sciiitilletta di ragione 
dimustrandomi che mollo maggiore ver- 
gogna a me, ciò facondo, acquisterei, che 
a lei, da tale impresa ce. mi ritenne ( qui 
per meUt/.}. 

•f * SCINTILLUZZA . Piccola scin- 
tilla, Scmtìlletta. Boez. Farch. i. pros. 
0. Di qui a poco di questa menomissima 
sciotilluzz.) li s'accenderà lutto il calor 
naturale. (A) 

SCINTO. Add da Scignerej S.-nza cin- 
tura , o Coli,! cintura sciolta , Sfibbiato. 
Laì* itiscinctiis, Gr. ocrrè^wja! V5;. Bocc. 
noi'. 73. 20 D' altra parie Calandrino 
sciuto , e ansando , a guisa d* uom las- 
so, sedersi. Nov. ant* SUimp. ant. Sg. 2. 
Giunto alla badia la notte medesima , si 
vi Uovo una donna in pianto, scapigliala 
e scinta, furie lanienlando. Pelr. sq/i. 22. 
Vcggendo quella spada scinta, Che fece al 
signor mio si lunga guerra (cio^, spiccata 
dalla cintura , lolla dal fianco ) Doez 
f'nrch. 2 rim. 2. Tante ricchezie ogno- 
ra Sparga Duvizia, e versi II corno, aperta 
il grembo , e scinla il seno > Tass. Ger, 
l3. 6. E sciuto e nudu un pie, nel cerchio 
accolto, Mormorò potentissime parole. 

•f * SCIO. Lo stesio che Ischio. 
Red, Lett. (Op 3. 182). Il signor Soria 
e stalo ass.ilit'i dalla gotta prima nel pie 
de ec, poi alla volta dell'osso scio. Sal- 
vili, lliad. Uh. 5. V. \5l. Con questo 
(sasso) colpì Enea nell'osso suo. Dove 
la coscia nello scio si volge , E ciottola 
però viene appellato. (A) Imperf. Anat, 
160. L'osso ischio detto anche cosscndico, 
e scio, e la terza parte ec. (dell' osso inno- 
minato ). (T) 

^ §. And ire a Scio, vale Perd.rsi 
interamente ; presa la figura da un'ar- 
mata , che andando all' impresa di Scio 
vi si perdi-, Salvin, Annot. Fier, lìtton. 
l\. 3. ì\. Noi ditbiamo andare a Patrasso, 
a morte, a Scio, in rovina, in distruzio- 
ne; per lo sconBlte quivi state. (S) 

SCIOCCACCIO . Scioccone. Lat. insi- 
pidus , injicems. Gr. cévoTjTO?. But, In/ 
zq. a. Vedendo maestro GriSolioo , che 
questo Albero era cotale scioccaccio , fe- 
cogli a credere, vantandosi ec. 



S C I 

SCIOCCAGGINE . Sciocchezza . Lat. 
ineptia, fatuità ì , stultìtia Gr- ^uvj'Oeix , 
fioìptu., fitfiOOTrìi Ar. IVegr. 2. 3. Cre- 
di tu eh* i' non abbia piò d' un tralTi o la 
questa terra piena di sciocraggine? lieUinc, 
sO'ì* l3r). Merita il segno del puelirjiu, 
E per miglior mercato, E manifesto esem- 
pio di scioccaggine , D«bb* esser coronato 
di Carlaggine . 

SCIOCCAMENTE. Awerb. Con iseioc 
chfzta. Senza giudicio , Senza Considera- 
zi'jne . Lat. insipienter , Gr. ayoijVw; . 
Bocc. nov. 68. 2. Il quale scioccamente 
ec. pensò di volere iogeniilire per moglie. 
K nov. 77. g. Del quale Scioccamente bai 
gelosia presa. Gmd O, Onde egli scioc- 
camente si avventarono addosso a' Greci. 
Alatn. Gir. 16. 17. E ricercato come no- 
me avesse, Parea che scioccamente si ri- 
desse . 

SCIOCCHEGGIARE. Fare scioccherà', 
fanegìjiare , Far cote da sciocchi . Lat. 
insipienter agere , detipere. Gr. TTaoat- 
^pOviìv. M^r. S. Gret;. 23. 6. Dimostra 
egli bene quanto egli puerilmente scioc- 
cheggi . Morg. 22. 2o5. E di' eh' io vo' 
venir cou la coreggia Al collo e ginoccbion 
chieder meni-, Come faociut talvolta che 
scioccheggia. 

SCIOCCHERELLO. Dim. di Sciocco. 
Lat. insipid.is , tnsultas • Gr. ooJLOtxs'^ . 
Ftr. Lue. 2. 4 lo ni' >ono bene avvisto 
che costei e una sriocrherella , e si pre- 
sume savia. E 2. 5. E' dice ch'eli' è una 
sciocrherella; mi Iddio '1 voglia eh* e* non 
la insali alte sue spese. liuon, Fier à. 2. 
1. Se sempre ride, e non si vede a che 
Proposito ella fa, fra se favella, Ch'eli' è 
una scioccherella . 

t SCIOCCHEHl'A. Azione , o Paro- 
la sciocca , Sciocchezza . Lat. dementia, 
siuliitiiì . Gr. a'vjia, p.vptoc . Fir, 
Lue. 3. I. Non feci mai più la maggiore 
scioccheria, ne la maggiore poltroneria dì 
quella che io ho fatta st.imattinj . Buon. 
Fier. 2. 4 18. Tulli i Iczii e le scedo e 
scioccherie Eranvi espressi delle donne tutte. 

t SCIOCCHEZZA. Qualità di ciò che 
è Sciocco in signi/ìc d' ìntcipido j Scipi- 
tezza. Lat, insiiiivitas. Frane, Sacch, nov. 
192. Bonamicu lasciò quella pentola nella 
sua sciocchezza. 

f 3 §. I Sciocchezza, fgurntam, vale 
anche Mancanza di saviezza , di pru- 
denza . Lat. stult'tia , ins'pientia . Gr. 
/i.w,5i'a , oìfpoaJvr,. ììocc. nov. 70. il. 
Cominriò a far beffe della sua sciocchezia. 
F nov. 80. 21. Dolente oltre modo, seco 
medesimo la sua sciocchezza piagnra . 
Cion. Aforell. 253. Si dichiarerà i gran 
danni e prrsecusioui a noi avvenute o per 
dislioo di fortuna , o per malizia di chi 
ci ha avuto a ministrare , o per nostra 
sciocchezsa . 

* §. 11. Sciocchezza , si dice anche 
delle Azioni, e delle Parole che mam/e- 
staiio mancanza di saviisza, di*priidfnza. 
" Cromchetf. d* .-Intar. 73. Tu fai scioc- 
cbezia a fìrlarlì di lui •» . (C) 

« SCIOCCHINO. Pim. di .Vnnfco. Lat. 
stulliilus. Gr, oì^i^TtpOi . Buon. Tane. 
l^. 5. Non mancherà chi gli torrìi, scioc- 
china, (') Ped, in M,»g<ìl. Lrlt. voi. i. 
pai:. 203. (Fu: 1761)). Co»J cominciava il 
capitolo, con cui io doveva risponderò 
ec. ; ma quelle sciocrhine delle Muse , 
quando hanno sentilo intonare er , non ì- 
mai stalo possibile che vngliano ec. (P) 

SCIOCCIIISSIMAMENTE. Superi di 
Scioccamente. Lai. stultisiime . Gr. iV* 
fpovi9Ta.rv.. S. Aff' C. P. Disputano, che 
non si può comporre un* arca di tanta 
grandezta . e scioccfaiisimamente calun- 
niano . 

SCIOCCHISSIMO. Superi, di Sciocco. 
Lat stullifsimut . Gr ^jrf>pe«i7Taro; 



S C I 

Trati. pece. mori. Qarslo ramo si divi- 
de in tre parti: una ipocrisia lorda.eoaa 
sciocca, e un' altra sciocchissima. E ap- 
presso: Quelli suno ipocriti sciocchiuimi, 
che ec. * Boez. 32. Tu li sforzi di ritene- 
re il forte movimento della rigirante 
ruota. Oh scioccbissimo s'-pra tutti > 
mortali 1 S' ella comincia di star fcrou , 
ella manca d* esser fortuna (P) 

SCIOCCO. Add, Scipit., , Senza sa- 
pore . Lat. insipidus , insulsut . Gr- 
«Z'-'MO?- oi*9.lfJ.0i. Cr. 4 ^8. u. La 
diversità del vino è per lo sapore, imperoc- 
ché altro <; dolce ec, altro sciocco, FranCm 
Sacch. nov. 1 c)2.Turoato il marito a desinare, 
e assaggiando la sciocca vivanda, comin- 
cia a mormorare. # Bed. Cont. 2. |5. 
Tra* brodi umettativi loderei il prendere 
ogni mattina sei, o sette, o otto once di 
brodo sciocco. (Cj 

5 3. 1. Sciocco, parlando d* uomo, o J* 
azion d' uomo, vale Che manca di sa- 
viezza, di prudenza. Lai. stiiltus , insi- 
pieni Gr. uùtpoi, l/ffpùiv, Bocc, nov. 
10. 6 Quasi credessero questa passione 
piacevolissima d' amore solamente nelle 
sciocche anime de* giovani, e non in al- 
tra parte, capere e dimorare. E nov. si. 
i5. Egli, facendo colali risa sciocche, il 
menò nel capannello . F! nov. Ag. tg. 
Sciocca, che i: ciò che tu di'T £ nov. 63. 
7. Voi siete una sciocca , se per questo 
lasciate. Dant. Inf. Zi. E '1 Dnca mio 
ver lui: anima sciocca, Tieoli col corno. 
Petr. son. ^2. Pregialo poi dal rolgo a- 
varo e sciocco. E 20^. Misero, e pien dà 
pcnsier vani e sriorcbi. /: cani aQ- 2- 
O refrigerio al cieco ardor cb* avvampa 
Qui fra i mortali sciocchi . 

* § II. Rimanere sciocco, vale Restar 
Confino, e ammutolito per qualche heffx 
che ti sia fatta. Car. Apol, 207. Le 
bietole ne rimasero sciocche, e 1' altre 
erbe se ne risero (si narra una favola 
della zucca, delle bietole, e della pnt- 
maj. fPr) 

* §. Ili Sciocco, talora è sust. mFir. 
Disc, an. 28 Tcnnesi per isciocca, aven- 
do ingiuslameote dato luogo a lanU pau- 
ra .. (C) 

P SCIOCCO. Avverh. Scioccamente. 
Lat, insipientrr, insulse. Tac. Dav, Perd. 
elo/f. 416. Onde è nato quel travolto, ma 
spesso dettalo, che i nostri oratori parla- 
no sciocco, e gli istrioni ballano sapori- 
to. ^A'.V; 

SCIOCCONACCIO - Pe-^ptorat, di 
Scioccone. Lat. mentecaptus, fttuus. Or. 
fxppuv, iiupói- Fir. Trin. 5. 2- An- 
datevene a casa, scìocconarcio : vo* mì 
parete uscito di voi, alle patate che vo* 
dite, e che vo* fate, 

SCIOCCONE. Pili che tcioeco» Sab- 
bione. Lat. intulsut, fatnus. Gr.x*»9ttadf:- 
TO;, /Jtwpo'; . Boec, nov. 69. 9, Là dove 
io per molto savio t' area , io t* avrò 
per uno scioccone E mcv. 71). 27. Come 
molli sciocconi vogtion fare Lab gS. Vedi 
tu quello scii>econe T rgli t *1 mio vago. 

9 SCIOGLIENTK . C'ie scicglie . 
Prltin, Pi^r. 3, 3a|. Sono adunque que- 
ste (ante urne non altro che vasi d'acque, 
ma d'acque dikfaccitrici , d' acque scio- 
gWenli, ec. eh' elle vi ridurranno in pol- 
vere i diamanti, ed ogni gemma. (F/ 

scio»;liere. r. sciorre. 

SCIOGLIMENTO Lo scios-llerr. Lat. 
dissolittio . Gr fiocìv9i{ . Coti. Ah. 
/taae, cap. hg La chiave de* pensieri 
del cuore si da nella carila del prossimo. 
e secondo ch'è la misura dello scioglimento 
del cu «re da'lrgimt drl corpo. Setter. Critt. 
inttr I. 2. [. Sono tornato qui a replican 1 
ciò che vi dimostrai nel passato ragi» 
namrnio, per inlrodurmi allo scioglin;rn 
to d' una grande oppositione. 



s e I 

§. I. Per Sedizioso commovimento . 
Lai. seditio. licentia Gr. a:roT«iTa«'a . 
O. /. 12. i6. 8. AUrj ruberia od of- 
l'caHune corporult- noa lu fjlU iu tanto 
fcìosliniento «li citla. 

§. 11. Per DisUmperamento, Li/fUff<f 
ttone, LaU diisotutio. Gr. ota'i'JSi;- ''*''^^o- 
fiat. esp. III. CoDsiiif in uu fioiiiimo 
kctoglimcnto di bollÌMlIe rainulissinic. 

* §. 111. Scioglimento, dtcfst da' Pit- 
tori , Scultori ec. l' AgevoleziM con cui 
le memhra dipinte, o scolpite ec. sembrano 
muovc^vt ccnte nel naturale, Jt"ldin. Dee. 
DÙMni ec. atliluJioati con disinvoltura e 
•cioglimento dì parti. (.4) 

t * SCIOGLITORE. yerbal. masc. 
Che, o Chi scioglie. Ir Gtord. Gen. 
89. Questi è Cristo, il quale è solo egli 
il sciogliiore, e il liberatore. (N). Salvm. 
Opp. Pese. Avendo il cuore Sospeso, 611- 
chè d'entro oda lo strido Scioglilor della 
pena, (.-t) E O.iiss, Uh. 20. »'■ 7^ EHa 
toslo air Olimpo la divina Se n* andò 
delle Dee, quando chiappoUo 11 sonno, 
che del cor le cure scioglie, Di membra 
Kioglitore. (B) 

t#SC10GLlTRICE. Cfie scioglie. Sai- 
W/1. tnn. Orf, Profana scioglitrice di cin- 
tare ec . Amica di furore, cacciairice Co* 
cani, e de' pensieri scìogliirice (e detto 
Hi Diana) (A) Belhn, Di<c. 1. 322. E 
quest'acque cosi pregne di sali, e in que* 
•la maniera scioglitrici e scomponenti, sa- 
pete voi con qnal nome si nominano! (Min) 

* SCXOVO S'^putello, Siccentino, Dot- 
torino. (.4) 

SCIOLTAME>'TE . A^verb. In ma- 
niera sci'yita. Con iscioltezzi, Lat. expe- 
dite. Gr. eu^w'jw;. S'-^ner. Mmn /Ipr. 
l5. 1. Qoal è '1 parlar de* bambini ? un 
parlar balbeitante, tronco, tardo, stentalo, 
che però si slima un miracolo, se mai 
parlano scioltamente. 

f SCIOLTEZZ-V. .U'rnHa di Sciolto. 
Sah'in. Disc. 2. ^t>7 Nelle bestie non 
dome, e che libere errano per li campì, 
veggiamo essere colai compiacimento di 
loro scioltezza. 

f § Scioltezza, diceti anche deli* Agi- 
lità, e Destrezza deile mtmbra del corpo. 
Lai. mobilitas , agiUtas Gr. £ jxtyTjai'y. , 
èlfltupj'rT;; Gal. Sist. 167. Questi scrit- 
tori più leggiadri ec, per mostrar la 
scioltezza della mano, senza staccar la 
penna dal foglio, io un sol irjtlo segnano 
con mille e mille lawolgiraenii unj vaga 
iotrecciatnra. "^ Sannazz. Arcati. Pros. 
II. Di velocità e scioltezza di piedi avan- 
zano tutti gli altri pastori. (Br) 

SCIOLTO AJd. da Sciorre.X.^X. sola- 
tas. Gr. ènltl-JjiÙOi.D'int. Inf. 21. Non fu 
mastino sciolto Con tanta fretta a segui- 
tar lo furo. Pttr- son. 218. Dj me si 
parte, e di tal nodo sciolta Vassene pure 
a lei. Bccc.nov, \\, i^- Trovò io quella 
molte preziose pietre e legale, e sci. .Ile. 
E noi-. Qfi. 6. Co'rapelli talli innanellj- 
li, e sopr'essi sciolti una leggicr gbirlan- 
delta di provinca. 

f § I. Sciolto, fignrntam. vale Libe- 
ro. Lat. so'utus, iibrr. Gr. I-Ìu^uì'vo; , 
cÀiu6!,J0;. G. /'. 8. 68- 3. Siccome in 
ciit^ rotta e sciolta , e sanza ordine di 
signoria. Dant. Purg. 12- Che non sti- 
mava r aoimo non acii ho. E Par. 10. 
Donne mi parver non da ballo srioUe , 
Ma die s' arresiìn tacile ascoltando. E 
27. Tale ba\buzÌendo ancor digiuna. Che 
poi divora colla lingua sciolta Qualunque 
cibo. Ott. Com, inf. l^. 262. Dice che 
li ioddomiti erano piti , e quelli altri 
rocoo , ma più sciuUi a piangere ( cioè, 
che maggiormente piangevano). 

J? §. II. Per Infrenato , Senzn rite- 
gno» Guicc. Stor. 4* 29. Voi medesimo 
eoo una dissoluta bontà sarete quello 



S C I 

cb0 gli farete sciolti, e ardili. (L) Ar. 
Eur. 3o. 2. Manca il dolor , oè 1* im- 
pelo sta fermo , Che la lingua al dir 
mal faeeasi sciolta. (P) 

g. III. Per DiscioUù. Lat. dissolutus. 
Gr. Oi«>uOst',- S.igg. nat. rsp. 128. Il 
fuoco scioUo in velociisime faville, cac- 
ciandosi per le commessure più fitte delle 
pietre e de' metalli midesimi , gli apre » 
liqutffil, e riducegli in acqua. 

* §. IV. Per Dissoluto. Stor. Eur, 

1. 8. La gente, che ci vieu contro, e 
di chi suona tanto la fama, non e gente 
disciplinata , non avvezza nella milizia , 
non capitan;it.i da uomini singulari , ma 
sciolta, e scorretta tutta. (C) 

g. V. Sciolto dì membra, ti diciamo per 
Agile, Destro. 

* g. VI. Sciolto nel sonno, vale Eor- 
temente addormentato. Ott. Com. Purg. 
23. 4^4" Abliracciò colui sciolto uell* al- 
to sonno, perocché era il tempo della not- 
te. (C) 

g. VII A b'ig/ia sciolta, posto avver- 
btalm. vale Precipitosamente , Senza ri- 
tegno, Lat. prcccipitanter. Gr. tt/jotìETW?. 
Bern. Ori. I. II. 11. Già Sacripante a 
lui s'era voltato, E ne venia volando a 
briglia sciolta. 

§. Vili, terso sciolto, vale Verso non 
legato dalla rima. Varch. Ercol. 258. Voi 
forse vorreste piuttosto il verso sciolto d* 
undici sillabe, che lo sdrucciolo. Car. leti. 

2. 253. Ho fallo una traduzione de' libri 
di Vergilio, non in ottava rima, come di- 
te, ma io versi sciolti. 

g. IX. Parole sciolte, Parlare sciol- 
to, vogliono Parole non obbligate alla ri- 
ma, o al verso, Prosi. Lat. soluta ora- 
tio. Gr. aveu twv [xÌTpoiv ie^t^. Dant. 
inf. 28- Cbt pona mai pur con parole 
sciolte Dicer del sangue e delle piaghe 
appieno, Ch' i' ora vidi ? lìuon. Fier. 5. 
4- 3. lo quella guisa, che '1 parlare sciol- 
to, Ch' io "ulendo per la prosa , Riceve 
da' periodi ni.tggiori Maggior lo stile. 

SClOLVEKE Asciolvere. Lai. icnta- 
Culum. Gr àrfjCaTCì/jw'?. Lib. Son. l'^'ì. 
Deb! serbiamo a domani Qualche relì- 
quia a desinare, o sciolvere. Lor. Med. 
cani. 28- 3. Non si saziar bene a sciol- 
vere ; Vollon anco desinare. 

SCIONATA. Lai. ecnephint, prcce'ln , 
turbo, Gr. t'/vsot'a;, TyjJw'v. Serd. Stor, 
ll^ S!\5. Oltre a questo, le fortune, e' 
nodi, o gruppi di venli detti ecnephias e 
lyphon dagli antichi , e dj* nostri tcionata 
u remolino, principale spavento de' mari- 
nari . 

SCIONE. Scionala, Buon. Fier. 4. 4. 
5. Unirsi in un istante E scioni, e drago- 
ni, e tuoni, e lampi. 

SCIOPERAGGIiNE . Scioperio, Lat. 
otium, Sah'in. Pros. Tose. \, 3o:^. La 
scioperaggine , e il non fare nulla, che 
prima s'a\ea io odio, alla fine si viene 
ad abbracciale volentieri. 

•f * SCiOPERAMENTO. Scioperio , 
Scioperatezza. tJiten. Aif. 4 *02. Astol- 
fo, Aquilanle ec. si svagano, consumando 
moltissimo tempo in mille inutili sciope- 
ramenli , prima che si rasseguino a Pari* 

•f SCIOPERARE , e SCIOPRARE . 
Levare cbiccìiessia dalle sue faccende , 
facendogli perder tempo. Frane Sacch. 
nov. 102. Un'altra brigata, che vi dava- 
no poco, d'essere stali scioperati , ridea- 
no il meglio che poteano. Cecck. Esalt. 
Cr. 3. 4 A voler che Paian saccenti, bi- 
sogna far fare Le cose quando sciopraoo i 
CrÌ!>tiani. Maini . j. 29. Perocché chi mi 
d'j che far mi sciopra. 

g. In signifìc. neutr. pass. vaU Le- 
varsi dall' op<ra. Fir. Dtal. beli. donn. 
1^94- Acciocché poi noi non ci abbiamo a 



S C I 



1077 



scioperare, quando saremo in sul 'avoro. 
Car. lett. I. II. Woo occorre che si 
scioperi a rispondermi, perchè mi baila 
che mi Uii^a in bua buona grazia. 

SClOPIiKATAOGLNE. Scioperio, Lat. 
otium. SiiUin. Pros, Tose, I. 37^. Non 
amava lu ciance, e le scioperataggini del 
parlare , e multo menu le malediceo- 
ze . 

:? SCIOPERATAMENTE . Avvtrb. 
In m^do scioperato. Oziosamente (A) 

^ SCIOPERATEZZA. Scioperataggine, 
Spensierataggine^ , Slraicuraiaggine. Lat. 
incuria , Gr. ÙfXtXztcx. . Segtter. i'red, 
21. 7. Maggior pericolo corrono di pe- 
rire quei eh' ogni leggiera culpa gastigano 
con lauta severità, di quii che raniiiietlono 
cou tanta sciopeiatezza. ^*j 

SCIOPKRATISSIMO. Saper/, di Scio- 
perato, Lat, nia.vime feriatus, Gr. evo. 
/:<o'TaTOi . Lib. Pred. Se ne stanno 
giurilo e notte sciopcralissimt , e senza 
pensier veruno. 

SCIOPERATIVO. Add. Scioperato. 
Lat feriatus, Gr. axo^MOi, Huon. Fier. 
\. 2. 7. Di quesli ed altri sì fatti tra- 
stulli Passai scioperativo, e donzellone, 

SCIOPERATO. AdJ. da Scioperare/ 
Senza faccenda , Sfaccendato , Ozioso . 
Lat. *cxoptratus, cciosus. Gt.isxoXmqì. 
Bocc. nov. 1. IO- Ser Ciappelletto, che 
scioperatosi vedea, e malagiato delle cose 
del mondo ec, disse che volea volentie- 
ri. Coli. SS. Pad Stando sempre in 
pensar di lui, e chiamarlo, non diven' 
tasse scioperato. G. l. 12. 78. 3. E se 
fosse r accusato iscioperalo , Ì delti sei 
testtmonii {fossero) approvati per li prio- 
ri. D. Gio. Celi. iti. II. Pareami es- 
sere a ragionare con voi, e non m'av- 
vedeva che la lettera cresceva; ma leg- 
getela, quando sete scioperato. 

:;: SCIOPERATO-NACCIO. Pegg. di 
Scioperattme. lied. Lett. (A) 

'•^ SCIOPERA lONACCISSIMO. Sti- 
peti, di Scì-prrntonaccio. Bcd. Leti. (A) 

t SCIOPLUATO^E. Sust. Accrescit. 
dt Scioperalo j Colui die è senza fac- 
cc'ide , Lai. male ferialus. Gr. Tovyjaws 
^X^^otro,. Cecck. Spir. 2. I. Acciocché 
ec. non uscisse fuori La voce d'una spi- 
ritala, e si Volgesse qua una schiera di 
certi Scioperatoni. 

SCIOPERIO. Lo scioperarsi. Perdio 
mento di tempo. Lat. otinm. Gr. a'j^oXr^. 
Frane. SacLh. nov. IO2. >oi t'accusep mo 
al podestà, e converrà che tu ci ristori 
dello scioperio nostro. Coli. SS. Pad. 
Siamo provocali a rilevarci dal sonno 
dello scioperio. Cecck. Esalt. Cr. 3. L. 
Acciocché '1 verno col patire assai, E poi 
la siale con gli scioperìi Le cose nostre 
Vacano in malora. 

* g. Per Ozio. Car. Apol. l65. Dirò 
cosi di passata, che io mi vorrei trovar 
più fornito di srìopcno , che non mi 
irovo, per dare una rimescolata anche a 
loro. (FP) 

f SCIOPERONE . Colui che è senza 
faccende j ScÌop,ra'o . Lat. J^-riatus , 
ocio»f> . Gr. 'S'/o'/xìai . Car. leu. 1. 
61. Voi direte ch'io sono uno sciopero- 
ne a scrivervi queste pappolate . More. 
28- 42* ^ certi scioperon pinzocberaii 
Rapportano: il tal disse, il tal non cre- 
de . 

§. Scioperone , vale ancora lo stesso 
che Scimunito , Merendone. Lai. nebu- 
lo, vappa. Gr. à/a^, ou7tca.J0 4.^ Bart. 
Ben. rim, pag. 2-j.{LuorfiO l'jCtCi). Sovente 
Sì dà 'n qualche sgraziato bottegaio , O 
scioperon da lavar ceci. o lente. ( B) 

•f * SCI0PI>O. Caso, Avvenimento 
fortunoso. Buon. Tane. 5. 5. Perchè con 
esso lor dandoci bere , Mentre noi gli 
contammo Io sciopino , Da morie a vita 



1078 



s e 1 



ci fé riavere Un yr.indc insaljtone. e uà 
po' di vino. (A) 

* SCIOPRARE . ^. SCIOPERA- 
RE. (A) 

•f * SCrOPRO. Oc.'O, Riposo, Ces- 
sazione liti lavo'o; L* dicasi tperiatmente 
da'conla.lint Dì, o Giorn<} di sciopro, per 



SCI 

, pan* Lit. tolverct dinoherf. Gr, ÀJ'tv, 
' Jiaiy'scv. /iocc. nov \fi. ly. P-jrchc io- 
conUnfrnie misd-i, c\\f*. i due ^invjni Tis- 
iero dal pilo sci'ilii, IC nov 8<» 3|. Soio- 
I gliendo le lulle. tutte, fu'it rbe da**, che 
' ptoni crJQo, picae le Irovà di capf echio. 
1 lù ca.iz ti. ^. Se quuslo far Don vu'>gli 



dire Gioaj lU/isdì, o Giorno in cui non I almeno sciogli I tegami annodati da »pc 

*( lavora. Buon, Tane. 1. x. Io era an- " . - - 

dato a portar certi cpppi Un dì di scio- 

prò al sere a Setlignano. Salvin.ivi: Un 

dì di xciopro j un giorao non di lavo- 

ro. (Jj 

SCIORINAMENTO . Lo sciorinare. 
Matt. t'ranz. rtm. buri. 3. loi. Questo 
b quel modo proprio d' ire aione , Uno 
KÌorinamcoLo delle imprese , Uno spasso 
da bestie, e da persone. 

SCXOKiSKK^.Spienixre all'aria j e si dice 
pir lo pui tic' panni, hii, e xoji rare, exauri 



rjnza. Pi^tr. canz. /ji. 5. Dal laccio d'or 
Don sia m.ii cbi mi sciogtia. 

§. I. Fi;uratam. Dmt Jnf, 22. Fer- 
mò le piante a t'>rra , ed 10 uo punto 
Saltò , e dal proposto lor si MrinUu (cioè, 
si liberò ). E Purg. 5. E quel »oipias« 
Ncir Arno, e sciolse al mio petto la cro- 
ce ( cioè, levò) . E Par. ^. Csi 1* avria 
ripinte per la strada , Ond' craa tratte , 
come furo sriolte fcioè, liberal^ ). T^s. 
Br. 5. ^y Quando l'oomo, o altra bestia 
lo caccì.i , egli scioglie lo SQu ventre 



/lartf. .Vor^. 20. 62. E fece un suo stendardo | giitasi da dietro una feccia una grande 
sciorinare. Dove il lion, eh' io dissi, può I pezza di lungi da lui si putente, che ar- 



mirarsi. Buon. Fier. 3. I. li. Camere 
riveder, sciorinar letta. 

g. I. Per similit. AUeg. l3o. Non son 
cosi solleciti i dottori, O gU scolar di leg- 
ge, o medicina, À sciutinare i Baldi, u gli 
Almansori. Tac. Oa^'. Post. ^.ìg. Ma e* 
m* e piaciuto non per ubarla , ma per i- 
sciorinarla un tratto, e trarre questa voce 
del suppediano dell' anlirbità. 

§. II. Sciorinare t par melaf, Tac. Dav, 
Slor. 2. 295. Lo di seguente al senato e 
popolo , come fussero d' un' altra città , 
con mjgDi6ca diceria sciorinò le laudi di 
se stesso (il testo lai. ha magni6cam ora- 
tioucm de semetipso prompsil). 

§. III. Sciorinare, neutr. pass, vale 
Aprirsi , Allargarsi , Sfibbiarti i panni. 
Cominci tre a nudarsi. Cron. Mordi 282. 
Esercita la persona con fjlica, che tu non 
sudi, e non abbi a ansare, o isciorinarti 
de' panni. Alfieri, cap. 65. Non ti srio- 
rioare ad ogni vento. J^. F. Il- Q~. Qua- 
le 61 bagnava in Arno, quale si sciorinava 
al meriggio, e chi, disarmandosi, in altro 
■nodo preadea ri ul rosea mento. 

§, I V. Per si'iii/it. vale Procurarsi 
sollievo, o refrigerio , Prender ristoro. 
Cessare alquanto dalli fatica. I-at. (/«ie- 
scere , intenniiterc . Gr. av«:t«'j;i3ici . 
Dmt* l'if. 21. l'manrlo verso Ik di que- 
sti mici A riguardar s* alcun se ne scio- 
rina ( cioè , per sollevarsi dalla pena , si 
moslia fuori della pegola), liut. Perchè 
gli altri si vengono a srionnare un poco. 
y?»io/). Pier. 3. 1. 5. E gli sciorini angu- 
stiato il core (qui in si-'nific. alt. ). 

§. V. Sciorinan', in tigai/ic. di fibra- 
re, o Vi'>rar colpi, vai- Dare, o Percuoter 
forti'. Lat. acriter verherarc. Gr. syóSp'X. 
TUTlTStv. Morg, 3. 6. E comincio a scio- | 
rinarc ii battaglio , E fa veiler più luc- 
ciole eh* Agosto . E 2t). 137. E Ricciar- 
detto col brando non crocchia , E molte 
volle a traverso iciorina. Ciri/f. C'iv. 2. 
57. E tanto spessi i suoi colpi sciorina , 
Che d'intorno a Sansone bi fatto un Ia- 
go. E 3. 101* E sciorinava col braiulo un 
fendente A SiueGdo, Da^: Acc. i^O. Co. 
m' io lo n*aviò rinfacciati dui, o tre , 
quasi colpi mortati sriurtnatì a traverso • 
hfalin. f). 53 E r U^iiautse , al quale Ìl 
ballo tocca , Sciorina a Ucrtiuclla in sulle 
nocca . 

SCIORINATO. Add da Sciorinare. 
Cant. Cam. lOI. Ecci cbi fra le roto 
spicciolate Lo lime a riafreicarc , Chi le 
maneggia , e tieale sciorinalo. L'fP. Mcd. 
Arid. 3. 2. Voi avete fatto bene per non 
vi riscaldare, cho voi siete a roti-5i» mo- 
do sciorinalo (qui nel signifìcm del §. III. 
di SCIORINARE). 

SCIORRK, r SCIOCLIERB. Lfvare t 
legami. Disfare U legature^ contrario di 
l.egarej e si ufa in signific alt. e neiUr. 



de rome bragia ciò che tocca (cioè, maO' 
da fuori gli escrementi del ventre ). Mae' 
strnzz. 1.26. Chiunque VOI iicioglierete so- 
pra terra , sita isciolto io cielo ( cioè, 
assolverete). Guid. G O lo Dio della 
natura sosiien pena, o l'ordigno del mon- 
do si sciogli' (cioè, si dissolve ). Ta$s. 
Ger, 16. 73. Esso mi fé donna vagante , 
ed esso Spronò 1' ardire , e la vergogna 
sciolse (ci-iè, I'jUc via ) Alam. Gir, i3. 
56. Con altra sapienza, e in altri modi 
Aperti sieno i nobili volumi , E sciolti i 
dubbii, e inestricati i nodi, Che riserrano 
in sé leggi costumi (cioè, sìcno dichia- 
rati ) . 

g. II. Sciórre la linentt. Sciar parola, 
e simili, vagliano Incominciare, o Parco- 
minciare a parlare . Lat. linguani solve- 
re. Gr- Xj'you otp^^iaSau Pttr. son. 268- 
Amor, che 'n prima la mia lingua sciol- 
se, pareli. ErcoL 52. Aprir le labbra, e 
scioglier la lingua . rompere il silenzio, 
snno locuzioni topiche cavate dal luogo 
do' couseguenti, o piuttosto degli anlccc- 
denli. pcrcbi; nluiio può favellare, se pri- 
ma non ivcioglie la lingua , noa apre la 
bocca, non rompe il silenzio. Buon. Pier. 
3. 1.5. GeliJo e fredJo, senza scior pa- 
rola, Le mi soffrcgai *utornt> ripeniilo. 

3. III. Scior la bocca al sacco , prò- 
vei-b. che vale Cominciare a dir libera- 
menU quello che si ha nelC interno . V. 
SACCO, 3 XVI, 

§. IV. Sciogliere il volo , vate SodJi' 
sfare al volo . Lat. %'Otum solvere . Gr. 
ijxdi «TOOi^ovac. Tass, Ger. 20. i44- 
E «jui r arme sospende , e qui devolo II 
gran sepolcro adora , e scioglie il voto . 
Alan, Colt 2. 4* *^'' conip'1-o •• C""»- 
miu Ira mille e mille E di scogli, C di 
mar perìgli estremi , Lieto in porto si 
Iruova, e i voli scioglie A Glauco e Pa- 
DOpea . T.ic. Da>; Ann. 2 5l. Quando 
seppe eh* ci migliorava, e se ne scioglie- 
ratio i boti, f'cc mand.ir da* Itilnri ^ouo- 
pra le vitliin.>, e gli apparali della plebe 
fusteggianle . Bern Ori. 3. 17. 52 Di- 
ceva : iUvalier , lasciami andare , Che al 
tempio d' Ap»llino ho a sciorre un volo. 

§. V. Avere sciolto , vale Essere l'/i- 
p '1 zzalo j modo fiosso. Buon. Pier. 2. ^, 
3o. Che ba sciolto costui? che è briaco? 

g. VI, Sciane i bracchi. V, BRACCO , 
§S. VII. vili e X. 

%. VII. fìocchin da sciorre aghetti, si 
/tue in ischerzo di B-fCCa stratta, e for- 
zatamente serrala , come per lo più so- 
fjliono tenerla , per parer belle , le fem- 
minti l sto te . J.t'u Son* 33. Saporito 
liocchin da sciorre agbetii. .\f.ilm, 7. 72. 
E con un suo bocibiu da sciorre aghetti 
Chiede da ber, ma non già se l'aspetti. 

* §. Vili. Scioglier l' obbliga . sm/.* So- 
disfarlo , idempirto, .-ir. fur l8. I68 



S C I 

Mi par cbe quando ancor qoesl' anima 
ei''3 lo ODor di sua fama , io non com- 
pensi Nìf Siriolga Verso lui gli obblighi im* 
measi. (C) E rtm. cap. 8. Kestorai qui , 
ne qu<-I cbe Amor vorrebbe Posso a Ma- 
donna suddihCar, oè a voi L* obbligo SCior, 
che la mia f« vi debbe. (M) 

* §, IX. ,9ciogliere, parlando di stra- 
nienti, vale Cominciare a sonarli. Cbiabr, 
rim, E lusingato da' peosier , ei scioglie 
La bellissima cetra. (Br) 

ff %. X- Sctorre, posto assolutnm vale 
Salpare. Cor. En. Uh. 4. v. 8*>0 Quao- 
do già di partir fermo e parato Eo«a , 
per riposar pria cbe sciogliesse , S' era ■ 
dormir sopra la poppa agiato. (M) Bari. 
Star. Il lib. 3. Sopra un brigaotino pu- 
ieggrro sciolse da Genova verso la Coni- 
ca. (Br) 

* §. XI. Sciogliersi da alcuno , vale 
Licenziarsi , Spacciarsi da alcuno. DamL 
Pure:. 6- '^at era io in quella turba spessa 
Volgendo a loro e qua e là la faccia, E 
promettendo mi scioglila da essa. (P) 

tf g. XII. Scioglier la vita, Vale Mo- 
rire. Lat. vitam solvere. Bus- 73. Quelli 
che per fuga non si poterono goarrotire, 
per ferro furono morii, e con morLe acer- 
ba sciolsono la vita. (C) 

SCIOVERSO . Sovescio. Dav. ColL 
157. Ricuopri la buca non aSaito per po- 
ter nascere, e farsi scioverso. /:,* appres- 
so: Il secondo (anno), in luogo di questo 
Ili 



scioverso, dà loppa e pagliaccio, 

SCIPA . riome Jinto per ischerno dal 
Bocc. nov. 7p. 25. A Buffalmacco parea 
mille anni di dovere essere a far quel- 
lo cbe questo maetlro scipa andava cer- 
cando . 

SCIPARE . Lacerare > Conciar male , 
GuasVirej e si adopera, oltre al sen- 
tim, alt. , anche nel neutr. pass. Lat- 
ditiipare . Gr. (JiaTX€oav»t/v*i . Dani. 
Inf. 7. E perchè D'Stra colpa sì ne scipaì 
E 2Ì. Che la memoria ìl sangue ancor 
mi scipa. Bui- ivi: Ancor mi scipa, cioè 
la ricordanza di que* serpenti ancor mi 
diville il sangue dai luoghi suoi , e fallo 
tornare al cuore, cunie fa la paura. Pass. 
35. Iddio ha scipaie e distrutte l'ossa di 
coloro che piacciono agli uomini. E 3oo. 
Una febbre di tre di tutti i beni del cor- 
po scipa e guasta . fu. S, Margh. Io 
bo distrutte, e scipale le fatiche di molti 
giusti . 

§. Per Abnrtare , cbe anche diciamo 
Sconciare , Sciupare, e Aorlare . LaU 
aftortum facere . Gr. ùtp.070KtZit , Cr» \. 
5 S. All'* femmine vien molto tiscimeoto 
di .angue inpslruo, e oon si coslrigne m 
non cou malagevolezza , e ipessamentc si 
scipano, ovvero sconciano , per la moUt* 
tuJinc delle loro infermiiadi . .£9-77- 
10. Convi-nsi fare il porcile alto d' at- 
torno di tre piedi , e poco più ampio «li 
queir altezza da terra , acciocché quando 
la troia pregna vorrà uscirne, non si sci- 
pi. Mor. S. Grc^. Lo bue conc«pelte,e 
non si scipòe ; la vacca parlorie , e uoo 
fu privata del parto suo . Frane- Sacch. 
nov. ni/& La f|iiale ne cadde in terra per 
forma, cbe ù scipòe. 

SCIPATO. Add. dm Seipare. D. Glo. 
Celi, leti, i4> Seminano il seme celestia- 
le dflle parule d* Iddio nella terra, e nel 
campo dfl cuore, del quale e iscipalo ogni 
tìzìi c passione. 

t SCll'ATOKE. f erbai. m«JC.,C&«, 
: o CM scipa . Lai. dittipator. T^c- Ottv. 
I Ann. 3. 73. Acci creili.' quri vergognosi 
I scipatori , che voi vedute arrossare e tc- 
I mere , an<.^^b* io non vegga, e quasi colga 
I in poLcalo * 

I SCIPA/IO.NE Lo sctpare. Lai. prò- 
I lutto , disiipatto , pmdemdms luXu* . Gr. 
I ot9(kinx . Fr Gtord» Pred. D. Or non 



s e I 

credete voi che Iddio ve ne addomandì 
ragiuDc di questi scipaxionc? gramlL' giù- 
dioio ne f^ir'i. 

SCIPIDEZZA . Astratto di ScipiJi}. 
Lat. insuai itiis, Gr. oifìòiv.. 

tS S' l- Scipidczza, /igttrnt, voL- anche 
Jfiincan:<i i{i xavtfzzit, di prudcnz'ij ò'cioc~ 
thfzza. Lat stuUitia, fatttttas <ir. civaia, 
fiotfioc* t>. e lord ò\ Pred. 27. Truo- 
vaosì di quello 'Jfnminf) cho se ne faooo 
kj'UQÌtori, ec. graude follia è la loro, trop- 
pa è U luro Acipideisa. 

* g li Sctptdfzza, dicesi anche delle 
Parole, e dell» Azioni che manifestano 
mancanza dt saviezza , di prudenza , 
• AW. ant. 7^. 1. t' 00 s'era messo u scri- 
Tere tulle Iv lollie, e le scijtideize che si 
fareutTo. ffor^h. Man. iSi. E colali al- 
tre sripideiac. chi* egli vi adduce ■». (0) 

SCIPIDIRE. Oii'entre scipido. Sciapi- 
dire. Lat* insipidum fieri. Gr. ai(o'»]T3V 



yt viggat 



/■>. tiiordt Pred. R. Come i 



Tini più generosi possono scipidire, cosi 
ancora per lo peccato uomini dottissimi 
KÌpidiscono . 

* §. Per lìfndeir. Fare divenire sci- 
ptdo I e hnfjuido . Giambon. Mis- Lìom. 
37. La vecchiezsa t'c. iofrìgidiìce il cuore, 
• languire fa lo spirito, e il capo crolla- 
re , e Hi la l'accia rigata, e la boera 6a< 
Iota, e i denti fracidi, e il dosso chinato, 
e meuoma il vedere, v V udire, 1* odo- 
rare, e il saporare, v scìpidisce il tocca- 
re. (C) 

SCI FIDO. Add. Scipito. Lat. insipi- 
dus. Gr. cexw.tJ^o»- Fr. Giord, Pred. Non 
può mangiare i buoni cibi savorosi , né 
bere i bu'toi viai eh* egli ha, anzi si pa- 
sce pur di latte, eh' è cosa scipidj, e che 
non ha ».ipi>re . E di sotto : Anzi averau 
latte sripida ■ Pai/ad. At;, 8- Nei luughi 
del piano sono gravi, salse-, tiepide, e sci- 
pide (il testo lui. ha in&uaves). 

■}• S- £ /iguratnm . per Iscimunito , 
Sciocco. Lai. *nsipirnv p desipicns , Gr. 
av^wv. Fr. Giord. Pred. S. Matti sono, 
e scipidi. 

SCIPIRE. Scipìdire. Lat insipidnmjie- 
rt ■ Gr. a»9'i]Tov -/l'vsc^ai . Tratl. jc^r, 
eos. donn. Vino bianco che abbia comin- 
cialo a sei|)ire. 

f * SCIPITAGGINE. Mancanza di 
gaviezzfi, it priidenziij Scipitezza, Scioc- 
chezza . AlUs- p<ig- 166. (.fmst. l'S^). 
Il porger di quelli adunque in tanto sal- 
Talica semplicità , argomenta la mera 
faoolà loro, e quelle cou tante e cosi fat- 
te sicumere, per conchiuder, la loro sbar* 
dellatiuiroa scipitaggine . (A) 

f # §. Scipitaggine , si dice anche 
delle Azioni, delie Parole che manifeiìta- 
no mancanza di saviezza, di prudenza. 
Uden. yis 3- 101. Bel decoro di poeta, 
prorompere in siflfalte scipitaggini, compur- 
tevuli ap[>ena allo storico. (Aj 

» SCIPITAMENTE. Aiverh. Insipida- 
mente i e per meta/. Sci-Kcamente. Lat. 
ùtsultc, insipienter. Gr. «voj'tw^. Il ''o- 
cabot.alla f. INSIPIDAMKNTE. (') 

SCIPITEZZA. As!rallj di Scipito. Lai. 
tnsu.ivitat. Gr. avjòi'x. 

t' S* Per Insipienza. Ignoranza. Palìav, 
Ptrf. Crist, i. i\. Fra tante naiioDÌ , 
taulte delle quali non avean consorzio dm 
r altre, e vivean sepolte in una sìolida 
scipitezza . appena se n* ir trovata veru- 
na PC (D) 

SCIPITO. Add, Sensi sapore. Sciocco. 
Lat insipidtts j intnlsus. Gr. «j;uuo;, 
a»aÀTO;. Cnvt/c. Med. cuor. Molli sono 

f;li alti effetti del fuoco , cioè che cuoce 
e cose crude, e dà sapore al)*; scipite. 
Burck. 2. 32. Scipito ù più che pastinaca, 
o bieltda. 

g. Per metaf. vale Scimunito , Senza 
xtmnot Sctocco. Lat. instpiens, Jesìpiens. 



S C I 

Gr. oii^put, oivon'o;- /ift. tyon. 44- Spa- 
rato, malvoluto, uomo scipito. Tac. Dav, 
A-in. 12. l4^- Ogni cosa era agevole con 
quel Prìni'ipe buono, scipito, da essere 
imboccato e coiuandato 

f ^*: SCmii f^. L. ed A. Sapere. Cuitt. 
leti. I. b*. li dessi srirc tantoslo quullo che 
ad amore adduca. l'Y. Jar. T. |. I |. 6. 
Non l' L- in amore chi vuol di-ntro scirc. (V) 

■j- V §