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Full text of "Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia"

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Il/ ^ 



1ACC01TA UFFICIALE 

DELLE LEGGI E DEI DECRETI 



DEL BEGNO D'ITALIA 



PABTE PRINCIPALE - YOLIJIIE qUIHTO 



-A.IT2SrO lOO-i 



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RACCOLTi OFFICULE 



DELLE LEGGI E DEI DECRETI 



DEL REGNO D'ITALIA 



PABTE PBINCIPALE 



VOLUMIE QXJINXO 



ANNO 1901 




ROMA 

STAMPERIA ItEALE 

KlI'AMOXTi A COLOMBO 

1904 



1 ! A 



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G6z/^, ^^d^a.Ifoéi 



' i 



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LEGGI I DlCSm UtL 116110 1*ITAUA - 1901 3607 

N. 438. S^ N. 4ii8. 




Regio Decreto che stabilisce che l'altro regio decreto 
24 aprile 1904, n^i87, circa la soppressione del con- 
solaio di Pretoria e la creazione del consolato di Johanne- 
f^rg e del vice consolato di Capetotony abbia effetto 
dal r agosto i904. 

25 luglio 1904. 
{PtOfbUeaio nella Oazietia Uf/leiaU del Régno U 2Ò agoHo 1904, fi. 200) 

VITTOBIO EMANUELE III 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari esteri; 
Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
II nostro decreto 24 aprile 1904, n. 187, col quale fu 
soppresso il consolato di Pretoria e furono creati un con- 
solato a Johannesburg ed un vice consolato a Capetown, 
avrà effetto dal T agosto invece che dal V luglio 1904. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo tiello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
4el RÌ^o d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 25 luglio 1904. 

VITTORIO EMANUELE 



9ég%strmio alla Corte d§l ùoiH»i addì 17 agosto 1^4 

lUg. 18. AtA del Qortmo a /. 28. Pacdh. 
U«^ dei Sigma. V. U GvardasigiUi RONGHETTL 

232 — Tgu V. - 1004. 



TlTTONI. 

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3698 uggì I Dicitìffri ntL bìgno riTALu - IM 

N. 439. A N. 439. 

Regio Decreto che sopprime il posto di vice console in Tentone 
e vi istituisce un cansotato. 

28 lagUo 1904. 
[PìMlicalo lulla QattéUa Uf/MaU del Eegno U 25 ag99^ 1994^ fi. lOg) 

VITTORIO EMAKtJELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ. DELLA NAZIONE 
R£ B'Il^ALIA 

Vista la legge consolare 28 gennaio 1866, n. 2804, od 
il relativo regolamento approvato con regio decreto 7 giu- 
gno 1866, n. 2996; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli aflfari esteri; 

Abbiamo decretato e deeretSasao: 

Art. I. 
Il posto di vice console di prima categoria presso H No- 
stro consolato in Marsiglia, con obbligo di tenere residenza 
in Tolone, è soppresso. 

Art. 2. 
É istituito un Nostro consolato in Tolone con giurisdi- 
zione nel dipartimento del Varo, il quale viene perciò di- 
staccato dal distretto giurisdizionale del Nostro ccHDrsolato 
in Marsiglia, 

Art. 3. 
Il predetto Nostro consolato di Tolone sarà retto da un 
ufficiale consolare di prima categoria, al quale verrà ♦cor- 
risposto Tannuo assegno locale di lire settemilaottocento. 

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AMGI ■ MCBSri DIL RIGIIO I^ITAIJA - MM 36B9 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella racocAt» ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno dMtalia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
ii farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 28 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Rfgis^ato alla OorU dei confi addì 17 agosto 1004. 

Beg. 18 Aid del Gwerno a f. 31. PiaNf. 
LiKffq del Sigillo. V, Q QMrdaeifmi RONCHBTTi 

TlTTONI. 



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3700 UKH3I I Dicanri del rsgno ì*itaua < 1904 

S. 440. A N. 440. 




Regio Decreto che approva il ruolo organico del personale 
addetto agli osservatori meteorici di montagna. 

28 luglio 1904. 
.Pubblicalo nella Gatstita UffieiaU del Regno il 25 agosto 1904, n. 199; 

VITTOBIO EMANUELE Ili 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
B£ DITALIA 

Visto il regio decreto del 30 ottobre 1902, n. 556; 
Vista la legge del 26 maggio 1904, n. 242; 
Sulla proposta del ministro di agricoltura, industria e 
commercio ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

Dal V luglio 1904 il ruolo organico del personale addetto 
agli osservatori meteorici di montagna comprende un posto 
di assistente con lo stipendio di lire 3,000; tre posti di as- 
sistente con lo stipendio di lire 1,500, e l'indennità di re- 
sidenza di lire 500 per ciascuno, e sei posti di custode con 
lo stipendio di lire 800 per ciascuno. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delie I(3ggi e dei decn^ti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo n 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addì 28 luglio 1904. 

VITTORIO EMANUELE 

Registrato alla Corte dei conti addi 17 agosto 1904. 

Rea. 18, ktH del Qoterno a f. 32. Paowl 
iMgo d4l SigHìo. V. H QnardafligiUi RONCHETTI. GoOqIcp 



LKGOI I Dicmtl DkL lUEGllO B^ITILU - 1904 S70l 

N. 441. ^ N. 44i 




Regio Decreto che fissa le norme per V applicazione della 
legge sulle indennità d^ entrata in campagna agli uf- • 
fidali in Africa. 

4 agosto 19C4. 
(PìMlieaio ntìla Gatz9tta Ufficiale del Regno il 22 crosto 1904. n. 196) 

VITTOEIO EMANUELE III 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
££ D'ITALIA 

Vista la legge 26 giugno 1904, n. 292, che concede una 
indennità di entrata in campagna agli ufficiali che si tro- 
varono in Africa durante lo stato di guerra; 

Vista la legge 11 luglio 1904, n. 349, sulle successioni 
dei militari scomparsi in Africa; 

Vista la legge sugli assegni pel regio esercito, testo unico 
approvato con regio decreto 14 luglio 1898, n. 380; 

Visto il regio decreto 6 gennaio 1895, n. 691, che di- 
chiarava in istato di guerra il territorio delia zona di Keren 
e considerava sul piede di guerra i militari che si trova- 
rono nel detto territorio dall' 11 al 28 dicembre 1893, e i 
militari che ebbero parte alla presa di Cassala ed alle ope- 
razioni che la precedettero e la seguirono dal 1 3 al 23 lu- 
glio 1894; 

Visto il regio decreto 15 marzo 1896, che considerava 
sul piede di guerra i militari che dal 3 al 15 ottobre 1895 
si trovarono dislocati a sud della linea Mareb-Belesa-Muna, 
e presero parte al fatto d'arme di Debra-Ailà ed alle ope- 
razioni che lo precedettero e lo seguirono; 



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3702 UK«i K PKBnri wl swmo •'iwaua - lOM 

Visti il regio decreto 15 marzo 1896 sopra citato ed il 
regio decreto 18 giugno, 1896, che considerarono sul piede 
di guerra tutti i militari che sì trovarono aett'Eritrea e nei 
territori che ne dipendono dal 7 dicembre 1895; al 18 giu- 
gno 1896; 

Visto il regio decreto 12 maggio 1897, n. 224, col quale 
r Eritrea, i territori che ne dipendono, ed i militari che 
ivi si trovavano furono considerati sul piede di guerra dal 
15 gennaio al 15 febbraio 1897; 

Ritenuta la convenienza di dare pei vari casi norme uni- 
formi per il pagamento della indennità di entrata in cam- 
pagna; • 

Udito il parere del consiglio di Stato; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretàrio di Stato 
per gli affari della guerra, d'accordo con quello del tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art. 1. 

Gli ufficiali, o i loro eredi, aventi diritto alla indeoaità 
stabilita dalla legge 26 giugno 1904, n, 292, per ottenerne 
il pagamento, dovranno far pervenire al Ministero della 
guerra (direzione generale servizi amministrativi) «jaaloga 
domanda su foglio m carta da bollo da lire 1.20, nella 
quale sia indicato il grado elèe l'ufficiale interessato rive- 
stiva in Africa al tempo pel quale l'indennità è reclamata., 
e il riparto a a^i apparteneva. 

Ove concorrano le eondìziam^ di cui nella nota prima 
della tabella anaesisa aUa sopraeitata legge, alla domanda 
dovrà pure unirsi copia del regio decreto o della deteMai- 
nazione ivi indicati. 

Art. 2. 

Le domaiMle degli ufficiali, tanto in attività di servizio 
quanto in congedo, dovranno essere inoltrate per la via 
gerarchica. 



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iM»T Mimm^im mm» #*«iéìm - ttlM 37Q3 

Art. 3. 

Le (tornando degli eredi degli wfficiftli dovrAwo essera 
corredate dei documenti prescritti dall'art. 337 del regola- 
mento suU«i contabilità generale dello Stato. 

P^ gii ufficiali irreperibili, m luogo del certificato di 
morte, si unirà la sentenza del tribunale stabilita daJJ'art. 3 
della legge 11 luglio 1904, n. 349 relativa alle successioni 
dei militari sconafwrsi m A/rica. 

Art. 4. 

Quanto è detfo di sopra per gM ufficiali s'intende pure 
riferibile agli impiegati civili destinati a far servizio negli 
organici militari coloniali in Africa, o ixiandativi colle truppe 
di rinforzo, che si trovarono presso le truppe dichiarato 
sul piede di guerra nelle condizioni di luogo e di tempo 
previste dalla legge citata nell'art. 1. 

Art. 5. 

Del pagamento della indennità è incaricato l'ufficio di 
ammiaijkrazion^ dei personali militari vari, al quale saranno 
date all'uopo, a misura del bisogno, congrue anticipazioni, 
con mandati emessi a favore del consiglio d'amministrazione, 
sui fondi stanziati sul bilancio della guerra per tale asse- 
gno, giusta l'art. 4 della legge. 

Art. 6. 

L'ufficio dei personali militari vari renderà conto delle 
anticipazioni ricevute e dei pagamenti fatti mediante appo- 
sito rendiconto da inviarsi alla fine di ogni trimestre al Mi- 
nistero della guerra (direzione generale revisione dei conti), 
nel quale si darà debito delle anticipazioni avute e credito 
dei pagamenti eseguiti. 

Art. 7. 

Le indennità, delle quali non sia domandato il pagamento 
entro due anni dalla attuazione della legge 26 giugno 1 904, 



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3704 uggì I DKBBn del rigmo »*itaija - 1904 

n. 292, od entro cinque se si tratta di minori non eman- 
cipati di interdetti, s'intenderanno prescritte a norma 
dell'art. 16 della legge sugli stipendi pel regio esercito. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo el 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 4 agosto 1904. 
VIT IORIO EMANUELE 



Heffislraio alUi Corte dèi conti addì 20 agosto 1904 

Esg. 18. Ani del Gotm'no a f. 49. Paoini. 
Luogo del Sigillo. Y. II GuardasigiiH ItONCHETTL 



E. Pedotti. 

QlOLITTI. 

L. LuzafATTi. 



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uggì I racmi db. muio »*itaija - 1104 3705 



N. 442. i^ N..442. 




Rkgio Decreto che Schiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Grosseto. 

25 luglio 1004. 
{Jhàblieaio nsUa QasieUa Ufficiale d§l lUgno U 25 agosto 1004, si« 100) 

YTTTOBIO EMANUELE HI 

PXR GRAZIA DI DIO £ PER VOLONTÀ DELLA NAZIONS 
BE D'ITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. IH, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Grosseto ha 
inviato le proposte di quel medico provinciale per la desi- 
gnazione di altre zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli affari dell'interno, presidente del consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Artìcolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopramenzionate le porzioni 
di territorio della provincia di Grosseto, distinte come ri- 
sulta dall'elenco che segue facente parte integrante del pre- 
sente decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal mi- 
nistro proponente. 



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3706 UMSGi K uami ml mam trivÉUA - WH 



Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chirmque spetti (li osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 25 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Registrato alla CiirU dm eonU addì 18 a^cstj 1904. 

Rég. 18. Atti dal Qov^mo a f. 37. Pàcini. 
Luogo del Sigillo. V. D Oiwd««ÙBlU RONCHETTI. 

6l01.tTTI. 



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UMI 1 MOVI UEL UfiMO B*ITtfJA - ISU 3707 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti nella provincia di GrosBeto con la Indicazione 
dei rìspettlYi confini territonali 



1 e 2, — Comune di Monte Argentario. 

Vi sano due distinte zone malariche. 

La prima zona malarica posta a nord -est del territorio, 
è delimitata dai confini del territorio comunale a nord e ad 
est, dalla via di S. Rocco a sud-est, dalla strada deli' An- 
nunziata a sud, da un tratto della strada mulattiera che da 
Santo Stefano conduce a Port'Ercole e dal fosso Pulciaao 
ad ovest, e da una linea sinuosa che termina nei pressi 
della Peschiera a nord-ovest. 

Tale zona comprende i numeri mappali dall'I al 44, dal 
55 al 129, dal 136 al 163, dal 165 al 281, dal 534 al 536 
della sezione L, i numeri 165 al 168, dal 170 al 186, il 
188 bis, dal 190 al 225 deUa sezione M. 

La seconda zona malarica posta a sud del territorio è 
delimitata: da due linee distanti circa 600 metri tanto a 
destra che a sinistra dal torrente delle Cannelle e dal con- 
fine del territorio comunale. 

Tale zona comprende i numeri catastali 574 e 575, dal 
596 al OOT, metà del numero 572, ed i numeri 615, 616 
GÌ 7 della sezione L. 

3 e 4. — Comune di Roccalbegna. 

Vi sono due distinte zone malariche. 

La prima zona è delimitata in parte dai confini coi lini- 
timi comuni di Santa Fiora, Sorano, Maneiano e Scaasano, 
ed in parte da una lìnea che partendo dal botro del Fia- 
sooneello va alla via di Scansano, e da questa alla strada 
del romitorio a Roccalbegna fino quasi alla casa d^l Conii, 
alla destra deirAlbegna. La linea prosegue poi atta sinistra 



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3708 uggì k dicbkti mel ugno i*rrAU4L >• IMI 

dell' Albegna, passa per le case Bartarello, attraversa i fossi 
di Vene e di Calizzano, tocca le Rocchette di Fazio, il po- 
dere Querceto, poggio Casaccio, casa Brizìo e giunge al 
confine del comune ad est. 

Questa zona comprende tutta la sezione 0, i numeri ca- 
tastali 20, 21, dal 29 al 36, dal 37 al 115, dal 132 al 139 
della sezione N; i numeri dal 304 al 322, dal 367 al 404, 
dal 406 al 465 della sezione F; i numeri dal 466 al 468, 
dal 496 al 567 della sezione H; i numeri dal 729 al 733, 
dal 755 al 764, dal 768 al 771, dal 773 al 925 della se- 
zione I; i numeri dall'I al 36 della sezione K; i numeri 
dal 527 al 785, dair848 al 954, dal 962 al 981, dal 1028 
al 1098 della sezione L; i numeri dall'I al 37, dal 246 al 
356, dal 358 al 400, dal 411 al 487, dal 532 al 1070 della 
sezione M. 

La seconda zona ha per limite esterno i confini del co- 
mune di Roccalbegna, coi comuni di Arcidosso, Campagna- 
tico e Scansano e per limite interno una linea che par- 
tendo dalle vicinanze della confluenza del botro Istrico con 
le Trasubbie va al fosso delle Faine, segue questo fosso, 
attraversa poi le Trasubbie, passa presso il poggio di Faeta 
e il podere di San Martino e termina al confine del comune 
nelle vicinanze del podere Montebello. 

Tale zona comprende le sezioni A e B per intero, i nu- 
meri dal 59 al 73, dal 137 al 376, dal 768 air804, dal 
966 al 980, il 1006, dal 1013 al 1026 della sezione C, ed 
i numeri dall'I al 37, 39, 40, dal 55 al 57, dall'87 al 94, 
160, 111, 120, 121, 122, dal 335 al 343 della sezione D. 

5 e 6. — Comune di Santa Fiora. 

Vi sono due distinte zone malariche. 

La prima zona è limitata a sud dal confine col comune 
di Sorano, ad est dalla strada che da Montebuono va a 
Selvena, fino al fosso Canale, da un tratto di questo fosso, 
da una linea che, passando a circa un chilometro ad ovest 
di Selvena, va al fosso Carminate, dal fosso dello Schiac- 
cione, da una linea che, passando presso Poggio Fontaccia, 



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UBGGI K raCRCn OKL RIGllO i'iTAUA - 1904 3709 

va al fosso del Vallone, da questo fosso, da una linea ti- 
rata a circa 400 metri a sinistra del fiume Fiora, dalia 
strada del Crocione, dal fosso Scabbia. 
A nord dalla confluenza del Cadono con la Fiora. 
Ad ovest dal fiume Fiora fino alla confluenza del fosso 
Bove, e da una linea che partendo dal fosso Bove termina 
al fosso Rigo. 

In questa zona sono compresi la sezione R, per intero, 
della sezione B' i numeri catastali dall'I all'S, dal 218 al 
340, dal 386 al 407; della sezione E i numeri dal 219 al 
226 e 228 e 228-bis; della sezione F dall'I al 4 ed il 24; 
della sezione S dal 6 al 90, dal 97 al 148; della sezione T 
i numeri 13 e dal 20 al 163; della sezione U dal 188 al 
202, dal 323 al 353, dal 362 al 365, dal 469 al 603; della 
sezione V dall'I al 74, dal 122 al 132 ed il 189; della se- 
zione X dal 76 all'86. 

La zona seconda è limitata dai confini del comune a nord, 
a est e a sud, e dalla strada della Sforzesca ad ovest. 

Questa zona comprende i numeri dal 31 al 63 della se- 
zione L. 

7. — Comune di Sorano. 

Vi è una sola zona malarica, i cui limiti coincidono coi 
confini attuali del territorio comunale, se si eccettui in quat- 
tro punti posti rispettivamente a sud- est, a nord-est, a nord 
e a sud-ovest. 

A sud-est la linea di confine distaccandosi dal fosso Valle 
Bisogna, passa presso il podere Montignano e termina al 
fosso Paradiso. 

A nord-est la linea di confine coincide col torrentello in- 
fluente del Siele, e con la mulattiera che distaccandosi dalla 
località detta il Casino va a San Giovanni. 

A nord la linea di confine partendo dal torrente Fiume 
passa pel podere Saraceni, presso i poderi Nerba, Prugnano 
Figline e giunge al torrente Vaiana, da qui passa per le 
località la Vigna, Scopetoni, Boschetti, fino al fosso Piscio- 
lana, col cui corso coincide. 



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3710 UM»i K DKMrri hl nomo »'iT«bu - IMI 

Passa poi pel Podwetto, poggio Serafino, casa Gotti, se- 
gue il corso del torrente Segno, quindi toccando quasi Mon- 
tebuono e Monte Reta, termina al confine del comune a 
circa un chilometro dalla Fiora. 

A nord-ovest la linea di confine distaccandosi dal fosso 
delle Pallonate passa presso le località Versiliana e Santa- 
rello fin presso Catabiaccio, quindi risale al ccmfìne del co- 
mune, passando nei pressi della casa Agnolone. 

Sono comprese nella zona malarica per intiero le sezioni 
C, J)\ F, G, H, K, L, M, N, - Della sezione A scfflo com- 
presi i numeri dairSS al 139, dal 141 al 185, dal 196 al 
204, dal 217 al 816, dal 458 al 491, dal 493 al ©92, dal 
699 al 79 1, dal 712 al 723, dal 729 al 733, dal 741 al 
951 ; detta sezione B i numeri 1, 2 e 3, 138 e 139, e poi 
dal 141, al 154, dal 156 al 170, dal 183 al 219, dal 224 
al 227, dal 738 al 763, dal 766 al 1130; della sezione D 
i numeri dal 24 al 65, dall'SO al 580; della sezione E i 
numeri dall'I al 369, dal 387 al 444, dal 447 al 463; della 
ezione J dal 306 al 314, dal 345 al 352, dal 354 al 420; 
ella sezione dalPl al 6, dal 32 al 75, dal 103 al 119, 
lai 127 al 224, dal 240 al 244, dal 323 al 324, dal 368 
1 415, dal 423 al 427, dal 439 al 474, dal 476 al 503; 
[ella sezione P dal 147 al 500, dal 516 al 529, dal 720 
X 724; della sezione Q dall'I al 172, il numero 186 e dal 
94 al 263. 



Visto, d'ordine di §. M. il Re : 

Il miaistro dell' interno 

QlOLITTf. 



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MK MBSHD l^inUA - MN 3711 

N. AU ili N. 443. 



Regio Decreto porUmte variazioni negli stanziamenti dello 
stato di previsione della spesa del Ministero di agri-- 
co^turay industria e comrnercie per Vesercizio 1904-905. 

26 giugno 1904. 
{PìMìikaào nella Ga^weUa U^'ékUé ésl lUgno H 23 agosto kOU4, n. 107) 

VmORIO EMANUELE m 

PBR QimàMk DI DIO X PER VOLONTÀ DELLA NAZIONI 
EE D'ITALIA 

Visto l'art. 3 della legge del 26 maggio a. e, n. 242, 
con la quale è modificato il ruolo organico dell'ufficio cen- 
trale di meteorologia e geodinamica; 

Sulla proposta del ministro di agricoltura, industria e 
commercio di concerto col ministro del tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Nello stato di previsione della spesa del Ministero di 
agricoltura, industria e commercio per l'esercizio 1904-905, 
approvato con la legge del 26 maggio 1904, n. 205, è au- 
mentato di lire 6,740 lo stanziamento del capitolo 84 (ser- 
vizio geodinamico e meteorologico — Personale) e sono di- 
minuiti rispettivamente di lire 1,340 lo stanziamento del 
capitolo 88 (Meteorologia — Compensi al personale del- 
l'ufficio centrale di meteorologia e di geodinamica e sus- 
sìdi al personale in servizio o cessato deirufficio medesimo, 
alle vedove e famìglie) ; di lire 1,400 quello del capitolo 135 
(riparto dei beni demaniali comunali nelle provincie me- 
ridionali) e di lire 4,000 quello del capitolo 143 (sussidi a 
favore dei consorzi d'irrigazione). 



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3712 LIGQI K DKRITI DBL RIGNO ft*ITALU • 19CM 

Ordiniamo che il presente decreto, munite del sigillo dello 
Stato, Ma inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e del decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e^ 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 26 giugno 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

SUgUltaUi mila Corie dfi confi addì 19 agosto 1904. 

Reg, 18. AtU del Governo a f. 45. PAcno. 
l9iogo del Sigillo. V. U GuardaglgUli RONCHETTL 

Rava. 

L. LUZZATTI. 



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UOai I MBCUn MBL HGMO riTALU - 1104 3713 




N. 444 Mk N. 44i 



Regio Decreto che approva il ruolo organico del personale 
addetto al servizio geodinamico. 

28 lagUo 1904. 
[PtMHoOio nsUa GtutMtUa Vf/MaU M Régno a 23 afo#lo lOOi n. 197j 



VITTORIO EMMUELE UI 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Visto il regio decreto del 24 luglio 1885, n. 3286 (se- 
rie 3*); 

Visto il regio decreto del 5 gennaio 1893, n. 5; 

Visto il regio decreto del 30 ottobre 1902, n. 557; 

Vista la legge del 26 maggio 1904, n. 242; 

Sulla proposta del ministro di agricoltura, industria e 
commercio ; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Dal 1* luglio 1904 il ruolo organico del personale addetto 
il servizio geodinamico è stabilito nel modo seguente: 

Osservatorio di Rocca di Papa 



1 Direttore con lo stipendio di . . . . L. 4>000 

1 Assistente » » V) ... » 2,200 

1 Custode D » ' »...)) 800. 

233 — VoL. V. - 190Ì. 



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3714 ùa^ rvMitfk tstì: ÉÈ^KM rìfìcùi . nst 

Osservatorio di Casamicciola 



1 Direttore con lo stipendio di . . , L. 4,000 

1 Assistente » » »... » 2,000 

1 Custode » » »... » 900 

0^sek^vaf%>i4o d\ CatatiM^ 



l Qinettop^ (iuoaricato) con lo assegno di L. 1,200 

1 Assistente con lo stipiendio di ... » 1,500 

1 Inserviente » » »... » 800 

Osservatorio di Pavia 



1 Direttore (incaricato) con lo assegno di L. 500 

1 Assistente con lo» stipendio di • .> . w 2i,009 

1 Custode » » »... » 800' 

OsM^rv«i€of4o « 9M9 



1 Direttore (incaricato) con lo assegno di L. 500 
1 Assistente con lo stiptendio • . , ^ » 2^000 

Ordiniamo che il presente decreto,. munito del sigillo dell 
Stato» sia inserto nejla raccolta ufficiale delle leggi e dei decre 
delR^gno' d^TtalJft, mandando a chiun^qttt3 spetti dì osservarlo 
di farlo oséervar'e'. 

Dato a Roma, addì 28 luglio 1904. 

VITTORIO EMANUELE 



B§0. 1^ AHI del Qootmo a f, 49. Pagoo. 
iMOffo dtt Bigilto, y. n GiiardaaigìU] RONCHETTI. 



Rava. 



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R. MS, im K 445. 



Reoio Decreto che fissar le norme per la ctmcessione di 
sussidi a comuni ed a consorzi per la esecuzione di 
opere pubbliche. 

16 giagao VèQA. 
{PiM>iktA^ nsUa GoMè^Ua Uf/kiaU dW A^cpk» iè 23 ofosi^ 1904- n. 197) 

VITTMIO EMi\^]NUEEM Ili 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOT.ONtX DELLA NAZIONE 

&B xriribLiA 

Veduto Tart 321 della leefg/d 20 marzo 1865, n. 2248, 
allegato J^, sui lavori pubblici; 

Sentito il consiglio superiore dei lavori pubblici e il con- 
siglio di Stato; 

Udito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato pei 
lavori pubblici; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Art. L 
La concessiome dei sussìdi (^e, » termini dell' a^Mr. 321 
della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato Fy sui lavori 
pubblici, può farsi ai comuni e* aé^ consoiTzl per la esecu- 
zione delle opew- pMbblieher che stagna a Ì0ro carieo^ è re- 
golata seomidd le norme dsk preserie' cleeretov 

Art. 2. 
. I sussidi si concedono per le opere definitivamente or- 
dinate già in corso d'esecuzione, escluse quelle aventi i 
caratteri di ordinaria manutenzione. 

Essi non* possono mai essere accordati in aggiunta ad un 
concorso o ad un sussidio stabilito da speciali disposizioni 
di legge. 



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3716 uggì I DICBETI DEL REGNO i^ITAUA - 1M4 

Art. 3. 

I sussidi si concedono per regola generale in misura non 
superiore al quarto della somma che effettivamente occorre 
per la esecuzione dei lavori. 

In via eccezionale possono essere concessi in rag-ione! 
del terzo della spesa purché concorrano le seguenti condi- 
zioni : 

a) che si tratti di comuni aventi una popolazione non 
superiore ai cinquemila abitanti; 

b) che Topera abbia carattere di necessita ed urgenza 
e la spesa sìa elevata. 

Nel decreto di concessione del sussidio deve dichiararsi 
che sussistono le due condizioni. 

Art. 4. 

Nel determinare l'ammontare del sussidio si tiene conto 
della spesa di progetto, dell'importo dei lavori, delle in- 
dennità di espropriazione e della spesa dì direzione e sor- 
veglianza- 
Art. 5. 

Le domande dì sussidio debbono essere scrìtte su carta 
da bollo da lire una e firmate dal sindaco o dal presidente 
del consorzio. 

Alle domande devono allegarsi i seguenti documenti : 

a) una copia della deliberazione del consiglio comunale 
dell'assemblea consortile che ha autorizzata la esecuzione 
dell'opera ; 

b) il progetto o perìzia dell' opera; 

e) una copia del bilancio per l'esercizio in corso del 
comune o dei comuni che devono sostenere la spesa. 

Art. 6. 
Le domande sono trasmesse al Ministero dei lavori pub- 
blici per mezzo 'della prefettura che oltre ai documeDtl in- 
dicati nel precedente articolo, invia una relazione deirufficio 
del genio civile sulla regolarità del progetto o della perizia, 
nonché sulla necessità, e quando ne sia il caso, sulla ur- 



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uggì I ncnTi mx. unifo i'hhja - 1904 3717 

Lenza dell'opera, ed esprime il suo parere circa la conces- 
sione del sussidio. 

Art. 7. 

I sussidi sono concessi per decreto reale, previo parere 
'M consiglio superiore dei lavori pubblici per Tesarne tec- 
nico dell'opera, e del consiglio di Stato. 

Essi sono pagati anche ratealmente in base a certificati 
del genio civile, da cui risulti rammentare dei lavori ese- 
guiti. 

Nel disporre i pagamenti si segue lo stesso rapporto per- 
centuale adottato nella concessione del sussidio. 

Art. 8. 

A richiesta dei comuni e dei consorzi può essere antici- 
pata ai prefetti una parte dei sussidi accordati affinchè pos- 
sano provvedere, sotto la propria responsabilità, al paga- 
mento di acconti in proporzione all'avanzamento dei lavori. 

1 prefetti debbono presentare i rendiconti di tali antici- 
pazioni a termini del regolamento sulla contabilità generale 
dello Stato, con i certificati degli uffici del genio civile di 
cui al precedente art. 7. 

L'anticipazione non potrà superare i due terzi della somma 
concessa. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
14 Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
ii farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 16 giugno 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

't'.gislraio alla CSorte dei Cùnti^ addi 20 agosto 1904. 

Seg. la AtH d€l Gcvemo a f. 48. PAcnn. 
léKygo del Sibilo. Y. VL Onardagigìni RONCHETTI. 

Tedesco. 

- QlOLITTI. 



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371S mpi tmmmmuMmo-f^màuA - woi 

N. 446. A N. 446. 




Regio Decreto che fissa il 4anone .daziario i4$vuto i 
Siafo dm comuni di Travato ^Siceomario « di Vi 
SàHi^hme. 

18 lagUo 1004. 
:i<PlMNaalo ndla BaMxetia VffLdàU del Itegno f7'S5 agosto 19(W. n. 199) 

i>ER ORAZiA DI DIO E PER VOLOÌfTÌ DELLA NAZIONE 
SP D'ITALIA 

Vigto 41 Ncs^ipo deweto 2 fobbraio 1002, n. 41, per { 
ietto «del quade la frajiione Coata Carogliana >Y6fiD6 diat£ 
cata dal comuae di Tra^iacò Sicocmario ed aggregata a quei 
di Valle Salìmbene; 

Ritenuto (^e i 'due mentayati oomuni, come rìmtta éé 
rispettive deliberazioni consiliari 10 maggio e 3 giugno ad 
corrente, di comune accordo hapno stabilito in lire 92. 
la quota di canone daziario governativo riferentesi alla t 
zione di Costa CarogliftOft dft diminuirsi al comune di Travfj 
Siccomario e da aumentarsi a quello di Valle Salimbeu 

Visto l'elenco generale dei canoni daziari dovuti allo Sii 
pel quinquennio 1901-905, approvato con Nostro decr^ 
23 dicembre 1900, n. 453, dal quale risulta in lire 1,695. 
il canone pel comune di Travaoò ed in lire 162. 46 il < 
none pel comune di Valle Salimbene; 

Visto l'art. 201 del regolamento daziario generale 27 ft 
braio 1898, n. 84; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stai 
per ;il ttefloro interim delle finanze ; 

Afaluamo >decretato e decretiamo: 

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Articolo unico. 

Il canone daziario dovuto allo Stato per il quinquen- 
|iio 1901-905 dal comune di Travacò Siccomario è dimi- 
:iito di lire 92. 01 e queste sono aumentate a quello di 
Valle Salimbene. 

II canone annuo del primo .comune è quindi ridotto a 

5re jpaieseicentotre e centesimi sett^-ntuno x(L. 1^603. 71), 

e quello annuo del secondo comune è inve.oe ^rtato 

a lire duecentocinquanj^uattro e centesimi quarantasette 

I II. 254. 47)- 

I Ordiniamo cho il presente decreto, munito del sigillo dello 
I Stato, «a inserto ^ella rae^ta ufficiale d^flejqggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
I di f&rlo osservare. 

I Dato a Racconigi, addi 18 luglio 1904. 
VITTORIO BWANUELE 

^1 di{ m^uìo. -r.n Q|iard«ua($ini roncqbtti. 



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3720 UG^i ■ DtcniTi del ugno b^itaua - 1W4 

N. 447. A N. 447. 




Regio Decreto cke approva la convenzione per la costi- 
tuzione e l'esercizio di Una ferrovia a sezione nor-^ 
male da Lecce a Francavilla con diramazione NovoH^ 
Nardo. 

26 maggio 1904. 

{P%MUcak> nella QaiMetta Uf/kiaU del Regno il 31 agosto 1904, ti 204) 

VITTOBIO EMAIOIELE lU 

PER ORAZIÀ DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BB DITALIA 

In virtù della facoltà concessa al Governo coli' art. 12 
deUa legge 29 luglio 1879, n, 5002 (serie 2*) e con Tar- 
ticolo 5 della legge 24 luglio 1887, n. 4785 (serie 3*); 

Visto il Nostro decreto 25 dicembre 1887, n. 5 162 (serie 3^), 
convalidato con legge 30 giugno 1889, n. 6183 (serie 3*), 
e le leggi 30 aprile 1899, n. 168, e 4 dicembre 1902, nu- 
mero 506, che regolano le concessioni di ferrovie pubbliche 
all'industria privata, comprese le ferrovie complementari, 
con sovv€lnzioni chilometriche dello Stato; 

Sentito il consiglio superiore dei lavori pubblici, il co- 
mitato superiore delle strade ferrate ed il consiglio dì 
Stato; 

Udito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta dei Nostri ministri segretari di Stato pei 
lavori pubblici e per il tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
È approvata e resa esecutoria la convenzione stipulata 
il 21 dicembre 1903 fra i predetti ministri dei lavori pub- 



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U6«i I UKani UL UGNO b'itilu - iiOA 3721 

blici e del tesoro, per conto dell'amministrazione dello 
Stato, e il sig. comm. Secondo Borgnini, in rappresentanza 
della Società italiana delle strade ferrate Meridionali, per 
la costruzione e Tesercizio di una ferrovia, a sezione nor- 
male, da Lecce a Francavilla con diramazione Novoli-Nardò, 
convenzione sanzionata dall'assemblea generale degli azio- 
nisti della predetta Società, tenuta a Firenze il giorno 19 
viaggio 1904. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 26 maggio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Registrato alla Oorit dd cmiii addi 22 agosto 1004. 

U$g. 18. JLtA del Qnfumo a /. 50. Pacini. 
Uiùgo dèi Sigitto. Y. H Gaardasigilli RONCHETTI. 



Tedesco, 
l. luzzatti. 

QlOLlTTI. 



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jMfii » iuffUTi sn ■ ww ^•'mm - ttM 7728 



N. 107 di Repertoii»'. 

CONVENZIONE 

per la concessione delia Gostruzione e delVesercizio di una ferrovia a 
seziMe normale da Lecee a FranoaviUa con dirtnaiiene Novoli- 
Nardò. 



Fra le loro Eccellenze il comm. avv. Francesco Tedesco, 
miBisiro dei lavori pubblici ed il comm. prof. Luigi Luz- 
zattiy ministro del tesoro^ per conto dell'amminUtrazione 
ddlo Staio, da una parte, e dall'altra il cav. Giuseppe Man- 
.eioi, pvwidente del Consorzio per la ferrovia Leecc*Fran- 
eavìUa con diramazione Novoli-Nardò, delegato dall'assemblea 
dei rappresentanti del Consorzio stesso con deliberazione 
del 15 novembre 1903, qui allegata sotto il n. 1, e l'inge- 
gnere conun. Secondo Borgnini, direttore generale ideila 
Società per le strade ferrate Meridionali esercente Ja rete 
Adriatica, deleigato dal consiglio d'amministrazione d^la :So- 
eietà stessa con deHiberazione del 17 dicembre 19Q3, q.u- 
allegata sotto il n. 2, ai è convenuto, si conviene e si stii 
pula quftniiie segue: 

Art. 1. 

11 Governo accorda al Consorzio costituito con decreti 
reali 11 gennaio e 8 marzo 1883 fra la provincia di Lecco 
e molti comuni, e per detto Consorzio alla Società italiana 
delle Jerrovie Meridionali (capitale versato lire 260,000,000) 
la concessione per la costruzione e l'esercizio di una fer- 
rovia a sezxojie jaormale da Lecce a Francavilla <5on dira- 
mazione Novoli-Nardò, che la Società medesima si obbliga 
di costruire ed esercitare a tutte sue spese, rischio e pe- 
ricolo. 

La concessione è fatta sotto l'osservanza delle dis^posi- 
zioni gtaJjjyiite dalla legge sui Javori pubblici tO jnarzo 1865, 
alleg»to Fy e da quelle 24 loglio 1887, n. 4785, 30 ^iu- 



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3724 LtOGi I BKitri nt noifo b^italiì • IMM 

gno 1889, n. 6183, 27 giugno 1897, n. 228, 30 aprile 1899, 
n. 168, e 4 dicembre 1902, n. 506, nonché dei regola- 
menti dalie medesime derivanti compreso quello n. 1 ap- 
provato con regio decreto 21 ottobre 1863, n. 1528, e 
delle condizioni della presente convenzione e del capitolato 
relativo ad essa allegato sotto il n. 3. 

Tale concessione non può essere ceduta a terzi, senza 
speciale autorizzazione del Governo. 

Art. 2. 

Emanato il decreto reale di approvazione della presente 
convenzione, dovrà il concessionario, entro un mese dalla 
data della pubblicazione del decreto suddetto nella Gazzetta 
Ufficiale^ dare una cauzione di lire 1,000 di rendita, 5 per 
cento in titoli al portatore del consolidato italiano, impu- 
tando in detta cauzione il deposito primordiale di cui al 
seguente articolo. 

Art. 3. 

In conto del deposito definitivo previsto dairarticolo pre- 
cedente, ed a titolo di cauzione provvisoria per gli effetti 
delFart. 247 della legge sui lavori pubblici, è stato dal 
concessionario eseguito il deposito di lire 500 di rendita 
in titoli al portatore del consolidato italiano 5 per cento, 
come risulta dalla dichiarazione provvisoria n. 80 rilasciata 
il 17 dicembre 1903 dalla cassa dei depositi e prestiti. 

Art. 4. 

Se il deposito della cauzione definitiva non verrà effet- 
tuato nel termine prefisso dall'art. 2, sMntenderà di avere 
il concessionario rinunciato alla concessione, ed il medesimo 
incorrerà nella perdita della cauzione preliminare senza alcun 
bisogno di costituzione in mora o di provvedimenti dell'au- 
torità giudiziaria. 

Art. 5. 

Lo Stato per la costruzione e per l'esercizio della lìnea 
assume di pagare alla Società concessionaria il sussidio 
annuo di lire settemila duecentocinquanta (L. 7,250) a chi- 
lometro per settanta anni per tutta l'esteàa della linea a 

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LMftl ■ MCUtl ML IMM a'iffAUA • ÌlM 3725 

decorrere dall'apertura airesercìzio di detta linea, regolar- 
mente autorizzato. 

La sovvenzione si applicherà alle lunghezze dei binari di 
corsa che risulteranno dalle misure effettive fatte dai fun- 
zionari governativi, fra gli assi dei fabbricati, viaggiatori 
delle stazioni di Lecce e di Francavilla, per la linea Lecce- 
Francavìlla e ira gli assi dei fabbricati viaggiatori delle 
stazioni di Novoli e di Nardo, per questa diramazione. 

Per i periodi dì tempo nei quali l'esercizio della linea 
venisse in tutto od in parte sospeso, per cause non derivanti 
da forza maggiore debitamente giustificate e constatate, il 
sussidio per i tratti non esercitati non verrà corrisposto. 

Art. 6. 

Quando alla fine di ogni esercizio finanziario risulterà 
che il prodotto lordo dell'esercizio superi le lire 3,000 a 
chilometro, il Governo parteciperà nella misura del 80 'i,, 
(trenta per cento) sull'eccedenza, fermo restando il diritto 
di partecipazione negli utili netti, giusta il disposto del- 
l'art 285 della legge sui lavori pubblici. 

Agli effetti di questo diritto di partecipazione a sensi del- 
l'art. 285 resta stabilito, che a formare il prodotto netto 
si dovrà dal prodotto lordo oltre le detrazioni contemplate 
nell'articolo stesso, l'ultima delle quali relativa al fondo di 
estinzione (ammortamento) del capitale di primo impianto 
da computarsi in base alle norme statutàrie della Società, 
si dovrà, dicesi, prelevare una quota annua per il deprez- 
zamento del materiale rotabile e d'esercizio. 

Resta pure stabilito che l'interesse netto oltre il quale 
comincerà la partecipazione dello Stato sarà limitato al 
5 per cento del capitale indicato nel primo alinea dell' ar- 
ticolo 25 dell'annesso capitolato, accresciuto del costo dei 
successivi aumenti patrimoniali. 

Allo scopo di che sopra, il concessionario dovrà esibire 
•ii funzionari governativi incaricati della sorveglianza del- 
l'esercizio, il conto particolareggiato dei prodotti suddetti 
^^1 30 giugno ed al 31 dicembre di ogni anno con facoltà ai 
detti funzionari d'ispezionare i registri contabili del conces- 

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372ff iMoi t tnKtan bkl regmo b^itilu • 19M 

sionario ed ì relativi documenti giustificativi pel controllo 

relativo. 

Art. 7. 
Per Tapplicazione del precedente articolo, la contabilità 
delPesercizìo della linea di cui trattaci nella preseAtè con- 
venxìone, dovrà essere tenuta assolutamente separata* da 
q'aeHa di ogni altra azienda gerita dal concessionario e da 
chi per esso, non esduse altre concossioni eventuali di fer- 
rovie o tramvie. 

Il g-istema di contabilità che vorrà il concessionario adot- 
tare, finché non sia stato stabilito con regolamento gene- 
rale, dovrà essere in tempo utile sottoposto air approva- 
zione del Governo, il quale* avrà diritto di prescrivere le 
modificaziotti che riterrà necessarie e di giudicare inappel- 
labihnente in merito, sentito il concessionarie. 

Art, 8. 
La- presente convenzione non sarà valida e definitiva se non 
dopo approvata dairassemblea generale degli azionisti della 
Società, in conformità dei suoi statuti e dopo sanzionata 
con decreto reale. 

Fatta a Roma, quest'oggi ventuno del mese di dicetìfbre 
dell'anno millenovecentotre. 

Il ministro dei lavori pubblici. 

Francesco Tedesco. 

Il ministro del tesoro 

Luigi Luzzatti. 

Il presidente del Consorzio 

Giuseppe dott. Mancini. 

// direttore generale della Società delle ferrovie meridionuii 

Secondo Boronini. 

RAPFAS1.K De^ Cesarb, test&, 
Eugenio- Marbsoa, teste. 
Carlo Isacco, segretario dele- 
gato allu stipulazione dèi cBn^ 
tratti del Ministero dfei' lepori 
jp^i^liei* 



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Tjjfetti s'^Mìbyrfi im.. jmGrw #lT*fjA - IWi* 372T 



CAPATOLA'? 0^ 

per h Mneessione d^flk costrazrone & dell'es^ircizio dì una strada Ter- 
rattr a sezfone nortnalor da Lecce a PrancavHtk con diramazionr 

TITOLO I. 
Soggetto della eoaecfei^ioiìe. 

Art, Iw 
indk(anone della strada ferrata che fonna oggetto 

delta' concisione* 
Il oofieesHon^rio d obbligato ai^i' éiseguire^ 9r tutte sue 
speM^ fiflchio e pinfkielo^ li^ cotitriizioAe o- Keaeroiiito ar yaib- 
ptr» di WM aindaM fenata a^ sesioAe normale da Lecce a 
FraiicaiRrìfi% oott diramaaosie No^^WNardò secondo ih prò*- 
getto redatto dalla direzione tecnica gioyeroativa di Anedna 
in data 24 Inglio e 15 novembre 1893 e ritennto ammis- 
sibile dal Consiglio superiore dei laiv^ori pubblici con voto 
iu 498 del 15 aprite 1898, subordinatanuinte ad alcune 
a^nrertenze e prescrizioni, le q^iaali dovranno ossei^varsi. 

Art a 
Termine p^ OuUim0;rìòne ■ (fei lanori. . 

Entro sei mesi dalla data del decreto reale di approvar 
zkfoa della oenoessioi»; il oone08«ionarid è telato adi loco- 
mtùdMn i labori eénri^éhrtà uttlmati eatpo uiy tecminie 
(tei tm anni daliaj steis»' di^Mu 

DonA> altmsl attor IMte tmfefa^ 1^ provvi^' oecorrenii 
perchè entro ques^ftiiiinK^ tefmibe di twafiM l'intera linea 
possa essere aperta al regoiare e permanente esercizio per 
i trasporti delle persona e^ dejla memi. 

Atolt Si 
liem^ma* dOba^ eonse^ianei 
Se ìt t«nitoe irtaMtto liel^artieoib prewidenta* p«if V in^ 
anie dai'layort scadrà^ infruttuosaiMAte^ ^rarraomo 



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3728 LIGGI I DIGUTI VEL WMQHÙ »'lTALU • IMé 

applicate di pieno diritto e senza premettere alcuna formale 
ingiunzione, le disposizioni delPart. 250 della legge orga- 
nica sui lavori pubblici 20 marzo 1865, allegato F. 

Se poi nel termine stabilito pel compimento dei lavori, 
questi non saranno ultimati, o se entro due anni dalla dat-a 
del decreto reale di approvazione della concessione non sa- 
ranno avviati i lavori stessi ed eseguite le provviste in 
modo da rendere sicura l'apertura all' esercizio nel termine 
fissato all'art. 2, il concessionario incorrerà, pure di pieno 
diritto e senza bisogno di costituzione in mora, nella de- 
cadenza della concessione e dalla sovvenzione, e nella per- 
dita della cauzione definitiva, senza che possa più ottenere 
una seconda concessione. Ove concorressero giustificati mo- 
tivi, al termine per l'ultimazione dei lavori, come a quello 
per il loro avviamento e per la esecuzione delle provviste, 
potrà essere accordata una sola proroga, non maggiore di 
un anno, purché domandata in tempo utile prima della 
scadenza di detti termini. 

Art. 4. 
Progetto. 

11 progetto della linea indicato all'art. 1 del presente 
capitolato viene ceduto al concessionario per il prezzo dì 
lire 10,000 che è stato versato nelle casse dello Stato come 
da quietanza rilasciata dalla tesoreria provinciale di Fi- 
renze. 

Entro un anno dalla data del decreto reale di conces- 
sione, dovrà il concessionario consegnare al Ministero dei 
lavori pubblici una copia conforme^ debitamente bollata, a 
termini di legge, del progetto esecutivo della linea, per 
essere depositata negli archivi governativi. 

Art. 5. 
Slagni e paludi. 
Nell'esecuzione dei lavori della linea sono aasolutamente 
proibiti gli scavi atti a cagionare ristagni d'acqua od im- 
paludamenti lungo la ferrovia, e dovranno osservarsi, du- 
rante 19; Qo^tru^iofte e durante l'esercizio, le disposizioni 

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LBftM ft BWCMKll UL UOM B'ITAUA - liÌ4 3729 

tiella legge 2 novembre 1901, n. 460, riguardanti le zone 
malariche e la tutela della sanità pubblica. 

Art. 6. 
Traversate a livello. 

Le traversate a livello delle strade ordinarie sulla fer- 
rovìa^ di regola, dovranno eseguirsi sotto un angolo non 
mai lainore di 45^ 

La lai^hezza della carreggiata e la pendenza delle rampe 
di accesso al passo a livello dovranno corrispondere a quelle 
più comuni deUe strade attraversate. 

La carreggiata dovrà formarsi con massicciata ben co- 
stipata in piano orizzontale da estendersi fino a 10 metri 
oltre ogni rotaia, ed a raso delle rotaie, che quivi dovranno 
sempre essere munite di controrotaie di sufficiente lun- 
ghezza- 

I passi a livello saranno muniti di tabella monitoria e 
potranno essere senza alcuna chiusura laterale, salvo per 
ie strade che si trovano comprese in tratti di linea aventi 
la chiusura, nel qual caso i medesimi dovranno essere, se- 
condo la loro importanza, chiusi con cancelli o con sbarre 
mosse a mano od a distanza con appositi apparecchi, ov- 
vero chiusi a chiave, secondo saranno per prescrivere i 
funzionari governativi incaricati della sorveglianza alla co- 
?truzione ed all'esercizio della linea. 

Art. 7. 
Chiusura della strada. 
La ferrovia sarà isolata con adeguato -sistema di chiu- 
sura nei tratti ove vi è bestiame vagante e nei luoghi 
molto frequentati e pericolosi, tratti e luoghi da destinarsi 
dai funzionari governativi incaricati della sorveglianza alla 
costruzione ed all'esercizio della linea. 

Art. 8. 
Stazioni e stabilimenti accessori. 
Le stazioni e le fermate saranno stabilite nelle località 
qui appresso designate: 

234 — Vou V. - 1904. 



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Óoogle 



3730 LÈGQl I lOCBKn DIl. UCGNO B*lTALià - 19Ùà 

Per la linea Lecce- Francavilla : Lecce (comune con 
linea Brindisi-Otranto), Novoli, Campi, Salice, Guag^nan. 
S. Pancrazio, Erchìe, Torre S. Susanna, Manduria, Fra: 
cavilla Fontana (comune alla linea Taranto-Brìndisi). 

Per la diramazione Novoli-Nardò: Novoli (comune alJ 
linea Lecce-FrancaviUa), Carmiano*Magliano^ Copertine, Na.1 
dò. Nardo- Galatone (comune alla linea Zollino-Oallipoli). 

Il Ministero si riserva la facoltà di ordinare quelle Skg 
giunte nel numero e nello stabilimento delle stazioni .e fei 
mate che in seguito riconoscesse opportune, sentito il coil 
cessionario. 

Le stazioni e le fermate dovranno essere costruite &é 
eondo i tipi approvati dal Ministero, salvo le aggiunte oìx\ 
dopo l'apertura all'esercizio fossero ridiieste dai bisogni dd 
servizio. 

In quella intermedia le i)unte degli aghi degli scambi de 
binari secondari saranno stabilite in senso contrario al cors^ 
dei treni. 

Possono ammettersi scambi lungo la linea dove si troi 
vano officine, cave, ecc., co^i opportuni binari di mrvizic 
proteggendo il binario principale con segnali o con opporr 
tuni apparecchi automatici di sicurezza. 

Il piano della via ferrata nelle stazioni avrà una pen-i 
denza non superiore al tre per mille. 

Titolo IL 
fStipulazioni diverse. 

Art. 9. 
Durata della concessione. 
La concessione della strada ferrata che forma oggetto 
del capitolato presente cesserà al 31 dicembre 1966, ossia 
alla scadenza della concessione della rete Meridionale, come 
venne fissata dall'art. 34 della convenzione approvata con 
la legge 14 maggio 1865, n. 2279, fermo il disposto del- 
l'art. 3 della convenzione per quanto riguarda la durata 
della sovvenzione. 



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UMl I MCkITI UL «KM »*RAIJA - IMé 3731 

Qaalopa il concessionario richieda ed il Qo verno conceda 
di trasformare la linea a trazione elettrica fra le opere 
componenti la ferrovia e le sue dipendenze di cui all'arti- 
colo 248 della legge sui lavori pubblici, s'intenderanno com- 
presi anche tutti gli impianti, le macchine ed apparecchi 
per la produzione della forza motrice, per la sua trasfor- 
mazione in energia elettrica e perla trai^missione dell'energia 
medesima al materiale rotabile d'esercizio. 

Art. 10. 
Tassa di registro. 

Saranno registrati col solo pagamento del diritto fisso 
di lire una: 

a) l'atto di concessione fatto dal Oovemo; 
h) l'atto con cui fosse dal concessionario allogata la 
costruzione e l'esercizio della linea o ceduta, previa appro- 
vazione del Governo, la intera concessiQne. 

Gli atti relativi alle espropriazioni dei terreni ed altri 
stabili necessari per la costruzione della ferrovia concessa 
saranno pure sospetti alla tassa fissa di lire una per ogni 
proprietà. 

Art. IL 

Gcmsertdzione dei monumenti e proprietà degli oggetti d'arte 

trovati nelle escavazioni. 

I monumenti che venislsero scoperti nell'esecuzione dei la- 
vori della ferrovia non saranno menomamente danneggiati. 

II concessionario dovrà dare avviso al Governo per mezzo 
dei prefetto della provìncia, il quale provvederà sollecita- 
mente perchè siano trasportati, onde non impedire la con- 
tinuazione dei lavori. 

Per la pertinenza delle statue, medaglie, franmienti ar- 
cheologici e per tutti gli oggetti antichi in genere si ossero 
veranno le leggi ed i regolamenti in vigore. 

Art. 12. 
Spese cS sorveglianza per la costruzione e per Vesercizio. 

Balla data del decreto reale che approverà la presente 
concessione, sino al termine della concessione medesima, 



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373^ UBGGi I Diciurri ocl ivghìo ì*itaua - 1904 

sarà pagata dal concessionario annualmente al pubblico te- 
soro la somma di lire venti per chilometro di lìnea di strada 
ferrata, in corrispettivo delle spese sostenute dal Governo 
per la sorveglianza della costruzione e dell'esercizio, re- 
stando stabilito che tale pagamento sarà dovuto integral- 
mente anche nel caso che fossero accordate proroghe al- 
l' incominciamento ed all'ultimazione dei lavori. 

Art. 13. 
Materiale rotabile ed orari. 

Il materiale rotabile e d'esercizio si dovrà provvedere 
per un importo di lire 12,000 al chilometro, in base al pro- 
gramma da approvarsi dal Governo. 

La velocità di corsa, la composizione media dei treni e 
le norme tutte di servizio e movimento dei convogli cor- 
risponderanno alle norme stabilite nei regolamenti d'eser- 
cizio da presentarsi in tempo utile al Governo per otte- 
nerne l'approvazione, prima della apertura della linea al- 
l'esercizio 

Il Governo si riserva il diritto di prescrivere gli orari 
ed il numero dei treni fino a tre al giorno in andata e ri- 
tomo. All' infuori di questi potrà il concessionario proporre 
all'approvazione del Governo entro congruo termine quei 
treni e fissare quegU orari che troverà conformi ai suoi 
interessi, avendo il debito riguardo alla sicurezza dell'eser- 
cizio. 

Art. 13-bis. 
Sistema di esercizio. 

La società assume l'obbligo dì fare, previo accordo col 
Governo, il servizio della linea di cui al presente capitolato, 
applicandovi le norme per l'esercìzio economico. 

Art. 14. 

Tariffe pei trasporti. 

Le tariffe da adottarsi pei trasporti dei viaggiatori e delle 

merci dovranno essere presentate al Governo in tempo 

perchè ne possa avvenire l'approvazione prima dell'apertura 



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uggì I ncmi ml nGm B'itAUA • UM 3733 

airesercìzio della linea, cioè sei mesi prima dell'epoca sta- 
bilita per tale apertura. 

Tali tariffe, agli effetti dell'art. 272 della legge sui lavori 
pubblici, non dovranno superare quelle massime stabilite 
per le reti principali colle convenzioni approvate colla legge 
27 aprile 1885, n. 3048, e in esse tariffe s' intendono com- 
presi gr importi delle tasse erariali fissate perii trasporti 
sulle ferrovie dello Stato.^? 

Per la riduzione di tali tariffe occorrerà la previa apprc- 
razione del Governo, ma sarà obbligo del concessionario 
di ridurle ogni qualvolta, per modificazioni consensuali di 
tariffe sulle ferrovie delle reti principali, da consid.erarsi 
come massime agli effetti dell'art. 272 della legge 20 marzo 
1865, allegato Fy sui lavori pubblici, esse superaf^sero le 
tariffe medesime delle reti principali. 

Al trasporto di persone, di bestiame e di cose per conto 
del Governo sono da applicarsi, se più convenienti per lo 
Stato, le tariffe speciali in vigore per le reti principali delle 
strade ferrate, quali risulteranno dai capi I e li dell'appen- 
dice n. 2 dell'allegato JS' dei contratti di esercizio approvati 
colla legge 27 aprile 1885, n. 3048 (serie 3*), della legge 
29 dicembre 1901, n, 562, e dell'atto addizionale 18 di- 
cembre 1902 alla convenzione 28 settembre 1882, stipulato 
fra le società esercenti le tre reti principali e le ammini- 
!it razioni della guerra e della marina, ed approvato con de- 
creto reale dell' 11 gennaio 1903. 

Le stesse tariffe e norme stabilite nel capo I succitato 
pei viaggi per conto del Governo dei militari, marinai e 
loro assimilati, carabinieri reali e loro famiglie, sono appli- 
cabili ai viaggi per conto proprio degli stessi militari, ma- 
rinai ecc. e loro famiglie, con le aggiunte e modificazioni 
dì cui nell'atto addizionale succitato. 

Sono inoltre applicabili le concessioni speciali approvate 
eolla legge 29 dicembre 1901, n. 562, a tutti i trasporti di 
persone e di cose in esse concessioni previsti. 
Per i trasporti interessanti le amniinistrazioni della guerra 



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3734 LEGGI I OieBCTI D&L MBGMO W^ÌTàLlk - 1904 

e della marina dovranno intervenire, prima dell'apertura 
all'esercizio, speciali accordi fra il concessionario e le dette 
amministrazioni. 

Art. 15. 

Trasporlo gratuito dei /funzionari govematim 

incaricati della sorveglianza dell'esercizio. 

I pubblici funzionari incaricati di sorvegliare l'esercizio 
delle ferrovie del Regno e di controllare la gestione del 
concessionario verranno trasportati gratuitamente del pari 
che i loro bagagli. 

A tale effetto il concessionario dovrà tener valide le tes- 
sere di riconoscimento rilasciate dal regio ispettorato ge- 
nerale delle strade ferrate ai funzionari che hanno diritto 
alla circolazione permanente gratuita, e fornire i biglietti di 
circolazione temporanea o per viaggi isolati el i buoni per il 
trasporto gratuito del bagaglio che gli saranno richiesti dal 
regio ispettorato medesimo. 

Art. 16. 
Servizio di posta. 

II concessionario è obbligato ad effettuare il trasporto e 
scambio delle corrispondenze postali e dei pacchi postali, 
secondo le norme e condizioni fissate dall'art. 45 della legge 
27 dicembre 1896,n. 561, sulle tramvie e ferrovie economiche. 

Art. 17. 
Trasporto della corrispondenza di servizio. 
Il concessionario potrà trasportare gratuitamente sulla 
ferrovia soltanto le lettere ed i pieghi riguardanti esclusi- 
vamente l'amministrazione e l'esercìzio della linea stessa. 

Art. 18. 
Stabilimento delle linee telegrafiche. 
Il Governo avrà il diritto di stabilire gratuitamente le 
sue linee telegrafiche lungo la strada ferrata concessa, ov- 
vero di appoggiare i fili delle sue linee sui pali di quella 
costrutta dal concessionario. 

Le linee telegrafiche destinate esclusivamente al servizio 



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Liftsi I raciRi iSL isem b'italu - 1184 3735 

della strada ferrata saranno sorvegliate e mantenute dal 
concessionario. 

La sorveglianza e la manutenzione delle linee le quali 
abbiano anche fili pel servizio governativo, ove non venga 
altrimenti stabilito da speciali accordi, saranno curate dal 
Ministero delle poste e dei telegrafi ed il concessionario 
corrisponderà ad esso, a titolo di concorso nelle spese, 
Tannua sonmia di lire otto al chilometro pel primo filo ed 
altre lire cinque per ogni altro filo ad uso del conces*- 
sionario. 

Si deve intendere escluso dal prezzo suddetto il cambio 
dei cordoni che attraversano lo gallerie, ed il prezzo di essi 
coi relativi arpioni, nonché le spese di mano d'opera sa- 
ranno pagati a pie di lista. 

Gli agenti della ferrovia concorderanno nella sorveglianza 
delle linee telegrafiche compatibilmente al loro servizio e 
sarà obbhgo dei medesimi di denunziare alla prossima sta- 
zione telegrafica od all'autorità più vicina competente i 
gnasti sopravvenuti alle linee telegrafiche. 

Il personale ed il materiale destinati alle linee telegra- 
fiche saranno trasportati gratuitamente lungo la strada fer- 
rata concessa. 

Art. 19. 
Tele grami di serohio: 

Il concessionario non potrà trasmettere altri dispacci te- 
legrafici fuorché quelli relativi al j?ervizio della sua strada, 
e sarà perciò sottoposto alla sorveglianza governativa. 

Art. 20. 
Telegrammi del Governo e dei privati. 
Dietro richiesta del Governo il concessionario dovrà as- 
sumere anche il servizio dei dispacci telegrafici del Governo 
e dei privati, e questo servizio sarà fatto a norma dei re- 
golamenti deirammioistrazione dello Stato e delle istruzioni 
chp verranno date dal Ministero delle poste e dei telegrafi. 
Il concessionario riterrà per sé il 10 per cento delle, tasse 
interne dei telegrammi privati scambiati fra suoi uffici posti 



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3736 LIGGI B BBCRITI VKL WfììM i*ITALU - ÌM4 

in località dove esistono pure uffici telegrafici governativi, 
senza distinzione di orario, oppure spediti all'estero o ad 
altre amministrazioni dai suoi uffici posti in localiti dove 
esistono uffici del Governo, anche senza distinzione di 
orario. 

Egli riterrà il 50 per cento delle tasse interne dei tele- 
grammi privati spediti dai suoi uffici, posti in località for- 
nite di uffici del Governo, senza distinzione di orario, e di- 
retti a località non provvedute di uffici governativi. 

Riterrà il 90 per cento delle tasse dei telegrammi pri- 
vati interni scambiati fra suoi uffici, posti in località sprov- 
vedute di uffici governativi. 

Sarà tenuto a versare nelle casse dello Stato, oltre al 
rimanente delle tasse interne, di cui agli alinea 1, 2 e 3 
del presente articolo, anche l'ammontare intero delle tasse 
dei telegrammi di Stato, accettati nei suoi uffici per T in- 
terno e per Testerò, e l'ammontare delle tasse estere dei 
telegrammi privati spediti all'estero. 

Art. 21. 
Tronchi e stazioni comuni. 

È riservata al Governo l'approvazione dei patti e delle 
norme che dovranno regolare l'innesto ed il servizio della 
nuova linea Lecce-Francavill?i nelle stazioni dì Lecce e 
Francavilla e della sua diramazione con quella di Nardo. 

Saranno a carico del concessionario le spese per gli am- 
pliamenti e le innovazioni che per l'esercizio della nuova 
Unea, occorressero, a giudizio del Governo in dette sta- 
zioni; i lavori relativi saranno eseguiti a cura dell'ammi- 
nistrazione ferroviaria esercente le stazioni stesse. 

11 concessionario poi sarà tenuto ad accordare al Go- 
verno od a società concessionarie che fossero autorizzate a 
costituirò ad esercitare nuove linee, l'uso delle stazioni e 
dei tronchi parziali che potessero rendersi comuni a dette 
nuove linee, mediante pero i compensi e sotto le condizioni 
che verranno d'accordo convenute, ed in caso di dissenso 
stabilite da tre arbitri, due dei quali scelti dalle parti in- 

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LEGGI I DlCUn no. UGNO Ì*ITAUA - 1904 3737 

teressate ed il terzo dal presidente del tribunale civUe dì 
Lecce. 

Art. 22. 
Rinuncia di privilegi. 
Il concessionario rinuncia ai privilegi e diritti di prefe- 
renza, indennità e compensi di cui agli articoli 269 e 270 
della legge sui lavori pubblici che gli potessero competere 
per le diramazioni, intersezioni e prolungamenti di linee, 
nonché per le linee laterali ; restando quindi in facoltà del 
Governo di costruirle direttamente o di concederle libera- 
mente a chiunque esso creda, senz'essere tenuto, in qual- 
siasi caso, a compensi o a risarcimenti di danni a favore 
del concessionario stesso. 

Art. 23. 
Questioni. 

Tutte le questioni d'indole amministrativa che potranno 
insorgere in dipendenza della concessione saranno decise dal 
Ministero dei lavori pubblici, sentito il parere del consiglio 
superiore dei lavori pubblici, ed, occorrendo, anche quello 
del consiglio di Stato. Le altre questioni puramente civili 
saranno deferite al giudizio dei tribunali ordinarli. 

Però, verificandosi il caso di applicare gli articoK 252, 
270 e 284 della legge 20 marzo 1865, allegato F, sui la- 
vori pubblici, l'atto di compromesso stabilirà il procedimento 
ed i termini che dovranno osservarsi dagli arbitri che sa- 
ranno nominati, come al precedente art. 21. 

Art. 24. 

Decadenza della concessione per mancato compimento* 

dei lavori. 

Nei casi di decadenza contemplati dall'art. 3 del presente- 
capitolato, e nella conseguente applicazione degli articoli 252 
e seguenti della legge organica sui lavori pubblici, come 
pure nel caso previsto dall'art. 255 della stessa legge, la 
stima devoluta ai tre arbitri inappellabili si limiterà al va- 
lore delle opere e provviste esistenti, considerate fuori d'uso, 
e per il prezzo che se ne ricaverebbe potendole rivendere 

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3738 Ul«fc«l 9 itOMf 1 «IL Ut^M Ji'ÌUU4 - fWi 

immediatamente e sempre indipendentemente dalla loro de- 
stinazione allo stabilimento ed esercizio della strada ferrata. 

Art. 25. 
Riscatto delia concessione. 

Il Governo sì riserva la facoltà di riscattare la linea entro 
due anni dal compimento della sua costruzione con oppor- 
tuno preavviso al concessionario sei mesi prima. 

Il corrispettivo del riscatto sarà rappresentato dall'am- 
montare del costo dì costruzione e della spesa incontrata 
per le provviste di materiale rotabile e di esercìzio da star 
bilirsi sulla base del consuntivi regolarmente documentati 
e delle relative scritturazioni che dovranno essere esibite 
dal concessionario. 

In nessun caso tale somma potrà superare lire dieci mi- 
lioni settecento cinquantasettemila ottocento (10,757,800). 

Al costo della linea, del materiale e provviste sarà ag- 
giunto il 5 per cento a titolo di premio, i^^^to in talcoso 
salvo al Governo il diritto di ripetere direttamente dal Con- 
sorzio il contributo degli enti interessati in quanto sia do- 
vuto a termini di legge. 

Non eseguendosi il riscatto come sopra e non verifican- 
dosi il caso previsto dal successivo comma di questo arti- 
colo, il Governo avrà facoltà di riscattare la ferrovia in 
qualunque epoca, però non prima di venti anni dall' aper- 
tura totale di esa» airesercizio, previo diffidamento dato un 
anno prima al concessionario mediante il corrispettivo pre- 
visto dall'art. 284 della legge 20 marzo 1865 sui lavori 
pubblici. 

Procedendosi dal Governp al riscatto della rete meridio- 
nale e privando la Società del relativo esercizio, cesjsierà 
per essa anche l'esercizio della linea che torma oggetto del 
presente capitolato, la quale dovrà essere consegnata al Go- 
verno in buono stato di manutepzione e con tutte le sue 
pertinenze e termini di legge. In tal paso se la cessazione 
dello esercizio e la conseguente riconsegna del}a linea allo 
Stato avvenga, dopo il biennio di cui al primo comma dì 



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questo articolo e non oltre il ventemiio, sarà sempre dovuto 
alla Società il sussidio annuo pattuito all'art. 5 della con- 
venzione per tutto il tempo concordato, ridotto però tale 
sussidio a lire 6,950 annue, e la Società consegnerà gra- 
tuitamente al Governo un valore di materiale rotabile e di 
esercizio eguale a quello di cui alla prima parte del prece- 
dente art. 13 del capitolato. 

Avvenendo invece la cessazione dell'esercizio dopo il ven- 
tennio, il corrispettivo da pagarsi alla società si intenderà 
fissato sempre colle stesse norme stabilite al comma terzo 
di questo articolo, con intesa però che per determinare il 
prezzo di acquisto del materiale rotabile e . d'esercizio di 
couspendio della linea concessa dovrà tenersi conto della 
parte già ammortizzata. 

Ove poi la linea al momento del riscatto non fosse com- 
pletamente costruita ed in regolare esercizio, sarà obbligo 
della concessionaria di completarla e di rimetterla al Go- 
verno in perfetto stato, previa constatazione della sua per- 
fetta esecuzione mediante collaudo. Anche in questa even- 
tualità il corrispettivo del riscatto sarà fissato colle stesse 
norme sovra stabilite per il caso di riscatto entro due anni. 

Mediante 1 corrispettivi di cui nel presente articolo s'in- 
tenderanno acquisite allo Stato tutte le opere componenti 
la ferrovia e le sue dipendenze, comprese quelle indicate 
all'art. 9 del presente capitolato. 

Art. 26. 

Scelta degVimpiegati per il servizio tecnico e di segreteria 

per la costruzione e per V esercizio della linea. 

Per il personale tecnico e di segreteria necessario per la 
costruzione della linea, il concessionario dovrà assumere in 
servizio, almeno per la metà del numero complessivo per 
ciascuna categoria, impiegati straordinari od avventizi delle 
costruzioni ferroviarie dello Stato (ingegneri, aiutanti, assi- 
stenti, disegnatori, impiegati di ordine). 

La scelta sarà fatta dal concessionario sopra un elenco 
-che gli verrà comunicato in tempo utile, e dovrà essere 

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3740 LIGGI I DICRITI DIL RIGMO l'iTAUA - 19M 

notìficata al Governo entro un termine che gli verrà ri- 
spettivamente assegnato all'atto della comunicazione di esso; 
quale termine non potrà eccedere due mesi. Decorso il ter- 
mine infruttuosamente, saranno applicate a caricD del con- 
cessionario le «comminatorie previste dairart. 59 del rego- 
lamento di polizia ferroviaria, approvato con regio decreta 
31 ottobre 1873, n. 1687 (serie 2'). 

Il detto personale quando abbia i requisiti richiesti dai 
regolamenti dovrà essere assunto in servizio per l'esercizio 
della detta linea, o, in sua vece qualora mancassero i detti 
requisiti, sarà assunto altro personale che per una volta 
tanto sarà proposto dal Governo. 

Qualora il concessionario non adempisse in tutto o in 
parte tale obbligo nel termine prescritto, sarà passibile di 
una multa che il Governo avrà diritto di trattenere sui 
prodotti dell'esercizio, quale multA sarà in ragione di lire 
cento per tante volte quanti sono gli impiegati ex gover- 
nativi in meno assunti 

Art. 27. 
Scelta degl'impiegati pel servizio non tecnico. 
Per l'assunzione del personale non tecnico saranno osser- 
vate le disposizioni dell'art. 31 del capitolato d'esercizio 
della rete adriatica approvato con legge 27 aprile 1885^ 
n. 3048 (serie 3"). 

Art. 28. 
Trasporto dei membri del Parlamento. 
Il concessionario è obbligato a trasportare gratuitamente 
sulla propria linea i membri dei due rami del Parlamento. 

Art. 29, 
Trasporto delle autorità politiche. 
Oltre ai funzionari governativi, di cui all'art. 15 di que- 
sto capitolato, dovranno essere rilasciati biglietti di libera 
circolazione sulla linea o sui tronchi di linea al prefetto 
della provincia e rispettivamente al sotto-prefetto del cir- 
condario. 



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U6«I ■ MBCUm HL nGM Ì*ITALU • IMA 3741 

Art. 30- 
Servizio cumulativo. 
Il concessionario dovrà uniformarsi a tutte le disposi- 
zioni che hanno vigore ora e che saranno emanate dal Go- 
verno per il servizio cumulativo delle ferrovie del regno. 

Art. 31. 
Provvista di materiale metallico. 
Per le provviste del materiale fisso e mobile dovrà pre- 
ferirsi a parità di condizioni, l' industria nazionale, appli- 
cando le disposizioni dell'art. 21, primo e secondo comma, 
del capitolato per le reti adriatica e mediterrenea, appro- 
vato colla legge 27 aprile 1885, n. 3048 (serie 3*). 

Nel caso che non sia affidata la provvista direttamente 
a ditte nazionali e si voglia aprire la gara anche con ditte 
estere, saranno anmiesse a fare offerte soltanto ditte fab- 
bricanti dei materiali e non ditte aventi sola rappresentanza 
adottando, in quanto siano applicabili nei singoli casi le 
norme degli articoli 27, 28, 31 a 46 del regolamento per 
le costruzioni di strade ferrate, approvato con regio decreto 
17 gennaio 1886, n. 3705. La regolarità dell'aggiudicazione 
sarà riconosciuta dal Ministero dei lavori pubblici. 
// ministro dei lavori pubhlici 
Francesco Tedesco. 
// ministro del tesoro 
Luigi Luzzatti. 
Il presidente del Consorzio 
Giuseppe dott. Mancini. 
Il direttore generale della Società delle ferrovie meridionali 

Secondo Borgnini. 

Raffaele De Cesare, teste. 
Eugenio Maresca, teste. 

Carlo Isacco, segretario dele- 
gato alla stipulaziofte dei con- 
tratti del Ministero dei, lavori 
pubhlici. 



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3742 Li^Gi I racuBTi ml megno ì'itaua « IMI 



N. 448. ^ N. 448. 




Regio Decreto che siaòiìisce il ruolo organico degV ispettori 
delV agricoltura e delV insegnamento agrario. 

18 luglio 1904. 
t^ìMUtaio ìulla Qatteiia TJffitiale del lUgno il 29 agosto 1904, n. 2<'2) 



VI1*rOB10 EMAMtJELÉ lU 

PER GRAZIA DI DIO B PER VOLONTÀ. DELLA NAZIORV 
B2 D'ITALICA 



Visto il regio decreto 29 giugno 1893, n. 394, concer- 
nente il ruolo organico degli ispettori dell'agricoltura e del- 
l' insegnamento agrario; 

Vista la legge 10 dicembre 1903, n. 467, con la quale fu 
approvato lo stato di previsione della spesa del Ministero 
di agricoltura, industria e eommel*cio, per Tesercizio finan- 
ziario 1903-1904; 

Udito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro di agricoltura, indu- 
stria e commercio ; 

AbUamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

Il ruolo organico degli ispettori dell'agricoltura e dell'in- 
segnamento agrario ò stabilito in conformità dell'annessa 
tabella, vista, d'ordine Nostro, dal ministro proponente. 



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uggì b noom wkl nuoto b'itaua - 1M4 3743 



Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 18 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

S00inrm$o alla Oorls dH tmUl addi 21 agosto 1904. 

Msg. 18. Atti d€l ^MMTNo a /. 56. Pagdil 
iMa^ dd SiffiUo. y. t Gvirdasigim RONCHETTI. 

QlOLrPTI. 

Rava. 



ì 



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374» 



RUOLO: ORGANICO - - • 

degfi ispettori deiragricolturir r dell'insegnamento agrario. 





:f OMERO 
posti' 




GRADO 


iadbUiufe 


etUfleuiTo 


f 4 

lif^ttori di 1* cUms6 ....... 

M. 2* id. 


2^ 

' 1 


1 
6,000 
. 5,00a 


]2,000 


TOTAI* . . . 


• 3 . • 


[ 



YislOy éC ordine éH^S. M. il U$l 

n ministro d^agricoltara, industria a commerdo 

RAVA. 



tt-««*.T.«l«)i. 



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^746 Ufltt ■ MEVn HL MGM Ì*I1*LU • UN 

N. 449. A N. 449. 

RegiO Decreto che approva la convenzione fra lo Stato e 
le compagnia Marconi per il servizio ràdio- telegrafico 
commerciafe e militare delle stazioni costiere in Italia 

e nelle colonie. 

Ili' maggio 1901. 
{PtMliarta m$tim G^M€»a U(fidaU dèi SUgno U S9 ago$$o 1904, n. 202) 

VITTORIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ. DELLA NAZIONE 
BB D'ITALIA 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
le poste ed i telegrafi di concerto con quello della marina ; 
•^•Sentito il Consiglio dei ministri; 
1^ Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico, 

É approvata l'unita convenzione .in data 10 maggio 190i 
stipulata fra il comm. Guglielmo Marconi ed i Nostri mi- 
nistri delle poste e dei telegrafi e della marina riflettente 
i rapporti fra il regio Governo e la compagnia Marconi per 
il servizio radio -telegrafico commerciale e militar a delle 
stazioni costiere in Italia e nelle colonie 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Data a Roma, addì 12 maggio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

Reffistraio mila CùtU M eonH mddi 24 agosto 1904. 

Rag, 18. JitU del Goo&mo a f. 57. P acini. 
Imago del SigiUo. Y. U GuardasigilU RONCHETTI. 

Stelluti-Scala, 

C. MlRABSLLO. 

Gioutti. 



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uggì 1 MBCUn 08L ■■GNCI B'ITALU * 1904 3747 



L*avv. conte Enrico Stelluti-Scala, ministro delle poste e 
dei telegrafi, ed il con tr' ammiraglio Carlo Mirabelle, mi- 
nistro della marina-, per conto del Governo di Sua Maestà 
il Re d' Italia, il comm. Guglielmo Marconi, per conto' suo 
e della Marconi *s Wireless Telegraph c/y 1/d di Londra e 
dalla Marconi 'a Wireless Telegraph c/y of. America e di 
chi per esso o per Tuna di esse, hanito. stipulato e sotto- 
scritto la seguente convenzione. 

Art. 1. 

Il comm. Marconi Guglielmo concede al Governo italiano 
Fuso per scopi militari dei suoi brevetti agli apparecchi 
radiotelegrafici di sua intenzione senza diritto ad alcun 
compenso e con Tautorizzazione di far riprodurre i detti 
apparecchi negli arsenali e stabilimenti governativi. Il Go- 
verno dal canto suo s'impegna a non comunicare a per- 
sone estranee al regio servizio quaiito concerne gli appa- 
recchi sullodati a meno dì speciale autorizzazione del com- 
mendatore Marconi. 

Art. 2. 

II comm. Marconi concede al Governo italiano il diritto 
di usare per scopi commerciali gli apparecchi di sua in- 
venzione e da lui brevettati nel Regno e nelle colonie d' Italia 
alle seguenti condizioni: 

a) Che fra le stazioni radiotelegrafiche Impiantate 
dal Governo italiano, quelle convenute fra il comm. Marconi 
ed il regio Governo disimpegnino oltre il servizio militare 
anche il servizio commerciale con norme simili a quelle vi- 
genti nel Regno per il servizio semaforico per quanto ri- 
guarda il personale, e con opportuna convenzione interna 
fra gli enti interessati per quanto riguarda la parte am- 
ministrativa delle comunicazioni radiotelegrafiche fra le navi 
estere, quelle mercantili nazionali e le coste e viceversa. 



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^ 3746 cJGoi I OTCMm bkl «Quo i^mEià - ItM 

Per tali comunicazioni il raggio di azione massimo delle 
stazioni costiere è fissato in 300 chilometri circa, conser— 
vando il regio Governo il diritto di aumentarlo solo per 
scopi militari; 

b) Le stazioni radiotolegraflcfae del ragie Governo ita- 
Ira&o accetteranno comunicazioni dalle sole navi « dalla sole 
séanoni di terra dt altre nazioni mtmite di appOTewlii fbr- 
jàVL dalia Mar<^oiii "n Wireless Telegjraph e/y ì/d di Lo&4fra 
a d^ chi è regolannent» «.iltori22UKto da dett&K compagnlia, 
com« da eteoco di tali aivi e stacìonr di tirriai<ii ali»e^i»ar- 
zioniy che sarà periodioameate comanicato 4ailai stessa o àà. 
chi per essa, salvo le varianti ohe potsBSMro rùnltare ne- 
cessarie convenienti in seguito ad accordi internazionali 
accettati dal ^^omni. Karcoiii e ddl. OoveroO' ttaliaax). 

Il Governo si riserva però la facoltà* di accettale neJle 
stagioni radJotèlegrafiGhe della. reg;ia marina coouinicasiom 
daUe navi da guerra 4eUe altre nazioni, o per le st«sae, 
anche sa noa munite di apparecchi Masooni forniti come 
di sopra; 

e) Il regio GaverAO e la Marconi 's Wireless TeLt^- 
grapli c/y . 1/4: di Londra pei: so e per chi per essa asau- 
mono colla presente reciproco impegna di trasmettere, 
ricevere e far proseguire, sino a destinazione i radiotele- 
graisami presentati alle loro stazioni od uffici, osservando 
(per parte dei dispacci transitati per le ordinarie vie tele- 
grafiche) le leggi ed i regolamenti in vigore nei vari Siati; 
d) La tassa totale di un radiotelegramma trasmesso 
fra le stazioni del regio Governo e le navi mercantili ita- 
liane di altra nazionalità fornite degli a{)parecchi deUa 
Marconi 's "VPlreleas Telegraph c/y I/d di Londra o di chi 
per essa è uguale alla tassa radiotelegrafica ij^emazionale 
stabilita dalla Marconi 's Wireless Telegraph c/y 1/d dì 
Londra o da chi per eissa^ con l'aggiunta dell^ ordhiaria 
tassa regolamentare per il percor&o aui fili e cavi tele- 
grafici. 
La tassa radiptelegrafica andrà a beneficio di chi gerisce 



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tmoìi I mtami ■& «mia B^nttu - Mi 3749 

la stazione radiotelegrafica trasmittente di orìgine del di- 
sfiaccio. 

La t»ssa regolamentare pel percorso sui fili e cavi tele- 
grafici sarà integralmente accreditata al regio Governo, il 
quale per le ordinarie tasse internazionali risponderà presso 
le amministrazioni estere interessate. 

In base a tali nwme verranno ripartiti gli introili in 
seguito a confronto periodico dei relativi regiistri nel modo 
che sarà stabilito; 

e) La tassa totale di uit radiotelegramma trasmesso 
fra le stazioni del regio Governo e le stazioni di terra di 
altve nazioiriiiiiunitetiiÀppiareochidieUa Marconi 's WireleGfs 
Ti^legraph afy e/d di Londra a di chi per essa sarà i9iabi- 
lita con gli srtesBi eiiteri adottali per la corrispondenza fra 
le staaioni extrapotenti del Hegno e qneiie della sopra ci- 
tata Conrpagiììa; 

f) Oltre le fftarioni contemplate negli articoU precè- 
denti, il regia Oavemo jotrà impiantare stazioni radiotele- 
grafiche anche a scopo esclusivamente, comnrerciale nel 
Regno e nelle colonie d'IMii od in paeii dove non esi- 
stono precedenti diritti^ delfa Marconi 's Wireless .TeUgraph 
c/y 1/d di Londra o di chi per essa, esercitandole secondo 
quanto è sopra specificato per le stazioni destinate al ser- 
vizio militare e vcojnmerciale* 

Però ìq tal caeo, per ognura di queste stazioni disim- 
pegnanti servizio escIusivameDte commerciale il regio Go- 
verno dovrà pagare un canone, annuo di lire sterline 100 
(cento) al comm. Marconi, e ciò nei h'miti del periodo di 
tempo in cui dura r impegno previsto dairarticolo seguente. 

11 r/iggio di aziane mias^^mo di tali stazioni dovrà essere 
di 300 chilometri , circa. 

. . Art. 3. 

11 regio Governo si impegna a non u^re per scopi coBa- 
merciali che gli apparecchi del sistema Marconi per un pe- 
riodo di quattordici- anni cóii decorrenza dal 16 febbraio 1903, 
data della convenzione stipulata, per rimpianto di una sta- 
zione radiotelegrafica ultrapotente.' 

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3750 uggì ■ ncini kl noiio »*itilu - 1M4 

Art. 4. 
Il comtn. Marconi sì rìserv^a il diritto di inviare qualche 
suo delegato tecnico in tutte le stazioni del regio Governo 
facente servizio commerciale, affiae di ottenere uniformità 
fra l'esercizio di tali stazioni e quello delle stazioni sia di 
terra o di navi gerite dalla Marconi 's Wireless Telegraph 
c/y 1/d di Londra o di chi per essa. La scelta di detto de- 
legato dovrà essere di gradimento del regio Governo. 

Art. 5. 

Qualora sia richiesto dal comm. Marconi l'impianto di 
stazioni per scopi commerciali in località dove sarà giudi- 
cato di non apportare danno alle altre stazioni del Regno^ 
il regio Governo dopo averne riconosciuta l'utilità si impe- 
gna di stabilire entro brevi limiti di tempo tali stazioni e 
di gerirle nel modo gii sopra convenuto, o di permetterne 
rimpianto e l'esercizio al comm. Marconi, a sue proprie 
spese. In tal caso la tassa radiotelegrafica andrà a bene- 
ficio del comm. Marconi. 

Sarà l'iservato il diritto al regio Governo di far funzio- 
nare le dette stazioni da persone italiane. 

Art. 6. 

In caso di guerra nella quale il regio Governo fosse di- 
rettamente impegnato, tutte le stazioni radiotelegrafiche del 
Regno e colonie passeranno alla dipendenza esclusiva di 
detto Governo, e tutti i diritti di qualsiasi altra persona 
od ente, considerati nella presente convenzione, cesseranno 
durante il periodo di ostilità. 

Nel caso di guerra, nella quale il regio Gavemo non 
"fosse direttamente impegnato, il detto Governo sì riserva il 
diritto di imporre quelle limitazioni e restrizioni 'nel ser- 
vizio radiotelegrafico del Regno e delle Colonie, che giu- 
dicherà convenienti. 

Art. 7. 

Il comm. Marconi s*impegna a fornire al regio Governa 
quegli apparecchi di sua fabbricazione od invenzione a 



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LiG«i X raami ml mgmo b'itazja - 1904 3751 

quelle parti di essi che gli saranno richiesti nei limiti di 
tempo da stabilirsi volta per volta. 

Art. 8. 
Il regio Governo sMmpegna ad informare con tre mesi 
di anticipo il comm. Marconi dell'epoca per la quale le sta- 
zioni che impianterà nel Regno saranno a norma di quanto 
sopra, aperte al sernzio commerciale. 

Art. 9. 
La presente convenzione stipulata nello intereì^se d^llo 
Stato sarà esente da qualunque spesa per tassa di registro 
e bollo. 

Londra, 5 maggio 1904. 

Guglielmo Marconi. 



Roma, 10 maggio 1904. 



Stelluti-Soala. 

C. MrRABELLO. 



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3762 UGGÌ ^Amsmm4mL mgko B^itàSM. • ÌÉH 

S. 480. A N. 4S0. 




ìBaaip :Gbcr£T0 .cA^ SV'Of^gu ^cH M gmg»» 4905 Jn nwm^ 
tariffe eccezionoii per i ^«fifor^ ,mtUfi sim49- fetfnaiJ 
del Mediterraneo e df 11^ Adriatico. 

u luglio im. 

Xl^ìtbbUmto Bi^ia Oan*e(ia CIffiewle, 4fl Regno U 30 ,affpsto 1904, n. 203) 

VITTORIO EMAinjiw; m 

PBR GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ. DSLLA NAZIOIIM 
BS D'ITALIA 

Visto rarticolo 44 dei capitolati per Tesercizio delle strade 
ferrate componenti le reti del Mediterraneo e dell' Adriatico ; 

Visto rart. 6 della legge 27 aprila 1885, n. 304B (se- 
rie 3*), colla quale furono approvati i capitolati stessi; 

Vistft la prf>pQ^ta; di concessione speciale avanzata dalla 
società e3erw»te la irete Af'riatica, a nome anche della so- 
cietà esercente la rete Mediterranea con la nota 4 luglio 
1904, n. 69073, a favore della società italiana di elettro- 
chimica con sede in Roma, per alcune agevolazioni, subor- 
dinate a condizioni di quantità e di percorso, nei traspoi^tì 
per ferrovia di materie prime necessarie alla industriai 
della società medesima, dei relativi predotti, dei materiali 
e meccanismi occorrenti ecc., fra le quali agevolazioni sono 
compresi abbuoni da applicarsi, a carico esclusivo dello 
Stato ed in misura graduale, sull'ammontare delle tasse di 
trasporto; 

Considerato ohe gli abbuoni stessi, in aggiunta a quelli 
che, ai termini della concessione speciale medesima, stanno 
a carico comune dello Stato e delle società esercenti le 
reti ferroviarie predette in ragione delle rispettive quote 



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tauimmGÉm^m.9mmMttmM-ìmi 3783 

di compartecipazione ai prodotti lordi, sono giustificati dalle 
eccezionali condizioni nelle quali presentemente si svolge 
rindustria della società di elettrochimica di frànte alla con- 
correnza dellMndustrìa straniera; 

Considerato inoltre che tali condizioni richiedono sviluppo 
d'impiantì e fruizione delle agevolazioni di cui sopra al- 
meno per un triennio; 

Sentilo U consiglio delle tariffe; 

Udito il Consiglio dei ministri*; 

SuHa proposta dei No&tri ministri segretaTi di Stato pei 
lavori pubblici, per T agricoltura, Tindustria ed il commercio, 
per il tesoro e per le fibanze; ' 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art. 1 • 
Con decorrenza dal 1* luglio 1904 e fino a tutto il 30 
gmgno 1905 le Aociel'à' concessdonarie dell'eBercizio per le 
strarfe ferrate del Mediterraneo e dell* Adriatico «ppliche- 
raraio ai trasportr- fatÉì per tonto della «ccietà italiana di 
elettrochimica abbuoni graduali a carico dello Stato, sul- 
l'ammontare distie ta^se di tr^sportp^ esclusi i diritti fissi 
e le tasse accessorie, nella misura e colle modalità stabilite 
dall'articolo seguente. 

Art. 2. 

Gli abbuoni di cui :oH'artipolo precedente, che lo Stato 
assumerà a proprio carico anche net «««oessivo periodo 
1® luglio 1905-30 gitfgcfcr f907, saranno applicati m via di 
rimborso ed a trasporti compiuti per un quantitativo an- 
nuale cemplessìvo di almeno 40,000 (quarantamila) tonnel- 
late di meréì ricevute e spedite dalla società italiana di 
elettrcchimica a piccola velocità ed a vagoni completi nelle 
stazmn di Bussi e di Torre dei Passeri. 

La misura déll^abbuono è del 12 per cento per le prime 
10,000 tonnellate di trasporto; del 25 per cento sulle se- 
conde 10,000 tonnellate e del 30 per cento suir eccedenza 
oltre le prime 20,000 tonnellate. 



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3754 UMl I iKBITl »L WMm i'XTALU - UN . 

Art. 8. 
Nella sistemazione dei conti da farsi ira il Governo e le 
società esercenti colle nojme tracciale nell'art. 44 dfi ca- 
pitolati di esercizio approvati colla legge del 27 aprile 1885, 
n. 3048 (serie 3*), i prodotti riferibili ai trasporti di che 
agli articoli precedenti, reintegrafi con accredito alle so- 
cietà stesse delle minori somme incassate in conseguenza 
degli ordinati abbuoni, saranno imputati, per gli effetti delle 
ripartizioni di cui agli articoli 22 (rete Mediterranea) e 25 
(rete Adriatica) dei contratti di esercizio, approvati colla 
legge suddetta, ai prodotti ripartibili Ira Stato e società. 

Art. 4. 
11 presente decreto sarà presentato al Parlamento per 
essere convertito in legge! 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dallo 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osseryarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 11 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



JU§iitralo allu OotU M t4mH addi U apo$to 1004. 

Msg. 18. AfK M Ocverm a f. 59. Pacimi. 
Luogo eoi SigiUò. y. n OaardatijriUi RONCHBTTL 



QlOLITTI. 

Tedesco. 

Rava. 

l. luzzatti. 



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uggì t DKami m. ugno »'tuuA - 1904 S765 



^1^ 



N. 4SI. m N. 4SI. 



Regio Decreto che aumenta di un segretario capo ag- 
giunto Vufficio di segreteria per la commissione permor 
nente per lo studio dei bilanci de' principali stati esteri. 

10 agosto 1904. 
(PuWieato fMm QoMSéUi Uf/teinU é4 B0gno U 31 agosto 1904, n. 204) 

vrrroBio Emanuele m 

PSR aiMLZIA DI DIO B PER YOLOMTÌ DKLLi. MASOllX 
BS D'ITALIA 

Veduto il Nostro decreto del 21 aprile 1901, col quale 
fu istituita presso il Ministero del tesoro una commissione 
permanente per lo studio dei bilanci dei principali Stati 
esteri in confronto col bilancio italiano, allo scopo di averne 
ammaestramenti per il miglioramento dei nuovi ordinamenti 
finanziari, assistito da un ufficio di segreteria composto di 
un segretario capo e di due segretari; 

Riconosciuta la opportunità di annettere al det^o ufficio 
di segreteria un segretario capo aggiunto, al fine di meglio 
integrare l'ufficio stesso e di metterlo in grado di provve- 
dere ad un più pronto e regolare funzionamento; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per il tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
L'officio di segreteria per la commissione permanente, 
incaricata dello studio dei bilanci esteri in confronto col 
bilancio italiano, instituito con Tart. 2 del Nostro decreto 
21 aprile 1904, è aumentato di un segretario capo-ag- 
giunto. 



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3756 MI I «curi tSL mbgmo w^xnasuk • UN 



Ordiniamo che il presente cdeereto, munito del sigillo dello 
StatOy sia inserto nella raccatta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Bacconigi, addi 10 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Rggktraio cJÌa Corte dei eonH addi 24 agosto 1904. 
Reg. 18. Atti del Goi>erno a f. 24. Pacint. 

Èuogo del Sigilh. Y^M Quai^gilii RONCHfrTTl. 

! * ' '.il,; 

' ' 'L^ Lt «XATTI. 



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motm tnnsià *• titt 3757 

N. 451 A K 4SI 




Rbgio Decreto c?ie bandisce concorsi u premi per la ae^ 
struzione di case coloniche ad uso di abitazione degli 
agriooitari cùn^ residenza atabila m terreni dai mede- 
simi eet&oati. 

23 giugno 1904. 
{PvibbUtaio mila GasseUa UffidaU del lUgno U 2d agoHo 1904» n. 202) 

YIITOMO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER TOLONTX MILLA MAZIONB 
RE D'ITALIA 

Considerando che a meglio raggiungere gr intenti voluti 
dalla legge 13 dicembre 1903, n. 474, concernente Ù bo- 
nificamento digrario dell'agro romano, convenga incoraggiare 
la Qostruzione di buone case coloniche pel benessere degli 
a^coltori al q^uali è affidata la esecuzione dei miglioramenti 
agrari della zòna soggetta alla legge predetta; 

Visti i risultati ottenuti nei precedenti concorsi banditi 
fra 1 proprietari de^*agro romano e di altre jprovincie del 
regno; 

Sulla proposta dpi Nostro ministro segretario di S'tato 
per Fagrrcoftura, Pìtidustrìa ed il commercio; 

Abl)iamo decretato e decretiamo: 

Art. 1. 
Sono banditi i segfienti. concorsi* a : premx per la costru- 
zione di case coloniche ad uso di abitazioni degli agricoitori, 
con residenza stab9e Bei ierreRi dai medesimi coltivati; della 
estensione non maggioriiMdi ^ etì;a«l pàs. <igal podeire. od 
unità colturale, nella zona d<rgfétte aHa legge 13 dicem- 
bre 19Q3: 



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375S LIMI I MCUTt IO. Mcm B'iTiLU; • iM4 

Concorso primo: fra coloro che costruiranno una casa 
colonica a due piani, compreso quello terreno, sopra un'area 
non minore dì mq. 150; 

Concordo secondo: fra coloro che costruiranno una casa 
colonica a due piani, compreso quello terreno, sopra un* area 
non minore di mq. 100. 

Art. 2. 

Sono assegnati, per il primo concorso, 20 medaglie d'ar- 
gento ed altrettanti premi in denaro di lire 1,500 ciascuno; 
e per il secondo concorso, 30 medaglie di bronzo ed altret- 
tanti premi in denaro di lire 1 ,000 ciascuno. 

Art. 3. 
Agli effetti della premiazione non sarà tenuto conto che 
delle case coloniche costruite dalla data del presente regio 
decreto al 31 dicembre 19.05. 

Art. 4, 

L'ammissione ai predetti concorsi sarà chiuso al 31 di- 
cembre 190i. 

Art. 5. 

I pagameati dei premi, di cui sopra, e delle spese rela- 
tive per le medaglie, e per la commissione giudicatrice, del- 
Tammontare di lire 62,000, sarà a carico del'^càpitolo 61 bis 
dell'esercizio in corso. ' ' 

Art. 6. 

Con decreto ministeriale saranno fiss£tte te norme per i 
predetti concorsi. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addì 23 giugno 1904. 

VITTORIO EMANUELE 



Rfoistraio Ma OorU 4d eoiiK oiM 85 a§a9U> 1904. 

ÌUg. 18. AtH del Oimemo a f. 01. Paoish. 
Itfo^a del SigUlo. T. If Guardasigilli RONCHETTL 



Rava. 



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UHSGl I MCUTI no. 116110 B*XTAUA • IMi 3759 

N. m. ék N. AWi. 




Regio Decreto che dichiara zone maìartcJie porzioni 
di territorio della provincia di Cremona. 

25 luglio 1904. 

{PiMlieaio nétta Oattétta UffieiaU éUl Régno U 1* settembre 1904» ii.205) 



VITTORIO EMAM/ELK IH 

PSR ORAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BB P'ITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. Ili, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Cremona ha 
inviato le nuove proposte di quel medico provinciale per la 
designazione di altre zone malariche in quella provincia ; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle an- 
zidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari dellMnterno, presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico, 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopramenzionate le porzioni 
di territorio della provincia di Cremona distinte come risulta 
dall'elenco che segue, facente parte integrante del presente 
decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal ministro 
proponente. 



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3(7€& LIMI B ftKWn ML HKMt^ B'itàUA - UM 



Ordiniamo che il presente deereto, munito del Vigilio dello 
Stato, sia inserto nella raccolÉa ufficiale delle lei^o^ i^dei dbcreti 
del Regno d'Italia, mandaniÌQ a chiunque speté et ossehrarlo e* 
di farlo osservare. 

Dato a RacooBigi, addi ^ luglio ld04. 
VITTORIO EMANUELE 



Megistraìo alla OorU M emU addi 25 agosto 1904. 

JUg. 18. Atti del O^^mrna a /• 6i. Pacioni. 
ìdmgo dA aigUh. T. O AiarMgAlt tOKOBEiriL 

OlOLITTl. 



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il I Mann MDL nam ^itaua • UN 3701 



SBCCNDO ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistmti in proviaoia di CremoM colia indicazione dai ritpatlivi 
confini iarritoriaJi 



1 . AgnadeUo» --^ 2. Capergnanioa. ~ 3. CappallA CanÉODt» — 
4. Ombriano. — 5. Rivolta 4' Adda. — 6. San Bassano. — 
7. Spino d'Adda. — 8. Zappello con Bolzone. 

L'intero territorio di questi comuni nei aùoi attuali con- 
fini costituisce zona maiarii^a. 

9. — Comune di Cremona. 

La Hena m^Jarica è oootituita dal territorio* svburbano 
(posto a sud, sminerà e sud-ovest dell'abitato) compreso tr^ 
il bastiona via MUa«o, via Giuseppina^ il confine territa-* 
naie col comune di Due Miglia, la sponda dei Po, il con*- 
fine col conume di Gerro dei CaprioH ed indi di nuovo quello 
col comune di D^e Miglia. 



Il i»fni««r# «èlt'iAterao 

eioLim, 



230 — VoL. V. - 1904 



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3762 uggì I Dicun vkl ugmo i'halu - 1N4 

N. 4S4 A N. 484. 




Regio Decreto che dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Foggia. 

25 loglio 1904. 

(FlMUMlo ntttm BmMM^II» UfflùIhU M Rtgno U P setUmbre Wi, n. 206) 

VITTORIO EMANUELE HI 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÌ DELLA NAZIONI 
RB D* ITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, d. 460, e il relativo 
r^olamento approvato <5on regio decreto 80 marzo 190?, 
D. Ili, che oontesgono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di FoggJa ha in- 
viato le nuove proposte di quel medico provinciale per la de- 
signazione di talune zone malariche in quella provincia ; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette .proposte ; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli affari dell'interno, presidente del consiglio dei min: stri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopra menzionate le porzioni 
di territorio della provincia di Foggia distinte come risulta 
dairelenco che segue, facente parte integrante del presente 
decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal ministro 
proponente. 



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uggì I BICUTI ML WiùM iMia^IA • IIM 3763 

^. cura del signor prefetto della prorincia e con Taiuto 
»Ii uffici finanziari competeati, per le zone dove ciò oc- 
rrerà, affine di precisarne maggiormente la delimitazione, 
rà provveduto alla compilazione degli elenchi dei prò* 
ietarì dei fondi compresi nelle zone stesse, con riferi- 
into ai dati censuari. 

Ordiniamo che H presente decreto, munito del sigillo dello 
ato^sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
[Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
farlo osservare. 

Dato a Racconìgi, addi 25 luglio 190^1. 
VITTORIO EMANUELE 



i^io alla Corta dai conM addì 25 agosto 1904. 

Ie|. 18. Atd dal Gopatnù a f. 66. Paoimi. 

>96 dd Sibilìo, y. n Qnardasigim RONCHETTI. 



OlOLITTI. 



l 



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ML «MW ^muà ' ttM 3766 



BLSNOO IH ZONE MALARICBE 

aMtenti neiix prov&ioiacn Foggia oon la indioaziMO dei ritpettiyl 
ooiiini tarrìterialì 



L - Comune di Bicoari. 
Vi è una zona malarica, che è delimitata : 

a nord: dal confine del territorio del comtme con 
pello dei comuni di Volturino è di Lucerà; 

ad est: dal confine del territorio comunale con quello 
lei comuni di Lucerà e Troia; 

a sud e ad ovest: dal tratturo che partendo dal con- 
ine del territorio di Lncera pasBa alle falde della collina 
li Montesanio, s'incrocia con la strada prorinciale Biccarf- 
lontaratro e prosegue fino al bosco di Santa Maria. Di 
pn il confine è daiio da una Ifnea che, partendo da questo 
nmto segue il Ihnité sud-orest di detto bosco fino alP in- 
loiitro della strada Tertiveri-Àlberona e poi da questa 
trada fino al conDne del comune. 

l — Gomuiie di Alberona. 

Vi sono due zone malariche. 

La prima zona ha per limite: 

a nord: il confine col territorio del comims di Vol- 
hino; 

•d orest: wm linea che partendo dal cosi detto Sca- 
■icaloio mi comftne di Volturino segue il limite est del 
ksco comunale, fino al canale della Marta, pc» qvesto ea* 
Ne fino alla fiumara Vaccareccia. La linea di confine ri- 
Ne la detta fiumara fixio all'incontro del canale Vado 
^Mde, che segue fino alla strada nuilattiera e alle Cesi i^. 
I II confine poi va a lungo questa strada fino al canale Ca- 
Na,che risale fino al limite estemo est dell^ex bosco Frolaito 
*^piendolo fino al Volg;ano, confitte àel territorio d! Blccari ; 
a sud e rod-est: fl confine del territorio con Biccari; 



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•3766 uggì b dickcti mel mono wrrtàjsk • 1904 

ad est: la strada dell'Isca che attraversa il territorio nel 
parte più stretta, dal eonfine di Biocarì a qaello di Volturili 
La seconda zona è costituita dalla parte del terrìtoi 
compresa fra il regio tratture che Tattraversa per intei 
ed il confine coi comuni di Volturino (contrada Selvapian 
e di Lucerà (fiumana dell' Alvano e contrada Casanoya). 

3. — Comune di Roseto Valfortore, 
Vi sono tre zone malariphe. 

La prima zona ha per limiti: 

a nord: il territorio di Alberona; 

ad e3t : il territorio di Biccari ; 

ad ovest: il canale Fratta di .Trinzij 

a sud: il viottolo che interseca "la proprietà Falco 
Antonietta fu Vincenzo riportata in catasto alPart. 373 
sezione A, numero 1. 
La seconda zona confina: 

a nord: coH'orto germani Capobianco, segnato in e 
tasto (Regione San Giusto) agli articoli 1817 e 1862, s 
zione F, n. 108; 

ad est ed a sud: coU'abitato del comune; 

ad ovest: col vigneto La Penna Giuditta, riportato 
catasto all'art. 1 147 (Regione Paduli), lezione E^ numeri \i 
184 e 186. 
La terza zona è limitata: 

a nord: dal territario di San Bartolomeo in Galdo; 

ad est ed a sud: dal confine col demanio comunal 

ad ovest: dal confine col fondo dell'istituto San 1 
lippe Neri, riportata in catasto all'art. 66 (Regione Cic 
cario), sezione S^ n. 47. 

4. — Comune di Castelluccio dei Sauri. 

Tutto il territorio comunale nei suoi confini attuali < 
stituisce zona malarica. 

5. — Comune di Deliceto. 

Vi è una zona malarica limitata: 
a nord : dal confine dei comuni di Castelluccio dei Sa 
'e di Bovino; 

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tiGGi I Marni noL ìogiio «'rrALià - 1904 3767 

ad est: dal confine col comune di Ascoli Satriano e 
di Candela; 

a sud: dal confioe del comuae con quello del comune 
di Sant'Agata di Puglia; 

ad oyest: dalla st'^ad^ comunale detta CavaKara che 
partendo da Sant'Agata di Puglia va alla masseria Potrino; 
poi dalla strada vicinale del pozzo Pagliara, che, partendo 
dalla masseria Potrino, va fìao al torrente Carapellotto e 
da questo punto, ridotta a stretto sentiero, risale fiao alla stra- 
da provinciale per Gastelluocio dei Sauri, d% quf sta fiao a rag- 
giungere la strada per la stazione di Bovino, da quest'ul- 
tima fino al confi ae con Bovino. 

6. — Comune di Bovino. 

Vi è una sola zona malarica i cui limiti sono : 
a nord: il confine coi territori dei comuni di Troia e 
di Orsara; 

ad est: il confine coi territori del comuni di Beliceto 
e di Castelluccio dei Sauri; 

ad ovest e a sul: una linea che partendo dal confine 
dì Orsara (dove questo interseca il tratture di Torre Gue- 
vara) s' immette nel tratturo di San Lorenzo giungendo fiQO 
alU taverna Rosa sulla strada provinciale. 

Di qiiì detta linea risale il corso del torrente Cervaro fiao 
all'incontro del confiae di Orsara d% una parte, del vallone 
detto fosso valle Troiana dall'altra, e, partendo da questo 
punto percorre la strada comunale delle Scalette, o del Cro- 
cifisso fiao all'antica strada comunale nxulattiera di Bovino 
e, per questa, arriva alU strada provinciale presso il con- 
vento di Valle verde. 

Quindi seguendo il tratturo che parte superiormente a 
detto convento, la linea di confind arriva alla masseria Ra- 
dogna (che si comprende tutta nella zona malarica), attra- 
versa poi il torrente Biletra e raggiunge la strada pro- 
vinciale Bovino Deliceto percorrendola fino al confine con 
Deliceto. 



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3766 uui I BKaBTi ml nono »*nALu • 1M4 

7. — Comune di Stornarella. 

Tutto il territorio del comune nei suoi confini attuaE 
costituisce zona malarica. 

8. — Comune di Ascoli Satriano. 

Vi sono due zone malariche. 
La prima zona è limitata: 

a nord : dal confine coi comuni di Ortanova e di Foggia; 

ad est: dal confine coi comìini di Ortanova, dal regib 
tratture Ordona-Ascoli Satriano fino air incontro della strada 
comunale Ascoli Satria;no Foggia, poi da questa strada fino 
all'incrocio dell'altra vicinale Giamiera, quindi da questa 
fino all'incontro della ferrovia Rocchetta-Foggia e infine 
dalla stessa ferrovia fino al confine col comune di Candela; 

a sud : dal confine coi comuni di Candela e di Sant'A- 
gata di Puglia ; 

ad ovest: dal confine coi comuni di CasteDuccio dei 
Sauri e di Deliceto; 
La seconda zona confina: 

a nord: col limite territoriale coi comuni di Ortanova 
e di Stornarella; 

ad est: col territorio di Cerignola; 

a sud: col limite territoriale coi comuni di Lavello e 
di Melfi costituito dairOfanto, e col territorio di Candela; 

ad ovest : col comune di Candela, colla strada consor- 
ziale Candela-Cerignola, fino all' incontro della strada comu- 
nale San Vito, poi con questa strada fino all'incontro del 
regio tratture Foggia-Montemilone e quindi con questo 
tratture fino all'altro Ascoli-Ordona, limite est dell'altra zona 
malarica^ fino al confine col comune di Ortanova. 

9. — Comune di Candela. 

La zona malarica è limitata: 
a nord e ad est: dal confine col comune di Ascoli 
Satriano; 

a sud: dal confine coi comuni di Melfi e di Rocchetta; 



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uKGi m masMii «b. uovo rmuà • 1104 3719 

ad ovest: da ima linea cke partendo dal confine col 
binane di Rocchetta segue prima la strada Oandela-Ofanto 
fino al sentiero Scalandroni^ e poi questo sentiero fln^ al 
burrone detto Fosso del Merlo, sottostasite ai Bue Serri 
tsdando di poi fino alla strada Fontana Veccfaia. 

U confine oooidentale segue poi questa strada; qaella 
delle Aie Arse^ <pielia defle Fornaci fino aHa strada pro^ 
vìQciale GaAdebi-Asooli nella località detta JSearicatoio, pro- 
segue lango questa strada, circonda l'abitato dallato nord- 
OYest, segue la strada Teochia Candela^Rocchetta fino al 
burrone San Qennaro e da ultimo questo burrone fino al 
confine col comune di Roecbetta, 

10. — Comune di Sant'Agata di Puglia. 

La zona malarica ha per lìmiti: 

a nord : il cocfine coi comuni di Delicato e di Ascoli 
Satriano ; 

ad est e sud-est: il cocfine col comune di Candela e 
il torrente Calaggìo; 

a sud: il torrente CaJaggio; 

ad ovest: una linea che partendo dal confine col co- 
mune dì Deliceto (e propriamente al lìmite esterno ovest 
della proprietà Monteforte) raggiunge il vallone Colotti, dal 
quale riprende il confine della proprietà Monteforte fino al 
vallone Salara, percorrendolo fino a raggiungere la strada 
del Viticone. 

Betta linea segue prima questa via, passando il torrente 
Fragno, sino airincontro colla strada interprovinciale mu- 
lattiera Foggia-Avellino» e poi questa strada fino alla rota- 
rle provinciale Sant'Agata Candela, che segue sino alT in- 
contro della mulattiera Sant'Agata- Candela. 

Da questo punto la linea di confine si volge ad ovest 
lungo il confine tra n bosco comunale e le quote demaniali 
sino alla strada mulattiera di Santimtuono e la segue fino 
airabbeveratoio, proprietà dei.germaai Del Buono fu Fran- 



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3770 UQOi I ncuTi mdl miio i'itaua • 1104 

D^'abbeveratoìo la linea taglia il fondo Del Buono se 
gnato in catasto alla sezione A^ n. 53, art. 2495, arriva a 
braccio tratturo regio dove incontra la proprietà Monteforfe 
e segue il tratturo fino alla strada mulattiera Valle Barile 
Da questo punto là linea va direttamente al fabbricate 
rurale Rodrigo Del Buono, segnato in catasto sezione A 
n. 84, art. 2695, attraversa i fondi segnati agli articol 
6589, 2513 (sezione A, n. 76-73), 1461 (sezione i>, n. 216) 
2513 (sezione J, n. 73), 2495 (sezione /), n. 171), 1941 
(sezione A^ n. 73), 2376 (sezione A^ ni 11). 2695 (sez one A 
n. 84), e attraversando infine il fondo segnato airart. 269( 
giunge al vallone Centalberi al punto d*incootro della strada 
Rocchetta Sant'Agata, s^^gue questa strada fino all'incontro 
di un viottolo vicinale, poi questo sino alla strada Saut'À 
gata Lacedonia e poi questa fino airìncontro della strada 
Fontana del Fico. 

La linea di confine poi lungo questa stràla (che attra 
versa il vallone Costa della Terra), giunge al torrente Spera 
seguendone il còrso sino alla strada SanfAgata Lacedonia, 
e di qui va lungo questa strada fino alla casa rurale degli 
eredi Vinciguerra^ Gerardo nel fondo segnato in catasto 
sezione Z), art. 2369. Da questo fabbricato la linea segue 
prima il confine nord- ovest dì esso fondo lasciandolo rac- 
chiuso tutto nella zona malarica, poi il confine nordovest 
del fondo segnato in catasto sezione D, n. 137, art. 1873, 
il confine settentrionale dei fondi segnati in catasto alla 
sezione A n. 133, art. 145 e 99 art. 2611, 2369, 2798, 
4943, fino al regio tratturo: attraversato questo segue 
i)rima il limite nord dei fondi segnati all'art. 2831, 2376, 
sezione /), n. 13, poi il confine ovest di quest'ultimo fondo 
sino airiQcontro del vallone Scam{>ìteIU col torrente Ca 
laggio (che segna il confine del territorio del comune, li- 
mite sud della zona malarica) seguendone il corso. 

11. — Comune di Volturino. 
L% zona malarica è limitata: - 
a nord: dal confine col comune di Pietra Montecornno; 

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UMi I iKnn ML uoiia k^italu - 1904 3'< 7 1 

ad est: dal oonfiae col comune di Lucerà; 
a sud: dal confine col comune di Alberona; 
ad ovest: dalla via Troiana, che partendo dal confine 
con Pietra Montecirvino segue per Monte Stillo, interseca 
la contrada Selvapiana fino alla fiumara di Motta nel parco 
Torre e di li giunge al Cavallaro. 

Dal Cavallaro raggiunge intersecandola la strada provin- 
ciale Volturino-Lucera, segue per la cappella di Santa Maria, 
prolungandosi fino alla parte orientale del Marano e fino 
al confine col comune di Alberona e propriamente alla vìa 
detta Pariso alle Maietine. 

Si eccettua da questa zona la contrada Santa Maria, che 
comprende 1 fondi nelle vicinanze della Cappella della Ma- 
donna della Serritella appartenenti ai seguenti proprietari : 
1. Santacroce Domenica fu Leonardantonìo, non figura 
in catasto — 2. Santacroce Luigi e Francesco fu Giovanni, 
art. 2885, sezione F, n. 302 — 3. Chiara Raffaele fu Pie- 
trangelo, non figura in catasto — 4. Salvatore Pietro fu 
Clemente, art. 1998, sez. F, nn. 294, 293, 288, 291 — 5. Ma- 
scino Pasquale e fratelli, non figurano in catasto — 6. Sa- 
vino Vincenzo fu Giuseppe, non figura in catasto — 7. Cap- 
pella Santa Maria, art. 131, sezione F, nn. 286, 287 — 

8. Salvatore Pasquale Clemente ed Emanuele, art. 694, 
sezione F, nn. 272, 274, 276, 292, 295, 285, 288, 289 — 

9. Salvatore Giuseppe fu Pasqualf», art. 1634, sezione F, 
nn. 270, 275 — 10. De Troia Pasquale, art. 2882, sez. E, 
n. 289 — 11. Bellone ei^ede di De Marco, non figura in 
catasto — 12. Lepore Giovanni fu Donato, non figura in 
catasto — 13. Patricelli Beniamino, non figura in catasto 
— 14. Ruggiero Fratelli, non figura in catasto — 15 Ba- 
busci Teresìna, non figura in catasto. 

12. — Comune dì Casalvecchio di. Puglia. 
La zona malarica ha per limiti: 

a nord, ad est e ad ovest: i- confini del comune; 

a sud: la strada vecchia Casalnuovo -Lucerà, che par- 
tendo dal confine ovest del territorio con quello di Casal- 

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3772 uoGi I DMWn bb. «»mo b^iyalu - li64 

nuovo, passa sotto Montelanno e ta a tenmnare al Passo 

del Bove sul codifine est con Caatelnuovo della Dauma. 

13^. — Comune di San Marco la Catola. 

La zona malarica è delimitata: 

a nord e ad ovest: da una lìnea, che partendo daUa 
località detta Colle Cattivo (sul conjQne col tarntorio di 
Geleiìza Valfortore) segue tutto il confine del territorio del 
comune fino al regio tratturo nella località detta Caccia- 
denti, in corrispondenza del limite meridionale dei terreni 
segnati in catasto alla sezione Cj nn» 311 a 323; 

a sud: da una linea che, partendo da questo punto, 
prosegue dir^jttamente lungo il limite meridionale dei ter- 
reni della contrada Lame dell'Abate, segnati in catasto alla 
sezione (7, nn« 100 a US. Da qui. scende lungo il torrente 
del bosco Sterpare di Sotto e va al limite sud del mulino 
Al^anella^ segnato in catasto alla sezione By nn 608 a 610, 
e che è sul confine col territorio del comune di Volturara; 
a sud-esty ad est ed a nord-est: da uaa linea che^ par- 
tendo dal puiUno Alvanella, risale lungo il vallone San Cri- 
stoioro e segue il limite orientale dei terreni segnati in 
catasto alla sezione ìB, n. 751 a 804 e 811 a 816 fine a 
quelli del Piano delle Lame, in patastc alla sezione Ay nu- 
mero 404 a 437. Da questo punto la linea di confine volge 
▼orso ovest, seguendo il limite settentrionale delle contrade 
Paradise (fondi segnati in catasto sezione il, n« 2d a 47, 
76 a 92, U8 a 135) e Toppo B. Basilio (sezione E,ìl 102 
a 133) fino a raggiungere il punto di partenza a Colle Cai- 
tivo« Dalla zona resta escluso il centro abitate. 

14. — Comune di Celenza Valfortore. 

Vi sono due zone malariche. 
La prima zoua conftia: 

a nord ed a nord-est: col torrente Beute; 
a sud-est: eoa la stradia comunale ehe^ partendo dal 
eoDfiM^ eoa Gastelsnoiro va a Cdeaza, fino al tratturo Chiato 
XJiiia con. q/itesto- tcattoro; 



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UNGI I MUtn ML MOm ITALIA - ttM 3173 

a mxd : col tratto delta strada oomiiBale del bosco, che 
comincia dal tratture Chiato Carlo e termina alla strada 
Ptedarella; 

ad oyest: colla detta strada PiseiareUa, con quella di 
Konte di Cima e col confine del comune con qneQo di Car- 
Ictntino. 

La seoonda zona è limitata: 

a nord: dal confine col comune di Carlantino; 

ad est: da ana linea che, partendo dal confine col co- 
muse di Oariastino, segue prima la strada Topillo che 
porta a Piano Santantonino e poi il tratture che, passando 
poi Casiao laat^ ¥a in contrada Vigna «Nuova, segue di 
poi la strada Macchia S. Maree fino al porcile CeruUi, o 
quindi la strada eomaoale Celeiaa Xufara, fimo al confine 
del comune; 

a sud : dal limite del territorio del comune con queHo 
di Tufara; 

ad ovest: dal fiume Fortore e dal coxifine del terri- 
torio con Tufara fino all'altro confine con Carlantino; 

15. — Comune di Carlantino. 

Vi ò una sola isona malarica costituita dal tetto d«l reìr 
Ione San Chirieo, da quello del fiume Fortore e dai terreni 
vks&i che sono: 

1. Contradia C^narda (in catasto sezione A, n. 56, se- 
zione A ^àXL 50y 51, 52y sedone B^ nn. 37, 11. 

2. Coa^aida San Chirico (m eatoeto SMtone Dy nu- 
meri 53, 54, bS)r 

3u Contrada B^Uoitt (in catasto sezione (7» n. 2). 

4. Contrada vìa della Difesa (in catasto oozione A 
ttBu a, «, 7, 9, 10). 

5. Contrada Valle della Ficora (in catasto sm. G. Wh 
meri 84, 96, 97, 100, 101, lOg), 

6* C<NEitrada via ^ giacchia (in eatoato aez. i), n. 38). 
7. OeAtrada Yaloiiatpano (m oataato wz. 0^ nn. 5i9^ 60, 
W,.«7, 104, i06)* . ^ ^ ! , 



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377 i U€S€i I tfcun ml nGiia b'italia - liti 

8. Contrada Amendola (in catasto sez. By nn. 43, 107, 
108) 

9. Contrada Fontana di Mincarello (in catasto sez. Ay 
nn, 229, 230, 236, 241, 257, 259)- 

10. Contrada Macchia (in catasto sez. A, nn. 135, 233y 
434, sez. By n. 3). 

11. Contrada Casiere (in catasto sez. Ay nn. 137,354, 
355, 358). 

12. Contrada Madama Aurelia (in catasto sez. Ay n. 6). 

13. Contrada Immerse di Giordano (in catasto gez. A^ 
nn. 17, 18, 19, 20, 23, 24). 

14. Contrade Pescone, Grotta, Isca Fortore, Massei^ia 
Olivelli, spiano,. Praiinone, Vernisci (queste località, <5he tro- 
vansi fra le precedenti, non sono segnate in catasto). 

16. — Comune di Troia. 

one malariche: 
a è limitata: 

d est: dal confine col comune di Lucerà; 
una linea che dal confioe con Lucerà, ne^ 
versa la strada provinciale Troia-Foggia, 
turo San Vincenzo sino al crocevia dei due 
ili Troia-Foggia e Lucera-Napoli che passa 
Indi seguo l'andamento del torrente Ce- 
di un chilometro, percorrendo il fratturo 
16 alla Posta Stafiolo, e poi devia per com- 
mi coltivati a vigneto e posti alle falde di 
seguendo infine il fosso di Montdlvino e per- 
le di Montalvino, per nie2zo del tratture 
io arrita al confltie con Castellaccio ; 
confine coi comuni di Càsfelluccio Yalmag^ 
iri. 

^na ha per limiti ! * 

torrente Rivazzolo, o Acqua salata, fino ai- 
strada provinciale Troia-Giardinetto, e . di 
^he, comprendendo la masseria Rosati, si 



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tlGfil I MCMm NEL tlGIIO V'iTALU • 1N4 3Vi5 

volge verso sud andando a raggiuDgere il confine con Or- 
sarà, nelle vicinanze del crocevia fra detto confine e la 
strada TroiarOiardiaetto; 

ad est: la detia lìnea che delimita la masseria Rosati ; 

a sud : il confine con Orsara, costiluiio dal fiume Sannoro; 

ad ovest: una linea che dal confine con Orsara per- 
corre il tratture esistente fra la masseria San Francesco 
e la masseria Stinta Cerea sino a raggiungere il torrente 
Bivazzolo o Acquasalata. 
La terza zona è h'mitata: 

a nord : dal torrente Sannoro ; 

ad est ed a sud: dal confine con Bovino; 

ad ovest: dal confine con Orsara. 

17.— Comune di Castelluccio Vàlmaggiore. 

Vi sono due zone malariche. 
La prima zona è limitata: ^ . 

a nord : dalla strada provinciale Faeto Castelluccio (dal 
confine del lerritorio del comune con quello di Celle San 
Vito Ono al pozzo di San Roòco) dà questo punto dalla 
strada vecchia di Troia sino all'incontro deirattuale strada 
Casb'liaccia-Troia, poi da questa strada sino al viottolo di 
Monte Caruso, A% tjuesto e dalla strada Mcmte Caruso fino 
al tratture d^la Me^szana» confine del territorio dei comune 
con quello di Troia, attraversato in questo punto dal tor- 
rente Gelone; 

ad est: dal tratture delle Mezzane, che segna il con- 
fine col comnne di Troia; 

ad ovest: dal confine del territorio del comune con 
quello di Celle San Vito; 

a sud : da una linea che, partendo dal confine del ter- 
ntorio del comune con quello di Celle San Vito, rasenta 
Ift difesa comunale di Celle ed il bosco omonimo^ attraversa 
ì& contrada Elee, il limite sud della contrad«l Vigna le Ripe' 
Hella masseria: Oimtiduotaìo, attraversa il ]>rimo tratture 
vicinale in contrada Zappatore-Masseria Ricchetti e giunge 



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fino al panie sul caiiAle delle Gamie, % eontinttando poi p^ 
oQQifiiie sud della contrada laoloia, pel trattnro mvlattie^ 
Castellucoio-Troia raggiunge il confine d€d torritorio del eq 
mme con quello di Troia. 
La «ecoikda zona è limitata : 

a nord: dai terreni di CarosieUa Teodoro di Faet< 
degli eredi di De Masi Giovanni, Di i^^Uabotte Fedele j 
contrada Frangetta, e dai terreni di Cavaliere Giovanni, ì 
Faeto^ di Campanaro Domenico fu Antoaio, deg^ erej 
Checchia Rosa fu Michele, in contrada Vado del Vieco; 

ad est: dai terreni di Baese Giuseppe fu Pietro e i 
Serra Rocco fu Michele» in «ontradft Fosmbo del Lupo; 

a sud: dalla strada provinciale Faeto» CaateJlaceie; 

ad ovest: dai terreni di Coppolella Michele di Savinj 
di Coppolella Savi«e e di Sohiavone Savino iu Domenico i 
contrada Prazzitella. 

18. — Comune di Celle San Vito. 

Vi sono tre zone malariche. 
La prima zona è limitata: . 

a nord: da una Unea che portando dal confine d\ 
comune con Orsara va a quello con Faeto, ecpaprendenc] 
le oontrade Lago di Sfyigoa» La Noee, Straccione e Murg 
la Bocchetta» poste suUe sponde ^tra e sinistra del tot 
rente Sannoro; 

ad est ed a sud : dal confine del territorio del comuD 
coft quello di Orsara; 

ad ovest: dal confine del territorio del oosmn^ <^ 
quello di Faeto. 

La seconda zona ha per limiti: 

a nord: il pooafine del territorio del aomime- con quel 
di Castellpccii) e <fi Troia; 

ad est: il confina del territoirio del oomune con quel 
di Troia e di Orsara; 

a sud: U eonfine del territorio del comcoxe con 
di Qrsara: 



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LEGGI 1 DlCUnrj OKL UGNO B'TUUk • 1M4 3777 

ad ovest : una linea che, partendo dal con6ne con Or- 
sarà (e precisamente dal punto detto Mezzanello), passa pel 
trattaro Spolpalosso, seguendolo sino alla contrada Acero; 
quindi rasenta il limite ovest delle contrade Petre ra, Lama 
di Ischia, la Macchia e la Piscina^ fino ad incontrare la 
strada Ignazia, che segna il confine fra Castelluccio, Celle 
e Troia. 
La terza zona ha per limiti: 

a nord : una linea che partendo dal confine col comune 
di CastellucciOy segue Tantico tratture Castelluccio Faeto 
sino all'inconlro dell'altro tratture detto Strettola di Zio 
Tore, lungo il quale raggiunge il confine con Faeto; 

ad est: il limite del territorio del comune con quello 
di Castelluccio. 

a sud: una linea che, partendo dal confine col comune 
di Castelluccio, segue il tratture detto Leccese fino air in- 
contro colla strada mulattiera Celle- Castelluccio, prosegue 
per questa strada e poi per il tratto abbandonato dell'an- 
tica strada consortile, pel confine meridionale dell'orto Per- 
lìni Francesco fu Nicola segnato in catasto alla sezione Fy 
nn. 88 e 89. La linea di confine poi segue il limite setten- 
trionale del terreno coltivato di Perrini Anadeto segnato 
in catasto alla sezione F^ nn. 78, 79, 80, 81, 82, fino a 
raggiungere il tratture che va al Piano del Conte, e che 
segna il confine fra i territori di Celle e di Faeto. 

ad ovest: il confine del territorio del comune con quello 
di Faeto. 



Viito, (Tordine di S. if. : 

Il miniKtro dall'interno 

QIOLITTI. 



«7 — Vou V, - 1904 



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3778 LiG«i I Mcmen »il uono b^italia • IMI 

N. 488. ^ N. 488. 




Rsaio Decrkto cJie dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Ascoli Piceno. 

VITTORIO EMANUHLl IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLOIfTÀ. ° DELI^ MACTOint 
f^B ]>'|TAX.IA 

V«duU la legge 2 noYembre 1901, n. 460, • il rtlativo 
regolanuinto approvato oon r»gio daoreto SO marao 1082, 
B. IH, ohe oonteagono (URpofiaiojii per dimintiire 1« pause 
della malaria; 

Veduto U rapporto ool <m\» il pm^etto di AmioIì Piceno 
ha inviato la proposta di quel medico provinciale per la de» 
gi^poHfiene di una zona matarìoa in quella previaoia; 

Veduto il voto del conalglio provinoiale di satiitiL sul- 
l'anzidetta propoita; 

Udito il oonalglio superiore di lanità; 

8u}la proposta del Nostro mlaistiio sagrotario di Stato 
per gli affari dell'interno, presidente del consiglio dai mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
È dichiarata zona malarica agU effetti delle disposizioni 
di legge e di regolamento sopra menzionate la porzione di 
territorio della provincia di Ascoli Piceno distinta come 
risulta dall'elenco che segue, facente parte integrante del 
presente decreto, che sarà vidimato d'ordine Nostro dal mi- 
nistro proponente. 



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iMci I nmn ml mam w*nàuà - IMé 3779 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
tato, sìa inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
)1 Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 25 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



9UÉr0^ miim Ctrté M ùomU «W 25 i^otto 1904 

B«9. 18. Am M Qimmrno m f. 60. Paoihi. 

opo del mgtOo T. U OnardasUrflU RONCHETTI. 



OlOLITTI. 






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LIMI I ncttTi tn. iBGm i'itulu - 1114 b781 



ZONA MALARICA 

Misleate nella proWneia di Aseoli Picdiio, eJ ifniioazlona 
dei suoi conrinl territoriali 



Comuae di Maitignauo. 

Vi è uaa zoaa malarica delimitata: 

a) a nord: dal fiume Tronto; 

b) ad ovesty da una linea che aegae il confine coi co- 
mune di AbcoIì Piceno e si arresta alla casa Patrizi; 

e) a sud: da una linea che dalla casa ora detta, cor- 
rendo parallelamente al fiume, arrira al confine col comune 
di Ancarano; 

(Q ad est: da una linea che dal detto punto di con- 
fine va fino al fiume Tronto. 



Fttlo, 4r ordirne di & M^ 
11 mÌA^ttro dell* interno 
GIOLITT^ 



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LtGGI B MCBBTI MO. UEGNO t'iTALIÀ - 1N4 



N. 456. Mk N. 4S6. 






BGio Decreto c/^ dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Udine, 

25 loglio 1904. 
HMUcau) nella ChuMeUa UffidaU del lUgno il T settembre 1904» n. 2U5> 



VITTORIO EMAKIJMJ5 IH I 

t»SR aRAZlÀ^ pi DIO i PER VÒLÒMTÌ I>SLLÌ MAZIDìll 

Bduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, è II relativi! 
ilatileiitd applrovktò con teglb déci*étO 30 marzo 1902 
11, che contengono disposizibiif pei* dlrhiktiire le caus^ 
i malaria; 

àduto il rapporto col quale il prefetto di Udine ha in- 
3 la proposta di quel medico provinciale per la desi- 
ione di una zona malarica in quella provincia; 
Bduto il voto del consiglio provinciale di sanità sul- 
:idetta proposta; 

dito il consiglio superiore di sanità; 
Illa proposta del Nostro ministro segretario di Stato pei 
tffari dell' intemo, presidente del consiglio dei ministri 
bbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico, 
dichiarata zona malarica agli effetti delle disposìzion 
igge e di regolamento sopra menzionate la porzione 
Brritorio della provincia di Udine distinta come ri- 
> dairelenco che segue, facente parte integrante de 
3nte decreto, che sarà vidimato^ d' ordine Nostro, da 
stro proponente. 



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LIMI ■ raCUTI WKL UGm t*ITAUA •* IIM 3783 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
dei Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osserva e. 

Dato a Racconigi, addì 25 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Mtgùk'aia alia CorU dm amH addì 25 agotio 1904. 

Big. li. An del Ghoarm a f. 70. Paomi. 
iMfo dd aigiiiù. r. n Onardaslgaii RONCHETTI. 

Gtolitti. 



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LIMI I naonn m. nent b*itaua - tlM 3786 

ZONA MALARICA 
esistente nella provinola di Udine ed indioazione del relativi eonfini 



Comune di Gavazzo Carnioo. 
La zona malarica è delimitata: 

ad est: dalla strada comunale di Entraselvi che da 
Verzegnis conduce a CayazzOy sino al punto in cui da essa 
si stacca la strada comunale detta della Fornace; poi da 
detta strada sino al mappale numero 1299; 

a sud: dai mappali numeri 1299, 3622, i quali restano 
esclusi dalla zona stessa; 

ad ovest: dai numeri di mappa 3752, 3751, 3750, 5727, 
3749, 3748; 3747, 3746, 3744, 3743, 3742, 3741, 3740, 
5721 (i quali tutti restano esclusi dalla zona stessa); poi 
dalla strada comunale detta Entracressuris per quel tratto 
che va dal mappale numero 5721, al numero 5808, ed in 
eguito dai numeri di mappa 5808 e 4844 pure non com- 
presi nella parte malarica; 

a nord: dai mappali numeri 5733 e 3814, i quali re- 
stano esclusi dalla zona stessa. 



Yùfo, éTordme di 8. U. il Ri: 
U minktro d«U*iiit«nio 
OlOLrm, 



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3786 IM«I 1 NCttRl ML ÌI6M« »*ITAUA ^ tM4 

t. 

N. 4SI. & N. 4S7. 




Regio Decreto che aumenta lo stipendio dei gifuUci di tri- 
bunale e dei sostituti procuratori del Bé di S^ cate- 
goria ed aumenta il numero deipfistidi €^g giunto giu- 
diziario. 

U agosto 1904. 



VmXMO EMANUELE m 

PBEI OfUZU DI DIO ^> PBR VOLONTÀ DSUU. NAUONS 
EB D'ITALIA 

. Visti gU articoli l/.3, 9, 'l2 della legge 18 lugUo 1904» 
num, 402; . . - 

Ritenuto che coll'attuazione della legge, fermo restaado 
il numero delle preture^ il rugJio organico dei pretori venne 
ridotto al numero di 1399; . ; r 

Sulla proposta del Nostro guardasigilli, ministro segretario 
di Stato per gli affari di grazia e giustizia e dei culti; 

Udito il Consiglio dei ministri ; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Art. L 
Lo stipendio dei giudici di tribunale e sostituti procurar- 
tori del Re di seconda categoria è stabilito nella misura di 
annue lire 3,700, con la decorrenza dal T settembre 1904. 

Art. 2. 
Il ruolo degl^ aggiunti giudiziari è aumentato di n. 30 
posti. 



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Il 1 MOKI ML nuo ^nudk - UN 8787 



Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di fario dMflrvara. 

Dato a Raccomgì, addì 18 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



JUpit*vio aUa Coru (Ui conti addi Z7i agosto 1904. 

Rif. ISAtd d$l Bo^erAO a f.lt. Paoini. 
Lmgo éél SigOlo. T. U QaardaftigiUi RONCHBTTL 

Ronchetti. 

GlOLITTI. 



/ . ' . I '* 



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•'mu£ « IIM 




N. 4S8. 



e approva il regolamento 
3gli uffici esecutivi demaniali. 

luglio id04« 

HaU ^*l iof^ifo il 29 offosto ì\j0ì, n. 202; 



EMANUELE m 

PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
D'ITALIA 

fé 3 marzo 1904, n. 68, con la 
alcuni ruoli organici del perso- 
finanziaria ; 
Biglio di Stato; 
ministri ; 

ro ministro segretario di Stato per 
finanze ; 

Bcretiamo : 

icolo unico. 

ento per l'organizzazione degli uf- 
nito al presente decreto e visto, 
ro segretisirio di Stato per il tesoro, 



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uggì ■ Mcnri ml uam i'itaua - IIM 378 ) 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
dì farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 16 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



RigiM^mm Ma OorU M eonU Ma Z7 agosto 1904. 

Bé§. 18. Afef M Governo a f. lì. Pkcmi. 

Luogo <k/ SigHlo. V. U Gvard&Kfflrnii RONCHETTI. 



L. LUZZATTI. 
GlOLITTI, 



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REGOLAMENTO 
per r oi^anixxazioae dejEcli uffici esecutivi demaniali 



\ 



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REGOLAMENTO 
per rorganfzzaziono degli afflct esecatlrl demani al f 



Art. 1. 

Il personale esecutivo deirammìnìstrazìone del demanio e 
delle tasse augii affari si distingue in personale d'uflicio e 
d'ispezione. 

11 personale d'ufficio è composto dai conservatori delle 
ipoteche, dai ricevitori del registro e conservatori delle ipo- 
teche, dai ricevitori del registro, bollo e demanio, dai vo- 
lontari. 

11 personale d'ispezione è costituito dagli ispettori supe- 
riori, dagli ispettori e dai sotto-ispettori. 

I — Canserijotorie delle ipoteche a ramo unico e misto. 

Art. 2. 

Senza pregiudizio delle facoltà di che al primo comma 
'iell'art, 4, il Governo provvederà a sopprimere, a misura 
che sì renderanno vacanti, le conservatorie delle ipoteche 
di quarta classe a ramo unico, aggregandole ai locali uf- 
fici del registro. 

Ai titolari dei nuovi uffici a rami riuniti, che risulteranno 
lalla suddetta aggregazione, sarà attribuito l'assegno fisso 
'li cui all'articolo seguente, a seconda dell'importanza degli 
uffici stessi. 

l conservatori delle ipoteche a ramo unico sono graduati 
in ciascuna delle tre classi cui sono addetti secondo la loro 
anzianità personale indipendentemente dall'importanza degli 
affici. Sono invece inerenti agli uffici gli assegni fissi sta- 
biliti pel servizio ipotecario unito alle ricevitorie del re- 
iristro. 

238 — Vou V. - 1904. 

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4 UCGGI I 0£CRCTI filL KBGNO ft^ITAXlA • iÌ04 

Art. 3. 
Cntro sei mesi dalla pubblicazione del presente regola- 
ato si pubblicherà la graduatoria dei conservatori delle 
teche a ramo unico, attribuendo ad essi la medesima 
3se a cui apparterranno in quell'epoca, e graduandoli tra 
) in ciascuna classe con riguardo all'anzianità di nomina 
[a classe stessa. 

ìualora due o più conservatori siano promossi ad una 
9se con la stessa data, la rispettiva graduatoria è re 
ata dai decreti della promozione precedente, e così di 
ulto. 

ilntro il termine di cui sopra, sarà pubblicata la gradua- 
ta delle ricevitorie del registro a cui è annesso Tinca- 
) del servizio ipotecario, distribuendole in quattro classi 
ondo l'entità degli assegui fissi che si corrispondono pel 
vizio stesso nelle proporzioni seguenti : 

Classe P assegno fisso. Annue . . L. 3,000 

Id. 2^^ id. Id. . . » 2,000 

Id. 3* id. Id. , . » 1,500 

Id. 4* id, Id. . . » 1,000 

uà graduazione degli uffici, in ciascuna classe, vien fatta 

base alla media quinquennale dell'aggio liquidato per ogni 

ciò, secondo le norme dell'art. 10 del presente regola- 

uto, cui s'aggiunge l'assegno. 

Art, 4. ; 

1 Governo ha facoltà di decretare tanto per i conserva- 
i quanto per i ricevitori incaricati del servizio ipotecarie 
)assaggio da un ufficio ad un altro appartenente alla 
jsa classe del primo- 
le promozioni dei conservatori a ramo unico da un? 
3se all'altra si effettuano in ordine di anzianità ed in ra 
ne della metà dei posti che si rendono vacanti nelle clas^ 
eriori. 

j'altra metà dei detti posti vacanti viene conferita, 
Ita, ai funzionari degli uffici direttivi finanziari, agli ispel] 
L demaniali, ai ricevitori del registro incaricati o no de 



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LEGGI I OlCmi DKL ftXGNO »'ITAUA - 1W4 'àVjÒ 

servizio ipotecario, i quali abbiano uno stipendio, od una 
media quinquennale d'aggi computabili per la pensione e 
d'assegni fissi, corrispondenti almeno allo stipendio della classe 
immediatamente inferiore al posto da conferire. 

I posti vacanti delle due prime classi nelle ricevitorie con 
annesso incarico del servizio ipotecario sono conferiti, due 
terzi per anzianità ed un terzo per merito, ai titolari di uf- 
fici misti della classe stessa o di quella immediatamente in- 
feriore. Per le altre due classi degli uffici stessi il confe- 
rimento si fa con runico criterio dell'anzianità senza de- 
meriti. 

Art. 5. 

I posti vacanti di conservatori delle ipoteche di terza classe 
sono conferiti, in seguito a concorso per titoli, ai funzionari 
dì prima categoria degli uffici direttivi finanziari, agli ispet- 
tori demaniali ed ai ricevitori del registro, purché i detti 
concorrenti abbiano uno stipendio od un aggio netto com- 
putabile per la pensione non inferiore alle lire 4,500. 

Con avviso da pubblicarsi nel Bollettino Ufficiale del per- 
sonale pei Ministeri delle finanze e del tesoro^ si bandisce 
il concorso predetto. Coloro che vi hanno titolo, hanno fa- 
coltà di presentare la relativa domanda documentata, entro 
30 giorni da quello della pubblicazione dell'avviso stesso, a 
pena di irrecivibilità. 

In base alla proposta del consiglio di amministrazione del 
Ministero, il ministro delle finanze sceglie il vincitore del 
concorso. II censirlo di amministrazione, nel formulare la 
sua proposta, tiene un conto medio dei coefficienti che se- 
guono : anzianità assoluta dei candidati; anzianità dell'ul- 
timo grado e classe; titoli speciali di carriera; interessi del- 
Tamministrazione ed esigenze di servizio. 

II conferimento delle vacanti ricevitorie col carico del 
servizio ipotecario, appartenenti all'ultima classe, si fa dal 
ministro delle finanze a scelta fra ricevitori del registro, 
ispettori e sotto-ispettori demaniali che ne facciano domanda 
e siano in grado di prestare la duplice malleveria neces- 



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3796 LIG&X « OICffKTl DSL BSGNO ù'XTàldÀ - 1M4 

sarìa airesercìzio delle nuove funzioni tenuto conto medio 
dei quattro criteri di cui al capoverso precedente, e con la 
procedura ivi stabilita, previo parere del consiglio d'ammi- 
nistrazione. 

Art. 6. 

L'ammontare delle indennità per spese d'ufficio, da cor- 
rispondersi ai conservatori delle ipoteche ed ai ricevitori 
del registro che hanno il carico del servizio ipotecario, è 
consolidato nella media delle annualità ad essi corrisposte 
durante i cinque esercizi chiusi prima della pubblicazione 
del presente regolamento, dedotta l'annualità massima e 
quella minima. La detta indennità è soggetta a revisione 
alla scadenza di ogni quinquennio confrontandola con le spese 
effettive, e tenendo conto degli emolumenti e della compar- 
tecipazione al provento della vendita della carta bollata spe- 
ciale per certificati ipotecari. 

La detta compartecipazione è consolidata nella misura at- 
tuale del cinquanta per cento. 

Art. 7. 

In caso di vacanza delle conservatorie delle ipoteche a 
ramo unico, ed anche nel caso di temporanea assenza dei 
titolari con passaggio di gestione, la reggenza dei detti uf- 
fici, secondo la loro importanza, è affidata agli ispettori su- 
periori, agli ispettori o ai sotto-ispettori, i quali non possono 
rifiutare V incarico. 

Il reggente conserva lo stipendio della sua carica e per- 
cepisce le indennità di viaggio e di missione che gli com- 
petono. Egli fruisce, inoltre, della quota di compartecipa- 
zione al prodotto della vendita della carta bollata speciale, 
e percepisce gli emolumenti legali, secondo le operazioni 
che compie, e la quota delle indennità per le spese di uffi- 
cio proporzionale al tempo della sua gestione. 

Art. 8, 
Salve le pene e l'azione competente ai terzi a forma delle 
leggi vigenti, e salva l'applicazione delle pene disciplinari 
alle quali possono andar soggetti come gli altri funzionari 



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LIGGI 1 DICSITI OBL UGNO B'iTlUA - 1904 3797 

dell'amministrazione finanziaria, i conservatori delle ipote- 
che, quando non provvedano al regolare svolgimento del 
servizio, o si rendano imputabili di grave trascuratezza o 
ritardo nello adempimento degli obblighi inerenti al pro- 
prio ufficio, o commettano abusi nella percezione degli emo- 
lumenti loro dovuti, potranno essere trasferiti ad altro uf- 
ficio ipotecario di minore importanza o anche retrocessi alla 
classe inferiore, con motivato decreto ministeriale, udito il 
consìglio di amministrazione del Ministero. 

Sarà inoltre in facoltà deiramministrazione finanziaria di 
provvedere d^ufficio, ove non provveda il conservatore, alle 
spese di manutenzione d'archivio, riconosciute necessarie, 
prelevando la somma occorrente da quelle dovute per le 
indennità mensili a titolo di spese d'ufiìcio. 

2. — Ricevitorie del registrOj bollo e demanio. 

Art. 9. 
Gli uffici del registro, bollo e demanio sono divisi in cin- 
que classi secondo le seguenti proporzioni: 



Classe 1' — 


Proventi netti 


superiori . . a 


L. 


5,500 


Id. 2' 


Id. 


da L. 4,500 a 


» 


5,500 


Id. 3' 


Id. 


da » 3,500 a 


» 


4,500 


Id. 4* 


Id. 


da » 2,500 a 


» 


3,500 


Id. 5* 


Id. . . . 


Ano a 


» 


2,500 



La nuova tabella di classificazione sarà pubblicata entro 
il secondo semestre deiresercizio finanziario 1 904-905, e sarà 
riveduta allo scadere di ogni periodo di cinque esercizi fi- 
nanziari compiuti. 

Art. 10. 
Per gli effetti dell'articolo precedente e riguardo agli uf- 
fici di registro aventi il carico ipotecario per gli effetti del- 
fultimo capoverso dell'art. 2 si calcola la media degli aggi 
sulle entrate demaniali, dei premi che si corrispondono dalle 
amministrazioni non demaniali e di tutti gli altri proventi 
lordi di ogni specie, computabili o no per la pensione, pel 
periodo di cinque esercizi finanziari compiuti, escludendo 

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3798 uggì b dioisti dil ugno »*itaua • 1M4 

Tesercizio di prodotto' massimo e quello di prodotto minimo, 
e dividendo il resto per tre. Se ne deduce, per fare il pro- 
vento netto di cui all'articolo precedente, una quota corri- 
spondente ad li5 delle prime 3,000 lire di proventi lordi, 
a 2i5 delle successive lire 2,000, a 3i5 delle altre lire 2,000 
ed a 4|5 di ogni somma superiore alle lire 7,000. Lre dette 
quote costituiscono, in complesso, il fondo legale per le 
spese di uflScio, comprensive delle retribuzioni fìsse o a cot- 
timo pel personale sussidiario di custodia e di basso ser- 
vizio, nonché delle spese per i versamenti, per gli oggetti 
di scrittoio e di archivio, per Tilluminazione ed il riscal- 
damento, per la manutenzione e legatura dei libri e regi- 
stri e per la pulizia dei locali. 

Il Governo garantisce il minimo dei proventi netti, come 
sovra calcolati, per la sola ultima classe di cui airarticolo 
precedente, in annue lire 2,000 ed in caso di deficienza ne 
salda la dififerenza. 

Art. 11. 
I ricevitori del registro, bollo e demanio sono retribuiti 
ad aggio, ossia con una partecipazione proporzionale ai 
prodotti delle tasse e delle altre entrate demaniali la cui ri- 
scossione è loro affidata. 

Salve le eccezioni di cui agli articoli successivi, l'aggio 
è stabilito nelle seguenti proporzioni: 

10,000 ; 

40,000 

50,000 

200,000 

300,000 

1,400,000 

3,000,000 

Sopra ogni somma maggiore di lire 0. 02 per ogni cento 
lire. 

Art. 12. 
. Sono eccettuati dal disposto del precedente articolo: 
a) ì capitali, il prezzo dei beni mobili ed immobili di 

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Sulle prime .... 


. . L. 


Sulle successive . . 


. . » 


Id. 


» 


Id. 


» 


Id. 


» 


Id. 


» 


Id. 


» 



0. 




per cento 


5. 


— 


id. 


2. 


— 


id. 


1. 


— 


id. 


0. 


50 


id. 


0. 


25 


id. 


0. 


05 


id. 



LI66I I BICltKTl OBL KEGNU l'iTALlA - 1964k 3799 

qualsiasi provenienza ed interessi relativi, per la cui riscos- 
sione spetta ai ricevitori, per ogni lire cento: sulle prime 
lire 50,000 lire 40; sulle successive lire 1,950,000 lire 0.20 
e sovra ogni naaggior somma lire 0. 10, 

Per gli affrancamenti dei censi, canoni, livelli, operati 
mediante cartelle del debito pubblico, non è dovuto aggio; 
h) le multe e spese di giustizia, i ricuperi di spese an- 
ticipate dalFerario in materia civile, sulle cui riscossioni 
spetta ai ricevitori l'aggio nella misura del 3. 50 per cento. 

Dal prodotto delle multe e spese deve essere dedotta la 
quota devoluta agli agenti scopritori delle contravvenzioni 
ed agli altri aventi diritto. 

Per i proventi delle tasse sulle sentenze penali spetta ai 
ricevitori l'aggio del 3. 50 per cento. ' 

Art. 13. 
Ai ricevitori del bollo straordinario delle città di Firenze, 
Genova, Livorno, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino, 
è accordato, per tutte le riscossioni, compreso il prodotto 
della carta bollata e delle marche da bollo, l'aggio sulle 
prime lire 300,000 nella misura graduale di che all'art. 1 1 ; 
sulle successive lire 4,700,000 centesimi 25 per ogni cento 
lire; sovra ogni somma maggiore, centesimi 2 per ogni 
cento lire. 

Art. 14. 
Spetta ai ricevitori, eccettuati quelli dì cui alParticolo 
precedente, il 2 per cento del prodotto della vendita da essi 
fatta direttamente al pubblico della carta bollata, marche 
da bollo e marche per la verificazione dei pesi e misure. 
La detta vendita può essere fatta per mezzo di distribu- 
tori secondari, e cioè: 

a) Notai, per gli atti del loro ministero ; 
h) Cancellieri dei conciliatori, delle preture, dei tribù- 
nali, delle corti d'appello e cassazione, per gli atti giudiziari ; 
e) Segretari comunali per gli atti del loro ufficio; 
d) Rivenditori dei generi di privativa. 
11 premio da liquidarsi a favore dei detti distributori se- 



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3800 LXG6I S BXCkìLU BftL RStiMO IB'lTiLlA - IIM 

condarì, oltre il 0.50 per cento da corrispondersi ai rice- 
vitori, fluttua fra un minimo di lire 0.75 ed un massimo 
di lire 1.50 per ogni cento lire di valore dei generi che i 
detti distributori prelevano dagli uiSci del registro. 11 sag- 
gio del premio dagli intendenti di finanza competenti viene 
stabilito in ogni decreto di concessione, col criterio combi- 
nato del numero dei distributori esistenti in un comune, 
dell'entità del minimo prelevamento fissato, e della distanza 
3mune di residenza del distributore e quello in cui 

Tufficio del registro, 
ivitori del registro liquidano come spesa effettiva, 
;i gli effetti contabili, il massimo del premio in 
per ogni cento lire di valore dei generi prelevati, 
nporaneamente calcolano come introito effettivo nel 
mod. 6 l'ammontare della differenza fra il detto 
) ed il premio minore pagato ai distributori secon- 
base ai titoli di concessione. Di questi introiti i ri- 
tengono conto distinto per V integrazione contabile 
lì esercizio, a termini dell'art. 49 del presente. 

Art. 15. 
so di vacanza di un ufficio del registro o demanio, 
lusì quelli che hanno il carico del servizio ipoteca- 
nche nel caso di temporanea assenza del titolare 

ad altro incarico, U reggente destinato dall'am- 
zione consegue la totalità dell'aggio e degli altri pro- 
ci carico di tutte le spese di ufficio. 

reggente è provvisto di stipendio fisso, ha il diritto 
•e fra la conservazione del medesimo e la percezione 
ili dell'ufficio col carico delle spese. Nella prima ipo- 
iministrazione introita tutti gli utili dell'ufficio, esclusi 
lumenti e l'assegno fisso per gli uffici misti, ma sop- 

1 spese predette. 

Art. 16. 
)lare di un ufficio di registro e demanio, al quale 
accordato un congedo per motivi di salute, conserva 
il congedo l' integrità dell'aggio col carico di tutte 



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LK&I I MCWri iSL KBGNO K'iTALU - 1904 3801 

le spese d'uflScio e del rirr.borso di quelle di viaggio al reg- 
gente, che avrà pure diritto alla totalità dei proventi ca- 
suali pel periodo della reggenza. Scaduto il congedo, ove la 
reggenza continui, spetta al reggente il trattamento deter- 
minato dal precedente articolo 

Nel caso di congedo per altre cause, il titolare conser- 
verà 2i3 dell'aggio, col carico di tutte le spese, devolven- 
dosi al reggente l'altro terzo e la totalità dei proventi ca- 
suali. 

Il titolare predetto potrà ottenere il congedo anche senza 
passaggio di gestione, purché, con apposito atto di sotto- 
missione, assuma^ esplicitamente la responsabilità dell'ope- 
rato del commesso fiduciario che egli proponesse a surro- 
garlo. Qualora i titoli che rappresentano la cauzione, fos- 
sero in tutto od in parte proprietà di terze persone, e il 
vincolo in essi esistenti non fosse originariamente esteso 
anche all'opera dei commessi, dovranno nel detto atto inter- 
venire insieme al titolare tutti coloro cui appartengono i 
titoli vincolati, per estendere il vincolo a garanzia della ge- 
stione fiduciaria. 

Agli effetti dell'aggio e per la percezione dei casuali, il 
congedo per qualunque motivo accordato, comincia a decor- 
rere dal giorno in cui hanno principio le operazioni di con- 
segna dell'ufficio al reggente. 

In tutte le ipotesi del presente articolo e del precedente, 
l'impiegato o il volontario, delegati alla reggenza di un uf- 
ficio, hanno diritto all'indennità di viaggio al luogo della 
reggenza e di recesso al loro domicilio ordinario, secondo 
le norme e tariffe consuete. 

Art. 17. 
La cauzione che devono prestare i ricevitori del regi- 
stro, bollo e demanio ed i ricevitori che hanno il carico 
^ìel servizio ipotecario, a salvaguardia degli interessi era- 
riali, è commisurata agli introiti effettivi medi di cinque 
f^ercizi finanziari compiuti, dedotto l'esercizio d' introito mas- 
simo e quello d' introito minimo, e dividendo il residuo per 



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3S02 LIGttl B MCRIIl aiL ftftGHO t'ilALIA - 1M4 

tre; Ai detti introiti medi si applica la seguente tabella'igra- 
duale : 

r Fino a L. 30,000 cauzione L. 2,000 

2^ da L. 30,000 a » 60,000 » » 4,000 

3** da » 60,000 a ^ 100,000 )> » 6,000 

4^ da » 100,000 a » 150,000 » » 8,000 

5^ da » 150,000 a » 250,000 » » 10,000 

6° da » 250,000 a » 350,000 )>' » 12,000 

7" da » 350,000 a » 600,000 » » 16,000 

8' oltre » 600,000 » » 20,000 

Oltre la cauzione erariale i ricevitori devono prestare le 
malleverie stabilite per i servizi speciali ad essi affidati da 
amministrazioni non demaniali. 

La media quinquennale delle cauzioni viene calcolata alla 
chiusura di ogni esercizio finanziario per averne norma co- 
stante nelle eventuali richieste di supplementi. 

Per gli uffici di nuova istituzione, la media quinquen- 
nale delle riscossioni viene determinata, in via presuntiva, 
col decreto reale d' istituzione ed ha vigore per ì primi cin- 
que esercizi successivi. 

Art. 18. 

Le cauzioni dei ricevitori e dei volontari demaniali pos- 
sono essere prestate anche per mezzo di terze persone, me- 
diante deposito di numerario o di cartelle di rendita pub- 
blica al portatore nella cassa dei depositi e prestiti, oppure 
mediante vincolo su certificati nominativi del debito pub- 
blico intestati al ricevitore o volontario, o a terzi che pre- 
stino il loro consenso nelle forme legali, o infine con quelle 
altre forme e procedure stabilite dalla legge e regolamento 
di contabilità generale e dalle istruzioni per il servizio del 
tesoro. 

Gli impiegati obbligati a cauzione debbono darla o com- 
pletarla prima di essere immessi nell'esercizio delle loro fun- 
zioni. 

Può essere autorizzata la provvisoria loro immissione in 
servizio, concedendosi una proroga estensibile a tre mesi, 



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UtGGl I BSCRm »EL BBGNO »'ITAUA - 1904 3803 

ed in casi eccezionali a sei mesi dal giorno di tale immis- 
sione, per la prestazione o per il complemento della cau- 
zione. 

V impiegato, che nel termine della proroga non abbia 
prestata o completata la cauzione, sarà ripristinato nella 
qualità che aveva prima della nomina o promozione otte- 
nuta, ovvero destinato ad uflucio pel quale basti la cau- 
zione di cui egli è provvisto, e sarà soggetto — fino a 
quando non cesserà dall'esercizio delle funzioni nell'ufficio 
che intanto occupa — alla ritenuta del quarto dello sti- 
pendio o dell'aggio a titolo di penalità che non potrà in 
nessuna ipotesi essere restituita. 

Art. 19. 

Il Governo ha facoltà di decretare il passaggio c^ei rice- 
vitori del registro, bollo e demanio da un ufficio ad un al- 
tro, entro i limiti delle rispettive classi. 

La graduatoria dei ricevitori in ogni classe è personale 
ed è stabilita in base alla data del decreto di promozione 
di ogni ricevitore alla classe di cui si tratta. Qualora due 
più ricevitori siano promossi ad una classe con la stessa 
data, la rispettiva graduatoria è regolata dai decreti della 
promozione precedente e cosi di seguito. 

Agli uffici vacanti della quarta classe, non conferibili 
ai ricevitori della classe stessa, sono promossi i ricevitori 
della quinta classe per anzianità senza demeriti. 

Agli uffici della terza classe sono promossi i ricevitori 
della classe 4*, in proporzione di tre quarti per anzianità 
e di un quarto per merito. 

Agli uffici delle due prime classi sono promossi i rice- 
vitori delle classi immediatamente inferiori in proporzione 
di due terzi per anzianità e di un terzo per merito. 

Gli uffici vacanti di ultima classe, non conferiti a rice- 
vitori della class# stessa, sono devoluti in totalità ai vo- 
lontari abilitati, secondo l'ordine della rispettiva gradua- 
toria. 



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3804: i^sGi s i»icmsTi bsl ugmo s^iialu - 1^4 

Art. 20. 
Salva Tapplicazione delle pene disciplinari, cui possono 
ggetti, come gli altri funzionari dell'anuninistrar- 
nziaria, i ricevitori che si dimostrino incapaci, per 
sausa, a tenere l'ufficio della classe a cui appar- 
lecondo tutte le esigenze del servizio, potranno 
stinati, con motivato decreto ministeriale, ad uf- 
sse inferiore. 

3. — Vo Ioni ari. 
Art. 21. 
iranti al volontariato demaniale devono essere for- 
laurea in giurisprudenza e non aver più di 28 anni 

vono, inoltre, dimostrare nelle forme legali che 
^olta per volta richieste negli avvisi di concorso, 
mezzi finanziari sia per raggiungere a proprie 
)ena nominati volontari, qualunque residenza, sia 
3nersi decorosamente durante il servizio gratuito, 
irnire le occorrenti malleverie. 
5SS0 delle condizioni come sopra richieste deve di- 
esistente nel periodo che intercede fra il giorno 
concorso è bandito e quello in cui scade il ter- 
la presentazione della domanda. Tuttavia, Tarn- 
one demaniale ha la facoltà di assicurarsi della 
za dei mezzi finanziari denunciati durante V intero 
to e di richiedere, neir ipotesi negativa, V inte- 
lelle garanzie, con la comminatoria della cancel- 
li ruoli. 

Art. 22. 
iranti al volontariato devono subire un esame di 
in conformità al programma che sarà volta per 
)ilito con decreto ministeriale ^ con le norme e 
indicate negli articoli seguenti, 
v'e scritte del concorso sono tre, cioè una di di- 
oico costituzionale o amministrativo, una di diritto 
vile commerciale, una d'economia politica o di 



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LBIHSI E BBCHTTì MI. fUl«NO »'I7AUA < ISM 3805 

scienza delle finanze. La prova orale versa suU' intero pro- 
gramma, ed inoltre su un esercìzio dì lettura corrente in 
francese é di traduzione da questa lingua all' italiana e vi- 
ceversa. L'esperimento verbale per una o più fra le lingue 
moderne, oltre la francese, è facoltativo, e ne sarà tenuto 
conto nei risultati degli esami come titolo di preferenza a 
parità delle altre condizioni. 

Art. 23. 
Oltre il diploma dì laurea in giurisprudenza, Tatto di na- 
scite e gli altri documenti necessari a giustificare il pos- 
sesso dei requisiti, di cui nel secondo capoverso delTart. 21, 
gli aspiranti al volontariato debbono anche presentare i cer- 
tificati : 

a) di cittadinanza italiana; 

b) di non incorsa penalità; 

e) dì buona condotta, rilasciato dal sindaco del comune 
di residenza; 

d) di sana e robusta costituzione fisica, rilasciato da 
un ufficiale sanitario militare o da un medico provinciale, 
anche, per giustificate circostanze, da un medico condotto 
comunale. 

Art. 24. 

Le prove scritte avranno luogo, di regola, in tanti giorni 
consecutivi, quante sono le parti del programma d'esame, 
e presso le sedi d' intendenza di finanza che saranno volta 
per volta indicate nei decreti e negli avvisi di concorso. 

Per la vigilanza alle prove, in ogni sede d'esame fun- 
zionerà una commissione presieduta dall'intendente e com- 
posta di due commissari e di un segretario, scelti da lui 
fra gli impiegati dipendenti. 

Art. 25. 

Per lo scrutinio delle prove scritte, e per quelle orali 
sarà nontiinata dal Ministero una commissione centrale presso 
il Ministero delle finanze, composta, di regola, di cinque 
membri. Un impiegato del Ministero, all'uopo designato, 
fungerà da segretario. 



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3806 LKGG1 I DICAITI liXL RZGNO fl'lTlLIA - li64 

La commissione centrale preparerà almeno tre temi per 
ciascuna mat^^ria o parte del programma. Il ministro sce- 
glierà fra i temi proposti. I temi scelti saranno ''con le do- 
vute cautele trasmessi ai presidenti delle commissioni di vi- 
gilanza, in tanti pieghi quanti sono i giorni di esame, con 
r indicazione dell'esame e del giorno per cui ciascuno di 
essi deve servire. 

I detti pieghi saranno aperti soltanto all'ora dei singoli 
esami, alla presenza di tutta la commissione di vigilanza e 
degli aspiranti. 

Art. 26. 

Le prove scritte potranno, in ciascun giorno di esame, 
durare otto ore, scadute le quali gli aspiranti dovranno 
consegnare i loro lavori, anche se non fossero ultimati. 

In tal caso potranno consegnare le minute, le quali però, 
come tutti i lavori, dovranno essere fatte sopra carta loro 
somministrata a cura dei presidenti delle commissioni, che 
faranno imprimere su ciascun foglio il bollo dell' intendenza 
dell'ufficio presso cui hanno luogo gli esami. 

Durante le prove scritte sarà proibito agli aspiranti di 
conferire tra loro e di consultare scritti o stampati all' in- 
fuori dei testi di legge e regolamenti che potranno richie- 
dere alle commissioni. 

Quando consti, o vi sia fondato sospetto di comunica- 
zioni tra candidati o con estranei, o quando sia sorpreso 
qualche candidato nell'atto di consultare scritti o stampati, 
le commissioni potranno escludere questi candidati dall'esame, 
ovvero dichiarare nulle le loro prove scritte, esponendo, nel 
processo verbale, le cause che motivarono la esclusione o 
la dichiarazione di nullità. 

Per tutta la durata dell'esame scritto dovranno, nella 
sakt degli esami, essere presenti, per turno, almeno due 
membri della commissione di assistenza; quelli dell'ultimo 
turno, in fine di ciascun giorno, cureranno il ritiro di tutti 
i lavori, assicurandosi che i lavori di ciascuno degli aspi- 
ranti siano chiusi in una busta da lettera suggellata e por- 



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LM«i ■ ncuTx ML n^mn i^irALtè - ìHi 3807 

tante all'esterno un motto di riconoscimento da riprodursi 
iu un'altra busta del pari suggellata contenente un foglio 
con la firma del candidato. Le due busto contrassegnate con 
la indicazione del lavoro e del foglio di riconoscimento che 
contengono, nonché dell'ora della con:^egna, sono autenticate 
con la firma dei commissari presenti alla consegna stessa. 
Compiute le prove scritte, le commissioni di assistenza 
compileranno il processo verbale con l'indicazione del co- 
gnome e nome dei candidati, e con tutte quelle osserva- 
zioni che credessero opportuno di fare sopra ciascuno di 
pssi; riuniranno le buste contenenti i lavori di ciascun can- 
didato, le quali, insieme al processo verbale, saranno dai 
presidenti delle commissioni trasmesse in piego raccoman- 
dato al competente ufficio del Ministero delle finanze. 

Art. 27. 

Le prove orali verranno fatte dinnanzi alla commissione 
centrale. 

Tanto per lo scrutinio di ciascuno dei lavori scritti, quanto 
pel giudizio complessivo sull'esperimento verbale, ogni com- 
missario dispone di dieci punti per ciascun aspirante. 

Saranno ammessi alla prova orale soltanto i candidati 
che dallo scrutinio dei lavori scritti abbiano riportato non 
meno di 5il0 per ciascun lavoro e non meno di 6[10 com- 
plessivi dei voti di cui dispongono tutti i commissari. 

I candidati che abbiano ottenuto non meno di SjlO per 
ciascuna materia e non meno di 6il0 dei voti di cui di- 
spongono tutti i commissari, distintamente per i lavori 
scritti e per la prova orale, saranno dichiarati idonei al posto 
cui aspirano. 

Art. 28. 

La commissione centrale terrà conto dello scrutinio degli 
esami scritti e dei risultati degli esami orali in appositi pro- 
cessi verbali, ed in un processo verbale definitivo riassumerà 
il risultato dei due esami e stabilirà la media generale ot- 
tenuta da ciascun candidato. 

In base alle risultanze dei detti processi verbali, il Mi- 



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3808 LEGGI K DSORSll 0£L RSGNO •' ITALIA - IMè 

nistero (con decreto da registrarsi alla corte dei conti e da 
pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale del Regno) dichiarerà quali 
sono i vincitori del concorso e quale l'ordine rispettivo di 
precedenza. 

Art. 29. 
* I volontari debbono prestare servizio gratuito, salvo con • 
seguiménto nel caso di reggenza, dei compensi e delle in- 
dennità di che agli articoli 15 e 16 del presente. 

Però nei limiti dei fondi stanziati in bilancio, può ai me- 
desimi essere concessa un' indeunità mensile di lire 50, se- 
guendosi l'ordine di classificazione dell'esame di abilitazione 
al posto di ricevitore del registro, ed in mancanza di vo- 
lontari già abilitati al posto di ricevitore, l'ordine di clas- 
sificazione dell'esame di ammissione al volontariato. La detta 
indennità cessa durante le reggenze, fuorché nel caso di 
reggenza per motivi ,di salute del titolare durante il con- 
gedo di che all'art. 16. 

I volontari saranno esclusivamente applicati agli uffici 
esecutivi demaniali ove maggiormente abbondino gli ele- 
menti per la loro istruzione, e nei quali dovranno atten- 
dere a tutti i lavori sia di concetto sia di ordine, che loro 
verranno assegnati dai ricevitori e dagli ispettori, i quali 
hanno obbligo di curare l' istruzione teorico-pratica dei vo- 
lontari in ogni ramo di servizio. I volontari più provetti 
che non siano in reggenza saranno addetti agli ufl3ici delle 
successioni, ed assegnati allo scrutinio dei valori ed all'esame 
delle denuncio di successione. 

Essi potranno essere incaricati di reggere uffici contabili 
demaniali in qualunque residenza; e per tale eventualità' 
debbono prestare una malleveria di lire 1,000 entro sei 
mesi dal giorno in cui vennero immessi nell'esercizio delle 
loro funzioni di volontario. 

Art. 30. 

Le promozioni dei volontari a posto retribuito- avranno 
luogo in seguito ad esame di idoneità, al quale saranno am- 
messi i volontari che abbiano compiuto un tirocinio non mi- 
nore di mesi diciotto, e che durante il medesimo abbiano 



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uui I iicnm MI noli* i'italu -> IMA 3800 

tenuta condotta regolare e dato prova dì operosità e dili- 
genza neiradempimento'dei propri doveri. 

Coloro che non siano riconosciuti meritevoli deirammis- 
sione all'esame per mancanza dei suddetti requisiti, saranno 
cancellati dai ruoli con decreto ministeriale. 

I volontari che non abbiano riportato in un esame V ido- 
neità al posto di ricevitore del registro, potranno essere am- 
messi ad un secondo esame, ma ove falliscano anche nel 
nuovo esperimento, saranno cancellati dai ruoli. 

Art, 31. 

L'esame di idoneità versa sulle materie comprese nel 
programma da stabilirsi volta per volta con decreto mini- 
steriale. Per essere ammesso all'esame ogni volontario deve 
presentare : 

a) il decreto di nomina a volontario ; 
ò) un certificato dell'intendente di finanza in cui, con 
una delle quattro parole: ottimo^ iuonOy discreto^ deficiente^ 
sì attesti distintamente il grado d'intelligenza e cultura, di 
operosità e diligenza, di buona condotta, diniostrati dal vo- 
lontario nei diciotto mesi del suo tirocinio; 

e) la prova di aver prestata la malleveria di cui nel- 
Tultimo alinea dell'art. 29, e di conservare sempre integri 
ì mezzi finanziari di cui nell'art. 22. 

Art. 32. 

L'esame è teorico-pratico. Nell'esperimento scritto si svol- 
gono dai candidati, in quattro giorni consecutivi, sèi temi 
•la indicarsi nel decreto di cui all'articolo precedente. Nel- 
Tesperimento orale si svolge l'intero programma. 

La commissione centrale riassume in una tabella il ri- 
sultato dei due esperimenti e stabilisce la media generale 
dei punti ottenuti da ciascun candidato con le norme e pro- 
cedure degli artìcoli 27 e 28 Questa tabella costituisce la 
base fondamentale della relativa graduatoria. 

A parità di punti ha la precedenza nella graduatoria il 
volontario che ha ottenuto miglior classificazione nel certi- 
ficato dell'intendente di ciri alla lettera * dell'art. 31. 

La tabella generale df graduatoria è 'l'unico documento 

239 — yciu V. - 1904, 



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che attesti Tatìrfatìltà rispettiva dei vok>irtarÌ affa nomina 
ad impiego retribuito. 

4. ^^ Personale sussidiario. 
Art. 33. 
Sulle quote d'aggio costituenti il fondo legale per le spese 
d'ufflcÌQ, a sensi deli'aH. 10 dei presente, una parte deve 
ritenersi esclusivaiaente devoluta alle retribuzioni al per- 
sonale sussidiario degU uffici del registro, bollo e demanio» 
compresi per la parte demaniale anche gli uffici aventi il 
carico del servizio ipoteoaxio, nelle seguenti proporzioni: 

16{100 fioo a L. 3,000 

3^1 100 sulle successive. ........ 2,000 

50il00 suUe altre » 2,000 

SOilOO sopra ogni somma superiore a . . j» 7,000 
Per le conservatorie delle ipoteche a ramo unico e pel 
servizio ipotecario ne^ii uffici misti^ il fondo leg^Ue per la 
retribuzione del personale sussidiario è stabilito in sette ot- 
tavi delle indennità annuali che sì corrispondono dallo Stato 
per spese d'ufficio. 

Art. 34. 
I titolarì di tutti gli uffici esecutivi demaniali hanno la 
facoltà di far eseguire a cottimo da persone di loro fiducia 
e sotto la loro responsabilitò, i lavori materiali di contabi- 
lità, statistica; copiatura e registrazioni occorrenti nei ri- 
spettivi uffici senza nessun conk^ollo degli ispettori o d^le 
intendei»e circa i metodi d'eseguimento, o le tariffe da re- 
tribuzione, limitandosi il controllo alla precisione dei lavori 
stessi nell'esclusivo interesse del regolare svolgimento degli 
affari pubblici. 

1 lavoi^i di concetto, e massime quelli relativi a^a tassa- 
zione, alla corrispondenza, alla compilatone dei prospetti 
statìstici e contabili, alla gestione dei beni demaniali e di 
quelli del fondo del culto, alla stipulazione ed esecuzione dei 
contratti, al contenzioso^ quiuidp non sono eseguiti diretta- 
mente dai ricevitori' o conservatori, possono essere delegati 
a commessi a^smti in servizio dai detti titolari e focati •con 



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LSG6I 1 MCaiKll MEL lOGm i^TALlA - IflPt 3811 

retribuzione meMile non inferiore a 110 lire Iarde negli 
uffici di prima e seconda classe; a 60 lite negli uffici di 
terza e quarta classe; a 30 lire negli uffici di quinta telasse. 

Art. 35. 

I ricevitori e conneryatori denun^i«io alle ricettive in- 
tendenze di finanza i commessi che intendono a^sumei^e in 
servizio, presentando le loro fedine criminali ed i certifi- 
cati di nazionalità e buona condotta, non che quelli atti- 
nenti ai loro studi ed alte loro attitudini intellettuali. Oli 
intendenti, assunte le dtbite ittforma^ioni, cònMdoAe o ììe- 
gano la <^iesta autoriflxaBione iM solo inlèretsse della re- 
golmtà dal serviido genemto sesma asiiutiier« atcUMr re- 
sponsabilità verso tensi, ponendo mmsis in special modo 
alla regolarità dei dooumeirtl dimostranti ronestà e gli tftudi 
dei commessi proposti* 

Art. 36. 

I ricevitori e conservatori possono delegare, col consenso 
esplicito degli intendenti, ad uno dei loro commessi la rap- 
presentanza del proprio uffido< durante la loro aaseiua e 
»otto la iaro responsaJbiiità, ad estendendo aita gestione di 
mi le proprie malleverie. 

Questi commessi sono di regola delegai ^ resero gh 41 f- 
M nella temporanea aoseno» dei titolani, quando non vimie 
decretato ii passaggio di gestione.' 

Art 37. . ^ 

Al conto giudiaìale che presentano per la fritusiira éi e>gni 
esercizio finanziario i rfcevìtor! e conser^aiori éiile^anò 
i>lenco nominativo dei commessi aédetti ai ris^)étthrl uffici, 
' >i corrispondenti salaril, le attribùriom a (flascuno àsjse- 
;mate, e tutti gli elementi cóntemrtt * nei contrat*{ di latore 
" in qualBonque aJtro modo atipnlaM* 

Nelle prime verifiche deir^serfeirib fina««tfàrio nuóVò, g'Ii 
ij'pettori controllano nei cingoli uffici Inesattezza del détti 
elenchi e li muniseooo del loro vistò. Strila bìasèr^dei tìS«de- 
imi, le intendente compilano e tengono sempre al Corrente 
'elenco generale dei commessi in servizio negli uffitìi diSl- 



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e. 



3812 LIMI ■ MORI ML «IfiM »*lfAU4 - lit4 

l'intera provincia, e ne trasmettono copia alla direzione 
generale del demanio, che pubblica nell'annuario l'elenco di 
tutto il Regno. 

Qualora i servizi non procedano regolarmente, gli ispet- 
tori possono esigere, che nei singoli uflBlci siano assunti nuovi 
commessi fino al limite del fondo legale di cui all'art. 33 
dèi presente, dedotte le spese medie per ì lavori a cottimo. 

Art. 38. 
Qualora non si tratti di Ucenziamenti per accuse disci- 
plinari penali, e sempre che non esistano contratti di la- 
voro, con termini, sanzioni e garanzie bene specificate, i 
titolari degli uffici esecutivi demaniali che intendono licen- 
ziare i loro commessi devono notificare ad essi nelle forme 
legali un preavviso che lasci un margine non inferiore ai 
tre mesi per trovare un nuovo collocamento. . 

5 — Personale ^'ispezione. 

Art. 39. 

Gli ispettori superiori di ultima classe sono scelti fra gli 
ispettori col metodo dell'eliminazione, di guisa che non si 
può promuovere un ispettore se non sono riconosciuti ine 
leggibili tutti t coloro che lo precedono nella graduatoria della 
rispettiva classe, a non si procede a scelta in una classo 
iuferiore se non sono promossi od eliminati gli ispettori 
delle classi precedenti. 

Dopo tre elimjiiifl^ioni un. .ispettore non può essere piii 
prescelto pel grado di ispettore superiore. 

Entro il mese di luglio dì ciascun anno il consiglio de 
capi divisione della direzione generale del demanio, presìe 
duti dal direttore generale, procede alla formazione o alL 
revisione della lista degli. eleggibili ai posti d'ispettore su 
periore, da scegliersi fra gli ispettori di prima classe, o ìj 
difetto fra quelli di seconda classe. Debbono ritenersi ìdc 
leggibili gli ispettori compresi nella gracjuatoria della lon 
classe fra il primo e l'ultimo nomi.ftato nella'^lista d'avan- 
zamento. 



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LIUI ■ HCUTI MB. tNHt »*IT1LU - IIM 3813 

Pubblicata la lista predetta, gli ispettori dichiarati ine- 
leggibili possono reclamare, entro trenta giorni dalla pubbli- 
cazione, al ministro, il quale decide inappellabilmente con suo 
decreto, sentito il consiglio d'amministrazione del Ministero. 

Il passaggio dalla seconda alla prima classe de^i ispet- 
tori superiori si verifica col criterio esclusivo delFanzianità 
di nomina alla classe seconda. 

Art. 40. 

Gli ispettori sono distinti in due categorie: 
r — Gli ispettori preposti alla direzione dei circoli. 
2* — Gli ispettori addetti all' ispezione e controllo per- 
manente nei più importanti uffici ipotecari o del registro a 
ramo unico e misto. 

In massima, la circoscrizione territoriale dei circoli d' ispe- 
zione dovrà di regola coincidere con^ la circoscrizione am- 
ministrativa delle Provincie; ma quando il territorio pro- 
vinciale sia troppo vasto o risultiAo numerosi e di grande 
entità gli uffici pubblici da verificare, o infine siano scarse 
e troppo difficili le comunicazioni stradali fra le popola- 
zioni, potrà la provincia esser divisa in due o più circoli. 

La tabella degli uffici soggetti alla ispezione permanente, 
nonché quella dei circoli d'ispezione, da. pubblicarsi con 
decreto ministeriale entro sei mesi dalla pubblicazione del 
presente regolamento, saranno rivedute^ ogni quinquennio, 
salvo le necessità ui^enti ed imprevedute, e le occorrenti 
modificazioni saranno attuate con la stessa procedura. 

Art. 41. 
I posti vacanti d' ispettori demandali di ultima classe sono 
conferiti, per tre quarti ai sotto-ispettori con la procedura 
della eliminazione per manifesto detìieritè, o per accertata 
insufficienza, e con le altre regole e procedure dell'arti- 
colo 39. L'altro quarto dei detti posti vacanti è conferito 
mercè concorso per titoli fra i ricevitori del registro di 
quarta classe che abbiano la laurea in giurisprudenza e i 
requisiti a giudizio dell'amministrazione indispensabili a bene 
esercitare le funzioni del grado cui aspirano. 



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38}4 uggì ■ BionTi un. ugno »*itauì - UM 

I passaggi dall'ultima alle claasi iwperiori del ruoto degli 
ispettori seguiranno secondo l'anzianità degli appartenenti 
al ruolo stesso. 

Art. 42. 
I po»ti di sotto- ispettore di ultima ckuise soik> conferiti ai 
i del rostro di ultima classe aventi requisiti indi- 
'art. 41. 

Art. 43. 
fetta parità di oLsasi è asamesso il passaggio dalla 
i degli ispettori a quella dei ricevitori delle prime 
i e viceversa, purché ii detto passaggio sia ricono- 
tiie agli interessi deli'amministrazioiw. 

Art. 44. 
gestori superkyfi prestano normalmente servizio negli 
Sa direrionfe' generale del demanio. Quando vanno 
Mie godono dèlie indennità relative a termiiri degli 
entì In vigore, con le qtiali provvedono anche alle 
afflcio. 

pettori di circolo ed i sotto-Ispettori godono delle 
i di giro comprensive anche delle spese d'ufficio, gra- 
t un minimo di annue lire 800 ed un massimo di 
Pe 1,600 lórde, secondo una tabella da pubblicarsi 
i mfebi dalla pubblicazione del presente Le dette in- 

dA cofrispoirttersi a rate mensili in proporzione dei 
l lavoro tìttle, Soao applicabili al lavoro eseguito 
jtettori e sotto-ispettori nei limiti territoriali del eir- 

sono addetti. Quando eAsi sono inviati in missione 
l circolo, peroaipidoono una maggiore indennità, in 
^ ^eata, wUk alla quota proporzioenale dell' inden- 

giro, ^^Qitispo^a^ aJIa indennità ordinaria delle 

pettort addetti in permanente verifica agli uffld frui- 
un'indenniià per upesa d'ufficio non inferiore alle 
e non superiore alle lire 500 annue, secondo la 

ta pul^leyadTsi come sovra e da ooirispondersi a rate 

propor«i<flMJi. 



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Art. 45. 
Le attribuzioni degli ispettori superiori, degli ispettori e 
dei sotto-ispettori, sono stabilite nelle istruzioni di contabi- 
lita demaniale e nelle istruzioni per il servizio d- ispezione, 
da rivedersi ed approvarsi con decreto ministeriale entro 
sei mesi dalla pubblicazione del presente regolamento. 

6. — Disposizioni generali e transitorie. 

Art. 46. 

Se per effetto della nuova classificazione degli ufiìci, di 
cui agli articoli 9 e 10 del pi^^nte, un ufficio è assegnato 
alla cJwse auperiore, è jpf onjosiso cwtemporwewnjwte di 
classe «achQ U mo titolar^^ ì\ quale neJU ^vàdus^ian^ ^«Ua 
claw nuova pcpuperà il posto eorrisponde^te am dati di 
que&V ultimo decrei^ di classificwipneu 

Se invwe \W ^ffim assegAatft alla Q\9fi^ inferitu!?, il 
ricevitore cojiaerva » titolo d'onore la classe ^ cui ai tr«- 
nn ^scritto, ckì ^cpupa il primo jwstio i;iella ^radu^tofia 
della classe nuova dell'uflicio, per essere promosso alla Kini» 
vacanza aHa classe suj^eriqre^ e p*r iudì risgrl^si ad e^»fi 
nei liiftiti della classe stessa tutti quegli altri woxinwnti da 
ufficio ad ufficio che valgano a ripristinarlQ eptro. il più 
breve termijve p^pgsibjle »,^Ua pogiiione, pltreclibè di classe, 
mìxQ di gradu«^toxia p^rsqttalia dai ricevitore posseduta al 
momento (ieire^tral» iii vi^orQ del pre?^ente rfi^olamento, 

Sje pareccjii uffiici si travino ii^ (;^ue3t'qltii»a co^diziwe, i 
rispettivi titolari sono graduati fra loro secondo la rispet- 
tiva anzianità personale nel prinjii posti della nuova classe 
^lei loro ufl^cij; per essere con la stessa gradazione promossi 
a misura dette vacanze nella classe superiore. 

Art. 4T. 
Twto pi^l f^m^ggip^ 4«i ri00¥ÌtQri di &^ cl^^^Q a spià9- 
ìspettcafi di W^ cla«»9, quanto pel passaggio dei ricavitoafi 
dell^ altre q|uattFo fi^a^ alla o^t^oriia ciCM?ri#pQQdente degli 
is{ìettori 9i a^4 riguardo prevalenti» ai ric^iF^ori fornai della 
laurea in giurisprudenza. 

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3816 tMtìBt ■ MCMnri mil MOiit ì'itìua - IMé 

Art. 48. 

Nella facoltà del Governo di cui all'art, 4, deve interim 
dersi compresa anche quella di conferire le conservatorie | 
vacanti di 4* classe ai conservatori d'altri uffici della stessii 
classe, semprechè al conferimento d'un ufficio vacante cor- 
risponda la soppressione e concentramento d'altro analogo 
ufficio. 

I conservatori di 4' classe concorrono con preferenza asi 
soluta al conferimento delle conservatorie di 3* classe. I 

Art. 49. 

Nella parte straordinaria del bilancio della spesa del MiJ 
nistero delle* finanze, sarà inscritto un capitolo intitolato :| 
ftmdo pel miglioramento del personale sussidiario degli uf^ 
fid esecutivi demaniali. Nel detto capitolo saranno stanziate 
al principio di ogni esercizio finanziario le differenze attive 
introitate nell'esercizio precedente fra il premio massimo di 
lire 1 . 50 per ogni cento lire di Valore della carta bollaci 
e delle marche vendute' dai distributori secondari ed il 
minor premio effettivo che ad essi si corrisponde secondo 
i rispettivi titoli di concessione, in base ai conteggi pre- 
scritti con l'art. 14. 

Le disponibilità del detto capitolo saranno erogate anno 
per anno, con decreti del Ministero delle finanze, in sus- 
sidi! agli istituti permanenti di previdenza pel personale 
sussidiario predetto, con le nórme e garanzie da deter- 
minarsi. 

Art 50. 

Entro sei mesi dajlla pubblicazione del presente, sarà baci 
dito un esame di idoneità fra gli attuali commessi privali 
degli uffici del registro, bollo e demanio, ivi compresi gì- 
uffici misti col servizio ipotecario, per la nomina a commessi 
gerenti, qualora abbiano i requisiti voltiti dall'art. 94, let- 
tere &, (?, del regolamento 29 agosto 1897, n. 512. 11 con- 
corso si terrà colle pròcediire e col programma del rego- 
lamento predetto. 

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UEGGI I DKRKTI BEL RBGMO Ì*IT1UA - 1904 381? 

Art. 51. 

Integrata l'attuale graduatoria dei commessi gerenti coi 
vincitori del detto concorso, la detta graduatoria servirà 
di base alle successive nomine dei commessi ai posti va- 
canti di ricevitore di quinta classe a perfetta parità coi vo- 
lontari demaniali, fino al completo esaurimento della gra- 
duatoria stessa. 

1 conmiessi che non supereranno quest'ultima prova non 
avranno più titolo per essere collocati nel personale di ruolo 
dell'amministrazione demaniale. 

Art. 52. 
Sono abrogati gli articoli 66 a 103 del regolamento 29 ago- 
sto 1897, n. 512. 



Visto, d'ordine di S, M. : 

Il ministro del tesoro (nterim per le finanze 

L. LUZZATtr. 



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8818 l'ItGGI K D«CRin ^^ ttGUO W'ilUlk - lfi04 

N. 4S0. Jk N, 459. 




Regio DsofiETO che proroga gli effetti del trattai di com- 
mercio fra l'Italia e la Svizzera. 

14 agosto 1904. 
lPf'bbìi6ttto nella Gatséiia U/ficialè dui fygìio il 30 settembre 1904, ti. 203j 



VITTOWO EMAUUI^iE III 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DEII^ NAZI0|IK 
RE D'ITALIA 

Vista la legge ìq data delli 8 luglio 1904, n. 364; 

Ritenuto che, in attesa dell'applicazione del trattato di 
commercio fra V Italia e la Svizzera, firmato a Roma il 
13 luglio 1904, i Governi dei due paesi hanno stipulato sotto 
la stessa data un protocollo per regolare i reciproci rap- 
porti commerciali fino al 31 dicembre 1904 sulle basi del 
trattato ita Io-elvetico del 19 aprile 1892; 

Udito il Consiglio dei ministri ; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli aff'arì esteri di concerto con i ministri segretari di Stato 
per il tesoro, interim delle finanze, e per l'agricoltura, in- 
dustria e commercio ; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Art. 1. 
Sono prorogati finp al 31 dicembre 1904 gli efifetti del 
trattato di commercio conchiuso fra l'Italia e la Svizzera 
il 19 aprile 1892. 

Art. 2. 
Il presente decreto sarà presentato al Parlamento per la 
conversione in legge. 



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iMfii • Mcwn ML mne s'itiua - IMA 



3819 



Ordiniamo che il presente decreto, nuinìto del sigillo dello 
Stato, Bkk inserto nella raccerta ufficiale delle Ipggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigì, addi 14 agosto 1904. 



VITTORIO EMANUELE 



Myufrdlo alla OorU dei cofOi aid{ 30 agosto t^4. 

Rg^, 18. Àm dd €hwHé a f. 85. Pacoit. 
rAtcgo M SiffUlo Y. lì Gaardasigilli RONCHETTI. 

TlTTONI. 

Li. Luzzatti. 
Rava. 

QlOLITTI. 



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3820 LiGGi I mcìum ml ugmo ì*italu - ilM 

N. 460. A N. 4(;0. 



^^ 



Regio Decreto che mette la somma di lire 20^000 a dispo- 
sizione del presidente della commissione incaricata di 
esaminare il problema, della navigazione sussidiata 
dallo Stato. 

16 luglio 1904. 
PubbUcaio n$Ua Qasȧtta Df/UiaU del R^ifno il 2 settembre 1904, ». 206) 



VITTOBIO EMANUELE III 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Visto il Nostro decreto del 13 settembre 1902, n. 470, 
del 21 giugno 1903, n. 372, e del 26 maggio 1904, nu- 
mero 288; 

Considerato che è stato prorogato al 31 marzo 1905 il 
termine pel compimento del mandato affidato alla .commis- 
sione incaricata di esaminare il problema della navigazione 
sussidiata dallo Stato; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
le poste ed i telegrafi, di concerto con quelli del tesoro, della 
marina e dell'agricoltura, industria e commercio ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
È messa a disposizione del presidente della commissione in- 
caricata di esaminare il problema della navigazione sussi- 
diata dallo Stato, la somma di lire ventimila stanziate nel 
capitolo 58 « Servizio postale e commerciale marittimo » 
del bilancio passivo del Ministero delle poste e dei telegrafi, 
per Tesercizio 1904-1905. 



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LBsei I iicuti ifL aifimi i'italiì - 1N4 3821 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigiUo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 16 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Bsginrato alia Coru dH ^onU addi 27 agosto 1904. 

Rég. 18. AMI del Qotfmo a f. "JS. Pacim. 
Luogo del Sigillo. V. U GaardaBigllli RONGHETTL 



Stelluti-Scala. 
l, luzzatti. 

e. MlRABELLO, 
R'AVA* 



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461. iMa N. 16!. 




JRETO c/ie determina il contribìito dovuto dallo 
al consorzio di Gorzon Medio per sjìese di bo- 
li aprile 1904. 
nella Gaxseiia UfjfitiaU é4l JCsyno ti 2 settembre 1904, n. 206) 

VITTORIO EMANUELE III 

3RAZIA DI DIO E PER VOLONtX DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

regio decreto 18 luglio 1893, n. 567, col quale 
30 al consorzio di Gorzon Medio in provincia di 

eseguire, a termini delibar fc. 1^ della legge 4 lu- 

n. 3962, le opere di bonificazione del suo torri- 
lificate in prima categoria dai regi decreti 1 1 gen- 
, n. 4324, ed 11 ottobre 1885, n. 3455, assegnan- 
nsorzio stesso, come concorso dello Stato a sensi 

della predetta legge e per la durata di anni ven- 
m' annualità, fissata in via presuntiva e salva li- 
ì in lire 12,149 96 corrispondenti al 3.50 per 
'importo di lire 347,141.78 risultante dal piano 
li massima e dalla relativa appendice; 
egi decreti 12 luglio 1896, n. 347, e 31 marzo 1898, 
i quali il termine di tre anni, concesso col regio 
5 luglio 1893 per l'ultimazione dei lavori, venne 

a tutto il 30 giugno 1899, epoca in cui i lavori 
effettivamente ultimati; 

i atti di liquidazione finale dei lavori eseguiti, am- 
complessivamente a lire 477,376. 26, giusta il cer- 



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UGGÌ I »acnTi MI m6m »*ituja • lfS4 3823 

tificato di collaudo in data 8 novembre 1901 approvato dal 
Ministero dei lavori pubblici in data 10 gennaio 1902; 

Visto il rapporto dell^ ispettore compartimentale del genio 
civile di Venezia in data 8 novembre 1901; 

Vista la relazione 28 febbraio 1903, colla quale venne 
accertato il compimento della IxHiifica a norma degli arti- 
coli 48 della legge 25 giugoo 1882, n. 869, e 6 della legge 
4 luglio 1886, «• 3902; 

Visto il risuttato <iella pubblicazione della relazione sud- 
detta, che ebbe luogo nei comuni interessati, senza dar luogo 
ad oppesiEioni o reclami; 

Vista la domanda 26 novembre 1903, colla quale il con- 
sorisio di Gorzan Medio ha chiesto sia determinata e cor- 
risposta Tannualità supplementare del concorso dello Stato, 
oltre quella stabilita in via provvisoria all'art. 5 del decreto 
di concessione; 

Ritenuto che all'annualità di lire 12,149. 96, fissata in 
via provvisoria suir impòrto presunto delle opere in lire 
347,141.78, deve ora aggiungersi quella complementare di 
lire 4,558, 20 in ragione del 3. 50 per cento sulla maggiore 
spesa accertata col collaudo generale in lire 180,234.48, che 
costituisce la differenza fra la detta somma di L. 347,141.78 
indicata nel decreto di cònce.ssione e T importo effettivo delle 
opere di bonifica eseguite dal consorzio in lire 477,376. 26; 

Ritenuto, che, come ri pagamento delle annualità prov- 
visorie dev'essere fatto entro un anno dai parziali collaudi 
giusta Tart. 6 della legge 4 luglio 188S e art. 8 del di- 
sciplinare allegato al decreto di concessione, cosi è logico 
che, in mancanza di uu'esplicita disposizione, anche il pa- 
gamento delle annuahià complementari debba, per analogia, 
aver luogo pure entro un anno dall'avvenuta collaudazione 
generale ; 

Ritenuto che, essendosi la detta collaudazione eflfettuata 
V8 novembre 1901, il pagamento delle annualità comple- 
mentari deve cominciare entro l'anno dall' 8 novembre 1901 
al 7 novembre 1902, e quindi decorrere dall'esercizio finan- 
ziario 1902-903; 



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3824 LKcr I wcMgn wkl uqim »'itmja • liti 

Udito il parere del consiglio di Stato; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stat » 
pei lavori pubblici ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
A complemento della annualità assegnata al consorzio di 
Gorzon Medio (Padova) col Nostro decreto 18 luglio 1893, 
n. 567, quale concorso dello Stato ne'la spesa occorsa per 
l'esecuzione delle opere di bonificazione concesse al con- 
sorzio medesimo col citato decreto, è accordata un*annut- 
lità complementare definitiva di lire 4,558. 20 (\iT& quat- 
tro milacinquecentocinquantotto e centesimi venti) per la du 
rata di anni venticinque a decorrere dall'esercizio finanzia- 
rio 1902-903. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 14 aprile 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Registrato alla Oorie dei conti addi 29 agosto 1904. 

Heg. 18. AlU del Qovemo a f. 76. Pacini. 
X^w>go del Sibilo. V. lì GuardasigUli RONCHETTF, 



Tedesco. 



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Llfì«I ■ iKttTf ML nGMt ■*ITALU * 1ÌM 3825 




N. 462. mm N. 462. 



Regio Decreto che istituisce un archivio notarile manda- 
mentale nel comune di Racalmuio. 

10 logUo 1004. 
{PìMlkato nella Gazzetta Uf/kial$ del Regno il 2 getiembre 1004, n. 200) 



VITTOKIU EMANUELE lU 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Viste le deliberazioni 25 luglio 1901 e 20 aprile 1903 del 
consiglio comunale di Racalmuto e le altre 16 maggio 1902 
f* 18 maggio 1903 del consiglio comunale dì Grotte, debi- 
tamente approvate dalla giunta provinciale amministrativa 
«li Girgenti, per l'istituzione in Racalmuto d'un archivio no- 
tarile mandamentale; 

Visto il parere emesso al riguardo dalla deputazione pro- 
viQciale di Girgenti; 

Visti gli articoli 3, 101 e 105 della legge notarile, testo 
unico, del 25 maggio 1879, n. 4900 (serie 2"), e 94 del re- 
lativo regolamento 23 novembre stesso anno, n, 5170 
(serie 2*); 

Sulla proposta del Nostro guardasigilli, ministro segretario. 
il Stato per gli aftari di grazia e giustizia e dei culti ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

E istituito un archivio notarile mandamentale nel comune 
i Racalmuto, distretto notarile di Girgeuti, 

240 - Vou V. - 1904, 



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382^ UCGGl I DICKSTI DtL MORO B'ITAUA - tW4 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia^ incerto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Reg90 dfljtalia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Paio a Racconigi, addì 16 luglio 1901. 
VITTORIO EMAN.UELE 



Regittrato atta OorU dei conti addi 29 agosto 1904, 

Btg. 18. Ani del Governo a f. 75. Pacini. 
Luogo del Sigillo. Y. D OaardasigiiU RONCHETTL 



Ronchetti. 



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i 



uggì I DBcnm un. ugno »*itaua - 19H 3327 

N. m. ^ N. 40». 




Regio Decreto che istituisce un secondo posto di notaro 
nel comune di Maida. 

14 agosto 1904. 
(PìMUeato nelia GaiM^Ua XJffieiiU del !U£iì\q U 2 settemtre 1004 n. 206) 

VITTOBIO EMANUELE lU 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
££ D'ITALIA 

Vista la deliberazione con la quale il consiglio comunale 
di Maida ha chiesto T istituzione di un secondo posto no- 
tarile in quel comune; 

Visti i pareri emessi al riguardo dal consiglio provin- 
ciale di Catanzaro e dal consiglio notarile di Nicastro; 

Visto Tart. 4 della legge notarile, testo unico del 25 mag- 
gio 1879, n. 4900 (serie 2*), e la tabella del numero e della 
residenza dei notari approvata col regio decreto degli 1 1 giu- 
gno 1882, n. 810 (serie 3'); 

Ritenuta la necessità della chiesta istituzione; 

Sulla proposta del Nostro guardasigilli, ministro segre- 
tario di Stato per gli affari di grazia e giustizia e dei 
calti; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

È istituito un secondo posto di notaro nel comune di 
Muda, nel distretto notarile di Nicastro. 



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3828 UMMi ■ neon mi. «uw i*ifiul • IMA 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 14 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



R$giiir<ao alla Corte dei conti addi 29 agosto 1904. 

Big. 18. AtH del Governo a f, 74. Pàcint. 
Luogo del Sigillo. V. lì Quardaiigilli RONCHETTI. 

Ronchetti. 



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LKGGI I ftlCUTI DIL UGNO i'iTALIA • 1M4 3S29 

N. 464 A N. 464 




Regio Decreto che dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Potenza. 

25 luglio l'904. 
(PttbbUeato nella Gazzetta Ufficiale del Regno il 3 eetiembre 1904, n. 207). 

VITTOBIO EMANUELE 111 . 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ. DELLA NAZIONE 
EE D'ITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marie 1902, 
n. Ili, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Potenza ha 
inviato le proposte di quel medico provinciale per la de- 
signazione di nuove zone' malariche in quella provincia ; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari deir interno, presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopra menzionate le por- 
zioni di territorio della provincia di Potenza, distinte come 
risulta dalFelenco che segue, facente parte integrante del 
presente decreto, che sarà vidimato d'ordine Nostro dal 
ministro proponente. 



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3830 LIGGI I DlCaOTI BKL ISGMO »*ITÀLIA - 1M4 

A cura del signor prefetto e coiraiuto degli uffici finan- 
ziari competenti, per le zone ove ciò occorra, affine di pro^ 
cisarne maggiormente la delimitazione, sarà provveduto alln 
compilazione degli elenchi dei proprietari dei fondi in esse 
compresi, con riferimento ai dati censuari. 

Ordiniamo che il presente decréto, munito del sigillo delio 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 25 luglio 1904. 
VITTORIO EMANITELE 



Htpistraio alia CorH dsi conti ndài 30 agosto 1904. 

Rtg. IS. Ata ddl ijto^trno a f. 82. Paoini. 
Luopo del Sit/illo. V. 1! GfjardasiglUl RONCHETTI. 



GlOULTTI- 



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uggì I pgcirn ml if gho »*itaua - 1M4 3831 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esi^tai^ :iiflUa ptrpvuiQia dì Potenza coq T indicazione dei limiti territoriali 

di cii^cui^ zona 



1. — Comune di Acerenza. 

La zona malarica è circoscritta da una linea che. parte 
dal punto di incontro dei tre confini territoriali Eorenza- 
Pietragalla-Aceren^a; e seguendo il confine territoriale con 
Piatrag^larPalnjira-Genzano e Forenza sino al punto in cui 
la FiumftreÙa di Forenza entra nel territorio di Acerenza, 
segu^ il corso dentro di detta FiumarelU alla distanza di 
30Ó metri dalla spónda sino ad incontrare 11 tratture che 
«UUe Balle di Génzano va alla masseria Piccioni ed a Pai- 
mira; ^gue detto tratturo alla distanza di SOO rtietri dal 
Bradano, e ppscia risalendo, il corso di quesjEò e mantenen- 
dosi a 300 metri dalla sponda sinistra, va à raggiungere il 
punto di partenza. 

2. — Comune dì Accettura. 

La zona malarica è delimitata da una linea che partendo 
dal punto di incrocio del confijie territoriale con» la mulat- 
tiera Stigliano -Aocettura, segue la mulattiera stessa fino ad 
Accettura, circonda ad ovest Tabitiato, prosegue per la mu- 
lattiera che mena a Gallipoli ; di qui segue la mulattiera 
che passa per contrada Meliso, e poi per contrada Taver- 
nai, e quindi toma a sud per le contrade Malesi, Semi, 
Salmo, Gallino e di là passa ad ovest sino a) confine ter- 
ritoriale. La linea di delimitazione cQ.ntinua poi seguendo il 
cofifin^ .stessp a nord, ad est ed a sud fino a raggiungere 
il punto di partenza. 

3. — Comune di Albano di Lucania. 

.La^.^on» ijmlarica è delimitata da una linea che parte dal 
punto (J^'jBjCojatro del confinQ territoriale colla Yia nazio- 



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3832 uggì I MKurri ul w»m iìritiA •< iMé 

naie numero 56 Potenza-Tricarico ; segue questa via fina 
all'innesto con la comunale per Albano; segue detta via 
comunale sino al Cimitero, e quindi la mulattiera che va 
verso nord-est al vallone Ferloso. Di qui la linea di deli- 
mitazione, seguendo a sud, ovest e nord, il confine terri- 
toriale va a raggiungere il punto di partenza. 

4. — Comune di Aliano. 

L'intiero territorio comunale, nei suoi confini attuali, co- 
stituisce zona malarica. 

5. — Comune di Brindisi di Montagna. 

I<a zona malarica è delimitata da una linea che parte 
dall'incontro (presso il Basente) del confine territoriale con 
la mulattiera che da Vaglio va a Brindisi; segue questa mu- 
lattiera passando ad ovest della Grancia; giunge all'abitato 
circondandolo ad est, e poscia segue la mulattiera Brindisi- 
Tri vigno fino al confine territoriale, e di qui seguendo il con- 
fine stesso ed il Basente, torna al punto di partenza. 

6. — Comune di Campomaggiore. 

L'intiero territorio comunale, nei suoi confini attuali, co- 
stituisce zona malarica. 

7. — Comune di Cirigliano. 

L'intiero territorio comunale, nei suoi confini attuali, co- 
stituisce zona malarica. 

8. — Comune di Irsina. 

L'intiero territorio comunale, nei suoi confini attuali, co- 
stituisce zona malarica. 

9. — Comune di Olivete Lucano. 

L'intiero territorio comunale, nei suoi confini attuali, co^ 
stituisce zona malarica. 

10. — Comune di Palmira. 

La zona malarica è compresa da una linea che parte dal 
punto di incontro del confime territoriale col regio tratturo 

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uggì I MBCBn HI. nGHD i'iTALU - INA 3883 

tra le masserie Lancellotti e MoDcavrone; segue detto trat 
turo passando per la masseria De Kosa; prende la mulat- 
tiera che va alle masserie Palombi, Pisani, Grimaldi, segue 
la mulattiera che va alla masseria Cassano, e poscia quella 
che da Potenza va alle masserie Pietragalla e Lagala fino 
ad incontrare il confine territoriale, e quindi segue questo 
e ritoma al punto di partenza. 

11. — Comune di Pietragalla. 

Vi sono due zone malariche: 

La prima zona comprende la parte di territorio che si 
trova sul torrente Rosso dal confine territoriale sino alla 
confluenza col Bradano, per 300 metri dall'una e dall'altra 
sponda. 

La seconda zona comprende quel tratto del territorio 
che è sulla sponda destra del Bradano a cominciare dal 
confine territoriale verso la Sorretta, ed è limitato da una 
linea che partendo dal confine territoriale stesso, per mezzo 
chilometro, si mantiene a 300 metri dal Bradano, poi sale 
sino alla distanza di un chilometro dalla sponda, e dopo un 
chilometro di percorso, torna a discendere per mantenersi 
a 300 metri sino al confine territoriale con Palmira. 

12. — Comune di S. Chiriconuovo. 

La zona malarica è compresa da una linea che parte 
dal punto di incontro del tratture Tolve-San Chiriconuovo 
col confine territoriale; segue detto tratture fino all'abi- 
tato, rasentando questo a nord ; poscia segue il tratture che 
superiormente ai piani di D. Paolo raggiunge il confine ter- 
ritoriale, e quindi segue questo confine fino a raggiungere 
il punto di partenza. 

13. — Comune di San Mauro Forte. 

L'intiero territorio comunale, nei suoi confini attuali, co- 
stituisce zona malarica. 



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3834 UBGGi I UBctm mBL «tcm Vttalu * t904 

14. — Comune di Stigliano. 

La zona malarica è delimitata da una linea cha .partendo 
dal; punto di incontro del confine territoriale nord con la 
mulattiera San Mauro Forte- Stigliano, seguo la mniattiera 
stessa fino all'abitato; circonda questo ad est, circonda la 
Serra, ritorna alla rotabile provinciale Stìg:Kaiio-Acoettura, 
che segue fino al confine territoriale del comune. 

Di qui la linea di delimitaijione continua pel confine ter- 
ritoriale stesso ad ovest, sud, est e nord fino al punto di 
partenza. 

15. — Comune di Tolve. 

L' intiero territorio comunale, nei suoi confini attuali, co- 
stituisce i^ona malarica. 

IG. — Comune di Tri vigno. . 

La zona malarica è delimitata da una linea ohe partendo 
dair incontro del confine territoriale <5on la mulattiera Brin- 
disi^Trivigno, segue questa mulattiera, passa ad ovest del- 
l'abitato, segue la mulattiera che circonda Croce Sant'An- 
tonio e iposcia quella ohe va quasi parallelamente . al tor- 
rente Camastra, fino all'incontro del confine territoriale 
ovest. Di qui la linea di delimitazione segue il confine ter- 
ritoriale stesso a sud, a sud-est, segue la Camastra ed il 
Basente, fino a raggiungere il punto di partenza. 



Yìsio, d^ ordine dì S^ Af*: 

11 ministro »d alTi atemo 

QIOLITTI. 



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tSGGt MUKum fiiL mBGm ViTAtiA ^ 1M4 3835 

N. 405. ^ N. >S?5ì;. 




Regio Decreto che dichiara zone malariche porzioni 
di territorio deità provincia di Mesmna. 

2j luglio 1904. 
iPuhbiióaio ìuiin OHMjirva Vf/kkUé del JRegno il Z settembre lv04, n. S07; 

vrrtOKTO MANUÈfcE IH 

PER QRAZIA DI BIO K PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
££ D'ITALIA' 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio , decreto 30 marzf) 1902, 
n. 111, che contengono dìsposirioni per diminuipe le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Messina ha 
inviato le proposte di quel medico provinciale per la de- 
signazione di nuove zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

SuUa proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari dell* interno, presidente del consiglio dei 
ministri ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Artìcolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopramenzionate le porzioni 
di territorio della provincia di Messina distinte come risulta 
dall'elenco che segue, facente parte integrante del presente 
decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal ministro pro- 
ponente. 

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8836 uggì I memi ul ttcìio i'muA - 1IB4 

A cura del signor prefetto della provincia e con 1^ aiuto 
degli uffici finanziari competenti, per le zone ove ciò oc- 
corra^ affine di precisarne maggiormente la delimitazione, 
sfirà provveduto alla compilazione dell'elenco dei proprietari 
dei fondi compresi nelle zone stesse, con riferimento ai 
dati censuarii. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 25 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



ikgMraio Ma CtkrU dd emU 0ddi 30 affusto 1904. 

Btfff. 18. Am ed Ga9§mo m f. 80. Paoim. 
U»9o M mffUh. T. n QuaidifdgiUi RONCHBTTL 

OlOUTTI. 



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umi ■ MORI MB. wmm rmui • UN 3837 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti in provincia di Messina con rindioaztono M rispettivi 
confini territoriali 



L — Comune di Francaviila di Sicilia. 

V'è una zona malarica. 

Essa ha per limiti: 

Il confine territoriale con Castiglione di Sicilia costituito 
dalla sponda destra del torrente Fumari, dalla confluenza di 
questo col fiume Alcantara fino alla mulattiera per Lavagna; 
poi la mulattiera Lavagna-Malamogliera, dal torrente Fur« 
nari fino alla strada nazionale Salicà-Passo Pisciaro; questa 
strada fino al burrone Cugno Piraro ; questo burrone fino al 
monte Cucco, e infine il limite territoriale con Castiglione, da 
monte Cucco fino alla confluenza del Furnari coir Alcantara. 

2. — Comune di Oiardini. 

La zona malarica ha i seguenti confini : 

La strada detta di Pietragoliti, dalla provinciale Messina- 
Catania al capo Schisò sul mare; la spiaggia del mare dal 
capo Schisò alla riva sinistra del fiume Alcantara, in cor- 
rispondenza della sua foce; questa sponda sìniatra fino al 
ponte sulla provinciale Messina-Catania; questa strada fino 
a quella di Pietragoliti, punto di partenza. 

3. — Comune di Kaggi. 

La zona malarica è delimitata da una linea che si ori- 
gina sulla sponda sinistra del torrente Graniti, dove questo 
è intersecato dalla provinciale Giardini-Francavilla ; segue 
questa sponda sinistra del Graniti fino al fiume Alcantara 
^i cui detta linea segue pure la sponda sinistra fino alla 
coBfluenza del torrente Falcò, lungo la sponda destra di 



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questo torrente, la linea di confine della zona giunge da 
ultimo alla provinciale Giardini-Francavilla, che segue fino 
al torrente Graniti, puijto di part(?nisa. 

4-5. -*«6oiffua6 di lAhthai. 

Vi sono due zone malariche. 

La prima zona è delimitata: 

Dalla sponda destra del torrente Librizzi dal ponte della 
provinciale Patti-S Pietro alla confluenza cqJ torrente Ti- 
meto; dalla sponda sinistra del Timeto al ponte Murmori 
della strada provinciale e infine da questa fino al ponte 

5. Nicoletta sul. Librizzi, punto di partenza. 
La secojida zona ha per coniani: 

La sponda destra del torrente Timeto, dalla sua confluenza 
col burrone Serberà al limite terri1;oriàte 'con Librizzi-San 
Pietro ; questo limite territoriale fino alla strada provinciale 
Patti-S. Pietro;' questa strada fino al tornante nella con- 
trada SautopàlO; la via Santopalo fino al burrone Serberà 
e da ultimo questo buiroije fino al torrènte Timeto, punto 
di partenza. 

6. — Comune di Maio Alcantara. 

La zoAa m9,laricst ha per confini: 

I^ist spoijida . sinistra del .fiume Alcantar^^, dial limite terri- 
toriale (jon Rpccella-Vaidemone a quello con Castiglione 
Sicilia; qùegto; cònfirne (costituito dalla sponda sinistra del- 
l'Alcantara) fi^;io alla mulattiera Lavagna-Roccella : questa 
mulattiera fino al confine con Roccell^ .in contrada Pietra- 
lunga; e da ultimo il limite territoriale ora detto fino alla 
sponda sinistra dell'Alcantara. 

Nella zona resta compreso, anche l'abitato di Maio. 

7-8. ■-•- Comune ^di Patti. 

Vi sono due zone malariche. 

La pri-ijua zona è delimitat» d|^la sponda destra del tor- 
rente. MQntagnareale . daUà aua foce fina al ponij^ della pro- 



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B, amm^ i^if AU4 « lidi 3839 

vinciale PaierBao-Messina ; da questa strada alla mulattiera 
Luogo Grande Moscove; da questa mulattiera alla strada 
ferrata Messina-Palermo; da questa fino all' imbocco ovest 
della galleria Mongìove e da ultimo dalle falde del Mon- 
giove al mare. 

Da questa zona rimane escluso l'abitato di Patti. 

La seoonda zona ha per limiti: 

La strada muli^ttiera che dalle falde del Monte Balestra 
va alla cappella della Maddalena tra la sponda ministra del 
torrente Timeto e il burrone Camera; la linea virtuale che 
unisce lo spigolo nordest della casa degli eredi Caputo 
Francesco colla intersezione del burrone Camera e colla via 
della Maddalena; la provinciale Patti-S. Pietro dalla casa 
ora accennata al ponte sul torrente Librizzi ; la sponda si- 
nistra di questo torrente fino alla sua confluenza col Ti- 
meto ; la sponda sinistra di questo torrente fino alle faide 
del Monte Balestra in corrispondenza della mulattiera della 
Maddalena. 

Di questa seconda zona fa parte anche quel tratto di ter- 
reno compreso fra la sponda destra del torrente Librizzi e 
il limite territoriale con Librizzi. 

9. — Comune di Roccella Valdemone. 

La zona malarica ha per confini: 

Il limite territoriale con Maio dalla sponda sinistra del 
fiume Alcantara alla mulattiera Malvagna-Randazzo; la mu- 
lattiera Roccella-Randazzo fino alla sponda sinistra del tor- 
rente Roccella, questa sponda siiiistra fino alla mulattiera 
Roccella-Randazzo; di nuovo questa mulattiera fino al limite 
territoriale con S. Domenica Vittoria: questo limite fino 
alla sponda sinistra del fiume Alcantara e da ultimo questo 
fiume fino al limite territoriale con Maio, punto di partenza. 

10. — Comune di Taormina. 

Vi è una zona malarica, la quale ha per confini: 
La sponda destra del torrente S. Giovanni dal limite ter- 
ritoriale con Giardini (che interseca il detto torrente a 630 



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3840 LEGGI I DICRITI DIL lEGMO »*ITALXA • 1904 

metri dalla ferrovia Messina- Catania) alla mulattiera Giar- 
dini-Kaggi ; questa mulattiera fino alla provinciale Giardini- 
Francavilla; la sponda sinistra del torrente Falcò, fino al 
fiume Alcantara; la sponda sinistra di questo fiume fino al 
ponte della provinciale Messina- Catania, questa strada fino 
alla sponda destra del torrente S. Venera; questo torrente 
fino al limite territoriale con Giardini (il quale interseca la 
sponda destra del detto torrente a 150 metri dalla provin- 
ciale Messina Catania) ; da ultimo il limite territoriale ora 
detto fino al torrente S. Giovanni punto di partenza. 



VistOy d'ordine 'H ^. M,: 

lì ministro d el P in ter a o 

GJOUTTL 



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N. 466. A n: 466. 




Recnmì DfeORETo che dichiara zone malariche 
porzioni df territorio deUa protnncia di Brescia. 

25 luglio 19Ò4. 
^PtàèMtata nsUa Oojzttta Vffic^aU del K^qno il 8 utimnòrt 1904, tu 207i 

llTr(«iO EMANUELE HI 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIOKE 
KS DTTALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, ed il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. Ili, che contengono diaposizloni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Brescia ha 
inviato le proposte di quel medico provinciale per la de- 
signazione di nuove zone malariche in quella provincia e 
per Tampliameuto della zona malarica del comune di Tor- 
boia Casaglio approvata con regio decreto del 22 feb- 
braio 1903, n. 162; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
Anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli affari dell' interno, presidente del consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico- 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopramenziooate, le porzioni 
di territorio della provincia di Brescia distinte come risulta 

241 — VoL. V. - 1904. 



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3843 UKK31 I oKRm sn. rbgho b*itaua - 19M 

dall'elenco che segue, facente parte integrante del presente 
decreto, che sarà vidimato d'ordine Nostro dal ministro 
proponente. 

In conformità di quanto risulta dall'elenco medesimo 
viene modificata nei riguardi del comune di Torbole Ca- 
saglio la circoscrizione della zona malarica approvata col 
regio decreto del 22 febbraio 1903, n. 162. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti| 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Raoconigi, addi 25 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



tUgittrtOo alla Oéru dei eonU adéi 33 agoOo 1904. 

lUg, 18. Affi M Gommo a /. 78. P^cim. 
Luogo del aigUìo. V. D (hiardaii«im RONCHBTTT. 



GlOLITTI. 



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uoGj 1 Hcun MB. noao i'iulu - lli4 3845 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti in profinoia di Breseia oon IMndIoazione dei rispettivi 
oenfinl territeriaii. 



1. — Comune di Pompiano. 

Tutto il territorio comunale^ nei suoi confini attuali, oo- 
stitaiace zona malarica. 

2. — Comune di Gottolengo. 

Tutto il territorio comunale, nei suoi confini attuali, co- 
stituisce zona malarica. 

3. — Comune di Torbole Casaglio. 

La zona malarica delimitata col regio decreto del 22 feb- 
braio 1903, n. 162, viene ampliata in modo da compren- 
dere tutto il territorio ^el comune nei suoi attuali confini. 



Visto, d'onUtté di S. M. a Re: 
lì minbtro d«U*intdmo 
OIOLITTI, 



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3844 




N. Wt. n K. 467. 



Regio Decreto che dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Padova. 

4 agosto IftMj' 

VITTORIO EMA^KUfibi m 

9B&. «EAZSà^ M DM» E. PER. YOIìDNTJL DSUU. MAXIOli». 
RE D'ITAl.IA 

Veduta la legge 2 noevoibre: IQOil^ Al 460^ e il nelativol 
r^gplameiito. approvato con regio deereto 30 marzo 1902, 
n. 111^ che contengono disposizioni i>er diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Padova ha 
inviato le proposte di quel medico provinciale per la desi- 
gnazione di altre zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto, dal eonsiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette preposte; 

Udito il cornsìgtÌQ superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli affari dell'interno, presidente del consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopramenzionate le porzioni 
di territorio della provincia di Padova, distinte come ri- 
sulta dall'elenco che segue, facente parte integrante del pre- 
sente decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal mi- 
nistro proponente. 



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riTALU « UM 3846 

Ordiniamo che il presegate decreto^ munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 4 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

^tam aUa Cxrté dM ùohH addi 30 agosto 1904. 
H la A<K i$l GFoMTiM a f. 11. PACim. 
^ cW SiffUìo, y. n Gnardasigim RONCHETTI 

fliOLITTI. 



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UQQi ■ BKnn m. mgno ì'itaua • 1IB4 3847 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esibenti in provincia di Padova con indicazione dei>i8pettivi 
oonfini territoriali 



1. — Comune di Agna. 

L'intero territorio del comune, nei suoi attuali confini, co- 
stituisce zona malarica. 

2. — Comune di Anguillara. 

L'intero territorio del comune, nei suoi attuali confini, co- 
stituisce zona malarica. 

3. — Comune di Arre. 

La zona malarica è delimitata: 

ad est dalla strada consorziale detta del Beolo, da Cà 
Bagatella fino al confine territoriale col comune di Terrassa 
Padovana, e dal confine territoriale del comune di Candiana 
(Censuario di Ponte Casale); 

a sud dal confine con lo scolo Beoli, e dal confine ter- 
ritoriale di Agna e dalla strada consorziale di Beolo, che 
da Cà Bagatelia va fino al bivio che trovasi prima di giun- 
gere a Cà Drago; 

ad ovest dalla strada che mette a Bovolenta e a Pa- 
dova e p. recisamente da dove è attraversata dallo scolo Beoli 
fino al confine territoriale, dalla strada delle Mardoveje e 
dalla strada consorziale di Beolo che dal bivio dopo Cà Drago 
va fino al confine del territorio; 

a nord dal confine territoriale di Terrassa Padovana^ 
dalla strada comunale che da Arre va a Ponte Casale e 
precisamente da dove comincia la strada Mardoveje fino al 
confine del territorio e dai mappali nn. 71-72-19-29 



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40 .- 841 .. 840 - 1092 - 825 - 824 - 782 - 824-825 
826 - 827 .. 828 - 830 - 831 - 833 - 1093-735-734 
-730 - 727 - 726 - 725 (dal confine territoriale da presso 
Cà Fredda fino alla strada Mardoveje). 

4. — Comune di Bagnoli. 

La zona malarica è delimitata: 

ad est dai mappali nn. 431 - 439 - 55 - 42 - 31 - 
61-27-26 - 498 (presso Tabitato di San Siro), e dal 
confine intercomunale dei comuni di Arre ed Agna; 

a sud dai mappaL nn. 617 - 616 - dlS-e^d (presso 
l'abitato di B^gS£)UX ^n- ^32 *- 410 ^ 409 - 408 - 407 - 
405 - 406 - 399 - 387 - 338 - 377 - &M - .378 - 878 - 
370 - 371 - 334 - 336 - 335 - 332 e dai comuni di An- 
guillara e Tribano; 

ad ovest dalla strada provinciale che da Conselve mette 
A Bagnoli, dal mappale n. 189 (presso TaiWtato di Bagnoli), 
e dalla strada comunale detta Moìinara, che da Bagnoli mette 
a Borgoforte, e precisamente dall'abitato di Bagnoli ove ha 
principio, fino alla casa ia Cavana, ed ancora dai mappali 
im. 332 - 149 - 161 - 224 - 159 - 170 - 172 - 529 - 
119 - 118 - '176; 

a nord dal confine intercomunale dei comuni di Con- 
sci ve ed Arre, dai mappali nn, 498 - 674 - 495 - 105 - 
318 - 511 -175 " 115, e dallo scolo Piovۓga, partendo 
•dal confine intercomunale fino alla casa La Cavana. 

5. — Comune di Barbona. 

La zona malarica è costituita dai mappali 328 - 807 - 
753 - 381 - 754 e 808. 

6^7-8. — Comune di Boara. 

Vi sono tre zone malariche. 
La prima zona è limitata: 
a nord dal confiùe dei comuni di Stanghella e Vesce- 
vana: 



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*mai tmammLMmma'xtàLU' ttU 3840 

Ad est dftUa strada regia «he ^a IMIonselìce mette a Ro- 
vigo e dai mappali 561-1312 -S6S - là23- 1322 -562 

- 660 - 559 - 5S8 - 557 e 1325; 

a sud dal conjQoe col comune di Vesooyaoa e dai 4aaap- 
pali 503 - 504 - 1-077 - 1076 - 4»7 - 428 - 165S - 435 

- 434 - 1242 - 1236 - 1240 - 1237 - 1209-406 -405 

- 402 - 1226; 

ad oreat dal con&ie col comune di Vesoovaoa. 
La «eeoada ^ooa ha ,per limiti : 
a flord i Jiumeri meM"^ 83 - 3 - 1465 - 879 - 1478 

- 1479 - .1481 - 1483 - 905 e 1050; 

ad est il mappale 1465, la strada consorziale detta del 
£kaio ed i mainali 905 e 1050; 

a «ud la.«trada sttll'argine. destro df>l fiume Adige: 
ad ovest la strada cosaorziale detta di Bragante. 

La tenea aooA è costituita dai seguenti numeri mappali ; 

844 - 843 - 842 - 841 - 846 - 1582 - 1049 - 1048 

- 1046- 1581- 1045 - 1584- 1057- 1060 - 1590 - 1591 
e 1065 (parte) - 839 - 888 - 837 - 836 - 1452 - 1451 

- 1450 - 1054 - 1045 - 10§8- 1583- 1061 - 1056- 1062. 

9. — Comune di Gandiana. 
La zona malarica è delimitata: 

ad est dal confine territoriale di Villa del Bosco (nel 
comune di Correzzola) e dal confine territoriale del c^i- 
soario di Pxmtecasale (di queste comune amminiatrativo) e 
dai nn. 737 - 738 - 351 - 722 - 719 - 720 - 342 (lungo 
lo scolo Fossona o Barbegara) ; 

a sud dal confine territoriale di Agaa e dai mappali 
nn. 703 - 321 - 317 - 700 - 306 - 678 - 679 - 680 - 
307-305- 675 - 303 - 672 - 628 - .296 - 627 - 628 - 
271 - 272 - 617 - 618 - 265 - 614 - 613 - 263 - 262 

- 596 - 595 - 2&4 - 255 - 256 - 954 - 1430 - 903 - 
1403 - ;9Q5 - 665 - 862 - 861 - S60 - 859 - 862 - 
1867 - 1368 - 1369 - 834 - 626 - 1850 - 814 - 768; 
dal confine territoriale di Arre e dal confine territoriale 
di ViUa del Botoo; 



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3850 UMi I racnn mt mano w*nàuk - IM 

ad ovest dai mappali nn. 706 - 707 - 708 ~ 700-699 - 
698-1316-697-695-1314, dallo scolo Barbpgara, 
dai nu. 653 - 652 - parte del 650 - 646 - 645 - 517 

- 520 - 528 - 524 - 1515 - (presso la casa Pavìato) e 
dal confine territoriale di Arre e di Terrassa Padovana; 

a nord dal confine territoriale di Terrassa Padovana, 
dal confine territoriale del censuario di Pontecasale (di que- 
sto comune amministrativo), dallo scolo Fossa Barbegara, 
dalla strada comunale che da Candiana va a Pontelongo, e 
precisamente da qutl tratto che dalla casa Paviato va fino al 
confine territoriale dì Pontelongo, e da un altro tratto di 
strada comunale che da Candiana va a Villa del Bosco. 
Confina ancora coi mappali nn. 1249 - 196- 195- 198 

- 205 - 202-201 - 147 - 344 - 233- 245 - 246 - 242 

- 1032 - 299 - 338 - 326 - 327 - 850 - e col confine fra il 
censuario di Pontecasale e Candiana amministrativo e coi 
nn. 13 - 200 - 58 - 436 - 57 - 3 - 9-56-425 - 
541 - 540 - 547 - 536 - 525 - 534 - 135 - 134 - 133 

- 121 - 499 - 503 - 128 - 529 - 531 - 532 - 527 - 
127 - 557 - 828 - 565 - 559 - 538 

10-11-12. — Comune di Carmignano di Brenta. 
Vi sono tre zone malariche. 
La prima zona confina: 

a nord con la provincia di Vicenza; 
ad est con la roggia Grimana, fianche ggiante la strada 
comunale di Cornerà, da Spessa a Cà Munarin; 

a sud con la strada consorziale detta di Spessa; 
ad ovest col comune di San Pietro in Qù. 
La seconda zona confina: 

a nord col comune di San Pietro in Gù e con la strada 
(da ovest ad est) ferrata Treviso- Vicenza; 

ad est con la strada comunale che mette alla Colombara; 
a sud e ad ovest col comune di San Pietro in Gù. 
La terza zona ha p'^r limiti: 

a nord la strada provinciale da Padova a Treviso ed i 
nn. 1705 - 1706 - 2752 - 2753 - 1707 - 2748 - 2744 - 1709; 



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usai I MBcmi ML Mwm ^itaua » INI 3851 

ad est il confine col comune di Fontaniva; 
a sud la strada ferrata Padova-Treviso; 
ad ovest la strada vecchia postale, intersecante le due 

suddette Padova-Treviso in vicinanza all'ospitale di Brenta 

ed il n. 2744, 

13. — Comune di Castelbaldo. 

La zona malarica è delimitata: 

ad ovest dalla strada detta Siradona, a cominciare dal 
quadrivio sino al ponte delle Gradeuighe; 

a sud dalia strada comunale della Castaldia a comin* 
Giare dal quadrivio più sopra nominato e fino al confine co- 
munale di Masi (a Cà Gorgazzi); 

ad est dal confine col comune di Masi; 

a nord dal confine col comune di Merlara 

14-15-16-17-18. — Comune di dttadella, 

Vi sono cinque zone malariche. 
La prima zona confina: 
a nord colla strada comunale detta Muttinello, coi map- 
paU 221 1 - 2212 - 2213 - 221 4 - 2210 (parte) - 2215e 2216; 
ad est colla strada comunale dei Muttinelli di confine 
col comune di Galliera; 

a sud colla strada comunale detta la Postuma; 
ad ovest colla strada comunale detta di Rossano. 
La seconda zona è costit\iita dai seguenti nn. mappali: 

- 1745 - 1744 " 2801 - 2803 - 2804 - 2805 - 2820 - 2821 

- 2806 - 2824 - 2840 - 2843 - 2844 ^ 2845 - 2848 - 2849 
-2842. 

La terza zona confina: 

a nord colla strada comunale Vaccheria Grimani* e 
con quella che va al confine con Tombolo; 

ad est col comune di Tombolo; 

a sud col comune di San Giorgio in Bosco ; 

ad ovest coi mappali nn, 3147 - 3149 - 3148 - 3151 
-3161 -3162-3186-3227 ^ 3233-3481 - 3510- 3511 

- 3517 - 3476 - 3475 - 3549 - 3548 - 3547-8543-3101; 



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8852 UMU i<MGMrr«K«MM b^italu *• IIM 

La quarta eoDA confina: 

a nord colla ppovincia di Vioenza; 

adeflt<5OÌn»ppaMnn.90-89- 80 -28-27-26- 14- 
18 - Ì7 - 42 - 44-333- 205- 22.1 - 209 -.378-358 - 878^ 

a sud col comune di Fontaniva; 

ad ovest coU'argine sinistro del fiume Brenta. 
La quinta zona confina: 

a nord col comune di San Giorgio di Bmnta; 

ad est coi mappah nn« 8430-3428; 

a sud col camnae di San Giorgao m.BoMo; 

ad ovest coi comuni dì San Giorgio in Errata e San 
Giorgio in ^ Bosco. 

19, — Comune di Conselre, 
La zona malarica è delimitata: 

ad est dal confine territoriale coi comuni di Terrassa 
Padovana, Arre e Bugnoli di Sotto; 

a sud dal confine territoriale c(^l cernirne di Bagnoli 
di Sopra; 

ad ovest dalla strada comunale clie da BagnoK va a 
Oonselveedaimappalinn. 45-44-43- 56-1231 - 1221 

- 1223 - 1224 -.1225 - 1226-1228 - 1239 - 1504- 1508 

- 1507 - 1490 - 1484 - 2527-1458 (presso C. Bruzio e 
conte Borella); 

a nord dalla strada comunale che passando daOà Stu- 
rare e Cà Hondi va ila Conselve a Terrassa Padova na* 

20. — Comune «di Està. 

La zona malarica è costituita dai scigaenti im. mappaii: 

1 224 - 3060 - 3059 - 3057 - 1 220 - 3058 - 3056 - ^K5 

^ 3054 - 1223 - 1222 - 3053 - 1217-3046 - 3046 - 3»24 

—3023 - 3025 - 3026 - 3028 - 3036 -4006 •- 3ft37 - 3044 

-3043-3042-^041 -3022- 1214-3027- 1215-3029 

- 3030 - 1216 - 3031 - 3032 - 3033 -- 3034 - 3035 - 4008 

- 4007 - 3038 - 3039 - 3040 - 8041. 

21-22-^28. — Comune di Fontaniva. 
Vi sono tre zone materiche. 
La prima zona è limitata: 



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Lsmi B ncun in wnm •ttttiA < Mi 3853 

a nord dal confine col comume &i CittadeHa (Santa 
Croce Bigolina); 

ad este dai mappalì nn. 1423 - 1421 - 1427 - 1428 - 
1271 - 1269 - 1268 - 1274 - 1491 - 1469 - 1491 e dalla 
Sorgente del Canale del Molino detta la Roggia; 

a sud dalla strada comunale d^tta dei Molini e dalla 
strada regia che da Vicenza mette a Treviso; 

ad ovest dal 'Canale Cartara e dal fiume Brenta; 
La seconda zona confiiia: 

a nord col Canale Brenta Vecchia e colla strada che 
mette al ponte df legno; 

ad est coU'argine destro del fiume Brenta; 

a sud colla strada regia che da Vicenza mette a 
Treviso; 

ad ovest col confine col comune di Carmignano; 
La terza zona confina : 

a nord colla strada comunale detta di Cogne e coi 
nn. mappàlì 1456 ~ 1221 - 1373 - 1708 - 1686 - 1480 
- 1481 ; 

ad est col conffne co3 comune dl'CfttadelIà e con quella 
di Sao Giorgio in Bosco; 

a sud col confine col comune . di San Giorgio in Bosco; 

ad ovest col canale Piovega, colla strada detta del Mu- 
lino e col fosso che dalia strada detta* di Cogne va all'in- 
contro dell'appezzamento al mappale 1450. 

24-25. — Comune di Gazzo. 
Vi sono due zone malarichei 
La prima zona confina: 

a nord' colla provìncia di Vicenza, colla strada comu- 
nale detta di PaflQfcorro e cof mappali nn. 1128 ed lìW; 

ad est coi mappali nn. 95 r - 951 - 964, colla strada 
comunale che da Gcyaniga mette a Villana, coi mappali 
nn. r331 - 1448 - 1028 - 1030 - 1810 e 1309, colla strada 
eomunale ohe^ da Grantorto conduce a Rampazzo ed in fine 
c(*a provincia di Vicenza; 

a sud coi mappali nn. 1331 - 1332-684- 1^38 1389^ 



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3854 LEGGI I BICUTI BBL «BGIIO t'iTAUA - 1M4 

colla strada comunale da Orantorto a Gajaniga e colla pro- 
vincia di Vicenza; 

ad ovest col torrente Ermedola e colla provincia di 
Vicenza. 

La seconda zona è delimitata: 

a nord dalla strada comunale detta dei Noli e dalla 
strada comunale detta delle Olle; 

ad est dalla strada comunale detta del Bosco, dai map-- 
pali nn. 70 - 440 -113- 114 e dal comune censuario di 
Grossa ; 

a sud dalia provincia di Vicenza e dal comune cen- 
suario di Grossa; 

ad ovest dalla provincia di Vicenza. 

26. — Comune di Loreggia. 

• La zona malarica è delimitata: 

a nord e ad est dai mappali nn. 1551 - 1540 - 1543 

- 1497 - 1474 - 1447 - 1437 - 1427 - 1402 (parte) - 1404 

- 1405 T 1217 - 2523 - 1212 (parte); 

a sud dal comune di Camposampiero e dalla strada 
detta di Benedetto; 

a ovest dalla provincia di Treviso, dal comune di San 
Martino dì Luparl, e dal comune di Santa Giustina in Colle. 

27-28-29-30. — Comune di Lezzo. 

Vi sono quattro zone malariche. 
La prima zona confina: 

ad est coi mappali nn. 198 - 202 - 201 - 238 - 239 - 
1455- 1905- 1921; 

a sud con lo scolo che va ad unirsi a Roneghetto, coi 
mappali nn. 1904 - 1862 - 1861 e coi confine del comune 
di Agugliaro (provincia di Vicenza); 

ad ovest collo accio Mulina; 

a nord coi mappali nn. 1799 - 1800 - 1801 - 1802 -• 
2229 - 1805 - 1806 - 1809 - 1839 - 1848 - 1849 - 1860- 
1S59 - 1855 - 189 - 190 - 1071 - 193 - 194 - 206 - 205 - 
1114-197- 198. 



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LIGOI I naUCTI tBL U61I0 i'iTAUA • 1M4 3865 

La seconda zona confina: 

ad est e sud col comune di Este; 

ad ovest coi mappali nn. 2157 - 1032; 

a nord con lo scolo Roneghetto. 
La terza zona confina: 

ad est coi mappali nn. 1664 - 1681 - 1683; 

a sud coi mappali nn. 1702- 1701 - 1700- 1699- 
1714- 1664- 1683- 1995; 

ad ovest coi mappali nn. 1995- 1998- 1702 e con 
lo scolo Mulina; 

a nord coi mappali nn. 1995 - 1999 - 1670 - 1669- 1668 
-1666-1665- 1664. 
La quarta zona confina: 

ad est col comune di Vo fino al confine comunale di 
Cinto ; 

a sud col canale Bisatto, coi mappali nn. 732-731 - 
2134 "710 - 2128 - 708 - 699 - 698 - 1507 - 1404 e pel ri- 
manente colla strada comunale che da Valbona mette al 
confine provinciale di Vicenza; 

ad ovest colla provincia di Vicenza; 

a nord colla strada comunale, che, da Gà al Ponte, va 
fino alla Cà Lanzetta: da questa luogo il confine interpro- 
vinciale va fino air incontro del confine comunale di Vo. 

31. — Comune di Masi. 

La zona malarica è delimitata: 

ad est col comune di Piacenza d'Adige e colla strada 
vicinale che mette capo al crocevia tra, Cà Bulegotto e Cà 
Grimana; 

a sud col comune di Castelbaldo, colla via dei Gorgazzi 
e Cà Ghirardi, dal punto fra Cà Bulegotto e Cà Grimana 
fino a raggiungere il confine col comune di Piacenza d'Adige 
e precisamente coi mappali 1389 - 1165 - 1169 - 1740 - 
1218- 1217- 1205 e 1201; 

ad ovest col comune di Castelbaldo; 

a nord col comune di Merlara. 



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3859 uggì I radom utc bgno t'mLu - 1984 

32. — Comune di Merlapa. 

La zona malarica è delimitata : 

ad est col confine comunale di Piacenza d'Adige; 

a sud col. confine comunale di Gaatelbaldo; 

ad oveai il confine va da Cà Minotte fino all' incontro 
con lo scolo Barbarigo (lungo la strada), ed indi raggiunge 
il confine nord di.Castelbaldo (costituito dallo scolo Fratta); 

a nord il confine va da Cà Minotte, lungo l'argine si- 
nifltro dello, scokK Deggra fino aCà Querina, indi^ seguendo 
l'argine Torto, va fino all'incontro dello, scola Fossetta, e 
poi va lungo Io scolo ora detto, confine comunale con Casale. 

33-34-35-36. — Comune di Ospedaletto Euganeo. 

Vi sono quattone zone malariche; 
La prima zona confina : 

ad est coi mappali nm, H97 - 2396; 

a sud col mappale n. 2396 (parte); 

ad ovest coi majpfpaH nn. 11W-2S96?; 

a nord con lo scolò Privato. 
Là seconda Mna^ ooapflbat 

ad est obi mappali nn. 2885- HO»- 1107; 

a sud, ad ovest ed a nord colla strada che dalla Boa- 
ria-GalIetto passando per Cà Morello va à Cà Vidmann. 
La terza zona confina: 

ad est col com«i« dr Wsi» e ool mappale n. 677 (parte); 

a 9Hd coi m^ppali nm 1441 - 680 e parte del 67T; 

ad ovest con parte dei mappali nn. 677 - 678 ; 

a nor* 001 i»appali* n. 67S e con lo sook> Privato. 
La quarta zontt^ ooDfllia ; 

ad est col mappale n. 1519; 

' a 'Sud' colla strada che* da Ól^; Faccioli, pasMundo per 
Cà Zara, va al confine col comune di Este; 

ad ovest coi mtfppali' Ma. 640 - 637 -663 e 665; 

a nord con lo scolo Zoxea. 



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fffMi ««MBCRRi iKL HKmo miLm - fPBA 3857 

37. — 'Comuike di Piftzisola. 

La *MDa mularica confinu : 

a ow€ t5(flU«pgiBe *«tro del finme Brenta, compresa 
wéhe r IscBa ©webettì, crotitnita daiim. mappali ^74 - 13t9 
- 888 - 2735 - 2734 - 1321 - 2754 - 2517 - 2755; 

ad est pure coll'argine desiDo 4el fiume Brenta; 

a sud colla strada consorziale detta delle Basse, col 
comune di Pias^zola (sezione Piazzola), nuovamente colla strada 
delle Basse, fino allo stradone Vicentino che, percorrendo 
il confine del comune di Campo San Martino, circoscrive 
una piccola ^ona nella sezione Piazzola; 

ad ovest colla strada comunale Rivazza di Carturo, 
colla strada comunale Borgo Sopello, colla strada detta 4i 
Santa Colomba e col comune di Piazzola (sezione Piazzola). 

38-39. — Comune di San Giorgio in Bosco. 

La prima zona è limitata: 

A nerd dal oomuae 4i Stin Oiorgio in Bueatn e dai 
m. mappali 2d03- 20.iO - 1253; 

ad est dd easale di BiBntelIa, per m ì^rme tratto e 
#ei -dai dMppali an- 1654 •* J8229 - 1^93 - ^427^ 1559 - 
1W« - 1561 - Ìt62 - 3389 - 1388.6 1387 dopo 4aì ^uali 
jnov^amenie .dal Bxeastella !^er ritornare a seguire i map- 
ittU nn. J«20 pwte^ 1268 - 126© - 1570 - 1275- 2008- 
^00 - li2S3 B »di nuove dal Brentella fino ijr ineantro lool 
(UQiale Pio^vtega; 

fir «ttd oolteafibale Pk)V!eg9;^ colla sèradaisAsiflOi'ziate <Mka 
Goa di Palù «Uà e bassa ; 

^ o)r«at dai mappali jw. 1211-739-760-758- 
756 - 721 4alk fitresda MEsormale deila€M. di Palii, daìHa 
frazione Oiarabassa, dal fosso di eonfiae ^on quefiita «lai jriap- 
pali nn. 1419 - 1409 - ,1406 - lil03- 1404- 1405 - 140E 
--4411 - I4il4^ S^hm - 1415 - 1418 -- 1416 aiwvamente 
dal conSne di Giarabassa e infine dal .oonfiim di San Giorgio 
in Brenta (comune di Fontaniva). . 

242 — Vou V. - 1904. 

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38v8 LEGGI I DiaiTI nCL UGNO •*ITAUA - 1W4 

La seconda zona confina: 

a nord col comune di Cittadella e con quello di Tombolo; 
ad est col comune dì Tombdo e col canale Telala; 
a sud e ad ovest coi mappali nn, 2098 - 2381 - 2415 

- 1701 - 2380 - 2373 - 2103 - 1632 - 2104 - 2412 - 2105 

- 1622-2245. 

40, — Comune di San Martino di Lupari. 

La zona malarica confina: 

a nord colla strada comunale detta del Piovego e col 
Prato del Leone; 

ad est colla provincia di Treviso; 

a sud col comune di Santa Gmstìna in Colle; 

ad ovest colla strada comunale detta del Piovego e col 
Prato del Leone e del Palude, 

41-42-43 — Comune di Ponte San Nicolò. 

Vi sone tre zone malariche. 
La prima zona è delimitata: 
ad est dal canale delle Roncajette che costituisce il 
confine intercomunale di Polverara e dai mappali nn. 754 

- 216 - 210 - 220 (presso l'abitato di San Nicolò; 

a sud ed a sud-ovest dalla strada provinciale Padova- 
Conselve e dai mappali nn, 11 - 757 - 761 - 762 - 763 - 
781 - 1116 - 779 - 778 - 782 - 783 - 784 - 806 - 808 - 
809 - 814 - 816 - 818 - 850 - 849 - 819 - 845 • ^44 - 
845 - 842 - 831 - 1132 - 825 - 881 - 880 - 876 - 879 - 
87« - 877 - 876 - 892 - 918 - 915-914-919-905-911 
(presso l'abitato di San Nicolò) fino al confine territoriale 
del censuario di Camin (comune di Padova); 

a nord dal confine intercomunale di Padova (censuario 
di Camin) e dai canali Scaricatore e Roncajette. 
La seconda zona è limitata: 

ad est dal canale di Roncajette; 

a sud, ad ovest e a nord dal vecchio argine del canale 
di Roncajette (vecchio alveo). 
La terza zona è limitata: 



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LIMI I itCllTI MML UCM B*ruuà - UM 3850 

ad est dal confine intercomunale di Polveraraj 
a sud e ad ovest dal confine intercomunale di Qasal 
SerUgo; 

a nord dalla strada comunale detta del Frassino dal 
confine comunale di Casal Ser Ugo^ vicino alla C. Simonello, 
ino all'incontro dell'argine destro del Canale di Roncajette. 

44. — Comune di San Pietro in Gù. 
La zona malarica è delimitata : 

a nord dalla strada regia che da Vicenza mette a Treviso ; 

ad est dal confine con Carmignano di Brenta e dai 
fin. mappali 2557 - 2558 (già parte della strada consorziale 
detta la strada dei Beni delle Parti) - 2414 - 1897 - 1902 
-1905-1906-1907. ; 

a sud dalla strada comunale detta delle Barche e da 
pella consorziale detta la strada dei Beni delle Parti ; 

ad ovest dai mappali nn. 887 - 899 - 900 - 901 - 
W3 . 906 - 905 « 1689 e dalla strada comunale Rebezza. 

tó — Comune di Sant'Angelo, 
La zona malarica è delimitata : 

ad est dalla strada comunale detta Celeseo e propriar 
dal crocevia presso Pozze fino alla C. Benini e pel 
ftoanente dal confine interprovinciale di Venezia; 

a sud dai mappali nn. 675 - 676 - 677 ~ 680 - 611 - 
• 395 - 360 - 394 - 390 (presso Pozze) - 595 - 596 - 
599-585 - 362 - 586 - 600 - 442 - 556 - 557 - 559 
"101 - 668 - 124 (presso Celeseo) dal confine interpro- 
rinciale di Venezia e dai mappali nn. 1283 - 97; 

ad ovest dal confine territoriale col comune di Saonara 
Mai mappali nn- 109 - 1283 - 97 e infine dal confine 
Merprovinciale di Venezia; 

a nord dal confine interprovinciale di Venezia ; 

4647.48. — Comune di Sant'Urbano. 
Vi sono tre zone malariche. 
La prima zona è limitata : 



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3S60 uggì I OtCMETI VtL mSHÙ 1*RALU - 1M4 

a nord (5b1 confine col connine fli Vighfezolo (co-tr 
dallo scolo la Frattesina e dal Canale di Santa Cateri 

eA est dalla strada comunale detta Moros^ina, dal 
naie BueUo e dai numeri mappalì 87 (parte) "86 - 85 - 
«8 -«2 ~ 81 -«0 - 79 - 265 - «SS - 222 - 150 - 65 - 

- 67 - 68 - 69 - 70 - 71 - 72 - 78; 

a sud dalla strada coa&omale detta delia Valle e 
numeri mappali 1559 - 1578 ~.J667 ~ 1577 - 1576 - 
• 1574 ~ 1573 - 1572 - 1571 - 1570 - 1569 - 1546 - 

- 1544 - 1543 - 1542 - 1541 - 1540 - 1539 - 1538 - 
^ 1512 - 1509 - 1664 - 1466 - 1467 - 1059 - 1400 - 

- 1430 - 1431 ~ 1432 - 1483 - 1434 - 1435 - 1436 - 

- 1438 - 1439 - 1440 - 1441 - 1442 - 1443 - 1444 - 

- 1446 • 1447 - 1026 - 1448 - 1449 - 1450 - 1451 - 

- 1453 - 990 - 991 - 992 - 993 - 994 - 995 - 980; 

ad ovest dal confine col comune di Piacenza d'A< 
La seconda zona ha per lìmiti : 

a nord n canale Qorzone ed il comune di Villa Este 

ad est il confine col comune di VescovAna ; 

a sud la strada consorziale detta la Stuara (di coi 
aol comune ceosuarìo di Carmìgnano), il canale di S 
Cateiina e. il comune di Vesoevana; 

ad oyest la strada comunale detta la Stuara. | 
he, terza zona ^nfina; 

a nord col canale Maaina ; 

ad *66t colla strada Valle e col comune censuarii 
Sant'Urbano ; 

a sud col .QomunB oensuario di Sant'Urbano ; 

ad ovest col comune di Vighizsolo. 

49-50. — Comune di Stanghella- 

Vi sono ihie zone malariche. 

La prima zona è limitata: 

ad est dal confine còl comune di Pozzonovo. j 
a sud dal canale Gorzoni*, « dai mappalì nn, - 

- 1195- 1196- 1198- 1202-1204- 1210- 1212-1 



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Xlfifil I BlCBSri DIL BI6M0 •'iTAUA - iM4 3861 

- 1225 - 1230 - 1233 ~ 2076 - 1232 - 1400 - 21 14 (presso 
Ire Ponti Pantanella bassa) ; 

ad ovest dai mappali nn. 822 - 863 - 862 - 875 - 1249 
s.'esao Gràvizzi) dalla strada Valle o dei Corizza, che da f oz- 
aoùvo, passando per Cà Policastro e pel Canton Bianco, 
?i fino a Stanghella e dai mappaJi nn* 2114 - 2113 - 1665^ 
-2077 (presso Tre Ponti o Pantanella baaSA)j. 

a nord dal fosso Navigabile, dal confine- col comune 
i Pozzonovo e dallsi suddetta strada Valle* 

La seconda zena è limitata: 

A sudest dai mappali nn. 211 - 208 - 176 - 175 - 671 
-Ì34-268; 

a sud-ovest da parte dei mappali . nn. 209 - 206 - 2D7 
-204 - 134 - 268 e- oioè dalla linea ferroviaria cbe da Ver 
3ezàa va a Bologna ; 

a nord dal congnie territorJiUé di Veaaavana. 

M. — Comune di Tombolo, 

La zona malarica è limitata : 

a nord dalla strada consorziale <letta la Bellinghìera 
? dal Qrincipio deUa strada comunale da Onara a Cittadella 
e lai mappalL nn. 1245 - 1244 - 1659 - 1660; 

ad est dai mappali 1240 - 1241 -1239 e dalla strada 
cc^nsofzlale cbe da Onara* matte alla BolzoneOa ; 

a sud dai mappali nn. 1685 - 1686 - 1684 - 1680 ^ 
16T9. 1678 - l&ll - 16T6; 

ad oveat dal confine col. coi^aune di Cittadella* 

5?» — Comune dì Tritrano. 

U zona malarica è limitata : 
ad est dalla fossa Monsel'ifhdaa o* eaitald CoiuialvanQ. 
^\ confine intercomunale di» Bagnoli ;, 

A sud dal confine intercomunafe di Pozzonovo ed An- 
l&ra; 

ad ovest dal confine intercomunale, di Pozzonovo ; 
a nord del canale Conselvano Fossa Monselésana, 



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3662 Lisii ■ Menti hl ■mm ^italu • UN 

53. — Comune di Vescovana. 

La zona malarica è limitata: 

ad est dal confine territoriale con Stanghella e in part 
dalle stradi comunali dell'argine destro del canale di Santi 
Caterina, dalla chiesa, dalla via Bassa e dai mappali nu 
meri 682 - 675 e 902 ; 

a sud dal confine colla provincia di Verona, cioè d^ 
fiume Adige, dal confine col comune di Barbona, da queU 
di Stanghella e dalla strada consorziale la Mora ; 

ad ovest dal confine comunale di Barbona, dai mappa 
nn. 41 - 42 - 33 - 47 - 91 - 556 - 405 - 117-2231 
fra Vescovana abitatp e contrada Canal di Sopra, dal coli 
fine col comune di Villa Estense e dai mappali nn. 748 
916, (raCà Grimana e TÀIbareo; ! 

a nord dallo scolo Dolcello, dal canale Gorzone, dal, 
confine col comune di Stanghella e dallo scolo Mondonovo, 

54. — Comune di Vighizzolo. 

La zona malarica è delimitata: 

ad est dal canale Masina, dalla Botte sino al confine 
comunale di Sant'Urbano seguendo questo sino a La Pas- 
siva, e dallo scolo Diego, da Cà Cerosa fino a Cà Colonna ; 

a sud dal confine comunale di Sant'Urbano fino al con* 
fine comunale di Piacenza d'Adige ; 

ad ovest dal confine comunale di Piacenza d'Adige; 

a nord dall'argine della Fratta, dalla Cà Colonna fino 
alla Cà Tre Canne e dallo Scolo Santa Caterina, dalla Cà 
Tre Canne fino alla Cà Botte. 

65. — Comune di Villafranca. 

La zona malarica è delimitata : 
a nord, est, sud, ovest dai seguenti mappali nn. (zona 
in promiscuità alla frazione Villaranza) 236 ~ 2041 - 238 - 
272 - 270 - 239 - 1757 ~ 2042 - 2040 - 240 - 1758 - 241 
- 2043 - 288. 



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UMi I Mcnn MB. UGMo t'iTiUA - 1M4 3863 

56-57. — Comune di Vo. 

Vi sono due zone malariche. 
La prima zona è limitata: 

ad est dal Rio di Boccon e dallo Scolo di Lezzo ; 
a sud dal comune di Lezzo : 

ad ovest dal comune di Lezzo e dal confine interpro- 
vinciale (provincia di Vicenza) e dai mappali nn. 2518 - 
2517 - 2516. 

a nord dai mappali nn. 2493 - 2494 ~ 2495 - 2516 

- 2515 - 2549 - 2550 - 2099 - 2551 - 2566 - 2565 - 2568 

- 2570 e dalla strada, fino all' incontro del Rio Boccon, che 
da Ponte Decima va alle Case Crosara. 

La seconda zona confina: 
ad est col Cavo Bandesa; 

a sud, ovest e nord colla provincia di Vicenza e pre- 
cisamente col comune di Agugliaro. 



Vitto, éT ordine di S. M.: 

Il ministro dell* interno 

GIOLITTI, 



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3864 iMm K iiEciiBri oil mgim^ »^iuuiu - IM* 

N. 408. i^ N. 468.. 




Rbgto Decreto che dichiara zone mahrichie porzioni 
dx territorio della provincia; di AtreUirio. 

'1 HgOòto 19; .'4. 
4ìhibblieaàf nsiia GaxjniUu UfficmU M lUffto U 5 tnUsmòr^ 1004, n» 208) 

TPrrOBIO EMANUELE UT 

PSR GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NJUIONB 
RE O IX^UJL 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 4fl0, e il rehitivo 
regolamento approvato con regio decrHx> 30 marzo r90», 
n. Ili, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

ii^^Veduto il rapporto coi quale il prefetto di Avelliao ha 
inviato le proposte di quel medico provinc'ale per la de- 
49Ìgnazione di altre zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari dell' interno, presidente del consiglio dei 
ministri ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle dispo- 
sizioni di legge e di regolamento sovramenzionate le por- 
zioni di territorio della provincia di Avellino distinte come 
risulta dall'elenco che segue, facente parte integrante del 
presente decreto, che sarà vidimato d'ordine Nostro dal 
ministro proponente. 



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UEGGI 1 DICRITI BEL MGHO B^ITAUA * IMi 38(>5 

A cura del signor prefetto e coll'aiuto degli uffici finan- 
I ziari competenti, sarà provveduto per le zone ove ciò 
occorra, a fine di maggiormente precisarne la delimitazione 
alla compilazione dell'elenco dei proprietari dei fondi com- 
presi nelle zone^stesse con riferimento ai dati censuari. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta uffi^ciale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigì, addì 4 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



ÌUguir.ixo al. a Ooru dei cot-H addi 80 agosto i904. 

Reg, 18. Aiti del Q^jZ€rr.o a /. 77. Pacim. 
Imgo del Stgillo. V. Il Gaaniasigini RONCHETTI. 

GlOLITTI. 



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uggì b ducuti bel ibgmb b'itaua - 1M4 38t)7 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti in provincia di Avellino, ed indloazione dei rispettivi 
confini territoriali. 



1. — Comune di Ariano. 

Oltre alla zona già delimitata col regio decreto 8 marzo 
1903, n. 250, ne esiste un'altra, la quale ha per limiti: 
la rotabile iVrìano-Monteleone, dall' innesto della rotabile 
per Zungali all' incrocio della via mulattiera che da monte 
Pedicino scende al fiume, da questi due punti presi sulla 
rotabile Ariano-Monteleone in giù del ponte Cervaro, due 
linee parallele alle sponde del fiume e dalle stesse distanti 
250 metri, fino al confine di Savignano; e da ultimo, di 
questo confine, il tratto compreso fra le due parallele 
suddette. 

Questa zona comprende la stazione di Pianerottolo e i 
caselli ferroviari 54, 54 6t>, 55, 66 e 68. Restano fuori la 
zona lo case coloniche Dioguardi (presso ponte Cervaro) e 
quella a mezza costa nella contrada Serralunga. 

2. — Comune di Casalbore. 

Vi è una sola zona malarica, che ha per confini: la 
sponda destra del Mescano, dal confine Casalbore-Buonal- 
borgo alla foce del Ginestra, il Ginestra fino alla foce del 
torrente Lago della Ripa^ questo torrente fino alla via mu- 
lattiera che, a traverso le contrade La Tagliata e Zuppa- 
riello, va da Casalbore al comune di Ginestra, la via me- 
desima fino al burrone che da contrada La Creta scende 
al torrente Ginestra in contrada S. Spirito; il burrone 
medesimo fino a 400 metri sopra della foce; da queslo 
punto una parallela alla sponda destra del Ginestra e quindi 
alla sponda destra del Mescano (pure a 400 metri) fino 
al confine Casalbore-Buonalbergo, questo confine fino al 
Mescano. 



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3868 UGOi ■ MGunx tiL usm »*italia • 1M4 

3. — Comune dì Flumeri, 

Oltre la zona già delimitata col regio decreto 8 marzo 1903, 
n. 250, ne esìste una seconda delimitata da una linea che, 
partendo dal punto dove la via mulattiera Flumeri-Villa- 
nova incontra (a circa 250 metri a moute della rotabile 
fra ì comuni medesimi) la Fiumarella^ segue una normale 
alla sponda sinistra di questa, alta 500 metri e, da questo 
punto (preso cioè % 500 metri sulla normale* rfla sponda 
sinistra) una pararllela alla- spon<ia medesima Ano al conf- 
ane Flumerr-S. Sosȓt); poi segue questo fino a 200 metrf 
auHa sponda destra della Fiumarella stessa, e da qtiesta^ 
una parallela alla sponda dtestra medesima Ano al Vallone 
{eonfine^ con Zungali); da ultimo con questo fitto alla fece 
nefla Fiumarella) et colla Fiumarella ntorna al punito dì par- 
tenza (intersezione d**IIa mulattiera Fltameri-VJllanova). 

4. — Comune di Greci. 

La. zona maiaricar ha per limiti: il. torrente Barracuiui^ 
dalla nazionale delle Puglie alla oonfluenea del canale Mm- 
zancoUo, la via nuilattiera ohe da tale confluenza va aliai 
rotabile per Greci, la rotabile medesioia fino alla distanza 
{in linea retta) di 300 metri dalla rotabile nazionale delle 
Puglie ; da qrresto punto (a 300 metri cioè dalla nazionale) 
VLU^m parallela aUa nainio^ffale medesima fin^ al eoofiae otm 
Montagnto, qiimio covUne fino alla nazionale e da ultimt^ 
la nazionale fiso at Barraccmalie (eonfine con Ariano). 

5. — Comune * Mfontàgtitni 

Vi è una zona: malaricai: ea^a. ha per caniini il fium^a 
Cervaro dalla foce del TreoonflnL al confine Orsarar-Mon.- 
taguto, questo coQfihe fino a 200 mietri al. disopra della 
via rotabile nazionale (delle Puglie); dd q^u^^to una paral- 
lela aUa rotabile medesima ficK) al terrente Treconfia! ; que- 
sto fino al Cervaro. 



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tKGGI « «ICRETI MLL RIGNO •*TTALIA - 1964 386^ 

6. — Com me di Montecflrlvo It^ino. 

La xoaa midtrrioa ha pw limiti: il ciMifine (suirufita) 
Arnoo— MooiteoalYO per cìaqueeeuio metri (iall«. iipoiuia éd- 
8tm dell' Ufi ta; da questo punto (a 500 metri ciaè dall' Ufita) 
«na iparidieia alla «i^nda medesima fino al Mesoano, |K)ì 
una linea parallela alla 9pand»i smistra del Meaoano «e a 
300 metri dalla stessa, daU'Ufita fino al confino (sul Me- 
scano) Ariano-Monlecalvo, questo oonftiie sino «1 Mescano ; 
4a questo punto sttila sponda destra del Mescano una fa- 
Mia lar^a duecento metri, fino alla foce del Gniestra; da 
ultimo ia apfiOìda ^siaiatra del Mescane fino all'Ufita. 

7. — Corman^ di Or?ara. 

Vi sono tre zone malariche. 

La prima zona ha per confini: 11 fiume Cervaro dal 
confine Orsara Montaguto, al primo confine Orsara Bovino, 
questi due confini dalla sponda sinistra del Cervaro alla 
rotabile nazionale delle Puglie, questa rotabile tra Tuno e 
Taltro confine, comprese le case che vi prospettano. 

La seconda .^ona ha per confini: il fiume Cervaro tra 
il secondo ed il ter^o confine Orsara Bovino; i confini me- 
desimi tra la sponda sinistra del Curvare e la rotabile na- 
zionale delle Puglie, questa rotabile tra ì due confini sud- 
detti, comprese le case prospicienti sulla medesima. 

La terza zona ha per lìmiti : la rotabile nazionale delle 
Pi^glìe (confine di provincia) tra ì torrenti Lavella e San- 
nero (presso la stazione di Giardinetto); il confine di pro- 
vincia (sul Sannoro) dalla rotabile predetta fino ali* incon- 
tro della sorgente destra del canale Sant'Angelo ; la strada 
mulattiera Orsara Celle, da tal punto di incrocio fino alla 
rotabile Orsara-Troia, questa rotabile fino al gran gomito 
che si accosta alla mulattiera Onsara-contrada Isca, da que- 
sto gomito una orizzontale fino al burrone in contrada An- 
cella, questo burrone in su fino alla sorgente del torrente 
Vacelli (prima del Lavella) il Lavella fino alla nazionale 
delle Puglie. Dalla zona rimangono esclusi i monti Verdi- 
tolo; Magliano Maggiore e Cimato. 

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3870^ uggì k digiiti mcl rvcuio i*italu - 1W4 

8. — Comune di Sant'Arcangelo Trìmonti. 

La' zona malarica ha per confini : il fiume Ufita dalla ro- 
tabile Apice- Sant* Arcangelo fino allo sbocco del torrentello 
Vallone Pazzauo (nei pressi dal casello 85) ; da questo punto 
(foce del Pazzano) una linea al soprastante gomito deUa ro- 
tabile predetta, questa rotabile fino all'Ufita. 

9. — Comune di Savignano, 

La zona malarica ha per limiti: ii fiume Cervaro dalla 
foce del Lavella di Panni a quella del torrente Treconflni 
(confine con Montaguto); questo torrente, dalla foce alla 
nazionale delle Puglie, questa rotabile fino al torrente Gon- 
nella, il torrente medesimo dalla rotabile fino al confine 
Savignano-Ariano ; il confine stesso fino al Cervaro (pre- 
cisamente al punto d'intersezione con la mulattiera e il 
Vallone del Confine); questa mulattiera fino all'altra che 
scende parallela alla sponda destra del Cervaro a circa 
500 metri dalla sponda medesima, quest'ultima mulattiera 
fino alla sua grande curva in su (per raggiungere l'altra 
che va all'abitato di Savignano) da questo punto (grande 
curva della mulattiera) una orizzontale che vada al grande 
gomito della rotabile Savignano-Monteleone (terzo partendo 
dalla stazione ferroviaria); la rotabile medesima compresa 
la casa Mottola che vi prospetta, fino al secondo gomito 
(dalla stazione); da questo punto una parallela alla sponda 
destra del Cervaro, e dalla stessa distante trecento metri 
fino al confine di Panni (Torrente Lavella), questo confine 
fino al Cervaro. 



Visto, d'ordine di S. M. il Re: 

Il ministro dell* intorno 

GIOLITTI. 



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tEG6i * Macai un. ugno »'italu - 1904 



8871 



N. 469. 




N. 469. 



Reoio Decreto clie stabilisce il ruolo organico dell'ufficio 
centrale di meteorologia e di geodinamica. 

28 lagUo 1904. 
(MMeofo fuUa fikivMfto Uf/kiaU del Bagno il 6 Mettmhbre 1904, n. 209) 



VITTORIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
&£ D'ITALIA 

Visto il regio decreto del 4 settembre 1898, n, 545; 
Vista la legge del 26 maggio a. e, n. 242; 
Sulla proposta del ministro di agricoltura, industria e 
commercio ; 
Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art. 1. 
Dal r luglio 1904, il ruolo organico dell'uflSlcio centrale 
^ meteorologia e di geodinamica è cosi stabilito : 

^ Prima categoria. 

Impiegati di concetto. 
1 Direttore con lo stipendio di. 
1 Assistente di 1^ classe con lo stipendio di 
1 Assistente di 2^ » » » 

3 Assistenti di 3^ » d y> 

Seconda categoru. 
Ufficiali tecnici. 
1 Segretario con lo stipendio di 
I Compilatore di 1* classe con lo stipendio di 

1 Compilatori di 2* » » r^ 

2 Compilatori di 3* » » y^ 

3 Compilatori di 4* » » i» 



. L. 


6,000 


» 


3,200 


» 


3,000 


» 


2,000 


. L. 


3,000 


» 


2,500 


» 


2,000 


» 


1,700 


» 


1,400 



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^Stì unsi 1 narri ni nsiia i^niLU « IMI j 

I 
! 

Personale di servizio. \ 

1 Usciere con lo stipendio di . . . . L. 1 ,300 | 

1 Usciere » »....» 1,200 

1 Portiare » ». . . » 1,100 

3 Inservienti » », . . » 1,000 

Art 2. 
Nallft é m«0V)ftk) in quanto oofloerae ia aorme per l'am- 
missione e le promozioni del personale dell'ufficio centrale 
anzidetto, stabilite ool a^o decreto ^<ìel 4 settembre 1898, 
num, 545. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle le^gì e dei decreti 
del Regno d*Italk, -nmttdiiaìdo a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Homa, «Afli 28 luglio 190*4, 
VITTORIO EMANUELE 

JSUpiMiraw alia ConU à€Ì ccnU ai^ 31 agcstJ 1904. 

R$ff. 18. Atll M '^attfno u f. 86. Pacini. 
IM00Q del aigillo. y. U QuacdAfl^^JJl RaNCH£;T.Tf. 

Rava. 



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LEGGI B MCRm DBL MGMO W*TtàIAA • 1904 3873 

N. 470. A N. 470. 




Regio Decreto che radia dai quadri del regio naviglio le 
navi Formidabile e WashingtoUy le torpediniere di 
S* classe 96 8- 97 8- 110 S-lil 8''ela cannoniera 
lagunare n. 3. 

23 laglio 1904. 
{P%Mlieato nella GagteUa JJffieimlÉ del Regno il 6 S0ttembre 1004, n. 209) 

VITTOBIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PKR VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BS D'ITALIA 

Sulla proposta del Nostro ministro della marina; 
Visto Tart. 2 della legge per il bilancio per l'esercizio 
finanziario 1904-1905, n, 272, in data 26 giugno 1904; 
Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Le sottoscritte navi e torpediniere sono radiate dai quadri 
del regio naviglio : « Formidabile » « Washington » Tor- 
pediniere di ^ classe 96 8 - 97 8 - 110 8 - 111 8 - Can- 
noniera lagunare n. 3. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
SUto, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
^iel Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo è 
<li farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 25 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

H^giitrakt alla Corìe dei ewH addi V seitetnbre 1904. 

Beg. 18. Atti del Governo a f. 89. Paoini. 
Iwigo del Sigillo. V. D 0iiarda8urilli RONCHETTI. 

C. MlRABELLO. 



243 — Vou V. - 1904. 



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3874 LiGGi I fticuTi USL nem i'italu - 1M4 

N. 471. A N. 471. 



^SeF 



Regio Decreto che riordina la scuola (Tartt e mestieri 

di Imola. 

23 giugno 1904. 
{PuhòUeaio nella Oatsetta UfftciaU del Regno il 7 settembre 1904, n. 210) 



VITTOBIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Visto il regio decreto 8 gennaio 1882, n. 595 (serie 3"), 
che istituisce in Imola una scuola d'arti e mestieri; 

Visto il regio decreto 15 maggio 1884, n. 2327 (serie 3*), 
che modifica lo statuto organico della scuola predetta; 

Viste le deliberazioni del consiglio comunale d' Imola in 
data 10 agosto e 26 novembre 1903; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per Tagricoltura, industria e commercio; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art, 1, 

La scuola d'arti e mestieri di Imola, istituita con regio 
decreto 8 gennaio 1882, n. 595, è riordinata in confor- 
mità del presente decreto e prenderà il nome di « Scuola 
industriale Alberghetti ». 

Art, 2. 

La scuola è diurna ; ma possono essere istituiti corsi se- 
rali domenicali, sopra proposta del consiglio direttivo ap- 
provata dal Ministero. 

La scuola si propone di formare, mercè la istruzione 
teorica e pratica, abili operai meccanici, elettricisti, eba- 



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LIMI I MCIITI KL MEBim •'ITAUA - 1M4 3875 

nisti, intagliatori, muratori, decoratori e ceramisti. Potranno, 
però, essere istituite altre sezioni ed insegnamenti che il 
consiglio direttivo ritenesse opportuni, dietro approvazione 
del Ministero. 

Art. 3. 

ÀI mantenimento della scuola provvedono : 
il Ministero di agricoltura, industria e 

commercio con . - L. 8,000 

il lascito tf Alberghetti » (salvo gli incre- 
menti per il cumulo dopo il 1910) .... * 16,700 
il comune d' Imola » 2,000 

I contributi saranno versati in conto corrente presso un 
solido istituto di credito locale, che farà il servizio di cassa 
della scuola. 

^" Art. 4. 

u 11 corso regolare deUa scroia si compie in 4 anni. Vi 
sono ammessi senza esame coloro che abbiano superato gli 
esami di promozione della 5* classe elementare. 

p*^^ Art. 5. 

II corso normale si divide in sezioni e cioè : 

a) Sezione per la meccanica e l'elettrotecnica; 

b) Sezione per l'ebanisteria e l'intaglio; 
e) Sezione per l'arte muraria; 

d) Sezione per l'arte decorativa, con speciale applica- 
zione alla ceramica. 

AUa scuola sono annessi una biblioteca e dei gabinetti, 
oflScine e laboratori per le esercitazioni pratiche degli al- 
lievi. 

Art. 6. 

È istituito un corso facoltativo di perfezionamento per 
gli alunni che abbiano frequentato regolarmente il corso 
di 4 anni nella sezione d' intaglio. 

Tale corso avrà la durata di un anno. 



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3876 LIGGI I DICRITI DEL BSGNO »*ITAUA •> 1984 

Art- 7, 
Gli insegnamenti che vengono impartiti nel corso nor- 
male sono i seguenti : 

a) Lingua italiana ; 

b) Aritmetica; 

e) Elementi di contabilità ; 

d) Disegno geometrico, di ornato, di figura e dì pro- 
spettiva per le applicazioni ; 

e) Fisica e chimica elementare; 
/•) Plastica; 

g) Costruzioni e disegno costruttivo ; 
h) Meccanica e disegno di meccanica; 
i) Elettrologia, elettrotecnica e disegno di elettro-- 
tecnica ; 

l) Tecnologia, 

Art. 8. 
L' insegnamento pratico è impartito in officine per la la- 
vorazione dei metalli e dei leguami ed in laboratori per 
Telettrotecnica e la decorazione industriale. 

Art. 9. 

L'anno scolastico ha la durata di 11 mesi. 

Gli insegnamenti teorici avranno una durata non infe- 
riore di 8 mesi ; quelli pratici non minore di 10. Un mese 
sarà destinato per gli esami. Nel regolamento sarà stabi— 
lita l'epoca degli esami e dell'apertura della scuola. 

Art. 10. 

I corsi serali e domenicali avranno una durata non su- 
periore a sei mesi. In essi saranno impartiti principalmente 
gli insegnamenti di aritmetica, di lingua italiana, di geo- 
metria, di disegno, d'ornato, di disegno geometrico e sue 
applicazioni. 

Art. 11. 

La direzione amministrativa della scuola è affidata ad un 
«onsiglio direttivo, composto di tre delegati del comune di 
Imola e due del Ministero di agricoltura, industria e com- 



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LIG6I B MCIIBTI ftIL tlGMO n'itÀLìk - ìHà 3877 

mercio. Qualora altri enti concorrano nelle spese della 
scuola con una somma annua di lire 2,000 avranno diritto 
a nominare un delegato nel consiglio direttivo. 

Il consiglio direttivo ijomina fra i suoi componenti il prò* 
prio presidente. 

I membri del consiglio durano in carica due anni e pos- 
sono esaere rieletti. 

Art. 12. 

II consiglio direttivo sì raduna ordinariamente una volta 
al mese, suU' invito del presidente, e straordinariamente 
qualora il bisogno Io richieda. 

Le adunanze del consiglio sono valide quando v' inter- 
vengano più della metà dei suoi componenti. 

Il direttore della scuola assiste alle medesime con voto 
consultivo e fa le funzioni di segretario del consiglio. 

Art. 13. 

Il direttore della scuola, il personale insegnante ed i capi- 
officina sono nominati dal Ministero di agricoltura, indu- 
stria e commercio in seguito a pubblico concorso. 

Il personale amministrativo e di servizio, è nominato dal 
consiglio direttivo. 

Gli incarichi d'insegnamento vengono conferiti dal Mi- 
nistero sulla proposta del consiglio direttivo. 

Delle commissioni giudicatrici dei concorsi per le nomine 
degli insegnanti, farà parte un delegato del consiglio di- 
rettivo della scuola. 

Art. 14. 

11 consiglio direttivo compila il bilancio preventivo della 
scuola e Io trasmette al Ministero, per la sua approvazione, 
un mese prima che entri in esercizio. 

Compila inoltre il conto consuntivo e ne invia copia al 
Ministero, insieme ai documenti giustificativi, due mesi dopo 
della chiusura dell'esercizio. 

Nei due mesi successivi alla chiusura, il consiglio diret- 
tivo della scuola trasmette al Ministero una relazione sul- 



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3878 uuai i ucarri bbl uom i^nàUA •* IIM 

randamento didattico, economico e disciplinare dell'istituto 
per l'anno scolastico decorso, insieme coi dati statistici e 
le notizie sul personale insegnante. 

Art. 15. 

Il regolamento della scuola, i programmi d' insegnamento, 
gli orari e la pianta organica del personale sono proposti 
dal consiglio direttivo alla approvazione del Ministero di 
agricoltura, industria e commercio, come pure ogni modi- 
ficazione che occorra apportare ad essi. 

Art. 16. 

Nessuno stomo da un capitolo all'altro del bilancio potrà 
esser fatto senza l'approvazione del Ministero di agricol- 
tura, industria e commercio. 

Art. 17. 

La scuola concorre con una somma annua, da stabilirsi 
nel suo bilancio, come contributo al trattamento di riposo 
a favore del personale della scuola, il quale è tenuto a ri- 
lasciare all'uopo una quota mensile a norma di speciale re- 
golamento. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 23 giugno 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



iUgUwaio alla Cora dH conti addì t settembre 1904. 

R#^. 18. Alt» del Governo a f. 93. Paoinl 
luogo d€l mgiUo, T. D OwrdasisiUi RONCHETTI. 

Rava. 



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uggì I Mcanri tiL ugm »*itaija • liM 3879 

N. 472. A N- 472 




Regio Decreto che apre un concorso a premi per la Sar- 
degna fra le associazioni mutue che esercitino assicu- 
ragioni contro i danni derivanti dalla mortalità del 
bestiame. 

10 agosto 1904. 
IPtMUeaio nMa aagM§tUi UffùUdé dtl R$gno U 7 $eUembre 1904, n. 210) 



VITTOBIO EMANUELE HI 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ. DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Considerata la utilità, che in Sardegna, l'assicurazione 
contro i danni derivanti dalla mortalità del bestiame agra- 
rio sia ordinata in modo che meglio ne assicuri i benefici 
effetti; 

Considerato che a questo scopo possa contribuire la fe- 
derazione delle associazioni mutue locali; 

Vista la relazione presentata dalla commissione giudica- 
trice del concorso bandito col regio decreto del 10 gen* 
naie 1901; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per Tagricoltura, Tindustria e il commercio ; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Art, I. 

È aperto, per la Sardegna, un concorso a premi fra le 
associazioni mutue di proprietari ed agricoltori che eserci- 
tino rassicurazione contro i danni derivanti dalla mortalità 
del bestiame agrario. 



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3880 LBG6I ■ BiaUTI iBL IBGMO B'XTAUA - IWi 

Al concorso possono prender parte anche le istituzioni che 
si propongano la federazione delle associazioni locali allo 
scopo di equilibrare i sinistri. 

Art 2 
Sono stabiliti per questo concorso: 
un premio di lire 700; 
due premi di lire 500; 
tre premi di lire 400; 
tre premi di lire 300; 
cinque premi di lire 200. 
Sono messe inoltre a disposizione della commissione giu- 
dicatrice del concorso quattro medaglie d'argento e quat- 
tro di bronzo. 

Art. 3. 
Le domande di ammissione al concorso dovranno essere 
presentate non più tardi del 31 dicembre 1904 al Ministero 
di agricoltura, industria e commercio (ispettorato zootecnico), 
direttamente, o per mezzo delle prefetture, delle sotto- 
prefetture, dei municipi, o delle rappresentanze agrarie. 
Alla domanda di ammissione devono essere uniti: 

a) lo statuto, accompagnato dagli eventuali regola- 
menti, e possibilmente, i bilanci degli esercizi anteriori al 
1904; 

h) una relazione, che illurtri in ogni loro parte le ope- 
razioni del sodalizio, con ragguagli intorno al movimento 
degli associati e dei capi assicurati col valore di stima di 
questi, alle eventuali modificazioni statutarie ed alla mor- 
talità del bestiame nella circoscrizione ove i sodalizi ope- 
rano, con speciale riguardo al numero ed al genere dei si- 
nistri, alle malattie predominanti nella zona ed ai mezzi 
adottati per combatterle. 

Art. 4. 

Una speciale commissione giudicatrice, composta di cinque 

membri, nominata dal Nostro ministro segretario di Stato 

per Tagricoltura, V industria ed il commercio, formulerà, 

motivandole, le proposte pel conferimento dd singoli premi. 



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IMOai I BICUTI ML UGHO »*ITAUA • 1M4 3881 

Sarà tìtolo di preferenza per il conseguimento dei premi : 
per le associazioni mutue locali, un razionale ordina- 
mento, informato ai principii della mutualità, della previ- 
denza e della difesa del bestiame mercè la vigilanza zooia- 
trica; 

per le istituzioni che, allo scopo di equilibrare i rischi 
derivanti dalla mortalità nel bestiame, si propongano la fe- 
derazione deUe mutue associazioni locali, un solido ordina- 
mento economico che offra le maggiori guarentigie di au- 
silio durevole ed e£Bicace alle associazioni affiliate. 

Art. 5. 
Alla spesa occorrente per i premi in danaro, per le me- 
daglie e per le indennità alla commissione giudicatrice è 
assegnata la somma di lire 6,000 che sarà pagata sul ca- 
pitolo 43 del bilancio del Ministero di agricoltura, industria 
e commercio per Tesercizio •corrente e sui capitoli corri- 
spondenti degli esercizi successivi. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d^Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo o 
di farlo osservajpe. 

Dato a Racconigi, addi 10 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

ÌUgittraio alia Ooru dei conti addi 2 teUembre 1904. 

Seg. 18. AtU del Govèrno a f. 92. PAonn. 
Luogo del aigUlo, Y. H GurdasigUli RONGHETT!. 

Rava. 



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^882 IMGGl E BECKCTI ML UGRO B'ITAUA • IWi 

N. 473. A B. 473. 

Regio Deorbto che converte in govematim il ginnasio e 
la scuola tecnica dì Città di Castello e modifica le ta- 
belle B, C ^ D, approvate dalla legge i2 lugUo 1900, 
n. 259. 

26 gìagno 1904« 

(PìMUeaU> ndla Gazzetta Uf/ScUOs del Regno il 9 eettembre 1004, n. 211) 



VITTOBIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
RE D'ITALIA 

Vista la legge 27 marzo 1904, n. 131; 

Veduta la convenzione stipulata fra il comune di Città 
di Castello e il Ministero della pubblica istruzione addi 19 
maggio 1903; 

Veduto che il comune di Città di Castello ha regolar- 
mente provveduto al rilascio e al deposito di 6 delegazioni 
sull'esattore comunale a garanzia del pattuito contributo di 
annue lire 19,000; 

Sentito il Consiglio dei ministri ; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per la pubblica istruzione; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art. 1. 
Dal r luglio 1904 il ginnasio e la scuola tecnica a tipo 
agrario dì Città di Castello sono convertiti in governativi. 

Art. 2. 
Alle tabelle 5, (7, Z>, approvate con la legge 12 luglio 
1900, n. 259, sono aggiunti dal T luglio 1904 i posti se- 
denti : 



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I fl MCMTI ML MIM t^lfAUA • IIM 3883 

Alla tabella B. 

1 posto di direttore incaricato a L. 500 

5 » di professori reggenti a » 1,800 

3 » » incaricati di 2' classe a . » 1,200 

Alla tabella G 

1 posto d'incaricato della direzione L. 500 

2 » di professori reggenti di classi superiori a » 2,000 

3 » » » » inferiori a » 1,800 

1 D di professore incaricato di matematica 

con rimunerazione a . y> 1,200 
1 )) j> incaricato di francese a . i> 700 

Alla tabella D. 

1 BideUo a L. 800 

1 Inserviente a » 700 

Ordiniamo che fl presente decreto^ munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale ^eUe leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 26 giugno 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

Bsgisfaio alla Carte dd tomM addi 5 wtUmkré 1904. 

ÌUg, 18* AiU d€l Gof^mo a f. 160« Paoihi. 
Uiyo M aigUlo. y. n OwrdMigiUi RONCHETTI. 

Orlando. 

GlOLITTI. 



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3884 LEGGI I racurri bil iuigmo b'itaua - IMI 



N. 474. m N. 474. 




Regio Degreto relativo alla elezione dei membri operai 
a far parte del consiglio superiore del lavoro. 

11 agosto 1904. 
(PuhbUeaU) netta Gaggetia Ufficiale del Regno il 9 settembre 1904, n. 211) 

VITTOBIO EMANUELE HI 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DILLA HAEIGMI 
BE D'ITALIA 

Visto l'art. 2 della legge 29 giugno 1902, n, 246, che 
istituì Tufflcio del lavoro e il consiglio superiore del lavoro; 

Visto l'art, 24 del regolamento per la esecuzione della 
predetta legge approvato con regio decreto 29 gennaio 1903, 
num. 48; 

Visto il parere del consiglio superiore del lavoro, emesso 
nella sua seconda sessione ordinaria del mese di marzo 1904 ; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stata 
per l'agricoltura, industria e commercio ; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Artìcolo unico. 
I membri rappresentanti dei minatori, dei lavoratori dei 
porti e del mare^ dei contadini e degli operai nel consiglio su- 
periore del lavoro, che per l'art. 2 della legge 29 giugno 1902,^ 
n. 246, sono da nominarsi per decreto reale, su proposta 
del ministro di agricoltura, industria e commercio, verranno 
da questo scelti nel modo segujente: 

a) Il rappresentante degli operai e capi mastri delle 
miniere della Sicilia fra due persone proposte dalla fede- 
razione centrale dei lavoratori delle miniere e dalle asso- 
ciazioni professionali dei minatori della Sicilia o dalla loro 
federazione ; 



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LBGGI I MEGUTI BXL UGNO B*ITAUA • llM 3886 

b) Il rappresentante degli operai e capi mastri delle 
miniere della Sardegna, fra due persone proposte dalla fe- 
derazione centrale dei lavoratori delle miniere e dalle as- 
sociazioni professionali dei minatori della Sardegna; 

e) Il rappresentante dei lavoratori dei porti e del mare, 
fra due persone proposte dalla federazione dei lavoratori 
del mare e dalla federazione dei lavoratori dei porti ; 

d) 1 due rappresentanti dei contadini, fra quattro per- 
sone proposte dal segretariato nazionale dei lavoratori della 
terra; 

^^e) I due rappresentanti degli operai, fra quattro per- 
sone proposte dalla federazione generale delle federazioni 
professionali dei lavoratori. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserte nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
M Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
ffi farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 11 agosto 1904. 

VITTORIO EMANUELE 



90gistaU> alla (hrte dei oofiH addì 5 settembre 1904. 

&^ 18. AtH dèi Qo9tmo a f. 104. Paoini. 
Uo^ M aiffUlù. y. n QnardMfaBriìU RONCHETTI. 



Rava. 



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3886 LIMI I ncBin ml ÈÈmum b'i 

N. 478. A N. 478. 

Rbgio Decreto che dichiara zone malariche ^porzioni del 
territorio della provincia di Novara. 

25 luglio 1904. 
{f^mtbìkaio nslla QoMSétia Uf/leiaU del lUgno U 9 settembre 1904, n. 211) 

VITTORIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTI DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. Ili, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Novara ha 
inviato le proposte di quel medico provinciale per la desi- 
gnazione di nuove zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità* sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità ; 

Sulla proposta fatta dal Nostro ministro segretario di 
Stato per gli afiari dell' intemo, presidente del consiglio dei 
ministri ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopra menzionate le por- 
zioni di territorio della provincia di Novara distinte come 
risulta dall'elenco che segue, facente parte integrante del 
presente decreto, che sarà vidimato d'ordine Nostro dal 
ministro proponente. 

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UGGÌ I raCKITI DIL UGNO B'ITALIA - 1M4 3887 

' Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decrelà 
4el Begno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, aM 25 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

aiyiittMd alla Córte dd eonM addi 5 »€lt§mbrt 1904. 

]Ug. 18. AtA del Governo a f. 99. PàxmL 
Imogo dA Sigillo. V. n OiiardasigM RONCHBTTL 

GlOUTTI. 



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LIGGI ft DICBITI NEL UGNO l'iTALIA - 1W4 3889 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti nella provincia di Novara oon T indicazione dei rispettivi 

confini territoriali 



1. — Comune di Arbore. 

L'intiero territorio comunale nei suoi confini attuali co- 
stituisce zona malarica. 

2. — Comune di Borgo Vercelli, 

L'intiero territorio comunale nei suoi confini attuali co- 
stituisce zona malarica. 

3. — Comune di Castelletto Cervo. 
La zona malarica è delimitata : 

a sud dal confine col comune di Buronzo ; 

ad ovest dal confine col comune di Gifflenga, dal tor- 
rente Cervo e poi dal torrente 0;stola sino al guado della 
strada Castelletto-Cervo-Buronzo ; 

a nord-ovest ed a nord il confine della zona malarica 
è costituito : dalla strada CastellettoCervo-Buronzo sino al 
bivio che essa forma incrociandosi con quella che conduce 
a Gattinara, da quest'ultima strada fino alla frazione Cagna 
ed in seguito dalla consorziale che dalla detta frazione (vol- 
gendo ad est e passando dietro alla Cascina Nuova) mette 
alla strada Castelletto-Monastero-Garella ; 

ad est la zona è delimitata la detta strada consorziale 
e dalla Castelletto -Monastero- Garella sino all' incontro del- 
l'altra consorziale che va al Rio Triogna, passando a nord 
della Cascina dei Poveri, da quest'ultima strada e dal Rio 
Triogna sino a raggiungere il confine col comune di Bu* 
ronzo. 

4. •— Comune di Greggio. 

L' intiero territorio comunale nei suoi confini attuali co- 
stituisce zona malarica. 

244 — VoL. V. . 1904. 



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3890 UtìOl ■ DKCKKTl OIL RRtiMO •*ITALU • 1904 

5- — Comune di Lenta, 

L'intiero territorio comunale nei suoi-coBfini attuali co- 
stituisce zona malarica. 

6. — Comune di Recetto. 

L' intiero territorio comunale nei suoi confini attuali co- 
stituisce zona malarica. 

7. — Comune di Roasenda. 

L'intiero territorio comunale nei suoi confini attuali co- 
stituisce zona malarica. 

8. — Comune di Saluggia. 

La zona malarica è delimitata : 

a nord e ad est dai confini coi comuni di Livorno Pie- 
monte, Lamporo e Crestfentino ; 

a sud dal confine col comune di Borgosesia in provincia 
di Torino; 

ad ovest da una linea che partendo dal confine con 
Livorno Piemonte segue la strada Milano-Torino fino alla 
frazione dì Sant'Antonino che attraversa per raggiungere 
e percorrere la strada, che, passando pel cimitero della 
detta frazione, attraversa la Roggia del Rotto arrivando 
al Ponte Praiassi sul canale Cavour. La linea di delimita- 
zione della zona malarica è quindi data dal canale Cavour, 
dal detto ponte in direzione est-ovest sino allo sbocco in 
esso del canale sussidiario Farini, poi dal canale Farini sino 
al fiume Dora, ♦e da ultimo dalla strada ferrata per quel 
tratto che va dal ponte sulla Dora al confine col comune 
di Borgosesia in provincia di Torino. 

9. — Comune di Vicolungo. 

L'intiero territorio comunale nei suoi confini attuali co- 
stituisce zona malarica. 

Visto^ (JC ordine di S. M. il Re: 

lì minktaro dell* interno 

GIOLITTL 



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LIGGl 1 DKMm UL UGHO t'iTlLU • 1904 3891 



N. 476. ^ N. 476. 




Regio Decreto che dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Como. 

r agosto 1904. 
(Pubblicato nella GaxMetta Ufficiale del Regno U 9 settembre 1904, n. 211) 



VITTOBIO EMANUELE IH 

P«R GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
B£ D'ITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. Ili, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto dì Como ha in- 
viato le proposte di quel medico provinciale per la desi- 
gnazione di nuove zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli affari deir intemo, presidente del consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopra menzionate le por- 
zioni di territorio della provincia di Como distinte come ri- 
sulta dall'elenco che segue, facente parte integrante del pre- 
sente decreto, che sarò vidimato d'ordine Nostro dal mi- 
nistro proponente. 



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3892 LEGGI K DICRITI DIL BBGNO l'iTALU - 1904 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo delia 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi V agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Bigitt^aio alla OorU dd wvUi addi 6 settembre 1904. 

Reg. 18. AiH del Governo a f. 98. Pàoinl 
Luogo del Sigillo 7. U Qiuu^agigilU RONCHETTI. 



GlOLITTI. 



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LI6GI B DKBITI MEL UGNO t'ilAUA • IWM 3883 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti In provincia di ComOf coli* indicazione dei rispettivi 
confini territoriali 



1. — Comune di Airuno. 

La zona malarica è delimitata: 

a) a nord : dal confine col comune di Capiate e dal- 
l' Adda; 

i) ad ovest : dalla strada provinciale Lecco-Milano fino 
all'incontro del confine col comune di Brivio; 

e) a sud e ad est : dal confine col comune di Brivio. 

2. — Comune di Ancone Brianza. 
La zona malarica ha per limiti: 

a) a nord : il confine col comune di Snello e il lago di 
Aimone; 

b) a ovest: il sentiero che dal filatojo o cascina Tes- 
Bera, mette alla strada comunale detta della Tessera; 

e) a sud: la strada ora detta fino a quella Annone- 
Cesana, e quella che da casa Polvara va a cascina Cà nova ; 

(Q ad est: la consorziale detta « della Valle e alle Onne » 
fino al lago. 

3. — Comune di Arcisate. 

La zona malarica ha per confini: 

a) ad ovest : la strada della Pezza fino al mappale nu- 
mero 536; 

b) a nord-ovest : la vicinale ohe continua quella della 
Pezza fino all'incontro della consorziale detta della Prova; 

e) ad est: la strada della Prova e il confine col co- 
mune di Bisuschio; 

d) a sud : il confine con Bisuschio. 

1 — Comune di Bene-Lario. 
La zona malarica è delimitata da una linea che comin- 

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3894 LEGGI I DICBCTI DEL UGNO l'iTALU - I9èk 

• ciando al confine col comune di Piane-Porle^za segue prima 
il lago di Piano fino all'incontro della strada comunale 
detta della Poncia; poi segue questa strada, il sentiero vi* 
cinale che unisce la strada della Poncia a quella della Pra- 
detta, fino air incontro della strada comunale di Torre e 
andando lungo questa raggiunge la sponda del lago, punto 
di partenza. 

5. — Comune di Bisuschio. 
La zona malarica è limitata: 

a) a» pord-'Ovest: dal confine col comune di Arcisate; 

b) a nord-est : (Jalla strada consorziale detta del Laghetto ; 
e) ad est: dalla strada provinciale; 

d) a sud: dal confine con Arcisate e dalla roggia, che 
serve di emissario al Lago Cicogna. ^ 

6. — Comune di Brivio. 

Vi sono tre zone malariche. 
La prima zona ha per limite: 

a) a nord e ad est: il fiume Adda; 

b) ad ovest: il confine col comune di Airuno fino al— 
rincontro colla strada comunale Airuno-Brivio e questa 
strada fino all'abitato di Brivio; 

e) a sud : la strada che dall'ora nominata va al fiume 
Adda; 

La seconda e la terza zona sono rispettivamente co- 
stituite dall'Isola della Torre, e dall'isolotto del Serraglio. 

7. — Comune di Cadrezzate. 

La zona malarica è delimitata: 

a) a nord : dal confine col comune di Menate ; 

b) ad ovest: dalla sti^da comunale Menate- Cadrezzate 
fino alla piazza della chiesa (nell'abitato di Cadrezzate), dalla 
strada comunale, dalla piazza alla Chiesa, dalla contrada» 
maggiore, dalla strada della Pezza fino all'incontro della 
strada comunale detta di Moncalvo, » dalle strade consor- 
ziai di MpncaAvo, Ponciacorta e Pauretta fino al confine 
con Lentate; 

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tlGGI I MCSrri ML UGNO »*ITALU • 1904 3895 

(?) a sud: dalle strade di Moncalvo, Ponciacorta e Pau- 
retta; _ 

et) ad 'fì&ii ^lqA Iago di Menato o m »t C/Uimiiu — uux vm — 

mune di OsmateLentate. 

8. — Comune di Capiate. 

La zona malarica ha per limiti: 

a) a nord: la linea ferroviaria; 

b) ad ovest : la stessa linea ferroviaria fino all'incontro 
della provinciale Lecco-Milano e questa strada fino al con- 
fine con Airuno; 

e) a sud: il confine con Airuno; 

d) ad est: il fiume Adda. 

9. — Comune di Carlazzo. 

La zona malarica ha per confini : 

a) a nord: i numeri mappali 77 e 75; 

b) ad est: il lago del Piano; 

e) a sud: il limite territoriale con Piano-Porlezza e 
Tavordo; 

d) ad orest: la strada comunale da S. Pietro a Cà Cab- 
biosa fino alla Cascina Sala. 

10. — Comune di Cassina-Mariaga. 
La zona malai^ica ha per limiti: 

a) a nord: il confine col comune di Ponzano; 

b) ad ovest: la roggia Gallarana^ 

e) ad est: il lago di Pusiano; 

d) a sud: il confine col comune di Incino. 

11. — Comune di Cesana-Brianza. 

I limiti della zona malarica sono: 

a) a nord : la strada provinciale ; 

b) ad est: le strada comunale Bosisio-Cesana Brianza; 

e) a sud: il confine con Bosisio; 
d) ad ovest: il lago di Pusiano. 

12. — Comune di Comabbio. 

La zona malarica ha per limiti: 
a) a nord: il confine col comune di Travedona; 



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3896 LIGGI I DlCWil DIL MONO B'ITAUA - 1904 

h) ad est: il confine col comune di Ternate fino alla 
strada consorziale di Carreggio ; . „ ^ ^ 

j>\o qiiH' piiA*^^ atrada iinu atì!lnCi)n±]PQ_ della strada 
comunale Osmaxe-Travedona ; 

d) ad ovest: questa strada fino alFincontro di quella 
al Lago e il lago di Menate. 

13. — Comune di Incino d'Erba. 
La zona malarica ha per limiti: 

a) a nord : il confine col comune di Cassina Mariaga ; 
h) ad ovest: la roggia Gallarana; 

e) a sud: la strada provinciale; 

d) ad est: il confine col comune di Moiana e il lago 
di Pusiano 

14. — Comune di Moiana. 

La zona malarica ha per limiti: 

a) a nord: il lago di Pusiano; 

b) ad ovest: il confine col comune di Incino; 

e) a sud: la strada provinciale Pontenuovo-Casletto; 

d) ad est: il confine col comune di Casletto. 

15. — Comune di Menate. 

La zona malarica ha per limiti: 

a) a nord: la strada comunale Monate-Travedona e 
quella per Cadrezzate; 

h) ad est: il confine con Travedona; 

e) a sud: il lago di Menate; 

d) ad ovest : il confine con Cadrezzate. 

16. — Comune di Osmate Lentate: 
La zona malarica ha per limiti : 

a) a nord-est : il confine con Cadrezzate, e la strada 
delle Paludi, che unisce la strada Cadrezzate-Osmate a quella 
Osmate-Lentate ; 

h) ad est: la strada comunale Lentate-Osmate fino al- 
l'incontro della consorziale detta la Paurosa; 

e) a sud : la strada della Paurosa ; 



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uggì I DBCRITI DIL HBGMO l'iTAUA - 1964 3897 

d) ad ovest : la roggia Lenza fino al confine con Ca- 
drezzate. 

17. — Comune di Ponzano, 

La zona malarica ha per limiti : 

a) a nord-ovest : la provinciale Erba-Lecco ; 

b) ad est : il lago di Pusiano ; 

e) a sud : il confine con Cassina Mariaga fino alla con- 
sorziale dei Monti di Gera: la consorziale detta del Car- 
reggio fino al torrente Lambrone e poi la roggia Gallarana 
fino al confine con Cassina. 

18. — Comune di Piano Porlezza. 
La zona malarica è limitata: 

a) a nord : dall'argine della ferrovia Porlezza-Menaggio 
fino alla strada comunale detta di Cerò; 

b) ad est: da questa strada e dal confine col comune 
di Bene-Lario ; 

e) a sud : da questo confine e dalla sponda del lago di 
Piano, fino air incontro del confine con Carlazzo; 

d) ad ovest : da questo confine. 

19. — Comune di Pusiano. 

La zona malarica ha per limiti : 

a) a nord : la strada provinciale ; 

b) ad est e a sud: il confine col comune di Cesana- 
Brianza ; 

e) ad ovest: il lago di Pusiano- 

^0, — Comune di Snello. 
La aona malarica ha per limiti: 

a) a nord : il confine con Civate e la strada pro- 
vinciale ; 

b) ad est : il lago di Annone ; 

e) a sud : il confine con Annone ; 

d) ad ovest : il sentiero parallelo alla strada comunale 
delle Fornaci che unisce la strada provinciale alla comu- 
Q^e detta dei Pascoli ; la stessa strada e i confini dei map- 
pali 707, 854 e 849. 



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3898 UBGGI I OICMRI ML OGHO 1*ITAUA x 1964 

21. — Comune di Travedcma. 
La zona malarica ha per limiti : 

a) a nord-est : la strada comunale dei Ronchi ; 

b) ad est : la strada comunale del Selvetto, queUa delle 
Fontane, delle Sovorine, e delle Granvigne fino alla strada 
comunale Comabbio-Travedona ; 

e) a sud : il confine con Comabbio ; 
d) ad ovest: il confine con Monate lungo la roggia 
Acqua Negra, e il lago di Monate. 



Yisio^ d'ordine di S, M. il Re: 

Il miniBtro deU* intemo 

GIOLITTI. 



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Lifittf I ìmcaatì wwl ««m ì'itaijì - t§Ó4 3899 

M. 477. A S. 477 




Regio. Decreto che dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Venezia. 

r agosto 1904. 
{Pubblicato nella Gazzetta UffidoU del Regno il settembre 1904, n. 211^ 

VITTOBIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ. DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, e H relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. Ili, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Venezia ha 
inviato le nuove proposte di quel medico provinciale per 
la designazione di altre zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari dell'interno, presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 
^Abbiamo decretato e decretiamo: 

_ Articolo unico. 

Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle dispo- 
sizioni di legge e di regolamento sopra menzionate le por- 
zioni di territorio della provincia di Venezia distinte come 
risulta dalFelenco che segue, facente parte integrante del 
presente decreto, che sarà vidimato d'ordine Nostro dal 
ministro proponente. 

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3900 UMi I dicaiTi UEL bigno i*itaua •« 1W4 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì T agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Bf^riflrolo alia Corte dei eonii addi 5 settembre 1904 

Beg. 18. AtH del Choemo a f. 102. Paoini. 
Luogo del StgUlo, 7. H Gaardaglgìlli RONCHETTI. 

GlOLITTI. 



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uggì 1 DlCUn DCL KEGHOCJP'rrAUA * 1104 3901 

ELEl^CO DI ZONE MALARICHE 

esistenti in provinola di Venezia con indicazione dei limiti territoriali 

di ciascuna zona 



1. — Comune di Campagna Lupia. 

L'^intiero territorio del comune, nei suoi attuali confini, 
costituisce zona malarica. 

2. — Comune di Camponogara. 
La zona malarica è delimitata: 

a nord: dal confine col comune .di Dolo; 

ad est ed a sud: da quello col comune di Campagna 
Lupia; 

ad ovest: dallo stradale che costeggia l'argine sinistro 
dell'antico alyeo del Brenta o Canale Brenta Antico. 

3. — Comune di Caorle. 

4. — Comune di Ceggia. 

5. — Comune di Concordia Sagittaria. 

L'intiero territorio di questi comuni nei suoi confini at- 
tuali costituisce zona malarica. 

6. — Comune di Fossalta di Portogruaro. 

La zona malarica comprende il tratto del territorio co- 
munale posto a sud della strada provinciale Portogruaro 
Latisana, ed è delimitata: 

a nord: dalla detta strada per quel tratto che va dal 
confine col comune di Portogruaro a quello col comune di 
S. Michele al Tagliamento; 

ad est, a sud e ad ovest: dal confine territoriale del 
comone. 

7-8. — Comune di Mira. 
Vi sono due zone malariche. 
La prima zona malarica è delimitata: 

a nord : dal canale Cime in località Cà Tron e (prò- 



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3902 UGtìA I «team mcl mgmo v'ixaua - 1904 

seguendo verso nord-ovest) dallo scolo consorziale detto 
fossa Padovana, dallo scolo Brent^Ua e dalla strada comu- 
nale del Termine ; in seguito, sempre iù direzione di nord- 
ovest, dal canale Brenta fino alla strada del Bosco grande 
(fino a questo punto la sopradescritta linea segna anche la 
divisione fra la frazione di Oriago e quella di Gambarare) 
indi dalla detta strada del Bosco grande, Seriola Veneta, 
dalle strade del Molino Rotto e di Monte Rosso ed in .fine 
da quelle di Porto Menai, e delle Brentelle, raggiungendo 
il confine comunale nello scolo Brentonciao in località 
Brentelle; 

ad est, a sud e ad ovest: la zona è delimitata dalle cir- 
coscrizione comunale. 

La seconda zona malarica è costituita da una striscia di 
terreno della larghezza di metri duecento, fiancheggiante 
dai due lati la strada ferrata Venezia-Padova, in tutto il 
suo percorso nel territorio del comune di Mira. 

Essa comprende i terreni qui appresso indicati: 

Mappa di Marano: numero 1090 - 1 136 - 1 142 - 1 0t9 - 
1194- 1192-1182- 1184- 1176- 1178- 1211 - 1196- 
1197- 1085- 1174- 1176 - 1177. 

Questi numeri, a nord della strada ferrata segnata al 
n. 1200. ' • ' 

a sud i numeri 1092 -- 1190 - 1195 - 1189 - 1091 - 
1098- 1099- 1100- noi - 1181 - 1199- 1180- 1212- 
1198^ 1191. 

Mappa di Oriago: Mappalì numeri 1445 - 1442 - 1 150 - 
1572 - 1573 - 1574 - 1148 - 1090 - 1093 - 1094 - 1095- 
1096- noi - 1100 - 1099- 1102- 1103- 1104- 1106- 
1483 - 1467 - 84Q - 847 - 846 - 1461 - 1203 - 1484 - 
1466 - 1410 - 1460 - 895 - 1407 - 894 - 1459 - 1465 - 
893 - 891 - 1402 - 1405- 1204 - 906 - 1412 - 911 - 
909 - 910 - 912 - 913 - 915 - 914 - 918 - 917 - 919 - 
1359 - 924 - 1540 - 1352 - 920 - 1421 - 1344 - 925 - 
1345 - 926 - 927 - 928 - 1424 - 1426 - 935 - 1432 - 
936. - 1435 - 1534 - 1207. 1347 - 1354 - 1346 - 1326 - 



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LIGGI I DICRKTI ML RMlfO B*ITAUà - I9CU 3903 

1368 - 1370 - 1355 - 45 - 1563 - 1562 - 1330 - 1333 - 
1351 - 48 - 272 - 1554 - 20-1 - 2-3-4-5-6-9- 
1361 - 1362 - 1363 - 1366 - 215 - 1378 - 54 - 1452 - 
56 - 217 - 1379 - 219 - 221 - 220 - 1385 ^ 343 - 344 - 
342 - 522. 

Questi numeri, a nord della strada ferrata segnata al 
numero 1456. 

a sudi mappali numeri 1550 - 1444 - 1443 - 1350 - 
1580 - 1581 - 1582 - 1349 - 1360 - 1353 - 1583 - 1438 - 
1439 - 1541 - 1397 - 1399 - 1400 - 1398 - 1406 - 1458- 
1404 - 890 - 1403 - 889 - 1200 - 1414 - 1413 - 888- 
ltl5 - 1416 - 1417 - 1418 - 908-909-884- 1419- 
1537 - 1341 - 1340 - 1466 - 1342 - 1343 - 923 - 921 - 
1421 - 922 - 1453 - 1422 - 1450 - 1374 - 1425 - 1028 - 
1434 - 1423 - 1427 - 1433 - 1431 - 1430 - 933 - 1429- 
1437 - 1447 - 1446 - 1455 - 1448 - 21 - 1449 - 1429 - 
1571 -16-8- 10-7- 1373 - 1365 - 1364 - 1367- 

1369 - 1371 - 1372 - 1454 - 1332 - 1358 - 1335 - 47 - 
1451 - 1357 - 1376 - 1375 - 1539 - 1381 - 1380 - 1382- 
1384 - 1383 - 1386 - 1387 - 1390 - 1392 - 1389 - 1391 - 
1393- 346 - 345 - 388 - 1388 - 1394 - 332. 

9-10-11. — Comune di Mirano. 
Vi sono tre zone malariche : 

La prima è limitata a nord dalle strade consorziali di 
Pestrina e di Mirano di sotto, ad est dal confine comu- 
nale, a sud dal fiume Lutore e ad ovest dalla strada comu- 
nale che va da Mirano a Veltrego, 

La seconda zona malarica è limitata a nord dallo scolo 
Comuna, ad est dal confine comunale, a sud dal fosso Fianca, 
ad ovest dallo scolo Comunetta. 

La terza zona malarica è costituita da una striscia di 
territorio èhe fiancheggia da una parte e dall'altra la strada 
ferrata Padova-Venezia, avendo complessivamente una lar- 
ghezza di circa metri 200, e che, partendo dal confine col 
comune di Mira, arriva a quello di Pianiga e comprende 
le proprietà segnate in mappa Scattenigo ai cntastali nu- 



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3904 Liaai ■ ikoti hl umm ^italia «« 1M4 

meri 1632 - 1432 - 1757 - 1442 al 1446 - 1478 - 1653 

- 1763 - 1652 - 1654 - 1684 - 402 - 1641 - 1643 - 1681 

- 395 - 434 - 1693 - 429 - 428 - 455 - 1687 - 753 - 1740 

- 462 - 1699 - 463 - 1664 - 464 - 458 - 461 - 765 - 
762 - 1659 - 1745 - 1696 - 506 - 1711 - 842-514 - 

1717 - 1744 - 512 - 1714 1738 - 1737 - 529 - 1648 - 
1650 - 725 - 1731 - 1734 - 1827 - 1666 - 1752 - 1754 

- 1885 - 1755 - 1847 - 1753 - 1662 - 1656 - 1769 - 
1764 - 1655 - 1770 - 1761 - 1762 - 1759 - 1758 - 
1675 - 1674 - 1676 - 356 - 366 - 1677- 1680- 1679 

- 381 - 1766 - 1730 - 1729 - 658 - 1728 - 1686 - 1685 

- 1767 - 1642 - 1683 - 1682 - 1692 - 1691 - 1690- 
1749 - 1688 - 1689 - 1695 - 1741 - 1700 - 1742 - 1701 

- 467 - 465 - 1646 - 468 - 1645 - 1709 - 473 - 1771 

- 1668 - 1663 - 1698 - 1697 - 1713 - 1712 - 1719 - 

1718 - 1746 - 1745 - 1716 - 527 - 528 - 1768 - 1749 
1733 - 736. 

12. — Comune di Portogruaro. 

L' intiero territorio del comune costituisce zona malarica, 
eccettuatane una parte immune la quale è cosi delimitata : 
a nord : dal confine col comune di Gruaro ; 
ad est: dal confine col detto comune e da quello coi 
comuni di Teglie Veneto e Fossalta di Portogruaro ; 

a sud : dalla strada provinciale Portogruaro-Fossalta 
di Portogruaro e poi dallo scolo Lemene fino ad incontrare 
il. fiume Reghena; 

il limite ovest della zona immune è dato dalla roggia 
Versiola sino al sottopassaggio della strada provinciale 
Portogruaro-Cinto-Caomaggiore e da detta strada fino a 
raggiungere il confine col comune di Gruaro. 

La zona immune cosi delimitata comprende, Tabitato di 
Portogruaro e la frazione di Portovecchìo. 

13. — Comune dì S. Michele al Tagliamento. 
La zona malarica è delimitata : 

a nord : dalla strada provinciale Portogruaro-Latisana 
a partire dal confine col comune dì Fossalta di Porto- 



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ISMI g MBCOn HL IBGIIO »*ITAUA « 1M4 3906 

gruaro sino ad arrivare alla proprietà Biasini, poi dalla stra- 
della consorziale del Verde giungendo al casello ferroviario 
della strada ferrata, da questa sino al cimitero di San Mi- 
chele. In seguito il confine nord della zona malarica è dato 
dalle strade consorziali Angora Canal e Comugna e dal con- 
fine dei censuari di San Michele e San Filippo sino a rag- 
giungere il fiume Tagliamento; 

ad est: la zona malarica è delimitata dal Tagliamento; 

a sud e ad ovest: dal confine comunale fino a rag- 
giungere la strada Portogruaro-Latisana. 

14, — Comune di S. Stino di Livenza. 
La zona malarica è delimitata : 

a nord : dalla strada ferrata ; 

ad ovest : dal confine col comune di Torre di Mosto ; 

a sud: dal confine con Caorle; 

ad est: dal confine coi comuni di Caorle, Concordia 
Sagittaria e Portogruaro sino ad arrivare alla detta strada 
ferrata. 

15. — Comune di Torre di Mosto. 

L'intiero territorio del comune nei suoi confini attuali 
costituisce zona malarica. 



Visto, dTordme éU S. M. il Re: 

Il ministro dall^intorno 

QIOLITTI. 



i45 — VoL. V. - 1904. 



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8M6 uMMi ■ Mcnnn ml hqm »'rìua - WM 

N. 478. ifc N. ■$78. 



d 



Regio Decreto che dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Modena. 

4 Agosto 1904. 
{f^tibhhcato vuUa GoMtMta Of/UiaU d^l hétjno il 10 S€itemhré 1M4» n. 212} 

VITTORIO EBiANÙELK IH 

PBR QBJkZlA DI DIO K JPKR VOLONTÀ DUO^ IfAZIOMI 
RE D'ITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. Ili, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Modena, ha 
inviato le proposto di quel medico provinciale per la de- 
sfgnazione di una nuova zona malarica in quella provincia, e 
la modificazione di alcune delle zone malariche della provincia 
stessa, rispetto aUe quali fu provveduto col regio decreto 
29 settembre 1902, n, 570 ; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli affari dell' interno, presidente del consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
È dichiarata zona malarica agli effetti delle disposizioni 
di legge e di regolamento sopramenzionate la porzione di 
territorio del comune di Mirandola in provincia di Modena 



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tBMI I ilCUTI iSL UMM i*ITiLU • liM 3907 

distìnta come risulta dairelenco che segue, facente parte 
int^ante del presente decreto che sarà vidimato, d'ordine 
Nostro, dal ministro proponente. 

Le zone malariche dello stesso comune di Mirandola e 
di quello di Concordia, pure in provìncia di Modena, già 
approvato col regio decreto 29 settembre 1902, n. 570, ven- 
gono modificate in conformità di quanto è indicato nell'e- 
lenco medesimo. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dt^i decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 4 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Aemt^'atn alla OcrU dèi ennU adài 5 settembre 1904. 

Beg. 1& AMI* del Goo^mo a f. 108. Paoiml 
Uiofo del Sibilo, y. n Guardasigilli RONCHETTI. 



GlOUTTI. 



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uggì I Moum MBL UGiio •'iTALu • 1M4 39o9 



ELENCO 

cantsnente la descraione di una nuova zona malirìoa e ie modifioa- 
zim di altre zoaa niaiarìoiia già apprevata, tutta atittaati aaila 
provincia di Motlena. 



1. — Comune di Mirandola. 

Oltre le due zone delimitate col regio decreto 29 set- 
tembre 1902, n. 570, ne esiste una terza che 6 costituita 
dalle località « il Feniletto, la Signoretta, Ponte San Pel- 
legrino e le Caselle » e che ha per confini : 

a) a nord: la fossa Murena; 

b) ad OTest: la stessa fossa, la carrareccia che par- 
tendo da questa ad angolo retto va ad incontrare la strada 
comunale che ya al confine; questa strada fino al Ponte 
San Pellegrino, comprendendo i numeri mappali 4342 - 
4297 - 4298 - 4472 ; 

e) a sud : il confine del comune di Mirandola con quello 
di San Felice sul Panaro; 

d) ad est: una linea che partendo da questo confine, 
alle Caselle, passa pei numeri mappali 4040 - 4039 - 3928 
- 3920 ; e raggiunge la strada comunale su accennata, 200 
metri circa al disotto della cascina « la Maria ». 

La seconda zona malarica, delimitata con decreto regio 
più sopra accennato, viene ampliata in modo da avere per 
confini : 

a) a nord ed a ovest: il confine del comune; 

b) ad est: lo scolo di Quarantoli; 

e) a sud : questo scolo fino air incontro della carra- 
reccia che, passando pel Castello^ va alla provinciale di 
Qaarantoli; un tratto di questa fino a Quarantoli; la strada 
ed il fosso che da Quarantoli, procedendo in linea retta 
verso nord, vanno a raggiungere la strada ed il fosso che, 
con direzione di ovest e come una linea spezzata, vanno al 



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3910 IMU I MCltn tSL «MM »'ITALU • IMI 

fossetto delle Forcole; questa strada, questo fosso fino al 
fossetto delle. Forcole, questo fossetto ed infine il lìmite del 
comune. 

2. — Comune di Gonoordia, 

La prima e la tena sema malarica, già delimitate col 
regio decreto 29 settembre 1902, n. 570, vengono riunite 
in un'unica zona i cui limiti sono i seguenti : 

a) a nord, ovest, sud : i confini del comune ; 

b) ad est il fiume Secchia fino alle caee Ballerini ; poi 
la strada € dei ter^i » fiao al oìmitaro di San Giovanni, 
quindi una linea che, toeoando il fondo segnato al numero 
di mappa 835, incodiiira la strfidtt com anale Concordia-San 
Giovanni; un tratto di quesita strada fino al terremo segnato 
in catasto al n. 222, quindi xìda linea che congiunge i nu- 
meri 222 - 890 ^ 2(36 ^ 257 - 217 - 243 - 94 ^ 92 - 89 - 
91 - 213 - 87 - 78 - 89 - 81 - 163; di poi il fiume Sec- 
chia fino al inappitle 4461 ; da questo punto una linea spez- 
zata che, taglianda i Bumari mappali 1233 - 1234 •- 1222 - 
4220 - 2851 - 12Ó2 - 1245 ; va a raggiungere la strada 
Boscarda, e infine questa strada nellHiltimo tratto ahe va 
al confine settentrionale del comune. 



Visto, é^orfhne (fi S. M, il Re: 
lì mlnj'«m) 'ìeiriniemo 
OIOLITTI. 



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LIMI I MCHITI liL BIGHO 1*ITAUA • ISM 3911 



H. 479. ÌÉM N. 479. 



«I 



IlBaio Drckètò^ che dichiat^a zone inuiUmche porzioni 
di territorio della provincia di Perugia. 

10 agosto J9<>4* 
(PìMltemto noila GmssMta Uffidah del n*fffio il 12 settembre VM)4, n. 213) 

VITTOBIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO K PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
RE D^ITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. IH, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Perugia ha 
inviato le proposte di quel medico provinciale per la desi- 
gnazione di nuove zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli affari dell' interno, presidente del consiglio dei ministri ; 

Abbiamo decretato o decretiamo: 

Articolo tinico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopramenaionate le por- 
zioni di territorio della provincia dì Perugia distinte come 
risulta dall'elenco che segue, facente parte integrante del 
presente decreto che sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal 
ministro proponente. 



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3912 LIGGI I DKMTI OEL UGNO B*nàUA - 1M4 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 10 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



B^jUàraio aUa OorU dei eonH addi 6 settembre 1904. 

Bég. 18. AtH del Governo a f. 101. Pkcaa. 
Lmgo del Sisfilk. V. Vi Oiiftrdaslgmi ROìNCHETTL 

QlOLITTl. 



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uggì t DKBRI UL IIGMO B^ITAUA • 1M4 3913 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti in previneia di Perugia con l'indicaziene dei rispetti?! 
oonfini territoriali 



1-2-3. — Comune di CoUevecchio. 
Vi sono tre zone maiariche. 
La prima zona è delimitata : 

ad ovest dal corso del torrente Campana; 

a sud e sud-est dalla strada che unisce Pezzalunga, 
CoUefiore e Cicìgnano; 

a nord dalla strada vicinale che da Cidgnano va al 
torrente Campana. 
La seconda zona malarica è delimitata : 

a sud-est dal confine fra Stìmigliano e CoUevecchio, 
e precisamente nelle regioni Bastia e Colle Oti; 

ad ovest dal confine tra i comuni di CoUevecchio e 
Magliano Sabino; 

a sud dal fiume Tevere; 

a nord dalla linea ferroviaria Orte-Roma. 
La terza zoDa malarica è delimitata: 

a nord dal corso del fosso Balcone e daUa strada Sti- 
migliano-CoUevecchio fino all'immissione del detto fosso 
nd torrente Laia; 

a sud dal corso del torrente Laia die divide U comune 
di CoUevecchio da quello di Stìmigliano; 

ad est daUa linea di confine fra i comuni di CoUevecchio 
e di Tarano fino al Casale Rosati e di qui al fosso Balcone. 

4. — Comune di Fara Sabina. 

La zona malarica comprende una striscia di territorio 
che partendo dalla stazione ferroviaria dì Fara Sabina se- 



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9914 IMMl 1 MCMf I HL MftM »'if ALIA - IMI 

gue la strada che conduce al paese attraversando la re- 
gione Romitorio ed è delimitata: 

ad ovest daUa strada che dalla stazione va al paese; 

ad est e a sud dal fosso Oorese; 

a nord in parte dalla strada già nominata e dal fosso 
Peracalli. 

5. — Comune di Forano. 

La zona malarica è delimitata: 

a sud e sud- ovest dal corso del Tevere compreso fra il 
confine del comune di Simigliano e qvello di Poggio Mirteto; 

a nord-est dal tratto delia ferrovia Orte-Roma oom- 
preso fra gli stessi confini. 

6-7. — Comune di Labro. 
Vi smio due zone malariche. 
La prima zona è delimitata: 

a nord dfi^la strada di Costa del Monte a partire dal 
confine col comune di Rivodutri, passando per le Casette 
e costeggiando le penaci a levante del Monte Biancone) fino 
a raggiungere il corso del fosso Piumarone; 

ad ovest dal detto fosso e dal fiume Velino fiDo a 
R^pasto; 

a sud dal corso del fiume Velino, a partire da Repa- 
sto attraverso le località le Roseiette e le Rosele,' fino ad 
incontrare il confine oòl cMOLune di Rirodutri; 

ad est dal confine eoi comune di Rivodutri fino alla 
strada di Costa del Monte. 

La|seoonda zona malariea ò delimitata dalie strade ▼i'^ 
cinali che girano attorno al lago di Ventina e precisamente 
a nord da casa Ventina alla Casa Rossa, ad est dalla Gasa 
Rossa al Casale Rosso, a sud dal OaSide Rosso «dfo ferro* 
via, ad o^St <laUa stessa ferrovia. 

8-9. — Comune di MagUano Sabino. 

Vi sono due zone malariche. 

La prima zona imprende la località posta fra il CasteUo 
delle F^rmiohe »d il P^uke Ftlìce ade delimitate : ad esÉ dalla 



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UKMI I HCmi WL MtQM •'ITAUA - IMI 9916 

via Flaminia, ad ovest dal corso del fiume Tevere, a sud dal 
Tevere e a nord dal confine fra i comuni di Magliano Sabino 
ed Otricoli. 

La seconda zona malarica è delimitata : 

a nord e nord-est dalla strada che da Ponte Felice 
mette al torrente Campana, costeggia le peBdici dei Colli 
San Pietro, la regione Foglia e Caprareccia ed il Casale 
Rossetto fino alla lerrovìa Orte-Roma, poi da detta ferro- 
via fino al confi ae col cornane di Colle veoehio. A sud dal 
col detto confine, ad ovest e a nord dal corso del fiume 
Tevere, 

10. — Comune di MontopoU. 

La zona malarica trovasi compresa nel piano del Tevere 
ed è delimitata ad ovest dal confine provinciale, ad est 
dfllle pendici dei colli della regione Moricellì sino a Ponte 
Sfondato, a nord dal confine col comune di Poggio Mirteto, 
a sud da quello eoa Fara Sabina. 

11. — Comune di Poggio Mirteto. 

La zona malarica è delìrailata a nord dalla ferrovia Orte- 
Roma, a sud-ovest dal corso del fiume Tevere, ad ovest 
dal confine col comune di Forano, ad est da quello con 
Montopoli. 

12 — Comune di Rieti. 

La zona malf^rica è delimitata: 
a nord dalla sponda settentrionale del lago di Ripa- 
sottile, partendo dal confine col comune di Labro e cpsteg- 
giando il contorno meridionale della regione Colle Pipino 
sino al Ponte Crispolti; 

ad est da um tratto della linea di ftooftfine col comune 
di Poggio Rustone e dalla sponda oocfdbniale del lago Lungo 
e del lago ScUio, fino alla casa Torretta e da questa al- 
l' incontrò dalia strada vioinale che girando a sud^ porta 
alla casa Biaiicini; 



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3916 LBCai I DIOkBTI iBL RIGUO B'ITILU - IIM 

a sud-ovest da una linea che partendo da casa Bian- 
cini percorre un tratto della strada provinciale di Rieti fino 
a S. Nicola e prosegue per la strada comunale fino alla 
casa Rossa, comprendendo le adiacenze della sponda sud 
del lago di Ripasottile fino alla località denominata Sette 
Camini; 

ad ovest dalla località Sette Camini, e da una linea 
che risalendo il corso del fiume Velino va al confine coi 
comuni di Contigliano e di Labro. 

13. — Comune di Rivodutri. 
La zona malarica è delimitata: 

a nord da una linea che partendo dalle origini del 
fosso Santa Susanna presso Pie di Colle scende lungo la 
strada provinciale di Rieti fino ad incontrare quella di 
Costa del Monte, che segue percorrendo la regione Com- 
pigliano lungo il confine tra il comune di Labro e quello 
di Morrò Reatino; 

ad ovest da una linea che segue il confine fra il co- 
mune di Labro e quello di Rivodutri, passando per le lo- 
calità Premonterò e Cornacchiaro, fino al lago di Ripa- 
sottile ; 

a sud da una linea che partendo dal Promontorio sito 
ad est del lago suddetto, percorre la strada vicinale che 
trovasi a sud di Colle Pipino fino al Ponte Crispolti con- 
fondendosi col limite nord della zona malarica di Rieti; 

ad est da una linea che parte dal Ponte Crispolti, per- 
corre quel tratto di strada che conduce a Poggio Rustone 
e, andando lungo i fossi S. Susanna e Gambarano, rag- 
giunge a Piò di Colle l'estremo nord della zona. 

14-16. — Comune di Stimigliano. 

Vi sono due 0one malapicbe. 

La prima zona è delimitata: 

a sud-est da un tratto di strada provinciale che dalla 
Madonna del Nocchietto mette al Molino di San Polo fino 
a raggiungere il confine con Forano; 



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LIGGI I UDCnri BIL «I61V0 B^TtàUà - 1M4 89 17 

a nord est da una linea che segue il Torrente Laja, 
che divide il comune di Stimigliano da quelli di Colieyec- 
chio e di Tarano; 

a sud-ovest dalla strada vidnale che trovasi alle pen- 
dici nordiche del Colle San Valentino e va fino alla Ma- 
donna del Nocchietto. 

La seconda zona malarica comprende la regione deno- 
minata Scarpie e tutto il tratto di strada ferrata incluso 
nella zona stessa ed è delimitata a sud sud-est e sud-ovest 
dal corso del fiume Tevere, a nord dalla strada provinciale 
parallela alla linea ferroviaria Orte-Roraa. 



Visfo^ éC ordine di S. M.\ 

Il mÌDÌstro deU* interno 

GlOLmi. 



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3818 ttmi I MCHm md. wmm whmuk « IfM 

N. 480. A N. 480. 

Regio DEOfiETo che conoerte in governativo il ginnasio 
di Frosolone e modifica le tabelle G « D pel personale 
dei regi ginnasi. 

26 gJugao 1»04 
{PubbHnatù nella Gazxeita UffiàaU dei Regno il 9 settèmbre t^4, n. 211) 



VITTORIO MMUELE HI 

PER GRAZIA DI DIO B PER VOLONTÀ. DELLA NAZIONE 
RE D'ITALIA 

Veduta la legge ?6 dicembre 1901, n. 532; 

Veduta la convenzione stipulata tra il Ministero della pub- 
blica istruzione e ramministrazione dell'istituto G. A, Fazioli 
in data 12 giugno 1904 a chiarimento dell'altra convenzione 
stipulata tra gli stessi contraenti in data 18 dicembre 1900; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per la pubblica istruzione ; 

Abbiamo decretato e [decretiamo : 

Art. \. 
A datare dal l"" ottobre 1904 è istituito un ginnasio go- 
vernativo in Frosolone. 

Art. 2. 
L'amministrazione dell'onte G« A. Fagioli di Frosolone 
dovrà sin da ora validamente effettuare la cessione allo 
Stato di tutto il suo patrimonio, quale risulta dall'inven- 
tario allegato aUa convenzione 18 dicembre 1900. 

Art. 3. 
Alle tabelle organiche in vigore per il personale dei 
regi ginnasi vengono fatte dal T ottobre 1904 le seguenti 
modificazioni : 



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WtL HCM riTAUA - IMI B9I9 

TABELLA C. 
(Posti in aumento). 

1 incaricato della direzione a L. 500 

1 titolare nel corso superiore » 2,200 

1 reggente nei corso superiore. .... » 2,000 

1 titolare nel corso inferiore » 2,000 

2 reggenti nel corso superiore a lire 1,800 » 3,600 

1 reggente per la matematica » 1,800 

] incaricato per il francese i> 1,500 

TABELLA D. 
(Po9tt in aumento). 

1 bidello a L. 800 

1 inserviente custode (con alloggio). . . . )i 700 

Ordiniamo che il pfesente decreto, munito del sigillo dello 
Suto, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
riel Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osaervario e 
«lì farlo osservare. 

Dato a Roma, addi 26 giugno 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

ibyitirai» ^la OorU àti taM adéà 7 ««Mvmftrtf 1901 
%. 18. AtH del Qwmi^ a f. 107. A. AmausAata 
Lmgo del Sigillo. Y. lì OuardasigUli RONCHETTI. 

Orlando. 



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3920 LiGGi B Diami del mano b'itiua - 1904 

N. 481. 1^ N. 481. 




Regio Decreto che approva il regolamento provvisorio per 
la nomina dei medici chirurghi condotti comunali e con- 
sorziali e degli ufficiali sanitari. 

22 agosto 1904. 
{Pubblicato nella Gazaeiia Ufficiale del Regno il 9 settembre 1904, n. 811) 

VlTTOfilO EMANUELE HI 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
B£ D'ITALIA 

Vedute le leggi 22 dicembre 1888, n. 5849 sulla tutela della 
igiene e della sanità pubblica e 25 febbraio 1904, n. 57; 

Veduto il parere del consiglio superiore di sanità; 

Veduto il parere del consiglio di Stato; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari deirintemo, presidente del consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 

É approvato l'unito regolamento provvisorio per la no- 
mina dei medici chirurghi condotti comunali e consorziali e 
degli ufficiali sanitari, che sarà vidimato e sottoscritto, d'or- 
dine Nostro, dal ministro dell'interno. 

Ordiniamo che il présente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 22 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

Registrato alia Corte dei eonU addi 7 seUembre 1904. 

Rea, 18. AtU del Gooemo a /. 109. PAcnn. ^ 

luogo del SigUlo. V. H Goardasigim RONCHETTI. GlOLITTI. 

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uggì I BwcMgn m nam ì'itaua * 1M4 3921 

REGOLAMENTO PROVVISORIO 

per la nomina dei medici chlrarghi condotti comunali e consorziali 
e degli afflciali sanitari 



Art. 1. 

Ad ogni apertura di concorso per nomina di medici chi- 
rurghi condotti deve precedere la deliberazione del relativo 
capitolato di servizio, nel quale il consiglio comunale o l'as- 
semblea consorziale, secondo la rispettiva competenza, sta- 
biliranno i diritti ed i doveri del sanitario da nominarsi e 
le modalità del suo servizio, salva Tapprovazione della giunta 
provinciale amministrativa nelle forme di legge. 

Se la condotta è estesa alla generalità degli abitanti, Io 
stipendio del medico chirurgo condotto sarà ripartito in 
due quote distinte, delle quali una costituisce il compenso 
per la cura dei poveri, Taltra quello per la cura degli ab- 
bienti. 

Art. £• 

I rappresentanti dei comuni all'assemblea consorziale sono 
eletti, nel proprio seno, dai consigli comunali a maggioranza 
assoluta di voti. 

Nella sua prima seduta, che è convocata dal sindaco del 
comune capoluogo, l'assemblea consorziale nomina, con la 
stesse regole, il presidente del consorzio. 

Però, dopo due votazioni libere rimaste inefficaci, si pro- 
cede a ballottaggio fra i due candidati che nella seconda 
votazione libera riportarono maggiori suflFragi. A parità di 
voti ha la preferenza il più anziano di età. 

Art. 3. 
Fino alla pubblicazione del regolamento definitivo, i con- 
corsi di nomina a medico chirurgo condotto saranno esclu- 
sivamente per titoli. 

^6 — VoL. V. - 1904. 



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L'avviso di concorso verrà pubblicato dal sindaco o dal 
presidente dpj cpnspfzip fi|meno im ipose prima che scada 
il termine utile per la presentazione (felle (lonmnde dei con- 
correnti, ed iadicherà, oon le altre principali eJisppsiziiJi)i 
del capitolato, anc|ìe lo stipendio del sanitario nella somma 
approvata dalla giunta provinciale amministrativa. 

Se per questo ultimo provvedimento pende ricorso del 
comune avanti il consiglio syppriore di sanità, ne verrà 
fatta espressa menzione. 

Art. 4. 

Tnm^ de}}f{. qlijijs^fa del poncorso, i} consiglio prQvijjcl^lp 
(Ij sanità prpcedefà ^lla Qop^inf}, dejl^r commissione gì|idlca- 
i;r|pe, nellp pe^sQue di pingue professionjsj;} cpmpetentj pejfp 
gpepialità pip^ie^P-phjrHFSÌ^'lt^- 

in caso (Ji ufgenzq. i\ copsigliq può fissq^re alla ppfpqf^i^- 
jiioi^B Iju t^rfjjine ppf regaurinìeiito dgì prppi^ii jayqri. 

Art. 5. 
Lq dispòBizioni dei sopracennati attlcoU 1, 8e4sip9ten- 
dono anche alla noipinil dei medici chirurghi che le operp 
pie ed altre fondazioni eleggono e stipendiano per il -ser- 
vizio di assistenza sanitaria, a isgravio del comune. 

Art. 6. 

Con aortìie inserite nel regolamento definitivo, sarà prov- 
veduto a coordinare con le disposizioni di esso, quelle dei 
capitolati deliberati ed approvati giusto il presente regola- 
tìoLcntò ph>v^isorio. 

Art. 7. 

Le atìfimifìi&tragioni Pbnsorziali costituite a- termini delPar- 
tiéólo 8 tfur^ranìio iiii carica fioocchè non saranno surrogate 
da quelle da làoslituirsi ih base al ^egolamento definitivo. 

Sono applicabifi alle d'pMberaziòni d^He rappresentfìnjce con- 
sorziali le disposizioni relative allo deliberazioni comunali, ed 
al prpsidepte del consprziò gufile che concernono le attnbu- 
ztpnìdtel sjndaóp, ^'uale capo neiramministrazìoùe df^l comuno. 

F^unziofte'rà provvisorlaineiit^ da segretario del consorzio 
il segretario del comune capoluogo. 



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IJfCGl t DEnOTI DKt RIBGNO •'tTALIA - 1904 3820 

Art. §. 
Nei comuni di popolazìoDè superiore ai cinquantamila 
abitanti e cìJQ hanno uno speciale uifecio d'igiene, 1a lìomina 
deirufficiale' saniferio snrK fatta dal prefetto udito 11 con- 
siglio provinciale dì sanit^, sijU^ risultanze di un concorso 
indettp per titoli ed esami. 
' L*àvviso (ir concorso sarà pubblicato almeno un mese 
prima che sca(!a il fermmé utile per la prèsentazióre delie 
riomande deì'cóp^^ ' ' 

4rt, 9. 

Ogni domanda d'ammissione al concorsj:) dpye ^s^ere cor- 
redata dei seguenti documenti: 

a) certificato di cittadinanza italiana; 

6) certificato di penalità"; * 

e) certificato di buona condotta rilasciato dal sindaco 
del comune ove il candidato ha avuto la sua residenza negli 
ultimi due anni; 

d) certificato medico di sana e robusta costituzione fisica; 

e) laurea in medicina e chirurgia. 

I documenti di cui allò lettere a, b, c^ rf, doyranno avere 
uoa data non anteriore di sei mesi a quella dell'avviso di 
concorso. 

ìL in facoltà poi di ogni concorrente di allegare alla do- 
manda i titoli scientifici che crederà utile di produrre nel 
proprio interesse. 

Art. 10. 

II prefetto, udito il consiglio provinciale sanitario, può 
riconoscere effetto legale ai concorsi già indetti dai co- 
muni prima della pubblicazione del presente regolamento 
provvisorio. 

Art. 11. 
La commissione giudicatrice del concorso ò composta del 
medico provinciale e di due medici chirurghi scelti dal con- 
s'glio provinciale sanitario possibilmente nel proprio seno, 
ma uno dei quali dovrà essere sempre un professore uni- 
versitario, ufficiate, d'igiene. 



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3924 LIMI B «KUtri bkl wmm k'itaua *• 1M4 

Art. 12. 

I programmi e le altre norme di esame saranno stabiliti 
dallo stesso consiglio ed approvati dal Ministero. 

Art. 13. 

Se il posto di ufficiale sanitario si rende vacante in uno 
dei comuni non contemplati dall'art. 8, il prefetto, udito il 
consiglio provinciale di sanità, incaricherà provvisoriamente 
di tali funzioni uno dei medici chirurghi liberi esercenti re- 
sidenti nel comune, salvo il disposto dell'art. 12, 1* capo- 
verso della legge. 

Art. 14. 

È abrogata ogni disposizione contraria al presente rego- 
lamento provvisorio. 



Visto^ cC ordine di S, M,: 
n ministro segretario di Stato per rinteiiio 
GIOLITTf. 



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uggì I ncmn no. noiio ^nàUk - 1N4 3925 

N. 481 A. N. 482. 




Rsoio Decreto che autorizza la trasformazione dei cinque 
mutui in contanti del comune di Roma in un prestito 
t» cartelle am^mortizzabili in 50 anni. 

16 lagUo 1904. 
[Rubblicaio mila QoMxstta VffidaU del Regno il 13 settembre 1904, n. 21 1) 

VITTOBIO EMAJifUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
B£ D'ITALIA 

Vista la legge 24 aprile 1898, n. 132, che istituisce la 
sezione autonoma di credito comunale e provinciale; 

Veduta la legge 19 maggio 1904, n. 185, concernente la 
concessione e la trasformazione di prestiti agli enti locali 
del mezzogiorno continentale; 

Veduta la legge 8 luglio 1904, n. 320, di provvedimenti 
per la città di Roma; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del miniatro del tesoro, d'accordo col mi- 
nistro deir interno, presidente del consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

La sezione autonoma di credito comunale e provinciale 
eseguirà, con effetto dal T gennaio 1905, la trasformazione 
in un prestito a cartelle ammortizzabili in 50 anni, dei cin- 
que mutui in contanti del comune di Roma di cui all'art. 1 
della legge 8 luglio 1904, n. 320, liquidati al 31 dicem- 
bre 1904 in lire 13,264,292.54, 

11 corso delle cartelle di credito sarà calcolato in lire 204, 



Lu ___. 



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SHea UMt ■ Monti K KGM rn«u& ^ tMé 

Ordiniamo clie il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stolto, sia incerto nella raccolta ufTiciale delle leg^i e dei decreti 
del Regnò d'Italia, mandando a chiunque spetti Qì bssei'varlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Raoconigi, addi 16 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



E$§fU*reUo alH CcrU^^dgi cùìtH ^di 6 settembre 1904. 

lU'g, Ì8. lui àiì Potérne a f. lòfi. Pacinu 
LìMgo del %/fe y. U Guardaoigilli RONCHETTI. 



L. LuzzAlTTI. 
GibLlt+I. 



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ii68i I «RJtjti iiL iiQM a'ifiLiÀ ^ me 3927 




Rèoìo Dbokèto che dal fondo di riserva per le spese itn- 
pireviste, auiorizia una 3* prelevdzione nella sonttnii 
di lire 3y000 a favore dei Ministero dèi tesoro. 

22 agosto 1904^ 
(Puàblicato nella ÓMzeita Xjff.tiaU del B^gno il Ì3 seiìembre 19C4 n. k\4) 

YITTÒÈIÓ LMA^^UKLÈ 111 

PER GRAZIA DI DIO £ P«R VOLONTÀ. DELLA 19A«0N8 

itfi D'Italia 

Visto Tart. 38 del testo unico della legge suiramminì- 
strazione e sulla coutabilità generale dello Stato, approvato 
Con regio decreto 17 febbraio 1884, n. 2016; 

Visto che sul fondo di riserva per le spese impreviste 
inscritto in lire 1,000,000 nello stato di previsione della 
spesa del Ministero del tesoro per l'esercizio finanziario 1904- 
1905, in conseguenza delle prelevazioni già autorizzate in lire 
21,218. 78, rimane disponibile la somma di lire 978,781. 22 ; 

Seaùto il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per il tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Dal fondo di riserva per le spese inw^evisie inscritto al 
capitolo n, 116 dello stato di previsione della spesa del Mi- 
nistero del tesoro per l'esercizio finanziario 1904-905 e au- 
torizzata una 3* prelevazione nella somma dì lire tre- 
mila (L. 3,000) da inscriversi ad uno speciale capitolo dello • 
stato di previsicJne medesimo col n. 130*'* e con la deno- 



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3928 LtGGi I racnrn vèl ugno ì*italia - 1M4 

minazione « Compensi agli impiegati della corte dei conti 
per indagini sui rendiconti consuntivi dello Stato, eseguite 
per incarico della giunta generale del bilancio ». 

Questo decreto sarà presentato al Parlamento per essere 
convertito in legge. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato/sia inserto nella* raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo € 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 22 agosto 1904- 
VITTORIO EMANUELE 



Registralo ailu OorU dM conti addi 7 uUémhre 1904. 
JUg. 18. ktd del Gw>€rno a /. 108. A. Asmbljsasso. 
Lwigo del Sigillo. V. D GnardasigUli RONCHETTI. 



L. LUZZATTI. 
GlOLITTI. 



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UHS6I I •ICttn »BL tlGNt t'iTAUA » lite 3920 

N. 484 A N. 484. 




Regio Decreto che dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Reggio Calabria. 

l^ agosto 1904. 
(PubbUeaio nella Oatzetta UffidaU del JUgnc il 15 settembre 1904, n. 216) 

VITTORIO EMAJ^UELE 111 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
Bi: D'ITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. Ili, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Reggio Ca- 
labria ha inviato le proposte di quel medico provinciale per 
la designazione di nuove zone malaiiche in quella pro- 
vincia ; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario dì Stato per 
gli affari dell' intemo, presidente del consiglio dei ministri ; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Artìcolo unico 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopra menzionate le por- 
rioni di territorio della provincia di Reggio Calabria di- 
stinte come risulta dall'elenco che segue, facente parte in- 
tegrante del presente decreto, che sarà vidimato d'ordine 
Nostro dal ministro proponente. 



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39ÌÌi IÌGGI I ÒiCRÈfl d£l facNO Ì*ÌtALIA • IMI 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sì^ inserto nella raccolta ufficiale delle ièggi e dei decreti 
dbl Regiio d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo u 
di farlo osservare. 

Dato a Raceonigi, addì l"" agosto 1904, 
VITTORIO EMANUELE 



Registrato alla Corte dà conti addi 9 settembre 1904. 

Rag. 18. Atti del Qeoenio a f. 1 13. Pacini. 
Luogo del Sigillo. V, Il Guai-dìisl-ilii iiO!ÌCtiEtri. 



GlOLlTTI. 



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tkGGl I B2CKé:i 6fL 9ìAGM UitàLlk • IMI Sd3I 



ELÈNCO DI ZdNÈ MALARICHE 

esistenti in provincia di Reggio Calabria coli' indieéiiob« 
dei risJMttivi ò«nfini territerislH 



1-2. — Coiiludé dì Sd^aladì. 

fi «ano due zoiie malariche. 
La prima z^na, è limitata : 

a) a nord- est: dalla sponda destra diti torrente Pa- 
rtale, e precisamente dal pùnto in cui la linea di confine 
Bagaladi-San Lorenzo lo attraversa ttno di silo sboccò nel 
torrente Pristeo; 

b) a nord e nord-est : dalla sponda destra del torrente 
Pristeo e poscia dalia èponda destra della fiumana Mèlito, 
e préeiSàmehte dal puiito in cui sbocca il torrente Padule 
nel PHàteo fino al puntò in cui la linea di confine dei ter- 
ritoH di San Lorenzo e Bagaladi giiingé alla fiumara 
Milito; 

e) a sud : dalla linea di confine df^i terHtòH di Baga- 
ladi e San Lorenzo, e prCM^isaiiiètttò dal punto iti ciil attra- 
versa il vallone o torrente Padule fino al punto iil cui 
gitìn^ alla fiuiliara M'elito. 
Là secotida. zòna è limitata : 

a) A nordnbrd-est, dal Vallone ValenziAna e precisaméttte 
HI punto ih cui il Vallone sboécà nella fiumara Tuecio fino 
al punto in cui il Vallone è attraversato con un pottticello 
dalla strada provinciale Melitò-Portb Salvò-B&j^aladi; 

b) i ildrd-ndfd-ovèst, dal ciglio a monte dfeUa rotabile 
prétihclàtò arizicennata e per tutto il tratto che rimane 
limitato da un lato del ponticello sul Vallone Valenzitttìà e 
dall'altro lato da quel punto, in cui da detta rotabile si 
parte il iSeiltief d nominato dt^I Pietraccl 6 che conduce aUfe 
sbotta» siMStrà «ìel ilumie PristéiS; 



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3932 Ufi«I ■ UCftlTI UL BCttMd Ì*ITALU « iM 

c) a nord- ovest, dal sentiero dei Pietracci per tutto il 
suo percorso, cioè, dal punto in cui nasce dalla rotabile 
Melito-Bagaladi fino al punto in cui muore alla sponda 
sinistra del Pristeo e dopo avere attraversato i burroni Pie- 
tracci ed Elica; 

d) a sud-ovest, dalla sponda sinistra del fiume Pristeo 
e precisamente dal punto in cui vi giunge il sentiero dei 
Pietracci fino al punto in cui il Pristeo si scarica nel fiume 
Tuccio, formando cosi insieme la fiumara di Melito; 

e) a sud-est, dalla sponda destra del fiume Tuccio per 
quel tratto che corre dal punto di confluenza col Pristeo 
fino al punto in cui nel Tuccio si scarica il Vallone Valen- 
ziana, punto di partenza nel segnare i confini nord-nord-est. 

3. — Comune di Benestare. 
Vi è una sola zona malarica. 
Essa è limitata: 

a) a nord-est, dal confine territoriale tra i comuni di 
Benestare e Bovalino, formato dal Vallone Scarparino, e 
precisamente da quel tratto di detto Vallone compreso tra 
il suo sbocco nel fiume Careri e quel punto in cui il Val- 
lone cessa di segnare il confine territoriale tra i due cen- 
nati comuni; indi dal corso del Vallone suddetto fino al 
punto in cui è attraversato dalla provinciale Benestare- 
Careri ; 

h) a nord : dalla provinciale Benestare-Careri e preci- 
samente da quel tratto di detta strada compreso tra il 
ponticello sul vallone Scarparino ed il punto in cui la 
strada taglia la linea di confine dei territori di Benestare 
e Careri; 

e) ad ovest: dalla linea di confine ora cennata e pre- 
cisamente dal tratto di essa compreso tra il punto d' in- 
tersezione della rotabile provinciale anzidetta e il fiume 
Careri ; 

d) a nordovest: dalla linea di confine dei territori di 
Benestare e Careri e precisamente dal punto in cui detta 
linea lambisce la sponda sinistra del fiume Careri, fino al 



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uggì I DICBKTI DEL BIGMO •^ITALIA - 1904 3933 

punto in cui s'incontra con l'altra linea di confine Bene- 
stare-San Luca; 

e) a sud ovest : dalla linea di confine dei territori di 
Benestare e San Luca e precisamente dal punto in cui si 
trovano riUnite le linee di confine dei tre comuni di Be- 
nestare- Careri-San Luca fino al punto in cui va ad incon- 
trare Taltra linea di confine Benestare-Bovalino ; 

f) a sud-est : dalla linea di confine Benestare-Bovalino 
per quel tratto di essa compreso tra il punto in cui si tro- 
vano riunite le linee di confine San Luca-Beneatare-Bova- 
lino fino alla foce nel fiume Careri del vallone Scarparino, 
punto di partenza del limite nord-est. 

4. — Comune di Casignana. 

L' intero territorio del comune nei suoi confini attuali co- 
stituisce zona malarica. 

5. — Comune di Cinquefrondi. 
La zona malarica è limitata : 

a) a nord- est : dalla sponda sinistra del fiume Sciare- 
potamo e precisamente dal punto in cui il fiume anzidetto 
è attraversato dalla rotabile provinciale Maropati-Cinque- 
frondi, fino al punto in cui il fiume è raggiunto dalla li- 
nea di confine dei territori di Polistena e Cmquefrondi ; 

h) ad ovest: dalla linea di confine dei territori di Po- 
listena e Cinquefrondi e precisamente dal punto in cui que- 
sta linea incontra la fiumara Sciarepotamo, fino a quello in 
cui la linea è attraversata da una stradella, proveniente 
dalla rotabile provinciale Cinquefrondi-Polistena e condu- 
cente alla contrada Fusalano. 

e) ad est : dalla stradella vicinale predetta e precisa- 
mente per il tratto limitato dal punto in cui detta stra- 
della attraversa il confine dei territori di Polistena e Cinque- 
frondi, al punto in cui si unisce ad un'altra stradella vicinale, 
conducente anch'essa alla contrada Fusalano, ma che pro- 
viene invece dal ponte che attraversa il fiume Sciarepotamo 
sulla provinciale Maropati-Cinquefrondi ; 



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8034 ttCGT f UETRtri DEL ItCGNO aflTALU - iHÈk 

à) a sud-ovest : dalla strudf^lla ultima cofinata e pre- 
cisamente per tutto il suo percorso, cioè dal punto ìneui 
si stacca dalla provinciale Maropati-Cinquefroadi, ^no al 
punto in cui ^ì unisce ali-altra, conducente alla contrada 
Fusalano ; 

e) ad est: da quel tratto di rotabile provinciale Ma- 
ropati-Cinquefrondi compreso tra il punto in cui da essa 
si parte la stradella vicinale per Fusalano, od il punto in 
cui* la strada raggiunge la sponda sinistra del fiume Scia- 
repotamo; dal quale si è partiti nel segnare il confine 
nord-est. 

6. — Comune di Pallzzi. 
La zona malarica è limitata : 

a) ad tì9t : daU» lipe^ (Ji ppnftne (Jeì ^rril^Rn jJì ?«■- 
lizzi e Brancaleone costituita dalla fii}iQ%r^ ^\ p^pQ §|p^rr 
tivento chiamata anche fiumara Renghia, e precisamente 
da quel tratto della fiumara, che rimane limitata (falla foco 
sul Ionio a sud, e dal punto in cui dalla fiumara si parte 
la mulattiera conducente alla frazione Pietraponnata a nord ; 

b) a nord : dalla mulattiera ultima cennat^ e precisa- 
mente' da quel tratto di ossa, che dilla fiumara di Capo 
Spartìvento o^ Renghia giunge al punto iij cui dalla mu- 
lattiera in parola si stacca il sentièro conducente alla fiu- 
mara Spropoii; indi da questo sentiero fino alla fiumara 
Spropoli ; 

e) nuovamente ad est: dulia fiumara S propoli per quel 
breve tratto limitato da una parte dal punto in cui alla 
fiumara gitmgé il sentiero auzicennato (Pietrapenaata-Spro- 
poli) e dall'altra parte da quel punto in cui dalla fiumara 
Spropoii É^i diparte la mulattiera che, attraversando la re- 
gione Campànareìlo, copduce a Palixzi superiore; 

à) a tìord-est: dalla mulattiera or ora ricordata (fiu- 
mara Spropoli-Pai izzi superiore) e prfoisamente p^r quel 
tratto compreso tra la fiumara Spropoli da un lato e quei 
punto, dall'aUro lato, in cui 1* mulaltiora, giunta nella re- 
gione Carmino, ra^sonta l'orìgine del vallone Rombiijala; 

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iKGf t VKMwn WL m evo ì^ìtuìI » IMI 8835 

6) di fiUQvo a Dord: dal vallone Pombioale per tutto 
il suo eorsot cioè, dal punto in cui alla sua origine ò ra- 
sentato dalla mulattiera Spropoii-Pali^zi superiore fioo allo 
sbocco sella fiumara Palizzi ; 

/*) ad ovest: dalla fiumara Palizzi per tutto quel tratto 
compreso l^a lo sbocco in essa del vallone Pombina|e fino 
alla foce nel mare Jonìo ; 

g) a sud : dalla spiaggia jpnìca e precisamente da quel 
tratto di essa compreso tra le foci delle fiumare Palizzi e 
Capo Sp&rtìyento o Reoghia, la quale ultima ò stata il punto 
di partenza del confine est. 

7. — Comune di Piati. 

L' intiero territorio comunale nei suoi confiDi attuali co- 
stituisce zoija jnalarica. 

8. — Comune di San Luca. 

La zona malarica è limitata : 

a) a nord-est: dalla linea di confine dei territori di 
San Luca e Bovalino e poscia dairalr.ra di San Luca-Ca- 
reri, e precisamente dal punto in cui il primo di questi 
confini si parte dalla fiumara Buonamico fino al punto in 
cui la seconda di dette linee di confine è incontrata dalla 
mulattiera che proviene dall'abitato di San Luca e condure 
alla fiumara Carerì, passando per il piano delle Gabelle ; 

b) ad ovest: dalla mulattiera vallone S. Venera-Fiu- 
mara Careri per quel tratto di essa limitato dalla linea di 
confine S. Luca-Careri da un lato, e dall'altro lato da quel 
punto in cui la mulattiera anzidetta è iijcontrata dal- 
l'altra che dall'abitato di S Luca, conduce all'abitato di 
Careri ; 

e) Si, nord: dalla mulattiera ultima ricordata (S. Luca- 
Careri) per quel tratto limitato da un lato dal punto di 
emione colla mulattiera vallone S. Venere Fiumara Careri, 
^ dall'altro dal punto in cui la mulattiera giunge all'abitato 
^i S. Luca, e poscia da tutto l'abitato di S. Luca, che ri- 
mane cosi compreso entro la zona malarica; 



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3936 uggì I DICBITI DIL REGNO R^ITIUA - 1M4 

d) di nuovo ad ovest: dalla mulattiera che dall'abitato 
di S. Luca scende alla fiumara Buonamico passando per il 
molino Stranges e precisamente dal punto in cui essa si 
diparte dall'abitato fino al suo giungere alla fiumara Buo- 
namico ; 

e) a sud: dalla fiumara Buonamico e precisamente dal 
punto in cui ad essa giunge la mulattiera S. Luca-Molino 
Stranges-Fiume Buonamico, fiao al punto in cui dalla fiu- 
mara si parte la linea di confine dei territori di S. Luca 
e Bovalino, punto di pai-tenza del confine nord-est. 



Visto^ d'ordine di S. M.: 

li ministro deir interno 

GIOLIITL 



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tfrtàUà • ISN 3937 

N. m. lik N. 48S. 



Regio Decreto che dichiara zona fmàlariche porzioni 
di territorio della provincia di Cagliari. 

vrrroKio emakuele m 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BB D'ITALIA 

Veduta la legge 2 sovaiobre 1901, n. 460, e. il rdaiinv 
regolamento approvato con regio deoreto 30 m«rzo 1902, 
n. 111, che contengono ditspoflizioni per dìmùrailre le cause 
della malaria; 

Veduto fl rapporto col quale il prefetto di Cagliari ha 
inviato le nuove proposte di quel medico provinciale per 
la designazione di talune zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari dell'interno, presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopramenzionate le por- 
zioni di territorio della provincia di Cagliari distinte come 
risulta dall'elenco che segue, facente parte integrante del 
presente decreto, ohe sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal 
ministro proponente. 

247 — VoL. V. - 1904. 



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3038 LiGGx I Dicim do. ugno l'irAui - 19M 

A cura del signor prefetto della provincia e coU'aiuto 
degli ufiiei finanziari competenti, per le zodie, ove ciò oc- 
corra, affine di precisarne maggiormente la delimitazione, 
sarà proYveiuto alla compilazione degli elenchi dei pro- 
prietari dei fondi compresi nelle zone stesse con riferi- 
mento ai dati censuari. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delie leggi e dei decreti 
del Regno d* Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a R^eeonigi, addi 10 agosto 1904. 
VITTORIO EliiANUELE 

MffUtralo aila 0»U ad emU mddi D settembre IQM. 

Beff. 18. ÉM del Bo^emo et f. HO. Pkcmu 
Ltcogù dèi aifOh. 7. U avafdasigUli RONCHBTTL 

« 

OlOLITTI. 



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IM0I 1 



ML ttam l'iriui - lli4 



3939 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti fai provinola df Cagliari con i'indioaziono M rispettivi 
conAni territoriali. 



Comuni di: 

1. Abbasanta. 

2. Aidomaggiore. 

3. Alea. 
4 AUai. 
5. Arbus. 
t). Ardauli, 

7. Arixi. 

8. Assolo. 

9. Asimh 
10. Atzara. 
il. Austis. 
1!. Ballao. 

13. Bannari Usellus. 

14. Baràdili. 

15. Bareesa. 

IG. Bari Sardo. 

17. Barrali. 

18. Barumini. 

19. Beivi. 

20. Bidoni. 

21. Birori. 

22. Bonàrcado. ' 

23. Boroneddu. 

24. Borore. 

25. Bortigali. 

26. Bosa. 



27. Busachi. 

28. Calasetta. 

29. Carloforte. 
30 Collinas. 
31- CugUeri. 
32. Curcuris. 
83. Domusnovas. 

34. Domusnovas Canales. 

35. Donigala Shirgus. 

36. Donori. 

37. Dualchi. 

38. Escalaplano. 

39. Esoolca. 

40. Escovedu. 

41. Esterzili. 

42. Figu. 

43. Flamini Maggiore. 

44. Flussio. 

45. Fordongianus. 

46. GadonL 

47. Genoni. 

48. Qenuri. 

49. Qergèi. 

50. Gesico. 

51. Gèsturi. 

52. Girasole. 

53. Ghilarza. 

54. Goni. 



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394» Min 

55. Gonnesa. 

56. Gonnoscodina. 

57. GonnosfanadJga. 

58. Gonnosnò. 

59. GkttflMivtMRiMtnk 

60. Guamaggìore. 

61. Guasila. 

62. Iglesias. 

63. Ilbono. 

64. Isili. 

65. Làconi. 

66. Lanusei. 

67. Lasplassas. 

68. Loceri. 
69 Lotzoraìe 

70. LuDMftatrooa. 

71. Macomer, 

72. Magomadas. 

73. Mandas. 

74. Masullas. 

75. Meana Sardo. 

76. Modolo. 

77. Mogoro. 

78. Mogorella. 

79. Montresta, 

80. Morgon^orì. 

81. Musei. 

82. Narcao. 

83. Noragugurae. 

84. Norbello. 

85. Neoneli. 

86. Nughedu S. Vittoria. 

87. Nuragus. 

88. Nurallào. 

89. Nuraminis. 

90. Nureci. 



91. Nurri. 

92. Ollastra Usellus. 
93.. Orpolù 

94. Ortacesus. 
9& OHatoidi 

96. Pau. 

97. Pauli Arbarei. 

98. Pauli Latino. 

99. Palmas Suergiu. 

100. Pin^^iltei. 

101. Pompu. 

102. PortoscuBO* 

103. Ruinas. 

104. Sàdali. 

105. Sagama. 

106. Samatzai. 

107. Samugheo. 

108. Santadì. 

109. Sàrdara. 

HO. SanV Andrea Prius. 

111. Sant'Antioco. 

112. Sant'Antonio Kuinas. 

113. San Basilio. 

114. Santu Lussurgiu. 

115. Scano Montiferro. 

116. Sedilo. 

117. Sélegas. 

118. Seneghe. 

119. Senis. 

120. Senorbi. 

121. Sennarìolo. 

122. Serbariu. . 

123. Serdiana. 

124. Serrenti. 

125. Serri. 

126. Setzu. 



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il ■ 



127* Siamazum. 
ISS. Stapmia. 

129. Siddi. 

130. SMiquA. 

131. Silius. 

132. Simala. 

133. Sindia. 

134. Sini. 

135. Siris- 

136. Sisixii. 
13.7. Siurgus* 

138. Soddj. 

139. Solecainis- 

140. SoTigoaa. 
14:L Sorradile- 

142. SueUi. 

143. Suni 

144. Tadasuni. 

145. Teti 

146. Teirlatfa. 

147. Tiiaura. 



148- TortoU. 

149. TfataKa«. 

150. T0e0Qur4glid9. 

151. Triei. 

152. Tulli. 

153. Turri. 

154. Ulà Tirso. 

155. Usellus. 

156. Ussara/n/tima. 

157. Vallermosa. 
Ip8. Villamar. 
159. Vniacidro. 
ICO. Villamassargla. 

161. Villanovaforru. 

162. Villanovafranca. 

163. Villanova Tulo. 

164. Villarìos Masajnas. 

165. Villa Urbana. 

166. Zepperà. 

167. Zuri. 

168. Cagliari. 



8M1 



Tutto il lerritorio di ciascuno dei detti comuni, nei suoi 
ajUusili conficu, coatìtuisce zona malarica non esclusa la bor- 
gai;a Campeda facente pajrte dell'attuale borgata autonoma 
di Padrumannu. 

169. — Comune di Arinungia. 

La zona m^laarioa comprende la parte del territorio co- 
mnaaie posto a sudH^vest di una linea chje, partendo dal 
ìmm de s'Ilixi (sul confine col comune di Escalaylano), 
pasaa pei monti ^m Dnrci e Parredis» terminando alla 
jMinta « Su JP^rdo^o » à(x^e si uniscono i confini dei communi 
di Arinungia, Villasalto, S. Vito. 

170. — Comune di Aritzo. 

La zona malarica è delimitata da una Unea che partendo 
4al punto ore si ocmgiimgono i confini dei comuni di Aritzo, 



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8942 UMu à Mumi ml ■ism b^italia - IMI 

SeulO) Seni e Arzaoa passa per Àrcu Pirastu e Perda Maore^ 
per le punte « tre Corungìe e sos Tragos » per la terra 
Genna Pirastu e ftnisce sul confine con Désulo, in direzione 
della punta Santo Stefano nel territorio di quest'ultimo 
comune. 

171. — Comune dì Arzana. 
Vi sono due zone malariche. 
La prima zona è delimitata: 

a nord: dal confine col comune di Villagrande; 

a ovest, ad est, a sud, da una linea che partendo dal 
monte Luas (nel comuce di Villagrande) passa per la punta 
« Combidarteri » e per « Perda Tronà » terminando sul 
confine col comune di Villagrande albarcu « Qennè Frongia ». 
La seconda zona comprende la parte del territorio po- 
sto ad ovest di una linea che dal ce barcu Lione » (al confine 
con Villagrande) va al monte. Orrù (sul confine col comune 
di Gairo). 

172. — Comune di Baunei. 

La zona malarica è situata ad ovest di una linea che 
partendo dalla torre di Santa Maria Navarrese, passa pei 
monti Osquini ed Oro, per Ja punta Punnacci, pel monte 
Bitzicoro, per le punte « Dolocaccoro, Giorgia, e su Mattau », 
pel monte Ullagi, per la punta Sant*Abbadorgiu, pei barco 
« S. Abbadorgìu », per le nuraghe « SoUulì » e termina 
al monte .Oseli nel territorio di Ursulei. 

173. — Comune di Burcei. 

La zona malarica comprende la parte dì territorio posta 
a sud della licea che dal punto in cui il « riu OUastu » 
interseca il confine col comune di S. Vito, va al « barcu 
Coxinadroxiu » e al « barcu su Scoflfu » terminando ai 
« barcu Margini Arrubiu » (sul confine col comune dì 
Sinnai). 

174. — Comune di Desulo. 
La zona malarica è limitata: 

a) a sud: dal confine col comune di Aritzo, sino al 



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tiGOi f MciirrT »n. iipwo f*TTAUA • IMI 39 13 

punto in cui questo confine è intersecato dalla linea retta 
che dalla Serra <c Gonna Pirastu » (nel territorio di Arìtzo) 
va alla punta Santo Stelano; 

b) ad est: dalla linea che» partendo dal detto punto 
di intersezione^ passa per la punta Serra Santostefano, pel 
€ barcu Cariganule >» e per la punta e is Argiolas »; 

e) a nord: dalla linea che da <c gonna is Argiolas x> 
passa per la punta a su Laccu » e finisce a « genna s'Uixi i> 
al confine con Tonara; 

d) ad ovest: dal confine col comune di Tonara. 

175. — Comune di Gairo. 

Vi sono tre zone malariche: 

La prima zona situata a sud-est, è delimitata da una 
linea che passando pei monti Cassi e Arista, termina alle 
« nuraghe de Perdu », 

La seconda zona, posta a nord-est, è compressa fra il 
confine con Lanusei ed una retta che partendo dalla punta 
Perdarba (nel territorio di Lanusei) va alla punta Gaddine, 
passa per la serra Cortiacas, giungendo di nuovo nel ter- 
ritorio di Lanusei alia punta Peddi Impeddosa. 

La terza zona, posta ad est, è delimitata da una linea 
che si origina al punto di unione fra i confini fra i comuni 
di Gairo, Osini, Uiassai, e, passando per « pizzo e' Trulu » 
termina al monte Orrù, al confine col comune di Arzana. 

176. — Comune di lerzu. 

La zona malarica comprende la parte di territorio 
posta ad est che, passando pel « barcu Scala de^AIistu » 
(sul confine col comune dì Tertenia) e pei monti Forada 
de Lettus e Gutturgionis, giunge al punto trigonometiico 
del monte Tisiddu, sul confine con Ulassa\ 

177. — Comune di Osini. 

La zona malarica comprende la parte del territorio co- 
munale posta ad ovest del ciglione doiraltipiano che domina 
Tabitato, pel tratto deiraltipiano stesso, compreso fra i 
conflai coi comuni di Uiassai e Gairo. 



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e 9 14 lAMi ■ ìacuti ééL ftttié a'ifiLil « IMf 

Ì78. — Comune di Pelrdasdeiogu. 

Tutto il territorio del comuAO dontiticiso» z6ia.aalarica^ 
e^bèftuataiie là pafte poata ad e>st della linea tì»y partendo 
d^l mo&te Niedcni (imi confltie oól salto dìttacosto ^ Qwrra) 
passa pel monte Buddi d'Abba e termin« a e cueeurix Saer- 
giolus )» mil èot^fine ora dettK>. 

179. — Comune di SeuL 

La zona malarica comprende la parte del territorio posta 
a sud delia linea che partendo da « Genna Lioni d sul 
confine con Seùlo, passa pei monti Clutoni, Marlgosn, Tra- 
dalei e Taddi, per la chiesa di S. CrfstofoW), per la pnmta 
« is Meddtiris » e termina al pi^zb « d'Ifrzìtrtii jj al con- 
A'ne con UssassàL 

180. — Comijine di Seùlo. 

Tatto il teri^itorìo é^ comune coititiiìMe zona malaeiM^ 
eécéttuatame ìé, paHe posta ad òrest del tiiatto <}i cooiflae 
Con Seni da « Genna Liotti » sin pnnwó il covile Solonoeee^ 
e delimitata da u«ia libea che, partendo da « Genna Lioni » « 
fyasBa p^ moftii « sii Car » e Miale> e pel oc barca s'Ac- 
eorradorgiu » terminando premito il oorile Solonoeco (sììì 
c^)nflne con Seul). 

181. — Comune di Sicci S. Biagio. 

La zona malarica comprende il trtttto di terrttorio posto 
ad est delia lìnea the, partendo dal « bai^cu Clrrone » al 
confine con Sblèminis, passa pei « bafcu Baracco e AtaMtt » 
e per Serra iVIulaaiu terminando al confine con San Paon*- 
talco, dove questo è intersecato del « irto Nfaidana Manna w. 

182. — Comune di S. Nicolò Gerrei. 

La zona malarica comprende il tratto di territorio poirto 
a nord di una linea che, partendo dal « barcu "Marrada » 
al confine con Villasalto, passa pel monte ISfatta Multami 
e per « perda Filla » o « Sedda S'Ollioni » e termina al 
monte Casargius, seguendo il confine con Sant'Andrea Frius. 



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iJMii rMoni ut MMt ttfÈUÈ • MM 8945 

183. ^ GamuQ^ di S. Pajoialea* 

La zona malarica comprende il tratto di -tonritorio pMtd 
ad est della linea che, dal punto in cui il a riu Maidana 
Manna » interseca il confine con E^cei 8. Biagio, passa 
pei « barcu Baingiù e Gugoranii » tenaÌQ«a4o «A monte 
«asai^oa, orvt ai immutnaM» i ooihfiai bth San Pantaleo, 
San NJcd^ €eiTei e SaaV Andrea Friuiu 

184. — Comune di Tertenia. 

Ttttko il territori» comunale cmtituiaee 3ona malarica ec- 
«fititataftB la parte di Bord-eat^ delimitata da una linea^ ehe 
fmaa pier la punta « ki Ebbas » (m riva al maire) pei monti 
Tortai e Cauli per a Arca aa Pruna » (premo il confine 
territoriale) segue il confine con la (razione distaccata del 
comune di Osini, prima, e quello con Gain> dopo, termi*- 
aando ai mar^u 

1S5. — Comune di Tonara. ' 

La zona malarica comprende il tratto di territorio si^ 
tuato ad ovest della linea cth«^ pantondo da <« gpnna »' Uixi 7> 
sul confine con Désulo, passa per « perda Caracusse » e 
per « perda Tronà )» terminando ai confine wn Tiana, dove 
questo è intersecato dalia linea che da « perda su Troau » 
va a punta « su Ghedargiu ». 

186. — CMftttne di Tiifna. 

La zom^ malarica comprende il tratto dì territorio, posto 
ad ovest delta linea che, dal punto in cui il confine con 
Tonara è intersecato dalla retta che da « perda su Tronu » 
va a punta < su Ghedargìu » pas&a per questa punta e 
termina alla punta Cogoté (al confine col comune di Ovodda, 
in provincia di Sassari). 

ÌW. — Coouiiu idi TaIan0L 

La zona malarica comprende il tratto di territorio posto 
ad est della Imeaj che da « genna Piras » (sul confine con 



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3946 UGOI I DIGMCTI OBu UGNO »*ITAUA - 1W4 

Ursulei) passa pel a barcu e Pìsnacerbo) » per le « nu- 
raghe di Bau e Tacca, termìaando al monte Olirne (al con- 
fine con Villagrande). 

188. — Comune di Ulassaì. 

Vi sono due zone malariche : 

La prima zona comprende Tabitato e il tratto di ter- 
ritorio posto ad est del ciglione che domina l'abitato, a par- 
tire dal monte Tisiddu, fino al punto in cui detto ciglione 
incontra il confiue con Osinì. 

La seconda zona comprende il tratto di territorio po- 
sto ad est della linea che, passando per « cuccuru Suer- 
giolus > per « barcu Niada » e per la « serra de Tru- 
culeu y> termina al monte Mela sul confine con Ussàssai. 

189. — Comune di Ussdssai. 

Tutto il territorio comunale costituisce zona malarica ec- 
cettuatane la parte posta a nord-est della linea che, par- 
tendo dal punto di incontro dei confini fra Cairo, Ussàssai, 
Qjini, nelle vicinanze della stazione di Ussdssai, va al pizzo 
« d'Erzioni » (sul confine con Seni). 

190. — Comune di Ursulei. 

La zona malarica è cosi delimitata: 

a sud : dal confine con Talana ; 

ad est: dal confine con Baunei e da una linea che 
partendo dal mont^e Sottuli (nell'ora detto comune) passa pel 
monte Cieli, pel covile Solenas, pel « barcu e' Surgano », 
pei covili Boi e Urgai, per le punte ce Sala varò, Scala Manna, 
Ununanzin, terminando alla punta Dogana (sul confine con 
Dorgali, in provincia di Sassari); 

a nord: dal confine col comune di Doigali; 

ad ovest: dal confine ora detto e da una linea che, 
partendo da « punta di Oorropu » (nell'ora detto comune), 
passa per m punta Cucuttos » pel punto trigonometrico di 
€ genna Silana » poi monte « su Norcono » per lo punte 



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tassi ■ Memi ML OftM 9'ITAUA « IIM S947 

Aunei, ò Seuì/s'Ar2a Bianca e Piscau, pel a barca Arenas » 
e per le punte « Menincaddos e Iditzai, terminando a 
€ genna Piras » sul confine con Talana. 

191. — Comune dì Villagrande. 

La zona malarica è delimitata da una linea che» partendo 
da ic genna Trioarai » al punto di unione dei confini di 
Arzana, Tortoli, Villagrande, segue il confine con Arzana, 
fino al oc barcu Genu è Frongia » da dove va al monte Luas. 

Da questo punto in linea retta giunge al « barcu Oara- 
dosu » di nuovo sul confine con Arzana, seguendo il quale 
la linea di confine giunge al a barcu Lione ». Da queslo 
« barcu » la linea di delimitazione, procedendo in linea 
retta passa pel ^ barcu sa Costa » per la punta ce Culli 
Abbruxiau 3», pei « barcu Porcu Abba e Su Zippiri », e 
per Monte Terrarva, terminando ad <t Arcu Correboi », 
sul confine col comune di Fonni, in provincia di Sassari. 
Da <c Arcu Correboi » la linea di delimitazione della zona 
va in linea retta alle « nuraghe Foppia » sul confine col 
comune di Talana, e, segue questo confine, fino a fonte 
Gianna; di qui, passando per le « nuraghe Giorgi » tocca 
prima il « barcu Sa Pauli » e poi Monte Mannu, dal quale 
va al monte Ulloru, e infine al « barcu Arenas » sul con- 
fine con Talana. Questo confine, quelli con Lotzorai, Gi- 
rasole e Tortoli, finiscono di delimitare la zona. 

192. — Comune di Villasalto. 

La zona malarica comprende il tratto di territorio posto 
a nord dì una linea che, partendo dal Monte Lora, sul 
confine con San Vi*o, passa per « Arcu Pilasteris » pei 
« barcu Pomposu, e Biasa Pira », terminando al « barcu 
Marrada » al confine con San Nicolò Gerrei. 

193. — Territorio del Salto di Quirra (comuni di Villaputzu, 
San Vito, Osini, lerzu, Arzana, Lanusei, Locerì e Tertenia). 

La zona malarica comprende le intiere quote del terri- 
torio del Salto di Quirra pertinenti ai comuni di Osini, 



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8B48 tKGi I Mani rl maio »*itìija - IMI 

Anana, Lan^seì, Laceri e Tertenia e una parte di quelle 
apparte&enti ai eomimi di ViUapuizu, San Vito e lerzu. 
La zona non malarica apparten^nbe al eomvne di Vittapvtzn 
è delimitata da una retta che (partendo da «e Casamu Bac- 
on miale » al confine col comune di Villaputzu, in direzione 
di «( Pianedda Mammusa » raggiunga il Hfliito colla fra- 
zione distaccata di San Vito. Il ooHflne in segaito è dato 
éa questo limite, prima a Bord-^wt, poi a .]iord--oye«ty fino 
•al « barcn Pedrarba » -e pei da una linea olia va prima a 
« Pi6Afidda MammwM » e poi al « bareu Spanlataus » sul 
confine territoriale del circondario dì Cagliari, e dal con* 
fise occidentale della frazione di ViUaptrtsu lino a raggiun- 
gere il punto di partenza. 

Della quota appartenente al comfone di Sam Vito, ò ma- 
larica tutta la porzione ad est df'lla retta ehe da a Oasamu 
Baccumiale )» va a « Pianedda Manunnsa ». 

IMta quota appartenente al oomnae di lerzu è malariea 
la patrie situata ad est della retta die dal « barca 8pau- 
lalzns » va al « cuccù ru Luggerrae n. 



Visio, Sordine di S. M.: 

Il ministro delTinU^rno 

GIQLlTXr. 



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394»^ 

S.4m, ìAi K 48& 




porzioni (fi territòrio àeUìt provincia di Rctma: 
22^p9L^ 1904^ 

TrrWfRID MAITOEEE HI 

PER ORAZa. DI DIO £ PBR VOLONTÀ DKLLA. NAlIOm 
BE D'ITALIikr 

Yedoto la k^^ge £ ao^peBftfore 190 L, n. 460, & U mi»tivo 
regolamenta ap^oTBi4o oon rtgio ^tocreto 30 mv^m 1902, 
IL 111, cisa aDntoogoQo dia^sixipm per dimmiiiire^la^cfiiuBe 
delia malaria; 

Veduti i Tapparti coi quali il yrafelito dì Roma ha laviate 
le proposte del medico provinciale per ultimare la desigaa- 
zione delle zone malariche in questa provincia, e per m> 
dificare alcune defle- iene' m^ariohe^ deSa provincia stessa, 
rispetto alle quali fu provveduto coi pr^edenti decreti 
reali del 25 agosto 1902, n.. 3©7, del 2Z tdbbr^io 1003, 
n. 79, e del 18 febbraio 1904, fl. 86; 

Veduti i voti del consiglio prdvhwfate^ di sanità miile an- 
zidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari deirinterno, presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle dispo- 
sizioni di legge e di regolamento sopramenzionate, le por- 

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3950 LIMI ■ Mewn mk mmm rmuA • 

zioni dì territorio della provincia di Roma distinte come 
risulta dall'elenco che segue, facente parte integrante del 
presente decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal 
ministro proponente. 

Le zone malariche dei comuni di Bassano di Sutri, Bel- 
legra, Mandela e Tolfa, approvate coi precitati reali decreti 
del 25 agosto 1902, n. 397, del 22 febbraio 1903, n. 79, 
e del 18 febbraio 1904, n. 86, vengono modificate in con- 
formità a quanto è indicato nell'elenco medesimo. 

A cura del signor prefetto della provincia e con l'aiuto 
degli uffici finanziari competenti, per le zone ove ciò oc- 
corra, affine di precisarne maggiormente la delimitazione, 
sarà provveduto alla compilazione degli elenchi dei pro- 
prietari dei fondi compresi nelle zone stesse, con riferi- 
mento ai dati censuari. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
StAto, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 22 agosto 1904. 

VITTORIO EMANUELE 

• ■ # 

Re^tth'mo aite Oorff M €<mH adUU 9 setUmbre liM)4. 

Msy. 18. Ani del Chomrno a f, 1)4. PàcmU 
iMigo àA aigiUo. Y. U OnvdMigilli RONCHETTL 

QlOLITTI. 



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LIMI I BKisn ML amo wTnàUk - UM 3951 



ELENCO 

dì nuove zone malariche e di modificazioni apportate a zone già di* 
chiarata malariche esistenti nella provincia di Roma, con T indica- 
zione dei rispettivi eonfini territoriali. 



1. — Niiove zone malariche. 

\. — Comune di Affile. 

La zona malarica è limitata dai cohAdì con Roiate e con 
Bellegra e da una linea che, seguendo la mulattiera di S. Ma- 
ria dal punto ove trova il confine con Roiate, si prolunga 
su questa mulattiera per seguire poi quella di Sant'Erasmo, 
fino all' incontro della rotabile Bellegra-Subiaco, sulla quale 
si prolunga fin sotto Prisia«^Da qui la iiaea di delimitazione 
della zona segue il sentiero che va verso la Mol^ di Civv 
iella e si continua lungo la curva di livello a 540 metri, 
che raggiunge il confine con Bellegra, poco lungi dal punto 
d'unione con quello di Rocca Santo Stefano. 

2. — Comune di Cineto. 

La zona malarica è limitata da un tratto di confine col 
comune di Mandela, dalla comunale di Cineto, nella parte 
che intercede fra (Questo confine e la ferrovia e dalla fer- 
rovia da questo punto ai. confine con Roviano. 

3. — Comune di Ci vitella San Paolo. 

La zona malarica comprende le regioni San Martino, 
Vallelunga e Piano di Case ed è limi^ta dai confini con 
Rignano, Leprìgnano e Piano, e da una linea ohe, seguendo 
l'andamento del fosso Sam Martino (dal confine con Rignano 
fino al suo incontro col fosso di Paciano) va al confine con 
Fiano alle (Ude di Monte Padano, lungo il sentiero die 
corre fra queste due località. 



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39Se iMn jMomiKJnwiltaau- 19QA 

4. — Comune di Genazzano. 

La zona malarica è limitata dai confini con Valmontone 
e con Fallano e da una linea cbe segue la rotabile Val- 
montone-Genazzano, dal punto do¥e attraversa il confine 
con Valmontone fin presso il ponte di Santa Cristina* Da 
questo punto la linea di delìmit^zioQe della zona segue la 
mulattiera, detta dei Canalarì (corta Talmontone-Palìano),. 
fin sotto Colle Santa Maria, dove prende Taltra corta detta 
di Corolo e la percorre fino a ponte Pasquale per conti- 
nuarsi sulla rotabile che va a PlgKoe raggiunge il confine 
con Paliano. 

ft. -^ OMmne tfi (kMMn^im. 

La zona malarica è ìhnita*ia dai tjonfini con Vico mil La- 
zio e con Alatrì e da una linea òhe segu^ ift mulattiera 
Guarclno-Vico, dal punto ove attraversa fi confine con Viro 
fino alle cartiere, e preelsrameitfe là dove la vecchia e nuora 
rotabile si incontrano, per continuarsi per questa nuova ro- 
tabile^ M dove se ne parte la corta per Trevìgnatto, pw la 
quale la linea stessa arriva jrotto Colle Lisciano, donde, se- 
guendo il displuvio, passa per Venerano e si porta al con- 
fine con Alatri. 

6. — Comune dì Licenza, ' 

La zona malarica è delimitata da un Wàtto del confine 
con !^faqLdéla, dalla corta Mandela- Licenza nella parte clie 
corre tra il confine con, "Mandela e là mulattiera delle Tre 
Olive, da questa mulattiera e dalla provinciale di Licenza 
fino dove incontra il ^Mvfibe- con liwxsagidvaonu 

7- — Comune dì Nemi. 

La «ma tnafarioa è limitata dalle s^Mde tdel l£^ « dm 
oMk lÀnea cfaeitfogue 1» mutoèttara lambente le 4p<wd0 4el 
la«o jAmms Mketta ainuto éi «irciimvaUazioQf^ p«r Uàis» «ueUa 
firte Mia eircsonfomnza éA 1%<» ap«ttaato at oomuDe dK 
Nemi. 



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8. — Ca»a^uii0 41 Olevano. 

La zonft malarica è limitata dal confine eon Paliano, da 
un piccok» tratto di quello eon Gezkaasaiio e da una linea 
che segue la mulattiera lambente Colle Madonna, dal con- 
fine con Oenazzano fino all'incontro dell'altra mulattiera 
che scende da Velie Leporeto, su cui traversa il tosso detto 
di Ponte Orsino. 11 limite della zona si porta quindi sulla 
rotabile di Olevano e la percorre fioo alla mulattiera di 
"Monte Cagnano, per la quale raggiunge il confine con Fa- 
llano. 

9. — Comujpe di Riofreddo. 

La z<Hia malarica è compresa tra il confine provinciale)», 
quello con Yallinfreda, la strada ferrata (nel tratto che in* 
tercede fra il confine provinciale e l'incrocio colla rotabile 
di Carsoii) e la mvlaitiera che, Mito Monte Pisciato, va da 
questa rotabile al oonfioe con Vallcnfreda. 

10. — Comune di Rocca Canterano. 

La zona malarica è limitata^ dai confini con Agosta e 
con Marano Equo e da una linea che segue la curva di li^ 
vello a m. 90 nel tratto che intercede fra questi due confini* 

11. — Comune dì Rocca di Papa. 

La zona malarica è limitata da UJ}a linea die partendo 
dal confine con Rocca Priora, sotto Colle Tondo, segue^ la 
mulattiera detta di Valle* Perone fino a circondare Montp 
Sarapulletto e Monte Pennolo e ad incontrare la mulattiera 
di Barbarossa a Valle La peto, per la quale si porta sul 
confine con Veiletri. Il limite della zona segue poi per un 
piccolo tratto il confine di questo comune, si porta quindi 
sull'altro lato della Valle Vaaro e seguendo la curva di li- 
vello a 600 metri sul mare, va a raggiungere il confi»* 
con Artena presso Colle del Faro. 

12. — Comune di Roceagiovane. 

La zona msklaivloa, è limitata dal tratto di strada provine 
ciale Vicovare-Lìcenza che intercede tra il confine di Vi- 

248 - Vou V. - 1904. 

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3954 iMoai i mcmti ìil ugno b^italiì • liM 

covaro e quello di Licenza e dai confiai con Vicoyaro* Man- 
dela e Licenza nonché da quel tratto di mulattiera che si 
stende ai piedi di Colie Lucerò, fra il confine di Mandela 
e quello di Licenza. 

13. — Comune di Rocca Priora. 

La zona malarica è. limitata dai confini di Qrottaferrata, 
di Rocca di Papa, di Artena, di Palestrìna e da una linea 
che, partendo dall'osteria di Molare (nel punto dove il con- 
fine di Rocca Priora incontra quello di Grottaf errata) se- 
gue la rotabile Rocca PriorarFraacati fin dove se ne parte 
la vecchia rotabile, volgarmente detta il Buvero per la quale 
incontra la mulattiera che, passando sotto la fornace e sotto 
Colle Scapucciato, va a raggiungere la corta Rocca Prìora- 
Vivaro. 

Su questa corta la linea di delimitazione della zona ma- 
larica si continua fino alla vecchia strada Anagnina, per la 
quale, giunta ai piedi di Monte Fiore, segue le falde di 
questo monte, dairàltura di Carpinelle e di Colle della Mola, 
secondo la curva di livello a 565 metri e arriva al con- 
fine di Palestrina sotto Monte Castellacelo. 

14. — Comune di Rocca Santo Stefano. 

La zoni milarica è limitata dal confine di Bellegra, da 
quello di Afille e da una linea che va dall'uno airaltro con- 
fine, passando sotto la regione Caputi e seguendo la curva 
di livello a circa metri 400 di altezza sul livello del mare. 

15. — Comune di Roviano. 

La zona malarica comprende una pìccola lingua di ter- 
ritorio limitata dalla via Sublacense e dai confini con Gi- 
neto. Anticoli, Marano ed Arsoli. 

16. — Comune di San Gregorio da Sassola. 
Vi sono due zone malariche. 

La prima abbraccia la parte sud-ovest del territorio ed 
è limitata dai confini con Tivoli, Roma, Gallicano, Poli, 
Casape e da una linea che, partendo dal confine con Ca— 



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UMi I MKaom m. wmm tfnàui - INI 30&5 

sape nel punto ove è attraversato dalla corta Casape-S. Gre- 
gorio, segue questa corta, passando sotto l'abitato di S. Gre- 
gorio, raggiungendo la comunale rotabile per Tivoli. 

Il limite della sona si prolunga poi per questa rotabile 
fino sotto Colle Cerviano ove prende quella privata pel 
Gerocomio e di qui si prolunga nella mulattiera che dal 
Gerocomio va al confine con Tivoli. 

La seconda zona malarica posta nella parte nord del 
territorio comunale, è limitata dai confini con Castel Ma- 
dama e con Tivoli e da una linea che segue il fosso Sca- 
rabozzo (dal confine di Tivoli fino alla mulattiera che corre 
all'altezza di 300 metri sul mare dalla Valle Barberini alla 
Macchia) per raggiungere il confine di Castel Madama, se- 
guendo la curva di livello all'altezza accennata. 

17. — Il comune di Vallinfreda. 

Vi sono due zone malariche. 

La prima comprende la parte nord-ovest del territorio 
comunale ed è limitata dal confine provinciale Umbro, dal 
fosso Foretti e dal fosso S tornelle pei tratti compresi dalla 
strada vicinale che, sotto Portica, va dall'uno all'altro fosso, 
traversando il fosso Casali. 

La seconda zona comprendo la parte siid-est del territorio 
comunale ed è limitata dal confine provinciale Aquilano, 
da quello con Vivaro, ,da quello con Riofreddo e da una 
linea che segue la strada corta Riofreddo- Vi varo, nel tratto 
compreso fra i due confini accennati. 

18. — Comune di Valmontone. 

Oltre alla zona dichiarata malarica col regio decreto del 
25 giugno 1903, n. 298, è dichiarato malarico quel tratto 
del territorio comunale che comprende le località dette di 
Valle Noce, Colle Gatto, Valle Corbone, Colle Lita ed è li- 
mitata a nord dalla strada vecchia Romana per Velletri, 
ad est da una via campestre e dalle altre due parti dal con- 
fine comunale con Palestrina (Mezza Selva). 



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39£6 tiMi t mcuTi m. wtsno ^nàxài - ItM 

Ì9. — Comune di Vìóo bel Lft^Io. 

La zona -malarioa è limitata dal eonfìne òoZi À latti, da 
quello con duarcino e da una linea che segiìe la mulattiera 
Guarcino Vico (dal punto ove incojntra il* confine coù Vico 
fltìo air incontro della rotabile Vico- Guarcino), e si continua 
poi sulla rotatile Vico-Guarcmo tìn doVe se ne partfe il 
viottolo che va al fosso Pozzilli. Il limite della zolla risale 
poi questo fosSo fino ad iaòontrare la mulattiera che porta 
alla Concezione seguendo la quale raggiunge il coùfiùé con 
Àlatrl gotto Colle Vena. 

tòt -^ GottiUne di Vlvaro. 

La zùftft Malàrica è compresa ft*à il dftnRlÉè coli Viì- 
linfreda, queìió pfovinòìate Aquilano ^ tiM Htiea (jh^> 
partendo sotto Colle S. Angelo (nel punto d'incrocio fra il 
confine Aquilano e quello Umbro) percorre la mulattièra 
che costeggia Selva Grande, pa3*afedo flietrtj S. Maria II- 
litttìttata, è, itotàta la corta Viv&rò-RlofreddfO, la «ague 
fitto ftl t!?oàflùe dì Valllnf^eda giungendo poco lungi da Ve- 

2. — Modificazioni di zone già dickianìte mniarivhe. 

« 

1. — Comune di Allumiere. 

In questo comune in luogo dell'unica zooa malarica de- 
terminata col regio decreto del 22 febbraio 1903, n. 79, 
vengono delimitate le seguenti tre zone malariche: 

La prima zona malarica abbraccia tutti ì terreni tjom- 
presi nelle sezioni catastali X (Valle Catdowi, porzione) e 
in (Casale, ^orziene). 

La seconda zona è limitata àsk uc^ linea che si «lacoa 
dal fosso dell 4 Vine eotto il Poggio Granatolo, passa presso 
i( fontanile della DogRaelìa fino al Casaie Spizzlcatore dove 
v^lge a levante 4u]3^o ia vicinale che ee ne stacca presso 
il Casale stesso» La linea di confine .passa poi il fosso del- 
l'Asce e si continua fino ai piedi del Poggio Torcimillo, le 
cui falde costeggia, insinuandosi per quello di "Monte Sas- 

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U6fl EMBClWri OBI* WQm B'ITAUI * 1104 ^^7 

a^ta fifto a r^tggiiweere il oonfloe co} ooi»ub9 di CarQ«to 
olm p#reorf e fijw> a riWvare il foaso d»ÌU Vit^ pei (juAte 
raggiunge il punto di partenza. 

i.a terza zona finitima ai comuni di Tolftt e Comete 
ratta leparata dattcì reatanto pori^ion» del territorio cqqiu- 
ibde di AUtittiere da una Un^a fhe r]>alQ 11 l^io Melledrai 
a partire dalla stMida. par 1« Far«j9BÌaQa> a Mgue qMii^di \9 
Mdm dì Monte S. ABgelq »anteoendQsi «4 ua'aUez^A di 
m^tri 150 ani MrtHù del mare. 

2. — Comune di Artena. 

la qu^ata ^owuiie all'unica zona majariea delìmioata cq} 
reg'o docreio del 35 agosto 190?, », 397, sono sostituite 
le aoguentì du« zone malariche; 

l^ prima ?onA C0IDpreo(J^ l'estrema punta del terrl- 
toria a sud-ovest, ed ò delimitata da una linea che, par-, 
tendo dal punto della rrgìone Castello, sul confine col co^ 
wijud di Rooftawassinaa, segue la mulattiera lungo la valle 
che termica (ra Monte Ca^ali^chio e Colle Cresci nel punto 
av^ la stessa jnulattiwa trova il cqnfine con Velletri, per^ 
corre questo confine ift dire?iane da nord a sud per rag- 
giungere il confine con Cori (Giulianello), che risale fino 
al confine con RoccamawiBia, kmga il quale m prolunga a 
ncgiuiewa ìi pimtQ 4i i^rtenaa. 

La iewndft c^n» è Mstjilttita dalla mglf^a detta La Torr^ 
cifcoa^rittft » nafvl • ad Q^eat dal a«Rfi«» d&l (H^nunp dì 
Vtlifltri, a ma dtàVJkv^ Roflì»»?, ad wt dal Qonfis^ dal 
mmaa di Cori (QwlJan^Q)» 

3. ^ Coniuij^ d| Reftegra, 

U «uà malarica provata col p^tgia dacvato di^l 18 fel?- 
braift Ji9(M^ n^ $&> viasie» modificata per nmdx^ elie-risnlj[4 
limitata dai confini con Roìate, Affile e Rocca 3< Ste&^iM^ 
9 d* USA Jilp^ii cti*|. MgHendio iJL {qmq Qoqa di CiyiteiiA dal 
eo«fipa Qà^ìk BiftKm St m^Um all9^ M<)la di CivìteUa^ si con- 
imm «ìm «|l« lald* d9ì z»g«ti pejr ioc<¥g(|r«re la rotabi^ 
^ Ballegra, qtwi pwGMrr^ fino al sua gamiio f sterno tn» la 



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3958 ucoi I oicKiTi niL uoff* ì*itu.u * IMM 

macchia di Uccelletti e la regione Castagneto per ritro- 
vare il confine con Boiate al punto estremo del Pantano. 

4. — Comune di Bassano di Sutri. 

In luogo della unica zona malarica già approvata con 
regio decreto del 18 febbraio u. s., n. 86, vengono in que- 
sto comune accertate due zone malariche: 

La prima zona ha per limiti il confine con Capranica, 
con Vejano e con Oriolo ed una linea che segue la vici- 
nale traversante questo confine tra Monte Baschio e Val- 
loniy e passando per Poggio Carrarecce, si porta sotto Poggio 
Perpugliano, segue la curva di livello a 450. metri, rag- 
giunge lo stradello che corre a piò di Poggio Cavalluzzo e 
si porta sulla rotabile della stazione di Bassano, per la 
quale si continua fino ad incontrare la corta di Vejano, 
lungo cui trova il confine con Capranica sulla ferrovia di 
Boma. 

La seconda zona malarica è a nord-est dell'abitato e ab- 
braccia il piccolo tratto di territorio compreso fra il con- 
fine con Sutri, la corta di Monterosi e la nuova rotabile 
di Nepi, passante per la mola di Bassano. 

5. — Comune di Capranica di Sutri. 

La zona malarica di questo comune già approvata con 
regio decreto del 22 febbraio 1903, n. 79, viene modificata 
e deve intendersi limitata da una linea che cdneide col ci- 
glio sinistro della ferrovia (nella direzione verso Boma) dal 
confine territoriale con Bassano di Sutri fino al passaggio 
a livello della strada nuova di Oriolo, seguendo poi questa 
strada di Oriolo fino allo stradello di Santa Barbara, dove 
si continua pel fosso che passa sotto il pianoro della sta- 
zione di Capranica, per portarsi di nuovo sul ciglio sinistro 
della ferrovia. 

Da qui la linea raggiunge la carrabile dr Vejano, per la 
quale si porta sulla linea ferrata di Bonoiglìone e la segue 
fino allo stradello di Cacchiano : d'onde va suUa strada do- 
ganale, per la quale raggiunge la mulattiera di Prospero» 



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UMl I MOflTI ML aittM »*ITAUA • tM4 3059 

seguendola fino al confine con Barbarano presso Monte 
Calvello. Da qui la linea stessa percorre il cosfine mede- 
simo e continuandosi sullo stradello del Sambuco, circo- 
scrive Monte Sant'Elia e ritorna sul confine stesso presso 
il Fontanile ai piedi di Monte San Donato, d'onde si pro- 
lunga • pel confine territoriale di Vejano e per quello di 
Bassano di Sutri fino al punto di partenza sulla ferrovia 
di Roma. * 

6. — Comune di Mandela. 

La prima delle due zone malariche esistenti nel territorio di 
questo comune le quali furono approvate col regio decreto 
del 18 febbraio 1904, n. 86, viene modificata in modo che 
la stessa comprende la regione Pantano e FOsteria della 
Spiaggia ed è limitata dal confine con Cineto, dalla strada 
rotabile per la stazione di Cineto e dalla strada nazionale 
Valeria fino presso il casello ferroviario n. 56 (Rete Adria- 
tica). Da questo punto la lin^a di delimitazione della zona 
continuandosi colla ferrovia va sino al fosso Buara e per 
questo alle falde del colle di Mandela, luugo le falde di 
questo colle la linea di delimitaziose raggiunge la strada 
nazionale Valeria che segue sino ad incontrare il confine 
con Vicovaro sotto colle Capelliso. 

La zona malarica è poi limitata dal confine con questo 
comune, da quelli con Saracinesco ed Auticoli e per un 
piccolo tratto da- quello con Roviano. 

7. — Comune di Tolfa. 

Le zone malariche di questo comune, oggetto del regio 
decreto 22 febbraio 1903, n. 79, sono portate da due a 
tre, e sono cosi delimitate: 

La prima zona ò compresa tra i confini territoriali 
di Civitavecchia, da due parti, il confine di Allumiere fino 
al fosso di Montesanne, che contorna la regione Santa Ca- 
terina, ed il mare. 

La seconda zona 6 limitata dal confine territoriale con 
Canale Monterano, Velano, Bieda lungo il fiume Mignone, 



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e da una ìin^a cbe isegae la vì<;ìnale che si stacca dal Imìo 
Magna fèrro lungo il confine della Regione Capannone, se- 
gue poi il limite della zona alberata lungo le falde d^ 
Monte Radicata - percorre il letto del torrente fia« al fesse 
Ferrone e rìsale lungo il fosso Leuta, che segue fino alla 
strada di Tolfa per Rota. Giunta sotto q««sta località^ la 
Hnea segue la stessa yicinale, attraverM nuovamente TaD- 
zidetta strada e continua lungo la bassura solto Poggio 
Arsiccio e fino al fosso Ciccio. Quindi percorre la strada 
vicinale che passa sotto il casale Bruttino, alle falde del 
Monte Pietrangeli e di Poggio Fino, in lìmite della Re- 
gione Marano, fino al torrente Mignone,, in confine col co- 
mune di Bieda. 

La terza zona malarica è finitima aj comuni dì Bìeda^ 
Monte Romano, Comete ed Allumiere, ed 6 limitata da una 
linea che si diparte dal confine con quest'ultimo comune 
lungo le falde di Monte Sant'Angelo, seguendo la curava di 
livello a metri 150, fino al •fosso di Oapocactìa. Risale 
questo fosso sfno al confine della tenuta del Casalone che 
percorre fino all'incontro d'altro foioso con cui discende sino 
al Mignone poco lontano dove sbocca l'altro fosso detto dì 
Costagrande. 



Il miniitro delT interno 
GIOLITEL 



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■ttiuA • ISM 3961 

N. 487. Jjà ^. 487. 

Regio Decreto che dichiara zone maìariche 
porzioni di territorio della provincia di Sassari. 

25 tgosto 1904. 
^^éòUcaio nsHa GcunsOa UffidaU M Re^o H 17 settembre 1904, n. 218; 

VITTOBIO EMANUELE HI 

FSR ORAZIA UT DIO B PER TOLORtI DELLA. HAZIONE 
BE D'ITALIA 

Veduta la l^gge 2 noTembro 1901, n. 4C0, e il relativo 
Tegolamento approvato con regio decrcio 30 marzo 1902, 
n. Ili, che conteDgono disposàzìoBì per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Sassari ha 
inviate le proposte di quel medieo provinciale per la desi- 
gnazione di nuove zooe mataricbe in quella proviocÌA^ a 
per modificare alcune delle zone malariche della provincia 
stessa rispetto alle quali fu provveduto col regio decreto 
19 marzo 1903, n. 237; 

Vedirto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari dell'interno, presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle dispo- 
sizioni di legge e di regolamento sopramenzionate le por- 

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3962 LiGGi I racnn «n. wEGm w^àtik • IIM 

zioni di territorio della provìncia di Sassari distinte come 
risulta dall'elenco che segue, facente parte integrante del 
presente decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro dal 
ministro proponente. 

Le zone malariche dei comuni di Alghero, Cargeghe, 
Castelsardo, Florinas, Laerru, Martìs, Muros, Nulvi, Oliena, 
Osilo, Ossi, Olmedo, Perfugas, Portotorres, Putifigari, Sen- 
nori, Siligo, Sorso, Tissi, Usini, Uri, approvate col su ci- 
tato regio decreto 19 marzo 1903, n, 237, agli effetti delle 
disposizioni di legge e di regolamento suddette, vengono 
modificate secondo è esposto nell'elenco medesimo. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 25 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

M$gi^ak> alla (hru dM eonH ade» 9 satiemhré 1004. 

Big. 18. Am del Qopamo a f. Ili. Pacini. 
iMOfo d$l avgmo. V. D Qnudatigilli RONCHETTI. 

QiÒLrrn. 



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LEGGI I MCUn ML UGM i'iTAUA • 1M4 3963 



ELENCO 

di nuove zone nudariobe e di modificazioni di zone già diciiiarate ma- 
lariclie esistenti in provincia di Sassari, coli' indicazione dei rispet- 
tivi confini territoriali. 



L — Nuove zone malariche. 

1. — Comune dì Aggius. 

La zona malarica ò limitata da una linea che partendo 
dal punto dove la traversa di Aggius incontra il limite ter- 
ritoriale di Tempio, segue questo confine fino al rio Tur- 
rali, e si continua lungo questo per raggiungere la strada 
che, dai pressi dello staezo Cabella, porta al paese di Ag- 
gius, passando ad ovest di Monte Pinna. Segue di poi detta 
strada fino ad arrivare all'abitato (che resta compreso nella 
zona), e poi si continua lungo la strada Aggius Tempio rag- 
giungendo il punto di partenza. 

2. — Comune di Ala dei Sardi. 

La zona malarica è delimitata da una linea che partendo 
dagli stazzi di Badde Suelzu, segue il corso del rio omo- 
nimo fino ad incontrare il confine territoriale di Monti. 
Procede lungo questo per raggiungere quello comunale, e 
si continua nello stesso arrivando alla strada nazionale tra 
il km. 85 ed 86, segue poi questa fino ad incontrare il rio 
De Sas Baddes, del quale segue contro corrente il corso 
raggiungendo la vecchia strada Alà-Bitti, e si continua sulla 
stessa fino al limite territoriale di Buddusò. Prosegue quindi 
lungo questo limite, ed arrivata al rio di Nurile, lo segue 
fino alla strada che. porta ad Ala. Percorre poi questa fino 
all'abitato, che resta incluso nella zona, e. si continua su 
quella di Badde Suelzu, arrivando agli stazzi, dai quali si è 
partiti. 



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3961 LMttl t MCmi ML IBGliO i'ilAUhà - liM 

3. — Comune di Anela. 

La zona malarica è limitata da una linea che partendo 
dall'abitato di Anela, che reata induso nella zona, segue la 
stradA provinciale Tirso Ozieri fino ad incontrare il confine 
territoriale di Bultei. Procede lungo quetrto Mmite e poi su 
quello limilrofo di Bono, per raggiungere la provitt^iale 
Tirso-Ozierì, e quindi continua su questa arrivando all'à- 
bìtato. 

4. — Comune di Ardara. 

L'intero territorio del comune nei s'ioi attuali confini 
costituisce zona malarica. 

5. •-- Gomime di Benttutbi* 

L% zona malarica è limitata da uiM lin^a, ohe partendo 
dairabitato, che resta ooinprosa nella aoma, tbgne la aftrada 
(fi Nuoro lino all' inoontro del rio Mannu, si Mntinua lungo 
il corso di q«iesto per arrivar» al limite ooq Bultei, e se* 
gue il oonfloe i^udéetto raggiungendo quello di Pattada. Si 
continua quiodl sul confine di quest'ultimo comune e su 
quello contiguo di Nule fino ad iBContrare 1« oomunale ob» 
bligatoria Nule-Benetutti, e ritorna su questa arrivando ai- 
Tabi tato dal quale si è partiti. 

6. — Comune di Berchidda. 

La zona malarica è delimitata da una Knea, che partendo 
dal punto dove la strada ferrata Sassari- Terranova tocca 
11 territorio di Berchidda, percorre la ferrovia Ano aDMn- 
contro del rio omonimo e si continua fungo lì suo eorso 
per ritrovare la ferrovia nei pressi dielte tita«tone di Mentì. 
Seguendo di nuovo la strada ferrata la detta Knea arriva 
alla veccMa via Monti-Berchiddfe su cui si continua fino allo 
abitato, che resta incluso nella zona. Segue poscia la strada 
di Baddfùiantia fino alP incontro del rio di questo nemei e 
si rontinùa lungo il corso dello stesso, ' arrivando al limi*e 
di Oschiri; lungo ilqualte ritoma al punto detta ferrovia, 
da dove si è partiti. 



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hi ivunri «B.«nM MtiuA » IMI 30flS 

7. ^ Ck>mmie dì BU^i. 

L4 i:onii malarica 6 limitata da una Hnea cbe, a partire 
tkil i^unto d'ilioratro della vecchia etrad* dì Ala col rio 
Mamadi) ^gìiè il corso di questo (ohe prende il nome di 
Oolomeo e Schiotta) fino ad incontrare il confine di Onani. 
Si continua lungo questo e poi lungo quello di Orune, rag- 
giungendo la strada nazionale che percorre (includendo l'a- 
bitato nella zona) fino ad arrivare alla vecchia strada 
Bittl-Nule, Si continua su questa e giunta alla strada di 
Osidda, la segue fino a raggiungere la nazionale ; percorre 
questa e poi, per un Vreve tratto, la vecchia Bitti-Alà ar- 
rivando al punto dì partenza, 

8. — Comune di Bolotana. 

La zona malariod è limitata da una linea che, partendo 
dairabitHto di Bolotana, percorre la srtrada che porti alla 
stazione, fino ad incontrare la lerrovia Macomer-Nuoro e, 
lungo questa, si contìnua fino all' incontro ìel confine ter- 
ritoriale d^ inorai. Segue poi l'andamento dì questo limite 
fino ad arrivare a quello di Grani e si continua su questo 
e au quello di Oltana, per raggiungere il confine con Nc- 
ragugunae. Segue questo, poi quello limitrofo di Lei, fino 
ad arrivare alla vecchia strada Lei- Bolotana e si comtinua 
su questa giungendo al paese, che resta compreso nella zona, 

9. — CattiuAe di Bono. 

La zona malarica è delimitata da una linea che, partendo 
dall'abitato, dhe resta incluso n^Ua zona, segue la strada 
provinciale TiTM-dtiwi, Ano al limite iterritoHale di Anela; 
e continua rag^jUttigMido il Jiume Tirso, di cui segue il corso 
fino al confine di Bottida. Proceda lungo questo, e giunta 
alU provinciale Tirso- Ozieri si continua sulla stessa fino al- 
Vabitato, punto di partenza. 

iO. ^^ OonmM di Bortigiadas. 

La ^tta 'makritMt è limitala da una linea, cii<e partestdo 
dal tripsine (w»fiti*e con Agigins © Tempio, segue verso «ud 
il limit» terrltorWe rt*' quest'ultimo comune fino ad «arrivare 



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al fiume Coghinas. Si continua poi lungo il corso di questo 
ed incontrata la strada nazionale, la percorre per raggiun- 
gere la traversa di Bortigiadas. Segue questa fino all'abi- 
tato (che resta incluso nella zona) e continuando lungo la 
strada vecchia di Aggìus ritoma al punto di partenza. 

11. — Comune di Bottida. 

La zona malarica è limitata da una linea, che, partendo 
dall'abitato di Bottida, segue la strada provinciale fino al- 
l' incontro del limite territoriale di Bono, si continua lungo 
questo fino al fiume Tirso, segue quindi il corso del fiume 
e, giunta alla strada Burgos Esporlatu, la percorre fino a 
raggiungere l'abitato, che resta compreso nella zona. 

12. — Comune di Buddusò. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dal punto d' incontro della strada Baddusò-Berchidda col 
confine territoriale di Ala segue questo limite per raggiun- 
gere la vecchia strada Baddusò-Bitti. Si continua sulla stessa 
fino air incontro del coafine di quest'ultimo comune che se- 
gue, raggiungendo la strada nazionale nei pressi della can- 
toniera de Sos Vaccos. Segue detta strada arrivando all'a- 
bitato, che resta incluso nella zona, e procede sulla Bud- 
dusò- Pattada fino al km. 8 (o meglio, fino all' incontro della 
mulattiera che congiunge Buddusò con Pattada). Si contì- 
nua su questa strada raggiungendo il confine di Pattada 
e procede lungo questo limite per arrivare al Rio Manna, 
segue quindi contro corrente il oorjo di questo e giunta 
alla vecchia strada Baddusò-Berchidda la percorre fino al- 
l'i acontro del confine di Ala, dal quale si è partiti. 

13. — Comune di Bui tei. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dall'abitato, che resta compreso nella zona, segue la pro- 
vinciale Tirso-Ozieri fino all'incontro della ferrovia. Si con- 
tinua su questa per arrivare al confine di Benetutti che 
segue raggiungendo quello di Bono, e proseguendo sul li- 
mite territoriale di questo comune e su quello di Anela 



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UW6I I MHJDBn ML UOMO »*RALIA • UU 3967 

arriva alla provinciale Tirso- Osìerì per la quale si conti-* 
nua fino all'abitato. 

14. — Comune di Burgos. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dall'abitato che resta incluso nella zona, procede lungo la 
strada vecchia di Esporlatu fino al limite territoriale di 
questo comune, che segue per raggiungere quello con Bot- 
tida. Si continua lungo il limite territoriale di questo, ed 
arrivata alla strada vecchia di Bono, la percorre ritornando 
all'abitato, dal quale si è partiti. 

15. — Comune di Calangianus. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dal limite territoriale con Telti frazione di Tempio, segue 
la strada provinciale fino ad arrivare al paese di Calan- 
gianus, che resta compreso nella zona. La linea si conti* 
nua poi lungo la strada vecchia di Luras fino all' incontro 
del limite di questo comune e procede su questo e sul con- 
fine territoriale di Nuchis, raggiungendo la ferrovia Monti- 
Tempio Segue questa fino al rio Minnlsciu o di San Paol- 
e si continua lungo il corso dello stesso per incontrare la 
provinciale Calangianus-Telti. Di qui percorre la strada fer- 
rata e incontrata nuovamente la provinciale, la segue per 
arrivare al limite territoriale di Telti. Procede lungo que- 
sto confine fino al rio Scorraboi, che segue, raggiungendo 
la ferrovia Monti-Tempio e lungo questa va fino all' incontro 
della detta provinciale. 

16. — Comune di Esporlatu. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dallo abitato, che resta compreso nella zona, segue la strada 
che porta al primo casello ferroviario, e si continua lungo la 
ferrovia fino ad incontrare, nei pressi del secondo casello, il 
limite territoriale d'IUorai. Procede lungo questo confine 
fino ad incontrare quello di Bottida e si continua sul limite 
territoriale del comune suddetto, raggiungendo il confine 
con Burgos. Segue poscia il limite di questo comune fino 



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3968 uKti ■ MOMtti HL nmit «"itaii 

ad arrivare alla tniTerM di Esporlatu e poi si oostimii^ 
sulla stessa per raggiungere il paese, da cui si è partitì. 

17. — Comune di Fonni. 

La zona malarica è delimitata da una lìnea che, partendo 
dal punto doye il rio Frentiri incontra il confine territo- 
riale dì Orgosolo, segue, Terso sud, Tandamen-to di questa 
limite flao ad arrivare al rio Perda Sale del quale segue 
il corso Terso OTest fino alla strada Fonnì-Ogliastra e ri- 
torna su questa fino al paese. Percorre il perimetro del- 
l'abitato, che resta compreso nella zona e segue la straia 
Fonni -Gavoi fiao air incontro del confine di <jiie^'«ttÌQio 
comune Continua lunga detto limite fino ad arrivare al 
triplice confine con Lodine; e prosegaeado lungo il coafièe 
territoriale di questa frazione di comune, raggiunge il rio 
Padru Ebbas, che risele, arrivanio al limite di Orgoaolo» 
dal quale si è partiti. 

18. — Comune di Gavoi. 

La zona malarica è delimitata da una linea che, partendo 
dal punto d'incontro della strada nazionale Oniferi-Sorgono 
col confine territoriale di OUolaì, segue Tan lamento di que- 
sto fino a raggiungere la Tecchia strida Ollolai-Gavoi e sì 
continua su questa fino ad arrivare atrabitato. 

Percorre quindi la l'nea perimetrale del paese (che resta 
compreso nella zona) e va poi lungo la strada, di Teti fino 
ad arrivare al confine con Ollolai: si continua lungo questo 
limite fino airincontro del confine con Ovodda che segue 
per arrivare a quello con Fonni. 

Segue di poi Tandameato «del limite territoriaie di detto 
comune fino a raggiungere quello di Lodine e si continua 
Bul confine di questa frazione, arriviaiiido «Jla strada Lodine-* 
Gavoi. 

Percorre poscia questa fino all'incontro del rio de Sos 
Molinos, di cui segue il corso contro corrente, fino itila 
nazionale GaToi- Sanile, che percorre giungendo al punto 
dal quale si è partiti. 



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jLSCAi I oicnri tn. atM* t'iTAUA » IIM 3969 

19. — Comune di lUorai. 

La zona malarica è limitata da una lìnea che, partendo 
dall'abitato, che è incluso nella zona, segue la strada vec- 
chia Illorai-Bolotana fino ad arrivare al confine territoriale 
di questo ultimo comune continua lungo questo limite, ed 
arrivata a quello con Orani, seguita lungo il limite di esso 
fino a quello di Orotelli. 

Segue quindi randamento di questo confine per raggiun- 
gere quello di Bottida, e si continua lungo il limite di 
questo comune fino airincontro di quello di Esporlatu. 

Procede lungo quest'ultimo raggiungendo la ferrovia 
Tirso-Ozieri, e si continua su questa fino al rio Fialei che 
segue, arrivando al paese da cui si è partiti. 

20. — Comune di Ittireddu. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dal triplice confine con Mores ed Ozieri, segue il limite 
territoriale di quest'ultimo comune fino ali* incontro della 
vecchia strada Ozieri-Ittireddu- 

Si continua su questa arrivando all'abitato, che resta 
incluso nella zona, e poi segue la strada Ittireddu-Bonorva 
fino ad incontrare il rio di Ginanni Acca. 

Di questo (che prende poi il nome di rio de Sa Toa) 
segue il corso per raggiungere il limite territoriale di Mores 
e continuando su questo ritoma al punto di partenza. 

21. — Comune di Lei, 

La zona malarica t limitata da una linea che, partendo 
dall'abitato, che resta compreso nella zona, percorre la 
strada vecchia di Bolotana fino ad incontrare il confine 
territoriale di questo comune, che segue per arrivare a 
quello con Silanus. 

Procede lungo questo limite raggiungendo la vecchia 
strada Silanus-Lei, e ritoma su questa fino al paese, dal 
quale si è partiti. 

22. — Comune di Lula. 

La zona malarica comprende l'abitato ed è delimitata 

249 — VoL V. - 1904 



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3970 uggì s dicbkti dkl ugmo »*italu - 1W4 

dalla provinciale Bìtti-Siniscola e dai limiti territoriali di 

Lode, Bitti ed Onani. 

23. — Comune di Luras. 

La zona malarica è limitata da una linea che partendo 
dal triplice confine con Calangianus e Nuchis, segue verso 
ovest, il limite territoriale con Nuchis e Tempio, fino ad 
incontrare il rio Filighe Masciu. Procede poscia lungo questo 
fino airincontro del rio di Carana, che segue, per raggiun- 
gere il confine di Calangianus e continua su questo fino 
al punto dal quale si è partiti, comprendendo nella zona 
l'abitato. 

24. — Comune di Mamoìada. 

La zona malarica è delimitata da una linea che par- 
tendo dal punto dove la strada Mamoiada-Nuoro incontra 
il confine territoriale di Grani, segue Tandamento di questo 
fino ad incontrare la strada Mamoiada-Sarule; si continua 
su essa fino air incontro dell'altra Mamoiada-Fonni, che 
percorre, arrivando al confine di quest'ultimo comune. Segue 
poscia il limite territoriale di Fonni fino ad incontrare 
quello di Orgosolo e si continua su questo, raggiungendo 
la strada Orgosolo-Mamoiada. Percorre quindi verso ovest 
questa strada fine all'incontro del rio de Sos MoUnos e 
si continua lungo il suo corso arrivando alla strada' Ma* 
moiada-Nuoro, percorrendo la quale arriva al punto ;dì 
partenza. ' - 

25. — Comune di Monti. 

La zona malarica è limitata da una linea che partendo 
dal triplice confine col Salto di Tempio e Calangianus segua 
verso ponente il limite territoriale fino all'incontro dell% 
strada nazionale Monti-Alà, sulla quale si procede fino a(l 
arrivare all'abitato, che resta incluso nella zona. Si continua^ 
poi lungo la provinciale Monti-Oschiri ed, arrivata al cow 
fine di Berchidda, lo segue fino a giungere al punto da| 
quale si è partiti. 



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uggì b Dicjueri dkl rigno b'italu - 1904 8971 

26. — Comune di Nuchis. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dal punto di unione del confine con quelli di Calangianus 
e Lìirafii, segue verso nord-ovest il limite territoriale di 
quest'ultimo comune e di quello limitrofo di Tempio, fino 
«irincontro della ferrovia di Monti. Si continua poscia su 
questa fino al confine territoriale di Calangianus che segue, 
per arrivare al punto di partenza, comprendendo nella 
zona l'abitato. 

27. — Comune di Nughedu San Nicolò. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dall'abitato di Nughedu, ehe resta compreso nella zona, 
segue l'andamento della strada vecchia di Ozieri fino all'in- 
contro del confine territoriale dì questo comune; si con- 
tinua su questo limite per raggiungere quello con Pattada- 

Percorre quindi il confine dì questo comune fino a rag- 
giungere il rio Cannas, del quale segue il corso arrivando 
alla vecchia strada di Pattada, che percorre raggiungendo 
Tabìtato di Nughedu, 

28. — Comune di Nule. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dall'abitato che resta incluso nella zona, segue la strada di 
Bitti fino all'incontro di quella di Crune Osidda; si continua 
per questa arrivando a Nuraghe Laonidde, e poi, volgendo 
ad ovest, percorre la strada mulattiera che, passando ad 
est e nei pressi di Punta Cameddaris, porta alla Pin.^ 
Funtana Sassa. Prosegue sulla stessa strada (o meglio sul 
sentiero che è in continuazione di essa) fino ad arrivare 
al confine territoriale di Osidda, che percorre raggiungendo 
quello di Pattada. Procede quindi lungo il limite territo- 
riale di quest'ultimo comune per incontrare quello di Be- 
netuitì, del quale segue l'andamento fino ai pressi della 
casa s'Ozzu Drucche e poi si continua sulla strada mulat- 
tiera che da questo punto porta direttamente all'abitato, 
dal quale si è partiti. 

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3972 tMGGl I DICKKTI IKL UGlia l'iTALU - 1114 

29. — Comune di Nuoro. 

La zona malarica è limitata da una linea che^ partendo 
dal triplice confine con Oliena ed Orgosolo, segue il limite 
territoriale di quest'ultimo comune per incontrare quello di 
Mamoiada ed Orgosolo. 

Si continua lungo il confine di Mamoiada fino a rag- 
giungere quello di Grani, che segue per arrivare alla fer- 
rovia Macomer-Nuoro. 

Percorrere quindi la strada ferrata fino all'abitato e si 
continua lungo il perimetro di questo (che rimane compresa 
nella zona) raggiungendo la nazionale Nuoro-Orosei. Segue 
questa fino all'incontro del limite di Oliena e si continua 
sullo stesso arrivando al triplice confine con Oliena ed Or- 
gosolo, da cui si è partiti. 

30. — Comune di OUolai. 

La .zona malarica è delimitata da una linea che, partendo 
dal limite territoriale con Gavoi, sulla vecchia strada Qavoi- 
Ollolai, segue, verso est, l'andamento di quel confine fino 
air incontro del rio de Sos Molinos e continua contro cor- 
rente lungo il corso di questo per arrivare alla strada 
vecchia OUolai-Sarule. Percorre la suddetta arrivando al 
confine con Sarule e si continua lungo questo fino al Traino 
de Sa Trae. Segue quindi contro corrente il corso di que- 
sto, raggiungendo la strada nazionale, e si continua sulla 
stessa fino all'incontro della vecchia strada OUolai-Sarule 
Percorre questa fino al paese (che resta compreso nella 
zona) e si continua sulla vecchia strada OUolai-Gavoi arri- 
vando al limite territoriale di quest'ultimo comune, punto 
di partenza della delimitazione della zona. 

31. — Comune di Olzai. 

La zona malarica è limitata da una linea che partendo 
dall'incontro della vecchia strada Olzai-Ottana col opnfine 
territoriale di Sarule, segue verso est l'andamento di que- 
sto limite fino alla traversa di Olzai e si continua su questa 
arrivando all' abitato. Percorre poi la linea perimetrale del 



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uggì b MNsnrri kl ugno b'itaua - IIM 3973 

paese (che resta compreso nella zona) e si continua lungo 
la strada del Taloro arrivando al limite territoriale di 01- 
lolai. Segue poscia questo limite fino a raggiungere il con- 
fine con Teti e si continua lungo esso fino all'incontro del 
rio d'Olzai. Su questo poi e sul rio Boneddu procede fino 
alla vecchia strada Ottana-Olzai che segue, per incontrare 
il limite territoriale di Sarule. 

32. — Comune di Onani. 

La zona malarica, che comprende l'abitato, è delimitata 
dal rio Nude e rio Mannu e dai limiti territoriali di Lula 
e Bitti. 

33. — Comune di Oniferi. 

La zona malarica è limitata da una hnea che, partendo 
dal punto d'incontro della nazionale Onileri-Sorgono col 
confine territoriale di Grani, segue verso nod-est questo 
limite fino alla ferrovia Macomer-Nuoro e si continua su 
questa e, per breve tratto sulla strada nazionale raggiun- 
gendo il confine di Orotelli. Segue di poi a sud-ovest que- 
sto limite arrivando alla vecchia strada Oniferi-Orotelli e 
si continua su questa fino ad incontrare la nazionale Oniferi- 
Sorgono. 

Procede quindi sulla nazionale suddetta raggiungendo 
l'abitato, che resta incluso nella zona, e si continua sulla 
stessa fino ad incontrare il limite territoriale di Crani. 

34. — Comune di Crani. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dal triplice confine con Orotelli ed Oniferi, segue verso 
sud-est il limite territoriale di quest'ultimo comune fino al- 
l'incontro della nazionale Oniferi-Sorgono. Si continua su 
questa giungendo all'abitato, che resta incluso nella zona, 
e la percorre fino ad incontrare il confine territoriale con 
Sarule. Segue quindi verso ovest questo limite e, raggiunta 
la strada comunale di Ottana, si continua su essa, arri- 
vando al confine territoriale di Orotelli che percorre, per 
giungere al punto da cui si è partiti. 



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3974 IMG^l E HCAKTl OEL BMJI» l'iCàUA ' IHk 

35. — Comune di Orgosolo. 

La zona malarica è d^^Iimitata da una linea che, partendo 
dal triplice confine con Mamoiada e Nuoro, segue verso 
est il limite territoriale di quest'ultimo comune e si con- 
tinua verso sud lungo quello di Oliena fino a raggiungere 
la strada comunale. Percorre poscia questa fino all'incon- 
tro del confine territoriale con Mamoiaia, che segue verso 
nord-ovest, per arrivare al punto di partenza. 

36. — Comune di Orotelli. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dal triplice confine con Grani ed lUorai, segue, verso nord- 
est, il limite territoriale di quest'ultimo comune fino ai in- 
contrare la strada provinciale Macomer-Nuoro. Percorre 
questa raggiungendo il confine di Oniferi e poi, volgendo 
a sud-ovest, si continua lungo questo, fino al rio Pettenadu • 
Segue poscia il corso del rio suddetto e, giunta alla tra- 
versa di Orotelli, la percorre fino ad arrivare all'abitato, 
che resta compreso nella zona. Segue quindi U strada Oro- 
telliOttana arrivando al confine territoriale di Grani e poi^ 
volgendo a nord-ovest, percorre questo, raggiungendo il 
punto da cui si è partiti. 

37. — Comune di Crune. 

La zona malarica è limitata da una linea che partendo 
dal triplice confino con Dorgali e Lula, segue il limite ter- 
ritoriale di quest'ultimo comune fino all'incontro dei con- 
fini con Lula, Bitti e Guani. 

Si continua poi lungo il lìmite di Bitti e, raggiunta la 
strada nazionale Nuoro -Monti, la segue per incontrare il 
limite di Nuoro. 

Percorre quindi il detto confine a quello di Dorgali e 
poi si continua lungo questo per arrivare al punto dal 
quale si è partiti. 

38. — Comune di Gschiri. 

La zona malarica è limitata da una linea che segue la 
strada ferrata Sassari-Terranova da dove questa entra nel 



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LBGGI I DEdOrri DEL RK6N0 «^ITALIA - 1904 3975 

territorio di Oschiri, fino ad incontrare la provinciale di 
Terranova al di là dell'abitato di Oschiri. 

Su questa si continua fino air incontro del cammino di 
Santu Miali, che segue, per arrivare al rio Pedrosu il quale 
forma limite territoriale con Berchidda 

Segue poscia verso nord-ovest questo limite fino air in- 
contro del rio Su Rizzolu de Ouradori e si continua lungo 
il suo corso arrivando al confi ae di Tuia. 

Procede quindi lungo questo limite fino al confine con 
Ozieri che segue fino alla ferrovia Sassari -Terranova. 

39. — Comune di Osidda. 

La zona malarica è limitata da uaa linea che dal triplice 
confine con Pattada e Buddusò, procede lungo il limite ter- 
ritoriale di quest'ultimo comune per arrivare al rio de su 
Campo di cui segue il corso, raggiungendo la vecchia strad a 
Buddusò-Osidda e poi l'abitato, che rimane compreso nella 
zona. 

Quindi segue la strada del cimitero arrivando al rio di 
Molo e si continua lungo il corso di questo fino al 1 mite 
territoriale di Pattada, col quale giunge al punto da cui 
si è partiti. 

40. — Comune di Ottana. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dal triplice confine con Bolotana e Noragugume, segue il 
confine territoriale di quest'ultimo arrivando a Su-Adu-de 
su Centone e si continua sulla strada che da Su-Adu porta 
ad Ottana, passando nelle vicinanze di Nuraghe-Porchiles. 

Percorre quindi il perimetro dell'abitato, che resta com- 
preso nella zona, e poi segue la strada comunale Ottana- 
Orotelli fino all'incontro del confine di Grani, si continua 
ancora verso ovest sul limite suddetto, poi su quello di 
Bolotana, e seguendo quest'ultimo, giunge al punto di par- 
tenza. 

41. — Comune di Ovodda. 

La zona malarica è delimitata da una linea che partendo 
dall'abitato di Ovodda, che resta incluso nella zona, segue 



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3976 LEGGI M ilCMETI Mn. KtGNO •*ITU.IA - 1N4 

la strada nazionale Sorgono-Oniferi fino air incontro del 
confine territoriale di Gavoi e continua lungo questo rag- 
giungendo quello di OUolai. 

Segue il confine di quest'ultimo comune e poi quello di 
Teti fino al triplice confine con Tiana ; procede quindi lungo 
il confine di questo comune, per raggiungere la strada na- 
zionale e lurgo questa arriva all'abitato, dal quale si è 
partiti. 

42. — Comune di Ozieri. 

La zona malarica è limitata da una linea che partendo 
dal confine con Chiaramontì, percorre la strada nazionale 
di Ozieri fino ad incontrare la mulattiera di Tuia, presso 
il km. 22 e andando lungo questa raggiunge il confine di 
questo comune, che segue fino all'incontro del triplice con- 
fine con Oschiri. 

La linea di confine della zona continua poscia lungo il 
confine di detto comune e, raggiunto il confine con Pat— 
tada, ne segue il limite fino ad incontrare il rigagnolo de 
Arzola Assida. 

Si continua lungo il corso di questo fino alla provinciale 
di Oschiri che percorre, arrivando all'abitato d'Ozieri, che 
resta incluso nella zona. 

Quindi segue la strada di San Qavino per raggiungere 
la provinciale di Pattada e si continua su questa incontrando 
la ferrovia. 

Prosegue con questa fino alla strada provinciale suddetta 
e di nuovo andando lungo questa raggiunge la mulattiera 
che passando a nord della miniera, porta al confine di Pat- 
tada sul rio Badu Asinara. 

Segue il confine territoriale dì questo comune fino al ri- 
gagnolo che attraversa la vallata di Ozieri sotto la strada 
di Nughedu e andando lungo il corso del rigagnolo sud- 
detto incontra la provinciale di Mores che percorre rag- 
giungendo il confine territoriale di Ittireddu. 

Procede prima lungo il limite di questo comune e poi 



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LCGGl g DICRITI DIL RIGMO •'ITALU • 1904 3977 

lungo quello di Mores fino air incontro della strada Ozieri- 
San Antioco-Ploaghe. 

Ritoma quindi su questa per raggiungere la mulattiera 
che principia a ponente dell'ovile Cannas e che, attraver- 
sando la regione Filigosu ed il rio del Crabione, passa a 
ponente degli ovili di Pianuadu e Muradules: la percorre 
ed incontrato il rio Su Rizzolu de sa Costa segue questo 
e poi quello di Chenturaseris fino al limite territoriale di 
Chiaramonti, lungo il quale arriva alla strada nazionale 
Chiaramonti-Ozieri, dalla quale si è partiti. 

43. — Comune di Pattada. 

La zona malarica è delimitata da una linea che par- 
tendo dal triplice confine con Benetutti e Naie segue il li- 
mite territoriale di quest'ultimo comune fino allMncontro 
del triplice confine con Osìdda, si continua lungo il confine 
del paese suddetto per raggiungere quello con Buddusò, di 
cui segue il limite e giunta al rio Mannu di Pattada, si 
continua lungo il corso dì questo fino all'incontro del rio 
di Bunne. Segue questo contro corrente per arrivare al 
confine di Ozieri e, andando lungo questo, raggiunge il 
triplice, confine con Nughedu. Percorre quindi la strada 
Ozieri-Pattada, ed arrivata alla strada ferrata la segue fino 
al confine di Benetutti, col quale raggiunge il punto di 
partenza. 

(L'abitato di Pattada e quello di Bantine sono compresi 
nella zona). 

44. — Comune di Sarule. 

La zona malarica è delimitata da una linea che partendo 
dall'abitato, che è compreso nella zona, segue la strada 
nazionale Sorgono-Oniferi fino all'incontro del confine di 
Grani. Si continua lungo questo per raggiungere quello di 
Ottana e procede lungo il confine del comune suddetto fino 
all'incontro di quello con Olzai che segue, arrivando al 
Traino de Sa Trae. Dopo aver seguito il suo corso, giunta 
al confine di Ollolai^ si continua lungo questo limite fino 



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3978 LIMI • Mown kl «km ì'xtaua - 1164 

a«i incontrare la vecchia strada OUolaiSarule, per la quale 

ritoma all'abitato, da cui si è partiti. 

45. — Comune di Sassari. 

La zona malarica, dalla quale è escluso Tabitato, è limi- 
tata dal rio Mannu e dai confini coi comuni di Porto Tor- 
res, Sennori, Osilo, Muros, Ossi, Tissi e Usini. 

46. — Comune di Silanus. 

La zona malarica è limitata da una linea che partendo 
dall'incontro della strada provinciale Nuoro-Macomer col 
confine territoriale dì Bortigali, segue verso sud-est questo 
confine fino ad arrivare a quello con Dualchi. Si continua 
poi sul confine di questo comune fino all'incontro di quello 
con Noragugume, che segue raggiungendo il confine ter- 
ritoriale con Lei. Procede poscia su questo confine fino al- 
l' incontro della provi cciaie Nuoro-Macomer e poi si conti- 
nua su questa strada (comprendendo il paese nella zona) 
arrivando al confine di Bortigali. 

47. — Comune di Tempio. 

Oltre a quella già delimitata col regio decreto 1 9 marzo 1 903, 
n. 237, esistono le altre tre zone seguenti: 

La prima zona comprende la frazione di Tolti, ed è 
limitata dal rio Enas e dai confini territoriali dei comuni 
di Monti, Calangianus e Terranova, comprendendo nella 
zona l'abitato di Telti. 

La seconda zona comprende la frazione Luogosanto ed 
è limitata da una linea che, partendo dal punto d'incontro 
del rio Mastru Laicu con quello dello Sfossato, segue il 
corso di quest'ultimo fino al confine territoriale di Calan- 
gianus, pel quale si continua arrivando al rio la Fila- 
schedda. Da questo punto, seguendo il detto rio, arriva 
alla strada che (passando presso gli stazzi di Santu Petru, 
Azzara e Nuracheddu) mena all'abitato di Luogosanto, il 
quale resta compreso nella zona, e continuandosi per detta 
strada sino al rio Mastru Laicu, lo segue, arrivando così 
al punto di partenza. 



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LBtìGl B DICKBTI DEL IIB6N0 n'iTÀUA • 1104 3979 

La terza zona è limitata da una linea che, partendo 
dal triplice confine con Aggius e Bortigiadas, segue verso 
sud il limite di quest'ultimo comune fino al molino La Pi- 
schina di TOmu, e, continuandosi lungo il Trainu Salanna 
ed il rio Fundu di Monti, incontra la provinciale Oschiri- 
Tempio, fra il km, 21 e 22, che segue fino all'incontro 
del rio Lu Caprioni. Si continua lungo il corso di questo 
e del Trainu del Limbara, toccando il limite territoriale 
con Nuchis, pel quale prosegue, e, giunta al confine di Ca- 
langianus, lo percorre, lungo il rio Parapìnta, fino all'in- 
contro della nazionale Tempio-Palao, presso il km. 11. Da 
qui la linea di confine segue verso nord-ovest la strada 
degli stazzi di Sambugheddu e Lu Littu, e, arrivata al rio 
di Scapetta, si continua prima lungo questo, poi lungo- 
quello Turrali fino al limite di Aggius, (seguendo la Vena 
Puzzu Canu), e andando lungo questo raggiunge il punto 
di partenza, comprendendo nella zona l'abitato di Tempio. 

48. — Comune di Tuia. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dall'abitato, che resta incluso nella zona, segue il rio de 
Sos Pojos fino all'incontro del confine territoriale di Oschiri 
e si continua lungo questo, arrivando al confine con Ozieri. 
Procede poi lungo il limite territoriale di questo comune 
% giunta all'incontro della vecchia strada di Chiaramonti, 
fii continua sulla stessa fino all'abitato. 



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3980 IMQtkl I BICIITl ML UGNO t'iTALU - 1M4 

2. — Mcdificazioni di zone già dichiarate malariche 
col regio decreto 19 marzo 1903^ n. 237. 

1. — Comune di Cargieghe. 9. — Comune di Olmedo. 



2. — 


Id. 


di Castelsardo. 


10. 


Id. 


di Portotorres 


3. — 


Id. 


di Florinas. 


11.— 


Id. 


di Perfugas. 


4. — 


Id. 


di Laerru. 


12.— 


Id. 


di Putifigari. 


5. — 


Id. 


di Martis. 


13.— 


Id. 


di SiUgo. 


6. — 


Id. 


di Muros. 


14.— 


Id. 


di Tissi. 


7. -. 


Id. 


di Nulvi. 


15. 


Id. 


di Uri. 



8,— Id. di Ossi. 16.— Id. diUsini. 

La zona malarica di ciascuno di questi comuni, già de- 
limitata col regio decreto 19 marzo 1903, n. 237, viene 
estesa all' intero territorio. 

17. — Comune di Alghero. 

La zona malarica è limitata dal rio Filibertu, dal rio 
Barca, dallo stagno Colich, dal mare e dai confini coi co- 
muni di Villanova, Putifigari, Uri, Olmedo e Sassari. 

18. — Comune di Oliena. 

La zona malarica è limitata da una linea che j)artendo 
dal punto in cui la strada comunale Oliena- Orgosolo in- 
contra il confine di Orgosolo, segue prima questo verso 
nord-ovest e poi quello di Nuoro, per raggiungere la strada 
nazionale Nuoro-Orosei: segue questa e poi il confine col 
comune di Dorgali e, raggiunto il rio Ganagosula, si con- 
tinua lungh'esso fino ad arrivare alla strada di San Gio- 
vanni. Per quest'ultima giunge all'abitato di Oliena di cui 
percorre il perìmetro (comprendendo nella zona l'abitato 
stesso) e si continua lungo la strada Oliena- Orgosolo per 
arrivare al punto da cui si è partiti. 

19. — Comune di Osilo. 

La zona malarica è limitata da una linea che, partendo 
dal limite territoriale col comune di Sassari, percorre la 



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tlGGI B BKIBTt UL HGM i*ITAUA - liM 3981 

strada nazionale fino al confine con Ploaghe, che segue, 
raggiungendo quello di Nulyi» Di qui si continua ed arri- 
vata al rio Mannu (che prende il nome di fiume Silis), ne 
segue il corso, per raggiungere il limite di Senno ri. Si 
contìnua su questo e poi su quello con Sassari arrivando 
sulla strada nazionale al punto da cui si è partiti. 

20. — Comune di Sennori. 

La zona malarica, che comprende l'abitato, è limitata 
dal rio di Sorso o fiume Silis e dai confi ai coi comuni di 
Osilo, Sassari e Sorso. 

21. — Comune di Sorso. 

La zona malarica che comprende l'abitato, è limitata dal 
mare, dal fiume Silis e dai confini dei comuni di Sennori 
e Sskssari. 



Visto, (Tordine di 8. M. : 

n ministro deU" interno 

GIOLITTL 



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3082 LIGGI I DSCKtTI Ì»L WB(.NO «'ITALIA - 19H 

N. 488. A N. 48S. 




Regio Decreto cfie distacca la frazione di Ponte del Cri- 
sto dal comune di Montorio Veronese e Vaggrega a 
quella di Sem Martino Btconalbergo. 

22 agosto 1904. 
[Ptibblicato nella GazxHla UffidaU del R$gno il 16 settenne iV04. n. 217) 

VITTOEIO EMANUELE ffl 

PXR ORAZU DI DIO X PER VOLOHtI DSLLÀ RAZIOm 
BB D'ZTA&ZA 

Sulla proposta del Nostro ministro siegretaFio di Stato 
per gli affari dell' intemo, presidente del consiglio dei 
ministri ; 

Vista la domanda degli elettori della frazione di Ponte 
del Cristo per ottenere il distacco di detta frazione dal co- 
mune di Montorio Veronese e sua aggregrazione a quello 
di San Martino Buonalbergo; 

Viste la deliberazione 27 maggio 1903 del consiglio co- 
munale di Montorio Veronese, nonché la memoria prodotta 
dallo stesso comune diretta ad opporsi all'invocato distacco 
ed a contestare a Ponte del Cristo i caratteri di vera e 
propria frazione; 

Viste la deliberazione 28 gennaio 1903 del consiglio co- 
munale di San Martino Buonalbergo e quella 23 maggio 1904 
del consiglio provinciale di Verona con le quali si esprime 
parere favorevole per Facooglimento dell'istanza dei fra- 
zionisti di Ponte del Cristo; 

Sentito il parere del consiglio di Stato le cui considera- 
zioni s'intendono riportate nel presente decreto; 

Vista la legge comunale e provinciale; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 



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uggì I ilClBTl MRL UGNO i*ITALIA - 1904 3983 

Art, 1. 

La frazione di Ponte del Cristo è distaccata dal comune 
dì Mentono Veronese ed aggregata a quello di San Mar- 
tino Buonalbergo. 

Art. 2. 

I confini fra i detti due comuni di Montorio Veronese e 
San Martino Buonalbergo, in dipendenza del suddetto pas- 
saggio della frazione di Ponte del Cristo dall'uno all'altro 
comune, sono fissati dalla pianta topografica 17 novem- 
bre 1902 redatta dall'ufficio del genio civile di Verona. 
Detta pianta topografica fa parte integrante del presente 
decreto e sarà, d'ordine Nostro, firmata dal ministro pro- 
ponente. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 22 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

^e^itfafo alla OorU dei Ctmii addi 9 settembre 1904. 

%. 18. km del Ghtvemo a f. 112. Paoini. 
iMogo dsl SiffUìo. V. n Guardasigilli RONCHETTI. 

GlOLITTI. 



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3984 uggì I DicRsn del bbgno b'italu - 1904 

N. 489. A S. 489. 

Regio Decreto che approva ìa variante al piano rego- 
latore di ampliamento della città di Genova. 

il agosto 1904. 
(Pubblicato tulla Gaisetta Ufficiale M Eagno il 19 settenne 1904, n. 2l9j 



VITTORIO EMANUELE ffl 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
B£ D'ITALIA 

Vista la domanda del municipio di Genova perdona va- 
riante al piano regolatore di ampliamento della città fra 
l'altipiano di Castelletto e quello di MontegaHetto, appro- 
vato colla legge 29 maggio 1887, n. 4544; 

Visto il progetto di detta variante, compilato dall' inge- 
gegnere municipale Bisagno in data 12 agosto 1903; 

Ritenuto che venne osservata la procedura stabilita dalla 
legge e che non furono prodotte opposizioni; 

Considerato che la proposta variante riuscirà a vantag- 
gio dell'ampliamento edilizio e della viabilità; 

Vista la legge 25 giugno 1865, n. 2359; 

Visto l'art. 4 della legge 29 maggio 1887, n. 4544; 

Visto il parere del consiglio superiore dei lavori pubblici; 

Udito il consiglio di Stato; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
dei lavori pubblici; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
È approvata la variante al piano regolatore di amplia^ 
mento della città di Genova fra l'altipiano di Castelletto e 



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CJOGI B MKnri ML BiaMO B'ITALU • IWi 39g5 

quello di Montegalletto, approvato colla legge 20 maggio 
1887, n. 4544, descritta nel progetto 12 agosto 1903 del- 
l'ingegnere Bisagno, visto, d'ordine Nostro, nella planime- 
tria dal ministro predetto. 

Per l'esecuzione del piano resta fermo il termine fissato 
nella legge predetta. 

Ordimamo ohe il presente decreto, munito del siglilo dello 
Stato, sia inserto nella raeooltauffioiale<delle leggi e dei decreti 
del B£gno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 11 ag^to 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

SsgigtraU) alla OarU M otmti addi 13 Sétìtmhré IM4. 
%. 18. àsH del ^op«nio a t, 122. P^miL 

Uo^ da aignio. r. n dv^rdaMìgm ronchetti. 

r Thdbsco. 



250 - Vou V. . W4 

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3986 LMQl f KCUTI MKL UfillO ^ITALU - 1104 

N. 490. JU N. 490. 

Regio Decreto c?ie concede una diminuzione di pena uguale 
alia durata del carcere preventivo a tutti i condannati 
per reati commessi anteriormente al ^ gennaio 1890, 
ai quali la stessa carcerazione preventiva non fu com- 
putata nella sentenza di condanna. 

16 settembre 1904. 
{Fubbìkaio neUa GoMMetia Ufficiale del Regno ti 16 settembre 1904, n. 217) 

VITTORIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELI^ NAZIONE 
BS D'ITALIA 

Visto Tart. 8 dello statuto costituzionale del Regno; 
Sulla proposta del Nostro guardasigilli, ministro segretario 
di Stato per gli affari di grazia e giustizia e dei culti; 
Sentito il Consiglio dei ministri; 
Abbiamo decretato e decretiamo : 

Art. 1. 

É concessa una diminuzione di pena per un tempo uguale 
alla durata del carcere preventivo sofferto, a tutti i con- 
dannati pei reati commessi anteriormente al 1*" gennaio 189C 
che si trovino tuttora in espiazione di pena ed ai quali il 
carcere preventivo non sia stato computato nella sentenza 
di condanna. 

Art. 2. 

LMndulto di cui nell'art. 1, si ha come non concesso se, 
nel termine di cinque anni dal giorno in cui il condannato 
è posto in libertà, commetta un nuovo delitto punibile con 
pena restrittiva della libertà personale. 

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UMi I ncwri wKL wmm ì*itaua • 1104 3967 

In questo cmo il carcere preventivo sofferto, che sarebbe 
stato condonato col presente decreto, si sconterà integral- 
mente insieme alla pena incorsa per il nuovo reato. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto neUa raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a ohionque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 16 settembre 1904* 
VITTORIO EMANUELE 



mila Chn$ dm eanM addi 16 i€Ue$mbre 1904. 
Jfe^. la AtU dd Qùcamo a /. 125. Pacdil 

dil aigiUa. T. n GwrdASitiìii BONCHBTTI 



GlOLITTI. 

Ronchetti. 



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3d88 l'fiai S MCBiTI ftlL MMUfO B'IIAUA - iM4 



N. 491. lAt N. 491. 



'^^85^ 



RBaio Dborbto che concede amnistia e fa cessare tutti gii 
effetti penali per alcuni delitti e contraovenaioni. 

16 settembre 1904. 
(PubbUcaio nella Gazzetta Ufficiale del Regno il 16 settembre 1904, n. 217) 

VITTORIO EMANUELE III 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
&£ J) ITALIA 

Visto Tart. 8 dello statuto costituzionale del Regno; 

Sulla proposta del Nostro guardasigilli, ministro segre- 
tario di Stato per gli affari di grazia e giustizia e dei 
culti; % 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Art. I. 
É concessa amnistia e cessano tutti gli effetti penali delle 
precedenti condanne per i seguenti reati commessi fino alla 
data del presente decreto: 

a) reati di azione pubblica preveduti nella legge sulla 
stampa; 

b) delitti contro la libertà del lavoro; 

e) delitti di duello preveduti negli articoli 237, 238, 
239, n. 3, 241 e 244 del codice penale; 

d) delitti commessi per imprudenza o negligenza o per 
imperizia nell'arte o professione o per inosservanza di re- 
golamenti, ordini o discipline, purché non ne siano deri- 
vate la morte o lesioni personali prevedute nel n. 2 del- 
l'art. 372 del codice penale; 



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li I Moni MB. tti«m B'rìàuk * liM 3989 

e) furti di legna commessi nei' boschi, quando il valore 
della cosa rubata non ecceda le lire trenta; 

f) reati di diserzione d^le navi mercantili nazionali , 
commessi sia da cittadini sia da stranieri, e che sono preve- 
dati negli articofi £64 a 280 del codice per la mfetrma mercantile. 

Art. 2. 
É altresì concessa amnistia e cessano tutti gli effetti pe- 
nali delle precedenti condanne per le seguenti contravven- 
zioni commesse fino alle data del presente decreto: 

a) contravvenzioni prevedute nel codice penale e nel 
testo unico della legge di pubblica sicurezza, approvato con 
regio decreto del 30 giugno 1889, ri. 6144 (serie 3*), fatta 
eccezione, per gli ammoniti, delle contravvenzioni di cui 
negli articoli 464 e 465 del codice penale e 110 della legge 
di pubblica sicurezza; 

b) contravvenzioni alle leggi ed ai regolamenti suDo 
staio civile; 

e) contravvenzioni prevedute negli articoli 110 e 111, 
n. 1, del testo unico delle leggi sul notariato, approvato 
con regio decreto del 26 maggio 1879, n.. 4900 (serie 2*); 

d) contravvenzioni prevedute nella legge sulla tutela 
dell'igiene e della sanità pubblica del 22 dicembre 1888, 
n. 5849 (serie 3*), e successive aggiunte e modificazioni 
legislative e relativi regolamenti; 

e) contravvenzioni prevedute nelle leggi e nei regola- 
menti forestali, sulla caccia e sulla pesca^; 

f) contravvenzioni prevedute nel testò unico delle leggi 
sulla fillossera, approvato con regio decreto 4 marzo 1888, 
n. 5252 (serie y\ nonché nella legge concernente l'am- 
pliamento del servizio ippico del 26 ^ugrio 1887, n. 4644 
(serie 3^), e nel relativo regolamento approvato con regio 
decreto del 24 giugno 1888, n. 5531 (serie 3"). 

g) contravvenzione agli articoli 177 e 180 del codice 
di commarcio ; 

h) contrawen,zioni prevedute nel testo unico dèlie leggi 
sui pesi e sulle misure, approvato con regio decreto del 



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3990 LIG6I I MdBTX UBL UGMO l'iTALU * UN 

23 agosto 1890, n. 7088 (serie 3^), nella legge sulla fab- 
bricazione e sul comaiercio degli oggetti d'oro e di argento 
di qualunque titolo, del 2 maggio 1872» n. 806 (serie 2"^), 
e nei relativi regolamenti approvati con regi decreti d^ 
7 novembre 1890, n. 7249 (serie 3'), e del 12 giugno 1902, 
n. 226 ; purché i contravventori alle leggi sui pesi e sulle 
misure e relativi regolamenti dimostrino entro due mesi da 
oggi dì avere ottemperato agli obblighi ivi prescritti; 

i) contravvenzioni prevedute nella legge sulla polizia 
mineraria del 30 marzo 1893, n. 184, e nel relativo re- 
golamento approvato con regio decreto del 14 gennaio 1894, 
n. 19; e contravvenzioni pravedute nell'art. 18 del rego- 
lamento approvato con sovrano rescritto del 5 marzo 1851 
per festrazione dello zolfo col sistema dei calcaroni in Sicilia; 

k) coatravvenzìoni prevedute nella legge 30 giugno 
1889, n. 6168 (serie 3*), sulla requisizione dei quairupedi, 
purché entro quattro mesi da oggi i contravventori dimo- 
strino di aver ottemperato agli obblighi prescritti nella 
legge medesima; 

/) contravvenzioni prevedute nella legge del 19 giu- 
gno 1902, n. 242, sul lavoro delle donne e dei fanciulli e 
nel relativo regolamento approvato con regio decreto del 
29 gennaio 1903, n. 41; 

m) contravvenzioni prevedute nel testo unico della 
legge per gli infortuni degli operai sul lavoro del 31 gen- 
naio 1904, n. 51, e nel relativo regolamento approvato con 
regio decreto del 13 marzo 1904, n. 141, fatta eccezione 
per le contravvenzioni di cui nell'art. 31 della legge me- 
liesima ; 

n) contravvenzioni prevedute nel regolamento circa la 
polizia, la sicurezza e la regolarità dell'esercizio delle strade 
ferrate approvato con regio decreto del 31 ottobre 1873, 
n, 1687 (serie 2*); 

o) ogni altra contravvenzione preveduta nei codici, 
nelle leggi e nei regolamenti, purché le pene ivi stabilite 
non superino sei mesi, se restnittive della libertà personale, 



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uom I MOKI ML hgiio i'itiUA • UN 3991 

ovvero 1,800 lire, se pecuniarie, oppure una pena restrit- 
tiva della libertà personale ed insieme una pena pecuniaria, 
le quali nel complesso, convertendo quest'ultima a norma 
di legge, avrebbero una durata non superiore a sei mesi. 
Qualora sia alternativamente stabilita una. pena restrittiva 
della libertà personale od una pecuniaria, si applicherà 
ramnistia, purché anche una sola di esse pene non superi 
i Umiti suddetti. 

Art. 3. 

I marinai ammessi a godere deiramnistia concessa col 
presente decreto, sono reintegrati nei loro diritti verso la 
cassa degli invalidi per quanto riguarda la navigazione 
utile alla liquidazione dei loro assegnamenti, anteriore alla 
diserzione. 

Art. 4. 

II presente decreto non pregiudica le azioni civili deri- 
vanti dai reati, né i diritti dei terzi. 

Esso non id applica ai reati di renitenza alla leva, nò al 
reati preveduti nelle leggi finanziarle, per i quali si prov- 
vede con separati decreti. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d^Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 16 settembre 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

it^iflPttio mlU Ooru dM ponM «icii 16 mtembré 1904. 

£if . 18. Ani M GùMmo a f. ItU fusm. 
iMOfo M aifiUo. V. n Gvardasigim RONCHETTI. 

GlOLITTI. 

Ronchetti. 



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3992 LMGl I MCHTi ML MKGM t'TÌALik • IMI 

N. 492. A ìi, >m. 




RsGi6 Dbcreto che concede piena amnistia per reati commessi 
dad stuidUi eritrei anteriormente ai l'^ gennaio 1897. 

16 settembre 1904. 
(Pubblicato nella Gaisetta Uf/leiaU dei Bèffno U 16 SéUembre 1904, n. 217) 



VITTOffiO EMAOTELE III 

PER GRAZIA W DIO E PER VOLÓWl'X BELLA NAZIONE 
&E D'ITALIA 

Visto l'art*. 8 dello statuto costituzionale del Regno ; 

Sulla proposta del Nostro guardasigilli, ministro segretario 
di Stato per gli affari di ^[razia e giustìzia e dei culti; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

Hi concessa piena amnistia e cessano tutti, gli effetti pe- 
nali delle precedenti condanne per qualsiasi reato commesso 
dai sudditi eritrei anteriormente al r gennaio 1897. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconìgi, addi 16 settembre 1904. 

VITTORIO EMANUELE 



Beaittraio alla Corte dei eonlt addi 16 settembre 1004. 

lUù. 18. Affi del Governo a f. 123. P^ona. 
Luogo dei.aifilh. T H Guardasigilli RONCHBTTL 



GlOLITTI. 
RONOHSTTI. 



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uMi I non» M. iMW riiALU • IMI 390a 

N. 49a A B. 49a 



Ripaiiy Dbcbsto porUmte variazioni al bilancio della spesa 
d»l Mmisieradei tesoro per l'esercizio i903'904y in 
dipendenza delle conversioni del consolidato 4. 50 OiO 
m 3. 50 OfO ^^tto eseguite nel r semèstre i904. 

10 agosto IMI. 
(PìMlieàlò neiìa- GazzeUa UffitiaU del Ra^no il ^3 settembre 1904, n. 222) 

VITTORIO EMANUELE m 

PER GRAZIA DI DIO E PBft VOLONTÀ DELLA NAZIÓNE 
BE D'ITALIA 

Visto rari. 2 delia legge 12 giugno 1902, n. 166, ehe 
autorizzò la crea^oiM dà nuovo titolo di debito consolidato 
3, 50 Oio netto ; 

Visto Tart. 1 della legge 21 dicembre 1903, n, 483, con 
il quale venne autorizzata la conversione della rendita con* 
selidata* 4u 50 0[o netto in altra del consolidato 3. 50* Oiq 
netto con l'aggiunta di un premio da determinarsi nei modi 
indicati dall'art. 12 della legge stessa; 

Visto Fart. 2 , della precitata le^e col quale vennero 
esduse dalla conversione le rendite 4. 50 0[o assegnate, con 
esenzione dall'aumento di iitaposta sino al 20 0[0, alle pub- 
blicUe istituzioni di beneficenza ; 

Visto il regstamento approvato col regio decreto 21 di- 
cembre 19(tó, n. 4$6, {Jer l'esecuzione della ripetuta legge ; 

Vipta la legge 11, giugno 1903, il 216, di approvazione 
dello stato di pr'evisìone della spesa del Ministero del te- 
soro per l'esercizio 1903-904; 

Vista la legge 9 giugno 1904, n. 299, dì approvazione 
dell'assestamento del bilancio di previsione pel suddetta 
esercizio ; 



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3994 UMi I MBCwn obl hgiio ì^itaiia • UN 

Considerato che con quest'ultima legge, prevedendosi che 
la rendita inscrìtta e presunta da riconoscersi a favore 
delle pubbliche istituzioni di beneficenza, di che all'art. 2 
della legge 21 dicembre 1903, n. 483, sopracitata ascen- 
desse a lire 31,054J74. 25 con che venne assegnato al ca- 
pitolo 4 bis dello stato di previsione della spesa del Mini- 
stero del tesoro uno stanziamento di lire 15,527,387. 12 
corrispondente a due trimestri della rendita suaccennata ; 

Considerato che, in conseguenza, la rendita consolidata 
4. 50 0|0 netto da convertirsi in consolidato 3. 50 Ofo netto 
venne presunta nella somma annua di lire 29,973,690.03 
corrispondente a quella 3. 50 Ojo netto di lire 23,312,870 
e perciò colla legge dì assestamento suddetta venne, in cor- 
rispondenza di tale rendita, aumentato lo stanziamento del 
capitolo 5 del bilancio della spesa del Ministero del tesoro 
della sonmia di lire 11,656,435 ammontare di un semestre 
della rendita suaccennata; 

Ritenuto invece che, in fatto, durante lì 1^ semestre 1904 
la direzione generale del debito pubblico procedette alle 
operazioni di annullamento della rendita consolidata 4. 50 Oio 
seguenti : 

N. 50872 inscrizioni per la rendita com- 
plessiva di . . '• . . L. 28,538,345. 17 
con decorrenza dal 1^ gennaio 1904 

N. 3 inscrizioni per la rendita comples- 
siva di )i 7,164. — 

con decorrenza dal V aprile 1904 

^ cosi in complesso. . . • , L. 28,545,509. 17 

in sostituzione della quale venne emessa tanta rendita con- 
solidata 3. 50 0[o netto 

per L. 22,196,495. 67 con godimento dal 1^ gennaio 1904 
» » 5,572.— » » r aprile 1904 

ornisi L. 22,^02,067.67 



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LKMU I mm WKL HMO W^TtàUk • UN 3995 

Ritenuto che, perciò, la rendita conBoUdata 4. 50 0[0 netto 
da riconoscersi a favore delle pubbliche istituzioni di bene- 
ficenza resta accertata al 30 giugno 1904 nella somma annua 
di lire 32,482,955.11; 

Considerato che, in conseguenza di quanto sopra e trat- 
tandosi di operazioni già definitivamente compiute in virtù 
della legge 21 dicembre 1903, n. 488, sopracitata e degli 
articoli 1 e 2 del regolamento approvato con regio decreto 
stessa data, n. 486, occorre ora soltanto provvedere per le 
variazioni ai singoU capitoli, che ai mentovati debiti si ri- 
feriscono, nel bilancio della spesa del Ministero del tesoro 
per l'esercizio 1903-904; 

Visto Tart. 14 del più volte ripetuto regolamento appro- 
vato con regio decreto 21 dicembre 1903, n. 486, col quale 
si autorizza il ministro del tesoro a provvedere a tali va* 
nazioni medianti Nostri decreti; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
il tesoro, interim delle finanze ; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Per effetto delle conversioni delle rendite consolidato 
4. 50 0(0 netto in altre del consolidato 3. 50 Ofo netto real- 
mente eseguite dalla direzione generale del debito pub- 
blico durante il 1^ semestre 1904, saranno introdotte le 
seguenti variazioni nel bilancio della spesa del Ministero del 



in aumento al capitolo 4bis: ^ Antiche rendite censo- 
iidate nominative 4. 50 0[o netto conservate esclusivamente 
a favore delle pubbliche istituzioni di beneficenza. » 

2 trimestri di interessi sulla maggior rendita consolidata 
4.50 010 di lire 1,428,180.86 dovutasi conservare in con- 
fronto alle previsioni • . . L. 714,090.44 

1 Trimestre sulla rendita di lire 7,164 
annullata con godimento dal 1' aprile 1904 » 1,791. — 

In complesso L. 715,881 . 44 



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8096 uMMi ■ Hom hl mgm ì*itaua * IIM 

in diminuzione : al capitolo 5 : e Rendita conaolidata 
3. 50 Oio Bette » : 

2 Trimestri di interessi sulla minor ren- 
dita consolidata 3. 50 . . . • h 1,11 0,802. 33 

non emessa . L. 555,401. 17 

1 Trimestre della ren- 
dita di lire 5,572 emessa oon 
decorrenda l"" aprile 1904 » 1,398. ^ 



In complesso L. 556,794. 17 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato Racconigiy addi 10 agosto 1904 
VITTORIO EMANUELE 

B$ffiitraio alla Oaru éH conU aéUd 17 seUembre 1904. 

S0g. 18. AiU del Gavemo a f. 129, F. Mbzzbttl 
Luogo d$l Sigillo. T. U Qimrd«ngrm RONCHETTI. 

L. LUZZATTI. 



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£1661 1 Mcam BKL UGNO w^muA - MM 3097 

N. 494 JU N. 494 




Regio Decreto portante variazioni al bilancio delta spesa 
dei Ministero del tesoro per P esercizio finanziario 
19Q3-904 in seguito ' al cambio dei e&nsolidati 5 per 
cerilo in consolidati 4 per cento netto eseguiti nel 
P semestre 1904. 

10 agosto 1904. 
[PtMHeato nella Gazztiia UffidaU del lUgno il 23 settembre 1004, n. 222) 

VlTTOfRIO EMANUELE IH 

PER ORAZIA M DIO E PCR VOLONTÀ lUELXJl HAZiOilE 
^BS D'ITALIA 

Visto l'art. 8 deir allegato L alta legge 22 luglio 1894, 
n. 339; ' 

Visto Tart. 12, comma 2*, del regolamento approvato col 
regio decreto 21 novembre 1894, n. 516, per Tesecuzione 
dell'allegato L alla legge suddetta; 

Visto il decreto legge 21 novembre 1894, n. 517, eh© disci- 
plina il cambiò dei certìftéati nominativi e di quelli di rendita 
mista del consolidato 5 per cento in altri nominativi e mi- 
sti del consolidato 4 per cento netto; 

Viste le leggi 11 giugno 1903, n. 216, e 24 dicembre 
1903, H. 491, di approvazione degli stati di previsione della 
spesa per il Ministero del tesoro e dell'entrata per Teser- 
cizìo 1903-904; ' ' 

Vista la legge 9 giugno 1904, n. 229, di approvazione 
deirassestamento del bilancio di previsione pel suddetto eser- 
cizio; 

Ritenuto che durante il T Semestre 1904 furono dalla 
direzione generale del debito pubblico eseguite le operazioni 
di cambio per n. 56 inscrizioni di rendita consolidato 5 per 

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3998 UMi mmcmn wkl nmm wnuuk • UN 

cento dell'importo complessivo di lire 6^680 in rendita con- 
solidata 4 per cento netto per l'importo di lire 5,344 con 
egual godimento dal T gennaio 1904; 

Ritenuto che, trattandosi di operazioni già definitiyamente 
compiute in virtù della legge 22 luglio 1894, n. 339, so- 
vracitata, occorre ora soltanto di eseguire le variazioni ai 
singoli capitoli, che ai mentovati debiti si riferiscono, tanto 
nello stato di previsione della spesa del Ministero del te- 
soro quanto in quello dell'entrata per l'esercizio 1903-904; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per il tesoro interim delle jSnanze; 

Abbiamo decretato e decretiamo 

'Art^L] 

Per effètto delle operazioni di cambio di rendite del de- 
bito consolidato 5 per cento in altre del consolidato 4 per 
cento netto eseguito dalla direzione generale del debito pub- 
l^co nel 1^ semestre 1904 saranno introdotte nel bilancio 
della spesa del Ministero del tesoro per Tesercizio finanzia- 
rio 1903-904 le seguenti variazioni: 

in diminuzione : al capitolo 1 « Rendita consolidata 5 
per cento. Ammontare di un semestre sulla rendita annul- 
lata Ure 3,340 » ; 

in aumento : al capitolo 3 « Rendita consolidata 4 per 
cento netto. Ammontare di un semestre sulla rendita in- 
scritta lire 2,672 ». 

Art. 2. 

In conseguenza del disposto dell'articolo precedente lo 
stanziamento del capitolo 22, art. 4, del bilancio dell'entrata 
per l'esercizio 1903-904 «Imposta di ricchezza mobile. Ri- 
tenuta sulle rendite di debito pubblico, annualità, ecc. x> sarà 
diminuito della somma di lire 668, corrispondente all'im- 
posta di ricchezza mobile in ragione del 20 per cento sul- 
l'ammontare di lire 3,340, diminuito al capitolo 1 del bi- 
lancio della spesa del Ministero del tesoro. 



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i'ixàUA • ìHé 3999 

Ordmiftmo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Sisto, aia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del R^o d'Italia» mandando a chiunque spetti di ossenrarlo e 
di Ikrio osservare. 

Dato a Racconigiy addi 10 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



MtgiUna^ alla OtfrU dd eonli addi 17 MetUmbre 1904. 

Jbgf. la JM M Ocmrm a f. 180. F. Umbbml 
Imogo del SigiUo. T. U Guardangilli ROIICHBTTL 

, L. LUZZATTI. 



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4000 LIGGI I NECmi BKL MBGXO «'ITIUA - UN 




. Reoio Decreto che autorizza la preparazitme e vendita 
per conto dello Stato di taluni medicinali c?iinacei. 

14 agosto 1904. 
iPubblieaio nella QaxxiUa Vffieialé del JEUgno il VSt settembre 1904, w. 221) 

VITTORIO EMANUMiE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BS D'ITALIA 

Viste le leggi 23 dicembre 1900, n. 505, e 2 novem- 
bre 1901, n. 460, modificate con quelle successive del 22 giu- 
gno 1902, n. 224, e 19 maggio 1904, n. 209; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
il) tesoro interim per le finanze di concerto con quello per 
r interno ; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sentita la commissione di vigilanza sul servizio del chi- 
nino istituita con l'art, 8 della legge 23 dicembre 1900, 
n. 505, su citata; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art. 1. 
É autorizzata la preparazione, per conto dello Stato, dei 
seguenti medicinali chinacei : 

a) soluzione sterilizzata di bicloridrato di chinina in pro- 
porzione di centigrammi 50 per ogni centimetro cubo di 
liquido contenuto in una fialetta; 

b) soluzione sterilizzata di idroclorato di chinina in pro- 
porzione di centigrammi 50 con centigrammi 25 di etìlu- 
retano per ogni centimetro cubo di liquido contenuto in 
una fialetta. 



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UHWI B UCUTI ML BI6IM l'iTAUà - IM 4001 

Art. 2. 
Le fialette delle soluzioni di bicloridrato e di idroclorato 
saranno racchiuse in scatole di cartone che ne conterraniTo 
tieci per ognuna: tanto le fialette che le scatole dovranno 
portare i prescritti contrassegni. 

Art. 3. 
La somministrazione a prezzi di favore dei detti medi- 
cinali sarà fatta direttamente dalla manifattura dei tabacchi 
Q Roma (funzionante da deposito centrale del chinino) alle 
wongregazioni di carità, ai comuni ed agli enti pubblici e 
invali che debbono fame la somministrazione gratuita, a 
sorma delle leggi su citate. 

Art. 4. 

La minuta vendita al pubblico delle due soluzioni di cui 
^e lettere a e b dell'art. 1, sarà eseguita unicamente dai 
farmacisti e medici condotti che abbiano custodia di armadio 
farmaceutico e la somministrazione delle medesime sarà loro 
latta direttamente dalla manifattura dei tabacchi in Roma. 

Il ministro proponente e quello deir intemo sono incari- 
cati della esecuzione del presente decreto. 

Ordim'amo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
M Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
ii &rio osservare. 

Dato a Racconigi, addi 14 agosto 1904. 

I VITTORIO EMANUELE 

l'Eolo «U« Oorié dM eonU addi 17 settemàn 1904. 
% 18. Afff dd Otmémo a f. 131. F. Mszznrf. 
^ d$l mftUo. V. n Oii&TdasigiUi RONCHETTI. 

L. LUZZATTI. 
i GlOLITTI. 



51 - Vou V. - 1904. 



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4002 l'ansi K DBCRni ML UGIM »'ITAU1 - 1M4 

N. 496. A N. 49& 




Regio Decreto che concede amnistìa e condona alcune per.e 
pecuniarie incorse e non pagate in materia di finanza. 

17 settembre 1004. 
(Pubòficato nella Gazzetta Ufficiale del Regno il 21 settembre 1904, «. 220) 



YITTOBIO EMANUELE ffl 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Visto l'art. 8 dello statuto costituzionale del Regno; 

Sulla proposta dei Nostri ministri segretari di Stato per 
gli affari di grazia e giustizia e dei culti, e per il tesoro 
interim delle finanze; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art. 1. 
Sono condonate le pene pecuniarie incorse e non pagate 
fino alla data del presente decreto: 

a) per le contravvenzioni in materia di tasse di regi- 
stro e di successione previste dagli articoli 104, 105, 106, 
107, 108, 109, 111, 112, 113, 116, 118, 119, 121 e 152 
della legge (testo unico) 20 maggio 1897, n. 217, e del- 
l'art. 1 del regolamento approvato col regio decreto 23 
marzo 1902, n. 114 ; 

b) per le contravvenzioni alla legge sulle volture ca- 
tastali 4 luglio 1897, n. 276 (testo unico); 

e) per le contravvenzioni alle disposizioni degli artì- 
coli 3 e 7 della legge 7 luglio 1901, n. 321, relative al- 
l'esecuzione delle volture nel nuovo catasto sui terreni; 



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LIMI f racmi hl ugm b*iuua - IMA 4003 

d) per le contr^vrenzioni relative ai repertori prescritti 
in fiiateria di taase suUe assiouraziooai marittime e sui con- 
traiti vitalizi, previste dagli articoli 7, 8, 9 e 25 della legge 
(testo unica) del 26 gennaio 1896^ q. 44; 

e) per le contravvenzioni in materia di tasse sulle as- 
sicurazioni diverse dalle marittime, previste sia dall'art. 20 
della detta legge 26 gennaio 1896, in quanto concernano 
il registro dei premi e la conservazione delle polizze ori- 
ginali e delle quietanze ivi indicate^ sia dagli articoli, 19, 
21 terzo comma, e 22 della legge medesima; come pure 
per le contravvenzioni relative ai repertori da tenersi per 
le stesse assicurazioni, giusta l'art. 6, secondo comma, del 
regio decreto 5 dicembre 1895, n, 678. 

Non avrà però luogo il condono, se entro 6 mesi dalla 
data del presente decreto, non siano, per qualsiasi motivo, 
pagate le tasse tuttora dovute, e se inoltre» entro lo stesso 
termine ed in quanto sia possibile, non vengano adempiute 
le formalità prescritte. Nel caso contemplato dalla lettera e, 
non avrà luogo il condono se nel termine predetto non si 
completeranno gli atti indicati negli articoli 3 e 7 della 
legge 7 luglio 1901, n. 321. 

Art. 2. 
É concessa amnistia e cessano tutti gli effetti penali delle 
precedenti condanne per le seguenti contravvenzioni com- 
messe fino alla data del presente decreto: 

a) contravvenzioni in materia di tasse di bollo previste 
nel titolo ottavo della legge (testo unico) 4 luglio 1897, n. 414; 

b) contravvenzioni alle leggi sul bollo delle earte da 
giuoco; 

e) contravvenzioni allo leggi sulla tassa dì bollo dei 
contratti di borsa; 

d) contravvenzioni alle leggi concernenti le tasse sulle 
concessioni governative e sugli atti di provvedimenti am- 
ministrativi ; 

e) contravvenzioni alla legge relativa alla tassa an- 
nuale sui velocipedi. 



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4004 uggì I MCBRI DEL RTGNO »'ITALIA - 1904 

Per le contravvenzioni di cui alle lettere a, A, e, d, l'am- 
nistia non ha effetto se, entro sei mesi dalla data del pre- 
sente decreto, non siano, per qualsiasi motivo, pagate le 
tasse tuttora dovute, e se, inoltre, entro lo stesso termine, 
ed in quanto sia possibile, non vengano adempiute le for- 
malità prescritte. 

Art. 3. 
È concessa inoltre amnistia e cessano tutti gli effetti pe- 
nali «delle precedenti condanne per le seguenti contravven- 
zioni commesse fino alla data del presente decreto: 

a) contravvenzioni concernenti le tasse sulla fabbrica- 
zione della birra e delle acque gassose e previste dall'ar- 
ticolo 21 della legge 3 luglio 1864, n. 1827; 

h) contravvenzioni previste dal regolamento approvato 
con regio decreto 1^ maggio 1881, n. 183, per la tassa di 
fabbricazione dell'olio di semi di cotone; 

e) contravvenzioni previste dall'art. 28 del regolamento 
approvato con regio decreto 2 luglio 1903, n. 347, perla 
tassa di fabbricazione dello zucchero indigeno; 

d) contravvenzioni previste dal regio decreto 25 di- 
cembre 1887, n. 5125, per la tassa sulla produzione del- 
l'acido acetico puro e sulla rettificazione dell'acido im- 
puro; 

e) contravvenzioni previste dagli articoli 17 comma 
terzo, 21, 22, 23, 24, 25 e 26 del testo unico di legge 
per la tassa sulle polveri piriche e sugli altri prodotti 
esplodenti, approvato con regio decreto 2 marzo 1902, 
num, 56; 

f) contravvenzioni previste nell'articolo 20, comma se- 
condo e terzo, del regolamento approvato con regio decreto 
16 aprile 1896, n. 106, per la tassa sulla fabbricazione 
del glucosio; 

g) contravvenzioni previste dagli articoli 2 secondo 
comma, 3 secondo comma, e 4 dell'allegato B alla legge 
8 agosto 1895, n. 486, per la tassa sulla fabbricazione 
della cicoria preparata e degli altri surrogati del cafffe; 



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LMsi I ifcoii iiL uaiit i'iiiUA - INi 4005 

h) contravvenzioni previste dall'art- 4 comma quarto 
dell'allegato C alla legge testé iadicata., per la tassa sulla 
raffinazione degli olì minerali; 

i) contravvenzioni previste dall'art. 10 comma secondo, 
quinto, sesto, settimo ed ottavo dell'allegato E alla legge 
medesima, per la tassa sulla fabbricazione dei fiammiferi; 

l) contravvenzioni previste dall'art. 8 dell'allegato F 
alla ripetuta legge per la tassa sul consumo del gaz-luce 
e dell'energia elettrica; 

m) contravvenzioni previste dagli articoli 81, 82 comma 
primo, secondo, terzo e quarto, 83, 88, 89, 90, 91 e 125 
del testo unico delle leggi doganali, approvato con regio de- 
creto 26 gennaio 1896, n. 20; 

n) contravvenzioni previste dagli articoli 23, 24, let- 
tere a, 6, e, e 25 del testo della legge sugli spiriti, appro- 
vato con regio decreto 30 gennaio 1896, n. 26, e dell'art* 9 
comma terzo e quarto della legge 22 marzo 1903, n. 152; 

o) contravvenzioni previste dagli articoli 44 e 49 del 
testo unico della legge sul dazio di consumo, approvato con 
regio decreto 15 aprile 1897, n. 161, sempre che il mas- 
simo della pena pecuniaria non superi le lire 10,000 fatta 
eccezione per le contravvenzioni commesse da società coo- 
perative, alle quali tale limitazione di somma non è ap- 
plicabile. 

Art. 4- 
Sono condonate le pene pecuniarie incorse e non pa- 
gate fino alla data del presente decreto: 

a) per le contravvenzioni contemplate nel decreto reale 
21 novembre 1880, n. 5744 (serie 2*), sulle lotterie e sulle 
tombole, modificato con l'art. 2 della legge 22 dicembre 1895 
e nella legge 12 giugno 1904, n. 247, purché le pene ap- 
plicabili od applicate e non pagate non eccedano le lire 300. 

Se tali pene superino le lire 300 e non eccedano le 
lire 1,000 sono ridotte alla metà; 

b) per le contravvenzioni alle leggi sulla privativa dei 
sali e tabacchi, e per le contravvenzioni accertate con ver- 

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4006 uggì I racmi dil neoNo »*ttaua - 1M4 

baK Agli efltetti amministrativi, di cui all'art. 38 del rego- 
lamento 8 novembre 1900, n. 375, purché le pene appli- 
cabili od applicate e non pagate non eccedano le lire 200. 
Se tali pene superino le lire 200 e non eccedano le 
lire 900 sono ridotte di un terzo. 

e) per le contravvenzioni dipendenti dàirapplicazione 
della legge 23 dicembre 1900, n. 505, modifteata «da quella 
successiva del 19 maggio 1904, fì. 509, p&r la vendita del 
chinino per conto dello Stato, 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale- delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
Ai farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 17 settembre 1904. 



VITTORIO EMANUELE 



tUgìstrato alla CorU àei conti adài 21 settembre 1904. 

È9ff. 18. Atti dèi Oùì^éifio à f, li], T. MszzBtti. 
Luogo del Sigillo, V. 11 Guat-dasigmi IffOWCHETTl. 

GlOLlTTI. 

l. luzzatti, 
Ronchetti. 



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t«mi ■ «t(!upri mt tram •*itixja - HM 4007 

N. 497. ^ N. 497. 




Regio Decreto che dichiara zone malariche 
por Moni di territorio della provincia di Benevento. 

20 agosto 1904. 
[Pìàtblicato nella Qassetia Ufficiale dkl Hegno il 21 settembre \%0A. n 223; 

VITTORIO EMANUELE III 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
RE D'ITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1002, 
n. Ili, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Benevento ha in- 
viato le proposte di quel medico provinciale per la designa- 
zione di nuove zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità' sulle an- 
L^i dette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli affari deir interno, presidente del consiglio dei ministri ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopra menzionate le porzioni 
lì territorio della provincia di Benevento distinte come ri- 
sulta dall'elenco che segue, facente parte integrante del pre- 
>ente decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal mi- 
nistro proponente. 



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4008 uggì I ncMom obl mgmo »*italia • ItM 

A cura del signor prefetto della provincia e coll^aiuto 
degli uffici finanziari competenti, per le zone ove ciò oc- 
corra, affine di precisarne maggiormente la delimitazione, 
sarà provveduto alla compilazione deir elenco dei proprie- 
tari dei fondi compresi nelle zone stesse, con riferimento 
ai dati censuari. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 29 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



BtgUlralo alla OorU d$i comIi adéA 19 settembre 1VK)4. 

Reg. 18. AtH del Govèrno a f. 133. F. Mbzzbtti. 
£mo^ del BigUlo. V. D Ovardasifim RONCHETTI 

GlOLlTTI, 



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uggì I BKUTl BBL UGNO l'iTALIA • IMI 4009 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti nella provincia di Benevento, con l'indicazione dei rispettivi 

confini territoriali 



1. — Comune di Baselice. 

La zona malarica è delimitata da una linea, che, par- 
tendo dalla riva sinistra del fiume Fortore — in corrispon- 
denza dell'imbocco del vallone Zoze — risale quest'ultimo 
fino al ponte Santa Maria sulla rotabile comunale: segue 
questa via fino al principio dell'abitato di Baselice nella 
regione detta Calvario, e precisamente dove sono erette 
le cinque croci. 

Da questo punto la linea di confine della zona segue la 
via vecchia Fontana Vellano fino al limite territoriale col 
comune di Foiano: quindi, andando lungo tale confine e 
lungo quelli di S. Marco dei Cavoti, Collesannita e Castel- 
vetere, giunge al fiume Fortore, seguendo il corso del quale 
ritoma al punto di partenza. 

2. — Comune di Campolattaro. 

La zona malarica è delimitata da una linea che, par- 
tendo dal confine col comune di Morcone, sulla riva destra 
del fiume Tammaro, risale questo confine fino alla mulat* 
tiera detta degli Spinazzi e, passando pel vallone Vaglie, 
raggiunge la provinciale Bebbiana. 

La linea di confine della zona indi discende con questa 
strada fino all'incontro della via del Bosco, e poi lungo questa 
fino al confine col comune di Fragneto Monforte sul val- 
lone San Leonardo che segue finché, incontrato il fiume 
Tammaro, lungo questo ritorna al punto di partenza. 

3. — Comune di Campoli. 

La zona malarica è delimitata da una linea che, partendo 
dall'imbocco del vallone Pantanello sul larino (che segna 



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4010 uggì b Mcnri hl niMit b'itìlia - 1ÌM 

il confine col comune di Cantano), risale il detto vallone 
fino all'incontro della via vecchia Cacciano- Campoli (che 
passa nella località denominata Sala e precisamente fra le 
masserie Mazzella e Procaccini) e la segue fino all'abitato 
(li Campoli. Di qui la linea di confine della zona risale 
prima la via interna detta via Piazza, poi U via Fontana 
1^ la via Corte, e infine per la mulattiera detta Marzano o 
Liberia raggiunge il corso del larino, col quale ritorna al 
punto di partenza. 

4. — Comune di Cautano. 

La zona malarica è delimitata da una linea che, par- 
tondo dalla strada provinciale vitulajiese (ove incontra il 
confine col comune di Vitulano), la segue fino alla frazione 
Cacciano* Di qui seguendo la via vecchia per Campoli^ rag- 
giunge il confine con Campoli, segue questo, quello coi co- 
muni di Castelpoto, Foglianise e Vitulano (lungo il corso 
dei fiumi larino e lonca) e ritorna al punto di partenza. 

5-G. — Comune di Foglianise. 

Vi sono due zone malariche. 

La prima zona 6 delimitata da una linea che, staccan- 
dosi dalla Chiesa o Largo del Carmine, ove trov^ìsì la t^asa 
comunale, segue la mulattiera del convento di S. Antonio 
fino al confine con Vitulano : va lungo questo e quello con 
Cautano fino al torrente lenca, di cui segue il corso fino 
al vallone Gesso (che costituisce il limite col comune di 
Torrocuso). 

Indi la linea di confiue della zona risale il detto vallone 
fino airinoontro colla strada provinciale, la segue fino al 
cimitero comunale, e per la via del cimitero raggiunge 
il Largo del Carmine punto di partenza. 

La seconda zona, che trovasi nella frazione di Santo Ste- 
fano sul Calore, ò delimitata da una linea che comincia 
sulla riva sinistra del Calore ove è il limite col comune 
di Paupisì: segue questo limite fino airincontro della via 
Santo Stefano: poi, andando lungo questa e attraversando 



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uggì « iBciiiTf Bo. morn b^itaua - 1114 40t 1 

i feadi di Giuseppe Palomba, di Do Marco Denato e Gen- 
naro, di Jorio e Laudato Giovanni, incontra il vallone Co- 
l>icqua, lungo cui scende fino alta masseria Casone. Qui 
iiKJontrata la via per Solopaca la segue fino al confine del 
comune col quale ritorna al punto di partenza. 

7. — Comune di Foiano. 

Vi è una zona malarica che comprende l'abitato di 
Foìaao e quasi tutto il territorio comunale, eccettuate le 
r^oni Piano della Mandra, Toppa le Fave e Fontana 
ABdrettcci- 

La zona malarica è delimitata da una linea cho partendo 
dal confine col comune di Molinara, là dove è intersecato 
dalla strada provinciale, discende lungo questa fino al val- 
lone da Piloni, da cui devia pel tratture della Fontana 
Leonardo Tozzi, risalendolo per circa 200 metri e deviando 
poi a destra fra la proprietà Boragine a monte e Ruggero 
a valle. La linea di confine passa poi a monte del Lago 
Schinelle, prosegue pel limite, prima tra le proprietà Bo- 
ragine, a monte, ed eredi Ziocardi, a valle, e poi fra le 
proprietà Liberato Ruggero, a monte, e Ziocardi a valle, 
^^ risalendo quest'ultimo limite raggiunge la strada rotabile 
^'omun«,le dì Baselice, che segue fino al confine con Base- 
iice: infine per questo confine, e quello dei comuni di 
San Bartolomeo in Galdo, Montefalcone Valfortore, San 
Giorgio la Molara e Molinara ritorna al punto di partenza. 

8. — Comune di Ginestra degli Schiavoni. 

La zona malarica è delimitata da una linei), che partendo 
dal punto in cui il confine comunale incontra la riva si- 
nistra del torrente della Ginestra, risale' la via comunale 
Casalbore Castelfranco (che segna il confine con la pro- 
vincia di Avellino e col comune di Miscano) fino all'in- 
contro colla mulattiera che òonduce alla staziont© di Mon- 
tecalvo. 

Di qui la linea di confine segue la via vicinale che va 
alla masseria di Felice d'Agostino (soprannominato Felice 



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4012 U6«x I SKam ml imiio ì'italu » 11I4 

Maglione), situata presso Torigine del valione o canale 
Stridente, e, lungo il canaio proveniente dal muragliene 
della rotabile Castelfranco-Ginestra, giunge al punto dett^ 
ce il Balcone )>, donde la linea di confine della zona, scendo 
lungo la strada rotabile nella direzione di Ginestra fino al 
largo di Sant% Maria, portandosi poscia al tratture che va 
alla masseria a la Pantana » e che passa a sinistra del ci- 
mitero comunale. 

Segue questo tratture, comprendendo l'era detta masseria, 
fino air incontro del torrente Ischia e torrente della Gine- 
stra, il cui corse è per un tratte anche limite territoriale 

Seguendo infine il confine territoriale, comprende il ter- 
ritorio situato alla destra del torrente Ginestra, giungendo 
al punto di partenza. 

9. — Comune di Melizzane. 

Oltre alla zona malarica già delimitata col regie decreto 
r settembre 1903, n. 421, ve ne è una seconda, i cui li- 
miti sono: 

a) il fiume Calore fino al ponte ; 

b) la strada che dal ponte va alla provinciale San- 
nitica; 

e) questa strada provinciale fino al confine con So- 
lopaca. 

10. — Comune di Morcone. 

La zona malarica comprende le contrade Gorfoglieto, 
Stazza, vallone San Marco, Taverna Vecchia, Cisterna, Ad- 
dolorata, Capanni e Cerreto, Pescosardo, Piano di Mezzo- 
rotoli, Pisciarello, Selvapiana e parte della regione Serra 
sulla riva destra del fiume Tammaro. 

Essa è delimitata da una linea che partendo dal Pont^ 
stretto sul Tammaro, segue la strada ferrata per Bene- 
vento, fino al vallone San Marco, risalendo il corso del 
quale raggiunge la vicinale detta Fontanella che segue fino 
al torrente e vallone La Cisterna, in prossimità del ci- 
mitero. 



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LBGGI I nCUTl MEL UOm l'iTAUi - ItM 4013 

Di qui la linea di confine della zona scende lungo il 

detto torrente, fino all' incontro colla linea ferroviaria : 

segue questa fino a che si trova la strada provinciale San- 

jnitica, colla quale va fino a Pontecofflo, e poi andando 

lungo romonimo torrente, alla contrada Esche. 

Indi la linea di confine segue la mulattiera detta Via 
'iella piana di Mezzorotolo (che conduce a Colle-Serra e 
che lascia a vaile la piana medesima e le contrade Piscia- 
rello e Zeoli) fino al limite territoriale con Gampolattaro, 
col quale da ultimo giunge al fiume Tammaro, e seguendo 
il corso di questo, giunge a Ponte Stretto, punto di par- 
tenza. 

H. — Comune di Paupisi. 

La zona malarica è delimitata da una linea che, par- 
tendo dair imbocco del vallone Reventa, che è limite di 
oonfine col comune di Torrecuso (sulla riva destra del fiume 
Calore), risale questo confine prima e poi quello con Fra- 
gneto Monforte fino all'incontro della rotabile Vitulano- 
Fragneto. 

La linea di confine segue questa strada fino all'incontro 
della mulattiera detta della Puglia fra le proprietà di An- 
tonio Pica dalla parte superiore e di De Angelis Nicola fu 
Luigi dalla parte inferiore; rasenta poi la masseria di Pica 
Lorenzo fu Angelo, a monte, e di Corvo Nicolantonio fu 
Domenico a valle, e, seguendo sempre la citata mulattiera, 
lascia a sinistra la Fontana Romana e a destra la proprietà 
4i Del Vecchio Camillo e Gabriele. 

Indi la detta linea di confine della zona, interseca di 
nuovo la rotabile di Fragneto, la risale nalla curva fra le 
proprietà di Del Vecchio Camillo e degli eredi di Gugliel- 
mucci Giovauni e volgendo a sinistra per la strada vec- 
chia di Casalduni la segue fino al limite territoriale con 
Casalduni. Segue di poi questo confine fino all'incrocio 
noUa mulattiera detta Colli, questa mulattiera, il tratture 
Fontana Capuana (fino alla masseria di Corbe Angelo in 
contrada Colli), la via vicinale detta via di Nava o Fiore 



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4014 LIG6I I WWCMXn ML UGm l'iTiXIA - liti 

fina air incontro del Vallone Valle Fanara; queato Tallone, 
fino a che, giungendo alla provinciale Feirarise, segue que- 
sta fino al confine col comune di San Lorenzo Maggiore, 
al vallone Aspro. 

Di qui la lìnea di confine della zona malarica segue l'ora 
d^tto limite lungo il corso del fiume Calore, poi segue ]1 
confine della frazione di Santo Stefano appartenente al co- 
mune di Fogtianisi, fino all'incontro della via del Marrone: 
segue prima questa via, poi quella che conduce aUa Mon- 
tagna fino all'incontro di quella denominata San Pietro la 
Difesa: segue prima questa per un tratto, fino al vallone 
San Pietro, poi segue la via Cerasiello fino al vallone Spa-^ 
gnuolo, continua fino al casino delie Marocche, che lascia 
a destra, discende élla masseria degli Angeloni e prosegue 
per la vicinale, che traversa il fondo di De • Mennato, fico 
al limite territoriale con Torrecuso, andando lungo il quale 
ritorna al punto di partenza all'imbocco del vallone Revent^. 

12, — Comune di Pescolamazza. 
Vi è una sola zona malarica. 

Essa è delimitata da una linea che, partendo dal Pontn 
nuovo sul Tammaro, discende il eorso del fiume, seguendo 
il limite territoriale con Fragneto l'Abate fino a raggiun- 
gere la strada provinciale, lungo la quale va all'abitato rti 
Pescolamazza, che rimane escluso dalla zona malarica. 

Indi la linea di confine prosegue per la mulattiera d 
Pago Vejano, raggiunge il confine col comune omonimo i 
lo segue, lungo il Tammaro, fino all' imbocco del vallone 
Spaglinolo, che segna il confine con San Marco dei Cavoli 
andando lungo questo confine, incontra la strada provinciale 
di cui segue il percorso verso Pontenuovo, devia pel tratture 
dei Mascia fino a raggiungere il confine territoriale con Reino 

Da ultimo, seguendo questo confine ritorna a Ponte nuove 
sul Tammaro punto di partenza. 

13. — Comune dì Reino. 

L' intero territorio comunale, nei suoi attuali confini, co 
stituisce zona malarica. 



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ufiGi K nam dil ugno bPitaua • 1964 4015 

14. — Comune di San Bartolomeo in Galdo. 

La zona malarica, che comprende l'abitato e le contrade 
Perazzone, Santa Lucia, Defenza, Castelraagnc*, Guaranà, 
Coste, Colle Vecchia e Renzecoppe, è delimitata da una linea, 
che partendo dal passo dì Castelvetere presso il confine del 
comune sulla riva destra del fiume Fortorf^, segue la mu- 
lattiera Castelvetere- San Bartolomeo fino alla contrada Jan- 
zito, d'onde si continua per la vicinale che mena al trat- 
turo Defenza, ed incrocia la provinciale San Bartolomeo- 
Volturara. 

Da questo punto la lìnea di confine circonda tutto Tabi- 
tato dì San Bartolomeo, verso la regione Piano Ospedale, 
comprendendolo fino a discendere al tratture Macchie, che 
segue fino al ponte Marielle, in cui si innesta il tratture 
dell'Annunziata che unisce San Bartolomeo a Castelfranco. 

Raggiunge il limite territoriale con Foiano, e, seguen- 
dolo, attraverda il Fortore sulla riva sinistra, comprendendo 
il lerritorio situato lungo questa riva, e proseguendo pel 
confine con Baselice, torna al punto di partenza, 

15. — Comune di Solopaca. 

Oltre alla zona già delimitata con regio decreto T set- 
tembre 1903, n. 421, vo ne è una seconda la quale ha per 
confini : 

a) il corso del fiume Calore; 

6) il limite territoriale col comune di Melizzano; 

e) la provinciale Sannitica; 

d) la via vecchia per Solopaca; 

e) il limite territoriale col comune dì Vitulano. 

16. — Comune di Torrecuso. 

La zona malarica è delimitata da una linea, che partendo 
dair imbocco del vallone del Gesso sul Calore, risale il detto 
vallone, che è anche limito territoriale con Foglianise, lino 
all'incontro della provinciale Vitulanese. 

Discende lungo questa raggiungendo la rotabile per Pau- 
pisi fino al Cimitero comunale donde, per la mulattiera detta 



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4016 LIMI 1 ncanm hl wmsm •"muA - IMI 

via dell' Isca^ giunge al confine con Paupisisul vallone Pi- 
sciariello o Scarfone. 

Risale di poi il corso del Calore seguendo la lìnea di 
contine, e, con questa, si porta sulla destra del Calore, com- 
prendendo tutto il territorio situato su detta riva, e infine 
seguendo il limite territoriale, ritoma all'imbocco del val- 
lone del Gesso, punto di partenza. 



Visto f d'ordine di S. M.. 

Il ministro dell* interno 

OIOUTTI. 



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UMi ■ raam ml ucm i-itauì - ÌWH 4017 

N. 498. A N. 498. 




Regio Decreto che dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Catanzaro. 

29 agosto 1904 
(/Hiò»2»eafo mila Gaix$ila Uffidale d§l ÌUgno 24 settembre 1904, n. 2S3) 

VITTOBIO EMANUELE III 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONtI DILLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. Ili, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Catanzaro ha 
iayiato le nuove proposte di quel medico provinciale per 
la designazione di talune zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari deirintemo,* presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopramenzionate le porzioni 
di territorio della provincia di Catanzaro distinte come ri- 
sulta dall'elenco ohe segue facente parte integrante del pre- 
sente decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal ministro 
proponente. 

852 - VoL, V. - 1904. 



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4018 iMe»ì s MciiTt ML mukfm ì'itaua - IfN 

A cura del signor prefetto della provincia e coli' aiuto 
degli uffici finanziari competenti, per le zone ove ciò oc- 
corra, affine di maggiormente precisarne la delimitazione, 
sarà provved'ito alla compilazione dell'elenco dei proprietari 
dei fondi compresi nelle zone stesse, con riferimento ai dati 
censuari. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo delio 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficile delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, m^indando a chiunque spetti di osservarlo 4^ 
Ji farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 29 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

Rffi^rtm «s/la 0»ns 4M eonU indOl IQ totembr^ 1964 

Béff. 18, A4H dal €kn>€rno « /: 133. F. Mbksbtti. 
Lho^o del Sigilky. Y. 11 OcapdMigilli RONCHETTI. 

GlOLITTI, 



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UBtiGI X DfCMTTl dKt «CONO ■*I7M.U 1894 4019 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

csislontì nella provincia di Catanzaro con riiidtoazioM M rispettivi 

oonfinì lerritariali 



I. — Comune di Acquare, 

È dichiarata malarica la parte di territorio compresa nei 
confini seguenti: 

a nord e nord ovest : per un primo tratto dalla parte 
ìel confine intercomunale Acquare Dasà, tratto che va dalla 
trada Monteleone Metramo fiao al suo incontro col fiume 
Amelio; per un secondo tratto daìU porzione di sponda 
^inistra di questo fiume che si estende dalfincontro del fiume 
in parola con confine intercomunale Dasà-Acquaro fino alla 
confluenza del ripetuto fiume Amelio col fiume Umbro; 

ad ovest dal tratto dì sponda sinistra del fiume Umbro 
•:he va dalla confluen?':a suddetta dei fiumi Amelio ed Umbro 
lieo airincontro di questo ultimo fiume col confine intprco- 
Munale Acquaro-Dinami; 

a sud-ovest e a sud dal confine intercomunale Acqua 
ro Binami; 

ad est dal tratto di strada della provinciale Monteleone- 
Metrano che va dall'incontro di essa col confine intercomu- 
i^e Acquaro-Dìnamì, fino airincontro della stessa strada col 
•onfìae intercomunale Dasà-Acquaro punto di partenza della 
iescrizione. 

i« — Comune di Andali. 
[/A zona malarica ha per limiti. 

a nord: una linea che, partendo dal molino Politella 
-{Il fiume Crocchio, segue la mulattiera che da questo mo- 
lao, circondando la ba»e del raonio .UccelluKzo, arriva al 
: onfino intercomunale Andaii-Beloastro in contrada Antonio 
Mazza; 



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4020 LIGGI I DECKITI DIL UGNO Ì*ITALIA - 1M4 

ad est: la linea di delimitazione della zona malarica 

segue il confine intercomunale /ndali-Belcastro per quel 

tratto che va dall'incontro della detta mulattiera con esso 
confine fino al mare; 

a sud : il tratto di spiaggia del mar Jonio compreso 
tra il confine intercomunale Andali-Belcastro e la foce M 
fiume Crocchio; 

ad est: la sponda sinistra del detto fiume per quel 

tratto che va dalla sua foce al molino Politella, punto di 
partenza della descrizione. 

3. — Comune di Borgia. 

La zona malarica ha i seguenti limiti: 

a nord: una linea che segue la strada mulattiera Pe- 
rarace dal punto d'innesto con la strada consortile Marina 
di Catanzaro Roccella-Maida, in vicinanza del ponte Ciun- 
ciula fino al termine della stessa mulattiera sul fiume Corace 
passando per i fondi Buttia-Passarella, contrada Perarace, 
Varrea e Canonicato; 

ad est e nord-est: quel tratto della sponda destra del 
fiume Corace che va dall'incontro della suddetta strada Pe- 
rarace fino alla foce nel Mar Jonio; 

ad est e sud-est: la parte di spiaggia del Jonio compresa 
tra la foce del Corace ed il confine intercomunale Borgia- j 
Squillace; 

a sud e sud-ovest: una linea che segue prima il confine 
intercomunale Borgia-Squillace per quel tratto che va dalla 
spiaggia del Jonio fino all'incontro di esso confine con la strada 
provinciale Catanzaro-Squillace. Da questo punto d'incontro 
detta linea segue la mulattiera che dalla strada provinciale 
Catanzaro-Mar inaSquillace, va al casino del fondo Piazza; 
da questo casino la linea di delimitazione, scende lungo Is 
boscaglia Rotondone arrivando fino alla valle Scorciacapre 
Da questa valle risale alla casetta Scorciacapre, da dovj 
attraversa il fondo omonimo fiancheggiando l'agruineto (Ui 
medesimo, attraversa poi il fondo Cotruzzo costeggiando i 
burrone omonimo e per breve tratto l'acquedotto che servi 



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LiQGi I ntciorn dil rkro t'nrAUA - 1184 4021 

ad innaffiare gli agrumeti, fino a raggiungere il casino 
Cotruzzo. Quindi la linea di delimitazione, circonda il casino 
Cotruzzo e si continua con la via che da questo casino va 
ad unirsi con la strada consortile Roccella-Maida, in vici- 
nanza del ponte Cotruzzo n. 9. Da questo ponte la linea 
(li delimitazione segue la consortile ora nominata Roccella- 
Maida fino al ponte Ciunciala ove s'innesta la mulattiera 
Perarace, punto di partenza della descrizione. 

4. — Comune di Carafia. 

La zona malarica ha per limiti : 

a nord : il confine intercomunale Caraff'a-Marcellinara 
e Carafla-Settingiano, per quel tratto che va dall'incontro 
della via mulattiera Carafia-Marcellinara con esso confine 
al fiume Corace; 

ad est: la parte di sponda destra del Corace compresa 
tra la confluenza del fiume Falaco col Corace e la con- 
fluenza deirUsito col Corace stesso ; 

a sud: la sponda sinistra del fiume Usito per quel 
tratto che va dalla sua foce nel Corace*, al molino del si- 
gnor Maiorana; 

ad ovest : la vecchia carriera Usito che dal molino del 
signor Maiorana, sul fiume Usito va suirallipiano Carrà- 
Serroni, da questo punto la linea di deli:aitazione segue il 
confine intercomunale Caraffa-Maida fino al punto ove il 
confine stesso incontra la strada Caraffa-Borgia; segue poi 
questa strada fino all'abitato di Carafia, che circonda verso 
est, e si continua seguendo la mulattiera Carafi*a-Marcelli- 
nara fino al punto in cui detta mulattiera incvintra il con- 
fine intercomunale Carafia-Marcellinara, punto di partenza 
della descrizione. 

5. — Comune di Catanzaro. 

La zona malarica è costituita da quella parte del terri- 
torio comunale che è delimitata: 

a nord: da una linea che, partendo dal fiume Corale 
e precisamente dal ponte della nazionale Catanzaro Tiriolo, 
sul detto fiume, segue la suddetta via fino all'incontro di 



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4023 uggì b mckiti »il nMiie i'italu - litA 

essa col ponte della Fiumarella di Catanzaro. Da questo 
punto la linea di delimitazione segue il torrente Fiumarella 
fino ad arrivare alla casa De Riso in contrada vSala; da 
luestasaleper la strada comunale di Fondachello Iìmo al gas- 
lometro ed all'innesto quivi della strada suddetta con la 
provinciale Catanzaro città-Catanzaro marina. Segue quindi 
prima la strada suddetta fino all'innesto della strada pro- 
vinciale Pie della Sala-Alli, e poi questa fino all'incontro 
della strada convicinale privata che trovasi al di là della 
Madonna della Cava, conosciuta col nome di strada Tocco- 
Corrado. Segue questa stradetta fino all'incontro del limite 
fra i due fondi Serra-Rotundo a nord e Santa Domenica a 
sud, quivi andando lungo il burrone che trovasi prima tra 
i due fondi suddetti e poi tra SerraPvotundo e Stella, ar- 
riva al fiume AUi; 

ad est: da una linea che partendo dal punto ove il 
burrone ora ricordato raggiunge il fiume AUi segue la sponda 
destra di questo fiume, per quel tratto che si estende dal 
burrone ripetuto al mar Jonìo; 

a sud-est ed a sud dalla parte di spiaggia del mar Jo- 
nio compresa tra la foce del fiume AUi e la foce del Corace ; 

a sud-ovest e ad ovest la linea di delimitazione della 
zona malarica segue la sponda sinistra del fiume Corace 
per quel tratto che si estende dalla sua foce nel Jonio fino 
al ponte della nazionale Catanzaro-Tiriolo, punto di par- 
tenza della descrizione. 

6. — Comune di Crichi Simeri. 

La zona malarica comprende solo parte del territorio co- 
munale, ed è delimitata dai seguenti confini: 

a nord : dal tratto di strada provinciale che si estende 
dal fiume Simeri al fiume AUi; 

ad est : dalla sponda destra dei fiume Simeri nel tratto 
compreso tra la detta strada provinciale Catanzaro-Soveria 
ed il mare Jonio; 

a sud : dalla spiaggia del Jonio, compresa tra le foci 
del Simeri e deU'AUi; 



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UGO! % DICBITf] UML RI6N0 »*ITAUA - ld04 4033 

ad ovest : dalla sponda sinistra deirAlli dalla (oce nel 
Jonio alla mentovata strada provinciale Catanzarc-Soveria. 

7. — Comuni di Cropani, Sersale, Taverna o Sellia. 

L'unica zona malarica ha per limiti: 

a nord: una linea che, partendo dalla contrada Castei- 
liii, nel punto ove la strada mulattiera che da Crcpani con- 
duco a Catanzaro (detta: strada della Fiumarèlla), interseca 
il c^mfine intercomunale Cropanì-Sersale e Cropani-Albi, se- 
gue la nominata mulattiera che attraversa le contrade Ca- 
stelliti, Carbonara ed il torrente La Fiumarella, scende lungo 
questo torrente fino aìla Cava del Cenaso, che interseca, 
per raggiungere la strada provinciale Cropani - abitato - 
Cropani stazione - in contrada Soveroto, segue per un pìc- 
< olo tratto la provinciale stessa fino a raggiungere la mu- 
lattiera del Soveret^. La linea di delimitazione segue poi 
questa mulattiera, che intersecando lo altro due "mulatiìere 
Cropani stazione e Cropani-Umbro, circonda il limite sud 
delle contrade Cacaloggero, Tavolaci e Fontana, e raggiunge 
in contrada Oliveteilo la mulattiera che da Cropani conduce 
ai Giardini, segue quest>) mulattiera fino al suo incontro con 
l'altra detta del Fessone, e segue iofine quest'ultima dal punto 
suddetto fino al naolino del Fessone sul fiume Crocchio, 
confine intercomunale Cerva-Cropani ; 

a nord-est e ad est la sponda destra del fiume Croc- 
chio per quel tratto che va dal molino del Fessone fino 
alla foce del detto fiume nel mar Jonio; 

a sud quel tratto di spiaggia del mar Jonio compreso 
tra la SMddetta foce del fiume Crocchio e la foce del to?- 
rente Sciiotraco di Rocca; 

ad ovest ìa sponda destra del torrente Sciiotraco di 
Rocoft, confine tra il territorio di Cropani e la frazione del 
territorio di Albi per quel tratto che va dalla foce nel Jopio 
fino air incontro del torrente in parola cou la mulattiera 
Crop^ni-Catanzaro, in contrada Castelliti, punto di partenza. 



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4024 UGGÌ ■ Kcnrri ml tMM l'irAui ** UM 

8. — Comune di Crucoli. 

Tutto il territorio comunale nei suoi confini attuali co^ 
stituisce zona malarica. 

9. — Comune di Dasà. 

La zona malarica ha i seguenti confini: 

a sud-est una linea che partendo dalla confluenza del 
fiume Petrìano col fiume Amelio segue la sponda destra 
del detto fiume Petriano fino all'incontro di esso con la 
strada provinciale Dasà-Monteleone ; 

a nord-est una linea che partendo dall'incontro sud- 
detto della provinciale col fiume Petriano segue la strada 
provinciale fino all' incontro di essa col confine intercomu- 
nale Dasà-Gerocarne; 

a nord la linea segue il confine intercomunale Dasà- 
Gerocarne per quella parte che dal d'etto incontro con la 
provinciale Dasà-Monteleone va al fiume Mesima; 

a ovest ed a sud-ovest la linea segue il confine inter- 
comunale DasàMileto per un primo tratto formato dal ri- 
petuto fiume Mesima e per un secondo tratto quella parte 
dol confine intercomunale che da questo fiume va al punto 
di confluenza delMmello col Marepotapaa; 

a sud e sud-est il confine intercomunale Dasà-Àcquaro 
formato dal fiume Amelio per quel tratto che va dalla con- 
fluenza col Marepotamo alla confluenza col flume Petriano, 
punto di partenza della descrizione. 

10. — Comune di Dinami. 

La zona malarica comprende una parte del territorio co- 
munale e i suoi limiti sono: 

a nord, nordovest ed ovest una linea che segue la 
sponda sinistra del fiume Mesima dal suo punto di confluenza 
col fiume Marepotamo fino al suo incontro col confine in- 
tercomunale Dinami-Acquaro. 

a nord-est e ad est il confine intercomunale Dinami - 
Acquare per quella parte che estendesi dalla sponda sini* 



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UMI I IKIITI no. WmBM l'iTALIA « INI 4025 

stra del Mesima fino alla strada provinciale Monteleone- 
Metramo. 

a sud-est la linea di confine della zona malarica segue 
la strada provinciale Monteleone-Metramo per quel tratto 
che va dal confine intercomunale Dinami-Acquaro al con- 
fine interprovinciale; 

a sud segue il confine interprovinciale Reggio-Catan- 
zaro per quel tratto compreso tra la strada Monteleone- 
Metramo ed il fiume Marepotamo, segue poi quest'ultimo 
fino alla sua confluenza col Mesima, punto di partenza. 

11. — Comune di FrancavillaAngitola. 

12. — Comune di Guardavano. 

13. — Comune di Isola Capo Rizzuto. 

Tutto il territorio di questi comuni, nei suoi attuali con- 
fini, costituisce zona malarica. 

14. — Comune di Limbadi. 

La zona malarica ha per limiti: 

a nord una linea che segue la mulattiera che dall'abi- 
tato di Limbadi va a Motta-Filocastra (frazione di Limbadi) 
e precisamente cominciando dal punto in cui si divide in 
due vie, una che ^a a Motta e San Nicola e l'altra che 
va per Cardinosa, Carriera, Noce ecc.: dal suddetto punto 
di biforcazione la linea di delimitazione segue la via che 
mena all'abitato di Motta-Filocastra, circonda a sud e ad 
est questo abitato, che perciò resta escluso 'dalla zona ma- 
larica, ed arriva sulla rotabile comunale Limbadi-Burroae 
Mola di Rombiolo; segue questa strada per quel piccolo 
tratto che dall'abitato del villaggio Motta-Filocastra, si 
estende fino all' incontro del confine intercomunale Limbadì- 
Rombiolo, segue poi questo confine fino a raggiungere ad 
est il torrente Schioppo o San Marino, limite tra Limbadi 
e San Calogero; 

ad est e sud-est, la linea di delimitazione segue lo 
stesso confine intercomunale Limbadi-San Calogero, costi- 



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4026 uggì I DKCBKTI DKL RCGNO l'iTALIA - 1904 

tuito dal torrente su ricordato, che, cominciando col nomo 
di Schioppo o San Marino prende poi i nomi dì Palombaro 
torrinto Zingaro e sbocca nel fiume Mammella, fino al- 
l' incontro di questo fiume, la rotabile comunale Limbadi 
alla strada nazionale n. 30. 

a sud e sud-est, la linea di delimitazione segue la ro- 
tabile comunale ora indicata per quel tratto che va dal ri- 
petuto incontro del fiume fiammella con la stessa via lìao 
all'innesto della mulatuera che dal trappeto Montalto va al - 
l'abitato di Limbadi passando per le contrade Marzano, Fa- 
biano, Noce, Carrier], Cardinosa, eoe; 

ad ovest una linea che segue la suddetta mulattiera 
dal suo punto di incentro con la rotàbile comunale Lim- 
badi alla strada nazionale n. 36 fico al punto di biforca- 
zione della strada carriera Limbadi -Motta San Nicole, punto 
di partenza della descrizione. 

15. — Comune di Marcedusa. 

Tutto il territorio del comune nei suoi attuali confini co- 
stituisce zona malarica. 

10. — Comune di Marcellinara. 

La Eona malarica ha per confini: 

a nord una linea ohe segue prima la sponda sinistra, 
dei fiume Amato, per quel tratto che va dalia confluenza 
do! fiume Torbido fico ol vonte sull'Amato della strada ro- 
tabile Marcellinara-Àmato. 

Da quelito ponte la lia»?a di delijnitazione segue la stradai 
nazionale che d^lla stazione di Marcellinara v^i all'abitato 
di questo comune fiuo al casino di proprietà dell'on. San- 
Severino, che sta tulla s lessa strada; circonda poi questo 
casino stgue la. strada che da questo punto va al cimi- 
tero di Maroellinara. 

ad Ohi la lìnea di delimitazione segue prima la mulat- 
tiera che dal cimitero dì Marcellinara va ad incontrare il 
confine intercomunale Marcellinara-Carafia, in contrada Zita, 
n.ulattlera questa che prende diversi nomi dalle iocalit& che 



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LtGGI I mCRSTI BIL RIGMO »'lTALIA • 19M 4027 

attraversa e cioè Malepasso, Gessolungo, Cataforio, Serra- 
corcia e Zita, e poi la parte del coQflne intercomunale Mar- 
cellinara- Caraffa che, dall'incontro con delta mulattiera, va 
fino alle porgenti del fiume Torbido; 

a sud e ad ovest la linea di confine è data dalla sponda 
destra del fiume Torbido, dall' incontro del confine interco- 
munale sopradetto sino alla sua confiuenza col fiume Amalo, 
punto di partenza della <3escrizionp. 

17. — Comune di Melissa. 

Tutto il territorio comunale nei suoi limiti attuali costi- 
tuisce zona malarica. 

18. — Comune di Ricadi. 

La zona malarica ha i seguenti limiti : 

a nord la sponda sinistra d(-l fiume Capo Vaticano 
(detto dai naturali « fiumara del Capo Vaticano ») per quella 
parte che dal mulino Falcone va fino al mar Tirreno; 

ad ovest la parte di spiaggia del mar Tirreno che sì 
estende dalla foce del fiume Capo Vaticano fino alla punta 
del Capo Vaticano ; 

a sud-ovest Taltra parte di spiaggia che dal Capo Va- 
ticano estendesi fino alla Torre Snnta Maria; 

a sud e a sud-est la zona malarica è limitata da una 
linea che, partendo dalla suddetta Torre Santa Maria sita 
sulla spiaggia omonima, esegue la strada mulattiera che da 
questa Torre va alla frazione Brivadi, via mulatti-ora che 
taglia prima la ferrovia a circa 500 metri a sud dello 
f^bocco, lato Reggio, della Galleria di Capo Vaticano e ta- 
glia poi la strada rotabile comunale Tropea Ricadi nel punto 
ove esiste la Vasca detta dell'Abbate, Da questo punto (Vasca 
deir Abbate) d'incontro della mulattiera con la rotabile co- 
munale la linea di delimitazione segue la rotabile Tropea 
Ricadi per quel tratto che dalla ripetuta vasca va fino ^lla 
diramazione del piccolo tronco di strada che va air.ibitato 
di Brivadi. 

La linea poi segue questo piccolo tratto di strada per 
Brivadi e circonda verso sud-est Tabitato di questa fra- 



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4028 uggì I DicnfTì on. ugno »'nALTA - 1904 

zione che resta perciò inclusa nella zona malarica ; dalFa- 
bitato della frazione Brivadi va al cimitero di Lampazzone 
(frazione del comune di Ricadi) passando per la contrada 
Mtxrchione ; 

ad est da una linea che, circondando il lato sud ed il 
lato est del suddetto cimitero, segue la rotabile per quel 
tratto che dal cimitero di Lampazzone va all'abitato di 
questa frazione, circonda a sud e ad est Tabitato in parola, 
che perciò resta incluso nella zona malarica come Tabitato 
della frazione Barbalaconi e poi segue la mulattiera Aranci 
che dall'abitato di Lampazzoni arriva al fiume Capo Va- 
ticano in corrispondenza del molino Falcone punto di par- 
tenza. 

19. — Comune di San Floro. 

I limiti della zona malarica sono : 

a) a nord il tratto di sponda destra del torrente Usito 
(o Solerla) che va dall' incontro della mulattiera, (che prende 
ì seguenti diversi nomi secondo le località che attraversa : 
Conella, Faccione, Manganella, Beneficio, Cennarello), con 
esso fiume, fino alla sua confluenza col Corace; 

ad est la sponda destra del fiume Corace per quel tratto 
che va dalla suddetta confluenza fino al suo incontro col 
confino intercomunale San Floro-Borgia; 

a sud il confine intercomunale San Floro-Borgia per 
quel tratto che va dal fiume Corace, all'incontro della 
strada comunale di San Floro con la provinciale Borgia- 
Girifalco; 

ad ovest e nord-ovest una linea che, seguendo prima 
la via comunale di San Floro dal punto ove essa si di- 
stacca dalla provinciale Borgia-Girifalco, fino all' incontro 
della stessa con la mulattiera Conella, Faccione, Manca- 
nello. Beneficio, Cennarello, segue poi questa mulattiera 
fino a raggiungere il fiume Usito punto di partenza della 
descrizione* 



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uggì I raCUTl DIL REGNO t*lTALU - IMM 4029 

20. — Comune di San Calogero. 

La zona malarica ha per confinì : 

a nord una linea che partendo dal punto d'incontro 
«Iella mulattiera Livadi (che da Sati Calogero va a Rom- 
biolo) col torrente Colasanzìo o San Marino seguo la stessa 
mulattiera prima e poi l'altra detta Maneri, che ò conti- 
nuazione della ora ricordata Livadi, e s' innesta con la ro- 
tabile comunale Calimera-San Calogero. Segue poi questa 
rotabile fino all'abitato di San Calogero, circonda a sud e 
ad est l'abitato stesso, che perciò resta escluso dalla zona 
malarica e si continua sulla via rotabile comunale San Ca- 
logero -Mileto fino al fiume Litroma che sarebbe la parte 
superiore del fiume Mammella, confine intercomunale Mi- 
Ìeto-San Calogero; 

ad est e sud-est la linea di delimitazione segue il con- 
fine naturale intercomunale San Calogero -Mileto e San Ca- 
logero-Candidoni. 

a sud-ovest e ad ovest la linea stessa segue il con- 
fine intercomunale San Calogero Limbadi. 

21. — Comune di Satriano. 

La zona malarica ha per confini : 

a nord una linea che, partendo dal ponte Ancinale, 
segue la provinciale Chiaravalle-Quardavalle - 2"" tronco - 
fino all'innesto della nazionale Ponte Turrito: da questo 
punto fino alla spiaggia del Jonio, la linea segue il confine 
intercomunale Satriano-Soverato ; 

ad est il tratto di spiaggia del mar Jonio compreso 
tra i confini intercomunali Satriano-Soverato e Satriano- 
Davoli; 

a sud ed a sud-ovest quel tratto di confine intercomu- 
nale Satriano-Davoli, che va dalla spiaggia del Jonio fino 
«il ponticello S. Giorgio, sulla strada provinciale Chiara- 
valle-Guardavalle ; dal suddetto ponte la linea di delimita- 
zione della zona malarica segue la ripetuta strada Chfara- 



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4030 LXGGl % NECmCTI BKL MGMO Ì*ITALU ^ VS'^i 

valle -Guardavano per quel tratto che ^a dal ponte San 
Giorgio al ponto Ancìnale, punto di partenza della de- 
scrizione, 

22. — Comune di Settingiano. 

La zona malarica ha per limiti: 

a nord una lìnea che, partendo dalla valle Galatò (con- 
fine intercomunale Settinjyiano-Tiriolo), nel punto detto Croce 
di Minica, segue la strada convicinale Gargano, che, ini- 
ziandosi da detto punto, passa pel Casino Mimizza, scende 
alla yalle Tigura, .risale col nome di Stretto Tigura e si 
uniisce alla comunale obbligaloria Settingiano -Tiriolo, nel 
punto detto Frana della Croce. Da questo puntx) la linea di 
delimitazione segue la ripetuta via comunale fino al fondo 
Cortina, in quel punto ove ad essa s'innesta la convicinale 
Codella, che scende nella valle Rìata, limite intercomunale 
tra Settingiano e Marcellinara ; • 

a nord-est e ad est il confine intercomunale Settin- 
giano-Tiriolo e Settingiano- Catanzaro: 

a sud il confine intercomunale Settingiano- Caraffa; 

ad ovest il confine Settingiano- Marcellinara. 

23. — Comune di Soveria Simeri. 

La zona malarica ha per limiti: 

a nord una linea che segue prima la strada provinciale 
Catanzaro-Cropani per quel piccolo tratto che va dal fiume 
Simeri fino all'innesto della strada comunale Soveria-Zàga- 
rìse ; da questo punto la linea di delimitazione segue la mu- 
lattiera che da Catanzaro va a Cropani, per quel tratto 
che si estende dal fiume Simeri al fiume Uria, attraver- 
sando le contrade Corsinopoli-Nepetetti, Ogliastro, Biamonto 
e Marra ; 

ad est una linea che seguo la sponda destra del tor- 
rente Uria, por quel tratto che ym ihìV incontro della sud- 
detta mulattiera Cropani-Catanzaro in contrada Pirro ca- 
setta di Luca Saverio fino alla sua foce nel maro Jonio; 



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LEGGI B Bwatam hkl kcno »*italu - 1904 4031 

a sud una linea che segue il tratto di spiaggia del- 
l' Jonio, compreso tra la foce dell'Uria e la foco del fìumo 
Simeri; 

ad ovest una linea che segue la sponda sinistra del 
fiume Simeri, per quel ti atto che va dalla sua foce nel 
Jonio fino all'incontro di esso con la provinciale Catanzaro- 
Cropani punto di partenza della descrizione. 

24. — Comune di Umbriatico. 

La zona malarica ha per confini : 

ad ovest e a nord 'una linea che soyue il confine in- 
terprovinciale Cosenza-Catanzaro, dal punto ove s' incontra 
il torrente Curriaggi fino air incontro del confine interco- 
munale Umbriatico- Crucoli ; 

a nord-est e ad est, il detto confine intercomunale 
Umbriatico CrucoU ed il confine intercomunale Umbriatico- 
Cirò fino air incontro di questo col torrente Lipuda; 

a sud la sponda sinistra del torrente Lipuda, dal punto 
ove detto torrente attraversa il confine intercomunale Um- 
briatico- Girò, fino alla sua confluenza col torrente Cur- 
riaggi. Da questo punto la linea di delimitazione segue la 
sponda sinistra del detto torrente Curriaggi fino a raggiun- 
gere il confine interprovinciale Catanzaro -Cosenza, punto di 
partenza della descrizione. 



VistOy dC ordine di S* M, il Re 
11 ministro MV interno 
OIOLmi. 



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4032 uggì I Bicim nn. ugno l'irALU • 1M4 

N. 49». ^ N. 499. 




Regio Decreto che dichiara zone malariche 
porzioni di territorio della provincia di Lecce. 

29 agosto 1004. 
(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiah del RsgnàrU ?G settembre 1904. n. 224) 

YITTOBIO EMANUELE III 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
RE D'ITALIA 

Veduta la logge 2 novembre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. Ili, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria ; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Lecce ha inviato 
le proposte di quel medico provinciale per la designazione 
di nuove zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consigliò provinciale di sanità nelle 
anzidette proposte ; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario dì Stato per 
gli affari dell'interno, presidente del consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopramenzionate le por 
zioni di territorio della provincia di Lecce, distinte come 
risulta dall'elenco clie segue, facente parte integrante de 
presente decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro, da 
ministro proponènte. 



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LEGGI 1 raCMTI UL UGMO B^TtÈUà * 1M4 4033 

A cura del signor prefetto e coU'aiuto degli uflSci finan- 
ziari, competenti, sarà provveduto, per le zone ove ciò oc- 
corra, a fine di maggiormente precisarne la delimitazione, 
alla compilazione dell'elenco dei proprietari dei fondi com- 
presi nelle zone stesse, con riferimento ai dati censuari. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
flel Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigì, addi 29 agosto 1904, 

VITTORIO EMANUELE 



Registrato alla OcrU dti canti addi 19 settembre 1904. 

Reff, 18. Aiti del Governo a f. 134. F. Mbzzbtti. 
Zatogo del StgUlo. V. Il GoardAsigilli RONCHETTI. 



GlOLITTI. 



263 - ToL. V. - 1904. 

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LIGGl 1 OBCUTI BEL UOMO II ITALIA • IMM 4035 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti in provincia di Lecco coir indicazione dei rispettivi 
confini territoriali 



1. — Comune di Avetrana. 


6. — Comune di Maruggio. 


t — » di Faggiano. 


7. — > diMesagno. 


3. — » di Guagnano. 


8. — * di Pulsano. 


4. — » di Leporano. 


9. — » di Sara. 


6. — » dì Lizzano. 


10, — » di S.Pancrazio. 



L' intero territorio di ciascuno dì questi comuni, nei suoi 
attuali confini, costituisce zona malarica. 

11. — Comune di Castellaneta. 

La zona m^arica comprende l' Intepo territorio oomunale, 
«d eccezione dei seguenti tratti : 

r Della parte di territorio che ia-ovasi a nord del trat- 
ituro Martinese ; 

2^ Di quella parte ad ovest di Castellaneta, che è de- 
limitata dai seguenti confixd : « 

a) a nord-est dal tratture via Appia fino all' incon- 
tro d^a strada Castellaneta-Monte Camplo, circa 500 me- 
^ dopo aver sottopassata la ferrovia ; «^ 

b) a sud-est dalla strada di Monte Camplo fino allo 
incontro dell'altro tratture ehe si stacca dal tratture di via 
Appia ; poi dal tratture stesso fino sotto alla masseria Mo- 
ikàetto, dot&de si volge a sud-ovest, seguendo la mulattiera 
«He falde d^a S.* Castelluocio, S.* Giocoja, C.^ Peditario 
fino al coiB^sie col comune di Laterza. 

e) ad tovest il confine del eomune di Laterza. 

12. — Comune di Erchie. 

La zona malarica comprende la parte di territorio co- 
fiiunale situata a sud della strada San Pancrazio -Man - 

duria. 



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4036 LEGGI ■ DKRBTI BIL REGNO B*ITALIi - 1904 

13. — Comune di Francavilla Fontana. 

La zona malarica comprende quella parte di territorio 
che è delimitata dai seguenti confini: 

a) ad est dal confine del comune con quello di Ori^ 
fino a M.* D.* Giulia; 

b) a nord da una linea spezzata che segue la stradi 
vicinale M.* D.* Giulia a M.* Caniglia, questa inclusa, e rag 
giunge la strada di San Vito; segue questa per un km 
da sud a nord e poi volge ad ovest, tagliando i terreni fr 
M.^ Forleo e Binai a tsud, che s' includono nella zona 
M* D.* Laura a nord che si esclude, e raggiunge in line 
retta la strada di Coglie, all' incrocio con la vicinale eh 
porta a M.* D.* Laura ; segue, sempre dirigendosi ad oves 
la continuazione di questa vicinale fino ali* incontro co 
l'altra vicinale che mena a M.* Cadetto: di là continua co 
una linea parallela alla strada Francavilla- Villa Castelli 
da questa distante m. 700, fin dopo M.^ Fallocchia, rag 
giungendo la strada stessa che si volge a nord-ovest a d 
stanza di km. 2 da Villa Castelli, segue poi la strada e 
Villa Castelli fino all' incontro, prima dell'abitato, della stradi 
di Grottagli#, che segue dirigendosi a sud-ovest fino al cor 
fine del comune ; 

e) ad ovest dal confine comunale dal punto suddescrittl 
fiilo a circa 500 metri a sud della ferrovia dove si coij 
fonde col regio tratture; 

d) a sud da una linea che segue il regio tratturo d 
ovest ad est fino all' incrocio della vicinale che lo attraver^ 
e, passando a poco più che 100 metri a nord di Casin 
Elia, va a raggiungere la strada provinciale FrancaviUa-Ca 
resino ; di qui segue questa per circa 800 metri verso esj 
nord-est, fino all' incrocio della vicinale, e quindi questa v| 
cinale che passa per contrada della Provvidenza, Monticel 
(che si include), Cno Barbaro e San Pietro di Sotto e 
si escludono, fino a raggiungere il confine est. Si esclu 
l'abitato di Francavilla Fontana. 

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uggì I DICRRI OKL UEGMO b'italu - 1M4 4037 

14. — Comune di Ginosa. 

La zona malarica comprende quella parte di territorio 
comunale che è delimitata dai seguenti confini : 

a) a sud est il mare; 

h) ad est il confine col comune di Laterza, fino alla 
strada che, partendo al di sopra del Bosco Gandella, si di- 
rige ad oyest e va a Fontana di Lama; 

e) a nord una linea spezzata fatta da questa strada 
fino air incontro della Gravina di Ginosa ; la Gravina di 
Ginosa verso sud fino air incontro della Lama della Vita; 
questa fino air incontro della strada che va a Pilaccio del 
Signore, e che si segue fino air incontro della strada che 
mena a M.* Giamìpoli; questa strada fino a scendere nel- 
l'alveo dì FiumiceUo dove incontra il tratture. Di qui la li- 
nea rìsale parallelamente al trattaro stesso e lontana da 
questo per 100 metri ad est fino presso alla strada Gino- 
sa-Montescaglioso, che segue nella direzione di nord-ovest 
fino al confine col comune di Matera; 

e2) ad ovest il confine del comune con la Basilicata. 

15. — Comune di Laterza. 

La zona malarica comprende quella parte del territorio 
comunale che si trova a nord delle due strade provinciali 
Castellaneta-Laterza e Laterza-Matera. Sono escluse però 
le Murgie di Giovinazzo, le colline Zoppo del Purgatorio, e 
la Murgia di Fragennaro. 

I confini di questa parte montuosa sono i seguenti : il 
vallone della Silica ad ovest, fino all' incontro del tratture 
Martinese, e a sud questo tratture fino al confine territoriale. 

16. — Comune di Latiano. 

La zona malarica comprende quel tratto di territorio co-- 
munale che è limitato : 

a) ad est, sud ed ovest: dal confine naturale del co- 
mune con quelli di Mesagne ed Oria; 

h) a nord : da una linea parallela al canale Reale, e 
distante dal centro di questo per chilometri uno e mezzo» 



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4038 UMi I nwcmi dkl kmiio b'italu • 1M4 

17. — Comune di Manduria. 

La zona malarica comprende tutta quella parte del ter- 
ritorio comunale che è limitata : 

a nord : da una linea che, partendo dal confine ovesl 
col comune di Sava, segue la strada che passa a sud ed a 
circa 500 metri da mcmte Pozzocupo e l'Abate, passa pet 
Uggiano Montefusco, donde porta a Manduria; segue Te- 
stramurale^ si continua per la strada provinciale fino a 400 
metri dopo M-* Pozzi, e di qui per la strada vicinale che 
passa presso C.no del Pittore giunge al confine con Erchie. 

18. — Comune di Massaira, 

La zona malarica comprende quella parte del territorio 
comunale, che è delimitata dai seguenti confinì : 

a sud il mare ionico ; ad est ed ovest il confine del 
comune ; a nord-est una linea che parte dal confine sud-esl 
di questo comune con quello di Taranto a metri 700 di di- 
stanza dalla ferrovia Taranto-Bari ed a nord-est dì essa, si 
dirige verso nord-ovest parallela alla ^ferrovia stessa finq 
air incontro dell'estramurale che da Massafra mena alla sta^ 
zione, segue questa fino all' incrocio con la via provinciale, 
la quale continua il confine nord- est della zona malarica 
fino a raggiungere il confine del comune con quello di Pa- 
lagiano. 

19. — Comune di Oria. 

La zona malarica comprende tutta quella parte di ter- 
ritorio comunale che è racchiusa da una lìnea che partendo 
dalla strada Orìa-Mandurìa, o dirigendosi ad ovest, segue 
il confine coi comuni di Manduria, Francavilla^ Latiano e 
Torre Santa Susanna, fino all' incontro della provinciale 
Oria-Torre Santa Susanna. Di qui segue questa strada verso 
ovest-nord-ovest, fino alla vicinale che dalla masseria Da- 
nusci conduce a quella Santoro e poi a quella San Cosimo 
e Casino Grande che si escludono. Da Casino Grande la li- 
nea continua verso ovest per poco più di un chilometro, 
fino a raggiungere la vicinale che da Madonna della Scala 



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EJUai I DKHTI in. nMGVO B*ITAUA - 1M4 4039 

va a Manduria: segue questa^ dirìgendosi a sud, fino al con- 
fine comunale, a circa 800 metrì ad est della strada Orìa- 
Mandurìa. 

20. — Comune di Palagiano. 

La zona malarica è delimitata dai seguenti confini : 

a sud il mare ; 

ad est il confine del comune con quello di Massafra ; 

a nord una linea spezzata che segue prima lo stesso 
confine del comune con quello di Mottola, fino al punto dove 
il confine medesimo lascia la direzione est-ovest per diri- 
gersi a nord. Quindi continua per la vicinale che passa per 
M.* Conte ; raggiunge la via di Palagianello, da questa via va 
fino alla provinciale e dalla provinciale medesima fino al 
confine nell'angolo N. 0. del comune ; 

ad ovest il confine del comune con quello di Castel- 
laneta. 

21. — Comune di San Giorgio sotto Taranto. 

La zona malarica è delimitata dai seguenti confini: 

a nord-ovest ed ovest, partendo dal confine di Mon- 
teiasi, il confine del comune con quello di Taranto ; 

a sud il confine del comune con quello di Faggiano, 
fino all'incontro della strada di Roccaforzata. Quindi il con- 
fine è dato da una linea che segue questa strada dirigen- 
dosi a nord fino all'incontro della strada Taranto- San Qior- 
.gio. Segue questa verso est fino all'incontro della strada 
di Carosino, la quale termina il confine meridionale della 
zona malarica ; 

ad est il confine del comune che, partendo dalla strada 
di Carosino, lo divide da questo comune e da Taranto 
(frazione) ; 

a nord il confine col comune di Monteiasi. 

22. — Comune di Taranto. 

Vi sono quattro zone malariche: 

La prima zona comprende tutto il territorio tarantino 
(escluse le frazioni staccate) ad eccezione dei seguenti tratti : 



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4040 LIMI ■ MGUTf MEL M«M B'iTALU • Ifté 

a) della zona che trovasi a nord della linea che si 
parte ad est dall'angolo retto che fa il confine presso Monte 
Caselle, segue la strada vicinale che, passando in mezzo a 
contrada le Macchie raggiunge la strada di Martina, l'ol- 
trepassa, e continua fino a C* del Carmine : di qui segue 
la strada mulattiera che oltrepassa la Gravina Mazzarec- 
chio, sopra C* Bianca e di là, dopo aver oltrepassato una 
altra Gravina, raggiunge la strada Taranto-Stotte presso 
M.* la Felicia, che resta a nord (e quindi è esclusa). Con- 
tinua ancora verso ovest e poi si dirige a nord ed oltre- 
passa la Gravina Gennarinì presso M.* Leccospide (che resta 
esclusa, e dopo un breve percorso verso sud-ovest si dirige 
a nord-ovest fino a raggiungere il confine dell'agro taran- 
tino con quello di Massafra. 

h) della città vecchia fra il ponte girevole e il ponte 
che la congiunge al borgo occidentale. 

La seconda zona è formata dalla frazione che trovasi fra 
i terreni di Pulsano, Faggiano e Lizzano. 

La terza zona è formata dalla frazione che trovasi a nord 
di Pulsano, fra questo comune e quello di Faggiano. 

La quarta zona è formata dalla parte di territorio che è 
compresa fra il comune di Lizzano a sud-est e a sud, di 
Faggiano ad ovest, di Roccaforzata e Monteparano a nord- 
ovest fino alla strada Fragagnano-Monteparano. 

23. — Comune di Torre Santa Susanna. 
Vi sono due zone malariche. 

La prima zona posta a sud-est dell'abitato è compresa 
fra i seguenti confinì : 

a sud il confine del comune con quelli di San Pan- 
crazio ed Erchie per la lunghezza di circa 2 chilometri; 

a nord est la strada vecchia Torre-San Pancrazio fino 
air incontro della vicinale che mena a M.* li Canali per la 
lunghezza di circa 3 km.; 

a nord-ovest la stessa vicinale per la lunghezza di circa 
metri eoO fino all'incontro dell'altra vicinale che porta a 
M.' Lello Bello; 



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LIGai g iKKITl ftlL KtGMO ft'lTALU - IMM 4041 

sud-ovest questa strada yicinale per la lunghezza di 
circa un km. e mezzo fino al confine del comune. 

La seconda zona, a nord dell'abitato, è compresa fra i 
seguenti confini : 

Ad est, nord ed ovest il confine del comune con quelli 
di Mesagne ed Oria; 

a sud una linea spezzata che, partendo da est e pro- 
cedendo verso ovest, segue per circa un km. 'e mezzo la 
strada vecchia Oria-San Donaci, volge poi a sud per la vi- 
cinale di M.* Palombara (che resta inclusa) fino a metri 
400 ad ovest, ovest-sud della masseria stessa. 

Di qui il confine è dato da una . linea parallela al canale 
delle Torri che, attraversando la strada provinciale Torre 
Santa Sussanna-Mesagne; va a raggiungere dopo un percorso 
di metri 800 Faltra strada vicinale che, da M* Spinella, si 
dirige a nord quasi parallela al canale. 

Di qui la linea di delimitazione dopo un percorso di circa 
un km. e mezzo per la vicinale stessa, raggiunge di nuovo 
la strada vecchia Oria-San Donaci, che segue verso ovest 
per circa km. 2,400, fino al confine col comune di Oria fra 
M.* Monteverde e li Pasuni. 



VtstOf d'ordine di S. M, 
n ministro deU* interno 
GIOLITTI. 



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4042 <JKMI i ^KMLtl ML MGHa t'iXAUA - 1IÌ4 

N. 800. 1^ N. 800. 




Regio Decjleto che dichiara zone malariche 
porzioni di territorio della provincia di Salerno. 

^ agosto 1904. 

{PìMlieaio nella GatJ^éUa UfficUiU del Regno il 26 uttembre 1904, n. 224) 



VITTORIO EMAOTELE m 

PER GRAZIA DI DIO E PER YOLONTJL DELLA N AZIONI 
RE D'ITALIA 

Veduta la legge 2 noyembre 1901, n. 460, e il relativo re- 
golamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, nu- 
mero 111, che oontengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Salerno ha 
inviato le proposte di quel medico provinciale per la desi- 
gnazione di nuove zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte ; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli afiari dell'interno, presidente del consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopramenzionate le por- 
zioni di territorio della provincia di Salerno distinte come 
risulta dairelenco che segue, facente parte integrante del 
presente decreto, che sarà vidimato d'ordine Nostro dal mi- 
nistro proponente. 



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LIMI 1 nKami nn. nGHa b'itaua - IMA 4043 

A cura del signor prefetto della provincia e con Taiuto 
degli uffici finanziari competenti, per le zone ove ciò oc- 
corra, a fine di precisarne maggiormente la delimitazione, 
sarà provveduto alla compilazione dell'elenco dei proprie- 
tari dei fondi compresi nelle zone stesse con riferimento ai 
dati censuari. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 29 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

Mtpisfalo alla OorU dei emU addi 19 settembre 1904. 

&^. 18. Atd del Qcpemo a f. 136. P. Mbzzbtti. 
Luogo del Sigillo. V. Il GiuurdasigìUi RONCHETTI. 

GlOLITTI. 



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UMi I nciBn ML nono l'iTUJA - liti 4046 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti in provincia di Salerno, con la. indicazione 
dei rispettivi confini territoriali. 



1-2. — Comune di Aquara, 

Vi sono due zone malariche: 

La prima zona è delimitata verso est e nord-est (a 
partire dal territorio di Ottati presso la fiumara Fasanella) 
dalla via Dragonati, poi dai limiti nord-est e nord-ovest 
della proprietà di Russo Giovanni, da altra via Dragonati 
sita a nord-est del fondo della parrocchia di S. Nicola e 
dalla via vicinale che passa ad est del predio di Durante 
Lucido. In seguito il limite della zona è dato dal confine 
nord-est della proprietà di Luisi Pasquale fu Giuseppe, dai 
limiti nord dei beni di Russo Pasquale, di Genovese Maria 
maritata Muccioli, e da una linea che attraversa i beni di 
Mazze! comm. Ferdinando, dì Capezzoli, di Amitrano Pa- 
scasia, passa per le loro case rurali, e per la torre del 
detto Mazzei, nonché per le case rurali di Capezzoli Con- 
cetta in contrada Tempo, di Fauceglia Giovanna di Ales- 
sandro, di Perriello Maria maritata Dioddati, di Marchione 
Emanuele fu Lucido, di Mazzaccaro Luigi di Antonio e di 
Peduto. 

La linea di delimitazione della zona passa poi per il mo- 
lino Conche, per le case di Nicoletta Rosaria maritata Na- 
tale, di LuoDgo Lucido fu Luigi in contrada S. Martino, 
di Peduto Rosa maritata Peduto Giovanni, di Maiale Ste- 
fanina e di altri in contrada S. Martino; per la via vici- 
nale che trovasi a nord-ovest dei beni di Luongo Giovanni 
e fr^ttelli fu Raffaele, e per la via Pietra Cavallara, sita 
a nord-est delle case di Marino Vincenzo, di Martiello Mi- 
chela maritata Marino, di Marino Lucido fu Pasquale. Il 
confine della zona malarica è in seguito dato da una linea 

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4046 LKGi 1 ncnri tsL «hmio l'iràui • tUi 

che passa per le case del duca di Aquara in contrada Pan- 
tana, dell'avv. Marino in contrada Perato, per la casa Ba- 
dini e da questo punto mantenendosi ad eguale distanza 
dal fiume va fino al confine del territorio di Castelcivita. 

a nord la zona è delimitata dal confine col comune di 
Castelcìvita;, 

a sud-est dal territorio di Ottati; 

a sud e sud-ovest dalla fiumara Fasanella e dal fiuma 
Calore. 

La seconda zona malarica sita sul versante sud-est dalla 
fiumara Fasanella è delimitata: 

a nord-ovest dalla detta fiumara; 

a sud-est dalla via dei Lauri; 

a sud-ovest dal territorio di Felitto, 

S. — Comune di Bellosguardo. 

La zona malarica è delimitata: 

a nord-ovest dalla fiumara Fasanella; 

ad est ed a sud-est da un torrentello, che va dalla detta 
fiumara alla via Difesella, poi dia detta via, da quella detta 
Temponi e dalle vie Scantamani, Valloni e Mangosa, non- 
ché dalla via S. Nicola al fiume; 

a sud-ovest la zona è delimitata dal fiume Pietra. 

4. — Comune di Campagna. 

La 0ona malarica è delimitata: 

ad est dal territorio di Contursi; 

a sud dal fiume Sele; 
^ ad ovest dal conjSne col comune di Eboli; 

a nord (partendo dal torrente Spineto) dai confini set^ 
tentrionali dei fondi di Zappulli in 'COEtrada Carabeoe, del 
comune di Campagna, di Rocco Margherita, di del Tufo 
Maria principessa di Migliano e di Caterina duchessa di 
Rocca^Mandolfi in contrada Saggerìa. In «liguito il coiifinB 
della zona è dato da una linea che parte dal liioite Oi^rd- 
ovest d^a proprietà del Tuio sul vallone Trigenta e va ad 
incontrare la via Montelongo nel punto ove confinano 1 



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LSGGl X nom-l DSL MtGMO riTAUA - IIRM 4047 

fondi dì ZappuUi e di Cafaro Antonio in contrada Oiivola 
e Serra Longa ; di qui va alla proprietà di Elefante, segue 
i confini nord dei fondi di costui, nonché quelli di PiroMe 
Alfonso e di Zappulli in contrada PetroUa. 

La zona malarica è poi delimitata da un'altra linea che 
attraversa parte della proprietà di Zappulli Vincenzo di cui 
segue il confine nord, e passa per le case di Cubicciotti 
eredi Francesco in contrada PetroUa- Il limite delia zona 
è poi dato dalla via Stradella, dal confine nord-est del fondo 
Pariti dì Zappulli; dalle vie Pariti, Martinisi, Del Galdo e 
Starzolella, dal proseguimento di questa, sita a nord delle 
case di Riviello Luigi in contrada Àusella, di Migliano Na- 
tale, di Maflfei Felice, di Viviani Antonio e Giuseppe, di 
Rocco Fiorentino ed infine dal confine nord del fondo di 
Marcantonio Biagio. 

5. — Comune di Giffonì Sei Casali. 
La 2ona malarica è delimitata : 

a nord-ovest dalla rotabile SaJemo-Montecorvino Ro- 
vella, a partire dal ponte Molinello fino ad arrivare al ponte 
Toppola ; 

a sud-est dal rio Toppola e dal fiume Picentino; 

ad ovest dal fiume Prepezzano. 

6. — Comune di Giffonì Valle Piana. 
La zona malarica è delimitata: 

verso ovest e nord-ovest dal fiume Picentino a par- 
tire dal territorio di Montecorvino Pugliano, poi dal tor- 
rente Toppola e dal torrente Saucolo. In seguito, la zona 
è limitata dal viottolo che traversa la proprietà di Mancusi * 
Carlo in contrada S. Maria a Vico e mette capo alla ro- 
tabile presso la casa rurale di Carpinelli Domenico e dalla 
strada rotabile Fuomi Gìffbni fino ad arrivare al ponte sul 
torrente Calavra; 

ad est il limite della zona è costituito da una linea, 
che passando dalla via Corte va fino alla casa di Girardi 
Gennaro, di cui attraversa la proprietà raggiungendo la casa 
di Belli Gaetano in contrada Paratine; 

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4048 uggì b DicRrri obl regno ì*itaua • 1904 

a sud-est la zona è limitata da una linea, che passa 
per le case di detto Belli in contrada Paratine e Guria- 
nello per quelle di Sica Angelo in contrada Celiano; dalla 
via S. Vittore e dalla via Macchia fino allMncontro della 
via S. Maria a Vico. In seguito il limite della zona è co- 
stituito da una linea che passa per le case di Carpinelli 
Domenico in contrada Visciglieta, di Naddeo Antonio in 
contrada Chiusure, di Tisi Saverio in contrada Stefani, di 
Rinaldi Giuseppe, nonché dalla via che mette capo al tor- 
rente Acqua Bianca, da questo torrente sino al primitivo 
punto di partenza. 

7. — Comune di Laurito. 

La zona malarica è delimitata : 

a nordest e ad est dalla fiumara di Roccagloriosa ; 

a sud dal torrente I Martini; 

ad ovest dai confini occidentali dei fondi di Garzo Vin- 
cenza, di Baldassarre Carlo, di Romanelli Domenico, di Mi- 
lano Francescantonio, di Bettina Romanelli fu Filippo, dal 
barone Speranza e di altri fino a raggiungere l'indicata 
fiumara. 

8. — Comune di Morigerati. 

La zona malarica, attraversata dal fiume Bussento, è de- 
limitata : 

a nord-ovest da una linea che passa per le case rurali 
di Cioffl In contrada Isca, di Bruno Giuseppe, di Amato Teo- 
doro, di Vassallo Matteo e che attraversando la proprietà 
comunale arriva fino al fiume Bussento ; 

a sud-est la zona è delimitata dal confine sud-est della 
proprietà di Teodoro Peluso fino al torrente lunda. 

9. — Comune di Ottati. 

La zona malarica è delimitata verso nord-ovest (a par- 
tire dal territorio di Aquara) da una linea distante dalla 
fiumara Fasanella metri 200 fino air incontro della via Dra- 
gonati, poi da questa via sino al torrente Murecina; ìndi 



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da una linea clie (uiTlfe&do da questo punto d' inooiitro at- 
traversa la ftffmara FftsanéAa e ya ^ nnnerttersi neBa via^ 
che dal Cocuzzolo diicescle a9 Éume. 

fu seguito il maflae deHa sema 'è dato dalla iria chel val- 
lane Cupa al V'arco e da quella del Cornelio ino al ponte 
«id fturae AtMi9. 

A rad-'eet la zona malBcrlea è delimilata dal fiume Auso 
e dalla fiumara di Famneila; a sudoTegt timi granfine col 
t«rri*orio ffl Aquara 

10. — Comune di San Giovanni Pioentino, 
La zana maiarìoa è delimitaiia: 

a nord ed it nordovest dalla strada rotabile Fuorjù- 
Montecor¥ino novella ; 

ad est dal JOlume Prepezzano ; 

a sud-est dal fium^ Picentino,; 

a sud dal confine col territorio di Salerno. 

11-12-iS. — Comune di Sant'Angelo FasAiMlla. 
Vi SODO tre zone maiwridhe. 
La prima zona pMta. hmgo (! flumicello Auso ^ delimitata : 

a nord-ovest d«l dtrtio flumiceUo ; 

ad est ed a sud-est dalla via dei mulini, o Sam Nicola 
te Frascio pier im ira^k) (a parRre dal ponte s^n'Aufo fino 
al fottdo di "^eecMo Gs(briele), indi dalla lìnea, cbe attra- 
versa i fondi di detto Vecr*hio, di Madaio Giuseppe e dal 
limite sud-est dei beni degli eredi Ippolito, di Conte Eu- 
genio, dei fratelli Marino, di Ronchi, di Trotta, di De Fi- 
lippo e di 9e Palco. La zona malarica è poi limitata dalla 
linea, che attraversa ii fondo denominato Concerie di Conti 
Nicola ed arriva fino al torrente detto Cellino. 

La seconda zona malarica è posta sulle due sponde 
del torrente Cellino. La parte a nord di detta zona è così 
delimitata: 

a sud dal torrente Cellino ; 

a nord-ovest, a nord e nord-est dalla via, che mena da 
Gagliola a San Manfredo. 

264 — Vou V. - 1904. 

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4050 LIGOI I MCUTI USL RIGMO B'iTAUA - 1904 

L'altra parte a sud del Cellino è limitata : 

a nord ed a nord-ovest dal torrente suddetto; 

ad est dal territorio di Bellosguardo; 

a sud da una linea, che parte dal limite nord* est della 
proprietà di Maffei Ferdinando (a confine con la proprietà 
del comune di Bellosguardo), traversa il fondo di Mafiei 
Filippo, passando per la sua casa, segue il limite nord di 
questa proprietà che è a confine con il fondo del comune 
di Bellosguardo, ed indi traversa il fondo di Vallitutto 
Vito 

La zona malarica è poi delimitata per breve tratto dal 
torrente Gagliola o dai confini sud-est dei beni di Clavelli 
Antonio, di Aulisio Vincenzo, di Ricci Michele ; a sud-ovest 
il limite della zona è dato dal torrente Piano del Forno. 
La terza zona malarica detta Lago é cosi delimitata: 

a nord dalla via vicinale, che da Cerri mena a Ser- 
rarica ; 

ad est dalla proprietà di Scala Michele ed Antonio e 
dai limiti ovest dei predi di Tanga-Clavelli Giovanni, di Stio 
Donato e Giuseppe e di Tardio (Giovanni; 

a sud-est dalla via vicinale, che da Tempone mena al 
Serrone; 

a sud-ovest dalla via, che da Lago Morto mena a Tempa; 

ad ovest dalla via, che da Madonna della Piana va a 
Lago Morto. 



Visto, df ordine di Sua Maestà : 

lì ministro dell* interno 

GIOLITTI. 



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uggì k BBcnn dbl ugno bMtjiua - 1904 4051 

N. m. A N. SOI 




Rsaro Dsoreto che dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Teramo. 

2 settembre 1904. 
iPMlkaio nella Qaxsetta Ufficiale M lUgno il £6 itttembre 1904, n. 224) 

VITTORIO EMANUELE III 

PKR GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIOm 
RE D'ITALIA 

Veduta la legge 2 noveiabre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento, approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
Q' HI, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Teramo ha 
inviato le proposte di quel medico provinciale per la desi- 
gnazione di alcune zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte ; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli affari dell'interno, presidente del consiglio dei ministri ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioQi dì legge e di regolamento sopramenzionate le porzioni 
di territorio della provincia di Teramo distinte come risulta 
dall'elenco che segue facente parte integrante del presente 
decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal ministro 
proponente. 



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4062 s»oi iiMvn«M.«iM«taMJtt* JM 

A cura del signor prefetto della provìncia e coll'aiuto 
degli uffici finanziari competenti, sarà provveduto, per le 
zone ove aio occorra, a fine di maggiormente pressarne la 
dilimitazione, alla compilazione dell'elenco dei proprietari 
dei fondi compresi nelle zone stesse, con riferimento ai dati 
censuani. 

Ordinia«i9 the il f retente éecrets, immito dei »igillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di ferie osservare. 

Dato a Racconigi, addi 2 settembre 1904. 
VI3V0&K) SifANUfiLS 

lUgutrato alla CorU éUi Conti addi 19 settembre 1904. 

A^. 18, Amd€l «atemo a f 187. F. Munra. 
Mm0o d0lt ^Hifmo. W. U iOmmimìfm «>ISK)ii«TT9L 

<NP8MTTf. 



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466» 



ELENCa Dr 20WE MALARICHE 

•skinll •sto (MvIbiIhi df TéfMni, 0É ìinKmMìm 
dA MpfttW tonfiNl tbrr iMpIhIi 



l'i. — Comune di Ataniio. 

Vi sono due acne nuilaridìe': 

La phioa zona» posta sul versante sinistro del fiume Pe^ 
scara^ è eosi limitata: 

a) a levasele dal fiume Pescar»; 

k) a meszodi daMo stesso, per quel tratto- che dal peate 
Scafa Ta fino m Silvestri; 

(^ a ponente e settentrione dalla carrese ohe da Sii* 
v'stri passando sotée le Fegioni Gentili e Petricehi^ rag^ 
giunga la* strada coenmale che da Alanno oonduoe alla sta* 
àoB» di S.. Valentino. La zona malarioa è in seguito deli- 
mitata dalla detta conranale,. a partire iM innjBsto della 
Garrese suddetta alla mvUÉtiera^ che salendo all^^ot^ 143 
M Colle Martriietta e 150 del Colle Beve, si ricongiunge 
aUa comunale Alanno^iSJtazioDe, nella localitàr detta « Ponte 
di Mezzo », fino alla diramazione per Rosciano, e da que- 
sta diramazione al confine co} territorio di RtJSdano. A le- 
vante la zona è delimitata dal condna^ eék tenritario di Ro- 
Mianii. 

Comprende le contrade Piano Maestro Marco, Piano) Ca- 
sino, Colle della Volpe. Colle Nuova e Pescara Seece. 

La secondar zena m«iaartoa posta sul versante sinfetfb del 
torrente Cigno, è delimitata: 

a) a levairte dak territoiio di^ Rosciatts fino alia ^ueta 97 
del Cigno; 

è^ m meszadi e pociflate« dea. tomnte Ciga»; 

e) M settentrione dal* real tratàsro obe segi»ìl coi 
col territorio di NoccianOi 



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4054 uggì e racRRi del hgmo i'italu - 1904 

3. — Comune di Ancarano. 

La zona malarica, posta sul versante destro del fiume 
Tronto, è cosi limitata: 

a) a levante dal confine del territorio di Controguerra; 

h) a mezzogiorno dalla linea spezzata che oongiunge 
le masserie De Angelis, Catenacci e Boria; 

e) a ponente dal territorio Sant'Egidio; 

d) a settentrione dal fiume Tronto. 

Comprende le contrade: S. Martino ai mappali, nn. 827 - 
829 - 828 - 842 - 841 - 840 - 182 - 830; Caucci ai 
nn. di mappa 843 - 914 - 915; Vellardino, ai nn, 114 - 
182 - 921; Sedato, al mappale n. 169; Molino nuovo, ai 
nn. 1417 - 1418 - 1425; Rio al n. 1429; Molino vecchio, 
ai numeri di mappa 1415 - 1563 - 1662 - 326 - 325 - 
320 - 321 - 318 - 322 - 323 - 252 - 257 - 249 - 251 

- 1424 - 255 - 264 - 317 - 324 - 328 - 327 - 254 - 
256 - 257 - 259il - 259i2 - 265 - 263 - 262 - 266 - 
260 - 239 - 240 - 250 - 248 - 1652 - 242 - 246 - 245 

- 244 - 241 - 243 - 1308; Tronto, ai nn. 941 - 935 - 
942 - 943 - 932 - 933 - 944 - 948 - 940 - 1355 - 90(^ 

- 947; Valle, ai mappali nn. 928(2 - 929 - 928[1 - 9271 

- 926 - 936; Fosso di Buffbni, ai nn, 960 - 962 - 96^ 

- 964; Vecchionica, al mappale n. 1^64 e Casette, al n. 1423J 

4-5. — Comune di Atri. 

Vi sono due zone malariche. 

La prima zona, posta sul versante adriatico, è così Iìh 
mitata: 

a) a levante dal mare; | 

h) a settentrione dalla infradescrivenda 2* zona sino aj 
casello ferroviario 110; 

e) a ponente dal formale del molino Calvano; 
d) a mezzodì dal torrente Calvano. 

La seconda zona malarica, posta sul versante destro d« 
fiume Vernano e sul versante adriatico, è così delimitate^ 
a) a levante dal mare Adriatico; 



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uggì e UMCXm DBL RIGMO i^ITALIA - 1964 4055 

b) a mezzodì dalla Garrese che passa sotto il colle So- 
Yricchio, comprendendo le contrade Antiche Scerne e piani 
di Sant'Andrea fino alla mulattiera che sale al colle Mo- 
rino, e di qui, in linea retta, al casello ferroviario 110; 

e) a ponente e settentrione dal fiume Vomano, nel tratto 
•ompreso fra la convergenza della sopra detta carrese e 
la foce. 

6. — Comune di Bascìano. 

La zona malarica, posta sul versante destro dei fiumi 
Vomano e Mavone, è cosi limitata: 

a) a levante dal confine col territorio di Penna S. An- 
drea, per quel tratto compreso tra il fosso Rio ed il fiume 
Vomano ; 

b) a mezzodì dalla strada provinciale Teramo-Basciano, 
a partire dalla diramazione per Penna e Cellino, fino ad ar- 
rivare a S. Agostino, e dalla mulattiera che da questo punto 
scende alla quota 155 del fiume Mavone; 

e) a ponente la zona malarica è delimitata dal Mavone, 
a partire dall'anzidetta quota sino al punto di confiuenza 
nel Vomano; 

d) a settentrione dal fiume Vomano fra la detta con- 
fluenza e il confine di levante. 

7. — Comune di Bollante. 

La zona malarica, posta sul versante destro del fiume 
Salinello è limitata: 

a) a levante dalla carrese che dalla sponda destra del 
Salinello, sale alla quota 156 sotto il colle dei Nidi; 

b) a mezzodì dalla mulattiera che, a partire da detta 
quota, scende al confine col comune di Campii; 

e) a ponente dal confine col territorio di Campii; 

d) a settentrione dal fiume Salinello fra le quote 90 e 87. 

8. — Comune di Campii. 

La zona malarica, posta sui versanti destro e sinistro^ 
del fiume Salinello, è limitata: 

a) a levante dal territorio di Bollante; 



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4056 umu ittK«niaii.«QiM ■.'Kuuà 

b) A aiMSKMli dallA earreaa ohe, mileflida* il Saliaello, 
iTiiggiuDge il oonAaer qdI territorio di CiviteUA» del T^ostov 
per contmuajrsi cea U OArreas che Ta a Lucignaoo ; 

a) & ^QiueMakte dai cMkfine col territorio di OivtteUa; 

d) a sattezitrioi]^ dal caoft£<ae ool tenutaria di S. Omero 
per quel tratta cosapreso fra le %uote 131 e 90 del Sa- 
lineilo. 

9. — Comune di Ganzano. 

La zona malarica, post\ sul versante sinistro d:^ finme 
Vomano, è limitata: 

a) a levante* dal fosso dell'^^Acqua Saiata, pei tratto 
compreso dalla prorinciale al fiume (conSne di ponente di 
Castellalto) ; 

b) a measodi dal fiume Vomano; 

cy a ponenite dal fosso di S. Stetono, pel' In^eve tratto 
compreso dalla ptrovinciale al fiume (confine oon Teramo); 

d) a settentriosiB dalla strada provinciale' deli Vomatte», 
pel tratto' oompmso A'a i eonfini orientale e occì^eirtale del 
oomunei 

IQ-Il. — Comune di Castellalto. 

Vi sono due zone malariche* 

La prima zona, posta sul versante sinistro del fiume Vo^ 
mano, è limitata: 

a) a levante dal torrente delle Paludi, pel tratto com- 
preso dalla strada provinciale al fiume Vomano (confine oc- 
cidentale di Notaresco); 

b) a mezzodì dhV fiume Vomano; 

e) a ponente dal fosso dell'Acqua Salata, pel tratto 
compreso dalft» provinciale af fiume (confine orientale di 
Ganzano); 

d) a settentrione dalia strada provinciale fra il tor- 
rente delle Paludi ed il fosso dellMisqua Salata. Comprenda 
la eoatrada S. Cipriaoo.. 

La seconda zona malarica, pei^ sul versante destro* deL 
fiume Tordino, è delòaiiata: 



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vm^ 4fì&7. 

a) a levante dal confijM qojl Nod^MMiO^ ^A tratto, com- 
jamo Sm H fiomet Tordlno' ^ ia Q9$rrem per ZMceheo ; 

i) a mezzodì dalla detta carrMe waO' ad acrivara a. 
ìttaKàsà, pafiMOhÉD pen Zajtthen; 

^ & poflMHte daii Smu^ Grondo^, pel trotto^ c&mpreso ka 
Ì9 detta, canreae^ par Zit^aohea ed Lt fiume Tordina; 
di) a aetifiotàcrne daJb fiumaf Tord&no^ 

1?. — Cbmune* di CaateHanrmare- AdriaMoOi 
La zona malarica, posta sul vereante Adriatico, è Rmitata-: 

a) a levante dai mare ; 

b) a mezzodì dal fiume Pes^cara, dalla foce ail» con- 
daeQza del fosso grande; 

e) a ponente dal detto fosso (che segna fn parte il con- 
fine col territorio di Spoltore) fino adl'inccsitro della comn- 
ule Gaatellammare-Sipoltore; 

a) a settentrione dalla detta strada, dal confine col ter- 
ritorio di Spcdtore, passando per Castellammare alto, fino al' 
casello ferroviario 131 e da q.iu.in linea retta aJl mare Adriatico. 

)3. — Comuiie di Castiglimìe Messar Rainondo^. 

La zona malarica, p^sta sul' vemanrte destro del fiume 
Fino, è limitata: 

a) a tevaiit» daf confine eoi territorio' di Perni»; 

b) a m^eModì (fellia provi wfi«bte PeBfne*'Mtont»fino^ dal eoa 
&ie di Penne al fos9e d( Valle Cufa^ poi dalla m'cslarttàora 
che sale a Santa Maria e dall'altra ohe da Santa Maria 
scende ai torrente Pretonico.. In seguito la zona malarica 
e deRmitata da una retta che (Ja questo punto va alla quota 
305 deUa strada provinciale CastiglioneBisenti ; 

e) a ponente la zona è delimitata dal confine del paese 
di Casiig;lione e dalla mulattiera che dal detto confine scende 
al fiume Fino, per raggiung re Tabitato (K Appignano; 

a) a ponente e settentrione dal fiume Fina. 

14. — C€km]iii0 di GastigliionA drila. Vallfì. 

La zDmi malwiinv posta sai vorauute sinistre del fiume 
Xavoae. è lii 



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a) a legante dal fiume MaTone; 

b) a mezzodì dalla mulattiera che dalla quota 263 dell 
stesso sale a CoUecastino; 

e) a ponente dalla mulattiera che da sotto Collecastii 
per la quota 356 del colle di Casti^one scende alla desti 
del tosso omonimo e dall'altra mulattiera che dalla quota 25 
di detto fosso sale sotto Sbarra, per riditcendere ad incoi 
trare la provinciale del Mavone presso Tilla Petto, e dalj 
detta provinciale fino ad arrivare al confine col territori 
di Montone al Vomano; 

d) a settentrione la zona è delimitata dal confine c< 
territorio di Montorio pel tratto compreso tra il Mavone e I 
detta provinciale. 

15. — Comune di Castilenti. 

La zona malarica, posta sul versante sinistro del fiumi 
Fino, è limitata: 

a) a levante dal confine col territorio di Elice; 

b) a mezzodì dal fiume Fino; 

e) a ponente dal confine con il comune di Montefinoj 

d) a settentrione da una linea che, decorrendo sili 
base dei colli Santa Maria e Vicendola si avvicina al fiumi 
Fino, presso la foce del fosso Trufolone, e seguita poi lung^ 
il corso dei Fino, costeggiando il colle Plevignano e rag^ 
giungendo cosi il confine col territorio di Elice. 

16. — Comune di Cepagatti. 

La zona malarica, posta sul versante sinistro del fium^ 
Pescara, è limitata: 

a) a levante dal confine col territorio di Spoltore; 

b) a mezzodì dal fiume Pescara; 

e) a ponente dal territorio di Rosciano, per quel tratto 
compreso fra il Pescara e la quota 60 del torrente NoraJ 

d) a settentrione dal torrente Nora, dalla detta quota 
fino airincontro della comunale che da Ctpagatti va al pout^ 
delle Fascine sul Pescara, poi da un breve tratto di detta 
comunale fino a Vallemare e dalla mulattiera che da Val- 



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LM6I I wmaan ml ugno w^tsìua - 1904 4059 

lemare va alla masseria Corneto. In seguito la zona mala- 
rica è delimitata da una retta che dalla detta masserìa per 
il Colle Freddo e la masseria Montanaro va alia masseria 
De Riseìs, presso la strada provinciale per Cepagatti, e poi 
da un'altra retta che da detta masseria va al fosso del Lupo, 
raggiungendolo presso il passaggio della strada carreseper 
Cerratina. Sempre a settentrione il limite della zona è data 
ancora dal confine col territorio di Pianella, che segue da 
questo punto all'incontro del fosso situato fra i piani Ma- 
rino e Calcasacco, lungo il quale decorre per raggiungere 
il confine col territorio di Spoltore. 

17. — Comune di Cellino-Attanasio. 

La zona malarica, posta sul versante destro del Vomano, 
è limitata: 

a) a levante dal confine col territorio di Atri; 

b) a settentrione dal fiume Vomano; 

e) a ponente dalla mulattiera che dalla casa Conti 
^quota 100) sale a Faieie; 

d) a mezzodì, per breve tratto, dalla' comunale per 
Faiete e dalla mulattiera che da detta comunale sale fra 
la regione San Martino e Medoro sino ad attraversare il 
torrente Stamballone, alla confluenza in esso del fosso Men- 
catti. 

18. — Comune dì Cermignano. 

La zona malarica, posta sul versante destro del Vomano, 
è limitata: 

a) a levante e settentrione dal fiume Vomano, fra le 
confluenze dei fossi Piano e Pietro Paolo ; 

b) a mezzodì dalla mulattiera che dalla confluenza nel 
Vomano del fosso Piano sale a Monte Gualtieri, e da una 
linea che da detto punto va alla masseria Marchese; 

e) a ponente dalla mulattiera che da Santa Maria, per 
la masseri* Marchese, scende alla confluenza del fosso Pie- 
tro Paolo nel Vomano. 



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4ma 

19-20. — Comune di Cfttà Sanf Angelo. 

Vi i^oaa due zone malariohe« 

La prima zona, postn sul versante sinistro del fiuu&a Pino^ 
è limitata: 

a) & levaate dalla strada conranale che da Cappelle, 
pei: il Molina delQiaoco, sale, a Città Sani' An^Selo, nel tratto 
compresa fra. il. fiume: fino e la qjui)ta 10^; 

b) a mezzodì e [)onenta dal fiume fino ; 

e) a settentrione dalla nudaktiera che daUa confluenza 
del fosso d'Odio nel Fino^ passa alla quota 115 della re- 
gione Santa Lucia, e da una retta che dalla detta quota, 
per Santa Lucia (quota 107) discende* alla* maneria Decec- 
chi (quota 90). 

La zona è infine delimitata da una linea che, partendo dalla 
detta masseria va alla quota 1 02 della, strada comunale. 

La seconda zona malarica, pasta sul versante Adriatico, 
è limitata: 

a) a levante dal mare, fra le foci del Saline e del 
Piomba ; 

6) a mezzodì' dal fTume SaUne tra la foce e la strada 
comunale,, che congiunge le due provincfari del Tavo e di 
Città Sant^AjQgelo ; 

6*) a ponente dalla detta strada comunale fino alla 
quota II della provinciale per Città Sant'Angelo, e dalla 
mulattiera che se ne distacca per salire al colle Coppa. 

In fine la zona è limitata, sempre a ponente, da una retta 
dhe dal detto punto raggmnge laf quota 7 del Piomba; 

d) a settentrione dal Piomba fra la ricordata qntJttirT 
ed il maw: 

21-22-23,. — Comune di CioUeeovv^ino. 

Vi sono tre^ zone maiairiche. 

La ptiaxia zona^ posta sul versante sinistro del Tsv^ è 
limatati: 

a) a legante e nteazodL dal fiume Tava; * 

h) a ponente dal fosso Bottarana.; 



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«nei BiBcnn«n.*«niioii*mijA • "WM 4081 

i)) a icrttentmne fdkalla strada ppovinciale del Tavo fra 
il detto fosso e il ponte sul Tayo. Comprende le masserie 
0»amarte e DasBiiis. 

La seconda zona malarica trovasi alia confluenza del fiume 
Xave nei Fino^ ed é linritata: 

a) a levante e mezzodì dal fiume Tavo; 

b) a pmeiile éalta «brada eonunale ehe da Coppelle 
f&r il inolino del Oiuoco sale Jt Città Sant'Angelo, per quel 
linEtto che è compmsD fra i due fiumi ^ 

e) a initeatrtone dal fisme Flao. 
. tGomproode la amrtrada Molise del i(M«ooo e pairte delta 
«BBliuda OeegidirtL 

La terza sona nalanca, sìlnata ani «rersante deslro del 
fiume Fino, è limitata : 

la) a leiTtaote énl rcecfine 'di ponente della seconda rona 
malarica; 

fr) a meoM^dì dalla tmniattìena cke paHendosi dal Mo- 
lino del Giuoco (quota 37) sale alla masseria Casamarte, da 
uiA retta che dalla amnànata masseria per 11 eolle di Cam 
potino incMitm «opua •Caparre la midatttera per Pioeia- 
nello, e daUa 'detta mulattiera fino al confine eon Picciano; 

^ a ponente dal torriikorìo di PiceiaoK) ; 

é^ a eettaKtrtene dal Anne Fino. 

S4^25-2& — Gonraite di Celomiella. 

TI fieno tra zane malariche. 

La prima ^nja, poata sul versante dastro del fiume Tronto, 
è limitata; 

a) a mfìzsodl dalla mulattiera ^che staccandosi dall'iua- 
tico porto di Martin Sicuro e costeggiando il Tronto, con- 
duce alle masserie Castagna e Montorio, Taggìxmgendo il 
eenflne d^ eemune ^di Oontrognerra-; 

b) a ponente dal territorio di Controguerra; 
e) a settentrione dal fiume Tronto; 

é) a levaitfle deS'Ineoiitro dei «descrittì due confini di 
^Mittentrione e meszedi al fonte dcflla firevmciale Adriatica 



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4062 IMGGl B OIGMCri DEL 11X6110 »*ITAIJA - USA 

sul fiume Tronto. Comprende in parte le contrade Ripe di 
Tronto, Martin Sicuro e Valle Cupa. 

La seconda zona malarica, situata sul versante Adriatico, 
ò limitata: 

a) a levante dal mare tra le foci del Tronto e del 
Vibrata ; 

b) a ponente dalla strada provinciale Adriatica pel tratto 
compreso dal ponte sul Vibrata sino al distacco della co- 
munale che, dal casello 81 (quota 5) della ferrovia, corre 
alla base delle colline litoranee e conduce a; Martin Sicuro. 
In seguito la zona malarica è delimitata dalla detta strada 
comunale, e poi di nuovo dalla strada provinciale Adriatica 
partendo da Martin Sicuro ed arrivando al Tronto; 

e) a settentrione dal fiume Tronto. 

Comprende le contrade Molino, Pantiera, Bocche del Tronto, 
Ripe di Tronto, Marina e Fonte Armata; 

La terza zona malarica si estende sul versante sinislnro 
del Vibrata, ed è limitata. 

a) a levante dalla strada provinciale Adriatica fra il 
ponte sul Vibrata e il casello 82 della ferrovia; 

b) a mezzodì dal Vibrata fino al vallone Reomoro; 

e) a mezzodì e ponente dal tratto di detto vallone dalla 
confluenza nel Vibrata al passaggio della carrese che dalla 
strada comunale di Colonnella va a Corropoli; 

d) a settentrione dalla carrese che dal casello 82 delia 
ferrovia va per il casino Flaiani alla strada comunale per 
Colonnella, che raggiunge poco sotto la masseria Ricci. 

In seguito la zona malarica è delimitata da un tratto di 
detta comunale fino all'incontro a valle della carrese per 
Corropoli e da detta carrese fino al fosso Reomoro. 

27. — Comune di Controguerra. 

La zona malarica è posta sul versante destro del fiume 
Tronto. 

Essa ha per limiti: 

a) a levante il confine col territorio di Colonnella; 

b) a mezzodì la strada mulattiera e il sentiero che dal 



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uggì b racREn dkl bigmo ì*itaua - 1904 4063 

casino Molitorio (in territorio di Colonnella) corre lungo 
l'uDghia della collina di Controguerrs, passando per il mo- 
Jino vecchio dìruto^ sotto le regioni Selva, Case Rosse e la 
reigione Taiano presso la masseria Montorio; 

e) a ponente il confine col territorio di Ancarano; 

d) a settentrione il fiume Tronto. Comprende in mas- 
sima parte le contrade Piane del Tronto, Taiano, Pantana 
«Valle Cupa. 

28. — Comune di Corropoli. 

La zona malarica trovasi sul versante sinistro del tor- 
rente Vibrata. 
Essa è limitat-a : 

a) a levante dal punto d'incontro dei confini dei ter- 
ritori di Tortoreto e di Colonnella aUa confiuenza nel Vi- 
brata del vallone di Fonte Arrivoli ; 

b) a mezzodì dal Vibrata fra la detta confluenza ed il 
confine di Nereto; 

e) Si, ponente dal confine orientale del territorio di Ne- 
reto a partire dall'alveo del Vibrata sino al punto in oui 
si incontrano i confini est ed ovest del comune di Contro- 
guerra; 

d) a settentrione da una linea che, partendo dal punto 
d'incontro dei detti confini, arriva alla strada comunale 
Corropoli-Controguerra nel punto dove essa interseca la 
comunale che va alla chiesa di San Donato; poi da un'altra 
lìnea che muovendo dalla detta chiesa raggiunge il vallone 
Fontanelle e da questo va fino alla intersezione della co- 
manale per Gabbiano. In seguito dal tratto di detta comu- 
nale compreso fra il vallone Reoinoro, fino alla &ua con- 
fluenza nel vall«fte di Fonte Arrivoli e quindi dal torrente 
Vibrata. Comprende le contrade dì Mindoli, Ripali, Piani di 
San Donato e Gallo. 

29. — Comune di Elice. 

La zona malarica, posta sul versante sinistro del fiume 
Fino, è limitata : 



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4064 

Or) a levante fltìi cwifii» <wl ijorritom di CSttà S«m- 
^'Angelo, e ftafl!*ultimo tratto del tmm d'Odio, compreso 
In la provinciale BKsesti-Btic^-Mttriaa 49 la sua confluenra 
nel Fino ; 

%) « mezzodì Hai iSome Fmo-; 

d) a ponennrte tlaft oonflne col terrftorio Hi K/astilenti ; 
é) a '0«f«tentrio»e in T»art» da nna Qtnea -tortmrfla ohe, 

correndo alla quota 100 dal fiume Pino lungo il confine 
orientale di Castilenti, prosegue risalendo il ioaso «otto Gia- 
ratella, fino air incontro della mulattiera che corre paral- 
lela al lato meridionale del Piano di Sant'Agnello 

In seguito la zona è delimitata dalla detta mulattiera 
fino al fosso d'Odio sulla strada provinciale Bisenti-EKce- 
Marina. * 

30-3 L — Comune di QiuIÌBDiDva. 

Ti sono due zone malariche. 

Xa prima zona, posta sul versante sinistro del Tordino 
e sul versante Adriafico, è limìitata: 
a) a levante dril mare Adriatico; 
5) a mezzodì dal fiume Tornino; 

e) a ponente dal confine col territorio di Moseiano ; 

d) a settentrione dalta strada pravmciale Teramo-Giu- 
lianova, peil tratto Ira il confine di Moscione ed il pas- 
sagjg^o a livello della ferrovia al casello "95, poi dalla fer- 
rovia sino al casello ^94, b di ^ui con nna retta al mare. 

La seconda "xena malarica si estende sul versante destro 
del SalineJlo e sifl versante Adriatico^ ed è limitata : 

a) a levante del mare Adriatico ; 

$) a mezzodì da una retta dhe dal hattente del mare 
passando per la torre Sàlinello, raggiunge la strada pro- 
vinciale Adriatica nel pnnto ove si distacca la comunale per 
Giulianova, e segue per breve tratto questa conranale fino 
alla base della collina; 

e) 4k ponente la ^ona malarica ^ delimitata dalla base 
del colle Imperatore fino alla carrese che mXb iUla ^uota 



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SI lielto fiteMO eolie e d^'allra ca«*re(ie, ohe partendosi dalla 
precedefQto, raggiunge la ^«eta 10 d^l 4um& flàl inelio; 

(2) a settentrione 4a{ fluite SalmelFo fra la foce e la 
spiata 10. 

dSi. -^ CoiMine éi Loreto Aprirtine. 

La zona inalarTca, posta sui versanti destro e sinistro de! 
fiume Taro, è limitata : dalla strada prorindale per Loreto, 
a patrtire dal confine orieirtale del comune, sino allMnizio 
deMa comunale che la ricongiunge aila prorinciale Pianelia- 
Peme, poi tfa detta strada comunale sino al passaggio sul 
Tavo prima della (fétta congiunzione - dal fiume Tavo, dal 
passaggio della predetta strada al confine con Penne. In se- 
guito la zona malarica è' déJimftata VI aHa strada provinciale 
Pianella-Penne per quel tratto che va dal confine di Penne 
al punto in cui essa si congiunge alla strada comunale 
(quota 190) e precisanofente alla base del Piano Sacro, dalla 
^ii9i camRioiiie, dt. ^uei^tQ punta al passaggio tml Tavo, e, 
da ultimo, dalla sponda sinistra del Tar^ sùuo al eotnftna 
del twritoiw di Ùosenli^ 

83-34^ — Ceewn^ di Montepagano. 

Vi sono due zone malariche. 

La pmoMi 2S9iie trota si sul TersAnte sinistra 4bI Vomano 
e iiil renante AAvìatìéo. a limitata: 

a) a lerantiB dal mare Adriatico; 

b) a maaoiì dal fiume VomajK) tra la foce e la con- 
fliienz» dal fesso* Di Paolo, sul confine ool comune dì Morrò 

e) a poaeitte dal dietto fosso Di PaoSiD^ pel tratto com- 
freso fra il Voinano e la strada provinciale omonima; 

d)' a aettéatrioim dalla detta provinciale a partire dal 
confine di Morrò TOro sino all'incontro della provinciale 
Adriatica, e da qpiedto in linea retta ai mare. Comprende 
le masserie Ponno, Patrizi, Rodomonèe, ObrdinflJe, San Gio- 
vanni e San.t'Aniimo. 

265 — VoL. V. - 1904 

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4066 LUMI I MORI DH. IMUIO %'ltàUk • 1S84 

La ^seconda zona malarica si estende sul versante destro 
del fiume Tordino e sul versante Adriatico; è limitata: 

a) a levante 4^1 mare Adriatico; 

b) a mezzodì dal torrente Borsacchio pel tratto com- 
preso fra la foce e la strada mulattiera che salendo al 
colle Magnone, prosegue dietro il colle della Misericordia, 
per ricongiungersi con l'altra mulattiera che sale alla quota 
130 e si innesta alla vicinale per il casino Romualdi. Da 
questo punto il confine della zona è costituito dalla detta 
mulattiera e vicinale, nonché dal tratto della comunale per 
Cologna fra l'innesto della detta vicinale ed il distacco sotto 
Cologaa della mulattiera che scende al di là del fosso Como, 
al fiume Tordino; 

e) a ponente da questa mulattiera; 

d) a settentrione dal fiume Tordino. 

35-36. — Comune di Montesilvano. 

Vi sono due zone malariche, poste sui versanti del Tavo 
e Saline e dell' Adriatico. 

La prima zona, sul versante destro dei fiumi Saline e 
Tavo, è limitata: 

a) a levante dalla ferrovia, dal casello 1 25 al ponte sul 
Saline ; 

b) a mezzodì dalla carrese che dal detto casello, cor- 
rendo alla base del colle della Vecchia, va al casale Osti- 
none, congiungendosi alla provinciale del Tavo; dalla base 
del surricordato colle della Vecchia e dalla mulattiera che, 
partendo dalla detta carrese, raggiunge, a 250 metri dal- 
l'innesto con la provinciale del Tavo, la comunale per Mon- 
tesilvano. In seguito il confine della zona è costituito da 
un tratto della detta comunale e dalla provinciale del Tavo 
/ra la quota 9 ed il confine col comune di Moscufo, pas- 
sando per la località Cappelle; 

e) a ponente la zona malarica è delimitata dal confine 
eoi territorio di Moscufo; 

d) a settentrione dai fiumi Tavo e Saline. 



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LBG6I I BÈOan HBL ■MW B*I1ALU - 1ÌM 4087 

La seconda zona, sul litorale Adriatico, comprende il 
tratto di territorio limitato dal mare a levante, dalla fer- 
rovia a ponente e dal Saline a settentrione, dal fosso Mar^ 
zecco a mezzodì, rispettivamente nei tratti compresi fra i 
due precedenti confini. Comprende le contrade Marina e 
Sette Vacche. 

37. — Comune di Morrò d'Oro. 

La zona malarica è posta sul versante sinistro del fiume 
Vomano. Essa è limitata: 

a) a levante dal fosso Di Paolo (tratto compreso fra 
la provinciale del Vomano e il fiume); 

b) a mezzodì dal fiume Vomano; 

e) a ponente dal fosso Marino, per quella parte ohe 
trovasi fra la detta provinciale ed il fiume; 

d) a settentrione dalla strada provinciale, per quel 
tratto di essa che trovasi fra i due fossi nominati. 

38. — Comune di Mosciano Sant'Angelo. 

La zona malarica posta sul versante sinistro del fiume 
Tondino, è limitata: 

a) a levante dal confine col territorio di Giulianova; 

b) a mezzodì dal fiume Tordino; 

e) a ponente dal confine col territorio di Teramo; 

à) a settentrione dalla strada provinciale Giulianova- 

Teramo, per quel tratto di essa che attraversa il comune. 

Comprende le contrade Rovano, Garrano, Ginestrone, 

Santa Maria dell'Arco, Pisciarello, Campo di Pietro, Del 

Molino e Ripagrande. 

39. — Comune di Moscufo. 

La zona malarica, posta sul versante destro del fiume 
Tavo, è limitata: 

a) a levante dal confine col territorio di Montesilvano; 

b) a mezzodì dalla strada provinciale Montesilvano- 
Penne, dal confine di Montesilvano all'incontro della co- 
munale per Moscufo, poi da detta comunale fino al distacco 

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4088 imwi % Mcswm ml «bgiio v'itaua - 1904 

della mulattiera oh« rè, al Tavo, per raggiungere il (tonfine 

di CoHeccwTifio^ 

" e) M ponente e «ettentrì^^ne dal fiume Tavo, fra la con* 
fluanea del fo«ao Bottarana ed il ooii4i(ae col territorie di 
MostesilTaiM. 

40. — Comune di Mutìgnano. 

La zona malarica, posta sul versante Adriatico, è li- 
mitotat 

a) a levante dal mare; 

^ a «ettentriome dal torrente Galvano, che «egna il 
confine col comune di Atri; * 

e) a ponente dalla ba^e dei colli litoranei, fine ad ar- 
picare al foMD'del colle Crotone; 

d) a mezzQdl dal de(7to Imsò sino ad mare, passando 
per il capello 1 15 della ferrovia 

41. — Comune di Nereto. 

La zona malarica, posta sul versante sinistro del torrente 
Vibrata, ha per lìmiti: 

a) ad oriente il confine col territorio di Oorropoli; 
¥) a mezvodl il fiume Vibrata; 

e) a ponente Tultimo iif atto del fosso Fiat« (in confine 
di Torano Nuovo) fra il Vibrata e la earrese ohe ri corre 
parallela; 

d) a settentrione la detta carrese sino all^neontro della 
ppoviildale del Vibra<ta, plesso la quota 130, ed una retta 
òbe partendo da qpuesto punto, va all'incontro dei confini 
orientale ed occidentale del territorio di Oentroguerra, pas- 
sando per la quota 109 della prpvj^Qcìfile auddat^ta. 

48, rr^ Cornuto 4i Nftrfwpwo, 

La zona malarica, posta sul versante sinistro del flame 
YùmsnkOy è ihnitaka: 

a) a lavante dal fossq Marino; 

h) a m^raedl dal fiume Vomano; 

e} a ponente dal torrente delle Paludi; 

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iiM»i B Btamn ■& wmmo» »*iiàUA - UM 4066 

d) A seUeiktrìoiie dalla strada j^o^iìMaJe del Vomano 
p«r tetto quei tratto di essa ohe attrayeraa il mbmiim» CoMr 
jirwda le maMerie Ffaneo» BtMieOr Cìi^hetti^ CleuMdEite, Sto 
GiFegopie e Sasbta Maria* 

48. — «Jòrnone (fi P«Me. 

La zona malarica, posta sul versante dentro dèi flnme 
fìaOy è limitata: 

a) a levante dal fosso Baricelle (confine dS Kccìano); 

b) a mezzodì dafla mulattiera òhe da Wccfanello, pas- 
5tìido sotto ti casale De Cesarfs, sale rimontando il fiume 
Fino, sino al colle delle Vedove, per incontrare la ptt'ovxtt- 
CMile Penne- Cellino, ohe segue sino ad arrivare ari confine 
con il terrfiorfor df Castiglione, Messer Raimonda; 

e) a ponetìfe e settentrione dal Itume Fino. 

44. — Comune di Picciano, 

La 2Dna BM^riea,^ che trovasi sul vemante deitro del 
fime Fino, è limitata: 

a) a levante dal eonfine territoriale di GtotteeofVino; 

b) a mezzodì dalla mulattiera cbe dal detto eMWte» 
side a Piccianello e dall'altra che da Plccianello scende al 
fosso Baricene priBsso la sua confluenza net fiume Fino; 

e) a ponente dal predetto fosse* che tmgnÉ anche il con- 
*ief eoi cofEmne «R PeAn«e ; 

d) a settentrione dal fiume Fino. 

45-4&. — Comune di Rosciano. 
Vi sono due zone malariche. 

La prima zona^ posta aul viarsaate sinistvo del fiume 
Peiean^ è limitata: 

a) a levante dal confine col territorio di Cepagatti : 

ò).a mezzodì dal fiume Pescara; 

#) a piovente dal coikfine ccJ. territorio dì Alann^; 

d) a aettentrione dalla strada jcoulattiejra che dal tor- 
rente Cigno, sotto il colle Sant'Angelo, saeade al piano 
della Fara, per ricongiungersi alla comunale Rosciano-Ce- 
pagatti. 



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4070 UE66I I MECRRI OBL BIQMO i'iTAUA - IMi 

Il coaflne della 2ona malarica è poi dato da questa co- 
munale, passando per il paese di Rosciano, fino al distacco 
della comunale per Villa Oliveti, attraverso la regione della 
Taverna nuova, da quest'ultima comunale e dal regio trat- 
ture, che se ne distacca fino a raggiungere il confine col 
territorio di Cepagatti. 

La seconda zona, sita sul versante destro del torrente 
Nora, confina: 

a) a levante col torrente Nora; 

h) a mezzodì col confine del territorio di Cepagatti, fino 
alla quota 60 del torrente Nora; 

e) a ponente col regio tratture a partire dal territorio 
di Capagatti, sino allo incontro della comunale Rosciano- 
Villa Oliveti e con una retta che di qui va alla quota 1 14 
nel punto ove si distacca la comunale per Rosciano dalla 
provinciale Gepagatti-Catignano. 

In seguito il confine della zona è costituito dalla detta 
provinciale fino al territorio di Nocciano; 

d) a settentrione dal coDfine con Nocciano fra la dett« 
provinciale e il torrente Nora. 

47-48. — Comune di Sant'Egidio alla Vibrata. 
Vi sono due zone malariche. 

La prima zona trovasi tra i corsi d'acqua Selinello e Vi- 
brata, e confina: 

a) a levante coi confini dei territori di Torano Nuovo 
e Sant'Omero; 

h) a settentrione colla carrese che partendo dalla 
quota 179 del torrente Vibrata, passa perla masseria Su- 
plizi (quota 220) e sotto la masseria Marchesa (quota 247) ; 

e) a ponente coU'altra carrese che da quest'ultinaa 
quota scende alla quota 212 del Salìnello; 

d) a mezzodì col confine col territorio di Civitella. 

Comprende le masserie Rozzi, Mazzoni, Forlìvi e parte 
delle masserie la Marchesa e Suplizi. 

La seconda zona malarica, posta sul versante destro del 
Tronto, è delimitata : 



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LEGGI I raCRRI OIL RIGNO l'iTALU - 1904 4071 

a) a levante dal confine col territorio di Ancarano ; 

h) a mezzodì dal fosso Pantalone, in parte, e dalla co* 
munale mulattiera che unisce le masserie Vescovile, Vec- 
chiotti e Pompetti (quota 135) e prosegue in direzione 
ovest-est fino a raggiungere il confine di Ancarano ; 

e) a ponente dal fosso Pantalone, che segna il confine 
colla provìncia di Ascoli ; 

d) a settentrione dal fiume Tronto. 
Comprende la contrada Coste dì Tronto. 

49. — Comune di Sant'Omero. 

La zona malarica trovasi sul versante destro del tor- 
rente Vibrata, ed ò limitata : 

a) a levante dai confini con i terreni di Tortoreto e 
Corropoli ; 

i) a mezzodì dalla mulattiera che dal torrente Vibrata, 
correndo alla base dféi poggi del Casone, si ricongiunge alla 
Garrese NeretoCase Aite-Sant'Omero, e dalla oarrese tra- 
versa che la ricpngiunge all'altra Sant^Omero-Santa Maria 
a Vico. Il confine della zona malarica in seguito è dato da 
una retta che dalla detta congiunzione va alla provinciale 
Nereto-Sant' Egidio (quota 130) nel punto dove si distacca 
la comunale per Sant'Omero, e dalla detta provinciale pas- 
sando per le masserie Spinozzi, Tenerelli e per Garrufib 
fino ad arrivare al confine col territorio di Sant'Egidio; 

e) a ponente dal confine col territorio dì Sant' Egidio; 

d) a settentrione dal torrente Vibrata per tutto il tratto 
che attraversa il territorio del comune. 

50. — Comune di Siivi. 

La zona malarica trovasi sul versante Adriatico, ed ò li- 
mitata: 

a) a levante dal mare; 

h) a mezzodì dal torrente Piomba; 

e) a ponente dalia mulattiera che dal Piomba, per la 
quota 10, rìsale il fosso San Silvestre fino all' incontro della 
carrese per San Silvestre; 



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4072 xM&i BDMuri duu Runa ^ìnmjà - 1994 

d) a S0ttimtrkme dal tratto di detta* omve$e che acende 
aUa provinciale Adriaiioaiy e- da questo punto da una retta 
che passando per il caMllo L21. d£»lla ferrovó» va al Biaire. 

51. — Comune dì Scolto re. 

La zona malarica trova»! ral veroante aimatro del fiume 
Pescara, ed è limitata: 

a) a levante dal confine coLternitorio di Castellammare; 

b) a mezzodì dal fiwie Pescara^ per quel tratta di esso 
che attraversa il territorio del comune ; 

e) a ponente dal confine col *OTTitorto* di Cepagattt; 
et) a settontrJMM dalla cawe^e che dal oonfiaa di Oe- 

pagatti sale alla masseria Sboigìav e di qui, attrarenso il 
torjrent^^^ Fonteoebiey incontra là. mtilattieffa per la> Pie- 
trosa. 

In. segittio la^ aona^ •malarwa tè deUtnitarta dalla oarrese 
ehe da. ^hmìo ptmta^ j^aasaado par Santa^ lìerasa, 6 perla 
nMsseriai Fontettile^ ra^Piinge l'altra «arreae* ohe Mie a 
Rasfia e daUa^atrada>€fontti&iaite Spoltore^eMtolkfinmare^ per 
qitiel traslto di asaa daìe da Raspa vaf al confine dal eo^ 
fiumei 

6t'53. — Comune' di Teraià'o'. ' ^ 

Vi sono due zone malariche. 

La itrima zona, sita &ul versante sinìatro deL Vomano,^ ò 
limita4a: 

a) a levante, par brevissima tratto,, dal tosso di Santo 
Stefano, che segna il confine col comune di Canzaao, dalla 
provinciale del Vomano tra il detto fosso e il fosso Tre- 
mamane e dalla mulattiera che sotto 'Gajwaftèo viÉt^alts pliv 
rincìale TeMvio^Pemui' SanttAndvaar.; 

b) a ponente e settentrione la zona malarica ò delt^ 
mitata dalla strada mulattiera ohe dl»^ Ca^^irafieo «caside a 
CoUecchio, da una ceMa ehf^ da^ OoUeodfaio ¥a alla* laasse- 
ria AUuUì (qufotl^ 3U|^ et dati» mulaMiara^. cb» seejade al 
Vo«iaM.p96rtid« l£r.«>naaeKii)iik<eMo dal Jòeii^OapricQftMe^; 

e) a mezzodì dal fiume VomMSe^. 



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LKfiI I IICUTI UL UfiM B*XtAU4 - liii ifflB 

La seconda zona malarica, situata sul versante sinistro 
<iel fiume Tordino, è lìafffftffar 

a) a levante dai confine iienritoriale del oamune di Mo- 
llano; 

b) a mezzodì dal fiume Tordino fra il deiito conflb» « 
ìm eonflttens&a' é%k totrente Venete; 

e) $0 poiiettte dal Vazeoki Èth la detto confliMdiLzft e* il 
ponte Vittorio Emanuele ; 

d) a settentrione dalla strada proriiìtiAto per GKulia- 
m&^aj a partire dal oomftne di MMdaBO ali» quota 151, e 
4ftUa mulattiera ehe da q^uesllo poDfto bbA»^ àXta. desira d«l 
torrente Fiumidno, alliy masseria MiohiteUk 

In segui W tei zona jtta]6U*iea ò delimìiata da i»na retta 
<ìhe dalla detta masseria va airabiiato di Nepezzaiio^ éeUa 
mslftttieya ehe da Nepiettane raggiunge la provinciale per 
Giulianova, presso la strada vicinale per il casale Bertatdi, 
e dalla ricordata provinciale fis» al poufte Vitèoria Ema- 
nuele sul terifefttei Vez«^. 

54. — Comune di Torano Nuo^tr. 

La zonu malàrica trovasi sul versante sinistro del tor- 
tente Vibrata, ed è limitata: 

a) a levante dal fosso Flaio (confine di Nereto) pel fratto 
compreso fra il Vibrata e la strada carrese che vi corre 
parallela e che va congiung^rsi aUa quota 200 sotto San 
Martino alla comunale per Torano Nuovo; 

6) a mezzodì dal torrente Vibrata, fra» la confluenza del 
fosso Flaio ed il confine col territorio di Saut^Egidio; 

e) a ponente dallo stesso torrente t^ibrata^ lungo il 
predetto territorio fino alla quota 1T9; 

d) a settentrione dalla mulattiera che dalla detta qiiota 
passando per Torri e per Petrucci, raggiùnge, alla quota 200 
la comunale per Torano. 

In seguitoMl confine della zona è dato dalla carrese che 
partendo da questoi pulito, alla ricordata quota 200, va pa- 
rallelamente aJ Vibrata^ e raggiunge il confine orientale di 
Nereto. 



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4074 IMGQl I DICBITI OIL RIGNO i*ITAUA - 1904 

55-56-57. — Comune di Tortoreto. 

Vi sono tre zone malariche 

La prima zona, posta sul versante sinistro del fiume Sa- 
lineilo, è limitata: 

a) a levante e settentrione dalla carrese che dalla 
quota 10 del Salinello, rimontando lo stesso, va al vallone 
Cavatasse; 

b) a mezzodì dal fiume Salinello; 

e) a ponente dal detto vaJlone Cavatasse^ dalla sua con- 
fluenza nel Salinello, sino all'incontro della carrese che 
segna i precedenti confini di levante e settentrione. 

La seconda zona malarica si estende lungo il litorale 
Adriatico, ed è limitata: 

a) a levante dairAdriatico, fra le foci del Vibrata e 
del Salinello; 

b) a mezzodì da quest'ultimo; 

e) a ponente dalla strada provinciale Adriatica (tratto 
fra i due corsi d'acqua ricordati); 

d) a settentrione dal torrente Vibrata, per quel tratto 
che va dalla detta provinciale alla foce- 

La terza zona malarica, situata sul versante destro del 
torrente Vibrata, è limitata: 

a) a levante dalla strada provinciale Adriatica, per quel 
tratto di essa che va dall' inizio della provinciale del Vibrata, 
al ponte sul torrente omonimo della provinciale Adriatica; 

b) a mezzodì dalla carrese che dalla provinciale del Vi- 
brata, alla quota 1 1 presso il casale Ranalli, va alla quota 30 
e 44, sino ad avvicinarsi alla sponda destra del Vibrata ; 

e) a ponente e settentrione dal corso del torrente Vi- 
brata a partire dalla confluenza della detta carrese sino 
al mare. 

Visio, éCordiiu di S. Jfcf.r 

Il ministro dell* interno 

OIOLITTF. 



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LBGGI I DICBRI »tL UGNO W'rtàlAk - 1W4 407& 

N. 802. Jk N. SOI 






Rioio Decreto che proroga a tutto il 30 giugno 1905 
il servizio economico sulla linea ferroviaria Bari-Tor 
ranto, Rocchetta S. Antonio-Gioia del Colle e Barletta- 
Spinazzola. 

4 agosto 1904. 
{Pvbbltiio mila Gntz^tui UffidaU d^l Réf^no il 26 settembre lOOi n. 224) 

VITTOEIO EMAOTELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E 1>ER VOLONtX DELLA NAZIONE 
B£ D'ITALIA 

Vista la legge 9 giugno 1901, n. 220; 
Visti i Nostri decreti n. 192 del 12 giugno 1902; enu- 
mero 288 del 29 stesso mese, coi quali venne approvato 
rAfjperimento di un esercizio economico parziale sulle linee 
Bari-Taranto, Rocchetta S. Antonio-Gioia del Colle e Bar- 
letta-Spinazzola, esperimento da durare due anni, e cioè dal 
1' luglio 1902 al 30 giugno 1904; 
Visto il buon esito del detto regime; 
Vista la proposta avanzata dalla Società esercente la rete 
Adriatica perchè se ne continui Tapplicazione sino al 30 giu- 
gno 1905; 
Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta fatta dal Nostro ministro segretario di 
Stato pei lavori pubblici, d'accordo coi ministri delle finanze, 
del tesoro, d'agricoltura, industria e commercio e della 
guerra ; 
Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
L'applicazione dell'esercizio economico parziale sulle linee 
Bari-Taranto, Rocchetta S. Antonio- Gioia del Colle eBar- 



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4076 LMSl 1 WKMBl UL «M|Pt B'ilALU • 

letta-Spinazzola è prorogata dal 30 giugno corrente anno 
^ tutto il 30 giugno 1905. 

Ordiniamo ctoe il presente decreto, munrttt rfd! sigillo dello 
Stato, sia inserto nella racc^Ka ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
•^ farlo ofisersrare. 

Dato a Racconigi^ addi 4 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Registrato alla Corte Asi eonU addi 21 settembre 1904. 

Reg, 18. AtH del Q09emc u f, \^. P. ìàaiumju 
Luogo del aigiUo. V. U OmMlwtgflIi RONCHf^n. 

GlOLITTI. 

Tedesco, 
l. luzzatti. 

RA.VA. 

,È. Pedottl 



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ue«i I tKKTi m. nano i*itaua - IfM 40*7 




Risalo Decreto che aviorizza rap^licazionfi dfW^jsercizù^ 
economico limitatamente del trasporto dei viaggiatori 
sulla linea ferroviaria Menmto 8. Severino-Salerno. 

4 agosto 1904. 
(FtMléòmo nella Santità iTffieiaU del R$gno il xl seiSembre 1904 f , 225^ 

VITTOBIO EMANUELE HI 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTI DKUUA Jt^aWWf 
BS D'ITALIA 

Vista la legge 9 giugno 1901, n. 220, con la quale fu 
data facoltà al Gov^erno di prendere aaoordi eoa le fiofiiietà 
eaerceati le reti del M^diti^rrian^o, 4e|l!Adriatico e d«UA Si- 
cilia per procedere gradatamente, fino al 30 giugno 1905^ 
all'esperimento deiresercizio economico su Unee e tmttì di 
lìnee di carattere locale compresi nelle indicate reti e adenti 
un prodotto lordo medio non superiore a lire 10,000 annue 
per chilometro; 

Vista la proposta presentata dalla Società esercente la^ 
rete Mediterranea con la nota n. 7013 a. e, del 23 aprile 
1904 per Tattuazione di un parziale servizio economico 
sulla linea Mercato S. Severi no-Salerno ; 

Ritenuto che tale forma di esercizio economico, limitata 
ai viaggiatori, abbia dato soddisfacente prova sulle altre 
linee su cai se n'è fatto l'esperimento ; 

Sentito il Oonsiglio dei ministri ; 

Sulla proposta fatta dal Nostro ministro segretario di 
Stato pei lavori pubblici, d'accordo coi ministri segretari 
di Stato per le finanze, pel tesoro, per l'agricoltura, indu- 
stria e commercio e per la guerra; 



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4078 LEGGI I »1CIETI lOL UGNO Ì*IT1LU - 1104 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Art. 1. 
A decorrere dal r settembre 1904 sulla linea Mercato 
S. Severino- Salerno sarà applicato a titolo di esperimento 
un esercizio economico limitato al servizio dei viaggiatori 
<5on le modalità e condizioni tecniche normali di servizio. 

Art 2. 
Ai trasporti dei viaggiatori che si efiTettueranno sulla detta 
linea sotto il regime del servizio economico, V imposta era- 
riale, stabilita dalle leggi 6 aprile 1862, n. 542, e 14 giu- 
gno 1874, n. 1945, sarà applicata in ragione del 2 per 
cento. 

Art. 3. 
Con decreto del ministro dei lavori pubblici sarà prov- 
veduto all'approvazione delle tariffe e condizioni da appli- 
care ai trasporti stessi. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 4 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

Registrato alla OorU M conti addì 21 ietUnibré 1904. 

Bég, 18. Ani del Governo a /. 139, F. Mbutti. 
Luogo del Sigilh. V. Il Onardasigim R01|pHETTI 

GlOLITTI. 

Tedesco. 

l. luzzatti. 

Rava. 

E. Pedotti. 



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uggì B BICUIl tlL BtGifO l'iTAUA • IIM 4079 

N 804. A. N. S04 




Regio Decreto che modi/tea il regolamento 
per Pesecuzione della legge sul tiro a segno nazionale. 

10 agosto 1904. 
{Pubòlieaio nsUa Gaxxffla UfficiaU M lUgno il 27 settembre 1004, n. 225) 

vrrroBio Emanuele m 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BB D'ITALIA 

Vista la legge 2 luglio 1882, n. 883 (serie 3*), sul tiro 
a segno nazionale; 

Visto il Nostro decreto 15 aprile 1883, con cui fu ap- 
provato il regolamento per l'esecuzione della legge sul tiro 
a segno nazionale; 

Udito il parere della commissione centrale del tiro a 
segno nazionale; 

Udito il parere del consiglio di Stato; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta dei Nostri ministri segretari di Stato per gli 
affari della guerra, dell'interno e della pubblica istruzione 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Nel regolamento 15 aprile 1883 sul tiro a segno nazio- 
nale sono introdotte le modificazioni seguenti : 

Art. 2. 
Il Ministero della guerra vigila e provvede perchè le di- 
rezioni provinciali e le società di tiro osservino la legge, 
Ù presente regolamento e le disposizioni dal Ministero stesso 
emanate. 



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4M(0 LWG1 I racnrn vkl mano ft'muA 

Il Ministero decreta, su proposta delle direzioni provin- 
ciali, lo scioglimento degli uffici di presidenza • la esclu- 
sione temporanea o definitiva dei soci dai sodalizi, previo, 
per quest'ultimo provvedim/ento, motivato rapporto della 
presidenza della società. 

L'esclusjofM dei ^o«i deve «^^mpre venir yrowwi«iata con 
decreta ìmUt^^ 

Art. 6- 

L'uffix3ÌiJe wpariore, per Tart, 3 della legge, fa parte 
della direzione provinciale, «a esso di milizia territoriale, 
in posizione di servizio ausiliario, ed anche dell'esercito per- 
manente, è nomfiiaÉoidal cémaikd^i del corpo d'armata, su 
propoii» ùA aontaado 4«tta (Uvisiona militare. £^o dura 
in carica due anni e può esjsera riconfermato. Assume ti- 
tolo di ispettore ed ha l'incarico di vigilare ed ispezionare 
1« gocieti di tiro a legno. 

Egli dipende: 

a) dalla cUreziiMe prarfoieiàle pop ciò ohe rigujupda il 
fim^ionamoirta diaciplinAre «nmi&istriKtivo deUe società; 

b) dal comando della divisione militalo per ciò che ha 
tratto al fuiuAoiMtaiento (eonioo miK<are de}!» fsoeieià me- 
desime. 

Quando per una eatita qualsjian il predetto ufficiale non 
possa più prestare l'opera euA, la dirMiaiM proctrinoiafo ne 
(i^ aryioo al oomando della dlirisioite militare che ne pro- 
pone la mslàtuflione. 

Art. 16 (primo capoverso). 

L'ufficiala in «^vità di 4^rvizio od in «oogodo, cbje fa 
parte della prpJHda^ai» lOiCalia^ è nominato 4il cornando) deUa 
divisione militare, su propQjsta dell' ispettore provinciale ed 
eflercita le fuijzioni di direttore del tiro, Ove non sia pos- 
sibile di provvedere a ciò con un ufficiale, il comando della 
divisione nbmijja^ pejnpre in base a proposta delV ispettore 
provinciale, un socio di provata capacità e di condotta 
esemplare, od un sottufficiale del presidio più vicino. 



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LIGGI I MCnTT ML UGHO t'iTiUA ttt4 4081 

Art. 40. 

Il ppwft<)ent6 della socieià, su proposta del direttore del 
tiro, nomina i commissari e gl'istruttori di tiro sceglien- 
doli fra i soci più idonei, preferibilmente ufficiali o sottuf- 
ficiali in congedo. 

Art. 53. 

Quando per rapplicazÙHQe dell'art. 16 Mia legge venga 
deliberato lo scioglimento dì una società, questa cessa di 
esistere dal giorno della notificazione del relativo decreto 
alla presidenza. 

Il Ministero della guerra dispone perchè le armi e le 
inanizioni ad essa appartenenti siano consegnate al comando 
del presidio od, in mancanza, a quello dei reali carabinieri. 

Avvenendo lo scioglimento d'un ufficio di presidenza, di 
lui ai precedenti articoli 2 ed 1 1 , la direzione provinciale, 
previa Tapprovagione del Ministero^ nomina un commissario 
^aordin^rìo il qwile esercita il sw) mandato fino alla re- 
golare costitu^iOfie di «M nuova prendenza. 

La nomina del imovo ufiìcio di presidenza deve in ogni 
caso avvenire ^tro tre i^si. 

Ordiniamo éhe il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Itala, mandando a cbiunque spetti di osservarlo e 
ti farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 10 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

Vicolo Ma g^rl0 M dOfiK adOi t\ settembre 1904L 
I^. la AtH M éPoMiw m f. 140. 9. btàimnu 

iMf» M m§aim. V. B.OHHtariigttt inaMdbBML 

• E. Pedotti. 

GiOLim. 
Orlando. 

256 - Vou V. - 1904. 



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4082 cJKMi t ìbckiti »si ugno •'nàuà - 11^4 

N. SOS. A N. SOS. 

Rboio Discreto che dal fondo di riserva per le spese im 
previste autorizza una 4"" prelevazione nella somma 
di lire lOfiOO a favore del Ministero degli affari esteri. 

22 agosto 1904. 
{Pubblicato nella Qajiietta Ufficiale dsi lUgno il 28 settembre 1804, «. 526 



VITTORIO EBIANUELE ffl I 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA HAZIONK ! 

EE D'ITALIA 

Visto l'art. 38 del testo unico della legge suirammiiii- 
strazione e sulla contabilità generale dello Stato, approvalo 
con regio decreto 17 febbraio 1884, n. 2016; 

•Visto che sul fondo di riserva per le spese impreviste in- 
scritto in lire 1 ,000,000 nello stato di previsione della spesa 
del Ministero del tesoro per l'esercizio finanziario 1904-905, 
in conseguenza delle prelevazioni già autorizzate in lire 
24,218.78, rimane disponibile la somma di lire 975,78 L 2S; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per il tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Artìcolo unico. 
Dal fondo di riserva per le spese impreviste inscritto al 
capitolo n. 116 dello stato di previsione della spesa del 
Ministero del tesoro per Tesercizio finanziario 1904-905, è 
autorizzata una 4" prelevazione nella somma di «lire dieci- 
mila (L. 10,000) da portarsi in aumento al capitolo n. 28: 
m Missioni politiche e commerciali, incarichi speciali, con- 
grossi e conferenze intemazionali » dello stato di previ- 



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LIMI I •KtfTl ML WUGìW VlTAUA - IMi 4083 

sione della spesa del Ministero degli affari esteri per lo 
eseremo finanaario predetto, e per essere destinate a mis- 
ifiom riguardanti i trattati di commercio in corso di nego- 
ziazione. 

Questo decreto sarà presentato al Parlamento per essere 
convertito in legge. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale dèlie leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 22 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



faglttnaù aita CorU dH eonU àéUU 22 settembre 1904. 

M$g. 18. Ani M Qwemo a f. 148. P. Muanm. 
Uopo M Bi§mo. 7. n Gnaidasigilli RONCHETTI. 



L. LUZZÀTTI. 
GlOLITTI. 



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4084 UMi « Mcmi hi. immo •'iiuoa - lM4 



^m^ 



N. see. MI N. soft. 



Regio Decreto e?ie dal fondo di riserva per ie spese hn- 
pre^ste oukmMza wm 5* gtca0Munone mila mmma 
di Ure 50>000 ^a /toaortf ^ MmsMra dsU'istrtmane 
puèUiM. 

25 agosto 1904. 
Pubbìkaio nelia (kunem UflkUUe tkl Jfefno H 2» $$nembf^ 1904, n. 226) 

VITTORIO EMANUELE m 

PER ORAZU DI WO E PER VQLONtX DELLA NAZIONE 
RKO'ITAJiIA 

Visto l'art. 38 del testo unico della legge sull' ammini- 
strazlone e sulla costabilità generale dello Stato, approvato 
con regio decr^ 17 febbraio 1884, n. 2016; 

Visto che sul fondo di riserva per le spese impreviste in- 
scritto in lire 1,000,000 nello stato di previsione della spesa 
del Ministero del tesoro per Tesercizio finanziario 1904-905, 
in conseguenza delle prelevazioni già autorizzate in lire 
34,218. 78, rimane disponibile la somma di L. 965,781. 22; 

S^itito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro minislro segretario di Stato per 
il tesoro ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Dal fondo di riserva per le spese impreviste inscritto al 
capitolo n. 116 dello stato di previsione della spesa del Mi- 
nistero del tesoro per l'esercizio finanziario 1904-905, è au- 
torizzata una 5^ prelevazione nella somma di lire cinquanta- 
mila (L. 50,000) da portarsi in aumento al capitolo n. 267 

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liNttl I MCnri ML «MM t'iIMlA - IMft 4086 

« Policlinieo Umberto I in Roma 3 dello stato di previsione 
della t^èÈà del Ministero dell' iitruzione jmbblica per Te- 
serd^o finanziario predetto. 

Questo decreto sarà presentato al Parlamento per es- 
sere convertito in legge. 

CMìniamo «he il presente decreto, munito éA aigìUo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia^ mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Datola Racconigì, addi 25 agosto 1904. 

VITTORIO EMANUELE 



mila Orli M ómH odM 17 teUembre 1904. 
Jby. 18. Am 4él Qùotmo a f. 180. P. M BznrrrL 
Uoso d§l mgiUo. 7. ti Quardfeslcini RONCHBTT! 



L. LUZZÀTTI. 



I GlOLITTI. 

I 



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4086 UHMII B ••CUTI tIL IMM i'itàUA - 1ÌM 

N. SOI A R. 307. 

Regio Decreto portante la sostituzione di alami articoli 
detto statuto del liceo musicale Rossini in Pesaro. 

22 agosto 1904. 
(Puàblicatù nella Oaggetta Ufjftddle del Eeffno U 28 settembre 1904, n. 2S6) 

vrrroBio Emanuele iii 

PSR GRAZIA DI DIO B PBR VOLOMTÌL DELLA NAZIONI 
SE D'ITALIA 

Veduto lo statuto del licèo musicale Rossini in Pesaro 
approvato con Nostro decreto 15 dicembre 1901, n. 556, 
e modificato con Nostro decreto 26 gennaio 1902, n. 104; 

Veduta la deliberazione 21 marzo 1904 del consiglio co- 
munale di Pesaro con la quale si apportano talune modi- 
ficazioni allo statuto suddetto; 

Riconosciuta la convenienza di approvare le anzidette mo- 
dificazioni ; 

Sentito il consiglio di Stato ; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per la pubblica istruzione; 

Abbiamo decretato « decretiamo: 

Agli articoli 1, 3, 51 e 55 dello statuto del liceo musi- 
cale Rossini in Pesaro, approvato con Nostro decreto 15 di- 
cembre 1901, n. 556, sono sostituiti i seguenti: 

Art, 1. 
Il liceo musicale Rossini, fondato in Pesaro con l'ere- 
dità a tale scopo lasciata al comune da Gioacchino Rossini 
ed eretto in ente morale con regio decreto 21 giugno 1869, 
n. 5164 (serie 2*), ò istituto civico autonomo ed ha per 
fine di impartire gratuitamente ad italiani e stranieri l' in- 



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LIGGI K DICUTI DEL MB6N0 ft^lTALIA • IIM 4087 

segnamento teorico -pratico della musica e specialmente della 
composizione e del canto, in conformità degli intenti arti- 
stici del benemerito fondatore 

Per concorrere al mantenimento dei poveri agli studi, 
per procurarne l'istruzione e l'avviamento alla professione 
od ùi;e musicale, il liceo Rossini concede agli alunni bi- 
sognosi italiani ^ei sussidi il cui numero e l'ammontare sa- 
ranno determinati dal regolamento. 

Art. 3. 
Al mantenimento del liceo si provvede con le rendite 
dei beni mobili ed immobili dell'eredità Rossini e con gli 
eventuali proventi derivanti dai diritti di autore. 

Art. 51. 
Tuttociò che si riferisce agli esami di ammissione, di 
conferma, di promozione, di licenza e di magistero, for- 
merà oggetto di speciale regolamento, il quale, dopo ap- 
provato dal consiglio d'amministrazione, sarà esaminato, 
per le sue osservazioni, dalla giunta comunale e confer- 
mato dal Ministero della pubblica istruzione. 

Art. 55. 
Al migliore alunno licenziato in composizione sarà con- 
lerito il premio detto « Ricordo- Bodoira » per il quale sa- 
ranno osservate le speciali modalità volute dall'istitutore 

j Ordiniamo clie il presente decreto, munito del sigillo dolio 
I Stato, sia inserto nella raccolta u%;iale delle leggi e dei^Iecreti 

del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 

di farlo osservare. 

Dato H Racconigi, addì 22 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

^^gitiriuo aUa Corte dd eowH addi 2Z tetUmbre 1904. - 

Sig. 18. Aiti del Qavm-no a f. 143. F. Mbzzktti. 
^go del aipUlo. y. n anardasiirilli RONCHBTTL 

Orlando. 

I 
I 



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408» LSGGI I DICUTl ilL «SGMO i'iTAUA - 1M4 

ir. S08. A N. 808. 

Regio Decreto che modifica Vari. 8 del capitolato annesso 
all'atto 23 aprile 1903^ n. 186, di concessióne della 
ferrovia Alessandria-Ovada. 

11 agoeto 1904. 
{FtMUcalo nMa GoMWOUk Uf/ieiaU del lUg^ U 30 settembre 1904, n 228) 

VITTOBIO EMAlfTUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PlSR VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
EE D'ITALIA 

F^Viste il Nostro decreto in data 2» aprile 1903, a. 186, 
còl quate^ veniva approvata la oonceoaioD^ al comune di 
Alessandria della costruzione ed eserciao di una terrovia 
a vapore ed a scartamento normale^ da AJessondria ad 
Ovada; 

Vista la deliberazione presa dalla giunta municipale di 
Alessandria, in data 6 luglio 1904, colla quale dichiarava 
di approvare in ogni sua parte la variante proposta, a nome 
del comune, dalla « Società veneta per costruzione ed eser- 
cizio di ferrovie secondarie » allo scopo di avvicinare la 
ferrovia agli abitati di Carftellazzo e Castelspina; 

Ritenuto che con Tart. 1 del capitolato, annesso all'atto 
di concessione, sì prescriveva al concessionario di presen- 
tare la suddetta variante per Castellasi, e col suM^uente 
art. 8 si indicava fra le stazioni lungo la linea quelli di 
Oasalcermellì; 

Che nel progetto esecutivo della linea presentalo alla su- 
periore approvazione, per conto del concesskmario, drila 
« Società veneta per costruzione ed esercìzio di ferrovie 
secondarie » si propone la detta variante, secondo la quale 
la stazione di Castellazzo sarebbe situata a circa m. 75C 



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LB66I I DBCmTI DKL RIGIIO »'lTALU • \9H 4069 

dall'abitato di quel comune^ e tale stazione sostituirebbe 
quella previflta nel progetto di massima per Gasalcermelli; 

Udito Q parere del consiglio superiore dei lavori pubblici; 

Sentito il consiglio di Stato; 

Udito 1 Consiglio dei minisi3*i; 

Visi» la legge 20 mano id65, mi lavori pubblici; 

SiAa proposta d^ Nostro nunistro Mgretarìo di St«ko per 
ì lavori pubblici e di quello del tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Àrfcioolo uniao. 
In parziale modificazione dell'art 8 del capitolato an- 
nesso all'atto dì concessione della ferrovia Alessandria- 
Ovada, approvato coél Nostro decreto del 23 aprile 1903, 
n. 186, alla stazione di Gas£JcermeIli, ivi indicata, viene 
sostituita una stazione presso Castellazzo Bormida, che as- 
sumerà il nome di Castellazzo-Casalcermelli secondo il pro- 
getto di esecuzione della Unea presentato Vìi maggio ul- 
Itero scorso dafta Società veneta. 

Ordiniamo che il presente decreto, munite del sigilb deUo 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Raoconigì, addi 11 agosto 1904. 

VITTORIO EMANUELE 

JU^fUtrtUa aUa^ OorU dei emtL addi 22 sstUmbrt 1904. 

Beg. 18. Ani dd Gimtmo a f, 142. P. Mszzirn. 
iMogo del Sigillo. V. U GmurdaSìgini RONCHETTI. 

Tedesco, 
luzzatti. 

QlOLITTI. 



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401)0 uggì k dbcjiiti dsl mgno •'itaua • 1M4 

N. 809. Al N. 809. 

Regio Decreto che modifica alcum articoli del regolamento 
degli uffici direttivi finanziari, approvato col regio de- 
creto 29 agosto i897y n. 518. 

25 luglio 1904. 
(PiMlicaio nella Gazzetta UffUiaU del lUgno il 30 settembre 1904, n. 228^ 



vrrroBio Emanuele in 

PER ORAZU M MO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BB D'ITALIA 

Vista la legge 3 marzo 1 904, n, 68, che ha approvato i 
nuovi ruoli organici dei personale dell'amministrazione finan- 
ziaria ; 

Visto il regolamento per il personale degli uflBlci finan- 
ziari e per Tordinamento degli uflìcì direttivi^, approvato col 
regio decreto 29 agosto 1897, n. 512; 

Viste le modificazioni al suddetto regolamento approvate 
col regio decreto 12 settembre 1901, n. 432; 

Udito il consiglio di Statò; 

Udito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
del tesoro, inlerim per le finanze; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Agli articoli 20, 21, 22, 23, 24 s 41 del citato regola- 
mento sono apportate le seguenti aggiunte e modificazioni: 

Art. 20. 
ce La commissione centrale terrà contiO dello scrutinio 
degli esami scritti e dei risultati degli esami orali in ap- 
positi processi verbali, ed in un processo verbale definitivo 



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rt ML «MNt ritALU < ìMi 4091 

riassumerà il risultato dei due esami e stabilirà la inedia 
generale ottenuta da ciascun candidato. 

a In base alle risultanze dei detti processi verbali, il Mi- 
' nistero (con decreto da registrarsi alla corte dei conti e da 
pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale del Regno) dichiarerà 
quali siano i vincitori del concorso e quale l'ordine rispet- 
tivo di precedenza, astenendosi assolutamente di tener conto, 
e di darne notizia, del risultato delle votazioni riguardo a 
coloro che non furvjno compresi tra i vincitori del concorso 
medesimo ». 

Art. 21 bis. 

« 1 posti di volontario per la carriera amministrativa de He 
intendenze di finanza saranno conferiti mediante esami di 
concorso 

tf Gli aspiranti, oltre i documenti richiesti dall'art. 9, do- 
vranno presentare il diploma di laurea in giurisprudenza o 
quello, parimenti di laurea, rilasciato dalla scuola di scienze 
sociali « Cesare Alfieri » in Firenze, ovvero da una delle 
scuole superiori di commercio considerate dal regio decreto 
26 novembre 1903, n. 476. 

a 11 programma e le norme pel concorso verranno sta- 
biliti con decreto del ministro. 

« Anche ai volontari delle intendenze sono applicabili le 
disposizioni del successivo art 63 del regolamento d. 

Art. 22, 

« I posti di vicesegretari di ultima classe nella carriera 
amministrativa delle intendenze di finanza sono conferiti 
per due terze parti ai volontari delle intendenze, seguendo 
l'ordine dell'anzianità, purché contino almeno un anno di 
volontariato ed abbiano dato prova d'idoneità e diligenza; 
i volontari giudicati immeritevoli della nomina a vice se- 
gretario per due volte consecutive, vengono radiati dal ruolo 
con decreto ministeriale. 

« Un'altra terza parte dei posti di vicesegretario sarà 
conferita a scelta agli impiegati degli uffici esecutivi finan- 
Àari che siano provvisti dei titoli di studio di cui al pre- 



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40d2 LIMI I MCnTl UL BMUIt t*ITALU 

oedente art. 21 biSj e che prestino servizio da almeno due 
anni — compreso il tempo del volontariato — e non siano 
ìxm stati riprovati in esami di promozione nella carriera, 
alla quale appartengono ». 

Art. 23. 

« Gli impiegati degli uffici jBinanìEiari esecutivi che ast- 
rano alla nomina di vicesegretario amministrativo nelle in- 
tendenze di finanza debbono fame istanza per vìa gera^ 
chica, dichiarando in essa di essere disposti a recarsi in 
qualunque residenza^ ed allegandovi a corredo il proprio 
stato di servizio autenticato dalIMmmediato capo di ufficio, 
e gli originali titoli di studio dei quali 9ono fomiti. 

« Le competenti direzioni generali trasmetteranno al se- 
gretariato generale del Ministero le istanze di mano in mano 
che loro pervengono, dopo averle corredate di copia con- 
forme dell^ultimo stato informativo annuale dell'impiegato 
e con un cenno sull'esito degli esami che T impiegato me- 
desimo abbia sostenuti per la promozione nella propria car- 
riera »• 

Art. 23 bis 

<r I posti di vicesegretario di ultima classe della carriera 
di ragioneria del Ministero sono conferiti a scelta agli im- . 
piegatt degli uffici esecutivi finanziari i quali siano provvisti 
del diploma dì ragioniere, con le modalità e condizioni di 
cui ai precedenti articoli 22 e 23 ». 

Art. 24. 
« I posti di vicesegretario amministrativo dì ultima classe 
nel Ministero sono conferiti a scelta ai vicesegretari am- 
ministrativi di seconda delle intendenze i quali ne facciano 
domanda ìb dichiarino di accettare nel ruolo del MìirfBtero 
la classificazione loro spettante in base alla data del decreto 
che li avrà trasferiti ». 

Art. 41 a). 
Hi I posti di ispettore .delle ùitendeoze di finausa sono 
conferiti a scelta fra gli intendenti di finanza di 1* classe ». 



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LIMI I WBOatl WML UOm B*IT4UA - 1104 4093 

Art. 4J b). 
a Oli ispettori di finanza avranno la loro sede attuale a 
Roma» presso il Miaistere delle finanze (segretariato gene* 
rate), ed esegwranno tntti qiiegli incariefai ehe saranno \mo 
affidati) per ordine del ministro, nell'intento, specialmente, 
di assicurarsi del regolare funzionamento degli uffici diret- 
tivi m provincia ». 

Art. 41 e). 
€ (Come Tart* 41 del regolamento) ». 

Disposizioni transitorie. 

Art, 1. 
Fino a quando non vi siano volontari promovibili per le 
intendenze di finanza potranno essere nominati a scelta, 
aUa totalità éai posti disponibili di vicesegretario ammini- 
«trativo (M 3^ ctosse Briie intendenza medesìBie, imy iemali 
de^ uffici esecutivi, anche se ^provvisti di laurea, che alla 
pabbUeanone del ptesente decreia risultino avere presefiAata 
iitanza per tale eamliìa d'impiego, m termme (Sagli arti- 
o(di 22 e 28 dal regolamenfto per il personale finanmario 
approvato col regio decreto àsH 89 agosto 1897, n. 512. 

Art. 2, 

Nominati i volontari per le intendenze (£1 finanza ai posti 
disponibili di vicesegretario amministrativo di ultima classe 
nelle intendenze di finanza potranno essere nominati a scelta 
nei limiti e condizioni stabilite nel precedente articolo 22 
impiegati degli uffici esecutivi, anche se sprovvisti di laurea, 
purché aUa pubblicazione del presente decreto ne abbiano 
già fatto regolare istanza secondo gli articoli 22 e 23 del 
citato regolamento. 

Art 3. 

Potranno pure, transitoriamente, essere nominati vicese- 
gretari amministrativo o di ragioneria di ultima dasse nel 
Ministero, rispettivamente vicesegretari amministrativi di 
2* classe nelle intendenze di finanza e impiegati degli uffici 

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4094 i-IQttl « »lUM4t ML ttGllO Jl*ltALlA - UM 

esecutivi provvisti di stipendio non inferiore a lire 2,000 i 
quali pur non essendo fomiti del titolo di studio, di cui ai 
precedenti articoli 21 ^ e 23 Ms ne abbiano, aUa pubbli- 
cazione del presente decreto, fatto regolare istanza a ter- 
mine degli articoli 22 e 24 del ripetuto regolamento. 

Art. 4. . 
1 vicesegretari amministrativi del Ministero e delle in- 
tendenze, già in servizio alla data del presente decreto, i 
quali non siano provvisti di titoli di studio di cui al comma 2° 
dell'art. 21 bis^ non potranno essere anmiessi agli esami di 
concorso per la promozione di segretario, se all'epoca sta- 
bilita dal r comma dell'art. 9, non abbiano compiuti sei 
anni di servizio compreso il volontariato. 

Art 5. 

Dei sedici posti di segretario di ultima classe n^e in- 
tendenze di finanza vacanli al T gennaio 1904, tenuto conto 
delle risultanze dell'organico approvato con la legge 3 marzo 
1904, n. 68, cinque verranno assegnati ai primi vicesegre- 
tari di 1^ classe, inscritti nella lista degli idonei alla pro- 
mozione, giusta il regio decreto 12 settembre 1901, n. 482, 
in aggiunta agli otto nominati con riserva di anzianità; e 
gli altri 11 posti poi ai vicesegretari di 2^ classe che nel 
concorso del 1901 riportarono almeno 70il 00 di punto, re- 
golandosi tale conferimento secondo le risultanze della gra- 
duatoria approvata dall'art. 2 del decreto ministeriale 17 a- 
prile 1902, n. 8457. 

Art. 6. 

AUa predetta lista degU idonei alla promozione a segre- 
tari verranno aggiunti tutti i vicesegretari di 2* e 3* classe 
che nel concorso del 1901 e negli anteriori ottennero una 
votazione non inferiore a 70il00 di punto, purché rinun- 
cino entro 40 giorni dalla pubblicazione del presente de- 
creto, a partecipare ai futuri concorsi per l'assegnamento 
di quel tanto di posti di segretario che non è riserbato alla 
lista degli idonei. 

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LSGni s mciurii ost mgnu w'rtàiAà, - liM 4095 

Le iscrizioni che in questa lista avranno luogo per ef- 
fetto della disposizione di cui sopra, seguiranno nell'ordine 
di anzianità di servizio in estendimento del principio stabi- 
lito dal regio decreto 12 settembre 1901, n. 432. 

Art 7. 
Fino a quando la lista degli idonei, completata come al- 
Tarticolo precedente, ìion sia esaurita, la metà dei posti di 
segretario di ultima classe vacanti sarà riserbata agli in- 
scrìtti nella lista medesima, e secondo l'ordine di gradua- 
toria da questa risultante. L'altra metà verrà posta a con- 
corso fra i vicesegretari in possesso dei requisiti prescritti 
per prender parte alla gara e non figuranti nella lista d'ido- 
neità di cui sopra. La ripartizione dei posti dì concorso fra 
le tre classi di vicesegretari, seguirà in ragione di un terzo 
ai vicesegretari di prima classe, esclusivamente e di dne 
terzi ai vicesegretari di tutte e tre le classi indistintamente, 
osservando in questo e nel resto quanto è disposto dal regio 
decreto 12 settembre 1901, n. 432. 

Art. 8. 
Allorquando sarà stato promosso l'ultimo degli inscritti 
nella lista d'idoneità in applicazione delle presenti disposi- 
zioni transitorie, 'tornerà ad imperare pienamente il ripe- 
tuto regio decreto del 12 settembre 1901. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 25 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

UÉg($trm$o allm Oorte dei conti addì 24 settembre 1904« 

Méff. 18. Atti del Qo^emo a /. 159L Paodil 
Lmgo dei Sigfllo. r n QwrdasigiiK RONOHBTTL 



L. LUZZATTI. 
OlOLriTI. 

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4096 Ufifil I BICUTI DEL UBGMO t'iTALU - IMi 



N. SIO. jAi N. SIO. 



^^I^r 



Regio Degreto ehe modifioa il ruolo orgameo del perso- 
nale di ctistodia delle opere di howi/feazione delle pc^ 
ludi e dei terreni paludosi. 

4 agosto 1004, 
(PHWtero wtUm €kixs*i$a Uffmate 4*i Mrgm U 90 stUem^ 1004 n, 239 

YITTOfilO miNUElfi m 

PEI^ ORAZfA m DIO E PER VOLOUTJL della HASIOffB 
B£ D'ITALIA 

Visto il regio decreto 27 maggio 1908, a. 511, col quate 
fu approvato il regolamento e l'annessovi ruolo organico 
per il personale di custodia delle opere di bonificazione 
delle paludi e dei terreni paludosi; 

Visto l'allegato n. 1 1 deUo stato di previsione deUa spesa 
del Ministero dei lavori pubblici per l'esercizio finanziario 
1904-905, col quale furono proposte modificazioni al ruolo 
organico suindicato; 

Vista la le^e 30 giugno 1904, n. Ì878> che approva il 
predetto stato di previsione, il quale, al capitolo 49, auto- 
rizza la spesa di lire 150,000 pel pagamento degli stLpendi 
ed indennità al personale di custodia dell» bonifiche; 

Visto l'art. 3 della legge 11 luglio 1904, n. 372, conte- 
nente disposizioni sui ruoli organici delle amministrazioni 
dello Stato; 

Udito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per i lavori pubblici; 

Abbiamo 49cretatote decretiamo: 



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LtGsi I Stoni Mi Memo »*iiALiA - tM4 4097 

Articolo unico. 

A decorrere dal T luglio 1 904 il ruolo orgaoico del per- 
sonale di custodia delle opere di bonificazione delle paludi 
e dei terreni paludosi, è modificato in conformità dell'an- 
nessa tabella A^ vidimata, d'ordine Nostro, dal ministro se- 
gretario di Stato pti lavori pubblici. 

Ordiu'ijmo che il pres^mte decreto, munito del sigilU» dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufTiciale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiuu([ue sp* tti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 4 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



BegUlraU) alla CcrU dei conti addi ^'i settembre 1904 
lUg, 18. Atti del Governo a /. 157. P acini. 
Uogo del Sigillo. V. // QuardasfgiUi RONCHETTI. 

Tedesco. 

OlOLlTTF. 



257 - Vou V. - 1904, 



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&ÌMI «I 



¥wmh - tm 4Q0Q 

Tabella A. 



NUOVO RUOLO ORGÀNICO 
del pet^sonale di csututodla delle hoAlÌk9ie« 



BRADO 



Stipbidio 



indi- 
vidaale 



com- 

plassiTo 



TOTAU 



ft Cupi castodi , 

H Ci-tcli 4\ !• «lAMe ........ 

M W. di 3* classe 

t i 
ft ' Biardisii . 

% 

, \ 05 inHep9Jt\ dj foraggio a custodi forniti di 
"»'*ll« ... . . . . , . . '. , 



^»>,»^iiì 4ng(^fo |RQ4. 



1,100 


22,000 


MD 


31.1^0 


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WJILfe 11 



132,900 



IT.loo 



150,000 



Vkto, d'ordine di S. 4/.: 
}| in|DÌtt## Mgretarl^fU §t»^ B^i Iffprt pubblici 
j JKDESCO. 



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4100 LSGISI V MOBtl HL «MIO t^nàUA - lHI 

N. MI. A N. 311. 



^p^ 



Regio Dxcreto^[cA« approva l'elenco dei sussidi a carie 
dello Stato concessi ad alcuni comuni per il passaggi 
dalla categoria dei comuni chiusi cT quella degli aferi 

IL agosto 1904. 
iPybbU^ato ^xella Gatsetta OffidaUi del ÌUgno il 30 settembre 1904. n 1^ 

VITTOMO EMANUELE m 

PER QRAZU DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
RE D'ITALIA 

Visti gli articoli 15 e 20 della legge 23 gennaio 190J 
n. 25, allegato A; 

Veduto Tart. 8 del regolamento 9 marzo* detto anno, n. 9< 

Veduta la relazione della commissione centrale nomina 
con Nostro decreto del 10 aprile 1902, n. 134; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di St^i 
per il tesoro, interim delle finanze; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 
Articolo unico. 

É approvato l'annesso elenco, visto d'ordine Nostro d 
ministro proponente, dei sussidi a carico dello Stato, coi 
cessi ai comuni indicati nell'elenco medesimo, per il pa^ 
saggio dalla categorìa dei comuni chiusi a quella degli aperl 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dell< 
Stato, sìa inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decret 
del Rogne d'It^ilia, mandando a chiunque spetti di osservarlo < 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigì, addì 11 agosto 1904. 

VITTORIO EMANUELE 

tUffittroMo aUm Oort€ dei mui addi 24 settembre 1004. 

Reg. 18. AtH del Qwemo a f, 100. Paoqo. . . 

tMogQ dei BifiUc. y. n OuurdasigiiU RomoRn. L* LUZZATT1< 

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ELENCO 



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410^ LIGGI I inCSCTI KL UGNO ■*IT4LIà - 1M4 

ELENCO dei sussidi annuali concessi ai sottoindicati comuni, pei» 



ProTincia 



Bari 



Cai AD sarò 



Lecce. 



Palermo . 



Id«:sni 




Terlizzi 



Nicastro 



Fra4«aTttla Fontana. 



Marìneo 



Ficarar/i 



Totale . 



2« 



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■ssaggi* dalla categoria dei cemuni chimi 9 quella degli aperti. 



im 



Daeorrenra 


Rateo pei' 


l-eMrl^iill 


Ota«rvaxioni 


dalgionir» 


itf03-vH}4 


istoi-tor, 




1* luglio Mk 


iSS 


ls,OÌ«.!» 


- 


V geoiuio 1904 


8.465^81 


16,931.62 




l'Ma««*l«Q« 


— 


(^9hm 




i'gtui^ Ì9D4 


mie 


ÌMM 




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46b.M» 


m.(» 






•ieaoi4t 


*umi^t 













Il ministro del tesoro, tnMTvm dell^ i^m^n^ 



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4104 uggì k Mcimi «el famo •'itaua * 1ÌM 

N. gì 2. A N. Si2. 




Regio Decreto che approva Velenco delle quote di concorso 
a carico dello Stato concesse a vari comuni per Vaòo- 
lizione totale o parziale del dazio sui farinacei. 

Il agcsto 1904. 
(Pubblicato nella Gazzetta Uffidaie del Regno il !• ottobre 1904, n. 320) 

VITTORIO EMAIOJELE IH 

PER ORÀZIÀ DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIOIIS 
BB D'ITALIA 

Visti gli articoli 2, lettera a, 3, 4, 5 e 20 della legge 
23 gennaio 1902, n. 25, allegato A; 

Veduto l'art. 8 del regolamento 9 marzo detto anno, n. 90; 

Veduta la relazione della commissione centrale, nominata 
con Nostro decreto 10 aprile 1902, n. 134 ; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
il tesoro, interim per le finanze ; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 
Artìcolo unico. 

È approvato l'annesso elenco, visto, d'ordine Nostro, dal 
ministro proponente, delle quote di concorso a carico dello 
Stato, concesse ai comuni indicati nell'elenco medesimo, per 
l'abolizione totale o parziale del dazio sui farinacei. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare 

Dato a Racconigi, addi 11 agosto 1904. 

VITTORIO EMANUELE 

Reqiziraio alla OorU dei eanti addi 24 settembre 1904 

keg. 18. AtH del Governo a f. 161. Pagini. ^ t 

Luogo del Sigillo, V [1 GnafdasUciili KONCtiBTTI. L, LUZZATTI. 



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ELENCO 



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4106 



LEGGI I DICRin DEL UGNO t^ITiUA - li§4 



EL£NCO delle quote di eoneorsoT concesse ai sottoindicati comuni p 



Proyincia 



Comune 



I 



Quota 

di 

oon'Tono 



Decorre nxaj 

dal I 

giorno I 



Cagliari 



Id. 



Id. . 
Catanzaro 
Foggia . 

Id. . 

Girgenti . 
Palermo . 



GagMarì 



Igleeiaa . 



Oristaao . 



NieaBtro , 



Monte Sant'Angelo 



Rodi Qaiiganioo. 



Porto Emp^ J ^'^ ^^"* ' ' 
*^^* ( frazioni aperte . 



Palermo . 



» parte chiuea . 
( frazioni aperte 



Da riportarsi 



63.600.47 



13,874.11 



6,254.21 



16,224.45 

7,636.— 

13,174.96 
210.— 



15,173.1-8 
603,527.33 



749,933.63 



!• lugUo 10 



Id, 



Id. 



l^" luglio IQ 
Id. 

Id. 

i'^genn. 19 



Id. 

1« geniu 191 
!• gena. I9i 



a) \jh somma di lire 4,746. SO rappivsenia la differenza dovuta al oomune di Nieastro dal 1^ genn«ùo i 
aUe quoto comprese a di lui favore nei regi decreti 8 mano 1603, n. 84, e 16 settembre 1908, n. 401. 



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4107 



iftoUdone tbtalo o parziale del dazio di rotisnnio sai farinacei. 



Per l'eiei-cizib liO>95^4 
e retro 



Rateo 
per 



Totale 



Per reeemisio 1904-9li5 



Ràteo 

per 

ciascan comunB 



Totale 



OiMrveutom' 



4,746.20 




22,760.82 

> 
Ìa,3t7.33 i 

I 

- 



4,746.20 

> 



315. 



:-8,148. 15 



43/209. 3ó 



63^600.47 



13.874.11 



6^254.21 



16,224.45 



7,636.— 



13,171.06 
210.— 



15,i73.h8 

301,7)3.67 

I0,i?58.22 



63.600.47 
13>74.11 



Oltre le quo^ comprese al nu- 
mero 8 delFelenco aanesso al 

' itsgid deci-eto 1 i giugno 1903» 
n. 290, e al n. 9 di quello 
annesso al regio decreto 15 
maggia 1904, n. 255. 



6,254. 21 

16,224.45 
7,636.— 

13,384. 96 
8'47,11>5.77 



Oltre le quote comprese al nu- 
mero 65 delPelenco annesso 
al regio deci*eto 27 dicem* 
bre 1903, n. 538. 



448,169.97 



1^^^ lÉOt, per l'abolizione completa del dazio sui farinacei avvenuta il 1" gennaio deito anno, in confronto 



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4108 



UMU I 



, wmm ■fuiu - vm 



ProvincM 



J 

•s 



Comune 



i 



Quota 

di 
oonc^WM 



Ddoorremi 

dml 

giorno 



Palarmo . 



Id. 



9 



Marìnao . 



10' Fksaiwai. 



Riporto 



ToTàis . . . 



74a,93S.03 
4,888.75 



1* geniu U 



Id. 



764.782.77 



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UGHI g 



ML MGm »*ITAUA - 1ÌS4 



4109 



Per IN 



1903-9vH 



Rateo 



4,06ai9 



2,444.37 



TotelA 



43;m.35 
4,980.19 

2,444.37 



P«r FeMreixio 1904-906 



Rateo 
ciMciin oom«ne 



Totale 



09ter9<uioni 



50^33.91 I 



9,900.39 



4,808.75 



448,109.97 



9»900.89 



4,888.75 



403,019.11 



Oltre la quota compreaa al nu* 
mero 2^ de relenco anneeeo 
al regio decreto 15 maggio 
1904, n. 255. 



Oltre le quote compreae al nu- 
mero 32 dairelenco ann<*seo 
al regio decreto 11 gingilo 
1(303, D. 2W0, e al n/ 23 di 
quello annespo al regio de- 
creto 15 maggio 1904, n. 255. 



Vtfflo, cf'or(/tn# di S. M. il lU: 

lì ministro del teeoro interim delle Onanse 
L. LUZZATTL 



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4)}0 ItlPf ■ «navi PI. P^HI» ITINM - Wf 

N. Sia A N. Sia 




Rbgio Decreto che approva l'elenco delle quote di concorso 
a carico dello Stato concesse ai comuni di ViUacidro 
e Forlì del Sannio per l'abolizione totale del dazio sut 
farinaeei. 

11 agosto 1904. 
(PubbltcatQ ntU» Gt^z fetta UfficiaU del Regno il l"" ottobre 1904, n. S29) 

VITTORIO EMANUELE IH 

pl?{l Q|JA7,|A pi Din B PFR VOLONTÀ DELLA NAKIONE 
&F. D'ITALIA 

Visti gli articoli 2, lettera 6, 3, 4 e 20 deUa legge 23 
gennaio 1902, n. 25, allegato A\ 

Veduto Tart. 8 del regolamento 9 marzo detto anno, n. 90; 

Veduta la relazione della commissione centrale nominata 
con Nostro decreto del 10 aprile 1902, n. 134; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
ppr il tesoro, interim per le finanze; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

È approvato Tanneàso elenco, visto, d'ordine Nostro, dal 
ministro proponente, delle quote di concorso a carico dello 
Stato, concesse ai comuni indicati nell'elenco medesimo, per 
l'abolizione totale del dazio sui farinacei. • 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigì, addì 11 agosto 1904. 

VITTORIO EMANUELE 

tU§Ì9^ui9 alla CerU dsi eonti addi 24 settembre 1004. 

fùg. 18. AHI del Go90mo a f, 162. Pacinl . T^r^^.mm, 

iMfo del Sigillo, y. n Guardasigilli RONCHETTL L. LUZZATTI. 



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tmmmmwmmtt 



4Ul 



KLENCO DELLE ANNUALITÀ 

da GMrbpMddrsi ai sotto inditeli poiponi, dal l*> gennaio 1908 in poi, 
eeme quota di concorso dillo flato airaboiizione del dazio sui fa- 
rinacei. 



P roTÌnei* 


2: 


Comune 

• 


di concoito 


Gi^iwi 

i^HW®- t . . . 


1 


VUlàoldf* 

Forlì dei SfiiQio. 

1 
totale . . . 


478,01 
516.78 




094.83 







|l mlniiiro del teapro, interim dello flnan/.e 

L. whxrri. 



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4tl2 tMGI f MOMI MDL «MMO iTniMA • 1ÌS4 




N. Sii m N. S14 



Regio Dkcreto che autorizza VappHcazione delP esercizio 
economico limitatamente al trasporto dei viaggiatori 
sulla linea ferroviaria Rovigo-Chioggia. 

18 Agosto 1904. 
(PiMUeato nitla Oasseita Uj fidale dtl Segno il 1* ottobre 1004, n, 229) 

YITTOEIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Vista la legge 9 giugno 1901, n. 220, con la quale fu 
data facoltà al Governo di prendere accordi con le Società 
esercenti le reti del Mediterraneo, dell* Adriatico e della Si- 
cilia, per procedere gradatamente, fino al 30 giugno 1905, 
allo esperimento dell'esercizio economico, su linee o tratti 
di linee di carattere locale, compresi nelle indicate reti e 
aventi un prodotto lordo medio, non superiore a lire 10,000 
annue per chilometro; 

Vista la proposta presentata dalla Società esercente la 
rete Adriatica con la nota n. 57226 del 2 giugno 1904 per 
Tattuazìone di un parziale servizio economico sulla linea 
Rovigo- Chioggia ; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
pei lavori pubblici, d'accordo coi ministri segretari di Stato 
per le finanze, pel tesoro, per l'agricoltura, industria e 
commercio e per la guerra; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Art. 1. 

A decorrere dal T settembre 1904 sulla linea Rovigo- 
Chloggia, sarà applicato, a titolo di esperimento, resercizic 



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LIMI ■ tlCaHETI Btl 9t6m •^TTAUA - 1904 4113 

economico, limitato ai Tìaggiatori, con le modalità e con- 
dizioni tecniche che saranno determinate con decreto del 
ministro dei lavori pubblici, sentito il comitato superiore 
delle strade ferrate. 

Art. 2. 
Ài trasporti che si effettueranno sulla detta linea sotto 
il regime economico, l'imposta erariale, stabilita dalie leggi 
6 aprile 1862, n. 542, e 14 giugno 1874, n. 1945, sarà 
applicata in ragione del 2 per cento, la tassa di bollo nella 
misura dell' 1.50 per cento e la sopratassa per gl'istituti 
di previdenza in quella del 0.50 per cento. 

Art. 3. 
Con decreto pure del ministro dei lavori pubblici sarà 
provveduto airapprovazione delle tariffe e condizioni da ap- 
plicare ai trasporti stessi. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 18 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Beffuirato alla Corte dei comi addì £3 Sétten^bre 1904 

Héff. 18. Ata del Gùt«mo a f. ìbS. Pacini. 
luogo dèi aitilo, y. n Oiuti^lMiflrilli RONCHETTI. 



Tedesco. 

luzzatti. 

Rava. 

E. Pedotti. 



258 — VoL. V - 1904. 



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Àiià iàaki 4 iÈaam del «kiA Ifritàài - Mtt 




Bàéio ì>ÈokEft(y portante norme per Tatfmzione dègU or- 
ganìci dui persOHaU delle ageniie dette colthatitmi dèi 
td^dèèhi; e di ^uéìH per té stilile è per fltthmlnistré^ 
ama dei latto. 

{Pubblicalo futta BHiHHa tffiUstdté Mi ttépié tt $ éudi^ IM», «. 281^ 

mnotìo mxwm m 

PER GRAZIA DI DIO B PER YOLONtI DÌLlA KASIOm 
BB D'ITALIA 

Viste le legfi 3 marte e 8 iBglio 1904, b. 68 e n. 371, 
le quali, col rispettivo art. 6, preserìvono qhe le Berme oa- 
correnti per Tattuazione degli organici modificati eoa ìe leggi 
stesse debbono stabilirsi con speciali regolamenti; 

Visto il regolamento Sul personale degli uAci tìnàfiziari, 
approvato con Taltro Nostro decreto 29 agosto 1897, nu- 
mero 512; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
del tesoro interim delle finamsd; 

Sentito il Consiglio deli «ifilsttì; 

Sentito il consiglio di Stàfó'; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art. 1. 
Saranno assegnati alla categoria del personale tecnico 
delle agenzìe di coltivazione dei tabacchi soltanto gli at- 
tuali capi tecnici ed ufficiali tecnici che abbiano i titoli di 
studio prescritti dal regolamento degli uffici finanziari 29 ago- 
sto 1897, n. 512, per Tammissione agli esami di concorso 
ai posti di volontario tecnico. Oli altri saranno assegnati 
alla nuova categoria dei capi-riparto. 

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tXGGi I ntciàn dil rìgno »*TTALri - tMt 41 1 È 

Fino a nuova disposizione, da emanarsi per regolare la 
Domina a direttore» le promozioni a questo grado saranno 
fatte fra il personale teenico. 

Art- g. 
1 espi verificatori di qualsiasi classe, che al T gei- 
naio 1^4 II seguito di speciale diiiposizione ministeiialii 
esercitavano t)6Wianentfeiiienie le flitóioni di ufficiale iecliiw^ 
saranno nominati fino A che il Idl^ ilumc^ ^imgà eMurito, 
ai posti di capo-riparto, per ordine di anzianità di classe. 

Art- 3. 
Al ^ado di capo verificatore Mranno nominati, a termini 
M'art. 201 del regolamento 29 agosto 1897, n^ 512, soltanto 
i verificatori in servizio temporaneo^ i quali al r gennaio 1904^ 
non avevano di oltre sei mesi superata Tetà di anni 40. 

Art. 4. 
1 posti vacanti di ufficiale ai riscontri nelle saline dello 
Stato saranno conferiti, a scelta^ tra gli ufficiali alle scrit- 
ture e fra i pesatori fuori ruolo, tenuto conto delle note 
caratteristiche dell'ultimo triennio. 

Art. 5, 

Gli ufficiali alle scritture che, in applicazione dell'artì- 
colo precedente, non sàf^anno nòtoitifiÉti Ufficiali ai riscontri 
continueranno a prestare servizio, rimanendo fuori ruolo. 

Art. 6. 

Gli attuali vice direttori delÌ*amministrazioDe del lotto 
conservano il diritto alla precedenza per la nomina a di- 
rettore, salvo dichiarazione di inidoneità, da pronunziarsi dal 
consiglio di amministrazione del Ministero delle finanze. 

Essi satàmro intanto assegnati ai posti equivalenti di 
primo segretario amministrativo o di ragioneria, secondo la 
rispettiva provenienza dall'una o dall'altra carriera. Coloro 
provenuti da altre amministrazioni col grado di segretario, 
ottenuto senza esame, saranno assegnati alla carriera am- 
niinìstrativa o a quella di ragioneria, secondo che sieno for- 
^Hi di diploma di scuola classica o di scuola tecnica^ 



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4116 tlOGl I WXMTl IttL RIGNO i'iTALIA - 1194 

Art. 7. 

Gli attuali vice segretari amministrativi e di ragioneria 
di Pelasse neiramministrazione del lotto, che in prece- 
denti esami di concorso abbiano riportato una media non 
inferiore a 61IO, e quelli di seconda e di terza classe, una 
media non inferiore a TflO, potranno essere nominati ai 
posti di segretario di ultima classe che rimarranno vacanti 
coll'applicazione del nuovo organico- 
Art. 8. 

Gli attuali vice segretari nell'amminislrazione del lotto 
e gli ufficiali allfl scritture nelle manifatture dei tabacchi, 
che, coU'applicazione del nuovo organico, non trovassero 
collocamento, continueranno a prestar servizio, rimanendo 
fuori ruolo. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo OAservare. 

Dato a Racconigi, addì 18 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



MégiMtraio alla CorU dei comi addì 23 settembre 1904. 

àiug. 18. Ani del Governo a f. 149. PAara. 
Luogo del SigUlo. V. D Gwird&cdgilli RONCHETTI. 



L, LUZZATTI. 
GlOLITTI 



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Ltfiti t ncum »tL ttQm v^italu - 1N4 4117 

N. Sic. A N. 8^0. 






Regio Decreto che trasforma Varchivio notarile mandar- 
mentale di Mirandola in archivio notarile comunale. 

20 agosto 1904. 
{JhMiicaiO nella QoMgetta VfflciaU àsl Régno U 29 settembre 1004, n. 227) 

VITTOMO EMANUELE m 

PKR GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONI 
BE D'ITALIA 

Visto il regio decreto 11 maggio 1879, n. 4874 (aprie 2*), 
col quale, fra l'altro, Varchivio notarile subalterno esistente 
3el comune di Mirandola fu conservato e costituito in ar- 
ctiivio notarile mandamentale; 

Viste le deliberazioni dei consigli comunali di Medolla, 
•S. Prospero, Cavezze, S. Possidonio e Concordia, i quali in 
maggioranza non consentono alla conservazione deirarchivio 
s'jfldetto ; 

Viste le deliberazioni del consiglio comunale di Miran- 
'iola in data 27 maggio e 28 luglio 1903 dirette ad otte- 
aere che il medesimo archivio sia trasformato in archivio 
notarile comunale; 

Visto Tart. 145 della legge notarile, testo unico appro- 
vato col regio decreto 25 maggio 1879, n. 4900 (serie 2*); 

Sulla proposta del nostro guardasigilli, ministro segre- 
tario di Stato per gli affari di grazia e giustizia e dei culti; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
L'archivio notarile «mandamentale di Mirandola è t ras f or- 
inato in archivio notarile comunale e posto sotto la dipen* 



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4118 f«P^ I inm «n. fioii f 'ixMUH - UH 

denza deirarchivio notarile provinciale e dei consiglio no- 
tarile di Modena. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigSIo dello 
Stato, ma inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d*ltalia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
4i ($irlfi osurHTvara. 

Dato a RaccMigi, addi 29 agosto 1904. 

VITTORIO EMANUELE 



B$g. 18. Ani dsl Governo a f. 154. Pacini. 
iMo^o M SipOh. r. B eurdftiifififi RONCHBTIT. 

Ronchetti. 



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ffl| 



fiakoiQ dstiWBf^ ^ om^ék amnistia ai renitenti ^ &nm$i 
di leva ed ai militari stati demmziati disertori a man- 
canti per inohhedienzq alla chiamata alle armi. 

VtTWIO PIASUJKJ.E III 

Vm »^2|^ pi MQ £ PER VOLONTÀ BSLLA 1^4»0N« 
«E 9' ITALIA 

Visto Fart. 8 dello statuto costituzionale del Regno; 

Sulla ptppo^ dei Nostri miBiistri segretari di Stato pe^ 
gli affan di grazia e giustizia e dei c.ulti, della guerra e 
dfjlf^ margina; 

Sentito il parere del Consiglio dei mipistrij 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Ar*. 1. 

È fifswfisi^ ^i,p^ti^: 

4^) ai renitenti «ed agli omesai di l^ya che iocoraero «el 

TQ^ di iieniteAza q di pmissione nell^ leva sulle classa d^l 

LSSà » pr<ecedea^ ^ appartenenti all^ levai di teirar^; suUp 

daa»i d,el 18^2 e pre^^enti se appartei^eo^i ali» levfi di 

b) ^ militajri dal re^o esercito e della regi^^ miirina 
di 4«4lsiasì classe che^ per non aver risposto alla chiamata 
^lle arjEoi della riap^^ttiva classe di leva per compiere la 
ie^9^y siiWO incoiai n^l ite^Ao di diserzione anj;ejriormeiito 
^[^ (tota del p;res^a3ite decreto; 

e) ai jsailit^ri del regio eserciito e della regia marina 
di Q^^J^H^si «cyiasa^ due i^rntei^iormedatte alljE^ d^ta del presente 



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4120 UGGÌ t DtcRrri dkl rigno »*itaua - 1M4 

decreto incorsero nel reato di diserzione per non aver 
risposto alla chiamata alle armi fatta in applicazione del- 
l'art. 131 della legge sul reclutamento dell'esercito, oppure 
dell'art. 90 della legge sulla leva marittima; 

d) ai militari di qualsiasi classe o categoria mancanti 
alla chiamata alle armi per istruzione anteriormente alla 
data del presente decreto- 
Art. 2. 

I renitenti, omessi, disertori e mancanti indicati nel pre- 
cedente articolo sono ammessi incondizionatamente all'am- 
nistia se nati anteriormente al T gennaio 1867. 

Per quelli nati dal T gennaio 1867 fino al 1883 incluso 
se appartenenti alla leva di terra e fino al 1882 se appar- 
tenenti alla leva di mare, la concessione dell'amnistia è su- 
bordinata alla condizione che regolino la loro posizione non 
più tardi del 31 dicembre 1904 presso le autorità del Re- 
gno se qui residenti o rimpatriati dall'estero, e non più 
tardi del 31 dicembre 1905 presso le autorità diplomatiche 
e consolari se residenti all'estero. 

Però coloro che risiedono all'estero e che risultino obbli- 
gati a compiere la ferma saranno ammessi all'amnistia 
soltanto quando, dopo essersi presentati alle autorità diplo- 
matiche o consolari nel termine su accennato, rientrino nel 
Regno per compiere il loro servizio non più tardi del 31 
marzo 1906 se inscritti della leva di terra o militari del 
regio esercito; non più tardi del 31 dicembre dello stesso 
anno 1906 se inscritti della leva di mare o militari del 
corpo reale equipaggi. Questo termine è prorogato sino al 
31 marzo o al 31 dicembre deiranno successivo a quello in 
cui compiono il ventesimosesto anno di età per coloro che 
entro il 31 dicembre 1905 provino innanzi alle autorità 
diplomatiche o consolari di trovarsi nella condizione di cui 
negli articoli 120 e 1^0 bis della legge sul reclutamento 
dell'esercito e 43 della legge sulla leva di mare, oppure 
abbiano assunta la qualità dì volontari di un anno ritarda- 
tari a mente degli articoli 118 e 81 delle leggi predette. 



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LÀtiikl C VBCaVT) fetL tl«M ■*11A.LU - 1M4 4121 

Possono poi coloro che risiedono all'estero essere ammessi 
au'amnistia senza obbligo di rientrare nel Regno, purché: 

a) siano inabili al servizio militare; 

6) abbiano diritto all'assegnazione alla : 2* o alla 3* ca- 
tegoria; 

e) abbiano diritto alla dispensa provvisoria dal servizio ; 

d) effettuino la surrogazione con un fratello che abbia 
tutti i requisiti richiesti. 

. Art. 3. 

É pure concessa amnistia ai militari del regio esercito 
e della regia marina che siano incorsi nel reato di diser- 
zione semplice anteriormente alla data del presente de- 
creto. 

Coloro che risultino nati anteriormente al T gennaio 1867 
sono ammessi airamnistia incondizionatamente; per quelli 
flati dal r gennaio 1867 in poi la concessione dell'anmistia 
è subordinata alla condizione che, per presentazione spon- 
tanea per arresto, si costituiscano alle autorità militari 
per imprendere servizio entro il 31 dicembre 190J qualora 
risiedano nel Regno, entro il 31 dicembre 1905 se resi- 
denti airestero. 

Questi ultimi sono dispensati da tale condizione se inabili 
ài servizio militare. 

Art. 4. 
E ridotta della metà la pena applicata o da applicarsi ai 
fliilitari del regio esercito residenti all'estero o nel Regno, 
i quali, anteriormente alla data del presente decreto siano 
incorsi nel reato di diserzione qualificfita e che, presentatisi 
arrestati, siansi già costituiti, ovvero si costituiscano entro 
il 31 dicembre 1904 se residenti nel Regno, entro il 31 di- 
cembre 1905 se residenti all'estero. 

Art. 5. 
É concessa amnistia incondizionata con conseguente di- 
spensa da ogni ulteriore obbligo di militare servizio ai mi- 
litari del corpo reale equipaggi i quali, facendo parte di un 



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4122 IM^I I DECRETI DEL nGMO t^ITlUA • IIM 

equipaggio a bordo, siano incorsi, 4a oltre uji yentenaio^ 
d^lla d*ta del presente decreto, nel reato di diserzione qua- 
lificata per avere abjbandon^-to le règie navi si^ all'estero, 
si^ nel Regno. 

É ridotta poi della metà la pena applicata o da applicarsi 
.ai militari del corpo reale equipaggi residenti all'èstero o 
ptìj iRegno, i quali, anteriormente alla d*ta del presente de- 
creto, e da meno di venti anni, inwrsero nel pestio d^ di- 
serzione qualificata e che, presentatisi o arrestati, siansi già 
costituiti ovvero si costituiscuivo entro il 31 dicembre 1904 
se residenti nel Regno, entro il 31 dicembre 1906 ae re- 
sidenti all'estero. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stgio, sia injsìerto nella racQoJta ulTici^le dette leggi » dei decreti 
del Reo-no rritijilia, m^ndaftdo a chiunque 4?petti di .o^aejryarlo 
di farlo osservare. 

Dato a Raeeonigi, addi 17 aetteiiibre 1904- 



VITTORIO EMANUELE 

A^ktftù alkt Cam éfi oom*' adMi2S $eii&fUff^ MOi 

Reg. 18. AiH del Governo a f. I6ù. F. Mbzzbttl 
Luogo del Sigillo. V. U QuardasigiUl RONCHETTI. 



GlOUTTI. 

Ronchetti. 

E- PjSOOTTX. 
. C. MlK^BfiLLO. 



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LIMI I tlCtlTI ML nSM i*ITAUA • IIN ^1^3 




Regio Decreto che concede amnistia 
ai militari incorporati nelle compagnie di disciplina. 

17 settembre 1904. 

r 

VlTTOfilO EMANITELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ ©SLLA NAZI019S 

Vìato il regolam^ato per gii stabilimenti militari di pena 
e per le compagnie di disciplina approvato con Nostro de- 
creto (Jpl 21 aprile 1904; 

S.f|l|a propo3ta del Nostpo ministro segretario ^ Stolto 
per gli affari della guerra, d' intesa con i ministri dell' ia- 
temo, delle finanze e della marina; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Art. 1. 

La permanenza alla 2* classe di punizione di tutti coloro 
che alla data del presente decreto si trovino incorporati 
nelle compagnie di disciplina di punizione, nonché di quelli 
per i quali alla stessa data era già stata pronunciata la in- 
corporazione, è ridotta a due mesi. 

È condonata la restante punizione a quelli fra gli indi- 
vidui suddetti che hanno già terminati i loro obblighi di 
servizio b che alla data del presente decreto, si trovino 
asciatiti alla t'' classe di punizione. 

Art. 2. 
L'incorporazione definitiva nelle compagnie di disciplina 
di punizione per le guardie di città e per le guardie di fi- 
nanza le quali, alla data del presente decreto, si trovino 



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4124 ttMj e ■terni »SL RKiie m*rtÈUA 

già incorporate nelle compagnie stesse, nonché dì quelle per 
le quali, alla stessa data, era già stata pronunciata la in- 
corporazione, è ridotta di sei mesi. 

Da tale riduzione sono però escluse le guardie di Onanza 
che condannate alla detta incorporazione, alla data del pre- 
sente decreto si trovino in istato di latitanza. 

Art. 3. 

La permanenza temporanea nelle compagnie di disciplina 
di punizione per i militari della regia marinale per le guardie 
di finanza, le quali, alla data del presente decreto, si tro-. 
vino già incorporate nelle compagnie stesse, nonché di quelle 
per le quali, alla stessa data, era già stata pronunciata la 
incorporazione, è ridotta a tre mesi* 

Da tale riduzione {^ono però escluse le guardie di finanza, 
che condannate alla detta incorporazione alla data del pre- 
sente decreto si trovino in istato di latitanza. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Siato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 17 settembre 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



tUgittrato alla Oorit (Ui conti addi 28 settembre 19^)4. 

R0g. 18. AiH del Gift^mo a /. 167. F. Mjbzzbttl 
Luogo d$l Sigilio. V. lì liaardasMfiUi KONCHBTTL 



GlOLITTI. 

E. Pedotti. 

L. LUZZATTI. 
0. MlRABELLO. 



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LUMI V MBcaonn wkl begho v^italu * lii4 4725 




N. 519. sm N. I>Ì0. 



Rkgio Decreto die approva il regolamento per Vopplicor 
zione della legge il luglio 1904, n. 377 y inteòa a 
favorire lo sviluppo de W industria enologica. 

26 settembre 1904. 
(PìMlieaio nella QatzeUa UffidaU del Regno ti 30 settemb e 1904, n. ^2f<) 

VITTORIO EMANUELE HI 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
RE D'ITALIA 

Vista la legge del di 11 luglio 1904, n. 377, recante 
provvedimenti per favorire l'industria enologica; 

Udito il parere del consiglio di Stato; 

Udito il Consìglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
Tagricoltura, T industria ed il commercio; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono approvati Punito regolamento e Tannesso allegato Ay 
visti d'ordine Nostro dal ministro proponente, per la ese- 
cuzióne della legge 11 luglio 1904, n. 377. 

Ordiniamo che il presente decreto, muaito del sigillo dello 
Stato, sia inserta nella raccolta ufliciaJe delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 26 settembre 1904. 

VITTORIO EMANUELE 

B$0Ìt$^ato alla CarU dei eanU addi 29 settembre 1904. 

JUg. 18. AtH del Governo a f. 176. P. Mbczitti. 
Lmo0o del Sitalo. V, UvardASigiUI RONCHETTI. 

Rava. 

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UMéi V iicBSTi ifx. mai 9*mui • ÌHi 4127 

ilEGfOLÀMÉNTO 



Art. 1. 

Fer gti effetti della legge, le botti acquistafef dal Ministero 
di agrioolfura, industria e commercio, saraùno distribuite 
con deereio ministeriale fra le proviticie del Regno cbe, in 
mag^ore quantità, finora esportavano vini e mosti e che 
per Te variate condizioni della esportazione, si trovino nella 
necessità di provvedere^ di urgenza, ai va«i vinari per la 
conservazione del vino eccedente il presente consumo locale. 

Con successive disposizioni ministeriali potrà in seguitò 
modificarsi la detta ripartizione di vasi vinari, quando si 
ÉcotgA che hi alcune protiilcìé ve ne sia eccedenza ed in 
sìittf BQtitsezzH. 

Art. S. 

C<fit déctettì mitìirfferiàle nMAntìò ìhékkti i depositi di 
màeóiOtìtf Èigtétfié pél* tffftStfuùa pfovitcffa 6 Mné ài prò- 
vtflcià, inettic&il di ridevertì Iti éotìseglta dette botti. 

Art. 3.' 

Sotio considerati piccoli produttori, ai sensi delVart. 1 
della legge, ceìoro ohe non producono più di 70 ettolitri 
di vine sui terreni di loro assoluta proprietà, o dei quali 
abbiano Tusuf rutto, oppure non più di ettolitri 120 sui ter- 
reni enfiteutici, o dei quali abbiano sotto qualunque forma 
di contratto il godimento. 

QùMÌi limiti di pfodtiziodè àarafllio destftttJ dal prodótto 
taediO ftóflsegiltto «egli uìtitìii tré ftilfli. 

Art. 4. 
Le domande estese in carta bollata da cehtesimi 50 sa- 
ranno indirizzate alla giunta comunale e presefìf ate non più 
tarili del 20 ottobre del corrente anno; 

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412f^ tiGOi I Mtcmn ma WGno »*itaua - 1904 

Nelle domande si indicheranno: 
r la località; 

2^ Testensione del vigneto e il numero delle viti; 
3* la produzione media ottenuta nell'ultimo triennio; 
4^ quanto valga a dimostrare che il ricorrente versa 
in condizioni economiche tali da non potersi altrimenti procu- 
rare i vasi vinari che gli occorrono. 

La giunta comunale, appurata l'attendibilità delle dichìai 
2ionì dei proprietari, usufruttuari, enflteuti od affittuari e| 
specialmente quelle che riguardano le loro condizioni ecoJ 
nemiche, invierà nel più breve tempo possibile le domande 
con le sue osservazioni al direttore del deposito di mac- 
chine agrarie indicato per la rispettiva provincia o zona di 
provincia. 

La giunta comunale riferirà anche sulla moralità dei pro- 
prietari od enflteuti, che chiedono i vasi vinari dello Stato 

Art, 5. 

I direttori dei depositi di macchine agrarie, esaminai 
le domande dei viticultori e le dichiarazioni della giunt 
comunale, stabiliranno il numero e la qualità delle botti d 
prestare a ciascun proprietario, usufruttuario, enfiteuta, 
affittuario, tenendo presenti i bisogni peculiari delle singoli 
plaghe, e ciò sempre in proporzione delle domande presen- 
tate ed accolte e nei limiti delle botti avute in consegna 

I medesimi daranno s*ubito notizia ai relativi prefetti ed 
al Ministero di agricoltura, industria e commercio della di- 
stribuzione fatta, e se siano rimaste domande insoddisfatte 
per mancanza di vasi vinari, le quali avrebbero avuto i re 
quisiti per ottenere il prestito. 

Art, 6. 
I concessionari di vasi vinari dovranno accettare le cou 
dizioni riguardanti la presa in consegna, la manutenzione 
e la restituzione dei medesimi. Queste condizioni sono riu 
nite in uno speciale atto di consegna (il cui modulo trovasi 
allegato al presente regolamento, lettera A) che dovrà es 
sere letto e firmato dal concessionario. 



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LIMI I MGUTI NEL UUt t'iTALU » lite 4129 

Art. ?• 

Ai sensi dell'art. 1, n. 2, della legge, possono essere sus- 
sidiate: 

a) le cantine sociali sorte dopo la promulgazione della 
legge e con preferenza quelle, che assumono la forma di 
società cooperative e che si istituiranno nelle provincie dove 
le cantine stesse difettano; 

b) le cantine sociali il cui impianto alla fine del cor- 
rente anno non sia stato ancora completato e si trovino 
in regioni colpite da acuta crisi vinicola; 

e) le associazioni di produttori intese allo accredita- 
mento e smercio in comune dei loro vini, con preferènza alle 
associazioni che assumono la forma di società cooperative. 

Art. 8. 



Per poter conseguire il sussidio le cantine sociali devono 
presentare gli atti, i quali accertino che esse sono legal- 
mente costituite ai sensi del codice di commercio o del co- 
dice civile. 
Dagli atti stessi deve risultare: 

r che la quantità di uva, che i soci ogni anno devono 
portare alla cantina sociale, sia complessivamente non mi- 
nore di 400 quintali-; 

2* che la durata della società non sia inferiore a tre 
anni; 

3* che il prodotto si» venduto ìt comune. 

Art. 9. 

I sussidi a favore delle cantine, di cui alla lettera a, del- 
l'art. 7, devono essere esclusivamente erogati per rimpianto 
della cantina sociale e proporzionati aXLsk capacità di pro- 
duzione della cantina stessa, ina non superiori a lire due 
per ettolitro. 

Per ottenere il sussidio la società deve presentare il pro- 
getto particolareggiato della spesa occorrente per i locali 
della cantina, per i vasi vinari e per le macchine. Il prò- 

259 — Vou V. - 1904. 

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4130 LMGGJ 1 DICRBTI DIL REGNO »'ITALIA - liM 

getto deve avere il visto di approvazione del direttore di 
un deposito di macchine agrarie dipendente dal Ministero 
di agricoltura, o del direttore di una regia cantina speri- 
mentale, di un regio vivaio di viti americane o di una 
regia scuola agraria. 

Nello stabilire la misura del sussidio si terrà conto della 
organizzazione della cantina sociale nei riguardi delle esi- 
genze tecniche ed economiche deirindustria enologica locale 
e specialmente delle funzioni del credito di fronte ai' soci. 

La direzione della cantina sociale affidata ad un enotec- 
nico munito di regolare diploma sarà titolo di preferenza 
nella concessione del sussidio. 

Il direttore del deposito di macchine agrarie, o della 
regia cantina sperimentale, o del regio vivaio di viti ame- 
ricane, della regia scuola agraria, di cui sopra sarà in- 
caricato dal Ministero di agricoltura di sorvegliare Timpiego, 
agli scopi indicati nella prima parte del presente articolo, 
del sussidio governativo. 

Art. 10. 

Quando si tratti delle cantine sociali già istituite, di cui 
all'art. 7, lettera b, il sussidio potrà essere conpesso per 
acquisto di vasi vinari, di macchine e per nuovi locali, 
semprechè venga, caso per caso, provata la necessità del 
sussidio medesimo, il quale in ogni modo non potrà mai 
superare complessivamente una lira per ettolitro della media 
produzione in vino. La concessione del sussidio avverrà nei 
modi ed alle condizioni di cui agli articoli 8 e 9. 

Art. 11. 

Il sussidio alle associazioni di produttori aventi lo scopo 
di accreditare . e smerciare in comune i loro vini — di cui 
airart. 7, lettera e — potrà essere concesso dal Ministero 
di agricoltura, industria e commercio, dopo accertate le fun- 
zioni e l'importanza di esse, nei riguardi dell'interesse ge- 
nerale della produzione vinaria e del commercio. 



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CJ66I I MGBH NEL tMMO »*ITALIA • liM 4131 

Art- 12. 
Qualora la società si sciogliesse prima del triennio di cui 
airart. 8, n. 2y lo Stato potrà eventualmente chiedere la 
restituzione di una parte del sussidio. 

Art. 13. 
1 vasi vinari, di cui all'art. 2 della legge, saranno con- 
cessi dal Ministero di agricoltura, industria e commercio, 
come parte di premio aUe cantine sociali alle condizioni e 
nei limiti di cui agli articoli 9 e 10 del presente regola- 
mento. 



Visto, (Tardine di 8. M.: 

U ministro d*agricoltara, indastrìa e oozxunerob 

RAVA. 



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UHSGI 1 UCItn BEL UGNO t'iTAUA • 1ÌM 4133 

Allegato A. 

ATTO DI CONSEGNA 



Il sottoscritto da dichiara di ricevere 

dal n"" vasi vinari della qualità e capa- 
cità in calce segnati del prezzo complessivo di lire ...*.. 
e si obbliga : 

a) a 'ritirare i vasi vinari a proprie spese da! regio 
deposito delle macchine agrarie, oppure dalla più prossima 
stazione ferroviaria; 

b) ad usare detti vasi vinari in locale di sua pro- 
prietà od affittati, per la conservazione dei vini prodotti 
con uve delle proprie vigne ; 

e) a restituire i vasi vinari, che gli sono stati con- 
cessi, entro un periodo massimo di mesi 10, prorogabile 
in casi eccezionali, ed in seguito a domanda, di altri mesi 6; 

d) a non impiegare le botti in uso diverso da quello 
stabilito ed a consegnarle allo spirare della concessione e, 
mancando a questi patti, pagare una penale di lire 3, per 
ettolitro di capacità, per l'uso diverso che delle botti ha 
fatto, ed una penale di lire 0. 15 per ettolitro e per ogni 
settimana di ritardo* (salvo sempre ogni altra azione a fa- 
vore del Governo per eventuali danni). Le penali saranno 
liquidate con decreto del prefetto della provincia e saranno 
esatte dagli ufficiali del registro nei modi e secondo le norme 
stabilite nella legge 20 maggio 1897, n. 217, per l'esa- 
zione deUe tasse di registro; 

e) a restituire le botti in buono stato di uso, vale a 
dire: stagno, ossia di perfetta tenuta, pulite esternamente 
ed internamente, esenti da difetti trasmissibili al vino (mufie, 
acidità, ecc., eco.) e con le doghe e i fondi intatti; 

f) a provvedere alla manutenzione razionale dei vasi 
vinari concessigli ed alle eventuali riparazioni; 

g) ad avvisare il direttore del deposito di macchine 
agrarie una settimana prima del giorno in cui trasporterà, 



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4134 LIMI ■ DKBSTI BBL UGNO l'iTàLIA - liM 

per la restituzione, le botti a proprie spese alia stazione 
ferroviaria più prossima, o direttamente al deposito stesso ; 
h) ad indennizzare il Governo di qualsiasi spesa per 
danni arrecati ai vasi vinari prestatigli, accettando fin d'ora 
la liquidazione che ne sarà fatta dal prefetto della pro- 
vincia, sentito il direttore del deposito di macchine agrarie. 
Le somme liquidate dal prefetto saranno percette nel modo 
e con la procedura indicate alla precedente lettera d. 

Dichiara infine che egli volontariamente consente sia al 
direttore del deposito di macchine agrarie, od a chi per 
lui, Taceesso ai locali nei quali si trovano le botti, e ciò 
al solo scopo di verificare Tuso ed il buono stato di ma- 
nutenzione delle medesime. 

(Data) 

Fimia del richiedente 



N^ di botti segnate col numeri della 

capacità di ettolitri (con o senza) sportello, del 

valore di acquisto complessivo di lire 

Il DireRore del deposito 



Visto, d^ardèiM di 8, M. : 
n miaistvo di agrii^Uani, iiidutm • commercio 
RA.VA. 



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UBG6I I racaum bel ugno i'itaua - 1104 4135 



N. 520. A K. 520. 




Regio Decreto che proroga fino al 14 ottobre 1904 il 
trattato provvisorio di commercio e di navigazione con 
rAustriorUngfieria. 

20 settembre 1904. 
(PwMfieolo mila QoMsUUt Uf/MaU del lUgno il 30 Metiembre 1904, n. 228) 

VITTORIO EMANUELE IH 

PER ORAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Vista la legge 8 luglio 1904, n. 364, colla quale il Go- 
verno del Re fu autorizzato ad applicare provvisoriamente 
il trattato di commercio e di navigazione coli* Austria-Un- 
gheria; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli afifari esteri ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico 

Il vigente regime concernente i rapporti di commercio e 
di navigazione con T Austria-Ungheria, determinato dal No- 
stro decreto 31 dicembre 1903, n, 511, è prorogato fino 
al 14 ottobre 1904. 



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4136 uggì I wKuni ìbl ugno »*itaua - 1ÌM 

Ordiniama che U presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 26 settembre 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



BegiMtraio alla Corte dei ùonii addk SO settembre 1904. 

Beg, 18. Ani del Gotemo a f. 177. F. Mbzkbtti. 
iMùgo del Sigillo. Y. n Quardagigilli RONCHETTI. 



GlOLITTI 
• TlTTONI. 
L. LUZZATTI 

Rava. 



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LBGGi f ncun tiL UGNO i*iTAUA - IfOI 4137 

N. §21. A. N. S2I. 




Lboge cotta quale si approvano cessioni e permute 
di immobili tra lo Stato ed il municipio di Torino. 

18 agosto 1904. 
{PtMUeaia nella QaxMetia Ufficiale del Régno il 4 ottobre 1904, n. 231) 

VITTORIO EMANUELE ffl 

ì£R GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALT . 

Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato 

Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue : 

Art. !• 

Il Governo è autorizzato a cedere e permutare col mu- 
nicipio di Torino gli immobili e i diritti immobiliari de- 
scritti nello schema di contratto inteso tra Tamministra- 
zione della guerra, rappresentata dal colonnello Angelo 
Chiarie, direttore del genio militare, ed il detto municipio, 
rappresentato dal sindaco onorevole Secondo Frola, il 14 
aprile 1904, ed accettato dal consiglio comunale con deli- 
berazione 15*29 aprile 1904, sanzionata dalla giunta pro- 
vinciale amministrativa il 19 maggio successivo n, 13764. 

Art. 2, 

Il contributo dell'uno per cento annuo sulla metà del pre- 
stito concesso djtUa cassa depositi e prestiti al municipio 
sarà a carico del bilancio della guerra. 

Art. 3. 

11 contratto che dovrà stipularsi in base allo schema di 
cui all'art. 1 e le altre convenzioni che intervenissero suc- 
cessivamente in dipendenza del medesimo saranno registrati 
col diritto fisso di lire 1.20. 



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4138 IMGGl B DBCBCTI DSL MKGHO i'iIAUA - 1164 

Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno 
d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla os- 
servare come legge dello Stato. 

Data a Racconigi, addi 18 agosto 1904. 

VITTORIO EMANUELE 
Luogo del Sigillo. V. H GnardAsigiUi RONCHETTI. 

E. Pedotti. 



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uoet I iicuT] «a. ufijio l'itAUA - 1104 4139 



SCHEMA DI CONVENZIONE 

tra ramministrazione della guerrai rappresentata dalia direzione 
dei genio militare di Torino, ed il municipio di detta città. 

a) Per la cessione di beni del patrimonio dello Stato ; 

b) Per il trasferimento^ dismissione e rinnovazione di di- 
ritti di uso di beni di proprietà comunale; 

e) E per la cotitruzione col concorso municipale di mu)vi 
edifizi per usi militari. 



L'anno millenovecentoquattro od alti quattordici del mese 
di aprile in Torino. 

Viste le autorijgzazioni contenute nei dispacci del Mini- 
stero della guerra in data 20 gennaio, n. 1167, 27 mag* 
gio 1903, n- 6815, e 22 febbraio 1904, n. 2067 (direzione 
generale artiglieria e genio, divisione genio, sez. 3*); 

Tra r amministrazione della guerra rappresentata dalla 
direzione del genio militare di Torino in persona del suo 
direttore Chiarie comm. Angelo ed il comune di Torino, 
rappresentato dal suo sindaco signor Frola avv. comm. Se- 
condo, senatore del Regno. 

Si conviene e stipula quanto segue : 

Art, L 

L'amministrazione della guerra, in applicazione della legge 
5 maggio 1901, n. 151, cede in proprietà al municipio di 
Torino ^li immobili demaniali da essa tenuti in consegna 
e qui appresso descritti: 

1. Caserma Daòormida^ già San CelsOy situata tra il 
corso Valdocco, via del Carmine, via dei Quartieri e via 
Garibaldi, con entrata principale verso quest'ultima via al 
civico numero 42. Essa è inscritta al demanio dello Stato, 
antica sezione Moncenisio, ora 5"" sezione, isolato n. 5, con 
una superficie di m. q. 3920 (allegato 1). 

Valore d'estimo L. 483,000.— 



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4140 ummi m mchri mdl hmm •'italu • liti 

2. Caserma Alessandro Lamarmora^ in- 
scritta al demanio dello Stato, sezione Po, 
isolato n. 28, con una superficie di metri 
quadrati 9663 e coerente a nord la via Prin- 
cipe Amedeo, le proprietà Boniscontro e Weill- 
Weiss, ad est la via Plana, a sud la via Maria 
Vittoria, ad ovest la via delle Rosine (alle- 
gato 2), 

Valore d'estimo L. 832,000. — 

3. Caserma della Brocca^ inscritta nel 
catasto della sezione 45, n. 82 e 94 della 
mappa con una superficie di m. q. 4942 e . 
coerente: a nord le vie Moncalieri e della 
Brocca: ad est via Volturno e la proprietà 
Minetti; a sud la proprietà Mattirolo; ad ovest 
la strada vicinale della Brocca con ingresso 
principale dalla via Moncalieri, n. 39 (alle- 
gato 3), 

Valore d'estimo L. 65,000. — 

4. Fabbricati ed area della infermeria 
€ Cavalli » della caserma S. Antonio^ inscritta 
al catasto terreni al n. 68, parte del piano Ey 
ìsole 8 e 9 della sezione Po, con superficie 
di m. q. 2150 coerenti a nord colla via Zecca; 
ad est colla restante parte di Caserma; a sud 
ed ovest colla proprietà demaniale, già mani- 
fattura dei tabacchi (allegato 4), 

Valore d'estimo L. 59,000. — 

5. Ospedale militare di S. Croce^ inscritto 
nel catasto terreni alla sezione Po, isolato 
n. 32 con una superficie di m. q. 11,635 e 
coerente : a nord piazza Carlo Emanuele II 
e via S. Croce; ad est la via S. Massimo; a 
sud la via dell'Ospedale; ad ovest la via Ac- 
cademia Albertina (allegato n. 5), 

Valore d'estimo L. 1,056,000. — 



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Ufittl I MORI MDL MGMO B^TtàUA - liti 4141 

6. / fabbricati ed aree detti « Spianata 
di Artiglieria » inscritti ai nn. 66 e 67 e 
parte dei nn. 64, 65, 75 li2 e 166 della se- 
zione 71 della mappa terreni coerenti: a nord 
piazza Venezia e le proprietà Rey e Besozzi; 
ad est via Stampatori; a sud corso Oporto; 
ad ovest il corso Siccardì. Superficie m. q. 
28,676 (allegato 6), 

Valore d'estimo L. 1,700,000- — 

7. Vimmobile detto « Accademia Mili- 
tare » inscritto ai nn. dal 47 al 52, dal 54 al 56 
e dal 59 al 78 del catasto terreni, con una 
superficie di m. q. 10,901 e coerenti a nord 
con i fabbricati demaniali deirarchivio di Stato 
e con quelli del demanio per la lista civile, 
in parte attualmente occupati per uso acca- 
demia, ma che restano esclusi dalla cessione; 
ad est con altri fabbricati pure della lista ci- 
vile; a sud con via della Zecca; ad ovest con 
fabbricati di proprietà del comune di Torino 
(allegato 7), 

Valore d'estimo L. 1,850,000. — 

Totale cessioni patrimoniali L. 5^545,000. — 

Art. 2. 
La stessa amministrazione della guerra coi 
compensi indicati in appresso accetta: 

1 . Di trasferire il suo diritto d'uso per* 
petuo suUa attuale piazza d'armi della Crocetta 
in altre due piazze d'armi acquistate e si- 
stemate a spese e cura del municipio di To- 
rino- 

2. Di dismettere nello stato in cui si 
trova, la caserma Rubatto di proprietà mu- 
nicipale ed avuta in concessione gratuitamente 
con contratto 6 aprile 1878, coU'obbligo per 



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4142 uggì I raCRITI DIL ugno t*ITAUA - lli4 

r amministrazione militare della sistemazione 
della caserma Sant* Antonio a sede del regì- 
mento Alpini, già accasermato nella caserma 
Rubatto. 

Il tutto mediante un compenso a corpo co- 
stituito parte in contanti, parte in terreni per 
un valore complessivo di L, 1,519,881.84 

Totale generale . . . L. 7,064,881.84 

Art. 3. 
Il corrispettivo per le cessioni patrimoniali, per il tra- 
sferimento e dismissione dei diritti di uso di cui airarticolo 
precedente sarà soddisfatto dal comune di Torino nel modo 
seguente : 

In contanti . . . L. 6,000,000. — 

Oltre la cessione in proprietà allo Stato dei 
terreni occorrenti allo Stato per costruire 
nuovi edifiai per usi militari . . . . L. 867,881.84 

Compenso a corpo a titolo di affrancan^ento 
perpetuo delle quote di concorso per Tìmmis- 
sione nelle fognature cittadine (tanto per i 
canali bianchi quanti per i canali neri) delle 
quali sarebbero gravate le proprietà dema- 
niali che verranno a costituirsi, ai sensi del- 
l'art. 24 del regolamento per le immissioni 
cui trattasi in datA 8 gennaio 1897, appro- 
vato in data 2 febbraio stesso anno. . L. 197,000. — 

Totale . . . L. 7,064,881.84 

Di questi terreni, mq. 224,806 circa sono situati alla 
periferia della piazza d'armi di Stupinigi in progetto, sud- 
divisi in 5 appezzamenti come è indicato dall'allegato n. 8. 

Altri mq. 75,000 salvo un migliore accertainento sono 
situati in prossimità della barriera^ di Francia fuori cinta 
come è indicato all'allegato n. 9. 



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LEGGI I ilOIITI in. nGMO i*ITALU - 1104 4143 

Art- 4. 
Il comune di Torino si assume l'obbligo di costruire a 
sue spese e concedere in uso perpetuo illimitato air ammi- 
nistrazione militare: 

1. Una piazza d'armi della estensione approssimativa 
di 30 ettari compresa tra i viali di Stupinigi e di Orbas- 
sano, perfettamente sistemata come è stabilito dall'art. 11 
(allegato 10); 

2. Altra piazza d'armi in regione Vanchiglia della su- 
perficie di ettari 6 circa, perfettamente sistemata, il tutto 
come risulta dall'allegato 11^ formanti parte integrante del 
presente contratto. 

Art. 5. 
Sulle aree cedute, lo Stato costruirà a sue cure e spese 
i seguenti ediflzi per usi militari: 

a) Due caserme per truppa di linea; 
&) Una caserma per truppe di cavalleria; 
e) Un ospedale militare divisionale ; 
d) Fabbricati per accademia militare e scuola di ap- 
plicazione d'artiglieria e genio. 

Per le anzidette costruzioni potendo essere insufficiente 
la somma di sei milioni, corrisposta dal Municipio di To- 
rino, il medesimo si obbliga di anticipare al Ministero della 
guerra le somme che vi occorressero in più sino alla con- 
correnza massima di due milioni di lire. 

L'ordine secondo cui saranno intraprese le nuove fab- 
briche come pure le loro particolarità saranno di esclusiva 
competenza dell'amministrazione militare. 

L'Midamentp dei lavori però sarà regolato in modo che 
non meno di due unità di fabbricati (caserme od istituti) 
siaao contemporaneamente in corso. 

Art. 6. 
La somma in contanti dovuta per l'alienazione degli im- 
mobili anzidetti, sarà pagata dal municipio di. Torino in 
12 rate semestrali anticipate di lire 500,000 ciascuna a 
cominciare dal primo gennaio dell'anno successivo a quello 



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4144 Ln«I f »1CUTI MDL noM »*italu • liti * 

in cui sarà promulgata la legge che approva la presente 
convenzione. 

A tal uopo il municipio si obbliga di provvedere a che 
siisi a tempo debito fatto lo stanziamento delle relative 
somme nel proprio bilancio. 

L'ammontare delle dette rate semestrali anticipate sarà 
dal mjmicipio versato al primo gennaio e primo luglio di 
ciascun anno nella sezione di tesoreria della provincia di 
Torino a titolo di deposito provvisorio in conformità del- 
l'art. 27 del regolaménto 12 dicembre 1901 per le aliena- 
zioni degli immobili demaniali militari. Potrà l'amministra- 
zìone militare e quando l'esigenza dei lavori lo richieda, 
disporre di una anticipazione degli assegni annuali sino al 
limite di lire 800 mila; questa anticipazione andrà però in 
diminuzione dello stanziamento delle due rate successive. 

Il municipio si obbliga di fare nel proprio bilancio lo 
stanziamento della somma di due milioni da anticipare al- 
l'amministrazione militare come è detto nell'articolo prece- 
dente. Tale somma dovrà essere posta a disposizione del- 
l'amministrazione militare nei due esercizi del bilancio co- 
munale immediatamente successivi a quello in cui verrà 
compiuto il pagamento delle rate sovra mentovate e sarà 
dal municipio versata colle stesse modalità stabilite per la 
somma suindicata che rappresenta la plusvalenza, salva la 
imputazione che sarà fatta a quello dei capitoli del bilancio 
dell'entrata che sarà indicato daH'amministj'azione militare. 

La somma di^due milioni sarà dallo Stato rimborsata 
al municìpio in dieci rate annuali di duecentomila lire cia- 
scuna, e la prima rata sarà corrisposta dopo un anno com- 
putato a decorrere dal giorno in cui venne effettuato il 
versamento dell'ultima rata di anticipazione. 

Pei primi cinque anni non saranno corrisposti interessi 
di sorta sui due milioni; sul residuo milione saranno in- 
vece corrisposti gli interessi scalari semplici in ragione del 
2 per cento all'anno. 



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uggì I MCWn ML BQMO •'XIALU - ItM 4145 

Art. 1. 

I lavori di oui all'art. 5 précédente e le oesacMU 4i cui 
all'art 1 doTraniM) essere compiuti nel noveiuiia a ocmin* 
ciare daU'anBo sacoepiivo a quella in wi savi promulgata 
la legge per Tai^oTasioiie dalla presente eoiivawoiie. 

Per. drcostaaze motiTate di lodrsa maggiore o di qual- 
siasi altra causa ghistiflcata campreso una inibitoria giu- 
diziaria il detto termine può easere prorogato di altri due 
anni. 

La somma di otto milioni, o^e giusta la presbite con- 
venzione comprende il preau^) e J'anticipasione a sborsarsi 
dal comune àk Torino sarà^« mutuata dalla cassa depositi e 
prestiti contro la garanzia delle delegazioni' del conume 
sull'imposta fondiaria alle condizioni normali. Sui primi 
quattro milioni del .pcestìiq^ lo? Stato contribuir^ al paga- 
mento degli interessi nella misura dell'uno per cento annuo. 

Art. 8. ^ 

Qìì immobili sono cedttii a corpo nelle condizioni in cui 
si trovano é come sono posseduti dal demanio, con tutte le 
servitù attive e passive, ma lìberi da ogni peso od ipoteca 
con garanzia per r^vizionej nel qual caso il compensò spet- 
tante all'acquirente sarà fimitato al puro rimborso della 
quota di prezzo ;>lie, secohdò perìzia, sarÀ da assegnarsi 
alla parte evittbi in relazione al prezzo complessivo di tutti 
gli immobili, òtYéro al rimborso di quella minore somma 
efiettivamente^ pagata dal terzo possessore a colui che avrà 
agito ^per la evizione. 

Uguale garanzia dà il municipio allo Stato per gli im- 
mobili ceduti da quello a questo in proprietà. 

Nella cessione sono comprese quelle partì considerate 
come immobili '{>er destinazione a senso delfart. 414 del 
codice civile. . ' ' . 

Sono però da eccettuarsi : gli oggetti di arredamento da 
caserma (camerate è scuderie), da cavallerizza, scherma e 
ginnastica, gli impianti e gli apparecchi di fucina, di cucina^ 
280 — VoL. v. - igo4 

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4146 iMAi I Hont ML wmum l'itALu • tlM 

di riscaldamento, illuminazione di ogni genere, idroterapia, 
layanderìe, disinfezioni, eoo., le suppellettili, gli eleyatori, le 
macelline di laboratorio e di gabinétti sdeiitifici ed istituti, 
e dell'ospedale, il materiale elettrico, i quadri e le suppel- 
lettUi e gU arredi sacri nelle chiese interne, ed in generale 
tutti quegli oggetti di finimento che Tamministrazione militare 
ritenesse di utile impiego nei fabbricati di nuora erezione. 

Sono pure escluse dalla cessióne le dotazioni d'acqua po- 
tabile delle caserme deriyanti dalla concessione di fayore 
accordata dalla legge 22 giugno 1857, n. 2309. 

Sarà stabilita una seryitù attiya di luce e prospetto nel 
modo come troyasi attualmente, salyo la riduzione delle 
porte esteme a finestre conformi a quelle preesistenti, a 
fayore dei fabbricati che formano il lato nord dell'accade- 
mia e che lo separano dal giardino reale; i quali fabbri* 
cati sono disposti lungo il confine A B del tipo formanti 
l'allegato n. 7 e sono esclusi dalla cessione. Sarà pure sta- 
bilita seryitù di passaggio per pedoni e carri per accedere 
a detti fabbricati, il cui ingresso yerrà a troyarsi nell'an- 
golo nord-oyest del cortile secondario dell'accademia e pre- 
cisamente nel punto segnato C del medesimo tipo. 

Uguale seryitù di luce e prospetto sarà maatmuta a far 
yore del fabbricato della listo ciyile f orapiante il lato est dei 
due cortili secondari dell'accademia. 

Analoga seryitù di luce e prospetto sarà stabilito per i 
fabbricati della caserma S. Aiitonio posti luvgo il Uto A B 
del tipo formante l'allegato n. 4 ora prospe^ltonto nel cor- 
tile deUa infermeria cayalli di detto caserma e da cedersi 
al municipio. 

Le iQbiestre saranno munite di yetri smerigliati con ser- 
ramenti fissi e sportelli apribili. 

Le proprietà demaniali che yerr^nno a costituirai perii 
fatto delle nuoye costruzioni saranno affrancato in perpetuo 
dal concorso per la immissione nelle fognature e negli acque- 
dotti sotterranei che il municipio doyrà costruire a sue spese 
nelle zone di ampliamento nel modo come è indicato dal- 
l'art. 11. 



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LMOi ■ tmxm BBL wmum •*itAUA - 1104 4147 

Art. 9. 

La coni^egiiA al municipio degli stabili ceduti di cui al- 
l'ari 1, 8i larà di mano in mano che le nuove coatruzioni 
e le loro condizioni di abitabilità permetteranno lo sgom- 
bro di quelli e Toccupazione di queste. 

n trasferimento del diritto d'uso sulla piazza d'armi avrà 
luogo non appena quelle in progetto saranno, ancorché in 
Tia proTvisoria» convenientemente sistemate a giudizio esclu- 
sivo dell'autorità militare ed in ogni caso entro il primo 
sono successivo a quello dell'approvazione del presente con- 
tratto per la piazza della Crocetta e nel secondo anno per 
piasza d'armi di Vanchiglia. 

La dismissione del fabbricato del Rubatto avrà luogo dopo 
che sarà compiuta la nuova caserma di cavalleria e l'a- 
dattamento deUa caserma S. Antonio a sede del riparto 
alpini. 

La effettiva consegna da parte del municipio all'ammi- 
nistrazione mihtare degli immobili per la costruzione degli 
edifici sarà effettuata abbastanza in tempo perchè non soffra 
incaglio lo sviluppo dei lavori. 

Venendo meno a tale obbligazione, il municipio dovrà 
rilevare l'amministrazione militare dalle domande che per 
risarcimento di danni le fossero latte dagli appaltatori od 
esecutori dei lavori stessi. 

Art 10. 

Oli appezzamenti di terreno fabbricabile sono ceduti dal 
municipio nello stato in cui sono acquistati, comprenden- 
dosi nella cessione i fabbricati attualmente esistenti negli 
appezzamenti stessi, salvo le riserve state fatte dad pro- 
prietari e descritte negli atti di acquisto in capo al comune 
e che il medesimo comunicherà prima della stipulazione 
definitiva del presente atto. 

Art. 11. 

La nuova piazza d'armi di Stupinigi sarà sistemata a 
spese del comune con piani a displuvio pel pronto deflusso 
dell'acqua e munita di canali di smaltimento. 



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4148 LIMI I MORI ML IMM B'TtàLlk • IMA 

Sul perimetro di essa una striscia della larghezza di 
metri 12 con raccordi circolari sarà sistemata, con fondo 
a sabbione, ad uso galoppatoio. La piazza sarà circoscritta 
in tutti i lati da viali alberati ; avrà non meno di 6 pon- 
ticelli di accesso muniti di chiusura a sbarra/ 6 fontanelle 
di acqua potabile, due piccoli fabbricati ad uso latrina ed 
altro per luogo di medicazione per soccorsi d'urgenza. 

La piazza d'armi di Vanchiglia avrà le identiche parti- 
cotarità descritte per la piazza precedente ad eccezione del 
galoppatoio e del numero ridotto delle altre opere. 

Il comune prowederà contemporaneamente a sistemare 
in modo definitivo ed a sue spese la viabilità della regione 
compresa nel piano dMngrandimento (corsi e vie) e per 
reseguimento delle altre opere relative, qusll i passaggi 
a liv'oUo, la fognatura stradale con canali Manchi e neri 
per servizio di tutti i fabbricati indistintamente, la illumi- 
nazione pubblica, le diradiazioni stradali per Tacqua pota- 
bile, per il gas, le linee telefoniche, queste ultime a norma 
delle concessioni in vigore. 

I corsi Vinzaglio e Siccardi limitanti ad ovest e ad est 
la piazza d'armi nonché il viale di Stupinigi saranno mu- 
niti di linee tramviarie a servizio normale, la prima linea 
e Tultima, contemporaneamente all'apertiirà della nuova 
piazza e la seconda entro il novennio, 

II municipio prowederà pure a sue spese per rimpianto 
di una linea telefonica speciale interrata* tra una delle cai- 
serme e la sede del comando di divisione. 

Saranno a carico del municipio i lavori neoessari pw la 
chiusura del portone comunicante il cortile principale della 
caserma S. Antonio per effetto della cessione dell'infermeria 
di detta caserma e la riduzione a finestre dalle porte ^ esterne 
che dal cortile principale dell'accademia accedono alle aule, 
il tutto nei modi che l'amministrazione crederà di stabilire. 

Art. 12. 
Il tracciamento delle piazze d'armi e quello degli appez- 
zamenti già designati per gli edifici militari sarà faiito collo 



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uMi I mni MQ. Hwio •*ncALu - IIM 4149 

intervento di un rappresentante dell'amministrazione mi% 
litare» 

Saranno a carico del municipio i layori pel manteni- 
mento ordinario delle due pia2ze d'armi ed il rinnovamento 
del soprasuolo d^l galoppatoio. 

Presi concerti :(ra il municipio ed. il. comando di corpo 
d'armata, il mynicipio uisufr^irà del .pascolo (leUa pia^a 
d'armi e. potrà pure venire acccrdato od al municipio steaso 
od a società costituite il permesso di praticarvi corse, iesle 
e simili riunioni; sempre quando sia pienamente assicurato 
che il suolo della piazza d'armi sarà, rimesso in pristino, 
in modo da evitare. ogni possibilità, di disgrazie a uomini 
e quadrupedi. 

Sarà vietato l'isgresso alla piazza d'^armi a tutti i non 
militari, quando vi si trovano ripairti di truppe. 

Potrà nelle altre ore essere concesso l'accesso ai non 
militari alla piazza d'areni a galoppatoio,., salyo le lijpita* 
zioni che si creda imporre dal comando di corpo d'arma^ta. 

Il pascolo si intende limitato ai soli ovini e solamente 
nelle ore in cui le piajzze non sono occupate dalle trupi^. 

Art 18. 
Oggetto della presente convenzione essendo quello di 
provvedere stabilmente all'acca sermamiento del presidio per 
un lungo periodo, così sintende rinnovata prima della sua 
scadenza e per altri 29. auni a partire daùa data della pre- 
sente, la oonveudone in data 22 luglio J879 per la conrv. 
cessione, in mo gratuito della easerma Alfonso Lamarmona 
per il reggimento d'artiglieria, agii tteesi patti, oneri e 
condizioni del contratto: di prossima siiad^nza. 

Ari. 14. 
Sarà dicbiarato per legfge opera i)i pubblica utilità: 
r II piaso di ingrandimento è le espropriazioni tutte 
occorrenti nella zosa oggetto della presente convenzione 
della nuova piazìsa d'armi e delle costruzióni conseguenti 
da questi accotdf, e precisameififte quella delimitata a nord 
dalla cinta daziaria e dalla ferrovia di Susa, ad est dal 



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4160 LMAJ I MOHtn HL M6M ^TtàUk - IM 

Tiale di Stupinigi, a sud dal muro di cinta che chiude ybtbo 
la città il regio ospizio di carità, dal suo prolungamento 
e fino allo stradale (ti Orbassano» a ponente da detto stradale, 
il tutto come è indicato in tinta verde sull'allegato n. IO; 
2^ La costruzione dei fabbricati ad uso dell'accademia 
militare e della scuola d*applicazione di artiglieria e genio 
in prossimità alla barriera di Francia, colle occorrenti aree; 
3* La formazione della piazza d'armi nord colle oc- 
correnti zone anche per le rie di accesso. 

Il Ministero della guerra procederà agli atti per le espro- 
priazioni necessarie per Tesecuzione delle dette opere, ma 
resta stabilito che le relative indennità e tutte le spese ri- 
feribili a tali espropriazioni saranno a carico del municipio. 

Art. 15. 

Nel caso di un successivo trasferimento delle due piazze 
d'armi in progetto in kltra località più eccentrica, l'ammi- 
nistrazione militare oltre al diritto d'uso perpetuo sulle 
nuove piazze avrà diritto ad una compartecipazione rag- 
guagliata ad un terzo della differenza del valore di estimo 
dei rispettivi immobili all'atto del nuovo trasferimento. 

Arti 1& 

Il municipio si riserva la facoltà ad esso apettaate di 
trasportare la cinta daziaria in modo da indadervi gli sta- 
bili formanti oggetto della presente oonvenzionej Ad ogni 
modo per gli effetti deile tasse di dazio le nuove costru- 
zioni- saranno considerate come entro cinta ancorché la 
nuova cinta d'ampttanMitD non risultasse ultimata. 

Il municipio però dovrà provvedere per proprio conto e 
senza ingerenza drtl'amministrazione militerò alla sorve- 
glianza per la introduzione di generi soggetti a dazio e non 
potiÀ imporre limitazioni di sorta che menomino la libera 
disponibilità degli immobili. 

Art. 17. 

Le amministì^azioni interessate rinunciano reciprocamente 
alla inscrizione della ipoteca legale dispensando fin d'ora 
il conservatore delle ipoteche da ogni responsabilità in ri- 
guardo. 

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uggì I MCWn MDL HDGm •'ITALU • 1104 4161 

Art- 18. 

Il presente atto dovrà riportare rapprovazione delle au- 
torità tutorie; per parte dello Stato sarà soggetto all'ap- 
provazione della legge. 

Art 19- 

Ia presente oonvennone e. quelle altre ohe intervenis- 
sero suceessivamente in dipendenza della medesimi^ /nvrwotno 
registrate col diritto fisso di lire 1.20. 

Le altre spese per tasse di bollo ed i diritti di segreteria 
saranno suddivise In parti uguali tra le due amministrazioni. 

Le altre spese riferentisi all'atto sono a oarico del mu- 
nicipio di Torino. 

tt SindMi 

rappr€9mian^ l'AmmmiUrtutùmé eanmnaìs 

FROLA SECONDO. 

Il Colonnello Dirottort 

ruppi^téifikmm t^AmmMi^roMiomé' della guerra 

CHIARLB AGGELO. 

r 

Roma, la agosto 1904. 



Viito, éTordùu di S.M. 
II minifetro dellm fm«r^' 

PBDOTTI.. < ' 



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4162 LtMi ■ ncurri m. U6m b'itaua - iM 



N. 822. jm ■ N. m. 




Lbgob e/^e approva la speia dX lire 30,400 per lavori di 
eonsoUdamenio aU'ediificio del regio istituto di heUe arti 
in Firenze. 

ti lettémbre 1904. 
(JPiMKiaAi mMa QaMtnm U^^ M MUgno il !« ^ttobr^ ISMf n. 229) 

yiTTOWO EMANUELE m 

PER GRAZIA DI DIO S PER VOLONTX DELLA NAZIONE 
RE D'ITALIA 

Il Senato e la Camera del deputati hanno approvato; 
Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo i]^iani3 segue : 

Articolo unico. 
É approvata la spesa di lire 30,400 (tjf^^ntamilaqu^ttro- 
cento) per lavori di consolidamento all'edificio del regio 
istituto di belle arti in Firenze- 
Tale somma di lire 80,400 sarà stanziata in apposito ca- 
pitolo di^a parte slaraordinaria del bilancio del Ministero 
della istruzione pubblica per l'esercizio 1908-904. 

Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Staio, tia 
inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del R^no 
d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di fiiria oih 
servare come legge dello Stato. 

Data a Racconigi, addi 11 settembre 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

imùffo del aigHiù. V. n QiuurdMigmi RONCHETTI. 

Orlando. 



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IJMl ■ MCUTI ML IMM •*ITAUA • IMé 41 5S* 



N. 523. A N. 823. 



^1^ 



Rxoio Decreto che approva il testo unico dette disposizioni 
di legge intomo alle ojpere idrauliche delle diverse ca- 
tegorie. 

» loglio lOQi, . , 

(PnèòHeiao ndla GoMMMUa Ufjkialé d$ì B^gnò il 7 ottóbre ^04, n. 234) 



VITTORIO EMANUELE III 

PER 0RAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BS D'ITALIA 

Visto l'art. 25 della legge 7 luglio 1902, n. 304; 

Visto l'art. 10 della legge SO giugno 1904, n. 293; 

Udito il parere del consiglio di Stato; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato- 
pei lavori pubblici, di concerto con quelli pel tesoro e per 
I agricoltura, industria e commercio; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

É approvato l'unito testo unico delle disposizioni di legge 
intomo alle opere idrauliche delle diverse categorie. 

Il testo stesso sarà vidimato e sottoscritto, d'ordine No- 
stro, dai ministri dei lavori pubblici, del tesoro e dell'agri- 
coltura, industria e commercio. 



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4154 UMi • wacmn mt wmm p'iiaua • IMè 

Ordiniamo che il preiente decreto, munito del sigillo deUo 
Stato, sia inserto nella raccolta affidale delle leggi e dei decreti 
<lel Regno d'Italia, mandando a chiohqne spetti di ossenrarlo e 
<li farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 25 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



JU§ém^a0 ailm Cbrit ed dtmM addi ti seUembre 1904. 
Mi§.\%.AMM GoMmo a f. 163. F. Mborti. 

jjmf ad aigou. r. n GwrdMdcim ronchbttl 



Tbdisco. 
l. luzzatti. 
Rata, 

OlOLITTI. 



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ML «MM «"ITAUA • IIM 4165 



TESTO UNICO 

•dèlie OtpwMèM di legge istono alle opere MrMlfebe 
delle direrse eetegwle 



TITOLO UNICO. 
Selle acque eog;gette a pubblica ammlnistraBione. 

CAPO^. 
Dei fimi, terrenli, laglil, rivi e celateri naturali. 

Art. 1. 
iArt. 9Ì legge 20 mc^o 1865, allegato F). 
Al OoTorno è affidata là suprema tutela aulte acque pub- 
tiliohe € la ispezione sui relativi lavori. 

Art. 2. 
{ArL 124 Ugge 30 marzo 18«3, n. 178); 

Spetta eaclasivamente àirautorità àioimiiiistire&tiva lo sta- 
tuire e provvedere, anche in caso di contestazione, sulle 
opere di qualunque natura e in generale sugli usi, atti o 
iatti, anche consuetudinarri, che possono aver relazione col 
buon regime dette acque pubbliche, con la difeaa e conser- 
vazione delle sponde, con Tesercizio della navigazione, con 
quello delle derivazioni legalmente stabilite, e con l'animar 
ziene dei moiini ed opifici sovra le dette acque esistenti; e 
cosi pure suUe condizioni d! regolarità dei ripari ed argini 
od altra opeira qualunque fatta entro gli alvei o contro le 
sponde. 

Quando dette opere, lisi, atti, fatti siano riconosciuti dal- 
rautoritft' amministrativa diannoKi al regime dèlie acque pub- 
bK«he, essa sóla sarà competente piér ordinarne IH modi- 
ficazione, la cessazione, la distruzione. Tutte le contesta- 



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4166 tlMl ■ BKMRI III. HMM Ì*IXAU^ • UN 

zìoni relative saranno regolate dairautorità amministrativa, 
salvo il disposto dell'art. 25, n. 7, della legge 2 giugno 
1889, n. 6166. 

Tùttavolta che vi sia inoltre ragione a risarcimento di 
danni, la relativa azione sarà promossa dinanzi ai giudici 
ordinari, i quali non potnamò discutere le questioni già 
risolute in via amminis^4^tiva. 

Le disposizioni del presente articolo sì applicano anche 
a tutte le opere di carattere pubhlico che si eseguiscono 
entro l'alveo o contro le sponde di un corso d'acqua. 

Sbzions L 
OlMiIfleftiioiM àMè op«n IntonM aUs aoqiM fid^Uidis» 

Art. •'»;•'' ' 
(Art. 92 legge 30 marfo 1893, n. 173). 
A secpiKla degli interessi ai quali provvedono, le opere 
intorno alle acque pubbliche sono distìnte in pinqi^^ cate- 
gorie, e si eseguiscono: r, f ^ 
1^ dallo Stato ésciusivamente ; 
2? dallo Stato col concorso delle provìnde e degl'in- 
teressati riuniti in oMiÉorzio; > 

3^ di4 consoni degrìnt^msaati col concorso d9llp Stiito, 
delle pvovincie e dei conumi, salva le .dispoiM«Mni di cui 
agli articoli 87, 48^ 49 e j53<. . . r 
4* dai coasoczi ^egl'interessa^y 
b^ dai proprietiyri e possessori interessati. 
Tutte le opere e spese di manutenzione ordinaria a atra- 
ordinaria seno: ♦ . - ^ 

per la 1^ categoria a carico esclusivo dello Stato; 
. per la 2* <sategoria a carico dallo Stato ^1 conoono 
delle provincia .e d^'interassati riiiniti in coj^worzip; 

per la 3* e 4* categoria a carico esclusivo del con- 
sorzio degl'intarefsfkti, salvo le diaposi^oni di cui afl'ultiino 
capovePTSo. dell'art 44, per 1# opere di 3* categoria, 

per la 5^ ciitegori% a carico dei {proprietari e poaipas- 
sori interessati. 



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CMu t ncttfn WEL usm rvULu - lite 4157 

SSZIONB IL 

Opere idnmlielie della 1^ eatef ozU. 
Art. 4. 
(Art. 93 legge 20 marzo 1865, allegato F) 
Sono a carico dello Stato le opere che hanno per unico 
oggetto la navigazione dei fiumi; laghi e granii canali co- 
ordinati ad un sistema di navigazione, o la conservazione 
dell'alveo dei fiumi di confine. 

Lo Stato sostiene pure le spese Necessarie per i canali 
artificiali di proprietà demaniale^ quando altrimenti non 
dispongano speciali conyenzionì. 

Sbziokb III. I 

Opere idnmliehe deU» 2* eategoria. 
Art. "5. 
{Art. 94 legge 30 marino .1893, n. 173, 
e penultimo capov. art. 174 legge 20 marzo 1865, alleg. F). 
Col concorso delle provincie e degl'interessati riuniti in 
consorzio lo Stato provvede: 

a) alle opere lungo 1 fiumi arginati e loro confluenti, 
parimenti arginati, dal punto in cui le acque cominciano a 
correre entro argini' continui, e quando tali opere provve- 
dano ad un grande interesse di una provincia; 

h) alle nuove inalveazioni, rettificazioni ed opere an- 
nesse che si fanno a fine (ti. regolare i medesimi fiumi; 

cy ai canali di navigazione che interessano una o due 
provlnci^ e che non si collegano ad altre comunicazioni 
per acqua. 

Nessun'opera potrà essere dichiarata di 2^ categoria se 
non per legge. 

Art. 6. 

{Art. 95 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

Le spese per le opere indicate nell'articolo precedente 

vanno ripartite, detratta la rendita netta patrimoniale dei 

consorzi^ per una metà a carico dello Stato, l'altra metà 



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4168 uMi • MBcun m mum ì'ralu 

per un quarto a carico della provincia o delle provinole 
interessate, e pel restante a carico degli altri interessati. 
Sono incluse nel riparto le spese di sorveglianza dei la- 
vori e di guardia delle ai^finature. 

Sbzionb IV. 
Opere idjraiiliche della 3* eaiegoiia» 

Art. ?• 
• (Art. 1 legge 7 luglio 1902, n. 304). 
Appartengono alla 3^ categoria le opere da istruirsi ai 
fiumi e torrenti e loro bacini montani, non comprese fra 
quelle idrauliche di 1* e 2* categoria, e che insieme alla 
sistemazione del. corso d'acqua abbiano uno dei seguenti 
scopi: 

a) difendere ferrovie, strade ed altre opere di grande 
interesse pubblico, nonché beni demaniali dello Stato, delle 
provinole e dei comuni; 

b) migliorare il regime di un corso d'acqua, che abbia 
opere classificate in 1* o 2* categoria; 

e) impedire inondazioni, straripamenti, corrosioni, io- 
vasioni di ghiaie od altro materiale di alluvione, che pos- 
sano recare rilevante danno al territorio o all'abitato di 
uno più comuni, o producendo impaludamenti, possano 
recar danno all'igiene o all'agricoltura. 

Alla inscrizione di opere in 3^ categoria, comprese quelle 
di rimboscamento e rinsodamento dei terreni montani, che 
alle opere medesime siano naturalmente collegate e coor- 
dinate, sarà provveduto in seguito a domanda diretta al 
Ministero dei lavori pubblici da tutti o da parte dei pro- 
prietari enti interessati, o per iniziativa del Governo. La 
inscrizione stessa, quando il Ministero ne abbia riconosciuta 
la necessità, sarà fatta per decreto reale dopo sentiti i con- 
sigli comunali e provinciali. 



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LIMI • Hcnn ML mu» riTAUA - 1M4 4169* 

Art 8. 
(Art. 2 legge 7 lugko 1902, n. 804). 

Le opere di eni al precedente articolo sono eseguite a 
cura del consorzio da costitiiirsi tra i proprietari o posses- 
sori dei beni interessati. 

Le spese relatÌTe sono sostenute da detto consorzio, dallo 
Stato, nonché dal comune o dai comuni e dalla provincia 
dalle Provincie arenti interesse nelle opere medesime, e 
sono per tutti obbligatorie. 

La ripartizione delle spese ha luogo in ragione del 20^ 
per cento a carico del consorzio, del 15 per cento a ca- 
rico del comune o dei comuni, del 15 per cento a carico 
della provincia o delle provinole e del 50 per cento a ca- 
rico dello Stato. 

Per le (^ere da eseguirsi dove o la provincia o uno dei 
comuni interessati ecceda il limite legale della sovraimposta^ 
nel momento della costituzione del consorzio, la ripartizione 
delle spése ha luogo in ragione del 20 per cento a carico* 
del consorzio, del 10 per cento a carico del comune o dei 
comuni, del 10 per cento a carico della provincia o delle- 
Provincie e del 60 per cento a carico dello Stato. 

SszioNB y. 

Opairs IdravUolis daUa 4* eatsgorla. 

Art 9. 
(Art 97 ^ 98 legge 30 marzo 1893, n. 173). 
ali interessati uniti in consorzio provvedono alla costruì 
zione e alla manutenzione delle opere che non possono es- 
sere comprese nelle precedenti categorie concementi la si- 
stemazione dell'alveo o il contenimento delle acque: 
a) dèi fiumi o torrenti; 

h) dei grandi colatori ed altri importanti corsi d'acqua. 
Le Provincie dovranno concorrere in misura non inferiore 
ad un sesto, ed in egual misura i comuni, nella spesa, de- 
tratta la rendita netta patrimoniale dei consorzi, per la co- 



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4160 iMQGi I Bidsn KL nono »*rrALU • 1M4 

Btruzione di nuove opere «traordinarìe, che importino una 

spesa sproporfflonata.alle forze del conéotzìo. 

Lo, Stato potrà concorrere nella costrwione di queste 
opere, quando sia. dimostrato che^ pur compresi i contri- 
buti dei comuni e delle provincie, il coBsortio . sia ancora 
impotente a ^ sopperire alla spesa. In questo caso la mìaura 
del poncorso 'goyemativo non potrà superare il quarto, della 
3pesa. 

Sezione VI/ 

r 

opere MravUcliè deUa 5* CAtefoiiii. 

' l .. Art., IO* \ '\ 

(Prima parte art. 99 legg^ SO )nar^o 1893, w* 173), 
Le opere che provvedono specialmente alla difesa dd- 
l'abita^io di città, di villag^ e di botiate oootro un^corso 
4'acqua, sono a carica del comune col conoocao.ddl pro*- 
pri^tm e «possessori .int€ir6ss«ti,'i quali sftranno liuniti a 
modo di consorsio, sotto l' amministrazione del oomune, e 
contribuiranno in proporzione del rispettivo interesse. 

Art. IL _ , . • 

(Art. 19 legge 7 luglio 1902,'n, 304)1 
Per la esecuzione tanto delle opere suaccennate, quanto 
di quelle necessarie a difendere gli Bibitati Ai città, villaggi 
e borgate contro -le frane, Io Stato, indipendentemente dal 
<;oncorso della provincia, potrà accordare un sussidio in mi- 
sura non maggiore di un terzo della; spésa, quando questa 
sia sproporzionata alle forze del comune è 4ei proprietari 
e possessori interessati. 

Art. 12. 
(Art. 101 legge 30 marxo 1^93,^. 173): 
I lavori ai fiumi e torrenti che avessero per .unico og- 
getto Ik conservazione di uh ponte o di ima . a(trada pub- 
blica, ordinaria o feirata, si eseguiscono e si mantengono 
a spese esclusive di queQa amministrazione a cui spettala 
•conservazione del pónte o della strada. 



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LIGGl I DiCUrri DIL BKGNO »'XTAUA - 19Q4 4161 

Se essi gioveraiino anche ai terpeni e altri beni pubblici 
e privati, i loro proprietari e possidenti dovranno concor- 
rere in ragione deirutile che ne risentiranno. 

Sono ad esoluaivo oarico dei proprietari e possessori fron- 
tisti^ salvo ad essi il diritto di far concorrere gli altri in- 
teressati, secondo le leggi civili, le opere di sistemazione e 
difesa non comprese nelle categorie precedenti sui corsi 
d'acqua di qualunque natura. 

Per la manutenzione di queste opere e per la sistema- 
zione dell'alveo dei minori corsi d'acqua, distinti dai fiumi 
e torrenti con la denominazione di fossati, rivi e colatori 
pubblici, si stabiliscono consorzi in conformità del disposto 
del capo II, quando concorra l'asseoiso degli interessati se- 
condo l'art. 21. 

Art. 13. 
{Art. 100 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

I porti e gli scali sui laghi e fiumi sono a carico dei co- 
muni in cui sono collocati, o di più comuni riuniti in con- 
sorrio. 

I porti e gli scali lacuali, che soddisfino alle condizioni 
dell'art. 2 del testo unico 2 aprile 1885, n. 2095, della legge 
su i porti, le spiaggie ed i fari, saranno parificati ai porti 
marittimi nei modi e per tutti gli effetti dalla legge stessa 
stabiliti. 

I porti e gli scali fiuviali che interessino alla navigazione 
internazionale o ad una o più provinole, potranno essere 
P^^eggiAti ai porti marittimi delle ultime tre classi. 

CAPO II. 
Dif|iisi2iOiii generiohe per la opsra ^i ogni oalegsria. 

Art. 14. 
(Art. 102 legge 80 m^rzo 1893, n. 173, e art. 20 legge 
7 luglio 1902, n. 304). 
Le spese per )e opQre di cui agli articoli 4 e 5 sono 
obbligatorie rispettiv^paente per lo Stato, per le provincie, 

261 — VoL. V. - 1«04. 



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i'iù'i uggì I MCUTI ML UGNO •'iTiJ.IA - 1M4 

per i comuni e per i proprietari e possessori interessati, 
quando si tratti di opere classificate in prima o seconda 
categoria- 

Le spese per le opere, di cui all'art. 7 sono obbligatorie 
per tutti gV interessati, quando il Governo, uditi i consigli 
provinciali e comunali, abbia stabilita per decreto reale la 
classificazione di dette opere in terza categoria. 

Le spese per le opere di cui agli articoli 9 e 10 possono 
essere rese obbligatorie con decreto del ministro dei lavori 
pubblici, quando si tratti di prevenire o di riparare danni 
gravi ed estesi. 

Contro tale decreto è ammesso il ricorso alla IV sezione 
del consiglio di Stato a termini dell'art. 25 della legge 
2 giugno 1889, n. 6166. 

L'amministrazione pubblica fa eseguire le opere delle 
prime due categorie; per le altre, salvo le disposizioni dì 
cui agli articoli 48 e 49 per le opere di 3* categoria, è 
riservata all'autorità governativa l'approvaiione dei progetti 
e l'alta sorveglianza sulla loro esecuzione entro i limiti sta- 
biliti dal presente testo unico. 

L'approvazione dei progetti per le opere di cui al pre- 
sente titolo, da parte deirautorità competente, ha, per tutti 
gli effetti di legge, valore di dichiarazione di pubblica 
utilità. 

Art. 15 
(Ultimo capoverso, art. 103, legge 30 marzo 1893, n. 173). 

Il Ministero dei lavori pubblici potrà consentire che uf- 
ficiali del genio civile sieno incaricati, nell'interesse del 
consorzio costituito o costituendo, o del comune interes- 
sato, di redigere i progetti per le opere idrauliche delle tre 
ultime categorie, od anche dirigerne i lavori. 

Art. 16. 
(Art 21 legge 7 luglio 1902, n. 304). 
Nella legge di approvazione del bilancio di previsione 
della spesa del Ministero dei lavori pubblici si determinerà 



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LIGGI ■ DCCBITI OIL ULGMO t'iTAUA - 19M 4163 

il fondo da stanziarsi annualmente a titolo di concorsi e 
sussìdi dello Stato per effetto del presente testo unico. 

L'esecussione delle varie opere verrà autorizzata con de- 
creto ministeriale in relazione alla disponibilità di detto 
fondo. 

Art. 17. 
{Art. 104 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
' Sono mantenute, per tutto ciò che non riguarda le spese 
pte a carico dello Stato e della provìncia dal presente 
pesto unico, le convenzioni e le legittime consuetudini vi- 
geati, che in qualche località disponessero diversamente da 
iiuanto è prescritto negli articoli precedenti. 

Quando tali convenzioni o consuetudini fossero litigiose 
od incerte, o pel cambiamento delle circostanze fossero rese 
impraticabili od ingiuste, vengono le medesime rettificate e 
ridotte conformi alle prescrizioni della presente legge, salvi 
i diritti agli eventuali indennizzi da esercitarsi innanzi ai 
tribunali competenti. 

I Sbzionr L 

I Ooititassio&6 dei oonsorzl. 

Art. 18. 
{Art. 105 legge 30 marzo 1893, n. 173). 

A formare i consorzi, di cui al capo I, concorrono in 
proporzione del rispettivo vmiraggio i proprietari e posses- 
tori (sieno essi corpi morali o privati) di tutti i beni im- 
mobili di qualunque specie, anche se esenti da imposta 
fondiaria, i quali risentano utile diretto o indiretto presente 
) futuro. 

I beni predetti saranno ciassificati per ordine ed in ra- 
gione dell'interesse che possono avere nell'eseguimento dei 
avori e nella loro conservazione. 

I beni patrimoniali dello Stato, delle provinole e dei co- 
muni sono pure compresi nel consorzio, e concorrono a 
apportare il contingente spettante ai beni privati. 

II contributo a carico diretto delle provincie viene ripar* 



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4164 LEGGI I DXCBXTI DEL REGNO BITALU - 1904 

tito fra esse in proporzione dell' interesse generale di eia 
scuna. Il contributo a carico dei cornimi viene pure ripar 
tito fra loro in proporzione dell'interesse generale di eia 
scuno. 

Art, 19. 

{Art. 106 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
Lo Stato, le provincìe ed i comuni partecipano al cor 
sorzio come proprietari di beni soggetti a danno ed ind 
pendentemente dalla quota di concorso cui fossero obbliga 
nell'interesse generale. 

Art. 20. 
{Art, 107 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

I comuni possono essere chiamati a far parte dei con 
sorzi per argini e ripari sui fiumi e torrenti, quando ta; 
opere giovino alla difesa dei loro abitati, quando si irati 
d'impedire i disalveamenti, e finalmente quando i lavoi 
possono coadiuvare alla conservazione del valore imponibìl 
del rispettivo territorio. 

Art- 21. 
{Art. 108 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
Ove non esista consorzio per la costruzione o coDserva 
zione dei ripari ed argini, ne potrà a cura dell'interessai 
essere promossa la costituzione, presentando al sindaco, ov 
si tratti di opera di un interesse concernente il «ole terr 
torio comunale, ed al prefetto in ogni altro caso, gli ete 
menti sufficienti per riconoscere la necessità delle opere 
la loro natura e la spesa presuntiva, non mano che Veleno 
dei proprietari, i quali possono venir chiamati a concorso 

II sindaco o rispettivamente il prefetto fa pubblicare li 
domanda nel comune o comuni in cui sono posti i beni eh 
si vorrebbero soggetti a concorso, e deareta la convoca 
zione di tutti gì' interessati dopo un oongmo termine, non mi 
sere di quindici giorni daUa pubbli^a«M»6 aojn aceannat^ 

In seguito al voto espresso dagl' i&teiMMMti comparsi, ' 
oonsigUo comunale o rispettivamente il consisto provincial 



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tBoai I sicMrri kl wmim »'itaua • 19G4 4165 

delibera sulla costituzione del proposto consorzio, statuendo 
sulle questioni e dissidenze che fossero insorte. 

Questa deliberazione per divenire esecutiva deve essere 
omologata dal prefetto. 

Art.|22. 

(Art. 109 leggio 20 marzo 1865, allegato F). 
Nel caso di opposizione da parte degl'interessati o dine- 
gata omologazione, è aperto Tadito al ricorso^ se trattasi di 
eonsorzio d'interesse comunale, alla giunta provinciale am- 
ministrativa, e, se trattasi di altro consorzio, al Ministero, 
che decìderà, sentito il consiglio dei lavori pubblici ed il 
consiglio di Stato. 

Art. 23. 

(Art. 110 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
Quando gì' interessi dì un consorzio sì estendano a terri- 
tori di diverse provincie, la costituzione di esso è riservata 
|«1 Ministero, sentiti i rispettivi consigli provinciali. 

Potrà essere istituito per legge un consorzio generale di 
più Provincie e di più consorzi speciali che hanno interesse 
fe un determinato fiume o sistema idraulico per provvedere 
^ grandi opere di difesa, rettificazione, inalveamento, ed alla 
loro manutenzione. 

Sbzionb il 
Organizzazione dei consorzi. 
^ Art. 21. 

(Art. Ili legge ZOJ marzo ISòò^'^allegato F). 

Ordinato e reso obbligatorio il consorzio, Tassembliea ge- 
Q^rale degl'interessati procede alla nomina di una deputa- 
zione consiglio d'amministrazione, ed alla formazzioaae di 
i^no speciale statuto o regolamtento, e delibera sul modo di 
eseguire le opere e sui relativi progatti tecnici. 

Art. 25. 
(Art. 112 legg€ 20 marzo 1365, aliegmto F). 
L'assemblea generale potrà demandare le sue attribuzioni 
^ un consiglio di delegati eletti a maggioranza relativa di voti» 



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4166 iMsai I DocKtri ul ncNo b'itilu • 1M4 

Art. 26. 
{Art 114 legge 30 marzo 1893, n. 173). 

Un consorzio istituito per Teseguimento di ut'opera sMn 
tende continuativo per la sua perpetua conservazione, salvi 
che la sopravvenienza di qualche variazione nel corso de 
fiume, torrente o canale, consenta di abbandonare la dett 
opera; od una variazione di circostanze obblighi ad an 
pliare, restringere o comunque modificare il consorzio stesse 

La cessazione o le modificazioni essenziali del consoni 
debbono essere deliberate ed approvate nei modi stabilii 
per la costituzione dì un nuovo consorzio, 

I terreni destinati al rimboscamento o rinsodamento, ag 
efietti del presente testo unico, sono senza altra formalit 
sottoposti al vincolo forestale, e ad essi si applicano led 
sposizioni deirart. 18 della legge T marzo 1888, n. 523 
(serie 3*). j 

Art. 27. 
(Art. 115 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

Trattandosi di opere per le quali possono essere chiama 
a contribuire lo Stato o le provincie, il consorzio formato 
regolarmente fa istanza in assemblea generale per ottener 
il concorso sovraccennato. 

Le relative deliberazioni sono comunicate al consiglio prj 
vinciale ed al Ministero dei lavori pubblici per la loro ad 
sione al chiesto concorso* 

Qualora il Ministero predetto od il consiglio provinciale 
rifiutino al concorso, il consorzio potrà reclamare al Re, 
quale decide sull'avviso del consiglio di Stato, e sentito 
consiglio superiore dei lavori pubblici. 

Nei casi in cui è assentito il concorso, il Governo e 
provincia saranno rappresentati nelle assemblee generali 
nei consigli d'amministrazione del consorzio, e le delibeij 
zioni che importino spesa non saranno valide senza Tappr 
vazione rispettivamente del prefetto e della deputazione pi 
vinciale. 



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£J«i6I I DICRETI DIL «IGMO B*nAUA - 1^14 4167 

Art. 28. 
(Art 117 ?^g^g^^ 20 marzo 1865, allegato F). 
Gli statuti e regolamenti dei consorzi saranno approvati, 
omologati e fatti soggetto di ricorso, secondo le norme san- 
cite dagli articoli 21 e 22 per la costituzione dei consorzi 
stessi. 

Art. 29- 
(Art. 118 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

I bilanci dei consorzi sono deliberati dalle assemblee ge- 
nerali o dal consiglio dei delegati nel caso previsto all'ar- 
tìcolo 25, coU'approvazione o del prefetto o della deputa- 
zione provinciale, quando o lo Stato o la provincia concor- 
rano nelle spese. 

Le altre deliberazioni delle essemblee generali e del 
consiglio d'amministrazione sono soggette alle prescrizioni 
di legge sulle deliberazioni dei consigli e giunte comunali, 
in quanto dagli speciali statuti e regolamenti non si prov- 
veda altrimenti. 

Art. 30. 
(Art. 119 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

La misura della imposta prediale per ciascun fondo serve 
di base al riparto dei contributi nei consorzi, salve le con- 
suetudini e convenzioni speciali, e salvi gli effetti della di- 
versa tangente, come al primo capoverso dell'art. 18. 

II valore imponibile dei beni indicati nel primo capoverso 
deirarticolo suddetto sarà determinato dal consorzio, ed in 
caso di contestazione, stabilito dalla giunta provinciale am- 
ministrativa, sentiti gli interessati. 

L'esazione delle quote di contributo si farà colle norme 
e coi privilegi della imposta fondiaria. 

Art. 31. 
(Prima parte art. \\Q e ultima parte art. 175 
legge 20 marzo 1865, allegato F). 
I consorzi esistenti sono conservati e tanto nella esecu- 
zione quanto nella manutenzione delle opere continueranno 



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4168 LSAGJ t tfi:ca£ii dcl mù!i« b*italu • IHé 

a procedere con osservanza delle norme prescritte dalla loro 

istituzione. 

Il Governo promuoverà la istituzione dei consorzi o la 
riforma di quelli esistenti, ove sia bisogno, per le spese 
idrauliche relative alle opere della seconda, della terza e 
della quarta categoria. 

CAPO III. 

Sbzionb L 
Disposizioni spedali per. le opere idrauliche di 2^ categoria. 

Art. 32, 
(Art. 1 legge 3 luglio 1875, n. 2600). 

11 contributo annuo, che secondo Tart. 6 le provincie e 
gli altri interessati debbono pagare in parti uguali allo 
Stato, per le opere idrauliche di 2** categoria^ sarà stabi- 
lito per la durata di ogci decennio nella metà della media 
delle spese occorse nel decennio precedente per le opere 
medesime. 

Esso sarà determinato con decreto reale, sentiti i con- 
sigli provinciali e previo parere del consiglio superiore dei 
lavori pubblici e del consiglio di Stato. 

Il contributo massimo competente annualmente a cia- 
scuna provincia non dovrà mai superare il ventesimo della 
sua imposta principale, terreni e fabbricati. 

Similmente le quote annuali che dovranno pagare i sin- 
goli consorzi degl'interessati non dovranno mai supware 
i cinque centesimi della rispettiva imposta principale, ter- 
reni e fabbricati. 

Tutte le eccedenze ricadrai nno a carico dello Stato, 

Le rendite patrimoniali dei consorzi stabilmente costi- 
tuite continueranno a<i andare in diminuzione del carico 
complessivo, a sensi dell'art. 6. Le rendite nuove o nuo- 
vamente reperibili andranno a tutto favóre dei consorzi. 

Qualunque diminuzione si verificasse sopra le dette ren- 
dite e patrimoni per fatto doll'amministrazione pubblica nel- 
rese<^uyione dei lavori non darà luogo ad alcuna indennità. 



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LftGGl B DKCJIBTl DEL RAGNO •'ITÀUA - 11904 4169 

Art. 33. 
(Art. 2 legge 3 luglio 1676, n. 2600). 

Le Provincie ed i consorzi interessati alle spese, di cui 
nel precedente articolo, dovranno versare le quote rispet- 
tive nelle casse erariali nei modi e termini della imposta 
fondiaria. 

Non esistendo consorzi, e finché non siano organizzati 
a forma di legge^ il Governo ha facoltà di provvedere alla 
esazione della quota spettante alla ma^sa degl'interessati, 
ripartendola in ragione della imposta diretta sui beni com- 
presi nei perimetri stabiliti, a termini dell'art. 175 della 
leg^e 20 marzo 1865, n. 2248, allegalo F. 

Tutti i prodotti degli argini e delle golene che fanno 
parte della rendita patrimoniale dei consorzi, come nell'ar- 
tìcolo precedente, saranno concessi preferibilmente in affitto 
ai proprietari frontisti, rispettando tutti i diritti legalmente 
acquisiti dai frontisti stessi o dai terzi. 

Art. 34. 
(Art. 3 legge 3 luglio 1875, n. 2600). 
Le disposizioni dell'art. 32 saranno applicate a commisu- 
rare ì contributi in tutte le spese per le opere idrauliche 
di seconda categ^3ria eseguite dopo l'attivazione della legge 
20 marzo 1865^ allegato F. 

Art. 35. 
• (Art. 113 legge 20 marzo 1866^ allegato F). 

1 consorzi istituiti unicamente per concorrere nelle spese 
delle opere della seconda categoria hanno l'esclusiva ammi- 
nistrazione delle rispettive rendite di qualunque natura, e 
debbono essere consultati previamente, quando vogliasi pro- 
cedere ad opere nuove straordinarie. 

Nelle rendite e doti dei consorti sono compresi i pro- 
dotti degli argini e golene. 

Alle rappresentanze di tali consorzi spetta pure il prov- 
vedere pel riparto delle ìtoposizioui, per la loro esazione 
e pel versamento nelle casse dello Stato. 



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4170 UM' t »<Cft«li MU. OttMF riYAUA - IMI 

Sezione IL 
DisposizioiLi speciali per le opere idrauliche di 3* categoria. 

Art. 36. 
(Art. 3 legge 7 luglio 1902, n. 304). 
Le quote a carico delle Provincie e dei comuni saranno 
in ragione della superficie dei terreni compresi nel peri- 
metro, e posti nei rispettivi territori. 

Per la misura del contributo i proprietari o possessori 
potranno essere distinti in più classi, secondo il rispettivo 
grado d'interesse; ed al riparto del contributo fra gli in- 
scritti in ciascuna classe si provvederà in base alla super- 
ficie e alla misura delle imposte principali sui terreni e fab- 
bricati, nelle proporzioni di metà in base alla superficie e 
di metà in base alla misura delle imposte. 

I proprietari di ferrovie, strade ed altre opere d* inte- 
resse pubblico saranno inscritti in un elenco speciale, e il 
loro contributo, da calcolarsi nel 20 per cento posto a ca- 
rico di tutti i proprietari interessati, sarà determinato esclu- 
sivamente in ragione dell'utile conseguito o presumibile. 

Art. 37. 
(Art. 4 legge 7 luglio 1902, n. 304). 
Qualora la domanda per la classifica a termini dell'art. 7 
sia presentata dalla provincia interessata, questa può anche 
domandare in seguito a deliberazione del consiglio provin- 
ciale, di eseguire essa direttamente le opere di cui all'ar- 
ticolo 7. ]^ì~^.:-r^- — ' ^ . " "" ^"*" 

In tal caso, emesso il decreto di cìassmca, la provincia 
si sostituirà senz'altro al consorzio degli interessati, di cui 
all'art. 8, in tutte le operazioni previste dal presente testo 
unico fino al compimento delle opere, fermi restando ì con- 
tributi di cui all'articolo stesso. 

Art. 38. 
(Art. 5 legge 7 luglio 1902, 7i. 304). 

II decreto reale che classifica un'opera nella 3* categoria 
rende obbligatoria la costituzione del consorzio che all'ese- 



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UHMI B BICBSTI ItL U61I6 l'ilALU - liti 4171 

dizione della medesima deve provvedere, salvo che non sia 
il caso di applicare la disposizione dell'articolo precedente. 

Entro sei mesi dalla data del decreto reale, il sindaco 
del comune nel cui territorio debba eseguirsi l'opera, o 
quello del comune più interessato per ragione di superficie, 
quando si tratta di opera che si estende nel territorio di 
più comuni, od il presidente delia deputazione provinciale, 
nel caso di cui al precedente art. 37, od infine il prefetto, 
quando la inscrizione in 3* categoria sia avvenuta per ini- 
ziativa del Governo, dovrà provvedere alla compilazione 
dell'elenco generale degli interessati che debbono far parte 
del consorzio, e ciò a spese ripartibili poi nella misura di 
cui all'art. 8. 

Tale elenco, insieme ad una copia del decreio leale dì 
classificazione, sarà affisso all'albo pretorio del comune o 
dei comuni interessati per il periodo di quindici giorni, 
trascorsi i quali, escluso il caso di cui al precedente ar- 
ticolo 37, saranno convocati gli interessati stessi in as- 
semblea generale per la nomina del presidente e di quattro 
componenti la commissione amministrativa. Di detta com- 
missione faranno parte un delegato deUa provincia eletto 
daUa deputazione provinciale ed un delegato del comune 
eletto dalla giunta comunale, e, nel caso di più comuni, 
dalla giunta del comune più interessato per ragioni di su • 
perfide. 

La commissione compilerà lo statuto consorziale ed esa- 
minerà i reclami presentati contro l'elenco. 

Lo schema di statuto e le proposte suUa risoluzione dei 
reclami saranno sottoposti alla deliberazione dell'assemblea 
generale. 

La deliberazione dell'assemblea deve essere nel termine 
di quindici giorni omologata dal prefetto. 

Art. 39. 
(Art. 6 legge 7 luglio 1902, n. 304). 

Avverso l'elenco pubbhcato a cura della provincia di cui 
all'art. 37, e avverso la deliberazione dell'assemblea di cui 



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4172 uggì B PKIRI ML tMM ■'ITALU 

all'art. 38, gì' interessati potranno proporre reclami nel ter- 
mine dì trenta giorni al prefetto. 

11 provvedimento del prefetto è definitivo- 

Art 40. 
(Art. 7 legge 7 luglio%l902, n. 304). __^ 

I progetti esecutivi delle opere di 3* categoria, compren- 
denti anche i lavori di rimboscamento e di rinsodamento 
dei terreni montani, naturalmente collegati e coordinati 
colle opere stesse^ compilati a cura del consorzio o della 
provincia, sono approvati dal Ministero dei lavori pubblici, 
inteso il solo parere delle esistenti commissioni comparti- 
mentali per la sistemazione dei torrenti^ quando l'importo 
delle opere non superi le lire 200,000. 

Oltre tale limite, il parere sarà dato da una commissione 
centrale, istituita presso il Ministero dei lavori pubblici e 
composta di tre membri del consiglio superiore dei la- 
vori pubblici e due del consiglio forestale. 

La vigilanza dei lavori sarò, in ogni caso, affidata al 
g^nio civile con la cooperazìone d<^l personale forestale, 
per quanto concerne le opere di rimboscamento e di rin- 
sodamento. 

Art. 41. 
(Art. 8 legge 7 luglio 1902, n. 304).- 

Nei decreti ministeriali coi quali saranno approvati i pro- 
getti esecutivi, verranno stabiliti i perimetri dei beni inte- 
ressati ed i comprensori nei quali l'opera potrà essere even- 
tualmente dinsa; e si determineranno provvisoriamente Le 
quote di spese a carico delle provincie, dei comuni e dei 
proprietari ed enti interessati. 

Negli stessi decreti ministeriali potrà essere ammesso, 
sentito il consorzio, che le provincie ed i comuni interes- 
sati soddisfacciano le rispettive loro quote in numero mag- 
giore di anni di quello occorrente per l'esecuzione delle 
opere, ma non superiore ad anni SO. 

La somma di concorso dMlo Stato potrà essere corri- 



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LIMI 8 OCpmi ^L tC^NO B*ITAUA - li6i 4173 

sposta anche ratealmente secondo il progresso dei layorì, 
in base al certificato di nulla osta da rilasciarsi dall'ufficio 
del genio civile, cui è affidata la vigilanza dell'opera ed in 
rapporto, quando ne sia il caso, alla ripartizione di que- 
st'ultima in comprensori. 

Art. 42. 
(Primo capoverso art, 105 legge 30 marzo 1893, n. 173). 
Per i lavori di rimboscamento o di rinsodamento com- 
presi fra le opere di 3* categoria, come agli articoli 7 e 8 
costituito e reso obbligatorio il consorzio, sono applicabili 
le disposizioni del V comma dell'art. 6 della legge P meLVzo 
1888, n. 5238 (serie 3'), esclusa però la facoltà ai proprie- 
tari di ncn aderire al consorzio. In caso d'inadempimento 
entro i termini assegnati, i lavori saranno fatti eseguire 
dal consorzio a speso dei proprietari negligenti. 

Art, 43. 

{Art. 9 legge 7 lui^lio 1902, n, 304). 

Un'opera di 3* categoria si ritiene compiuta nell'intero 
bacino o in uno o più dei comprensori, in cui, giusta l'ar- 
ticolo 41, è stata divisa, quando siano stati eseguiti i la- 
vori secondo i progetti approvati, e a giudizio esclusivo del 
ministro dei lavori pubblici, si sia raggiunto lo scopo pel 
quale se ne fece la classificazione per l'intero bacino o per 
uno dei oomprensori. 

Art. 44. 
(Art 10 legge 7 luglio 1902, n. 304). 

Dal giorno in cui sarà stato accertato il compimento del- 
l' intera opera o di parte di essa, ai sensi del precedente 
articolo, le spese per la manutenzione ordinaria saranno 
ad esdusivo carico dei proprietari interessati nell'intero 
consorzio. 

A tale efietto il consorzio, costituito per la costruzione 
dell'opera, continuerà ad esistere come consorzio obbliga- 
torio di manutenzione. 

Compiuti i lavori soltanto di uno o più comprensori, i 



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4174 LEGGI I racmi dil neiio rmuA - IIM 

proprietari, oltre la tassa di manutenzione da imporsi se- 
condo il grado d'interesse, continueranno a pagare il con- 
tributa stabilito per l'intera opera a termini dell'art. 4L 

Le riparazioni straordinarie delFopera o di parte di essa 
sono a carico dei proprietari interessati, col concorso dello 
Stato, delle provincie e dei comuni interessati, nella mi- 
sura stabilita dal precedente art. 8. 

Art. 45. 
(Art. Il legge 7 luglio 1902, n. 304). 
Compiuta l'opera in tutto od in parte, ai sensi dell'arti- 
colo 43, il consorzio dovrà procedere alla liquidazione de- 
finitiva della quota di contributo dovuta da ciascun pro- 
prietario, distinguendo i terreni secondo la rispettiva classe, 
a senso dell'art. 36, ed in ragione dell'utile che avranno 
risentito o risentiranno dalle opere medesime. 

In base alla detta liquidazione definitiva, il consorzio sta- 
bilirà, secondo le norme che saranno precisate nel regola- 
mento per la esecuzione del presente testo unico, il tempo 
-e i modi coi quali dovranno essere corrisposti i maggiori 
contributi dai proprietari debitori e rimborsate le somme 
ai proprietari creditori. 

Art. 46. 
(Art. 12 legge 7 luglio 1902, n. 304). 
I contributi dei proprietari, tanto per la esecuzione del- 
l'opera quanto per la sua manutenzione e conservazione, 
costituiscono oneri reali gravanti i fondi, e sono da esi- 
gersi con le forme ed i privilegi dell'imposta fondiaria. 

Art. 47. 
(Art. 13 legge 7 luglio 1902, n. 304). 
Qualora entro sei mesi dalla data del decreto reale di 
classificazione, il consorzio non si costituisca, desso potrà 
essere costituito d'ufficio, merco l'opera di un commissario 
regio, il quale eserciterà anche le attribuzioni della com- 
missione amministrativa con le norme di cui agli arti- 
coli 38 e 39. 



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LIMI I •icurri ut none »'tTAUA * iHé 4175 

Art. 48. 
(Art. 14 feg^^^ 7 luglio 1902, n. 304). 

Ogni qual Tolta un consorzio^ sia coi ritardi nell'esegui- 
mento dei lavori, sia coU'inosservanza delle norme stabilite 
dal presente testo unico e dal proprio statato, comprometta 
il fine pel quale fu costituito, il Governo, sentito il con- 
siglio di Stato, può per decreto reale scioglierne Tammìni- 
strazione ed assumere d'ufficio Tesecuzione delle opere. 

Dopo un anno dalla data del decreto reale che ha sciolto 
l'amministrazione del consorzio, i proprietari interessati 
potranno chiedere la riconvocazione dell'assemblea generale 
per ricostituire l'amministrazione coasorziale. 

Verificandosi in seguito un nuovo scioglimento dell'am- 
ministrazione consorziale, i proprietari interessati non po- 
tranno chiederne la ricostituzione se non dopo un triennio 
dalla data dell'ultimo decreto reale. 

Art. 49. 
(Art. 15 legge 7 luglio 1902, n. 304). 

Ogni qualvolta un consorzio non sia in grado di funzio- 
nare a causa di deficienza di mezzi, lo Stato avocherà a 
sé la costruzione delle opere e potrà: 

a) consentire che il contributo dei proprietari sia pa- 
gato in un numero di rate annuali non maggiore di trenta, 
nei modi indicati dall'art. 41; 

b) concedere la stessa facilitazione alle provincie e ai 
comuni interessati, i quali però dovranno rilasciare, in con- 
formità della legge 19 aprile 1872, n. 759, tante delega- 
zioni annuaU sulle sovrimposte 6d altri cespiti diretti quante 
volte rappresentano il contributo annuo rispettivo. 

In tali casi il pagamento delle rate annuali comincierà 
con r inizio dei lavori. Questi ultimati, la ripartizione delle 
quote sarà stabilita in base alla spesa effettivamente oc- 
corsa. 



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4176 iMMì ■ hwcMwri ml mgmo **itaua - 1114 

Art. 50. 
(Art. 16 feg'g^^ 7 luglio 1902, /i. 304). 

Compiuta d'ufficio Topera in tutto od in parte, e fatti i 
cooguagli di cui all'art. 45, lo Stato continua ad esigere 
direttamente, fino alla totale estinzione del credito, le quote 
a carico delle Provincie, dei comuni e dei proprietari in- 
teressati. 

Esige pure dai proprietari interessati le quote necessarie 
per sopperire alle spese di manutenzione 

Art 51. 
(Art. 17 legge 7 luglio 1902, n. 304). 

Sui ricorsi prodotti contro la determinazione del peri- 
metro dei beni interessati e la ripartizione delle quote prov- 
visorie e definitive di cui agli articoli 41 e 45, sarà prov- 
veduto per regio decreto, udita la commissione centrale di 
cui all'art. 40. 

Contro tale decreto è ammesso il ricorso alla quarta se- 
zione del consiglio di Stato, a termini dell'art. 24 della 
legge 2 giugno 1889, n. 6166. 

Art. 52. 
(Art 18 legge 7 luglio 1902, n. 304). 

Spetta alla sola autorità amministrativa^ escluso qualsiasi 
intervento dell'autorità giudizìvia^ riconoscere, anche in 
caso di contestazione, se i lavori rispondano allo scopo cui 
debbono servire, alle esigènze tecniche ed alle buone re- 
gole dell'arte. 

In CASO di espropriazione, totale o parziorle, permanente 
temporanea, di fondi> o qufi^ndo vi fosse r^ione di ri- 
sarcimento di danni dipendenti dalla esecuzione o dall'eser- 
cizio delle opere, qualunque sia la coltura d'industria che 
si esercita sul fondo, le indennità e i danni saranno va- 
lutati a 1 3rmini delle vigenti leggi sulle espropriazioni per 
causa di pubblica utilità. 



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LUMU I ucmi IMO. ìLi,biìsm a'itAUA • Ili* 4177 

Art. 53. 
(Art. 22 legge 7 luglio 1902, w. 304 
^ art. 10 teg^é^^ 30 giugno 1904, n. 293). 
Alla provincia od alle provìncie interessate in opere di 
3* categoria potrà essere data facoltà, quando lo cor siglino 
speciali ragioni di convenienza, di eseguire direttamente le 
opere col concorso dello Stato, addossandosi anche l'onere 
dei contributi posti a carico dei comuni e dei proprietari 
possessori interessati. 

In questo caso la provincia o le Provincie dovranno al- 
tresì assumersi l'onere della successiva manutenzione delle 
opere a termini dell'art. 44. 

Eguale facoltà potrà essere data al comune od ai comuni 
interessati in opere di 3* categoria. 

In tal caso, fermo restando il contributo provinciale, il 
comune od i comuni interessati dovranno addossarsi l'onere 
dei coaiiributi posti a carico dei proprietari o possessori 
interessati e quello della successiva manutenzione. 

Art. 54. 
• (Art. 23 legge 2 luglio 1902, n. 304). 
La cassa dei depositi e prestiti, le casse di risparmio e 
gl'istituti che esercitano nel regno il credito fondiario po- 
tranno concedere mutui ai consorzi, ai comuni e alle Pro- 
vincie per far fronte al pagamento delle opere idrauliche 
classificate in 3* categoria, purché prestino garenzie iden- 
tiche a quelle stabilite per i consorzi di bonificazione e di 
irrigazione. 

Art 55. 
(Art, 24 legge 7 luglio 1902, n. 304). 
GU uffici del catasto debbono fornire tutte le notìzie e 
gli elementi da essi posseduti che siano necessari per la 
formazione e conservazione degli elenchi delle proprietà 
interessate e dei registri catastali dei consorzi, e per la com- 
pilazione dei ruoli delle contribuzioni, mediante il solo rim- 
borso delle spese effettive per tale scopo incontrate. 

262 ^ VoL. V. - 1904. 



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4178 LIMI ■ UKaMtl lU. IMM B'ilàUé • 19t4 

Art. 56. 
(Art. 25 legge 7 luglio 1902, n. 304). 
Le disposizioriì del presente capo sì applicano anche alle 
opere già classificate in 3' categoria, a termini della legge 
30 marzo 1893, n. 173, delle quali non era cominciata od 
era tuttora in corso Tesecuzione all'epoca in cui entrò in 
vigore la legge del 7 luglio 1902, n. 304. 

CAPO IV. 

Degli argini ed altre opere che riguardano il regime 
delle acque pubblicne 

Art. 57. 
(Art. 120 legge 30 marzo 1893, n. 173). 

I progetti per modificazione di argini e per costruzione 
e modificazione di altre opere di qualsiasi genere, che pos- 
sono direttamente o indirettamente influire sul regime dei 
corsi d'acqua, quantunque d'interesse puramente consorziale 
privato, non potranno eseguirsi senza la previa omolo- 
gazione del prefetto. 

I progetti saranno sottoposti all'approvazione del Mini- 
stero dei lavori pubblici, quando si tratti dì opera che in- 
teressi notevolmente il regime del corso d'acqua; quando si 
tratti di costruire nuovi argini; e infine quando concor- 
rono nella spesa lo Stato o le provincie. 

Art. 58. 
(Art. 121 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

Sono eccettuati i provvedimenti temporanei di urgenza, 
per i quali si procederà in conformità di speciali disposi- 
zioni regolamentari a questi casi relative. 

Sono eccettuate altresì le opere eseguite dai privati per 
semplice difesa aderente alle sponde dei loro beni, che non 
alterino in alcun modo il regime dell'alveo. 

Le questioni tecniche che insorgessero circa la esecuzione 
dì queste opere saranno decise in via amministrativa dal 
prefetto, con riserva alle parti, che si credessero lese dalla 



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UMMII ■ MCUBTI HL HAIM »'1TALU • 1M4 4179 

esecuzione di tali opere, di ricorrere ai tribunali ordinari 
per esperire le loro ragioni. 

Art, 59. 
(Art. 122 legge 30 marzo 1893, n. 173). 

Trattandosi di argini pubblici, i quali possono rendersi 
praticabili per istrado pubbliche e private, sulla domanda 
che venisse fatta dalle amministrazioni o da particolari in- 
teressati, potrà loro concedersene l'uso sotto le condizioni 
che per la perfetta conservazione di essi argini saranno 
prescritte dal prefetto, e potrà richiedersi alle dette ammi- 
nistrazioni ai particolari un concorso nelle spese di ordi- 
naria riparazione e manutenzione. 

Allorché le anmiinistrazioni o i privati si rifiutassero di 
assumere ]a manutenzione delle sommità arginali ad uso 
strada, o non la eseguissero dopo averla* assunta, i corri- 
spondenti tratti d'argine verranno interclusi con proibizione 
del transito. 

Art. 60. 
(Art 123 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

Le rettilineazioni e nuove inalveazioni di fiumi e torrenti 
di cui all'art, 4 ed il chiudimento dei loro bracci, non pos- 
sono in alcun caso eseguirsi senza che siano autorizzati per 
legge speciale, o per decreto ministeriale, in esecuzione della 
legge del bilancio annuo : per i fiumi e torrenti, di cui agli 
articoli 7 e 9, l'autorizzazione sarà data con decreto reale, 
sentiti previamente gl'interessati. 

Per decreto reale saranno permesse le nuove inalveazioni 
e rettificazioni di rivi e scolatori pubblici, quando occorra 
procedere alla espropriazione di proprietà private, ferme le 
cautele e disposizioni stabilite nella legge di espropriazione 
per utilità pubblica. 

Art. 61. 
(Art. 125 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

Il Governo del Re stabilisce le norme da osservarsi nella 
custodia degli argini dei fiumi o torrenti, e nell'eseguimento 



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4180 UMiGi s ncnen bb, mbìmo rn^UA • IMH 

d^i lavori, cosi di loro manutenzione^ come di riparazione 
nuova costruzione ; e così pure stabilisce le norme per il 
servizio della guardia, da praticarsi in tempo di piena, 
lungo le arginature, che son^ mantenute a cura o col con- 
corso dello Stato. 

Art. 62. 

(Art. 126 legge 30 marao 1893, n. 173). 

In caso di piena o di perìcolo d'inondazione, di rotte di 
argini, di disalveamenti od altri simili disastri, chiunque, 
sull*invito deirautorità governativa o comunale, è tenuto ad 
accorrere alla difesa, somministrando tutto quanto è neces- 
sario e dì cui può disporre, salvo il diritto ad una giusta 
retribuzione contro coloro cui incombe la spesa, o di coloro 
a cui vantaggio torna la difesa. 

In qualunque gaso di urgenza, i comuni interessati, e 
come tali designati o dai vigenti regolamenti o dall'autorità 
governativa provinciale, sono tenuti a fornire, salvo sempre 
Tanzidetto diritto, quel numero di operai, carri e bestie che 
verrà loro richiesto. 

Dal momento che l^ifficio competente del geaio civile 
arra st^ilito servìzia di guardia o di difesa sopra un corso 
d'acqua, nessima autorità, corporazione o persona estranea 
al Ministero dei lavori pubblid potrà, senza essere chia- 
mata imearicata dal genio civile, prendere ingermza nel 
servizio, né esegiiire o far eseguir» lavori, nè^ inir^^ciare 
o render difficile in* qualsiasi modo l'opra degli agenti go- 
vernativi. Per Tordine pubblico è sempre riservata l'azione 
all'autorità politica. 

CAPO V. 
Scoli artificiali. 

Art. 63. 

(Art. 127 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

Se i terreni manchino di soolo naturale, i proprietari dei 

t«rreAi sotto#taAti non, possono opporsi die in questi si 

aporasbo i oanaU e si formino gli ai^ni ad sÀkvè^ opere in- 



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LKGGI $ DK^IIITI DlL M61I0 B*tTALIA - 1904 4181 

dispensabili per procurare a quelli uu sufficiente incoio arti- 
ficiale. 

In tali casi, salvo sempre Tefifetto delle convenzioni, dei 
possessi e delle servitù legittimamente acquistate, i proprie- 
tari dei terreni sovrastanti, insieme agli obblighi generali 
imposti dalla legge per ^acquisto della servitù coattiva di 
acquedotto, avranno specialmente quello di formare e man- 
tenere perpetuamente a loro spese i canali di scolo, di di- 
fendere i fondi attraverso dei quali essi passano, e di ri- 
sarcire i danni che possano in ogni tempo derivarne. 

Queste disposizioni sono anche applicabili alle occupazioni 
dei terreni per apertura, costruzione e manutenzione dei 
canali di disseccamento, dei fossi, degli argini ed altre opere 
necessarie all'eseguimento dei lavori di bonificamento dei 
terreni paludosi e vallivi, e per la innocuità di essi lavori, 
sia che i bonificamenti si facciano per asciugamento o per 
colmata. 

Art. 64. 

(Art. 128 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
I lavori di acque aventi per unico oggetto gli scoli o i 
bonificamenti e migliorie dei terreni, sono a carico esclusivo 
dei proprietari. 

Art, 66. 

{Art. 129 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

I possidenti interessati in tali lavori sono uniti in altret- 
tanti compretìsori quanti possono essere determinati dalla 
comunanza d'interessi e dalla divisione territoriale del regno. 

I fondi che godono del benefizio di uno scolo comune 
formano im vaiolo comprensorio; se però l'estensione e le 
circostanze del canale cosi richiedano, lo scolo potorà essere 
diviso in più tronchi, ed ogni tronco avrà il suo comprensorio. 

Art. 66. 
(Art. 130 kgge 20 marzo 1865, allegato F). 
Ogni comjprensorìo costituirà un consorzio, la istituzione, 
modificazione ed amministrazione del quale sarà regolata 

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4182 LflMi ■ MORI WKL mam irmuà - Itti 

dalle norme contennte in qnesto testo unico snlle opere 

lungo i finmi e torrenti. 

Art. 67. 
(Art. 131 legge 20 marzo 1865, aOegato F). 
La proprietà deUe paludi, in quanto al suo esercizio, è 
sottoposta a regole particolari, e per il loro bonificamento 
si provvede con legge speciale. 

CAPO VI. 
DeHa oatifazisiie e tras|Mrls M lefMMi a gdia. 

Art. 68. 
(Art. 140 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
La navigazione è Toggetto principale a cui servono i la- 
ghi, i canali ed i fiumi navigabili. A questo primo fine sono 
subordinati tutti gli altri vantaggi che possono ottenersi 
dalie loro acque, e gli usi a cui possono queste applicarsi. 

Art. 69. 
(Art. 141 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
La navigazione nei laghi, fiumi e canali naturali è libera. 
Sui canali artificiali è regolata dalle legittimi consuetu- 
dini esistenti o da disposizioni di leggi e regolamenti spe- 
ciali. 

Art. 70. 
(Art. 142 legge 20 mar^o 1865, allegato F). 
Si riguardano come navigabili per l'applicazione del pre- 
sente testo unico quei fiumi o quei tronchi di fiume sui 
quali la navigazione è presentemente in costante esercizio. 
Un prospetto di questi fiumi e canali sarà pubblicato per 
decreto reale. 

Quando convenga estendere il detto esercizio ad altri 
fiumi tronchi di fiume, la dichiarazione della loro attitu- 
dine alla navigazione, e quindi la classificazione loro fra i 
fiumi troncU di fiume navigabili per l'oggetto preaocen- 
nato, sarà fatta per legge. 



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ufiftì « iBcirri wwL bmm* riTJui • IMè 4183 

Art. 71. 
(Art. 143 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
Chiunque vuole eseguire nei fiumi e canali navigabili opere 
per lo stabilimento ed esercizio di molini ed opifizi, o per 
derivazioni d'acque, non potrà ottenerne la permissione dal 
Governo, salvo nel caso che esse siano riconosciute di nes- 
sun pregiudizio alia navigazione, o che la libertà e sicu- 
rezza di questa possa facilmonte guarentirsi con opportune 
disposizioni e cautele, che saranno prescritte nell'atto di 
concessione Perciò nelle chiuse stabili, che servono alle de- 
rivazioni od al movimento degli opiflzi, dovrà lasciarsi aperta 
una bocca, o callone, pel passaggio delle barche, le cui mo- 
dalità nei singoli oasi saranno determinate dal Ministero 
dei lavori pubblici, il quale potrà anche in ogni tempo pre- 
scrivervi quelle variazioni di forma e di posizione che le 
mutazioni del corso delle acque rendessero necessarie o con- 
venienti neirinteresse della navigazione. 

Art. 72. 
(Art. 144 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

1 beni laterali ai fiumi navigabili sono soggetti alla ser- 
vitù della via alzaia, detta anche d'attiraglio o di marciapiede. 

Dove la larghezza di questa non è determinata da re- 
golamenti e consuetudini vigenti, s'intenderà stabilita a me- 
tri 5. Essa, insieme alla sponda fino al fiume, dovrà dai 
proprietari esser lasciata libera da ogni ingombro od osta- 
colo al passaggio d'uomini e di bestie da tiro. 

Le opere dell'adattamento e della conservazione del piano 
stradale sono a carico dello Stato. Però i guasti prove- 
nienti dal fatto dei proprietari del terreno saranno riparati 
a loro spese. 

In caso che per corrosione del fiume si debba traspor- 
tare la via alzaia, lo sgombro del suolo dagli alberi e da 
ogni altro materiale sarà fatto a spese dello Stato, restando 
a disposizione del proprietario gli alberi ed i materiali me- 
desimi. 



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4184 LIGGI I DICBtTl WKL MEGNO ■^ITALIA - 1104 

Art. 73, 
(Art. 145 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
Ogni qualvolta negli alvei dei fiumi navigabili vengano 
a manifestarsi ostacoli impedienti la libera e sicura nar- 
vigazione, e dipendenti dal fatto dei privati, l'autorità am- 
ministrativa provinciale, premesse le opportune verificazioni, 
dà le disposizioni necessarie per guarentire ed all'uopo ri- 
stabilire la compromessa libertà e sicurezza, e nei casi di 
urgenza provvede per l'esecuzione immediata a carico dei 
privati suddetti. 

Art. 74. 
(Art. 146 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
L'esercizio dei porti, o ponti natanti, o chiatte, o ponti 
di barche, qualunque sìa il sistema di loro stabilimento sui 
fiumi navigabili, non dovrà recare incaglio o qualsivoglia 
pregiudizio alla navigazione, al quale effetto gli esercenti 
dovranno conformarsi alle consuetudini e regolamenti in 
vigore, nonché alle prescrizioni ed ordini che nella specia- 
lità dei casi potessero emanare dal prefetto. 

Art. 75. 
(Art. 147 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
Chiunque, munito dell'opportuna autorizzazione, intenda 
di collocare n;:ovi molini natanti con chiuse o senza chiuse 
sopra un fium ^ navigabile, è obbligato ad osservare tutte 
le cautele e condizioni che l'autorità amministrativa pro- 
vinciale crederà conveniente di prescrìvergli, acciocché non 
venga recato impedimento alla libera e sicura navigazione. 

Art 76. 
(Art. 148 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
Quando, per conseguenza di variazioni nel corso dei fiumi 
navigabili, o per altra cagione qualunque, la navigazione 
sarà impedita o resa incomoda o pericolosa dai molini na- 
tanti, verranno fatte ai medesimi ed alle chiuse quei ripari 
ed altre opere reputate opportune, ed, occorrendo, saranno 



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UNMi 1 racuTi >sx. K««À» ff'rtJiUA - IMè 4186 

detti molini traslocati per ordine del prefetto, ed anche re- 
mossi per disposizione ministeriale. 

Art. 77. 
(Art. 149 legge 20 marzo 1865, allegato P). 
Le darsene ed opere relative, ed in generale i luoghi di 
approdo destinati ad uso pubblico, sono posti sotto l'ispe- 
zione deirautorità provinciale per tutto quanto concerne la 
sicurezza delle barche, alla facilità dell'imbarco e sbarco 
dei viaggiatori, del carico e scarico delle merci, ed alla 
conservazione di queste in buono stato di servizio. 

Art. 78. 
(Art. 150 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
Le discipline per la navigazione dei laghi, fiumi e canali 
sono determinate dai regolamenti vigenti. 

Le variazioni che tornassero utili di apportare ad essi, 
sarano fatte per decreto reale, sentiti ì consigli provinciali. 

Art. 79. 
(Art. 151 legge 20 marzo 1865^ allegato F). 
Nei fiumi, laghi e canali non potrà esercitarsi la navi- 
gazione coi piroscafi senza averne ottenuta la concessione 
dal Governo. 

Art 80. 
(Art. 152 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
11 trasporto dei legnami a galla sulle acque dei fiumi, 
torrenti, rivi, canali e laghi, tanto in tronchi sciolti od an- 
nodati, quanto con zattere, non potrà farsi senza licenza 
speciale. 

Questa licenza viene accordata dall'autorità provinciale, 
sentite le amministrazioni dei comuni sul territorio dei quali 
dovrà farsi il truporto, e gli ufl9izi del genio civile e della 
ispezione forestale. 

Art. 81. . 

(Art. 153 legge 20^ marzo 1865, allegato F). 
11 trasporto dei legnami a tronchi sciolti sarà permesso 

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4«86 2Jw«i I MORI MUL wmtm rivàLtA • IIM 

solo là dove si riconoscerà non essere esso praticabile con 
zattere, od in tronchi annodati in forma di zattera. 

Art. 82. 
(Art. 154 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
Dal punto in cui i Aumi o torrenti cominciano ad essere 
navigabili, i legnami debbono venire annodati e disposti 
in zattere. 

Nelle forme, nelle dimensioni e nella condotta delle zat- 
tere si osserveranno i regolamenti stabiliti per la naviga- 
zione dei fiumi e canali. 

Art. 83 
(Art. 155 leggt! 20 marzo 1865, allegato F). 
Quando i legnami che si vorranno mettere a galla do> 
vranno percorrere i territori di più provincie, il prefetto 
di quella in cui comincia la fluitazione dovrà, prima di ac- 
cordare il permesso, comunicare la relativa domanda ai 
prefetti delle altre provincie per le loro osservazioni. 

Art. 84. 
(Art. 156 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
. I permessi di fluitazione non possono essere dati se prima 
i richiedenti non si saranno obbligati con atto formale, e 
mediante cauzione, a uniformarsi a tutte le condizioni im- 
poste loro dal relativo decreto, ad osservare puntualmente 
le leggi ed i regolamenti gabellari, ovunque ne sia il caso, 
e finalmente a risarcire tutti i danni che il trasporto dei 
legnami, per una causa qualunque, e cosi anche, malgrado 
la osservanza delle ordinate precauzioni, potesse recare 
tanto ai terreni quanto ai fabbricati, ai molini natanti, alle 
barche, alle chiuse, agli argini, ai ripari, ai ponti e ad 
altre opere di pubblica o privata pertinenza, con inonda- 
zione, corrosioni, rotture, od in qualsivoglia altro modo. 

Art. 85. 
(Art. 157 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
Il Ministero dei lavori pubbl ci pronunzierà definitiva- 
mente tanto sulle opposizioni dei comuni, quanto sui ri- 



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LIGGI ■ •■curi &KL UGUO ■'ITALIA - 1W4 4187 

corsi dei richiedenti ai quali fosse stata rifiutata la conces- 
sione. 

Art. 86. 
{Art. 158 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
I decreti di concessione saranno pubblicati in tutti i co- 
muni, i territori dei quali dovranno essere percorsi dai le- 
gnami. Le autorità locali, gli uffici del genio civile e gli 
agenti deir amministrazione forestale invigileranno sulla os- 
servanza delle imposte condizioni. 

Art. 87. 
(Art, 159 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
Se varie domande veniesero fatte ad un tempo per tra- 
sportare legnami a galla sopra lo stesso corso di acqua, 
spetterà airautorità amministrativa che concede il permesso 
lo stabilire quando dovranno eseguirsi le varie fluitazioni, 
e l'ordine nel quale dovranno eseguirsi, in modo che le 
necessarie operazioni possano regolarsi senza confusioni e 
senza pregiudizio dei concessionari. 

Art. 88. 

(Art. 160 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

Nelle fluitazioni a tronchi sciolti i concessionari potranno 

imprimere su quelli un marchio speciale, per cui possano 

essere riconosciuti e all'uopo rivendicati a tutti gli effetti 

di ragione. 

E tuttora conservato l'uso della restituzione mediante 
compenso dove esso trovasi in vigore. 

Art. 89, 
(Art. 161 legge 20 mar;:o 1865, allegato F) 
Qualunque proprietario o possessore di terreni, qualunque 
utente di acque correnti, qualunque esercente di molini, 
chiuse, porti o ponti natanti od altri ediflzi, è tenuto a la- 
sciar sempre passare i legnami galleggianti dei quali fosse 
debitamente autorizzato il trasporto, non meno che le per- 
sone destinate a dirigerne od invigilarne la condotta, me- 



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4188 LIGGI f DBCRKTI WL MGNO B'ìTALtà • ÌW4 

diante il pagamento di quell'indennità che sarà convenuta 
col concessionario, o, in caso contrario, determinata dal- 
Tautorità competente. 

Art. 90. 

(Art. 162 Ugge 20 margo 1865, allegato F). 
I legnami nelle piene o per altra f orsa maggiore tra- 
sportati dalle acque nei fondi vicini, rimangono di prò* 
prietà di chi li ha posti in regolare fluitasione, e sanumo 
dal medesimo ripresi, mediante preventivo avviso al pos- 
sessore del fondo, e corresponsione di quella indennità cui 
esso avrà diritto a termini di equità e giustizia. 

Ai-t. 91. 
{Art. 163 legge 20 marzo 1865, allegro F). 
Tutte le questioni relative ai diritti di proprietà^ di pos- 
sesso di servitù, od a risarcimento di danni che fossero 
per sorgere in relazione alle precedenti disposizioni sul tra- 
sporti di legnami a galla, e non avessero potuto definirsi 
amichevolmente fra le parti, saranno demandate alle com- 
petenti autorità giudiziarie, senza che perciò possano es- 
sere sospesi o ritardati i detti trasporti, purché regolar- 
mente autorizzati. 

Art. 92. 

{Art. 164 legge 23 marzo 1865, allegato F). 

É mantenuta la osservanza dei regolamenti speciali in 

vigore per l'esercizio delle fluitbzioni di legnami sui fiumi, 

torrenti, laghi e canali dello Stato, finché non si provvede 

in conformità dell'art. 78 

CAPO VIL 
Polizia delle acque pubbliche. 

Art. 93. 
{Art. 165 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
Nessuno può fare^ opere nell'alveo dei fiumi, torrenti, 
rivi, scolatori pubblici e canali di proprietà demani«de, cioè 



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LIGOl 1 mcaCTI OKL RIGNO ft*lTALXA • 1VU« 4189 

nsllo spaflio compreso fra le sponde fisse dei medesimi, 
seoiza il permesso dell'autorità amiainistrativa. 

Formano parte degli alvei i rami o canali, o diversivi 
dei fiumi, torrenti, rivi e scolatori pubUiei, ancorché in 
alcuni tempi dell'anno rimangsdM) afioiutti< 

Art. 94. 
{Art. 166 legge 20 marao 1865, allegato F). 

Nel caso di alvei a sponde variabili od incerte, la linea, 
le linee, fino alle quali dovrà intiE^nd^risì estesa la proibi- 
tene di che nell'articolo precedente, saranno determinate 
anche in caso di contestazione dal prefetto, sentiti grinte- 
reesati. 

Art. 95, 
(Art. 167 legge 20 marzo 1865, allegato F), 

Il diritto dei proprietari frontfeti di munire le loro sponde, 
nei casi previsti dall'art. 58, è subordinato alla condizione 
che le opere o le piantagioni ron arrechino né alterazione 
al corso ordinario delle acque, né impedimento aUa sua li- 
bertà, né dMino alle proprietà altrui, pubbliche o private, 
alla navigazione, alle derivazioni ed agli opifici legittima- 
mente stabiliti, ed in generale ai diritti dei terzi. 

L'accertemento di queste condizioni é nelle attribuzioni 
del prefetto. 

Art. 96. 
(Art 168 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

Sono lavori ed atti vietati in modo assoluto sulle acque 
pubbliche, loro alvei, sponde e difese i seguenti: 

a) La formazione di pescaie, chiuse, petraie ed altre 
opere per l'esercizio della pesca, con le quali si alterasse 
il corso naturale delle acque. 

Sono eccettuate da questa disposizione le consuetudini 
per l'esercizio di legittime ed innocue concessioni della pe- 
sca, quando in esse si osservino le cautele od imposte ne- 
gli atti delle dette concessioni, o già prescrìtte dall'auto- 
rità competente, o che questa potesse trovare conveniente 
di prescrivere; 



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4190 LM«I I MCRIT? MR. KTCMO K'itALU * llW 

ò) Le piantagioni che s'inoltrino dentro gli alvei dei 
fiumi, torrenti, rivi e canali, a costringerne la sezione nor- 
male e necessaria al libero deflusso delie acque; 

e) Lo sradicamento o Tabbruciamento dei ceppi degli 
alberi che sostengono le ripe dei fiumi e dei torrenti per 
una distanza orizzontale non minore di nove metri dalla 
linea a cui arrivano le acque ordinarie. 

Per i rivi, canali e scolatori pubblici la stessa proibizione 
è Umitata ai piantamene aderenti alle sponde; 

d) La piantagione sulle allnvioni delle sponde dei fiumi 
e torrenti e loro isole a distanza dalla opposta sponda mi- 
nore di quella nelle rispettive località stabilita, o determi- 
nata dal prefetto, sentite le amministrazioni dei comuni in- 
teressati e Tufficio del genio civile; 

e) Le piantagioni di qualunque sorta di alberi ed ar- 
busti sul piano e sulle scarpe degli argini, loro banche e 
sottobanche lungo i fiumi, torrenti e canali navigabili; 

f) Le piantagioni di alberi e siepi, le fabbriche, gli scavi 
e lo smovimento del terreno a distanza dal piede degli ar- 
gini e loro accessori come sopra, minore di quella stabilita 
dalie discipline vigenti nelle diverse località, ed in man- 
canza di tali discipline a distanza minore di metri quattro 
per le piantagioni e smovimento del terreno e di mètri dieoi 
per le fabbriche e per gli scavi; 

g) Qualunque opera o fatto che possa alterare lo stato, 
la forma, le dimensioni, la resistenza e la convenienza al- 
l'uso, a cui sono destinati gli argini e loro accessori come 
sopra, e manufatti attinenti; 

h) Le variazioni ed alterazioni ai ripari di difesa delle 
sponde dei fiumi, torrenti, rivi, canali e scolatori pubblici, 
tanto arginati come non arginati, e ad ogni altra sorta di 
manufatti attinenti; 

i) Il pascolo e la permanenza dei bestiami sui ripari, 
sugli argini e loro dipendenze, nonché sulle sponde, scarpe 
e banchine dei pubblici canali e loro accessori; 

h) L'apertura di cavi, fontanili e simili a distanza dai 
fiumi, torrenti e canali pubblici minore di quella voluta dai 



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iMQw ■ MCKin nt mMe ì'italu • 1M4 4i91 

regolamenti e consuetudini locali, o di quella che dall'au- 
torità amministrativa provinciale sia riconosciuta necessaria 
per evitare il pericolo di diversioni e indebite sottrazioni di 
acque; 

l) Qualunque opera nell'alveo o contro le sponde dei fiumi 
o canali navigabili, o sulle vìe alzaie, che possa nuocere 
alla libertà ed alla sicurezza della navigazione ed all'eser- 
cizio dei porti natanti e ponti di barche; 

m) 1 lavori od atti non autorizzati con cui si venis- 
sero a ritardare od impedire le operazioni del trasporto 
dei legnami a galla ai legittimi concessionari. 

Art, 97. 
(Art. 169 legge 20 marzo 1865, allegato F). 
Sono opere ed atti che non si possono eseguire se non 
con speciale permesso del prefetto e sotto l'osservanza delle 
condizioni dal medesimo imposte, i seguenti: 

a) La formazione di pennelli, chiuse ed altre simili opere 
nell'alveo dei fiumi e torrenti per facilitare l'accesso e l'e- 
sercizio dei porti natanti e ponti di barche; 

b) La formazione di ripari a difesa delle sponde che si 
avanzano entro gli alvei oltre le linee che fissano la loro 
larghezza normale; 

e) I dissodamenti dei terreni boscati e cespugliati la- 
terali ai fiumi e torrenti a distanza minore di metri cento 
dalla linea a cui giungono le acque ordìnai'ie, ferme le di- 
sposizioni di cui all'art, 95, lettera e; 

d) Le piantagioni delle alluvioni a qualsivoglia distanza 
dalla opposta sponda, quando si trovino a fronte di un abi- 
tato minacciato da corrosione, ovvero di un territorio espo- 
sto al perìcolo di disalveamenti ; 

e) La formazione di rilevati di salita o discesa dal corpo 
degli argini per lo stabilimento di comunicazione ai beni, 
agli abbeveratoi, ai guadi ed ai passi dei fiumi e torrenti; 

f) La conversione delle chiuse temporanee di deriva- 
zione delle acque pubbliche in chiuse permanenti, quantun* 



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qua instabili, e Taiterazione dei modo di loro prìmitiYa co- 
struzione; 

g) Le vanazioni della posizione, struttura e dimensioni 
solite a praticarsi nelle chiuse instabili ; 

h) Oli scavamenti nei ghiareti dei fiumi e torrenti per 
canali d'invito alle derivazioni, eccettuati quelli che per in- 
valsa consuetudine si praticano senza permesso dall'auto- 
rità amministrativa; 

i) Le variazioni nella forma e posizione delle chiese sta- 
bili e rialzamento di queste, e le innovazioni intorno alle 
altre opere di stabile struttura che servono alle derivazioni 
dai rivi, scolatori e canali pubblici, od all'esercizio dei mo- 
lini ed altri opifizi su di essi stabiliti; 

k) La ricostruzione, tuttoché senza variazioni di posi- 
none e forma, delle chiuse stabili ed incili delle deriva- 
zioni, di ponti, ponti canali, botti sotterranee e simili esi- 
stenti negli alvei dei fiumi, torrenti, rivi, scolatori pubblici 
e canali demaniali; 

l) Il trasporto in altra posizione dei molini natanti sta- 
biliti sia con chiuse, sia senza chiuse, fermo sempre l'ob- 
bligo dell'intiera estirpazione delle chiuse abbandonate; 

m) L'estrazione di ciottoli, ghiaia, sabbia ed altre ma- 
terie dal letto dei fiumi, torrenti e canali pubblici, eccet- 
tuate quelle località ove per inv/Usa consuetudine si suole 
praticare senza speciale autorizzazione per usi pubblici e 
privati. 

Anche per queste località però l'autorità amministrativa 
limita o proibisce tali estrazioni ogni qualvolta riconosca 
poterne il regime delle acque e gl'interessi pubblici o pri- 
vati essere lesi; 

n) L'occupazione delle spiaggie dei laghi con opere sta- 
bili, gli scavamenti lungh'esse che possano promuoverne il 
deperimento o recar pregiudizio alle vie alzaie ove esi- 
stono, e finaliaente la estrazione di ciottoli, ghiaie o gab- 
bie, fatta eiezione, quanto a detta estrazione, per quelle 
località ore per consuetudine invalsa suolsi praticare senza 
speciale autorizzazione. 



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4193 

(Axft. «S. 
{Art, .Ì3»ìle^gt i2d mmrtzo 190i^ ^UégatB IF^. 

si *|^s«rne '«•©fulpè, se troa ■con ispecMe «titoriz- 
«Mf 9Be >#A Vittli^toiio dei Ittvwi^l -putiblrci, « sotto 4a tnreor- 
^mu» chSto «oiiSi^lmA daft %a«8esimt> hnpo^, 'le opere dic& 

a) La converaiom Mie "dUme* tempora^ chitrst^ 

ImMMlMIì 'di 4efl^affiionMdM «uni! « borrenti In tiMuse istabili ; 

'9)iLe Yàifilii^knfi VMHa foffffia « alétta ppéis^ione i& Selle 
^bwp*e « fleiffftóieìie, wiite Mi» tìtóttse «rtaWB.-ca t)gnì in- 
noTazLone tendente ad aumentare l'altezza di queste^ 

e) Le opere alle sponde dei fiumi e torrenti che pos- 
sono alterare o modificare le condizioni delle derivazioni; 

d)jLm Iriinf^e ontnEioid iMll'cAtw 4éi doni, torrenti, 
rivi, scolatori pubblici o canali demaniali, di chiuse ed altra 
opera stabile per le defivaziOfil], di ponti , j>onti canali e 
botti sotìtermttWB, nan ^e ie ttinovaxrotti intorno iXk opere 
M imosto .genwre ^ lesistdwti ; 

1^ hf^jH^f^/jfgnmm» 4xmu^q Fdùimohfi iti^jOBio. a ib*av0M9 
gli argini e l'annullamento delle esistenti; 

^Ji^.tstoWiOMSito di HMid nnodiai niftaoti, emuieriiiate 
te 'éiéoji^km e. (le iMAMfliiidini vigeiiti oette diirerae JaoaJità. 

Art, 92, 
{Art 21 legge 10 agosto 1884, n. 2644), 

Le qpcire indicate nell'articolo precedente sono autoriz- 
zate dal {Ireletl^t quando debbono eseguirsi in corsi di acqua 
non navigabiii^/nmicximpresi fra quelli inscritti negli elenchi 
delle oparo idrauliche di JS"" categoria. 

Art. 100. 
{Art. 171 legge 20 marzo 1865^ allegato F). 

I fatti ed attentati criminosi di tagli o rotture di argini 
o ripari saranno puniti a termini delle vigenti leggi penali. 

263 - Vou V, - 1904. 



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4194 UBGOI I DBCRITI DSL HGNO B*TtkLik • 1904 

Art. 101. 
(Art. 172 legge 20 marzo 1865, allegato F). 

È facoltativo all'autorità amministrativa provinciale di 
ordinare ed eseguire il taglio degli argini di golena, quando 
la piena del fiume o torrente sia giunta all'altezza per tale 
operazione prestabilita dai regolamenti locali, nell'interesse 
della conservazione degli argini maestri. 

Potrà però ai proprietari delle golene esaere conceduto 
di stabilire chiaviche nei loro argini secondo progetti da 
approvarsi dall'autorità suddetta nell'intento di evitame il 
taglio. 

CAPO Vili. 
Disposizioni traosiMiie relativa alia acque puliUiolie. 

Art. 102. 
(Art. 173 legge 20 marzo .1865, allegato F). 

Sono osservati i comprensori o oircondari di imposi- 
zione, ed i bonsorzi esistenti sotto qualunque nome per gli 
scoli di cui al cspo V. 

Il Ministero dei lavori pubblici, sentiti gl'interessati ed 
il consiglio provinciale, potrà decretare quelle modificazioni 
e addizioni che reputasse opportune ai singoli comprensori, 
per conformarli alle prescrizioni dell'art. 65. 



VùiOj d'ardine di S. ìt. il Rei 

lì minittro d«l tesoro 

L. LUZZATTI. 

Il ministro dei lavori pubblici 
TEDESCO. 

Il minittro di agriooltura, iadattria e oommercio 
KAVA. 



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tMmt» marna amauKntiuk'ttU 4196 

N. 524. A N. 524 

Regio Decreto che approva i titoli rappresentativi 
delle cartelle speciali di credito comunale e provinciale. 

10 agosto 1904 
{f^hlievio nella QMMMmi Uf/UiaU M lUgno il 3 ottt^re 1904, n. 230) 

vrrroBio emaiojele ni 

P8R GRAZIA M,0IO B PKR VOLONTÀ PWLfUi NAZIONB 
. EB D*ITAIiIA 

Veduia la legge 24 aprile 1898» n. 182, che istituisce 
presso la cassa depositi e prestiti una sezione autonoma 
di credito comunale e provi aciale con gestione propria; 

Veduto Tart. 2 della legge 8 luglio 1904, n, 320, sui 
proYYedimenti per la città ' di Roma, col quale si autorizza 
la conversione, con emissione di un titolo speciale della 
sezione autonoma di credito comunale* e provinciale, esente 
da ritenuta per qualsiasi imposta predente e futura, del 
prestito contratto iu obbligazioni 4 per cento in base alla 
legge 8 luglio 1883, ù. 1482; 

Veduto Tart. 1 del decreto legislativo 11 luglio 1904, nu- 
mero 337, relativo all'emissione da parte della sezione au- 
tonoma suddetta, di cartelle speciali del valore nominale di 
lire 500 ciascuna, rappresentate da titoli unitari e da titoli 
comprend^iti 5, 20 e 40 cartelle speciali ammortizzabili 
in 60 anni mediante sorteggio annuale e fruttanti l'infe^ 
resse del 9.16 per cento, esente da ritenuta per qualsia»! 
imposta presente e futura; 

Veduto Tart. 3 del decreto suddetto pel riparto in serie 
dei tìtoli rappresentativi delie cartelle speciali, per la loro 
numerazione, corredo (li cedole, firma a stampa e per la 



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4196 tMua mwmaKDM 

ruenra di determinare con aUfo decreto la lorma^ le leg- 
gende e i .albini ^caratteristici dtt tit<^ per thirniii serie 
e dei eerCAeati nominativi; 

Sulla proposta del Nostre ministro del tesoro interim 
delle finanze; 

Abbiane deoi^rtato e deoRÉfain»: 

Art. 1. 

I titoli rappresentativi delle cartelle speciali di credito 
comunale e provinciale di cui al decrefto legislativo 11 lu- 
glio 1904, n. 337, sono stampati su carta filigranata di 
color verdognole cliii^o ^ conforme 4ki Aodalli visti d'or- 
dine Nostro dal tnhihrtro del tesoro e d^sitatì insieme al 
presente negli fMtAifi 'generali 4el Regos. 

Le filigrane rapprewDtaaio li ««Éemma reale e la leg- 
genda € Credito comunale e provinciale n. 

Xe filigrane. (felle tsedole rappresentano mmeri progres- 
sivi rlairi fifl 'IO in citre arabiche.' 

Art. 2. 

Sm prospetto &(nscto^ 4el titola è etnopato. « «miatra «a 
HMfAagHene rmcdiiudeniii l'effigie dell' Italia ^e ^attm^ntesi ia 
<alto con lo atemma dello Steto, in ìmub oon una iavi^ia 
tadicante il velare Berininale del tikoia ai .quale. Amdm à% 
«ornioe eiwriati fregi iartiniei. 

Le leggende ed i numeri, madelAitdledfibnMiljelle cedMis 
-sono «tampini in nero per iutti i divttfeii hraioci. 

La lista tf atparaaioBe del rèHnlo dalla itaHrica ^porèi is 
leggenda « <!>asfa diel à&fmiti e >d«i preatiM » akam^aia ài 
ìÈAM, oo«L eanatteii Inigiesi msfaseolj, intrwoisaM fra lore. 

)l <ondo ra ciìi riposa raniàdetta leggenda, panaasotì che 

tfB/fUìi esistatrti bui phwpeUo éà. titolo e dette ^oedole, n* 

multano «tampati In oalori diversi per i <di^visai ratoii e oeè: 

In colore « violetto j> per il titolo ninitaia par line dMU 

^queceilta);; 

In ccdors « twbo aeariatto » per :1I Hkà^ ^ 3 «»taib» 
per lire 2^500 (duendHac^queoento)^ 



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In colore « bruno cupo » per il titolo da 20 cartelle 
per 'lire 10,000 (diecimila); 

In ctlote «» verde annwy per il titolò da. 40 eartelle 
per lire 2D;000 (ventimila^*. 

Art. 3. 
La. parte posteriora (if^erso) deix titaU. ò^ k^taloMnto libera 
da stampa, quella in^peca delle uBgde cedole trovasi occu- 
pata dalla stampa in nero del contomo delle leggende e 
del numero progressivo, replicato. 

Art. 4. 

I titoli, oltreché del bollo demaniale e del bollo a secco, 
sono muniti delle firme impresse mediante apposito marchio 
con fac-simile^ dfeLdiréttiira gftiojfaiéi -dieìlar cassa dei de- 
positi Q pra»titiv di|l à^fetttìfe ùsapo, de^U- ragioadria e del 
rappresentante l'ufficio di riscontro della corte dei conti. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito deT sigillo dello 
Stato, aiad&MFfb vm^reutO^tià ufficiAlè'deHe'teggie'dei decreti 
<M HtfgÈ» <ntillk^ mtitttlbmlo a chiuirqm' upetti di' osHefvarla e 

Dato a Racconfgi', addi 10. agosto 1904. 

\^iTT0ft40 EMANUELR 



Mm etmi Mtùmf éHdOV} «txmira fflMl 
lUg. 18. AfK M Oof^rtM^i ;f(J6&iK MmHiR 



L^ LU22àTT>«. 



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4198 iMam ■ wmaan wkl uam •*i«i£il » tfU 



N. 825. àm N. 828. 




Regio Decreto che istituisce alcuni posti di ufficiale 
d'ordine nelle intendenze di finanza. 

14 .agosto 1904. 
{PubbliecUo nella Qat»§tta UfficxaU d^l Régno il 4 oit(^e 1901, «. 231) 

VITTOBIÓ EMANUELE ffl 

PER GRAZIA DI HIO E PER VOLOUtI DBLUL NAZIOIIX 
RE D'ITALIA 

Visto l'art. 3 delU legga 3 marzo 1004, n. 68; 

Ritenuto che rorganico del personal^ delle intendenze di 
finanza approvato colla legge suddetta assegna n. 373 posti 
alla classe transitoria delbì categoria d'ordine colla spesa 
complessiva di lire 373,000; 

Ritenuto clie al 31 luglio 1904 nella detta classe tran- 
sitoria erano vacanti 38 posti e che quindi i relativi fondi 
per stipendi rimasti disponìbili sul capìtolo 9 dello stato di 
previsione della spesa del Ministero delle finanze per Tesor- 
cizio 190Ì-905, ammontano a lire 38,000; 

Ritenuto che al 31 luglio stesso, sulla somma stanziata 
nel detto stato di previsione al capitolo 11 lettera a è ri- 
masta disponibile la somma di lire 200 per la morte del- 
l'ufficiale di classe transitoria, Tarabbo Luigi, e per la no- 
mina ad ufficiale di 4^ classe dell'ufficiale della classe tran- 
sitoria, Mottola Giovanni; 

Ritenuto che complessivamente è disponibile la somma di 
lire 38,200 per la istituzione di nuovi posti nella carriera 
d'ordine delle intendenze di finanza; 

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tiMi I wmcMwn wsL osm rrrALU • IMI 4100 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per il tesoro incaricato dell' m<^m delle finanze; 
Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Con effetto dal r settembre 1904, nel ruolo organico 
del personale della intendenze di finanza sono istituiti 4 posti 
di ufficiale di ordine di 1* classe con l'annuo stipendio di 
lire 2,200; 7 posti di ufficiale d'ordine di 2* classe con 
l'annuo stipendio di lire 1,800; 8 posti di ufficiale d'ordine 
di 3* classe collo stipendio di lire 1,500; 4 posti di uffi- 
ciale d'ordine di 4* classe con lo stipendio di lire 1,200. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia in&erto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Raccónigi, addi 14 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Riffit^^io mila Ooru dd mmH addi 28 settembre 1904. 

Reg. 18. Aiti del Q^vemo a f. 168. F. Mb/zbttt. 
Luogo del Sigaio. Y. U GaardaftigUli RONCHETTI. 



L, LUZZATTJ. 



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N. 826. A K nìS. 



Bimó T)lf6».wt(f «he épp*0St le tmHmntii ai'fMUm m^eh- 
té^4 i d'à'mpHaiìiento daà eire&ntkria'esUrm éMèa tàtài 
di M(kiti4. 

^ùétlitutio mu G«tMM» VfìUMh MI Jt^jnHK/l iottòbt^ noe « 2S2) 
E£ 0*ITALIA 

Vista la doméitidfa ]>rf«l^Jtfirtà d«il miniteipto di MiiAno di- 
retta 8d ot'enere che siano approvate sette varianti al piano 
regolatore e di ampliameata del oipooa4ario estemo di detta 
città, approvato con la legge deir 11 luglio 1889, n. 6210; 

Visto il progetto di dette varianti compilato in data 22 
aprile 1902 e 30 novemtìrre J303f daSruIBdb t&mieò mmi- 
cipale di Milano a firmn detringegtt'el^e oipo. Agùx>r Gio- 
vanni Masera; 

Considerato che le varianti senza ledere reconomia ge- 
nerale del piano approvato tendono ad eliminare alcune delle 
dilficoltà incontrate nella esecuzione, a migliorare le comu- 
nicazioni fra la parte della città racchiusa nei bastioni e 
quella esterna, ed a ridurre l'ampiezza eccessiva di talune 
vie e piazze comprese nel piano; 

Vista la legge 25 giugno 1865, n. 2359, e quella li giu- 
gno 1889, n. 6210; 

Visto il voto del consiglio superiore dei lavori pubblici; 

Udito il parere del consiglio di Stato; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
pei lavori pubblici; 



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Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articola unico. 

Sono ap^HEwate le sette variaGQti al piano regolatore^ di am- 
pliamento del circondario wt^^rno di Milano, risultanti dal 
progetto compiiate dall'ufficio tecnico municipale di detta 
città a Arma dell* ingegnere capo signor Giovanni Masera^ 
e Tisto d'brdìne Nostro dal ministra proponente ne?Fe qtMtttov 
planimetrie ih data 22* aprile T9(?2f, €► nei piani particola- 
reggiati descrittivi degli stabili in dAta 30 novembre 1903, 
e neUe relative tavole di disegni ed elenchi. 

Per l'attuazione delle varianti resta fermo il termine sta- 
bilito dalla citata legge 11 luglio 1889. 

Ordiniamo cba il yrMeite dwarei», nimito del sigillo dello 
S tato,, gÌA iojiento ja^ella^xiacculta ufficiala dello leggi e dei decreti 
(iel Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di os>ervarlo e 
di farlo osservare. 

Ditto a Raeccarigi, addi IS^gostfl 1904 
YKPTORia EMANUELE. 



R§giitraló alla CorU dei rorm-^td^W tetlctn^e- 1901 
iMigo d4i Sigillo. Y. IL (iiHfiitWfiUi fiK>$Q»Tm. 



Tedesco. 



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4202 uasi I iicuTi ut usui ì*ituja • 1W4 

N. 827. A N. 827. 

Regio Decreto cìie modifica le norme per le indennità 
di missione agli ispettori del credito e della previdenza. 

25 agosto 1904. 
{PutbUùaio tulta BatMiUa UffidaU del Bm^ho il 5 ottobre 1904, ii. 232) 

vmmo raANDELE m 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLOMTX DELLA RAnOHS 
BE D'ITALIA 

Veduta la legge 11 luglio 1904, n. 343, che modifica il 
ruolo organico deiPuÀcio di ispezione e vigilanza sugli isti- 
tuti dì credito e previdenza; 

Veduto il regio decreto 3 gennaio 1895, n. 10, che sta- 
bilisce le indennità spettanti agli ispettori per la vigilanza 
sugli istituti di credito e di previdenza; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per Tagricoltura, Tiadustria ed il commercio; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art 1. 
Gli ispettori dell'ufficio di ispezione e vigilanza sugli isti- 
tuti di credito e previdenza, per le missioni fuori della loro 
ordinaria residenza, percepiranno le indennità di viaggio e 
di soggiorno nella misura stabilita negli articoli seguenti. 

Art. 2. 
Air ispettore capo, agli ispettori superiori ed agli ispet- 
tori di 1*, 2* e 3* classe sarà corrisposta una indennità di 
viaggio pari al prezzo di un posto di 1* classe sulle ferrovie 
e sui piroscafi, sotto deduzione per questi ultimi dei ribassi 

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uggì I racfttn un. nciio i'xtalia - IMI 4203 

di prezzo consentiti dalle convenzioni a favore degli im- 
piegati che viaggino per ragioni di servizio; e di cent. 25 
per ogni chilometro sulle strade ordinarie, prendendo per 
base la^ via più breve. 

Art. 3. 
L' indennità di soggiorno sarà corrisposta per tutta la du- 
rata della missione comprendendovi il giorno della partenza 
e quello dell'arrivo. 

Tale iudennità giornaliera è stabilita secondo la tabella 
seguente : 

Agli ispettori di 3* classe L. 10 

Agli ispettori di 2* e di 1* classe . . » 12 

Agli ispettori superiori » 14 

All'ispettore capo » 16 

Art. 4. . . 
Il Ministero determinerà di volta* in Volta le indennità 
da accordarsi per le missioni all'estero. 

Art. 5. 
Le norme stabilite col presente decreto andranno in vi- 
gore con la data di esso. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto neUa raccolta ufficiale deUe leggi e dei decreti 
del Regino d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare.: , . . , 

Dato a Racconigi, addi 25 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



9$gi9àraf0 ^lla O/rU dei tomi oidi 29 settembre IGOK 

Beff, 18. Ani del. Governo a /. Iò9. F. Mrzzetti. 
Luopo del Sigma.' Y.H OurdMijitH RONCHETTI. 



•Rava. 



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N. S28. A ^- S2& 



Regio Decreto cfie modifica le taÒ9Ìim PI e' M 
àegH organica miftìarP (JkWd €bìtifà(» BrUrem. 

18 agpstor 1994. 
(PìMlicaio mila QoMMetta VfficiJiU del RéjHO il VS oUobre 1004, n. ISIl) 



PKR ORAZIA DI PM 1. BIBR ^OUÌHrTJL »ILLA UJlOMle 
BB Ou' ITALIA 

Visto l'art. 6 della legge 24 ma^jgio 1903,, n, 205; 

Uditoi jl Cc^ttsigjio dai ministri; 

SUiia^ propcntei éA ìSbaànù mintflÉn)/ «if ratami <& Stete 
pBr gfi' affiori «9tori' (t^teeendfe» octo- ^pi«Ahi «IMI* gu«sri^ ìu^ 
seguito a proposta dal regio commissario civile^ perf* crolcmi* 
Eritrea; » * . / / 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Le tabelle n. 9 e T* d&gff organfct mi»twf'«^ Ser^Mo 
del Treno )» e depositoi <leÙa colozuai. EnJa^ea ia Napoli an^ 
nesso airordinamento organico per la colonia Eritrea ap- 
provato. aoU Nostro decreto 30 marzo 1902, n. 168, sono 
modificate come appresso: 



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JMaeUm m. ». — iSaMiWo 4lBl.^i0n0. 



•' 


UOMINI 


QUADRUPEDI 




italiani 


Truppa 
indigena 


di 
Ufficiali 


da basto 




Ufficiali 


Troppa 


Muli 


Muletti 


Capitano o tenente (capo 


1 - 




.1 


• 




Ufficiali BibalternK . . 


2 


— 


— 


2 


— 


— 


Sottafflcìale contabile . . 


■ — 


l 


— 


— ^ . 


.— 


— 


Sottufficiali 


■ — 


^ 


— 


— 


— • 


— 


Caporali maggiori o icapo- 
rali . . « . . r. 


^« 


6 


«. 


— 


__ ) 


r^mm . 


Caporale maDÌBoalco . . 


• — 


.1 


— 


— 


— 


— 


Allievo maniscalco. . <. 


— 


3 


— . 


— 


— 


— 


Sellalo 


— 


:1 


— 


— 


— 


— 


Allievi .sellai . . . . 


— 


•3 


"" 


— 


— 


— 


Carradori 


— 


e 




— ' 


— 


— 


Fabbro 


— 


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' •..• 


— 


— 


Balte Baeci - 


1 


2 


— • 


«^ ^ 


— 


MnnUx^ ^ ^ - . ^. 


— — 


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__ 


— 


— 


Trombettiei'i . . . ^, 


»._ i — 


3 : 




— 


— 


Atifindeutt . 


1 


3 
230 


— 


: 




«Xltl^UUVilVl • « • • • 

Aacari 







— . 


Qusdnipedi 


"" • 


— 


T- 


— 


120 ^ 


J220 


Totali. . . 


3 


21 


250 


3 


120 


220 



N. B, — Sono compresi nella tabella i conducenti ed i quadrupedi che il treno 
dovrà fornire ai vari presidi per il servizio di presidio nelle proporzioni che ver- 
ranno stabilite da apposito ordine del Comando delle trupppe. 



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4206 uggì t BICXKTl BIL M6II0 B'ITIUA - IIU 

Tabella n. f 4. — Deposito della oalonit Eritrea in Napoli. 



Tenente colonnello o maggiore (Coman- 
dante) (1) ....... . 

Ufficiali sabalterni contabili . . • . 

Sottufficiali . . . 

Caporali 

SoldaU 

Quadrupedi 

Totali. . . . 



Uomini italiani 



Uffloiali 



Truppa 



Quadrupedi 



di 
Uffidali 



16 



mnli 
da tiro 



(1) Può anche essere un ufficiale richiamato dalla posinone di sermio ausiliario* 



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LIG6I I noum ML iiGRa l'iTALU « 19M 4307 

Ordiniamo^che li presente decreto, munito del sigillo delio 
Stato, aia inaerto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconìgi, addi 18 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



M4g49tntto alèm Ooru dd ùtmM ^Mi .29 settembre 1€04. 

Reg. 18. ktU dei Governo • f. 175. 7. Mazzom. 
Luogo del Sxgilio. V. Q OnArdaiigiUi RONCHETTI. 



TlTTONI. 

E. Pedotti. 

QlOLITTl. 



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S. S29L A IL m9. 

Regio Dsceeto che approva lo statuto del consorzio per la 
concessione della ferrovia MonzorBesana-MoUeno-Og- 
giono. 

8 settembre 1604. 
(PubbUMo nella GfU9$m Upttkgh 'dd IBtgm H ft oMidw 19M, n. 880^ 

VITTORIO EMAinJELE m 

PER QKAZIA DI DIO E PER VOLOUtI DELLA MAZIOlll 
BE D'ITALIA 

Viste le deliberazioni prese dai consigli comunali di Triog- 
gio, Albiate, Besana, Renate e Veduggio in provincia di 
Milano, e da quelli di Monticello, Cassago, Bulciago, Co- 
stamasnaga, Molteno e Oggiono in provìncia di Como per 
costituirsi in consorzio, a norma della legge 29 giugno 1873, 
n. 1475, per ottenere la concessione della ferrovia Monza- 
Besana-Molteno- Oggiono ; 

Visto lo schema dello statuto consortile approvato dal- 
Tassemblea generale dei rappresentanti nell'adunanza del 
6 aprile 1902; 

Viste le disposizioni della legge 29 luglio 1879, n. 5002, 
e 29 giugno 1873, n. 1475; 

Sentito il consìglio di Stato; 

Sulla proposta dei Nostri ministri segretari di Stato 
pei lavori pubblici e per Tinterno; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Art. 1. 
É approvato, colle modificazioni prescritte nell'articolo 
seguente, lo statuto del consorzio costituitosi fra i suin- 



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tÉQOi M MCCfetlTl ^Itr, RHÒHO t/YTkllA ^ 1904 4209 

dicati comuni par ottenere la concessione delia ferrovia 
Monza-Besana-Molteno-Oggiono, e deliberato nell'assemblea 
generale dei rappresentanti li C aprile 19D2. 

Art. 2. 
L'art, bf nei comma terzs^ quarto e quinto, sarà modi- 
ficato come appresso : 

« Ove per morte^ per toloniaris riAtmoift o per altri 
motivi^ aleono d^ rappresentanti venisM darante yamo a 
mancare, il comune rappresentato dovrà provvedere alla 
surroga non oltre Tapertijra dè^la Éessione ordiuai\a im- 
mediaiameiite aucceasiva all'avvenuta vaeMiaMi# Qualar» non 
vi provvedi non sarà tenuto conto della vacanza per la 
determinazione del numero legale richiesto dal capoverso 
dell'art. 7. 

€ L'assembla pcftfà dichiarare la decàden^ia dei mem- 
bri rnMM*}* as^ewél itf tre finnioni <Joliséca<ive «crtza giusti- 
ficati motivi, e le deca4etizé éoiA dichiarate, produrranno, 
in attesa delle relative surroghe, lo stesso eflfetto indicato 
hM dottHoa* preeedoBito .per ia d^termidaiìod» del mimerò 
legale. 

; # I ftipipteseBèanti Bar rogasti dttrMmmo tn csaìkìh per 
tutto il residuo periodo ancora spettante ai surrogftiti. i» 

Ordiniamo che il presente dncrcto-, ntiitrito del àigilto dello 
Stato, sia inserto nella racwltrt trÉBciate delle leggi é de? decreti 
del Regno d'Italia, mamltniffo a dhhtnqtie Spetti aì osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 8 settembre l'904« 
YITTOtirO EMANUELE 



Rtgisirato atta Corte dei eanH addi 29 Èettemkre 1904» 

lUff. 18. Atti del Governo a f. 174. P. t/lmiEm. 
léÈ^go éti Si^lk. V. U- Sanviuaigafi RONCHBTTI.- 



i64 ^ Vm^ V. ^ \im, 



GlOLlTTI 



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4210 LEGGI E DEGRETI ]>£L BBONO d'iTALIA - 1904 



N. S30. Mm N. S30. 




Regio Dborsto ehe apprwa il regola^nento del personal 
a mercede giornaliera nelle manifatture dei tabacchi. 

14 Mttombre 1004. 
{JhMUuH mOa €hmM§9la Ufjfleiak M Rtpno U 6 9ihòr$ 1904, n. S32) 



VITTORIO EMANUELE IH 

PER QBJlZ\JL di dio E PER VOLONTÀ DELLA nAZlQOm 
BB D'XTAIiIA 

Sulla proposta del Nostra ministro segretario di Stato pel 
tesoro interim delie finanze; 

Sentiti il consiglio del lavoro ed il consiglio teonioo dei 
tabacchi ; 

Sentito il consiglio di Stato; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art. 1. 

É approvato Punito resfolamonto del personale a mer- 
cede giornaliera nelle maniratture dei tabacchi visto» d'or- 
dine Nostro» dal ministro proponente. 

Art '2. 

Sono abrogate tutte le disposizioni contrarie a quelle con» 
tenute nei prt;sente regolamento. 

Art. 3. 
11 presente regolamento andrà in vigore il 1^ ottobre 1904. 



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LEGGI S DBCBETI DEL REGNO d'iTALLI - 1904 4311 

Ordiniamo ch9 il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, maodando a chiunque spetti di osservarlo # 
dì tarlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 14 settembre 1904L 
VITTORIO EMANUELE 



tegis^miò alla Ccru <M eanJH addi SO seUembré 1004. 

Réff. 18 AfU' dsl Govèrno a f, 178. F. ìimiom. 
ÙM0O dèi Sigillo, y. U Guardasigilli RONCHBITL 

L. LUZZATTL 
QlOUTTL 



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REGOLAMENTO 

DEL PERSONALE A MERCEDE GIORNALIERA 
NEUE MAHIFATTURE BEI TAMCCNI 



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iBOOt X DBCBjm VfKL BBOlTO B^ITIUA - 1904 4915 

REGOLAMENTO 
del personali a neroede giornaliera nelle manifatture de! tabaeehi 



CAPITOLO I. 
Classifleaiione del penonale. 

Alt. 1. 

n personale a mercede giornaliera delle manifatture dei tabaeehi si di- 
vide in due categorie: 

personale di sorveglianza; 
personale di lavoro. 

^ Art. 2. 

Appartengono el personale di sorvegUanjsa: 

gii aintanti capi laboratorio e le scrivane; 
Appartengono al personale di lavoro : 

le maestre, gli artieri, g^ opecai comoni, le istrattrici, le rerificatrici» 
lo oontrollatrid e le operaie comuni. 



CAPITOLO IL 
Àniitfeslone^ alannato, iserisioae nei raolL 

Art 3, 

6H aiutanti capi laboratorio sono scelti fra gli operai coft non meno 
di cinque anni di serviào nelle manifatture, e non più di 35 anni dì età, 
e devono: 

a) avere ottima condotta; 

h) dare prova di sufficiente istruzione; 

e) avere attìtudine specifica per condurre un laboratorio. 



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Art. 4. 

In mancanza di operai idonei gli aiutanti capi laboratorio si nominano 
per concorso» mediante esame, i cui programmi sono stabiliti con disposi- 
zioni ministeriali. Essi debbono: 

a) essere cittadini italiani; 

b) avere Tetà dai 17 ai 20 anni; 

e) essere di sana e robusta coetitiizione fisica da comprovarsi con 
visita medico-collegiale proMp le auunfetltiro; 

d) possedere la licenza ginnasiale o tecnica, oppure di scuola com- 
merciale, o d'arti e mestieri equipollente alla licenza di scuola tecnica; 

e) esibire il certificato di non incorsa penalità e quello di buona con- 
dotta rilasciato dal sindaco del comune, di data non anteriore a due fx^fsu 

A parità di merito d'esame sono preferiti i %Ii .^U;^ addetti alle DQani- 
fatture. 

Art. 6. 

Gli operai prescelti, perchè idonei, sono nonunati «iuftanti «api kbcca- 
torio solo dopo aver superato iavonvelaente un e^rimenti» piatici deUa 
durata di 300 giorni lavorativi. 

Ritornano aila categoria operai ooHa meseede di «ni frinivano, «a IVsito 
dell'esperimento è negativo. 

Art. 6. 

I vincitori del concorso sono sottopoeti ad una prova della durata di 300 
giorni lavorativi, duiaoite la qvaia aaiiiiPlìi^ icl un ««ini éoprico pratico 
di scienza applicata al tabacco in un opificio da designarsi. 

Sono nominati aiutanti capi laboratorio con la graduatoria dell'esame 
d' idoneità <l|t mdim aU^ fina dal idetto corso, ^ dopo avere dato (ucQva dì 
biioaa condotte* di operositi^ e di attiti^dine ; diyanamente aoQp licen- 
ziati. 

Art. 7. 

Le scrivane sono numiuaie in aaguito ad aaama di cQnoQmo con la aorrne 
ed i programmi stabiliti con disposizioni ministeriali. 



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t^nm M matm su. wOmq o'cmuà • ì90à 4113 



Al*. 8. 

Lt Mpirmèi all'MMM di oonoorao d^vimo: : 

a) essere cittadine italiane; 

b) avere Tetà dai 17 ai 20 anni; 

e) essere di sana e robusta costituziond fisioa da -oomprav^/m con vi- 
sito medioo ooUfgìale peesao le naniiartteie; 

i) possedere la licenza compiementoie, ginnasiale o tecniea, od altim 
eqnipottsnte a termini di legge; 

^ esibire il certificato di non incorsa penalità e quello di buosa con- 
dotto rilMci»lo dal siiidaco del comune, di dato non anteikce a due mesi. 
A parità di merito di esame sono preferite le figlie delle addetto alia 
mamfattiife. 

Art. 9. 

Sono ammesse all'esame quelle operaie che hanno dato prova di suffi- 
cianto istrusione e ai diatingaong per attitudine « per lodevole condotto, 
purché sìQiì abbiano superato gli anni 25. 

Art, 10. 

Le vincitrici del concorso sono sottoposto ad uno eqpeziinento pratico 
della durato di 300 giorni lavorativi presso le manifatture. 

Quelle che fanno buona prova neDo esperimento pratico sono nominato 
sdévime. La altro eano lieesaìf to» salvo ohe ai traiti di oonamenii di cui 
all'articolo precedente, che ritornano nella catc^gom delle opetaìe. 

Art, 11. 

Le maestre sono scelto fra le operaie pia ^esperto «ette lavanuiieni^ di 
speechjato oiefidiià e ^KKidetto» ohe «appiano kggere e acsivere, ebe siano 
di sana costituzione fisica, e non abbiano superato il 4(f wèno di 'età. 

Art. 12. 

. Le istruttrici, le verificatoci e le controU&trìci s^no scelto tra le operaie 
che hanno i requisiti inerenti alla speciale funxione a cui sono chifunato^ 
L'incarico è revocabile quando i^e cessa il bisogno» o l'operaia se ne sende 
immeritovole. 



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4318 usuai m vÈùasn hel èboIio D^triitA - 1904 

Art 13. 

i Oli operai artieri sono aasunti per concorso in base a saggio piofesnoDale. 
Oli aspiranti devono: 

a) essere cittadini italiani; 

ò) avere Tetà dai 20 ai 30 anni; 

e) essere di sana e regolare oostìtuidoiie fisica da oomprovarai con vi* 
sita medico-ooUegiale presso le manifattoe; 

d) possedere il certificato di prosdoglimento nell'istnuioDe demeniaie 
inferioie; ^ 

e) presentare la prova di avere esercitato lodevolmente Parte a cui 
sono chiamati; 

/) esibire il certificato di non incorsa penalità e quello di buona ocm* 
dotta rilasciato dal sindaco del comune, di data non anteriore a due mesi. 

Art 14. 

I vincitori del concorso sono sottoposti ad un esperimento della durata 
di 300 giorni lavorativi, per provare in modo sicaro Inidoneità al posto per 
abilità, attitudine fisica e buona condotta. 

C!hi non soddisfa a tutte le condizioni dell'esperimento, ò subito licen- 
liato; gli altri, compiuto l'esperimento, sono nominati artieri. 

Art 16. 
Oli operai oomioni si assumono in s^riao per concorso da kidnai per un 
numero di posti determinato. 
Dev<mo: 

a) essere cittadini italiani; 

b) avere l'età dai 18 ai 25 anni; 

e) essere di sana e robusta costitmdone fimca da comprovarsi con vi- 
sita medico-eollegiale presso le manifatture; 

d) possedere il certificato di proscioglimento nell'istruzione elementare 
inferiore; 

e) esibire il certificato di non incorsa' peùafità e queBo di buona con* 
dotta rilasciato dal sindaco del comune, di data non anteriore a due mett, 

I posti messi a concaiso sono conferiti Et^oimdo k graduatoria per ordine, 
di lobusteisa fisica. 



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iBi^dt X txÉcaxm ivKt ixolco tfnàJÀA . 1904 tilO 

A parità di condizioni aono pwbrit^|ooloiQ clie luuuko lodevofanenta 
servito nell'esercito o neirarmata e i figli degli addetti alle manifatture. 

Art. 16. 

Le operaie cornimi si assumono in servizio per concorso da indirsi per un 
namero determinato di posti: 
Le coBoonenti devono: 

a) essere cittadine italiane; 

b) aveve l'età dai 17 ai 22 anni; 

e) essere di sana e robusta costituzione fisica da comprovarsi con vi* 
sita medico-coll^iale presso le manifatture; 

li) possedere il certificato di proscioglimento nell'istruzione elementare 
inferiore; 

e) esibire il certificato di non incorsa penalità e quello di buona con- 
dotta rikadato dal ùndaco del comune, di data non anteriore ai due mesi. 

fenati avere sorelle nubiH, che convivano con loro e coi genitori, in 
servìzio nella stessa manifattura; 

g) esibire il libretto di lavoro prescritto dàlia legge sul lavoro delle 
d<M»i6 e dei fanoiHlli. 

Art W. 

I posti messi a concorso sono cotéeriti' dalla commissione permanente 
degli impiq;ati superiori della Mani&ttura, secondo una graduatoria cbe 
sacà fatta per ordine di robustezza fisica e di disagio economico e a pa* 
rità di condizioni con precedenza della minore età. Fino alla metà dei posti 
méssi a concorso, le figlie di operai e di oj^ràie, in servìzio ^elle manifat^ 
ture, hanno la precedenza nell'ordine ed alle condizioni su accennate. 

La graduatoria sarà resa pubblica. 

. . , Art. li . ^ 

Le operaie sceite verino sott^>oste a SOO giorni lavorativi di es|>eri- 
mento, durante il quale sono licenziate quelle che non danno prova dì atti- 
tudine* ai- aervìiio, dìligeiiaa e bucMÌa condotta. 

Alla Sm éMéSfeiAntAto una' nuovib vìsita riaffernia PidoneiÀ fisica; ' 



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4d3# LBOOI fi ItECftfem IMSL «OltO B^H'ALIA - 1964 

Quatti cèé wfmvko k duplm pion «ono nemfaimle f^enie, le «Itre li- 

Alt. 19. 

tSono ammesse in Manifattura le fanciuUe con età non minore 4m 15 anni 
/compiuti. 

Le fanciulle sono assunte temporariamente a seoonda 4id bia<^pio; ^ces- 
sato questo» sono in qualunque epoca licenjsiate. 

Quelle che al compiere dei 17 anni di «tà soao twHavia in sapmio» fUM- 
sano nella categorìa delle operaie in eBperimftato, e la loio aonoa da&ni- 
tiva è subordinata alle regole di cui all'articolo precedente. 

Art. 20. 

Le operaie eon «ervizio effettivo non miaaie di Ve ami» ohe vtmgmo can- 
cellate dai ruoli per dimissioni volont«rìey o per «ieÉlo tdell' alu— 5 dtil-* 
l'artìcolo 57, capitolo VI, possono essere riamKiesse io oeQaiì#n» di con- 
corsi quando: 

a) non abbiano superato i 40 aani di età; 

b) dall'epoca della cessasione del servizio alla domanda di ikkwmm 
non siano decorsi più di 3 anni; 

e) non abbiano lavorato in mauttEttteie estere di tabacchi. . fi 

Art. 41. ' ' 

Le vinte me^he previste dagli articoli 8, 13, 15« 16 e 18 sono regolate 
nei mo(fi e colle nonne stabilite con disposizione ministeriale. 

Nefle visite coHegiafi ìb, sempre parte il medico deiropi$cio ed un medico 
proposto dalla commìsenone di cui alTarticolo 102. 

Art. 22, 

Tutto il personale all'atto della iscrizione a ruolo è obbligatoriamente 
inscritto alla cassa di mutuo soccorso per le malattie di cui al capi- 
tolo Vili, e nella cassa naaimwte di pievièmaa per la infalìdìlà e jier ia 
vecohìaia degli ogpemi. 

È lasciata facoltà d'iscrizione ttel ruolo dei cMAaàboti .ciaemiii lod ia 
^uc^lo deHa muts^lità» fecpo, il flisyN^sto 4al «uommìm aitìeati 88^ 



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CAPITOLO ra. 

Art. Sft. 

Oli «ùiittati «apo IiibMatotio diptndmo dilettamente <bl eapo labora- 
torio, ed hanno i acuenti doveri: 

1^ GaadMurad^ ed aiBÌiterio, eeegiievdo la pesatara dèlie materie, 
redigf^ndor k lelative bellette, ed effettwnda tntte le regiBivaziom e scrit- 
ture inerenti al magazzino, oiHcin» o iabvratbrio etri eono' adibiti ; 

2f Ottenere dagli operai e dalle operaie la maMÌiiMi eeonemia nélFini- 
piegQ delle materie,, refcdaiità ed: e«afttc»a nelle singole operazioni, giecM 
^ prodotti riescano inecc/czionabili ; 

^ Controllare' il laverò- già accettato dalle vctìficatriei ; 

4° Maateaen^ 1» dioe^pliiia e Foidiite' nd penonak, ourar» la ptrfiKia 
ed il buon uso dei locali e del materiale ; 

5^ Informare il superiore imnsediato di tutte le infrazioni regolamen« 
tari; 

9^ Finider parte seconde il turno assegnato al servizio di vigifanza 
all'entrata ed all'uscita del personale. 

ia caav di asseàsa del eapo, debbono surrogarlo, e possono essere anclie 
piepofl^ idla Iniezione di utr laWtrtorR>. 

Art. 24. 

Gli aiutanti capi laboratorio cbiamati di leva sono eimsìdeiad in per- 
messo di assenza per Fa durata del servizio militare effettÀvamiente pifeslato; 

Ai richiamati sotto le armi, se capi di famiglia, o eon asdéndeftf i a emnci ^ 
ai contiauft la- maroede per tatto il tempo che passane) sotto^ k anni* 

Art. 26. 

Le Mifv^Be dìpendAne* dtrettansnte dai capa dbH'wttcio, magaseino o 
laboratorio al quale sono addette, e dcbb e ao eoadiavarlo più specialmente 
itt ^aaaUii «eneeiae i lavati di scrittura. 



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4228 LEGGI E mSCftETl DEL &EG190 d'iTALIA - 1904 

Possono essere incaricate anche deHe attribnrioni degli aiutanti capi la- 
boratorio in ordine alla lavorazione e alla disciplina; in tal caso prolungan- 
dosi l'incarico oltm sei giorni, verfà loro e^ne^Bso nn soprassoldo. 

Art ae. 

Le maestre dipendono direttamente dai capi e dagli aiutanti capi 
laboratorio. 

Li coadiovano in quanto concerne il mantenimento dell'ordine 
e della «lìscìplina. Sono incaricate di es«ncitilre «alle operaie le speciali 
vigilanze non consentite all'altro sesso. 

Devono addestrale le operaie, esaminare il lavoro, vigilare e dare 
lo norme opportune perchè sia evitata e corretta qualsias' menda 
nella esecns'one del medesimo. 

Devono controllare il lavoro g:ià accettato dalle veriftcatrioi e 
oontrollatrici, e per turno assistere alle controvìsite delle operaie. 

Art. 27. 

Le verificatrici dipendono direttamente dai cai», dagli aìuta»ti capi la- 
boratorio e dalle maestre. 

Verificano, collaudano e ricevono il lavoro delle operaie, rifiutano i pro- 
dotti che si presentano difettosi sotto qualsiasi punto di vista, (ac^idoseli 
immediatamente cambiare. 

Mantengono l'ordine e la disciplina più specialmente neUa squadra cui 
sono preposte. 

Bsegnisoono tntte le altre incombenze di ordine per garantire l'bcolu- 
mità delle materie in lavoro. 

Rispondono del lavoro da eàse accettato. 

Possono essere incaricate delle funzioni di maestra a tutti gli effetti. 

Art. 38. 

Le istruttrici dipetìdono direttamUNite dai capi laboratorio, dagli aiu* 
tanti capi laboratorio, e dalle maestre. 

Devono istruire le operaie novizie, insegnando la manualità delle lavora^ 
moni e l'economico impiego delle][materie, 



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ttooi B oBCBBn iHBL SEGNO d'ttiua - 1904 4228 

Art. 29. 

h& controllatrìci^dipendono direttamente dai capi laboratorio» dagli aiu- 
tanti capi laboratorio e dalle maestre, e debbono controllare Tesattezza dei 
pesi e delle contazioni dei prodotti. 

Art. SO. 

Gli artieri dipendono direttamente dal macchinista, o dal capo di offi- 
cina o di laboratorio, o dall'aiutante capo laboratorio. 

Sono adibiti, secondo l'arte cui appartengono, a tutti i servizi di elettri- 
cità, aggiustatore, fabbro, fuochista, falegname, stagnaio, muratore, ecc. 

Devono curare la conservazione, l'ordine ed il buon governo deUe mac- 
chine, utensili ed arnesi che hanno in consegna o in semplice uso. 

Devono disimpegnare in modo ineccezionabile qualimque lavoro dellWte 
cui sono addetti. 

Sono tenuti responsabili della mancata denunzia degli inconvenienti 
che seguissero per loro causa. 

Possono essere destinati ai servizi di vigilanza notturna dove non esi- 
stono operai, e alla condotta fuochi. 

L'amBoimstrazione &on può dar lavoro agli artieri fuori della itianifat- 
tura, e agli artieri stessi è vietato di lavorare nelle ore di libertà per conto 
di terzi. 

Art. 31. 

Gli operai comuni dipendono direttamente dai capi laboratorio e dagli 
aiutanti capi laboratorio, e, quando siano distaccati presso le c&cine, dal 
macchinista o dal capo officina. 

Devono curare la conservazione ed il buon g<rvemo delle macchine € dei 
materiali che adoperano. 

Sono tenuti ad avvisare gli inoonvementi che avreAissero nelle lavora- 
zioni alle quali sono addetti. 

Possono essere scelti dalla direzione per servizi di vigilanza notturna 
e condotta fuochi. 

Art. 32. . 
Gli artieri e gli operai comuni chiamati di leva sono considerati in per- 
m^o di assenza per la durata del servigio milita^ effettivameiìte prestato. 



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4224 Ltoet £ nocBBti bbl kkoso d/ftaiiIa * 1904 

Ai rìcluamatì sotto le armi, se capi di famiglia o con ascendenti a carico 
si continua la mercede per tutto il tempo che passano sotto le armi 

Art. 33. 

Le operaie comuni dipendono dkettamente dal capo laboratorio, dagli 
aiutanti capi laboratorio, dalle scrivane, dalle maestre, nonché dalle veri* 
ficatrici. 

Devono curare la conservazione ed il buon governo degji oggetti che 
hanno in consegna od in semplice uso. 

Devono escgmre tutte le operazioni inerenti ai vari lavori manuali cui 
possono essere destinate, curandone la perfetta esecuzione e reconomico 
impiego delle materie. 

Tutti i lavori pesanti e di facchinaggio saranno afiidati esclusivamente 
agli uomini, e, per quanto è possibile, e le esigenze industriali Io permet- 
tano, è abolito il lavoro a gruppi. 

CAPITOLO IV. 
^i^airlo, Ingressa^ metter wishm e iierirnsfll é'Mtfnw. 

Art. 34. 

Il lavoro normale effettivo nelle manifatture ha la durata di sette ore, 
interrotte dal riposo di un'ora. 

L'ingreMo l'usata àtàhy stabtliiiienito sono jegoiati m relanone al nu- 
mero degli operai, in modo da non alterare la dsiata del lavoro effettrro. 

Un prima segnale avverte il principio delFicrgieaso, Un secondo la dna 
fine, un terzo il principio del lavoro. 

L'uscita è rq^ta con due segnali: il prinw che dertcrmina la cessaaRone 
del lavoro, i'altro il principio dell'uscita. 

Art. 35. 

L'ora di riposo durante la quale it personale, senza uscire dalla manifat- 
tuia, la là vefiBBione, ò avvertita eoa «il primo sanale per b eeasaEttNne del 
Uveio e lo s^^oubto dei laboratori. 



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LEGGI E mSCKETI DEL BEONO d'iTALTA - 1904 4225 

Dieci minuti prima della fine delFora, altro segnale avverte l'ufcita dai 
locali di riposo. 
Un tenEQ segnale indica la ripresa del lavoro. 

Art. 36. 

Gli aiutanti capì laboratorio e le maestre debbono entrare al primo se- 
gnale dell'ingresso. 

n personale, occorrendo, deve rispondere all'appello che si effettua al- 
l'atto dell'ingresso e dell'uscita. 

n personale femminile addetto ai cottimi può ancbe essere dispensato 
dall'appeDo. 

n personale di sorveglianza deve uscire dopo il personale di lavoro del 
rispettivo laboratorio. 

Art. 37. 

L'orario normale pud temporaneamente e per alcuni laboratori essere 
spostato, perchè la durata del lavoro effettivo sia di sette ore diurne. 

Occorrendo un lavoro straordinario, il personale deve prestarsi ancbe 
oltre l'orario normale. 

n lavoro straordinario oltre la prima ora è compensato poi 25 per cento 
d'aumento della misura normale. 

In qualunque caso le donne sono sempre escluse dai lavoi ntturni' or 

Art. 38. 

personale a mercede giornaliera ogni qualvolta esce dall'opificio à 
sottoposto alla visita e saltuaria controvisita. 

Dette visite debbono essere praticate con modi decenti ed urbani e pre- 
senziate, se per uomini, da un capo laboratorio, se per donne, da una'mae- 
stra. 

Le visite, oltreché dai portinai visitatori e dalle visitatrici di ruolo, pos- 
sono essere fatte da persone di fiducia della direzione anche estranee al 
personale. 

La visita al personale di sorveglianza è eseguita in locali separati. 

265 - VoL. V. - 1904. 



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4226 LEGGI E DECBSTZ DEI* BEGNO p'iTAUA - 1904 

Art. 39. 

Non si accordano permessi di assenza durante Porario per ragiooi estranee* 
a quelle della salute del richiedente, se non in casi eocezionali e per motivi 
giustificati ed urgenti. 

Ad ogni assenza superiore a mezz'ora corrisponde una riduzione propor- 
zionale di diaria o di quota di lavoro. 

Art. 40. 

Tutto il personale lia l'obbligo d'intervenize al lavoro ogni qualvolta 
la SGUinifattura è aperta. 

Chi per eccezionali circostanze fosse impedito d'intervenire al lavoro, 
deve produrre giustificazione non più tardi della naattina del gioito ae- 
guente. 

Le operaie addette ai lavori a cottimo possono ritardare la giustificazione 
fino ai due giorni 

Le assenze non giustificate oltre ai termini suddetti seno ritenute, arbi- 
trarie. 

Art. 4L 

Senza godimento di mercede saranno accordati permessi di assenza 
complessivamente di un mese nel corso di ciascun anno, da ripartirsi 
per turni a seconda delle esigenze del servizio. 

Per ragioni di famiglia, meritevoli di particolare riguardo, il termine dì 
cui sopra pud estendersi fino ad un massimo di tre mesL 

Al personale di sorveglianza che abbia teiluta lodevole condotta» può 
conoedeisi, subordinatamente alle esigenze di servìzio, un permesfio di as- 
senza con godimento della mercede, per la durata niassinia di dieoi ^omi 
noi corso di ciascun anno. 

CAPITOLO V. 
Assegni di malattie e di parto — Inftattmi. 

Art. 42. 

Il personale da aissum^ dopo l'attuazione dil ptesente^rogolamento ò 

obbligato ad iscriversi alla cassa di mutuo soccorso di cui al capitolo Vili. 

Il personale a paga fissa attualmente in servizio conserv» il diritto aDa 



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ZiBOet B DfiGBBTI DK, BEGKO ì>\tMMA^ - 1904 4227 

meioede di malattia previsto dall'articolo 91 del regolamento 4 agosto 
1887 secondo le nonne dettate daglìl articoli 43, 44, 45, 46. 

n personale attualmente in servilo non sovente diritto ai'tenniai del- 
Tartìcolo 91 del regolamento 4 agosto i887 alla paga di malaga, ha Q di- 
ritto di iècrivexdi alla cassa di mutuo aoocx)fso di «cui al capitolo YIIL 

Esercitando tale diritto deve rimanere iscritto alla . oaéw per tutto O 
tempo di ulteriore servizio neOe manifatture. 

Art. 43. 

L\M»Bgnef di maialÉia si oorrispondd pari'dBa intera mehjede' flMMi ri- 
spettiva per ogni giorno lavorativo; e per tln numero maèsSmo di giòhii 
sessanta di malattia contìnua od interrotta mA cordo di un amio (800 gìotnfi 
lavorativi). 

Quando le assenze per malattie, oltsepaseano U suddetto limite, viene 
corzisposto un assegno ridotto alla metà della mercede per ogni giorno la- 
v ut a Uvu, fino aUa ocmcòfir^fnsa di altid duecento giorni. 

Qoalera poi le atisenfó per malattia continuata od interrótta supériùo 
nel complesso duecentosessanta stf treceirto giomi cùùaeMtàtfì' di' lavorò, 
cessa ogni corresponsione di paga. Deve esseme però riferito caso per caso 
alla direzione generale per l'eventuale ulteriore trattamento. 

Art 44. 

n personale di 8orveg!ianza*é di lavoro denunciando la malattia entro la 
prima giornata di assenza, gode l'assegno dal secondo ^orno di assenza. 

Se invece la denuncia viene fatta più tardi, di altrettanto tempo viene 
ritarda là detorrenite dell'assegno. 

Art 46; 

Gli assegni di malattìa non si corrispondono al personale che si ammala 
mentre trovasi in congedo, e cessano quando l'ammalato si reca fuori del- 
l'abituale residenza. « 

Nei soli casi indispei^sabili alla gaarij^one» e ^ra i^oga proposta 
del sanitario della manifattura» può essere i^ccordata la paga di: malattia 
con facoltà di allontanarsi dalia residenza. 



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4228 LEGGI E DKCIBTI DEL REGNO d'ITALIA - 1904 

Art 46. 

I/Msegno non «i corriaponde quando la malattia fu provocata o potratta 
per deliberata mancaiuEa di cura, quando sia causata da ubbrìachezsa 
abituale o da altri stravisi, o da ferite riportate in rissa deUa quale l'ope- 
raio fu provocatore. 

Art. 47. 

n personale femminile attaalfaente in aervisio non aseistìto di^ mercede, 
e non ascrìtto alla cassa di mutue soccorso di cui al cintolo Vili» nei oasi 
di parto riceve un assegno di lire 15. 

Art. 48. 

Per il personale di sorvegliansa e di lavoro addetto all'esecuaione dei la- 
vori inerenti all'ordinario serviao, si provvede a nonna della legge omoer- 
nente |^ infortuni degli operai sul lavora 

Art. 49. 

TI personale di cui al 2° comma dell'articolo 42 in servizio prima dell'at- 
tuazione del presente regolamento, nei casi d'invalidità temporanea per in- 
fortunio, percepisce la indennità stabilita dalla legge sugli infortuni diie non 
può in alcun caso essere inferiore a quella del precedente articolo 43, cioè 
la mercede intiera, con decorrenza dal primo giorno e per una durata mas- 
sima di 60 giorni lavorativi. 

Prolungandosi l'invalidità temporanea, si applica, col seesantunesimo 
giorno, il pagamento stabilito dalla legge suddetta. 

Art. 5(>. 

Le pagbe pari aDa intiera^mercedeMi ruolo, che si coKÌspondono nei casi 
d'infortunio, non entrano nel computo del periodo dei 60 giorni» di cui al- 
l'articolof precedente 43. 



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uggì % Bscifin ost xsoKO D'rrjojA - 1904 4229 

CAPITOLO VI. 

PtnizioaL 

Art. 51. 

Le punÙEioni sono le seguenti: 

V* il rimprovero (pel solo personal di lavoro); 
2^ la oensnra scritta (pel solo personale dì sorveglianza); 
3^ la sospenflione per frazioni di giornate (quarta dal lavoro e dalla 
paga con effetto solo quando ammontano ad una giornata; 
4^ la sospensione; 

5^ la retrocessione (pel solo personale di sorveglianza); 
6^ il Uoenziamento. * 

Art. 52, 

La pena del rimprovero si applica per lievi mancanze che riguardano 
Tordine o la manualità del lavoro. 

Art. 53. 

La censura scritta si applica per lievi mancanze purché non vi sia reci- 
diva nelle stesse. 

Art. 54. 

La sospensione per frazioni di giornata si infligge per le mancanze ri- 
guardanti la diligente esecuzione dei propri! incarichi, il lavoro, l'ordine, 
il silenzio, la pulizia, le brevi assenze arbitrarie, quando debba eseludersi 
il dolo. 

Art, 55. 

La sospensione ai infligge nei casi: 
1^ di recidiva nelle infrancni di cui agLraitiooli 52 e 63; ' 
8^ 4a ineuboidbaaai^ 
4^ di turpiloquio • di atti sconvenienti in manifattura; 



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4;SB0 uooi B ixBomz «sl unno ^^nàonA - 1904 

S* di simukta malattia;. ^'^ 

CP di grave tiascuranza nell'adempimento dei propri doreri; 

7^ di insulti, minaccie e vio*dilgUAò' verso compagni in manifattura, 
ed anche fuori dello stabilimento per cause inerenti al servizio; 

8^ di cessazione arbitraria individuale del lavoro; 

9^ di rifiuto di uscita dalla manifattura in seguito ad ordine superiore; 

l(f di eccitamento a disordini; 

ir di vilipendio o di ingiuria ai superiori; 

12^ di guasti airecatì per colpevole ^negligenza ai tabacclii, al mate- 
riale mobile ed ai fisÉbbricati. 
Si applica eziandio nei casi: 

13^ in cui si fumi nei locali della manifattura o addetti alla mani- 
fattura; 

14** in cui si volgano a proprio uso e consumo nell'interno dell'opificio 
generi del monopolio; 

15° di recidiva in assenze arbitrarie; 

16° di qont^gno sconveniate vexpo il penonale d^cAd^nte ^ veiw gli 
estranei che hanno rapporti colla manifattura pex, affari di mhwo; 

17° di debiti contratti coi dipendenti; 

18° di alterazione delle materie in Uyoro, di impiego di materie diverse 
dalle prescritte, di introduzione di sostanze eterogenee. 

Art. 56. 

La pena della retrocessione ò inflitta 'nei casi: 
1° di grave insubordwiazione; 
2° ,di eccit^^ngiento a disor4ini; , 

Art, 67. I 

La pena del licenziamento s'infljgge i^ei casi : 

1° di condotta inmiorale che abbia cagionato pubblico scandalo; 
2° di grave insubordinazione; - i .? 

3° di insubgsdinaaiaxie mono gli im|>icf^iSBpeti(aì; '• 
4° di assenza arbitraria che abbia carattere «dtaMÉ» per fiopri ^parti- 
•olari interessi; , j- .t, - . t' t • > i ^ - . ^ * 



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i£ocn -E BSòAB-n 'UEL UBOHo d'itìlia - 1904 ^^SS'l 

5^ di assenza arbitraria individuak 'oltre i 15 giorni, quando sia inter- 
venuta diffida a riprendere servizio e dopo scaduti i termini della diffida; 

6^ di contravvenzione qualificata per contrabbando, od aflsìmilata ; 

7^ di sottcazione di tabacco, di ogni altvo genere od oggetto di perti- 
nenza dell'amministrazione; 

8^ di condanna a pene restrittive superiore ad un^mese per sentenza 
passata in giudicato; 

9^ di manifesto eccitamento a disordini con atti e vie di fatto; 

ì(f di guasti arrecati con proposito deliberato al materiale mobile 
ed ai fabbricati; 

11^ di introduzione nei prodotti di materie estranee allo scopo di scre- 
ditare l'azienda; 

12^ di rifiuto» in caso di sciopero, a riprendere lavoro, quando sia ordi- 
nato individualmente» per giravi esjgetwee.di servizio, mediante avviso 
affisso alla porta della manifattura. 

Art. 58. 

Alle trasgressioni non contemplate negli articoli precedenti socio appli* 
cate per analogia le pene in essi stabilite. 

Art 69. 

Le sospensioni hanno la durata minima di un giorno e màssima di nn 
mese. 

Le sospensioni debbono essere dal personale tecnico e dal conmiissario 
ai riscontri proposte al direttore con rapporto motivato. 

Il capo tecnico od il commissario ai riscontri debbono seinpre interro-, 
gare chi ha commesso la mancanza; coù è. obbligo del direttore quando la 
sospensione deve applicarsi di interrogare sempre gli operai. 

n direttore infligge la censura e le sospensioni sino a 15 giorni. Le sospen- 
sioni oltre i 15 giorni, la retrocessione ed il licenziamento sono deliberati 
dalla direziope generale sopra proposta collegiale del direttela, de} capo 
tecnico e del commissario ai riscontri. 

Il direttore ò autorizzato a dar corso alla sospensione ia attesa deUii 
deliberazioni della direzione generale. 



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4232 LEQOI E BBCBBTI BEL EEOKO d'iTALIA ^ 1904 

Art. 60. 

La flospensione dal servizio e dalla mercede potrà essere pronunciata 
dalla direzione generale a tempo indeterminato quando sia motivata da 

fatti che siano oggetto di istruttoria penale. 

Art. 61. 

Settimanalmente nell'albo della manifattura si pubblicano i nomi dei 
puniti e le pene inflitte. 

CAPITOLO VIL 
Retribnzloiii è Indennità. 

Art. 62. 

Le retribuzioni di cui in appresso si intendono commisurate nei giorni 
feriali a 7 ore, nei fésUvì a 5 ore di lavoifo effettivo. 

La liquidazione dei conti relativi alle competenze ordinarie e straordi- 
narie e ai lavori a cottimo, si farà settimanalmente, o al più tardi per de- 
dovranno essere rivolti, pel tramite gerarchico, al direttore entro 7 giom 
da quello del pagamento. 

Art. 63. 

Gli aiutanti capi laboratorio scelti tra il personale operaio, percepiscono, 
durante l'esperhnento la mercede di lire 3.40, e quelli nominati in seguito 
ad esame, di lire 3.00 per ogni giorno lavorativo. 

Art. 64. 

Al tennine del periodo di esperimento, e dopo ^la definitiva conferma 
nel posto, ai primi viene corrisposta la mercede di lire 3.60, ai secondi di 
lire 3.20 per ogni giorno lavorativo. 



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LKOQI S DECftBTZ OBL BBONO b'iTAUA - 1904 4233 

Art. 65. 

La mercede sarà aumentata di 20 in 20 centesimi sino ad un massimo 
di lire 4.80. L'aumento di centesimi 20 nella mercede sarà accordato in 
via ordinaria per anzianità, eccetto il caso di demerito, dopo 4 anni di ef- 
fettivo servizio con la stessa mercede. 

Il detto aumento potrà essere concesso a scelta, anche solo dopo 2 anni 
cLall'ultima promozione, nella proporzione non maggiore di un terzo dei 
promossi nell'ultimo quinquennio, a coloro che siensi distinti per speciale 
attitudine e per eccezionale utilità di opera. 

Art. 66. 

Le sertvane nominate in seguita a oonoorso, percepiscono, durante 
resperìmento, la mercede giornaliera di lire 2. 

Art, 67. 

Al termine del periodo di esperimento e dopo la definitiva conferma 
nel posto, viene loro corrisposta la mercede giornaliera di lire 2.20. 

Art. 68. 

La mercede ò aumentata di 20 in 20 centesimi sino ad un massimo di 
lire 3.80. 

accordato» eccetto il oaso di demerito^ dopo 4 anni., di effettivo servizio 
ooUa stessa mercede, ed ogni due anni per meriti efpeciali. . 

Art. 69. 
Le maestre percepiscono la mercede iniziale pottialieia di lire 2.20. 

Art. 70. 

La mercede delle maestre è aumentata di 20 in 20 centesimi sino ad un 
massimo di lire 3.00. 

L'aumento di centesimi 20, entro i limiti suindicati, è accordato per an- 
zianità, eccetto il oaso di demerito, alle maestre che hanno prestato ser- 
vizio per 4 aani e<Hi la stosta oiMcede. 



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*tS^ tecrcn s BectMt va iato/no b'itat» - 1904 

Art. 71. 

Gli artieri percepiscono, durante l'eaperimento, la mercede normale di 
lire 2.50 al giorno e l'assegno individuale stabilito dalla direzione locale« 

Art. 72. 

Al termine del perìodo di esperimento, e dopo la de&iitiva conferma nói 
posto. Tiene loro assegnata una retribuzione la quale è costituita di due 
elementi: 

a) mercede normale; 

b) assegno individuale. 

La mercede normale si inizia per tutti nella misura di lire 2.76 ed è au- 
mentata di 26 in 26 centesimi, sino ad un massimo di lire 4. 

L'aumento di centesimi 26 è,«ccordato per finùiìit&, dopo.4/aiiiii di ef- 
fettivo servizio con la stessa m^ecede. ; 

Art. 7J8. 

L'asscigno Jodividiui|e ai detenu^, ^a seconda dall'eifte, oapacòtà, Atti- 
tudine, operosità .e delle speoiaU iiMM»ifibeMe ^he TArtidre è. ebiainato a 
disimpegnare, in base a tabelle prestabilite dalla direzione generale per 
ogni manifattura. 

Art 74. 

OHk t>perài comtmi, diMnte Pf^speximento, pereepiseono la mereede nor- 
male di lire 2.30 per agm giorno taroraUvo: 

Art. 75. 

AltMin^ttedri periodo d^ei^^^nmento, e dopo k definitiva contorna 
Ael posto, la mercede normale à di lire 2.60. 

Axt 76. .. 

La mercede normale è aumentata di 20 in 20 centesimi sino ad un mafr* 
Simo di lire 1« 

L asmsnto di oentesimì SO-è aoeovdato per^imamtà, eceette ilcasoffi dé- 
meritOy dopo 4 anni di effettivo servisio ootta^taMa flEiereede* 



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uoot s nscsm hsl bsoko s'itaiia - 1904 42S5 

Art 77. 

Le Tetificatrtci, lAtrutlrici e controllatricì percepiseono, durante il loro 
incarico, una meroede gioniaNera non mai interiore al loro guadagno or- 
dinario 6 che potA eÈB&te aumentata, tenuto conto delle condisioni looaK» 
dell^importaiusa del lavoro e dell'abilità e dlligenia indiTÌdaale. ; 

Alt 78. 

Le operaie sono retribuite mediante oottimi^fiflBati da speciali tariffe. 
Per determinati lavori possono esaere stabUiti degli assegni giornalieri. 

Art. 79. 

Le operaie devono fare un esperimento della diesata di aeijmesi {160 
giorni di presenza) divisibili in 2 perìodi il. primo di giorni 30, il secondo di 
giorni 120. 

L^esperimento è compensato, eccettuato il primo« periodo, cplla retri- 
buzione media di lire 0.75 al giorno. 

Per le operaie applicate ai lavori ^speciali ove è maggiore la difficoltà 
di imparare la manualità^ i compensi sono determinati come nei seguenti 
artScofi 80 e 81. 

Art 80. 

Durante il primo periodo non peroepisoono alcun salario, ed il lavoro 
da esse prestato va a compensa del xnateriale che.sriupaoa pfff Taddestra- 
mento. 

Art. 81. 

IXiraiite il seoondo penedo pemsepiseono una nleroede graduale, aumen- 
tabile in relazione della loro abilità e della celerità manuale. 

, ArU 82. . . > 

Alle operaie provenienti dalle fanciulle avventizie viene, durante Talun- 
nato, gaga nti tfc ; con kipraàsoldo graidualmente dimìntkibile, la mercede che 
godevano prima. . r • : • 



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4236 uiaoi b sbcrsti 0fit rbovo d^itaua - 1904 

Art. 8S. 

Trascozsi i due periodi deiralunnato, &U*opeimia che reeta d^bitìva- 
mente assunta in servigio viene fissato, a seconda della sua capacità, un 
limite massimo di lavoro da accrescerai gradualmente, in modo che, entro 
due anni dall'amnmuBsioney tale limite non consenta in ogni caso, un 
guadagno superiore a lire 1. 80 al giorno. 

A seconda degli ulteriori risultati del lavoro viene ad ogni operaia as* 
segnata una quota in relazione alla propria abilità e potemùalità. 

La quota massima per ogni lavorazione è fissata dal Ministero. 

• Art. 84. 

La mercede normale delle operaie a paga fissa, attualmente in servizio, 
sarà aumentata di 20 in 20 centesimi sino ad un masbimo di lire 2.40. 

L'aumento di centesimi 20, entro i limiti suindicati, sarà accordato per 
arnsianità, a quelle che abbiano prestato servizio per la durata di anni sei, 
eccetto il caso di demerito. 

Art. 86. ^,, 

Tutto il personale ha l'obbligo di eseguire i lavori che gU vengono ordi- 
nati, sia con retribuzione di una mercede fissa, sia con retribuzione a cot- 
timo, secondo speciali tari£Ee. 

Act 86. 

Nei casi di trasfeilimento senza domanda deirinteressato spetta: 
al personale di sorveglianza Tind unità di trasferimento parificata a 
quelle dei capi laboratorio; 

al personale di lavoro l'indennità corrispondente al prezzo di un bi- 
glietto di 3* dasse per Toperaio e per tuMi i neml^ri detta famig^ che lo 
seguono; 

agli aiutanti capi laboratorio sarà accordato un temporaneo sopra»* 
soldo per la durata massima di sei mesi, non superiore ad un quinto della 
loro mercede.- 

Al personale di lavoro pptrà esseze accuff^to il tratt^nasi^ di inden- 
nità spettante agli agenti di basso servizio. ^ 



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LEGGI E decheh dei regno n'iTALtA - 1904 4237' 

Art. 87. 

Nei CMi di missione fuori deirordinarìa residenza sarà accordato agli 
aiutanti capi laboratorio il soprassoldo gbmaliero di lire 5 oltre il rim- 
borso del biglietto di viaggio di 2* classe. 

Art. 88. 

Nei genetliaci delle LL. MM. il Re e la Regina e nella festa nazionale 
del 20 settembre, quando si lavori, sarà eorrispoeto un soprassoldo di lire 1 
agli uomini e di centesimi 50 alle donne. 

CAPITOLO Vili. 
Pre?i4eiiza« 

Art. 89. 

In ogni manifattura è mstituita una cassa di mutuo soccorso per il pa- 
gamento di assegni di malattia e di parto. 

Art 90. 

Ogni cassa ha una gestione autonoma, ma tutte sono federate col vin- 
colo di mutua assicurazione nei casi di malattia epidemica. 

Art. 9L 

Le fonti di reddito della cassa sono: 
a) gU introiti patrimoniali; 
6) i contributi individuali; 
e) il rimborso deBo Stato per assegni di parto; 
d) il concorso dello Stato per assegni di malattia. 

Art. 92. 

Il oonootso deDo Stato per gli assegni di malattia sarà in misura uguale 
la cmitribttto del personale. 



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4888 LEOfii E oBdUBxi n& sbovo d'ixaua - 190i 

Aft.98. 

Lo •tetoto'delle caase cke snzà stabilito aentifto il ixHuq^io deBa pcevi- 
deiuBS detenoina le nonne geneiaK perii loro fnTiaonamento e per regolare 
i rapportì di federazione. 

La misora dei o(Hitnbuti individuali e de^ assegni di malattia è stabi- 
lita dall'amministrazione di ciascuiia eassa. I oon<zibuti sono trattenuti 
sulla mercede ed altri assegni. 

Art. 94. 

r All'amministrazione delle mntue inteme il personale parteciperà per 
la metà. 

L'elezione della rappresentanza saia regolata secondo le norme elettorali 
della legge dei probi- viri industrialL 

CAPITOLO IX. 
Discipline direrae. 

Art. 96. 

Il personale deve presentarsi al laroco in istato di normale attività, ve- 
stito decentemente e pulito. 

Le donne devono essere pettinate in modo da impedire cbe i capelM ira* 
dano frammisti al tabacco. 

Art. 96. 

In tutte le manifatture saranno istituite ouoine economioiLe intetna,* e 
a chi di queste non intende profittare, è consentito di portare seoo^ por eaclu- 
oivo uso individuale, la refezione. 

In casi speciali può essMe concesso l'iacqiiisto o il noerànentò della 
refezione alla porta della .madiattura. 

Art. 97. 

Il personale ha.il dovere di indossare gli indumenti da lavoro che foni- 
ice la manifattura e di star costantemiente calzato e deoentei Dei «iddetti 



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xjsooxr B Qftpum, WL . uoi(o. ^'xx4I4A. - 1904 4289^ 

mdamenti d^ve aver cuxa, come di ogn^ altra cosa di proprietà dell'ammini- 
strazione. 

Art. 98. 

È vietato a Ixitto il paraonale di {amate in qualsian punto doQa* mani- 
iwÀtvam* 

È attred vietato di far contratti di compra^vendiia, risoonìoiii di qaal- 
nasi genere, collette non aatoduate, lotterie od altro. 

Arti 9*. 

E vietato a ciatfcuno di introdursi nei laboratori a cui non è* addetto, 
di ginure per Ifr. manifattura seosa kgittiim motìvt, e di fare'dellViptfi^iO' 
recapito per la propria corrispondenza o per afBui priviti. 

In casi eccezionali, per cause giustificate, il portinaio fa chiamare alla 
porta chi, sotto le prescritte cautele, abbb da ricevere comunicazioni ur- 
genti dall'esterno durante Torario. 

Art. 100, 

Le disposizioni che riguardalo il personale devono esscFO affissa nel* 
Falbo intemo della manifattura. 

Le diffide inerenti ai licenziamenti dì cfoi all'artìcolo 57 avranno valore 
di notìfioazione a(^ iAteress^tì» come -se fat(e a norma di hggp. 

Art. 101. 

Ghianqoasi oreda leso da quakha dispoBÌzionie^ di semaio non può ri- 
fiutarsi, di eaegfdrla» parò ha diritto' di presentara zedamo al suo imme^ 
diato superiore e, occorrendo, dirett mente al direttore. 

Nessuno può ostacokre o impedire l'esercizio di tale diritto^ 

Art; 102. 

la tutter lèi manifattore è. istituita una oommissioQa per «dar parere sulle 
contra^emn» ohe possano soigsre ciic& rappbeazìcise d^l presente rego« 
lamento. 



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4240 LEGGI B DECRETI DEL REGNO l/lTALlA - 1904 

I verbali della oominissioìie sono trasmessi al ministro per gli opportuni 
provvedimenti. 

Questa oommissione è composta di sette membri, dei qiiàli tre fuii- 
eionarì della manifattura /lesignati dal Ministero, tre membri apparte- 
nenti al personale operaio delle maniiatikure designati da questo. Il pre- 
sidente della commissione è designato dal presidente del tribunale lo* 
cale fra i magistrati da lui dipendente 

La commissione viene rinnovata ogni biennio. 

Art. 103. 

L'eleaone dei delegati del personale ò fatta in un giorno desinato dal 
direttore della manifattura, per mezzo di scheda sulla quale non si pos- 
sono scrivere che due nomi. 

Art. 104. 

Qualora gli eletti non riportino im numero di voti uguale ahneno al de- 
cimo degli operai della manifattura e quando per qualsiasi ragione non 
segua 1 na valida elezione, saranno chiamati a far parte della oonmùs- 
sione per il bi^mio i tre operai più anaani. 

Art. 105. 

II ministro delle finanze, per ragioni di servizio o di ordine pubblico o di 
disciplina, può ordinare la chiusura di una manifattura per un termine 
non eccedente i tre mesi. 

Quando per i detti motivi si debba ordinare la chiumira o pertermine 
maggiore o defioitìyamente, occorre una deliberajBone del consiglio dei 
ministri. 

Durante la chiasura nessuna retribuzione-è dovuta al personale. 

Art. 106. 

Le dispofiisioiù contenute nel presente r^olamento aono estese al per- 
sonale a mercede gior&alieia dei magazzini di dqtosito dei tabacchi greggi 
??teri. 



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imam n imaum vél bmhò h'xtalu • 190é 4241 

CAPITOLO X. 
^ . Dtopodiloiil transitorie. 

Alt. 107. 

Sono rispettati tutti i diritti acquisiti, agli effetti della mercede e deOa 
malattìa, dai gìonalieri di ambo i sessi in serviaio alla piomnIgaaoDe del 
piesente regolamento. 

Art. 108. 

Gì attuali s<»rvegliantì passano nella categoria degli aiutanti capi labo- 
ratorio. 

Le operaie che hanno fonaioni continuative di serivane, rimangono 
Vi tale categorìa. 

Art. 109. 

Le yerifucatrici che all'atto della promulgazione del presente regolamento 
abbiano prestato servizio in qualità di maestre per più di 10 anni potranno 
essere promosse maestre, non tenendo calcolo del limite di età prescritto 
dall'artìcolo 11 del regolamento. 

Art. 110. 

Le fanciulle che all'atto della promulgazione del presente regolamento 
meno di due anni, sono promosse operaie senza lo esperimento e le visite 
di cui gli artìcoli 16 a 18. 

Art. ni. 

Alle operaie che in forza dell'ultimo capoverso dell'articolo 33 venis- 
sero a perdere ima parte della loro mercede, sarà corrisposto un assegno 
uguale alla perdita subita, per il tempo necessario ad acquistare la pra- 
tica necessaria ad altre lavorazioni. 

Vitto d^ ordine di S. M. 

n ministro del tesoro, interim delle finanae 

hf LUZZATTl. 

266 - VoL. V. . 1904, 



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4242 uggì I lacttn ul mcm »'italu - IWt 

N. S3i. ^ N. S31 




ilEoiò DubRÈTÒ c^ stizhtUècé le kórfhè pèf il boUticdfHèhm 
degli ufficiali nella posizione di congedò^ di òtti ttirttf- 
ticolo 3 della legge 3 luglio 1904, n. 302. 

15 settombfe 1904i 
{Pvòbìkalo neUa GaxMéUa UflhiaU del R»ffno U 3 ottobre 1904, tu 230) 

VITTOBIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONtX DELLA NAZIONE 
B£ D'ÌfAÌ.ÌA 

Vista lai le^gé é Iiiglio 1^96^ n. S54, stiU'vranznaeitto 
nel regio esercito, modificata con le leggi ih data 6 Alitilo 
1898, n. 50, 3 luglio 1902, n. 247, e 21 luglio 1902, n. 303, 
ed il relativo regolamentò approvato con regio decreto 19 
tìiaggio 18SI8, ii. 172, tìibdiflfcftto 6bh te^i débréti 28 mag- 
gi» é 8 lùglio 189^, h: 21 A 6 841, 29 agoste 1900; tì. 898, 
4 dicembre 1902, n. 555, 26 aprile e 63 Itgliw 190Bj nù- 
meri 177 e 362, e 21 aprile 1904, n. 160 ; 

Visto il regio decreto 31 geiiìiaio 1897, n. 64, peri'ap- 
^licàzlane dell'art. 45 dèlia tò^^e t)fed6'ttà ài ^«rSonflle d6lle 

Vièto \\ iPègitì déci-èttì 23 dtóelnbfè 189T, il. B50^ ehrt Sta- 
bilisce norme per il trasferimento dègl! iifift«i*M «èl tttolb dtt 
personale permanente ^dei distretti j^ 

Vista la legge 24 dicembre 1899, n. 461, per la siste- 
mazione degli ufficiali stìbaltè'Wi èommissari; 

Vista la legge 3 luglio 1904, n, 302, recante provvedi- 
menti per gli ufficiali inferiori del regld eàetcittf; 

Sentito il parare del consiglio di Stato; 

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Previa deliberazione del Consiglio dei ministri ; 
Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
p'er gli àftàrì della guèrra; 

Abl)iaìrfnò de'crétóto é déctetiétiùo : 

Art. 1. 

Il collocamento degli ufficistìl nfellA f)ò^2iòne di «otìgedo 
t)f«vTl8o*iOv di cui dirart. 8 dell* legge 3 luglio lfe04, nu- 
ttier» 302, mH Inògn tóntfalin^nté bón (ìèisttrtmtA dal (fibtAù 
Ifi dui eiittèltìo in vigore i tttl^vi quadri di AÌAtLzAhì^tito a 
termini del § 167 del regolamento* pè^ lA èsfeòuzìetìe della 
ÌPggé sùirftViìflMmetìto nel regio èSèreitèf. 

^è^i casi feccfeioìtàll derivanti dai giodirf (^he si ùoveàsero 
prOritìhi5lttfe nel còrso deli'ahùo iiu taluni ufflcrtaU, eSso avrà 
luògo 6(iiì Uedtfri-ètiz» |7òirteriòfe di tìfc toéà« Hììà datft tìWla 
qiiàie Vètlntì pfdnunciMto il gitìdkiel defltìitivo,» da etti ^tiCl 
collocamento consegue, giusta ì seguenti artiOtìli 2 d 4* 

• Ari 2. 

Saranno collocati in congedo provvisorio gli ufficiali i quali, 
a termini del § 90 del vigente regolamento per la eaeeuaione 
tlelU '«^gg^. suiravanzamento nel regio esercito, risultino 
esclusi definitivamente dairavanaamento, sempre ohe essi 
non possano essere altrimenti eliminati dal servizio attivo 
permanente a termini del vigente testo uìiioo delle leggi 
sulle petìsioni civili e militari { per norj aver raggiunto i li- 
miti minimi di età o di servizio che da quella legge 00110 
richiesti. 

Pei Collocamenti in congedo prov visorio j previsti dal pre- 
sente articolo, la data del giudizio definitivo è quella che 
risulta dallo specchio di avanzamento; 

Art. 3. 
Al § 90 dei vijfehie règolaméhid t)èr là esecuzióne (Iella 
lègge siili'avànzaméiitò nel regio esofcitò, è taxtà là seguétlte 
aggiunta : c< Non si fa liiògò a definitiva èsSldsiòné dàlrà- 
vaozamento per i sottotèneiiti ». 

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4244 UMi I wmaam wsl wam ì*italu - liti 

Art. 4. 

Saranno parimenti collocati in congedo provvisorio gii 
ufficiali, i quali siano dichiarati non più idonei a coprire 
gli uffici del proprio grado, sempre che essi non possano 
essere altrimenti eliminati dal servizio attivo permanente^ 
come è detto nel precedente art. 2. 

La dichiarazione di non idoneità deve emanare dalla com- 
petente commissione compilatrice delle note caratteristiche^ 
la quale redigerà apposito rapporto circostanziato intorno 
ai motivi del suo giudizio. 

Ove si tratti di motivi fisici, la dichiarazione ed il rap- 
porto dovranno sempre essere suffragati dal parere di una 
visita medica collegiale ; e anche da quello del direttore di 
sanità del corpo d'armata, se l'interessato lo richiede. Pro- 
nuncierà poi il giudizio definitivo in merito rispettorato di 
sanità militare. 

In ogni altro caso, la dichiarazione ed il rapporto do- 
vranno essere corredati dei pareri motivati di tutte quelle 
autorità gerarchiche, le quali hanno missione di esprimere 
loro giudizi sulle note caratteristiche dell'ufficiale; e pro- 
nuncierà poi il giudizio definitivo in merito una commis- 
sione presieduta dal comvidante del corpo d'armata, nel 
territorio del quale l'ufficiale risiede, e composta dei dipen- 
denti comandanti di divisione, e di un maggiore generale. 
Quest'ultimo sarà il comandante della brigata o il coman- 
dante di artiglieria o del genio, per gli ufficiali appartenenti 
a comandi, corpi od uffici da essi dipendenti ; e sarà invece 
designato dal comandante del corpo d'armata per tutti gli 
altri. 

La commissione deciderà a maggioranza di voti : a pa- 
rità di voti, prevarrà il voto del presidente. 

In conformità dei giudizi definitici pronunciati dall'ispet- 
torato di sanità militare, o dalla commissione ora detta, 
il Ministero, giusta le prescrizioni del precedente art. K 
darà corso al conseguente provvedimento. 



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LIMI I iiciiTi KL nem ì'itaua • lite 4246 

Art. 5. 
Ogniqualvolta i giudizi indicati dai precedenti articoli 2 
e 4y dai quali consegue a termini di legge il collocamento 
in congedo provvisorio, siano pronunciati per uflSciali che 
contino meno di 20 anni di servizio, il Ministero della 
guerra disporrà di sua iniziativa, prima di far luogo al- 
l'accennato provvedimento, che sia accertato rigorosamente, 
nei modi legali, se non. esistano condizioni sufficienti per 
applicare all'ufficiale la riforma per difetto d' idoneità fisica 
o per difetto d'idoneità intellettuale, a seconda dei casi. 

Art. 6. 
Qli ufficiali dei vari gradi delle armi di fanteria, caval- 
leria, artiglieria e genio, per poter essere trasferiti nel 
personale dei distretti o delle fortezze, di autorità o a loro 
domanda, debbono trovarsi nelle seguenti condizioni, essen- 
zialmente diverse da quelle che possono dar luogo al col- 
locamento in congedo provvisorio : 

a) non essere stati esclusi definitivamente dall'avan- 
zamento ; 

b) possedere sempre, per quanto riguarda qualità di 
intelletto, di carattere, di condotta e di coltura generale e 
militare, la piena idoneità dichiarata al servizio nella pro- 
pria arma; nei casi di trasferimento di autorità, la meno- 
mazione di idoneità, che vi dà luogo, deve dipendere esclu- 
sivamente da imperfetta capacità nell'impiego tattico e 
i'33nico della propria arma o da incompleta capacità fisica 
ai servizi dell'arma in pace ed in guerra, senza che si toc- 
chino i limiti della non idoneità a coprire gli uffici del pro- 
prio grado; 

e) possedére le cognizioni richieste per le funzioni del 
proprio grado nello speciale servizio in cui dovrebbero es- 
sere trasferiti e la energia, l'attività e la resistenza al la- 
voro, necessarie per disimpegnare perfettamente le funzioni 
stesse durante le operazioni della mobilitazione e delia 
guerra. 



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Tutto ciò deve essere esplicitamente dichiarato con ap- 
posita relazione, dalle commissioni compilatricì delle note 

'"proprio 
lissione 




Pve il gfu(ÌìzÌQ ora detto "sia motivato (Ja pgionì fisiche, 




e e. A domanda delrujSTciàle "\è àpamessa la visitft'dì ap- 
pello "del ^ireiiore di sanità del corpo d'armata, feà in o^ni 



caso il giudizio definitivo è 4«y,oJuto all' ispettorato di sa- 
J4t^ »ili^W, »paÌpg^n»^Titp ^ qijwj^o i^ dìsftpsfeq (|^ pj^ce- 

fHsposiztoni transitorie. 

Art. .7. 
L'art. 2 del presente d^x^r^to ROf^ è frpf^Hlp§.bjJp fj\ <»wepti 
comnus§ftf i, ppn?ef ystti l^flaporBjxpanwftte ui^i qi^adr^ in torza 
della *legge 24 dicembre 1899, n, 461, ed ai quali Yi^fp. 4 
ii 4stì# /Jegg^ ^ ppijforit9 il ^}TÌ^ di essere tp^pferiti nel 
oprpp fìoa|;a|>iJe #^orqijAi}4o rMuJtìao Jf^oj^ ì^ei ^11- ^y^p^a- 
nwBDitQ flpj Ippp pprpq. 

t* teggft ^ luglio 1.904, I». 302, (Jovepdp #yer.e vjgpre 
d^l ^? luglio }Q04 in for?»4^1 9up ^rt. 7, p l'^pp^L^azipne 
<}|d) ?UQ !^rt. 3 (Jpypfjdp fonjdj»,rsi ^uUe pVp?CTÌzip^i dej pre- 
s^iite ds^cretp, j9a):a]U)p riveduti, puU^^ b^fp di^l pri|;eri gta- 
bUi^ af prpcpdpjjiti ja^ftcp^ 4, 5 » 6 ^ gju,di|5i pppnpQcijiti 
nell^anno 1903 per gli ufficiali reputati non più iji|^gl ^gli 
nS^cì ^ proprio gra4p. 

Per ii wci-usi 4p44itiy/|i3apate 4^>yaB^aHiQ»tft %el fjiplo, 
cw aPD^r^Wgonp *ll» fl,§ì§ 4«J Pffif ente (Jpcpptp, J# flfiplica- 
z^one i9l prgdettp ^^t. 3 iJippoid,eBdp 4a giudijjj pfpftuwti 
in base alla tegg9 di ay,9^ameAto, ai pui criteri nesisu^ia 
variante è arrecata, i deliberati delle commissioni d^l 1^3 
hanno pieno valore. 



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Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo' dello 
Stato, sia insorto nella ra<5colt^ jjflBicìale delle leggi e dei decreti 
del Rcgp9*<|- Italia, mandando a chiunque spetti ^i 9sse)rvarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 15 settembre 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



IU^tra$o alla OorU dei canti addi 1* ottobre 1904. 

J^p, 18. 4<tf iei QùfMrnò a fi 180. F. MnstrTL 

Luogo del SigUlo. V. lì Guardangìlli RONCHETTI. 



GrOLITTI. 

B. Pbdotti. 



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4248 UMI I HCURI UL UGNO »*ITAUiE « INI 



N. 832. jAft N. 832. 



^i^ 



Regio Decreto c?ie dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Caltanissetla, 

5 settembre 1904. 
{JhMHùmo néUm GoMMém Uf/ldaU del lUgno il 14 ottobre 1904,1». 240) 

VlTTOEiO KMANUELK IH 

PKK GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
SE DITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n. 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. Ili, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Caltanissetta 
ha inviato le proposte di quel medico provinciale per la 
designazione di altre zone malariche in quella provincia ; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli affari dell'interno, presidente del consiglio dei ministri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche, agU effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopra menzionate, le porzioni 
di territorio della provincia di Caltanissetta distinte come ri- 
sulta dall'elenco che segue, facente parte integrante del pre- 



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LIMI I iKmi ML UGM I^ITIUA • IMé 4249 

sente decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal mi- 
nistro proponente. 

A cura del signor preietto della provincia e con l'aiuto degli 
uffici finanziarli competenti, sarà provveduto per le zone ove 
ciò occorra, affine di maggiormente precisarne la delimitazione, 
alla compilazione dell'elenco dei proprietarii dei fondi com- 
presi nelle zone stesse con riferimento ai dati censuarii. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconìgi, addi 5 settembre 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



JUgi$tra$o lUla OorU dei eonH addì 3 ottobre 1904. 
R$g. 18. JLtà del Governo a f. 181. F. Muarrn. 
Luo^ del SiffUlo. V. Il Gaardasigilli RONCHETTI. 



QlOLlTTl. 



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Lf «?? ■ PfffPf w IFipj fnm ^ M ^} 



ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti in provincia di Caltanissetta con I* indicazione dei riepettiyi 

confini territoriali. 



1. ■ — Cgmune di Acquaviva Platani. 

Vi p una sol^ zcfusb malarìpijt pjie cpB^pf.eiide \ ìnypììi po- 
sti lungo il fiume Platani. 

£8sa si eften^e (jf^^ livpitfi territorfdJe ^j^i co}) SuJkQra, al 
limite territoriale nord con Cammarata ed è compresa 
fra il cprsQ dej %m.e ^ la lip,e^ che segUiB |a quot^ 35Q me^ 
tri, fino alla mulattiera che da Acquaviva conduce $4 i^Q- 
linp Olivo, poi l^, pulattier^ ^tessa, I9. str^ida ro^]^ìI^ ^equa- 
viva-stazione Acquaviva ed in fine la quota di 400 mejtn 
fino al limite territoriale con jCami^LjSirata, px-fftud.9 Salina. 

Nei primo tratto, la quota di 350 metri attrayjef'sa l^ 
segueati proprietà: 

Ex-feudo Solfara: Faldetta Filomena maritata Burgio 
(1646. G, 9 a 17); 

Ex-feudo Solfara: Faldetta Francesco (1646. C, 9 a 13); 

Ex-feudo Solfara: Faldetta Gaetano (1645. C, 9 a 13); 

Ex-feudo Solfara: Mancuso Marianna (1616, G, 9 a 12); 

Ex-feudo Solfara: Mancuso Giuseppe (1424. G, i a 4'; 
9 a 12); 

Ex-feudo Solfara: Mancuso Giovanni (1992. G, l a 4, 
9 a 12); 

Ex-feudo Solfara: Bongiomo Gaetano (2051. G, 19; 
20, 21). 

Neirultimo tratto, la quot>a di 400 metri attraversa Tex- 
feudo Micchinese, proprietà: 

Contrada Ventolino: Fedj^rhi) yinppjiza e copsorti 



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4262 UMi I wcixn ml bigno i^itaua - 1M4 

Contrada Ventolino: Rubino Liborio (662. B, 817 a 
823,- 816, 824); 

Contrada Ventolino: Caruso Michelangelo (65. B, 879, 
880); 

Contrada Ventolino: Marchione Calogero e consoni 
(1329. B, 825 a 828); 

Contrada Ventolino: Conto P^olo (654. B, 825 a 828); 

Contrada Ventolino : Conte Salvatore (653. B, 825 a 
828); 

Contrada Ventolino: Conte Calogero (652. B,825 a 828); 

Contrada Ventolino: Conte Vincenza maritata Favarò 
(1589. B, 825 a 828); 

Contrada Marcatello: Militello Paolino (2338. B, 916 
a 919); 

Contrada Marcatello: Frangiamore Giovanni (1073. B, 
920, 921, 929); 

Contrada Marcatello: Misti etta Remigio (1285. B, 956, 
958, 965); 

Contrada Marcatello: Mistretta Salvatore (2794. B, 
953, 954); 

Contrada Marcatello : Castiglione Rosario (632. B, 966 
a 970, 958); 

Contrada Marcatello: Mendola Pietro (554. B, 977 a 
981, 976); 

Contrada Marcatello : Mendola Pietro (2682. B, 976, 977) ; 

Contrada Casaline Canalaro : Lo Sardo Salvatore (648. B, 
687, 688, 684, 677); 

Contrada Casaline Canalaro: Ricotta Pacifico (1113 B, 
634 b, 612); 

Contrada Casaline Canalaro : Ricotta Giuseppa (2639. B, 
612); 

Contrada Casalino Canalaro : Ricotta Pacifico e Rubino 
Maria (1842. B, 650). 

2. — Comune di Aidone. 
Vi sono sei zone malariche. 
La prima zona malarica comprende il versante destro e 



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uMi I WKaan hl imm Vititil - INI 4253 

sinistro del fiume Acqua Bianca ed il versante dt^stro del 
torrente Cugno Lungo, estendendosi lungo il fiume, dalla 
contrada Baccarato alla confluenza del Cugno Lungo con 
Acqua Bianca. 

La linea di confine della zona è segnata: 

a) a nord dalla trazzera che scendendo dalla contrada 
Pantano, presso Aidone, passa sotto le case Schiavo e va 
fino al punto in cui incontra il sentiero che scende dalla 
Zoliara Baccarato, quindi dalla quota di 400 metri, fino al 
punto in cui incontra il viottolo che dalla Zolfara Crunici 
conduce all'abbeveratoio Crunici, attraversando la pro- 
prietà: 

Libertini fr.lli Gesualdo e Pasquale (3640. E, 1347 a 
1350, 1352 a 1360); 

Alliotta Gioacchino e Francesco (5581. E, 1344, 1345, 
1346). 

Paterno Gio. Batta fu comm. Antonio (5342. E, 133 
a 1 339), poi dal detto viottolo, dallo stradale Raddusa-Cal- 
tagirone, dal sentiero che staccandosi da detto stradale tra- 
versa la contrada Casalgismondo Sottano e quindi dalla quota 
di metri 200 (fino al punto in cui raggiunge il limite ter- 
ritoriale con la provincia di Catania, rappresentato dal val- 
lone Cugno Luogo) attraversando le seguenti proprietà: 

Barone GiamJinotto Federico e Saverio frlli (1071, 
5062. E, 1323 a 1329); 

b) ad ovest e a sud dalla trazzera cho scendendo dalla 
contrada Pantano, presso Aidone, passa sotto la Zolfara Bac- 
carato e, attraversando la contrada Dragofosso e la tenuta 
Zagardo, conduce alle case di Mezzo e a quelle di Fauci- 
gliene, quindi dal sentiero che da detta trazzera conduce 
al Cozzo Pozzilli, poi dal limite territoriale con la provin- 
cia di Catania; 

e) ad est dal limite territoriale con la provincia di Ca- 
tania. 

La seconda zona comprende il versante destro e sinistro 
del fiume Belmoniino dalle case di Neggi, presso il Piano 

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4*2o4 LMfli ■ ncnti mdl «mimi rnriJUA - tifi 

ferrante, àt fiume Gfofiialunga, ea il vpfsàiite dei§{fò\ del 
nume Gòfnalìinga, dal pónte sutlò s^tràdalé Raddusà-Àfdone, 
al limite territoriale coii la provincia di Catania (frazióne 
di Militello), 

I limiti della zòna sonò: 

a) a ovest è à nòrd la f razzerà che dalle Case* Neggi 
conduce alle case Boscafini: hi quota di metri 400 sotto 11 
mónte feurìiia cKe attrivèrsa le proprietà: 

Ì^Minolfi ko^inà, Teresa, IsàbelLa (54^1. E, 1259 
a H62); . ' ^ 

2"" kensà Vescovile iti Piazza Armerina (542?. È, 
1256 a 1258 -,G, ;Ì482 a 2484); la trazzera che dal Còz^o 
del Mèdico, traversando là contrada Feudoniiovò, inette sullo 
stradale Raddusa-Caltagirone ; la strada tiaddusa-Càttà^i- 
fòìiè, il sentiero che dà detto stradale (ìèl contrada Poggio- 
rosso) gira attorno al monte Giresi e conduce allo stradale 
feàddusa-Àìdòrie dòpo il km. 13, e qiiindi dettò stradale 
firió al liniite territoriale con la provincia di Catania (co- 
ìriùne^ di Kàmiriàccà); 

b) à nòrd-est it fìiiine tìornàlùnga, ciiò segna il coa- 
nùe con là próvirlcià di Catania; 

e) a siid ii lihiite territoriale con là provincia di Ca- 
taiiia (frazióne di Militelló), ia qiiotà di 200 mètri, che dal 
limite territoriale suddetto, per le contrade Ciigiió, Tor- 
retta, Grotte, Calvino, Belmantino Sòttario, arriva sótto al 
bozzo fcàiripàna, àttr*avèrsàudó |e proprietà: 

Màiitògha Alliotta Beiiedèttò, prinbipe di Gangi (5332. 
G, :^758 a 277B): 

Vanni Notarbartólò t^raiice^co (:3437, 357S. G, 2751, 
à ^757). ^ 

Lancia di tìròlo, arcivescovo di Monreale (b25ci. È, 
1320 a 1322. G, 2767 a 2771, 2773 a 2770, 277D a 27gl). 

Anzàlònè baróne Nicòòlò (4817. G, Ì70S, 2704, 2708, 
2709, 2710, 2712, 2713, 2715 a 2720); 

Canuizzaro Feìicetta ved. Landolina (4815. G, 2703 a 
^713, 27l5, ^717 a 2720); 

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UGÓl I DBCilKn tIL UGNO t'iTiui • isM 4eTO 

Mi il sèatiérd dtìla ^òlfófa fcalvlriò; ìft mdtt che 
dalle case di BèlrKatìtiiio Sòtt^tib' pftSsa SòHò èì fcfz*» Cam- 
pana, attraversò là còUitsAS, I^àlàHctìliS flnò ftìf ' tiidòntro 
con io Sifadale. feaddilàà-Caltàglrotìe; ^ÓÌ ÌH àb&àSlé sud- 
détto; il vioitóio che dàli'àbhèvèfatbio di Crutiicl 6dilduce 
alle Solfare Crunici; la q|uota di 350 metri, che attravéf^Sà, 
in contrada Crunici, le proprietS: 

Santagottl Giàcotnd e uiiiSeppe C467d.;Ej 1^04 il Ì308); 

Saiitagòtti eredi di Fràiicescd {4774. É, \Ì^H à ÌSÓS). 

Sàiitàgòtti t^ieiro (4f575. E, [304 li 1308J; 

Sàiitàgdtti èàntà hiàrlt. Aréiià (4676. È, Ì304 a Ì308); 

Ziiccareilò Innocenzo (5^d8 È, 1?9^ a ]^tÌ3). 

Salamene Concetta e Cons.ti (5240. E, 1293 a ÌÌ^É, 
130CI a Ì3d3j. 

fieHiefli Spitàrd bdrdrìtì Pfefrabcltì (0919. È, 1293 & 
1297). 

Ojierff t)ia fratèlli Pàlt?rmH (4855. È, l!èt3 a l2t7). 

Gd^liaiitì Mtchei§ (4^59: E. 1273 a 1277). 

Profeta Franco (4276. E, 1273 a 1277). 

f^arusd Vincenzo (4895. E, Ì27JÌ ir 1277J; 

Rindone Giovanni -(5508. E, 127^ ft 1283^ 12S1, 12^2; 
1293;; 

ed inhiio il sfenfiérd cH^ dàlie Sòlkt^e Crtiiiidl cotìduce 
àlifi k&m N&g^l; 

^ La ìprza zona sta lungo \l versante (gestro del fiiiiiié 
Bambolo, si estende dal ,n^oÌlno Battla al confluènte còl 
fiume Gornalunga, ed è delimitata: 

a) a nord dal fiume Rarabolo ; 

5) a sud dalla inùlàttiera. ólié dal ìiibluio ^attià, iìdn- 
diice ni iniziò di !Ntarcd, poi dalla quota di ÀbÓ rAèìti Qhe, 
nella contra'ia Mazzarina, attraversa le segUe'nti t)i"òpHSÌà: 

IScòzzarelta Vincenzo (4BÌ0. b, 393 a r^98j. 

MHScari kdggéro (3265. G, 4l7 à 42CI} 

Min.-m Lorenzo -3178. G,. 4^1). 

(jiarnrbiiséd Lorenzo (5377. G, 42l A 42^)". 

Gaiigi tìbménicò (54Cl8. G, 42l a 42^). 

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4256 UMi i nctni wl iwiit i'itaua - 1M4 

Giammusso eredi di Giuseppe (5650. G, 421 a 423). 

Giammusso Lorenzo (5102. G, 421 a 423); 

Rosetta Vincenzo (3158. G, 1483 a 1487). 

Boscarini Giuseppe (3423. G, 4437 a 4439, 4449, 4450). 

Eredi di Trovato Pugliesi Vincenzo (3225. G, 1488 a 
1496). 

Minoldi Giacinto (4310. G, 1425 a 1430). 

Francie Filippo (4670. G, 1516 a 1519). 

quindi dalla trazzera che dalla Cittadella conduce, per 
la contrada Catalano, sullo stradale Aidone-Raddusa, fra il 
km. 10 e 11 ; dallo stradale suddetto fino al ponte sul Gor- 
nalunga, presso la confluenza dei fiumi Rambolo e Gema- 
lunga 

La quarta zona comprende il versante destro del fiume 
Secco ed il versante sinistro del fiume Rambolo ed è cir- 
coscritta dalle seguenti linee: 

a) a nord dalla strada che dalla contrada Castani 
(frazione di Piazza Armerina) mette sullo stradale Raddusa* 
Agira; 

b) ad est dal limite territoriale con la provincia di Ca- 
tania (comune di Raddusa); 

e) a sud dal fiume Rambolo; 

d) ad ovest dal sentiero che dalla contrada S. Leo- 
nardo, attraversando la contrada Tufo, conduce alla traz- 
zera di Gresti e dal sentiero che dal punto del loro incon- 
tro, passando sotto il cozzo di Pietrapesci, conduce sulla 
strada già accennata, che da contrada Castani va sullo stra- 
dale Raddusa-Agira. 

La quinta zona comprende il versante destro e sinistro 
del fiume Gresti e il versante sinistro del fiume Rambolo. 
I suoi limiti sono: 

a) a nord il confine territoriale con la frazione di 
piazza Armerina (contrada Castani) e la strada che da Val- 
guamera conduce a Raddusa; 

b) ad est il sentiero che da detta strada porta alla mas- 
seria PrazzuUo, e da questa a Torre Gresti, e infinge il tratto 

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Lumi l'MCftttt'iiL uEGiio ■'itiLiA - IIM 425T 

dì trazzera che da Torre Oresti arri ta- ai sentièro che porta 
m contrada S. Leonardo, attraversando la contrada Tufo; 
e) a\8ud il fiume Eambolò; 

d) ad ovest lai trazzera^ che dal m^olino Battia porta a 
Qi Bartolomeo;, la. linea che segue la quota di. 400 metr}, 
fl&o^ai punto in: cui arriva al fiume Gresti, e ohe» attraversa 
1»- seguentii proprietà^ 

SeozEanaUa' Vioceaseo (4C40i G, 303 a 398)i 

Crescimaniio Gbetano (3975. E> 4401 a 4410, 441S'a 
4^6i 4449 a 4421,. 4423; a. 4434). 

MinolfiI Lorjefnao (3178. F, 4459, 4460, 4466 « a* 4470, 
4437 a 4439, 4455 a 4459, 4460 a 4463, 4467). 

Boscarini Giuseppe (3423. F,.4440 a 4442, 4444, 4445. 
4448).. 

Evola Loreozo (5039, 5640, 5641, 5642, 5644, 5645. 
E,, 4452, 4453;. 4454, 4469,. 4460, 4i466, 4467). 

Eyoia eredi di.Gtì<3taarfO.(49G0. F, 4451, 4452). 

Bvokt eredi di Gianfiiippo (4445. F, 4451} a 4453. G^ 
1468 a 1.470).. 

Giaaunus^. Lucio (6643.. F, 4452. u. 4454, 4459, 4460, 
4^66, 4470); 

T^niP«dli>G!U8eppe (4458. G, 1456a 1458, 1460 a 1463), 

Mascari eredi di. Giuseppe (4904. F, 4453)^ 

Miaolfi Lorenzo (317^. G, 1473 a 1476). 

Montemagflo Fonti Vincenzo. (5130. F,. 1459^ M60, 
1466 a.l47X)).. 

Miuolfi. Lorenzo. (3^78,. F,. 4^137, 4438, 4439, 4451, 
4465 a 4400, 4466^ a 4470). 
ed. in ultimoc il, torrente Creati. 

La\ sesta zona, della contrada S. Bartolomeo^ ha par 
confini;. 

a), aT nord, e. ad. ovest. iL limite t torri toriiUe con la Iran 
zione di Piazza Armerina; 

b) ad est la^tra^z^r^ Ciaatani*^.. Bartalqmeo.; 

e) a sud* 1& trazzemcbe^ daila contrada S. Bartolomeo 
ocmdjaisa a V.alg^rpM*a. 

207 - VoL. Y. - IW)4. 



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4 ^58 IMCGl I BBCBSn WKL BSGM l'iTAUA - 1N4 

3. — Comune di Barrafranca. 

Vi sono tre zore malariche: 

La prima zona è costituita dal versante sinistro del 
torrente Tardara e si estende dfil limite territoriale di 
Barrafranca con Pietraperzia e Piazza Armerina al limite 
territoriale di Barrafranca con Pietraperzia e Riesi. È com- 
presa fra il corso del torrente Tardara e la linea che se- 
gue prima la mulattiera che, scendendo dalla contrada Ra- 
stello, va alU contrada Tarderà fin sotto la casa del Prete, 
e poi la mulattiera che passa a sud della caf a Mota e scende 
al 2.^ limite territoriale suddetto traversando la contrada 
Pietrai unga. 

La seconda zona è costituita dal versante destro del tor- 
rente Brciemi e si esteade dal lìmite territoriale di Pietra- 
perzia con Barrafranca e Rìesi alla mulattiera Mandrazzi- 
Cutecchio-Calabrese. Essa è compresa Ira il corso del tor- 
rente Hraemi e la linea che segue la mulattiera di Pietra- 
lunga, il sentiero che passa dalle case di Mastro Paolo, 
dalla casa di Santa Croce fino a giungere all'abitato di Bar- 
rafranca, indi la stradella che circonda l'abitato medesimo, 
lo stradale che conduce a Mazzarino, Jo stradale che va al 
molino del Piano di Sanghez ed infine il sentiero che da 
questo conduce a Calibrese da Cutecchio. 

La ttMva zona comprende tutte le contrade situate nella 
cosiddetta Piana di Barre franca, ed è limitata: 

a) a nord dal lìmite territoriale con Piazza Armerina; 

b) ad ovest dalla linea che segue prima la mulattiera 
Rastelio -Madonna delle Grazie, poi il sentiero del Piano del 
Parrino, lo stradale Barrafranca-Pietraperzia- Piazza Arme- 
rina, e la trazzera che dall'abitato scende allo caso di4 Gam- 
bino, traversa il burrone Sotloserra, risale alle case Gior- 
dano fino a scendere al torrente Braemì sotto il Poggio di 
Cutecchio; 

e) a sud dai torrenti Braemi ed Olivo; 
rf) ad est dal limite territoriale di Piazza Armerina, 
ad eccezione della montagna dell'ex-feudo Torre, proprietà 



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ìMem I Mcrni kl uwm b'itallì • 1804 4359 

del marchese Airoldi, circoscritta dalla linea che corre lungo 
la quota di 550 metri. 

4. — Comune di Calascibetta. 

Vi sono cinque zone malariche: 

La prima zona, costituita dal versante sinistro del tor- 
rente Nicoletti e dal versante destro del torrente Fegotto, 
è cosi delimitata: 

a) a sud dal limite territoriale con Castrogiovanni, a 
partire dal punto d' incontro dello stesso con la mulattiera 
Calascibetta, contrada Scorzone, fino al confluente dei tor- 
renti Niccoletti e Fegotto; 

b) a nord-est dal limite territoriale con Leonforte a 
partire dal punto di incontro dello stesso con la mulattiera 
che passa a nord dal Pizzo Rizzo, Ano al confluente sud- 
detto; 

e) a nordovest dalla detta mulattiera a partire dal suo 
punto di incontro col limite territoriale con Leonforte fino 
all'abbeveratoio di Rabita e quindi dall'altra mulattiera che 
prosegue ad ovest delle case Manna e Giardinaio fino al- 
l'incontro della mulattiera Calascibetta, contrada Scorzone. 

Da questa zona resta escluso il Pizzo Rizzo, circoscritto 
dalla linea che segue la quota di metri 600, e comprende 
la proprietà (ìi Li Destri Antonio barone di San Giuseppe 
(3309. E, 3089). 

La seconda zona, costituita dal Versante destro e si- 
nistro del torrente Carcarella, è compresa fra le seguenti 
linee : 

a) a sud dalla mulattiera Calascibetta- Rocca Rossa e 
dalla cresta rocciosa della medesima, a partire dal primo 
ponte sulla strada rotabile Calascibetta-Castrogiovanni, fino 
air incontro del limite territoriale di Castrogiovanni ; 

b) ad est dall'abitato di Calascibetta e dalla strada 
rotabi'e suddetta fino al primo ponte verso Castrogiovanni j 

e) a nord-ovest dalla mulattiera Calascibetta-Carcarella- 
Molini, a partire dalla strada rotabile Calascibetta- Villarosa, 



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4360 UGoi rMCRRi va. nano tTtUÀk'' INt 

fino- al punto • d' iheontro della' stessar mutottìera-^ coi limite 

territorialo di Castrogio vanni. 

La terza zona è costituita dal versftflte destno eN^nistro- 
del fiume Morello, a partire dal limite territoriale di Nico- 
sia (contrada Can.' Ic-Artesinella) fino al limite territoriale 
d! Villarosa ({razione di Villapriolo). 

1 . Versante destro. — Questa porzione di zoaa è com- 
presa fra il corso del fiume e la linea che segue prima la 
quota di 600 nretri; indi il limite territoriale di Castrogio- 
vanni, nell'ex feudo Cennetl ed ihfiw rultimo-- tìratto dellSi 
tóulattiertt ViUtrosa-Villapriolo. 

La linea di cui alla quota di metri 600' attraversa le se- 
guenti proprietà : 

Ex-f»udo Scala di Mole: Deodato Teresa e C.ti (S526 
H, 1138- a 1141): 

Ex-feudo Scala di Mole: Deodato B.ne Pietro (3202: 
H, 1138 a 1130). 

Ex-fowdo Msgalufb : Deodato Bme Pietro (320?". H; 
ri35 a 1137). 

Px-fpudo Magalufo: Deodato Calogero (04r4. E, 1135 
a 1137). 

Ex feudo Cistbrna-: Deodato Teresa (5520. ir, 1X)96 
si- 1097) 

Éx-fetrdo Scalia di Mol^ : Mazzara Etttfre (4175. E, 780 
a 789, 377, 769, 760, 183 b. 785, 792) 

Ex feudo San- Nìccol.n Af rzzrart»; O'iovwn'ni (4179. H, 11 1 1 
a- 1113). 

Ex-feudo San Niccola: Mazzara Caterina (4180. H, l'in 
a 1112). 

Ex-feudo Gaochiamo : Potiino bar.ne^Oaetairo(5416. O. 
1063' a 1085: H, 1T14 a 112M^. 

Ex-feudo Qacdriamo: Sgadàri- GTmfib'o C.ti (3402'. Gr, 
lOBS a 1005. H, 1114' a 1124); 

Exfeu^o^ iPmhelungiie : Ciufó Sattti'ffir FHlippo e CT.tl 
35' 1 IT. l'l??J-rf 112^). 

2 Versante- sihiislro; — Oucsttr propone iKaona è' comr- 



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ìMùùi B uùCMm.VL UOMO »*iyuji4 - 1884 éStài 

prosa fra il corso del fiume e la linaa che s§gue prima la 
mulattiera Canale-Gaito-Carminello, indi la jtnulattiera che 
dalla precedente si diparte,, passa a nord dilla casa San Giu- 
seppe e coiiduce alla casa Santa Barbara, poscia la mulat- 
tiera che da questa va alto Mradàle Calftscibetta-Villapriòlo, 
presso il km. '7, ed infine lo wstradate medesimo, fino atl 
km. 8 sul lìmite territoriale di Villarosa, in contrada Bu- 
scélla. 

La qmarita .zona, restituita dal Yi^rB^mte sioisirodel fiume 
MomUo, è ooM (^imitata; 

M)iB»(n^iA-QAt iHaUo 'Stradale Calaocibetta- Villa Pcioloy 
dal kói. 4iBl km. 8; 

iib) s. (nord^ovest ihiblimite temliOTiUe feo& 'Viilar<iHia )e 
Castrogio vanni dal punto prece dente all' incontro alia .mit* 
lattiera Vìllarosa-Calascìbetia ; 

lc) ia 6ud dal èimiie .territoriale con Oaskogiovanni, a 
partire dal fiume Morello all' incontro dt Ha mulattieca di 
Sanf^icola; 

d) ad ovest dalla mulattiera San (Ndocia.SinatraiSaai 
Michele-Sorgenti dirGUazana, che «bfocca ^jsuUa «atffiida ^rota- 
liilB >Calaficlbéita'*ViUBpri0lOidl ibm. A. 

La quinta zona, costituita cdial 'ver^aite^^daistro del fiume 

Saiso, ,a partire :3ttóliHimte : Iserritòriale (di rGiangi (aeil'ex- 

eudo di Bord4^na]xi) j%DLOial,tìn»te.teiiitQfì^ di^V^^ 

nell'ex- feudo iPnioioveoshèo), è oaxnsppwà imtìl corso del 

fiunneìe la ilintia efae Mtgne ka quota di .metri SOQ, e che 

attraversa l'ex- feudo Monzanaro, proprietà^: 

Li Destri hiinane Antonio «e eoaaotfi {^&Q6. G, J040 
a (14)45). 

Scelfo Domenico (6349. a;i»31,(ri)32pD038,a03a, .10^6,. 
1047) fino aiiaentffirD; die amduoe lalte ^cMe Mimzasiaro. 
Indi iiiiUnea esegue ' lo stesso «Bentìeito e/iaostrada rotabile 
VUkrpriÒlo-Ati«ieaatedt:iiffine fi sentieitr>::elaiHiulattiera òlle 
conducono, rispettivamente, ^le case )deaia)C^fcpMt,, e !da que- 
lite /al H^io (i«gili ;^lamdaiitche da. AUzifteoa .oonducono a Yil- 

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4262 LB6GI I BtCHm OKL KSGNO ft'lTlUA • 1904 

5. — Comune di Caltanissetta. > 

Vi sono otto zone malariche. 

La prima zona comprende i terreni situati lungo il fiume 
Salso od Imera Meridionale, e precisamente nel versante 
destro (dal ponte Capodarso al ponte Besaro). 

La zona stessa è compresa fra il corso del fiume e la li- 
nea che segue prima la strada rotabile Piazza Armerina- 
Caltanissetta fino al km. 10, poi il ciglione deirex-feudo 
Lannari fino air incontro (proseguendo in linea retta) della 
mulattiera che conduce alle case Al Persico ; il torrente 
Gurfi-Bncceri ; il consecutivo ciglione degli ex-feudi Leor- 
fè-Donzelii, Lavagna di lenco e Mustica, fino alla trazzera 
comunale Besaro- Caltanissetta, attraversando le seguenti 
contrade : 

a) contrada Lannari, proprietà: 

Cosentino Giovanni iu Salvatore (21235. L, 1862 
al 1867). 

De Pace Vittorio fu Luigi e consorti (17446 L, 186?, 
1863, 1865, 1866). 

b) contrada Al Persico, proprietà : 

Eredi di Costa Michele (17792. L, 1820, 1855, 1812, 
1852, 1828, 1829, 1842, 1843). 

Pernaci Girolamo fu Calogero (21372, 21373. L, 1813, 
1856, 1825, 1837, 1831, 1838, 1810, 1822). 
e) contrada Lavagna di lenco, proprietà: 

Barrile barone Enrico fu Giovanni Battista (18224. 
M, 579 a 583, 586 a 594). 

d) contrada Mustica o Musta, proprietà : 
Testasecca Curcuruto conte Ignazio (14985. M, 596, 

597, 598, 599, 600, 601, 595). 

e) contrada Besaro-Lanzarotta, proprietà: 
Giordano cav. Giuseppe fu Luigi (19375. M, 614, 615, 

616, 617, 631, 633, 634, 627, 628, 629, 630, 639, 640, 
641, 642, 643, 632, 637, 638, 637). 

La seconda ^ona (comprende i terreni situati lungo i ver- 
santi destro e sinistro del torrente Arenella e lungo il ver- 



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uggì b raam m. nsiio w^nàUk • IKM 4363 

sante destro del fiume Salso o Imera Meridiona'e, dal tratto 
di strada rotabile Caltanissetta Santa Caterina (compreso fra 
1 km. 12 e 14) al peate Capodarso. 

1 . Versante destro del torrente Arenella e versante de- 
stro del fiume Salso o Imera Meridionale. 
La porzione di zona malarica è circoscritta : 

a) a nord dal torrente Arenella; 

b) ad est dal fiame Salso o Imera Meridionale ; 

e) a sul dalla via rotabile Xiboli fino alla portelia 
Xiboli : dalla mulattiera che dal punto precedente conduce 
alla Miniera Trabonella e dalla linea che corre lungo la 
quota di 450 metri fino air incontro del ciglione di roccia 
che divide gli ex- feudi Trabonella e Sabbucina, compren- 
dendo porzione dell'ex-feudo Trabonella e porzione della pi- 
stacchiera sotto il detto ciglione, proprietà : 

Giordano cav. Giuseppe fii Luigi (20141. N, 2031 a 2041, 
2043, 2047, 2050) ; 

d) ad ovest: dalla strada rotabile Galtanissetta Santa 
Caterina, dal km. 12 al km. 14; dalla mulattiera che dalla 
precedente strada conduce alle case Anghilà (Angelo) e da 
queste alla <c Fonte Xiboli ». 

2. Versante sinistro del torrente Arenella. 
La rimanente porzione di zona malarica è compresa 
fra il corso del torrente Arenella e la linea che corre lungo 
la quota di 450 metri, attraversando le contrade Gari- 
stoppia, Agnone, Muladdi, Cirofl, proprietà: 

Lacagoina eredi di Biagio e Michele (17397. U, 1735 
a 1741). 

Salomone eredi di Giuseppe (20803, 17965. U, 1961 
a 1069). 

La terza zona comprende il versante destro e sinistro 
del torrente Salito e Stretto, a partire dalla sorgiva Cana* 
lotto, lìeirex feudo Mimiani fino al tratto dello stradale 
Galtanissetta Santa Caterina compreso fra i km. 11 e 13. 
1. Versante sinistro del torrente Stretto e versante de- 
stro del torrente Salito. 



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^04 i*a>i «« 

La porzione di nona è comprMa fra il corsoidoi toireoati 
e ita.liBea .cheisregue pria» la trazzam ìcSslb da!ll\ìmhMQù 
della galleria Mimiaui coDduee alle sorgive Canalotto ed>ial 
primo casello presso alla fitaziione Mimiaaì-San Oatilda, poi 
il torrente Salito dal :punto:preciedfinte altMmfluente dei totv- 
renti Fico d'India e Catadieddu; ^kt nuaiattiara tche leonduce 
alle case di Gabiiia e le tre rette «he passano rriaptitiva- 
mente fra le case di Ghdbilia ^e qu^elle di MassiroittacdarOy 
fra le dette «e quielle (li Praino «d infijne fna .quest'ultime ed 
il /km. 11, sulio stradale •CdJiamgsetia-Saiiita Caiierina et* 
irnversando gli ex feudi:: 
*a) iMiffliani, ^proprietà: 

Eredi .di Vassallo dSiasalàa .di San'.CaAaMo (^USL.S, 
2940 a ^050). 

b) Trabona, proprietà.: 

Barane ;Brucato di Palermo (20271. S,.29S8,.2989, 
2991, 2992, 2996, 2997, 2928, 2999, 3001,2990,5987- 
T, 1849, 1850, 11851). 
e) ióabilia, iproprietà : 

Ajoala oav. ^Pietro (7758. S, ;2§06 a i20®9). 

Galletti Pietro 16220. T, 16ff9 a a710 -;B, 2»m 
a 2904, 1586,2897, : 2809, «893, 28&5). 

iAnsaldi eredi, di Fcrdiaaaado (11280, U«a2S, 2875, 
»876, Sfifi7, 2838). 

d) Maitramaeéiaro, pfRoprmià: : 

Testasecca Cxmmruta^onte IgDBzk) (ld986 .T^ .li&96, 
1698, ,11894, :r695,-liW»). 

e) Praino, proprietà: 

Dott. Ufiflafoto JAndw». (1 1541. T, =li808 :a .1315). 
2. Versante destro del torrente Stretto e verseitte; si- 
nistro del torrente Salita, 

Xa rimanente rporziooe. di zona, è xaxnpreaa fca^il corso dei 
detti torrenti e.laJinea che. segue ,prìma^, la v Quota di 400 
metri poi la (tmzzera .xihe dalle xrase di .Antinello conduce 
alle case Marcato di Serra; la quota di 350 metri, Jl tratto 
della trazzera Santa Càterina-Càltanìssetta lungo il.forren- 



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cjui i wanti WL nvm ÈTnàLil - IMI 4266 

Ì6'llo Palambaro -ed mftne la mulaitiera che si stacca dalla 
precedente presso le case Chiapparia, e conduce alla can- 
noniera presso il km. 13 sullo stradale Santa- Caterina Cal- 
i»ms9©t1», 'attraversando le seguenti contrade ed ex feudi. 
a) Ex feudo Antinello, proprietà: 
Orfanotrofio di San Cataldo (11265, 1 £02. S, 2927, 
29S6, ^2920, 21^2- T, ITTO^-a 1773). 

^Fratelli Anzalone (21989, S, 2930 a 2933). 
^Principe Lanza di IScatea (11536. S, 2034, a'2927). 
6) Ex-feudo Marcato di Serra, proprietà : 

Ba^Uo Catél^lo (20708. % *291« n 2920;. 
e) Ex— feudo Ficuzaa, proprieiià: 

Anzalone Salvatore fu 'Biagio (r4277. S, 2824 a 
2827). 

d) Ex-feudo ^TJfeiapparia, propri^tià : 

Barone diTligilifl (1666©. S, 28^9, 2869. T, 1267 
a 1272, 1274). 

e) Ex- feudo Pescazzi, Pescffzjjélli, proprietà: 
Demanio dello Stato per Ta^s^ ecclesiastico (14244, 

T, 1286 a 1289, 1291 a IS94). 

f) Contrada Xifbi, proprie^: 

Eredi Custoz (8240. T, '1^80 a 128^). 
Vassallo Sàlvufone (18754, 19410. U, 1641, '1648, 
t«9. T, 1281). 

La quarta zona .è x^o^tituita dai terreni situati lungo 
il'fltnne Salso od Imera 'Meridionale e lungo Jl versante de- 
stro TÌei lorrenti Scioncliipane, Calitararo, Nracima-^Misteci, 
Pixjo 'd'India, 'Ramólia, Anguilla, T'ariana, jCtctfta (tlal^ponte 
Bessro ^1 Ihnite territoriale con "Mazzarino neirexrfeu'do 
QàXHtano) 

Tja zona comprendere quattro seguenti iporiioni aiel ter- 
ritorio di Caltanissett^, rispettivamente circosoritte : 

1. a nord dal viale llélla stazione dall'abitato di JCal- 
tanissettaj dalla strad^^ ferrata stazione ICaltanissetta-JSta- 
zione San.CataFdo re dalla mulattiera dhe. dalla datta ^ia-- 
zione conduce alla contrada Santa Rosalia; 

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a4 cre^t dal lixite ierrltori^Ie di Serradìfako, ex fendo 
GrfAXA d'Ac'^na; 

& sud d^ila rotabile della F^TarelU, dalla mulattiera 
a nord diJ cozzo Mal Ladrone e dal torraita Niacima- 
Mistici ; 

al est dallo stradale Caltanissetta-Pietraperzia, dal sen- 
tiero che traversa sopra il detto stradale le conteade Cai— 
darar/^% Valli, Sconchipane e che condaoe al mìglio 7 presso 
il poBte Be:»aro ed infine dal corso del fiume Imera lino 
alla confluenza col torrente Miste<ù. 

IL A nord dalla mulattiera Gaddira- Biffarìa, dalla 
trazzera Caltanissetta-Delia a sud del cozzo della Cammisa 
G dal torrente Niscioa-Misteci ; 

ad ovest dal limite territoriale con Serradifalco (ex- 
feudo Grotta d'acqua) e dal torrente Ramolia; 

a sud dai torrenti Anguilla e Foriana; 

ari est dal corso del fiume Imera fra i conflaenti dei 
torrenti Miste ci e Foriana. 

IlL A Lord dal torrente Foriana; 

ad ovest dal torrente Anguilla; 

a sud prima dalla lioea che corre lungo la quota di 
350 metri, attraversandogli ex-feudi: 

a) Drafiù (Marcato del Fico), proprietà baronessa Man- 
dile da Burgio (4117. N, 15 a 22) e barone Turano Cam- 
psUo Serafino (19577. N, 23 a 29); 

b) Pisciacane o Giffo, proprietario Bordonaro baronessa 
Rita (17452. N, 4 a 14), poi dalla mulattiera Pisciacane- 
Castellazzo, dalla linea lungo la quota di 400 metri e che 
attraversa Tex -feudo Castellazzo, proprietà di La Lomia 
Ignazio e Cons.ti (15351. N, 34 a 44) e indi dal sentiero 
San Martino -Galassi, dalla mulattiera San Martino -Galli- 
cano ed infine dal torrente Cicuta ; 

ad est dal corso del fiume Imera fra i confluenti dei 
torrenti Foriana e Cicuta. 

Da questa terza porzione di zona rimangono escluse le 
terre dette delI'Amelista, circoscritte dalla mulattiera case 



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LIMI ■ MCUTI ML IMM B'itAUA • IMM 4267 

la Cicuta Vecchia, case la Cicuta Nuova, ease San Martino, 
case Àmelìsta, case Cicuta Vecchia. 

IV. A nord dal limite territoriale di Serradifalco, ex- 
feudo Grotta d'Acqua; 

ad ovest dalla mulattiera Grotta d'Acqua, La Peliila- 
Ramolia fino all' incrocio presso la contrada Menta, indi dalle 
mulattiere che circondano il colle ove sorgono le case di 
Ramolia, dal sentiero che passa presso le case Feria e dalla 
trazzera vicinale che da questa va al cozzo Comuni ; 

a sud dalla trazzera Delia Caltanissetta e dal torren- 
tello che divide la contrada Ramolia dalle contrade Carde 
e Cappellano ; 

ad est dal torrente Ramolia. 

La quinta zona degli ex-feudi Grottarossa e Cusatino ò 
circoscritta : 

a nord dallo stradale, S. Cataldo-Serradifalco, dalla 
trazzera di Cusatino che scende alla strada ferrata fra le 
case Serra ed il cozzo Camaruzzolo ed infine dalla mulat- 
tiera che passa sopra le case di Giulfo e conduce all'ex-* 
feudo Grotta d'Acqua presso le case Reggi; 

ad ovest dal limite territoriale di Serradiialco; 

a sud dal limite territoriale di Canicattì; 

ad est dal limite territoriale di Serradifalco (ex- feudo 
Grotta d'Acqua), dalla mulattiera Grotta d'Acqua, La Pe- 
lilla, Zolfare Grottarossa, Fontana Bianca. 

Da questa iena rimane esclusa la porzione dell'ex-feudo 
Grottarossa, proprietà: 

Piazza dott. Gaetano (21311. Q, 86 a 94 - R, 4054, 
4057) circoscritta: 

ad est dalla mulattiera Qiglio, case Candela; 

a nord dalla linea che segue la quota di 600 metri; 

a sud e ovest dalla linea che segue la quota di 500 metri. 
La sesta zona comprende la porzione dell'ex- feudo De- 
Uella, proprietà: 

Barone La Lomia Ignazio e cons.tì (19834. N, 789, 
791, 793, 792, 795, 796); 

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42A8 ftMSi.iNCJttii4aKL«VKMei»'uriU4'*-.l<M 

Barcme La Lomm 'Agoaiino (1091S. N, 754/a 80Q)x^ìf- 
coscritta : 

a 3ior(l-€At dalla JiBea che segue la quata di 460 me- 
tri e dalla trazzera che dalle case La Seria f conduce iA 
]>elia; 

.a and dal/lijiiile territoriale di £ieUa; 

ad ovest ^daUa linea liugo la ^quota .41 400 metri. 

'La sèttima 'zona comprende la porzkme flegli ex-^'^fe^idi 
GebbiaroBsa ^e Qrast<iytìi proprietói, di'BordonaPO baretie Giu- 
seppe (19«06. N, 46 a 56) ^ ^ limitata: 

a nord-est dalla quota -di '400 metri -sótto il monte ttèl 
Calvario; dal sentiero Draffii-Pistorale e dal Kmite terrt- 
toriale di Sommatine; 

LA nord-^ovfsttdailla jquota>^i »4 00 metri, ^oAto ibmfinte 
delia Ora sta; dal sentiero che scende dal suddetto mnstt»» 
XA .alla )tra2szera Pistorale*DeIia ; dalia detta iira£0eiza;i:dallo 
stradale Deiia-fiommatino fino alP^bbevecatoio di (Jefalna*- 
fOMa (€d infine dalla ^etta ehe da quea^ (va ^ailHncoBtm 
Mei limite territoriale -di Dèlia -^eon rultima tfaseeraitshei^A 
allo stradai^ i.^elia-^Stazione (Delia; 

a sud dal fiume Delia^^^pwtire dal limite okerritoriale 
di Delia fino #àl limite territorìaie xli Bammaiino. 

L'ottscva zoxia, 'degli orti 'Pisciacane ^e Draffii, è deli- 
mitata: 

dal /Sentiero che dalle cajse Mapxocco conduce Me oase 
Drafiù; dal sentiero rhe dalle case psaflOà. conduce jolla casa 
San Mairtino*e dal \Aéntìero «the dalle .case Marracco rcon- 
duce a San Martino. 

6. — Comune di Campdframco. 

Vi ^sooio jtre iz^rae. mabcìcbe: 
La ;priiXMtizana)aan^]dr«ndB JLìievMfii^e aaratrotdel fiume 
Platani nel suo corso superiore a partire dal limite: temi** 
tomle can>Sittena;^o allaicfinflueni» ììQoI .tort enie ^iQallo 
d'Oro. 



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ci8«i*rMienTf ni mm b^ìua*- IfM 4269" 

' Essa ha per confini: 

a) a nord il- lìmite territoriale con Sut&ra ed! il s«h- 
tiero che gira- attorno al' monte Santa- Elia; 

h) ad est il limltef territoriale con Sutera', qnindi 1» 
mulattiera SutOTa-Carapofranco, poi. un^' linea che circonda 
e lambisce le case deirabitato di' Gftmpofranco, s^ue la 
rmilàttlera Campofranco-Rabato cintine di ntroTC il lìmite 
tferrftoriale con Sntera; 

e) a sud il torrente Gallo d'Oro; 

é^ ad'Oveat il IfmHe territoriale* con G'astelfcermihiì (pro- 
vincia di* Qirgi^nti), segnato dal' corso del fiume Platani. 

La seconda zona compread^ il versante sinfotro drt fiume 

Platani nel suo corso inferiore; a partire dalla.- confluenza 

©•i torrente Girila d'Oro fino alla confi ueazax col torrente 

Clattt^»rBllat ed: il versante: sànistro diel torrente Gallo: d'Oro. 

jdi delimitata: 

a) a. nord e ad ov*»st. dal corea del» Rlatani e deLGallo 
dlQro;. 

&) ad est. e a. sud. dalla linea che seg;ue prima il limita 
territoriale con Sutera. (fraziona di^Milocca*),. poi. la quota 
di 250 matrì^; la^ rupe del monte: Subio) la- mulattiera che 
soende da;» Campofcanco* e sedendo il vallone del. Subio va 
a Milocca; il sentiero che dal vallone Subio conduce in con^ 
trada Montagnolar e che, attrajv6rsand.o rexr-teudo Spa- 
gpola^ portai sulla stradale Gadeltenmiai-Ar^gooa presso 
ailan cosfiueuzai deL to^rrentet Coda, di Volpe coL Cantarellav 
. La quota: di; 2a0. metr.l ati^aversa^ lo ^ seguenti prop;detà : 

Coatrada^ Mizzahò: Palombo Sii vostra (495. D,. 19 ìk 
22^.3, 3,. 4,. 12, 13y 14).. 

Contrada. Miazabè: Velia. Gerlanda (934. D, 23, 2^ 
E5„ 26). 

Gotttnad^ Sabio-: Sibillari: Calogero (1038..A^ 1 18, 115, 
102^ 1.10,. 154, 155,. 136 a. 140)^ 

Contrada Subio :■ A>utinoro. Giuseppa ( 1 039. A^ 1 2 1 a 1 24). 

«La^ tei?za zoaa< ò. coati tuita^ dal versante destro del tor^- 

rente Coda di Volpa ed. ò. compresa fria . il . corsor del toj> 



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4270 UMi ■ mcuti hl mmm •'ittui - UN 

rente ed il sentiero sopra indicato che, traversando Tex- 
feu'lo Spagnolo, porta allo stradale Gas teltermini- Aragona; 
la linea che segue la quota di 350 metri, fino al punto di 
incontro col sentiero che passa sotto al Cozzo della Croce 
e conduce a Milocca, quindi il sentiero stesso e ia mulat- 
tiera, ohe dalle case S. Biagio porta alle Quattro-Fioaite. 
La quota di 350 metri attraversa le seguenti proprietà: 

Ex-feudo Botagro: Lucchesi Palli AdinoUo (1342. D, 
497 a 502). 

Ex-feudo Mustanzello: Velia Giuseppe (933. A, 1, 2, 3, 4). 

Ex-feudo Zellanti: Velia Giovanni (933. A, 5 a 8). 

7. — Comune di Castrogiovanni. 

Vi sono dodici zone malariche. 

La prima zona comprende i terreni situati lungo i tor- 
renti Niccoletti, Grada, Lombardi, Girgia e ii fiume Rossetti 
ed è così circoscritta: 

a) a nord dal limite territoriale con Calascibetta e 
Leonforte a partire dalla mulattiera case Giardìnello-Scop- 
zone al punto d'incontro del lìmite territoriale di Leonforte 
col fiume Rossetti, in contrada Celso; 

b) ad est dal limite territoriale con Leonforte e dalla 
strada ferrata fino all'incontro della mulattiera S. Pietro- 
Rossi ; 

e) a sud dal corso dei torrenti Grada é Lombardi a 
partire dal sentiero che scende dallo stradale Calascibetta- 
Leonforte, in contrada Grada, fino air incontro del torrente 
Lombardi colla mulattiera Lombardi- Rossi, indi dalla mu- 
lattiera medesima fino all'incontro della strada ferrata; 

d) ad ovest dalla trazzera Giardinello-Scorzone-Raia; 
dallo stradale Leonforte-Calascibetta, a partire dal limite 
territoriale di Calascibetta (in contrada Gìardinello) fino al 
sentiero sopradetto che scende dallo stradale Calaseibetta- 
Leonforte (in contrada Grada) ed infine dal detto sentiero. 
La seconda zona malarica è costituita dal versante de- 
stro e sinistro del torrente Colsi e dal versante sinistro del 
torrente Valguarnera ed ò cosi circoscritta: 



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uggì k diciisti del segno i*iTAUi - 1904 4271 

a) a nord dalla trazzera piano S. Pietro-Stella-Rossì, 
a partire dal punto d'incontro della trazzera S. Pietro-Cal- 
derari fino al limite territoriale con Leonforte; 

b) ad est dal limite territoriale con Leonforte, a par- 
tire dal punto precedente fino alla confluenza dei torrenti 
Gelsi e Valguarnera; 

e) a sud dal limite territoriale di Valguarnera segnato 
dal torrente omonimo ; 

d) ad ovest dalla mulattiera Piano S. Pietro-Berardi- 
Cannavò Noce-Pecorella-Mendola, a partire dall'incontro della 
trazzera S. Pietro-Stella- Rossi fino all' incontro del tor- 
rente Valguarnera. 

La terza zona raal?ìrica comprende porzione delle con- 
trade Cannarella, Salinella, Bruchito, Ponticello e Sfondato, 
adiacenti ai laghi Salinella (lago Stelli) e Sfondato, ed è li- 
mitata : 

a) a nord dalla cresta rocciosa Cannarella- Salinella a 
partite dalla portella Cannarella-Furbalata alla portella Can- 
narelia- Bruchito; 

b) ad est dalla cresta rocciosa Bruchito, a partire dal 
punto precedente fino al km. 7, sullo stradale Castrogio- 
vanni-Caltanissetta ; 

c)^a sud dallo stradale suddetto e dalla mulattiera 
Slondatc-Grottsstretta, dal km» 7, sullo stradale suddetto, 
air incontro della mulattiera Salsello-Salinella ; ' 

^) al ovest: dalla mulattiera Salinella Furbalata, d,allo 
stradale Castrogiovanni-Caltanissetta dal sentiero Alvanello- 
Salinella e dalla mulattiera Salinella-Salsello. 

La quarta zona è costituita dal versante destro e sini-. 
stro del torrente Serieri-San Marida, a partire dallo stra- 
dale Castrogiovanni-Piazza Armerina, presso il km. 43, fino 
allo stradale Caltanissetta-Piazza Armerina, frai km. 22 e 24. 
1. Versante destro. É compreso fra il corso del tor- 
rente e la linea che segue lo stradale Castrog'.o vanni Piazza 
Armerina, la mulattiera Santa Caterina-Piano di Barche- 



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4S72 IJHGLBINKMri.-MSL.IIieilO.BÌIXAftU/-19H 

Oaix^srdllB^ la stradale Castrogiovanni-GaltanisseAta e la mu- 
laitiei^^ SfowdatorOrottaatnett^Salsella 

2. Versante wnistro. E compreso fra fi corso del tt>i^ 
rente^ e- là linea che segue io stradale Castrogieranni- Piazza 
Arave'Tin», la mulattiera Staglio 'Ktsic^llà, it coreo del tor- 
rente di Risìcallà, la mulattiera Torre- Vàllatalun^a, la cr^ 
sta* rocciosa omonima e la mulattiera che conduce al Mo- 
lino Agnello. 

La quinta, zona comprendje! {xorzione delle contrade adìa. 
centi al Lag» di Pergusa ed è. circosorìtta : 

a) a nord dalla mulattiera Salerno Vecchio-Lago e dalla 
mulattiera Lago-iSeverino, a partire dallo stradale Castro- 
glb vanni-Piazza Armerina, fino air incontro della mulattiera 
gererino-Pollicnrini-Mazzoire ; 

b) ad' est d^Ua mulattiera Severino-PoUicarini-Mazzonie- 
Fioristella, a partire dal punto precedente fino all' incontro" 
àei> torrentB^- Ramata; 

e) a sud dal limite^ Iferritorrale con Piazza Arm^erina^ 
segnato dal torrente Ramata, a partire dal punto prece-— 
dènte fino «Ha &tfadale Castrogrov'annì Piazza Armerina e 
dal medesimo fino all'lnconlro dtella mulattiera Capitone- 
Ramata ; 

a) ad ovest* dallo' s4?radale^- Castroglwranni-Piaizza Ar- 
merina, dall» mulìstttiera Stagfìo-Risioallà e dalla nmlattìer»' 
Risicallà-Capitone^HamTSt^a, a- partire» diaUk zotfara Salerno 
Vècchio fino al» punto^ precedente. 

La sesta zona è. cajBtitiiltar dal volpante dÈstiro e sinisèr<»> 
del fiume Morello, a partire dai limiti territoriali con Ca- 
l&scibetta e Villarosa fino alla confluenza coi flunre Salso 
0' Imera Meridionale; 

L Versadite. destro- È compneso^ fra. il. corso dei. fiume 
e la linea che segue prima il limite territoriale di Vil- 
larosa .; 

e poi là mulattiera Fòrtolese-Sralpasso ; la quota di' 
450 metri e la cresta rocciosa dr Càpodarso flho al* ponte 



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LIGGI I DBCWni VIL BBGNO ^ITALTA - lt04 4273 

omonimo, attraversando, in quest'ultimo tratto, le seguenti . 
proprietà : 

Ex-feudo Malpasso : Coppola Mario Gaetano (20637. 
U, 947, 948, 945, 946, 951, 952, 950). 

Ex-feudo Malpasso : Trigona Crescimanno Francesco 
Paolo (6772. U, 937 a 942). 

Ex-feudo Malpasso : Società delle strade ferrate sicule 
(11343. U, 943). 

Ex-feudo Pizzuto: Di Benedetto Orazio (11236. U, 873 
a 881). 

Ex-feudo Pizzuto: Emma Francesco (7103. U, 928 
a 930, 936, 882, 884). 

Ex-feudo Pizzuto : Romano Angelo e Cons.ti (20594. 
U, 928 a 930). 

Ex-feudo Pizzuto: Emma Basilio (8111. U, 882 a 884, 
932) 

Ex-feudo Scala di Mendole : Emma Basilio (8 1 1 1 . U, ^23 
a 927). 

Ex-feudo Capodarso : Crescimanno Giuseppe (10307. 
U, 1320, 1321, 1322, 1330). 

Da questa porzione di zona vanno escluse le terre del- 
Tex-feudo Capodarso, circoscritte dallo stradale Callanissetta- 
Piazza Armerina e dalle mulattiere che vanno, rispettiva- 
mente, ai km. 12 e 13 sullo stradale medesimo. 

2. Versante sinistro. E compreso fra il corso del fiume 
e la linea che segue prima il limite territoriale con Cala- 
scibetta, poi la trazzera Foresta-Privita-Donnanuova ; lo 
stradale Villarosa-Castrogiovanni ; la mulattiera Case Gri- 
maldi-Case Sergi; la strai a ferrata Cast rogiovanniVillar osa ; 
la quota di 450 metri; la mulattiera San Cataldo-Fegotto- 
Cannarella; la quota di 400 metri ed infine la mulattiera 
Pasquasia-Branciforte-Fico d' India-Marcatobianco. 

La quota di 450 metri attraversa le seguenti proprietà : 

In contrada Oliva Mancadarso : Società strade ferrate 
sicule (11343. U, 782). 

In contrada Oliva Mancadarso : Società strade ferrate 
sicule (11343. U, 794, 787). 

»8 — VoL. V. - 1904 

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4374 usGi I BKun ml rmmo i'iXàLU - UN 

In contrada Oliva Mancadarso : Società strade ferrate 
siculo (11343. U, 735, 894, 612, 622, 778). 

In contrada Oliva Mancadarso : Società strade ferrate 
siculo (11343. U, 773). 

In contrada Oliva Mancadarso : Società strade ferrate 
siculo (11343. U, 612, 773). 

In contrada Oliva Mancadarso : Corona Giambattista 
(9482. U, 782, 778, 777, 785, 784, 783, 744 a 749, 731 
a 736, 744 a 749). 

In contrada Oliva: Savoca Giovanni (9734. U, 794 
a 796). 

fn contrada Oliva: Savoca Giovanni (9734 U, 716 
a 718). 

In contrada Oliva: Severino Ignazio (18396. U, 821, 
822, 824). 

in contrada Oliva : Panvini Carmelo (17728. U, 771 
a 776). 

In contrada Oliva : Librizzi Teresa e Cons.ti (18715. 
U, 604 a 609, 611 a 616, 599 a 602). 

In contrada Oliva : Corona Pietro Paolo (19336. U, 778). 

In contrada Turlimurli: Società strade ferrate sicole 
11343. U, 794, 787). 

In contrada Turlimurli : Savoca Giovanni (9734. U, 794 
a 796). 

In contrada Mangiadoti : Emma Luigi (832. U, 8473). 

in contrada Mangiadoti: Di Bilie Paolo (831*. U, 17697). 

In contrada Mangiadoti : Dell' Aira Paolo 831*. U, 14213). 

In contrada Mangiadoti: Emma Primo (831*. U, 18056). 

In contrada Mangiadoti: Schillac; Biagio (831*. U 8472). 

In contrada Mangiadoti : Dell' Aira Lucia (88 1 '. U, 20826). 

in contrada Mangiadoti : Società strade ferrate (832. U. 
11343). 

In contrada Mangiadoti: Savooa Giovanni (9734. U, 832 
a 835). 

In contrada Mangiadoti: Demanio dello Stato (15206 U, 
832). 



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JLCGOI B DACfiSII Bì^L REGNO ^'iTiOOl - 1904 4^7G| 

In coatradu Mangiadoti : Selvaggio Carmelo (11487. U, 

831, 832). 

in contrada Mangiadoti: Deodato Michele (18488. U, 

832, 835). 

In contrada Sedici Salme : Colaianni Napoleone (13668. 
U, 841, 843 a 846). 

In contrada Sedici Salme: Colaianfti Napoleone (18157. 
U. 841, 843 a 846). 

In contrada Sedici Salme : Società strade ferrate 9i - 
culo (11343. U, 841). 

In contrada Sedici Salmo : Società strade ferrata sii- 
cule (11343. U, 612, 778). 

In contrada Ferrara: Colaianjiì Napoleone (13^68- 
U, 841). 

La quota di 400 metri attraversa ìe seguenti proprietà : 

In contrada San Cataldo : Giaconia Ferdinando e con- 
sorti (17025. U 857). 

In contrada San Cataldo : Giacoma Ferdinando e con- 
sorti (10018. U, 856 a 862). 

in eqntrada Fegotto : Giaconia Giuseppe (100^6. U, 
867 a 872). 

In contrada Pizzuto : Emma Francese ) (7103. U, 928 
a 93Ó, 936, 882 ^ 884). 

Jn contrada Pizzuto: Errjraa Basilio (8111. U, 882 
a 884, 932). 

In contrada Pizzuto : Romano Angelo (20594. U, 928 
a 930). 

In contrada Cannarelia : Termine Librizzi e C.ti (10009. 
U, 863 a 866) (10014. T, 3069 a 3072). 

[n contrada Pasquasia: Militello Vincenzo (12295. T, 
3091, 3093, 3099, 3101 a 3103) 12295. U, 885 a 887. T, 
3095, 3002 3091, 3091 a 3103). 

In contrada Pasquasia: Militello Giovanni (18381. T, 
3091 ft 3103). 

In contrada Pasquasia: Militello Enrico (10261. T, 
3091 a 3103). 



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4276 i^AB) ■ wcttTi ■n a: Mia ì'itai^ii - IM4 

La settima zona malarica, costituita dal versante sinistro 
del fiume Salso od Imera Meridionale, a partire dal limite 
territoriale nord di Villarosa al ponte Capodarso, è com- 
presa fra il corso del fiume e la linea che segue la mu- 
lattiera Fortolese-Malpasso, la quota di 450 metri e la cresta 
rocciosa di Capodarso, attraversando, negli ultimi due tratti, 
le seguenti proprietà: 

In contrada Fortolese : Candrilli Calogero (17536. U, 
910 a 916). 

In contrada Fortolese : Società strade ferrate Siculo 
(11343. U, 911). 

In contrada Giumentaro : Crescimanno Antonio e C.ti 
(15021. U, 898 a 904). 

In contrada Qiumentarello: Granatelli Marianna (19184. 
U, 917, 918). 

In contrada Giumentarello: Ayala Antonino (10868. U, 
917, 918). 

In contrada Capodarso : Comune di Caltanissetta (12658. 
T, 3147, 3146). 

In contrada Capodarso : Sindacato unione creditori dì 
Morino B.ne Trabonella (14531. U, 888 a 895) (T, 3143, 
3146, 3147). 

L'ottava zona malarica è costituita principalmente dal 
versante destro e sinistro del torrente Torcicoda e dal ver- 
sante destro del torrente Aiuolo e Geracello ed ha per 
limiti : 

a) a nord : lo stradale Caltanissetta-Piazza Armerina, 
da presso al km. 31 fin presso al km. 21 ove si stacca la 
mulattiera Branciforte Case Salsello e quindi la mulattiera 
stessa fino al punto in cui incontra lo stradale Caltanissetta- 
Pietraperzia, fra il km. 13 e 14; . 

h) ad ovest : lo stradale Caltanissetta-Pietraperzia dal 
punto precedente al km. 18; 

e) a sud ed est : la mulattiera che da Marcato Bianco, 
passando sotto, al cozzo Centosalme e, sotto al monte Las- 
sini ed al cozzo della Loggia, porta in contrada Gerbinello ; 



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LBGGt I BICUTI DBL UGNO i'iTALU - 1M4 4*277 

quindi Taltra mulattiera che, attraverso la contrada Ge- 
racello, passa per le case Ajuolo, per le contrade Ajuolo, 
Arcera, Parcazzi di Niccola e conduce sullo stradale Calta- 
nissettarPiazza Armerina, presso il km. 31. 

La nona zona malarica è costituita dal versante destro e si- 
nistro del torrente Forma Oliva a partire dalla Porte! !a 
Ronzi al limite territoriale sud di Piazza Armerina. 

I. Versante destro. É compreso fra il corso del tor- 
roni e e la linea che segue lo stradale Portella Ronzi Por- 
tella Grottacalda, la mulattiera della Forma, la parallela 
al torrente medesimo alla distanza di metri 350 fin sopra 
alle Case Scozzarella, la quota di 550 metri ed infine la 
trazzera Buhbudello-Polino, attraversando nel 3* e 4* tratto 
le seguenti proprietà: 

In contrada Forma: Ayala cav. Sebastiano (9743. R, 
1348, 1349, 1350, 1256, 1257, 1259, 2901, 2902, 1259, 
1242, 1243, 1256). 

In contrada Fondrò: Demanio dello Stato A. E. (15206. 
R, 1207, 1208). 

In contrada Fondrò: Candura Giovanni (18109. R, 
1301, 1302). 

In contrada Fondrò: Gomito Luigi e C.i (18744. R, 127). 

In contrada Fondrò: Tamburella Primo (16894. R, 
1301, 1302). 

In contrada Fondrò: Emma Francesco (7103. R, 1220, 
Ì2l\\ 

In contrada Balata Grande: Ayala Mario (14544. V, 
1191 a 1202). 

In contrada Serradapi : Success. Mandrascati Mario 
(4186. R, 1314 a 1319). 

2*" Versante sinistro. È compreso fra il corso del tor- 
rente e la linea che segue la mulattiera Portella Ronzi-case 
Bannatello-case La Cara, la retta che da queste va alla 
curva dello stradale Barrafranca-Piazza Armerina, presso 
il M, 33, la strada rotabile suddetta fino al limite territo- 



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4278 iMGi 1 ncRtn »ìbl BitcMò i'itali a - IM 

riale di Piazza Armerina, attravorsàtìdo nel secondo tj^atto 

le seguenti proprietà: 

In contrada Forma : La Cara Francesca e Rosiatìo co- 
niugi (20151. R, 1272, 1273, 1274). 

In contrada Forma : Mangana Qefiualda ved. La Cara 
(20241. R, 1272, 1^73, 1274). 

' La decima zona è costituita dalla piccola estensione di 
territorio nella frazione di Castrogiovanni (ex-feudo Can- 
neti) cotópresa fra il lirtiile territoriale di Calascibett^i a 
nord- est e a sud-est, e la mulattiera Villaàoro-Viilapriolo 
ad ovest. 

L'undecima zona è costituita dalla porzione del territorio 
di Castrogiovanni (frazione ex-feudo Giulfo) compresa fra 
il limite territoriale di Villarcsa ad est, fra la mulattiera 
case Giulfo-contrada Fico a nord-ovest e la mulattiera caso 
Giulfo-Zólfara Pagliarello a sud-ovest. 

La duodecima zona comprende la porzione dèll'ex-teudo 
Corfldato (frazione di Castrogiovanoi) circoscritta dalle se- 
guenti linee : 

a) a nord la mulattiera Cerafi Corfìdato-Turolifi ; 

b) ad est il limite territoriale di Santa Caterina Vil- 
iarmosa ; 

e) a sud il torrente Arenella; 

d) ad ovest il limite territoriale di Caltaniseetta. 

8. — Comune di Delia. 

Vi sono due zone malariche. 

La prima zona comprende il versante destro e sinistro 
del torrente Deliella, a partire dal confine territoriale di 
Caltanissetta (ex feudo Deliella) fino al confluente del fiume 
Delia presso i molini Ticchiaro Medio e Soprano. 

1. Versante destro. La porzione di zona è compresa fra il 
corso del torrente e la linea che Segue il limite territoriale 
di Caltanissetta (ex-feudi Deliella e Terrazzata) ; la traz- 
zera che da Fontana Bianca scende alla strada rotabile C a- 
nicattì-Delia ; la detta rotabile fino al limite territoriale di 



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uggì 1 !>1C:M8TT WL ISGNO »'lTAtfA - tW4 4270 

Caltanissetta fra le contrade Fruscola e Palumba ed indi 
il detto limite, scendendo fino al fiume Delia fra le con- 
trade Finocchìara e Fruscola. 

2. Versante sinistro. La porzione di zona è compresa fra 
il corso del torrente Deliella e la linea che segue prima la 
trazzera cozzo Comuni-Delia-Deliella, indi la mulattiera fra 
le contrade Monserrato, San Carmelo e Campo Mele ; la 
linea retta che dal termine di detta trazzera conduce alla 
Rupe sotto il Castellazzo, fra le proprietà: 

Camilleri Giuseppa (1788. E, 848). 

Candura Maddalena (1758, 2351. E, 845, 846). 

Miceli Sopo (1921. T, 949, 980). 

Mangione Vincenzo (1255. E, 851, 852, 853). 

Miceli Sodo (1924. T, 949, 980); 

Caruana Raffaele (2594, 1694. E, 948, 953, 954). 

Bancheri Calogera maritata Genova (2198. E, 945). 

Ferrara Salvatore (2353. E, 940, 943). 

ed infine la mulattiera che da Deiia conduce al mo- 
lino dej Ticchiaro. 

La seconda zona, situata luja|g<9 il yerswite sinistro del 
fiume Delia, è limita^fea: 

a) ad est dalla strada rptghrile. DeUa-St^jiiane Delia, 
dalla txazzera che <laH.e ^ase di S«ff Franq^eo arriva al 
limite territoriale di CaJtanisfietta o tì^al limite tfrritoriale 
suddetto > 

h) a sud-ovest dal fiu«j6 Delia; 
e) a nord (}4tlla ;(iaulattier.a <^he dalla stracj^a rotabile 
suddetta conduce alia casa Genova ^ dctlla jpetlta che da 
questa va al moìkio Ticchiafo. 

La detta zona comprende ed ajbtraveraa ^rispettivamente 
le seguenti propfieiìè.: 

}. In Qontrada ACv^ìqì coioprende: 
Tinebra Saìvaiore « Cons.ti (1902. E, 1518, 1518S 
1520 1518*). 

La Verde Calogero (10T8. E, 1515). 
Vaardo Pasquale (1094. D, 530). 

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4280 iMoat I MdiTi ut asM b'itàua - UM 

2. In contrada Afflitto, comprende: 
Bruno Marcantonio (1510. D, 260). 

Tinebra Salvatore e Censi (1902. D, 545, 546). 

Genova Diego (2772. D, 251, 282). 

Giamporcaro Lorenzo (2625 D, 256). 

Tornambè Pietro (1749. D, 265). 

Lauricelia Antonino (2534. D, 228). 

La Verde Luigi (2552. D, 90, 91). 

Ponticello Maria Antonia (2345. D, 226, 227, 246). 

Mancuso Salvatore (1933. D, 222). 

Genova Diego (2772. D, 251, 282) 

Farruggia Salvatore (2396. D, 223). 

3. In contrada Biscazzeri, comprende: 

Genova Luigi (2470. D, 140, 141, 142, 143, 144'). 

La Verde Luigi (1896. D, 104, 105). 

Mancuso Salvatore (1933. D, 222). 

Drogo Tommaso (2633. D, 219). 

Insalaco Agata (2617. D, 204, 205, 207). 

Falzone Vincenzo (2312. D, 211). 

Mancuso Francesco (655. D, 221,209, 211). 

Mancuso Luigi (655, D, 221, 209, 211). 

Insalaco Stefano (2590. D. 196, 197). 

Insalaco Carmela (2759. D, 172). 

Vilardo Arcangelo (1885. D, 206, 216, 233). 

Gulizia Niccolò (2514 E, 230, 231, 232, 233). 

Genova Diego (1613. D, 240, 241, 242, 244). 

Montana Salvatore (2380. D, 236). 

La Verde Luigi (2552. D, 90, 91). 

Mancuso, Calogero (650. D, 250, 251, 252). 

CamUleri Calogero (1227. D, 238). 

4. In contrada Mulini, attraversa: 
Montana Salvatore (1381. I), 236). 

Giuliana Cesare (1882. D, 554. E, 1496 a 1499). 
Bonsignore Gasparo (1768. D, 263). 

9. — Comune di Marianopoli. 

Vi è una sola zona malarica che comprende le contrade 



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usai ■ iicmi tn. utiit t*iTAUi • IMI ^ 4281 

Tramontana, Vascelleria e Di Lena dell'ex- feudo Manche 
ed è circoscritta: 

a) a nord dal limite territoriale di Petralia Sottana; 

V) a sud dal limite territoriale di Mussomeli; 

e) ad ovest dal torrente Belici che costituisce il limite 
territoriale dei suddetti comuni Petralia Sottana e Mus- 
someli ; 

d) ad est dallo stradale Marianopoli- Stazione Mariano- 
poli per le contrade Tramontana e Vascelleria; indi dal 
sentiero che dall'estrema punta ovest dello stradale scende 
al burrone che divide le contrade Vascelleria e Di Lena, 
ed infine dal detto burrone e dalla linea che corre lungo 
la quota di 400 metri, attraversando la proprietà Withaker 
e cons. (1080. A, 426, 427, 428. B, 134, 135, 136, 137. 
C, 19, 20, 21, 22. D, 36, 37, 38, 39) 

10. — Comune di Montedoro. 

Vi sono tre zone malariche. 

La prima zona comprende porzione del versante destro 
e del versante sinistro del fiume Gallo d'Oro, dal limite 
territoriale della provincia di Qirgenti (comune di Racal- 
muto e Canicattì) all'incontro della trazzera MontedoroMa- 
rianopoli-Vallelunga. 

1. Versante destro. La porzione di zona a partire dal 
limite territoriale di Canicattì, presso il molino Immacolata, 
fino all'incontro del limite territoriale di Serradifalco, è 
compresa fra il corso del fiume e la linea che segue prima 
il lìmite territoriale di Serradifalco e indi la stradella che 
dalla rotabile Serradifalco-Montedoro conduce alle zolfare 
della Feria e che giunge al limite suddetto; 

2. Versante sinistro. La porzione di zona a pai^iire dal 
limite territoriale di Racalmuto fino air incontro del fiume 
colla trazzera Montedoro- Marianopoli- Vallelunga è compresa 
fra il corso del fiume medesimo e la linea che segue prima 
la trazzera Serradifalco-Racalmuto, indi la rotabile Serra- 
difalco-Montedoro e infine la mulattiera che dalla detta strada 
conduce sotto il Calvario e prosegue fino air incontro della 



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4282 LEGGI I DECRETI DEL REGNO i'iTAUA - 1904 

trazzera Mòatedoro-Marìanopoli-Vallelunga, risalendo lungo 
la cresta rocciosa a nord di monte Ottavio In contrada Bo- 
nacconte. 

La seconda zona comprende l'intero versante d^l tor- 
rente Salito, dalla sorgente presso il limite territoriale di 
Racalmuto al confluente del fiume Oallo d'Oro. 

1. Versante destro. La porzione di zona è compresa 
fra il corso del detto torrente e la linea che segue prima 
la quota di 300 metri, indi la trazzera Bompensfìere-Mon 
tederò e poi l'altra trazzera Montedoro-Marìanopoli -Valle - 
lunga, attraversando le seguenti Contrade : 

a) Contrada S. Lucia, proprietà comune di Monte- 
doro (27. D, 705, 706, 707); 

h) Contrada Nane, proprietà principe PigmtteHi-Mon- 
teleone (819. D, 705, 707, 708); 

e) Ex feudo Marchesa, proprietà priftdjN§ PigB-at^ì- 
Monteleone (294. B, 210 a 216); 

d) Contrada Zotta e Piais^ della Sigjdora, demanio 
dello Stato per Tasse eocteeiastico (58 6.A, 269, 270, 27 1 , 272). 

2. Versante sinistro. La porzione di zoaa è oonapeste 
fra il corso del detti) torrente e la linea che 4Begue il li- 
mite territoriale di Racalmuto, indi la trazzera Raeatoìtti^- 
Bompensiere, passando sotto la cresta, e le case Marchesa e 
l)rosegaen(lo infine per Bomp^ansieri? e la coatra^a Pa»ta- 
nazzo, fino al confluente dei fuioìi Q-alìo d'Oro o Salfio. 

La terza zona è costituita dal verisafite deafapo d^l 4ar- 
rentf) Nadure, a partire dal limite territoriale di iliaoiJmuto 
(ex-feudo Gargillata) fino al confluente dei fiufl)»»tit^Ho d^Oro 
e Salso. 

Betta zoaa riautt/). compresa fra il ootso del torrente Na- 
dure e la traviserà RaoalmutoBom.penaiere-Gase 41 Paata- 
naKzo. 

11. — Comune di Mussomeli. 
Vi sono quattro zone malariche: 
La prima zona comprende il versante destro e sinistro 
del torrente Fiumicello, dalla sorgente presso il limite tar- 



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ItùGl k tolCRXTI WL nGMO »*ITALU » llU 42^3 

ritoWal© con Caminarata fino alla confluenza del torrente 
Gangioli Indovinello presso il molino della Trabia. 

1. Versante destro. Onesta porzione di zoha è com- 
presa fra il corso del torrente e la linea che, presso la sor- 
gente, segirò prihla per nn certo tratto la trlxzzera Musso- 
meli-Vallelunga, e poi la cresta rocciosa che parte dalle case 
Migliore e sfi dirige verso il toì*r^nte; indila quota dì '600 me- 
tri e la mulattiera dì Burgitello a nord della strada tota- 
bile Mui^onteli-Vtìlielnnga, poscia le stradelle Vicinali che 
scendono alla contrada Manca e la mulattiera ohe traversa 
il piano ddfa Ofihtndta, fifro a seguire il Bentìeró che passa 
sotto la roccia di Bragamè. Da questo punto la linea pro- 
segue vei^so Hud lungo la quota di 400 metri fino alle case 
Sorce, da queste, in linea rètta, alle case La Magra ed in- 
fine a sud per la mulattiera che scende al torrente Gan- 
gioli fino alla confluenza del torrente Fiumicello. 

Dalla Cresta fecciosa che sòende daTle case Migliore fino 
alla mulattiera di ButgiteWo, la zona Yiialarióa attraversa 
le seguenti proprietà: 

Contrada Burrogano: Favate Vincenzo (ó4B7. E, 1106 
a il08). 

Contrada Burrogano: Bertolone Vihcenzo ' (5699, E, 

1182, 118S). 

Contrada Burrogano : Bertolone Salvatrica (5698. E, 

1183, 1!92). 

Obirtrada Surrogano : Costanzo Carmelo (6460. E, 1 192). 

Oorifrada Burrogano : Messina Salvatore (8S07. E, 1 196). 

Contrada Burrogano : Eredi di Sapia JÒamiano (6690^ 
eom, 6694. E, 1124 a 1128). 

Contrada Monteformaggio : Sorce Francesco (1101 E, 
42, 69, 73 a 76, 65 a 68, 43, 44). 

Contrada Monteformaggio : Nigrelli Grazia (5963. F, 
45, 46, 70, 71). 

Contrada Monteformaggio: Vadcaro Aatoniha (8236. E, 
1043, 1044) 

Contrada Monteformaggio : Giudici Giuseppe e Consoli 
(9552. E, 1043). 

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4284 UMi ■ Bicun mel iigim ì'ralu • IMI 

Contrada Monteformaggio: Montagnini Sebastiano (9280. 
F, 55). 

Contrada Monteformaggio : Mistretta Giuseppe (4150. 
E, 1222). 

Contrada Monteformaggio : Castiglione Biagio (9968. 
E, 2177). 

Contrada Daino : Eredi diFerreri Ippolito (9845. F, 1, 
2, 3, 4). 

Contrada Daino : Sorce Francesco (3559. E, 1093 a 
1097, 1101). 

Contrada Carlina : Tulumello GioTanni (4408. E, 2297, 
2298, 2203). - 

Contrada Fiumicello : Sorce Desiderio (7081. E, 2327 
a 2329, 2381, 2362, 2365, 2375). 

Contrada Fiumicello : Sorce Francesco (9873. E, 2352 
a 2360). 

Dalla roccia di Dragamo alle case La Magra, la linea di 
confine attraversa le seguenti proprietà: 

Contrada Dragarne: Schifano Alfonso (6759. E, 4335, 
4360 a 4366, 4328 a 4341).. 

Contrada Dragarne : Nigrelli Emanuele e Cons.ti (9363. 
E, 4250, 4254, 4256, 6997, 4250, 4251, 4253, 4256). 

Contrada Dragarne : NigreUi Emanuele e Cons.ti (6947. 
E, 4250, 4253, 4254, 4256). 

Contrada Dragarne : Nigrelli Emanuele e Cons.ti (4772. 
E, 4258, 4325 a 4354, 4322 a 4324, 4336, 4355 a 4359). 

Contrada Dragamo : Nigrelli Emanuele e Cons.ti (4335. 
E, 4257, 4360 a 4366). 

Contrada Dragarne : Eredi Militello Antonino (1809. E, 
4325 a 4334, 4351 a 4354). 

Contrada Dragarne: Cimò Vincenza (10493. E, 4052, 
4053, 4056 a 4061). 

Contrada Dragamà: Lo Conte Sebastiano (7136. E, 
4348, 4244, 4312, 4301, 4302, 4310, 4318, 4320, 4321, 
4373 a 4379, 4247 a 4249, 4263). 

Contrada Dragamè: Donfante Maria (9256. E, 4301, 
4310, 4311, 4318 a 4321, 4379, 4374). 



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U66I I ncnrri Mt ugno «'ttu-u ■ IWU 4280 

Contrada Bragamè : Bertolone Vincenza (6800. £, 4315, 
.4371, 4299). 

Contrada Bragamè : Bertolone Grazia e Cons.ti (7880. 
E, 4315. 4371, 4299). 

Contrada ÀfEumata: Lanza Spinelli Francesco (7514. 
E, 4870 a 4879). 

Contrada Testacotta: Bertolone Vincenzo (5699. E, 5398 
a 5406). 

Contrada Testacotta : Misara Vincenzo (6586. E, 5409 
a 5415). 

Contrada Testacotta : Misara Sebastiano (6830. E, 5409 
a 5415). 

Contrada Testacotta : Misara Salvatore (5288. E, 5400 
a 5415). 

Contrada Testacotta : Scozzar© Alfonso è Cons ti (9357. 
E, 5382, 5384. E, 5381, 5390, 5394, 5395, 5364, 5371 a 
5375, 5386, 5390). 

Contrada Testacotta : Vaccaro Benedetto (5983. Ej 5452 
a 5454, 5456, 5458, 5420 a 5422 5427, 5426). 

Contrada Testacotta : Messina Francesco (7598. E, 5382, 
5383, 5385, 5386, 5396). 

Contrada Testacotta: Fisci Liborio e Cons.ti (10278. 
E, 5440 5441, 5442, 5474, 6476, 1034. E, 5443, 5471 a 
5473, 5477, 5479 a 5482, 5486)- 

Contrada Testacotta : Sorce Francesco (9872. E, 5321 
a 5331, 5333, 5342, 5400). 

Contrada Valle : Lanza Galeotti Pietro (9250. E, 5516, 
a 5527). 

Contrada Cordovese : Scozzare Santa 2825. E, 6994 a 
5996). 

Contrada Cordovese : Messina Carmelo (7248, 7578 È, 
5830, 5833, 5838). 

Contrada Cordovese : Valenza Vincenzo (6023. E, 6023, 
5999, 6000, 8708. E, 5999, 6000, 5908, 5910, 6975, 
5976). 

Contrada Cordovese : Vaccaro Salvatore (7354. E, 5791 



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4:280 x.K6ax i Bicsni kl obm «'ixaua - INA 

a 5795, 5781 a 5733, 5825, 5826, 5824, 5777 a 5779, 5808, 

5^'09, 5951 a 5953). 

Contrada Cordove:^ : Pia^zt^ Pasquale (6004. E, 5538 
5542, 5544, 5545, 5600, 5660, 5561, 5562, 5555, 5546, 
5548, 5567, 5568). 

Contraila Cordovr^se : Mancuso Giuseppe (5981, E, 5376, 
5377, 5378, 6002 a 6011). 

Contrada Cordoveso : Noto Giuseppa (10392. E, 6015 
a 6020). 

Contraila Cordovese : Messina Pasquale (9749. E, 6519. 
6520, 6514, 8826, E, 5914 a 5919). 

Contrada Cordovese : Sorco Ninfa (9722. E, 5971 a 5973, 
5989, 5990, 599^, 5970j. 

Contrada Cordo vose : Sorce Giovanni (8622, E, 6030 
a 6032, 6037 a 6039, 5961 a 5964). 

Contrada Raffoc^illq :.Lo Brutto Giovanni (4077. E, 6064, 
6065, 6088, 6089). 

2. V^rsazLte sinistro. Questa seconda pprzioue di zona 
malarica è compresa fra il corso del torronte ' e la ììwsk 
che, presso il limite territoriale nord di Gammarata, segue 
prima la quota di 600 metri fiao all^ tr^ussi^ra della mon- 
tagna, e indi il sentiero che passa dalle case Mistretta e 
Schifane ; la strada rotitbUe Mu9S0meli<*ViUalba, ia mulat- 
tiera Roochicella-CastellaoQio ; poscia le mulattìer^e della Be- 
yer£^turacci9 che conducono all'ex- feudo Edera ^d infine la 
mulattiera Edera-Zubbiello e la quota di 300 metri, %o al 
punto in cui incontra la mulattiera <fhe scende 4aUe case 
Trabia e passa per Molino alla confluenza del Cangiali col 
Fiumicelio. 

La lìnea che segue la quota di 600 metri attraversa le 
seguenti pruprieU: 

Ex-feudo Sanfrangiore : Milazzo Saverio e CoaM.tì (1795, 
4086, 4081, 4083. F, 99 a 120). 

Ex-feodo PdùszeUo : Lansa Galeotti Pietro e D'Olia 
Giulia (9645. F, 125 a 137). 

fr 'La linea che segue la quota di 300 metri at^'ayarsa le 
seguenti proprietà: 



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LUQI B BBCKST! DBL ilGNO »'ITÌXIA • IS34 4287 

Ex-feudo Zubbiallo: Lanza Mantegna Giuseppe (6158. 
G, 64, 65, 66). 

La seconda zona comprende il versante sinistro e de- 
stro del torrente Cangloli o Indovinello d^lla Sorgente presso 
il limite territoriale eoa Acquaviva, fin presso la confluenza 
col torrente Fiumicello, ove si continua con la prima zona. 

1 > Versante sinistro. Questa porzione di zona è compresa 
Ira il corso del torrente e la lincea che segue la mulattiera 
che dalle case La Magra scende al torrente Cangtoli fino 
alia confluenza col torrente Fiumicello ; quindi la linea retta 
che dalle case La Magra arsiva alla mulattiera che da Mus- 
somelì va fino sopra le case Bonfante, il sentiero che va 
alla casa Affumata, le linee rette che dalla casa AfFiimata 
vanno alla casa La Rizza (bassa) ? alla casa La Rizza (alta), 
ed infine la trazzera che da Mussomell conduce all'ex-feudo 
Solfara. La linea retta che segna il confine di questa porzione 
di zona, dalle case La Magra alla mulattiera sopra le case 
Bonfante, attraversa le seguenti proprietà : 

Contrada Raffocallo : Tuzzeo Vincenzo (5620. E, 6220, 
6221, 6222, 6202, 6190, 6191, 6212, 6299, 6230, 6222, 
6229, 6190, 6191, 6176, 6317, 6319, 6322, 6324, 6249, 
6252). 

Contrada Raffocallo : Bonfante Pasquale (6542, E, 6273, 
6274, 6275, 6277). 

Contrada Raffocallo : Gennardi Giuseppe e Oons.ti(101 10. 
E, 6273, 6275). 

Contrada Raffocallo: Collegio di Maria (801. E, 5798 
a 5802, 6030, 6031, 6059, 6379 a 6381, 6344 n 6346, 
6052, 6166 a 6172, 6674). 

Contrada Raffocallo: Argento Giovanna (9997. E, 6068 
a 6070, 6126, 6117,6119,6121 a 6125, 6115, 6116, 6128, 
6136, 6108 a 6109, 6115). 

Contrada Raffocallo: Ferrara Gaspare (7413. E, 6110, 
6111, 6116,6118). 

Contrada Raffocallo: Sorce Giuseppe (9553. E, 5927, 
5928, 6954, 5961, 5962, 5963, 5964). 



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4288 LEGGI I DICIOETI DSL «BGNO l'iTALIA • 1194 

La linea retta che dalla casa Afiumata va alla casa La 
Rizza (bassa) e casa La Rizza (alta) traversa le seguenti 
proprietà : 

Contrada Cangioli e Caldea : Ferreri Vittorio e Cons.ti 
(4858, 8822. E, 8542 a 8552, 8534 a 8538, 8604, 8605, 
8613). 

Contrada Cangioli e Caldea: Amico Giuseppe (10156. 
E, 8137, 8138, 8051. 8052, 8049, 8050, 8053). 

Contrada Cangioli e Caldea: Lo Brutto Giovanni (4077. 
E, 8058, 8059). 

Contrada Cangioli e Caldea: Lanza Spinelli Francesco 
(7512. E, 8079 a 8082). 

Contrada Cangioli e Caldea: Cala Salvatore (6356. E, 
8096, 8123, 8124, 8122, 8219, 8220, 8109). 

Contrada Cangioli e Caldea: Petix Vincenza ved. La 
Rizza e Cons.ti (7639. E, 8256 a 8260, 8313,8314,8316, 
8323). 

Contrada Cangioli e Caldea: Giudici Vincenzo (4194 
E, 8556, a 8559). 

Contrada Cangioli e Caldea: Lo Manto Giuseppe e 
Cons.ti (9328. E, 8655, 8659, 867 P'% 8667, 8668). 

Contrada Cangioli e Caldea: Lo Manto Giuseppe (7587. 
E, 8652, 8653, 8372 a 8375). 

Contrada Cangioli e Caldea: Castiglione Salvatore (640. 
E, 8249 a 8251). 

Contrada Cangioli e Caldea: Sorce Gianfilippo (6208. 
E, 8434 a 8439). 

Contrada Cangioli e Caldea: Palmeri Vincenza (8797. 
E, 8508»^^ 8523*^ 8521, 8523) (4897. E, 8514, 8515, 8509, 
8512, 8520, 8529, 8555). 

2. Versante destro. Questa porzione è compresa fra il 
corso del torrente ed il limite territoriale con Sutera. 

La terza zona comprende il versante destro e sinistro 
del torrente Belici, dal limite territoriale di Petraiia So*^- 
tana (provincia di Palermo) alla mulattiera Mandra di Piano - 
Gorgo di Sale-Cannatello, presso la. confluenza del Belici 
col fiume Salso. 



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LIG6I I OICBITI »IL RIGTIO »'ITULU - IMU 4289 

1. Versante destro. Questa porzione dì zona è deli- 
mitata: 

a) a nord-est dal confioe territorialo con Petralia e 
dal corso del torrente; 

b) ad ovest dalla linea che segue la quota di 450 me- 
tri, dal limite territoriale di Petralia Sottana alla mulat- 
tiera Mandra di Piano-Gorgo di Sale, attraversando le pro- 
prietà : 

Ex-feudo Polizzello: Lanza Galeotti Pietro e D'Ondes 
Giulia (9645. F, 125 a 137) 

Ex-feudo Mandra di Piano: Spadafora Michele e Cons.ti 
(6660. G. 24 a 32). 

Ex- feudo Mandra di Piano: Lanza Galeotti Pietro e 
D'Ondes GiuUa (9645. F, 397 a 401). 

Ex-feudo Malpertugio di Qua: Lanza Spinelli France- 
sco (7478. G, 47 a 51). 

Ex-feudo Gorgo di Sale di Qua: Ma strogio vanni Ta- 
sca-Lanza Stefano (10149. G, 52 a 58). 

e) a sud dalla mulattiera Mandra di Piano-Gorgo di 
Sale. 

2. Versante sinistro. Questa porzione che si estende 
<lal limite territoriale dì Marìanopoli alla mulattiera di Can- 
natello ha per confini: 

a) ad ovest il corso del torrente; 

b) a nord il limite territoriale con Marianopoli; 

e) ad est la linea che segue la quota di 400 metri 
e che attraversa le seguenti proprietà: 

Ex-feudo Scala: Withaker Giorgio Cecil (8784. F, 19 
a 29). 

Ex-feudo Malpertugio di Là : Lanza Spinelli Franaesco 
Paolo (7478, I, 13 a 18). 

Ex -feudo Ganzirotta: Lanza Spinelli Francesco di Paolo 
(7478 I, 7 a 12). 

Ex-feudo Gorgo di Sale di Là: Baglio Giuseppe (9920. 
I. 1 a 6). 

d) a sud la mulattiera di Cannatello, 

269 — Vou V - 1904. 

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4290 uuMi g ticnti tat akm •'itaua - IMè 

La quarta zona comprende il versante destro e sinistri» 
del torrente Salso ed il versante destro del torrente Gallo 
d'Oro. 

1. Versante destro del ix)rrente Salso. Questa poraione 
di zona è circoscritta: 

a) a sud dal corso del torrente; 

h) a nord ed est dalla mulattiera contrada S Giovanni- 
case Fanzarotta-Cannatello-Gorgo di Sale-Garzizzetti e dalla 
linfea che segue la quota di 300 metri negli ex- feudi Gar- 
zizzetti e Zubbiello; 

e) ad ovest dalla mulattiera che scende dalla casa al 
molino Trabia e dal limite territoriale di Sutera. 

Negli ex-feudi Garzizzetti e Zubbiello la linea di confine 
della zona attraversa le seguenti proprietà: 

Lanza Montegna Giuseppe e Cons ti (6158. G, 59 a 63. 
Da questa porzione di zona va escluso il cozzo Reina, 
limitato dalla quota di 350 metri, proprietà: 

Lanza Galeotti Pietro e D'Ondes Giulia (9645. G, 73 
a 88). 

2. Versante sinistro del torrente Salso e destro del 
Gallo d'Oro. Questa porzione di zona è circoscritta, ester- 
namente, dal torrente Salso, dal limite territoriale con S. Ca- 
taldo, Serradifalco, Montedoro e Sutera; internamentej dalla 
mulattiera Crocifia-Sampria, dalla mulattiera che da Sam- 
pria porta a Mussomeli, dalla linea che segue la quota di 
400 metili attraverso gli ex-feudi Torretta e Buonanotte, 
Ano al punto d'incontro colla mulattiera che, scendendo 
da Mustfotiieli, attraversa Buonanotte e conduce a Monte- 
doro, infine dal sentiero che, staccandosi dalla mulattiera 
precedente, presso le case di Mustoiuve, porta al cozzo 
Vecchiuzzi. 

La quota di 400 metri, negli ex-fteudi Torretta e Buo- 
nanotte, attraversa* le seguenti proprietà: 

Ex-feudo Torretta: Lanza Spinelli Francesco Paolo 
(7478. H, 126 a 131). 

15x-feudo Buonanotte : Sorce Salvatore (29 16. H, 38 a 48). 



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uggì I MCRSn WL «16210 ft'lTAUi - 1§M 4291 

12. — Comune dì Piazza Armerina, 

Vi sono nove zone malariche. 

La prima zona malarica si estende dal limite territoriale 
di Pietraperzia, sul torrente Ajuolo, fino all'incontro del 
limite territoriale con Castrogiovanni colla mulattiera che 
traversa Tex-feudo Friddani sotto le case Petitto. 

Essa è compresa fra la fiumara di Geracello, il limite 
terf^itoriale con Castrogiovanni - a nord - e la linea che 
segue la trazzera Marcato Bianco-Friddani che passa a 
nord del monte Lassini, e che por la Portella di Palermo 
giunge al limite territoriale di Castrogiovanni - a sud -. 

La seconda zona è costituita dal versante destro e si- 
nistro del torrente Olivo; è circoscritta: 

a) a nord: dal limite territoriale con Castrogiovanni; 

6) a sud: dal limite territoriale con Barrafranca, Maz- 
zarino e dalla mulattiera Piazza Armerina-Rosignolo-Bar- 
rafranca; 

e) ad ovest: dal limito territoriale con Barrafranca; 
dalla mulattiera che da Nascadimorto porta in contrada 
Pelino; dal sentiero che da questa proseguo per le case 
Cammarata; dalla linea che segue la quota di 600 metri 
biotto la montagna dì Marzo e Ramursura e dalla mulat- 
tiera che da Ramursura arriva al limite territoriale con 
Castrogiovanni, in contrada Bubudello. 
La quota di 600 metri attraversa le seguenti proprietà : 

Camerata Gatto Francesco e Censii (21219. 0, 5, 5**", 
5*% 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13) e 

De Vincenzo Luigi (22269. N, 170P^', 1700^"). 

d) ad est : dalla mulattiera Casale-Robbiato, dalla li- 
nea che segue la quota di 450 metri fino «1 punto in cui 
incontra lo stradale Barrafranca-Piazza Armerina e dallo stra- 
dale medesimo. 
La quot^ di 450 metri attraversa le seguenti proprielà: 

Contrada Rabutano: Salamene Giuseppe (9792. N, J692 
a 1694. P, 1731 a 1734). 



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4202 uggì b dkcriti dkl mgno ì*italu - 1984 

Contrada Rabutano: Lo Presti Giovanni e Cons. (22265. 
N, 1692). 

Contrada RabutaDo : Mattina D'Angelo Antonino (9227. 
0, 27, 28. 30). 

Contrada Rabutano: Cascino Frantone Giusi-ppe (13432. 
P, 1761, 1771. N, 1692 a 1691. P, 17^31 a 17:^3). 

Contrada Rabutano : Salvati Francesco (9204. N, 1752 
a 1755'^ 1699"^ 1697^'0- 

Contrada Rodilosso : Crispi Giuseppe e Cons. ti (18710. 
0, 3, 4). 

Dalla predetta zoca rimane esclusa la porzione della Mon 
tagna Torre, nell'ex-feudo Bessini, alla quota di nìetri 450 
(proprietà marchese Airoldi) e la Montagna Navone circo- 
scritta dalla quota dì 600 metri (proprietà Velardita ba- 
rone Giovanni e Cons.tì). 

La terza zona è circoscritta dalle seguenti linee : 
a) a nord dalla mulattiera Rosignolo-Mazzarino ; 
6) ad est dalla linea che segue la mulattiera Rosìgnolo- 
Figotto dallo stradale Piazza Caltagirone ; 

e) ad ovest dal limite territoriale con Mazzarino ; 

d) a sud dal limite territoriale con Mazzarino e S. Cono 
La quarta zona è circoscritta : 

a) a nord dalla mulattiera Camemi-Ciavarini Sottano, 
dal sentiero sotto la Rupe Ciavarini ed infine dalla mulat- 
tiera che prosegue per Mirabella; 

b) a sud dal torrente del Tempio e dal limite terri- 
toriale con S. Michele di Gauzaria; 

e) ad est dal limite territoriale con Mirabella e dalla 
mulattiera che dall'abitato di Mirabella scendo alle case 
Polizzi ; ^ 

d) ad ovest dallo stradale Piazza Armerina-Caltagirone. 
La quinta zona malarica è circoscritta ad ovest-nord-o- 
vest dallo stradalo Aidone-Mirabolla, e ad est-sud-est dal li- 
mite territoriale di Aidone e dal sentiero che, attraversando 
la contrada Torino, arriva al limite territoriale con Mi- 
rabella, 



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uggì I DICBXTI DEL BIGNO »*ITAUA - 1904 4298 

La sesta zona, della contrada Gatta Inferiore^ è compresa 
fra lo stradale Mirabella Caltagirone ed il limite territoriale 
di Mirabella. 

La settima zona, che comprende le contrade site lungo 
il fiume Pìetrarossa, è circoscrìtta: 

a) a nord dal torrente della Crapparia; 

b) a sud ed est dal limite territoriale della provincia 
di Catania e dal fiume Pietrarossa ; 

e) ad ovest dal limite territoriale con Aidone, dalla mu- 
lattiera di Santa Croce e dal sentiero che da questa scende 
al limite territoriale con Mirabella, ad eccezione della Mon- 
tagna Sartavilla, circoscritta dalle mulattiere che si svol-- 
gono entro la detta contrada. 

L'ottava zona è costituita dell versante destro del tor- 
rente Ramata^ a partire dallo stradale Castrogio vanni-Piazza 
Armerina, alla mulattiera Mazzone-Floristella ed è compri sa 
fra il corso del torrente suddetto e la trazzera Carangiaro- 
Ramata-Floristella. 

La nona zona dell'ex feudo Castani si estende dal limite 
territoriale con Castrogio vanni, in contrada Cafeci, fino al 
punto d' incontro dello stradale Valguarnera-Raddusa col li- 
mite territoriale di Aidone, in contrada Pietrapesci, ed è 
compresa a sud dal limite territoriale con Aidone, e a nord 
della linea che segue il sentiero Castani- Case Serra, dallo 
stradale Valguarnera-Raddusa e dal limite territoriale con 
la provincia di Catania. 

13. — Comune di Pietraperzia. 

Vi sono sette zone malariche. 

La prima zona è costituita dal versante sinistro del tor- 
rente Aiuolo, a partire dal limite territoriale di Pietra- 
perzia con Piazza Armerina e Castrogiovannì, fino alla con- 
fluenza del torrente Aiuolo col fiume Imera, ed è circo- 
scritta fra il corso del torrente e la linea che segue prima 
la mulattiera che da detto confine conduce alla Sorgiva di 
Marcato Bianco ed indi lo stradale provinciale Pietraperzìa- 
Capodarso-<7altanissetta. 



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4294 uggì I Moum bil megno »*italu - lfW4 

La seconda zona è costituita dai terreni situati lungo il 
versante sinistro del primo tratto del corso del fiume Salso 
od Imera Meridionale, e si estende dallo stradale provin- 
ciale Pìotraperzia Capodareo-CaltaniFsc'tta, fino al ponte Be- 
saro. Essa è compresa fra il cor^o del fiume e la linea che 
segue dapprima il sentiero, che da detto stradale conduc^^ 
alle case di Marcato Bianco Sottano, e poscia la retta cli*^ 
da queste conduco al miglio 10 sulla strada rotabile Pie- 
traperzia-ponte Besaro, passando sotto la Rocca di Mentisi 
(o Minnitì), ed infine la strada medesima. 

Nel tratto in lìnea retta la zona attraversa le seguenti 
proprietà : 

Contrada Marcato Bianco : De Pace Luigi (7207. E, 
806, 807, 810 a 821, 828 a 835, 333); 

Contrada Cuti-Spina: De Pace Luigi (7207. E, 822 
a 827, 830 a 832, 830^^% 327, 328^% 328, 329, 351). 

Contrada Cuti-Spina; Tortorici Giovanna (5476. G, 
70, 322). 

Contrada Minniti : Tortorici Giovanna (5476. D, 1764 
a 1760). 

La terza zona, che si collega colla precedente, è costi- 
tuita dal versante destro e sinistro del torrente Calogero, 
che scende dalle vicinanze dell'abitato di Pietraperzia e si 
getta nel fiume Imera. K circoscritta della trazzera Calta- 
nissetta-Pietraperzia, dalla mulattiera che da Pietraperzia 
giunge al cozzo Cassara, e da questo al cozzo dell'Arena. 
Si continua con la 2* zona. 

La quarta zona è costituita dal versante sinistro del 
fiume Salso od Imera Meridionale, a partire dal ponte Be- 
saro fino alla confluenza del torrente della Carusa col fiume 
Imera. Jì; circoscritta: 

a) a nord dallo stradale Calt^nisselta-ponte Besaro-Pio- 
traperzia ; 

b) ad est dal sentiero che dal cozzo della Caprara (o 
Crapara) porta presso il miglio 8 sullo stradale suddetto, 
dalla linea che segue la quota di 300 metri che passa «otto 

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ÌM^ni e 9XCRtTI ML RtGUa Ì*ir«LlA - VStl 4295 

i terreni censiti di Montegrande e, girando sotto al cozzo 
dello Zabbio, arriva alle case di Pi etra fucili ; poscia dfll 
sentiero che dalle case Pietrafucili sbecca sullo stradalo 
Pietraperzia-Riesi, fra il miglio 5 e 6, ed infine dwllo stra- 
dalo medesimo e dal limite territoriale di Barrafranea. 

e) a sud dal torrente della Carusa; 

d) ad ovest dal corso del fiume Imera. 
La quota di 300 metri» che segna il limite est delia 2ona> 
attraversa le seguenti proprietà: 

dBx-fe^udo Caprara : Tortorici Michele e Gasperino (5474, 
A, 1718, 1710, 1721 a 1733). 

Ex-feudo Caprara: Potenza Francesco e fratelli (644 1 . 
D, 1733 a 1737), 

Ex-feudo Caprara: Bertini Ludovico (5612. D, 1726, 
1728. E, 150 a 158, D, 1729. E, 159;. 

Ex- feudo Caprarotta : Tortorici Giovanna (5476. D, 
1745 fit 1752). 

Ex-feudo Caprarotta : Tortorici Gasperìno (5475. D, 
1754, 1755, 1756, J753). 

Ex-feudo Caprarotta: Giarrizzo Marianca (5475. D, 1746 
a 1753). 

Ex-feudo Tornabè: MendoU Rosario (6572. D, 1687, 
1688, 1690 a 1693). 

Ex-feudo Tornabè: Mendola Luigi (6827. D, 1^87, 1689, 
1690 a 1693). 

Ex-feudo Marcato d'Arrigo : Nicoletti Igna^sio e Rosa- 
rio (6840. D, 1647 a 1650). 

Ex-feudo Canneto : Testasecca Teresa maritata Cala- 
fato (7465. C, 2061 a 2063. D, 1646) 

Ex feudo Vignadascari : Bordonaro Diego Chiaramente 
(6352. C, 2057 a 2060, 2060'^ \ D, 1643 a 1645). 

Ex-fieudo Zubbio : Bartoli La Loggifv Giuseppe e con- 
sorti (7585. C, 2052 a 2055. C, 2047 a 2050). 

La quinta zona comprende il versante sinistro del tor- 
rente della Carusa ed il y3rsajite destro del torrente Braemi, 
ed ha per limiti : 

a) a nord il torrente della Carusa; 



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4296 tCGGI B MCIITI RtL UGNO i'JTALIA *• 1N4 

h) ad est il limite territoriale con Barrafranca; 

e) a sud il torrente Braemi, che segna il confine eoi 
comune dì Riesi ; 

d) ad ovest il fiume Salso od Imera Meridionale. 
La sesta zona è costituita dal versante destro del tor- 
rente Tardara ed è limitata dal corso del torrente ; dallo 
stradale PietraperziaRiesi ; dal sentiero che traversa la 
contrada Marano e, passando sotto il cozzo omonimo, va 
all^abbeveratoio, quindi da un tratto del torrentello che 
scende da contrada Valle, ed infine dal sentiero che dal 
cozzo della Cucca passa per la masseria Gerumbella e scende 
al torrente Tardara. 

La settima zona malarica è costituita dal versante de- 
stro del torrente Bastìeddo ed è compresa fra il corso del 
torrente e la linea che segue lo stradale PietraperziarBar- 
rafrancaj dal miglio 15 al 17, e la mulattiera che, stac - 
candosi dallo stradale suddetto al miglio 15, traversa il 
Piano della Madonna e va alla casa Siena, da dove risale 
alla Portella di Ronzo e poi scende al torrente. 

14. — Comune di Resuttano. 

Vi sono tre zene malariche. 

La prima zona comprende ed attraversa tutte le con- 
trade adiacenti al fiume Imera, a partire dal limite terri- 
toriale nord della provincia di Palermo, fino al limite ter- 
ritoriale sud di Petralia Sottana e Bompietro, fra gli ex- 
feudi Monaco e Cannatello. 

1. Versante destro. Questa porzione di zona è com- 
presa fra il corso del fiume e la linea ad ovest che corre 
lungo il limite territoriale della provincia di Palermo fino 
alla trazzera Resuttano, case di Margio di Lima, segue per 
la medesima trazzera fino al centro abitato (che rimane 
compreso nella zona) da dove continua fino alla mulattiera 
vicinale dell' ex-feudo Marino, che conduce a Cannatello. 

2. Versante sinistro. La rimanente porzione è com- 
presa fra il corso del fiume e la linea ad est che corre 



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LXGGI I DECBBTI DEL REGNO i'iTALU • 1901 4297 

lungo il confine territoriale della provincia di Palermo, il 
torrente che scende dalle caKse di Marabuto (escluso il colle 
alla quota di 662 metri ove sorge il caseggiato diruto di 
proprietà Pettino marchese Niccolò) prosegue in linea retta 
alla casa del Pero, indi va lungo la quota di 550 metri ed 
intine lungo la trazzera Raxalìca-Castello, attraversando le 
proprietà : Pettino marchese Niccolò (ex-feudo Irosa Raxa- 
fica), D'Ali senatore Angelo (ex-feudo Castello (2959. H, 1 , 
2, 3, 4, 7, 8, 9, 10). 

La seconda zona comprende la porzione degli ex-feudi 
Raxafica-Castello e Rimedio, di proprietà : D'Ali senatore 
Angelo (2759. H, 1, 2, 3, 4, 7, 8, 9, 10) ed è limitata: 

a) a nord dalla quota di 550 metri e dal limite ter- 
ritoriale con Bompietro (provincia di Palermo) ; 

b) a sud dalla trazzera Resuttano Alìmena e dal limite 
territoriale di Bompietro (ex-feudo Cannatello); 

e) ad ovest dalla trazzera vicinale Castello-Raxafica, a 
confinare colla prima zona; 

d) ad est dal limite territoriale di Bompietro (ex-feudo 
San Filippo). 

La terza zona comprende la porzione dell'ex-feudo Cìa- 
volino ed è circoscritta: 

a) a nord dal limite territoriale di Petralia Sottana ; 

b) a sud dal limite territoriale di Santa Caterina Vil- 
larmosa formato dal torrente della Cava; 

e) ad est dalla linea che dall'incontro della trazzera 
vicinale Monaco di Mezzo col detto limite di Petralia Sot- 
tana si dirige a sud fino all' incontro della quota di 600 me- 
tri colla trazzera conducente a Maccarone e prosegue per 
la stessa fino al limite territoriale di Santa Caterina (ex- 
feudo San Niccola) attraversando le seguenti proprietà : 

Pucci Vincenzo (1810. F, 1, 2, 3, 4), 
Mensa vescovile di Cefalù (654. F, 1 a 13). 
Pucci Niccolò (1811. F, 1, 2, 3, 4). 
d) ad ovest dalla linea che dal limite territoriale nord 
di Petralia Sottana volge verso sud fino air incontro della 



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4298 UBGGI I DSCRSTI DEL lUBGMO »*rrAUA - 1904 

trazzera vicinale che conduce a Maccaione, prosegue per 
la medesima e quindi per il limito territoriale ovest dì Pe 
tralia Sottana fino all' incontro con qu')llo di Santa Cati- 
riiia Viliarmosa., attraversando le seguenti proprietà : 

Pettino barone Francesco (2630. F, 1, 2, 3). 

Pucci Niccolò (1811. F, 1, 2, 3, 4). 

Mensa vescovile di Cefalù (654. F, 1 a 13). 

Pucci Vincenzo (1810. F. 1, 2, 3, 4). 

15. — Comune di San Cataldo. 

Vi ò una sola zona malarica che comprende T intiero ex- 
feudo Dragaito con le contrade Camazzo, Apaforte, Stin- 
cene, Bosco, porzione deli'ex-feudo Palo, con le contrade 
Stretto, Omomorto, Pergolu, e porzione dell'exrfeudo Maiì- 
dradimezzo, con le contrade Mandradimezzo e Mintinella. 

Essa ò circoscritta : 

a) a nord dal Torrente Salito, nel tratto dal confluente 
dal vallone Dragaito-Rabione-Sampria fino alle case Rai- 
mondo nell'ex-feudo Palo (contrada Fiume); 

b) ad ovest dal confine territoriale con Serradifalco e 
dal vallone Dragaito-Rabione Sampaiia, nel tratto idalP in- 
contro del detto confine con la mulattiera Serradifalco-Ra- 
bione fino al confluente del vallone Dragaito-Rabione-Samprìa 
col torrente Salito; 

e) a sud dal confine territoriale con Serradifalco, da 
dove esso incontra la mulattiera Serradifalco-Rabione fino 
alla sorgiva di Mariggi, fra le contrade Contaceto ed Apa- 
forfce; 

d) ad est dalla mulattiera e dai sentieri contigui di 
Mandradimezzo e precisamente dalla sorgiva di Mariggi tra 
le contrade Contaceto ed Apa forte alle case Raimondo nel- 
Tex-feudo Palo (contrada Fiume), 

10. — Comune di Santa Caterina Viliarmosa. 

Vi sono tre zone malariche. 

La prima zona è costituita dai terreni adiacenti al fiume 
Salso Imera Meridionale. 



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uggì I DICBin DSL KlGlVO »*ITAUA » 1904 4399 

1. Versante destro. Questa porzione di zona, che ya dal 
limite territoriale con AliniODa (ox-feudo Acquasanta), al li- 
mite territoriale con Castrogiovarmì (ex- feudo lumentaro), 
presso la stazione di Imera, attraversa le seguenti con- 
trade : 

a) contrada Maocarone, proprietA della mensa vesco- 
vile di Cefalù (3155, C, 1403, 1404), fra il corso del fiume 
e la linea alla quota di metri 400 ; 

b) contrada Mociarello, proprietà dì De Pace Vittorio 
fu comm. Luigi (2895. C, 1387 a 1401) fra il corso del 
fiume e la linea alla quota di metri 400 fino alla contrada 
Palombara ; 

e) contrada Palombara, proprietà di Alù Nichele (71, 
C, 407, 408, 409), fra il conio del fiume e la linea alla 
quota di 400 metri sopra le case Palombara; 

d) Contrada Mustogiunto, proprielà di De Pace Vit- 
torio fu comm. Luigi (4895. C, 1397 a 1401), fra il corso 
del fiume e la linea alla quota di metri 350 sotto il Mar- 
cato della Rocca e sopra il Mulino Pergola, quindi la traz- 
zera vicinale sopra le case Garlattì. 

e) contrada Garlatti, proprietà di Pettino march. Nic- 
colò (^4924. D, 49, 50, 51, 52, 53, 61), fra il corso del 
fiume e la linea alla quota di 400 metri. 

2. Versante sinistro. Quest'altra parie di zona va dal 
confluente del torrente di Garcia nel fiume Salso al con- 
fluente del torrente Spina nel fiume Imera Meridionale, e at- 
traversa le seguenti contrade : 

a) contrada Garcia, proprietà degli eredi del barone 
Antonino Fiandaca (4498, 4499, 4500, 4501. S, 1, 2,3,4, 
6, 11), fra il corso del fiume e la linea alla quota di 400 metri; 

&) contrada GarciuUa, proprietà di Notarbartolo Pietro, 
duca di Villarosa e Consorti (1422. E, 13, 14, 15, 16, 17, 
18, 19), fra il corso del fiume ed il primo vallone dopo lo 
stradale Santa Caterina-Villarosa e la linea alla quota di 
350 metri. 

La seconda zona comprende la porzione degli ex feudi 



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4300 UQ«i I Mcasn nt bsii« i'italu > UM 

Garlatti e Turolifl circoscritta fra il limite territoriale con 
Caltanissetta, il corso del torrente Arenella, la linea che 
corre lungo la quota di metri 400 e la trazzera vicinale 
Fico d'India-Turolifi -Garlatti, proprietà: 

Barrile barone Enrico (4710. D, 11 a 25, 28 a 32, 
37 a 39, 42 a 47). 

La terzi zona comprende tutta la valle di Vaccarizzo e 
dflla cava, dal limite territoriale Reauttano-Petraìia Sottana- 
Santa Caterina, in contrada Palletta, al confluente del fiume 
Imera Meridionale, fra gli ex-feudi Maccarone e Mociarello. 
r Versante sinistro del torrente Vaccarizzo. Va dal li^ 
mite territoriale di Resuttano-Petralia Sottana-Santa Ca- 
terina al molino Scaleri, attraversando le seguenti contrade: 
a) Contrada Palletta, proprietà di Sabatini barone En- 
rico (4693. A, 2627) e Savio Giuseppe fu Raimondo (4329. A, 
2627, 2628) fra il corso del torrente e la linea alla quota 
di metri 650). 

6) Contrada Matarazzo, proprietà: 

Fiandaca Antonino (4339. A, 2627). 

Mensa vescovile di Cefalù (3155. A, 2627, 2628). 

Di M«rtino Antonino (4910. A, 2627). 

Palermo Arcangelo (3135, A, 2627). 

D'Anca Giuseppe (4858. A, 2627, 2628). 

Rizza Salvatore f4824. A, 2627) fra il costo del tor- 
rente e la trazzera vicinale Pallotta-Matarazzo-Zoida. 
e) Contrada Zoida, proprietà: 

Alongi Carolina (4603. A, 2620). 

Terravecchia Antonia (5268. A, 2620). 

Terravecchia Grazia (5267. A, 2620). 

Fiandaca Salvatore (3749. A, 2620, 2621). 

Panvini Pasquale (4201. A. 2620, 2621). 

Fiandaca Salvatore (5055 A, 2620). 

Eredi di Lo Vetere Girolamo (4896. A, 2620). 

Gangi Domenico (4864, A, 2620 2621). 

Macaluso Lorenzo (4870. A, 2621). 

Di Martino Giuseppe (3486. A, 2620, 2621). 



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UBGOI S BICBITI »IL ISGNO B'iTAUA - 1904 4301 

Stella Anca Salvatore (4488. A, 2620, 2021). 

Nicosia Angela (4323. A, 2620, 2621). 

Mensa Vescovile di Cefalù (3155. A, 2620, 2621). 

Ippolito Mariano (939. A, 2620). 

Mensa Vescovile di Cefalù (3155. A, 2020, 2621). 

Lazzara Battista (3394. A, 2620, 2o21). 

Fratallone Gaetano (4470. A, 2620, 2621), 

Scolara Antonino (3905. A, 2620, 2621). 

Fiandaca Rachele (5188. A, 2620, 2621). 

Stella Diego (4164. A, 2620, 2621). 
2 Versante destro del torrente della Cava. Va dal limite 
territoriale di Resuttano Petralia Sottana Santa Caterina, 
in contrada Palletta alla punta della Rocca della Cava, at- 
traversando le contrade: 

a) Matarazzo proprielà di Lo Porto Giuseppe (3558, B, 
1872) fra il corso del torrente e la linea alla quota di 
650 metri; 

b) VaccarizzD e Manca di Raffo, proprietà di Amico 
Salvatore (3365, B, 1872) fra il corso del torrente e la 
lìnea parallela alla distanza di 200 metri; 

3. Versante sinistro del torrente Vcccarizzo e versante 
destro del torrente della Cava Va dal molino Scalari alla 
Rocca della Cava e quindi al confluente dei detti torrenti 
fra gli ex-feudi di Macoarone e Castello. 

Questa porzione di zona malarica comprenrìle la parte del- 
l'ex-feudo Vaccarizzo, circoscritta: 

a) dal torrente Vaccarizzo a partire dal torrente della 
Cava Ano al molino Scaleri; 

6) dalla trazzera vicinale di Vaccarizzo a partire dal 
molino Scaleri fino alla punta della Rocca della Cava; 

e) dal torrente della Cava a partire dalla Rocca omo- 
nima fino al confluente del torrente Vaccarizzo. 

4. Versante destro del torrente Vaccarizzo. Va dal lì • 
mite territoriale con Petralia Sottana al confluente del 
fiume Tmera Meridionale, attraversando le seguenti con^ 
trade : 



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4302 unsi x ìkiri ml min ■'itaua • 1N4 

a) contrada Manca di Salice, proprietà: 

Stella Anca Salvatore (3727. A, 2620, 2621); 
Rizza Calogero (3619. A. 2620, 2621), fra il corso 
del torrente e la parallela alla distanza di metri 250; 

b) contrada Anguilla, proprietà: 

Gangi Domenico (3118. A. 1924, 1925); 

Corvo Giuseppe (3520, A, 1982, 1983, 1984, 198'% 
1087); 

Gangi Carmelo (2066» A, 2164, 2228, 2229, 2230), 
fra il corso del torrente e la retta che va all'incrocio 
delle trazzore vicinali sopra il molino S. Giulio; 

c) contrada S. Giulio, proprietà: 

Di Martine^ Giuseppa ved. Lo Porto (3623. B, 2164); 

Gangi Domenico (3118. A, 1924, 1925), Ira il corso 
del fiume e la trazzera che dal punto precedente conduco 
al molino Scaleri; 

d) contrada IPraino-Cascavallo, proprietà: 
Stella Gaetano (5100. A, 605); 

Riz^a Calogero (2827. 3887, A, 2255, 2242, 2443); 

1.0 Vetere Alfonso (4164. A, 2260, 2262, 2276, 
2277, 2248. 2267, 2268); 

Alongi Arcangelo (4395. A, 2169, 2170, 2104); 

Salomone Salvatore (4411. B, 1787, 1788, 1789, 
1741, 1742, 1745, 1814, 1815): 

Scelso Domenico (3081. B, 1802, 1803, 1804, 1805); 

Eredi di D'Anca Giuseppe (3013. B, 567); 

D'Agostino Salvatore e Giuseppe (4895 bis! B, 1028 
a 1031, 1112 a 1118); 

Nicosio. Andrea (2948. B, 1038 a 1041, 1032, 1033, 
1096, 1097); 

Inglese Salvatore (3371. B, 1093, 1094, 1103 a 1110, 
1011, 1012, 1020, 1021, 1228, 1229, 1230); 

D'Anca Silvestro (3810. B, 1075, 1088, 1089, 1090), 
fra il corso del torrente e la parallela alla distanza di me- 
tri 300, fino alla rupe che scende dal monte Cast eli accio); 

e) contrada Castello, proprietà dell'Istituto agrario ai 



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UHXU I DICRITI DEL UGNO B'ITALXÀ - 1M4 4303 

Colli di Palermo (3687. B, 1005, fra il corso del torrente 
e la linea che corre lungo la quota di 460 metri; 

f) contrada Musciarello, proprietà di De Pace Vittorio 
fa comm. Luigi (4895. C, 1397 a 1401), fra il corso (M 
torrente e la linea che corre lungo la quota di 450 metri. 
5. Versante sinistro del torrente della Cava e del tor- 
rente Vaccarizzo. Va dal limite territoriale di Resuttano, 
ex-feudo Ciavolino, al confluente dell'Imera Meridionale, 
attraversando le seguenti contrade:* 

a) contrada S. Nicola, proprietà: 

Pettino marchese Niccolò (4928. B, 1881, 1882, 1883); 
Mensa Vescovile di Cefalù (3155. A, 1881, 1882, 
1883), fra il corso del torrente della Cava e la linea aUa 
quota di 600 metri; 

b) contrada M:icc£.rc:ne, proprietà della Mensa Vesco- 
vile di Cefalù (3155. A, 1403, 1404). fra il corso del tor- 
rente Vaccarizzo e la linea che p:irtendo dall' incontro delle 
trazzere vicinali dell'Acquasanta, sopra le case di S. Nicola, 
segue la quota di 550 metri e giunge alla Rupe di Mac- 
carone. 

17. — Comune di Serradifalct). 
Vi sono otto zone malariche. 

La prima zona comprende rintiero ex- feudo Grotta d'Ac- 
qua, ad eccezione del colle Santa Rosalia, proprietà: 

Alù Salvatore (4905. A, 268, 272, 276). 

Baglio Sebastiano (4954. A, 87, 72, 82). 

Manganare Gaetano (4546. A, 45). 

Manganare Luigi (4761. A, 45). 

Orlando Michele (4534, 3358. A, 64). 

Pignatone Cataldo (4953. A, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 
31, 37, 38, 39) 

Pignatone Giacomo (4953. A, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 
31, 37, 38, 39). 

Eredi di Michele Piazza (2724. A, 6, 7, 8, 9. 10, 11). 

1.0 Monaco Marianna (2728, 4020, A, 16, 13, 14, 17, 

18, 19). 



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4301 LIGOI I »lCUn bWL RBGMO B*ITALU - 1N4 

Amico Roxas Salvatore (3944. A, 49, 50, 51, 53). 
Manganaro Cataldo (3485, 4127. A, 42, 269, 270, 279, 
327, 287, 329), 

Detta zona è separata dal rimanente territorio di Serra- 
difalco ed è circoscritta da tutte le parti dal confine ter- 
ritoriale di Caltanissetta. 

La seconda zona comprende la porzione della contrada 
Cusatino, circoscritta: 

a) a nord-ovest dalla strada rotabile San Cataldo- 
Serradifalco; 

b) a sud-ovest dalla mulattiora che dalla strada sud- 
detta conduce alla casa di Pipetaro; 

e) a nord-est dal limite territoriale di Caltanissetta, 
La terza zona è costituita dall'intiero fondo rustico della 
Fonte, di proprietà marchese Baucina (5061. B, 963 a 969), 
compreso fra la rupe del Calvario ed il centro abitato. 

La quarta zona comprende l'intiero fondo rustico deno- 
minato Orto Piazza, di proprietà del marchese Baucina (5061. 
B, 963 a 969). 

La quinta zona si estende dal cavalcavia di Cusatino 
fino all'incontro della strada ferrata col limite territoriale 
di Caltanissetta, in contrada Panzella (ex-feudo Grottarossa) 
ed è delimitata : 

a) a sud-est dal limite torritoriale di Caltanissetta (ex- 
feudo Grottarossa); 

b) a nord ovest: 

1° dalla strada ferrata; 

2° dal torrente che scorre sotto il primo ponte sullo 
stradale Stazione Serradifalco; 

3^ dallo stradale Serradifalco-Canicatti; 

4' dai sentieri sotto la masseria Sferrazza, che con- 
ducono alla villa Falcone. 

Dalla zona resta escluso il (olle ove è situato il fondo 
rustico di proprietà Maida. 

La sesta zona si estendo dal limite territoriale nord di 



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LIG6I I tMOari DIL KIGNO »*ITiXU - 19G4 4305 

Mussomeli airincontro della trazzera di Rabìone colla strada 
rotabile della zolfara Apaforte, ed è compresa fra il corso 
del torrente ad est e la parallela che corre alla distanza 
costante di m. 300 ad ovest, attraversando la proprietà del 
principe Lanza Di Scalea (5076- D, 52, 53, 54. B, 7, 8). 

La settima zona è costituita dalla porzione degli ex-feudi 
lazzo Vecchio e Pietrevive di Serradifalco, compresa fra il 
corso del fiume e la linea che corre lungo la cresta, roc- 
ciosa di lazzo Vecchio, il sentiero lazzo Vecchio-Case Rar 
bione, 1% mulattiera lazzo Vecchio e la quota di 400 metri 
fino al limite territoriale sud preciso le zolfare della Feria, 
attraversando la proprietà del principe Di Scalea (5076, D, 
52, 53, 54. B, 7, 8). 

L'ottava zona comprende la maggior parte delle terre 
censite di Serradifalco ed è circoscritta: 

a) a nord dalle trazzere Pirito e di Marigi; 

b) ad est dalla trazzera Marigi (sorgiva), Serradifalco, 
Santa Lucia e strada rotabile Montedoro- Serradifalco (sta- 
zione) ; 

e) a sud dalla trazzera di Mintina a Lago Sottano, 
^no al confine territoriale di Canicatti presso il molino Im- 
macolata; 

d) ad ovest dal sentiero Pirito-Lago Soprano e dal li- 
mite territoriale di Montedoro. 
18. — Comune di Sommatine. 

Vi sono tre zone malariche. 

La prima zona situata lungo il fiume Salso o Tmera Me- 
ridionale e il torrente Gibbesi si estende dal limite terri- 
toriale nord di Mazzarino (ex-feudo Gallitano) fino al ponte 
Gibbesi presso il Molino della Cottonera. Comprende la con- 
trada Manganello -Farpate ed attraversa gli ex-feudi Bruca, 
Zolfara Grande e Capreria, proprietà: 

Principe Lanza di Trabia (3248. A, 474 a 480 Bruca) 
(Sez. B, 423, 424, 428 Capr.'). 

La detta zona è compresa fra il corso del fiume Salso 
e del torrente Gibbesi ad est e sud, e la linea che segue 

270 — Vou V. - 19§4. 



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4306 uggì I MCRRI ili. tMm t'iTALIi ^ IIM 

le mulattiere Manganello e Farpate, la cresta della Zolfara 
Grande ed indi la quota di 200 metri fino allo stradale 
Sommatino-Ravanusa a nord-ovest. 

La seconda zona situata lungo ì torrenti Gibbesi e Ba-i 
tiotta si estende dal limite territoriale nord dì GaltanissettA 1 
(ex-feudo Marcato Bianco) fino al ponte Gibbesi presso il 
Molino della Gettonerà. 

Essa è compresa fra il corso del torrente Gibbeai a sud- 
ovest, e, a nord-est, la linea che parte dal punto a 400 metri 
dal vallone Batiotta sulla trazzera di Marcato BiancOt va 
in linea retta alla Casa Pistorale indi alia Casa Barbera 
(Barberotto) da questa alla Casa Genetta ed infine all'in- 
crocio dei sentieri di Balatazza, segue poi il sentiero quasi 
parallelo al torrente Gibbesi, le trazzere della contrada 
Mola fino al loro incrocio e corre per il rimanente tratto 
parallelamente al corso di detto torrente alla distanza dì 
m. 300, attraversando le seguenti contrade: 
a) contrada Pistorale, proprietà: 

Olivieri Michele (2283, D, 540, 284, 287). 

Eredi Russo Salvatore (2732, D, 384, 385, 288. 
289, 341, 350, 608). 

Verde Luigi (3006, D. 281, 282, 283). 

Mauro Giuseppe (649. D, 603, 604). 

Piantone Giovanni (2982. D, 297)- 

Pace Maria (3285, D, 263, 264) 

Virone Calogero (2066. D, 413, 409, 253, 255, 256). 

Formica Giuseppe (3289. D, 263). 

Cumbo Onofrio (3228. D, 263). 

Formica Giuseppe (3289. D, 263). 

Sciascia Diego (966, 2254 D, 487, 486, 400). 

Burgio Giuseppa (2073. D, 356, 374). 

Burgio Paolo (1918. D, 355, 357, 358, 359). 

Olivieri Pietro (2403. D, 493, 494). 

Mauro Calogero (3083, 3124 D, 300, 376, 377). 

Mistretta Antonino (2620, 3154. D, 209, 301, 522, 
293). 

Ponticello eredi di Baldassarre (2970» D, 209). 



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kM0i ■ MWf I MB. mmm B*xyfius « INI i807 

J) contrada Batiotta, vi proprietà: 

Mancuso eredi di Busceini Vincenzo (2439 D, 244), 

PagliareUo Salvatore (3252. D, 343, 346, 347). 

Grasso Niccolò (1798, 2528. D, 502, 240). 

Vitale eredi di Pasquale (2665. D, 210, 211). 

Vitale eredi di Calogero (2740. D, 209). 

Bwone Bordonaro di Gebbiarossa (3348. D, 243). 
e) contrada Balatazza, proprietà:- 

Infuso Giuseppe (1999, 3098, 2429. D, 75, 76, 77, 78). 

Libruzzi eredi di Eusebio (1938. G, 64). 

Parrinello Paolo (2090, 2779. A, 64). 

Mauro Emanuele (3125. D, 60). 

Mauro Calogero (3083, 3\U. D, 60, 61). 

d) contrada Mola, proprietà: 
lacona Ignazio (2867. E, 353). 
Ottaviano Calogero (3300. C, 324, 325). 
Lombardo barone Fraucosco (3341. C, 324, 325). 

e) contrada Canaletto, proprietà: 
Castellino Luigi (2195. G, 111, 112, 113). 
Principe Lanza di Trabia (.3248. A, 1). 

La terza zona comprende le contrade Plano del Conte, 
Maccarone, parte dì co?:zo di Monaco, Bruca, Finocchiara, 
Grottile, Bosco, parte di Tramontana, Lago, Montagna, Min- 
tina ed è circoscritta dalle seguenti linee : 
a nord dal torrente Torretta; 

a sud-est : a) dalla strada rotabile Ravanusa-Somm ai- 
tino, dalla cantoniera all'imbocco della trazzera OHvella; 

h) dalla trazzera Olivella-Mangauello, dal punto pre- 
cedente al torrente Torretta; 

dd ovest: a) dalla trazzera Lago-Galassinuovo, dal li- 
mite territoriale nord al confine fra le proprietà: 
Chinnici Giuseppe (215, 2534. C, 856, 848) ; 
Romano Francesco (2417, 1936, 865 a 870); 
b) da detto confine e dalla tr.izzera Piano del Conte, 
dal punto precedente all'abitato di Sommatine; 

e) d?U tratto ad est del perìmetro dev'abitato e dalla 



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4308 uggì I MKMETI BIL mGMO i'XTàLU: - IMI 

via yicmale sotto il Cozzo Chimera, dall'abitato alle ^liniere 
del Lago; 

d) dalla trazzera Miniere del Lago-MintÌDa-BaracchelIa, 
dalle miniere del Lago alla cantoniera sulla strada rotabile 
Ravanusa-Sommatino : 

19. — Comune di Sutera. 

Vi sono tre zone malariche. 

La prima zona comprende la prima porzione di-territo- 
rio che trovasi sul versante sinistro del fiume Platani, ed 
è compresa : 

a) a nord dal limite territoriale con Acquaviva; 

b) ad est dalla mulattiera che scendendo da Sutera 
passa per la casa Bongiomo e conduce al Molino dell'Ulivo, 
quindi dalla quota di 400 m.; 

e) a sud dal limite territoriale con Campofranco ; 

d) ad ovest dal fiume Platani. 

La seconda zona comprende il versante destro del tor- 
rente Cangioli o Indovinello ed il versante destro del Oallo 
d'Oro, ed è compresa: 

a) a nord e ad est dal torrente Cangioli, che segna il 
limite territoriale di Mussomeli; 

b) a Bud dal torrente Gallo d'Oro; 

e) ad ovest dal limite territoriale di Campofranco (ex- 
feudo Qanifo), dalla linea che segue la quota di 400 metri fino 
alla Rocca di Magaddunì, e dalla retta che da questo punto 
arriva alle case Sant'Agata, attraversando le seguenti pro- 
prietà : 

Ex-feudo Capreria: Demanio dello Stato (2811. D, 
2038 a 2041). 

Ex-feudo Capreria : Castelli Benedetto (1218. D, 2036 
a 2040. 

Ex-feudo Capreria: Carruba Lucio (3241. D, 2036 
a 2041). 

Ex-feudo Capreria : Ceraulo Antonino (3239. D, 2037 
a 2039). 



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U(a«X 8 tWCMBXì AIL SXGMO U^lTàUk « ÌM4 4309 

Ex-feudo Capreria : Giarrizzo Salvatore (2814. D, 
2037 a 2039). 

Ex-feudo Capreria: Giarrizzo Giuseppe (2814. D, 
2037 a 2039). 

Ex-feudo Capreria: Eredi Palletta Salvatore (3462. 
D, 2037 a 2040). 

Quindi dalla mulattiera che dalle case Sant'Agata porta 
alla casa La Rizza^ e, girando attorno, alla Rocca di Cola, 
conduce a Sutera; dalla mulattiera che staccandosi dalla 
precedente va alle case di Vitellaro, ed infine dal limite ter- 
ritoriale con Mussomeli. 

La terza zona comprende il versante sinistro del tor- 
rente Nadure e del torrente Gallo d'Oro e si estende tutta 
nel territorio di Milocca (frazione di Sutera). 

E circoscritta: 

a) a nord dal torrente Gallo d'Oro; 

b) ad est dal torrente Nadure; 

e) a sud e ad ovest dalla trazzera che da Racalmuto 
conduce a Milocca passando per la Rocca Aquilìa; d^ilia 
linea retta che da Rocca Aquilia va al Fontanile sotto Mi- 
locca e dall'altra retta che dal Fontanile va alla casa San 
Martino ; quindi dalla mulattiera che da San Martino va a 
Santa Maria e a Bompensiere, ed infine dalla linea che segue 
la quota di 200 metri. 

Le due linee rette, che seguono il confine della zona dalla 
Rocca Aquilia al Fontanile e dal Fontanile a San Martino, 
attraversano la seguente proprietà: 

Ex-feudo Aquilia: Comune di Sutera (1334. E, 3). 
La quota di 200 metri attraversa le seguenti proprietà: 

Ex-feudo Milocca: Cassenti Stefano (3185. F, 2, 3). 

Ex-feudo Milocca: Raimondi Giuseppe (3185. F, 2, 3). 

Ex-feudo Milocca : Demanio dello Stato (284. D, 2038 
a 2041). 

20. — Comune di Vallelunga Pratameno. 
Vi sono sei zone malariche : 
La prima comprende tutto il versante destro dei torrenti 



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4310 LXGGI ■ DtCRITl DIL RKGNO B^ITAUA - 1M4 

Bilict e Regalìali, fra il corso dei medesimi e la strada ro- 
tabile Stazione Villalba-Vallelunga-Valledolmo, dal confluente 
dei valloni Sciarrazze e Carcltella al confluente dei torrenti 
SalHcio e Lumera, comprendendo le contrade : Lumera, 
Bafi>x, Corsa, Giardino, Manca e Tamarizzi, ed escludendo 
in queste duM ultime la zona circoscritra dalla linea che 
corre lungo la quota di 550 metri che attraversa : 

a) in contrada Tamarizzi, le proprietà: 
Tagliarini Sante (3090 F, 61, 62). 

Di Carlo Luigi (3164. FF, 670, 670 G). 
Cortese Carmelo (3140. FF, 679, 680). 
Gugglno Giuseppe (8994, FF, 690 a 696). 
Pellitteri Giuseppe (2514 GG, 580, 581). 
Lo Castro Carmelo (3444. FF, 670, 670). 
Patti Salvatore (2298. A A, 267, 268, 271, 269), 
Fiorella Rosario (3696. F, 670). 

b) in contrada Manca, le proprietà : 
Afeli Francesco (715. FF, 739, 671). 
Vullo Loreto (2226. F, 648, 649, 650). 
Brontesi Giovanni (3043- F, 664, 665, 666). 
Cavare ttex Gioacchino (2187. F, 663, 664, 665). 

e che comprende interamente nella stessa contrada Manca 
le proprietà : 

Marsala Francesco (708. FF, 643). 

Interguglielmo Francesco (1950. FF, 672, 673, 6T4). 

Criscuoli Rosina (3916. FF, 642, 643, 644, 646). 

La seconda zona comprende il versante destro e sinistro 
del torrente Sabuùo, dalla sorgente al confluente del tor- 
rentello che scende dairex-feudo Miccichè del territorio di 
VìUalba, ed il versante sinistro del torrente Lumera. 
1. Versante destro del torrente Salacio. 

Questo versante è compreso fra il corso del torrente me- 
desimo e la linea che segue la trazzera vicinale che parte 
dallo stradale Stazione Villalba-Vallelunga-Valledolmo, fra 
il miglio 55 ed il miglio 56, passa sotto i cozzi Salacio 
Nuovo, Salacio Vecchio, Capelvenere, sotto le case di In- 



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Utttl I 9KCAITI ftBL UfiMi» »'ltAUA « ltS4 431 1 

sinna Vincenzo fu Filippo, Bonasera Vincenzo fu Giuseppe, 
Sacerdote Ger«ici Michele fu Fortunato, sotto il cimitero, 
segue poi fin sopra il centro abitato, che rimane compreso 
nella zona, sale per la portella del Toro, passa sotto il cozzo 
Interolla e continua il lìmite territoriale di Villalba fino al 
confluente del Vallone che scende dall'ex-feudo Miccichf. 
Comprende interamente le contrade : Salaoio Nuovo, Capel- 
venere e parte delle contrade Baronia ed Interolla. 

2. Versante sinistro del torrente Sahicio. 

Questo versante è compreso fra il cor!>o del torrente me- 
desimo e lo stradale Stazione Villalba-Vallelunga-Vailedolmo 
per tutta la precedent** luiighc^zza, attraversando le contrade 
Salacio Nuovo, Capelvenere, Puonticello ed Interolla, 

3. Versante sinistro Sei torrente Lumera, 

Questo versante è compreso fra il corso del torrente e 
lo stradale Staziono Vilhlba-Vallelunga, dal confluente del 
vallone che sconde dairex-feudo Miccichè, Ano all'incontro 
del torrt?nte medesimo col .niddetto stradale, presso il mi- 
glio 61, attraversando la contrada Lumera. 

La terza zona comprende la porzione dell'ex feudo Ma- 
gazzinazzo, di proprietà dei Priuoìpe Lanza di Trabia (2107, 
B, 7, 8, 9) nella contrada Sciarrazze e Carcitella, ed è cir- 
coscritta : 

a) a nord dallo stradale Vallelunga-Valledolmo, dal 
km. 3 al limite territoriale presso il km. 5; 

b) ad- est dal limite territoriale della provincia di Pa- 
lermo (ex- feudo Miano) dal punto precedente al confluente 
del vallone Sciarrazze e torrente Regaliali; 

e) a sud dal confine sud dell'ex-feudo Magazzinazzo 
con le contrade Barriera e Giardino ; dal punto precedente 
al miglio 55 sullo stradale Vallelunga-Valledolmo ; 

d) ad ovest dalla trazzera vicinale Carcitella-Malpasso; 
dal punto precedente al km. 3, sullo stradale Vallelunga- 
ValledoUno. 

La quarta zona comprende la porzione dell'ax-feudo Gar- 
cai, cirooflcritta : 



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4312 UCGfìl X DXCKKTI h£L XCGKO •'itÀUA - IMé 

a) ad est dalla trazzera vicinale Salacio Vecchio-Card- 
iella ; 

b) a sud dal limite territoriale di Cammarata (ex- 
feudo Montoni) e dalla trazzera Vallelunga-Cammarata e su. 
diramazione che conduce alle case di Garcia; 

e) a nord e ad ovest dalla linea che corre lungo h 
quota di 550 metri, attraversando le seguenti proprietà : 
Pedix eredi di Antonino (3318. D, 1, 2, 3); 
Pantaleone Raffaele (2161. D, 1, 2, 3,; 
Sajeli Gaetano (3197. D, 1, 2, 3, 4, 5); 
Castellana Domenico (2582. D, 1, 2, 3); 
Mensa vescovile di Cefalù (716. D, 1, 5). 
La quinta zona comprende la porzione dell'ex-feudo M^ 
gazzinazzo, di proprietà del principe Lanza di Trabia (2107. 
EE, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8) circoscritta dalla linea che oorw 
lungo la quota dì 600 metri e dal limite territoriale di Ali» 
(ex-feudo Fontana Murata) presso il bivio degli stradali Val- 
lelunga-Alia e Vallelunga-Valledolmo. 

La sesta zona comprende porzione dell'ex-feudo Gar- 
da, di proprietà : 

Castellana Rosario (3670. D, 1, 2, 3, 5); 
Sajeli Gaecano (3197. D, 1, 2, 3, 4, 5). 
Ed ha per limiti : 

a) a nord il limite territoriale di Alia (ex-feudo Fon- 
tana Murata); 

b) a sud la trazzera Vallelunga-Cammarata ; 
e) ad est il vallone di Garcia; 

d) ad ovest il Vallone di Regalmici» 

21. — Comune di Valguamera» 

Vi sono due zone malariche. 

La prima zona, nella contrada Pitta, è compresa tra il 
burrone che segue il limite territoriale con Castrogiovaniji, 
la contrada Madrascati, la mulattiera che dal Molino del- 
TAbate conduce all'abitato, la linea perimetrale a sud del- 
l'abitato medesimo e lo stradale ValguarnerarPiazza. 



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uggì I MCRITI hWL «BGMO B^ITALU - 1IÌ4 4313 

La seconda zona è costituita dal versante destro del tor- 
rente Valguarnera ed è compresa fra il corso del torrente, 
la trazzera Paparanza-Piano Vitale e la trazzera Paparanza- 
Pietrafucili-Spina. 

22. — Comune di Villalba. 

Vi è una sola zona malarica che comprende la porzione 
dell'ex-feudo Miccichè nelle contrade Grassorelle, Piano di 
Gettoniera, Centosalmo e Cugno di Galera, di proprietà del 
Principe Lanza di Trabia, ed è deUmitata: 

a) a nord dal corso del torrente Lumera dal limite 
territoriale di Vallelunga ; 

b) a sud dalla quota di 550 metri, che passa sopra la 
casa Bedda ; 

e) ad est dal limite territoriale di Petralia Sottana 
(provincia dì Palermo) ; 

d) ad ovest dalla trazzera Vallelunga- Villalba e dal 
lìmite territoriale di Cammarata (provincia di Girgenti). 

23. — Comune di Villarosa. 

Vi sono cinque zone malariche. 

La prima zona è costituita dal versante destro del fiume 
Morello e dal versante sinistro del torrente Salito, è cosi 
circoscritta : 

a) a nord dal limite territoriale con Calascibetta, co- 
stituito per la massima parte dal torrente Salito ; 

b) ad est dal limite territoriale con Calascibetta, nelle 
contrade Sambuca e Fico; 

e) ad ovest dalla mulattiera Priolo Vecchio-Villapriolo 
e Villapriolo-Giulfo, fino all' incontro del limite territoriale 
con Castrogiovanni (frazione) ; 

d) a sud dal limite territoriale con Castrogiovanni (frar 
zione). 

La seconda zona è costituita dal versante destro e sini- 
stro del fiume Morello e dalla frazione di territorio che cir- 
coscrive il lago Stelo di Gaspa. 

1. Versante destro. Questo tratto di zona va dal limite 



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4314 UGtsi I igcirrj ml bsqiio ì'italu * lite 

territoriale con Cnstrogiovanni, nell'ex-foudo Giulfo, al li- 
mite territoriale con Castrogiovanni, neirexteudo Ferrara, 
ed ò compreso fra il corso del fiume e la linea che segue 
la quota di 400 metri, che attraversa la contrada Agnel- 
leriaTinnìrello, proprietà degli eredi del duca di Villarosa 
(2727). F, 1888» 1893), e infine la mulattiera Agnelleria- 
Gaspa Pero e Gaspa Poro- Case Lentini. 

2. Versante sinistro e Lago Stelo o di Gaspa. Questa parte 
di zona va dal limite territoriale con Calascibetta, in con- 
trada Fico, all'altro limite, in contrada Bicini, ed è com- 
presa fra il corso del fiume ed il limite territoriale con Ca- 
lascibetta. 

La terza zona comprende i terreni situati lungo il fiume 
Morello (corso inferiore), ed è delimitata : 

a) a nord dalla mulattiera che dalla casa cantouiera, 
/sulla strada rotabile Villarosa-St^zione di Villarosa, scende 
al torrente Vanello ; 

b) ad est dal lìmite territoriale con Castrogiovanni, se- 
gnato dal torrente medesimo, e dtU fiume Morello ; 

e) a sud dal limite territoriale con Castrogiovanni, nel- 
l'ex-feudo S. Giuliano ; 

d) ad ovest dalla strada rotabile Villarosa- Stazione Vil- 
larosa, a partire dalla casa cantoniera fino all' incontro del 
precedente limite territoriale. 

La quarta zona è costituita dal versante sinistro del fiume 
Salso, nei suo corso superióre, a partire dai limite terri- 
toriale con Calascibetta, neirex-feudo Monzanaro e Capra, 
fino al limite territoriale eoa Castrogiovanni, segnato dal 
torrente Purgatorio. 

É compresa fra il corso del fiume e la linea che segue 
la quota di 400 metri e la mulattiera Priolo Vecchio-Vi- 
glio-Abbadia, attraversando gli ex-feudi Priolo Vecchio e 
Viglio, proprietà degli eredi del duca di Villarosa (2727. 
H, 855 a 358). 

La quinta zona è costituita dal versante sinistro del 
fiume Salso od tmera Meridionale, nel suo corso inferiore, 



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tiGGi I ttonti tiL ttOMO ft'nALu • 1M4 4315 

a partire dal limite territoriale con Santa Caterina VilJar- 
mosa (ex feudo Qarcìulla) Ano al limite territoriale con Ca- 
strogiovannl (ex-feudo Fortolese) ed è compresa fra il corso 
del fiume e la liaea che segue la quota di 350 metri, at- 
traversando le seguenti proprietà: 

Contrada Spina: Profèta Michele (2817, G, 1893 a 1396). 

Contrada Spina: lovino Vincenzo (4546. G, 1394 a 1398;. 

Contrada Spina: levino Salvatore (2183. G, 1395). 

Contrada Spina: Indovino Vincenza, coniugata Rosolino 
(3214. G, 1391, 1395, 1396). 

Contrada Spina: Eredi del duca di Villarosa (2727. G, 
1122 a 1127). 

Contrada Niscimella : Di Cara Salvatore e Milazzo Mar 
ria (4244, 4243. G, 1410, 1418, 1419, 1641, 1642), ed in- 
fine la mulattiera Spina-case Fortolese 



It ministro deir|ftteriio 



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4316 L1G6I I iKCUri DIL UGNO •'ITUJA - liM 

N. 533. Sm N. 533. 




Kboio Decreto che dichiara zone malariche porzioni 
di territorio della provincia di Caserta. 

S settembre 1904. 
[Pubblicato nella Gazzetta Ufficiai*^ àc'- Re^r^o V 8 otUjbre 1904» **. 235) 

VITTORIO EMAlSUEIiE UI 

PIR GRAZIA DI DIO E PER YOLOKTI DELLA NAZIONE 
»a DITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n, 460, e il relativo 
regolamento approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. Ili, che contengono disposizioni per diminuire le cause 
della malaria; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Caserta ha 
inviato le nuove proposte di quel medico provinciale per la 
designazione di talune zone malariche in quella provincia; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle 
anzidette proposte ; 

Udito il consiglio superiore di sanità; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
gli affari dell'interno, presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 

Sono dichiarate zone malariche agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopramenzionate le porzioni 
di territorio della provincia di Caserta distìnte come risulta 
dall'elenco che segue, facente parte integrante del presente 
decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal ministro 
proponente. 



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LEGGI ■ AflCaUTT MCL KCGlfO »*ITALIA - ti94 4317 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo deUo 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di furio osservare. 

Dato a Racconigi, addì 8 settembre 1904. 

VITTORIO EMANUELE 



Be^isirato aìla CorU d$i ùonM addi 3 ottobre 1904. 
Beg. 18. Aftf del Governo a f. 183. F. Mkzbtti. 
iMogo del SigiUc. 7. H Giiarda0Ì«rill^ RONCHBTTL 



GlOLITTI. 



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LMOI I MCIOKn BU UGNO »*IT4a4A - 1164 4819 

ELENCO DI ZONE MALARICHE 

esistenti in provincia di Caserta ed indicazione dei rispettivi 

confini territoriali 



1. — Comune di Carinola. 

Vi è una zoaa malarica, essa ha per confini : 
ad est, il flumicelio Savona e il confine con Francolise; 
a sud il confine con Cancello Amooe ; 
a sud-ovest, il confine con Mondragone; 
ad ovest, la via vicinale sino a Falciano Selice ; 
a nord, la linea da Falciano a Ciamprisco, attraverso 
i fondi Aagiolillo, masserìa Piscini e Maccarone, 

2. — Comune di Casal di Principe. 

Vi è una zona malarica, i suoi limiti sono : 

a nord, il confine con Grazzanise : 

ad ovest, il confine con Cancello Arnone sino a Ponte 
del Bonito ; 

a sud, l'acqua della Peglia, dal ponte Bonito alle Di- 
fese ; la via vicinale dalle Difese ai Regi Lagni ; 

a sud-est, ed est, lungo i confini delle tenute Cesa- 
vo ipe e le Difese. 

3. — Comune di Cassino. 

Vi è una zona malarica, i suoi limiti sono : 

ad ovest, la strada provinciale Ausente fino allo in- 
nesto con la provinciale di Roma, questa fino a Cassino, la 
via comunale per Cairo fino alla masseria Gargiullo e la 
via vicinalo dal lago di Cairo fino al confine con Sant'Elia 
sul Rapido; 

a nord, il confine con Sant'Elia sul Rapido, fino alla 
via comunale per Sant'Elia ; 



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4320 LKGGi I wauni tu. uguo »*itaua - IMM 

ad est, la via delle Lenze I^unghe, la valle dell'Inf erDo, 

la via vicinale per le Pasturelle, il confine con Cervaro, il 

fosso del Pisciariello fina ai fiume Garì, e il fiume Gari; 
a sud, il confine con Sant'Apollinare; 
a sud-ovest, il confine con Pignataro Interamna fino 

al Rio Chiappino. 

4. — Comune di Cervaro. 

La zona malarica ha per limiti: 

a nord, la strada provinciale per Cassino ; 

a nordovest, ovest e sud-ovest, il confine con Cassino 

a sud-est ed est, la via vicinale della Foresta. 

5. — Comune di Gloriano. 

La zona malarica ha per limiti : 

la zona pianeggiante della tenuta Torcine, tra il Volturno 
(ovest-sud ovest) ; 

il confine con Ailano sud-sud est) ; 

la via rotabile dal Barraccone a Santarcangelo e sua 
prosecuzione come mulattiera fino al confine con Ailano 
(est-nord). 

6. — Comune di Francolise. 

La zona malarica ha per limiti : 
a nord e nord-ovest, la via provinciale di Ciamprisco 
alla taverna di Sparanise; 

ad ovest, il confine con Carinola; 

a sud e sud-est il confine con Grazzanise ; 

ad est, il confine con Sparanise ; 

7. — Comune di Frignano Piccolo. 

La zona malarica ha per limiti: 

a nord, i Regi Lagni, fino a ponte Annecchino; 
ad ovest, il confine con Casal di Principe ; 
a sud, lo stradone Pallavicino ; 
ad est, il confine con Frignano Maggiore. 



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utGai I Dxciarri dil ugno «'itaua - 1904 4321 

8. — Comune di Gricignano D'Aversa. 

La zona malarica è costituita dal latifondo D'Afflitto (in- 
cluso il Fusaro ed il fienile, art, 1 ruolo e 738 catasto); 

dai fondi contigui di Angela e Rafiaella di Ronza (ruolo 
art. 198, catasto art. 557); 

dai fondi contigui di Angelo di Ronza fu Giuseppe e 
canonico Vincenzo di Ronza, (e per essi attuale proprie- 
tario Di Ronza Paolo di Angelo) al ruolo art. 197, catasto 
art. 980. 

9. — Comune di Marcianise. 

La zona malarica ha per limiti : 

a sud e a sud-ovest, i Regi Lagni da pónte Rotto a 
ponte Selice; 

ad ovest, la vìa provinciale Aversa-Santa Maria Capua 
Vetere ; 

a nord, la via comunale dalla provinciale a Pontenuovo, 
e il confine con Macerata Marcianise; 

a nord-est, il Lagno Carolino; 

ad est, la via comunale da Lagno Carolino a ponte Rotto. 

10. — Comune dì Piedimonte S. Germano. 
La , zona malarica ha per lìmiti : 

a nord, la via Latina'; 

ad ovest, il confine coi comuni di Aquino e Pontecorvo ; 

a sud, il confine con Pignataro Interamna; 

ad ovest, quello con Villa Santa Lucia. 

11. — Comune di Pignataro Interamna. 

Vi sono due zone malariche. 
La prima zona è limitata : 
a sud, col fiume Liri ; 
ad ovest, col comune di Pontecorvo ; 
a nord, colla via comunale, dal confine di Pontecorvo 
al ponte sul Liri e colla vicinale Lancelle dal ponte sul 
Liri al confine con Cassino ; 
ad est con Cassino. 

271 — Vou V. - 1904. 

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La seconda zona è limitata: 
a nord, col Rio Fontano ; 
ad est, col Rio Chiappino ; 

a sud, col ponte San Lorenzello, colle strade Capo- 
russo e La Monara; 

ad ovest con Villa S. Lucia. 

12. — Comune di Presenzano. 

La zona malarica confina: 

a sud, col confine con Vairano Patenora e Marzano 
Appio, dal ponte del Pagliarone alla ferrovia Roma -Napoli, 
e colla ferrovia Roma-Napoli; 

a sud-ovest, colla via nazionale, dalla stazione ferro- 
viaria di Torà Precieuzano al confine di San Felice ; 

a nord -ovest e a nord, colla via provinciale da San Felice 
al Pozzo di Presenzano, colla via provinciale dal Pozgo al- 
r innesto della via vicinale Gerquitello, e colla via Cerqui- 
tello fino alla strada nazionale degli Abruz£:i; 

ad est, col Volturno e col confine con Vairano Pate- 
nora, dal Volturno al ponte del Pagliarone. 

13. — Comune di S. Ambrogio sul Garigliano. 

La zona malarica confina: 
ad ovest, col comune dì Sanf Apollinare ; 
a sud, colla via vicinale per Sant'Ambrogio e colla via 
vicinale per Sino; 

ad est ed a nord, col fiume Garigliano. 

14. — Comune di S. Apollinare. 

La zona malarica confina : 

a nord col fiume Liri; 

ad ovest, col comune di San Giorgio a Liri; 

a sud, colla via vicinale Caselle e Pantanelle, colla via 
comunale per Sant'Apollinare, colla via vicinale per San- 
t'Andrea Vallefredda ; 

ad est, col comune di Sant'Ambrogio sul Garigliano. 



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IMGBl I MKJIITI MI. tS«2«0 »'lTAUA - 1M4 432 S 

15. — Comune di S. Elia sul Rapido. 

La zona malarica ha per limiti: 

ad est, la strada comunale obbligatoria; 
a nord, la strada vicinale del lago; 
ad ovest, la strada vicinale del lago al confine con 
Cassino; 

a sud-sud-ovest, il confine con Cassino. 

16. — Comune di S. Giorgio a Liri. 

La zona malarica confina: 
a nord, col fiume Liri; 
ad est, col comune di Sant* Apollinare ; 
a sud, colla via vicinale per Sant'Apollinare e colla 
strada comunale vecchia per Esperia; 
ad ovest, con Esperia. 

17. — Comune di Vai^ano Patenora. 

La zona malarica ha per limiti: 

a nord-nord- est, il Volturno sino alla scala di Vai- 
rano; 

a sud-sud-est, la via vicinale dalla Scafa al disotto 
del monastero della Ferrara, e di Greci, al Rio Cerrito fino 
al Molino; alle falde di monte Sant'Angelo, fino alla via co- 
munale per Marzanello; 

a sud, la via comunale per Marzanello; 

ad ovest, la via nazionale da Taverna Cerasella a Ta- 
verna di Pontelungo e il confine con Marzano Appio; 

a nord-ovest, il confine con Presenzano. 

18. — Comune di Villa S. Lucia. 

Vi sono due zone malariche. 
La prima zona confina: 

ad ovest, col comune di Piedimonte S. Germano; 

a sud, con quello di Pignataro Interamna; 

a nord-est, confina col Rio Chiappetto. 



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4824 LIMI ■ BicnTi »il usno »*itaua > iN4 

La seconda zona confina: 

a sud, colla via provinciale di Cassino; 
ad ovest, col comune di Piedimonte S. Germano; 
a nord, colla via mulattiera Madonna della Neve; 
ad est, colla via comunale obbligatoria. 



Visto, d'ordine di S. IL il Re: 

Il ministro dell* intemo 

OIOLITTL 



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tiGSi I Mcnrn ìkl maite i itàlu - 1194 4326 

N. 534. ^^t N. 534 




Rsoio Decreto (?A^ c?a? /bnrfo di riserva per le spese im- 
previste autorizza u/na 6* prelevazione nella somma 
di lire 25yOOO a favore del Ministero del tesoro. 

22 settembre 1904, 
(P%ihbUd(ao n4Ua QaxxeMa Vfficiau M Regno fS ottobre lV04. n. 235) 



VITTORIO EMANUELE IH 

PXR GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Visto l'art. 38 del testo unico della legge suirammini- 
strazione e sulla contabilità generale dello Stato approvato 
con regio decreto 17 febbraio 1884, n. 2016; 

Visto che sul fondo di riserva per le spese impreviste 
inscritto in lire 1,000,000 nello stato di previsione della 
spesa del Ministero del tesoro per Tesercizio finanziario 
1904-905, in conseguenza delle prelevazioni già autorizzate 
in lire 84,218. 78, rimane disponibile la somma di lire 
915,781.22; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per il tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Dal fondo di riserva per le spese impreviste inscritto al 
capitolo n. 116 dello stato di previsione della spesa del Mi- 
nistero del tesoro per Tesercizio finanziario 1904-905, è 
autorizzata una 6* prelevazione nella somma di lire ven- 
ticinquemila (L. 25,000), da inscriversi ad un nuovo capitolo 
col n. 130 **>^ e con la denominazione « Spese perla com- 



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4328 l*<^fir 7 «fCfiXTv ^IL WÀÙtiQ ritJkUA • liti 

missione d' ispezione straordinaria presso gli istituti di emis- 
sione, nominata con decreto ministeriale 18 dicembre 1903 » 
nello stato di previsione medesimo. 

Questo decreto sarà presentato al Parlamento per essere 
convertito in legge. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito* del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delie leggi e del decreti 
del Regno d'Italia, mandando a cliiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare- 

Dato a Racconigi, addi 22 settembre 1904. 
VITTORIO EMANXJEtÉ 

^épttraìo aUa OarU dei Oùnn addi 1** ottobre 1904. 

J^^. 18. AtH del Chotmo u f. i79. F. Mìzzktti. 

Luogo del Sigillo V. R aiiardi\8Ìguli RONCHETTI. 

L. LUZZATTI* 
GlOLITTI, 



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LEGGI C DECRXTl DEL REGNO E'ITALIA - 1904 4327 

N; S3S. A N. S3S. 

Regio Decreto che istituisce alcuni istituti scientfici nelle 
tmiversità di Catania, Genova, Messina e Roma. 

7 sottembre 1904. 
(Pvbblieato n»Ua GatttUa JJffttìaU del Rtgno il 10 ottobre 1904, n 2S$) 

VITTOEIO EMAMJELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DPJLLA NAZIONE 
SE D'ITALIA 

Veduta la legge 30 giugno 1904, n. 279, che approva 
lo stato di previsione della spesa del Ministero della pub- 
blica» istruzione per l'esercizio 1904-905 ; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per 
la pubblica istruzione; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art. L 
A decorrere dal T luglio 1904, sono istituiti nelle uni- 
versità sottoindicate i seguenti istituti scientifici: 

a) Clinica psichiatrica e gabinetto di medicina legale 
nella università di Catania; 

h) Gabinetto di medicina legale nell'università di Roma; 

e) Gabinetto d'igiene e gabinetto di medicina legale 
nella regia università di Messina in luogo dell'unico gabi- 
netto istituito con regio decreto 6 febbraio 1887, n. 4408, 
il quale è soppresso. 

Art. 2, 
I ruoli organici del personale degU istituti predetti sono 
stabiliti in conformità della tabella annessa al presente de- 
creto e firmata d'ordine Nostro dal ministro proponente. 



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4328 LEGGI X OKCRTII DEL KXGNO ft*ITALlA • 19U4 

Art. 3. 

Neir università di Genova, a decorrere dal 1^ luglio 1904, 
è istituito un posto di portiere' degli istituti biologici con 
lo stipendio indicato nella tabella predetta. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia insertò nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. . 

Dato a Racconigì, addì 7 settembre 1904. 

VITTORIO EMANUELE 



JBUgistrato alla Coru dei conti addi 5 ottobre )^4. 

Reg. 18. AtH del Gai^emo a f. 3. F. Mkzzbtti. 
Luogo del Sigillo. V. D QaardasiffUU RONCHETTI. 



Orlando. 



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LBGGt I BICUTI BIL UGMe t'iTAlTA - 199i. 43S9 



TABELLA 

concernente la istituzione di alcuni istituti scientifici nelle università 
di Catania, Genova, Nlessina e Roma 



Regia università di Catania. 

Clinica psiicitiatrica. 

1 Direttore L. 800 

1 Assistente » 1,200 

1 Servente » 700 

L. 2,700 

Gabinetto di medicina legale. 

1 Direttore L. 700 

1 Assistente » 1,000 

1 Servente ....... 700 



L. 2,400 



Megia università di Genova. 



Istituti biologici. 

1 Portiere L. 800 

Regia università di Messina. 

Gabinetto d igiene. 

1 Direttore L. 700 

1 Assistente » 1,000 

1 Servente » 720 

L. 2,420 



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4330 UIGGI X DKCBCTI DKt MGNO l^ITALU • 1904 

Gabi(9«34to di medicina leggale. 

1 Direttore L. 700 

1 Assistente » 600 

1 Servente . ^ 500 

L. 1,800 

Regia università di Roma. 

Gabinetto di uiedteicra legale. 

1 Direttore L. 700 

1 Assistente » 1,200 

1 Servente ». 800 

L. 2,700 



V?8t0f (Tordtne di 8. MI: 

Il ministro della pubblica istrnzìone 

ORLANDO. 



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.ifGGì I &sc.8ttn SII <t«ì^.'j $'n'«.:,^ji - iir^i^ 4331 

Usalo Decreto che approva il nuom regolamento per le 
operazioni di credito agrario della cassa di risparmio 
del banco di Napoli, in esecuzione della legge 7 Ite- 
glio 1901, n. 334. 

21 luglio 1904. 
{Pubblicato nella Gojizetta UffidaU d-i lUyno il \2 ottobre 1904 n. 2c8) 

VITTOBIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Veduta la legge sul credito agrario del 23 gennaio 1887, 
n. 4276 (serie 3*); 

Veduta la legge del 7 luglio 1901, n. 334, che auto- 
rizza \A cassa di risparmio del banco di Napoli ad eserci- 
tare il credito agrario nelle Provincie del mezzogiorno 
d'Italia e nell'isola di Sardegna; 

Veduto il Nostro decreto 13 febbraio 1902, n. 72, col 
quale venne approvato il regolamento per l'esecuzione della 
detta legge; 

Vedute le proposte della direzione generale del banco di 
Napoli per introdurre alcune modificazioni nel citato rego- 
lamento, e lo schema di nuovo testo del regolamento me- 
desimo ; 

Udita la commissione consultiva per il credito agrario ; 

Udito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta dei Nostri ministri segretari di Stato per 
*il tesoro e per l'agricoltura, industria e commercio ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 



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4332 ixùui I ì:bcrii; ìil utaMs i*xtiz.u ^ 1081 

Articolo uni^o. 

È approvato Tannesso nuovo regolamento per l'esecuzione 
delia legge 7 luglio 1901, n. 334, composto di 41 (quarantuno) 
articoli, visto d'ordine Nostro dai ministri proponenti. 

Il regolamento per Teaecuzione della citata legge, ap- 
provato col Nostro decreto 13 febbraio 1902, n. 72, è 
abrogato. 

Ordiniamo che il pres(>nte decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella rac(5olta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d' Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di ffcirlo osservare. 

Dato a Racconìgi, addi 21 luglio 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



SegìitraU' alla CorU dei conti addi 7 ottobre 1904. 
lUy. 19. AiH del Governo a /. 20. F. MjnzETTL 
LuoffG del Sigillo, V. D OoardasìgiUi RONCHETTI. 



L. Ldzzatti. 

Rava. 

Oiolittl 



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LIG6I I BfCRXTI DXL UGNO f'iTlLU - ÌÌ€4 4333 



NUOVO REGOLAMENTO 

j^v Tappi icazione delia legge 7 luglio IdOl, u. 334, 
. sui provvedimenti relativi ad alcunir operazioni di 
credito agrario 



Operazioni della cassa di risparmio del banco di Napoli, 
istituti intermedi. 

Art. 1. 
Gli impieghi in operazioni di credito agrario, autorizzati 
per la cassa di risparmio del banco di Napoli dalla legge 
7 luglio 1901, possono essere fatti nell'uno o Dell'altro dei 
due modi seguenti: 

a) Accettazione allo sconto di cambiali emesse da agri- 
coltori e cedute dagli istituti specificati nell'art. 2; * 

b) Accettazione allo sconto di cambiali emesse diretta- 
mente dagli istituti, indicati alle lettere a), 6), e), d), e)y f) 
dell'art. 2, sia per procurarsi i mezzi di procedere ad ac- 
quisti, in base alle commissioni ricevute, di cose utili alla 
conduzione agraria, sia per fare anticipazioni ai richiedenti 
in caso di vendite collettive dei loro prodotti agrari. 

Art. 2. 
La cassa di risparmio del banco di Napoli può fare tali 
impieghi a mezzo delle sue filiali di Aquila, Avellino, Bari, 
Benevento, Cagliari, Campobasso, Caserta, Catanzaro, Chieti, 
Oosenza, foggia, Lecce, Napoli, Potenza, Reggio Calabria, 
Salerno, Sassari e Teramo, con gl'istituti seguenti costi- 
tuiti nella zona d'azione di una delle dette filiali: 

a) Consorzi agrari legalmente costituiti; 

h) Comizi agrari i quali esercitino le funzioni di con- 
sorzi; 

e) Casse agrarie o rurali, sia istituite da enti morali. 



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sia da società di private persone, nella forma cooperativar 
a responsabilità illimitata; 

d) Casse di prestanze agrarie; 

e) Società di mutuo soccorso legalmente riconosciute; 

f) Monti di soccorso della Sardegna; 

g) Banche popolari, casse agrarie o rurali a respon- 
sabilità limitata, società di credito agrario legalmente co- 
stituite e casse di risparmio che facciano operazioni di cre- 
dito agrario, a forma della legge 7 luglio 1901, n. 334, e 
del presente regolamento, in armonia colle disposizioni del 
titolo I della legge 23 gennaio 1887, n. 4276 (serie 3*), e 
del relativo regolamento approvato con regio decreto 8 gen- 
naio 1888, n. 8166 (serie 3*), articoli 1, 2 e 4, 

Operazioni degli istituti intermedi e inorme relative. 

Art. 8. 

Gli istituti di cui air articolo precedente, per ottenere il 
risconto del proprio portafoglio agricolo dalla cassa di ri- 
sparmio del banco di Napoli, debbono concedere prestiti,, 
sia in natura, sia in denaro, per uno o più dei seguenti 
seppi: 

y Per le operazioni che godono del privilegio stabi- 
lito dagli articoli 1958, n. 5, e 1960 codice civile, daU'w- 
ticolo 7 della legge 23 gennaio 1887, n. 4276 (serie 3*), 
e dall'art. 5 della legge 7 luglio 1901, n. 334, e cioè: 

a) per la raccolta; 

b) per la coltivazione ; 
e) per le sementi; 

d) per i concimi; 

e) per le materie anticrittogamiche ; 

2^ Per le operazioni che godono del privilegio a mente 
degli articoli 1 e 11 della citata legge 23 gennaio 1887, e 
cioè: per dotare i fondi dì scorte vive o morte, di mac- 
chine ed attrezzi rurali, di arnesi coi quali manipolare e 
conservare i prodotti agricoli e di quanto altro possa occor- 
rere all'esercizio dell'agricoltura; 



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USGGI S DICBIXi ML KKGNO H'ilÀLlA - 1904 4335 

3^ per le somministrazioni di vitto ai coloni in dipen- 
denza del contratto di masseria, mezzadria o colonia par- 
ziaria, e per la somministrazione in conto mercede del vitto 
nella stagione morta agli operai adibiti nei lavori di con- 
duzione del fondo. 

Gl'istituti che effettuano prestiti in natura devono con- 
trollare la qualità dei generi somministrati per genuinità 
e per titolo. 

Essi idevooao anche pubblicare a tergo delle situazioni men- 
sili dei conti i psezzi di acquisto e quelli di vendita fatti 
durante Tesercizio contemplato dal rendiconto. 

Art. 4. 
Nella concessione dei fidi sarà data la preferenza a quelle 
istituzioni che abbiano carattere e fini esclusivamente agrari : 
che facciano prevalentemente prestiti in natura, segnata- 
mente per gli scopi di cui al n. 1^ dell'articolo precedente, 
e in ìstrumenti utili alla coltura; che concedendo prestiti 
anche ai non soci, facciano partecipare anche questi ai be- 
nefizi dell'azienda, afBnchè, con gli accreditamenti di tali 
benefizi, divengano in seguito di tempo soci efifettivi essi 
pure; e che si propongano una o più delle seguenti altre 
operazioni: 

a) Acquistare per conto proprio o di terzi, per fame 
distribuzione ai soci ed agli agricoltori in genere, semi, con- 
cimi, sostanze anticrittogamiche, curative o insetticide, merci, 
prodotti, bestiame, macchine, attrezzi ; 

h) Vendere per conto proprio o di terzi, i prodotti 
agrari degli agricoltori locali, aprendo anche appositi ma- 
gazzini propri di deposito e spaccio, o trasportando i pro- 
dotti stessi in magazisìni comuni ; 

e) Fare anticipazioni contro deposito di determinati 
prodotti agricoli di facile conservazione, trasportando i pro- 
dotti stessi in magazzini comuni; 

d) Partecipare con altre società, o con privati, al com- 
mercio per la vendita ed esportazione all'estero, dei pro- 
potti agrari dei soci o degli agricoltori della zona in cui 
si opera; 



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4336 iSGai e dioriti del regno b'italià - 1904 

e) Fare saggi, analisi ed esperimenti ; diffondere Tuso 
razionale dei concimi ; promuovere, agevolare e tutelare in 
qualsiasi guisa gl'interessi agricoli locali, con cattedre am- 
bulanti, scuole pratiche e speciali d'agricoltura, conferenze, 
pubblicazioni, biblioteche circolanti, ecc. 

Art. 5. 
I prestiti agrari che si fanno dalle istituzioni di cui al- 
l'art. 2, per poter essere ceduti alla cassa di risparmio del 
banco di Napoli, debbono risultare concessi esclusivamente 
a favore delle seguenti persone : 

1^ Proprietari dì terreni coltivati che conducano di- 
rettamente i propri fondi ; 

2^ Enfiteuti; 

3** Mezzaiuoli o coloni parziari; 

4"* Affittuari di fondi rustici, che non abbiano subaf- 
fittato. 

I fondi, a vantaggio dei quali è chiesto il prestito, deb- 
bono esser posti nel perimetro della zona o del territorio 
in cui svolge la propria azione l'istituto richiesto della 
sovvenzione. 

Art. 6. 
Per ottenere un prestito occorre farne espressa domanda, 
nella quale deve indicarsi : 

il nome, cognome, paternità e domicilio eletto dal ri- 
chiedente ; 

la sua qualità, e cioè se proprietario, enflteuta, mez- 
zaiuolo o colono parziario, o affittuario; 

la specie, la quantità e la qualità dei generi, o l'am- 
montare in contanti del prestito desiderato; 

l'uso destinazione del prestito; 

il tempo della restituzione ; 

la descrizione sommaria dei fondi pei quali occorre il 
prestito, e che il richiedente ha in proprietà, in enfiteusi, 
in colonia od in affitto; 

il nome, cognome, paternità, condizione e domicilio 
del garante, quando sia richiesto. 



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uggì I MCKITI MHL uguo i*itax.ia • 1904 433T 

Art. 7. 

Per i prestiti cTie, a rorma dell'art. S, nn. 1 e 3, sono 
5orrettÌ dal privilegio legale, non occorre atto costitutivo 
(fi privilegio, nò iscrizioiie, 

A guarentigia dei pnstiti chiesti per nno degTi scopi in- 
dicati nel n. 2 del predetto art. 3, è in facoltà deTF itjtituto 
sovventore di chiedere la ccs+ituTione in suo favore del pri- 
Tilegio speciale, creato dalla legge tS gei?naio j887,n. 4876. 

Quando per i prestiti, di cui al paragrafo precedente, si 
voglia costìtuìre fi privflegfo sjieciale, nella domanda sa- 
ranno specitìcatiiinente dichiarate: le cose su cui vuoisi 
costituire fi privilegio, descrivpndolr, indicandone fi valore 
venale e distinguendo la parte padronale da!Ia colonica. ; ì 
fabbricati nei qTiali si trovaTJO le cose su cui si oflfre 11 
p r ivi legio; il fondo da crn provengono, od a cui servono 
le cose stesse; se esse apparterigoro in tutto od in parte 
al richiedente; se esistono topra dì esse cessioni, pegni o 
sequestri. 

Ove ne venga fat+a richìes1;a dafl* istituto sovventore, alla 
domanda dovrà pure unirsi dichiflrairfone di un perito ru- 
nde, di ftdnria dello stesso sov^^entore, attestante resistenza 
ed il valore venale dei frutti delle derrate, delle scorte 
vive e morte, o degli altri oggetti sui quaTi il privilegio 
dovrà costituirsi. 

Il perito, nel caso sopra rlrtto, deve pure certificare la 
qa^iiitità approssimativa dei generi e del denaro iieces5ario 
aUo scopo per cui il prestito vien domaBdato. 

La qualità del perito regolarmente autorizzato e la di lui 
firma, devono essere certificate dal sindaco del luogo mercè 
aypo^ito « risto » sulla dichiarazione 

Dov^ non esiste un perito, si potrà ricorrere all'opera 
dei periti di comuni limitrafl, o a dìchiaranoce scritta di 
persone ìberìtevoli di fiducia, nominate dall'istituto sov- 
ventore. 

Art. 8. 

Qualora a garanzia del prestito, di e i al primo capo- 
verso dell'articolo precedente, voglia costituirsi il privilegio 

272 - VoL. V. - 1904. 

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4338 Lxcitii K ìkckktx mx ftunt «'ziìlu - ISM 

speciale ed il prestito sia chiesto da un proprietario, questi, 
uell'avanzare la domanda, deve esibire le quietanze al cor- 
rente delle imposte prediali e dei canoni e pesi relativi al 
fondo, e quando la provenienza del fondo sia ereditaria, nel 
triennio dalla apertura della successione, la quietanza della 
tassa relativa. 

Trattandosi di enfiteuta, egli, oltre a dare la dimostra- 
zione di cui al capoverso precedente, deve giustificare di 
essere al corrente col pagamento del canone* 

L'istituto sovventore, quando ritenesse insufficienti le in- 
formazioni possedute, o quelle che potrà assumere, ha fa- 
coltà di esìgere dal proprietario o daU'enfiteuta richiedente 
il prestito^ una sommaria dimostrazione del dominio e pos- 
sesso del fondo e la libertà ipotecaria del medesimo, ovvero 
l'adesione dei creditori iscritti anteriormente, con la rinuncia 
all'immobilizzazione dei frutti. 

Se, finalmente, il prestito è chiesto da un mezzaiuolo, da 
un colono parziario, o da un affittuario, essi debbono di- 
mostrare di essere i coltivatori del fondo e di non avere 
pendenze verso il proprietario; altrimenti occorre l'inter- 
vento del proprietario che volontariamente ed espressamente 
cede a favore del mutuante il proprio turno nell'ordine dei 
privilegi, in modo che il medesimo possa con preferenza 
essere soddisfatto. 

Il mezzaiuolo, il colono o Taffittuario, debbono inoltre 
dimostrare che il proprietario trovasi in corrente col pa- 
gamento delle imposte. 

Art. 9. 

Agli effetti del privilegio, di cui al predetto n. 2 del- 
l'art. 3, il mezzadro e il colono parziario debbono eziandio 
dichiarare se hanno fornito, e per quale valore, il bestiame 
occorrente per coltivare e concimare il fondo, il capitale 
dell'invernata e gì' {strumenti necessari alla coltivazione, a 
norma dell'art. 1655 del codice civile, e se sono, oppur no, 
di loro proprietà. 



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LIMI I McuTi ma. nam ì*itìuì; * nu 4339 

Art. 10. 

Gl'istituti intermedi debbono inscrivere le domande di 
prestito in apposito registro, a misura che vengono pre- 
sentate. 

Le deliberazioni eh' essi prenderanno debbono essere mo- 
tivate e trascritte in apposito libro di verbali, e la conta- 
bilità ed i registri ausiliari per tali operazioni dovranno 
essere tenuti a parte, in modo da rendere agevole e chiaro 
ogni possibile controllo. 

Art. 11. 

Fra le domande per prestiti in natura, a forma dell'ar- 
tioolo 4, saranno preferite quelle avanzate dai soci, o nelle 
quali questi siano proposti come garanti, ed in generale le 
domande per fidi minori e che offrano maggiori garanzie. 

Art. 12. 

É ammesso il crocesegno del debitore che dichiari non 
saper scrivere, o elìe per causa fisica non possa firmare, 
per gli atti, nei limiti e con le formalità prescritte dall'ar- 
tìcolo 16 della legge 23 gennaio 1887, n. 4276 (serie 3*), 
soltanto se trattisi della persona del mutuatario. 

Il mutuante può esigere che la firma del debitore prin- 
cipale e quella dell'avallante, quando vi concorra, apposte 
alle cambiali, siano autenticate da pubblico notaio. 

Art. IS. 

Per le operazioni di cui al n. 2 dell'art. 3, oltre ai do- 
cumenti ed alle dimostrazioni indicate negli articoli prece- 
denti, dovrauno prodursi tutte quelle altre giustificazioni 
che l'istituto sovventore potrà stimare necessarie. 

L'istituto sovventore potrà poi chiedere per tutte le ope- 
razioni che compie il parere dei titolari delle cattedre am- 
bulanti, dei direttori delle scuole pratiche o speciali di 
agricoltura, del comizio agrario, e di altri istituzioni intese 
^ miglioramento dell'agricoltura, sulla convenienza ed uti- 
lità del prestito e sulla misura di esso, sia che trattisi di 
prestito in natura, sia di prestito in denaro. 



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Art. i4. 

DalibwiAa l'anwtMidtte dei prastito, m la eonoemoie di 
eMo dà luogo a {krìwìlogto kgate ai ierman dell'art S, uà- 
meri 1 e 3, anche se trattasi di prestito di cui id a* 2 
doU'M*tìooio «keno, ^e ]^ il optale non voglia pattnim il 
pnvilegk^ convasnonale i'agrùsaltcKre mntoatar» rilaeoarà a 
lavoro dell' istìteto sovventore «ma o prh cambiali ia ri- 
apaikdeBza 4ttta AMiiiapi e liei fnzn jiHte nutterie e dPgfi 
oggetti ricevuti in prestito. 

Qualora la scadenza di quejste cambiali non coincida con 
(loeUa daUe aovveaàoai ò in iaoottà deiragrioottom vatua- 
i§tti» di fiaaa^aik, purché in ogni caao mom m eecaAa 1 
Utnito Attato par la durata dei preatiio. 

Se ìfiLveee a |gaa]nmiigia del prestito rivolto ad ano o ^h 
degli scopi dì cui al n. 2 dell'art, 3 voglia costituirsi un 
diritto di prelazione, si aficfiverrà alla stipulazione dell'atto 
costitutivo di privilegio ai sensi e nei modi e forme pre- 
tcitfctì dal titolo 1 della legge 23 gennaio 1887, n. 4276 
(serie 3^, e del relativo regolamento approvato con regio 
decreto S gennaio 1888, n. 5 166 (serie y), artìcoli 1,2 e 4. 

Art 15, 
U detto atto deve inoltre conteiQfre : 

r Timpano d'applioare le materie, o di arcigare le 
somme prese in pre«^tito, esclusivamente per lo scopo agri- 
colo indicato nella doman*»; 

ff" P«at*ft « «hìara determiMizione di tale scopo, con 
ei^jrwsa fi*crttà ai mittaaiite, iftd ai tersi possessori, pBT gi- 
i%ta d^te tMnbiéi/ll eiwesse in wrrispondeaza dei prestito, 
di verificare « «todacar© m qtralsiasì tempo l'esecuzione del- 
f impiego «rsOTHto; 

y la cessione a favore delT istituto sovventore delle 
Éwmffl» ^v^ntuataMHte dflmrte, in raso d'infortuni, degii as- 
«teHmtori *e!le cose costrtutte in privilegio ; 

Jp ^' ob%liftó del garairte, av^fllante deWe camttali ; 

S* il divieta al mutuatario di rsrccogTìere ì frutti pen- 
denti, senza dati» preventivo avviso al mtrtuante, mercè 



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lettera a cartolina raccomandata con rìcevutau di ritorno^ 
quando i detti frutti costituiti in privilegio venissaro a ma* 
turità prima della scadenza del contratto; 

6"" il diritto nel mutuante di esigere, ae jwìì crede di- 
versamente, che alla raccolta dei frutti, dì cui al numera 
precedente, as;^ta un proprio delegato^ e che i frutti srf;essi 
vengaiu) depositati in apponiti magazzini, a. rischio e perir- 
colo del debitore, sino alla loro vendita, o sksko al rimborso 
del credito, e di prendere tutti quei provvedimenti che val- 
gano ad assicurarlo del mantenimento del privilegio, o del- 
l' iHBme^to rimborso del credito ; 

7* Tobbligo di avvisare T istituto soyveirtore dell'eveiì- 
tiiaift «irrogazione del bestiame acquistato' con altro bestiame 
etjumtlente dorante il perìodo del prestito ; 

8^ il patto della risoluzione drf contratto con Timme^ 
diata reetituzioi^ deRa somma pr«sa in prestito: 

a) qualora risultasse olie alle somme mutnalJe o né 
altre materie somministrate, non fu data la desftihazione 
convenuta ; 

6> qn«iora >( debitore non esibisse, m qnftteiaad ri- 
clriesta dei mutuante o dei terzi posisessori (ielle cambiaE, le 
mecmmypè yic5e¥ote di imposte, ea»oni, cMisi, premi d'assi- 
curazione od estagli pagati ; 

e) i)er q^aisiaat nitro ease d' inatfempiena» degli ob- 
M%lii M.wnti. 

Stipulato Tatto di cuf airart. 14, si procederà alla si» 
regi*tarafio«e ed alP immediata iscrirfofte (fef pririNigre a 
fewaa dfeirart. 3 deRa legge' 23 gennaio IMT, ri! 4276 
^wi» 3*). 

L# ncFtB d^Mcriiione ed,i ré4a'*!vl certlfleatJ sono sertttl 
Bu carta libera, ai termini dell'art. 27, n. 80, del teslo 
«de» éeHe leggi mìS» tasse di' bollo 4 lugSo 1887, nu- 
«wo 4Ì4. 

In corrtifjoBrdeÉwa delle semme e#e*tÌTamewte anticipale, 
^ éèl vatwe dlslfe ttutsrie sommwistrttte, aamme eenten^- 
poraneamente emesse, a fir^^ore deR' istitoto sorrsutere, cna 



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4342 LEGGI I DKRKTI DEL BEGMO i'iTALU • 1984 

più cambiali^ secondo il convenuto, accettate dal mutua- 
tario e avallate, quando ne sia il caso, dal fideiussore 
prescelto. 

Nella cambiale dovrà sempre farsi cenno del riferimento 
alla data certa dell'atto di costituzione del privilegio. 

La scadenza primitiva delle cambiali o di quelle poste- 
riori, in caso di rinnovazioni, non dovrà eccedere il limite 
fissato alla durata del contratto. 

Art. 17. 
Quando il prestito venga concesso ad un proprietario, o 
ad un enfiteuta coltivatore, essi, prima del ritiro delle 
somme ovvero delle coae ed oggetti prestati, debbono, se 
r istituto sovventore ne faccia richiesta, esibire i certifi- 
cati negativi delle trascrizioni ipotecarie e delle inscrizioni 
agrarie, i quali devono giungere fino al giorno inclusivo 
della presa inscrizione del privilegio a favore dell' istituto 
medesimo. 

Art. 18. 

I prestiti agrari, che sono autorizzati a fare gl'istituti 
di CUI all'art ?, per poter essere ceduti alla cassa di ri- 
sparmio del banco di Napoli, debbono risultare concessi en- 
tro determinati limiti. 

Per ciascun prestito e in relazione a ciascun fondo e a 
ciascuno degli scopi indicati all'art 3, nn. 1 e 3, il limite 
massimo della somma non potrà superare le lire 1,000, e 
la durata non potrà essere maggiore di un anno. 

É fatta eccezione per i prestiti occorrenti per dotare i 
fondi di bestiame grosso o di macchine, per i quali i detti 
limiti sono estesi : per i primi fino a lire duemila, e per 
i secondi fino a lire tremila, gli uni e gli altri per la du- 
rata di tre anni. 

II direttore del banco di Napoli ha facoltà di consentire 
che siano concessi prestiti per una somma superiore alle 
Ure 1,000 ma che non ecceda le lire 5,000, sia a favore 
di determinate persone, sia per tutta una zona agraria nella 
quale abbia prevalenza la grande coltura. 



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uggì I nCUTI BIL RBGMO i'iTAUÀ - 1M4 4343 

Nei riguardi dei prestiti per acquisto' di bestiame da la 
voro, i bollettini di acquisto di cui agli articoli 4 e se- 
guenti del regolamento per la repressione dell'abigeato in 
Sardegna (14 luglio 1898, n. 404) possono essere sotto- 
posti a vincolo a favore dell' istituto sovventore II vincolo 
sarà annotato dal segretario comunale su semplice richie- 
sta deir istituto, anche nel bollettino madre, e deve rima 
nervi fino a quando V istituto non abbia dichiarata la to- 
tale estinzione del debito da parte del mutuatario. 

Art. 19. 

I prestiti debbono essere regolati in modo che le sov- 
venzioni fotte per una determinata coltura, siano restitui- 
bili all'epoca del relativo raccolto 

or istituti sovventori, a loro prudenza e secondo i casi, 
possono contrattualmente stabilire un breve termine poste- 
riore, allo scopo d' impedire che il prezzo di vendita del 
prodotto subisca rinvilio sul mercato. 

Però l'intera durata del prestito non dovrà mai ecce- 
dere l'anno di tempo, di cui all'articolo precedente, sJvo 
per le colture biennali per le quali potrà consentirsi la re- 
stituzione del prestito nell'anno in cui si verifica il raccolto. 
Al termine stabilito il prestito stesso dovrà essere interar- 
mente liquidato. 

Art. 20. 

La misura del prestito da assegnarsi a ciascun fondo per 
uno o più degli scopi indicati all'art. 3, deve essere in ra- 
gione dell'effettivo fabbisogno, osservati i limiti di cui al- 
l'art. 18. 

Art. 21 - • 

Al mutuatario deve essere lasciata la facoltà di ritirare 
le materie, o la somma corrispondente al prestito conces- 
sogli, tanto in una sola volta, quanto a varie riprese, se- 
condo che il bisogno e la natura del prestito richiedono ; 
ed ugualmente di versare in conto delle relative cambiali 
da scadere le somme che avesse disponibili, purché non in- 
feriori al decimo del debito originario. 

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In tali easi deve essergli apeirto dall'eate Bevvejitore un 
cauto corrente^ ad iateresse r^iproco, la oui ragione mrà 
pari a %ikell«ii fissata dall'ente medesicao {^ prestiti agrarL 

Ove però trattiai di presèiio nos sorrette da privilegio- la- 
gài^r ^^ A {{guarentigia del quale siasi chiesto daJl'ente sav- 
v^ntore la oo&lituzione d^ privilegio convenzioD&le, in. t«2 
caae^ l'apertura dal conto corrente dovrà risultare dall'atto 
aoritto di eui agli aj^tìcoU L4 ultinio Od^verao e 15. 

Art. ti. 

Sui prestiti agrari gV iatìtuti preleveranno antìcipata- 
mante, per tutta la durata del yreatito^ un interesse in ra- 
gione d'anno, nellai misura che sarà fissata dak direttore 
generale dfl banco di Napoli^ tenuto conto delle condiziooi 
locali ; ma in nessun caso Toni^re ceonplassivo potrà essere 
superiore al sei per cento. 

Ari. 2a. 

É vir^tato agi' istituti^ cha eaercitaao' il credi;to agraiio^ 
ìxt conformità Aelk^ leg^ e del priiseiito riegolameatos di 
tare openasioni di presìbìti ooi meoibri della propria ammk- 
nistra^ieiift, O; coi pro#ri iBspie^ati^ e ca4 purordiaccottase 
ravaUa diÀ Baeéftumà, <à di persone ehe già abhiano un pire- 
psi^ mutuo in ù^vm^ 

11 divieto non è esteso ai m(3mb'*i dei consigiL ^ moaùr 
nistrazione delle associazioni éi responsabilità illimitata, i 
quali possono coniimcre prestiti ed obbligacai asbclia verso 
L'Msoeiaidoèie euL aj^artyiiteoiao^ oao&rvail i limiii ÒL cui ag^ 
articoli 18 o 26. 

Non possono essere concessi prestiti a chi si aia i«sa 
morofo nei pagamenti di mutai precedenti, o abbia avuto 
lite col mutuaote^ per inadampieiua dei patti, oontcattuali. 

Svclgimaolo daile operazioni agrarie presso la cassa di riaparmio 
del banco di Na^oG. 

Per esatro- anHMHt al riftoooik} preaad.lacaasadi riepap- 
mio del banco di Napoli^ W iatitttfsioai due OMfoitano ilare- 



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UKGI S »SCfi£X2 tKL BKGKO »'lZAUl • UÉU 4345 

dito agrario, debbono rivolgere apposita domanda di fido 
al rappresenUyate la filiale dei banco» nella cui circoacri- 
2ix>ne provinciale ess9 operano. 

Le doAiande debbono e^nere corredate di un esamplara 
deUo statato e- dal regolamento intemo, e di un estrAtto. 
della aitu»2Ìone» a data corrente^ didi conti dell' ijatìiuto cìà» 
ia la ricliieeta. 

£sse debbano inoltre contenere, per espressa dichiarar- 
zione, l'obbligo di sottostare alle disposizioni del pressata 
regolamento e di comunicare tanto alla filiale del banco di 
Napoli, quanta aUa direzione j^eaeraie dedl haxuio stesso, i 
prospetti mensili deUe operazioni compiute^ con le corri- 
spon'lenti situ&zioAi,. nonché i rendiconti annuali. Il btaao^ 
ha facoltà di esercitare, in qu^JsìvogUa modo e tempo^ il 
più esteso sindacato sulle operazioni agrarie del richie* 
dente. 

Art. «5. 

Per Is concessione del fido, le domande, insieme con i 
relativi documenti, <?cbbono essere, dai direttori delle ffifali 
del banco, sottoposte all'esam^^ delle locali commissioni di 
scouto^ alle quali essi debbono comunicare altresì tntte 
quella informazioni che, nel modo più ampio e scrupoloso, 
avranno in precedenza assunto intorno air istituto richie- 
dente. 

Art 26u 

Inffpendenteiftewfce dfftll« vahitazìone dnffe cowfiwoBii eeo- 
noHiwhe di cìmcuh istituto richiedente, da fersr dì volt» in 
^Ita, lii wmmìs^one di sconto formerà nn castagnette óci 
tWì, rivedibile almeno tma volt* dAVtmno. 

Trattandosi di assocìaricnì df proprietarri, a r« sponsebi- 
lità ilKmitftta, la commiwioBe di scoirte, a*abnit« 1» ci<ra 
del valere patrirnoniale éK ctasctm associato, determina fl 
fido collettivo ddrewfcociorione, portandolo wm oltre la nwtfc 
del totale risultante dalle addiirione delle singole valuta- 
latTOi. 



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43 46 LMGI S •KUm ML tMMO i^RALU ** ìSOé 

Art, 27. 

La commissione, quando lo reputi opportuno, può chie- 
dere che la concessione d'un fido sia subordinata ad una 
garanzia : o personale, da prestarsi in solido da tutti, o solo 
da alcuni dei consiglieri d'amministrazione dell' istituto che 
ha presentato la domanda, od anche da una o più persone 
estranee air amministrazione ; ovvero reale, in tìtoli emessi 
garantiti dallo Stato, da prestarsi dall' istituto che ha pre- 
sentato la domanda. 

Art. 28. 

Le deliberazioni della commissione di sconto saranno tra- 
scritte su apposito libro di verbali, separato e distìnto da 
quelli in uso per le ordinarie operazioni di sconto del banco 
di Napoli. 

Art, 29. 

Per Tammissione allo sconto delle cambiali agrarie è ne- 
cessario che le medesime siano accompagnate dalla domanda, 
dalla quale risulti la causale del prestito e l'impegno del- 
l'applicazione agraria dì esso, e dai documenti prodotti dal- 
l'accettante a corredo della domanda, atti a dimostrare la 
qualità e condizione dell'accettante stesso. 

Quando il prestito risulti chiesto per uno degli scopi di 
cui al n. 2 dell'art. 3, o sia stato pattuito privilegio con- 
venzionale, alla domanda si uniscono: il contratto costitu- 
tivo di privilegio, i documenti prodotti dall'accettante a cor- 
redo della domanda stessa, ed il certificato del conservatore 
delle ipoteche attestante l'avvenuta inscrizione del privilegio. 

Quando vi sia l'assicurazione delle cose date in privilegio, 
dovrà pure unirsi la notifica all'assicuratore della cessione 
fatta a favore del mutuante delle somme eventualmente do- 
vute per danni, da esso assicuratore. 

I direttori delle filiali e le commissioni di sconto potranno 
inoltre chiedere, prima dell'ammissione delle cambiali, qual- 
siasi altra notizia o documento attinente al prestito. 

Art. 30. 

Oltre al risconto delle cambiali agrarie, girate da istituti 
intermedi, la cassa di risparmio del banco può anche scon- 



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LBGfiI I MBCHTI ML UGNO t*2TAUA • 1M4 4347 

tare cambiali emesse direttamente da consorzi agrari, o da 
comizi funzionanti da consorzi, da casse agrarie e rurali, 
da casse di prestanze agrarie, da società di mutuo soccorso 
legalmente riconosciute e da monti di soccorso della Sar- 
degna, quando tali cambiali siano emesse per procurarsi i 
mezzi di procedere agli acquisti dì cose utili alla condu- 
zione agraria commesse dagli agricoltori del luogo, o per 
fare anticipi ai medesimi pel servizio delle vendite collet- 
tive dei loro prodotti agrari trasportati nei magazzini co- 
muni. 

Art 31. 

Per tali sconti deve essere accertato se l'atto costitutivo 
dell'istituto richiedente consente remissione di cambiali di- 
rette, e, ove trattisi di società a responsabilità limitata, se 
ed in quale misura gli associati possano obbligarsi e siano 
responsabili per le obbligazioni assunte dalla società. 

Però la commissione di sconto per l'ammissione di cam- 
biali dirette, aventi lo scopo indicato nell'articolo prece- 
dente, può sempre chiedere la garanzia supplementare, per- 
sonale reale, di cui è parola nell'art. 27. 

Art. 32. 

Trattandosi di anticipazioni per acquisti, gli istituti, di cui 
alla lettera h dell'art. 1, debbono promuovere in tempo 
utile le domande; raggrupparle e, sul prezzo dì mercato 
delle sostanze o materie richieste, stabilire la somma da do- 
mandare in prestito alla cassa di risparmio del banco, alla 
quale trasmetteranno, con la cambiale, un elenco delle do- 
mande, con le rispettive quantità e prezzi unitari delle merci 
da acquistare. 

Quando per circostanze eccezionali l'istituto intermedio 
non possa dare Telenco preventivo delle domande, esso può 
ottenere dalla cassa di risparmio del banco di Napoli lo 
sconto diretto di cambiali sull'esibizione dei contratti di 
acquisto o delle relative fatture. 

L'istituto intermediario deve, prima della scadenza delle 
cambiali, presentare alla cassa di risparmio predetta il pro- 



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4348 UMM&i & Mcuri uu ksgiìo »*itau4 - 1M4 

spetto della vendita coirmdicazioiie dei pirezzi e del nomfi 
degli acquirenti o con la diclaarazione che nes&ujOLO di es^ 
uà faccia riveudiia. 

Axt. 33. 

I Mi che la comjQUj»siom di scoato^ senapipe che sussistano 
Ifì garan^ volute, possono co^cedlere pel servizio degli 
acquisti collettivi, non debbono superare rajBMnjQjxtaro, a 
valore corrente, delle materie commissionate, depurato dall» 
somme depositate dagli stessi soci all'atta della o^mmission^ 

Le cambiali, emesse in dipendenza di tali fidi, non pos- 
sono avere una j^cadenza superiore a tre mesi e non sono 
rinnovabili. 

Pos84MQa alla scadem^a essere sostLtmite dalla cambiali cbs 
gli acquirenti avranno rilasciate agli esiti sovventori. 

Art, 34. 

Pel servizio (ielle TWitfite cdffe*:tive dei prt)dottf agrari 
degli agricoltori^ le anticipazioni, sotto iorma cambiaria, 
che può fare la cassa di risparmio del banco agii i«titQfti 
indicati nell'ari 30, non debberò aup**rare i tre quinti <i^ 
valore dei prodotti eflfettìvamente trasportati nei maga^iri 
degli istituti stessi o nei magazzini generali. 
i"^ A garsneia di quMta o^erazioaa„ Ijk cassa di risp^^mio 
djBl baneo può chiedere, oltre la firma dei rappreaentanti 
il coasorzao o il comizio, la costituzjo&e in peg^ dea pro- 
dotti immagazzinati, la cessano dei titoli di deposito presso 
1 magazzini generali o la cesMone dei titoli di debito ptf 
acquisti tatti dai terzi. 

Art 35. 

Le cambiali scontate pel servizio delle vendite collattiva, 
non poaso'^a avoro una scadenza superiore si sei m^i; 
po/^so£u> Jn seguito decurtsrs^. ma dovranno assere totalr 
mente estinte, decorsa un aimo dalla data delia prima (Mk 
cessktte. 

Art a&. 

Prima della scadenza delW cambiali, 1» filisli dal banco 
accetteranno versamenti ìa ooote, purchà non kifsdori a1 



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venivi 1 9«^ni otL «mmo t^iriLu - lf94 4349 

decimo defia somma infltcata dalle rrspettive cambiali, fatti 
sia tlirettam€«te <iagii accettanti, m% dagli istituti oetlenti 
per corrto degli accettanti, accreditandoli agTistituti stes« 
in speciali conti correnti frottìieri d^rateresse Alla ragione 
srtabiJita per gR sconti agrari. 

Art. 37. 
Per rammìssione allo sconto defle cambiali agrarie, per 
lo svolgimearto dtìle relative opera^foni interne, per la re- 
.^ponsabilita, del personale chiamata ad adempierle, sono ap- 
plicate le disposizioni stabilite», per le ordinarie oper az io n i d! 
sconto del banco, dal regolamento generale del banco stessn^ 
in guanto non siano contrarie al presente regolamento- 



Modi e forme di vigilanza della cassa dì risparmio dd 
«ugtt fiMuti iÉtamarfL 

Art, US. 

Ln cassa dì rwpftrmk) dei Iwnwo di NupoH esercita, p«r^ 
mezzo delle dipendenze del banco stesso, la vigtlai^ft sngS 
istituti da essa sovvenuti, aia mediante esame degli statuii 
e regolamenti, sìa mediante comunicazione da parte di es>si 
dei prospetti mensili della ©perwzioni compiute, delle situa- 
2Jrrmi del colerti ^e dei rendiconti aminali, s» medtante ispe- 
Moni. 

E^a ha fa^^-oltà: 

fR controHare Y aaione ^cmiewaico-flnan^ròria e Te- 
Batta applicazione dtjBe ìe^ì^ 4rgli statuti « de* reg^K 
lamenti, airehe per »oo*n*fcape se, mil/è, prwtic» ©spHeazriioiie 
«tei loro opdtnameflrtl, gli wtitift* «otvmmwU wm w (tìsoMttTW- 
èaHe Tìspe<1fve norme ?^atn^»rw -e regi&l«fme»taTi ; 

di TPrrReane Tfjtso tatto flel fonfto evwatnalmente asse- 
gwito alle tjperarioni di credito agrario, con speeSate riguardo^ 
alle anticipazioni dirett^^ da esa>i concesse agli istituti iga— 
dicati n.'Urart, 30^ «e la wm, equ* distribuzione, accertando 
se venne data la prefereiua $He domande pei prestiti di 
Otti -al n, 1 datrart 3, a ^quelle in Jialurfit, spigliatamente in 
strumenti e cnaterXe utili alla coltura, i\ in generale, all^ 
domande per prestiti di minoro importanza; 



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435U LICKÌl K DJSCUCXl OSL BIGNO t'iTALU - lite 

di verificare il conto dei profìtti e delle perdite e la 
conseguente assegnazione alla riserva; la integrità e la con- 
sistenza dell'investimento della medesima; la giusta appli- 
cazione degli interessi; il pre;^zo di rivendita dei generi 
acquistati per conto dei committenti, ai termini dell'artì- 
colo 32, assicurandosi cosi che nell'elevatezza dì esso non 
venga mascherata una più alta misura d'interesse. 

Potrà anche direttamente accertarsi, o invigilare a che 
le sovvenzioni fatte dagl'istituti intermedi, abbiano la de- 
stinazione agricola convenuta, avvalendosi all'uopo di suoi 
speciali delegati. 

Art. 39. 

I risultati delle ispezioni debbono comunicarsi all'istituto 
ispezionato. 

Riscontrandosi violazione di legge, di regolamenti o di 
statuti, la direzione generale del banco ne darà notizia al 
MÌDÌstero di agricoltura, industria e commercio e al Mini- 
stero del tesoro. 

Obblighi e responsabilità degli istituti intermedi. 

Art. 40. 
La cessione alla cassa di risparmio del banco delie cam- 
biali agrarie, non esime gli istituti cedenti dall'obbligo di 
vegliare, durante il corso del prestito, a che il mutuatario 
non diminuisca in alcun modo le garanzie contrattuali; di 
chiedere allo stesso mutuatario l'esibizione delle successive 
ricevute di tasse, canoni, censi, premi di assicurazione ed 
estagli, e di comunicare alla dipendenza del banco, con la 
quale sia stata fatta l'operazione, tutte le inadempienze che 
si possano verificare da parte del debitore, e tutti i fatti o 
le circostanze che possano modificare la integrità delle ga- 
ranzie prestate. 

Disposizioni temporanee. 
Art. 41. 
Ferma rimanendo la proporzione stabilita dall'art. 1 della 
^^Sg^9 1& somma^che la^cassa di risparmio del banco di 



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LSGfiI B DfCMrri Mt IMMO B'iTAUA ** IMMl 4351 

Napoli impiegherà gradatamente in operazioni di credito 
agrario^ nel primo biennio di esercizio, non dovrà oltrepas- 
sare i 6 milioni. 

Alla fine di ciascun anno, la direzione generale del banco 
di Napoli invierà al Ministero del tesoro ed a quello d'agri- 
coltura, industria e commercio una particolareggiata rela- 
zione sui risultati ottenuti e sulle eventuali modifiche da 
introdurre nel presente regolamento. 



Visto, éC ordine di 8. M,: 

Il ministro Bdgretario di Stato per il tesoro 

L. LUZZATTI. 

Il ministro di agricoltura, industrii o commerci» 
RAVA. 



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N. 337. A N. S»7. 




RBaro I)ec«bto che istittmce presso il Mimsfere àelT in- 
temo alami pósti di ispettori generali deìlu pu^fim 
beneficenza. 

S settembre 1004. 
{Pubblicato nella Raccolta Ufficiale del Regno il 12 ottobre l 04, n. 238) 

VmOfflO EMANUELE III 

fUt gB^LZaA M DIO X PSE VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BE D'ITALIA 

Veduto Tart. 17 dolU logge 18 luglio 1904, n. 390, sulla 
istituzione di commissioni provinciali, di un consiglio supe- 
riore e di un servizio di ispezione della pubblica assistenza 
e beneficenza, col quale sono istituiti presso la direzione 
generale dell'amministrazione civile nel Ministero dell'in- 
terno, quattro posti di ispettori generali per invigilare Tan- 
damento dei servizi di pubblica assistenza e le istituzioni 
pubbliche di beneficenza; 

Veduto Tart, 19 della l(*ggo stessa, col quale il Governo 
del Re è autorizzato a provvedere alla conseguente riforma 
dell'organico del personale del Ministero dell' interno e alla 
conseguente variazione del bilancio; 

Udito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari dell' interxjo, presidente del consiglio dei mi- 
nistri, di concerto col Nostro ministro segretario di Stato 
pel tesoro; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Art 1. 
Sono istituiti presso il Ministero dell'interno, a decor- 
rere dal primo ottobre 1904, i posti di ispettori generali 



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LBGGl 1 DICUTl DAL UGNO t'iTAUA • lf04 4353 

della pubblica beneficenza indicati nell'annessa tabella, vi- 
sta, d'ordine Nostro, dal ministro proponente. 

Art. 2. 

Per l'attuazione della modificazione organica disposta col 
precedente articolo, l'assegnazione del capitolo numero 1® 
dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'in- 
terno, per l'esercizio finanziario 1904-905 viene aumentata 
di lire 18,749.97. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Doto a Racconigi^ addi 8 settembre 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Rtguirato aUa CorU dei conU aidi 7 ottobre 1904. 

Heg. 10. Ani del Qotemo a f, 12. F. M&ìzbttl 
Umgo ài Sigillo, V. U Goardasigiili KONCHBTTi. 

QlOLITTI. 

L. LUZZATTI. 



ZTi — VoL. V. - 1904. 

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LIMI I 



wfnàiu^ lite 



4366 



Tabella dei posti agglantl alla pianta organlea 
del Hlnistero dell'Interno. 



GRADO 






Numero 
dei polii 


Stipendio 
aiiegnato 


Spesa 




1 


1 


aggiunti 


a 
ciaaenn posto 


complessiva 


Iftpettore generale della pub- 
blica beneficensa. . . 


!• 


1' 


l 


7,000 


7,000 


Idem 


l« 


2* 


3 


6.0CP 

1 


18,000 




25^ 







Visio, (T ordine cU S. M.i 

Il ministro delTinterno 

GIOLITTL 



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48B6 OBBi l'I 




N. 538. n K S38 



Rbgio Dboeieto che dichiara zane malariche porzioni 
di territorio dalla pr^mncia dì Reggio EnUMa. 

16 Mitecnbre 1904. 
{PubbUeaio nella Gofmtta Ufficiale del R$gnó il 13 ottobre 1004, n. 239) 

VITTOBIO ÈMANUELH m 

PBR GRAZIA DI DIO E PER VOUONTÀ PELM^ NAZIOMB 
t£ D* ITALIA 

Veduta la legge 2 novembre 1901, n, 460, e il relativo 
regolamento, approvato con regio decreto 30 marzo 1902, 
n. Ili, ohe contengono disposizioni per diminuire le cause 
della makrìa; 

Veduto il rapporto col quale il prefetto di Reggio Emi- 
lia ha inviato le proposte di quel medico provinciale per la 
designazione di nuove zone malariche in quella provincia e 
la modiftcazione di alcune delle zone malariche della pro- 
vincia stessa, rispetto alle quali fu provveduto col regio de- 
creto P febbraio 1903, n. 106; 

Veduto il voto del consiglio provinciale di sanità sulle an- 
zidette proposte; 

Udito il consiglio superiore di sanità ; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari deirinterno, presidente del consiglio dei mi- 
nistri; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
Sono dichiarate zone malariche, agli effetti delle disposi- 
zioni di legge e di regolamento sopramenzionate le porzioni 
di territorio della provincia di Reggio Emilia, distinte come 

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umi I ncun ul uciie •'niuA - 1N4 4357 

risalta dall'elenco che segue, facente parte integrante del 
presente decreto, che sarà vidimato, d'ordine Nostro, dal mi- 
xiistro proponente. 

Le zone malariche dei comuni di Gualtieri, Fabbrico, Reg- 
giolo e Luzzara, approvate col regio decreto 1* febbraio 1903, 
n. I06y vengono modificate, agli effetti delle disposizioni stesse, 
secondo è esposto nell'elenco medesimo. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 15 settembre 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



R$gÌ9Érato aUa Corte d§i cenH addi 7 ottobre 1904. 

Bmq. 10. ÀM éUl Qwttno a f. 16. P. Miszbtti. 
Xmo^ M SigiUù. y« U GiuurdMigìm RONCHETTI. 



GlOUTTI. 



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IMO! I BKmn UL nom a'iuux - UU 4359 

ELENCO 

eoitanente la ieserizion* di nnove zone malariche, e le modificazioni 
di altre zone |ià approvMe col regio deorete r febbraio 1903, 
n- 106, tutto esistenti in provincia di Reggio Emilia. 



1. — C!omuDe di Castellarano. 

Vi 8ono tre zone malariche; 
La prima zona è limitata a nord della strada provin» 
ciale Reggio Sassuolo, ad est dal fiume Secchia, a sud dalla 
strada privata che dalla provinciale va al Secchia, passando 
a metri 200 a sud, di là dei Fiandri; ad ovest da una linea 
parallela alla strada -provinciale a metri 200 a monte della 
strada sfessa. 

Questa zona comprende i s^uenti numeri di mappa: 903 
_ 946 — 956 ~ 1022 — 1035 — 1053 — 1127 — 
1219 — 1263 — 1303 — 1311 — 1315 — 1326 — 1342 

— 1356 — 1371 — 2142 — 2155 — 2174 — 2180 — 
2187 -^ 2194 — 2243 — 2248 — 2252 — 2255 — 2256 

— 2259 — 2260 — 2261 — 2262 — 2263 — 2264 — 
9265 — 2266 — 2267 — 2268 — 2269 — -2270 — 2271 

— 2272 — 2273 — 2274 — 2275 — 2276 — 2277 — 

— 2278 — 2279 — 2280 — 2281 — 2282 — 2i?84 — 
2285 — 2286 — 2287 — 2283 — 2288 — 2289 — 2290 

— 2291 — 2292 — 2293 — 2294 — 2295 ^ 2296 ~ 
2297 — 2298 — 2299 — 2300 — 2301 — 2302 — 2304 

— 2305 — 2307 — 2308 — 2309 — 2310 — 2311 — 
5312 — 2313 — 2ai4 — 2315 — 2316 — 2317 — 2324 

— 2334 — 2335 — 3336 — 2244 — 2246 — 2342 — 
2844 — 2345 — 2346 — 2347 — 2348 - 2349 — 2350 

— 2351 — 2352 — 2353 — 2354 -- 2355 — 2356 — 
2357 — 2358 — 235 ' --- 2360 — 2361 — 2362 — 2363 

— 2364 — 2365 — 2371 — 2934 — 2958 — 2972 — 
3006 — 3007 — 3014 ~ 3019 — 3064 — 3075 — 3509 



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4360 uoai i ncun bil nono nriUA • UH 

— 3511 — 3512 — 3513 — 3514 — 3515 — 3516 — 
3517 — 3518 — 3519 — 3B20 — 3521 — 3522 — 3524 

— 2906 — 2925 — 292^' - 2974 - 3525 — 3526 - 
9527 — 3528 — 35fi9 — 3530 — 3531 — 3636 — 9999 

— 8534 -- 3595 — 9586 — 989T — '9591^ — 9540 — 
354 i _ 3544 — 3547 — 9548 — 3551 — 95S2 — 3553 

— 3556 — 3557 — 3558 — 3559 — 3562 — 3563 — 
3564 — 3565 — 3567 — 3569 — 3570 — 3571 — 3573 

— 3574 — 3575 — 3576 — 3577 — 357fi — 3579 ^ 
3581 — 3582 — 3583 — 3584 — g585 — 3è87 — 3989 

— 3580 — 3591 — 3502 — 3503 — 8594 — 36«6 — 
3597 — 3598 ^ 3600 — 3601 ~ 3603 -^ 360* — 3606 

— 3606 — 3607 — 2608 — 3609 r- 3«10 — 3611 — 
3612 -~ 3638 — 3639 — 3840 ^ 3646 — 4386 — 4389 

— 4391 — 3708 ^ 4392 — 4393 — 4304 — 4305 — 
4396 _ 4S97 — 4398 — 4399 — 4400 — 4401 — 440S 
^ 4406 — 4407 ~ -4408 — 4100 — 4410 — 4412 — 
4413 — 4414 — 4415 ;— 4417 — 4419 •- 4421 — 44ii2 

— 4423 -- 4424 — r 4425 — 4427- ^ 4428 — 4420— 
4430 — 4431 w 4432 — 4436 — 4437 — 4438 — 4l441 
-^ 4442 — 4443 — 444# — 4446 — 444» — 445X — 
445^ — 445(3 — 4454 — 4455 — 4456 — 4457 — 4458 
-^ 4459 — 4461 ~- 4462 — 4465 -J^ 4467 — 4468 — 
4460 — 4470 — 4471 -- 4474 — 4476 — 44gl — 4484 

— 4487 — 44«8 — 4460 — 4643 — 61» — 6122 - 
6tó3 — 6188 -— *139 — 6140 — 6l€l — ;6t42 — 6143 

— 6144 -^ 6145 — 6147 — 6348 — 6149 — 6*i51 — 
6l$!8 — 6153 — 61*4 — 6a56 — 6157 — 61S8 — 61S» 

— 6160 — 6^20 ^ G2à4 - 6053 — 60JO — 62&4 — 
6257 — 6259 — 6«60 — 6061 — 6062 — mU — 6365 

— 8ge6 — 6268 — 6269 — 6270 — 6871 — 6872 — 
6273 — «807 — 680S — 8:i0O — eaflll — SSiXS — 6183 
-r- 6306 — 6307 — 6808 — «310 — 6343 — 93^4 - 
6347 — 63«t8 — 6»49 — 6350 — 63» — «354Ì — 6356 

— 6476 — 6*» — (m^. 

La setQonda zot» è limitata: a Aotd dtt uaa òotmale aUa 
strada provinciale delle Radici, a metri 400 circa dalla loca- 



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i JH. mmm m'naw UH 4301 

lità Pioppo; ad Bst dal fiume Secdiùa; a sud cbal coafiae 
col comune di :Baiaa; «d ovest per un traito dalla strada 
«onmnale BDikeglia-fìBÓso e pdl rimaoMiie dalla strada poo- 
vìiiciale. 

€ompr«tdd i terreni ^nati ai segnasti numeri di mappa: 
3500 — 3841 — 40211 — 4038— 4077 --^086 — 4089 

— 4098 — 4128 — 4205 — 4218 — 4225 — 42-^6 — 
4241 — 4127 — 4326 — 4336 — 4 38 — 4355 — 4363 
_ 4405 — 441i6 — 4418 — 4426 ^ 4433 — 4402 — 
4404 — 4i34 — 4435 — 4439 — 4440 — 4447 — 4448 
~ 4450 — 4508 -— 4514 — 4517 — 4472 — 4473^ 
4475 ^ 4490 -r 4477 — 4478—4479—4480 — 4482 

— 4483 — 4485 — 4486 — 4491 ^ 4497 — 4610 — 
4612 — 4616 — 46ìj8 — 4619 ^4627 -^ 4628 — 4629 

— 4651 — 4656 — 4658 -^ 4661 — 4662 - 4666 — 
4674 — 4675 — 4684 — 469i — 4708 — 4725 — 4727 

— 4739 — 4745 — 4249 — 4758 ^ 4765 -- 4766 — 
477i) — 4819 — 4826 ^ 4838 — 4839 w- 4841 — 4847 

— 4862 — 4869 — 4892 — 489té — 4904 — 4910 ^ 
4226 — 4953 -^ 4981 r~ 4fì90 -- 5003 ^5010 — 5032 

— 5034 — 6041 — 5Q5i — 6066 -^ 5000 -^ 507«-. 
5079 — 5108 -^ 5106 r- 5111 -^ 5113 --.5119 ^ 5120 

— 5128 — 5169 — 5171 — 5172 ^ 5190 — 5191-^ 
5192 — 6190 ^ .4472 -^ 4473 — 4475 — 5194— 5195 
~ 5196 — 61fl7 — 5196 — 6190 — 6200 — 5201 — 
5202 — 6203 — 5204 — 5205 — 5206 — 52Q7 — 5209 
~ 5225 -- 5232 — 5240 — 5267 — 5289 — 6305 — 
53U — 6313 — 6338 — 5359 ^ 5363 — 5364— 5366 
~ 5367 — 6368 — 5360 — 63TG — 6371 — 5372 — 
5378 — 5374 — 6375 — 5376 — 5377 — 5378 — 5381 

— 5382 — 6383 — 5384 — 6386 — 6386 — 5388 — 
6389 -~ 6390 — 5391 — 6392 — . 5393 — 5394 — 395 

— 5397 ^ 5398 — 5399 — 6400 — 5401 — 5402 — 
fi403 ^ 5404 — 5405 — 5406 — 5407 — 5480 — 
5409 — rMiO — 5411 — 5413 — 5414 — 54lli — 
5426 — 5427 — 5428 -^ 6438 — 5439 — .5440 — 5441 

— 5442 — 5443 — 5444 — 5412 — 6415 — 5417 — 



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4S62 laoai i Mcnn kl nano ^ìxiuk • UN 

5418 — 5419 — 5420 — 5421 — 5422 — 5424 — 5425 

— 5426 — 5427 — 5428 — 5429 — 5431 — 5432 — 
5433 _ 5434 _ 5435 _ 5436 — 5447 — 5448 — 5449 

— 5450 — 5451 — 5452 — 5453 — 5454 — f455 — 
6456 _> 5457 -. 5460 — 586 1 — 54*53 — 5464 — 5465 
__ 5466 — 5467 — 5468 — 5469 — 5470 — 5471 — 
5472 _ 5473 — 5437 — 5445 — 5446 — 5542 — 5574 

— 5589 — 5621 — 5624 — 5638 — 5652 — 5654 — 
5673 — 5675 — 5676 — 5677 — 5679 — 5701 — 
5705 — 5713 — 5733 — 5738 — 5763 — 5769 — 
5783 — 5495 — 5816 — 5826 — 5874 — 5558 — 5559 

— 5879 — 5»80 — 5918 — 5980 — 5957 — 6038 — 
6039 — 6041 — 6048 — 6049 — 6050 — 6051 -^ 6052 
_ 6053 — 6054 — 6057 — 6058 — 6061 — 6062 — 
6063 — 6064 — 6065 — 6066 -^ 6067 — 6068 — 6069 
_ 6070 — 6071 — 6072 — 6073 — 6074 — 6075 — 
6077 — 607S — 6079 — 6080 — 6081 *- 5082 — 6083 
__ 6084 — 6085 — 6086 — 6087 — 6088 — 6089 — 
6090 — 6091 — «092 ~ 6093 — 6094 — 6095 — 6096 
_ 6097 —'6098 — 6099 -^ 6100 — 6101 — 6102 — 
6103 — 6104 — -6105 — 6106 — 6107 — 6110 — 6111 

— 6113 — 6114 — 6115 — 6116 — 61T8 — 6179 — 
6299 — 6308 — ^33:' — 6334 —• 6341 — 1 342 — 6345 

— 6346 — 6363 — (t359 — 6360 — 6371 — 6372 — 
6376 — 6377 -^ -6397 — 6399 — 6403 — 6404 — 6405 
_ 6406 — 6407 — 6408 — 6409 — 6410 — 6411 — 
6412 — 5413 - «414 — 6415 — 6416 — 6463 — 6469 
_ 6470 — 6471 ■— 6472 — -6473 — 6474 — 6475 — 
6417 — «418 ^ 6419 -=- 6420 — 6421 — 6422 — 6423 

— 6424 — 6425 — 6420'— 64.^7 — 6438 — 6429 — 
e430 — 6431 — 6434 — 6435 — 6438 — 6439 - CHO 
_ 6441 — 6448 — 6449 — 6450 — 6451 — 6463 — 
6464 — 6465 — 6509 — 6510 — 6511 — 6512. 

Per le case di Roteglia sitiia+e nel lato della strada verso 
Secchia: numeri: 5462 — 5520 =- 552^ — 5523 — 5524 

— 5525 — '5526 — 5527 i- 5528 — 5529 — 5530 - 
5532 — 5533 — 5534 — 5536 — 5537 — 5538 — 5539 



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LIGGI I DICIKin DlBL UGNO l'iTAUA - 1904 4363 

_ 5540 — 5541 — 5543 — 5544 — 5545 — 5546 — 
5547 — 5548 — 5549 — 5550 — 6551 — 5553. 

La terza zona è limitata : a nord dal confine con Scan- 
diano; ad est da una linea che parte dal detto confine, passa 
fra le case La Broglia e La Gambarola, e fra Canicchio dì 
Sopra a Canicchio di Sotto, incontra la strada comunale Mon- 
tebabbio Telarolo e. seguendo la strada Canicchio di Sotto- 
Telarolo incontra una strada privata; a sud, da detta strada 
sino al Tresinaro presso le caso Viole: ad ovest dal Tresinare. 
Questa zona comprende i terreni segnati ai numeri di 
mappa: 54S — 552 — 624 — 627 — 631 — 635 — 636 

- 1211 — 1212 — 1213 — 1214 — 1215 — 1216 — 
1217 — 1220 — 1221 — 1222 — 1230 — 1231 — 1235 
~ 1392 — 1404 — 1405 — 1406 — 1407 — 1408 — 
1409 -^ 1410 — 1411 — 1412 ~ 1413 ~ 1414 — 1415 
~ 1416 — 1427 ~ 1428 — 1429 — 1435 — 1436 — 
1437 _ 1438 — 1441 — 1442—1443 — 1444 — 1445 

— 1446 — 1447 — 1448 — 1449 — 1450 — 1451 — 
1452 — 1453 — 1454 — 1455 — 1457 — 1458 — 1459 

— 1460 — 1461 — 1462 — 1463 — 1464 — 1<165 — 
1466 — 1471 — 1473 — 1474 — 1475 — 1476 — 1477 

- 1478 ^ 1479 — 1480 — 1481 — 1482 - 1490 — 
2430 — 3070 — 4114 — 6216^ — 6492. 

2. — Comune di Fabbrico. 

La zona malarica già delimiiata col regio decreto V feb- 
braio 1903, n. 106, viene ampliata in modo da comprendere 
Finterò territorio del comune nei suoi attuali confini. 

3. — Comune di Gualtieri. 

La zona malarica delimitata col regio decreto V febbraio 
1903, n. 106, viene ampliala in modo da avere per confini; 
a nord, la strada comunale che partendo dal confine 
ovest del comune al Ponticello si porta ai est verso Pieve 
Saliceto e Pmza Nuova fino al pu^to in cui volfa ad angolo 
retto verso nord ; da questo punto il confine nord è dato da 
una linea retta traversante i "terreni segnali coi numeri di 
mappa: 1193—1281 — 1288 — 1318 — 1322 — 1323 



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4364 unai > ucmmi un. jobow m'umua • IMA 

— 1324 — 1325 — 1327 — 1328 — 1330 — 1331 — 
4dl 1361 Mi 1364 — 1424 — U25 fino all'iocoako delia 
carrdffeccia limitante si^i^rioraieAU il foDcU) Eesagbettt su- 
periore, che seguendo la stessa dicasioxve orizzontale va ad 
mcontrare il confine eat dal eomivie* Ad est, sud ad ovest i 
confidi del comune. * 

Oltre la zona preoeddotamente descritta, ve ne è uim aeMiida 
che è deliioitata: a nordreat-oveat dai conBoi del comune. 
A sud dalla strada provinciale che traversa ori;szoxrtahn^te 
U comufiue e che da Boretto passando a nord dal capoljttQgo 
del comune va a GuaotaNa. 

4. — Comune di Luzzaia. 

. La prima zona (ftiasnoBe Oodìsotto) dsBmkata col regio de- 
creto 1* febbraio l9Q3y n. 106, vì^e ampiktB m modo da 
arvere per confini: a nord ódeat i contai del oosuine, a sud 
la strada comunale Painde Cascina, ad ovest lo soelo Cascina, 
Ì9l strada comunale <Am da qui va a iGodisotte a una finta 
spedata rappiresen tata dai mappaH 751 — daA 762 al 767 — 
dal 770 allifó — dal784 al 786 — M 7«Sal792 — dal 
1011 dal 1028 sd 1033 ^ dal 1035 al 1045 dal^3454 ai 3459. 
OHre le due zone deli^à^itaté, ite esiste una teiza, rappm^ 
se» tata dai mappali seguenti : dal bMO (parte) al 1016 (parte) 
dal 1912 al 1941 — 1942— 1951 — 1962— i969 — 1990 

— 1991 - dal 2106 al 2119 esclusivo e dai un. 2U26 ~ 3505. 

ò. — Cook«tae di Biegfioku 

La mioa malarioa .fià éstimiiaia col regio decreto l'' firi)- 
braio 1903i, n. 106, viane a^ip^^ba in modo da avare psr 
confini: ad ovest, a sud e ad est i confici d^l comune» a 
nord una linea ^pezzata ohe partendo dal confine ovest si 
confonde col conino nord del comuoa. finii allo incontiu deUa 
atrada che da Keggiplo va a Gonza^ pei da un tratto di 
tal via fino al fondo Staffola oomprendente 1 terreni segnati 
in mappa coi numeri 365^ 367 t-.36ì9— 370— iv71 — 
372 ~ 374 — 315 — 376 ^ 377.— .378 — 380 sino al 
385 — 393 — 394 ~ 395 ^ 897 — 398 — 399 — 400 
^ 636 — 610 — 650-* 667 — 2065 — 2066 ; dalki parte ri- 



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tMoi ■ marni me tmmr rmui - UN 4335 

manente della via suaccennata 6no a Rdggiok>; da una li- 
nea che decorrendo quasi parallela alla praviociale Reggiolo 
Fili» RoUa comprende le case del Boi^ Nuovo, della Corte 
Gorna, coi nuitteri di mappa 578 p. — 589 — 594 •» 60!^ p. 

— 603 p. — 6G6 p. — 1061 — 6J7 p. — 611 — 608 

— il fienile Data eoi numeri di mappa 627 p. — 630 — 
198r7 — il Casello Fwroviario n. 24 ; nutseri di mappa 633 
— ' la Ranarcdetta ooi numeri di mappa 656 p. -^ 658 p. — 
659 p. — 660 ~ 661 — -662 -^ 664 e le oan» soperion 
di ViUanova coi niHoeri 1108 — 690 p. •— 72S — 11619 

— 1179 p. -. 1182 p. — 731 — 742 — 744 — 747 — 
a raggiungiere il confine «^ d^ eomiine. 

Oltre alia zea&jtrecedentameate descrìtta, ve ne ènna seconda, 
data^ alla Corte Fnccbina^eomprendciAte' i mimeri 642 (pio- 
oola parte) er dal 644 al 649 compreso — dal 651 al 656 
oomppeso — dal 672. ài 676 compreso — dal <FIS — ^1 

— 682 — 1098 — 1100 — 1^66. 
6. — Comufiè di Rio Saliceto. 

"Vi è una zoB*- malarìoa che ha per confini : 
a nord-est e OfMk i o»nBhi del oomtme — a sud ona 
linea che partendo -dal ponte Vettìgano va obbhquamente a 
re^uDgere il eon&ie' orieni«le ddlfl zona, attraversando i 
numeri di m»i^ 1 — 2? — 3 — 5 — 6 — 7 — 9 — 10 — 
Il . . sino al 36 — 38 . , sh»^ al T7 — • 79 — 80 — 81 
82 -^ 83 — 814 -^ 85 — 87 — 86- — 89 — 90 sino al 98 

— lOe — 103 — 104 — 105 — 106 — 107 — 108 — 
no. . sino al in — 149 — 151 — 154 — 161 sino al 
179 — 181 — 182 1- 183 — 185 — 186 sino al 222 — 
224 — 225 — 226 — 227 — 352 — 2^1 — 289 — 
a-IS — 300 — 317 — 301 — 323 — 34i — 407 — 
419 — 431 — 437 — 439 — 440 — 448 — 453 — 
46ft — -m — 478 — 481- — 486 — ^92 — 495 — 
49rt — 515 — 517 — 520 — 5«2 — 524-— 525 — 
526 — 529 — 536 — 537 — 538 — 539 _ 540 — 
541 — 5^ — 543 — 544 — 545 — 546 — 548 — 
549 — 550 — 551 — 552 — 553 — 554 — 558 — 
571 — 572 — 576 — 710 — 712 — 713 — 1018. 

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43ó6 UG6I I nOHKtl ML nONO «'iTALIà - ttM 

7. — Comune di S. Polo d'Enza. 
Vi sono due zone malariche: 

La prima zona ha i confini seguenti : a nord est ed ovest 
i confini dei comune, a spd il canale di Bibbiano, fino allo 
sbocco di questo nel canale Ducale, ed una carrareccia, che 
da questo punto va in linea l'etfa a raggiungere l'Enza. 

La seconda zona è data dalla località denominata Fon- 
taneto comprendente i numeri roappali dal 3033 ai 3129 e 
poi i seguenti ;^214 — 3217 — 3220 — 3i21 — 3222 — 
3223 — 3224 — 3225 — 3226 -^- 3227 — 3228 — 3218 

— 3219 — 3230 — 3231 .*- 3240 — 3241 — 3242 — 
4243 — 3245 — 3246 — 3247 — 3248 — 3260 — 3229 

— 3261 — 3262 — 3263 — 3237 — 3238 — 3233 — 
3234 — 3235 — ; 236 — 3264 — 3265 — o266 — 3267 

— 3268 — 3269 — 3270 — 3254 — 3258 — 3281 — 
3282 — 3277 — 3278 — 3276 — 3279 — 3280 — 3283. 

— 3284 — 3285 — 3286 — 3287 — 3288 — 3289 — 
3390 parte — 3272 — 32/3 — 3274 — 3275 — 3295 

— 3296 — 3297 — 3298 — 3299 — 3300 — 3301 — 
3302 — 3303 — 3304 — 3305 — 3306 — ,3307 — 3323 

— 3324 — 3375 — 3323 — 3327 — 3328 — 3329 — 
3340 — 3341 — 3342 — 3343 — 3344 — 3345 — 334(ì 

— 3348 — 3350 — 3352 — 3353 — 3355 — 3356 — 
3357 — 3358 — 3359 — 3360 — 3361 — 3362 — 3-363 

— 3361 — 3365 — 3366 — 3367 — 3410 — 3413 — 
3408 — 3409 — 3414 — 3415 — 3416-— 3417 — 3418 

— 3419 — 3420 — 3421 - 3422 — 3423 — 3424 — 
3425 — 3426 — 3427 — 3123 — 3429 -. 3430 ~ 3431 

— 3432 — 3433 — 3434 -. 3473 — 3475 — 3669 — 
5775 — 3669 — 5775 — 5936 — 5y57 — 5973 — 5979 

— 5968 — 5980 — 5981. — 9990 — L991 — 5982 — 
6090 — 5995 — 5997 — .. 5983 — 5984 — 5985 — 5986 

— 5987 — 5959 — 5992. 

Visto, d'ordine di S. 1I.\ 
11 ffiinittro deirinterno 
— GIOLITTI. 



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UBOGI I DICRITl DIL «BGNO »*ITAUA • VtU 4307 

N. S39. lÉft N. ^30. 




Regio Decreto col quale- alle qualifiche contemplate nelle 
tabelle graduatorie e nei quadri di classificazione del 
personale della rete Mediterranea, sono aggiunte le 
qualifiche dei guidatori dirigeniì e degli elettricisti. 

15 settembre 1904. 
(PtMlieaio nella GotffCla UffidaU del Regno il 15 ottobre 1904, n. 241) 

VlTTOBiO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
BB D ITALIA 

Vista la legge 7 luglio 1902, n. 291, relativa al concorso 
dello Stato nella spesa occorrente per il nuore ordina- 
mento del personale delle strade ferrate delle reti Medi- 
terranea, Adriatica e Sicula pel periodo di tempo dal T gen- 
naio 1902 al 30 giugno 1905; 

Vista la conveDZ?one V agosto 1902 stipulata fra i mi- 
nistri dei lavori pubblici e del tesoro ed il direttore ge- 
nerale della società esercente la rete Mediterranea appro- 
vata con Nostro decreto 4 agosto 1902, n. 379; 

Sulla proposta del Nostro presidente del consiglio dei 
ministri e dei Nostri ministri segretari di Stato per i la- 
vori pubblici e pel tesoro ; 

Sentito il Consiglio dei ministri ; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Alle qualifiche contemplate nelle tabelle graduatorie e 
nei quadri di classificazione del personale della rete Me- 
diterranea formanti gli allegati B e B^ - C e C alla con- 
venzione suddetta sono aggiunte, a tutti gli effetti deUa 



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Google 



J 



4 J68 UMf VMRXvn «K wnmé ÉfnBLtk » 9H 

convenzione stessa a datare dal T luglio 1904, le qualifiche 
dei guidatùfi dirigenti e degli elettricisti col trattamente 
risulteoite dall'annessa tabrila e dall'annesso quadro di clas- 
sificazione presentati dal direttore generale della società 
esercente la rete Mediterranea e vistati d'ordine Nostro dai 
ministri dei lavori pubblici e del tesoro. 

Ordiniamo cb» il jirasMàte decreto, munito dri fligiUo deUe 
Sta^ msr inserto nella rancoita ufficJaliB delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 15 settembre 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



tU^i9trofo alla Oorté M conti adSa 8 ottobre 1904. 

Eég. 19. AtH del GUmtmo a f. 32. F. Msjbcetti. 

làtoffQ d0( mgiOù. T. n QilM^JItaignil ItONCUmtl. 



GlOLITTL 
TsDfiSCO. 
L« LUZZA.TTI. 



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MODIFICAZIONE 

alla Tabella graduatoria del personale approvala oon regio deoreto 
4 agosto 1902, n. 379 



874 - VoL. V. - 1004 

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4370 



UEGGI I DICIIITl DEL UGNO l'iTAUA • 1904 



DiregEÌone generale 
«none d*e0ercizio - Servizi 
Bici «entrali e di sezione) 



GRADI 



Stipendio 
paga 



Sorreglianza e laTori 



GRADI 



Stipendio 
o paga 



Depotiti della traàont 
e officine 



GRADI 



Blettriciati , 



3-! 



loma, li 4 agosto 1904. 



Il dii*ettore generale 

delle strade ferrate del Mediterraneo 

OLIVA. 



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LKGI I MKBRI ML HGKO »*IT1LIA - 1M4 



4371 



Stasioni» gectioni e treni 



QRADI 



Stipendio 
o paga 



Magaizini 



GRADI 



Stipendio 
o paga 



o 



I 



I 



AVVERTENZE 



inidatori diii- 



10.80 
260 
0) 



laoo 



12 



13 



(1) Paga minima se Ta- 
gente è proTriaorìo. 



Viffo, cTcrdine di S. M. U Bai 



n ministro aegretario di Stato 
pei laTori pubblici 
TEDESCO. 



Il minifiro segretario di Stato 

pel tesoro 

L. LUZZATTI. 



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MODIFICAZIONE 

ai Quadri delle Gtenificazioni approvati con regio deoreto 
4 agosto 1902, o. 379 



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4374 



UGOI B MOIRI MB. «KMO fRALU > INA 



QUADRJ 

I 

Deposito della lì 



l 



•3 



QUALIFICHE 



Stipendio 
o paga 



e intervalli di tempo in anni fr&f 



13 



Elettricisti . 



3.— 



5 60 



3.20 



3.40 



3.60 



3.80 



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uggì I DBC«rn ik. m gno •*italia - 1964 



4375 



ne ed Offielne. 



SSI DI STIPENDIO PAGHB 

tenti normali, risuituiti dalle difTerenze fra i nameri progressivi sottoindicati 



11 



12 



13 



14 



15 



16 



17 



18 



19 



21 



22 



23 



24 



25 



4.20 



4.40 



4,60 



4.80 



5.— 



5.20 



5.40 



5.60 



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(1) Paga minima se Fagente ò proynaorìo. 
Roma, li 14 agosto 1904. 



Il direttore generale 

delle strade ferrate del Mediterraneo 

OLIVA. 



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UMI S MCUn HL UfiM V'iMLU • INI 



4377 



treni. 



L 



>ASSI DI STIPENDIO PÀGHB 
kmenti normmli, rifoltantì dalla differenie fra i iìTim«ri progretUTi lottoindicati 



10 


11 


12 


13 


U 


15 


16 


17 


18 


19 


20 


21 


22 


23 


24 


25 


26 


• • 


• • 


> • 


1500 


.. 


• • 


« • 


• • 


1660 


• • 


•• 


- 


•• 


1800 


•• 


• • 


• • 



Visto, d^ ordine di 5. M.: 
H miniitro segretario di Stato II ministro segretario di Stato 

pei lavori pubblici ' pel tesoro 

TEDESCO. LUZZATTL 



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4378 TSQGI B DRCMTI ML RSGIIO ll*ITAXJA * 1884 

N. S40. Ss, N. 840. 




Regio Decreto che aggiunge altri cinque posti di archi- 
vista nel ruolo organico del Ministero delle finanze. 

26 settembre 19a4« 
(Pubbticato tiólla QoMXtiia Uffio^^Ae dtl JRagno fi 13 ottobre 1904«»t.239) 

vrrroBio Emanuele m 

PSR GRAZIA DI DIO B PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
RE D'ITALIA 

Visto Tart. 3 della legge 3 marzo 1904, n. 68; 

Vista la legge 8 luglio 1904, n. 371 ; 

Ritenuto che Torgaiiico del personale del Ministero delle 
finanze, approvato con le leggi suddette, assegna n. 40 posti 
alla classe transitoria della categoria d'ordine, colla spesa 
complessiva di lire 40,000; 

Ritenuto che al 31 agosto 1904 nella detta classe tran- 
sitoria erano vacanti 1 1 posti, e che quindi i relativi fondi, 
per stipendi, rimasti disponibili sul capitolo 1** dello stato 
di previsione della spesa del Ministero delle finanze perle 
esercizio 1904-1905, ammontano a lire 11,000 ; 

Ritenuto che al 31 agosto stesso sulla somma stanziata 
nel detto stato di previsione al capìtolo 3, lettera A, è ri- 
masta disponibile la somma di lire 5,680, in seguito alla 
nomina del sig. Chambeyront Francesco ad ufficiale d'or- 
dine di classe transitoria nelle intendenze di finanze, ed alla 
nomina ad ufficiali d'ordine di 3* classe nel Ministero delle 
finanze dei signori : Lucignani Cesare, Lupoli Attilio, Obe- 
rici Werther, Pirri Giovanni, Topani Romeo, Bellucci Um- 
berto, Buscemi Antonino, Ostinelli Oscar, Battistella Ugo e 
Du Bessè Francesco ; 



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Lsa«i E Mcani wi hmuio v^itiua * VM 4379 

Ritenuto che complessivamente è disponibile la somma 
di lire 16,680, per la istituzione dei nuovi posti nella car- 
riera d'ordine del Ministero delle finanze ; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato pel 
tesoro, interim delle finanze ; 
Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Con effetto dal T ottobre 1904 nel ruolo organico del 
Ministero, delle finanze, sono istituiti altri due posti di ar- 
chivista di 1* classe, coU'annuo stipendio di lire 3,500 cia- 
scuno ; diùe posti di archivista di 2* classe, coir annuo sti- 
pendio di lire 3,200, ed un posto di archivista di 3' classe, 
coirannuo stipendio di lire 2,700. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osseryarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 26 settembre 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



Rtgistra$o alla CorU dei emU €Mi 8 ottobre 1904. 

Bey, IO. Ani del Governo a f. 21. F. Mbzzetti. 
iMopo del Sigillo, V. Ovardiurifmi RONCHETTI 

L. LUZZATTI. 



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4380 UBGGI I MCRRI DO. NBfilfO V'HALIi - 1964 



N. 541. Mm N. SII. 




Regio Decreto che chiama alle armi i militari di i^ ca- 
tegoria della classe 1880 in congedo illimitato. 

6 ottobre 1904. 
iPiMHeaio mila OoMXHta Uf/hiaU del R$gno il 13 oitabr€ 1901 n. 239) 



vrrroBio Emanuele m 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIOMC 
BE D'ITALIA 

Visto Tart. 181 della legge sul reclutamento, testo unico 
approvato con regio decreto 6 agosto 1888, n. 5655 (se- 
rie 3*); 

Previa deliberazione del Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari della guerra; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Ari;, 1. 

Sono chiamati alle armi i militari di 1^ categoria della 
classe 1880 attualmente in congedo illimitato in qualimque 
arma o corpo abbiano prestato servizio ed a qualunque di- 
stretto militare appartengano per fatto di leva. 

Art. 2. 

La chiamata dei predetti militari avrà luogo nel tempo, 
nei modi e per la durata, che saranno d'ordine Nostro sta- 
biliti dal ministro della guerra. 



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UMi I M»ni OD. umt B'mjaà • 1M4 4381 



Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato^ sia inserto nella raccolta ufSiciale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addi 6 ottobse 1904. 
VITTORIO EMANUELE 

BsgkirmÈQ aUa OorU dei mui tMi 12 ottobre 1904. 

B0g. 19. Altf M Omfemo m f. 29. F. Mnznn. 
Imo^ M mpUh. y. n OnafdasigflU RONCHETTI 

GlOLITTI. 

E. Pbdotti. 



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4382 LBG«i 1 racMm bkl mbgno i'itauì - 1964 



N. 842. Jk N- S42. 




Regio Decreto c?ie dà piena ed intera esecuzione aWcu^- 
cordo commerciala provvisorio stipulato fìra V Italia e 
VAustriorUngheria. 

24 «etiembre 19C4. 
{PMbblieaiù tulla Gazzetta UffieiaU del Reffno U 13 oUobre 1904, n. 239) 



VITTORIO EMANUELE IH 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NA2I0NE 
KB D'ITALIA 

Vista la legge 8 luglio 1904, n. 364, colla quale il Go- 
verno del Re fu autorizzato ad applicare provvisoriamente 
il trattato di commercio e di navigazione con TAustria-Un- 
gheria ; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario dì Stato 
per gli affari esteri; 

Abbiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 

Piena ed intera esecuzione è data alla dichiarazione fir- 
mata in data d'oggi, fra V Italia e TAustria-Ungheria per 
un accordo destinato a regolare, in via provvisoria, fra i 
due Paesi i rapporti di commercio e dì navigazione. 

Il presente decreto sarà presentato al Parlamento per la 
sua conversione in legge. 



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LEGGI B BXatSTI DKL RIGNO B*ITAUi >- IIM 4383 

Ordiniamo^ che il presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 24 settembre 1904. 



VITTORIO EMANUELE 

jSé^tiiraio alla Oorts dii GùnU addì 13 oftoàiv 1004. 

Rag. 19. Uni dsl Governo a f. 96. F. Mizxvttl 
Luogo del Sigillo. V. D GnardafligilU RONCHETTI 

QlOLITTI. 

TlTTONI. 

L. LUZZATTI. 

Rava. 

MlRABBLLO. 



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LEGGI 1 hMCMKl ML tlGNO »*ITALU - 1994 4385 



DÉCLARATION 



Les négocìations entamées entre rAutriche-Hongrie et 
ritalìe, conformément à la déclaratìon du 31 décembre 1903, 
ont abouti à un nouveau traité de commerce et de navi- 
gation paraphé en mème temps que la présente déclaratìon, 
et destine à remplacer le traité de commerce et de navi- 
gation du 6 décembre 1891, 

Comme il a paru nécessaire, dans Tintérèt des bonnes 
relations commerciales et politìques des pays intéressés, de 
conclure jusqu'à la mise en vigueur de ce nouveau traité 
un nouvel arrangement provisoire, les Hautes Partìes con- 
tractantes sont tombées d'accord sur les dispositions suì- 
vantes : 

Pendant la durée du présent arrangement le traité de 
commerce et de navigatìon entre rAutriche-Hongrie et 
ritalie du 6 décembre 1891, ainsi que le cartel de donane, 
les articles additionnels, le protocole final et autres an- 
nexes, signés le mème jour, resteront en vigueur, à Texcep- 
tion de la disposition contenue sous III § 5 du dit protoeole 
final. 

Vu néanmoins que, contre compensations correspondantes 
obtenues par l'Italie pour ses importations et exportations, 
le nouveau traité ne contient aucune stipulation relative au 
droit sur le vin lequel se trouve par le nouveau traité sou- 
mis au traitement de la nation la plus favorisée, on est 
convenu d'accorder au benèfico des vins blancs de coupage 
provenant des pays ayant droit au traitement de la nation 
la plus favorisée, et importós en Autriche-Hongrie pendant 
le laps de temps du 15 octobre jusqu'à 31 décembre 1904 
les avantages et le droit de f aveur suivants : 

ex 77 a) Vins blancs naturels de coupage, en fùts, 
de la rócolte de Tannée 1904, dans lesquels deux tiers de 

275 — Vot. V. - 1904, 

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4386 utGfii I BicnTi ml UGife ■'rrtLU - iM4 
la richesse primordiale en sucre ont disparu par suite de la 
fermentation, ayant une richesse alcoolique calculée supe- 
ri eure à onze et demi pour cent (11 % "iJ en volume et 
non supérieure à quinze pour cent (15 W et renfermant 
vingtet-un (21) grammes ou plus d'extrait libre de sucre 
par litre, pour coupage sous contròie officdel, en tant que 
l'importation de ces vins ait lieu entro le 15 octobre et le 
31 décembre incL de l'année 1904, par voie de chemin de 
fer, à travers la frontière de terre, jusqu'à concurrence de 
450,000 q les 100 kg. bruta, fl. en or 6. 50. 

L'importation de ces vins devra s'effectuer par les bu- 
reaux de donane de Vienne et de Budapest, et le coupage 
deyra se faire, au plus tard, jusqu'aa 31 décembre 1906. 

Pendant la dite periodo du 15 octobre jusqu'au 31 décem- 
bre incl. de l'axmée 1904,. le vin Marsala en fùts sera 
admis, à l'entrée en Autrich^-Hongrie, au droit de fl. en 
or 7. 50 les 100 kg. bruts jusqu'à concurrence de 4,000 quin- 
taux bruts aux conditions et modalités qui étaient en vi- 
gueur relativemant aux vins en question jusqu'au 31 dé- 
cembre 1903. 

A partir du 1" janvier 1905, les vins blancs de coupage 
de memo que tous les autres vins de quelque provenance 
ou de quelque quaUté qu'ils soient seront> lors de leur im- 
portation en Autriche-Hongrie, traités selpn le principe de 
la nation la plus tavorisée. 

L'Au^iche-Hongrie se déclare prète à concèder qu'à par- 
tir du 15 oatobre 1904 les artieles suivants Jouiront, lors 
de leur entrée diins le territoire douameir austro-hongroifi^ 
des droits de faveur stipulés oi api*ès^ savoix : 
14 a) Amandes sèchdi) avec ou aans coq»a . . eximptes 

fl. «L or- 
ex 30) NoisetteB mùree, sècbes ... .les 100 kg. 1 

ex 72) Huile d'olsve pure eit lutaiUes, 

outre» et vessiea. .... » 2 

Huile extraite par le sulfure de 
carbone • exempte. 



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vtaùi I BKsiTi no. UfiM •*iTALu - 1M4 4887 

Le présent arrangement entrerà en vigueur le 15 octo- 
bre 1904 et resterà exécutoire jusqu'à la mise en vigueur 
du nouveau traìté conclu en mème temps, mais avec fa- 
culté d'en faire cesser les effets à tout moment après le 
31 décembre 1905 moyennant déaonciation six mois à 
l'avance- 

En foi de quei, la présente déclaration a été dressée et 
aignée en doublé exemplaire. 

Fait à Rome, le 24 septembre 1904, 



Le ministre des affaires étrangères d'Italie 

(L. S.) TlTTONI. 



Vamhassadeur d'Autriche-Hongrie 
(LI S.) LtJTZOW. 



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4888 LiGOi 1 Dicurri dil bigmo i^italu - IMi 

N. 843. lS| N. &ia 



Regio Decreto che dà piena ed intera esecuzione alla con- 
venzione di estradizione stipulata /ha V Italia e la Re- 
pubblica Argentina. 

4 agosto 1904. 
{FtMlicato nella GaMS€tUi Vfficialt del JZ^^^no il 17 oUobre IW4, n, 242) 

VUTOBIO EMANUELE ffl 

PER GRAZIA DI DIO E PER TOLONTil DELLA KAZIOIIE 
B2 D'ITALIA 

Visto Tart. V dello statuto fondamentale del Regno ; 

Sentito il Consiglio dei ministri; 

Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato 
per gli affari esteri e del Nostro ministro segretario di Stato 
per la grazia e giustizia; 

Abdiamo decretato e decretiamo : 

Articolo unico. 
Piena ed intera esecuzione è data al protocollo addizio- 
nale firmato in Roma addi 9 giugno 1904 per l'esecuzione 
della convenzione d'estradizione stipulata il 16 giugno 1886 
fra l'Italia e la Repubblica Argentina. 

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello 

Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 

del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 

dì farlo osservare. j 

Dato a Racconigi, addi 4 agosto 1904. 

VITTORIO EMANUELE 

Rigislrato alla Corte dèi eomH addi 13 ottobre 1004. 

tUg. 19. AtH del Governo a f. 34. F. MBZ&rm. 
Luogo del atgOh. Y. Q GnardatigiMi RONCHETTI. 

TlTTOMI. 

Ronchetti. 

^lOLTTTI. 

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LIG6I 1 DKaRI BA nOMO B*ITlUi • 1184 4389 



PROTOCOLO 



Reunidos en el Ministerio de negooios extranjeros del 
Reino de Italia, SS. EE. Tommaso Tittoni, ministro de ne- 
gociofl extranjeros, y don Enrique B. Moreno, enviado ex- 
traordinario y ministro plenipotenciario de la Republica 
Argentina, con el objeto de poner en armonia la oonven- 
cìón del 16 de junio de 1886 con las disposiciones del c6- 
digo penai italiano puesto en vigor el T de enero de 1890 
con las cuales fué eliminada la distinción entro penas cri- 
minales y correccionales y abolida la pena de muerte; y 
deseando ademas remoyer las dudas à que pudiese dar lugar 
en los casos indicados la interpretación ie dicha convencion 
convinieron en lo siguiente : 

V que la extradición sera siempre concedida por los 
delitos de homicidio, losiones corporales, estupro, rapto, aten- 
tado al pudor, poligamia, matrimonio simulado, incendio, 
falsiflcación y quiebra en los casos previstos para tales de- 
litos en los n~ 1, 2, 3, 4, 7, 9 y 10 del art. 6 de dicha 
convención; sea cual fuere la pena aplicable ó aplicada a 
aquellos delitos; 

2* que la extradición sera concedida por los otros de- 
litos indicados en el citado art. 6 cuando sean pasibles de 
pena restrictiya de la libertad personal por un tiempo ma- 
yor de un ano ó con multa que exceda la suma de mil 
pesos moneda nacional argentina ó su equivalente en liras 
italianas ; 

3^ que en el caso de extradición de un individuo acu- 
sado ó condenado por delito que las leyes del pais requi- 
rente repriman con pena mayor que las del pais requerido, 
podrà oste ùltimo al conceder la extradición imponer la 
condicion que se aplique la pena menor. Tratàndose de la 
pena de muerte, se sustituirà està con la immediatamente 



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4390 UMi ■ BKMBn m nano ^ixalu * tlM 

infeìior de acuerdo con lo que prescriban las leyes de los 

respectivos paises ; 

4"^ que sera concedid^r la extradìoión aunque el culpa- 
ble alegue un motivo ó fin politico, si el hecho por el cual 
ha sìdo pedida constituye principalmente un delito comùn; 

5* que no se reputarà delito politico, ni aun conexo 
con aquel el atentado centra la vxda de Jefe ó Soberano de 
uno de los Estados contratantes ó centra los miembros de 
sus respectivas familias ó centra los ministros de Estado 
cuando este atentado constituya homjcidio ó ouTeneniamento 
pasible de pena en cualquier grado. 

En fé de lo cual, los infrascriptos, a est efecto debida- 
mente autorizados, han firmado y sellado el presente pro- 
tocolo adicional a la conyención de extradición de 16 junio 
de 1886, 

Hecho en doble ejemplar, e^ la ciudad de Roma, & los 
9 de junio 1904. 



SI ministro de la Bepuòlica Argentina 
cerca S. M. el Rey de Italia. 

Enrique Moreno. 



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XJBGGI I DICRirri DSL KKGNQ 9*ITALXA - 1904 4391 

PROTOCOLLO 



Riunitisi al Ministero degli affari esteri del Regno d'Ita- 
lia le LL. EE. Tommaso Tittoni, ministro degli affari esteri, 
e don Enrico B. Moreno, inviato straordinario e ministro 
plenipotenziario della Repubblica Argentina, con lo scopo 
di mettere in armonia la convenzione del 16 giugno 1886, 
con le disposizioni del codice penale italiano,- entrato in vi- 
gore il r gennaio 1890, con le quali fu tolta la distinzione 
fra pene criminali e correzionali e fu abolita la pena di 
morte; e desiderando inoltre di rimuovere i dubbi cui po- 
tesse nei casi appresso indicati dar luogo V interpretazione 
della convenzione medesima, hanno convenuto quanto segue : 

1* che Testràdizione sarà sempre concessa pei reati di 
omicidio, lesioni personali, stupro, ratto, attentato al pu- 
dore, poligamia, matrimonio simulato, incendio, falsifica- 
zione e bancarotta nei casi previsti per tali reati nei nu- 
meri 1, 2, 3, 4, 7, 9 e 10 dell'art. 6 della detta conven- 
zione, qualunque sia la pena per quei reati minacciata o 
inflitta ; 

2" che l'estradizione sarà concessa per gli altri delitti 
indicati nel citato art. 6 quando siano punibili con pena re- 
strittiva della libertà personale per un tempo maggiore di 
un anno, o con multa eccedente la somma di 1,000 pezzi 
moneta nazionale argentina o la somma equivalente in lire 
italiane ; 

3** che nel caso di estradizione di un accusato o con- 
dannato per un reato che le leggi del paese richiedente pu- 
nisce con péna maggiore di quella stabilita dalle leggi del 
paese richiesto, potrà quest'ultimo, Bel concedere la estra- 
dizione, imporre la condizione che si applichi la pena mi- 
nore. Trattandosi della pena di morte, si sostituirà questa 
con quella immediatamente inferiore secondo le leggi dei 
rispettivi paesi ; 



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4392 uggì I BieucTi ikl iigm 

4'' che sarà concessa l'estra 
volo alleghi un motivo o fine pc 
è stata domandata costituisce 



comune ; 



S^ che non si reputerà delitto politico, nò connesso con 
quello, l'attentato contro la vita del Capo o del Sovrano 
di uno degli Stati contraenti o contro i membri delle loro 
famìglie, o contro i ministri di Stato, quando questo atten- 
tato costituisca omicidio od avvelenamento in qualsiasi grado 
punibile. 

In fede di che, i sottoscritti, a ciò debitaunente autoriz- 
zati, hanno firmato il presente protocollo addizionale alla 
convenzione di estradizione del 16 giugno 1886, e vi hanno 
apposto i loro sigilli. 

Fatto a Roma, ia doppio esemplare, il 9 giugno 1904. 



Il ministro degli affari esteri 
di S. M. il Re d' Italia 



TlTTONI. 



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LIMI « MKaam bkl rbgiio •*itau4 - 1164 4393 



N. 844. 1^ N. 844. 






Regio Decreto cfie determina la spesa da erogarsi 
per costruzioni stradali straordinarie. 

10 agosto 1904. 
{Pì»bòliea$o nella ChzzzeUa VffimaU del Regno a 19 ottobre 1904, n. 244) 



VITTOBIO EMAOTJELE m 

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE 
E£ D'ITALIA 

Vista la legge 3 luglio 1902, n. 297, con la quale fu 
stabilita in lire 48,000,000 la spesa da erogarsi nel de- 
cennio 1903-904 e 1912-913 per la costruzione delle strade 
nazionali e provinciali dipendenti dalle leggi 27 giugno 1869, 
n- 5147, 30 maggio 1875, n. 2521, 23 luglio 1881, n. 333, 
giusta la tabella annessa alla legge medesima; 

Visto l'art. 6 della legge 30 giugno 1904, n. 293, che 
approvò per le opere stradali contemplate nella tabella C 
ad essa allegata la maggiore spesa di lire 12 milioni, ed 
autorizzò i] Governo del Re a riunire in unica tabella le 
opere comprese nella tabella annessa alla legge 3 luglio 1902, 
n. 297, e quelle comprese neir indicata tabella C; 

Sulla proposta del ministro segretario di Stato pei lavori 
pubblici di accordo col ministro segretario di Stato per il 
tesoro ; 

Abbiamo decretato e decretiamo: 

Articolo unico. 
É approvata la tabella annessa al presente decreto nella 
quale è determinata la spesa da erogarsi, secondo le leggi 



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4394 lAGGl > DICRRI ML UGNO B'ITALIA " 1M4 

3 luglio 1902, n. 297, e 30 giugno 1904, n. 293, nel de- 
cennio finanziario dal 1903-904 al 1912-913 per costru- 
zioni stradali straordinarie. 

La detta tabella sarà vidimata per ordine Nostro dai 
ministri segretari di Stata pei lavori pubblici e pel tesoro. 

Ordiniamo dkB il presente decreto, munito dei sigillo dello 
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti 
del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e 
di farlo osservare. 

Dato a Racconigi, addì 10 agosto 1904. 
VITTORIO EMANUELE 



JUgitiraÉo alla OarU dèi canài addi 13 ottobre 1904. 

Reg. 10. AtH del Qo^emo a f. 32. F. MBzsBm 
iMogo del Sigillo. V. Il Q«arda«t^Ili RONCHETTI. 



Tedesco- 
l. luzzatti. 



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TABELLA 

della spesa da erogarsi nel decennio finanziario dal 1903-904 al 1912-913 
per costruzioni stradali straordinarie 



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UMI I BIOURI BEL UOMO •'ITAUA - 1W4 



4397 







Speea 




OPERA STRADALE 




PROVINCIA 




decennio 






finanziario 




Numero 


Deaignazioiie 


dal 

1903-904 

al 1912-013 






Strade naiionalL 








(Legge 27 giugno 1860, n. 5147) 




Potenza. . . . 


58 


Strade nazionali dalla VaUe deU'Agrì, 
da Saprì attravenando la naiionale 
delle Calabrie, per Moliterno e Cor- 
leto, alla Marina di Montalbano (va- 
riante al tronco X per Cirìgliano e 








Gorgoglione) . 


300,000 




] 


(Ugge 2Ò loglio 1881, n. 333, elenco U) 






16 


Deriazione del tratto fra il pano di 




'• 


(ora 
naadoiiale 


Monterotto ed il ponte Abate. . . 


600,000 




D. 65) 






Tormo .... 


33 


Rettificazione e siatemazione per le 






(ora 


strade ferrate nazionali del Piccolo e 






muuoiìAld 
ii.22e23 


Gran San Bernardo 


300,000 






1 
A riporktre £• 


1,200,000 



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.4308 



XMGI I ttKKtTI BBL IMIIO ■^iTJUi « 1M4 



PROVINCIA 



OPERA STRADALE 



Nnmor» 



Designazioiie 



Spesa 
daeroffani 

nel 

deoewdo 

finanziario 

dal 

1903-904 

al 1912-913 



Teramo* • • • 

Catanzaro • . 

Catanzaro , ^ • 

Ooflema. 

Salerno. . • . 

Campobasao . • 

Campobaiio . . 



8 
10 
13 
14 



mporio L. 1,200,000 



Strade pròTindali. 

(Legge 30 maggio 1875, n. 2521) 



Strad» pei* Boato Marteaei da Teramo 
ft Mggittnaemi la strada di prima 
■arie AquiWAacoli 812,C00 

Strada da Nicasti-o alla Marina di 
S. Eufemia 113,600 

Slradft dat «SfKmtD della nazionale nu- 
mero 36 (ora n. 62)» preaso Soverìa 
Mannelli, alla nazionale n. 61, presso 
Santa Seyerina 1,362;200 

StrSÉla d» S. Otovanni iSr fiore a Ca- 
riati 450,000 

Strada Caccaro a danza, sulla nazio- 
nale di ¥ftl «TAgri. m,M0 

Strada da Petrella, per Palata, alla 
ferrovia 300^000 

Strada Isernia-Atina-Roccasecca. . . 100,000 

A Hpwiare L. 4,437,800 



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UBGMI 1 DKWri nOL RIGMO i^ITAUA • I9òk 


4399 


PROVIJfCIA 


OPERA STRADALE 


Spesa 
da erogarti 

deeennio 






finanziario 

dal 

1903-904 

al 1912-913 




Nnmero 


Designazione 






Eiparto L, 


4,437300 


Gampobaaso . . 


15 


Strada lungo la Valle dei Trigno, dalla 
foce a Trnento, e suo prolongamento 
all*incontro della nazionale Ravin- 
dola presso GMiellone per Porli Roc- 
caiicura e Cerro 


400.000 


Tei-amo. . . . 


16 


Strada da Capestrano per Forca di 
Penne, alla prorincialie Chieti-Te- 
ramo 


160,800 


Potenza, . , . 


21 


Strada da un punte dell» nazionale Ap- 
pulo-Lncan» sotto Albano per Trivi- 
gno, alia provinciale di prima serie, 
Biienza- Monte oaurro, sotto Manri- 
connovo 


748,000 

428,800 
2,200,000 


Reggio Calabria . 


22 


Strada dalla traversa di Piati a Baga- 
ladi 


Catanzaro . . . 


23 


Strada da Chìaravalle a Guardavalle . 


Catanzaro • . . 


25 


Strada da Porto Santa Venere, per 
Bi;iatlco, fino a raggiungere la pro- 
vineiale tropea. ...... 


578,400 


Cownia. . . . 


28 


Strada da Mdrmanno, per Papasidero 
a Scalea 


200,000 


Codina. . . . 


29 


Strada da Rocca Imperiale allo Spirito 
Santo di Civita. 

A riportare L. 


2,084,000 




11,237,800 



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4400 uocH B BKHtn BK. nano «'italu • 1M4 








OPBRA STRADALE 


Spesa 
daeroffarn 


PROVINCIA 






decennio 


Numero 


# 


dal 

1003-004 

al 191^^13 






lUporto L. 


llfianjèùò 


Potenza. . • • 


29 


Strada da Rocca Imperiale allo Spirito 
Santo di Civita. 


1.772,700 


Campobasso . . 


30 


Strada da Centooelle al Fortore e suo 
prolongamento fino all'Appaio San- 
nitica • • . • 


923,209 


Campobasso '. . 


40 


Strada da Pi«tracatella a Campo Ma- 
pino . • • . 


1,316,800 


Messina. . • • 


5S 


Strada da Capo d'Orlando, per Santa 
Domenica, a Randaao .... 


400,000 


Potenxa. . . . 


56 


Strada da Rotonda per Viggianello, 
alla nanonale del Sinni presso Fa- 
Tale 


2,150,000 




- 


(Legge 23 lugUo 1881, n. 833. Blenoo HI) 




Àquila .... 


18 


Strada di Scanno, da Sobnona per Bn- 
gnara, Anversa, YiUago e Scanno 
a rifletta Barrea. 

» 

(Tratto da Scanno a Villetta Barrea). 


080,000 


Aquila • • . . 


« r 


Strada nazionale degli Abnuzi per Cam- 
potosto alla proTÌnciale AquAa-Asooli 

presso Amatrice. 

A riportare L, 




r 


18,780,500 



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LIMI 1 raourri hl hmm* ì'itaui • ltt4 


4401 


PROVINCIA 


OPERA STRADALE 


Spesa . 
da erogarsi 

decennio 


Nnmero 


Designazione 


finanziario 

dal 

190&-904 

al 191^913 






Bfyorto L. 


18,780,500 






(Tzmtto da Rio Fucina a Gampotocto. 




■ 




(Tratto da Campotosto a Poggio Can- 
celli). 








(Tratto da Poggio OimoeUi aUa proTin- 
ciale Aquila-Ascoli prewo Amatrice). 


560,000 


Aquila .... 


16 


Strada da Solmona per Campo di Giove 
alla proTinciale Prentana presso Par 
lena: 

(Tronco da Cancello TabaMi all'inne- 
sto con la strada IT). 

(Tronco dall'innesto con la strada 17 
a CiuQipo di GioTe). 








(Tronco da Campo di Giove al guado 
della Puttana) 


510,000 


Aquila .... 


17 


Strada dalla Peicara-Popoli, presso la 
stazione di San Valentino^ all' Inoon- 
tro della Solmona-Campo di Gìoto 
in direzione di Pacentro. 

(Tronco dal confine con la provìncia 
di Ohieti al PiiAO déU^Orw)). 








(Tronco da Piano deirOrso a Pacentro). 








(Tronco da Pacentro all'innesto della 
strada n. 10 presso Solmona) . . 

A riportare L, 


T7ftOOO 


- 


20,620,500 



276 — VoL. V. - 1904. 



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4402 



CBB«t ff DlCltrrt «KL «VfiKO «'iTiUA - 19i4 



PROVINCIA 



OPERA STRADALE 



Numero 



DesignaKÌone 



Speoi 
daerogarai 

decennio 

flaanzìarìo 

dal 

190a-004 
al 1918-913 



Arexzo . 



Firenze . . . 



23 



2S 



Areno 



Beneyento . . 



24 



24 



R^to L. 

Strada da Sarnna. per la Valle del Sa- 
TÌo, a Bagno di Romagna e da Bagno 
di Romagna a Pieye di Santo St^ 
fàno 

Strada daSamina, per la Valle del Sa- 
Tio, a Bagno di Riomagna e da Bagno 
di Romagna a Fiere Santo Stefano. 



Spesa autorizzata dalla 
glie 1902, n. 297 . . 



3 lu- 

264,000 



Spesa autorizzata dalla li 
30 giugno 1904, n. 
(Tronco da 3agno di Roma 
gna a Varghereto). . L. 560,000 



L. 814,000 



Strada dalla proTindale Tebro Roma- 
gnola, presso Pieve Santo Stefano, 
per Sestino, a Piano di Meleto in 
provincia di Pesaro 

Strada dalla nazionale Appaio Sanni- 
tica, fra Qambatesa e l£n, per Ric- 
cia alla proTÌnoiale Bebiana ^in con- 
trada Decorata e quindi aUa provin- 
ciale Benevento-Foìano presso il Ca- 
sone Cocca. 



A riportare L. 



20,620500 



180.009 



814,000 



226^200 



21,840,700 



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LKGGX I OBCRKT] DEI. RIGNO «MTALU • 1194 


4403 


PROVINCIA 


OPERA STRADALE 


Spesa 

da erogardi 

nel 

decennio 






finanziario 




Numero 


Designazione 


dai 

1903-904 

al 1912 913 






lÀpcrio L, 


21,840,700 






Spesa autorizzata dalla legflre 3 lufrlio 
1902, n. 297 ... L. J 20,000 






35 

70 


Spesa autorizzata dalla legge 
30 giugno 1904, n, 293 
(Tronco dalln provinciale 
Bebiana alla provinciale di 
serie Benevento-Foiano) L. 300,000 






L. 420,000 


420,000 


Gas erta e Benevento. 


Ponte ful Volturno per congiungere 
le provinciali fra Caserta e Bene- 
vento • ••••-••• 


620,000 


Campobasso . . 


Strada da Agnone a Castel di Sangro. 


440,000 


Campobasso • . 


72 


Strada da Pietraratella alla nazionale 
Appuio Sannitica presso T innesto 
della Iravertó obbligatoria di Riccia. 








(Costruzione del ponte sul Tapino) . 


100,000 


Campobasso . . 


73 


Strada dalla provinciale Garibaldi al 
Piano di Salci to pei pressi di Lucito, 
Casttìlbottaccio e Lupara a Larino e 
per Ururi al confine della Capitanata 
verso Serra Capriola, colle dirama- 
zioni per Montagano, per Quardial- 
fiera, Casacalenda e Colletorto alla 
Capitanata. 

h riportart L. 






23,320,700 



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44Q4 



LMftl I BKIIITI WKL 



i'iTALU > ti 



raoviNciA 



OPERA STRADALE 



Numero 



Designazione 



Speea 



deoeanio 

finaBEterio 

dal 

1903-904 
al 1912-013 



Campobasso 



Oaaerta. 



Ghieti . 



T4 



76 



T7 



Spesa autorix2ata dalla 
glie 1902. n. 297 



Riporio L. 



fge 3 la- 
230,000 



^pesa autorizzata dalla legge 
30 giugno 190i n. 293. 

Tronco (prima parte) da Sann 
biase a Sant* Angelo di Li- 
mosa no. 

Tronco da Lupara a Quar- 
dialfiera . . . . L. 650,000 



L. 1,080,000 



Diramazione della itrada provinciale 
n. 73, per Bagnoli, OmtanoTa del 
Sanalo, alla ib^a proTÌnciaìe Aqui- 
lonia, nei pressi di Peeoolancìano . 

Strada da Piedimònte d'Alife, pel Ma- 
tese a raggiungere la nazionale Iser- 
iAa-OMnpobass»fra fìoiano e Vinchiar 



Prolungionento della pronnciale Pe- 
rano-Castlglìone Messer Marino a 
TrÌTento 



A HljMrlarf L, 



23,320.700 



1,080,000 



S2&000 



616^000 



540,000 



26,08^,300 



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1 ML «MM B'itAUA - 1>M 



44%b 





OPERA STRADALE 


Sp- . 
da erogarsi 


PROTINCIA 




. «taowMiio 






fliuuuurlo 

dal 

190M04 

al 1912-913 




Mvmere 


Designasiotte 






Sipario L. 


a9.062,3M 


CampolMuso . . 


TO 


Strada dal pantX) pia alto dell^oltimo 
ttonco della strada provinciato n. 15 
(legge 30 maAg^l875, n. 2521) presso 

tato di Montefalco&e del Sannio, per 
ma toatto^ deUa> strada comniiale di 

Casino Piccioli e da ivi per Acqna- 
vivay Loritto, Molitorio, Montelongo, 
iMeilo^ Senvcapriola, alla stazione 
ftirrovìsria éi* ChientL 

Spesa autorizzata dalla legge 3 lu- 
glio 1902. n 297 , . L. 436,000 

Spesa autorizzata dalla legge 
30 giugno 1904, n. 293. 






93 


(Tronco da Acqaaviva Colle- 
oooeial Valiofi^Difesasnlla 
pnifvinoiale n. 73) . . L. 400,000 






L. 925,000 


925,000 


CoMnu. . . , 


Strada dal Pònto di Coirono per la 
serra di Melissa e Ciro alla sta- 
zione di Cariati 








(Tmnow dai^ iina» Nicà alla staàone 
di CMati) 

A riportare L, 


400,000 




27,407,300 



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44U(i 



Liooi B DBcmrri nu. ■■amo t'iriLU • IIM 



PROVINCIA 


OPERA STRADALE 


Spesa 
da erogarvi 

decennio 










Numero 


Designasione 


dal 

1903-904 

al 1912^913 






Riporto L, 


27.407,300 


Ghieti .... 


97 


Strada da sotto Ateesa airiatonia, presso 
San Barnaba di San Buono. 

Spesa autorizzata dalla legge 3 Inolio 
1902. n. 297 . . L. 360,000 

Spesa antoriz^ata dalla legge 
80 giugno 1904, n. 293. 






08 


(Tronco dalla proTÌnciale di 
Marucina sotto Atessa alla 
provinciale Gailmi-Gasal- 
bordino) L. 400,000 






L. r 0,000 


760.000 


Ghieti .... 


Prolungamento della provine ial'^ di 
Valainftllo da Guilmi all' innesto della 
Perano Gasti^lione alia Sella dei Gua- 
do di Sant'Egidio 


760 000 


Ghieti .... 


99 


Sti*ada dalla stazione di San Valentino 
alia provinciale di serie fifa Casale in 
Contrada e Pretorio. 








(Tronco dalla stazione ferroviaiia di 
San Valentino l'erManoppeilo a Sena 
Monacesca) 


200 000 


Ghieti .... 


101 


Collogamento della provinciale Istonia 
con la Trignina attraverso la Sella 
del Convento di Pahnoli .... 

A riportare L. 


198,400 




29,325,700 



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4407 


PROVINCIA 


OPERA STRADALE 


Spesa 
da erogarsi 

decennio 






finanziario 

dal 

190»^904 

al 1912-913 




Numero 


Designazione