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Full text of "Raccolta d'autori italiani che trattano del moto dell' acque"

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D' AUTORI ITAHANI 



CSS TRATTANO 



DEL MOTO DELL' ACQUE 




TOMO a. 




PTe»o per gli AssoeuOi 

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lie|;ttart • * ^ • •- • #. • • -^^ 



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RAGGOLTA 

D'AUTORI ITALIANI 



CHE T^&àOTAlfO 

DEL MOTO DELL' ACQUE 

EDIZIONE QUARTA 

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ARRICCHITA IH MOLTE COSE INEDITE, 
£ D'ALCUNI SCHIARIMENTI. 



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TOMO IX. 



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BÒIX)GNA • MDCCCXXIV . 



D^JXA TIPOGRAFIA DI JACOPO MARSI6U. 



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S^ftkAOJ^ STATO ViOUENTO DBU/aGQOE DBEf BqfjaDìilfi.SR^ E DEI* MQb» ' 

«:..'• nò .FAjCittA nm mduklr Aixa «tato natueals.» « 



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Le tOènd^oo/j^I temtoria Bc^ognase., oBe dai 
ìt^ !ii6rìore% o tràtteniite^ o.daI foro datura! co»r 



^^ù^ «orti é* 
eonfinanli neUft 

so divertite^; c^^tlmtliiienf^ confuse^ ia nn 1000^9 m^tt^ Ao^qxìì> in al* 
vei ae^inratìrìqetlàcsiV'^oagiOQmni^'daatii incredìbili' Mtfs solo al pa^se 
&fét^ot& còp fotte, ed inonda^iofif freqttent3d^iine> ^ con continuo pò-- • 
rfcòio^dt aomniergere' i paesi ^ ^ed- abitazioni soggiacenti^ m» ailcora' 
al stij^eridre ,. eco prhrArtb di scoti nece^san ali» fertilvjtà de' terreni;^! 
Simo* queste V aequfr chi^e , e 1* acque torbide ; *3(^He chiare- cWa- * 
miamo quelle y che le'stesse campagne^ dalfe piogge irrigatef, stiirano* . 
contìnttamenté ìm canali partìcoiarìr profondati tie^ terreni ^ per *taezr 
zo de^ quali « si por|ano''.|^er ri vf marggtari ^aiie ¥af ti inf^riocr ,. alle quag- 
li ppr si riducono l'^ai^qne sorgenti ne'' medésiimi l^rrenr»^ 

Acque torbide def Bolognese soqp/ quelle ,. che dai yicinp Apeunino* 
eoli, corèe assai rapido , e particolarmente ne*' ^teitrpi pìovosi>* disceit-^' 
dotto alia pianura , óve per là oiaggtor parte unite ìn^ un arveo-, fbr^ 
datuftò il £uWìe Reno; ohe da'^ monti ^ onde piìscipita ^ Todeadò» il t^-' 
rena , porta mai^ia , che l^ Ib torbida ► "^^ ; 

Tenevano i.nostH paìtriJ^otatniepte sej^arate queste due sortì d** ac- 
que, tìcchè per diverse vfet a^ suoi termilni al dondueéranov e oerta^ 
ménte coi|; buona regda » poiché le .torbide cOfi*^'Ìa •depóbi&ioae d^Ue 
natene » <QÌe poiane |Sk vengoiìa a poca, é poco ad ìnarzar I^^or al^^ 
Tei , sicché yjiertrttterfferle è necesaario munirli d' argim;^ onde poi 
81 riducouo nijatmente # portarsi Isopra Ja campagna^ il ehe poca im^ 
porta , purché vàdani> lib^anrei^te.^ ancorcl)è: sostéMat^^'àr >uo tar- 
mine ; ma li cendotti d'^acq^e ohisrér necpssaru^meàte *detoiie èsser 
bassi » e prefoddàrsi ne^ t^emV altri m^^ti nonr ppssoàf) le *campagtì[e' 
aver ìiL essi lo^ scolo necessaria alla ftrtìHtèv. ^ j^-v * ' • 

• I condotti dunque del|^ acque xhiare^Cocc^Vffie^^com^ nel- 

le Talli*- di Mbrrarar ,, ché^per molte bocche si scaricavano ìmtnediatà-^ 
mente nel Pò di Primaro» Ma il Rene,. che pori:»' Tacque torbide,. 
direttamente nel Pa di Ferrara s* ìncanmHnava , ivKmìAa con P aqque 



) - 



del Po 8^ jDoltniTa nel nmo-di yokoo^ oovie -por Jaceva Panaro, ebe 

Più 8opra nel medesimo Po «di .Fenara s' IntroduoeTa . Ebpo che il 
o , apertasi alla Stellata più ipazìeaa bocca nel ramo di ATenesia ^ 
ntci per quella con isfogo maggiore $ né più traaroeaae le acque jpw 
la più angusta , ed obliqua via nel Ttmo di Ferrara , e P acque del 
Po dì .Ferrara 9 contro il pr<{pno corto, follarono indietro lilla Stel- 
»]ata, seguendo il ramo di Venezia} non ha dubbio, che il Reno ah 
Trel^e seguitato la strada medesima diriltifiteilata^^ome appunto H^ 
C^ Panaro, jBepoco ^TÌtmimtì foaseatlitrodat J^oÀ-Ferran nelle yak 
li divertito. 

Fu dal Po di Ferrara divertito con disegno di Tolerlo riporre , su- 
bito fa^a r escavaftone dd Po di^errara , idie a quei tempi si me- 
diava 'p«r iotrodurvi di iuioto dal Po.^nde -ocfnA auffieioate per 
upa navigazione. reale; ma conoteinta ^M^Mmpresa poco Aen ehm 
impossibile ,vina«aime dopo aver Panano , e il -Po di Serrani rìfMfata 
indietro il corso , lloveva rimettersi %1 «primieA iuogo ^ di dove »g ai- 
tai^be. anch' egli j^rtato alla Stellata, ovvero avr^be continnato il 
fùp viaggio per V Po di Volatìò , nm i Feiraresi interessati, pes .^on- 
ifcev^rlo,. hanno sempre procurato dì dar maggkare cotere uffa possi^ 
btlità dell* introdoeiono ^el J'o^.ed in questh maniera perpetuar b 
dimora 4eLReQO nelle valli. 

.^chiedevano almeno le .valli tnigìde di nuova aoqito, anovi sfo-»- 
ghi-, per li ^u^li si Caricassero^/ e oeH* introdbasiofte appunto ne fa-, 
reno destrtiati saolti, cioè il cavo Zeniallno » che scariea Marrara in 
Marmotta, quel /della ^Bastia , che ]^orta l'acqua di Marmoria in Po.; 
molte. altre, bocche, in Primaro^i e finalménte le chiaviche Paolino^ 
che scaricavano il^Bb di Primaro nelle valli di Gomacchiò in diflMto- 
tà di ben 14, miglia dal mare.^ essendo paruto impossibile, che per 
alveo si stretto si potesse oondorre unta mole d' acque per ai lungo 
spazio, che vi restava: ma. nò le cIbiaTtche Paolino turono giammai a« 
dOprate^per. essersi laJabbrìeajdi esse con Ja prima prova aperta oon^ 
dna gran iisv^ra, che anco'' oggi si vede.; e forso ancora, per non dan^» 
ocgg^av- lo valli di Gomaochlo con introdnzionp. d'acque impetuose » 
e torbide.; i.oayi da una vallo all'altra', o di* torrlnti delta Roma- 
gfDa, pur divertiti* nelle valli, sono Rinterriti , '«wevo anco attraversati 
con argini,; .le bocche , e chiaiviche ;fatte per introdurci' acque delle 
Talli in Po in- «ioinanza di JPérm^ sono cfaihse , e aestmitano .1' «equo 
atesse in aUj^^a 4i qm^ttro, e'più {>ìé9i* sopra inacqua del ,fiunie t 
come alla cirillica de' M^bri abbiamo veduto, e misurato* . 

Or phi flr^f, che ^questo ;.sìa lo stato naturale .delle valli , dio 
tutta questa alte:^ sopra il ;Po non sia caufftta da' ripari fatti alle 
bocche , per dove avrebbero naturalmente a ^scaricarsi ? 

So non VI ftsaero interposto le gran moli d' argini fatti non dalla 



miitJtrA'9 uà dftll'^ainanaartlficio 9 òhe. sole 16 ^scootirmana^ dal Po^i 
|POtrebbero né memrun pelo star sopra di^ quelle inalzate?" 

Le pianare vastissime , che da questi quattro » e più piedi d' ao- 
-qua alzati éopra là naturai wperfioie- delle Talli restane inondate y e 
queHe pia sa'^ che restano nonpivrtanto^ahe* sopra^ki ntiova sUpui^ 
^ie 9 che possano scolarsi , - ed*" in consegoenza- di M>Y#rcluo umore 
io»betttte'a£&tlo s' insteriUmmo» poone eìieno ciliaEnarsi di sua natuta 
>«llive sterili » e per arte prima del tempo bòmtìcate » come dicono» 
^Ferraresi? o non pìùt^to^da qtresta evidente eadntsi. >< <||ie sempre 
iHmno avuta sopra 4I Po» chiaramente eoncludestt Che (ossero^ dì soa 
satura fertili » e- nuovamente dall^ acque trattenute insterìUteP non 
è già più basso iLA>^'di Pirimajro di quel che^gii fosse- ne' ^tempi andati^ 
mai 9 come tut(^^li atari fitimr* di pianura *» si è* alzato di letto • L^ 
pianofe dunque ifora 'Coperte d'acqua inaliata» che hanno tanto de- 
clivio sopra il Po inalza Co , molto maggiore ne avevan<>^'già sopra il 
jnedesimo più basso 9 sicché » qua|ido^' 1^ acque non stavand più alte 
del Po 9 erano discoperte $ e feconde • £ vogliono ì Ferraresi^ tradut* 
xe a diletto^ ed Mgerdigia 9 1' iaduftria de' Bolognesi nelfe bonificar 
adoni 9 come troppo intempestiw 9 alla" quale sono 4/dIe nuo^^ edcre^ 
ecenze dell' ac^a- neceaskati 9 per- MStkuìre la pristina feriilità a' 
léro terren£> • « - . 

Sé si leveranno i vii^JèntS ritegni alfe vàlfì, eisi JasdlntiìJio esperti 
§^ dovuti sfoghi 9 quante pian'Ure già disooperie ora pop%Bte dait^ae* 

Sa 9 trattenuta* di nuo^o si^souoprrrannoP quante si feconderanno*? 
laute sono appunto quelle che corrispondoifQKalla pendènza di 4;' a 5. 
pusdi in questi siti^^A cosi poco declivio» che noi| arriva a m<)zzo^ mi- 
gflio per piede • Ma- se non sv sfogano ia- maniera 9 che 1'* acqua » olìe 
<x>ntinuamente ci entia, nononTaUiia libèn^ 1' uscitay in quide altezza 
sanmi^^ necessitate a «^trattenersi ? qtial vastità di paese giornalmeote 
Sion allagheranno P ' quai pericoli fidahnente noor* sovrasteranno alla vU 
nana <nUà di Ferrara 9^ già 'di presente molto iiifimoM-alk superQcìe 
delle valli in que|ta g^isa sostentate P 

Sua dunque «fflitto^r necessario i^re i sufficiei^;! i&gìA^ alle valli 
laou solo nel Po 9 ma^ancora ^eUe valli inferiori sino al. m^e» nott 
essendo in alcun modo- spfficiente ' il Po- di Primaro a ricévere tutte 
V acque 9 che scendono noRe valli /- 

. Avanti la diversione del 'Reno 9 e degK'aHll; fiumi difilla Romagna » 
fa ealcolato 9 che non era il> Po di Pnmiiro caldee della quarta parte 
dell' acque ohe penna entrar per tanti àttrf ^fUfli nelle v^ili . Veda* 
n dunque .•come è possibile > che ottidi entrandevif! 9 oltre, tutti quei 
canali 9 il Reno t e gli altri fiumi dèlia Remaenà'9 si^jcaricù nelle 
piene tutta 1'^ acqua delle valli nel mare per r akeo del; Po 4^ Pri^ 
BUM 9 per conseguenza quanto^ e|^ è neiesaario' apiire aitai sfoghi 



a 

safBci^nti a portare al mare V acque , ohe |>er tanti canali vi $' in* 
troduoonò» quando 4)DCi>ra ae foisero xinuissi ì fiumi nuovamente ìop 

« MaisSoarjl^ai:;le valU-dal ^so sovevcliiodelracqua^ sena' altra proT« 
jviaieae^ non vl>a8ta ^ JH jReno^ .da che abooca nelle valli con le sue 
torbide « je ^talmente interrita 9 ohe la navigazione vecchia da Ma^ 
Jalbi^vgo.a Feirara per la via più brevo9g>ef jnancamento ài fondo ai 
è abban3Eonata9'>e jAresa nim tortuosa strada verso il mare^ cho 
rkt^op|>m*Ja lunghezza del viaggio . Quesu ancora ^ abbassate cho 
fossero te Valli in uguaglianza ài Po àV Primaro • resterebbe in sec- 
cori -e sai^bbe^ 'secèfsario |K)avarla . per la via «più ore ve nel nnovo^ in- 
tenlmento fattovi dsd. Reno • Ojjerazione « ^be più che volentieri si 
iarel^ j e si pronmpverebbe con*r istess* i^oqua dei" Canal Naviglio > 
^ ancofa .eoa V intcodujEione Ai quello di Jaìolo^^ di Scorsnro nel 
fiuovo caQ^.siuo' a Ferrara. / . ; 

lì anatitenimento però di qnes^ navigazione» <some ancode^ ean»- 
li d^iidque««obiàrej(^che corrèssero per le vaiti» sarebbe impossibile ^ 
«ffiei^tre Heoo WitiiMaase a ^hfHmw9Ì / jperohè l>en presto di nuova 
con' le. ,f oc^_ torbijie i* ìfitèrn^béi. , ^ 

JStirà dunque ^0a4to^|iei^0sarta la rimozione del Reno dalle TaHit si 
per lo Tnantemn^iento deUa.<»j;KavSgaziofVD ^ che iiopo V escolazione delle 
.va^i, si iCa#^|èiy>e Tettameste da JVIalalbar|^ a Pentta» si per io tf- 
beVo es^.deir acque cbisure acdle .vitlf^ e là * oom'unicaìBiotte diqae» 
>té tcòl Po div Primarò^t/ó Con le 'valli inferkuri^. Al cbe y per aknìl ra« 
glène, sarebbb' giovevo^r U •''Pinozfoae ^lle^^iiltre' torbida della Roma- 
gna, da' Ferraresi proposta^ aoofò olw queste ^oxk interrissero i ca- 
vi, ^' le boccbe, neifajjnàniefa» clfe oggidi.:si ved^ aver ridice in- 
ferito ,ji^avo.2enEaIinò^ % 
, .Dimosttata la t^tàl* necessità d^la rimozioneVteLReno daHt^ valli p 
^vedìa ' ^* t^^ ^i^t -1 ^- j 11 

.•qufi 

vertito nelle valli Con .espressa intenzione di^ restituirlo in breve al 
prìstino corso ;» fatta l' introduzione ^^U' acque del *Po graade^ se fos- 

.-«e'^slaip ppssibileV^igni dettame Idi fagÌJE>ne^ Cjdigiastiaia ridiiede^ dm 
per quallk^ strada si cOuiihca il Reno al mare^ per la quale di pr^ 
sente 'si condurrebbe^ se non fosse auto nelle valli diverótOM i 
jge^già n(m^ fosse stato divertito , quando Paoque del Po di t'erra- 

rra rìvèltaiwi^' indielrò^l suo corso, e voltarono seco queUa di laaa- 

* (o ài Po^jrande alla StèHUaj t'acquo del Reno 9 o si sarebbero ri- 
toUate a qi|èlla parte,* ovvero avrebbero eontìnaatò il ano corso nel 

:P^ di Volano; adunque nel Po grande, o nel Po di Vadano devono 

- rlget^abi ì^acque dèi Reno "f cioè per quella strada 1 che prima fiu^e- 

. vano ,.0 . per .quella » cbeJ4i pr^ente darebbero • . 



01 q qù^l laicato 4iebba al prep^nte darsegli^, che sia conforme a 
che richieda la nataia. J^tessa « e T equità; essendosi il Eeno di- 



Ma è assai più possibile) che si fossero voltate alla Stellata, ai per 
Y esempio di Panaro , che sempre è andato in compagnia del Reoo » 
io maniera che prima della diversione negli accidenti , che volta* 
ra Panaro verso la Stellata , seguitavate il Reno , e pòi unitameli* 
te ritornavano verso Ferrara» come anche per P inclinazione , che 
vi ha r acqua del canal di Cento , che sbocca nel Po di Ferrara » 
la quale se da un argine , che attraversa quest' alveo vicino al Bon- 
deno non fosse impedita, a quella volta pure con Panaro s'incammi* 
nerebbe . 

L' acque poi , che versa Reno nelle rotte dalla parte di ponente , 
le quali, superato anche il canal di Cento, vanno a sfogarsi per le 
chiaviche di Bondeno in Panaro, che già era Po, mostrano a bastan- 
za r inclinazione, che ha Reno a quella parte di seguitare con Paaar 
rq il Po grande alla Stellata, dove pure dalle livellazioni, è certo, 
che ha il Reno molto maggior caduta, che non ha in pari distanza 
nelle valli, anzi, se crediamo a più probabili aupposti delP Argenta » 
e d^ altri, tanta ne ha alla Stellata, quanta al mare, correndo il Po 
da quel termine sino al mare , senza-, mìnima cadata , e solo in virtù 
dell'impulso precedente. 

Là dunque s'incamminerebbe, rimossi gli argini, che lo diverti* 
acono nelle valli , introdotto che fosse nelP alveo da cui prima fu di« 
Tertito , sicché là pure , per non tenerlo più nello stato di violenza , 
deve lasciarsi correre • A questa ragione non solo dovrebbero quie* 
tarsi i Ferraresi, ma anco gli altri. Principi confinanti, non trattando 
i Bolognesi di condurre il Reno per altra via di quella , che avrebbe 
presa da se stesso, quando non fosse stato rimosso dal pristino luogo , e 
siccome se da se stesso avesse presa quella volta , ninno avrebbe po« 
tnto impedirlo , cosi al presente non vi è ragione d' impedire quella 
vìa , che per se stesso avrebbe spianala . 

Rimettersi il Reno neir alveo vecchio , chi può vietarlo ? Levisi 
r argine al Bondeno, che non v'era quando fu rimosso il Reno, e 
lascisi allora correre a quella parte , che da se stesso prenderà , 
chi può querelarsi ? 

Non vichvedeano altro i Bolognesi, che rimetterlo dove andereb* 
he , se non fosse stato rimosso , per rimetterlo dove andava • Non do^ 
mandano di condurlo per l' altrui possessioni , ma per alvei sempre 
per ^addietro occupati da' fiumi. E se varj partiti hanno proposto 
per O0nduplo al Po grande , l' hanno fatto per aiotare , e. facilitare 
eoa pia breve corso V istessa esigenza della natura , quando se ne 
fossero contentati i Ferraresi, compensando con l'altre utilità U 
basino, che fosiev» statì per avere nell' introdarre il Rane, ne" loro 
"Coltivati terreni. 

Goni» daaque aoo ai mddssfiuio 4ella varietà dn' pmposti Hevnné.^ 



amplifieuido inconvenienti , che ne riralterebbero P Vit sé , chia- 
dansi l' orecchie ad o^i altro partito » che a questo di lasciar correr 
il Reno, dove pet se stesso (tolti gì' impedimenti ^ correrebbe» così 
a' adempiranno i voti de' Bolognesi » così si eseguiranno i brevi di 



, eseguiranno „ 

tanti fonimi Pontefici , cosi finalmente si leveranno gli attacchi ^de' 
litigi 9^y occasione di tante querele ai Ferraresi » 

Forse i Ferraresi stretti da questa ragione» per escluderla» inata« 
ranno » che si scavi l' alveo di Primaro » per introdurvi V acque del 
Po grande » e restituire fa navigazione » e poi vi s' introduca il Re* 
no » conferme la bolla di Clemente Ottavo . Al che si risponderà » che 
concesso » essere tale introduaione possibile » la quale però è stata 
dimostrata impossibile dallo stesso Aleotti, jierito eruditissimo de' Fer- 
raresi » e per tale approvato da tutti gli altri T>erìtì » mandati da Ro« 
ma a quest' effetto » e per tale supposta da' Poutefici stessi » che bau* 
no ordinato la condotta del Reno al Po grande» senza far più men*' 
zione dell' escavazione^ del Po di Primaro» e di nuovo , con ragioni 
a parte» si dimostrerà essere impresa almeno d'incertissima rìoBoita» 
di spesa intollerabile » ed impossibile a mantenere • Gessa nondimeno» 
la necessità di tenere al presente nelle valli il Reno» sino che sia 
fatta 1' escavazione del Po di Primaro» perchè potendosi voltare alla 
Stellata non porterà le sue acque nel Po di Primaro» come fa di 
presente » anzi darà comodità di scavarlo da Ferrara sino al mare » il 
che non si potrebbe fare adesso senza rimoverlo» mentre manda di 
presente le sue acque in Primaro» 

Voltisi dunque prima Reno alla Stellata » e poi si faccia quell' e- 
soavazione del Po di Primaro» che più piace » indi voltisi il corso al 
Reno » se sarà allora giudicato espediente » e si continui poi lo sca« 
vamento del Po di Ferrara sino alla Stellata» per introdurvi quella 
parte del Po grande » che basta alla pretesa navigazione . 

Certamente» se a' tempi di Clemente Otta vo < fosse andate il Reno 
alla Stellata 9 o fosse stato creduto possibile il voltarvelo, si avrebbe 
avuto questo per miglior partito» per dar comodità all' esoavazione 
del Po di Primaro» che voltarlo nelle valli. 

Gessando dunque il motiva» per cui vi tu rivoltato » deve ora le- 
varsene» anzi mentre lo stesso nume» per cui fu voltato nelle valli» 
vien meglio effettuato con voltarlo alla Stellata » colà anco a fine del- 
l' escavazione del Po di Primaro deve rivoltarsi ; vedano adunque i 
Ferraresi , che mentre fanone instanza » che sia escavato Primaro » m 
mettono in necessità di voltar Reno alla Stellati » almeno intanto che 
si faccia la richiesta* eseavazione * 

« À^ vipieghi » che ^propongono i Ferraresi » come concernenti alla 
stravagante diversione » che disegnerebbero di far nelle valli » non si 
devono altre risposte ^ che questa ia generale » ohe essendo quelli 



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ir 

I 

br^natì ad un fine direttamente opposto a quello» che abbiamo d!« 
'mostrato richieder la natura is tessa» l'equità» e il pubblico bene» 
non vi è occasione d' applicarvi • 

Quanto poi appartiene ad altri partiti » che sieno almeno indiffe* 
renti» e che non ripugnino al pubblico bene^ non saranno mai i Bo« 
lognesi » purché conseguiscatio il loro intento » per farli minima op- 
posizione. 

Onde rimosso dalle valli il Reno seco acconsentano , che s' aprano 
«foghi di valle in valle sino al mare» e si conducano direttamente i 
fiumi delia Romagna pure al mare; poiché in efSetto ques-te proposi- 
zioni sono concernenti al ben pubblico » a cui l' istanze de' Bolognesi 
aono unicamente ordinate^ 



ORIGINE DELLE MUTAZIONI DEL RENO. 



A 



vanti ogoi convenzione fra i Duchi di Ferrara , e i Bolognesi 
lì Reno andava ad unirsi con Panaro al Finale » e con esso entrava ia 
Po al Bondeno. \ Anno ^54^. Biondo Italia illustrata ) . ' 

Dividevasi allora il Po alla Stellata in due rami , ( Domenico Ma* 
Ha Geografico ) il destro che era il jHincipale» veniva al Bondeno » ove 
ricevuti Panaro» e Reno seguiva indiviso sino a Ferrara» da cui pi- 
gliava il nome » ed ivi alla punta di S. Gioifffio in due gran rami di 
Frimaro » e di Volano «i divideva . ( Sardi Jst. Ferr. ) L' espansipnt 
di Prìmaro ibrmavatio le valli a destra » per mezzo delle quali ri- 
•ceveva gli altri fiumi del Bolognese » e della Romagna fino al Lamo« 
ne • ( Pigna Tst* Estense ) • 

Né mancavano diramazioni al Po di Volano » come ^ra quella del 
Vergìnese , che metteva €apo nelle valK di Gomacchio • 

Il ramro sinistro , che partiva dalla Stellata verso il Lago scure » e 
quello » a cui oggidì tutto si riduce il Po grande » che seguita indiw 
tìso sino alla punta d'Ariano. Questo ramo, che oggi è tutto il tron- 
te del Po » gì istorici Ferraresi ( Sardi , Pigna » Leandro ) non lo 
£inoo più antico di cinque, secoli , attribuendone P origino alla rotta 
procurata da un certo 'Sicardo di Figarolo coatro i Ruinesi » per cai 
portatosi per via più breve » e libera dagP incontri d' altri fiumi . al 
mare » a poco a poco dilatandosi » e profondandosi sia finalmente arri* 
vate alla capacità di tutte P acqua di Loaibardia » delle quali da prin» 
cipio portava solamente una parte. 

Sono due aecpli » che cominciò a Tederai imminente la rìdusioìne 
del Po al solo ramo sinistro» cominciando a sminuirsi sensibilmente 
il ramo di Ferrara » dal che temevasi ^ come poi irreparabilmente è 
successa» la perdita della navigazione reale deua Lombardia alle ma? 
ra della città di^ Ferrara, 



la 



* Di questa unione di tntto il Po nel solo ramo sinistro» e dell' ab» 
bundoDO di quello di Ferrara y ne vennero Rimati colpevoli Panaro » 
e Reno , per entrar nel ramo destro vicino alla diramazione . Il Pa- 
naro , come ficme ^ che sin da' suoi focrti .fino allo sbocco in Po era 
eotto il domìnio del Duca di Ferrara, fa tollerato, lasciato al suo 
^uogo , e permessogli il recapito , che da se stesso si trovò , anche con 
voltare indietro contro V antica corrente del Po per 1' alveo da questi 
abbandonato, il suo corso. Tutta la colpa venne addossata al Reno» 
fiume Bolognese , quando ancora sboccò da più lontano dalla dirama- 
zione , e perciò in varj tempi , in varie maniere venne perturbato » 
e lacerato, a fine di voltarlo a buonificare la Sanmnrtina. 

Agli attentati de' Duchi , come pregiudicìali a' Bolognesi » ^' oppo- 
sero in ogni tempo i Sommi Pontefici , ed in ogni occasione dì no- 
vità , o portata dall'accidente^, o procurata con arte» per cui venisse 
il Reno a divertirsi dal Po, operarono che vi fosse rimesso, benché 
ciò non seguisse sempre per le medesime vie , ma per diverse , se* 
condo le convenzioni fatte in varj tempi fra le parti , avendo sempre 
operato i Duchi d'accostarlo ogni volta più alla Sanmartina ; final- 
mente fatto sboccare a Po rotto , quattro miglia sopra Ferrara , mai 
più non consentirono i Bolognesi , che ne fosse rimosso , ancorché 
quasi per un secolo intiero lo procurassero i Ducbi » 

Devoluto alla Santa Sede lo stato di Ferrara, ottennero finalmente 
j Ferraresi, che fosse divertito il Reno nella Sanmartina, fico a tan- 
to che si facesse 1' escava^ione del Po per ricondnrb a Ferrara, ope- 
ra allora stimata riuscibile , e di breve tempo. L' opera tentata non 
solo non dieHe mai speranza di riuscita, ma sempre più con 1' ope^ 
razioni si difiBcoltò ; onde i Bolognesi cominciarono a proporre il re- 
capito del Reno in Po grande , alla qual proposizione opposero i Fer- 
raresi l' instanza del proseguimento dell' escavazione per introduzio- 
he nel Po. - 

Dopo molte visite de' conup^issar] Apostolici fatte con gran conten- 
zioni delle parti , e. senza .alcuna conclusione, finalmente Monsignor 
Corsini , specialmente deputato a questo interesse , pronunziò per la 
diversione del Reno in Po grande, e dalla Santità di Urbano Vili, 
per breve ne venne ordinata l' esecuzione , che poi non seguì . 

In- tanto il Reno, sempre più imprigionato da' signori Ferraresi 
«nehe con la ebìnsa delle bocche assegnategli in Po » cagiona imo^i- 
senti danni al Bolognese » e Ferrarese , ' e niinaocia di peggio : onde 
linovando i Bologneu l' istanze , viene dalla Santità di Nostro Signo* 
sre ordinata la visita . principiata con la sopraintendenza del signor 
Cardinal Borromei > e terminata ora sotto l' Eminentiss. Bandinelli • 



i3 



SERIE DE' NEGOZIATI DI DUE SECOLI PER 
L' INTERESSE DEL RENO . 



J^ anno 1460. avendo il Reno rotti gli argini a Cento con gran 
danno del Bolognese, e Ferrarese, né curando il Duca Borso di ri- 
metterlo in Po, ne vien sollecitato dalla Santità di Pio IL e dal Car-* 
d'male Vescovo di Bologna , Signori di Cento , e della Pieve , oltre 
r instanze de' Bolognesi* 

Deputato per Commissario a trovar maniera di recapitare il Reno il 
Conte Paolo Cortabile Giudice de' Savi, che con commissarj Bolo* 
^nesì visita più volte tutti i luoghi, e finalmente vien mandato am- 
basciatore a Cento al Cardinal Vescovo , ove i Bolognesi mandano 
per commissario Giovanni Gaidotti, e di nuovo visitati i luoghi, 
convengono nella strada di mandar Reno in Po. L'alveo assegnatogli 
passava alla torre di Canoli , eh' era vicina al Finale , ed alla Bastia , 
ora rovinato sul Bondenese ^ nel cui territorio sboccava in Po ; 1' al- 
veo si fece di larghezza di pertiche ii. Bolognesi, gli argini di 2 e 
mezzo , lo spazio tra J' alveo di qua, e di là dall' argine pertiche 4* 

Di nuovo il Reno rompendo entra nella Sanmartina, e per bonifi- 
carla il Duca Ercole vi fa un cavo sino al Traghetto , ed alzatala 
tanto che potè fabbricarvi molte case , e poderi , rimette il Reno 
in Po • 

A Po rotto poi, ed abbandonato nella parte inferiore quest'alveo 
s'apre un'altra bocca in Po sopra Vigarano , ( i552) la quale Alfon- 
so rrìmo fa istanza , che sia chiusa , conaentendo alF istanza de' Bo- 
lognesi ^ che si rimettesse nell'alveo vecchio a sboccare in Po, come 
prima ; ( Instrom. della sec* convenzione ) là rotta si piglia a S[»ese 
del Duca, e de' Centesì ; rescavazìone. dell' alveo vecchio a spese 
de' Centesi , e de' Bplognesi per metà ; in questa oonvenzione Riolo 
s'introduce in Reno per la parte -^superiore quattno miglia sotto Bo- 
logna, il rimanente di. lUolo nella parte inferiore gì: lascia correre 
separato in Po a Po rottQ, come prima* 

.Comincia a mancare a- Ferrara sensibilmente il Po, (Leandro,) e 
già^ Panaro, e Reno a rivoltar il corso verso la Stellata a ritro- 
varlo . . i 

Ercole Secondo Duca di Ferrara procura la rotta del Reno poco 
cottola Pieve, (i56a) onde viene inondata, e ridotta di nuovo a 
^Talle la Sanmartina, Traversia, e RaVeda con altri luoghi vicini. 

La Santità di Paolo Terzo manda Monsig* Strasoldi a visitare il 
fatto , ed avuta là Relarione obbliga il Duca a ripigliare a sue spese 
la rotta , e mantenere nel pristino stato il Reno * 

Ad instanza del Duca di Ferrara vien mandato da Nostro Signore 



N 



; 



j 



*4 

per commisiario a veder la maniera di mantenere la fitvigasione di 
Perrara, Monsignor -de' Medici » senza speranza di riuscita* 

Alfonso Secondo per mantenere la navigazione di Ferrara ^ fa con 
immense spese una palificata alla Stellata, perchè spìnga nel Po di 
Fen^ra P acque» ma senza effetto } -( 1 569. Aleotti Isl. Ferr. ) ondo 
ai risolve ìntrodurìo per via d' esoavazione » alla quale, con imposi-* 
zione di nuove gabelle, Ak principio, ma per molta diligenza che 
'vi faccia , né meno ha effetto ; ( i &7a. Aleotti Ist. Ferr. ) onde dispe- 
rato affatto del successo, fa un argine nel Po al Bondeno ^ acciocché 
almeno V acque di Panaro , <e del Reno , prendano il corso per V al- 
veo di Volano, debole però in modo, che potesse &cilmente tagliar* 
ai neU' escrescenze del V09 (1574») e né meno aegue P effetto, per 
esserai in maniera alzata la fooe , ohe in vece di correre l' acqua aU 
V ingiù , volta nel Po di Venezia , onde ei tralascia il tutto • 

Sono ad inatanza del Duca Alfonso, con -h soprìatendenm di Mon- 
signor della Cava, (ix57o. visita autentica y) httì scandagli dal Pa 
grande da Lago scuro alla Stellata , e da' Rami di Primaro , e VoTa^* 
no sino al mare con la pianta delle. Talli di Marrara, e Marmorta^ 
ma senza conclusione, trovandosi in questa visita, che l'acqua del 
fieno corèe verso il Po grande « 

Finalmente il Duca vedendo ,.( iSga. ^260//},) che quel poco d'ao» 
qua, che veniva dal Reno verso Ferrara, non era bastante a mante- 
nere la navigazione per due rami, intesta il Po d'Argenta alla punta, 
di S. Giorgio , e riduce Reno in Volano , per cui corse sino alla di- 
versione nelle vaUi • 

Intanto i Veneziani -con nuovo taglio ebbreviano il <iorso del Po i 
onde tanto più s'accelera la riduzione di tutta l'acqua di LombariLia 
nel ramo ministro , ed il totale abbandono del ramo di Ferrara , e 
fassi l'alveo del Po di Ferrara alveo di Panaro, per cui va all' in- 
dietro a trovar la corrente del Po alla Stellata , seguendo anche oob 
parte delle sue acque il Reno, nen easendo ancora tra Panaro^ e 
neno alcuna intestatura nel Po di Ferrara^ per lasciare al Po., ed a 
Panaro nelle maggiori escrescenze del Pò questo sfogo ne' due rama 
di Primaro , e di Volano , che poi daU' eaperìenza *4limostrato non 
necessario , i venuto affatto in disuso • 

Clemente Vili, ricuperata la città di Ferrara condiscende al- 
l' instanze de' Ferraresi di divertire il Reno nella Saomartina , ( i $98. 
Bolla ) , per hr V escavazione del Po , manda sei Architetti a consi- 
derarne il modo , i quali concludono tutto l'opposto di quello si di- 
segnava, che si conducessero tutti i fiumi arginati in Po, ed i con- 
dotti si facessero passare per botte nel Polesine di S. Giorgio ^ ed 
approvato il parere con iscritture stampate da altri Architetti • 

L' Aleotti perito Ferrarese propone altro partito ^ ( i6of ) e lo 



j 



-/. 



I 

jlifendev dimoirtrando' essere impossibile T ititiròda^óne del* Po, se pri-* 
ma non si ricapita Reno nel tronco principale in Po grande» e ne 
insegba il modo nella difesa stampata in Ferrara • 

Il Papa » seguendo il consiglio del p.' Spernazzati Gesuita ,• ordina 
la diirersione di^Rena nella Sanmartìna> reclamando sino all' ultimo 
i Bolognesi •' 

Li quali si pretende di mantenere indenni ( i6o4« ) con^ perfezio- 
nare* 1 argine circondario*^ della SanmaiPtina , e degli argini di Cogne- 
la Sina a Mavrara« 

- Vengongli'^ assegnate per lo sbocco in Po la boeca de* Masi, del Le-' 
valore» dal eavo del Duca» ed altre bocche inferiori, ohe sole di 
presente vengono libere • ' 

.. L'estensione dello Spernazzati^ non produce alcanne effetto (i6o5. ) 
ed il Reno dalle prime piene , rotti gli argini, sommerge i ci^nvi* 
Cini naesi; del Bolognese , e Ferrarese • \ 

Alle doglianze de' Bolognesi si^ visitano \ danni prima da IVIonsign*^ 
Centurione f che dopo uua lunga, e diligente visita, termina prima 
dell' opei^azione i suoi giorni. 

£• poi da Monsìg*. Gaetano , (« i4o6» ) con- 1' assistenza degli Amba- 
sciatori delle partir da' quali di veduta, e confessione/ delle medesi- 
me si:, asserisce accresciuto il disordine, eia necessità di provvedervi. 

Il Gaetano , fatto Cardinale sopraintendente a questo affare, fa e* 
saìninare con lunga visita la proposizione de' Ferraresi di prasegnire 

V escavazione del I?o ,^ e de' Bolognesi di condur Reno in^ Po grande • 
DelF una, e dell' altra disegno fansi gli scandagli a modo delle 

parti, che non conveogono*^ 

Ne meno altro efletto in questo particolare- ebbe la visita del sig. 
Cardinale Rivarola suo successore (. i6i3. ) ' 

Onde già di nuovo anche nel presente governo disperata l'intro* 
duzione nel Po, il Cardinale Legato di Ferrara per questa naviga- 
zione divertisce dal Po il Panaro , e lo volta a Ferrara ( 1617. ). Ma 
dal Cardinal Capponi Soprintendente all'acque, si risolve di voltare 
in Po Panaro, e Reno. 

Non ha effetto la rivolta del Reno , da nuovr emergenti è distur- 
bata , ma solo quella di Panaro, per cui s'^ intesta vicino al Bondeno 
il Po di Ferrara , ma con argine debole , ( 1622. ) acciò nell' escre* 
scenze del Po 

V antico ramo 
mostrato non èssere necessario. 

Monsig. Corsini specialmente deputato a questo interesse ( x6siS. ) 
dopo una lunga visita co' Pteriti deHe parti, con P assistenza del &- 
mosissimo Castelli , dà la frua relazione per l^^introdusione di Reno 
in Po alla Stellata | ohe giudica potersi fare con i5or mila scudi , e 



potesse questi, e il Panaro avere' il solito sfoga nel- 
, ^ìl quale si è dato , sin tanta che 1' esperienza ha di- 



i6 

dalla Santità di Urbano ^II. ne viene ordinata per Brere 1* éaeoa* 
zione » ( 1627. )ja qaale da nnovi emergenti vien differita. 

Intanto dal Cardinale Pallotta di nuovo oon autorità Pontificia u 
tenta con escavazioni l' introduzione del Po senza successo ; e per fi- 
ne dalla Santità d' Innocenzo X. tiene di nuovo ad istanza de doIo^ 
gnesi, agitata questa materia con gran contenzioni delle parti, senza 
risoluzione • 

Nel nuovo pontificato di Nostro Signore Alessandro VIL i Bolo- 
gnesi mandano Ambasciatore straordinario a Roma- il Marchese Ta« 
nari y per fare instanza della remozione del Reno dalle valli • A que- 
sta nella prima congregazione de' Cardinali tenuta d^ ordine di No- 
stro Signore , oppone il Conte Nigrelli Ambasciatore di Ferrara Tin- 
Stanza dell' escavazione del Po ; s- intima per tanto un' altra congre- 

f azione » per discutere se sia possibile , ed utile l' introduzione del 
a Ferrara 9 e portate per V una, e per V altra parte in iscrìtto le 
cagioni , e le repliche 9 non esce fuori alcun decreto dalla Sacra Con- 
gregazione. Ma intimata la terza per trattar della diversione del Re- 
no in Po grande, intèse le ragioni controverse, e repliche delle par- 
ti , si decretò la livellazione della caduta del Reno in Po gnnde , e 
la perquisizione degli effetti di Panaro introdottovi , da farsi con la 
soprainten^enza del signor Cardinale Borromei • Interpostasi , per cau- 
sa di contagio, e d'altri accidenti, un anno di dimora, ottiene in- 
tanto r Ambascia ter di Ferrara, che in quest'occasione ai esamini la 
caduta del Reno nelle valli , e la capaoità di esse • 



H., 



>7 



MEMORIALI 



jaU Santità di Nostro Sigmon Innocemo X. ed agli EminMiissimi 
€ Reverendissimi Signori Cardinali della Congregasdone 

delP acque 



PER LA PiEMOZIONE DEL RENO 



Ad istanza del Reggimento di Bologna, e degP interessati 
Bolognesi di detto Reno* Dati Tanno i65i« 



EnUnentiésimi , e Reverendissimi Signori • 

, XL pisciato aH'inBnita «lemeasa, e rettissima intenzione di No» 
atro Signore. d^ esaudire ultimamente ramiVissime instanze fattale di 
nnoYo nnitamente, e ifel Reggimento di Bologna, e dagristessì in- 
teressati Bolognesi, per la remozione del Ren<^ dalle Talli, col com- 
mettere all'Eminenze Vostre la disoassione, e deliberazione del dare 
al ^etto Reno il devoto ricapito « 

£ con necessaria la remo^ione del Reno dalle valli, che anche 
per giustizia non sì deve oggidì più negare agli oratori , e molto me- 
no diifferìme reseonzione, sì perchò per gr interrimenti fatti dal 
Beno nella Sanmartina , e nella valle di Marrara , restano queste , e 
quella dì Marmorta incapaci delle ano torbide , e dell' acque di tanti 
altri fiumi, e condotti^ senza lo scolo destinatoli nel Po di Primaro, 
più delle stesse valli alzato di fondo , e ripieno ; sì perchè il Reno 
medesimo , per non aver caduta alcuna verso la valle , ha perduto 
anche, per mi tratto di dieci , e più miglia lungi dall'intestatura 
fatta <k ^Clemente - Ottavo , il proprio alveo , dimodoché dall' anno 
j635. in qua non è snccessa escrescenza delle sue acque, che non 
abbia causato prima di portarsi alla valle, o spargimenti, o rotture 
negli argini inferiori , con sommersioni grandissime ; nell' annesso mo- 
menale trasmesso ultimamente da Nostro Signore all'Eminenze Yo* 
atte vengono più distintamente rappresentate le cause di tanti mali, 
ed espressi i danni immensi, che ne risultano, e sovrastano maggio- 
ri^ e rimangono molto più . giustificate le ragioni , per le quali sem^ 
5 re più si fa urgente la necessità di levare il Reno dalle valli , e 
alle visite fatte tant'anni sono dall' Eminentissimo Capponi, e dalla 

i>uona memoria di MoMignor Gorsim , e dalla relazione , ohe no feod 
. 3 



\ 



16 



Monsignor me Jetimcs <^hB a^ tal efiotto fi esftifoo nIP Eminensr To- 
stre, come anche da? Brevi concessi » pw introdurlo nel Po grande » 
da Greaorio XV. ed Urbano Vili, di Santa memoria. 

Supplicano però, umilmente V Eminente Vostre gli Oratori suddetti 
al voler benignamente secondar la Santa mente di Nostro^ Signore ia 
concederli , e decretare la detta remozione del Beno dalle valli , ia 

Jjuel modo 9 che dalla somma loro prudenza verrà determinato più' 
unibile, meno dispendioso, più giovevofe a tutti, e meno dannoso 
anche agi' istessi Signori Ferraresi . €lhe il tutto , ec. Quaa. Deus-,, eo^ 



BEATISSIUrO PADRE-. 



E 



u supplicata umilmente Vostra Santità, dal Reggimento di Bolo-^ 
gna dell' anno u64S» per la remozione del Reno dalle valli di Marra^ 
ra , a fine d' introdurlo nel Po. di Lombardia , secondo li Brevi altre 
Tolte concessi da Gregorio XV. ed Urbano Vili, e si compiacque be- 
nignamente Vostra Santità di rimetterne la cognizione di questa sua 
umilissima instanza alla Congregazione dell' acque , dalla quale non 
fu pigliata alcuna risoluzione; cappreseiHa però il Reggimento alla 
Santità. Vostra^ le stesse eause , che allora furono dedotte nella sud- 
detta Congregazione per motivo sufficiente al doversi concedere la 
detta remozione ; e perchè si rende giornalmente viepiù urgente la 
necessità di provvedere a tante miserie ,, supplica aache umilmente la 
Santità Vostra per la necessaria determinazione •- 

Le cause suddette sono-, che col pretesto dipanare li terreni dalla 
deatra del Po di Ferrara, e di Primaro, e di preservare quelli da sio* 
nistra, e ricondurre una parte del Po di Lombardia, per restituire 
la. navigazione* perduta alla città di Ferrara-, contro il naturai corso 
del fiume Reno nel Po^ come si ha dalle più antiche tradizioni , ed 
istorie, e contro le convenzioni fra la città di Bologna^ e li. Duchi «^ 
e comune di Ferrara , e contro parimente a molti Decreti', e Brevi 
de^ Sommi Pontefici., e particolarmente di Paolo Terzo, dopo aver 
que&ti ocularmente di persona veduti li fatti, fu dell'anno 1604* 
voltato il corso del medesimo Reno- ad tempus nella Sanmartina» 
senza la precedente esecuzione della mente di Clemente VIIL Sommo 
Pontefice, a fine di escavare Inalveo del Po di Primaro, e di Vola^ 
no , e renderli capaci, della nuova introduzione del Po di Lombardia» 
e del Reno , e degli altri soliti torrenti, la qiiale escavaeione fu sup- 
posta opera di pochi mesi , e spesa dì poche migliaia di scudi. Que- 
8ta dopo il corso di 4^». anni , e molte prove ìautili , e dannose, ooa 
dispendio di molte centinaia di migliaia di scodi cavati da' poveri 
auadiU della Santa Sede ,. rimane anche senza efietto aloono. j e per 



'9 

éOMegoedza T impossibilifà déna>*ntmtà'iiitròda2Ìofte di patte de) Por 
resta dal snoceaso atesso comprobata.. 

Fu fiitto alla Sanmartina , in occaaioiìe della detta diveraoue del 
Seno , un argine oircoDdario^ acciò lo stesio Reno non inondasse i 
terreni superiori , e non entrasse nelle -valli «di Marrara , del Poggio 5 
e di Malalbergo 9 «a per dar esito all'acqne di Ini chiarificate nella 
Sanmartina, furono aperte sopra la punta di S. Giorgio due bocche 
seir akee del Po di Ferrara, nna detta de' Gappiicoini , e l'altra de' 
Masi , e ^otlo la medesima tpuiita fu aperta nell' alveo di Primato 
r altra. detta del Levalor^ , escavando anche il cavo di Marrara , o 
vogliamo del Duca., acciò per tante bocche ai spianassero l'acque 
della Sanmartina^ ma peif occasione del Panaro condotto a Ferrara 
dal signor Cardinal Sei^ra , contro ^l'istanze de' Bolognesi, fu con ar- 
^ne tirato daUa punta di Prtmaro alla destra del Po di Ferrara , ^ 
aduso il i)orso delle bocche de' Cappuccini, e de' Masi fri loro^desti-^ 
nato alveo del Po di Ferrara , e perciò in breve tempo rimasero in- 
territe., e serrate^ massi me .000 1' aiuto delle torbide del Panaro, al 
quale, nelle sue maggiori escreaeeace furono da' signori Fenraresi da« 
ti ^più volte diversi tagli per isfogo della Sanmartina « 

È successo dunque, che per tal deposizione del Reno, e per im- 
peto delle sue acque non ^esd d«U' argine circondario della Sanmar- 
tina apparenza di vestigio aloaao ; onde il Reno , contro il promesse 
dagli Autori della sua diversione , scorte neUe valli del Poggio, e da 
quelle cade in Marrara, avendo interrito il cavo -suddetto del Duca, 
e moU' altri siti più profondi , iui mòdo che portandosi esso più in* 
sanzi , quanto più si eleva ^on le* avie deposizioni , e con la mole 
delle sue acque aelle valli iocapaoi ^ arnva ad apportar gran Tuinc 
lungi dalla sua diversione in paese spaziosissimo , con perdita comu- 
oe, e danno di Santa chiesa, e per quella -conceivie il solo -interesse 
de' Bolognesi , ne seguono a danno loto i maH , òhe qua sotto breve- 
mente si iiccennano^ 

Per essere la valle di Marrara liioapaoe jdeU'aeque di due torrenti, ' 
oìoà del Reno, e •di Savona;» e* 'per gl'interrimenti dì già fatti,.^ 
QOD avere aoolo^ se non penosissimo, ad arbitrio de' eìgnori Ferrare* 
ai , nel suddetto Po di Brimaro , rsguiagkaBO V acque . d^l' uno , 



nguiagHaBo 1' acque . doti uno , /& 
àfiìV altro 1y>rrente ne' <be»i •uperioii adiaoepti a detta valle , per uu 
tratto però di otto in .dieci mìflìa di.aopsa di quella, e maggiamen- 
te si dilatano oggi , mentre corre sregolato il Reno alla destra di set- 
to daUa <9>Dfina Ferrarese, attravérsaada a linea retta il Rielo, a 
Soorauno , seoli, prìnoip^lissimi del terrìtodo Sqjognese , ìb 4aiodo, che 
impediti in. oltre àéle torbide del Rodo |;li>altrì sooH del Soorsurolo 
dellq Galcasrate., e 4a gnett» .di Sanr (oa §k seeli della Loi^na , e del- 
(iiijl^iw» teridieaaiettte air piòi nppireBentan ^ «he ttan «téraa parte 



#ella piairan del territorio Bologoete retti ^ o per V inoodanmii 
detto rigurgito » o ber la difficoltà degli scoli ^ poo9 meno', «he in* 
frottaosa , o notabilmente fommeim r 

U torrente suddetto di Ssvena ^ eom» attrarersato dal Reno 9 po-^ 
pbe volte conduce felicemente le tue torbide nella dette valle y obe 
non infondi prima le cainpagne p rompendo gli argini or dall' una , or 
dair altra parte» 

La navigazione , cbe dal canal Njivìglio di Bologna per le Talli di 
Ualalbergo per la Sanmartina passava a Ferrara , benehè fosse gU an- 
1^ passati divertita per linea più lunga di ao. miglia no' siti più bas- 
ai della valle di Marrara » ora per la maggior parte dell' anno per 
nuovi interrimenti si rende impraticabile » e tento più si perderà af- 
fitto , quanto cbe scorre di presente il Reno a dirittura nella mede- 
«ma navigazione , causaoda replenoni maggiori ne' siti di quella ^ e 
fra poco tempo impedirà totelmente la detta navigazione, con danno 
Botabilìssima non solo della città di Bologna , ma anche detta Game««^ 
n Apostolica per le gabelle di Ferrara , atteso cbe levata la navi«» 
gazìone y o resasi impratìeabile , la condotte delle merci volgerà il 
rao passaggio per lo steto di Modena , o per altri pani pia facili ^ ^ 
meno dispendiosi» 

. Dai gravami » e danni cosi i m mens i , ai quali per anni 4^. è stete 
aoftteposte la più bella , e fruttifera parte del territorio di Bologna r 
acne restete desolate molte cbiese parrooebiali , si sono impoveriti 
volti monasteri di religiosi , e religiose Ve steto necessiteto il pub» 
Mico r per manteniroiento de^ snoi citladini ., impiegare ogn^ anno mot» 
te migliaia £ scudi in grani stranterìy^ dove per prima abbondava la 
eittà de*^ propri , anche in sovvenimente dei circonvicini ; molte Gt^ 
anglie rimbìssin» , e nobtfissime si sonq ridette senaa alcun sostente» 
mento , si sono sommerse molte cassine d' animati , e spopolate le 
terre ,. inondate in gravissime ps e gindBai e ^ e detrimento de** daz} Ga» 
mirali , e danne del Prìncipe stesso , anzi per le suddette inonda- 
«sfioni , cbe d*^ anno in amia tncoedene mag^ori , viene impedite ai 
enrati V^ amminiatrare* i Santissimi Sacramenti ai moribondi ^ e moltr, 
e molti sono morti , e mnoiono gtomalntente senz^ atcnn aiuto spiri«- 
tpale 9 coqpe apparisce dalle reiasioni ^ ed esclann , cbe fanne i curzK 
ti delle cbiese più condeoe alla valle j e tante pia crescono li dair» 
Mr e nmerìe > quante eae senq^ rigori^tese V ac^ue nelle partì so* 
ptfiori.. 

' Anri s obe per essersi elevate il 'fimdo dot Rene in mode cbe per 
^ intesruncttti. di qneOe r be dnUa Pieve in già pevdnie il sue pri« 
aso alveo ^ e con peneeissime déefivie si. porte aUe vaiti deittre argU 
m ^ cbe étXlà Ppte di lenrcnte ptflaoolarasettte sene déboKssmii,^ ed 
ìm Vfltl lìnogna penooteaimQs ^ seiKe ipAe pereiir evideiMnMrnto 



5 



Ipposti al «omlnernrsi per roftore tutd E terreni pia froftifèri dei 
comani inferiori del territorio Bolognese» cioè di Sànt' Agofftrinrr 
Caliera» Raveda ^ Foggio » S. Venapsio » S. Viaoeoao, S« Prospero s 
Tombe y S. Alberto r Malalbergo» Pégola» Massumatioo, Pòggetto» e di 
altri «operìori a cpmti^ e similmeme ancbe la maggior parte^ dei be^ 
bì dell Arcivesoovato » e del Gapitola dellis Cattedrale posti nei sad* 
detti comaoi . del Foggetto ^ Massumatico ^ e Saot"^ Alberto » come di 
là molti anni sono , cbe tatti 1 s addetti terreni provano il danno 
ella total p^dita del benefizio degli scoli ^ né iixferìorì a qnieste sona 
Id calamità», ebe provano li terreni adiacenti alla TaHe di Marmorta, 
e tant' altri cornimi » e terre a qnesta saperiori per Te continue rot* 
tare^ dell' Idice» e <fel SìllarQ» e per le replevioni causate da questi ^^ 
e dal Sant^rno nel finer della linea del Po di Frimaro » ridotto per^ 
ei2» in isiato' da molti aqfni sono^ di aon poter ricerere Io scolo deHer 
dette Talli, e portar conve prima Te foro acque af mare v 

Consta dunque restar li terreni delia destra del Po maggiorm enrte 
sommersi » e non sanati ». come fu supposto » né tampoco e seguita Ta 

Jreservaziene di guellr della sinistra, perobè la giuuta dell'acque 
el Reno cagiona di continuo tale, altezza d'acquo neUo valli , e nel 
Primaro» che quella parte» che oousiste nel Fofesine di & Giorgio ^ 
e nelle valli di Comaccbio non solo rimane evidentemente soggetta ai 
pericoli di grandissime rotture ». ma penetrando a forza del peso^ di 
tant' acque stagnauti per la porosità della terra> [»rte di esse rompe 
i condotti» o Doorsori del medesimo Polesine» e li rende incapaci di 
ricever Tacque piovane » onde restano le campagne» per cagione di 
questo » e per le sortnre suddette, misen»nente inmtilr»^ ma toccande 
questa parte più ad ogni altnr»^ cbe a' Bolognesi » basterà* questo toc-^ 
co » per dar ìndico -della comunicanza del male ancbe aQa sinistrar 
della quale gravissime cose rettano da «considerare «^ 
' Alle ragioni snddetSe (a risposto da'" mgnori Ferraresi y cbe il vere 
ricapito del Reno sia Final vearlo di valle in valle verso il Tragbet«^ 
to sincbé sia effettuata Fintrodomone suddetta di parte del- Po di 
«Lombardia a Ferrara » per restituirgli la perduta .navigazione » e cbe 
il dare il recapito al Reno» o nel Po suddétto> o nel Po di Ferrara 
aia nn esporre a pericolo dì som m ersione y o di essere eontinnamente 
daonegi^tti la città e iortezza fi Ferrara » 

^ Rep£^ però il Reggimento», cbe li Holoepesi non banno mai fatto 
^[qposizione all'* uilMdttzioàe del . detto Fo dr Iiombardia nel Po di Fer* 
rara » ma sibbe^ creAiiabi impraticabiTe y eiy^e tale è riuscita per lo 
•pacioni wpmì\/S^ e«non'sénca ragione si sono peieitasi y che siasta-^ 
«a dedotta solamente pi^ uno specios i ssimo pretesto di ritardar sin''o- 
ya tavemomoDe del Rene daQe rallt , itelle quali » cbe non possa , o 
dAbit maotetottsi ]^ Iifaigsiimste TSL9itt»r ber dimostra tt non esser 



«J 



tL% 



2 seste 'pm eapaci delle «M teqtie per gf hiterHmmti » e repl«mi^ 
tte nella Sanmartinn, nel Gomìnale » • ed in tanti* altri ^terreni conta-' 
Si al ^Po di PrimarOy e lo giustifioane più pienamente le ^Relazioni 
te,-« dair Eminentìsaimo signor Claniiaale Capponi sin dell' anno 
i6af • e da Monsignor Corsini dell* anno i6aS. dalle quali y dopo ma- 
tura , e diligente discussione delli medesimi supposti f e pretensioni 
de' signori Ferraresi , evidentemente si prova , che pur di quel tenv- 
pò era necessarissimo il rimuovere il Reno dallo- dette Talli , e dal Po 
di Primaro , per evitare particolarmente V inondazioni «el Poleaina 
di S. Giorgio , e nella citta di -Comaccbio » corno ^e fu comprovata la 
sussistenza di dette relazioni , e delle determinazioni fatto in eseca-' 
sione di quelle dai suddetti éom mi: Pontefici Oregorio XV. > od Urba-» 
no Vili, dal successo dell'inondazione, che aegui -dell'anno 1647* 
nelle valli, e città di Comacchio , e dal reatar quella' parte sempre 
più sottoposta a simili, e maggiori sommersioni ,. siccome anche non 
solo dalle medesime relazioni , ^na dall' ovideBaa del fatto non men 
chiaramente si esclude il supposto pericolo della città, e fortezza di 
Ferrara , ^poiché se il Reno « per le rotture fatte, ed inondazioni cau^ 
sate verso la medesima città, si dell'anno i635« come in molti altri 
susseguenti sopra P intestatura fatta da Clemente Vili, ed ultima- 
mente ancora non molto lontano dalla confina Ferrarese , non ha mai 
danneggiato la città, né la Fortezza suddetta, ma è stato molto faci- 
le ai «nedesimi signori Ferraresi di dargli il suo ricapito, senz' alcun 
danno di queste , quanto meno si può dubitare , 'Oke aia per appor- 
tare il supposto danno ,-0 pericolo, quando venga ben regolato den- 
tro gli argini, secondato il suo corso naturalo, e gli aìeao dati li 
suoi sfoghi opportuni ali' a(^casioni di escresoensè maggiori, secondo 
che nelle visite passate e stato divisato, e risoluto. 

Mentre dunque la causa di tanti mali è stato il rimuovere il Re- 
no dal suo antico , e naturale corso nel Po , oome dagli effetti si co- 
nosce, sarà anche giustissimo il ritovnarvelo per le vie più spedite-; 
£iù facili , e meno dispendiose, per sollevamento de' popoli., e^dei 
olognesi particolarmente più ^danneggiati degli altri bencnè superici 
ri di sito . 

Da questa risolazione dipende il sollevamento nrima del territorio 
di Ferrara , come altre volte è stato "Confessato oai medesimi Ferra* 
resi Cispadani, per fede, che si conserva nella segretaria del Reggi- 
mento di Bologna , e per l' instanze ^ che * nuovamente hanno fatto 
altri , come . più danneggiati dall' inondazioni del medesimo Reno 9 
e poi del Bolognese, e di molte comunità delU £onia|^a, poiohè 
liberato il Po di Primaro dall' aeqne del Aeno^ sarà Mcile il da» 
re i suoi ricapiti alli fiumi di Savena , IcBee , SftllaBO , e Santeme » 
che come sopra 9 . non meno del Reso » daaoeggiifift ntfNattivamoftbi 



Faitnr jmrte AtV Bolognese > trh^ comcmità Ticìne delh Romagna • 
Che poroiò ridondMida la remozione del Reno dallo yalli in e?i* 
diate benefizio delle più belle parti della stato Eloclesì^astica , e di 
taati sudditi di Vostm SaDtUà*» «d in aamento ancora 9- per tanti ca- 
pi 9 delle- rendite della Gsnnera Apostolica r- ^on può- Vostra Santità 
far determinazione più- gloriosa » e più giusta 9 che il* comandarne 
r esecuzione r come ne viene dal Reggimento suddetto umilmente 
iopplioata • Che il tutto -, eó^ 
Quam I]iena^.ec^ 

RISPOSTA ^ DELLA CITTA m BOLOGNA 

ALLE SCRITTURE DATE Dà' SIGNORI FERRARESI 80PRA>LA-- 
AftMOZIONE •M:Z' BENO DALLE VALLI ^ 

jOìa Santità di' Nostro Signore Innocenzo X. data- V anno j 661^ 



ir ropengono* alla Santkàr Vostra lì signori f^erraresi l' esecnzioiie 
diel breve di Clemente VIIL di S. Mem. per V introduzione d' uaa 
parte del Po di Lombardia nelli due Po di Vokno, e Primaro ,. co** 
me determinazione approvata* dagli altri Sommi Pootelìci , e eome 
sommamente utile alla città», e territorio di Ferrara-, ed a^ tutte le 
Provincie danneggiate dall' acque ; si dolgono dei Bolognesi ,- che la 
suppongano- impossibrle a praticarsi > e che sieno stati autori delia di- 
lazione di tanti- anai in effettuarla , per non aver voluto sommini-' 
girar la sua parte dell» spesa ;- suppongono che il Reno abbia caduta, 
e ricapito* suffieiente per molti anni nelle valli del Poggio , e che lar 
sciandolo scorrere in quelle , danneggierebbe terreni di poca quantità, 
ed altre volte ioeolti , e vallivi; esclamano, che per comodità di po- 
chi particolaFi interessati , si voglia imporre il peso, e nuova servi- 
tù al tevricorie di Ferrara di ricevere il Reno, ^ e la< scola di tuttp 
r acquo 'del > contado Bologneso. esagerano le miserie ,. che apporte- 
rebbe alla città') e territorio di Ferrara l' introdurre il Reno nel Po 
di Lombardia , allegando il perdimento degli seoli , gV interrimenti , 
ohe il medesimo 'Reno oauserebbe nell' alveo^ istesso del Po, e nello 
sbocco nel mare » e- le rotture , ed inondazioni continue, che segu^ 
rebbero ; oltreché vogliono , : che vi fosse necessaria la spesa d' un 
milione, e ducento ìnila scudi ^-secondo- il. oaloolo stabilito nella vi- 
sita del Cardinale Gaetano •- 

£ finalmente pretendono ^ che- per questi motivi fosse revocato 



*4 

r<>rAuie dato da iGreèom XV. « ^^fpte PMeonzioM li Brenr di 
Urltaiìo VBI. per la éetta iatrodinBiMM dal Rmo mI Po pMoàe . 

La felazioae di JMbtiiAgndr Gorsii» g;io8tHioafea ^ieBaoBimto, é dallli 
Tiiita del Signor Gardtiìm Ci^pponi , e dalla ana proprìa.^^ adi» 4]Dralf 



ai leggoao molto ben di^ouMe sol fatto le «amddiette oopeatsioni dir ai« 
|;tiorì Iwteiieaaati;» e Periti» cosi Penrareai, oome BoiogiieM, aoddiifà 
.anclie .aaifficiegiteedieiite) 'O ^con ragiofiì molto Jbeu fondate alle propo* 
ate , Jdht nuovamente vengono dedotte da* 'SigMttì Jlerraresi ; ^r oon* 
fermare però maggiorniei3;te a Voatra JSantttà la gifHti«Mia pretensio- 
ne tflej Reggimento di Bologna , ^he per neoeaaita Ji debba ai presen- 
te lev;ai-i» ;]) jReno .dalle Valli , vien per parte dèi jn^eaimo Reggi- 
mento jattccintamente repUcato alle medesime proposte^ con Anteporro 
a Vostra Sa^tiSà la nvera evidenza , e verità del fililo.» 

L' introdmnone jdi parte del Po di JUotnJbndaa aetK due Po di Vo- 
lano, e Prìmaro, nib :meno di quel tempo jWhe da Clemente VIIL fu 
determinala , era ored^ta rinscibile , -e pratioaJ3Ìle> ma piuttosto « 
eojitemplazione., (e «oddisfaaione de' signori Ferraresi né £i apedito il 
Breve , «e levato il Beno dal Po di Volano , con fine però di ritor- 
narvelo in breve , o , quando fossero .chiariti li signori Ferraresi del- 
l' imppssibilità della pretesa navigazione col Po grande a Ferrara 9 
d' inviafio -in qneiBli^ come ain d' aHora fu stimato panato più sicu« 
ro { e questo particolarmente si raaòo^e ;da una lettera òA atgnor 
Cardinal Piatti , .scritta in risposta d una del eigaor Cardinale Santi 
Qnattro ( Come alla particola delia Lettera del signw Cardhud 
Piatti scritta al signor Cardinal Santi Quattro ) , e Viea taAto jnù 
confeitnato da reclami che nella visita del ai^nor Cardinal Gaetanro 

=anità 4IÌ Ravenna , d' Imola , dì Logo , di 



del .161.0^ ne lecevo le conHinii 

Bagnacavàllo 9 di Foei^nano, della JMfassa, diConseItce, d' Argenta » o 
4di tutto il Polesine di S. Giorgio, dannando la anddetta introduzio- 
ne del Po grande, come periCMosissima ^ noeiva» e totalmente inuti- 
le { Còme alla protesta fatta da queste .comunità ) « Gli ateasi siano- 
li Ferraresi la .conobbero per tale 9 mentre deposto il pensiero dell' e- 
aecnzìone del Breve di Clemente Vili, per io «tesso alveo, per U 
quale dovevano introdurre il Po grande , portarono a Ferrara il Pana- 
ro , che li pose In tali angnstie la città , ed il meglio del loro ter- 
ritorio., cbe stimarono maggior lor benefizio il doversene ben subita- 
mente pri^vare, e ritornarlo nel Po grande. 

£ mentre Io stesso Po grande daHa Stellata 9 di dove dovrebbe por* 
tarsi per il Po di Volano , e di Primaro al mare , in un tratto di 
aettanta ^ e più miglia non vi ba caduta immaginabile ; dopoché pro^ 
fondatosi maggiormente verso Figarolo, ha sregolato l'equiHbrio di 
qualunque pendenza verso li detti Po di Volano , e Primaro , e so* 
guitando la linea più breve > e suo maggior declivio » drizza il suo 



-^ 



* 

UOMO al mare» ansi per le medesime, caoae abbancloiia T aWeo d' A- 
riaDo ; eTidentemente appare l' impoiBibilità della ffeteta introdazio-i 
ne del Po grande , dal^che Tiene almeno scutata T opinione de' Bolo- ' 
gnesi, che la stimano tale; e si fa molto più considerabile T esporsi 
a tale operazione , per la quale deve attendersi lo stato presente deU 
le pendenze e non quellode' tempi passati • 

£ sebbene dal signor Cardinal Palletta , in Teoe di dare esecozìo- 
ne al breve di Clemente ViH. per V introduzione del Po grande per 
li due Po di Primaro / e Volano » fu giudicato potersi introdurre al- 
meno per il Po di Volano tant' acqua del Po gclnde, che fosse ba- 
stante ad una competente navigazione, ed al portare anche il Reno 
al mare , quando dopo il corso di molti anni si fosse profondato lo 
stesso alveo di Volano , senz* alcuna ragione però si dolgono li signo- 
ri Ferraresi , che li Bolognesi non volessero contribuire a questa spe- 
sa , poiché non ne fu fatta smì tale istanza , anzi , ehe li signori Fer- 
raresi non vi cooperarono pomo ^ lasciandone la potale inoumbenzà al- 
lo stesso signor Uardinale , quale , per la continua assistenza , ed as« 
sidue fatiche vi ebbe a lasciar la vita » e la apcM fa fatta di un asse- 
gnamento 9 ehe sua Eminenza gli ottenne da Urbano VIIL sopra la 
gabella della Macina di i a. mila scadi P anno , quale dipw fu conver- 
tito in altre occorrenze della città- non applicando lisigaorì Ferrarési 

alla cost!luias(it>ne di tale -escavazìone , forse per le difficoltà , prove- \ 

ditte f led-ancòntrate nel petfezionada come dall' evento si manifesta ^ 
essendo ridotto ouelP alveo in molto poziore stato di prima « 

Il supposto de signori jPerraresi » che il Reno abbia caduta^ e pos« 
sa aver ricetto nelle valli del Poggio y senza danno notabile , n<Hi si 
Terifica VCL fatto > poiché » ae il Reno avesse caduta nelle valli sud- 
dette ; vi scorrerebbe con velocità » né per mancanza di moto afase- 
irebbeil fondo del suo ^ alveo» non causerebbe interrimenti, e non 
apporterebbe rotture, ^e per lo più proveng^mo dal sormontar gli 
argini, per non aver il dovuto declivio verso la medesima valle del 

Poggio • Che ià questa non yi^abbia recq>ito biute vole, si vede pa- ^ 

tenteosente , quando che dopo aver interrita la maggior parte del- 
la stessa valle si porta in quella di Malalbèrgo , anzi per tutta la val- 
le di Marrara , ed unite con P acque di Savena nelle loro escrescenze 
unisse questa alla ..valle di Muremorto, e tutte insieme non sono suf- 
ficiente vaso alle di lui acque , e degli altri fiumi , ma col loro n- 
^giirgito inondano paesi immensi ne' terreni sunericiri lungi dalle ^ det- 
te valli, dieci e dodici miglia per. un tratto di quaranta e più mi- 
glia di lunghezza* 

E perciò non può dira ^ che il lasciare il ^eno nelle valli non ap- 
porti danni considerabili, poseiachè lasciando, che le valli suddette 
sono conca, e rioelto dato dalla natuint per isoole dell' acque chiare 

4 



• 



^ 




a6 

di tatto il .territorio Bolognese , e che sarebbe pemioiosissimo il peri^ 
dere per gì' interipmenti del Reno, il beneficio degli scoli , hanno espo- 
sto a vostra Santità i signori Ferraresi danneggiati dalP acque del Re* 
no , ohe per l' iptroduzione di questo nelle yalli si sono resi boschi- 
vi, e vallivi nel loro territorio , terreni per prima lavorativi per la 

Snantìtà di seimila moggia , che sono tornatnre 60 mila , e con pei^ 
ita di aonna rendita di scudi 90 mila , come costa dal Memoriate 
sottoscritto da moltissimi Ferraresi 9 esistente appresso Monsig. Fren- 
finetli nella sna segreteria , ( Come nella copia del memoriale dato dcfi 
signori Ferraresi a f)0stra Santità • ) e dal comparto fatto del 1 6%x 
d' ordine del signor Cardinal Capponi , per la spesa della remozione 
del Reno, si prova manifestamente, che nel territorio Bolognese si- 
BO di quel tempo erano danneggiate tornature 217 mila di terre al- 
tre > volte fruttifere , per lo che restava dìrainnita la raccolta un ^n* 
BO per V altro dr corbe 90 mila di frumento , oltre le desolazioni 
di tanti edificj , la mancanza di tante (essine d'animali^ la perdita 
4dellu navigazione tra Ferrara ^ e Bologna , il pericolo di nuova som- 
mersione, al quale restano esposta la città, e valle di Gomacohio ^ 
V abbaodonamenlo di tante terre , e gli altri danni immensi rappre- 
aentati piò diffusamente nel primo Mlemoriale, che jtampato fu esibito 
alla Santità Vostra , e nella scrittura ultimamente data del sig. Gior- 
gio Rivellini ; sicché non devono li signori Ferraresi considerar sola-^ 
m^nte il danno de' terreni Bolognesi adiacenti allo ripe del Renò ne*. 
Comuni inferiori, come altre volte innondati dalP acque del medeai* 
mo , ma si ben tutta la linea de' terreni , che daHe stesse ripe del 
Beno sino al confine della Romana restano bagnali , e sommersi • 

«Non sono dunque giustificate I esclamasiooi de' signori Ferraresi j 
ohe a comodo di pochi interessati Bolognesi si tratti di gravare il lo- 
ro territorio di cosi dannosa , e pefrcolosa servftu, mentre dalla quan- 
tità de' beni sommersi, e da' suddetti danni si raccoglie» che l' in- 
teresse è comune a tutti , o. almeno alla maggior parte de' partico- 
lari Boloenesi , e si fa anche proprio dello stesso Iteggimento , trat- 
tandosi di aportar benefizio evidentissimo a tutta la città , e suo ter- 
ritorio ; si può ben più. veridicamente affermare, che l'introduzione 
del Reno in Po grande non possa in fine apportare pregiudizio se 
non a pochi signori Ferraresi ( Come afferma il detto memoriale da» 
to da signori Ferraresi al J. E perchè 9 ec* ) i beni de' quali , o ven* 
gano intersecati dal nuovo alveo del Reno , o siano adiacenti alle, ri- 

?e del Po nelle parte superiore alla città, o situati al di sotto nel 
^desine Ferrarese , la maggior parte de' quali sono di pessima qua- 
lità , in modo che molto maggiore si rende il benefizio , che si fa t? 
aignori Ferraresi in preservare i beni del Polesine di S. Giorgio, ed 
asficnrare U beneficati alla deatra del Po di Primaro} e perciò tatti 



r' 

I 



V 



■ a? 

questi interessati Pèrraresi concorrono con li Bolo^esi a snppKcar n» 
nùloianie Vostra Santità per la re^iozione de) Reno dalle iralli , e yìm 
più di queste abborriscond' ì' ìntroddzione (3el Po grande nelli Po di 
Volano, e Priibaro , come si giustifica per le continue istanze fatte 
da* medesimi ( Come attesta Momignor Cófrini nella sua Relazione 
al $. Le quali cose tutte ^ ec. ) e dai suddetto memoriale nltiraamen- 
to dato a Vostra Santità. 

Ma molto più vana è la doglianza , che il portare il Reno in Po 
grande , sia un gravare i signori Ferraresi d' una nuova servitù » poi- 
ché per là situaaìone del loro territorio dalla natura viene questo ob- 
bligato al ricever V acque de) contado Bolognese molt# a Ini snperio* 
re , ed è propria natura dell'acque scorrere seinpre verso il suo fi- 
ne, seguendo la Mx>w . cho le va disegnando il suo naturai declivio, 
ebe perciò il Reno durante la padusà ^ che sino all' anno 709. si spar- 
se verso la torre dell' OoQcllino, cadde sibbene in qaeHa, perche 
veniva ad incontrarlo, ma di poi si portò sempre, nel Po grande, 
drizzando il suo corso verso quel vaso , che dalla proporzione del sito 
della terra gli veniva destinato, come per tempo alcuno non ebbe 
già inai altro vaso, die l'alveo del Po, secondo l'attestazione di 
tntti i geografi f e }>encbè , per accidente di rotture , molte volte 
sìa stato costretto dall' opposizioni de' signori Duchi di Ferrara di^ 
vagare per le campagne , or da una parte , ed or dall' altra , gli fu 
nondimeno dato dagli" stessi Duchi il ricapito nel Po di Volano dell' an» 
no 1460. per transazione confermata anche dell'anno rSaa, e furono 
'iipoi necessitati da Paolo Terzo a mantenervelo dell' anno 1542. nò 
poterono mai ottenere , per molte istanze , che ne facessero , di di- 
vertirlo nelle vaiti , anziché l' istesso Clemente Vili, ohe ne conces* 
se la grazia a' signori Ferraresi , ordinò nello stesso b!:;eve , che fat* 
te le necessarie escavazioni delli due Po di Volano , e Prlmaro , si 
ritornasse il Reno nel medesimo alveo di Volano ( Che il Meno si ri' 
tomi nel Po di Filano fatta V escavazione di questi , e di Primaro , 
lo dispone il breve di Clemente Vili, nel $« Gnm autem aqua « ) di- 
modoché non solo sono tenuti li signori Ferrarési a ricevere il Reno 
per il loro territorio , e non ^ne furono liberati da Gleraeute VUL 
ma sono maggiormente obbligati a liberare quanto prima li Bologue- 
si dalle miserie sostenute per il corso di tant'anni per loro colpa , ed 
a loro mera contemplazione. 

. Ne si possono querelare i signori Ferraresi del danno , che ne rì« 
coverebbero i particolari per il nuovo alveo, .che si farebbe sopra i 

Sropri beni , posciachò nello scandaglio della spesa dell' introduzione 
el Reno si pone la compra de' suddetti beni , e molto meno per 
quello, che riguarda il mantenimento de' nuovi argini peri il loro 
territorio , poichò > se quando scorreva per il Po di Volano per an 



»8 . 

«ratto di tante miglia , e qoaado &i portate nella Sanmartioa » son 
(icusarooo di far tale spesa, quattri meno resterebbero ora gravati del 
mantenimento di questa nuova arginatura* molto pi A breve e di mi- 




hanno quella sussistenza in fatto » che io apparensa vengono snppo« 
ate per molto rilevanti» perohò rispetto al peraimeato degli scoli , cer- 
to è > che portandosi il Reno da Mirabelle alla Stellata, gli scoli de* 
beni situati tra il Reno » ed il Po .grande sono Bnrana » il Canale di 
& Bianca , ed il Canalino di Cento • n condotto di Burana » o si vol- 
terebbe nello stesso Po grande » ò nelP alveo nuovo del Reno, o per 
botte sotterranea a questi seguirebbe il suo solito viaggio • Al canaio 
di Santa Bianca si potrìa lasciare lo stesso sbocco, che di presente 
Ila nel Panaro , ovvero a questi , ed al canalino di Cento si darebbe 
Il ricapito neir alveo del medesimo Reno» o per botte sotterranea al 
Reno si porterebbono per P alveo di Connano verso Ferrara ( Lo stes^ 
so viene approvato da Monsignor Corsini verso il fine della sua relor 
^ne nel )• Vengo ora alla materia degli scoli ) ed avendo il sito su- 
periore molta caduta nella parte inferiore del medesimo alveo; non 
ai può dubitare, che le botti non sieno per operare suflBioientemente 
il suo eiFetto: e quando anche si levasse l'acqua del canalino di Cen* 
to alle fosse della città di Ferrara, vi si por-terebbe quella del canal 
Navilio di Bologna di maggior quantità » e molto più utile ; siccome 
quando si trattasse d* introdurre il Reno in Po a Lago scuro , vi sa- 
rebbono egualmente i suoi ricapiti agli scoli de' beni superiori • 

Quanto agP iolerrimenti , che causerebbe il Reno nel Po grande , 
e nello sboccare- in mare» V esperienza ne dimostra il contrario , mea« 
tra che dalle torbide maggiori di Unti altri fiumi , non è mai stato 
alterato il fondo del Po grande , e si vede chiaramente dalla soglia 
della chiavica Filastrese » e lo conferma la ragione > poiché dov^ è 
proporzione di declivio > impulso d^ acqua maggiore , e velocità di 
corso ^ non si può dar luogo alP interrimento ; anziché aggiungendovi-^ 
ai maggior quantità d* acque > allora il fiume tanto più si profonda il 
Ietto» arandolo con la gravità del peso dell'acque, e con la velocità 
del moto ; né r interrimento pué esser causato da altro, che da man- 
canza di moto» o dal restar scoperto il fondo, in modo che il Sole 
possa assodare la materia limosa : in qualunque stato , benché bassis« 
Simo si sia il Po grande , non si pui^ negare che non vi sìa propor- 
zione di declivio » e aufficiente velocità di moto , e che non resti 
sempre coperto il suo fondo dall' acque > deve però anche concedersi» 



V 



ebe il Rm# portata ki qfii«ll' al?e# non potie d^rre hauinatorh» 
• deptMieiidoIa , <^ questa resti sempre umida , ia toodiT che sopra v 
venendoTÌ alouaa escresoensa del Fo^ l'importo dell'acqua maggiore 
la spinga 9 e riporti atdbito al mare; cosi 16 sbocco ^irf Po in mare 
resterà sempre più libero quando il Po oolU aggiunta delF acque del 
Reso si porterà pia rigoroso» e con maggi<Qr impeto in mare» e te li 
Mgnori Ferraresi noa ricusano di ricevere il Reno ner H Po di Vo* 
lano portato, da una minima parte del Po grande^, senza dubbio 
d' interrimento delP alveo di .volano » e del suo sbocoe nel ma,re ; 
molto meno devosu» temere di tal interrimento , «per V introduzione 
del Reno nel Po grande. 

E quando anche si dovesse pur fare la pretesa intraduziofie di par* 
te del Po traode alla Stellata per il Po di Ferrara » cessa per le me- 
desime ragióni r obbietto delP interrimento » che suppongoao li si- 
gnori Ferraresi dover seguire^ per causa del Reno nella bocca della^ 
stessa introduzioQ A » e tanto più» perchè dovendosi fare questa intro- 
duroAue nel Po grande in competente distanza dallo sbocco del Reno 
nel medesimo Po» certo ^ è » che V acqua del Reno non verrebbe a. vol- 
tar tutta per la- suddetta bocca, ma solo una minima parte di qud* 
la y dimodoché non si può dubitare d' interrimento nella stessa bocca» 
i9a piuttosto»! che seguisse dalla psrte opposta» dove si porteria il 
Reno con tutto il suo corpo i qnaodo per6 il Po grandjp abbiat la ca^ 
duta, che suppongono i signori Ferraresi verso il medesimo Po di 
Ferrara , sarà impossibile » che ioterrisca l' ingresso nell' alveo di que« 
atò 9 stante l'impeto» col quale si volterà a quella parte • 
. Le rotture » e r inondazioni del Po grande vengono temute da*si« 

Sucri Ferraresi y per lo supposto alzamento di piedi quattro del pelo 
eli' acqua , che verrebbe causato ^1 Reno nelr entrare in Po gran- 
de quando questa fosse nelle sue maggiori escrescenze f ma se a pro- 
porzione di tal supposto ne apportassero Io stesso alzamento gli altri 
trenta , e più fiumi » che entrano in Po » sarebbe necessario che V al* 
veo di questo fosse profondo di cento, e più piedi» e pure non ha 
profondità maggiore , che di piedi venti » dal che evideiitemente con* 
sta, che per la proporzione della larghezza del vaso del Po grande » e 
per la velocità del suo corso » che si fa maggiore per V impulso di 
nuovo accrescimento d^ acque » si rende anche insensibile V alzamento 
dell' acqua nel Po per qualunque introduzione di nuovo fiume » prò* 
fondandosi anche maggiormente V alveo quanto più vien calcato dal 
peso di maggior quantità d' acque , come successe nel introdurvi il 
Panaro • ( Così conclude .Monsignor Corsini nella medesima relazione 
n^ S* ^^ quanto al primo eo.) \ 

E se queste dimostrazioni non apjj^ano i signori Ferraresi » possono 
almeno assicurarli da qualunque timore > mentre si apra il corso 



/ 



u 



tir «eqaa. del Vo grande ftno si P# d* Amo» per Io ctrAmiito tkU 
to, e perfez%Dffto did tìgoét* Gardinel Doti§|$bi^ tiii«<Siìè restitailse Ift 
tiaTjgftzione^ jlerdateti io detto Po -d* Ariano, obe per qoesto nuoto 
amaltimento d' ÉoqntL verrebbe ad abbaggarsi molto pia il pelo del-^ 
r accitia dei Po grande , di qaello fogge per aliarlo i* f cqna del Reno i 
e da quegta apertura ne tiiaiterebbe paritneoti iMHiefitio fliìrabilo a 
. quegli scoli / cbe cadono nel Po grande , quali non ai altererebbero f^k 
per r introdozioAe del Reno , come dubitano li aignori Ferrareai , ina 
troverebbero A ben più baggo del «olito il pelo deiraofoa dello Mte§» 
ao Po 9 mediante qneato nnovo gmaltjmefito d* acqua per il Po 4' A* 
riano • ( Questo pure viene accennato nella stessei Relazione versò il 
fine nel %, E for^ V esperienza ). 

E gè pure il fieno trovando il Po neHa Ma maggior alteaza noir 
potegae forae aupertf la gnperfieiedelPaoqna di queato^od io l!al ea- 
ao lasciando aperto ^ e lìbero T alveo ^ ebe da Mirabello va verao lo 
valli , (lesserebbe ogni dubbio di rotture nel Po , e negli afgini del 
Beno , o facendovi in adiro sito più ooraodo uno i o più rego1a|ori ^ 
fabbricati anche di pietra , per i quali con ben aggiustato equilibrio 
ai portasse il Reno verso la valle , -quando ^trovasaero il Po grosso re- 
aterebbero aicuri li «ignori Ferrareai da qualunque pericolo ^ e aenea 
^cuna loro apega , e li Bologneai in tal cago danneggiati , del obe p^ 
TO non si dolerebbono , perchè anccederebbe di rado il riceverlo nuo* 
vamente nelle valli « \ Lo stesso fu proposto da Monsignor 'Corsini 
nella sua Relazione al 5* Jn quanto al primo eC. ) 

Gessando perciò la necessita d* aleare maggioroiento gli argini d^ 
Po grande » ai rende ancbe meno ginatificata la taasa della apeaa fatta 
dal stg. Cardinal Gaetano, o molto più avverata la apega di viga ta da 
Mongìgnor Gorgini. ( Come nello ^andagUo della spesa per V iìitro^ 
diizione del Reno in Po grande alia Stellata ) • 

Non furono dunque Te gnddette oppogizìoni , che rimogaero la 
8* Mem. di Gregorio XV. dall' eseouEÌone delP ordine dato al signor 
Gardioal Gapponi , ma piuttosto le poco ben aggiustate intenaioni • ai 
benefizio pubblico di alcuni particolari , altri de^ quali premerono nel 
aostenere il vantaggio delle loro rendite , altri neir aasicurare le loro 
bonificazioni, e la difesa de' jproprj beni, e questi offendendo anche 
il debito di buon suddito , ebnero ardire di eccitare sotto vano pre- 
testo di lero immaginario pregiudizio le contrarietà de' Principi atra- 
nìeri , qntiii non poterono essere superati prima , che oe aaccedesae 
là morte di quel Sommo «Pontefice. Furono però queate negletto da 
Urbano Ottavo; che sino allo apirar di sua vita perseverò nel Yoler 
dare esecuzione al suo breve, non giammai rivocato^ ^come ai sup- 
pone ) e negli ultimi anni del suo Pontificato mandò a quest' effetto 
il aig. Cardinal San Clemente ^ allora Gomiùiaaario del Sant'Uffizio» 



f -^ 



9$ 

a fiir niiqvil i^ta y &I quale gli Set oonfannafa pw otUma »; e nacea- 
saiia Ja liiolazione di rimiiovere il Rena dalle valli j ed mtrodarlo 
nel Po grande y ma da diversi accidenti di guerre , e d' altri diati»- 
ÌÀ gli fa impedito di esegaire questa aaa dètwerazione » 

Dal persistere però li signori Ferraresi ( neo eatante le ai^ddetfe 
rafani ) in valer o^ypàkf • cbe si dia prima V esecuzione al breve di 
CUemente ottavo per 1' inirodnzione di parte del Po grande naUi Po 
di Volano ^^ e Primaro , han giusta ragione di credere par anche U 
Bolognesi » cit^ aia nn inero pretesto di differire oon tal proposizione, 
e negoziaaiane .la rimozione del Reno Aslle vaDi , sicoome gli success 
se di i?oosegui|pe del <i646. e nondimeno dopo il rescritto » che dico- 
no d' aver allora ottenuto dalla sagra eoogregazione di dover far prì>» 
ma r ioiroduzione del Po grande » non hanno nel^tevmine di cinque 
anni £itto alcun motivo per tale operazione , e quando anche voles* 
aero di presente eseguire le determinazieiH fatte da Clemente VJtlI. 
I^r la detta iotroduziotte del Po grande ; oon solo ai dovrebbe esca-* 
Tar V alveo di Volano , ma quello di Primaro ancora , come dispone 
il breve medesimo } non negneranno però i signori Ferraresi , che il 
Po di Primaro non pnò essere espurgato ^ mentre sia soggetto alP in- 
Tasioni delle torbide del Reno , e resti ricettacolo deUe sue maggio- 
jpi escreaceaze i faremo perciò tanto piò prudenti le delerminaziom 
'del signor Cardinale Gappopi » e di Mensig;nor Gorsini d' introdurre 
pima il Reno nel Po grande alla Stellata , per baciar libero V adito 
a* sìgnari Ferraresi di poter fare le Decessa rie eseavazioni, eosi nel 
Po di Primaro » come di Volano per la loro pretesa introduzìona del 
"Bù grande r 

Restando perciò spianale tutte le difficoltà , e levate l' eccezioni 
proposte da signori Ferraresi» per ritardar la remozione del Reno 
dalle valli » e P introduzione di qoesto nel Po grande , supplica di 
imovo umilmente Vostra Santità il Reggimento di Bologna per V ese- 
ooziene di quella determinazione , cbe in rimuovere quanto prima il 
Beno dflle valli verrà dalla aua somma prudenza-, stimata eguslmen* 
te profittevole a* auoi sudditi , e più uniforme al benefiaio comune di 
tutte le Provincie interessate ^ Cfbe il tutto eo» 

DEIXE LINEE ALTRE VOLTE PROPOSTE PER Lk 
DIVERSIONE DEL RENO DALLE VALU. 

Lj impreaa del recapito del Reno più volte a varj commissari Apo- 
aCoIici commessa « a da essi caldamente abbracciata , ha ben aempra 
avuti grand' apparati di visite , di livellazioni , e di misure , ma non 
veaeai già , che sia atata dagP Ingegneri incanuninata con quel buon 
ocdine » obe a tanto ailare ai conveniva* 



Za 

In T6ce dì fomuir prima U piante del pjaaae firappoato %a il Retilo » 
ed il Po f ed in essa disegnar le linee pia opportnne » oioè le più 
brevi 9 le più aecendat^i i corti de' fiiuni » e cne minor pregiodizio 
recassero a' paesi j cbè anterseoavano , ora s'incamminavano da un 
fiume air altro per vie battute » qoantanqae lunghe» e stranamente 
angolose, e che passavano per i luoghi più colti » ed abitau del ter- 
ritorio Ferrarese ^ ed in vicinanza della «tessa città» era feraivano il 
corso d' alvei antichi » quantunque tortuosissimi , e che faoilmeute 
ebbero triplicata , e quadruplicata la necessaria Innghessa « ora posti 
auUa riva del Reno in luogo » che eleggevano per .opportuno , segui- 
vano la dirittura di qualche torre loouna , 00010 delle Dosze , ^ de' 
•Crespi , era eleggevano una vìa de' confini ^ scusa osservare con qua* 
le angolo partisse dal Reno» e con qual tortuosità proseguisse , ed o- 
ra finalmente andando per vìa breve, e dritta trascuravano di sebi- 
Tare V intersecazioni d^ canali » e de' condotti » ohe per la bassezsa 
de' paesi non ei sarebbero potuti introdurre in Reno arginato » né ia 
altra maniera ricapitare. 

Questi mal digeriti disegni hanno sempre somminbtrate copiosa 
selva d'opposizioni ni poco bene affetti alla remoanone del Reno. 

£ sebbene con progmsso di tempo si sono affatto mutati i primi 
partiti 9 e ad essi aostituiti altri migliori di minori eccezioni» ogni 
volta però ^ che si ripiglia il trattato della remoztone » le stesse oppo^ 
lizipni adattate a' primi di nuovo ai ripigliano « 

E dunque necessaria 1' informazione de' disegni altre volte fatti » 
ancorché oggidì mutati » A per conoscere dove vanno inettamente a 
ferire tali opposizioni ^ come anche per vedere quanto migliori sieno 
quei y ehe iurono &tti dopo quei , che di nuovo sono proposti • 

LINE A G AET AN A. 

J^a prima vìa» che fosse proposta di condurre Reno in Po gran* 
de erta tale: aveari a rimetter per l'alveo suo vecchio nel Po di Fer- 
rara » in cui aveva da camminar più di due miglia verso la città si- 
no all'isola degli Amorbati; ivi chiuso l'aJveo nuovo doveva rivol- 
tarsi nell' antico aino al froldo di Milzana ; indi » piegando per la via 
di mezzo» passare in vicinanza della porta di S. Benedetto » e segui- 
re il canale del Barco » e della navigazione » che tutto sino a Lago 
acuro per lo apazio dì tre miglia doveva entrare nell* alveo nuovo del 
Reno« 

Fu esaminata » misurata » e livellata miesta linea nella visita del 
•Cardinal Gaetano l'anno i6xo. in cui nel calcolo della spesa solo' le 
case da diroccarli furono stimate ottantamila sondi » il terreno da 00- 
onparsi tra T alveo» eli argini» e si' interrimenti cento trentamila' • 



Si 

E perDbè io quel tempo il Pò ^nde nelle piene ti afogtw incora 
nel Po dì Ferrara» e vi rivoltava il Panaro» e con questa iotrodastor 
ne del Reno veniva a chinderii questo nogo'» oateolavano • che in 
riguardo di queste tre aeque, delle quali doveva carioarsi nuovameo^ 
te f dovessero alzarsi gli ai^ni la piedi da Lago scuro sino alle Pa» 
pozze ; in maggiore altezza {ansavano alzarli dal Bondeno a Lago scu- 
ro 9 oè so con quale altro coasiglio volessero pure alzare quelli del 
Po di Ferrara dal Bondeno al Po rotto» mentre a nulla aveva pia da 
fervìre quest' alveo • 

Cosi ancora » in riguardo delle piene del Po , volevano alzar gU 
argini del Reno da Pò rotto in sa per sei miglia» a fino di. poter 
contenere il rìugorgo • 

Questa diversione » che passava per i luoghi più abitati , e ooltira- 
ti del territorio Ferrarese per la gelosia della città vicina , e per le 
due acque del Panaro , e dello sfogo dèi Po » che con P introduzione 
del Reno venivano nuovamente nelle piene a trattenersi nel Po gran* 
de , richiedeva spese particolari , che vengono a cessare » servendosi 
d* altra maniera, massime in questo tempo» in cui g^à restano indù- 
ai nel Po grande il ramo del Po di Ferrara » e Panaro • 

Chi volesse emendar questa linea » e servirsi non solo dell' alveo 
di Reno vecchio » ma ancora per quanto si potesse di Poatello » noia 
dovrebbe passare la dirittura dell argine Traversagno» ma tenendosi 
a sinistra di esso seguirlo sino al ponte di Lago scuro* 

É 

LINEA DEL CARDINALE CAPPONI . 

Altra via tenne il Capponi» qnando Panno i6ai. mentre, era Ar- 
civescovo di Ravenna » ottenne per il Breve dalla Santità di Grego«^ 
rio XV. facoltà di provvedere agP interesli dell' acque » secondo la 
disposizione della Santità di Clemente Ottavo» in quella maniera» 
élie a lui fosse parsa più espediente • Perchè considerando la spenta* 
nea rivolta di Panaro» e talvolta anche del Reno alla Stellata prima 
della diversione nelle Talli pensò di voler secondare il coeso della Sa- 
tura» con il voltarvi prò tempore Puno» e P altro fiume. , 

Il Cardinale Serra» eh' era, allora Legato di Ferrara » aveva con ntio»^ 
yo taglio alle Dozze rivoltato alla citta il Panaro » e con le sue oppo* 
aiziooi non potè impedire » che sotto i suoi occhi non fosse restituito 
al Po grande » ma lo stesso anche nel mese di Settembre vide «hinsp il 
nuovo cavo » ed aperto lo sbocco da lui tirato vèrso la Stellata » nelr 
la maniera» che di presente si conserva. 

Ma non cosi facile fii la rivolta' del |leno: cbe per non condodo 

|»eT via lunghissima a Po rotto aveva bisogno di nuovo taglio» che 

gli abbreviasse la strada» e &cilitasse il corso* Pensò dunque dt 

5 



i 



;.^ 



^ 



34 

tagliarlo alla Botta de' aignori Ghtailiori a Mirabdlo » ed iaeammioar» 
lo al Bondeoo. 

Gl'Ingegneri posti aa ^ argine aegnirono la Torre delle» Dozze$ 
eV era allora poco sopra il Bondeno » e per retta linea a quella s' in- 
oamminarono • Dalle Dozze voltarono a Gambarone » o?' entrando 4el- 
l'alveo di Panaro arrivarono per esso sino alla Stellata. 

La Innghezasa del nuovo taglio era di sette miglia in circa 9 di tut- 
ta la linea dieci miglia , e tutta la caduta fu ritrovata di piedi ao. 

Si partiva veramente dal Reno con gran piega» e verso le Dozze 
andava molto alta , passando per terreni buoni , e coltivati , interse- 
cava oltre il canale di Cento, i condotti della Schiavona, di Santa 
Bianca , e di ^urana • 

Si possono però molti di questi inconvenienti schivare» tenendosi 
|nù a destra t come in appresso diremo* 

LINEE DI MONSIGNOR CORSINI. 

xlppena fu assunto al Pontificato la Santità d'Urbano Vili, che 
ripigliando il disegno delle remozioni del Reno , deputò per Commis- 
sario Generale Monsignor Corsini, il quale più d'una linea fece e- 
aaminare , e livellare , per eleggere tra esse la più opportuna . 

La prima fu per V alveo suo vecchio a Po rotto , e di qua per retta 
linea a Lago scuro. Il nuovo taglio era di cinque miglia, tutta la 
lunghezza poco meno di otto miglia con sedici piedi di caduta , se- 
conda JI corso del Reno , e del Po in maniera , che pare disegnata 
dalla natura stessa. 

' E mentre si trovasse vìa di ricapitare i condotti , che attraversa- 
no, o nel Po grande, o nel nuovo alveo del Reno, o in botte sot* 
to di esso, non resterebbe ohe desiderare alla perfezione di questa 
linea . 

Nella seconda linea prese per termine il Po di Volano : disegnava- 
ai di condur Reno dalla Torre del fondo sino alla Bocca de' Masi; 
questa da lui stesso nella sua Relazione per molte ragioni è riprova- 
ta • Oggidì però , qnando si tenesse per opera durevole il recapitarlo 
in Volano , basterebbe aprir la bocca de' Masi , che già stava aperta 
in larghezza di 1 8 pertiche , quanta si sia quella del Reno , essendo^ 
ai per altra via se stesso incamminato, sicché ha forzato i signori 
Ferraresi a rialzare , e fortificare gli argini dì Poatello , per impedi- 
re , che non v' entri il Reno • 

Tutte l'altre linee considerate da Monsignor Corsini erano incam- 
Siinate alla Stellata in Po grande , ma per diverse vie • 

Quella ohe fu considerata per la terza rimetteva Reno in Poatello 
m Po rotto f e per esso rivoltata al Bondeno ad unirlo con Panaro > 



J 



/^ 



^- 85 

OOT! oni arevà da unirsi sino alla Stellata . Vlag^o , che prima la di<» 
Tersione èA Reno ( al testimonio degli scrittori di qaei tempi ) in Po 
]m880 faceva il Reno, onde secondava questa linea il naturai corso» 
ofie per se stesso prendeva il finme, ma è molto tortuosa, e lunga, 
o cosi un sol tagKo d'un mìglio, e mezzo, ohe si iacesse a Maia* 
Tolta potrebbesi abbreviare io. miglia • 

La quarta linea è una breviatura della terza con un taglio, che 
da Vigarano andava alla rotta de' Biondi.. Pigliava però il Reno troppo 
Basso, e lo portava alto , partendosi con angolo acutissimo. Me» 
^iò sarebbe pigliarlo un miglio , e mezzo di sopra dalla casa delle 
Pignatte sino al canalino di Cento ; sarebbe il taglio più breve , ao« 
qnisterebbe molto maggior caduta , e passerebbe per terreni sterili , 
ed incolti. 

La -quinta era disegnata per la via della confina di Bologna, e Fer-»^ 
rara , e per T argine Gapellare sino alla rotta de' Biondi • 

Questo taglio è di forma quasi semicircolare , e per conseguenza 
tortuoso, e lungo, ed in vece di esso potrebbe prende;r8Ì il diamo* 
tro , ovvero più tosto la via del Marchese Villa , che dalla confina si 
porterebbe a terminar mezzo miglio oltre il canale di Cento ad in* 
centrare la dirittura di Poatello. 

La stessa linea fa la medesima che già era stata eletta dal Cardi- 
nal Capponi , che finalmente da Monsignor Corsini fu preferita a tut- 
te l' altre , ^per le ragioni che nella sua dottissima Relazione ne rende • 

Si può nondimeno questa stessa molto migliorare , incamminandola 
aon alle Dozze, ma all'argine Capellare per la linea Meridiana , nel* 
la quale continuasse sino a Poatelio , e seguitasse , o verso ii Pana- 
ro , per unirsi con esso , o più tosto tra gli argini antichi di Po a 
destra di Panaro. Questa linea è la più naturale di tutte, e la più 
J^reye di quante sì possono tirare dallo stesso punto sino al Po gran-^ 
de» e però ha maggior caduta dell'altre; non toccherebbe sul Ferra- 
rese terreni buoni , né taglierebbe altri condotti , che quello di Cen- 
to » a cui in ogni altro modo, che A tenga, è Necessario non meno» 
ehe in questo di provvedere* 

Quando poi sì volesse tenere il Reno lontano da Panaro , la miglio- 
re sarebbe finalmente la linea a Palantone, la quale, condotto Reno^ 
ìa Poatello per la precedente linea , potrebbe poi condurlo per Poazr 
zò> o per altra linea, òhe più paresse opportuna. 



*\ 



BELLA LINEA DELLA BrVERSIOKB DI RENO IN PO GftANDb^ 
PROPOSTA, E CONSIDERATA NELL' ULTUUE VISITE. 

XNiuna C€Ma aboliamo giudicata più conferente alla spedizione del 
negozio del Reno ,- che troncare la moltiplidtà de* partiti^ come quella » 



S6 



non potevft portin tanto neHe optimsioni, qtnsto ne* tratto* 
ti , che confai ione » difficoltà » e ian^oona • Perciò fra lo diTortità 
delle linee coMiderato in dimeni tempi d*ofdttte do* Somnu Bontefi« 
ci ; prima dogli Eminemiasimi Gaetano , e Capponi » e poi da Monai» 
gnor Corsini I ed altre ancora» che prima da noi esaminate forono» 
con autorità del Signor Cardinal Borromei , ammesse alla li^lasio» 
Ole, si è gindicoto opportuno il fermarsi in una sola, che avesse mip 
non difficoltà, e che esaminate ^da ogni parte tatto le ciroostanzot 
dasse maggior speransa di rinsciu. 

, IVendwi questa da casa Gi»ilierì a Mirabelle » ed indriosandosi 
precisamente a tramontana per nn miglio , e messo sul Bolognese in» 
terseoa la confina al terraìne ddP argine Gapellare , e continuando la 
atessa dirittura lungo lo stesso argine per più d' un miglio » passs pcu 
H canalino di Cente » e 1* aWeo del Poatello ora asciatto presso la 
torre de' Crespi, ed nn miglio pia oltre incontra Poasso vestigio 
d* nn ramo antico del Po , che continua , benché interrotto d^la 
Cttltnra sino a Salratonica , aia dove |iotfebbe arrivare la prima di* 
rittow della linea , quando ciò fosse più espediente, che seguir l'of^ 
ma tortuosa di Poasso, e dalla chiesa di Salvatonica ra diretcamento 
a terminare in Po grande messo mìglio sopra T osteria di PabntonOf 
e poco fan di due miglia sotto allo sbocco di Panaro • 

La lunghessa di questa Hnea da punto a punto è di nere miglia 
di Ferrara, poco più di sei di Bologna, ma accrescerebbe quasi um 
miglio, quando si seguitasse la tortuesHà di Poasso, 
- Passa uuesta linea dieci miglia lontana dalla città di Ferrara , aU 
lontanando però il pericolo , che al presente teme della vioinansa* 461 
Reno . 

Né per cagione della superiorità del sito T espone ad alcun nuovo 
pericolo , perchè se di presente è esposta alle rotte éì Panaro , da 
queste insterà difesa dal Reno , onde da quella parte non sarà so^ 
gotte , chn ad un fiume , com' è di presente, mentre rimuove tot^ 
mente quello, che ha alle mura da messo giorno, ansi da qnelln 
stessa parte ( molto più che di presente non e ) resterà assicurato 
dalla nu%va arginatura di Reno , che si fiirà a quest' effetto, piò for- 
te , che non è quella di Psnaro troppo soggetta idle corrosioni eagio* 
nate daHe strane tortuosità di questo fiume. 

Passa per terreni in gran parte incold , e di mala qualità , parti- 
colarmente lungo l'argine Gapellare, esposti di presente air acqua 
senza scòlo , ote con la vìeiaansa del Reno potrebbero con le torbi- 
de alzarsi , e bonificarsi . 

Con queste 9. o io. miglia di nuova arginatura viene a cessare 
V BSD di qtielia , che da MirabeHo in giù contiima per molto mriglia 
tetto Ferran , il cui mantonimento per V altessa dello valli riesce 



Mm JU tpeta iotollenMlef fjetUndo anche toheraitt dalle rptte Tiadt- 
fefsa •ollemtadine $ t V assidua oostodia » che vi s' impiega • 

Siccome anche per la parte saperìore » a cagione della gran caduta» 
che ha il Reno in Po grande» cesserà la neoessità di tanta altea» , 
ebe ài praseote continnamente si aggiunge agli argini^ 
- Non potcTasi trovar linea » che desse miner incomodo agli sodi de' 
paen » per i quali passa » poicbè non interseca altn> di eoosiderabi^ 
le 9 che il canale di Cento» che in ogni pertico necessarìaiMnbi ti 
attraversa » a cni però converrà , senaa alcun risparmio provvedere » 
ed il condotto Cittadino presso il sno principio a Salvatooica » ove il 
paese alto può provvedersi di sedo nello stesso Po» o in Panaro» 
od in Reno» 

Ed in ogni caso il paese » che resterebbe compreso tra PanaM » e 
Reno è cosi poco , che non ha proporzione con quello » ohe v(ers<> 
Ferrara verrebbe liberato dalP acque • 

Sta questa linea lontana dagl interessi di Panaro» e termina in 
tanta distanza dal di lui sbooco , che non vi è periodo » che possa 
ftrlo rìngorgaré» o timttenere» onde non può avere da questo capo 
sussistente opposizione da' Modenesi . ^ 

Siooooie ne meno» l'cr ragione de* beni Allodiali dd Duca di Mo« 
dana della Dìamantina » tenendosi a questi SMcriore la nostra linea » il 

Sial riguardo si ò anche avuto d paese di òasaglia appartenente ad 
tri signori di grande autorità. 

E generalmente se si paragonerìt questa linea con tutte V altre 
sin'. ora propone » si troverà » che niun' altra poteva dar si poco in» 
eeijìo«to a^ ì particdari tanto in rìgnardo de' terreni » per i quali pasi» 
aa » quanto m riguardo di quei » che lascia nella parte superiore . 

E perchè i signori Ferraresi non cessano di lusiogarsi con 1' opi« 
nione della possibilità della restituzione del Po a Ferrara » e di qui 
cavano opposizione contro l'introduzione di Redo ia Pq, ohe venisse 
ad impossibilltaria ; non milita questa contro la nostra linea » che 
p o r ta ndo lo sbocco del fieno, ove di puAlo disegnava il loro fiunoso 
architetto Aleotti^ lascia il luogo all' iotrodoziotm dd Po aU' isola 
inferiore di Bondlo » secondo il di Ini disegno » eh' è 1' unico » die 
potesse mai dans eperanza di siuacita , per aitro { come ^U dimostra ^ 
unpossibtlè» senza l' introdorione di Reno ia Po naUa forte superiora^ 

MostraM le 4iedlaziooi ;deUa finca (atte men&re il Po era. alto sopna 
la chiavica Pilastrese piedi 7 , once 5. 7 , le quali rappresentano in 
fine la caduta dd fondo del Bieno a Mii^ello od' pelo basAo del Po 
piedi a3» e la caduta dd Poitetb» e 4d oaualiiio di Geato nel 
pelo basso del Po piedi 1 1 » e del coadotto oittadiuo piedi 4 » sicché 
in td sito può oomodainanlie aeolaffe in .Bo- faasfOt. • 



jiT i \- ' ... Ir' 



3a 



BENEFIZI DELLA REMOZIONE DEL RENO 



Jxi mòsso il Reno, e TÌcaphato in Po grande 9 resterebbero «aollo^ 
vati tutti i paesi , che patiscono di scolo non solo in TÌcinansa delki 
▼alle y ma anche «nella ptrte superiore , per la gran caduta 9 che ao- 
qnìsterebbero , e per rimanere i condótti liberi non più sottoposti a« 
§V interrimenti , ed al rigorgo delie valli . 

Si ridurrebbero al pristino stato quei terreni , cbe rimasero deso- 
lati per la diversione , ansi per essersi grandemente alzati con lo 
torbide , resterebbero di miglior condizione » oltre la vastità de' pae- 
si nuovi fatti dalle stesse torbide nella valle • 

Gesserebbero le continue spese degli alzamenti degli ar^ni, cbe 
m fanno per tante miglia sul Bolognese ^ e Ferrarese « a cagione de' 
fondi che continuamente s' inalzano • 

Gesserebbero i danni delle rotte , che in questo stato del Reno so- 
no frequentissime, e le gravi spese nel ripigliarle* 

De' quali danni tutti , acciò si possa ut concetto , si può fiu« il 
calcolo di. quello , che in io. o la. anni sieno stimati. 
^ Resterebbe di miglior condizione tutto il Polesine di S. Giorgio, e 
Kberato dai contìnui pericoli , siccome anche le valli , e la città di 
Gomacchio , che più non richiederebbero si gran spesa per lo mante» 
nimento dell' argine del Po d' Argenta • 

Anche tutti i paesi , che scolano nelle valli inferiori tanto del Bo^ 
lognese , e Ferrarese , quanto della Romagna ^ avrebbero più felice 
scolo in detto Po , che in mancanza dei Reno resterebbe sempre pia 
basso , massime quando si perfezionasse il cavo della Bastia , in cui 
cesserebbe il pericolo , che per esso avesse da riugorgare 1' acqua 
del Reno. 

Si restituirebbe, e si stabilirebbe in perpetuo la navigazione da 
Bologna a Ferrara per retta linea , che ora , per isfuggire al possibile 
le torbide del Reno , raggirandosi per tutu la tallo, riesce per ess» 
di lunghezza triplicata « 

Ed in Bomma tutte le valli superiori, per avere tanta caduta in Po 
d' Argenta , quanto sia la loro ]profondità « e per lo più molto mag- 
giore con la conveniente escavazione de' canali, resterebbero affatto 
essicate , toltone alcuni pochi, fondi di lame éì ninna consideiazionoi^ 

DàSfta TEMUTI DA* SIGNORI FERRARESI DALLA 

DIVERSIONE DI RENO. 

Ijì danni, obe i «ignori Femren temono dallt demone di Ba* 
no in Po grande , n ndneono a pù capi. 



Ò9 

n primo dipende dall' ittesto alrea naoTo » cbe paMando per terre- 
ni in gran parte baoni» li renderà di peggior coodizioae. 

Prìnia 9 perchè particolarmente sul principio patiranno di sorgÌY€ » 
trapelando neUe piene si di Reno 9 eome del Po per i pori della ter- 
ra non ancora bene assodata in argine. 

Seeondo y perchè gì' istessi terreni saranno supposti , come tutti gii 
altri» che oamimnauo do' fiumi , a pericoli delle rottie , ed alla sor* 
YÌtù di somministrar materia al mantenimento degli argini. 

Terzo , perchè molte possessioni resteranno divise dal fiume , che 
leverà la comunicazione da una parte all'altra. 

Quarto a' terreni specialmente , che resteranno chiusi tra Panaro » 
Reno 9 Poatello » e Po grande y si difficolterà lo scolo per 1' interseca- 
zione 9 che si fa del condotto Cittadino a Salvatonica » uè ciò potrà a 
l>astaQza compensare un chiavìchino in Po » o in Reno 9 perchè per 
esso non averanno lo scolo perpetuo y come di presente , ma solo nel- 
lo stato del Po basso» oltre la servitù, che porta la chiavica* 

Quinto j perchè a tutti i terreni » che resteranno oltre il Reno , si 
Jiifficolterà 1' accesso y e saranno sottoposti alla soggezione del passo • 

Sesto , lo stesso alveo di Reno intersecando il canalino di Cento 
incomoderà quella navigazione » che non si potrà più fare , ahneuo 
lenza traghetto» quando si lasciasse andare a Ferrara per botte sot<^ 
terranea » e quando si divertisse in Panaro » o si ricevesse, in Reno » 
cdtre la necessità » e servitù della chiavica si terrebbe quella navi- 
gazione » o bisognerebbe allungarla per i fiumi a Lago seuro; oltre 
ohe si priverebbe della comodità , ed utik di quell' acqua la città di 
Ferrara , che ne ha necessità per le fosse » e per gli edi6zi » a' qua- 
li serve di presente ; e restando nelle piene de' fiumi ehiusa la chiaf- 
vioa » il canalino » eh' è perenne » inonderebbe le possessioni adiacen- 
ti per lungo tratto , senza ricevere in tanto altri scoli. 

Settimo 9 passando il nuovo fiume in frito superiore alla città » 
fortezza di Ferrara » benché in gran distanza , potrebbe dubitarsi d' i« 
Bondazione delle rotte » %d almeno vi sarebbe sottoposto il Polesine 
tutto di Casagiia sino all' argine Traversagno » siccome anche nella 
parte superiore il paese di Vigarano almeno sino all' argine Oaresco • 

Ottavo » gli stessi paen » ner i quali passasse il Reno » almeno a- 
vrebbero il carice della Guarda nelle pieno » laddove da quest* altra 
parte non ne ha bisogno per molte miglia » lasciandosi a destra sol 
Ferrarese totalmente in abbandono. 

Il s^BCondo capo de' danni pretesi da' signori' Ferraresi dall' intro^ 
duzionò di Reno in Po , è circa gli eflbtti , che suppongono dovesso 
cagionare in esso. 

£ prima, commisurando la larghezza 9 e profondità del Reno con 
la larghezza del Po , calcolano ^ che fosse per £udo creseere nelle pieno 



49 

Alqnuid piedi , de* quali Don iwteirekbe eipeee » esModoti trovato 
in alcuoi luoghi 9 che pooo pia di messo piede d' %rgknm topriTeiia 
«Uè iDuggiorì eacrescense • 

£ benché vi sia diraostrasione aeoettata dagl' iateodeoti-» che mi 
fiume minore , non fa creioere il maggiore a proporsione della misttv 
ira delia Ma largbesza , e profondità» ma molto meno» ad ogni modo 

Siercbè Ja vera proporsione di tali incrementi non pare ancora liqu» 
a y avranno per ^tù accertato tenersi al modo comanemente pratica» 
to » come per loro più sicaro • 

E quando con 1* esempio di Panaro » che si è verifioato fare Ami 
minore altezsa in Po, di quel » ohe si wesapponeva » e col calcolo di 
tatti i fiumi che mettono io Po» e de paesi» che vi scolano , sieno 
costretti a confessare , che V escreeceose fatte da mascon fiume » re* 
itano minori in Po di quel d^e porti tal calcolo , e diano la mano ia 
concedere » che non sia il Reno per fare in Po altessa eoosiderabiie » 
potranno dire 5 che ciò , che non va in altessa » «ccresce la rapidità ^ 
• che perciò il Po con Reno cagionerà maggior corrosione » che sen- 
sa di esso ; sicché gli argini adattati alla presente rapidità del Po t 
senza il Reno, non basteranno alla rapidità del Po con il Reno, ed 
addurranno 1' esempio di Panaro, che in effetto entrando in Po cor- 
srode le rive ^ e fa dirupar gli argini portando necessità di ritirarli 
con gravi spese. 

Secondo, le piene del Reno in Po basso incomoderanno gli scolii 
«he io vicinanza mettono in Po. Perchè sebbene la piena del Reno 
in Po alto , non farà notabile altezSH , la £irà però maggiore in Po 
basso i e ne' tempi , che con difficoltà entrano gli scoli in Po , so» 
pra^iungendo Reno non entreranno , onde per necessità bisognerà 
chiudere le chiaviche « Oltrechò intorbidandosi T acqua del Po, s* in* 
terriranno i condotti delle chiaviche sino alP acqua , che cagioneran- 
no , che non possano riaprirsi , M non fatta la racoolu di buona co- 
pia d' acqua • Potranno anche pretendere , che tale altezza fatta dal 
Reno in Po basso , faccia tisentìre Panaro , e gli scoli » che vi pon* 
gono. 

Terzo , la torbida , cbe porta Reno , se non interrirà il Po , 9 
almeno il ramo d' Ariano , sarà portata alla foce del mare » dove gli 
interrimenti incomodano grandamente gli scoli del Poleaìne di Ferra* 
va , a' quali la bocca del Po si è avvicinata , con aver notalNlmente 
prolungata 1b linea degli stessi Vedi, o lasciato nel mare pochissimo 
modo , potendo pretehdere , che il Reno , per ricevere gli scoli di 
monti di terra, e lavinosi ; porti maggior copia di terra, che gli altri • 

Quarto , ancorché poca abbia da essere V escrescenza cagionata dal 
Beno in Po alto, non può negarsi, che nonv sia per fiiroo qualche 
poca di più 9 in modo che .per cansa.di esso» potrà il Po vanirò « 



4» 

eùxàe ditìono» dS Cutrdft) qaando senza U Reno non verrebbe ^ e oo$ì 
darà qneata to^gesione di più al territorio; Ferrarese. 

Quinto , sé BgV ÌDOonvenienti del numero a. e 4* sì dirà di prov^ 
vedere con chiavica allo sbocco in Po» e con la diversione del Reno 
in tale occasione nelle valli» ove ora corre» opporranno ohe in quo* 
sta maniera non potranno aversi le' bonificazioni» che ^i pretendono, 
mentre a qnesti casi -saranno ao(!br soggette le valli .^ 

Al terzo capo principale si ridorrà forse la scarsezza dell' acqae par 
i moliai di MArrara » ed altri della; riviera del Po d^ Argenta, in ri- 
tardo de^ qnali ora si fanno lecito di cbindere a loro benefìzio le 
bocche delle valli , e sostentare 1' acque a grandi altezze. 
. Alcuni finalmente oppongono 1* abbondanza istessa de' raccolti, che 
dalla remozione risulterebbe, come quella» che avesse a portare di^ 
ficoltà di smaltirle , e ad abbassarne i prezzi » onde venissftro a sce* 
mare V entrate nelle più ricche famiglie di Bologna , e di Ferrara. 

L' ultima opposizione è circa la spesa» che dicono i signori Ferrar 
resi di un miglkone* * # 

RISPOSTE ALLE PRECEDENTI OPPOSIZIONI. 

A questi» ed altri inconvenienti » che possono opporre li signori 
Ferraresi » rispondo prima in generale ; che quanto grandi si fingono 
i mali, che fosse per apportare la diversione di Reno in Po grande y 
bisogna paragonar questi con i danni presenti ^ e con li benefizi del- 
la remozione , e finalmente con i danni» che cagionerebbe il partito 
de' signori Ferraresi^ poiché li' danni opposti poouo essere rilevati » o 
Compensati » da chi resterà sollevato da danni presenti » o da qnelli , 
che ricevevebbono il benefizio della remozione » e da quelli anche 
che resterebbero liberi dal pericolo» che loro porterebbe il partito 
opposto » e da ciascuno con tale proporzione , ohe impediti » o oon>- 
pensatì tutti i danni» e pubblici » o privati » grande anche restasse il 
benefizio ; non cessa dunque il motivo della remoziooe » e quando an- 
che fosse inevitabile qualche piccolo disordine » per rimediare a' gran- 
dissimi » non però devono trascurarsi i rimedj • 

E per rispondere a' particolari » quanto a' primi cinque del pri- 
mo capo , dico » che se i danni esagerati sono rimediabili con argini^ 
chiaviche» e fosse» bisognerà farli» computandoli nelle spese della 
remozione; che se non sono rimediabili» stimare quanto importano, 
e soddisfare con T equivalente • 

Al sesto ponto. Chi considera con quanta utilità sia praticato sa 
lo stato Veneto, ed in altre parti a far passare sotto fiumi » non so* 
lo canali » ma anche altri fiumi » non avrà difficoltà ad intendere » 
eome con ogni sicorezsa possa il canalino di Cento passare sotto il 



4* 

Reno 9 e partioolamente » mentre It ftbbrioa ti fiurà prima deB» 
stesso alveo del Rodo y e tanto più ohe ^puodo per <|aaltiati aeeiden* 
te di rottura y o d' altro , eooorretse dtTertirlo , ti ò la eadata sa 
Panaro , e nel Po erande • Quanto alP inoomodo » ohe porterebbe il 
traghettare in qnella pteoola navigazione , ai laaoia opotiderare » ao 
questo rispetto abbia a fermare un negosio di tanta importanaa • 

Al settimo , ed ottavo risjiondo » 'ohe molto maggiori sono al pr^ 
sente i perieoli » e gì' incomodi » ohe porta di presente il Reno a 
Femra , i quali con allontanarlo 9 e condurlo a termine più proprio ^ 
•eemano in maniera 9 che al paragone dello stato presente si può di» 
re ohe cessino. 

Aggiungo f che con V alveo 9 ed arginatura nuova di Reno >, da 
&rsi a tutta soddisfssìone de' Ferraresi, viene a difendersi totalmen* 
te la città di Ferrara , ed il Polesine di Gasaelia da' pericoli di Pa« 
naro 9 che per essere stranamente tortuoso , ed entrare direttamente 
contro la corrente del Po, è assai più pericoloso del Reno, che si 
condurrà con 1' alveo regolato , ed entrerà a seconda 9 onde generai 
mente la sicurezza sarà maggiore 9 che di presente 9 e solo resterà 
d' inferiore condizione quella lingua di terra , che resterà fra Panar 
ro9 e Reno. 

Al primo punto del secondo capo • Fra quanti hanno scritto a' no- 
atri tempi delle misure delP acque correnti ninno vi è , che non mo- 
stri essere difettoso il modo di determinare 1' altezze fatte da un fiu« 
me entrando in un altro con la sola larghezza di questo , come se 
non occorresse , considerare di qua , e di là tutte le misure in lun- 
ghezza, larghezza , e profondità. Ma, per lasciare ora da parte ogni 
sottigliezza di speculazione 9 facciansi solamente due considerazioni as* 
sai facili • Prima , che il paese , ohe scola in Reno non è più della 
trentesima terza parte di quello , che scola in Po , come noi mettere- 
mo sotto gli occhi nella carta geografica delia Lombardia, e del Pie- 
monte , e che le somme escrescenze del Po nella piogge universali 
non fanno sopra il pelo ordinario altezza maggiore di piedi 17. e mez- 
zo 9 sicché a tanto paese , quanto è quello , che scola il Reno , non 
tocca che poco più di mezzo piede d altezza , il qnal calcolo cosi al- 
la grossa confronta assai bene con le certissime informazioni , che si 
sono avute di Panaro, che non fabcia nelle piene crescere il Po più 
di mezzo piede • Si considerino ancora i trenta fiumi , che mettono 
in Po con tanti altri minori canali , e rivi , che in tutto potranno 
fare da 3A. in 35. fiumi eguali al Reno 9 benché il peritissimo Barat- 
tieri li calcoli anche maggiori , e toma il medesimo , che ad un fiu- 
me , come Reno si deve mezzo piede in circa . 

Non è poi alcuna che non conosca , che lo stesso fiume entrando 
in Po alto vi fa minore altezza ^ ohe quando entra in Po basso » o 



J 



43 

ÉBezniio» quando boa feste per altro > elmeao per la hr§heaea niag« 
^ore, che ha nella parte anperìore, e fica gli argini» di quella che 
abbia nelP inferiore » e tra le ripe ; ma ¥i ai aggiunge un* altra ra- 
gione , che consiste ne' gradi di Telócità niaggiore » che fa subito di* 
'ftendere l'acqua introdotta 9 e sminuire quett' altezza » che farebbe 
r istess' acqua nello steeso 'stato dell'alveo con grado di Telooità 
maggioro ; la quel ragione 5 perchè da tutti non <f ieoe intesa , perciò 
la tralusciamo , contentandoci della prima , da cui eridentemente si 
conclude » che un fiume sopraegiuegendo alla pieoa di nn altro ^ non 
& in esso qaell'jalteaza^ che farebbe nello stato basso, e nello stato 
ordinario di esso • Onde, perchè abbiamo calcolato eotifusamoote» sen- 
za distinzione di ^ari stati del Po, che 33 o 34 fiumi eguali al Re- 
no» fanno insieme crescere il Po 54» ^ '^ mezzi piedi» de' quali 
confusamente tocca a ciascheduno mezzo piede » siccome bisogna con- 
fessare » che in Po basso tale agginota idi questi fiumi sarà maggiore^ 
cosà dobbiamo anche intendere « che in Po alto sarà minore.; ondo 
perchè non v' ha parte degli argini si bassa » a cui non avanzi nello 
maggiori escrescenze più di mezzo piede , ancorché non si alzassero » 
non vi sarebbe pericolo , ohe il Reno aggiunto al Po lo facesse sor- 
montare gli argini^ 

Ma abbondiamo in cautela » ed operiamo negli argini del Po per 
V aggiunta del Reno» quanto sarebbe necessario se di .presente senza 
il Reno le maggiori escrescenze in qualche iuogo arrivassero alla 
sommità degli argini. 

Dal confronto delle livellazioni degli iargini del Po abbiamo trova- 
to non essere seguitamente della medesima altezza , ma dalli siti più 
bassi » com' è quello di Francolino » o della Guarda agli altri siti , es- 
servi differenza per lo -pia di i , a » o 3 piedi ; non sarebbe dunque 
gran accenda 1' alzare i siti barai » che sono poohi » quanto si stima 
neeessarìo per la nuova introduzione » giacché la maggior parte sono 
tanto più alti di quel ohe &sso necessario per l' aggiunta di molta 
maggior acqua. 

E quando questa non basti àHa •qatete de' signori Ferraresi » iac* 
ciasi una chiavica » che nelle somme escrescenze del Po divertisca il 
Reno per quella via» che fa di presente. 

Elgli è da notalre » ehe le somme escrescenze vengono cosi di raro 
almeno nella parte superiore » che nelle perquisizioni fatte in questa 
visita non si e potuto aver notìzia^ <^be di due seguite 4 una nella 
Legazione dell' Eminentiss. Roeci » e 1' altra dell' Eminentiss* Gybò » 
anzi né meno a' nostri tempi vien cosi spesso di Guarda ; ed in ef- 
fetto in 4- anni » che hanno durato queste visite » non è mai arriva- 
to al segno di Guarda « Onde per un caso » che segua una volta in 
xo. anni 9 poco inconveniente sarebbe oe si divertisse il Reno per la 



"44 

via i che ora fa di eontinuo • E se rimoisb il Reno rìmanoMe al* 
euD fondo di valle dod riaicibtle a coltura , per ooa estero aa* 
ni elevato 9 eoo ricevere in tali casi le torbide del Reno 9 potrebbe 
alzarsi. . 

Ma in questo poco tempo fiirebbe - vedere l' esperienza ciò » ehe ha 
mostrato in proposito di Panaro , non esservi per qualunque escre- 
scenza necessario tale sfogo » perchè quando anche di presente non 
^osse capace , ben presto lo resterebbe. 

' È nota V ampiezza maggiore , che va continuamente acquistando 
con la corrosione delle ripe, e della profondità maggiore che in qua- 
lunque altra visita si sia mai trovata , il Po ridotto , e nelP uno , e 
nell'altro tempo al medesimo stato, quanto a' segni notabili ne fanno 
gli scandagli fatti testimonianza . Che V escrescenze d' oggidì sieno 
minori delle passate , lo dimostra il confronto delle osservazioni au- 
tentiche d' oggidì , che sopra il pelo basso del Po riescono solamente 
piedi 1 7* e mezzo , ed a' tempi deir Aleotti erano di piedi ao» e 
mezzo, il che concorda con le visite più antiche, sicché le maggio- 
ri escrescenze de' nostri tempi riescono minori piedi 3. di quello del 
secolo passato, quando ancora si è voltato in questo ramo il fiume 
Panaro , e P altre acque , che allora ai dÌ8tribuivaui> dal Po tra Pri- 
maro , e Volano • 

' Al secondo è da osservare , che nel Po grande a destra dalla SteU 
lata in giù non sono oggidì chiaviche, o scoli, ed a sinistra sul Fer- 
rarese altra non v' è , che la chiavica d' Occhiob«)llo , la quale rice- 
verebbe quest' incomodo , che bisognerebbe chiuderla qualche ora 
prima, di quel che senza il Reno fosse necessario, cioè tanto tempo 

E rima , quanto pervenisse il Reno altri fiumi ; perche d' ordinario il 
eno dal suo sbocco in Po arriverebbe con la piena un poco prima 
degli altri per essere inferiore a tutti, e scolare il paese più vicino^ 
e se fingiamo, che la piena di Reno venisse senza quelle. derli altri^ 
come sarebbe quando piovesse solamente in quella parte del Bolo- 
gnese , che il Reno riceve, sarebbe, come si^ja, di pochissima du- 
rata y non potendo durare molto una pioegia, che si contenesse fra 
si angusti termini. Oltre che si sa 9 ohe le piene del Reno non do* 
rane mai , che poche ore . 

Che il Reno poi venendo lolo non possa deporre in nna chiavica 
opposta , è manifesto dalP esempio di Panaro » che essendosi veduto 
in questa visita entrar solo in Po, tutto si teneva dalla sua parte 
destra nel termine di poche pertiche in larghezza , restando chiaro U 
rimanente alla sinistra , non permettendo la eorrente del Po ohe pas« 
tasse ì snoi termini , il che segue in un fiume , che entra contro le 
eorrente » quanto più seguirebbe di uno , che entrasse a seconda ? È 
noto anche V esempio del fiume Olio ^ ohe entrando chiero in Po 



• t 



45 

.torbido 9 BÌ Tede correre diviso alla aaa parte e eonaervare per laa* 
ghissimo spazio la- sua chiarezza • . i 

Quanto a Panaro 9 e gli altri acoli Ticini y essendo superiori allo 
sbocco di Reno due miglia , gran cosa sarebbe , che in tanta distan» 
za facesse risentimento sensibile , e non essendovi sito più basso , né 
apertura ove sfogarsi da quella parte , o il Po , o il Reno » che in 
tal caso potrebbe snccedere* 

E mentre c'immaginiamo P acqua di Reno sostenere» e sollevare 
.1' acqua del Po, non possiamo non intendere nello stesso tempo tal 
acqua nel sollevarsi urtare con gran violenza quella di Reno e sfor- 
•zarla a distendersi, e correre al mare» dove non. solo non ha opposi- 
zione , ma quando anche fosse cosa non fluida verrebbe portata dal- 
la corrente • 

Al terzo , è opinione popolare» che fosse per interrirò il Po » per- 
suasa da due ragioni; una è dal vedere» che ha fatto interrimenti 
altissimi nelle valli ; l'altra » dal credere» che il Reno abbia inter* 
rito il ramo di Ferrara» Ma non è uomo d* ingegno» ohe non veda » 
che l'interrimento segue xielle valli» perchè Tacque vi perdono il 
moto » o almeno la velocità » si per la loro ampiezza » come anche 
per esser chiuse le bocche già assegnategli» ed essere sostentate in 
aito , che per altro ne' canali dove corrono » ancorché non affatto li* 
bere d'impedimenti» né reeolate da argini, mantengono la loro pro« 
fondita» come si è veduto lungo gli argini del Codilovo; e che nel 
Po non vi è ragione » eh' abbia a deporre » sì per avere in esso libo* 
ro il corso » come per la corrente perpetua dell' acque superiori » le 
.quali » se conoschiamo » che staccano la terra ( per cosi dire ) im« 
ptetrita nel fondo » e nelle sponde» come possiamo immaginarci, che 
lascino nel fondo la lezza staccata » anzi ancor deposta dall' acque ? 

Che abbia conQorso il Reno ad interrirò il ramo di Ferrara » con- 
cedasi ; non v' è per^ chi non intenda » che se di sopra non fosso 
stata r apertura del sinisto ove divertirsi 1' acque » sarebbe stato im- 
possibile l' interrirsi » mentre la necessita del moto determinato ad 
un solo alveo» avrebbe portato via tutti gli ostacoli; ma la libertà» 
ohe aveva l'acqua d'andar nell' altro ramo senza opposizione alcuna» 
fu cagione che cedesse agli ostacoli» ch'erano da questa parte » ed 
in alveo cosi ampio abbandonato dalla solita corrente » altrove diver- 
.tita » desse luogo a gì' interrimenti • 

E quanto al Po d' Ariano » ohe può parer soggetto a gì' interri- 
menti per le aeeche » che. in pia luoghi* si scuoprono » la materia del* 
lo seecbe non è deposizione » come appare dal saggio» ma terra te- 
nace» in cui l'acque non onerano corrosione; sarà dunque portata 
«I mare la terk-a ohe intorbida il Reno» ove concorrerà con 1' altra 
ft ht $V ioteìrrimettti alla fòco » ohe si rodono continuamente crescere » 



ì qnali 86 per 86 8t688i 8Ì6Do danm»! , lo 8811110 i 8Ìpiori Voneriani i 
cbe tanto profitto ne cavano; corto è cbo non in altro modo è fiitto 
tntto il territorio Ferrareae , ohe con lo depoiisioni » ed interrimend 
del Po ; è vero ^ clie V interrimento prolunga i condotti , ma abbi»- 
ino ancbe veduto, cbe questi conservano il loro canale in mare più 
profondo delie lagune laterali quantp'iiìéogiia fl loro corèo. 

Al quarto si può rimediare .0 con rassettare gli argini , rialianda 
le altezze minori, o conia chiavica, cbe lo divertisoa. 

AL quinto -rispondo , cbe nel bonificar la valle si può lasciare il si» 
to , per dove corre Reno a' fondi maggiori , cbe senza torbida non 
potranno a bastanza bonificarsi j ed a' padroni de* terreni da bonifi- 
carsi tornerà conto d' arginarsi da quella parte in modo , cbe passan» 
do Reno non sia per molestarli , cbe si potrà fiire eon ntHe , mentre 
tolti i sostegni a Gaibana verranno i fi>ndi e restar 6 piedi -più bas» 
si , cbe non sono al presente , o veramente ^er -tali occasioni ^ che 
di rado vengono , potrebbe incamminarsi per V(4ano , e Primaro, no* 
quali , cbe non fosse per cagionare disordine , lo dimostrano le rette, 
che in essi sènza disordini hanno portato Reno in Volano , pure si 
sa , cbe il corso delle rotte cagiona maggiori disordini da' eorsi ov- 
dinari regolati. 

Onde non è favda , cbe il Po oggidì sia assai pi& capace di quello i 
cbe già mai sia stato , e cbe proporzioni la sua capacità all' acque » 
che va ricevendo , e ciò cbe na latto con quelle di Panaro, e con le 
altre , che dal Po andavano prima nel ramo di Ferrara , non può q^ 
garsì , che non sia per fare con quelle del Reno • 

In quanto alla maggior -rapidità del corso ,- che possa cagionare cor- 
rosioni C09Ì notatbili di Panaro , proviene dallo sbocco scomodìssimo 
in Po , entrando direttamente opposto al tronco superiore in un an« 
• gelo , che lo volta dirèttamente a levante , formando con la ripa se- 
guente del Po un angolo acuto, intorno a cui si raggira, e perciò 
non cesserà di demolirlo fincbò non l'abbia reso -ottuso, anzi acco- 
modato alla corrente propria ; come , per -maggior cbiarezza , se ne 
vede il disegno nella tavola prima. 

La dorrente del Po ( tav. i*fig* i*) va -secondo P ordine delle lettere 
a, by e, dj e, lo sbocco del Panaro b^ e ^ direttamente opposto alla 
corrente a, •(, formando nelP ingresso P angolo acuto con la ripa Cf 
onde voltandosi attorno all' angolo e , stringendosi alla e , ^2 , ai ne* 
cessila deve portar Via tutta la yunta e , finche si abbia adattata al- 
la corrente g i d ^ cbe sarà quando averìi • corroso sino alla linea fp 
g , secondante il corso di Panaro , e del Po , il quale inconveniente 
non sarà nel noftce-n$aso , poiché noi abbiamo disegnato lo sbocco del 
Po , come si rappresenta esattamente in detta figura , in cui la corren- 
te del Po è secondo le lettere a,^9C>^,e,m, »,2,la dirittoM 



\ 



del Reso èa SdTàfomcn rina al Pò* h^i, che seoonda la ripa se- 
gaente > f / » eoa angolo ottasimmo ia i » ove peroiò non ha oooa- 
mme di oorrodore . Aeginngasi , che ner la ptegatura del Po in m' , 
riascendo l'angolo molto maggiore » cne se la ripa i$ I9 oontinaaseo 
Torso is 9 dà maggior fermesaa allo sboooo r e piti V assioura dalla 
Corrosione» 

Non si adattano dnoqae al Rena introdotto con tale osservazione 
in Po le ragionry per le spiali fa tali corrosioni Panaro, non dolen- 
dogli dare sbocco cosìf improprio, in riguardo di cui abbiamo lascia- 
to da parte il partito di conginngere Reno con Panaro tra' suoi argi- 
ni , che per altro sarebbe di moltor minore spesa , non occorrendovi 
altro 9 che la dilatazione ^If alveo. ^ 

Al primo del terzo capo, benché i mulini di Marram notv abbia- 
no ragione y che loro sia mancata l' acqua con detrimento pubblico 9 
pure , per isfuggire le loro opposLùoni , si potrebbero ' comprare 9 e 
aarebbe tolto questo ostaeofo» 

' Al secondb,che per preferire anoh.'es8o rintevesse privato* al be- 
nefizio pubblico , non dovrebbe aver luogo » 

Rispondo , che la bonificazione del paese porterebbe la popolazio- 
ne della campagna , e della città , e per conseguenza la spedizione 
delle robe 9 oltre gli altri benefizi ^ che porta a* privati il pubbli- 
co bene • . 

Air ultima, opposizione concernente la apesa ,: è da osservare , che 
i signori Ferraresi la suppongono secondo il calcolo , che alle loro 
instanze ne fiji fatto nella visita' del signor Cardinale Gaetano , quando 
il ricapito del Reno^ in Po grande era annesso neeessarìamente al ricapi- 
ta di Panaro non ancora escluso, dalle piene di Poatello, e di quella par- 
te é? acqua , che dal Po di Lombardia pure nelle piene si sfogava in 
Primarp , e Volano ; onde veoendo allora con V introduzione del Re- 
no a ristringere nuavamente nel Po tutti questi fiumi , calcolavano 
doversi alzare gli argini a proporzione della nuova acqna^ nelle piene 
ritenuta ; ma oggidì già Panaro è introdotto anche nelle piene , e 
V esperienza dimostra , che né meno il Po ha più bisogno di sfogo , 
e di pia il confronto delle osservazioni di queste con quelle di quel 
tempo dimostrano , che oggidì le piene stanno più basse , perchè al- 
lora arrivavano* a piedi ao sopra il pela ordinarie , ed cggnH solo a 
p. 17, e mezzo. Dunque mm abbiamo da valerci di quel calcolo 
oggi(U a proposito del solo Reno , essendo certo , che da lui solo non 
possono temersi queir escrescenze , che si temevanc da questo istesso 
congiunto , e però non è necessario tanto alzamento d' argini • Ag- 
giungasi, ohe allora si anpponeva,^ che dovessero alzarsi da per tut- 
to egualmente , ed oggi troviamo non essere in egual altezza tutti ^gli 
asiani del Po 9 ma pochiasimi essere i Inoghi bassi 9 ohe non avanzitio 



\ 



y 



48 

air escrescenze iiiagg;iori più di messo piede» STSDstndo gli «1111^ 
due, o tre» 

Ma qualunque siasi la spesa, è certamente minore de* danni , che 
in poco tempo cagiona il presente stato del Reno » e de' benefizi , 
che in pochissimo spazio di tempo porterebbe la rimovone dalle Tal- 
li y come da' calcoli seguenti potrà considerarsi • 



CALCOLO P£R LA 8PE8A DELLA DIVERSIONE DEL BMKO PER LA 

LINEA DI POAZZO A PaLANTONE • 



p 



er escavazione dell' alveo passet- 
ti « num. i4i8$6. 

Fosti in argine a lire 3,0 lire 4* ii 
passetto . 

Per terra in 'finimento dell' argine a 

lerante passetti num* 76692. 

a lire 3. il passetto 

Per terra per compire 1' argine a pò* 

nente passetti • • • • . num. 57830. 
a lire 3 il passetto ««•«•• 



lir. 4^6665* 



lir« ^30076. 



lir. 171990» 
lir. 8s873j« 



Scfmmano passetti num. 276878. ; • • 
Terreno da pagare Tornature 1149* e mezzo» a più 

prezzi •• lir. 124900* 

Chiesa di Salvatonica, ed altre fabbriche lir. aBooo. 

Botte sotterranea al Reno per il Canalino di pertiche 

60. di lunghezza ••• lir. Soooot 

Risarcimento d'argini verso il Po. •.•«.« . lir. 4^^^^^ 

Per carrette» ed altri arnesi . lir. .6ooc. 

Per visite , assistenze , e spese straordinarie ... « lir. 4^^^^* 

Per supplemento de' prezzi • lir. 4^000. 



■^ 



Somma tutta la apesa lir. 1177631. 
Che sono moneta di paoli scudi 23S5a6. 



È 



DELLA LINEA DELLA DIVERSIONE DI RENO NELLE VALLL 

PROPOSTA da' SIGNORI FERRARESI. 



atata sempre la linea più diletta » e desiderata da' aignorì Fer* 
raresi quella , per cui il Reno attraverso delle valli si dovesse con^ 
durre al mare , e fu già il pensiero di divertirlo a Vigarano , ed incas- 
sato di valle in valle farlo sboccare a sacca di Testa d'Asino nel 
mare ; ma in questi tempi più recenti variata la proposizione del 



49 

prncipW» ma non riatennone del ine» vìen mopotto di pigliar Re* 
no dalla botta degli aunegati , ed attraversando Ilìolo , e Soorsnro , 
condurlo per le valli incassato alla Confina di S. Vincenzo t e del 
Poggio in lunghezza di sei miglia Ferraresi • 

Ha questa linea «ino a Riolo in distanza di un migHo la cadala di 
piedi ]5. nel rimanente sino alla valle in poco meno di 5. miglia 
non ha caduta alcuna . 

Passa per terreni coltivati , ed alitati » benché in gran parte pra- 
tivi . Non termina in luogo , dove aia corso d' acqua » o alveo ,. o al- 
tra profondità di valle. 

Hi volta ^11 corso del Beno Terso il ano principio > accostando lo 
sbocco alla parte superiore. 

BENEFIZI , CHE NE PRETENDONO I PIGNORI IFEBJSJLBlWI « 

I. ^Allontanare totalmente Beno dalla città di Ferrara, anzi dal 
Ferrarese nella parte superiore, e però in questo liberarsi afiFatto da 
ogni perìcolo, mentre venissero tra la città di Ferrara, e Beno ad 
esser frammezzo gli altri interrimenti, che dividono le valli del Pog<- 
^o dalla Saomartina» 

fir Avanzare tutte le arginature , che servono al Beno ani Ferrare* 
80, e liberarsi dalle continue spese, che fanno nel ripararli, fortifi- 
carli , e rialzarli • 

3. Liberar dalP acque tatto il paese in vicinanza di Ferrara, e ri- 
tornarlo non solo alla pristina coltura , ma in molto maggiore stato , 
ed acquistar tutto quel circuito di paese , ora alzato con V interrì- 
meljllo , che sarebbe il più alto di tutto il Ferrarese» 

4* ^ar delle valli una conserva dell'acqua di Reno ad uso della 
navigazione di Primaife , o de' molini di Marrara , e di tutta quella 
riviera • 

5. E per quanto spetta all' interesse di Bologna non pondo esaltare 
la brevità del corso, che si darebbe il Reno, mentre non avrebbe 
più d' andare a raggirare intorno la Sanmartina « Onde di poi ha da 
ritornare verso mezzo giorno , per arrivare a quel segno , ove dalla 
botta degli Annegati direttamente per linea breve potrebbe incammi* 
narsi • 

6. Ohe verrebbe a restar libero dalla servitù di Reno, e dalla gra* 
ve spesa del mantenimento degli argini la parte del Bolognese , che 
resta da S. Agostino in giù, almeno a sinistra» 

7. Che per la brevità del corso, che acquisterelAe Reno, verreb- 
be nella parte superiore a proEbndarsì notabilmente l'alveo, e cosi 
anche in essa cesserebbe il bisogno d'alzare nell'aYTCnire gli argini «* 



So 

8. Che la Talle , ora itintile » venebbe t bonificarsi con le 
de del Reno, da potersi in brevità di tempo ridurre a coltara, in 
quella maniera , cne con le torbide del canal Naviglio si fanno le bo- 
nificazioni di Malalbergo, e tanto più presto, quanto più copiosa ò 
la torbida del fumo, cbe del canale. 



RISPOSTA A* PRECEDENTI PUNTI . 



ÀI 



.1 primo. Non sarebbe questo benefizio perpetuo, percbè quan- 
do avesse il Reno alzata con gV interrimenti la valle a segno , cbe 
fosse pareggiato a gì' interrimenti del Geminale , e di S. Martino ^ 
cbe sono tra Ferrara, e la valle, di nuovo si ridurrebbe alla parte 
inferiore , e cagionerebbe alla città , e fortezza disturbi similq aUi 
presenti ; e poi simile benefizio noo^-^ solo proprio di questo partito» 
ma ancora si ha nella nostra proposizione , mentre viene il Reno al- 
lontanato dieci miglia dalla citta, e quello che importa con proT^ 
visione perpetua. 

Non si vede però , come tal dìsoostamento di Reno da Ferrara , 
nelle piene dovesse riuscire , quando non s' nrginasse la valle a sinL- 
itra, perchè dato, che nello stato ordinario non fosse il Reno per sor- 
montare gì' interrimenti del Cominale , e di S. Martino , chi ci assi- 
cura , che non fosse per sormontarli nelle piene? 

Al secondo • Anche nel nostro partito si avanzano , se non tutte ,, 
sdmeno la maggior parte di queste arginature , ed in perpetuo, il che 
non seguirebbe nel partito Ferrarese , perchè , quando fossero egua« 
^iati gì' interrimenti nuovi alli vecchi, a chi non volesse di nuovo 
Reno a Ferrara , sarebbe necessario arginarlo tutto alla siaistra, ben- 
ché , come abbiamo accennato di sopra , ciò sarebbe anche for^ 4ft^- 
oessario , almeno per li casi delle piene, al principio. 

Al terzo • Ciò non rinscirebbe , senz' arginare tutta la valle a sini« 
atra, per cagione delle piene , cbe si potrebbero spandere per tutti 
gli interrimenti • Ma al nostro partito seguirebbe la necessità senza 
umana opera, e senza la soggezione , e servitù della vicinanza del Reno* 

Al quarto • Non è benefizio da comparare con V immensità de' dan- 
ni , che cagionerebbe , da descriversi in appresso , e particolarmente 
con la perdita della navigazione di Bologna , ma piuttosto sarebbe e- 
spediente regolare il canale Naviglio per la valle sino al Po di Pri- 
maro , e valersi di quest' acqua , e di quella del canalino di Cento 
per la navigazione , e per i molini • 

Al quinto • Non è da paragonarsi quest' abbreviatura con quella del 
nostro partito, che con sole io* miglia cooduoe Reno al suo termi- 
ne reale , cioè in Po grande , che dall' altra parte non si può con* 
4l}jre al marOf per 6o« miglia • 



5i 

ÀI sesto • E cosa di pooo rilie?o» in riguardo de' danni » che ad «U 
tre partì ai porterebbero • x ^ ^ 

Al settimo • Molto maggior sarebbe tal effetto nel nostro partito » 
per essere molto maggiore la caduta » che ha Reào in Po, che nello 
Talli 9 onde con la gran profondità , che si farebbe in Reno , aYreh- 
hesi in gran parte il benefizio , che si pretendeva al num. 6. 

Air ottavo . Questa bonificazione , che non può farsi senza gran 
tempo j e spesa , porterebbe la devastazione de' paesi superiori » bas^ 
ai di sito 9 che rimarrebbero senza scoio; 

OPPOSIZIONI ALLA LINEA DE' SIGNORI FERRARESI • 

JuLccostandosi lo sbocco del Reno alla parte snperiore , verrebbero 
in essa a restare l' escrescenze della valle molto più alte , che di 
presenta 9 e mentre ora al Poggio , e Malalbergo cresce solo per e- 
^pansìone » e ringorgo , che non viene da lontanissime parti , allora 
crescerebbe per lo ricevimento immediato; T esperienza ha mostrato ^ 
ohe Y escrescenza delle valli a Malalbergo » quando il Reno , prima 
della rotta- del Mozzarelle, sboccava più. vicino, la valle cresceva ivi 
due piedi più di qaoUo , che faccia al presente come per osservazio- 
ne de* 25. Novembre r66i. e pure era ancora molto lontano; che 
farebbe ora , se vi si avvicinasse tanto più ? Senza dubbio inondereb» 
be le terre > ed il territorio di Malalbergo » e dei Poggio , e tutti gli 
altri circonvicini. 

Confermasi questo pronostico da* successi deiranno i6o4* quando 
fa divertito il Reno nella Sanmartina , che sebbene era da questa 
parte arginata la valle con V argine circondario della Sanmartina , a 
cui succedeva V argine di Gognola , che Y aveva da dividere da que- 
ste valli superiori , ad ogni modo in tanta distanza con le sole e- 
spansioni fatte col sormontare , e rompere questi argini ^ venne ad 
inondare tutti li paesi superiori » che circondano la. valle » e pure al- 
lora 9 oltre la Sanmartina non ancor interrita , aveva immediatamente 
due gran sfoghi io Primaro , e Volano della bocca de' Masi ^ e del 
Levaloro; che farebbe adunque al presente escluso dalla Sanmartina 
aenza tali sfoghi shoccando m tanta vicinanza? 

Riempirebbero le piene di Reno tutti ì condotti del Bolognese ^ 
che mettono capo nelle valli superiori , sicché non solo non iscolereb- 
bere il territorio y ma porterebbero V acqua alle più alte parti . 

Noi abbiamo veduto in questa visita per poca piena del Reno nel- 
lo stato j e distanza che è di presente correre ali insù la Galoaranda , 
portandovi 1' acqua della valle , in luogo di ripararla da' paesi supe- 
riori , che farebbero dunque, e questa, e gli altri , quando avesse 
lo sbocco nel Reno si vicino ? Ond' e fitcile a conchiudere la desolazione 



5i& 

delia miglior parte del territorio Bolognese prìyo affatto degli acoli » 

Né giova il dire » che se riceveaaero i condotti V acqua nelle pie* 
ne y la renderebbero » abbassata che fosse la TaHe » perchè ^ oltre il 
danno ^ che farebbe intanta non solo il trattenimento degli scoG, ma 
r istesse espansioni dell' acqua de* condotti per i fossi ^ e per le cam- 
pagne , non potendo la valle cosi vasta per bocche strette 'così pre- 
sta sgombrarsi » ed abbassata che fosse ^ non cosi presta scolare i pae» 
si , che non succedano prima altre piene » sicché il male duri le sta^ 
gioni intere^ La torbida interrirebbe > ed uguaglierebbe al piana gli 
atessL condotti y onde resterebbero totalmente ostrutti » ed a tenerli 
escavati y non vi sarebbe spesa , a fatica , che bastasse » 

Né potrebbesi a questi due disordini portare altro rimedia y che 
con arginare tutta la valle all' iftltezza , a cui potessero giungere 1' e« 
screscenze y ed alla stessa altezza arginar per molte miglia all' insù 
tntti i condotti y con fare a ciascheduno di essi la sua chiavica allo 
sbocco , cosa d' immensa spesa y e non bastevole ; perchè essendo i ca- 
nali prolungati per la valle y ove non ponno arginarsi y né chiudersi 
in quella parte » verrebbero da ogni piena interriti ; 1' escavarli ogni 
volta , oltre la difficoltà di farlo in acqua y sarebbe un voltare il 8as« 
so di Sisifo » 

Si perderebbe totalmente la navigazione da Bologna a Ferrara con 
gì' interrimenti del Reno tanto vicino a Malalbergo , in quella ma* 
niera j che si sono interrite sin' ora le navigazioni della Torre , del- 
la Fossa ^ e della bocca de' Masi^ che passavano per S» Martino » il 
che di quanto danno sia al commercio y non à difficile a considerare • 

Venendo Reno a star lontano dallo sfogo y che ha in Volano , si 
per la Bonafina > come anche occorrendo per la chiavica del Mambro, 
verrebbe maggiormente a caricare il Po di Primaro^' eh' è angusto , 
ed incapace» e perciò^ tanto maggiori sarebbero i pericoli delle rotto 
nel Polesine di S. Giorgio» e nelle valli di Gomacchio » che ora ò 
cosi grande » che più non vi rimane terra da riparare gli argini» né 
a questo pericolo altro rimedio vi resta ^ che la remozione in luogo 
dell' introduzione di altr' acqua .. 

Ristretta maggiormente la valle , con F esclusione della Sanmartina». 
ed allontanata la corrente del Reno «dalle bocche in Primaro» ritor^ 
nerebbono da caponi soliti disordini di sormontare i dossi fra le vai- 
fi » ed impedire le inferiori » con danno anche delle^ campagne y, cho 
le circondano » e col trattenimento de^ loro scoli .. 

Lo stesso Po di Prìmaro» gonfio maggiortnente di nuova aóqua » 
nea riceverebbe cosi facilmente gli scoli , e fiumi inferiori y che. vi 
vanno a tern;iinare ;, onde tutti i terreni » che sono tra Reno y e La- 
man» verrebbono a patirne» ed a risentirsi i fiumi j^^o soggiacere a 
rotte i. 



i 



53: 

Tutti gli altri danni verificati nella Tisita di Monsignor GTaetano» 
dopo la diversione del Reno nelle valli T anno i6o6v e di Monsignor 
Corsini Tanna i6sl5. si rìnoverebbero con tanto maggiore eccesso ^^ 
qnanto minore è oggi deir ampiezza , e profondità delle valli , a cui 

F interrimenti hanno tolta U capacita ^ e quanta maggiore à la ca-^ 

uta y cfie ììBi per esse «^ 
E quanto a questa punta della caduta S da riflettere^ che aT luo^ 
gò) ove si tratta sboccare nella valle il Reno , venendo T acqua del 
Reno dalla parte inferiore versa Ferrara j, viene a manifestarsi questa 
9Ìto più bassa nelPescrescenze della^ parte inferiore delta valle y al Po» 
onde rìngorga . Ma facendosi ivi sboccar Reno r per distendersi da. 
questo termine per la valle sina alla sbocco ìq> Po», è necessariov cho 
ir alzi tanto ^ che non solamente superi la caduta contraria; » che ha. 
di prei^nte nelle piene y. ma di più acquisti caduta* verso il Pò , la 
quale altezza non può essere y che grande, e tanta più ^ che la. man* 
canza totale dèlia caduta comincia sino a Scorsuro^ cioè quasi quat- 
tro miglia* prima che arrivi alla^ valle , onde ^ non essendogli facilita- 
lo il corso ad alcuna pendenza , è- necessario y che si trattenga sina 
che coir alzarsi nella parte ^uperìor^^ se l^abbia^ acquistata- 



DELLr INCAPACITÀ DELLE: VALLI ^ 



\/ualunquo siasi l^'amplezza» e profondita delle valli, già per con- 
tìnua irrefragabile esperienza di 87. anni più chiara , ed evidènte 
d* ogni altra prova ,: e misura , quelle del Poggio , e di Marrara , e 
tutte le adiacenti nou sona mal state capaci della sola ridondanza , O' 
espansione del Reno , della Sànmartioa sin quanda avea le bocche a- 
perte ìn^ Primaro^ e Volane, non che del Rene tutto- 

Le prove di ciò noa sono pia da farev ma sono abbondantissimamente 
fìtte in tutte le precedenti visite de' Gòmmissarf Apostolici,, veden» 
dosi dalla prima del sig^ Cardinal Gaetana deF 1606. che le valli del 
Foggio , e di Malalbergo non* poterà ne meno' capire il ringorgo deU 
r acqua soprabbondante della Sànmartina, la qual erse pur divisa da 
esse per mezzo. deF continente del Còminare, e di Gaprara, e ciò lìon 
ostante y che fossera aperte molte bocche alla Sanmartina< nel Po di 
Ferrara ,. e di Primaro y in moda che diffuse Facque sormontando gli 
argini,, allagando le campagne> e le case> e la terra stessa di Malal-- 
hergo . come co^ propri occhi vidde il suddetta sig; Cardinale Gàe<* 
tane il àv ló- Grcnnaìor onde perciò^ ordinò- un* taglio a Longastrino^ 
con pericolo^ delle valUV ^ della città di Cbmacchio, per evitare il 
maggiore della parte superiore,, e fece altre provvisioni , che in det- 
ta visita si leggono - 

Cosi parimente si osserva in quella di Monsignor Corsini deiranna 



z' 



\ 



54 

1625. a CIÒ apecialmente depirtato , come difibssmente nella tua re» 
lazioDe ai legge ; e pure egli è evidente ^ che a quel tempo le vaUi 
erano più capaci, che di presente, mentre erano meno interrite ^ 
meno alte di fondo , e di pelo , più difese dagli argini circondar] , 1» 
Tacque avevano allora i sfoghi liberi della bocca de' Masi yedel^Le- 
valoro , libero il cavo del Duca , ed il Po di Primaro dagli argini ^^ 
obe di presente T attraversane , né per anche se gli erano rialzati in- 
contro gli argini di Poatcllo, e di Codilovo^ 

Come potremo dunque dire, che restino capaci di tutto il Reno 
quelle vaili ^ che Inrono incapaci delf espansioni, e ringor^o, quand'e- 
rano più capaci obe di presente? 

Si può opporre , che se di presente sono meno profonde , rispetto 
alla parte interrita, sono più ampie, rispetto all' espansioni 5 e que«' 
sto chi lo niega ? Pur troppo si sono dilatate su i paesi fertili , che 
circondano la valle, e sul Bolognese, e sul Ferrarese, e nella Roma'* 
gna^ e questa è la piaga, che già tant' anni sono ehìama rimedio J 
Sono capaci di maggior male in quanto possono communicarlo .aor 
cresciuto Inngameate al paese vicino , ma questo male a chi porta 
rimedio « 

Quanto più si alzano, e si dilatano con nnova acqua quelle valli , 
oltre le mine delle parti superiori , sempre maggiormente minaccia» 
no le inferiori , le quali già di presente , quando anche hanno vicini 
gli sfoghi , s' ingrossano , ed a' gran fatica si difendono • 

A ^can fatica si difende il Polesine superiore di Ferrara , quello 
Ai S. Giorgio, le valli, e città di Gomacchio^ e tanto più difficile' 
mente si difenderanno^ quanto maggiore sarà la mole d'acqua, cho 
ai tratterrà nelle valli ^ quanto più alto il fondo, che di continuo 
a' interrisce « 

Se questo dilatarsi delle valli a forza è un renderle capaci , possia* 
mo alarli la capacità che vogliamo , con alzar di contìnuo , come si 
fa in qneste parti , gli argini sin <^he arrivino con la sommeivione di 
tutta la pianura ad uguagliarsi co' mónti, e se questa è capacità, 
pur troppo confessiamo , anzi protestiamo ^ che sono capaci , ma » di 
capacità fatta per forza d' arginazione » con là rovina di queste tro 
Provincie • ^ 

Ma se vogliamo vedere , se hanno capacità naturale 9 apriamo gli 
sfoghi negli alvei naturali , e vediamo , se restano fondi , ma percbò 
non può ottenersi ' la remozione di si pregiudiciali impedimenti , ve- 
dasi almeno quanto si tiene alta la valle sopra il pelo di questi alvei 
adiacenti , anzi sopra tutte le campagne , che la circondano , e di» 
casi poi valle capace da recapitar fiumi questa eh' è tanto più alta di 
quanto terreno intorno la cinge del paese di Vigarano , che ha a pò* 
nente , del Polesine di Sé Giorgio ^ che ha a tramontana , non che 



S5 

dall' QUO f a deir altro tmìo del Po» come sì può y.edere jn ua*oc<- 
cAiiata alla bocca de' Masi , paragoaaódo il pelo della valle con qael* 
lo di Volano , ed alla chiavica Baooafina , oaseryando il aaperiore > 
ad inferiore 



SCRITTURE 

jflla Santità di N. S^ Alessandro VII. per la Congregazione 
delV acque sopra la remozione del Beno per lo Reggimento 

di Bologna date V anno 1657» 



Ji Reno ne' secoli passati non ba giammai aruto altro ricapito 9 
èbe neir alveo del Po » come testificano i Cosmografi , e per transi* 
zione anche stabilite con li Duchi , e città di Ferrara gliene fu dato 
il ricetto nel Po di Volano, <|uando particolarmente dell'anno iSaa. 
avendo sopra la terra di Cento abbandonato il proprio alveo, srego- 
lato veniva a cadere nel medesimo Po, con danni immensi. Così del 
territorio Bolognese , come Ferrarese • 

E benché gli stessi Duchi ^ e città di Ferrara , eon supposto , che 
per causa delle torbide del Reno , il medesimo Po di Volano venisse 
ad interrirsi , ed a perdersi la loro navigazione ; facessero dipoi con* 
tinne instanze per rimoverlo col portarlo nelle valli verso Argenta^ 
non gli fu mai concesso ^ per estere stato conosciuto, che il supposto 
del suo interrimento non poteva derivare da altro , che dal mancamen* 
to delle pròprie acque per lo declivio maggiore , che si faceva il Po 
di Lombardia per linea più breve al mare ; e che il voltarle verso le 
Talli era per apportar danni immensi } anzi che per occasione di rot* 
ture degli argini del Reno al levante snccesse o procurate del iS4i* 
nel territorio della Pieve , per le quali venivano inondati gli stessi 
beni del territorio Bolognese , che oggidì sono esposti , e soggetti al- 
le medésime sommersioni, ricusando il Duca di Ferrara di (arie ripi- 
gliare , con allegare le stesse ragioni , per introdurre il Reno nelle 
'valli, sopra le quali oggi si fondano pure i signori Ferraresi; fu pre- 
cettato aa Paolo Terzo, dopo avute le necessarie informazioni, e re* 
lazioni de' Periti ^ di dovere ubbidire in eseguire la suddetta oon- 
:venzione ; come appare dal breve < 
£ portatosi anche il Papa sul fatto , ed uditi li contràditorj de' Pe- 
^*» 6 delle partii dopo niatnra disoassione di quanto ocubrmente 



S6 

^ide «d fattamente gli Fa rappreaenuto » «obbligo 5aa entità mag- 
gioraiente il Duca suddetto ad ubbidire , «ed a ^riporiaref -e «(uuten^ 
re il Reno nel Po di Ferrara » siccome fu eseguito • 

Ma coDtìnnaDdo pure le doglianze 4e^ 4nedesiini signori Terrareti. 
di perdersi Ja loro navigasione , per gP interrìmeuti causati dal Reno 
nel 'medesimo Po xli Ferrara , «oche appresso la S. Mem. di Gregorio 
Dechnoterzo , -e rinnovando ristesse istanae^ «o d* inalvearlo «on gli al* 
tri fiumi di Savena , Idice « SilJaro » ^Santerno* ^ Senio « ]>er porurli 
unitamente per il Po di Primaro » o per -altro alveo al mare; o di 
voltarlo prò interim nelle Talli, o aboecado nello stesso Pa éì Pri- 
maro sotto la terra -d' Argenta • Purono pur anche , per ^ordine di 
ijuel Sommo Pontefice , diligentemente discusse le proposte loro , ma 
stimate insussìstenti , « non adeguate al benelìzio -delP uno , ^e del- 
r altro territorio , -come fu partioalarmoB te- rappresentato al medesimo 
Pontefice da D. Scipio de Castro nella sua relazione* 

Piacque però alla San. Mem. di Xjlemente Ottavo di consolar li 
aignorì Ferraresi ^ «ome «noi aiuovi -sudditi , permettendogli d^ intro- 
durre il Reno nella Sanmartina per nn interim » mentre -si faceva 
V escavaziooe del Po di Volano , -e del Po di Primaro , ^on iutenzio* 
ne di potersi ricondurre P acqua del Po grande nello atesso Po di 
Ferrara , ^ di restituirvi anche ^ cubito fatta la detta escavazione » il 
medenimo Reno, «secondo ohe Jitteralmente dispone lo stesso breve 
dì -quél Sommo Pontefice; e benché Sua Santità 'conoscesse benissi- 
mo 9 ch&«i era reso impraticabile ain di quél tempo il poter intro- 
durre di nuovo P acque del Po grande nel Po di Ferrara , -e- t^e la 
diversione del Heno nelle Talli «ra dannosissima al territorio Bolo- 
gnese ^ e non durabile ; volle nondimeno dare tjuesta aoddisfazione a' 
signori Ferraresi » con la preservativa però auddetta di ritornare il 
Reno nel Po di Ferrara , o nel Po grande ^ come pure allora dalla 
Sacra Congregazione delPaoqne veniva stimato più, espediente » se- 
condo che attesta il Cardinal Piatti in una 'Sua lettera. 

Da questa introduzione del Reno nelle «valli seguita Panno i6o4- 
xie «successero immediatamente inondazioni immense 9 a aegoo tale 9 
che d' 4)rdine della «tessa Congregazione , e comandamento della San- 
ta Memoria di Paolo V. , fu di Febbraio i6c6. dato nrdine al Fresia 
dente di Romagna di fare nn taglio nelf argine di Primaro a Longa- 
strino ^erso le valli di Comacchio , per dìare sfogo all' acque del no- 
no 9 «d evitar sommersioni maggiori, come si -vede dalle lettere del- 
la detta Gongrejgazione^ scritte dal Cardinale da Camerino , e Decre- 
to fatto 9 ed esecuzione datale dal medesimo Cardinale Gaetano • 

Dalle visite fatte da Monsignor Cientnrionfe del i6o5« dallo atesso 
sig« Cardinal Gaetano susseguentemente, e più accuratamente dall' E- 
minentiss. sig. Cardinal Capponi del x6j8. e da Manaignqr Corsini del: 



57- 

]fi(S2&« viepr, fitoMmente ginstifient» di quanto pre^ttdivio ib »lstK 
rìntrodiizione del Keno nelle valli^ poielie noti solo li terreiiF dtalUr 
destra di Primato sono restanti totalmente vaommerai^ kieodata tutta 
la parte inferiore del territorio Bolognese , gli scoli più principali 
interriti , -e la navi^zione tra Ferrara , e Bcflogna affatto perdata ., 
ma dalla sinistra ancora per le sortivo causate dalla giunta dell' ae^ 
qne del Reno a •quelle -degli filtri torrenti^ e acoli^ che a forza del 
peso di cesi gran «ole d' acque stagnanti , penetrando per la porosi- 
tà della terra, «ì sono rese inutili le terre del medesimo Polesine di 
S. Giorgio; e 6naimente negK nltimi anni ancora quando il Reno 
non ha avuto lo sfoga nella Sanoiartina , o per le rotture fatte negli 
argini da ponente per le chiaviche del Bondeno nel Panaro , e per 
qaesti nel Po grande , iia apportate reiterate sommersioni alle valfi , 
e città di Comacchio. 

Per rimedio opportuno a tanti mali, ed a tali miserie, fu dalia 
Santa Mem. di Gregorio XV. data facoltà deiranne^ i6a^s. air'Emi- 
nentiss. aig. Cìardinal Capponi per suo .partìcolar breve ; 'di rimuove- 
re il Reno «dalle valli , *e da Sua eminenza la staiiirito' tli nortarlo 
dalla Botta de^ signori Ghisilieri a Mirabelle in^ Pé gratta alla Stelr 
lata, e del i6ia. si portò Sua Eimnenza sul fatto, per eseguire la 
Santa Mente <li quel Sommo Pontefice • 

In esecusione di che trasferendosi Sua Eimn. sul iitto , e visitan- 
do tutti li luoghi con aomma diligei^a , e fatica ^i mclti mesi , fece 
fare diverse operaziopi , e livellazioni , conobbe- e riferì la necessità 
della rimozione del Reno dalle valli , e "per ridurre H- negozio alP at- 
to pratico più che fosse possibile^ crdinò , che si facesse il circonda- 
rio delti terreni Bolognesi , che dovevano concorrere «alla spesa con 
la dovuta graduazione in quattro gradi , per fermare il comparto pia 
proporzionato air utile , che ciascheduno era da detta -operazione per 
ricevere , ed il tntto fu esegnitos. 

> Ed in oltre , per F esazione di detto compunto , comanda , che per 
modo di ptovvisione si facete una tassa di i)tiaiftamita' sencK per la' 
parte della spesa , che ai aupponeva potesse toccare a^ Bblognesi^ , 
come si vede dall^ inscrizione del campione sepra ciò formato. 

Ma mentre si stava per porre mano air opera , sopravvenendo di« 
versi accidenti, e pafticolarmente la morte del Papa, restò il neg(>- 
zio senza la finale esecuzione • 

Assunto però^ che iU al Pontificato Urbano Vlil. dì Felice Memoria*, 
fece qiprifitendentd' generale alla bonifieaziene il già Monsignor Gor« 
«ini , H quale intyrntt^F dal medesimo signor Cardinal Capponi , e ser» 
Tendtasi delle di lui direzioni , ed eperaziom , parimente si trasferi 
in quelle partì , e per* levare le conlese fra le parti , subito deputò 
penti Fen^nsi^ ^ ftelogneai» ner HUv^eeneardisfliente W liveHazioni 



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58 



prima fiitte dal detto sijg^Qor Gardioale di tutti li Inoglui per li quali 
8i poteva fare Ja di?er8Ìooe di Reno • 

È qaeito fatta la visita » e la aaddetta livellasìone » inerendo alla 
relazione del detto sìgaor Cardinale a lai consegnata, riferì ananto 
fosse necessaria la remorione del Reno dalle valli , come nelU sna 
Relazione • 

Ed in conformità di quella , il detto Urbano VIU. spedi subito uà 
breve al detto Monsignor Corsini , comandandole , cbe dovesse fare 
la diversione dei Reno dalla villa di Mirabelle , territorio di Bologna» 
al Bondeno , e dì là al Po erande , eh* è la sesta linea » fra le sei 
proposte allora 9 sceltale stabilita, come al disegno delle linee, ed 
altro colla pianta de' territorj di fioloena , Ferrara , e Romagna inon* 
dati , e loro dichiarazioni unite , con br concorrere alla spesa i Bo» 
.lognesi , i Ferraresi , ed altri interessati , come in detlo breve • 

£ per facilitare quanto più fosse possibile il negozio , fece scanda- 
gliare ancora tutta la spesa , che si doveva fare in operare , conforme 
al detto disegno. 

Ma dopo molte difficoltà infrappostevi , per divertire la Santa Men- 
te di quel Sonunp Pontefice , e la retta intenzione delP Eminentiss. 
signor Cardinal Barberino, si compiacque Sua Santità di ordinare al- 
l' Eminentiss. Signor Cardinale S. Clemente, allora Commissario del 
Sant' Ufficio , cne si portasse ad osservare ocularmente qaal potesse 
essere il più sicuro, e reale ricapito al Reno, e da sua Emioeoza fa 
approvato per unico il portarlo nel Po grande, ma da diversi altri 
accidenti fu impedita Sua Santità di eseguire questa sqa ferma deli- 
beraziode • 

. Gol fondamento delle predette determinazioni così ben giustifica- 
te, supplicò il Reggimento di Bologna del 1646. la Santa Memoria 
d'Innocenzo Decimo, per la remozione del Reno dalle valli , e per 
V esecuzione della determinazione predetta , stabilita dopo tante vi- 
site , ed al memoriale rimesso alla oacra Congregazione deir acque , 
fu creduto di non dover rescrivere , per 1* istanze , che nuovamente 
fecero li signori Ferraresi di voler far prima la loro introduzione del* 
r acqua del Po grande in quello di Ferrara, secondo il tenore del 
suddetto breve di Clemente Vili. Con la speciosità di questa propo- 
sta fu sospesa qualunque risoluzione dal medesimo Innocenzo anche 
nella Congregazione, che del i65i. si tenne avanti di lui, in modo 
che li signori Ferraresi ottennero , come desideravano , che appresso 
Sua Santità non restasse più apertura alcuna a' Bolognesi per pego* 
zlazione di tale interesse ; essendo però questi mio de' più gravi , e 
di maggior rilievo, che abbia la S. Sede, per lo comun benefizio di 
tanti 4«uddìti , e per lo bonificamento delle più principali , e migliori 
parti dello Stato Ecclesiastico} ha «pohe Sua Divina Maestà preservato 



» - ^ 



y 



V 



59 

alla somma ^rovvidenzA 9 e pietà della Santità Vostra 11 dare il dova* 
to fioe a cosi gloriosa deliberazione « 

Sapplica dunque umilmente Vostra Santità il Reggimento dì Bolo- 
gna a sollevar dalle miserie sostenute per il corso di Sa. anni il suo 
territorio, col far rimuovere il Reno dalle valli. 

La giustizia di queste sue umilissime suppliche resta comprovata 
dalle suddette vìsite, e relazioni, e dalP evidenza del fattoi mentre 
il Reno ìmprigiouato prima dalle valli, e dalle chiusure dì tante 
chiaviche già destinategli nel Po di Primairro , e poi dagli interrimen- 
ti causati anche nel proprio alveo, non ha presentemente altro rica- 
pito 9 che sopra li heni adiacenti de' particolari si Ferraresi , come 
Bolognesi con sommersioni dannosissime dell' uno , e dell' altro terri- 
torio , e quali sieno le miserie , e calamità presenti causate dalle 
continue inondazioni del Reno , è ormai notorio , e le rappresenta di- 
stintamente Giorgio Rivellini in una sua Scrittura. 

Dall' evento perciò , più che dalle suddette ragioni , si può coih 
eludere quanto aia pernicioso il partito , nel quale insistono i signori 
Ferraresi di portare il Reno, di valle in yalle, o d' unirlo alme- 
no con parte degli altri torrenti nel Po di Prìmaro, poiché que- 
sta è proposizione , che altre volte, e, sempre è stata dannata da tut«* 
ti per gli effetti , che sono poi^ succeduti , anche per la sola introdu- 
zione del Reno nelle valli ^ come si può con molto fondamento rac- 
cogliere dal secondo , e terzo dapo della stessa Relazione di Don Sci« 
pio de Castro, e dall'altra di Monsignor Corsini nel §. Onde non 
'^^ggOy nel quale particolarmente asserisce, che viene anche detesta- 
ta, ed impugnata da tutti quelli Ferraresi, che hanno interesse nel 
Polesine dr S. Giorgio, ed alla destra del Po d'Argenta, il che resta 
maggiormente comprovato da' memoriali dati da' medesimi altre vol- 
te 9 ed ultimamente alla Santa Memoria d' Innocenzo Decimo. E con* 
seguentente molto meno si rende praticabile questa , o simile propo- 
sta , per l' interesse ,' che ha la Came)*a Apostolica in dover preser- 
yare le valli , e città di Comacohio , dalle quali perciò si .deve allon- 
tanare il Reno , per quanto sia più possibile , per evitare maggior-* 
niente il pericolo di nuove inondazioni , e- soyimersìoni di quelle. 

Hh il Re'egimento di Bologna supplicato altre volte non solo per la 
remozione del Reno dalle valli , ma eziandio per V introduzióne del 
medesimo nel t^o di Lombardia , secondando le determinazioni già 
fiitte , e come sopra approvate da' suddetti Eminentissimi Cardinali ^ 
e Sommi Pontefici , e tanto più , quanto ohe appariscono ^ sufficiente-, 
mente abbattute l' eccezioni , ed opposizioni dedotte da' signosi Fer-r 
raresi , e dalla lettura dalla detta Relazione di Monsignor Corsini , e 
da quel più olie per parte dello stesso Reggimento 9 fu del x65x« aao- 
ointamente risposto alle loro S<ftittdiro • 



6o 

Ma perchè la Santità Vostra ha ia qcieito interesse del Heoo tat« 
te le notizie più nece88arie a quella deliberazione , che sarà più gio- 
Tèvole a tutti; e. l' interesse della oittà di Bologna per lo sno terri- 
.torio 9 e cittadini , consiste solo nel Teder quanto prima sprigionar 
to il Reno dalle valli , col destinargli per altra parte il ano eorto» 
dove con naturai declivio possa ielicemente portarsi al mare ; resta 
anche solo al Reggimento suddetto di supplicare , come fa , umilmen- 
te Vostra Santità a voler levare quanto prima ogni speranza a' si- 
• gnori Ferraresi di poter più lungamente far differire la remosione 
del Reno dalle valli , o col solito pretesto di doversi prima far V in- 
troduzione dell'acqua del Po grande in qnello di Ferrara, dagli stes- 
si per sempre negletta , come forse da' medesimi ben oooosointa per 
impossìbile , o con replicare le proposte di mantenerlo nelle etesse 
valli, dando ordini precisi per 1' esecuzione di quel recapito al Re- 
no, che verrà dalla Santità Vostra stimato egualmente proficuo a 
4anti 4ooi sudiliti , ed a tutte le provincie interessate • 
Che il tutto ec Quam Deus ec. 

Id Brevi f e Scritture enunciate in questo memoriale , si troveran* 
no unite più a bassso • 



DEL C0R30 ANTICO DEL PO , E DEL RENO . 



Il 



.1 Bo , che nel sno alveo , come afferma Polibio . ( Hist. Uh. a. ) 
riceveva già tutte V acque , che dall'Appennino , e dall' Alpi nell' Ita- 
lia Trauiapennina discendono , veniva^ indiviso sin sotto alm Stellata*, 
6 Figarolo, luoghi l'nn contro l'altro 17. miglia sopra Ferrara. 

Ivi a sinistra principiava , secondo CInverio, {Clu^eriJ Ital. lib. a. 
pag. 4^1. e 4o5. ) la fossa Filistina, che dopo la rotta di Figarolo, 
procurata l'anno 11 Sa. e dopo quella ^i Sicardo dell'anno iiga. di- 
latata, e profondata si tramutò m Po di Venezia. {Pignti pag* tóo.) 

Continuava a destra il tronco principale , che poi fu detto Po di 
Ferrara, che però passava più a mezzogiorno alla torre deli'UcelUno 
in distanza da Ferrara di quattro miglia . ( Leander pag. S3o. ) 

Secondo il Pigna , ( Pigna pag. 1 5g. ) ed altri Istorici Ferraresi al 
Capo d'Eridauo era la divisione accennata da Polibio a TrigaboH ne' 
duo rami principali di Volano, (Blond. pag. S5r.)'0 Pad usa, come 
bgge Giuverio , ( Cluv. lib. i . pag. 394* ) e Prisoiano Ferrarese , ap- 
presso fra Leandro • { Priscian. apud. Leandrum pag. S^. lib. pag» 
894* 4<^* 4^^- ) Volano ramo sinistro, ritiene oggicti anche il suo no- 
m^e » Padusa altro non è , che il Po di Primaro , come con ragioni , e 
con r autorità di Polibio , Plinio , Virgilio , Servio , e d' altri antichi 
dìffasamente prova Oluverìo , coatro r errore de' moderni Scrittori ^ 
che per Fadusa intendono le Baludi dal Fo separato • 



6i 

Dalla Stellata al mare là via più bteve fu setìiprei per il Po di 
Venezia , eh' inoltrata dagl' interrimenti fatti aita fooe , non è più 
lunga di 67. miglia. A questa, per «ordine di lunghezza, segatta la 
linea per Ferrara a Volano di niiglia 78. Kù Jonga è la via per Per<- 
Xàtà, a Priraara di miglia 90. Dalla Stellata in giù nel mttìò priooìpal^ 
ài Ferrara sbocoavano per Taddie tra Panaro 9, e Reno, e questo non 
solo da due secoli dopo le convenzioni 00' Oocfai di Ferrara /( t^Mf^i 
'del Cardinai Gaetano , e di Monsignor Cércini ) come altti suppone 
.gono » ma in tutti i tempi precedenti y come «r vede iu Plinio ^ ( Plin. 
ìib. 3. cap^ 16. ), che vtvea. Fanno' di GrìstO' Se 'nelle carte antiche 
,MOgrafiche di Tolomeo , e d' altri Geografi cedute dal Biondi , nella 
-illesa d' Accursio 9 { Giosi in. L r . verbo- Utile ff. de* flum. ttbi an^ 
•gekis $• flumen^ )ì che vivea Fanno^ i^ho* in Bartol<(, ( Bart. in L a. 
-subn. ì. in fin^ ff. cod. BUloc. oit. ) che fci delFanno iSSo, ed ìu 
altri legisti appresso , e nello stesso- Bkmdi ^ che scriveva l' anno t^So. 

Prova questo Autore y che nel tempo y che il Po passava alla torre 
dell' Uccellino y ivi sboccava il Reno > e ciò- nou solo dalP antiche 
Geografìe y ma dagli* alvei dair une , e dalP altro ^ume abbandonati , 
che a' suoi tempi si vedevano • Ma dopo* essersi ritirata il Po quat- 
tro miglia verso Ferrara ». il Reno- rotto nella' parte superióre a ponen- 
te andò ad unirsi con Panaro, e col canal di Cento al Finale y onde 
per la fossa Fistorena scaricavasi in Po al Bòndeno • 

In tale stato ritrovandosi ancora Tanno' 1400*- Berso primo Duca 
-dì Ferrara y come si legge nel suo mandate ài proc«fra , per rimedia- 
xe^ al grave 9 ed intollerabile danno, che- da alcuni anni pativano i 
paesi del Bolognese y e ^Ferrarese , convenne eo* Bolognesi, e Gente« 
-•i di assegnarli non già V esita in Po , che ve 1f aveva , ma sibbene u* 
•na via più comoda , e men dannosa all' itao , ed all' altro territorio y 
the fudair argine sua vecchia di Cento sino a certo termine nel Po 
tra Bondeoo , e Ferrara » 

Ma essendo 1* anno iSai; seguita una retta, ^tiAe «ndàva a met^ 
tersi per altra parte snperìere in Pa , fu T arnia iS'a^. per aMva coah 
^rensieiie ( Nella convenzione al 5« Prima ^ paìimsGe • ) rimessa tfel^ 
Y alvee suo vecdiio , che di «udvo abbandonate , e voltalo^ fteflà 
Sanoaartìmi con dinni immann dell' uno y e V altro territorio ^ V an^ 
HO i54a. per rotta aegaaU alla Ptere, afonia Grecie H. tiet inògè 
liiHa preeedeMe eeoveneìMitf rìneaso , i4 <Ae tftede eceaiienè aH' ^tw 
«ce ai Fra Leandro wd anjppiTre 1 ( Lemd. <»a^. $97% e Sf 7.4» iaHth 
édk^. ) Cihe il Rene prima noaiflfbMinisse ini Fb, iltitnelrandwe per aK- 
tro ben tre volte éon Plinie tite qadi Hamì , <die dsA 4^o tene poHad 
al> mare-.."' ♦ / . . 

Fsnalitieiile Primara rteeve^ i fiiiaai' dM' Bolognese Sa^vetta^ Idi- 
ce^ Quaderna > SUlaro , e fatet della RiÉuiagna , Saaterno , ' &enio , e 



6i 

Lamine, clie poi immediatameìite fii condótto al lAare^ ibooetQdo og« 
gidì gli altri nelle paludi a destra di Prìmaro. 

Per la via di Venesia , eh' era più breve , avendo il Pò , dopo 
r accennate rotte » trovata maggior lacilità , e velocità di moto j co- 
minciò a profondarti » e voltarsi con maggior quantità d' acque , ed 
in conseguenza a scemare nel Po di Ferrara, anzi col tempo a man- 
car quasi sfiàtto ; il ohe per ovviare , indamo usarono i Duchi di 
Ferrara diversi lavori alla divisione , posoiaohè in progresso di tem« 
pò , cedendo all' impeto della corrente , più volte rifatti rovinarono.. 
Go9Ì V acqua nel ramo di Ferrara , e negli altri due inferiori dimi- 
nuita, spìngendo con minor velocità se stessa, e le torbide de' fiumi, 
e torrenti inferiori , cominciò a causare interrimenti per la deposizio- 
ne delle materie I cbe sempre segue alla tardità del moto. Crebbero 
in tal guisa gP interrimenti nel Po di Ferrara , ohe secondo la rda- 
2Ìone del Aleotti , { Aleot^ pag^ 79. ) perito Ferrarese > stampata l'an- 
no i6ox. quando il Po di Venezia era nella sua maggior altezza , 
oh' è in tutto piedi 34* tid Po di Ferrara vicino a questa città non 
era alto più di sei piedi , sicché restava il fondo di questo più alto 
del fondo di quello piedi a8. dal che ne segue, ohe solo nelle gran- 
di escrescenze poteva venir acqua dal tronco principale nel ro £ 
Ferrara, e che . neoesjiariamente nell' abbassarsi ritornavano contro il 
primiero corso alla Stellata tanto l' acque del Po , quanto di Panaro ^ 
e Reno , ( Discorso del Mengoli num. 27. ) che in questo ramo in- 
territo sboccavano , e nelle mediocri altezze altre acque verso Ferrar 
ra più non mandava il Beno , che quanto permetteva il jibero esito» 
che avea a qnesta parto* col poco declivio, che gli restava. E non è 
dubbio, cbe se il Po ai fosse attraversato con nn argine sotto il Re^ 
no , eome dopo molto tempo si fece sotto Panaro , anche egli felicis- 
silnamente, non meno che oggidì questo, al Po di Venezia tntte le 
acque sue rivolterebbe , e quando per arte non si fosse fatto, eoi 
tempo sjciu*amente non avrebbe mancato di farlo la stessa natura col 
•totale inteiTÌmento del poco ' declivio , che a destra gli rimaneva • 
( cavasi da' testimoni Ferraresi esaminati nella visita *di Monsignor 
Corsini . ) Né mancò 1' A4eotti ( Meott. pag. 97. e 84« p^^g* loi. 
5» E perchè alziamo . ) di proporre più volte qnesto partito anche a 
nome della ana città l'anno i6oo. in Roma , e di raccomandarlo a' 

Sosterì nella sua Scrittura , che laaciò stampata per singoiar rimedio 
e' i^sordini cagionati dall' acque » e per preparamento affatto neoes- 
aario a chi disegnasse l' introduzione dell' acqua del Po grande no! 
rami perduti di Primaro, Volano iù mode dnrevole. 

Ma non fu abbastanza inteso qnesto salutevole partito, anzi in ve- 
ce di secondare il eorso della natura», al applioò ad altra manie- 
ra di restituire i rami perduti eoo Y oioavazioDe » disegno in v«re 



63 

Ttttitsioiay estendo neeetmio» per &re un* introdneione durevele 
soayare qaesti rami alla profondità del Po di Venozia , e più anco» 
ra j ])er compensare con la profondità di quelli la brevità della linea 
di onesto . * ; ^ 

Nondimeno » perchè, senza qnesti rigoardi fa rappresentata per ria* 
scibile V introdasione alla Santa Memoria di Clemente VIIL , a fine 
di esegnirla ^ fu 1* anno i6c4- divertito il Reno dal luogo dove sboc* 
cava nel Po , e voltato nelle valli a destra di Primaro , per rimetter» 
lo poi nel pristino luogo, fatta V escavamene , cke si supponeva o-« 
péra^ jdi tempo assai breve • 



DANNI CAUSATI DAL RENO NELLE VALU. 



N. 



elle. valli dunque, ricevute 1* acque del Renò, perdendo con la 
dilatazione , e mancamento di pendenza la veloirità del moto , diede- 
ro principio a' mali , che per 53. aani hanno miseramente afflitte le 
Provincie dì Bologna , Ferrara , e Romagna , conosciuti , e comtnisera- 
ti nelle visite di tanti. Commissari Apostolici, ed io particolare di 
Monsignor Centurione , e de' signori Cardinali Gaetano , e Capponi y 
e finalmente di Monsignor Corsini, che nella sua Relazione non 
manca d! accennarli • 

Videsi subito al principio dell' anno seguente i6o5. alla prima pie* 
na rompersi dall'una, e l'altra parte il nuovo argine, che nella val- 
le lo conduceva,, allagare alla sinistra i terreni Ferraresi vicini alla 
valle, ed alla destra i Bolognesi, ove, come appare dalla prima vìsi- 
ta del Cardinal Gaetano, rotti, e sormontati gli argini della valle, 
inondò il paese del Cominale , di Raveda , del Poggio , di Caprara , 
delle Giare ; di à. Agostino , di S. Prospero , di S. Vincenzo , con* 
estermioio di case, chiese 9 e ville, che anche al di d'^oggi rimango- 
no dall' acque sommA'se.. 

Così, mancando a' Bolognesi i campi 9 che tenevano la città ab-* 
bondantissima di grani , non ai può abbastanza spiegare a quali mi- 
serie si sia ridotta , con carestie , - mancamento d' arti , e spopolazio- 
ni , tanto della città , quanto di tutto il contado • 

Né»' solo a' paesi sommersi A estesero ì danni , ma anche a' supe- 
riori largamente si comunicarono , poiché i condotti , ne' quali le 
acque piovane del Bol<^ese sc^rfavano, e si mandavano alle valli, al 
gonfiare di queste dalle piene del Renf y non solo si trattenevano 9 
e rigurgitavano, ma ricevevano le stesse .torbide del Reno, porSaudo- 
le da dieci miglia alle parti superiori, che dal .soverchio umore rite- 
nuto 9 e nuovamente imbevuto s' insserilireno , )m tacere V i«terri- 
m^to de' oondoili stessi oamUo dalle twhide sà^nanti del Reno^ 



eh» se noo rìmaogoAo ffi^Ioaili ^ imo jf^tm^ » A»ymi V^és^viB^ da' tn^ 

Questi mali» oba così ««y^tQ «dalU ^Mmiaae dal Anai^ tassitaiirao » 
poaero in neeessità di far un taglio a Loogaatrino ^ ^per acaràcar L' ao«^ 
qua della Sanmartiua Jialle tvaUì ;di -Comaedhio , come ^rà 4f«4e nefle 
kttere della Sacra XIctogregasiDne. 4eU\a&tto jSo6. Ai Ttobhraios «e nal 
decreto aussegueotie^, i^iina^itiQ, ^ha po«tao4a aUtovo il jperioolot^ o^m 
^. ebbe per be uè altre V4rfta'<4na{di<iaaa'.. 

. JVIa non ^pq già da taoMo ^^riufterrìmeati, ^li& -caiùano inacquo 
del Reno nelle «^alli , ^ve ioon avendo •6ufficÌAtiCe.dMUvio»^>ateBdaodo- 
8Ì largamente j>erdono il moto ^'C per ^onegoensa depongono} 4)oa 
tale deposizione TÌempiti i ibudi , ^piu niin restano le avalli capici 4el- 
le sopravvenienti piene , .ondìe queste , in 'Vece .di profondarsi , -«laas" 
dosi 5 <e dilatandosi vengono sempre ad inondare nuovi paesi alla de- 
stra, e sa a csiqistra jiio0 Xoasero 4dtainaol# ^oatentate ^oa 4irgini^ a- 
yrebbero oroiai aomv^ersa la, rfwtecM » ^ ^eit^tà -di Perrara , il Polesine 
di S. ^Giorfiìa» io vvaUi» e Ja iqìtità. 4i CÌDflMacbiìey che :già ne. ha prò» 
vaio rrcvidente pericola, eoa due rolte aeguite ranno ]648..e 49. 
^on isenza jravi, 4pese ^da' ^aigltori ^Cacdinali .Donghi ^ .e ^Gybò xipi- 
glìate.«. 

Un altro ^pravissimo danne. Iia oanaato all' nna » ed air altra ^ittà » 
ed alla Camera Apostolica P interrimento delle valli, ed «è, che la 
i).avig«izioDe da MalaJbergo a^ Fersiara » che ^tto Ji'iiniio» ^ &o^a pei:^ 
le ^alli 9 43e' tempi Almeno à^ inverno afiaCta necessaria ài passaggio 
deir una , e V altra -città , ^qu^ntaAQ da -tntu >r JCuropa wL arieggio 
dUtalia in vCermunia > ^£0 4all aonoi j64i« «comieciò e maneare, .on* 
de» per' provvedervi^, fu necessario lasciar la ^via pia breve ^ che 
direttamente andava alla Torre della Fossa in 'lunghezza di viaggio di 
dieci mi^Ua , e voltar jpM via più lunga alla Jbooca -de' ilasi , ove fa 
pprtati iranno Jróai. 42he di nuovo in Jireve-tempo interrita^ Jiise- 
gnò l'anno .i635. ricercarla con gravi epese verità ievante , vcltando 
a|M fionafina , per via dop^Hameote? pili Inoga • £ questa ^ncbe , per 
mantenere almeno 4a mag||ior parte, dell* anno ^ é canvenalo «cfhiadera 
le bocche » e «chiaviche » peiv le quali ie •valli turgide deiV acque; del 
Reno scariiDavansi, n^l JPo di Primano ». anzi attvaversar <]ueste etesso 
fiume 'Con wx argÌM,.^sostAnendo^iuolenfeeaEieiite l'acqua di quella ve- 
sti/isima. valle in altcwA; dii q^Uittro ^.^ cinque |»iedi eopra la soperfr* 
eie del Po eltp », «e ^el Pn Jba^iO' 4i piedi nove » e dieci ii» ciroa • 
Gojiside^ai con 4]uale aUsgetnmrto de terreni ennerieri di si poco 
declivio*» che ad npi imgUo. di peese poche «once, di peadeosa corri- 
spendono;^ e con <qo4 peécelo 4eUa. ciità di Ferrara , e Polesìiie di 
S,. Giorgio 9 della ¥|UU ^ ^ citi» di. Cemecchie poste a sinistra in sito 
^J^ ì^^p^rp^^^tm^o»iM.QWk dalle pieM oeatinnate del Bene? 



6S 

Non ti possono a bastanza stimare i Janni cagionati da i[uest' acqmi 
neir entrare senza impulso precedente , per bocche loro assegnata 
(ch'ora però In gran parte sono chiuse) nel Po di Primaro; poiché f 
a causa deJla gran tardità ^el moto , tratleììendosi in grande altezza ^ 
non lasciano «entrare Tacque «degli tgcòli^ <e fiumi inferiori tanto del 
Bolognese ^ quairto della ^Àomargna , se non 'dopo à^ essersi nelle valli 
alla medesima altezza equilibrate* Onde anche nella parte inferiore ^ 
oltre V inondazione dé^ paesi contigui , i canali <dell'. acque -chiare, in 
Tece di scolare i terreni , vi portano contro il naturai <)orso V acque 
torbide de' fimnl^ <€he dì -sotto ricevono^ ^ le -stesse -valli della Sam 
martina, di Marrara, e di Ravenna, eh' erano prima, con interposizione 
di terreni colti vati^ V una dall'altra divise^ in «natola valle si dilatano* 

DELIBERAZIONI PRESE SINO AL PRESENTE . 

X er porgere opportuno rimedio m questi mali , la Santità di Paolo 
Quinto , che -1' anno eseguente i6o5. fu assunto al Pontificato , com* 
mise la pronta esecuzione del breve della Santa JVIem. di Clemente 
Vili, a Monsignor Centurione Arcivescovo «di Genova , ^che lasciata in 
pochi giorni nelle osservazioni di quell'ticque la vita , ebbe per suo* 
eessore il Caisdinale Gaetano, il quale conosciute le difficoltà dell' in- 
troduzione del Po in Primaro >, e Volano , 'Cominciò a dar orecchiò 
alla proposizione de' Bolognesi ^ di mandare il Reno al Po di Vene- 
ada , e nella sua diligente vìsita dell'anno x6io. fu a tjuest' effetto 
con l' intervento 'de' Bolognesi ^ Ferraresi , e Romagnoli misurata , e 
livellata nna lìnea di diversione del Heno «1 ponte di Lago scuro, ma 
difierendosi per le ^contenzioni delle ]>arti deU' un partito , e dell' al** 
irò le . risoluzioni ^ l'anno iCii. ottennero i Ferraresi di fare una e« 
scavarione di Primaro , e Volano per introduzione di Panaro col ca* 
naie di Cento , in prova della riuscita , ^he sarebbe stata per ayere 
l'introduzione del ro^ 

Riuscita in vero infeliee 5 perchè avendo , -dopo l' escavazione , in- 
trodotto Panaro , non trovando in quei rami sufficiente declivio, rìn« 
gorgo in maniera , che per liberare da evidente perìcolo di sommer- 
aione la città di Ferrara , fu necessario nelle piene tagliarlo nella San* 
maxtina a danno de' territori Bolognese , e JFerrarese , come è noto 
abbastanza • 

Cosi crescèndo i disordim sino alla creazione della Santità di Gre« 

fotio XV. diede il Santo Pontefice nel suo breve del 1 621. piena 
looltà al 9ig, Cardinale Capponi di recedere dal breve della Santa 
Mem# di. Clemente Vili, oonforme il bisogno de' tempi. 

Onde, Sua Eminenza eonosdnu sul fatto l' ìmpossibità dell' intro-^ 
dazione del Po ne' rami di Primaro» e di Vdano » applicò a rivoltar 

9 



66 

Panaro, e Reno alla Stellata'. Fa es6g;aita la rivolta di Panaro nella 
maniera , che oggidì si mantiene , e sarebbe seguita quella di Reno 
con taglio disegnato da Mirabello al Bondeno , se non fosse passato 
in breve tempo a miglior vita il Santo Pontefice* 

Ma non fu però questo salutevole partito abbandonato dalla Santi-- 
tà di Urbano VIIL suo successore , che dopo 'd** aver deputato 'Mon- 
signor Corsini a fare una diligente visita , nella quale furono consi- 
derati cinque modi d'introdurre Reno in Po di Venezia , ed uno in 
Volano , misurate , e livelLite le loro linee , udite sul (atto le ragioni 
de' Bolognesi, e Ferraresi, e data una distinta relazione dello stato 
dell'acque e de' modi più sicuri di rimediarvi; diede Sua Santità 
ordine allo stesso Monsignor Corsini con breve del 1628. di condur- 
re il Reno da Mirabello alla Stellata, ma sopragiunti poco dopo di- 
versi accidenti , e particolarmente del contagio, non si venne altri- 
menti all'esecuzione. ^ 

Supplicarono di poi li Bolognesi la Santa Memoria d' Innocenzo 
Decimo per esecuzione delle deliberazioni così maturamente prese 
da' suoi predecessori circa la remozione del Reno ; ma instando i si- 
gnori Ferraresi dover prima farsi T introduzione dell'acqua del Po ne' 
rami di Primaro, é Volano, fu in tal maniera trattenuta ogni risoluzione. 
Con questa troppo magnanima proposizione , e poco alle forze pro« 
Borzionata, in riguardo non solo della prima spesa immensa nel fare 
r escavazione di tante miglia con la dovuta profondità , ma della con- 
tinua poco minore in mantenerla , ripigliata da' Ferraresi , ogni volta 
4)he si tratta di dar recapito al Reno , ottengono il loro intento di 
tenerlo lungamente nelle valli, cosai, che già del 1540. dopo la' na<^ 
va rotta di questo fiume nel territorio della Pieve , indarno proca- 
rarono i Diichi di Ferrara , senza aver mai potuto ottenere da'. Bolo- 
gnesi di mutargli l'alveo dal luogo, che nella convenzione del«i5aa. 
m comune utilità gli assegnarono. 

Ma egli è ben ormai tempo , che lasciandosi muovere da' gravi, ed 
ipsopor labili danni da tal intenzione cagionati non solo a' Bolognesi, 
ma anche alla Romagna , al Ferrarese , ed alla Camera Apostolica j 
riflettendo a' pericoli irreparabili, eh' ormai sovrastano alla loro cit- 
tà e fortezza , al Polesine di S. Giorgio , alla città , e valli di Go- 
maccbio , avvisati dalle predizioni di Monsignor Corsini, che già nel- 
le rotte seguite del ^. e 49. a sinistra del Po di Primaro hanno co- 
minciato ad avverarsi , condescndino. finalmente alla * remozione del 
Reno , unico rimedio di tanti mali , dopo la quale tolti i violenti so- 
stegni dell' acque scoprano , e godano i vasti terreni del Reno boni- 
ficati , e dieno luogo alla navigazione da Malalbergo a Ferrara , da 
cavarsi direttamente per li nuovi interrimenti ^ ohe non è possiJ>iIe 
in alcun altro modo restituire • ' 






/< 



67 



/ 



In tale stato di cose , nel qnale dalla dimora del Reno nelle valli 
tanti mali irreparabilmente soyraatano^ e tante utilità alle tre Pro- 
vincie, ed alla camera Apostolica dalla remozione si aspettano , il 
Beggìmento di Bologna nmilmente supplica la Santità di Nostro Si- 
gnore 9 e 1' Smiqianze Vostre a rimuoverlo dalle valli , e rimetterlo 
in Po, suo antico recapito nel modo meo dispendioso, ed alla co- 
mune utilità più conveniente • . 



CHE IL RENO È SEMPRE ANDATO AL MARE CON 

L'ACQUA PERENNE DEL PO. 



A 



ncorcbè non professiamo di fondare le nostre ragioni di condur- 
re Reno in Po nelle antichità de' tempi , ma eonfidiamo nelì' eviden- 
ze di quelle, che ci competono di presente, da che una, e più vol- 
te , da due secoli in qua , dopo esserne stato rimosso abbiamo otte* 
unto per convenzioni da' Ferraresi di rimettervelò , e molto più an« 
che da che dopo l'ultima remozione, ventìllata bene la causa, dopo 
molte visite fatte d'autorità Pontificia, abbiamo per breve, che v^ 
sìa di nuovo rimesso. Ad ogni modo , poiché i Ferraresi pensano di 
opporvisi, con dare ad intendere, che ne' tempi più antichi non vi 
fiboccasse , allegando contro di noi fra Leandro Alberti Bolognese , 
ohe lo nega , non fondato però in altre istorie , o relazioni , che di 
Pellegrino Prisciano Autor Ferrarese contro 1' autorità espressa degli 
altri Istorici , e Geògrafi aqtichi , e moderni , mostreremo per que- 
sto quanto sia contraddittoria la proposizione di Fra Leandro , che il 
Reno anticamente non isboccasse nel Po, ma nella Padnsa • Niuno 
potrà negare , che il Po non andasse anticamente con un suo ramo 
sino a Ravenna , dicendo Strabene : A Placentia autem Ravennani scr 
cundo Pado navigatur duobus diebiis: e cavandosi ancora da' nume- 
ri Toloroaici , che Po pigliava anticamente alle mura di Ravenna^ co« 
me dal sito di Ravenna ^ e dalla bocca del Po si vede • 



Ravenna 

Padi fluvii ostia 



longitudo . 
gr. 34* 4^* 
gr. 34« 45. 



latitudo . 
gr. 44. o. 
gr. 44. o. 



Onde apparre » che essendo il corso del Po da ponente a levante , ed 
avendo là foce del Po la stessa latitudine , che Kavenna, passava alle 
mura di quella città , e sboccava in mare in circa cinque miglia più 
oltre , e tale indubitatamente è la mente di Tolon;»eo in questi quo 
▼ersi posti come qui stanno , e questo come pesto solamente da To- 
lomeo , bisogna che fosse già lo sfogo principale del Po . Vero è, ohe 
abbandonato a poco a poco quel!' alveo 9 cominciossi a ristringere, e 



68 

*gìk era ristretto a' tempi di Plima » mentre dice del Pò AugiUta 
fossa Ravennani trahitur , ubi P adusa voùatur^ quondam Messanictu 
ùppellatus . Questa fossa dunque j o ramo del Po > altro non è 9 cke 
r antica Pad a sa , ore contendono i Ferraresi y che (mma sboccasse il 
Reno 9 sicché mentre contendono y che sboccasse neU^ antica . Padnsa , 
irengono ad approvare y che sboccasse in Po . Ed acciocché non si di- 
ca y che da noi sia male intesa questa luogo di Plinio y ecco quel 
che ne sentono altri Autori ^^ 

Roberta Stefani nel tesoro della lingua» P adusa fluvius y quen 
Podi brachium Ravennani usque perductum facit Messanicum atio 
nomine appellatum Plinius •. 

Firmiano Maggi . Padusa fluinus est ^ quem aiunt Padi -brachium 
quondam Ravennani usque perductum y Messanicum alio nomine ap» 
pellatum^ Ma della diramazione del Po in questa» e d* un altro al- 
veo , o ramo odasi Polibio r Primum ( dice egli del Po ) ex fontìJbut 
'hàbet flnxum simplicem^ dividitur autem in duas partes apud vocatùs 
Irigaholos i horum quidem altertwt os vcfcatur Padusa y atterum Ola^ 
nà. Olana è Io stesso ^ che Volana , come apertamente avverte Plinio. 

Erano i Trigabali , ove questa divaricazione si faceva a Godrea gii 
capo d' Erìdano 9 come attestano gli storici» 

. Onde 9 se è cosi , che sino a Godrea andava nnito il Po y avranno 
ancora che fare i Ferraresi a provare y eh* entrasse Rdno nel ramo di 
Padusa immediatamente y e non piuttosto sopra del ramo principale y 
ove si vede» che tende direttamente la linea del Reno» che ne' tem- 
pi addietro non passava più gin » ma piuttosto più su da ponente ; 
ma siasi di questa quel che si voglia» certo è» che il Reno. non an- 
dava al mare senza V acqua perenne del Po 9 eh' é quello che pen- 
tiamo essere abbastanza dimostrato. 

DEL MIGLIOR MODO D' INTRODURRE 1/ ACQUA 
DEL PO NEL RAMO DI FERRARA . 

Risposte alU quesiti fatti dalla Sacra Congregazione dell' acque ; 

jyientre all' urgentissime instanze de' Bolognesi » per la remozione 
del Reno in tempo » che con più lunga dimora nelle valli minaccia 
rnine irreparabili più alla città» e stato di Ferrara di sito inferiore^ 
che al Bolognese superiore » insistono anche i signori Ferraresi nella 
loro proposizione» che prima s'introduca l'acqua del Po grande nel 
ramo di Ferrara » devono forse supporre » che il più opportuno riea- 
{nto del Reno dipenda dall' introuuzione del Po » e ohe precedendo 
quello^ resti poi xmpossilnUtau^ ed esoloat qaeata» non essendo per 



^9 

altro eredibile» che frovaiidosr già in tale alteissa le Talli» die sch 
praggiangendo le piene d'un invernata potrebbero porre in evìdeqte 
«pericolo di sommersione la loro vicina citta,- volessero^ difierire il ri- 
«nedio» dopo un operavione- di tanta perj^èssità, e lunghezza , cbe 
non ha poi magg^oore- urgenza >- che d' accostare alle- mura una navi^ 
gazione reale y che ìnr tanto- non è' più:' di tre miglia* distante 9 con la 
comodità ancora^di un* canale 9 che di là sino al centro- della città in 
minori barchette conduce* le merci y^ in quella* maniera> che ne' por- 
ti, maggiori anche dalle navi a*^ lidi dogliono^^ trasportarsi ^ 

Onde se- nor diinostreremo y> che il migliore ricapito- del Reno non 
spende dalirfntrodùzrone' del Po»- e che ad essarnon impedimento» 
o difficoltà ella sarà per apportare^ precedendo » anziché^ piuttosto è 
una delle disposizioni necessarie a~ precederla ,- ed ' una delle* cause pn« 
«e. necessarie- ad" ottennero i fiol\ pretesi , ci giova credenre^, che di 
'queste due- operazioni saranno per abbracciare là più urgente^, e pre- 
sparatoria alPaltre». mentre questa può più facilmente> e più util* 
mente eseguirsF.- 

Primieramente è da notarsr, cEe potendosi introdurre l'^ acqua del 
Po in due modi*,, o della Stellata per l'alveo vecchio , da cavarsi , 
sicché in essO' abbiamo* da entrare , come prima Panaro , e Reno , o 
^ altro luogo vicino tra la Stellata, e Lago scuro per nuovo taglio 9 
che lo conducai al^alveo vecchio , sicché possano^ questi due numi 
riboccare net tronca principale^ sopra* la- divisione ,- quest** ultimo par* 
tito per un introduzione^ durevole è molto' migliore della preceden^ 
ftè; poiché nel tronco sarebbero all'impulso unito' di tutta 1' acqua 
•euperiore- portati felicemente^ colle Toro torbida al mare ; ma nel nuo- 
To ramo artificiale che sarà sempre di minor capacità, , di niuna , o 
pochissima caduta ,. sboccando più vioioo allo sfogo della Stellata 9 
che al mare 9- nou . solo non potrebbero- essere dall'' acque superiori 
portate, ma difficulterebbero- Ipro i! passo , ritardandole, e sforzan- 
dole ancora a ritrovarsi l' uscita» per lo più vicino sfogo alla dirama- 
zione , per portarsi per la via più breve , e meìio ìnrpedita , del ra- 
-mo di Venezia al mare , . e così con la tardità dell' acque superiori 
del Poy e deir inferiori di questi fiumi, per se stessi inabili a por- 
tarsi a tanta distanza , ,e poco* aiutati dall' impelfen te, verebbero di 
nnovo a fare deposizione delle materie ed interrimenti nel mezzo y 
!tne alzando dossi darebbero pendenza all'* «ilveéi tantio verse la Stella- 
la» quanto verso il mare 9. sicché' volterebbonss di nuovo, come feoer- 
JK» per lo passato, ed anche oggidì fa Panaro,» .a metter cfipo nel ra- 
-mo di Venezia , che per la pocMssima pendenza e cfpiasi un braccio 
«di mare sin là oonlinnato, li quali inGOOveilienti possono cessare , sa 
'tOi la Stellata , ed il dritto di Ferrara nel Po '(prande , eh' è un trat- 
^ di quattordioi e più. mì$ht^x >* iatroduca^ il Po » ed U Reno sbocchi 



/ 



. 7^ 

nella parte snper»»re , e per V àlteo eli Panaro 9 o per nuovo cavo in* 
feriore in quella distanza , che più parerà opportuna . 

Del qual modo abbiamo 1' esempio » e l' approvazione nel partito 
dell' Aleotti 9 architetto Ferrarese » che propose la rivolta del Reno 
alla Stellata per l'alveo di Panaro 9 pigliando poi il taglio per l' in- 
troduzione dell' Po dall' isola di Bonello a Vìgarano, e ciò nel tem- 
po 9 che passava ancora il Reno nel ramo di Ferrara ; onde li Bolo* 
gnesi non ancora «entivano^ che si rimovesse, e l'ordine appunto di 
V queste due operazioni dallo stesso Àleotti proposto , è che la condot- 
ta del Reno nel Po grande preceda 1' escavazione dell' alveo da intro* 
darre a Ferrara 1' acqua del Po p tanto è lontano , che in questo co« 
nosca disordine alcuno. 

Ma tanto più ora è necessario quest* oidine , che senza rimuovere 
l'acque del Reno non è facile ad escavar questi rami, ne' quali sca* 
ricandovisi per varie bocche torbido dalle valli interrite , non solo dif« 
fieni terebbe l'operazione, ma con le piene, che nel farla, sopravve- 
nissero, potrebbe in un subito rovinare il lavoro di molto tempo, 
né più vi resta capacità , ove in tanto divertirle , e trattenerle , per 
-essere già tutti i fondi con gl'interrimenti riempiti. 

Essendosi dunque dimostrato , che il vero , e reale ricapito del 
Reno non dipende dall'introduzione del Po nel ramo di Ferrara, e 
che precedendo, non solo non difBculterebbe tale introduzione, anzi 
la faciliterebbe , e poi servirebbe a mantenerla , non pare a noi 
d' essere in necessità di dimostrarla impossibile , bastandoci , che per 
ae stessa sia conosciuta opera di tanta perplessità , e lunghezza , ohe 
prima di porvi mano può avere il Reno ruinata la città , e il terri- 
torio di Ferrara , con danni gravissimi delle vicine provincie , confi- 
dando, che questi due motivi, l'urgenza della rimozione del Reno, è 
comodità , che si lascia all' introduzione del Po , sieno bastanti per 
farci conseguire i nostri giustissimi, ed onestissimi fini. Onde noa 
per con tradire a' signori Ferraresi, ma per rispondere con la dovuta 
ingenuità al qnestito della Sacra Congregazione , tra molti capi di 
difiicoltà^ toccheremo sol quello, ch'abbiamo dalle già fatte cape* 



/• 



nenze . 



SE SIA POSSIBILE^ 



Uella riuscita delP imprese dubbiose non^si può aver più oeifa 
notiza altronde , che dall' esperienza . GÌ' Ingegneri nelle loro fanta- 
sie possono errare, ed ingannarci. L'esperienza mai non inganna V 
Quei sono ottimi artefici , eh' hanno questa per n^aestra . Quei pea- 
aimi , che da questa partendo seguono i proprj capricci . Vogliamo 
vedere se si può introdurre in forma durevole il Po nel ramo di Fer^ 
rara 9 sinché resterà aperto quello di Venezia} vediamo» ae essendovi 



I 

— I 



altre volte staio m miglior forma di quello , che vi si possa di nuo- 
vo coaJurre, dopo d'essersi lo stesso ramo di Venezia nella pre- 
sente maniera dilatato , e profondato , vi si mantenne . Vogliamo di 
più vedere , se con arte possiamo in questo vincere la'natura , vedia- 
mo se con le stesse arti, che meditiamo, kltre «rotte con ogni stu- 
dio adoprate , si ebbe 1' e£fetto , che noi pretendiamo • Non occorre 
cacvare altronde gli esempj , mentre abbiamo prove della cosa stessa. 
Della riuscita , che possono avere i lavori nel Po , non deve farsi giu- 
dizio dai lavori fatti altrove , che nel Po.' 



DISPARITI TRA IL PO , ED ALTRI FIUMI . 



JNon è questo un' fiume ordinario, che si possa al pari de' suoi 
tributar] domare ; può l' uomo fermare nel corso un montone , ma 
non un toro . 

Non ha questo pendenza sensìbile , per cui si porti felicemente al 
mare , ma corre quasi per solo impulso dell' acque superiori , il qua- 
le mancando in qualche braccio, è necessario, che resti stagnante. 
I suoi tributar) ne hanno molta, onde derivandosi da quelli un ca- 
nale, ancorché manchi l'impulso superiore, corre in virtù della ca^ 
data , e però se da questi felicemente si derivano nuovi rivi , tioa 
segue che possano nel medesimo modo derivarsi dal Po . 

Se i rami da quelli derivati con la caduta , eh' hanno sufficiente , 
si conserveranno veloci, e profondi, non segue, che tale possa man- 
tenersi un ramo derivato da questo, che non ha, ne può av^re ca- 
duta sensibile. 

, Altro poi è mantenere un canale di otto, o nave miglia, altro è 
mantenerne uno di 80/ o 90. Riduciamoci pure a' casi, che non 
ammettono queste enormi disparita. Parliamo non de' fiumi in gene- 
To 9 ma del Po di Primaro , e di Volano • 

DELLE IRREPÀRÀBIU RIVOLTE DEL PO . 

i^e ripiglieremo V antiche memorie conosceremo abbastanza , che 
non può ad alvei abbandoAati mal per arte umana rivoltarsi il Po. 

Edi è antichissimo costtftne di qiilesto gran fiume xielle gran rotte 
degli argini inalvearsi per nuove vie sino al mare , e lasciare in tal 
caso l' alveo antiòo da coìti vare a' ' circostanti , privando dall' altra 
parte gli abitatori de' già posseduti campi ^ com' elegantemente atte- 
sta Lucan^ftiiel Hb* 4* 







i 1 



7* 

JSìc pieno J'adui .wt tumens super nggaxe jbda$ 
ExcuFiit Ripas f ^et totos concutU agros 
Succubuit si qua .tellus » ,cumulumque furenium 
Vndarum nqn jfossa iruit., Jum Flumine tota 
Transit ,.et ignotos Mperii sibi^gurgite Campai • 
Illos terra fugit Dominos » his rara XJùlanis 
^ccedunt . donante Pado^ 

Non potrel)l)w con -parole pia fenu^MWedetorÌTere la rotta, di Fi^ 
garolo, che segui tante .centinaia d' anni ^ìlqpo , per lagnale vera- 
fflienta già il Po^, Flumine Jota transit • La ^eriuia «irreparabile de* 
terreni 'Tcanspadani j ora occupati «dalP alveo di Venezia , è eapresaa 
in queste parole.: rlllos .terrxi fugit Dominos , aicoome J' abbàadono 
^el ramo ^di jrFerrara nelle iaegnontij His .rura .Colonis Mccedunt .4o- 
nante ,Pado.j per .non ;più ;ritoriiare al pristino .alveo.* 

Sicché ;tali altre rojtte, runovi inalv^^unenti^ «ed :abbandoni , trailo 
già molto ^prima eseguiti .della -ateaaa srolta .di J'igacolo^ 

£ che da .queste 41 nove tvie non m possa giammai lin alcali :moda> 
avìare^ iper rincoodarlo alP^antiche , è assai «manifesto, peri^ te ciò 
fosse .posjsibile,, non ..soffriièbbero .^gli ud)itanti .r^esterminio ide' loro 
campi 9.che per si lungo .tratto 'Xli «paese reatano inondati, ma cbia* 
derebbero la rotta^ ..o almeno^ se*qaesto fosse jiossibile^ da restringe- 
rebbero , forzatadolo a voltare .nelf antico Jetto^ 

:Se .dunque jTanticbissime ^esperienze e* insegnano ^cbe non possono 
domarsi ^ques ti àonavi .germi .del Po Jinoora. nascenti, ajiereremo vin- 
cerli g;à.ada^^.e.giganui? . 

Con jnoUé^ e molte esperienze d^alvei Irreparabilmente «dal Po 
abbandonati , <e con ^ràgiospi .assai ^evidenti potremmo stabflire qnesta 
massima f. «Che il Po .agi' alvei » cb*.una volta Jasoia » mai più non può 
rivpl tarsi .« 

Ma stciiieiamoci air individuo » lOonsiderando il presente ^aoddent» 
dell'abbandono ^el .Po di Ferrara ^ per Ja rotta a iFigarolo^ ed i va- 



ni rimedi j>iù «volte adoprati ,per restitoiilo . L* impresa , che consul- 
tiamo di voltare l'/acqua >del Pò di Venezia a quel di Ferrara , non 
è intentata , .sono .da cinquecento , e pia anni , che si volge questo 
«asso Sisifeo , come dal seguente jraoeanto .-ai fica manifesto • 

■ 
• * ■ 

DELL* ABBANDONO DEI4 IK) DI TERRARA , E DELLE 

PiaOVE FATTE PER IMBEDIRLO« . 

- Jl* a già r aWeo del Po ài Ferrar» di tal larghesn , tt .j^ondità i 
che tenza alcun perìcolo de* pacai oinxMtantì. qiq^iva non acio' tuttoi 

m 



Y acqae , chlM^i nel Po grande di Venezia ti riducono ^ ma di piò 
ancora qnelle del Reno, come nella precedente Scrittura abbastansa 
ai è dimostrato , e te poi nella parte anperiore non si fiMse aperto 
per opra nmana imovo sfogò all'acque nella stetsa^apaoità , e prò- 
fendità, sì sarebbe pia lungamente mantenotò; poicoè tatto il cari» 
co dell'acque «nperiori dalPalpi della Sa^oja , sino a questo termine 
eontinnato , avrebbe tempre superato l'incontro delF acque inferiori t 
e tenuto pulito da ogni materia deposta nell' alveo principale • 

Ma la rotta » che ad ìnstigazicne del malvagio Sioardo , fu col ta- 
glio dell'argine fatta dagli abitatori di Figarolo 17. miglia sopra Fer- 
rara, a^ danni de^ Ruinesi loro nemici t avendo aperta per l'antiche 
fesse nuova strada più breve , più declive , e . più libera dagl' incon- 
tri d'altri 6umi, e* torrenti fino al jnare ^''corainoiò a sviare parto 
deir acqua del Po dalP altra via più lunga, nien declive, « più diffl* 
eoi tata da' fiumi Panaro , eSji^ , che sotto vi aboccavano , e voltar- 
la irreparabilmente alla nu^HIP 

I Ferraresi, ^per rimediare al acavissìmo danno, che cagionava 
qnest' inondasìone, e deyiazione del Po non perdonarono né a fatipa» 
uè a spesa per chiudere la rotta ; ( Sardi hist. ) ma in vano per due 
anni continui in qnest^ operazione ai aftaticarono, {Ferraresi àll'ar^ 
no ii5a.) poiché finalmente si* avvidero^ che in aXcun mod^ non po- 
tevano contrastare in quel luogo alla violenza della corrente-; fQ#de 
ebbero per opra più accertata tolleraire la perdita de' terreni inonaa^ 
ti dal nuovo eorso dell' acqua , e difendere i circostanti , con «^r«p- 
narlo dall' una , e dall' altra p^rte sino al jmare trovando maggior &• 
cilità in Gir tante , e tante miglia d' argini per la campagna , ch^ po- 
chi piedi, per chiudere, o ristringere la «nuo'fa rotta dopo due anni 
d' operazione > primo argomento irrefragabile delU morale- impossib^ 
lità di rivoltar mai più verso Ferrara quell' acqua , che una .volta 
abbia preso il corso* di .Venezia per via di lavori dalla divisione, 
tanto più naanto più lungo teni{>o' si è assuefatta a questo còrso , 
e sviata dal ^Teoedtnte .{ Prisaano Ferrar.,^ presso Leandro, paff. 
lai. Sic. ) • ^ • . 

Correva sul principio il nuovo, ramo , benchèi veloce , molto ristre<?* 
to d'alveo, né si shffgòin uu subito > ma con progresso di secoli', 
poiché a' j^mpi di Roberto Re di Sicilia , e di' traocesco Pqjtrarca si 
era aticora s» pocQ dilatato J che n^la corografia d' ìralia da loro de- 
scrìtta, foAe per la tenuità non fu notato, e pejL qadtò , che • x^dia^^ 
mo in certa carta della Lombardia ^tt^ nel tempo > che ìf Po aveva 
rotto alla Piève", forse circa il 1450. impressa m^ Reina -4^ anno r548. 
e di nuovo lùtaiìifata* 1' anno 1648. si rapniésènta anche minor di 
VoImo y è j|mto più di Primaro ^ tronco imora principale ; dal che 
ai-può cavìA -quanta^' ingannino. quelli, che per mazzo del moto 

IO 






,^ 



74 

natunlil dell' aoqat intendono in breve tempo di carar un alveo ab- 
bandonato • 

Ma quando ebbe finalmente aoqaittata almeno tanta larghesza^ 
cbe •ebbene an<^e minore di letto , per la aaa yelooità tcaneava per 
easo pia acque nel mare del ramo ai Ferrara, comiaoiò allora pia 
aensìbilmente, con dilatarti » a vtacerlo, con vantaggio alla giornata , 
auperandolo . Accadde qneiito nel tempo d* Ercole IL Daoa di Ferrara , 
il quale» dopo d'aver l'anno iSaa* restituito sopra questa città lo 
abocco al Reno » dubito , cbe non fosse' il Po per ritirarsi in breve 
tutto alla parte di Venezia* 

Sicché l' acqua superiore potò spingere al mare se stessa » e le in« 
feriori con sufficiente .velockà , non si osservarono nel Po di Ferrara 
interrimenti , ed affermano ì Ferraresi in certa scrittnra presentata al 
• Cardinale Guastavillani l'anno 1577. ^^^ quando il Reno nel detto 
luogo fu posto, aveva questo ramo nd^sita bassezaa da 18. in ao. 
piedi d'acqua, quanta certamente Ì0B^ oggidì anobe in laogbi di 
non minima profondità il Po di Venezia. 

Nondimeno , conoscendo il Dbca il vantaggio , che continnameote 
acquistava questo ramo, pensò di frenarlo in modo» cbe non &ces§e 
jnsggìor acquisto » ma , indarno , percbè con tal' arte parve piuttosto 
d' accelerare la rivolta totale dell acqlie a quella parte • 

Sgli 9 per tenere almeno in equilibrio V uno » e 1' altro ramo , fece 
co&tro la bocca di quel di Venezia nna palificata , opera veramente 
Romana , ed angusta di spesa incredibile, cbe cominoiando da Figa* 
rolo veniva obliquahiente , discendendo fin sotto 1' imboccatura del 
ramo di Ferrara. Ma l'effetto di questa gran mole fu in tutto con- 
trario 111 fine , pcHcbè il Pa di Venezia si aumento , ed in conseguen- 
za più si abbassò l'acqua in quello di Ferrara, ove non più voltando 
1' impulso dell' acque superiori , nò avendo per se stessa caduta sen- 
f ibile al mare , i fiumi , che dall' appennino con caduta vi soendeva* 
aio in acqua bassa, e quasi stagnante, non mancavano di distenderai 
tanto verso la bocca 4i Figarofe , quanto verso il mare , e tanto pù , 
che gì' interrimenti verso U mare , cominciarono ad acquistare à quel* 
la parte altaiche declivio • Onde Monsìg.. de' Medici , poi Pio IV« 
mandato dalla Santa Mem. di Paolo III. ranno i&38. a visitare qno- 
at' opera , vide il Po di Ferrara quasi asciutto , non che vaso dimoile 
a navigare , e poi alla prima piena , si p^r lo gran peso dell' noqne , 
Dome per lo fondo mal stabile, afflitto svelta tutta la mole. 

Oovea bastare quest'accidente, per insegnare a' posteri quello t 
cbe ^algAiio d^l Po le palifiòate ; nondimeno il Duca Alfonlo » per* 
inaso dagli Architetti jnù vaghi di nuove opefe ,' cbe confidati nella 
riuscita, l'anno 1570* s'indusse a rifarla, né fu l'effettf» punto dia- 
•imile dal precedente» poiché parimente la prima profa "' ^ 



I ) I n . ) b n \ I 



/ 



73 



■ 

attere ."^eraniente raso ogni sforzo di por freao a sì violento fìame : 
Onde questo Principe » conosciendo a sue spese l' inutilità di' questi 
rimedj^ ne lasciò finalmente ogni pensiero. 

Da questo racconto caveremo i seguenti corollarj , i quali » sicco- 
jfki\ qel Po 9 fs particolarmente nel Ferrarese » necessariamente bannq 
da verifioarsiìt coù 9l>D ^convengono universalmente a tutti gli altri 
Urlili , Oi massime a^ tributar] del Po j là disparita è manifestissima 
da quel ohe abbiamo di sopra accennato* 

Priipo. Jl Po diviso in due .rami disuguali in lunghesaa, e di£b<i 
renti in declività alla proporzione , che sono quel di Venezia , e di 
Ferrara s si ridurrà tutto al più breve» e più dedive». abbandonando 
irreparabilmente il più lungo , e più orizzontale . ' *^ 
. $|^oQilo.. Se il ramo più breve , e più declive porterà meno ac« 
qua del più lungo, si dilate^rà, e xprofondqrà sinché lo pareggi» o 
possa portare, tutt^ l'acqua; «e poi ^n brevissimo*^ tempo a se tutta la 
volterà , non ostante quitiiiioglia opera artificiale^ che umanameH* 
te vi si pp^sa, interporre. . 

Terzo. Ma se il ramo più b^eve avrà papaoita di portar tutta Tao-^ 
qipa» non restandogli d'allargare, l'alveo, allora » senza interposizione 
di tempoi cominciexà a voltare .a se stesso tuttit l'acqua. 

• Quarto . Quanto più lil^éro sarà il ramo più breve , e più declive ^ 
e quanto {4ù impedito^ da^ fiumi tributar] sarà il più iuiigo « tanto più 
presto r acqua superiore mancherà al più ludgo e si ridurrà al più breve. 

Quinto. ^^ì ancora -..qpanto più largo', e profondo sarà il ramo 
più breve 3, .^SLuUi più stretto e basio sarà il più lungo, tanto più 
.presto si ridurrà',!' acqua^^al.pìù breve. 

3esto • E) se nel raipo più lungo CMcorremnno . maggìormei^e in- 
jDontrp de' fiumi » maggior strettezza , ed altézza di fondo , tanto più 
presto ancora dall'.adqui^ superiore. sarà abbandonato. 

Settimo . li .ramo più lungo tende sempre alla reple^ione^ onde e» 
gli è . |n^passìbile\ eoe sìa pro^fondató ,* ed allargate^ in. qualsivoglia 
spmo di tempo dal poimo/^atiirale dell'acqua del tronco superiore • 

ì^n . du)iitiàn9<f ,punt^^ chf9 chi/~esai)iinerà diligeDCemente queste 
.proposizioni, e le conferirà col precedente tacconto,- non sia pei^'co- 
Aoscé^je^, se dal Po di Venezia iu possa fare; no itt^roduziooè'darevole 
|ie) ,nìn(f ài Fcirjrara, é molto più l'introduzione iu. tanta copia d'ao» 
;qaA9..<^^abbìa*a'9prtare^al n^are. li fiumi inferiori^ 
r ^ije'T^in™^® > ^^V ^^^1 vedere» se si pi:^òfare u^ mtrodtmone dore- 
vpl|^ .deir apquà dèfPo grande %el ramo di Fernrra, fi0gasi d'averla 
.gM intro9ot£a, in qpellf &lìpitt , che vi correva l'anipo 4Saa.'e veda 
^aaTprecedente i^ccantoy.cbe M guindiéi, o. sedici amii^rà per avve«» 
hìtq 9/0 se pensi^ rimediare con ifi^te a qii^l' evento > veda la riuscita 
ch'hanno £itto le prove d^I Ddcadi Ferrara o'ogUi lóro aforao posMUla* 



7C) 

Eppure li «ignori Famre» nel otioolo dato dell' esotvistoiie nw 
solo non inteDdono di preparare 1' alveo a quella profondità , e eapa« 
cita, eh' aveva ancora in quel tempo: ma solamente di cavarlo quat- 
tro piedi sotto la toelia della chiavica Pilaatrete » tetta oni qualche 
parte deli' anno ii abbaasa il Po ^nde , e solamente in dieci perti- 
che di larghezza cpmpresa la scarpa • Vedasi dunque qnal effètto sarà 
per avere quest' escayaaionè. Confidano forse, che 1' acqua una volta 
introdotta abbia da dilatarlo, e profondarlo? Ma vedano^ se tf^ovan* 
dosi già in migliore * stato si dilatò s e profondò , o veramente se si 
riempi. 

E questa prova ancora , quanto sia difficile da eseguire » al può 
vedere dalle fatiòhe iinpiegatevi inutilmente da 53. anni in qua , le 
quali , come già disse Monsignor Corsini , non hanno servito ad altro, 
ohe a maggiormente difficoltarla. 

Si sono adoperati i paletti , le arature , e non hanno servito ; i 

clini » le chiaviche » I acque dell* esdlenense del 



molini » le chiaviche » I acque dell esdlenense del Po , e quelle di 
Panaro , e non hanno giovato • Ma come possono queste giovare , che 
son avendovi la suffioiente pendenza con le deposiaioiii , hanno mag* 
giormente^ da interrire , come veramente hanno fiitto P E se dal levar 
a mano qualche dosso si son veduti ^fletti dell* abbassamento deli* ac- 
que , ben presto di nuovo si sono, interriti ,,e tornati allo stato di 
prima , ma altro è far abbassare Tacque di questi fondi alsati , oca 
uguagliarli , altro ò profondarli alla bassezza neòessaria per introd^ur- 
re il Po • Forse le sorgenti noi permetterebbero , e nell* operazi<NCie i- 
itessa in si lungo tratto di paese in tanto tempo , chq richiede , le 
piogge in ti^nto sopravvenienti ruinerebbero U lavoro , come altra 
Tolte «hanno fatto , necessitando a rifare seufa fine , poco meno » che 
,ae si solcasse negl'acqua, e ciò maMime in Primaro , per le grandi ae* 
que , che nelle picgge dalle valli • finmi in -^a^to numero vi corro* 
rebbero • . , ' 

^ I Bolognesi nella visita del signor Cardinal Oae^no ToleTano , che 
•t facesse 1* escavazione almeno 8. piedi sotto la soglia della chiaTica 
Rlastrese , chcr ne meno dicevano bastare $ restandovi ancora cinque 
piedi alla* profondità del Po di Venezia , e con larghezza di a5. porti* 
ohe al principio , ed in questa suppofizione sì fecero i calcoli dell* e* 
aoavaziooe, e di consenso delle parti furono ^vati passetti iz^g^SBSi 
che al p^zz6 stimato da* signori Ferraresi di (•« ginlj il passetto « 
importano più di sette milioni di sondi; il calcolo*' si da qui in ri- 
eretto . cavato dalla visiu autentica del Agùor Cardinal Gaetano, e 
nel fine si aggiunge il capo della stessa visita end* ò cavato , «at" 
irwtendo , clie due furono i calcoli , uno firt:to daglw arbhitetti I^rrs* 
resi in profondità di quattro piedi sotto la scalia della chiavica Pih^ 
•trese ia Urgheua di dieci pertiche ^ come si ò detto, U q^e di 



• • 

l^i^ è itftto pgw en ta to da' signori Ferraresi; V altro fu ad istansa de* 
Bolognesi di piedi 8. sotto la stessa soglia , e skS. pertiche in largheff- 
■a f V uno 9 e P altro fu daUe parti aoooniato , e sottoscrìtto . Ne 

V noo 9 nò r altro arriva alla profondità del Po di Veneaia » ohe sot- 
to la stessa soglia è pro&ndo da %3. in 14» piedi ^ onde di molti mi- 
lioni maggiore sarebbe la spesa a profondarla del pari ^ 

Escavazione di Primaro d*^ otto piedi sotto la soglia della chiavi* 
pa Pilastresey esaminata dalla visita^ del sigm Cardinale Gaetano 

V anno 1610» dei" Periti Ferraresi^ e Bolognesi e sottoscritta dalle partii 

laaglMBsa.. lughctia •. profondità » tolidità, 
pért.^iedUpert.jfUtB». jfUtU. passetti- pMt^ 

Dalia punta della StellaU alla 

prima volta sopra ilBondMiOf. xoS?» 6*. %i^ 16» acrw 4' ^^4^ 
Imbocoatufa ndlo . entrar del 

Po alla/ Stellata » . .. • • # xco*. t$» t6» ao^ sàooo^ 
Dalla volta suddetta sÌAa a 

Panaro» e Bondeno • - .^ 4^^ '^«^ ^-^ ^^•^ 104400^ 
NtUo stesso spana » ove à ' . 

• r acqna ««.«.•«.•» io.. 6«- xi. Sd%Sc- 

Dal Bondeno» fino al Po rotto» Sq^S» 34^ x a» xS*. xx5868o«: 
>Dal Pa rotto ama ali* «rgine 

di S. Giorgio.. «.••..» 1700» K 4'*' '^*' ^^•^ 783406.. IO 
Da S* Oioaigio sino ad Argenta.. io835.. 10.^ 6. 5auo8o. 

Nello stesso spazia •. • • .. 38.. i6. 5270144» 

Da Argenta sino a S. Alberto .. 8474* ^^^ ^^^ 3087667. aS 

Da S. Alberta Sina alla* volta 

del Pera »••..,• «^ .. tace*. . .Soé. * 7. aox6oo» 

Dalla volta del Pera uno al 
' xoare. ..•»•/«» 2793.. 36.. 7» 6o4a88. 

■' - . taa94Stt5.- SS 

« ti 

f ... 96883755. 

Impcnrtà qoésta eseavudoAa sètte milioni» treoento • 7376751. ' 
aottantii sei in^ setteoento dtiquant^ìina sondo dipadi. 

SE W irftLE L^ INTRO^ZIONKv ' 

xJe ntUità » ohe si frretetaoono dair intiodnaione ' àelP acqna ' doV 
Po grande nel ramo dt^Feifrara, si ridneopo'fors^ a tre principali. ' 
La pMma sarebbe portare u inàre tdtte lé aeqae de' fiumi inferiori); 



78 

che ora abbancloiiftte del Po» che con rimpallo inperiere ve le ipiii* 
geva , ODO dìfEk^oItà vi 8Ì condacono . 

La seconda sarebbe accostare alle mora della (nttà la naripiftioiio 
reale • 
. La terza scemare 1' altezza del Po nell' escrescenze • * 

Ma quanto aUa prima utilità , sanno i signori. Ferraresi». che men^ 
tre resterà aperto il ramo di Venezia» non si pt^p a:rere» avendo e- 
glino sempre procurato in tutte le scritture di provare , che^ il Re- 
no » e Panaro » con portare le loro torbide nel ramo quasi orizzonta- 
le di Ferrara y tanto con distendersi non meno vei*so la Stellata , che 
verso il mare , quanto con la deposizione delle torbide» hanno vioien* 
tata V acqua superiore del Pò a voltarsi alla divisione della Stellata » 
e pigliare la via di Venezia» ov^ eglino nell' escrescenze oon>fla dkg^ 
gior, parte dell' acqua » .e .Panaro finalmente » fpk ^ottanta » e più inni 
tutto affatto si rivoltarono; Se dunqufa queati fiumi dal suo alveo 
naturale poterono discacciarlo ». •come noi discacceranno da mi cavo 
fatto a mano » non mai profondo » e x»pace quanto V antico ? 

Circa la navigazione » rimossi dal nuovo cavo tatti i fiumi »- reste- 
rebbe da superare la lunghezza della linea» che perde di dwUvio 
proporzionale » 1* angustia » e l' altezza del letto » per uguagliare la irelo- 
cita, di questo a quella del Po di Venezia » senza la quale di nuovo 
là si ridartebbe » o veramente ristringere la bocca di.4[uello con mo* 
li, e palificate impossìbili a resistere alla forza della corrente» come 
insegna T esperienza de' tempi passati» e lo atesso ' Aleq^ti » la cui 
maniera di chiudere il Po dà una parte .. dell' isola di Bonello » ne 
meno è affatto sicura» poiché forse. 1 urto d'un corpo d'acqua» che 
viene da ago. e più miglia» che malagevolmimte nei nnovo cavo di 
tanta lunghezza» angultia» ed altezza» potrebbe. sfogarsi» sarebbe ha» 
stante a portar via un melo anche d'un miglio» e vìtolentato romp^ 
re nella parte superiore .con perìcolo di sommergere a destca la. cit- 
tà » e la fortez'/a , di sito inferiore » o aprirsi, a sinistra nuova via al 
mare » abbandonando » non che Ferrara ^ lo stato Ecclefiastico » olirà 
le mine » ed innondazioni » che in tal modo fi-enàto porterebbe alle 

{mrti superiori del Ferrarese , e della Lombardia con 1' alzamento. del- 
'acque impedite» che farebbe anche alzare il nuovo cavo^di maggio- 
ri escrescenze , che abbia avuto il B» » con lo atesso fiNerioolo «dello 
città, e terrìtor) di Ferrara» e di Gomacchìo» non senaii' nuoji danr 
ni del Bolognese» e pur tal chiusa sarebbe necessaria a &t venire 
r acque in un «hreo più^laogo i più . stretto »' sievj profondo » e men 
declive. ^ .^ - 




angnstia 



:. 



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79 

erano della . profondità del Po a Bonello . E queste difficoltà , cLe re^ 
stano nel modo dell' Alieotti più accertalo degli altri ,^ono sempre pia 
vive negli altri modi, che pigliano la divisione in maggior distanza 
dal mare y che in conseguenaa lascia maggior lunghezasa di linea in 
gito, che non ammette chinse, né nalificate. E^poi, per accostare tre 
•ole miglia la navigazione , a che fare di un cavo ai 8o. o 90. ; e 
mentre ai ha in questa vicinanza il Po, pigliarlo 17. miglia di so- 
pra, a correre poi in sito inferiore alla città , e fortezza , con espor- 
re U tutto ad no taglio , ad un foro « che ad un malvagio di 
notte e tempo potesse essere procurato , necessitarsi alla guardia di 
tante più miglia d' argini , mentre appena vi è gente da guardarne nn 
aolo 9 ohe se già furono guardati , più ancora era allora la moltitudi- 
ne degli uomini, ch'ora a molte, e molte miglia sono mancati , e fi- 
nalmente mettersi in necessità di mantenere cavo, sì lungo; e scava- 
to dalle continue deposizioni , che vi farebbe L' acqua del Po nel ca- 
lare 1' escrescènze , e perder di moto , con voltarsi anche contro il 
corso , come aptimmente^ alla divisione • 

Non " manebereSDero modi più reali , più brevi , più facili , men 
dannosi', e più durevoli, per acquistar queste 3. miglia di naviga- 
zione , mentre oob la dovuta circospezione vi si applicasse ^ 

Ma se altri dicesse, che si avrebbe utilità passando questa aayìga- 
sione per lo stato di Ferrara , senza toccar qnel d' altri Principi ; nò 
meno a questo manca modo^ facile , e di molto minor dispendio , mas* 
uìme dopo d' esser ormai ii taglio d' Adriano ridotto a £uon termine • 

Non è da trali&ciarsi ^ che se a Ferrara fosse avviata scala di mer- 
canzie , non si svierdi>be per tre miglia di distanza di navigazione , e 
ohe hon essendovi per accostarla , non sarà facile introdurla , essen* 
do ora le negoziazioni stabilite in altre città d' Italia 9 più comode 
al commercio. 

. Finalmente si paragoni V utile , che si avrebbe dalle tre miglia di 
navigazione reale con le spese da farsi nell' introduzione, n^l mante» 
nimento,o d«ini oaosati' qell' èscreiicenze , privazione ' ai scoli, ne- 
cessità di guardie raddoppiate*^ perìcoli deUa città, e Fbrtezza » e 
yedasi qnal prevalga. 




questi nuovi , dopo che SOI0- ripieni , non entr% altra acqua , ohe 
quanta lentavaente si scarica àtàV altra parte , che ian£be pochissi* 
tti« : OQde nel tronco principale non si può vedere vennbile abl^sssmen« 
to- Ma. non tutti intendono 1% bropc^ione -con la quale si abbassane 
le' acque corrend , 'difidendN^ » non Acondosene ordinariamente con^* 
cotto diflfeiente dall'acque fliQìrte » e itagnantiw Non è questo on può* 



/' 






to da trattare alla afiif gita ^ sdì «ara liene a rioietlerai ^d i%d eeroU 
larìo del famoaieaimo padre Castelli in propeaito diSereole sì , nm che 
mòtto acoonciafnente a' applica al caao presente . Parla dell' ablMMa- 
mento » ebe iaceva il Po nelP eacreaceoae ^ quando tagliato T argtoe 
al Bondeno ai sfogava nel Po di Ferrara , di Jrrìmaro, « di Volano ; n 
pròva 9 ch^ era sensibile solamente tìnobè si rievipifraoo con eéferìtà 
onesti rami prima vuoti ^ n[ia poi oh'' erano -dall' aoqna <iel Po xiempì» 
ti , mancando la oaduta, né moveodovisi Y acqua <kui vdocità, ritorna* 
Ta per necessità il Po quasi all' altezza priouera , a metteva in aecea» 
sita di guardar gli argini da tutte le parti , e cagionava altri danni 
da lui accenaati, e conosciuti abfaastanxa da' signori Ferraren, la 
maggior, partq dé^ quali non «vogliono V introduaione del Po > come 
ne^ congressi in Ferrara ^ e né* memoriali dati da varj particolari si 
è veduto* 

Queste sono le difficoltà » <oV abbiamo stimato doversi Tippresenta« 
all' £E. W. circa l' introduzione del Pò nel ramo di Ferrara , le 
quali ^ se non arrivano all' im^saibile ^ 4 ridaepoo certamente al* 
l'impraticabile. L' anìfizio d' introdurre il Po in Sforma durevole, 
consiste in porre « e oona^rvsre in equilibrio ambedue i rami, aoeioo- 
cbè non avendo uè V nno , né l' eltro sufficaente declivio da portarsi 
al mafie, l'impulso superiore, cbe.lo eoùduoe, si mantenga iu me- 
do , cbe tutto non penda da nna parte » poiehò a quella infidlibil* 
mente sì ridurrà T altra « 

. Qui , o abbiamo da parenìare le pendense , le lunghezze , . le^ lar« 
ghezze, le profondità^ e gì impedimenti^ o abbiamo da compenaare 
queste discrepanze , con qualche grande artificio , non ancor ritrova- 
to. Altro non abbiamo di certo, se non «he tutti gli axgtni ,* tutti 
gli sforzi nsìiti in quesf operazione, 'quasi da cinque secoli in qua 
con r nnione de* popoli ^ con la potenza di gran Prihcipi aempre so^ 
no riusciti vanì , senza nemeno darci . nn minimo barlume di tali 



re 



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I 
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speranze « 

Vedano dunque TEE. TV. se allùamo ragione di supplicare a non 
differirci la rìmoanone del fieno di tanta urgenza ad una tale opera* 
zione» alla quale ancora , dopo la rimozione resterà luògo d' applicare* 

Ccmprwazione di c^j eh' i stato detto nelV cntecedmte Scrittura 
coli* autorità dell* Aleotti $ e del padre Castelli • 

^ vFio. Battista Aleotti d' Argenta ingegnere pei^tissimo d* aoque 
della città di Ferrara , che in tutto il corso di sua* vita si esercitò 
aell' osservazioni del Po , da lui scorso tutto dal suo principio fino 
al fine f t>. particolarmente in ^utto quallo stato a parte per parte 
asisurato^ e oonsiderato ntìl coAo di aa.4mni, ohe fu adoprato da 



1 



8t 

Alfonso D. Daea di Feimn in molte operazioni, particolermente t fa» 
re una esattisaima Corografia del Ferrarese » lodata da' posteri , e pre* 
ferita di gran Innga a quella del Magini , e continuò , dopo questo 
Principe , a servire la stessa €ittà , ed i sommi Pontefici , con lode 
ringoiare di perizia, di fedeltà, e di zelo, mandato V anno i6oo. 
Ambasciatore alla Santità di Clemente YIIL dalia città di Ferrara ^ 
per interessi dell'acque, propose una maniera d^ introdurre l' acque del 
Jro grande , { pag. 84* ^ ^^^^^ indice alla lettera ^ • ) e dare insie- 
me ricuro 5 e perpetuo ricapito al Reno; ma forse la spesa immensa 
necessaria a cale introduzione fu cacone, die al suo parere fosse 
preferito ouello d' altri Ingegneri atranieri , poco, o nulla pratici del 
Mese , e degli efietti , che in quelle parti cagiona il Po , i quali 9 
benchò portati sul fatto , non videro però , come affejrma lo stesso A- 
leotti ( pag. 60. ) , ciò che bisognava vedere , nemmeno ebbero le 
notizie necessarie , per deliberare cosi importante negozio « . ' 

Soddisfece però al suo iselo almeno con pubblicarle alle stampe^ 
non diffidando forse , <^he la forza delle sue verissime ragioni dovesse 
essere anche un giorno conosciuta . 

Or dunque mentre , secondo il decreto della Sacra Congregazione^ 
abbiamo da esaminare la possibilità dell' introduzione del Po , a fine 
non solo di restituire a Ferrara la navigiizione , ma ancora di porta- 
re al mare il Reno , e T altre acque , della quale pienamente ha di- 
scorso l'Aleotti^ stimiamo opportuno raccogliere il suo parere dalP o- 
«pera stampata, acciocché apparisca prima 9 che l'introduzione non 
può servire a questi due noi ; secondo , che la nostra proposizione 
di recapitare il Beno , tanto è lontano , che repugn^ all' introduzione 
del Po in Ferrara , che piuttosto è necessaria a precederle , al giudi- 
.sio di questo soggetto, d'ogni eccezione maggiore, e tanto interes- 
sato nella salute , e prosperità dell» stato di Ferrara , senza contra- 
dirione di quest' istessa città , a. cui utilità fece tal proposizione, 
conferendola a' magistrati di essa , ed a' pratici del paese , come af- 
ferma in queste parole • 

j^ È cosa, che { pag. 97. ) come servitore obbligato, dissi alla 

3, Santità di nostro Signore, ed all'illustrissimo signor Cardinale Al- 

yy dobrandini 1' Agosto passato del i6oo. mentre era in Roma , di che 

^ ed a Sua Santità , ed a sua Signoria Illustrissima , e Reverendissi- 

^ ma ne lasciai disegno particolare , siccome le dissi. dopo al signor 

yy Giudice , ed al Magistrato della nostra città , e la sera del mede- 

yy Simo giorno all' illustrissimo signor Cardinale Visconti , eh' era al^ 

y) loggiato in casa del reverendissimo Monsignor Vescovo di Ferrara 

yy il passato mese di Dicembre , ed a molti altri , e prima , e dopo , 

yy per sentire , ed intendere qual sorta di contradizioni poteva aspet-* 

^ tare dagl' intelligenti e dell'arte , e del paese , anzi che molte volte 

II 



8» 



:^ prima , ohe di lasciaraii intendere paletemente » toopetli il ima 
^ petfiaiero a pia sorte di gente pratioa del paese > eo. 



S 



FRAMMENTI DELL» ALEOTTI. 

Che V acqua del Po introdotta nel ramo di Ferrara mort 
può portare al mare i fiumi inferiori • 



io volessi persuadére , cbe per render navigabile il Po di Fer- 
rara , ed il ramo d' Argenta si dovessero tirarvi dentro tutti li fiu- 
mi, che da^ monti, di Bologna, e delia Romagna scendono nelle vai* 
K, che sono a mano destra del Po d' Argenta, e farvi tornare den- 
tro di nuovo i fiumi della Romagnuola , arginandoli con modo , eha 
potessero- lare di non correre ristretti tra^ gli argini di questo al m»- 
re, e sMo volessi persuadere, che non se ne rimovesse il Reno, già 
r esperienza delle cose maestra, con T esempio di queato, e degli 
altri mi ha dimostrato, che questo, per le di sopra allegate ragiooi^ 
sarebbe un persuadere d'escludere in perpetua 1 acqua del Po gran- 
de , ec. e più sotto ^ 

Per ritornare navigabile il Pò^ di Ferrara, e d'argenta, conviene, 
per le ragioni addotte di sopra, levarne il Panaro, il Reno, ^ tutti 
gli altri fiumi, che vi mettono capo dentro da Reno in giù, che so- 
no stati cagione , come altrove si è detto , della replezione , cbe ai 
vede , la quale ogni giorno più si va maggiormente aumentando , e 
ohe per ogni poca pioggia ruinosamente scendono in esio , il quale 
se ne sta bassissimo i tre quarti dell' anno , e ohe , come si è tan-^ 
te volte di sopra replicato, mentre ai trova in questo stata non ha 
nessuna , o poca decaduta dalla Stellata in giù , per andare al mare ; 
onde benché abbia corso, non corre però se non per impulsione del- 
Tacque superiori di esso, e de' tanti fi.umi, cbe lo caricano; laonde 
non. avenda continua la su^ (bcza superiore , con la quale possa col 
peso di se stesso caricare su le piene di detti fiumi inferiori , se 
noli due volte Tanna, come altrove si è detto, e talora una. sola, 
siccome anche sta talvolta due, e tre anni, ohe non ai lascia vedere 
grossissimo; quindi avviene, che quei fiumi ,. ehe a proporzione di 
declivio lo superano tanto dì ibrze, mentre è basso, e mezzano, noa 
solo lo fermano , ma lo sforzano anche a tornare al contrario di quello , 
che dovre]}be y ed essi , per la grandissima loro caduta, molte volte lo 
seguitano, come veggiamo^ che fanno il Reno, e Panare, e tratte- 
nendosi r un r altro ( come si è mostrato di sonra ) perchè giungono 
tutti ad un tempo , ed hanno poco declivio dalla loro sboccatura nel 
Po sino in mare, quietano, e quietando questi, la- terra, ohe da i 
calti eampi dell' Apenaino levaU p. si trova iaoofporata noli' acquo 



99 



i.'k 



lora 9 «i floorpora 9 e totmcleBdo al fosflo lo «sfenn^^ ed alza , e qa^ 
sto interriineQto 81 va facendo ostacolo al medesimo Po^oad'egti^ 
^ando viea^ossO) e òke dovrebbe caricare i deMi fiumi » pef" cac^ 
ciarli a bassp , ritrovato lo interrimento nel suo letto , volge di &e 
0t9$8o altrettanta ^arte per 4^ altro ramo di Figarolù ; ^ìt qaale, oltre 
che aoivlia dalia Stellata al. mare Jiaedsano impedimento,, essendo la 
lÌ4iea .dei suo corso pia hreve assai degli altri rami , quivi si volge , 
comeanobe di sopra si è detto, per kpiu brere, ed espedita stra- 
da, per )giuQgere i^anto prima ài -suo fine., ec* . ^ 

£ se J' otturarono mentre iu vastissimo , e profendiasimo , quando 
questo era il vascsuo principale, peggio ben anche conviene ., «he 
diciamo; che farebbono, sentendosi entrare in nnoavo fatto a ma- 
no ,. npn mai più profondo quant' era* innanzi^ che fosse otturato^ 
anzi pure non punto: più prolbndo di quello , che si sia la supei^cio 
deir acqua dei mare, e che converrebbe essem stréttissimo, rispetto 
alla vastezza , che soleva avere ; laonde conviene , che chi pensa di 
ritornare navigabile questo fiume , ne levi, .ed escluda dai suo alveov 
senza punto d indugio , questi fiumi del tutto; altramente., se bene 
si cavasse con qualsivoglia spesa grandissima largo , e profondo quan* 
to si potesse umanamente cavare^ il tutto sarebbe gettato, perchè 
siamo sicuri , che non durerebbe , e ci vedremmo perdere quello ^ 
che poi forse pia ^non potremmo riavere.^ ec« 

-iU -BJCAPITG JD£L .BJBIfO^ SECONDO jl' àLEOTTX^ 

-Hi perchè abbiamo detto ( /7ag'« idi* *), che di necessità conviene 
che dai Po si debbano escludere il Panaro , ^d il Reno , prepareremo 
un cavo, 4^he levi il Reno ditlU F che segue dopo il nome di Reno, 
e lo porti sopfH Vigarano nel Po air altra F, che è principio di que- 
sto nome Ferr* come la linea F i^ ei dimostra ( cioè da Mirabelle sin 
quasi al Bondeno ) e tra questo termine, e Vigarano chiuderemo il 
Po , come dal punto F in esso si vede , acciocché , questo dal Po me- 
desimo ne rèsti perpetuamente escluso , e lo lascieremo andare in com- 
pagnia del Panaro nel Po grande alla Stellata, arginandolo ben hen^ 
con argini grossi , ed alti tanto , che non gli sormonti , né possa rom-» 
pere in luogo nessuno , avvertendo se sarà bene a lasciare 1 intestatu^- 
ra fatta nel Po, per esdndere il Reno, tanto bassa, ma a guisa di 
chiusa tanto bene fortificata, che quando il Po si troverà neir estre- 
ma sua altezza , il Reno possa , sormontandolo ^ alleggerire i suoi 
argini « 



V 

3. onraooraiom del io» 

« , 

Suppone già ricapitato il Reno nel Po grande^ 

In cjaetto mentre prepareremo no alveo nnoTo per il Po grandft , 
il cui principio sia tra Posteria di Palentono ^ ^ " Polesine^ ot ve- 
ro isola di..BoneIlo » che è nel mezzo dei Po» di sotto eiroa un mirilo 
di detta osteria , ed il suo fine sia nel Po di Ferrara sopra la chiesa 
di Vigarano , o tra detta chiesa 9 e V intestatura frtta per escluder- 
ne il Reno 5 il che benissimo si comprende per una linea segnata » 
che si vede nel disegno seguente a traverso del Polesine di Ferrara 
dall' uno > air altro di detti luoghi. Questo caramento dotrà essere 
arginato con la più gagliarda maniera » che sia possibile , per difesa 
del paese > con restare gagliardo » e per li pia alti dossi oarato ^ e 
profondato sino in pari almeno alla superficie dell' ac^a , che dal 
mezzano per la fossa marina avremo tirato nel cavo fatto di nuovo 
dair intestatura sopra il Zaoiolo fio sotto V argine della punta di S. 
Giorgio y ed in tanto pur anche della medesima profondita caveremo 
un cavo per l'alveo del Po di Ferrara da Vigarano » dove in esso 
sboccherà il suddetto alveo nuovo » che verrà dal Po graode sino al- 
l' argine suddetto della punta di S. Giorgio » di auella larghezza, che 
si potrà maggiore , e per la più profonda parte di esso » col suo fon- 
do equilibrato, co» 

E perchè ( come anche si è detto di sopra ) il Po grande è tanto 
largo , e così profondo , che si rende capace di tutto il corpo dell' ao- 
que del Po di Lombardia, quindi è, che della latitudine bisogna 
strìgnere , o chiudemie tanta parte , quanta sarà^la quantità , ohe ai 
vorrà , che ne venga per l' alveo preparato nel Po di Ferrara , e per 
il ramo d' Argenta , altrimenti questo in&UibUmente^si perderebbe 
in non molto tempo , per le ragioni di sopra addotte , anzi che biso- 
gnerà alzare dal rimanente tanto il fondo , che questo si possa ren- 
dere in equilibrio col fondo dell' alveo nuovo preparato da Palentone 
a Vigarano , acciocché bilanciato 1' eqnibrio di questi due vasi nel-» 
l'angolo della nuova bifurcazione si mantengano in perpetuo equi* 
librati • 
■ Laonde , per far questo con comodo > che altri si possa assiourare, 
che duri in eterno , io non lodo le palificate se non per un princi- 
pio, perchè conosco il fondo, e la forza estrema di questo fiume , e 
so quale sia la resistenza , che gli fanno i legni , e per quanto tem- 
po durano , e con quale spesa si mantengono , e però , per potermi 
assicurare di poterne promettere a' signori , e padroni cosa, che lo- 
ro stessi se ne compiacciano , e che per tale la reputino , quale io 
glie la dimostro , dico , che ritrovandosi , come ho dett#, nel mezzo 



— 1 



8S 

dolT almo del Po gnnde nn* ìmU di jojtto iàW otfdria di Paleato« 
nev detta Bonello» Msognii chiadere ir ramo di Bo» oh* è tra questa, 
• V argine del Polesine ai Ferrara , ooq on molo di sassi da pali trat* 
tenuti per {niocipio det feadamento di esso, il qaale dovrà esser 
lanro assai , ed alto quanto eonverra , ma non t)hiusQ^<afiatto ^ perchè 
il Po grossissimo possa anche esalarvi j. o sborrarvi so*pra ^ operando in 
modo > che nella parte versa il mare questa molo ^ a letta di sassi 
abbia una graodissima pendenza ^ che dxnan;» abbia gijnd^ argine di 
bnona terra» che di sopra sia con fascine ^ e sassi fbrtiiwata alta gui- 
sa che vediama farsi. le chiuse di legnami ne^ fiumi per alzare V ao* 
qua , e far macinar molint ^ e perchè V altra rama del Po che jesie- 
za tra V ìsola detta ^ e Margine versa il Polesine di Gorzone , non si 
possa né slargare , né profondarsi , converrà assodare con sassi le 
sponde da ogni ^ta di esso t e similmente il suo fonda » ec. 

In tal raamera chiusa la metà del Po ^ il che riuscirà infallibil mena- 
te» come (li già ne abbiama veduta V eaperiena^^nel ramo delP Aba- 
te f serrata dal Duca Alfonsa 1^ anna i S6S ^ per destinarla ricettacolo 
deir acque delist bonificazione del Polesine d^ Ferrara , ed assodate le 
Bue rive ^ come ha detto, che si vede la riva del Po innanzi del pa- 
lazzo della Mescla y fabbricata con spesa Regia dair Altezza Sua , in 
quel luogo aspetterema un escrescenza estrema del Po grande 9 e frat- 
tanto chiusa il ramo di Volane sopra il ponte di S. Giorgio di sotto 
della chiavica , eh' è poca di sotto della Fornace della punta aperta 5 

Pr potere scolar V acqua sorgente nel Po d' Argenta di sotto dal- 
argine suddetta della punta di S^ Giorgia , e debilitata qd^st' argi- 
ne medesima della punta quando ii potrà , perchè resista malamente 
ad una gran piena del Po grande che venga , ed aperto T alveo pre- 
parato di nuovo a^igarano , e fortificati ed assodati ad nso di coro* 
nelle nuove, gli suoi argini nuovi benissima con banche» e instare 

Sagliardissime , e riveduto j e risarcito tutti gli argini del Polesine 
i nuovo , e provveduto di buone guardie lungo le rive di esso , 
4al suo principia sina al mare y soppraggiunta unaT.grandissima pie- 
na 9 con invocare F aiuta Divino , e con chiamare i Santi Protettori 
della città , e del Polesine in nostra aiuto r lo taglieremo , ec. ; per 
oni io mi confida netl' aiuta Divina , e nella bontà delF opera , e 
nelle ragioni » ohe a farla in saran state scorta^ e guida , che vedre* 
mo infaUihilmente navigarsi subito questa fiume , e ritornare la no-^ 
atra città a quella grandezza , nella quale ella crebbe d' umilissimo 
Borgo alla suprema altezza ne' secoli passati , né jià vedremo il Re«- 
no disordinare V equilibrio de' nostri paesi » come si trova di pre- 
sente» perchè quésto u vedrà entrare ne' rami di questa biturcazic- 
ne 9 non come torrente » tatk portato dall' acqua di tutto il correote 
J?a di iiomliirdia , il quale SQiiza fiJlo se lo porterà con la sua acqua 



M 

meschisto » siccome 3a^i dtri veàhmù A& tTTiene > éà aHon anà 
laogo la massima. di quelli» èfce ra^onande d* acque non sanno altro t 
se non che finme non atterra finme , ec* 

• 

4* iUGiai|i dell' vALsorn gontbo lb palifigatb jk po« 

f^sre a anelli» 1 quali si credono di dir bene» che intewandoti 
tuttavia il n di Ferrara » ed allargandosi » e profondandosi oga* ora 

J)m il ramo di Fiearolo » -che fosse facile il fare» e mantenere una pa* 
ìfioata contro il mrioso corso del maggiore fiume dell' Europa dal- 
r Istro , o Danubio in fuori » accresciuto da tanti fiumi reali e tri- 
butato da tanti torrenti » fosse » jagfai » condotti » e cayamenti » contro 
il furore del quale a fatica reggerebbono i più durì^ e sodi dorsi del< 
r Appennino in un fondo paludoso delle grandissime campagne del- 
l' Erìdano» accresciuto, e ripieno della pura sabbia di tanti torrenti» 
che dentro vi sboccarono eternamente» si credono forse questi» che 
ciò dicono, che il Re spperbo» e minaccioso de' fiumi sia un picco- 
lo torrente , simile al Ronco » al Montone » all' Isapi » al iiamone » e 
al Senio P Se non hanno udito le sue forze sino ad ora » tforse che 
1' udiranno anche un giorno raccontare » quanta fatica » quanta spesa » 
e quanti -stenti ci ha speso quel glorioso Duca » oltre le tante spese 
fatte dalla comunità di Ferrara; ben si vede ciò a' libri delle speso 
per ciò fare in quc' tempi » ohe nell' Archivio di essa si conserva- 
no , ec. ' ^ 

Par forse facile a molti » die non sanno » il tenere a freno un fiu- 
me cosi terribile , com' è il Po , il cui profondissimo alveo Jiia il suo 
fondo dì pura sabbia , e di paludi» come si è detto» argomentando le 
forze^sne da picciolissimi torrenti de' loro paesi ^ ma Bon -si accorgo- 
no che le conseguenze non sono buone » ec« 

Andranno anche comprendendo » che quanto peroìò il ramo di 'Fer- 
rara perdeva di fondo » e si stringeva in latitudine j che altrettanta 
era di mano in manp la forza » che acquìftara 1' altro ramo di Figa- 
rolo » profondandosi ed allargandosi » a che molto aiuto porgeva la bre- 
vità del corso » eh' era , ed è anche di presente» benché ai sìa di 
tanto prolungato , molto minore di quello de' ramigli Volano» e d' Ar- 

{[enta» da che potranno argomentare quanto forse fesse malagevole il 
are» e mantenere una palificata nella bocca di quel ramo» che tut- 
tavìa si andava allargando» profondando ogn'ora più.» ed in un fondo 
arenoso » come si è detto » e non -ponto sodo» ec. 

Saprà in oltre chiunque desidera d' intendere » che tutte le palifi* 
cate » die altri » con voce più Toscana della Ferrarese ordinaria » chia^ 
ma steccate ^ fiitte nel Po da tanti segoli scorsi sino a qnesti tempi ^ 



87 

per difenctère le lire di esso» clie non. ti sono mai estete ii^ larglieas- 
sa dell' alveo del Po-, più di 3» 4 S* ^^o in 6. pertiche;: anzi non , 
mai o poche Tolte', tanto che il Po non se V abbia nella prima jHena 
éavate 9 e portote al mare , -eome ne paò , per giustificarsi del vero 
▼ederne qnalch' una » ed interrogarne la gente del paese » per informar^» 
ti della verità y eo. 

La palificata , che colà comandò 1' Altezza Sua si facesse con if con- 
tìglio d' Iseppo Pontone da Verona , uomo stimato assai , e che nul- 
la valse,, fu dal XS69. fino al 1 571., in circa, ec. 

Il Po grande corre con comune larghezza di pertiche 66. ed èlar- ^ 

go al dritto della bocca vecchia del Po , che veniva a Ferrara , per- 
tiche 180, ed è profondo i3* piedi, e cresce di più piedi 20.^ mez- 
EO» Or fàccia quivi , il sig... Mengoli una steccata, eome egli dice, 

ohe te dibatterà 65. pertiche, larghezza ordinaria del Po, delie i8o. ' ^ 

eV egli è largo in detto luogo , gli rimarrà 1 a,S. pertiche , la metà 
delle quali è 6a. e mezza, e tanta converrà, che stringa questa gran 
larghezza da ogni lato* Malfatto ciò ,. i^n ha fatto nulla , perchè se 
il Po scorre per una larghezza di 65. ffertiche , supposto, che la sua ^ 

tteecata gii riesca,, scorrerà ,0 passerà anche per l'apertura , che a^rrà 
lasciata. Onde qui conviene,, che sia ristretta questa bocca^ tanto ' 

ehe dell' acqua una parte se ne introduca nel Po di Ferrara, sia poi 
eon qualsivoglia proporzione , o aritmetica ^ ^ geometrie^, a a ra- 
gione di decadute , o di quantità di eorpi , o lunghezze di corsi , poi- 
ché odp parlare del dividere una fluida massa dell' acque del Po , 
quando è pieno , con proporzione musicale , perchè altri non lo co- 
Bosce , e forse argomentana la forza di questo da quella del Ronco, 
del Montone , dell' Isapi o Savio , e del Lamone , fiumi di Ravenna 
perohè chi legge il suo discorso , creda , che cosi a])punto com' egli 
tcrive , sia passibile a metter termine al maggior fiume dell'Europa, 
oon proporzione aritmetica, o geometrica; or sia ad ognuno^ che di 

ciò ragiona ^concesso ciò che gli piace; dico, ehe bisogna levare al . 

Po grande tant' acqua , che il Po di Ferrara, e conseguentemente li 
rami di esso Primaro , e Volano si facciano navigabili , questi ragie- 
Bevolmente dovranno portare la metà dell'acqua, perohè il Po di 
Ferrara ha le due foci dette , ed- il Po grande due altre , che sono le 
Fornaci e Gero , se ben quella delle Fornaci ha cinque bocche , che 
k> scaricano- ìa mare • Ora supponiamo-^ ohe si debba tirare- nel Po 
di Ferrara un terzo solo dell' acqua , e facciamone ad ognuno tutta 

la derrata che vogliono , bisogna qui stringerlo di più , che non è. il * « 

terzo di 65. pertiche, ol^e sarà- pertiche aiv • mezza, la metà delle v^ 

^;iiaU sia undici pertiche ; su non tengano conto- di minuzie supecpar- r^ 

»enti , ed alla fatta palificata aggiugniamone tante da ceni lato-, oBe 
ì ^puk, 6 di là Tedsema^ che «oonTersebbe stringevo u Po^pestiobe 



88 

73. e mozzai dunque orediatu> di spioverei nel Pa f3. perttehe « 
mezza da ogni lato 9 e ci creoaanio « che una palificata dekba reggere 
ad un pcao di tanti mila piedi d* aoqiia caricata dal peto della cada« 
ta del ro, e di tanti fiumi > ohe lo granano ^ tempo delle ineiie? 
Non vogliamo noi 9 ohe il Po aentendoai ristretto , « caricato 9 tt pro- 
fondi , e cacci le palificate ^ e le rompa ? Qua! lun^ezza di legno aa« 
rà quella , ohe arrivi al fondo ^ si ficchi » e regga a sì gran peso f 
Credami chiunque brama d' intender il vero 9 che non ognuno ha 
veduto in collera questo fiume $ lo wide l>ene T Ariosto nostro ^ e pe« 
rò proruppe cantando « 

I 

Con quel furor j che il Re dé^ fiumi alHero 

Quando rompe talora argini ^ .0 sponde , , 

£ che ne' campi Ocnei y Apre il sentiero ^ €€• 

Non possono reggere le palificate ^ che come ho detto » ei «stendono 
solo in larghezza tre, o quattro pertiche nel P«, e reggere se le cre- 
dono le agenti di tanta larghefear II modo di domare onesto superbo 9 
o minaccioso fiume, non è «questo per mio avviso, e chi lo crede «^in- 
ganna; pub essere , che anch' io m' inganni, tuttavia ho V esperien- 
za in aiuto del mio parere « Ma mi persuado bene^ che se cai non 
rha veduto, lo vede un giorno nella grandezza diella sua maggior 
possanza , muterà pensiero ^ e iasoterà di concorrere nelP opinione • 
Che perciò dalla l)anda di Figarolo si facciano alcuni ripari con pa- 
lificate « Ma scorgo qui nuova difficoltà , eh* è questa ; dubito ^ che 
ancorché la bocca del Po grande si ristringa , che la profondità ^ e 
larghezza sua non l'inghiottisca meglio» che la bocca » che si fiirà per 
! introdurlo nel Po di Jrerrara cavato di nuovo • 

^ Qui si tralascia una hreve Scrittura del padre Don Benedetto 
Castelli^ essendo la medesima data da noi -con i' altre sue opere nel 
tomo IIL del Corollario XIII» 

REPLICHE AD ALCUNE AISPOSTK DE* SIGNORI FERRARESI 

ALLE PREGEDEMTI SCRITTURE. 

iN ella risposta al calcolo da noi presentato per l' introduzione del 

Po, sottoscritto dalle parti nella visita del eie. Cardinal Gaetano, 

^ procurano i signori Ferraresi di persuadere, fme sia superfluo prò- 

/ fondare il Po di Ferrara egualmente a quel 'di Lombardia , ed alcu« 

^ , ni piedi sotto la superficie del mare, asserendo essere sufficiente 

dare ai fiumi la linea della caduta al pelo di esso ; il che , se bene si 
. considera 9 si troverà lontano dal vero ne* fiumi navigabili > che se 



«9 

nella sbocco ia. »ife non tono tanto prdEbiidit quanto V immergo 
neiracqaa il na¥]«:Iio, non sarà ^ìà mai possibile ^ che vi possa oo*- 
trare. Ecco dakiqae 1* evidentissima necessità di pro(oo«nrli tanto 
gotto il pelo del mare» quanto è T immersione de^ navigli^ die ù 
vogliono ammettere alla navigazione « 

fi caso della rotta della Cava, che ai potè pigliare ^ addita per te 
ftesso la disparità della rotta del Figarolo» da cai fu fbrtnato il Po 
grande , toentre confessano i aignori Ferraresi, che per essa rotta noii 
s'inalveò^ ma si apafse per la «cainpagna» onde non è makarviglia ^ se 
da quella ai^potè aeccar V acqua f ne aeffne da ciò, «he ai possa avìlF- 
re dal Pò grande tanto profondamente inalveato ^/e restano aempre 
vìve T esperiènze, che infrattosamenta per tant^ anni ne hanno &tto 
i J3uchi di iPerrara. 

"G«ca il sentimento dell' Aleotti , e la eoa amliasoieria veggasi il suo 
lihro stampato in Ferrara l'anno 1601. e iieir Indice la parola Ar^ 
genia , ove leggesi V Argenta mandato dalla comunità di Ferrara 
Ambasciatore al Papa. 

EminenJSssifni^e reverendissimi signoria 

Jl oiohò i signor! Ferraresi nel memoriale dato per qndsta prossi- 
ma còngrenzione notano , che nella relazione stampata di Monsignor 
Corsini , il condurre navigabile il Po d' Ariano , è stimato spesa so» 
lo di. acoCé scudi, intorno al quale già ae ne aono spesi Soooo. senza 
«ssersi ancora perFeinonata l' operaeiotie ; dal <^he vogliono inferir, si* 
mìle differeriaa «i€flla spesia da lui stimata per T introduzione* dèi Re^ 
no in Po , mostreremo prima un evidente errore 4ii stampa in quel 
numero » e poi additeremo il fondamento del éi lui giudizio « accioc^ 
che apparisca quanto sia debole la •conseguenza ^ cihe se ne cava • A 
questo effetto riporteremo dalla sua visita autentica , il caso , che 
contiene V inìformaaione presa di quesito particolare , é^ coi resterà 
appieno giustificata la relaaione di quél prelato. 

* 

Xunedi THdiiiftà n SU ^i Aprile i6a5. 
Monsignor niustrissimo partì dal palazzo de' signori OilioU , a^ 
scolto la messa nella chiesa delle Papozze , qui montò in Bucintoro^ 
e seguitò il suor piaggio in già per il Po delle Tornaci, e giunto di^ 
rimpetto alla chiesa di Santa Maria j smontò in terra , e qui fu det^ 
to da Domenico Prigoli , parane da Francolino , che in questo luogo 
facilmente si potrebbe iiUrodutrè il Po grande nel Pò d Ariano con 
poca spesa, poiché dal Po grande al Po d* AHdno i)i è poca distane 
za, e r acqua del Po grande percuote col filone nella volta di Santa 
Maria • 

xa 



90 

« Som Signoria! Ilhuirissima , intéso il ragionamento^ si trasfen si 
-piedi sino al Po d' Ariano , al /tolda sotto la secca di Santa Maria ^ 
e poi ritornò al Po grande alla volta tra' S. Maria, e Corbola , e 
vidde f che facilmente si potria pigliare V acqua del Po grande mila 
volta tra S. Maria y e Corbolarpoco sopra la casa di Paolo Goti ^ a 
condurla al Po d^ Ariano al froldo sotto la secca di Santa Maria 
rincontro la casa bianca di Domenico ^ e Virginio de* MaregoU éLaUe 
Papozze . 

« Jn questo modo si potrebbe^ introdurre f e mantenere la namgaziùne 
nel Po d* Ariano con spesa di iit, mila scudi in circa ^ non bisognane 
'dosi fare se non pertiche 160. d^ alveo in lunghezza , e largo 4^* 
pertiche, computato la larghezza degli argini; ma^ al pm la spesa 
non eccederebbe 1 6. mila scudi , computato il pr^ezzo de* terreni , 
che si piglierebbono per V alveo . O 

Se questo seguisse ^ il Porto di- Gora sarebbe^ più frequentato cor» le 
/nercanzie di tiombardia » la città di Ferrara si manterebbe più o» 
pulente, e tutto il suo stato y e Ventrata della. Camera- Appostolica 
si aumenterebbe pure assai» 

È dupque maiùiesto^ ohe U cedersi- ncflU relazione stampata siooo. 
in laogo di laooo è errore di BtaofTpa , quale appunto è 1' occorso nel 
calcolo dell' escavazione presentato da signori Ferraresi, ore nella 
prima partita leggesi , il Po ya ca^vato fondo piedi 6. in Inogo di pie- 
di 16. come appare nella visita» ond^è cavato. 



\ 



« Giacfomo Rusc^ perito della città di Ferrara 9 a cui sarà toccato 
di f'ire il palcolp, senza intervento de' Bolognesi, onde può giudicar- 
si, che 'debba essere della stima da loro fatta dell' escavazione del Po 
dì Ferrara. 

Anzi da: questa jspesa tanto maggiore di Soooo* sondi fitta per ren- 
dere navigabile il ramo brève di Ariano, ove per se stessa corre 
r acqua del Po , si può far giudizio di quella , che bisognerebbe a 
render navigabile* il Po di Ferrara , con suoi rami di tanta , e tanta 
* lunghezza , pienezza, ed anguatia , già tanto tempo dal Po affatto lab-, 
bandonati . 

Ne segue perciò , che Monsignor Illnstrissimo fosse parimente in* 
pannato nella spesa dell' introduzione del Reno in Po, poiché quella 
informazione del taglio d'Ariano fu presa di passaggio , ma. per l'in« 
Iroduzioae del Reno furono per molti mesi fitte livellazioni > misuro 
e calcoli 9 coRie dalla visita appare • 



9» 

GHlS ih a£NO PER SE fiT£S80 HA SEMPRE 8E0C1TA LA ÒOUtlESTTS 
DEL PO DI LOMBARDIA , ANCHE DOPO D^ ESSERSI TUTTA 

RIDOTTA AL PO GRANDE^ 

C^onduire Beno ki Po jgraoée altro non è, che rìanìrlo a quella 
Corrente^ obe sino dall'alpi della Savoia scendendo per tutta la Lom^ 
bardia^ acoresoiata «da tanti fi«mi^. con violenza ìacomparabMe di 
moto sempre per V addietro porta vaio felicemente ai mare, e da cui 
mai per alcuna mutaEione d^ alveo per se stesso non si disgiunse , 
ma -ovunque con progresso de' tempi sì rivoltò , sempre trovò vìa di 
sciguìrla, sinché, con opera umana non fu violeotemente impedito • 

Questa vei^tà poco sia' ora 'Considerata y poiché con molta cbìarez- 
sa addita quello , cbe d^ presente abbia a ftrsi del Reno., deve es^ 
aere m. noi rappresentata in jnaoiera^ cbe non aia oeU' avvenire obi 
n' abbia a d ubi tare ^ 

Per lasciare addietrti la mirabile rivolta del Reno-, quando la cor- 
rente del Po , clie prima lo riceveva alla torre dell' Ucoellìoo , tutta: 
ritirò nell' aflveo di Ferrara, ed egli , per non restar in abbandono, 
andò ad accompagnarsi con Panaro , e Formigine , cbie sbocca vancr 
nel Po -di Ferrara al Boadeoo ; ci stenderemo AM^amemeintornot 1' ul-^ 
tima rivolta, con cui abbandonando la corrente del .Poi' alveo antii* 
00 di Ferrara , andava il Reno a ritrovarla nel Po grande alhi'8oellfttai« 

Sincbé il Po, anobe dopo la diramacBÌoQ6 alla Stellata , continuò a 
mandare buon nervo d' acque, per 1' alveo antico di Ferrara , il. ^eM 
no, e Panaro , obe entro vi sboccavano , erano ancora da lui spinti 
Terso Ferraio al mare ; ma dopo che dilagato a sufficienza f alveo 
miovo , che per la più^brevo , e ^m apediu via lo oonduceva al. stto 
termine, iul^&tidito finalmente dalla più lunga,. e penosa, sempre 
dalla natura estremiiinc^nte aborrita , lasciava iu tempo di bassezza di 

Sin passare per l'alveo àntice con sofiioien|e yelocitk,*e qnantitàr 
' acque a riceverli^ eglino, cbe senza di lui malageyolmente per 
alveo di ninna pendenza al mare.M portavano^' oo^j^erarono con le 
de])osizioni a difficoltarsi la via, neoessitando.se -stessila voltiarsi coa- 
tro il corso del fiume > ed asoendere per. molte miglia sino alla divi- 
sione a trovare , nel siqistro ramo il oorso maggiore del Po , e seco 
incamminarsi, al ano itemine^% 

Quanta fu già T altezza déU! acque nel raaro di Ferrara, nefle mae*; 
glori bassezaenpU; minore di àug pertiche^ tanta nel brev^cootso di 
cinquanta anniin circa\ cbe prepedeasem raii|H>.i577. fii i^iahessa 
dell' interrimenti del lV> di Feneata OMtinuato per niolte migfia nti^ 
l'alveo di Primato > e di Volano'». sìcobò'iiQn seloj pèt: .mancansa 
d' ìnclipazione , jpa per^rìtroTare aflbito. dbibsa la stradai» «non poteva 
j^'sare il Po a Éantn tiiel\e sue :JMSMMie $. e 'Samro^.OiReAo » dio 



< 



9» 

in fondo tanto pia alto tboocaTano 9 eon tanta nagnor facilità Terao 
il Po grande , ancorché contro il corso primiero § incamminayano • 
Solo nell' escrescenze maggiori poteva per questa via sfogarsi il Po , 
e voltar verso Ferrara al mare Panaro, e Reno ; ma nello scemare l'è* 
acrescenza, ritirandosi verso la Stellata il Po grande» 1* aeqae del ra« 
mo di Ferrara erano dalF acque di Pknaro , e di Reno seguitate » ed 
in tanto con la tardità nel rivoltaro il corso , tuttavia maggiori se- 
goivano gP interrimenti >. sicché nello, npasio seguente di trent' anni 
crebbe la pienezza dell'alveo di Ferrara sopra la maggior basaesxa 
del Po piedi 14* e mezzo , il che evidentemente deduce T Aleotti da 
questa osservazione y che quando il Po sopra la bassezza sna maggio- 
re s' innalzava piedi venti , e mezzo j eh* erano allora le maggiori e*- 
screscenze , solo sei piedi d* acqua passavano per V alveo di Ferrara • 

Stendevasi cosi alta replezione non per poco spazio, ma cOine lo 
stesso Aleotti Tanno i6oi* nella sua dìfesa^attesta per osservazioni 
dello stato del Po &tte Tanno iSqS. con autorità del Cardinal Vì>- 
scontiy da' Periti Romani , Bolognesi , Ferraresi, e Ravennati, arrivava 
dalla Stellata al Traghetto per lo spazio di trentatrè miglia , cosa in 
vero degna di grandissima riflessione, mostrando quanto si allon tanti- 
no dal vero quelli , che oggidì con esoavazione minore di due piedi 
da S. Giorgio ad Argenta, dato il calcolo , pensano amvaro quattro 
piedi sotto la maggior bassezza del Po» 

Ma essendo questo grand* interrimento in maggior colmo tra Ben* 
dono , e Ferrara con pendenza verso la Stellata , e . verso il mare , 
efa* cagione ^ che Panaro sboccando in più bassa parte verso la Stel- 
lata , non poteva se non al Po grande incamminarsi , e tanto più , 
mentl'e dalr altra parte era spinto dal Reno,- che colà pure rivolge* 
vasi • II Reno pero vicino alla sommità spargevasi ancora verso P n« 
na, e verso P««|ltra parte; pure, perchè maggiore verso la Stellata 
era la pende * * »^ — ?^v j^« -^^-^ ^ i^ ^a ^_ 

Sia d* ac^e , 
Iellata per gì 

anata con le deposizioni a riempirlo, e seguitando pure a coopeinr- 
vi r escrescenze del Pq ^ che non cessano ancora di ^curvisi , bre- 
vissimo spazio di tempo restava a riempirlo affatto , e chiudere nel- 
r escrescenze a so steiso, ed ancora al Po, ed a IHinaro ogni uscita 
per questa parte ; quando fu dalP alveo di Ferrara , che a se- stesso 
adattava , iper portarsi tutto al Po grande^ n^Me valli, ov^è di ere- 
aeote, divertito. Siccliè sebbene nel tempo della diverrione stendeva 
non 8oIq il braccio skiistrd vMso la Stellata al 'Po, ^ àncora il de* 
atro già debile per Volano al mare^ quasi stringendosi con entrambe 
a tutto il terriiorìo Ferrarese, auva però in pì^otinto per ritrtirré' am- 
eba il uleatro dal mare • stringevi tutto dPéigìrande. ^ - ^**''* i 




J 



9» 

Non petsoDo i ngnori Ferraresi contnicBra a qnesfe Terìtà , che da 
loro stesaì sono 9tate altre Tolte pienamente esagerate • Onde eoa V au- 
torità appunto de' loro scntti siamo di^ presente a eonfermarle. 

Eglino nella Scrittura da loro presentata al signor Cardinale 6ua« 
ataviilaoi Fanno /Si 7. cosi ragionano «^ 

Il venire Uu piena del Reno per lo più quando il Po è basso , ò 
causa j che V acqua di esso, cV è molto più alta di quella del Po , 
si volge non solo versa Ferrara , ma ne- va anche parte alV insù ( 1 ) » 
di modOf che sopraggiungendo la piena di Panaro y non potendo ve» 
, nirsene in giù > per la tanta altezza del Reno » è sforzato anch* esso 
volgere parte delle sue acque alV insh^ e mcmdimdole per altro ra* 
mo > nel quale conseguentemente V acque basse del Po superiori » 
vinte e dal Reno 9 e dal Panaro tutte si rivolgono 9 (2). e se accade 
tal* ora ^ che le pietie del Reno e del Po s' incontrino^ insieme y non 
ne può seguire effetto 9 che giovi al nostro rumor ^ perchè- in tal caso 
va più acqius per la ramo di Venezia , perche sentendo in quello di 
Ferrara un impedimento insolito dell'' acque del Rena,, piglia il corso 
per r altro 9 dove non ve n* e ninno j e perciò si scema molto la far* 
%a del nostro Tomo 9 (3) ond* e y quando il Po è basso 9 e quando è 
pieno di quel di Venezia, si è fatto sempre più; grande, r si è acqui» 
stato maggior i^lodtà y per la moltitudine delV acque; e V altro si è 
fatto più piccolo, e men veloce (4) ; per la qual cosa non è stato pos* 
Sibile , che T escrescenza del Po quando e venuta sola 9- tutto che non 
abbia trovato V acque del Rena , si difanda la sua profanditày e por^ 
ti via la materia già postavi (5); ha ben potuto ricavare alquanto 9 
ma le sopraiwenienti piene del Reno V hanno subito riempito. Dalle 
predette cause è avvenuta V atterramento del ramo di Ferrara , e si 
trova ora (6) il fanda di esso sì alto 9 che qtsando il Po è basso , non 
solo non viene acqua di quello' alla nostra città \ ma Panaro , e par» 
te del Reno se ne corrono per V altro ramo • 

La stessa rivolta dell' aoqae del Reno 9 alla. Stellata fa conosciuta 



j(i) Ecco il fteno, che restando superiore al Fo grande^ ra.con parte delle sue 
aique a ritrotiirlo^ , , 

(a) Ecco con qual yipleuz^ ra al Po |pande 9 che può con essa risjHngere un 
Pàbaro, ed tm brafccio di Po. * * * 

(3) Tanto dunque anche nell'escrezenze del Fo sfonavasi il Rentf d'andare -al 
Po grande. 

(4> Goti dunque farebbe in etemo , tanto più per un caro non naturale , e con ■- 
quantità d'acque 9 come ti propone da' signori Ferraresi. 

(5) Ed ora si persuade 9 che introdotto porterebbe via la materia già tant' anni 
assodata • 

(6) Sin dall' anno 1577. 



< 



94 

da Bologoesi nella vitita del j58o. ove notmo , dte il Reno portava 
a Venezia la legna dell! incetta di Bolagna>. 

Cesare Mengoli nel diacorso stampato prima io Cesena » e poi in 
Ferrara V anno róoo. al num. 27. cosi attesta^ 

Quando Panaro ^ e Reno vengano grossi col JP^^ -n convertono ^a 
Ferrara , ma quando il JPo di Lombardia è basso ^ ed essi pieni 5 si 
convertono parte nel ramo di .Venezia ^ ^che per non venire ùi quel di 
Ferrara se non poca acqua^ allora eh' è gravida di matèria ^terrea , 
e per aver poco declivio , -e tanto meno ,, quanto che non è aiutata 
dal carico non solo deW acque del Po 9. ma ne anche di tutta la laro 
acqua propria , è iiorwenuto , che deponghano j >ec* 

Mdla vìsita di Monsig. .Centurione deir anno i6o5. aotto il di 7. 
di Settembre alcuni mesi dopo la remozione del Jleno neU' alveo di 
Ferrara tra lo sbocco di .Reno, e di Panaro nell' interrimento aJtit« 
aìmo fu osservato un canale , ohe per se steaso aveva ^acavato il Re- 
no nel portarsi alla Stellata.. 

Il medesimo corso del Reno alla Stellata nel Po grande tvovaai no- 
tato in molte Scritture .di Periti , che per non essere stampate ^ né 
per altro autentiche , benché sinoere « non sono da Jioi .portate ^ pa- 
rendoci bastare questi testimoni, che .non hanno eocezione^ che il 
Reno prima >della remozione , per ae atesso .correva al Po .gsande alla 
Stellata • 

L' Àleotti -architetto pubblico di Ferrara, e da questa ateasa città 
mandato altre volte per qaeati intereasi alla Santità di Clemente 
yill. a carte 79. Cosi attesta^ 

Quando il Po si trova basso aUa Stellata y e che il Meno viene, 
ee ne vfs correndo -oon maggior furia vemo ia Stellata ^ che non fa 
verso il mare ^ perchè trova qui altrettanto declivio y come si dirà , e 
strada più breve, e più flessibile', ed a cart» 81 • Tirato il profilo 
vedrassi , che , innanzi che il Po di Figarolo ^ia tant^ alto , { oggidì 
Po grande ) che stia in pari al letto dell* alveo , eh* era del Po , dal 
Reno M Ferrara j e j^er conseguenza al suddetto argine della punta ^ 
conviene che si alzi jc\pra la maggior bassezza Mta , piedi quattordici j 
e mezzo • T 

Dal qual anppotto evidentemente risulta » t>he IValveé vecchio di 
Reno aveva pendenza alia Stellata sojpra V acqua bassa tlel Po gran- 
de piedi quattordici ^ e mezzo ^ onde non è niaravi^lia ae •colà '*^* 
oemente correva^ 



Vw 



5,5 

CHS IL RBirO , 8£N2^ OPRA UMANA ^ 9t SAREBBE IK BREVE P&R 
SS STESSO TDTTa/ABF ATTO RWOIìTATO' AL PO% GRANDE 

ANCHE NELL' E8GRESENZE ^ 

Xnma obe H^Renodal Pe di- Ferrara fosse div^rtiton» scaravasi da 
una parte negP interrìmenti di esso verso il Po grande T àlveo prò- 
prorzionato al suo corpo, come dalla vìsita dì Monsignor Gentanone 
si è di sopr» notato ,. e cìò^ per portarsi a qaella parte più veloce- 
mente , come attesta' V Aleotti • Ma dair altra . parte verso Ferrara 
tempre* pìvr- interriva per la ragione di sopra toccata dal Mongoli , 
^oè 9 per non venire a quella parte se non poca acqua gravida di 
materia terrea>per avervi poco- declivio ^e-per non essere più. aiutata 
dal earieO'9«nè dall'acque del Po, né ancho di tutte le proprie» 
Kon rìmnovendosL dunque , . avrebbe proseguito d' interrirò sino alla 
sommità degli argini il Po dì Ferrara », e per conseguenza chiusa af« 
fatto da quella parte ogni uscita •■ 

So vegnamo stare aU' attestazione, e giudizio' de' Ferraresi ^^ giu- 
rìdicamente sopra di ciò esaminati, il periodo del tempo , nel quale 
aveva ciò a compirsi , era brevissimo * Posciacbè i testimoni esa- 
minati a Migliare nella visita di Mo^ignor Corsini li 9'. Aprile del 
i6a5» atteataBO, che il Reno negli ultimi anni venendo solo in Volano^ 
lasciava in ogni piena un piede di lezza^,^ e che in un anno avrebbe 
riempito tutto 1' alveo sino alla sommità d^gli argini^ 

Finalmente il Reno ^ se fosse stato lasciaioove correva prima-, che 
convenissero i Ferraresi, e Bolognesi di portarlo quattro miglia vicino 
a Ferrara ,..nemmeno*' si sarebbe scofnpagnato dal Po grande». 

Imperoìooc^hè abbiamo già dìn>o8trato dall' autorità del Biondi confir* 
mata dalle veatigie* del 6umo riconosciute dalle parti nella vìsita di 
Slonsignor de* Medici V anno i&38. che prima sboccava con Panaro a 
Bondeno ;- adunque dove- corre ora Panaro^ correrebbe it Reno • Ma 
Panaro da ottanta e più anni, da pero se seguì il Po grande, dunque 
anche al Po grande^ si- a^rrebbe voltata il Reno» 

Da tutte le sopraddetto notizie si forma un entimema, che dkno* 
atra la ragione , che ha il Réna d' unirai di nuovo, alla corrente del 
Po 5^ ancorcbò più non. passi a Ferrara, eh' è tale. 

JU Reno di sua natura è sempre corso con tanta felicità in Po,. che 
Bon ostante le mutazioni di alvei fatte ovunque egli non ai è ritira- 
to, colà V ha seguito senza giammai staccarsene ,w^ se non quando per 
Opra nmana n' e stato divertito ,. né per altra strada ha declivio da 
portarsi al mare*. 

AQa corrente dunque del Po deve di nuove riunirsi» 



^ 



CON QUAITTA FACILITA' SI SARCBBE FOTUtO» IN VEGB DSIXA 

JUUHOZIOIIE^ ^ROVYKD£&ft AL JLENO. 



L>(oa un jolo argine -sotto lo isbocco -ài ]Reno a traverso del Po 
Ferrata^ dell' altezza poco maggiore -ài sei piedi ^ «e oredianie alle 
osservazioni 4leir Aleotti , poteasi iiopédire 9 ebe oè il Beno » né il Po 
anche néir escrescenze di pedi vejki., e meiso |>otaBaere passare a 
Ferrara , mentre egli è Tero, che ^eno, Pamvo, «e Po non pass)a vano 
giammai <2on ^altezza maggiore nello spazio tra Reso, «e Ferrara « Con 
intercetto loro «da questa 4>pposiziooe il passo., era neoessario^ At 
tutti nelf alveo <del Pc^ grande al mare V incamminassero*. 

In somma con qaella facilità^ con cui si provvide a Panaro , con 
intestare il Po di Ferrara con nn argine sotto Panaro , con la atessa 
potè vasi fycowederé insieme idi' uno^ od air altro.» intestandolo sot- 
to il Reno« 

CHE LA JIAGCIOfi BiFfKOLTA* DI'GONDOE JUE2T0 IN PO GRANDS 

± GIA^SUPBRATA 

XJa maggior -difficoltà , «che nella visita del Clatdinal Caetano si 
presentasse controia remozione ^el Jleno, era» -òhe antix>dnceadolo 
nel Po grande :reniva a chiudersi il jramo hIì J*errara-> per io quale 
neir escrescenze mandava §tAn parto delle sue acgue , e respingeva 
quelle ^i Panaro 9 e cosi era opinione , *che restassero molto pin bM« 
se r escrescenze del Po per «questo sfogo , e per V oscinriono di Pa- 
naro ^ onde inferi vasi., ohe venendo a riccTere il Po «grande nelP e- 
screscenze ^ oltre Tacque «del Reoo^ quelle, ohe si sfogavano per il Po 
di Feirara , o quelle di Panaro } sarebbero state 1' esoreaoenze molto 
più alte «del s.oKto . 

Or questa jgran difficoltà % superata afflitto , peroUè fn poi iì Pe 
di Ferrara al Bondeno ^otto Panaro intestate «con argine 5- per imp^ 
dire » che uh Panaro i uè alcuna parte del Po neU^ ordinario eacro- 
acenze passino a Ferrara, e sebbene «quesf ar^ne nelP osorèsconze 
maggiori da principio aolea tagliarsi^ conoaetuta poi T inutilità, A 
gr&n tempo in qua più non ai taglia; onde né meno nelle mageio- 
ri escrescenze pu$ passare per P aWeo di JFerrara né Panaro » né akn« 
na parte Jel Pò^ ^ ^ • ^ 

A quali enormi alzamenti <d' argini non erano nella visita del si' 
gnor Cardinal Caetano condannati i Bolognesi in rìgnardo delP eaore- 
acenza maggiore^ ch'avena da fare il Po solo per questo sfogo im- 
pedito ? Leggasi il caso presentato Anche ultimamente da signori Fer- 
raresi , che non a questo tempo 9 ma a quello si adattava ; ove da 
Po rotto sino alla Stellata dicevano doyersi alzare alti gli ariani piedi 



tei • I iikB àrglDi di Pantro tTeTtno da alzarti piedi tre • Dalla 
Stellata tioo al ponte di Lago tcuro» dove aveva da tboooare il R»- 
no 9 piedi 3 e meno 9 iatetando per ora P iagrottameoto enerme de- 
gli argini ^ die in qnel calcolo possono considerarsi , e tnito ciò mm 
per V acq[na di Reno , cb^ aveva da sboccare di sotto » ma per Pana* 
ro > e per lo «fogo di Po intercetto • Dal Reno in gin poi , ove bito« 
gnava considerare 1' acoresoimento di qnest' acque tino alle Papoeze » 
ordinavano «alo l'altezza di piedi dae. Onde è manifesto ^ cbe snp- 

Eonevano , che io tntta la luoghezza j che aveva da servire ancbe al 
eno, sormontassero gli argini T escrescenza di qae' tem^ almeno un 
piede 9 e mesto* 

Ma V esperienza ba mostrato » che qnantnnqne ti ten^a èhiaso 
^taello sfogo, ad ogni modo non vi ba bisognato un pelo d' argine di 
piò , poiché non sono riuscite aensibìimente I* escrescenze maggiori j 
anzi quel che più pare mara vigli oso , ma in ^effetto ba U sna cagione 
naturale y e necessaria » per lo maggior peso delP acqne , per la mag- 
gior vdoettà , tson cui sì ^ ^cavmto ^ e profondata V alveo ^ ti sono 
oggidì molto dimìnoite« Gonferiscanti pure V escretoenze di quei tem- 
pi , che ancora ti sfogavano nel Po di Ferrara con quelle de* tempi 
presenti , e cbiarirassi il vero . 

L' Aleottì nella più volte citata tcrittnra ttampata in Ferrara l' an- 
nò i6oi. a cart. 79. Rafferma, cbe quando il Po alla Stellata cresco 
dalla sua bassezza sino all' altezza «uà ma^ìore , ti alza piedi venti ^ 
e mezzo , come già si è notato 9 e ciò no^di passaggio 9' né per er- 
mre di numeri , poiché soggiungendo » che al dritto di Ferrara non ò 
alta allora se non piedi sei , conclude a carte ottantuna , cbe mi" 
ma cbe il Po di Finrolo sia tant' alto , cbe sia in pari al letto ael- 
r alveo , cbe era del Po dal Reno a Ferrara , e quasi rino al Traghet- 
to, conviene, ohe si alzi sopra la maggiore bassezza sua piedi quat^- 
tordici e mezzo , a' quali aggiunti piedi sei , restano di nuovo piedi 
Tenti e mezzo. 

Oggidì nell' ala sinistra della chiavica Pilastrese si mostra un se- 
gno ', dove arrivò la maggior escrescenza cbe sia venuta, "da cbe non 
ti taglia queir argine al Bondeno , la quale non arriva di gran lunga 
a diecinove 4>iedi Ferraresi sopra la soglia della chiavica Pilastrese » 
•otto la quale , o poco , o nulla snoie abbassarsi il Po , e Questa può 
ogni volta rivedersi , e certificarsene • 

È dunque manifesto , che oggidì riescond' molto minori lo mag- 
giori escrescenze , di quel cfhe fossero prima che il Po nelV e- 
tcrescenze litenetse V acque dello sfogo del ramo di Ferrara , e di 
•Panaro. ' . 

^ .^ E certo una maraviglia , che i signori Ferrareti propongono , che 

ti &c<na tanto caso di quel loro calcolo preteiitaEo jlelle speso della 

i3 



l • 



98 

remozione del Reno $ che procedeva con sapposisioni d* àltene li 
esorbitiiiti 9 da farsi dalle sopraddette acque, che oggidì restano m 
Po , mentre con tanta evidenza sono ritrovate dalle osservazioni man- 
care , e mettono anche in conto quella spesa , che la stessa natura 
ha dichiarato più che superflua , per ricevere V acque » che già sono 
in Po 9 senza aver fatta maggiore altezza, anzi diminuita. 

Superflue pure si dimostrano le aggiunte di quattro piedi d' altez- 
za , da fiirsi per sei miglia agli argini vecchi del Reno , che solo a 
questa maggiore escrescenza del Po per lo chiuso sbocco aveano ri* 
aguardo • Superfluo in somma 1' eccesso degli argini nuovi del Re- 
no 9 che per ricevere questa maggiore escrescenza si sono disegnati . 
Tolgano pure dal calcolo presentato queste superfluità manifestissime, 
che vedranno, ohe la spesa accennata da Monsignor Corsini non si di^ 
scosta puillo dal ragionevole. Non è già tale il calcolo da noi puh- 
blicato per V introduzione del Po , nel quale ci siamo conteotati di 
supporre un escavazione ad ogni modo insufficientissima, aenza far 
menzione degl' areini , che per tante miglia anderebbero innalzati , e 
risarciti , nò di chiaviche air ingresso* de' canali nel Po , né di ter* 
reni da occuparsi da nuovo taglio , né della palificata , che da sei ar« 
chitetti di Clemente Vili, per se sola fu stimata più di dugento cin- 

auanta mila scudi, e se ad uso della navigazione sia necessario aver 
fiume profondità ali* ingresso nel mare , almeno quanto s' immerge 
il naviglio , si rimette al giudizio de' prudenti . 

Ma , per ritornare al nostro proposito > V esempio di Panaro , e 
dello scolo di Po chiuso insieme » ben più volte maggiori del solo Re- 
no, che non solo non ha fatto escrescenze maggiori, anzi le ha ami- 
nuite; mostra apertamente, che non sia da temere, che il Reno in 
Po debba alzar l'escrescenze , ann ancor esso scemarle, aiutando al- 
tresì a scavare , e dilatare per la sua parte di, velocità , e del peso » 
che a proporzione del suo corpo aggiungerà. 

Questa proprietà alla copia d' acque , ed alla velocità di esse non 
si può non attribuire , mentre non per altra cagione il Po grande dal* 
r augusta fossa Filistina é venuto in tanta ampiezza e profondità • 

Né vale il dire , il Po é solo proporzionato all' acque presenti » 
dunque non ne capirà di più , perohe si risponde , eh' egli é proporr 
zionato a incita maggior copia d' acque di quelle che abbia oggidì^ 
Imperocché gli argini sono stati fatti in tempo, che 1' escrescenze e- 
rano maggiori , e prìnAi che fosse in tanta profondità, ed ampiezza > 
come dalle soprannotate osservazioni sabbiamo dimostrato • Può dun- 
que capire di presente maggior copia d' acque di prima « 

E se bene sono gli argini in qualche luogo, ove sono passi, e tra*» 
ghetti non poco corrosi , dò Q^rò trovasi in pochi luo|^ > e non aa* 
rebbe di gran spesa P ognagliarH » 



99 

llélia TiiifA di MomigBw Gottini iìtrono osiervtti gli argini sopra 
la superficie del Po basso alti yentìdue piedi , e d^e once • Quando 
dunque V escrescenze arrivavano a piedi venti , e mezzo , restava di 
Tiva agli argini un piede ,. ed otto once , il che confronta con quel- 
lo * che di sopra abbiamo dedotto dall' aggiunta, che nella visita del 
• Cardinal Gaetano si proponeva di fare agli argini dal Lago scuro alle 
PapoKze due fnedi , mentre I^ escrescenze di Reno 9 di Panaro » e deK 
lo sfogo di Po si supponevano di tre piedi, e mezzo. Ma oggi essen* 
do r escrescenze minori, avanzano almeno tre piedi regolarmente. 

Non si sa con qual fondamento i signori Ferraresi oggidì suppoH* 
cono, che il Reno farebbe alzare 1' escrescenze del Po quattro piedi « 
Questo è certo , che ^ubìto si convince di manifestissima esorbitanza* 
Trenta gran fiumi entrano in Po, e tanti altri torrenti, e rivi, che 
farebbero almeno quaranta Reni • Similmente commisurando il paese ^ 
che scola il Reno t con quello , che scola il Po io carte grandi Geo- 
grafiche, appena lo troviamo la quarantesima parte di quello , e pure 
non àÌL al Reno acque vive di fonti , che tutte nel canal Navìglio 
di Roloffua si divertiscono • Onde di necessità V acqua , che porta il 
Reno, e molto minore della quarantesima parte di quella, ohe porta 
]J Po; sarebbe dunque escrescenza di 160 piedi ^ e pure appena si 
trova di diciannove: parlo delle escrescenze^ perchè il Reno fuori 
del tempo delle sue piene non porta acqua di Considerazione « 

Dipoi nella visita del Cardinal Gaetano , ^ nella quale ogni cosa 
contro il Reno fa stimata esorbitante , tutta V escrescenza , ch^ aveva 
da fare il Reno 5 Panaro , e il Po di Ferrara nel Po grande , fu giur 
dioata a beneplacito de* Ferraresi tre piedi, e mezzo. 

Come dunque ora quella del Reno solo viene da loro am^plificata 
di quattro piedi ? £gli è certo , che V acque del Reno non sono la 
quarta parte di tutte queste tre acque insieme; dunqiie seconda 
quella supposizione , noif sarà mai l'altezza di un piede. 
. Ma noi assai chiaramente dÌDM>streremo , che nell' escrescenze , 
V acqua del - Reno aggiunta in Po noii' farà mai crescerlo tre , q 
quattro once ; onde può vedersi se restandogli ordinariamente tra 
piedi d^ argini possa dare un minimo pericolo uè alla città , né ail<» 
•tato di Ferrara come tanto si esagera, anzi che con P esempio di 
Panaro, e dello sfogo di Po ridotti in Po grande, affermiamo per co» 
.aa certissima , che scemerà ]ì pericoli , mentre coopererà a maggiore- 
mente scavarlo , e dilatarlo , e per consegu^nzii a sceoiare P altezzsi 
^pra il piano della campi|g|ia« 

Pure non isfnggiremo di esaminare quale sia P altezza» che nell'e* 
.screscenze, sul principio può aggii^gnere Reno al Po, dopo che avr^ 
mo provate due cose necessarie a sapersi prima , una è , che V acquai 
del Reno in pari lunghezza d^ alveo *non pnò occupare tanto spazio 



»0» 

in Po» qatato nd Reno ; e raltra» èho quanti^ nianioffe i Pdtn^ 
m 9 cbo trova in Po » tanto minoro è l'altein, oho » il Reno in Po* 

CHB IL BXNO NON FUÒ ALZARE SBKSanjfERTK LI KAGCIOU 

BBORBSGENZR OBL VO. 

IS on dovrebbe OMer clì£BiciIe ad intendere , ebe molti finmi nnid 
in noo solo, ocoupano datchednno minor Inogo» o alteasa, di qaello 
fiurebbero , te correste ciascbedano in fiumi diversi separati , ancor* 
€bè in larghezza eguali • Imperciocché l'acque distribuite in molti 
alvei separati non si premono t né stringono V una V altra ; ma in un 
solo alveo ristrette» è necessario» cbe sovrastando l'nna e T altra , 
col proprio peso si premano, e premute colla propria lubricità scor- 
zano 9 e piglino nel medesimo tempo con nuova velocità maggior 
campo in lunghezza » e tanto più sempre è neoessasio » che si acce* 
lerìno» quanto è maggiore il peso di se stesse ; onde sempre all' ag* 

F*unta di nuova acqua cresce di tutte la velocità » He resta tanta 
altezza . 

Se il Reno entrando solo in Po si estenderà in un minuto' cento 
piedi » con quattro piedi d' altezza ; sopravvenendogli tant' acqua » che 
col nuovo peso lo taccia il doppio più veloce» sicché in un minuto 
si distenda duecento piedi ; certo é » che dne soli piedi d' altezza oo- 
euperà ; e se di quattro volte più velooe » sicché pure in un minuto 
si stenda quattrocento piedi » un solo piede resterà V altezza ; poiché 
tanta é la quantità dell acqua di lunghezza di cento piedi » e d' al- 
tezza di quattro» quanta quella di lunghezza di dugento piedi» e di 
altezza di due ; e quella di quattrocento con altezza d' uno ; poiché 
sempre moltiplicate le lunghezze con le altezze» riesce il medesimo 
numero quattrocento, e noi supponiamo che in tempi eguali entrì^ 
no dal Reno nelle maggiori gonfiezze in Po, eguali quantità d'acque* 
Chi pué dunque intendere» che molti fiumi uniti in uno, acquisd- 
no molta maggior velocità di quello , eh' avrebbero separati , ed in 
conseguenza scemino la somma delie altezze, che separatamente fi.- 




tributar] insieme uniti • L osservazione dt tutti i gran 
li confi^rma tante evidentemente questa conclusione» che non può 
dubitarsene • 

Non sarìi già mai il Po della capacità di dodim fiumi suoi trìbn* 
tarj» non dico de' maggiori» ma de' mediocri» ove capirebbero dun- 
que gK altri » e fiumi » e canali e torrenti , che restano in tanto nu« 
mero insieme? Ma lo ristringersi » 'e velocitarsi unitamente» é eagio- 
Mf che tutte le Imo acque vi capiscano , stendendosi con hi vincita 



in làiig|baai> ciò ohe inderebbe in tug^ssa t isd aheen; enda ep* 
pere ver goal ragione si mostri il Po, il pia t eloee fione » ohe Té» 
da ai mare. 

Erìdanus y quo rum aUus per pinguta eidta 
In mare veUxìohan^ viàientiór infhUt amnis • 

Cioè , perohè essendo assar angusto'^ in* rieoardo di tanti fianu i 
ohe riee^e , per Io gran oarioo^ deir aoqne addossate l' una ali' altra 
con la yelooità , grandisnms oopia ne* scarica*.. 

E similmente rendesi le ragione ,. perchè essendoTi altri fiumi nel 
mondo f ohe Io superano ben tre-^ e quattro Tolte di larghexza» rior 
ne anche giudicato il Aiagg^or fiume del mondo » 



uoque magie miUum téUus ee iolvit in amnem • 




dice Lucano ; cioò perchè con la sua Telocità smaltisce nel suo angn* 
ato aWeo magipor copia d* acque • Apparisce in ciò la rifiestioae di 
questo Autore , che comparandolo appresso al Nilo', asserisce censi- 
etere la difièrenza solo in questo, ch'egli dilatandosi per le campa* 
gne non va con tanu yelocità , ma quasi stagnante , e però porta 
minor copia d' acque • 

Non minor toc Nilo, si non per plana iacentis 
Eegypti Lybicas Nihu stagnaret arenai. 

Per conoscere dunque qua! debba essere V alteaza» che faranno le 
j^ene del Reno in Po » non basta paragonare insieme gli' alvei , co» 
me sogliooo fiire troppo grossamente i pratici , che troppo enorme sa» 
rebbe lo svario , nemmano basta considerare quanta parte na V acqua 
del Reno di tutta quell», ohe dall'Italia riceve il Po, per esempio 
la quarantesima ; ma è necessario 5 in oltre, distiogaere quanti gradi 
di velocità d'acqua troverà io Po , e ciò in vari sesti d' alteasa, 
perchè trovandovi poca acqua , maggior altean vi farà, che trovatt- 
doTcne moka, sicché neir escrescenze pochissima rìosdrà Paltettat 
che egli per ^se solo vi fiirà . 

D. Benedetto Castèlli mafematioo celebre dblla Santità d' Orbano 
Vni. nel suo dtottiHÌmo libra della misnni dèlP acque oernentì ,- da il 
modo di misurare V altezze tatto da* fiuihi entrando in nu altro, datp 
le larghezze delP uno, e delP altro ^ e la proporzione delle velocità • 

Ma non &eendo egH ivi menzione delta proporzione 9 eon la quap 
fe eiesce la velomtà eresoenda V acque ; sarà guesu da nm adxlitita 



IO* 

]B una fola propotinonè » fmittt in ragione mafanttiet i tà ìà 
esperienze oonlari et identìttime « 

jil crescere delV acque ne* canaK regolati j crescono con la stessa 
proporzione V altezze , e le velocità 9 nella > maniera 9 che al crescere 
de' triangoli di «pedo determinata creseono nelh Jtessa proporzione 
i lati, e la base^ 

Per dichiararlo con esempio 9 ae in nn canale V acqna alta nn pia- 
de, ih qb' ora si .stende un miglio, alta due piedi in nnVoi^ si sten* 
dora, due miglia , alta tre piedi , in nu' ora si atenderà tre miglia , e 
cosi sempre per ordine • 

Onde segue , che a £ir dae piedi d* alteeza ,à necessaria quattro 
▼ohe tanta acqua ^ quanta a farne un solo^ poiché non solo è due 
Tolte più alta , ma due Tolte più distesa ; e per fare tre piedi d' al* 
tezza e necessaria nove Tolte tant' acqna, perchè non solo è tre Tol- 
te più alta , . ma tre Tolte più distesa ; oosi a fare trenta piedi d' al- 
tézza è necessaria noTCcento Tolte tant' acqua , perchè è ttenta Tolte 
più alta , e trenta Tolte più distesa ; e trenta Tolte trenta sono no- 
Tcceoto « Toftto ciò possiamo' confermare .con esperienaa oculate , ri- 
ducendo moki canali eguali in un solo canale » oto ossenrasi 9 che se 
nn solo eanale fa .un piede d' altezza , quattro canali ne fanno due 
soli^ andando il «imanente in lunghezza , e Tclocità , cosi nove ea- 
Bali ;ie faranno tre » e cosi sucoessivamente secondo la ragione de* 
numeri quadrati. 

E noi abbiamo fatta esperienza anche quest' istesso giorno in Ro- 
ma con noTO xanali d' acqua <)orrente eguali introdotti in un solo , 
ora uno, ora quattro^ ora tutti noTe , ed in effetto se un .canale ha 
fatto un oncia d' altezza , quattro canali hanno fatto solo due once , 
ooTe canali solo tre, e cosi cento non ne avrebbero fatto 9 ehe dieci» ec. 

Ciò .posto, Tolendo noi sapere quanti fiuoii d'un piede d'altezza 
r uno , e di larghezza eguale al Po iarebbe anche il Po solo , quan- 
do è in altezza di trenta piedi ; basta moltiplioàare tr^nU piedi d' al* 
tezza io trciita gradi di Telocità , che jsono novecento « ^ ^ 
. £ quanti di questi fiumi firebbe correre qnando è in altezza di 
piedi trentuno» similmente moltiplicando trentuno piedi, di altezza in 
trentuno gradi di Telocità , e aaranno noTecento sessantuno ; sicché 
aessantnno. fiumi si ricercano a fiirlo oresoere un piede sopra trenta 
piedi di altezza • ... 1 

i Onde appiire , ehe uno di questi fiumi all' altezza di piedi trenta 
appena , aggiungerebbe I* sessagesima oaxte C ^^ piede ^ eh' è nn 
quinto d' oncia « 

. Ed tm fiume , che {)er se solo potesse fare cinque Po d' altezza 
d' un piede V uno, aggiunger^bé al Po alto appena un oncia di al- 
ttmik. 



io3 

Cd ih fttti , essendo il Po sei? escrescenza alla Stellata piedi ti^eà- 
ta in trentano , poiché l' escrescenza j che già era dì piedi Tenti , e 
06220 per la dilatazione , è restata di piedi diciannove; e la mrndr 
Bassezza » eh' era prima di piedi tredici » e mezzo , sarà di piedi do- 
dici , e mezzo , che in tutto fanno trentuno » e mezzo • 

Quanti Po farebbe correre U Reno con un piede d' altezza , tanti 
quinti d'oncia al più farebbe nelle maggiori esorescenze del Po, se 
potesse farne correr cinque, alzerebbe un' oncia , se dieci, due ance9 
quindici, tre, e cosi successivamente. 

Certamente ninno direbbe giammai , che il solo Reno potesse far 
correre venti fiumi eguali al ro in altezza d' un piede , e pure in 
qnesta si esorbitante snpposizione non farebbe crescerio quattr'onoe 
nelle maggiori escrescenze di piedi trentuno in circa. * 

Non si desidera che un poco d* applicazione , per assentire a que- 
ste proposizioni d'eterna verità., le quali in negozio si grave non 
devono già trascurarsi «. 

MODO FACILE DI FARE ABBASSARE IL PO . 

idebbene per V insensibilità dell' altezza , che farebbe Reno nell' e- 
screscénze del Po non vi è bisogno d' altra provvisione, nò: d' argi- 
ni, i^è di sfogo ; pure non vi manca modo facile di far molto pia 
abbassare il Po di quello ,. che mai possa fare alzace il Reno , che 
sarebbe con perfezionare il taglio d'Ariano, dal signor Cardinal Doa<- 
ghi gli anni passati quasi all' ultima perfezione ridotto • 

Questo essendosi fatto alla capacità di tutto il Po ,. riceverebbe la 
metà dell^acque , onde si abbasserebbe in quel sito non già la metà 
dell' altezza viva , ma appunto tanto , quanto manca il lato del qua- 
drato dal suo diametro , cioè più della terza parte , onde l' acqua su- 
periore , che acquisterebbe U terzo più di caduta, verrebbe pure a 
deprìmersi con velocitarsi* 

Aggìungesi , che verrebbe a schivarsi il rigurgito, che cagiommo 
.le secche di Santa Maria, formate di tivaro ihsuperabile , e dalla 
strettezza, e lunghezza del ramo delle Fornaci^ che cagiona le mag- 
giori escrescenze del Po, e^quelle escrescenze ancora, che sono ca- 
gionate dal vento in bocca ali! altro^ramo , verrebbero pure ad essere 
in parte scemate, bkre molti altri importantissim> benefizi, che ilo 
rìsEUterebbero alla città e Stato di Ferrara , ed alla Camera Aposto- 
lica , con ridursi tutta pelle Stato Ferrareae^ navigazione del Po, 
con liberarsi da^ dazj , ' che pagano;. Il vascelli ner le loro mercanzie 
passando per l'altro ramo; si restituirebbe il porto di Gero, che 
per nM^kcanea dUcqua deterioiatd yer^ve^be coir la violenza del Po 



/ 



i«4 

introdotto il linoTo t tottmi j sìmUm eetto ' dì aitntoMni pei^ 
CaameBte onesta mno^ e di miglkmni MApn più per In ma^ier 
IweTÌtà délk linea, 'O «cob r^esempio «del tagfio Veaeto , ohe per ei-» 
•ere :»taio pin Ireve Jd 4X>t80 «ntico .» ha iMiIiooBto ikàta a •• tatta 
r acqua de^ fami csinìstn^ 

Da alia td •operasione òen inteaa » e fondata 9 lontatia da ogm pe- 
ricolo» che potrebbe in «dae meaì rìdimi a bnòn Sne» devono oer- 
eacsi qòei beneiisi » che i signori Ferraresi aspettano da un* opera- 
zione aborrita dalla natura, e. però non riuseabile » nò darevole , di 
perìcoli , e danni «naoilescìssiini ^ qua!' ò V introdaaioae del Po nel 
zamo di Ferrara per alveo sì lungo ^ e si angusto, e si altamente in- 
territo» e tanto nnalmente vicino alla <Atik di Ferrafa, ohe temendo 
d^ un pìcciol Reno non deve inorridirsi della pvesenza del Po • 

Più non dovreèjbero i :signorì Ferraresi » con questa operazione » 
che non possono 4incersm«nte -volere , e che quando ne Imboo avuta 
facoltà sotto il signor Cardinal Pàllotto, non si sono curati di perfe- 
zionarla , procurar di sospendere la risoluzione della remozione del 
Reno tanto necessaria per liberar se stessi, e loro territorio da evi- 
dentissimi' pericoli d' inondazione » e tanto utile per discoprirsi con i 
fertilissimi terreni già dal Reno inondati, e le vaili dalle sue torbide 
riempite, «e bonificate; e lasciar noi liberi dagli insopportabili danni, 
olhe da oinquantatre anni a loro beneplMito miseramente ci afflig- 

Ecco dunque Emioenttssimi signori superate le difficoltà generali 
4i condur Reno in Po grande , il quale , come abbiamo pienamente 
dimostrato , essendo il suo vero ricetto dalla stessa natura destinato- 
gli , clie da 'Ogni altra parte gli nega V adito felice al mare , e verso 
il Po grande 9 anche contro il corso naturale de^ fiumi per se stessa 
leliceoiente lo conduce , non deve in alcun modo per violenza uma- 
na negarseeli* Ma è ragionevole, che onde violentemente ò stato ri- 
mosso » là di nuovo si t>onduca , cosi tanto è lontano 9 cfae si portino 
quei perìcoli alla città ^ e stato di Ferrara, che vanamente si fingo- 
no, che piuttosto da* pericoli, certissimi di sommersione , che nello 
stato presente del Reno irreparabilmente gli sovrastano, viene in 
perpetuo a liberarsi ; oltre V unità presente di liberar le campagne 

Sìa fertilissime , ora somnierse dal Reno , d' acquistar nuovi terreni 
al4e torbide in cinquantatre anni bonificati • Gbe il modo da* signo- 
ri Fofraresi proposto di ricapitare il Reno con V introduzione dell ac- 
^ua del Po grande non abbia talcuna sussistenza , oltre le difficoltà 
insuperabili, che in tale introduzione si scuoprono, già l6r è nella 
precedente scrittura evidentemente djimostrato» e nella presente pure 
confermato • 

éupfAiehiamo pertanto TKoinenze Vostre a n<m gifavarsi di riflfefletto 



scS 

ìftOe n^èm » ìAii mM^ una » è neV 9itìrà Mmmó- {Kvrtàta 9 mpfidiiti- 
do» che ^tttnto più ti poodertoanoo, tanto pia ii troT6rattfK> so^ 
^^ e ton^^f e ohe da ^Me' ben ilispasse debba Teoirii la risold» 
0one di nòa più sospendere la remosioDe del Beno tanto «i^eote , e 
necessuìa in rigoardo '4eU'inti9dduaioae'eosì inntite a questo effetto 
del qnal ai ritenum^ tf'di restare noi'iooa J* altre Provincie ^ per mei- 
so del pródentiasimo ^indisio ;deir Eoftnense Vostre , ben presto li- 
beri da^ presenti anali j* come ébn 4>0ni nmiltà non lassiamo di sapr 
plieamele. " 

' BBLL^ £9CR^GBNZE , tUfS POTREBBE ^ilRE BENO AI/IO 

IN PO ALTO^ 

d ^videipi della pieeola nìtezza y "efae ftrebbii SI Rei^ atto-in* 
trodotto in Pò allo , ^pìacemi di considerare Palie^zà^ «che jnrebbe il 
Reno alto aiéTT^Heo del Pò vóto ^^ina tiguaigliàto ^nMmaniera , che 
OompenSando ìe'ninàggK)^' *nroTondità ^on le minori Ibsse in tutta la 
aua larghezza di -e^èl 'protbndita •' ^ 

I Periti Pei^esi , in conformità ^1 -quello > *ch^ hanno tempre prò* 
testato ^ 'pretenìleTano *cbe il Reno alto introdotto^ nel 4P0 voto in 
tal maniera tlgnsgttato , sia per far T^altezza di piedi >3ae-; ma per 
'abbondare in *<$ertezza , aupponiamo pare , -che fosse per farvi quat« 
tro piedi >d' altezza >, ^e isonsiderando quella ^ che yi farebbe in questa 
-tagìone "staìfdo il Po «Ito in ^massima altezza ^ ^e aia di 94* pi^dt 
«opra il fondo •• 

bisogna sapporre «dalla 'scienza di Ynolti» 'éhe ae piedi quattro d'al« 
tezza è fatira in Po da un Rene ; otto piedi d' altezza , eh* è il dop« 
pio, sarìk fatta non da dne Rv^qi, tna ila (jfhattro, cioè da due q|olti«* 
plicato in se 'stesso, poiché le altezze ^ t)he * méltìplioano le Tclocità » 
e le quantità deir^acqn^, aono -^ome le velopita. 

Cosi piedi sei t)^ altezza > x^^è 'tre 'Voltò magpore del|a prima» 
sarà fatta non ila tre Reni^ ma - tda^ nove , che è tre moltiplicato 
in se stesso. 

Sicché qnando Terremo a piedi ^4« d* altezza > oh' è sei volte maj&- 
«fiore delhi prima ^ questa non iiarà fatta da aei ReBi.9 ma moltipu* 
eando sei in se stesso, Mrà questa fiittà da Ì6. Reni. - 
^ Yediatno ora quale altezza » aggi]àngerebbè un Reno all' altezza del 
Po di piedi 24* supposto sempre, ohe il Reno fosse stato' in fondo > 
per far 1' altezza di piedi quattro % 

Poiché a questa ragione 36^ Ri^ni 'llicevino n^I Po l'altézza di ^4. 
spiedi > aggiuntoti un Reno saranno Reni 37. WUògnk trovare un nu- 
mero, che moltìplica^ in se stesso iac^a Sy. qarésto è 6* ed 8. cen«* 
ttnmi , che moltiplicando 1! altezza »ìff fdkido 4. darà là tiuova altezza 



/^ 



to6 

Eifldi s4 f « w term 9 Mjpoliè dato » ebe . il Ren» m1 foii4» del ^ 
isse per farei l'«ìtezsa di piedi quattro, «quando U Po aarà alto pie» 
di a^. noa yi ti potrà fare 9 ohe V altessa di aa terso f|i piede , oioè 
d* onoie ^ 

Con l'iatesto metodo ae aoppMrreino» che Reno aolo ia Po faccia 
r altezza di piedi doe^ avremo» che trovaodo il Reno piedi «4. 
d'altezza d' acqua io Po » oon ri aggiaogetàf che uo* oncia. * 

Ma te poi , ia vece di piedi a4« d* alteau d* acqua la Po 9 sup- 
porremo la Tora misura delle di lui massime escrescenze « . cioè pie<& 
3i , e mezzo 9 che tale ablnamof detto di sopra corrispondere alros* 
servazione , e snpponendp gP istessi doe piedi d' altezza , che fareh- 
he il Reno in Po Toto, ritro?eremo , cne arrivando il Reno in Po 
non vi aggiungerebbe d' altezza d' acqua più di sei cente|imi di pie« 
de f cioè tre quatti d' oncia prossimamente » ^ 

Chi negasse, che T altezza moltiplicasse in questo modo la Teloct- 
tà, ed in oonfcguenza la quantità dell* acqua, si potrebbe convince* 
re con 1* esperienza , moslrando , che se un canaletto di un* oncia 
scaricando T acqua in un canale maggiore, fiirà in. esso T altezza di 
nn minato ; per fare in questo V sitezza di due minuti 9 bisognerà 
scaricarvi^ quattro canaletti di un* oncia , per fare V altezza di tre mi- 
nuti bitQgi^rà acaricarvene nove, e cesi successivamente moltipli- 
cando sempre ^in se stessa V altezaa dell'acqua, che si .vuol laro nd 
canale. 

GEe ne' fiumi, e nel Po si servi questa raaìone ,\si può conside* 
rare da questo, che nelle sue piene scaricandosi in esso tutti i fiu- 
mi , e torrenti , che tutti inlieme fiirebbono 36. Reni , ciascheduno 
de' quali ammettianio , che potesse fiur correre da se solo il Po di 
quattro piedi , la somma ilelle altezze , che farebbe in diversi alvtf 
piedi 144. in un solo alveo del Po non riesce maggiore di piedi ^4* 

DELL* BSGBSSGEirZB dÙ PO NOK CnVSCIUTB PfE I«' INTBO00ZIONn 

JXBX* FAHARQ. 

IN^ella Tisita di Mofasignor Corsini dell'anno i6a5. sotto li 8. 
d' Aprile si rìoonol)ì)ero nel muro della « chiavica di Rurana i segni 
di due escrescenze del Po , lo roagpori , ohe^ poi sieno venute : una 
delle quali arrivò a&a soiyimità degli argini. Le parole della tisita 
sono le seguenti • ^ 

n che fatto , intese da Pietro Branchi Ghiarizzano di dette bocche» 
nomo vecchio del Boiidenos che sono 4^0. e piò anni , che l' acqua 
del Po grande due voke in di.versi tempi arrivò sino alla detta boc- 
ca alta siuQ aUe. due cavicchie di ferro confioq^te nel maro di det- 
ta ohiATica ye]^ il fiume Panaro. 



Tom. IX. pag. io6* 






DMa proporzione con cui crmcono 
np' canali V altm^ delV acqua 
correnti por V aggiunta di 
num^ mcque . 

Sia VI canale regolato dell* al- 
tezza di AH , della larghezza di H g 
VII. , in cui abbiansi a introdurre 
■airi ninr^* ^*>«oy^ e di e^n alpen- 

L' akesza ^ Ae fareb)>e il Reno so- 
Io in Po sarebbe AB ,' di piedi 5. 
ma trovandori V acqua d' uà altro 
fiume eguale a se stesso aggiunge- 
rebbe 1' altezza da i a a , e taevan- 
dovene due farebbe V alteza da due 
a tre , e cevi successivamente • 



E percbi qui la jninisia altezza 
del Po si suppone di piedi i^. o io. 
JUrriverebbe quasi sempre al numero 
^. # 7 f cade la maggioilP altezza » 
che possa aggiungere iii tal supposi- 
zione il ]^eno al Po sarà da 6. a 7. , o 
Am 7* a S. e trovandolo più alto sem- 
pre farà minove altezza ; trorando 
mi Po air altezza 6 » di 3o. piedi , 
troTerebbe 36. Reni^ ed aggiunge- 
rebbe da 36. in S^. , e trovandolo 
all' aliezza 4^* ageiungerebbe da 40. 
in 4'* restaiMo luuneno sino a 47* 
y ayafvo degli ar|pnì , 





•■ 9 



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J07 

. TJm, c|^ itoo alU mù luMa etviecliM» idta Mia segt oorti di 
piotre.nnin. $• bassa w dentello del mnroVIi esse beeehe corsi di 
pietre ottin* ai* . . 

L'altra» eioò alla .^^ alu oaviecbia» alta dalla sega oiMi di pie- 
tre iiaai«. •• iMssa dal.deotello saddeit* corso di pietre nam. i8; 
che. vieae ad ^esatoe r^Itima vblta^ dee la pia alu ia livello dei- 
pia^ d<^U ai^Qi^^^pet quanto si poteva conoscere, perchè* non Pfae 
mai più r ted«la , celi «ka ^ao alUi sonmità degli archi di dette 
]M>cche. . , .! 

Farono 'dnnqne quest'escrescenze circa Tanno i6o5. quando an* 
€»ra era spetto il Po di Rsrrarat dove voluva nel!' escrescense Panaro. 
£ che dopo c1iìqsoy:6os argine al ^ndeno qneste sfì^ » e ritenuto 
aoelie nelr escrescmse Panaro» non sieno poi 'sdte ì^scresdense mag* 
giori, e ;oei!tissinio;i. perchè essendo F uiftinia di quesle due arrivata 
alla sommità degli argini » una maggiofer J^- awebbe formeolaii » ii 
jQt»é non è saccesso. ^ 

E se in quel iito^ si piaaden infiomiuAdoM dove ogg^tfì tfrriviffflf 
resoreseenae.del Po» si vedrà ijuaato rteeconò miewi. 

Si può fiire ancoloa riflessiotie a ^utelo.» ohe sai privt^io T argine 
al Bondeno oeU^'escreaoenze. soleva tacKatsi^ ed osteidà nèu non si ta« 



/ 



ehe coir essersi abbassate riMueseense. 

JUSmiKA JJD UVA SGSrriftoEA db' SlCHOÙràliBARBSI. 

^ JLiìsponderèno aolo In presente alle difficoltà generali opneaté da' 
aìgnori^ Ferraresi cirea la diversione del Reno io Po^fraùiie , riser« 
Tandoci a rispondere a' .fartiodan ». pev noU uscire "dal sogig^tto pre-' 
•eritto ipc la» weaeaite congregèniboe • 

La pniM. difficoltà generale* ò Virea le* rotte ds3 Reno; eh^ potrtb* 
loro segnile su lo atato di 'IVirrara |yr éaè ragispi » una per 1* e^ 
acrescense del Pò » che difljkeilflimitfe safli||ri}ero . sormontate dalle so- 
prav vomenti del Reno» V dtra per le maohedlp » e roste» che so 
no attraversarsi all' alveo» e trattener il corse M^ acqua anMrìore 

Al primo modo rispondasi » che .nell' esQreseenae dal Vo enUbnu» 
l'acqua per mékte. nri^lia neU' alveo del Beno sino alreqnilibrìo dU^ 
la OMrente del Po vmedesimo» eke si ealbola deporr arrivare «tao a 
Miranello aUa e%afina del Bdognese » ornando sbboeàsse a Lago scuro» 
e più S(^ni» .qnando« sboocasfe alla Stellata; se dall'acqua del Po 



iib* 



eov r aste r èb b e 



quetteoswi nèaBteiitàt ni «Ha fottem/nè «Ib Mi«o #^FaMMi; 
Ma neomietto io deosa tmiHera tarelibero le iptene dal Reoo tratta^ 
niite dal Po , perchè nel!' arrivare a Mirabello » sto dove al tMké& dd 
Béoo n aiuterebbero le pieoe del Po» eermeaMfrebbero attbitd quan» 
to baita per aearicarai, e aegvkafe eioe al Po*gJniode ; e pòoo immif^ 
ta in qoesto laogo ìateoderey obé il ÌUh» sl iteadeaa? 'aepm ^Vrjù^' 
q«a del Po 9 epenettaife^per di tette, o >Atf«Me d* * ma panb » 
perebè ad apà q|odò tempre ti •planeveU^e eel Po gtémà» eoa la te» 
la gtoota dì queir alteaaa iuentibile » che nella propotta ablMamo* 
aecemiata.. • i- • , i . ..v^. 

• * 

B tràttenern pei le voete, «-^aMebede nelPahreo del* Reno» oon*e^ 
▼er poi altre ¥q)te e||Btale «otte > è erieinate dallo' alalo praiente M 
Reno» ^e entrando nelle Talli per4totdii ^'e tafnaa eaxlnta» è'CaMi*» 
che ti trattengano , il die non *ie|(direl>be » teia;ratte il' ano oenio: 
nel n»| ove hpeadnta.tàjnmlev* - - "'* 

In tomma dare conriderami , che per quella cagietie » éhe- non tona-' 
peno ilfinini in ^rieinansà^ab inarà , pomlir la - gottlieàaa . deir acc^ge 
tnccede nella parte tép eri ee e » tinche abfcìa' -acquattata la pendenza 
neoetaaria iopn T inferiore» pw-rittetta ragione non teguirefebero 
le rotte del Reno in Tieinanaa del Po » eh' è qnati il mate del René» 
mi al pin netta parte anperiore del* Bolqgnete » che perà per lo moW 
to più fòlioe corto nel Po» che nelle Talli» Te rreb b e con aitai minar 
frequenza a patirne. 

Fintlmeate la ektà» e Ibfiean t di : Ferrara dalla parte tnperiore 
TÌen difetit dall' argine travertagno fabbricato da* Principi ettonti » 
pef libanala da' nerieiiB, a' quii e dal Po » e < dal Reno èra già par 
tna notare *to|getta^ il fnal argine in ogoi ratta tnperbnre non ha 
mai permetto 7 che iif*aecàbliw acqua 'oHn^cìti^. 

La maggior piena » che mai aUnéiiArinte «'Fertem' io. 4'mip&'vM7v 
nel ifaete'dr Oingtto»*clie.già fio» .rtppe»- né tormentò gli argini del 
Po grande » ma rnppe ben gli argini d«| Po di^EerMra , che ttara a« 
porto » affondando la D«ama(^%ittà» la GataÌKlia » ed- in tommt tutto il 
paete ira il Po grande »^ ed il Po di Ferrara tino ali* argine traTéi^ 
atgno » e qneeto la AVafténne » che.. n<fn pptè paitÌM'e alla città . 

^^nto a' piloti de? rene del Po grande» cb'aTette da canmre H 
Réne » non .ilevranno ettot più oppetto da' eignori Fetrareil» co- 
notceóda^r ineotibiltlà deHf eloTaaioqe » ohe iìnebbe il Rene neN* o^ 
aeretcenfe » anzi Pelbtto »vObe farà di^ aòaVar mMgiermente, e pro- 
fondar r aWeo del Po grMder » coi^ V e^Rfropie di Hmato r e dello tfo- 
go del Po di! Ferrara ottorato i^^onde pl(ttó il ReMo^ in Po » per tal ea« 

(;ionè Temnno itf br4tTe ad abbattarii «leltp V altezze magari del- 
' eacreteenf è » cotanto più mentre le pifeoe dal Reno Tengono ordì* 
nartamentoi qoando è 4iattó il E^» e pen^ i qa«kto eglé d' debib a. 



«WHiMem k «t prrfcmJH»» <m3e HjaerrMi » <bt*da. dir «mm il 
Reno^al Po grande » ove r come abbiame diinotinto faerit dell* elare^ 
foenae mag|^ueri del Po » maodajra la maggior parte delle aae aoqae ; 
dalla; Stellata in gw tono rettale molte «^plclaioni» e ghiaie BeU'àl» 
vea» eagionale dal .mancameniQ. del Kaao'r óod? è. reataio* V aWeo paà 
cyee nelle ^baiaenao deKBifegPo^-^lo ▼» pfopor^FoBandò all'aoqne 
mneri»le^iMlit repletolonii.?er«|bbeM' ia niLsnbtto sgMcibraté » ritor» 
ni&do il Benft^T \ ^ • / . . . 

. Né dete in ^neata lsog<h.taoaic$i U dìacre^nmoi' coatame del Rene^ 
per unta;, il tempo* jmiàeiabibnente'AMsecfato» druon^ Teirir mai pie» 
nOi in lea^per. delle* maggior» eactesoenaet del «Pò^» per non dar nò me* 
so aotpette di oantare^^iiel &ooe9,obe'aémnieii»o«uMrebbe venendo 
fteno »- onde aeimr^ Pir nel^ beatene » e noii lo- gn^v» neUé* aCiea- 
ne^ .La nigioQr^ patfribr toìmnenie il JRèno gonfiai far le*|!9eg^e eonta* 
aae , ebe aoendono^ da*^ moìui » e peceiò« nea- ne' tem^t» ettiirir ^ il fo 
tiétt aolameMe alle maggierìr pieneue la alate- ^ per Uiiue&Yat- le nevi: 
Augetur ad Canu i}riUn^*Jiqim^U- nivibiè$'ì*àÌM.^Ì^ e tanto eoup 
ferma il corto. di tiuii impattati tecoli. 



^ 



^ £?vi memoria r ^^' V autunno^ deU^anno- iSa6,. fawfo^ P^^H^ ^*^ 
byi per tttttà meliate liOmbofdU 9 le anali', riampircmo ulmente i 
finmi 9 ebe non potenda- r'aoqae eapir ne^ ^^piopri^^^ toroMoiaAmo 

gli aigku^ e mppero in* diverte pecti'9 e pkirtteolkanepto ttftti i k^i- 
Mitari.del Po di Lombardia» e* eoa^lntto* oiò«*nonj parve ». ebe ti me» 
ireate il flb, ma atette e meaaa-ripationc^ ti eóootòe guanto poeo 
nettano i finnu earicbi.d'aoqiu^ piovana^ quale tempraci Rane nel* 
te piene, a fkr oaetoere tt Po » ^de loon manna nbi a eaute ooealte 
tifiiritoa le t«n;|^en0«» • ' « * ^ 

. Quanto alle piene eagìonalMa ik' vanti » ohe imbeoeano il Po » bi* 
aogM'^naptideraK » ébe ib vente ba fona limiuta di trattener T acqua 
aino'^TC^na detnnninata aitasse y ebe perciò tutte le altre vincono # 
e aeorreno, onde p^ aeceatcerti V aequA, non può in alcun modo 
eretcere a 'tale altezza.» a^pzi vigteendo non la violenza » è jieto uni|o ^ 
toalie hk eanta di tale awnnente» 

La teconda difficoltà ò circa, l' impedimefto ^egli tedi de' terre- 
ni » ebe teolano in «Po graade , ^nali dioÌMio aver telo due» o tre 
piedi di caduti^ noli' acqua del Po batto» ed* affermano 41 Reno alzZi^ 
xa il Po batto qoaittso* piedi. ,...-. . 4, . 

Ma r intutaittensa 4leU'uno^ e l'altro ^tuppotto fitoilraente ai -di» 
noatra ; poicbè «dall' eaattitaiine ttvellaKonà fatte dtRa vitita di Man- 
eigoor Gortini» il men^'delktcaMpa^ dek'Folestne. di Fama^a» che 
«lemmena Afcola in Po grande» me^iper'vimai^ |lMllgé^ti conduce al ma* 
ve } oìnlle può larti conteguenza , ohe tt% più batto d<%gli altri » che 
n fitnjao tèohu^inaVo» eBaodMffli^modo ]^ del. pelo ocdiujurio 



110 

lei Fa ipnAda piedi n^re» omm bt ofMrvato A Gettóait TatM 
L6a5« e il pela ael etnei bieMe alto più di piedi quetcvo » 
Dair altre parte , ohe noa solo qaettro piedi, ma neflaoMiio ubd^ 

Cesa fiire il Reoo d'altena in Po Immso si dtmeetrat perebè il B0 
880 ha sempre tra la Stdlsta , e Lago soore d* alteexa viira elmeas 
da dediei^ *in tredioi piedi ( dseqae aenendo la mgiwie s^|ate mi^ 
la precedente tcrittnra» per auibngwe no pìkde d^aieeaea tn tal À*' 
to > Ti Terrebbero Tenticinqije ro con un piede d* altessa per oieeohe- 
dune , ma mU è un esorbiunsa il dire » *cbe il Renor anootebè pie* 
no potesse w correre Tenticittqoe Po con ridteaa d' nn piede ;• é 
dunque parimente nn eeorbitansa il dire ohe il Reno» eMomè pie^ 
00, in Po basto possa fiir raiteest d*nn piede • 
: E ad ogni moda dorando poche ore le piene del fieno « ogw imoofi^^ 
mento» che portassero, poco preciudieiale sarebbe per .si breve dnremooo.' 
Ne vale il dirot o^ sieup Ireqnenti, perohè passata la piena t gli 
scoli impediti petserebbero » e qnsAlo t ohe tnooettÌ¥aniesite< non A 
fiM)esse a poco a POCo« anderddie fteendosi a vicenda • 

La terza difficolta è oiroa rinoerlena della ondata di Beno ia Po 
io Inogheasa di tanto paese » ed iaegnalo • * 

È dunque opera nostra il dimottrtfO , ohe tei otduta k ttnto oer* 
tt , ohe non può dubittrseOe • 

Le liveMssioni tanto dell' Alootli » qntnto di Monrignor Gernni to-< 
no state fiitte con V tcaua continnau dal Rjpno a Po grande •' AstoiI 
eoe r Àleotti , cbo dal Po grande per Talreo di Forfait aUo sboeeo 
di Reno no# arrivava ao<{ua , se non qoando era alta alk SteUata ao* 
pra la sna ipag^ore basseisa medi quattordici 9 e mesoo. 

Cli Architetti Bolognesi » e Ferraresi nella visita diMensig. Ooftini 
si servirono dell' aoqna del canal di Cento» ia quale passando per Po di 
Ferrara allo sboco di«Reno veoohio entra nelle -fosse della ftrfeeatsa »• e 
città di Ferrara , e va per il canal del Bareo sino al pento di Lago scuro. 
Fu trovato il fondo di Reno veeotrio aUa boooa più alto dril* ao» 
qua del Po di Ferrafu, eia escavato per Panaro . . p» 6. o« i« 

Il pelo deir acqua dei Po più alu della foasa del» 
la città al Baluardo di porta Paula •••••• s* 8* 

Questo era più alto del pélo detta fisssa della fi»r» 

tessa . • • . . . ^ m. S. 

Questo di nuovo era pia alto del pelo ddk pò» 
eebiera •••«•«.•««««•••.«« o. 8, 

£ questo più sito del cavo del Baroo * x* $4 & 

Finalmente il pelo del- cavo del bneoo al paolo àà 

Lago senio pin alto del pelo del Po < 4* %• 6 

■ ■ 

Lo aepna* è in ipiMer p» . 1^» ci. 



alt : 



E ofift wìào tpasio éi mnme ' miglia • 

E non pnò certo sndar r àoqua dallo sbocco di Reno fino al ponte 
di Lago icaroif senna qualche pen«len)sa delia propria snperficìe , quan- 
fonqne mininia ; è dunqne certo » che tal caduta dal Reno a Lago 
fcuro è piuttosto maggiore ^ che minore » quanto importa appunto la 
pendensBa. necessaria al corso dell' acqoa » sebbene a quest' effetto fu 
fatta stagnare » siccome ancora non si nega » che per la stessa ragione 
la pendensa dell' iUeotti dallo sbocco di Reno alla Stellata non debba 
iriuscire qnalehe poco minore , quanto * pure importa la pochissima 
pendenasa della supei^cie dell' acqua nel venire dalla Stellata ^ quasi 
ataenante* ' ' » 

Qualunque poi si sia tal caduta di Reno in Po , certo è , eh' è 
ma^^gtore in cinque miglia, ohe Ti restano , per arriyarvi » che non 
à in cinquanta) per addarci al mare per altra via, e però per nessitp 
altra via può meglio portarvisi , ohe per Po grande «. * 

La quarta difficolta * è circa la spésa , che i siguori Ferraresi nel 
funicolo Gaetano fecero crescere a gran somma • 

Ma. già abbiamo noi dimostrate le superfluità, òhe contiene tal 
calcolo, che consiste néll' enorme alzamento degli; argini proposto da' 
aignori Ferraresi , che fu £stto non di consenso de' Bolognesi , ansi 
conforme alle mere opposizioni .de' Ferrare^ , *. come sppare dìilla vi- 
aita autentica t ove sotto gli ii. di Maggio róiò. sì nots • 

Sila Signorìa Illustrisnn%à decretò ^ cne lo Spinvla calcolasse tutta 
la spesa f che onderebbe ad 0har' gli atgi/ii dalla pùnta della Stel» 
tata sino al mare.j conforme alle opposizioni fatte nelle scritture "dal 
sig* Conte Manfredi , eh' era ivi presenie , Ov^ è*^ da notarsi la parola 
opposizioni » che non . importa ne giustificazione 9 né verificazione \ 
anolto meào consenso delle parti • 

Ma quando pure le parti in questo fossero concorse , perchè si 
fondavano in aupputsizioni false , e ueH' ignoranza della proporzione » 
oan la qnsle crescono l'altezze dell' acqiie ''-correnti, alla quale non 
arrivavano in. quel tempo gli Àrehitetti , come attesta il padre Bene- 
detto Castelli matematico insigne^ nella misura delle acque correnti « 
Operetta crebre stampau in Roma IVanno 1639. ove * all' appendice 
terza ^ di proposito riprende qnest' iatessi Architetti in queste parole. 

Simile errore mi pare ch^ abbiano commesso tutti quo* periti , i qua^ 
li, per impedire ohe non si diperiisce il Reno di Bologna nel Po 
dalle valli » dove di presente corre 9 giudicarono , che essendo il Re^ 
monelle sue massime escrescenze iiocc. piedi in' circa • ed essendo il 
Po larso %o6o. piedi in circa giudicarono j dico ^ €^ mettendosi Re» 
no in Jro avrebbe alzata r acqua, del Po .due piedi ^ 'dal qaale alza^ 
meato conoludevano poi disordini esorbitantissimi , ovvero di stralordi» 
norie inmdaaBioai ^ avvero di, spe$e immense ^ ^d intollerabili a' popoli 



US 



\ 



in rialzare gli argini del Po , è del Menò , e con simìU debolezze 
si perturbano vanamente bene spesso ie menti degP interessati . 

rotrebbeti vedere tutto quel «éottHttino libretto nel qaele sono 
confutati 9 e dimostrsti igli errori enormi -^de* jNsriti in queuo genere 
pregindicialÌMimi n* puhbliot:^ e ipmtti inlereséi* 

Doyireaio «dunque lermarrci in tu! oalcolo ^ •che sopri si gravi erro- 
ri » e false svppusiisìoni ^è fondato ? 

Quinto» cirCA grinterrk&enti,c1iein altre rscrìttnre si sono opposti » 
<^^ cagioAerehbe U £eno jneì Po .grande ^ «lon •oooerMrebbe risposta 
ora, ^he suppongono «ohe non fosse per eaosare io ton caro nuore 
più angusto , e più lungo , con poca «qnanthà d^acqua , benché an* 
che resti tuttavìa sj>erto ii Po grande, nondmeno nspondeéi, che la 
forza unita *deU' acqua superiore, che scavando eempre 9 e dilataodosi 
porta via la terrli assodata^) tanto più facilme'tate porterìi via la *ter- 
%a, che intorbida T acqua 4el Reno, (^^rsse stessa è in moto. 

Finalmente oppongono i sìf^nori .iFerraresi , che la Temoafione del 
Reno non sìa 'interèsse* «del Heggìmentò^ ve della città «di Bologna ma 
solo di particQlhit^.. ^ ' ' ' 

Ma «quale i neon-Veniente pub ndirsi insg|iore 'di questo , che 
non sia puUalico ii danno di tanti particolari , di tante chiese » di 
tanti luoghi Pìi , 4Ae* quàR^tanti terreoi fertilissimi restano sominer- 
si, tanti ^ e taikti ^eon Ja TÌcensione, e •rlngorghi nielli scoli cagionati 
<lalle torbide del Beno ìnell'alzarsì ^ «ed* -entrar né^ -condotti ^steriliti, 
e tanti 'finalmente espósti a contiailé fnondasioni? Che non ^sìa pub- 
blico il danno *ddle caMStie , die 'dopo Vinondasione di quei tei*re« 
ni^ che somministravano "^ran^arte dellèTacco1te,èene spesso in Bo- 
logna .si provano P Che non sia pubblieo il danno d^lla spopolazione, 
del mancamento deÌParti., che al manoamenio delP abbondanza sono 
oessase? 

Non* è -danno pfibblico la perdita 'della navieasione «di Bolog^na , 
che dopo d' es&ersi tre Tolte -dépo -la diversione del Reno interrita-, 
e con gravissime «spese ogni vòlta ristorata^ ora non può in modo 
alcuno simifbò il •Reno non sia rimosso, restituirsi? Per tacere i da- 
2J , che dalla iiavigaeione mi cartono y cnde -si mantiene lo studio , in 
cui conservasi V antico, e singolare s{flendore della nostra città, e 
r entrate pubbliche , che cavandosi da ìinposizioni su s terreni fer- 
tili^ non si poslotio avere dagli steriliti, e molto meno da* sommersi . 

Fosse «Imene interesse di particolari luJoro pretesa ìntroduziood 
del Po, che i nostja mali^ che per ossa aoffriamo , non riuscirebbe* 
ro così ifiiolleTaìbìli • Ma che? Altro non è, -che un impegni», che 
flou vedesi a chi abbia a giovare, onde non è maraviglia , se quando 
hanno avuta £iccfka di farìa sotto il signor Cardinal Pallotto con as- 
aegnamento di denari dallA Santa Memoria di UrtM&o VUL ikon - si 



curaropo dVeffettMrla» anzi fattone qaaldhe parte, conTertifono il 
denaro asiegnato in dtri usi . Solo la vogliono quando trattan ;di ri«> 
capitare il neno^ per impedire oon questa la nostra tanto necessaria 
operazione • ^ . 

Con quai sentimento in fine oi esortano a domandar V introdnzio*- 
ne del J?o ? Se nette cose faCcibiU si da alcuna sorte di dimostrazio* 
ne f non abbiamo noi dimostrato » <A' ella è impossibile al fine , che 
ai rioercaP . 

; Noi. abbiamo loco presentato il Po di Ferrara profondo , ed escava* 
to col felioe corso oeH* acqua •» oom' -era P anno iS^a ; «ti abbiamo 
posto il Reno da condurre al mare ; abbiamo dimostrato » the n' è 
successo il totale ritiro àbl Po nel ramo grande » ed il seguito del 
Beno pur nel Po grande • 

Gho: iroffliono eglino fare P Scavare il Po alk prinnera profondità P 
Introdurirr P<acqoa a correre qoH la felicità di prima? Sia il tutto 
fatto • E poi mettervi il Reuo P Che Be|airà P II Po di Ferrara si riti«> 
rerà al Po grande'^ ed il Reno lo -se^uiterk , quando ttos si- sia mu« 
tata éi pensiero la natura stessa • Rtspoodasio a questa , prima d' e- 
sortarci all' introduzione del Po nel r^mo di 'Eermta » per mettervi 
dentro il Reno. 

Ma non avendo queste ragioni risposta $ sono inegati da noi i si- 
gnori Ferraresi a Usoiare lormai da parte. jl pensiero di tale introdu- 
zione , come dimostrata almeno a quest' èfletto impossibile » e ad u* 
nini con noi ad accelerare la condotta dd Reno in Po gnrìide 9^ non 
restandovi dm ricapito^ ^ altre rimedio «per liberare la loro città » 
fortezza , territorio da' periooli 9 cbe oon più lunga dimora del Reno 
nelle vaiti , stanno imminenti • 

Replica alla risposta data àaf Ugn$ri Ferraresi alla scrittura 
d^ BclogncH f perla Congregazione del* Acque 

de* S. Settémbte 1657. 

A., torto ci biasimano i signori Ferfaresi » perchè nella nostra can* 
•a ci serviamo di^ discorsi teorici 9 Matematici 9 e . Specnlativi'9 adatta* 
ti alle iéattedre; e delF autorità di qualùnque' *4^utore 9 che troviamo 
avere opportupamente smtto di queste materie; quasi ohe non sia 
lemto rappresentare la verità in tutte le migliori 9 e più proprie msp 
niere ohe posriamo. / " 

Soiappressa^Oiudici ordinai] si trattasse una, causa piane 9 e &ci- 
le 9 ]yréMderé!Anu> 9 come ri suole tidR^ altre 9 con induzióni -di leggi 9 
e di* btféhri 9 ohe non ci mancano. Non è feirse bastante ad accredita- 
Té le nostra ragioni il Breve si maturamente pul^icato dalla Santa 
Memoiìa di urbano Vili, di condurre il Reno da Mirabello albi 

i5 



/ 



««4 

Stellati 9 o unito eoa Panato 9 o dWiho » o- in qiultiTCN^ia^ altro lao^ 
go» e modo, die fosse parso a Monsignor Gorsim, che dal princi- 
pio del i6aS. sino alla ohe. del i6aB, areya oon visite dilìgentiisinie 
con r assistenza d' ottimi Matematici , e Periti ben discusse p e dige^ 
lite queste materie ? • 

Ma trattaofdosi la. oansa avanti la Sacra Gongiegaatone , anzi il 
Principe istesso , a cui tocca ooaoscere. delle leggi , e oorre^gerle se- 
condo la ragione f e P opportunità de* tempi , parrebbeci di fam in- 
curia a tanta maeatà^ se voUssimo. pretendere». che. in negosio:^ n 
grande importanza dovesse • senza, soddisfam. delle ragioni 9 stare al- 
le sole precedenti disposizioni. A noi che nella sapienza del Princi- 
pe ripooghiamo la speranza della salute pubblica, giova presentargli 
da' fonti le più pure verità, le quali se ci £iociamo . anclie lecito 
d'ornare' di qualche poetipo abbellimento., supponghiamo di .trattare 
eoo ehi sa quanto, vagliano , e sino a qual segno devono aversi in con- 
siderazione, i '> i . 

Qrave poi è V iagiiuda., cbe fanno alb verità, ed' a loro stean , m 
volerci far apnavire^niendaei «ielle cose da noi affermate, e che tut- 
tavia più evidentemente .possono confermai^i i e chiarirai %^ 

Negano ciò , che di Gio. Batista Àleotti d' Argenta abbiamo noi a<v 
oennaio. nella seconda scrittura, che fosse ministro della, città di 
Ferrara, e da questa^ateasa .mand&to.. ambasciatore alla Santità di 
Clepiiente VIIL. e pur uqì gli rimaedaniAio all' indice, ove leggeai^ 
r Argenta maudaiiì. dalla cìwtunUà di Ftrrwa- ambasciatore al Pafay 
ed a caste 84- ove legges^ , mentre a'- pieifi di Sua Santità fui man^ 
dato dalla mia città amkasciatorfi, alla Santità Sua per questo nego» 
zio d^ acque 9 con P Illustrissimo signor Dottore MoreUir àol qwsU 
dalV Illustriss. sig. Conte Girolamo Gilioli ambasciatore residente in 
Roma fui introdotto a baciare i santissimi piedi a Sua Santità , ee» 
Onde, e da quello, che nella- seconda sorittura abbiamo dedotto 1 
può apparire quanta fosse in Ferrara la ^ttma della perizia , della sin- 
cerità, e della fede di quest' uomo, eh* ora i Ferraresi vogliono^ £ir 
apparire p^r .interessato in pesche j e di ninna ponsideraanone 9 -Àose 
assai più facili -a dire, che. -a protaro* ., ^ . v / 

Gli Autori da noi citati ìq prova d^l ielice corso , che il Reno 

frima della divcirsjone- nelle valli avea spontaneamente pnsso verso il 
o grande alla Stellata» ne bau scrilto-^ come di cosa de' loro teffl; 
E" , quando se' non fosse stato vero certamente , ne sarebbero stati 
ébti , e fuassiiM essendo ;iAoi90-.disCQ(rsi Mapipati in quel tempo ìa 
Ferrara t ove pptea; questo acpidente 4a ,chi si. aia distinguere, e oolH 
fntare, .e pure da-quel. tempo i^ino al di d' oggi non hanno* «pi in* 
centrata una minuiia co'ntradizioue>; l'emulazione appunto dell'. Ateot^ 
ti I e del Mengeli da' signori Ferraresi oppose» » squa dubbio ,aYxebibe 



ii5 

léopieifa la fidntk » uè mo tmbbeJMoiato nùotntt A gita qpropo- 
•ito dell'altro 9 senza scbermrloy.e pare ote nel resto sono discof^ 
di 9 in questo confiroatanò > ar|;omento certissimo di Tenta io* 

doBitata.: 

Foco importa poi » olie pon vogliano conoscere per loro la scritta* 
n deirannp 1SS7. da noi citata^: ritrovandola inserta in una relauo- 
ne di ]>on Scipio de Castro alla Santità di Gnmono XUL poichò ^ ad 
ogni mo^ il medesimo possiamo ginstificare dafia visita del Cardino» 
le GuastaviUsni» e «di Monsignor della Cava l'anno i$79. ove a di 
17. Maggio si nota, che allo shocco di Reno in Po correva airinfù^ 
$ioè versoi In Stellau ^ U medesima notasi alli 1 8. » e si comprova 
con tre operazioni di tre livellazioni per <nasoana*, 

Lo stesso fi osserfò a di 19» a Vigarano di iinovo con triplicato 
osservazioni , sicché non è cosa da nvocar in dubbio , che sin dal 
«579. mm corresse il Beno per il Po di Ferrsra al Po grande alla 
Stellata.. 

L'anno poi iSa&. setto Arohitettì» che d'ordine della Santità di 
Clemente VlIL tivellarono il Po di Ferrara, il Floriafii , Fontana, 
Crescenzio , Giaoaioni , Riccio^ Aleotti , e Dattari trovarono , ohe dal* 
la soglia della chiavica Mantovana «ino al fondo di Panaro alzava U 
sito piedi quattro 9 e sette ; e dal fondo di Pananh^ino al fiindo del 
Reno nella sua sboccatura in Poi alzava p^i tre , e sette ; onde ap« 
parisce la necessità, ch^ aveva il Reno di scendere alla- Stellata m 
acqua bassa dd Fb « L* istassa necessità • del corso del Reno verso la 
Stellata , per cansa della gran caduta dallo sbocco in Po r4>tto , sino 
al pelo basso del Po grande alla Stellata , vedesi pnre nella visita di 
Monsig, Centurione » e massime sotio li a?» Settembre del i6o5 ; in 
quella del Cardinal Gaetano dd 16 io. e iinalmento dalle osservazioni 
esattissime fatte da Monsig^ Corsini «. 

Ma che occorre affaticarsi neJla con&vmazione di questo , s'.egli- 
no stessi ne asssegnano le canse da noi adotte , e il confermano con 
V esempio di Santemo , e JSenio^ .che nelle loro piene dicono voltare 
air insù per molte miglia* 

Procede ciò piyr inponvenienfi pfeoedMti , e per supposti ; per tali 
incoRvenieuti procedeva pure la rivolta del Reno, ntta pure in tal 
caso conveniente • Erano gì* inconvenienti il ritiro del Po nell' altro 
ramo 9 e F alzamento del^ fondo vecdUa} ma qnesti , sopposti , che 
non hanno rimc^dio ; era convenient» , necessano 9 che il Reno andai» 
ae a ritrovare il Po vicino » non essendo mai posnbìle 9 che per altm 
via si j^rtasse fi^lìcemente al mare^^ 

Riferiscono qui i signori Ferrnumi un istorietta» della quale di 
iraleremo a nostro proposito » poichò .^ mettendo ^^o in controver» 
aia quante ne portiamo da idtrì Anton,, e non riconoscendo più I9 



N 



/ 



&i6 

antiobe die noi didaino iTer da loro » iMbiamo propotto di fiderai 
ancke delle loro moderne tcri tiare • 

Sapra Santemo , e Senio V anno 1646. segni nna rotta del Po di 
Prìmaro 9 obe scaricavasi nelle valli di Gomacchio ; onde qneyti fiumi 
voltarono in tu a 9cariearsi per 'detta rotta nelle* valli* 

Ripigliata obe Ai dalla vigìlanaa del aig. Cardinal Dongbi , l' acqttai 
non [«otendo più aootrere per éHa, impedito da interrtmenti Vti^ 
veo 9 in un anbito ai aliarono da cinque in più piedi » ondd ebbe 
forza detto rialzamento col peao » ed impnlao di aoavare gì* interri- 
menti • 

Se non ai foaae affatto cbinaa la «rotta » certo è ^ ohe i detti fi ami 
avrebbero aempre oontìnnato a corrervi contro il loro* primiero ooiv 
to f nò aincbò foBae atata aperta , avrebbe P abqna mai avnta forza di 
acavare gP interrimenti verte il mare . ' 

Ecco appunto una piccola aembianza della rotta di Sicarde » per 
cui dopo ohe abbastanza fa dilatata , pasaando ormai tntta V aoqna 
del Po di Lombardia , anche i fiumi Panaro , e Reno li ai conduce- 
vano 9 come appunto nella precedente Santemo , e Senio . Siccome 
dnnque ae non ri fo«ae cbiuia quella rotta 9 non mai ai avrebbero po- 
tuti per altra via que' fiumi incanmrinare al mare » né per forza 
d' acqua acavarai quegl' interrinientì ; cosi ae non ai chiuae affatto 
la rotta di Sioardo,. cioè tatto' il 9& gmnde , non ai potranno mai 
Condurre felicemente al mare per altra via Panaro, e Reno, nemme- 
no scavarai giammai per via d'acqua mV interrimenti del Po di Fer* 
rara • Riapondaai a' quatto , e conaideriri V eaempio , te le nostre 
tecricbe, ancbe in caai non mu penaatì , alla pratica corrìapondono • 
.Non potendoli dunque chiudere m rotta di Sioardo , reatà solo che si 
laacino questi due fiumi correre per essa , e ai deponga ogni pensiero 
di far escavarionè del Po di Ferrara per via d' acqua • 

Che poi non sìa stata cosa incomparabilmente di molto maggior 
pericolo il ehindere il ramo di Ferrara , ove in ogni escrescenza ri 
afogava il Po , e a* escludeva Panare » eh' ora V introdurre il Reno , ò 
tanto chiaro , obe non ha bisogno di prova • Prima , perchè molte 
maggiore è la quantità d'acqua dèi ramo di Ferrai^, e di Panaro, 
eh' ora di più nell'eaereacenze si trattiene ia Po grande, che non ò 
quella del Reno. 

Secondo , perchè quella , che andavi' al Po di Ferrara , si trattiene 
in ogni escrescenza » ma Reno nell' escresdenze d^^ Po non suole nuu 
venire con le «uè piene , venendo queste in contrarie "atagioni .. 

Se aìeno poi aoeraate , o cresciute le maggiori escrescenze del Po, 
dopo che affatto si è chioso il xaMo di Ferrara , dipendendo ciò dal- 
la giustificazione del segno da noi nominato , o da altft tale , che 
possa mostrarri 9 a quelle giustificarioni dovremo rimetterci « Questo 



^•^ 



"7 

•agno apparente , fatto eon U sonro » d fa mostrato da' iMieaani pra- 
tici y 'qnando a di 4- Maggio déW anno preaente-, prima di venire a 
jRoma y fammo ad osservar quei luoghi , e non prevedendo ancora in 
qnale occasione avesse -da servire, pure non lasciammo di notarlo » 
per aver notizia degK effetti- ^1 Po», sopra, di cbe>» occorrendo! pò* 
tranne esaminarsi i testi monj*. 

Che gK argini poi abbiano talor bisogno d* essere alzati » non è 
maraviglia, abbassandosi continnamente anche i monti » molto piagli 
argini , che in miei paesr sogliono* servire di strade , ed a questo ef- 
fetto hanno i coloni obbligazione di mantenerli alla primiera altezza « 
C poi» mentre trattiamo- noi' di queste materie in Roma » non possia-^ 
ino . discorrerpe se non* in quanto , esaminiamo le osservazioni diligen- 
ti ^tte da' Periti in oocasioB» di vìnte generali db' commissarj A- 
postoliciy come^ c'^ ingegniamo di fare » non avendo noi qni presente 
il Po da portare in discorso. Ed' in questo molto ci afiroala risolu- 
zione pesatisaima ài Monsignor Gtosini , ohe dopo qnaltx^ anni di di^ 
acussione, udite tante e tante volte le parti dt Ferrara , giudicò do* 
versi : veniro air introduzione del Reno in Po senz* altro alzamento 
d'argini, non essendo credilnle ,4^0 si- prudente prelato avesse ve* 
luto mettere a si maniftsto pevicdo Io -stato <K Ferrara y del> che pe* 



rò i^li pensava di levare ^oi ombra con lo sfogo- Jaseiato- o nel Po 

I9 uà 



i Ferrara,. O' nelle valH, dk ▼aferselBìe' quando* a' incontrassero le pie* 
BO del Keno ^ e del Pò , oosia die non segue una volta in molti an* 
si ^ ed in tanto il Reno pnò avere proporzionatila la maggiore capacità- 
dei Po f mediante la dilataziono^, ed éseavazione • 

Finalmente ^ mentre tutti questi dobbj cessereU>ero con aprire il 
tagBo d* Ariano , non si sa percbè si Begbi 9 ohe ' non abbia atte- 
nenza con T introduzione di ^Renu* in Fb. 

Qualunque poi ^ sìeno i diserdìtri , che potesse causare il Reno in^ 
tradotto in Po grande ; rtfleitasi , che sempre molto maggiori saran- 
ino introdneendoJo in un Poatelto*, ih quate ad ogni modo- nel!' escre- 
aoeuM ha da equilibrarsi alla -sttperfi(ne - del Po grande ; afa per esse- 
re più angusto , e men profondo vi- farebbe H Reno molto maggior 
altezza f. a proporzione della quale Cjl^flrferrebbe alzar gli arj^ni ; l' i* 
a tesso dicasi e delle rotte del Reno i e di qneUe del^Po^iOpao, men- 
tre i signori Ferraresi fimno if Po grande inabile a rioevere il Reno, 
conoscendo dall' altra par|6 -molto^ -maggi ore Ì0at]^tà' in ^sser que- 
sto ricevuto isLÌ B> vecctòo V ttséMa ^iiedessalrifaiqnsnte' tfrtdéré ,^ che 
per qualsivoglia altro Une TOgliatiol'itttrtfdnaiòne del.Pb nel ramo di 
'Ferrara , che per recaj^tarvi il Rmo';' ardhr*se l'Eminenze Vostre 
£iranno riflessione » conosceirahno* 'bène da;* ^qual - parte siai la sinceri* 
tà delle proposizioni» 



\ 



OSSERyAZIONI 

Dd Po f Panaro, e JRmOf a dette Falli, che lo ricevono i 



I. Il pelo ordinario del Po , ^[Vftle fa oteenrito a dà ai« Ottobre 
t658. quando dopo due ^orni di pioggia » non erano aoehe arrÌTato 
le piene de' finmi al piente jdi Lago ^aonro 9 ita sotto il piano del» 
r antica ohiavioa sNìcoIuia «^^.l..* •. p.ao. 8. 10 
i- E sotto la sommità dell* argino in detto luogo • * ^ ào« io. io 
I £ sotto il piano della oampana in detto luogo ^ • ^ 8. 4. o 

Consta dalle liTellasioni di detto giorno de* ai » deUe altre beu^ 
aure della^ chiaYica prese a di sa* mllo stesso mese^ e dall* ultima 
liyellazioni de' i5. Aprile i66o. 

n. Il detto pelo ordinario del Po oado sotto k foglia della olnoti- 
ea Pìlastrase meaao siedo in oiica* 

Li 17. Aprile dell istesso tempo P aci^aa alla eluanca Nieoliaa so- 
pra il pelo ordinario- ..«-•.•••-.•- p, ^^ xr* 7 

Ed alla Pilastrese swra la so|;iia •-•*--- ^7. S. 2 

Dunque la cadente nella so^ba paialMa al pelo ordi« 
nano al Lago aouro -•-«-«-•«.-« pf e. S^ 6 

III. Ija sommità della obiavioa Pilastrese è alta dalla 

soglia. .^•--...-•- itM.ìOKS 

per misura dei io« Settembve i658« 

?ua8i eguale alla sommità della Nieolina sojpra il pelo ordinario 
o 9 ed eguale afiatto Alla sommità delP aicino amuMute ad- esso 
praddetto pelò- ordinario stabilito al nom. h 

IV. n pelo ordinario del Po è più basso dd pelò dd caro delU 
navigarione 4el Bsroo« il quato rioevo il condotto Cittadino soolatoro 
di gran parjte óàl paese fra il Panaro » e Ferrara ora p. 4* ora p. 5« 
consu dalle liYellaaioni di detti due giorni^ e déV alteasa maggioro 
di esso 0aìM>,9 ofser?ato a di.3o. Maggio 1659. 

V. Dal cbè. segue, ohe il Po nello stato wdinarìo corre oggidì da 
per tutto profondo fra terra t poicbè l' istesso condotto Cittadino $ 
òhe ba cii^^ue piedi di caduta sul pedo ordinario del Pp , come rioo* 
'vitore degli scoli della campagna >,''^aocb' esso, corre Ira terra • Alla ca« 
duta dunque del condotto Cittadino in Po ag^nngari la caduta, òhe 
banno in esso le camoagne , che ti scolano , per aver la bassMss 
del pelo del Po sotto il piano dèlia campala. Lo stesso oonfismano 
le osseryarirai del nwnero IL le li?ellaiioni degli ar|^ col piano 



110 

della oftmptgna pien in moltimim luoghi nel mese d' Aprile del- 
l' anno 1660. 

< VL II pelo del Ganal-bianoo, tilie come rioeTÌtore degli scoli di 
paesi liassissimi di tatto il Polesine di Ferrara, e sioo al mare di 
elianto ètra esso, ed il Po, corre profondissimo fira tèrra alle chiaTiche 
d' Ariano , ba dne piedi di oadnta sopra il pelo basso del Po ; eosta 
dalle osservazioni fiitte a di aa. Marzo i66o. che fu trovato ori»^ 
sentale alla piena precedente , che fu di piedi a. 
\ VIL II fondo del condotto Nicolino vecchio prossimo alla chiavica 
Nicoliua ha once 4* ^ caduta sopra la soglia di essa chiavica , la 
qnale ha piedi 4* e once di caduta sopra il pelo ordinario del Po ; 
consta dalle -livellaaioni di detti due giorni ; nò può^ dirsi , che il 
detto condotto sia incemlo , perchè non ricevendo detto condotto , 
che acque chiare , non può da esse interrirsi. 

' yni. Se è veridica- la «elasione del Cavalier Paciotti , fktta d' or- 
dino- della Sautitk di Nostro Signore Panno *i6ad. ove notasi, che il 
condotto Nicolino , .che già aveva seolo in Po alla chiavica di Lago 
acoro ^ allor più non poteva scolarvi , ed era stato necessario incam* 
minarlo al mare per r altezza maggiore , troPvandosi oggidì tanta la 
caduta del fondo del condotto Nicoitno vecchio in Po , resterebbe 
molto più basso di pelo di quel che fosse in quel tempo; Io che può 
arguirsi dalli pali fondamentali di detta chiavica , e tavobti che la 
sostentano p. 3. e mezzo j^n alti dei pelo, a di ai. Ottobre i658; 
che pure per le buone regole dovevano essere sotto il pelo deir acqua. 
IX« L' escrescenze straordinarie di Po grande , delle quali due so« 
no succedute a nostra memoria , una nella Legazione del signor Gar« 
dinaie Rocci , V altra del signor Cardinal Gybò osservate da certissi- 
mi segni al ponte di Lago scuro , sono arrivate al detto piano della 
chiavica Nicolina - ------------p. 3,t. 3 

E sotto il piano delP argine contìguo « * ^ * - p. 3. $• 3 
Consta dalle diUgentissìme osservazioni Atte li a3. Uttobre i658. 
X^ La misura di tutta V escresceiTza stradrdinaf ia , ch^ è di quanto 
pOBsotio £ir crescere il Po le piene di tutti li' fiumi > condotti , che 
riceve insieme uniti oggidi ' -- * • -• - « . - - p^ 17. 7. 7' 
Appare sottraendo dalla misura posta al miin. L <" ^ ao. 8» jo 
La misura postaal numero DL k« - • • « . • ^ 3. i» 3 

Resta p. 17. 7* 7 

XI. Se è vero ciò f che scyriye V AIeot6 x>e^« « cavte %S*.ed altro- 
i(e , che il Po cresce p« ^9c« si meaao». sardbbèttr. a' suoi teaq>i «rìvata 
r escrescenze tre once sotto la somlìiità della ematica Nmolina , a 
cui! anche ora manc^ nel piano pcesentcf la coltellata • 

io. Ma nella' vìsiU generale del xS79t a di 8« Maggio abbiamo il 



segno deir escrescenze sopra la stessa sommità de^a obiavica Niooliiha. 

Dunqae le somme escrescenze del 1.579» per il lóoi. sino a que- 
sto tempo , «empre sono iodate deofesoendo sino a J^.' 3% o once 9 il 
che deve essere carenato dalla maggior profondità % e dilatàsioné ao- 
qnistata 9 sì per T assorbimento notabile del Fo ili Fwrara ^ e di Pa« 
naro , coaie per causa -del taglio Veneto^ e per la 4ai^a oontinnano* 
ne del corso xinito in un'alveo cb' abbia operato anobe dopo If prò* 
duzione della lunghezza della linea^ 

XIII. Gli argini di .ginsta altezza ^ che ^sopraYansaTano poco più del 
bisogno neir escrescenze Jtraordinarìe del Po grande , sono il froldo 
di Franoolino » ed il froldo della Guarda .j ove sopravanzavano poobe 
once -d* argine ■• 

Gli altri luogbi da a5 » e più » olle n sono ^^sserrad dalia punta 
d* Ariano alla Stellata ('sopravanzando x. a. a 3» e sino a 4* pi^ 
d' arginatura , apno alT altezza ^oprabbondante^ consta dalla livell»- 
^ione degli argini col pelo del Po grande latte V anno 1659. a di 
aa. Maggio; parte nel fine di Blarzo^ e ^aeir Aprile 1660. parago» 
iiate al aito di detta chiivrioa Nioolina^ od' altri segni delle detto 
escrescenze ^Icvovo prese ^ 

La maggior piena del i6i^ dio seguì il mese di Macgio^ naancava 
dalle somme escrescenze p. 9. 8. o; con questo si Jiveilarono gli ar- 

Sim di Lago scuro posto nella prima cobnna , da cui detratti i pie- 
i 9* 8. o che maacauo alla somma escresoenza» rosta l'avanzo degli 
«rgìni alla somma eaeresoenza^ 

Jvaiim degli mrglni u Àoùnxù aìU scm» 

questa e»cr«jceiuM . nrn «rererocitse • 

Avanti il portico di Lago scuro • p. i4. io. o. » • p. a« 5. o 

Alia chiavica Nicolina • • • « • 9» la. x3. 6. • • ,93. 3. 6 

Al froldo di Val longa . - . . . ,, ji. ii. o. • • „ a. 3, o 

Vicino alla casa de' pp. della Sosa. tf i3. 3, 6. ^ . „ 3. 7. 6 

Al iroldó della Tagliola • • « « ^^ i3« xi. 6. • • ^ 4* 3. 6 

Sopra al Palaotono • ^ a3« 6. 6. » ^ t» 3. io* 6 

Alla Hitnioalda •«•«•• ^ ^^ i3« 7* o« •• • y» 3. ii« ò 

Alla chiavica Pilastrese • • ... « • •>. la. 9, o« . ^ „ 3. !• o 

XV. "Molto più alta è stata la piena madore doU'anìio i66o. ve- 
nuta per la copia di neve ammassata l' inverno passato » mancò duotr 
quo neHo somme escrescenze alla chiavica Nioouna p. 3. 6. o{ quo» 
sta ci serva per livellare gli argini rimanenti del Po, grande li i3. 
i4- ^ i5« Aprile > osservapdo 1 altezza loro non solo sopra il pelo 
oorrentOj^ ma jinèhe sopca il pelo lasoiàto ner.gU'afgìni , o ripe aella 

Siena , che già calava , non trascurando d' osservare V abbassamento 
eli' acqua 9 che nel tempo dell'operazione seguiva, ondo cavasi il 
]^resentó 



lAI 




e. 

screscenze • 

Avanzo deìV argina Avanzo alle som» 

a questa jnena • fne escrescenxa 

Al froldo di fossa Sambra. - - - p. 4. 7. Ì5. - - p, i. 1. 6 

La sua Coronella. - ---•-,, a, 8, o. manca 9» o. io. 4 

Alla Certosa, o Bera\ - - - • •» 5.- 7. o. - - „ a. i. o 

Froldo di Cotogna . - - - - - 99 4« 7* 6. - - p» i* i- 6 

Froldo Barone* --*---•• „ 5. 3. o. - - „ i. 9. o 

Guardò- --------- „ 4, S* 0. - - „ o. 9. o 

Frassaoello* -------- ,,6. g, o. - - ,,3. 3. o 

Zocca - ------ - - - „ 6. 5. 7. - - „ a. II. o 

Ricciolo - - - - - - ^ - - „ 6. o. 4. - - „ a. 6. o 

Sabioni - - - - - - - - - ,, 5. io. o. - ^ „ a. 4* ^ 

Prancolino ------- - ,,4. a. o. - *• „ o. 8. o 

Dal Cappo -------- „ 7. 3. 6. - - ,,3. 9. 6 

Forche froldo ------- „ 6. i. 3. - - 9» 3* 7* 3 

Ghiaiùca Nicolina '•-----,, 6. 8. o. - - j, 3. a. o 

Alla Sagrada- - - -----,, 5. 3. 4* " "" *j V 9* 4 

Marchese Trotti- ----- - .^*-. 5. 9. 3. - - ,, a.> 3. 3 

Ravalle - - ------- ,^7. 7. j. - - ,,3. 7. i 

Caselle- ---------,, 6. 7. a. - - „ 8« i. a 

XVL Per conoscere da osservazioni immediate 1' avanzo degli argi- 
ni del Po grande vicino alla scavazione d'Ariano. 

Al froldo della Trombona air incontro delle Papoza^e fu mostrato 
il segno delle massime escrescenze ,.ch^è sotto il ciglio verso il fiu- 
me p. I. 5. i« sotto la sommità deir argine p. a. 9. i. 

Ed alla casa del Montista Giglioli al segno delle somme escrescen- 
ze 9 sopravanza l' argine antico p. a. 6 3* 

Simile avanzo d' argine è al cavo Contarhio » e nag^ore alla Corc- 
^ nella di Casal nuovo , come consta alli alf. Marzo 1660. 

Onde appare 9 che di tanti luoghi osservati, due o tre sono quelli» 
a' quali il sopravanzo degli argini non arriva a un piede , altrettan- 
ta 9 che non arrivano a a. piedi , ed il resto degli argini sopravanza- 
no a. 3. sino a 4* piedi. 

XVIL È cosa tanto incredibile , quanto verissima » come consta dal- 
^]a visita 9 che non si alzano gli argini in alcun Itiogo, ove la livella- 
.auone non mostri» che sono per se- stessi più alti degli altri, tanto ò 
lontano , che vi sia di bisogno di alzarli ; vedasi ul froldo di Franco- 
lino 9 e della Guarda , che non si alzano ^ alzandosi il Freddo » eh' ò 

jpr»meggo II qusto deU' avanzo soprannotato « 

16 



\ ' 



• 

XVIII# Le piene magipiori del Po d* A^ritflo » te deire étuA t fpbA^ 
lo I che fu attesttfo , sono molto più frequenti di qneUe di Pò gimnde» 
-«serendoBi seguir qnette pia Tolte 1' aono^ OTe di midle del Po gnu- 
de non ne segue una in molti anni, il ohe dimostrerabbe bob prooedecD 
qtaelle dalP acqua supe/iore, ma dalie borasche del mafo tìouio» il 
qnale si alza alcuni piedi , come per informasionl prete li i8. Mano 
ij66o. alla chiavica deir Abate. 

XIX. Gli argini del Po d' Ariano sono affitto negletti » ed ia akmtt 
luoghi rasi sino al piano delia golena » il ohe dimostra apertamente , 
òhe ' quantunque oggidì sia prolungato alcune mielia » ^resta di pelo 
più basso 9 che la golena , che come fatta dalla aeposizione del Po 
^ià fu sormontata 9 ora* frena il Po, non tì essendo argine più alto^ 
oltre del quale la campagna è bassa; consta dalla TÌsita U 39. Feb*» 
braioy li 14* e 1 6* Marzo i66o. 

XX. La dilatazione del Po grande a* tempi nostri , oltre d' esuer no* 
tona a Lago scuro li aS. Ottobre i658. consta, dalla continua neoeè* 
sita di tirar eli argini indietro dall'una» ò dall'altra parte dalle, 
^fabbriche, dalle chiaviche e di Lago scuro t e di PalantonCt che m- 
no nell'alveo 9 essendo state fabbricate lontano. 

XXI All'età nostra non si sa che sia seguita altra rotta in Po gran- 
de , che quella della Zocca , e questa segui solo a causa del fondamen- 
to deir argine paludoso , o taroso 9 e non perchè fosse sormontato 
1* argine y per relazione del signor Gavalier Danesi • 
. XXII. E pur consta dalle istorie di Ferrara, dair istoria dell'Alber- 
ti , che nel secolo passato , quando Panaro veniva ancora a Ferrara 
con gran parte del Po grande, erano frequentissime le rotte, e Ti* 
nondazioni. 

XXIIL U Po granda sta bassissimo tre quarti dell' anno , non ore» 
6ce notabilmente, che due volte Tanno, e tal' ora una sola. Siccome 
ancora sta tal volta a. o 3. anni , che non si lascia veder grossissimo» 

XXIV. Le isole , Dossi , e Giare osservate nei Po Grande , nou so- 
no nuove , essendo state notate , ed ammesse nella visita di Monsi- 
gnor Centurione li 4. Settembre 1705* nelle scritture delle parti al 
numero 14* ' 

PANARO. 

XXV. XJe piene di Panaro , che si discernono , non fanno in Po at* 
terazione sensibile • A di 7. Novembre una piena di Panaro oltre al 
Bondeno Sormontò -il segno d'una piena passata del Po grande, la 

Zuale era arrivata p. 7. e 8. sopra la soglia della chiavica di S. 
riovanni , ovvero di Santa Bianca , allo sbocco in Po fu trovato so^- 
to il segno della piena del Po grande piedi 7,0 once 6 ) e non si 

potò distinguere; cne facesse crescere il Po ^ eoa la quale occasiojip 



ritetttitt M patMtore e«imin«to depole ; cbe Paoato non foocra 
oretoere 3 Po «Ito ibocoo , il che se non fosse stato venssimo , eoa 
la prev» presente si sarebbe potuto convincere . Confermasi da pia 
ieaHmooi avuti a di. ... e i3. di detto mese, da mano de quali 
mai ai potè cavare , ohe Panaro i" qualùvoglia piena cresce aUo 
•booco cosa sensibile» e pia di mezso piede. ^ „ , .^-, 

XXVI. Il Paitaro in vece di crescerò neUe piene allo sbocco iiT 
1*0 , córre con tanta velocità , che si rende impossibile il passarlo 
con barca, attestato preso li la. di detto mese. 

XXVII. Lo sbocco di Panaro è afl&Uo opposto alla corrente supe- 
riore del Po, il dimostra la pianta; la cagione è, perchè 1 alveo di 
Panaro non è altro, ohe U oontinttaaione del tronco già principaio 
4lel Po di Lombardia, abbandonato di poi per la rotta di Sicardo 4 
sinistra, per dove s'inalveò il Po grande. . . n 

XXVin. Che non ostante neU' entrate in Po subito si piega alla 
destra , e tutto si tiene ad essa ben ristretto in largheeza non majg- 
giore «U dne, o tre ^ pertiche . Osservazione immediata oculare do 
a3. di detto mese contro ta deposizione del chiavicaote della Pila- 
atrese, e d* un* altro suo compagno degli ix. 

XXIX. Onde ne >eegné , ohe dopo il taglio Popoli , fatto ultimamen- 

no del 

in altri tempi , quali ragionevolmente hanno da oes«are , quando saT 
rà P aneolo -spuntato ^ e raddriszata la ripa al corso di Panaro. 

XXX. Nel mancare il Po al Bondeno , l'alveo del Po dalla Stellata 
al Bondeno » rimasto alveo di Panaro , si rUtringe ; così acquistò nel 

fondo la conveniente pendenza , alzandosi al Bondeno in modo , che . / 

ntilla visita di Monsignor Centurione sotto li 7. Settembre già aveva 

cadnta su la chiavica Pilastrese vecchia p. 4. 7. 6. eh' è sotto la 

Unova abbassata once 19. sotto la vecchia 9 come dalla vistu di Mon* 

signor Corsini li 14* Gennaro i6aS. p. 6. a. 6. Ond'è, che alla chia* 

"vica di Burana , e di S. Giovanni restò la soglia più bassa del bìso- . 

gno 9 come consta dalla visita jtfesente • 

XXXL Da quel tempo in qua il fondo si è mantenuto nella stet» 
M maniera , senza essersi alzato sensibilmente nella visita di Monli* 

Snor Corsini a di 14. Gennaro i6a5a il fendo di Panaro era pia alto . *? 

ella soglia Pilastrese nuova p. 5. 9. 6. Dunque dal x6oS. sino al 
36a$. non si era alzato» ma pm tosto abbassato ance 5. supposta poi 
la cadùU della soglia della chiavica di Sanu Bianca sopra la Pila- 
strese nuova subiliu nella visiu di Monsignor Qsrsini a di 14* Gen« 



naro i6a5. di p. 5. 7. 6. e gli scandagli di Panaro fiitti li a9o Otto- 
hct i658. quando T acqua di Panaro era alta sopra la soglia di dotta 



ia4 

ehiaTÌca p. 3* xi, jO. ore ri th)^ il fondò p» 3. io. o, p. 4* ^f p* ^ 4* ^> 
p. I. 6. o. p. 1. 4* <>• ^ fondo di Panaro viene ad essere più alto di 
detta soglia Pìkstrese noova p. 5. 4. o, p, 5. a. o» p. 6. 10.0» 
p. 6, 8. o, p* 7. IO. o. fra le quali misure > la media del numero di 
Monsìg. Centurione p. 6. a. 6. a di Monsignor Corsini p. 5. 0..6. 

XXXIL Panaro nel tempo 9 che stette divertito dal Po per V alveo 
del cavo Serra alzò il iondo del suo cavo nuovo > eh* era stato fatto 
orizzontale a quel -di Panaro p. 5. nella visita di Monsignor Corsini » 
3* Aprile i6aS. 

XXXIIL Gli argini di Panaro al Bondeno, per concordato nella vi- 
sita di Monsignor Corsini ^ sono orizzontali agli argini del Po grande 
alla Stellata , ed alla sommità della chiavica Pilastrese . 

XXXIV. Alla chiavica di S. Giovanni, e di Santa Bianca al Bon- 
deno, le somme escrescenze di Panaro , e di Po insieme unite y arri- 
vano un piede sótto la sommità della chiavica, per attestato preso 
li sig. Ottobre i658. 

XXXV. Eppure li ^9. Maggio 1659. qQAii<lo il Po grande poteva 
ancor crescere p. 9^ 8. 3. era sotto la sommità della stessa cniavica 
di S. Giovanni p. io. io. 3. ove resta , che per causa del solo Po in 
acqua ordinaria di Panaro possa arrivare p. i. a. o. sotto la sommità 
della chiavica • 

XXXVI. Onde appare , che la piena di Panaro sopraggiunta a quel- 
la di Po , lo fa crescere al Bondeno più di due once • 

XXXVIL La chiavica di Santa Bianca , e di S. Giovanni alquanto 
più alta deir argine adiacente di Panaro è alta dalla soglia alla som- 
mità p. i5. 6. come per misura delli 29. Ottobre 1669 ; anche nella 
visita di Monsignor Corsini sotto li j3. Genoajo 162S. la sua caduta 
sopra la soglia Pìlastrese p. ao. io. 6 , la sommità della Pìlastrese fa 
determinata a di ii. Novembre i658. p. 20. io. 8; onde la sommità 
di essa chiavica di S. Giovanni è affatto orizzontale alla chiavica Pi« 
lastre se • 

XXXVIII. Gli argini di Panaro al Bondeno nella visita di Monsignor 
Corsini erano orizzontali a quelli dei Po grande alla Stellata , come 
nelle livellazioni ; e questi erano orizzontali . alla sommità della chia- 
vica Pìlastrese y cioè anche a quella di Santa Bianca. 

XXXIX. Dunque gli argini di Panaro al Bondeno non si sono da 
quel tempo in qua alzati , anzi taiito dal calpestio abbassati y quanto 
sono sopravancati gli argini dalla chiavica di Santa Bianca • 

XL. Nella parte inferiore , ove si sqno alzati gli argini , soprab- 
Bendano alP escrescenze p. 3. 7. e. per attestato alla livellazione de* 
xa, -Novembre i658» 

' XLI. Nellle piene del Po grande sino ali* anno 1639. ^^l^^^ darsi 
sfogo a Panaro 9 ed a Po grande per i* alveo di Ferrara , di Primaro « 



e di Volano col tiglio dell' intettatara di Poatello ; 1' nltimo taglio 
4a fatto dal signor Gavalier Danesi ^ pSòhi giorni prima della rottura 
della Zocca • « 

XLII. Dopo ohe non si apre piiiL questo sfogo » non è mai più ae* 
fttita alonna rotta del Po erude: è notoria. 

XLIIL Nemmeno da qnei tempo m qua si ha notizia essere seguita 
altra rotta in Panaro ^ ohe una verso le confina di Modena notata 
nella visita • 

XLIV. li Reno t prima che fosse divertito nella Sanmartina nelle 
.piene del Po, veniva con parte del Po^e con Panaro di Ferrara, di« 
Tideodosi in Primaro, e Volano; ma in Po basso, particolarmente 
nelle piene, correva più verso la Stellata con Panaro, che ver^o Fer- 
rara; consta dalla relazione del cavalier Paciotti del 1677. dal discor- 
80 di Cesare Meneoli, ristampata dair Àleotti in Ferrara 1' anno i6oi* 
al numero 27. dalla difesa deli* Àleotti stampata ìji Ferrara V istesso 
anno a carte 119 ; sicché corse in tal maniera almeno Io spazio di an- 
.ni 1&7. cioè dal 1577» al i6o4« 

XLV. Quando fu divertito nella Sanmartina , il cavo della diver- 
sione fu arginato dalP una, e dalP altra parte in lunghezza di per- 
tiche 390; visita di Monsignor Centurione ii. Settembre i6o5. 

XLVI. Per sostenere il Reno nella Sanmartina , fu aggiustato Par* 
gine circondario della Sanmartina , che Io divideva dai Cominale ; 
visita^ di Monsignor Corsini li i8. Febbraio lóaS. 

XLVII. Quest'argine della Sanmartina si partiva dalla torre della 
fossa , ed attaccavasi all' argine di Reno alla torre del fondo ; esser- / 

vazione della stessa vìsita a di detto • 

XLVIII. Da tale arginatura pretendevano i signori Ferraresi , che 
fosse levato ogni pericolo del danno temuto da' Bolognesi ^ visita di 
Monsignor Centurione li io. Settembre • 

XLIX, Ma secondo le predizioni de' Bolognesi , ivi notate , alle ' 

prime piene ruppe gli argini del cavo nuovo della Sanmartina, som- 
iperse tutto il Geminale, passò a vista di Monsignor Gaetano nelle 
valli del Poggio , di Malalbergo , di Marrara , anzi anche nelle valli 
jdi Marmorta , e con la sola soprabbondante sommerse a vista di Mon- 
jignor Gaetano^ buona parte del territorio del Poggio , di Malalbergo 
della Pegola , del Te, della Ba risella , di Corniolo, della Selva, del- 
la Molinella , di Durazzo , di Medicina per alquante miglia in distan- 
.za della valle sino al fiume Sillaro , in modo che si navigava sopra 
^li argini , inondò la di Sanmartina , è di Malalbergo , trattenne , o 
£^ce correre all' indietro tatti i condotti l e la navigazione ^ stessa 



' ^ 



i 






126 

visita , ed inspetioiie ocnlare di Monsignor Gaetano con Io parti da' 
16. a* ao* Genoaìo i6o6. * 

L, Gli altri effetti prodotti ipoi neHa Tallo di Marrara , e Marmor* 
ta, e di Rayenoa negli scoli, e ne* finmi, che t^ entrano ne* paeti 
inferiori , nel Polesine di S. Giorgio , e nella naTigazione » sono dM 
atesi nella relazione di Monsignor Corsini • 

LL £ pure dalla Sànmartina aireva lo sfogo immediato nel Po dS 
Volano , e di Prìmaro per le bocche de* Masi , e del Leraloro 9 e per 




ignor uorsini m qaa 
gine destro del Gavo nnoTO, pare che fosso attaccato 1* argino sini- 
stro air argine della Sànmartina^ e fuori di essa incamminato il Bo- 
no verso la terra di S. Martino; Tedesi dal corso ora abbandonato 
dalla rotta de' Boschi • 

LIIL Ma per la rotta de* Boschi » fu staccata come sì Tede <]aesta 
congiuntura dell* argine , sicché di nuovo cade verso la Sànmartina # 

LIV. Onde di presente il Peno dall* intestatura corre per 1* alveo 
4ella diversione sino ali* argine della Sànmartina , ov* era già la Ter» 
re del fondo » di dove longo 1* argine di Rido vecchio corre promni- 
tosamente a Po rotto » ove appoggiato ali* argine di. Poatello ^ quello 
va secondando sino a Ferrara. 

LV* Qui trovando la bocca de* Masi da molti anni in qua chiusa ^ 
ed intestata, più non può sfogarsi immediatamente come prima in Vo* 
lano • Onde proseguendo per la Valle trovando anche intestata la bdo» 
ca di Levaloro y continua il viaggio sensa entrare in Po sino a Gai* 
bana. 

LVI. A GaibaoH attraversato il Poatello da un* argine entra per l>oo- 
ca aperta nella parte superiore una porzione del Beno» la crualo ri* 
torna a Ferrara , entrando dopo il giro di 14. miglia in volano lA 
tanta quantità, quanto basta per la navigazione. £ nella parte infe* 
riore a Gaibana cade sotto 1* argine per una chiavica » o sostegno in 
Prìmaro un* altra porzione d* acqua sopprabbondante , la rimanento 
raggirando per la valle , non potendo scaricarsi immediatamente per 
lo Cavo del Duca intestato aa uso della navigazione > entravi distante 
dodici miglia da Ferrara. 

LVn. Questa è la prima bocca libera da impedimenti ^ e da soste» 
pni , eh' abbia di presente iteno in Po di Prinuro , restando chiose -o 
impedite da un gran tempo in qua le superiori» col pretesto di vie* 
tare, che il Beno non entri torbido. 

LVIII. E pure non può impedirsi , che Reno per ojpn poco di piog» 

S*a non entri torbido m Volano ; si è veduto nella visita del sig. Gap»' 
naie Bjorromei 9. Aprile x66o* 






LDL Ed in Primaro tnoon hanno tttestato li tignori Ferraresi , ohe 
corre torbido aino «otto Argenta; lo stetto Sa attestato nella visita di 
Monsignor Corsini i6. Marao i6a5. 

LX« Non bastando donqae a cbiarifioarlo tutte le Tatti » nelle qaa^ 
li Tiene oon obiase» e sostegni a forca sostenuto» è forzato a dilatarsi • 

LXI. E oosi la obinsa delle bocche superiori non sortisce il fine 
preteso 9 e come per se stesso è noto» cagiona gra¥issimi pericoli , e 
danni inestimabili di privaaione di scolo , di continui alzamenti d* ar» 
^ni» e di frequentissime rotte del Reno. 

LXn. Da che sta chiusa la. bocca de' Masi» che dava immediato 
scolo al Reno in Volano » sodo celebri molte rotte di Reno » due de' 
Fachenetti a ponente » una del Calino a lerante » due del Battaglia a 
j»onentè » due della Pieve a legante • due degli Aniiegati » una a po« 
nente , e 1' altra a levante » e due de' Boschi » come anche due gra- 
TÌssime rotte nelle valli di Gomacchio per V incapacità dell' alveo 
angusto di Primaro a maggior copia d' acqua del Reno unita a quella 
degli altri fiumi inferiori che riceve • 

LXIII. Gli argini di Poatello » di Reno veochio > e di Reno si sono 
alzati aléuni piedi da Gaibana» sino sopra Cento. 

LXIV. Quando fu divertito Reno nelle valli» aveva più caduta nella 
Sanmartìna» che^el Po di Ferrara piedi 5. nella visita di Monsignor 
Centurione 7. Ottobre i6o5; nella visita di Monsignor Corsini la* 
Gennaio i6a5. questa caduta si era ridotta a sole oiioe 6.» dunque dal 
1605-. al i6a5. scemò il declivio nelle valli piedi 4* ^ mezzo. 

LXV. La Sanmartina in tale stato nel detto giorno avea di caduta 
sul pelo basso del Po al ponte di Lago scuro piedi 9. 10. o. In que«- 
sta visita si è trovata essere cresciuta sino a p. iS. 6. 8. per liveila- 
sSioni delli 29. Maggio 1659. aggiunte a quelle de* ai. e a3. Ottobre 
i658. Dunque dal i6a5. sino tu i659« è alzato il pelo del Reno nel-- 
la Sanmartina piedi 5. 8. 8. 

LXVL Sicché dalla diversione del Reno in qua è scemata la caduta 
del -Reno nelle valli piedi i o. a. 6^ 

LXVIL II fondo del Reno alla botta de^ signori GhisigUeri di pre- 
sente ha caduta sopra il pelo del Po grande a Palantone cadente dal- 
In soglia della chiavica Pilastrese p. ai. consta dal calcolo deir ulti* 
me livellazioni. 

LXVJdl. L' argine di Reno a detta botta » ha caduta sull' argine del 
Po grande a Palantone p. 18. 

LXIX. E la distanza tra questi due termini è miglia io. Ferraresi» 
ohe sono 7. Bolognesi . 

LXX. £ nella parte superiore per nn miglio» e mezzo » che si ò 
livellato ; si è trovato solo once io. di caduta per calcolo deÙe 
•livellazioni* 



IA& 



LXXI« Ond' è di gran lunga maggiore la caduta , òh^ ha il Reno dal 
detto termine verso il Po 9 che non ha nella parte anperiore • 

LXXIL II Keno fuori del tempo delle piene, corre chiaro; si è o^ 
servato chiaro li a5. Aprile 1660. nel fine delle liTcUasioni , quando 
poteva ancor <{alare un piede* 



LE V A L L i« 



LXXIIL 11 pelo delle valli contro la Città di FcVrara è sostentito 
alto sopra il pelo del Foatello comunicante con Primaro, e Volano 
piedi 4. e once 9. per livellazione immediata de* ap. Maggio 1659. 

LXXIV. Anche a Caibana alla chiavica Bopafina vien sostenuta la 
valle sopra il pelo di Primaro p. 4* ^ cuce 9 ed in Po basso molto ]>iu; 
livellazione fatta nella visita deir Eminentìss. signor Cardinal Borro- 
mei li 8. Aprile 1660» vedasi al numero So. T altezza della valle so- 
pra il Pelo di Poatello nello stato ordinario dell* uno, e delPaltro^ 

LXXV. Onde appare ^ che le valli di Jdarrara , e 1' altre superiori 
dal Poggio a Malalbergo ad esse continuate , e comunicanti', non so- 
no in veritii più valli, ma chiuse, e sostegni. 

LXXVi. Il detto pelo delle valli contro Ferrara, ha caduta sopra il 

f>eIo ordinario del Po grande al ponte di lago scuro p. iS« 6. 6. per 
ivellazione de' 129. Maggio xóSp. congiunte ad altre de' ai. e a3. 
Ottobre i658. 

LXXYII. Il pelo delle valli a Malalbergo sino dall'anno i6a5. nel- 
l'escrescenze, si alzava sopra Pecchie dell'anello della casa dell'ufi^ 
zio once 4; livellazione di Monsignor Corsini 19. Febbraio ló^S. 

LXXVIU. Nello stesso luogo di Malalbergo, l'altezza Bella valle nel* 
r escrescenze cresceva sopra il pelo di tal giorno, ch'era bassa p: a. io. 

LXXIX. E pure , per essersi solo alzata li aa. e 24. Marzo di det- 
to anno once ii. 6« come percmisnra de' a4 > ^^^^ Monsignor Cor- 
sini alli ^a. inondati paesi , e trattenuti tutti i condotti correre at- 
Fìnsù la Zena, e finmicello di Diolo, entrandovi dentro la valle di 
Marrara , con dabno , e rovina della Barìgella , Gò del fiume , e Dio* 
lo , con inondazione di campagne alberate , e coltivate in qne' con- 
torni , siccome anche li aS. vide inondarsi le campagne coltivate del 
Te e della Pegola, trattenuta l'Organa, e sommersi i paefi adia- 
centi j dalla visita sotto gli stessi giorni • 

Le seguenti notizie si hanno dalV ultima visita i66i. 

LS2IX .L acqua della ralle ò tottenuta copra il pelo del PoAtdle 



■ « 



"9 

p, 6. 3. osservazione alla chiavica Boiiafina iz. Ottcfbre 16619 e i5. 
Noveinbre di detto anno p. 6. 

LXXXI. Nel cavo del Duca è sostenuta '^acqua con intestatura 
nella valle p. 4* 8* ^^ il fondo del cavo sopra l' intestatura è più al^ 
to del fondo di sotto 9 ora asciutto 5 p. a. e tale intestatura nelle 
somme escrescenze della valle è sormontata dall'acqua once 4* Li la» 
Ottobre con inondasione di tutta la campagna sino al Po. 

LXXXU. Il cavo del Duca tra la divisione, e T intestatura ha tre 
bocche , che spargono 1' acqua per la valle ; a di detto • 

LXXXIIL Da molini di Marrara è sostenuta l'acqua p. 4* 8' ^^^ 
neir escrescenze maggiori si ^za anche di più p. 4. 7 ; i8. Otto- 
bre j66i. 
W LXXXIV. Del cavo di Zanzalino alla Fascinata appena resta vesti- 
gio; a di detto* 

LXXXV* L' acqua della valle nelle mageiorì escrescenze sormonta 
r argine circondario di essa alto sopra la valle asciutta p. 4> 19* 
detto • 

LXXXVL Di nuovo verso la Zena, e Savena vecchia 1' acqua del- 
la valle sopra la campagna ora asciutta s' alza nell' escrescenze pie- 
di 4. ove il piano della campagoa è più alto dell' aequa di Savena 
vecchia comunicante nella valle p. ii. 8 ; li io. Ottobre. 

LXXXVII. Il fiume Savena nell'ingresso nella valle ha un gran 
dosso 9 che impedisce il corso retto, e lo £1 voltare sregolatamente à 
destra ; li &S. Ottobre. 

LXXXVUI. L'acqua, ohe bonifica ì terreni verso Malalbergo de' 
signori Guastavillani è più alta del condotto Organa comunicante con 
la valle p. 3. io; %6. detto* 

LXXXIX. L'argine verso il Poggio è solo alto piedi 3. sopra il 
piano vallivo , e sopra il prativo di fuori piedi a. a. , e yiene anche 
oggi sommerso dall acqua; 3i. detto. 

KG. Il condotto Galoaratella veduto correre all' insù per la piena 
del Reno., che Gònfia nella parte inferiore della valle, essendo il pe- 
lo dell' acqua interiore più alto del pelo della superiore once quat- 
tro ; a di detto • 

XCL L' acqua bonificante i terreni de' signori Campeggi più alta 
del pelo dell' Organa piedi a». once ; lì a. Novembre. 

LGIL L' acqua veduta correre all' insù per il canal vecchio delle 
parature ; 3. Novembre. 

XCIIL L' escrescenze del Reno alla torre dell' Uccellino sì stendo- 
BO pertiche 88. e mezza per sito latrati vo, ed altre sgS. per bo- 
schivo; 9. dettò. 

XCÉf,, Al Bottifrèdo 1' escrescenza della valle in tutto piedi 4. a* 

XCV. Essendo la valle nello stesso stato si idza di più al Bottiired^ 

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piedi ». 8 ; li »8, Norembre: ed al ottone di GùbaneUa piedi 3. 0. 
6 ; li a». Norembre . r» * w. 

XGVI. L' aoqaa della valle a MaUlbergo aranti ohe teenisse U rot- 
ta del Reno alla torretu del Moszarello crescerà «opra U pelo pie- 
•ente piedi 3. 5. ora cretoe «olo piedi i. 4. «iochò la differensa è pie- 
di a. I } h aS. Norembre . ^ 

^?S*"l * trotta profondità neUe ralli , che arnri * piedi 7, dalli 
Ji. Ottobre amo alli a. Dicembre 1661. 



NOTIZIE 

D* ALCUNI FATTI ANTICHI CAVATI DA RELAZIONI 9 E VISITE 
AUTENTICHE , E DA* LIBRI STAMPATI IN QUEI TEMPI « 



Circa a eorso di Bono in Po grande alla Stellata. 



Velia Relauone del Cavalier Paciottì per ordine di Ifostro Signore 

li 17. Ottóbre 1677. 

Oi vede manifestameate » che il Reno grosso , quando il Po è bas- 
so va con più caduta in sa vewo la Stellata , che non viene il Po 
per I ordinario in giù verso Ferrara , quando Reno ete. nei suoi ter- 
mini, e per osservazione si è veduto, che alcune cose portate perii 
Keno hanno camminato per il Po di Venezia , e quivi si sono trovate . 

Dal discorso di^ Cesare Mengoli ristampato dalV AUoUi V anno 
1660. ed annesso alla sua difesa al numero :»7. 

V^uando Panaro, e Reno vengono erossi col Po si convertono s 
Ferrara , ma quando il Po di Lombardia è basso , od essi pieni , sì 
convertono parte nel ramo di Venezia • 

Della stessa difesa deW Jleotti a carte 79* 

\/uando il Po n trova basso alla Stellata > e ohe Reno tiene ^ te 
ne va correndo con maggior furia verso la Stellata ^ che non fit ver- 
io il mare , perchè trova qoi altrettanto declifìat stnda -^-^ *" — 
.ve , e più 



• * n •! • 



* 

V . 



«. 



idi 



È 



CaB€A hk UÀGCVOi ALTEZZA DSL 90 KSL «EGOLO PASSATO . 

Dalla reUmone stessa del CavalUr P adotti. 



da notare » ohe V altezza dell' aoqaa del Po di Venezia* di pie« 
di i5. oome si è detto , ohe si trovò nello scandaglio ^ non è causa* 
ta per essersi abbassato il fondò di esso , come molti credono , anzi 
si m alzato ; e che ciò sia vero » il canal Nicolino » che qnivi è , che 
per il passato scolava in Po alla chiavica del ponte di Lago scnro 
non può scolare ; ed ha bisognato y che s' incammini al mare^, e ciò 
è avvenuto , per essersi alzato tanto il detto Po di Venezia , che 
l' acqne di quelle campagne non hanno più caduta in esse . 

£ perciò si è veduto dalle livellazioni de' ai. e a5. Ottobre i658^ 
aver ora la soglia di essa chiavica più di piedi 4* ^ oaduta in Po ^ 
e la campagna più d|i piedi 8. 

Dalla visita di Monsignor Corsini della Cava li ih. Maggio iS79> 

liei Po di Venezia al ponte di Lago scuro alla chiavica del Ni- 
colino si misurò dal pelo dell' acqua ai segnp della somma escrescen- 
za del Po 9 il qual segno era sotto la sommità di essa chiavica pie-> 
di II. 6. 

Oggidì il segno delle somme escrescenze è sotto la sommità di es- 
sa chiavica p. 3. i. 6. come dall' informazioni , e livellazioni de' &3, 
Ottobre i658. 

Dalla difesa delF Aleotti a carte 79. parlando del Po * 

l^nando egli cresce dalla maggior bassezza sua alla maggiore altez* 
za > si alza sino alla somma di piedi 2,0. è mezzo ^ l' istesso ripete a 
carte 86. 

Ponderazione del Dottor Cassini al sig* Card. Borromei def danni 
del Reno ossen^ati nella visita di sua JSnùneTiza • 

JjLa Vostra Eminenza nel corso dì questa sua visita veduto con 
li occhi priori i danni cagionati dalla dimora del Reno nelle vai- 
di gran lunga maggiori della fama, e superiori ad ogni oredeà- 
; poicfrò lo stato delle cose» che in tutte l'altre visite, de' Gom- 
missarj Apostolici fu dichiarato violento, e bisognoso di risoluto ri- 
medio fora si è ridotto a tal tennine, ohe non può più lungo tem^ 
pò sussistere • 



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Già le Tallì tutte trai il Reno , e il Sàntenio grandemente interrite 
dalle torbide, quanto si aono alzate di fondo, altrettanto verso le par- 
ti superiori si sono dilatate in ampiezxa , oconpando i paesi circo- 
stanti già fertili , e ridueendo col trattenimento degli scoli a sterilità 
i lontani, già ne' tempi delle piene sormontati tutti i dossi interpo- 
sti ; formato di cotanti seni on sol mare , che appoggiati nella parte 
inferiore al solo argine sinistro del Po di Prìmaro, unica difesa delle 
valli di Gommacchio , e di gran parte del Polesine di S. Giorgio ( es- 
sendo il destro anche nello stato ordinario sormontato dalle valli rial* 
zate ) quello urta in maniera , che non è più bastante nella solita 
grossezza a sostentare tanto carico. 

Ha perciò veduto V. E. la nuova forma d' arginatura di lunghezza 
in queste parti straordinaria , e rinforzata di nuove banche a spese 
della Camera Apostolica , che piaccia a Dio che sia bastante , cre- 
scendo sempre più la forza superiore col maggiore rialzamento delle 
valli ; già manca da questo la to la terra necessaria al riparamento , 
onde è necessario nell'avvenire pigliarla di qua dal fiume nel terri- 
torio di Ravenna, il che quanto sia svantaggio per ripararsi dal peri- 
colo imminente ^ ohe alla giornata può succedere , non ha bisogno di 
esagerazione • 

Né sono infrequenti i pericoli, anzi nemmeno i danni delle rotte, 
avendo V. E. veduto il sito di due , succedute una nella Legazione 
del sig. Cardinale Donghi, l'altra del signor Cardinal Cybò, ben mol- 
to prima predette da Monsignor Corsini, benché di presente la spe- 
sa, che si farebbe di ripigliar le rotte imminenti si prevenga con 
quella di riparare i luoghi deboli. 

^ Ma nella parte superiore , ove dall' una , e dall' altra parte si man- 
tiene arginato il Po , 1' argine destro , che deve difendere la campa- 
Sna delr acqua del Po , fa contrario effetto, e difende il Po dall' acque 
e' fiumi laterali , per la nuova massima di non ammetterle , sinché 
non sieno chiarificate nelle valli, in un alveo; che finalmente dalla 
natura è ordinato a riceverle chiare nelle piene, mai si ottenne , non 
essendo le valli di tal capacità , che possano trattenerle tanto , che 
depongano la torbida , al che l' esperienza mostra ricercarsi una 
quiete di tempo non così breve. 

Con questa massima, che come origine evidente di molti mali, do- 
vrebbe meglio ventilarsi , tengonsi ora chiuse tutte le bocche da Gai- 




la del Po , con cui dovrebbe equilibrarsi , é necessitata una porzione 
del Reno a ritornare indietro per otto miglia verso Ferrara , per vol- 
tare in Volano ad uso della navigazione, ove giunta vedesi soprastata 



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*i33 



altri piedi 4* ^ oi\oe 3. dalP acqua della v^Ie » come dalla livellato- 
ne fatta V anno passata contro la porta di S. Paolo » e dair ocofaio 
atesso è manifesto ; « pure per la booca d*^ Masi , che fu assegnata - 
allo sfogo del Reno dalla Sanmartina in PrifAaro ^ e Volano , che ael* 
la visita del signor Cardinal Gaetano fa misurata la larghezza di per^^ 
tiche i<8 9 ora chiusa , dovrebbe anche in questo luogo V acqua delle 
valli discendere air equilibrio del Po, e non minacciar da tanta al« 
tezsa la città, e fortezza di Ferrara col Polesine di S. Giorgio, e 
necessitare ad alzar tanto gli iirgini per 1» non mai più sicura difesa 
quei di Primaro da Gaibana a Ferrara , di i^oatello da Ferrara a Po 
rotto, di Reno vecchio sino alP intestatura y e per la corrispondenza 
l'uno, e r altro argine di Reno a ponente, e levante sino ad otto . 
miglia in circa sopra la terra di Cento nell' altezza straordinaria ^ che 
V. E. ha veduta, non altronde cagionata, che dal violento sostenta- 
mento de1I!acque nella Sanmartioa» ove mette capo il Reno, essen- 
do necessario, che quanto t'inalza il termine^ altrettanto si alzi la 
linea della sua caduta. 

Eppure con tanta spesa nelP arginature , che ogni giorno cresce 
maggiore sino all' intollerabile , quanti paesi già fertili , e deliziosi 
nou vengono difesi, ma abbandonati alla discrezione dell'acque? 

Esposto , e desolato ha veduta Vostra Eminenza tutto il territorio 
Ferrarese a destra del Reno dalle confina di Bologna , sino all' inte- 
statura di qua a destra di Reno vecchio , sino a Po rotto , e conti- 
nuando a destra di Poatello sino alla città , e più giù per lungo 
tratto, uo,n servendo più l'arginatura ad altro > che a tener escluso 
Reno dagli alvei vecchi , a' quali , come se avesse senso , si vede 
con ogni sforzo inclinare, potendo difficilmente esser tenuto dagli 
argini interposti , a' quali già mancando in molti luoghi la terra da 
riparare , è necessario portarla per ponti di là dal Po • Con tanti 
aforzi vengono mantenuti a total distruzione della campagna quegli^ 
argini , che fui^ono già drizzati a difenderla,. 

' Per l'abbandono di questo destro lato del Reno, viene a restare 
esposto alle sue espansioni il lato bo^'eale de' Bolognesi, sino a' con- 
dotti di Rido , e di Scorsuro , scoli principali della miglior parte del 
paese superiore ridotti dagl'interrimenti dall'ampiezza non disdice- 
vole a fiume , ad angustia di fossi ripieni ,. e senza moto , dall' infeli- 
eissimo stato de' quali può lien congetturarsi quanto inestimabile sia 
al danno, che per mancanza di scolo patisce la maggior parte della pia« 
)ìura Bolognese. E sebbene abbiamo la facoltà di riparare gli argini 
da questa parte sul Ferrarese, siccome l'hanno i signori Ferraresi nella 
parte opposta tra il Dosso, e le confina per lo spazio di 6. o 7. miglia 
sul Bolognese, ove eglino di là^ aliano a nostre» spese monti d' argini 
ecoedenti il bisogno > ed uso ordinario del Reno y da essi ci vien 



•4-* 



iS4 ^ 

cimtrbTetso Falsar di qna nn^a^ginino a difese di quelle ompagne; 
e flcoli , che non tanto dalla semplice dimora del Reno nella valle » 
quanto dal sostentamento violento dell' aoqne nella parte inferiore 
vengono danneggiati • OnÉe è » che sino a tanto > che da Vostra Emi- 
nenza ci venga opportunamente proTvedoto» non occorrerà, che met- 
tiamo mano air escavaaione di essi condotti , mentre subito dair e- 
spansioni delle torbide del Reno di nuovo ci potrebbero essere inter- 
riti , bencbò come Vostra Eminenza ha notato , il ponte del Molwaa- 
zo dal veder r acqua di questi due condotti equilibrata con quella 
della valle pòca utilità possa sperarsi da tale escavasione ». sinché sa- 
rà la valle mantenuta in questa altezza , e così sempre torna da capo 
la necessità assoluta della total remozione del Reno : pure di due ma- 
li 9 a' quali sono soggetti questi due condotti , uno di non poter smal- 
tire le sue acque comuni a tutti gli altri, che sboccano in queste 
Talli ; r altro dal coutinno interrimento cagionato dall' espjmsioni im- 
mediate delle torbide , è pur meglio medicarne uno » che lasciarli 
ambedue incurabili. 

Da che Vostra Eminenza vidde l'altro sostentamento dell'acque 
della valle a Gaibana , e a Ferrara, seppe congetturare quanto fosse 
necessario, che nelle parti superiori si fosse dilatata la valle, qual 
vastità di paesi privata di scolo in sito qusisi orizzontale» a cui po- 
che once di pendenza per meglio corrispondere. E quando intese tal 
sostegno esser necessario al mantenimento della navigazione, che per 
altro già sarebbe asciutta, congetturò qual fosse l'interrimento delle 
valli : del tutto ha veduto il confronto ovunque si è compiaciuta di 
portarsi , poiché la navigazione , che per isniggire l' interrimento la 
terza volta è mutata , ed in ultimo , per allontanarla quanto fosse 
possibile dalle torbide per un lunghissimo giro condotta a circondare 
fa valle di Marrani , si è veduta ridotta a tale , che quest' istesso au« 
no è stato necessario escavar le lame saggiate col Reno di poca pro- 
fondità , e di fondo fangoso in segno più che probabile di molta dì- 
aposizione ; ne' sommi si è trovata in alcun luogo tal profondità d' ao> 
qua , che detratti i 4« piedi deli' altezza del sostegno , non si ridu- 
cesse o in secco , o in molta poca altezza • 

Similmente i trattenimenti degli scoli da tal sostentamento cagio- 
nati si sono da Vostra Eminenza josservati al Poggio , sì nella quiete 
dell' acque , come nelle campagne di Ravenna , che prima scolando 
felicemente in Riolo, ora rimangono conche arginate molto inferiori 
al pelo del Riolo, e delle valli « e da una fertilità celebre ridotte' 
ad estrema sterilità. 

Questo sostentamento d'acque a Ferrara, cagione di tanti mali, 
non si vede nella visita di Monsignor Corsini , ove nella livellazione 
del secondo giorno » che fu li 9. di Gennaio del lóaS. alla bocca do' 



i35 

Mail, il pelo della valle non aveva caduta sopra il pelo del Po , an- 
zi nemmeno sopra il fondo di Primaro » nà sopra il fondo di Volano 
Bolo p. 3. e mezzo. Veda dunque Vostra Eminenza quanto sono ac^ 
cresciuti i disordini, e quanto bisogno abbiamo di pronto rimedio « 
Noi per questo ci *8Ìamo ristretti ad una linea di diversione » che 
da];ido esito reale all' acque » ne allegerisce le valli > il Po di Prima- 
ro ,-ted in conseguenza libera dal continuo pericolo la città, e for- 
tezza di Ferrara, il Polesine di & Giorgio, e le valli di Comacohio« 
risana tutta la parte del Ferrarese a destra di Reno , e di Poatello , 
e di Primaro; ristora tutto il Bolognese, e gran parte della Roma- 
gna per lo scolo più felice , che acquisteranno nelle valli sceme , e nel 
Po magro ; da luogo a costituire una navigazione perpetua , e di bre- 
ve* linea , allontanandosi da dieci miglia in circa da Ferrara verso po- 
nente porta lontani i pericoli; intraprende fra se, e Panaro poca 
lingua di terra, cbe per essére in sito alto, sarà facilmente provve- 
duta di scolo ; passa per terreni in eran parte inculti , servesi in 
gran parte d^ argini , e di cavi antichi , non muove né Panaro , né 
Burano , nà il condotto di Santa Bianca , come già &cevano le altra 
già proposte , lascia intatta la Sanmartina , e Gasaglia , e tutti i loro 
scoli; né porta necessità di muovere altro condotto, che il canale di 
Cento, a cui non mancano modi per provvedere^ di compensare ru- 
tile che porta dell'acque, e della navigazione. Ha esempio di sicura 
riuscita aa Panaro , di cai aveva molto più felice corsa, e molto mi- 
glior ingresso nel Po, di cui, mentre questa diversione non sia per 
portar maggiori disordini, che certamente per V elezione della linea 
saranno minori, non arriveranno giammai ad una minima parte de' 
presenti; le quali cose confidiamo, che dalla somma accortezza di 
. V •. E. saranno con esquisitissima bilancia ponderate • 

m 

Transazione del Duca Alfonso di Ferrara cotti Bolognesi per^ 

rimettere il Reno ove andava nel Po * 

In christi nomina , amen • Anno Nativitatis ejusdem millesimo 
iguingentesimo vigesimo secundo, Indictione decima, die quinta Men- 
8ÌS Oecembrìs , tempore Pontifioatus Sanctissimi in Ghristo Patria , «t 
D. N. D. Adriani Divina Providéntia Papae Sexti, lUustriss. et Ex- 
eellentiss. Dominus D. Aìphonsus Estensis Dux Ferrariae , Mutinae , 
et Regii suo, et omnium, et quorumcumque suorum Subditorum , 
]^ro quibus omnibus de rato, et rati habitione «omnium, et singulo- 
rum contentorùm in presenti Instrumento solemniter promisit» et 
qaod ilta observabunt , et eis non contravenìent aliqao. modo nomi?' 
nibas ex una, et Magnificus, et Generosos Eques D. Annibal de 
Stjksuno Equea aoratus^ et Patritioa |foQomen8is^ nnoa de niuMYo 



^ 

k 



i3^ 

Magnificorum DD. Qaadraginta Reformatoram Statuì Libertatis 
vitatis Bononiae Gonunissarius ^ et Syndious^ et Procurator Reveren- 
diss. in Christo Patria ^ et D. D. Vicele^aii fioooniae ^ ao Magnifico- 
rum DD. Antiaxiorum ^ et dictorum DD. Quadra^nta ejasdem Civita* 
tis^ et Communis Ronoiuae^ et hahens, jit ip«e eixibait^ Ad infrascri* 
pta omnia jolemne^ et spSiciena Jui Syndicalus^ et Procarae Mao- 
datum per litterfis patente» ejasdem Reverendias. D. D. Vicele|;ati 
subscriptas , etc. et reornm jiominibus partibua ex altera de^et su- 
per praedictia 4>mnibua in A* JSyndicatua, et Procarae Instromento 
aupra fuirrato^ «t expreaia, et illorum occaaione, mataiaqae petido- 
nibua hijgc inde per ìpaaa partea factia xeapective ^idelicet^ per i- 

Eaum lUuatriaa. et Excellentiaa. D. Ducem, ut .ii07ua al vena, «iva 
ucca^ «t xuptura per dictum Plamen Rheni facta XoUatar, et ìm-. 
plealnr^i et per ìpaoa Magnificoa Dominoa Sononienaea , ^et eorum no« 
mìnibua ^ et per eumdem iUuatriaa. D. Ducem , ^a #ive alia commo- 
dìori via liber adi^ua^ et decuraua iigaia ejuadem Flaminia uaque ad j 
et in Padum prò communi «comodo ^ et jutilitate detur^ «t ut inde- 
mnitate utriuague Terrilorìi fionon. et Ferrarien* necnon Genti , et 
Plebia omnino provideatur , ac ejuadem Illustriaa. et Excellentiaa. D. 
Dncia , et ipsornm Magnìficprum DD« Booonienaium pari voto reape- 
ctive «alia sat ex «ansa praeaentia contractua , «t Inatrumenti ^ ao 
compo8ÌtionÌ8 , tranaaotionia , «et concordiae per , et inter ipaaa par- 
tea de» et auper praecniaaia omnibua , et illornm •occaaione , et ad 
tollendaa quaacumque litea , iiltercationea^ et differentiaa, quae super 
inde oriri j ^t in judicium xleduci.potuiaaent^ et prò bono pacis , et 
concordiae j «et mutui rimerìa 9 et aolitae benevolentiae inter ipaaa par* 
tea conaervatìone , ac aliaa ad omnem meliorem finem ^ et eSectum 9 
et omiii meliorì modo , jure^ via^ cauaa , et forma ^ qnibus magia , 
meliua^ ac validiua £eri potuit^ et poteat« Sponte ad infraaoriptam 
devenernnt tranaactionem conoordiam , pcomiaaionea » pacta 9 Gapitu- 
la 9 et eonventionea bic materno «ermoue de partium conaenau facta , 
et deacripta9 xit infra aequi tur "videlicet^ 

Capitoli 9 e convenzioni fatte per 9 et inter l' IUuatriaa. . ed Eccel- 
leniiab. aig. Duca di Ferrara 901 aignori JBolo^neai circii il tirare 9 a 
mantenere il £ume di Reno in Po . 

h Si patuiace9 e conviene, e y noie 9 e eonaente il predetto Illa* 
atriaa. aignor Duca di Ferrara 9 obe omnino il fiume di Reno abbia ^ 
e deì)ba andare per V alveo vecchio ^ dove era aolito andare avanti 
faceaae. l'alveo niiovo, ^eu rotta 9 ehe fece l'anno paaaato». ed entra- 
re nel fiume <di Po 9 nel luogo dove è la rótta di Madonna Silvia ». 
con li modi 9 et ordini infraacritti 9 cioè 9 che. avanti che ai aerrì Ja 
bocca dell'alveo nuovo , jprima ai debba nettare 9 e agombrare la via 
dell' alteo vecchio arenato ». ed ^ quel tempo aprirai il corao auoia Po. 



i57 

IL Item , ohe li predetti signori Botogaesi non possano » né tollerar 
debbano » che io detto fiume di Reno entri altr' aoc^ua d' altro fiame 
correo te , la qnale abbia da cartoare V alreo dì Reno di pia acqua di 
quella, che vi corre di presente. 

IH. Item » che 1* Illnstriss. sig. Dilca » incontanente che li signori 
Bolognesi faranno entrare in opera gli uomioi loro a lavorare , ed a* 
prire la bocca di essi » come .di sopra assegnata in Po, per sua Signo- 
rìa Illustrìss. sia obbligato di fare abbassare, e serrare la rotta di 
Reno solito a entrare in Po sopra air assignata rotta , e massime 
quella , eh' è indirìtto a Vigarano » e la Maioarda , che tutte son so- 
pra air assignata rotta , sìve bocca di Madonna Silvia • 

IV. Ttrniplìir li predetti signori Bolognesi ( oltre a quello hanno 
a contribuii gli uomini di Cento ) tutti li oavamenti , argini , ster- 
pate , taglMe, che saranno cosi in Bolognese, come in Ferrarese Io 
abbino a far fare di tempo in tempo a loro spes^ , secondocbè' biso- 
gneranno per li maestramenti avranno dèi detto fiume, e per con- 
durre e mantenere esso in Po dal detto alveo nuovo, sive rotta in* 
ginso , sendo obbligati li signori Bolognesi a fare una sterpata comin* 
eìando alla bocca di Madonna 5ilvia> a traverso la valle, sino alle 
ghiare di Reno» di larghezza di pertiche ao. in aS. per dar princi- 
pio al. corso di detto ìiume, e poi di tempo in tempo a slargare da 
ogni lato detta sterpata pertiche 5o » e più » secondo parerà alli si- 
gnori Bolognesi. -- 

V* Item , che gli nomini di Cento abbiano a conferire alla metà 
delle spese, ed in serrar la bocca deir alveo nuovo , sive rotta, co- 
me ancora in cavar 1' alveo vecchio arenato , cioè quel cavezze d' al- 
veo , eh' è di sotto dalla rotta di quanta quantità si sia , e non più » 

VL Item , ohe il {ledette sie* Duca sia obbligato fare , e così esso 
promette, che lo farà» e curerà con ogni effetto di ragione, et de fa- 
cto, e di ciasoupa difficoltà, ed impossibilità, eccezione rimossa, cho 
quelli di chi sono li terreni suso u suo territorio, per li quali ter- 
reni il Reno se ne condurrà in Po» non fiiranno impedimento alcuno, 
anzi liberamente lasceranno lavorare » sterpare , tagliare , cavare , ed 
arginare a piacere , e comodo de' signori Bolognesi , e senza paga- 
mento 5 gravezsKa , ed impedimento alcuno , per quella larghezza , é 
modo gli sarà neccessario per detto fiume, e più che i detd padnH 
ni de' terreni , ed altre persone d' ogni altra condizione mai per tem- 
po alcuno non possano fra gli argini di detto fiume, né etiam ia 
quelli piantare , uè allevare , uè tenero aii>ori , nò berlede di sorte 
alcuna» né altro impedimento fare» né faranno a) decorso di dette 
fiume, ed opera» e che facendoli, il predetto Ulustriss. sig. Duca sia 
obbligato, e con promette far levare» e portar iia tali impedimenti 

a sgeso di chi li tacesse » ed nihilominus mancando di fare U signor 

i8 . - 



/ 



i38 

Daoa quanto dì* sopra» ftia leolto» e postano ti signori Bolognesi eo» 
rum propria auctoritate , e senz^ alcnna requisiasìone di giadice , ov- 
vero uffloiali^ SITO altri 9 levare detti impedimenti a dette spese » 

VII. Item , che quando gK nomini di Cento e Piève quanto sia 
nel loro territorio respectiTe, e li signpri Bolognesi avranno finiti 
li sopraddétti cavamenti , ed argini a sustentaziooe di detto fiume si* 
no. in Po, secondo bisogneranno, come di sopra, e quando avranno 
assegnati all' Illnstriss. sig. Duca gli argini deiP Ferrarese , ed em 
argini del Ferrarese riconosciuti saranno per Perici dell^ una , e T al- 
tra parte eletti , ed in casa discordiae da es»ere laudati , ed appro* 
bati dair lUustriss. signor Duca ttar bene , aHora ogni nomo -sia te* 
muto mantenerli e conservarli reepeotive in suso il suo ^^itorio, ed 
aimilìter mentre si farà V opera , in caso di nuovo rompaa^ró , e che 
nondimeno se quelli, nel territorio de' quali detti argini^mpessero, 
sì in Bolognese , come in quello di Cento , o di Pieve , in Ferrarese, 
quando che per assignasionerieefuti gli avranno, come di sopra re- 
quisiti , fossero negligenti a ripararli , sia lecito agli altri di sua prò-* 
pria autorità, e senza requisizione di giudice, ovvero ufficiali^ anda- 
ne, stare, e lavorare net dette territorio, è detti argini rifare^^ e ripa- 
rare a suo piacere , senza pregiudizio però della giurisdizione deir n- 
Da, e l'altra parte, ne per questo possano essere impec&ti^, e£ 
quanto spenderanno in rifare , e riparare detti argini , tanto possano 
esigere da quelli , nel territorio de quali saranno detti argini ripara- 
ti , e rifatti , e li quali fossero stati obbligati a ri&rli ^ ed a riparar- 
li , come di sopra , senca interesse alcuno .. 

Vili» Item, perchè ultimate nel concludere H presenti patti, eea* 
piteli insta r Eccellenza del stg. Duca , ehe tutte le acque del detto 
Hume -di Reno , per una sei becca , et sic per detto alveo si farà , e 
&on per più entrino in Po, se d!onviene> che li signori Bolognesi 
quand€M3amque requisiti m nome del predetto Illustriss. rigoc^ Daca 
infra tre anni tunc projcimae susseguenti , debbano^ ed etiam non te* 
qnisiti possano interim , e sempre ad ogni lor beneplacito 1' acque 
"iive. , e correnti del condotto y sive Scorsuro , chiamato Rido ìéi Bo- 
legnese , qual da Bolina , e da sopra di essa disoetidono dal detto 
fiume^di Repo , sive canale di esso , ed entrano in detto Riole, d> 
vertire , e rimuovere > e queUe condurre nel dette fifHne di Reno di 
sotto da: Bologna per 4*^ miglia, dove ad essi aignori Bologneai pare* 
va. Il resto però dell'acque di detto Riole da lì in giù^ per esso va- 
dana inirPoi, «econda il eonsueto-^ Ita tame», ehe non gli ogorrala 
4etto Rielo «eqne vive del Bolognese , ma solo i condotti , e scolate- 
]d deir acquo piovane, e ehe qpando i precetti signori Belegnesi, eo« 
•ì> requisiti'^ non^ volessero, o non potessero nel 'sopraddetto hiego 
tKV.te dette acque ^el detto Riolo x ^ quelle condurrei la Reno^ ut^ 

m 

/ 



I 

J 



1^9 

snpra > timo posaano » e debbano fare niia obiavicji fiella -tpoiKla di 
detto Biolo di grandezza atta a torre la quantità dì dette acque aio 
descendente da Reno in detto Riolo , e per quella essa quantità d'ac- 
que trarre y condurre , e derivare ad altro luogo in Bolognese, dove 
parerà alli signori Bolognesi • li resto però dell' acque , e del Hiolo 
Tadano in Po , secondo il consueto^ et ut supra , ed in caso^ che in 
£ra détto tempo non si divertissero dette acq^e, siccome è detto di 
sopra» che sia lecito al signor Duca, a spese de' signori Bolognesi, 
condurre > e far condurre il predetto Rido per il territorio Bologne^ 
se nelle valli de' Bolognesi, senza eccezione alcuna tanto per il pub* 
blica» quanto per il privato^ ec. Die Lunae asi« Decembris x5aa. 

JBreve di P. Paolo ìli. al JPuca Ercole di Ferrara f per far 
serrare l^ rptte del Rer\Q , e ritornare il cono di 

esso, in Pristino • 

L/ilecte Fili Salutem et0. Àuditìs bis , quae dilecf ns Filius Panif^ ^ 
pbilius Astrasoldns ad Nos reversus super aggere Rheni , et Fossa 
Santernis Fiuviorum Noj^is retulit, visaque maxima instantia Bono- 
nìen. et tuo Oratore pervocato huc doximus decernen» Ut in prì* 
mìs omnia in pristinum statum, sicut decet restituantur ; Ideiaqas 
Nos pari erga te , et illos Voluntate videamus , et deliberemus quid 
anper bis per Nos statuti oporteat. Quamobrem nobilitatem tuam tam- 
qaam fidelem> ac fidelem Nobilem S. R. E. Subditum hortamur, ei" 
qae in virtute S. Obedìentiae praecipimus» Ut cum attentata omni 
lare prohibeantur , aggerem Rheni , qui dirnptus est sìne dilatione re- 
poni, et ut prius munirì a tuis facias, taliterque conservari munitum» 
nt iterua\ non dirumpatur , sicut etiam scis te ex forma . Instrumenti 
inter bon. mem* Geuitorem tuum , et ipsos Bononiensea facci , ess» 
astrictum; tnm etiam, . nt fossaui ^anterni., a te nobis iqconsultis &• 
ctam ,' per quam mutato veteri alveo ipsum Flumen conabaria aver* 
tere 9 ita obstrui cures , sic. obstructam manuteneri , ot cursus Fla« 
minia solito alveo decurrat. Quod si fecerìs, sicut debes, et Nos ape» 
ramns, daturì postea sumus operam, ut oognoscas noa in determina* 
tiene faujus negotii acqua in te benevolentia , ao lance cnm utrìus* 
que partis Domini , ac parentis simus ita processuroa | ut te aequa 
petentem non peniteat Nobis obedi visse. 
Datum Romae 5* Decembria MDXLII» 

Relazione^ 6 parere di D^ Scipio de Castrò a Papa 

Gregorio XIII* 

« 

Y oatra Santità fiii fece comtuidaM li giorni «ddietto dall^ iltaatusi. 



i4o 

signor Gcrdinale Gaattavinatìi » elie nel ptróto » il qaale ti propontt 
da' signori Ferraresi a* signori Bolognesi , per rimediare alla naviga- 
zione di Ferrara » ohe si perde » io dovessi ( intese prima le parti 



con diligenza) dire a Vostra Beatitudine il mio parere intorno a tra 
particolari , de' quali il primo ò , s' io gtndico » che il Reno di Bolo- 
gna sia anello , one araù talmente il Po di Ferrara , che lo renda 
malagevole a navigarsi • 

n secondo » a' è rinsoSbile » e bnono il disegno , che si propone da' 
signori Ferraresi di mettere in nn' alveo qnei sette fiumi » che sono il 
Reno 9 la Savenu, ridice» il Sillaro» il Senio, il Santemo, e la Saver* 
na, e passando per le cinque valK, che sono parti dell'antica Pada» 
sa 9 mandarla a sboccare nel mare Adriatico. 

Il terso , se può essere utile » o dannoso al contado di Bologna il 
partito, che si propone da' medesimi signori per un interim, fioche 
si conduca a fine l'alveo predetto, eh' è di volgere il Reno nelle 
valli , che stagnano sotto Ferrara , e tirandolo per lo spazio di molte 

Fertìche per luoghi pertinenti al detto contado , dargli 1' esito nel 
o sotto Argenta • 

Ora per ubbidire al comandamento di Vostra Beatitudine, vengo a 
dirle , che ascoltate molto accuratamente , ed in contraditorio le par- 
tì , e ben considerate tutte le scritture prodotte da' signori Ferrare- 
ei , per provare 1' intensione loro » mi . sono risoluto nel modo se* 
guente . 

Quanto al primo particolare , io son di parere , che il Reno né ab- 
bia arenato., ne possa arenare il Po di Ferrara in guisa, che impe- 
disca la sua navigasione. E questa opinione mi nasce da tre cause » 
dall' esperienza , dalla ragione , e dalle prove istesse con le quali vo- 
gliono mostrare il contrario li signori Ferraresi nelle scritture pre- 
tentate. 

Quanto al primo capo di questa prova dico, che quell'esperienza 
tmiversale delP acque correnti, ch'ha fatta fin d'oggi l'età del mon- 
do , ci mostra chiaramente , eh' è fiilsa opinione il credere , che il 
Reno areni il Po, parlando però sempre di quell'arenamento, che 
può impedire l'alveo, e far che non sia navigabile, essendo cosa 
contraria alla sopraddetta esperienza l'afiermare, che fiuìne areni 
fiume in questa forma , da che non ai trova menzione d' un acciden- 
te simile , per la memoria di tutti i secoli passati , né tra gli Auto^ 
tori Greci , nò tra i Latini • Né si può dire , che la materia de' fiu- 
mi sia trascurata dagli Scrittori , poiché tanto particolarmente viene 
trattata cosi dagl' Istorici , come anche da' Filosofi • Ma accioohé ai 
parli con qual^e ordine di questo soggetto : dico , che i fiumi , se- 
oondo la divisione universale , sono di due modi , o tributar] , o Rea« 
•li • Tributar] sono ehiamati i fiumi ignobili , e minori , che ed 



'4» 

tnbato dèiraeqne loro sono nooTiid da' fiami Reali T^ gnnàì : Reali 
SODO detti quelli I che a beneficio» ed oraamento del mondo sono 
dalla' oatnra depmati non solo per la fertilità y per V amenità , e per 
li tanti comodi della navigazione » ma tono anche a gnisa di conche , 
e recipienti comuni , non solo a' fiumi ignobili , e minori , ma a' ri- 
▼i» a' torrenti» a' laghi » e ad ogni altra specie d'acque atte a cor* 
rem* 

E perchè tntd li fiumi ». sebben tr% lora diflbriscona molta gli ac- 
cidenti , convengono nondìmena sempre nella sostanza ,, ed in certe 
. proprietà essenziali ; hanno per questa fra lora tanta analogia , che 
non è mai avTcnuto , né pua nataratmente avvenire , che fiume are- 
ni fiume. E se questa arenamenia non si e Tcduta giammai ne' fin* 
nu tributari » molto mena potrà vedersi ne** Resli ,. che sona rap;ione- 
Tolmente chiamati instmmentl necessari della natura per la vita , e 
aostegno degli animali » e deputati ancara (.come si à detto \ per ac- 
quedotti comuni atti a dar 1* esito a queir acque» le quali ner altro 
sarebbero pestifere » e causa di mille danni agli abitatori delia terra • 

Ora uno di questi necessarj instrumenti , e grandi acquedotti è il 
Po nelP ombelico dell' italia» il quale non per aUro fa da^ Greci chia- 
mato Re de' fiumi» se non perchè/ nello spazio di poco più» che di 
trecento ottanta midia riceve il tributo di cento altri fiumi, che 
Tcneono a sboccare in esso » li quali sebbene sona in tutti ( da sei 
in ruorì ) torbidi» e carichi di molta, materia» non si è pere veduto 
dalla prima ora » che la natura destine il lora corso fino al di d' og- 
gi» ch'abbino avuta forza d'atterare uè. il gran tronco del Po» né 
alcuno de' su<h rami » perchè se ciò potesse avvenire » molti secoli pri- 
ma i più grandi » e più famosi fiumi » che bagnano il globo della ter* 
ra avrebbono mutato il sito » e corso » e nome • Chi ha mediocre 
cognizioni della Cosmografia pub considerare quanto è grande il no-' 
mero de' fiumi Reali » che sono vasi % e recipienti d' altri innumera* 
bili fiumi torbidi» e limosi » com'è nell' Asia il Gange » ohe ne rac- 
coglie ottantacinque; l'Indo»*che ne abbraccna . cento » e sei; l'Eu- 
frate sessantotto; il Tigre novantatre; il Fasis cinquantadue; in Eu« 
topa il Tevere ne riceve quaranta » secondo Plinio ; il Danubio ses- 
•anta ; la Volga cento » e diciotto • Oltre di questi quanti ne abbrac- 
cia in Ispagna » T Ebro » il Tago» il DouroP Quanti in Germania < il 
Reno? In Francia il Rodano? e pur si vede» che non solo questi» 
che si son detti » ma infiniti altri ( che per brevità si lasciano ) si con* 
servano perpetui non meno ne' rami » che negli alvei capitali , i qua- 
li rami latti » o dalla natura ( com' è la ma^or parte di quelli del 
Canee ) o dall' arte p come sonò li sei del fTilo » o dagli accidenti » 
com è la maggior parte di questi del Po» nou mutano stato natural- 
ménte giammai 9 mentre nelle linee ddle divisioni si mantengono 



t4^ 

• 

proporzionati glir eqnilibr} delle pendexise , siccome 6i Tsde ne^ ciik» 
que rami d^l Gange ^ ne' aetle d^eirindo» del Nilo» dd Danubio ^ e 
&e' sei del Boristena, la qual proporzione non ai è già conservata ia 
quella diversione, che fa il Po aopra di Figarolo» dove Tequalità 
della pendenza ai è talni^te disordinata ^ che di là si vede chiarìssi- 
lìiamente nascere quel danno ^ del quale si ragiona, e di fìi s^rzata- 
mente bisognerà, che venga quél rimedio, che si desidera. Il tene- 
re bene ordinate le proporzioni delle pendenze, importa tanto alla 
perpetuità de' rami , che se il Po si dividesse in due , ed 'm tre aV- 
vei nella medesima lìnea sopra Figarolo, dove si parte in due* ed 
in que' rami entrassero molti Beni^ sarebbero tutti perpetui, e si- 
curi di arenamento, mentre non variassero, come sic detto, le pro-^ 
porzioni delle pendenze ; e che succedesse appunto , come io dico % 
ce lo mostra coiaro il partimento del Gange, il cui £ran corpo sap* 
piamo , ohe dpve ha larghezza di venti miglia fu da Giro diviso ^ 
come dice Eutropio , in quattrocento sessanta rami , molti de' quali 
ricevevano bu0,n numero de' fiumi torbidi, e limosi, né giammai sa 
ne arenò pur uno , se non quando si cominciò a disordinare P equi^t 
lìbrio de' lord declivj , segno , e prova evidentissima , che mai fium» 
arenò fiume: ma qual più viyo esempio si può addurre per prova di 
quanto si dice, che quello dell' istesso Reno , di cui si tratta, pelu- 
che non dal ai. in qua , come altri pensa , ma dall' origine del mon- 
do sino ad oggi , quando il Reno è venuto grosso , è ito sempre a 
sboccare nel ÌPo , non tollerando l'ordine della natura, che. potesse 
fare altro viaggio, che quello, d'ondo Io guida il suo declivio, e 
ve/so quel vaso, che gli fu destinato, come suo recipiente , inovi* 
mento naturale a tutte l'acque correnti, le quali, se ben talora 
danno qualche rotta fuori del corso ^ siccome anche ha fatto il Renò 
talvolta, nondimeno, o ci rimedia subito l'industria degli uomini « 
o la patura si regola da se stessa^ ma né quelli, nò questa possono 
far altro , che seguir la linea del declivio , ed inviarsi verso il vaso 
destinatogli dalla proporzione # eh' ha il sito della terra , uè altro 
vaso ebbe giammai il Reno # che l' alveo del Pò siccome dicono tutti 
i Codmograiì, ne per altra parte fu , né poteva essere la sua caduta ^ 
irazi tanto più certamente andava il Reno ad imboccare nel fiume 
sopraddetto ne' sècoli passati , quanto più comodamente se gli face- 
va incontro l'alveo del Po, il quale tu sempre sino all'anno della 
postra salute settecento , e novcf quattro miglia più verso Ostro di 
quellp, che é ocgi, e correva alla torre dell' Ucellino , siccome nar- 
ra 1' Autore, dell istorie Ferraresi nel terzo libro. 

Ma perchè si rispoinde , che sebbene il Reno è ito sempre ad im* 
beccare nel Po , non vi é però andat4> giammai ristretto in alveo psf* 
.ticblare nel modo, che va oggi,' se non dal a a. in qua, e non ayendo 



i4S 

prima letto proprio, si spareeya per la campagna > e stagnando io 
molti. InogM non t^orreva nel ro se non lambìcato ,' e chiaro, p^r la 
matèria depòsta. Io dico, che questa non è risposta da uomo, che 
intenda la natura d^etr acque; Ta quale è di córrere sèmpre verta ti 
suo fin« , seguendola linea, che le va disegnando il suo decKTio,^ 
propot?^onandòsi t'alreo, profondandosi il letto, e stabilendosi il ripa* 
ro delle sponde, pritic^palmente quando la pendenza è si grande > 
quanta dicotfo i signori Ferraresi esser quella del Reno verso il Po > 
n qual Reno se dà^ Éiedesimi sigtiori Perra^esi in una delle loro scrìttu- 
te sì prèsupone , che posto a benefizio di' natura nelle valli fra pochi 
anni aebba da se proporzionarsi ti vaso, e formarsi le sponde in gui« 
sa, ch'abbia a correre si ben fren^o , che non possa andar vagando, 
e stagnando per ìk larghezza delle vaiti , in che modo vogliono K' me* 
desimi signori, ehé T istesso Réne sta stato impotente a fare il me» 
deaimo effetto per ìì corso di tantt secolr, che passarono dalla sua 
prima orìgine nno al 2^2» Non è dunque risposta , ma inconveniente^ 
Ben grande , qt>el che si risponde : A colui , che per evi tara questa 
incon veniente , mi disse , che il Reofo non correva nel Po anticamen* 
te , ma, n^Ha Padusa, noo accade, che io faccia risposta , perchè Aì^ 
mostra di non aver mai Ietto pur nno de' Cosmografi , ne di sapere 
ciò, bhe fosse Pàdnsa, ne quando si formò, né fra quaK termini si 
éhiadeva , né qhal proporzione potesse avere col corso^ naturale del 
Beno. Resta dunque chiaramente concluse , per quello che ci mo^ 
atra T esperienza , eh' ^ f^^^ opinione it credere , che il Reno* arex^^ 
il Po; essendo ^HsVy raffermare, che fiume areni fiume. 

Quel che òr ' niòitra P esperienza , viene anche insegnato daUa ra-»* 
gione , là ' quale si raccc^gHe a queste modo t ogni fiume ha tre 

{>arti tanto esenajàli , che senza quelle non può chiamarsi fiume ^ 
e quali sono» aliezzn' di corpo ,. proporzione di declivio , e velocità 
ài inota. ! ' ' ' * ^ 

L' altezza del bnor corpH^^ & ttecestana air acqua per superare F ìni^ 
^dimeàto, e la voragiiie, ohe eansa P aridità delk terra; la propor*» 
ziene del declivie bisogna perrincere il contrasto , che le fa H' con<-^ 
Vesso deHa medesin^a tèrra , la qnale essenéò di figura sfèrica, e gì» 
rande là sua circonferenza dugentb cinquantadiie mila stadi , secondo 
Eratostene , fa per la ragione ^omretrìca , che ogni Hnea retta tirata 
Bella superficie dSf qudla per la lunghézza di mille passi , venga ne- 
eessariamente ad- alzarsi die^i dita * Dà cotale altezza si causa , che ogni 
acqua per fi^sS òortente bisógna, oh' abbia dal principio, d' onde^ si 
jipta^ sino aB^ ùltimo teitniae'd! mille passi almèbeirn piede inte- 
ra ^ iefAftìé ,'^àhrimenti testa' immobUe , per la forza , che le fa ti 
natura della oircenfereaza prt^dietta.. ' • 

'La téIaiQÌt&dbrm'ot;4 segue nfebeasariameste data F altezza del corpo ^ 



144 

e la proporzioDe del declivio ^ la qual projparuone apre il eammilio 
alla masMi fluviale » « fia've . 

E ai dice declivio propocsioDato y perchè ae pasia ate la peodensa 
di sei piedi aarebbe per la gran rapidità nocivo m aiiilte cose , e prin* 
cìjpalineiiie alla na vipisione « Or queata -velocità di moto per T alveo 
spedito , e per declivio proporzionato non pub mai eaiere gianoaDai r>> 
tardata , ae non per grande impedimento > xiht le deaae tfaaldie groa* 
$o corpo ài terra , il qoale ai meacclasse €on V acqne » aìcoome dico 
Ariatotile , t^be soleva avvenire al finme Bosforo » ner la moka ijnan- 
tità di limo» eh' eruttava dal ano fonte; dimodoché per eonoacere la 
quantità della terra^ che porta aeeo nn* acqua corrente , e la pro- 
porzione , che possa tenere la terra portata con qoel corpo d^ mcqna» 
che la porta , bisogna oonstderare la qualità del moto » che fa quel- 
V acqua nel suo letto , e ae il moto risponde al declìvio, aìccome accade 
aempre in tutti i fiumi, di necessità ai ha da ooncludere, che la 
terra , la quale va mista con quelli ^ aia una parte minimissima > ed 
inconsiderabile , rispetto alla cran massa delP acque loro , e che per- 
ciò è COSA del ^ tutto impossibile , che fiume atterri fiume , per molto 
grande ^ che apparÌMe la quantità del limo portato , siccome avviene 
al ìiììo , dal quale se ne conduce sempre ai gran parie , cW ha dato 
il nome al fiume , perciocché il Kilo altro non significa , che limo . 

Ora , che il Reno abbia il ano corso naturale proporzionsto al suo 
declivio, senza che il Reno portato da quello possa impedirlo ^ è co» 
sa manifestissima al aenso , ed anche molto bene osservata da' aign<HÌ 
Ferraresi , i tiuali in una acrìttura presentata da .loro > vanno cooidu* 
deodo, che il Reno nella aua escrescenza ( eh* è appunto quando porta 
maggior quantità di limo ) si muove con tanta velocità > che fa quat- 
tro miglia per ora , cosa che non potrebbe avvenire a conto ninno , 
se il limo, che porta aeco» avesse pur un ombra di proporzione col 




gran massa celi acqua 
con la poca quantità di limo, che porta» 
Questo medesimo ai conclude ^ considerando tutti gli stati ^ ne' 

Suali possa trovarsi il Po, quando gli sopragffiuogono le piene del 
eno, perchè quando il Reno viene potente ^ bisogna, che necessa^ 
riamente trovi il Po in nno de^ tre auti , o grosso ^ e mediocre , o 
basso. 

Se il Reno trova il Po grosso, non solo non pn6 temersi di aif^è» 

namento 9 ma sappiamo , che fiitto maggiore per la ginnta del Reno » 

anderà gagliardamente arando, e nrofonudandosi il letto con la gravi* 

tà del peso , e con la velocità del moto « 

Se al Reno trova al Po mediooret né. anche per questo avrà fona 



i45 

di arenario t percbè il Po anmentato sabito dair acque del Reno si fa* 
rà gagliardo 9 che potrà sostenere io ìspalla quella salma limosa » che 
gii poi*ta il Reno , e condurla fino al mare 9 senza deporla mai ; lo 
forze 9 eh* avrà il Po « quando sarà mediocre , si possono calcolare 
dall* ìstesse scritture presentate da' signori Ferraresi , da' quali si afr 
ferma in una di quelle, che il Po era solito,, innanzi questo arena* 
mento, avere nella mediocrità sua da diciotto in venti piedi d'acqua* 
Di modo eh' oggi considerato il danno dell' arenamento assai maggiore 
di quello , eh' è in effetto , bisogna confessare 9 che il Po abbia nova 
piedi d'acqua almeno quando sarà mediocre « In un'altra scrittura di- 
cono i medesimi signori Ferraresi, che il Reno nelle sue escr.esceoze 
ha sedici piedi d' acqua , li quali entrati nell' alveo del Po ,. eh' è al 
doppio maggiore di quello del Reno, si potria calcolare', che xliven* 
tasserò otto, ma io non voglio presupporli più di cinque, li quali 
aggiunti alli nove del Po, vengono a fare una masfsa d'acqua, di 
quattordici piedi d'altezza, e di quaranta pertiche, in circa di Uiw 

§hezza; il qual corpo senza dubbio sarà bastante non solo ad imper 
ire il sedimento della materia: con l'impeto del moto, ma ad aprire 
aùche , ed a profondare il suo alveo • Dunque né anche nello stato 
della mediocrità del Po sarà potente il Reno ad arenarlo • 

Se il Reno trova il Po basso non sarà mai di tanta bassezza , che 
non abbia tre palmi d' acqua almeno , alli quali aggiunti li oinque 
del Reno faranno un corpo d' acqua largo da quaranta pertiche 9 ed 
alto palmi nove • 

Dico , che una massa d' acque della larghezza 9 ed altezza predette , 
la quale premendo il suo letto corra per il suo declivio, non con- 
sentirà già mai,. né potrà naturalmente consentirei che il suo limo 
faccia sedimento , mentre dura la medesima causa , che lo solleva » 
non tollerando la natura due contrf^ri in un soletto, come sono, stato ^ 
e moto in nn tempo medesimo : ne importa , .che si veda talvolta , 
che dalla materia portata nella saperficie dell' acque ne vada il fiu- 
me lasciando qualche particella per quelle sponde , che l:ambisce la 
parte estrema della medesima superficie • Conciossiacosaché 9 questo 
non avviene se non per quelle parti dell'alveo, che fanno banco, e 
nel tempo che 1' acque calano 9 la massa tutta del suo limo solleva- 
ta dal fondo per V impeto del moto vien portata sempre nella superr 
ficie del fiume, né là depone già mai 9 se non ^quando giunge al suo 
fine, dove anche termina il moto» Non potrà dunque il Reno «né 
anche quando trova il Po basso atterrarlo per le ragioni jMredette • 

Ma per maggior chiarézza del vero io voglio presnporre ifuel ohe 
]U>ii è forse mai avvenuto 9 cioè 9 che il. Reno giunga talora con la 
Bvm, piena in tempo 9 che trova il Po con tre sole dita d' accpia 9 on« 
de sia sforzato a deporre subito la sua materia. Dico 9 ehe nò anchtf 

'9 



i46 

in tal caso può il Reno arenare il Po , perobè quando ei5 arrenia- 
se , certa cosa è , che il Reno non lascierebbe altro » che la sua tar« 
bida , la quale tenuta umida da quella poca quantità d* acque pre-» 
detta j sarebbe subito spinta ferso il mare dalla prima piena medio- 
cre , che sopraggi ungesse al Po ; e noi sappiamo j che arenamento 
non vuol dire torbida , ma sodezza tale di terreno , che resìsta aU 
r arare dell* acqua , e non lasci cavar alveo dalle piene • Il che non 
può avvenire se non per un totale mancamento d^ acqua » durato per 
tanto tebìpo , quanto basti al Sole , per far simile effetto , cosa non 
accaduta giammai al Po di Ferrara uno al di nostri, né possibile ad ao- 
f cadere , se non quando il Po di Venezia avrà finito di vincere , e dì- 

[ aordinare affatto l'equilibrio delle pendenze, ch^ avevano questi dna 

rami sopra la punta di Figarolo , tirando a se tutto il corpo dell' ao-* 
qua con la forza del declivio • 

E dunque manifesto, sì per quello , che ci mostra Y esperienza ^ 
come per quello , che e^ insegna la ragione , eh' è falsa opinione il 
credere, che il Reno areni il Po» già eh' e £dsa il dire, che fiume 
areni fiume» 

Ma perchè. Beatissimo Padre, non solo io dico, ch^è vero Pare^ 
namento del Po di Ferrara, mA sono anche di parere, che non vi 
si dando rimedio conveniente , debba farsi molto maggiore fra lo spa^ 
aio di pochi anni , con grave danno di quella città , ob' è uno dellr 
BMggìori ornamenti d'Italia; voglio per questo mostrare quali sia \m 
Tcra causa di cotal arenamento, si perche Vostra Santità lo desidera 
per il beneficio de) suo fèudo, sì anche per abolire quell'opinione 
popolare del danno apportato dal Reno tanto lontana da ogni ter-^ 
mine di ragione , e sommamente dannosa per la navigazione di Fer- 
vara , quandy trovasse credenza • Dico dunque , che i rami de' fiunù 
sona di tre mo«li, naturali, come quelli del Danubio, arti^ciali , oo» 
ine li sei del Nilo ; accidentali come aleoni del Po » 
' Li naturali sono fatti da quel maestro^, che mai non erra, nao- 
strano gran prowidenaa della natura a benefizio del mondo , e quan- 
to a se sfmo perpetui » 

Gli artificiali seno per opere di grandi, e prndenttssimi artefici 
regolate dall' imitazione che si piglia dal procedere della natura ^ e 
durano quanto a se perpetuamente anch' essi . 

Gli accidentali , come efièiti di cause vielenti , e disordinate vexh- 

{[Oao sempre accompagnati da qualche dannoso inconveniente , il qaap 
e , se non così presto , almeno col tempo si va scoprendo. Ora u» 
se de' più dannosi inconvenienti , che sogliono portar seco i rami 
accidentali , e che 'sempre nel principia della rotta, ohe fanno eoi 
eolmo dell' acque veementissime profondano il vaso loro ùù di qudU^ 
lo s <^at bisofuerebfae per tenere pareggiata 1' equilibrio dei deolitia'. 



i47 

il qual equilibrio è tiRlo necessario nel principio della linea y dovA 
81 fa la difisione dell' acqae , per bilanciare la forza de' rami , ch« 
aenza quello necessaria meo te Tun ramo viene col tempo ad assorbir- 
si l' altro , tirando a se quello , ch^ è pia profondo , tutto il corpo 
dell' acqua con la calamita della pendenza. 

Da questa causa accidentale nasce quel danno , che oggidì patisce 
il Po di Ferrara , perchè, avendo Figarolo ricevuto due rotte , sickcc- 
rue narrano i' istorie Ferraresi nel terzo libro , una nel 1 1 Sa , V al» 
tra nel 1192»; questa seconda causata da un impeto veementissirao 
d^ acqn^ formò il ramo , eh' oggi si chiama di Venezia ^ il quale vici- 
no ad Ariano si divise in due parti , con 1' una ne andò verso A- 
dria aprendo la foce^ detta le Fornaci» con l'altra, eh' è nella mao 
no dritta non molto lungi dal mare » fece due corsi 1' uno dell' Aba- 
te » e 1' altro del Coro • L' impeto di questa seconda rotta , che for* 
mò il ramo sopradetto, fu sì grande, e veemente , ohe secoudo l'or- 
dinario delle rotte , profondò il suo vaso , e priocipalmeate la boc- 
ca , molto più di quello , eh' avrebbe fatto un regolato movimento 
della natura , o dell'arte ; oominciossi pian piano a conoscere questo 
inconveniente da' paesani 9 e li Principi di quello stato , avvertiti del 
danno futuro, cominoiarono ad aver cura particolare di quelU bocca, 
aforzandosi di tenerla più frenata, che si poteva, con ripari, e chiù* 
«e garliardissime , ma difficilmente si pone freno alla natica degli e»- 
lementi , e principalmente di questo, il quale per la gravità del suo 
corpo , e per la sottigliezza delle sue parti , suole essere molto con<- 
tomaoe , e resiste gagliardamente alle violenze , che se gli fanno ; 
prevalendo dunque la natura ogni dì più , è venuto l' incon^eniento 
Bino al segno , eh' oggi si vede , con apertura di bocca , con larghez- 
SEa di vaso, e con pendenza così grande, che rendono quell'alveo at* 
rissimo a soprafiare il ramo di Ferrara, le quali apertura, larghezza » 
e pendenza , sono state molto aiutate da un' altra causa accidentale : 
conciossiacosaché sempre , quando sono venute le piene gagliarde , e 
di molte ore, le due isole, ehe si trovano nel Po presso a Ferrara, 
hanno causati danni molto notabili , e poco considerati , perchè £u» 
cendo quell'isole schiena al gran colmo dell'acque correnti, e ritar- 
dando loro il corso, sopraggiungeva bene spesso la seconda, la tex^ 
za, e la quarta rincalzata della piena, avanti che l'alveo si trpva^so 
scarico della prima. Onde gonfiando quel gran corpo, che s'ingorga- 
va nelle strettezze causate dall'isole , e sospendendosi la massa del- 
l'acque, era sforzata a rigurgitare nel vaso proprio, ed a precipita- 
.re nel ramo vicino, dove anche l'invitava, come si è detto, il àe^ 
clivìo maggiore , causato dagli accidenti , che formò il ramo , verso 
il quale , piegando di tempo in tempo maggior colmo d^ acque , si è 
Uo profondando jtanto , ed acquistando tanto il declivio 9 eh' oggidì 



x48 

Ila forza di tirare a 86 la maggior parto. E di qui a pooo tempo at» 
sorbirà tutto il corpo di quel tìame ; lasciando quanto a se secoo il 
ramo di Ferrara, se non yì si rimedia; effetti soliti, ed ordinar] di 
queir isole , che attrsTersano T impeto del corso a* fiami grandi, e 
reali , siccome si Tede nel Nilo , neir Indo , nel Boristene » nel Da* 
nubio , e nel Reno di Germania. 

Una dunque , Beatissimo Padre , è la causa dell' atterramento del 
Po di Ferrara , cioò il mancamento dell' acque sue : una sola cagiooB 
fa questo mancamento , cioè il declivio maggiore , eh' ha il Po di Ve* 
nezia nella linea della divisione, che si fa sopra Figarolo. E duo so- 
le sono le cause , eh' hanno fatto questo declivio cosi grande : la piì« 
ma fu l' ìmpeto veementissimo di quell' acque , che formarono il ramo, 
ed appresso le foci , nel tempo sopraddetto , profondando la bocca 
più di quel che bisognava, il quale inconvenieute s' è ito piati piano 
dilatando • E la seconda causa è il gran riverso , che per il gonhare , 
e rigurgitare dell'acque ha fatto l'alveo del Po di Ferrara , per l' im- 
pedimento datogli dall'isole sopraddette , sempre che sono venute le 
Ì>iene grandi, e durabili. E perchè. Beatissimo Padre, queste sono 
e vere cause del male , a queste bisogna che siano applicati li rime- 
di , i qi^^li , al mio giudizio sono due ; o alzare tanta parte del let- 
to , eh ha il ramo di Venezia , quanto bastasse a pareggiare li dodi- 
yì , o dare un nuovo taglio al Po tanto lontano dalla linea della 
divisione, ch'oggi si fa, che il ramo di Ferrara non tosse assorbito 
da quel di Venezia , e questo sarebbe più spedito , e di spesa minore* 

Il Secondo capo era , se fosse riuscibile , e buono il disegno di 
mettere in un alveo quei sette fiumi , che sono il Reno , l' Idice , Im 
Savena , il Sillaro , il Senio, il Santerno, e la Saverna, e passando per 
le cinque valli , che si mostrano nel disegno , mandarli a sboccare nel 
mare Adriatico. 

Intorno a questo , io sono di parere , che il sopradetto partito ver* 
tebbe accompagnato da molti pericolosi inconvenienti , primieramen- 
te , per essere stimato grand' errore in questo genere di filosofia , il 
divertire li torrenti da quel corso, eh' ha dato loro la natura. Gon« 
ciossiacosachè le rovine di simili acque non si possono schivare più si- 
curamente , che con l' aprire loro a linea retta , più che sia possibile, 
la strada del declivio naturale , e non impedire mai quel viaggio , 
*che a dirittura li guida verso la conca loro • 

Secondo , sarebbe errore 1' unire insieme sette torrenti in un al- 
Teo solo, perciocché tal alveo altro non sarebbe, che un fonte per* 
petuo d' inconvenienti dannosissimi , parte per la qualità del vaso Io* 
xo , perchè non e possibile all' arte proporzionare un alveo a sette 
corpi d' acqua irregolari , auaùdo bene si disegnasse di girarveli tat- 
ti in una volta , quanto più avendosi a formare ad tino per uno 9 



y" ' ^ ,• 



M9 

doTendosi aspettare il benefissio del tempo 9 e parte per qaella forza 
eooeMiva, co' avrebbe una massa d' acqua sì, gsande^ e difficile ad 
essere aignoreggiata f e sarebbe come seooo avesse a combattere con 
sette nemici separati » e volesse noirli tatti insieme » per noo sapere 
il danno» che gli potesse nascere da tale oniotie • 

Il terso errore sarebbe il voler tenere in ispalla nn eorpo gtandis« 
Simo d'acque violenti « con sospenderle nel meaza del oorso loro» n 
violentare la forza del declivio» quando la natura più resiste al disc» 
gno deir arte • Gonciossiachè da simili sospenaiooi nascono per l' oxw 
dinario U maggiori ^ e più miserabili danni» cbe sogliono ricevere i 
popoli da questo elemento» e dalla medesima sospensiooa baono ori- 
gine tutte le più grandi» e più infami paludi» che affligono molte 
parti del mondo » siccome è noto a . tutti coloro » che iatendono 3 
aito» e la graduazione della terra; li sopraddetti inooavenienti tanto^ 
più oerti si potrebbono aspettare da questo vaso » quanto che forza* 
tamente delti sette torrenti ne avrebbe a ricevere li sei a linea ret? 
ta » da' quali venendo, percosso con impeto eccesùvo il fianco infe^ 
rìore dell' alveo » di necessità bisognerebbe o che rompesse » o ohe 
versasse con pericdosissima inondazione comprata con molto oro» e 
molte fatiche » e non solo senza giovare » ma con nuocere anche gran* 
demente alla navigazione di Ferrara » facendosi povero d' acque tutto 
quel ramo » per la privazione di tanti fiumi ; il qual mancamento ao^ 
4»mpagnato col danno » che fa il Po di Venezia » causerebbe tosto 
F ultimo atterramento del Po di Ferrara» Queste ragioni dette da mo 
più volte a' signori Ferraresi nel corso della causa furono da loro ri» 
conosciute per efficaci » e mutato disegno » ne proposero uo altro, 
col quale sì fuggivano li tre inconvenienti sopraddetti » che sono la 
diversione» l'unione» e la sospensione di tante aoque» il qual seooft» 
^o partito » tutta volta che non ai levi il Reno dal letto » eh' oggi 
tiene» io stimo» ohe sia buono» e degnò: d'essere abbracciato non 
f ià per altra cansa » che per la bomfieazione delle valli proposta da' 
aignori Ferraresi » cosa utilissima al pubblico » ed al privato » ed at* 
ta a fare immortale » e gloriosa la lama di iquel Prìncipe » ohe ci* at- 
tendesse* 

Qoanto al terzo capo» cioè se fosse utile» o dannoso al contado di 
Bologna » il partito » che si propone per un interim» sinché sì condu- 
cesse a fine 1' alveo predetto ^ eh' era di metterei il Reno nelle valli » 
che stagnando sotto di Ferrai:a»'e tirandolo per lo spasdo di -molte 

Ferticfae per luoghi pertinenti al detto contado» dargli l'esito nel 
o sotto Argenta. > 

Io sono di parere r ohe se i signori Bolognesi lascieranno roveaciarn 
addosso acque potenti » come sono quelle del Reno» atte a fiire i« 
«nondazioni , m ék^ abbiano a eorreve per quidohe tempo . a benefizia 



lOO 



dì nttiirt 9 rum potna efseré giammai dUnittenti, che ilannoso al con^ 
ttdo loro y elianto pia, «e qae' terrosi , c%e «arebLono vicini al pe* 
riodo , aresBero pititto^to bìéogoo di dooUtori per V acqae proprie , 
die d* inondaxìoBi d' aOC[ii6 aliene , il pericolo delle quali inoodasio* 
fu sarà e grande y e vioìdo , te vogliono eoiMÌderare primieramente 
^'ei che ìnipOrM il torcere ( come si è detto di sopra) il 3uo viaggio 
naturalo ad «tu torrente ruiooao , che a linea retta ae ite 4$orro alla 
aentina deatìoatagli dalla natura. Secondò, il mandarlo aeiisa freno 
d'argini, e di letto proprio, iincbè egli si vada formando tutte qae** 
ete cose da se steaso* Terzo, per il danno, che potrebbe apportare 
rnnìòne dì cinqne corpi d* acquo in quel tempo, ohe gli aspetti del 
cielo, e la qualità della stagione si unissero ^ come sogliono spesso) a 
fare piogge langhe, abbondanti, «e ruinose. Dico cinque corpi d^ao* 
quo , considerando prima V acque -■ proprie , ed ordinarie delle Talli ; 
secondo' quelle, ohe pattasse il Reno; terzo le accidentali, che d 
mandasse il roverscio del Po , chiamato da loro le Pavesane ; quarto , 
quelle che vi concorressero de' molti scolatori, ed altri rivi, o xì* 
Tetti, ed nitìmaniente quella quantità, che potrebbe raccogliere nel 
«uo grembo Tistessa valle dal cadere delle piogge per tutto lo spfr» 
ffio della sua grandezza, la quale dalli signori Ferraresi in una scrit» 
tura presentatami , si calcola lunga da dieci , e larga da selce in otto 
miglia . Considerato eie , si gran raunanza di tante acque £icilissiaia 
« succedere , non pnò essere , so non pericolosa , e dannosa sommar 
mente al contado di Bologna. 

L'ultimo partito dell'interim, il qnal danno parte si va rimedian- 
do da' signori Frrraresi , con dire , la gli argini , rompe gli argini , e 
rifa gli argini, rimedio assai malagevole a chi volesse adoperariOf 
parte si va estenuando con un argomento poco aussisteote fatto in 

Snella scrittura presentata da' signori Ferraresi, nella quale rispond- 
ono alle obiezioni , * che fece l' Ingegnerò di Bologna , perchè toIoii- 
do i sopraddetti signori Ferraresi provare , che per qualsivoglia i- 
nondaziono, l'acque delle valli non ai alerebbero più d'un piede, 

•e potendo la suddétta valle rioi^vepe cinque corpi d'acqua ^ come si 
è detto di sopra) essi non fanno menzione, che d'un corpo solo, 
eh' è quello del Reno, e aappiamo,. che quando concorrono molte 
cause ad un effetto, sopra del quale si argomenta , bisogna narrarle 
tutte a compimento, altrìmenti l' argomento riesce fallace, com' è 
questo.; in oltre quell'argomento si appoggia ad un .fondamento fai» 

ito, quanido dice,. che ona pioggia non può durare ventiquattr^ oro 
senza cessare, perchè a' incontrano ai fatte costellazioni aiutate dalia 
stagione ^ e dalla^ qualità particolare del luogo , che causano piogga 

-si lunghe, e si ruinose, che ragionevolmente si possono chiamaro 

«piccoli diluvi^ 6 da' znedeaìmi algoori Ferraresi si anerma^ ohe l' anno 



i5i 

1549. qaando il Reno toppe in un queflo della Piere,, forona co^ 
81 lunghe piogge» che durarono tre mesi eoolifiuiy ma dicono anche, 
che questi sono efietli molto rari v Volendo perciò inferire , che non 
ai devono temere , Qonsiglio al mie gindìzie poco sicuro per colora , 
ch'hanno il governo delle cose pubbliche, da' quali ogni inconve^ 
niente possibile , se ben di raro oontigente ; si deve veggiare coq 
tanta cautela, come se si fosse ad ogni ora dietro alla porta > potendo 
nascere in poche ore una ruica si grande > che duri poi per molti 
secoli 5 come fu quella del medesimo Po, narrata da Herodiano, 
quando con veementissima ineodai^one annegò tutto il paese! vicino a 
molte miglia , e formò le sette lagune ehìamate dal medesimo Heio^ 
diano li sette mari, da' quali per molti secoli fu afflitta k più bella 
parte d' Italia : quest'inondazione , chi bene la* considcfa vedrà , che 
nacque dall' ignora osa di coloro, che si lasciarono riversadre addosso L'ac«^ 

Sue della fossa Clodiana, senaa considerare, che se con quelle, vi si 
)f8ero congiunte V altr^ acque, ohe vi potevano concorrere, sicoome 
Ti concorsero, si sarebbe causato uà danno irreparabile^ come si 
causò in effetto* 

Epilogando dunque Antti li tre eapiy concludo, che H Reno ncm 
atterra, ne può atterrare il Po: che il primo disegno di mettere 
li sette fiumi in un aliireo, e mandarli a sfogare nell Adriatico, non 
è buono, ne. riuscibile» E che. il seconde disegno è buono, e riuscip 
bile; ma solo per la bonificaviene dello valli. Che il partito dell' ìn-^ 
terim sarebbe di gran soggezione, e danno al contado di Bologna, e 
potrebbe succedere caso , che gli tosse causa di gran calamità , per 
le cause narrate in ciascuna d^' capi sopraddetti* 

Breve di Papa Clemente VIII^ AL Cardinale di S. Clemeate per 

V introduzione del Meno nelle valli « . . 

JL/ilecte FilJ noster, salutem., etc. £sigit a nohis Offiof nostri n» 
tic r i^t nostrorum , et Apostolieae Sedis Suhditorum statuì , et hono- 
rum conservatioai omni studio censulamus, nif eamqùe céuran» praecz-» 
pue incumlismus , ut ea , quae qnovis .modo illis damno r et detrimen* 
to esse possunt , omni cura , et diligentia adUbita removeamns 'y vo- 
lentes ìgitur innumeris^ et gravibus damni», quae Agri» Provinciae 
Bomandiolae , Ducatus Ferrarìae , et Gomitatns nostrorum Bononiae 
ex aquis stagoanttbus ad dexteram Flunrisis Padi Ferrariensis nummpir 
inferuntur, opportune prospìcere, (1) et insnper navigationem ilii-^ 
US rami Fluminis Padi iam deperditam , et amisnam a loco Stellatao 



(x) Pro xestimenda na^Igaóona Padi'Ftm»ìa«. 



* • 



j 



\ 



2S2 

Danonpat. sen alio opportuoiori prolocoraoi varìetate designando usqne 
ad loca 9 quae vulgo dicuntur Primari , et Volanae rettitaere , (1) ac 
in primis Givitatem nostram Ferrariae, ac iliius Statum ab evidenti 
periculo submersionis , quod illi ex veloci cnrsa , et ìmpetu Piami- 
nis Rbeni pluviae tempore imminet eximere, et liberare, animadverw 
tentesqne 9 ut ex ioformationibus captis nobis ìnnotaii, haeo omnia 
mala a torrentibus provenire 5 qui tempore iaundationum aquas tnr- 
bidas in alveum dicti fluminis Padi Ferrarìensis defereotes alveum 
ipsum terra 9 et ceno replevernnt , . ao in dies magis , ao magis re- 
plent, ab eo tempore ^citra potissimum, quo aquae fluminis magni ^ 
et praecipue Padi Lombardiae, in dictum alveum Padi Ferrariae in- 
greci , et infloete destiterunt , quia , ut verisimiliter creditur , aqua 

firaedicta Padi Lombardìae , dum per dictum alveum decurrebat il- 
um magis purum , et expargatum conservabat^ et quandoquidem bn- 
jusmodìrepletios qn«^ in dies angetur in causa est, ut aquae Val- 
lium ad dexteram dicti alvei iacentium in dies similiter magis au* 
geantur- , et agros submergant , ìpssqne Givitss Ferrariae , et e- 
ius agri in deteriorem statum reducantur. Idcirco nos auditis re- 
latiooibus plurium Peri ter um , et nominatidi dilectorum filioram 
Augnstini de Spernazzatis Lauden. e Societate Jesu, ao Everanfi 
Gonzzeruae Flandri nostro jussu, ac in re adhibitorum, ac auditìi 
etìam saepius Oratoribus, et Procuratoribus Givitatum interesse ha-* 
bentium • {a) Tandem ex Vato ethim dilectorum filiorum nostrórum 
Flamioj Sanotae Mariae de Pace Piatti , Petri S. Pancratj Aldobran- 
dini S. R. E. Gamerarj , Octavj Sanctae Sabinae Bandini , Pompei 
Sanctae Balbinae Arrigonj , Alphonsi S. 8ixti Vicecomitis , et Pauli 
Aemilj S. Marcelli Titulorum Praesbyterorum , ac Cinthj S. Georg] 
in Velabro, et Barthoiomaei Sanctae Mariae in Portìcu Diaconòrum 
Gaesi] nuncnpat. ejosdem S. R. E. Gardinalium, ac suo, quos ad 
boc negotium examinandum, et discutiendum delegimus in bano ve- 
nimus deliberationem nimirum, Alveus praedictus Padi Ferrariensii 
a loco Stellatae supradicto , seu alio opportuoiori , ut dictum est 
designam. effoéiatur, excavetur, expurgetur, et in pristìnum ejus 
atatum , prout fieri poterit , redueatur , ut et aquae, quae vieinoa 
agros sumbergunt anum decursum, et exitum babere per snpradi-* 
cium Padi alveum prìstina navigatio restitui queat. {fi) Hujusmqdi 

• 

(1) Pj-oìb«nda Ci vitate Ferrariae ab evidenti periculo submerstonis ob flninen Reni* 
(a) Ideo Pontifex de consiglio Eminentiflsimorum Card. Congregai super hoe 

negotio Prefectorum mandat , ut efibdiatur alveus Padi Ferrariae a loco Stellatae 

ad loca Primari , et Volanae. 
(3) Incipiendam excavationem a loco appellato la Riviera di Filo , ut primo 

aquae stagnantes in inferiorìbns part&bus excoleatur ia Padum Primari. 



itatein'e{ru«ìoneni pu> x«]»riAol»in eupit^t^nem Ha ineipt«Dd«ii «- 
te deceròìinuB . Prlmum ■cUicet nt 4r»um illad, «co ilU ttrrr«e ele^ 
-ntio , ao repletip, quaa in^pdem Fidi alveo mino oonspicitor in 
lofio appellato , la RWiefa di FÙu . Item aUa atmilia dotsa- tam aape- 

S. AlbertuDitollitmuT, vel matiiuli - Opcrariorum laboi^ voi ipira- 

tmet aquae auxifto , prout el^ecieDtia la ipionipt ogbrej et I060 

melius forei den 

hnjuBmodi don 

Hs partibns. infì 

a dd. Feritis 1^ 

solito eursu , ^ 

Padi supra Giv 

Marti oae feriva 

terit expurg^tuj 

rariensìs ^cjarr 

dem Peritoram 

Ili , et purgatici 

locnin Volaoae^ 

dìae a loco *up 

do , ' et forrtiff 1 

hanc effèotam 

vatìonca-; tìpi$ 

per lÌDearfl alvo 

maro, ad brotii 

le , et debere- ' 

profondi tate., é 

eligendis henev 

jEnerìt opportun 

jtb> ipsìa Periti? 

in dic.tuoi alvec 

trodncta fu«nt t 

nae^Dram, et 

Bheni , et alìot 

men RbeO;)^ in.' 

et modo a. pn 

oaetefos VerOt 

l'adi Frìmari < 

— -i : ■■■'■ ' K- ' " ; I ' 1 ji -jÌ— i l ... -. -. " • " H I »»i^ < *tl l i i . '-i- 

(t] Poatea deducator flamen Rtieni in vaUem S. Manìn^e..*, 

(a) Deiode excavecar alvet» d. Padi lupra Civit.. J^crT' ,pTO introdócefldi in 

«nm equa Padi Lomb. ^ '.''•',> 

(3) Qua introducca, Tolt ^od flumen' Hbatù in ieandaiB alrrad ìatrodaMtwi 



.54 . 

torbida miteria in ValUbai, durerdita «xpar^atot in illnm i^redt 
probibemus. Verom ubi aqoalRracli Lombardiae modo quo proxìim 
«opra dictum eat iotroducta fuerit fpno ilti gaoqae in praediotom 
aWenm Padi Ferrarìeosii ìis in locia ,. et modia , qiios praedicti Pl- 
inti desìgnaTfrit restitui pone iteeeraìmn». Pro ezecatiooe aatem 
pcMmÌBBoruni , et alioron quamrqsumqae , qaae ad proaeqatioaean ^ 
et perfeetiooem hujuamodì opecìs- -nCoesaaria fiutiot,, et opportit* 
oa : (i) Noi' auctorxcate' A|>afttonca, tenore- praeaeolrnim , aistriets 
pAtecìfàenclo wudamns,^ at tam. Coramuiufttet , et nàiversitatet m- 
TÌtatuT9 1 ^ Icworum^.. qium Ecolesiae,. MonAterla , Gt^legia , et Lo- 
ca Pia, et partioulares.peivonae qaaecumqi^, uhi "SBeoulares qoam 
Eeeleausticao.qn^cun]qoe..dignìtatef. et praeniiaadtia ^ etiam speciali 
nota 4k°ae pD^efal^lbitei , et quibnscuQique. pr^rVÌe^iig^ , gratiia , 
et ìudaftis aufialte ab^ae aliqaa contncliotione JfL eoram agria, et 
bwÌB qiMSCUtn^Q. eSemones, et incìsiòltea « aW^s , foisM i taoi prò 
darivationa aqva(uaL Yàllìtim,. et dt^' ana In alifm ded^ctionem , 
qnae prò diirenìoae Rilevi, .et Lamooiì» et aliorami torreotiam , ac 

fro dÌTeoti««e|juiMA àlvei ejotdem Padì niincnpat ,'ut.dìetam est, il 
di Ferrara. <( ql Prìmaip^ Gerì petmft^at, (a) et qai p^ tali oaasa 
'' "' "*" iBL refecybnei^ praételuliftit , Id circuin* 

I opprit 9aperiateitijré'n'tèin iilepuCaifdaai 
T- in t«riniaoA;et tennJ^^a A testatnen- 
ivoDÌen» ratio nabert , etil^' debtth oom- 
compeasatìo , et darrfnoram itfectìa eo* 
it, qui tx hQJusmodi bonificatione» uti- 
iam satnptibn's^ anirersiun «pus ejndeai 
t . Qaociroa eandem cireacni{>ectioDein 
-totendentem auctoritata , et tenore prae> 
tBinn9> tibiqaeiaÌDngìmas, ot a? eomm- 
em quamprìmBm deTeniri cures ^ et oboi 
enam, amnlani) et noiversaa facqlt^ten 
liaaa , et alia ad foelìeero prose^tioéen > 
a /leoessaria p et opportuna faoieadì'^ or- 
a etiank per illorum exeòutio^em omOH i 
me dictarom aquarant comi^fklam sea* 
opere necesaario fàciendas Contriìmuit 
» et beaeficìum « quod exinde caicàmqpe 
-'li-' . • 

' (i) Mawritt n* dUus oujiucumqus conditioais, «te oontradicat operadoolbiu 

(a) ^9°^ omnipìbnB tamen Siri dthtt cotnpenaatìo damnornm , samptìboi , in- 
teresso haben, , e (ideo nemnarlam dat facuTtatero hai, er alia perficendi'. 

(3) Et nt cujucumqae iatsretM dignotcatar mandat tarrai nunturari adhibitìl 
rtàoi età- 



i5S 

intereuft tubèntl profeùtbm eat !a^uiHdignotGÌ valeat, «t ad effe- 

ctnm , nt prò Boa rata tantam qais<^ uipratliotorlira ia hujuimotli . 

expeoMfi coDCnnat, aUitodine aguaru^ , et teiminos qi^os attingant 

eam ìnterventa Perìtorum -cU-atit intiireMe habentibut, rneasuratìo 

&ctenda , et terrat, et 4»oa ìa Territorio Ferrariemi « fionomeiiiij ^ 

et Romandiolae nitoo Paliiatria» aut iJuibeatia , sire P«di , alioMiin- 

ve flnminai 

]Ìi» boBÌB fa: 

modo, ao n 

BÌgaatis per 

caltunm tc 

ntitiora Ted 

ìmmffèiionib 

ut lAìud qijii 

Beqtii poaùji 

exspeoias bi 

boDoram, a< 

bitrìo tao ji 

et effeotuàle 

diotoa Veeit* 

TÌ08 arbitrio 

opus ^erit '; 

«titaeDdi , e 

praeterèa et 

qnìMs Tel ì 

operai» , ■^t 

ìmpeaderìat 

tao redtuaei 

modolibet oj 

(i) caasas qi 

nificationeB. i 

marie simpli 

nu Regia , i 

pellatiope , : 

nt recarrT A 

tìficèk Boooe 

et proooBsuB 

ia» «xectttìo 

Bpeodi jiqbbìI 



(i) Cnm facnlute dedden. qnatcniuqiiecaìuai •ìoUftlicitM'de'ttlaBo, etc. 
■ppellaiione nupenùva reniou> et deputanii Committanoi > et'Jsdicot.- ' 



i56 

«Ht SeclMM &p9*ti>llcam , /«af edogonmqne ìnhn>itionU , nìii Gomnii»- 
■■W-'OADa Aoitra, Hit RomMi Fontifiaa aocdeiuiis noitrì pn» tempo- 
"te: existentii.- ligoau fnerit evo hte exprenione , qaod gaspeadatnr 
exeontio , etiam intra limitef Logatìobìs Baawiiae, aut alibi nbicun- 
qae epos fuerit nudieadi ,' cognotceadi ,' tcrdiìnaiKli , et decideodi 
cnm ■ potestate qaoa , et qaibDk^opaa fuerit, etiam sub Gentarìi , et 
poenìs EccIesyiMioìs citaanif et inlibandi prìtatire quoad alioa qaoi- 
toa , DeODoa quoscantine Com- 
jue locÌB ti^ bepoTÌui , todes 
Ili caaaat bajutmoÈtì DogaQacant, 
H.f et %xequaottir oam ^hiili , 
ntaodi. (i) MécnAo'eriam qQÌ- 
is, et alìia , AflMtoliDa^ S^tsMi- 
GominiiDitatSqi , UpÌTcraftati- 
ìb Terrì|orliB Ferranenaia , B»- 
bmet GiTÌtatute B^olKen. Fet- 
te, cìri^ praemissa , oìrdiiiaiidK » 
ndare procuftot. aottoiitate no* 
lis jarÌB , «t faqtì' Mbiaibis qua- 
'" ^nqift «]»pdl«Uone , et recimu poapositis-^t^eo. «i ott^peHttL. (a) 
iBBin , Tel plorea Depoaìtartot , et'Extctores uxaruB/|wr te'd^man- 
éato tuft faoìen. ab interesae 4iabMÌ. supràdictn 'ei^^dfruMj^depo. 
tao. -et iit fadttaa, et fidelìter in opus praedjetum exoffq^tar sb ei- 
•detfv Depo0itariis , aen Exactoribui idooeain CftiuÌ9nenUrecV^ted. (3) 
et iVSiipei' dllectia fitìia^ Gubernatortbua ì OfBcìakbua ,'• et Mniit^a , 
neooftn CcAiminaitatibufl , > «t UsiTeriitaubaB,, et pi^ìoùlarìbua ,p«T- 
■onìi j' quibatcamque , Caeteritqae , ad qcB>a •paoùt.'^'tt' *^»«t«bit, 
ut tìbi in bmoibut prompte obedianl , tuaqus-i jusn eAqAMtor per 
pì'SMeiites {)rae{ìi|nmi)9 > et mandamui. (4) Non ' obitaatibut .qtiìbiH* 
eninque Goottifotìonibua, et ord^natiòniboi'' ApwtoIiQiat &c qiiaruiQ- 
obinqtie Civitatom , Teiramm , et .Looorum etìam jiìramento «od&nbf 
tioni ApostoliAae, vel quavis fitvtìtate alia robaraL aStàtia , et eoo- 
Buetudinibuff , privìlegiia , qaoque- Indultis exemptf ODÌhu& , et. Lìtte- 
rit Apostolicia quibusvta ex. praedictia Commuoitatibua , et IJaivwsi- 
Utibna , necoon Gollegiit, EocleBÌia., Mootateriia, M Locit Pìia , ao 
persoais Um Eoclesiaitiots , quata Saecu^ìbaa caìaKiln»qae gradaa , 
ordtnla , et cottdìtìovia exìateo. sub qpibiuéaraque teifiiribua, et &rmi«, 
•t cuu qa'ìbaavia^oUttattliBj et decretia iii xsDtratìam prtenùatonun 

. (t) £t qaod omn«( ordinata exeqBÓani aandeu _ 

(a) Elieanrtir Depotitarii . ' 
(3) Gubcrnatoru «bwtiant. 
<4) Noa tj>tunùbua qiubiu«iia»iaii-j ,. r. - 



15? 

quomodolìbet oesoeiii ,* eonfirmatM , et «ppro^ttis : qmb» otnnì- 
bai , «t singnlU eorum teoorfls praesentibas prò expressis babea« 
tes hao vice dumtaxat apeoialìter, et expresso deroganma * caetei^ 
■quo contrarìia qaibuioamque. 

Dat. Romao apad S* Maronin, etc* 

Die II. Ao^slà i6o4> Aoqo XIII. 

Particola d' una detterà d«l stg. Caràinal Piatti al dg. CardifitU 
SS. Quattro scritta V anno i6a4* 

2'uelli j «li*fa«iiDo supposto a V. S. lUuatniBicoa » e olie vanno tpar- 
vAee^ ohe, il' Bìgoor Àmbasfliatòre da Bologna Isolaoi , abbia 
prestato il loo ^nsenso , o tacito , o eapretso pfw U taglio del Reno , 
ed introdu^otiB di ease nella SaDoiartina, .li. altauitaiiaDÓ interamente 
dalla vAità , poiché eiiso sìg^sv Conte , e snelle ynl^liohfr Co^rega- 
w^ni, e prÌTatameate con tutti- cotcàtì enei aigoori IU)iitn|ainii ha 
«empie , efL ia vece , e con scrktare' ìmpagnata a ti^tto aao potere 
onesta risokiaioiie ,-addQceqda infinite buone ragioni , ed offereodoù 
iti provfiie, soppUcanda ^lì foBVe ceneedtfto'teinì^>'.dAleadoai tempra 
fìiOT dì modo delli precipitosi petMÌeri del padre Speroazzati unto 
pregiudÌBiali alla, eoa patria, e tpn imposìbilità di potersi conaeguire 
il line supposto dal padre- Crede pure V. $. -ItliutrisBÌOM i che il 
Conte non ha hi siuna ^aqi«ra eooteotìto, '9 creda ancora, che la 
Tisdazìooe sostata mera, ed ebiasa volontà di. Nostro Signore, per 
dar gDSto'a cotesti. latn nuovi sudditi, e grati&care questo suo dilet- 
to parto , coj da 
«tare pocbiss F«iv 
raresi de)!* ii inde 
a. Ferrara ,' e >«4'" " 
tevehlwTÓ , ti stra- 
da > che s«rì Po 
nrande , cara ^ 
i^ccaauo diae -ntU 
lì Signori de ote- 
•tit valle , e '. » -e 
daòm grandi itile 
)d Fetrareae-, *u* ■■- 



i58 

Lettera del signor CarMnale éU Camerino a Monsignor preddente 
di Romagna , per tagliar gli Margini tdfi Po a Longasirina • 

Venerdì , che farono li 3^ dello itante , Ta tenuta in. €on|fregazio- 
oe BoVìU di cotesto acquo ianansi Nostro Signore » o fdopo ^essersi in- 
tese le Parti., o gli ^Architetti^ e discorso di molto cose , ma parti- 
colarmente » 'se si dotea (rìtoci^re il Reno nel sno alveo aniaco. Soa 
Beatllodine ordipò^ ohd ci coogrqgassimo di nuovo » «come «facemmo 
Domenica,, *cho fu li 5. ^dupo .fnranxo In 'Casa.mia^^r «determinare 
quel che fosse gindioato -pia spedìente^ per rìmofliare agi' immiaenti 
pericoli » che sovrastano , dove essendosi intese di .nuovo lo Parti, e 
gli Architétti, fu risolato , che por -modura proviéìoaist :ainohè passi 
il pericolo dello' nevi , si rimetta mano .all' .opra., >o 'Si -aprano . tutto 
le cbiifVicbé di Jlrgacita, o le altre, 4)he oi trovano da.Argpnta a has* 
so a mano «destra, o che il medesimo' si Accia :dé'jnolim.,''e l>iso- 
gnando'li ;lSMBÌa ^nn taglio, o4lao da Longastrino 41 'Jbaasoy'dove.pa- 
rerà meglio^ gii^dloandósi olio non possa nuocere «allo vain.«di ^Gonsae*- 
cliio ,* poiché in qoesto tempo si tengono aperte per ia «aoota do' pe* 
ad, fu orJirMito a me, ohe prima di pubblicarci 'quèstaJEtft{hizione, 
io ne dessi conto a -sua Beatitudino , come feci iermattine^ a Soa 
Santità pareva, che approvasse questa risoluaione, ma pciau di ese« 
gnirsi, avrebbe Toluto che s'intimasse die parti; e die V. &. in- 
tendesse sopra di essa i Ciomaoohiesì , con avvisare ^osSlo^ oV ave« 
irano replicato di rilievo^ ma avendolo io lascioto la mttwra di V. S. 
del primo , con la «quale ^da conto del miserabile stato di qliel paese , 
tnaodò da me il sig« Pavoni -suo -segretario dopo pranso e dùpdllv cbo 
atante il gran pericolo, ohe sovrasta , ai ordinasse a loi , . ofi* es^uis* 
ae senz* altro la sudietta risoluzione^ con a werflrla ad a^er conside« 
]V2Ìone, in caso, ohe U Comaocbiosi avessero fatto rumore, e dodot* 
fai cosa di nuovo, e dimostrabile., che io lo partecipassi cdi^ questi 
aignori Cardinali , -ohe furono in GongregasiooO • Omto ^Osta fuetti* 
na , con T occasione ddla ^eapedla , ne bo pariate con gl*^ustriyi«i 
Piatto, Bandino,«d Arrigone, non essendo venuto Visconti, e tutd 
per la soa lettera, oh* è andata per m«iiti9 , soaio di parere, obe sen* 
za aspettarsi altro , si eseguisca quatito è stato risoluto,' e che per 
maggior prestezza io glie ne specUsca staiSs»^^ come Jfo ; tog^inuMu- 
dole , eh avendo riferito il parere di questi atgnori Gnrdiaeli a fi^o* 
atro Signore, finita la cappella. Sua Saotita approva il tutto, ma 
però^ con 1* intendersi li Gomacchiesi per vedere se proponessero co* 
sa di nuovo, e che facesse dubitare di maggior male di quello, a 
che si vuole rimediare, in che il giudisio di lei ha da operare, • 
discemere se le opposizioni, ohe £M)essero li Gomacchiesi procedono 






da ^are 9 ed latereMÌ pàrtioolari , oppufe da. ragioni tantii ovideuti » 
che possa rìteneria di esegoire* qaaal;o ha risolato la. Gongregazioae , 
e rimediare alla raiaa ,. che* sovrasta a 'tantL paesi , e* partioolarriiéata 
alla/Zena d^ Argenta ^ ohe- sarà il lìaet* con che io>me le raccomaa« 
do • Di Roma lì 8*. Febbraio^ i6c6.. 

DfiQRJSTO^ STEC. SUDDETTO^ IffONSIGNOR' GAETANO^ PER IL TAGLIO 
SUDDETTO FATTO' IL-^ dì 17. FEBBRAIO i6o6». 

Illustriss. et RèverendisSé Di D: Bonifiitius Gaetanus' Episcopus Coj- 
s€mensis' Phovinciaei' Romondiolae-j et Exurcatus' RoQennae Pràeses j 
et supeii honijicatvme^ agrofum PJ^lùstf^um' 4ictae provincieie^ nei> 

> non Ducatus Fefrariae et dmitutus- Bònq^^iae. .Commissarius. Apo* 
stoUcus Getter àlis : ' . 

?^ executiene' Idttèràrwn^ ab Illustriss. et.' Reverendìsf. D* Sardi^ 
naie de Camerino > de nu^ndàtff* SanqfU^mi' JDomini Nostri Papae ^ 
neenen Sacrae Cóng^égi^titgfis Uaysdiiiiidium^ super baijuifnodi^nijica^ 
fione speciafiter^ deputtxtàrum^ €Ui.ditis ' Roffim^- ^^ et Periporum 

Judido^ in* (Xftgregatìombus corani' eodeniSanctissimOf €tc respective 
inter eos4^m lUust'riss^JO.Dè. Cardihalès^ diebus- tertia,. èti octava 
hujus' desupff^ h'àbitts suscripfarum'y et Dbminffiónis Suae Jitustrissi^ 
mete per: speciatèai' nunciunt^ directarw^' sub» J^atim^ jRojjnat die 8. 
hujusy.tenoris,eic.AuditiS',jua:àa'earumdeni Uttèrarwn tenorem Co^ 
maclènsìbusy, et de r/ition^us per ipsos allegatis eodentf^ Illustrissimo 
J7» Cardinale- de Camerino - per ' priviUas j- ut dicitur,^ Utteras ^ reddi* 
to cettiore y viso^ etiani Porta y ut vulgo^ dicitur y il canaie^di* Magna* 
Tacca V viso* etiam- apud' Argentam ' oppidum\ Flunùfie >• et' copia aqua^ 
rum ' plurimis ' in lòcis ' ahtiquos ' uggeres'^ super : . as&ndente y - et conside^ 
rato * imminentf pericola , et aquarum pr.(mjeitUn stàgriatione \ insensibi^ 
U firej mota ^emoi^entUm'^'én^ibMquei auis;fuxt0r iènorem^ litterarum 
praeà&tarwh: diligenter ' vfsis 9±^ examinaiis v auditis : etiam ' . Jòvìmn* 
JSaptfsta: Alèotta* Argentano » Coefore MengQlo' RopennateMt '^ Storia' 
no ' Ambroeino- Bònomènse'^ ^*B(irtholòmaeo * a S.^ Angelo - in Vado » Pe- 
ritls' missìM ' ditrevit^ dewHìrv debere^adpraec^onemag^mufh' ad ^ini» 
sticams flurninis^' P adi' versus- CòmacUnseS' Vallea' jiixtu mcretum su^ 
pfNidictae Sàcrae Còngregatiànis per* modum , videlicet pro^kiònis , 
donéc' et' quousque^ tempora per mtttent fieri' alias' operatiòn&i ih bene^ 
/Udunt boni^atiàms supradictaej^prouf*meliuS'eidem^'Sanctiss. D. N» 
et Sac^- Còngregationi'praediciae'expedire'videbitùr'ih' loco nuncupa* 
to y la FToppa",. intera villàm' Longastrini , et'lòcum nuncupatum, 
ìì Boschi^ super. bonis scilicet' Hierofvymi de Simonis' de Comodo a 



*4k 



9 



•• 



i6o 

superiori , et aggiri contigìds , et Dominici Soldati a pari» inferiori 
versus valles illorum de' Coattis in quo idem Illuitrissimus Bond^ 
nus personaliter stuns mandavit , et supradictum aggerem > praescin» 
di fecitj et ita^ eie* 

PEOTESTE DELLE GUMUNITA* Dt ROMAGNA, ROMAGNUOLA, £ FERRARA 

CONTRO l'introduzione DEL RAMO DEL PO GRANDE NEL PO DI 

J£RRARA SFATTE NELLA VlfilTA DEL B\Q. CARD. GAETANO . 

Die 8# Mensis Mali j6io* 

Kyoram Illustrissimo , et Meverendisùna Domino Cardinale Qaet€h 

no Provinciae RomandioJae Legato > et Commissario generali super li* 

vellatione , et mensuratione asscftae iatroductionis aquarum Podi JLom» 

bardiae in Ramis Volani, et Primari, comparuerunt infrascripti De^ 

jmtati ab infrascrip^ CìiHtafìbuM ^ '^t terris Jlomàndiolae , videlicet , 

lUusftes ^ et M&'gmjici M: Eques Joanne^ Tosnovus prò Ravenna, 

Alexander Faridintsa prò JmulA j Camij^us Russius prò Lago , Nicolam 

jinechirms fra 'Bagnaccthudlo ^ Éaptista Spadatèus prò Fusigftano , aa 

Territ9rieh Leo^irio , et JoMnnes Baptist» TeUgn^ius jpro Jl^fsssa , et 

ConseUae in loda detto la Stellata^ juxta visiafUm per Illustrissimant 

D. Su ip^s factum y et videntes, quo A DotrUpi Thotaas\$MMa Agri- 

snensòr , et Barthólomaeus Briceiolus Arohitectus coepèrunÓiveUare, et 

mensura^ ad' eorum praesentiam , dubitunles quod propter dictum t^* 

rum ac0essmnakq^oa pósset inferri praejudicium eorunì Qonmunitatìkus 

prot^talàe féeriint ^ et protestaniur ooram Dorninàtiom Sua Illustrisi 

sinfa, et ad praesentiam Illustrissm jD. Condtìs JÌnibùlis^ Manfredi a- 

geniis lìtustris Communitatis JFerraHae nolle ullo mfdo interv^fnire^ 

nec assentire dictis jjibellationi , et mensurationi y nec mirms dictae as^ 

sertae introductioni Padi tamquam damnosae^ nocivae^ oc omnibus 

inutili f et licèt se ipsos contideriiit ad dictum locum Stellarne , hoc 

fec4runt de ordine Dominatìonis Suae Illustrissiqiae j Declarantes quod 

aaium Commuaitates nullo poeto , nec modo aliquo intendunt dictis U^ 

veliationi, et mensurationi consentire.^ aut aliquid contribuere dictae 

asserte intr^ductiord ,,^ed eam in omnibus , et per omnia impugnan» 

do y <t cori^adicendo modis , et formis supradictis protestantur ^00- 

tra JFerrariénses de omnibus damnis , <rf expensis , et interèsse fuo* 

qumtoéQ patiendis per dictam introductionem , Instantesque dictam 

proHstutianem per Illustrissùnam Dominationem Suam recipi et sut^ 

mitti non f^tummodo praedicto^ sed et omni alio meliori modo^ de 

quibus omni , €i4u 

A di 8- di inaggìo 1610. avanti a Monsignar Illaatria$iiiio , e Ke- 
Ycrcndwimo CarcUijaJ^ Ca«Una Legato di Romagna» e Generalo 



i6i 

Soprmtendeota della l>omficazion6 delli territor] di FerrarSf Bolog;Qa » 
e Baveooa, ed altri» ^comparso U «ig. Bartolommeo Mattioli, a- 
gente ed a nome dell' IH us tre comuoità d'Argenta, il quale avaodo 
inteso, che si pretendie per la parte de' signori Ferraresi d' introdur- 
re l'acque del Po grande nel Po vecchio del BoMenp, e Vigarana, 
e quivi ^condurle per l'alveo nuovo, nell'alveo vecchio ^d'Argenta, 
e per essa al marie ,. preveden^or il gravissimo danno , che ne sia per 
portare tutto il ferritorip, e la terra medesima 4^rgenta e il gra- 
vissimo dispendio, che oltre gli altri danni ^ ne potrebbe tocoare al- 
la detta comunità d'Argenta, ed abitapti in quel territorio, ha eoa 
ogni debita riverenza, ed umiltà, sentendolo esso . Illustrìssimo , e 
Reverendilsimo signor Cardinale Legato i protestato^ e . protesta per 
nome della detta sua^comunità , che non int^de , nò vuole ooasen- 
tire all'introduzione dell'acque predette, né ad alcuna spesa, che 

f»er tale occasione si possa, o debba fare , anzi protesta : contro l|ua - 
unquQ si sia, presente anche l'Illustriss. sig. Conte Annibale > Man* 
^iredi interveniente. per I9 Magistrato di Ferrara, di tutti. U Gianni .^ 
spese, ed interessi, che in qualunque faiodo , per tal causa, si4 per 
patirne tantp la detta comunità -Jin genéi^e, quanto la terra, ed a- 
hitanti in Argenta, e suo. territorio, per ripeterli da quella parte, 
la quale avrà dat<r cauia a tali danni, e cosi protesta, e rìprot^sta 
in ogni miglior mòdo, rogans me Notattum lA apud Acta mea regi* 
^trarem talem proteHationem / pronUttins de rata , etc. 

QiU IHustrissimus j et ReverendUsimm Dominus CardinaUs Gaeàa* 
nus Lègatos , etc. et bomficatiar&$ GeneraUs Superintendens mandamù 
procedi ad ulteriore i/| livellatiané , et mensuratiane praedicta , in 
execu^onem Litterarum Illusi(nssinU ^ et Reverendissimi Domini Car^ 
dinalis BurghesJ Sacrae Aquarum Cangregationis Praefecti • in teU^ 
qnis protestationes. aSoisit sic 9 et' in quantum, et praètstames iremi» 
sit Sanctissimo Domini Nostro, Papae , et Sacrae Gongrégationi prme*! 
diciae, et super qiubus, etc. .1 

Calcolo, delle misure,' e scandagli, e livelli fatti d^ accordo, fer l 
V introduzione del Po in Primaro , per ^rditifi del signor 
. Cardinale Gaetano, sejpondo l* intenzione de* 
Bolognesi 9 fatto Vanno i6io. 

Cialpolo delle misure, scandagli, e livelli fatti d' accòrdo ^ e d*oi^ 
dine deir 111 nstriss* e Re verendiss. signor tUirdiiial GaéUno dalli si- 
gnori Bartelommeo Breecioli Architetto , . e Tcnnmasa SpinoUi , Agriw 
mensore A^lh bonifioauone, con T intervento*, e oonoordia dbHi si« 
gnori Giacomo RosdNlif perito di Ferrara» e Floriano Ambroshn^ 

perito di Bologna , per P introdazione fM Po di PrinuurD , oon^foW'* 

ai ^ ^ ' 



■ 
j. 



x> 



i6a 

air intenzione , e proposta delti signóri Bolof^nesi, dklU Stellata 8\no 
al mare per l'alveo ài Primaro , pigliando HI punto' sotto la aogtia 
della chiavica Pilastres^ piedi otto , ed andando sin sotto il pelo del- 
l' acqaa del mare Diedi sei, conforme dalla visita si vede, eh' è sta- 
ta fatta scora di ciò , sotto Irogito di Giuseppe Erbliairdi , Notare di 
detta boninòazione , dalli 8. sino alli 3o. di Maggio i6jo. 

I. Dalla punta /Iella Stellata sin<» alla prima? svolta di sopra del 
Bondeno incontr<f alla-casa de' signori ForiÀ, in luogliezza di perti- 
che mijle, e treatasette , e piedi sei: cavo piedi venti : e* largo per- 
ticbe 'Ventìcinque, che in tutto fa passetti quattrocènto quindici mi- 
la, e ^larantà. Passetti 4'^^4^* 

"IL Di più vi va l'imboccatura all'entt^re del Po alfa Stellata » 
-quale va più larga pertiche quiodici, in lunghacza di pertiche cento j 
e fondo piedi vénti , che fanno paisetti dodici mila . Pa"^. 12000. 

III. E più alla volta suddetta dritto la- casa de' signori Forni , e 
aegoita «ino allo sbocco dt Panaro al Bondeno- per l'Mveo del Po per- 
tiche quattrocento trentacinque , che va cavalo fondo, ragguagliato 
un luogo' per l'altro', piedi venti, largd pertiche quindici, che fau- 
no passetti cento quattromila, e quattrocento .Pas. 104400. 

IV. E più' in detto spazio il Po va escavato , dov'è l'acqua , pie- 
dì undici , e largo pertiche < dieci , che fanno paséfetti A^umero tren* 
ietto mila; e dugeoto 'otta sfa*. Pas. 'SQ^8o. *'* 

V. E più seguita dal Bondeno sin(^ a Po rottciu lunghezza di 
pèrtiche tre mila, e ottanta «>Rqiie, in lunghezza di'{)emcbe trén- 
taquattro,' fondo piedi quindici, id numero di passetti un milione 
ducente cinquantotto mila , e seicento ottanta •. Pas. i25868o. - 

• VI. E più da Po^ rotto andando sino all'argine dell' intestaHara di 
£4 Giorgio in lunghezza di pertiche mille» e setteoeoto, e piedi u- 
no di larghezza di pertiche quarantotto, e fondo' piedi dodici ^ in 
numero di* passetti settecento ottantatre miUi e quattrocento sei, e 
piedi dieci. Pas. 783406. — io. 

VII. E più da S. Giorgio sino ad Argenta al dritto della porta dei- 
la piazza in distanssa -di pertiche dieci mila ottocento trentacinque , 
che va. largo pèrtiche dieoi, oh' è dov'è l'acqua , e cavo 'piedi sei, 
in numero di passetti cinquecento venti mila, e ottanta. Pas. 520080. 

Vili. E più in detta lungbeficza va allargato peVtiche trentotto, ca- 
To piedi sedici, in numero di passetti cinque miIlioni;| ducento aet- 
tanta mila^ e cento quarantaquattro v Pas. Safot44. 

IXì, E^piiiiida Argenta sinata S. Alberto in' lut^hezM di pertiche 
oUgmiU:^ è quettrooento .aostatrtaquattr^ , si sfargberli it'Po perti- 
che l^ebtotta.ìa «profondità éii piedi • dodici^ in 4iumèrb di passetti 
tré miiHoM ottantashtte milav» e < seice&Oo aessauiaisettib , e piedi veor 
tmaqìie^.* Pafv do8'7657. ««^ aS,. ' - 






y 



t'X. E d]*|>là da S: Àlbevto, pérf^qnaato dafa.iI Po anovo tino alla 
Tolta del Pero in lunghezza liK. pertiche mille» e duoento , e va alar* 
gato pertiche^ trenta in profondità di piedi aotte » ò nituaoro di pas«*- 
settì duceotano mila, e seiceoto*; Pat. loióoo^ , <. . 

XI. E dì più dalla snddetta volta dèi P^ro andando per il Po veo* 
ebìo'siiio al h>are a Prìmro in distanza di pertiche dne mila 9. e .set*- 
tecento troHtaieiv e «di prorfbadìià. piedi aett««9 onee m^ ift numero^ 
di pascetti àeicento tarodiila, e ^ucento ottantotto. H^as. 6o3a88« 

Di più la tpeaa di quattro <3ÌiiarvÌQfaev']lii& per la valle drMai?rara, e 
due ^r la vaile di 'Mavmorta ,1 per -flOiiJac l'acque delli paesi «upo* 
rìori con tre occhi per oiaaohedixna , larghi piedi sei , con le tue ali » 
volte 9 portor, ed altre cose' aetetaarie,; ohe costerà l'nna scudi otto 
mila , in tutte, scudi 8i»ooo« 

lo Bartoiomeo BrncdoU suddetto .affermo\ quamta si contiene nella 

d^tU scrittura . ' ' ••'• ' rfv : ''•) ' ' i. •>.".•.. .M .; . / . 

- Jo Tommaso S^pinola affermo uù supra* i- t • 

' Io 'Gittcomo^Hosee^'^fid presenta ^ ed affermo qwtmto di sopra si 

contiene • . - . , • ^ . ^ . . 

Io Floriano AnArosirà fui perdente ^ ed affermo quanto di sopra ^ 

' La spmma de' passetti, di questa eoea^iizionè del Po è dodici mi- 
Kotii ducente nevaotaquattremila, e cinquecdlto ottautaoioque , che 
valutati àlmefno sei gtoli"^ il? pusseittOydr sigoori' Ferraresi, importerà 
sette miilibni trecento settantasei/mìia , ^settecento otaquantunoi scu- 
do dal ehe si potrà far Ooùgett«ra dell' escavazìone del vamo rimanen- 
te di. Volano , • e di quello bhe si avesse da fare atla profondità di 
quello di Veheaia, il cui fandp>'è circa i3. e i4« piedi sotto la so* 
glia diblla suddetta ehìavic» Pilf\sitFese« 

Breve di Papa Gregmio* XV* al Cardinale Capponi per rimediare 
t M*^ inaU :Oàusirtù dai^Meno^ nelle wdìi^^ « 

ìleote FjH' éostev salutem, etc. ,GSlup alia» ibi^L iieCéìÒleteens 
Papa Vili, praedeoéssor noster » colcos . intittmejrÌ9 9 et gravibus daoi* 
BIS y quae agris provineìae Ronaadiola^ , Ducatus. Ferrariae , et Co- 
nìtatus Dostrorum Boniensls ex aquis stagnantihus ad de:(teram flu*^: 
minia Padi Ferrariensis nuncapat. inferebantar oppoTitune prospicere, 
et insupei^ navigationem iUitis rami flamioià Jam |)erditam J^ ..loco 
Stellatae nuncupat. seu alio opportuniori prò locoirum varìetate desi- 
^naodo usque ad loca , auae vulgo dicuntur Primàri ^ et Vòlanàe re- 
stittiere . Et in ì'rimis (jivitatém nòBtrani/tunc 'suabl FerràHeiiìiem ^ 
et illios S tatuai ab evidenti periculp submersionis quod illi'ex veloci 
oursu^et impela fluminis Bkem plunae tempore jjoimin^t ejdijaoTe^, 



i64 

et liberare» mmehtbita matare deliberalione » et oentiiltatieiie onta 
noDDuilU S. jR. E. Gardhialibas f et ^illùbito diversoraon Peritoram 
ooDsilio Bonovlla decreta 9 et ordioaùonet super exooUtiooe aquaram 
ata^DaDtiam praedictaram , et redactione dicti .flmninia Padi Ferra* 
me in DavigabUi observaoda ediderit)» et prò illorum ezeoatiaoe boa. 
nem. FraDciseoin Titali S. Glemeatia Praeabiterom Gardiaalem tane 
Gollegatam Ferrane » (i) et aubìode foel. ree. Paaliu Papa V. eùam 
praedeeeMor iiester d. Franoìtoo vita iaoctò Jmd; meni. Alexeodram 
Arobiepiacopam Jaonen. illoque e vìyìs aablato^ boa. mem* Bodì£i« 
tiam Gardinalem Gaetannm ; peatea irero dileetam Filìam oostram Do- 
minicnin Titali Saooti Martini in Montìboa Praeabiteroin Gardiiu- 
lem Rivarolam iianoap^t. noatram ac Sedia Apoatelicae ìm ProyiDcia 
Romandiolae de Lacere Legatam ia praeaenti opere Superìateodeatea 
oaÌD diveraia faoaltaùbua reapective depauvertot; dictaa fero Domi- 
nicoa Gardinalia propediem ad Romanam Gariam dimiaaa Legatiooe 
hajaamodi benediceote Domino redditamr ait . Noa ne opoa prae£i* 
tum tam oeceaaarinm , ut praefertnr » intermittatar f aat qaomodoU- 
bet deatitnatnr opportune providere voleatea de tnae eiroumapectio- 
nia fide » prudentia » et in rebaa agendia experientia » et diligentia 
pinrìmum in Domino oonfM ; necnoo Glementia » et Pauli praedecea- 
aomm praedictorom Liiterarnm deaoper expeditarum teooria prae- 
nntibua prò expreaaia babentea. (a) Te in looum ejuaden D. Cardi- 
nalia in praeaenti opere anpraiolendentem auotoritate Apostolica te* 
Bore praeaentìum conatitnimuy , et deputamna^ tibiqne injaogimas, 
ut in qniboa atatu» et termima opna praedictnm jam oaeptnm repe* 
ritur diligenter inqoiraa : ao illud joxta decreta dicti Glementia prae- 
deoeaaorìa ad perfectionem dedaei ourea , et faciaa » tibiqne omnia , 
et aingnla in praediotia Litteria Glementia praedeoeaaoria contenta^ 
et alia deanper neceaaaria , et opportuna facien. ordinandi , et exe- 

Jnendt ^ necnon prò illorum execntione omnea» et aingnloa etiam 
ilericoa regnlarea, aaecularea cojuavia ordinia, qui ex deri va tiene dd. 
a^narnm commodnm aentient ad exapenaaa in boo opere neoeaaario &- 
ciendaa contribàant ordinandi » utque utilità» , et benefioium quod 
exinde -onique intereaae baben. proventurum eat fiieiliua dignoaci va- 
leat, ad effectnm, ut prò ana rata tamen qniaque aupradiotorum in ba- 
jusmodi expenaaa eoncurrat ahìtndinera aqoarnm , et terminoa qnos 
attingutit oum ioterventn Peritoram oitatia intereaae haben. elìaoi £o» 
cleaiaaticia , et Regulariboa menanrari faciendi, ao terraa» et bona 



(j) Et juxta faciiltates dataa. a Paulo V. I>, Arcbiepiacopo JaDuae, daia4p D. 
Vard. Gaetano . tt postmodum D, Card, Rivarolae* 

(a) Ec sic 8i]l)8tituitur in éoram locuni Emineatiss. Gappoìiina cum facaltatìtea 
epportanis jtixta in «upràdi^ Brevi Gleia^ diapoaiu* 



x65 

etiam Eeoleltasiieoilm » ift fttj^ra » et ftliemm etitm qmoomque 
dignitatd fulgeo. et auctoritaiie . Territoriis Ferrariae » Boooniae | et 
Romandiolae nano pala«tria , Iiaut humentìa , 8ive Padis alioraruve 
flamìoiim » et aqaaram inuQdatiQnibae.obnoxia deacribeù, et desigoaa. 
e^ ab alila boait hujatmodi detrime^tb minime Qbopxiis Beparaodi , 
et prò modo» ac ntione utilitatis ^ qi£ae d4* boni^, aio de^priptis ^ et 
desigaatia proveaerioty aive ex eo quod ^ tali bpoifioatioue faoiliaa 
ad cultaram reduci ^ Tel alias rediKfta. nane fertiìtora , et uberio.ra > 
aut utiliora reddi , Yel-^ex eo quod a flumiae» et aliaram aquaruni 
ÌDcnrsioDÌbas , et inoadatiooibaa tutiora » et seeariora remauere , a- 
Qt aliquid qooà?Ì8 eommodum » et utilitatem ex opere bujusmodi 
coDieqai peaseot prò modd^^et c&ta , et qaalitate commodi , et uti- 
Htatia expeiisai bajasmodi ìoter omoes , e( siagulos possessores ddé 
bomornm • adbibito Perìtarnai ad boo eleotoram» sive eligeu. judioìo^ 
arintrto tuo stataeodt ,, dividendi » et partieodi». epsdemque ad rea^ 
lem , ^ffeetualem Batiét\ctioneqi eogendi » et coippelteodi ; necnon ul- 
tra diotos Perìtos quosoumque QffioìaleB in boc opere faoieudp ueces^ 
sarios arbitrio tuo eligen ^ et illos qaandocqmque » et quotìescumque 
opus fuerit rautandi ; provisiones, et meroedes qaibuscumqae perso* 
ma ( Arobìteoto excepto , et Gong regationis Veoerab. Fratrum nostro^^ 
rum S« R. E. Cardinalium super aqaaram i^egotio bujosuiodi Secretane 
haetéoos assigoatas ) annuUaodi ^ et alia quaecumque circa ea Decessa- 
ria , aea quomodolibet opportuna £iciendi » ordinandi , maodandi , et 
exeqoendi ; òausas quascumque , etiam circa personal Eoelesiaaticas , 
ut sopra tam Giviles , quam Griminalea ad buiusmodi booificationes 
speotaoteSy aut ab ea depeodentes » et enicrgentes summarie, sim- 
pUciter, et de plano si ne strepito , et figura judicii, manu regia» 
nnllo )uris ocdine servato,, ao ornai, et qu^cumque appellatione » re<- 
cursu y et reclamatiooe , postpositis , itaut si appellari ^ aut recnrr^ 
eontiogat^ non. ad alium., quam ad nos^ aut Romaoos Pootifices sue- 
eeasores nostroa appelletur » et reourratur : Et nihilomious nec prò* 
cessus causae , nec operis praedicti proseootio, aut inteigra ejus exe* 
entio aliquo modo impedirì, aut dìflerri» yel suspendi possit vigore 
enjusvis appellationis , aut recursna etiam ad^nos y et sedem ApostQ- 
Hcam ,.ant otajuscumque inbibitionis nisi Gommisio manu nostra , a- 
vt Romani Pontificia success«rìs nostri prò teinpore^ existendi sjgnata 
fuerit eom bao expressione, quod exeootio suspendatur etiam intra 
limites Legationum Ferramae > : aut Bononiae, aut alibi obicumqae 
opus fiierit aodiendi , cogoosoendi , terminandi y ^et decidendi cunst 
potestate quos , et quibus opus fìierit etiam sub censuris , et poenìs 
£ilS^esia9tÌGÌs citandi, et inbibendi privative^ quòàd alios quoscum- 
glie Judices ordinarìos , et delegatos étiani S. It« E. Gardinales , e- 
tuun de laatere liegatoa , HAcnon qa0scumque Gomniissarios , et 



i66 

Judiees in, 'qi^busctiBique home tibi bedevìiis totiet quetiei Taluerìs, 
et ubi Tìdebitur, qni oaBSfts barjttftmodi'eogDoscaDt, e€ termiaent, ec 
alia necessaria faciant , et eognoscaot cum simili » vel limitata facili-* 
fate arbitrio Ciia depotaodi » ftec^on etiaod quibueoainque Gubcraato- 
YÌbus , et OfficiaÌU»08 , et alii« A.p08tolieae Sedia Miniatrit ubioanaqne 
exifrtentibua , atq^e Coma^unitaiibi&s, Univeraitatibfli , ao etiam par- 
ticuldri'ljua persoaia in Territori va Ferrarien. BoDonìea. et Romandio* 
ke , et ipaàruminet Givitatum Boiuhi. et Ferrarien. ut ^Mnaia , et sia- 
gula per te circa praemiaaa , et atatuendà dehkae exectttieai deaian* 
dari precitrent auctoritate Boatra «aandandi , ac ioobedieiitcfa oppor« 
tunie juria, et facti ^remediia quacumqtte appella tiooe , etireoarau pò* 
atpositia cogendi , -et oompellebdi ; WHim , ?ei pliirea Depeaitarioa , ec 
exactoree taxarum^per te » aeu de mandato tua faoiei». ab ^nteietao 
babentibua aupradiotia e9Lìjgòtiu dep^tao. ut 'fideltttr in opus praedi- 
ctum expendantnr ab eiadem Depoaitatiìa , aeu- e^actoribua' idoneam 
Gautiotìem" recipiendi • (i) Itaanper prò 'féltet hujua operia proaeanti^ 
ne , et expeditìone non aolum praefata omnia , et aingula in eia non 
contenta , et quae tibi.quomodolìbet neoeaaaria» et -opportana vide* 
buntur ai lalia .ait>t , vel fuerint , de qoibna epeoialia ^ specifica > et 
jIRpredaa -mentio babenda foret » jièanon etiam ea,^uae Venerabilea 
fratrea nostri S. R. E. Gardinalea auper aquia hujaamodi deputati &- 
cere possnnt faeiendi, dieeadi» gei^ndi » ec exequMdi plenaia. ^ ijbe* 
ram , et amplam Àpoatolica auctorìtat^ teùoce praeaen^m ^icaitatem, 
et auotoritatem conoédimua, -et impartimur , quodque de fai^adia ^ 
gerendia , et exercendìa per te » vigere praeaentium j taemitìi^ prae* 
terquam soli Deo , rationem reddere tenearia , auctoritate , et tenere 
praedictis , deoernìmua, et declaramua, et nihilotnaiua ditectia fiUis 
Cubernatoribua » Officialibua » et Minìatrìa » necnon Gommuaitaitibuaf 
Universitatrbuf , et particnlaribna jperaonìa qaibaaeumque , eaeterìi* 
aque , ad quos ^peotat , et apeotabit, ut proaipte kn^Mnoibaa obè^ 
diant , tuaqiie jnssa exeqaàntnr per praeaentea pracoifamua , non ob- 
atantibiia quibuavia copstitutionibua » et ordinationibua 'Apoatolicia , 
ac quarumoumque Givitatum» Terrarnm, «t Leooram etiam juramen- 
to confirmaiione Apoatolica , vel -qnavia firmitate alia roboratìa , ata- 
tutia , et consuetudinibas , priviJegiia quoque Indaltia Littoria Apo- 
atolicis quibusvìa, et aupradictia Clommunitatibua, Univeiaifattbus , 
ziecnon Gollegiìa, Monaateriia , et Locia Piie , ^ao PeraooSa tam Eo^ 
clesiaatìcis , quain 'Saecularìbua eujuaenmqae gradua, efdiaia^ et con* 
dfetionia exiaten. aub qnibuscumque tenoribaa » et formia^ ao caffi 



•••■ 



^^\3} *'^°* facultafte etiam recedi a decretis dicti Glemends Vili, et quacum- 

jiianu^- 
ratiooaia ^ 



K^).^^ *'"»» lacuitafte etiam receai a decreus dicn Uiementis Vili, et qua 

Sue illi neceasaria videbuntar , et qnaa Eminentiss. Card, ^uper aquis huji 
i deputati facere possunt faciendi cum obbligatone aoli Deo reddeadi ratio 



j 



s 



167 

quibasVia^ cli^tticilili \ efi dMii^tià in oontrarium praemissòftim quomo* 
dolibet 060069»!» , oonftrmatis, et' approbatis. Qa>bus omnibas , et 
iSngolf» eornm tenorei^ praeseotibM prò espressìs babente» hac ¥ice 
dòmtaxat speohiHtér » et esprèsse derogatnus^ oaeterisqiie co»trariÌ8 
'goibuscamque .. Volunrms aatein.| ut tam tu , qaam tut Ministri qui- 
oimi^ae io praemìsei» adbibeodì, qui Clerìin extiterint ip negotiia , 
at teauais- Crinainalibus ratiooe eorunuletn praemissoru^m vos ìmioìscen- 
da noUam preptere» oensuram Eooleaiasùeairi' , vel irregularitatia no- 
tam ìneortatia ^ dtimmodo a sententia saogaioìs per vos ìpsos fereiì- 
da abstioeatìs « Voluiiiua etiam at tibi sabaidiàm meoetruum oeutum, 
et Arcfattecto provisèo decem SoMormn auri in auro io peouttiis e- 
xaotis , et .ejci^eodìs. causa ; et occasioai sapradìoti oegotii- persol van- 
tar • Datam Ronaae «pud 3. Petrum sub Aónulo- Piacatoris die* 2^» Ju- 
nìi A^ntift^attts nostri anno primo.. m ^t\ 

Jk^reèo^ del sigi Salutio BartoU circa cdla Gré^efimiziohe degli ^ 

interessati Bolognesi per la spesa della 
•^'. '^ réìnoziotiie. del Meno. "'- - 

A: : ■ - : • 
vendo miostriss. e Revereodìss. sì]gnor Cardinale GTapporii ge- 
nerale* Sópraintendeotè dell' aequé di Romagna » 'Ferrara , e Bologna 
deputalo noi a tassare li terreni > che dorranno coooorrere alle opera- 
zioni destinate da Saa Signoria HI astri ssi ma , come consta per }ette- 
xe patenti date li io. d' Agosto* lóf^a. ed averMo noi legitiù»ameate 
intimati gl^ in tèfresKiti> visitato il teml^ìo- di Bologna ^, e pigliale fé 
Beoessarie infiirmaziom' nel fatto»» & stabilito il cìreondario de' Terr 
reni ,' ohe devono^ concorrere con qoel piar eh' abbiamo^ gkidieato- ne* 
eessario per ben effisttuaré F ordine di sua Signoria Hlustriss-ìma , e 
TÌpartlre la spesa-, in conformità del giusto , e del ragionevole a pro- 
porzione idell' utile ,' che oiasohedano sentirà efiottivamente dàlU.ope- 
razìv-nì da £tm<«- •' •//• >'■■'.,, • -.'-.w • .. . t, <"••.•, . ■ ^ 

Instando ..CH'aK signori ^Assunti dell' acqtie di- Bologna -per la^di* 
ehiiirffsifne^e per. il: comparto del Bolognese • r.. ** 

Gol presente nostro decreto , inerendo allt^ deputazione dataci /<da 
Sua Signoria Illustrissima , ordiniamo, e dlchiarianm, e decretiamo, 
che devono concorrere all^operaziom destinate da Sua Signoria ?IUu- 
Btrissima tutti li possessori negl' infrascritti vObmluii ^ e luoghi , cioè 
Medesano , Ganzanigo » • Faptozza ^ .èv Medicina. >.dalTa via , che va da 
Budrio a Medicina. .^ 

dfòta.de^ cornimi y'iitA[.\paiisc0ti» peri occaiiipne^:ckt, Mem> è. stratte" 
nato' dal proprio corsoi ^naturale » 1..' ^r^.''- ^^ i (/. . , 

Buda , iVillafontana y Piazzetta ,* Selm > fid^o^a «, , Budrìo di so tt^ 
dejila via^ V^ditnaySpinobiaoeo^Darazzd^-.GiNrola^ lagUamMnnanzi, 



/- 



t68 

S. Martino in Argile di sopra , S. M&rtiM ia Aisgik di sotto , Mo- 
lineila » Ronco di Bagnarola da S. Zenouo a basso» Cassano da Mo- 
lino del Lusso a basso , Lovelletto » S. Marino 9 Casoni , Capo del 
fiume Diolo » Mesolara » S. Martino » Sovrasano » Barisella « Corniolo , 
Minerbio, case de' Fabrì, Tedo, Salotto, Malalbergo, Sant» Maria 
in Dono , Pegola , Olmo^ S. Alberto , Robiszano » S, Pietro in Gasa- 
la 9 S. Benedetto, Gayascetto, Genaochio, Macaredolo, S. ViooenaBo, 
Tombe, S. Agostino di sotto, e di sopra, Galiera, S. VenaittOj 
Ra?eda, Poggio, Regnatico ,' Massnmatico , Poggetto, S. OioTanoi in 
Trìario, S. Giorgio, Gberghinsano , Venazzano, e Cinquanta. 



Ma percbò delTi possessori in detti Comuni, a luoghi alcuni resta- 
so quasi sempre sotto l'acqua, altri ai bagnano in tempo d*escre- 
scensa , altri patiscono di scolo , o stanno tanto Ticino a patirne , 
che non fatte 1' operazioni destinata patirono al sicuro , per cammi« 
nare con la dovuta proporziona tra tutti i possessori in datti comu- 
ni , a luoghi col presenta decreto dichiariamo , a formiamo qaattro 
gradi differenti, a distanti, conforme alti termini stabiliti, fatti por- 
re da noi per rogito di M* Gio. Pietro Donati Notanr della boninca* 
ziooe da registrarsi in fine. 

Dichiarando , che quelli , che possederanno dentro U primo grado , 
quale principierà dalia parte inferiore Terso la valle inclusive, do* 
vranno concorrere per sei , quelli che possederanno dentro aj fecon- 
do per quattro , quelli che possederanno dentro il terzo per due , 
quelli che saranno nel quarto grado , f^er uno , ec» 

E con questa distinzione di gradi , e propoczione di fttgamanti ool 
presente nostro decreto ordiniamo, e dichiariamo, ehé si deva for- 
mare , ed ordinare per il Bolognese dal notare della bonificazione un 
campione, o comparto di ottantamila scudi, quale però non possa 
in modo alcuno effettuarM , o eseguirsi , se prima non sarà dall' Illu- 
atriss. sig. Cardinal Capponi Generale sopraiilteodente , o da noi ven- 
duto f approvato , autonzzato , e riservandosi però la &ooltà di aggpoo* 
Sere, e diminuii^, e di ittuure come a ndi parerà di ragione. Cosi 
iciamo, giudichiamo» dichiariamo, ed ordiniamo in ogni miglior 
modo , eò. 



Comparto di ottantamila scudi fra gV interessati Bolognesi ger la 
remoKÌono del Beno fatto d'^ ordine dell' Eminentissimo 

'Signor Cardinale Capponi^ 

Uovendosi dar principio alla diversione del Reno, ed altra ope» 
«azioni necessarie per servizio della bonificazione dalli Paesi Bolo- 

fnese. Ferrarese, e di Romagna inclusi nel circondario di essa beni- 
canone fatto di nostra ordine , abbiamo per modo di provviaioa^ ^ 



f 



169 

ed a conto della speaa da farsi per la parte , ohe tocca alK signori 
Bolognesi » ordinato y e stabilito i' infrascritta tassa di scadi ottanta- 
mila sopra li terreni lavorativi , prativi , pascolivi 5 boschivi , bedosti- 
vi , e vallivi del Bolognese , distinta in quattro gradi , conforme alla 
sentenza , o decreto di Monsignor Bartoli nostro Vicario , che sarà re- ' 
gistrata in fine del presente campione , e secondo la visita fatta de* 
saddetti terreni dal predetto Monsignore 9 e da' suoi Ministri sul fattoi 
per detto effetto, quali gradi sono gì' infrascritti , cioè: 

Il primo grado a lire una, soldi quattordici, e denari cinque la 
tornatura , cioè ------------ lir. 1. 14* S. 

Il secondo grado a lire una y soldi due , e denari un* 
dici per tornatura, cioè --------- lir. i. a. ti. 

n terzo grado a soldi undici, e denari cinque per 
tornatura, cioè ------------ lir.-— 11. S. 

Il quarto grado a. soldi cinque denari otto, e cin- 
que sesti per tornatura , cioè -------- lir. — S. 8 § 

Quali, tassati dovranno in termine di otto giorni dopo la pubblicazio- 
ne dell'editto pubblico, o dell'intimazione da eseguirsi in persona^ 
o alle case a ciascheduno interessato pagare, e con effetto aver pa- 
gato quel tanto sono stati tassati li loro terreni di qualsivoglia delle 
suddette qualità , come avanti si vede alla partita di ciascheduno , e 
non volendo , o non potendo pagare la detta loro tassa , pagheranno a 
ragione di lir* 8. per cento per la partizione a ciascheduno di ìjuellà 
somma di denari , che si anderà pigliando di mano in mano, secondo 
occorrerà spendere in detta impresa , de' quali otto per cento , parte 
serviranno per frutti, e parte per l'estinzione del capitale, dimodo^ 
che la suddetta esazione sarà estinta in tempo di ventitré anni , e H 
quali Interessati dovranno pagare il denaro in mano al Depositarie 
da nominarsi , quale non dovrà pagare quantità alcuna grande , nò 

Sìcciola, se non con li mandati sottoscritti dalli signori Gonfalonieri 
i Giustizia f Assnnti deli' acque , o della iq^ggior parte di essi , o da 
noi , quali denari si dovranno spendere in servizio di detta bonifica** 
zione , e quegl' interessati , che in detto termine degli otto giorni 
non avranno effettualmente pagati^» ex nane si da autorità all' infra- 
acrìtto nostro" Notaro , o altro da deputarsi da noi di farli pignorare » 
levare ì pegni , venderli , subastarli » e liberarli , per far sequestrare 
li frutti de terreni , non . ostante il possedere beni stabili , dichiaran- 
do, che si eseguirà indistinatamente contro qualsivoglia persona Eo- 
desiaslica , o Secolare ^ e di' qualsivoglia ordine , o esenzione y o oon« 
tro anche quelli» che allegassero essere necessario fare speciale men« 
zione di loro , o altri pretesi esenti non ostante inhibizioni , ricorsi » 
polize graziose 9 o qualsivoelìa altro impedimento , e perchè furono 

pubblicati editti 9 che ciaschedano interessato dovesse denunziare il 

Aa 



j 



t 



170 

Basnero delle tornttare de' loro f erreni di qnaltiToglia qualità , sotto 
pena di lire quattro per tomatura; con la presente si da autorità al 
detto nostro Notare , o altro » oome di sopra , di fare tutte le diligensa 
possibili f etiam mediante persone da deputarsi da esso , per trovare 
ohi non avesse denunziato il sao terreno , o \alle , ovvero non avesae 
denunziato il giusto esegnendo eontro tutti 9 come di sopra , la pena ^ 
quale si eseguirà solamente contro quelli» che non sono desorittì a- 
vanti in detto campione » Dichiarando» che detta pena di lire quat- 
tro per tornatura si dia per un terzo alla bonificazione » un terzo al- 
Y esecutore 9 e V altro terzo all' accusatore » con autorità anche di an- 
dare al possesso de' terreni e valli » ed usare tutti li rimedi somma- 
rj sin tanto » che si sarà riscossa la tassa , e pena incorsa da' contu- 
maci , e che gli affittuar) sieoo tenuti a pagare a conto de' frutd 
tanto decorsi , cenante da decorrere » sotto pena della privazione delli 
loro proprj beni. 
In quorum fidem eo» 

A« Card. Gappponi • 



Bre(^ di Papa Urbano FI IL a Monsignor Cornni , per condurre 

il Beno nel Po grande aUa Stellata . 

Yenerabilis Fr. salutero» et Apostolicam benedictionem : Assidua 
de nostris » et S. R. E. Subditis cura » et sollioitndo » necnou praeci- 
puus» quo eos complectimur pateroae Gharitatis affeotns postulai, af 
inter caeteras Apostolicae servitutis curas in eam peculiari studio in- 
CunJximtts, qua eorumdem Subditorum incommodfis» damoisqae, et 
jacturis obviam itur, illoromque utilitati» et securitati opportuuis 
rationibus consnlitur* Gum itaque, siout accepimus alias foel. record. 
Clemens Papa Vili, praedecessor noster Givitatem nostram tunc auam 
Ferrariensem ejosque terrìtorium, necnon agros Provinciae Roman- 
diolae » et Gomitatns ndstrorum tunc suornm Bononien« a perioulis » 

Suae ex aquarum inundationibus imminebant eximere9 et liberare 
ecrevisset, et opus hujosmodi curae» et fides bon. mem. Frauciscu 
Tituli S. Glementis praesbyteri Gardinalis S. Glementis demandasset 
(i) idem Francisous Óardinalis inherendo mandatis dìcti Glmentis nrae* 
decessoris , et in vim fiicultatum sibi ab eo prò su^ in simili u>rma 
Brevis sub die t%. Angusti 1604 exneditis litteris concessaram flu- 
snen Rheni e solo 9 et naturali suo alveo eduxerit, si ve derivaverit in 
vallem Sammartìaae ad effectum» ut ibidem tamdia remaneret > donec 



(1) Qaod cum I>. Cani. S. Glementis in vim domandatoram Glem. YIII. de qui» 
bus in supcadicto Brevi flnnon Aheai in vallem fiammartinee dedaxis«at« 



y 



ftqna Padi Lombirdiae in aWemn a Stellata , tea alia opportaaiori 
loco ad Ibca Primari, et Volanae j osata perìtorain designationem de^ 
dncen. in ea qQantitate » et suffioientia iotroduota etaet , et alyeum 
jpsnm nsqae ad praediota loca Primari 9 et Volanae noram 9 et pur* 
^atnm conseryare , ac turbidaa aqnas flnminis Rbeni deducere » et ez«^ 
pellere po8set ; ea tamen intentione» ut tnnc ipsum flumen Rheni im 
loco Perìtis approbando in eundem alvenm a dicto Steilatae utqae ad 
Primari y et Volanae loca hujasmodi ezpurgandam rettimi valeret (i) 
processa ^ero temporìs flumen praedictnm Vallem ìpsam terra adeo 
xepleverity nt majori periculo versai GiVitatem Ferrariensem praedi' 
ctam aquis tarbidis proflaat» et grayioribas Provinciam Romandìo« 
lae , ac Comi tatù m Bononiensem praedictoa ruinis , jacturisque affli* 
gat cnm certo , atque evidenti non modo Givitatis Ferrariae , vernm 
'etiam Polesini Sancii Georgii nnncapat. Vallis Gomaclensis perìcalo» 
adeout bodie Civitas Hostras Ferrarien. non solum' totnm, et iute- 
gram Terrìtoriam , quod habet a parte dextra Padi nuocapat. Fer^ 
rarien. versus agrum Bononiensem , et Provinciam Romandiolae » at- 
potè aqnis submersum amiserit, sed etiam brevi sui ipsius, et Pole- 
sini S. Georgii una oum civitate nostra Gomaclensi , et illius Valli* 
bas inevitabilem submersionem , ac totalem devastationem subitura 
videatur. Ager vero Provinciae Romandiolae , et Gomitatus nostro- 
rum Bononiaa nedum fere totus snbmersns , et aquis Valìginibua 
Vallium sterilis , et incultus redditus reperiatur » - sea in die magia ^ 
81 quid sani , et fertilis babet submergatur , et in deteriorem statum' 
reducatur ^ nos qui tot 5 et tanta nostrorum subditorum praeterita , 
et praesentia , ac futura pericula , et detrimenta absque ingenti ani- 
mi nostri moreore aulire non possumus paterna soUicitudine tam il* 
lis 9 quam ejusdem GiVitatis securitati , agrorumque , et locorum Pro- 
vinciae, et Gomitatus praedictorum ab inundationibus fiuminis Rbe- 
ni bujus modi, damnisque innmerabilibus exinde provenien. libera-» 
tioni quantum nobis ex alto concedi tur providere volentes quonsquo 
alveus praedictns a loco Steilatae , sea alio opf^ortuniori usqae ad lo- 
ca Volanae, et Primari praedicta exoavatus, expurgatas, et perfe- 
ctus erìt, et aquae Padi Lombardie in eumdem alveum ejus quan^ 
titatìs introdudta faerit , ut illum excavatum , et expurgatum manute- , 
nere, et conservare possit, et valeat; (a) mota proprio, et ex certa 

^ (i) Et processu temporis d. flumen Vallem praedictam replevisset! ita, ut majo- 
ri perìcùlo venns Ferrariam flneret , et gravioribus ruinis JaflU^et Gomitatum 
Bononie, et ProTinciam Romandiolae cum certo ^ et evidenti periculo ipsius Gì- 
TÌt% Ferrar. Polesini S. Georgii , et Vallis Gomaclens. 

(a) Motu proprio mandat Pontìfex^ ut flumen Rheni a solito cuna in loco 
M&rabelli dedncatnr per lineam rectam ad Bondenum , et inde ad Gambaromua 



m 

•cientia, flo matnra deliberatìone Dos libi dietum flamen Rbeni a 
aao cursa ordinario 9 et Territorio Bonon. et loca Mirabelli vulgo 
Duncapat^ removere » ao per liDeam rectam ad locum Bondeni ^ et 
per illum ad locum Gambaroni similiter nuDOopat. et ex boo Fel 
unitum , seu separatum cum flomine Panaro ad flumen Padi magai , 
et locum la Stellata pariter nuncupat. juxta ipsius lineae typuoi , 
qui tìbi cum praesentibuB jussa nostro transmiti tur , sive ad quem<- 
oumque alium locum , qui tibi videbitur , et placuerit deducere , et 
derivare libere , et licite possìs , et valeas Apostolica auctoritate te- 
nore praesentium , potestatem, et auctoritatem concedimus et impar- 
tìmur. Dantes tibi plenam , liberam, et amptitn facultatem dietum 
flumen Rheni non solum in ipso Mirabelli > ^ernm etiam in alio ^[uo- 
cnmque loco Territoriorum Bonon. et Ferrarien. hujusmodi , ut prae* 
dietum. removendi , et per quaecumque eorumdem Territoriorum lo- 
oa in quamcnmq'ue Vallem) seu quodcumque aliud flumen, ant quem- 
oumque locum » quae , seu quod y verqui tibi magis expedire vide- 
bitur , et placuerit deducendi , et dertvandi / et ad hunc effectum 
quoscumque alveos 9 et quascumqae fossas, et exoavationea in prae- 
missìs neeessarias , et opportunas faoiendi in longitudine , latìtudi- 
ne , profunditateque , et in quibuscaiuqne locis , necnon quoscum- 
que aggeres ubicumque opus fuerit infaltitudine ,• latitudine , et lon- 
gitudine 9 prout expediens tibi visum fuerit , omniaq ; et singnla 
desuper necessaria 9 et opportuna faoiendi , coostituendi , maudandi ^ 
et exequendi rexpectìve , nec non prò illorum executione (1) omnes, 
et singulos etiam Ecclesiastioos Saeculares , et Regulares , cuìuscum- 
que Ordinis , qui ex praedicto opere commodum sentient, ut ad ex- 
pensas prò boo opere necessaria facien. contribuant ordinandi, et de- 
super opportunas taxas , et reparationes faciendi , illasque exequen- 
di , utque utilitas, et beoeficium , quod exìnde cuicumqne interesse 
babenti proventurum est facilius dignosci valeat ad effectum , ut prò 
sua rata tantum quisqùe supradictorum in bujnsmodi expensas con- 
currant altitudinera aquarum , et terminos , quos attingunt cum in- 
terventu , interesse babentium , Tel etiam illis , et aliis quibuseum- 
que citatis , vel non citatis , tam Laicis , quam etiam Ecclesiasticis ^ 
et Regularibtts mensurari facien. ao terrai , et bona etiam Ecclesia- 
sticornm, ut sapra, et aliorum cnjascumque status , conditionis, qua- 
litatis, et praeheminentiis etiam quacumque diguitate, ao anotorìta- 
te fulgen, ao speciali mentiòne 9 et nota dignorum in Territorio 



in Padam magnum juxta lineae tjpum, quem transmitut , vel ad alium locum 
etc. cum amplissimis facnltatibns • 

(i) Contra quoscumque etiam Ecclesiasticos 9 etc, describendo ^ et taxandó o» 
anes interesse habentes proportionabiliter* 



! 



17*- 

, .-• • . ' 

Fertarien. Bononien. et Romandiolae nano palartrìa , aat hanteutia-, 
0Ìve ìnundationi bujusmodi obooxia y terras , ^ bona habentium de- 
.acribendì^ et desigoandi , et ab aliis boni» bujustnodi detrimentia oiU 
nioie obnoxiis separao* ac prò modo , et ratione utilìtatis y quae bis 
Jbonis sic descriptis , et designati» provenìet , givo ex eo qaod ex o- 

fiere bujusmodi facilius ad oalturam reduci,. vel alia» redaota nano 
aciliora , uberiora , et atiliora reddi, vel ex eo quod ab aquaruni 
incursionibus 9 et inundatioDÌbus tutiora , et securiora remanere*5 ant 
alìud quodvis commodum, et utilitatem ex opere hujasniodi conse-* 
qui possent prò modo» et rata, et qualitate commodi utilicatis , et 
expensas hujusmodi inter omnes » et singuips possessores dictoram 
bonorum adhibito Peritorum ad hoc electorum , sen eligeDdoruai ju' 
dicio, et tuo arbitrio statuendì , dividendi , et partìeodi, eosdemqae 
.ad realem, et effectualem sati^factioQem oogere, et compellere , nec- 
ton ultra dictos Perìtos qaoHcamque OfBcialeg in hoc opere faciendo 
necessarios arbitrio tuo buj asmodi eligendi , et illos qaandocamqae , 
et quotìescumqae opus fuerit mutare, provisiones, et mercede» qui- 
buscumqùe peraonis non tamen ArchitectOy neo Goagregationig Ve- 
nerabilium FraKum nostrorum S. R. E. Gardiaaliam super aquaraoi 
hujusmodi negotio Secretano, hujusmodi hactenus assignatag annui-» 
.laudi, et cagsandi , et alia quaecumque circa praemissa omnia , et 
siogula quomodolibet necegsaria , geu opportuna faciendì , ordinandi 9 
.mandandi, et exequendi, (i) ac qua&cumque causai etiam circa per* 
sonag Ecclesiasticag , ut gupra tam civiles , quam Griminales ad hu- 
jusmodi opus gpectanteg , aut ab eo dependeptes , et emergentea 
aummarie , simpliciter, et de plano sine strepitu , et figura Judicii , 
manu regia , nuUoque Juris ordine gervato , ac omni, et quacumque 
appeliatione , recursu , et reclamatione postpogtig , itaut sì appellari , 
aut recurri contingat non ad alium, quam ad nos, aut itomanos Pon- 
tificeg appelletur , et recurratur , et nibilominug nec processas cau- 
aa.e , nec operìs praedicti prosecutio , aut integra ejug executio ali- 
quo modo impediri 9 retardari , diflerri , nec suspendi possit vigore 
cujusvig inhibitionìg , nigi commisgio manu nostra, aut Romani Pon- 
tifìcis guccegsorig nostri prò tempore exigtentig signata fuerit cum bac 
expreggione , quod executio gugpendatur, necnon etiam intra limites 
Le^ationum Ferrane 9 et Bononiae, aut alibi ubicumque opug fuerit 
audiendi , cogoogcendi, terminandi, et deoidendi, cum potestate, 
. quos f ^t quibua opus fuerit , etiam sub cengurig , et poenis Ecclesia* 
aticia citandi , et inhibendi privative quoad alioa quoscumque Judicea 



^ (i) Cansag omneS 9 ete« cognoscendi smnniarie 9 etc« appellatiooe etiam gnspeiM 
giva remota • 



/ 



174 

ordioaiìot » et delegatot etiam S. R. E Cardinales , etiam de Lateré 
Legatos ^ necnon quoacnmque GomtniaaariM j et Jadices in qaibiia- 
cnmque locia tibi bene tìsìs » totiea qootiea tibi TÌdebitor » am orna* 
eaa hujasBiodi cognosoaot , et terminent » et dia neceataria nciant , 
et exequaotQr cam tÌHiiliy vel lìmitau frcaltate deputare, te etiam 

Juibascninqae Goberoatorìbua , Officialibns , et aliia Apoatolicae Se« 
ia MìBÌatria nbicnniqiie existentibua , atqae GomiDanitatUma , Uni- 
^eraitatibna , ac coram particalarìbua peraooia , et Territoriia Ferra- 
rien. Bononien. et ProTiocie Romaodioiae , ao ipaaram Givitatam fio- 
non. et Ferrarìen. ut omnia, e^aìngnbi Ber te circa praemiaaa, ordì- 
canda, et atatnenda debitae execatioai detnandare procorent aucUn 
TÌtate Doatra mandandi , et inobedientea epportuoia Jarìa , et facti re- 
mediia, qnacamque appellatioiie , et recnraa poatpoaitia cogere, et 
coiiipellere , unumqae , vel plarea Depoaitarioa , et Execotorea taxar 
mm per te , et toc mandato frciendarom ab kitereaae babentibaa so* 
pradictìa exìgeodamm depntan* otqae fidelìter io opna praedictam, 
et non in alinm nsum exponatnr , ab eiadem Depoaitarìia aea exacto- 
ribua idoneam Gantìonem recipiendi inaoper foelici hnjaaee operia 
proaecutiooe , et expeditìone non aolnm praedìcca omma , et aingnla, 
ac decreta dicti Glementia praedeceaaoiia deanper edita , et in iilii 
praeacrìpta facien. f cren, , et exequen. per te vigore praeaentiom no- 
mini , praeterquam adi Dee , rationem reddere tenearis , et nibiJ* 
ominua dilectia filiia Gubernatorìbna , 0£Eicialibna , et llimatria , neo* 
non Gommnnitatìbaa , Univeraitatiboa , et particalariboa peraooia qoi- 
buacumqae , caeteriaqoe , ad qnoa «pectat , et apectabit ; ut tibi in 
omnibua prompte obediant , tuaqne jnasa exeqaantnr per praeaentea 
praecipimua • Non obstantibna qaibnacamqae Óooatitntionibna , et or- 
dìnatìonibna Apoatolicis , ac qoammcamqae Givitatam , Terrarnm , et 
locorum , etiam Juramento, eonfirmatione Apoatolica, vel qoavia firmita- 
te alia roboratia , Statntis , et Gonanetadiniboa, Privilegiia, Indultia , et 
Litterìa Apoatolicia qdibnavia ex anpradictia Gommnnitatìbaa , Univer- 
aitatibua , necnon Collegiia , Monaateriia , et Locia Piia , ac peraonia 
tam Ecoleaiaaticia , qnam Secnlaribua cuiaacumqne gradua, ordinit, 
et conditionia exiatentibna , a\ib qaibuacamqae tenoribua , et fbrmia ^ 
ac cum quibaacomqne danaulia , et decretia in eontrarinra praemiaao- 
rnm qnomodolibet conceaaia, confirmatia , et approbatia. Quibaa omni« 
bua , et aingulia eomm tenorea prò piene , et aaffioienter expreaaia ba-> 
bentea bac vice apecialiter, et expreaae derogamna , caeteriaqne contra- 
riia quibuacnmqne • Volumna autem , ut tam tn, quamtni Miniatri, qui- 
dunque in praemiaaia adhibendi, qui Glerici extiterint in negotiia, et 
causia Grìminalibua ratione eornmdem praemiaaorum , voa immiacendo 
nullam propterea centra Eccleaiaaticam, aut iregularitatia notam incor- 
ratia, dummodo a Sententia aanguinia per yoa ìpaoa feren. aJbatineatia • 



17* 

Datam Romte apad Sanctam Mariani Majorem tab Aiial6 Piacato* 
tia die 4. Novembria I6^S. Poatfioatus nostri anao sexto» 
M. A. Maraldas. 



D, 



Scandaglio della spesa da farsi per la diversione del Eena da 

MirabeiUo alla Stellata nel Po grande^ 

dovendoti fare la diyersioae del Reno y> come nella Pianta data 
eon l'altre scritture con la linea rossa segnata FA» ovvero AB, da 
Mirabello al Bondeno nel Panaro » conducendolo ad entrare nel detto 
Panaro al Bondeoo per la linea BG » o veramente umto col detto 
Panarp in punto di traversare la camjpagna del Bondeno y rientrando 
nell'alveo di detto alla volta di Gamnarone in punto segnato E^j^r 
lasciare aperta la strada a' ugoori Ferraresi di poter ^ se possibile 
fosse, dedurre il ramo del Po grande da loro designata dalla Botta 
de' Riminaldì alla volta del punto segnato F , conforme h1 parere del 
signor Cardinal Capponi, il cavo da farsi da Mirabello al canalino 
di Cento, cbe sarà di lunghezza pertiche iiao. in profondità di pie- 
di 3. in 4* di larghezza pertiche num. a4« portando la terra, che si 
caverà di detto alveo in argine dall' nna » e dall' altra parte propose 
zonatamente, in risgnardo del sito, facendo li medesimi argini alti 
aopra al piano della campagna piedi 14. respetti vamen te di lunghezza 
nel fondo piedi 43* ideila superficie larghi piedi i5» che saranno pas^ 
aetti nnm. 65» per pertica andante^ che in tutto sono passetti nnm* 
7a8oo. a sei ^uli il passetto importerà ----- se 4^^^ 

Ed il terreno, per il quale- sì dovrà fare il detto cavo, che 
ai dovrà pagare da Mirabello al detto canalino ,. essendo tor- . 
nature num. 34». valutato sc« a5. per tornatora , costerà so* - 955o 

H eavo, che si dovrà fare dal detto canalino, sino al Bon- 
deno nel modo suddetta , essendo di langhezza di pertiche 
670» a scudi 4^. la pertica, per essere il terreno più iuta, im- 
porterà - --------------- sc# aMio 

Ed il terreno da escavarsi , e pagarsi come sopra, essendo 
tornatore ao7. a scudi %%, la tornatura importerà - - se. J^SS^ 

E per sapere qnant' epere oi Torranna per fare qnest' epe-* 
nzione ,, e consegnentemente in quanto tempo si potrà perfe* 
zionaiB , si è già detto , che la terra , òhe si escaverà da Mt« 
libello al canalino di Cento tra gli argini , e cavi sarà pae* 
aetti num. 7aftco. che per esser più basse le rive del cava, 
e perchè aen vi essendo nel cave terra a bastanza , per finire 
gli argi|ii, si piglierà terra sopra barche, che vi aaderanna 
aolamente opere dne f e mezso per passetta , in tatto opere 
nnm* ì8aooo« 



t 

176 

E dal canalino sino al Bondeno» in riguardo dell' escaTa- 
zione suddetta, jsono passetti nnm. 4^6o5. e per ogni passet* 
to vi aiideraono tre opere , ohe sono num. 14581 5* 

E COSI in tutto saranno passetti da Mirabello al Bondeno .._ 
numero i2i4o5. opere numero 327815. costerà - • ^ ac* 85594 

Se poi si dovesse continuare rescavazione pet le campagne 
del Bondeno , per detta linea PE , della medesima larghezza 
di pertiche num. 24* nia di profondità di piedi 9. respetti- 
vamente , per essere il sito del terreno piò alto , portando la 
terra fuor} in detta distanza di pertiche 10. dal labbro del 
cavo per /eiaschedtina parte 9 e formando gli argini piedi ia« 
alti di larghezza nel piano della campagna di piedi 39. nella - 
•uper^cje larghi piedi i5. che fanno passetti per ogni perti- 
ca andante 173. m circa, che in tutti saranno passetti num. 
743000. in circa ^ che in riguardo di (re giuli del passetto , 
aaranno a ragione di scudi 5i. in circa per pertica , essendo 
pertiche 43o. di lunghezza importerà la apesa >- ^ - ac* aiQSo 

E saranno opere num. a 12900. ec. 

Ed il terreno , per il quale si dovrà fare la detta escsrva- 
zione dal punto DE, sarà tornature i3i. che a scudi 4o. per 
tornatnra importa ----^---.. -...«(>. 5^40 

Ma se occorresse alzare gli argini del Panaro dal Bondeno 
fino al Po grande piedi 3. che costerebbero acudi 6. in circa 
per pertica in Junghezza di pertiche num. i6oo« la apesa sa- 
rebbe di-----^--.--^----.-gc* 9600 

Per due botte sotto al Reno per condurre il canalino di 
Cento , ed altri scoli nel Po di Ferrara , importeranno * ac. aoooo 

Spese per la chiavjca, ed altro per Borana - - - . se. loooo 

Vi ai aggiunge per le apesa atraordinarie di cariole « ponti , 
scoli, Periti, e Soprintendenti - - ^ - - * ;. ^ ac. loooo 

Tutta la apesa dell*escavazione^ arginatura^ compra di ter- 
reni , chiaviche ^ ipaporterà ^ --'--;-«.* ac* 162274 

Tutte V opere saranno da Mirabello jal Bondeno ^ num. 3278 1 5 
Pai Bondeno alla Stellata jper Gambarone, opere ^ ^ nunu a 12900 

Somma in tatto opere * r imm. 54071 5 



»77 



È 



Selaziane dello stato presente del Reno di Gibrgh 

JUvelUm Alalia Fratta^ 



notorio 9 tche la 'Santità .di demeiite Ottavo 4iviertì il Beno 
selle Talli 4)er un interim » con x>rdine y che %\ preparMae un alveo 
altrove» e ohe si irimovease idalle edotte yalli ^ cooasceodo., 4>he: noo 
>erano quei fondi dalla lutura 'deitioati alla metà di esso Reno. v . 

I 8acQefi9ori 4i «Gremente *ebl>ero.i medesimi. Bensì, .deliache ne so-* 
no fedeli testimoni le visite, ed i Processi di .Monsignor Gaotoriof 
ne, MonsifKnor >Clorsini.^..ed ^Uri ^ ^d;i. decreti 4Ìi Crefforio JCV.^ e di 
Urtano VIIL « . 

L'interim di Clemente si è irasformajto in un mezso: «ecolo ^ « fra 
tanto correndo il Reno per #ito improprio » sO Jbcendo «danni inenar- 
nibili (i) ha fabbricato 4S^ae^ stesso non ,vie^ o Jilveo» jna ^^taaoli.» ed 
impedimenti insjipaxal>iru Le xotte.^ e le .continuate ^ «e jdispendiosa 
Teparwiooi^ tsòno srvefragabMi prorve 4IÌ questa >verita:« 

lia Jiotexietà jdunqne Idelln inejite -de* suddetti Pontefici • pone in 
chiaro., .cbe iti Seno iiirono jirestate le valli per tempo limitato ^ e 
^bìt non intesero di pregiudicare^ joè togliere rjna. a' JSolojgoesi di 
Dulo «correre in .altra parte) «del jPerrarese^ 

Quanto foravo danno abbia arrecato il Reno perlai cagione .ili <erp 
ritorio .di JBjologna^ u^ltiTe.a' fondi jsonegati^ le opulenti ville di JBon* 
•convento, di &é Agostino^ palUera^ Raveda^ JMjrabello^^ Bosso, ^ 
contìgue .5 ierreni li più grassi^ ^e |>ijii leraci 4tel JBologoese:, ne pos- 
eono ^£irie>dolojosa jede^ essendo *dimewsìte »d'jibitatori^ e di xendi- 
te:, con vanendo «spendere ^gn'.anno air ingrosso^ per ripararsi dalla 
inondazioni^ poiobe fnon correndo più il fiume per le viscere della 
terra j[ naturai camminò) rora-'da una lunga > cortina d' argini vien so* 
atennto In molta altezza ^ «sicché trapelando gli rargini , ibrroa uoa 
perènne jsor^vm\Xielle.\campagne,, in «vece. jDbe per debito avrebbe k 
ncc<H*re J^aoqne piovane nel proprio letto> * . ^ 

II Poggio, e le 'Ville uli sC^prara^ dominale ^ Diolo, Tedo^ Ca- 
giojosa , .Castellina^ MalaUier^ % Pegola., e tant'.altre in parte sono 
distrutte affiliale , caduti gli tcdifici ., -che appena àe. ne veggono 1 "ire- 
'tìgi , parte ridotte pescarecce, parte del tutto abbandonate^ alt^e 
divenute infruttifere , altre * rese inospitali , onde con la perdita di 
trecenlomila Jtornature M terra ^ la quale aeminata pe^r una terza 



(i) -Quando in posto il Reno nella vallo Sanmardna in 'Con intenEÌone , che 
non passasse «n quella di Afacrara , per non panneggiare i :tsiTeni superiori , on- 
de in fatto un argine cireondarió da' Ferraresi oon grossa contribusione de' Bolo* 
^nesi , ma nsn giovò punto , ed ora non se ne vede quasi orma • 

a3 



MwìAì 



yuelt renderebbero lao. mila corbe di erano (r), vi è tncbe U man- 
^Minxa di quattromila contadini, che T abitavano 9 e ooltivavano. 

La ragione dunqae persuade, e la necessità costrìnge i Bolognesi 
ad implorare il braccio del supremo Prìncipe , dopo cinqnant' anni di 
sofferenza , giacche i Ferraresi non solo non hanno mai ammesse le giu- 
ste querele degli oppressi , ma nel messo delle pubbliche , e gioiose ao* 
elamMioni per 1* assuntone del Santissimo Pontefice Innocenao X. ia* 
Aestando sopra V orasione congratulatoria un preserratiTo , hanno fatto 
instanza , cne si tolga il mormorio (a) della remosione Aet Reno • 

Ma per far manifesto, che i Ferraresi hanno 'forse non minor iute* 
resse de' Bolognesi nella remozione del Reno» eccoci con un argo- 
mento ad hominem* 

Tutto ciò , eh' è graTcmente nocivo » dannoso » e pregiudiciale al- 
la Repubblica in genere di buon gorerno 9 devo oorregersi , e rimo- 
diarvisi« 

n Reno è stato, è, e maggiormente sarà gravemente noci?o ^ e dan-^ 
noso allo stato di Ferrara. Dunque devesi rimediare, e riikiiioverle 
dalle valli. 

La maggiore non ammette contradiaione , la minore non può ne- 
garsi , perchè il fatto ne porta la prova , come A vedrà qui appres* 
00. Dunque la conclusione è perfetta. 

' La Pieve , e Cento terre grossissime , e già poco tempo pieno di 
abitatoti molto ricchi , oltre le sogi^ette ville dt Massumatieo , Pog- 
getto, ed altre eòavioine, spesso Si veggono il Reno nelle oase ^ e 
nelle strade, e crescendo continuamente il fondo del finme, esse riman- 
gono io conseguenza più basse, ed esposte alla discrezione dell' acqua • 
Tutta la riviera poi del Reno dalla parte di levante, territorio di 
'Ferrara è stata ridotta in valle, e nosco, dove prima era campa- 
gna fertilissima • 

Dal lato dì pouenlp , cominciando da Mirabelle $ confino del BoIih 

gnese , sino ali alveo vecchio del Reno, i due comoni di Vigarane 

*con Je ville adiacenti racchiuse fra il Reno , ed il Po di Volano , pa* 

tiscono i medeaimi mali, e maggiori di 8. Agostino, ed altre vÙle 

- Bolognesi sopranominate, per essere queste in livello^^à alto. 



(f) Una Gorbs di grano pesa d'ordinario libbre i6o« 

La Città di Bologna non suol comprare nn anno per 1* altro più che CSoxbe aS 
' Ulna ; 

(a) la Orazione ad Sanctiss. è stampata in Roma da Francesco Garallo V anno 
i64&* ^ parole tono le tegnenti:' 

Hujus c^ro Coiumbae aspéctu confimuHa pécé conhtmax Kkmti propinfuioris eesf&t 
wurmur/M md Férrariensium prscs^, ne oh Firrarkminm erumnas Umm $itun^ 
dai auditum . • t^. . . 



»?9 

Ltmeo la spónda. di Reno Tecchio alla mano ciestra sino alla ohie^ 
•a di Po rotto, non iri è so noo bosco, con alcuoi veitigi di oaaa«* 
menti iparsi per detti Boschi sino agli argini • 

La chiesa ai Po -rotto, rimasta aoU , benché eiroondata d' argini ^ 
Tiene so tonte visitata dal Beno, né gode un palmo di terra ascinttat 
é non sono qnattr' anni , eh' è ridotta in questa miseria • 

Tntto qael tratto della chiesa sino alla porta della città, cMbmata- 
Paola , è della medesima oondizione , rimanendovi solo le case prossi» 
me all' argine, le quali due , o tre ToIte^l' anno sono ìnaffiate dal Reno* 

Il Borgo dì 8. Luca situato fra le dne porte Paola , e S; Giorgio' 
( divìso dalla città , mediante il Po di Volano ) sono pochi anni , che 
dalle mura della città viene compassionato per V inondazione nell' Or 
soresoenEe del Reno. 

U medesimo stile tengono P acque del Reno , proseguendo di li per 
k riviera del Po d'Argenta (i) sino alla Torre della Fossa, villa già 
ripiena di grandi , e belli edifici., ed ora quasi affatto desolata • 

Per r istessa linea sino a fossa Zaniela , ed oltre sino alla Fasmna» 
ta , tratto di molte miglia , vi è aolo 1' argine in parte accasato , ma 
la campagna , abbondante di oannocoe, non conserva, ehe la memo-*' 
ria de' siti già coltivati • 

La villa di S. Martino nel tempo delle diversione del Reno, abita* 
ta da migliaia di persone , ed ora da centinaia, è divenuta d' una 
speeie singolare fra le cose create 9. non eapendosi , se sia terra, o ao- 
qua, poiché il Reno con le sue eaeresoenze ba ricoperte con terra 
la sommità delle finestre delle più alte case , e delle pia umili , 
basse ( sena» iperbole ) ha uguagliato il tetto ^ e nondimeno con lai 
pienare torna a galleggiarvi , ncohò dovrà presto rimanere abbandonata.-. 

La campagna della Sanmartina , già tanto feconda , e doviaiosa di 
cassine, ed animali, ora è valle, e qualche scanno, o dosso eretto- 
vi dal Reno , non è che bosco impraticabile • 

I) Polesine dì S. Giorgio , intitolato da Gio. Battista Aleotti ( ce«» 
lebve ingegnerò Ferrarese- ) anima , e spirito vitale dello stato di Fer« 
rara , avendo pwdnti gli scoli , per 1' interrimento del Po d' Argenta, 
ed inalsamenm delle sue acque , mentre ora non può svenarsi nelle 
valli, come fiioeva prima per le bocche, altrìmente chiamate Buote^ 
cammina a gran passi alla total sua perdita (a). ^ ' 

Lascio da parte gì' infiniti danni , e mali , eh' ha £itto , e fa nel« 
l' Argentano , Gonsandplo, Massa , Riviera di Filo , Lugo, Bagnaoavallo » 
Conselice 9 ed altri , e quanti gentiluomini sono morti miserabili , e 



(i) n Po d' Af|penta viene aaofae cl^iamate Po. di Prìiiiaro« 
(a) L' Aelotò stampò la corografia. Panno 1601. od iti quella predica la som* 
nofiione dal Polesine di 8* Giorgio, ed eia Ferrarese, e stipendiato daUa città* 



i8o 

qnaoti hanno' disabitato la città, quanti non bannopotnto ammogliar- 
si , quante famiglie estinte , e quanti luoghi Pii hanno perduto le 
loro sostanze, o in tutto, o in parte.. 

Questa rappresentazione noa ò nn corpa fantastioo , non- chimera^ 
o congettura, ma dimostrativa,, nemmeno un quid fuHsy ma» vai quùi 
facti , onde la pertinacia de' Ferraresi si può piuttosto, attribuire a 
aeiagurà fatale di queste dae città , a territori ^ che* a vero^ sentimeo» 
to ragionevole ^ 

Aggi liuto, per motivo non> inefficace,, che la fortezza,, la città di 
Ferrara , e le valli di Gomacchio hanno* sino* ad* ora , per disordini 
del Rena, sentite, male crisi, ma per raVv^eoire^ non. ponno* fuggire 
quegli effetti maligni, che le ridurrà air eccidio^ 

Dal margine della fossa della Fortezza ,. sino al labbro del Po di Va» 
lane, non vi è di cootineote,. che un- tira di balestra.. Il Pò di Vo- 
lano non è ivi più largo di un* condottOr, e per linea divisoria fra 
esso Po , e P aoqua stagnante del Reno , non. vi è altro* intervallo , 
ohe la strada.. Va cresoenda ciascheduni anno L'acqua del Reno, e 
deponenda materia 5. sicché' alzando* quel fondo ^ si abbassa la fortezza, 
onde acciò lion trabocchi P acqua del Réna nel Po, ed indi nella fos- 
aa della fortezza,, sona tre anni, che la suddetta strada divisoria vie* 
ne innalzata con terra , a proporziona delP accrescimento deli* acqua 
in £Biccia alla fortezza^ , ^ . 

Quanto poi anche vada deteriòranda la detta fortezza nella salubri- 
tà deir aria , e città istessa ». o quanto, vadana abilitandosi col rima- 
nente in conca a ricevere la furia delP acqua, ogni* debole ioteiJetto 
paò darne il giudizio; e se succedessero di netta gli accidenti, che 
sono succeduti di giorno alcune volte », darebbe P ultimo tracotto a 
quella città. 

* Le valli , e città di Gomacchio ». qnanda rompesse , o soverohias- 
se il Po di Primaro nel Polesine di S. 6 inizio , saranno il ricettaoa* 
lo delP acque del Reno, con> poca speranza», che mai più si pren- 
da la rotta , particolarmente se alla rotta ne succedesse reiterate pie* 
Bare del Reno , avendo il Po di Primaro* circa» 14* piedi di caduta 
Bel Polesine. « 

La^ navigazione da Ferrara a Bologna si è già* perduta una volta » 
e si è 'rifatta con gran spesa, e con allungamento del doppio viag- 
gio, e va mancando anche questa, neppur serve se bon per pochi 
mesi dell' anno • La spesa delia condotta per acqua di carra sei di 
ibereaozia importa al presente lire 16. di questa ùienèta ; per terra lire 
144» (O.nia non si può uè anche praticare il viaggio di terra ae noa 



«»• 



(1) Lire 16 di moneta di Bologna, fanno di Roma «cadi 3. baiocc Si. : o li» lAtt. 
•e «9. 9$. ' ; T » ^ -T-i- 



i8r 

ts» mesi deir anm» ioii^i^àrdo delle peisim^ strade di questa regione. 

Qaantò deooros utiie |, abbondanM , e popolazione arr^hi alle città 
il. traffico 9 à politica peculiare' r qioaato» nnpoiti alla Camera per la ga-* 
belh di Eawara, è facile dìi; farne la^seàodaglto». 

Dalli suddetlU accidiejiti' c^o<Bvertiti in «ostanza si vede, e secisibil'^ 
incinta' su oeupsoet» ohe le^ valli. noa« sono: il •centro del Reno*», né at« 
tivaniDBnte 9 nò passivaaionte .. Attivamente^ perchè ha- bisogno' d' un 
fine, reale^ né ama di terminare im acque* »tag(iaatÌ9."^nn^veat&ndogli 
fi) o gran cadnta 9, o aeqna fluida» e- veloce*» che porti la sua torbi-^ 
da -al: mare*^ Pkssìwamenfe ^ peisehèc le* valli sono* no ptccoL mare , ov- 
vero^ tanti catini de' quali ve- n' è necessiti »* per ricettaeoro dell' ac- 
que* del' Ferrarese ». Bolognese ». e Romagnola, onde- con" riempirsi di 
vantaggio 9 e 0<m P' acqua stagnante, e' con la terra, che portji il 
Reno., Ferrara coi Polesine di S. Oiergio»- rimarrebbero- sommerai", le 
yilUL di. Giimafittbia diverrebbero^ scoli delL^ acque; chiare »: e la città di 
Gomaochk) ingoiata •. 

L! esperieiusa è verìdica' maestra* dr quello* dovrà* succedere ,? men« 
tre ora si: veda essere statai interrita tanta porzione di dette valli » 
perduti g)« scoli,» ed^iuafzale Tacque; del Po* dT Argenta ».^ per cadere 
ruinosamente nel Polesine' di S.. Giorgio », o* pia* in. su » a più in giù» 
cerner porterà il caso ... 

e Non vr rimane in tanto altro aftov per iiicammÌMre il Reno, che 
«ueiro del Po. di Venezia , tanto- più, che il tirare' un ramo di detto 
ro' innaDÙ. la città di Ferrara vien stima tO'^dispeDdioso , e d' impos»-^ 
aibile riuscita (2)^' mentre^ che ii Duca- di Ferrara versato iuf queste^ mate*» 
vìe > ed' aocerobiatO' da uomini insignir iut pratica , e teorica^ tentò io 
yauo-.r impresa .. Nel^ Po di Vene^ ia;t si verificano' i due' 'requisiti per 
il Renov cioè caduta (3) e velocità di corso» delP acqua paziente.. 

Piùv prova- della^ velocità si dice $ che il sopportar ^9; fiumi eh' en« 
tirano- ael! snor lètlor» e particolanneniìe' r'Adice y, il quale porta più 
torbida' in una* volta »> che. il Rene iir quattro , ne vi è segnc d' in^ 
terrimento' in- migliaia- d' anni » pare ohe sia' sufficiente • 
i Quindi si fa^ luoga di rispondere; a^ due obiezioni' fattar da: alcuni ; 



^*-»^ 



«■*» 



(i^ L^ estensione ' del Ferrarese è piuttosto orizzontale ,; che pendice vo costiero » 
a però de tesi' éepii tare- i siti declinati. * 

(a) Non sitsoao' potute' cdtictliare: Pdpinioiil^de'FèrraTesi: diséo'rdi' fra. di loro', 
circa il* punto- e sito da* pigBare il Po^^ per stirarlo a Ferrara./ 

(3) O^gr lai difficoltèud? introdurre- iFramafdel: Po ìnuapzÌ4FéixAi^ del 

passato , in rigpBcda , che il Reno ha* «con volto. tutti i. piani' ^ e siti • Vincenzo 
Sassi livellò l*annQ> lóar. e trovò che il Reno dal luogo ^ dóve si doveva fare il 
taglio sino àUa Stellata , vi sono piedi aS di caduta nel Po . Ora ve ne saranno 
pia. di So*, ' . 



. \ 



i8a 



cioè, cbe il Reno abbia aAticamenio Soterrko ìi Podi Ferrara • Si sa» 
ch'estendo diviso il Po in due raani , ed essendo gaseto reqnilibrio 



a Figarolo , che regolava il ranso anddetto » nò essendovisi posto ca- 
ra , a poco a poco V alveo del Po di Venexta andò prop«Mrsioaandosi , 
coni in larghessa^ oeme io profondità alla oofna della* nnova soqna 
accresciuta tirando a ae maggior .quantità , e le torbide » ebe giange- 
-rane nel Po , troTaodo <|uel ramo di Ferrara debole » e aoarso d^ ao- 
qua , cominciarono a deporre la materia limeaa , ove ^vnto il Reno » 
e sboccando in quel grand' alveo, povero d'aeqnat si dilatò, rc aei^ 
vandosi tant'alv^^o, quanto fosse sufficiente al sno oorso (effetto na- 
turale) depose nel rimanente .dell' alveo aemimorto «del Po la materia 
della torbida^ 

Che anche potesse interrire la Ssce dcd mare , rio diflieihncnte 
può accadete in qualche P^rte del Mondo , dove il mava non id>bìa 
profondità , .0 non abbia fiosso, e reflusso, ma l'esperiema mostiat 
che in cinquemila , e più anni dalla creazione , se il mare fesse so^ 
toposlo ad interrimento, non vi sarebbe «più mare» pevdbò tnfeti li 
fiumi del Mondo terminano nel mare • 

Che il Beno possa accrescere notabilmente aoma si Po, qoMMio 
detto Po sìa tumido , .e gonfio Ji il che non snoie accadere , proce- 
dendo r ingrossaménto di detti 6umi , da causa , o venti ^pnaai con-> 
trarjj ai ilice, che .stante la regola, che «n corpo minore, e mea 
violento non può eoirare nel msegiore » e più viMonto , U Bìene noQ 
potria entrare «nel Po^ prima ch^bUa eqnilibnta la ena aeqna ^cen 
quella del Po, né vi -potrà entrare , se non con quella poraione, che 
supererà l' acqua del Po , la quale san poca , poiché «eli' atto mede* 
Simo , che V acqua del Reno . avrà aoperato il pelo dell' aequa del Po , 
onella si spaigerà sopre la superficie <li questa , la quale dilatata per 
r ampio seno dì quel ,.,gren vaso i ^ «portata .npidamente al mare , 
non potendone giùngere -tanta quantità , che la ^Sorrento del Po non 
l'sblaa trasmessa, e stnunmacsatu in mare. 

Per rispondere anche in particolare , fiforato il caso , che il Reno 
debba entrare nel Po con due piedi quadri d'4ieqna ( benché dicono 
sei ) si dice , eh' entreodo %g. numi nel Po , e molti triplicatamente 
maggiori del -Reno, se entrassero nel Po con due piedi quadri d'ae« 
qua , sanano piedi 58. d' acqua , ma perebé il Po non na tanta al- 
tezza , né anche dalla sommifà degli argini ^ sino al cupo del tao 
fimdo , però non vi si deve ^ar altra riflessione , né addurre regioni j 
perché il fatto condode il contrario . 

Per correttivo ancora di questo panico timore ai dice , che si poi» 
sono limitare Tacque del Reno con una, o due soglie laterali » o ci* 
dote , sicché non entrerà mai nel Po , se non quella misura d'ac- 
qua » che gli sarà daU dal regolamento suddetto» ed il Reno sempre 



i8S 

t 

andari^ felieeoieiif e , perché^, mentre abbia cono , soata il suo lettor 
uè «{«dita maatima è mai tutta richiamata in dubbio . 

Menunialé dato per parte de* signori Ferraresi a N. S. per 

la remozione del Reno dotte valli •' 

fjrli nmiUanmi^ )9 derrotiaMmi Serri anoi gP interessati di Santa 
Bianca » Garamai^y e Vibrano dalP acque del Reno , per la rotta se* 

r* la m SeóC Agostine » TìHa «ef Bolognese , ed insieme * gV interessati 
Po rotto ySaniaartiiia^ Torte della* Fossa » Fòssa naoTs , Sant* Egi- 
dio» Marrara ^ Gìarré dt Reno, Torre de) Fondo, e -Comi naie, tutte 
TÌUe del Ferrarese , cbe^ già erano arative , arborate , e vitate , ora tat^ 
te besohive , e viralKTe' per causa dell' acque del Reno , vedendo che 
per causa delle ' differense , die in questo particolare vertono fra là 
città di B^ogna> e' Ferrara non possono conseguire rimedio^ è tine a 
tanti loro danni, e «riserìe ^ eh banno aggiuntola ruiua di' itiolte fa- 
miglie , in gravissiàfeo dituno dèlia città di Ferrara, e della Rdveren* 
da Camera Apostolica per i diritti , ch^ erìgerebbe sopra P eutrasé 
di tanti beni, se fossero éoltivati, e fruttiferi, quali Vostra Sabtità 
può &oilmen$e argomentare dalla quantità del terreno fatta boschivo, 
e vallivo , eh' è circa moggia quattromila , e del terreoo inoaJata di 
auovo , eh' è più di moggia duemila , quale si figura possa rendere 
d'entrata ogn'anno (considerate tutte le qualità) almeno scudi quin- 
dici^ moggio di terra, che sono scudi novaotamila ogn'auno, sepxa 
la parte rustieale , .oltre la pèrdita di fabbriche , ^alberi , viti , ed ani* 
mali , per la lusrte de' Ferri^resi , restandovi poi la parte de' beni de^ 
Bolognesi, de quali si avrà da essi notizia • 



• » 



£ perchè per la disunione d' alcuni cittadini de' più grandi guida* 

ti'4a propri interessi vien impedito al Magistrato lo scoprir queste 

piaghe a Vostra Santità per mezzo dell' Ambasciatore ; si sono perciò 

risoluti gli Oratori , umilissimi suoi servi , e sudditi , ricorrere gencH 

flessi a suoi santissimi piedi , supplicandola a porgere ormai con fa s|ia 

4y»9to«issima^ mano oppOTtuno rimedio alle loro mine, che di présente 

.«arebhe^, il comandare espressamente a' signori bolognesi , che ripigtias- 

tesoi la rotta>'^ .poi aSttbito , che il Reno a' inoaisasse netta Via; ove 

al presente piega nel Po grande verso la Stellata , altre volte disegna* 

ta^ e patinata a quest' efietto, che tale vien stimato il vero, reale, 

e perpetuo rimedio a questi mali • 

£ cosìfCrederiafio! sostar provviste 4 ìoto medeslm}, e liberato la 
città , lai forteasa , il Polesiae:di> S. Gìoi^o^ con^ lis t^ittà , e valli di 
.Comaochio. dagl' amminenli iperìocdi , che gii «ovrattano ,^ non ricUsén- 
do alena altro rimedio,: che :<opportand pateMe alla Santità Vostra in 
bqIUcvo, «:^v«mentf de^ orateci) ed <atìie della stato di Sante 



/' 



I 
\ 



l84 

Ghiera « acciò questB citik^e 4Uo daeato slèM teoaU fierpummenie 
ricoDCMoere , e profesrare «gaetto £tàxì Jb ^n efaiA jdalk . pi »toi ÌMÌ« « a^ 
no dimostra Santità.» 
Quam Dous .ec* ^ ^ 






Bonifacio Bevilacqua 

Gioan Carlo Magnamni^^ 

Lqdqpico Carpi .^ 

Franceji^o NaselU^, >' 

Zaccaria Poverelli ^ per tutU^ la 

cofia Poverelli • 
Fr^ V.^ura Afnadei .Procur. 4^ - 

Servi f» 
Ottavio.^Ariosti. 
Giulio Vacca • 
VincfiuzQ JPigqnti fiianonico Teo* ■ 

Ioga . 
Ciarlo JBrandoUjB 
Luigi Capello • 

Giacomo, Muraria 
Carlo ^rapini ^ 

Paolo .Navile.0 

Filippo Manzoli. 

Affurea Guareschi^ 

Giacomo ji* JlrcQ JBiietU 4i fona 

Nuova,* 
Andrea JHuzzarelli • 
^Rinaldo Buosi* 
Giacomo Venuro • 
Alonso Ruiti. 
Luca Mattioli^ . 



] 



Vincenzo Cinuìd fiffermo^ 

GiovmmU iBonlei • 

Già. Mm$iita SuperH. : 

Jl moiósimo* jmr* M ngnù% ^AkjH 

Mindro . JH^gn pufUUo.. 
.Domenico JP«fiiawu>»ì • > - 
&iO. Antonio Rmepij^ 
JSirolama FerrOMMi * 
JFraocefco Jia^àjgliaL 
jGia€0mo^é^lighmid i- 
tCeeare jSignà^ 

Giulio Peretii^ 

Gio. .Maria GaUerm^ 

Antonio JJtùUa 
Girolamo SLa n MOtti^ 

AntoniQ Serrai 

JSrcole Borjgna^ 

.Carlo FoUgattim 

^ Emilio .di Ftrrara éCelarmio ài 

. S. ^Giorgio per .il Monastero * 

Luigi Muz%arelli,^ 

Muzio Arivieri^ 

^artolommeo Alhwtino Manda* 
torio delle Monache di S. Moù- 

jCOm 



Furie .Scritture nel caso rdi aver Uoato V .acqua del JRmo di Bologna 
dal cadere nel Po , e di rimetterlo di nuovo » leoùndolo dal cado^ 
re nelle vaili » del signmr Gio. Batista Barattieri^ ingogngro della 
ia Ducal jcamera di .JkElano ^ ecm 



V arietà dUoeidtiiti liaoQO pm "Tolte fermata IMmprattioM ^ qae-* 
•t'opera 4 <e perchè frattanto ftono òomparte lobbie fatte -dall' aJ^te 
J). ^Benedetto ifinaAclU in tiimle materia d'aoqee » tette in un corpo 
con i Moi manoscritti ' stampati in Bologna da' Xkoesi , e tono le me- 
de»ime^ che noi inseriaouD in qoeata seconda pvte \ ToloTano ^rcab 



i85 

aloQm 9 che m tràhsinatie di contiontre i legnenti manoscritti , e ri* 
metterti {ter eni al ' già atanf^ato da' Dosai ; ma perchè il nostro fi- 
sa' if di onire in questo corpo tatto quello 9 che noi sappiamo esse- 
re stato sincera scritto nella materia deil'acqne, è prevalsa la ra* 
pone di oonttnnare al modo 9 ch'ella fa ordinata fin da principio, 
stimando che possa dare m tal maniera più compita aoddisfaaiona 
a tutti • 

E perchè nello stampato a Bologna vi hanno agjpnnto di più certa 
scrittuaa di Relaaione, che fa fiitta V anno i6a5. dall' Ulustrìssiroo t 
e Rererendissimo Monsignor Cesare Corsini sopra la eaosa dell'ac- 
que del Reno di Bolosna , del Po , e d' altri fiumi della Romagnola , 
che si controvertono ira ì signori Bolognesi , e Ferraresi , e fatta da 
esso Monsignore quando fu generale visitatore deputato in quella fao* 
cenda, per ordine della fel. mem. di Papa Urbano Vllf. Opera degna 
di essere veduta, perchè discorre d' uno de' maggiori interessi d' ac* 
que , eh' oggidì si senta disputare iu Europa ^ . abbiamo noi anche 
perciò risoluto di arricchire con la medesima relazione queste fatiche^ 
massime, che già v' era il pensiero di farlo senz' altro, e "porvi d' av^ 
vantaggio quel poco da noi scritto gli anni passati sopra lo stesso 
fatto Sperando , che possa in tal • modo restare più adempito il nostro 
pensiero , massime che questo caso può servir€f d' esempio molto gran» 
de a quelli , eh* avranne mai da risolvere sofura materie d' acque tan- 
to rileranti , non potendosi a tfeno di non detestare una tanta risola* 
zione di levare l'acque del Reno dal continuare la caduta nel Po , a 
mandarla dentro le valli f eoi pensiero , che d avesse da ritornare al 
ano primo viaggio quando fossero stati espurgati quegli alvei di Vo* 
lana , e' Prìmaro , e rimessa di nuovo la navigazione in essi oomum- 
cata col Po grande; operazione, che ancorché assistita da potentissi^ 
me persone , era nondimeno da stimarsi impossibile, come l'eape*' 
rìenza l'ha poi fatto vedere a tutto il mondo, essendono seguite tante 
mine , che nel Bolognese si contato di possesdoni , e villaggi perda» 
ti, ed annegati, per 1' annoa rendita di cento ottantamila dnoatoni, 
e poco meno di altrettanto Ti è di perita nel Ferrarese , olore all' a^ 
ver posto la città medesima di Ferrara in istato , che Dio sa ciò che 
ne Sta per seguire , e ne dovevano essere avvertiti , perchè la scava- 
zione d una tanta lunghezza d' alvei , e la rimessa del Po negli aU 
Tei di Ferrara ed altri siné al mare, noil poè, eh' esaeio stimata im* 
possibile. 

Ma perchè, senif essere aocompagnata k aerittura di questo^Mon* 
aignote da una carta , che mostri la figura 4i quel paese , e màssime 
de' siti sopra quali si discorre , non sarà <riia forse ben ttjteaa da tal» 
ti ; aggtannremo noi qui le seguenti notizie , mediante tè J[aali po« 
tra ciascheSuno Telerai delle tavsole ' del Fomirese > Bok^aese , 

a4 



^ 



• 



tr 



i86 

Roma^ola ^ stampate in libro con V halia fnttà del MigiM^, fticfaè 
comparirà k carta ben aggiastata éi quel fttjto^ ohe dcuol Tirtnooi 
Tanno ÀiceBd» per ordine di queUe dae* città f che avaali di Svut 
Santità discorrono le forme di pretvedenri.- 

Si vedono quantità di acrittnre sopra questa ptrtieolare, tenCo 
m istarapa , quanto^ a meno , fiitte i» pi» tempi , da? primi eoggeiti 
d' Italia , e fuori , in occasioni di più vìsite iatte da diversi de* più 
qnafificati Emìneòtissimi Cardinali del Geneistore* » e da diversi^ Pre- 
lati d' ordine de* Sommi Pontefici, seconda i tempi» .ed altagetteata 
1^ parte ancora». 

1: rima-, si avverte che nella* tavole deT Ferrarese^ dbve if confine 
£ra Bolognesi , e Ferraresi attraversa il Reno , si vede sopra la mdì- 
atra sponda di esso Reno- la villa » che dicono Osterìa naova ; quest» 
eon il medesimo confine vorrebbe essere ma poco più verso iL mei* 
sodi; e nello stesso punto poi dove- hanno postO'tiàe osteria r vorieb* 
be esservi la chiesa ai 'Yigarano •• 

Dove si vede posto Mirabelle » vorrebbe esswvi la vifla die^ GIb^ 
alien , e quelle di Mirabelle poi tra' Bhtslieri». e 1* Qstexìa ano va so-^ 
pradd'etta. 

Alla chiesa di Vigaraao sopraddetta » V anno* i6o4* fo eerrate* 1* ai* 
veo del Reno ; e fcn-ono volute 1* aeqne sue a correre verso levanlCy 
passando per di sotto la toire di j^ndo , sino » trovare la valle San- 
martina • Restò derelitto per questo 1* alveo del Reno^ da* detta* due-^ 
aa sino a Po rotto ^ come resta ancora*. 

A Riolo 9 fiumicello di quella pane » andava diritte nel: Pò a Gas- 
sana , o Po rotte ;. fn levato di sopKa dalla^ terre di Verga , e manda- 
to^ come sr vede , sella valle di Mlirrara , e restai perciò intorrìto 
qnef canale da dette terre sino al Po rotto , e lo stesso fa il fiami' 
celio* Scorsuro*. 

• Dopo tale diversione y il Rene^ ha scorso ui^ tempo* dalla chiesa di 
Vigarane alla valle Sanmariina , distendendosi ancora dentro quella di 
Merrara ; ma rompendosi , pochi anni sono.» verso^ tramontana » si ò 
poi fatto r alveo, come dal centro di 



dette valle Saomartina ^ ^tno a 
mettersi ndl* antico lette di RickK a Po rotto-» dove poi si ò voltato 
Con il suo corso fuori dell' argine parallelo del Po di Fonerà , e vi<»- 
fio alla torre della Fossa a disperdersi di nnovo nella valle di Marra- 
ra , Kstindo tra esso Reno , e Po , non più terrena» che le pianta 
dell' argine » che pure ancora si oonserra aano • 



r 



i87 . 

Sotti de' -Ghialidn è «mi euwatnra fermata fiA JReno con U Bini* 
atra parto poco sotto Mìrabello , qual Mirabelle vuole essere Ghi-* 
aìierio • 

La nayìgazioBe 4a .Bologna a FesrAra -è canale lifaviglio^ ^ch' esce 
dft Bologna , ^ va a Malalbergo , .nel qual s)|o , voltato a levante 
^uel Naviglio » u disperde a ux 4elle .bonificazioni ^oon le torbide£/.e 
in quelle vaUi • 

A Malalblì^o •ai muta nave, -e si iiaviga ^^er .canali dentro le «tesse 
vcalli. Era prima distesa tale navigazione da Malalbergo a Botti&eddo, 
a Sanmartino -, e passando tra le valli Saamartina^ e Marr^ira:, andava 
Bel Po a Ferrara iper le iioccbe «de' Masi , che si diranno ^ 

Qì^ interrimenti fatti in qaelle valli dal Reno » dotpo ccbe vi entra.^ 
^ banno interrita .k prima navigazione , fu perciò necessario portadrla 
più il basso ed entrare nel Po alla topre della Fossa.» 

£ perchè -si è interrita la valle d' avvantaggio., hanno traportate 
la via della navigatone » cioè da Malalbergo n^ poco per la via veo- 
ehia e poi piegando, sono andati a trovare il confine tra' Bolognesi , 
e i Ferraresi nella vaile di Marrara ^ sopra la linea di tal confine ^^ 
oh' è retta camminando a levante circa due miglia , bunoo poi vol« 
tato il viaggio a tramontana per essa valle sino a trovare il canale 
del Dnca , eh' è quello , che nel disino dicono Canale unovo , per. 
dentro del qnale «voltandosi a ponente , .poco avanti si ievano^ e tor- 
nando a traihontana, vanno dentro del Po inoootro la torre di Cai- 
baaa > e per di là nel Po a Ferrara^ e ^hi V4iele verso levante al mare* 

H canale Ael Dnca è quello f che le tavole pongono per Canal nuo- 
vo ; |Nissa p^r la valle Sanmartina » e passando per quelle di Marrara » 
ai inette nel Po , di sotto quella terra , detta di Marrara^ 

U Po di Ferrara oggidì non corre più dalla Stellata abbasso^ corren- 
do tutto il Po dentro del Po grande , che chiamano il Po di Vene* 
aday'Che passa a Lago scuro^ Quel txatto di canale^ che fu Po dalla 
villa biella Stellata^ sino aUa villa del Bondeno « serve -solamente di 
Canale a Pacare » fiume del Modenese » che va a mettersi nel Po sot- 
to esaa Stellata • Dal Bondeno eino al cacale di Cento , 1' alveo dd 
Po 4i Ferrara è xiempito di terra ; e perchè quest' alveo derelitto^ 
era ( come pur anche è di p^sente ) provveduto d' argini dall' uni^ 
e dall' altra pi^rte > hanno ^i i. Ferraresi fatto un arsine a traver- 
so di ^etto alveo -9 riempito -impresso la terra del Bondeno ^ intesta- 
to da' capi agli albini iate||U sopraddetti 4 -quest' argine attraversate 
alla valle 9 o letto deirelitto Jel Po. ^li Ferrara» è queUo che.P a- 
bate Castelli con, il -suo Corcolario XuL dice ^ che lesse selite essere 
tagliato da' Ferraresi nel tempo delle grosse piene del Po, accioc- 
ché si scaripasaero tali piene u\ mare 9 anolie ppr esso Po derelitto 
verso Ferrara. ,^ . 



t. 



i88 

Il canal Serra oTTero il Stramasxo » è 'un alreo manufatte ' per 
condurre Panaro nel Po di Ferrara » pigUaodoIo poco topn^ del Boti* 
deno , e sboccandolo nel Po verso la l)occa del canale di Gente ; pen- 
sarono di mantenere la navinsione a Ferrara con il Panaro 9 ma non 
ebbe effetto , ed è aerreto , disperso $ e riempito • 

Gambarone TÌUa , €bieaa di G^mbarone > e Tolta di Gambarone , è 
una chiesa con villa sopra la sinistra parte di Panaro » messo miglio 
sotto del Bondeno verso la Stellata ; la volta è 9 obe il PHbaro paasap- 
to il Bondeno si distende assu verso V Ospidaletto « e poi torna con 
giro sotto esso Bondeno alla chiesa di Gambarone dove pare si volta , 
e torna verso sette peleaini } e la volta citata è quella 9 ohe ai & adi- 
to la medesima chiesa. 

Le valli , che descrìvono , per doversi mandare 1* aoqae di Reno y 
e degli altri fiumi di Romagna al mare 9 sensa V alveo del Po di Pri- 
maro ^ o d* Argenta » anno lagone verso messodì dello atetso Po 
d' Argenta y o Prìmaro • La prima valle e quella f che dicono di San- 
martina, distesa incontro Ferrara da Po rotto a torre della Fosaa aioo 
al Cominale. La seconda valle è quella di Marrara» dialeaa dalla tor- 
re della Fossa aino al Traghetto 9 e Molinella , e da detto Po d' Ar- 
Senta sino a Malalbergo • La tersa valle è quella di Marmorta , o aia 
' Argenta , che va sino al fossato Zeniolo • La quarta valle e quella 
acritta Territorio Leonino , distesa sino al mare , che per esaere nel 
Ravigniino , anche vien detta valle di Ravenna • 
- Queste valli sono fra loro distinte con un poco di terpno alquan- 
to più alto delle loro acque; cascano perciò Tacque un po' poco 
dall' una nel!' altra, e cosi dalla prima alla aeoonda» e ^alla aeoonda 
alla terza , vanno ( ai può dire ) sino al mare , ma con di^coltk » per 
essere poca la pendensa 9 e grande V impedimento di oanoacoe t 4i pal- 
niaoci 9 ed altri erbaggi » che sogliono produrre V acque » ed i nti di 
qaella sorte , scolano però nel Po d' Argenta con varie bocehe » eh* ea- 
ai chiamano Bove » ma perchè molta di esse ai tengono impeidite con 
i; molini, o chiuse , malamente ne aegue V effetto di acciaro • 

Valle di Geminale è poi quella parte di valle » o di terreno » ebo 
resta fra la valle Sanmartina » ed il Riolo nuovo da Bottifroddo sino a 
Rido vecchio , e torre di Verga • ^ 

Nella tavola del Bolognese si vede Riolo vecchio» Riolo nnovo, 
il vecchio più non corre » essendo egli già tutto interrito dalle tcMr- 
Bide di Reno , che cadono nella valle Goi|inale e Sanmartina 9 e rin- 
gorga verso Sant' Agostino ; sioeiiò oggidì va per il nuovo Riolo (arto 
a quest^ effetto alla valle di Marrara» ohe non serve» perohè non ha 
caduta • 

Paeae di Raveda, Poagio , Gaprara, Oiarre di Reno» e Saot'A* 
goatino p sono ville » ch^ hanno i Joro tenrito4 » che ai pirdttio 9 per 



189 

essèm interriti gli scoli 9 ed in quella putte del Bolognese 9 ehe re- 
sta tra la Pieve , Cominale , e Galearedela sino a Galliera , e San 
Pietro in Gasale, segue lo stesso disordine* 

Boocbe de' Masi sono qaelle , per le quali 1' acqae della Sanmarti- 
uà si scarìoano rientro del Po di Ferrara; sono incontro la punta di' 
S« Giorgio, dove il Po si divide ne' due rami di Pritnaro, e Volana^ 

Boccile di Lievaloro sono un poco più sotto le passate de' Masi • 

Bocche libi Gastaldo de^ Rossi , e Bocca nuova. sono per le valli di 
Marrara , e fanno P esito all' acque del Po d' Argenta nel sito , che 
81 vede a mezza via tra Marrara , ed il Traghetto • 

Il Ganale di Gacnpate è un canale distete ^ come se la S*vena veo* 
ehìa andasse dritta al Po d'Argenta al Gastaldo de'. Rossi. 

Cavamente Zaniolg è un nuovo canate fatto nella vaile di Marrara , 
parallelo al Po d'Argenta; comincia presso Marrara nel canale Ga- 
ctipate , e sì atende sino fra il Travetto , e la Molinella» e scari- 
ca 1' acque nella valle di Marmorta «. 

1/ alveo del Po di Prìmaro è stata modernamente drizzato da S. 
Alberto sino alla volta dell' Abate alta Mandriola vicino al mare. 

Ghìavicbe Pìlastresi, che sono alla Stellata , servono per passare 
sdtlo l'argine l'acque , che colane il Mirandolescy parte del Man- 
tovano y del Ferrarese , e Modane.se ancora , e vanno dentro del Po 
grande poco prima di Panaro ; queste si aprono , e si serrano y secon- 
do gli alzamenti del Po. 

C^iavicl;^ di Qnadrea sono a Quadrea villa nella destra parte del 
Pe di Volana poco sotto a Ferrara ; servivano altre volte di bocca 
a cavar acqua dal Po , per fare de' molini a Belriguardo villa del 
Polesine di S. Giorgio ; quest^ acqua poi andava a ca4ere nella vdle 
del Mezzano , o di Gomacchio , portata dal canal Verginese'. E fabbri* 
ca molto bene intesa , e 'fu fatta sine al tempo de' Duchi di Ferrai* 
ra , e di suo ordine * 

' Gbiàviche Paolino è una ^bbrica molto maggiore della passata , 
fatta nella sponda sinistra del Po d' Argenta verso le Valli di Gomac* 
ehio 9 poco sotte 1' osteria di Fillo ; P apertura è di cinque gran 

})orte ; fu ^tta con pensiére , ehe per di là si avessero da scaricare 
' acque chiare soprabbondànti di Primaro nelle valli di Gomacchio ; 
mia perchè la prima volta» che. vi fecero correre l' acqua, èomincia- 
Tono a minacciare mina, apretìAisi alcune muraglie delle" principali , 
furono perciò interrite , lie pìà-hamio operato . 

Dfrdàna è un fiume, e. lacuna één acque perenni» sopra 1' alte 
lix>pcrnnìiie del Bolojgnese, le qibili BÉturalmeme si> scaricano dentro 
dì Panaro : hanno diseguMo tme Vjòlte i' signori Bolognesi di voltarle 
dentro deliuo Reno , pèr^farló pW copióso^ d^ «eqtea in servizio del 
•no natiglìo navigabili» e &rlo MlaCjBm Midalbei^e sino a Ferrata* 



( 






^90 

-Gò di Coro terra dèi «Ferrarete dietm al To di Yolaiia è opeRa 
che hanno aoritto per capo di Goco^ e le chiaTÌche di Goro eimaua 
in detto Po poco sopra eaaa terra^ 

V alveo ddl JReno dalla Pieire^ oTvero da Cento a hasao^, -oorre , ai 
p«LÒ idìxe sc^ra la 'Campagna , oontennto daeli arguii aaoi latenti , eh^ 
per. non aver ^pendensa, -ai alaa di «corpo a' acqna in modo 9 che per 
contenerla , bisogna ohe -tali ai^gini aieno &bbrioati idtissimi, e s^oe 
lo stesso al £amiceUo Savena ^ ^d altci » ohe vanno io 4^eIIe valli 
cim r aoqne de' siti alti del 'Bologneae^ e che portano torbidezze» per* 
che deponendosi quelle in fine del loro corso» dio -resta senza moto» 
•aforiano ogni anno a nuovi alzamenti d' argini • 

Bott^ degli Annegati «è nella paste .deatra del Beno 9000 4i ssapra 
da Ohielìaro » verao &ini' Agostino^ 

Etoldo h nome abbreviato da' Eerfaroai » c4 altri di. qne' contomi « 
ed è quel sito » ed argine del fiume » che si trova unito «con la ooc« 
rosione e quasi Froldo ; è quando la corrosione vi sta poco lontana. 
' Pavesane sono Je inondezìoni d' acqae fiitto nelle valli con il rìn- 

Sorgo de' fiumi ^ che vi entrano per «ezze dalle bove # ^o bocche ^ 
ì quali -aubito calano con il calare del £ame^ 

.Serrare una rotta « o pigliare lOna rotta in qiidie parti « h qnaodo 
ai serra una delle rotture fiitte da «quei fiumi ne' saoi argini, l'-ope- 
nzione inesce difficile , e dispendiosa^ ed hanno portato avanti aJcu- 
lie più anni prima che si sieno potute aerrare; la causa della diffi^ 
colta è y che correndo i' acqua di quei fiomi aempre x^^olenuta da 
tali suoi ai>gini., oorrono aempre 1' acque per le niedesime rotte in 
snodo 9 ancorché sia ceduta Ja piena 9 che non è poca difficoltà il 
fi^rmarla • Una particolare ^ che segui gli anni passati *1 Po d' Allen- 
ta ^ e per la ^quale correva l' acqua nelle valli di Cemacchio » per la 
^n caduta 4al fondo dell' .alveo del ^uniQ a quello della vdle 9 era 
si terribile di velocità , che bisognò , che oltre la spesa ^ più dieci- 
ne di migliaia di-acudi« vi concorresse ia risoluzione ancora detU'a- 
nìmo grande dell' Eminentissimo Donghi » Legato in quel tempo in 
quelle parti » altrimente veniva stimata i' opera impossibile.; e perchè 
molte volte nel rimettervi poi l' i^gine di jiuovo ai forma una figura 
aemicircolare 5 4]ueU' opera curvata si dimanda Coronella^ 

Per divertire V acqna del Reno dalle valli » je ometterlo ad Po ^ 
perche vada .al mare, vengono proposte più vie*'. 

La prima è quella ( che sareUie. vittima ) di fiir continuare il Reno 
oim la atrada vecchia dalla Chiesa di Vigarano, 4o^o fu serrato ia 
prima volta sino a. J^o rotto , e poi a^che dritto sino a trovare il Po 
grande sotto la terra di Laco . scuro ; Aa qoeata h la più contenziosa» 

Ln seconda è di farlo andare d#Ua JBbUa A^ Ghislieci al Po di Fer- 
ri^ poco. di %Q$f^fi df)Te entra il iMifude di Cogito »o aia di Saggio ^ e 



/ 



V 



di IK.&I B^odeno ad niHrf(9» ooir Phmro^, r vada alla Slelhtaf e <}ae«^ 
8t3i,^p6' la prima , èftimata }a piàf praticabile, ed' assai buona ^ 
^ La^ tetta, , eiie Vada^ dlir osteria* di cooBiia. fiao^aL medesimo* Po di 
Ferrara , dove faimo Pindaro laaecoa^a. 

' Lar qaatt* viea* disegìsatà dal Reno » metm vi» ^va F osteria sadh 
detta, e la chièsa di Vigar«|6^ e^ofae yada alla Ma^avolta del Po 6& 
Ferrara: qMsìa ò^ì» pm bre^re, per andane al Po» di Ferrara,. ed aor 
dasse poi ,. tome le altre alla Stellata ^ oot Panaro u 

• La qiuBta vìM disegnata » pigliando il Reno frammeaze Ik tersa e 
la quarta , e là &»no" andare- quasi alla* beeea del oanale di Gento-^ 
e per di )à come le altre *. • ' ' ^ . ' . ' 

La- sesta, » prende alla trotta di Ghislierì'o oòpiur né- meno ,. èotlie 
la seconda, e la eondocono a Panaro sopra del Bondeno, e poi drit^ 
ta con il; medesimo^ Panaso alla- Toltai di^ Gamharone ^. e ool ranara at 
Pe sotto la Stellata.. 

La settima è^ ebe Vadavdmre corre di'presente il Reno- sino^ in 
mezzo- la valle Sànmartina, e segniti poi dritto sino alle bocche de' 
Masi a Ferrara ,. e ¥ada per Volano', o per Primaro , come sL voglia* 

L^ ottava ò , cHe vada- il Reno* dalli rotta degB Annegati oh? è pò* 
so di setto > da S* Agostino a Malalbiergo tra Te ¥8111 ^..e. li- terreni 
ntti', e si iaccìana passace per di sotto al Reno li oanali di Riolo, 
di ScNorsuro , ed ritri «no a> metttersi nel Po di Primaro al Traghet^ 
to^,9passsndo per la« ^alle-di^Iarrtfa* Che serve d' avviso a' curiosi 
di queste materie d' acque-* 

È possono nelresto servire le taTole sopraddette.' del Magini, pex^ 

è si accostano^ assai ak Ynr&,** a 



Cànrider^izioni sopra U* mettere F acqua' dèi Ména di Bologna ne¥ Pa* 
grande alla Stellata, o Pnlaàtone del Ferrarese , e dalV altezza-^ 
Ghepuò^fcuner^ pienissimo' Po l^ aggiunta* deW acqua del pierdssi^ 

mo Reno*^ 



lLe£||ins seriHa' dah suddetto^ Barattieri' al sig^ Pietro^ 

I ' Paolo Caravaggio 

E* • 

bby ordine 9- mese passato dalP ffltetrìss. Reggimento di Bologna 
dì mettere in ise#ittiira il mio parere circa la diveroiorfe di quell' ao- 

3 ne 9 che per essere loro * stata akre volte levata la strada . naturale 
' andare al Po v o con esso al. mare ,-'restano ristagnate a* danni , e 
mina di buona* parte del Suo contado Bblogoese. Quello feci , ma 
con ti^e strettezza^ di> tempo , che non potei ben dire tutte le par- 
ticolarità, oh^ erano bisogoeroli ^ J)ìSn, che bisognava per primo fon- 
^buaenio , . èdic unico limedia di <}uaL male * eoadasi*< 17 acoua del 



- • 

^nme Beno a iotricarsi nd, Po graii^ , veirso le terre -delli StelUta » 
o di Pakntooe del Fermrese^. £ perchè aveva osservato da Miitt^-* 
ne predate 9 e dal dire di molti , jolie aiuùle proposicioae ( ia qaalsi* 
voglia parte proposta ) si rendeva apavenlosa # qaelli j ohe hanno 
concepito nejl' animo ^ %e V aggiunta ddr acaoa del piviadmo Ke- 
no a quella del pìtoiaiimo Po » ojibli^lyebbe V istesao Po ad Mzarw 
si nel tempo dèlie sne pene maggiori almeno due , e forse quattro 
piedi d' avantaggio ; e ohe non essendo ^ ar^ni in alftesa capaci 
di un tale aliamento , aegniiehhe Don la prima piena . il ^ conquassa- 
.mento degli argini» e eònseguenleaente poi la aommersioue perpe- 
pefua di tanti paesi sottoposti ; yolli aoohe perciò dire, in quella 
scrittura , per levare tale opinione » che V aggiunta dell^ acqua del 
Reno all'acqua del Po in tempi d'acque altissime, non avrebbe cau- 
aat» magiare alsEamento ^ che di tre once 4^1 suo pledD , appoggian- 
do le mìe lygioni sopra due fondamenti ^ 

II primo , che V aoqua del pienissimo Po a Lagoicuro ^ o Palante* 
ne aia tmat' otto quantità d* acqua aiiuHi M tutta V acqua « che può 
«vere il Reno quand' egli si trova pienissimo • . 

JD accendo 9 ohe li quadrati 4eir altease Tire ^ deU' acque corren- 
ti 9 quando sono basse , af quadrati dell' aitene vive » quando sodo 
idte , sieno ^ ovvero abbiano U steasa proponione fra loie » che si 
trova essere tra le quantità deli' acque de' medesimi £0011 in tempo 
basso y alla quantità deli' acque del tempo alto ; questo perciò à^n j 
senza porvi appresso le necessarie notizie da potersi ^ustiftoare i 
roedciimi fondamentr.. Per il che io coniesso , che possa restar so- 
spesa la%redeiiza di tale mìa proposi^ooe ^ e maasimc a quelli , che 
non avranno cognizione d* alcuni di questi fondamenti . 

Io perciò 4 conaideraCa la nudeasa della mia acrittura e conseguen^ 
temente la ragione di quei lali , ho risoluto di mandarle appresso 
quest' altra 9 la quale ^ ae non avrìi l' orditura compita ^ porierà pe- 
rò seco le particolarità ^ che ricercano le prove delle cose in quella 
supposte 9 con altre ancora 9 che serviranno a molt' altre osserva- 
zioni di ^uel fttlo ; e cosi spero ^ che reateMnno aoddie&tti almeno 
ì più amorevoli^ 

£ fferchè non si possono avere al presente da questi fiumi le preci- 
se misure dell' acque 9 e le velocità 9 cIm si trovaflo in essi 9 auando 
aono altissiine ^ come aarehbe forse necessario ; vedrò 9 con il mudar- 
mi sopra le cose aciitte nella accenda parte della nostra Architettu- 
ra d' ao^ne 9 cen le notìzie che ai cavano dalla relamone 9 che fece 
Mbustgnor Goraini a Sua Santità 1' aono i6a5. e da certo libix) atam* 
pato in Ferrara t' anno i6oa« chiamato Difesa di Gio. Batista Aleot- 
ti d' Argenta 9 di provare il mio discorso 9 e moatrare 9 che la pro- 
porzione della quantità dell' acou del pieniftsimo Reno» inacqua 



» 

^ «del f>ienÌ08Ìmo Po , «la piuttosto 'da ^no a -^4^. obe da nno a 38. co* 

r, me Jbo d^tto nella >inìa prima scrittura ; né j>oi8a perciò il ipseaissU 

i mo Reno., aggiunto ;al ^pienissimo Po., fcausare .maggion altezza «dello 

I .tre .once già dette j'-ma molto .-meno . 

; Invio per tanto a Y. S. JUastrissima i pres^enti scherzi., «concernen*» 

ti al mìo dire in materia d^cque, assicurato in me stessO;, che men- 
tre scorreranno, spalleggìirti'dali' aura favorevole dell' innata sua gen- 
: viilezza , non potranno , rbenchè tra l'aegue ;patir iiaufragio « 



N T I Z I E, 

JL rimar^ nella suddetta relazione di JMpnstgnor Corsini ralla prima 
facciata del suo sesto foglio si vede ^ che chi contradivsè al porsi 
nel Po l'acque del Reno , e del Panaro, pretende , che ^quéidue fiu<- 
mi Reno, e Pana» abbiano 2800. piedi quadri d'acqua, «che sono, 
come se in essi si formassero »le -sezioni trasversali larghe ciaschedu- 
na piede 700 , ed alte piedi 4,*e^che posta^quell' acqua nel Po largo 
piedi 700 , abbiti jperciò da formarsi Jiel .Po J' altezza di quattro pie- 
di d' avvantaggio^ 

Seconda., il Panaro scarica -oggidì bel To ; Testa ^solamente da -esse- 
>re considerala .l'acqua del Reno; e , perchè égli è notorio-, che que- 
sti due 'torrenti ^an no del pari nella sjuantitàr dell'. acqua , -trattando- 
sì ora del cReno solo, "diremo, secondo il sentitnento di quelli^ ohe 
r acqua del Reno ^sia stata conosciuta ;per^un corpo d^-aequa in quan- 
tità di 1400. piedi quadrati^ e -che l'altezza da farsi in .un^alveo di 
larghezza piedi 700. come il Po, a' abbia da far due piediv 

Terza, nella difesar. dell' Aleotti fol. 69. si- vede -aver «egli Dotata 
r altezza vdell' acqua -ordinaria dei Po alla Stellata^ ed 'essere nel più 
cupo piedi 11 5. e mezzo-, ^ch* equiparandola noi col :men profondo » 
€4' riesce piedi io, e mezzo , e tanta rappcmto l'abbiamo trovata es- 
aere oggidì biella sezione trÀisversale nel Po fatta nel aito f dove si 
passa quei 'fiume r<con il ponte , o porto a Lago -scuro , nel 'qual stalo 
ordinario ^cade^ <che la superficie di tal acqua ordinaria , resta egua- 
le al fondo ^elle«chiavlbhe Pilastresi.; ^e -serva d' -avviso, quand' oc- 
corra il saperlo^ 

Quarta, i' altezza ^eir acqua <lel Po pfenissimo^ «secondo la ^suddet- 
ta Relazióne, arriva Sino a piedi ^o«40pra la ^uddatta acqua ordina- 
ria; I' Aleotii Mh r86. la fiota ^essere aino a piedi ao. e mezzo, rìilu-* 
cendo 1' ordinaria 4iel più -cupo piedi 1 3. «Sia 'Come -si TogUa , noi 
concediamo P' ordinaria piedi io. e 'mesezo-, ^ It 'Straordinaiia piedi ao. 
e mezzo d' avvantaggio , che in tutto sono piedi 3i , oh' è quello , 
che pflft essere alta 1' acqua nel Po al detto luogo • 

Quinta p conP queste notizie cher'* ai sentono anch# generalmente 

s6 



194 

approvate eh. tntti lìi rùoe , «n^eino; noi discorrendo^ questo £a€Co r ^ 
quanda occorrerà Talfirsi della larghezza dell' alveo del Po la prende^ 
remo a. Lago scuro , dove anche , secondo^ V Aleotti.^ sebbene raggua<^ 
gUatamente la fa pertiche 6b , risulta però 70 , che: sono giedi 700 p 
ancorché ella sìa torse altaiche cosa d? avvantaggio « 

Sesta elle si abbiano, da misurare V acque correnti dentro le- sezioni 
transversali da. fitrsi ne' regolatori • Che* cosa sienoi i regolatori da n^ 
surar Tacque CMventi. de' fiumi, e le seatoni delle medesime tbque 
correnti , perchè restano spiegati nel primo Kbro di questa seconda 
parte , ci rimettiamo a quello , ohe colà si è detto (i) • 

Che sebbene il medesimo fiume può avere varie , e diverse al* 
tezae in diverse parti, del)? alvea suo » per le varie vehMutàt 9 p^u* 
dense dellf acque » non si fa qui conto, alcuno., perchò si tratta deU 
l'acqua del Po. in un. sol sito, ove l'acqua, passa., e testa sempre 
con. una stessa pendenza^ né perciò dimrente di velocità , se: non 

Suindo ella può. trovarsi maggiore o minora d! altezza. per la. quanti- 
,. nel qnal caso supplirà sempre il. quadrata dell'altezza senza fio» 
altn cooiìderazione alla mutazione, che si potrà mai trovare.. 

SUPPOSIZIONI.. 

Jl rima , si suppone , che i fiumi eguali di larghezza , e d' altezza 
viva, e che hanno la medesima inclinazione di letto,. debbano anche 
avevo eguale velocità. 

Seconda , supponiamo ancora , che sa saranno^ due fiumi di lètti', e 
di larghfìcza uguali, e della medesima inclinazione , ma d' altezze vi* 
ve disuguali,, debbano^ muoversi oon simili veloaità ,. conférme al sen- 
to esplicato nella seconda definizione del secondo . libro di questa se- 
conda parte .. 

Terza , che non avendo cognizione della quantità dell' acque di «1 
fiume,, si. possa supporre quella essere ina tanta quantità., qaanto a 
noi pare. 

AVVERTENZ E . 

JTrima , occorrerà d' averrf a misurare esattamente il tempo , che 
consumerà un'acqua nel iafe il passaggio per una tanta lunghezza 
di canale per avere cognizione della sua Velocità , rfooprendo in tal 
esso a quello, che si è mostrato al Gap..VL. del primo Ubio di que* 
ata seconda Parte, si avrà quanto si può desiderare •- 



(i) Barattieri JWchitettnra dell' acijue , ore sono inserite le presenti sue Scriidue^ 



105 

"Seconda » e pfercliè il principale fondamento di qtmrta scrittara re- 
sta appoggiato Mprau9 <one'le quantità » dell'acque oorreoti » quando 
•on isLUse, alle .quantità .quando sono alte» abbiano le proporzioni 
medeaime fra loro, ^ch'bannbi numeri quadrati delle loro altezze; ed 
essendosi questo particolare abbastanza mostrato nel secondo libro , e 
nella prova mostrata al cap. Il • dcfl terzo ^libro di questa parte » ri- 
metteremo il curioso a quello , che colà si vede scritto } e resterà qui 
concesso^ che le quantità dell' acque correnti , ed i quadrati delle lo« 
ro altezze sono sempre 1 medesimi ^ avvero Jmnno sempre ira loro 
I0 medesime proporzioni,. 

a^noposizioNj: prima. 

I 

JJate due sezioni d'acque correnti di filimi , uguali di penden- 
za, di larghezza, e sieno note le loro difierenti «Itezze , e nota ;fat 
quantttà ' dell'acqua udì orna di .esse. aeziom# trovare la quantità deU 
I acqua delP altm sezione^ 

,Sia la sezione A., larga pi3i 700 , . i*^ r 

ed alta piedi a , e sìa noto , che per | ^ ^ 1 

essa i» un dato tempo passino x[uat'tor- * 

dici quantità., o misure d' Mqua , e^sia 1 



B 



la .sezione 3^ larga .piedi 700, alta jpie- 
di 3t, e di questa B , si voglia sapere 

Saante delle stesse misure ,-0 quantità ,.^ 
' acqna ,paasiqo per. la medesima B X' acqua di A,iè quantità 14. 
nel medesimo tempo^ 

'Facciasi il quadrato dell' altezza a. déUa sezione A , che sarà 4 • 
Facciasi il .quadrato dell' altezza Bi. di B., che sarà 961, e perchè 
le mantità sono come i. quadrati, con la regola aurea, se il quadra- 
to di A^ 4 » ^^ quantità 44» il numero 961. farà quantità num. 336S» 
e mezzo^ jier la sezione B. Dunquo essendo ^4. le quantità dell' ac- 
qrua che passa jper A , saranno -3363, e mezzo quantità simili quelle « 
che nello stesso tempo passeranno per B , .( noi pere lascieremo qui 
qoel mezzo per attendere alla brevità .) e perchè il 1.4 ^ 3363. ha la 
pnsporzione , ' che ha 1 a ^40. M dirà , che se 1' acqua di Aj è xt»^ 
no;^ quella di B, sarà 940, eh' è quello > eo. 

i»K0Bt)SlZ10N« SIICONDA. 

Uata V acqua di na torrente , che si voglia metter? d^-aggiunfa 
all' 'acqua di nn fiume, ^aper quanto avrà da crescere l'altezza del» 
1* acqua *dì <pifA tid fiume ^ per l' aggiunta dell'^acqna del torrente . 



/^ 






\ 

I 

I 



196 

Sia l'aoqna del torrente quella,, cbe^ j ' ^ i 

mostra la sezione A , e sia. noto*,, che 1 ^ 1 



2». K 



r altezza di A ,. sìa due. piedi ,^ e la 
larghezza 700,. e la. sua. quantità, mi* 
sure una*. 

Sia r acqua- del fiume quella della 
sezione^ & », e sìa nota la sua larghez- 
za piedi 700 ,- e l'altezza pedi* 3i , e ^.^^q^* di A è quantità una. 

1 * J.^ j» _ J? «• A^ L acqua, di B e quantità aAo,. 

le sue: quantità- d acqua num, 240.- ^ % ^ 

Facciasi il quadrato dell' altezza 3i. perB\ che sarà: nnm^ 961 , e 
con là> medesima regola aurea sì faccia , se le quantità. 240.. della 




del torrente- A ? Sortirà: venire- da un: numero- quadrato , che sarà 
9^, la radice del quale sar^ Si,, e circa un- dodicesimo, d' avvantag- 
gio , levasi 3r.. altezza della, prim* acqua del fiume- da 3i,. ed un do- 
dicesimo:^ altezza delir acqua del fiume con T'acqua del torrente, cbe 
il dodicesima di più sarà, quella, cht sarà stata alzata l'acqua dall'ac- 
qua deb torrente aggiunto ^ 

£ da questa si: conchiude , ch'essendo l'^acqua* deV pìenissinfo Re- 
no una sezione larga piedi 700^, ed alta piedi a. come- si è detto di 
sopra alfa prima, notizia» la quale si suppone, ch'ella faccia una 
quantità sola y, e^ che- aggiungendola all'acqua del pienissimo Po y. che, 
seconda la quarta natizia , s' intende , eh' egli abbia tla se stesso u- 
na sezione larga piedi 700,. alta- piedi 3i, che scarica 240. delle me« 
desime quantità, che il Reno scarica- una 3. si farà, alzare l'acqua 
dentro di esso«Po un dodicesimo di piede d^avvantaggio di quello, 
che si trova essere alto con. V acqua sola del menissima^ Pò-*- 

£ da questa si' vede >. che se il Po fosse eli ^40^ RenL dj acqua, 
come sarebbe , se fosse la considerazione solamente di sopra , che il 
Po avesse la larghezza 700,. e- 1'^ altezza- 3i»- come ha y e- fosse il Re- 
no piedi 1400. (quadri in una sezione larga 700, alta sl. come dicono 
sìa, e facesse una delle medesime- quantità, per le quali si alzereb- 
be il Po una sola oncia; Pavere io detto nella mia scrittura, delli 
17. del passato > cbe sia 38. quantità simili al" Reno, che portano 
d' alzamenta once 3» non è un assurdo ,, a ipotesi impossibile , toc- 
cando con mane ^ che non può essere 1' acqua di sì gran fiume nien- 
te meno di 38. Reni , né poter perciò causare l^ziamenta maggiore 
di quello , che sì è detto • 

Se io iò^^ poi ricercata del perchè io abbia presa per supposto 
nella mia prima scrittura che 1' acqua del Po sia solamente in qaaa* 
tità di 38. Reni ^ potendolo supporre a4c. come in questa scrittura 






197 

81 iiÌ80olrT6 ;ì SOI obe io potrei con jiocera* verità rispondere d'averlo 
tatto 9 peraeoDstarmi in tal moda al vero^ pia' preciso ^ e più: sicuro , 
avendo io^ per- eie fare calcolato, le^ portate- de' fiumi tattivche sono 
tributari del' Po, secondo^ le loro pio^ vere- quantità di ciasclìeduno » 
paragonati* col Reno^« Ne- mi sono^ attaccato- in quella^ al' pensiero di 
%4^» percbè^ le bo« stimate- per* verità^ sqspettose, e m'àcpertano di 
questo le: dne^ seguentr considerazioni •- 

La prima^ y. che- il Pa a Casal Monferrato^ sia almeno^ tré- 
Reni ------ - — - - - - - - - - - - -num. 3. 

11 Tanaro^altrettanto, ed almeno due^ è Seri via' almeno uno. 99 3. 
U Corone y. la* Stafora ,. ed altri' di queL contorno , per 

mez2;o Reno* - - - .^ - - ^ - - - - - - .- — 99 -i 

Il Sesa >. Gògna'^ e Terdoppio y, tra: tutti almeno due — „ a. 

num. 8 I 

Siccbè il Pò , ridotto y ricevere il Tioinov riesce* otto» 
Reni, e raeazo' - - ----- - ....--- -^ num» 8 i. 

Il TÌGÌna^%a del pari. ooF Po sarà«^altri« otto - - — — ,,8. 

L'Adda è' il quarto meno del Tìcìno^sarà sei - - -- ,, 6. 

E più a basso ,. Tìdòne* mezzo Reno,' Trebbia^* due Re-" 
ni, Nura^uno, Chiavemia* ,. Ongina , I^rdà, e Stirene tra 
tutti almeno uno, e- mezzov sono — - ----- - ,,4* 

TarO' metà- più di Trebbia - ^ ------ — ,,3. 

Parma ,. Lenza ,. Crostolo due ,- Secchia^y. e Panaro due 
e mezzo ^^in- tutto^ -^ ---..- -^ ----- — »9 4 i 

Oglio , e Mincio* due , Lambro^,r ed (Mona^ uno e mezzo - 99 3 | 

Questf tutti fanne Rent num. 874 

Tanti altri' torrenti dì minor conto-,- o^e^ non si sono- contati , 
tant' altre acque,' che cadono* in Po^ non calcolate ^ che sono più di 
tie Reniv si- possono ben- supporre pw une-,, ed almeno* il mezzo, che 
manca per compire il trentotto già* supposti ,. 

L^altra* coiisidbrazione fu- da^ me* fatta sopra Fa' quantità* della su- 
perficie^èlla terrav che concorre a dar* acqua al Po senza il Reno, 
ed alla superfìcie che concorre al Reno,. e trovato, secondo le tavole 
del'Magiiii ,. che il Pc cominciar col suo fonte nel grado 29. di lun- 
ghezza , e faoend#lò- terminare alla* bocck del fiume Secchitflin Po nel 
grado 33. e mezza* pur di Funghezza; e che la costa dell' Afpennino 
meridionale sia nel gradò 431 So; di larghezza , e la costa dcir Àpen- 
nino settentrionale sia nel grado 46» ^o. pur di larghezaSa, che restano 
per termini del parallelogrammo rettangolo del paese , che rende 



\ 



198 

r^cqneper ffibnto al'Po lan^ iiiigKa^A70,(« krgo miglia iSo , ohe 
oostituUcoiio syglia quadre num. 4^5oo. E ehferal Reno di Bologna 
reró ^oUopo8ta tanta superficie» che censtitnisce • aiij|tia quadre niink 
900.9 che 4j«iando anche rsieno -mille » riaseono pure Ja quarantesima 
parte delle. miglia quadre superficiali del paese del-P#; per lo che 
abbiamo ben potuto ccedere^ che possa in qaeste stare Ja *proporzio-^ 
ne di uno a 38, come si vede essersi in quella supposto p ^neodo in 
questo caso , che le piogge 9 ^ altre influenze d' acque coapivassero 
anche tutte in quaUivoglia parte, in un medesimo tempo- in -mandare 
acque .al Po , ed al Reno, ne! tempo medesimo delle piene maggj^pii. 

Se a me ;&sse data -T inovmbenza di acoprire le quantila , ed al- 
tezze deir acque di questi fiumi , per la loro unione » io prenderei 
quel tempo delle lor pene maggiori , el^e «a me fi>sse iipossibile- a^eie; 
e perchè non si può fabbricaire in essi i regolatori necessari , che con 
grandiiuima difficoltà , per poterne cavare precisamente le loro dknen- 
aìoni d'altezza, e larghezza regolata, io perciò prendeMi T alveo del 
Reno al passo tra le terre di 'Cento , o della - Pieve , e quello del Po 
a La|o scuro , perchè in esse parti si vedono assai bone regolale le 
•ponue unite con -rìì argini de «aadtsimi fiumi » ed .in Inodo, che 
forxpnno P alveo aH'nno, e l'altro^ regolato quasi come dentfo <U 
due regolatori,, -ed in questi luoghi, /«egnate le loro sezioni . trans ver- 
sali , prenderei tre, o quattro, o sei altezze vive delPaogce dell' u» 
no, e dell'altro fiume, -ed unite le maggiori con le minori, ne ca* 
verei r altezza viva adequata delP acque., chopcorressero in quel tem- 
po dentro di ciascheduno di essi fiumi separatamente tanto- del PO| 
qpanii del Reno ; facendo V istesso anche della larghezza ^IP ano , 
e deir altro, e con talìrmisure formerei .i suoi {)araUelogrjmmi vet<- 
tangoli -delle loro, sezioni tra^sversall , de* jjuali perciò sarebbero no- 
te le misure. 

Con P istromento poi descritto al cap. VI« del primo Kbro di que- 
ata seconda parte , misurerei la velocità delP acqua del Reno al me- 
desimo luogo , e .poi anche la velocita delP acqua del Po , dove fi 
filasse fattala sezione, e perchè il polso proposto per descrivere ÌL 
tempo, può per accidenti diversi, diversificarsi di moto nelP andare 
del Reno al Po, mi valerci •4> d' orinolo ^i aabbia^ o 4'^'^^ tosa, 
che non potesse sbagliare, ed avutane Ìn^e«la cognizione ». noterà 
col resto quello, che avessi ritrovato.. 

£upponghiamo noi dunque ^' avere 
trovalo la^ sezione trans versale del Reno 
tra le «erre di Cento , ^ della Pieve 
larga piedi 17S , ed alu piedi 5, e la 
sua velocità ubo , e mezso^ come ia sp- 
adone A. 



J 



velooo t. «e •meno . 



17S 



t • 



199 



B 



veloce 'UBO ^ 



AO 



700 




E snpponiflina ancora d'aver trovatala 
•ezibne traanversale del Po a Bìsgo scuro 
larga piedi 700, alta piedi ao) e veloce- 
ìXÈnif eroe aa terzo meno -veloce di quel- 
la $i trovata V acquaci Reno, e aia la B. 

lìMendasi ud' altra sezione larga , come 
quella di A 9 ed alta v e veloce , come 
spella di B , e* sia^ la sezione G • 

Suppongasi^ ohe per la sezione A^in-nn 
minuto d^'ora>^ passino sei quantità *d^ ac*« 
qua. 

Facciasi ih quadrato della ' altezza 5.' di 
A , che per aver la ^ pendenza di uno , e 
mezzo % si farà* 5/; per i^ è mezzo^£i 7. e mezzo; e 7. e mezzo in se 
atesso il quadrato 56. ed- un quarto. 9 come al'cap«-lll. dei terzo li» 
hro di questa parte • 

Facciasi pur anche il quadrato dell'altezza ao:- di 'G^ che saracco; 
e con la regola aurea si* veda-, che se il num. &6, ed un quarto , qua* 
Srato di A', rende quantità sei d'acqua , il quadrata- 4^0. di G, ne 
renderà quantità 4^, ednn nonesimo. E perehè noi vogliamo sapere 
la quantità dell' acqua della sezione B^ eh' è larga piedi 700 , cioè 
ouattro volte tanto di larghezza, quanto -la G>. se perciò la Q^rea^ 
de quantità>439 ed un nonesimo, la sezione B; quattro volte tanto 
ktrga, renderà» quanti tà.J79y e quattro* ^nonesimi . £ perchè la sezio-^ 
ne B, è quella del Po ,., dunque avremo conosciuto, che^T acqua del 
Bo alta piedi 20, sarà'"* quantità d'acqua i^:t, e quattro nonesìmi, di 
quelle , che' iV» Re no alto cernine , veloce la metà^^ptur-, ne rende^sei* 
Nel qual'caso eaderebbe, che il Reno -avesse presso la ventinoveaima 
jjpirte del numero 172»^ e mezzo, cioè sarebbe 2,3 . e tre quarti. 

E perchè noi vogliamo la qpfntità deli' una , e dell'altro fiume >- 
secondo lo stato delle sue piene maggiori , nonr arrivandovi l' altezza 
sto. del Po, né quella di 5. del Reno, che vogliono essere*, verbi 
grazia, per il Reno^pìedì 10^ e per il Po,Si>^ló travwemo operando 
in qi;iest-o moda. 

Se iP quadrata del- Reno pfrF altezza 5v ed anzi 7^ e mezzo ^ per* 
la velocità^ eh' è 56, ed un quarto, ha dato quantità sei, dovenda 
esaere alto piedi lo^^che per la velocità i,^e mezzo ^ sarà iS^ed in 
se stesso farà aa5,.dica, se 56. fa 6,ul num. a^S, farà quantità a4} 
dunque il Reno alto io, farà a^^ di quelle quantità « d'acqua, che 
alto 5. nT'era>6^ è p^rf he lar maggior altezza si suppone j e, anche la 
maggior acqua sarà quantità 34* 

Il quadrato^ èf^ Po* fatto 4^0* per l'^altaaM ao; nella sezione &» 
quantità d' acqua- 17^^ e quattro nonfsìmi. M quadrata di di» 



SUA maggior altezza è 961. se U quadrato .400. diede quantità /i 71*; « 
quattro noueaimi , il quadrato igói. •eoo Ja suddetta re^la. farà. quan- 
tità presso ^a .419* ^^ un terzo 4 sicché T acqua detJPo costituito nel^ 
la maggiore altezza sarà, verbi grazia 419* quantità , ed un terzo ^ 
e r acqua ^el .maggior .Reno .aarà Terbi jgradii ,a^ ideile .medesimd 
quantità.. 

Ma le quantità 4^9* ^à un terzo ^deir acqua del JPo y vengono d« 
un quadrato, che è 961. /per la sua altezza, che è ^i. ^Se aggiunge- 
remo in «questo caso le .quantità .5^4- ^^^ Beno alle quantità 419^ ed 
un terzo del Bò , saranno in tutto quantità 44^* ^^ ^^^ terzo • Se le 

3uanti£à4i9* ^d un terzo dell'acqua del Po y vengono .dal suo qua- 
rato 961!. dell'altezza 3u dell' acqua del Po aenza :Reno ^ le .quanti- 
tà 443. i.ed un terzo 9 <obe <aarebba l'acqua del Po .con l'acqua idei Re- 
no, per ia suddetta regola sortiranno vvenire^ da jin jiumero quadra- 
to, «che sarà quasi a 016 , che la sua radice .sarà Si. :^ rtre quarti » 
non iSd .che d'avvantaggio. .Sicché con i' aver aggiunto quantità a4- 
d' acqua >del Reno .alle ^quantità 419* ^^ un terzo ^ell' acqua -dèi Po , 
avremmo fatto alzare il Po tre quarti di ;piede d'avvantaggio ^ -E per* 
cbè 24. ve solamente un dicessettesimo , e .mezzo ^di 4^9* ^ -mezzo , si 
può dire , che quando J>en anche il Jleno fosse la dicessettesìoia 
parte del Po , non si alzerebbe poi né ,anche onai più di tre quarti 
d'un piede «d'avvantaggio alla maggior crescenza, che possa fare il 
pienissimo Po^ .quando le fosse aggiunta l' acqua del pienissimo Re- 
no , eh' è quéUo , johe M .è j)reteso di .mostrare i £ qui perciò reste 
raccordandomi 

Di y. S. Illustrìssima 



lì ao. tOìugno 3 65 7^ 



Sermtore IHv0tissimó 

Gio. Batista Barattieri , Ingegnerò Collegiato di Lodi ^ 
e dell'Altezza Serenissima di Parma. 



ADI 

SCRITTURA 

I>el padre Agostino Spernazzatì Gesuita , a Papa Clemenie Vltt* - 

per la diversione del Iteno nelle valli . 

vJgni bonificainoiie, che sì pretende di £irè di paludi^ laghi » fia- 
mi, lagune, torbidi, aortumi , t simili, è di due aorta, principali.; 
Y una è quando Io stato di t^iièl mrile effetto è tatrto antico , che non 
Ti è- memoria d* ìiomìnì',' o di scritture in eontrario; l'altra è quando 
si sa, che già fu in buono stato, e che poi per qualche accidente è 
deteriorato; quella per sua natura ha più del difficile in ritrovare il 
rimedio reale , perchè ha bisogno di maggiore speculazione , per ritro* 
var modo d' inclinare la natura a fare effetti diversi da quello , che 
sempre fece ; questa è molto più facile perchè è facile trovare la cau- 
sa efficiente del nuovo danno', nella quale solo consiste it rimedio 
reale , avendo nel resto per maestra la natura ìstessa « Ora trattandosi 
di bonificare il Polesine S. S. Giorgio dalle sortene causatele dal- 
l' acque stagnanti atla destra del Po di Ferrata , e di risanare il ter- 
ritorio della détta destra del Po sommerso dalP acque piovane , e da' 
torrenti , )e quali non potendo aver esito né per la via del Po , per 
essere riempito , né per V altra parte , per essere intrachiuse dagli 
slvei istéssi de' torrenti, è necessario, t)he risorgano tanto all' insù, 
quanto importa la caduta sopra all' idtQrrimento del Po, e trattando- 
si di restituire la navigazione dalla Stellata sino a Primaro , ed a Vo- 
Jano, perduta per l'abbandóno dell' adque, che venivano per il Po 
di Ferrara , e di -provvedére a^ danni imminenti , che si^sommerga la 
città istessa di Ferrara , e poi il Polesine di S, Giorgio , e le valli di 
Comacchio, e le campagne fer^lìi»del Bolognese, e Romagna , le qua* 
li evidentemente si sonimqrgeranno di mano in mano, mentre i tor- 
renti disordinatamente riempiendo, gli vanno imprigionando lo scolo 
(i), e finalmente, che là restitnzlone della navigazione si vada ogni dì 
più difficultando , cosbtdtte deteriorate a^ nostri siorni, e che pri* 
ma non erano ; il dovere vorria , che fosse facife 1 accertarne il vero» 
e reale rimedio, il quale, se fià qui non si è trovato, è perchè non 
si è premuto in questo punto necessario. 

Più canse concorrono in questo negozio , P interrimento dèlP al* 
veo del Po, e questa è la prossima ; i torrenti , ohe hanno fatto l'in- 
terrimeoto; 1' aobandoùo del Po , che 'ha dato campo a' torrenti ^ che 
potessero iaterrire V alveo j e P accidente per il quale il Po ha ab* 
Bandonato • 



/ 



(i) A così cattivo effetto si è data nuova, e maggior causa coU'iitesso 
proposto dell* introduzione del Reno nelle valli'» 

a6 



AOA 



Se come arcani voglìqtio, i torrenti fossero questa causa, e cBe dk^ 
essi solo sia proceduto non solo l' interrimento', ma anche V abbandono- 
d^it Po,., è manifesto , che a questo bisognerebbe rimediare necessa- 
riamente , ed ogn? altro rimedio sarebbe vano ;. ma vano è questo sup- 
posto , come si mostrerà nel progresso d^ questo discorso » ed è chia- 
ro» principio di difficoltà ^ ofacc la. causa originaria è l'abbandono del 
fo, causato non da' torrenti (i)., ma dagli- accidenti, ordinari delle 
escrescenze sue, le quali o per manoamento dT alveo a Fòro proporzio- 
nato, o. per causa di linea, curva,. o simili^ allargano l'alveo dà quella 
parie, che è meno atta a resister^ alla- violenza ,. ed eocessivo carico 
dell'acqua, lasciando poi, quando il fiume si. riduce ail' ordinario , 
r altra parte iaispiaggia^ come superflua; riserbandòsi per quest'altra 
pajrte il suo filone, corso.» e profondità maggiore. Cosi ha fatto il 
ra- grande , cominciauda fino di sopra d^ Figarolo ad allargarsi per 
quella parte 9 .e seguitando sin dentro del. lata dell' angolo , che va a 
Venezia ^ per il quale facendosi, il. suo corso., fu necessario ^ che il 
lato di |!errara restasse senz'acqua viva, fuorché nel. tempo dell' e— 
acrescenze ;. laonde trovando- i torrenti una linea orizzontale, fa ne- 
oessario , che deponessero la materia (a) , . e sebbene . 1' escrescenze del 
Po col loro^peso per un gran tempo, andavano escavando quei primi 
kiterrimeociy nondimeno perche i torrenti erano più solleciti a veni- 
re dell' escrescenze del. Po , pigliarooa tanto vantaggio, che al/a fine 
xestarono padroni , ed avendo latto 1'^ interri mento , che ora si vede , 
aopra il quale non vi arriva più il Po, se non a g^na nel tempo del- 
le maggiori escrescenze, le quali, sebbene escavano qualche poco ,. 
nondimeoo la prima venuta^ che. immediatamente segue de' torreUi- 
ìi^. l'adogua di nuovo». 

Essendo dunque questa fa causa originaria dèF danno, a questo si 
dovrebbe attendere, col fare, strada al Po con quei migliori modi &• 
cili'9 e meno dispendiosi ,. cbe sia possibile» accio con l'aiuto delle 
palificate necessarie y e dell' escavamento, .che da se stesso farà (3) » 
possa, ritornare dove già naturalmente andava 9. lasciando ogni altra 
spesa de' cavamenti 9 arginature» e diversioni de' torrenti » proposte 
da alcuni (4) ; spesa intollerabile, e buttata, ed in ogni caso super- 
flua ; perchè si può fare la bonificazione , senza quella , e con spesa 
di gran langa minorev E questa tanto più, perchè dopo tè diversio- 
ni de' torrenti in ogni caso è necessario di venire all'atto dell' istessa 
^scavazione, del Po», o. di uno eq^ivalente da Ferrara in giù, acciò 



(i) Dunque al Reiiò^ non si deve la colpa bell'abbandono del Po«. 
(a) Ma devesi al ritiro del Po 1' effetto dell' interrimento d«l Reno» 
(3) L'esperienza ha mostrata fallita questa opinióne.. 
(4^ Confessa per spesa intollerabile, e buttata 1' escavazióne manufatta w 



T 

Tpossano k eainpagne sommerse SGoWe ^ilsil éht nén seguirebbe , 
«ebbene si fossero filiti mille diversioni di tovreoti, qaando non si 
ftcesse detto eseaTamento,, oltre obe non seguirebbe 4' intiera boniti- 
cazione, perchè resteremmo pmvi' d^lla più bella parte,, -ohe è Ja re«- 
stitnzìone della navigazione.' 

Ma è fieeèssario di soddisfare a qmilli., che dicono prima^ òhe è 
jiecesSàrito hi tutti i casi divertire i torrenti., acciò da se vadano al 
mare , 'alirimènii interriranno di nuovoL, e però la spesa Aon solo 
non sarebbe buttata, ma necessaria.. 

Rispondo, e dico; primo, che il divertire'*! torrenti acciò da -so 
vadano al mare ae' moc(i proposti «da alcuno , cioè facendoli andaro 
dietro al To , o per H continènte, o per le valli , arginandoli la cir- 
conferenza , abciò per forza vadano ^poi tatti a sboccare in un alveo 
aolo ., che gli coad crea aLmare^ è spesa buttata., se non si diverti- 
scono tanto insù , HjtKinto possano avere caduta necessaria, e -suffi* 
ciente sino al 'fine , aecip pe.r istrada non depongano materia, e que- 
sto sarebbe impossibile, moralmente parlando, come a basso •' inten- 
derà. «Chela spesa fosse buttata -è x)hiaro , perchè non ^si potrebbe 
avere V é£Petto , che ^ì pretende ; lo «proi^o prima con l' esperienza • 
Non vi possono andare per la via del Po, dunque non vi anderau* 
Ito né anche per linea parallela ad esso Pq (2). Poco importa andare 
per *la via del Po, ovvero pe» quest'altra, perchè -poco si può ab- 
Jbreviare la lìnea in qualunque modo si Taccia • ^eoondo ai prova con 
ragione • Chiaro è , che un fiume torbido*, acciò '|)Ofti la materia al . 
fine, senza depotla per istrada, % aeeeasarìo , H)he abbia caduta sufB-. 
ciente, che mantfsfnga l'acqua in modo tale, ohe P istessa acqua,, 
che s' imbocca nel principio biella sua diversione , vada continuando 
numero , pendere , et mensurnifiuo al fine*, e non per impulsione,- 
perchè quaiidò quevta cessasse, cesserebbe anche la caduta >, e per 
oonse<s:uenza H moto , che impedisse la deposizióne della materia ; mja 
queste diversioni non hanno fuiduta su£&ciente , ^ anche presso ad. 
un pezzo; ergo, la maggiore è manifesta , provo la minore. Prima, 
perchè sì vede , che il Santerno per èsperienea in una linea di otto 
miglia in circa l'ha interrita in akezza dirotto, e dieci piedi, e pe* 
ro e stato -necessitato andare per aria, che farebbe poi quando la li- 
nea si allungasse sino a' sto. 3t>. e 40. miglia? Dunque .è manifesto., 
obe non vi è caduta sufficiente. Secondo si prova, perchè la caduta 
aufficiente è una vigeaima quarta di misera per ogni cet^to di quella. 



\ 



(t;) Sicché la diversione de' torrenti., ch^ è stata iatta senza Tescavazione del 
Po è stata inutile per il fine della bonificazione . 

(a) Impugna il pensiero di mandare i torrenti per qualunque via uniti ^ o se«^ 
parati ali mare, senza i' impulse dell'acqua del Po. 



aò4 

quésta noti ti è anoIiQ pratso a un pesca; ergo t e jq[tieftta cabo- 
ta 86 sia necessaria si potrà chiarire eoa la dimostrazione » dalla qaa* 
le ne^ paesi dove si professa di condurre acqoa , che al compra ben 
cara , ne è derivata una regola nniversale « Di più il voler ridurre 
tutti questi torrenti in un solo alveo ^ che vada al mare,, sarà ne* 
cesaario» 6he ai faccia tanto largo ^ che eia capace per tutti ,, ed ea-^ 
aendo , che spesso ne corre un solò y di qui è » che queUO' interrirà, 
l'alveo agli altri ^ riservandosi sola it suo bisogno «. Oltreché non so 
come si potesse proporzionare queat^ alveo a diversi fiumi fra ae di-» 
versi di site Si aggiunge dipoi , che restando i torrenti di correre 
V estate y il mare riempirebbe la foce di esso • Non si può/ dunque 
fare diversione, che da se vadano al fine aenza deporre materia» 
snella non si fa t%nta insù, quanto col livello ». ai troveirà esservi la 
sopraddetta caduta, e che vadano separati 1' una dair altre 

Dico secondo ,. che è. necessaria levare i torrenti » che. noa entrìoa 
in Po torbidi , sinché sia escavata V alveo del Pò » ed introdotta eoa 
sicurezza Tacqua del Po grande , ma non farli andare da se al ma- 
re 9 perchè , sebbene ciò potesse riuscire ,, facendo la diversione nel 
modo sopraddetto ^ nondimeno la> spesa intollerabile,, la lunghezza del 
tempo neir escavazione ,' la difficoltà de' transiti j^ T opposizioni , le 
c^uerele universali» e particolari, &nno che ai possa dire il neg;ozìop 
impossibile, moralmente, parlando, e ohe» adessa non sia tempo a 
pensarvi , essendo che. si può fave la bonificazione senza questa spe- 
sa ,. che quando poi si vedesse in pregressa di tempo ,. per esperienza ,. 
che ciò fosse bisogno , allora ohe gì* Interessati aaranna già ristorati ,. 
sarà tempo opportuno per farlo, e non metterli in necessità, adessa 
che sono già rovinati , a fare una spesa nuova», che si può rispar- 
mìare , perchè abbianO' • poi ad aapetture un' età a sentirne qualche 
utile .. Si avranno dunque a levare^ i fiumi ,, e metterli nelle, valli , 
acciò non entrino torbidi ia Po ,. mentre: egli ai andrà riducendo ,, 
perchè altrimenti ciò sarebbe incompatibile ,. e: per far questa $1 di-^ 
segnerà prima la Unea della diversione di oiaacheduno di essi separa- 
tamente r uno dall'* altro verso il mare: sì,, ma che vada a trovare il 
Po a seconda di esso , ed ad angolo< acuto • IL capO' della diversione 
ai dovrebbe fare là dove cominciano, i fiumi andare sopra terra , e 
lasciare ,. che si alzasse il territorio' tanto , che; i fiumi camminassera 
sèmpre fra terra y acciocché si fosse fuor di perìcolo d' inondazione i 
ed in ogtri tempo si potesse , aenza danna allungare la linea an-^ 
che sino al mare ,; se . fosse bisogno :: ma perchè credo sarà difficile 
persuadere, questo a molti interessati ,, e pia presto si contentano di 
godere al meglio, che: poasonO' quel vallumt ^ col ricevere ogn^anno 
molte rotte,, che- aver pazienza un poco di tempo con molto loro 
vantaggia i non mi afiaticherò in questo ^ lasciandola nel pura arbitrìe» 



aò5 

loro , Basterà cBo n eommci la divemòae do* fiumi tanto» in ra 5. 
quanto basterà per introdurre ciascheduno di essi delta sua valle « 
nella parte più superiore di essa ebe sia possibile ^ e ^lasciare , che 
81 vadano facendo da per loro ta linea a loro beneplacito , mentre 
però si abbia cura a due cose ; V una che niuu particolare ìnal-*^ 
zi 9 né spinga innanzi il fiume, sino che avrà alzato tanto, quanto 
basterà a giudizio di perito ;. V altra è quando si farà , non si fac-^ 
eia fuori della linea disegnata ;, a queste due cote convert^aver cu» 
ra particolare y acciò a tempo avvenire non ne seguano quei disordin- 
ili, che ora si veggono, per avere spinto innanzi i fiami incassati 
Uoppo presto, per la gola di godere avanti tempo, che però adesso 
sono necessitati mantenere i fiumi in aria , e ricevere molte, rotte > 
e maggior briga; e maggior danno avranno ancora per Tav venire », 
mentre la linea si anderà allungandcT; tutto questo sir avrà a fare 
senza spesa della bonificazione,, perchè ciascun particofare avrà penr 
siero di apingere^innanzi il fiume di mano in mano ,^ che interrirà , 
sinché, arriverà al Po nel luogo disegnato y ed alle campagne situate 
fra l'^ un fiume, e l'altro non sarà' impedito lo scolo,, dovendo essi 
andare separati Tuno dair altro •. 

Disponendo i fiumi ìli questo modo,. la bonifi^eazione de'' terreni 
sommersi,^ e per conseguenza del Polesine di S. Giorgio,- viene ad 
essere tanto facile y e di poca spesa , che iu due o tre mesi con 3boa- 
scudi in circa sii farebbe col* mezzo* delP acqua- stessa nel modo già 
da me proposto,, con offerta di fame la prova ,^ perchè e manifesto, 
che unica causa della sommersione del territorio della destra del Pò 
è il solo interrimento del Po'. dalla Bastia in giù per sette miglia in 
circa , e però levato: questo ,, immediatamente le campagne sariano* 
risanate « Il cfae« quando noU'f>iacerft di fàrlO' in questo modo,, si po- 
trà fare" per la via ordinaria con: opera manuale ,^ che sebbene vi si 
spendessero ice mila scudi sarebbono bene spesi (1).. 

Dico terzo ,, che acmocchè la bonificazione riesca reale> e perpe- 
tua^ è necessario' provvedere- alla prima causa,, e restituire il Pò, 
perché- altrimenti i fiumi correndo torbidi , col tempo in essò> inter* 
TÌrebbero di nuovOy ma restituendosi il Po,, dico,, che nou potranno 
ìuterrirey mentre si mantenga,, e sostenga , come si dave> la distri- 
huzione deir acque alla Stellata neirangolo* della diversione (7,}. 

Per provar questo , si ha da supporre per chiaro,, prima,, cbe in: 
due modi un fiume può» avere la sua caduta , ovvero- per rispetto* 
del sito dell' alveo stesso » ovvero q^oando questo non deoade „ T kvrk 



r 



(i). MoltO' più; ne- sono^ ttate* spese in varie- occasioni y e- sempre inuufmente .. 
(a) Ciò> non^ rinsci con spesa immenstt allt Duchi di Ferrara ,: che più. d' una 
Toka la tentarono*. 



dfiir impixIsioTie 9 alzandosi Tadqaa m se stessa ^iiio *cfae arHVi aHa 
proporzione dell' impellente. 

Secondo si supponga in consegaQiMi 9 che «a fiume , o canale ft- 
pert4> non potrà jnai con*eFe «senza ia sua caduta necessaria 9 <e prò- 
porzìonata • 

Terzo si bada «n^orre ancora per ohiaro, ohe nn torrente lor- 
hido non potrà mai deporre la materia «ine che non gU^essa la ca- 
duta, e per conseguenza il moto ; Vioohè 9 se bene un torrente se ne 
andasse per una lìnea orizsontale piana» noo-<ieporra però -mai la 
materia durante l'impulsione, ma solo quando -^la cesserà. 

' Ora 9 supposto questo 9 sarà facile prosare la saddetta proposizio- 
ne 9 e discendendo. al nostro particolare 9 dico 9 che torrente torbide 
Bon potrà interrirò il Po di Ferrara 9 quando oorrerà sicuramente, 
perchè questo Po correrà necessariamente eon caduta proporzionata 
al 'Po grande, come nei primo supposto si dice-; torrenti noninter- 
risoono il Po grande 9 e qiMsto è manifesto 4^)9 dunque ne aoche 
questo-; e la oooseguenaa è chiara, perchè milita la stessa ragione.; 
ma pmviamolo a priori; torrente non paò deporre la matem duran* 
te la caduta 9 e moto 9 come in questo terzo supposto ; entrando nel 
Po di Ferrara sempre a^rà xadata^ o moto, come nel secondo aup- 
posto ; ergo ec. 

Né osta che io abbia detto 9 che accie nn torrente non deponga 
la materia per istrada , conviene che abbia un tanto di caduta, e 
questa non ci sarebbe 9 dolendo andare col Po 9 il quale nqn V ha-; 
ergo . Terchè 'sono diversi i termini ; là si parla di torrente 9 che va- 
da da se libero da -ogni moto 9 e peso d' altr^ ^tcqua 9 che -gV impedi* 
8ca la deposizione 9 e qui si tratta di torrente 9 etie entra in un corpo 
di gran lunga maggiore di lui 9 del quale è necessavio9 che riceva li 
stessa qualità 9 e natura 9 che è di non potere col suo continuo pio- 
to 9 e peso interrirsi 9 siccome si é detto, che fanno anche i torrenti 
stessi per linea orizzontale piana 9 durante T impulsione.» 

Né ^er gran qnantità d* acqua torbida 9 e velocità 9 ohe abbia il 
torrente , può interrirò il Po 9 supposta la mutazione deHa distribu- 
zione delP acqua nell'angolo 9 oome molti dicono 9 sotto pretesto^ 
che 'trovando il Po basso Io faccia arrestare 9 ed andare per V altre 
ramo di Venezia, è cosi non abbia poi ohi gP impedisca V ioterri- 
. mento; perchè dato che un toprente potesse soprabbondare «tanto, 
ohe^ soverchiasse il B09 e lo facesse anche arrestare; chiaro 69 per le 
ragioni addotte , che durante questa eoprabbondanza non potrìa in* 
terrire^ se non quando calerà, e sarà basso, e questo allora non gli 



(1) Il Po grande non ^ interrito .da* torrenti , dunque non vi è da temere, che 
il Reno introdottovi 9 T interrisca. 



ao7 

pearmettera il Pò , perchè mentre cbe .ìP torrente dt mano iti maofo 
eederà 9 immediatamente il Po subentrerà , e se prima violentemen- 
te era astretto andare per il ramo di Venezia, cessante la yiolenia. 
Intornerà immediatamente al suo cammina; jie nelP istessoi-tenipo ^-clie 
iJ torrènte facesse per forza. divertire il Po nell'altro ramo, potesse 
ancora deporre la materia., allora farebbe la. diversione continnaf ma 
questo non lo- può fare. allora» e quando^ lo potesse fare, sabito sa- 
rebbe impedito dalP immediato, ritorna del Poy-ia questa equivoca* 
no , non distinguendo V angolo^ della divisione dell' acqjie saldo , a 
fermo ,1 dal. disordinato, e..non distinguendo Po basso, e senza cadu- 
ta , pecche, già ,« per- lo disordine, dell' angolo ,, la maggior quantità 
dell' acqua se ne. va pec l'altro ramo del Po basso^, a proporzione 
del tronco , ed all' altro ramo ». 

Al secondo^' che la. bonificazione riuscirà ,. levati i torrenti in mo- 
do, che più non. possano interrirò, ancorché non si rimedi alla pr^ 
ma causa, rispondo ,. che divertendo i torrenti nel modo suddetto, ac* 
oìò abbiano. la. caduta necessaria per non deporre la materia, non per 
questo, in ógni caso, tutta la bonificazione riuscirebbe ,f perchè in 
essa vi si^ comprende anche la navigazione pordata, la qpale non si- 
ricupererebbe , se non. si reatituisse il P^ ; oltre dhè .jiou tutto quel- 
lo, die si può fare ,^ si deve fare, se non^ò circostanziato in. modo» 
ohe si renda dégno d' essere posto in esecuzione , ma in- questo ca^ 
so tanto è lontano, che sia espediente, cbe ciò si faccia ,. che anzi 
sarebbe espressa pazzia il peasarvi, nen che l'eseguirlo (i); e quot- 
ato non solo per rispetto della riputazione,. ed. utile inestimabile,, 
che cesserebbe dalla privazione déHa navigazione,. ma anche per ri*- 
spetto della spesa iotollerabile di milioni >^ che vi . auderebbono , aio**^ 
ohe, se coa^i^cea spesa si. può> fare Ia> totale, bonificazione, pazzia* 
grande è a pensare di farne una. sola parte con apesa ,. senza compa- 
razione maggiore; e se- si dicesso di voler divertire i torreoti nel- 
l'altro^ modo a basse vicino al Pò,R^r spendere manco,. come si di-- 
oe di sopra ,. già abbiamo veduto ^^ che questa, sarebbe spesa buttata;, 
ma: dato,. che iacesse efietto jt nondimeno la detta spesa, eccede di': 
tre volte, e più questa , con la quale si: farà il tutto .^ 

.E perchè a sigùori Bolognesi,^ se ben pare, che per una parte. loro > 
piaccia il modo di questa bonificazione ,^per n^zzo della reatituzio-- 
ne delPò, non* piaceìono loro pprò. alcune cose necessarie a farsi, in 
particolare ^ muovere il RènQ>; il qpale ònecessario* muovere > e 



/ 



' (I) Quando si potesse conseguire , senza là resùinzione'dél Fo di. Ferrara, la. 
bonificazione di ridurre, e restituire a cultura più di loo. miglia* di buon paese,., 
coniplireBbe sageiamente al Principe P applicarvi ^^ anche con - spesa considérabilf-». 



levare 5 come gli altri , ftcciò non entri in Po torbido (1) , mentre ù 
rìiJurrxi il Po «addetto assegnandogli la linea , acciò «coli poi cbiarì* 
fieato in Po verso Marrara in circa 9 « divertendolo dal «ao alveo sai 
Ferrarese nel continente, e facendolo andar aénipre ani Ferrareae 
dentro gli argini , che aostengono 1^ acque delle valli anperiorì , e la- 
sciando ad essi Bolognesi in libertà , per lo scolo de^ loro territori , 
tutto quello, che di presente hanno, e sempre hanno avuto; è ne- 
cessario vedere , se si possono sgannare delle opinioni, che hanno di 
dover ricevere gran danno , e pregiudizio. 

Dicono prima , che poco utile sentiranno i loro territori sommersi, 
dallo scolo, che avranno net Po, quando gli correrà, perchè dall^e^ 
screscenze sue patiranno poco meno della presente sommersione, e 
però voriano maggior scolo, e più sicuro. 

Dicono secondo, che i torrenti , andando per le valli, acciò, men- 
tre si riduce il Po, scolino in esse chiarificati, sino, ohe si sieoo 
fatti , e dopo che sarà fatta la linea disegnata porteranno danno alle 
loro. campagne superiori, impedendo lo scolo, e però vernano subito 
incassarli in Po a perpendicolo « 

Dicono terzo , che il rimuovere il Beno , col farlo al luogo sud- 
detto di Marrara in ci^ca , gli porterà gran danno, perehè impedirà 
l'esito nella valle di Riolo , e Scprsuro, e di altri condotti di scoli 
de' loro territori. 

Dicono quarto , clic se per qualche nuovo accidente si tornasse a 

ferdere il Po di Ferrara alla Stellata , ovvero si perdesse questo di 
rimato, restando quello di Volano, che resterebbero privi di quel 
refugiò, ch'oggidì hanno per il Po di Volano. 

Dicono quinto , che però non si deve muovere il Reno dal suo 
luogo, stante che si può escavare l'interrimento dell' istesso Renò 
aiutato da Panaro, e poi escavato, subito fare imboccare il Po alla 
Stellata, il quale, assicurato con debite palificate, non .permettere , 
che mai più il Reno né altri possano interrirò. 

Al primo rispondo , e dico , prima , che avranno tutto quello scolo, 
e niente meno, che sempre, mentre è corso il Po, hanno avuto , e 
per conseguenza è necessario affermare, che riceveranno tutto quel 
Benefizio, che per P addietro hanno sempre ricevuto perle loro cam- 
pagne allora coltivabili , ed adesso sommerse , ovvero bisogna dire , 
che non deteriorati punto da quello , eh' erano , ed in questo ca- 
so-non avranno che fare in questa bonificazione, e però né anche 



(0 Tutto questo capitolo mostra espressamente I-5 condiziona della difCTSÌOD* 
del Beno, le qitali non essendo sute osservate, e mantenute, coli' aver partoriw 
tutti li passati , e presenti disordini , e danni temuti , tendono giustissime T in- 
stanze di rìmuorerlo dalle valli. 



/"» 



potrelibero pretendere maggior scolo » non «ole di quello ^ cV avraa* 
no nel Po rettituito^ ma né anche' di quello^ che hanno di preaente. 
Dico secondo , che in quattro modi , e non più , ai paò acolàre la 
destra del Po, e questo 9 ovvero nel tempo, cne le valli reatituiraor . 
no l'acque chiare , che riceveranno torbide, ovvero dopo che i tor- 
renti aboccberanno in Po restituito* Il primo modo è nel Po : il ae^ 
coodo andafndo al mare : il terzo in una parte della valle Saverna , 
divisa dal resto con buon argine , ^ con una chiavica z testa d^ asì* 
no : il quarto nelle valli di Comacchio , mediante una tromba sotto 
il Po » Quest^ ultimo è il desiderato da^ Bolognesi , come il più utile 
ed io anche lo confesso, ma è il manco riuscibile di tutti, anzi il 
più dannoso. Questo parerà un paradosso, e pure la verità credo, 
ohe aia cosi , perchè là spesa , la quale conviene , che sia grandissima, 
non può corrispondere air utile, che d' indi ne. seguirà, si con* 
Sideri la spesa che si farebbe per mettere ciò in pratica, e poi po^ 
tranne risolvere se metterà conto il farlo • Prima bisognerà condurre 
l' acque loro sino per riscontro al luogo , dove avranno a passare 
sotto il Po, il che sarà necessariamente oltre il molino de' Sentivo- 
gli a Longastrìno in circa, acciocché non entrassero nella Tallo, so 
non oltre l'argine del Mantello. Qua, dopo 1' aver divertito il Po 
per un altro cavo da farsi , si avrà a fabbricare una tromba , in lun^ 

fhezza di pertiche 70. in circa, 4c- per l'alveo del Po, ao. per li 
uè argini di esso, e io. per . l'imboccatura, e sj^occatura, ed in 
larghezza più di quello dicono , perchè non decaderà la tromba, co<^ 
me pensano , avendo prima andar sotto , e poi saltare su sforzatamene 
te • Per piantar questa fabbrica bisognerà profondare tanto , quanto 
importeriano p. 12. sotto il fondo delle valli di Comacchio, perchè 
si avrà a lasciar libero per il fondo del Po sino a livello del fondo 
di dette valli , poi tra. esso fondo, e la snperfioie superiore del voi-* 
to vi avrà da essere almeno p. 4* ^i ghiarra , il corpo del volto al* 
meno p. 1 , il vacuo p* 5 , ed il fondamento p. 2. Ora chi è colui , 
che voglia pigliar a fare aopra di se tal fabbrica con questa profondità? 
In sito circondato da tanti pari , con quella apesa , che pensano i Bo» 
lognesi? Quali macchine saranno baatanti per ismaltir l' acqua , che 
vi concorrerà? Laacio poi, che al sicuro non ai troverà buon fonda* 
mento , e lascio , che oltre la tromba di pietra , bisognerà ve ne sia 
una murata dentro di forti legnami, altrimenti, per il troppo carico 
deir acqua , che violentemente avrà- da salire quella di pietra si rom« 
perebbe ben presto : ma quello che importa', e che neceaaariamento 
biaogna, che' tutta queata fàbbrica aia finita in due meai in circa , 
altrimenti ai correrebbe pericolo con le nuove acque aopravvenienti 
di rovinare ogni cosa . Aggiungasi pure un argine lungo più di ao. 
miglia, forte ]^ ed atto a resistere alle fortune del mare, che converebbe 

*7 



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fare per diviìfere^ quella parte di valle ^ cBe te gli concedèite. Ag-* 
giungasi il taglio neicoutinente ffa la detta valle , ed ìL mare. Àg- 
ciungaai una ehiavioa , oorae an' altra di Bell' occhio • Ag^iuogasi poi 
infinite altre spese annue per il mantenimento» e guardia,, e per la 
concesasione della valle , ed: altre simili ; mettiamo ora tutte ^vLestJd 
spese, insieme, e paragoniamole all'utile di quel vallume, cWti sco* 
prisse più di quello che ti scoprirà scolando nel Po , e- indiamo , se 
ciò mette conto , poiché* questo ò un vallarne in sito piano sotlopo- 
>to a ruine ordinarie de fiumi, che gli sovrastano , che non sarà 
mai buono ad altro > ohe produrre giunchi, lischl,. e simili erbacce^. 
e chi li seminasse , sarebbe sorte , se raccogliesse ; in somma bis(K 
gna sgannarsi , e confessare, ohe non solo questo territorio ," ma an- 
che quello, eh' è già scoperto vicino alle valli, non valerà mal nien- 
te , se non si bonifica per replezione r od a questo dovrebbero at- 
. tendere , giacché la natura gli porge si bella occasione di far/o con 
tanta fiioilità^ e poca spesa.,, e quando questo si facesse, lo scolo del 
Po gli sarebbe di vantaggio, e così riceverìano da un' ìstessa opera- 
zione due importanti utili y lo sparagno d' una intollerabile spesa , e 
la perfezione del territorio, che aarebbe atto ad. ogni seme,, sicuro 
da ogni rotta de' fiumi,, e libero nello scolo per qualsivoglia inon- 
dazione , che avvenisse , e certo oh' è cosa degna ^ di maraviglia il 
sentir dire , che si voglia bonificare una- valle per essicazìooe con 
spesa grande , potendolo fare con poca, per replezione , essendo che 
caeteris pceribus , questa si preferisce da chi s' intende d! sgrLcoltUr 
ra senza dubitarne punto; ed anche con qualche spasa di più, quan^ 
do la valle essicata non fosse più che sicura- dalle inondazioni, e hrt 
bera nello scolo , come non sarebbe questa,. che per no« aver cadu- 
ta in se stessa per arrivare collo scolo al suo fine ,, sempre al tempo 
delle piogge si sommergerla; ma. in. ogni caso, quando pure sì. vo- 
glia tentare questa maggiore essicazione, dico , che si debba più pre- 
sto scolare nella Saverua , poiché la spesa é senza paragone minare , 
la riuscita sicura , e l' utile quasi l' istesso , non essendovi altra d죻 
ferenza, se nou che si allungarla linea dello scolo S. miglia in. circa 
di più , poiché da questo luogo della tromba alla valle di Gotuacchio 
vi sono due tniglia , e fino alla Saverna ve ne sono sette , e forse 
manco ; ma se valesse il mio consiglio non si farebbe né quella, né 
questa spesa , e mi contenterei di quello , che si contentarono gli an- 
tichi , i quali , quando vollero di più , si valsero del beuefizio de' 
torrenti, e riempirono tutto quel territorio , che oggi si vede, e l'i- 
atesso possono fare li moderni , se vogliono , e se non vogliono io mi 
contenterei dello scolo nel Po, con assicurarmi dell' escrescenze « ed 
inondazioni sue , pigliando una latitudine conveniente della valle, pei 
ricettacolo degli acoli divisa dal resto con un buon argina > e con la 



V. 



/ 



\ 



211 



'Mia cliiaVioa j e porta , jmr seiraf la in tempo dell* escrescenze ^ e pe r 
aprirla poi quando fossero cessate . ' 

Al secondo rts]n>Ddo., Che "non potranno mai ricevere danno alcu- 
no^ percfaè in tanto , che eirtra un torrente ih una Talle, ricettaco- 
ìo de' scolatoi bielle oampa^ne ^'superiori , può portar danno alle det- 
te campagne, in quanto che *<> farà gonfiar la valle., o otturerà li con* 
dotti di detti scolatoi; nar nno^ né 4' altro può essere^ ergo nou 
può far gonfiar le valli , perchè si suppone dargli esito reale per il 
ro (i), sicché quanto n'entrerà in esse, tanto ne uscirà; non può 
' impedire ia strada alli scolatoi , perchè tra 1' una , e V altra linea de' 
torrenti, che si farà, vi si potrà lasciare tutto quello spazio., che si 
vorrà ^2) ; il che meglio col disegno in mano si potrà vedere. 

Replicherano , che andando il torrente per la valle è necessario » 
icbe quel corpo di più faccia gonfiare 4a valle, il che non farebbe, se 
andasse dritto incassato nel ^o* 

Rispondo , e nego, che nnon facesse l'istesso andando per altra strada 
perchè parìa sunt quanto ài far gonfiar la valle , 1' andare il torreu* 
te in essa, ed immediatanfyente con essa eongiungersi , ovvero il con- 
f^inngersi poi al luogo dell' esito. Se il torrente andando da se in Po 
conseguisse fi suo fine diverso da quello della valle, sarebbe vera la 
proposizione fatta, ma non è cosi, perchè tatti e due in ogni modo ai 
troverranno insieme nel'lnogo necessario per losboccamento della ral- 
le, dalla positura dei qdal luogo/, e sito vien regolato il crescere, ed 
il calare della valle, conforme alla quantità maggiore., o minoro , che 
ivi si troverà , e che da qual8Ì?oglia parte vi concorrerà , ma dichia- 
riamolo con un problema, discendendo al particolar nostro, acciò 
meglio s' intenda , poiché la cosa importa merito per altre conseguen- 
ze , che da questa si deducono-: l' esito della valle d' Argenta sia 
l'alveo del Po a S. Biagio, questo abbia tre gradi da smaltire l'acquo 
della valle, V uno pia alto dell'altro, H quali eorrìspofidono a tre gra- 
di di superfìcie d'essa valle,'!' una più bassa dell'altra. Qiurndo la 
superficie della valle sarà in equilibtio col primo grado dell' esito , 
questa aia in primo grado bassa , o quando sarà in equilibrio coi se- 
condo, sia anche ella nel secondo grado men -bassa, e così iiel%terzt>: 
ora poniamo , ctie non corra nei Po l'Idiee, e solo -scoli l'acqua 
ordinaria «della valle , e che però essa valle resti in primo grado bassa ^ 



y 



«h 



(i) Si suppone dar esito reale alle valli per il Po con 'far uscire tant' aoqna , 
quanta n^ entrerà in- esse del Aeno,-ina adesso coli' otturaineìito dcSle chiaviche, 
o'buoye esce appesa per lambicco. 

(a) L* elevazione dell* acque nelle valli causa ormai , die cune il paese tra un 
torrente, e 4* altro resta sommerso. Onde non vi rimane aloono qiaaio-^^i{»eito 
istrada y e sfogo degli scolatoi. 



Serchè sii eqoìlilmtt tola ool primo grido dell* esito ; Tengt 1^ Idieo 
ritto per il coiftioente^ ed entri nell' ij^eo del Po al Tr^faelto» e 
poi feogft a 80 Biagio , dove trott V eaito ooeupato tino al primo gra» 
do, e che esso Idice ahhia tanto corpo 9 che V occupi aino dt aecomlo; 
eerto . che la vaHe bisognerà , che si alai sino al secondo gndo deJ/a 
soa superficie* Vei^ poi il Po » ed occupi sino al terzo grado del* 
1' esito ; certo che la Tallo si alserà sino al terzo grado della sua sii- 
perfioie, eppure ne questo», ne quello sono entrati io essa Talle» pet'* 
che quelli non avrìano maggior corpo andando per la Tallo » che fbo* 
ri di essa , V alterazione del qual corpo è la sola causa di fare atte* 
rare T esito, dal quale, come registro » dipende T alterazione della 
Tslle f sicché si tocca con roano , che niente affatto importa al goa- 
fiare delta* TsIIe , che altro corpo d^ acqua in essa tì entri , o non vi 
entri , quando che necessariamente hanno a ritrovarsi insieme al laogo 
d'un istesso esito» Dirannc»» che sarà se si riempisse di terra tutta y 
<o la maggior *parte della Talle P Rispondo , che a loro basta tanto si- 
to aperto, quanto sarà necessario per condurre li suoi soolatia, è 
ben Tero , che in quel caso perderiano quella caduta , che biaogoerìa 
dare air acqua che per Tia di moto avèria d'andare air esito, la 
quale prima si sparagnaTa, peiofaè V iocorporava con la Talle , la qoa- 
le in tutte le sue parti era equilibrata all' orizzonte ; ma noi non 
trattiamo d^ioterrire tutta la Talle, ma sola una lingua sofficiente 
per la condotta sicura del torrente ( 1 ) • Ma a questo anche oppongo* 
-no, dicendo, che dopa fatta la linea, e dopo che i torrenti sboo* 
eheranao in Po gli daranno danno; perchè faranno delle rotte, e 
cnempiranno, ed impediranno i loro condotti . Rispondo , che come 
si è detto, non si STiianno a s(»gnere innanzi incassati, sino che. non 
possono andare fra terra , e pero in ogni altro luogo potranno rem* 
pere, fuori che in questa nuova linea , ed in ogni caso è £icile il 
provredere, che tale retta non si distenda, se non tauro quanto si 
vuole y come appunto hanno saputo fare li terrazzani della Moìincìh , 
li quali hanno trattenuto rinondazione, e rinterrimento dell' Idice 
in altezza al pari de' tetti delle case loro, acciò non precipitasse 
sella detta terra, e questo T hanno fatto a puntino net confine, sen- 
za lasciarlo passare un palmo , ma non per questo , in ogni caso , si 
dcTO impedire il naturale alveo del torrente , che senza spesa si fii* 
l'i 9 per^ violentarlo con spesa grande , acoi^ vada ad imbocearst a 

Serpendicolo in Po, il che è un pensare di far rompere la sinistra 
et Po , e di loTare' ogni oeeanone di tirar li fiumi Terso il mare , 
quando a tempo aTTcnire si Tedesse esser 016 necessario» 



• (») Qu esfo^incoaveniensa, par troppo è successo, non essendosi lofolato Tia* 
tOfiuneACo ad una sola lingiBa, ma d^Iatatty per mese le valls* 



Al terzo rispondo , che io ood so tederò » come possono ricevere 
danno i coadotti dc^' loro scoli dal Reno tirato per quella parte y poi* 
cbè se ciò non avverrebbe quando si tirasse il Reno per la valle 
Stessa , come di sopra si è mostrato , che sarà tirandolo per il conti- 
nente, e lasciando libero ad essi tutto quello scolo, e niente meno/ 
che sempre hanno avuto P Farà delle rotte, dicono, ed entrerà nella 
ralle, passando gli argini del Geminale , della Sanmartina, e di Cu- ^ 
gnola; ed io rispondo, che se volessimo incassare subito il Reno per 
quel continente, e farlo andare per aria, a similitudine di tutti i 
torrenti incassati da essi Bolognesi ^ giustamente potrebbono dubitare 
di simile rotte ad essi molto ordinarie, ma noi pretendiamo, che si 
alzi il territorio tanto, che vada fra terra, acciò non possa rompere 
uè apposta , né a caso ;, perchè acciò spandesse , bisognerebbe proCU-^ 
m:Io con cavi £itti a mana per il continente): tutto , che crebbe tra 
il continente, e la valle; ma quando potesse rompere, li padroni 
delle campagoe coerenti vi avranno a pensare , li , quali riceveranno 
il danno deir interrimento , ma non li Bolognesi , perchè ricevessero 
V acqua nella valle patirebbero alcun danno , come sopra ai è mo* 
strato; e dato, che ivi nel confine fra il continente, e la Yalle essa 
ai riempisse , che ha da fare con li loro condotti , essendovi in mez« 
zo nna latitudine di 7. 8. ic^ x5» e ao» miglia per diametro? Ma di* 
co assolutamente, cbe il Reno siccome ogni altro torrente non in* 
terrirà se non quella latitudine , e sino a quel termine , che si vor-^ 
rà (1), e per conseguenza non passerà T ardine, che sostiene, e di- 
vide la valle dal continente verso il Po^ e Io provo «^ Il fondo della 
Sanmartina ha di caduta sul fondo del Po oggidì a Marrani p» 7, la 
"valle superiore ha di caduta sopra il fondo della Sanmartiua, e del 
restante sino a Marrara p* 6.' 7. ed ft, la quale altezza viene soete^ 
unta da un argine acciò non scarichi in qnesto continente ciato-, o 
difeso dal detto aitino di Marrara, anzi dai Traghetto sino al Reno 
porterà mille piedi quadri in circa d' acqua , distribuendo questo oor* 
pò in quella latitudine cinta» e cadente non potrà arrivare a un > 




anperficie del Po, e se non basterà, si alzerà raiig;itte . Replicano, 
che r espeiieoza mostra il contrario , peiohè quandi^ rompe passa il 



(i) Non tardò^ molto a T&dersi quant» si fbéce iirganirato l'Autore, poicbè ti 
primo anno ruppero mm gli argini , e s' inondò* tatto il paese. 
\(ft) Anche in tu) "proporzione sbacli^ l'Autore, esaendogi elevate P acquo molti 
l^iedi con inoodasiorie di paesi molta loinani^ Ye^ansi le visite tutte tie' llionsi- 
(aeri Ceatmioiiey Cersini ^ ed altri» 



1 



ai4 

detto argtoe, ed entra nèHa valle. Rispondo ^ e tlìeo -ptima » éhe può 
essere , che il Reno rompa in tal sito, che il suo eorso immediato 
aìno aHa ^alle., che a perpendicolo vi scaricasse addosso • Secondò 
anohe concedo , che in qnaisWoglia modo rompa in questi tempii e- 
gli passera il detto argine; ma nego » che lo possa «fare » quando pre- 
tenaiamo di divertirlo per quella parte» e qnesto é l'equivoco de' 
Bolognesi, non distinguendo i tempi. Adesto qnesto continente ^stà 
tutto allagato in altezza di piedi 5. nel' minor fondo, ed in <tempo 
diella maggior 'siecità per oansa deiP interrimento inferiore del Po, 
che gli riogorga, e stagna addosso 4' acqua delle valli superiori^ lo 
quali, ^quando abbondano pia di acqna, come nelP inverno, non po- 
tendo a^er eaito sopra quelP interrimento , fanno alzar ^molto pia 
Rallagamento di -questo continente, che in' molti Inogi si riduce e* 
nilibraio alla valle Mi|>erìore , 'laonde è necessario, che sopravvenen-^ 
o maggior corpo d'acqua , -non dico ri^rgi tata , che poco meno fa- 
rebbe , ma vìif«,'e con gran velocità* sopra il detto -Tingorgo , e non 
trovando 4' esito- a sua propoFEiooe , è necessario dico, che Vi alzi so- 

f^ra ogni , e ^qualunque corpo d' acqua 'Stagnante , e ingurgitata daU 
^interrimento, 'Sopra il quale questa nuova aequa è necessario, <^he 
sì alzi ^ per «verno l'-esi te 'pro]»oraiionato a se, e però neiì è maravi- 
glia se è necessitato andare ncHa detta ^valle, <e gonfiarla, perchè è 
necessario alzarsi sopra ogni superficie, che si trovi solo bassa a propor- 
aìone dell' ìstesso esito delileno , e che aìdiiaoomunicazionejibera col 
detto esito; ma noi pretendiamo prima levar l' interrimento suddetto 
fi) , il quale levato subito questo continente resterà asciutto eoa la 
tua. caduta reale sul fondo -del Po a Marrara,-e sino al mare, e jpói 
tirarci il Reno , al quale allora cesseranno tutte ie cause per alzar- 
si , non dico sopra quell* argine., ma né anche pressò a un pezzo, e 
quanto più quel continente -si anderà alzando di 'terra a proporzione 
del sito del Reno , tanto 'più acquisterà -caduta per il suo fiae , e 
tanto meno potrà nuocere alle -valli superiori con rette, o con altro. 
In ogni caso dico , che i Bolognesi sono sottoposti addesso alle stesso 
rotte andando il Reno dove va, ohe sebbene 4 un poco più lontano, 
questo niente 'importerebbe , perchè l'acqua per sua natura non tii 

Suo ''fermare , ma -oercà sempre d'andare alla valle; ma quel che 
ovrebbe -levare ogni ansietà , è che questo muovere del Rene avrà 
ad eesere sole ad tempos («) , sino the sia restituito sicuramente il 
Po ; che se allora non piacerà , che vada per quella parte , niente 

(i) Questo non fu eseguito essendori voltato il Reno nelle valli., sensa levate 
minima parte del detto interrimento del Po. - 

(fl) Questa conditone temporanea fa ottima aelP intenzione, ma si è resa pessima 
neir^eseciizione, poiché non potendosi restituirei! Po, si nega di rimuovere il. Reno. 



y 



^ 



/' 



impwta, clie si &ocia jaiBocoare in P& tanto iii su » qaaatO" si ya^ 
le, purché ciò si -faccia a seconda di esso Po» e ad^ad%olo^ ao€rtO',il 
eoi lato 8uperio|ìe sia lungo più che sia possibile, e 11 linea si potrà- 
dise^pnare atlessa per allora » divvero riiBettern a quel tempo ; final* 
mente io dico^cbe dato>e concesso ogni cojsa alla peggio, in ogni 
XDodo o bisogna levare il Reno*,., se si vuol faro questa bonifieaziona 
in questo modo,, ovvero bisogna trovare altra modo , ovvero bisogna: 
stare 00*^1^ e lasciar fare alla- natura. Circa al trovare*, altro -modo > 
universalmente parlando ^. io j^rotesto di-^uon saperne altro-, cbo pos^ 
sa soddisfare. Che sia necessario* levare il -Reno, per eseguire il mo^ 
do proposto , lo vedremo abbasso ^neUa risposta del sopraddetto ^ 

AI quarto. rispondo, e dico , -primo , che perdendosi di n«ovo il Po 
alla Stellata,. essendo in elezione de' Ferraresi di mandare il Reno 
per r^lveo di Prima ro^ non possono prete>ndere i Bolognesi , che ab^ 
ma per ragione d^ andare per ctnello- di* Volano (1), e però* non a- 
Vrebbono quel rifugio,. se nou/ìb tanto, quanto mettesse cónto a Fer^^ 
xaresi di mandarlo per Volano* Dico < secondo , che il Po^ dì Primaro- 
non si può perdere, restando quel di Volano, se non per canna del' 
fièno, che lo riempisse. di terra, che se questo confessassero i^Bologne-- 
si , bisognerebbe dua(fue rimuoverlo necessariamente dak luogo pre^- 
sente, aociòv non faccia perdere^ quello^ della Stellata,, poiché milita*^ 
la stessa ragiono,. ma se restituito il Po^^ si.'rostitutrà aashe il Reno ^ 
come si è detto ;.r cesserà • ogni sospizione . 

Al quinto rispondo, e concedo, che assicurata la restituzione del 
Fo , non potrà piu.il Reno^ uè altri fiumi interrirò ; ma nego ,- che- 
con lo stesso Reno si. possa escavare tanto ^^che si possa fare , che il 
£0 s' imbocchi sicuramente* in ogni tempo, e che non solo non esca-- 
vera. niente afiatto^ ma anzi riempirà di nuovo; lo provo, una stes^- 
M cosa nella medesima materia,.. e nellp^ stesso> tempo y o luogo noa^ 
può produrre due effetti contrari . - 

II Reno, come, sopra si è provato, necessariamente Ha interrito', 
interrisce, ed. interrirà*, dacl^ne non può escavare, e portar via 1' i- 
stessa materia , che nell' iste9so tegipo , e luogo vi pone*. Che dalla 
punta di S.Ciorgio-allatorro della Fossa vi è caduta, > ergo escave* 
rebbe quel dosso, concedo ,, ma- nego> che lo- portasse al mare, suo^ 
ttltimoTfine, perchè lo distenderebbe per P alveo subito y- e poi vi 
aggiungerebbe di più la materia,. che egli portasse ^seco-j la^ ragione 
è, perchè in distanza di 5o. miglia, che vi sono, non vi è la caduta». 
Bon dico per '.escavare., e portare al fine la» materia, depesta, ma né* 



W »i 



(i) È detta grati», tal proposizione > anzi- avendo il Reno\ introdaaÀoiie nel Po di 
Ferrara prima che si suddiWdesse in Primaro , e* Volano , xorre alli Bolognesi ìsk* 
jus ugualmente di rimetterlo o. in- Priniara^^O in Volano ». 



' / 



I I 



r 



ai6 

anche accio non poMa deporre • Tutto qnetto già ai è prórafo Sk ao^ 
pra 9 e con ragioDC » e con V esperieoza del Saniérno : T isteaso ai di« 
ce del Reno 9 cbe 8^£gli avesse cadala snfficieotet Almeno per non 
deporre , non avrebbe interrito 1' alveo di Volaoo » aiccome per farsi 
la caduta 5 cbe necessariamente bisogna ^ ohe ogni torrente si faccia ^ 
per proporzionarsi , conviene , che egli si vada interrendo ^ ed alaan» 
-do^ insìoo cbe 1' abbia acquistata^ Che il Reno con T aiuto di Panaro 
potesse adequare quei maggiori dossi ^ che trovasse dentro delP al- 
veo , a proporzione della bassa ^ ohe immediatamente segue ^ non lo 
voglio negare y ma nego bene , che per via di caduta possa tirare la 
materia al mare ; potrebbe bene per vìa di peso » ma nò tanta quan- 
tità d' acqua fa il Reno con Panaro , né per tanta 1* alveo con li suoi 
argini è capace ma dato , che fosse capace , e dato che il Reno eoa 
Panaro fosse in tanta quantità, cbe bastasse per escavare per via di 
peso ( il cbe non può essere ) in ogni modo più sarebbe la perdita , 
cbe il guadagno , perche questi aono torrenti , li quali , perduta V é- 
apnlsione^ subito deporrianp più di quello t che avessero levato, cho 
sebbene Panaro non porta terra 5 ne porte però tanta Reno, che è 
sufficiente in una volta a far grande interrimento, ma dato che Re- 
no potesse escavare, è chiaro, che dal luogo dove entra in Po, comò 
dal centro , comincerebbe la sua linea cadente verso it mare* Dan* 
quo -non escaverebbe nò il sito della sua sboccatura in Po, nò il si- 
to superiore verso Bondeno , nò Panaro, come più basso, lo potrebbe 
escavare perche non solo non avrebbe caduta sopra il Reno necessa- 
ria per escavare, ma bisognerebbe che vi montasse molto, e per 
conseguenza per lo rigurgito suo non potrebbe fare altro effetto , cho 
deporre nuova materia, se P avesse; ma dato che Reno , e Panaro 
escavassero, ò portassero al fine la materia, e riducessero P àlveo 
|m>porzionato a Panaro , e non solo questo , ma si profondasse in e« 
quiiibrio col tronco del Po grande (1), in ogni modo non avremmo 
utto niente, se insieme P alveo suddetto non fosse anche tanto ca- 
pace in larghezza, che P acqua , la quale s'introducesse dal tronco, 
fosse atta , e snfficiento ad impedire la deposizione del Reno \ ma 
questa capacità non la potrebbero fare quei torrenti , ergo • La mag- 

Siore ai prova, e per le ragioni dette di sopra, e con l'esperienza 
elio stesso Reno, il quale sino da principio, che cominciò Questa 
Po di Ferrara a. rallentare , con tatto che P alveo fosse in equilibrio 
alP altro , nondimeno , perchò vi era poc' acqua , e per conseguenza 
poca , o ninna caduta , e moto , non potè essere impedito., che non 



(1) Per render capace, secondo l'Autore, P alveo di Ferrara a sufficienza, vuol, 
essere profondato all' aquiUbrìo del fondo del Po di Yenesta , ed essere inoltra 
allargato molto. 



V 



ai7 

deponesse . La minore provo , perchè un fiume non può farsi da aé 
Alveo più capaoe di quello che richiede il ano corpo ; ma il corpo di 
detti torrenti non arriva presso a un pezzo al bisogno del Po, ergo . 
Non si può dire , che si farebbe per violenza di palificate entrare in 
^all'alveo tanto corpo d'acqua 9 che avrebbe caduta, e moto suffi- 
ciente, per impedire la deposizione della materia a' torrenti, perchè 
in pratica non pnò riuscire, che sebbene ciò succedesse per Po bas- 
so , è però manifesto , che la prima escrescenza rovinerebbe , e fra«^ 
casserebbe ogni cosa (i) , e quando questo non fosse , sarebbe ne- 
cessario, che il Po rompesse di sopra. 

Ma quel che ci può chiarire d ogni dubbio , se Reno con Pana«> 
ro possa escavare , è il considerare 1' esempio d' una simile operasio-. 
ne, che ogni dì vediamo, e tocchiamo con mano* Nella riviera di 
Filo vi è un dosso fatto da Santerno , da questo dosso a Loogastri- 
no, ed a S. Alberto vi h più caduta, che non è dal dosso di S« Gioi>- 
gio alla torre della Fossa • Il Santerno ha aiuto delP acque chiare so^ 
periorì , ed in quantità , e qualità maggiori di Panaro , e pure non 
solo il Santerno non ha mai saputo escavare il detto dosaci, -ma sib- 
bene l' è andato alzando tanto , che , non potendo più sormontarvi-, 
ha pigliata altra strada, dunque l'istesso si ha da dire del fieno-. ' 

JVfa per levare ogni disputa vengasi alla prova, la quale con faci- 
lità , e poca spesa si potrà fare ; liveniamo prima la positura dei si* 
to dell' alveo in diversi luoghi dalla bocca del Reno sino di sotto da 
Ferrara verso Volano, poi si volti^Panaro verso Ferrara, ed a Gin* 
gno, e Luglio (giacché più presto non si può far altro) vedremo poi 
quanto avrà escavato. Che se troveremo questo miracolo, allora pò* 
tremo prometterci dell* istesso per 1^ alveo di Prìmaro , ancorché mao» 
co caduta vi sia in questo, che in quello, per essere la linea più 
lunga . 

Dalle suddette ragioni si conclude , che volendosi.rfare questa re« 
stituzione del Po con facilità, e poca spesa, non si può lare se non 
col benefizio del tempo , e delP istesso Po (2) , col mezzo delle sue 
escrescenze, acciò ^ada di mano in mano escavando, ed allargando 
r alveo , e che qnatido poi si abbassa non vi sìa chi ritomi a riem» 
pire r alveo acquistato, e questo non si può fare, se non si muove 
li Reno , sino a tanto , che questa operazione sia ridotta a perferione. 



(i) Questo concorda con i grandi tentattyi fatti da* Duchi di Ferrara , ri asciti 
sempre vani , per sforzare il Po con palificate . 

(a) L'esperienza di molt' anni insegnò' con evidenza, che Pacqne dell' escre* 
•cenze del Po non solo non escavarono V alveo di Ferrara , ma vi accrebbero 
l'interrimento^ onde fu necessario d'intestare il detto alveo con un argìntt 9 e 
di tener sempre chiuso l' adito , e l' ingresso in ogni tempo alle desse «cqne . 

ai 



Al8 

Si potrebbe bene , se non riocresoe la ^pesa , fare senza muòvere it 
Reno, qnando ai volesse in- una estate , che non corre il Reno, con 
opera manuale far tutto TaWeo largo, e proibndo a proporzione del 
Fo , che si pretende introdurre , e nello s^sso tempo anche aver fab- 
bricata la palificata iiecessaria alla Stellata' , ma non so se si trovas- 
sero tanti denar^^ e tanti uomini per farlo. 

■ Ma perchè , come si e detto , ia questo modo proposto intorno a 
questa bonificazione si suppone necessariamente la restituzione del 
Fo in questo ramo di Ferrara , e che poi si divida , come faceva a 
S. Ciorgio per Primaro, e Volano ;^è necessario rispondere anche a 
quelli , che ciò» mettono per impossibile , pubblicandone sopra oìh 
molti discorsi in iscritto ; e certo se parlano d'impossibilità fisica, la 
cosa non ha principio di diiBcoltà , perchè la natura,, e l'esperienza 
stessa ci ha mostrato il contrario , avendo sempre questo rama corso 
per tante centinara d' anni , che sebbene poi ha abbandonato , ciò^ 

f>erò non ha fatto per natura, ma costretto dalla violenza fatale (i) , 
a quale levaia non sarà difl&cile il farlo ritoi'nare » dove naturalmen- 
te correva » 

. Secondo, perchè il fine di questo- ramo è lo stesso di quello d'og- 
cidi, né- altra di£ferenza vi è , che la linea di questo è un poco pia 
lunga , la qual lunghezza maggiore , io soroiùa non può^ portare più 
ohe duo minati in circa di cadata , che quel ramo di Venezia avreb^ 
Jbe per nfre^lio di più di questo, se la pigliamo, conforme s'^ deve, 
dal fondo del tronco , là dove si dovrà fare la distribuzione , perchè 
non 'ha in. tutto da quel luogo sino al mare più di sk. o S. piedi djl 
caduta , sicché couverria che per impulsione corra V uno , e V altrp 
ramo; e quello airrà maggior vantaggio , il quale avrà maggiori am^ 
miniceli di palificate levate, latitudini,, rettitudine di linee, e ai* 
milì, le quali potendosi applicare a questo ramo , non si .pnè dire il 
negozio impossibile, né anche moralmente parlando. Se parlano poi 
d' impossibilità morali , per la gran difficoltà , e per le spese ecoes- 
aive ; rispondo , che né V uno , né V altro vi concorre . Non la difii- 
eoltà , perchè con gran facilità (a) con V acqiia stessa si leverà per 
via di caduta tutto T interrimento, che si troverà essere superiore 
alli Iati del r alveo, e se questo non bastasse per introdurre aoqpa 
sufficiente , acciò poi col peso suo escavasse il restante » si potrà la- 
re con facilità con opera manuale al solito • Non spesa eccessiva ; 



(i) Il ritiro del Po dall'alveo di Ferrara viene considerato in nrincipio della 
Scrittura nel J. Se come alcuni vogliono, per effetto naturale degli accidenti ordi- 
narj dell* escrescenze de* fiumi , 

(a) Già , come si è detto , l* esperienza ha annichilato il fondamento di quesu 
creduta facilità. 



\ 



l 



perelìè} amìò sìa tale, conviene, cbe superi Futile, ma il mìHione 
di «peisa «Negata da <)09toro , per provare l'eccesso della spesa, dato 
che fosse vero., che vi aedasse i il che «on è né anche presso a un 
pezzo '(i), non solo non farebbe Tati^, ma né anche adequerebbe 
una part^di quello. 'Questo «i 4)rova ; perchè per . comune opinióne 
un millione sarebbe bene impiegato, «olo per V utile , che per se 
atessa porterebbe -la sola navigazione alla città di Ferrara (a), all'al- 
tf^ di Romagna , generalmente , a' particolari , ed alla Sede Aposto- 
lica , perule tratte de' granii oltre la salubrità deiraere., che per 
difetto di questa ormai e disabitato quel paese , ma che diremo se 
^i potrà, giudicare , che ciò si farà con loo. mila acudi , o poco più? 
Né questa spesa , etiam che fosse di un millione , ^i pot-rebbe dire 
Ckccéssiva , rispetto alle speset proposte da altri , perchè «e faremo il 
conto , tutte -jiassano un millione ^^3} ; ma è cosa graziosa quello , che 
a questo proposito dicesi in una «crittura, che nuovamente si è pub- 
licata contro questa mia proposta d^ escavar -con Tacque, che già fe-^ 
<>i in Ferrara, dove opponendosi 4^ Autore di essa scrittura, reste 
>ià d' una ^olta pubblicamente sgannato-:; per prevare V eccesso del- 
a spesa 'intorno al rendere la boni&pazione -perfetta , dopo averne so- 
-gnate molte, che io non -^vi pensai mai di farle, e dopo di averle e- 
eagerate^ calcolandole conforme alle sae« chimere, ella fine concbiu- 
^e pei^ dir cosa stravagante , ^he la^^pesa sarebbe di ftcudi 5oo. mi- 
la , e pure la proposta , eh^gli ha fiitto aopra di questo stesso nego* ' 
«io, dopo di aver taciuto tutte T altre., 4ion si eseguirebbe oon dn6 
milioni. Ma quésto sarebbe anche il meno male, il peggio è., che 
ella é proposta vana non riuscibile , e con cuina manifeata , ed irre- 
-parabile delle campagne di S. Alberto, e delle ^alli di Co macchio^ 
e queato mi ofiro a provare tutta volta ^ ohe la Santità Vostra 



*— — — i— — W— — — ■ ■ ■■! ■ — — — ^«P— Mi— ^— — — 111 ■ I 11— —— ^»«— 

(%) Posta la necessità di dare la cagacicà. ali! alveo con opera manuale, vedasi lo 
scandaglio della spesa fatta Tanno i6xo. a cart. 38o. e si consideri. , dhe doTen<« 
dosi , secondo V opinione dell' Autore , ngnagliare V equilibrio del fondo del Po 
tfande eh* è più di p. iJL^fotco la soglia pilastrese, tanto maggiore dovrà essere 
la spesa, che passerà uv^^ milioni., non luie^UBiselo, • di loo. mila «cudi, co« 
me suppone .V Autore. 

(a) SA Jìayigazione teala del Po grande .non è distante , che sole tre , ipiglia 
^ la città di Ferrara;^ onde in questo poco avvicinamento non può considerarsi 
utile d« paragònani con alcuna proporzione' alla .^pesa eccessiva ed intoUerifl>ilé 
di tanti miHoni. " . v 

(3) La,so^la,infero8u9Éìone di ^eno in Po. grande a Palantoné oggidì pvopostas, si 
Direbbe .con soIq 3oo. mila scudi in circa , e porterebbe la. bonificazione me- 
diata, o immediata della maggior parte del paese alla destra del Po, ed il risto* 
xamento pejgpètuo d' una felice navigazione tra 'Bologna., .é Ferrara , e tra <[uesta 
colla Roinagna 9 eh' è forse di maggior 'considerazione per il commercio, che non 
farebbe V avvicinare quella -di l^go scuro alle, àmra di Ferrara ^ 



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aao 



comanderà f hod partendami punta dtH! anppMti » cbe egli stesso fa , 
eoo tutta che molti ye ne sieoa de* falsi* Dunque la spesa di scii» 
di too.. mila per questo capo dì comparazione , doq sola non si pnj^ 
arguire di eeeessa» ma è dt gran lunga minore d* ogni altra siu qui 
preposta y e che questa moda da me proposta non sia per passare ì^ 
suddetta spesa» si toccherà con mana a bassa nel discorsa pratico» 
Mentre si TOgKa escavare con V acqua» 

Né per sostenere questa impossìbitità > vale il dire ^ che sarà diffi^ 
eile maritenere Taugola a proporsibue^ che divida P acqua alta Stel«» 
lata y perchè ta natur» assicurata della suddetta manutenzione da qud^ 
la ci ha data coir allargare it tronco» lasciando a questo ramo if cor» 
"SO per linea retta » ed a quel di Venezia {jer linea curva » sicché non 
occorrerà se non fabbricare una punta » che vada a ricevere , e soste- 
nere per retta linea il corsa naturale r lasciando, il- resta delfa latitu- 
dine per iscarioatore delP escrescenze 9^ le quali sona uuica causa det-^ 
fe difficoltà io mantenere la distribuzione dell' acque in sito angusto> 
ed unica rimedia per facilitarla ', >ed assicurarla ,* è V avere in tempa 
^i dette escrescenze campagna larga ^ per ìsoaricarta » acciò non vie» 
lenti r angora^, it quale qnanda per la^ natura del sita è palificata ver^ 
sa il corpa per linea retta ». e non per diametro ^ come accade alle 
diversioni de^ fiumi ad angofa etiatik ottuso , ha tutto quello , che in 
simit materia si possa desuerare,. acci& ne riesca buon effetto » p^& 
è ficaissima il supposta 9 che si fa in detta scrittura , mentcechè , per* 

Jrovare V impossibilità della detta restitnzione del Fa , dice , che il 
'a grande vi ha fatto if corsa con la sua msggiore profondità dalla 
rrte di Fìgaroloy. anzi la revità è tutta all' opposto ». perchè, comesi 
detta y il corsa per linea retta viene verso noi, e perchè per Tin» 
terrtmenta non si pnè imboccare , come si maaifesta, che Terrebbe 
ìfi si facesse strada,» di qui è,, che ivi con una pertica di p- 14*^ net 
inese di Settembre passata» mentre si faceva la visita ,. non poteomio^ 
toccar fonda, essenda il restante tutto egualmente sina all'altra ripa 
di Figarofa sina 7» a 8V piedi ;. ma che stiamo a disputare P Veggasi 
la punta fatta per il Fa d*" Ariana eoa tutta che sia restata imper-* 
letta , e che quel sita r rispetta a quest<)r ,, sta in diavantaggia g]ran» 
éissimo ,. si traverà non sola esssere stata salda ma assicurata del tut- 
to r indizia certissima della buona riuscita di quel negosia «. In oltre» 
te qui la restituzione del Fa fosse impossibile, e che però sia pazzia 
il pensarvi , come si dice in detta scrittura , molta p^ pazzi sareb- 
bero li Veneziani iir^spendere tanta ^ per divertire il Fa,, con tanta 
■Miggior difficoltà r quanta mag^ore è la profondità » ed il filone del 
Fa che pretendona divertire» 

Molta mena osta in altra certa scrittura , che si dice essere già 
Slata data idla Santità Yoitray nella spiale T Autore pretende jncomn 



-OSI 



r iiap088it41iti della restitaanone di questo ramo , perdTiè ^ anzi dal 
ano detto proprio > si prova il oon trarlo , purché la liveilazioae, che 
^li stesso allega, si applichi come si deve, e non si confonda con i 
.termini , com^ egli fa * Dalla superficie della maggior secca del Fo 
grande y die' egli y alla superficie dritto al Santemo, moota p< ?y 
P acqaa la detto luogo , secondo esso, è p. 2&, dunque resta se non 
piedi I» mettendo il termine ad. quentf come si deve sopra il fbado 
deiralv«o, e non sopra la superficie d» quell'acque, com'egli (a^ dal* 
la snperficie dritto a Ssnierno^» dice, aifu superficie dritto a Longa- 
atrino cade p..3» 4» ^^ sottrattone, secondo esso» il corpo dell' ac-^ 
qua dell' uno 9 e deir altro termine da fondo a fondo cade p* 4^ ro* 
Dunque è falso > che dal Po sino a questo luogo vi sia di caduta se 
non p. I. a, com^eglt dice, confondendo i termini della livellazìo* 
ne • Escavisi ora questT> fondo dritto al Santerno p- 7«^ 6 r <^^^ tanto 
dice essere di caduta di qui al mare, troveremo, che secondo essi 
dal Po al mare cade p. ii* 4"- Dunque non è impossibile la naviga* 
zioiie per questo corpo •> 

Ma ridicolosa è quella , quando dice per far navigaBìTe il Po bisogna 
escavarlo p» i* sotto la sua seccu , dunque il Santerno avrà questi tre 
di più di caduta sopra la detta secca, quasi che i termini a quo^ et ad 
quem si abbiano ad alterare, quando il mezzo si alterasse ; che se questo 
potesse essere, altrettanta contiene, che cadesse il Po verso Santerno « 
Non meno ridicofoso è qiielfo, cbe a questo proporsito si dico in 
quella scrittura, che riprende questo mìo modo d'esca vare, con l'ac-^ 
qua, meiitre dice la detta escavazione non essere riusoibife, tn^ dato 
che fosse rinscibile, che non per questo il Po^sarebbe navigabile, 
perchè sarebbe, dice, il suo fondo solo in equilibrio col mare, at 
più , che si potesse fare , e perir le barche che hanno da venite 
dal mare, non averìano acqua , se non si escavasse il Po 3. o 4* p^^* 
di almeno di sotto della superficie del mscre , siccome si vede , dice , 
ohe non si posFono navigare te valli di Comacchìo , quasi che pre-^ 
tendiamo di fare la navigazione dell' alveo del Po col mare , e non 
con r acqua del Po. Certo, che se si metterà il Po in quest'alveo 
escavato a quella proporzione ^ ovrero nelle valli di Gbmaccfaio, al 
ncuro si navigheranno» 

Altro non mi resta , se non di mettere in considerazione atta San-r 
tita Vostra, che se gli piacesse fare un nuovo taglio al Po dalla voU 
ta di sotto éirS. Alberto ^ che per dritta linea andasse s sboccare a *" 
testa d'asino- in lundbezza di io. miglia ìm circa, sarebbe opera 
molto giovevole per vi prestezza della riduzione dei Po , ed assicu* 
lamente di esso, e della sua parte sinistra , per la caduta , che ao-* 
qiusterebbe dalla linea , ohe sì scorterebbe di uM^te miglia ^ e dalls 
profotidità di esaa riaj^tta » ^ell» dell» pieaeate« 



• • 



%%Sk 



Questa è in «oimna U modo » dhe iio tapttfo trovare per rimedio 
di questi disordini , del quale altro non eredo sia più reale , come 
quello 9 ohe la natura stessa oi ha mostrato ; -che sebbene il Po ìm 
Àbandonato, « iatto altra strada, questo è stato per accidente , ^ 
'Oruale levato, sarà facile fiirlo ritornare dove naturalmente andava^ 
Oltrebhè è modo facile , di poca spesa , e che dalle stesso principio 
•si comincerà a sentirne utile • E le prime «operazioni , e preparatorìi^ 
•che si avranno a fare per metterlo ia esecuzione sono tali , che senw 
-pre saranno necessarie iaogni caso per- quaiaivoglia idtro modo, sic» 
ohe non impedisce , che se in progresso di tempo si -facesse altra ri- 
folnxioQe 9 che ciò non si &cda sena pregiudwio della spesa *iatta^ 



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RELAZIONE 



DEIXO STATO FBSS£NT£.DELI.' ACQUE CHE INFESTANO LE TRE PROVINCIE 

DI ROMAGNA, FERRARA, E BOLOGNA 

r 

Cì^n il parere sopra li rimedi proposti fatta alta, Santità di . Nòstra 

Signore Papa Innocenzio XTL pubblicata d' ordine della. 

Santità di Nostro Signore Papa demento XI. 

nelV anno MDCCXV. 



JLia bonificaziooe generale delle tre proviocie, commessaci dal pa- 
terno zelo dì Vostra Santità ^ è stata T oggetto de* pabblici voti nel 
Gorso quasi d'un secolo » e tentata più volte eoa opera infruttuosa 
per le contigenze de' tempi • La cagione j ohe ha modsi li clamori di 
questi* sudditi della S. V. ad implorare si sovente la suprema autorità 
de' suoi predecessori 9 è andata sempre crescendo nel progresso degli 
anni 9 e si>è ormai così estesa , che hanno ragione dL temer e" la- loro^ 
vicina 9 e totale rovina , senza il soccorso d' nn pronto rimedio*. 

ÀUo aregolato- corso dell'acque ohe sono( a deatra del Po di Prima- 
TOy si devono- riferire le miserie di questa bella parte dello stato- 
Ecclesiastico- Molti sono li torrentL, che scendono dalP.appenino- 
precipitosi, e carichi di- terra,. e di arena, vi fanno impressione de' 
toro effetti maligni y ma più di tutti è il Reno, che per ragioni pe-- 
cmliari ne vìen riputato L' autor principale. L'essere egli maggiore di 
corpo d' acqua ,. il più. torbido ,. il più lontano- dal mare, e ora va^ 
gante nelle valli,. che per gi' interrimenti ne hanno perduto quasi il 
nome 9. e si sono rese incapaci a più- riceverlo nel loro seno , ha fat* 
to giudicace egualmente necessario, che difficile il dovergli dare so« 
pra d' ogni altro uno sfogo , che aia atto a portare felicemente le sue 
licque al mare - 
, Fu questo torrente per ordine di Glemenle- VtIL divertito dal Po 
di Ferrara con alto , e magnanimo pensiero di restituire a quella città 
la perduta navigazione.,^ e fu posto nella Saamartina , valle allora di 
giro di molte miglia, dove chiarificate le sue acque ^ a«eva> l'esito 
per più bocche nel Po di Primaro* Non soffri però lunga tempo di , 
star chiuso ne' termini assegnatigli,, che rotto l'argine circondàrio, 
e fattosi con la forza il passaggio nelle valli di Marrani , diede jprin- 
cipio colle inondazioni a quei mali» elio sono andati serpeujdoj^ ^ 



dilatandosi sino ai giorno d^ oggi 9 con apparenza di dover creicere 
sempre più ^ se non viene migliorata la condàzione delle cose • 

Correndo disargìnato da Galline in gin alla parte destra ^ versa le 
sue acque da quel lato in maniera , che tntto H paese fra esso , ed 
il canal naviglio , resta soggetto alle grandi espansioni delle sue piè- 
ne, dond'è venuto, che T estese pianure del iSominale^ di Gaprara , 
del Poggio^ di Raveda, di S. Prospero, di S. Vincenzo 9 ed altre mol- 
te ^ che per V addietro furono buone , e coltivate 9 sono ridotte ora 
ad pna pessima condi;BÌone , prive d* abitatori ^ e latte solo ricetto di 
acque stagnanti , e paludose 1» 

Alzate le valli di fondo per gì* interrimenti ^ e gonfie d'acque atra* 
niere^ pltre l'esser sostentato il loro pelo ordinario in altezza di più 
piedi, vi hanno perduto lo scolo i terreni superiori: onde ^ritenute 
nel proprio seno l' acque piovane 5 e atagnanti ^ n' è resa valliva una 
buona parte ; e riempiuti di lezza i /condotti principali , in 4ttogo di 
servire air uso, a cui sono destinati^ si veggono alle volte correrò 
air insù verso il loro principio^ 

Per comprendere poi T aumento del male presente, in confronto 
del passato, senza venire ad una lunga deduzione de' particolari 5 
basta riflettere, ch'in oggi l'acque delle valli di Malalbergo si alza- 
lo nelle loro somme escrescenze tre piedi in cirea più di quello, 
che fu trovalo nella visita di Monsignor Corsini l'anno 1625. la qua- 
le altezza quanto imponi di estensione ad occupare i aiti , ch'erano 
prima intatti^ ai pup facil/nente capire, se ai considera, ciò auoee- 
aere in nn paeae quasi orizzontale • Al che si dee aggiungere P ap- 
prensione^ in cui si vive da qualche anno in qua dell'aria corrotta, 
non solo nella campagna, ma nella città stessa di Bologna. 

La navigazione fra Bologna, e Ferrara interrotta già più volte per 
P intersecazione fattane dal Reno , e con nuovi giri , e spese ; ritro- 
vate nuove, ma più lunghe vie , per mantenerla , ai è ormai ridotta 
a segno , che protratta la 4inea di Reno sin quasi ali' unirsi col dos- 
so di jSavena^ non resta più luogo, che per poco tempo, e spesa 
continua a non perderla affatto it 

L' istessa protrazione di linea p cbe va sempre più avanzandosi nel* 
la valle cpiP alzamento delle parti inferiori , na cagionato quelle del- 
le superiori^ come a Cento , alla Pieve , ed a Mirabello , in maniere 
che camminando il suo alveo per lungo tratto molti piedi sopra il 
piano delle campag^ie con arginatura di altezza prodigiosa , sieno in 
continuo perìcolo di rotte, seguite già più volte, e provino il dan« 
no presente nelle sorgive ^ 

Passando dalla valle di Marrara per la bocca detta delle Gacupate, 
ed altre nel Po di Primaro , v'entra , non gni chiarificato, come n^ 
fa il primo pensiero , nota in parte carico della sua limosa soma , non 



ancora deposta interamente per istrada, cni tenendo alta la superfi* 
eie del Po sino al mare 9 quando vieu gonfio dalle sue piene ^ è in 
gran parte cagione che il. medesimo Po, si renda incapace di riòeve- 
re io scarico delle valli di Marmorta, e le inferiori di Buonacqaisto, 
e di Ravenna , in modo che sostentate queate , ai dilatano air insù, fi 
perdendovi la caduta i condotti degli acoli ^ rigorgitano sopra li ter* 
reni , che dovrebbero goderne il benefizio . 

Il Sillaro , e r Idice, ed altri fiumi minori non potendo per tal 
cagione smaltire le loro acque per le bocche di Marmorta , dove bau* 
no^ l'esito , che piuttosto ne ricevono dal Po, tengono tanto pia gon- 
fia la valle, ristretta ormai per le deposizioni di questi, a segno che 
non tì restano , che pochissimi fondi , onde ne nas^e , che V espan» 
flioni sì distendono ai terreni coltivati air intorno, s^ interriscono gli 
scoli , e i fiumi stessi ne' propri alvei, sostentate le acque loro, ne 
risentono gli effetti perniciosi , mentre elevati di letto con arginatu- 
re altissime , cagionano frequenti rotte nelle parti superiori • 

Quest' alzamento sproporzionato della superfieie del Po di Primaro 
per il lungo tratto , che s' interpone dal Gavedone di Marrara sino 
a S. Alberto, tanto superiore alle campagne del Polesine di S. Gior« 

£'0 , fa che il lento moto dell' acqna in nn paese tanto basso , trape** 
odo per li pori delia terra , vi cagioni le sorgive , e v' insterilisof 
una parte di quel territorio abbondante , eh' ebbe il nome di grana* 
io del Ferrarese ; siecome è pur considerabile la soggezione del perì- 
colo delle rotte , che patisce colle valli di Gomacchio in un argina*» 
tura poco buona di tante miglia , in molti siti difficile a ripararsi 
per mancamento della materia ; in modo che le valli suddette di Co* 
macchio hanno gli esempi recenti , quanto sia malagevole il ripigUat 
delle rotte , che vi sono segnite ; onde si può dedurre il gran danno, 
che seguirebbe alla Camera Apostolica colla perdita di esBtj la gran* 
dezza del pericolo, e quanto sia necessario d'iapportarvi il rimedio 
j^er metterie in sicuro • 
Verificate tutte le cose sopra enunciate nella visita da noi fatta, oi 




più atto , il più fattibile , e meno dispendi 
so« Ginque. sono le proposizioni principali, che sono state discussa. 
Di tutte rappresenteremo a V. S. gli utili , e i danni , col giudizio , 
che ne abbiamo fatto , acciocché la S. V. possa poi ordinare per il 
benefizio de' suoi sudditi, dò che Sarà riputato più conferente dalla 
•lu suprema prorvidenza. 



v'^ 



Am6 



T, 



Pitopasiziùne^ 



Uneadi vatte in vatte'- 



ra ì lìmedi, che sono stati pia volte proposti, ed esaminati per 
rìcapìt» di ^este aociae^'une de più anticni, e i;inoinatì è qaèllo di 

S render Reoo alla botta degli Anaegati ^ ed iotroduceodolo nella valle 
el Poggio, portarlo con retta linea per Maitre valli inferiori sino 
alla Sacca di testa d^ asina al mate ». unito agli altri torrenti , 6n 
aaccessivamenie s? incontrano^ oppure aepasatl. dagli ultimi, che'sono* 
il Senio., il Santerno, ed il Lamone. 

Pes ciò fare si penserebbe d' andar Ibrmandc un nuovo, alveo ne^ 
•iti pia elevati , cne si frappongono, tra una valle , e V altra ; e dove 
queste sL dilatano colP espansioni ^, si vorrel)be alzare un argine cir^ 
condacio , accioochè in tal modo ristrette V acque , e forzate a corre* 
re verso il suo termine, vsi formassero da loro stesse un letto prOf 
porziónato , senza potere in tanto innondare , e danneggiare i terrìto-^ 
ri, che vi sono, ali intorno; e perchè ,. oltre alP acqne de* torrenti 9. 
hanno* anche il suo sfogo nell^ valili gli scoli- delle campagne superio- 
ri , per darof a questi il debito provvediipeoto , si penserebbe d* unir* 
ne moki assieme, e portarli a, sfogsre per efaiavicbe nelle medesime 
valli ^ oppure tirandogli a quflla parte , dove V alveo già detto fosse 
più angusto, e- più comodo, farli passare al di sotto con botti sot*^ 
terranee nel Po di Primara. 

Ha questo progetto V apparenzik' del piu^ facile , e pJiL conforme al 
bisogno, del quale si tratta f poiché con esso pare che si secondi la 
naturale incliuazione del Keno, e di queste altre acque , che presene 
temente si sfogano in dette valli 9 le quali ,. formando senza dubbio la 
pia cupa,, e profónda parte di questa supériiipie , e conservando, le 
reliquie deir antica Pàdusa, paiono appunto destinate dalia natura al 
essere ricettacolo di tutte V aeque 9 che scendono da* monU , e. dalle 
campagne, che loro sovrastano^* 

S' aggiugne., che in questo modo sembra ottenersi là desiderata bop 
nifioazione, con restituire alla> cnltuza una buona parte de* terreni 
ora occupati dall* acque , e si renderebbero fruttiferi molti altri ^ che 
di sua natura sono sempre stati vallivi, e palustri ; in maniera che 
tutta la parte Traspndana , rìstvette le ac^ue con buon regolamento 
in un solo alveo , petsebbe in pregressa di tempo liberarsi non solo 
dai danni presenti ; ma far ai|£0< aquisto di molu- beni.^ che ora sono 

perduti. ...*.• 

(bn ostante però queste considerazioni non si crede da noi prati- 
chile simile diversione . Ma prima di adurre li motivi.,, pare in qual- 
che modo necessario di rifferire per fondamento , e chiarezza insieme 
di tutto il seguente discorso , la massima generale nella materia dei- 
r acque : che in due soli modi nn fiume 9 e torrente , ohe porti 



."f 



V 



%%1 



/ 



mescolate le me acqn^ con letza , ed arena » possa condurle al mare^ 
-sènza fare deposiziooi seasibili «nel proprio alveo , o con aver tal pcn« 
'densa 9 ededlivio proporzionato al suo' oerpo d' acqua , che colla con* 
eepnta violenza non gli lasci separare la nuteria grave che porta , o 
«con impulso d* acqua perenne.» che gli dia fon^ di spinerò al stbo 
'termine , e supplisca a <|ualnnqtte mancamento di caduta « 

Da qui ^nnsce , che que' tosrenti » li quali vengono da' monti a ca- 
dere ne' piani di poca pendènza, vadano per provvedimento della na- 
' tura lasciando nelle parli ^superiori fante parti della sua limosità ,> 
sinché acquistino la cardata necessaria coir alzamento del fondo del 

Sroprio alveo, e si formino il declivio sufficiente, che mancava loro 
a principio in quella parte • 1 

Per istabilire poi qual sia il bisogno preciso di qnSsto declivio, aeh- 
Bene pare il sentimento *più comone de' Periti., che debba easere al- 
-meno di sedici once per miglio ^àn ogni modo 1' esperienza "ha fatto a 
«noi conoscere, che non dobbiamo -attendere ad una regola universa- 
le ; ma sìa miglior consiglio di riferini all' osservazione particolaBO 
di ciascheduno de' torrenti , che richiede inaggiore , o minore i' in* 
clinazìone del proprio fondo , secondo la maggiore^ ^o minore quanti* 
ti d' acqua , e carico di lezza , che porta • 

Stabilito questo principio .« diremo nei caso, di cui si tratta-, che 

•aancando al Beno., eome afl ogni altro torrèote inferiore., la perei]i- 

jaità delle sue acque, e per onesta strada il requisito della sufxicieB- 

te caduta.^ non sia opera fattibile il condurvelo , senza incorrere neT 

disordini, <^e saranno dedotti in appresso. 

Dalle «fivéllazioni prese nella visita rìsotu , che dal punto della di* 
sTersione del fonde di {leno , che in -qui^la parte si trova superiore id 

Siano 'delle campagne circa piedi sei , avrebbe di caduta sul fondo 
ella sua foce in mare piedi trentotto ; la quale distribuita nel tratto 
4ì 5o miglia in circa ,^cbe vi sono da un termine all' altro,, resta di 
gran lunga inferiore al bisogno»; poiché essendosi osservato con dili- 
gente misura fatta ad acqua sfagnante, che «9 Reno stesso dopo l' in* 
{rosso della Sammog^a cammina con /declivio di i4* once, e trOv 

3narti in circa per mìglio» e in^altri luoghi anco di vantaggio , si ve* 
^ e chiapimente , quanto sesti difettosa la riferita di piedi trentotto 
a|i tanta distanza , che vervebbe ad essere non pia ohe once 9 , e 
«in ottavo per iniglio • 

^sendo perciò incontrovertìbile questo difetto di caduta , ne vae* 
ne in conseeuenza, che il Reno con gli altri torrenti inferiori ver- 
Mbbero daTse stessi a formarsela colle deposizioni , elevando il loro 
fondo , -come attualmente si vede aaccedere io ognuno di essi, che 
jper tal 4ìagione ihanno owligato a munirli d^ arginature , rialzate suc- 
cessivamente a tal ^ado che &nno terrore a chi le osserva di ao ^ e 



V 



-^ 



pia piedi superiori sòprft il piano delle catDpa|[ne> con pericolo per* 
petuo di rotte; che seguite già più volte iit pia luoghi hanno por^ 
tata là desolazione a territori interi, e con ragione fanno . temere 
quelle nuove opere ^ ohe ne inducessero tanta maggior facilità, quan* 
ta sarebbe in quest* alveo di si gran lunghezza» Dove si deve di pia 
avvertire , che le rotte stesse sarebbera difficili a ripigliarsi per la 
precipitosa caduta , che troverebbero in tanta altezza, di maniera che 
In luogo di bonificare con utilità, si vedrebbe tutto il paese a de- 
atra , e a sinistra esposto > coli' uniotfe di tante acque violente , e ri» 
tenute dagli argini manufatti, al pericolo di frequenti inondazióni « 

Da questa necessaria alzamento dell' alveo , e delle arginature pd* 
ite alle valli, ne seguirebbe ancora un tale impedimento agli scoli, 
li quali ora hanno l'esito nelle valli stesse, a in Primaro, che si 
metterebbe in ìsconcerto tutto il paese superiore coltivato , dal quale 
se ne goJe il benefizio, senza vedersene il rimedia opportuno» Oov 
de se si volesse provveder loro di chiaviche, sarebbe necessario argina» 
re i condotti all'altezza medesima, che l'osterebbe stabilita agli argi** 
ni delle valli , le quali andandosi , come si è detto rialzando di fon- 
do, a gli scoli Vanderebbero perdendo la caduta^ oppure, restan- 
dogli questa , seguirebbe , che qnanda le chiaviche dovessero star 
chiuse per impedire U rigurgita dell'acque tórbide ^ che interrisco* 
no i condotti , venendo molti di questi scoli da siti assai alti , ed e* 
levati, né potenda ivi ristagnare, e trattenersi l'acqua declinata al 
sito pia basso, venisse tu^to ad nnirsi colle altre acque inferiori vi- 
cino alle chiaviche, dove non aifendo il sua sfogo, s' eleverebbe a tal 
altezza , che non trovata capacità sufficiente nel suo canale argina^ 
fa, traboccherebbe nelle campagne , le quali per esser tutte recinte 
d'argini nelle parti più basse 9>^on potrebbera se non difficilmente^ 
e con lunga tempa scolarsi» ^^^ 

Se pòi si volesse ricorrere al pi^vvedimenta delle botti sotterra-^ 
nee» non potandosi queste fabbricai in una lunghezza, che attrae 
versaésè 1' ampiezza delle valli , per e^r quivi il terrena infetioe ^ 
ed inabile al comodo di tal &bbrica, che sa^bbe d'ìia infinito di^ 
fpendio , bisognerebbe , come sopra si è aò<?ennato , formarla' ne' ii-^ 
ti interposti tra te valli medesime per tutta la larghezza del nuova 
alveo, che vi si facesse » Ma qui ancora si presentano difficoltà dìgraa 
peso , non sola perchè affine di non impedire ivi il corso ' dell' ao* 
qne , 6 bisognerebbe attendere, chef il rondo si fosse alzato a misu- 
ra , senza sapersi intanta come dar esita agli scoli ; eppure sarebbe 
necessaria foriti Arie tanta profonde, e curve satto il detto alveo, che 
con difficoltà potesse l' acqua \ degli scoli stesri risorgere per avet 
sloga nelle parti inferiori ; ma ancora , perchè non sarebbe molta 
lacile ridurre tmtf gli scoli lontani a passare in V|[neste parti » dove 



/ 



si penserebbe ibrmar dette botti y potendo forse alcnnt di essi non •- / 
vervi sttffioiente caduta » e sarebbe parimeate più difiicile ^ e dispen- 
dieso, di quello , che apparentemente si crede il fabbricarle » e> fon^ 
darle in questi siti per se stessi acquosi e ripieni di radiche 9 e can- 
Jincce palustri ammassate insieme che qui diiamano Cuore ^ come fa 
anco sentimento dell' Aleotti ^ al quale per lunga esperienza ^ che a- 
Teva in qnestp materie ^ deve darsi non poca fede* 

A- questi motivi ^ che sono il fondamento reale dì qnesto nostra 
giudizio 9 s'aggiungono quel)!» che accenuano Scipio de Castro nella 
•aa relazione a Gregorio XIIL » e il pad» Sparnazzati nella scrittura da« 
ta a Clemente VIIL a* quali j se si congiunge T autorità degli altri 
aoggettt» che furono seguaci del loro parere ^ insieme la perìzia di 

-chi gli assisteva fondata nelle lunghe osserfazioni , e fatiche. da essi / 

fatte 9 pare che con bastante ragione resti escluso ni progetto di que* 
aia linea 9 colla quale verrebbe ancora a torsi il commercio della na* n 
vi^azione tra Bologna » e Ferrara, tanto necessaria a' vantaggi di que- 
sti stati» 

Proposizione della linea di Volaruìm 

Jb n questa linea da Monsig. Corsini creduta degna di particoTar ^ 
Gonsidérazìone in^ questo grande affare dell'acque y e però stimò ne«? 
cessano di discuterne nella sua relazione le ragioni, che potessero 
persuaderne, o dissuaderne P impresa, appigtiandosi poi egli a queste 
ultime per li motivi, che diffusamente ne adduce. 

Non v'è dubbio y che (come accenna lo stessa Prelato): pare a pn* 
ina faccia molto plausibile di restituire il Reno, dov^è corso gran 
tempo 9 e dove per convenzione reciproca tra Alfonso Duca di Fer-» 
rara , ed i Bolognesi fu portato in tempo d' Adriano VL Di pi(i 
conferisce molto af pregio di ques^ opera il credere, che non doves^ 
se riuscire molto difficile, e dispendiosa, per trovarsi già fatto qua- 
si tutto r alveo, restando solo la soggezione di rìstatrrare^, e miglio» 
tare gli argini antichi , con alzarli dose fosse di bisogno , e per quel 
tratto ove occorresse fare il nuovo alveo, cominciando da quel sito , 
ehe ora paresse pia a proposito per maggior sicurezza , e indennità 
di JPerrara , e della fortezza » Né viene riputata la spesa cosi ecces-» 
siva » che non meritasse d'essere impiegata sulla speranza di un u» 
tile tanto considerabile; aggiungendosi in fine il* migliorar della na* 
vtgaeione per P alveo di Votano , eh' è una delle prerogative maggio^ 
ri , che ha perduto Ferrara con V allontanamento del Po » / 

' Considerate nondimeno tutte qifeste pretese facilità , e benefizj , 
pare a noi di doverli lasciar da iparte, persuasi al contrario, che 
aoo pòssa per questa strada il Reno portarsi colle sue torbide al 



^3o 



/ 



«lare.» MDza ottonare iiiovità pKgmdimàlbiiiDa in tatto il temto^ 

4rio di Ferrara per il luogo tratto. , che è dal.puoto della énrersion^ 

]>re80va VigarailS per il Reno .«reocliio» o io altra parte più yicina 

•alla fnota di S. Giorgio,, in distanza dal mare di miglia ^e. in 

«circa» dove essendoai trovato nella noatra visita ;Boa aver più, cba 

piedi 35. dicadnta dal fondo di Reae4i Vigarano^ino al suo aboo** 

co, computativi tutti i "vantaggi, che ai deducono dal flosso, e ri» 

vBusao del mare , dal terminare la lìnea oadente del'foudU) quattro pie» 

/di fOtto il.pelo ordinario del medesimo mare^ ai dev^e . eonoludore- ^^ 

-ohe '^ia •maoifestamente difettosa, ed inaussiatente , mentre non a* 

tirremmo.più di once otto, e cinque «minuti per jniglio, %nando Tè- 

rdiamo, oome si è detto, che il. Rene ne ha presentemente ^quattor- 

'dici, e tre ^quarti ^ aicchè in 4utto'*»queato apasuo mancherelibefo pie- 

di 27, e. once .6. di caduta necessaria^ 

A questa proporsione dunque Terrehbe necessariamente ad akars! 
4!aIveo di questo torrente, nel le parti y superiori di Perrara , e di den- 
to,, ^come appunto, per formare questa cadente necessaria, comin- 
<4>iò a succedere , quando Panaro , ancorché men torbido,, e più j^- 
'Teline di Reno m introdotto con -sran -irtaaiso dal Cardinal Serra 
per il Po di Fenara in 4]uest* alveo di Volano , mentre nel corso di 
^o.-mesi^ e non più, il fondo s* alaò ben cinqne piedi, obbligando 
il medesimo Autore a rimuoverlo per. esimere io stato da quei mali ^ 
<oJi' erano per succedergli* 

Quali poi dovessero esserci pfegindtq da oagienetsi da tale aka- 
' mento di fondo nelle :rìferite.TÌcinaoze di Ferrara,, e di Cento, ba- 
Jta ricorrere a ciò, che abbiamo detto. nel passato. discorso della Jinea 
idi valle in valle , ponderando 1' altesza , e la soggezione dell' argina- 
.ture, cb^ presentemente vi sono, e T estremità, alla quale si do- 
#Trebbero accrescere nella auocessiva alterazione del fondo medesimo • 
^ Nè-meoo gMve.'Si giudica il 4lanno , . che «nel dare effetto a questa' 
Jinea sono per incontrare quegli scoli de* due iRolesini»diFerrara,, ^ di 
.S. Giorgio , che ora si .portano felicemente in Volano., da dove ^re* 
eterebbero esclusi, o almeno infelici tati , allorcbè alzatb iMetto del 
Po, vi |)erdes8ero.]a caduta^^e mancherebbe ancora a' J'errareai ir 
ripiego di JToltare , come aperano ^ a questa 4>arte tutti quegli .altri 
scoti che ora vajino al mare a dirittura., o alle ^alli di Comacchio^per 
il Polesine di^. Giorgio, giacché quelli 4ono ormai (|uasi inutili per 
^r impedimenti, ohe ^si vanno facendo -sempre maggiori allo ebocca 
del Po d^AArianò , e .queati ai difficultano colle Yasiaziooi.^ ohe sono 
aeimìte nelle medesime valli . 

^Perciò è necessario di riflettere., se queata mutaeione, ed eleva-» 
mone di fondo potesse evitarsi con il aoccorso d* altre acque chiare » 
ohe aopplendo al 4ifetto della «caduta aiutassere il Reno a correre - 









/ 



MiMKt^ dbpomv E* perclìè T'esperieoM fit £itto* eoiio8oere> òhe %ì^ 

8oeo meoo- ehe* yand Ip werare di piur ÌDtrodarr& ia> questo ramo il 
9 graadft'y propose già moosignor Corsiai a que&t* effetto d,' uairvi 
Uaoooedel oaaal naviglio*» <^1 Guazzaloea , aella .Dàrdagna ,. e del 
oaoalioo di GeQto;.ma noi noo jDrediamo v che pòssa in- quesio modo, 
«mediarsi al male, «del quale si diseorve , atteso ' che, parlaudo pru- 
ina del* canal Naviglio » questo ,per esser- paste del Reno , dal qoalo* 
si divide « alla, chiusa di , Gasaleecbip > nou è men torbido del suo 
n^^gipp^^iQo. Onde, ancorché ooo accrescere il corpo d^ acqua,, 
jiotesse dar qualche maggioir forza all' altre, ad ogoi modo^ cresceiw 
dosi ancora proporzionatamente nuove torbide^, ssrebbe poco coofe» 
sente a togliere F occasione di deporre. Il far poi foodacnento della 
Darcjagn^, e Guazzaloca » saria ua^preteodere di ter Tacque da' fon» 
fi situati io domio] forestieri, e condunle per lungo- tratto ne' loro- 
territori 4 oltreché r unione di queste acque non^ fajrci|>b0^ mai na^ 
OorpO'tàle,. ohe avesse ^igor bastante dk spingere qiielle del Reno al 
y ano termine , anche Con aggiungerci U acque del canalino di Cento^^. 
senza. i narrati disordini, poiché per essere di poca quautità>, e per- 
ii difetto grande delia caduta, poco potrebbe operare». 

An^ se si considera 1' andamenta- di questo canale, ohe serve per' 
^agoare le fosse della fortezza di Ferrara, nasce ancora" una rilevan* 
te difficolta di poterlo introdurre con Reno nel Po di Volano in sito* 
tale, che potesse vicino a Ferrara- dare alH acq^edLlui^r aiuto, che 
u desidera^ Pòiobè , quand' anca-dovessimo..credere per sc^fficiente la 
Oaduta*, che da Vigaraoo al mare avrebbe, secondo lo stato presente- 

Juest' alveo, nulladimeoo in conseguenza, delle misura prese ,. il* pelo ^ 
all' acque del Reno da Vagaranc^ sino ^ alla punta di S^ Giorgio, fo»» . 
aaandosi una linea, pronoczionata ^, e corrispràdèiite al sito.' inferiore « 
Otorrerebbe in tempo di piene circa- dodici (^edi pià^ atto di. quello^ 
dèi canalino , quale per tal cagione, resterebbe soggetto colle fqssO' 
dèlia. città, e fortezza a' rigurgiti ,. e inondazioni deUo stesso Reno>. 
fppure saria d' nojpio portar quest' acque tanto in giù ,, ohe. si liberas- 
ae hensbla città di Ferrara dal timore de' detti . rigurgiti : ma sareb^- 
be anche privo il Reno dell'aiuto, che si pretende ricevere dall!iiv 
nione superiore dell' acque del medesimo canalino •. 

Restando in tal modo assai chiara là, diffi^boltàt di sovreniire quanto-* 
basti all'impulso dell'acque di Reno , acciò non deponganov ha sng*» 
gerito il* dotto Cassini maitematico del Re Gristianissimot*, e òhe al* 
tre Tolte ha avuto; mano in Questo i^egozio,d' aprire- al Po grande n*. 
na strada vicina a fossa, d^ Alberto >. sette miglia, sotta^ Fèrt^ara.,^ per 
meo^er qfiindi. con un regolatore- ben • formato oaa buona porzione 
e? acqiie ia tempo delle sue piene.,. Qjolla qpale potesse mantenersi- 
pirofondoy e netta qaest' alvoo di y.alano i;nóa ostante gl'ìnterrimentij. 



\ 



N. 



*3a 

che il Reno vi andaue fonnando y ma dì questo temperamento » 
benché proposto da oo nomo di laoto credito» e di tanu e&perienxa 
in questa materie 9 non abbiamo però sapato trovarne 1' uso propdr« 
sionato al bisogno 9 perchè supposta ancora la fabbrica ben sicura 
d' un tal regolatore 9 che sapesse resistere agli sforzi d' uu fiume co* 
ai potente , e supposta parimente una^ escavazione sì ben fondata 9 e 
airgìnata 9 che non facesse temere la maggior viciuanza , e T assedio , 
per così dire ^ d' un nemico tanto grande , quanto è il Po 9 troppo 
grave sarebbe il pericolo 9 che ne risulterebbe 9 mentre in caso d li- 
na rotta del medesimo P09 o d' altre acqae nelle parti superiori ver-*- 
^0 Ferrara 9 non potrebbe sfogarsi 9 trovandosi l' acque d^ ogni intor- 
no recinte d'argini altissimÌ9 quali sarebbero quelli di Po a settentrio- 
Be ; quelli di questo canale a levante» quelli di Jleno a mezzodì , met- 
temlo in perìcolo d' affogare l'istessa città di Ferrara * Oltreché 9 man- 
cando forse in questo nuovo canale la forza ali* acque 9 massime in 
tempo di declinazione del Po 9 resterebbe facilmente interrito 9 con- 
ine seguì nel Po di Ferrara per la atessa cagione 9 perdendosi con 
eiò la spesa 9 che sarebbe molto considerabile^ e il frutto della con- 
oepnta speranza* 

Costerebbe dunque troppo caro 9 il tentativo di servirsi di questa 
liiiea la quale 9 quando non rinscisse 9 come si tien per certo 9 ci fa- 
rebbe perder molto denaro impiegatovi 9 e quel che più importa , ai 
toglierebbe tutto il benefizio 9 che gode Ferrara della navigazione 
presente colP aiuto de' sostegni fabbricati 9 e mantenuti con ispesa 
p*avissime tanto più , che si perderebbe ancora il porto di Volano » 
il quale ai reputa tra' più sicnri 9 e migliori dello stato Ecclesiasti- 
co ; e resterebbero soggetti ambedue i Polesini di Ferrara 9 e di S. 
Giorgio alle rotte 9 ^d alle sorgive di queste nnove acque « 

Tutte queste considerazioni hanno mosso «ragionevolmente quelli 9 
die per il passato sono stati impiegati in quest^ affare 9 a non incli- 
nare a questo ripiego 9 e muovono anco le medesime parti interessa-^ 
te a non consentirvi 9 il che tanto più conferma noi stessi a rigettar- 
lo 9 ed a cercarne alcun altro più congruo 9 e più confacevole al no- 
stro bisogno* 

Proposizione della linea grande , dal Trebbo allo sbocco 

del fiume Savio. 

Xja linea de' Ferraresi 9 che merita il nome di grande 9 sebbene 
non si può dire nn pensiero affatto nuovo 9 perché in tal qual mo^ 
do fu ideato dal p. opernazzati nella scrittura a Clemente YIII. ^d 
Ogni mòdo non piiò negarsi 9 che oggi chiara 9 e distìnta 9 almeno 
nel suo andamento 9 non esca in luce come parto novello dello ftlo f 



e 



a 3 « 

'6 vigilanza dt cM c6nosó6nclo par troppo l' eitremità del bisogna di 
queste podere provinole , stima necessità precisa V applicar iora un 
rimedio > ohe a proporzióne del male sia ancor egli grande > e stra« 
ordinario . 

Sr kpicca questa linea due miglia in circa sotto Bologna Terso il 
Trebbo , di dove divertendo il Reno, lo porta con cammino- paraUe« 
lo alla via Emiliar sino atlo sbocco della Salustìra nel Sillaro, e qdi- 
yi piegandosi" verso levante, prosegue sempre con maggiore inclina» 
zione a quell* aspetto, sino ad introdursi neir alveo del Savio , col 
quale poi scende nel mare , intersecando ^ e raccògliendo nel snd 
cammino tutti H torreìiti ; cbe incontra . 

' I vantaggi , cbe se nò premettono , non sono minori di quelli, cbè 
il possono sperare da una perfètta bonificazione di tutta la parte Tra* 
spadana, da cui nasce ancora la siònrezza del Polesine di S. Gior- 
gio , e vaiti di Comaccbio, con Irbenirsi affatto dal carico dèlie co« 
piose acque il Po di Primaro: e di più l'apertura d* ucìa nuova nan 
vìgazione dal mare* sino a Bologna , la salubrità del clima purgato da* 
vapori di tante paludi, la cessazione delle spese gravissime per il 
mantenimento di laute arginature , quante ne bisognano per. tutti li 
torrenti , che di continuo s'^ alzano di letto , computandosi il tratto 
di questi argini in estensione di più- centinaia di miglia. 
' Considerate nondimeno le óondizioni dr questa linea , sìamo^ di pa« 
rere, che non sia impresa da potersi intraprendere con speranza prò* 
babile d' esito felice , e rinscìbiie per il fine desideritto • 

Imperocché è certo , che il declivio di essa dal Trebbo al mare » 
o si. computi ^secondo l^Bolognesi di piedi 8i« in miglia 4^» 9 di pie^ 
di' Gf8 , e 90. in miglia 47. e mezzo , come asseriscono i Ferraresi , 
hon eccede la pendenza d' un pi^de , e once otto per miglio , la qua* 
ìe ancorché sìa più che sufficiente per V acque torbide , acciò non de- 
pongano per il cammino , màssime quando ^ come nel nostro caso , si 
uniscono più corpi d^ acqua a formarne una maggiore, ad ogni modo 
una tal pendenza non basta per &r ìimaltire la breccia, o ghiaia pio- 
cola, e grbsisa, ohe in quest'' alveo comune porterebbero il Rena, tà 
Quaderna , la Centonara V la Gaiana , l' Idice , ed il Sillaro , i quaM , 
secondo T osservazione fòttà nella nostra visita, resftano tutti inter- 
secati dà detta linea , in sitò dbve corrono in ^biaia.' 

Né può in modo alcuno dubitarsi di questa deficienza di caduta^ , 
se ricorriamo agli esempi , e livellazióni , che abbiamo del declivio 
ài alcuni di questi torrenti. Mentre il Reno, benché, quando cam-* 
mina senza ghiaia , si contenta di quattordici once , e tre quarti in 
circa per miglio , nientedimeno correndo in ghiaia , e nel sito mede- 
simo , dove si penserebbe di divertirlo , cammina con tre piedi , e 

lei once di caanta per miglia 9 e T Idice ancora ficino «Uà chiusa; 

3o . 



s»4 

ài GMteoftM f àowe resterebbe te|;liate de qpetto Itoee r cerreoJor ptr- 
Tiraeate m ghiaia , he otto piedi la otroe dì eaduta » d* onde bea ti 




ane quello del Rena 
In Tane desque •' attende V aiuto dell? abbondaosa delle acquea ohe 
nel noatro alveo a' unirebbero, dopo^ V iogresio dell* Idice » e degli al^ 
tri torrenti inferiori , mentre nella parte superiore non. è per ritro» 
Tare il Reno chi giù dia impulsola portar via Lusoa fireocia » e 1!£» 
dioe istesso e per fargli le prime t e forse le pia sensibili opposizio^ 
ni f attrairevsando il oorso ali! acqne superiori del Reno • E poi quan^^ 
d' anobe giovasse questa anione di torcenti , che bene spessa cesser 
irebbe per la diversità delle cause, che sogliono oonoorjsere al- suo 
gonfiamento ,. e per il più lungo., o breve camolino , che fanoo. ; eoa 
tuttociò tal focaa non e mai per sopplire a tal difetto di caduta, e 
in conseguenia 1' ammassamento delle ghiaie, in pia siti delP alveo^ 
nuovo si conosce inevitabile , di maniera che ,,coo impedire il'- cono, 
dell'acque superiori, sono per cagionare in qu«*.9to risentimenti tali^ 
che o traboccberauBo per la campagna, facendosi strada ne' siti piti 
£m^1ì , e conformi alla loro inclinazione , a almeno, sarà obbligato 
quest'alveo , e tutti quelli ancora de' sopmddetci torrenti ad alzarsi,, 
per formare una. cadente proporzionata al corso delle proprie -acque , 
e della ghiaia, che seoo portano con grave pericolo, e sconcerto del 
territori, che in queste grandi mntaaioni sogliono provare pregiudi» 
zi irreparabili. . 

Si diminuirebbe di pia la. caduta di quest' alveo, se si considera» 
no le tortuosità, che necessariamente s' anderebbero facendo in esso 
coll^ urto di tante acque , che per i lati l' lnvesticanno> come anco 
per le torbide , che in gran copia s* anderanno deponendo nel loro 
sbocco in mare i onde maegiore sarà sempre 1' alterazione del' fondo 
nelle parti superiori , <yiale ancora pia deve temersi ; mentre doven» 
^osi 1 inalveazione fare assai ampia ^ e capace di tante acque insieme^ 
quando queste bene spesso correranno separate dall'altre, o divise» 
e divertite per soccorsere al bisogno de' mulini, come pia abbassa si 
dirà ; quel di pia , che resterà dell' ampiezza dell'^ alveo senz' ayere 
acqua perenne, che lo bagni, si anderà sempre assodando, senza 
che possa poi essere arato, o smosso dalle piene sopra v vegnenti^ H 
quali piuttosto cagioneranno naove deposizioni ,. come sappiamo esser 
snccecluto nel Po di Ferrara, quando, essendo colla sua gran oapa« 
cita avvea^zo a ricevere con il Reno Tacque del Po grande, manoaf» 
togli il soccorso di queste , si riempi subito di arena , e di lezza , 
come attualme^ite si Tede ^ il che si può credere una delle ragjiom i^. 



«3d 



e 



«per cvi-Boipio da Giirtro, e il p. Spérnassatì t' IndiHsem adulferimif^j 

^he non sì potaste proporzipnare eoli' arie un alveo a più torrenti « 

Ammesso eoa queste alierazioni T alasamenlo del fonda del naovo 

tlreo, eessa il maggìer fondamente.,. eoi qaale viene proposto a tito«- 

^ìo, che debba sempre, o quasi sempre camminare incassate dentro 

-terra , giacché eoa qaesto sol sapposto , per «Uro jion Tcrificato ^ ^ 

-atata intrapresa la dìscnssìoòedi questa linea. 

E. in vero, se qaesto nuovo ripiego dovesse tentarsi celi* obbligo di 
'tener ristrette tra argini le ac^pie di tanti tnrrenti, troppo chiara ^ 
ed evidente sarebbe V ìnrpesibìlttò dell' impresa per il pericolo oes^ 
to , che potessero spessissimo restare -innondati tutti .li paesi inferioci 
sposti a sinistra di detta Jinea^ e. pia di tutti la città, e territoria 
-di Ravenna situato nel più basso; mentre le rotte sarebbero tanto 
maggiori , quanto che verrebbero cagionate da Jin corpo di tante ao- 
-que unite • insieme,^ . e il dispendio {>er ..eviurJe earebbe grande, e 
«continuo^ 

Non menta minor riflessione <H pregindisio, e aervitn, a cui sa^ 
-lebbero soggetti tutti li terreni ora fertili , e -buoni, eituati a destra 
di quest'alveo, quando si dovesse tenere arginato , mentre non pò-» 
-trebberò <pvù scolare le loro acque con quella liberta, e felicità, che 
ora godono per la natora vantaggiosa del sito; na dovrebbero restar 
aèggetti a lambiccarsi per ehiaviebe da aprirsi , .o serrarsi aecondo 
-l'alteaza, o bassessa deir acquiti ohe corressero per l'alveo comune^ 
A tutte queste diffioohi , che derivano dall' insufficienza del de- 
clitio, segue l'altra di potere accomodare all'andamento di questo 
4inovo alveo lo sbocco delli torrenti., che e' intersecheranno, poiché' 
«econdo la diversità delle sìcnazioni <le' paesi^ che bagnano , andando 
essi con -maggiore , o minore elevatezza, è quasi impossibile a credere p 
nbe possano incontrarsi col piano .dal loro fondo in quello, chea 
tutti -insieme ha destinato questa linea colla sua cadente ; onde tre* 
dandosi alcuni di essi -più alti , e alcuni mólto più bassi, sarà eia-» 
aeheduno necessitato ad accomodare la propria natnra ai precetti dei* 
r arte , ebe 'potrebbe forse facilmente restar delusa , oppure esposti 
a' risentimenti troppo pregiudiciali^«e sensibili a chi dovesse pcovaroa 
l^i effetti . E qui ritoma ancora la considerazione della ghiaia , ^ha 
portano , e le difficoltà -di proporzionare un alveo solo a tante acqua 
torbide, e sregolate; per lo che., sebbene vengono proposti diversi 
metodi affine di eoperarle , dà apprensione , -ohe oltre il non esser 
quelli appoggiati ali opinione d'alcuno Autore^ o all' esperienza d'al- 
tre simili operazioni ^ repugna loro non poco il sentimenio de' rìfe- 
P^^ soggeni , e di altri , che hanno trattato di questa materia • 

Succede .a questa la difficoltà di provvedere ai mulini tanto a de* 
atea » qnanto a ainistra della linea 9 che ai discorra^ . Poicliò «e' primi 



sS6 

8i iDCorrerebba in disordmt per le Tariate cdlditr de' fondenti 9 e 
partÌGolarmeate in qnelli obbligati con partieplari condotti a maoiùa- 
re 9 con aerTÌrsi ancora ^egU acoli d' acque chiare , qaali trattenuti 
dalle chiaviche, o da i rigurgiti del Àuo?o àlveo, sarebbero forzati 
avalleggiare , e sfogare nelle campagne anperìori • - Ne' secondi poi 
cagionenebbe gran mutazione, la necessità di dover prendere con oet^ 
ta regola , e in certo tempo le aeque At\V aWeo comune , per. diver- 
tirle secondo il loro bisogno ; ma quello , cke fa temere maggiore 
aconcerto, sarebbe la neoesaità delle chiuse, che dovrebbero ikrsi 
in detto alveo, per sostenere le acque io tempo di scarsezza, quali 
ehinse se fossero stabili, si renderebbero forse presto inutili con 
riempirsi di lessa, e cagionerebbero continui alzamenti nel resto del- 
l'alveo, trattenute l'acque dal loro corso regolare; e se feaaen> a- 
movibili, cioè iattecon rialzameiite di terra, e fascine, che man- 
cassero nelle piene , oltreehò darebbero ancora in queato .modo grao» 
de occasione di deposizione, sarebbero d' una spesa continua, e assai 
grsive per la loro moltiplicitli necessaria • > 

È finalmente considerabile il pregiudizio , ohe da questa linea ri* 
snlterebhe alli porti di Cervia, e del Gandiano, che secondo la di- 
versità de' venti, e la forza deV mare resterebbero a vicenda riem- 
piuti dalle torbide , e depo«izioni di tanti torrenti , ohe loro sboccaase* 
TO vicini , come abbiamo veduto succedere nella medesima spiaggia di 
Ravenna per le deposizioni del Lamone , e del Savio ^ né questo dan«> 
DO potrà compensarsi dall' ideato porto , che si suppone debba forma- 
re il nuovo alveo ; perchè né questi sarebbe adattato come gli altri 
al bisogno di Ravenna , e di Cervia , . ne potrebbe in molto tempo 
dell' anno farsene capitale , per non aver 1 acqua perenne , giacché 
questi torrenti bene spesso si veggono asciutti, e quelle poche ao» 
que , che loro restano dovrebbero «divertirsi in servizio de' mulini 
predetti . 
• Rimane la considerazione della spesa, che si concorda dover esse- 
re di milioni; ed è certo, che non pnì^ riuscire se non. eccessi va se 
si riflette alla grandezza dell'impresa, che è di fare un alveo di 47* 
e più miglia in lunghezza , profondo almeno di piedi ro, e largo pia 
di %o. pertiche , prese queste ultime misure assai scarsamente , do- 
Vendesi a tale oggetto comprare una quantità di terreni fruttiferi^ 
col gettito di più abitazioni, quante si può presumere in un paese 
ben popolato, che s'incontrassero nell'andamento della linea; eia al» 
l'incontro colla struttura di tante fabbriche di cbiaviefae per i muli* 
ni , di ponti per la comunicazione delle strade principali , che a' at- 
traverseranno , e altre simili , ma più di tutte atterrisce quella di un 
ponte canale , che ammetta sotto di se il passaggio del canal navì- 
glio > necessario per la navigazione tra UQÌt}g;tUL^ e Ferrara > q oht 



AS7 

sostenga sopra il Mo clotso tutto il' grafi oorpo òe\ Reno, che do« 
crebbe passarvi , e di più un altro ponte superiore per il transito y 
e commercio delle genti : opera al certo degna di ud magistero h^n 
-perfetto y e di spesa molto rilevante, ebe pnre potrebbe restare -Inu- 
tile o per nno sforzo grande dell'acqua di sopra, e di sotto » che 
l'atterrasse, o per un andamento contrario, cbe la stess' acqua pren- 
desse seoz' andare ad incontrar questo ponte: il che qnanto potesse 
riuscire di rnina, e di danno a tutti questi territori,' e provincie, 
«ogn'ttno da 'per se stesso può facilmente comprendere. 

A qnesto cosi grave * dispendio non si scorge bene , cbe possa cor- 
rispondere rutile, che si presume dalla conoepnta bonificazione di 
tatti ì terreni inferiori , perche'^ noà si crede , che iieiio: per rendere 
un frutto equivalente a quello, a cui .conviene, che si soggettino 
qfieite priDvincie per il capitale d'una somma cosr esofbitsmté ,• tao to^ 
più , che nemmeno in tal* modo resterebbero queeti ter reni 'dek tutto 
boniffcatì , ma Con la servhà' di ricevere nelle lopo'tl(llv l'acque , 
iDhe si derivasseto per i^ mulini', le 'qoali'come térbide , non si ^o=> 
trebberò mandare a dirìtiuiit'' in Prilnaro^^'meciò del* tutto non Tìn* 
terrìssero, levando ih questo modo lo scolo dell'' acqne chiare a tut« 
te le valli. Si aggiunge, -cfae^'all^ntile di qtmlchB/ territorio inferiore 
si contrapporrebbe in gran parte il danno delle campagne superiori, 
che ora sono ottime, e resterebbero pregiudicate -nella maniera, che 
di sopra abbiamo avvertito ; ed in fine è degna di particolar riflessAo* 
ne la Innghe^zza del t%mpo , che si ricercherebbe, per perfezionare 
questa grand' opra , quando- accora si credesse riusoibile , oonciosia-* 
cesachè, se mai restasse' per qualche nuovo, ed impensato impedi- 
mento interrotta, troppo grave, e sensibile -è il danno, che restereb- 
be dalla sospensione del lavoro; massime che dovendosi cominciare 
il cavo dalle parti inferiori , con farlo capace^della quantità di tutte 
V acque, che vi si avessero da introdurre, se per qualche tempo re* 
stasse colle soie acque degli ultimi fiumi, a queste solamente si an- 
derà proporzionando , di modo'^^che sarebbe poi necessario venire ad 
una nuova escavazione , quandts si ritornasse all' impresa v 

Tutte queste ragioni pare, che obblighino ogni umana prudenza, 
a non impegnarsi ad una impresa cosi ardua ,' e pericolosa , nella 
quale, oltre a ciò , che si è detto, potrebbero , come è-solito in o* 
pere tanto grandi , incontrarsi delle difficoltà maggiori delle acoen- 
mite, e non prevedute; onde il danno, o la spesa restasse certa, è 
r utilità del rimedio incerta , e non corispondente aìV incomodo di 
queste provinole : che perciò nemmeno abbiamo stimato eonfacevole 
Idia scarsezza del tempo, che ci ha stimolati,* ne all' utile di one- 
ste stesse Provincie, 1 accrescer loro maggiori spese Con nuove piàn- 
te^ e livellazioni dì questa linea* 



aS8 

» 

erre ftttntlnente i' aWeo del fBo di Prima^D n smaltire poco ma* 
no che tocte le aoqae^biare^ e torbide^ ohe gU mo^ a defttra» le 
'quali o yi ai portano iQoaaaate , oome .fa U Senio » ed il .&iotemo ^ o 
anetteDdo capo nelle valli , dopo d^aver in.eaae deposta in gran paty 
^e la loro les^a.t e aabbia » vi entrano per«4ivi9rie bocche .qaasi che 
purgate ; parendo perciò questo aito destinato d^la natara 4>er ano 
4e' più comodi sfoghi alle medesinie.^Acqttet che per loro stesse v'in- 
lelinanc, ha fatto credere necessario d' esa^iioare » se il .progeiso di 
tal rimedio potesse jrinpcire.oppoctiuio all' e£[ettp della hòaificazioite^ 
«ehcrsi cerca* 

JV antico ,,e naturale reeniimanto dir questa -proposjzjooe «è stato ^^ 
di prendere il Reno a Vigarano» e incamminarlo sotto la punta di 
'S.Gjorgio per r alveo di Frimaro al mare» .ioktrodaoendovi sueceni- 
gemente J jtorrenti inferiori nel modo» efbvma.» eihefai giudicasse 
più- jpedaente ; ma non giacendo ad alcuno dqgl' interesaati il parti- 
to preso in questi annidi 9 hanno ^^releao < di ^MMrreggerlo con metodi 
dimrenti, cbe.si.aoQo impegnati di spiegare nella disciisione di. que- 
sta linea. Poiché alcuni penserebbero di divertire altrove le acqun 
del Beno » e se fosse passibile anoora queUe biella «Sav^a..^ .e mandar 
poi incassati in detto alveo gli altri torrenti^ unendovi^ o lasciandor 
yi separato il ^^ainoue; altri stimerebbero più a propoaito introdurre 
il Reno in Prìmarf ^vicioo.a S. Alberto colla Savena» e ridice» e 
mandare . il Sillaro » il Senio » e Jl rSapterno ji ritrovaise il Lamone » 
acciocché sboccassero unitamente sd mare t aggiungendo oielle partì 
auperìorì un corpo di acque chiare» pe|r ispingere più facilmente le 
torbide al loro termine : e finalmente "uno de* nostri periti ha ang« 

ferito un /movo ripiego» al. parere di Ini» più atto a condurre il 
iene per Prìmaro ; e sarebbe 4ii prender la ^ammoggia ». e il Lavino 
aottb la via Emilia » e porundoli sdTrebbo uniti con .il Jteno» e la 
Savena » per retta linea introdurli per V alveo dell' Jdìoe aotto l|t^ 
Biccardina».CQn li quali ^ «avansaasero verso il Traghetto j. e poi per 
la sponda deHa .valle si portassero tutte guest' acque a .sboccare in 
Primaro verso (S^niModolo» o più giù alla^stia» con. ricevervi an- 
coi^i piccoli torrenti Gen tenera» e Quaderna» e altri condotti.» « 
sopii,, ^ho pongono 4M|po nella valle dì^trmorta» dando .successiva^ 
mente rricetto nello stesso alveo ^li altri torrenti inferiori {.quando 
non si stimasse più proprio» e ^iù utile nell' esecpzione .d^esoIuder-. 
ne alcuno^* • . 

Tutta però questa diversitjt 4' opinione Jà riduce a ì eeguenti nnn» 
ti principali^ cne aono: di vedere» ae il Reno in alcnn modo da ao 



folo jr o imito^ i^ tltMT ooqae pom averet «fr ribapito adèqnato^per 
«ttesu tcfada : o pmre 8e esolato il Reoo^» sia qaett' alveo di Prìma- 



ptnre 8e esolato il iieoo^» sia qaett 
xo atto almeno a poter rioeTero eoa Mj^à* tatto ^o- in^ parto 1- altre 
ao^oe inferiori Transpadane • 

Parlando' donqae del prìmO' psata» seoondo. il riferito* sentimetittK 
a prendere il Reno a Vigaiano; crediamo assohitamente , ohe non 
possa^ avere il suo e^etto^» mentro in esso s' incontrerebbero le- me- 
desime difficoltà, e aaBO» maggiòrkdL qnelle, che da noi sono state 
considerate nella linea di Vofiino} poiché essendo qoesta dì<Primaro- 
piu lunga di quella per b maggiori sue tortuosità , maggiore anco- 
ra sarebbe il diflbtto^ del declivio , che si richiede per il fine desi- 
derato, e pefoià pare, che non possa fiurri foadammito sortale prò* 
posizione* 

E sebbene- puc^ dirsi V che ììi essa militi diversa ragione di quelli , 
che procede in Volano-, per cagioo deir anione , ed- aggiunta di più 
corpi d'acque, che concorrerebbero in Primaro a somministrargli 
maggior peso^, ed impulso*; ad offuL modo sempre questo- aiate sarà 
insufficiente ,r e manchevole per &re, che Tacqui* non depongano, e 
non si vadano formando una cadente proporzionata* al loro bisogno: 
perchè , dovendo - V accrescimento delP acque fiirsi* coH* unione di Sa- 
Tenace dell'Ilice in^ parti assaiv discanti d». Vigarano- circa %$. mi- 
glia, per questo tratto il R%no, correndo solo senz'altro aiuto-, avrii 
bisogno della sua solita, caduta di once qfiaitordici , e tre q narri per 
ciaschedun miglio , né trovandone più di once sei , e tre quarti , per 
non esservi in tutto il detto tratto più- di piedi- t^ di declivio, sa- 
xebbero. il fóndo ^ e^i argini obbligati ad alzarsi a questa proporr 
sìone con quei disoraini, e pericoli che giià nell'akre linee si^ sono 
considerati.. 

Ma neppure dopo che Reno^ si fosse unite air altre acque , potieb>^ 
be il fondo ad esse comune contentarsi della oadente, cheha^di prò* 
sente ; mentre , contandosi dal Traglietto al mare circa- 35« miglia 
aò^ essendovi pia di piedi ventuno di caduta', resta questa assai di* 
ftttosa di mona cfie non pare , c|ie mai possa no^ tal difetto supplir^ 
daF concorso* d? acque non perennL degli' altri torrenti , che sono poco 
meno ^torbide ék qj^ieUe del Rèno^»- 

Nò merita alcun riflesso^ il dke, che da tant' anni il Reno scarì<- 
chi per' più bocche le sue aci^ue in Primaro, senza ave&in esso- prò* 
dotto quegli .effetti perniciosi , che ora- da noi si temono ; perchè , se 
ai osserva il\«cdò, col qiialc tanto esso,. qnantO'gli altri di questi 
torrenti "vi mandano le acque loro r- oenlaraente appare la diverritè 
detto statò; mentre ,. dilatandosi oggi quest'acque per l'ampiezza. disi- 
le Talli, mi ivi lasciando la materia pia grave , vi entrano' in tal 
mameia, che non possono» cagionarsi nel fonda altexarioni sensibifi^^ 



^ 



come succederebbe > aU#rcbà vi fimero ifttrodetté nel mòdo , di cui 
81 parla. 

Re8terei>be inoltre la difficoltà óì dar éiito agli scoli , ed a*, ccm* 
dotti d' acque chiare di tutto il paese a destra » i * quali per l' alza- 
mento del fondo di Primaro, perdendoti la caduta, sarebbero «obbli- 
g%(i A rigurgitare ali* insù, e rendere v^ivi li terreni, cfaèx<>ra san 
buoni : né par che sia praticabile il pensiero altre volte proposto , di 
separar l'acqne chiare dalle torbide,^ valersi di botti sotterranee, 
per mandarle sotto T alveo del Po a sboccare in un altr^ alveo, cbe 
si farebbe tra le valli di Gomaccbio, e il Primaro medesimo , per 
coi andassero ffslicemente al mare • È un impresa trop^K> difficìte , e 
dispendiosa' qucata delie botti in' siti paludosi-, e pièni dL cuore, co- 
me avverti già 1' Argenta; e la quantità , che ne saitbbe i^eceéi^^rià 
ccn tanta ìovertezzadì suocesso^ non può dar ttnimo di approvarne 
V uso inr questo caso ^ eom' è putto stato da noi considenito nella li- 
nea di valle' in valle • * ''/'*' 

Non vi sarebbe dunque altro rimedio , per evitare tali sconcetti , 
cbe ricorrere, secondo la massima stabilita di sopra, all' aiuto di al- 
tre acque perenni, cbe liberandoci dal pericolo degli lAterrimenti • 
iluntenessero aii>pia, e profondo quest* alveo ;' ma la msLut^BÉa di tal 
sorta d'acque già abbastanza par che resti provata nel discorso sti* 
pra la linea di Volano ; mentre isi conósce pur troppo per moralmen- 
te impossibile la tanto meditata introduzione del Po grande in quel- 
lo di Ferrara , e V altre acque , che si potrebbero proporre , o non 
•ono in- nostro potere , o non sono in conto alcuno sufficienti per 
ottenere il nostro fine : massime che quella ancora del canalino di 
QentO', benché di poco- momento , non può divertirsi dalle fosse di 
Ferrara , e dalla navigazione di Volano , dov' è tanto necessaria. 

È d'uopo dunque rtvolgei^si ad esaminare, se sia riusòibile l'altro 
modo di divertire il Reno dal .Trebbo , o più su, portandolo sino al- 
l' Idìce secondo il disegno, come sopra formato/ 

Pare, che con questo ripiego i' eviterebbe il considerabile difetto 
di caduta , almeno sino alrldice sotto la Ricciardimt, dove il decli- 
vio resterebbe pìntosto soprabbondante ^ che manchevole, di maniera, 
che per correggerlo 9 lo stesso nostro perito ha proposto di fare af^ 
l'alveo una chiusa, o stramazzo tra la Ricciardina^ e il Traghetta 9 
acciò l' acque , quantunque incassate tra terra ^ non urtassero c'òu 
troppo impeto le ripe. Introdotto poi per questa* stradaci Rei|o co0 
gli altri torrenti in Primaro verso Consandolo^ o alla fhàtia, bencbd 
non ci faccia temere il pericolo di rotte nelle parti superiori al det« 
to stramazzo , mentre in esso si suppone « che anderebbe incassato ; s» 
nelle parti inferiori si crede che possa non aver bisogno, di tanta c^- 
àùU per ragione dell' aiuto ddlo ahre acque » cbe vi si unirebbero » 



^4« 

€» per il fiafso, e riflusso del mare; contattoeib queste ragioni, 
quantunque sieno eli buona apparenza , non bastano per far risolvere 
«id nn impresa tanto dispendiosa , e incerta; imperocché, essendo 
in realtà difettosa la caduta nel tratto , che resta <iail' Idice in giù per 
più di 3S. miglia^ ritorna il discorso già fatto sopra l'altro modo di 
prender Reno a Vigarano dopo 1' unione collMdice , che ci fa ragio- 
nevolmente temere r alterazione del fondo; e il pericolo di rotte, con 
altri mali di sopra considerati • 

Deve fare gran forza, che a questo «dubbio d'esito infelice s^ u- 
nisce la certezza d^una spesa esorbitante, che :si deduce dal dover 
fare un nuovo cavo lungo molte miglia, per merzo di terreni della 
miglior condizione , col gettito di case , e fabbriche considerabili ^ id 
dalla construzionc d^ un - ponte canale , che «erra a mantenere la na- 
vigazione tra Bologna , e Ferrara , e regga sopra di'<8e il gran corpo 
del Reno nelle sue piene , la di cui sussistenza poi non ò così facile 
a potersi stabilire 5 che fosse durativa per il contrasto di tante ac- 
que 5 con altri sconcerti , come si è dimostrato tiel discorso della li- 
nea grande proposta da' Ferraresi , ohre la necessità d' altri ponti 
per comodo del commercio delle strade maestre-, che resterebbero'^ 
intersecate. Né mancano ancora in questo progetto i pericoli de^ di- 
sordini neir unione del Reno, e della Savona col F Idice, prima d'en- 
trare in Primaro; mentre dalle misure prese nella visita abbiamo ^ 
che Reno in alcuni luoghi, dopo che fosse entrato nell'alveo dell'I* 
dice , camuunerebbe col fondo per qualche tratto «opra terra con ar- 
gini di piedi 17. d'altezza, ne^ q^ali se seguisse una rotta ^ sareb- 
ne di considerabilissimo danno per esser di tant^aoque unite insieme* 

Pare dunque, che da queste ragioni sia bastantemente provato , 
che non possa il Reno , né solo , né unito con gli altri torrenti con- 
dursi ne' modi riferiti per questa lìnea felicemente* 

Se poi in fine si pensasse portarlo fino a 8. Alberto, sarebbe una 
specie di linea di valle In valle , le cui difficoltà sono state discusse 
nella prcposiieione di essa già rigettata. ^ 

Resta ora di discorrere il secondo punto « Se divertite altrove le 
aVque del Reno , possa 1' alveo di Primaro servire per isfogo agli al- 
tri torrenti inferiori; sopra di che ci ristringeremo in dire: che ab- 
biamo in generale formato il giudizio , che sopra di ciò diede Monsig. 
Corsini , cioè : che questi torrenti , non potendo per lungo t^empo 
continuare a spandersi nelle valli , giacché queste ridotte ormai dalle 
deposizioni d<RR medesimi a semplici , e basse pianure, si vanno di 
CoUftinuo alzando di fondo , in maniera che in molti siti 9 che prima 
erano assai profondi, addosso nemmeno in tempo d'inverno può na- 
vigarsi con barchette ben piccole j, come é accaduto a noi stessi nel 

visitarle; e nella state restano quasi del tatto asciutte, come abbiamo 

3i 



fatto riconoscere da^ nostri periti ; i% ci5 deve naturalmente segnin» 
re, che quando l'arte non ti soccorra ad imitazione dei Senio ,^ e 
del Santerno , detti torrenti s' anderanno formando da loro stessi la 
atritoda per portarsi con- quella regola, che darà loro* il caso , e la na^ 
tnsa più fiicile 'de' siti-, a sbocoare in Primaro», e quivi per V impro» 
prietà dello abocco cagionare que' rigurgiti ,. e quegli enetti cattivi » 
che appunto per questa causa produce il Santerpo • 

Quale poi debba essere il modo d' aiutare: eoli' arte- V andamento di 
queste acque ,. pare che tolto da Primare , e dalle valli sì g^an cor- 
p6 d' acque , quale ò quello del' Reno , potrà facilmente adattarsi- lo 
sfogo a tutti gli- altri torrenti-, o almeno alla maggior parte di essi ^ 
mentre vi avranno- sufficiente caduta., e potranno iotrodurvisi ne' si* 
ti, che neir esecuzione si. siudiisheranno più proprj , e^ più confacenr 
xoH air andamento de' medesimi*. 

FroposùUòne della linea- del Pò grande'* 

ÌX più^ dibattuto Spartito per la diversione del Reno è aempre state^ 
il mandarlo nel Po*, fiume xeale , e ricettacolo di tutti gli altri ficip 
mi , e torrenti al medesimo Reno superiori • Vaiìe sono le- linee- per 
diversi siti' proposte a quest'oggetto, io^ mol tiranni addietro. Abbia- 
mo però- stimato di fermaroi nella considerazione di una in partioo» 
lare, suggerita* pei^ la oin^oile ,la più sicura, e la^ meno dispen- 
diesA,. attesa la di Ifi maggior brevità,, e transito per, terreni di 
^on buona qualità , con la sola intersecazione del canalino di. Gento^ 
e della Savenuzza , condotto ohe scarica per U maggior parte le. ao* 
que del territorio Bolognese. 

Questa lÌLca comiooia dalla botta di Goccagna', e camminandola 
settentrione sino al Po di Ferrava , piega per l' alveo del medesimo » 
pooo sotto del Bondeno^, dove entra in Panaro, per il di cui letto 
da dilatarsi y e raddrizzarsi in più parti , si porta, nel Po sotta U 
Stellata. . ^ 

Se dovessimo in questo* affare procedere colla sola induzione de- 
dotta dal veder chiusa ogni- altra via di. ricapitare il Reno secondo^ i 
discorsi già fatti sopra l' altre linee,, e fondati principalmente nel trop* 
pò considerabile difetto di caduta, converrebbe rendersi alla neoei» 
aita d'incamminarlo al Po grande, senza darsi il pensiero di un osa* 
me il più rigoroso;' ma non contenti di ciò-, considerando i pregio^ 
dìzi, e gli sconcerti temuti da ohi si oppone a queata risoluzioiie» 
abbiamo voluto eoa ogni possibile esattezza esaminar le ragioni ». o- i 
fondamenti , ch^ possono persuaderla r o* dissoaderla • 

Dalle misure prese nella nostra visita apparisce ,< che la. oadota di 
quésta linea nel tratto di miglia otto » e meszo sia di* piedi voatitià^^ 



V 



A 



.M3 

^nee ite 9 ^e miouti nndioi dal fondo di Reno alla botta éà Cuccagna 
tino ai piaao della soglia della cbiavioa Piiastrese , dimodoché ia fpiie* 
«to spazio il deplivio viene ad essere superiore al bisogno 5 «come 
a' insegna la «perienea già accennata dol corso del Reno niedesifno , 
dopo 1 ingresso della Saoioggia • Onde pare^ che non possa dubitar* 
si , che iu tutto questo tratto debba il Reno correre con piena feli- 
•cita senza cagionare alcun interrimento. 

Ma in contrario si fanno molte difficoltà ^ tanto circa T afndamento 
éeì Reno per .detta linea sino al Po., quanto circa gli efietd » che 
questo torrente potrà cagionare in quel gran fiume dopo il juo ia- 
.gresso • Poiché , se si consìdoni la situazione de' terreni y pe^ ì qua- 
li deve passar questa linea» si oppone , che questa venga ad esser si 
bassa dal punto della diversione sino aiUo sbocco del Po di Ferrara , 
-ehe par di necessità , che il fondo del nuovo alveo resti superiore al 
piano della campagna.. Prende nasce il timore, che camminando so- 
ffra terra «i gran 4)orpo di acqua ritenuto tutto diagli argicu, che noa 
•potranno avere gran forza per la mala qualità del terreno, e tratte- 
nuto talvolta 'da' rigurgiti del Po, jpossa facilmente rompere coli' e- 
•termioio di tutto il paese adiacente « e forse anche della ì>ittà di 
Perrara ; oltre il danno assai grave., inevitabile delle sorgive con quel- 
lo che risulterà dall' intersecazione del canalino di Cento, e della Sa- 
^^enuzfsa , alle quali si crede, che non possa darsi rimedio adequato. 
Passando poi a considerare i' andamento della stessa lìnea , dopo 
Jùhe il Reno si sia unito a Panaro , si espongono i pregiudizi^ che 
patiranno gli scoli delle chiaviche di Rurana^ di S. Rianca, e di 
Clantagallo, ridòtte air infelicità di dovere star chiuse Ja maggior 
parte dell' anno per l' accrescimento notabile dell' altezza dell' acqua 
nell'alveo di Panaro , e del fondo a causa delle deposizioni , quand o- 
ra ogni pidci^la alterazione del di lui ordinario corso basta j)er es- 
ser Ibro d' iflajs^dknento • Di più si pongono in considerazione i pe« 
ricoli per i rigurgiti del Po, in tempo de' quali , se per l'accresci- 
inento ^i tant acque seguisse una rotta, questa sarebbe tanto, più 
difficile a riparaì'si, e di tanto peggìor successo, quanto che non sa- 
rebbe d' un £iume solo., ma di Heno , e di Panaro , e del Po in- 
sieme^ 

Molto maggiori sono poi li disordini^ che si considerano in Po^ 
dopo ohe il Reno vi sia entrato: poicbè, se vi giunge gonfio delle 
aue. acque , quando il Po parimente si ritrovi in tale stato , ogni uno 
faeilmente comprende » quanto di violenza « e d'altezza possa accre- 
aoere ad ,un fiume già pieno., e cosi potente, un aumento di due 
mila piedi di acqua riquadrati^ quanti coaiunemente se ne calcolano 
in Reno pienissimo • Quando poi vi ai scarichi in tempo che il Po 
jsia io uno stato mediocre ^ o basso 1 non mancano ancora i timori ^' 



/ 



I- 



244 

(^orroBioni negìi argiot, e d^ interrimeott .jiel fondo in qual modo 
appunto , che seguirooo j^ qaanda Reno eorse nel Po di Ferrara , e ci^ 
più sìcaramente iaterverrebbe nella fbce^ dove col prolaDgamento 
della linea si perderanno affatto gli scoli già- troppo mielici dei Pole-^ 
iìn^ di Ferrara per le. chiaviche^ delk^Abba; siccome pare > ohe po8<» 
sano parimente ìnfelioitarsì qaelli dell* altre chiaTicbe superiori eoa 
troppa notabile deteriorazione de^ terreni » che vi mandano le loro 
acque, e con pericolo in fine di perdere il ramo d* Ariano v e il por<^ 
to di GorQ> per dove la navigazione riesce di grandmatile alla Ga^ 
mera ^ e a tutto lo stata di Ferrara ^ 

Non ostante tutte queste opposizioni y è parato a noi nendimeno , 
che V' unica j^ & reale- rimedio^ praticabile per dar- sesto a quest* aC'^ 
que sia il mettere Reno net Pa grande • 

Provano già^ che sia 1' unico > ì discorsi, ch*^ escludono le proposi*- 
zioni deir altre linee r onde resta sola a provare la realtà ,. e pratica- 
bilità del medesimo • Presupponiamo in prima fuogo per certa k pro- 
posizione già stabilita nel discorso della linea di valle in valle • Che 
1 torrenti , per correre felicemente senza alzarsi di fondo , hanno hì^ 
sogno o di caduta proporzionata», o d^ aiuto d^ acque perenni ; onde 
resta net caso' nostro^ aìicor certo, che mancando in tutto il gran 
continente tra Vigarano , e il mare it declivio sufficiente , per pro- 
porzionar la caduta al Reno , it quale è più fontano di tutti gii altri 
soprammentovati torrenti dal mare , è necessario dinricorrere at soc-^ 
corso delP acque perenni, né essendovi altro corpo valevole a spin-^ 
gere le sue acque torbide che il Po grande » di questo solo possiamo,, 
e dobbiamo servirci .. 

È una gran riprova di questa asserzione ^ che i medesimi Ferrare-^ 
si , prescindendo dalla gran^ linea da essi nuovamente proposta, colisfc 
sola considerazione di provvedere- a questo. bisogno> hanno sempre 
ne* tempi passati promossa^ e continuata l'istanza di richiamare l^ac-^ 
^ue del Po grande, o parte di esse in quelFa di Ferrara gt non rìpu^ 
^nando> che in/ tat caso il Reno „ e qualchT altro delli torrrenti infe-^ 
rieri si ritornasse a riporre nello slesso Po* di Ferrara , e di Prima*^ 
xo , secondo la disposizione del Breve di Glentente VIIL ,. ohe oon 
^nesto fine medesimo ne ordino la diversione.. Onde conoscendosi già. 
per morafnìcnte impossibile la nuova introduzione del Po grande in 
quet di Ferrara ;.: tanto più pare,^ che resti giustificato il motivo dTin- 
éamminare Tacque del Reno nel Po* 

Ma più fondato ancora lo rende la disposizione , e Fa natura me- 
d'esima di tutto il sistema di questo complesso^ d' acqua, e di terra ^ 
del quale si parla - Poiché vediamo ( come prudeutemente osservò» an- 
cora Monsig. Corsini ).• it Po costitaito nel mezzo di quest^'ampia pia- 
nura ik> come cloaca maestra destinata a ricevere Tacque di tattili 



x 



V 



•iti pio. eminenti^^che la circondano , nel moJo appunta ^ ciré net 
corpo umano le ven^ minori si portano nelle maggiori » 
. E finalmente tutto ciò meglio si dichiara dagli effetti mei^esimi^ 
che in Reno ne^ tempi andati sono succeduti , e che saccedéirebbera, 
fé l'arte non gli si- fosse opposta ; mentre sappiamo da^ Geografi , e 
Istorici più amichi , e accreditati , che il Reno in particolare 9? an^^^ 
•nOYera tra i finmi aggregati ai Po. E benché, correndo ailora le sue 
'ftcqne disarginate in queste valli , formassero la gran Padusa ; questo- 
nulladimedo non toglie , che 1' acqua del Po non servisse alle torbi- 
de del Reno per portarle al mare» E parlando delle notizie più fre«' 
iohe, non può negarsi, cM del 1522* it Reno fosse riposto nel Po 
di Ferrara Con il .conse^iso del Duca Alfonso, il quale prudentemen* 
te deve credersi , che si movesse dallii cognizione , che il Reno non 
poteva andare per^attra strada, senza cagionare infiniti danni, e mi«^ 
serie» E se Ercole secondo atimò .necessario rimuoverlo, atiribuen*^ 
-dogli le colpa degl** interrimenti; del Po di Ferrara , fu obbligato ben 
presto a riporvelo da Paolo IIL V anno i543^ nà^ dopo successe altra 
innovazione, sin tanto die fu per un interim rimosso d' ordine di 
Clemente VIIK per por dt nuovo introdurvelo,. tornata l'acqua det 
Po grande. Onde è fuor d'^ogni dubbio, che il Reno, se non fos-^ 
%e seguita questa provvisionai diversione^ correrebbe ancora nel Po 
tli Ferrara , per dove non ostante V avviamento , che aveva per il Po 
di Volano, quando il Po grande era Basso ,. correndo verso il Bonde- 
no , andava nelle sue piene ad unirsi con Panaro, e con* questo a sboc- 
care nel Po, come attestano il Pacciotti,. il Mengoli, e V Aleottr , il 
eh& serve d^airCotitSr a far credere, quanto per se medesimo inclini 
questo fiume a portarsi come prima nel Po - 

Ne devono da questa introduzione temersi que*^ mali , li quali 
•*" applicano da chi pretende d' escruderla> conciossiacosaché, parlan- 
do prima del modo,, col quale nella linea già esposta $t pensa d' a-- 
nire il Reno a) Panaro,' e poi co» questo firlo^ sboccare nel Po, re- 
stiamo assicurati , eh' essa ìtr lunghezza non più che di miglia otto y 
e mezzo, quattro sole miglia dovrebbero scavarsi , e munirsi d** argi- 
natura , supplendosi il rimanente colF alveo vecchio del Fo di Ferrai»- 
ra r che ricercherà poca escavazione , e rassettamento d'' argini y fa- 
cendo il medesimo neir alveo dk Panaro, con toglierglr , come si dis-^ 
se, alcune tortuosità, che» gU prolungano il corso; d'inde si com- 
prenJe <][uanto facilmente si possa provvedere con un** arginatura ben^ 
grossa , e fatta con" diligenza agli- accidenti delle rotte.. 

Se consideriamo la caduta, questa non può muovere difEcultà r 
mentre presa ancora coR'' accennato svantaggio^ alfa coglia della chia- 
vica Pilastrese , cAe rimane più alta del fèndo dr Pi^naro*, e tirata aU 
F insù eolla proporzione delift esènte ^ che ha il Reno di oùoe 



\ 



y 



N 



■ a46 

£[aattardici , e tre qnarti per miglio sino lAla botta fli ^Ga^gtift , re- 
sterà in questo sito superiore un declivio assai maggiore di quello 
che bisogna; T eccesso del . quale , quando si 'Slioii necessario di mo- 
derare coir arte, si fotrà togliere, o con escavar l'alveo "veccbio su- 
periore dal punto della diversione sino alla Sammoggìa, dal che s'ot- 
terrebbe un non pìccolo benefizio, che correndo ora il Reno còl fon- 
:do sopra -terra , dove 6 , dove 4 9 ^ dove a. piedi , «i vecrebbe "atpro- 
fondar r alveo, e resterebbe supet^na tanta altezza d'argini, oppu^^ 
^re quando ciò non paia praticabile , potrà formarsi nel luogo delia 
diversione, o dove parerà più a proposito uno stramazzo, che .tolga 
ogni pericolo di mutazione nell'alveo superiore, e d' intefrimento 
neir inferiore per la .4ropga terra , che nel principio potesse cumu- 
lar visi « 

^Hegolandosi dunque 1' andamento .deHa Jinea in questa madieni, 
ànderà incassato dentro terra , e .potranno 'formarsi le necessarie IUh 
iStare., e stabilir» bene gli argini ., -che si richiedono • E se in qual* 
/che picciola parte poco potrà profondarsi^ come -si ^ede da' profili.^ 
òhe t sì sono fatti, ad ogni modo 4n questo. sito vin&rzandosi gli ar«- 
igìni , non vi sarà gran pericolo di .rotte pev4a dirittura del corso^ 
-che quivi avranno J' acque, e per il pendio cbnsidevabile , che 1^ 
«sarà ; tanto <più^ ohe come diremo ipiù anbasso^, per aasìcunir meglio 
ia fermezza degli argini , potrà , se .-si vnole.nel principio tenersi »-> 
-perto ancora J' alveo presente ^di Reno, acciò ^venendo il bisogno^ 
possano quivi divestirsi le ^sue piene , in modo però che quest'upep- 
tura resti in sito, dove non giunga l'altezza de' rigurgiti del Fo.» 
il che anco più facilmente potrebbe riuscire 9 facendovi il motivata 
stramazzo • 

' Attesa poi questa gran xaduta, non t'è ragione di dubitare d* la- 
terrimenti nell'alveo di Panaro, il quale dovendo portare il pelo del»» 
le proprie acque corrispondente a quello del Po basso , come sempre 
succede ne^ fiumi , che sboocano.Jnan altro maggiore, prof<mderà 
piuttosto, che alzaie 4I suo fondo. t a proporzione del corpo maggio», 
re dell'acque , come appunto non v' è notizia , cheli' alzasse ^ quan- 
do ìJvReno un pezzo fii ^v' entrava bene spesso colle sue piene ;per il 
Po di Ferrara • In tal modo non pregiudicherà agli scoli, che al pre- 
sente riceve , non dovendo aver questi che la soggezione di star obiu^ 
si nelle piene del Reno, che .aogliono quasi sempre venire con quelle 
dì Panaro , ^ .durano per poche ore, derivando dalle medesime aau-» 
ae , che sono le piogge.^ e le navi de' vicini appennini . JNè.deTo 
credersi, c}ie questa soggezione s'abbia da accrescere col solo coi>po 
dell' acqua ordinaria del Jteno .per i' aumento , che cagionerà in Pa* 
naro , mentre si penta d'allargare l'alveo di questo., e proporzionarlo 
a tutti xluo li torreiotìi in modo che non debba elevarsi sensibilmente 



F altcfìèsa dèi pefo. deH' «cqaa ; ma questa redti oompensata colla lar- 

gbesxa • 

Resterà ancora provvisto alla Saveuazaa^iatersecata da qaesta liaea^ 
portandola^ alla* chiavica di S. Giovano^ dove col declivio maggiore 
a quello^, ch'ora godt) nel Po di Ferrara, gli si compenserà il danno 
d' avere a star soggetta a^ scolare per via. di chiaviche ^^^ 

U canalino di Cento ha per se stesso il sofiiGienie deolivio nel Re- . 
no; onde non v!ò dubhio, che voltandocelo arginato, non sia per aó« 
darvi felicemente*. È ben veio, che per» la soggezione j^ e spesa , che 
porterebbe in mantenerlo arginato sin dentro la terra di GentO', se 
ai stimerÀ^più proprio nelll^esecoziofie di qi>esta lineai il farlo passa- 
re per ' botte sotterranea ^ non sarà cosi* difficile V impresa>, che non 
possa sperarsene l'esito favorevole , non mancando altri esempi di 
fabbriche simili 9.. che sono durevoli » e- utili » quando si £inno iu^ si- 
ti adattati.» - 

Ciò ohe s? oppone circa ì rigurgiti dèi Pò nell'alveo comune , e 
particolare di questi due torrenti, bastantemenie si. toglie dagli effet- 
ti 9 che i medesimi rigurgiti cagionano • attualmente- nell' alveo di Pa- 
naro 9 dove- F acqua dì essi quasi stagnante non fa^ violenza' connide- 
xabile negli argini hen sodi , che vi> sono-, né impedisco che il Pa-. 
naro non trasmetta le aue* Acque , e torbide felicemente nel Po , co- 
me noi stessi^ abbiamo psservato in tempo dell' escrescenza dello stes-* 
BO Po. II simile dunque sueoederL,' quando vetiso* questa, pt^rte corra 
ben arginato 'ancora il' Reno 4 e così parimente cessa qnelIo>- che si- 
dice intorno-aeli shocchi del Reno in Panaro» e di ambidue nei Po ;. 
giacché può ad essi provvedersi convenientemente dall' arte-, tanto 
più 9 che secondo quel che si* è - de tto». sappiamo essere il Reno altre 
Tolte con unagraur porzione^ delle sue acque sbeccato ini Panaro, e pei 
eon esso nel Po senz' aver cagionati quegli sconcerti > che ora si rap- 
presentano ; e per togliere qualsivoglia ombra di «timore » al punta- 
medesimo della diversione potrà (come dicemmo ), tenersi aperto 
l'antico alveo, in- modo che Reno vi si versi ne' primi anni colla- 
sommità delle sue piene 9- sinché si sia assodato 5.0. sperimentato. l'aL^ 
Teo , e gli argini • della nuova Iinea>..' 

Passiamo ora a consideraro i^pericoIiV- ehc si' miiiaeciano' nel Po* ~ 
grande dopo l' ingresso- di queste nuove aeque . E prima di tutti par* 
ohe debba ponderarsi quello chio succederebbe 9. quando il Reno hliih 
entrasse in Po alto*»- Giocolano- in - questo caso li> Ferratesi , che alme-* 
no si^ aggiungerebbero a sL gran fiume quattro piedi d! altezza- d? ae- 
qua, e si servono d' un metodo- loro particolare ^v che proyere]^l>e nn- 
che di piùi^. massime col supposto, col quale si regolano,, che. Reno- . 
pieno oorra^ otta mìgjiia Torav coll^ altezu d'acqua di piedi quat-^. 
tardici . 



r 



w.* 



a48 

Per il contrarlo di due altri modi èi servono li Bolognesi ; dal 
primo de' quali si ricava ^ che il Po crettcerebbe once quattro ì e 
con il secondo once otto , e. due terzi, ^è <Ìa tali sentimenti si di- 
scostano il Baratterie 9 il p. Kiccioli Ferrarese , e il p.' Claudio JVIi- 
lìet de Cfaalles, e in quéste stesse , o poco diverse misure iooilcorrof* 
f)o il p. Castelli, il Cassini ^ il TorriceiJi^ a il 3alliani* 

L" autorità di questi scrittori si rende .sempre piìi considerabile 
4al riflettere; primieramente alla maggiore velocità» che, acquistano 

V acque coir jaccre3cimento d' un corpo maggiore, ohe aggiungendo» 
Je peso, fa che queste più. prestamente si spianino, e «1 distendano 
per approssimarsi al ioro termine * IL Ch^ il {leno ientrandq in Po alto 
vi trova maggipre spazio, e capacità , che in Po J9as80 per la maggior 
larghe;zza^ che resta tra una ripa, e l'altra nelle parti più alce , e 
più lontane dal^ondo. III. Che .secondo !'• osservazione di molti Tao- 
4jue del Reno non procedono dalla trigesinia terza parte di oontinen- 
te , rispetto a tbtto quello dell' ialtre, che acoUno in Po per mezzo 
degli altri £umt« Onde, se - il lerescere di tutti- questi non eccede 

V altezza di piedi venti aopra il pelo ordinario del Po, non potran* 
no quelle dei solo Beno iarlo ^Izare , che un piede al più • lV« Che 
ì fiumi , che entrano in Po, vagliono più di Tenti Meni, .dimodo- 
ché, se dovessero aggiunger c^sdbeduno quattro piedi, arriverebbe 
il Po a gon6arsi ottanta ^iedi ; e pur Tediati^ , che ì segni di niag^ 
gior escrescenza, non 60i>o più alti di trentadue, o trentatrè. piedi. 
y. Che il Paparo introdotto nel Po non ha necessitato ad alcun ai^ 
zamento d'argini, contntlochè con il Panaro sia entrato 9 e ai man« 
tenga nel Po tutto quel corpo d' acqua , che prima dal medesimo si 
diramava in caso di grandi escrescenze neiP altro Po di Ferrara per 
il tagliò, ohe sì faceva dell'intestatura al Bondeno. VI. Che 'secon- 
do le notizie lasciateci dal p. Castelli in contigenza d'aprire detta 
intestatura , con tutto lo sfogo d'' un gran corpo d'a,cqua, eh' entra- 
va precipitosamente nelPo di Ferrara^ il Po grande per alcune ore 
calava solamente un pied0 in oirea o poco piùj onde pare, ohe bea 
possa argomentarsi^ che molto meno di questa misura sia per ere- 
acero coli' aumento d^un corpo d' acqua minore in uno spazio maggiore* 

Ma perchè }n un negozio cosi grave ogni prudenza persuade , che 
si proceda con tutta la possibile cautela ^ a circospezione ; per tor« 
re a chicchessia ogni pìccola gelosia -^ o timore di danno 9 crediamo 
doversi jBenz^ alcun dubbio riattare, e alzare gli argini del Po, di 
manieracliè da pertlitto restino superiori alle somme escrescenze con 
aféeqiiata proporzione, e riguardo alla sicurezza necessaria per 1' aa^ 
mento della nuova acqua ; il che non porterà spesa molto eccessiva • 
Di più , quando tion ^i stimasse ioiecessario lasciare aperto nel modo^ 
già accennato 1' antico alveo del Beno > oppure che dopo la aperienza 



a qnmldt* anno dovetse obindem , is tal cato ai faccia mn^ nita«tatora 

nel medesimo aito , la qaal poaia^ e debba tagiìarii a4 ogot eeano 
de* Lejjfaii di Ferrara, a* quali per maggior aicarezza, e iBdennilà ^ 
de^ Ferl^resi potrà commetterseoe la acpraintendeiiza iotiema «oa 
uaella della custodia , e maoteuimeoto degli argini poati a deatra dA 
fteoo» e del Paoaro nella oooformità, che ai pratica attualmente ià 
altra parte del Beno ateeao ; di maniera però che queato taglio nott 
possa mài effettuarsi , che nel solo caso ^ che il Reno crescesse^ 
quando anche il Po fosse pieno ^ il che rarissime volte può succede- 
re per la diversità delle cause ^ che influiscono tiel gonzamente del» 
Tono, e dell* altro* Poiché il Po perviene a queste somme altesse 
in tempo d'estate^ e d*autftnno per il dileguamento' delle nevi nelr 
le alpi lontane 4 e il Reno 9 e il Panaro si gonfiano per le sole pk>g« . 
gè , o per le nevi de* monti Vicini 9 e per lo più in tempo d' inver« 
no; anzi in quest* andò della nostra visita nel mese di Gingoo^ 
mentre il Po era altissimo 9 non si è veduto mai In Reno 9 o in Pa» 
naro croscimeoto alcuno di coosiderasione ^ con lutto che U stagiona 
aia stata fuori dell' ordinario piovosa . 

Se da quello 9 che abbiamo detto 9 cessa ogni immaginato pericolo 
nel Po alto, motto maggiormente si toglie T apprensione d' ogm al^ 
tro, considerando questa fiume in uno stato mediocre, dove solo 
a' oppone^nalche maggior corrosione d' argini , che non merita d'es- 
sere attesa in una impresa tanto necessaria 9 ed utile. 

Ci resta dunque da esaminare gli effetti che succederanno in Foi 
basso I, tra li quali per uno de^ principali si adduce il timore degli 
interrimenti; ma dal considerare 9 che il Panaro poco men torbido 
del Reno 9 dopo che è entrato nel Po « lo ha piuttosto escavato 9 che 
interrato 9 come pare, che concludentemente si provi. Prima 9 dal* 
r essersi colle misure della nostra visita trovati gli argini del Po pi& 
hassi di quel che furono osservaci nelle visite prececfenti ; in parti* 
colare n^llo sbocco di Panaro 9 dove gli argini sono al psésente pia 
d'un piede ìnferipri ài segno delle maggiori escrescenaBC riferite nel« 
la visita di Monsignor Corsini . IL Dalle soglie delle chiaviche 9 cho 
ora si fabbricano pia basse di quello 5 cbe per l' addietro si fabbri-^ 
cavano, come sì vedp nella chiavica Pilastrese, e nell' altra della 
Massa fatta di nuovo. III. Perehè il pelo basso del Po 9 che in tem- 
po di Monsignor Corsini ai equilibrava colia superficie della soffia 
della chiavica Pilastrese 9 addesso timane inferiore a questa di tre 
piedi in circa ^ Le quali prove eskendo assai convincenti acquistano 
Ibrza dalla regola assai trita in materie dell' aeque. Che fiume non 
interrisce fiume 9 quando si tratta d' im recipiente reale ^ e perem v 
ne 9 Gom' è il Po • Per la ^ual cosa gli stessi Ferraresi ammette^ 
vano ) o a nMn ett ono , oba il Reno aarebbi potato ritornare nel Po 9 

3a 



s 



qnAQd# <|iie9t« Sae^e stata éi naiivo ìatroàùtto in qaello' di Ferrara '« 
Maggiore oocasione d'ifiterri-cnent'a par che possa essere nel ramo 
d' Ariane , do?e correntia minor quantità d' acqua , ed essendo ia 
iMMiseguenxa il moto di- essa pia lento, poesono pia facilmente sucoe<* 
dere le deposizioni • Nientedimeno dal eeofronto , che può aversi dal«» 
Io stato antico, e moderno, secondo le notizie dateci dalle viaite pag* 
sate , ancorché non abbiamo mìsiiTe precìse legato a termini sta bili V 
combinandone ona fatta del x66o. con quella , die è atata ordinata da 
noi incontro alla terra d^Ariano so[>ra.la soglia della chiavica del Canal 
Bianco, si trova piuttosto maggiore, che minore il fondo presente ; e 
lieiichè da alcuni ragguagli fieiiti con nuove misiiro ferimento d* ordU 
noinostro, si trovi in ciò qualche eontrarietà, ad ogni modo non pds- 
. axa<9o da queste prendeii regola alcana, percliè non si sa, se eonfron4 
tioo eo^ siti degli antichi scandagli , né dagli atti delle visito appari» 
aoe , ebe in essi ai èia avuta alensa consideraeiooe del fkisso , e ri^ 
flusso del mare , col quale suol variar molto V akeaea di ciuesl' ae*^ 
qae ; onde non possiamo a^re una prova cevta sopra tal difierenea» 
Per altro , da quel che ci riferisco 1* Argenta in* jhù luoghi della 
aoa difesa, d' assai peggior condiaiooe in riguardo ad essere naviga- 
bile y o no , era il ramo d' Ariano-, qnando il Po correva ancora sot- 
to le mura di Ferrara ,. di quello che sia al presento, dopo che si 
porta tutto. nel ramo di Locabàrdiaf dal cho ben sì comprende, qtian<^ 
to gli giovi r acerescimeato di otiove aeque , per renderlo più navi« 
gàbile ; e questa stesso ci si oooferma ancor meglio dal riflettere , che 
in tempo della visita di Monsignor Corsini , quando da pochi anni 
vi si era introdotto il Panaro ,^ e quando- oontinuavasi ancora a ta« 
gliare P intestatura al Bondeoo , non poterono li Periti avanzarsi nep-^ 
pure con piccole barchette in questo ramo , essendo il pelo deir ao-* 
que alto once eioqae sopra la soglia della cbiavica Pilastreso, e noi 
nella nostra visita colla medesima altezaa di pelo d'acqua abbiamo 
navigato felìcemeote per tutto con bucintori ben grandi , e fu misil«» 
rata P acqua alta quattro piedi ne* siti meno profondi •. 

Si replica a questo discorso, che la scarsezza dell* acque- in tempa 
di Monsignor Corsini era eiBetto delle secche chiamate di >Santa Ma» 
ria , le quali impedivano il primo ingresso in qnest* alveo y e che ta«» 
le impedimento cesse con una rotta, che portò via dette secche; ma 
questa rispostila ben conoscere , qnal fosse allora V ostacolo , che si 
ritrovava ]$^ inoltrarsi nel Po d* Ariano 'y non distrugge però il mo* 
tivo di credere, che se quivi per la natura del sito,, e per la len- 
tezza delP acque afìdassero di eontkiao seguendo interrimenti , nel 
i fondo, non s* avesse a quest'ova dopo tanto tempo, che fu ripiglia» 
tft là rotta , ad esser tanto rialzato queat' alveo, che appena restassero 
più le vestigia del Po d' Ariano i o che almeno noi &0Q aTessioio 



) 



• tSr 

potuto mvtgflrri CNM quella felicità , che tn è sncceduto • Bisogna dun- 
que eoDcbiud«re^ cbe aUitata quivi la corrente da i oreicìmenti del 
mare» si «lantieoe più cbì»ra, e meno atta a cagionare interrimenti, e 
cbe quanto più d^ acqua vi ai aggiungey tanto migliore' ai puh spe- 
lare , che debba essere seiapro il auo siato , "^ la sua na«viga8ÌoQe^, la 
quale fprse anoora <mki qualcfae altro ripiego potrebbe migliorarsi • 

Né par che po^a argomentarsi- V alsMuemo del fondo d' Ariano 
dagli argini fatti di nuovo nlla Mesola , e ^lalf etevasione degK akrì» 
€he già vi erano , perebè questo riguarda 1* alterna del pelo delP iìo» 
qua 9 e non quella del fondo » dal quale non si muta la superfìcie di 
tutto il c^rpo della medesima acqua , che ai mantiene' conforme al* 
F andamento di tutto il resto del fiume ; ma tale novità deve piut4:o- 
ito ftStriboirsi all' allootanument^ del mare » e alla protrazione della 
liiiea del medeaimo Po, la quale» ancorché si conceda suoceduta por 
molte miglia^ non per questo fa , ohe non possa negarsi i* alzamon* 
tO'<del fondo^ il quade, se segniase secondo la proporzione di essa » 
sarebbe troppo notabile , e grando-; e pure nel caso nostro pare ^ che 
piuttosto si soòrga il contrario^ il ohe procede dal correre che fanno 
1 fiumi pesenni , o grandi per via d' impulso ancora in ai^i quasi o- 
rìazontali , «o piani , còme appnivt^ vediamo , ohe a<;oade noli' alveo 
del Po» ohe ha pochiasimo «deoiivio daHa Stellata al mare. 
* L' altro .effetto 9 che snppone pregi udicialissimo correndo Reno in 
Po basso 9 si e r impedimento » cbe potrà cagionare la maggiore al- 
tesea deiraoqbe delle chiaviche degli aooU laterali; ma quest' ap- 
prensione svanisce assai facilmente; perchè, lasciando di parlare dèi* 
le chiaviche poste, i» siti assai superiori allo ahocco da darei al Re- 
so, allo quali l'ingresso di queste nuove acque non potrà mai , o 
^meno rarissimo v^ko portare alcun pregiudizio notabile per il pedo 
alsamento , ohe puè avv^oise in queata parte ^ à cmrto , ohe il nùo* 
ifo incomodo , che a' oppone , può solo considerawi ^ quando apptfn*^ 
10) essendo il Po haeso , le chiàviche stanno aperte, mentre quando^ 
pto qualche eacresconn oonsidenibile del medesimo Po esse ai troya*. 
no chi^ee , aUora-U danno ncm potrà attribuirsi al Reno • In tal^ib^ 
ao dunque, o il Po sarà bassissimo , e avendo in lui queste chiavi- 
eke caduta sssai felice di più piedi , cono) 'ubi stasai nella ▼isiSa ^a^ 
liimno osservato, non sarà s<)mpre neoesatfrio- di chiuderlo 'per qijàlsfr* ' 
'foglia . pionft dei>Reno«:9ho non sia ^dollo^ maggiori ^' giacehé i mettk 
di di case haono per regola -dì bod aetwrle mai , so non quando^ 
l^.aoqua de* còodottineir imboccatura detto >olriaviohe rosttf pia fiiiit*: 
aa-di quella del fiunie< o ii Po non sarà tanto basso , e in questa 
óoii|iuntuM , so veranno le "piene di^Rena insieme con quelle di fsL^' 
ìmxo \( come ^uaai aeuapre anooede per la tìmoaiua de' paesi , do^e* 
Ormilo questi toimntt^ li quali Joglionor' orèseoró 'per lo atasao piogge . 



•5* . 

ttAU foU prwensione di einqae , o tei ore OTifimiriinfeiite AnW niiA 
«ir altra ) già per te ateffo a» vede qaal aia il pregiudizio di tener 
chiuae le chiaviche per queaw poco tempa di pia * So poi per qual*' 
cJie Mcidente, che aaaai di rado fueoeiltf il Reno vj^rrà aolo^ easea* 
d<^ per Io più le piene di eaao di^ pochiaaima durala ^ e come asseti^ 
acopo quelli del paete^dk aetle^o otto orOf dimodoché tal vofta ne 
veugooo due, o tre in un giorno ,. darà aolo ta soggezione di qaeale 
poche ore, che ragguaglratamenle in iMta Tanno forae appena fof« 
meranno Io apaaio di dicci a dodici giorni, uo^ quali non pno mal 
Gtedersi , che abbiano a deteriorarsi lì torrenti per difetto di acolo* 
. Per qoello poi, che riguarda gli acoli deir acque di tutta il Pole^ 
aine di Ferrara., che Tanno alle chiaviche dell Abbi, eatenda ^k 
queste rese^ infelici dalla protrazione aooeooatn del Por d^ Amno^pe* 
eo deCerioramento ricevereMneriy dalle nuove torbide di Keso^ medo^ 
Tra appunta rimediarvisi col ripiego, cop coi gii nello stato preaen» 
te aarebbero in pennera li Ferraresi , jdi Toltar tutti qaesU. aeoU nel 
Po di Volano, dove avranno un» fetiee wduta# 

I( porto di Gora consiste nel semplice sbocca, che Ha 10 mare il 
Po d Ariana, onde per quanta torbida vada quivi porCamTa it medesi'* 
AO Po , e per quanta vi formi ii mmre i suoi banchi 4^ arerm non la* 
teiera mai questo di rieerem il tributa del fiume,, nei quella cbin-* 
^ra mai ta sue foce, per mandar ^ acqiae al sua centra, oome bàk^ 
no tutti If fiumi. 

Restana dunque tolti di mezM tutti li pia gnTs ineovrenieuti^pc^^ 
rieoli , e seeoeerti , che si allegano eontro di queato rimedio ; e peraia 
pare che la ragione perauada , die debba nbbnicoìarsi , siccome tii ab» 
hracciata da uomini di tanto grido , quanta è cpsello , del quiile si n» 
aera degni in queste materie li Ginliuali Gaetana , e Capponi , Monsi» 
gnor Corsini , il Baratteria , il p^ Castrili, e altri adoperati in oiiesta 
gmode afiare , e T Aleottt medetima , che scrivendo a favore de Feiw 
raresi, ingenuamente credette, non poteni in. altro' meda provvedem 
ella beuificaaione generale , il dhe finalnente diede ancora motiva ut** 
la éel.. mem*. d* Urbana VUL di ordinala eoo ma auo Breve apooiale 
Peaecuaioner 

Nò sì può dubitare, obe non essa ano a* abbiano da oonsegulre be-^ 
oafiai oooaidetlabilisaimi por tutte tre le p rovinc i e, cbe ora gem ono 
daanificate da tante . aeque ^ naeuire sona tropfp chiari li fantaggi , 
cb0 rifultane da questa determinasioiie , a aaraisaa in gran parto 
TVifli ippuniof eoe i fiarimreai ammettotia, ae Rena a? introdn^ease 
mi Po ^t Ferrara, quando iu questa vi corsease il Pa grande; cioB 
tstta cbe in questo caso dovrebbero temere, pia di quella che adae» 
ee Amia, la riolensa del Reno per la osaf^ior vicinanza di tani* no» 
fncf cbe già bmbirebbesa le niacii- Si atabilisà dunque ia quesle 



vmdo QQ terminerai Reno» eoi qaalonon sarà pia soggetto e quello 
alteraziooi, che hanno tenute in continue aj^ttazioai qae^ poveri po- 
poli: cesserà il dispendioso accrescimento d'argini nelle parti supe- 
xtpri necessario, e sempre maggiore, sino che il Reno avrà per con* 
tró la valle , che sempre si va rialzando : sì restituiranno gli scoli già 
perduti a cosi eran parte del territorio Bolognese : e si allontanerà 
da tanti perìcoli la città di Ferrara , quanti sona i froldt esistenti 
negli argini, che la difendono da Reno: e ritorneranno in buono sta* 
to tante campagne soffogate dair acque , principiando dal Poggio sino 
alle Larghe oi Bagnara : e diminuendosi le piene in Primaro , resterà 
in gran parto libero dalle sorgive il Polesine . di S. Giorgio : meglio 
assicurate le valli di Commacchia; e resi (ertili molti terreni della 
sponda destra dello stesso Primai^o, e finalmente migliorerà grande- 
mente r aria renduta poco salubre dal cresmmento , e ristagoameiito 
continuo di tante acque «. . ' 

La spesa finalmente di questa linea , per essere d^ un tratto assai 
breve , non arriverà ad essere tanto eccessiva , che si renda superìo* 
re alle forze di queste Provincie ; e perchè il comodo maggiore di 
tal risoluzione pare, che almeno presèntemente risulti a favore de* 
Bolognesi; nosi sarebbe forse lontano dal giusto, chiassi restassero 
obbligati al peso di mantenere a loro spese gli argini nuovi a destra 
del Reno , e del Panaro » Onde ooncbiudiamo ciò , cbe net principio 
dicemmo : che secondo il nostro parere fra là diversità de rimèdi 
proposti noD ve ne sia altro pia praticabile dì questo • 



Bologna a. Gennaio 1694» 



Fefdbmndo Carenai ^ AdSk . 
Sìnmusco Cardinat Barbtarini^ 



*i4 

Mia, Simiitàdi Nostro Signore Olemmte Jd.^^d .alla Saera 

Congregatone delC acque. ^ 

RELAZIONE, E VOTO 

jor uoirszenoK. 
DOMENICO RIVIERA 

•«kCBSTABIO DKLLA MSIÌS8IMA JB TltirATORS JUPOSTIMLIGO , L* AVITO MPCQXÌHU 

JPer riconoscere lo s iato , del Renoj del JPanarOp e del Po^ . 
e V accrescimento de* danni cagionati dal primo^ 

.FXA LA GOVGRXGAZXOirX DEI 3. SXTTBMBBX iSlJ* 



» 

I. X er conoscere , te cippo la visita delP acque dei temtoil fli .Ro- 
magna , di Ferrara , e di Bologna , fatta con ptovida cara , e liogola- 
re diligenza F anno 1693 • dagi^ Eminentissimi «ignori Cardinali d' Ad- 
^a^ e Barberini ^ fossero succedute tali alteraj^ióni ne' letti, negli ar« 
gìni , e. nelle foci de^ fiumi ^ Reno» Panaro .9 e Po, -che non permet- 
tessero più r esecuzione del, sensatissimo loro vpto, -circa il rimoTcre 
ìt'Reno dalle valli, e condurlo al Po grande , iacendota^ unito prima 
col Pafnaro , sboccare poco di sotto alla Stellata , la da me nel passan- 
te Ottobre delP anno 1716, unitamente co* deputati delle due pia 
interessiate provincie di Ferrara., e di Bologna, fattala visita di quel- 
le acque, con ogni maggior sollecitudine à me singolarmente racco- 
siandata dui paterno amore di sua Santità, tutta intenta al minore 
dispendio di quelle afflìtte città , ma «insieme però con tatta 1* esat- 
tezza possibile , e necessaria in un affare di si grava momento , di 
cui non ba lo stato temporale di Santa Chiesa presentemente ti mag- 

{;iore • Perciò da* Periti di ambe le parti , coli* assistenza de' due ce- 
ebrì matematici il padre abate D. ^uido Grandi monaco Camaldole- 
se , e primo lettore delle matematiche nelP Università di Pisa , ed 
il padre lettore D. Celestino Galiano monaco Celestino, soggetti noa 
meno di nota integrità, che di singoiar dottrina^ i quali assisterono 
alla visita con totale indifferenza, e come mìei consultori, furono 
Atte tutte quelle operasieni, ed««sservazioni , ohe si credettero ne- 
cessari^ , per tpettqre in ^chiaro la verità de* punti controversi , e le 
quali o erano state praticate nelP altra visiu , o venivano richieste 
dalle parti interessate, alle qaali si procurò di soddisfiire in tutto 
quello > che ognuna di e9$^ richiedeva • 



s55 

sr. St ebbe partioatn^O' aTTertensa , oBe le Kv^laiffbiii » e gK scandagti 
•i facessero ne* medesimi laoghi , ne* quali ecano stati fatti nella vi^ 
sita deiraanó suddetto 169!) , e che qaelle si riferissero a' medesimi 
termini stabili^ a' qaali erano stato allora riferite , per potere pia ao^ 
eertatamenie giudicare di qnaliMiqne variaziooor che foese da qael 
tempo in qua succeduta,, e rilevarne le oooseguenee, . facendo» poco 
eonto di quelle operazioni » che noo legate ad. alcoit sego<^ siabìle po- 
tevano- facilmente per 1' incertezza de' siti controvertersi , e conira^ 
starsi ;. e nello stesso, tempo poi» siccome si ebbe special cura,, che le 
parti convenissero ne' detti luoghi , e siti y e nelle misure , cosi , do** 
Te ciò noO' accade var, si ebbe avvertenza» che negli atti doila visita 
ne fosse fatta speciale , ed espressa mbnziooe • 

3. Senza difibodermi a riferire minutamente tutte le particolarità 
osservate -in questa proposita, le quali possono ricavarsi dagli atti co* 
piosi della at^sa visita, e tanto- dagli esami di numerosi testi m onj , 
o indotti da'^erraresi-, o da* me esaminati ex. officio, eoa avere a^- 
vnta particolare avvertenza di chiamare io medesimo all' improvviso- 
le persone all' esame ,. e di servirmi sempre de' custodi delle chiavìr^ 
ohe , o degli abitatori de' luoghi contigui , o piìt vicini , «pianto delle 
livellazioni,, e nHSure in quella iàtie ^^ mi ristringerò solamente e rap- 
presentare eoHa maggior brevità, e con totta la possibile distinzione 
eiò, ohe giudicherò di più necessario, e di pia Hotabi^er, da cui si 
possa bastantemente discernere , a qual parte pieghi la ragione , e si«- 
enramente giudicare , e risolvere , qual deter minaF^/ioae. sia opportuna 
e prendersi , per provvedere ad un male , ohe , lanciandosi senza ri- 
medio, se apporta presentemente danni , e pregiudizj.: gravissimi , col 
volgere di non molte ten>po Fccberà. V ultima desolazione a tre più- 
fiorite Provincie , ohe sieno sottoposte alla Sede Apostolica • 

4» Siccome quattro erano le variazioni , che nella congregaaHone te- 
anta li a8v Maggio dell' anno scorso , si asseri^vano per parte della cita- 
la di Ferrara accadute dopo la viaita dot 1693*, per le qjaali non po- 
tesse darsi esecuzione al voto- de' predetti Elmidentissimi Cardinali • 
La prima delle quali era 1' abbassamento del fondo del Reno , dopo le 
Mtte di esso, seguite l'anno 1714» ^ i?^^» lo quali dal nome, de' 

Fissessorl de' beni adiacenti veng'ono chiamate^ Panfilia la prima ,..6 
altra Cremona • La seconda y V alzamento universale del fondo del 
Panaro • La terza , il riempimento pare universale dell^ alve^ del Po» 
E la quarta finalmente ¥ essersi d'allora in qua serraie alcune prioi- 
cipali bocche del- medesimo;, onde concludevano, che nò il Reno a^ 
vesso nin tanta eaduta da potersi introduvrer come prima proponevar 
si, emginnto al- Panato nel Po, nò queste fosse più. capace di rioor 
V«lo» e smaltire felìoamente lo tue acque nel mare; cosi ad altret* 
tanti capi ridnrrassi.la presèlle Relasuoflie ^ esaminando prima ciò ohe 



listi rtteoritrato di^aifieta» e dtflTereiiM Mio «tettò anfeoedente » 
ordine al fondo nel Aeno indi nel letto di Panaro ; potoia nelP aWeo 
del Po 9 ed appretto nelle tue boeohe, con aggingnere in ogni luogo 
Uitte quelle riflettioni » lo quali , tecoodo anche il giudizio de* pre^ 
delti padri matematici da me tempre cootultati, ti tono giudicato 
4>pporiane alla pretente materia , ed ina ierae quelle ritpotte , che to- 
no convenienti alle difficoltà topra detta Yitita^ etpotte dallo parli 
•in pia tcritture alla Sacra Congregazione ^ indi air Emioentittimo Pro* 
ietto in una lunga conferenza, e contraddittorio » a cui io pure in* 
•tervenni con detti padri matematici* 

. . 5.. E primieramente conviene premettere , ettere uni vertale dottri- 
na di tutti quelli , che hanno pin accuratamente trattato della nato- 
dra de' fiumi » comprovata .altreti dalla continua etperiensa ; che è 
proprii*tà di quelli, i quali non corrono d^l tutto chiari, d* interri* 
re, e d* inalzare i loro fondi, quando corrono batti, e tcarii d'ac- 
qua, ed air incontro di eicairarìi , e profondarli quando ne corrono 
•gonfi, ripieni $ talmente che in ogni fiume,' che corra torbido, 
più basto tempre ti ritenga il tuo fondo, quando egli è nelle mag- 
.fiori tue etcretceoze, o poco dopo di ette, di quello che ritroviti , 
-quando per lungo tempo è corso nella tua bassezza minore. Ciò fott- 
io, non deve nnicamtnte gindicartì delle alteraaioni de' fondi da 
iquello che Titnha dagli teandagli; attetocbè, te non tono ttati nel- 
le due vitite ritrovati i fiumi nella aletta parità di circottanze, ma 
allora in pièna , e dipoi nella loro quati maggior battezza, egli è cer- 
to , che col mezzo de' predetti teandagli , altri fondi dovevano rìtro» 
Yartj neir oltima, che non furono ritrovati nella visita antecedente. 

6. JNè per quetto dovrà dirsi , ettere accadute alterazioni reali, o 
durevoli ne' loro fondi, perchè appunto il loro ttabile, e durevole 
ttato , come degli altri, che parimente non corrono del tutto chiari, 
non in altro consiste , che in quetto continuo cangiamento di ettere 
più bassi ne' loro fondi in tempo delle maggiori loro escrescenze , o 
oopo di esse , ed all' incontro meno profondi , quaodo mattimamontn 
da qnaicbe tempo corrono magri y e pólveri d' acque p 

7. Ora ettendo tottociò vero , non per qnetto debbono tralatoiar- 
aiy o tono ttati in *qnetta vitita ' tralasciati gli teandagli, o tutto 
quello , che da etti con ragionevole ditcorso ti può dedurre^; bensi 
ebbeti Particolare avvertenza di rioonotcere due altre cose , dallo 
quali più ticuramente raccogliere si può lo ttatp presente 4to' fiumi 
fespettivamente a quello, che fu trovato del 1693. L' una è, se dò* 
po r anno suddetto è convenoto rialzare gli argini , e qoaoto • L' ai« 
tra , te le piene , o maggiori etcretcenze tono atale più elevate di 
prima( eoprioatiaootachè , te in quetto tempo né gK argini tono alati 
maggiormente elevata, né tono giuoio le pione a* più alta 9efna« 



# 



if 



1 

% 



pAre che con oertezsa mtgEiote iédaxn u debba»! che non ai aoao 
oè alzati , né riempittU i ÌquÀì de' fiumi « IXtàU ciò maggiormeato 
Comprovato dal «oosiderarai ^ che le «screscenza aocàdiite ia questo 
tempo^ per coofessione delle parti medesime , non aono «tate di mi»- 
nor mole d' acque « di <iuello -che fossero per l' addietro; onde , uo# 
come al giudicherebbe di uà vaso , le sponde di cui' fossero oggi «£• 
£itto 1^ atesse di quelle di ieri, ^ T acqua «outenuta da -esse in ^aaa* 
tita uguale 9 cbe n^l foado del vaso nou sia succeduto alcau riempi- 
mento., che lo renda meno t^apace., «osi ' lo atesso pure giudicar ai 
dovrà di quei finmi» e de* loro alvei* 

4). f^d ìnoomiaciando dal Heao: è questo fiume, -o torrente aoste- 
liuto con argini altissimi aopra il piano delle vicine campagne , a ca- 
gione della grande -elevazione del suo letto aopra di quelle , cagiona- 
ta non meno dal non ayere proporzionato , « libero lAogo nelle parti 
idferiori , che dalla protrazione della linea del ano corso , come de« 
posero quattro testimoni esaminati sul territorio Ferrarese ^(i). Non 
è pertanto maraviglia, che Tompendo or qua « or là i detti argini , 
e precipitandosi per le rotte nelle campagne tanto più basse ddi auo 
fóndo, tiri a^co altresì in qualche parte lo ^stesso suo fondo, con ì^ 
abassarlo , massimamente quando tutte le acque di esso fiume , colà 
derivandosi, corrono di continuo per la nuova apertura, dove trova* 
nò maggior caduta » abbandonando dei tutto 1' alveo inferiore alle 
rotte « Così è succeduto prima per la Panfilia, e poi per la Cremo- 
na ,.per le quali acaricandosi non aolamente tutta T acqua auperio« 
re, ma per fino V inferiore , che nel momento. In cui ai fece là 
nuova apertura , subito all' indietro ai rivolse a quella parte , dove 
più pronto aveva lo acarico , come depongono con loro giuraa^nto , 
(a) quattro testimoni oculari esaminati sulla faciùa del luogo, rima- 
se affatto asciutto il tratto inferiore del letto di esso Reno, In ma- 
ltiera 0he ivi ora si cammina per V alveo , come pet una pubblica via » 
non servendo più in modo alcuno ad uso del tìume« 
, 9» Egli e vero pertanto , che ne' luoghi auperìori alle rotte al ò 
abbaasato il fondo del Reno ; onde dalle livellazioni , e dagli scanda« 
gli (3) latti al passo di Cento , ai trovò il maggior fóndo dì quel fin* 
me profondato piedi quattro, once nove, e minuti undici, più di quel* 
lo,, cbefosae trovato nella visita del 1693, il che pure anche fu de- 
posto ^4) ^A ^^ testimoni ivi esaminati « « 

10. Ma non per questo dovrà dirsi il fondo del Reno universal- 
mente profondato , anzi è cosa .manifesta , che non ostante questo 



}f) Visita Monsignor Riviera MS. pag. 53. 55. 66. 83. (a) Pag. 83 84. 85. 86» 
3> Pag. 64. à ' ^^^ Pagv55. &9. 60. 6a. ^4, jS.. 



\ 



il 



«5« ^ 

acGideatale abbassaniento , «i è andato tempre nnirersaTmente rìalzan^^ 
do , ed ha obbligato a aojlevare a maggior altezza i suoi argini , tao* 
to i Bolognesi dalla loro , come ameodue lo parti eoofessarono ìnge* 
nuamente sul luogo delia rotta Gremooa^. (i) e confermarono aHa 
rotta Panfilia. Così: pure convennero in. quello che manifestamente 
Todevasi 9 cioè essere notabiln^onte pia alto nel fondo l'alveo^ inferio- 
re ^Ue rotte , di quello ora il superiore ; il* che poi fa dimostrato e-^ 
^identenìente drillo livellazioni fiitte^ e riferite agli: stessi termini »ta* 
bili ^ a^ quali fucono allegate nell'anno 169!^ {%)• AUa botta dunque- 
degli Annegati si trovò T alveo rialzato piedi tre» once cinque , e 
minuti quattro^. Alla'bott» di Guocagoa f oh' è ì( punto della diver^ 
siofie del Reno stabìKto nel voto- }• (3) piedi* uno » once tre y e mioa*-^ 
ti tre • Alla botta Ghislieri in Mirabello y prendendo* i fondi raggua- 
gliati y piedi tre, once cinque, e minuti qoattre, (4) e secondo i 
snaggiori fendi piedi: uno , once sette , e minuti nove . £ finalmente 
a Vigarano » & sia air intestatura di Rena vecchio (S\ piedi quattro ^ 
e once otto^ 

lì . Ne è da dubitarsi , che chiuse , e tipigliace Te suddette rotte ^ 
e rimandata Y acqua del Reno per V alveo suo consueto, non debbft 
questo, dove si era profondato rialrarsi dinnovo, e colle deposizioni^ 
ohe fera avanti a' dossi presenti, ristagnandosi le acque, FÌtornare 
il fondo alla ripienezza di prima-, con uguagliarsi le parti superior» 
alle inferiori io aU<>z9a sempre maggiore <K quella , che ne' siti me«^ 
desimi. aveva Tanno >6q5. Imperocché dimostra la presente coustita- 
mone di questo fiume , che per non avere V esito convenevole , e per 
essere obbligato a prolungare sempre piiJt lo sregolato corso, vagando^ 
per le valli ^e per le campagne, sì debba lo stesso sempre più elevare di 
fondo, (6) come sempre finora ha fette, attestandola anche oon^giu-- 
'l'amenio cinque esaminati tt-siìmoni.. 

i.a Ed \u> riprova maggiore di questo ahsamento del fondo si pob 
addurre la continua elevazione- degi' argini , che oltre la detta con-» 
fessione delle parti, resta ancora provata dal detto di sei testimoni ^ 
(7) e moHo più* poi apparisce dalla livellaziooe ora- fetla- al passo di 
Cento, paragonandola a quella del 1693» con riferirla allo stesso se» 
gno stabile allora preso , e riconosoiuto per invariate dalla deposizio- 
ne di due testimoni • Imperocché ne risuJu y che in qnel luogo , dove 
è per ahro il> fondo abbassato , (0) 1' aitine sinistro dal suddetto ano» 
1693^ al presente , si trova ad ogni modo rialzato piedi tre ^ once due,| 
e minuti tve» e il destre» piedi due, once nove, e minuti quattro.. 



I 



*(i) Visita Riviera MS. pag. 76. 78» (a) Pag. 1151. (3) Pag. 751. 

(4) Pag. 86. (5) pag. &85. a9i. (6) Pag. 35. 56. 70. 75. Si. 

(7) f*»6* 7^* 75- »^* 3o.. 69. 71. 83. 84. (8) Pa^. ^9. 71* 



^$9 

iS« Aasì aggìirgtier si deve., cbe in qoe«ti ni timi anni è stato ne-' 
^ceasarto di protongare T arginatura di questo fiume alle suo parti su^ 
periori e quasi sioo al Peole della via Emilia , cioè a dire noh lan- 

fi dalle faide de^ tuonti^ quando del 1*693. incomioeiava solamente al 
'rebbot 4uogo tre miglia inferiormente sitaato, e eie ^enne attesta- 
to da quattro testimoni esaminati in ^ue' {voghi ohe dissero , avere 
lEedttto fare di nnovo quegli argini 9 (i) e poi frequentemente anoom 
Inalzarli, perchè venìvaoe soverefaiati dalle piene 9 oootuttocbè questo 
non sieno ora né più frequenti , né di maggior altezia sopra il fon- 
4o di prima» attesoché non eiitrinp ora nel Reno altre acqipè 9 fuor- 
ebè le solite , come asserirono cÌQqse alm testimoni giurati pratici 
^ quel fiume, e abitanti istorio ad esso, o nelle sue\^icinan2e (a)« 
Anzi aggiuqgeno 9 cbe per cagióne del continuo alzamento del fon- 

« do 9 a misura di cui conviene 9 ohe ei vada elevando la superficie 
dell' acqua 9 cbe per esso scorre 9 credevano essi 9 che si rendesse pitt 
contumace contro i ritegni ^ e più pronta alle iuondazioni* 

14* ^^1^ ^* ^^ duaqtte~ragiooe di sospettare 9 che le piene del Re- 
no portino ora maggior corpo d' acqua di quello che per lo passato 
portavano 9 né viene ciò in alcun modo provato dal segno di mag- 
por escrescenza 9 indicato alla chiusa di GasaJeccbio» si perobè non 
trovandosene nella visita . dell* anno 16939 indicato alcun segno in 
questo luogo 9 non può farsi confronto delfo stato d'allora col^pre- 
aonte*^ si perchè questa maggior copia d' acqua del Reno dovrebbe 
pur sapersi d' onde proceda 9 (5) e non può provarsi in modo alcuno 
da certi piccioli ripari di tavole 9 ebe ora ai veggono alla «penda si- 
nistra 9 e superiormente alla detta chiusa j perchè ciò potrebbe pi^ 
cedere da qualche accidentale alzamento del fondo nella parte supe-* 
l^ore 9 per la deposizione di dossi ^ o greti più rilevati nella destra , 
ohe nella sinistra 9^ i quali ebbUgbino il fiume che ivi corre in ghia- 
ia 9 e non ristretto fra gli argini 9 ad indrizzarsi a questa parte (co- 
me in fatti sul luogo fu detto» che il fiume minacciava di lasciare 
in disparte la detta chiusa 9 è aprirsi un nuovo alveo a sinistra di 
essa) onde restano per conseguenza pesti in necessità gli abitatori ^ a 
munire le loro sponde dalla corrosione della corrente 9 senza che per- 
ciò dir si possa 9 che maggior copia d'acqua siasi accreéciuta di più 
di quello ch'era ne' tempii paasati; ed in fatti 9 flicoome per detto di 

, J4. test}nM>ni (4) non è ora diverso l'crdinario numero delle piene 



del 

m 



il Reno da quello, cbe fosse del 16989 cioè di tre in quattro l'anno 
tggnaglia^tamente i cosi da cinque de^ medesimi testimoni 9 come 



(1) Titka Riviera MS. pag. a7, aS. 3o. (a)!:Oag. 55. 56. 67. So. 60. 
(9) Pag. stSL (4) Pag. £0. 53» 54. 55. 67. £8. 5$. 6x. 74. 7S. «3. 84. 85. 



\ 



a Mpn ti h detto > Tiene espressamente assente ,. isen esser» eHew» 
ia se stesse pia alte ora ^ (i) o più copiose di prìm:f » Ne si è muta** 
ta ia tempa» in cai per Io pia solevano esse succedere 9, cioè ^ o sai 
fine deiraatnnno» a neiriavernct ne I& durazione loro apparisco 
akeratft y percbà ancora adesso it pia sì stende a quelle dodici , o* 
quindici ore^^ come, già era. salito ; ed io somtna né dalle deposizio-^ 
ni di chi pratica questo fiume *. ne dalle osservazioni fattevi ^ traspi» 
ift alena contiasseguo di variazione circa la quantità: deir acqua ^ cho 
topport», a circa lo altro circostanze delle sue piene » 

i&«. G(4|o medesimo ragioni resta tolta V altra pretesa prova ^ eh^ 
i Ferraresi adducevano nelle loro scritture di questo accrescimento 
à^ acque nel Reno , dedotta dair essersi trovato le pieno di esso al 
Trebbo più atte piedi cinque^ once sette , o minuti sei , di quello 
fessero det 169.T. meotro tale alzamento non può» mostrare raccre*^ 
aoimepta deT corpo delTaqqua y ma si dee rifondere neUa elevazione 
nniversale del fondo, soprabbondantemento provata in visita.. Né già: 
fnb dirsi che talo etevazidno noo sia bastevole ad un tate ef&ito » 
fer essersi questa a Vigarano osservata tton piuv che di piedi quat-^ 
tro y eneo otto > o minnti otto ; perchè siccome quel fondo si è mag*- 

E'oìrmente elevato a Vigarano di quello ». che hì sia trovato in altri 
ogbi di questo fiume „ corno in questa relazione si è mostrato^ co- 
si pu& motto bene essersi elevato al Trebbo più che a Vigarano », 
eioe ì suddetti piedi cinque » once sette» e minuti sei » che si tro«^ 
vano di differenza fra lo piépe d' allora » è le presenti», 

16- Bensì motto più fondatamente si può- argomentare Patzamento^ 
M fondo det Reno dal riempimento accaduto nelle valli» dove collo 
Kvellazibni fatte in questa visita a Matalbergo» si prova che il fondo> 
ìD' questo^ tnogo siasi dal- 1 693Ì1* alzato almeno* piedi tre,, once quat* 
tro y e minuti sei ,. e che il segno (a)* a cui ora giùngono le massime- 
escrescenze 9. è più. alto del segno indicato nella visita de*' signori 
GardinaUv piedi due», once nove» e minuti nove.. Che se dall'anno;' 
x6aS^.. in- cui segui la vìsita di Monsignor Corsini» fino air anno 1695- 
aet corso di sessantotto anni » (5^ i predetti signori Cardinali nel lóro 
voto> riconobbero r essersi alzate le somme escrescenze piedi tre » oroi 
m qness^ ut tim» visita net corso di soli ventitré anni si sono trova*- 
Ut alzate poco meno che altrettanto di qnello avevano prima ht^ 
to itti sessantotto^, dat ohe possono dedbrsS quelle pernicioso eon»^ 
fegoenze d% protratte», edi^ estese inondazioni nelle campagne su» 
periòri ^ osservate i» quest*" ultima visita ». e prima saggiameiit* 
prognosticate da'' detti sigpori Cardinali net mentovato- loro voto - 

(i) Visita Rivièra.. MS^ pag. 8K ?6. 57. S9. 60. (a)' pag. a73: 
(?)j Vota d' Àddaj^ a Barberini al Proemio nel ^ Per cosier€ndere.c 



s6i 

1 fr E percbè V iDxIsameato del recupiente yb sempre connesso» cot^ 
1 eleTaztone dell' inflaeote » non pajr negars? , che na tioHle rieQ»pi« 
mento di fondo non sia pnr anche: aocoedato- nell'' alveo» del Rena f 
9be allocca, in quelle valU, altri mentir «on sarebbera cresointe in esse 
fuelle deplorabili mmrieyda cui sono afflitti' quegli* infelici Pòpoli; nò 
ar lagnerebbooa questi delfa grand^ espansione fìtta dall^ acque negli 
ultimi ventitre anni con si grave pre^ndizia delia coltura , e della 
popolasione (i)'- È stata giustificato per fedi ginrate de' paroccbi 
prodotte in visita, siccome pure era stato fatto in quella nel preoe* 
olente mese di Marzo» dell* iatessa anno> ^716. eseguita aon sommo 
zelo » ed attenzione, e non minore fatica ^ e tolleranza dall' Emìnen*»^ 
tissimo Cardinal Paracciani ^ che daU'anna i69}« sino» at passato, di 
trentanove comuni i ({uals aonoi stati soggetti a nmilt disgrazie, si ha 
distìnto, e sicura riscontro, che ia ventìses di esse sono rimaste af- 
fogate 55940*» tornature di terra lavorata^ che davano» di rendita al- 
trettante corbe di frumento» le quali corrispondono a nibbi r SqO*». 
Che ia ventidue de^ medesimi manca la rendita di corbe sedioinrìla ^ 
e seicento ventiquattro^ di marzatelU r che fìnuo" rnbbi 949^.^ Che in 
Venti degli- stessi mancai^a 8476*». abitanti;. Che in* sedici de' medesi- 
mi restano» sommèrse 26191.. tornature di prati, che rendevano^ ogni 
anno calura di fieno* io46a-* Che tono' abbattute 554* case da continii- 
ni abitata •. Che ia quattordici di essi reatano* sommerse lyr. case 
civili latte per comoda de' padroni ^ Che ih nove sola d«'' medesimi 
ai sono perdute 4'*^ cascine per gli armenti.. Che in otto di essi 
Xnancano^ seifìci Chiese - Che ne' soli due comuni di Bagno* di Piane», 
e della liolinella si e perduta Centrata di 104000;- libbre di canupa ». 
Che net solo conrane d' Argile si è* scaptutc per arSo; capi di be« 
•tie bovine , e minute^ ottre il danno* incredibile, che in ognuno di 
questi generi sarà succed'uta agli altr^ comuni, che non hanno po-^ 
tnto esprimere la quantità de^ danni ^ ma sohmente in termini gè» 
aerali, da cui non può^ rilevarsene la vera quantità* ,. e* valore - 
- i8. EI ben dòvevane aspettarsi cosi pregi udìciali effetti da un fiu»^ 
me laseiatc quasi oramai senza sfogo r se noi»- in quanto nome pet 
lambicce^ gli è permesso^ di sfiorare stentatamente lie sue acque con 
^no scarico infelioissim<> net Po^ di Frimaro' ^ tanto* ^ tutte le parti 
Yiene esso viorentemente ristretta , e centra ogni ordine di natura 
imprigionato. Il che ben riconobbi nel visitare>cBe fècir come sC'- 
gretario» della Saera Congregazione^ i due rami di Volano r e^ di P¥i* 
Qiara sina alla soocca lora nel mare;: po'* quali due rami^ essendo' 
«orsa anticamente V acqua del Pa». n»' è rimasta ad essi tuttavia* H 



(1) Yiaiu Biviara MSL pag. 33&. 



I 

de nominazione , telibene t>Ta non òHiùflimo «pia t^e' loro mlveì &BTn« 
meno una stilla di quel gran fiume • le tale oocaeione , dico ritrova- 
ti quasi tutti gli acoli delle suddette valli, dove ristagna il Reno a <ie- 
atra del Po di Primaro , già enunciati nella visita ^ell* anno 1*693.' 
io quest'ultima chiusi, ed interrati. E oiò che fa maggior compas* 
•ione, ti -maggiore^ e più ampio di e^si , che è il Cavo detto delle 
Gaccupate , con fortissimi ripari di lunghe » e robuste travi altamen* 
te conficcate nel suolo , con altre attraversatevi ia -buon .numero, 
sovra pposle ad -una stabile soglia, impedito coutra gli antichi, ed i 
nuovi Deweti di questa Sagra <2ongregazione , -dalla quale fu peraiei* 
so unicamente a principio ad una privata fiimiglia di poter fare qu43- 
ohe piccola rialzata di terreno, che nel crescere deiraoque, potesse 
dalla stessa forza della corrente essere rimossa, e 'Oon ciò derivare 
da quelle valli .un canale a K^omodo di alcuni mnlini ; ed ultimamene 
te le fu solo acoordato un rip^o facilmente amovibile , ;parohè alla 
lìocca, ellissi applicava , -si lasciasse una larghezza di treutanove pie- 
di di luce, laddove non solamente dopo Tanno ^698. «fttvvi fabbrica- 
to sopra .unasoglia fissa , uno stabile r^ forte ritegno , ma pochi mesi^ 
ancora antecedentemente a questa -mia visita 4ti interamente rinnova^ 
to quel grande edificio di legno sopra descritto , diviso in due 00* 
chi , il destro de' quali rimane sempre chiuso eolie travi sovrapposte 
a tale altezza, che non lascia mai per quella sparto scorrere 4' acqua» 
onde resta la metà sola della luce prescritta aperta tktìV occhio -sini* 
Distro, largo solamente piedi 19. in circa ; <e ^questo altresì perja mag* 
gior parte del tempo ai tiene ingombrato dalle travi sovrapposte^ 
cbe non mai si levano, se non in occasione di dure il passo alle 
barche, e subitosi rimettono, ^ sì accumulano una sopra l'altra^ 
w quel numero che piace a^ ministri de' mulini^ e custodi di esse 
passo , i qnaJi con tale artificio sostengono t«sie l'acque delle* valli 
Contìgue a loro lalemo , ed ^ in arbitrro di essi di far con ciò ore* 
scere , ed alzare, /O immediatamente , o mediatamente neUe parti «a* 
peneri ancora a -dette valli, 1' -espansioni dell' aeque^ e gì interri-^ 
menti , e l'elevazioni degli alvei. 

19. Né qui si fermano i pregiudizi recati da queste artificioso TÌ« 
teeno :: imperocché , essendo questa V unica parte per cui mantiensi ^ 
sebbene infelicemente, -la navigazione tra ferrerà-, e Bologna, e 
conseguentemente poi a Venezia , «oltre l' immediata comunicazione 
col mare,. questo è. di venuto un piano assai pericoloso per le barche > 
(1) conforme io stesso riconobbi» e viene freqnentemente ancora , 
qualunque egli siasi, .0 negato» .0 ritardato a' a»vigaati^ in forma 



«PI 



(1) YisiU Riviera MS. da pag. a&6. a aS^ ^ e «da afe a a6fi. 



^63 

tale, ehercMtor dell'acque, e la Ubertk^clfel comnìercio vad'a sempre 
più scalpitando. Gosa^tanto esorbitante , ed ingiusta, che i moilesinni 
deputati , e difensori deUa cìuà di Ferrara , suUa faccia del laogo 
noa- seppero altro- rispondere , se non* che questo era nti particolare 
interasse , io cui , siccome non aveva quella città alcuna parte , cosi 
non. voleva averci alcn^na ingerenza per di-fenderlo* 

AC Noa voglia stav qui a riferire- lo spargo del canarie d^lla Sala» 
Tola ordinato; dopo una lunga visita da Monsignor Marabottini , e da 
aie in quest'ultima ritrovato non eseguito; nemrneno mi diffonderSt. 
circa gli firgioi a sinistra del Reno, eoe tutta^via difendono la Sao- 
martina dopo il passo di Sk Martino , poco sopra il^ Riazzo del Reno 
detto Cfervella , quaoiuhque con replicati decreti tante volte vieta- 
to ^ e solamente mi ristringa a rimettere , che nou put*e viene nega*» 
to alle piene dell^atsque d^^L Reno uti esito proprio;', e reale , che io* 
porti al mare (^il qual esito iter.tamente per qaesca parte non potreb^ 
be sveni, uè sarebbe perpetuo, come eoncluilèntemente dimostrafia 
gli EmìnentissVmi Autori del Voto , ma solo- coU.^ intromissione tli que* 
sto torrente nel Po grande si potrà> felieemente ottenere), ma gli vie** 
ne ancora* impedito li tenue sollievo di qpaei piccoli scoli , che essa 
dopo di ai»er vagato,, e deposte le sne torbide- nelle valli., da se me- 
desimo sì. va aprenda-^ e cosi. T eccitilo delle vicine, e- delle superio*» 
ri canipagne, cbindendosi per ogni parte, e- restringendosi <]iielle ac- 
que oltre misura, si aocr«sce> e sempre più si va dilatando. 

Ski« Da quanto^ oni< ai è detto, non meno si deduce la net;essità di 
nmedio ad un male,, che si precipitosamente si avanza, e che con si 
lapida forza reca rultituo eccidio ad uno già fioritissimo territorio^ 
dì quello si argomenti,, ohe non ri è; per quanto- io creda ,. dalla 
parte de! .Reno ostacolo alcuno, d» cui resti impedita^ P esecuzio- 
ne del voto de' signori Cardinali , non avendo egli perduta pun<* 
to la oailuta ,. ch<o , quando emanò- il detta voto , aveva sopra la^ 
soglia della chiavica Pilastrese per lo asserto abbrissamento dttl sua 
Ibndo i' primieramente perchè^ I addotto pnofondamento e succeduto 
in parte molto saperìore al sito, d'onde ìnoominciar dovrebbe la. di» 
Tersione. di questo- fiume proposta nel vx>to^,. ond^ non si trova alte» 
itato il toEroine del suo prinoìpio, o come dicono a quo; ttnm questo 
stesso termiua si trova piuttosto innalzato,- e dotato di caduta magi- 

£*ore di piedi uno, once tre,, e minuti quattro, come si è riferito. 
> sopra; secondariamente,, perchè, quando pure fosse necessaria ia 
ogni parte y par effettuale la progettata, diversione ^ (i| tutta quella. 

/ 



^ • 



• -•' 



y 



M^ Voto, d' A4da , e Barberini alla psoposiziona della, lìnea del Po grande alli 
5: Salle misura te*. \. Se consideriamo ec. £. Regolandosi ec. e £• Attesa poi. sc« 



elevazione di fondo , 'cliè ave^a H Reno nel Èempò defla Titita d^ 
medesimi BÌgnorì Gardioali , la quale però £a da bm madeaioii rìoo^^ 
nosciuta^ e ^4idicata troppo afobondaBie 9 e aòterehia ài bisogno ^ ecK 
me nel loro voto già è tnani&i«to 9 ohe ehiate le rotte 9 dovrà il ]ei« 
to dei Reno tutto egualmente riempirsi 5 a ritornare in ogni éua par* 
te allo stato dì prima » e dovrà avere oonteguentemente 4a ogni lao«' 
s go la ateasa caduta , che allora aveva .^ anzi molto maggiore aneora^ 

fer doversi pareggiare colle altre parti delPalveoi che aono rialzale ^ 
inalmente^ in terzo luogo rifletto , che dovendo come yìen provato 
dal voto de* signori Cardinali ^ il letto del Heno dopo la introduzio-; 
ne dei Po notabilmente profondarsi^ e rimanere tneassato nella cam^ 
pagna, lì) talmente 9 che dal profilo 5 che i Bolognesi in c[neata visiur 
iianno prodotto , ricavisi » che il foodo di questo iSume diverrebbe 
più basso dello stato, in cui era del lòg'i. al punto* della diversione 
intorno a^ piedi tredici » e in faccia a "Cento piedi dodici io circa; 
Tessersi in quest'ultimo luogo egli atesso da se profondato^ dopo le 
rotte poco meno di cinque piedi , anzi che nuocere , {2} giova piut- 
tosto air intento della eaecuzione del detto irhto , in cui viene sta- 
bilito , che debba acavarsi l'alveo dal punto della diversione 5 aupe- 
riormente precedendo fino alla Samoggia , per aiutare colParte la na« 
tura a moderare 1' eccessiva pendenza , che ha questo torrente verso 
il Po. Se dunque per altri maligni effetti non fossero le aegUite rot- 
te di troppo pregiudizio, e danno alle campagne sommerse, si a- 
vrebbe motivo di ringraziare le stessa natura ^ che avease preventiva- 
mente fatta da se una gran parte delP opera , e risparmiato tanto di 
fatica, e di spesa « " 

d'2. Si raccoglie inoltre da questo accidente una oculare , ed inno- 

g abile dimostrazione dello scavamento, che seguirà nell'alveo del 
Leno fino ad incassarsi fra terra , quando abbia libero P esito del 
Po grande, il* cui pelo basso è tanto inferiore al livello delie campa- 
gne , sulle quali per le rotte sboccando esso Reno ha potato co«i 
profondarsi : e aiccome tale abbassamento di letto è ridondato ia 
gran vantaggio da^'Centesi, cosi molto più vantaggioso riuscirà ad ea» 
ai , ed a tutti gli altri interessati dei territorio di Ferrara 9 e di Bo- 
logna , se mandandosi il Reno a Bboccare in un termine ancora più 
basso , quale è il Po nello stato suo ordinario 5 potrà maggiormente 
scavarsi , ed incassarsi dentro le ripe ^ e le campagne , come in fatti * 
seguirebbe con tale diversione, esentandoli dal pericolo delle rotte, e 
dalla soggezione di mantenere non meno, che di elevare gli argini- 



(1) Visita Riviera MS. pag. xo8. 

(a) Voto d* Adda, e Barberini , nella linea del Po grande al 5. 8e 
ino ec. 



a6S 

ad' mia eeoeMita «Itezn dalPniia» e dafirthra parte » eòa ta^tx> di- 
•peodio f e £itica per cooservarlt » e eoo sempre vioiao pencolo di 
nnove rotte, e di deplorabili ioondaaioni. * 

s5. Avendo bastaotemeote discorso del Reno» passo a favellare del 
Panaro , il cui fondo si rappresentò alf opposto da' Ferraresi nniver- 
salmente innalzato dopo Tanno 1693 » e gli argini di esso per talea» 
gione ridotti ad altezza maggiore* 

a4 Fu qnesto stesso opposto da' medesimi Ferraresi nella visita de' 
due signori Cardinali, e sotto li 17.' Luglio 1693. dibattuto fra le 

Sarti co' confronti degli stati delle visite precedenti del Cardinale 
raetani , di Monsignor Corsini , e del Cardinal Borrommei , la prima 
latta l'anno i6o5« la seconda l'anno i6a5, e la terza l'anno i6S8> 
nò pelò fa provato un alzamento univeniale di quel!' alveo, ma al pia 
qnalqhe piccola elevazione a luogo a luogo , che si compensava ^ 
ed anco si superava da altrettanto, o maggiore abbassamento in altri 
aiti • 

aS. Cosi presentemente ancora cinque testimoni esaminati bensi 
depongono dell'alzamento degli argini , ma solo dopo l'anno lyoS , 
npn già per 1' addietro,^ quando squarciati . dal gran peso dell'acque 
del Po , che avendo rotto gli argini sul Mantovano dalla parte, ove 
confioa colla Stellata, vennero di fianco ad appoggiarsi sopra i sinistri^ 
del Panaro, e sforzatili, si avanzarono a rompeire (1) ancora i destri, 
nome da essi coqoordemente fii deposto • Aggiungendo per altro , che 
là necessità di sollevare detti argini cagionata allora da questa stra* 
ordinaria inondazione del Po, ordinariamente poi non proviene cho 
dallo sbassamento, a. cui gli argini medesimi continuamente sono spg*, 
getti., servendo essi di pubblicne strade a passeggieri, a cavalli, ed 
a carri. E sebbene alcuni di loro ne incolpavano ancóra qualche pio* 
colo alzamento di fondo dello stesso fiume, non già, da essi immedia* 
tamente osservato; ma cosi da loro creduto, per averlo inteso da 
altri affermare, soggiunsero però, che questi piccoli interrimenti del 
fendo restano sgombrati nel tempo delle massime piene del Panaro , 
o nel ealare , che fiume le piene del Po rigurgitate per l' alveo di 
quello» 

a6. E qui pudico a proposito di brevemente riferire quanto viene 
acritto dal dottore Giuseppe Bartoli segretario del pubblico di Ferrara 
{%) nel suo libro dello stato di quella città , in ordine alla rotta di 
quatto fiume, e del Po grande, seguita nell' accennato anno 1705, ao- 
eioeebè apparisca d' onde quelle ebbero la loro origine • RiferisQo 



\ 



(i) YìèìtA RÌTieta MS* a pag. iia. ii3. ii5. ii7« ii9. laS» mS. 
(a) Nel Trattato del Monte riparazione pag, 4<* 

^34 



N. 



\ 



s66 

egli , eke dalle calamitose emergenze ^ le quali afflissero tante regioni 
deW Europa y che languirono sotto il turbine delle pia fiorite arnut» 
te, non ne andò esente lo stato, e territorio di Itantova, e che da 
questo fonte derivò la terribile inondazione, che Vanno i7.o5. allaga 
ti Ferrarese per la impotenza de' signori Mantovani , senza forze aì» 
trove distratte, e senza gente, o fuggitiva, e obbligata a militare 
ne* lavori senza bovi^ o morti , o fatti ciba deUe armate a riparata 
le arginature del Po grande dalla lora piirte^ e che dalla rottura di 
esse quasi fu ridotto ali* ultimo eccidio, oltre il Mantovana medesima^ 
io staio ancora di Ferrara* 

ft7. Prosegaeodo ora a rappreeeotare lo utato del Plmiro' nel tempo- 
di questa visita ^ sebbene dalie liveliasioni , e dagli scandagli falli 
alle ehisTiebe di Burana, e di San Giovanni, e alla Rondana , appari** 
seono rialzati eli argini daUo stato , in en» erano nella ▼isita de' si-^ 
gùorì Cardinali , apparisce però dalia medesmia, ehe allbra aooora e- 
rano bisognosi di questo rialzamento, (i) mentre in alcuni luoghi' yc»" 
siTano soverchiati dalle acque, creme ricavasi da' ptà testimooj allora 
esaminati tanto alla detta chiavica d4 San Giovanni , quanto altro- 
ve , uno de' quaK attestcr, che hi piena superasse i detti argini ia 
qualche sito alt' altezza d' un piede • Giò ohe assai bene confronta 
con le misure prese nella mia visita , dalle quali il Valeriaoi perita 
Ferrarese in una sua scrittura ha raccolte , che il seigno di massima 
escrescenza del 1689. contrassegnato con croce alla chiavica di Bn^ 
na, e isidicate del 1693. a' signori Cardinali', era nn piede , ed un'ini^ 
eia superiore alta vecchia corteHata della chiavica di San Giovan- 
ni , che stava ia pari altesza con gli argini ad essa contig^ui. Onde 
sembra naturai cosa , ehe dopo le suddett«t rotte del detta anno 1705» 
èssendosi dovuti riattare gli argini , sieno stati questi inalzati a quel 
segno, a cui avrebbono dovuto gingnere ancora per T innanzi. Q, 
fendo però del Panaro, eie ehe siasi degli argini, si è trovato in. 
quest' ultima visita piuttosto abbassate , die rialzato , o almeno qtiasf 
' il medesime , che era del detta anno 1693, ae si paragoneranno le. 
snismre d'allora colle presenti. Poiché in faccia alla cbiaviea di Bo-f. 
rana, il maggior fondo di esso fiume paragonata allo stata, in ciu 
era ne) 1693, apparisce pia basso once CHi<|ue, e nmuti uno; ma 
se preadesi il fondo ragguagliato , (a) st trova alzata once ima, e mi*^ 
unti dieci. Alla chiavica di San Giovanni detta pure anche di Sante. 
Bianca j il mag«;ior fendo si vede abbassato , rispetto alle misure pre«. 
ae li ]3; Maggia ^69^3. piedi uno,, e once tre, e rispetto a qoeljb 



M»t 



(i) Visita d'Adda, e Barberini del ifi^S. sotto li la. e sS. Febbiaie 
(a) Visita Biviera MS. pag. iai« 



a67 

preae 3 dì ai. Settembre dello etetso anno ^. pare abliassato piedi 
<tae» ooee cinque, e miBati «ette, ed il fondo ragguagliato si trova pare 
più profonde di prima piedi dae » oooe due ^ e minuti due iu rela« 
z^ione alla «addetta liv-ellazioae delii i3* Maggio 1693, (t)ed in relazio- 
ne alla aecoada «de* a«« Settembre quasi altrettanto > mancandovi in- 
detto eccesso un salo punto e tre cmarti di divario , che poeo^ •. 
nulla dee corarsi. Alla chiavica Rondona, il maggior fonde si ritrò* 
%h rialzato <once otto , e minuti tre y ed il fondo . raggaagliaio pure 
più alto di quello fosse deL 4693. piedi ano» once «oa, e minuti 
dieci l%).» Sicché compenaaodo quei pop^ di alzamento » che quivi si 
ossene coir abbassarnento maggiore trovato negli altri due luoghi;' 
tton può stare la presunzione » se non per lo abbassamento 9 che pre-- 
Tate , o per la considteaza dello stesso fondo a un dipresso nel mede* 
aimo stato di prìma^ corna fu trovato Tanno 1093, paragonandolo oth 
|{li stati delle visita precedenti • 

à8« Né appresso di me ha forza alcuna V alzamento del fondo di 
tre pedi 9 e doe once^ ^addotto da* Ferraresi sopra le osservazioni 
fiitte al %>ldo della -Goccapana situato nella parte pia superiore del 
Panaro assai al di sopra -dei luog«, (^) dove a questo fiume dovrebbo 
il Reno congiungersi.; poiché le livellazioni^ rae ivi furono fatte li 
11. Febbraio 1693 , non si trovano riferite iHLnu termine, stabile, e 
indubitato , ma al solo piano della campagna adiacènte talmente va* 
fio 9 ed irregolare » die : in diversi luoghi quelle facendosi , poteva 
ciascuna delle parti ricavarne ttaa prova a se favorevole ^ massima- 
mente avendo quei iroldo molta estensione^ e non sapendosi il pror, 
eiso sito» in cui fu esaminato del 1698, e a qual parte delPadia^ 
oente campagna allora si riferisse r>operazione« Non potendosi dan« 

Sue sapere , se le livellazioni suddette furono per V appunto riferite 
lo atessa sito dell'anno «693, conseguentemente non ae ne pué far 
aicuro riscontro » e tutto questo fu esposto dalle parti medesime aul« 
la faccia del luogo , le quali non potendo in eie convenire, fit r^i« 
atrata negli atti della vista la dffe ronza » che fra esse leeKeva ^ e 
dUedo ciò motivo a tralasciare queUe operazioni » che non legate a 
teilnini aicurì\,«d incontrastabili, alavano piuttosto motivo ad escu* 
xan , -che a rinvenire la verità . ^ 

%^ Ncilla più resta provato T alzamento del fondò del Panaro dal* « 
le osservazioni fatte in questa visita allo sbocco di esso nel Po i (4) 

Cliché qaantndque i)aragonandosi queste con altre simili fatte li i6. 
aggio 1693. si trovi un alzamento di fondò, sncéeduto dopò quel 
tempo p maggiore di otto piedi ; é però àltresi certo» che tre volti 



(I) Visita Riviera MS. pag. taa. (a) Pag. laS (3) Pag. 9». (4) Pag. i36. ^47. 



a6S 

in quell'anno fii tcandaglitta Ttoqui nelle vicnnanse dello sboooo del 
Panaro» cioè a' 14 1 od a' j6. di Maggio , ed ultimamence alti 6*. di 
Novembre. I primi scandagli fatti li t4« Maggio, paragonati a qoèI<^ 
li di queita visita, non danno ohe il tenutssimo alzamento di sole 
ottce due, e minuti dieci, e quelli delli 6. Novembre di sole once 
una, e minuti sette* * 

8o. E obi è dunque, il qnal non vegga, cbe quel fondo non ri« 
trovato due giorni prima, poi ritrovato ii i6. Maggio, quMdo cer- 
tamente non poteva essere accaduta in pocbe óre una così notabile 
Tariasione nel letto del fiume 9 quel fondo ^ che sei mesi appresso 
non fu rinvenuto , non poteva essere che un fondo , o gorgo acciden* 
tale, o uno scandaglio piuttosto gittate nel Fo, cbe nel Panaro, e 
ohe lo stato delli i4« Alaggio, corrispoAdéndo a quello de' 6. No* 
vembre , è lo stato » cbe dee nnioamente osservarsi ? Bensì da qoe^ 
sto manifestamente raccolgo ciò , cbe sopra ancora bo riferito , cioè 
V incertezza di ritrovare i fondi maggiori col mezzo degli scandagK • 

Sié E per verità, che il fondo delli i6. Maggio non fosse il vero, 
ed ordinario fondo del Panaro, resta inoltre da più altre ragioni ad 
evidenza comprovato • E primieramente dir converrebbe , ' cbe avesso 
avuto allora maggior fondo il Panaro, cbe il Po, cioè più P influen- 
te , cbe il recipiente » giacché cogli scandagli fatti quello stesso gior- 
no alla chiavica Pilastrese in Po, la maggiore altezza d* acqua non 
fii c^e di piedi ventitré , e once nove , ed in Panaro alto sbocco di 
piedi ventiquattro, e once dieci, il che quanto sia lontano dalla ra- 
gione , e dal verisimile , non vi è certamente chi non Io conósca • 
Secondariamente prendendo il fondo de' fiumi regola dal piano degli 
sbocchi, se dopo la visita dell'anno 1693. realmente pia di otto pie« 
di si fosse rialzato lo sbocco del Panaro , altrettanto , o poco meno 
aenzà dubbio si sarebbe trovato alzato tutto l'alveo suo superiore: e 
pare per le osservazioni fatte alla chiavica di Burana, (1) ed a queU 
le di S. Giovanni si é trovato anzi abbassato , cbe rialzato»' In terzo' 
luogo , se coli' alzamento dello sbocco va congiunto quello detrai- 
feo superiore , col riempimento di questo é altr&si iodispensabilmern* 
te connessa la maggiore elevazione della superficie dell acque taeNe 



sue maggióri escrescenze ; eppure , quaotunqne da' Ferraresi si pre« 
tenda , che dopo la visita de signori Cardinali ' sieoo Tenute piene 
di maggior mole d' aequa , cbe prima , ad ogni modo da' testimoni 
esaminati in questa visita , (a) e da' -segni * delle maggiori eacrescèn- 
se da essi indicati apparisoe^ cbe le piene venute dopo quel tedapo 
■on bannox sormontato sensibilmente i segni di quelle venute per lo 



j(s) yitita Riviere' MS. pag. lai. lAa. (a) Tug. uA ts^ 



f 



X # 



iniuuizi • La pia alta di queste » venata nel tempo inteunedlo tra le 
vdne visite 9 (i) per quanto da cinque testimoni è stato deposto , fu 

2 nella deJl' anno 1*71 4* Il segno di questa indicato alla ehiavica diS. 
rjovaoni non resta , ohe una sola oncia, e minuti otto superiore alle 
escresoenasie , che furono dimostrate a* signori Cardinali V anno 1693 , 
anzi V altezza dell'argine sinistro in faccia >lla suddetta chiavica, il 
quale resta inferiore once tre, e minuti otto at suddetto segno del- 
la piena del 1714» ^^ conoscere, o dubitare , che questo sia forse 
atatp indicato più alto ancora del dovere , mentre ]\on fu deposto da 
alcupo de' testimoni , che tal piena sormontasse quégli argini • E 
quantnnque il segno mostrato di questa stessa piena alla chiavica di 
Burana da altro testimonio., resti, più alto del più alto segno di pte« 
na, che fu quivMndicato a' aignori Cardinali» di once sei, e mez- 
zo (a), nulladimeno e perchè il. suo asserto non si accorda col prì* 
mo esaminato alla chiavica di S. Giovanni , e perchè nel sno emme 
riuso» cpofuao , (3) ne seppe spiegarsi , come apparisce dagl' atti del- 
la visita , anzi ancora mendace , mentre depose ,. che dopo V anno 
1693. (4) la soglia inferiore della chiavica di Burana era stata alzata 
-piedi due , quando poi dalle misure prese in quest* ultima visita pa- 
ragonate a quelle del 1693. coostò , essere stata abbassata : non pare, 
che del suo detto debba /arsi gran caso (5) • Le altre piene accadute 
tra le due vìsite , sono rimaste tutte inferiori a* medesimi segni , qbe 
iìirono a detta chiavica di Burana indicati nel 1693. (6) E itebbene 
nel tempo delle rotte, che succedettero nel 171^5. per le cagioni di 
aopra riferire , ^secondo il segno mostratone alla stessa chiavica di Bu- 
rana, (7) l'acqua superò gli antichi segni di once sette: è chiaro 
Qulladiaieno, non doversi quel caso straordinario numerare tra le 
piene del Panaro,. atteso che non giunse egli a tanta altezza , se non 
per le acque del Po in lui travasate con rompere, (lì) o superare. di 
traverso i suoi argini , come depongono^ alcuni de' predetti testi- 
moni «. Aggiungo. .finalmente, che de' tre scandagli fatti allo sbooóo 
del .Panaro Tanno . 1693* aion- deve attendersi che T ultimo delli. 6» 
Novembre; il quale poqo, o nulla è diverso da quello ritrovato nel* 
l'anno scorso, giacché, essendo stata diretta, questa visita a ricolmo— 
acero le variazioni occorse dopo l'anno 1693, e non le seguite ^ deù* 
tro quel!' anno medesimo , deve farsi il paragone dell» stato^ presen- 
te coli' ultimo stato dell'anno suddetto osservato da' signori Calci- 
nali Visitatori , e non già ^coll' antecedente : il, che per. mio creder» 
toglie di mezzo ogni dubbio. .^ 



\ 



(i) YUìta Riviera MS.pag. iia. 114. 116. 1^4. ir6. (a) Pag. izi. (3) Pag. 119» 
(4) Pag* 107, (5) Pag. lao. (6) Pàgw jao. lai. (7) Pag. mi. 

(8) Pag» zia ii3» %i5é 117. ia6. za7. 



.V 



3a. Se flnnqne le j^ne dopo il 1698. uan bMóò -oltrepitsaii 1 «e-» 
gni di prima , come da' testimoni » e dalle liyeilaztODi ancora si rao»' 
coglie 9 non dubito di conchiudere, che nel fondo di Panaro -dopo 
quel tempo non è segnilo ateamento generale» che ài distenda per' 
tutto il «uo letio , benché ^qualche piccolo dosso in alcun -luogo pos«^ 
sa essere stato rinvenuto » che dimostri alsamento » mentre altrettali*' 
to, ed anche pia altrove si trovm abbassato. Sono queste piccole Ta^* 
nazioni ordinarie a tutt*i 6umi , nò percifè alterano Ja loro condì* 
sione : onde -né tampoco dalla parte di Panaro io giudico 9 che tro^ 
visi a4c4ioa variazione » 4a quale impedisca V esecuzione del voto • 

33. Ma per logHere ogni ombra di difficokà » che TÌ«iaoer mal 
potesse, aggiungo per ultimo, che quando -aucora fosse vero niì* 
rialzamento maggiore di otto piedi -ado aboceo di questo fiume, ciò 
non ostante sarebbe luogo alla esecuzione del voto-; mentre , veuendo- 
in esso tiratala elidente del nuovo alveo di diversione <lftl piano del- 
la soglia della chiavica Pilastrese , (1) o al più piedi tre., e »nou già 
jHedi quindici, o sedici sotto di quella, eome era il fondo , -che fa- 
trovato a' sedici di Maggio , non atteso allora in conto aloimo nel 
voto de' signori Cardinali : se il fondo ritrovato allo sbooco di Pana- 
vo ndr ultima visita non aolamente è ^à pari -di quéNa soglia , ;(a) «sa 
anche piti basso -di essa piedi -oiiattro ., once -tre , e 'minuti otto ; ^ 
iWnseguentemente maggiore delti tre piedi cimsiderati da detti Emi* 
sentissi mi , è chiaro, che anche ammettendosi il preteso alzanientoi 
non ne risulta- perciò .viiriazione ^ che possa ritardare la esecuzione 
«del 'loro voto. 

34. Mi avanzo ^>ra a i;oBsiderar<r il 9o grande » e ad esaminare:| 
se riempimento universale sia veramente succeduto nel suo fondo « 
Fu ciò preteso nella stessa forma, che ora da* Ferraresi ne^ coùtradit- 
titori fatti alla presenza de* signori Cardinali li 4« Agosto delP aBCi# 
X6^i. (3) ed agitato con molto studio fra ie parti, delle quali leg* 

Sensi intorno a questo articolo più acritture» e replicho negli atti 
i quella visita'; ma ciò non ostante, il giudizio de medesimi Smi«* 
nentissimi Cardinali espresso nel loro voto fu , <^he il &ndo del Pe 
dopo la totale introduzione del Panaro, e dopo la intera TÌduzione 
delle sue acque nel ramo di Lombardia , (4) si fosse piuttosto esca^ 
Tato , <5be interrato • In fatti , come bene avvertirono V Eminenze lof# 
nel voto suddetto , gli argini del Po alla chiavica Pilastrese , i quaK 
al tempo deUa visita Corsini iuri>né riconosoiutt dà' Periti al pati 



(i) Voto d* Adda e Barbecui alla linea del Po grande 5* ^a consideriamo eO^ 
ì(ft) Visita Riviera MS. peg. i36. léj. 

(8) V^oto d'Adda, e Barberini al 5- ài resta dunque ec. della linea del Po grande* 
(4) Vota d* Adda , e Sarberiai della linea del ro grande al detto 5* Ci fesca ee« 






?7« 

éel pnino della coltellata superiore di quella oBiavica, ft) si travaro- 
■o- al tempo della loro viiiita più bassi del medesimo piano , ove. pie- 
ài anOf e once sei, ed ove piedi due , e once tre ; ne può dubitarsi 
della variasione- di detto stabile , ^2) bencbà* allegata da' Ferraresi 
jieJie loro ultime scritture , perchè i Bolognesi hanno cottcludeote** 
«ente provato y noa essere succeduta in questo variazione alcuna dal 
tempo di essa visita Corsini in qua , onde è- manifesto , che la diffe- 
renza trov;ita« negli* argini suddetti- è uà vero abbassamento^ de'' me- 
-desimi •. DeUo stesso- aDbassamento si' può pur anche dare un altro- ri^ 
scontro a Laga scuro , menire dalle liv«llazioni fatte nella visita del 
1.693» riaulta , che l' argine sinistro dèi Po» di Ferrara alla Gassana ^ 
o- sia al puatOy ove sboccava il Reno- prima della sua diversione fat- 
ta Tanno 1604 (il quale al certo- noD> dee credersi alzato , da che 
non corre .pia ia quel ramo^» (3) che- la semplice acqua del canalino 
di Cento), era più ako del dentro del Pi» grande a Lago scuro , o^e 
piedi due 9 once no^e, e, minuti tre,, e. del sinistro ove piedi otto > 
once due 9. e minati sef^r ed ove piedi cito, once una, e min ufi. 
tre: e pure ogni ragion vuole, ohe tali argini fossero alla. medesima 
altezza, quando il Po diviso alla Stellata scorreva per l'ano, e V sì^ 
tro alveo: e iO' fatti dalla visita Corsini risulta,, che non vi era fra 
detti argini ne' predetti stesM aì^ti altra differenza , (4) che d* sola 
once due , e minuti sei di maggiore altezza in quella del Po di. Fer*- 
zara •- Da' quali sicuri riscontri sa rende evidente l'abbassamento del^ 
le sommo escrescenze , ed ia conseguenza anche del fondo del Po 
grande dal i6a5v al i6i|5«- Se poi da q^uest' ultimo anno in qua sia 
io esso suoeedttJta rieAipimento , o* altr& variazione di rilievo potrà 
iMstantemeote rieoooscersi da quello , che intorno- a questo capo am^ 
deròt a parte riferendo • 

3€. E' prima di ogni altra oosa- giudico necessario il fiur noto*, cbe . 

. Bel tempO' dell'ultima visitii il Po* era* taoto scarso d'acqua , che tro- 

"Mvasi ridotta ^tiasr alla aaa> estreim twssezza , (5) nou sopravanzaor 

.db*f èhe di tre ia q^iattrò piedi il minore stato, al quale soglia 

. giammai abbassarri» Restò' ciò- provato dall'esame di sedici tesfeimo* 

ni» i quali inoltre tutti concordemente asserirono» che cosi basso-, 



(i) Visita Gortinì i& Gennaro-, e 6; Vbbbrato i6a5. 

(4) Visita d' Adda , e fiarberini 1693. livellazioni fatte li x6.. Maggio , e rife- 
rite li a3. d^llo stesso • 

(3) Visita d* Adda , e Barberini 169?*. i3w Luglio .. 
. (4) Visita Corsini io.. Gennaio i6a5. 

(5) Vìsita Riviera MS. pae. i38. i3o. i43. 145. i58. 1S9. i6a. 264. iSà. ]8& 
^990. 196. 19.7. z33w pae. x38k. idg.. ilo. 145.. 146. p«ig., %/^ i5o. pag. 158^, 269* 

x6a. 164. pag. 184. i85/pag. ^93. igo. 197. ""^ .». -> «- 



a33. pàg» i43, 284. x86« xja. 



/ 



»7» . 

ed «oche più era egli corso in tutto qQoH'aiiiio: agglagnen^o inol- 
Ire» che non vi era stata in lai piena grande, e di quelle» che ica* 
Tano il ano fondo» da due anni , e pia innanri • Furono i suddetti 
sedioi testimoni esaminali in più luogo lungo il Po, cioè, quattro 
alla chiavica Pilastrese , due alia chiavica di Bellocchio , quattro '« 
Lago scuro ; due alla chiavica di Raccano di sotto Lago scuro ; 4{aatK 
tro finalmente alle Papesse • 

36. Quattro di essi poi più pratica degli accidenti del Po, per et- 

. sere barcaioli, affermarono ancora, che allora non era tempo di rh*. 
trovare de' gran fondi in quello ; perchè , come essi dic»»v>ano , il 
Po è un fiume , che ora* si rtalsa ^ ed ora si abbassa di fondo • Soa» 
vasi, e profondasi nelle maggiori piene, ed alP incontro s'interrisoOf 
e si rialsa, quando per qualche tempo corre scarso d'aoqua accre» 
•cinta solo di quando in quando da piene messane, (i) come oltre i. 
suddetti quattro , affermarono altri cinque testimoni giurati • 

37. Or cosi essendo , e venendo ciò comprovato non solamente nel 
Po, ma anche in ogni altro fiume, che non corra del tutto chiaro, 
tanto dalla ragione, quanto dalla continua esperiensa, resta eviden- 
te, come già sul principio accennai, che per giudicare del fondo de' 
fiumi, e se da un tempo all'altro aiensi rialsa ti, ò molto pia sicura 
prova quella de' iegni delle loro maggiorì eserescense , e de' loro ar- 
gini , se sono più , o meno alti di' prima , dell* altra degli scandagli . 
incerti, e fiillaci (a). Verità, la quale fu molto bene conosciuta da- * 
gli Eminentissimi Autori del Voto, i quaK argomentarono l' abbassa- 
mento del fondo del Po seguito dopo le visite precedenti, non già 
dagli scandagli, ma dall' abbansamento si degli argini, come delle so* 
glie delle chiaviche , e da' segni delle massime eserescense , ritrovati .. 
allora men alti di quello, che fossero per l' innansi • Quindi , ao-» 
ciocché anche da questi indisi si possa ora con mag^or sìcuressai 

E*udicare dello stato presente del fondo del Po in controoto di quel-»- 
, che fu ritrovato nella visita dell'anno 1693, riferirò tuttooìò,. 
che intomo agli ar^ni, ed alle maggiori eserescense delie pieno^ 
tanto da testimoni, quanto da misure, e liveilosioni ai e potata . 
raccorrò • 

58. Ed incominciando dagli argini , (3) per sapere con certessa se 
fossero stati rialsati dopo la visita delf anno 169S, si sono in que- 
sta esaminati fino a dieci testimoni abitanti dietro di essi, cioè duo 



(i) Vìsita Rivièra MS. pae. i43. 184. 186. 19^. 194. 196. 197. aa8* s92* 

(») Voto d'Adda-, e fiarberini alla proposizione delia linea del Po grande 

5. Ci resta ec« 

(3) Visita Riviera pag. 143. 146* pag. i58. 160. i6a. pag. 184* pag. %^ 

293. 1^. 196. 198» 



/ 



a7S 

alla chiavict Pilaatfete» tva a Lagfo acaro , uà altro alla chiavica di 
Radano, e quattro per fine alte Papozse , i qhuìì tutti concordemente 
con giuramento depoaero , che 9 essendovi sopra gli areini strà-^ 
de pubbliche, e centìnuaraente frequentate, e battute dal conti^ 
nuo passaggio di nomini , di bestiami, e di carri , oltre al consumo V 
ebe ne £nno i venti , e le piogge., ai vanno quelle a poco a poco 
diminuendo, ed ablmssaodo , «e -perciò conveniva'V^cbe di €empo in 
tempo si racconciassero, -e si rialzassero, non già per' renderli pie 
elevati di prima , ma solamente par manteneiii • nella foro altezza ao^ 
lita, ed ordinaria. A! detto de' tesdmoni' corrispouddno' le misure, 
e le livellazioDi degli argini medesimi, essendo col biez^o di esse, 
riferite agli stessi invariati termini stabili , a' quali furono allegati 
Fanno 1 69^ ,, trovati non differenti da quella stessa altezza, in cui' 
erano in tempo della visita degli Eminéntiasimi Cardinali, toltane 
qualche tenuissima differenza in alcuni luoghi incontrata , ma in ta« 
la piccolezza, che .non inerita di essere avuta in- alcun conto; per^ 
che egli è impossibile , che lo stato presente compassati in ogni par- 
te affatto affatto colle stesse misure si rincontri* 

39. Alla chiavica Pilastrese ,' V argine destro del Po , esaminatosi 
dalle parti a loro intera soddisfazione in più siti, alcuni più alti,edv 
altri più bassi, (1) ai è trovato in un luògo a sinistra di essa chiavi-^ 
oa più basso di quello fosse del t693« 'piedi ano, once ^e ì e raiou* 
ti UDO, ed in altro luogo pure e sinistra piedi tono 9 e mibnti die*' 
ci , bassezza in amendue i luoghi inferiore al più alto segno di anti«*' 
ca massima escrescenza, indicato > bella visita de' signori 'Gardinali^ 
altrove poi era lo stesso arpne più basso dello stato, in cui efa dei 
1693. once quattro, e minuti ùndici* Nella parte poi inferiore, cioè 9 
a destra della medesima, non si è. trovato rialzato, che poco più di 
una mezz' oncia , che è quanto a dire in tatto della atessa altezza ^ 
a cui giungeva deiranno 1693^ • . ' 

. 40; A. Lago scnro l'argine sinistro, non essendosi in quest^ ultima 
TÌsita livellato il destro (a.) ; neHa parte ptùr bassa apparisce rialzato 
di nule once sette, e 'minuti undici. 
; 4^» E per fine alla chiavica di Raccano F argine d^tre si trovò 
abbassato piedi uno y once tre , e minuti dne , ed il sinistro in più . 
siti esaminato , (3) si riconobbe dove abbassato meno xU mezz^ oncia , 
0:dove rialzato once due, ed u<i Squarto. - 

f4a* Da questo confronto di*'iiii«ure dèlie .due visite chiaramente 
apparisce, non essere ora gli argini notabilmiente dìfferen ti ^a quello, 
che erano neìl' anno 1693, e però non esser vero queir universale 



■ *. <toC^ .^ «.-■-. « 



■a 



(I) Yìnu Rivieni MS. pa^. t33. iS?. (a) Pa{. i65- (3) Pm. 186. 

35 



\ 



«74 

alzsmieQtof eBe •aréBbe.atato irecetBano^ te^ si fòsse l'nterprto, td «T- 
salo, generalineate il foado> del Po, e coase^^enteniente si sollevassero* ' 
ora le sue somme- escresenee pià>, che ne' tompi. andati; avvertendo* 
cb& molto maggior provai & uà solo luogo^; ove st ritrovino' abbassati* 
glif argini , quando per esso non sono tfasèese le piene-, di quello &o^ 
ciano più> e più^ku>ghi> otte mag^k>rmeDte* elevali^ si rinvengano. * 

43« Lar variasione , * ofao non si trova' negti^ argini> nè^ pure ritrova-^ 
•ine^ segni d^lle maggiora escioscenze , o ne' confronti degli stessi ter* 
mi^i siat>ili neU' nnsf, è nelF altra visita indicati {h)ì, equi giudico ài 
dover iiferir<e' quello , che da pia testimoni fiì> deposto» imorno a' se* 
gol delle maggiori escrescenze • Doe di essi indotti da»* Ferraresi., ^ 
venuti a loro istanza dalla Massa asaeriroae. alla cbiavica Pilastrese^ 
ohe ^ra le pieqe del Po vengono come per T addietro ,. e noa già piw 
alto di quello che fossero venti, e venticinque anni av^witi , Gbsi pa<« 
rìmente tanto alla cbìaViea'.PiUstrese, quanto* a quella di Bellocchio f 
& Lago scoro, ed alla> chia^ea< di Raocano, essendo stati indicati con 
giiu-amento- da' custodi di case,, e da. altri abitanti in qoe' contorni ì 
segni delle più alte piene vei>ute dopo V anno» 1693^ da foro* osserva* 
tOt i^<>D- si sono questi trovati, che di poche sole once , o più bassi, 
o più alti degli altri simili segni, ohe furono a' signori Cardinali di»- 
mostrati ,.*comi^ in appresso stimo espediente riferirò» 

44* Adunque alla chiavica Pilaatr^se nella viaita^ det i6g3. furono- 
indicati due segni di massime escrescenze : il più alto de* quali e 
sotto» la sommità della coIteHata piedi' due , once due, e mezzo, e il 
più. bano è sotto la stessa sommità . piedi due, once undici,, e xm 
quarto (%).•* Nella visita jgite^ente due altri^ simili' segni di gran* piena 
parimense sono itati indicati: una si disto- da* uo sol testimonio, es« 
Bere accadata delPanno j7ii«, e questa resta più alta< una sola mez* 
z'^oncìaidel suddetto . |^ alfe segno di antiche escrescenze rP. altro 
poi di una escrescjenza accaduta nplP anno 1714* indicato similmeote 
da un solo testimonio, e questo- resta più; basso «dello stesso piò alta 
antico segnp once nove , e* mil^nti sette. 

45. Alla chiavica di Occhiobello , essmioati i due custodi, che da 
Ipngo tempo- esercitano queir ufficio » deposévo , ohe la sola straordi* 
Bsria. piena dd 1705. (3). da loro osaerrata , airav^ alla veneta- della 
pietra, di marmo, e io questa visita rieoriosoiata invariata dailo stato^ 
in cui era del 169^ , il che porioreMt>e iolasiAetiteì l' alzamento* di no 
oncia, O' minuti nove aopfft^lb maggaeri tt)ieoa iri indijoate- a'' signori 
CardinaU, divario,, cher^o*di£ifin»i allo .stesso ondeggiamenti del^^ 
r acqua.; '\, ,; .» ^- :. j-^i- i ix^m: v : ■ ( •••? i jh ..':•* ^ * 



fi) Visita- Rirrera MS; pag; r4ar-T46;— (fl) Bàg. i53; 1S8. iSg. x4c, 
(3) Pag. 148. 14]^. » . . 



v_ 



. ;ìf6. A liigè soHto da quattro testknom'dv lunga *^tà ,' ivi nati , e 
•continuamente abitanti., due de' quali «ono cus^tòdi dt un magazziao 
^da olio a destra del Po 9, ricercati ex offipìo ad indicare il segno, a 
^ui, avessero creduto giagnere le maggiori piene del Po, '(1) concorde- 
mente, eoa gipramenlo deposero, «(he le piene per grandisaime , che 
sieno state a .Iqjro memoria., -non hanno mai oltrepassata ia sommità' 
del marmo , che sostiene il cardine inferiore della porta di quel ma- 
gazzino verso il Po , e questo «tesso marmo ^ prima degli esami, era 
atato ^sAìe parti riconosciuto, e confessato per invariato dopo tI 1693, 
mentre la sommità di -qnel marmo era stata ìi 20. Febbraio dello 
stesso anno indicata a' eignori Gaidi^ali per segno deUe maggiori es« 
crescenze prima della loro visita accadute; onde ne eeg^^, che le ve- 
nute dopo non sono state più alte .di qpelle. Soggiunsero altresì i 
medesimi -quattro JtestimoiMÌ*>9 che la ^ola ptena straordinaria , succe- 
duta nei 170S. quando seguirono le ìrotte eul Mantovano , giunse tt ;- 
pareggiar la sommità di quel marmo , ma ehe tutte le altre erano 
rimaste quattro , o sei ^ooee , e «talvolta anche fino ad un piede infe- 
riore • Dal che si rende e^ideateniente sospetto, anzi insussistente il 
segno della piena del 17 ii. indicato^ nome sopra-^ arila Pi>astreiie, 
non potendo sWre^ che 1' acqua s' alzi di livello nelle parti- superio- 
ri, senza che nello «tesso tempo s'alzi anOora nelle infcn^ìori, come 
«àrebbe «ncceduto, se quella piena del 1 711.. indicata alla Pìlastresè, 
non essendo a Lago scuro arrivata neppure alla sommità del marmo ^ 
colà avesse oltrepassato tutte le altre venute per V addietro^ 
. 4? Fralmente alla ehiaviea di lUecatto per deposizione di quel cu- 
stode, la stessa piena del 1705. da luì asserita per la maggiore vena- 
ta a' suoi giorni, non ai (trovò più alta, che di cinque sesti d' oncia 
«Opra il più alto segno indioato nelU visita del 1698 (2) ; non doven- 
dosi qui attendere V altro segno superiore al suddetto d^ once cin- 
que 9 e minuti nove , ivi indicato da un altro teatimoiiio pur Ferra- 
rese, perchè, questo obbUgato al giuramento, l^òme sempre eon ogni 
testimonio era3Ì praticato» (3) pose in dubbio, qaant'O aveva afsaerito, 
^ paseossì con dire, che né voleva, né poteva giurarlo* 

\6, Quindi vedesi 9 che siccome gU argini non sono «tati inalzati 
dopo la visixa de' «ignori Cardinali ; «così neppure «i è trovato , che 
le piene da quel tempo «ieno giunte a più altivsegni^ mentre l'ae- 
^^rescunento di queste necessariamente avrebbe, per la ^fesa deHe 
vicine campagne, portato l'ailzamento di quetIL; laonde, «e dopa la 
visita dell'anno lOpS». tono v.eaute piene «alla meno alte , ohe prìoias . 



I f 



■«MW 



* . . 

. ij) Visita Riviera M3. pi^ ì56. 167. 159. i6f. f63. i65/ (%) Pag. i^a. itt. 
<3) Pag. i85. i«6. ' . . » V 



L 



e della ttesia mole d' acqua » per estera state dalle medesime ea« 
giani prodotte e queste » e quelle , eppure ^ per con tenerle, ed im»' 
pedìre il travasamento dell'acque sopra le campagne adiacenti, non 
è convenuto elevare gli argini ad alteaza maggiore di quella, a cai 
giungevano per lo innanzi ; da questo solo mi sembra , che possa si* 
curamente giudicarsi , che dopo quel tempo nei fondo del Po non è 
succeduto alcun notabile alzamento; per esser cosa evidente, cbe 
quando un fiume si alza di fondo, non riuscendo più P alveo suo 
capace di contenere la stessa quantità di acqua, che nelle più. gran* 
dì piene suole radunarsi dentro di esso ; sì debba necessariamente la 
superficie di quella alzare, di livello, e però le escrescenze maggiori 
oltrepassare i, segni consueti , eoo obbligare conseguentemente a sol* 
levare gli argini per contenerle • 

49* Né a quanto fin' ora si è detto , giova T opporre , che intanto 
le piene dopo il lógS. non hanno oltrepassati i segni di prima,. in 

Juanto V alveo del ^ Po nello stesso tempo , che si è andato rialzando 
i fondo , SI à anche allargato nelle sponde. ; perchè oltre lion eppa* 
rire dalla vis]j^*quest« generale dilatazione dell' alveo , ed oltre il 
non importai^ nulla al nostro proposito dell' intromissione de) Reno» 
che il Po sia capace ora di taot' acqua, come prima, per un aliar* 
^amento d'alveo, che ne compensi qualche accidentale riempimento 
di ibndo, oppure per essere inalterata la profondità del suo alveo» 
iioD meno cbe la sua larghezza ; può ancora pretendersi , non essere 
cosi fiicile, che un fiume di tetto già stabilito, qua) è da credersi 
il Po dopo il corso di tanti , e tanti ^nni , possa mai allargarsi , sen-^ 
sa ohe nello stesso tempo ai profi^ndi» L'alveo di un fiume dicesi 
stabilito » quando per la forza delle sue acque pareggiata datte resi* 
atenze tanto del fondo» quanto delle sponde» cessa non meno di al<» 
largarsi, che di profondarsi: onde ridotto che egli sia a tale stato > 
son è verisimiie» che accresciuta per qualunque cagione la /orza del* 
r acqua » incominci di nuovo a rodere le sponde , senza che nella 
Messo tempo eserciti ancora la sna forza net fondo coir ararlo, o 
coli' escavarlo ; non dico già nelle parti di esso più regolarmente di« 
fpostè, e parallele a) corso del fiume, ma ne* aossi , e risalti ( che 
non mancano , anzi frequentemente a' incontrano ne) fondo del Po ) 
Ile' quali urta l'acqua con assai maggior forza » che non fa nell'ine*^ 
gualità delle sponde. Se si vuole dunque credere allargato il Po » 
•òn già per opera d* uomini eoa lavoro manu&tto, ma per la soU 
Ibrza dell'acque da qualche tempo acoresoiute, converrà concedere ^ 
ohe siasi medesimamente profondato ; siccome appunto nell' nltimii 
.tisita si è riscontrato nel Po d' Ariano^ il quale , quantunque trova* 
. tosi dopo l'anno t693« allargato» ciò non ostante ni è trovato molto 
pia ancora profondato di quel che fosse per i' addietro • 



*7T 

.So. Retta ora a riferire la prova meno sicura, è più faHace, do-^ 
mo ai è dimostrati» di sopra , la quale è quella degli scaodagU , con- 
frontaodo quelli della presente con gli altri della passata visita «In 
tre luoghi furono essi allora fatti, e riferiti a termipi stabili, cioè, 
alla chiavica Pilastrese , a Lsj^o scuro , ed alle Papozze , e ne' mede- 
limi luog^hi sono essi «tati presentemente rinnovati. 

.Si- e inoominoiando dalla chiavica Pilastrese; due volte fu ivi 

scandagliato il fondo del Po nella visita de' signori Cardinali: la prì^ 

ma a' ]4« di Febbraio^; la seconda a' t6. di Maggio dello stesso an« 

no 1693. Il maggior fondo delli 14» Febbraio riesce più basso de^ , V 

maggior fondo trovajto in quest' ultima visita di piedi quattro , e mi* ^ 

unti nove; ma di quello che fn trovato a' i6. ui Maggio, lo stesso 

maggior fondo trovato nell'ultima visita non è più alto, (1) che di 

sole once nove y come viene candidamente confessato dalle parti stes-* 

se • Ricorre dunqa^ sempre U discorso della fallacia degli scandagli ; 

mentre nello sp9£M>,di adi tre mesi dall' una all'altra operazione ubU 

V anno stesso 1693. sarebbesi accresciuto il fondo del Po più di tre , 
piedi, cosa difficile a credersi , e per' lo contrario in ventitré anni 

dall' ultima operazione fino a questa visita , sarebbesi alzato sole o,n« 
ce 9* Ma quando pure ciò voglia credersi da alcuno , ricade parimente 
in acconcio quello , cbe del Panaro già è stato detto , che , essendo 
lo scandaglio delli 6« Novembre 1' ultinao fatto U/»!!' anno 1693. non 
col primo ,. ma solo- coli' ultimo stato di esso deve confrontarsi il 
presente , nel quale .non si trov4 > che la sola appena osservabile dif- 
ferenza di poche once. - ' 

52. A Lago scuro nella visita de' signori Cardinali fu il fondo del 
Po misurato a^ 6» di Giugno dell' anno 1693. in tempo , che da più 
settimane » assai alto correva quel fiume > come si ricava dalle epe* 
razioni allora fatte dalli 14* fino alli 19* di Maggio ; talmente che 

V i5. poi dello stesso mese di Giugno giunse alla somma escrescen-^ 
sa ^ la quale fu una delle maggiori piene (2) che sienó mai state ia 

Po , come pure fu deposto da quattro testimoni ivi esaminati nell'ul* ^ ^ 

tima visita » non esseoda stata inferiore che d' un* oncia , e mezzo 

alla sommità del mentovato marmo del magazzino, ed alla Pilastrese . ^ 

£iedi tre, once otto sotto la sommità di quella coltellata, come dal« 
i visita di qii^l tempo raccogliesi ; ed in fatti negli scandagli del-», 
r accennato giorno 6» Gingno 1693* dirimpetto alla Chiesa di Santa 
Maria Maddalena si troy& l' acqua alta sopra del fondo sino a treo^ 
tacinque piedi, e mezzo, restando la soglia della porta di quella 
€hieia «1 quatta d* oncia più bassa della anperficie di queiraltezza^ 






(i) Visita Riviera MS. pag. iSKS. e seg. (a) Paj^ 157. 1S9. t6i. i63« 



\ 



/ 



s 



a cui li Fo AMai- di rado stMrt giacete. Ma per Io «ootrario m)lo 
ate880 luogo m questa 'visita la Superficie (MV acqua restava pru J3as« 
sa della detta «soglia 4>iedi ^undM , ^^^nce tre., e minati quattro , e se- 
condo i maggiori scandagli, il fiume non si è trovato pia alto di 
piedi quindici , e mezzo. Or paragonandosi i fendi misurati in circo- 
stanze cotanto diverse, il massimo Titrovató neMa^visita dò* signori- 
Cardinali «riesce più basso di quello trovato nell' ultima , di piedi otto, 
once sette , e mìliuti undici . RiflettMO però si deve , dhe essendosi 
in tutto r intero «uno 1693. replioatamente scandagliato, e risoanda^ 
liato queir alv^o io tanti , e tanti siti il nasMÌmo di tutti gti scam-^ 
agli fu. quello tro^vato a Ijago scuro; onde se egli sembra impossibi« 
le, che alcuno di essi non fosse gettato in an gorgo, questol dovriT 
credersi del maggiore , e cosi per conseguenza , che quella non fosso 
1' altezza regolare del fondo del lìume : tanto più poi , -^cbe -il fondo 
suddetto rimacieva più basso dei pelo ordinario del mare quasi quat- 
tordici spiedi, e il ritrovato in quett* «Itima visita più di cinque pie- 
di sotto il medesimo .pelo, onde non è maraviglia , se da quel tempo 
al proibente siasi àn parte riempiate, né pregiudica punto , che aia 
ora pieno di terra piuttosto, ^e d* acqaa come prima , quando per 
altro presentemente .ancora si calcola pia basso del fondo degli sboo- 
ohi del mare^ 

53. JUilella «terza sezione^ e seanda^i riatti alle Papozze si è troTa« 
to in questa visita profondato il fondo dì piedi tve^ once sei, e mi* 
unti tre più di quello , che fosse del 1693. Né la eccezione allegata 
da' Ferraresi in una loro scrittura , che gK scandagli furono fatti ia 
diverso luogo da quello delfaìino 1696 , cioè, sessanta ^pertiche più 
sotto. daUe Papozze, pnòan conto alcuno da me approvarsi, mentre.^ 
oltre Tessere negli ^atti della visita vegistrato il contrario, debbo io 
medesimo attestare, che . questa ^troppo animosa eccezione noo ha al^ 
con fondamento^ di verità (1) • Se au la faccia del luogo fosse stata 
eccitata da loro questa difficoltà, sarebbe stata a' medesimi data' 
quella soddisfazione, che in akri 1 neghi liiioevettero, o sarelfte atata; 
almeno -registrata negli atti la controversia da loro mossa ; ma che 
dojK) essersi ivi -mostrati contenti dell' operazione , e quella congiua«> 
tamente .colla parte contraria fatta registrare negli atti suddetti, e 
dopo essersi nel fine della vìsita due volte dichiarati esfiressameate 
contenti di tntte le -operazioni fatte (a), «venga -ora eccitata >tal preten^- 
sione , credo ohe sembrar debba cosa strana , ^ che non meriti .ia-<9on- 
to alcuno di essere attesa. Àggiungnendo poi, <Ao nel contzaditorio 
fa confessato , che la sezione incomincio A dal dovuto aito , ma eira 



/•' 



(i) Yiwu Kivìeia MS. Pag. «35. 166. 



<a) Pag. a4o. 3ii. Sca^SìS. 



\ 



^"^ 



\ 



«79 

aeKp^^«^^ all' *Uni ' tpOTida fiiuénlk coerente d^ fiume- spinta m* 
fefùormeoie k barca : eooezioiie , olie da^ ai potrebbe a quante ope^" 
raz^ien» aono atale fatte- al tempo aocora delle ,^iiUre visite nel Po ^ ed 
hi Urt-ti i fianunel eoi;80'di uà aecolor intero » noo^ che a questa., so- 
le ilelle Papoa^e. 

' 54. E di qui passando^ al ramo di Ariano:, ai à questo» ritFovate 
da per t^i^tov. notabilmente profondato*. Poco aotto- alla diraoMzioAe 
dirimpetto alla casa di* Fra^ncesca Pietro PoU pieifi quattro* once uoa, 
ed un quarto f.»);. Più in giù al casino Je^ Gilioli ( ove fu rtoopo^oia* 
t0 p<!r immotalo lo atabiV/ preso, nella viaita. del 1693) piedi tre^ 
once sev, e minuti, tre 42),» e pixh ia già .alla casa degli Uccelli , 
'Spiedi due> oono' cinque ^ e minul^ tre • C p^oceiienclo' sempre iofb- 
xiormante dirimpetto alla, easo- de* Guglielihini pi^di uno, e. once a* 
sa (3).. Alla casetta di Scocco yeroneae piedi uno^ once una ,. e Ali- 
anti cinque - Alk qtiia fica^. à\ Quatt«oocbi dirimpetto alla terra di 
Ariano ptedL cinque » once. iK>v<e.^ e «linvitì due* Alla casa di Carlo ' 
Antonia Nicolasi- ojsce oud^^ tre quactti». Di -eontro alla casa di 
Giuseppe Paventi- piedi unot once qUo-,., e o^inuti cinque. In faocii^ 
alla casa dì Paolo Noie piedi due» ^oce quattro ,- e tre quarti . Alla 
casa del Magazzino once sevy. e ti;e minuti ». Ed in fine al Capannone 
della torve* Panfilia piedi* quattro>^ ed" otice tre 

55*. Volendosi dunque ai^cora dar fede airincerta^ proira degli scanp 
dagli , non pajf dirai ,. ohe il fbntlò àjdì. Pò dopo V anno 169.Ì. siaai 
generalmente inalzato';, perchè ^ se di tre sol^ tuorli,, pv^ futuscanda- 
gliatO'9 e confrontato cogli aotichi acandàgU per uo tratto di quasi 
miglia, t^aranta*, quante ne sono daHa Stellat» fine alta- Papoaise, al* 
la Stellata si trova a un dipressa nella atato^ di prima; a Lago scuro 
apparisce rialzato ;, e abbassato uHe Papozzo ; poi profondato per 
tutto it tratto del ramo di Amno ». compenaamiosi 1 abbassamento 
xinpontratO' in. tanti luoghi col riempimento tr^vatoon- un altìro solo, 
io per me oj;edoy. che debba^i fermamente oonchiudere, che anche 
^el fondo del Pa flou èsucced'utar cilevante. aUexaaìoue,:, che. raglia 
ad impedire riesecuzione^ del votp • . 

S6. Né in- prova< del piieteso generale alzamento del fóndo del Fo 
fi possono addurre gli scandagli fatti nell'ultima visita, e gittati 
qua^y e* là a. caso netjifiaggia^^e^. che facevaai per, quel fiume ;: per- 
chè non. aapeqdosi.che feudi avesse il Pa in- que' medesimi aiti nella 
visita dfgii Ei^jnes^msaiiiii^ Cardinali ,, non. .può farsene ora- il coufrpu^ 
.tó.« QuiiHJ^ n^n^ s^ ,^^^^ ,èou miai fonujamento venga [«eteso» di 
fajjr paragona di, ^^e9ti;8<}acM|a^ lattica caso ioori de- aiti, osservati 



^ 



> 



(i> Y'mttk Riviera M3..pa§« 191. i$f). pag, 199.. . (a) Pag. aoi. 

' (?) f ag. ai4. pag. ivf. sag* ai4 P^S* ^>^* P^& ^i9* VH^ ^^9» pag^^aao. pag. atfS^ 



sto 



Betr «hra irigtU » col grande » « maggior fondo » ohe alK ^. ài Gm^ 
gno fo-irovato a Lago scuro; come te foaae certo » che allora x>et 
oeni parte del Po ai trotaaaero qae* ntedestmi trentacinque piedi 
d acqua , che furono trovati ai detto luogo » quando dagli atti di 
quella yìaita apparisce manifestamente il contrario • Pretensione , che 
tiene rigettata tanto dalla curva t sinuosa ^ od irregolare disposizione 
del fonilo de' fiumi ^ quanto dagli scandagli fiitti in quest^ ultima yU 
aita 9 per mezzo de' quali , «e in certi siti si sono rinvenuti fino % 
trenta piedi d'acqua, in altri appena quattro» o cinque ne Sono sta- 
ti ritrovati* Oltredichò soggiace ad un altro difetto questo metodo ^ 
trascurandosi la cadente del pelo» e considerandosi la superficie del^ 
l'acqua del Po, come se simile à quella del mare fosse in A lungo 
tratto del tutto orizzontale. Questo difiptto principalmente s'incon- 
tra , dove in una scrittura data alla 'Sacra CSongre^^atione sopra le 
variazioni, si pretende provare, che il fondo ritnWato nell'uldma 
visita alle Papozze» sia più alto d'un pìeide»' e once otto di quello 
Irovato a Lago scuro , ndà per altra ragibne , se non perchè fatta la 
riduzione de^ peli , la maggior rfequa trovata a Lago scuro fu di pie* 
di quindici , once sei , e mintiti sei , e quella alle Papozze di piedi 
tredici, once nove, e minuti note. Ma se si fosse avvertito, chò 
vi sono d^ Lago acuro alle Papozze trenta miglia , e che il Po in ì* 
stato d'acqua bassa cammina còlla cadente di pelo di circa due once 
per miglio , ed in istato di sómma escrescenza di circa fette once, cò- 
me si raccoglie dalle livellazioni fatte nella visita del 1693 , si sareb* 
be facilmente avvertito, che il maggior fondo incontrato alle Papoz* 
ze, non solamente non è più alto, ma che anzi resta da tre piedi 
più basso del maggior fondo trovato a Lago scuro* 

Sj. Stimo di aver rappresentato abbastanza Io stato presente dèi 
fondo del Po riconosciuto colle livellazioni., e colle sezioni; onde 
passo a riferire ciò, che del tempo delle sue piene, e dello stato di 
esso da più testimoni si è' ricavato . Quanto alle |>iene , sono stati con- 
cordi tredici testimoni sfa t^le particolare esaminata con giuramento 
in questa visita , i quali non disconvengono da ^i^^H^ esaminati nel<- 
l'anno 1693, cioè, tanto i cinque esaminati al Bóodeno, o poco^ di 
sotto, mentre visitavasi il Panaro , quanto gli altri òtto esaminati ia 

Siù luoghi lungo il Po; cioè; due alla Pilastrese , o sia alla Stellata', 
ne a Occbiobello, e quattro a Lmgo scuro, jfòno, dico, stati con* 
cordi nel deporre , che il tempo loro più ordinario , ei frequente sia 
il Maggio , o il Giugno » e che assai' di rado ne sia' ialVòlta ^enu« 
fa alcuna anche d'autunno, (ì) nd'qaai tèmpb due, o al più ire 

(j) Visita Riviera MS^ a pag. iia« fn|.-ti7. ra6. ta(.^4a. 145. 14S. 149. x&7« 
sS9« x6a. x6S. 



aòUmente distero » rioordanene a' giorni loro ; il ohe è da notarsi 4 
perobò ciò pro?a , che possano concorrere , benché di rado le pientf^ 
di questo gran finme con quelle del Aeno » come in fatti le piene ac«^ 
cadute nel Po*del 1714» e del 17089 seguirono appunto ne^ mesi 
d' antnnno 9 nel qual tempo , già detto abbiamo di sopra , poter veni* 
re ancora quelle di Reno » secondo gli attestati di sopra già addotti • 
58. Quanto poi allo stato del Po ricavato dalle attestazioai giurate 
di più testimoni; riferirò , che da undici di essi esaminati in pia 
luoghi ( ciò che rispetto ad alcuni di loro avvenne , prima ancora 
€^ se ne facessero gli scandagli ) trovasi deposto V abbassamento u- 
niversale di sopra riferito del ramo di Ariano , avendo tutti con giu- 
ramento asserito, uniformemente a quanto cogli scandagli 9 già ài w^ 
Sra accennati 9 dipoi si riconobbe» che questo ramo del Po in veoe 
' essere, in istato d^ interrirsi^ si va huzì sempre più profondando ^ a 
che però la navigazione per esso si fa ora in ogni tempo assai felice- 
mente con ogni sorta di harche « per quanto cariche si sieno 9 éenza 
che vi sia mai necessità di liberarle 5 o sia agrayarle di peso , sieoo- 
me altre volte in tempo de^ loro padri^ o de' loro primi anni prati- 
c»iTasi in istato d^ acqua i>assa ; il che attesta pur anche V Aieotti nel 
princìpio ddla sua difesa , riferendo la infelicità di quel ramo : ò 

Jnesto in tutto conforme a quello 9 che di questo ramo si riferisoe 
a* signori Gardiuali nel loro voto, (1) che laddove nella visita di 
Monsignor Corsini non poterono i Periti neppure con piccole barchet- 
te avanzarsi verso Ariano, fu navigato da essi felicemente con bucin- 
tori ben grandi «'Né solo in quesu visita ancora è stato praticato lo 
•tesso; ma inoltre alquanto di sopra allo sbocco di questo ramo in 
mare furono veduti navigarvi due barconi chiamati trabaccoli di 
grandezza lungamente maggiore, (a) che i bucintori, i quali armati 
ciascuno di otto petriere , e carichi di olio » si erano dal mare inol- 
trati nel fiume verso la terra di Ariano* 

Sg. Vedesi perciò tanto da quello , che risulta dagli scandagli , 
quanto dai ctenune detto da' testimoni , che il Po d' Ariano non so« 
lamenta non si va interrando, ma anzi sempre maggiormente ren« 
dendo proCbndo • Essendo dunque questo suo abbassamento , per quan- 
to raccogliesi didle visite passate , stato osservato , dopo che- fu in- 
trodotto nel Po grande il Panaro , e che si cessò nell' anno r639« di 
tagliare l'intestatura del ramo di Ferrara al Bondeno, riducendosi 
con ciò nel solo tronco di Venezia tutta l'acqua, che derivavasi nel 
Po di Ferrara in tempo delle maggiori escrescenze di quello ^ non 



(i) Voto d' Adda , • Barberini nelln proposiaùone della linea df I Po grande al 
5*. Per altro ec. ' (a) Vìsita Riviera MS. pag. aa?. 

36 



i. 
•^ 



I 



1 



fembra ben fondato iì timore , ebe posst* quel rama nrterrirn ,, 
quando ia esso rivolgasi il Reno a soaricarci le aue acq.ae ; imperoo* 
ehè egli non è facile ad incendersi, perchè^ Pavere altre Tolte- in«- 
trodoiu nuove acque in quel gran fiume abbia caigionato profonda*»- 
mento y ed escavaxione in ' tatto T al veo y e specialmente in questo» 
ramo di Ariano y e che ora per V opposto- succeder dovesse un efiet^ 
to d'interrimento totalmente a quelfo contrario*. 

60. E perchè a ciò^ risponder si suole, che alle eccessive torbido- 
dei Reno deve attribuirsi fak diversità degli effetti, che seguirebbe^ 
Bo ,. io non debbo omettere , che le acq«e del Panaro ossjsrvate m 
questa visita, torbide nello stesso giorno^ (i).!!» cui erano state pure 
osservate quelle del- Reno poco dì aotto a Cento y non furono^ ritro» 
^ate fra lóro differenti^ {2) eome pur anche consideravano i due ai*- 
gnori Cardinalt nel loro voto; anzi qualche giorno avanti le piogge», 
la stessa acqua del Reno taato aHa chiusa di Casaleocbie, quanto al 
Trebbo era stata riconoaciuta eortere del tutto chiara ^ e da due te» 
atimoni in Cento fu deposto ,. che eoa» chiara corre ordinariamente 
tutto l*" anno ^ e da altri ,. che solamente eorre* torbida^ , (i) quando 
Tengono piogge^ o ai liquefanno le nevi. Po^ pertanto credemi,. 
«he, siccome Panaro voltato a scaricarsi in Po, lo ha profondato , e 
non interrito ,. lo stesso sia per aeguire ^ quando il Reno ancora, tì 
a* introduca •> 

' 6i. Né credeai già, che dair essersi trovato iT ramo dì Ariano- pio- 
abbondante d* acqua, e profondato più che prima non era, ne restt-. 
acarso> o sia meno profondo quello delle Fornaci . Anche questo ri» 
mane abboodantissinrio , talniente che pare noo^ ne aia staccato quel- 
gran canale, che è il Po di Ariano^, che dall'altro divideM alla pun- 
ta 4i Santa Maria. Imperocché,, essendosi fatto miaurare tutto- it 
tronco principale del Po grande avanti la diramazione ,. ai trovò es^ 
aere^ di larghezza di mille , e cento quarantanove piedi , (4) e acai»* 
d^^gliatone il fondo ìir sedici luoghi y ai ebbe un'altezza* ragguagliata- 
d' acqua di piedi dieci ,. once sei , e tre quarti di minuto e di nuo-^ 
TO presa la larghezza al disotto^ (5) dopo le diramazione nel ranra 
delle Fornaci , fu trovato di piedi miHe , e eente ottautaquattro » e^ 
acandagliata in diciassette luoghi l'acqua, si ebbe uà' altezza raggui^ 
^iata di piedi dieci , once quattro , e minuti ondiol , e due terzi r 
aicchò molto piar largo , e poco mene ako era il Pò dopo la deriva* 
zione del' ramo di Ariane, che prima di casa ; eppure ia larghezaik 



(x) VUìta Riviera MS. pag. 78.90. 

(a) Voto d' Adda, e Barberini nella proposizione d'ella linea del Pò grande al 
J. Ci resta dunq^ue, ec« (3) Visita* Riviera MS. pag, aa; 2i« pag« Si. 63*. 
(4) Pag. 189. 190V (5^ Pag. 190. 1^ 



aS8 



di' questo ramo di Àriatio nel pniif o della sua separazione' «del tronco 
prÌDcipale^ o poco al diaotto fu trovata di piedi dagento «quindici; 
e acajidagiiata 4?acg4]a in eoi loogiii , (i^ fu trovata raggaagliatamente 
di ttodici piedi di altezza 4 ^onde la aezione di qaso ramo d' Ariano 
diviso da quello delle Fornaoi era di piedi quadri due mila trecento 
iBessaiHacìoque . Quella del tronco principale avanti la separazione di 
piedi ^lutidri dodici nila , e trecento settanta • £ i' altra del ram» 
delle Fornaci di piedi quadri dodici filila trecento trenta , -e mezzow 
Ora chi mai 4SiPederei)be , <iìe 4id un canale d' acqua , la cui sezione 
jia di dodici jnila , ^ trecento trenta piedi quadri , «e mezzo » qual è 
^quello deHe Fornaci y potesse unirsi tani* acqua » -quanta ne passa 
per osa sezione di piedi quadri due mila trecento sessantacinque^ 
come sì trova nel ramo di Ariano » ?seniea fare ^ larghezza maggiore ^ 
anzi minore di trentaeinqtte piedi , -e con accresocM poco più d' un 
oncia ^ e mezzo aolaoieate d' altezza^ riduoendesi a passare per una 
aeziooe di piedi quadri dodici mila-, e aettanta y -quale è ri tronco 
principale del f o grande alle Papozze avanti la sua divisione oe' duo 
xanH di Ariano, e deUe Fornaci? Eppure tutta l'acqua deir uno» e 
dell' altro ramo è passata già prima per lo tronco suddetto principa* 
le del Po gxande ^ aivanti che egli si divida nelli due delie Fornaci ^ 
•O di Ariano-, aggiustandosi ogni differenza eolla vana velocita, elio 
risulta ne' detti canali. Né si puè did^itare y cito siccome ciÀ accado 
sei divorzio del troiioo auddetto priacipale in qtie' due rami divisi ^ 
jCOSì non succedesse lo stesso^ quando eoo moto retrogrado que' me* 
,desimi due rami divisi dovessero m un sol tronco riunirsi , e ciò. 
molto pia agevolmente , quando fosse fatta la confluenza ad angolo 
più aeuto , che ivi non e , il che gioverebbe ad aecnrescere nel tron- 
00 unito la velocità, -onde si raccoglie , quanto pgco (ondata sia 1' ap- 
prensione di quelli^ che tanto ai atterriscono dal iien tire, che si trat* 
ti di condurre il Reno al Po grande, a cui ha il Reno tanto mino» 
re proporzione y che non ha il ramo di Ariano a quello delle Fornaci « 
6a. £ per aggiungere forza- a questo discorso si rifletta y che comò 
-èi noto» il Po grande detto di Lombardia poco sotto la Stellata di- 
xamavasi ne' we* rami di Venezia, *e di Ferrara y e che qualche se- 
cedo addietro può ragionevolmente credersi y che l' acqua sia corsa u- 
funle y o poco meno per ciascheduno di essi« Ora, se essendo le co* 
me in questo stato y taluno airesse proposto d' obbligare tutta l' acqua, 
che acorreva per lo destro ramo di Ferrara y a scorrere pel solo alni* 
#tro di Venezia ; quali Innesti accidenti dalP esecuzione di un tale 
progetto non si aaiwbbono .pronosticati F Necessità di elevare gli ar- 
fpnì ad eccessive altezze: piene smisurate da non esser contenute in 



il) Visita 



MS, tag^ z^i. 



^m^ 



m84 

3 nel solo àlveo : rotte » inondazioni » e per fine il totale eaterminio 
el paese adiacente alP una » ed ail* altra sponda * Eppure la natura 
sensa soccorso delF arte ha &tta da se medesima la grande unione y 
e coir esperienza ci ha dimostrato y quanto sareUiono stati allora va* 
ni tali timori. A proporzione delle nnove aeque , che si sono anda* 
te introducendo 9 il ramo di Venezia si è profondato, ed allargato 
talmente , (i) che fuori del tempo delle piene cammina per più pie* 
di colla superficie delle sue. acque incassato fra terra universalmente> 
come può riconoscersi dalle osservazioni faite nella visita del i6g3. 
dalla Stellata fino alle Papozze in tempo di somma escrescenza del Po* 
63» Con questo esempio potrebbe correggersi V apprensione de' gran 
danni y che si temono , e si rapresentano da alcuni per V introduzio» 
ne del Reno net Po , mentre anzi sperar ai deve » che quelP alveo f 
il quale è stato capace di ricevere le acque di un gran nome, quale 
era ne* tempi andati il Po di Ferrara » senza che ne seguissero que^ 
funesti effetti^ c{ìe forse allora sarebhono stati temuti , sarà ancora baa» 
tante a ricevere il Reno^ ed a condurre con felicità le sue acque si» 
BO al mare*. Tanto pia che siamo accertati » che non solo dall^ unio» 
ne de* due rami in un sol tronco non è derivato alcun danno f ma 
anzi n* è provenuto benefizio , come dagli effetti dimostrati : mentre 
le rotte sodo motto men frequentemente accadute dopo la detta iute» 
va unione ^ che prima , come consta per confessione de* Ferraresi in 
vn Sommario di una loro scrittura data nella visita del 1694* li aS* 
Giugno, dalla quale apparisce» che dall* anno 1S61» per fino al 1896^ 
cioè in trentaseì anni erano succèdute ben otto rotte nel Po grande^ 
laddove dall'anno s64o» fino al 1686. dopo che tutta F acqua del Po» 
e del Panaro corre nel solo tronco di Venezia » cioè in quarantasei 
anni » non si contano che sole tre rotte ; che se vi si aggiunge l' ul- 
tima accaduta Panno 170S» a Corbola nel Po delle Fornaci» dovd^ 
^rsi » che dall'anno i&'68. in cui si cessò col taglio neir intestatura 
del Po di Ferrara al Bondeno di dare sfogo per quest^ alveo alle man» 
nme piene del Po di Lombardia sino al presente armo 1717» nel 
eorso di settantanove sono succedute sole quattro rotte nel Po info» 
riormente alla Stellata» cioè al punto delPautica diversione di quel 
gran fiume ridotto io un sol tronco • Eppure in questo tenrao U Pa» 
naro distolto prima dal Cardinale Serra dal Po » vi fu dal Cardinale 
Capppni restituito » oltre P essersi chiuso ogni sfogo al Po medenmo 




(i) Visita d^Adda» e Barberini t6^3. ai« IittgSa# 



à85 

lai si- soariea dalle sue fonti , ne è d foarso , ohe paò qnasi paaaarsi 
a piedi asciutti 9 e non potrà ciò segaire , senza eoe ne proTeogano 

?ae' fiioesti accidenti , che tanto vengono esagerati per impedirne 
esecuzione t 

64« Uno di questi accidenti $ da cui si temono perniciose conse* 
gnenze, è il prolungamento della linea del Po» e singolarmente del* 
ramo d' Ariano» Fu questa difficoltà eccitata ancora nella visita del- 
l' anno 1 693. ma si può presentemente ad essa rispondere colla cer-* 
ta prova della stessa esperienza 9 la quale dimostra bensì la linea pro- 
lungata 9 ma nello stesso tempo il fondo del ramo d^ Ariano abbassa- 
to molto più 9 che non era • Ma per aggiungere alla prova dell' esue* 
lienza la forza ancora della ragione , considerare 5 e riflettere si de- 
ve alla diversità , che corre fra il prolungamento della linea* de' fin-* 
mi di fondo inclinato , i quali esìgono per correre, e non fare depo* 
iizione delle torbide , una determinata pendenza , come è il Reno , 
ohe ne ha quattordici once in circa per ogni mìglio , che perciò ri- 
« oeve gravissimo danno dal prolungamento della sua linea nelle valli , 
il che abbiamo riferito di sopra ; e de' fiumi di fondo orizzontale , 
quale è il Po grande 9 che non ha nel suo fonda pendenza > o decli- ■. 
vio sensibile almeno nelle sue parti inferiori, il che si raccoglie dal 
confrontare più livellazioni che' tanto nella visita del 1693. quanto in 
quest'ultima sono state fatte. Ne' primi al prolungarsi della linea 
conviene, che succeda 1' inalzamento del fondo a quel segna almeno, 
che sia bastante per formarsi , e mantenersi la sua necessaria pendeu- 
za. E questa obbliga poi gli abitatori ad una proporzionata eievaziO'^ 
ne degli argini • Ne' s«)condi ciò non succede in alcun conto , men- 
tre 4a forza dell' acqua è bastante a spignere le torbide fopra un 
-fendo anche orizzontale , ed a portarle lelicemente al mare • Non de- 
ve dunque temersi in questi , che dal loro prolungamento succedano 
interrimenti , e deposizioni nel fondo di essi , massimamente quando 
nello stesso tempo , che vi sì aggiunge materia atta a cagionare si- 
mili deposizioni , vi sì aggiunga maggior forza, e velocita maggiore, 
coli' accrescervi maggior corpo d' acqua , come si farebbe , congiun» 
gendo al Po l'acque del Reno. L'allungamento poi della spiaggia , 
^ando non segua elevazione di fondo , non è in se stesso aicun ma^ 
le 9 mentre per esso vengono ad am^Jiarsi i territori , e le campa- 

Sne , che divengono poi colte , e popolate , come d' una gran parte 
eli' Ferrarese ò seguito ne' tempi trascorsi, (1) per confessione de' 
loro scrittori medesimi , e va tuttavia fuccedenda a comodo dello 
stato Pontificio ^ e de' eonfinantì ancora 9 che sopra tali acquisti di 



(1) Nel lib. indttilam il Perfetto Giudice d' argine pag. 4r< 



«a6 

terra prodotti ^alle allavionì , bamio fabbricato oaM , 6 palaasu lì- 
^iiardevoliy ed acquistate fertili, e spaziose piaoure (i). 

65. Resta ora da esamÌDarti Ja quarta delle apportate opposizioni , 
cioè il supposto ìnterriaieoto delle bocche del Po allegato pur ancho 
del j-égS* per cai si reinla incapace non mene dì smaltire le .proprie 
«eque, cbe di riceirerne delle altre nel suo alveo« Tanto dalla oc»^ 
lare inspezione , quanto da* testimoni «sa'minati in più luoghi si rac- 
coglie ^ che nenuneno per questo capo ò seguita variazione in quei 
fiume 9 dalla quale resti impedita V eaecuzione del voto4 mentre vi 
sono presentemente tante ^ e sì ampie foci, quante ve n'erano del- 
l' anno 1693. 'per le quali navicami grossissimi legni senxa alcun pe* 
ricolo , che l' acqua ven|;a sostenuta per difetto 4' esito felice » e sni^ 
ficiente. J4el tempo x^he il Po ha grand' acqua , Jiooome ai profon- 
da il letto 9 cosi le bocche si escavano, e si rip^urgano, e talvolta si 
dilatano ancora.; anzi nelle piene maggiori se ne aprono frequente- 
mente delle nuove , o le meno ampie si allargano « e quasi cu anno 
in anno continuamente si mutano ; onde perciò mutano aocora il no- 
me , dal che nasce qualche •confusione nel fare il confronto delle an- 
tiche «olle presentii Egli À certo però* ^che qnante V4>lte mi sono 
interrite alcune delle bocche del Po, altre iiello stesso tempo si sono 
aperte 9 e ciò viene deposto concordemente da quattro testimoni , i 
quali praticano, e navigano tutte le ore quel fiume 1%). Non convie- 
ne per tanto fare molto caso della diminuzione della bocca della Ba- 
l^lìona , perchè ci tre il non esser vero , «che sio^i qaesta del tutto 
jchiusa , ed interrita , attesoché in Po basso ^ e molto più in flusso 
di mare, vi b praticano arche piccole, ed in tempo di Po alto vi 
vanno ancora barche maggiori , come asseriscono cinque testimoni di 
eerta, ed infalliliil saputa {3); egli è pur anco vero» <^c a misura « 
che qnesta foce si è andata diminuendo « 1' altra b5cca chiamata la 
Donzella , che era una delle bocche minori del Po co' suoi due rar 
mi la Scovetta , e la Gnocca, si è renduta sempre più ampia, e fe- 
lice, come pure la bocoa del Gamelo^ che prima era nn picciolo ra- 
metto capace solamente di piccole barche^ da pochi anni in qua si 
è dilatata , e profondata , portando tutte grossi bastimenti , come at- 
testarono tutti i predetti testimoni sa tale particolare esaminati ^ i 
quali di più asserirono, che presentemente tanto ai scarica il Po in 
mare quanto faceva prima , e colla .stessa facilità » aprendosi le sut 
acque la strada ora per 1' una , ora per l'altra parte , aenza ineon-. 
trare ostacolo maggiore di prima • Oltredictià , essendo cagiona 



(i) L'ietesso autore del Perfetto Giudice d'ardine pag. x6a. iM* 
^a») Visita Riviera MS. pag. ao6. aii. fl3o. a96. 
,8J Fiig. Ao5. fle8« A09. ai j, aag. a3o. aSa. a34* ^^^j» ^^* ^* 



ì 



•87 

r iiitevrimento Si aìcmie' d! queste BoccBe dalTs rotta sncoedata in Gor- 
lK>la , per la quale ai è divertita una parte deH' acqua , che per essa 
idovea scaricarai, (i) cerne attestano alcoai de' medesimi testi mani » 
ripigliaado- detta rotta ^ ritornerapno facilmente )e cose allo stato loro 
primiere. Si aggiunge ia oltre, che quelle atesse bocche minori , che 
in Pa basso- non sono praticabili che da barchette piccole , come' è 
ara la suddetta Baglioaa 'r quella dellìa Tote , la Scolnizza , o dell' O- 
eà , o quella delF Asinino, ritenendo queste comuuicazioni col m4* 
re, servoao con fiicilità ia Po alto, e nel maggto#^ suo bisogno allo 
aoarico delte sue acque^-^ neu mebo che le bocche più grandi dello 
atesso ramo delle Fornaci,, che sotìo il Gamelo, 1' Àsino ,^ e la Don*^ 
cella con le sue due gran bocche la Soovetta , e la Gnooca y tutte 
capaci di barche maggiori , tre delle quali cioò , la Soolaizza , la 
Gnocca , e la Scovetta furono in questa ¥isita scandagl^te , e rico- 
nosciute . E questa stessa cootinaa Tariaziono , a felicità di boccho 
del Po delle Fornaci fu attestata da que' medesimi marinari , che 
eelle loro' barche, servirono a riconoscerle ^ e che di esse una piena^. 
e distìnta notizia avenrano.^ 

66^ Nò punto meno felice ha il Pò ìo scarico dalTa parte deT rami»' 
d' Ariano d> qudlo abbia nel troneo delle Fornaci , anzi è^a notar-^ 
ai, che quello r dove prima aveva una sola bocca, ne ha presente- 
mente due divise da im' isoletta^ o Bone)lo, come suole colà chiamar-' 
m f nato all« sua foce per affondamento d' una nave di grano nelle- 
ultime passate* guerre seguite , e sono amendue queste bocche a un 
dipresso egualmente larghe ,• e capaci de' maggiori bastimenti , come 
octllarmente ne fu osservato uno di otto petriere nell' uscire per u- 
na dì queste foci in aaare ,. e net ritornare per P altra • Au2Ì è piv 
pronto , e libero per queste due bocche lo smaltimento dell' acqua- 
Bel mare, ed è; più felice hi navigazione y che prima non era, (a) co- 
me atttestarono pia testimoni, quali deposero , riceversi da esse il' 
vantaggio, che non potendosi a cagione di un- vento contrario inv- 
fcoccare in una , £iGÌluiente ciò succede nell' altra, per essere a di^ 
"versi venti rivolte . 

67. Se dunque- le bocche del Pb vaniate di sito, nonr si sono ra» 
riate nella eaj^cità, e felicità di condurre' 1' actpie al mare ; se il lo- 
ro numero' non- si* è punto diminuito ; se quelle di Ariano si sono 
&tte molto maggiori, io giudico , che nemmeno per questo conto vi 
aia alcuna innovaaìone ,• per cui meriti di essere ritardata , e n>olto 
neA# impedita l'esecnaione del parere y e del voto de' due Eminen- 
tissìmi Cardinali . 



(i) Visita; Riviera MS. pag. fl07. aio. aire a35; 
(a) Pag. ao6v aio. a^S^ aa6; aau a38, Sà3^ 



68. Mi peraaada di avere finora bastanteneote dimpitrafo , eto 
noa vengono iopra vero fondamento appo^ate.le quattro variazioni 
allegate per impedire V introduzione del Reno nel Po ; ma perohà 
frattanto fa ancora per parte de' confinanti paesi mossa una naova » 
né mai per V addietro eccitata difficoltà , cioè il perìcolo , il quale a 
loro 6ovrastere})be de^ rìgnr^iti» che seguirebbero nel Po, d&ir unio- 
ne del Reno $ verso le part^ superiori » e fu asserito da loro , cha 
questi di sua natura si distèndono indefinitamente all' insù , dispo- 
nendosi 9 come a scarpa » e facendosi conseguentemente sempre mag- 
giori nelle parti più lontane ^ e più Remote dal loro principio , perciò 
atimai bene » senza entrare nella discussione della materia , di ricer« 
care coli' esame di nume)ro3Ì testimoni abitanti alle rive del Po » i 

2uali rendono a maravielia buon conto di tutti gli accidenti di quel 
urne y la qi^lità » la frequenaa t lo stato , e gli effetti di detti ri* 
gorgiti» £ per verità sette di essi concordemente deposero , (i) che 
più si alzano i rigurgiti nelle parti del fiume più vicine al lido ma- 
rino^ cbe nelle parti lontane ^ di maniera ohe a proporìeione » che ai 
dilungano dal mare » si vanno anch* essi diminuendo » onde ordina* 
riamente non oltrepassano Crespino » e nelle grandi burrasche giun- 
gono a Francolino » o poco più oltre si stendono a proporzione » che 
trovasi allora il Po » o magro ^ o carico di aeque : perchè essendo il 
fiume più basso» i rigurgiti maggioamente in esso si risentono» e ai 
stendono più lontano; ma essendo alto, si rendono più insensibili ^ja 
terminano più da vicino » come attestarono i medesimi testimoni ao- 
pra ciò esaminati » Ed in fatti la sperìenza comprova » . che ora dopo 
essersi allontanato il mare ^ giungono i suoi rigurgiti meno all' in au, 
di quando era più vicino (a) come da uno di essi sette testimoni fìi 
individualmente attestato» 

69. Ponendosi adunque ancora il Reno nel Po» i suoi rigurgiti jio- 
co sopra potranno stendersi , e minori sempre si scorgeranno in mag« 
gior lontananza ; siccome ancora in Po aito » che e il tempo del 
maggior pericolo » riusciranno di minore altezza» ed a più breve di- 
stanza si prolungheranno » senza che le provìncie superiori al Ferra* 
rese nemmeno si accorgano » cher sia introdotto 1 o non introdotto il 
Reno nel Po : siccome certamente non sanno quando venga » non 
venga piena in Panaro » o in altro fiume» che assai ioferiormeule ad 
esse uniscasi alla corrente del Po medesimo • 

70. Con quanto ho spportato sìnora » spero di avere interamente 
soddisfatto alla mia obbligazione di esporre il presente stato del* Re« 
nò , del Panaro» del Po e de' suoi sbocchi» come altresì il deplorabile 



(i) Visita Riviera MS. pag. 19». 193. 195. 197. ao8. sAsl a36. 
(a) Pag. ao8. 



^«9 

AteresèifneiitO' cle^ daatii^ efae per le aeqQe it tutte le ptrti riatrettei 
ira sempre più eofiretido il territorio Bolognese « confrontando ^e- 
•to» e^aello collo itato dell'anno 1693. per rioonosoere^ se éìéko 
da qnei tempo accadute tali ¥ariazioni ^ onde non p08# più eseguir- 
ai il foto de due Eminentisaimi Cardinali • Guddo ancora di.a?ere 
Aaatantemetìte dichiarato il mio parere 9 qnal è , che le pretese mutt^ 
jdoni non vi aieno realmente 5 e non afcrao tali 9 che per esse ^^'^bmì 
venduto più dijfficile 9 non che impossibile il progettato rimedio 'w 
oongiungere i] fieno al Panaro j e di condarre amendne unitamente 
jid isboccare nel Po « 

7&. Non mi difibnderb dunque in rispondere a quelle immense de* 
posizioni di terreno» di alzamenti d'argini, di prolungamenti di li- 
nea 9 d' impedimenti di scoli, che si asseriscono essere per succedere 
dopo la detta introdueione del fieno nell' alveo di questo gran fin* 
tne 9 perchè bastantemente fu a tutto ciò risposto dagli Etmuentissìp* 
mi Cardinali nel loro voto* Dirò ben aofo^ che quelle stesse difficol- 
tà I che si apportano contro questa linea , crescono a dismisura con- 
tro ogni altra , dove il Beno colle sue acque , o de^ vicini torrenti, 
non congiunto ad un fiume reale con acqua perenne qual è il Po , 
ai pretende condurxe al mare* 

7a. Ma dovrà dunqae per questo trascurarsi 1' eccidio d^ una pro- 
vincia, senz'accorrervi con qualche riparo, e piuttosto che tentare 
nn rimedio , sofiTrìre , che dopo la perdita di essa corrano ancora le 
ju^que a ricoprire il territorio , e la stessa città dì Ferrara? Questo 
non è un remoto pericolo , ma una certa evidenza ^ soprastando an- 
cora presentemente di più piedi la superficie delle somme escreseen* 
se presentì delle valli al territorio Ferrarese , ove già scorrerèbbono, 
ae trattenute non fossero dallo spalto formato a destra del Reno dal- 
le sue torbide ^ e da qualche argine, da cui viene difeso* Verità co- 
ai manifesta, che non esiteranno punto a confessarla in questa. visita 
i 'medesimi Deputati , e Periti di quella città , e molto prima già e- 
xa stata comprovata dal loro perito Valerìani , nella sua scrittura 
stampata in Ferrara del 1710» col titolo d' Informazione delle Inno" 
vaziom fatte ec. ove ( pag. la. ) deplora il gran pericolo, a cui sog- 
giace per la suddetta cagione la sua patria , con addnrne • V esempio 
di ciò , che in circostanze meno pericolose gran tempo fa le succes- 
ee , dicendo : In pro^a di che abbiamo V esempio della rotta Muzza^ 
rella seguita , sessan^ anni sono in circa , nel qual tempo probabile 
mente il fotfdq di Reno non dovea trovarsi , come ora ^ tanto eteva^ 
tff, deducendosi di^ di lui argini tante volte rialzati d'iallora in 
qua , e gli argini del Po di Ferrara dovevano essere pih ulti , r/- 
eendo da quel tempo in qua stati sempre battuH dal continuo tran» 
. sitarvi de* carri , n^ mai riparati con alzamento i epjntre ¥ acqua del 

3? 



Beno 9 dopo avere rotto il di lui argine ", sormontò quelli del Po a 
destra , e a sinistra , passò nelle fosse della città , e della fortezza y 
e * con tutte le difese possibili fatte col murare la porta di ,S. Bene^ 
detto, e serrare tutte le bocche de* sotterranei, cìie servono alla cit" 
tà di scolo, non si 'potè impedire del tutto alV acqua della suddetta 
"Pott^ j che non entrasse nella città medesima , alzandosi fin sopra gii 
altari della Chiesa deUa Cofisolazione : il che si raccoglie da scrittu" 
re concernenti detta rotta, die si conservano nella segretaria di qu^ 
st^ Illustrissima Comunità . Ma se allora V acqua del Beno tanto più 
basso di fóndo j colla difesa degli argini dei Po arsche pi h alti del 
presente , potè sormontarli , ed entrare nella €itìà ; che farebbe in og* 
gij che gli argini suddetti del Po sono smantellati del tutto a di" 




aoqae del Reno* Queste coatroversie agitate 
sogliono fra particolari persone , ma non già quando si tratta della 
pubUica utilità, e dell'interesse del Principe* 

74* Tale è divenuta presentemente questa controversia, trattando- 
si che non si perda un intero territorio • Che tanti popolati luoghi 
non restino abbandonati. Che tante fertili campagne non divengano 
valli infelici : laonde devesi passare sopra il titolo di privata servita, 
e unicamente determinare quello, cfaie essendo la conservazione de' 
sudditi , e ancora il maggior vantaggio del Principe . Che se per a- 
prire una pubblica via, o per tirare il comodo di un acquedotto, si 
dividono , e si soggettano i terreni de' possessori vicini , che per al* 
tro non avrebbono privata obbligazione , o servitù di soffrirlo i quan- 
to più dovrà ciò praticarsi in caso di tanta rilevanza , e di necessità 
tanto maggiore , qual è quella di porre ostacolo all' eccidio d' una 
quasi intera provincia , ed ovviare al pericolo imminente , che in 
progresso di poco tempo non resti dall' acque sommersa una fortea* 
za » ed una città cosi riguardevole ? 

75. Poco dunque curar si deve , se i Bolognesi abbiano io stesso 
dritto di condurre il loro Reno al Po di Lombardia, che avevano a 
quello di Ferrara , e se questo sia differente da quello • Io dirò sola- 
mente in questo proposito, che tanto la S. Mem. di Clemente Vili, 
quanto i medesimi Ferraresi credettero , che una sola parte del Po 
ricondotta nel ramo di Ferrara , fosse bastante a spignere le torbida 
non meno del Reno , che di tutti gli altri torrenti , che sono a de- 
stra del Po di Primaro fino al mare . Ecoene le pàr(4et Cam autem 
aqua Padi Lombardiae in dictum alveum Ferrariensem ad eam qttan* 
titatem , et sufficientiam introducta fuerit , ut alveum ipsum ad loca 
usque primarii , et f^olanae purum , et expurgatum conservare , et tur^ 
hidàs aquas fiumirds Bheni^ et aliorum deducere ^ et expellere poteritf 



tunt ipsum flumioi Sbeni y in eundem alveum juxta civttatem Ferrt»^ 
riensem in iocOf et modos a predictis Peritis approhando , restituì pos^ 
M decemimus • E che presentemente senza esitazione alcuna afTernA- 
no yche tntto V intero Po non sarà bastante a oondurTd^. Che allo- 
ra non si tenaeva la desolazione della città di Ferrara , ricevendo il 
fieno. nel Po sotto le mura di essa, e che adesso viene temuta ^ in« 
troduoendolo più miglia da essa lontano. Se dunque gli esagerati 
motivi dì alzamento di fondo , di prolungamento di linea , dì depo- 
sizioni capaci a riempiere intere, e spaziose valli ^ e consegi»en te- 
mente per loro detto» molto più dannevoli al solo alveo d' un fiume^ 
con dovevano in quel .teiUpo porre ostacolo alla restituzione del Re- 
no nel solo ramo di Ferrara con parte dell' acqua del Po ; e come 
mai dovranno porlo in tanto più remato 9 e lontano pericolo P 

76. Sia stata dunque la Padnsa, o una gran conca separata dal Po, 
di cui per altro attestar posso, che non m'è stato mostrato alcun 
Testigio, come P ho veduto degli antichi argini del Reno, fra i quali 
passando vicino a Cento entrava poi nel Panaro, o sia stata la Padu- 
•a quelP espansione , che nelle parti inferiori faceva il Po non risr 
tretto tra ar^tni 4 io per me giudico che questo , nulla rieguardi il 
momento della causa , il quale a questo solo discorso per mio senti- 
mento ristringesi . 

77* Va perdendosi al Principe sna considerahile , e miglior parte 
del territorio Bolognese, e non solamente si accresce il pericolo di 
■empre più perderne , ma snsseguentemente poi quello ancora di Fer- 
rara^ senza che ne rimanga esente la Città istessa i Dunque deve: il 
Prìncipe tentare ogni rimedio *, per porre ostacolo al propri.o danno , 
e tmvar riparo aUa salate de' sudditi ,. che è la primardi tutte lo 

78. Le altre vie tutte di condurre il Reno al mare sono renduté 
impossibili dalla natura ^ e non dagli uomini , giacche sono prive del- 



la stessa natura, ma vi contrihuìsce colla sperienza. 

79. I minacciati interrimenti della linea del Po ( quando ancora 
Mugliano mettersi in dubbio le ragioni lungamente riferite per esclu- 
derli I possono esaere , e non estfetre ; laddove neir altre linee tutto 
sono iqdobiuti.^ ed ogni ragione,. che li comprova in quella, li com- 

Srova in queste, ma non già ogni ragione, che in queste li dimostp, 
I ;^utila aoQora dimostrali , per congiungersi ivi ad un gran corpo 
d^ acqaa,^e puòìacilmenteijmpedirli.; liu>nde.chi non vede che so* 
Miitar si deye.ih pait])|o,.d^te )a: difficoltà non, è certa^ e solamente 
fbiJbJiioao il pericolo ?.£.4iai;|tÌQ)9 dor^r lÉft^ttere ,itfhe non pei «ina 



•9» 

t 

rotili clia tégQt nel Pò » il qnale eoi sito jftt^ente flìtto non tote 
Oftmmina fra terra » ma Tenti , • pio ptedi sotto- il plano della città » 
00 prendesi la misura a Lago scuro ^ resterebbe qnel territorio » e la 
città medesima desolata ; mentre tante che ne ba sofferte , e singo-» 
Isrmente quelle del i7oS,. sopnggiuotete di traverso , non hanno mai 
oftrepassate le sogUp delle sne poti» » Oltrediehè i laoelii medesimi 
altro Tolte inondati dalTo rotte , sono ora ritornati a lertili campa* 
pio come prima ; quando dall' adra parto il danno che viene alle cam«» 
pagno Bolognesi da un perpetuo stagnamento d^ aequo di un fiume 
senza esito» apporta un sempre durevole ecfridia*. 

So» Per conservar dunque alla Sede Apostolica tre dello sue pie 
fiorite Provincie : per togliere i danni che dal continuo vagare ael« 
V aeque risentono le campagne -ancora della Romagna ; per porre ri* 
medio a^ molto maggiori^ da* qnali tante^ e tante ne vengono som* 
nerse net territorio Bolognese ^ e medesimamente alcune del Ferrs* 
rese; e finalmente per allontanare ancora il pericolo certo, ed ìodo« 
bitato di vedere rovesciata col tempo questa gran piena » ed ammas» 
samento d^ aeque sopra il territorio» e la stessa citta di Ferrara, io 
tono di parere ; cbe debba eseguirsi il voto de* due Eminentisràmi 
Cardinali, d* Adda , è Barberini ,1 e per mezzo del Panaro introdursi 
ii Reno nel Po - 

8t* Quésto stesso nel corso dt più d* nn secolo e stato giudica eo 
espediente da quanti visitatori a riconoscere lo stato di que^ paesi ha 

spedili la Sede Apostolica , i quali dalla visita de^ tuogbi hanno cer-^ 

tamente potuto conoscere più di quello , che o dalle carte delineate ^ 

vacGogriesi » o nelle scrittore delle parti si allega » 

8a. Di questo sentimento fu ii Card» Gaetani , cbe neH' amo 

s6io«. giudica » doversi condurre il Reno al Po grande non da L^ago 

•curo» 

83. Di questo stesso nelTanno i6af* fu il Cardinate Capponi ,11 

ii cui pensiero fu di eongiangere ii Reno at Panaro y e per ts$^ i»* 

frodarlo nel Po r - . 

84*^ Cosi giudicar nel t6a5«. Monsignor Corsini^ il quale pfopoOi» 

più vie, ma cbe tntte conducevano il Reno nel Por Parere che fia 

poi confermato dalla S» Mem. d^ Urbano VIIL 
8^5. E COSI finalmente trahisciando le altre visite intermedie^ nelle 

f «ali non fu fttta positiva propensione' di nuove ifeee ^ ^ giudicato 

dopo una lunga 9 faticosa , e diligeniìssima visita da' due RmigenjLie»' 

Ani Cardinali d' Adda , e Barberini; 

*6^ Al parere de*^ Visitatori è stato sempre uniforme quello ib'^ piik 

celebri matematici del secolo ^ cbe a tntté le vì^fte hannoi^ assiatìto • 
S7. Onde io dopo ricofiosointo acenratamenter tntto il paese , e bett 

fowtarate amila iiceia del luogo 4t ragioni delfe pajrti , ineenoaiflie»!^ 



*9» 

Confesso d* esser renaio persuaso dalle stesse ragioni ^ ohe persuase* 
fo quelli 9 e ohe noitamente coni dae intendemissimi > e profondi 
ttiatematici» che in questa visita hanno supplito alle mie insanicienze^ 
non mi so dal parere, e dalle risoluzioni degli altri visitatori dipartire « 
' 88. Ma perchè in un affare di tanto rilievo f o^ni cautela , che ai 
usi » non sarà nuii soprabbondante , e la città di Ferrara per tanti 
titoli nobile 5 riguardevole , e- cospicua y non solamente merita di re- 
star libera da ogni immaginabile perìcolo , ma ancora , se possibil 
sia 9 dal timore » il quale anch'est e un male , oh» in realtà è tan* 
to altamente radicato negli animi di que' suoi cittadini^ che uoa 
esaminano per i loro principj la materia ^ perciò* non solo io credo ^ 
ebe usar si debbano tutte le cautele coti, singoiar avvedimento sta-^ 
biiite da' due Eminemissimi Cardinali nel loro voto ^ e speciahnentar 
quella dello sfi>go da darsi alle acque del Reno io concorrenza delle 
somme escrescen^te deir una ^ e T altro fiume t V apertura del quale 
sfogo stia sempre soggetta air arbitrio de'' Legati di Ferrara , e da 
cui venga impedita la concorrenza delle sonraie eserescenze del Re» 
no colle somme escrescenze del Fo y ma ohe ia oltre possano , e deb» 
bano prendersi gF infrascritti temperamenti» 

8g* Prime , che dopo F introduzione del Reno debbano per un de* 
terminato tempo riconoscersi i segni delle maggiori escrescenze del 
Foy, COD prefiggere inr ogni tratto ^ che da un giudice d'^ argine vieit 
cust€»dito , uno stabile in cui autenticamente restano i detti segni 
notati ; il che se avessero fatto per F innanzi^ nou si dorrebbero ora, 
ohe nelle visite si riceva hi deposizione di vili», ed iguorauti testintoni,. 

90* Secondo , che si debbano colte livellazioni riconoscere gli ap- 
giniy da che sarunno ridotti alla dovuta altezza regolata suMa pro- 
pria cadente » secondo il voto degli Emìneutissimi GardioaU , se si 
manteagono alla medesima altezza già stabilita,. 

91. Terzo 9 che si riconoscano amberà le fbói de£ Po » e le Taria* 
lioai ebe int esse suecedona- 

99^ E quarto finalmente t ohe in tanti Tuoghi Sa stabiTirsi , si pra- 
tiehi ancora il per altro men sicuro riscontro degli scandagli da fiir- 
ài per6 nella maggiore uniformità pos^bire..dB circostanze ^ ed io tal 
somma ancora si osservino le alterazioni de! fondo •> 

^^ Quando per tre, o qnatfiro lustri di si mi le esperimento iron si 
trvvi mutaziooe in quel fiume , potranno finahnente i Ferraresi de* 
fOfre il lolro timore ;. e diversamente seguendo j potrà allora il Pria» 
eipe prendere quella determinazioBe, che giudicMrà più opportuna» 
Vùt non è giusto frattanto , ebe un sol remoto spavento prevalga al» 
la Yovifea , ed aU' eccidio e presente, e futura dh tanta, e cos> eoo*» 
aiderabile parte della Slate ccoiesiastico » 



*d4 



RELAZIONE 



MI* Eminmtisi. e Reverendiss. Mg. Cardinale Pietro Paolo Conti 

sopra il regolamento dell' acque dMle tre provincie 

di Bologna 9 Ferrara ^ "e Romagna^ 



t. 



I. J danni i quali a oansa del corso sregolato de* fiumi » ^e partir- 
/colarmente del Reno si soffrono 5 o si temono come imminenti dallo 
tre Provincie di Bologna , Ferrara, e Romagna sono oramai dopo Io 
spazio di un secolo , e mezzo ridotti a segno » che non può dinerir* 
iene più lungamente il rimedio , volendo provvedere alla salvezza 
delle tre provincie accennate , che è quanto dire della più fertile , a* 
mena , doviziosa , e popolata parte ^ello stato della 4Jbiesa • Nella 
lunga , e diligentissima visita intrapresa y e terminata da V* £• di 
ordine di N. Sig. con tanto zelo , assiduità, e sofferenza ha V E* V., 
oltre a]l' assicurarsi con gli occhi propri delle calamità delle tre pro- 
vincie , e della necessità del riparo , rilevate tutte quelle circostan- 
ze di fatto , che possono servire a determinarne la scelta , e dalU 
scritture presentate delle parti interessate intese le ragioni , colle 
quali ciascuna lia procurato d*^ appoggiare quel progetto , il quale , il 
ilesiderio di bonificare i proprj terreni , la rimozione de* pericoli ve- 
ri , o immaginati , e la supposta facilità , e sicurezza dell' esecuzio- 
ne , le ha tatto credere il più adattato. Dovendo io però in sequela 
dell' onore compartitomi dall' £« V. con prescegliermi ad assisterla 
in qualità di matematico nella visita accennata, esporle il mio. de- 
bole sentimento , anderò prima esaminando i progetti esibiti dalla 
parti con. farvi «opra le riflessioni opportune , e quindi passerò al 
mio , il quale m' ingegnerò di dimostrate ueonforoie a i prmcipj gè- 
jieralmeote ricevuti d'idrometria, e alle regole comuni della prò-' 
denza : nel che fare mi dichiaro , che venendo obbligato dalla neces<- 
sità ad impugnare gli altrui pareri, intendo sempre di farlo senza 
minima diminuzione della stima giustamente dovuta ai loro Autori , 
e che da me pure in modo particolare loro si professa , protestando* 
mi di non avere altro scopo , che la ricerea del yero ^ con prevaler** 
mi a^ tal effetto di quella libertà di pensare , ed esporre i proprj 
pensieri ,^ la quale nelle controversie di questa sorte si accorda a 
chicchessia , purché nel farne uso serbi la aovuta mo.deraaione • 
II* Prima |»rò di passare più pltre 9 stimo a proposito il ri 



brevemente T isteria del eorte del Po ,* e del ttencr^ b- delle matazio^ 
Ili le qaali i>er legge di natara y o per opera umana sono accadute 
negli alvei deli' ano , e dell' altro , il che servirà » oltre al togliere aU 
ociai pregiadiz)^ , a pia chiara intelligenza dell' affare , che si ha fra 
le mani , e di quanto siamo per dire in appresso • É noto , che il Po 
dalla metà del duodecimo secolo fino al principio del decimosettimo 
ha avato il si|» corso per un alveo » il quale alla Stellata si divide- 
va in due rami , il destro de' quali 9Ì chiamava Po di Ferrara , e il 
•inistro di Venezia ,. o di Lombardia • Il Po di Ferrara giungendo al*- 
la punta di S* Giorgio si spartiva di nuovo in due altri rami , il de- 
stro detto di Prinuiro » o d Argenta.» e il sinistro di Volano » i qua- 
li vien creduto 9 che con poca differenza corrispondessero a' due chia- 
mati da Polibia, e da Plinio co' nomi di Padusa , e d'Olana . £ da 
notarsi però che col nome di Padusa s'intendeva ancora 1' estensione 
della Palude prodotta dagli spogli dell' istesso Po , la quale ne' tem- 

S\ più remoti occupatva gran parto della pianura di Lombardia » e di 
omagna , e della quale si veggono tuttavia i residui nelle paludi , 
che costeggiano a mano destra il corso del Primaro • Resta perciò 
senza fondamento 1' opinione di coloro » che pretesero di formare del- 
la Padusa un fiume particolare » e distinto dal Po > il quale con foce 
separata si scaricasse in mare 5 quando è certo > che la Padusa nella 
sua foce confondeva 1' acque con quelle delle altre bocche del Po , o 
tutte insieme correvano a coprire d' acque quel tratto della Spiaggia 
dell' Adriatico , il quale per la sua ampiezza si chiamava i sette ma-^ 
ri f e del quale una porzione si conserva ancora nelle valli di Gomao- 
ohio • Ma ritornando col discorso ai due rami del Po di Ferrara , e 
di Venezia , si mantennero essi in una specie di equilibrio ambidne 
proFoiidi , e navigabili da ogni sorte di legni fino alla metà del se- 
colo decimosesto , nel qual tempo fu osservato , che il Po di Ferrara 
andava manifestamente dimagrando 9 e impoverendosi d' acque, le 
quali venivano pei la massima parte assorbite dal Po di Venezia , e 
nell' istesso tempo si rialzava il fondo di modo che si era reso ormai 
impotente a sostenere i legni di maggior carico con pregiudizio del* 
la navigazione , e del commercio • I^n mancò veramente 1' ultimo 
de' Duchi di Ferrara Alfonso II. di sforzarsi di riparare a un tal di- 
sordine 5 avecido a quest' effetto fatte fabbricare con gravissima spe- 
sa diverse palizzate , pretendendo con esse di respinger V acque, die 
in troppa abbondanza entravano nel Po di Venezia ^ e d'obbligarle a 
incamminarsi per il ramo di Ferrara , ma con esito poco felice , es- 
sendo state ben presto scalzate , e distrutte dalla forzai di si gran 
fiume troppo superiore a questa sorta di ripari. Nello spazio di non 
molti anni la scarsezza dell' acqua, e la ripienezza dell' alveo nel. Po 
di Ferrara giunsero a s^no , che il Reno , e il Panaro entrandovi 



r' 



frolle loro piene in tempo d\ ftcqna iMttt , invece idi contìniiAre il 
caromiDo verso il mare^ rivolgevano per U massima parte V acque al 
oontrarip del cor^o del reeipiente ^ andando a ritrovare il Po di Vene» 
ria alla Stellata , finalmente poco dopo #egnitt la devolnrione del \>x^ 
cato di Ferrara alla 3* 3ede9 essendo alato rimoaso il Reno dal Pa 
di Ferrara f e intestato sussegaentemente T istesso^ Po Don nn arj^i- 
ne a traverso del suo aWeo vicino al Bondeno « oioè sotto appunto 
Io abocco in esso del Panaro » maoqò afiatto nel Po accennato P io* 
flusso deirac^ue del Po grande » o vogliamo dire del tronco dd Po 
auperiore alla Stellata fuori solamente del tempo delle piene « nel 
quale una porzione delP acque del Po grande ai sfogava per il ramo 
frià detto di Ferrara • Ma avendo mostrato V esperienza ^ cne il bene- 
fizio » il quale si riceveva dallo .acarico delle piene del Po grande « e- 
ra di poop momento , e non compensava di gran lunga il perìcolo « 
Udì quale dall' acc^ne del Po grande ricevute nelP alveo ristretto , e 
interrito del Po di Ferrara si poneva il Polesine di S. Giorgio, par* 
te tanto gelosa» e interessante del territorio Ferrarese , ra, segui- 
tando in questo particolare il consiglio del famoso p. alMle Castelli , 
tolta affatto ogni comunicazione fra il Po grande , e il l^o di Ferra- 
ra 9 intestando stabilmente qnest' ultimo al Bondeno , di modo che 
rimasto privo dopo quel temoo d' acque perenni fuori di quelle po- 
che, cbe gli vengono manoate dal canalino di Cento, ò divenato 
quasi cadavere di fiume , ba fino perduta V antica denominazione, va^ 
Bendo volgarmente chiamato a distinzione del Po grande ^ o di Ve- 
pe^ia col nome di Poatello» 

III* Per quanto spetta al corso del Reno non sono note cosi per 
appunto le vicende delle mutazioni seguite nel di lui alveo, e sola*- 
mente si hanno dei riscontri , che verso la metà del secolo decima* 
quinto andava unito col Panaro a shoccare nel Po di Ferrara , come 
apparisce dall' alveo abbandonato dallo atesso Reno a ponente della 
città di Cento, e altre voice ai scaricava nel Po con foce separa- 
ta • Né si esclude perciò , che il Reno aia andato in diversi teaipi 
a scaricarsi nelle paludi vicine al suo corso, o a quello del Po, ae* 
condo che gli davano occasione le rotte de* suoi argini, o i tagli ma- 
nufatti con i quali veniva distornato dai confinanti, ad effetto di bo- 
nificar colle deposizioni delle torbe le proprie possessioni » Tale per 
esempio fu la diversione del Reno fatta dal Poca Ercole IL di Fn^ 
rara, il quale venne Ifinalmente obbligato dal Pontefice Paofe III. 
mosso dalle querele de Bolognesi per il pregiudizio , che ne risenti- 
vano a rimetterlo nell' alveo usato , per il quale seguitò poi sempro 
a correre , fino che ne fu rimosso a tempo di Clemente VJIL Sicco* 
me ))erò dopo il recapito del Reno nel Po di Ferrara incominciò la 
ripienezza deir alveo dell* istesso Po a rendersi più sensibile , coaì è 



*97 

toccata al Reno la dit^zia ii TCtiìre incolpafo da mplti » come V a* 
tiica cacone dal riempimento accennato, il quale al parer loro non 
avrebbe mai avato Inogo^ ae il Reno. in Tcce d'essere introdotto nel 
Po a interrirlo colle sne sabbie» fosse perpetuamente rimasta confi- 
nato nel recinto della Padusa • H discorso ba qualche . apparenza , e 
concluderebbe ^ se nel Po di Ferrara non fossero entrate altre ac^é 
torbide fuori di quelle del Reno 9 o non potesse assegnarsi altra ca- 
gione fuori dell' immissione del Reno nell' alveo del Po capace di pro- 
durne il riempimento » Ma il Pò insieme col Reno riceveva ancora il 
Panaro , fiume non minore del Reno, ed egualmente torbido , e l'ec- 
cesso della pendenza nel ramo di Venezia sopra quella del ramo di 
Ferrara mediante la lunghezza della linea del primo 9 minore censi- 
derabilmente di quella della .linea del secondo , era più che sufficien-. 
te per tirare in progresso di tempo la maggior parte deli' acque nel 
ramo di Venezia » e conseguentemente indebolir tanto il corpo d' ac« 
qua del ramo di Fe^iira , che gli mancasse la forza necessaria per te- 
ner sospesa la terra 9 e l'arena delle piene senza lasciarla cadere al 
fondo : L' immissione del Reno nel Po di Ferrara potè dunque con- 
correre a interrirne l' alveo , poste le circostanze , nelle quali si ri- 
trovava il Po allora , ma non 1' avrebbe già verisimilmente interrito^ 
le quel ramo del Po non avesse preventivamente perduta la sua for- 
Ba còlla diminuzione dell' acque • Che se paresse difficile il concepi- 
re , come il Po di Ferrara dopo essersi mantenuto per lo spazio di 
quattro secoli profondo , e ricco d' acque a fronte del Po di Vene- 
zia abbia potuto nel termine di 6o. anni ridursi nel grado , che si è 
detto, couvien riflettere al prolungamento della linea dell' istesso Po 
mediami 1' arginature fabbricate dai Duchi di Ferrara per ottenere 
la bonificazione del Polesine di S. Giorgio , e 1' utile della pesca del- 
le valli di Comacchio. Non vi è dubbio, che il Po anticamente si 
scaricasse nelle paludi dette i sette mari, le quali col pelo si spia- 
navano sopra il livello del mare, ed avendo riguardo alla loro am- 
piezza , dovevano stendersi alla distanza di poche miglia dalla terra 
a* Argenta , dalla quale la foce del Primaro è lontano più di aS. mi- 
glia , di modo che il prolungamento della linea del Po medianti l' ar- 
ginature non sarà stato meno di i5. o j8. miglia, e la caduta del 
pelo del Po dalla Stellata alla distanza dello sbocco antico del Po 
nelle paludi d' Argenta , dovette necessariamente diminuirsi d' altret- 
tanto quanto importa la caduta del Primaro nelle ultime iS, o 18. 
miglia del suo corso. Non è dunque da stupire, se l'acque del Po 
grande ritrovando farsi sempre minore il declivio dalla parte del ra- 
mo di Ferrara , che da quella del ramo di Venezia , si rivolsero final- 
mente a quest' ultimo , abbandonando quasi totalmente il primo • 
' VL Comunque sia la perdita della navigazione tanto vantaggiosa 

38 



% 



N 



À9» 

*àel Po , e r istanze della città di Pemn mosf ero Glemenf e Vni. do^ 
pò seguita di freseo la devoliisione di qael Daoato alia S. Sede » ad 
ordinate col sno celebfe Brere la rimozione del Reno dal Po, gettan- 
dolo nella Tallo Sanmartina per vagarvi intanto» e bonificarla fino 
cÌÉ^ si compisse Pescavazione del Po di Ferrara » impresa supposta a 
quel Pontence di fiicile esecnzione per dorerie poi rimettere neiral- 
reo del Po ^ il quale si crederà , che profondato » e allargato , doves- 
se tosto ridursi all'antico equiliI>rio col Po di Venezia » e conseguen* 
temente restituire la perduta navigazione » La diversione del Reno 
con tuttoché contraddetta acremente dalla parte di Bologna , fu non- 
dimeno posta ad effetto 9 ma V esearazione del Po di Ferrara nella 
profondita e larghezza necessaria al fine di richiamarri in quantità 
sufficiente Tacque del Po grande , fu dopo dirersi tentatiri rìcono» 
scinta per opera impossibile ad eseguirsi senza il dispendio di più 
milioni , onde conrenne finalmente aM>andonare affatto il pensièro » 
Intanto il Reno ristretto nella Sanmartina non Soffri di starvi lungi^ 
mente rinchiuso » ma rotto V argine circondario » e fattasi strada nel- 
le valli di Marrara « diede principio colle inondazioni a quelle cala- 
mità del territorio Bolognese » le quali sono andate sempre serpendo » 
e dilatandosi fino al aiomo d' oggi • Queste si fecero considerabilmente 
maggiori allora che m Sanmartina ormai colmata, e ridottta capaca 
•di coltura, fu ricinta d'argini escludendone totalmente il Reno; il 
quale in conseguenza , venendogli impedito lo spaglio da quella pax^ 
te , fu sforzato a roltarsi ad occnpare altri terreni , come in fatti se- 
gui dei compresi nelle pianure del Geminale, Caprara, Poggio, Saa 
rrospero , S. Vinoenzio , ed altre , le quali erano per V avanti o in 
tutto , o in parte fertili , e buone , e rimasero sommerse » Per la 
stessa cagione le valli , che restavano situate ancora nelP antico fin 
il Poggio , e Malalbergo gonfie per V a£B«sso di tante acque si alza* 
reno di pelo in modo , che gli sceli campestri , che vi sboccavano ^ 
persero affatto la caduta, onde renne ad infrigidirsi gran quantità 
di terreni , che prima ri scolarano , e per la bassezza del recipiente 
si mantenerano asciutti. Inoltre il fondo delle stesse valli riempien- 
dosi , e rialzandosi dalle deposizioni delle torbe , fu causa , che il 
pelo delle inondazioni in progresso di tempo si andasse anch'esso 
sollerando , e in conseguenza le inondazioni si stendessero ad occa- 
])are maggior tratte di campagna nelle parti superiori , come si può 
riconoscere dal confronto delle somme escrescenze rilerate nella ri* 




cornspont 
piedi in una campagna poco meno che orizzontale. Né minora fu il 



J0 



a99 

pregiudizio cagionato dalle depoeizioni delle torbide del Reno allo 
valli di Marrafa , nelle quali rialzate di fondo, e di pelo, rimare, sa 
non impedito affatto , almeno gi^ndemente difficoltato l' ingresso agli 
scoli Lorgana , Fiumieello , e Zona , che vi mettevano foce , e servi- 
Yano di scarico a nna porzione considerabile del territorio di B(do» 
gna . U fondo stesso del Reno a misura che ha protratta la linea del 
tuo corso, si è andato ancor' esso sollevando non solo nelle valli , ma 
ancora superiormente come a Mirabelle 5 a Cento , alla Pieve , dispo- 
nendosi in nna curvità regolare per mantenersi la caduta necessaria j, 
di modo, che ridotto superiore alla campagna coir arginature soste- 
snte.ad altezze che fanno spavento, finalmente squarciando gli ar- 
gini alla destra con diverse rotte , chiamate secondo i siti Risacca , 
Annegati, Panfilia, 1a quale ultima resta tuttavia aperta, ha cagiona- 
ti danni immensi , e particolarmente coli' occasione della Panfilia , ha 
posta sotto acqua tutta la pianura situata fra il suo alveo ^ e il Pog- 
gio Lambertini , nella quale si comprendono le vaste tenute del Pog- 
gio di S. Prospero , di S. Vincenzo , oltre molti altri terreni posti 
nelle comunità di Galiera, di S« Vincenzo, e di S. Agostino. 

V. Ai danni accennati prodotti dagli spagli del Reno nelle valli su-- 
periori, ha in ogni tempo contribuito non poco l'angustia delle boo- 
nhe per le quali l' acqUe del Reno si scaricavano nel Po , e la lun-^ 
ghezza , ristrettezza , e tortuosità dell' alveo del Primaro , per il qua- 
le dovevano condursi in mare. Oltre a ciò le stesse piene del Reno 
entrate nel Primaro , 1' alveo del quale a man destra è disarginato , 
trabboccando riempiono le valli inferiori di Marmorta , e d' Argenta 
insieme coli' altre situate nel territorio di Romagna, cioè di Filo, 
Liongastrino , e della Vela , infelìcitando così gli scoli delle campagne 
adiacenti • Non può però ne^rsi , che ai danni , che soffrono le cam- 

{>agne accennate non concorra efficacemente un'altra cagione, cìoò 
a ripienezza delle stesse valli medianti le deposizioni delle torbide 
dei torrenti 5illaro, Quaderna, Santerno ec, a motivo della quale 
le piene dei torrenti menzionati , e degli scoli campestri non tro- 
vando più spazio sufficiente dove essere ricevute , sono sforzate a 
spandersi , e occupare quei terreni , che una volta, erano asciutti , e 
coltivati « Vero e altresì , che il pregitedizio cagionato dalle deposi- 
zioni dei torrenti sarebbe riuscito molto minore , o forse anche con- 
Tertito in vantaggio di non poca conseguenza , se i proprietari delle 
Talli, e della campagna vicina, in vece di permettere ai torrenti dì 
▼agare senza regola; e deporre qua , e là a caso la terra , si fosisero 
valuti del benefazio delle torbide per rialzare i terreni situati nel 
labro delle valli, e avessero intraprese nel circondario, stesso delle 
valli le colmato regolari, provvedendo all'acque chiarificate scolo 
lìbero nel modo che si pratica in Toscana nella campagna delle 



Sòo 



Chiane , e altroTO eoo eTideofe ntilita del pnbblioo ^ e dei priTati f 

VI. Non mancarono i tignorì Bolognesi fin dal tèmpo dei primi 
•uccessorì di Clemente VIIL , e particolarmente di Gregorio XV. , e 
d' Urbano VIIL d' insistere con replicati ricorsi , acciò il Reno fosse 
riiwsso dalle valli , nelle quali era stato confinato per modo di jprov* 
visione con procurargli esito conveniente ^ proponendo a tale efiettOy 
giaccbè l'esperienza aveva mostrata T impossibilità dell'ideata esca» 
vasione del Po di Ferrara, di recapitarlo nel Po di Venezia per la 
strada più breve » e meno incomoda. Questa proposta incontrò subì* 
to la contradizione dei signori Ferraresi per timore che il Reno, il 

?nale al parer loro aveva per se solo interrato colle torbide il Po di 
errara introdotto nel Po di Venezia facesse lo stesso. Alle opposi- 
aioni dei signori Ferraresi si sono aggiunte aegli ultimi tempi Graella 
dei Principi confinanti col corso del Po, benché l'esempio del rana* 
ro, il quale nel Pontificato di Gregorio XV. era stato condotto a 
^ learìcarsi nel Po di Venezia senza avervi cagionato veruno dei disor- 
dini , che si temevano per l'immissione del Reno nello stesso fiume , 
potesse parere argomento sufficiente per giustificare il sentimento 
di chi credeva il recapito nel Po del Reno , esente da ogni perìcolo • 
Comunque sia questa controversia fra due provincie confinanti , e 
suddite d' uno stesso Sovrano sopra il ricevere , o non ricevere nel Po 
l'acque del Reno, è durata, non ostanti le visite, e i voti di più 
commissàri Apostolici , un secolo , e mezzo , e può dirsi , ohe eolle 
scritture, e trattati pubblicati in questa occasione dai più illustri 
matematici d' Italia , principiando dal p. Ablite Castelli , consultati 
dalle parti , e dai^ visitatori Apostolici , ha dato motivo , se non al 
sollievo sperato dagl'interessati nelle campagne danneggiate dal Re- 
no , certamente al progresso , e al grado di perfezione al quale si ve- 
de modernamente condotta la dottrina importantissima dell' architeC« 
tura delle acque. 

VII. Mosso finalmente da tante calamità l'animo paterno della S. 
M. di Benedetto XIV. , risolse , abbandonando il progetto di ricapi- 
tare il Reno nel Po, di provvedere in altro modo di scolo pia feli- 
ce all' acque , che inondavano le campagne superiori del Bolognese 
con ordinare 1' escavazione di una fossa , la quale per la via più bre- 
ve, e meno impedita le scaricasse nel Primaro. Questa fu il tanto 
celebre cavo Benedettino , il quale principiando dal passo Serai , e 

J prendendo , le acque provenienti dal Reno dopo chiarificate nelle vai- 
i del Poggio, e di Malalbergo doveva portarle nel Primaro al Moi^ 
Sene con ricevere per la strada le acque della Savena , e dell' Idice, 
[ quale mediante una rotta aveva abbandonato il suo antico corso 
nelle valli di Marmorta , e si spandeva sopra i terreni di S. M. Mad- 
dalena t di Co di fiume» ed altri. L'idea del cavo aocennaitOi h 



1 



Sci 

optale non fu fissata dal Pontefice senz* averne V approvazione di so|^ 
getti di valore , e periti delle dottrine idrometriche , avrebbe certa*' 
mente ottenuto il suo fine » se nel porla in esecuzione , per una sor* 
te di fatalità » non si fossero frapposti diversi accidenti , i quali ope* 
rarono » che i disordini prodotti dal corso sregolato dell' acque in ve- 
ce di diminuire si accrescessero più che mai* Primieramente dasen^ 
dosi incontrata nella costruzione del cavo uoa valle di pessimo fon«> 
ìdo y detta la valle di Gandanzolo , si pretese di sostenervi a dispetto 
della mala qualità del terreno V arginature y le quali non reggendo 9 
anzi venendo appena costrutte 9 ingoiate per cosi dire dal suolo ista* 
bile 9 e marcio , fu alla fine presa la lisoluzione di abbracciare con 
due coronelle la circonferenza intera della valle. Questo partito, il 
quale a dire il vero avrebbe dovuto esser abbracciato assai prima a« 
vanti d* impegnarsi in ispese esorbitanti » e inutili , riusci nondime- 
no anch' esso vano per non essere stati costrutti gli argini di quel* 
r altezza ^ e robustezza, che ricercava la condizione del.sito^e 
del corpo dell' acque , che si volevano inalveare , onde si ruppero in 
più luoghi f e V acque esceodo dalle rotte tornarono a spagliare BOr 
pra gli stessi terreni che coprivano avanti , e a cadere nel Primaro 
er la solita foce delle Gacuppàtè • In secondo luogo la rottura del- 
e coronelle accennate produsse un altro non minor disordine , ed è, 
c^e V Idice giungendo colle sue piene , e trovando caduta nell' alveo 
del cavo tanto superiormente, che inferiormente al suo sbocco prin* 
cipiò a dividere 1 acque , parte trasmettendone verso il Morgone ^ e 
parte con moto retrogrado verso le rotte menzionate di Gandazolo , 
mediante la qual divisione , divenendo minore il corpo , ed in conse* 

J;uenza la velocità dell' acque rimaste inoltre prive dell' impulso del- 
' acqua chiara del cavo divertita per le rotte , persero la forza ne- 
cessaria per sostenere incorporata la terra, e la sabbia, le quali ca- 
dendo al fondo, lo riempirono in modo , che resta impedito l' ingres- 
so nel cavo a' due Scoli Zena , e Fiumicello , i fondi de' quali nello 
sbocco sono assai più bassi del fondo presente del cavo. Questa bas- 
sezza è causa y che le acque piovane , che sì scaricavano per gli «co- 
li accennati non avendo più esito sono costrette a fermarsi sopra le 
campagne , onde restano inondate l' ampie pianure comprese nelle co- 
munità di S. Gabriello , Barisella ec. All' inconveniente accennato 
della ripienezza del cavo Benedettino ha contribuito ancora non po- 
co la rovina seguita repentinamente in occasione d' una piena delrl- 
dice della chiusa , o steccata fabbricata al suo sbocco ad effetto 
d' impedire l' abbassamento del fondo sopra lo sbocco per unirsi col 
fondo del recipiente. Ma non essendo la chiusa stata costrutta della 
•tabilità , éhe si richiedeva , rimase mediante un gorgo prodotto al 
atto piede dalla caduta dell'acque scalzata^ e indtebolita a segno, che 



E 



Sol 

dovette necesiammente cedere d peso «del ferreoo » «d air impet<] 
della corrente, la qiiale superato r ostacolo della chiusa , tirò seoo 
immediatamente la sabbia , e la terra dell* alveo delP Idioe^ fino al-^ 
la profondità d' alquanti piedi , deponendola poi per la massima par* 
te neir alveo .del oavo . Oltre i danni .esposti accaduti in consegnen* 
sa della esecuzione poco ben regolata della fabbrica del cavo , un al- 
tro pure ne risente il Primaro mediante la maggior altezza^ e dura- 
ta delle piene nel tratto da Marrara al Morgone • .La causa icnmedi^^ 
ta di tale accrescimento d' altezza 9 e di tempo delle piene nel Pri- 
maro, pare che debba riferirsi non tanto al rialeamoato dei fondo, 
quanto all'angustia della sezione dello stesso fiume .dirimpetto al 
Mprgone ridotta in oggi assai più ristretta di quello, che già era 
prima della costrcKione degli argini del cavo , i quali in vicinanza 
del suo «becco con àoeostarsi air argine sinistro del Primaro , ne li- 
mitano , e ristringono considerabilmenta la sezione , né può meUer- 
81 in dabbio , che rimossi gli argini menzionati del cavo in quel -si- 
to , e reso più libero , e capace il passo all' acque ., queste non doves- 
aero smaltirsi più velocemente, le piene in oonseguenza riuscire 
meno alte , e più brevi • 

Vili. Resta ^ che si mettano in vista i danni , i quali sono per suc- 
cedere^ necessariamente nell' avvenire , se non si prendono le oppor'- 
tune risoluzioni per il regolamento delle acque menzionate • E prima 
]>er quanto spetta al ' territorio di Bologna , è manifesto » che duran- 
do la aeque torbide dei torrenti a spagliare sopra i terreni inondati 
gli anderanno benchò irregolarmente alzando , e colmando colle de- 
posizioni , e si alzarono di pelo anch' esse , quando non veqgano prov- 
viste di scolo più libero , e si spanderaivM ad occupare le campagne 
superiori , che presentemente sodo asciutte , -a coltivate • Secondaria- 
mente per la stessa ragione venendo a crescere gì' impedimenti agli 
seoli delle campagne , resteranno le medesime tanto più offese oai 
ristagni delle acque piovane, e ridnoendosi a condizione sempre più 
infelice • £ sebbene e vero , che le inondazioni per la ùtuazione del 
terreno, il quale nelle parti superiori resta molti piedi più alto del 
pelo delle vidli^ e delle campagne inondate, hanno un limite, oltre 
al quale non arriveranno giammai qualunque siano i ravvolgimenti, 
che farà il Reno col rimanente dei torrenti nella pianura più bassa , 
non lascia però il pregiudizio cagionato dal oorso irregolare di tanto 
aeque al territorio di Bologna d' esser considerabilissimo , scorgendo- 
ai tratto eosi ampio di campagna fruttifera ridotto ad un vero la^o 
d' acqua palustre colla perdita delle sostanze di gran numero di fa- 
mìglie, rovina di fabbriche, e diminuzione di popolo, e 'd' agricol- 
tura , che ò quanto dire del nervo dello stato , disgrazia invero , cho 
merita ogni compassione , come accaduta senza veruna saa colpa ad 



N 



So8 

una oittit r It quale per h* grandessa , la popohiziene » i! commer^A»; 
e Io stadio delle belle arti, e delle scienze /iMdle quali tanto si dì- 
itiof^ae 9 merita di esser riguardata a gran ragione » come una delle 
pia illustri 9 e splendide d' Italia • 

IX. Per quanto appartiene alla provincia di Ferrara » il principai 
pregiudizio y ehe scure mediante il^ corso presente delle acque , si ri^ 
duce sopra tutto all' altezza delle piene del Primaro , il quale dura 
a correr geofio venti » trenta y e talora più giorni » mìnaceiando dal- 
r alto degli argini y ai quali appena vestana pecbe once di franco so- 
pra il pelò delle piene maggiori di traboccare y e sommergere il Poi- 
lesine ai & Giorgio , parte importantissima del territorio dì Ferrara» 
e dal quale quella città tanto nobile , e riguardevole ricava princi* 

falmente il suo sostentamento . Questo pericolo delle inondazioni del 
rimare , dee per neoessità andar sempre pia crescendo nelL' avveni- 
re per il ristringimento delle valli situate a man destra , le quali si 
riempiono d' acqua y e servono di diversivo al Primaro y durante il 
tempo^ delle piene • Che le valli accennate si siano ristrette , e si va- 
dano continuamente ristringendo , non può negarsi da chi riflette al 
numero- dei torrenti y ehe vi metton toce , e vi depongono le loro 
torbide , e alla quantità dei terreni y che nel recinto delle valli sono 
rimasti scoperti y e bonificati .. 

Non è patrimenle da farsi poco conto del danno. , che riceve il Poi- 
lesine accennato daUe sorgive , le quali in tempo d' acque alte del 
Primaro facendosi strada a traverso dell' argine scaturiscono al piò 
della scarpa estema particolarmente in quel tratto y che resta fira Mag- 
iara 9 e il Morgone • Queste > e per V abbondanza dell' acqua che tra- 
mandano , o perchè riempiendo ^i scoli maestri impediscono lo scarico 
all' aeque piovane del Polesine > le qual^ perciò si trattengono stagnanti 
topra la superficie dei campi , sono cagione » ohe una buona quantità di 
terreno rimane infrigidita, la quale» rimosso uu tale ostacolo , sarehr 
be buona y e fruttifera al ])ari del reito di quella fertilissima campagna • 

AI danno dei terreni del Polesine o&si dalle sorgive y si dee ag^ 

f fungere il pregiudiaio* d'un' altra parte non piccola del territorio 
ierraiese situata' alla destra del Primaro , la quale è sottoposta allo 
•paelio delle aeque dei torrenti di Marmorta ,. e ai trabocchi di queL- 
le del Primaro senaa speranza di poterne mai ricavare vernu frutto y 
^2>enchè buona porzione della medesima sia in grado di poter ricevere 
qualunque coltura. Ho detto buona porrione per escludere le valli 
di Marmorta , e d' Argenta le quali benché comprese nel tratto ao- 
connato del territorio di Ferrara y non sono y conforme si ò rilevato 
dalle osservazioni della visita capaci di bonificazione ia altro modo-» 
che per replezione venendo ripiene » e colmate di terra per mezzo 
delle torbide dei torreuu . 



/ 



Sc4 

X. li pfegiadi^sio ^ che 0oirre U Romtgiia propiameiife detta ^ eon^ 
•iste neir inondazione di i^ueir ampio tratto di terreno» che retta 
compreso fra il Prìmaro » lì Santeroo» e lo sepie Zaniolo, medianti I 
trabocchi del Prìmaro , il qnale nella miglior parte della sponda de^ 
atra è privo d' arginatjdre ^ e ta)e vien mantenuto a bella posta ^ acciò 
le sne piene possano spandersi, liberamente per la campagna men^o« 
^ nata 9 la quale in questa modo serve al fiume di diversiro » Coir ar« 
ginare il Prìmaro a mano destra pon yì è dubbio, che escludendoai 
& piene , si farebbe adquisto di gran quantità di terre 9 alle quaH 
niente altro manca per esser buone» e ooltiyabiU » che U liberarsi 
dalle inondazioni , e infatti non hanno lasciato gl^ interessiti 4ella Ro- 
. magna di addpprarsi più volte per ottenere la permissione di munire 
coir ar^natnre la sponda del Prìmaro alla destra» ma l'interesse dei 
aignorì^ Ferraresi ^ ai quali compie » che il Primato spanda le acqne 
per le campagne situate dirimpetto al Polesine di S« Giorgio, acciò 
il pelo delle piene si alssi meno , e non pon^a in pericolo gli argtm 
del Polesine ^ è atato cagione , che sempre si aono opposti * L* istesso 
appunto accade ai terreni situati fra il Santerno » e S. Alberto > nel' 
qual tratto parimente il Prìmaro alla destra rìmaue almeno in gran 
parte privo d' arginature p 

XIp è manifesto, che il fine da prefiggersi per rimediare ai daor 
tii , e periixoli fin qui esposti , non può esser altro » che V impedire 
lo spaglio delle acque dei torrenti sopra i terreni coltivati» colti^ 
Tahiti con ridurle in un solo alveo » dal quale vengono oaudotte al 
mare , ed il provvedere nello stesso tempo le campagne di scoli a- 
dattati per lo scarico delle piovane. Ho detto con ridurre le aoque 
de' torrenti in un solo alveo» perchè troppo gran semplicità sarebbe 
il figurarsi di poterle condurre- al loro termine più felicemente per 
alvei separati , pure di diminuire » diminuendo la quantità delle 
acque ristrette in un alveo solo» la spesa» la soggezione» e i peri^ 
coli qualunque fossero » nei quali ci ponesse la di lui. costruzione « 
La ragione accompagnata dall' esperienza mostra , che è proprietà 
generale dei fiumi torbidi il richiedere in parità dell'altre circostan* 
ze minor declività d' alveo , quando corrono più ricchi d' acque par^ 
ticolarmente perenni, e all'opposto maggiore» quando sono piÀ scar- 
si, e che le acque sono temporanee. In conseguenza Irattandosi dì 
torrenti i quali per lo smaltimento delle torbide richiedono per l' or* 
. dìnario cadute di tre , quattro e più piedi per migUo , riesce impose 
sibile il condurli per campagne di poco declive senza unirne insieme 
più d' uno 5 e senza sottoporsi al dispendio , ed al pericolo d' argina* 
ture altissime per contenere l'acque sopra fondi superiori al piane 
della campagna. Supponendo dunque, come è ragionevole, e confort 
me alle regole universalmente ricevute d' idrometria » che il Rene 



( • 



8c5 

unito Al resto dei tonanti del Bolognese ^ e della Romagna, debUsi 
per un sol alveo coodorsi al mare » tre eoao le linee 9 'per le qaali 
viea proposto d' incamminarlo « 
XIL La prima si parte dalla rotta Panfilia, e giunge retta fino al 

Sasso Segni* la questo spazio attraveiya le valli del Poggio , e di 
[alalbergo ^ ed in ultin^o seguita la direzione del canale detto della 
navigazione ordinaria con una lunghezza in t-utto di miglia so. Quin- 
di proseguisce per il cavo Benedettino fino alP ultima svolta avanti 
il Morgone per un tratto di miglia 7, e pertiche iSo. Dalla svolta 
accennata si conduca per altro tratto di miglia %y % perlinhe ^4^« fi- 
so a un punto preso nel canale della Beecara, e distante dal Prima- 
ro misurando secondo P andamento dello stesso canale un niglio e 
5!0. pertiche. Qui poi sì volge verso il Primaro,coii 5 rette di lun- 
ghezza fra tutte di Miglia 4 9 ^ pertiche ^260. si conduce in Primaro 
dirimpetto alla Bastia « In questo tratto passa per terreni situati fra 

10 stesso Primaro ^ e le valli d' Argenta , come mej^Uo si può vedere 
nella pianta . It restante dell' alveo del Reno fino al mare ^ non è al^ 
tro elle il Primaro arenato da ambedue le partii e ridotto alla con* 
veniente larjgfaezea» abbreviandone inoltre il corso con diversi addi* 
rizzamene 9 con i quali in sostanza si abbandona quasi interamente 
P alveo Tecchio del Primaro dalla Bastia fino a S. Alberto* V ultimo 
tratto da S. Alberto al mate resta lo stesso , ed è comune a tutti 
tre i progetti • Gli addirizssamenti accennati si riducono ai seguenti • 

11 primo dilla Bastia alla Miadonna dei Boschi^ portando P alveo sul 
labbro superiore delle valli di Filo, e Longastrino nello spalto fra 
esse 9 ed il Santerno^ Il secondo dal termine del primo fino allo sboe« 
co del Senio » Il terzo ^ ed il quarto finalmente per togliere la graii*^ 
de svolta 9 che fa X Primaro superiormente a S. Alberto , e P altra ia 
faccia delle Mandriole^ 

XHI, La seconda Unea proposta per P inalveauone del Bmo 9 e 
ì torrenti piglia il Bent alla Botta Sampieri ^ sef;uitaBd# per qual* 
che tratto la direzione del suo alveo superiore alla detta Botta %. tta 
in seguito piegando verso ostro giunge ad uu punto distante 90» per^ 
fiche a tramontana dal convento dei pp. Francescani, in vieinann 
del quale riceve la Sammoggia divertita in un pimto inferiore ni^fii 
» \ alla coafluenza ddla medesima col Lavino* Dal punto aoeenmio 
seguita per 440. pertidie in linea, retta fino alla fossa storta, iga. 
pertìehe sopca tjl sbocco della medesima fi>ssa in RicJo. Quindi ftcen- 
do «n Mgdk^, api>ena sensibile verso tramontana, si avanza con al* 
tra retta di j4> nisglia, e agS. pertiche, fino ad un punto situato 
in istanza di So. peruciia verso estro dalla chiesa di IHiiaseo • Oi 
& I^goido oou nn angolo parimente assai lieve verso tramontana va. 
«Ire retta di migfia a ,. q pet tiche 8e. ad inooittraro n» punto 



3to6 

<listanfe 70. perticKe verso tltro daV palazzo dèlia Frascata soìlà vi:t^ 
Corriera, e quivi dopo altra piccola piegatura s'inoltra dirittamente 
per "6. miglia, e 267. pertiche fino allo scolo dell' Alfonsine 6io. 
pertiche sopra lo sbocco del medesimo in Primaro. Colà nuovameotQ' 
ìocarvandosi alquanto verso il Primaro taglia la strada Raspona iit 
distanza da quel fluide di pertiche 44^ 9^ giunta al Senio- proceden- 
do dirittamente entra in Primaro alla chiavica Formenti a S« Alber- 
to, e finalmente per l'alveo del Primara in mare.. 

XIV. La terza linea, che può ancora chiamarsi superiore, essendo^ 
tale rispetto al sito dei terreni, per i quali passa in paragone deU- 
V altre due linee , principia con pigliare il Reno vieico all' osteria di 
Malacappa , donde^ incurvandosi leggermente lo porta verso Riolo , . 
passando prima circa loo.- pertiche sopra la Palazzina detta il Chie- 
sette per lunghezza in- tutto d'un< migliore ^. In questo sito si 
propone d'unirlo alla Sammoggia con divertirla circa a 3oo. pertiche 
sotto Forcelli , cioè sotto la confluenza della medesima col Lavino»'. 
Dall'ingresso della Sammoggia continua la linea per Simiglia flno al 
naviglio, il quale resta intersecato dalla medesima in un punte infe- 
riore joo. pertiche al punto livellato dai Periti -Di qui seguita per 
miglia 6. scarse fino all'Idice, ice. pertiche sopra la chiesa dei Ron- 
chi , attraversando prima il torrente Savena poco «opra la chiesa del-- 
la Gà dei Fabbri nel punto a- un dipresso per il quale è passata la. 
livellazione. S'indirizza in seguito alla volta del Sillaro circa a loo. 

{>erttohe sotto la chiesa di Portonuovo. La lunghezza del. tratto £%• 
'IdicOy-e il Sillaro ò di miglia 9 , e uu quinto , e l'andamento pre* 
ciso è il seguente. Dalf Idice va dirittamente- alla svolta della Qua« 
derna , dove si unisce colla Gaiana aoa. perticbe in circa sopra il 
palazzo della Contea Malvezzi. Indi* eosteggia per lungo spazio l'al^ 
veo della Quaderna portandosi in seguito al Sillaro nel punto indica- 
to di sopra. Dal Sillaro s'incammina la linea dirittamente verso' il 
casino Bagnara , ed in seguito al Santerno fino a 100. pertiche ia 
circa sotto Posteria del Moro. Quindi continua il suo corso- verso 
l'osteria delllt Pianta, e precisamente ad un punto, che resta 4<^<x 

Sertiche ad ostro della detta- osteria. La lunghezza della linea dal^ 
illaro all'osteria menzionata è di miglia 7. Finalmente da quest'ul- 
timo punto si^ conduce ad unirsi alia seconda linea sopra la chiesa 
delk Madonna del Passetto e colla direzione- di essa va a terminare 
nel Primaro in fàccia a S.- Alberto dopo scorso uno Spazio di^ miglia 
f. Da S. Alberto poi al mare, come nell'altre due linee inferiori^ 
così parimente in questa serve l' alveo dello stesso' Primaro fuorché- 
in fiiocia alle Mandriole , dove si propone di fare un- taglio per leva« 
re la grande svolta, che è in^ quel sito ^ e allora la lunghene^deU' at 
veo del Primaro da S. Alberto al mare ^ sarà di miglia 6. e o&^fiunto. 



*o7 

1SV. 'Oltre alle fr^Jinee già esposte pnò anoera aver luogo un al- 
tro progetto, «ed è, ritenendo gli stessi 'Mpposti della prima -licrea dal 
Ren9 fina al Morgoiie,* di condurre Tacque del Reno dal Morgone 
alla Bastia 9 e dalla Bastia a Longastrino valendosi dell'alveo presente 
del Frìmaro ridotto però alla eonveniente larghezza, 'e aiirginato, e 
(?a Longastrino scaricarle unite «U' acque del Primaro nelle valli di 
Comacchio ,. ria|^rendo la bocca oramai chiusa di Bellocchio . Degli 
altri progetti ideati, ed esposti con isoritture pubbliche, o private in 
occasione della vìsita, n#n- è necessario far menzione particolare, 
mentre o si riducono con poco divario ad uno dei tre primi accen* 
»ati di sopra 9 o sono tali, che ad ogni modo sarebbe tempo, e o^ 
j)era perduta il ragionarne. 

XYl* Non istaremo nemmeno ad esaminare la proposizione altre 
volte tanto dibattuta del ricapito del Reno nel Po di Lombardia, e 
ciò per i seguenti motivi. In primo luogo perchè essendo stata *^la 
visita ultimamente fatta diretta unicamente al fine dì esaminare il 
progetto di condurre Tacque del Reno., e del resto dei torrenti del 
-mlognetia 5 e della Romagna al mare per il Primaro , o per altro al- 
veo da scavarsi parallelamente allo stesso Primaro , non si eooo pre* 
ae altre notizie ^ nò fatte altre operazioni, che relativamente al cor- 
ào del'Prìraaro, ed alla situazione delle valli, e campagne adiacenti ^ 
onde non si e in grado per mancanza dì fatti sicuri , e concordati 
fra le partì ^^ rispondere alle opposizioni , che fossero poste in cam- 
po (come sì può certamente aspettare che lo sarebbero) contro la 
proposizione accennata, particolarmente appofgiate alla diversità , la 
quale venisse preteso ritrovarsi f«a lo stato, nel quale sono di pre« 
sente i fondi del Po , e del Reno ^ e quello , io cui ^rano nel tempo 
^delle «visite Riviera , e Rinuccinì • Secondo , perchè voltando il Reno 
nel Po conforme al sentimento dei visitatori Apostolici , si rimedìe- 
irebbe è vero ai danni^^ che soffre la parte superiore della campagna 
Bolognese , ma resterebbe senza 'rimedio la parte più bassa sottoposta 
all^ spaglio dei torrenti pcincipalmente d'Idica, e di Savena, sìcQo- 
me converrdabe tralasciare il pensiero della bonificazione della Roma- 
gna.^ Terzo, è da riflettere alT opposizione dei Princìpi confinanti., i 
qaali non è verisimile , che siano per recedere dalle massime abbrac- 
ciate da essi con tanto impegno in occasione delle visite passate « 

XVIL Che poi conducendo il Reno a scaricarsi nel Po grande., sia. 
impossibile il riparare alle inondazioni cagionate dal rimanente dei 
torrenti del Bolognese, e della Romagna, si rende manifesto <, censi* 
dorando, che non possono i torrenti in tal caso unirai col Reno in 
un alveo comune , e dovendo portarsi al mare , o nel Po separati , 0. 
privi delT impulso delT acque del Reno, richiedono cadute grandi, 
e tali , che sollevojrehbero i %pdi de||U.alyQÌ ad altezze enormi sopra 



So8 



/ 



trettanto sopn'il piano della eampagoa. God uq calcolo poco 
rente ritroveremo > ohe airiJice preso parimente a} sao sh#C( 



il piallo delle campagne . Sdppooebìamo per ptmpioi che dovease 
recapitarsi Savena nel Po » preodeiìdola al sao sbocco nel cavo Bene- 
dettino , dove il suo fondo si è ritrovato più aito del pelo Jbisao del 
mare piedi aa. 1 1 » conduoendola direttamente al Ponte di Lago* 
scuro per ma tratto di ii. miglia ^ ohe è il più breve ^ per il anale 
ai possa giungere al Po partendo dal aita accennato. U pelo nassa 
del Po a Lago scuro ò più alto del pelo basso del Haare 7. piedi , i 
quali aottratti dalla caduta di Savona sopra il pelo basso del mare 9 
laaoiano di differenza piedi 1 5. 11 , ed a questi aggiungendo 4* P^^* 
di, per i quali l'alveo di Savena allo sbocco dovrebM profondarai 
sotto il pelo basso del Po , avremo in tutto di caduta , per il fondo 
di Savena dal Benedettino al Po grande piedi 19. ii. Ma Savena» 
come si ricava dalle livellazioni» richiede tre piedi almeno di caduta 
per miglio ed in conseguenza in 11» migfia 33. piedi , dunque man* 
c&no alla caduta di Savena nel tratto accennato i3. piedi » per gua« 
dagnare i quali converrebbe » che il fondo^ di Saveiia a* alzazze d al« 

poco diffe- 
sh#cco nel 
Benedettino mancano per condursi nel Po a Lagodcuro 7. piedi di 
caduta • E ae bene e vero» obe i due torrenti menzionati potrebbe- 
ro portarsi uniti per un tratto di circa 6. miglia , nel qual caso noa 
è da dubitare 9 che si guadagnerebbe qualche cosa nella caduiap» pa- 
re altresì quasi certo , che il guadagno non può esser tanto da oom<* 
pensare il difetto» che si è ritrovato di sopra nel aupposto, che aiii* 
x>idtte i torrenti doveaaèro portarsi al Po grande aeparati. Si aggiun- 
ga » che la campagna , la quale dovrebbe tagliarsi colP alveo dei det- 
ti torrenti è molto bassa » onde nasce ragionerò! motivo di dubitare » 
che l' alveo non potesse tenersi incassato , e rimarrebbero inoltre ta- 
gliati f e impediti gli scoli » ancor essi bassissimi » del Polesine di 
Casaglia » nel quale sono comprese le vaste tenute delia Diamanttoa » 
e di CasagHa» e buona quantità di terreni dei <(fstret,ti dell' osp^dn^ 
le» di S. Kagioy Palaotone, Ravalle, e $Urì, ohe si tralasciano . -Ms 
se in vece di recarvi tare T Idice nel Po grande» si volesse condairla 
aolitarìo al mare per ta lìnea più brete * la quale sarebbe di nuglia 
m<) , principiando parimente dal suo abocco nel BenedetÉno , rìtrove-* 
remo , supposU la caduta delP Idice di due piedi per miglio» e che 
la pendenza deir alveo si perda affatto nella distanza di 6. miglia 
dal mare» che alla caduta totale manca qualche cosa più di aS. pie- 
di . Se poi aupporremò di condurre ridice per l'alveo del Primaro » 
dandogli la caduta di due piedi per miglio , aupposti di aopra 9 e pò- 
ito inoltre , che la pendenza deir alveo svaniaca io. miglia sopra la 
foce del Prìmaro in mare» ai troverà» che la mancanza di caduta 
a«n è meno di So. piedi » e oeiiaegaei|termenta riesce maggiore, ohe 



"e' 



809 

nelP altro caso • Né è da far gran capitale dell' anione coir Idice de« 
gli altri torrenti inferiori fino al Santerno » essendo i medesimi di 
poca portata paragonati all' Idice y conforme si raccoglie dalle penden- 
se dei loro alvei 9 le quali in paragone della pendenza dell' Idice si 
sono ritrovate assai maggiori. Riman dunque provato ^ ohe volendo 
ottenere la bonificazione generale dei terreni inondati delle tre Pro- 
vincie y è in^pensabile V oaire l' acque del Reno con quelle degli 
altri torrenti, e ristrette in un solo alveo» portarle al mare per una 
linea alla destra del Primaro» nel modo, cne vedremo in appresso. 

XVIII. Passando ora all' esame delle tre linee accennate di sopra , 
iocomiiicìando dalla prima, nella quale si propone di valersi dell'al- 
veo del Primaro facendovi le necessarie mutazioni per iscaricarvi l' ac* 
que del Reno , e dei torrenti , fu questa pensiero del sig. Gabbriel- 
lo Manfredi di chiariss. mem. spiegato da lui diffusamente in nna 
sua serittura* pubblicata colle stampe nel mese di Febbraio dell' anno 
1759. S oppose in essa il sig. Manfredi la caduta del pelo basso del 
Primaro dal .cavedone di Marrara al mare di piedi 27. coerentemen* 
te al risultato della livellazione dello stesso Primaro fatta d'accordo 
da tre periti eletti dalle tre provincie 1' anno 17S8. Oltre a ciò os* 
serva il sig. Manfredi, valendosi detto serioni del Primaro, prese in 
occasione della livellazione accennata , e parimente delle sezioni del 
Po grande prese nelle due ultime visite Riviera , e Rinnccini , che il 
fendo degli alvei dei fiumi superiormente ai loro sbocchi in mare 
non si dispone in una declività continuata, e nemmeno si mantiene 
sempre superiore di livello al fondo degli sbocchi , ma in qualche di* 
stanza dal mare si abbassa sotto il fondo degli sbocchi , e quindi va 
gradatamente risalendo » e facendosi acclive , di modo , che la sua li- 
nea rappresenta una specie di conoide , la quale tocca colla sua por* 
zione convessa una retta parallela air orizzonte nel ponto infimo di 
tutto l'alveo. Da questa osservazione deduceva sottilmente il signor 
Manfredi , eiie per determinare la'linea del fondo degli alvei nei fiu- 
mì torbidi , che sboccano in mare non è necessario prendere il prin- 
cipio della cadente dal fondo dello sbocco, conforme la pratica co- 
mune deeli Idrometri, ma che può bastare il principiare da qualche 
punto della concavità accennata snperiormente al punto della massi- 
ma bassezza , il quAle si ritrova per ordinario distante qualche mi- 
glio dallo sbocco, e nel caso del Primaro cade nel mezzo prossima- 
mente fra S. Alberto , e lo sbocco del Primaro in mare in distanza 
dal mare di miglia i2i|. Posto dunque, che il fondo del Primaro in 
faccia dello sbocco del Santerno si abbassi sotto V orizzontale tirata 
per il pelo basso del mare piedi a i , coodnceva il sig. Manfredi la 
sua Cadente assegnando al fondo del Primaro once t^ di pendemsm 
per mìglio dal Sanier no jdk Bastia, tpflce i4^4a!U BaKtiia al MorgtfneV 



cuce 14 I dal Margone alla Salarola, e finalmeote once 14 3 dalla 
Salarola ai Reno • Quest' ultima pendenza fu da lai fissata fondandosi 
nella livellazione del Reno fatta di comune accordo dei signori Bolo- 
gnesi, e Ferraresi Tanno 1693. in occasione della -celebre visita 
d* Adda , e Barberini per mezzo 'àtW acqua stagnante del canalino di 
Cento , da . Genio alla botta Gbis&Uerì • Non è da tacere , che il pro- 
getto del sig. Manfredi fu con approvazione di lui medesimo muta- 
to , e migliorato in qualche parte dal chiariss. p. Paolo Frisi Profes* 
acre d' Analitica nello studio Pisano » colla proposizione d' un taglio 
da effettuarsi nel mezzo della valle dì Marmorta , col quale 1' acque 
si conducessero . dirittamente dal Morgone alla Bastia | abbreviando 
in questo modo il corso del Primaro circa ,3« miglia. 
. Supposte le pendenze accennate, e che l'altezza del Reno nelle 
piene sia di 1 1 • piedi , quanta ei raecogUe dalla sezione osaerwta su- 
periormente alla rotta Panfilia , mostrò il sig. Manfredi , che V acque 
del Reno ^ e dei torrenti potetano incanalarsi nel Primaro «ridotto 
alla conveniente larghezza, senza che permò si avesse motivo ragio- 
nevole di temere V interrimento del fonda, o il trabocco delle pie- 
ne sopra il ciglio degli argini, e conseguentemente il pericolo del 
Polesine di . S. Giorgio , e delle valli di Gomacchio . 

XIX. Il discorso del sig. Manfredi' sembra concludente, ammessi 
una volta i supposti , sopra i quali si fonda. Quanto alla pendenza 
assegnata al Reno solitario di once ^4 1 P®^ miglio non è luogo a du- 
bitarne, risultando immediatamente da livellazioni non sospètte per- 
chè fatte per mezzo dell'acqua stagnante. .£ se bene. pare, che dal- 
le livellazioni fatte in occasione dell' ultima visita si raccolga alquan- 
to maggiore 5 x^ioè di once i3. per miglio^, conviene avvertire che H 
fondo del Reno -nelle ultime livellazioni si è ritrovato notabilmente 
alterato dalla vicinanza della rotta Panfilia , per la quale ha dovuto 
abbassarsi alquanti piedi , e però ^ da starsene onninamente al risul- 
tato delle prime. Nemmeno può cader difficolta sopra le pendenze 
inferiori del Reno dalla Salarola al Morgone ^ dal Morgone alla Bar 
stia, e dalla. Bastia al Santerno fissate dal sig. Manfredi, mentre seb- 
bene vanno successivamente diminuendo di ^ d' oncia alla volta , la 
diminuzione è cosi piccola , che bene è da credere , che V accresci* 
xnento del corpo d'acqua del .Reno per l'in'gresso dell' Idice, e del 
rimanente dèi torrenti, non sia mai per esigerne .una minore. Mag- 
gior dubbio potrebbe nascere in proposito del punto., dal quale il 
aig. Manfredi .principia la sua cadente in vicinanza dello «hocco del 
San terno sulla supposizione, che 1' alveo del Primaro per l'ingresso 
dell' acque torbide del Reno , e dei torrenti non debba soffrire dal 
Santerno in giù mutazione veruna del suo fondo, ma di questo a- 
vromo occasione dì. ragionare fìù% lungo fra poco* L' opposiauone 



\ 



piìor gagliarda al progetto del- ^. Manfredi è stata portata dal ibhia^ 
xiasim. sjg. dottor Romaaldo Bertaglia matematico di Ferrara , e coq- 
tiste nella caduta del Primaro da Marrara al mare , supposta dal si- 
gnor Manfredi di piedi n^. sulla fede della livellazione deir anno 1758 
ma contradetta dal signor Bertaglia, come erronea, e^ maggiore dal 
vero» In fatti essendosi rifatte le stesse operazioni eoa istromento più 
esatto, e della giustezza del quale si hanno riscontn sicuri registra» ^ 
ti in memoria a parte 9egH atti dell' ultima visita, la vera caduta 
del Primaro d» Marrara al mare è stata ritrovata minore quasi la me^ 
tà cioè di i3. piedi , e once >f • solamente, ed in conseguenza infe* 
TJore di troppo a quanto rìchied^a il bisogno del progetto del sig. 
Manfredi, stando fermi gli altri suoi supposti. E. quantunque non 
possa negarsi, che eseguito F abbreviamento della linea del Primaro 
mediante il taglio suggerito dal p. Frisi nella valle- di Marmorta , si 
avanzerebbero piedi 3« 7. di caduta, nondimeno 1' avanzo è troppo 
tenne per compensare la mancaiiza procedente dall' errore commesso 
nella livellazione . , 

XX. Il dottissimo sig; Giacomo Marescotti dettero , e lettor pub« 
blico di filosofia nelP università di Bologna^ e prescelto per supplire 
alle veci del sig. Manfredi mancatoci poco fa con grave iattura del- 
le scienze matematiche, ha intrapreso non ostante il difetto della ca- 
duta scoperto nel Primaro dì sostenete il progetto dello stesso sig. 
Manfredi, e ciò in due modi. H primo è con individuare diversi t>- 
glì, medianti i^ quali la linea del Primaro verrà ad abbreviarsi circa 
4» miglia , alle quali corrispondon piedi 4* 8. di caduta, e questi a^^ 
^nnti a piedi 3. 7, che importa P abbreviamento mediante il taglio 
preposto ^dalp. Frisi si avranno in tutto piedi 8. 3. di sorte il difet- 
to aella caduta del Primaro da piedi i3. 5. si ridurrà a soli piedi S« 
di In secondo luogo riflette il sig. Marescetti, che le diminuzioni 
delle cadute nei tratti successici dalla Salarola al Santerno supposte 
dal sig. Manfredi costantemente d' ^ d' oncia per miglio sono in re- 
altà troppo searse , e in pratica^devono riuscire assai maggiori, on- 
de* può darsi benissimo il caso , che la^somma degli eccessi delle ve- 
Ife- aiminuzioni sopim le supposte dal sig. Manfredi giunga a compen^ 
Mre i piedi S, a^ aceennati . Con questa sapposizione principia il sig. 
Marescotti la aua cadente da un punto del tondo del Primaro preso 
ITI faccia- allo sbocco del Santerno, il quale resta inferiore piedi »* 
7. al pelo infimo 4el mare • Dal punto accennato fino alla Bastia la 
pendenza ò a ragione di once 91 io. per miglio, dalla Bastìa all' I« 
dice di once io*. 9* dall' Idice alla Savena di once la. 5 , e final- 
mente dalla Savena al Beno di once i4- $• Quanto alla larghezza del- 
l' alv^o; vien' essa detemunata dal sig. Marescotti di piedi 19H , pren- 
dendo regola, dalla se^doaedel Rena osservata n^Ua visita 2S, pertiobe 



3ii 

fC'pm 1^ casa della Ag.* Iiabellà PiomMbi, e rispetto all'altezza del* 
V arginature il sig. Marescottì la regola sol sapposto » che le piene si 
alzino al Morgone piedi 14» alla Bastia piedi iS, e al San terno pie* 
di i6. Per comprovare la safficienai delle pendenze accennate » si 
vale il sie. Marescottì d' un teorema proposto dal cbiàrissìmo p. Frisi 
oeir erudito Trattato sopra le cadute ^dei fiumi torbidi ^ pubblicato 
da lui Tanno scorso. 

XXI. Insegna il p. Frisi nel teorema accennato 9 che i seni delP in« 
elinazioni all' orizzonte degli alvei di due fiumi torbidi 9 simili nelle 
altre circostanze , ma differititi nelle portate d'acqua, stanno fra lo- 
ro in ragione inversa di quella delie stesse portate • La dimostrazio* 
ne di questo teorema data dal p. Frisi si appoggia principalmente 
sopra alcune sperienze fatte dal sig. Gennetè, e da lui espostf nella 
sua lettera ad un ministro Olandese sopra il corso dei fiqmi. Affer* 
ma in essa il sig. Gennetè d'avere sperimentato » che introdotta ìb uà 
canale d' acqua corrente 9 il di cui fondo aveva di caduta 5 piedi 
per miglio » P acqua d' un altro canale eguale 9 non si osservò acore?- 
•oimenio alcuno d' altezza nel canale dell' acque unite 9 e solamente 
dopo l'introduzione d^nn terzo eguale a ciascuno dei primi due 9 po- 
tè notarsi qualcbe sensibile alzamento* Quello che si vede accade- 
re nei canali di noca portata , e mannfiitst9 pretende il sig. Gonne* 
tè 9 che si veriiicni né più 9 né meno nei fiumi magpori 9 addncen- 
do in prova l' esempio del Danubio 9 il quale riceve V Inn poco a 
lui inferiore di portata d' acqua 9 senza che sotto la oonfinenza L' al- 
veo si faccia maggiore . Secondo questa dottrina seguirebbe 9 che u- 
nendosi due torrenti egualmente torbidi in un sol alveo 9 dovranno 
r acque unite dell' influente 9 e del recipiente correre ristrette nella 
.atessa sezione 9 nella quale correvano prima le acque solitarie del re* 
.€Ìpiente9 ed in conseguenza la velocità dell'acque del recipiente con- 
verrà 9 che si accresca colla stessa proporadone9 che si accresce il 
corpo d^ acqua del recipiente per V aggiunta dell' influente .^ La ve- 
locità accresciuta dee cagionare necessariamente la corrosione del 
fondo del recipiente 9 la ouale durerà fino a tanto 9 che l' istesso foo^ 
-do si disponga in un declivio più dolce 9 il quale dimimuaca la ve- 
locità ^^ ^ ' • • •• '• ^ • ^ • " -^- 

aveva 
dersi spi 

XXlL Ora benché io non provi difficoltà ad saMnettere per vero: 9 
oIm V acqua d*tin fiume può qualche volta essere xìoevnta iiell^ alveo 
d* un altro 9 e corrervi senea cagionarvi aensibil mutazione 9 non m- 
prei nere indurmi ad accordare cosi di leggiero 9 che dall* osservazio* 
ne d un caso particolare si possa dedurre sìonnmeiite h regola^ «ut* 
versale per tutti senza perìcolo d' errore • Non £• nào Mme » éka 



ili 

nei fiumi particòlaroiente migporì s' incontrine tratti assai lunghi 
nei quali le larghezze sono soprahhondanti , ed in conseguenza una 
parte della sezione rimane morta , o con pochissimo moto 9 e questa 
dall' ingresso dell' acqua d' un altro fiume venendo ravvivata 9 e resa 
più veloce può benissimo bastare a smaltire le acque dell' influente , 
senza che le sezioni del recipiente sotto la confluenza alano necessi- 
tate a crescere in altezza, o larghezza* Ma prescindendo ancora daU 
la considerazione esposta 9 è da riflettere , che acciò l' esempio del 
Danubio tirasse a conseguenza , converrebbe che si avessero le misa« 
re dell'altezze ragguagliate delle sezioni avanti, e dopo la.confluen* 
za dell' Inn, essendo notO| che per accrescere la portata d'un fiu- 
me y molto più opera per 1' ordinario l' accrescimento nelle sezioni 
di pochi piedi di altezza 9 che di molte pertiche di larghezza « Final- 
mente non posso dissimulare di parermi assai stravagante il leggere 
riferito nel libro del sig. Gennetè , che gli alzamenti del livello del- 
V acqua nel suo fiume artifiziale dopo ricevuti successivamente quat- 
tro volte eguali accrescimenti d' acqua siano riusciti sempre eguali , il 
che è direttamente contrario a tutte le sperienzce le teorie ricevute 
finora , le quali si accordano in istabilire, che gli alzamenti prodotti 
dalla stessa quantità d'acqua in diversi stati d'un medesimo fiume 
sono disuguali 9 e riescopo «empre maggiori quando è più scarso 
d'acque. Da tutto questo concludo 9 ohe le aperienze del sig. Cen«* 
netè meritano d^ essere rifatte con osservarne attentamente tutte le 
circostanze 9 a fine di fiiggire gli equivoci , e che fino a tanto che 
non Airanno verificate 9 e poste fuori di controversia non possono ser- 
vire di base per fondarvi aopta una teoria superiore ad ogni eccezio* 
ne intomo alle cadend dei numi torbidi {t)^ 

XXIII. Un* altra riflessione 9 la quale mostra chiaramente 1' incer« 
tozza 9 nella quale «ìamo ancora a riguardo delle vere regole 9 che os- 
serva la natura nello stabilire la pendenza dell'alveo ai fiumi terbi* 
di dopo la loro nnione9 si desume dal concorso delle piene 9 senza la 
cognizione del quale non è possibile accertare cosa luouna, quando 
anche ai supponga nota la regola 9 colla quale si dispongono le pen^ 
denze in due fiumi simili neir altre circostanze 9 e difierenti sola- 
mente nelle portate. Supponghiamo per esempio due torrenti simili 9 
ed eguali 9 i quali concorrano insieme in un alveo comune 9 in modo . 
I^erò 9 che le piene del primo non ai accordino mai ad incontrarsi 
con quelle del sfondo 9 è manifesto 9 che la pendenza deU' alveo di 



(f ) L* esperìenee fatte dal sig. Gennetè nel suo fiume attifiziale sono state ulti- 

S «mente ripemte con molta esuttesza in Homa dal signor I>ott. Teodoro Bonatti 
aiematico Ferrarese, e P esito si è osserralo totalmente diverso. 

.40 



8i4 

oiagcniio non dovrà variarsi dopo il concorso > giacche le quantità del* 
le piene le quali sole nei fiumi determinano le pendenze degli alvei 
restano in questo caso le stesse nell' uno » e nell'altro. Ma se dal« 
r altra parte supporremo che le piene d' amhidne i torrenti concor- 
rano sempre ad unirsi nell'alveo comune, dovrà secondo il parer 
comune degl'Idrometri la pendenza diminuirsi dopo il concorso, o 
sia secondo la ragione inversa. dei corpi d'acqua avanti, e dopo l'u- 
nione , o secondo qualunque altra • Poiché dunque nel primo caso , 
cioè quando le piene non concorrono mai , la pendenza resta l' istes^ 
sa , e nel secondo cioè quando concorrono perpetuamente , soffre una 
certa variazione, quando le piene sono in un caso di mezzo» cioè non 
concorrono veramente tutte le volte, ma pure concorrono di quando 
in quando , potrà accadere , che la diminuzione della pendenza s egim 
anch' essa la stessa legge , cnoè uè sia nulla , come nel primo caso » 
e oè men tanto grande , quanto nel secondo y e che la sua misura 
dipenda dalla diversa granaezza delle piene simultanee , e dalla di- 
stanza dei tempi, nei quali concorrono. Ciò > che si è detto di due 
torrenti eguali, può applicarsi proporzionalmente a tutti gli altri, e 
siccome crescendo il numero dei torrenti , che confluiscono in uno 
stesso alveo , cresce il numero delle combinazioni delle piene , e dei 
tempi , nei quali si uniscono , cosi crescerà ancora la difficoltà di 
determinarne con precisione l'effetto, di modo, che lo scioglimento 
del problema di ritrovare la pendenza dell' alveo d' un fiume torbido 
formato dall'unione di più altri, riesce moralmente impossibile, sen- 
za consultare l'esperienza, la quale sola può darci lume suffiéfento 
in questo proposito. Quello, che può stabilirsi prevent]^ament4. col 
calcolo, SI riduce ai limiti delle altezze massima , o minima, al- 
le quali possa mai giungere l' alveo del fiume unito , dopo l' ingresso 
degl'influenti. Il limite della massima si definisce facilménte con 
supporla eguale a quella, ohe competerebbe all'alveo del massimo 
degl'influenti, che concorrono in un tronco comune, e potrebbe 
ancora detefminarsi riguardo > alla miniima , tacendo uso di qualche 
ipotesi probabile , o più sicuramente péc mezzo di una serie regolan- 
te d' osservazioni d' altri casi , ma con tutto ciò la pendenza, dentro 
i limiti accennati rimarrà sempre incerta , e l'incertezza nuocerà 
tanto maerìor mente , quanto i limiti saranno più distanti , il ohe in 
parità dell altre circostanze accade, quando si accresce il numero, 
e le distanze degli sbocchi, e delle origini degli influenti. 

XXIV. La difficoltà provata fin' ora di stabilire con sicurezza la neu- 
denza dopo l'ingresso del Rene,- e del resto dei torrenti nell'alveo 
del Primaro si manifesta ancora più chiaramente per un altro capo» 
cioè considerando l'alveo del Pnmaro dal Santerno in giù, nel qual .. 
tratto ai auppone gratuitamente dal sig. Manfredi seguitato in ciò dal 



6i5 



t\g. Marescotti, che AehUk maùtetiersi oostantemente nel 
stato , senza mutar figura nella sua concavità , o riempiendola in 
parte, o trasportandone l'infimo puntò in un sito più vicino alla fo- 
ce • Che i fiumi torbidi , o chiari » i quali corrono sopra fondi capaci 
di corrosione si dispongano gli alvei» in modo johe in qnatebe distan- 
za delhi foce » di declivi si rendano acclivi 9 formando una concavità 
più profonda del fondo stesso d^la foce» pare^ che resti comprovato . 
abbastanza dall' osservazione del Po grande» dell'Adige» del Prima- ^ 

To , del Lamone » e si può aggiungere ancora del Teyere » e dell' Ar* 
no» per quanto si raccoglie da/alcnne misure prese cosi all'ingros- 
so » riguardo a quest' ullimo » E ancora assai verisimile , che la oa- 
jgione dì questo strano giuoco della natura nella formazione degli aU 
vei dei fiumi debba ^ripetersi principalmente dall'acceleramento del- 
l'acque» il quale accade sempre più» o meno distante dalla foce 
sell' occasione delle piene • Giò si rende manifesto » riflettendo all' ec- 
cfesso del declivio del pelo delle piene comparativamente al pelo del- ^ 

l' acque basse » il quali eccesso principia in qualche distanza .dalla fo*- / 

ce » cioè nel j)unto » nel quale i peli dell' acque alte » e basse » i 
quali nelle maggiori distanze dalla foce si erano mantenuti sensibil- 
mente paralleli fra loro» principiano a farsi ' convergenti . Non può 
parimente porsi in dubbio^» che il declivio del pelo sia la causa prin« 
Ci pale della velocità dell' acqua in preferenza ai declivio del fondo » 
giacché il fondo » oltre al ritrovarsi per l' ordinario almeno nei fiu- 
mi maggiori irregolare » può essere ancora orizzontale» o acclive» do- 
ve all'opposto la linea del pelo dell'acqua si osserva regolare» e do- 
tata sempre di qualche pendenza . Non mi è ignoto » che uomini 
grandi in questa professione hanno creduto» che l'acqua possa cor- * 
rere in un canale perfettamente orizzontale tanto nel fontlé'» che 
nel' pelo dell' acqua » e si sono sforzati di dimostrarlo • Ma lasciando 
ria parte il caso proposto da loro » il quale è assai metafisico » credo » 
che in fatto non si ritroverà fiume» o caaide» nel quale il pelo del- 
l'acqua non sia dotato di qualche pendenza verno la foce. Poiché 
dunque néll' avvicinarsi l' acqua alle foci dei fiumi » cresce la velocità 
per l'aumento del declivio» e per l'abbassamento della sezione» non e 
maravigUa » che il momento accresciuto dell' acqua » giunga a seavare 
il fondo» superando la tenacità delle parti del terreno» a superare 
la quale non bastava il momento dell'acqua dotata di minor- veloci- 
tà • Ma ammettendo per belle , e buone le dottrine esposte » non 
veggo però » che siamo ancora in grado di potere stabilire sicuramen- 
te con qual proporzione i fiumi di dìfierente portata si escavino 
l'alveo sopra la foce» e se poste le larghezze degli alvei» e l'altezze 
delle piene eguali » l' escavazioni si mantengano costantemente le stes- 
te, ^pure vadano variando nei fiumi temporanei» e nei perenni» in 



\ 

/ 



Si6 

qofti» ehe oorrono sMipre ohiari» e in qaei> ohe •' iotwbidaiio nel- 
le piene» in qnei» nei quali le piene paHano in poche ore, e in 
quei , nei quali durano ì mesi snten • La aoluzione di queste ^ ed al- 
tre simili questioui ooir aiuto della aola teorica per meszo dell' ap* 
plìcazione nei prinòipj . oomqni della meccanica, riesce impresa trop* 
pò ardna » essendo noi troppo air oscuro delle vere legg^ , che ossei^ 
vano le acque correnti dei fiumi , onde non resta altro partito ^ cho 
il ricorrere ad noi serie d* osservazioni , quanto si può esaite » sopra 
Je portate » le pendenze , e le misure in lai^bezza 9 e profondità de* 
gli alvei di fiumi diversi pw ritrarnd qualche lume nelle occorren* 
ze » ma questa appunto ci manca • Resta dunque provato alibastanza 9 
che la caduta assegnata nel progetto del sig. Manfredi riformato dal 
sig. Marescotti all'alveo <lei Primaro non è stabilita con tal certezza , 
che non vi resti luogo a dubitare di qualche oocia per miglio d' er* 
rore, il quale moltiplicandosi successiTamente , potrebb' esser causa,- 
che l'alveo menzionato si riducesse in grado » che gli scoli, e i tor- 
renti , almeno in parte , non vi avessero l' ingresso , e le acque delle 
piene giungessero ad un'altezza da porre in soggezione, e pericolo 
più che mai le arginature alla sinistra , che difendono il Polesine di 
S. Giorgio ,. e le valli di Gomacchio • 

XXV. Passando alla seconda linea , che è la progettata dal signor 
dottor Bertaglia, osservo, che le pendenze da lui riputate sufficienti 
si riducono alle notate qui appresso. La prima principia da un pun- 
to preso nella foce del Primaro 4* piedi sotto il pelo hasso del mare , 
e ascende verso un punto, che resta superiore aSo. pertiche al taglio 
Gorelli, nel qual tratto, ohe uguaglia la distanza delb sbocco del 
Santerno dalla foce menzionata del Primaro, la linea ha in tutto di 
caduta 3. piedi > di modo, che nel punto superiore al taglio Gorelli 
resta inferiore al pelo basso del mare un piede. Dal putito menzio* 
nato fino al Sillaro la pendenza è a ragione di once 9 l per miglio , 
dal Sillaro all' Idice di once 10 | , dall' Idice alla Savena di enea 
la i, e finalmente dalla Savena al Reno di once i3 I . La cadente ac- 
cennata ò , secondo il sig. Bertaglia quella , che competerebbe natural- 
mente al fondo del nuovo fiume > ma perchè dovendo disporlo sopra 
. di essa , converrebbe particolarmente nel tratto , che resta fira il Re-* 
no , e la Savena ^ iiinpegnarsi in escavarioni molto profonde , vengono 
proposte per risparmio di spesa duratfte nn certo tratto due altra 
cadenti, una cioè^ che si parte dalla cadente naturale all'intersezio*» 
ne della Savena , e proseguendo verso Reno si alza al Naviglio/ duo 
piedi sopra la cadente naturale menzionata, e quindi si conduce per 
linea retta ad incontrare l'alveo del Reno tre piedi sotto il suo ton- 
do . L'altra cadente, che riesce ancora più alta aella descritta^ si parto 
dalla cadente naturale al Fossato Vidoso t e si abbassa snooessiva4fent% 



Sf7 

8. pieài sotto il fondo della Zena, 3^. sotto qaellt^ del Naviglio» e S* 
in ifne sotto il fondo del Reno* * 

XXVL RifletteDdo dipoi » che la Savana alP intersezione della se-* 
cooda linea resta col fondo alto piedi ao^ 4* sopra la cadente nata* 
tale dal fondo del nuovo finme » e piedi i4» ii» sopra la cadente 
aHifieiale proposta in secondo luogo : suggerisce il sig. Bertaglia di 
fabbricare nel primo caso i^. chiuse » e io« nel secondo» 'acciò il 
corso troppo- violento dell'acqua corrodendo in un subito il fondo 
non . faccia dirupare le sponde • Per ia stessa ragione air Idice » ìt 
quale dove incontra la stessa linea ha il suo fondo pia alto piedi %ié 
a. della cadente naturale» e i8. 8. dell' artificiale » si propongono 1 4* 
chiuse nel primo caso» e la» nel secondo» Parimente al Sillaro» il 
quale neir incontro colla linea accennata resta più alto di fondo del* 
la cadente naturale piedi i6» si assegnano 8* chiuse . Al SaiMerno più 
alto piedi 1 1 . 4- *o ^^^ danno 7 » e finalmente al Senio più alto pie* 
di 7. se ne attribuiseono sole 4. Al Lamone ultimo degli influenti » 
giacche questo ancora secondo il progetto del sig. Bertaglia dovreb- 
be scaricarsi nel Primaro » nel quale metteva foce prima ehe V anno 
1620. con un taglio ne venisse discornato » non si assegnano chiuse» 
perchè sebbene il suo fondo nel punto» nel quale si penserebbe di 
divertirlo dalP alveo » nel quale corre di presente » resta più alto 9. 
piedi del pelo basso del mare » vien creduto » che la caduta super<^ 
fina possa smaltirsi in quel tratto » che dal punto della di verdone si 
stende al Primaro per lunghezza di 3oo» pertiche in circa • Non 
si stima né meno necessario l'adattare le chiuse agli altri influenti 
minori nel nuovo fiume » con tutto che alcani restino nel loro in^ 
gresso superiori al suo fondo di parecchi piedi a motivo delle loro 
piccole portate. 

XXVII. Le chiuse menzionate dovrebbero fabbricarsi di legname 
verde di salcio» e di grossi pali » alte ciascuna piedi. 3 i » larghe per 
tutta l' ampiezza dell' alveo da una sponda all' altra » e distanti fra 
loro da 3o. a So» pertiche» e più ancora» se sarà possibile» La su-» 
perìore si collocherà col ciglio più basso piedi s i dèi fendo presente 
4lel fiume , e l' ultima col ciglio più alto a« piedi del fondo del re- 
cipiente • 'Dovranno poi demolirsi principiando dalla superiore a mi* 
aura che il fondo dell'influènte si anderà abbassando» e comecché 
può accadere facilmente » che abbassandosi il fondo si facciano delle 
corrosioni nelle sponde » sì propone quando venissero ad essere cor« 
rosi» e intaccati gli argini di nnfiancarli colla terra tolta dalla par* 
te più alta dei medesimi» o con quella» che si avrà searioandoli nel* 
la scarpa interna » prima che l' acqua abbia dato princìpio alla oot^ 
Tosione * 
JKXVIIL L' altezza dell' arginature viene aitegaata di piedi i8. 



y 



8t» 

•opra il fomlo del fiume dal suo priacSpio fino a S« Alberto , e qain^ 
di fino alla foce dee dìmÌDiiire 'proporzionalmente. Una tale altezza 
sì crede sufficiente perchè mag;giore di quella dell' argine sinistro 
del Primaro , e quando pure* nascesse il dubbio , che dalla Quaderna 
al Senio non fosse sufficiente » si propone d* accrescerla coli' aggiun- 
ta di due altri piedi . La larghezza dell' alveo , comprese le argina- 
ture , si determina di 8o. pertiche dal mare allo sbocco del Santer*' 
no 9 di 70. dal Santerno all' Jdice , e di 6o« dall' Idice alla botta 
Sampieri . La larghezza del canale da scavarsi nel mezzo dell' alveo 
sarà di 8. pertiche solamente • 

XXDL In ultimo per maggior facilità si propone dal sig. Bertaglia 
di scavare il canale accennato in figura triangolare , col vertice che 
termini sulla linea della cadente » la base larga i6. pertiche, e l'al- 
tezza la stessa y che dovrebbe darsi al canale scavato in figura di ret- 
tangolo , o di trapezio secondo il solito • I vantaggi , che si aspetta- 
tane da questa nuova operazione sono , L la minore spesa ; IL la ne-' 
oessità , nella quale sarà il filone di mantenersi nel mezzo dell' alveo ; 
IIL che dovendo il canale menzionato allargarsi in virtù del corso 
dell' acque , ciò seguirà nel mezzo , dove per la sezione ristretta^ e ^ 
per r altezza, la forza dell'acqua sarà maggiore. 

XXX. Per esporre sinceramente il mio sentimento sopra il pfoget- 
to descritto , osservo , che le pendenze assegnate dal signor Bertaglia 
alla linea da lui^ proposta sono le stes.^ , o piiittosto qualche poco 
minore di quelle assegnate dal sig. Marescotti «Da sua, siccome po- 
co diverso e il risoltato delle supposizioni . dell^ uno , e dell' altro ri- 
guardo al principio della cadente • Mentre sebbene è vero, che la 
eadente dai sig. Bertaglia si fa principiare da un punto preso nella 
foce del Primaro 4* piedi sotto il pelo basso del mare , seguitando in 
ciò la dottrina del Guglielmini , e del sig. Eustachio Manfredi d' il- 
lustre memoria , contnttooiò nella distanza di 1% miglia , e | dalla 
foce del Primaro, la cadente aecennata resta inferiore al pelo basso 
del mare un piede, ed in conseguenza riesce più alta della supposta 
dal sig. Marescotli soli piedi i |, differenza, che viene in seguito 
assorbita dall' eccesso delle pendenze determinate dal sig. Marescotti 
topra quelle del sig. Bertaglia. Donde segue, ohe se i supposti del 
sig. Bertaglia reggono in fatto , converrà accordare , che il progetto 
adottato dai signori Manfredi , e Marescotti può anch'»esso eseguirsi 
•enza pericolo dell' eccidio delle campagne vicine • Vero è per altro , 
che nel progetto del sig. Bertaglia, siccome la di lui alinea scostan- 
dosi dal rrìmaro va ad incontrare gli sco4i , e i torrenti in sito , tua 
quale^ restano più alti di fondo , cosi avanza qualche cosa alle cadu- 
te dei medesimi sopra il fondo del nuovo fiume, di modo , che quan- 
do ancora gì' interrunenti lo alzassero di qualche piede , potrebbero 



J 



3i^ 

non ostante gli scoli , e i torrentì avervi V iogresso > il ohe non cosi 
fecilmente aocaderebbe nel progetto dei signori Manfredi , e Mara- 
scotti , nel quale gli scoli , e torrenti scaricandosi nel Pritnaro rasset- 
tato di fondo y vi avrebbero solamente la necessaria èaduta . Non o- 
stante però il vantaggio accennato della caduta nel progetto del sic. 
Bertaglia ritornano sempre in campo le stesse difficoltà intorno us 
pendenze , le quali non possiamo assicurarci » che dal sig. Bertaglia 
siano state determinate con tanta felicità , che non vi sia corso qual- 
che errore capace di far si, che una parte almeno degli scoli desti- 
nati ad esser ricevuti nel nuovo fiume ne resti esclusa. L'incertez* 
za y nella quale siamo , riguardo alla cadente del nuovo fiume» non 
può mancare di rendere arresi dubbie le misure degli alzamenti del 
pelo delie piene, ed in conseguenza dell' altezze , alle quali dovAn- 
no condursi le arginature , siccome delle distanze delle medesime y e 
delle larghezze degli alvei. Ma sopra questo ultimo particolare ci ri- 
serbiamo a fare qualche ulterior riflessione più a basso. 

XXXI. Resta da considerarsi la terza linea 5 o superiore , che vo- 
gliamo dire , proposta , e sostenuta con pubbliche scritture dagli 
eruditissimi signori Dottor Pio Fantoni , e m. rev. p. Domenico San- 
tini , e preferita per varj rispetti dall' istesso sig. Bertaglia alla sua 
propria riferita di sopra . In questa terza lìnea le pendenze sono di- 
stribuite come in appresso. Il principio della cadente si prende nel- 
le vicinanze di S. Alberto da un punto del Primaro inferiore tre pie- 
di al pelo basso dermare» dal qual punto la cadente va ascendendo 
fino al Santerno verso 1' osteria della Pianta con una pendenza di 
once IO. per miglio 4 Dal Santerno al Sillaro la pendenza è di piedi 
1. 3, dal Sillarò all' Idice di piedi i. 5 , dall' Idice al Naviglio di 
piedi I. 8, e finalmente dal Naviglio al Reno piedi a. 6. I motivi 
di fis«are le cadute accennate rilevati dal p. Santini, sono primiera-* 
mente 9 che la Sammoggia sotto ai Porcelli , dove principia la terza 
lìnea, si ritrova avere una pendenza di piedi 3. 4* per miglio, e che 
il Reno sotto Malacappa dove entrerebbe nel buovo alveo pende piedi 
A« 5. per miglio, ma dopo ricevuta la Sammoggia, non ostante la ^ 
rotta aperta alla Panfilia, non ha maggior pendenza, ohe di piedi i. 
5 I ragguagliatamente. 

aXXII. Secondariamente ha procurato il p. Santini di ricavare da- 

Sli atti della visita le portate del Reno, e della Sammoggia, valen- 
osi dello stesso metoao usato dal sig. Gabbriello Manfredi, e dello 
proprietà comunemente ricevute dell'acque correnti. A tal' effetto 
r ^ j. .__. ^..^ ^ — 1.^ ^..1: .1... dell'uno, e dell'altro, 

acqua nelle piene di mi- 

praticato riguardo alla Save- 

superficiali nelle piene di 




2^0 



miglia 5. per ora , e con qaeBti detti ha ritrorato, che le portate dello 

J^iene del Beno, Sammoggìa, Savona 5 e Jdice, «tanno per ordine 
ra loro in ragione dei nnmeri 6093 « a834, tato, ao65 • Uàì nume- 
ri esposti f\ raccoglie, che la Sammoggìa è alquanto minore della 
metà del Reno , la Savona è prossimamente la quinta parte , e l' Idi* 
ce qualche cosa maggiore di > . E perchè dai rilievi della visita ha 
riconosciuto il detto Padre , che l' ingresso della Sammoggìa è cau- 
sa, che il Reno diminuisca la sua pendenza di quasi un piede per 
tnìglio , cioè di circa | della pendenza totale • Sopra questo detto sta- 
bilisce tutta la sua teoria delle pendenze da distribuirsi nelF alveo 
del nuovo fiume nel modo seguente. 

]^XIIL Ci avvisa dunque , che col fondamento a suo. credere ih^ 
dubitato della diminuzione accennata di sopra, potrebbe assegnare 
francamente all'alveo del nuovo fiume «otto Malacappa dopo ricevu- 
ta la Sammoggìa noa caduta di piedi i. 5 | per miglio fino alio 
sbocco della Savena, ma che però m questo tratto, a fine di porsi 
nel sicuro 4 si contenta d'assegnarli piedi a, o anche piedi a. 6, se 
ai desiderano a 

DopoT unione dHIa Savena, la quale può dirsìp eguale alla quin« 
ta parte in circa del Reno, potrebbe, secondo il p. oantinì ^ in vir- 
tù della regola dedotta dall unione della Sammoggìa col Rea#'', U 
pendenza del nuovo alveo supposta di piedi i. 5 | diminuirsi di 
due, o tre once per miglio, e ridursi v, gr. a piedi i. 3, ma per 
inajTgior sicurezza si accordano piedi ji. B. 

Venendo alPIdice, il quale, come si è detto, è eguale a | del 
Reno , poteva parimente il p. Santini , secondo i suoi prineip] , ri- 
durre la caduta da piedi 1 • 9. per miglio a un piede solamente . 
Gontuttociò per non abbandonar mai secondo che egli etesso ai espri- 
me , la più minuta sicurezza ha voluto accordare al suo alveo dal* 
ridice al Sillaro, invece del piede accennato, piedi i. 5. almeno 
per midio. 

Dal Sillaro al Santerno in faccia all' osteria della Pianta, preten- 
de il p. Santini, fondandosi sempre nel sopraddetto raziocinio, che 
basti al suo fiume una caduta di g. in io. once, onde qualifica di 
soprabbondante quella, che gH viene assegnata di piedi 1. 3. per 
miglio . 

Finalmente dall'osterìa della Pianta a S. Alberto concede il detto 
Padre al suo alveo una pendenza di once ao. per mìglio, benché sia 
persuaso , che nel predette tratto non abHsogni di caduta , nsentra 
secondo ì profili della visita verrebbe col fondo ad incontrare il pelo 
basso del mare , vicino al sito accennato dell'osteria della Pianta. 

XXXIV. Quanto alle misure delle larghezze dell'alveo si detensina 
dal p. Santini V escavazione dal Reno alla Savena di larglMzza 4s 



I 



Ut 

pertiche 8 , dalla SaTeat all' Idioe di pertiche 9 » dall' Idice al San* 
terno di pertiche io, e fioalmente dal SaQterao a S. Alberto di per-^ 
tiQhe la. Gli argini si preacri?oao distanti nel piede dalla sponda nei 
primi due tratti pertiche to y nel terzo pertiche 1 1 » e pertiche r a» 
nel quarto 9 col ciglio alto circa piedi i6. aopra la cadente del fondo 
del fiame« 

XXXV* Se per formar concetto adequato delle tre linee esposte 
finora, o d'altre simili destinate a rappresentare l'andamento di na 
nuovo alvjBo capace di ricevere Tacque del Keno» e del resto dei 
torrenti , e scoli del Bolognese 5 e della Romagna , bastasse il aolo 
riguardo alla caduta senza mettersi in pena d'altro, non vi è dnb« 
hìo^ che il Progetto del p. Santini non meriti la pneferenza, giacche 
la linea da lui proposta prevale certamente in questo particolare a tut« 
te • Ma siccome oltre la considerazione della caduta , vi hanno luogo 
ancora altri riflessi di molta importanza, coaì credo opportuno di an* 
darli brevemente accennando per venire in chiaro se il progetto di 

Suesta terza linea sia in realtà tale, quale si mostra in apparenza, 
a potersi cioè abbracciare «icuramente senza dubbio d' incorrere ia 
qaei danni e pericoli , ohe si sono esposti di sopra , trattando delle 
dae lìnee inferiori. 

XXXVL Primieramente è noto , che le pendenze assegnate alla tua 
linea dal p. Santini di piedi a, i« B , i« 5 , i , 3» o. io, per miglio 
vengono da' lui riputate maggiori del bisogno , mentre nella sua 
scrittura in risposta al sig. Marescotti ai sforza di provare coU'esem^ 
pio del Beno , e della Sammoggia adattato agli altri torrenti , dopo 
averne calcolate le portate , che le stesse pendenze possono senza in- 
conveniente ridursi a piedi a, i. 5 S- , i. 3 , 1. o , o* io. 

Posto dunque, che le pendenze minori siano sufficienti, non par 
troppo buon consìglio quello di tenersi colla linea in aito cosi alto , 
mentre in tal guisa si accresce notabilmente senza necessità la spesa 
del lavoro, non solo per il maggior valore dei terreni, che dovran* 
no occuparsi dall'alveo, e dair arginature del nuovo fiume 9 i quali 
sono dei più fertili , e meno esposti alle inondazioni , ma ancora a 
motivo dell' escavazìoni più profonde , che sarà necessario fare in 
quel sito, e le quali, oltre al richiedere somme esorbitanti di dea»- 
ro , potrebbero riuscire in quslche caso impraticabili per la quantità 
delle sorgive, le quali s'incontrano per l'ordinario tanto più abbon- 
danti , quanto maggiormente ai protondano l' escavazioni sotto la su- 
pcvficie delle campagne* 

Ma se venisse replicato , che non è veramente certo , die le cadu- 
te più piccole menzionate di sopra pdftsano essere baatanti , e che 
pere a fine di stare sul sicuro sono ^ state assegnate alla linea l' al* 
tre Biaggiori, converrà esaminare, se non ostante il vantaggio delle 

4« 



pendenze accennate sopra T altre attrìbnite alle linee inferiori , vi re^ 
sti tattayia motivo di dubitare della loro sufficienza . 

XXXVII, È principio costante d'idrometria, clie le pendenze de.U 
r alveo di qualsivoglia fiume hanno relazipne non solo al corpo di 
acqua delle piene 9 ma ancora alla qualità delle materie che porta , 
di modo t che data la parità di tutte le altre circostanze , se avremo 
due fiumi y uno de' quali corra in ghiaia » e V altro in arena , la pen- 
denza, del primo sarà sempre maggiore di quella del secondo , e la 



denza richiesta da nn fiume , il «juale corra in ghiaia » è problema 
non ancora sciolto y e che forse non si scioglierà mai per altra stra* 
da, che per mezzo dell'induzione tirata da un numero grande di os- 
servazioni fiitte sopra altri fiumi , scegliendo quei di condizione il 
meno che si può diversa da quella del fiume proj^sto, e paragonati* 
do la serie delle pendenze con quella dei diametri , e gravità specifi- 
che delle ghiaie per ritrovare , dato un termine nell' una $ il suo cor- 
rispondente nell'altra* 

aXXVIIL Stabilito il principio accennato passiamo a farne l'ap^i- 
oazione al caso della linea superiore • Questa si parte , conforme ti è 
detto, dal Reno in im sito, ove non ha lasciata ancora totalmente 
la ghiaia, osservandosene in quelle vicinanze qualche piccolo itauc- 
Ohio sparso qua , e là nel fondo , e vicino alle ripe • Vero è per al<* 
tro , che poco dopo il prinoipio della linea non ai vede più vestigio 
di ghiaia a riserva di poca porzione della più minuta 9 la quale si 
ritrova mescolata con molta quantità d' arena • La Savena , che è la 
prima degli influenti nel nuovo fiume, resta intersecata in sito» do- 
ve la medesima porta ghiaia assai sensibile, la quale si osserva di* 
ipersa a luogo a luogo per tutto il tratto inferiore alla linea fino 
quasi alla rotta, sempre però di minor grossezza ..L'Idice parimente 
tanto sopra l'intersezione della linea, quanto inferiormente fino a 
poca distanza dalla linea <n mezzo, ha sparsa interrottamente la 
ghiaia sopra il sno fondo , sempre però colla solita legge , che la su* 
periiore superi d'assai in grossézza l'inferiore. Nell'alveo della Gen- 
tonara si osserva terminare il trasporto della ghiaia in un punto , il 
quale resta superiore circa 3o4« pertiche al ponte della Rondanina, 
die è €[uel ùto, dove il predetto torrente è stato attraversato dalla 
livellazione della linea superiore, ma siccome questa interseca h 
stesso torrente in nn punto superiore a quello della livellazione aSo 
pertiche , cosi la distanza del termine della ghiaia nell' alveo della 
Gentonara dalla linea superiore sarà di sole pertiche 54* È per altro 
assai probabile , che il torrente accennato prima che si prolungasse 



3a3 

V,aWeo fra le deposizion'^ strascinasse la ghiaia anche inferiormente 
al ponte menzionato della Rondanina ritrovandosi qualche quantità 
della detta materia sparsa in diversi siti sopra l'argine detto > e par- 
ticolarmente nella oampafna in faccia al ponte menzionato , ove si 
ha dal detto d' un testimonio » che succedesse una rotta due ann^. 
sono. La Quaderna porta ancor essa la ghiaia nel sito destinato per 
il suo sbocco nel nuovo fiume , e di più la spinge più a basso sotto 
il medesimo sbocco , per il tratto di miglia 1 1 ìnterrottamente , e 
sempre più minuta » a proporzione che va accostandosi al termine 
accennato. Il Sillaro lascia interamente la ghiaia in un sito superio* 
re circa un mìglio, e mez;zo al punto, dove dovrebbe sboccare nel* 
r alveo del nuovo fiume. Finalmente il Santerno, il Senio, ed il La- 
mone non dannò veruno indizio di ghiaia nelle vicinanze dei siti , 
nei quali verrebbero tagliati i loro alvei dalla linea superiore , e ben- 
ché non sia stato rilevato a quali distanze dai siti accennati lascino 
le ghiaie , si hanno tuttavia dei riscontri , che queste distanze sono 
di molte miglia , in ispecie nel Senio , e nel Lamone, che sono gV tn- 
feriorì . 

XXXIX. Dall' addotto fin qui apparisce, che il Reno, ridice, la 
Savena , la Gentonara, e la Quaderna porteranno nell'alveo del nuo- 
vo fiume qualche porzione di ghiaia, mescolata coli' arene più gros- 
se . Se questa verrà dalla forza dell' acqua trasportata al mare , è cer- 
to , che il fiume si manterrà il fondo in quel segno , nel quale sarà 
stato escavato , ma siccome un tal caso non accaderà mai , giacche 
abbiamo gli esempj d' dtri fiumi , come il Tevere , e l'Arno , i quali 
non giungono a portar la ghiaia in siti dove le pendenze dei loro 
alvei sono pochissimo differenti da quella dell'alveo del nuovo fiu- 
me , e ì corpi d' aequa molto maggiori , cosi possiamo aspettarci , 
che la ghiaia o poco, o assai si deporrà finalmente una volta nel 
fondo del nuovo fiume. Qual sia per essere il sito, nel quale segui- 
rà la deposizione, non è facile determinarlo; bensì possiamo esser 
certi , che ciò accaderà nelle parti inferiori , cioè dove si^iminuisce 
la pendenza 9 nulla ostando in contrario, che il corpa d'acqua del 
iìnme^ in quel luogo si faccia maggiore , atteso che per condurre le 
materie gravi , le quali strisciano rasente il fondo , come la ghiaia 9 
e non rimangono sospese nell'acqua, come la terra, e l'arena, mo* 
Btra l'esperienza, che oltre il corpo d'acqua, si richiede ancora nel 
fondo del fi'ume una certa indlinazioue . Qualunque sia il sito, nel 
qnale si deporranno le materie ^ è indubitato , che un tale alzamen- 
to ne produrrà altrettanto nelle parti superiori , di modo , che il 
fondo ael nnovo fiume fino al suo principio si inderà disponendo 
aopra una cadente parallela alla prima, o poco diversamente inclina- 
ta secondo la varietà dello, circoatanze • V altezza dell' accennato 



i%4 

rìalzamenfò noti ptiò veramente stabilirsi eon esattezza , né sappiamo 
coosegpaentemente se riuscirà tale da pregìadicare agli scoli. Vi è 
però luogo di dubitare , e questo solo dee bastare per renderci can* 
telati nell^ abbracciare il progetto aoceunate»*^ 

^ XL» Né vale T opporre^ che la quantità della gbiaia, ohe portano 
1 sopraddetti torrenti nei luoghi assegnati ai loro sbocchi nel nnovo 
fiume è totalmente piccola , che non pnò cagionare Temo danno , 
molto più perchè il sasso dopo scorso un certo tratta ^ A riduce fi- 
nalmente in arena y la quele incorporandosi coir acqua , può esser 
trasportata al mare» ancne in un fiume , it di cui fondo si supponga 
privo di qualunque pendenza , mentre è fiicile il rispondere • Primie- 
ramente 9. che la ghiaia di tutti i torrenti menzionati , venendo rac* 
colta in un sol alveo » non sarà così poca ^ come si suppone. Io se- 
condo luogo y non è Èltrimenti vero , che tutta la ghiaia d^ un fiume 
si consumi a forza di sofiregamealo y secondo ^ che già credette il 
Guglielmini^ mentre la ragione, e T esperienza insieme mostrano^ 
che tale effetto si richiederebbe una lunghezza di viaggio molto 
maggiore di quella del tratto » per il quale si osserva ordinariamente 
xiegli alvei dei fiumi la ghiaia, onde convien concludere» che resti 
almeno per la massima parte ammontata nel fondo , come in fatti 
apparisce, ritrovandosi in occasione dell' esoavazioni la ghiaia, non 
solo nella superficie del fondo dei fiumi , ma ancora per molti piedi 
sotto ,. e sempre continuata . E ben poi vero , che i' alzamento del 
Ibndo nei fiumi,, i quali corrono in ghiaia, non segue con quella 
prestezza y. che molti s' immaginano , non ostante la quaatità del sas- 
so r ^ della ghiaia 9 che vi condnoono le piene , potendosi eìì^ spiega- 
re ottimamente nella maniera proposta dal sig» Dottor Bertaglia , che 
è la seguente 

XLI. Chi esaminasse, dioe egli, il fondo d^ un fiume in piena , lo 
ritroverebbe tutto sconvolto daW impeto delV acque fino ad una notar' 
bile profì>ndità •^ In quello seonoolgimento della materia componente 
quel fonder, la pia grossa come di maggior peso assoluto j. e difficile 
ad asportarsi per lungo tratto dalla forza dell*^ acqua y va ad oocu* 
pare i siti più bassi , lasciando mi di sopra la più minuta esposta ad 
essere dalV acqua con facilità scavata, e trasportata. La concluaio- 
ne h dunque , che 1' acqua scavi dal fondo , e porti via quasi altret- 
tanta materia pitr sottile y quanta è la più grossa , che vi si ferma , 
ammettendo per altro y che qualche porzione si riduca in arena y o 
in ghiaia più minuta mediante Turto» e il 8o£Eregamroto dei sassi 
mageiorì fra bro- 

XLlI. Questo cBscerso pn^ essere vero » trattandosi di fiumi , che 
abbiano il fondo composto di materie sciolte, e amovibili, come sona 
r arena» la ghiai» minusa» ma it ibodo del oaovo fioflw oomposlo 



Ai terra vergine , e tenace non verrà punto soonvolto dalla forza deU 
Tacana, oooft la ghiaia portata in esso ^ poca » o molta che sia, non 
potrà restarvi sepolta, ma si poserà tutta sopra la superficie > ed ia 
conseguenza verrà a riatearlo» conforme si è detto* 

XLIIL La materia , che si ritrova nei torrenti menzionati vicino 
agli sbocchi nel nuovo fiume, non è pero quella sola, che Caccisi te- 
mere gli sconcerti accennati , potendosi credere , che ciascuno degli 
stessi torrenti sia per introdurne nel nuovo fiume molto maggior 
quantità j a motivo della caduta , che dovramia far Tacque dei me* 
desimi per ispianarsi aopra il pelo del recipiente • Ecco in ristrette 
Come resteranno appresso a poco i fondi degP influenti relativamente 
a quello del recipiente . Il Reno avrà il suo fondo a Malacappa pia 
alto di quello del nuovo fiume piedi iS, la Savona parimente piedi 
13 , ridice piedi i8 , la Centonara piedi 9, la Quaderna piedi 8, il 
Sii laro piedi ii , ed il Santerno timilmente piedi ir. È certo ^ che 
V acqua cadendo dalle predette altezze ^ ^ non incontrando ^ si può 
dir, resistenza, dovrà notabilmente accelerarsi. Un tate accrescimen- 
to di velocità sarà cagìope ^ che tutta T acqua del fiume anche per 
un tratto considerabile superiormente ai siti delle cadute accennate» 
si anderà parimente accelerando , conseguentemente guadagnando for-^ 
za per sollevare dal fondo , e trasportare avanti molte delle materie , 
che si erano precedentemente deposte net tratto memBÌonato . Né può* 
dubitarsi , che segua altrimenti , riflettendo , che la pendenza dei 
fiumi, poste r altre ^rcostaaze del pari, ò regolata dalla velocità, 
di modo , che se il fondo d'une degli influenti accennati richiedeva 
per esempio una pendenza dt due piedi per miglio ^ questa stessa sa-^ 
rà soprabbondante , quando T acqua del medesimo inuueate sarà dw 
venuta 'più veloce, e però il fondo dovrà scavarsi fino a tanto, che 
la pendenza sì riduca in grado da non permettere piìt oltre reaea<*- 
vazione , né gì' interrimenti - 

Da tutto ciò si raccoglte manifoatamente , che ciascuno dei torren* 
ti nominati di sopra, porterà nell'alveo del nuovo fiume molto mag- 
gior quantità di ghiaia di quella , ohe si osserva nei siti , nei quali 
verranno intersecati dal di lui alveo, e siccome questa sarà ancora 
di maggior grossezza, cosi vi è luogo di temere con molto fondar 
mento , che i rialzamenti possano ancora riuscire più grandi di quan« 
to abbiamo di sopra accennato .^ 

XLIV. U alterazione del fondo del nuovo fimne riuscirebbe anooni 
in questo caso maggiore, quando le chiuse y le quali vien pr<^o- 
sto di fabbrtccare agli sbocchi di tutti t torrenti dovessero rrnsoo-- 
versi a poco per volta , acciò i fondi dei torrenti andassero finaTmen* 
te a spianarsi sopra il fondo del recipiente ^ mentre allora sarebbe 
in molto maggior quantità fe gbtaiar,. e il sasso , che va enUrecefabey 



Ma giaccliè le dette chiuse possono fabbricarsi stabili 9 e impedire ia 
conseguenza il profondamento accennato , non ci dilungheremo da van« 
taggio per esaminare gli effetti che da quello potessero cagionarsi. 
Solamente avvertiamo , che acciò possano resistere all' urto delle pie - 
ne non dovrebbero costruirsi come vien proposto » di legno verde 5 
ma bensì di palizzate doppie molto forti » o di muraglia , nel qual 
caso riuscirebbero migliori, particolarmente trattandosi di doverle 
mantenere perpetuamente • Né serve addurre in questo proposito V e- 
sempio in contrario di quelle del Panaro 9 mentre non è altrimenti 
vero, ohe siano composte semplicemente di legname verde , ma sono 
bensì costrutte nella loro ossatura di travi di rovere molto bene in- 
catenate, e collegate insieme. 

XLV. Non vanno inoltre lasciate senza la debita riflessione le dif- 
ficoltà, che s* incontrerebbero nel fare T esoavazione dell'alveo ac- 
cennato , e si concepiscono facilmente , ponendo mente al metodo » 
col quale simili operazioni sogliono eseguirai. Per procedere con re- 
gola , l' escavazìone si principia sempre dallo sbocco , e si prosegui- 
sce salendo gradatamente, acciò l'acque delle sorgive abbiano facoltà 
di scolare, e non impediscano, restando stagnanti, la continuazione 
del lavoro , oppure per non accrescere la spesa , la quale diventereb- 
be esorbitante, se dovessero , essendo prive di scolo , asciugarsi a for* 
za di trombe, o d'altre macchine» 

XLVI. L' escavazione dell' alveo accennato dovrà dunque avere il 
suo princìpio da S. Alberto, e quindi condursi 6no al Santeroo, do- 
ve converrà interromperla , mentre ivi resta attraversata dall' alveo 
del fiume accennato. Sarà però necessario principiarla di nuovo su- 
periormente al Santerno per continuarla fino al Sillaro, e quivi pure 
per lo stesso motivo è forza abbandonarla • L' istesso convien prati- 
care dal Sillaro alla Quaderna , dalla Quaderna alla Gentonara , dalla 
Gentonara all' Id ice , da questo alla Savena, dalla Savena al Beno^ 
e dal Reno finalmente alla Saramoggia. 

XLVIL Posto ciò avremo altrettanti tronchi d' alveo , che non 
comunicheranno insieme , ma resteranno divisi d^^li alvei dei torren- 
ti predetti. Fino che i tronchi accennati, eccettuato l' ultimo da S. 
Alberto al Santerno, avranno il fondo più alto d'uno qualunque si 
sia dei canali , i quali resteranno intersecati, e servono di scolo al- 
le campasne situate fra i torrenti , potranno le sorgive scolare me- 
diante gli stessi canali , ma proseguendosi 1' escavazione, al segno in- 
dicato dalla cadente determinata dal p. Santini , e perciò occorrendo 
profondarsi per qualche piede sotto il fondo ìnfimo* degli accennati 




e» 



3ia7 

sorgerà , la quale trattandosi d' una profondità di circa piedi ao , 
quali sono quelle, cbe a' incoutreranoo superiormente, e inferiore 
mente al Reno , fra il Beno , e la Saven^^ , e da ambedue le ripe del- 
l' Idice , non può essere se non in molta abbondanza , conforme ci fa 
Tedere V esperienza in casi simili • Vi è di più , che siccome tntti i 
predetti scoli resteranno tagliati dall' alveo , che si anderà scavando, 
così l' acque , cbe i medesimi porteranno in tempo di piogge , le 




teramente smaltite. 

XLVIIL Quanto sconcertino simili accidenti 1' operazioni di questa 
sorte , e quanto in conseguenza facciano ricrescere la apesa , partico-* 
larmente trattandosi di lavoro così vasto , e nel quale dovrebbero es^ 
sei'e impiegate molte centinaia di persone , è facile a rilevarsi da chi 
ne ha l animo preocupato , e però non ne parleremo da vantaggio • 
Che ae poi non si volessero tagliare i predetti scoli per impedire 
gì' inconvenienti accennati, nascerebbe allora un' altra difficoltà, cioè, 
che dovendosi interrompere l' escavazione non solo all' incontro d' o* 
gni torrente , ma di qualsivoglia scolo , con fare un numero grande 
di buche separate fra loro , si viene a rendere sempre più arduo , o 
almeno dispendioso il proseguimento dell' operazione , a motivo di 
doversi estrarre dalle buche accennate a forza di macchine tutta 
quella quantità d' acqua, che sorgerà in esse anche nel principio 
dell' escavazione dell' alveo , il che non accaderebbe y tenendo 1' altro 
prescritto regolamento • 

, XLIX. Passando adesso alle misure dell' alveo del nuovo 0ume , ac- 
corda il p. Santini , cbe le larghezze da lui prescrìtte all' eseavazio- 
ne siano molto minori del bisogno , ma pretende , prescrivendole tali, 
d' ottenere un risparmio considerabile nella spesa delH escavazione , 
lasciando all' acqua il carico di ridurre le sezioni alla larghezza con- 
veniente, come ha insegnato il Guglielmini nel suo Trattato della 
Natura dei Fiumi , sopra questo metodo però sono da fam le se- 
guenti considerazioni. 

Primieramente si dice , che il discorso del Guglielmini non è adat- 
tabile alle presenti circostanze , poiché un tal metodo è suggerito da 
lui , allora solamente , che si tratta d' addirizzare con i tagli oppor- 
tuni le tortuosità di qualche fiume , lasciando però intanto aperto 
l' alveo vecchio , nel quale s' intende ottimamente , che 1' acqua , la 
quale non può capir tutta nel nuovo cavo, avrà il suo sfoso per il 
canale , che -s' intende d' abbandonare , e come a misura che il pri* 
mo si anderà escavando , e dilatando , 1' altro debba interrirsi . Ma 
se vorremo introdurre nel cavo del nuovo fiume tutta l' acqua ad uo 



3*8 

tratto ( né può già &rti altrimenti » non volendo eaporsi al perìcolo» 
che 1' alveo già escavato a' interritca , lasciandovi correre una pane 
dei torrenti , quando la pendenza si è proporzionata al complesso del 




tezza considerabile, e manoando in questo particolare nella prims^ 
costmziooe , si darà ocoaiione j mediante il traboeeo^ delle piene , ad 
inondazioni vaste, e dannose al maggior Mgno sopra le migliori 
campagne • 

Secondariamente è da avvertire , cbe V acqna può al più produrre 
la corrosione delle sponde , quando il terreno ^ del quale sono oom* 
poste, sia sciolto, e arenoso , ma non già quando h di qualità Argil- 
losa , e tenace , conforme ha dimostrato V esperienza in più casi , e 
particolarmente in questo riferito dallo Zendrini dell' escavazione fatta 
per la diversione dei due fiumi Ronco , e Montone , ai qdali essendo 
stato preparato un alveo più stretto del dovere sulla speranza del ri« 
sparmio della spesa , fu necessario ridurlo interamente alla larghezza 
dovuta IL forza d' esoavazione manufatta , a motivo ohe l'acqua per la 
tenacità del terreno non prodnceva l'effistto, che si sperava» 

In terzo luogo merita d' esser fintato un altro accidente , che si 
osserva giornalmente nell'acque torbide « ed è, ohe movendosi con 
una data velocità non possono sostenere incorporata altro che una 
quantità parimente determinata d'arena, o di terra^ di modo, che 
aggiungendone di più , tanta appunto verrà a deporsi nel fondo , 
quanta sarà stata 1' aggiunta di nuovo • Applicando V osservazione al 
caso presente , è indubitato , che 1' aeqve , le quali dovranno scavare il 
nuovo alveo, saranno tutte torbide, onde benché possano esser dota- 
te di tal forza, che basti a corrodere il fondo, e le sponde, non sia- 
mo però certi , se potranno condurre le materie corrose al mare , o 
pnre dovranno deporlo per la strada , il che potrebbe cs^gionare un ai-- 
s^amento del fondo nelle parti inferiori dell'alveo» capace di scoo« 
certare il lavoro . Aggiungo intanto ^ che colla teoria addotta si spie- 
ga chiaramente per qual causa ì fiumi , i quali corrono qualche voi* 
ta in piena con acque chiare , si mantengano l' alveo scavato , e 
sgombrino gl'interrimenti lasciati dalle piene degl'influenti torbidi, 
che è il caso appunto del Primaro^ 

L. Il discorso fatto fin qui si riduce in sostanza a provare la neeea* 
sita di scavar l'alveo del nuovo fiume nella larghezza conveniente, la 
quale per quanto si supponga ristretta , non può mai esser minore di 
quella della sezione più angusta del primo, è maggiore degli infliieiH 
ti, che è il Reno, fino a tanto, che non riceverà altri torrenti, ma 
dopo V ingresso dei medesimi dovrà andarsi gradatamente accrescendo * 



La sezione ^ià an(;mta dd Reno, presa in un tratto più regolare , 
è quella > che resta iu faccia al ^ihzzQ detto della volta del signor 
Marchese Sampieri, ed è larga a pelo d' acqua bassa pertiche i3 i , 
colle golene larghe » la destra pertiche ao , e la sinistra 33 • 

Dal P. Santini ^si assegna al sno fiume nel primo tratto dopo la di- 
Tersione del Reno una larghezza di sole 8. pertiche, minore in con- 
seguenza pertiche 5 ^ di quella, che naturalmente so li compeiereb* 
jbe • Le golene parimente assegnate dall' isteaso padre al nuova fiu- 
me , larghe ciascuna io pertiche, nel tratto dal Reno airidice, so- 
no minori 33 pertiche delle riferite di sopra dell' alveo del Reno in 
faccia al palazzo della Volta • 

Questa maggiore escavazione necessaria insieme odia compra del 
terreno avendo ancora riguardo alla maggior distanza dei trasporti» 
non può importar meno d' un milione Sì scudi, il quale aggiunto ad 
un milione , e mezzo , ohe a tanto si fa ascendere nel calcolo esibi- 
to in visita la spesa di tutto il lavoro , si avrà una somma di due 
milioni , e mezzo di scudi • Ma non è fuori del verisimile , che la 
spesa totale di questa operazione possa arrivare ancora a tre milioni , 
avenda riguardo ai prezzi dei terreni , i quali sono dei più fertili 
del Bolojpiese , e della Romagnola , allo strazio , che converrà fare 
degli efibtti dei particolari , tagliandoli , e soggettandoli a ricever le 
acque che sceleranno dalle parti più alte ^ e che non potendo in tem- 
po di piena avere ingresso nel nuovo iiume, saranno perciò obbliga- 
ae a spandersi soprala campagna, e valutando più esattamente le 
«pese di tutte 1' altre partite, cioè deile chipse , delle chiaviche da 
fibbricarsi a ciascuno degli scoli dei ponti per le strade , che reste* 
ranno intersecate , e del Navìglio* Si aggiunga il rifaccimento di 
tutte le fabbriche , o siano per uso dei coloni , o per delizia, dei mu«>. 
lini ec» e finalmente quel tanto, che potrà occorrere per le difficol* 
tà impreviste, che si affiicceraono ìu una operazione così vasta , la 
quali notu saranno cesi poche se dee prendersi recola da ciò che 
accade giornalAiente in altre imprese più facili , e di minor rilievo , 
eenza paragone di quella , di cui si tratta « Non si pretende già , che 
1' articolo della spesa sia 1' unico da aversi in vista , per ammettere , 
o rigettare il partito accennato , ma si è stimato bene di porlo nel 
•uo vero lume , acciò fat lusinga di conseguire con medioere dispen^ 
dio vantaggi d' importanza, non serva d' eccitamento ad impegnar- 
si in wiìà operazione sottoposta d' altronde a non poche difficoltà , e 
della quale si è mostrato il dubbio della riuscita • 

LL Qualunque sconcerto poi seguisse in quest' opera , o per man- 
canza di caduta, o per non essersi assegnate all' al?eo la dovuta lar- 
ghezza, o altezza necessaria all'arginature, oltre la spesa grande, 
che si richiederebbe per rimediarvi , potrebbe esser cagione , che le 

4^ 



53o 

ounpa^e più ftmene y e frattifere del Bolognese > e della Romagno- 
la, attraverso alle qnali si yaol condurre il nuovo fiume , veoisseror 
devastate dalle acque, o almeno danneggiate notabilmente per qnal* 
che tempo,. e ridotte alla trista condizione di rimanere sottoposte a 
perpetui danni , e pericoli nell' avvenire . 

Questo lavoro adunque , il di cui esito è incerto , che pone in pe- 
ricolo i migliòri terreni di due provincie principali, e che per la 
raa esecuzione riehiede spese immense, non so vedere , come possa 
intraprendersi aenza nota di soverchia animosità. 

LlL Rimane il quarto progetto , nel qttale si propone incanalare 
le acque del Reno, e del rimanente dei torrenti nei Primaro rioa» 
vando prima , e rassettando il Benedettino , dove fa di bisogne , con 
scaricare susseguentemente il Primaro nelle valli di Gomaccbio per 
una foce da aprirsi nelle vicinanze di Longastrìno • 

LUI. Non può certamente negarsi , che r :asecuzione di quest' ul- 
timo progetto non permetta in apparenza ogni pia felice successo • 
In fiitti il pelo delle piene maggiori del Primaro , si alza sopra il 
pelo delle valli confinanti alla sinistra circa 14. piedi , é dovendo , 
dopo aperta la foce nelle valli , spianarti immediatamente sopra la 
superficie delle medesime , è manifesto , ohe in breve tratto guada- 
gnerebbe r4* piedi di caduta» Dall' altra parte è certo, che. nei fiu- 
mi di fondo orizzontale , o che si accosta alP orizzontale , la caduta 
del pelo è quella principalmente , che determina la velocità dell' ac- 
qua , e però nel caso presente f V accrescimento di 14* piedi nella 
caduta del pelo del Primaro , non potrà mancare d' accrescere nota- 
bilmente la velocità dell' acqua nel tronco superiore del fiume , ed 
in conseguenza, di abbassarne notabilmente la superficie, d' onde 
seguirebbe , che tutte le valli situate alla destra vi avessero nno sco- 
lo felice , e si risanerebbero quasi tutti i terreni , che sono al pre- 
sente danneggiati dalle inondazioni dei torrenti , e dai ristagni delle 
piovane • Non ostante però i vantaggi accennati , sono di parere , 
che facendo più matura considerazione , si ritroveranno nel progetto^ 
accennato tali inconvenienti , che distoglieranno interamente dall' a» 
derirvi • 

^ LI V. Il primo è , che il progetto , per quanto possa apportare d' a* 
tile nel principio , sarà però sempre temporaneo • Per rimanerne con- 
vinti basta riflettere, che le acque torbide delle piene del Primaro» 
scaricandosi nelle valli di Gomaccbio , il pelo delle quali è orizzon- 
tale, dovranno perdere quasi tutta la velocità, ritenendone soltan- 
to quel poco , che basti a condurle con moto lentissimo all' emissa- 
rio delle valli più vicino, cioè a Bellocchio* La perdita della veloci- 
tà porterà seco necessariamente la perdita della fòrza dell' acque , per 
sostenere le materie incorporate , le quali però • doi^ranno depositarsi 



53i 

net f^do prossimamente alk fooe , e la deposieiòne si farà mag- 
giore dalle parti laterali del filone , che nel mezzo , dove la velocità 
dell* acqaa patirà minor diminuzione , conaeguentementt^ la terra , e 
1^ arena deposte , formeranno nel fondo della yalle un abbozzo d* al- 
veo y il quale si anderà protraendo , e rialzando a misura , che le tor- 
]bide delle. piene somministreranno materia per il di lui accrescimen- 
to. Tale accrescimento non può mancare di farsi con molta prestez- 
za , a motivo del pochissimo fondo delle valli , e della quantità del- 
la materia grave incorporata nelle piene del Reno , e dèi rimanente 
dei torrenti , la quale benché non giunga ad un terzo dell' acqua flu- 
ente, come ctfh esorbitanza in vero troppo manifesta è stato creduto 
altre volte ^ tuttavia dall' esperienze fatte nella visita apparisce , che 
giunge alla trentesima parte 9 anche nell'acqua presa vicino alla su- 
perficie 9 la qual misura per altro non si osserva sempre la stessa, ed 
è molto probabile 9 che vada variando secondo i diversi stati della 
campagna , e particolarmente dei terreni arativi delle colline , in oc- 
casione delle piogge • Suppenendo , che 1' alveo menzionato si condu- 
ca direttamente fino a Bellocchio, non sarà lungo meno di 12. mi- 
glia , e allora , quanto alla brevità delibi linea , non differirebbe da 
un altro alveo , che potrebbe costruirsi alla destra del Primaro , ma 
un tal caso , a dire il vero , è quasi impossibile , e piuttosto dob- 
biamo aspettarci , che la direzione dell'alveo, dagli ostacoli che in- 
contrerà per là strada , sia obbligata a torcere or qua , or là , e di- 
sporsi in una linea flessuosa , la quale accresca di buon tratto la lun- 
ghezza , conforme è accaduto nel Primaro stesso , e si vede giornal- 
mente accadere negli alvei , i quali formano i torrenti nel mezzo 
«Ielle alluvioni. Al prolungamento dell'alveo, terrà dietro necessaria- 
mente il rialzamento del fondo , e 1' altezza del pelo delle piene , la 
quale non sarebbe maraviglia , che si riducesse finalmente a quello 
stesso segno , o forse anche superiore , al quale giunge di presente . 
LV. Il secondo inconveniente consiste nel pregiudizio , che riseo- 
tirebbero gl'interessati della Romagna, a causa dei torrenti Santer- 
no , e Senio , i quali dovrebbero prolungarsi la linea , il primo H. 
miglia almeno ; e 4? ì^ secondo , per andare a ritrovare il nuovo aU 
veo , ed in conseguenza sarebbero obbligati ad alzarsi di fondo al- 
trettanto , quanto importano le loro cadute nei tratti accennati , cioè 
a dire parecchi piedi . Onde se al presente per 1' altezza dei fondi 
riesce tanto difficile, e dispendioso ai confinanti il contenerli ristret- 
ti dentro la cassa degli argini, è manifesto, che alzati che fossero 
di fondo quanto si è detto , sarebbe impossibile l' impedire , che tra- 
Bocòando , 9 rompendo 1' arginature non si spandessero a deva- 
stare la campagna» Peggio ancora accaderebbe , se per fuggire gli 
soonoerti accennati , si laisciasaero correre al mare disgiunti dai Reno, 



e d&l resto dei torrenti. Il fondo del Prìmaro dallo •booco del 
Santerao al mare per un tratto di i a. miglia e | non ha si può dire 
caduu. Il Sauterno, Ticino al suo sboooo nel Prioiaro ha di cadala 
piedi I. IO. 6. per miglio 9 e intanto corre per T alveo del Prìmaro . 
•enea cadata , in quanto Tiene aiutato dall' impnlto delle acque an* 

Feriori • Mancando quìeste ^ converrà che ai iacoia dallo abocco nel 
rimaro al mare quella caduta » ohe ricluede il corpo » e la qualità 
delle ane acque nel modo iatesso, che ai oaaerra aver &tto nel La- 
mone dopo divertito dal Primaro > nel quale metteva foce» circa 140 
anni acne • E perchè la diatanza dallo sbocco del Santemo al mare , 
è molto maggiore di quella » che corre dallo stesso sbocco al aito del* 
la diversione del Primaro nelle valli di Gomaccbio » luirà perciò più 
grande il rialzamento del fondo , e in conseguenza crescerà il peri* 
colo dei terreni adiacenti agli alvei dei torrenti menzionati . 

LVL n terzo riguarda il Polesine di S* Giorgio parte la più gelo- 
sa del territorio Ferrarese , gli scoli della quale ai scaricano nelle val- 
li di Gomaccbio » e resterebbero almeno nella parte più bassa nota- 
bilmente impediti » mediante V alzamento del pelo delle valli cagio- 
nato dair afituaso di tante acque » onde vi perderebbero in tutto » o 
in parte la caduta » 

LVIL Gonaiate il quarto, nella perdita in una porzione considera- 
bile delle valli accennate neir uso della pesca , la quale porta profit* 
to cosi rilevante alla Reverenda Gamera » ed è le causa principalo 
della popolazione della città di Gomaccbio» 

LVin. Ricapitolando dunque in breve il discorso fatto fin qui , in- 
torno i progetti proposti per il regolamento delle acque delle tre Pro- 
vincie 9. concludiamo L Ghe non è praticabile presentemente V im- 
missione del Reno nel Po grande approvata altre volte dai visitatori 
Apostolici » perchè lascia senza speranza di rimedio i danni > che 
soffre una parte della campagna per le inondazioni dei torrenti ^infe- 
riori • IL Ghe il ricapitare le acque del Reno » nnite a quelle del ri- 
manente dei torrenti nel Primaro ^ ò pericoloao 9 perche non aiamo 
aicuri » ae le cadute assegnate di mano in mano al fondo del Prìma- 
ro , saranno aufBcienti . IIL Ghé V alveo ideato dal aig» Bertaglia ^ 
sebbene ha qualche vantaggio sopra P alveo del Primaro » perchè in- 
contra gli scoli , e i torrenti in punti più alti » e però ammette cadu- 
te msggìori » tuttavia non essendo noti abbastanza i limiti delle pen- 
denze del fondo , aiccome delP altezze delle arginature 9 non reata 
seppur caso esente , quando si vogliano introdurvi 1' acquò torbide 
tutte ad un tratto» dal dubbio dell' accecamento d' una parte degli 
acoli f e delle inondazioni » niente minori delle preaenti , posto che ni 
mancasse di fabbricare l'alveo della capacità necessaria» Né a queato 
pericolo può provvedersi con eecedere nelle nwore > perchè trattandoti 



^ 



m 

i* nn òorpo ooii fasto à^ acqne » troppo grande eonverrel>l>e, ch^ 
fiosso P eocoiso per istàre sul sicaro^ il che produrrebbe un altro eo- 
cesso di spesa » gran parte della quale pub darsi il caso » che fosse 
gettata Tia • IV. Che il progetto della linea superiore , benché dotata 
qi maggior caduta di tutte > nondimena per la qualità delle materie » 
ohe porterebbero nel nuovo alveo i torrenti , per lo scarico delle 
quali è incerto » se le pendenze assegnate quantunque maggiori ba- 
steranno per la spesa > e difficoltà dell' esecuzione , e per la sogge* 
zione 9 ed il perìcolo., ùtl quale sì pongono i migliori terreni del 
Bolognese » e della Romagnola , non merita . d' essere abbracciato * 

V. Che r istesifo può dirsi del progetta dì scaricare 1' acqne del 
Prìmaro dopo, ricevuto il Reno col resto dei torrenti nelle valli dì 
Gomacchio » per una foce situata nelle vicinanze di Longastrino » a 
motivo d' essere un tal provvedimento di poca durata , del pericolo 
nel quale porrebbe i terreni della Romagna , e del pregiudizio del 
Polesine di S. Giorgio » e delle valli di Gomacchio.. 

LIX» Non vorrei però,. che dalle difficoltà incontrate nei Progetti 
esposti, si tirasse la conseguenza, che metta perciò il conto di la- 
sciar vagare le acque del Reno , e del resto dei torrenti j qua , e là 
senza freno, aspettando dalla sola natura, senza il soccorso dell' ar- 
te , il benefizio di vederle incanalarsi spontaneamente al mare , come 
seguirà senza dubbio una volta ^ dopo che avranno rialzate , e colma- 
te colle deposizioni le campagne del Bolognese, piombando quindi a 
sommergere i terreni asciutti » tanto inferiori del Ferrarese , e della 
Romagna • Tale non è certamente il mio sentimento , bensì credo » 
ohe nel progetto da scegliersi per il regolamento dell'acque delle tre 
provinole, debbano concorrere necessariamente le condizioni seguen- 
ti • L Ghe la linea dell' alveo, nel quale correranno ristrette le acque 
del Reno^ e dei torrenti, sia tale da non esporre al pericolo le cam- 
pagne, presentemente fertili^ e libere dalle inondazioni « IL Ghe Te- 
secuzione del progetto non porti seco somma difficoltà , e spesa ec- 
cessiva • IIL Ghe il progetto impedisca .di sicuro il progresso delle 
inondazioni , risani in tutto , o in parte i terreni sommersi , o ìn- 
fiigiditi , e nel tempo istesso del lavoro , riesca di profitto » IV. Ghe 
non obblighi ad impegnarsi in operazioni d'esito dubbio ^ o pericolo- 
so » ma lascia la iacoltà di eseguire quelle sole > delle quali possiamo 
comprometterci , che riusciranno felicemente » ed intanto sommini- 
streranne lume > e regola per quel tanto > che dovrà intraprendersi 
neir avvenire » 

LX. In sequela dunque delle massime esposte di sopra , proporrei 
in primo luogo V addirìzzamento della svolta ^ ohe fa il Primaro in 
faccia alle Mandriole , nniformandomi in ciò al parere degli Autori 

il progetti delle tre linee ^ i quali si accordano tutti sopra questo 



; 



^ 



684 

punto* Tale operazione pnò dirsi neoeMaria» ai 5 perchè aMirevia 
di ^35. pertiche la linea del Primaro, si perchè rendendo T alveo 
più rettilineo, dà facoltà all'acqua di correre con minore intoppo, 




prad( 

molto probabile, appena vi resta luogo da ritirarlo » per difenderai 

dalle rotte. 

Susseguentemente l'alleo del Primaro da S. Alberto al mare, do* 
vrà ridursi alla larghezza uniforme di pertiche la. a pelo d'acqua 
bassa. La lunghezza dell'alveo accennato, mettendo in conto P abbre- 
viamento proposto , è di miglia 6 | in circa , nel qual tratto per al- 
tro si lasceranno senza mutazione tutti quei aiti, nei quali la lar- 
ghezza dell'alveo si ritrovasse maggiore dell'assegnata. 

LXI. Accomodato l' alveo del Primaro da S. Alberto al mare , do- 
vrà principiarsi l' alveo del nuovo fiune dallo sbocco nel Primaro 
dello scolo delia chiavica Fermenti , nel qual punto parimente è sta- 
to proposto concordemente dalli Autori dei progetti delle tre linee, 
di unire gli alvei da loro ideati al Priinaro • Dal predetto punto del- 
lo sbocco dello scolo Fermenti, si condurrà l'alveo per linea retta 
in lunghezza di miglia 5 ^ , ad intersecare il Santerno 6oo. pertiche 
sopra lo sbocco dì quest'ultimo nel Primaro. In questo tratto di 
mezzo s' incontra necessariamente l' alveo del Senio , il quale resterà 
intersecato un miglio anch'esso sopra il ano sbocco. Quando l'esca- 
vazione sarà giunta al Senio , dovrà questo introdursi immediatamen- 
te nel nuovo alveo, per avere la facoltà, proseguendo l' escavazione 
nel tratto superiore , di dare lo scolo alle acque , che s' incontrasse- 
ro nel profondarsi sotto la superficie del terreno., il che non sarebbe 
fàcile ad ottenere , quando il torrente accennato non dovesse aver 
recapito nel nuovo alveo , se non dopo terminata V escavazione • L' u- 
nica diflficoltà, che possa farsi all'introduzione del nuovo alveo del 
torrente già detto, e, che dovendo corrervi qualche tempo «olitarìo , 
potrebbe interrirlo , giacché la caduta da assegnarsi al nuove alveo 
dallo sbocco del Senio in giù , essendo relativa al corpo d' acqua , 
che dee avervi il corso , non può non esser molto minore di quella , 
ohe richiede il Senio , quando è solo . A questa difficoltà ti rispen* 
de 9 che il tempo , nel quale il Senio correrà solitario nel nuovo al- 
veo , dovendo esser brevissimo , non permetterà V interrimento , a 
motivo, che ^unta Pesca vazione in faccia alla chiesa della Madonna 
dei Boschi , si potrà , mediante un canale lungo circa 1 00. pertiche , 
introdurre nel nuovo alveo l'acqua del Primaro. Né vi è luogo a 
dubitare, che dopo introdotta l'acqua del Primaro nel nuovo alveo ^ 
il Senio possa farvi delle deposizioni ^ mentre non le £1 nell'idveo 



35S 

presesf e del Prìmaro » te condizioni del quale , riguardo a quelle del 
»uoTo da escavarsi , sono a puntino le stesse . 

LXIL Incontrato che sia il Santerno dal nuovo alveo, nel punto 
menzionato di sopra, dovrà quivi interrompersi l' escavazione > per 
ripigliarla da capo immediatamente sopra il Santerno, d'onde si con- 
durrà direttamente per lunghezza di miglia 5 | , ad intersecare la 
strada corriera in un punto inferiore aoo. pertiche al palazzo della 
Frascata* Dal punto accennato, proseguirà l'alveo per un'altra linea 
parimente retta , fa quale termini in un punto distante 20. pertiche 
a tramontana, dalla Torre dei Cavalli. Non dee però continuarsi l'è- 
scavazione , se non fino al condotto Zaniolo , a causa , . che arrivati 
in questo sito col nuovo alveo, convìen pensare a valersi dello stes- 
so per procurare tutto quel sollievo, che può mai ottenersi alle cam- 

Sagne inondate , anche durante il tempo dell' esecuzione del lavoro . 
. tal' effetto dunque terminata che avremo l' escavazione del Santerno 
al Zaniolo neUa profondità da determinarsi in appresso , aprendo per^ 
ciò , se farà di bisogno , una fossa parallela al Santerno , la quale 
serva a scolare nel Primaro le sorgive , che venissero ad incontrarsi , 
s'introdurrà in primo luogo nel cavo il Santerno, e nello stesso tem- 

{)o vi si porteranno ancora le acque del Primaro , mediante un cana« 
e, il quale abbia il suo principio alla svolta dello stesso Prìmaro, 
poco sotte la chiesa di S. Biagio, e termini nel punto, dove il nuo* 
vo alveo verrà a tagliare il condotto Zaniolo, seguitando prossima- 
mente la traccia della fossa dell'Orsa. Si potranno parimente intro^ 
durre speditamente nello stesso alveo l'acque della valle di Marmor- 
ta per mezzo d'un qualche canale da costruirsi a traverso la stessa , 
il quale sbocchi neli' alveo già detto , al punto più volte menzionato 
dell' intersezione dello Zaniolo » 

LXIIL Àccamodato che sarà il nuovo fi^irme dallo sbocco nel Pri-> 
maro al Zaniolo nella forma prescritta, dovrà seguitarsi l' escavaziona 
per linea retta, fino alla Torre dei Cavalli, conforme si è accenna- 
to , per il tratto di miglia 5 i in circa . Dalla Torre menzionata si 
continuerà per altre miglia 43» ^"^ all'Idice, nel sito della svolta, 
che fa il detto torrente poco sopra la via del Ganalazzo • In quest' ul- 
timo tratto del nupvo alveo, dovranno introdursi finalmente l'acque 
del Benedettino, mediante un canale, il quale si parta dalla svolta 
del Benedettino, dirimpetto alla villa del Traghetto, e incontri l'al^i- 
veo accennato in un p»nto superiore un miglio alla Torre già detta 
dei Cavalli • La lunghezza del canale accennato sarà di miglia 3^ | in 
circa. 

XXIV. Nel tempo, che si anderà lavorando al nuovo alveo dal 
Zaniolo al Benedettino, converrà precurare, che i torrenti della val- 
le di Marmorta spandano le loro torbide nelle. valli superiori, acciò 



riif 



t/- 






33d 

siano ricevute nel nuoro àlveo chiarifioate • Potranno però i torren- 
ti accenuti ammettersi torbidi nel nuovo alveo iuMnediatamente dopo 
che ai saranno introdotte Je acque del Benedettino , il quale a que- 
st'effetto dorrà preventivamente rinettarai» sgombrandone gV inter- 
rimenti cagionati dall' Idice , e riserrando le rotto delle coronelle 
della valle di Gandazzolo* con fortificare, e rialzare le dette coro^ 
nelle dovunque faccia di bisogno. 

t.XV. Circa alle cadute da assegnarsi al nuovo alveo sono di pa- 
rere 9 e m' ingegnerò di provarlo in qualche modo in appresso » che 
le fissate da' aignori Marescotti j e Bertaglia possono convenire otti-- 
inamente alla mia proposizione. Stando in questo supposto» prìnci- 
pieremo l' escavazione da un punto del fondo del Prfanaro , dirimpet- 
to alla chiavica Fermenti , il quale in quel aito , resta più basso del- 
l' orizzontale , tirata per il pelo infimo del mare piedi 3. io. Dal 
detto punto salendo fino all' interaezione del Santemo si disporrà 
la cadente del fondo del nuovo fiume , in maniera , che nel punto 
dell'intersezione accennata resti precisamente a livello col pelo infi- 
mo al mare . E perchè potrebbe darsi il caso , che 1' escavazione del- 
l' alveo del nuovo fiume^ sotto il pelo basso del mare, da S. Alber* 
to al Santemo rìescisse troppo difficile, o dispendiosa, si propone 
per maggior facilità , di condurle solamente fino al livello del peìo 
accennatola lasciando che la forza dell'acqua oelle piene, che so- 

{)raggiongeranDo 5 compisca il rimanente» Dal Santerno seguitando la 
inea del nuovo fiume per miglia 8. in circa, cioè fino ah punto. do« 
ve il Sillaro vi avrà l'ingresso , si darà al fondo una pendenza d' on-- 
ce 9. per miglio* Dal Siliaro progredendo parimente verso le parti 
più alte fino al punto dell' unione delle torbide dell' Idice , colle 
chiare del Benedettino, un miglio sopra la Torre dei Cavalli, si da- 
rà al fondo la pendenza d'once 10. per miglio. Per il resto del nuo- 
TO alveo, dallo sbocco deiriJice al Benedettino, e per il rimanente 
del Benedettino sino al passo Segni, ci serviremo della stessa cada^ 
ta , che si ritrova fra i due termini accennati , ma con disporla re- 
golarmente , di modo che essendo la caduta da fondo a fondo fra il 
passo Segni , e lo sbocco accennato dell' Idice di piedi io. 8 , ripar- 
tendola in miglia 8| veneano a toccarne piedi i. a| per miglio. 
Questa veramente, trattandosi d' acque chiare', è aaaai più che auffi* 
cicute , ma si lascia tale , per diminuire la apesa dell escavazione^ 
Quanto a quel tratto , che dee servire per la condotta dell' acqae 
dell' Idice, sì dovrà dispome il fondo, in guisa, che nel punto del -^ 
l'unione, col nuovo alveo resti più alto di questo piedi a, e supe- 
riormente vada a spianarsi sul fondo presente dell' Idice , accomodaxi- 
dosi nel mezzo in quella forma, che sarà più adattata per aeguitara 
r andamento della superficie della campagna , giacché si ha la facoltà 



337 

^ VMare qaeir arbìtrio 9 ^^^ più torna conto ^ per ^ essere la I3s44t» 
nel tratto aooennato più del aoppio maggiore del biiogoo • 

LXVI. n canale da loavarsi 9 dovrà esser largo da S. Alberto » fi 
Santemo io« pertiche nel fondo » e qnindi fino ^Uo sbocoo àfiV |dir 
oe andarsi gradatamente ristringendo^ fino a ridarsi in vietnaQRfl 44* 

10 sbocco accennato , largo nel fondo aolamente 8* pertiche» 0OQ dar 
re da per tntto alle ripe 9 nna scarpa di due piedi « per Dgni pÌQ4? 
d- altezza . Circa alle distanze , e altezze degli argini ^ dovrà cifisciir* 
no nel tnitto da 8. Alberto al Santerno farsi distante dal #mo oppo- 
sto nel piede della acarpa interna 60. pertiche • Dal Santerno at $ìlr 
laro 5 la distanza sarà di pertiche 54 9 e dal Sillaro all' Idice di 49* 

11 ciglio degli argini sì disporrà in nna linea parallela alla cadente del 




partieolare , e di quanti 
del nuovo fiume » e del Benedettino , ai fitrà eguale al ISenedetUno » 
non solamente riguardo alla larghezza dell' escavaziene 9 ma anooni al* 
la distanza ^ e altezza degli argini « Parimente neU' altro cenale de« 
etìnato a condnrre nel nuovo nume Tacque dell' Idice» si prenderà 
V esempio per la fermezza dett' escavazione, e 1' altezza degli ar^n^ 
dallo stesso Corrente 9 e precisamente dalla sezione rilevata nella vi*^ 
eita , in vicinanza della via del Ganalazzo > eh' è la più regolare. So« 
lamento la distanza degli argini opposti dovrà farsi la atessa » che si 
è determinata di sopra per il nuovo fiume 9 allo sbocco pure deli' t« 
dice , cioè di 4^* pertiche • 

LXVIIr Compiti che saranno i lavori fin qui desoiittt 9 spettanti al- 
l' alveo del nuòvo fiume tornerà secondo il mio parere a proposito il 
sospendere per 'qualche tempo rnlterìor proseguimento dello stesso 
nIveO) fino al Reno, e la ragione è, perchè possiamo bensì persna* 
derci con tutta probabilità , che il lavoro proposto colle cadenti asse- 
tate riuscirà felicemente 9 ma non sappiamo poi se le dette cadenti 
potranno mantenersi, introducendo nel nuovo alveo incanalati anoiie 
a due torrenti Savena, e Reno. Tale incertezza nasce dalla qualità 
dell'acque del nuovo fiume, le quali allora sarebbero tutte torbide, 
fiel qua! caso non è possibile stabilire con qualche precisione la pen^ 
detfza, che richiederebbero , come si è detto più volte di sopra • Al^ 
f opposto nel caso , nel quale all' acque torbide si unìace nn corso 
d^ acque ebiare , ei hanno dei motivi snffidenti per comprometterai 
d'una felice riusdla. Il principale fira questi ai desume dall' osserva* 
«ione del Canal bianco. È questo un fiume, il ^qnale è destinato a 
eoaricare dal Maggio al Novembre nna porzione delle piene dell' A*- 
dìge , al qunle serve in luogo di diversivo « Oltre le piene dell' A- 
dige , serve 1' ^stesso fiume a scolare le aoque ^delle valli Veronesi 9 



i 



S3ft 

eolle qmli ha oomamcazìone, mediante nn canale cliiamato il TarCarohr 
il quale porta solamente acqne chiare , e di più perenni , onde il ca- 
nal Bianco viene per necessità a partecipare delle condiaioni insieme 
d' un fiume torbido , e d' un chiaro • Dai rilievi delU visita dei oomr^ 
nissar} Pontificio » Cesareo , e Veneto, fiitta V anno i7ao. si racoo- 

flie 9 che V infimo £ondó del canal Bianca in faccia della Polesella , 
a di caduta sopra il peb basso del mare circa 9» piedi » ma dicia- 
mo pure II» stando nei supposti più svantaggiosi per maggior sicu- 
rezza • La distanza della Polesella dal mare 9 sccoikIo la difigentisai- 
ma earta del territorio Ferrarese 9 pubblicata dal sig. Baruffaldi » ò 
di a?, miglia* Al nuovo alveo , dal punto dell'ingresso deiridice al 
mare > in un tratto <U miglia aS | iu circa, si è assegnata una oa«> 
duta di piedi io. 7» la quale essendo prossimamente eguale^ alla ca<- 
duta del canal Bianco , se questa vien dimostrata dall' espet ienaa pec 
sufficiente al bisogno > può credersi con tutta radono 9 ^he tale anoo- 
ra sia per riuscire la caduta assegm^ta al nuovo fiume^ y fintanto che 
le sue piene » conformemente a quelle del canal Bianco ^ saranno 
composte d' acque in parte chiare . Non si pretende perciò ^ che P e- 
8em])io del canni Bianco debba servire per una dimostraeione com- 
pleta della quantità deUa caduta ^ che esigerà il nuovo fiume 9 men- 
tre a tal effetto converrebbe prima assicurarsi p che le circostanze del 
canal Bianco , e del nuovo fiume fi>ssero simili per V appunto «. Ma 
la verità è 9 ehe il oanal Bianeo dalla Gauda 9 cioè dai ponto 9 dove 
le torbide dell' Adige 9 e le chiare del Tartaro si noìscono 9 al mare 
corre per una lunghezza di 37. miglia senza ricevete alcun infiueiii- 
te 9 dove all' opposto nel nostro fiume 9. dopo l' unione dell' Idice col 
Benedettino 9 dovranno entrare 6« altri torrenti tutti torbidi) le pie- 
ne dei quali probabilmente non si aocordevanno sempre ad incontrai^ 
si insieme nel comun recipiente . Inoltre si ha qualche motivo iH du- 
bitare 9 che la portata del ^nat Bianco sia. alquanto maggiore di quel- 
la del nuovo fiume, e dall'altra parte siamo certi > che k proporzio-> 
ne delle acque chiare alle torbide è asaid maggiore del nuovo finme^ 
che nel canal Bianco • Oltre a cììk la linea del nostro fiume devia po- 
^ cfaissimo dalla retta » dove al opposto queUa del canal Bianco è tor« 

tuosa 9 e non manca di svolte mclinate ad angoli assai risentiti. Tat* 
"ter questa varietà di circostanze 9 parte contrarie 9 e parte- favorevoli 
al nuovo fiume 9 riguardo al canal Bianeo 9 siccome non si nega , cha 
possa indurre qualche diversità neUe cadute assegnate al nuovo fiu- 
me , da quelle 9 che richiederà la natura per ìspingere 'le* acque tor- 
bide al: loro termine y seuM interrirsi 1' alveo 9 diversità però» minore 
di gran lunga di quella 9 che potrebbe aver luogo 9 introducendo nel 
nuovo fiume^ tutti gP influenti torbidi 9. senza prima assicurarsi delle 
^ cadale necessarie 9^^ cosi mostra chiaramente la ragione,, che si ha. di 



539 

proiporre il non proseguire il lavoro più oltre del termina aisegna^ 
di sopra , per osservare in tanto ciò » che «accederà nel fondo del 
nuovo fiume ».e se la larghezza dell' escavazione , e P altezza desìi 
argini saranno sufficienti a contenere le massime pi«ne • Nel caso che 
il fondo si vada successivamente alzando , comecché V alzamento do-> 
Tra farsi a poco alla volta ^ avremo tatto il tempo di provvedere a- 
i;Ii scoli 9 che fossero per restare accecati con tirarli più a basso , ùr 
oendoli inoltre passare , quando il bisogno lo riofaieda , per botte sot- 
terranea^ sotto l'alveo di quel torrente 9 che ne impedisse la protra-» 
sione • Gli scoli di Marmorta sono ibrse quelli, che più di tutti gU 
altri richiederanno un tal provvedimento , con esser fatti cassare 
sotto gli alvei dei torrenti Gentonara^ e Quaderna , ma un tal lavo- 
ro essendo di pochissima conseguenza 5 non dee cagionare la minima 
apprensione. Quel che si è detto del fondo del nuovo fiume ^ si dee 
applicare propor/aonaimente alla capacità dell' alveo, nel quale intro« 
ducendosi il maggior corpo delle acque ^ che è il Beno successiva- 
mente ^ re non tutto alla volta^ avremo tempo bastante per rilevare 
i mancamenti 9 che per avventnra jsi fossero commessi nella larghez« 
sa dell' escayaaione ^ o nell' alteìsza degli argini ^ e di rimediarvi fa* 
cilmeate con accrescere 1' naa f o V altra « secondo l' occorrenza • O- 
f>erando in questo modo ^ saremo sicuri della riuscita dell' opera » e 
ai otterrà un risparmio considerabile nella spesa » mentre non verrà 
JL fiirsi altro lavoro t fuori di quello, che è puramente necessario. 

LXVIII. Ma quando ancora accadesse , che per qualche repentino 
alzamento del fondo del nuovo fiume { il qnal' caso per altro pare as- 
sai difficile a succedere) ^U scoti accennati, tutti, o in parte rima- 
nessero ad un tratto chiusi 9 non ne risalterebbe perciò ve^nn dan- 
no, giacché l'aoque dei detti scoli nel tempo, cne ai medesimi si 
procurasse altro recapito nel modo accennato di sopra , verrebbero fi- 
nalmente ad inondare .quegli stessi terreni , i quaU al presente sono 
^ià sottoposti alle inondazioni , e non altri fertili ^ e coltivati ^ come 
per esempio accaderebbe^ dandosi una simile disgrazia nell' esecuzio- 
ne del progetto della linea superiore. La medesima riflessione ha 
inogo^ parimente nel caso , che per difetto d' altezza sufficiente negli 
.srgini , accadessero i trabocchi delle piene 5 mentre allora resterebbe- 
jro sommerse solamente le campagne^ che s^ inondano ancora presen- 
temente , o non correrebbero Tcrun rischio qudUe , che ffodono di col- 
tmm • Questo riflesso di non sottoporre al pericolo deU' inondazione 
^quelle camnagne» che la natura deUa loro situazione non ha esposte 
A un tal. disastro^ è di tanto momento, che per esso solo, quando 
jnanoass^ro gli altri ^ il progetto di situare l'alveo del nuovo fiume 
,nel più basso della pianura^ meriterebbe sempre la preferenza , tan- 
tQ maggiormente poi concorrendovi V altro di non essere obbIi|;ad ad 



24o 

ìttpegoarsi in etcavaiìoai coti profcmda » ed io oont^aenm di ritpar* 
Miare la spesa » che ia somma è T istesso > che operare con ecooo*^ 
Alia , e sìcaresaa • 

LXIX. Per la medesima ragione di non portar pregindizie alle co* 
munita della Romagpola ^ si è prestelto la situazione delPalreo del 
nnoTo finme alla sinistra del Santemo , tratasmande il portarlo alla 
destra > conforme alla proposizione degli Antori della linea superiore , 
acciò nel casa» che per disgrazia seguisse nna rotta idla destra del 
xiaoYO finme» non restino percij^ sommersi i terreni dèlia Romaeno* 
la , giacché P acque scappando dalla rotta sarebbero trattenute dagli 
argini del Santerno» 

LXX» Si aggitmge , che in questa maniera si risparmia la neceasi* 
ià di iàbbricare tante chiuse una sopra V altra agli sbocchi dei tor*^ 
tenti nel nuovo aWeo > senza che perciò si vei^ a perdere la ape» 
fanza di ottenere un maegior incassamento deg» alvei dei torrenti» 
togliendo a poco a poco le chiuse accennate.. Per dame un esempio 
suppongbiamo » che dopo introdotto nel nuovo fiume » il Santemo 
nei punto da noi descrìtto y non si osservino dopo qnalolie spazio di 
tempo scalzai nel piede» mediante la corrosione del fondo» e dirn-r 
pati in onatunqpie parte gli argini» sarà ciò segno ^ che 1*^ abbassar 
mento del fondo del Santemo non è riuscito d^ alcun pregiudizio » e 
perciò si potrà tentare P introduzione del medesimo nel nuovo fiume 
m un punto superiore» cioè vicino alP catena della Pknta^ e quindi 
ancora più sopra » cioè verso Posteria del Moro» seguendo prossi-- 
marnante la traccia » che teneva anticamente per entrare nel Fnmaro 
alle Rossette, supposto per altro » che il nuovo fiume , anche dopo 
la mutazione delio tbòcoo del Santerno non abbia soffèrta alterano» 
se nel fondo dalle materie » le quali si saranno staccate dal fondo 
del Satitérno» 

LXXI» Oltre £ vantaggi menzionati » che risultano dalla sitnaìione 
prescelta ^er Palveo del nuovo fiume » se ne otterranno ancora de-^ 
gli altri di non poco rilievo» Uno sarà certamente» che quando noo 
si possano bonificare totalmente per essicazione le valli di Marmor* 
ta, e di Filo» conforme è motto probabile» riacohè no» mancano iia 
ambedue dei tiutti di molta- estensione» e ai pessimo fondo» potrò-» 
mo almeno » sempre conseguire la bonificazione intera delle medeai^ 
me , p^r repleziotie » con introdurre regolarmente net siti pia Iiaaai ». 
Je torbide del nnovo fiume per mezzo d^àfoune ohiavidie» o eate-* 
ratte da farsi nel suo argine sinistro» ricingendo però inaanzi d*ar^ 
gini il Bito da ricolmarsi» e provvedendo lo scolo .aU^Éeque cUarifi*^ 
cate nelP alveo del Primaro.^ Un tal vantaggio non è sperabile in *ve-^ 
run conto » supposta Pesecuzìone del progetto ddla linea superiore » 
mentre allora: la distanza gnmde del Qume dai fondi da rioolssuaral > 



34i 

•areUbe cansa » -oBe le torbide derivate dal fiume non potrebbero 
fiiun^rvi prima di aver deposta la terra per la strada, senza mettere 
m eonto la spesa tanto maggiore^ che importerebbe la costraziooe 
idei eanali ^ per la condotta delie torbide in nno spazio cosi luogo • 

LXXIL Per lo stesso fine di ridurre bonificati y e coltivabili quM 
tratti di campagna 9 ohe in altro modo sarebbero condannati a resta* 
re eternamente paludosi » dovrà procurarsi , che nel tempo y ohe si 
anderanno eseguendo i lavori descritti di sopra j e dopo ancora ter- 
minati 9 il Reno interrisca i mag^ori fondi delle valli di Malalber- 
go» col qual mezso si otterrà^ che quando saremo in grado d* inai* 
veare anche il detta torrente » ci troverremo aver guadagnata assai 
maggior quantità di terreno capace di coltura» ohe non si acquisto* 
rebbe al presente colTeseousnone del progetto d' una delle due linee 
superiori. La- ragione è la medesima » ohe si è addotta poco fit, par-» 
landò delle valli inferiori di Marmorta , e di Filo , cioè , perchè nel» 
iè valli di Malàlbergo egualmente » o più ancora , che nelle valli in-* 
feriori si ritrovano in buon numero i siti di suolo marcio , o fango-' 
so^ e imbevuto d^ acqua a tal profondità, , che non lascia luogo a 
sperarne la bonificazione senza colmarlo, e. rialzarlo con terra di 
miglior qualità y portata d'altronde. Quel che si dice del Reno, può 
applicarsi^ parimente alla Savena , la q^uale intanto potrà ancor essa 
aver Io scarico nelle valli della P^ola , e del Tede , che sono situate 
fra il suo alveo , e il canal naviglio per riempirne « e rialzarne colle 
deposizioni ditte torbide , i ibnui più bassi ^ Intanto^ gli scoli delle 
valli predette della Pegola ec» sx miglioreianno con protraerli » 
fin tanto , che si ritrovi nel Benedettino un punto più basso di quelIo,^ 
-dove scaricano al presente le loro acque » L' istesso provvedimen-» 
to potrà avere luogo nelle valli di Dugiiolo, e della mrigella, coo-^ 
ducendone gli scoli y cioè il Fiumicell^, e la Zana per mezzo d^ un 
canale da costruirsi parallelo al Benedettino, a sboccare nel nuovo 
alveo , net punto segnata ocdla lettera * r • In questo modo si verrà a 
provvedere al bisogno de^li interessati nelle valli di Dugliolo , e del* 
la Barìgella , di procui«ra uno socio fUice per i loro terreni^ senza 
ehe èia perciò^ necessario V attraversare coi» una botte sotterranea 
Y alvea aellfldice, oonfimoe il temperamento proposta nel memoriale 
presentato à Y» E» nel tempo della visita r 

LXXfn» Parmi , da qminta si è addotto fin qui , provato abbastaQ* 
za , che nel progetto scelta per il regolamento deUe ^cqae delle tse 
Provincie , coocorrona in fatti tutte le qualità richieste al numero 
Lue , cioè la probaBlitii d:ell8 riuscita , la sieur^zza delle can^gne 
leoltivate, ed m piartieolar^ del Polesine di S» Giorgio, la b<mifioa-^ 
'mone in tutto,, o in parte dei terreni sommersi, la spesa non eooc'^ 
dante , almeno paragonata a ^eUa, ohe ai 3lM)faiederebbe> abbracciaBd^ 



«4^ 

al Drogato della linea ivperiove , 6 U aaa difficile eseoucione • La 
ditesa del Poleaioe di &. Giorgio dA ogni iaBuIto d* aoquo forestiere » 
« stata in tutti i tempi consideiata dai signori Ferraresi come il loro 
principale interesse , onde si ha motivo di credere , che «Tenendo I' i«» 
•tesso Polesine assicurato, con liberarlo dalla vicànanza^ e dal peri- 
colo delle piene del Prìmaro , con essersi inoltre provvisto iiUa parte 
^del territorio Ferrarese , situata alla destra del Primaro , eseataudoU 
;dall' inondazioni ^ alle quali di presente, è sottoposta, non vorranno 
\ signori Ferraresi opporsi ali* esecuzione d^ un progetto , del -quale 
ottengono tutti quei vantaggi, che ragionevolmente ^potevano spera- 
re . L' istesso si dica della Reverenda ^Camera , per V interesse , che 
"^ Ila nella conservazione delle valli di <jomaochio , riguardo al proveor 
4o considerabile, che ^avia 'dall' i^])alto della pesca « La città di Bo- 
logna non dovrà neppur essa mostrarsi .avrersa ad un'.opera, dalia 
quale consegrusà la jiberaaione dell^acque d' una buona^ parie del suo 
«erritbrio , la quale rimane attualmente aionuneiea , a insieme la n« 
4!nrezza delle campagne prossime ad infrigidire , con arrestarsi il pio* 
grosso delle inomlazioni , e procurarsi maggior felicità agli scoli . £ 
•ebbene è vero , che qualche estensione di terreno resterà come pri<» 
ma esposta aJlo -spadio dei torrenti, tuttavìa potrà ancor questa^ &• 
cendo uso del metodo , ^ delle ditigenae accennate di sopra , ridursi 
col tempo a perfetta bonificazione* Tutto mò si ottiene senza pre* 
indizio d' alcuno , e senza sottoporre a danno , o pericolo i terreni 
coltivati , e liberi dalla soggezione d^' acque j>er la g^alità del aito« 
nel quale sono collocati* 

LXXIV. Resta , che si lisponfla con l)reviià alTobleaaoni più ap* 
fMrenti , die potrebbero venir fatte in contrario • La prima , e prin- 
cipale sì desume ^la qualità deir acque del Reno , le quali nelle 
«piene sono torbide , ed in ^conseguenza non {)ossono .mancare di att« 
darsi prolungando V alveo in mezzo ag|l' interrimenti , d'4»nde ai no- 
4^ogUe., ohe col progresso del. tempo si conudnrranno ad entrare nel 
Senedetrtino inalveate , e il nuovo fiume correrà interamente torbi- 
do , e non misto di aoque torbide ., e chiare ^ come correrebbe al 
presente. Postb ciò, ritornano in «campo ICiatesse difficoltà circa Tìn- 
»eufficienza della caduta, che si sono afiacdate «el progetto della li- 
nea del Primaro , la quale addirizzata , e aUireinata con i tagli pro- 
j>osti dal sigt Marescotti^ e pochissimo differente in lunghezza aalla 
*Bostira« Onde •parerrebbe,, che a questo modo il progetto. del nuovo fiu- 
me si 'riducesse ad un Timedio puramente provvisionale • 

'L2LXV. Più <cose possono rispondersi a queste discorso . Primiera- 
mente J' inalveamento dcA Reno nella valle di Malalbergo , e i' in- 
gresso 4lelle torbide nel Benedettino , iion seguiranno certamente in 
pochi .annÌ4 e nemmeno tutti in una volta» Poeto ciò| a?remo tempo 



34* 

a bastanza dt godere del benefizio ^ ohe or proearerà il nuòvo fiume ^ 
oon dar l' afito all' aoque «tannanti » ed intanto d' osservare V effetto ». 
che prodnrranno Id torbide, nel ano alveo, se lasceranno cioè il fonda 
neUa stessa altezza y oppure. Io anderanno successivamente rialzando •. 
Nel primo caso si poUsà seguitare il lavoro del nuova alveo fino alla 
Pa&filia f per introdurre- il Beno interamente incassato nel nuovo fiu-^ 
me • Né faccia specie 9 che questo caso presentemente si ammetta cck 
me possibile^» quasi che venehiamo. perciò a contradire a. quanto si 
e afiermatQ di sopra» trattando delU linea del Primaro » mentre la 
verità è » che non si è mai desto , ohe le pendenze assegnate alla li*^ 
Bea del Prìmaro » non possono essere sufficienti , ma solamente » che 
. non si ha certezza » se lo saranno», e che ia tal dubbio , non mette 
conto l' arrischiare una. operazione.^ la^ quale non riuscendo » potreb* 
be cagionare pericoU^ » e danni grq^4l ^^ Polesine di S.. Giorgio » e al- 
le valli di Gomacchia. Di maniera che supposto ancora» che con e- 
seguire il nostra progetto si otteogau lo stesso > che si otterrebbe » né 
più né- meno^ coli' esecuzione del progetta del Primaro». avremo sem- 

Sre dal nostro canta la sicurezza dell'operazione» e questa trattan* 
osi di un affare di tanta importanza» non è da valutarsi per picool 
v^otag^a. Ma quando 1' esperienza dimostri » ohe le pendenze asso- 
guato al nuovo alveo » introducendovi le acque del Reno torbide, non 
siano sufficienti» in modo però» che la mancanza della caduta non rie« 
sca eccessiva » - ma si limiti a pochi piedi , potrà in. tal caso procu** 
mrsi di guadagnare la caduta mancante coli' abbreviamento della li- 
nea » abbandonando totalmente il Benedettino » e conducendo , me- 
diante un taglio y V alveo del nuovo fiume», ad incontiuire 1' alveo del 
Reno in un punto superiore » come ex. gr. » alla botta Sampieri , e 
ragolandosi nel resto ». secondo che le circostanze, d' allora richieder 
ranno • 
LXXVL Secondanaraente » dandosi P altro caso » cioè quando 1' e- 

Serionza dimostrasse y che la natura delle torbide del Reno » e degU 
tri torcenti uniti ». richieda molto, maggior caduta di quella», che si 
e assegnata d* nuova fiume» noa sarebbe veramente buon consiglio 
il prolungarne l' alveo » fino ad unirlo coli' alveo del Reno » ma noa 
mancherebbero però provvedimenti » acquali ricorrerò per ottenero 
la conservazione deU alveo del nuovo fiume» libero dagr interrimeiv- 
ti • Tale sarebbe » per esempio ». quello di servirsi delle torbide dei 
tocrenti per colmare le campagne più basse » introducenda nel nuovo 
fkmo 1' acquo già chiarificate . Un. simil metodo è stato posto in ur 
so da eento » e più' anni in qjaa ^ e si usa tuttavia, nel tinme della 
Chiana » il quale ancor esso manca di* caduta » correndo per una ]>ia- 
siura pochissimo declive», di modo» che i torrenti tributari mettendo- 
vi tormdi » noa potrebbera ùxe a mena d' interrirlo » e. rialzarne il 



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844 

fondo , ed in conse^enasa di Cft|ionare eenimne inonlaaaoBt ^ e Ia pèr- 
dita degli ftcoti dei terreni o^ltivati • ^er mvian a qoeato disordine» 
ai cotinma di tenere i torrenti confinati qma» e }k nei recinti del- 
le colmate 9 aenza permetterli lo searioio pd comw rertfiente, prp- 
nia d* aver deposta U terra , e la sabina » col ^al mea^ao • mq sola^ 



fneute si ottiene di mantenere il canale della Gbtana netto # e prò* 
fondo , ma si sono ancora bonificati Tasti tratti di teireno paludoso 9 
di modo» che le campagne della Chiana una irolta infami per V aria 
pestilente 9 e perciò deserte , e incolte , seno ni presente diveniate 
salubri 9 fertili 9 e popolate^ al ][>ari di ^naJsÌYo^lia altra parte 4el«^ 
la Toscana, 

LXXVII. Terzo , qnando il progetto issposto delle colmate » |>ef 
qualche ragione non piacesse » p non fosse più Inogo ad eseguirlo , e 
r istesso si dica del taglio per aìMfbscere la caduta del nnoTO fiume, 
ad ogni modo resterà sempre per ultimo un idtro rimedio reale 9 e si- 
curo , cioè il far capitale delle acque perenni del Po grande 9 derì« 
vandpne 119 ramo vicino alla Stellata » e conducendolo ad unirsi col 
nuovo fiume , il quale 9 allora accresciuto di portata aoquistwebbe 
forza bastante per ispingere al mare le sue torbide senza deporre l'a- 
rena 9 e la terra per la strada. Questo pensiero non può dirsi nuo» 
VO9 essendo stato proposto circa un secolo fa, dal famosissimo astto^ 
jiomo Gio. Dopienioo Cassini 9 e riprodotto un' altra volta dal signor 
Eustachio Manfredi di senipre chiara memoria nelle conferenze ftenu* 
te per gli afiarì del Jleno, ranno i^aS. nella città di Faenza ooU' ap« 
provazione dei due celebri abati Grandi » e Galiani, V ano, e T al- 
tro matematico Pontificio • Vero è per altro 9 che si trattava ii de«» 
rivare 1' acqua dal Po grande nel Volano 9 per introdurvi Buoeessiv«<' 
mente il ^eno 9 col ^ual progetto 9 oltre al condursi V acque per un 
cammino pin lungo si otteneva solamente il rimedio alle ìnonoazioni 
dei terreni superiori del Bolognese , dove col nostro si conseguirebbe 
la bonificazione generale di tutte tre le provincie . Ag^ungo 9 che il 
progetto proposto da noi toma in efietto P istesso, colla propesÌBie* 
pe antica dei signori Ferraresi promossa con tanto studio , $xk nel 
tempo del Pontefice Clemente Vili, e sussegnentemente tentata , ri<- 
spetto al Po di Ferrara, benché infruttuosamente, d^ cbe non vi sa- 
rebbe Inogo^ di temere al presente , trattandosi d* un causile pvà bre« 
ve , più dirìtto , e senza comparazione più fecile ad escavarsi » 

{jXXVni. Quarto, si rifletta ( e questo ^ un punto, il qude ine-» 
rita somma considerazione ) che quslnuque ria il provvedimento, ^e 
si ^prenderà per ottenere lo scarico delr acque * del Reno , e degÉl •!-* 
tri torrentì , la linea per. condurli al mare , non può diversificarsi da 
quella , che abbiamo proposta , almeno per il tratto da S. Alberto al* 
U Torre dei Cavalli , non volendo esporre al pericolo il Polesioa ^' 






34$ 

San Giorgio 9 1^ ▼alU 4i Gomaoobio 9 • le campagne coltivato del Bo* 
logneae 9 e della Aomagnola • Dall' altra parte è certo p che seconda 
le re|;ole dell'arte , trattandosi 4' inalveare nn fiume, il lavoro deo 
prtncipiarai dallo aboooo» continuando verso le parti superiori^ finp 
ali* origine vera , o equivalente Io consegnenza il lavoro, ordinato fi- 
no all' Idice 9 non è altrimenti nn rimedio provvisionale 9 ma è parto 
ossenzialissima d' un rimedio redo 9 e non solo reale » ma V nnico j 
che possa porsi in esecuzione ^ aupposte le condizioni accennate « Dì 
modo « ohe quando in progresso ai tempo 9 per supplire al difetto 
della raduta^ ei pensasse o ad abbreviare la strada dal Beno al nuo- 
TO fiume 5 o a derivaro nn corpo d'acqua dal Po grande per acero- 
ecere al nuovo fiume la portata » o la forza ^ 1' una « o V altra operar 
fione supporrà sempre necessariamente eseguito al lavoro da. S. Al- 
berto all' Idice 9 e piopriamente potrà dirsene nna continuazione 9 la 
quale si suggerisce di sospendere a fine di godere del benefizio del 
tempo 9 ed intanto acquistare nuovi lumi per procedere con piede 
più sicuro in affare così importante « 

LXXIX» La seconda obiezione |»otrebbe desumersi dal terreno^ pew 
il quale passa la nostra linea ^ e il quale può dubitarsi ^ se riuscirà 
da per tutto di ^alità consistente a segno di esser capace d' esca^ 
▼azione 9 e di sostenere il peso dell' arginature • A ciò si risponde , 
che sebbene si è oondotèa- la linea del nuovo fiume per luoghi dove 
non pare 9 ohe cada questo sospetto » nondimeno in tutti i casi baste- 
rà 1' alzare qualche coronella intomo i siti di suolo instabile ^ a val- 
IÌVO9 i quali per altro saranno sempre di poca ampiezza 9 lasciando, 
che intanto possano ie torbide ricounarli 9 e assodarli . Nè^ dee fare 
opeeie , che 1 terreni compresi dentro le coronelle 9 si abbiano a te« 
iiere lungamente sott* acqua ^ senza ricavarne verun profitto 9 essendo 
manifesto 9 che supposti gli stessi terreni della qualità già detta , 
tornerebbe ad ogni modo tutt' uno 9 quando 1' alveo del nuovo fiume 
si obbligasse à prendere qnalunque altro cammino. 

LXXa. Un' altra simile difficoltà' può dedursi dalla situasdone bassa 
delle campagne adiacenti al nuovo nume, la quale farebbe si, che 
rialzandosi tanto , o quanto il suo fondo 9 sarebbe molto difficile , 
per non dire impossìbile, il ritenere ristrette dentro la cassa degli 
argini l' acque delle piene ; le quali perciò traboccando , cagionereb^ 
boro frequenti innondazioni , ed in conseguenza gli stessi danni nò 
più né meno alle campagne • Per risolvere questa difficoltà diciamo 9 
che dato ancora 9 che succeda un tale accidente , il pregiudizio addotto 
non, paò aver luogo , che in alcuni tratti dLpoca estensione fra la Gen« 
tonare 9 e la Quaderna 9 i quali non sarebbe né lunga 9 né difficile im- 
presa il colmare colle torbide del nuovo fiume 9 fino a ridurli in grado, 
eke V istesso fiume , anche rialzato di fondo, potesse corrervi incassato. 

44 



846 

LXXXI • La quarta obiezione » e in apparensa la più forte » è , olici 
abbracciando il progetto da noi proposto , non si rimedia interamente 
a tutte le inondazioni. A queaU difficoltà paò servire di replica 
r esame fatto superiormente di tutti gli altri progetti , dai quale , 
se non erro , resta provato abbastanza , che non vi e luogo nelle cir- 
costanze presenti a lusingarsi d' un provvedimento reale» e che possa 
eseguirsi tutto ad un tratto » senza fasciar niente da pensare , e ope^» 
rare nell'avvenire» volendo procedere con quella cautela, che ri« 
cerca V importanza dell' affare-, e la sicurezza di ciascuna delle Pro- 
vincie interessate . Dall' altra parte e certo , che eoli' eseenzrone del 
nodtro progetto» se non si ottengono tutti i vanUggi immaginabili, 
si ottiene però 1' asciugamento per la massima parte delle campagne 
situate fra la Savena, e il mare per la lunghezza di SS. miglia, nel- 
lo stesso modo , che si conseguirebbe , eseguendo il progetto della 
linea superiore ; si migliorano di condizione 1' altre poste fra la Sa- 
Yena , ed il Reno , alle quali si procura uno scolo più felice , e fi- 
nalmente resta la speranza ben fondata , die anche di queste ultime 
si possa ottenere un giorno la bonificazione totale , seguitando il me- 
toao , che sì è proposto • 

LXXXII. Un'altra difficoltà di non poco momanj^o può esser pro- 
mossa per parte degl' interessati nelle valli di Malalbergo , e della Pe- 
gola , a motivo , che ricavando essi presentemente qualche profitto 
dalle valli menzionate colla pesca , il quale probabilmente dovrà per* 
dersi in tutto , o in parte , mentre ohe dureranno le colmate non 
vorranno a verun patto restarne privi , durante il tempo accennato • 
Ma si risponde in primo luogo, che il profitto della pesca si perde- 
rà né più né meno , mettendosi in esecuzione il progetto d' una del- 
le due lìnee superiori , giacché la maggior parte delle valli menzio- 
nate , a causa della bassezza, e mala qualità dei loro fondi, non. sa- 
rebbe capace di coltura , e mancandole 1' afflusso delle acque peren- 
ni del Reno, e della Savena, dovrebbe necessariamente ridursi alla 
condizione di pantano , e in conseguenza non atta all' uso della pe- 
sca • In secondo luogo , la perdita dell' utile della pesca verrà ricom* 
pensata abbondantemente dall' acquisto di gran quantità d' ottimo 
terreno , capace di ricevere qualunque cultura , quando ai eseguisca 
la colmata delle valli colle torbide dei torrenti superiori , nel modo 
ohe si ò detto . Ma perché la natura della maggior parte degli nomi- 
ni é di riguardare precisamente il presente, e perciò pochi ri ritro« 
vano , che consentano a privarsi d' un profitto attuale , ancora medio- 
cre, in vista di un utile futuro benché molto più rilevante, per 
fuggire le difficoltà , e non esporsi al rìschio, che per l' ii 



privato resti frastornata 1' esecuzione d' un' opera di tanto vantaggio 
per il pubblico, si potrebbe proporre 1' acquisto di tatto ^ o pari^ 



«4? 

Adlla Avié Talli /flcoetiiiife 9 da fiirsi a tpeae oomnni del rimfloeDto 
degli ìntereMiti , ai quali debbono restare in proprietà tutti i terre- 
ni 9 che si bonificheranno per reple^ìoae » impresa che forse richiede- 
rà qaalohe lunghezza di tempo » ma certamente non potrà mancare 
d* apportare notabilissimo profitto • 

LXXXin. Restano in ultimo luogo le difficoltà esposte diffusamen- 
te dagl' interessati della Romagnola , e della Romagna , le quali si ri- 
ducono in sostanza a due. La prima è il timore delle inondazioni , 
a che rialzandosi il fondo del nuovo fiume , restino perduti , o al- 
meno difficoltati gli scoli delle loro campagne. La seconda si riduce 
aldxibbio» che le torbide dei torrenti introdotti nel nuovo fium» 
scaricandosi in mare , interriscano i porti^ in ispecie quello del Piro- 
tolo, al quale la tbce del Primaro resta sopravento in distanza di 6* 
miglia in circa. 

LXXXIV. Quanto al primo capo si risponde , che le misure asse- 
gnate alla larghezza dell alveo » e alla grossezza , ed altezza delle ar- 
ginature del nuovo fiume non sono cosi scarse, che ragionevolmente 
si abbiano a temere le rotte > e che quando pure per disgrazia ne 
89gi}a alcuna 9 la situazione del terreno, per il quale si è condotta la 
nostra linea, farà che riesca, come si e detto, di poco danno, e fa- 
cile a ripigliarsi • Per ciò che appartiene agli scoli , supposto che il 
fondo del nuovo si rialzi più d uno , o due piedi , vi avranno sem- 
pre felice V ingresso , e quando ancora si rialzi da vantaggio , non 
mancherà tempo , e modo di provvedervi , conducendoli a sboccare 
nello stesso alveo inferiormente nel punto più adattato. Se all'inco- 
modo , e alla spesa , che può cagionare la protrazione d' uno , o due 
scoli , e il riattamento di qualche pezzo d' arginatura , contrappor- 
ranno i signori Romagnoli il vantaggio grande di liberarsi per sem- 
pre dalle continue inondazioni del Primaro , e della bonificazione di 
spazio così vasto di terreno , al quale potranno procurare Io scolo 
nell'alveo abbandonato del Primaro, e di quivi, mediante una, o pia 
chiaviche , nelle valli di Gomacchio, credo che dovranno rimaner 
persuasi di non aver ragione di opporsi all' esecuzione d' un proget- 
to , il quale » in vece dì danno , apporterebbe loro un evidente be- 
nefizio • 

LXXXV. Quanto al perìcolo dell' interrimento del Pirotolo, a can- 
ta delle torbide dei torrenti superiori , le quali , eseguendosi qualsi* 
Teglia dei progetti proposti , dovranno finalmente una volta scarìcar- 
ai in mare , convien riflettere 9 che la distanza di 6. miglia dalla fo- 
ce del Primaro al Pirotolo è troppo grande, perchè possano gianger- 
tì 1' arena , e la terra condotta dalle piene , unto più se la for- 
za del fiume per ispingere le torbide in alto mare , verrà ad accre- 
scerli ^ crescendo il corpo d' acqua nel Primaro , come seguirebbe 



»4«> 

timettendoni il LatnoQe» secondo il «entimeoto nniformo^ dcS niftfé^ 
natici Autori dei progetti delle tre linee , al qaale io pur volontìer 
mi sottoscrivo . Vero è che per sostenere U possibilità del trasporto 
deir arene della foce del Prìmaro al Pirptoio , si allega T autorità 
del celebre Montanari nel suo discorso sopra la corrente del mar» 
Adriatico 9 ma salvo il rispetto dovuto alla memoria di qnell' uomo 
insigne» non so intendere» come T effètto attribuito dal Montanari 
alla corrente menzionata di accumulare le sabbie in vicinanza dello 
bocche dei fiumi » e dei porti , si accordi colle tegffi ordinarie della 
meccanica » La velocità della corrente lungo i Udi deir Adriatico , 




tentiamoci di 6.. miglia sole » conseguentemeute le forze deli^ acqua 
in ambedue i casi staranno fra loro, come aSo^- &d i. la quantità 
della terra incorporata coir acqua dello piene del Reno 1 la suppor» 
rò una sedicesima parte > benché in realtà non vi giunga a gran pezf» 
so » e supponendo inoltre , come mi pare di poter dedurre, da più ri- 
scontri f. che le quantità della materia omogenea « incorporata in qoaìt-- 
tità eguali d^ acqua mosse con diverse velocità , stiano fra loro loo» 
me le forze dell acqua » la quantità delta terra incorporata neir ac- 
qua mossa colla velocità della corrente dell* Adriatico non sarà pia 
^' l6 ^67 parte ^ cioè a ragione di meno d' | di grano per libbra » ohe 
i quanto dire y che T aequa sarà chiara affatto f ciacche molte b 



sono 



le accrae chiare di pozzo » e di fonte p le squali svaporate » fasciano 

})iù d^ I di grano per libbra di sedimeMo» È dunque manifesto , che 
a terra fuorché finissima » e in quantità impercettibile , e a più for» 
' te ragione » l' arene non possono essere trasportate ^ nà accumulato 
dal moto radente dell* Adriatico » Quanto ai vasti ammassi d* arena , 
éhe si formano appresso le bocche dei ficraii y. e dei porti ^ sono d^ o«» 
pinione,^ che la causa debba attribuirsene piuttosto ad alcuni venti 



o altro simile^ le obblighi a fermarsi» Che il "fatto segua veramente 
così , ne porge indizio evidente , V osservazione del Pirotolo stesso r 
ael quale la passonata più estesa per trattenere V ingresso dell* arena 
nel canale, che serve di porto, è la destra , la quale dalla parte e- 
sterna resta sepolta in banehi ampissimi di sabina portatavi dalle tem-^ 
pcHte eccitate dal vento scirocco » al quale principalmente è sottopo-^ 
sto r Adriatico , dove ali* incontro la passonata sinistra è assai più cer- 
la, e meno inoltrata nel mare. Invano dunque si accusano le areno 
iondoite dal Prinwro^ quando T ispezione oculare mostra^ che il diasno 



degli hifenfiinenti ba oAgme dalla parte opposla . B w sfotta rèpHoa>' 
io 9 ohe le arene dei torrenti saperiori soarioate dal Primaro ^ depo» 
nbndosi -poca lungi dalla fooe » possano però esser eomoiosse , e sol* 
levate dalle tempeste , e snsseguentemente trasportate nel Pirotolo r 
direi cbe ia tanti secoli p nei quali il Prìmaro è corso torbido in ma« 
T^f ba senza dnlMo condotta tanta quantità d' arena y e terra , cbe 

{ino. bastare ad interrire il Pirotolo y e gli altri porti , ^ncfae senza 
-aiuto di quella , che condurrà dopo V ìnalveazione del Reno » e de- 
^ altri torrenti , e che^non temendosi il pregiudizio della prima , 
non occorre mettersi in pena nò anche dell* altra • Aggiungo di piv( 
che se i aignori Romagnoli non credono , che il Pirotolo p<issa rice«' 
▼er danno dal Lamone fiume torbidissimo , e distante colla sua foce 
dal Pirotolo^ sole 4* miglia sopravvento » molta meno è credibile ^ cbe 
possa riceverlo allora che il Lamone sarà distante la metà , e avrà le 
tue acque mescolate colPacqiie assai men torbide del Primaro . Tut-r 
te questa sia detto per abbondare f mentre è manifesto , che quando 
aDcora il timore mostrato dai signori Romagnoli della perdita del Pi- 
sotolo fesse ben fondato, tuttavia resterebbe loro* la facoltà di va- 
lersi della foce antica dei fiumi Ronco» e Montane» riducendole a 
porto nel modo proposto dai due chiarissimi idrometri Manfredi , e 
Zendrini» nella loro relazione stampata intorno la diversione dei due 
fiumi menzionati » 

LXXXVL Finalmente per confermare , e stabilire maggiormente il 
mio pensiero circa il progetto da abbraociarsi nelle presenti circostan-- 
se per il regolamento delP acque del Reno » e degli altri torrenti mi 
Talora dell' autorità dello' sorittore il più classico» e per comune sen- 
tenza dei dotti y riputato cnrmai maestro il più accreditato d' idrome* 
tria» cioè del tanto celebre Dottor Domenico Cuglielmini . Questi 
venendo consultato nei suoi ultimi tempi» cioè l'anao 1709» dai si^ 
gnor! assunti d^^acque di Bologna sopra il modo di dar esito alle ac- 
que del Reno » supposto che non fosse permesso di scaricale nel Po 
grande » rispose con una sua scrittura » della quale conservo la co« 
pia ,. d^ esser di parere» che dovessero scaricarsi nel Pi-imaro» condu- 
cendovi nello stesso tempo a sboccare immediatamente il resto dei 
torrenti del Bolognese y e della Romagna» con cbe però 1' inalveazio*. 
ne si principiasse dalP ultimo influente vicino alla foce» introdotto il 
qnale sì osservasse diligentemente T efletto» che ne seguirebbe» il 
qnale quando fosse riuscito felice» si poteva tirare innanzi ad inai* 
▼eare in simil modo il penultimo » e cosi andar passo passo seguitan- 
^ fino aL primo ^ confessando ingenuamente di non sapere il meto-^ 
do di deterilìinare le pendènze » larghezze » e profondità di un alveo 
comune a più' fiumi torbidi da unirsi insieme» senza il soccorso del- 
l' esperienza • Dietro V esempio d^ uomo si grande , della dottrina del 



"A 



SSo 

quale in questa parte della aoieiusa del moto dalP aòqne » mi vntémé 
Toneratore 9 e ae£iiace , ho procarato di re^^olarmi ancor io nell' idea* 
re il progetto detoritto in questi fogli , proponendo d' inalveare 
prima 1 torrenti inferiori , .e d^ osservare V enetto 9 cbe produrrà V n» 
nione dei medesimi coli' acque del Reno al presente chiare , ma che 
in progresso si anderanno intorbidando» avanti di passare ad ulterio* 
ri operazioni • Né osta » che la linea del nostro progetto non coincida 
con quella del Prìmaro » nò che i torrenti inferiori fino all' Idice in- 
clusi vamente s'introducano nell'alveo del nuovo fiume tutti ad ona 
volta f e non ad uno ad uno » come voleva il Ouglielmini , mentre 

Suanto al primo si è prescelta la nostra linea » per esser più breve 
i quella del Primaro , riconosciuto c^e ultime » e più diligenti os* 
servazioni troppo lungo, e tortuoso, e per accostare l'alveo dà nuovo, 
fiume ai torrenti di Marmorta, i quali difficilmente si sarebbero 



condotti a sboccarvi in altro modo , e quanto al secondo abbiamo se- 
guito 1' esemplare del canal Bianco , il quale se lesse stato cognito e- 
fattamente nei tempi del Guglielmini, come lo è al presente dopo la 
visita Rinucciniy è molto credibile, che il Guglielmini non avrebbe 
lasciato di servirsene anch' esso per guida in simile operazione • 

LXXXVIL Questo è quanto nell' affare importantissmio , che sì ha 
fra mano , ho creduto dopo matura considerazione di dover rappre- 
sentare all' E. V. , alla quale finalmente rassegnando il mio riverea« 
tissimo ossequio, bacio la Sagra Veste, e mi dico 
Di Vostra Eminenza 

Roma i. Febbraio Z76$« 



UmiUtt. D^otis9. Ohbligatiss. ServUorm . 
Topimaso Perellì. 



X 



Ut 



P A R E R E 

DI DUE MATEMATICI 

SOPRA DIVERSI PROGETTI 

Intorno al regolamento dell* acque delle tre provincie di Bologna i 
Ferrara f e Bomagna , presentato ali* Emo ^ e Revmo sig. Cardinale^ 

Pietro Paolo Conti Visitatore Apostolico» 



ATendooi onorati Vostra Eminenza di richiedere il nostro » ben- 
ohe debole , sentimento sopra i diversi progetti per il regolamento 
delle acque delle tre suddette provinole ; per ubbidire alli veneratisi 
timi comandi col miglior modo a noi possibile , abbiamo stimato con- 
▼enevole il dividere le nostre riflessioni in tre parti , e anche il di- 
stinguerle con numeri per evitare 1' oscurità , e la confusione dello 
materie • 

Nella prima parte si proyerà la necessità di qualche rimedio, o ri- 
paro , qualunque egli sia • Nella seconda si esporranno i principali 
progetti. Nella terza finalmente si ricercherà , e si sceglierà tra i 
progetti proposti quello , che si crederà meritare la preferenza • Sti- 
miamo superfluo dichiarare , come si suol fare , il nostro animo alie« 
no da qualunque parzialità , o vile interesse » credendo noi avere da- 
te sufficienti prove delle qualità opposte ; e desideriamo di poter 
dare uguali contrassegni della nostra perizia nella proposta materia ^ 
e del nostro zelo nell' ubbidire a obi ci comanda . 

L I. Nella presente oausa delle acque i danni da considerarsi es- 
sendo T^ativi alle tre provincie di Bologna , di Ferrara , e della Ro- 
magna y è necessario il disaminare i pregiudizi » ^^^ patisce , o può 
patire ognuna delle tre provincie , per conchìuderoe dipoi la necessi- 
tà , e la scelta di qualche rimedio • In quanto alla provincia di Bolo- 
gna , le acque torbide de^ torrenti spandendosi » e ristagnandosi nelle 
campagne 9 alzano i fondi colle deposizioni, le quali accumulandosi , 
massimamente in tempo delle piene , fanno ostacolo agli scoli » e cre- 
scendo viepiù gì' impedimenti , )e acque arrivano fino alle campagna 
soperiori. Onde per impedire il progresso del mare è necessario di 
munire gli alvei di robuste , e alte arginature , con pericolo perpetuo 
di rotte yv le quali minacciano il paese intero di violenti » e frequea- 
t i as ì me inondazioni ^ affatto inevitabili , se non potessero ripararci 



*5t 

colia prontezza neceataria le dette rotte ; il che «arebbe da temerti 
per la precipitosa cadata delle acqae in tanta altezza. Si deve otser- 
vare » cne per campagoe snperiorì non intendiamo i terreni più alti , 
il aito felice de* quali li libera affatto dal perìcolo delle inondazio- 
ni • Ma bencbè alcune campagne , per il ▼antaggio della loro aitaazio« 
ne 9 non siano soggette a questo pericolo, nnliadimeno sono degne 
deir attenzione del SoTrano 9 e implorano la sua clemenza tante, altre 
campagne più basse , o meno alte , ridotte in nno stato deplorabile , 
e cangiate in laghi . Non dee certamente prevalere un timore senza 
fondamento alcuno^ o un leggiero danno , aofferto àa qualche parti- 
colare p ed una ruina quasi totale di vastissime campagne » alla deso- 
lazione di numerosissime famiglie » e alla distruzione dell' agricoltu- 
ra • Di questi perniciosissimi effetti fitnno fede le campagne inferìo- 
ri, e meno alte del Bolognese, i vasti terreni abbondanti, e rimasti 
$0Bm coltwa f e popolazione ; ne dimostrano finalmente le funeste 
eonsegnenze i danni acéresciu'^ in tempi di gran piogge, e di piene « 
Non ci crediamo obbligati di confermare con altre prove questi fu* 
nestissimi effetti, i quali se veiiissero messi in dubbio, potrebbero 
comprovarci coli' ispezione del male , con gli atti delle visite fatte in 
diversi tempi , ne* quali si può osservare il progresso de* danni ; fi«« 
nalmente colle scritture dei signori interessati , e con una prova co- 
mune a tutti , cioè colle spese enormi , alle quali è stata soggetta la 
provincia per liberarsi dal male presente , e preservarsi dal futuro « 
Queste poche prove , mn, pur troppo convincenti , ci paiono csiere 
Bufficienti in un parere , nel qual ci propouiamo di esser brevi t. senza 
essere oscuri, o mancanti in cose necessarie. 

A. Si rende molto più manifesta la necessità d^un riparo nella 
provincia di Ferrara . Il danno principale , al quale si trova soggetta 
la detta provìncia, consiste particolarmente' nelle piene del Primaro, 
il quale rimane gonfio aleune volte per lo spazio di ao« .0 So. gioD* 
ni , minacciando gli argini appena di qualche oncia superiore air ac* 
que , esponendo a un pressantissimo , e sommo pericolo il Poleaine dì 
6. Giorgio, cioò alla sommemone di questa importantissima patte 
del Ferrarese , la quale somministra alla città di Ferrara , e stila prò* 
vincia il principale sostentamento # Anderii aumentandosi il pericolo 
d^anno in anno per il restringimento delle valli; non il aolo Polesi- 
ne^ ma anche le valli di Gomaochio si ridurrebbero all'infelice stata 
d* estere i recipienti delle acque • Finalmente la navigazione del Po , 

!;ià non poco aanneggifeta , si renderebbe affatto impraticabile ,^ e dal'» 
a corrosione, e deposizione delle materie. seguirebne Pinterrimenta 
dell' alveo . In conseguenza aarebbe perduto affitto il oommeroio per 
^cqua fra la Rontaffiia , e Ferrara . In fatti , che le valli si rìatringa- 
Ào è evidente > pQichò U torrenti mediante la deposizione dell' acque 



353 

torbide 5 rialzano il terreno , e ne Iianno anche bonificate alcune 

{>arti. Onde si rende niaaifeato, che il ristringìmeoto di qaeste vai- 
1 9 le acque che le vanno riempiendo nel tempo delle piene ^ de- 
vono necessariamente cagionare dei disviamenti nel corso del Prima- 
ro , e interrirne P alveo • Ài saddetti pericoli dev^ aggiungersi un 
altro, al quale è esposto il Polesine di S. Giorgio, ed è il danno, 
che riceve dalle sorgive, le quali particolarmente in tempo dall'e- 
screscenze del Primaro , si fanno strada attraverso agli argini , scor- 
rono alla base della scarpa esteriore , massimamente nello spazio com- 
preso tra Marrara, e il Morgone. Queste sorgive, per la copia del- 
l' acque , che vanno somministrando , riempiranno gli scoli principa- 
li, verrà impedito lo scolo delle acque del Polesine di S. Giorgio, 
ed ivi stagnando resteranno incapaci di coltivazione molte, campagne 
fertilissime . Non si deve far poco conto d' no altro pregiudizio , al 
quale è soggetta una parte considerabile del Ferrarese situata alla de- 
stra del Primaro , la quale rimane esposta ai torrenti di Marmorta , 
e alle piene del Primaro , senza speranza alcuna nel presente stato 
delle cose di ricavare qualche vantaggio da queste campagne , capa- 
ci in gran parte di ottima coltura. 

3. Quanto alla Romagna i danni , che ella soffre , consiiitono prtn* 
cipalmente nelle inondazioni delle campagne tra il Primaro , il San- 
terno , e il Zaoiolo. Sono cagionate queste inondazioni dalle pieno 
del Primaro, il quale in una gran parte del suo corso a destra è di- 
aarginato , e conseguentemente permette lo. sfogo alle acque nelle 
campagne • Si potrebbero impedire , o almeno diminuire le dette i^ 
nonaazioni col mezzo degli argini ; ma il rimedio generalmente con- 
siderato sarebbe peggiore del male i poiché in questo caso il Primaro 
spanderebbe le sue acque nelle campagne dirimpetto al Polesine di 
S. Giorgio • Al medesimo pregiudìzio sono espc^ste le campagne tra 
il Santerno , e S. Alberto , nel qual tratto di terreno la parte del 
Primaro a destra è quasi tutta disarginata • Onde le piene sormon- 
tando , colmano le valli dì Marmorta , d'Argenta, ed altre situate 
nel territorio della Romagna , cioè di Filo ^ Longastrino , e della Ve* 
la • Finalmente riempiendosi queste valli colle deposizioni delle acque 
torbide dei torrenti Sillaro, Quaderna , Santerno ec. , le piene di- 
quei torrenti, e degli scoli, non trovando spazio sufficiente, sono 
obbligate di spandersi nelle campagne. La funestissima serie di que^ 
ati danni accennati è confermata dagli atti delle visite, e dalla sup^ 
plica presentata all' Eminenza Vostra, nella quale i signori interessa^ 
ti dèlia Romagna deplorano la perdita di molte loro campagne, e I0 
continue spese necessarie per diminuire il male. Da queste poche ;rx« 
flessioni è facile il concbiudere quanto sarebbe contrario al bene co« 

mone delle tre Provincie , e anco al privato interesse della Romagna 

45 






S54 i 

il rigettare qnalaaqne progetto. E realmente gli autori della saddef* 
ta sup^Jioa non escludono qualunque lìnea , ma solamente quelle, 
nelle quali si conducessero le acque della Sammoggia , Reno^ e altri 
torrenti -verso la Romagna . E manifesto , che la Romagna non può 
ricusare generalmentt» ogni progetto » se non ai porranno alla destra 
del Prìmaro aufficienti arginature capaci d* impedire V espansione 
della acque nelle campagne • Ma abbiamo già accennato il pericolo 
di un tal rimedio • 

Benché nelle prove già addotte della necessità di qualche rimedio^ 
abbiamo fatta espressa menzione delle sole campagne , è chiaro nul- 
ladimeno, che in questa necessità siano anche comprese le città di 
fiologna, Ferrara , e' Ravenna. Imperocché la necessità di un riparo 
non deve ristringersi ai terreni vicini, e al solo pericolo prossimo 
delle città; ma anche si stende al pericolo rìmoto, cioè alla perdita 
di vasti, e fruttiferi terreni più lontani. L'interesse d* una città non 
è limitato nelle mura , a nei terreni adiacenti , contiene ancora le 
possessioni più distanti , che somministrano il mantenimento agli a- 
sitanti, e accrescono la ricchezza dei medesimi. Ma nel caso preseU'^ 
te, per non parlare della città di Ferrara, la quale essa medesima 
in tempo di piene soggiace ad un perìcolo imminente d' inondazione, 
ci ristringeremo a dire qualche cosa delle campagne Ravegoant, e 
della città stessa di Ravenna • È certissimo , che esigono qualche sta- 
bile riparo le dette campagne pregiudicate dalle espansioni del Prì- 
jnaro, o dal rigurgito degli scoli. Le terre Ravegnane vicine al Prì- 
maro vie più si vanno perdendo per la caduta, che va mancando a- 
gli scoli nelle valli , e con esse terre si perderanno ancora molte val- 
li della Romagna , e della stessa campagna di Ravenna • Finalmente 
li torrenti delle montagne , che entrano nelle valli , o nel Primaro 
cagionano molti danni, i quali non potranno essere cosuntemente 
riparati , che coIP abbassare gli alvei notabilmente di fendo • Ora que* 
sto abbassamento nel Lamone è necessario, non solamente per ia 
campagna , ma anche per la città di Ravenna , la quale in tempo dèU 
V escrescenze viene minacciata da quell' alto fiume ; e da tanto pe-^ 
ricolo non può liberarsi la detta città senza grandissime , e frequen- 
ti spese. Nò può distruggere la necessità di qualche rimedio la per- 
dila di alcuni terreni fertili, ai quali potrebl^ pregiudicare 1' esecu* 
sione d' un progetto. Il vantaggio della città non dipende da pochi 
terreni, che hanno una breve estensione, principalmente in larghez- 
uà. Se una tal ragione prevalesse, non potrebbe mai darsi esecuzio- 
ne ad alcun progetto idraulico, né anche a molti altri pubblici prov- 
vc^liraenti , quali sono le pubbliche strade, e simili lavori apparte- 
nenti al bene comune; le quali conseguenze sono certamente assarde* 

4* Quantunque fondate siano le precedenti ragioni ^ nulladinteno 



355 

« 

non 8&rà fuor di proposito il rinnovare la tristissima memoria di tan* 
te escrescenze^ e particolarmente delle piene accadate negli anni 
17679 1758, 1761 , le quali hanno posto in sommo pericolo, e co- 
sternazione tutte tre le proYÌncie • Le piene suddette possono legger- 
si in relazioni autentiche; ma non -deve tralasciarsi il pericoloso e- 
sempio , che ci ha somministrato il cavo Benedettino nel mese di 
Maggio deiranno scorso /Il giorno i3. del detto mese in tempo d^u* 
na dirottissima pioggia di trent'ore continuate 9 giunse improvvisa- 
mente una tal piena deir Idice , che nel cavo Benedettino , é ^preci- 
samente nel canale delP acque unite si alzò 1 8* once sopra la 'massi- 
ma piena ivi accaduta li 4* Novèmbre 1761. Sormontò gli argini tan- 
to a destra, che a sinistra in molti siti. Ma perchè a destra sono più 
robusti, e vi accorse moltissima gente , che indefessa vi lavorò in 
tempo così piovoso ; succedettero ben sì alcuni trapassamenti d' acqua, 
ma di mediocre danno • Al contrario dalP altra parte nessuno essen- 
dovi accorso , V acqua operò con tanta forza , che dopo av^r sormon^p 
tato in diversi luoghi , spezzò V argine sinistro dicontro al palazzo 
Tubertini in due siti . Essendo state misurate le due rotte , la supe- 
riore fu ritrovata di piedi 55 , e l'inferiore di So, senza speranza 
di potervi per allora rimediare, essendo la campagna un mare d' ac- 
<fua, e il Po, che era sopra la guardia once 10, avendo fatto le so- 
lite continuate espansioni alla destra • Sul principio il corso dell' ac- 
qua era diretto verso il palazzo Tubertini; ma essendosi formato un 
ostacolo verlo la parte superiore , le acque piegarono il loro corso verso 
la strada del Traghetto • Indi passando sopra di essa , e sopra i prati 
inferiori , si scaricarono in Primaro • Da questa relazione si vede chia- 
ramente , che V acqua torbidissima dell' Idice entrata nel Po al Tra- 
ghetto per una strada brevissima , avrà certamente alterato quel fon- 
do dal Morgone in su , e cagionato maggiore alzamento ; onde ritar- 
dando le acque superiori del Primaro , vengono sempre esposte a 
maggiore pericolo le parti auperiori, e più sane del Polesine di San 
Giorgio • 

Questo esempio conferma pur troppo le ragioni accennate • Nò 
vale a dire, che in tali casi deve portarsi un sollecito rimedio; im- 
perocché il male essendo subitaneo , ed improvviso , un lavoro pronto 
può ben impedire una parte del danno, ma non toglierlo affatto. H 
che si vede anohe nel sopraddetto esempio , poiché essendo inondata 
le campagne f e non potendo scoprirsi terra ne' prati , non era possi- 
bile di chiudere le rotte • Onde sopraggiungendo un' altra piena , e 
dilatandosi maggiormente le dette rotte , vi era da temere molto per 
il Polesine di S. Giorgio • È bensì vero , che fu sollecitamente preve- 
dato il male , armando con robuste pali/.zate le testate delle rotte ; 
sua feggiorando lo cose , il male non ]^r mette, sempre tali rimedj , e 



\ 



tS6 

non può negarti » ohe ti ridarrà Baalmente a tal estremo » ebe sia 
iDtuperabìle dair indastria » e dall'arte. Oode^ bisognerà , ohe ceda* 
no le difese dell'arginature, che si rompano , e passino le acque nel 
Polesine , e nelle ?alli ; cioè , resteranno rovinate qnelle floride e 
fruttifere parti dello stato» il Polesine di S. Giorgio , e le valli di Co- 
macchio, come abbiamo già detto. Quest* istesso raziocinio prova 
anche V ìnsofficienza dei rimedj provvisionali, dopo i quali con esor- 
bitanti replicate spese, bisognerebbe finalmente venire a qualche ri* 

medio reale. 

5. Benché siano gravissimi i pregiudizj , che appartengono all' a* 
grìcoltura , e air economia delle campagne , nulladimeno sono pia da 
temersi quelli, che interessano l'economia animale, e la salute degli 
nomini. Non dobbiamo dunque omettere in questa prima partei la 
considerazione dei perniciosi effetti , che producono le acque scagnan» 
ti, e corrotte sull'aria, che ha tanta relazione colla nostra vita. Ora 
è certo, e Io dimostra la sperienza, qualunque ne sia la Q^usa fisi» 
ca , che li siti paludosi , e inondati da acque stagnanti sono soggetti 
a malattie frequentissime, e febbri pestilenziali. 

Da queste , e dalle precedenti riflessioni crediamo dimostrata la 
necessità di qualche riparo per le tre provincie. A questo riparo, 
del quale si discorrerà nella terza parte , non avrebbero certamente 
diritto alcuno di opporsi quegli abitanti^ che sarebbero lontani dal 
pericolo delle inondazioni • Un timore poco fondato , e 1' utilità pri- 
vata non devono mai prevalere al bene pubblico . Nò maggior forza 
dovrebbe avere l'opposizione di quelli, i quali nell' esecuzione di 
qualche progetto determinato soggiacerebbero necessariamente a qual- 
che pregiudizio • Imperocché oltre la suddetta ragione dei ben co- 
mune, onde deriva dominio eminente de' Sovrani sopra i beni parti- 
eoUri , si potrebbe rimediare anche a questo male con qualche com- 
penso , o risarcimento de^ danni : ma queste difficoltà essendo pura- 
mente politiche , non è incombenza nostra il risolverlo più diffusa» 
mente « 

6. Ne parrerebbe giusto di eseguire da noi antecedentemente alla 
determinazione d^un progetto, un calcolo esatto delle spese, dei la* 
veri, del prezzo de' materiali, della perdita de' terreni, delle case 
ec. Benché siano necessarj tali calcoli nell'esecuzione attuale > nulla- 
dimeno sono inutili, e non possono fare ostacolo alcuno, quando si 
tratta di' una riparazione necessaria » senza la quale seguirebbe una 
mina totale. 

Per rispondere a qneste ingiuste scense , che potrebbertf urèi dei- 
fa nostra imperizia in tali materie economiche, le quali propriamea- 
te non appartengono a matematici , noi ripeteremo il vero senso > e 
li termini di questa nostra commissione • Doblwuno doo^pe esaminare 



«7 

i progetti prinoipali» astenerci da qnalaiiqae altro naoro proget- 
to, fare la scelta d'uno tra i proposti. Ora e evxdeate , ohe il pro- 
getto da scegliersi deve esser tale, che il felice esito sìa certo , o 
più probabile » e anche meno dispendioso , se fosse possibile ; ma ac- 
cade frequentemente , che queste due qualità , cioè , la maggior pro- 
babilità, e il minor dispendio non possono conciliarsi assieme. In que- 
fto caso non vi è dubbio alcuno, che deve preferirsi il progetto più 
probabile , e più dispendioso • Onde senza ricerche inutili sulle spe- 
se , e P economia , stimeremo avere soddisfatto , quanto lo permette 
la nostra debolezza, alle prescrìtte condizioni del nostro parere, se 
tra ì progetti proposti ne possiamo scegliere- uno , del quale il suo* 
cesso sia nìoralmeote certo, e anche dimostrare., che tra questi sia 
r unico probabile • Da questa dimostrasione , e dalla necessità indi- 
spensabile di qualche progetto, già provata, si vede quanto sia su- 
perfluo, prima delP esecuzione, qualunque calcolo economico; pur- 
obè V esecuzione non sia superiore alle forze delle provìacie 9 il che 
^ fuor di dubbio. Deve osservarsi attentamente, che con avvertenza 
abbiamo attribuito a qualunque progetto, che potesse scegliersi, il 
solo nome di probabile, o anche di moralmente certo. Nessuno scrit- 
tore ben intelligente della materia , e avvezzftto alT evidenza geome- 
trica , ardirà di adoperare la parola di dimostrazione , e ^assicurare 
dimostrativamente il felice successo di un progetto qualunque idrau- 
lico , il quale dipende da molte coodizionì occulte , quali sono - la 
natura del terreno in un lunghissimo tratto, la portata dei fiumi , e 
torrenti riuniti, la fedeltà, ed esattezza neir esecuzione . Ma è mani- 
festo , che in tali casi non si ricerca una dimostrazione rigorosa , e 
ohe basta una certezza morale, la quale se non fosse sufficiente^ 
non si potrebbe ^mai intraprendere progetto alcuno , non potendo es- 
3ervene uno , che meriti il nome di esatta dimostrazione • 

S* IL 7. Ogni qualunque progetto nel presente importantissimo af- 
fare deve esser diretto a questi due fini , cioè, ad impedire Tespan- 
sione delle acque de' torrenti nelle campagne coltivate, ed a liberar- 
pe le campagne capaci di coltivazione. I prìncipj idraulici insegna- 
no, che per ottenere questi efifetti sarebbe assurdo il dividere le ac* 
Ste de' torrenti in diversi alvei, poiché se ne minuirebbe la veloci- 
• Dunque ogni progetto deve ridursi a condurre le acque al mare 
in UQ medesimo alveo • Onde in questa seconda parte non dobbiamo 
descrìvere, che i soli progetti di questa natura, e anche tra essi 
lion ammetteremo quelli, che vengono universalmente esclusi. £ fi«*> 
nali^ei^te per non inoltiplicare il numero de' progetti , non distingue^ 
remo quei, che bando tra di loro poca, e quasi nessuna differenza • 
pi contenteremo dnlfqne di annoverare quattro linee. 

JUi prima Uosa parte dalla rotta PanlUia^ e ya direttamente, al 



SS8 

Sasso Segni y attrAversando in qneato tratto le valli ài Poggio ^ e 
lalalbergo; aiegae di poi la direzione del oanale detto della naviga- 
zione ordinaria per la langhezxa in tatto di miglia io. Qnindi la li- 
nea V incammina per il cavo Benedettino fino ali* ultimo angolo a<* 
vanti il Morgone per uno spazio di 7. miglia 9 e i So. pertiche • Dal* 
l'angolo suddetto il canale si continua per un altro tratto di a. mi- 
glia, e 44^* pertiche, fino a un punto preso nel canale delta Becca* 
ra , e distante dal Primaro , secondo la direzione del canale , d* un 
miglio, e pertiche 3io. Ivi si piega verso il Primaro» e per un trat- 
to di 4 miglia y e pertiche 260. è condotto al Primaro dirimpetto al- 
la Bastia. In questo tratto attraversa i terreni situati tra U Prima- 
ro > e la valle di Argenta. Il restante dell'alveo dal Reno fiAo al maro 
h in parte V alveo del Primaro , abbreviandone il corso con diversi 
addirizeamenti , talmente, che dalla Bastia fino a S. Alberto venga 
quasi affatto abbandonato V alveo vecchio del Primaro . L' ultima par* 
te dell'andamento di questo canale da S. Alberto fino al mare ò 
l'istessa in tutti i 4« Progetti. Gli addirizzamenti accennati ai rida* 
cono a quattro • Il primo , dalla Bastia fino alla Madonna de' Boschi , 
conducendo il canale sul!' orlo delle valli di Filo , e Longastrino • Il 
secondo , dal termine del primo fino allo sbocco del' Senio . Il terzo , 
per togliere quella grande inflessione , che fa il Primaro superiormen- 
te a S. Alberto . Il quarto , finalmente per levare l' altra svolta ia 
faccia delle Mandriòle . Questa prima linea fu proposta dal sig. Gab- 
briello Manfredi dottissimo professore di matematica, e coli' approva- 
zione del suo autore fa mutata dal chiarissimo padre Frisio, il quale 
propose un taglio da efiettuarsi per il mezzo della valle di Marmor- 
ta, mediante il quale si conducessero le acque direttamente dal Mor- 
gone alla Bastia. Il vantaggio di questa mutazione è di abbreviare il 
corso del Primaro in circa a 3. miglia , e di guadagnare 3. piedi on-^ 
ce 7. di caduta. Il signor Giacomo Marescotti celebre professore di 
filosofia ha intrapreso a sostenere il progetto del sig. Manfredi, ab- 
breviando con diversi tagli la linea del Primaro in circa 4« miglia • 
alli quali corrispondono piedi 4. 8. . di caduta , i qnali essendo ag-> 
giunti a piedi 3. 7 , che procura l' abbreviamento del padre Frisio , 
si avranno in tutto piedi 8. 3. Principia il signor Marescotti la sua 
cadente da un punto del fondo del Primaro» preso in faccia allo aboo- 
co del Santefno, il quale resta inferiore di piedi a. 7. al pelo infi- 
mo dei mare • Dal detto punto fino alla Bastia , la pendenza è di 
once 9. IO. per miglio. Dalla Bastia all'Idice io. 9. Dall' Idioa alla 
Savena di once la. 5, e finalmente dalla Savena al Reno di once 
\4* 9* Ci basta per ora di avere seguitata la direzione della prima 
linea, come anche faremo delle altre, senzii\|^e menzione aloaua 
delle lari^e^ze dell' alveo, e delle operazioni fteicriite per iscarieaxvi 



ie aoqne de' forrenti ^ 8i Tedrà la ragione di questo lilensio nella 
terza parte. 

8. La seconda linea proposta per IMntrodazione de' torrenti nel 
Reno 9 prende il Reno aita Botta Sampieri seguitando per qualche 
tratto la direzione del suo alveo superiore alla detta Botta* Ma di- 
poi piegandosi verso ostro » arriva a un punto distante 90. pertiche a 
tramontana dal convento de' padri Francescani » in vicinanza del qua- 
le riceve la Saminoggia divertita in un punto inferiore miglia a ^ 
alla confluenza della medesima col Lavino. Dal punto accennato se- 
guita in linea retta per lo spazio di 44<>* pertiche sino alla Fossa Stor* 
ta 9 1 90. pertiche sopra lo sbocco della medesima Fossa nel Rido ; 
Quindi piegandosi verso tramontana , continua il suo andamento qua- 
si rettamente per il tratto di miglia 14 1 e pertiche 29^, sino a un 
}>nnto distante So. pertiche verso ostro dalla chiesa di Durazzo . Ivi 
acendo nn angolo assai piccolo verso tramontana , siegue per un' al- 
tra retta di 9. miglia, pertiche 80 , ad incontrare un punto distante 
70. pertiche verso ostro dal palazzo della Frascata sulla via Corrie- 
ra ; e di là dopo aver fatto un piccolo angolo , si avanza per lo spa- 
zio di 6. miglia 267. pertiche fino allo scolo delle Alfonsino, 610. 
S ortiche sopra lo sbocco del medesimo nel Primaro. Dipoi » mutando 
irezione verso il Primaro y viene ad intersecare la strada Raspona in 
distanza da quel fiume dì pertiche a4o , e giunta al Senio avanzan- 
dosi rettamente f entra il Primaro alla chiavica a S. Alberto » e fi- 
nalmente nel mare per l'alveo del Primaro. Coli' occasione di questa 
feconda linea, che fu pensiere del signor Bertaglia, non deve omet- 
tersi, che dall' is tesso autore fu proposta un'altra linea inferiore ri- 
apettivamente alla precedente descritta , come può vedersi neU' esa- 
me del voto Manfredi , sCamputo in Ferrara nel 1759 , al qual esanco 
è annessa una pianta che rappresenta la prima linea Bertaglia. La 
detta linea conviene prossimamente colla linea ultimamente proposta 
dal dottissimo sig. Perelli ; nulladimeno essendovi alcune piccole Aìf- 
ferenze , e di più la detta linea essendo stata minutamente descritta 
da (|uesto celebre professore, coli' aggiungervi anche tutte le condi- 
zioni 9 e tutto il metodo dell' esecuzione , deve attribuirsi al suo ul- 
timo autore , descrìveremo ia compendio la sostanza del progetto . 
!• Si addirizzi il Primaro in faccia alle Mandriole • Dal Primaro 
Alberto si cominci il nuovo alveo > che vada per linea retta si- 
no 9I Santerno 6oo. pertiche sopra lo sbocco di quest'ultimo nel 
Primaro • Poi si conduca il detto alveo con altra retta a nn punto 
isco. pertiche a tramontana del palazzo della Frascata sulla via CSòr- 
rìera : con altro tratto parimente retto si prolunghi a ac. pertiche a 
tramontana deUa torre de' Cavalli , e si Tada poi con altra retta al- 
la Stolta dell' Idice poco saperiormente alla tu del Ganalazao • Se 



.1' 



86o 

per avventura s^ incontrassero fondi valtivi ^ ed incapaci di arginata- 
re il che non si crede dall* antere » si facciano degli argini circondap 
TJ ÌEi qnelle valli » che si dicono essere di poca esteosione . Ora se A 
paragona T andamento di questa linea sino all'IJice con la prima lig- 
nea Bertaglia , segnata nella Mappa suddetta , non si trovarà diffe- 
ftoza notabile • Seguitiamo il corso della linea proposta dal sig* Pe« 
relli . Abbiamo già percorso il canale fino aiP Idice : In caso che le 
acque torbide del Reno non lascino deposizioni nel cavo Benedetti- 
no, prescrive l'antere del progetto di proseguire V istesso canale si- 
no alla rotta Panfilia. Se poi f esperienza dimostrasse il contrario, 
si deve allora abbandonare totalmente il 6avo Benedettino, e median- 
te un taglio condurre T alveo del nuovo fiume a incontrare P alveo 
di Reno in un punto superiore , come per esempio alU botta Sam- 
pierì . Finaimeute se non bastassero le operazioni prescritte , in que- 
sto caso si potrebbe derivare un ramo dell'acque del Po grande, po- 
co sotto la Stellata , unendolo al nuovo fiume , acciò acquisti forza 
Inastante perjspìngere le torbide al mare» Deve osservarsi i( dubbio 
dell'autore , dal quale apparisce, che l'andamento della sua linea 
non sia sufficientemente determinato 9 e che piegandola a tramonta- 
na, o ad ostro ricaderebbe da quella parte nella linea del sig. Ber- 
taglia, e da questa nella linea del p. Frisi. Abbiamo considerato 
sin' adesso la direzione dell'alveo, la quale benché sia sufiEiciente per 
formare qualche giudizio sul progetto, accenneremo nulladimeno una 
parte delle operazioni prescritte dall'autore nel progresso dell'alveo* 
Giunta 1' escavazione da S. Alberto al Senio, s'introduca il Senio 
nel nuovo alveo ; ma arrivati coli' escavazione alla Madonna de' Bo« 
•chi, sMnterrompa, e si ripigli oltre il Santerno. Si prescrive , se 
sarà necessario, di fare una fossa parallela al Santerno, per dare sfo- 
go alle sorgive , che potranno ^occorrere nell' cscavaziane • Giunti al 
Zaniolo, si faccia un taglio, che vada a ricevere le acque del Pri- 
maro poco sotto la Chiesa di S. Biagio, fatto il quale, s'introdurrà 
il Santerno nel nuovo alveo* Per un altro taglio attraverso la vallo 
di Marmorta si conducano le acque di quella valle nel nuovo alveo • 
Da un punto del nuovo alveo un mìglio sopra la torte de' Cavalli, si 
faccia un altro taglio , che vada al cavo benedettino dirimpetto al 
Traghetto • Si chiudano le coronelle in Gandazzuolo , si rinforzino , 
e si rialzino, se occorre; si rinetti il cavo dagl'interrimenti dell' I- 
dice f Si avverta , che i torrenti di Marmorta non portino le loro ac- 
que torbide del nuovo fiume , ohe dopo l' introduzione in esso delle 
acque chiare del Benedettino ; ma prima servano le acque torbide a 
colmare le valli superiori , per cadere poi chiarificate nel nuovo àl- 
veo . Gli scoli Zena, e Fiumicello si conducano con un nuovo cavo 
parallelo al Benedettino a shoccare nei nuovo alveo* Si procari » otte 



8Ì5f 

6aT6na vada a colmare le Talli pm baaie «Ièlla Fegolà » « del Tedo , 
In un punta vantaggioso 8^ ìntrodaca il Lamone nel Primaro a S. Al» 
berlo ; ma si osservi , se il fondo del Santerno dopo la sua introdu« 
isione s' abbassi con regola , senza far dirupare gli argini , e se fosse 
maggior vantaggio d' introdurlo nel nuovo fiume in altro punto au<> 
ùerìore. Nelle valli di Filo, di Marmortà, del Poggio , e di Malal* 
iiergo vi sono dei vasti tratti di fondo incapace di escavazìoue • Si 
Tuole nel progetto » che tali fondi «i colmino con metodo, mediante 
le torbide del Reno ^ e del nuovo fiume. Quanto poi alle regole 

I prescritte dalF Autore intorno alle pendenze, e al buon ordine del- 
e openizioni ^ crediamo meglio il dìfibrìrne Tesposizìone nella terza 
parte « 

IO. La quarta linea chiamata superiore relativamente alle altre già 
descritte 5 cioè, per rispetto ai terreni, per i quali passa, piglia il 
Reno vicino all'osteria di Malacappa, d'onde piegandosi leggiermen* 
te, lo porta verso Riolo passando prima loo. pertiche sopra la Pa- 
lazzina, detta «il Ghiesotto, per lunghezza in tutto di un miglio |. 
In questo sito viene proposto di unirlo alla Sammoggia , con diver- 
tirla 3co. pertiche in circa aotto i Fòrcelli, cioè «otto la confluenza 
della medesima col Lavino . Darli' ingresso della Sammoggia , la linea 
aìegue per lo spazio di tre miglia fino al Naviglio , il quale rimane 
intersecato dalla medesima in uu punto inferiore lòo. pertiche sotto 
il punto livellato dai periti. Quindi continua per miglia 6 | incirca 
fino all' Idice i oc pertiche sopra la Chiesa de' Ronchi , attraversando 
primieramente il torrente Savena poco sopra la Chiesa detta de'Fab* 
x>ri. La lifaea a' indirizza dipoi alla volta del Siìlaro loo. pertiche in 
circa sotto la Chiesa di porto Nuovo • La lunghezza del, tratto fra 
l' Idice, e il Siilaro è di miglia 9 |. Dall' Idice siegue direttamente 
alla svolta della Qnaderna , dove si unisce colla Gaiana aoo. pertiche 
in circa sopra il palazzo della contea Malvezzi . Indi seguita costeg- 
giando per lungo spazio l' alveo della Quaderna portandosi al Siilaro. 
Dal Siilaro continua direttamente verso il casino Bagnara , e di* 
poi al Santerno sino a 100. pertiche in circa sotto l'osteria del Mo- 
ro. Quindi continua il suo corso verso l'osteria della Pianta. La lun- 
ghezza della linea dal Siilaro all' osteria suddetta è di miglia 7. Fi- 
nalmente da quest'ultimo punto si conduce ad unirsi colla seconda 
linea sopra la Chiesa della Madonna del- Passetto, e colla direzione di 
easa va a terminare in Primaro in faccia a Sant' Alberto ; dopo scor* 
«o un tratto di miglia g. Da Sant' Alberto poi al mare, come nelle 
linee inferiori, eerve in questa l'alveo del Primaro, fuorché in fac* 
eia alle Mandriole , dove si propone di fare un taglio per togliere la 
grande svolta , eh' è in quel sito , e allora la lunghezza dell' alveo 

del Primaro da S. Alberto al mare sarà di miglia €^. Ci ^asta di* 

46 



96^ 

ftyer percorso V an lametta Si questa linea , risertiaBdeci Si tratta» 
delle altre condizieBi di latte le liaee nel segoente articolo • Non è 
Bccessarìo di avvertire» che ia qaesta seconda parte siamo stati ob- 
bligati di segnttare la descrizioBe deUe diverse liìiee date ds^V Auto- 
ri medesimi , osservando perj^ nn ordine diverso » e tralasciando le o* 
perasioni pratiche per maggior chiareaza >. e per noa interrompere il 
corso delle respeltive linee» 

III. tp^ Prima di formare gìndizio alonno su- i progettìr proposti , 
dobbiamo, rimettere in vista » e dichiarare pia aiffiisamente le già 
accennate condizioni da osservitrai in qnalan^e progetta idraulico y 
rioè 9 che il felice esita sia moralmente certa» a probabilissimo , e 
•he l'esecnzione non sia di nna esorbitante spesa • Qaanto alla secoo^ 
da condizione 9 si toglierà di mezza in ^esto nostra parere ,. se fa* 
remo vedere , che vi sia un progetto unica probabile tra. i proposti , 
^alunqae altra di esù essendo affatto impossibile » o almeno poco 
probabile • Onde sarà rimossa da queste nostre consideraziom la que- 
itione agitata intorno alla spesa • Quanto alla prima condizione della 
eertezza morale ^ o probabilità somma , essa dipende nel preaente af^ 
fiire da due altre, condizioni ^ cioè dalla sufficienza della caduta , e 
dalla qualità del terrena. Queste due condizioni esigono qualche det«^ 
taglio • Un finme ». e un torrente y ohe porti le sue acque mescolate 
con lezza» arena » e ghiaia», in due sole maniere può condurle al 
maro senza fiire deposizioni sensibili nel propria alveo ;, o con avere 
tal pendenza , che la forza impressa, non gli lasci soparara la mate- 
ria gravo 9^ che porta; o con aggiungere V impulso d' acqua perenne » 
ohe accresca la forza per ispignere- le. parti eterogenee al termine » 
Per istabilire poi quale sia il preciso bisogno delia caduta y ci voglio-^ 
no esattissime sperienze in aualunqjue fiume> e torrente determina^ 
to, né bastano osservazioni fatte sulle acque solitarie » ma anche si 
^ricercano molti sperimenti sulle acque unite. È evidente la necessir 
tà di queste diligenze i poiché la caduta delle acque dipende da mol^ 
te circostanze variabili , cioè » dalla qualità y e quantità delle acque-» 
dalla natura del' terrena, dalla larghezza delP alveo ec Onde e ma^ 
nifesco, che aia necessario dì essere informato, quanto è possìbile» 
di tutte queste condizioni; come si farà più evidente, considerando 
a parte tutte le accennate circostanze .. La qualità dell' acqua censii 
Ite nella maggiore , o minore quantità delle materie eterogenee , net 
maggiore ,. o minor pesa delle medesime • È chiaro , che nel primo 
caso , caeteris paribus , ai ricerca un maggiore declivio , e un minore 
nel secondo • i)eye ancora considerarsi la quantità delle acque chia- 
re,, e torbide assieme;, poiché è certissimo, che P accrescimento del- 
le acq^e chiare,, e anche la mescolanza colle torbide r accresce nel 
primo casa k v^elocità. delP «eque chiAre» e delP acqfxe torbide , ma. 



r 



« 

non vtcendevolmeate le aoque torbide meteolate colle clìiare accref 
SCODO sempre la velocità deUe seconde » sazi possono ritardarla con- 
siderabilfsente • Questi priaóipj eoaformi alla teoria idraulica soii# 
jiccordati -da tutti i buoni Periti. 

NoB deve lasciarsi seau gualche osservaeione V opinioBe di aionni 
intorno alla velocità accresciuta delle acque in ragione della quanti* 
tà delle acque medesifoe , talmeate ohe uà naedesimo alveo potesse 
ricevere due influenti eguali» benché non fosse maggiore deli alveo ^ 
nel quale correvano separati prima della coaflueasa . È fuor di dub- 
bio 9 cbe la quantità' dello acque chiare aecresce la velocità , in qua« 
lunque ragione » o legge si facoia questo aeerescimento • Ma seaza 
entrare in teorìe difficili ^ e fuor di proposito , una semplicissima ra- 
none farà conoscere la falsità di un tale principio» se si considera 
in tutta la sua generalità • Imperocché supponiamo» ohe due infltieu* 
ti uguali » e simili » eioò della stessa qualità ^ non ^occupino un alveo 
maggiore di quello , che occupavano separati , questi due influenti si 
potranno dipoi considerare come un influente solo, e eoiristessa ra<* 
gione si potrà introdurre nn altro infloento senza accrescimento di 
alveo; ristesse potrebbe dirsi d'un numero qualunque d'influenti» 
il che è assurdo • Non vogliamo aulladimeno impugnare gli sperimenti 
fatti da alcuni valeat' nomini » i quali hanno osservato » che ano influ-^ 
enti correvano in nn alveo comune senza mutare le loro dimensioni; 
ma siamo persuasi » che questo caso » se accade gianimai » sia rarissimo» 
e non possa fare una regola generale i le osservazioni in questo gè* 
aere sono difficilissime; devono paragonarsi assieme la velocità dei 
dne influenti separati 5 gli alvei tra di loro » e eoli' alveo comune » la 
resistenza» la tortuosità» oc ec. Quanta poi alla terza condizione 
della natura del terreno ; è chiaro » che deve considerarsi con tutta' 
la diligenza» tanto per rispetto alle corrosioni» quanto per rispetto 
alle deposizioni. Se la qualità del terreno sia tale» che ceda facil* 
jnente all'impeto delPacque^ aUora il male comincia colla conrosìone» 
•ol princìpio della quale la forza dell' aequa è sufficiente per traspor- 
'^ire le materie sino ad una certa distanza ; ma poi créscendo la quan- 
tità di materia » la resistenza diventa superiore » si fanno le solite 
dcnposizìoni » dalle qaali nascono in seguito li danni già accennati. Fi- 
aialinente ncm dove trascararsi la larghezza dell' alveo ^ imperoc- 
ehè » generalmente parlando » il solo ristrineimento dell' alveo » eoe* 
terìs paribus » accresce la velocità » e di pia viene diminuita in un 
alveo più afi^to la resistenza» che proviene dallo stropiociamen* 
to degli alvei» e per conseguenza viene accrescinta la velocità. 
Queste^ quattro condizioni accennate aprirebbeE!ro un vasto campo a 
•obliali teorie a ohi ne volesse fiir pompa » ma estendo persuasi del- 
la poca» ù anche nulla utilità di eise nella pAtica de' fin^ » ce no 



N 



S64 

prerarraina lolamente come de' limiti per fitaare goalohe progetto ; 
~ la. Dagli esposti principj si coochiude» che 4oveiido8Ì introdarre 
iQ un alfeo acqae torbide sole» o aoche mescolate eoa aoqae chiare» 
il difetto di caduta è uq male irrimediabile » e che rende coasegaen» 
temente il progetto impossibile» Cresce il male» so il terreno non 
abbia sufficiente consistenza per resistere alP impeto deir acque. 
Finalmente se il terreno non sia capace di forti arginature , è evi- 
dente , che un tal progetto minaccia una mina prossima» ed il dan* 
no irreparabile di tutte le campagne Ticino • Ma se la caduta al con- 
trario sia maggiore del bisogno» non potrà accadere male alcuno; 
purché V eccesso della velocità » e T instabilità del terreno non siano 
tali » che succedano dello corrosioni considerabili • A questo eccesso 
di. velocità vi potrà essere sempre il rimedio diminuendo la velocita» 
il ohe può ottenersi in molte maniere; col diminuire la caduta» ac- 
orescere la larghezza dell' alveo » e con altri metodi , che suggerisce 
il sito medesimo » in cui si deve operare » Non vi è dunque dubbio 
alcuno» che nel conflitto di Yarj progetti » ne' quali si proponga 
d* introdurre acque chiare con tórbiae , devono assolutamente riget* 
tarsi quelli » che peccano per difetto dì caduta» e preferirsi quelli » 
che peccano per eccesso , purché non ve ne sia uno » che abbia la 
giusta pendenza assieme colle altre condizioni necessarie • Questi so- 
no i ^principj , che ci serviranno di regola nell'^ esame del progetti 
propost) . 

' i3. Cominciando dalla prima linea Manfredi ^ dobbhma conside'» 
rarla » come anche le altro seguenti linee » quanto a due condizioni 
principali ; cioè quanto alla sufficienza della caduta» e alla atabilitài 
del terreno • Quantunque sia impossibile » come abbiamo già osserva- 
to di sopra» il determinare con regola generale il bisogno preciso 
della pendenza» nulladimeno nel caso presente viene fissata dai Peri- 
ti » e Matematici della visita del 1693. di once 14 f per ogni miglio. 
L'istesso stabilirono i Matematici de^ congressi di Faenza . Il cele- 
bro sìg» Gabbriello Manfredi assegna alla sua cadente > seoondo le va-' 
rie circostanze de' siti, once 14* per miglio, poscia 14 i» ^4 § * ^^ 
chiarissimo p. Frisi propone V istessa pendenza nel suo progetto dato 
alla luce. Ora , senza entrare nelle ragioni di queste varie pendenze , 01 
serviremo della caduta la più vantaggiosa ula. prima linea, cioè Ai 
once »4* V^^ mìglio ragguagHatamente » Osserva il sig* Manfredi pre-- 
valendosi dello sezioni de) Primaro. prese *nella liveliazione del 1767» 
e parimente bielle sezioni del Po grande prese- nelle due ultime visito 
Riviera, e Rìnuccini , che il fondo degli* alvei dei -fiumi in qaaich# 
distanza dal mare, non conserva un declivio contiimo , e non resta 
sempre superiore di livello al fondo degli sbocchi in mare; ma divie- 
ne inferiore al fimdo de* medesimi » e dipoi va risalendo i e &oendoti 



aeolite» di modo che la linea dell' aWeè^ dice il ti^» Manfredi » 




qaali supposizioni 
autore la curvatura dell' alveo in una certa distanza del mare ^ sa^ 
rebbe una rìoerca troppo sublii&e » e anche inutile in questo parere » 
Bel quale consideriamo solamente qael , che è a proposito per la so- 
stanza del pro^tto «^ Da queste osservazioni ricava il sig. Manfredi , 
che per determinare la linea del fondo degli alvei nei fiumi torbidi , 
che sboccano ih mare » non è necessario di prendere il principio deU 
la cadente del fondo dello sbocco» secondo la pratica com