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Full text of "Proposta per l'Associazione agricola Lombarda detta di Corte del Palasio"

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L'ASSOCIAZIONE AGRICOLA LOMBARDA 



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DOCUMENTI RELATIVI 



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MILANO 

TIPOGRAFIA DI G. BERNARDONI 
1856 



RELAZIONE SULLA PROPOSTA 

PER LA 

ASSOCIAZIONE AGRICOLA LOMBARDA 

DETTA 

DI CORTE DSL PALASIO . 



^otijia prefiminare 



jLino dal 1847 aveva luogo una riunione di nostri con- 
cittadini diretta a prendere in esame una proposta dell'in- 
gegnere Antonio Reschisi , in cui volevasi con 1' acquisto e 
miglioramento di un fondo da lui additato collegare in qual- 
che modo una pratica istruzione di agricoltura. In quella riu- 
nione vennero elette due Commissioni: l'una per promuovere 
la formazione di una Società e far le pratiche occorrenti a 
darle vita; l'altra, composta specialmente degli ingegneri 
Mira, Caccianino, Mazzeri, Calvi e Possenti, per fare gli stu- 
dii sulla convenienza economica dell'acquisto e coltivazione 
del latifondo. Quest'ultima Commissione, recatasi sul podere, 
vi raccolse i dati e le osservazioni, che poi la conducevano 
ad esprimere, in un proprio Rapporto del 26 dicembre 1847, 
l'unanime sua convinzione: « essere il latifondo di Corte del 
Palasio, specialmente per le molteplici varietà de' suoi ter- 
reni, e per la suscettibilità di praticarvi utilmente la massima 
parte delle coltivazioni usate in Lombardia , idoneo a servire 
allo scopo proposto ". 



-^ h — 

I tempi interruppero ogni corso ulteriore di quella intra- 
presa. Ma ring. Reschisi, più tardi, ad eccitamento di concit- 
tadini e di magistrature, riproponeva il tema in una novella 
riunione, raccolta il 26 novembre 1853 nelle sale della 
Società d'Incoraggiamento Arti e Mestieri. In quella adunan- 
za, insistendosi sul precedente voto degli ingegneri periti , 
eleggevasi una nuova Commissione j con l'incarico di studiare 
la prenunziata intrapresa al punto di vista del tornaconto 
economico dei concorrenti ad essa , formolando statuti , e 
proponendo gli estremi per la definitiva attuazione. 

Poiché nelle discussioni dell'adunanza medesima era emersa 
anche la necessità di dar base alla proposta con una più certa 
adesione del proprietario del latifondo , il marchese Teodoro 
Trivulzio ; adesione fissata anche sulla misura del prezzo , 
affinciiè i dati sul tornaconto non avessero a rimaner turbali 
sempre da una incognita massima, imbarazzante ogni crite- 
rio per le conclusioni; la Commissione designata si pose al- 
l'opera, incominciando di qui le sue trattative. Illuminata dai 
dati già raccolti per la stima del latifondo fino dal 1847, 
poiché tre ingegneri in essa chiamati erano pure a parte della 
Commissione precedente, potè interpellare la condiscendenza 
del marchese Trivulzio intorno alle condizioni positive dell'a- 
cquisto pet" conto della futura Associazione. Dietro tale inter- 
pellanza, il benemerito proprietario, compiacendo pur esso 
all'attraenza della proposta e al desiderio di agevolarla, con- 
sentiva a una promessa condizionata di vendila, obbligatoria 
fino a certa epoca, onde potessero aver corso le pratiche di- 
rette a creare la persona dell'acquirente Società. 

Sulle risultanze dei dati per 1» stima , sulla descrizione e 
sugli studii assunti dagli speciali periti agronomi ed ingegne- 
ri, e sugli estremi fìssali dalla condizionala offerta di vendita, 
si appoggiò la Conmiissione per concretare una sua Proposta 
tutta complessa, coordinata e possibilmente definita. L'eco- 
nomia e gli intenti di essa vennero compendiosamente svilup- 
pali in una relazione, affidata al doti. Antonio Allievi, Rela- 
tore presso la Società d'incoraggiamento Arti e Mestieri, asso- 



ciato fin dal principio agli studii della Commissione, ai quali 
ebbe parte anche l'originario proponente ingegnere Antonio 
Reschisi. 

Questa relazione, già letta in altra adunanza di onorevoli 
cittadini tenutasi il 2 febbrajo 1855 p." p." , pure nelle sale 
della Società d' Incoraggiamento Arti e Mestieri , e che viene 
ora pubblicata, ha proprie divisioni naturali, determinate dai 
quesiti a cui la Commissione cercò di rispondere, e dai dif- 
ferenti aspetti della complessiva proposta. Essa esprime, anzi- 
tutto, le idee sostanziali e somme, a cui cerca informarsi il pro- 
getto dell'Associazione agricola lombarda , detta di Corte del 
Palasio , dal nome del latifondo con l'acquisto del quale essa 
si combina. Poi distingue ed analizza il progetto nei suoi va- 
rii elementi. Imprende a meditare i dati economici dell'intra- 
presa, il movimento dei valori in essa impiegati, e le risultanze 
sue annue e finali. Accenna l' economia fondamentale dello 
Statuto , la distribuzione delle competenze e degli ufffcii, e i 
motivi delle sue più vitali disposizioni. E finalmente delinea 
come r insegnamento agricolo s' innesti con la speculazione 
industriale, quali sussidi! riceva, e quali ne siano i progettati 
sviluppi e vantaggi. 

A queste parti diverse della Relazione si allegano altri scritti 
e documenti. Di questi, molti ve ne hanno più particolari e 
non pubblicati a stampa, aperti però alla pubblica ispezione, 
nella sede medesima che la Commissione elesse presso la So- 
cietà d' Incoraggiamento Arti e Mestieri. Si pubblicano ora 
colla Relazione i dati riassuntivi economici, fondati sul presup- 
posto delle circostanze più essenziali dell'intrapresa, ed espressi 
nella serie dei verisimili annui bilanci dell'Associazione. I bi- 
lanci traducono i fatti in cifre, nel modo più efficace e com- 
pendioso. Questi fatti furono possibilmente prefiniti ed accer- 
tati, quanto però poteva concederlo la natura stessa delle 
cose ; poiché tutto prevedere e prefiggere suppone sapienza 
iiiconfinata, impossibile. Del resto abbiamo un'intrapresa d'in- 
dustria, che ha come ogni altra , sebbene meno di ogni altra, 
elementi aleatorii: né pretende sottrarsi per questo lato alle 
condizioni comuni. 



— 6 -^ 

Si pubblica il Progetto, diviso per capi ed articoli , dello 
Statuto sociale. Si pubblica, lilialmente, la parte addizionale 
allo Statuto , in cui si traccia la primordiale ossatura delle 
scuole. Volendo pur dare a un tale primo disegno qualche 
maggiore apparenza di cosa vivente e possibile , si desiderava 
soggiungere una più ricca esposizione di particolari, di ordini 
e di discipline : ma si fu invece contenti a soggiungere qual- 
che sviluppo sui programmi delle scuole e sulla sostanza de- 
gli insegnamenti. Ciò parve indispensabile a rendere ragione 
dei principii e dei vantaggi, a cui s'informa la nuova istituzione. 
Quando si agitò altre volte la proposta, che è oggetto della 
seguente Relazione, alcuni scritti pure apparvero, i quali le 
attrassero simpatie con la pittura delle nostre condizioni agri- 
cole, mettendo in evidenza le lacune, i bisogni. In quegli scritti, 
pur facendosi cenno della consistenza economica dell'intrapre- 
sa, se ne osservarono di preferenza le attigue risultanze mo- 
rali , crescendo ad essa pregio con l'attrattiva di un patriotico 
intento. La Commissione, però, quantunque convinta che con 
l'ideala Associazione si collegllino eminenti interessi morali, 
si prefisse altro fine che quello di raccomandarsi agi' impulsi 
del sentimento. Ricordando che vi lia distanza Ira il deside- 
rabile e il possibile, e volendo che tale pensiero di Associa- 
zione agricola cessasse dall' apparire come flutluanle aspira- 
zione, essa si fece obbligo di offrire una proposta, tutta con- 
creta e fissa ne' suoi particolari , come debb' essere di còsa 
che si esperimenti alle condizioni effettive della vita. Se riu- 
scisse, o no, nel suo intendimento, deciderà ora il pubblico 
giudizio. Dinanzi alle positive proposizioni potrà cessare la ti- 
mida oscillanza che loda e dubita, incoraggia e non crede; 
dinanzi ad esse potrà determinarsi una positiva, risoluta ed 
efficace adesione de' pensieri e delle volontà. 



RELAZIONE 



r 



l)upliee è lo scopo che &i propone rAssociazKnie agricola di 
Corte del Palasio: 1.° l'acquisto, il miglioramento e la con- 
duzione economica, per riuscire all'alienazione finale, di un 
latifondo, da cui essa prende il nome. 2." L'attuazione su di 
esso latifondo di uno Stabilimento di istruzione agricola, dove 
le cognizioni teoriche si avvalorino agli occhi degli appren- 
denti coi quotidiani esempi delle migliori pratiche agricole. 

E vero che possidenza e agricoltura, imbevute di un pro- 
prio spirito di nativa indipendenza, rifuggono da quelle forme 
di associazione, che vanno oltre certi contratti sanzionati da 
tradizioni secolari. È vero che nuova può dirsi l'applicazione 
all' agricoltura di quegli organismi che nacquero con le società 
commercianti, e però si credono propriamente ad esse riserva- 
ti. Questo riflesso preliminare, però, non basta a far rispin- 
gere la presente proposta. Non solo è possibile che nuove 
forme di associazione facciano sentir l' influenza nell' industria 
agricola, ma il tempo non è forse lontano, in cui il farvi luogo 



diventi una necessità. Capitale ed intelligenza, mezzi econo- 
mici e mezzi intellettuali , ecco le due condizioni supreme di 
ogni buona agricoltura. Questo bisogno di capitali e di co- 
gnizioni varia però con le circostanze dei luoghi e delle col- 
tivazioni: e con le circostanze sono pur diverse le persone che 
prestano quei due elementi. Così la bassa Lombardia, col com- 
plicato godimento delle acque e avvicendamento dei prodotti, 
non si coltiva utilmente senza le molte risorse economiche, 
e senza la molta perizia agricola. Qui ci procacciano i fattorf 
sommi dell' agricoltura i nostri fittabili , veri intraprenditori- 
agricoltori, educati da secolare esperienza e dk-igenti la più 
gran parte delle aziende rurali. In altre parti, invece, gli 
stessi possidenti somministrano i capitali , ed hanno la pre- 
valenza nella direzione dei lavori. Nell'una e nell' altra situa- 
zione noi siamo ben lungi dall' aver toccato l' estremo di 
quanto può desiderarsi. L'istessa comune saggezza tradizio- 
nale dei nostri flttabili vien meno, quando si aspiri nell'agri- 
coltura ad un perfezionamento ulteriore ; e mancano anche i 
mezzi , se i bisogni eccedano il medio di una certa fortuna. 
I possidenti, laddove hanno la maggiore influenza, penuriano 
quasi sempre di risorse e di idee: la divisione delle proprie- 
tà, le gravi imposizioni, la stessa allettativa dei maggiori gua- 
dagni delle altre industrie deviano per altri canali la più 
grande copia dei valori e delle anticipazioni; e, in compenso 
all' incuria od ignoranza dei padroni, predomina la poca, ma pur 
sicura , sapienza empirica del contadino. Se tali sono i fatti , 
come noi crediamo, perchè non dovrebbe giovare l'associa- 
zione in agricoltura, se per essa si cementano le maggiori 
somme coi piccoli contributi, e se per essa può ottenersi 
l'alleanza della ricchezza colla capacità, rendendosi possibile di 
chiamare a dirigere un'azienda rurale anche chi con la m ente 
non abbia i mezzi economici, affine di poterla assumere in 
proprio ? 



— 9 — 

Il pregiudizio che più vaste forme d' associazione non siano 
applicabili all'agricoltura, è senza alcun fondamento. Né le 
aziende agrarie sono più vaste, né più complesse, né più 
dilicate a governarsi di quello che siano molte intraprese 
commerciali e manifatturiere. Né diversa pure in agricoltura è 
la rotazione economica dei valori , al confronto di ciò che si 
pratica in ogni altro ramo della produzione. 

Fine e condizione di ogni buona operazione agraria è dare 
alla terra le necessarie anticipazioni, perchè questa le venga 
poi gradatamente reintegrando e compensando con l' accresci- 
mento dei prodotti. Se provida é la direzione delle opere, la 
terra é riconoscente, e larga offre la mercede di quanto riceve. 
Non è vero, però, che il profìtto di una buona coltivazione 
si riduca soltanto ad accrescere le rendite annue, concre- 
tando in esse la restituzione graduale dei capitali anticipati. 
Sebbene gli effetti di ogni operazione agraria sembrino dover 
estinguersi col tempo, perché la terra abbandonata divente- 
rebbe silvestre e infeconda , pure evvi un valore che la terra non 
rende, ma conserva essa medesima : il valor capitale inerente 
con la cresciuta fecondità del suolo. Se molto vuoisi ad at- 
tuare le disposizioni ingenite del terreno, assai meno si ri- 
chiede a mantenerle : onde quella operazione che costò mi- 
gliaja di lire al primo introdursi, si conserva con poche cen- 
tinaja. Noi siamo tratti a dedurre da ciò, che la ulteriore pro- 
duzione diventa sempre più facile e meno dispendiosa, onde 
i lucri correnti agricoli e il capitale della terriera ricchezza 
per loro natura sono destinati ad accrescersi nel trascorso 
del tempo. L' aumento nel valore delle terre non dipende solo 
dall'apparente rincarire delle produzioni agricole, né soltanto 
dalle alterazioni nominali nel prezzo delle cose, ma bensì 
da quel lento, inavvertito cumulo di permanenti facoltà pro- 
duttive, che si conservano con la stessa azione dell'annuale 
lavoro. 



— 10 — 

E necessario che voi vi rendiate ragione di questi principii, 
perocché da essi si deriva tutta la dimostrazione sulla conve- 
nienza economica della intrapresa industriale, che veniamo a 
proporvi. Non ogni fondo, però, può presentare le medesime 
opportunità per una speculazione agricola, da tentarsi coi 
maggiori sussidii dell'associazione. Il profitto è tanto più lar- 
go ^ quanto più la terra è bisognosa e suscettiva di migliora- 
mento. Le ultime porzioni del capitale che si impiega nelle 
bonificazioni danno sempre minor guadagno delle precedenti: 
e ciò va fino a tal punto., in cui l'aumento della rendita non 
si proporziona alla spesa, e manca il compenso dei migliora- 
menti ulteriori. 

Il latifondo di Corte del Palasio ci offre questa condizione, 
e per la sua ampiezza ci assicura il risultato delle operazioni. 
L'ampiezza giova, anziché nuocere, come alcuni credono, al- 
l'intrapresa. Solo la estensione del fondo compensa le mag- 
giori opere di livellazioni e irrigazioni; solo essa sostenta la 
spesa di una complessa amministrazione sociale, e crea l'op- 
portunità di certi opificii e di più rilevanti costruzioni; essa 
ci dà modo di affidar la direzione a più eminente capaci- 
tà, ed economizza, sotto molti rapporti, le spese stesse della 
coltivazione. Soltanto la vastità del tenimento, poi, rende pos- 
sibile l'introduzione per gradi dei fondi affittati nella con- 
duzione economica della Società ; e perciò gli esborsi graduati, 
che poi si equilibrano con contemporanei rimborsi. Il giro 
dei capitali e l'accreditarsi che la Società fa a sé stessa, di 
cui più sotto vi diremo, é reso possibile unicamente dalla va- 
stità del podere. Tutti sanno che la grande possidenza , coi mag- 
giori mezzi e con le spese di generale utilità, può dare l'im- 
pulso massimo a certe specie dell'agricoltura: l'Associazione 
di Corte del Palasio si propone di raggiungere i vantaggi 
d^ìlla grande possidenza, senza però averne gli inconvenienti, 
che sono incuria ed inscienza delle cose agrarie, e minore 
facilità delle generose anticipazioni. 



— li- 
se d'altro lato noi prendiamo a considerare l'interesse dei 
socii e dei capitali adunali per questa impresa, esso ci pare 
assistito da sì valide garanzie, che certamente ponno com- 
pensare la mancante allettativa di più grossi guadagni. L'a- 
gricoltura è di tutte le industrie la più cauta e la più pazien- 
te, attende alla lenta opera delle annue riproduzioni, non 
aspira a chimerica e miracolosa prosperità; ma la base, su cui 
essa edifica, è tra le più certe, a cui possa affidarsi l'umana 
previdenza. Un mutamento nelle relazioni commerciali , un 
prodotto che si surroga ad un altro, ponno rovesciare dal 
fondo le condizioni d'un' intrapresa commerciale: solo straor- 
dinari infortunii , e grandi sconvolgimenti naturali e civili 
ponno precipitare la possidenza e l'agricoltura. E quando 
tutto mina e vien meno, esse, benché sofferenti ed esauste, 
sole ancor si reggono in piedi. Qual è, a giudicio comune 
fra noi, il più sicuro impiego dei capitali? E ancor l'ipoteca. 
Or noi osiamo asserire che le azioni della Società agricola 
proposta ben poco distanno dalla sicurezza ipotecaria: esse 
ponno riguardarsi come la sovvenzione fatta ad un buon agri- 
coltore, il quale ne risponde con tutti quei beni, di Cui 
quella gli valse l'acquisto. In confronto all'impiego ipotecario, 
r azione ha il vantaggio di essere girabile e di pronta realiz- 
zazione: ha il vantaggio dei valori commerciali, mentre poi 
poche altre intraprese offrono maggiori garanzie per il capitale. 
L'azionista ha qualche cosa di più, però, che la sicurezza del 
mutuante: esso ha pieno ed intero l'utile della possidenza; 
poiché, già ci avvenne di accennarlo, se vi ha certa legge 
economica, è quella dell'innalzamento successivo nei valori 
delle terre , quali sieno le ragioni che di tal legge si adducono. 
L' essenziale vantaggio della proposta intrapresa, a fronte di 
qualunque relativa ad altra indiistria, sta in ciò che, mentre 
nelle altre industrie il capitale immobilizzato perde di valore 
col volgere delle operazioni al lor fine, sicché una liquidazione 



— is- 
si compie sempre in circostanze difficili e disastrose , qui , in- 
vece, accade perfettamente il contrario. Se la Società non si 
scontra in qualche passaggero cataclisma economico o politico, 
il periodo della li<}uidazione sarà per essa uno dei periodi più 
fortunati; perocché allora si approssima il termine, in cui le 
vìen dato realizzare i cumulati incrementi del capitale. L' a- 
lienazione dei fondi migliorati , riforniti di edificii e di scorte, 
e disposti secondo la migliore pratica dell'agricoltura, debbe 
riuscire operazione facile e fruttifera. Non è una speculazione 
sterile che compera in complesso per rivendere a frammenti: 
è la speculazione intelligente che migliora nel complesso, e 
divide dopo, alienando, la proprietà piìi eulta, perchè sia con- 
servata e amministrata dalla vigilanza degli interessi indivi- 
duali. 

Ma un'obbiezione che si può fare, a prima vista, all'Asso- 
ciazione agricola di Corte del Palasio è che ella propensi due 
fini, la speculazione e l'istruzione, i quali trovansi di lor na- 
tura opposti ; sicché nell'Associazione i due interessi saranno 
ft^npre a conflitto, e l'uno o l'altro dovrà soccombere, se 
pur, per l'alternato piegare verso del primo e verso del se- 
condo, non rovinano entrambi. L'obbiezione é grave, non lo 
dissimuliamo, ma la sua speciosa evidenza dispare dopo 
più maturo esame; ed è stata, in quanto pur ha qualche 
fondo di verità, con tutte le cure rimossa nei particolari della 
presente proposizione. Innanzi tutto, però, é d'uopo ben pene- 
trarsi di una ragione : ed é che nessuna istruzione industriale 
pratica veramente può darsi, fuorché ove gli apprendenti as- 
sistano ai processi di un'industria che sia rivolta al fine suo 
essenziale, esclusivo, che è il massimo dell'utile e il minimo 
dei danni. Fate dell'industria per l'istruzione: l'industria 
zoppica, e l'istruzione, ben lungi dal poter dirsi veramente 
pratica, sarà tutta ancora nei dominii della teoria, il fine pra- 
tico di ogni buona industria è il guadagno: or non è vera 



islruziene pratica induslriale , se non si impara a far cospi- 
rare i lavori, a subordinare i giiidizii sulla convenienza dei 
mezzi , verso questo fine massimo e predominante. La migliore 
tra le pratiche istruzioni è quella che si riceve all'oflìcina: 
ciò l'esperienza insegna, ciò crede il comune giudizio, e ciò 
è in massima parte il vero. Le stesse norme non differiscono 
per l'agricoltura. E qui è la cagione del cattivo successo di 
tutti i poderi-modello, in cui l'arte della coltivazione obbe- 
disce agli impulsi e ai desiderati della scienza, si esaurisce 
nei costosi esperimenti, profonde il lusso nei particolari, 
architettando tipi di somma perfezione negli edificii, nella 
distribuzione delle colture, negli attrezzi, e in tutto ciò che 
si collega con l' andamento economico dell' azienda rurale. 1 
poderi-modello, perciò appunto che in tutto servono ai fini 
dell' istruzione e della scienza , sono ruinosi in linea di spesa , 
e non contribuiranno mai a formare dei veri pratici agri- 
coltori. 

Una vera istruzione pratica non si avrà, anche in agricol- 
tura, se non assistendo ad una conduzione di fondi, la quale 
provveda all'intento della speculazione. La migliore istruzione 
pratica sarebbe quella ottenuta, seguendo attentamente e co- 
modamente le operazioni di un esperto possidente , di un il- 
luminalo agricoltore, e cercando penetrarne la vera econoDiia 
e le ragioni. L'agricoltura, più che ogni altra industria, pre- 
senta quesiti avviluppati e di natura complessa, e richiede 
giudicio maturo che assuma e pesi tutti i fattori. 11 mestiere 
si ruba e non si insegna, dice un proverbio, il quale ci addita 
questa verità che non v'ò più mestiere, se chi lo fa si occupa 
troppo di insegnarlo. Ma ne possidenti, né agricoltori, con 
le consuetudini nostre, amano di ricevere apprendenti sui 
proprii fondi, di metterli a parte del tornaconto delle opera- 
zioni, di sopportare le nojedei loro dubbi e delle loro investi- 
gazioni ; né basterebbe d'altra parte l'assistere anche ad una 



— . 1^ — 

pratica illuminata^, se poi non si ha l'alimento e il lume delle 
cc^nizioni. Senza cognizioni si imita e non si discerné: si ri- 
produce il fatto altrui , ma senza averne penetrata la ragio- 
ne, e però, quasi sempre, senza tener conto delle circostanze 
infinitamente varie dei terreni e dei luoghi. Riprodurre con 
meccanica e , assai spesso , disastrosa imitazione , ecco il danno 
a cui trae incontrò un' educazione tutt' affatto tradizionale ed 
empirica, qual è quella che i nostri agricoltori per solito ri- 
cevono su di una data terra, e nel seno delle lor stesse 
famiglie. 

Evita, ne pare, tutti gli addotti inconvenienti, la presente 
proposta. L' Associazione di Corte del Palasio ha dei fini pu- 
ramente industriali; essa coltiva per aver i più grossi guada- 
gni, nel corso e nel fine dell'intrapresa. L'Associazione di 
Corte del Palasio, che è una persona morale, non ha però 
le ripugnanze della individuale possidènza. Essa permette a 
certo numero di giovani l' assistere quotidianamente ai la- 
vori agrìcoli; permette loro il mettervi mano, purché ciò 
non torni a turbamento dei lavori medesimi; permette anche 
a dei maestri il condurli in cospetto dei campi e dei feno- 
meni naturali per additar loro la riprova della teoria, ossia 
per richiamarli con la osservazione alla fonte , d'onde la stessa 
teoria si derivò. Ella mette a servigio della Scuola i suoi bi- 
lanci delle fattorie, i bilanci delle particolari coltivazioni, 
e i calcoli economici delle separate migliorie!: l'Associazione 
di Corte del Palasio permette, anzi, direni meglio, predispone 
la più ampia, la più dettagliata ispezione per gli apprendenti: 
ma nulla più. Essa non muta i lavori per obbedire alla va- 
ghezza degli eccentrici esperimenti, non subordina le coltiva- 
zioni al migliore indirizzo delle scuole : in ogni opera ella 
tiensi dinanzi unicamente il fine industriale , e si comporta 
come l'esperto agricoltore che a nuU'altro obbedisce, fuorché al 
suo individuale interesse. Insomma, questa di Corte del Palasio 



— 15 — 
è una vera intrapresa di industria, e la Società non è altri- 
menti se non un coltivatore. Solo questo coltivatore fa ciò che 
altri, per scansare le noje, o per diflìdente gelosia, non fanno : 
lascia che le sue opere sieno il tema pratico di una sistemata 
istruzione. L'istruzione esplora ed usufrutta la coltivazione: 
ma questa procede affatto scevra di legami e indipendente. 

Una tale mutua indipendenza dello Stabilimento di istruzione 
e della intrapresa industriale è stata assicurata con diverse 
disposizioni. Nel rapporto economico, si è prefisso che l'As- 
sociazione di Corte del Palasio presti allo Stabilimento d'istru- 
zione il locale dell'Abbadia di Cerreto con l'area compresa 
nell'antica pianta dell'edificio, più una somma a sovvenzione, 
la quale, in tutti gli anni successivi, non potrà eccedere una 
cifra determinata. Ciò posto, lo Stabilimento d'istruzione 
aTrà una gestione separata e proprii bilancii, sicché con quella 
dote debba pensare a reggersi da se. E così fatta impossibile 
ogni mescolanza di scopi: ogni pesare soverchio dell'uno sul- 
l'altro interesse viene rattenuto entro giusti confini. Poi si 
assegnò allo Stabilimento d'istruzione un proprio Ispettore 
con ingerenza subordinata al Direttore dell'intrapresa agri- 
cola , ma con azione affatto distinta. Si assicurò, per ultimo, la 
indipendenza dei due fini, predisponendo perchè lo Stabili- 
mento d'istruzione non avesse a vivere la vita transitoria 
dell'Associazione, e potesse allo sciogliersi di quest'ultima, 
o trovarsi abbastanza vigoroso per fare da sé il proprio cam- 
mino, o ricevere da altra mano il soccorso e la protezione. 

Se questi due intenti della speculazione e dell'istruzione 
possono sussistere , senza rispettivamente annullarsi , noi 
avremo raggiunto il massimo della desiderabile utilità. A ciò 
due sole condizioni richiedonsi : la reciproca assistenza e le 
comunicazioni. È d'uopo che i due rami della sociale attività 
non si procurino maggior conflitto di quello che è portato dalla 
natura delle cose: è d'uopo che l'istruzione abbia comunica- 



— le- 
zione sempre di ciò che avviene, a tempi diversi, nell^ di- 
verse parti del latifondo. Voi vedete, che a conseguire queste 
condizioni bastano le buone disposizioni morali degli uomini, 
disposizioni morali che si ottengono facilmente, quando una 
mente superiore ed equa si occupi di conservare l'equilibrio 
tra i due elementi, sicché nessuno inceppi la vita dell'altro. 
Per questo riflesso i proponenti han creduto, che il duplice 
fine della Società non dovesse togliere l'unità del comando, 
concentrata in una sola persona, alla direzione sul latifondo 
di Corte del Palasio. 

È inutile insistere sui vantaggi che lo Stabilimento d'istru- 
zione ritrae dal suo contatto e dalla sua dipendenza nel rap- 
porto colla Società coltivatrice e sovventrice. La scuola nei 
quotidiani esempi può rinforzare il precetto col fatto, pene- 
trando, a cosi dire, la mente, per la via del senso. Di solito 
tra il precetto e la pratica, la teoria e l'arte, intercede lungo 
spazio di tempo nelle istituzioni educative: quando viene 
l'arte e la pratica, il precetto e la teoria sono in gran parte 
obliate. La coltivazione, poi, debbo essa pure, dalla coesi- 
stenza dell'insegnamento, attingere stiraoli di miglioramento 
continuo, posta, come sarà, sotto di una quasi vigilanza e 
controlleria per ciò solo clie comunica le opere, i metodi, 
l'ispezione delle scorte e degli attrezzi, le risultanze dei re- 
gistri per le varie colture e per le varie operazioni. Anzi, a 
dir vero, non ci pare ohe per nessun modo potrebbe raggiun- 
gersi altro controllo di maggiore eflìcacia. Non vogliamo dis- 
conoscere da ultimo che l'alleanza dei due fini nella propo- 
sta Associazione di Corte del Palasio crea ai soscritlori una 
nobile e generosa allettativa, la quale può compensarli di ciò, 
che con la sicurezza e con gli aumenti graduati della possi- 
denza, non hanno le sue soddisfazioni morali. 11 possesso in- 
dividuale, dobbiamo pur ricordarlo , ha una grande attraenza 
in relazione al sentimento : quindi la maggiore ricerca delle 



— 17 — 

terre, e la minore rendita dei capitali impiegati al loro acqui- 
sto. Fissando l'interesse corrente delle sottoscrizioni a li- 
miti più modesti, rispetto agli impieghi industriali, e rile- 
gando al fine della speculazione l'utile maggiore, gioverà 
l'attinenza di un eminente istituto civile, per creare nel tempo 
intermedio un invito più efficace a formar parte della propo- 
sta Associazione. I vantaggi ora additati, come derivanti dal- 
l'alleanza dei due scopi, son certi, attinti alla natura istessa 
delle cose : altri molti ve ne hanno di natura forse più con- 
creta, ma di minor evidenza preventiva; e di questi avremo 
forse a far qualche cenno più tardi. 

La somma accordala allo Stabilimento di istruzione è una 
sovvenzione e nulla più, rimborsabile, a misura delle circo- 
stanze, ne' suoi interessi e nel suo capitale. Qui poteva sorgere 
dubbio che l' obbligo del rimborso venisse dalla dirigente As- 
sociazione assunto a pretesto per ristringere e immiserire 
l'insegnamento nell'angustia dei mezzi economici. Affinchè però 
si procacciasse la più piena guarentigia che la maggioranza 
degli azionisti, in un insulto di capriccioso malcontento, non 
avrebbe immolato l'istruzione, i proponenti segnarono lo 
schema dell'istruzione medesima, ne posero i principii ; e 
questo schema, questi principii introdussero a parte integrante 
dello Statuto sociale, sicché chiaro fosse entro che limiti 
l'Associazione si obbliga, e i soscriltori hanno diritto alla ef- 
fettuazione dell' insegnamento. Se questa ragione non era, non 
osava la vostra Commissione affrontare il quesito arduo , com- 
plesso , dilicato dell' istruzione ; né molto meno osava , trac- 
ciando dei confini, creare ostacoli agli ordinamenti di una sa- 
pienza maggiore. Il definire il piano e l' economia dell' inse- 
gnamento diventava per lei una necessità, dacché aveva a 
difendersi contro due opposte paure: l' una, che fossero fatti 
all'istruzione troppi sagrificii; l'altra, che non le fossero 
date sufficienti condizioni di vita. La vostra Commissione trac- 

2 



— 18 — 
ciò alcune linee, ma tali, entro cui potesse spaziare e muo- 
versi a suo agio il futuro ; e quando disegnò più vivi con- 
torni, propose e non obbligò; offerse un esempio, non in- 
trodusse una legge. 

Tale nella sostanza e nelle vedute fondamentali è l'oggetto 
della presente proposta. 

Or passiamo a dirvi delle condizioni economiche, su cui 
riposa l'Associazione agricola di Corte del Palasio. 

Il latifondo di Corte del Palasio. situato all'estremila meri- 
dionale del Distretto di Pandino, che confina ed è anche parte 
dei Corpi Santi o Chiosi delia città di Lodi, ha nel suo com- 
plesso una estensione di Pertiche 25024. iO, coli' estimo di 
Se. 114775. 3. — ^^li». Esso trovasi attualmente diviso in 
possessioni di diversa ampiezza, date per la massima parte in 
affitto, con dei contratti, le cui scadenze sono fissate ad epoche 
successive. La diversa qualità dei terreni e grandezza dei 
poderi fa si che in esso si trovino già a quest' ora le più di- 
stinte varietà di coltivazione, che cominciano dalle risaje sta- 
bili, dai prati marcitorii e avvicendati, trapassando alle colti- 
vazioni proprie de' terreni asciutti, in cui si comprendono il 
gelso e la vite; aggiunta anche una notevole estensione di 
boschi. Gli studii della precedente Commissione, a cui fece 
séguito la pubblicazione dell'ingegnere Possenti, già hanno 
annunziato quali rotazioni agrarie si praticano a Corte del 
Palasio, e come per la varia indole delle diverse parti del la- 
tifondo di tutta facilità e convenienza sia attuarvi l'esempio 
delle rotazioni praticate nella Lombardia irrigua. In quelli stu- 
dii medesimi si rese conto della qualità delle acque per la irri- 
gazione, e della pendenza generale del terreno; e brevemente 
anche si disse dei vantaggi che da tali circostanze potranno 
derivarsi. Là fu detto pure delle esperienze analitiche che si 



— 19 — 

fecero sulla composizione dei terreni, sicché l'esperienza agri- 
cola venne corroborata anche dai dati scientifici, per determi- 
nare la fertilità media e complessiva del latifondo. 

La Società agricola di Corte del Palasio si propone di as- 
sumere la conduzione economica dei fondi , a misura che ven- 
gono le scadenze degli affitti relativi. Esse sono così disposte, 
che già col S. Martino dell'anno 1856 circa 8000 pertiche 
sono disponibili, ed altre 3000 potranno facilmente ottenersi 
ad eque condizioni: successivamente gli affitti sc*identi variano 
cogli anni di importanza, continuando fino al 1869, alla quale 
epoca tutto il latifondo sarà assunto a conduzione economica 
dalla Società. Fra i primi oggetti proposti all'Associazione è 
quello di venire nel tratto successivo distribuendo e incorpo- 
rando i fondi in fattorie o possessioni di grandezza propor- 
zionata alle circostanze, e determinata dalla ubicazione degli 
edifizii, dall'abbondanza e distribuzione delle acque, dai con- 
fini e dalla qualità delle coltivazioni. La parte tecnica della 
Commissione ha dovuto ne' suoi calcoli assumere come fatto 
imperiosamente richiesto dai principii di una buona agricol- 
tura la più normale divisione e incorporazione dei possessi, 
ed è su di questo fatto che si modellarono e fissarono i suoi 
preventivi. Così noi vedremo sorgere altrettanti distinti po- 
deri, con separata amministrazione e propria unità dei lavori 
e del comando, aventi ciascheduno una contabilità propria, 
anticipazioni e scorte singolarmente addebitate e bilanci af- 
fatto esclusivi: amministrazione e bilanci, che poi si accen- 
trano e riuniscono alla contabilità ed alla direzione del la- 
tifondo. Con ciò noi veniamo a raggiungere molti vantaggi. 
L'Associazione farà su breve scala quello che già da tempo si 
effettua nella Lombardia irrigata , dove la consistenza dei po- 
deri si determina dalle esigenze della stessa agricoltura. Più , 
fissando i centri, i bilanci separati e la personale respon- 
sabilità dei dirigenti le diverse possessioni, si semplifica e si 



— 20 — 

assicura la retta amministrazione. Un altro vantaggio potrà 
scaturire dalla emulazione introdotta fra i dirigenti, ponendo 
a riscontro le risultanze comparative della gestione di cia- 
scheduno. E mentre noi, così, ci conformiamo al migliore 
andamento della speculazione industriale, ci troviamo di po- 
ter offrire allo Stabilimento d'istruzione l'esempio di un'am- 
ministrazione agricola, perfettamente analoga a quella che si 
riscontra nel paese: la varietà, poi, delle coltivazioni e la pro- 
porzionata grandezza dei poderi insegneranno praticamente, 
come con le circostanze agricole ed economiche varia l'oppor- 
tunità dei sistemi e delle pratiche, affinchè si commisurino 
con la estensione del fondo le costruzioni , i progetti e i di- 
spendii. 

Appena una data porzione di terreni cade nella condu- 
zione economica della Società, questa ne fissa la più con- 
veniente aggregazione, sia dandole una separata consistenza, 
sia aggiungendola ad altre possessioni. INel tempo stesso le si 
assegna il conveniente sussidio delle scorte vive e morte, 
secondo i precetti della più opportuna coltivazione. Ciò si fa in 
massima parte nell' anno primo della conduzione , ma si verrà 
molte volte ampliando negli anni successivi. Lo stesso principio 
dovrà valere per le migliorie: tanto se esse riguardino la si- 
stemazione delle acque, o l'ampliamento delle piantagioni. È il 
principio insegnatoci da una pratica tradizionale, per cui ogni 
coltivatore affretta nei primi anni della conduzione le miglio- 
rie, affine di più presto raccoglierne il frutto. 

A dimostrazione di quanto si disse a questo proposito, 
richiamiamo brevemente nel prospetto successivo le epo- 
che degli affitti scadenti e la loro superficiaria importanza, 
l'ammontare delle spese annuali di scorte, sia per i fondi 
introdotti nell'anno, o per aumento alle scorte dei fondi 
già prima ricevuti in economia. INel prospetto medesimo voi 
vedrete come i due elementi della rendita netta dei fondi 



— 21 — 
coltivati per conto sociale, e della rendita procacciata dagli 
affitti ancora superstiti, vadano rispettivamente combinandosi, 
sicché mentre la prima aumenta, la seconda va per gradi 
scomparendo, e diventa nulla nell'anno 1869, epoca nella quale 
è compiuto r assorbimento del latifondo nella conduzione eco- 
nomica della Società. 



— 


Affitti 
1 scadenti 


Rendita 
IN affitti 


Rendita 
dei fondi 
in economia 


Totale 


Scorte 


1858 


Pertiche 
Gens.Milanesi 


"1126393 


'L. 


^L.126,393 


^L 




1886 


11799. 


« 63,247 


» 60,404 


«123,681 


«192,299 


1887 


864. 3 


«89,606 


« 79,308 


«138,911 


« 38,330 


1888 


3809.18 


» 40,826 


«123,189 


«164,018 


«129,899 


1889 


430. 8 


" 38,286 


"144,247 


«182,803 


« 30,260 


1860 


390. 17 


» 36,236 


"147,214 


«183,480 


« 8,000 


1861 


699.18 


" 32,306 


«160.700 


«193,006 


» 31,630 


1862 


1185.— 


«28,926 


«178,108 


«201,034 


« 86,351 


1863 


87 


» 28,326 


«177,974 


«203,300 


» 3,000 


1864 


180 


» 24,520 


«182,709 


«207,029 


« 9,000 


1868 


181.20 


» 22,976 


«188,409 


«211,388 


» 8,800 i 


1866 


1971. 9 


« 10,206 


»206,192 


«216,308 


« 40,946 


1867 


1291.23 


» 3,206 


«228,698 


«228,904 


« 49,178 


1868 


463. 14 


„ 


m238,896 


«238,896 


» 2,500 


1869 






"248,402 


«248,402 


« 1,800 




P'. 23024. 10 


898,395 



_ 22 — 
Col pieno assorbimento di tnfte le alTillanze sarà pur costi- 
tuita l'entità delle singole possessioni, di cui si disse più so- 
pra. E alfine di rendervi ragione della base, su cui i preven- 
tivi vennero eretti, dobbiamo pure accennarvi il risultato di 
quella incorporazione che ai proponenti parve verosimile e 
vantaggiosa, ponderate le attuali circostanze: incorporazione 
e divisione, però, che potrà e forse dovrà venir mutala nel 
corso della intrapresa, senza che ciò nulla nuoccia alla con- 
sistenza dei preventivi medesimi. Perocché ogni variazione, 
fatta in vista di una maggiore utilità, debbe modificare in 
senso favorevole i dati economici della gestione, non mai pre- 
giudicarvi. I diversi affitti tengono ora diviso il latifondo in 
40 parti all' incirca: esse dovrebbero verosiniilmenle ridursi 
a 12 possessioni, o 13, se si faccia una parte distinta dei ter- 
reni da amministrarsi immediatamente dalla Direzione centrale. 
L' ampiezza loro sarebbe assai varia : 5 di esse eccederebbero le 
2 mila pertiche: 4 sarebbero al di sopra delle mille: e 5 al di 
sotto delle mille pertiche di complessiva estensione. Nelle sei 
maggiori possessioni si calcolò da attuarsi il Casone, per la 
fabbricazione del formaggio. I fondi affidali alla Direzione 
centrale consisterebbero unicamente nei boschi ; dalla cui 
buona coltivazione è a ripromettersi un accrescimento delle 
rendite, e più ancora una vistosa addizione del capitale. 

Neil' antecedente prospetto si additò come rendita netta 
quella die risulta, depurate le spese di coltivazione, poiché 
queste spese furono computate a carico di ciascuna fattoria; 
e la somma totale della rendita annua si conglomera dalle 
particolari risultanze offerte da ciascun lenimento. Sono sem- 
pre e solo a dedursi, quindi, dalla medesima l'ammontare dei 
carichi , le spese di amministrazione generale e quelle per le 
ripai'azioni. 

Nello slal)i]ire le spese di amministrazione si cercò di pre- 
supporre una cifra egualmente lontana da una grettezza im- 



— 23 — 
possibile e rovinosa, come dal lusso soverchio delle ammini- 
strazioni per conto collettivo. Del resto, l'aver voluto fare di 
questo articolo una delle obbiezioni al presente progetto, non 
ci sembra abbastanza fondato. In un tenimento si vasto la pos- 
sidenza, individuale o sociale, non porta grandi diversità: anche 
il privato ha bisogno di persone che amministrino, residenti sul 
fondo, e residenti nel maggior centro degli affari ove esso ha 
l'ordinaria dimora. L'Amministrazione di Corte del Pàlasio 
riassume inoltre molte incombenze e molte spese, che or vanno 
suddivise fra diversi fittabili, i quali con la lor direzione e con 
r interesse dei capitali impiegati procacciano l' esistenza 
agiata delle loro famiglie. Se si considerano i pesi delle am- 
ministrazioni minute e sparse , l' apparente maggior dispendio 
delle pili estese è una vera economia. Del resto, non contano 
nelle spese generali, se non quelle che ponno tali veramente 
chiamarsi : la mercede dovuta ai singoli dirigenti le fattorie è 
stata assunta fra le spese di coltivazione delle diverse posses- 
sioni, e cosi dicasi di tutte le altre mercedi, che potevano 
addebitarsi a carico di esse , perchè relative a lavori lor spe- 
cialmente consacrali. Lo stesso principio ci fece omettere tra 
gli stipendii generali della Direzione di Corte del Palasio quello 
dovuto al Vice-direttore, o ispettore, capo dello Stabilimento 
d'istruzione che da quest'ultimo dovrà con tutta giustizia at- 
tendersi il proprio compenso. Notate, oltre a ciò, che nei pre- 
ventivi si calcolarono al principio le spese generali egualmente 
generose come all'epoca, in cui, tutto il fondo essendo nella 
conduzione economica della Società, questa può dirsi entrata 
nella pienezza della sua gestione. Quando saremo a tal punto 
ogni difficoltà debbo scomparire , e l' amministrazione della 
nostra Società diventa misurata ed economica, né più né 
meno di quello che sarebbe un'amministrazione privata. Non 
trattiamo qui delle competenze per la direzione e sorveglianza 



— iUr 

degli interessi sociali , di cui più sotto avremo a dirvi , discor- 
rendo dello Statuto. 

L'Associazione di Corte del Palasio si propone di ra^iun- 
gere i suoi fini, mediante un capitale di^L. 3,200,000, da rac- 
cogliersi per mezzo di azioni di L. 4 000 ciascheduna. Alle 
azioni è assicurato un interesse del 4 per ^/o : i versamenti 
per minimo e massimo sono prefissi dallo Statuto, e si faranno 
in proporzione col bisogno sociale., cioè nella misura verosi- 
mile preveduta dagli annuali bilanci allegati al presente rap- 
porto, sui quali ora chiamiamo la vostra attenzione. 

Il prezzo originario del latifondo, dopo maturo esame in 
seno alla Commissione, è stato fissato nelle trattative col pro- 
prietario Marchese Trivulzio a due milioni di lire, più 20 azioni 
da corrispondersi gratuitamente; essendosi anche tenuta ragione 
delle tasse e spese d'acquisto, che sono a carico della Società 
aquirente, e sommeranno a circa *L. 90 mila. Onde il prezzo 
vero e totale risulta di *L. 2,110,100, le quali, ripartite sopra le 
pertiche 23,000,000, danno meno di ^L. 92 per ogni pertica 
censuaria milanese. Questa cifra abbiamo assunto come attivo 
e passivo al primo momento, in cui la Società fa atto di esi- 
stenza con l'acquisto del fondo. Non tutto il prezzo, però, è a 
sborsarsi immediatamente : la Commissióne, volendo ripartire il 
peso agli azionisti, si addossò le scadenze in modo che L. 500 
mila debbano versarsi in contante alla effettuazione del con- 
tratto, e il rimanente in rate successive annuali, non minori di 
L. 100 m. e non maggiori di L. 200 m. Sul residuo prezzo si fa 
decorrere un interesse del h Va per %. Figurano a titolo di 
pagamento, subito nel primo anno, le anticipazioni prestate dai 
fittabili , debito nel quale la Società subentra al luogo del Mar- 
chese Trivulzio. Gli effetti del contratto stipulato si retrotrag- 
gono al S. Martino del 1885 p." p.*^, la quale epoca è vera- 
mente il punto di partenza per il movimento dei capitali e 



— 25 — 
perii calcolo delle rendite. Nel computare l'attivo capitai 
sociale noi dovemmo sempre trovarci a fronte un elemento 
variabile, qual è quello del valore del fondo, delle scorte^ 
e dello Stabilimento d'istruzione: il passivo, invece, della So-^ 
cietà è di sua natura certo ed immutabile. Scema ogni anno il 
debito verso il Marchese Trivulzio; scema pure gradatamente il 
debito verso i flttabili per le anticipazioni che si retrocedono 
allo scadere degli affitti; accrescesi il debito verso gli azio- 
nisti, in ragione dei versamenti successivi, fino al compiuto 
esborso della somma di L. 5,200,000. Abbiamo detto che i 
valori, di cui si compone l'attività capitale, sono un elemento 
per essenza variabile; ma questa variabilità è tutta, come 
vedremo più tardi, in beneficio dell'Associazione. Noi abbiamo 
per r andamento della contabilità addizionate al prezzo origi- 
nario del fondo le somme successivamente impiegate negli 
stabili suoi miglioramenti : il supposto che il valore del fondo 
si accresca delle somme spese a stabile suo beneficio, non 
solo è di tutta consistenza economica e pratica, dato il fondo 
suscettivo di miglioramento e la saggia direzione; ma è sup- 
posto, che trovasi sempre al di sotto della verità , come avremo 
ad esporvi parlando della liquidazione sociale. Il capitale delle 
scorte si ritenne nei bilanci sempre al livello delle somme 
esborsate: ciò che è di tutta ragione, dacché tra le spese di 
coltivazione si valutò quella destinata a mantenerle in buono 
slato e ripararne il consumo. Mettemmo in evidenza le cifre 
delle stabili migliorie sotto alcune più sommarie denominazioni : 
piantagioni, sistemazione di cavi, estensione di prati e marcile, 
riaddattamenti e costruzioni: complessivamente, in tutto il 
corso dell'azienda, almeno fino all'anno lb.°, epoca alla quale 
i miglioramenti or prevedibili si ritengono già tutti compiuti, 
sicché nulla più resti, fuorché curarne la permanente integrità 
e raccoglierne i frutti; complessivamente, diciam dunque, si 



— 26 — 
saranno spese in piantagioni ^L. 38 m.; in movimenti di terra 
e sistemazione di cavi ^L. 50 m.; in riduzione ed estensione di 
prati e marcite ''L. 40 m, ; in riaddaltamenti ed ampliazioni di 
caseggiati ^L. 180 m. ; in tutto una somma di 'L. 308 m. 

E oppokuno qui di farvi considerare die gli aumenti delle 
rendite, su cui si fondano i preventivi, dipendono per mas- 
sima parte dalla migliore conduzione ordinaria, assistita dalle 
spese che si fanno al principio per accrescere il bestiame, è 
dalla conseguente maggiore concimazione. Le sopradette spese 
di miglioria non vennero computate in aumenti di rendita j 
se non per quella parte che riferiscesi alla piantagione dei 
gelsi, cui la spesa per piantagioni è specialmente consacrata, e 
che dovranno costar poco con la buona preparazione e con- 
servazione dei vivaj. Per le altre cifre, movimenti di terra 
e sistemazione di cavi, estensione di marcite, e costruzio- 
ni, né si assegnò alcun corrispondente nelle rendite accre- 
sciute , nò si pretende pure che esse facciano fronte a 
lutti i miglioramenti, di cui già a quest'ora il latifondo ci 
addita la possibilità. Quando la ispezione quotidiana e l'espe- 
rienza allargassero i progetti delle migliorie, sarà rimesso al 
giudicio della Direzione sociale prefinirle e votarle, secondo 
le circostanze, statuendo un proprio preventivo di mezzi oc- 
correnti e di vantaggi verosimili a ciascheduna. Saranno qui- 
stioni di tornaconto industriale meglio trattate di volta in 
volta, che non farebbesi ora in una esposizione di dati som- 
mi, dove ciò che più vuoisi è il carattere di una ragionevol 
certezza. Parrà forse che, essendo tra i fini additali anche il 
miglioramento, noi dovessimo assumere i suoi dispendii nella 
massima prevedibile estensione; ma pensando che infinita- 
mente contestabili avrebbero potuto apparire in questo campo 
i nostri presupposti, e pensando che le singole migliorie, se 
opportune, compensano i sagrificii maggiori coi maggiori 
fruiti, e con l'aumento del capitale, abbiamo prescelto di 



27 

esporre un dato di spesa che può dirsi medio, e fummo più 
che prudenti non computando a nulla la derivabile maggior 
quantità dei prodotti. Un altro riflesso da non omettersi, è 
che dato l'avviamento di un'intelligente conduzione, anche le 
migliorie diventano facili e meno costose, perchè fanno pro- 
fittare di tempo, di braccia e di materiali che non trovereb- 
bero forse altra più utile destinazione. 

Il capitale delle scorte, occorrente alla normale coltiva- 
zione, è stato nel suo complesso fissato ad "L. 898,395: e in 
questa cifra si ponno distinguere 'L. 183,422 acquisto di fieno, 
L. 282,900 in bestiami, e 130,071, attrezzi rurali e sementi. 
Nel valore totale ora indicato abbiamo anche introdotte le 
L. 31.505, da pagarsi al marchese Trivulzio per le scorte 
ed attrezzi di sua proprietà. Ai bilanci questa spesa figura 
distinta; sicché veramente la cifra esposta per le scorte la 
si residua a L. 867.088. La notevol somma consacrata a com- 
pere di fieno fu determinata da ciò che parve assai vantag- 
gioso nel principio con fieno acquistato mantenere più grosse 
mandreonde averne il necessario concimie, anziché procacciare 
quest'ultimo in diversa maniera. Gradatamente, con l'esten- 
sione delle marcite e dei prati, noi otterremo dal fondo la 
produzione necessaria a quella maggiore quantità di bestiami, 
sicché verremo quasi a raddoppiare le scorte vive nel con- 
fronto colle attuali. Questo riflesso é anche influito dalle cir- 
costanze locali, perocché nelle vicinanze del lenimento rie- 
scono facili e convenienti gli acquisti di foraggi, più gravosi 
e malagevoli quelli del concime. 

Non credasi, però, che i proponenti nei loro presupposti 
di conduzione agricola abbiano per questa sola via pensato 
all'importantissimo elemento della concimazione. È un dubbio 
economico, a cui ne consegue uno di contabilità, se la op- 
portuna concimazione del terreno al principio di una gestione 
di fondi possa considerarsi come una spesa annuale, p come 



— 28 — 
una stabile miglioria. Avuto riguardo, però, che il frutto di 
tale concimazione in alcuni anni si esaurisce, né piìi il valore 
ci torna innanzi sotto la medesima forma, si è creduto che la 
spesa del concime potesse figurare tra le spese annuali di col- 
tivazione. Siccome , però , essa è assai considerevole, e tutta, 
può dirsi, cade sui primi anni della conduzione economica, 
così questa viene a concorrere con altre cagioni, di cui vi di- 
remo più sotto, a scemare nei primi anni il netto reddito per 
ciascheduna fattoria, ed a rendere più grave lo squilibrio tra 
le rendite e le spese correnti. La ragione vera si è perchè la 
concimazione tiene il mezzo tra la spesa ordinaria di coltiva- 
zione e quella più durevole di miglioria , sicché un poco at- 
tinge alla natura dell'una e dell'altra. Le slesse ragioni po- 
trebbero anche addursi a proposito del fieno; ma vi è questa 
differenza, che i valori spesi in fieno lì avremo per buona 
parte, nelle accresciute scorte, agli ultimi anni della gestio- 
ne, mentre none cosi del profuso concime, il quale, in quanto 
non può riprodursi in quantità egualmente considerevoli, 
si direbbe perduto pel capitale, e rappresentato soltanto dalle 
maggiori rendite o produzioni annuali. La spesa complessiva 
del concime, per tutti i fondi che vengono per gradi assunti a 
conduzione economica, è di ^L. 80 m. 

A completare le notizie sui bilanci del capitale sociale dob- 
biamo pur dirvi come figuri giustamente all'attivo la sov- 
venzione prestata al Collegio. Noi abbiamo , rispetto alle ren- 
dite, eletta nei nostri calcoli la peggiore delle combinazioni, 
quella, in cui il fondo dato all' istruzione non abbia a ridarci 
compenso alcuno. Ma questa pessima ipotesi, assunta come base 
dei calcoli, è contro ogni verosimiglianza : perocché, se lo Sta- 
bilimento incontra qualche favore e ottiene condizioni suffi- 
cienti di vita, non è impossibile che tutto o in parte ci tornì 
l'interesse della sovvenzione. Anche le spese capitali per lo 
stabilimento d' istruzione non saranno , nel totale , affatto 



— 29 — 
transitorie e perdute, sicché non lascino traccia alcuna dietro 
di sé. Avrassi il locale adattato, il mobigliare, il corredo delle 
scuole e del collegio : ben sappiamo come un simile capi- 
tale , a differenza di quello impiegato nell'agricoltura , si de- 
pauperi coll'uso , e sia da ridursi per il caso di una liquida- 
zione. Pur tutto il valore non sarà e non potrà essere perduto , 
anche se collo scioglimento dell'Associazione di Corte del Pa- 
lasio si dissipi lo Stabilimento d' istruzione. Seguendo questo 
riflesso, noi abbiamo ridotto da 200 ra. a L. 100 m. il \alor 
capitale dello Stabilimento d'istruzione al fine della Società, e 
per il caso della sua liquidazione. La caduta, però, dello Sta- 
bilimento, è un' ipotesi disperata, assurda quasi, quando si 
ammetta che il medesimo possa aver avuto vita per qualche 
tempo e dato buona prova di sé. Or se con gli ajuti di Comuni, 
di Municipi! o di Associazioni, esso deve poter continuare, di- 
venta pur fondato l'attendersi che esso compensi, su ra- 
gionevoli basi , alla Società il valore dei fabbricati , delle 
scuole e dei gabinetti , quali tuttora si troveranno all' epoca 
della realizzazione finale. 

Finalmente i bilanci preventivi del capitale sociale sono 
modificati dal bilancio annuale delle rendite e delle spose. 
Non è d'uopo dire che in queste ultime si comprendono gli 
interessi delle azioni. Per otto anni consecutivi gli annuali 
rendiconti ci presentano dei disavanzi, i quali, insieme cumu- 
lati, agguagliano la somma di Lir. 184,835: dal 1863 in avanti 
comincia il moto inverso, e gli utili prevalgono, sicché i me- 
desimi nei successivi dodici anni ascendono a Lir. 361,688; e 
dibattendo le perdite dagli utili residua una prevalenza di uti- 
lità in L. 177,185. Non debbo far nessuna meraviglia questa 
preveduta passività nel principio dell'azienda nostra, quando 
si ponga mente a quanto già ebbe a dirsi in proposito delle 
spese di concimazione; e quando si ponga mente che i capitali 
profusi nella terra hanno bisogno di lungo decorso di tempo 



— 30 — 
per dare il lor fruito. Gli accreseimenti di scorte, di concimi 
e di piantagioni, le correnti e le più sicure migliorie solo più 
tardi si fanno sentire negli aumenti di rendila. Frattanto, noi pa- 
gando l'interesse del 4 per 100 agli azionisti, anticipiamo, per 
così dire, a noi medesimi e accordiamo lo sconto della pro- 
duzione futura. Or come le maggiori spese coincidono con il 
principio della gestione di ciascun fondo, e come col volgere 
degli anni le prime parti del latifondo assunte a coltivazione 
diventano prima delle altre fruttifere e compensatrici, così, 
sebbene le scadenze degli affìtti si dilunghino nel periodo di 
tredici anni , le perdite non oltrepassano quello degli otto : 
segno ciò che, dall' ottavo anno in poi, i fondi già migliorati 
ci offrono tale vantaggio che compensa pienamente la spesa 
corrente di quelli che sono da migliorarsi. Del resto questi 
risultati economici non hanno nulla di straordinario, e nulla 
di irregolare vi ha che l'Associazione anticipi con gli iulo- 
ressi i frutti delle sue operazioni. Ogni più modesto agricol- 
tore e fittabile sa che i primi anni di una conduzione sono 
gli anni dei sagrificii: anzi tanto è più esperto, altrettanto è 
più generoso nell'affronlarli. E se ogni fittabile, nell'aspetta- 
tiva della restituzione che il fondo gli dovrà fare, continua 
gli ordinari consumi della famiglia e della persona, ossia con- 
tinua ad attribuirsi una rendita, qual meraviglia se la Società 
fa lo stesso a riguardo dei suoi azionisti , attribuendo loro , 
innanzi tempo, parte dei redditi futuri nell'interesse corrente 
delle azioni? Gli esempii abbondano troppo nelle intraprese 
industriali degli interessi che anticipano i lucri, perchè ci sia 
d'uopo insistere di più sovra tal punto. 

A persuadere poi che i preventivi, riassumenti le annuali 
rendite e spese, sono commisurati ai più certi dati pratici ed 
alle più moderate previsioni, vogliamo accennarvi , a modo 
d'esempio, che i prezzi delle derrate si ritrovano al di sotto 
del medio già da alcuni anni conosciuto; sono cioè, di ^L, 30 



— 51 — 

per il frumento, di ^L. 18 pel melgone e il risone, di ''L. 1 i per 
l'avena; ad "L. 250 si computò l'annuo frutto di una vacca latti- 
fera, e si fissò al Ift per tOO l'annua spesa di manutenzione 
per ogni mandra. La medesima moderazione, usata pei prez- 
zi, venne usata rispetto alla quantità dei prodotti. Lasciata in 
disparte ogni non comune miglioria, per medio si ragguagliano 
meno che staja b di frumento ogni pertica, staja 8 di melgone 
e di riso, dedotta la porzione che di questi due prodotti è data 
ai coloni; e con questo ragguaglio si continuò sino alla fine 
dei vcnt'anni, nulla curando l'effetto ammigliorante della conti- 
nua buona coltivazione, e restando pur al di sotto dell'ordinario 
ricavo che si ha per le terre della provincia. E quasi inutile 
l'aggiungere che si computò, come la prudente pratica esi- 
ge, ogni nove anni perduto il frutto di uno per infortunii ce- 
lesti : così pure si ebbe in conto, e figura distinto nei bilanci, 
il premio per l'assicurazione contro gli incendii. 

Un'altra cifra di spesa capitale, di cui dobbiamo ora 
intrattenervi, è quella delle "L. 100,000 da pagarsi per di- 
versi compensi e per rescissioni di contratti esistenti. È una 
cifra di approssimazione, che non andrà funge dal vero. Si 
computò in essa il compenso per la verosimile rescissione del 
contratto d'affitto di Corte del Palasio, propriamente detto , pos- 
sessione di 3,000 pert., la cui scadenza andrebbe fino al 1871. 
Nel contratto istesso d' affitto , già stipulato col sig. Marchese 
Trivulzio, si inseriva come obbligatoria al conduttore la ces- 
sione in riguardo della futura Associazione agricola : e vi si 
fissava che il compenso sarebbe misurato a ragione di perizia 
eletta da ambe le parti. La situazione di Corte del Palasio 
determina la convenienza di una tale rescissione alla Società; 
pur, già voi lo vedete , essa è predisposta sulle condizioni 
più eque. Altri compensi sono le gratificazioni all'Amministra- 
zione attuale, prestabilite nell' offerta di vendita, le quali si 
riducono a una mezza annualità dell'emolumento, quando non 



— 32 — 
giovi all'Associazione valersi dell'opera sua per un anno, dacché 
datano gli effelti dell' alienazione. AU'ing. Reschisi l'Associa- 
jzione dovrà rimborsare le spese effetlivamenle incontrale per 
gli studii anteriori, non riservandosi il medesimo alcun van- 
taggio di nessuna specie come proponente primo, che tanto 
operò anche di poi con la persistenza degli sforzi per sospin- 
gere verso l'effettuazione dell'attuale progetto. Nella cifra di 
/L. 100,000 si ponno comprendere assai probabilmente altri 
compensi per affittanze opportune a rescindersi innanzi tempo, 
onde ottenere una migliore distribuzione degli edificii e dei 
fondi. Ma su questo è fatta piena riserva ai suggerimenti e 
alle deliberazioni dell'avvenire. 

Ponendo ora da una parte tutti gli esborsi, comprese anche 
le perdite, e dall'altra il capitale delle azioni, si rileva che 
all'anno 186'+, nono dal principio dell'Associazione, mentre 
pure le decrescenti perdite farine luogo a un leggiero utile, i 
versamenti degli Azionisti non bastano ai bisogni dell'intrapresa. 
La differenza si allarga con gli anni successivi , mentre 1 nuovi 
fondi da assumere domandano sempre capitali e anticipazio- 
ni: sicché all'anno 1868 è il massimo degli esborsi sociali, 
che toccano ad 'L. 3,485,509: ossia 'L. 3,200,000 capitale 
delle azioni, e ^L. 283,809 debito contratto verso i terzi. Di- 
ciamo debito contratto verso i terzi , nel supposto che l'As- 
sociazione voglia con un prestito provvedere alla temporanea 
mancanza di mezzi. L'Associazione potrebbe, a quell'epoca, 
scegliere tra molte vie che le staranno innanzi : o quella del 
prestito , una emissione di nuove azioni , se così piacerà 
all'Assemblea degli Azionisti, o anche l'alienazione parziale e 
proficua di qualche parte del latifondo , già ridotta alle sue 
condizioni normali. Veduta da oggi questa necessità , pare 
che il prestito sia la provvidenza più opportuna : perchè nuove 
azioni suppongono nuovi condividenti alla finale utilità della 
liquidazione ; perchè la convenienza dell'alienazione dipende 



— 33 — 
da circostanze tutt' affatto contingenti, ora non prevedibili; 
e perchè il prestito offre l' occasione di una graduata estin- 
zione coll'imborso degli utili negli anni successivi. L'Associa- 
zione di Corte del Palasio potrebbe con le forme del suo 
prestito concedersi i benefìcii del credito fondiario, e il mec- 
canismo logico ed ingegnoso dell'ammortizzazione. Nei bilanci 
da noi proposti, infatti, gli utili stanno a pareggio colle spese 
e colle perdite : abbiamo supposto, cioè, che non siano divisi, 
fino a tanto che il debito sociale è oltre la somma delle azioni. 
All'anno 1875. ullimo del ventennio, computato anche l'utile 
di tale anno nel bilancio finale, il passivo della Società, non 
solo è ritornalo al livello col capitale delle azioni, ma lascia 
nel confronto di questo un netto sopravanzo di ^L. 4B,762. 
Questa cifra che residua nella ipotesi degli utili sempre ri- 
volti ad estinzione del debito verso i terzi, va aggiunta nella 
liquidazione della Società all'attivo netto totale, risultante dal 
valor capitale del fondo , da quello delle scorte e dello Sta- 
bilimento d' istruzione. 

Vi abbiamo detto che la Società, alla fine del ventennio, si 
affaccia alla liquidazione, perchè nel fatto così predispone Io 
Statuto; ma lo Statuto medesimo ha pur disposto che il voto 
della maggioranza degli Azionisti valga a prorogare l'esistenza 
dell'Associazione ad altri dieci anni. A raccogliere il frutto 
delle ultime anticipazioni e delle continuate migliorie, i venti 
anni veramente non bastano, ed è desiderabile e verosimile, 
che, quando gli utili diventino maggiori e permanenti, sicché 
l'interesse delle azioni si elevi dal 4 al 5, al 6 per 100, i socj 
attendano una più lontana, ma piìi lucrosa realizzazione. Notisi 
che, essendo l'interesse certamente allora sopra il S , e forse 
sopra il 6 per 100, le azioni dovranno pure alienarsi ad un 
prezzo molto sopra il nominale : in tal caso ciascuno potrà rea- 
lizzarle ad ottime condizioni, senza che però pressi lo scio- 
glimento e la liquidazione della Società. 

5 



— 34 — 
Supposta però la liquidazione alla fine del ventennio, e vo-^ 
lendo pure fin d'ora calcolarne le probabili risultanze, ecco 
quale computo ci sembra di poter a tutta ragione istituire. 
All'anno ventesimo noi abbiamo preveduta la rendita netta 
in L. 249,402: da queste deduciamo le L. 65,980 spese ge- 
nerali di amministrazione: residuano L. 179,422. Si detrag- 
gono anche gl'Interessi delle scorte, di un capitale che sarà 
poco meno di 'L. 600,000 , ossia L. 24,000, e si ottengono 
L. 155,422; le quali ponno supporsi rappresentarci il reddito 
netto della possidenza sociale. Notisi qui che le riparazioni 
tutte, anche quelle che sono ordinariamente a carico della 
proprietà, noi le addebitammo alle singole fattorie, da quando 
i poderi entrarono nella conduzione sociale, sicché si tro- 
vano già scontate nel computo della rendita netta sovra in- 
dicata. Notisi inoltre che non appare in ragione proporzionata 
fra le rendile l'incremento dei boschi: incremento di valore 
che farà sensibili i suoi effetti all'atto della vendita. Capita- 
lizzando quél reddito nella ragione del 4 per 100, ecco quale 
sarebbe lo stato del capitale sociale a realizzarsi : 

Valore capitale del fondo . L. 3,886,550 
Scorte e attrezzi .... » 600,000 
Stabilimento d'istruzione . , " 100,000 

Lir. 4,585,550 

In tal caso il guadagno netto , a pareggio col capitale delle 
azioni, si può dire di L. 1,385,550, e aggiungendo il residuo 
utile netto, di cui sopra, di 45,762, abbiamo un guadagno 
complessivo di "''L. 1,431,312, ossia il 44 per 100 all' incir- 
ca. Che se anche paresse esagerato il capitalizzare nella ra- 
gione del 4 per 100 , e si adottasse per la terra il rapporto 
di 100 lire di capitale per ogni cinque lire di rendita , ancora 
il guadagno ascenderebbe a circa L. 608,000 , ossia presso 



— 35 — 

al 20 per 100 del capitale esborsato. Ma questo calcolo no- 
stro sta essenzialmente al di sotto del vero, perchè nulla, 
nulla affatto iia tenuta ragione del rincarimento nominale nei 
valori delle cose, ancor più sensibile nelle produzioni agrìcole; 
rincarimento nominale eh 3 è conseguenza della crescente ric- 
chezza e popolazione, ed è accertato da una lunga esperienza, 
la quale ci addita accrescersi lentamente il prezzo delle terre, 
in modo affatto indipendente dalle migliorie che vengano su 
di esse compiute. Che se ci è concesso assumere anche que- 
sto dato, certo in sé ma di difficile computo, e se ci imagi- 
niamo che l'Associazione continui a trent'anni la sua vita, pe- 
riodo veramente normale per tutte le sue operazioni , non ci 
facciamo esitanza ad asserire ciie il capitale della Società sarà 
molto vicino al raddoppiamento, quando sia venula l'epoca 
della sua divisione. 

I dati esposti fin qui ci dispensano dal riprodurre i calcoli 
per tutte le altre supposizioni possibili, in cui il numero delle 
azioni fosse al disotto delle 3200, fino a discendere alle 2300, 
minimo prefisso dallo Statuto. Se le azioni non sieno 3200, 
e se non torna conveniente il collocarle negli anni succes- 
sivi, potrà sempre l'Associazione valersi delle risorse del 
credito per continuare l'impresa. Più dovrà essa ricorrere al 
credito , più le riuscirà opportuno adottare tali forme che le 
permettano la graduale estinzione degli obblighi , come pro- 
vidamente dispongono le Associazioni di credito territoriale. 
Del resto oggidì le Società industriali resero comune questo 
ricorso al credito, a luogo dì un'estensione del proprio ca- 
pitale. Lo stesso contratto d' acquisto offre alla Società un 
modo assai pronto e comodo di attingere al credito, col ral- 
lentare il pagamento del prezzo , appigliandosi alle rate an- 
nuali di L. 100,000 invece delle rate proposte di L. 200,000. 
Ciò traducesi in un mutuo temporaneo, fatto sulla base del ^Vi 
per 100, Dovrebbe in tale combinazione ritardarsi la favo- 



— 36 — 
revole reazione degli utili sopra le perdite annuali , per il 
probabile maggiore interesse dei mutui assunti, ma gli Azio- 
nisti col sagrifieio momentaneo otterranno di trovarsi in minor 
numero a dividere i vantaggi finali della liquidazione. Ciò 
parve si vero ai proponenti, che essi esitarono lungamente ad 
innalzare fino a lir. 3,200,000 il capitale sociale, e forse non 
r avrebbero innalzato , se non era il riflesso che esiste una 
giusta prevenzione contro la convenienza economica dei mutui 
chiesti dalla possidenza, prevenzione indotta dalla natura vera- 
mente passiva e dissipatrice dei mutui stessi, e dalla inespe- 
rienza, che ancor non ci permette di apprezzare la salutare effi- 
cacia dell'ammortimento applicato ad estinguere i debili della 
proprietà fondiaria e dell'agricoltura. Per ciò stesso non vollero 
discendere al di sotto delle 2800 azioni , perchè poteva pa- 
rere non senza pericolo il pesare soverchio sulla molla del cre- 
dito, a cui, neir ipotesi più grave, noi ci proponiamo appena do- 
mandare un poco più del quarto e meno del terzo del capitale. 
Un' altra ragione che indusse ad estendere il numero degli 
Azionisti fu derivata dal concorrente fine dello Stabilimento 
d' istruzione. Esso dà all'Associazione di Corte del Paliasio il 
carattere e gli impulsi di un' intrapresa pubblica e nazionale. 
Nelle assemblee degli Azionisti non si avranno a trattare solo 
gl'interessi economici della Società , ma anche gì' interessi 
morali dell'istruzione agricola; e ciò fece nascere il desiderio 
che vi partecipasse con azione di consociata intelligenza la 
miglior parte delle popolazioni lombarde. 



III. 



Alcune riflessioni ci devono pure essere consentite", onde 
meglio si intendano i pensieri che hanno guidato la redazione 
dello Statuto. 

Lo Statuto per l'Associazione di Corte del Palasio cerca di 



— 37 — 
provvedere, già l'abbiaiQ detto, quelle garanzie, senza cui non 
è alcuna associazione di scopo industriale : nel tempo stesso 
cerca modellarsi ai bisogni ed ai fini particolari della Società 
agricola proposta. E inutile che noi ci dilunghiamo a svilup- 
parvi le ragioni e l'intento di quelle generali garanzie: piut- 
tosto vi faremo qualche parola onde mostrarvi che lo Statuto 
cerca prevedere e risolvere le difficoltà insorgenti dalla na- 
tura particolare della progettata intrapresa. 

La Società si fonda col capitale di L. 3,200,000, diviso in 
azioni di L. 1000 ciascheduna: le azioni sono nominative e 
trasmissibili; e danno, quando sono nel numero di cinque, 
diritto di voto all'Assemblea generale degli Azionisti. I ver- 
samenti si faranno per rate non maggiori di lir. 200 cadau- 
na, coir intervallo di mesi due; né mai potranno eccedere 
il 40 per 100 del capitale dell'azione nell'anno primo, e il 
20 per 100 negli anni successivi. Come è facile a vedere, la 
somma dei versamenti dovrà crescere , quanto è piìi scarso il 
numero degli azionisti ; e viceversa rallentarsi , ove il numero 
appressi al massimo prefisso delle 3200 azioni. L'Assemblea 
generale degli Azionisti è la vera suprema rappresentanza della 
-Società: si convoca ordinariamente una volta ogni anno, od 
anche più, se casi straordinarii lo richiedono: delibera sui 
conti sociali, elegge le persone che al suo luogo rappresentano 
la Società ed agiscono in nome di essa : e può coi suoi voti e 
colla sua iniziativa influire sul corso dell'intrapresa industriale 
e dello Stabilimenlo d'istruzione. 

Sciolta l'adunanza degli Azionisti, rimane un Consiglio 
d'Ispezione di cinque Socii, dalla medesima eletti, a rappre- 
sentare la suprema podestà e la" suprema vigilanza sociale. 
Hanno pure la rappresentanza sociale, ognuno in un circuito di 
competenze separate, l'Amministratore generale della Società 
residente in Milano, e il Direttore dell'Azienda agricola in Corte 
del Palasio. Siccome gli ufficii del Consiglio d'Ispezione sono 



— 38 — 
graluiti, però si vollero tanto liniilati, che si potesse aver spe- 
ranza di vederli conscienziosamente adenjpiiiti. A lui spetta prov- 
vedere nei casi gravi, in cui potesse temersi un maggior danno 
alla Società; ed è necessario il suo voto in ogni atto più in- 
teressante della gestione sociale. I poteri di provvidenza del 
Consiglio d'Ispezione vanno fino a sospendere il Direttore di 
Corte del Palasio e l'Amministratore della Società. Esso rivede 
i conti, e ne fa rapporto alla Assemblea degli Azionisti: in- 
vigila l'azione di tutti coloro, cui sono affidati gli interessi 
sociali; e appiana colla sua autorità i conflitti che potessero 
insorgere nelle loro rispettive incombenze. Affinchè poi il 
Consiglio interponesse la sua esperienza ed autorità senza so- 
verchia persistenza di lavoro, si provvide perchè le sue delibe- 
razioni vengano sempre provocate dalle proposte del Diret- 
tore di Corte del Palasio e dell'Ainminislratore della Società. 
L'esperienza, infatti, dimostra che più persone ponno delibe- 
rare sui pensamenti e sulle proposte altrui, con dispendio 
minore di tempo, a confronto dell'essere chiamati a dirigere ed 
agire coli' immediata iniziativa dei pensamenti propri!. Il Con- 
siglio d'Ispezione è, poi, quasi l'intermediario e l'organo, per 
cui il Direttore di Corte del Palasio e l'Amministratore en- 
trano in relazione coll'Assemblea generale degli Azionisti ; 
giacche ogni loro proposta deve esser portata dinanzi al- 
l'Assemblea medesima, ma col voto del Consiglio d'Ispezione 
che l'accompagna ed illumina la deliberazione dei Socii, 

Siccome l'Associazione agricola di Corte del Palasio, nei 
suoi rapporti cogli Azionisti, col giro delle azioni, coi cre- 
ditori e coi debitori, colle Magistrature politiche, coi Tribu- 
nali e con le rappresentanze cittadine di altri interessi, altre 
industrie, altri fini morali ed educativi, non poteva dispen- 
sai'si dall'avere una sede centrale d'amministrazione in Mila- 
no; e siccome non si deve domandar troppo all'opera gra- 
tuita del Consiglio d'Ispezione, se non vuoisi che divenga 



— 59 — 
manchevole ed illusoria, cosi lo Statuto fissa un'Amministra- 
tore generale della Società colla residenza in Milano presso 
il Consiglio d'Ispezione. I diritti e gli oblighi di questo Am- 
ministratore si delinearono in \ista appunto dei bisogni per 
cui si credette di doverlo ammettere. La sua azione è subor- 
dinata al controllo dei Consiglio d'ispezione, e si aggira in 
una sfera tutta affatto diversa da quella che è riservata al 
Direttore di Corte del Palasio. il Direttore di Corte del Pala- 
sio è immediato dirigente di tutta l'azienda rurale, e per mezzo 
dell'Ispettore sorveglia e dirige anche lo Stabilimento d'Istru- 
zione. Ogni proposta tecnica ed agricola da lui emana: da lui 
dipendono tutti i dirigenti le fattorie o possessioni; a lui è 
fidata tutta la contabilità della coltivazione, e il vegliare sulla 
gestione economica dello Stabilimento d'Istruzione. Le com- 
pere, le vendite, i pagamenti che abbiano coerenza con l'e- 
conomia dell'Amministrazione rurale cadono fra i suoi inca- 
richi. Il Direttore di Corte del Palasio sarà sussidiato anche 
da un Aggiunto per le coltivazioni: esso si conforma nella 
sua gestione ai preventivi che il Consiglio d' Ispezione appro- 
vò. Nei preventivi medesimi si deliberano le migliorie e le 
operazioni eccedenti i limiti d'una conduzione ordinaria : si 
fissano gli aumenti delle scorte, le riparazioni , i nuovi edificii, 
e tutto quanto concerne un ampliamento nell'amministrazione 
agricola. Tali preventivi però emanano dalla stessa iniziativa 
del Direttore, e riassumono la sostanza delle sue vedute e 
delle sue proposte. 

Quantunque il Direttore di Corte del Palasio comunichi 
col Consiglio d' Ispezione per mezzo dell'Amministratore ge- 
nerale, pure non è con questo in legame d'alcuna dipendenza. 
Ciascuno agisce nella sfera propria: ciascuno ha una propria 
diretta e ben definita responsabilità: veglia l'uno a mantenere 
integra la persona morale e giuridica della Società , sia nel 
rapporto colle altre persone giuridiche, sia nel rapporto della 



— 40 — 
Società coi suoi membri, e viceversa : l' altro veglia e dirige 
l'andamento degli interessi economici della Società, in quanto 
si connettono colla coltivazione dei fondi o collo Stabilimento 
d' istruzione. 

Le apparenti difficoltà scemano molto, quando si pensi che 
le più importanti operazioni sociali, come il versamento delle 
azioni, il pagamento dei loro interessi, la prestazione degli 
stipendii e le raccolte dei generi sono prevedute, calcolabili 
per certe epoche e per certe scadenze , e- comportano quindi 
le provvidenze anticipate. Or non è più grave il caso per le 
altre maggiori Società industriali, per le Banche, per esem- 
pio, dove le deliberazioni si aggirano sempre sopra dati mu- 
tabili ed imprevisti? Ciò soggiungiamo, affinchè si veda che 
molte difficoltà non sono particolari alla presente proposta, 
e, anche più forti, furono già felicemente risolute nella pra- 
tica per altre più vaste intraprese. 

L'Amministratore generale della Società in Milano primeg- 
gia pel lato della rappresentanza , e perchè riceve e trasmette 
gli ordini del Consiglio d'Ispezione: la Direzione di Corte del 
Palasio primeggia sotto l'aspetto della complessiva gestione 
industriale. INè la capacità, né la responsabilità del Direttore 
del latifondo consentivano che gli si fissasse una posizione su- 
bordinata : né la natura dell'opera gratuita del Consiglio d'Ispe- 
zione poteva permettere, che a lui solo fosse affidata la cura 
di una più diretta ed estesa amministrazione. 

I due centri non possono venire a conflitto, data la supre- 
mazia del Consiglio d'Ispezione. Non sono neppure di troppo 
aggravio economico alla Società, perocché limitato è il per- 
sonale occorrente all'Amministrazione in Milano, la quale, 
come già si disse, ha più gli ufììcj di rappresentanza che 
quelli amministrativi. La natura affatto distinta ed indipen- 
dente dei due ufficj ci permette di retribuirli in ragione dei 
lavori, della capacità, della responsabilità e dei sagrifizj. Su 



— 41 — 
questo punto abbiamo più lungamente insistito, perchè qui 
cadono tutte le disposizioni di una natura affatto singolare. 

Meritano poi nuovo e speciale ricordo, l'articolo più sopra 
accennato, in cui si rimette ad un voto della maggioranza il 
prorogare per altri dieci anni l'Associazione; e l'articolo, in 
\ cui si disse che al fine della Società lo Stabilimento d'isttu- 
\ zione dovrà cedersi a prezzo di stima a quella Associazione o 
\ Corpo morale che ne faccia domanda, offerendo bastevoli 
garanzie per la sua continuazione. Anche al di sotto del prezzo 
di stima l'Associazione continuatrice dello Stabilimento ha la 
preferenza. Ma vi è di più. Al medesimo luogo è pur di|po- 
sto che, dove l'Assemblea degli azionisti il consenta, possa, 
prima ancora del fine della Società, trasmettersi la direzione 
e là tutela dello Stabilimento ad altra Società che si esibisse 
di assumere l' insegnamento in tutta la estensione degli obbli- 
ghi e con le corrispondenti garanzie. Questo articolo ci è sal- 
vaguardia contro l'assoluta incompatibilità dei due fini che 
fosse dimostrata dall' esperienza, e lascia aperta la via a ren- 
dere ancora più libere e sciolte le condizioni della loro al- 
leanza. 

Dei bilanci sociali, degli utili, delle perdite e della liqui- 
dazione della Società non facciamo qui speciale ricordanza, 
perchè ci pare che su ciò abbastanza siasi detto, ove si parlò 
delle condizioni economiche ed industriali dell'intrapresa. 



IV. 



Neil' accennare al piano dell'istruzione agricola, quale sa- 
rebbe ad attuarsi presso il lenimento di Corte del Palasio , i 
proponenti ebbero mente a diverse considerazioni. Dovettero 
prima domandarsi a quali persone l'istruzione si destinava, e 
però tener calcolo dello sviluppo intellettuale, a cui le con- 
ducono le istituzioni esistenti: poi furono tenuti a fissare il 



— /t2 

grado dell' istruzione da compartirsi, e ciò nel rapporto con 
gli ufficii tecnici e civili, posti dinanzi a coloro che vi avrebbero 
partecipato: finalmente non poterono dispensarsi dal coordi- 
nare l'insegnamento agricolo di Corte del Palasio con gli al- 
tri istituti di pubblica istruzione, quali sono le Scuole tecniche 
e le ginnasiali, affinchè facili avessero a riuscire i passaggi 
da una ad altra scuola, vantaggio essenziale per corrispondere 
ai mutamenti delle fortune e delle vocazioni. 

Bene meditate le condizioni delle classi agricole lombarde, 
e di quella parte di esse che, siccome chiamata a dirigere le 
opere dell' agricoltura , è la bisognosa delle cognizioni , si 
conchiuse die l'insegnamento di Corte del Palasio, volendo 
provvedere alla sorte dei piccoli Agenti o Fattori, che sopra- 
tutto abbondano nella regione non irrigua del nostro paese , 
doveva cominciare il suo periodo istruttivo subito dopo le scuole 
elementari. Se fosse necessaria una scuola posteriore inter- 
media, i dispendii farebbonsi troppo gravi ai tenui mezzi di 
quella condizione, e più spesso si dovrebbe rinunziare allo 
speciale insegnamento di agricoltura, per non poter affron- 
tare l'aggravio della scuola intermedia che ad esso conduce. 
A quale punto d'intellettuale coltura dovevamo inoltrarci? 
Viste le consuetudini di un paese digiuno in tutto di questa 
speciale educazione , e gli ufiìcii di direzione affatto subordi- 
nata, a cui le pei^one sopra additate si destinano, e visti gli 
scarsi mezzi economici delle lor famiglie , di questa che può 
dirsi la più umile borghesia delle campagne, si fu tratti a 
credere che la istruzione da compartirsi non dovesse ecce- 
dere il limite e il carattere d' un' istruzione elementare. Spin- 
gendosi più oltre, si cumula la spesa, si incita il desiderio dì 
meno modesta condizione, e ancor ci è rapila quell'utile classe 
intermedia, istrutta abbastanza perchè diriga gli altri lavora- 
tori, non divisa però da essi per troppo profondo intellet- 
tuale intervallo , sicché diventi quasi straniera al popolo 
della campagna. 



— 43 — 

D'altra parte l'interesse educativo dei possidenti agricoltori 
e degli agiati fittabili, che si intimamente si lega con la for- 
tuna morale ed economica dell'agro lombardo, non poteva 
obliarsi. A questi una istruzione elementare non basta: essa 
lascerebbe intatto il grave inconveniente dello spingersi che 
fa la più ricca popolazione campagnuola verso le carriere 
universitarie, d'onde poi si dirama ad affollare le professioni 
liberali e i posìi governativi. Ancora noi vedremmo i giovani 
scoraggiati dal lungo tirocinio, ripulsi per difetto di cittadine 
aderenze, ricadere avviliti, inoperosi, a corrompersi nell'ozio 
delle campagne, con la caccia e l'osteria per unica aspettativa 
di tutta la vita, senza gusto e senza capacità per le opere 
dell'agricoltura. Ollracciò vero progresso agricolo non è più 
possibile oggidì senza la scienza: un'istruzione che appena si 
misura agli elementi, non comunica la scienza; può dirozzare 
le menti, render loro intelligibile la pratica quotidiana, ma 
ancora non dà il mezzo per sorpassarla. 

Ponendo attenzione a questa varietà di circostanze sociali, 
alla diversità dei mezzi e dei bisogni, si venne a stabilire due 
gradi per l'insegnamento agricolo di Corte del Palasio, infe- 
riore e superiore, I.° e 11.°, se meglio cosi vogliamo additarli. 
Il primo abilita i fattori, i piccoli possidenti e i minuti affit- 
tajuoli; il secondo si destina ai maggiori possidenti che in- 
tendono alla coltura dei proprii campi, agli amministratori 
delle maggiori aziende rurali, ai littabili dei vasti possessi. 
Con questa distinzione poniamo la Scuola agricola di Corte del 
Palasio a parallelo con le scuole tecniche e le ginnasiali, an- 
ch'esse ordinate in due gradi successivi. Ma è tutto proprio 
al nostro ordinamento che, mentre l'un grado serve di scala 
all'altro, costituendo un tutto di speciale educazione agricola, 
ognuno dei due, preso a parte, basti a sé, essendo in certo modo 
completo, anche ove si consideri separatamente. Ci valemmo 
perciò di quello stesso principio, per cui nei ginnasii-liceali 



— Uh — 
gli anni ultimi riproducono con più maturo sviluppo quelle 
stesse nozioni, che come elementi furono tema allo studio de- 
gli anni primi: con questa preferenza a nostro vantaggio, che 
là il parallelismo degli insegnamenti è solo uno strumento 
didascalico ; qui invece ci è occasione a creare una gradazione 
di capacità proporzionata all'importanza delle differenti fun- 
zioni sociali. 

Un altro utile procacciato dalla divisione dei due gradi è 
quello di poter ammettere nella Scuola agricola di 2.° grado 
coloro che han percorso gli studii della scuola tecnica inferio- 
re, i primi quattro anni del ginnasio-liceale. Chi sa quanto 
COTI gli anni muti l'apparenza delle vocazioni giovanili, e mutino 
gli intenti e le risorse delle famiglie, terrà conto di questo 
poter variare la carriera educativa dei figli, senza sperdimento 
di tempo e di spesa. E poi a sperarsi che il Governo voglia 
ammettere chi compi gli studii del 1.° grado nella Scuola di 
Corte del Palasio alle scuole tecniche superiori , giacché l' in- 
dole degli insegnamenti compartiti nell'una e nell'altra car- 
riera non fa ostacolo a questo passaggio. 

Il 1." grado ci parve potesse utilmente distribuirsi in tre anni: 
precede, però, un anno preparatorio, in cui si ripete l' insegna- 
mento delle scuole elementari, rinfrancandovi le tenere in- 
telligenze nello scrivere, nel leggere e negli elementi del 
conteggiare. L'anno preparatorio è indispensabile a pareggiare 
le attitudini di adolescenti convenuti da scuole sì diverse di 
coltura e profitto; esso riempie la lacuna che sgraziatamente 
lasciano sempre dietro di sé le scuole elementari delle nostre 
campagne. Eccezionalmente ne verranno dispensati quelli che 
in modo indubbio provassero di possedere quegli elementi, 
senza cui manca la condizione per ogni ulteriore ammaestra- 
mento. 

L'agricoltura, come era necessariamente a supporsi, è la 
base dell'istruzione di 1.° e di 2." grado: con questa diffe- 



— Ho — 
renza che, mentre le scienze della Fisica, della Storia natu- 
rale, della Chimica e della Meccanica agraria, hanno una se- 
parata esistenza nel 2.° corso, nel l.", invece, si comunicano 
nelle loro massime generalità, come preludio e introduzione 
allo stesso insegnamento dell'agricoltura. INè vi sgomenti che 
Fisica, e Chimica, e Meccanica siano comprese negli studii 
di 2." grado: senza gli elementi di quesle scienze non è pos- 
sibile ormai di veramente intendere i fatti dell'agricoltura. Pri- 
meggierà, però, sempre la considerazione dell'insegnamento 
speciale agricolo, e a questa considerazione obbediranno gli 
sviluppi, gli esempi e il metodo generale dell'esposizione. In 
tutti i tre anni del 1 ." corso vi ha un insegnamento teorico di 
agricoltura: esso deve elevarsi per gradi con l'aprirsi delle 
menti giovanili: pronunzia nel 1." anno le Nozioni somme di 
Fisica , Storia Naturale e Chimica ; nel 2." espone gli Elementi, i 
principii, le massime che reggono ogni operazione agricola; 
nel 3." fa vederne l'applicazione ai casi, ai luoghi, alle ope- 
re, ossia diventa un vero Corso elementare di agronomia. 
Accanto all'insegnamento teorico-agricolo vengono nei tre 
anni successivi gli esercizii delle composizioni gramaticali e 
della esposizione delle idee, gli elementi della Storia e Geo- 
grafia, la Contabilità e tenuta dei registri, gli elementi della 
Geometria e dell'Agrimensura e quelli della Veterinaria. 

Nell'insegnamento di 2.° grado le cognizioni si innalzano, 
e coir innalzarsi vieppiù si distinguono. Agli esercizii grama- 
ticali succedono gli elementi della Letteratura e della Storia : 
con la Contabilità e tenuta dei registri si collegano l'Ammi- 
nistrazione agricola e l'Economia rurale; le nozioni scientifi- 
che preliminari si suddistinguono nella Fisica, Geometria ed 
Algebra elementari. Storia naturale e Chimica: si succedono 
Agrimensura, Meccanica agraria e Costruzioni rurali ; e nell' ul- 
timo anno si insegnano gli elementi della Veterinaria. Il vero 
speciale insegnamento teorico di agricoltura estendesi agli ul- 



— na- 
timi due anni: nel più copioso sviluppo di questo 2.° corso, 
esso diventa quasi il centro di tutti gli altri studii , quello che 
su tutti gli altri si appoggia, e ne è quasi il riassunto e la 
concreta dimostrazione finale. 

E inutile più lungamente insistere a dimostrarvi l'economia 
e la ragione della divisione degli studii e degli insegnamenti. 
Come gli articoli dispositivi su questa materia, addizionali 
allo Statuto , chiaramente esprimono , la Commissione non fa 
che una proposta , e su tutti i particolari dell' organizzazione 
sono riservati i consigli di più profonda dottrina e dell'espe- 
rienza futura. Tuttavia non possiamo tacervi di alcuni principii 
che ci furono guida nella nostra proposta. A fianco dello spe- 
ciale insegnamento ponemmo nel 1." e nel 2." corso alcune 
materie di generale istruzione, perocché non dovevamo dimen- 
ticare che con l'agricoltore viene l'uomo e il cittadino. Ignorare 
gli elementi della storia, per esempio, è ignorare d'onde si ven- 
ne, ove si va : senza storia l'uomo credesi nato jeri, tutto chiuso 
nel breve giro dell' esperienza che dà un giorno di vita. Nel 
2." corso la storia diventa qualche cosa di più : insegna gli 
eventi, i nomi e le date famose negli annali dell'umanità e 
della nazione. La gramatica o il comporre nel 1.° corso, gli 
elementi delle lettere nel 2.° esercitano lo spirito, lo disno- 
dano e lo raggentiliscono. Oltracciò si ebbe mente a far sì 
che gl'insegnamenti, o le facoltà dello spirito per essi educate, 
non subissero il danno dell'interruzione: cosi l'Aritmetica 
prepara alla Contabilità, la Contabilità all'Amministrazione 
agricola, e questa va a finire con l'Economia rurale: la Geo- 
metria elementare conduce all'Agrimensura, e da questa si 
passa alla Meccanica agraria , e poi alla Idraulica agraria e 
Costruzioni rurali. La continuità o l'analogia nella succes- 
sione degli studii ci par principio fondamentale didascalico , 
da cui nessuno ordinamento potrà mai allontanarsi senza 
danno assai grave. 



— 47 — 

Nel programma che facesse compimento a questa relazione 
sarebbe luogo a dire del tema e delle parti principali di cia- 
scuno insegnamento, per fissare il confine e la differenza che 
passar deve tra gli studii analoghi, accennando i maestri e 
tutto quanto, provvedendo alla interna disciplina dello Sta- 
bilimento, giovi a farne comprendere l'attuabilità, mostran- 
dolo quale se oggi si vedesse in azione. Ripetiamolo, i parti- 
colari si devono addurre solo a modo di esempio e per convin- 
cere anche i più ritrosi, che non ci aggiriamo nel vortice di 
aspirazioni aeree, ma camminiamo con passo franco e sopra 
terreno accertato. È una proposta pratica, insomma, sebbene 
essa muova da principi! e formi un sistema. Là dovremmo, però, 
aggiungere una parola di piìi sulla sostanza degli insegnamenti 
che alla prima non potessero parer dal titolo abbastanza de- 
terminati. Diremmo, a mo' d'esempio, che l'Amministrazione 
agricola espone le diverse contrattazioni agrarie, le nozioni 
giuridiche ed amministrative sulla proprietà, sulle servitù, 
sulla giurisprudenza delle acque, sulla materia dei possessi, 
e sullo stile da usarsi nella pratica degli affari; e che nell'Econo- 
mia rurale, poi, si deve discorrere della produzione agricola;, 
delle leggi e condizioni che la favoriscono, del prezzo delle 
derrate, dell'influenza che sull'agricoltura hanno le strade, 
il credito, le uionete: si deve trattare del catasto, delle leggi 
comunali, del diritto pubblico amministrativo, delle attinenze 
che r agricoltura ha coli' industria e col commercio, e dei 
sussidii che ne riceve. 

Ma degli sludi e degli insegnamenti, basti per questa som- 
maria relazione. Tanto più che tutto ciò dipende da regole e 
da modificazioni ulteriori. Pure noi abbiamo presupposto , a 
garanzia di quella giusta sollecitudine , di cui dissimo più 
addietro , che integra abbia sempre a rimaner la sostanza del 
presente ordinamento, e per sostanza intendiamo i due gradi 
dell'istruzione e il complesso delle materie su cui versa : il 



— US — 
complesso, non l'ordine, cioè, né il titolo delle scuole spe- 
ciali. E volendo far la minore violenza possibile al futuro, fis- 
sammo alcuni casi gravi, in cui anche la sostanza di questi 
ordini potesse modificarsi dagli Azionisti riunili in generale 
Assemblea : e sono tra questi casi gravi la perdita del fondo 
totale di sovvenzione, l'essere uno dei due gradi senza accor- 
renti a frequentarlo , un mutamento delle altre scuole medie 
tecniclie e ginnasiali, e finalmente la fusione dei due gradi 
in un solo sistema di speciale educazione agricola. Poiché , 
diciamo aperto il pensiero della Commissione , i due gradi 
sono una condiscendenza alle circostanze locali , alle condi- 
zioni nostre del presente : diffondendosi le cognizioni e la col- 
tura, anche la umile famiglia campagnuola aspirerà a più alta 
preparazione , e vorrà sforzarsi a percorrere i due gradi. Al- 
lora forse sarà tempo di compenetrare gli sludii, sicché ab- 
biano a formare un solo corso, coordinandosi in un solo 
sistema. 

Il vantaggio, però, dello Stabilimento d'istruzione collocato 
presso il latifondo di Corte del Palasio in ciò sta principal- 
mente , perché qui la scuola può avvalorarsi col quotidiano 
esempio dei campi. Fu quindi predisposto perclié gli allievi 
non prestassero solo una materiale assistenza ai fatti agri- 
coli , ma ne penetrassero le ragioni e il legame. Gli stessi 
maestri, informali dal Direttore di ciò che si effettua di più 
interessante a tempi diversi sul latifondo , conducono i gio- 
vani a veder le operazioni , e ne riassumono loro l' economia 
con quel linguaggio, a cui li viene addestrando la esposizione 
delia-scuola. La lezione pratica di agricoltura consisterà, dun- 
que , principalmente nel ragionato additare dei fatti che si 
compiono: potrà consistere in molla parte, però, anche nel- 
r effettivo lavoro. 

Giacché tocchiamo a questo argomento del lavoro, affret- 
tiamoci a dirvi che a quest'ora non abbiamo voluto kisin- 



— Il9 — 
garci di una speranza che somigliasse ad un' illusione ; non 
abbiamo calcolato, cioè, che esso fosse di alcun profitto econo- 
mico alla Associazione e allo Stabilimento. Tenemmo utile ob- 
bligare gli allievi al lavoro, ma solo pel fine della loro stessa 
istruzione: perocché nulla praticamente si impara, se non si 
stende e si addestra la mano alle opere ; né si ponno dirigere 
le opere agricole, se con la perizia del comando non si possiede 
la perizia dell'esecuzione. Però nel primo corso gioverà forse 
accrescere in qualche misura gli obblighi del lavoro per 
quelli, a cui una più umile condizione rese familiari le fatiche 
campestri, e che la fortuna angusta astringesse a domandare 
una diminuzione dell'annuo contributo. Ma su ciò non insi- 
stemmo come su base precipua: a fatto comune, normale, si 
è creduto che lutti gli allievi pagherebbero per l'istruzione 
e pel mantenimento una pensione annua, graduabile dalle 
lir. 400 alle 800, a seconda dei corsi e dell'età, pensione che 
si volle non impossibile alla fortuna di chi debbe pagarla , 
e neppure tanto tenue da diventare una vera beneficenza. 
La tenuità delle pensioni, oltre al rendere malcerte le con- 
dizioni economiche dello Stabilimento, avrebbe un ancor 
più grave danno. Attirerebbe con allettativa artificiale a una 
data occupazione ed industria più persone che le condizioni 
naturali del paese non comportino : affollerebbe una carriera 
per lasciarne vuote molte altre , con danno del pubblico e 
degl'individui, che presto si sentirebbero anche qui travolti 
in una concorrenza affannata e rovinosa. 

Per completare quanto si attiene al lavoro degli allievi, 
dobbiamo soggiungere che noi crediamo l'opera loro di utile 
prestazione in ciò che tocca al giardinaggio e all'orticoltura; 
e dobbiamo pure soggiungere che in certi limiti la spuola 
deve avere una succursale porzione di terreno pei misurati 
scientifici esperimenti delle cose nuove , prima eh' esse si 
avventurino alla pratica in grande, all' industria. Ma poiché 



— so — 

qui ritornavano i pericoli e i dubbi che si trascendessero i 
voluti confini, e perchè mai non avessero a confondersi i due 
scopi della proposta Associazione, predispose il progetto che 
per lo Stabilimento d' istruzione si assegni a contiguo orto 
qualche tratto di terreno, su cui si eserciti la scuola pratica 
dell'orticoltura o del giardinaggio, e si sperimentino le novità 
delle specie e delle coltivazioni: ma di tale terreno si deve 
fissare il conveniente affitto, che lo Stabilimento pagherà alla 
Associazione, a quello solo riferendosi i dipendenti utili ed i 
dispendii. 

L'attuazione dello Stabilimento sarà graduale, successiva, 
come lo comportano i bisogni. Comincerà tosto col primo e 
col secondo corso, nella speranza che a quest'ultimo riflui- 
scano i giovani che in altre scuole ottennero , come già si 
disse, la necessaria preparazione. I maestri dovranno assu- 
mersi in via successiva, e con lo estendersi dello stabilimento: 
l'Ispettore dovrà regolare la distribuzione degli ufficii e delle 
scuole fra i maestri , e ciò sarà delicata incombenza , sopra- 
tutto nel periodo della transizione , fino alla piena effettua- 
zione del piano proposto. Incombenza dilicata, non eccessiva: 
e a prova di ciò potremmo addurre l'esempio di altre scuole me- 
die, dove ai direttori è continuamente fidato di misurare gl'in- 
segnamenti alle capacità ed alle altre circostanze degli inse- 
gnanti. E il principio è buono, perocché in materia d' istru- 
zione i poteri discrezionali e la sapiente contemperanza del- 
l'arbitrio meglio giova che la rigidità delle forme e delle 
scheletrali discipline. 

Resta l'ultima domanda, la più interessante, forse, a cui si 
risponda in codesto argomento. Il locale dell'Abbadia di Cer- 
reto, quale oggi si trova, e un fondo di lir. 200,000, crede 
la Commissione sieno condizioni economiche sufficienti per 
dar vita allo Stabilimento proposto? Qui i preventivi abbrac- 
ciano elementi infinitamente aleatorii, e però la persuasione 



— Bi — 

della Commissione è nei limiti di una persuasione morale , 
profonda, accertata, ma pur difficilmente traducibile in cifre. 
Tuttavia, noi ci siamo formata questa persuasione anche con 
dei calcoli, sebbene basati sopra dati ipotetici e per essenza 
sfuggevoli. Qual è il numero sperabile degli allievi che fre- 
quenteranno l'uno e l'altro corso ? Qui è la più grande incer- 
tezza, qui sorge l'ambiguità delle speranze e dei timori. Ma 
notate vantaggio veramente considerevole. La somma capitale 
di lir. 200,000 provvedere, per massima parte, all'adattare 
il fabbricato e le abitazioni ed a dotare le scuole : ma, se noi 
renderemo pubblico invito ad inoltrare qualche tempo prima 
ìe domande di ammissione, potremo sempre in proporzione 
al concorso regolare gli acquisti, i progetti e le spese. Non 
meditiamo colossali edificii e archetipi di perfezione ideale; 
ma prudente e successivo ingrandire con l'adesione del paese 
e il concorso degli apprendenti. Lasceremo sempre l' adden- 
tellato materiale e il morale : saremo un poco agricoltori an- 
che in materia di educazione, e tenteremo il terreno prima 
di profondervi tutti i nostri capitali. Del resto, non tocche- 
remo qui che una considerazione. Dato il gratuito uso del- 
l'edificio e dell'area dell'Abbadia , data la somma delle lire 
200,000 di sovvenzione, lo Stal3ÌIimento debbe con le annue 
pensioni coprire l'annua spesa richiesta a nutrire gli alunni ed 
istruirli. Mille stabilimenti sussistono che non hanno i lauti 
beneficii a questo accordati; or perchè questo non potrebbe 
reggersi ? E non reggesse pure : sapete quale conclusione 
noi ne trarremmo? il paese non assente il bisogno della 
istruzione agricola, o il pensier nostro è falsa nei suoi fon- 
damenti: nell'uno e nell'altro caso, a che più ostinarci in una 
opera deserta o condannata dalla pubblica opinione ? Sì : 1 
vantaggi economici fissati allo Stabilimento d'istruzione deb- 
bono bastare all'assunto , se il pensier di esso è pensiero vi- 
tale : se ciò non è, lo spendere di più nulla muta , come noa 



— 52 — 
riempiesi il vaso di Danae per acqua che vi si versi, né ca- 
lcile artificiale vince il destino di ciò die nacque col germe 
insito della morte. 

Potremmo qui indugiare a dirvi dei vantaggi morali ed eco- 
nomici, che noi crediamo potersi conseguire per la Lombardia 
dal proposto insegnamento agricolo; dell' influsso che i lumi, al 
conlatto della saggia tradizione , eserciteranno nei progressi 
dell'agricoltura e della ricchezza nazionale; potremmo dirvi 
del mutamento profondo che apporterebbe nelle campagne 
lombarde lo spandersi di una nuova generazione, innal- 
zata con l'intelligenza a più grande amore del paese e più 
squisito senso dell' onestà ; potremmo dirvi della emulazione 
che s'introdurrebbe nei rapporti economici, della mansuetu- 
dine nei rapporti morali , e di tutta la salutare influenza che 
può sperarsi da nuove e più eulte consuetudini ; potremmo 
dirvi dell' onore di fondare un tale Stabilimento , unico forse 
nella sua complessiva contestura, frequentalo altresì verisi- 
milmente dagli stranieri , desiosi di apprendere i migliori si- 
stemi delie-nostre coltivazioni irrigue ; ma noi prendiamo in- 
vece a considei'are le cose da un lato affatto opposto , e ci 
domandiamo, se con lo Stabilimento di Corte del Palasio lutto 
è fatto, che deve e può farsi per la istruzione delle classi 
agricole di Lombardia , e per la più ampia diffusione delle 
cognizioni utili all'agricoltura? 

E qui la nostra risposta è chiara e precisa : non tutto sarà 
fatto, e molto resterà a farsi ancora. Dall'una parte resta 
tuttora intatto il quesito rispetto alla classe dei coltivatori 
che non ponno staccarsi dalle loro sedi e inviarsi a scuole 
lontane. Al contadino, però, affermiamolo pure, bisogna una 
educazione morale e intellettuale, più che una speciale agri- 
cola: e questa pur gli bisognasse, gli verrà compartita per 
gradi da chi lo veglia e dirige. In ogni caso, questo quesito 
non si risolve, se non con le sapienti istituzioni disseminate 



— 53 — 
su tutto il paese. Dall'altra parte vi ha tutto l'aumento dei 
lumi che debbe procacciarsi a quella parte della possidenza che, 
intenta ad altri ufficii civili, non può frequentare, né frequen- 
terà mai le scuole di Corte del Palasio : vi ha tutta la conti- 
nua educazione degli agricoltori che già dirigono le aziende 
rurali , oltre a quella degli apprendenti ; vi hanno gli studii 
comparativi e le esperienze ripetute nei luoghi diversi; vi ha 
la necessità delle pubblicazioni periodiche, dei ritrovi, delle 
esposizioni agricole, di queste splendenti solennità del lavoro, 
che ameremmo veder introdotte anche nel nostro paese. Vi 
ha tutto un ordine di cognizioni e di impulsi che, esigendo 
un'azione sparsa e di natura disparata , non ponno essere 
utilmente somministrati, se non da una qualche altra Associa- 
zione agraria, di cui forse fra noi si matura il pensiero, men- 
tre la Associazione agricola di Corte del Palasio è per indole 
sua localizzata, con azione e scopo prefisso, sebbene nelle sue 
conseguenze oltre misura feconda. 

Ciò doveva la Commissione additare per due motivi : pri- 
mo, perchè il conflitto degli intendimenti e dei pensieri fa- 
cesse luogo ad una più giusta considerazione del campo di- 
verso che può essere riservato ad ognuna delle istituzioni pro- 
movilrici dell'agricoltura. Poi, perchè 1' Associazione perma- 
nente, diffusa, dei possidenti e degli agricoltori, pei fini mo- 
rali ed economici che con la industria madre delle industrie 
stanno intimamente collegati, è la speranza, il sostegno, il 
complemento dell'edificio che da noi venne fin qui delineato. 
A chi meglio che ad un'Associazione agraria lombarda o alle 
Associazioni agrarie lombarde, converrassi , con lo sciogliersi 
dell'Associazione agricola di Corte del Palasio, di raccogliere 
il patrocinio e la direzione del suo vasto Stabilimento? Se 
questo Stabilimento non esistesse , non sarebbe forse tra i 
fini di una illuminata Associazione agraria quello di metter 
mano a crearlo? L'Associazione agricola di Corte del Palasio 



— 84 — 
avrà il vantaggio di presentarlo già beli' e creato. I\oi, pre- 
vedendo fino all'ullirao il caso del conflitto dei due interessi 
a cui la proposta attuale è rivolta, e non volendo che la So- 
cietà liquidatrice usufruttasse il desiderio dell'Associazione 
offerentesi a raccoglierne l'eredità, per elevare ingiuste pre- 
tese, creammo per questa un diritto di prelazione all'acqui- 
sto del fabbricato, dei mobili e dei gabinetti, sulla base del 
prezzo di stima. Non ha poi d'uopo di altro commento, dopo 
ciò che si disse, il disposto che tutte le donazioni, i legati 
ed i vantaggi, che venissero per qualsiasi via dati da terzi allo 
Stabilimento , gli sieno in modo irrevocabile vincolali, sicché 
né figurino tra le attività sociali, né a loro si stenda l'effetto 
del rimborso, a cui pure lo Stabilimento é tenuto verso l'Asso- 
ciazione agricola di Corte del Palasio. Ricordiamo in fine , 
(perdono al tornare pili volte sopra una medesima idea), che 
tutti questi sviluppi dell' insegnamento si aggirano entro una 
cifra invariabile di aggravio, né mai ponno volgersi contro 
il fine industriale della Società , fatto inviolabile dalla pre- 
fissa misura della sovvenzione. E ricordiamo che, se la diver- 
genza dei due fini facesse insuperabile inciampo ; o se pure 
paresse, ancor prima che abbia termine la speculazione, più 
utile affidare lo Stabilimento a una persona morale avente 
l'esclusivo scopo di incoraggiare ed istruire, la provvidenza 
fu accennata e concessa dallo Statuto sociale. Noi non vor- 
remmo , insistendo di più sulla facoltà di sciogliere la col- 
leganza dei due fini , infirmare di contrarie previsioni la 
nostra medesima proposta : pure col tenere aperta anche que- 
sta via, ci parve di poter acquietare pur quelli che su questo 
punto fossero più timorosi. 

CONCLUSIONE. 

Vi abbiamo offerto in riassunto i dati sul tornaconto indu- 
striale, gli elementi dello Statuto e la proposta dell'insegna- 



— 155 — 
nienlo agricolo. Ora verrà rimesso al supremo gìudicio del pub- 
blico il dar vita all'Associazione agricola che avrà nome dal 
lenimento di Corte del Palasio. È un nuovo esempio d' intra- 
presa industriale, non Io neghiamo, e più nuova ancora è la 
alleanza d'uno scopo industriale con uno di educazione. Forse 
avremmo anche potuto insistere, e mostrarvi che non è invero- 
simile attendersi dallo Stabilimento d'istruzione altra fonte 
di lucro. Ma questo ultimo supposto non venne neppure esa- 
minato , tanto ci parve necessario di non mettere insieme i 
due elementi che noi stessi abbiamo separati. Un pregiudizio 
può forse esistere in paese contro un'intrapresa collettiva di 
industria, perchè qui molte altre rovinarono o vivono disa- 
giate; ma si pensi che, mentre per aitile industrie avemmo 
quasi sempre ricorso a direzione e mente straniera, in questa 
dell'agricoltura possiamo far conto sulle cognizioni e sulla 
esperienza nostra. Si pensi che l'attuale proposta non si fonda 
sopra il frutto sperato di radicali innovazioni agricole, di tentate 
nuove coltivazioni, o totale rivolgimento delle rotazioni con- 
suete. Noi vogliamo applicare su basi larghe e con mezzi suf- 
ficienti i dettami della pratica più solerte e illuminata. Gli 
azzardosi e costosi miglioramenti non si rifiutano , ma sono 
subordinati : sicché ponno allargarsi , se convalidati dal suc- 
cesso ; ristringersi , se malcerti ; niai, però, tanto prevalgono, 
da perturbare le basi economiche essenziali dell'intrapresa. 

La Commissione, dopo avervi lungamente parlato intorno 
alla convenienza ed alla attendibilità della sua proposta , vi 
deve pure ricordare l' estrema urgenza da cui è sospinta , e 
la necessità che proeeda sollecito il corso aWa attuazione. U 
contratto eoncbiuso col proprietario Marchese Trivulzi© ha una 
vicina scadenza ; e il periodo di nove mesi dal medesimo con- 
cesso si dovette esaurire in parte negli sludii, di cui oggi vi 
offrimmo i risultati. E fu veramente prova della grande sol- 
lecitudine che anima il prefato Marchese Trivulzio a riguarda 



— 56 — 
della vagheggiata istituzione, l'aver il medesimo voluto assu- 
mere un obbligo unilaterale verso una persona giuridica an- 
cor non nata , affinchè ci fosse pure un punto di partenza , 
un fondamento ragionevole di qualsiasi proposta. Ma l'esten- 
sione dell'obbligo contratto e gli interessi soffrenti per una 
più lunga sospensione addimandano che oggi non si infram- 
metta tempo, sia per conseguire la superiore autorizzazione , 
sia per fare appello al concorso della pubblica opinione e dei 
capitali. Però i Membri della Commissione, l'originario pro- 
ponente ingegnere Reschisi e l'autore del rapporto, costituen- 
dosi insieme promotori dell'Associazione agricola lombarda di 
Corte del Palasio, hanno deliberato di presentare all'I. R. 
Luogotenenza l'istanza per l'approvazione ; e si propongono a 
un tempo di assumere gli alti occorrenti a mantenere ferme 
le basi della presente proposta, ed a tradurla in effetto, met- 
tendo alla pubblica concorrenza la sottoscrizione delle azioni, 
e convocando la prima adunanza degli Azionisti, in coerenza 
a quanto lo Statuto medesimo prescrive. 



I Promotori, incoraggiati a continuare nel proprio intendi- 
mento da quell'Adunanza di onorevoli cittadini , a cui prima si 
indirizzò la loro Relazione, sussidiati per le spese a ciò richieste 
da una sottoscrizione volontaria apertasi nell'Adunanza mede- 
sima, si valgono ora della pubblicazione a slampa per pro- 
cacciare alla intrapresa il concorso del favore cittadino e dei 
capitali. 1 promotori pensano che, mentre da una parte si esau- 
riscono le pratiche occorrenti a conseguire la superiore au- 
torizzazione , si prepara per questo mezzo della pubblicità 
l'adesione concorde , che permetterà la più rapida affluenza 
alla sottoscrizione. Essi hanno fede, oltracciò, che non solo i 
nostri concittadini di tutte le provincie lombarde, e spe- 



— 57 — 
cialmente gli interessati nella prosperità della nazionale agri- 
coltura , ma ben anco i Comuni, i Municipj, le Provincie e gli 
Istituti morali vorranno associarsi in una intrapresa che offre 
piena sicurezza al capitale impiegato e 1' allettativa di con- 
correre al fondamento di una poderosa e splendida istituzione. 

Ing. Calvi Anastasio \ 

Avv. Gio. Batt. Imperatori / Membri 

Ing. Gio. Batt. Mazzeri \ della Commissione 

Ing. Carlo Possenti \ referente 

Dott. Francesco Restelli j 

Ing. Antonio Resciiisi , originario proponente 



Dott. Antonio Allievi, Relatore per la Commissione. 



©i^DsiPiii^^d) B iaitiis^iirp^(D 



DEI 



BILANCI PREVENTIVI. 



00 — 



AftiTO 

^' " PROSPETTO DELL' ATTIVO E PASSIVO 

- da cui comincia per gli effetti 

Valore capitale del fondo : Prezzo da sborsarsi al 

sig. Marchese Trivulzio L. 2,000,000 

Addizionale prezzo di N. 20 azioni a favore dello stesso» 20,000 
Spese per tasse e contrattazione » 90,000 

Totale L. 2,110,000 

BILANCIO DEL 
Dall' 11 novembre 18t»i> 
Valor capitale del fondo colle spese di tasse e di 

contrattazione, come dal Bilancio precedente L. 2,110,000 
Prezzo approssimativo dei mobili da rilevarsi e de- 
gli oggetti di arsenale « 1B,000 

Simile delle scorte, allegato A » 31,308 

L. 2,186,303 

BILANCIO DELLE RENDITE 
Dall' n novembre i8oo 
Rendila degli affitti in corso, e dei fondi condotti 

ad economia, allegato C L. 126,3!).'> 

Perdita a pareggio delle spese, come contro . . » 38,872 



L. 164,963 



— 61 — 

Passivo 

SOCIALE ALL' 11 NOVEMBRE 18S5, ^ ^ 

economici V esistenza della Società. 

Alsig. Marchese Trivulzio per il prezzo del fondo L. 2,000,000 

Al medesimo per N. 20 azioni » 20,000 

Spese per tasse e contrattazione » 90,000 



Totale L. 2,110,000 

CAPITALE SOCIALE 

all' 41 novembre lUo6. 
Per residuo debito sul prezzo d'acquisto . . . L. 1,700,000 

Versamenti degli Azionisti » 418,399 

Anticipazioni da retrocedere ai filtabili, Allegato A » 57,906 



L. 2,156,30S 



E SPESE ANNUE CORRENTI 
all' 11 novembre 18o6, 
Interessi del residuo debito sul prezzo d' acquisto 

diL. 1,700,000 in ragione deU Vi per o/o . . L. 72,250 
Interessi agli Azionisti sulle versate L. ft 18,3 9 9 al 4 % » 16,733 
Carichi erar. e com. a e. 35, Se. llb/m L. 38,000 
Spese di amministrazione. Allegato B » 26,600 

Assicurazione per gli incendi in ragione di 

cent. 6 alla pert., peri. 23,000 . . » 1,380 

L. 65,980 » 65,980 



Riparaz. annuali ai caseggiati a e. 50,pert. 20,000, 
esclusi i boschi » 10,000 

L. 164,965 



62 — 



Attivo 

^ ^ '^ BILANCIO DEL 

DalV H novembre I80G 

Valore del Fondo e Scorte, come dal precedente 

bilancio . . L. 2,156,305 

Spese capitali di Scorte » 170,131 

Per rescissione di contratti d'affitto e gratifica- 
zioni " 100,000 

Riadattamenti ai caseggiati ed edificj , . . . " 48,000 

Piantagioni " 14,000 

Sistemazione di cavi " 8,000 

L. 2,490,439 
Perdita sull'esercizio dell' anno precedente . . » 58,872 

L. 2,829,011 

BILANCIO DELLE RENDITE 
Dall' 11 novembre 3850 

Rendita dei fondi condotti a economia L, 60,404 
Simile dei fondi affittati . . . . « 63,247 

Perdita a pareggio colle spese " 81, '4 31 



L. 178,082 



— 63 — 

Passivo 

CAPITALE SOCIALE 
all' H novembre 1837. 

Residuo debito sul prezzo d'acquisto . . . . L. 1,300,000 

Versamenti degli Azionisti » 993,518 

Anticipazioni da retrocedere ai fittabili . . . « 35,'t96 



L. 2,B29,011 



E SPESE ANNUE CORRENTI 

aW 11 novembre 1837. 

interessi sul residuo prezzo d'acquisto di L. 1,500,000 

al 4 Vi per 100 L. 63,750 

Agli Azionisti sulle versate L. 993,515 al 4 per 100 » 59,740 

Pei carichi^ amministrazione ed assicurazione per 

gli incendi, come dal Bilancio precedente . . •■' 65,980 

Riparazioni ai caseggiati sui residui fondi d'affitto 

pert. 11,225 a cent. 50 . >> 5,612 

L, 175,082 



Cì'i 



AtiÌTO 

-"-^^ BILANCIO DEL 

Ball' H novembre 18.^7 

Valore del Fondo , Scorte e Spese per migliorie , 

come dal precedente Bilancio L. 2,^1 90,43 9 

Spese capitali di Scorte " 38,330 

Riadattamenti ai caseggiati i • " 20,000 

Piantagioni » 8^000 

Sistemazione di cavi e marcite ...••• " 10,000 

L. 2,866,769 
Perdita sull' esercizio anteriore al pre- 
cedente L. 38,572 

Simile sull'esercizio precedente . • " 81,451 

Totale perdita L. 90,005 » 90,003 
L. 2,686,772 

BILANCIO DELLE RENDITE 
Dall' 11 novembre i8o7 

Rendita dei fondi condotti ad economia L. 79,308 
Simile dei fondi affittati .... » 89,606 

L. 138,9H L. 138,011 

Perdila a pareggio delle spese » 40, 4H 

L. 179,528 



— 65 — 

CAPITALE SOCIALE 
air 11 novembre 18o8. 

Residuo debito sul prezzo d'acquisto .... L. 1,500,000 

Versamenti degli Azionisti « 1,322,876 

Anticipazioni da retrocedere ai fìttabili . . . " 33,896 



L. 2,656,772 



E SPESE ANNUE CORRENTI 
aW 11 novembre 1858. 

Interessi sul residuo prezzo d'acquisto di L. 1,300,000 

al 4 ^/^ per 100 L. 55,250 

Agli Azionisti sulle versate L. 1,322,876 al 4 per 100 » 52,915 

Carichi, amministraz. eassicur, come negli anniprec. » 65,980 
Riparazioni ai caseggiati sui residui fondi affittati 

Pert. 10,361 a cent. 60 « 5,180 

L. 179,325 



BILANCIO DEL 
Dall' 11 novembre I808 

Valore del Fondo, Scorte e Spese per migliorie, 

come dal precedente Bilancio L. 2,566,769 

Spese capitali di Scorte » 127,857 

Riadattamenti ai caseggiati . . . . . . . » 20,000 

Piantagioni " 8,000 

Sistemazione di cavi e marcite » 10,000 

Anticipazione al Collegio d'istruzione, prima rata « 50,000 

L. 2,782,626 
Perdite sugli esercizj anteriori al prec. L. 90,015 
Simile sull'esercizio precedente . . » 40,414 

L. 130,417 » 130,417 

L. 2,913,043 

BILANCIO DELLE RENDITE 
Dall' 11 novembre I808 

Rendita dei fondi condotti ad economia L. 123,189 
Simile di quelli affittati .... « 40,826 

L. 164,015 L. 164,015 

Perdita a pareggio delle spese ....... 23,777 



L. 187,792 



— 67 — 

Passivo 

CAPITALE SOCIALE 

all' Il novembre 1839. 

Residuo debito sul prezzo d'acquisto . . . . L. 1,100,000 

Versamenti degli Azionisti « 1,790,947 

Anticipazioni da retrocedere ai fìttabili . . . " 22,096 



L. 2,913,043 

E SPESE ANNUE CORRENTI 
air 11 novembre 18o9. 

Interessi sulle L. 1,100,000 residuo prezzo d'ac- 
quisto al 4 V/, per 100 ...... L. 46,780 

Agli Azionisti sulle versateL.1,790,947 al 4perl00» 71,637 

Carichi, amministrazione, assicurazione, come negli 

anni precedenti " 65,980 

Riparazioni sui caseggiati dei residui fondi d'af- 
fitto Pert. 6881 a cent. 80 " 3,428 

L. 187,792 



- 68 - jl 

AttiTO 4j 

^ ^' BILANCIO DEC 

Dall' lì novembre 1830 

Valore del Fondo , Scorte e Spese, come dal pre- 
cedente Bilancio L. 2,782,620 

Spese capitali di Scorte « 30,260 

Riadattamenti ai caseggiati » 15,000 

Piantagioni » 8,000 

Sistemazione di cavi e marcite » 40,000 

Anticipazione al Collegio d' istruzione; seconda rata » 80,000 

L. 2,89S,886 
Perdite sugli esercizii anteriori al 

precedente L. 130,417 

Simile suir esercizio precedente . . « 23,777 

L. 184,19* y 154,194 

L. 3,050,080 

BILANCIO DELLE RENDITE 
Dall' 11 novembre 18ot) 

Rendita dei fondi condotti in economia L. 1 44,247 
Simile di quelli affittati « 38,256 

L. 182.505 L. 182,503 

Perdita a pareggio delle spese » 10,385 

L. 192,888 



69 



Passi To 

CAPITALE SOCIALE 
all' H novembre 18G0. 

liesiduo debito sul prezzo d' acquisto . , . . L. 900,000 

Versamenti degli Azionisti « 2,1 2 9,96 «t 

Anticipazioni da retrocedere " 20,116 



L. 3,080,080 



E SPESE ANNUE CORRENTI 
all' 11 novembre 1860. 

Interessi sul residuo prezzo d'acquisto di L. 900,000 

al ^ V4 per 100 L. 38,>i00 

Agli Azionisti sulle versate L. 2,129,964 al 4 per 100 n 88,198 

Carichi, amministrazione, assicurazione come sopra » 65,980 

Riparazioni sui residui fondi d'affitto ....>' 3,210 

L. 192,888 



— 70 — 

' ^ BILAINCIO DEL 

Dall' 11 novembre 1860 

Valore del Fondo, Scorte e Spese, come dal Bilan- 
cio precedente L. 2,898.886 

Spese capitali di Scorte . » 5,000 

Riadattamenti ai caseggiati » 1K,000 

Sistemazione di cavi e marcite »> 10,000 

Anticipazione al Collegio d'istruzione; terza rata » BO.OOO 

L. 2,978,886 
Perdite sugli esercizii anteriori al pre- 
cedente L. 18^^,194 

Simile suir esercizio precedente . »' 10,388 

L. 164,879 » 164,879 

L. 3,U0,468 

BILANCIO DELLE RENDITE 
Dall' 11 novembre 1860 

Rendita dei fondi condotti in economia L. 147,214 

Simile di quelli affittati » 56,256 

L. 185,480 L. 185,480 

Perdita a pareggio delle spese " 12,114 

L. 198,864 



— 71 — 

Passivo 

CAPITALE SOCIALE 
all' 11 novembre 1861. 

Residuo debito sul prezzo d'acquisto . . . . L. 700,000 

Versamenti degli Azionisti » 2,420,489 

Anticipazioni da retrocedere « 19,976 



L. 3,140,465 



E SPESE ANNUE CORRENTI 
all' 11 novembre 1861, 

Interessi sul residuo prezzo d'acquisto di L. 700,000 

al 4 V4 per 100 L. 29^750 

Agli Azionisti sulle versate L. 2,420,489 al 4 per 100 » 96,819 

Carichi, amministrazione, assicurazione come sopra « 65,980 

Riparazioni sui residui fondi affittati . . . . >» 3,015 

L. 195,564 



72 



AttiTO 

" ^ BILANCIO DEL, 

Dall' 11 novembre 1861 

Valore del Fondo e Spese, come dal Bilancio preced. L. 2,978,886 

Spese capitali di Scorte w 31,630 

Biadattamenti ai caseggiati « 10,000 

Sistemazione di cavi e marcite » 10,000 

Anticipazione al Collegio d' istruzione; quarta rata » 50,000 

L. 3,077,616 
Perdite sugli esercizii anteriori al pre- 
cedente L. 16^,879 

Simile suir esercizio precedente . . » 12,114 

L. 176,695 » 176,693 

L. 5,284,209 

BILANCIO DELLE RENDITE 
DalV 11 novembre 1861 

Rendita dei fondi condotti in economia L. 160^700 
Simile di quelli affittati .... » 32,306 

L. 195^006 L. 193,006 

Perdita a pareggio delle spese » 6,366 

L. 199,372 



— 73 — 

^ Passivo 

CAPITALE SOCIALE 
all' 11 novembre 1862. 

Residuo debito sul prezzo d'acquisto . . . . L. 500,000 

Versamenti degli Azionisti » 2,756,933 

Anticipazioni da retrocedere . « 17,276 



L. 3,254,209 



E SPESE ANNUE CORRENTI 
all' 11 novembre 1862. 

Interessi sul residuo prezzo d' acquisto di Lire 

500,000 al H- Vi per 100 L. 21,250 

AgliAzionistisulle versate L. 2,736,933 aH per 100 » 109,477 

Carichi^ amministrazione, assicurazione, come sopra » 65,980 

Riparazioni sui residui fondi affittati .... » 2,665 

L. 199,572 



74 



AUì\o 

^ " ^ BILANCIO DEL 

Dall' 11 novembre 1862 

Valore del Fondo e Spese, come dal Bilancio preced. L. 5,077,bl6 

Spese capitali di Scorte >' B 6,3 SI 

Riadattamenti ai caseggiati « 30,000 

Sistemazione di cavi e marcite *' 10,000 

L. 3,173,867 
Perdite sugli esercizii anteriori al pre- 
cedente L. 176,693 

Simile suir esercizio precedente . . » 6,366 

L. 183,059 « 183,0K9 
L. 5,3B6,926 

BILANCIO DELLE RENDITE 
Ball' 11 novembre 1862 

Rendita dei fondi condotti in economia L. 178,108 
Simile di quelli affittati . . . • » 25,926 

L. 201,034 L. 201,034 

Perdita a pareggio delle spese « 1,474 

L. 202,508 



— 78 — 

Passilo 

CAPITALE SOCIALE 
air 11 novembre 1865. 

Residuo debito sul prezzo d'acquisto , . . . L, 500,000 

Versamenti degli Azionisti • " 5,0/t2,6BO 

Anticipazioni da retrocedere " lft,276 



L. 3,356,926 



E SPESE ANNUE CORRENTI 
■all' 11 nooembì^e 1865. 

Interessi sul residuo prezzo d'acquisto di L. 500/m. 

al i\. y^ per 100 L. 12,750 

Agli Azionisti sulle versate L. 3,042,650 al 4 per 100 » 121,706 

Carichi, amministrazione, assicuraz., come sopra » 65,980 

Riparazioni sui residui fondi affittati . . . . « 2,072 

L. 202,508 



— 76 



Attivo 



BILANCIO DEL 
DaW 11 novembre 18G5 



Valore del Fondo e Spese, come dal Bilancio preced. L. 3,1 73,867 

Spese capitali di Scorte " 5,000 

Riadattamenti ai caseggiati " 5,000 

Sistemazione di cavi e marcite » 10,000 

L. 3,191,867 
Perdite sugli esercizii anteriori al pre- 
cedente L. 183,059 

Simile suir esercizio precedente . " 1,47't 

L. 184,533 » 184^,553 
L. 3,576,it00 

BILANCIO DELLE RENDITE 
Dall' 11 novembre 1865 

Rendita dei fondi condotti in economia L. 177,974 

Simile di quelli affittati ...» 25,326 



L. 203,300 



— 77 — 

■ ■ ■■■I M I» I 

Passivo 

CAPITALE SOCIALE 
air iì novembre 1864. 

Residuo debito sul prezzo d'acquisto . . . . L. 100,000 

Versamenti degli Azionisti . » 3,200^000 

Debito assunto verso Terzi ^' 62,349 

Anticipazioni da retrocedere " 14,051 



L. 3,576,400 



:e spese AN^UE correnti 

all' 11 novembre 1864. 

Interessi sul residuo prezzo d'acquisto di 100,000 

al 4 V4 per 100 L. 4,250 

Agli Azionisti sulle versate L. 3,200,000 al 4 peri 00 » 128,000 

Ai terzi creditori sulle L. 62,349 . . . ^^ . » 2,493 

Carichi, amministrazione, assicurazione, come sopra » 66,980 

Riparazioni sui residui fondi affittati .... » 2,029 

Utili a pareggio delle rendite, come contro . . » 548 



203,300 



78 



Jkiil\o 



BILANCIO DEL 
Dall' 11 novembre 1864 



Valore del Fondo e Spese, come dal Bilancio preced. L. 5,191,867 
Spese capitali di Scorte " 9,000 

L. 3,200,867 
. . » 184,553 



Perdite sugli esercizii anteriori al 1863 



L. 5,58b,400 



BILANCIO DELLE RENDITE 

Ball' 11 novembre 1864 



Rendita dei fondi condotti in economia 
Simile di quelli affittati .... 



L. 182^7091, 
" 24,320 ■' 



L. 207,029 



— 79 — 

Passivo 

CAPITALE SOCIALE ^~ 

all' lì novembre 186S. 

Agli Azionisti L, 5,200,000 

Debito verso Terzi " 170,801 

Anticipazioni da retrocedere " 14,0bl 

Utili sull'esercizio dell'anno precedente ..." b48 



L. 3,388,400 



E SPESE ANNUE CORRENTI 
all' 11 novembre 1866 

Interessi agli Azionisti sulle L. 3,200,000 al 4 

per 100 . , L. 128,000 

Simili sul debito delle L. 170,801, al H- per 100 » 6,832 

Carichi, amministrazione, assicurazione, come sopra » 65,980 

Riparazioni sui residui fondi affittati .... « 1,954 

Utili a pareggio delle rendite, come contro . . " 4,263 

L. 207,029 



— 80 — 
AttiTO 

'^ ' BILANCIO DEL 

Dall' lì novembre 1863 

Valore del Fondo e Scorte, come dal Bilancio preced. L. 3,200,867 

Spese capitali di Scorte '' 8,K00 

Sistemazione di cavi .... * " ^i^^*^ 

L. 3,214,367 
Perdite sugli eserciziì anteriori al 1865 ..." 484,533 



L. 3,398,900 



BILANCIO DELLE BENDITE 
Dall' 11 novembre 18Co 

Rendita dei fondi condotti in economia . . . L. 188,409 
Simile di quelli affittati » 22,976 



L. 211,385 



— 81 — 

Passivo 

CAPITALE SOCIALE 
all' il novembre 1866. 

Agli Azionisti L. 5,200,000 

Debito verso i Terzi « 180,038 

Anticipazioni da retrocedere " 44,0B1 

Utili sull'esercizio dell'anno anteriore al prece- 
dente L. 848 

Simili siiir esercizio precedente . . » 4,263 

L. 4,811 » 4,811 

L. 3,398,900 



E SPESE ANNUE CORRENTI 
;,all' 11 novembre 1866, 



Interessi sulle L. 3,200,000 al 4 per 100 . . L. 128,000 

Simili sul debito delle L. 180,038 .... « 7,201 

Carichi, amministrazione, assicurazione come sopra" 68,980 

Riparazioni sui residui fondi affìttati .... « 1,863 

Utili a pareggio delle rendite » 8,341 

L. 211,385 



— 82 — 

Attivo 

BILANCIO DEL 
Ball' 11 novembre 1866 

Valore del Fondo e Scorte, come dal Bilancio preced. L. 3,214,367 
Spese capitali di Scorte ........" 58,S88 

Biadattamenti ai caseggiati " 3,000 

Formazione di marcite " S,000 

L. 3,262,953 
Perdite sugli esercizii anteriori all'anno 1863 . » 184,333 



L. 5,447,488 

BILANCIO DELLE RENDITE 
Dall' 11 novembre 1866 

Rendita dei fondi condotti in economia . . . L. 206,102 
Simile di quelli affittati ......... 10,206 



L. 216,308 



I 



— 83 — 



CAPITALE SOCIALE 
all' 11 novembre 1867. 

Agli Azionisti L. 3,200,000 

Debito verso i Terzi » 229,688 

Anticipazioni da retrocedere ........ ii^6ìil 

Utili sugli esercizii anteriori al pre- 
cedente L, 4,811 

Simili suir esercizio precedente . . « 8,341 

L. 15,152 » 13,1S2 

L. 3,447,488 



E SPESE ANNUE CORRENTI 
air 11 novembre 1867. 

Interessi sul capitale di L. 3,200,000 al 4 per 100 L 
Simili sul debito delle L. 229,685 ..... 
Carichi, amministrazione, assicurazione come sopra 
Riparazioni sui residui fondi affittati .... 
Utili a pareggio delle rendite 



128,000 

9,187 

65,980 

877 

12,264 



L. 216,508 



8'i — 



"^'''''^-' BILAINCIO DEL 

Dall' 11 novembre lu67 

Valore del Fondo e Scorte, come dal Bilancio preced. L. 3,!262,9B5 

Spese capitali di Scorte " hh^kZS 

Riadattamenti ai caseggiati . » 1B,000 

Sistemazione di cavi " BjOOO 

L. 3,327,595 

Perdite sueli esercizii anteriori al 1863 ... « 184^333 



*s^ 



L. 3,811,926 

BILANCIO DELLE RENDITE 
Ball' 11 novembre 4867 

Rendita dei fondi condotti in economia . . . L. 225,698 
Simile di quelli affittati " 3,206 



L. 228,904 



— 8» — 

Passivo 

CAPITALE SOCIALE "~" 

all' il novembre 18(>fi. 

Agli Azionisti , . . . . L. 5,200,000 

Debito verso i Terzi » 283,509 

Anticipazioni da retrocedere " 3,001 

Utili sugli esercizii anteriori al prece- 
dente L. 13,152 

Simili suir esercizio precedente . . " 12,26* 

L. 25,416 » 25,416 
L. 3,511,926 

E SPESE ANNUE CORRENTI 
all' 11 novembre 1868 

Interessi sulle L. 3,200,000 al 4 per 100 . . L. 128,000 

Simili sul debito delle L. 283,509 » 11,340 

Carichi, amministrazione, ec » 65,980 

Riparazioni sui residui fondi affittati .... » 231 

Utili a pareggio delle rendite « 23,353 



L. 228,904 



— 86 — 

Attivo 

^"^ "" BILANCIO DEL 

Dall' 11 novembre 1868 

Valore del Fondo e Scorte, come dal Bilancio preced. L. 3,327,395 
Spese capitali di Scorte » 2,500 

L. 3,329,893 
Perdite sugli esercizii anteriori al 1863 ... « 184,833 



L. 3,BU,426 

BILANCIO DELLE RENDITE 
Dall' 11 novembre 1868 

Rendita dei fondi ora tutti nella conduzione eco- 
nomica della Società « 238,596 - 



— 87 — 

Passivo 

CAPITALE SOCIALE "'"" 

aW lì novembre 1869. 

Agli Azionisti L. 3,200,000 

Debito verso i Terzi " 265,657 

Utili sugli esercizii anteriori al pre- 
cedente L. 25,«H6 

Simili sull'esercizio precedente . . » 23,553 

L. 48,769 » 48,769 
L. 3,514,426 

E SPESE ANNUE CORRENTI 
all' H novembre i869. 

Interessi sulle L. 3,200,000 al 4 per 100. . . L. 128,000 

Simili sul debito delle L. 265,657 « 10,626 

Carichi , Amministrazione , ec « 65,980 

Riparazioni residue « 231 

Utili a pareggio delle rendite " 33,759 

L. 238,596 



— 88 — 

^^^^" BILANCIO DEL 

DalV H novembre 1869 

Valore del Fondo e Scorte, come dal Bilancio preced. L. 3,329,895 
Spese capitali di Scorte « 1,500 

L. 3,331,393 
Perdite sugli esercizìi anteriori al 1863 . . . » 184,li33 



L. 3,815,926 



BILANCIO DELLE RENDITE 
Dall' 11 novembre 1869 

Rendita dei fondi condotti in economìa . . " L. 24B,402 



— 89 — 

Passivo 

CAPITALE SOCIALE 
all' H novembre 1870. 

Agli Azionisti L. 3,200,009 

Debito verso i Terzi . » 233,598 

Utili sugli esercizii anteriori al pre- 
cedente L. ft8,769 

Simili suir esercizio precedente . . « 33,7b9 

L. 82,528 " 82,828 

L. 3,51B,926 

E SPESE ANNUE CORRENTI 
all' 11 novembre 1870. 

Interessi sulle L. 3,200,000 al 4 per 100 . . L. 128,000 

Simili sul debito delle L. 233,398 " 9,335 

Carichi, amministrazione, ec » 65,980 

Utili a pareggio della rendita « 42,087 

L 245,'t02 



— 90 — 



i^tilTO 



BILANCIO DEL 
Dall' 11 novembre 1870 



Valore del Fondo e Scorte, come dal Bilancio preced. L. 5,351,593 
Perdite sugli esercizii anteriori al 1865 . . . » 184,535 



L. 3,815,926 



BILANCIO DELLE RENDITE 
DalV 11 novembre 1870 

Rendita dei fondi condotti in economia . . . L. 245,402 



— 91 — 



Passii^o 



CAPITALE SOCIALE 
all' il novembì^e 1871, 



Agli Azionisti L. 3,200,000 

Debito verso i Terzi « 191,311 

Utili sugli esercizii anteriori al prec. L. 82,B28 
Simili sull'esercizio precedente . « 42,087 

L, 424,615 » 124,615 

L. 3,518,926 



E SPESE ANNUE CORRENTI 
all' 11 novembre 1871. 

Interessi sulle L. 3,200,000 al 4 per 100 . . L. 128,000 

Simili sul debito delle L. 191,311 « 7,652 

Carichi, amministrazione, ec » 65,980 

Utili a pareggio della rendita >' 43,770 

L. 245,402 



— 92 — 

BILANCIO DEL 
Dall' 11 novembre 1871 

Valore del Fondo e Scorte, come dal Bilancio preced. L. 5,531 ,395 
Perdite sugli esercizii anteriori al 18G3 . . . » 184,835 



L. 3,815,926 



BILANCIO DELLE RENDITE 
Dall' 11 novembre 1871 

Rendita dei fondi condotti in economia . . . L. 248,402 



— 95 — 

CAPITALE SOCIALE 
all' il novembìe 1872. 

Agli Azionisti L. 3,200,000 

Debito verso i Terzi » 147,541 

Utili sugli esereizii precedenti . . L. 124,615 
Simili sull'esercizio precedente . » 43,770 

L. 168,383 » 168,385 



L. 3,515,926 

E SPESE ANNUE CORRENTI 
all' 11 novembre 1872. 

Interessi sulle L. 3,900,000 al 4 per 100 . . L. 128,000 

Simili sul debito delle L. 147,541 ...... 5,901 

Carichi, amministrazione, ec » 65,980 

Utili a pareggio della rendita » 45,521 

L' 245,402 



— 94 — 

^ ' '" BILANCIO DEL 

Dall' 11 novembre 1872 

Valore del Fondo e Scorte , come dal Bilancio 

precedente . . L. 5,531,593 

Perdite sugli esercizii anteriori al 1865 . . . « 184,533 



L. 3,615,926 



BILANCIO DELLE RENDITE 
Dall' 11 novembre 1872 

Rendita dei fondi condotti in economia ...» 245,402 



— 95 — 

Passivo 

CAPITALE SOCIALE 
all' H novembre 1875, 

Agli Azionisti L. 3,200,000 

Debito verso i Terzi » 102,000 

Utili sugli esercizii anteriori al pre- 
cedente L. 168,589 

Simili suir esercizio precedente , » 48,521 

L. 213,906 » 213,906 

L. 3,515,926 



E SPESE ANNUE CORRENTI 
air 11 nofpembre 1875. 

Interessi sulle L. 3,200,000 al 4 per 100 . . L. 128,000 

Simili sul debito delle L, 102,000 » 4,080 

Carichi, amministrazione, ec " 65,980 

Utili a pareggio colla rendita » 47,342 



L. 245,402 



— 96 — 



Attivo 

"-^^^^^ BILANCIO DEL 

Dall' 11 novembre 1875 

Valore del Fondo e Scorte, come dal Bilancio preced. L. 3,531,395 
Perdite sugli esercizii anteriori al 1865 ..." 184,555 



L. 5,51B,926 

BILANCIO DELLE RENDITE 

Dall' 11 novembre 1875 

Rendita dei fondi condotti in economia ... « 245,402 



— 97 



Passilo 



CAPITALE SOCIALE 
aW 11 novembre 1874. 



Agli Azionisti . L. 5,200,000 

Debito verso i Terzi " b4,678 

Utili sugli esercizii anteriori al pre- 
cedente . L. 213,906 

Simili suir esercizio precedente . » 47,342 

L. 261,248 « 261,248 

L. 3,515,926 



E SPESE ANNUE CORRENTI 

air 11 ìiovembre 1874. 

Interessi sulle L. 3,200,000 al 4 per 100 . . L. 128,000 

Simili sul debito delle L. 54,678 » 2,187 

Carichi, amministrazione, ec. . « 65,980 

Utili a pareggio della rendita « 49,235 

L. 246,402 



— 98 — 

attivo 

"~^^ ^' " BILANCIO DEL 

Dair 11 novembre 1874 

Valore del fondo e Scorte, come dal Bilancio 

precedente L. 3,331,395 

Perdite su»li esercizii anteriori all'anno 1863 . » 184,535 



L. 3,518,926 



BILÀNCIO DELLE RENDITE 
, Dall' 11 novembre 1874 

Rendita dei fondi condotti in economia . . . L. 245,402 



PROSPETTO DELL'ATTIVO E PASSIVO 

a cui viene supposto estendersi 

Valore capitale del Fondo, Scorte, Migliorie e 

Collegio, come dal Bilancio precedente . . L. 3,331,593 
Perdite sugli esercizii anteriori al 1865 ..." 184,535 
Utile dividendo agii Azionisti " 45,762 

L. 5,561,688 



— 99 — 

Passivo 

CAPITALE SOCIALE ^^ ^' 

all' 11 novembre 187o. 

Agli Azionisti , . . L. 3,200,000 

Debito verso i Terzi 55 5,(145 

Utili sugli esercizii anteriori al preced. L. 2fil,248 
Simili sull'esercizio precedente . « 49,235 



L. 310,483 » 310,483 



L. 3,bl5,926 



E SPESE ANNUE CORRENTI 
air H novembre 1873. 

Interessi sulle L. 3,200,000 al 4 per 100 . . L. 128,000 

Simili sul debito delle L. b,443 » 217 

Carichi, amministrazione, ec « 68,980 

Utili a, pareggio della rendita n 51,205 

L. 245,402 

SOCIALE ALL'I 1 NOVEMBRE 18So 

la durata della Società. 

Agli Azionisti L. 3,200,000 

Utili sugli esercizii anteriori al prec. L. 310,483 
Simili sull'esercizio del corr. anno « 51,205 

L. 361,688 yy 361,688 

L 3,561,688 



STATUTO 

PER 

L'ASSOCIAZIONE AGRICOLA 

DI CORTE DEL PALASIO 



Capitolo 1. 
ForrnUj sede^ scopoj e durata della Società. 

I ° È costituita col presente Statuto una Società eli forma 
anonima, a sensi degli articoli 29 e seguenti del Codice di 
Conmiercio, che assume la denominazione di dissociazione 
^4gricola Lombarda di Corte del Palagio. 
La sua sede è in Milano. 

2." Sono scopo di questa Società: I.° l'acquisto, la coltiva- 
zione ed il miglioramento del Latifondo di Corte del Palasio , 
dell'estensione di Pert. 23024, posto nella Provincia di Lodi 
e Crema: IL** la attivazione su questo Latifondo di uno Stabi- 
limento di istruzione agricola, in cui le cognizioni teoriche 
siano sussidiate dal continuo esempio delle migliori pratiche 
di agricoltura. 

5.° La durata della Società è fissata a venti anni, decorri- 
bili dal giorno in cui, notificato il Decreto Ministeriale che 



— 102 — 
approverà questo Statuto, sarà nominata la Rappresentanza 
della Società. 

4." La Società si riterrà duratura per altri dieci anni, qual- 
ora per questa protrazione concorra il voto di tanti Azionisti 
che rappresentino più della metà di tutte le azioni effetti- 
vamente collocate. 

Capitolo li. 

Del Capitale sociale. 

5.° Il capitale della Società viene determinato nella somma 
di tre milioni e duecento mila lire A. effettive ('^L. 3,200,000), 
il qual capitale si ritiene diviso in tre mila e duecento azioni 
da lire mille cadauna. 

6.° Il pagamento delle azioni sarà fatto in Milano alla Cassa 
della Società in denaro effettivo , esclusa la carta monetata , 
e qualunque altro surrogato al denaro, in rate non maggiori 
di '^L. 200 cadauna, e coli' intervallo dall'una all'altra non 
minore di mesi due. Nel primo anno sociale non potrà essere 
chiamato un versamento maggiore del quaranta per cento 
sull'importo nominale dell'azione; e non potrà essere chia- 
mato un versamento maggiore del venti per cento in cia- 
scuno degli anni successivi. 

7° 1 versamenti saranno chiamati dall'Amministratore sol- 
tanto a misura che si verifica il bisogno della relativa eroga- 
zione, previa deliberazione del Consiglio di Ispezione. 

8.° Le chiamate dei versamenti saranno fatte mediante av- 
viso da inserirsi per tre volte nella Gazzetta Ufficiale di Mi- 
lano, in modo che, dalla terza pubblicazione del detto avviso 
al giorno del versamento, debba essere un intervallo non 
minore di giorni trenta. 



— 105 — 

Capitolo III. 

Delle Azioni. 

9." Le azioni sono nominative. Il primo soserittore rimane 
obbligato verso la Società pel versamento dell'intero importo 
della sua azione ad onta che la alienasse ad altri, salvo il 
disposto dell' articolo seguente : 

10.° La alienazione delle azioni dovrà essere notificata al- 
l'Amministrazione della Società tanto dall' alienante quanto 
dall'acquirente. L'Amministrazione comunicherà la notifica al 
Consiglio d'Ispezione, al quale spetterà il diritto di ricono- 
scere o no r acquirente come proprietario dell' azione od 
azioni cedutegli, finche le azioni che formano l'oggetto della 
alienazione non siano state pagate per intero. Nel caso che il 
Consiglio creda di ricusare il riconoscimento dell" acquirente , 
non sarà obbligato di indicare i motivi del rifiuto. Quando 
poi il Consiglio d'Ispezione abbia riconosciuto l'acquirente, 
e quindi abbia ammessa la relativa intestazione a suo fa- 
vore , cesserà con questo fatto ogni risponsabilità dell' ante- 
cedente Azionista per quella parte dell'importo delle azioni 
da lui alienate che non fosse ancora stata pagata , e tale re- 
sponsabilità passerà all'acquirente nuovo intestato. I poteri 
che il Consiglio d'Ispezione deve esercitare a norma di que- 
sto articolo vengono a lui delegati dalla intiera Società, a sensi 
del § 12, lettera d, della Sovrana Patente 2G novembre 18K2. 

11.° All'atto del primo versamento sarà rilasciato all'azio- 
nista un certificato interinale, sul quale saranno annotati an- 
che gli ulteriori versamenti, e che sarà concambiato col ti- 
tolo di azione all'atto del versamento dell'ultima rata del suo 
intiero importo, o di quell'importo che dall'Assemblea degli 
Azionisti sarà dichiarato bastante a raggiungere lo scopo sociale. 



— 104 — 
Tanto del certificato interinale quanto del titolo d' azione 
è unita modula in fine del presente Statuto (Allegato a, b). 

12.° A carico dell'Azionista che ritardi il pagamento della 
rata d'azione diffidata decorrerà l'interesse passivo del sei 
per cento dal giorno in cui avrebbe dovuto seguirne il paga- 
mento in avanti: e qualora l'Azionista manchi al pagamento 
di due rate, collo scadere della seconda insoddisfatta , egli 
decadere dal suo diritto di Socio, e sarà acquisito alla So- 
cietà quanto 1' Azionista medesimo avesse già pagato. Sarà 
però facoltativo alla Società, quando cosi deliberi il Consiglio 
d'Ispezione, di procedere invece contro l'Azionista moroso 
pel pagamento delle rate scadute coi relativi interessi. 

13.° Le azioni ed i loro certificati interinali sono conside- 
rati cose mobili , e sono trasmissibili in altrui proprietà nei 
modi comuni autorizzati dal vigente Codice Civile, ed anche 
per girata vidimata da un pubblico Agente di Cambio. Il tras- 
ferimento di proprietà non opera però alcun effetto legale nei 
rapporti della Società, se non in quanto il legale trapasso di 
proprietà sia stato notificato e giustificato all'Amministrazione 
della Società in Milano, ferma del resto la disposizione degli 
articoli 9." e 10.*^ pel caso di alienazioni di certificati d'a- 
zione, di cui l'importo non fosse per anco versato per intero. 

14." Senza pregiudizio della disposizione dell'articolo an- 
tecedente , ogni nuovo Azionista ha il diritto di farsi rilasciare 
a sue spese un nuovo titolo d' azione contro la resa di quello 
da surrogarsi , che sarà ritirato dall' Amministratore della So- 
cietà, il quale dovrà farne constare la estinzione con processo 
verbale da erigersi in concorso del Consiglio d' Ispezione. 

15." Ogni azione è dichiarata inscindibile, e quando vi 
siano più individui ad essa intestati, sarà loro cura di notifi- 
care all'Amministrazione della Società a chi fra loro ne sia 
stata affidata la rappresentanza , senza di che tale azione si 
ritiene nei rapporti della Società siccome mancante di qual- 
siasi rappresentanza. 



— 105 — 

16.° L'azione frutterà a favore dell'Azionista l'interesse del 
quattro per cento sui fatti versamenti, e questo interesse sarà 
pagabile alla fin d'anno, dovendosi poi, a semplificazione di 
amministrazione, portare ad una scadenza sola il pagamento 
di tali interessi, dopo che sarà stato sborsato l' intiero importo 
dell'azione, o quell'importo che sarà dichiarato bastare al 
raggiungimento dello scopo sociale dall'Assemblea degli Azio- 
nisti, a sensi dell'articolo H." del presente Statuto. 

17.° Ogni azione, come avrà l'obbligo di concorrere in pro- 
porzione di quota alle eventuali perdite, cosi anco avrà di- 
ritto nella stessa proporzione agli utili netti che saranno di- 
chiarati divisibili come si dirà dopo, in base agli annuali bi- 
lanci, dall'Assemblea generale degli Azionisti. 

18.° Nessun Azionista sarà tenuto in nessuna circostanza e 
per nessun titolo a versare una somma maggiore dell' importo 
delle sue azioni. / 

Capitolo IV. 

Della rappresentanza della Società. 

19.° La Società è rappresentata, delibera ed agisce col 
mezzo dell'Assemblea generale dei proprj Azionisti, di un 
Consiglio d'Ispezione, ■ di un Amministratore, e di un Diret- 
tore, ognuno nella sfera delle attribuzioni che gli sono de- 
mandate dal presente Statuto. 

Capitolo V. 

Dell'Assemblea generale degli Azionisti. 

20.° L'Assemblea generale degli Azionisti è composta di 
tutti gli Azionisti che siano possessori ed intestati nei registri 
sociali almeno per cinque azioni. Ogni Azionista possessore di 
cinque azioni ha quindi un voto. Se un Azionista ne possiede 



— 106 — 
un maggior numero, gli compete nelle deliberazioni dell'As- 
semblea un voto ogni cinque azioni; ma, qualunque sia il nu- 
mero di azioni possedute da un solo Azionista, questi non 
potrà mai avere più di cinque voti. 

21.° Più Azionisti possono unirsi fra loro per formare in 
un' unica persona il mandato a rappresentare cinque o più 
azioni all'Assemblea, nel qual caso si computano tanti voti, 
quante cinque azioni sono rappresentate dall' unico procura- 
tore. Nessuno per altro può avere più di cinque voti, qualun- 
que sia il numero delle sue azioni, e delle procure che te- 
nesse per rappresentare altri Azionisti. 

È libero ali" Azionista di farsi rappresentare da un pro- 
curatore non Azionista. 

22. ° Per la determinazione dei voti attribuibili ad ogni 
Azionista si ha riguardo al numero delle azioni, per cui esso è 
intestato nei libri sociali quindici giorni avanti la prima pub- 
blicazione dell'Avviso di convocazione dell'Assemblea 

All'aprirsi della seduta l'Amministratore della Società 
presenterà al Presidente dell'Assemblea, vidimato da lui e 
dal Consiglio d'Ispezione, l'elenco degli Azionisti, in relazione 
al numero delle azioni da essi possedute all' epoca indicata 
in quest'articolo. 

25.° L'Assemblea generale delibera sopra tutti gli oggetti 
concernenti gli interessi sociali, che trascendono le facoltà 
attribuite col presente Statuto al Consiglio d'Ispezione, al- 
l'Amministratore ed al Direttore. Delibera altresì sopra gli 
oggetti espressamente demandati da questo Statuto alla sua 
decisione, e sopra qualunque altro oggetto concernente la 
Società, semprechè le relative deliberazioni non siano con- 
trarie alle disposizioni di questo Statuto medesimo. 

24.° Vien convocata l'Assemblea ordinariamente in febbrajo 
d'ogni anno, ed in via straordinaria, ogni qualvolta il Con- 
siglio d'Ispezione lo creda opportuno, o che la dimanda al 



w 



— 107 — 

Consiglio stesso sia fatta da Azionisti, che siano intestali nei 
registri sociali almeno di quattrocento azioni. 

2b.° L'Assemblea è legalmente convocata quando il relativo 
Avviso di convocazione sia stato pubblicato per tre volte nella 
Gazzetta Ufficiale di Milano. 

L'Avviso di convocazione sarà firmato dall' Amministra- 
tore, ed a sua cura fatto inserire nella detta Gazzetta Ufficiale 
di Milano. 

L'Avviso di convocazione dovrà contenere i punti, sui 
quali l'Assemblea sarà chiamata a deliberare, e fra la terza 
pubblicazione dell'Avviso stesso ed il giorno fissato per l' adu- 
nanza dovrà correre almeno il periodo di giorni venti continui. 
Soltanto nei casi d'urgenza, riconosciuta per deliberazione 
del Consiglio d'Ispezione, può essere l'Assemblea convocata 
con Avviso inserito una sola volta nella detta Gazzetta Uffi- 
ciale di Milano, e senza che fra questa pubblicazione ed il 
giorno dell' adunanza abbia a correre il suddetto periodo , che 
non dovrà però mai essere minore di otto giorni continui. 

26.° L'Assemblea delibera obbligatoriamente perla Società, 
quando siano in essa rappresentate, o direttamente, o per 
procura, almeno il quarto delle azioni effettivamente colloca- 
te ; ad eccezione dei casi espressamente contemplali in que- 
sto Statuto. 

27.° Nel caso in cui in una adunanza non venga ad essere 
rappresentato il quarto delle azioni effettivamente collocate, 
come sopra si disse, viene convocata l'Assemblea degli Azionisti 
per altra giornata, nella quale essa delìbera obbligatoria- 
mente per la Società qualunque sia il numero degli Azionisti 
intervenuti ; ad eccezione sempre dei casi espressamente con- 
templati in questo Statuto. 

28." Nel caso, in cui l'Assemblea degli Azionisti venga ri- 
convocata pel verificarsi del caso contemplato dall'articolo an- 
tecedente, nell'Avviso della nuova convocazione da seguire 



— 108 — 
a sensi dell'art. 28 si indicheranno di nuovo i punti, sui quali 
è chiamata l'Assemblea a deliberare, e si farà menzione spe- 
ciale che la nuova Assemblea delibererà obbligatoriamente 
per la Società, qualunque sia il numero degli Azionisti che 
vi interverranno. 

29." Le deliberazioni degli Azionisti convocati in Assemblea 
legalmente deliberante vengono prese a pluralità assoluta di 
voti, e con votazione palese. 

Nel solo caso che trattisi di deliberazioni relative a per- 
sone j la votazione sarà segreta. Gli Azionisti che hanno un 
interesse speciale nella deliberazione non votano. 

Nelle elezioni si riterranno nominati coloro che avranno 
riportato la maggioranza assoluta di voti a risultanza d^llo 
spoglio delle schede, quando non venga chiesto lo scrutinio 
individuale da tanti Azionisti che rappresentino almeno il 
quarto dei voti presenti ; nello scrutinio si riterranno nomi- 
nati coloro che riporteranno la maggioranza di voti quantun- 
que meramente relativa. Nel caso di parità di voti si rinno- 
verà lo scrutinio ; e rinnovandosi la parità, deciderà la sorte. 
30.° Sopra rapporto del Consiglio d'Ispezione l'Assemblea 
delibera sui conti sociali resi dall'Amministratore e dal Di- 
rettore, non che sul bilancio consuntivo della Società del- 
l'annata antecedente ; delibera sul dividendo degli utili da 
distribuirsi agli Azionisti , non che sopra qualsiasi altro argo- 
mento sociale che sia proposto dal Consiglio d'Ispezione. 

Il Consiglio d'Ispezione, nel fissare gli oggetti da assog- 
gettarsi alle deliberazioni dell'Assemblea, dovrà tener conto 
di ogni proposta che sia fatta dall'Amministratore , dal Diret- 
tore, da tanti Azionisti chepossedano almeno cinquanta azio- 
ni; fermo il princìpio che ogni argomento debba essere indi- 
cata nell'Avviso di convocazione dell'Assemblea degli Azionisti. 
Il Bilancio sociale, quando sia approvato dall'Assemblea de- 
gli Azionisti sarà pubblicato a cura dell'Amministratore, come 



— 109 — 
pure sarà pubblicalo il Bilancio speciale dell'istiluzione delle 
Scuole Agrarie, giusta le disposizioni del § 12, lett. g^ e del 
§ 13 della Patente imperiale del 26 novembre 1852. Della 
seguita pubblicazione dei detti Bilanci verrà dato avviso , 
sempre per cura dell'Amministratore, sulla Gazzetta Ufficiale 
di Milano , e sul Giornale della Camera di Commercio. 

51.*^ I conti resi dall'Amministratore e dal Direttore, e cos'i 
pure il Bilancio consuntivi? delia Società ed il Rapporto del 
Consiglio d' Ispezione intorno ad essi , dovranno essere depo- 
sitati presso l'Amministrazione in Milano, quindici giorni pri- 
ma del giorno destinalo per la convocazione dell' Assemblea 
degli Azionisti chiamata a deliberare su di essi. 

Nell'avviso di convocazione si farà cenno di questo de- 
posito, annunziandosi che a tutti gli Azionisti è libero di pren- 
derne ispezione presso l'Amministrazione. 

52.° All' Assemblea degli Azionisti spelta la nomina del 
Consiglio d'Ispezione, dell'Amministratore della Società e del 
Direttore tecnico dell'Azienda agricola residente sul Latifondo. 

53.° Spetta pure all'Assemblea degli Azionisti di determi- 
nare gli onorari per l'Amministratore e pel Direttore, come 
pure di stabilire se l'esercizio della Cassa della Società debba 
essere affidato ad una Ditta bancaria di Milano , oppure ad 
una persona obbligata a dare cauzione, come si dirà dopo. 

54.° Nell'adunanza generale dell'anno susseguente al primo 
anno di effettivo esercizio dell'Azienda sociale l'Assemblea de- 
gli Azionisti delibererà, sopra proposta del Consiglio d'Ispezio- 
ne, intorno alla pianta morale dell'amministrazione, direzione 
e controllo dell'Impresa sociale, ed intorno ai relativi onorari. 
Pel primo anno è autorizzato a provvedere il Consiglio 
d' Ispezione, sentite le proposte dell'Amministratore e del Di- 
rettore , i quali dovranno pure essere sentiti dal Consiglio di 
Ispezione , in ciò che rispettivamente li riguarda per la for- 
mazione della pianta morale suddetta, che il Consiglio stesso 



— no — 
sarà per assoggettare alle deliberazioni dell' Assemblea degli 
Azionisti. 

La detta pianta morale stabile poi, volta che sia stata 
definitivamente assentala , non potrà essere mutata che in 
forza di deliberazione dell'Assemblea degli Azionisti, venendo 
solo attribuita al Consiglio d'Ispezione la facoltà di provve- 
dere in via interinale ai cambiamenti che d' urgenza venis- 
sero consigliati dalle circostanze pel miglior andamento e pro- 
speramento della Società, salvo a riferirne alla prima adunan- 
za per le relative deliberazioni dell'Assemblea degli Azionisti. 

35." Nessuna modificazione può essere fatta al presente 
Statuto, se non in quanto vi concorra il voto almeno di tanti 
Azionisti che rappresentino i due terzi delle azioni collocate, 
ben inteso poi che nessuna modificazione potrà essere rite- 
nuta valida ed efficace , se non in quanto venga approvata 
dalla Suprema Autorità politica dello Stato. 

56." Ogni Assemblea è presieduta al suo primo adunarsi 
dall'Azionista presente più provetto di età. 

Tosto viene nominato dall'Assemblea un Presidente; e 
per lo spoglio delle schede il Presidente provvisorio nomina 
due Scrutatori a norma del bisogno. 

Ogni qualvolta occorra l'ufficio degli Scrutatori , è sem- 
pre il Presidente che li nomina. 

37," Il Presidente dell'Assemblea ne mantiene l'ordine, 
ne dirige la discussione e le deliberazioni , ed ha lo speciale 
incarico di vegliare a che in nessun modo si contravvenga alle 
disposizioni del presente Statuto, edalle relative vigenti leggi. 

38.0 Delle deliberazioni d'ogni adunanza viene tenuto un 
processo verbale a cura del Segretario addetto all' Ammini- 
strazione, il quale farà anche le funzioni di Segretario del- 
l'Assemblea degli Azionisti. 

Il processo verbale sarà firmato dallo stesso Segretario, 
dal Presidente , dagli Scrutatori , dall' Amministratore e da 
lutti i Membri del Consiglio d'Ispezione che si trovino presenti. 



_ IH _ 

Il processo verbale della prima Adunanza degli Azioni- 
sti, che sarà convocata, sarà firmato dal Presidente, dagli 
Scrutatori e da otto Azionisti all'uopo assegnati dallo stesso 
Presidente. 

Capitolo VI. 
Del Consiglio (T Ispezione. 

39.'^ Cinque Azionisti all'uopo nominati dall'Assemblea dei 
Soci costituiscono il Consiglio d'Ispezione, al quale la Società 
delega l' importante mandato : 1 /' di controllare 1' operato 
dell'Amministratore , del Direttore , ed in genere di tutte le 
persone che direttamente od indirettamente hanno ingerenza 
nell'azienda sociale; 2.° di deliberare sugli argomenti espres- 
samente da questo Statuto al detto Consiglio demandati; S.^'di 
farsi iniziatore e promuovitore presso l'Assemblea degli kzh)- 
nisti di qualunque provvedimento che sia atto, tanto a togliere 
inconvenienti già noli o preveduti, quanto a meglio far pro- 
sperare la Società, al duplice scopo del maggior tornaconto 
degli Azionisti e della più efficace diffusione degli utili inse- 
gnamenti agricoli. 

40.^ Nei casi gravi d'urgenza è autorizzato il Consiglio di 
Ispezione a prendere qualsiasi misura che credesse necessaria 
ad evitare danni maggiori alla Società, ed occorrendo, anche a 
sospendere le funzioni di qualunque impiegato della Società, (^ 
fin anco dell'Amministi^atore e del Direttore, salvo in quest'ul- 
timo caso di revoca dell'Amministratore o del Direttore di 
riferirne indilatamente, anche con convocazione straordinaria. 
all'Assemblea degli Azionisti. 

ki." Il Consiglio d'Ispezione rivede i conti che vengono 
resi dall'Amministrazione e dal Direttore per la gestione loro 
rispettivamente demandata come abbasso, come pure rivede i 



— 112 — 
bilanci tanto dell'azienda rurale del Latifondo di Corte del 
Palasio , quanto dell' istituzione delle Scuole Agrarie, e quello 
generale di tutto il patrimonio sociale, e ne fa rapporto al- 
l'Assemblea degli Azionisti, cui spetta il deliberare sull'appro- 
vazione dei detti conti e bilanci. 

I conti resi dall'Amministrazione e dal Direttore , non 
che i bilanci ed il rapporto del Consiglio d'Ispezione su di 
essi dovranno essere depositati presso l'Amministrazione nel 
termine e per gli effetti contemplati dall'articolo 31 di que- 
sto Statuto. 

42.° Nessuna miglioria sarà eseguita sul Latifondo sociale 
senza la previa approvazione del Consiglio d' Ispezione , il 
quale ne delibererà sopra proposizione e rapporto del Diretto- 
re tecnico che si farà coll'organo dell'Amministratore, il quale 
accompagnerà colle sue osservazioni il rapporto del Diret- 
tore al Consiglio d' Ispezione. 

II Direttore unirà al suo rapporto il conto preventivo 
delle spese occorrenti per le proposte migliorie. 

1^5 ° Spetta al Consiglio d'Ispezione, sentiti previamente il 
Direttore e l'Amministratore, il deliberare sulla convenienza 
in massima di procedere ad affitti delle tenute, di cui si com- 
pone il Latifondo di Corte del Palasio, ed al Consiglio stesso 
è devoluta in ogni caso l'approvazione dei contratti d'affilio 
eccedenti la durata di un anno. 

44.° La facoltà di vendere i generi e prodotti del Latifon- 
do, e così pure di comperare e vendere le scorte del Lati- 
fondo stesso, sarà compartita dal Consiglio d'Ispezione. 

In ogni caso le comunicazioni amministrative che il Con- 
siglio d' Ispezione spedisce al Direttore gli vengono trasmesse 
coll'organo dell'AmministratOTe. 

48.° In qualunque differenza che nascesse sia fra l'Ammi- 
nistratore ed il Direttore , sia fra essi e l' Ispettore delle 
Scuole Agrarie, o qualunque impiegato subalterno, il Consi- 



— 113 — 
glio d' Ispezione è chiamalo a decidere ^ e la sua decisione 
deve essere attesa ed osservata dai dissidenti. 

Ha altresì facoltà il Consiglio d' Ispezione di transigere , 
anche mediante compromesso, qualunque vertenza di diritto 
privato che emergesse fra la Società e qualunque terzo, non 
che fra la Società e l'Amministratore ed il Direttore. 

46.° Il Consiglio d'Ispezione ha diritto di esaminare, 
quando il voglia, tutti i registri d'amministrazione e di cas- 
sa, e la corrispondenza tanto dell'azienda centrale in Milano, 
quanto di quella rurale sul Latifondo e delle Scuole Agrarie. 
Tutto il personale della Società, compreso l'Amministratore 
ed il Direttore, hanno l'obbligo di prestarsi a tutti i lavori e 
fornire tutti gli schiarimenti, di cui fossero richiesti dal Con- 
siglio d' Ispezione. 

47.° Se nell' acquisto del Latifondo fossero compresi diritti 
di patronato attivo, il loro esercizio spetterà al Consiglio 
d'Ispezione, sentita prima la proposta del Direttore locale. 

48.° Il Consiglio d'Ispezione è autorizzato, quando creda 
utile, di circondarsi di maggiori lumi nelle deliberazioni che 
dal presente Statuto gli sono demandate, di valersi a spese 
della Società dell' opera e del consiglio di persone tecniche, 
anche estranee alla Società. 

49.0 Ogni membro del Consiglio d'Ispezione deve posseck^re 
almeno cinque azioni. Quegli che , nominato , avesse ad alie- 
narne, sì che rimanesse con un numero minore di cinque , è 
surrogato alla prima adunanza degli Azionisti, essendo però 
nel frattempo valide le deliberazioni prese dal Consiglio in 
suo concorso. 

50.° Ogni anno, alla tornata ordinaria dell'Assemblea degli 
Azionisti, vengono estratti a sorJe i nomi di tre Membri del 
Consiglio che cessano dalle loro funzioni. 

Contemporaneamente si procede dall' Assemblea degli 
Azionisti alla nomina dei tre Membri del Consiglio, alle cui 



— 114 — 
funzioni possono essere rieletti gli stessi membri destinali 
dalla sorte ad escirne. 

51.° Nessuna deliberazione del Consiglio è valida, se non vi 
saranno intervenuti almeno tre dei cinque Membri di cui si 
compone , i quali tutti per altro dovranno essere invitati 
ad intervenire ai loro congressi a cura del Segretario del- 
l'Amministrazione, il quale ne redigerà il processo verbale 
da essere firmato dagli intervenuti e dallo stesso Segretario. 

32.0 Le deliberazioni si prendono dal Consiglio a pluralità 
assoluta di voti dei Membri intervenuti. 

85.0 II Consiglio d'Ispezione nomina nel proprio seno un 
Presidente , il quale fissa i congressi, dirige la discussione, e 
veglia perchè, a cura del Segretario dell'Amministrazione, sia 
mantenuta la più evidente regolarità negli alti della Socielà, 
sicché risultino le deliberazioni tanto dell'Assemblea degli 
Azionisti, quanto del Consiglio d'Ispezione, non che le propo- 
sizioni e rapporti dell'Amministratore e del Direttore della 
Società. 

b4.° Le funzioni dei Membri del Consiglio d'Ispezione sono 
gratuite. Vengono per altro rimboi'sate ad essi le spese clic 
avessero ad incontrare per l'esercizio delle loro funzioni. 

Capitolo VII. 

Della Direzione tecnica della Società. 

55.0 Lj^ Società delega ad un Direttore tecnico residente sul 
Latifondo di Corte del Palasio il mandato ad amministrare tutta 
l'azienda rurale del Latifondo stesso, ed a dirigere e sorve- 
gliare l'esecuzione dei lavori, tanto ordinarj, quanto straordi- 
narj per migliorie, non che le officine, i laboratoj , ecc. che 
vi venissero attivali. 

Esso è anche Ispettore in capo delle Scuole Agrarie che 



— il5 — 

saranno istituite, in relazione all'articolo 91 del presente 
Statuto. 

K6.0 Al Direttore spetta in modo speciale il diritto e l'ob- 
bligo della iniziativa dei progetti di miglioramento da ese- 
guirsi sul Latifondo, e di ogni nuova istituzione soccorsuale 
al prosperamento dell'Azienda rurale del Latifondo stesso, e 
della Scuola d'Agricoltura. 

57.** Il Direttore però non potrà intraprendere nessun nuovo 
lavoro che ecceda la spesa dei lavori ordinar] agrarj, senza 
che abbia preceduto la deliberazione adesiva del Consiglio 
d'Ispezione, a norma dell'articolo 455." del presente Statuto. 

B8.° Il Direttore dovrà fare in tempo i suoi progetti di 
nuove opere e miglioramenti da attivarsi sul Latifondo, e così 
per acquisti di scorte od altro , unendovi il conto preventivo 
delle occorrenti spese, affinchè coli' organo dell'Amministra- 
tore ne possa essere fatta la proposizione al Consiglio d'ispe- 
zione, per gli effetti del detto articolo 12.^ di questo Statuto. 
Tanto per far fronte alle spese comprese nel detto pre- 
ventivo, quanto per far fronte a qualunque altra spesa ordi- 
naria straordinaria, il Direttore avrà diritto e l'obbligo di 
proporre al Consiglio d'Ispezione, sempre coll'organo dell'Am- 
ministratore , il modo a procacciare i mezzi occorrenti, e così 
anco riferirà intorno all'opportunità della vendita dei generi. 

B9.0 ^'ei limiti del preventivo approvato, di cui è detto al- 
l'articolo antecedente, o comunque un lavoro fosse acconsen- 
tito dal Consiglio d'Ispezione, il Direttore avrà facoltà libera 
di ordinare, e far eseguire le relative opere ed effettuare gli 
occorrenti acquisti, erogandovi le corrispondenti somme. 

60.° Ogni mese il Direttore manderà all'Amministrazione di 
Milano, da lui vidimata, la copia del registro di Cassa tenuta 
dall'Economo, come abbasso, relativa all'esercizio del mese 
che termina, non che lo stato dei magazzini dimostrativo del. 
movimento dei generi. 



— U6 — 

L'Amministratore accompagnerà colle sue osservazioni i 
detli prospetti al Consiglio d'Ispezione, di conformità al disposto 
dell'articolo 74.", lettera f dì questo Statuto. 

61.0 ]\el mese di novembre d' ogni anno il Direttore assu- 
merà l'inventario di tutto quanto è affidato alla di lui gestione 
amministrativa, e renderà i suoi conti al Consiglio d'Ispezione, 
sempre coU'organo dell'Amministratore, che li accompagnerà 
colle sue osservazioni, al Consiglio d'Ispezione perchè questo, 
previa revisione , abbia a riferirne all' Assemblea degli Azio- 
nisti, a cui ne spetta l'approvazione. 

62." Nel caso di emergenze straordinarie, in cui tardi giun- 
gerebbero al Diretlore le approvazioni del Consiglio d' Ispe- 
zione, è autorizzato, sotto la sua responsabilità, a provvedere 
sia con lavori non preventivati, sia con acquisti o vendite, 
riferendone però tosto al Consiglio d'Ispezione, sempre coU'or- 
gano dell'Amministrazione di Milano. 

65." il Direttore ha il diritto di assumere e licenziare tutto 
il personale addetto alla coltivazione del Latifondo, ad ecce- 
zione degli Agenti, ossia dei dirigenti delle singole tenute o 
possessioni in cui sarà diviso il Latifondo di Corte del Palasio, 
la nomina dei quali, o il licenziamento, saranno fatti pari- 
menti da lui, ma previa approvazione del Consiglio d' Ispe- 
zione. Se la persona da assumersi in servizio, o da licenziarsi 
sarà fra gli apprendenti delle Scuole Agrarie, dovrà previa- 
mente sentirsi il parere dell'Ispettore dello Stabilimento di 
istruzione. 

Il Direttore però, sotto la sua responsabilità, ha il dirtlto, 
nei casi éi urgenza, e in cui pregiudizievole sarebbe qua- 
lunque ritardo , di sospendere dalle loro funzioni anclìe gii 
Agenti, riferendone però tosto al Consiglio d'Ispezione. 

e/}." Ha il Direttore la facoltà di assumere e licenziare co- 
loni e giornalieri per la coltivazione del Latifondo e di dare 
la disdetta di finita locazione, rappresentando all' uopo la So- 



— 117 — 
cietà anche in giudizio, con facoltà di delegare, occorrendo, 
avvocati, transigere e sostituire. 

63.'^ Il Direttore sorveglierà 1' esercizio della Cassa filiale 
allklata all' Economo locale. Esso avrà altresì l'obbligo di ve- 
rificare, a periodi non maggiori di un mese, presso l'Economo 
lo stato effettivo di Cassa col riscontro del relativo giornale 
da essere tenuto sempre in regola e colle scritturazioni por- 
tate fino all'ultima partita d'introito e di pagamento. 

66.° Il Direttore avrà cura che sia tenuta con perfetta rego- 
larità, se si può anche con l'opera degli stessi apprendenti delle 
Scuole Agrarie , tutta- la contabilità dell' azienda rurale del La- 
tifondo e dello Stabilimento d'istruzione, giusta le norme che sa- 
ranno state stabilite dal Consiglio d'Ispezione, che dovrà previa- 
mente sentire in proposito anche il parere dell'Amministratore. 
Il Direttore avrà cura particolare di far tenere distinta 
la contabilità delle singole tenute, in cui sarà diviso il Lati- 
fondo all'effetto di conoscere con verità i risultamenti che 
saranno offerti dai diversi modi di coltivazione e dai miglio- 
ramenti che saranno attivati su di ciascuna tenuta. 

67.0 Giusta le istruzioni che riceverà dal Consiglio d'Ispe- 
zione coir organo dell'Amministratore , il Direttore venderà 
i generi e i prodotti del Latifondo. 

68.0 All'Assemblea annuale degli Azionisti il Direttore farà 
il suo Rapporto intorno all'andamento e sviluppo che andranno 
prendendo l'Azienda agricola del Latifondo , e le Istituzioni 
d'insegnamento che vi saranno attivate, provocando i provve- 
dimenti che crederà opportuni per la maggior prosperità del- 
l'Impresa. 

69.* La Società delega al Direttore anche il mandato spe- 
ciale di rappresentarla nei Convocati comunali, e presso qua- 
lunque Autorità Comunale, Distrettuale, Provinciale, o comun- 
que Politico-amministrativa, per tutto quanto concerne l'am- 
ministrazione e direzione del Latifondo di Corte del Palasio, ed 



— 118 — 
i rapporti che ne possono derivare colle Comuni e colla pub- 
blica Amministrazione; e cosi pure al Direttore la Società de- 
lega il mandato di rappresentarla presso qualunque Consorzio 
Comprensorio, in cui essa fosse interessata. 

70,° Al Direttore sono addetti due Aggiunti da lui dipen- 
denti. L'uno sarà specialmente applicato all'Annuinistrazione 
e direzione dell'Azienda rurale e l'altro all'Ispettorato delle 
Scuole Agrarie, dovendosi per altro sussidiare a vicenda giu- 
sta le istruzioni che ne riceveranno dal Direttore. 

Nel caso di malattia, impedimento od assenza del Diret- 
tore, le funzioni di lui vengono esercilale dall'Aggiunto che è 
r Ispettore delle Scuole. 

71.° Presso il Direttore, sul Latifondo di Corte del Palasio, vi 
sarà un Economo che terrà la Cassa filiale per i bisogni del- 
l' azienda rurale del Latifondo slesso, ed un Magazziniere, al 
quale sarà affidata la custodia di tutti i generi ed altri valori 
mobili esistenti sul Latifondo. 

72.° Il Consiglio d'Ispezione determinerà le modalità di con- 
trollo per l'esercizio della Cassa tenuta dall' Economo, e per il 
movimento dei granaj e magazzini affidati al Magazziniere. 

Capitolo Vili. 

DelV Amministrazione della Società. 

73.° Salvo quanto è di competenza amministrativa del Di- 
rettore del Latifondo di Corte del Palasio per la condotta del 
Latifondo stesso e per l' andamento delle Scuole Agrarie, giusta 
il Capitolo VII di questo Statuto, la Società delega il mandato 
ad amministrare la somma dell'Azienda Sociale ad una perso- 
na, la quale ha il titolo di amministratore e firma obbliga- 
toriamente per la Società, nel limite dei poteri a lei attribuiti, 
colla seguente formola : Per l'Associazione Agricola Lom- 
barda di Corte del Palasio l'Amministratore iY. IV. 



I 



— 119 — 
IhS' L'Amministratore ha t seguenti diritti ed obblighi : 

a) dirige e fa tenere in evidenza tutta la contabilità del- 
l'Azienda Sociale per quanto riguarda il movimento dell' ani- 
lainislrazione centrale da essere esercitala in Milano, e tiene 
ÌL evidenza altresì la contabilità dei mensili rendiconti som- 
marj che, giusta l'articolo 58.° del presente Statuto, è obbli- 
gato il Direttore di trasmettere all'Amministrazione di Milano 
per essere comunicati al Consiglio d'Ispezione; 

b) esige a mezzo del Cassiere della Società tutte le somme 
dovute alla Società stessa ed ordina tutti i pagamenti che de- 
vono essere fatti per conto della medesima, salvo quanto è 
disposto più avanti relativamente alle esazioni e pagamenti da 
farsi sul Latifondo ; 

e) provvede all' impiego dei fondi giacenti di spettanza 
della Società, dovendo però riportare dal Consiglio d'Ispezione 
l'adesione intorno alla qualità dell'impiego; 

d) propone al Consiglio d' Ispezione la nomina di tutti 
^i Impiegati della Società presso l'Amministrazione di Milano ; 

e) nel mese di dicembre d'ogni anno, pervenuti all'Am- 
ministratore l'inventario e bilancio dell'Azienda rurale del La- 
tifondo di Corte del Palasio, completa l'inventario sociale, e 
forma il bilancio di tutto il patrimonio della Società, rendendo 
in pari tempo i suoi conti al Consiglio d'Ispezione; 

f) acccompagna col proprio voto ragionato al Consiglio 
d'Ispezione tanto il rendiconto, quanto l'inventario e bilancio 
annuali che il Direttore deve dare dell'Azienda rurale, e dello 
Stabilimento d'Istruzione, quanto anche i rendiconti mensili 
parziali, a cui il Direttore è obbligato, giusta l'articolo 60." del 
presente Statuto, e così pure qualunque rapporto che sopra 
qualsiasi ramo d'amministrazione pervenga dal Direttore del 
Latifondo. 

g) propone al Consiglio d'Ispezione i mezzi ed il modo 
di soddisfare agli impegni della Società, tanto per quanto ri- 



— 120 — 

guarda l'Amministrazione centrale di Milano, quanto l'Ammini- 
strazione locale del Latifondo di Corte del Palasio ; 

h) ha la rappresentanza legale della Società nei rapporti 
del terzo, e di qualunque Pubblica Autorità, salvi i poteri af 
tribuiti in proposito al Direttore cogli articoli 6h^.^ e 69." (li 
questo Statuto ; e così pure l'Amministratore ha la rappre- 
sentanza della Società in giudizio e fuori di giudizio tanto 
come Attrice, quanto come Rea Convenuta, e con facoltà di 
transigere le liti nel limite dei poteri a lui delegati, non che 
di nominare avvocati , e di accordare la facoltà di ulterior- 
mente sostituire. 

78.° La Cassa della Società, quando non venga delegata per 
deliberazione presa nell'Assemblea generale degli Azionisti ad 
una Ditta bancaria , verrà esercitata sotto la speciale sorve- 
glianza dell'Amministratore, il quale dovrà procedere in con- 
corso del Consiglio d'Ispezione, ad intervalli non maggiori di 
un mese, alla verificazione del denaro esistente in cassa per ri- 
conoscerne la corrispondenza colle risultanze del giornale 
di cassa. 

76.° Nell'annuale adunanza degli Azionisti del febbrajo, l'Am- 
ministratore presenterà un rapporto intorno all'andamento 
dell'Azienda sociale, che serva di illustrazione e di commento 
all'inventario ed al bilancio consuntivo da lui presentato per 
l'annata precedente j ed insieme alle sue osservazioni indi- 
cherà i provvedimenti che credesse opportuno di attivare per 
il migliore andamento dell'Azienda sociale. 

77." Insieme al bilancio che in dicembre d'ogni anno deve 
l'Amministratore rassegnare al Consiglio d'Ispezione col suo 
rendiconto , unirà pure un preventivo formato sulla proposta 
del Direttore del Latifondo per la parte che concerne l'Azienda 
rurale locale, il qual preventivo indicherà i pesi, impegni e 
spese della Società per l'anno successivo, colla contrapposizione 
dei presumibili introiti ; il qual preventivo , in quanto venga 



— 121 — 

approvato dal Consiglio d' Ispezione , dovrà essere osservato 
dairAmministratore e dal Direttore, per ciò che specialmente li 
riguarda. 

78.° L'Amministratore, quando vi concorra la deliberazione 
adesiva del Consiglio d'Ispezione, ha facoltà di assumere de- 
naro a mutuo fruttifero per sopperire agli impegni della So- 
cietà, assoggettando ad ipoteca gli Stabili di proprietà della 
Società stessa. 

Il Consiglio d'Ispezione accorderà in ispecie l'assunzione 
di mutui qualora, sottoscritte le azioni della Società per l'im- 
porto almeno del capitale sociale di due milioni e mezzo di 
lire austriache, trovasse od utile, o necessario, di prendere 
denaro a prestito per soddisfare agli impegni della Società. 

79.° Previa sempre autorizzazione del Consiglio d'Ispezione, 
l'Amministratore potrà aprire un conto corrente con qualche 
Casa bancaria di Milano di indubbia solvibilità, tanto nel caso 
in cui la Cassa della Società sia affidata alla stessa Casa ban- 
caria, quanto nel caso in cui sia affidata ad un Cassiere che 
abbia prestata cauzione. 

C.\PIT0L0 IX. 

Del Segretario delV Amministrazione della Società. 

80.° È addetto all'Amministrazione un Segretario, che eser- 
citerà queste funzioni di Segretario tanto presso l'Amministra- 
tore quanto presso il Consiglio d'Ispezione. 

81.° Esso eseguirà tutto ciò, di cui verrà incaricato dal- 
l'Amministratore e dal Consiglio d'Ispezione, specialmente 
per quanto concerne la corrispondenza, sia colla Direzione del 
Latifondo, sia coi terzi, ed in genere poi per quanto riguarda 
la redazione negli affari di concetto. Ha l'ispezione e mantiene 
l'ordine degli affari e degli atti d'amministrazione dell'Azienda 



— 122 — 

sociale in Milano, sempre colla dipendenza dall'Amministrato- 
re. Assiste alle riunioni del Consiglio d'Ispezione, e ne redige 
i processi verbali ; ed esercita le funzioni di Segretario anche 
presso l'Assemblea degli Azionisti. 

82." Nei casi di malattia, impedimento od assenza dell'Am- 
ministratore, il Segretario, quando vi concorra il voto del 
Consiglio d'Ispezione, potrà fare le veci dell'Amministratore. 

Capitolo X. 
Del Cassiere della Società. 

85." Il Cassiere della Società, quando per deliberazione 
dell'Assemblea degli Azionisti non sia una Ditta bancaria, do- 
vrà prestare una idonea cauzione alla Società per la somma 
non minore di austriache lire 30,000, a garanzia della fedele 
gestione della Cassa a lui affidata. 

84." Il Cassiere della Società, sia o no una Ditta bancaria, 
uon potrà ne ricevere uè pagare alcuna somma per conto 
della Società, se non sopra reversale o mandato che siano fir- 
mati dall'Amministratore e dal Contabile addetto all'Ammini- 
strazione di Milano. 

Le reversali ed i mandati avranno un numero progressivo, 
e saranno staccati da un apposito libro a madre e figlia. 

11 registro di cassa dovrà essere tenuto sempre in perfetta 
regola, talché si possa ad ogni istante riconoscere lo stato 
di cassa per essere riscontrato col denaro ivi effettivamente 
giacente. 

Capitolo XI. 

Delle Scuole Agrarie. 

88.° La Società attiverà sul Latifondo Scuole Agrarie, giusta 
il Piano d'insegnamento unito a questo Statuto (Allegato B)^ 



— 123 — 
ritenuta la facoltà di modificarlo a norma di quanto trovasi 
espresso nel Piano stesso. 

86.° Verrà tenuta una contabilità affatto distinta dell'Azienda 
amministrativa del Collegio e Scuole Agrarie. 

Tutti gli utili che derivassero da questa Azienda si riterranno 
applicati all'Istituzione dell'insegnamento agricolo per darvi 
il maggior possibile sviluppo , per eseguire esperimenti e per 
formare musei di macchine, utensili agrarj, oggetti di storia 
naturale, ec. 

87." La Società assegna all'Istituzione dell'insegnamento 
agricolo r uso gratuito del cosi detto Convento di Cerreto, po- 
sto nel Comune dello stesso nome, nello stato, però, in cui oggi 
si trova; e s'impegna ad anticipare in conto corrente alla 
detta Istituzione una somma, non maggiore, però, di austriache 
lire 200,000, la quale insieme ai relativi interessi semplici 
del quattro per cento dovrà essere rimborsata alla Società , 
appena il permetterà lo slato economico di detta Istituzione 
d' insegnamento. 

Capitolo XII. 

Della divisione degli utili e delle perdite. 

88.° Nella formazione degli annuali bilanci il valore degli 
slabili verrà ritenuto quello d' acquisto , aumentato soltanto 
dalle spese effettive, erogate in miglioramenti degli stabili slessi. 
Il valore delle scorte vive e morte dei fondi, ed il valore 
dei generi che fossero invenduti all'epoca del bilancio, sarà 
determinato, in quanto alle prime, in base a prezzi peritali, e 
quanto ai secondi, in base ai prezzi minimi correnti sul mer- 
cato di Lodi. 

89." Gli utili che risulteranno, dedotti i pesi e spese tutte 
d'esercizio dell'azienda locale, e dedotti gli interessi dei ca- 



_ 12[t _ 

pitali verso terzi, non che di quelli dovuti agli Azionisti a 
norma dell'articolo 16.^ del presente Statuto, saranno divisi 
nel modo indicato all'articolo seguente. 

90." Sugli utili annuali verrà prelevato il dieci per cento 
destinato a formare un fondo di riserva, con l' applicazione spe- 
ciale ad assicurare il servizio degli interessi agli Azionisti, pel 
caso che circostanze straordinarie di gragnuòla, siccità, in- 
condj ed altri infortuni di simile fatta ponessero temporanea- 
mente la Società nella difficoltà di pagare con altri mezzi i 
detti interessi. 

Tale prelevazione di utili cesserà, quando il fondo di 
riserva sia giunto alla cifra di austr. lire duecento mila. Il ri- 
manente degli utili viene distribuito proporzionalmente sopra 
ciascuna azione, dovendo sempre per la effettiva distribuzione 
di questo dividendo intervenire la approvazione dell'Assemblea 
degli Azionisti, a norma dell'articolo 30." del presente Statuto. 

91.0 Quando si verificassero delle perdite nell'annuale eser- 
cizio dell'Azienda sociale, non verranno esse rifatte dagli Azio- 
nisti al loro verificarsi, in quanto le azioni siano state già per 
intero versate, ma saranno compensate coi primi utili che si 
verificheranno ; così che non potrà mai dirsi che vi siano utili 
da essere distribuiti, come all' articolo antecedente, finché non 
siano pareggiate le perdite che si fossero verificate. 

Se l'importo delle azioni non fosse per intero versato, 
la perdita potrà venire anche ripartita proporzionalmente so- 
pra ciascuno Azionista , sempre nei limiti del capitale del- 
l' azione. 

92.° Le perdite poi che si verificassero allo sciogliersi della 
Società saranno sopportate proporzionalmente sopra ciascuna 
azione, ferma la disposizione dell'articolo 18." del presente 
Statuto. 



— irò — 

Capitolo Xlil. 
Del fondo di riserva. 

93.° Il fondo di riserva è intangibile, salvo il caso che, 
per deliberazione del Consiglio d'Ispezione, debba essere in 
tutto od in parte erogato, per le circostanze straordinarie di 
sopra contemplate, nel pagamento degli interessi dovuti agli 
Azionisti. 

9ii.° Le rendite del fondo di riserva si accrescono al fondo 
stesso, finché questo abbia raggiunta la cifra di ^L. 200,000. 
Raggiunta questa cifra, le rendite del fondo di riserva en- 
trano nella massa degli utili divisibili fra gli Azionisti. 

OS." Appena i mezzi della Società il permetteranno, lì 
fondo di riserva sarà rifatto di quanto avesse sborsato pe! 
servizio degli interessi agli Azionisti. 

96.° Il fondo di riserva sarà impiegato separatamente, e 
nei modi che saranno stabiliti dal Consiglio d'Ispezione. 

Capitolo XIV. 

Dello scioglimento e della liquidazione della Socied'. 

97.° Quando, a risultanza degli annuali bilanci, si verifichi 
una perdita complessiva del trenta per cento sul capitale so- 
ciale, la Società sarà posta in liquidazione, ove concorra il 
voto di tanti Azionisti che rappresentino piiì dell^ metà del 
totale delle azioni. 

98.° La liquidazione della Società, tanto nel caso previsto 
dall'articolo antecedente, quanto al termine convenzionale 
di essa, giusta la disposizione degli articoli 3.^ e 4.° del pre- 
sente Statuto, si farà colla realizzazione di tutte le attività 



— 126 — 
della Società, e col distribuire il ricavo fra gli Azionisti in 
proporzione delle loro azioni, soddisfatti previamente tutl'i 
debiti della Società. 

99° Le operazioni di liquidazione della Società saranno 
eseguite dall'Amniinistratore, previo il consenso del Consiglio 
d'Ispezione, il quale avrà anche cura di sollecitare le dette 
operazioni. 

100. Nell'anno antecedente all'ultimo convenzionale della 
Società, o quando ne venga deliberato lo scioglimento, a sensi 
dell'articolo 97." di questo Statuto, il Consiglio d'Ispezione, 
sopra proposizione del Direttore e dell'Amministratore, ed 
anche coli' opera di appositi periti, predisporrà i diversi lotti, 
in cui potrà essere vantaggiosamente diviso il Latifondo per 
rendere più facile e piìi utile la loro vendita. La vendita se- 
guirà a cura dall'Amministratore, col mezzo di asta pubblica 
avanti Notajo, previa approvazione del Consiglio d'Ispezione 
che farà assumere la stima, sulle basi della quale sarà aperla 
l'asta. 

Per vendere gli stabili della Società a prezzo minore della 
slima dovrà concorrere il voto dell'Assemblea degli Azionisti. 

101.° Dovrà il Consiglio d'Ispezione alienare a prezzo, sem- 
pre appoggiato ad una stima , lo Stabilimento d' Istruzione 
agraria, cioè il Caseggiato destinato a questo uso, con tuH'i 
relativi mobili, attrezzi e materiale dei Gabinetti e delle 
Scuole. 

In tale alienazione quella persona o Corpo morale che pre- 
senti le convenienti garanzie morali ed economiche per la 
continuazione dello Stabilimento slesso dovrà essere sempre 
preferita, quando offre il prezzo di stima; ed a parità di con- 
dizione , in confronto di ogni altro aquirente, quando il prezzo 
non raggiunga la stima. 

L'alienazione alla persona o Corpo morale che presenti le 
convenienti garanzie per la continuazione dello Stabilimento 



— 127 — 

potrà anche effettuarsi, riportato il consenso dell'Assemblea 
degli Azionisti, prima del fine della Società, mediante trattato, 
per cui gli obblighi e ì diritti relativi allo Stabilimento d' i- 
slruzione vengano trasmessi alla medesima persona o Corpo 
morale. 

Capitolo XV. 
Disposizioni generali. 

102.° Nell'amministrazione e direzione generale dell'Azienda 
sociale si dovrà avere di mira il suddetto scopo finale della 
divisione del Latifondo in lotti per la più vantaggiosa loro 
vendita, ed a ciò dovranno quindi coordinarsi in corso della 
Società le divisioni dei singoli corpi di fondi col loro servizio 
di caseggiati e ragioni d'acqua. 

103.° La proprietà degli stabili della Società si dichiara 
investita alla Società stessa, ossia alla Associazione agricola 
Lombarda di Corte del Palasio, la quale verrà così come pro- 
prietaria dei detti stabili anco intestata nelle Tavole Censua- 
rie, e vi rimarrà intestata senza variazione fino alla loro alie- 
nazione a terzi possessori. 

10^.° Anche prima che sia venuta l'epoca dello sciogli- 
mento della Società, potrà essere alienata qualche Possessione 
di compendio del Latifondo, ove la alienazione sia stata pro- 
posta dal Consiglio di Ispezione e deliberata in Assemblea 
generale degli Azionisti , alla quale deliberazione concorra il 
voto di tanti Azionisti che rappresentino almeno la metà del 
totale delle azioni. 

105." In relazione alla disposizione dell'articolo 13.° di 
questo Statuto, si dichiara che il singolo Azionista non è com- 
proprietario degli stabili di spettanza della Società, per cui 
non può disporre di nessuna quota degli slabili stessi, né 



— 128 — 
alienandola, né sottoponendola ad ipoteca; e quindi anco nes- 
sun terzo potrà validamente ottenere nessuna prenotazione 
sui detti stabili a carico dei singoli azionisti. 

106.° Questo Statuto s'intende convenuto sotto il vigore 
delle disposizioni e comminatorie portate dalla Sovrana Pa- 
tente del 26 novembre 1852 sulle Società. 

4 07." Questa Società non acquisterà esistenza legale, e 
quindi non sorgerà alcun vincolo obbligatorio fra gli Azionisti 
soscrittori di questo Statuto, se non in quanto venga la isti- 
tuzione di questa Società approvata dalla competente Magi- 
stratura Politica, e se non in quanto si verifichino queste 
altre due condizioni: che, cioè, siano sottoscritte almeno due- 
mila e cinquecento azioni; e che abbia ad avere effetto l'of- 
ferta condizionata di vendita del Latifondo di Corte del Pa- 
lasio, indicato all'articolo 2." di questo Statuto; beninteso, che 
non potrà essere chiesto agli Azionisti il versamento di nes- 
suna, benché menoma, parte dell'importo delle loro azioni, 
fino a che sia stata compartita la superiore approvazione 
della Società, e non siansi verificate le altre due condizioni in- 
dicate in questo articolo. 

108.° Ove fossero bensì sottoscritte le due mila cinquecento 
azioni, ma tutte noi fossero le tremila e duecento azioni, in 
cui è diviso il capitale sociale, le azioni non collocate potran- 
no collocarsi a cura dell'Amministratore, previa approvazione 
del Consiglio d'Ispezione, ed ogni vantaggio che se ne potesse 
ritrarre sarà devoluto alla Società. 

109.° Ove fossero sottoscritte più che tremila e duecento 
azioni, in cui, a sensi dell'articolo 5.° del presente Statuto 
è diviso il Capitale Sociale, si farà luogo ad una proporzio- 
nata riduzione in relazione al numero di azioni da ciascuno 
sottoscritte, ritenuto per altro che rimarranno intatte le sot- 
toscrizioni di una sola azione , e ohe nelle riduzioni sarà evi- 
tato il frazionamento delle azioni. 



— 129 — 

Questa operazione delle riduzioni, ove se ne verificasse il 
bisogno, si dichiara devoluta alla Commissione dei Promotori, 
di cui è detto nell'articolo 115." di questo Statuto; essa farà 
rapporto su tale oggetto alla prima Assemblea degli Azionisti, 
che per sua cura deve essere convocala, giusta lo stesso ar- 
ticolo H3.° di questo Statuto. 

110." Si dichiara competente il Tribunale di Commercio di 
Milano a decidere tutte le controversie che si elevassero nei 
rapporti sociali. 

Capitolo XVÌ. 

Disposizioni transitorie. 

111.° Se la Società , costituita in forza del presente Statuto, 
verrà ad avere legale esistenza per la verificazione delle con- 
dizioni contemplate nell'articolo 107.", sr conviene che la So- 
cietà rifonderà al sig. ingegnere Reschisi le spese da lui in- 
contrate all' oggetto di dar vita a questa impresa , di cui esso 
fu primo proponente. 

La liquidazione di dette spese e competenze sarà fatta dal 
Consiglio d'Ispezione per l'interesse della Società. 

112." Quando sarà comunicato il Dispaccio Ministeriale di 
approvazione di questa Società, sarà deposto in alti notarili 
il Dispaccio slesso e questo Statuto , nella quale occasione 
sarà pagata all' I. R. Finanza la tassa del presente Contratto 
di Società, 

113." I Membri già componenti la Commissione che pre- 
sentò la sua Relazione all'Adunanza del 2 febbrajo 1886, il 
proponente ing.* Reschisi ed il Relatore della Commissione, 
costituendosi effettivi Promotori, produrranno all'I.R. Luogo- 
tenenza l'Istanza per l'approvazione della Società stessa, giusta 
la disposizione del S 7 della Sovrana Patente del 26 novembre 

9 



— 130 — 
18b2 , ed ottenuta tale approvazione, sarà a cura dei Promo- 
tori medesimi posta alla pubblica concorrenza la sottoscrizione 
delle azioni della Società. Quando siano sottoscritte almeno 
due mila cinquecento azioni, sarà da essi convocata la prima 
adunanza generale degli Azionisti, giusta le modalità stabilite 
dall'articolo 25.° del presente Statuto, onde si proceda alla 
nomina del Consiglio d'Ispezione, del Direttore e dell'Ammi- 
nistratore ; alla determinazione degli onorar] di questi ultimi ; 
ed alla deliberazione sul punto , se la Cassa debba essere af- 
fidata ad una Ditta bancaria, e nel caso affermativo a quale, 
o se debba essere nominato un Cassiere con cauzione, a nor- 
ma dell'articolo 23.*^ di questo Statuto. 

114.° Nei quindici giorni poi successivi alla nomina del- 
l'Amministratore, a cura del medesimo, saranno fatte le re- 
golari notifiche di questa Società all'I. R. Tribunale di Com- 
mercio e alla Camera di Commercio di questa città di Milano. 



— 431 — 

Allegato a. 

Modula del Certificato interinale. 

(Vignetta allegorica \ 
al Latifondo ... / 

ASSOCIAZIONE AGRICOLA LOMBARDA 
DI CORTE DEL PALASIO 

approvata con Dispaccio dell'Eccelso I. R. BUnistero 

del giorno ■ N. ' 

Certificato interinale d'azione 

che si rilascia al Sig.^ 

il quale ha versato la prima rata di ^L. dell' im- 

porto dell'Azione che è di 'L. 1000 sul Capitale Sociale di 
tre milioni e duecento mila lire austriache. 

Ogni ulteriore versamento dovrà risultare da quitanza po- 
sta in calce del presente certificato interinale, che verrà con- 
cambiato col corrispondente titolo di azione, quando sarà ver- 
sato tutto l'importo dell'azione, o quella parte che basti a 
raggiungere lo scopo della Società. 

Milano, il . 

L'Amministratore 
N. N. 

Il Ragioniere 

Il Cassiere 

IV. N. 



— 132 — 

Allegato b. 

modula del Titolo d' Azione. 

(Fignetta allegorica \ 
al Latifondo ... / 

ASSOCIAZIONE AGRICOLA LOMBARDA 
DI CORTE DEL PALASIO 

Società i^uonlma 

approvata con Dispaccio dell'Eccelso I. R. Ministero 

del gioito N. 

Titolo d'Azione. 

Avendo il Sig.' 

versalo alla Cassa della Società l'intiero importo dell'azione 
di 'L. 1000 (o secondo il caso quanto avrà bastato a rag- 
giungere lo scopo della Società) gli si rilascia il presente ti- 
tolo d'azione a norma dell'Articolo 11." dello Statuto Sociale. 



L' Amministratore 

N. N. 

Il Ragioniere 

N. N. 

Il Cassiere 

N. N. 



— 155 
Allegato B. 



ADDIZIONALE ALLO STATUTO 

RELATIVO 

ALLO STABILIMENTO D' ISTRUZIONE 



I. Lo Stabilimento d'istruzione di Corte del Palasio si pro- 
pone di compartire le cognizioni occorrenti alla buona agri- 
coltura , convalidandole cogli esempi del Latifondo condotto e 
coltivato pei finì industriali dell'Associazione. 

II. L'istruzione compartita è di due gradi: primo e se- 
condo. In ciascun grado si è prefisso d'ordinare l'insegna- 
mento in modo che esso riesca completo in sé stesso, ed atto 
a creare la capacità pratica ad effettuare e dirigere le ope- 
razioni dell'agricoltura. 

ili. Nel tempo stesso si è voluto che l'un grado servisse di 
scala e di preparazione all'altro grado più elevato. 

IV. Il corso primo, o inferiore, si compie in tre anni. Per 
esservi ammesso è d'uopo possedere gli elementi delle cogni- 
zioni che si somministrano nelle scuole elementari, cioè quelle 
deb leggere, dello scrivere e del conteggiare. 

V. Affine di supplire all'imperfezione ordinaria di queste 
cognizioni, è stabilito un anno preparatorio, in cui i giovanetti 
si rinfrancano nei suddetti elementi. 

VI. L'anno preparatorio è d'obbligo, quando non si som- 
ministri la prova di possedere gli elementi in maniera da po- 
ter essere ammesso al primo anno della scuola teorico-pratica 
d'agricoltura. 



— Ì5lt. — 

VII. I giovani che hanno compiuto l'anno duodecimo, che 
lianno una buona costituzione fisica, ed hanno compiuto i tre 
anni delle scuole elementari sono ammessi allo Stabilimento 
d'istruzione di Corte del Palasio. 

Vili. Il corso secondo, o superiore, si compone di quattro 
anni d'istruzione. Per esservi ammesso è d'uopo aver com- 
piuto il corso d'una scuola tecnica inferiore, od i primi quat- 
tro anni del corso ginnasiale-liceale, o il corso inferiore della 
scuola d'agricoltura di Corte del Palasio. 

IX. Potranno anche esservi ammessi coloro che, senz'aver 
percorsi i detti studia provassero di possedere le cognizioni 
occorrenti. Questa ammissione non può essere, però, che ec- 
cezionale, e per casi determinati. Essa varrà anche per i 
giovani che avessero fatto gli antecedenti studj in altro paese. 
I modi di esibire la detta prova verranno disciplinati dai re- 
golamenti. 

X. Neil' anno preparatorio si insegnano : r.\ritmetica , la 
Calligrafia, la Grammatica. 

XI. Nell'anno primo della scuola teorico-agricola inferiore: 
r Aritmetica ; 

il Comporre eia Geografia; 

le Nozioni elementari delle Scienze naturali, ossia di Fi- 
sica, Chimica e Storia Naturale. 
Neil' anno secondo : 
la Contabilità e tenuta dei registri ; 
il Comporre e la Storia; 
gli Elementi di Agricoltura ; 
gli Elementi della Geometria e dell'Agrimensura. 

Neil' anno terzo : 
la continuazione dell'Agrimensura; 
r Agronomia ; 

gli Elementi della Veterinaria ; 
la continuazione della Contabilità e tenuta dei registri. 



— 135 — 

XII. Nel corso superiore si insegnano : 

Neil' anno primo : 
Lettere e Geografia; 
la Geometria ed Algebra elementari ; 
il Disegno lineare; 
la Fisica applicata all' agricoltura. 

Neil' anno secondo : 
Lettere e Storia; 
la Storia naturale ; 
l'Agrimensura ; 
la Contabilità e tenuta de' registri. 

Neil' anno terzo : 
l'Agronomia; 

la Chimica applicata all'agricoltura; 
la Meccanica agraria ; 
l'Amministrazione agricola. 

Nell'anno quarto: 
l'Agronomia; 
la Veterinaria; 
gli Elementi dell'Idraulica applicata all'agricoltura e delle 

Costruzioni rurali; 
l'Economia rurale. 

XIII. Un programma più esteso e dettagliato additerà l'in- 
dole particolare di ciascun ramo d'insegnamento ed il modo 
con cui potrà venire sviluppato. 

XIV. Per massima , ogni ramo d' insegnamento scientifico 
e teorico dovrà sempre aver di vista il fine predominante , 
che è l'agricoltura e la formazione di buoni pratici agricol- 
tori. 

XV. L'ordinamento delle Scuole, degli orarli e tutte le altre 
norme disciplinari verranno determinate e modificate sopra 
proposta dell' Ispettore delle Scuole , sentito il voto del Di- 
rettore di Corte del Palasio e del Consiglio d' Ispezione. 



— 156 — 

XVI. Allo Stabilimenlo d' istruzione di Corte del Palasio 
verrà aggiunto l'occorrente personale di Maestri e Professori 
da nominarsi dal Consiglio d'Ispezione, sentito il voto del- 
l'Ispettore e del Direttore. 

XVII. La distribuzione degli Uffiej e delle Scuole è fatta a 
cura dell'Ispettore: tale distribuzione dovrà però essere ap- 
provata dal Direttore e dal Consiglio d' Ispezione. 

XVIII. Le facoltà del Consiglio d'Ispezione si estendono an- 
che ad un cambiamento nel programma delle materie da in- 
segnarsi, ed all'aggiunta di nuo\i rami d'istruzione: purché 
resti salva la sostanza del presente ordinamento, cioè la di- 
visione dei due corsi, ed il complesso delle cognizioni che 
ai medesimi sono rispettivamente assegnate. 

XIX. Una modificazione del piano attuale, anche sostanzia- 
le, potrà farsi, ma solo in casi gravi , dall' Assemblea degli 
Azionisti. 

XX. Saranno da considerarsi come casi gravi e tali da au- 
torizzare l'Assemblea degli Azionisti alla detta modificazione: 

1.° una mutazione nell'ordinamento delle scuole tecni- 
che e ginnasiali ; 

2.° l'essere, l'uno o l'altro dei corsi, senza affluenza di 
giovani destinati a percorrerlo; 

5.° la passività dello Stabilimento oltre la cifra conces- 
sagli dalla Associazione Agricola di Corte del Palasio: 

h.^ la dimostrata convenienza di fondere i due corsi in 
un sistema unico e coordinato di studi. 

XXI. La direzione e sorveglianza dello Stabilimento d'istru- 
zione è specialmente affidata all'Ispettore delle Scuole. Esso 
dirige la distinta contabilità ed i bilanci del detto Stabili- 
mento, prepara i preventivi, propone tutto quanto concerne 
l'andamento dell'istruzione. Nell'esercizio delle sue funzioni 
è subordinato alla suprema vigilanza del Direttore. L' Ispet- 
tore stesso può essere, quando ciò non torni incompatibile, 
uno dei Professori. 



— 137 — 

XXII. Gli allievi dei Corsi primo e secondo pagano ordina- 
riamente ima pensione che è tra le lir. i^OO e le 800. Un cerio 
numero d'allievi del corso primo, o elementare, potrà essere 
ammesso dal Consiglio d'Ispezione, sopra proposta dell'Ispet- 
tore , con pensione più modica , sottoponendosi a trattamento 
più modesto ed a più diretto obbligo pei lavori agricoli , in 
una misura però che non torni pregiudizievole alla loro pratica 
istruzione ed alla loro salute. La distribuzione di questi al- 
lievi al lavoro si ordinerà in accordo dal Direttore e dal- 
l' Ispettore, sentiti però in proposito i desiderj dei Maestri. 

XXIII. Tutti gli allievi, poi, potranno venir impiegati gra- 
tuitamente neir amministrazione e nelle operazioni dell'azien- 
da agraria, non essendo però astretti ad opere manuali e 
campestri, se non in quanto ciò sia richiesto dai fini dell'i- 
struzione medesima. 

XXIV. Gli allievi potranno utilmente venir esercitati nelle 
opere di giardinaggio e d'orticoltura. A tale uopo potrà es- 
sere assegnata una porzione adatta di terreno in prossimità 
del Collegio, senza che perciò abbiano a gravarsi i pesi del- 
l'Associazione. A tale porzione di terreno sarà costituito il re- 
lativo affitto a carico dello Stabilimento , ed a quest' ultimo 
saranno devoluti i lucri. 

XXV. L'utile che potesse procacciarsi dall'opera degli al- 
lievi non sarà computalo a vantaggio nei bilanci dello Sta- 
bilimento d' istruzione. Le singole fattorie dovranno però te- 
nerne conto, in quanto possano venirne diminuite effettiva- 
mente le spese di coltivazione 

XXVI. Quando l'esperienza dimostrasse stabilmente frutti- 
fera l'opera degli allievi , in tal caso il vantaggio sarà rivolto 
specialmente ad attenuare la pensione degli allievi del corso 
primo, od elementare. 

XXVII. L'Associazione agricola di Corte del Palasio destina 
allo Stabilimento d'istruzione il gratuito uso dei locali com- 



— 138 — 
ponenti l'antica Abbadia di Cerreto, nello stato in cui attual- 
mente si trovano; più la somma di lir. 200,000, da darsi 
rateatamente, a seconda dei bisogni, e come verrà prefisso 
dai bilanci sociali. 

XXVIII. Detta somma di lir. 200,000 si destina sin d'ora 
all'adattamento del locale, acquisto di mobigliare ed ad- 
dobbo, erezione dei rispettivi gabinetti di Fisica, Storia natu- 
rale e Meccanica, Gabinetto e Laboratorio di Chimica, Rac- 
colte di modelli e disegni, ed a coprire gli eventuali disavanzi 
nel pareggio tra le rendite e le spese dell'istruzione. 

Le donazioni, i legati ed i vantaggi che per qualsivoglia 
via venissero da terzi assegnali allo Stabilimento d' istruzione, 
saranno ad esso irrevocabilmente vincolati, sicché, né si com- 
puteranno tra le attività sociali, né a loro si estenderà l'ob- 
bligo del rimborso, di cui è detto all'Art. 87.° dello Statuto 
sociale. 

XXIX. Gli allievi potranno vivere uniti nel Collegio di Cer- 
reto, o venir in parte distribuiti nelle fattorie diverse, in 
ragione della migliore opportunità che verrà suggerita dalle 
circostanze, e coordinatamente alla esigenza delle scuole. 

XXX. La coltivazione del fondo di Corte del Palasio pro- 
cede affatto indipendente dagli insegnamenti d' agricoltura. 
Però , sarà dovere dei maestri speciali d' agronomia del corso 
primo e secondo di additare ai rispettivi allievi le operazioni 
agricole che si succedono, conducendoli seco alla campagna, 
e di spiegar loro i fatti , seguendo l' ordine con cui annualmente 
li riproduce la buona agricoltura. In ciò consisterà la lezione 
pratica d'agricoltura, aggiunta alla teorica: nella prima, i 
fatti stessi insegnano l'ordine delle spiegazioni : nella secon- 
da , r ordine di esposizione potrà conformarsi alle esigenze 
scientifiche e sistematiche , per cui si condensa e agevola la 
copia delle cognizioni. 

XXXI. Per questo scopo il Direttore di Corte del Palasio e 



— 139 — 
r Ispettore sono sempre in corrispondenza coi Professori , 
onde tenerli al corrente delle operazioni che stanno per com- 
pirsi nelle diverse stagioni e rispetto ai diversi prodotti. 

XXXII. La lezione pratica d'agricoltura potrà anche racco- 
gliere due o più anni d'un medesimo corso, poiché avrà per 
unico suo oggetto le operazioni che successivamente si intra- 
prendono sul Latifondo. 

XXXIII. Le discipline delle scuole , l' ordine intemo nel 
Collegio e l'amministrazione economica saranno a regolarsi 
con apposite norme concretate sull' esperienza ; nelle quali 
è a credere che mollo si affiderà al potere discrezionale del Di- 
rettore e dell'Ispettore. 

XXXIV. L'attuazione del proposto piano sarà graduata, con- 
dotta con tutta l'economia compatibile col raggiungimento dei 
fini a cui l'istruzione è rivolta. 

XXXV. Si comincerà neiranno...{*) coiranno preparatorio 
o scuola elementare, col primo anno del Corso primo e col 
primo anno del Corso secondo. Il Consiglio d'Ispezione, sentiti 
il Direttore e l'Ispettore delle scuole, fisserà il personale 
occorrente e distribuirà gli ufficj: successivamente verrà at- 
tuandosi l'anno secondo, e cosi via, e si aumenterà in pro- 
porzione il numero dei Professori. Le facoltà dell' Ispettore, 
subordinate al Direttore, dovranno in questo periodo di 
transizione , sino all'effettuazione dell'intero programma , di- 
rigersi a variare la distribuzione degli insegnamenti, cosicché 
le scuole sieno coperte col minor lusso di dispendio possi- 
bile. A questo scopo certi Professori potranno temporaria- 
mente disimpegnare alcuni rami d'istruzione, da cui potranno 
essere dispensati nel definitivo ordinamento che avrà luogo 
nell'anno quarto, dacché sarà stata avviata l'Istituzione. 

(*) Non si prefigge ora l'anno, in cui avrà principio l'istruzione, ciò 
dovendo dipendere anche dalle circostanze e dalle debile preparazioni, 
le quali suppongono già normalmente avviata T impresa industriale. Do- 
vrà essere, però, il più presto; possibilmente per l'anno isae. 



— no — 

XXXVI. A cura del Direttore, Ispettore e Professori, e col 
concorso delle Autorità predestinate , si faranno gli esami de- 
gli allievi e si rilasceranno attestati a quelli che avranno 
compiuti i Corsi. Si proporranno e si fisseranno le condi- 
zioni per acquistare le relative abilitazioni al grado di Ra- 
gioniere. 

XXXVII. Un certo numero d'allievi, che hanno compiuto il 
Corso di 2.0 grado, potrà restare presso il Latifondo o lo Sta- 
bilimento d'Istruzione, affine di perfezionarvi la propria edu- 
cazione. In tal caso verranno addetti come Assistenti alla Di- 
rezione centrale ed alle singole fattorie, ovvero alle diverse 
cattedre: ciò dipenderà dalla carriera, a cui vogliono desti- 
narsi, se, cioè, a quella dell'istruzione o a quella della in- 
dustria agricola. 

XXXVIII. Per questi allievi sarà fissata la misura della pen- 
sione, e la misura di retribuzione della loro opera ; sempre 
però dal Consiglio d'Ispezione, sentiti i voti del Direttore di 
Corte del Palasio, dell'Ispettore e dell'Amministratore. 

XXXIX. Nel presente programma si ritengono da osser- 
varsi tutte le norme che verranno proposte dalle tutorie Au- 
torità politiche e scolastiche ; e sarà poi convenientemente 
provveduto perchè agli allievi, tanto del primo che del se- 
condo Corso, sia compartito con le debite norme il sussidio 
dell' istruzione religiosa. 



NOTE E SCHIARIMENTI 

SUI DIVERSI RAMI D'ISTRUZIOiNE 

PROPOSTI PER LO STABILIMENTO DI CORTE DEL PALASIO 
AVVERTENZA PRELIMINARE 



A migliore intelligenza di ciò che è detto agli art. V, XI e XII 
dello Statuto addizionale per le Scuole, si aggiungono qui al- 
cune indicazioni , sotto forma di note, riferibili a ciascun ramo 
d'istruzione. Esse non presumono dare con un indice elabo- 
rato l'idea completa di ogni studio e delle sue diverse parti: 
non pretendono ad essere programmi ufficiali, entro a cui 
debba stare l'insegnamento futuro. Vengono ora aggiunte, per- 
chè il pubblico, come è stato in massima edotto sulla consi- 
stenza economica dell'intrapresa, possa anche avere una com- 
plessiva idea dei vantaggi ottenibili dallo Stabilimento d'istru- 
zione che ad essa si accompagna. Si vuole mostrare che ogni 
scuola ha un aspetto, per cui al primo annunziarsi può es- 
sere riconosciuta come veramente interessante per l'agricol- 
tura , onde si veda che la proposta tutta si subordina all'intento 
speciale di allevare pratici ed istruiti agricoltori. Queste note, 
però , non son fatte con un sistema , ma variano secondo che 



— 142 — 
parve più opportuno a far apprezzare l' utilità pratica dì cia- 
scun ramo d'istruzione. I proponenti saranno ben soddisfatti 
se i lor concittadini potranno dalla breve lettura ricevere l'im- 
pressione, che sta a loro dinanzi una proposta veramente 
utile e vitale per la educazione delle nostre popolazioni agri- 
cole. Per i più versati nelle cognizioni basterà che 1' abbozzo 
non presenti sconnessioni e lacune irrimediabili; e basterà che 
siano riservati nel futuro i diritti della libera istruzione av- 
vivata dal fecondo contatto dell'esperienza. 



CORSO I. — Anno PnEPARAXORio. 

Si richiama per quest'anno d'istruzione ciò che già si disse 
nel rapporto e negli articoli addizionali. Una ripetizione di 
quello che si insegna nelle scuole elementari è una necessità, 
visto il profitto assai vario delle scuole medesime, special- 
mente nei nostri Comuni della campagna. 

CORSO I. — Anno I. 

aritmetica. — Rinfranca i giovani nelle quattro operazioni 
elementari , già imparate nell' anno preparatorio. — Procede 
al calcolo delle frazioni, alla lor semplificazione e riduzione. — 
Tocca anche delle proporzioni e progressioni, e dei conti di 
interesse. — L'Aritmetica s'insegni con molti esercizj pratici: 
gli esercizj versino su casi verosimili, e derivati possibilmente 
dall'agricoltura. 

Comporre e Geografia. — In quest' anno si continuano e 
sviluppano gli elementi della Grammatica, mediante il pratico 
esercizio di brevi composizioni, per cui le menti cominciano 



— 143 — 
a formare dei giudizj elementari ed a rendersi conto delle pro- 
prie idee. Potrà utilmente sperimentarsi qualche breve Saggio 
epistolare e qualche limitata descrizione. Con il Comporre si 
alterna qualche nozione di Geografia, principalmente di Geo- 
grafia fisica, dicendo della forma e moto della terra, della sua 
rivoluzione annua e diurna , delle stagioni e zone , ec. ; non si 
omettano i nomi dei paesi, degli Slati e delle maggiori città 
del mondo. 

Nozioni preliminari delle scieìize naturali. — In questo 
anno si ha mente ad esporre in modo concreto, semplice, speri- 
mentale, alcune delle verità preliminari indispensabili per co- 
noscere le proprietà dei corpi, i loro caratteri e il modo di 
agire delle forze naturali. Della Fisica si direbbe almeno 
quanto basti a far conoscere la gravità , il peso specifico ; a 
far intendere 1' azione del calorico , il termometro , 1' evapo- 
razione, ec. ; ed a somministrare qualche idea sull' elettricità, 
sul magnetismo e sulla luce: attingendo esempj agli effetti sulla 
vegetazione, e con qualche considerazione ai fenomeni atmo- 
sferici, come pioggia, neve, grandine, ec. Della Chimica sa- 
rebbero almeno a darsi le nozioni sugli elementi che costi- 
tuiscono i vegetabili, e sul passaggio di questi elementi dalla 
terra e dall' atmosfera alle piante e agli animali, e viceversa. 
Dalla Storia naturale si tolga qualche cenno sui tessuti dell'or- 
ganismo animale e vegetale, e sulle vitali funzioni di esso, come 
respirazione, nutrizione, ec. Le classificazioni delle piante e de- 
gli animali si limitino unicamente a parlare delle piante e 
degli animali utili all'agricoltura. 

CORSO I. — Anno II e III. 

Contabilità e Tenuta dei registri. — Comprende gli esercizj 
pratici sulle operazioni aritmetiche , applicati anche alle cai- 



— ìhk — 
colazioni di superficie e di volumi , e riduzioni di pesi e misu- 
re. — Giornale, prospetti settimanali e mensili, libro di cassa, 
mastro o provinciale, libro di carico e scarico dei magazzini, 
formazione dei prospetti, ec, — brevi cenni sui rendiconti da 
accompagnarsi con esercizj pratici di registrazione , — e con 
qualche nozione giuridica sulle contrattazioni agrarie, sui rap- 
porti colonici, sui prezzi delle produzioni agricole, sui tempi 
e luoghi opportuni per le compere e per le vendite, sulla 
convenienza delle spese, ec. 

Si potrà continuare nel terzo anno anche qualche esercizio 
del Comporre , con far stendere brevi scritture d' affitto , di 
vendita o di altri contratti occorrenti nella pratica rurale. 

CORSO I. — Anno II. 

Comporre e Storia. — Continua la pratica istruzione di stile 
epistolare e descrittivo: essa versa specialmente sui fatti re- 
lativi all'agricoltura. Si dovranno anche esercitare gli allievi 
negli scritti che si riferiscono alle più ordinarie emergenze 
della vita rurale: Rapporti alle deputazioni, Ricorsi, ec. — Con 
questi esercizj si alterna qualche nozione elementaredi storia. — 
Si accennano le epoche principali della storia, il tempo e la 
parte del globo in cui i popoli fiorirono, le date ed ì nomi 
più celebri, e sopratutto si ricorda l'origine nota delle più 
utili invenzioni, con riguardo a quelle che ebbero speciale 
influenza sull' agricoltura. 

CORSO I. — Anno lì e ili. 

Elementi di agricoltura ed agronomia. — In questi due anni 
r istruzione di agricoltura dovrebbe avere i seguenti due sco- 
pi: 1," di far conoscere come e quando si fanno le varie ope- 
razioni dell'agricoltura; 2." di abituare nel tempo stesso i 



— 145 — 

giovani a rendersi ragione di ciò che si fa, di ciò che la 
esperienza ha comunemente accertato. — A conseguire il pri- 
mo scopo gioverà molto la lezione pratica di agricoltura e 
l'effettivo lavoro ; a conseguire il secondo si debbono sviluppare 
e applicare quelle prenozioni elementari di scienza, di cui si 
disse per l'anno precedente. — Potranno darsi nel secondo anno 
le cognizioni più generali sull' agricoltura^ sulle varietà dei ter- 
reni e loro proprietà, se argillosi, silicei, calcari, leggeri o 
forti, tenaci, ec; sui modi di correggere ed emendare il ter- 
reno ; sulla concimazione e suoi effetti ; sugli avvicendamenti 
e loro ragione ; sugli effetti dell' irrigazione ; sulla lavorazione 
del terreno , e quindi dell' aratura , zappatura e dei relativi 
istrumenti agricoli, come aratri, erpici, vanghe, zappe, ec. ; 
sulla seminagione e sull'innesto. — Nel terzo anno potranno suc- 
cedersi le cognizioni più speciali occorrenti alle diverse colti- 
vazioni e ai diversi prodotti; — discorrendosi dei cereali e loro 
varietà, con riguardo alle specie più interessanti per noi; — dei 
foraggi diversi; — dei prati asciutti ed irrigatorii, avvicen- 
dati, stabili ed a marcita; — delle piante oleifere e tessili 
(ravizzone, lino), ec. ; — del gelso e delle viti ; — dei boschi. — 
Non si ometteranno i principj sani e direttivi sull'allevamento 
del baco da seta, sul caseificio e sulla vinificazione. 

CORSO I. — A.wo 11. 

Elementi della Geometria e dell Agrimeìxsura. — Per la 
(ìeomelria si danno le cognizioni sulle proprietà delle figure 
piane e dei solidi di forma regolare ; e sulla misura della loro 
area e cubatura. 

Per l'Agrimensura si descrivono gli strumenti più semplici : 
filo a piombo, paline, squadro semplice, bussola, indicando 
come per mezzo di essi si traccino linee sul terreno e sì mi- 
surino le superficie. Norme sulle livellazioni e sui movimenti 

10 



— U6 — 
(li terra per adattamento di campi, e quindi uso del livello a 
tubi comunicanti. 

CORSO I. — Anno III. 

Elementi della Feterinaria. — Somministra i precetti oc- 
correnti al trattamento e nutrizione degli animali destinati al- 
l' agricoltura , con qualche norma per la riproduzione, ingras- 
samento ed uso più opportuno pei lavori ; somministrando an- 
che qualche cognizione tanto sul miglioramento delle razze, 
come sui vizj organici e sulle malattie , sia per correggerli 
con buone pratiche, sia per apprestare i rimedi nei casi di 
istantanea urgenza. Si dovranno ricordare dettagliatamente 
le pratiche nocive e le opinioni erronee per dimostrarne i 
conseguenti danni. 



CORSO il. — Anno I. 



Lettere e Geografia. — Supponendo che negli studi prece- 
denti siansi acquistate le cognizioni grammaticali con suffi- 
cienti esercizii nella esposizione delle proprie idee , il mae- 
stro inizia i giovani alle composizioni di indole piìi elevata 
con cenno sugli elementi dell' arte letteraria e sulla storia 
delle lettere, specialmente delle lettere italiane. Si tenga conto 
particolare delle opere e degli scrittori che si occuparono 
dell'agricoltura. Si avrà mente negli esercizii pratici a svilup- 
pare le facoltà di esposizione e di giudizio più che quelle di 
fantasia e di creazione, evitando i temi vaghi e poetici, in- 
sistendo sul racconto dei fatti e sui brevi saggi di critica. 

La Geografia, alternandosi colle lettere, richiama le nozioni 
somme della Geografia fisica , di cui si fé' cenno pel primo 
Copso. — Alle nozioni più sviluppate di Geografia fisica si 
potranno soggiungere quelle sulle produzioni naturali, sulle 



— U7 — 

divisioni politiche, e sui dati più generici ed interessanti 
della Statistica. 

Algebra e Geometrìa elementarì. — L'Algebra si insegna, 
in quanto le posteriori scuole di Meccanica , di Fisica e di 
Idraulica suppongono i giovani famigliarizzati con le notazioni 
algebriche e con le operazioni sue elementari. 

La Geometria ha per iscopo di far conoscere la nomencla- 
tura e le proprietà principali delle figure geometriche piane 
e solide, onde somministrare i principii per la misura delle 
linee e delle superficie e per la misura dei volumi occor- 
rente alle operazioni di agricoltura. Essa si insegnerebbe 
in modo affatto pratico e possibilmente con modelli a suffi- 
cienti dimensioni. 

Disegno lineare. — Deve somministrare quegli elementi 
del disegno che potranno occorrere agli ulteriori studi del- 
l'Agrimensura , della Meccanica agraria e delle Costruzioni 
rurali. — Non si tratta di arrivare a perfezione , ma vuoisi 
che si impari a tracciare colla matita l'idea sufficiente d'un 
oggetto o di un' opera , avuto riguardo sopratutto alle pro- 
porzioni. Abbraccia quindi : gli elementi del Disegno delle 
macchine e delle mappe, e quelli del Disegno di costruzioni 
rurali. 

Fisica applicata all'agricoltura, — La Fisica, avendo in 
questo Corso secondo un insegnamento separato, ed indiriz- 
zandosi a menti più mature, potrà assumere più convenienti 
proporzioni, senza perdere, però, di vista il fine pratico dell'a- 
gricoltura. — Con le proprietà generali dei corpi e loro spe- 
rimentali dimostrazioni, discorrendo della gravità, sarà da far 
cenno della figura, moto e dimensioni della terra , delle basi 
del sistema metrico decimale, delle stagioni, dei climi, della 
pressione atmosferica e del barometro. — Trattandosi del 



— 148 — 
calore, estendersi di più sui termometri, e sul passaggio dei 
corpi dallo stato solido al liquido e all'aeriforme, e viceversa; 
sulla produzione del combustibile e riscaldamento, sulla eva- 
porazione e forza espansiva del vapore aqueo,ec. — Anche la 
elettricità e il magnetismo terrestre, le correnti elettriche, 
con le applicazioni più immediate, come bussola, telegrafi, ec, 
troveranno opportunamente uno speciale ricordo: lo stesso 
dicasi per la luce, per cui sarà a far cenno della riflessione 
e rifrazione, dei colori, e del rapporto tra la luce e il calore. 
Sempre poi in questi argomenti si avrebbe in mira di mo- 
strare quali effetti il calore, la luce, l'elettricità esercitano 
sull'organismo delle piante e degli animali, e sui risultati del- 
l' agricoltura. — Le applicazioni meteorologiche si occupe- 
rebbero di dare le possibili spiegazioni sulla pioggia, neve, 
brina , grandine , sui venti, e in generale sulle maggiori per- 
turbazioni atmosferiche. 

CORSO li. — Anno II. 

Lettere e Storia. — Continua la storia delle lettere con 
esercizii di esposizione. — Come cenno d' introduzione alla 
storia si fa parola delle prove e delle testimonianze, occu- 
pandosi di far comprendere come le relative nozioni tor- 
nino utili ai giudizii anche sui casi più comuni della vita. — 
La storia si espone, toccando rapidamente delle diverse età, 
evitando la storia aneddotica e drammatica, ed insistendo di 
più sull'influenza dei popoli, sul loro carattere e sui loro 
costumi ; e di più ancora sulla storia delle arti e delle utili 
invenzioni. Si cerchi infondere la persuasione del prov- 
vidente corso della storia che guida l' uomo per successivi 
gradi a maggior perfezione : le altre considerazioni sieno 
possibilmente pratiche, sobrie ed imparziali. Anche gli avve- 
nimenti storiai potrebbero dare occasione ad esercizii brevi 



— 149 — 
di narrazione , per cui colla chiarezza e colla semplicità si 
verrebbe educando la reltitudine del giudizio. 

Storia naturale. — Nella Storia naturale si può distinguere: 
Botanica e Zoologia da Mineralogia e Geologia. 

La Botanica insegna la struttura generale delle piante de- 
sunta dai loro tessuti, dai loro organi e dalle parti diverse , 
come radici, tronchi, foglie, fiore, ec. — Accenna alla Fi- 
siologia vegetale, nutrizione, germinazione, respirazione e 
riproduzione delle piante ; agli organi e funzioni secondarie , 
come calore, colori, movimenti e sensibilità delle piante. — 
Ne addita le classi ed i nomi, con cenno alla Geografia bota- 
nica , alle zone di vegetazione ed airacclimalazione ; sempre 
però primeggiar devono i caratteri e le proprietà delle famì- 
glie vegetali che interessano l'agricoltura e l'igiene. 

La Zoologia descrive l'organismo animale e sue funzio- 
ni, nutrizione, respirazione e riproduzione ; — indicale spe- 
cie animali nei diversi paesi e climi ; e tra le famiglie ani- 
mali insiste specialmente su quelle utili o nocive all'agricol- 
tura; — addita i principii direttivi per il miglioramento delle 
razze, e quali sieno più facilmente acclimatizzabili in paese. 

La Mineralogia accenna all'origine dei minerali e loro 
proprietà; ed ai minerali più abbondanti che formano parte 
della crosta terrestre. — Minerali in natura e concomitanza 
mineralogica, opportuna a far sospettare la presenza delle 
sorgenti di minerali. — Minerali pietrosi più utili all' agri- 
coltura, a base di allumina , di calce , di potassa e di soda. 
■— Caratteri e modi di trovarsi in natura dei minerali metal- 
lici. — Descrizione dei principali di essi e loro utilità. — 
Qualche elemento sull'industria metallurgica. 

La Geologia accenna alla distinta origine dei terreni per 
l'azione dell'acqua e del fuoco sulla superficie del globo. — 
Roccie di sedimento , e di emersione. — Come a trarre il 

10* 



— IbO — 
miglior partito del terreno giova all' agronomo di conoscere 
la sua formazione geologica. — La Geologia si occupa anche 
di dar spiegazione intorno all' origine delle masse di sale e di 
combustibile, carbon fossile, ligniti, torbe, ec. 

agrimensura. — L' agrimensura del corso 2.° dovrebbe 
distinguersi da quella del corso 1.° in ciò, che essa insiste 
sopra le maggiori cognizioni attinte alla geometria elemen- 
tare e sugli elementi del disegno , insegna in modo pratico 
insieme e teorico 1' uso degli strumenti agrimensori , ed ag- 
giunge alla conoscenza degli strumenti più sopra indicati quella 
del livello a bolla d' aria , del grafometro e della tavoletta 
pretoriana per il rilievo delle mappe. 

Contabilità e Tenuta dei registri. — La Contabilità e Tenuta 
dei registri del Corso secondo si distingue da quella del pri- 
mo, perciò che, mentre nel primo è tutt' affatto pratica, nel 
secondo somministra anche i principii direttivi sulla contabi- 
lità, non solo agricola, ma anche commerciale e in genere di 
ogni contabilità : perchè nel primo Corso con le nozioni di 
contabilità sono messe insieme le giuridiche ed economiche , 
che per il secondo vanno distinte ; e anche perchè potrebbe 
l'insegnamento in quest'ultimo inoltrarsi ancor più, p. es., ai 
conti di divisione e di riparto, con più grande estensione ed 
esercizio di relazioni sui bilanci e sulle gestioni rurali. 

CORSO IL — Anno IH e IV. 

Agronomia. — L'Agronomia di questo Corso va affatto di- 
stinta da quella del primo , perchè qui i giovani hanno rice- 
vuto e ricevono una maggiore copia di cognizioni scientifiche 
ausiliarie. Potranno quindi estendersi le ricerche ed elevarsi 
il linguaggio, senza però mai perdere di vista l'intento del- 
l' educazione pratica, k tenerlo presente gioverà molto l'assi- 



— 151 — 

slenza e la compartecipazione ai lavori. Avendo le scienze 
della Chimica, Fisica, Storia naturale e Meccanica già som- 
ministrati molti principii, potrà il maestro più lungamente 
trattenersi sulle coltivazioni speciali, sui cereali, sulla produ- 
zione dei foraggi e sui prati , sulla coltivazione delle piante 
oleifere e tessili, sui gelsi, sulle viti, sulla selvicoltura, sulla 
coltivazione degli agrumi e degli ulivi, ed anche sull'orticol- 
tura e sul giardinaggio. — Questo Corso non fa che sempre 
mostrare l'applicazione e il contemperamento delle cognizioni 
scientifiche ; mentre il chimico , il geologo , il naturalista , il 
meccanico considerano i fatti agricoli dal punto di vista spe- 
ciale, e con una certa esclusiva preferenza, l'agronomo im- 
para a connettere tutte le diverse cognizioni , subordinandole 
sempre al fine della speculazione agricola che è il massimo 
prodotto con la relativa minor spesa. — Perciò , in questo 
corso, non si additerà puramente il risultato delle operazioni 
agricole, ma sempre il lor tornaconto e la convenienza eco- 
nomica, determinata anche dalle circostanze locali e dai biso- 
gni della consumazione. 

CORSO II. — Anno IH. 

Chimica agraria. — La Chimica è tra le diverse scienze 
naturali quella che più intimamente ha relazione coli' agri- 
coltura, e può far contribuire ai suoi progressi. — Stabilite 
alcune nozioni generali, detto degli elementi organici e inor- 
ganici che compongono le piante, dovrebbe discorrere della 
composizione dell'aria e del terreno coltivabile. — Sommini- 
strare quelle norme per le analisi che possono bastare prati- 
camente all' agricoltore , facendovi susseguire i principii ge- 
nerali della concimazione e degli emendamenti. — Dire in 
particolare del concime da stalla e della migliore sua produ- 
zione, poi degli altri concimi comparati al concime da stalla. 



— 1B2 — 

— Escrementi di diversi animali, guano, nero animale, ec., ec. 

— Dell'uso dei sali ammoniacali e del sai marino; della ges- 
satura , calcinatura , marnatura e torrefazione delle terre. — 
Applicare le cognizioni sulla composizione dei diversi foraggi 
riferiti al fieno comune dei prati, tleducendone regole per la nu- 
trizione degli animali. Dovrebbesi inoltre far cenno di alcune 
industrie dipendenti dalla Chimica e che sono in relazione 
strettissima coli' agricoltura, come la vinificazione, il caseificio, 
la distillazione, l'estrazione dello zuccaro, la carlx)mzzazio- 
ne, ec. 

Meccanica agraria. — La Scuola di Meccanica agraria do- 
vrà somministrare i principii generali che sono indispensabili 
per bene intendere le applicazioni all' agricoltura. — Occu- 
parsi distintamente delle macchine ed istromenti agricoli , 
come aratri, scarificatori, erpici, macchine per seminare e 
piantare cereali, ce, ec. — Considerare il modo più utile per 
impiegare come motrici la forza del vento , quella degli ani- 
mali, le cadute .d' acqua e il vapore; far cenno delle diverse 
ruote idrauliche, e degli opifici attinenti all'agricoltura, a 
cui di preferenza si applicano , come trebl)ialoj , brillatoj , 
macine da grano , torchi , ec. Si darà molta importanza alle 
regole per la costruzione e riparazione delle macchine e stru- 
menti agricoli, con riguardo ai materiali che vi sono impiegati. 

Amministrazione agricola. — L' Amministrazione agi'icola 
suppone già conosciuto tutto l' insegnamento della contabilità, 
ed espone i principii giuridici direttivi della contabilità mede- 
sima. Parla delle diverse contrattazioni agrarie , degli affitti a 
danaro , della mezzadria e dei diversi contralti colonici. — 
Espone le elementari nozioni sulla proprietà e modi d'acqui- 
starla e Irasmeltorla ; sul possesso e sue conseguenze; sulle 
servitù; sulla comunione dei dirilli reali; sulle ipoteche, li- 



— 453 — 
velli e censì. — Dà le nozioni elementari sulle forme degli 
atti civili, contratti, donazioni, testamenti; esercita i giovani 
a stendere scritture relative a contrattazioni coloniche ; a trat- 
tare, specialmente in forma epistolare, materie di diritto e di 
possesso. La base dell'insegnamento è sempre ciò che si pra- 
tica in paese, e la legislazione ivi vigente: non si dimentichi 
ciò che può educare il criterio colla comparazione di quanto 
utilmente si pratica in altri paesi. 

CORSO li. — Anno IV. 

Veterinaria. — Si diparte dalle nozioni della Zoologia , e 
insegna i metodi e le cure più opportune per 1' allevamento , 
per la conservazione, per il miglioramento e per l'uso degli 
animali, di cui si vale l'agricoltura. — Tratta specialmente della 
riproduzione e miglioramento delle razze, e della acclimata- 
zione delle specie più utili. — Dà le regole per il governo e 
l'alimentazione degli animali da lavoro, e di quelli destinati alla 
produzione della lana, del latte e delle carni. — Insegna le cure 
da prestarsi nei casi di urgenza per malattie od accidenti 
(emorragìe, scottature, fratture, timpanitide, ec). — Fa cenno 
delle più utili operazioni proprie dell'arte veterinaria (fa- 
sciature, salassi, innesto della polmonea, castrazione delle 
vacche, ec). — Nonommette di dire sull'allevamento dei polli, 
delle api e dei pesci. In generale è scopo di questo insegna- 
mento di dare agli agricoltori quelle nozioni di igiene animale 
indispensabili e da usarsi nell' andamento ordinario, non iscom- 
pagnate da quelle che occorrono per saper ricorrere a tempo 
agli ufficj della zoojatria, e respingere le pratiche pregiudizie- 
voli e assurde. 

Idraulica applicata all'agricoltura e Costruzioni rurali. — 
L'Idraulica dovrà somministrare le cognizioni che occorrono 



— 1B4 — 
per dirigere convenientemente le acque per lo scopo dell'ir- 
rigazione e del loro scolo. — Quindi dire della livellazione , 
costruzione e manutenzione di canali, di ponti, di botti, di 
chiaviche e simili edifizj ed opere idrauliche; — delle bocche 
moduli più usitati per la derivazione delle acque, non 
omettendo di accennare alle regole per misurare le acque 
correnti. — Dovrà occuparsi anche di dire sulle arginature 
ed opere di difesa alle sponde dei fiumi e canali, sulla fogna- 
tura drenaggio^ e sui prosciugamenti. 

Nelle Costruzioni rurali si tratterebbe con particolar riguardo 
delle fabbriche per uso dei coloni e dell'agricoltura, cascine, 
stalle, granai, ecc., dando norme pratiche opportune per la 
ventilazione, dimensione e solidità, per la scelta dei materiali 
e il modo di condurre le riparazioni. 

Economia rurale. — Essa espone iprincipj economici diret- 
tivi dell'agricoltura, come l'Amministrazione nell'anno prece- 
dente ne espose i giuridici. Tratta del valore degli stabili e 
del valore delle produzioni agricole ; — addita le conseguenze 
economiche delle contrattazioni agrarie, della mezzadria, della 
colonia parziaria, degli affitti a denaro e del lavoro a giornata. 
Esamina la convenienza economica dei diversi sistemi agricoli; — 
l'influenza della legislazione civile sulla industria agricola; — 
le monete, i mercati e le fiere , le strade terrestri e fluviali; — 
la condizione economica delle famiglie agricole, secondo le 
diverse contrattazioni e le diverse località; — le sussistenze, il 
consumo, le abitudini morali e i pregiudizii. — Tratta dei mezzi 
per promuovere l' agricoltura. — Ordinamento del censo, leggi 
comunali e amministrative, Camere di commercio e d'indu- 
stria, utile influsso delle scienze, scuole speciali, associazioni 
agrarie. — Statistica dell'industria agricola, sua utilità, e 
precetti più ovvii per concorrere alla sua compilazione. 



— 135 — 



NOTA FINALE 



I Promotori , i quali già inoltrarono la regolare Istanza , 
avranno cura, ottenuta appena la Superiore autorizzazione, di 
diffondere il particolare invito per la sottoscrizione delle azioni, 
valendosi per questo scopo di tutte le vie più opportune di 
pubblicità. In tale invito si additeranno i particolari dei luo- 
ghi e delle forme, onde sia disciplinato ed agevolato il con- 
corso dei sottoscrittori che intendono prender parte alla As- 
sociazione agricola, di cui tratta la presente Proposta. 



INDICE 



Notizia preliminare Pag. 3 

Relazione dei Promotori « 7 

Prospetto e Riassunto dei Bilanci preventivi ...» 59 
Statuto per l'Associazione agricola di Corte del Pàlasio » 101 
Addizionale allo Statuto relativo allo Stabilimento d'i- 
struzione 55 135 

Note e schiarimenti sui diversi rami d'istruzione. . » 141 

Nota finale , . » IBb 



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