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REDIA 



77 



GIORNALE DI ENTOMOLOGIA 



PUBBLICATO 



DALLA R. STAZIONE DI ENTOMOLOGIA AGRARIA 

IN FIRENZE 
Via Romaxa. 19 



Volume I. — 1903 




F I R E :N^ Z E 

TIPOGRAFIA DI MARIANO RICCI 

Via San Gallo, N.» 31 

1904 



ifi'^réS:- 



i:>^DICE DEL VOLUME I DEL « REDIA 



Berlese Antonio. — Acari Nuovi. Mauip. I Pax). 235 

— — Acari Nuovi. Mauip. II » 258 

— — Illustrazioue iconogratìca degli Acari mir- 
mecofili (Tav. VII-XX) » 299 

Rìbag^a. Costantino. — Sul genere Ectopmms MacLackl. e 
descrizione di luia nuova varietà àeW Ectopsocun Briggsi Mac- 
Lachl » 294 

Silvestri Pilippo. — Contribuzione alla conoscenza dei Chilo- 
podi. Nuovi generi di Scutigeridae » 253 

— — Contribuzione alla conoscenza dei Terrai- 

tidi e Termitotili dell'America meridionale (Tav. I-VI). . . » 1 

* 

— — Critiche fli lavori sull'Anatomia dei Mi- 
riapodi, ovvero intorno ad una certa risj)osta del Dott. G. 

L. Rossi » 281 






" REDI A „ 



GIORNALE DI ENTOMOLOGIA 



SOTTO LA DIREZIONE 



di ANTONIO BERLESE 
Professore di Zoologia nella R. Scuola Superiore di Agricoltura in Portici 



V^OLXJli^EJ I (190S) 



FILIPPO SILVESTEI 
CONTRIBUZIONE ALLA CONOSCENZA 

DEI 

TERMITIDI E TERMITOFILI 

DELL'AMERICA MERIDIONALE 



PORTICI 

PREMIATO STAB. TIP. VESUVIANO 
1903 



FILIPPO SILVESTRI 



CONTRIBUZIONE ALLA CONOSCENZA 



DEI 



TERMITIDl E TERMITOFILI 



DELL'AMERICA MERIDIONALE 



<^ÌI 



PORTICI 

PREMIATO STAB. TIP. VESUVIANO 
1903 



PREFAZIONE 



Era stato sempre il sogno mio, fin da quando avevo sentito i primi 
fascini alio studio delle scienze naturali, varcare i confini della patria, 
per aìnmÌ7'are la ricchezza e lo splendore della fauna di qualche regione 
tropicale, ed osservare qualcuna delle tante manifestazioni della vita 
degli animali, che pallulcuio in quei paesi fecondati da una alta tempe- 
ra tu r(t e da abbondanti pioggie. 

Tede sogno mio, nel giugno del 1898, doveva div'entare realtà: un'oc- 
casione propizia mi si presenti) per recarmi n eli' Argentina, ed anche col 
sacrifìcio di lasciare per qualche tempo altri studii prediletti , partii 
d'Italia, pieno d'entusiasmo, con desiderio ardente di recarmi però quanto 
piii vicino all' EqiMtore avessi potuto, per studiarvi sopra tutto i Termi- 
tidi, che avevano in modo speciale attratto la mia attenzione, dopo che 
avevo avuto agio di occuparmi delle specie nostrane, mentre ero assi- 
stente del Prof. Grassi. 

Nel 1898 viaggiai per le provinci e nordiche-occidentali dell'Argentina; 
però trovandovi poco materiale per lo studio prepssomi; nel 1899 per- 
corsi parte del Civile, raccogliendo solo il Porotermes qnadricollis (Ramò.); 
nello stesso anno visitai alcune località della R. Or. del Uruguay e, più 
fortunato, rinvenni qui comune un TermAtide, del quale avevo desiderato 
molto conoscere il nido: il Cornitermes striatus (Rag.). Fin qui avevo 
raccolto alcuni Caloternies, Anoplotermes ed Eutermes arenariiis fulvi- 



Aue 8 li"'---'- 




.vif- 



4 TERMITIDI E TERMITOFIIiT 

ceps Silr. e ))on potevo certo esigerne soddisfatto , percif) , nel J900 sta- 
bilii defili iti ramente un viaggio al Nord , verso l' Equatore , qvasi con 
runico scopo di studiare i Termitidi. Visitai l'Alto Para uà, sofferman- 
domi in va vii punti della costa dell' Argentina ^ del Brasile e del Para- 
guay^ fino a Tacuri( Pucii, passai alcuni giorni tra Asunción e Villa 
Pica; in agosto e settembre mi trattenni nel Matto Grosso a Corvmhà e 
Cuyaòày infine fui al Chaco argentino. 

In tutte queste regioni e specialmenle nel Matto Grosso e nel Para- 
guay scorsi le giornate piii belle del mio viaggio e non esagero dicendo 
che vi provai gradite emozioni nella raccolta dei Termitidi. 

Lavorando indefessamente potei mettere insieme il ricco materiale di 
Termitidi e Termitofili, che comprende le specie descritte in questo lavoro; 
potei osservare qualche cosa dei loro costami, e potei esaminare le loro 
abitazioni. 

Bevagna (Umbria), Lng-lio 1901. 



FILIPPO SILVESTRI 



Eleuco delle località uelle qunii furono fatte le collezioni. 



Ai'gentiiin 

Prov. Salta: Tala, Salta (IX. 1898j. 

Prov. Tuciimàii: S. Ann, S. Pedro de Colalao, Tati Vicjo, Tucuiiiàu (Vili. 1H98). 

Prov. Cordoba: Òòrdoba, Cernadas (X. 1898). 

Prov. S. Luis: S. Luis (IV. 1899). 

Prov. Buenos Ayres: Nunez, Villa Catalinas. Temperlt-y, S. Fernando, Ti^re. 

Prov. Entre Rios: Concordia, Chajari rXI. 1899j. 

Prov. S. Fé: Sunchales fXII. 1898). 

Prov. Corrientes: Corrientes (VI. 190U). 

Misiones: Posadas, S. Ana, S. I^-naeio, Pampa Piray. S Pedro (VI-VII. 1900). 

Chaco: Resistencia, Colonia Renitez (X. 1900). 

Formosa: Formosa (X. 1900) 

Chubut (Patag'onia): Puerto Piramides (XII. 1899). 



La Sierra, Mosquitos (V-1899). 
Salto (XI. 1899). 



Uruguay 



Paraguay 



Villa Encarnación, Piierto Bertoni, Tacurù Pucù (Paranà; (VI-VIII 1900). 
Asunciòn, Parag-uarì, Areg'uà, Villa Rica (X. 1900). 

Brasile 

Paranà: Iguazù, Bella Vista (Vili. 1900). 

Matto Grosso: Coxipò, Cuyabà (VIII-IX-1900j-, Urucùm, Corumbà (IX-1900). 

Citile 

Temuco, Pitrufquèn (III-1899). 

Metodo seguito per lo stadio dei Termitidi 

Per le descrizioni, da me fatte, mi sono servito sempre di individui 
conservati in alcool. 

Di ogni casata delle varie specie ho preparato in glicerina il capo, 
il pronoto e le zampe, in formalina le ali : per le osservazioni di tutte 
queste varie parti mi sono servito di ingrandimenti anche forti. 



6 TKRMITIPI E TERMITOFILI 

I colori sono indicati secondo la Cromotaxia del Saccardo. 

Le misure sono tutte espresse in millimetri (mm); in quelle, che 
rappresentano la lunghezza totale -del corpo o del capo, non vi sono 
mai comprese le mandibole ; nella lunghezza del capo delle specie del 
genere Eutermes vi è compreso il naso. La lunghezza del naso è misu- 
rata dalla radice delle antenne alla sua estremità. 

I disegni furono quasi tutti eseguiti con camera lucida e con quanta 
più esattezza fu possibile. 

Rispetto ai costumi quanto narro parte è frutto dell' osservazione 
degli individui nella loro casa e nelle loro naturali escursioni, ]>arte 
invece è dovuto all' osservazione di esemplari tenuti vivi in tubetti di 
vetro. In Buenos Ayres tentai di tener vivi in nidi di Janet Eutermes 
arenarlus fulviceps Silv. e Anoplotermes cinguiatus (Burnì.) , però non 
riuscii al mio scopo che parzialmente, dopo pochi giorni le piccole co- 
lonie, che tenevo in esame, mostravano un deperimento generale e pre- 
sto soccombevano. 



PARTE I. 

TERMITIDAE 



Ceuno storico 



Nella monogratia deirHag'en, il lettore, che ne fosse curioso, tro- 
verà una lunga es])osizione di tiuanto si sajjeva intorno ai Tennitidi 
sud-americani fino all'epoca in cui venne i)iil»l)lieato tale lavoro: io (|ui 
mi limiterò a riassumere ciò clic in (^ssa r contenuto e ad accennare 
agli autori, die si occuparono di Termitidi sud-americani dopo il 1858. 

Hagen, nella citata monografia, descrive 06 specie come apparte- 
nenti air America meridionale ed intorno alla l)iografia di alcune di 
esse riporta quanto fu osservato da Burmeister nei suoi viaggi nel 
Brasile e specialmente da Bates lungo la regione delle Amazzoni. In 
essa quindi abbiamo una cospicua contribuzione alla conoscenza siste- 
matica ed una contril)uzion<' molto scai'sa alla biografia di tali insetti. 
Delle 06 specie io credo essere riuscito a identiticanie 22, delle altre 
alcune mi sono sconosciute c(l alcune mi sembi'ano insufticient<'mente 
descritte. 

Fritz Miiller, il geniale scienziato, che visse parecchi anni a »S. Ca- 
tharina nel Brasile meridionale, fece interessanti osservazioni intorno i 
nidi del Termes Lespesii (Cornitarmes striatus) , del Eidermeft Rip- 
pertii e di qualche altra specie; egli contribuì più di ogni altro alla co- 
noscenza biologica del genere Calotermes e indicò per il primo il signi- 
ficato delle ninfe della seconda forma. Fondf- il nuovo genere Anoplo- 
termes e descrisse sette specie nuove, delle cpiali però appena 1' Ano- 
plotermes paci/icus ho potuto conservare. 

H. V. Ihering si occupò per qualche tempo di Termitidi, e lasciando 
anche da parte le idee erronee da lui emesse intorno al significato delle 
ninfe della seconda forma, possiamo dire che non portò nessun nuovo 



10 . TERMITIDI E TERMITOFILI 

contrilnito alla coTioscenza di tali insetti. Descrisse affatto insufficiente- 
mente due nuove specie. 

P. H. Dudley e Beauniont (1888-1890) pubblicarono importanti os- 
servazioni sui costumi dei Termitidi dell' Istmo di Panama, però, tra- 
scurando essi quasi del tutto la parte sistematica noi non sappiamo 
con precisione di quali specie parlino. 

E. AVasmann (18'J7) descrisse due nuove specie del Brasile. 

A tutto questo si riduce quanto si conosceva prima dei miei viaggi 
intorno ai Termitidi dell' America meridionale. 

Bibliografìa 

Qui ek'iu-o tutti i lavori pubblicati sai Termitidi sud-americani ed anche 
i principali sopra Termitidi di altre regioni ])ubblicati tino al 1901. 

Bates H. W. — Un some particulars in the naturai iiistory of the Termites. 

P. Linu. Soc. London II, j). oo.'J (1854). 
Berg 0. — La vida y costttmbres de los Termitos. Couferencia popular dada 

en la assemblea general de la soc. cientilìca argentina el 

17 de setiembre 18H0 . Buenos Aires 1880, 16 p. con una 

lamina. 
Blaiicliard E. — Inséctes in C. Gay : Historia tisica i politica de Chile. Ter- 

mianos, Zool. VI, p. 87-91 (1851). 
Biirmeister H. — Handbuch der Entomologie : Neuroptera II, Part.I, Berlin 1839. 
t'nlliot J. — Notes sur une éspèce de Termite de l' Ameri qite du Sud. Joitrn. 

de zool. VI, 1877, p. 392-;J97. 
Czerviusky K. — Zitr Anatomie der Termiten. Arb. Lab. Warsaw, 1897, pp. 

31-48, 3 pls. (Summ. v. Adehmg, Zool. Centralbl. 1899, 

pp. 92-95). 
Dudley l\ H. — The Termites of the Isthmus of Panama. J. N. Y. Micr. 

Soc. VI, pp. 102-110. 
» — The Termites or so-called « VVhite Ants » of the Isthmus of 

Panama. J. N. Y. Micr. Soc. V, pp. 56-70, 111, 112, pi. XVII. 
» — Observations on the Termites or White Ants of the Isthmus 

of Panama. Tr. N. York Ac. Vili, pp. 85-114, with 1 pi. 

and 9 lìgs. 
» — Termites of the Isthmus of Panama, Part. IL Tr. N. York 

Ac. IX, p. 157-180. 
Froggatt W. — Australiau Termitìdae, Part. I, Proc. Limi. Soc. N. S. Wales 

1895, pp. 415-438; Part. II , ibid. 1896 , pp. 510-552, pls. 

XXXV-XXXVI, Part. III, ibid. 1897, pp. 721-758, pls. 

XXXIV-XXXV. 
Giebel C. ti. — Fauna der Vorwelt etc. Leipriz 1856 Tom. II , P. I Insecta 

Termes debilis described by Prof. Heer. 



FILIPPO SILVESTRI 11 

Grassi B. e Saiidias A.— Costituzione e sviluppo della Società dei Tenuitidi — 

Atti Acc. Gioenia VI. 
Hag'Cii II. — Monojj'raphie der Termiteii. Limi, eiitom. X. ])p. 1-144. 270- 

o25 (1855J, XII, pp. 1-342 taf. I-III (1858j; XIV. pp. 73-128 

(18(50;. 
» — The leiiKile of Entcniics Uippciti. Psyohe V. i)p. 20o-208. 

Ilavìlaiid G. D. — Observations on Terinites witli deseriptioiLs of iiew speeies. 

J. Limi. Soc. XXVI, pp. 352-442, pls. XXII-XXVI (18V)8). 
Kuower H. — Ovigin of the « Nasutu.s » (soldier) of Eutermes .Inhns Hop- 
kins Univ. Ciré. XIII, pp. 58-59 (1894). 
Knutli P. ^ Tenniten iiud ihre Pilzg'arten. Mit 4 Abbil. Zeil.schr. f. ImUoiii. 

IV, pp. 257-259. 
Kollar V. — Brasilien.s vorzuglich la.stiiie lusecten in Di'. PohT s lìi ise in 

Bvasilien. Wien, 1832. 
Iheriug H. v. — Generationswechsel bei Tennitcìi. Knt. Naelir. XIII. |)p. 1-4 

(1887). 
» — Nochnials der « Generationsw iH-hsei » bei Tenniten. Knt. 

Nachv. XIII, pp. 179-182. 
» — Quelques observations sur Ics nids d' inseetes fails d'arji'ile. 

CougT. Zool. 1892, 1, pp. 24(1-252. 
Lespès Ch. — Recherehes sur l' orgvanisation et les nioeurs du Termite lu- 

cifuge. Ami. Se. nat. Zool. (4) V, pp. 227-282, pi. 5-7 (185(i;. 
Miillei' F. — Remarks on some white ants. P. Boston Soc. Nat. Hist. XIII 

(1869-71) 1871, pp. 205-2O(i. 
» — Recent researches of Termites and Honey-bees. Nature IX 

1874, pp. 308-309. 

» — Addition to our knowledge ot the Termites. Natttre XII. 

1875, p. 218. 

» — Contributions towards the naturai history of the Termites. 

Ann. Mag. Nat. Hist. (4) XIII, 1874, pp. 402-404. 
» — Beitrage zur kenntniss d. Tenniten. I-II, Jenaische Zeitschr. 

VII, pp. 333-358, fig. 11 und Taf. XIX-XX (1873); III, ibid. 
pp. 451-463, lìg. 3: IV, ibid. IX, pp 241-264. Taf. X-XIII 
(1875). 
» — Die Nymphen der Termiten. Ent. Nachr. XIII, pp. 177-178. 

Perez J. — 8ur la formation de colonies nouvelles chez le Termite hicifuge 
(Termes lucifugus) C. R. Ac. Sci. CXIX, p. 804 (1894). 
» — Sur les essaims du Termite lueifuge. C. R. Ac. Sci. CXIX, 

pp. 866 (1894). 
Perty M. — Delectus animalium articulatorum etc. ^Nlonachiae 1830. 
Scudder S. H. — Notes on Eiitermes Rippertii. P. Boston Soc. Nat. Hist. XIX, 

p. 275 (1878). 
Silvestri F. — Operai ginecoidi di Tenrie.s con osservazioni intorno l'origine 
delle va.TÌe caste nei Termitidi. R. Acc. Lincei X, 1° seni. 
pp. 479-484 (1901). 



12 TERMITIDI E TERMITOFILI 

» — Nota preliminare .sui Terinitidi siid-amerìcauì. Boll. Mus. 

Torino XVI, N. 389, pp. 1-8 (1901). 
8iuoatluiiaiiii H.— Some account of the Termite.s, wich are foimd in Africa and 

other hot cliiiiatcs. l'iiiln^. Tran.sact. LXXI , pp. 139-192 

(1781). 
Sorouseii W. — Traek af nog'le sydaiiierikani.ske In.secters Biolojii. Ent. Tid- 

skr. V, pp. 1-25, Taf. I (1880). 
Stokes A. C — The sens-org-an.^ on the legs af our Avithe Ants, Termet; 

Havipes Science XXII, p. 273-276, tig'. 
Swartz 0. — Von den Holzlausen oder weissen Ameisen in Surinaiu, Lichten - 

berg-'s Magaz. IV, St. 1, pp. 46-47 (1786). 
» — Anmarkningar vid Hvita Vestindi.ska Myran^ (Termes L.j 

historia. K. Vet. Acad. Nya Handlgr. Stockholm XIII, pp. 

228-238 Taf. 1. (1792). 
Walker F. — Catalogale of the «pecimen.s of Nenropterou.s ini5ect.s in the 

coUection of the Britbh Mnseum. London, Part III (Ter- 

mitidae-Epliemerieae 1853. 
Wasiiiaiiil E. — Kritische^ Verzeichnis.s der myrniecophilen iind terniitophilen 

Arthropoden, mit Ang'abe der Lebensweise nnd mit Be- 

schreibung' neuer Arten. Berlin 1894, 8^ XIII et 231 pp. 1894. 
» — Bentethiere von Polybia scutellari.s (White) San.s.s. Zool. Anz. 

N.» 538, 1897, pp. 276-279. 
» — Termiten von Madagascar nnd O.stafrika. Abhand. Senc- 

kenb. Ges. XXI, pp. 137-182, pls. XI-XII (1897). 



FILIPPO SILVESTRI 13 



Sistematica 
Insecta Neiiroptera 

Fam. Termitidae 

Inseeta socialia. Societas siiig'ula constat: foeiiiiiia (_'t mare, inia<?i- 
nibus^ militilius, operariis, nyiu]jlii.s ut larvis , interduin caret militi- 
bus, interdum operariis. 

Foeniina 

Foemina fecunda apixdlatur reg-ina, qiiac al) imag-iiie dittert ple- 
rumque mag-nitudine corporis et semper abseutia alarum ad squamam ba- 
salem ablatarimi. 

Mas 

Mas tecundus rex appellatur et ab imagine tantum absentia alarum 
differt. 

Imago 

9 Caput plerumque orbiculare, rare oblongum, media fronte im- 
pressione plus minusve magna affecta, fenestra appellata. Oculì com- 
positi, rotundi, prominentes, laterales. Ocelli laterales, plus minusve al) 
oculis remoti^ interdum absentes. Antenvae moniliformes, supra mandi- 
bularum basini sitae. Epistoma medium linea profonda signatum. L(i- 
èritm sat longum, antice plus minasve rotundatum. ilf«/?Y7/^?f/«^i robustae, 
parte dentali externa et parte molari interna constitutae. Maxilkie lacinia 
bidentata, palpo elong^ato articulis 5 composito. Labium palpo triarti- 
culato. 

Pronotum parum convexum, antice complanatum. 

Meso - et meta - tliorax alis longis, abdomen valde superantibus, in- 
structi. 

Alae clausae super dorsum horizontales et superpositae. Ala singula 
parte basali plus minusve longa^, squama appellata, constituta et parte 
membranacea malore venis quatuor typicis instructa. In ala singula 
descriptionis commoditate marginem externum , posticum et inter- 
nuni discernimus et appellamus venain costaleni voi costo/m quae se- 



14 TEPMITini E TERMITOFILI 

cundum margiiiem externum . vcnivra sìfhcostataleni vel suhcostam , 
quae ad costam approximata et parallela, venam inedia n arti , quae 
plus minusve secundiira niediam alani, venam suhmedianam , quae 
Inter niedianam et marg-inem internuni decurrit. Sulicosta et mediana 
venulas laterales emittere possunt, submediana semper venulas late- 
rales ad marginem internum mittit. Alae tuberculis , spinis vel pilis 
instructae sunt, raro subnudae. 

Pedes tarso 4 - articulato, ung-uibus binis aucto, et interdum etiam 
plantula. 

Abdomen segmentis 10 constitutum; tergita omnia manifesta; ster- 
nituni primum nullum, sternitum septimum ceteris maiius, sternitum 
decimum medium partitum. Seg'nn^ntum ultimum cerco laterali, plus 
minusve brevi, auctuiu. 

Mas.-Foemina parum minor. Sternitum septimum parvum. Segmen- 
tum nonum appcndicibus dual»us (genitalibus) postice medium instruc- 
tam vel non. 

aiiles 

Mandibulae valde evolutae et forma variabili, in genere Eiiterines 
tantum mandibulae minimae. Caput majus quam in imagine, in gene- 
ribus pluribus media fronte antice tubo plus minusve longo, naso appel- 
lato, aucta. Antenna** numero articulorum minore quam in imagine 
et plerumque majore quam in operarlo. Oculi perparvi sed i)l('rumque 
nulli. Alae nullae, tantum appendices alares breves in genere Oalotennes 
ad sunt. 

Infecundus, vel forsitan rarissime fecundus. 

Operavi US 

Mandibulae aliquantum minores quam in imagine. Ucnli nulli. An- 
tennae numero articulorum plerumque minore ciuam in milite. Alae 
nullae. In genere Termes species duo operariornm adsunt. quaruni al- 
tera capite malore. 

Infecundus, vel rare fecundus. 

Nymplia 

Caracteribus imagini similis, alis nonduni bene evolntis , appendi- 
cihits alariìnis in descriptione appellatis. 

Saepe fecundae, et immero malore vel minore in nidis praesenteS;, 
reginam et regem ex imaginiljus substituentes. 



FILIPPO SILVESTRI 15 



Larva 



Larva nymphalis, militaris et openiria antennis iam L'5 - 14 - articii- 
latis intor se distinguendae. 

Habitat: in ligno sicco, in hnnio v»d in nidis supci- huniuiu et super 
arbores constrnctis. 

Patria: Praesertini regiones onmi's tropicales: species nommilae 
etiaui in regionibus temperatis. 

Valore dei caratteri 
Imago 

La forma del capo, se si eccettua il genere Leiicotermes, si può 
dire che é quasi la stessa per tutti i gemn-i. La forma della finestra e la 
posizione degli ocelli presentano piccole variazioni nei varii generi e 
talora anche nelle varie specie. Le mandibole possono servire a distin- 
guere alcuni generi, in altri sono di forma uguale. Le antenne in al- 
cuni generi sono fornite di un numero eguale di articoli per tutte le 
specie, in altri invece esse hanno un numero diverso di articoli nelle 
varie specie. Negli individui di una stessa specie raramente le antenne 
hanno un numero diverso di articoli; la forma di questi è molto carat- 
teristica per ciascuna specie II pronoto è essenzialmente diverso nei 
Calotermitini e nei Termitini, in questi presenta piccole differenze da 
specie a specie, differenze, che male si esprimono con parole, però lio 
cercato fissarle con disegni piìi, che ho potuto, esatti. La scultura delle 
ali é quasi costante per molte specie di varii generi; la squama basale 
delle ali anteriori dà buoni caratteri per la distinzione di alcuni ge- 
neri, in altri ha una forma eguale. La nervatura delle ali non oftVe 
buoni caratteri per la distinzione dei generi e nemmeno per la distin- 
zione delle specie di ciascun genere, essa è molto variabile negli indi- 
vidui di una stessa specie. L'armatura delle zampe, specialmente della 
tibia, è di una certa costanza nelle specie di uno stesso genere. 

3Iiles 

La forma del capo, delle mandibole, del labbro, del pronoto e delle 
antenne sono molto caratteristiche nelle varie specie. Le dimensioni 
sono molto variabili non solo tra individui di una stessa specie di lo- 
calità diverse, ma anche tra individui di una stessa specie e di una 
stessa località, e tra individui di imo stesso nido. 

Operaiius 

I caratteri piìi degni a notarsi in questa casta sono la forma delle 
antenne e del pronoto, e le dimensioni del capo. 



16 TERMITIDI E TERMITOFILI 

Avvertenza. — Come si potrA vedere nella descrizione, che io do 
appresso, di specie viv(ìnti in molte località, le dimensioni specialmente 
sono molto variabili, e con esse variano un poco gli altri caratteri, 
quindi consiglio mio fervido a tutto coloro, che vogliono occuparsi di 
sistematica di Termitidì è questo : di ìion descrivere mai una specie 
nuova fonclanrlosi sull'esame di pochi individui e non rappresentanti 
tutte le caste o almeno soldati e operai; diversamente si continuerebbe 
quella confusione, già cominciata nella monoc/raffa dell' Hagen^ con grave 
danno di questo studio. 

Classificazione 

La famiglia Termitidae si può dividere in dae gruppi abbastanza 
naturali, che sono: Calot-ermitinae e Termitinae. 

I Calotermitini comprendono i Termitidi, la cui società manca della 
casta operaia, è provvista cioè di soli soldati, oltre gli individui reali 
e quelli che diventeranno sessuati. La squama dell'ala anteriore é molto 
sviluppata, la vena costale è riunita alla subcostale per mezzo di vene 
trasversali. Il tarso è fornito di una plantula più o meno lunga. I sol- 
dati sono forniti di piccoli occhi. 

In questa sottofamiglia sono ascritti i seguenti genei'i: Mastotermes, 
Calotermes, Termopsis, Pa,rotern%es , Hodoterm-es, Porotermss, Stolotermes, 
Mixotermes. Io ho raccolto in Sud-America solamente specie di Poroter- 
mes e Calotermes , generi ben distinti fra loro. Calotermes probabil- 
mente dovrà essere diviso in varii generi, però questo sarA solo pos- 
sibile quando si conoscano gli alati di tutte le specie. 

Nei Termitini ciascuna società ha oltre gli individui reali e cpielli, 
che diventeranno sessuati, la casta dei soldati e quella degli operai o 
almeno questa ultima. Le ali anteriori, eccettuati pochi generi, hanno 
sempre la squama piccola, la loi'o subcosta non è unita alla costa da 
vene trasversali, il tarso manca di plantula. I soldati sono senza occhi. 

Hagen a questa sottofamiglia (:= Gen. Termes) ascriveva 3 sottoge- 
neri: Termes s. str. Eutermes, h'hinotermes^ però i caratteri, sui quali 
egli fondava la distinzione dei primi due sottogeneri, non sono costanti 
ed anzi a me sembrano inesistenti; infatti si può vedere nelle ligure 
delle ali, da me date, che è impossibile stabilire due divisioni in una 
delle quali entrino quelle specie che hanno la mediana molto vicina 
alla submediana, ed in un'altra quelle con la mediana allontanata dalla 
submediana. 

Froggatt nel 189(; (Proc. Linn. Soc. N. S. W. 189(;, part. 4, p. 518) 
nel gruppo equivalente all'antico genere Termes distingue tre sotto fa- 



tTLIPPO SILVESTRI 17 

mig'lie: Rhinof^erviitinae con il g'enere Ehinotermes, Glyptotevmitinae con 
i generi Glijptotermi's ed Heferotermes, e Terniitinae con i generi Termes, 
Eutermes, Anaploterm.es . A nve sembra clie anclui i jti^eneri delle altre 
due sottofamiglie possano rientrare fra i Termitini, però non avendo 
potuto osservare i generi ad esse ascritti non voglio insistere su questo 
punto. Nel genere Eutermes Froggatt, corno giA Fritz JMiiller, riunisce le 
specie con soldati forniti di mandibole rudimentali e lungo naso , nel 
genere Anoplotermes le specie sprovviste di soldati, e nel genere Ter- 
mes tutti gli altri Termitini. In tal modo quest'ultimo genere restava 
sempre un insieme di molte specie, che non si i-iusciva a racchiudere 
in determinati gruppi. 

Wasmann nel 1897 (Al)han(l. d. Senck. nat. ftesell XXI, Heft, 1, 
pp. 148-15.3) propose una divisione in sotto-generi del genere Termes 
fondandola sui caratteri dei soldati. 

I sotto-generi da lui fondati furono : Termes, Cornitermes, Copto- 
termes, Rhinotermes, Eutermes, Armitermes, Capritermes, Mirotermes, 
Spinitermes , Anoplotermes . 

Di tali sotto-generi, da me elevati a generi, ho creduto opportuno 
smembrare ancora il gener(^ Termes in Termes s. str. , Leucotermes, 
Microcerotermes, Amitermes. Wasmann propose per il Termes serrifer 
Bates il nome Serritermes come sottogenere del Calotermes, però a me è 
sembrato doverlo ritenere come un genere di Termitino ben caratte- 
rizzato. 

Tale divisione dell' antico g^enere Termes san\ suscettibile di mo- 
ditìcazioni e amplificazioni, quando uno studioso si porrA a scrivere una 
monografia dei Termitidae con ricchissimo materiale proveniente da 
tutte le parti della terra; per i Termididae del bacino del Piata credo 
ora abbastanza giustificata la divisione adottata. 

SUBFAM. CaLOTERMITINAE 

9 Caput fenestra nulla, ocellis instructum vel non. Antennae 15-a2 
articulatae. Pronotum breve, latum, postice non angustatum. Ala an- 
terior squama magna. Costa ad subcostam venulis transversalibus co- 
niuncta; Inter costam et subcostam etiam plerumque vena basalis adest. 
Cerci 2-5 articulati. Tarso plantula plus minusve longa. 

Mas. — Appendices genitales sat longae. 

Regina imagine parum maior. 

Miles — Caput mag-num, oblongum, mandibulis robustis armatum. 
Oculi parvi, umbrini vel pigmento pauco instructi. 

Pronotum breve, antice complanatum, convexum. Meso - et meta - 
notum appendicibus alaribus nullis vel plus minusve brevibus. 

Habitat: in nidis in ligno sicco excavatis. 

2 



18 



TERMITIDI E TEBMITOFILI 



Gen, Porotermes Hag. 

Syn. Hodoterues, Subgen. Porotcrmos Hao-. Limi. cut. XII, p. 101, l^óH. 
» Porotermes Frogg-. Pi-oe. Limi. Soc. N. S. W. 1896, part 4, p. ól7, 
536, 1896. 

Imago — ^' Caput fenestra nulla, oculis sat niag-nis^ ocellis nullis. 
Antennae 19-articula'tae. Labrum (Fig-. 2) latuni, basi aliquantum aug-u- 
stata, angulis anticis rotundatis. Mandibula dextra prseter molam mag-nam 
dentibus 8, sinistra dentibus 6 armata. Maxillae lacinia brevi, apice vix 
bìdentato, galeani param superante, palpo sat brevi, articulis crassiusculis. 
Pronotum breve, latum, postice non angustatum. Ala anterior squama 
aliquantum longiore quam lata, squamula sat magna sutura curva; inter 
costam et subcostamvenabasaliancta; subcosta costam etmedianam versus 
venas emittente; mediana tenui a subcosta remota et ad submedianam 
approximata. Cerci crassiusculi, 5-articalati. Pedes breves, tibia spinis 
tribus apicalibus armata, tarso plantula nulla. 

Mas. Appendices g-enitales manifestse. 

Miles. Caput magnum mandibulis robustis. Antennae 17-19-articula- 
tae. Pronotum breve, latum. Oculi pigmento nigro. 

Patria: Chile. 

Habitat: in ligno sicco, 

1. Porotermes quadricollis (Ramb.) Hag-. 

Syn. Termes pallidus Wlk. Cat. Brit. Mus. Ili, p. 504, 185;:}. 

» chilensis Blanch, in Gay, Hist. fis. 1 pelici. Chilo. Zol.VL]).87. 
» Hodotermes i, Porotermes ) quadricollis Hag-. Limi. ent. XII, p. 101, 
Tab. 1. fig. 10, 1858. 

Imago 5 Testaceus totus , alis liyalinis, costis testaceis. Segmenta 
seriebus duabus setarum nonnullarum et pilis brevissimis praesertim 

postice instructa. Antennae (Fig. 4) 
7} Q, crassae, apice attenuato, 19-articu- 
latae, articulo tertio secundo duplo 
broviore, articulo quarto tertio ali- 
'' quantum longiore, articulo quinto 
quarto aliquantum longiore. Pro- 
notum ( Fig-. 3 ) fere duplo latius 
quam longum, subrectangulare, an- 
gnlis posticis rotundatis. Alae squa- 
ma tantum setis nonnullis; ala ante- 
rior (Fig-. 1 a) squama magna, alae 
posterioris basini superante, aliquantum long-iore quam latae , squamula 
sat magna, interne rotundata; inter costam et subcostam vena basali una a 




v^ig. 1. 

Porotermes quadricollis ; 
a, ala anterior, b ala posterlor. 



FILIPPO SILVESTRI 19 

squamii oi'iento ot ad eamdeiii veiiulas 8-9, modlanam versus venulas 2-3 
mittente ; mediana ad postrem;ni j^artem marg'inis interni pertinente, 
venulis 2-0 plus minusve ramosis; submediana ad medianam approxi- 
mata et aliqnantum ante medium marg-inem internum pertinente, venulis 
8-9; ala posterior (Fig-. 1 //) Inter costam venulas 5-8emittente. Cerci (Fig. 5) 
crassiusculi , sat longù , conici, 5-articulati. Pedes breves, crassi, tibia 
(Fig. (i) spinis nonnullis subtilioribus infra armata , spinis apicalibus 
tribus , quarum in pedibus !• et 2i paris duo infero-laterales , tertia 
supera , in pedibus 8* paris duo subapicales , tertia infera , ab apice 
aliquantum remota. 

Mas. Appendices genitales conicae, elongatae, setis longis insti'uctae. 
Long. corp. cum alis mm 22. long. corp. 2. 
Lat. capit. 2. 

Long, antenn. 2,1; lat. pron. 2,15. 
» pronoti 1,1; 

» alae anter. 20,5, al. post. 19.5. 
» tibiae o* paris 1,5. 
Nym/plia — Sordide cremea oculis nigris. Antennae 19-ai-ticulatae, 
articulo tertio parvo, nudo, a quarto paruin distincto, articulo quarto 
tertio paululum longiore, nrticulo quinto quarto subaequali. Appendices 
alares sat longae. 

Long. corp. mm 10,5: long, append. alar, mm o. 
Miles — Caput ( Fig. 7 ) ferrugineum antice piceum, mandibulis 
piceis, cetero corpore ochroleuco. Oculi cinerei, pigmento nigro etiani 
instructi. Labrum rectangulare, lìreve. Mandibulae sat longae, procerae, 
apice tantum aliquantum recurvo, acuto: mandibula dextra dentibus 
duobus armata, quorum alter ad basini, alter longe pone apicem, sinistra 
dente acuto apicem versus et dente in medio margine armata. Antennae 
17-19-articulatae: 17-articulatae articulo tertio secundo longitudine fere 
aequali, quarto tertio aliquantum breviore; antennae 18-articulatae ar- 
ticulo tertio secundo alinquantum breviore, articulo quarto tertio pau- 
llulum longiore; antennae 19-articulatae, articulo tertio secundo aliquan- 
tum breviore, articulo quarto tertio breviore, articulo quinto cpiarto 
parum longiore. Pronotum antice parum immarginatum, angulis anticis 
acutis, lateribus oblique truncatis. angulis posticis valde rotundatis. 
Miles antennis 19-articuIatis, 
Long. corp. 10; long, capit. o,5; lat. capit. ?>. 
Long, mandib. 2,o. 
Long, antenn. 3; tib. 3* paris 1,6. 
Miles antennis 17-articulatis. 



20 TERMITIDI E TRRMITOFILI 

Long', corp. 8; capit. 3. 

» mandib. 2,1; hit. capit. 2,5. 
Larva. Ocliroleuca oculis nigris; antemiae 16-18 articnlatae. Proiio- 
tum eadem fere forma ut in milite. Appendices alares nullae. 
• Long^. corp. 9; lat. abdom. :>. 
Patria: Temuco, Pìtrufqiìen (Chile). 



Gen. Calotermos Ha 



&• 



Syn. Kalotei-mes Hagv Monat. Ber. Akad. Wiss. Berlin 185:), p. 480, 1853. 
» Calntermes Hag. Linn. ent. XII, p. 33 1858. 

» Calotermes Frogg. Proc. Linn. Soc. N. S. W. 1896 Part 4. p 521,189(j. 
» Calotermes Wnsm. Abhand. d Senck nat Gesell.XXI, Heft.I, p. 150, 1897. 
» Calotermes Havil. Journ. Linn. Soc. XXVI, p. 373, 18"8. 

V Caput fenestra nulla, oculis et ocellis instructum. Antennae 15-20 
arti culata e. 

Labrum latum basi aliquantuni ang'ustata, angulis anticis oblique 
truncatis. Mandibula dextra praeter molam dentibus tribus paruni pro- 
ductis, mandibula sinistra etiam dentibus tribus armata, dente interno 
abbreviato. 

Pronotum breve, latum, postice non angustatum. Ala anterior squama 
long-iore quam lata, basini alae posterioris attingente, squamula magna, 
sutura obliqua: inter costam et subcostam venis basalibus duabus rei 
una, mediana robusta ad subcostam valde approximata et ad eamdem 
cum venulis connexa. Cerci biarticulati. Pedes breves tibia spinis apica- 
libus armata, tarso plantula minima vel magna. 

Mas — Appendices genitales adsunt. 

Miles — Caput magnum mandibulis plus minusve rectis et robustìs. 

Pronotum latum, breve, postice non vel vix angustatum. Oculi ma- 
cula pallida, parva indicati. 

Habitat: In ligno sicco. 

Patria: Cosmopolita. 

Osservazioni. — Il genere Calofermp.s secondo le specie qui descritte po- 
trebbe essere diviso in due griippi per la forma dei soldati; nel primo sa- 
rebbero compresi C. fìdvescens., hirfpUus, mode.^fiis, iafifrovs^ iitrisus e rx- 
go.'iìts., nel secondo C. temnocephalus, friceromegas, tourocephaliis, lohicepìialus. 
Per la forma delle ali e della plantula il primo gruppo si potrebbe dividere 
in due altri, contenente uno C fulvesccits, Jiirfe/ìu.s, modestus, latifrons, nci- 
sus, l'altro C. riiyosiis e sottospecie. 



FTTJPPO SILVESTRI 



21 



2. Caloterraes fiilvescens Silv. 

Imago V Fulvescens totus, abdominis ventre excepto cremeo; oculis 
iiigris, alarmn venis majoribiis fulvescentibus. Pilosellus. Caput (Fig. 8) 
subrotLindatum, panilo longius quam latum, Antennac (Fig. 9) 17-18 (16-19)- 
articulatae, gj'adatim vix atteniiatac, setosae et pilosae, articulo tertìo 
secuiido longitudine subaequali, parum crassiore, articulo quarto tertio 
aliquantum breviore, articulo tiuinto quarto subacquali. Oculi lU'orai- 
ncntes; ocelli ovales, oculos attingentes. Pronotuni (Fig. 8) l'ere duplo 
latius quam longum, capite paullo latius, rectangulare, lateribus, prae- 
sertim in angulo antico, rotundatis, antice paullulum emarginatum, pos- 
ticc recte truncatuni. Alac (Fig. 2) superticie granulis conspersa, costis 

pilis instructis: ala anterior 
squama jjarum latiore quam 
longiore angulo externo pa- 
rum rotundato , squamula 
interne obliqua, Inter costam 
et subcostam venis basai ibus 
duabus, subcosta ad costam 
venulis trasversalibus 7-8 
conìuncta, vena mediana ad 
subcostam approximata et 
ad eamdem venulas 5-6 
mittente , vena submediana 
a mediana remota , fere in 
media ala decurrente et venulas 8-9 ad marginem internum mittente. 
Ala posterior Inter costam et subcostam vena basali una , subcosta 
et mediana venis connatis, tantum aliquantum longc a basi divisis, 
api)roximatis, subcosta ad costam venulas 5-6, mediana ad subcostam 
venulas (i-7 mittente. Cerci (Fig. 10) subconici , integri, basi incras- 
sata, setis nonnullis instructi. Pedes (Fig. 11) sparse setosi, tibia spinis 
tribus apicalibus, dentatis armata, tarso plantula minima aneto. Ster- 
nitum 7um elongatnm et valde latum, postice vix triangnlare, late ra- 
tundatum. 

Mas. Appendices genitalcs subtiles , conicae^, pilis et seta apicali 

instructae. 

Long, corp cum alis 9 12,5 - 13, maris 11,5 - 12,5; long. corp. ? 9,5- 

10, maris. 8,5-9,5. 

Long, capit. 1,5, lat. l,o; long, antenn. 2,2. 
Long, pronoti 0,8, lat. 1,6. 

Long. al. anter. V 10, maris 9,5, al. poster. 9,B. 
Long, tibiae o^ paris 1. 




Fig. a. 

Calotcrmes j'ulvescens ; 
a ala anterior, b ;ila posterior. 



S2 TERMTTIDT E TERMITOFILI 

Nj/mplia — Pallida, capite thoraceque stramincis, alis ochroleucis, 
oculis nigris. Antennae 15-18 articulatae, articulis l-o fere nudis, arti- 
culis 0-6 ininoribus, subaequalibus. Pronotum in augulis })osticis vix 
emarginatum. Meso-et inetathorax alis iam mm 2 long'is. Appendices 
genitales in mari et in tbemina manifestae. Tibiae spinis subapicalibus 
margine vix dentato. ^.' Sternituni septimuni octavum nondum obtegens, 
postice medium late triangnlare. 

Long. corp. mm. 9, long. al. 2. 

O.sseroazioite — In quasi tutti g'ii individui da me riferiti a queista t'orina 
specialmente la cuticola dell'addome si trova distaccata dall'ipoderma, seg-no 
di prossima muta. La differenza fra queste ninfe e gli alati consiste nel nu- 
mero degli articoli delle antenne, essendo g-eneralmente 15-16, e solo in poclii 
individui 17-19, nella forma degli articoli 3-6, i qiiali per essere di recente 
formazione sono ancora ])iccoli e poco distinti fra loro, nella forma del pro- 
noto, che presenta gli ang'oli posterioi-i un poco smarginati, ed infine nella 
forma del settimo sternite della femmina, ancora poco sviluppato da non co- 
prire l'ottavo, e nella presenza delle ajtpendici genitali anche nelle fennnine, 
appendici, che scompaiono negli alati dello stesso sesso. 

Nympha iuvenilis — Ditfert a n^nipha descripta : colore abdominis 
maculis terreis conspersi, cibi causa in intestino contenti; antennis 11-15 
articulatis; oculis non vel vix pigmento afifectis; pronoto angulo antico 
vai de rotundato, postico sat producto; appendicibus alaribus parvis, li- 
bellam marginis postici meso-et metathoracis parum superantibus. 

Long. corp. 7-8. 

Miles — Caput praesertim antice latericium, mandibulis nigris; thorax 
fnlvus, abdomen supra fulvescens, subtus avellaneum. Corpus totum 
pilis brevibus sparsis instructum. Caput (Fig. 12} magnum, rectangu- 
lare, angalis posticis rotundatis, nu^dium sulcatum, clypeo excavato. 
Labrum semiovale. Mandibulae robustae, longae, apice acuto introrsum 
curvato: mandibula dextra dentibus duobus magnis armata, sinistra den- 
tibus 5 parvis, acutis. Antennae (Fig. lo) lo-articulatae, articulo tertio 
secundo crassiore et aliquantum longiore, articulo quarto tertio parum 
minus quam duplo breviore, articulo quinto quarto subaequali. Pronotum 
capite parum latius , sul^i'cctangulare, lateribus rotundatis, antice ali- 
quantum emarginatum. Meso-et meta-notum lateribus angulo postico vix 
producto. Cerci breves, conici, setosi. Appendices genitales sat subtiles. 
Pedes eisdem imaginis crassiores, femore praesertim incrassato, tibia 
spinis tribus apicalibus margine vix dentatis. 

Long. corp. 10. H; long, capit. .S,2, lat. 1,1. 

Long, mandib. 1,7. 



FII>IPPO SILVESTRI 



23 



Larva ìiymphalis (antcnnis 12-ai'ticulatis) — Abdomen iani maeulis 
terrcis conspersum. Odili nondum pig'mcnto affectis. Antcunac artieulis 
12, (luoriim tertius et quartus nudi (in articulo tertio iam divisio altera 
vix vix niaiiifesta). Pronotum capite latiiis, antice emarginatum ang'ulis 
anticis et lateribiis rotundatis, angulo postico sat prodiicto. Meso-ct me- 
tatliorax appendicibus nullis. Tibiae spinis apicalibus perparvis. 

Long-, corp. 4,5; lat. capit. 0,9; lat. pronoto 1,5. 

Larva militaris (ant. 12-art.) — Dittert a larva nymphali capito nia- 
iorc, pronoti latcribus latis, rotundatis, scd angulis posticis vix pro- 
ductis. 

Long. corp. 4,2; lat. capit. 1,1; lat. prouot 1,5. 

Patria: Cuyabà. 

< tu f>(' I-razione. — A que.sta .stessa .specie o alla seguente devono probabil- 
mente riferirsi gli individui di CaLotcrmes ca.staiums del Brasile esaminati da 
Hagen. 

o. Calotermes hirtellus Silv. 

Imuijo — V Fulvescens totns abdominis ventre excepto, crcnieo; 
ocnlis nigris, venis fnlvescentibus. Hirtellns. ('aput snbrotundatnni panilo 
longins qnani latnm, fronte paruni deplanata. Labrum breve, antice rotun- 
datum. Oculi prominentes, ocelli ovales oculos attingentes. Antennae 19-ar- 
ticnlatae, articulo tertio secundo longitudine snbaequali paruin crassiore, 
articulo quarto tertio aliciuantum breviore et tiuinto snbaequali. Pronotum 

aliciuantum latins quani longuin, capite panilo 
latius , antice parum eniarginatum , lateribus 
rotundatis , margine postico antico jianllulnm 
latiore. Alae (Fig. 3), granulis conspersae, costis 
pilorum serie auctis: ala anterior squama fere 
aeque longa fic lata , angulo externo valde 
rotundato , inter costam et subcostani venis 
basalibus duabus, subcosta ad costam venulis 
transversalibus 7 coniuncta, subcosta et media- 
na approximatis, mediana ad costam vennlas 
10 mittente , submediana a mediana remota, vennlas 10 ad marginem 
internum mittente. Ala posterior inter costam et suÌ3costam vena 
basali una , venis subcosta et mediana connatis , parum longe a 
basi divisis , subcosta ad costam vennlas 5, mediana ad subcostam 
vennlas 9 mittente. Tergi ta et sternita seriebus duabus setarum in- 
structa. Cerci breves, subconici, basi incrassata, setis nonnullis instructi. 
Sternitum 7"™ elongatum et sat latum, postice triangulare, parum ro- 
tundatum. Pedes sparse setosi, tibia spinis tribus, subapicalibus, robu- 
stis, margine dentatis aucta: pedes paris primi ta-rsi artieulis l-o sub- 




F^ig^. 3. 

Caioterm.es hirtellua ; 
a ala anterior, h ala i osterior. 



24 TERMITIDI E TERMITOFILI 

aequalibus , paris 2-3 nrticulo primo sccimdo et tertio, simul sumptis, 
longiore , plantuln minima. 

Long', coi'p. cum alis 14, long', corp. 9. 

Long, capit. 1,6, lat. 1,4; long, antenn. 2,5. 

Long, pronot. 1, lat. 1,0. 

Long. al. anter. 11, al. poster. 10. 

Nijmpha — Pallida tota oculis nigreseentibns. Antennae (17-) 18-19 
(-20)-artieulatae, articulis o-6 minoribus, Inter sese parum distinctis. Pro- 
notum fere ut in imagine. Appendices alares mni. 2 longae. Long, 
corp. 9. 

Nymplia iuvenilis — Pallida, abdomine cibi causa, in intestino con- 
tenti, plus minusve terreo. Antennae 15-16 (-17)-articulatae, articulis o-6 
minoribus, tertio et quarto nudis. Oculi ingmento nullo. Pronotum vix 
trapezoideuni, lateribus rotundatis, angulo postico non producto. Ap- 
pendices alares libellam marginis postici meso-et metanoti parum supe- 
rantes. 

Long. corp. 8. 

Miles — Caput luteo-terrugineum mandibulis nigris, thorace, abdo- 
mine pedibusque pallidis. Caput (Fig. 14) raagnum, rectangularc, posticc 
rotundatum, medium sulcatum clypeo excavato_, setis sparsis instructum. 
Mandibulae elongatae, robustae, apice acuto, recurvo: nnindibula dextra 
margine interno dentibus duobus magnis armata, sinistra dentibus tribus 
sat parvis, quorum duo int'eriores bilobi. Antennae (Fig. 15) 16 (-17j-arti- 
culatae articulo tertio secundo longitudine fere aequali, sed crassiore. 
Pronotum capite vix latius, rectangulare, lateribus rotundatis, antice 
emarginatum , postice vix emarginatum , duplo latius quam longum. 
Meso-et metanotum angulo postico vix producto. Cerci conici, basi parum 
crassa. Appendices genitales sat longae et subtiles. Pedes setis sparsis, 
femore incrassato, tibiae spinis vix denticulatis, plantula minima. 

Long. corp. 11,5; long, capit. 3,5, lat. 2,2; long, antenn. 2,2; long, 
mandib. 1,4. 

Long, pronoti 1,15, lat. 2,3. 

Larva ni/mphalis (articulis 12) — Pallide albescens abdomine ma- 
culis terreis nullis vel paucis. Corpus setis perbrevibus instructum. 
Caput rotundatum sat parvum. Antennae 12-articulatae, articulis 3-5 
minoribus, subaequalibus, olim antenna altera 11-articulata, articulo 
tertio secundo fere aecpiidi , articulis tertio et quarto nudis. Pronotum 
breve, latum, magis quam duplo latius quam longum, postice parum 
rotundatum, lateribus valde rotundatis, antice medium emarginatum. 
Meso-et nietathorax appendiciT)US nullis. 

Long. corp. 3,2; lat. capit. 0,8. 



FILIPPO SILVESTRI 2r> 

Larva miilitaris (articulis 12) — Pallida abdoiriine maculis terreis 
noiiuullis. Caput rotundatum inagnum. Antcnnae 12-articiilatac', arlicuio 
tcrtio secundo parum breviore, nudo, articulis 4 et 5"^ minoribus. Pro- 
notum breve, latum, duplo latius quani lougius, postice vix rotundatum 
lateribus rotundatis, antica parum emarginatum. 

Long', corp. o,5; lat. capit. 1. 

Patria: Itaisi (Cuyabìi). 

Osservazioìie — Questa spurie è molto prossima ali aiuefedeiilc; se uè ili- 
stiuguc per la scultura del corpo e per la t'orma (lei soldato spcrialmi'iite. 

4. Caloterraes modestus 8ilv. 

Rex — FulvLis totits oculis nigris. Corpus setis brevibus, sparsis in- 
structum. Caput parum longius quam latum. Antennae articulis?, arti- 
culo primo secundo longiorc, articulo tertio sce-undo fere acquali. Pro- 
notum panilo magis (piani duplo latius (juaiu longum, trapezoideum, 
angulo antico valde rotundato, postico etiani rotundato, antice medium 
aliquantum emarginatum. Ala anterior squ;iiiia i)arimi longiorc quam 
lata , angulo externo obtuso. Cerci breves. Appcndices genitales at- 
tenuatae, conicae. Pedes setosi, tibia spinis tribus, robustis, subapica- 
libus, dentatis armata, plantula minima. 

Long. corp. S; long, capit. 1,7, lat. 1,5. 

Long, pronot. 0,*.i, lat. l,'.l. 

Niles Caput praesertim antice latericium, maudiluilis nigris. thorax 
fulvus, abdomen su{)ra luride tulvescens, subtus avellaneum. Corpus 
pilis brevibus sparsis. Caput (Fig. 17) rectaugulare, angulis posticis 
rotundatis, clypeo aliquatitum excavato. Antennae 14-articulatae. arti- 
culo secundo tertio breviore, fere nudo, articulis (piarto et (plinto Inter 
se aequalibus. Oculi parvi, atri. Mandibulae elongatae, robustae apice 
acuto, reeurvo; mandibula dextra dentilms duobus armata, sinistra den- 
tibus tribus parvis, ciuorum infer a duobus superioribus valde remotus. 
Pronotum capite vix latius, parum magis quam duplo latius quam lon- 
gum, postice late rotundatum, lateribus rotundatis, antice parum emar- 
ginatum. Meso et metathorax appendicibus minimis. Cerci breves. Tibia 
spinis apicalibus vix dentatis. 

Long. corp. '.),2: long, capit. o, lat. 2. 

Long, mandib. 1,H: long, antenn. 1.7. 

Long, pronoti 1,1, lat. 2,H. 

Nymha mvenilis — Pallida abdomine cibi causa, in intestino contenti, 
plus minusve terreo, appendicibus alaribus uchraceis. Uculi pigmento 
nullo. Antennae 15-16-articulatae, articulis :-i-5 Inter sese vix distinctis, 
articulo quarto minimo, articulis :-5-4 nudis. Pronotum magis (juam duplo 



2(1 TERMITIDT E TER]\riTOFII>I 

latius quani longuiu, aiiticc \'ix ciiiarg'inatnm, postice fere rccte trun- 
catum, angulo antico rotundato. postico aliquantum acute producto. V 
Stcrnitum 7"™ postice periate rotmidatuiii. 

Long. corp. 8,5; long, app. alar. 0,ó. 

Regina substitutionis (P^ig. Iti). Caput cuui tlioraee ocljroleucuni, abdo- 
mine avellaneo. Corpus pilis hrevioribus sparsis. Antennae 19-articulatae, 
articulo secundo tertio longitudine subaequali, crassiore, articulo (|uarto 
ceteris minore. Oculi parvi, non prominentes, grisei. Pronotum inagis 
quam duplo latius qiuini longuni, antico parum emarginatuni, postice 
fere recte truncatum, lateribus rotundatis, angulo antico rotundato, po- 
stico obtuso. Meso et nietathorax a})pendicibus alaribus niinimis. Ster- 
ni tum 7"™ sat niagnum, postice late triangulare, ab api)endicil)us geni- 
talibus praesi^ntibus a})iee sat remoto. Cerci breves, pilosi. Pedes breviter 
setosi, tibia spinis tribus subapicalibus, acutis, parum robustis, non den- 
ta ti s armata. 

Long. corp. 1>,5; long, capit. 2, lat. 1,7: long, antenn. 1,9. 

Long, pronoti 0,0, lat. 22. 

Larva regalis substitutionis — t. Ditlert a regina: antennis l(>-articula- 
tae, articulo quarto ceteris minore, articulo quinto tertio breviore, articu- 
lis 8-4 nudis. Pronotum angulo antico valde rotundato, antico parum 
emarginatum, postice late rotundatum , utrinuiue parum excisum. Ap- 
pendices alares perbreves. Sternitum 7""^ postice triangulare. 

Long. corp. 8. 

Mas. — Antennae 15-articulatae, articulo tertio ceteris minore, nudo. 
Sternitum 7"™ breve, postice fere recte truncatum. 

Long, corp. 8,5. 

Patria. — Corrientes (Kep. Argentina;. 

Osservazione. — Gli individui reali di sostituzione sopra descritti difleri- 
scouo da individui di età corrispondente, che devono sviluppare ali, per le 
dimensioni bell'addome, gli occhi pigmeutati, la forma del prouoto etc. 

In questo nido esisteva il re vero e con tutto ciò tra gli individid desti- 
nati a diventar reali di sostitiizione oltre o '^ tigiirava l maschio. 

5. Calotermes latifrons Silv. 

Miles — Caput postice latericium antico nigrescens, nitens, pronotum 
anticelatericium, margine nigro, pronoti parte postica et cetero corporc 
cremeis. Corpus pilis et setis paucis sparsis instructum. Caput (Fig. 18) 
crassum, antico supra antennarum radices tuberculatum, medium parum 
oblique excisum. Mandibulae crassiusculac apice acuto, recurvo: man- 
dibula dextra dentibus duobus sat magnis, sinistra dentibus duobus 
parvis. Labrum subquadratum, augulis anticis late rotundatis. Antennae 



FILIPPO Sir.VESTRI 



27 



lo-articulatae, artieiilo tcitio quarto duplo loug-iore, parum crassiorc. 
Pronotum fere duplo latius quani lougum, aug-ulis postici s ^•ald(• rnimi- 
datis, ang'ulis autieis rotuudatis, antrorsum vix productis, auiiee humIìuui 
iucisura paullulum profuuda, periata, triaug-ulari, luarglue iitrim(|ue sur- 
sum aliquantuni verg-eute, paruui crenulato. Cerei breves. Pedes coxa 
aliquantum erassa, tibia spinìs subapicalibus, sat brevibus, robustis, vix 
denticulatis. 

Long. corp. 1»; long, eapit. 2,4, lat. 1,(55. 

Long, niandib. 1,1; long, antenn. 2. 

Long, pronoti 1,1, lat. 1,V». 

Nymplìa — Straminea tota. Caput subrotundatmn. Labrum magmiiii. 
antice trap(^zoideuni. Antennae 18-artieulatae, articulo tertin pcrparvo. 
nudo, articulo ({uarto ceteris breviore, setoso. Oculi piguieiito paueo. 
Pronotum antiee vix emargina tum, an'j;iilis anticis rotuudatis autrorsuni 
vix vergentibus^ angulis posticis rotuudatis. medium postice vix emar- 
ginatum. jMeso-et nu_^tathoi'ax appendicibus alaribus longis. Tibia spinis 
apicalibus tribus, robustis, aeutis, margine dentieulato. 

Long. corp. 9; long, capit. 1,0, lat. 1,2; long, antenn. 1,7. 

Long, prò noti 1, lat. 1,5. 

Long. app. alar. 1,5. 

Patria: Las Trinclieras (Venezuela) Meinert. 

tì. Caloteriiies incisus Silv, 



Imago — Mas. Supra ochroleueus, subtus avellaneus. Cor[)us pilis et 

setis (in segnientis singulis) uniseriatis instructum. 

Caput vix longius quani latum. Labrum antice rotuudatum. Uculi 

nigri, parum promiuentes. Antennae 16-articulatae, articulo tertio quarto 

parum longiore. Pronotum fere duplo longius 
([uam latum, antice parum emarginatum, an- 
gulis anticis vix rotuudatis, postice valde ro- 
tuudatis. Alae (Fig. 4) granulis Inter sese ali 
(luantum remotis instructac: ala anterior squama 
taaeque lata ac longa, angulo externo vix o- 
ctuso, Inter costam et subcostam venis basa- 

^ , , . . libus duabus , subcosta ad costam venulis 5 

Calotermes inctsus : ' 

a ala anterior,» ala posterior. couiuucta, mediana. Ut subuiediiina, tennis ve- 

nulas 5 subtiles ad subcostam emittente , sub- 
mediana ad inediauam ai)proxiniata venulas 12 ad marginem emittente. 
Ala posterior inter costam et subcostam vena basali una louga. sul)- 
costa ad costam venulis 5 coniuncta. Cerci consueti. Pedes tibia spinis 




Fior. 4. 



28 TERMITIDI E TERJEITOFILI 

suhapicalibus trihufs . attcniiatis , acutis . dcnticulatis, tarso unguibus 
attenuatis, plantula magna. 

Long. corp. cuni_ alis 10; Jong. corp. 6,5. 

Long, capit. 1, lat. 0,9; long, antenn. l,(i. 

Long, pronoti 0,(>, lat. 1,1. 

Long. al. anter. 8,5, poster. 8. 

Miles — Luteo-ferrugineus , clypeo niandibulisquc iiigris. thorax 
ocliroleucus , abdomen pallidnni. Caput (Vig. 19) antico gradatim coni- 
planatum. I^abruni niagnnni, antico rotundatuni. j\Iandilìulac longae, sat 
crassae: dextra dentibus duobus sat magnis, sinistra dentibus tribiis, 
quorum duo intcriores bilobi. Antennae (Fig, 20) lo-articulatac, articulo 
tcrtio secundo dui)lo longiore, parum crassiore. Pronotuni paullo minus 
qUam duplo latius quani longum, antico medium incisui'a magna, pro- 
funda, triangulari, angulis antieis rotundatis, vix antrorsum vergentibus, 
postico fere semicirculare. Pedes coxa parum incrassata, tibia spinis sat 
robustis. 

Long. corp. 6,4; long, capit. 2,2, lat. 1,4. 

Long, mandib. 1,2; long, antenn. 1,7. 

Long, pronoti 0,8, lat, 1,5. 

Nympha — Ca[)ut et thorace cremea, abdomine pallido. Caput 
subrotundatum. Oculi pigmento pauco. Antennae 17-articulatae, articulo 
tertio in altera secundo longiore, nudo, in altera secundo breviore et 
setis instructo. Pronotum minus tiuam duplo latius quam longum, antico 
parum emarginatum, lateribus rotundatis. Appendices alares sat longae. 

Long. corp. 7;.long. append. alar. 1,5. 

Patria: S. Jean. VM'^/n iS^dc 

7. Calotermes rugosus Hag. 

(Limi. ont. XII. p. (io, Tali. Ili, fig. 4'. 

Imago — Q Atropurpurous, nitons, ore. antennis, tibia tarsisque 
t'ulvis. Corpus pilis et setis longis, sparsis instructum. Caput (Fig. 21) 
subrotundatum, paullo longius quani latum. Labrum semi(;llipticum. Oculi 
nigri, parum prominentos. Antennae articulis (15 -) 16 - 17 (- 18) compo- 
sitao, articulo tertio secundo plus minusvc longiore, articulo quarto 
cetoris minore. Pronotum minus ciuani duplo latius quam longum, po- 
stice medium paullulum emarginatum, lateribus rotundatis, antice ali- 
quantum emarginatum. Alae (Fig. 5) tuberculis i-utundatis, vix elovatis, 
obsessae. Ala anterior squama longiore quam lata , angulo externo 
obtuso; inter costam et subcostam venis basalibus duabus, subcosta ad 
costam venulis 6 coniuncta, mediana parum longe a Ijasi ad subcostam 
annexa , submediana venulas 10 ad inarginem internum mittente. 



FirJPPO SILVESTRI 



29 



qiiaiTiiu iionnullae interdum bifldae. Ala posterior inter costam et sub- 
costani vena basali una, mediana nulla. Sternitum 7 u™ postice ad cer- 
coruni libcllani pertinens, triangulare rotundatuni. Cerci conici, setosi. 

Pedes ( Fig. 22 ) elong-ati . tibia spinis 
tribus subapicalibus, acutis, vix dentatis, 
^ tarso plantnla magna instructo. 

Long. corp. cum alis 10, long. corp. 7. 




Calotermes rvgosus : 
a ala anterior, li ala posterior 



Long, capit. 1,5, lat. 1,2; long. 

antenn. 2, 1. 
Long, pronoti 0,8, lat. 1, 4. 
Long. al. anter, 7, poster. G, 5. 
Regiììa — Picea abdomine nigro-fu- 
ligineo. Long. corp. 7./ 

Rex — Long. corp. (i, 5. 
Nympha — Pallida tota appendicibus alaribus stramineis. Oculi 
nigrescentes. Antennae l()-(17)-articulatae, articulo tertio secundo pa- 
rum breviore. articulis quarto et quinto ceteris brevioribus. Pronotum 
panilo magis (juam duplo latius quam longum, antice vix emarginatuni, 
postice vix rotundatum, lateribus rotundatis. Appendices alaros longae. 
Log. corp. 7; long. app. alar 1. 

Nympha iuvenilis — Straminea appendicibus alaribus ochroleucis, 
abdomine terreo maculato. Oculi pigmento nullo. Antennae 15-articu- 
latae, articulo tertio secundo duplo breviore, nudo, articulo quarto 
ceteris minore. Appendices alares perpavae. Long. corp. 8. 

Miles major — (Tigre). Caput praesertim antice latericium, cete- 
rum corpus cremeum vel ochraceum. Caput (Fig. 23) magnum, rectan- 
gulare , clypeo vix depresso. Mandibulae robustae , porrectae , apice 
acuto, mandibula dextra dentibus duobus magnis, sinistra dentibus 5 
parvis. Labrum quadratum angulis rotundatis. Antennae 13 - articula- 
tae, articulo tertio secundo duplo longiore, claviformi, articulo quarto 
ceteris minore. Oculi parvi, rufescentes. Pronotum niinus quam duplo 
latius quam longum, antice sat emarginatuni , margine nigro vix 
reverso, angulis rotundatis, lateribus etiam et angulis posticis rotunda- 
tis, postice medium vix emarginatum. Meso - et metathorax appen- 
dicibus alaribus minimis. Abdomen fere cylindricum. 
Long. corp. 8, 5; long, capit. 2, 8, lat. 1. 7. 
Long, mandib. 1, 05; long, antenn. 2. 
Long, pronoti 1, lat. 1,8. 
Miles. parvus (Tigre): Long. corp. 6,8. 
Miles. S. Miguel: Antennae 15 - articulatae. Long. corp. 8. 
Tigre: Antennae 14 - articulatae. Long. corp. 7,5. 



30 TERMITIDI E TERMITOFILI 

La Sierra: Antennae 15 - articulatae. Long-, corp. 8,5. 

Villa Catalinas: Antennae 12 - articulatae. Appendices alares mini- 
niae. Long', corp. (>. 

Villa catalinas; Antennae 11 - articulatae. Appendices alares nullae. 
Long. corp. 4,8. 

Miles nj/mp/ialis (Vig. 49) — Imiuaturus. Pallidus totus. Caput man- 
dibulis iani elong'atis , antennis 15 - articulatis , articulo tertio secundo 
long'iore, articulo quarto ceteris minore. Pronotum paullo mag-is quani 
duplo latius quani longum, antice vix emarginatum, postice vix rotun- 
datum, laterilìus rotundatis, ang-ulo antico rotundato. Meso-et nietathorax 
appendicihus alaribus sat long'is. 

Long-, corp. 7,2; long-, capit. 1,8, lat. 1,5. 

Long, pronoti 0,8, lat. 1,5. 

Long, append. alar. 0,8. 

Nympha miUtaris — (Tigre). Pallida tota. Caput subrotundatuni. 
Antennae 15 - articulatae, articulo tertio secundo fere aequìUi, articulis 
quarto et quinto Inter sese aequalibus et ceteris minoribus. Appendices 
alares sat longae. 

Long. corp. 5,5; long, capit. l..o, lat. 1.2. 

Long. app. alar. 0,6. 

Larva miUtaris — Pallida tota. Caput subcirculare. Antennae 12- 
articulatae, articulo tertio secundo longitudine fere aequali, nudo. Pro- 
notum paullo magis quam duplo latius quam longum, antice paulluiuui 
emarginatum, angulo antico rotundato, lateribus rotundatis, postice 
fere recte truncatum. Appendices alares nullae. 

Long. corp. o; long, capit. 1. lat. 1.15. 

Long, pronoto 0,5, lat. 1,1. 

Larva nymphalis — Pallida, abdomine plus minusve terreo. Antemiae 
12 - articulatae, articulo tertio secundo paullo breviore, nudo; articulo 
quarto ceteris breviore Pronotum lateribus extrorsum productis, fere 
quadruplo latiiis (]uam longum, angulo antico late rotundato, setis paucis 
instructo, angulo ])Ostico acuto. Mesonotum pronoto aliquantum minus 
latum, lateribus pi-oductis, horizontalibus, triangularibus, apice rotundato, 
setis nonnullis instructo. Metanotura lateribus parum brevioriluis et la- 
tioribus quam eadem mesonoti. 

Long. corp. 4,5; long, capit. 1, lat. 1. 

Long, pronoti 0,4, lat. 1,5. 

Larva nymphalis iuvenis (Fig. 46-47) — Pallida, alxlómine maculis 
terreis. Antennae (Fig. 48) 11 - articulatae , articulo tertio nudo, longi- 
tudine secundo fere aequali, articulo quarto ceteris breviore. Pronotum 
lateribus latis , lioiinzontalibus. quintuplo latius quam longum , angulo 



FILIPPO SILVESTRI ol 

antico rotundato, setis paiicis instructo, ang'ulo postico acuto-rotundato. 
Mesonotmu latorilms fbi"(^ ad oaradem libellam latin'um pronoti |)('rtinenti- 
bus, sed mag-is attennatis , rotundatis. marg-ine sctis paucis instructo. 
Metanotum lateribns non productis. 

Long', corp. 3.5; lat. ca])it. 0.7. 

Long", pronot. O.o, lat. 1,5. 

Larva jiniior fFig-. 44) — Pallida tota. Antennac (Fig. 45) 10-arti- 
culatae, articnlo tortio nudo, seciindo longiore. Proiiotum latorilìus jio- 
rizontalibns latis, augulo antico valde rotundato, postico retrorsuiu trian- 
gulariter producto, marg-ine setis paucis instructo. Mcsonotum latcì'ittus 
parum minus latis quam oadem pronoti, angulo postico reti'orsuni ali- 
quantum acute producto, setis paucis aneto. 

Long^. corp. 1,8; lat. cap. 0,5. 

Long-, pronoti 0,0, lat. 1. 

Osservaziovp — fAirra. Molto caratteristica di questo Calotermite è la for- 
ma del torace della larva I lati del ])ronoto, nelle larve con antenne, coni- 
poste di 10 articoli, (Fig-. 44) sono allarg-ati e sporgenti oltre i lati dell'addo- 
me ed hanno 1' angolo posteriore rivolto indietro. Tate angolo va ]ioi i-idncen- 
dosi fin quasi a scomparire nella larva con 12-articoli (e con l'articolo terzo 
già presentante traccia di divisione in due) Il mesonoto nella larva a 10 arti- 
coli è talmente avvicinato al pronoto che i lati di questo coprono in parte 
quelli del mesonoto, che hanno pure 1' angolo posteriore un poco rivolto in- 
dietro. Nella larva con 11 articoli (Fig. 47) 'e con traccia al ;-5o di un altro ar- 
ticolo) il mesonoto ha i lati poco più corti di quelli del pronoto, ma nella 
larva con dodici articoli già i lati sono diminuiti in larghezza e lunghezza 
ed in uno stadio posteriore non sporgono più all' infuori. Il metanoto non 
presenta lati sporg-euti nella larva a 10 o ad 11 articoli, ma in quella a Ì2 
articoli li ha simili a quelli del mesonoto. 

Fritz Miiller ha voluto dare nn gran valore filogenetico ai lati del torace 
cosi conformati, ritenendoli primi accenni d' ali. Però io credo che con ali 
essi non abbiano nidla a che fare (1), innanzi tutto perchè ajtpariscono più 
sviluppati che mai al pronoto, che in nessuna classe d' insetti ha nemmeno 
accenno d'ali, in secoiulo luogo perchè essi vanno riducendosi anche al me- 
sonoto di mano in mano che avanza nello sviluppo la larva, mentre appunto 
dovrebbe avvenire il contrario, lo ritengo che la forma peculiare del ]u-onoto 
e del mesonoto della larva si de\e piuttosto ricercare nello sforzo che ha 
fatto questa specie per proteggere nelle gallerie da urti violenti il frag-ile 
corpiciuo dei primi stadii : i lati così prolungati all' infuori servono a schi- 
vare anche passaggi trop]io stretti. 



(1) Col ricusare un rapporto di queste appendici toraciche delle larve con le ali 
non ricuso perù l'ipotesi, che considera le ah degli insetti come originate da prolun- 
gamenti dei lati del meso e del mota-noto. 



82 



TERMITIDI E TERMITOFILl 



Soldati: Di questa specie ho avuto una serie di soldati assai interessante: 
soldati piccoli con 11 o 12 articoli alle antenne e senza traccia d'ali, eviden- 
temente derivati da larve con 11 o 12 articoli; soldati £>Tandi con 18 articoli, 
derivati da larve di 18 articoli; soldati grandi con 15 articoli e traccie di ali 
abbastanza lunghe, derivati da ninfe giovani con 15 articoli e con l'abbozzo 
d'ali già abbastanza lungo; soldati-ninfe con 15 articoli, derivati da ninfe 
con abbozzo d'ali lunghe. Quindi possiamo concludere che il ( '. r/igos/i.s gi'- 
nerahnente eleva a grado di soldati le larve a testa grossa con 18 articoli, 
che però qualche volta in cui ha bisogno di difensori e dispone solo di larve 
con 11 o 12 articoli, trasforma direttamente queste in soldati; alti'e volte nella 
stessa necessità, avendo a disposizione ninfe giovani, si serve di esse, le quali 
trasformandosi in soldati accorciano gli abbozzi delle ali. 

Alati. Il numero degli articoli delle antenne negli adulti è ])oco varia- 
bile tra individui di una stessa località, ma più variabile è tra individui di 
località diversa; così gli alati di S. Miguel avevano qiiasi tutti antenne con 
16 articoli, e solo alcuni con 15 e 17, mentre quelli di Tig-re la maggior 
parte avevano antenne con 17 articoli, alcuni soli con IS. 

Patria : Argentina : Buenos Ayi-es (Tigre , S. Miguel , Villa Catalinas) 
Uruguay: La Sierra, 

8. Calotermes riigosus suhsp. occideiitalis Silv. 




9 Aiìtennae elong'atae, articiilis li», artieulo tei'tio secundo subae- 
quall. Notae ceterae ut in specie. Alac (Vig. 6). 

Long-, corp. cuin alis 10, long, 
corp. 8,5. 

Long, capit. 1,5, lat. 1,85; long, 
antenn. 2_,.3. 

Long-, pronoti 1, lat. 1,7. 
Long. al. anter. 7, poster. G,5. 
Miles. (Fig. 24) Long. eorp. !-»,5; 
long, capit. 3, lat. 2. 

Long-, mandib. 1,5: long, an- 
tenn. 2,1. 

Long. ])ronoti 1,2, lat. 2,4. 
Nyonpha — Caput cuni thoracc straraineura, ceterum corpus palli- 
duni. Ocnli cinerei. Antenna(i (17-) 18-19-articulatae. Pronotuni paruni 
niinus c|uain duplo latius quam longmn, postice late rotundatum. late- 
ril)us rotundatis, antice paruni emarg'inatum. 
Long. corp. 9,5; long, append. alar. 1. 
Patria: Tali Viejo e S. Ana (Tucumàn, li. Argentina). 



Calotermes occidentalis 
a ala anterior, b ala posterior. 



FILIPPO SILVESTRI 33 

9. Calotermes rii^osus subsp. nodnlosus Ilao:. 

Syn. Calotermos nndnlosns Hag-. Limi. ent. XII, j). (il, Tab. II, ti"-. 4. 

Imago — Caput picoimi , thorax et abdonien ferruginea , alis tu- 
scis. Antennae Kl-articulatae. Ceterae iiotae ut in specie. 

Long", corp. cum alis 9, long', corp. 7. 

Long. al. anter. 6,5, poster. 6. 

Miles — Antennae in exemplis duobus 14-articulatae, in exemplis 
tribus 12-articulatae. 

Long. corp. 8. 

In nido parvo inveni : 

Regina — Caput piceum, thorax cum abdoinine terrugineus. 

Long. corp. fi, 5. 

Rex — Supra piceus totus, subtus fuligineus. 

Long. corp. (>. 

Miles (2) — Caput ocliraceum, mandibulis nigris, abdoniine pallido, 
maculis terreis eonsperso. Antennae in exeniplu altero 10-articulatae, in 
altero 11-articulatae. 

Long. corp. 5. 

Nympha, invenilis (2) — Antennae IB-articulatae, articulo tertio se- 
cundo longitudine subaequali , articulo quarto ceteris minore. Appen- 
dices alares brevissimae. 

Long. corp. fi. 

Nympha, junior (23) — Antennae 13-articulatae, tantum interdum 
articulo tertio nondum diviso propterea antennae 12-articulatae. Appen- 
dices alares minimae. 

Long. 5,5. 

Lavica mpnphalis (3) — x41ba tota. Antennae 11-articulatae, articulo 
tertio secundo minore, nudo, articulo quarto ceteris minore, nudo vel 
setis 1-2 instructo. I^ronotum latitudine capiti acquale, angulo antico 
rotundato. Meso-et meta-notum appendicibus lateralibus perparvis. 

Long. corp. 4; lat. capit. 0,9. 

Larva militaris (3) — Alba tota. Antennae 12-articulatae, articulo 
tertio secundo breviore, nudo, articulo quarto ceteris breviore, nudo. 
Pronotum capite parum latius. Meso-et metanotura lateribus tam latis 
quam eadem pronoti. 

Long. corp. 3; lat. capit. 1. 

Larva junior (1) — Alba. Antennae 10-articulatae, articulo tertio 
nudo, secundo longitudine acquali, articulo quarto ceteris breviore. Pro- 
notum valde latius quam longum, capite duplo latius, aiigulis anticis ro- 

3 



34 TEUMITTDT TR TKR:\rTTOFITJ 

tundatis, posticis retrorsuni acute pi-oductis. Mesonotum lateribns extror- 
sum productis ut in pronoto. 

Long. corp. 1,6; lat. capit. 0,5; lat. pronoti 1. 

Patria: Bella Vista (Alto ParanA, Brasile). 

Osservazioni. — Questa sottospecie lio eroduto couveuionto mantenorla di- 
stinta dalla specie tipica per il colore e le dimensioni. 

11 colore però non è sempre costante, perchè con una rcg-ina con torace 
e addome ferruginosi ho trovato un re nero. 

Soldati — Nel nido o-invane costituito solo da 36 individui ho trovato 2 
soldati piccoli con antenne di 10 e 11 articoli; ciò che indica evidentemente 
che la coppia reale cerca subito formarsi qualche soldato con le prime larve. 

10. Calotermes temnocephalns Silv. 

Miles — Caput ferrug'ineum , clypeo mandibalisquo nig-ris ; prono- 
tum ferrugineum, meso-et metanotum lutea , abdomine pallido. Corpus 
pilis et setis paucis sparsis in parto postica segmentorum uniseriatis. 
Caput (Fig. 25-26) antico etiara crassum, clypeo fere verticali, medio su- 
pra triangulariter et sat profonde inciso. Labrum antice rotundatum. 
Mandibulae breves, apice valde acuto, recurvo: mandibula dextra den- 
tibus duobus peparvis, sinistra dentibus tribus. Antennae 11-12-articu- 
latatae, articulo tertio secundo longitudin(^ fere acquali, articulo quarto 
ceteris breviore. Pronotum fere duplo latius (|uam longius, antice emar- 
ginatum, angulis anticis rotundatis , posticis rectis , postice fere recte 
truncatum. Meso-et metanotum appendicibus alaribus nullis. Pedes coxa 
aliquantum incrassata , tibia spinis tribus robustis , brcAnbus , acutis, 
vix denticulatis, plantula nulla. 

Long. corp. 4,5; long, capit. 1,6, lat. 1. 

Long, mandib, 0,5; long, antenn. 0,9. 

Long, pronoti 0,6; lat. 1,1. 

Nympha — Tota straminea. Caput subrotundatum. Antennae 14 ar 
ticulatae, articulis tertio et quarto ceteris brevioribus. Pronotum duplo 
latius quam longum , antice emarginatum , angulis anticis rotundatis, 
posticis rectis, postice recte truncatum. Appendices alai'cs longae. 

Long. corp. 5; long, capit. 1, lat. 1. 

Long, pronoti 0,5. lat. 1. 

Long. app. alar. 1. 

Patria: Las Trincheras (Venezuela), Meinert. 

11. Calotermes triceromegas Silv. 

Miles — Caput cum thorace badium, clypeo mandibulisque nigris, 
abdomine pallido. Corpus pilis paucioribus sparsis. Caput (Fig. 27-28) 
antice oblique truncatum, supra antennarum radices utrimque tuberculo 



FILIPPO ST1.VKSTRI 85 

parvo aiictum. Ijabrum antiee rotundatuin. Mandibulae parimi long^e a 
basi sat attenuatae^ parallela^, npicc acuto, recurvo: niandibula dextra 
dentibus duobus parvis, sinistra dcntibus duobus, (|Uoruni alter parvus, 
alter minimus. Antennac V — articulatae (articulis ablatis), articulo ter- 
tio quarto magis quam duplo long-iore, valde crassiore. Pronotum ephip- 
piforuie , latius quam longum , postice semicirculare , antiee medium 
parum Incisum , utrimque marti^ine aliquantum sursum vergente , vix 
crenulato. Pedes coxa parum incrassata , tibia spinis tribus subapi- 
calibus, robustis, acutis, vix denticulatis, plantula nulla. 

Long', corp. 5,8; long-, capit. l,(i_, lat. 1,8; long:, mandib. 1,8. 

Long-, pronoti 0,9, lat. 1,2. 

Larva nipnphalis — Pallida tota. Caput subrotundatum. Corpus pilis 
paucis sparsis. Antennae 11-articulatae , articulo tertio secundo long^i- 
tudine subaequali, articulo quarto ceteris breviore. Pronotum fere duplo 
latius quam long'um, antiee parum emarginatum, postice late rotunda- 
tum, lateribus rotundatis. Appendices alares nullae. 

Long", corp. 5; long", capit. 1,1. 

Long, pronoti 0,6, lat. 1,1. 

Patria: Cosquin (Cordoba, E. Argentina). 

12. Calotermes taiirocephalus Silv. 

Miles — Caput ochraceum vel latericium, antiee nigruni; thorax ochi-o- 
Icucus, abdoraine pallido. (Exempla nonnulla tota latericia). Corpus pilis 
paucis sparsis. Caput (Fig. 29) antiee etiam crassum, medium parum exci- 
sum, utrimque processu triangulari crasso, aliquantum longum apice ex - 
trorsum et antrorsum vergente auctum. Labrum antiee rotundatum. ]\ran- 
dibulae elongatae , et parum longe a l)asi sat attenuatae , apice acuto, 
recurvo : mandibula dextra dentibus duobus parvis , sinistra dentibus 
8-4 perparvis. Antennae mandibula rum apicem vix superantes, ll-arti- 
culatae, articulo tertio ceteris crassiore, longitudine secundo acquali vel 
parum longiore et quarto semper parum longiore. Pronotum aliquan- 
tum latius quam longum, angulis posticis rotundatis, postice rotundatum, 
antiee medium incisura triangulari sat protunda afifectum , utrimque 
marginibus sursum aliquantum vergentibus, rotundatis, vix crenulatis. 
Pedes coxa incrassaui , tibia spinis tribus , robustis , acutis , vix den- 
ticulatis, plantula nulla. 

Long. corp. 11,4; long, capit. 1,5, lat. 1,25. 

Long, mandib. 1,1; long, antenn. 1,3. 

Long, pronoti 0,9, lat. 1,35. 

Nijmpha - Pallida tota. Caput subrotundatum oculis atris. Anten- 
nae 15-ltì-nrticulatae. articulis 8-(i longitudine su1)aequalibus , articulis 



3fi TERMITTDT E TERMlTOFILÌ 

tertio et cimirto nudis voi tcrtio tantum nudo. Pronotum aliciuantuni 
latius quam longum , antice vix eniarg'inatum , ang-ulis anticis vix ro- 
tundatis , angulis posticis valdc rotundatis. Appendices alares longae. 

Long. corp. 8,5; long, capit. 1,1, lat. 1,1; long, antenn. 1,5. 

Long, pronoti 0,7, lat, 1,1. 

Nympha ìuvenilis — Straminea, abdomine plus minusve maculis ter- 
reis consperso. Antennae 13-articulatae, artlculo tertio secundo parum 
breviore, nudo, articulo quarto ceteris breviore. Apper.dices alares per- 
parvae. 

Long. corp. 7. 

Patria: CorumbA (Matto (rrosso). 

Osservazione — E probabile elio una delle due specie date da Fritz Miiller 
(Jen. Zeit. Vili, p. 341 nota 3 ) con il nome di Calotermes Sìveathinani e C. 
Hogemi sia ugiiale al mio C. tmirocephahis e l'altra al ('. t)'icerorYìPiias,^Grh 
le descrizioni che abbiamo sono tanto brevi, clie non ]iermettono assoluta- 
mente fare con sicurezza tali identificazioni. 

lo. Calotermes lobiceplialus Silv. 

Miles. — Caput latericiura, nitens, clypeo et mandibulis nigris; tbo- 
rixx et abdomen plus minusve fulvescentia , abdomine maculis pallidis 
plus minusve dilfusis consperso. Corpus setis sparsis instructum. Ca- 
put (Fig. 30-31) antice etiam crassum, fere recte truncatum, ita ut clypeus 
verticalis, supra bilobatus, lobis ab incisura sat profunda disiuuctis, 
late rotundatis, margine nigro, dentibus tenuissimis rotundatis instructo. 
Mandibulae parum longae: dextra dentibus duobus parvis, sinistra den- 
tibus tribus, quorum duo inferiores latiores, vix bilobi. Labrum parvuni, 
basi rectangulari, apice triangulari, vertice rotundato et setoso. Anten- 
nae (Fig. 32) 12-articulatae, articulo tertio perparvo, articulo quarto tertio 
parum longiore, articulo quinto quarto parum longiore vel 10-articula- 
tae, articulo tertio secundo fere duplo longiore. Pedes coxa parum in- 
crassata, tibia spinis tribus apicalibus, plantula nulla. Pronotum paullo 
magis quam duplo latius quam longum, angulis anticis rotundatis, an- 
trorsum parum productis, angulis posticis valde rotundatis, margine 
antico nigro, vix reverso. 

Long. corp. 5; long, capit. 2, lat. 1,4. 

Long, mandib. 1,1; long, antenn. 1,2. 

Long, pronoti 0,6, lat. 1,3. 

Nympha — Caput et thorax straminea, appendicibus alaribus luteo- 
ferrugineis , abdomine pallido maculis terreis consperso. Caput ro- 
tundatum. Labrum subquadratum angulis anticis rotundatis. Antennae 
breves, crassiusculae, 14-articulatae, articulis tertio et quarto brevio- 



FILIPPO SILVESTRI 37 

ribus, nudis, articulis quinto et soxto subaequalibiis, quarto parum lon- 
g-ioribus. Pronotum minus quam duplo latius quam longum, antico pa- 
rum emarginatum, angulis anticis mag'is quam postici rotundatis, postico 
parum rotundatura. Appendices alaros sat longae. 

Long-, corp. 7,5; long, capit. 1,2, lat. 1,2. 

Long, append. alar. 1. 

Patria: S. Pedro (Misiones, Kep. Argentina). 

SUBFAM. TeRMITINAE. 

Caput fenestra et ocellis raro nullis. Antennae 14-21-articulatae. 
Pronotum postico plus minusve angustatum, parum convexum, cordi- 
tbrme, semicirculare. Ala anterior raro squama basini alae posterioris 
attingente. Liter costam et subcostam venulis nullis. Mediana semper 
ad submedianam plus minusve approximata. Tarso plantula nulla. 

Mas. Appendices genitales nunc adsunt nunc absunt. 

Regina imagine valde maior, abdominc numero permagno ovorum 
repleto et int'lato. 

Miles. Caput niagnum, mandihulis raro minimis, plervimc|ue magnis 
forma variabili. Pronotum ])arvum parte antica sursum vergente voi 
non. Meso-et meta-notum appendicibus alaribus nullis. 

Operarius. Caput rotundatuni; pronotum parvum parte antica sursum 
vergente vel non. Meso-et meta-notum appendicibus alaribus nullis. 

Habitat: in nidis in ligno sicco et in humo excavatis vel in nidis 
in humo vel supra hunmm vel supra arbores constructis. 

Gen. Leucotermes Silv. 

Syn. Teniies ex parte Hag. et auctor. 

V Caput oblongo-ovale, fenestra nulla, ocellis nullis. Antennae 17- 
articulatae. Mandibula dextra (,Fig. 3o) praeter molam dentibus tribus, 
sinistra (Fig. 33) dentibus quatuor armata. Pronotum aliquantum la- 
tius quam longum. Ala anterior squama longa, basim alae posterioris 
attingente. 

Mas. Appendices genitales brevissimae. 

Miles. Caput longum, mandibulis elongatis, rectis, apice acuto, re- 
curvo. Antennae 17-articulatae. Pronotum aliquantum convexum, margine 
antico non re ver so. 

Habitat: in ligno sicco et in humo. 

Patria: America australis tropicalis. 




38 Tl'lRMITIDT E TERIMITOFILI 

14. Leiicoterines lenuis (Hag.) Silv. 

Syu. Tcrines tennis Hag. Limi. ent. XII, p. 231, tab. Ili, ti g. .'55. (lt!58). 
Havil. Journ. Linn. Soc XXVI, p. 399. (iy98). 
» Lencoterme.s tennis Silv. (1901j. 

Imago — $ Supra fiilvescens vel tulvo-castanea, subtus jiallide Isa- 
bellina: alae avellaneae. Segmenta pilis sat long'is et setis nonnullis 
biseriatis aneta. Caput (Fig. 34) oblongum ovale, media fronte macula 
ochraceo-ferruginea ovali et maculis duabus eiusdem coloris parum longe 
ab oculis interne affecta. Antennae (Fig. 35) 17-articulatae, articulo tertio 

secundo parum minus quam duplo breviore, 

articulo quarto quinto subaequali et tertio 

aliquantum longiore. Pronotum aliquantum la- 

tius quam longum, antice paullulum emargina- 

tum, angulis anticis rotundatis, postice parum 

■p,. ^ angustatum , margine postico parum inciso. 

LeuGotermes tennis : -^l^e (Fig. 7) tuberculis minimis 4-5 radiatis 

rr ala anterior, & ala posterior. ouinino obsessae et pilis sparsissimis, margini- 

bus parum pilosis. Ala anterior squama longa 
basim alae posterioris attingente, angulo externo fere recto; costa et sub- 
costa valde approximatae, mediana ante mediani alani integra decurrens, 
submediana ad marginein posticuin jiertinens, venulas 8 ad marginem 
internum mittens. Pedes femore aliquantum crasso, tibia infra seriebus 
duabus, supra serie una spinarum acutarum armata et spinis tribus api- 
calibus. Cerci articulo primo parum crasso, articulo secundo elongato. 
Long. corp. cuni alis V Hj maris 10,5, long. corp. V 5,5, maris 5. 
Long, capit. 1, lat. 0,76; long, aiitenn. 1,5. 
Long, pronoti 0,5, lat. 0,7. 
Long. al. anter. 9,3, al. poster. 8.8 

Miles major. Caput ocliraceum , medium tasciola ferruginea , ce- 
terum corpus luride cremeum. Segmenta pilis brevibus et setis nonnul- 
lis posticis instructa. Caput (Fig. 36) longuni, rectangulare. Mandibulae 
sat longae, apice tantum parum curvato, acuto: maxilla dextra margine 
interno integro, sinistra apud basim dentibus quatuor parvis rotundatis 
aucta. Labrum dimidiam partem mandibularuni attingens, antice semi- 
ovale, postice parum angustatum. Antennae (Fig. 38) 17-articulatae, 
articulo tertio secundo aliquantum breviore, articulo quarto tertio pa- 
rum longiore, articulo quinto quarto subaequali. Pronotum fere duplo 
latius quam longum, margine antico et postico aliquantum emarginato 
postice aliquantum angustatum. 

Long. corp. 5; long, capit. 2, lat. 1; long. 0,9. 



FTTJPPO SILVESTRI 39 

MiUsparvus. — Caput brevius (Fig-. 37); mandibulae mag:is elong-atae, 
raag-is attenuatae, magis rectae, apice paullulum curvato: niandibula si- 
nistra apud basini dentibus duobus perparvis aucta. 

Long:, corp. 3,5: long-, capit. 1,(;, lat. 1: long-, mandib. 1. 

Ojjerarf^s— Caput cremeum, ceteruni corpus straniineo-cremeum, ab- 
doniinc plus minusvo cibi contenti causa maculato. Segmenta pilis et 
setis uonnullis posticis aucta. Caput subrotundatum. Antrnnae 16-ar- 
ticulatae, articulo tertio quarto subaequali et secundo duplo breviore, 
articulo quinto quarto aliciuantum longiore. Pronotuiu margine antico 
sursum paullulum vergente, medio inciso, postice angustatum, margine 
postico medio inciso. 

Lavca — Alba. Antennae 12-articulatae, artieulis 3-5 nudis, per- 
parvis, inter sese vix distinctis. 

Long. 1,2. 

Regina substitutionis — Ochroleuca. Segmenta pilis sat longis et setis 
nonnullis ìnstructa. Antennae 17-articulatae, articulo tertio minimo, nudo, 
articulo quarto tertio aliciuantum longiore, articulo ciuinto quarto parum 
longiore. Pronotum antico et postice emarginatum angulis anticis valde 
rotundatis, parte postica aliquantum angustata. Meso-et metathorax ap- 
pendicibus alaribus minimis. 

Long. corp. 5, lat. abdom. 1,1. 

Patria: lì. Argentina : S. Ana et S. Ignacio (Misiones), Tala (Salta). 
Paraguay: Tacurù Pucù, Villa Rica, Paraguarì. 
Matto grosso: Urucùm (Corumbà), Coxipò (Cuyabà). 

Osservazione — Gli alati di Paraguari misurano in lunghezza con le ali 
mni. 9,5 e senza ali 4,5. 

Tra i soldati grandi ed i piccoli ci sono tutte le foriae di passaggio. In 
qualche nido si trovano solamente soldati grandi. 

Gen. Serritermes Wasm. 

Syn. Calotermes ex p. Hag. Linn. ent. XII, p. 72. 
» Calotermes subgen. Scrritermes Wasm. Abhand. d. Seuok nat. Ge- 

sell. XXI, Hett. 1, p. 150. 
» Serritermes Silv. 

O Ocelli et fenestra praesentes. Mandibulae (Fig. 39) dente externo 
magno, attenuato, acuto, arcuato, ab altero dente valde minore distante 
armatae. Maxillae lacinia galeam parum superans. Antennae 14-articu- 
latae. Ala anterior squama sat magna, mediana nulla, submediana ve- 
nulas 18 emittens. Ala posterior mediana distincta. 



40 TERMITIDI E TERMITOFILI 

Miles. Mandibulae valde elongatac, rectae, attenuatae, apice acuto 
recurvo. Labrum longuui dimidi ani partem mandibularum supcrans. An- 
tennae 12-articulatae. Pronotum parte antica complanata. 

Habitat : in humo. 

Patria: Brasile. 

15. Serritermes serrifer (Bates) Wasm. 

Syn. Calotormes serrifer Bates in Hag-. Linu. ent. XII, p. 72, tab I, tìg. fi. 

(1858). 
» Calotermes (Serritermes) serriter Wasm. Abliaud. d. Seiik. uat. Oesell. 

XXI, Heft. 1, p. 150. (1897). 
» Serritermes serriter Silv. (1901). 

Imago — 2 Caput et tborax umbrina, abdoniine supra isabellino, 
subtus avellaneo. Corpus pilis sat brevibus vestituni. Caput (Fig. 40) 
media fronte fenestra ang'ulari impressa. Ocelli rotundati, vix ab oculis 
distantes. Labrum mandibulas obtegens , antice parum rotundatum. 
Antennae 14-articulatae, articulo tertio secundo parum breviore, articulo 
quarto tertio longitudine subaequali, articulo quinto quarto parum bre- 
viore. Pronotum fere duplo latius quam longum, angulis anticìs rotun- 
datis, parte postica parum angustata, postico parum rotundatum, me- 
dium vix incisimi. Alae (Fig. 4o) tuberculis latis vix elevatis , Inter 
venas uniseriatis, et rugis instructae, squamis tantum setis nonnullis 
auctis. Ala anterior squama sat magna, angulo externo parum obtuso, 
subcosta ad costain valde approximata , mediana nulla , submediana 
recta, ante mediani alani decurrente, venulas 18 ad marginem internum 
mittente. Ala posterior squama sat parva, mediana ad basini subcostae 
oriente venulis 9, submediana pervalde ad medianam approximata venu- 
las 8 emittente et apice ante medium marginem internum terminante. Cerci 
perparvi , articulo secundo attenuato. Pedes tibia tantum spiiiis 2 
subapicalibus armata, plantula nulla. 

Long. corp. cuin alis 9; long. corp. 4,1. 

Lat. capit. 0,65; long, antenn. 1,5. 

Long, pronot. 0,31, lat. 0,65. 

Long. al. anter. 5, al. poster. 4,5. 

Nympha — Straminea oculis mgris. Antennae 14-articulatae. 

Long. corp. 4,5; long, append. alar. 1,1. 

Miles — Ocliroleucus, ventre pedibusque plus minusve stramineis. 
Corpus pilis brevissimis instructum. Caput (Fig. 41) antice parum an- 
gustius quam postico. Labrum longuni dimidiani partem mandibularum 
superans, antice attenuatum, rotundatum utrimque aliquautuin excisum. 



FILTfrO SILVESTRI 41 

Mandibnlac longae, reetac, attenuatae, a})ice acuto valcle reeurv*». iiiar- 
g-ine interno ab apice usque ad diiiiidi;un partem dentibus lo sat parvis 
acutis, approximatis aniiatae. Oculi et ocelli nulli. Antennac (Fig". 42) 12- 
articulatae, articnlo tertio perparvo secundo duplo breviore, articulo quarto 
tertio parum longiore, articulo quinto quarto vix longiore, articulis co- 
teris, ultimo excepto, basi attenuata apice crasso. Pronotuni niagnura, 
parum latius quani longum, antice et i)OStice sat prol'unde l)ilobatuni, 
utrimque aliquantum rotundatiim. Pedc^s tibia spinis duabus apicalibus 
armata. 

Long. corp. o,2; long, capit. 0,8, lat. (in parte postica) 0,8. 

Operar ius — Caput luride cremeum, cet(;rum corpus strainineum ab- 
domine cinereo. Corpus pilis brevissiniis sat raris instnictum. Antennac 
14-articulatae, articulis tertio et quarto niinimis, anuliformibus, intcr 
sese vix distinctis, articulo quinto quarto duplo longiore (interdum an- 
tennac lo-articulatae articulo tertio quarto vix longiore;. Pronotum an- 
tice fere recte truncatum, angulis anticis rotundatis, parte postica pai'uni 
angustata, post ice medium vix incisum. 

Long, corp. 3,5; lat. cap. 0,7. 

Patria: Coxipò (Cuyabà). 

Osservazione — Hag'cu nella descrizione di questa specie attvib;dsce occhi 
al soldato, però io non sono riuscito a distinguerli. In quahinque modo il 
Serfifeniu's è un genere bt'u caratterizzato ed appartcticnt»' alla sottorainiglia 
Tennltaiiae e no CaLotermitiiiae. 

Gen. Microceroternies Silv. 

Syu. Termes ex p. W. Sor. Ent. Tidsk. V, p. IS. 

5 Caput fenestra nulla. JVlandibulae ( Fig. 51 ) parte dentigcra par- 
tem molarem parum superante, dentibus tribus armatae. Antennac 14- 
articulatae. 

Mas — Appendices g-enitales brevissimae. 

Miles — Antennac lo-articulatae. Mandibulae elongatae, rectae, apice 
acuto, recurvo. Labrum longum. Pronotum parte antica etiam fere com- 
pianata. 

Habitat : in nido supra arbores constructo. 

Patria : Brasile, Paraguay, Argentina bor. 

16. 3Iicrocei'oleriiies Strunckii W. Sor. 

Syn. Tenncs Strunckii W. Sor. Ent. Tidsk. V, p. 18. (1880) 
» Microceroternies Strunckii Silv. (1901) 

Imago — ? Caput cum tliorace nigro-fuligineum, ceterum corpus 
astaneum, sternita 1-5 media fascia lata, luride ochroleuca, notata. Cor- 



42 



TERMITIDI E TEEMITOFILI 



pus pilis pliirimis et setis nonimllis auctuin. Caput (Fig. 50) subo- 
vale, fenestra nulla; ocelli parvo spatio ab oculis distantes. Antcn- 
nae (Fig. 52) 14-articulatae, articulo tertio minimo, anuliformi, arti- 
culo quarto tertio aliquantum longiore, articulo quinto quarto aliquantuui 
longiore, Pronotum minus quam duplo latius quani longum, angulis 
anticis rotundatis, parte postica sat angustata, margine postico rotun- 
dato, medio inciso. Alac (Fig. 8) tuberculis perparvis 5-t! radiatis om- 
nino obsessae et pilis sparsis auctae, marcine piloso. Ala anterior me- 
diana ante mediani alani decur- 
rente, integra vel venulas l-o e- 
mittente, submediana venulis 9-11, 
ala post, mediana venulis 1-2, sub- 
mediana venulis 8-9. 

Pedes tibia spinis tribus api- 
calibus, sat magiiis, armata. Cerci 
crassiusculi. 

Pong. corp. cum alis 10, long, 
cor]). 6,2. 

Pong. aiiteun. 1,5; lat. capit. 
0,85. 

Pong. pronot. 0,5, lat. 0,8. 
Pong. al. anter. 8,5, poster. 8. 
Regina — Pong. corp. 27, lat. 
abdom. 5. 

Nympha — Straminea oculis 

nigris. Appendices alares longae. 

Pong. corp. 6,5 ; long. app. 




Microcerotermes Strunchii 

a ala anterior, b ala posteHor; 

e ala anterior esempli alii, d ala posterior. 



alar. 2. 



antice ferrugineum, mandi- 
Segmenta pilis sat raris et 
ò'ò ) subrectangulare antice 



Miles — Caput ocliraceo-terrugineum, 
bulis nigris, ceterum corpus straminemii. 
setis nonnullis posticìs aucta. Caput ( Fig 
tuberculo parvo laterali et medium carina parva, angusta auctum. Pa^ 
bruni tertiam partem mandibularum attingens, antice subovale. IMandi- 
bulae longae, basi valde approximatae, apice aliquantum arcuato, acuto, 
margine interno dentibus nullis, vix crenulato. Antennae lo-articulatae 
articulo tertio secundo minus quam duplo longiore, articulo quarto tertio 
longitudine fere acquali, articulo quinto quarto vix longiore. Pronotum 
margine antico tantum parum sursum vergente, rotundato, medio inciso, 
utrimque angustatum, postice fere recte truncatum. 

Pong. corp. 4,5; long, mandib. 1,04. 

Pong. capit. 1,75, lat. 1,04, 



FILIPPO SILVESTRI 43 

Operar ias (Fig-. 57) — Caput castauenin suturis fascia pallida untati s 
voi caput ochroloucuin pvaesertiin supra puuctis iiiag'nis tulig'iiu'is obscs- 
sum, ccteruDi corpus sLrauiineuui abdoniiui cil)i causa luride maculato. 
Mandibulac (Fig. 54) parte dentali minore quam in imagine. Antenuae 
(Fig. 55) 18 - articulatae, articulo tertio secundo duplo breviorc , arti- 
culo quarto tertio parum longiore, articulo quinto (piarto pai'um lon- 
giore. Pronotum parte antica parum sursum vergente, rotundata, media 
vix incisa, parte postica parum angastata, margine postico profunde 
emarginato. Sternitum septimum parvuni. Cerci articulo secundo elon- 
gato, attenuato. Appendices genitales brevissiraae. 

Long. corp. 4,7; lat. abdom. l,'ò\ lat. capit. 0,9. 

Larva — Alba, hirtella. Antennae 12 - articulatae, articulis o - 4 
nudis, subaequalibus, perparvis. 

Long. corp. 1,4. 

Operarius ginecoides (Fig. 58) — O Caput nigro-badium suturis lineola 
ochracea notatis, ceterum corpus supra isabellino-umbrinum, praesertim 
postice, subtus luride stramineum, sternito septimo sulpliurello. Oculi 
nulli. Antennae (Fig. 56) IH - articulata<' , articulo tertio secundo fere 
duplo breviore, articulo quarto tertio aliquaiituin longiore, articulo 
quinto quarto vix longiore. Pronotum parte antica sursum parum ver- 
gente, late rotundata, angulis rotundatis, postico trapezoideum. Sterni- 
tum septimum magnum^, i)Ostico latissime rotundatuni. 

Long. corp. 4,7; lat. abdom. 1,3; lat. capit. 0,9. 

Patria: Colonia Benitez (Chaco, R. Argentina), Coxipò (CuyabfY), 
TTrucùm (Corumbà). 

Os.ser razione. — Gli alati di Coxipò misurano in lunghezza, foinpivsc le 
ali, 1111)1. 9,6, i soldati inm. 4,6, gli operai 5,2. 

Gen. Amìtermes Silv. 

9 Mandibulae fero ut in M. Stranckii. Antennae 15 - artieulatao. 
Miles — Mandibulae attenuatae, falcifonues. Labrum perbreve. Prono- 
tum parte antica sursum })arum vergente. 
Habitat: in humo et in ligno sicco. 
Patria: Brasile, Paraguay, Argentina. 

17. Ainiterraes ainifer Silv. 

Imago — ii Caput et pronotum castaneo - fuliginea , abdomine 
supra castaneo, subtus fulvescente, medio fascia plus minusve pallida 
notato. Caput (Fig. 59) subrotundatum, fenestra ovali sat magna. Ocelli 
ab oculis aliquantum distantes. Antennae (Fig. 60) 15-articulatae , ar- 
ticulo tertio perparvo, secundo magis quam duplo breviore, articulo 



u 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



"D a 



quarto (luinto subaeciuali et tertio fere duplo lougiore. Pronotum ali- 
(juantura latius quam loiig-um, ang-alis anticis rotundatis, parte postica 
aliquantum aug-ustata , margine postico medio inciso. Alae (Fig. 9) 
tuberculis minimis 4 - 5 radiatis onmino obsessae et pilis paucis sparsis 

margine piloso. Ala anterior me- 
diana venulis duabus, integris vel 
biturcatis, submediana venulis 9 
Ala posterior mediana venulis 2-o 
submediana venulis 8-9. Pedes 
tibia infra spinis nonnullis sat lon- 
g'is, acutis, uniseriatis et spinis tri- 
bus apicalibus armata. 

Long. corp. cum alis 10,5 
long', corp. 5,(i. 

Long-, antenn. 1, 45; lat. ca- 
pi t. 0,9. 




Aiiiiterm.es atnifer : 
a ala anterior, b ala posterior. 



Long, pronoti 0,54, lat. 08. 

Long. al. anter. 8,6, post. 8,1. 

Nympha — Straminea oculis nigris. Antennae ut in imagine. 

Long. corp. 5,5; long, append. alar. 2,25. 

Regina — Long. corp. 20, lat. abdom. 5. 

Rex — Long. corp. 5, lat. abdom. l,:-5. 

Miles — Caput ochroleucum, ceterum corpus sordide cremeum 
Segmenta pilis minimis raris et setis sat longis biseriatis instructa. 
Caput (Fig. 61) lateribus subparallelis. Labrum perbreve, angulo antico 
valde octuso terminatum. Mandibulac longae, attonuatae, acutae, valde 
falciformes, vix pone dimidiam partem interne dentC;, apice introrsum 
aliquantum vergente, armatae. Antennae ( Fig. 62 ) 14-articulatae, ar- 
ticulo tertio secundo parum breviore, articulo quarto tertio aliquantum 
breviore, articulo quinto tertio vix lougiore. Pronotum parte antica 
sursum vergente parva, rotundata, vix incisa postice rotundatiim, me 
diuni vix incisum. 

Long. corp. 4,4; long, niand. 0,75. 

Long, capit, 1.45, lat. 1. 

Operarius — Caput luride cremeum, ceterum corpus sordide stra- 
mineum, abdominc cibi causa maculato, Antennae (Fig. 68) 14-articu- 
latae, articulis tertio et quarto Inter sese subaequalibus et simul sumptis 
secundo brevioribus, articulo quinto quarto aliquantum lougiore. Prono- 
tum parte antica sursum vergente parva, rotundata. 

Long. corp. 5; lat. cap. 1. 



PTTJPPd STLVKSTHl 45 

Njimphac. gynaecoides — A TTrucùm sotto un tronco d'albei'o trovai 
insieme a individui delle altre caste 12fi ninfe ginecoidi femminili e Ilo 
maschili. Il colore di tutti questi individui reali di sostituzione varia dal- 
l'ocroleuco al o-iallo, assumendo solo il torace qualche volta un colore te- 
staceo pivi o meno chiaro, raramente anche il dorso dell'addome è te- 
staceo chiaro. La lunghezza del corpo è quasi in tutti di 5-6 mm. e la 
larghezza dell'addome di 1,5. Gli accenni delle ali sono di lunghezza 
molto variabili, in alcuni individui sono brevissimi ed in altri lunglii 
persino 1 mm. 

Patria : Matto Grosso: Coxipò, CuvabA, Urucùm, Corumbà. 

Argentina: Formosa, Corrientes, Tala. Salta. S. Luis. 

18. Aiuiternies brevicorniger Silv. 

Nymiìha — Straminea, abdominc cinereo maculato. Segmenta pilis 
sat raris et setis nonnnllis ]»osticis ancta. Oculi nigrescentes. Antennae 
(Fig, 65) 14-articulatae, articulo tertio perparvo, articnlo quarto tertio 
aliquantum longiore, articulo quinto ipiarto pauUuluni longiore. Prono- 
tum (Fig. (14) parte antica sursum paullulum vergente, rotundata, parte 
postica aliquantum angustata, margine postico medio inciso. Pedes til)ia 
infra spinis subtilibus et spinis triìnis apicalibus armata. 

Long. corp. ('»; long, antenn. 1. 

Long, pronoti 0,4, lat. 0,6. 

Long, append. alar. 1,1. 

In nympha. ad Corumb;'i capta, antennae 15-articulatae, articulo 
tertio minimo. 

Miles — ■ Caput ferrngineum, ceterum corpus luride cremeum^ abdo- 
minc cinereo maculato. Segmenta pilis parum raris et setis nonnnllis 
posticis aucta. Caput ( Fig. ^ìì\ ) lateribus parallelis aliquantum longius 
quam latum. Labrum breve, subquadratum, angulis anticis vix rotundatis. 
Mandibulae breves, falciformes, acutae, margine interno dente singulo 
triangulari armato. Antennae ( Fig. 67 ) i;>-articulatae, articulo tertio 
secundo aliquantum breviore, articulo quarto tertio parum longiore, 
articulo quinto quarto subaequali. Pronotum parte antica sursum ver- 
gente, parva, rotundata. Pedes tibia infra spinulis nonnnllis et spinis 
tribus apicalibus sat magnis armata. 

Long. corp. 5; long, mandib. 0,6. 

Long, capit. 1,3, lat. 1. 

In milite, ad CorumbA capto, antennae (Fig. 68) 14-articulatae, arti- 
culo tertio secundo aliquantum breviore, articulo quanto tertio parum 
breviore, articulo quinto quai'to paullulum longiore. Caput antice tantum 
ferruffineum. 



46 TERMITIDT K TERMITOFIT.T 

Operarius — Caput pallide ochroleiicum, ceternm corpus strami- 
neum. Segmenta pilis sat raris et setis nonnullis aucta. Antennae 
( Fig. (59 ) lo - artlculatae, nrticulo tertlo isecundo fere duplo breviore, 
articulo quarto tertio paruui lougiore. Pronotuui parte antica sursum 
vergente parva, rotundata. 

Long. cor]). 4,2; lat. abdouì. 1,1; hit. ca])it. 1. 

In operarlo, ad Corumbà capto, antennae 14-articulatae, articulo tertio 
quarto subaequali et secundo duplo breviore, articulo quinto quarto ali- 
quantum longiore. 

Patria: Matto Grosso: Corumb;ì. 

Argentina: Cernadas (Cordoba), S. Luis, Puerto Piramide (Chubut, 
Patagonia). 

Osservazione. — Questa è la specie di termitino, che per quanto a me 
consta, nell'America meridionale si spinge più al sud. 

Gen. Coptotermes AVasm 

Syn. Termes ex. p Hag. Linn. ent. XII, p. 191, a858). 
» Termes snbgen. Coptotermes Wasm. Ann. Mus. Civ. Genova [2) 

XVI, p. 629. 
» Termes subgen. Coptotermes Wasm. Abhand. d. Senck. nat. Ge- 

selh XXI, Heft. 1, p. 151, (1897). 
» Termes ex p. Havil. Jouru. Linn. Soc. XXVI, p. 390, (1898-. 
» Coptotermes Silv., (1901). 

V Antennae 19-20-articulatae. Fenestra et ocelli praescntes. Ala 
anterior squama marginem posticum mesonoti superante. 

Mas — Appendices genitales brevissimae. 

Miles — Caput tubo frontali instructum. Labrum sat longuni. Man- 
dibulae longae, attenuatae , acutae, aliquantum arcuatae. Antennae lo- 
K) artlculatae. Pronotum antice etiam complanatum. 

Habitat: in humo et in Ugno sicco vel viridi. 

Patria: Brasile, Reg. indo-mala>'ana. 

19. Coptotermes Marabitaiias (Hag.) Silv. 

Syii. Termes Marabitanas Hag. Linn. ent. XII, p. 199. tah. 1, lig. 4, tah. 
Ili, fig. 25, (18,58j. 
» Coptotermes Marabitanas Silv., (1901). 

Imago — C' « Fuscus antennis, ore, ventre, pedibus pallidis, tibiarum 
basi fusca, alis opacis. Caput longius quam latum. Ocelli parvi ab oculis 
parum distantes. Antennae 20- artlculatae , articulis 2-4 brevibus, anu- 
li forniibus. Pronotum latitudinem capitis aequans , angulis anticis et 
posticis rotundatis , parte ])ostica aliquantum angustata. Alae subme- 



Pirjrpo SILVESTRI 47 

diana ad medianani approxiiiiata vcimbis 10-12 emittente: mediana in 
ala anteriore e squama, in ala posteriore e subcosta oritur. Pedes breves, 
tibia spinis duabus npicalibus armata. » ex Hag-en. 

Long-, corp. cum alis 14-Ki; long. corp. 8. 

Miles — Caput ochraceum, ceterum corpus ocliroleucum, sed prae- 
sertim parte antica abdominis albicante. Segmenta pilis et setis nonnul- 
lis posticis aucta. Caput. (Fig. 70) antice angustatum, postice rotun- 
datum media fronte tubo perbrevi, lato instructa. Labrum sat longum, 
triangulare. Mandibulae sat longae, apice valde attenuato, recurvo, man- 
dilmla dextra integra, sinistra apud basini d<mtibus quatuor parvis, ro- 
tundatis. Antennae (Fig. 71) 14-articulatae, articulo tertio secundo vix 
breviore, articulo quarto tertio vix longiore, articulo quinto quarto ali- 
quantum longiore. Pronotum complanatum, [)ostice parum angustatum, 
niarginibus antico et postico emarginatis, angulis posticis valde rotun- 
datis. Pedes (Fig. 72) tibia infra et supra interne serie spinarum acuta- 
rum armata et spinis tribus longis acutis apicalibus. Appendices genitales 
sat elongatae, setis longis instructae. Cerci articulo secundo elongato, 
sat crasso. 

Long. corp. 4,8; long, mandib. 1,1. 

Long, capit. 1,5, lat. 1,1. 

Operarius — Stramineus, abdomine cibi causa plus minusve cinereo 
maculato. Segmenta pilis sat longis et setis nonnullis triseriatis aucta. 
iMandibulae (Fig. 74) parte dentali partem molarem parum superante, man- 
dibula dextra dentibus duobus, sinistra dentibus quatuor armata. Caput 
magnum , rotundatum. Antennae (Fig. lo) 14-articulatae , articulo tertio 
secundo aliquantum breviore, articulo quarto tertio vix longiore, arti- 
culo quinto quarto aliquantum longiore. Pronotum antice parum sur- 
sum vergens , bilobatum. Pedes tibia infra et supra interne serie spi- 
narum et spinis apicalibus tribus armata. 

Long. corp. 5; lat. capit, 1,45; lat. abdom. 1,(5. 

Patria: Coxipò (CuyabA). S. José de Marabitanas (Rio Negro. Bra- 
sile), Natterer. 

Gen. Termes (L ) Silv. 

8yu. Termes L. (1752). 

» Termes subg-en. Termes ex p. Hag. Lina. ent. XII, p. 108 et auct. 
a858). 

» Termes ex p. Frogg-. Proe. Lina. Soc. N. 8. W. 1896 pavt. 4, 
p. 519. (1896). 

» Termes subgen. Termes Wasiii. Abhaml. d. Seuck. nat. Geselb 
XXI, Heft. I, p. 150. (1897). 

» Termes Havil. ex p. .lonni. Liiin. Soe. XXVI, p. o77. (1898). 

» Termes Silv. (1901). 



48 TERMITIDI E TERMITOFILl 

9 Manclibiilae parte dentali externa partcm molarom spatio magno 
superante, dentibus tribus constituta, quorum duo exteriores valde acuti 
et augnasti. Fenestra et ocelli praesentes. Antennae 19-21-artieulatae. Ala 
anterior squama parva. 

Miles— Caput media fronte tubo perparvo instructa. Labrum sat breve. 
Mandibulae robustae, apice acuto, aliquantum recurvo. Antennae 17-20 
articulatae. Pronotum, mesonotum et metanotum lateribus latis, compla- 
natis. 

Operarius— Duo species operarii adsunt: altera major, altera minor. 
Antennae 17-20-articulatae. 

Habitat: in nidis in humo vel supra humum constriictis. 

Patria: Regiones neotropicalis, indo-malayana, aethiopica. 

20. Terines diriis Klug^. 

Syii Toriiu's dinis Klug'. 
» » tiavicollis Perty Delectxis aniiii. p. 128, tab. 25, lig'.ll-l.^. 

» » fatale Perty Delectus anim. p. 127, tab. 25, fig-. 8. 

» » eostatus Ramb. Neuropt. p. 305, no 9. 

» » fuscipenuis Kollar, Mus. AVien. 

» » obscunmì Blanchavd Hi.«;t. Inseet. tab. 47, tig. 1. 

» » dirns Hag. Linn. cut. XII, p. 151, tab. I, fig. 7. tab. II, fìg'. 

1(1-17, tab. Ili, fio-. 17, 37-40. (1858Ì. 

Iwago V « Rufo fiiscus , ore, fronte, antennis, protborace , ven- 
tre , pedibus rubro-flavis ; alis infuscatis. Caput ovale , fenesti\'i orbi- 
culare. Ocelli ab oculis distantes. Antennae 20-21-articulatae, articulo 
tertio secundo longitudine acquali. Ala anterior mediana venulis 5, sub- 
mediana venulis 8. Pedes longi, » ex Hag'cn. 

Pronotum semicirculare, angiilis anticis acutis, margine postico me 
dio ])arum inciso. 

Miles. 

Syn. Teniic's spinosus Latr. Hist. nat. Xlll, p. 70, no 8. 
» » dnbius Ramb. Neui'Opt. p. 309, no 17. 

» » spinicollis Kollnr Mns. Wien. 

Ferrugineus mandibulis nigris. Caput (Fig. 75) magnum, antice 
paullulum angustatum , media fronte tubo perparvo auctum. Labrum 
basi fere quadrata, antice triangulare, utrimque excisum angulis pa- 
rum acute productis. Mandibulae sat breves, robustae, apice, acuto, 
attenuato, recurvo, mandibula sinistra dentibus duobus sat parvis, dextra 
dente basali perparvo armata. Antennae longa(\ 20-articulatae, articulo 
tertio secundo aliquantum longiore, articulo quai-to secundo parum bre- 
viore, articulo quinto quarto snbeaquali. 



FTT.TPPO STV.VESTRr 49 

Pronotuni pnrte antica sursuni vero-ente sat magma, media incisa, 
utrimque parum rotnndata, ano-ulis anticis lateralibus extrorsum valde, 
antrorsnm parum j^roductis, acutis, spinoformibus, angulis posticis ro- 
tundatis. Meso-et meta-notum angulis anticis valde attenuatis, acutis, 
extrorsum produetis. Pedes longi, tibia infra spinis irrei^ulariter seriatis 
et spinis tribus apicalibus armata. 

Lon^. corp. 17: long, antenn. 7. 

Long-, capit. i), lat. H. 

Long', mandib. H,ó; long-, tibiae tertii paris 5. 

Operariiis major (Fig-. 76) — Ferrugineus, ventri^ pedibusque sor- 
dide cremeis. Caput media fronte fenestra circulari pallida sat magna 
impressum. Antennae CFig. 77) longaC;, 20-articulatae, articulo tertio 
secundo fere duplo long-iore, parte distali divisionem imperfectam arti- 
culi alii nionstrante , articulo quarto secundo longitudine subequali, 
articulo quinto quarto ])arum longiore. Pronotum parte antica sursum 
vergente, sat magna, lateribus parum rotundatis, angulis anticis latera- 
libus in processu triangulari acuto, angusto ])roductis, angulis posticis 
rotundatis. Meso-et meta-notum angulis anticis in processihus triangu- 
laribus, acutis, attenuatis, ])roductis. Pedes longi. 

Long. corp. 11,5; long, antenn. 8. 

Lat. capit. o,5; long, tibiae tertii paris 4,5. 

Lat. ahdom. H,5. 

Operarius minor — Caput cum thorace ochroleucum, ceterum corpus 
stramineum, abdomine cibi causa cinereo maculato. Caput (Fig. 78) 
nu'dia fronte fenestnt parva circulari notatum. Antennae longae, 20-ar- 
ticulatae, articulo tertio secundo aliquantuin longiore, articulo quarto 
secundo aliquantum breviore, articulo quinto quarto paulluui longiore. 
Pronotum parte antica sursum vergente sat magna, semicirculari, an- 
gulis anticis lateralibus in processu triangulari acuto, sat parvo pro- 
ducto. Meso-et meta-notum angulis anticis in processibus sat parvis, 
acutis, extrorsum produetis. 

Long. corp. 9,5; long, antenn. 5,5. 

Lat. capit. 2,6; long, tibiae 3* paris 8,5. 

Lat. abdom. 8,2. 

Patria: Coxipò (Cuvab-^). Brasile, Cuyana (Hagen). 

21. Termes grandis Ramb. 

Syu. Termes grandis Ramb. Neuropt. p. 30G, uo. 10. 
» » dccumauns Eriehsou, Schouibiu-gk llei.se nacli Guyaua III, 

p. 582. 

4 



50 TEKMTTTDT F, TKKAITTOFTl.T 

Syn. Teniies costatus Walk. P.rit. Mi\s. ]). r)l,S, no. 19. 
» » fnscns Lat. Hist. iiat. XTIT, ]). (i8. no. 2. 

» o-randis Hag' Limi. cut. XII, ].. lóT, tal» II, ii.ii'. 10, tal). Ili, 

ti.ii'. 1«. 

Imago Mas. Siipra badio-picoiis, siihtns fnlvo-f<nTiio-in«'US, lateribus 
abdominis castaneis, iilis hyaliiiis, eostis bjuliis. 8oo-nienta supra setis 
nonuullis biseriatis et setis phiribus posticis, subtus pilis et setis trise- 
riatis aiicta. Caput fFig-. 79) orbicnlarc, ocnlis magnis, ocellis ab oculis 
spatio mag-no distaiitibus, fenestra luag-na, semiovali. Antennae (Fig-. 80) 
longae, 21-articulatae;, articulo tertio secundo aliqnantuiu long-iore, ar- 
ticnlo quarto tertio uia-gis quam duplo breviore, articulo (plinto (piarto 
aliquantum long-iore. Prouotmii fere du])lo latius quam long-um, aug'ulis 
posticis rotundatis, margine postico medio inciso. Alae tantum pilis bre- 
vissimis, sparsis instructae. Ala anterior costa et subcosta valde appro- 
ximatis, mediana ad submedianani jìarallela et valde approximata , 
venulis 1-4, submediana venulis i»-15. Pedes longi, femure infra setis 
long^is, subtilibus armato. Cerci brevissimi. Appendices genitales nullae. 

Long-, corp. cum alis 38; long:, corp. 18; lat. abdom. 5. 

Lat. capit. o,(i; long-, antenn. (ì,5. 

Long', pronoti 2,2, lat. 4,H. 

Long. al. anter. o4, poster. H2. 

Long, tibiae 8i paris T». 

Miles — « Forma militi T. diri similis, sed minor, capite aliquan- 
tum breviore, tliorace processibus lateralibus brevioribus. » ex Hagen. 

Operarlns ìììajov — Caput et . thorax et pars postica segmento- 
rum abdominalium ocliraceo-ferruginea, ventre pedibuscpie stramincìis. 
Antennae ( Fig. 82 ) longae, 20-articulatae, articulo tertio secundo vix 
breviore, articulo quarto tertio aliquantum breviore, articulo (plinto 
quarto paululum longiore. Pronotum (Fig. 81) parte antica sursum ver- 
gente, sat magna, semicirculari, angulis anticis extrorsum ali(piantum 
acute productis, angulis posticis rotundatis, margine postico non inciso. 
Meso-et-meta-notum angulis rotundatis, non productis. Pedes longi, tibia 
infra spinis sat raris. irregulariter seriatis et spinis tribus apicalibus 
armata. 

Long. corp. 8,7; long, antenn. 6. 

Lat. capit. 3; lat. abdom. 3. 

Long, tilìiae 3i paris 3,5. 

Operariits minor — Caput et tliorax cremea , ceterum corpus al- 
bo-stramineum , abdomine cibi causa cinereo. Antennae ( Fig. 83 ) 19- 
articulatae, articulo tertio secundo parum longiore, parte distali divi- 
sionem incompletam moustrante, articulo quarto tertio magis quam duplo 



Kir.TI'PO STI.VKSTHT 



51 



breviore, articnlo (|iu'nto qiuirto pniMim Innyiore. Pronotiim parte antica 
sursuin verg-ente, sat niag-na, seniicirculari, ang'ulis anticis acatis, paruiii 
productis. Meso-et meta-notuni ang^ulis rotmidatis. 

Long-, corp. 8: Iotiì;-. antcìm. 4.5. 

Lat. capit. 2,5; lat. abdom. 2,<i. 

Long-, tibiae o* paris 2,fi5. 

Patria: Villa Rica (Parag-uay). Caycnna, Guyana (Hagen). 



22. Termes luolestus Rumi, 

Syn. Termes molestus Biirm. Handb. II. 

Walk. Brit. Mus. p. 512, no. 10 
» » » Haff. Limi. ent. XII. p. 159, tali. Ili, fi»-. 19. 

Imago. ^ Siipra castaneus, snbtns liiteus, alis hyalinis, alaruni costis 
castaneis-Seg-nicnta supra setis nonniillis triseriatis, siibtus pilis brevibiis 
et setis triseriatis aucta. (^-aput (Fig-. 84) fenestra circulari, ocellis ab ocu- 
lis spatio mag-no distantilnis. Antennae (Fig-. 85) 20-articulatae, articulo 
tertio secnndo aliqnnntuni lircvioro, articulo quarto tertio aliquantuni 

min US quam duplo brevio- 
, re, articulo quinto quarto 
aliquantum long-iore. Pro- 
no tuni fere duplo latius 
quam long^um, ang-ulis an- 
ticis parum rotundatis, par- 
te postica aliquantum an- 
g^ustata , angnilis posticis 
rotundatis, marg-ine postico 
medio inciso. Alae ( Fig. 
10) pilis brevibus parum 
raris instructae. Ala ante- 
rior mediana ad subcostam aliquantum approximata venulis 2-3 integ-ris 
vel bifurcip, submediana venulis 7-9, quarum nonnullae bifurcae. Pedes 
tibia infra et laterali ter spinis plurimis aciitis armata et spinis tribus 
apicalibus. 

Long-, corp. cum alis 28; long. corp. 15,5. 

Long", antenn. 4,2; lat. capit. 2,5. 

Long', pronoti 1,8; lat. 2^5. 

Long-, al. aiiter. 24, poster. 22^5. 

Long-, tibiae 3* paris 3,5. 

Ktjmpha — Alba oculis nigris. Antennae 20-artJculatae. 

Long. corp. 13,5; long-, append. alar. 6. 




Fìg. IO. 

Termes molestus : 
a ala anterior, h ala pcsterior. 



52 TERMTTIDT K TERMTTOFTTJ 

Miles — Feri'UjW'ineus mniidilmlis iii^n's. Caput fFis;". H(i) antice pa- 
nini ane;'nstatiim, media fronte tubo lirevissinio auctum. Mandibiilae 
attenuatae, sat long^ae, apice acato et recurvo, sinistra dentilnis duobus 
basalibus parvis instructn. Laliruni Itjisi ii;iulluluni aiig'ustata parte an- 
tica media triangolari, acuta, utrimque excisa, angulis paruni acutis. 
Antennae (Fig*. 87) sat longae, l'.>-articul;itae articulo tertio secundo ali- 
quantum longiore, articulo quarto tertio ali(iuantum lu'eviore, articulo 
quinto quarto i)ariim longiore; interdum 20-articulatac (Fig*. 88) arti- 
culo tertio secundo i»arum breviore, articulo quarto tertio paruiii bre- 
viore, articulo quinto quarto aliquantum longiore. Pronotum parte an- 
tica siirsum verg'ente, lata et late rotundata, media vix incisa, ang'ulis 
lateralibus rotundatis. Meso-et meta-notiim angulis rotundatis. 

Long. corp. 8,5; long, maiidib. 1,8. 

Long, capit. H,l, lat. 2,5. 

Long, anteiin. 4,5; long, tibiae ."1' paris 2,5. 

Operariìis major — Caput et tliorax plus minusve fulvo-ferrugi- 
nea , ventre pedibusque sordide cremeis. Antennae 20-articiilatae, ar- 
ticulo tertio secundo parimi breviore, articulo quarto tertio parimi mi- 
nus quani duplo breviore, articulo (luiiito quarto pauliulum longiore, 
interdum 19-articiilatae articulo tertio parte distali divisionem iiiconi- 
pletam monstrante, secundo alic][uaiitum longiore. Pronotum parte an- 
tica sursuni vergente magna, media pauliulum incisa, utrimque parum 
rotundata, angulis lateralibus rotundatis. 

Long. corp. 8; long, antenn. 4,5. 

Lat. capit. 2^1; lat. abdom. 2. 

Long, tibiae 3» paris 2, 1. 

Operarins miìior — Stramiiieus abdomiiie cibi causa luride cinereo. 
Antennae 19-articulatae, articulo tertio secundo parum breviore, arti- 
culo quarto perbrevi, tertio magis quam duplo breviore, articulo quinto 
quarto pauliulum longiore. Pronotum parte antica sursum vergente, se- 
micirculari, angulis rotundatis. 

Long. corp. (),2; long, antenn, 3. 

Lat. capit. 1,9; lat. abdom. 2,3 

Long, tibiae 3i paris 1,7. 

Patria: CorumbA, Coxipò, Cuyabft. Bahia, Amazonia (llagen). 

Gen. Cornitermes Wasm. 

Syii. Teniies siibg'cu Termes Hag'. ex p. Liun. cut. XII, p. IU8, et anct. 
» Toniu's subg'cn. Cnniiterines Wasiu. Abhaud d Seiick. nat. Gesell. 

XXI, Hoft. I, p. 150 (1897). 
» Cornitermes Silv. (1901). 



FILIPPO SILVESTRI 53 

,- ^lanclihulao parte dentali parteiu niolareiii ali<|uantuiii superante, 
(lentibus tribus armatae. Antennae 15-lB-articnlatae. Fenestra <'t ocelli 
praesentes. Ala anterior squama brevi . Pedes tibia spinis duabus api- 
ealibus armata. 

Miles. — Caput mandibulis sat brevibus, robustis, aeutis, aliquantum 
arcuatis, media fronte tubo plus niinusve long-o auctum. Pronotum parte 
antica sursum verg:ente. Antennae 14-ló-articulatae. 

Operar ius. — Antennae 15-articulatae 

Habitat: in nidis in humo vel supra humum constructis. 

Patria: Reg'io neo-troi)icalis. 

2'ò. Corni kermes siniilis (Hag-,) Wasm. 

8yn. Termes ainerieauus Renf>-f>'('r. 
» Termes siniilis Hagv Limi cut. XII, jt. 1(>7, tal). I, ti;;^-. f). tal). III. 
tig-.21. (1858;. 
Termes Christiernsonii. W. Siir. Eut. Tidsi<. V. p. 20, taf. I, tìi;-. 1-12. 
(1880). 
>' Termes (Cornitermes) siniilis Wasm. Abiiaud. d. Senck. aat. Gesell. 

XXXI, Hcft I, p. 150. (1897j. 
» Coniitermes siniilis 8ilv. H^'Ol). 

Imago — V Caput badium , ceterum corpus supra fuseo-tulvum, 
ventre, antennis i)edibusque fulvo-terrugineis, alis costa et subcosta fu- 
sco-rutescentibus, celerà parte h>'aliiia. Corpus teryitis et stei'nitis parte 
aitica nuda, parte cetera pilis brevibus paucissimis, si)arsis et sctis sat 
raris auctis, plcuris pilis sat In-evibus et parum raris instructis. Caput 
(Fig. 8!i) fenestra sul)circulari , rufescente. Oc(dli ab oculis sat distan- 
tes. Antennae (Fig. '.H)j ir)-articulatae , articulo secundo tertio parum 
breviore, articulo quarto t<n'tio vix breviore, interdum antennae IH-ar- 
ticulatae articulo secundo tertio parum longiore. Pronotum fere duplo 
latius quam longiim, iiiargine antico recto, angulis anticis rotundatis, 
parte postica aliquantum angusta ta , margine postico medio aliquan- 
tum inciso, utrimque parum rotundato. Alae (Fig. 11) pilis sat longis 
et sat raris instructae. Ala anterior mediana ad submedianam valde ap- 
proximata venulis 8-5, quarum nonnuUae bifurcae, submediana venu- 
lis 11-12, quarum noniiullac bifurcae. Cerci brevissimi. Pedes (Fig, 91) 
tibia infra serie spinarum longarum, acutarum, subtilium et spinis dua- 
bus apicalibus armata. 

Long corp. cum alis 27: long. corp. 12,5. 

Long, antenn. 2,5: lat. capit. 2. 

Long, pronoti 1,2, lat. 2,o. 

Long. al. anter. 24, post. 22. 



54 



TERMITIDT E TERMITOFILI 



Regina — Loiij^. corp. 45: lat. abdom. 11. 

Nympha — Tota straminea, oculis nigris, Auteniiae 15-articiilatac. 

Long. corp. 12,5; long. app. alar. 5,5. 

Nympha juvenilis — Alba tota. Oculi pigmento nullo. Antennae 15- 
articulatae, articulo secmido tertio fere duplo longioiv, articulo quarto 

tertio parum longiore. Pro- 
notum parte antica aliquan- 
tum snrsum vergente, ro- 
tundata , ]jostice rotunda- 
tum. 

Long. corp. 7 : long, 
app. alar. 1. 

Miles — Caput ochra- 
ceum, ceterum corpus cre- 
nieum. Corpus totum setis 
sat longis, i^arum raris et 
in ventre etiam pilis bre- 
vibus instructum . Caput 
(Fig. 92) magnum inedia 
fronte tubo sat longo mar- 
gine piloso auctuni. ]\Ian- 
dibulae parum elongatae, 
apice acuto, mandibula 
dextra parum arcuata inte- 
gra, sinistra (Fig. 98) magis 
arcuata dente parvo et 
dentibus o-4 minimi s ar- 




F-lg. 11. 

Comitermes similis : 

a ala anterior, b ala posterior, 

e ala anterior exenipli alii, d ala posterior. 



mata. Labrum sat breve , rectangulare , antice iitrimque oblique trun- 
catum, medium in processu parvo subrectangulari productum. Antennae 
(Fig. 94) attenuatae, 15-articulatae, articulo tertio secundo vix longiore. 
Pronotum parvum parte antica sursum vergente , semicirculari. Pedes 
primi paris tibia infra serie spinarum arnmta. 

Posadas: Long. corp. 8,5; long, mandib. 1,5. 

Long, capit. 3,5, lat. 2,5. 

Long, antenn. 2,5; long, tubi froutalis 0,4. 

Tacurù Pucù: Long. corp. 9; long, capit. 3,5, lat. 2,95. 

Coxipò : Long. corp. 8; long, capit. 3,1, lat. 2,3. 

Cuyabà: Long. corp. 7; long, capit. 3, lat. 2,2. 

Operarnis — Stramineus, abdomine cibi causa maculato. Corpus hir- 
tellum. Antennae 15-articulatae , articulo tertio secundo vix breviore. 
Pronotum parte antica sursum oblique vergente, late rotundata. Pedes 



FILIPPO SILVESTRI 55 

primi paris tibia infra si»inis hT'cvibus rol»ustis acuti^, uuiserialis, et 
spinis dnabus long'is armata. 

Long", corp. fi,;]: long, antenn. 2,5. 
Lat. capit. 1,0. 

Larva— Alba, hirtclla. Antemiae 12-articiilatae, articulo tertio nudo, 
seeundo parum long'iore 
Long-, corp. 1,5. 
Patria: Matto Grosso: Coxipò, Ciiyabà, Urucum. 

Parag'uay : Villa Rica, Paragmirì, Tacurìi Pucù. 
Argentina : Posadas, S. Ana (Misionesj. (hvin Cinico 

(8orensen). 
Lagoa 8anta et Congonlias (^Brasile; Hagen. 

<)ssi'()i-i(?:ioii(' — Per le dimcusioui (liffcriseono molto ì:1ì iu(li\i(liii delle 
varie loealità, però coincidono bene tutti nei caratteri .s]>ecitlci. 

24. Coriiifcermes acìgnathus Silv. 

Miles. — Caput tcrrugiiicuni niau(lil)ulis nigris. ccterum edi'iuis ochro- 
leucnm. Cor[>us [)arte postica scgincntoruni tantnm seriobus 2-.'i sctaruni 
instrncta. Captit (Flg. 95i antice paullnm angiistatiint, media tronte tubo 
sat longo instrncta. Labrum latnm. sat breve, margine antico recto, 
utrinupie rotnndatum, niandilniln dextra a[iice parum curvo, margine in- 
terno integro, ad basini tantum dente magno armato, mandibula sinistra 
apice magis curvo, margine intcn-no dente sat magno armato, et ante et 
pone dentem parum crenulato. Antennae 15-articulatae, articulo tertio 
seeundo aliquantum longiore, articulo quarto quinto subae(piali et tertio 
parum breviore. Pronotum parte antica sursuni vergente , rotundata , 
media parum incisa, lateribus parum rotundatis. Pedes primi paris tibia 
infra serie spinarum acutarum et s[)inis dnabus rol)ustis, apicalibus armata. 

Long. corp. 8,5: long, mandib. 1,5. 

Long, capit. o,5, lat. .'3: long, tubi frontalis 0,4. 

Operarius — Captit oclirolcucum, ceterum corpus stramineum. Corpus 
parte postica seg'mentorum seriebus 2—3 setarum sat brevium instrtic- 
tum. Antennae 15-articulatae, articulo tertio seeundo longitudine subae- 
quali, articulo (ptarto ijuinto subaeipiali et tertio parum breviore. Pro- 
notum parte antica sursum vergente, margine integro, rotundato. Pedes 
primis paris tibia infra serie spinarum, tarsum versus majorum et spinis 
apicalil)us duabiis armata. 

Long. corp. 5,5; lat. capit. 1,4. 

Patria: Guayaquil (P. Ecuador) Y. Ortoneda. 



56 TERMITIDI E TERMITOFILI 

25. Corniteriues cimiulaiis (Kollarj Wasin. 

Syu. Tcrmes ciimulan.s Kollar in Pohl, '-'"'^o in Brasil I, p. Ili fig". 5>. 
» Termes cornutiis Batcs Maniiscript. 
» V Termes pallidipounis Blant'h. Voyagc d' Orbiji'iiy. 
» Ternie.s eimiulaiis Hag. Liiin. eut. XII , p. 165 , tah. II , tig'. 2 

tal). III, tig. 20. (IbóSj. 
» T('nue8(Coniit('niies) cuuiulaiis Wasiii Abliaud. d. .Soiick uat. Gesell. 

XXI, Heft I, p. 150. (1897). 
» Corniteriiies c-iiiiuilaus Silv. (1901). 

Imago — Mas. Siipra ferrugineus, subtiis auraiitiaeiiH, alis hyalinis, 
costis fuscis. Seg'inenta parte postica pilis paucissimis, brcvibiis, sparsis 
et setis sat raris aucta. Caput (Fig. iH>) fenestra ovali. Ocelli magni, 
ab oculis sat distaiites (^t a tuberculo parvo gesti. Antennae 15-articii- 
latae, articulo secundo tertio parmn breviore. Pronotuin subtrapezoi- 
deuni parimi niinus c|uam duplo latius quani longuni. margine antico 
recto, angulis antlcis aliquantum rotundatis, angulis posticis rotundatis, 
margine postico medio inciso. « Alae ut in C. similis: secundum Hagen ». 
Pedes primi paris tibia infra serie spinarum acutarum et spinis duabus 
apicalibus armata. 

Long. corp. cum. alis 28: long. corp. 11. 

Long-, antenn. 2; lat. capit. 1,5. 

Long, pronoti 1, lat. 1,85. 

Regina — Long. corp. 37; lat. abdom. 8. 

Nympha — Straminea oculis cinerescentibus. Antennae 15-articulatae. 

Long. corp. 8,5: long. app. alar. 1,4. 

NympJia juvenilis — Alba tota. Antennae 15-articulatae. 

Long. corp. 4,5; long. app. alar. 0,6. 

Miles — Caput luteum mandibulis nigris, ceterum corpus strami- 
neum. Corpus totum hirtellum. Caput (Fig. 97) media fronte tubo sat 
longo aucta. Labrum valde latum basi rectangulare, antice utrimque 
oblique truncatum et medium lamina triangulari, sat parva, auctum. 
Mandibulae sat elongatae, mandibula dextra apice vix curvo, dente 
basali armata , mandibula sinistra (Fig. 98) apice aliquantum curvo, 
dente magno et denti bus o-4 minoribus aucta. Antennae 15-articulatae, 
articulo tertio secundo vix breviore, articulo quarto tertio paruni lon- 
giore. Pronotum parvum, parte antica sursum vergente, late rotundata, 
integra. Pedes primi paris tibia infra serie spinarum et spinis consue- 
tis apicalibus armata. 

Long. corp. 5; long, mandib. 0^8. 

Long, capit. 2, lat. 1,5: long, tubi frontalis 0,o. 



FILIPPO SILVESTRI 



57 



Operariiis — f'aput <)c'lir()l('iu-uiii. (.•«'tci'uiu t-orpus sti'aiiiiiicuni. ah- 
(loinino cibi causa maculato. Autennao 15-articulatae, articulo tcrtio, 
loiiii'itudino secundo acquali vel vix lon«i'iorc. Pronotuui anticc sur- 
sum vergens, rotundatuni, margine integro. Pedes primi paris til)ia intra 
scric spinarum et spinis duabus robustis apicalibus armata. 

Long. corp. 4; lat. cajìit. 1,2. 

Patria: Ccxipò, Cu>aba. Yiìaiu-nia i^S. Paolo, Brasile) Ilagcn. 

Ossercazioiic — In xiu nido iuvcc-c di una soia co]ipia reale \vv;\ iro\ ai '.• 
regine ed un re, derivati da individui alati, trattenuti nel nido poro prima 
della sciamatura. 

Delle 9 regine la [)iù grande misurava '10 mm in lunghezza e la 
più piccola 9,5. 

26. Coriiilernies striatus (Hag.) Silv. 

f^yn. Teniies striatus Hag'. Liun. cut. XII, ]). 17. (1858). 

Termes Lespesii Fr. Miill. Jen. Zeit. VII, p. 349. (187-2). 
» Termes (Coruiteniies) Lespesii Wasm. Abhand. d. Seuck. nat. (Jescil. 
XXXI, Heft. p. lóU. (1897). 
Cornitermes striatus Sih-. (1901). 

Imago — V Castaneus totus. Corpus pilis sat longis et paruni raris 
in.structuni, etiam in i)arte antica tergitorum et sternitorum. Caput 

( Fig. 99 ) orl)iculare. fenestra 
parva, corditbrmi. Ocelli ab ocu- 
lis sat distantes. Antennae 15-ar- 
ticulatae, articulo tertio secundo 
fere duplo breviore et quarto 
vix longiore. Fronotum ali(iuan- 
tum minus quam duplo latius 
quam longum , margine antico 
recto, angulis anticis rotundatis, 
parte postica aliquantum angu- 
stata, margine postico medio in- 
ciso. Alae (Fig. 12) pilis sat longis et sat raris instructae. Ala ante- 
rior mediana ante mediani alani decurrente, venulas o-4 emittente, ple- 
rumque biturcas, submediana ad niedianam approximata venulis 9-11 
integris vel biturcis. Pedes primi paris tibia infra spinis sat raris, uni- 
seriatis et spinis duabus apicalibus robustis armata. 
Long. corp. cuni alis 20; long. corp. 9. 
Long, antenn. 2; lat. capit. 1,3. 
Long, pronoti 0,9, lat. 1,6. 
Long. al. anter. 18. poster. 17. 




i^ig:. 13. 

cornitermes striatus : 
a ala anterior, b ala posteiior 



58 TERI\riTIDI E TER^riTOFILT 

Regina — Long', corp. 17: Int. abdom. (i. 

Nymplia jiivenilis — Alha tota. Anteiiiuie 15-artic'ulatao, articulo 
tei'tio perparvo, nudo. Proiiotum iimrg'ine antico sursuni panini verg-entc. 

Long-, corp. 5; long*, app. alar. 0,(i. 

Miles — Caput ocliraceo-terrug'ineuin iiiandibulis nigris, eeteruni cor- 
pus cremeum. Hegnienta })ilis lirevibus sat raris et serie setaruni pau- 
caruni instructa. Caput (Fig. 100) lateribus parallelis, media fronte tubo 
sat long'o et sat lato aucta. ]\randibulae long-iusculae, apice tantum ar- 
cuato, mandibula dextra integra, mandibula sinistra (Fig. 101) dente 
magno l)ilol)ato apud basini armata. Labrum elongatum basi i)arumbita, 
apice attenuato, triangulari-rotundato. Autennae 14-articulatae, articulo 
tertio secundo vix breviore. articulo quarto tertio parum minus quam 
duplo breviore. Pronotum ])arte antica sursuni vergente, late rotundata, 
integra. Pedes primi paris til)ia infra spiiiis tantum 6-8 uniseriatis, inter 
sese remotis, et spinis duabus apicalibus armata. 

Long. corp. 6,2; long, mandib. 0,'J. 

Long, capit. 2, lat. 1,55; long, tubi frontalis 0,o. 

Operarius — Caput sulphureum, ccterum corpus strauiineum. Seg- 
menta singula lulis bivvibus et setis nonnullis aucta. Autennae 15-ar- 
ticulatae, articulo tertio minimo, magis (piani duplo secundo breviore, 
articulo quarto quinto subequali et secundo duplo breviore. Pronotum 
margine antico integro, rotundato, sursuni vergente. Pedes primi paris 
tibia infra spinis nonnullis et spinis duabus apicalibus armata. 

Long. corp. 5; lat. capit. 1,1. 

Patria: R. Or, del Uruguay: La Sierra, Salto. 

R. Argentina: S. Pedro de Colalao (Tucuman), Salta, 
Paraguay: Villa Incarnación, ParaguarL 
Brasile: S, Cathariua (Fr. Milli. ) 

O.sserìxizione. — I soldati di Salta sono più grandi di quelli descritti ; 
però differenza di dimensioni si trova non solo fra individui di località varie, 
ma anche fra quelli della stessa provenienza. 

27. Coriiilerines triacifer Silv. 

Miles — Caput ochraceo-fcri-ugiueum mandibulis nigris, ceterum 
corpus cremeum. Segmenta singula pilis brevibus sat raris et setis 
uniseriatis raris instructa. Caput (Fig, 102) lateribus parallelis media 
fronte tubo sat longo aucta. Labrum parum longuni liasi lata, antice 
utrimque aiigulo valde acuto terminatum, medium processu triangulari, 
acuto angulos laterales valde superante^ auctuni. j\[andibulae lireviusculae, 
attenuatae, acutae, apice tantum curvo, margine integro. Autennae 15- 



FILIPPO SILVESTRI 



59 



arriculatai-, articulo tcrtio sccundo duitlo lireviorc (interduiii a (|iiai-to 
non distincto), articulo quarto quinto subaequali et secundo brcviorc. 
Pronotum marg-ine antico sursuni verg'ente, rotundato, medio incisione 
parva attecto, postice late rotuudatuni. Pedes paris primi tibia tantum 
parte distali spinis 7 infra armata et spinis duabus apicalil>us robustis. 

Long. corp. 5,5; long, mandila. 1,1. 

Long', capit. 2,o, lat. 1,5: long, tubi fruntalis 0,3. 

Operarius — Caput crcmeum, ceterum corpus stramineiun. Segmeiira 
singuia pilis pluribus et setis nonnullis uniseriatis instrncta. Auteimae 
15-articulatae, articulo tertio secundo niinus (piani duplo breviore. Pro- 
notum parte antica sursum vergente, late rotuudata, integra. Pedes 
l»rimi paris tibia infra spinis uniseriatis armata et spinis duabus api- 
cali bus. 

Long-, corp. 5; lat. capit. 1,1. 

Patria: Corumbà. 

28. Coruitermes loiigilabiiis 8ilv. 

Ima(/o — V Caput 1)adiuni, ceterum corpus supi'a ferrugiueum sub- 
tus ochraceum. Segmenta singuia ])ilis sat brevibus, sat raris et setis 
nonnullis aucta. Caput (Fig. 103) fenestra sat parva, rotunda, ocliraeen. 

Ocelli magni, rotundi, ab oculis sat 
distantes. Antennae 16-articulatae, 
articulo tertio secundo minus (piam 
duplo breviore, articulo quarto ter- 
tio longitudine subaequali (in exem- 
plis nonimllis antennae 17-articu- 
latae, articulo tertio secundo dui)lo 
breviore). Pronotum ',3 latius (juaiu 
long-um parte postica panini uni an- 
gustata, angulis posticis late rolun- 
datis, margine postico medio inciso. 
Alae (Fig. 13) pilis sat longis et 
sat raris instructae. Ala anterior mediana ante mediani alani decur- 
rente et venulas 3-4 pleurumque bifurcas emittente, submediana ve- 
nulis 8-9 plerumque integris. Pedes primi paris tibia infra serie spina- 
rum subtilium armata et spinis dua1)us apicalibus. 
Long. corp. cum alis 19; long. corp. 11. 
Long, antenn. 2-4; lat. capit. 1,4. 
Long, pronoti 1, lat, 1,5. 
Long", al. anter. 15,6, poster. 15,1. 
Regina — Long. corp. 2(5; lat. abdoni. 5,5. 




Fig. 13. 

Comitemes lonyilabius : 
a ala anterior, b aia posterior. 



60 TERMITIDI E TERMITOFILI 

Mìh'S — Ca])Ut (X'hrnlcuc'um uiaiulihulis hìj^tìs, ectcraiii corpn^^ stra- 
mineum. Segmenta siiifi'ula ])ilis parnni raris et setis nommllis iiistructa. 
Caput (Fig-. 104) lateribus media fronte tubo perparvo aueta. Labrum 
longum, lìaruni latum, g'radatini ang'ustatum, apice parum rotundato. 
]\randibulae parum long-ae, apice parum curvo, acuto, marg-ine integro, 
apud basini tantum dente i)arvo. Antenuae 15-articulatae, articulo tertio 
(secundo niinus cpuim duplo l)i-eviore, articulo quarto tertio vix loug-iore. 
Pronotum parte antica sursum verg'ente, late rotundata, media incisa, 
margine postico late rotundato. Mesonotum margine antico-laterali et 
margine laterali spinis brevibus e. IG armatis; metanotum margine an- 
tico-laterali spinis 5. Pedes primi paris til)ia infra spinis paucis, raris 
armata et spinis duabus robustis apicalibus. 

Long. corp. 7; long, mandib. 1,1. 

Long, capit. 2,5, lat. 1,9; long, tubi frontalis 0,15. 

Operarius — Corpus totmn stramineum, abdomine cibi causa fu- 
moso. Segmenta «iugula pilis itarum raris et serie setarum instructa. 
Antennae 15-articulatae articulo tertio secundo minus quam duplo bró- 
viore, articulo quarto quinto subaeciaali et tertio vix longiore. Prono- 
tum parte antica sursum vergente, integra, late rotundata. Meso-et meta- 
notum spinis armata ut in milite. Pedes primi paris (Fig. 105) coxa 
spinis nonnuUis in parte anteriore, femore spinis pluribus, sparsis, bre- 
vibus, anticis, tibia infra spinis sat raris vi spinis apicalibus duabus 
armata. 

Long. corp. 5; lat. capit. 1,2. 

Patria: Coxipò (Cuyabà), Corundìà. 

29. Coriiitermes orthoceplialus Silv. 

M«7es— Caput ochraceo-ferrugineum mandibulis nigris, ceterum corpus 
stramineum, al)dumine cibi causa fumoso. Segmenta singula pilis sat 
\ongis et setis biseriatis aucta. Caput (Fig. 10(i) lateribus parallelis 
media fronte tubo parvo aucta. Lidirum sat longuni, parum latum, sub- 
semiellipticum. Mandibulae parum longae, a])iceni versus curvae, acutae, 
mandilmla dextra dentibus duolnis sat nuignis apud basini, mandibula 
sinistra dentibus duolms magnis in margine medio interne armata. An- 
tennae 15-articulatae, articulo terti« secundo parum l)reviore, articulo 
(juarto (plinto sul)ae(iuali et tertio paulluluiii Ijn^Morc Pronotum parte 
antica sursum vergente, late rotundata, media sat profunde incisa. Me- 
sonotum marginibus antico-leterali et laterali spinis brevibus e. 17, me- 
tanotum margine antico-laterali spinis e. 15 armato. Pedes primi paris 
tibia infra spinulis nonnullis sat raris armata et spinis subapicalibus 
duabus. 



FTLTf'PO SIT.VKSTRI 61 

Loiiii'. eorp. 0,5: Ione;-. niaii(in>. 1.5. 

Long-, capit. o,5, hit. 2,5; long-, tubi tVontalis 0,2. 

Operar ivs — Corpus totuui stramineum, seg-nieutapilis sat longis paruni 
raris et setis unis(M-iatis iustructa. Antennae 15-articulatae, articulo tertio 
secando parum lireviore, articulo quarto longitudine tertio subaequali, in 
exeniplis nonnuUis antennae Ki-nrticulatae, articulo tertio nudo secundo 
du]jlo 1)reviore, articulo (juarto tt-rtio paruni longiorc. Pivaiotuni parte 
antica sursum vergente, late rotundata, niai"gin(^ integro, ^leso-et nieta- 
notuni spinis armata fen^ ut in milite. 

Long. corp. (l, 5: !at. capit. 1,5. 

Patria : Coxipò. 

• iO. Coniifermes latieeplialus Silv. 

J/iZes — Caput ocliraceo — terrugineum mandibulis nig'ris , ceterum 
corpus cremeum. Segmenta singula ])ilis longis et setis sat raris, seriatis 
instructa. Caput (Fig. 107) antice i)aullukim augustatumet minus crassum, 
media fronte tubo pcn'pai'vo instructa. Labrum longum,, latuui, sobovale 
apice magis attenuato. Mandibulac valde robustac, parum longae, apicc^ 
acuto , curvo, maiidilnila dextra basi dentibus duobus sat [ìarvis, sini- 
stra dentibus trilms annata. Antennae 15-articulatae , articulo tertio 
quarto et quinto subaequali et secundo parum breviore. Pronotum parte 
antica sursum vergente, inedia incisa, utrimque valde rotundata , mar- 
gine postico lat(^ rotundato. M(!Sonotuni marginibus antico-laterali et 
laterali spinis e. 19 armatis, metanotum marginilms antico-laterali et la- 
terali spinis e. 15. Pedes primi paris femure supra spinis nonnullis l)re- 
vibus, tibia infra spinis longis paucis, uniseriatis, Inter se remotis et 
spinis duabus robustis apicalibus armata. 

Long', corp. 0; long, mandib. 1,(;. 

Long, capit. .'ì,7, lat. ;> ; long. tul)i frontalis 0,15. 

Miles minor — Long, capit. 2,5, lat. 2,1. 

Operarius — Caput cremeum, ceterum corpus stramineum, abdomine 
cibi causa fumoso. Segmenta singula pilis brevibus sat raris et setis 
nonnullis instructa. Antennae 15 - articulatae , articulo tertio secundo 
parum breviore, articulo quarto tertio vix longiorc. Pronotum parte an- 
tica sursum vergente, margine rotundato integro. INEesonotum mai-ginibus 
antico-laterali et laterali spinis brevibus e. 12-armatis, metanotnm mar- 
gine antico-laterali spinis 7. Pedes primi paris femure in latore an- 
tico et supero spinis nonnullis robustis , sat brevibus, sparsis armato, 
tibia infra spinis snbtilibus, acutis G-7 et spinis apicalibus 2. 

Long. corp. <> ; lat. ca|)it. 1,4. 

Patria : Coxipò. 



fi2 



TERMITlDI E TER^riTOFILI 



Gerì. Caprìternies AVasm. 

Syn. Termos snbg-oii. Eutormes Utxix. ex p. Limi. fiit. XII, p. et anct. '1858). 
» Termes siibgen. Capriteriiics Wasm. Al)li,in(ì. d. Sciick. iiat. XXI, 

Heft. I, p. 151. (1897). 
» Capritennes Sih-. ox p. (1901). 

V Mandi! )Tilao ut in Cornitcrmes. Antennae 17 - articulatae. Fenestra 
et ocelli praesentes. Pedes tibia spinis tribns apicalilms armata. Ala an- 
terior squama parva , mediana venulis nonnullis instructa , recta de- 
currente. 

Miles — Caput magnum, mandibulis longis, plusminusve incongruen- 
tibus, tubo frontali nullo. Antennae l(j-articulatae. Pronotum parte antica 
sursum vergente. 

Operarius — Antennae 15 - articulatae. 

Habitat : in humo. 

Patria : Regio neo-tropicalis et Madagascar. 

.■>1. Oapritermes opaciis (Hag.) Silv. 

Syn. Termes opacus Hag-. Linn. cut. XII, p. 196, tab. III, iig. 27. (1858 . 
Termes saliens Fr. Muli. Jeu. Zeit. VII, p. 357. (1872). 
» Termes (Capritermes) cing-ulatus Wasm. Abhaiid. d. Sciick. nat. 

Gesell. XXI, Heft I, p. 151.(bS97). 
» Capritermes opacus Silv. (1901). 

Imago — V Fuligineus sternito quarto abdominali medio nuicula antica 
parva semicirculari luride ochroleuca, alis hyalinis, dilute fuligineis. Seg- 
menta singula pilis sat brevibus parum raris et setis nonnullis posticis in- 
structa. Caput (Fig. 108) fenestra nigra tuberculo parvo, rotundato 




Fig. 14. 

Capritermes opacus : a ala anterior, b ala posterior. 

aucta , ocellis ab oculis distantibus. Antennae 17 - articulatae articulo 
tertio seeundo fere triplo breviore, articolo (|uarto tertio parum longiore, 
articulo quinto quarto parum minus quam duplo longiore. Pronotum ali- 



FTLTPrO STr-VKSTRl (ÌH 

quantum iiiimis (|uam rln])l() l.-itius (inani loncrnni. ano-nlis anticis valde 
rotnndatis, parte postica panini an<i'ustata^ ang'ulis posticis rotundatis, 
margine postico medio parum inciso. Alae (Fig'. 14) marg-inibus tantum 
pilis instructis, supertìcie (Fig. 109) spinulis minimis tota obsessa. Ala 
anterior mediana, recta decurrente, venulis S-ó, submediana venulis 7-9. 
Pedes primi paris tibia, infra spinis plnribns subtilibus 2-o-seriatis armata 
et spinis apicalibns ."'). 

Long-, corp. cum alis 18; long. corp. 11. 

Lat. capit. 1,5; long, antenn. H. 

Long, pronot. 1, lat. 1,7. 

Long. al. anter 15,8, poster. 14,8. 

Regina — Long. corp. 'M: lat. abdom. 7. 

Miles. 

Syn. Tei-mes cingulatus ITag. Liiin. cut. p. 189, tab. I, tig. 13. (1858). 
» Termes orcnsis W. Sor. Ent. Tidsk. V, p. 22, taf. I, fig-. 13-16. (1880). 
» Tormes Lacus Sancti W. Sor. Ent. Tidsk. V. p. 23. (1880). 
» Tormes (Capritenaes; parndoxus Wasni. Abliand. d. Scandi, nat. 
Gesell. XXL Hcft L p. 152 (1897). 

Caput ochraceo-ferrugineuni , mandibulis nigris , ceterum corpus 
ochroleucum. Segmenta singula pilis brevibus et sctis triseriatis instructa. 
Caput (Fig. Ufi) nnignum latcribus parallelis, medium sulco profundo 
impressum. Labrum longum apice breviter ti-ilobatum , basini versus 
aliquantum angustatum. Mandibulae longae, inermes, mandibula sinistra 
dextra aliquantum longiore, apice crasso, rotund;ito, curvas duas formans, 
d(^xtra recta apud apiceni interne excavata ita ut marginem iiiandibubK; 
sinistrae complecti possit, a})ice extenie attenuato. Antennae KJ - articu- 
latae articulo tertio secundo parimi minus quam duplo longiore, articulo 
quarto tertio vix longiore, articulo quinto (juarto aliquantum longiore. 
Pronotum parte antica sursuni vergente , margine late rotundato, me- 
dio pallulum inciso, postice late rotundatum. Pedes tibia supra spinis lon- 
gis subtilioribus pluriseriatis et spinis diiabus apicalilnis armata. 

Tacurù Pucù : Long. corp. 11,5; long, mandib. sinistrae 3,8, dex- 
trae 3,2. 

Long, capit. 4,6, lat. 3. 

Villa Rica : Long. corp. 10 ; long, capit. 4, 

Coxipò : » 9,5 » 

Formosa : » 8,8 » 

S. Pedro : » 12 

S. Alia : » 11 » 



^, 


lat. 


2,G. 


3,8 


» 


2,4. 


3,5 


» 


2,4. 


4,G 


» 


2,95 


4,5 


» 


3. 



fi4 TERMITIDI E TERMTT(ÌFIIJ 

Villa Encaniación Long", corp. 0; lon^. cap. 4; lat. 2,8. 

Posadas » 0,5 » 4,2 » 2,i». 

Operarivs — Caput ochraceo-terriig'ineuiu, cetermu corpus ochroleu- 
cum abdoiiìinc maculis eloiig^atis albis et cinereis notato. Seg:iuenta sin- 
gula pilis brevibus et setis trisoriatis aucta. Antennae 15 - avticulatae , 
articulo tertio secundo fere duplo breviore , artieulo quarto quinto su- 
baequali et tertio aliquantura longiore. Pronotum parte antica sursuni 
vergente, margine rotundato, medio aliquantuni inciso. Pedes primi paris 
coxa margine externo spinis sat longis et sat subtilibus multis aucta, tibia 
infra spinis 2-o seriatis, parum raris, et spinis tribus apicabilus armata. 

Long. corp. 7 ; lat. capit. 1.6; lat. abdom. 1,9. 

Formosa : Long. corp. 5,5; lat. capit. 1,45; lat. abdom. 1,8. 

Larva operarla — Straminea. Antennae 15 - articulatae, articulo se- 
cundo tertio duplo longiore, articulo quarto quinto subaequali, articulis 
0-5 nudis. 

Long. corp. .'),8; long, capit. 1, lat. 0,05. 

Larva miUtarifi — Straminea. Antennael5 - articulatae, articulis o-5 
nudis, articulo tertio perparvo, secundo triplo breviore, articulo quarto 
tertio pauUulum longiore. 

Long. corp. 2,8; lat. capit. 1, long. 1,2. 

Larva iuvenllis — Alba tota, hirtella. Antennae 12 - articulatae, ar- 
ticulo tertio nudo, secundo parum longiore, articulo qua^-to quinto vix 
breviore. 

Long. corp. 1,5. 

Patria: Matto Urosso : Coxipò. Parauà : Iguazù, Bella Vista. iMinas 
Greraes : Lagoa Santa (Sorensen). Paraguay: Villa Rica, Villa Eiu-ania- 
ción, Tacurìi Pucù. 

Argentina: Posadas, S. Ana. 8. Pedro (lAtisiones); Formosa, (iran 
Chaco (Sorensen). 



:52. Caprifceriues opacus subsp. parviis Silv. 

Nymplia — Straminea oculis nigris. Antennae 17 - articulatae, articulo 
tertio secundo magis quam duplo breviore, articulo quarto tertio subae- 
quali. Pronotum minus quam duplo lalius quam longum, angulis aiiticis 
rotundatis, postice parum angustatum, angulis posticis aliquantum rotun- 
datis, margine postico medio incisione parva. 

Long. corp. 10; lat. capit. 1,5. 

Long, pronoti 0,9, lat. pronoti 1,4. 

Long. app. alar. o,5. 



FILIPPO SILVESTRI 65 

}[llrfi. — (Fig-. n;;) Villn Kicn: Lonii-. t'orp. (i,2: long-, munclib. si- 
nistrae 2,2, dextrao 2. 

Long-, capit. 2,5, lat. l,(ì. 

Coxipò: Long:, corp. 6; long-, capit. 3, lat. 1,5. 

Operarius Villa Rica: Long:, corp. 5,2; lat. capit. L3; lat. abdoni. LC. 

Coxipò: Long-, corp. 4,5; lat. capit. 1,2; lat. abdom. 1,45. 

Patria: Villa liica ^Paraguay); Coxipò (Cuyabà.). 

?>?>. Capriterraes ortliognatlms sp. n. 

Syn. Capriternios paradoxTis Sih-. (1901). 

Nympha — Straminea ocnlis nig-rescentibus. Seg-nienta sino:ula pilis 
brevibus et setis nonnnllis instrncta. Antcnnae 17-articulatae, articulo 
tertio nudo secnndo inag:is qnam triplo breviore, articulo quarto tertio 
paullnlum longioro. Pronotum antico ]ìaullulnni snrsum vcrg-ens, postice 
rotundatum, nn^dium incisione perparva. 

Long. corp. (;,5; lat. abdom. 2,2; lat. capit. 1,1. 

Miles — Caput ochraceum mandibulis nigris. Segmenta pilis sat 
brevibus et sat raris et setis nonnnllis instrncta. Caput (Fig. 114) late- 
ribus parallelis, medinni ]>rofundc sulcatum, supra antennarum radices 
interne tuberculo parvo, rotundato, auctum. Tiabrum sat breve et sat 
latuin, antice medium rotundatum, ntrimque emarginatum. Mandibulae 
valde elongatae, robustae. deorsum parum arcuatae, apice acuto paruni 
recnrvo, media basta pai-nm geniculata vertice acuto interne vergente, 
mandil)ula dexti-a sinistra paullnlum breviore. Antennae 15 -articulatae. 
articulo tertio secnndo ])arum lireviore, articulo quarto tertio paullnlum 
longiore, articnlo (plinto (piarto subaequali. Pronotum antice snrsum 
parum vergens, rotundatnm. minime medium emarginatum, postice late 
rotundatum. Pedcs ])rinìi ])aris tiliia infra s])inis paucioribus, subtilibus 
armata et spinis trilms apicalibns. 

Long. corp. 8; long, mandib. ;•;. 

Long, capit. o.4, lat. 2,15. 

Var. Long. corp. 5; long, mandib. 2. 

Long, capit. 2,1, lat. 1,5. Coxipò. 

Operarius — Stramineus abdomine cibi causa cinereo maculato. 
Segmenta .pilis sat brevibus, sat raris et serie setarum posticarum in- 
structa. Antennae 15-articulat;te, articulo tertio nudo vel fere, secnndo 
duplo breviore, articulo quarto secnndo aliquantum longiore et quinto 
parum breviore. Pronotum antice parum snrsum vergens, margine in- 
tegro, rotundato. Pedes tibia infra spinis paucioribus, subtilibus arnuita 
et spinis tribus apicalibns. 

Long. corp. 5,5; lat. capit. 1,15; lat. abdom. 2. 



66 



TRintlTIDT K TKRMITOFTLT 



Var. Long. corp. 4; lat. capit. i; hit. alKlom. 1,6. 
Patria: Tacurù Piicù (Paraguay), Coxipò (Ciiyabà). SAo Leopoldo 
(Rio Grande do Bui, Brasilo, Wasuiann. 

Gen. Miroterines Wasm. 



Syn. Terines siibji'en. ÌNIiroteniies Wasm. Abliaud. d. Sent-k. nat. Gesell. 
XXI, Hett I, p. 15-2 (1897;. 
» Capntenucs Silv. ex p. fl90l). 

O Maudibulae d(Mitihu8 duohos et pa,rte molare constitutae, dente 
externo valde attenuato, valde acuto et ab altero sat distante. Anten- 
nue 15-lT-articulatae. 

Fenestra et ocelli praesentes. Ala anterior s(iuania brevi, mediana 
recta decurrente, integra, vel venula 1 instructa. 

Miles — Mandibulae valde elongatae, attenuatae, deorsum arcuatae. 
Labrum sat breve. Caput medium antice processa frontali plus minusve 
longo auctum, tubo nullo. Antennae 1 4-articulatae. 

Habitat: in humo vel in nidis su]ira liumum constructis vel in 
nidis supra arbores ab Entermite cijp/icrf/dfitro constructis. 

Patria: Regio neotropicalis. 

o4. Mirofcermes saltans Wasm. 

Svn. Teniies iiniguayensis Ber.s'. Vida y Cost. d. los Teniiito.s, Buenos 

Aires 1880, p. 16. Nomea nuduin (1880 . 
» Terines riograndensis Ihorino-. Ent. Nachr. XIII, N. 1, p. ì'>. (1887). 
» Tennes (Mirotermes) saltaus Wasm. Abliaud. d. Senck. nat. Gesell. 

XXI, Heft I, p. 152 (1897). 
» Capri tennes saltans Silv. (1901). 

Imago — V Caput et pronotum fulva, media fronte macula magna, 
rotunda, ferruginea, ceterum corpus ochraceo-ferrugineum, alis subisa- 

bellinis. Segmenta singula pilis brevibus et se- 
rie postica setaruni paucarum instructa. Ca- 
put (Fig. 115) fenestra longa, angusta. An- 
tennae 15-articulatae_, articulo tertio secundo 
fere triplo breviore, articulo quarto tertio duplo 
longiore, et quinto subaequali. Pronotum ali- 
quantum latius quam longum, subsemicircula- 
re. Alae marginibus pilosis et superficie 
(Fig. 116) spinis brevissimis 4-5 radiatis ob- 
sessa et pilis sparsis aucta. Ala anterior (Fig. 15) mediana integra, sulj- 
mediana usque ad marginem posticum decurrente venulis 9-10 integris. 




Mirotermes saltans : 
a ala anterior, b ala posterior 



PITilPPO SILVESTRI 67 

Pedf's tibia inlVa spinis sublilihns plnriscriatis et spinis tribiis apicalibus 
armata. 

Long', corp. cum alis 10; long', corp. 5. 

Long^. antenn. 1,5; lat. capit. 0,8. 

Long', pronoti 0,5, lat. 0,8. 

Long^. al. antor. 8,8, post. 8. 

Regina — Long. corp. 17,5; lat. abdoni. 4,5. 

Ni/mjìha — Alba, al)doniine cibi causa maculato, oculis cinereis. 
Antennae 15-artìculatae. Pronotuiìi parte antica sursum pauUulum ver- 
gente. 

Long. corp. 5; long. app. alar. 1. 

Miles — Caput ocliroleucum mandibulis nigris, cetorum corpus stra- 
mincum. Segmenta singula ])ilis l)revibus et setis nonnullis instructa. 
Caput (Fig. 117 lateribus parallclis, media fronte anticc pi'ocessu sat 
longo, conico, jìiloso aucta. Labrum sat longuni, angulis anticis acutis, 
valde ])roductis. IMandilndae longac, attenuata(\ inermes, deorsum ar- 
cuatae, apice acuto r('cui'\(). .Vutcnnae 14-articulatac. articitlo tertio se- 
cundo paullulum breviorc, articrdo ijuarto tertio ali(]uantum breviore, 
articulo quinto tertio vi\ longiorc. Pronotum ])art(' antica parum sur- 
sum vergente, mai'ginc rotnndato, margine postico late rotundato. Pedes 
tiliia infra spinulis nonnullis armata et spinis ai)icalilms tribus. 

Long. corp. 4.5; long, mandili. 1.8. 

Long, capit. 1,(1. lat. 1,1. 

Long', processus frontalis 0,H5. 

Operarhis — Ca[)ut ocliroleucum, ceterum corpus stramineum, abdo- 
minc cibi causa cinereo maculato. Segmenta singula pilis brevibus et 
setis nonnullis instructa. Antennae 14-articulatae, articulis tertio secundo 
paullulum magis (.juam duplo bi-eviorci et quarto subaequali. Pronotum 
parte antica sursum vergente, margine rotundato. Pedes tibia infra 
spinulis nonnullis et sjìinis tribus apicalibus armata. 

Long. corp. 4; lat. capit. 1; lat. abdom. l,o. 

liegina svhstihdionis (Fig. 118) — In un nido di Tacurù Pucìi trovai 
11 regine, le quali dittei'ivano dalle regine vere per avere i tergiti 
ai)pena più pallidi. La più gi'ande di essa misurava: Long. corp. 12; lat. 
abdom, 2,5. La più piccola: Long. corp. 9; lat. abdom. 2. 

Tali individui reali di sostituzione derivavano da alati trattenuti nel 
nido alcuni giorni prima della sciamatura. 

Patria: E. Or. del Ui'uguay: La Sierra, Salto. 

Argentina: Posadas. 

Paraguay: Villa Rica, Tacurù Pucù. 



ns 



TnRArTTTDT K TERMTTOFTLt 



35. Mii'otermes saltans sulisp, iiiyjritu.s Silv. 

Imago — 5* Caput (4, proiiotuiii ntro-viroscoiites, alidoniine supra fu- 
ligineo, snhtns fiilvoscente, iiiodio fascia lata luride creiuea, alis nig-ro- 
fuligineis. 8eg-menta sing-ula pilis pluribus et sotis noimullis posticis 
aucta. Caput fenestra longa, angusta. Ant(Minae 15-articulatae, articulo 
tertio secundo magis quani duplo brcviore, articulo quarto secundo pa- 
ruui minus quam duplo longfioro et quinto subaequali. Prouotum ali- 




Fig. 16. 

Mirotermes saltans nigritus : 
a ala anterior, b ala posterior, e ala anterior exempli alii, d ala posterior. 



quantum latius quani longum, semicirculare. Ala (Fig. 16) anterioi- 
mediana plerumque integra fin exemplis 2 ala anterior Inter medianam 
et suhmedianam vena a squama orta instructa ut in Fig. IGc). 

Long. corp. cum.alis 9; long. corp. 5. 

Long, antenn. 1,5; lat. capit. 0.8. 

Long, pronoti 0,5, lat. 0,7. 

Long, ala anter. 7,6, post. 7,4. 

Miles — Long. corp. 3,8; long, mandib. 1,5. 

Long, capit. 1,46; lat. capit. 1. 

Operarius — Long. corp. 4,3; lat. cap. 1; lat. abdoni. 1.15. 

Patria: Matto Grosso: Coxipò, Cuyabà, CorumbA.. 

Paraguay: Asunciòn. 

36. Mirotermes fur Silv. 

Imago — V Caput et pronotum nigro-castanea, abdomino supra casta- 
ueo, subtns luride ochraceo, lateribus sternitorum fulvis, alis fuliginiùs. 
Segmenta singula pilis brevibus et longis et setis pluriseriatis aucta. 
Caput (Fig. 119) fenestra angusta, longa. Ocelli ab oculis aliquantum 
distantes. Antennae 17-articulatae, articulo tertio secundo duplo bre- 
viore, articulo quarto tertio et etiaiii (plinto ]»arum longioi-e. Pronotum 
'/s latius quam longum, cordifo mie, margine postico parum inciso. Alae 



FILIPPO SILVESTRI 



69 




Fig-. 17. 

Mirotermes fì(r : 
a ala anterior, b ala posterior. 



suportific (Fig'. 120) pilis spiirsissimis et sphiuJis l)revissiiiiis b-radiatis 
obst'ssa. Ala aiitcrior (Fig-. 17) mediana integ-ra, subniediana ad margi- 

nem postieum pertinente venulis 9-10. Pe- 
des tibia infra spinulis nounullis et spinis 
tribus apicalibus armata. 

Long. corp. cum alis 13,5; long. corp. 8. 
Long, antenn. 2,5; lat. capit. 1,8. 
Long, pronoti 1, lat. 1,5. 
Long. al. anter. 10,'.», poster. 10,5. 
Regina — Long. corp. 9,5; lat. ab- 
doni. 2,7. 

Ni/iìipha — ►Straminea tota, oculis ui- 
gris. Antennae 17-articulatae. 

Long. corp. 8; long. a[)p. alar. o. 

Mì'Ies (Fig. 121) — Capnt ochraeeo-terrugineum niandiliulis nigris, 
eeterum corpus sordide ercmeum, abdomine cibi causa cinereo macu- 
lato. Segmenta 7-10 tantum pilis et setis nonnullis insti'ucta. Caput 
(Fig. 122-123) lateribusparallelis, media fronte antice processu perbrevi, 
lato, late rotundato, pilis paucioribus instructo, aucta. Labrum sat lon- 
gum, rectangularc antice laterilms in cornibus divergentibus prodnctis. 
Mandibulae perlongae, attenuatae, deorsum arcuatae, inermes, apice sat 
acuto. Antennae 15-articulatae, articnlo tertio secundo fere duplo bre- 
viore, articnlo ciuarto tertio aliiiuantum longiore et quinto subaequali; 
interdum antennae 14-articulatae, articnlo tertio secundo parum lon- 
giore. Pronotuni parte antica sursum vergente, parva, rotundata, media 
l)aullulum incisa, margine postico rotundato, medio vix inciso. 
Coxipò: Long. corp. (j; long, mandil). 3,2. 

Long, capit. 2,2, lat. 1,6. 
Cuyabà: Long. corp. 6,5; long, mandib. 3,5. 

Long, capit. 2,3, lat. 1,7. 
UrucìimiLong. corp. 5,5, long, mandib. 3,1. 

Long, capit. 2,25, lat. 1,75. 
Operarius — Pallide ocliroleucus, abdomine cibi causa cinereo. Seg- 
menta singula pilis sat longis et setis nonnullis instructa. Antennae 15- 
articulatae, articnlo tertio secundo magis quam duplo breviore, articulo 
quarto quinto subaequali et tertio fere duplo longiore, vel 14-articulatae 
articulo tertio perparvo, nudo, a quarto vix distincto. Pronotum parte 
antica sursum vergente, parva, rotundata, vix incisa. Pedes tibia infra 
spinis nonnullis raris, seriatis armata et spinis tribus apicalibus. 
Long. corp. 5,3; lat. capit. 1,2; lat. abdom. 1,6. 
Patria: Coxipò, Cuyal)à, Urucùni (Corumbàj. 



70 TERMITIDI E TERMITOFILI 

Osservazione. — 11 soldato descritto da Hag'en a p. 207 della sua mono- 
gratìa e rappresentato iiella tab. I, fig. 15 appartiene certamente a questa 
specie. 

37. Mirotermes fur subsp. microcerus Silv. 

Imago — 5 Caput et pronotuni nig-ro-castanea , abdoniiiic dorso 
castaneo, ventre fulvesceute, medio fascia angusta luride creniea, alis 
fuligineis. Caput (Fig. 124) fenestra longa valde angusta. Antennae 15- 
articulatae, articulo tertio secundo miuus quani duplo breviore, articulo 
quarto tertio aliquantuni long-iore, articulo quinto quarto pauliuluni bre- 
viore. 

Long. corp. cum alis 11,7; long. corp. 6,5. 

Long, antenn. 1,6; lat. capit. 1,2. 

Long. al. anter. 9,5, poster. 9. 

Regina — Long. corp. 8; lat. abdom. 2,2. 

Miles — Caput ochroleucuni. Antennae 14-articulata(^ articulo tertio 
secundo paruni breviore, articulo quarto tertio aliquantuni breviore, 
articulo quinto tertio subaequali. 

Long. corp. 5; long, mandib. 2,H. 

Long, capit. 1,6, lat. 1,3. 

Operarms — Antennae 14-articuJatae, articulo tertio secundo niinus 
quam duplo breviore, articulo quarto tertio duplo breviore, articulo 
quinto tertio vix breviore. 

Long. corp. 5; lat. capit. 1,05; lat. abdom. 1,5. 

Patria: Coxipò (Cuyabàj. 

38. Mirotermes globicephalus Silv. 

Miles — Caput ferrugineum, ceterum corpus luride cremeum. Seg- 
menta singula pilis sat raris et setis nonnullis posticis aucta. Caput 
(Fig. 125) vix longius quam latum, antice media fronte processu tu- 
berculiformi, lato, rotundato, sat brevi aucta, et utrimque etiani, ante 
antennarum radices, interne tuberculo perparvo. Labrum parum longiim, 
antice recte truncatum, postice parum angustatuni. Mandibulae longae, 
attenuatae, deorsum parum arcuatae, interne ad mediani partem dente 
perparvo armatae, apice acuto introrsum aliqnantum curvo. Antennae 
15-articulatae, articulo tertio secundo aliquantum breviore, articulo 
quarto tertio vix breviore, articulo quinto quarto longiore. Pronotum 
parte antica sursum vergente, perparva, margine late rotundato, medio 
vix inciso. Pedes tibia infra spinis paucissimis, subtilibus et spinis tri- 
bus apicalibus armata. 

Long, corp, 4; long, mandib. 1,5. 

Long, capit. 1,3, lat. 1,2, 



FILIPPO SILVESTEI 71 

Operarmi — btraiiiiiR'Us ubdoiuine cibi causa eiiu-ivo. Aiitcmiac 15- 
artit'ulatae, articnlo tertio nudo, secundo magis quam duplo breviore, 
ai'tk'ulo (juarto tertio parum loug'iore, articnlo quin to tertio subaequali. 
Pronolum parte antica sursum vergente, parva, rotnndata. Pedes tibia 
infra spinis 3-4 parvis annata et spinis tribus apiealibus. 

Long", corp. 3,3; lat. capit. 1; lat. abdoni. 1,5. 

Patria: Coxipò (Cuyabà). 

Gen. Spinitermes AVasm. 

Syu. Termes (Euteniiesj l'x p. Hag'. Limi. cut. XII, p. 18(i fi ;iuct (1858). 
» Tcnaes siil)g-en. Spinitermes Wasm. Abhand. d. Senek. nal. Gcsell. 
XXI, Heft. I, p. 1.52 (1897). 
Spinitermes Silv. (19U1). 

V ^landibulae dentibus duobus valde attenuatis et aeutis annatae, 
denti' extenio long'iorc et al) altero spatio magno remoto. Fenestra et 
ocelli praesentes. Antennae 15-articulatae. Ala anterior squama brevi. 
Pedes tibia spinis tribus apiealibus. 

Miles — Caput antico processi bus tribus auctum, tubo nullo. Man- 
dibulae sat longae, et sat attenuatac, reetae, apice tantum parum curvo. 
Antennae 14-articulatae. Pronotum parte antica sursum vergente. 

Habitat: in humo. 

Patria: Brasik', Paraguay. 

39. Spinitermes trispinosus (Bates) Wasm. 

Syn. Termes trispiuosus Bates in Hag. Lina. eut. XII, p. 210, tab. I, 
fig-. 11 (1858). 
» Termes (Spinitermes) trispinosus Wasm. Abliand. d. Senck. nat. 

Gesell. XXI, Heft, I, p. 152 (1897). 
» Spinitermes trispiuosiis Silv. (1901). 

Miles — Caput ferrugineum, ceterum corpus cremeum. Segmenta 
singula pilis brevibus et setis nonullis posticis aucta. Caput (Fig. 126) 
antico paullulum angustatnm, media fronte antica processu triangulari, 
crasso, mag-no, piloso et processibus duobus lateralibus sat magnis, an- 
trorsum et extrorsum vergentibus aucta. Labrum fere rectangulare an- 
gulis anticis acute valde produetis, medium paullulum rotundatum pro- 
ductum. Mandibulae longae, apice tantum arcuato, acuto, parum longe 
a basi interne dente tuberculiformi rotundato auctae. Antennae 14-ar- 
ticulatae, articnlo tertio secundo parum breviore, articnlo quarto tertio 
vix breviore, articnlo quinto quarto fere aeciuali (in exemplo uno an- 
tennae 15-articulatae, articnlo tertio secundo duplo loug'iore, articnlo 
quarto tertio subaequali, articnlo quinto quarto minus quam duplo lon- 



72 TERMITIDI E TERMITOFILI 

g-ioiv). l*ronotuiii parte antica sursiiiii verit^entc latcribus vix rotuiulati.s, 
margine antico paruni rotimdato, postice late rotundatum. Pedes tibia 
infra spinis paucioribus biseriatis armata et spinis apicalibus. 

Long-, corp. 5; long, niandib. !,(>. 

Long, capit. 1,9, lat. 1,5. 

Operarius — Cremeus abdomine cibi causa cinereo. Antennae 14- 
articulatae, articulo tertio secundo fere duplo breviore, articulo quarto 
tertio vix breviore, articulo quinto quarto aliquantum longiore. Prono- 
tum parte antica sursum vergente , laterilnis a-ìx rotundatis. 
Pedes tibia infra spinulis nonnullis et spinis tribus apicalibus armata. 

Long. corp. 5,6; lat. capit. 1,1; lat. abdom. 1,8. 

Patria : Cuyabà. Amazonia (Hagen). 

40. Spinitermes brevicornis Silv. 

Imago $ — Caput et pronotum testacea , ceterum corpus dorso 
ochraceo-ferrugineo, ventre ochraceo, alis fulvescentibus. Segmenta sin- 
gula pilis pluribus et setis nonnullis aucta. Caput (Fig. 127) fenestra 
longa, angusta. Ocelli marginem oeulorum attingentes. Antennae 15 - ar- 
ticulatae, articulo tertio secundo longitudine subaequali, articulo quarto 
tertio vix breviore, articulo (plinto (|uarto vix breviore. Pronotum panilo 
minus quani duplo latius quam longum , subsemicii'culare. .\.lae spinis 
triangularibus minimis obsessae et pilis parum raris. Ala aiiterior me- 
diana integra, submediana ad marginem posticum pertinente, venulas 11 
emittente. Pedes tibia infra spinis brevibus sat numeroris arnmta et spi- 
nis tribus apicalibus. 

Long. corp. cum alis 9,5; long. corp. 5,5. 

Long, anteni. 2; lat. capit. 0,85. 

Long, pronoti 0,6, lat. 1. 

Long. al. anter. 8,7, poster. 8,4. 

Regina — Long. corp. 9,5; lat. abdom. 2. 

Nympha — Alba oculis nigrescentibus. Antennae 15 - articulatae, ar- 
ticulo tertio secundo aliquantum breviore, articulo quarto tertio y)arum 
longiore. 

Miles — Caput ocliraceum mandibulis nigris, ceterum corpus strami- 
neum, abdomine cibi causa cinereo. Segmenta singula pilis et setis non- 
nullis posticis aucta. Caput (Fig. 128) lateribus parallelis media fronte 
antica processu sat magno, piloso, triangulari, acuto, apice sursum ver- 
gente aucta et utrimque processu parvo, brevi, acuto. Labrum sat breve 
angulis anticis acute productis, divergentibus. Mandibulae sat longae, 
et sat attenuate, inermes, fere rectae apice acuto vix recurvo. Anten- 



Fir.TPru siT.vEftTRi 73 

nac ll-;irticulatae articulo tertio secando parum brcviorc, ariii-iilo (|U;irto 
tertio pauUulum breviore, articulo quinto quarto IVrc duplo loiig'iorc 

Cuyabà : Long. corp. 5,5; long", mandib. 1,4. 
Long-, capit, 2, lat. 1,2. 
Long-, processus t'rontalis nicd. 0,5. 

Coxipò : Long-, corp. 5,5; long-, mandib. 1,5. 
Long:, capit. 2,3, lat. 1,4. 

Coxipò : Long-, corp. 4,5; long-, mandib. 1^2. 
Long-, capit. 1,95, lat. 1. 

Tacurù Pucù : Long-, corp. 5,8: long-, mandib. 1,52. 
Long-, capit. 2,5, lat. 1,4. 

Operarius — Stramineus , abdominc cil)i causa cinen^o. iScg-mcnta 
sing-ula pilis sat brevi bus et setis nonnullis posticis , in ventre longio- 
ribus, aucta. Antennac 14 - articulatac , ai-ticulo tertio secunilo parum 
breviore, articulo quarto tertio parum l)r(ìVÌorc-. articulo (plinto secundo 
longitudine subaequali. Pronotum parte antica sursuni ^^vci-gentc rotun- 
data. Ped<'s tibia infra spinulis 3-4 et spinis tribus apicalibus ai-mata. 

Cuybà : Long-, corp. 4,2; lat. capit. 1: lat. al)dom. 1,35. 

Tacurù Pucù: Long-, corp. 5^3; lat. capit. 1,0() : lat. abdom. 1,55. 

Coxipò : Long. corp. 4; lat. capit. 0,8: lat. abdom. l,;!. 

N-ywpha ginecoldes (Fig. 12'.)) — In un nido di Tacurù i'ucù trovai 
n I)iccole ninfe ginecoidi ed in un altro 2(). 

Sulphurescens tota. Tergita tantum pilis brevissimis in mai-gine po- 
stico instrueta; sternita pilis paucissimis brevioribus. Anteiniae 15 -ar- 
ticulatac , articulo tertio secundo fere duplo breviore , articulo quarto 
tertio paullulum longiore, articulo q aiuto quarto paullulum longiore. Pro- 
notum duplo latius quam longum, antice paullulum (unarginatum, angnlis 
rotimdatis, postice latissime rotundatum, medium vix incisum. Appen- 
dices alares brevissimae. 

Long. corp. 6; lat. capit. 1; lat. abdom. 1,5. 

Long, pronoti 0,55, lat. 1,1. 

Patria : Matto Grosso : Coxipò, Cuyabà. Paraguay : Tacurù Pucù. 

Gen. Armitermes Waam. 

Syn.Termessubg-en.Eiiteririesexp.Hag-. Linn.ent. XII, p. 186 et auct (1858). 
» Termes subgen. Arniitei'mes Wasm. Abiiaud. d. Scnck. nat. Gesell 
XXI, Heft. p. 151 (1897). 
» Armitermes Silv. (1901). 

? Mandibulae dente externo aliquantum attenuato, acuto , et ab 
interno aliquantum remoto, exceptis A'-m. nasutissimi mandibulis. Fé- 



74 TERMITIDI E TERMITOFILI 

nostni et ocelli presente^. Aiiteimae ii-ló-articulatae. Peclos tibia spinis 
apiealibus duabus. 

MiUs — Cajìut media fronte tubo loiig'O aiicta. Ijabrimi breve. Man- 
dibulae plus miiiusve falciformes. Antoniiae i;-3-14-articulatae. Pronotum 
parte antica sursuni verg'ente. 

Habitat : in liumo vel in nidis supra hunium constructis. 

Patria: Brasile, Parag-uay. 

41. Armiteriues heterotypus 8ilv. 

Miles — Caput ochraceo-ferrug'inemn vel terrugineuni , niandibula- 
rum parte distali nigra. Segmenta pilis sat brevibus et serie postica 
setarum noiinullarum aucta. Caput ( P^ig. IHO) lateribus parallelis fronte 
media tubo longo. apiceni mandibularum a'ìx superante. Labrum latum, 
sat breve, antice angulo valde obtuso tenninatum. Mandibulae parum 
longae, crassae, robustae, apice aliquantum recurvo, parum acuto, man- 
dibula dextra inermi, sinistra dente perparvo, parum a basi remoto, ar- 
mata. Antennae 14-articulatae, articulo terti<i secundo longitudine subae- 
quali, articulo quarto tertio aliquantum breviore, articulo cpiinto quarto 
parum longiore. Pronotum antice sursum ali(|uantum productum, margine 
antico rotundato, medio vix inciso, margine laterali si)inulis tuberculi- 
formibus armato. Meso-et meta-thoi"ax margine laterali spinulis nonnullis 
longiusculis instructi. Pedes tibia infra spinulis subtilibus paucioribus 
armata et spinis duabus apiealibus. 

Long. corp. 8; long, mandib. 1,1. 

Long, capit. 3,5, lat. 2. 

Long, nasi 1,3. 

Miles minor — Long. corp. 6,5; long, capit. 2,9, lat. 1,65; long, 
nasi 1,3. 

Operarius — Caput luride crenicum^ ceterum corpus stramineum, ab- 
domine cibi causa cinereo. Segmenta singula pilis brevibus sat raris et 
setis nonnullis instructa. Antennae 15-artieulatae, articulo tertio parum 
niagis quam duplo secundo brevion-, articulo quarto tertio parum lon- 
giore, in exemplis nonnullis antennae i4-articulatae, articulo tertio se- 
cundo parum breviore. Pronotum antice sursum aliquantum productum, 
margine antico rotundato ; lateribus protoracis spinulis nonnullis ar- 
matis. Meso-et meta-tliorax spinulis nonimllis lateraliter instructi. Pe- 
des coxa spinis nonnullis subtilibus, trocliantero spinis subtilibus, plu- 
ribus, feniure infra spinulis nonnullis, tibia infra spinis subtilibus sat 
raris 2-o-seriatis armata et spinis duabus apiealibus robustis. 

Long. corp. 5; lat. capit. 1,1; lat. abdom. l,tì. 

Patria : Tacurù Pucù (Paraguay). 



FILIPPO SILVESTRI 



75 



42. Armileriues festivellus >silv 




Fig. 18. 

Armitermes festivellus: 
a ala anterior, b ala posterlor. 



Imago V — Luteolus totus, capite castaneo. Scg-iiu'uta siiigiila [)ilis 
long-is paruiii raris et setis nonimllis posticis instructa. Caput (Fig-. i;ìl ) 
tenestra minima, ovali. Ocelli sat mag-ui, rotuudati, ad oculos approxi- 
mati. Anteimae 15-articulatae, articulo tortio secundo pauUulum broviore, 
articulo quarto tertio paullulum breviorc Pronotura aliquantum latius 
(piam longum , ang'ulo antico rotundato, parte postica aliquantum an- 
gustata , angulis rotundatis , margine postico medio parum incisum. 
Alae pilis instructae. Ala anterior (Fig-. 18) mediana venulis 1-2-intc- 

gris vel bifurcis, submediana venulis 8-1» 
parum longe a niarg-ine postico perti- 
nente. Pedes ti])ia infra spinulis nonnullis 
subtilil)us scriatis armata et spinis duabus 
apicalibus. rolnistis. 

Long-, corp. cum alis 14,5 ; long. 
corp. 8. 

Lat. capit. 1; long, antenn. 2. 
Long-, pronoti 0,75, lat. 1,15. 
Long. al. anter. 12,2, poster. 12. 
Regina — Long-, corp. 28; lat. al)dom. 5,5. 

3Iiles — Caput ocliraceum, naso terrug-ineo , mandibulis nigris. Ce- 
terum corpus cremeum, al)domine cibi causa maculato. Segmenta sin- 
gula pilis sat longis et sat raris et setis uomiullis posticis aucta. Caput 
(Fig. 132) lateribus parallelis tul)o frontali apicem mandibularum vix 
superante. Labrum ^jerbreve, latum, antice parum rotundatum. Mandi- 
bulae parum elongatae et parum attenuatae , aliquantum falcifonnes , 
mandibula dextra dente sat magno armata, sinistra dente magno trian- 
gulari. Antennae 14-artieulatae , articulo tertio secundo vix longiore, 
articulo iiuarto tertio parum breviore, articulo quinto quarto parum lon- 
giore. Pronotum antice sursum aliquantum productum, late rotundatum. 
Pedes tibia spinulis nonnullis subtilibus et spinis duabus apicalibus 
ai'mata. 

Long. corp. 5,5; long, niandib. 0,U. 
Long, capit. 2,5, lat. 1,5. 
Long, nasi 1. 

Operarius — Cremeus abdomine cil)i causa fumoso. Segmenta sin- 
gula pilis longis sat raris et serie postica setarum paucarum aucta. An- 
tennae 14-articulatae, articulo tertio secundo paullum breviore, articulo 
quarto tertio parum minus quam duplo breviore. Pronotum antice sur- 
sum parum productum, late ratundatum. l'edes tibia infra in parte di- 



76 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



stali spiiiulis 1101111 Lillis, subtilibub, uniscriatis aniuiLa ci spiiiia (luabus 
apicalibus. 

Long-, corp. 4,5; lat. oapit. 1; lat. al)doin. 1,5. 

Nympha ginecoides — Luteola tota. 

Long. corp. 14; lat. alxiom. 3; long. app. alar. 1,5. 

Patria : Cujabà. 

4o. Armitermes euaiiiìgnatlius Silv. 

Imago — V Corpus totum nigro-fuligineum, pilis sat longis parum 
raris obsessum. Caput (Fig. Và'ò) tenestra minima, ovali. Ocelli sat parvi, 
ovales, ab oculis parum distantes. Antennac 15-articulatae, articulo tertio 
secundo minus quam duplo breviore, articulo quarto quinto subaequali 
et tertio vix breviore. Pronotum aliquantum latius quam longum, autice 

]xiullum omarginatuni, angulis 
anticis parum rotundatis, parte 
postica aliquantum angustata an- 
gulis rotundatis, margine postico 
medio incisione sat profunda. 
Pedes tibia infra spinis subtilibus, 
acutis, parum longis et parum 
raris, fere uniseriatis armata et 
spinis apicalibus robustis duabus. 
Alae pilis parum raris totae in- 
structae. Ala anterior (Fig. 19) 
mediana venulis 2-o, suìnnedia- 
na venulis 8-11. 




IT'ig. IO. 

Armitermes euamignatlius . 
a ala anterior, h ala posterior. 



Long. corp. cum alis 12; long. corp. 6,5. 

Long, antenn. 1,6; lat. capit. 0,9. 

Long, pronoti 0,7, lat. 1. 

Long. al. anter. 9,8, poster. 9,o. 

Regina — Long. corp. 23; lat. corp. 6. 

Nympha — Alba, oculis nigris. Antennae 15-articulatae. 

Long. corp. 7; long. app. alar. 2,7. 

Nijmpha juvenilis — Alba tota. Antennae 15-articulatae, articulo 
tertio nudo, panilo magis quam duplo secundo breviore, articulo quarto 
quinto subaequali et tertio vix longiore. Oculi pigmento nullo. Prono- 
tum antice param sursuni productum, rotundatum, postice rotundatum. 

Long. corp. 5; lat. cap. 0,85; long. app. alar. 0,6. 

Miles — Caput ochraceo-ferrugineum, ceterum corpus stramineo-sul- 
pliureum. Segmenta singula pilis longis sat raris et setis nonnullis po- 
sticis instriicta. Caput (Fig. i:)4j pyrifornic tubi frontalis causa, apicem 



FIT.IPPO SILVESTRI 77 

mandibiilanim spatio iiiag-iin suiicraiitis. Laltnini breve et parum latuin. 
antice triang-ulare. IMandibulav sat elono-atac^ valde attenuatae, a- 
cutae, talciformes, apud l)asiin dente nia^-no armatae, dente mandib. si- 
nistrae parum inag-is elong-ato et ma^-is acuto. Antennae 14-articulatae, 
articulo tertio longitudine secuudo et quarto subaeqnali; in exemplo 
uno antennae 14-artieulatae. articulo tertio secuudo loug-itudiue subae- 
qnali, articulo quarto tertio duplo breviore. Pj'onotuni parte antica sur- 
sum vergente, rotundata, integra. Pedes tibia infra spinis nonnullis 
subtilibus, acutis, paruni raris armata et spinis duabus apicalibus. 

Asunción : Long. corp. 4,0, long, mandib. 0,7. 

Long, capit. cum naso 2, lat. 1,05; long, nasi 1. 

Tacurù Pucù: Lon^;. capit. cum naso 2,5, lat. 1,3. 

Coxipò : Long, capit. cum naso 1,7, lat. 1. 

Operarms — Coi'pus totum stramineum abdomine cibi causa cinereo. 
Segmenta singula pilis sat longis et setis nonnullis uniseriatis instructa. 
Antennae 14-articulatae, articulo tertio secundo aliquantum breviore, 
articulo quarto quinto et secundo breviore. Pronotum antice sursum 
productum, rotundatum, iutegrum. 

Asunción: Long. corp. 4,7, lat. capit. \. 

Coxipò : Long. corp. 4; lat. capit. 0,9. 

Tacurù Pucìi: Long. corp. 5, lat. capit. 1,0. 

Nympha junior — Alba tota, Antennae 14-articulatae. articulo tertio 
secundo vix breviore, articulo quarto perparvo, secundo magis quam 
duplo breviore, articulo quinto quarto aliquantum longiore. Pronotum 
antice sursum aliquantum productum et rotundatum. Appendices alares 
minimae. 

Long. corp. 3,5. 

Larva — Alba. Antennae 12-articulatae, articulis 3-4 nudis, subae- 
qualibus. 

Long. corp. 1,5. 

Nympha ginecoides — O Fulva tota (Fig. 135), 

Long. corp. 11; lat. abdom. 3; long. app. alar. 1-1,5. 

Mas. (Fig. 136), Long, corp. 5; lat. abdom. 1,4; long. app. alar. 0.(j-l,5. 

Tacurù Pucù: in un nido V 16, mares 3. 

» in un altro nido 9 53, mares 7. 

Villa Bica: in un nido i' 15. mares 6. 

Patria : Slatto Grosso: Coxipò, Cuyabà. 

Paraguay: Asunción, Villa Rica, Tacurù Pucù. 

44. Armitermes odontogiiaMiiis Silv, 
Nympha — Straminea tota oculis nigris. Segmenta singula pilis bre- 
vibus sat raris et setis nonnullis posticis instructa. Antennae 15-articu- 



78 TERMTTTDI E TEBMTTOFTTJ 

latac, articulo tertio a quarto panini distiiicto, sccundo duplo breviorc, 
articulo quarto tortio long-ion^. Pronotuni aiiticc sursiim paiillulum ver- 
gente, postico rotundatum. 

Long. corp. 5_,5; lat. capit. 1; long. app. alar. 1.1. 

Miles — Caput ocliraceum naso feiTugineo, cetermn corpus strami- 
neum. Segmenta singula pilis snt brevilnis et sctis nonnuUis instructa. 
Caput iY\g. 138) pyi-itbnne tubi frontalis causa apiccin niandibulnruiii 
spatio magno supcrantis. ÌMandibulne (Fig. 13;t) clausae, sub naso ascon- 
ditae, valdc attcnuatac, aeiitao, ali(]uantuni falcitbrnies, interne dente 
triangulari, apice ad orem vergente, arniatae. Laln-uni sat parvuin, antico 
rotundatum. Aiitennao 14-articulatae, articulo tertio socundo paullum 
broviore, articulo quarto tertio fero duplo brevioro, articulo quinto lon- 
gitudine tertio subaoquali. Pronotum antico, parum sursiim vergens 
margin(^ rotundato. medio vix inciso. Pedcs tibia spinulis nonnullis sub- 
tiliorilius armata et s[)inis duabus apicalibns. 

Long. corp. 1; long, niandib. 0^45. 

Long, capit. 1,5, lat. 1; long, nasi 0,(i. 

Operarius — Caput luride ochroloucum, coteruin corpus stramincum 
abdomine cibi causa cinereo. Antonnao 14-articiilatae, articulo tertio 
secundo minus quani duplo brevioro, articulo quarto tertio panini bro- 
viore, articulo <)uinto tortio longitudine subaoquali. Pronotum antico 
sursuni panini vergens, margine rotundato. Podes tibia infra spinulis 
subtilioribus uniseriatis annata et spinis duabus apicalibns. 

Long. corp. 4, lat. capit. 0.8; lat. abdom. 1,4. 

Patria: Coxipò, Cuyabà. 

4."). Armitermes odontogiiatliiis sid)S]i. minor Silv. 

Miles — Caput pallido ferruginoum, naso nigrescente, ceterum corpus 
straminoum alidomino cibi causa maculato. Mandibulae parum magis 
falcifornu's et dento magis attenuato quam in specie armatae. Antennae 
14-articulatao, articulo tertio socundo f(u-e du])lo breviore, articulo quarto 
tertio parum ItroviorO;, articulo quinto tortio longitudine subaoquali. 

Long. corp. o,7; long, mandib. 0,4. 

Long, capit. 1,25; lat. capit. 0,85. 

Long, nasi 0,55. 

Operarius — Stramineus abdomine cibi causa cinereo. Antennae 
14-articulatae, articulo tortio socundo fere duplo brevioro, articulo quarto 
tertio pauUulum breviore. 

Long. corp. o,5; lat. capit. O.GG. 

Patria: Coxipò (Cuyabà). 



FILIPPO SILVESTRI 70 

46. Armitermes alhidiis (Hag.j Silv. 

Svii. Ternies albidus Hag-. Limi. cut. XII, ]). 22;"), tal). Ili, 1S5,S fio-, 34, 
» Arniitormes albidiis Silv. 1901. 

Imago — « Testaceus, capite picco, alis opacis, Intoo-cinercis, 
venis costalibus rufìs. Caput lineola inipressnin. Ocelli parvi ad oculos 
approximati. Antennae ló-artieulatac, articuln teitio seciindo et quarto 
lono'itudinc acquali. Prouotum scniicircularc. Alac pilis nullis. Ala an- 
terior mediana vcuulis 2, subuKKliaua venulis 10 12. » ex Ila^en. 

Miles — Caput ocliraccuui nasi partc^ distali ferrug'inea. Segmenta 
sing-ula pilis In-cvibus sat raris'et sctis posticis uouuullis instructa. Ca- 
put (Fig. 140 1 latcribus parallclis naso apiccm mandibularum vix supe- 
rante. Labrum pcrbrcvc apice triaui>'ulari. ]\landilHilac parum elong'atae. 
crassae, vix falcitbrmes, ad basini tantum dente c\'lindrico auctae. An- 
tennae 14-articulatae, articulo tertio secundo fere duplo breviore, ar- 
ticulo quarto tertio parum brin-iore articulo quinto tertio i)arum lon- 
giore. Pronotum parte antica sursum vergente, parva, margine integro, 
rotundato. Pedes infra spinulis subtiliorilius nomiullis et spinis duabus 
apicalibus armata . 

Long, corp. 4; long, mandib. 0,ri5. 

Long, capit. l,fi, lat. 1. 

Long, nasi 0,6. 

Operorms — Stramineus al)domine cibi causa terreo. Antennae M- 
articulatae, articulo tertio secundo duplo breviore, articulo quarto tertio 
aliquantum breviore, articulo quinto tertio longitudine subaequali. Pro- 
notum parte antica sursum vergente, perparva, l'otundata. 

Long. corp. 4; lat. capit. 0,1). 

Patria: Coxipò (Cuyabài. Amazonia (Hagen). 

47. Armitermes nasutissimus Silv. 

Imago — ? Caput piceo-badium, ceterum corpus supra fulvo-f(;r- 
rugineum, ventre pedilnisque luteis, lateribus sternitorum macula plus 
rainusve extensa fulvo-ferruginea, sternito septimo fere toto fulvo-fer- 
rugineo, alis venis costalibus fulvis. Segmenta singula parte antica nuda, 
parte postica pilis longis sat raris instructa. Caput (Fig, 141) fenestra 
magna, fulva, rotunda. Ocelli ab oculis parum remoti. Mandibulae den- 
tibus sese tangentibus, externo parum longiore. Antennae (Fig. 142) 14- 
articulatae, articulo tertio secundo panilo minus quam duplo longiore, 
aiticulo quarto tertio duplo l)reviore, articulo ([uinto quarto subaequali. 



80 



TERMITIDT E TERMITOFIIil 




Armitermes ncsutissimus : 
a ala anterior, b ala posterior 



Pronolum duplo latius (luam lonii-iiis. nuirii-inc antico sursnin pjnilluluin 
verg^ente, aiig'ulis jmticis rotundatis, dcorsnin nliquaiitnin verg-ontibus, 
postice paruiii ang-ustatum, an.o-nlis ivìtundatis. niarg-inc postico inedie 
inciso. Alae marg-inihns ])ilis nonnuilis intor sesc remotis instructis, su- 
perficie nuda. Ala (Fìì;-. 20) anterior mediana venulis 8-6, sulunediana 

ad medium nnii'i^'inem internmn 
vel parum longe pertinente, ve- 
nulis 7-11. Pedes tibia infra spi 
nulis subtilioribus irreg-ulariter bi- 
seriatis armata et spinis duabus 
apicalibus robustis. 

Long. corp. cum alis 16; long", 
corp. 8,5. 

Long, antenn. 2,1; lat. capit. 
1,2. 

Long, pronoti 0,7, lat. 1,4. 
Long. al. anter. 14,4, poster. 
18,5. 
Miles — Caput feriaigineum, ceterum corpus luride ocliraceum. ab- 
domine cibi causa maculato. Tergita pilis nonnuilis brevioribus et setis 
posticis aucta, sternita pilis sat longis et setis longis. Caput (Fig. 143) 
breve pyriforme, naso longissimo , gradatim attenuato. Mandibulae 
(Fig. 144) perbreves unciformes, margine interno crenulato, ad Inasinì 
dente sat breve, crasso, rotundato armatae. Antenuae (Fig. 145) longae, 
14-articulatae, articulo tertio secundo alinquantum longiore, articulo 
quarto secundo paullulum breviore, articulo quinto quarto subaequali. 
Pronotura parte antica (Fig. 14<>) snrsum vergente, magna, media in- 
cisa, utrimque rotundata. Pedes paris primi coxa (Fig. 147j antice pro- 
cessu spiniformi, sat longo armata, tibia infra spinis paucioribus inter 
sese remotis et spinis dualnis apicalibus. 
Long. corp. 5; long, capit. 2, lat. 1. 
Long, nasi 1,4; long, antenn. 2. 

Operarivs — Caput ferrugineum. ceterum corpus stramineum, ab- 
domiue cibi causa cinereo. Segmenta singula pilis brevilìus sat raris 
et setis nonnuilis posticis aucta. Antennae (Fig. 148) 14-articulatae, ar- 
ticulo tertio secundo paullulum longiore, articulo quarto tertio aliquau- 
tum breviore, articulo quinto quarto vix longiore. Pronotum parte an- 
tica sursum vergente, magna, media incisa, utrimque rotundata. Pedes 
paris primi coxa antice processa mininuì rotundato aucta, tibia siu'nulis 
nonnuilis ii-i-egulariter l)iseriatis et siiinis duabns apicalibus ai'mata. 



FILIPPO SILVESTRI 81 

Long-, corp. 4; lat. capit. 1; \r\t. abdom. 1,2. 
Patria: Coxipò (Cuyabà); AreguA (Faraday). 

Osservazione. — Questa specie può considerarsi come formante un aiìello 
di ]»assaggio dal genere Annifermes fàVEutemieSi perchè ha le mandibole 
della .^' costituite come in questo, mentre le mandibole del soldato sono più 
vicine a quelle di Annifermes. 

Gen. Eiitermes (Hag.) Fr. Mlill. 

Syn. Termes subgen. Eutermes Hag-. ex p. Linn. ent. XII, p. 18G (185b). 
Eutermes Fr. Milli. Jen. Zeit. VII, p. 343. (1872). 
» Eutermes Frogg. Proc. Linn. Soc. N. S. W. 1897, Part 4, p. 741, 

(1897). 
■» Termes subgen. Eutermes Wasm. Abhand. d. Senck. nat. Gesell. 

XXI, Heft. I, p. 151. (1897). 
» Tei-mes ex p. Havil. Jouni. Linn. Soc. XXVI, p. 377. (1898). 
Eutermes Silv. (1901). 

V Mandibulac parte dentali parteni molarem paruiu superante deii- 
tlbus plus minusve acutis approxiraatis. Fenestra et ocelli praesentes. 
Antennae 15-18 articubitae. Pedes tibia spiiiis duabus apicalibus. Alae 
anterior squam brevi. 

Miles. — Mandibulae (Fig. 193) minimae. Caput fronte in naso plus mi- 
nusve longo producta. Antennae 12-14-articulatae. Pronotum parte antica 
sursuiii verg'ent(\ 

Operarius. — Antennae^ 13-15-articulatae. 

Habitat: in hunio vel in nidis supra arbores vel supra hmnuni cun- 
structis. 

Patria: Reg-iones neotropicalis, aethiopica, indo-malaynna, austra- 
liana. 

48. Eutermes Rippertii (Ramb.) Wasm. 

Syn. Termes Rippertii Ramb. Neurpt. p. 308, no 15. 
» Termes Rippertii Walk. Brit. Mus. p. 520, no 24. 
» Termes destructor Perty, Delectus p. 127, tab. 25, lig. 9. 
» Termes Rippertii Hag. Linn. ent. XII, p. 218, tab. II, lig. 13, tab. III, 

fìg. 32. (1858). 
» Termes (Eutermes) Rippertii Wasm. Zool. An/. No 538, p. 278.(1897). 
Eutermes Rippertii Silv. (1901). 

Imago — ^' Caput badio-fuligineum, ceterum corpus supra ferrugi- 
neum, subtus luteolum, lateribus sternitorum ferrugineis, alis isabellinis. 
Segmenta singula pilis brevibus et longis obsessa et setis immerosis 4- 
5-seriatis. Caput (Fig. 149) fenestra longa, angusta antice bifurca. Ocelli 
ab oculis parum remoti. Antennae (Fig. 150) 15-articulatae, articulo 



82 



TERMTTIDI e TERMITOFTT,! 




Fig. 31. 

Eutermes Rippertii: 
a ala anterior, h ala posterior. 



tertìo secunrto vix breviore, articulo quarto tertio lono-itndine fere ac- 
quali, articulo quinto quarto parum breviore. Pronotum 7:} If^tius quam 
longum, parte antica minime sursum vergente, parte postica aliquantum 
ang-ustata, angulis rotundatis, margine postico medio parum inciso. Alae 
tuberculis parvis 6-radiatis plenae et pilis sparsis instructae. Ala (Fig. 21) 

anterior mediana venulis 1-2, submediana 
venulis 8-11. Pedes pilosissimi tibia infra 
spinulis subtilibus, sat raris, 1-2 seriatis 
armata. 

Long. corp. cum alis 14,5 ; long, 
corp. 8,5. 

Long, antenn. 2; lat. capit. 1,4. 
Long, pronoti 0,8, lat. 1,2. 
Long. al. anter. 13,55, poster. 12, G. 
Regina — Long. corp. 27 ; lat. ab- 
dom. 6,5. 
Nyrnpha — Albo-straminea, alis albo-stramineis velglaucescentibus, 
oculis nigris. Antennne 15-articulatae. 

Long. corp. 9,5; long. app. alar. 3,5. 

Nyrnpha iuvenilis — Albo-straminea, alis glaucescentibus, oculis pal- 
lidis. Antennae 15-articulatae. 

Long. corp. 7,5; long. app. alar. 1,2. 

Miles — Caput piceum, ceterum corpus ferrugineum vel umlirinum. 
Caput Fig. 151) globosum, circulare, naso sat longo gradatim attenuato. 
Antennae (Fig. 152) parum longae, 13-articulatae, articulo tertio secundo 
aliquantum longiore, articulo quarto secundo longitudine fere acquali: 
articulo quinto quarto parum longiore. Pronotum parte antica sursum 
vergente, supra vix incisa et parum rotundata. Pedes longi. 
Long. corp. 5; long, antenn. 1,9. 
Long, capit. 1,7, lat. 1,1; long, nasi 0,7. 

Operarius — Caput plus minusve badium, suturis pallidis, ceterum 
corpus fulvo-ferrugineum vel umbrinum, abdomine cibi causa maculato. 
Antennae (Fig. 153) 14-articulatae, articulo tertio secundo parum longiore, 
articulo quarto secundo vix breviore, articulo quinto quarto parum lon- 
giore. Pronotum parte antica (Fig. 154) sursum vergente, media incisa, 
utrimque parum rotundata. 

Long, corp 5,6; lat. capit. 1,4; lat. abdom. 1,5. 
Patria: Coxipò, Cuyabà, Urucùm, Corumbà, Asunción. 

Osservazione. — In un nido preso htngo il Rio Cuyabà, a 20 loglie dalla 
città omonima, trovai uova, larve, operai, soldati, regina e re. I soldati erano 
grandi e piccoli e presentavano i seguenti caratteri: 



FILIPPO SILVESTRI S'i 

Mìles major — Caput (Y'\^. ir)5) pyriforme (non subi"otiuulatnin). 
Antennae (Fig^. 15fi) lo-articiilatac, articiilo tertio secundo pariim lon- 
giore, articnlo quarto tortio aliqiiantum breviore. articulo quinto quarto 
alkiuantuiu long'iore. 

Long. corp. 4,8; long. cai)it. 1,.t, lat. 1. 

Long, nasi 0,(i; lat. al)flom. 1.2. 

Miles minor — Caput (Fig. 157) *^longato-pyrifornie. Antennae 
(Fig. 158) 12- articulatac, articulo tertio secundo paruni longiore. ar- 
ticulo quarto tertio paruni longiore, articulo quinto ciuarto parum l)re- 
viore. 

Long. corp. 4; long, capit. 1,3, lat. 0,75. 

Long, nasi 0,5; lat. abdom. 0,95. 

Operariits — Antennae 14-articulatae, articulo tertio secundo paruni 
breviore, articulo quarto tertio aliquantum breviore. 

Long. corp. 5; lat. abdom. 1,4. 

49. Eutermes Rippertii sulisp. iiiacrocephalus n. 

Lungo l'Alto Paranà a Bella Vista, Puerto Bertoni, Pampa Piray, 
S. Ignacio, Posadas ho raccolto in nidi arborei Eutermes Rippertii, 
ditferenti dalla specie tipica; per essi stabilisco la sottospecie mu- 
crocephalus con i seguenti caratteri: 

Miles — Caput ochraceum, ceterum corpus ochroleucum. Caput su- 
brotundatum , naso sat longo gradatim attenuato. Antennee lo-articu- 
latae, articulo tertio secando aliquantum longiore, articulo quarto tertio 
parum breviore, articulo (luinto quarto paullulum longiore. 

Long. corp. 5: long, capit. 2,1, lat. 1,45; long, nasi 1. 

Operarìvs — Caput plus minusve testaceo-aurantiacum, suturis ochra- 
ceis. Antennae 14-articulata(', articulo tertio secundo paullnm breviore, 
articulo quarto tertio fere duplo breviore. 

Long. corp. 6; lat. capit. 1,5; lat. abdom. 1,8. 

Osservazione. I soldati di Pampa Piray (Misiones, Argentina) hanno 
il terzo articolo quasi uguale in lunghezza al secondo. 

Regina — Caput testaceum , pronotum et tergila testacea , sternita 
pallide ochroleuca. Caput fenestra rectangulari, angustissima. Ocelli ad 
oculos approximati. Antennae articulo tertio secundo vix breviore. 

Long. corp. 25; lat. capit. 1,5; lat. abdom. 7. 

.50. Eutermes arenarius (Bates) Silv. 

Syn. Termes arenarius Bates, Manuseript. 
» Termes tcstaceus Walk. Brit. Mus. p. 513. 
» Termes arenarius Hag. Linn. ent. XTT, p. 222 (1858). 
» Eutennes arenarius Sily. (1901;. 



84 TRRMTTinT K TKRMTTOFIIJ 

Imago — « Pallide tfstaceas , capite castaneo . alis opacis , pallide 
luteo-cinereis, venis costalibus luteis. Caput fenestra lineari. Ocelli parvi 
ab oculis distantes. Antennae IG-articulatae, articulo tertio secundo 
subaequali. Pronotiim semicirculare. Ala anterior mediana venulis 3, 
submediana venulis B-7. > ex Ha.^-en. 

Long. corp. cum alis 14; corp. 6. 

Nympha — Albo-straminea, alis umbrinellis, oculis nig'ris. Antennae 
crassiuscubie, KJ-artieulatae, articulo tertio secundo aliquantum breviore, 
articulo quarto tertio crassiore et parura longiore. Pronotum fere V:; latius 
quani longum, parte postica aliquantum angustata, margine postico 
medio sat i^rofunde inciso. Pedes tibia infra spinulis pluribus et spinis 
duabus apicalibus armata. 

Long. corp. 8; long, antenn. 1,85. 

Long, pronoti 7, lat. 11. 

Long. app. alar. 3,5. 

Miles — Caput badium, ceterum corpus supra latericium , subtus 
fulvo-ferrugineum. Segmenta singula supra serie postica setaruni aucta, 
subtus pilis sat longis et serie postica setarum. Caput ( Fig. 159 ) sub- 
rotundatum naso sat longo, gradatim attenuato. Antennae (Fig. 1()0) 14- 
articulatae, articulis 2-4 inter sese longitudine fere aequalibus, articulo 
quinto quarto paullum breviore. Pronotum parte antica sursum vergente 
parva, lata, angulis rotundatis. Pedes tibia infra spinulis pluribus et supra 
setis 4-5 longis et spinis apicalibus duabus. 

Long. corp. 4,5; long, capit. 1,6, lat. 1,1. 

Long, nasi 0,6; long, antenn. 1,5. 

Long, tibiae 3 paris 1,6. 

Operarius — Caput badio-latericium, suturis sordide cremeis, cete- 
rum corpus supra pallide isabellinum, subtus luride-cremeum, abdomine 
cibi causa fusco maculato. Antennae (Fig. 161) 15-articulatae, articulo 
tertio attenuato secundo aliquantum breviore, articulo quarto tertio paul- 
lulum longiore, articulo quinto quarto paullum breviore. Pronotum parte 
antica sui'sum vergente, sat magna, media incisa, utrimque paullulum 
rotuudata. Pedes tibia infra spinulis pluriseriatis et spinis duabus api- 
calibus. 

Long. corp. 5; lat. capit. 1,15; lat. abdom 1,6. 

Long, tibiae 3» paris 1. 

Patria : Coxipò (Cuyabà) . 

51. Euterraes arenarius subsp. proximus Silv. 
Imago — ? Caput fulvo-latericium , ceterum corpus supra fulvo- 
castaneum, medium ferrugineum, subtus luteolum, alis isabellinis. Ca- 
put (Fig. 162j fenestra angusta antice bifurca. Ocelli ab oculis parum 



FILIPPO SILVESTRI 85 

reniotis. Antennae 15-articulatae, articulo tertio secundo paruin ])reviore, 
articulo quarto tertio long'itudine siibaequali, articulo quinto quarto vix 
broviorc. Pronotum parum minus quam duplo latius quam longuni, parte 
postica parum angustata, angulis late rotundatis , margine postico vix 
inciso. Alae tuherculis minimis, 5-6-radiatis obsessae et pilis sparsis. Ala 
anterior mediana venulis 1-H , submediana venulis 8-12. Pedes tibia 
infra spinulis 2-o-seriatis et spinis duabus apicalibus armata. 
Long. corp. cum alis 14,5; long. corp. 7. 
Long, antenn. 2; lat. capit. 1. 
Long, pronoti 0,ri, lat. 1. 

Long, tibiae 3* paris 1,5. 
Regina — Long. corp. 13; lat. abdoni. 3,5. 

NympTia — Albo-straminea oculis nigris , appendicibus isabellinis. 
Antennae 15-articulatae articulo tertio secundo magis (juam duplo bre- 
viore , articulo quarto tertio vix longiore . articulo quinto cpiarto vix 
brevi ore. 

Long. corp. 6; long. app. alar. 1,5, 

Miles — Caput testaceo-latericium, ceterum corpus ochraceo-ferru- 
gineum. Caput pyriforme naso sat longo. Antennae (Fig. I<i3) longiu- 
sculae, articulis elongatis , .13-articulatae , articulo tertio secundo ali- 
quantum longiore, articulo quarto tertio aliquantum breviorc , articulo 
quinto quarto parum longiore. 

Long. corp. 4,3 long, antenn. 1,9. 

Long, capit. 1,7, lat. 1. 

Long, nasi 0,65; long, tibiae 3* paris 1. 

Operarius — Caput latericium suturis ochraceis. Antennae longiu- 
sculae , 14-articulatae , articulo secundo tertio longitudine subaequali , 
articulo quarto tertio fere duplo breviorc , articulo quinto quarto ali- 
quantum longiore. 

Long. corp. 5; long, antenn. 1,9. 

Lat. capit. 1,15; lat. abdom. 1,4. 

Long, tibiae 3* paris 1. 

Patria : La Sierra (R. Or. del Uruguay). 

Varietas a ' B. Ana (Misiones). 

Miles capite piceo-badio. 
Operarius capite badio. 
Varietà p : Coxipò (Cuyabà). 

Rex — ■ Caput fuligineo-castaneum , ceterum corpus supra tulvo-ca- 
staneum, subtus fulvescens. 

Long. cor]). 7: lat. abdom. 2. 

Regina — Long. corp. 22; lat. abdom. 4. 



86 



TERMITTDI E TERMITOFILI 



Miles — Caput piceo-badium. Antemiae (Yx^. IGl) lo-avticulatae , 
articulo tertio secundo parum minus quam duplo longiore, articulo quarto 
secundo aliquantum long'iore, articulo quinto quarto parum longiore; in 
cxemplis nonnullis antennae 14-articulatae. 

Long. corp. 4; antenn. 2,1. 

Long, capit. 1,7; long, tibiac 3* pari« 1,2. 

Operarius — Caput piceo-badium. Antennae 14-articulatae, articulo 
tertio «ecundo parum minus quam duplo longiore, quarto secundo sub- 
aequali, articulo quinto quarto parum longiore ; in exemplis nonnullis 
antennae 15-articulatae , articulo tertio secundo aliquantum longiore, 
articulo quarto quinto subaequali. 

Long. corp. 5; long. 2,1; long, tibiae 8i paris 1,2. 

52. Eiiterme.s areiiariiis subsp. phiriariiculatus Silv. 

Imago — V Caput fulvo-castaneuni , ceterum corpus pallide testa- 
ceum. Segmenta singula pilis sat longis pluribus et setis sparsis. Caput 
(Fig, 165) subrotundatura fenestra angusta antice biturca. Ocelli magni 
ab oculis sat remotis. Antennae (Fig. l(i(i) 18-articulatae articulo tertio 
secundo parum longiore. Pronotum ^/., latius quam longum, subcordifor- 
me, margine postico medio inciso. Alae tuberculis minimis G-rndiatis 
obsessae et pilis sparsis. Ala (P'ig. 22) anterior mediana venulis 1-2. sub- 





K'ie:. aa. 

Eutermes pluriarUculaUts : 
a ala anterior, b ala posterior ; e ala anlerior esempli alii, d ala posterior. 



mediana venulis 8-11. Pedes tibia infra spinulis subtilioribus, 1-2-seriatis, 
armata et spinis duabus apicalibus. 

Long. corp. cum alis 19; long. corp. 9. 

Long, antenn. o; hit. capit 1,45. 

Long, pronoti 1, lat. 1,47, 

Long. al. anter. 15,5, poster. 14,5. 

Long, tibiae 8' paris 2,1. 

Regina — Long. corp. 24; lat. abdoni. 5. 



FILIPPO SILVESTRI 87 

yiiles — Caput ferrug'incuui vcl fnlvo-ferrug-ineum^ cftcrum corpus 
ferrugineum, nbdomine cibi cau«a fusco maculato. Segmenta singula 
pilis raris et setis nonnuUis posticis iiistructa. Caput (Fig-. 1G7) pyri- 
forme, naso sai longo. Labrum breve, antiee rotundatum. Antennae 
(Fig. 168) longae, 14-articulatac, articulo tertio secundo vix breviore, 
articulo quarto tertio aliquantum longiore, articulo (luinto (juarto pa- 
rum breviore vel antennae lo-articulatae (Fig, 160), articulo tertio se- 
cundo fere duplo longiore, capite piceo. Pronotum perbreve parte antica 
sursum vergente^ rotundata. 

Long. corp. 4,5; long, nasi 0,C). 

Long, antenn. 2: long, capit. 15, lat. 1. 

Long, tibiae 3* paris 1,8. 

Operarius — Caput fulvo-castaneum vel t'ulvo-fuligineum suturis 
]»allidis, ceterum corpus supra testaceum vel fulveseens, subtus sordide 
stramineum, abdomine cibi causa tusco-cinereo. Antennae (Fig. 170) 15- 
articulatae, articulo tertio secundo minus quam duplo breviore, arti- 
culo quarto tertio pauUulum longiore, articulo quinto (piarto paullulum 
breviore. Pronotum parte antica sursum vergente, media incisa utrim- 
que parum rotundata. 

Long. corp. 4,6; lat. capit. 1,2; lat. abdom. 1^5. 

Long, antenn. 2; long, tibiae o' paris 1,8. 

Patria: Coxipò (Cuyal);i . 

Varietas a: Gilles capite piceo, cetero corpore supra castaneo, sub- 
tus luride tulvo-t'errugineo. Operarius capite badie. 

osservazione. — Gli esemplari descritti come Varietà ^ del E. arciKtriiis 
subp. prom-imiis si avvicinano al plìiriarficìtlatus per la lunghezza delle an- 
tenne, ma se ne discostano per la hing"hezza delle zampe specialmente. 

5o. Eulerines areiiarius subsp. fulviceps !Silv. 

Imago — 9 Caput t'ulvum, ceterum corpus supra fulvo -terrugineum, 
subtus luteolum, alis isabellinis. Segmenta singula (Fig. 172) pilis bre- 
vibus et pilis longis obsessae. Caput (Fig. 171) fenestra angusta, antiee 
bifurca. Ocelli ab oculis parum remotis. Antennae (Fig. 17o) 15-articu- 
latae, articulo tertio secundo parum breviore, articulo quarto tertio lon- 
gitudine subaequali, articulo quinto quarto vix breviore. Pronotum fere 
'/:ì latius quam longuni, parte postica aliquantum angustata, angulis 
parum rotundatis, margine postico medio late inciso. Alae superfìcie 
'Fig. 174) tuberculis minimis, ó-d radiatis, et pilis sparsis instructae. 
Ala (Fig. 23) anterior mediana venulis 1-3, submediana venulis 8-12. 
Pedes tibia iiifi'a si)imilis 2-3-S(u-iatis et spiiiis duabus apicalilnis armata. 



88 



TERMITIDI E TERMITOFILI 




Long', corp cum alis 15,5; long', corp. 7,3. 
Long, antenn. 2; lat. capit. 1. 
Long, pronoti 0,7, lat. 1,1. 
Long. al. anter. 14, poster IH. 
Long, tiblae o* paris 1,5. 
Regina — Long. corp. 21; lat. abdom. 5,5. 

Nympha — Straminea tota oculis atris. Antennac 15-articulatae. 
Long. corp. 6; long', app. alar. 1. 
Long. corp. 4,6: lat. capit. 1,1; hit. abdom. 1,5. 
Long, antenn. 1,3; long, tibiae 3' paris 1. 

Miles — Caput aurantiacum, cete rum corpus cremeuni, abdomine 
cibi causa fusco maculato. Segmenta singnla pilis brevibus et setis 
nonnullis praesertim posticis instructa. Caput (Fig. 175) pyrifonne naso 

sat longo. Antennae (Fig. 176) 13-ar- 
ticulatae, articulo tertio secundo vix 
ve] parum longiore, articulo ((uarto 
tertio aliquantum breviore, articulo 
(juinto quarto parum longiore. Pro- 
notuni parte antica siTi'sum vergente, 
rotundata. 

Long. corp. 4; long, nasi 0,6. 
Long, capit. 1,55. lat. 0,95. 
Operarius — Caput cremeura, ce- 
terum corpus stramineum, abdomine 
cibi causa cinereo maculato. Segmenta singula pilis sat longis et 
sat raris et setis nonnullis posticis instructa. Antennae (Fig. 178) 14- 
articulatae, articulo tertio secundo aliquantum breviore vel subaeciuali 
vel vix longiore, articulo quarto tertio aliquantum breviore, articulo 
quinto quarto parum longiore. Pronotum parte antica sursum vergente, 
media incisa, utrimque parum rotundata. 

Larva nymphalis II — Alba. Antennae 14-articulatae, articulo ter- 
tio setis nonnullis instructo, perparvo, articulo quarto nudo, tertio pa- 
rum breviore, articulo quinto setigero quarto parum longiore. Pronotum 
antice sursum pauUulum vergente, postice rotundatum. Meso-et meta-no- 
tum lateribus triangularibus aliquantum productis. Abdomen antice et 
postice parum attenuatum. 

Long. corp. 3; lat. abdom. 0,9. 

Larva operarla — Alba. Antennae 13 -articulatae, articulo tertio 
parvo, nudo, articulo quarto setigero tertio aliciuantum longiore. Pro- 
notum parte antica sursum ali(|uantum vergente rotundata, parte po- 
stica rotundata. Meso-et nieta-notum lateribus non productis. 



Euterni.es fulviceps : 
a ala anterior, b ala posterior. 



FILIPPO SILVESTRI 89 

Lony. eorp. 2,11; lat. abdoiii. 0,8. 

Larva nymphalis — Alba. Antennae IH-articulatat", artieulo t<'rtio 
tantum nudo, perparvo. Pronotum parvuni anticc sursuni paulluluin 
vergens, lateribus rotundatis , postice rotundatuni. Mesonotum horizon- 
talc pronoto aliquantuni latius. aiig'ulis anticis rotundatis, posticis sub- 
rectis. Metanotum horizontale, niesonoto paruni latius angulis anticis late 
rotundatis, posticis non productis. Abdoraen elongatum lateribus subpa- 
rallelis, postice rotundatuni. 

Long. corp. 2,6; lat. abdoni. 0,7. 

Larva — Alba. Segmenta singula setis paucis posticis instructa. 
Antennae 12-articulatae, articulis o-4 nudis brevibus, subaequalibus, 
artieulo quinto quarto paullulum longiore. Abdomen plus minusvc ovale. 

Long. corp. lo; lat. abdom. 0,.^ó. 

Rer/ina ergntoides (Fig. 180) — Ochraeea-terruginea. Oculi conipla- 
nati a pigmento parvo tantum indicati. Antennae (Fig. 181) 14-articu- 
latae artieulo tertio secundo ali(,|uantuni longiore, artieulo quarto tertio 
parum breviore, artieulo quinto (piarlo paruni Icmgiore. Pronotum anticf 
sursum aliquantum vergens, rotundatum, postice rotundatum. medium 
incisum. Meso-et meta-noti appendices alares pcu'breves. 

Long. corp. 6,5: lat. abdom. 2,5. 

Larva ergatoides — Straminea tota capite plus minusve cremeo. 
Antennae (Fig. 182) 14-articulatae artieulo ivriìo secundo paullulum bre- 
viore, artieulo quarto tertio aliquantum breviore. Pronotum parte antica 
sursum vergente, sat magna, media paullulum incisa. 

Long. corp. 5; lat. capit. 1,5. 

Patria: R. Argentina: Cernadas, S. Luis, Cliajari, Concordia, Sun- 
chales, Posadas. 
R. Or. del Uruguay. Mosquitos, La Sierra. 
Paraguay: Villa Rica, Villa Incarnaciòn. 

Varietas : Paraguari (Paraguay), Resistencia (Chaco, Argentina). 

Imago % : Antennae 15-articulatae, artieulo tci-tio secundo aliquan- 
tum breviore. 

Long. corp. cuin alis 12: long. corp. 6: long. al. anter. 11. 

Miles: Antennae 15-articulatae (Fig. 177 j, artieulo tertio secundo vix 
longiore artieulo quarto tertio subaequali, artieulo quinto quarto parum 
breviore: in exemplis nonnullis antennae lo-articulatae, artieulo tertio 
secundo vix longiore, artieulo quarto tertio duplo breviore, artieulo 
quinto quarto parum longiore. 

Long. corp. 3,5; long, capit. 1,7, lat. 1. 

Operarius: Antennae 14-articulatae artieulo tertio secundo parum 
breviore. 



90 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



Long. corp. 4: lat. capit. 1,14. 

O.s.servazione — A Sunehales in un nido trovai tre regine di sostitiizione, 
a La Sierra (\\m regine di sostituzione con un re vero, e a Cernadas pure 
una regina di sostituzione. Tali regine di località tanto diverse presentano 
gii stessi caratteri, che sono qiielli esposti sotto il nome di Regina erga- 
foides, perchè credo che esse derivino da operai e non già da ninfe. Li tali 
nidi ho trovato infatti anche un numero abbastanza considerevole di operai 
con l'addome non colorato di seuro, e (jnindi non contenente il consueto cibo 
degli operai, costitiiito di terra e detriti vegetali. Questi operai sono per me in 
via di essere trasformati reali di sostituzione, e ritengo che di mano in mano che 
vanno sviluppandosi gii org'ani genitali acquistano alcuni caratteri di ninfe; 
occhi piccoli ma pig'inentati, e brevi appendici di ali; conservano il numero 
degli articoli delle antenne, alimentando solo di grandezza il terzo articolo 
e cambiano poco anche la forma del pronoto. 

54. Eutermes d i versi miles Silv. 

Imago — O Caput piceo-fuligineum, i)ronotum fuligineuni, ceteruin 
corpus castaneum, sternitis l-o mediis lua^'ula ereraea, alis fulig'ineis. 
Segmenta singula pilis longis et brevibus et setis nonnullis posticis in- 
structa. Caput (Fig. 18o) fenestra angusta, antice bifurca. Ocelli ab oculis 
sat remotis. Antennae (Fig. 184) 15-articulatae, articulo tertio secundo 
parum longiore, articulo quarto crasso, tertio aliquautnm breviore. Pro- 
notum aliquantuni latius qnam longuni, parte postica aliquantuni angu- 
stata, angulis late l'otundatis. Alae tuberculis niininiis (3-7 radiatis et 
pilis sparsis, paruni raris instructae. Ala ( Fig. 24 ) anterior mediana 

integra vel venulis 1-2, submediana 
plerunìqiie ad marginem posticum 
pertinens venulis 10-11. l'edes tibia 
infra spinnlis nonnullis longis sub- 
tilioribus et spinis duabus apicalibus 
armata. 

Long. corp. cmn alis 15; long, 
corp. 7,5. 

Long, antenn. 2,1, lat. capit. 
1,1. 

Long, pronoti 0,75, lat. 1. 
Long. al. anter. 1^,5, post. 12,5. 




Fig. a4. 

Eutermes diversinùles : 
a ala anterior, b ala posterior. 



Long, tibiae 3> paris 1,5. 
Regina — Long. corp. 17,5; lat. abdom. o,5. 

Nympha — Cremea, oculis nigris, appendicibus alaribus fumosis 
Antennae 15-articulatae, articulo tertio secundo parum breviore. 
Long. corp. 8; long. app. ;ibir. 0,5. 



FILIPPO SILVESTRI 91 

Miles major — Caput lìadio-terruiz'iiicuin. cetcriim corpus fuIvo-fiT- 
rugineum, subtus ochraceum. Seja^menta sing-ula pilis brevibus et sctis 
l)osticis aucta. Caput (Fig-. 185) subelliptieum, naso clongato, cylindric-o. 
Anteiinae (Fig-. 186) lo-articulatae, articulo tertio secundo ali^iiiantuni 
long'iore, articulo quarto tertio breviore, articulo quinto quarto paulluluni 
long'iore. Pronotum parte antica sursani vergente, non incisa, latiissinie 
rotundata. 

Long-, corp. o,7; long, capit. 1,1», lat. 1,1. 

Long, nasi 0,7; lat. abdom. 0,8. 

Long-, tibiae 3* paris 1. 

Miles minor — Color ut supra. Caput (Fig'. 187) elongatuni, postice 
rotundatum, ante medium angustatura et antico fere ut i)0stice latum. 
naso longo, attenuato, cylindrico, apice acuto. Antennae (Fig. 188 1 12- 
articulatae, articulo tertio secundo ])arum lougiorc, articulo quarto tertio 
parum longiore, articulo quinto quarto subae(]uali vel i:-)-articulatae, 
articulo tertio secundo parum longior(^ ;u-ticulo (|uarto tertio alic|uan- 
tuin breviore, articulo (]uinto (juarto jiarum longiore. Tronotum antice 
medium non vel vix incisum, utrinuiue pai'uni rotundatum. 

Long. corp. 2,9; long. ca[)it. 1,1, lat. 0,48. 

Long, nasi 0,5; lat. abdom. 0,G. 

Long, tibiae o* paris 0,8. 

Operarius — Caput tulvum suturis stramineis, ceterum corpus stra- 
mineum, abdomine cibi causa maculis isabellinis. Antennae (Fig. 189i 
14:-articulatae, articulo tertio secundo parum breviore, articulo quarto 
tertio duplo vel fere breviore, articulo quinto quarto parum longiore. 
Pronotum parte antica sat magna, semicirculari. 

Long. corp. 4; lat. capit. 1. 

Lat. abdom. 1,4; long, tibiae n^ paris 0,9. • 

Patria: Paraguay: Paraguari, Areguà, Puerto Bertoni (ParamVj. 
E. Argentina: Corrientes, Posadas, S. Ana (Misiones). 
Matto Grosso : Coxipò. 

Osstrcazione — A Coxipò e a Corneutcs i soldati erano soltanto di forma 
piccola. 

55. Euternies cypliergarster Silv. 

Imago — V Caput piceum, ceterum corpus dorso fuligineo, ventre 
luteolo, sternitorum lateribus macula rotunda castanea, alis fuligineis. 
Segmenta singula pilis longis et brevibus obsessa. Caput (Fig. 190) fe- 
nestra angusta, elongata, antice breviter et subtilissime bifurca. Ocelli 
al) oculis sat remoti. Antennae (Fig. 191j 15-articulatae, articulo tertio 



92 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



socundo aliquantniii loiigiore, aiticiilo quaito sccundo loiig-itudine snb- 
aequali, articulo quinto quarto parum breviore. Pronotum panilo nuxgis 
«iLiani ".j latius (luam long-um, angulis anticis rotundatis, lateribus pos- 
ticis ang'ustatis, obliquis, ang'ulis parum rotundatis, marg-ine postico 
non inciso. Alae tuberculis minimis 5-6-radiatis obsessae et pilis niargi- 
nalibus tantum instructae. Ala ( Fig'. 25) anterior mediana venulis 1-3, 




Vìg. 35. 

Eutermes cyphergarster : 
a ala anlerior, b ala posterior; e ala anterior cxcrapli alii, ci ala posterior. 



submediana ad margùnem posticuni pertinente, venulas 10-12 emittente. 
Pedes tibia infra spinulis subtilibus pluriseriatis, supra spinis setifor- 
mibus nonnullis et spinis duabus apicalibus, robustis, acutis, long'is 
armata. 

Long', corp. cum alis 20; long-, corp. 9,5. 

Long-, antenn. 2,6; lat. capit. 1,4. 

Long-, pronoti 1, lat. 1,7. 

Long. al. anter. 17,5, poster. 16,5. 

Long, tibiae 3* paris 2,1. 

Regina — Long. corp. 15,5; lat. abdom. 5. 

Nympha — Ochroleuca oculis nigris, appendicibus alaribus avella- 
neis. Antennae 15-articulatae. 

Long. corp. 9,5; long. app. alar. 4. 

Nympha juvenilis — Citrinella oculis nigris, appendicibus alaribus 
fumosis, tergitis macula laterali parva plus minusve fulvescente ornatis. 
Antennae 15-articulatae, articulo tertio secundo longitudine subaequali. 

Long. corp. 8; long. app. alar. 1,1. 

Miles — Caput piceum, ceterum corpus ferrugineum. Segmenta sin- 
gula dorso seriebus duabus posticis setarum nonnullarum tantum in- 
structo, ventre pilis sat parvis et sat raris et setis nonnullis posticis. 
Caput (Fig. 192) postice inlìatum, rotundatuni;, basi nasi subquadrata, 
naso sat longo^ gradatini atteiuiato. Antennae (Fig. 194) elongatae, ar- 
ticulo tertio secundo i)arum minus qiiam duplo longiore, articulo quarto 



FTTJPPO S][;VF,STRT 



«.)?> 



tcrtio vix hrcviore, nrthnilo quinto qunrto vix lono'iore. Proiiotuni parte 
antica sursum verg'cnte, parva, iiiai-sfine supero fere recte truncato. an- 
g^iilis oblique excisis, vix rotundatis. l'cdcs tibia supra spinulis long'is 
nonnullis. sctiforiuibns, infra s[)inis pluriscriatis sul)tilibus armata et spi- 
nis apicalibus consuetis. 

Long cap. 4,8; long, capit. 1,7, lat. 1,1. 

Long, nasi 0,6; long, antenn. 8. 

Long, tibiae o* paris 2. 

Operarhis (Fig. 1!)5) — Caput badiuni suturis angustissimis pallidis. 
Seginanta singula dorso scn'iebus duabiis posticis setarmn nonnullarum 
instructa et ventre pilis brt'vibus sat raris et setis posticis longis non- 
nullis. Antennae (Fig. 196) longiusculae, 15-articulatae, artieulo tertio 
secundo paruni longiore , artieulo quarto secundo paulluluni breviore , 
artieulo quinto quarto subaequali. Pronotuni parte antica sursum vei-- 
gente parva, rotundata. Abdomen antice gibbosum. 

Long. corp. 4,(); lat. capit. 1. 

Long, antenn. "2: long, tibiae o' paris 1,5. 

Lat. abdora. 1,5; altitudo àbdom. 2. 

Patria : Coxipò, Cuyabà, Urucùm (CorumbA). 

56. Eutermes heteropterus Silv. 

Imago — V Caput piceo-badiuni, ccterum corpus castaneuni, ventre 
fascia mediana ochracea. Segmenta singula pilis brevibus et longis ob- 
sessa. Caput (Fig. 197) fenestra triangulari, antice bifurca. Ocelli ab 
oculis parum remoti. Antennae (Fig. 198) 15-articulatae, artieulo tertio 
secundo duplo vel fere longiore, artieulo quarto secundo pauUulum lon- 
giore, artieulo ^luinto quarto subae- 
quali. Pronotum Vs latius quani lon- 
gum , lateribus aliquantum angusta- 
tis , angulis paullulum rotundatis , 
margine postico non inciso. Alae pilis 
sat numerosis instructae. Ala (Fig. 26) 
anterior mediana integra vel apice 
bifurco, submediana ad marginem 
posticum pertinente venulis 10-12. 
Pedes tibia infra spinulis sat subtili- 
bus, irregalariter pluriscriatis et spinis duabus apicalibus armata. 
Long. corp. cum alis 15; long. corp. 9. 
Long, antenn. 2,7; lat. capit. 1,2. 
Long, pronoti 0,9, lat. 1,4. 
Long. al. anter. 13,1, poster. 12,1. 




Fig. 26. 

Eutermes lieteroplerus : 
a ala anterior, b ala posterior. 



94 TERMITIDl E TERMITOFILI 

Lon_^. ti bine Hi paris 1, 9. 

Regima — Loni2:. corp. 9; hit. abdom. 4,5. 

Nymplin — Alba, oculis iiigris. Anteiiiiae ló-articnlatac 

Long", corp. 9; long-, app. alar. 4. 

MiUs — Caput badium, ceteruiii corpus supra castaneuni, subtus 
luride ferrugiucuuì. Segmenta singula sujn-a setis nonnullis longfis, po- 
sticis instructa, subtus pilis sat longis, paruni raris. et st^tis nonnullis 
posticis. Caput (Fig. 199) pyrifornie, ad basini nasi inflatum, naso sat 
longo, gradatim attenuato. Antimnae (Fig. 2(X)) longiores, 14-articulatae, 
articulo tertio secundo magis quani duplo longiore, articulo quarto 
tertio aliquantum breviore, articulo quinto (juarto subaequali. Prono- 
tum parte antica sursum vergente, parva, media parum incisa, utrini- 
que rotundata. Pedes tibia supra setis paucioribus et infra si)inulis sul)- 
tilioribus 1-2-seriatis et spinis apicalibus consuetis armata. 

Long. corp. 4,5; long, capit. 1,56, lat. 0,8. 

Long, antenn. 2,5; long, nasi 0,7. 

Long, tibiae 3» paris 1,5. 

Miles minor — Caput (Fig. 201) naso magis attenuato. Antennae 
(Fig. 202) 14-articulatae, articulo tertio secundo ininus quam duplo lon- 
giore. 

Long. corp. r),2; long, capit. 1,5, lat. 0,(i5. 

Operarius — Caput badio-latericiura suturis ocliraceis. Segmenta sin- 
gula supra seriebus duabus setarum. subtus pilis et setis nonnullis po- 
sticis instructa.. Antennae (Fig. 20o) 15-articulatae, articulo tertio se- 
cundo aliquantum longiore, articulo quarto tertio aliquantum breviore, 
articulo quinto (luarto paullulum longiore. Pronotum parte antica sur- 
sum vergente, sat parva, media paruni incisa, utrimque late rotundata. 

Long. corp. 5; lat. capit. 1,1; lat. abdoin. 1,3. 

Long, tibiae H» paris 1,5. 

Patria: Tacurìi Pucù, Villa Ricca (Paraguay); Coxipò (Cuyabà). 

57, Euteruies microsoma sp. n. 

Syn. Termes debilis Hag. Linn. cut. XII. p. 205, tab. Ili, tig-, 20, (1858). 
» Eutermos debilis Silv. 

Imago — V Caput et pronotum castanea, abdomine supra, umbrino, 
ventre fulvescente, medio luride cremeo. Segmenta singula pilis longis 
et brevibus obsessa. Caput (Fig. 204) fenestra triangulari antice bifurca. 
Ocelli ad oculos approximati. Antennae (Fig. 205) 15-articulatae, articulo 
tertio attenuato, secundo aliquantum breviore, articulo quarto tertio cras- 
siore et eidem longitudine subaequali, articulo quinto quarto subaequali. 
Pronutuui '/.j latius ijuani longuju aiigulis aiiticis rotundatis. latcribiis 



FILIPPO SILVESTRI 



9o 




Eutermes microsoma : 
a ala anterior, b ala posterior. 



postiee aiig-ustatis, aiig-nlis rotnndatis. marg-iiic non inciso. Alac margi- 
nibus pilosis, superficie tuberculis nilniinis 5-(; radiatis obsessac et pilis 
sparsis parum raris. Ala (F\^. 27) anterior mediana intejo-ra, snbme- 
diana ad niarg-ineni posticum pertinente, venulas 10-11 emittente. Pedes 

tibia %etis nonnullis supcris longis, spinulis 
subtilibus interis, pluriseriatis et spinis api- 
calibus consuetis armata. 

Long-, corp. cimi alis 8: long-, corp. 5. 
Long, antenn. 1,8; lat. capit. 0,(>. 
Long-, al. anter. 1, poster, (i,5. 
Long, tibiae 3» paris 0,9. 
Regina — Long. corp. 17; lat. alxlom. o. 
Nympìia — Alba, oculis nigris. Anten- 
nae 15-articulatae. 
Long. corp. 7; long. app. alar. 2,5. 

Miles — Caput ochroleucum naso badio, ceterum corpus strami- 
neum, abdomine cibi causa cinereo maculato. Segmenta singula supra 
pilis brevissimis et setis nonnullis posticis, subtus pilis sat longis et 
setis posticis instructa. Caput (Fig. 206) pyriforme naso longo, attenuato. 
Antennae (Fig. 207) 12-articulatae, articulo tertio attenuato , secundo 
parum breviore, articulo quarto tertio ci'assiore ut parum longiore, ar- 
ticulo quinto quarto vix longiore. Pronotum parte antica sursum ver- 
gente, perparva, rotundata. vix media incisa. Pedes tibia setis superis 
nonnullis, spinulis subtilibus interis et s})inis duabus apicalibus armata. 
Long. corp. o,5; long, capit. 1,2, lat. 0,7. 
Long, nasi 0,5; long, antenn. 1,1. 
Long, tibiae 3' paris 0,6. 

Operarius — Stramineus totus, abdomine cibi causa cinereo. Anten- 
nae 13-articulatae, articulo tertio secundo aliquantum breviore, ai'ticulo 
quarto secundo crassiore et aliquantum longiore, articulo quinto (juarto 
vix longiore. Pronotum parte antica sursum vergente, parva, rotnndata. 
Long. corp. 3,8; lat. capit. 0,6; lat. abdoni. 1,2. 
Patria: Argentina: Posadas. 

Paraguay: Tacurìi Pucù. 

Matto Grosso: Coxipò, Cuyabà, Urucùm (Coruml);\). 

Gen. Aiioplotermes Fr. Miill. 

9 Mandibulae (Fig. 222) parte dentali partem molarem spatio sat 
magno superante, dentibus ut in Eutermes. Fenestra et ocelli praesentes. 
Antennae 15-articulatae. Pedes tibia spinis duabus apicalibus. Ala an- 
terior squama brevi, submediana ad nnirginem interiium pertinente. 



9(ì 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



Miles — Abest. 

Operarius — Aiitennae 14-;irticnlatae. 

Habitat: in humo vel in nidis supra hnniuni constructis. 

Patria: Keg'io neotropicalis. 

58. Anoplotermes paciflcus Fr. Miill. 




Anoplotermes paciflcus 
a ala anterSor, b abt posterior. 



lìnago — V Cai)ut et dorsuni tulig-inea, ventre castaneo , medio 
fascia straminea plus minusve lata ornato. Segmenta sing'ula (Fig. 209) 
pilis brevibus et pilis longis tota ol)sessa. Caput (Fig. 208) fenestra 
rotundata. Ocelli ab oculis aliquantum remoti. Antennae {¥\^. 210) 15- 
articulatae, articulo tertio secando duplo, vel magis qua'm duplo bre- 

viore, articulo quarto tertio aliquantum 
longiore. Pronotum duplo latius quara 
longum, angulis anticis rotundatis, po- 
stico late rotundatum. Alae superficie 
(Fig. 211) spinis rainimis triangalaribus 
obsessa et pilis nomiullis sparsis instru- 
cta. Ala (Fig. 28) anterior mediana ve- 
nulis 2-4, submediana venulis 9. Cerci 
(¥\^. 212) perbreves, biarticulati, arti- 
culo secundo conico, setis longis instru- 
cto. Pedes tibia infra spinulis paucioribus iiniseriatis et spinis duabus 
robustis, apicalibus armata. 

Long. corp. cum alis 16,5; long. corp. 8,5. 
Long, antenn. 2,1; lat. capit. 1,3. 
Long, pronoti 0,7, lat. 1,4. 
Long. al. anter. 14, poster. 1.3,5. 
Regina — Long. corp. 25: lat. abdom. 5,5. 
Nympha — Pallida;, oculis nigris. Antennae 15-articulatae. 
Long. corp. 8,5; long. app. alar. 1,4. 

Operarius — Caput et pronotum straminea, abdomine cibi causa 
plus minusve cinereo. Segmenta singula (Fig. 213) pilis brevibus et 
pilis longis raris instructa. Antennae (Fig. 214) 14-articulatae, articido 
tertio secundo breviore. Pronotum margine antico semicirculari. 
Long. corp. 5; lat. capit. 1,1. 

Larva — Pallida tota, hirtella. Antennae (Fig. 215) 12 - articulatae, 
articulo tertio nudo, longitudine secundo acquali. 
Long. corp. 1,1. 

Patria: Paraguay: Tacurù Pucù, Villa Encarnación, Villa Rica. 
Argentina: S. Ana (Misiones). 



FILIPPO SILVESTRI 1)7 

59. Anoplotermes turricola Silv. 

Imago — $ Differt ab A. pacifico: sternitis mediis tantum macula 
antica pallida, antennis (Fig. 215) articulo tcrtio secundo duplo breviori, 
fenestra sat niagna^ cordiformi (Fig. 216), pronoto margine postico ro- 
tundato, lateribus oblique parum excisis. Ala (Fig. 29) anterior niedia- 




Fjg-. so. 

Anopìolermea turricola : 
n ala nnltri i'-, b ala posU-rior ; e ala anterior cxinpli 



ilii, (/ al a iHish^riiir. 



na venulis l-o, submediana ad marginem internum pc^rtinente venni is C.-IO. 

Long. corp. cum alis 1(>,5; long. corp. 11. 

Long. al. anter. 13^4, post. lo. 

Kegina — Long. corp. Ao\ hit. abdom. (5.5. 

Operarius — Caput et pronotum straminea, abdomine cil)i causa 
griseo-terreo. Antennae 14-articulatae, articulo tei-tio secundo breviore. 

Long. corp. 4,8. 

Patria: Cuyabà. 

60. Anoplotermes tenebrosiis (Koll.) Silv. 

Syn. Termes tenebrosus Koll. in Hag. Linn. cut. XII, p. 193. (1858). 
» Eutcrmes tenebrosus Wasm. Zool. Anz. N. 538, p. 278. (1897). 
» Anoplotermes tenebrosus Silv. (1901). 

Imago — 9 Caput et dorsum fu- 
liginea, sternitis castaneis, mediis ma- 
cula antica pallida notatis. Segmenta 
singula pilis brevibus et longis obsessa. 
Caput (Fig. 218) fenestra perparva , 
subrotundata. Antennae (Fig. 219) 15- 
articulatae, articulo tertio secundo du- 
plo breviore, articulo quarto tertio ali- 
quantum longiore. Pronotum duplo la- 
tius quam longum, lateribus posticis 

aliquantum angustatis et sat late rotundatis. Alae spinis minimis obsessae. 

Ala ( Fig. 30 ) anterior mediana venulis 1-3, submediana ad marginem 

posticum pertinente venulis 11-13. 




Fig. 30. 

Anoplotermes tenebrosus : 
a ala anterior, b ala posterior. 



98 



TERMITIDI E TERMITOFILl 



Long. corp. cum alis 16,5; long-, corp. 9,5. 
Long. aL anter. 15. 

Regina — Long. corp. 22; lat. abdom. 3,5. 

Operar ius — Ab A. tiirricola vix distinguendus colore abdom inis 
minus griseo, magis cinereo, et forma eiusdem minus attenuata. 
Patria: Coxipò (Cuyabà), Colonia Benitez (Chaco, Argentina). 

61. Aiioplotermes ciiigulatus (Burnì.) Silv. 

Syn. Termes cingiTlatiis Burnì. Hand. II, p. 767, no 13. 
» Termes cingulatus Walk. Brit. Mus. p. 515, no 14. 
» Termes cing-ulatus Hag. Imago , Limi, eiit XII , p. 187 , tab. Ili, 

fig. 24. (1858). 
» Anoplotermes cingulatus Silv. (ICOl). 

Imago. — O Fulvo - testaceus, abdoniinis sternituni secundum cre- 
meum angulis posticis fulvo - testaceis, s:;ernitum septimum macula an- 
tica straminea notatum. Segmenta singula pilis brevibus et longis obsessa. 

Caput (Fig. 220) fenestra per- 
parva subrectangulari. An- 
tennae (Fig. 221) 15-articula- 
tae, articulo tertio secundo 
aliquantum breviore^ articulo 
quarto tertio paruni longiore. 
Pronotum Ys latius quam lon- 
gum, angulis anticis rotun- 
datis, lateribus posticis angu- 
statis, obliquis, angulis pa- 
rum rotundatis, margine po- 
stico medio vix inciso. Alae 
spinis minimis obsessae. Ala 
(Fig. 31) anterior mediana 
venulis 1-4, submediana ve- 
nulis 10-11. 

Long. corp. cum alis 24; 
long. corp. 11,5. 

Long, antenn. 2,6; lat. 
capit. 1,4. 

Long, pronoti 1, lat. 1,5. 




=£:p d 



Anoplotermes cingvlntus : 

a ala anterior, h ala posterior; 

e ala anterior exempli alii, d ala posterior. 



Long. al. anter. 19,5, poster. 18,8. 

Regina — Long. corp. 35; lat. abdom. 6. 

Nymplia — Pallida tota oculis nigris. Antennae 15 - articulatac. 

Long. corp. 12^, long. app. alar. 4. 



FILIPPO SILVESTRI 99 

Nympha junior — Alba tota. Oculi pigmento nullo. Segmenta sin- 
gula tantum pilis longis instructa. Antennae 14-articulatae, articulo 
tertlo quarto parum longiore et secundo breviore. Pronotum transverse 
ovale. AiDpendices alares minimae. 

Long-, corp. 4,5. 

Operarius — Caput plus minusve ferrugineum, ceterum corpus stra- 
mineum, cibi causa plus minusve cinereum. Segmenta singula pilis paucis 
brevibus et longis instructa. Antennae (Fig. 223) 14 - articulatae, arti- 
culo tertio secundo parum breviore. Pronotum antice rotundatum. 

Long. corp. 5,5; lat. capit. 1,3. 

Larva nymplialis — Alba tota. Antennae 14 - articulatae, articulis 3-4 
nudis, inter sese subaequalibus et parmn distinctis, simul sumptis se- 
cundo paullulum brevioribus. 

Long. corp. 3,5. 

Larva — Alba tota. Antennae 12-articulata(Mirticulo tertio nudo, se- 
cundo aliquantum longiore. 

Long. corp. 2. 

Patria: R. Or. del Uruguay: La Sierra 

E. Argentina: Buenos Ayres, Temperley, Nunez, S. Fer- 
nando; Cernadas (Cordoba), Suncliales (S. Fé), Chajari (Entre Rios). 
Brasile: Bella Vista (Alto Parane), Urucùm (Corumbà). 
Paraguay : Villa Rica. 

62. — Anoplotermes cingulafcus subsp. abbreviatus Silv. 

Pronotum (Fig. 224) latcribus angustatis et parum rotundatis. 
Sterilita 2-6 media macula antica pallida notata. 

Long. corp. cum alis 2 17,1 maris 13,8; long. corp. V 8.6, maris 8,5. 

Lat. capit. 1,2; long. al. anter. 15,5. 

Operarius — Caput pallide ferrugineum. 

Long. corp. 5,5. 

Patria: Sunchales (S. Fé, Argentina). 

Osservazione — Ho creduto opportuno fondare questa sottospecie per le 
minori dimensioni, che presentano gli individui ad essa ascritti, in confronto 
di qiTclli della specie tipica. Per il colore degli sterniti si avvicina al A.proxi- 
miis, ma se ne distingvie per la forma del pronoto. 

63. Aiioplotermes morio (Latr.) Silv. 

Syn. Termes morio Latr. Hist. nat. XIII, p. G9, n. 3. 

» Termes morio Burm. Handb. II, p. 767, n. 11. 

» Termes morio Hag. Imago, Limi. ent. XII, p. 200, tab. Ili, fig. 29 

» Eutermes morio Wasm. Zool. Anz. N. 538, pag. 278. (1897). 

» Anoplotcnnes morio Silv. ^1901). 



100 



TERMITIDI E TERMITOFILI 




Imago — O Fulvo-castaneus, stcrnita media macula pallida notata. 
Segmenta singula pilis longis et brevibus obsessa. Caput (Fig. 225) fe- 
nestra minima, elongata. Antennae (Fig. 226) 15- articulatae, articulo 
tertio secundo fero triplo longiore, articulo quarto tcrtio aliquantum 
longiore. Pronotum paullo minus quam duplo latius quam longum, an- 

gulis anticis rotundatis, lateribus posticis 
aliquantum angiistatis, rotundatis. Alae 
spinis minimis obsessae. Ala (Fig. 32) an- 
terior mediana venulis 1-3, submediana 
venulis 8-11. 

Long. corp. cum alis 14; long. corp. 8. 
Long, antenn. 1,8; lat. capit. 0,;>. 
Long, pronoti 0,(), lat. 1. 
Long. al. anter. 12,6, poster. 12. 
Regina — Long. corp. 11; lat. abdom. 4. 
Operarius — Caput creineum, ceterum corpus pallidum, abdomine 
cibi causa plus minusve cinereo. Antennae (Fig. 227) 14-articulatae, 
articulo tertio secundo duplo breviore, articulo quarto tertio subaequali. 
Pronotum parte antica semielliptica. 
Long. corp. 4: lat. capit. 0,7. 

Patria: Argentina: Temperley, Villa Catalinas, Nunez (Buenos Ayres) 
Cernadas (Cordoba); Chajari, (Entre Rios); Sunchales 
(S. Fé). 
K. Or. del Uruguay: La Sierra. 
Paraffuav: Parasruarì. 



Fio;. 32. 

Anoplotermes morio: 
a ala anterior, b ala posterior. 



64. Anoplotermes morio subsp. ater fHag.) Silv. 



Syri. Termes ator Hag. Linn. ent. XII, p. 195, tab. Ili, fig-. 26, (1858\ 
» FAitermes ater Wasm. Zool. Anz. N. 538, p. 278. (1897). 
» Anoplotermes morio subsp. ater. Silv. (1901). 

Caput fenestra perparva, rotunda. Ala 
(Fig. 33). 

Long. corp. cum alis 12, long, i-orp. 
6,5; lat. cap. 0,78. 

Long. al. anter. 10, poster. 9,5. 

Operarius — Albus, abdomine cibi cau- 
sa plus minusve cinereo. 

Long. corp. 3,5; lat. capit, 0,65. 
Patria: Coxipò (CuyabA): Tacurù Pucù (Paraguay). 




Fig, 33. 

Anoplotermes morto ater: 
a ala anterior, h ala posterior. 



FILIPPO SILVESTRI 



101 




65. Anoplotermes recondifcus Silv. 

Imago — o Supra badius, subtus fulvo-castaiieus, sterilito septimo 
medio antice macula magna pallida notato, alis testaceis. Seg-menta sin- 
gula pilJs brevibus et setis paucis vestita. Caput (Fig. 228) fenestra 
parva, ovali. Antennac (Fig. 229) 15-articulatae, articulo tertio secundo 
parum breviore, articulo quarto tertio vix longiore et quinto subaequali. 
Pronotum minus quam duplo latius quam longum, postico sat angusta- 

tum, angulis parum rotundatis > 
margine postico medio vix inciso. 
Alae spinulis minimis obsessae et 
setis sparsis. Ala (Fig. 34) anterior 
mediana venulis 1-3, submediana 
ad marginem pertinente venulis 
9-12. 

Long. corp. cum alis 18,5 ; 
long. corp. 10. 

Long, antonn. 2,5; lat. cap. 1,5. 
Long, pronot. 0,8, lat. 1,5. 
Long. al. anter. 16, poster. 15,5. 

Nymplia — Pallida oculis nigris, basi interna appendicium alarium 
macula triangulari parva isabellina. Antennae 15 - articulatae, articulis 
3-5 subaequalibus, secundo parum brevioribus. 
Long. corp. 7,6: long, append. alar. 1. 

Operarius — Supra fulvus, subtus pallidus. Antennae (Fig. 230) 14- 
articulatae, articulo tertio secundo parum breviore, articulo quarto 
tertio parum breviore, articulo quinto quarto parum longiore. Pronotum 
parte antica semicirculari. 

Long. corp. 4,6; lat. capit. 1,1; long, antenn. 1,5. 
Larva. — Alba tota. Antennae 12-articulatae, articulo tertio nudo, 
quarto parum longiore. 
Long. 1,6. 

Patria: Matto Grasso: Coxipò. 
Paraguay: Villa Rica. 
Argentina: S. Ana, Posadas (Misiones); Salta; Resistencia. 



Fig. 34. 

Anoplotermes reconditus: 
a ala anterior, b ala pisterior. 



102 TERMITIDI E TERMITOFILI 



DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA 



Di tutti i generi di Termitidae trovati in Sud- America forse solo il 
Serritermes e V Anoplotermes sono peculiari a tale ragione, gli altri sem- 
brano rappresentati più o meno largamente in tutte le regioni tropicali 
del globo. 

Mancandomi un ricco materiale di confronto proveniente da tutti 
i paesi della terra, materiale che occorrerebbe per stabilire rapporti e 
difiFerenze in tutta la fauna termitologica, mi limiterò ad accennare alla 
distribuzione geografica dei Termitidi nel Sud- America e più specialmente 
nel bacino del Rio de La Piata, poiché anche i Termiti della regione 
occidentale delle Ande e quelli dell' America centrale ci sono quasi 
affatto sconosciuti. 

Il bacino del Rio de La Piata comprende tutta quella parte dell'A- 
merica meridionale, che si estende dalle sorgenti del Rio Cuyabà (circa 
14 ' 30' lat. S) alle foci del Rio de La Piata (35" lat. S.) ed abbraccia 
per mezzo di tutti i suoi affluenti la regione all' Est delle Ande, eccet- 
tuata la costa brasiliana e le provincie subandine dell'Argentina, si- 
tuate al disotto dei 27'^ di lat. S. 

Le specie di Termiti da me raccolte in tale regione sono così di- 
stribuite : 

Matto Grosso 26 : Calotermes fulvescens, Mrtellus, tauroceplialus ; Ano- 

plotermes tenehrosus, turricMa- Armifermes alhidus, festivellus, 

odontognathus , odontognathus minor; Coptotermes imarabitanas; 

Corniterm.es cumulans, laticephalus ^ longilahìus, ortliocephalus , 

triacifer; Eutermes arenarius, arenarius pluriarticalatits, cyplier- 

gaster; Mirotermes fur, fur rìiicrocerus , globicephalus, saltans 

nigritus; Serritermes serrifer; Spinitermes hrevicornis; Termes 

diì'iis, molestus. 

Matto Grosso, Paraguay 6 : Anoplotermes m,orio ater; Aryniterm^es eva- 

m^ignatlius^ nasutissimus / Capriterm,es opacus parvus; Eutermes 

heteropterus, Rippertii. 

Matto Grosso, Paraguay, Argentina settentrionale 9 : Am^itermes amifer, 

hrevicorniger; Anoploterm,es reconditusi Capr Hermes opacus; Cor- 

nitermes similis; Euterìues arenarius proxim,us, microsoma; Leu- 

coterm,es tennis; Microcerotermes Strunckii. 



FILIPPO SILVESTRI 103 

Parag'uay 3 : Armiterìnes heterotypus' Capritermes orthognathus; Termes 

gr aneli s. 
Paraguay e Argentina settentrionale 8 : Anoplotermes cingulatus, morto, 
pacifìcus; Cornitermes striatus; Eutermes arenarius fulviceps, di- 
versimiles, Rippertii macrocephalus; Mirotermes saltans. 
Argentina 7 ; Calotermes lobicephalus , modestus, rugosus, rugosus occi- 
dentalis, triceromegas; Anoplotermes cingttlatus abhreviatus. 

Delle 26 specie, da me trovate unicamente nel Matto Grosso, le 6 
già descritte da altri {Anoplotermes tenehrosus, Armitermes albidus, Cop- 
totermes marahitanas, Cornitermes cumulans, Eutermes arenarius, Serri- 
tarmes serri fer) vivono pure nel bacino del Rio delle Amazzoni e assai 
probabilmente ulteriori ricerche dimostreranno ivi V esistenza di quasi 
tutte le altre. La fauna della parte settentrionale del bacino del Rio de 
La Piata, almeno fino a CorumbA, ha i caratteri essenziali di quella 
dell' Amazzoni, poiché i due bacini tanto all' Est che all' Ovest inva- 
dono reciprocamente la latitudine dell' altro e nell' epoche delle pioggie 
giungono persino in qualche punto a comunicare fra di loro. 

Il Matto Grosso insieme a quelle, che ha in comune con il Paraguay 
e con il Paraguay e 1' Argentina, possiede in complesso 41 specie di 
Termitidi. 

Al Paraguay ne spettano 29, delle quali 9 comuni con il Matto 
Grosso e l'Argentina, 6 con il Matto Grosso ed 8 con l'Argentina. Di 
queste 29 sono state 6 indicate anche per il Brasile meridionale (cioè 
Anoplotermes cingulatus, pacifìcus, morto; Capritermes paradoxus; Cor- 
nitermes striatus; Mirotermes saltans). 

L'Argentina possiede in tutto 24 specie, delle quali 9 comuni con 
il Matto Grosso ed il Paraguay ed 8 con il Paraguay. 

Quanto alla distribuzione delle specie nell' Argentina debbo far no- 
tare che il Calotermes rugosus, Anoplotermes cingulatus e morto giungono 
tino al Sud della provincia di Buenos Aires, che VAmitermes brevicorni- 
ger arriva fino a circa al 43' lat. S, che V Eutermes arenarius fulviceps 
e il Cornitermes striatus non oltrepassano il 33' lat. S. e che tutte le altre 
specie vivono solo nella parte settentrionale e più specialmente orien- 
tale-settentrionale. 



104 TERMITIDI E TERMITOFILI 



Elenco alfabetico e sinonimico delle specie di Termitidi Sud-americani 

Calotermitinae 
Gen. Cnlotermes Hag. 

anticus Wlk. Cat. Brit. Mus. Neuropt. Ili , 

p. 523 Honduras 

brevis Wlk. Cat. Brit. Mus. Neuropt. Ili , 

p. 524 Indiae occideutales 

Canellae F. Muli. Jen. Zeitschr. VII, p. 334 

(species iieg'ligenda) Brasilia mer. 

castaneus Hag*. (nec Burnì.) Linn. ent. XII, 

p. 38 = '? C. fulvescens Silv Brasilia 

fulvescens Silv Matto Grosso 

Guatinialae Wlk. Cat. Brit. Mus. Neuropt. Ili, 

p. 528 Guatemala 

Hayenii F. Mlill. Jen. Zeitschr. VII, p. 341 

(species negligenda) Brasilia mer. 

hirtellus Silv Matto Grosso 

ìncisus Silv Venezuela 

latifrons Silv Venezuela 

lobicephalus Silv Argentina 

modestus Silv Argentina 

nodulosus H. = rugosus subsp. nodulosus Hag. 

posticus Hag. Linn. ent. XII, p, 67. ... St. Thomas (Indiae occident.) 
rugosus Hag. Linn. ent. XII, p. 63. ... Argentina, Uruguay 
rugosus Hag. subsp. nodulosus Hag. Linn. 

ent. XII, p. 61 Brasilia 

rugosus Hag. subsp. occidentalis Silv. . . Argentina 
serrifer Bates in Hag. Linn. ent. XII, p. 72, 

tab. I, fig. 6 ^ Serritermes serrifer . 
Smeathmani F. Muli. Jen. Zeitschr. VII, p. 341 

(species negligenda) Brasilia mer. 

taurocephalus Silv Matto Grosso 

temnocephalus Silv Venezuela 

triceromegas Silv Argentina 

Gen. Hodotermes Hag. 

quadricoUis (Rbr.) Hag. Subg. Porotermes = 
Porotermes quadricollis. 



FILIPPO SILVESTRI 105 



Geu. Porotermes Hag-. 



quadricollis ( Rbr. ) Hag. Limi. ent. XII , 

p. 101, tab. I, flg-. 10 Chile 

Gen. Teniiopsis Her. 

V occidentis (Wlk.) Hag. Limi. ent. XII, j). 77, 

tab. I, fio-. 8 America centr. 

Termitinae 

Gen. Auoplotermes F. Mtill. 

cingulatus (Bunn.) Silv Argentina, Uruguay, Paraguay 

cingulatus subsp. abbreviatiis Silv Argentina 

morio (Latr.) Silv Argentina, Uruguay, Paraguay 

rnorio subsp. ater (Hag.'' Silv Paraguay, Matto Grosso 

pacificus F. Mtill. Jen. Zeitschr. VII, p. 347. Paraguay, Brasilia 

reconditiis Silv. . . • Argent. Paraguay, Matto Grosso 

tenebrosus (Hag.) Silv Matto Grosso 

turricola Silv Matto Grosso 

Gen. Armitermes Wasm. 

albidus (Hag.) Silv Matto Grosso 

armiger (Motsch.) Wasm Panama 

cvamignathus Silv Paraguay, Matto Grosso 

festivellus Silv Matto Grosso 

heterotypus Silv • . . . Paraguay 

nasutissimus Silv Paraguay, Matto Grosso 

odontognathus Silv Matto Grosso 

odontognathvis subsp. minor Silv Matto Grosso 

Gen. Capritermes Wasm. 

opacus (Hag.) Silv Argent. Paraguay, Matto Grosso 

opacus subsp. parvus Silv Paraguay, Matto Grosso 

paradoxus Wasm. Abhand. d. Senck. nat. Ge- 

sel. XXI, Heft. 1, p. 152 Paraguay, Brasilia 

Gen. Coptotermes Wasm. 

Marabitanas (Hag.) Silv Brasilia 

Gen. Cornitermes Silv. 

acignathus Silv EcTiador 

cumulans (Koll.) Wasm Brasilia 



lOn TERMITIDI E TERMITOFILI 

laticephahis Silv Matto Grosso 

long-ilabms Silv Matto Grosso 

orthocepalus Silv. . , Matto Grosso 

similis (Hag.) Wasin Argent. Paraguay, Matto Grosso 

striatiis (Hag-.) Silv Argentina, Uruguay, Paraguay 

triaciler Silv Matto Grosso 

Gen. Eutermes (Hag.) Fr. Mtill. 

arenarius (Bates) Silv Brasilia 

arenarius subsp. fulviceps Silv Argent. Uruguay, Paraguay 

arenaris sxibsp. pluriarticulatus Silv. . . . Argent. Uruguay, Matto Grosso 

arenarius subsp. proximus Silv Brasilia 

corniger (Motsch.) Wasm Panama 

cyphergaster Silv Matto Grosso 

diversimiles Silv Argentina, Paraguay 

heteropterus Silv Paraguay, Matto Grosso 

inquilinus Fr. Miill. Jen. Zeitsehr. VII, p. 348 

(specis negligenda) Brasilia 

Meinerti Wasm. Krit. Verz. d. Myi-meconh, 

und. Termitoph. Arthopoden p. 211 . . . Venezuela 

microsoma Silv Argent. Paraguay, Matto Grosso 

Rippertii (Ramb.) Wasm Paraguay, Brasile 

Rippertii var. Iheringi ........ Brasile 

Ripperti su.bsp. macrocephalus Silv. . . . Argent. Paraguay, Brasile 

Gen. Hamitermes Silv. 

hamifer Silv .* . . Argent. Paraguay Matto Grosso 

brevicorniger Silv Argentina 

Gen. Leucotermes Silv. 
tennis (Hag.) Silv Brasilia, Argentina, Paraguay 

Gen. Blicroceroteriiies Silv. 
Strunckii (W. Sor.) Silv Brasilia, Argentina 

Gen. Miroternies Wasm, 

tur Silv Matto Grosso 

fur subsp. microcerus Silv Matto Grosso 

globicephalus Silv Matto Grosso 

saltans Wasm. Abhand. d. Senck. nat. Gè- Argentina, Uruguay, Paraguay, 

sei. XXI, Heft. I, p. 152 Brasile 

saltans subsp. nigritus Silv Matto Grosso 



FILIPPO SILVESTKI 107 



Gen. Rhìnoterraes Htiff. 



marginalis (L.) Hag-. Linn. ent. XII, p. 234. Siirinain 
nasutxis (Pcrty) Hag-. Linn. ent. XII, p. 237, 

tab. II, tig. 14, tab. Ili, fig\ 1. . . . Brasilia 
simplex Hag. Linn. ent. XII, p. 238, tab. Ili, 

tìg'. 23 Cuba 

Gen. Serriteriiies Wasm. 

seri-iter i Bates . Wasm. Abliand. d. Senck. nat. 
Gesel. XXI, Helt. I, p. 150. 

Gen. Spilli temi es Wasm. 

brevicornis Silv ]\lalto Grosso 

trispinosns (Bates) Wasm. Abhancl. d. Senck. 

nat. Gesel. XXI, Heft. I, p. 152. . . . Amazzonia 

Gen. Termes L. 

(dh/dus Hag. Linn. ent. XII, p. 225, tab. Ili, 
p. 34 = Armitermcs albidiis (Hag.) Silv. 

cimericaìius Rengger = Cornitermes similis 
(Hag-. Wasm. 

aiificus Wlk. = Calotermes antieus Wlk. 

areiiarius i Bates) in Hag. Linn. ent. XII, 
p. 222 = Eutermes arenarius (Bates) Silv. 

armigev Motsch. Etnd. ent. IV, p. 10 = Armi- 
termcs armiger i Motsch.) Wasm. 

uter Hag. Linn. ent. p. 195, tab. Ili, tig. 26 = 
Anoplotermes morio snbsp. ater (Hag.) Silv. 

brecls Wlk. = Calotermes brevis (Wlk) 

cephalotis Ramb. Nenropt. p. 309 = Termes 
nigricans Ramb. 

chujidatus Biirm. Handb. II, p. 767 == Ano- 
plotermes cingnlatus (Bnrm.) Silv. 

chilensis Blanch, in Gay, Hist. fìs. i poi. Chile. 

Christiernsonn W. Sor. Ent. Tid. V, p. 20, 
Taf. I, fìg. 1-12 =^ Cornitermes similis 
(Hag.) Wasm. 

corniger Motsch. Etud. ent. IV, p. 10 = Eu- 
termes corniger (Motsch.) Wasm. 

costatus Ramb. Nenropt. p. 305 ^ Termes di- 
rus King. 

costatus Wlk. Cat. Brit. Mns. Neuropt. III, p. 518 
= Termes s-randis Ramb. 



1^^ TimMITIDI E TERMITOFILI 

cumulans Koll. in Polii, Reise nach Brasil I, 

p. Ili, fig. 9 = Cornitermes ciimiilans 

(Koll.) Wasm. 
(lebilis Hag-. (nec Heer) Linn. ent. XII, p. 205 = 

Eiitermes microsoma Silv. 
(lecumanus Erichson in Schomburgk Reise nach 

GuyanalII, p.582=Termes grandis Rami). 
destructov Perty, Delectus anim. p. 127, tab. 25, 

fig. 9=Eutermes Rippertii (Ramb.) Wasm. 
devastans Koll. in Polii, Reise nach Brasil, 

tab. I, fig. 8. = ? Brasilia 

dirus Klug Brasilia 

dubius Ramb. Nenropt. p. 309 = Termes dirus 

King. 
exigHus Hag. Linn. ent. XII, p. 208 = Ano- 

plotermes an Evitermes? ...... Brasilia 

fatalis Perty, DelectiTS anim. p. 127, tab. 25, 

fig. 8 = Termes dirus Klug. 
flavicollis Perty, Delectus anim. p. 128, tab. 25, 

fig. 11, 13 = Termes dirus Klug. 
fuscipennis Koll. Mus. Wien = Termes dirus 

Klug 
fiiscus Latr. Hist. nat. XIII, p. 68 = Termes 

grandis Ramb. 

grandis Ramb. Neuropt. p. 306 Brasilia, Paraguay 

Guatimalae Wlk. = Calotermes Guatimalae 

Wlk. 
indecisus^l^. Cat. Brit. Mus. p. 524= Calo- 
termes brevis Wlk. 
Lacus Sancii W. Sòr. Ent. Tid. V, p. 23 = 

Capritermes opacus (Hag.) Silv. 
Lespesii Fr. Miill. Jen. Zeitschr. VII, p. 349 = 

Cornitermes striatus Hag 

lividus Burnì. Handb. II, p. p. 767 = ? . . gt. Domingo ( Indiac occid. ) 
Marabitanas Hag. Linn. ent. XII, p. 191, 

tab. I, fig. 4, tab. Ili, fig. 25 = Copto- 

termes Marabitanas (Hag.) Silv. 
molestus Burnì. Handb. Il, p. 766 .... Brasilia 
morio Latr. Hist. nat. XIII, p. 69 = Anoplo- 

termes morio (Latr.) Silv 

Miilleri Ihrg. 

nasutus Perty, Delect. anim. p. 127, tab. 25, 

fig. 10 = Rhinotermes nasutus (Pertv) 

Hae-. 



FILIPPO SILVESTRI 109 

nnsutus Wlk. Cat. Brit. Mus. p. 506 = ? Ter- 

mes testaceus L. 
nigTicans Ramb. Ncuropt. p .308 = V . . . Brasilia 
ohscurus Blanch. Hist. insect. tal). 47, fìg'.l = 

Termes dinis Klug. 
occidentis Wlk. Cat. Brit. Mus. Neuropt. Ili, 

p. 529: Termopsis occidentis (Wlk) Hag. 
opacKs Hag. Linn. ent. XII, p. 196, tab. Ili, 

flg'. 27 =^ Capritennes opacus (Hag.' Silv. 
orensis W. Sor. Ent. Tid. V, p. 22, tal). I, 

tìg. 13-16=Capriternics opacus (Hag.) Silv. 
palUdìpennis Blanch. =^ ? 
pallidus Wlk. Cat. Brit. Mu.s. Ncuropt. Ili, 

p. 504 =^ Porotermcs quadricollis (Ramb.) 

Hag. 
(/tiadricollis Rfimh. Ncurojtt. p. 304 =Poroter- 

mes quadricollis (Rauib.) Hag .... 
riognindensis Ihrg.=Miroternics saltans Wasni . 
Bippertu Rainb. Neuropt, p. 308 =-- Euternies 

Ripperti iRamb.) Wasni. 
xaliemYr. Milli. Jen. Zeitsch. VII, p. 357 =- 

Capritermes opacus (Hag.) Silv. 
shnilis Hag. Linn. ent. XII, p. 167, tab. I, 

fig. 5, tab. Ili, flg-. 21 = Corniternies si- 

milis (Hag'.l Wasm 

siraplicinervis Bates in Hag. Linn. ent. XII, 

p. 204 = ? Brasilia 

spinicollis Koll. Mus. Wien =-- Termes dirus 

Klug-. 
spinosus Latr. Hist. nat. XIII, p. 70 = Termes 

dirus Klug-. 
striatus Hag. Linn. ent. XII, p. 171 — - Cor- 

nitermes striatiis (Hag.) Silv. 
Strimcku W. Sor. Ent. Tid. V, p. 18 = Mi- 

crocerotermes Strunckii (W. Sòr.) Silv. 
tenebrosus Hag. Linn. ent. XII, p. 193 = Ano- 

plotermes tenebrosus (Hag.) Silv. 
tenuis Hag. Linn. ent. XII, p. 231, tab. Ili, 

fig. 35 = Leucotermes tenuis (Hag.) Silv. 
testaceus L. Sjst. Nat. XII, p. 912 == ? . . America merid. 
uruguayensis Berg, Vida y cost. d. Termitos, 

p. 6 (Nomen nudum). 



110 TERMITIDI E TEKMITOFILI 



Frammenti biografici 



Sotto questo titolo espongo le osservazioni da me fatte intorno i co- 
stumi dei Termitidi sudamericani, descrivo i loro nidi e riporto i risul- 
tati di alcuni esperimenti. 

Non pretendendo di aver potuto conoscere tutte le manifestazioni 
vitali delle specie, delle quali parlo, ed anzi più d'ogni altro convinto 
che appena ho sfiorato simile tema , riunisco tali notizie sotto il titolo 
appunto di « Frammenti biografici ». 

Calotermitini 

Le notizie che io posso dare intorno ai Calotermitini, si riassumono 
brevemente così : essi vivono in legno morto, dove scavano le proprie 
gallerie ; non fabbricano mai un nido con materiale da essi stessi pre- 
parato ; si cibano di legno triturato , di feccia e vomito di compagni 
stessi. La loro colonia è costituita di circa 500-1000 individui, è composta 
di larve, ninfe, soldati, alati, una coppia reale vera o di sostituzione , 
è priva di operai. I soldati sono forniti tutti di grosse mandibole atte al- 
l'ofifesa ed alla difesa; il loro numero sta a quello degli altri individui 
come 1:15 circa. La regina è sempre piccola,, appena più grande del re. 
La coppia reale di sostituzione è sempre unica , quantunque parecchi 
individui vengano nutriti per diventare reali. 

La sciamatura nei dintorni di Buenos Aires avviene in Novembre- 
Dicemln'c; nella regione tropicale in Agosto-Settembre. 

Sembra che ciascuna specie prediliga il legno di alcuni alberi soltanto, 
però occorrono ancora molte ricerche per stabilire quali sono le qualitri 
di legno scelte. 

I Calotermitini dell'America meridionale allo stato di larva o di ninfa 
albergano pure nell'intestino varie specie di protozoi parassiti, che sono 
da studiarsi e determinarsi per ciascuna specie. 

Tenni viva per due anni una piccola colonia di Calotermes rugosus 
Hag. in un tubetto di vetro , e potei ripetere le osservazioni fatte da 
Grassi per il C. flavicoUis F. Riferisco il seguente esperimento, che può 
dimostrare la longevità dei Calotermes ed il periodo di una loro moltipli- 
cazione anche quando ne restino pochi individui. 



FILIPPO SILVESTRI 111 

Il 18 Settembre 1898 posi in un tubo una coppia reale vera insieme 
a 4 larve vicine a diventar ninfe; dopo due giorni, in cui erano state 
depositate 4 uova , tolsi la coppia reale. Le 4 larve formarono un ap- 
partamento con la metù inferiore del tubo e quivi vivevano cibandosi 
di legno , che fornivo loro. Quando toglievo dalla tasca del panciotto 
il tubo per osservare i prigionieri, la larva più grande dava V allarme 
con il solito scotimento e correva a nascondere le uova. Il primo Di- 
cembre dello stesso anno nacque, dalle uova depositate, una larva, il 2 
una seconda, ed una terza il 7. Di queste 3 larve una scomparve dopo 
pochi giorni, le altre due il 20 Dicembre. Certamente furono mangiate 
da quelli stessi, che ne avevano presa tanto a cuore la nascita! Durante 
tutto il 1899 il mutamento che notai in tali larve fu nel colore, che di- 
ventò pallido , come negli individui destinati a diventar reali di sosti- 
tuzione. Il 10 febbraio 1900 per un accidente mi si ruppe di notte il 
tubo e me ne accorsi solo la mattina quando gih gli inquilini erano 
spariti. 

Tormìtinì 
Leucoternies tenuis (Hag.) Silv. 

Vive sotterraneo, però invade anche legno morto; occupa nidi ab- 
bandonati di Cornitermes similis (Hag.) o la loro base mentre ancora vi 
abita il legittimo proprietario; si trova frequentemente sotto le pietre. 
Molto caratteristico del nido di questa specie è il colore delle pareti 
delle gallerie per essere tutte tappezzate di una sostanza biancastra, escre- 
mento loro. Questa specie non è costruttrice del suo nido, ma scava- 
trice; nel nido di Cornitermes occupa specialmente la parte basale pe- 
riferica , modificando le gallerie solo col coprirle del solito strato 
biancastro. Le gallerie (Fig. 35) sono di forma molto variabile, però 
sempre abbastanza larghe, basse, succedentisi dall' alto al basso irrego- 
larmente anche per uno spessore di 10 centimetri, separate fra di loro 
da un grosso strato di terra e messe in comunicazione per vie piìi o 
meno lunghe, di diametro variabile, gran parte delle quali però permette 
solo il passaggio degli abitanti ad uno ad uno. 

Non sono riuscito a scoprire il loro magazzeno, se ne hanno, però 
è certo che questa specie si nutre di legno triturato ed erbe secche. Sem- 
bra che non si cibi mai di terra, perchè altrimenti il colore dell'addome 
me lo avrebbe rivelato. 

I soldati di questa specie sono grandi e piccoli, questi hanno man- 
dibole un poco più lunghe di quelle dei primi e con l'apice meno cur- 
vato ; usano le mandibole come organi da taglio. Fra i soldati grandi 



112 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



ed i piccoli si trovano spesso tutte le forme di passaggio ; in qualche 
colonia esistono solo soldati grandi. 

Non conosco la coppia reale vera; raccolsi solamente una regina di 
sostituzione con brevissimi accenni d'ali. 




Fiq:. 35. — Leucotermes tennis: 
Pezzo di nido quasi in grandezza naturale. 

La sciamatura avviene in Settembre-Ottobre, forse di notte. 
Secondo alcuni autori questa specie potrebbe produrre grandi danni 
alle case, a me non consta. 



Serri termes serrifer (Bates) 

Due volte trovai individui di questa specie e sempre alla periferia 
di un nido di Cornitermes cumulans , sembra perciò che il Serritermes 
non fabbrichi un nido , ma che solo scavi le sue gallerie negli strati , 
che separano le gallerie esterne del nido di C. cumulans. 

1 soldati hanno mandibole lunghe , fornite internamente di denti , 
ben atte a lacerare e tagliare. 

Non raccolsi individui reali. 

Nutrimento loro mi sembra siano detriti vegetali. 



FILIPPO SILVESTRI 113 

Microcerotermes Striinckii (Sorens) 

Questa specie ha nido aereo , che viene costruito appeso al tronco 
principale di un albero o a qualche suo ramo o anche ad una parete , 
sempre però ad un'altezza non superiore ai due metri, come almeno io 
ho potuto constatare. La forma del nido è rotondeggiante in tutta la 
parte libera, con un raggio generalmente di 10-15 centimetri; la sua su- 
perficie ha un aspetto vermicolare. La consistenza della superficie è sem- 
pre debole, papiracea, essendo le lamine tra le gallerie molto sottili (cir- 
ca Y5 di mm.) , la consistenza della parte interna è variabile secondo 
r età del nido e secondo le epoche: nei nidi giovani la parte centrale, 
corrispondente ad V3 almeno del resto, è costituita di una massa attra- 
versata da poche e piccole gallerie, in modo che restano dei grossi strati 
imperforati. Quale ne è la ragione? Nel mezzo di questa massa piìi con- 
sistente si trova l'appartamento regio e si potrebbe sospettare che la na- 
tura del centro del nido fosse tale appunto per proteggere meglio la 
coppia reale. Però si trovano nidi in cui la parte centrale è alquanto 
più consistente dell'esterna^, ed anch'essa attraversata da numerose gal- 
lerie, ed infine nidi in cui la parte centrale è poco più consistente della 
periferica. Tutto questo mi ha messo sulla via per ritenere invece che 
la massa vegetale viene accumulata e quasi pressata al centro del nido 
in epoche di abbondanza e buona stagione , e che viene usufruita per 
cibo quando per qualunque causa i Microcerotermes non ne trovino nelle 
escursioni e più ancora quando, per bassa temperatura, non possano ab- 
bandonare il centro del nido. La coppia reale è già sufficientemente 
protetta dalla posizione nel nido. Inoltre la natura della sostanza co- 
stituente la parte centrale del nido mostra all' evidenza , che è ben 
usufruibile per cibo. Vedremo appresso, come alcune specie di Euter- 
mes, abbiano un costume simile. 

Le gallerie (Fig. 36) sono di una forma poliedrica irregolarissima 
e vanno aumentando in ampiezza dal centro alla periferia, dove l'asse 
maggiore può misurare mm. 11 ed il minore 8 ; sono separate fra di 
loro da lamine sottilissime verso la periferia, più grosse verso il centro, 
come ho già notato; stanno in comunicazione per mezzo di fori di di- 
mensione e di forma variabilissime , però anche qui molti fori permet- 
tono solo il passaggio ad un individuo per volta. L'appartamento reale 
(Fig. 36 A) è sempre situato al centro del nido, è di forma rotondeg- 
giante e di dimensione un poco variabile (25-35 mm.), poco alto (4-6 mm.), 
sta in comunicazione col resto del nido per mezzo di parecchi fori, 
rotondi, stretti, situati in maggior parte ai lati, ma alcuni anche nel 
piano superiore e nell'inferiore. Neil' appartamento reale dimorano, la 



114 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



regina ed il re circondati sempre da molti operai , alcuni soldati e larve. 
Le uova vengono trasportate dagli operai alla periferia od al centro 
del nido, a seconda della temperatura. Gli alati si possono trovare in varie 
parti del nido. Questo è in comunicazione con il suolo per mezzo di un 




A B 

F'ig 30. — Microcerotermes StrunchU : 
A le due metà della cella reale (mm. 50) ('), B metà di un nido (mm 160 X 150). 

canale chiuso fabbricato lungo V albero; attraverso tale via escono gli 
operai, accompagnati da soldati, per far bottino di detriti vegetali. 

I nidi dei dintorni di Cuyabà sono più piccoli di quelli del Ctiaco 
ed hanno un colore affumicato, mentre gli ultimi sono più scuri. 

I soldati sono pochi, forse uno ogni 50 individui delle altre caste; 
essi serrando rapidamente le mandibole poggiate al suolo possono fare 
anche piccolissimi salti. 

La sciamatura avviene in Settembre-Ottobre. 



*) I numeri tra parentesi indicano le dimensioni reali dei due assi maggiori o al- 
trove del solo asse maggiore. 



FILIPPO SILVESTRI 115 

Di questa specie in quasi tutto i nidi trovai la coppia reale vera, 
soltanto in un nido di Urucùm essa mancava, e vi era sostituita da 
operai ginecoidi. 

Hamilernes hamifer Silv. 

Vive sotto terra, dove scava la sua dimora, e da lì si porta dentro 
legno secco. Con frequenza stabilisce la sua dimora sotto tronchi d' al- 
beri caduti sotto pietre. Le sue gallerie sono di dimensioni abbastanza 
piccole, irregolarmente poliedriche, e raggruppate tanto sotto terra quanto 
nel legno. Qui però non si trova mai la coppia reale ; un vero appar- 
tamento reale non sono riuscito a vederlo. 

Si nutre di legno triturato e di detriti vegetali. 

I soldati usano le loro mandibole falciformi quali organi di taglio. 

In un nido di Urucùm trovai un gran numero di individui reali 
di sostituzione, derivati da ninfe della seconda forma. 

Hamitermes brevicorDÌger Silv. 

Raccolsi operai, soldati, ninfe sotto pietre , sotto pezzi di legno, 
sotto sterco di bue ; non potei dar mai con il nido , che deve trovarsi 
ad una certa profondità sotto terra. 

Coptotermes Marabitanas (Hag.) 

Due volte trovai questa specie in pezzi di legno secco impiantati 
nel suolo, e raccolsi solo larve, operai, soldati. Il suo nido deve essere 
sotterraneo. 

I soldati oltre che con le mandibole si difendono segregando dal 
tubo frontale una grossa goccia di un liquido color latte, sulla cui na- 
tura non so pronunciarmi. 

Termes dirus Kl. 

Questa è la specie più grande di Termitidi del bacino del Piata. 
Vive sotto terra ad una profondità di 10-50 centimetri in gallerie scavate 
in varie direzioni. Tali gallerie sono perlopiù piane inferiormente e a 
volta sopra, possono raggiungere la larghezza di 7 centimetri e V al- 
tezza di 3, non conservano però la stessa ampiezza in tutto il loro tra- 
getto, vanno restringendosi di quando in quando fino a lasciare solo 
un foro molto piccolo, che permette il passaggio a un individuo per 
volta. Io ho scavato terreno adatto anche per la superficie di 3 metri 



116 TERMITIDI E TERMlTOPlLl 

q. e per la profondità di 50 centim. senza poter trovare il centro del 
nido, dove è la coppia reale. Certamente trattandosi di colonie molto 
numerose, saranno anche molto le g-allerie e quindi a intervalli abba- 
stanza grandi si troverà il centro del nido. 

Di notte gli operai grandi per un foro , che aprono e chiudono a 
piacimento ed in posizione svariata, escono all'aperto, protetti da qual- 
che soldato, per far bottino di ciò , che loro occorre e che consiste in 
pezzi di erbe, di foglie, e di ramoscelli tutti secchi, da essi stessi con- 
venientemente troncati. Ho visto nelle gallerie (Fig. 298) pezzi di erbe 
lunghi 10 millimetri, di foglie lunghi 12 e lunghi 6, di ramoscelli lun- 
ghi 30 e di diametro 2 ; ho trovato tali materiali radunati in piccole 
quantità in vari punti delle gallerie, però credo che non vengano usu- 
fruiti in tale stato e che invece siano accumulati in qualche parte del 
nido più sotterranea per farvi sviluppare un fungo, del cui micelio si 
nutrirebbero. 

È frequente il caso di trovare anche di giorno operai grandi sotto 
lo sterco di bue o sotto un mucchio di detriti. 

La colonia di questa specie possiede operai piccoli e grandi, i primi 
sono addetti al servizio interno, i secondi possono chiamarsi più spe- 
cialmente, per il loro ufficio, troncatori e trasportatori di erbe etc. 

I soldati ben armati con forti mandibole, con spruzzatore frontale, 
e con spine ai lati del torace, sono molto rari, almeno per quanto ho 
io riscontrato. 

Questa specie vive in campi aperti, un poco elevati, forniti di ve- 
getazione arborea rara o poco alta. 

Termes grandis Ramb. 

Di questa specie conosco solo il maschio alato e gli operai. Le 
gallerie sono più piccole, ma simili a quelle del T. dirus ; in esse ho 
trovato pezzi di erbe secche e di erbe verdi. 

La sciamatura avviene di notte in Ottobre. 

Vive in campi aperti. 

Termes molestus Burm. 

La colonia di questa specie possiede pure operai grandi e piccoli 
e per i suoi costumi e per la sua dimora si differenzia poco dal 2 . 
dirus. 

I soldati sono 1 circa ogni 10 individui delle altre caste, sono for- 
niti di forti mandibole e di tubo frontale spruzzatore. Anche di giorno 



FILIPPO SILVESTRI 117 

andando per un bosco accade di essere sorpresi da un rumore di trrrr... 
trrr... e avvicinandosi al luogo, da dove esso procede, scorg-iamo sopra 
i detriti e le foglie secche varii soldati di questa specie superbamente 
piantati sulle loro zampe, agitantisi per emettere quel grido di allarme, 
e spingenti la testa di quando in quando all' innanzi serrando le man- 
dibole per spaventare e quasi dicenti : avanti ! chi ha coraggio, si faccia 
avanti ! Che bella scenetta ! Se moviamo quei detriti, quelle foglie vi 
troviamo sotto operai, che già avvertiti del pericolo scappano lasciando 
avanzi del loro bottino. 

Nelle gallerie di questo termite si trovano pezzi di erbe, di foglie 
e di ramoscelli allo stato secco ed in quello verde (Fig. 299). Non ho 
potuto scoprire il centro del nido, però sono riuscito a vedere delle 
piccole masse di erbe già con micelio sviluppato, quindi possiamo rite- 
nere che questa è una specie coltivatrice di funghi, come debbono esserlo 
le due precedenti. 

La sciamatura avviene in Ottobre. 

Vive in capmi aperti un poco elevati ed anche in boschi. 

Cornitermes sìmilìs (Hag.) 

11 viaggiotore, che percorre i campi aperti situati nelle Misiones 
dell' Ai'gentina e del Paraguay nell' Alto Parano, è colpito dalla vista 
di un numero piìi o meno grande di tumuli conici (Fig. 37), di color 
bruno, che si elevano piìi o meno da terra e raggiungono con frequenza 
r altezza anche di 2 metri e piìi con un diametro alla base anche di 1 
metro. Tali tumuli sono appunto il nido di Cornitemes similis. Essi hanno 
una superfìcie compatta e tanto dura che la zappa con fatica vi penetra. 

Se vogliamo esaminare la struttura dobbiamo farne una sezione me- 
diana ; allora constatiamo che il nido risulta composto di due parti : una 
che si estende tutta all' intorno ed anche in basso, formata di gallerie 
poco larghe (Fig. 38) irregolarissime di forma, di direzione e d'ampiezza, 
separate fra di loro da grossi strati di terra e messe in comunicazione 
per mezzo di fori pure variabilissimi di grandezza, con le pareti tap- 
pezzate di sostanza color fosca, 1' altra occupante la parte centrale del 
nido, distinta per il suo color nerastro e formata di gallerie (Fig. 39) 
abbastanza ampie, succedentisi senz' ordine e separate fra di loro da 
lamine sottili. Queste due parti diversamente conformate hanno pure un 
ufficio diverso : 1' esterna è eminentemente protettrice, 1' interna è adi- 
bita a uso di magazzeno, di abituale dimora della coppia reale e delle 
giovani larve e di dimora delle altre caste durante la notte o in epoche 
di bassa temperatura. 



118 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



Il nutrimentro è costituito di erbe secche ed altri detriti finamente 
triturati, disposti in grossi strati nel nucleo centrale e coperti di un 
sottile strato di feccia nera. Le comunicazioni tra il nido e 1' esterno 
sono sotterranee e vengone costruite a piacimento. 




Ifìg. 3'y. — Cornitermes similis: 
Nido intero. 



I soldati hanno mandibole fortemente taglienti, capaci di incidere 
anche la nostra pelle ; quando si rompe un nido, si ode nettamente 1' al- 
larme da essi dato e che è un tretre tra... ripetuto. Havvi un soldato 
per circa ogni 30 individui delle altre coste. 

La sciamatura avviene in Agosto-Ottobre durante la notte, credo. 

Vive sempre in luoghi aprici e asciutti. Ho constatato che durante 
r inverno i varii individui della colonia, eccetto la coppia reale e le 



FILIPPO SILVESTRI 



119 



giovanissime larve, si portano sempre nella parte del nido, sulla quale 
cadono i raggi solari. 




Fio-, 38. — Cormitermes similis : 
Pezzo della parte periferica del nido (mm 120). 




Fig. 39. = Cornitermes similis : 
Pezzo della parte centrale del nido (mm 150). 



120 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



Profittando della grandezza e della struttura del nido di questo 
Cornitermes gli indigeni dell' Argentina e del Paraguay sogliono aprirlo 
in un lato, tirarne fuori il centro assai fragile e così usarlo come forno. 

Cornitermes cumulans (Koll.) 

Questa è la specie più comune costruttrice di tumuli elevati nei campi 
di Coxipò (Cuyabà). Il suo nido è di forma conica irregolare, di color 
argillaceo , di altezza raramente maggiore di un metro con un ugual 
diametro alla base. 

La superfìcie di questo nido non è continua, ma nelle sue parti su- 
periori laterali presenta alcune aperture rotondeggianti di 4 a 5 centi- 
metri di diametro ; fatto unicojfra i nidi di termiti da me esaminati. 




Fig. 40. — Cornitermes cumulans : 
Pezzo di una colonna del nido { mm. 120 ). 



La struttura interna di questo nido è pure molto peculiare. In una se- 
zione di esso distinguiamo una parte superficiale dello spessore di 6-10 
centimetri ed una intèrna di struttura fra loro diverse. 



FILIPPO SILVESTRI 



121 



Quella è di struttura poca compatta, poco resistente, ed è composta 
di 4 a 6 strati di terra divisi in cellette da tramezzi sottili. L'interna 
non è costituita da una massa unica, non interrotta in alcun punto, ma 
da varie colonne comunicanti, fra di loro per bracci laterali o per fu- 
sione della loro parte superiore. 

Tali colonne (Fig-. 40) hanno una superficie quasi liscia e sono costi- 
tuite internamente di varie serie di gallerie disposte con l'asse maggiore 
transversalmente, provviste di divisioni verticali e messe in comunica- 
zione fra di loro per mezzo di fori ovali , die hanno una larghezza 
perlopiù di mm. 4,5 ed un'altezza di 1,5-2. Lo strato di terra, che separa 
le gallerie ha lo spessore di 2-3 mm. Le gallerie variano per ampiezza; 
le inferiori centrali sono più grandi: in una di queste risiedono gli indi- 
vidui reali (Fig. 41). Tutte le gallerie sono tappezzate di feccia color 
cioccolata. 




Fig. 4 1. — Cornitermes cumtdans : 
Pezzo del nido con la cella reale (mm. 120). 



Perchè il C. similis ha costruito un nido in tal modo peculiare V 
Ossia con varie colonne comunicanti fra di loro e lascianti dello spazio 
libero, in relazione con l'ambiente esterno per^ mezzo di fori? Le ra- 
gioni possono essere due o per impedire un riscaldamento troppo forte 
dell'interno del nido o per far trovar pronto a varii animali (rettili e 



122 TERMITIDI E TERMITOFILI 

ragni) una casa e non indurli a scavarsela da se stessi nel termitaio 
con danno degli abitatori. Qualunque sia stato il movente , che avrà 
indotto la psiche di questo Cornitermes a escogitare una tale costru- 
zione , certo si è che la specie ne ha ritratto anche un altro vantag- 
gio : infatti in mezzo a tale nido rifugiandosi serpenti velenosi e grosi 
migalidi, avranno questi fatto scappare spesso malconcio il Tamandua, 
ghiotto di Termiti , e lo avranno assuefatto a sfuggire quel nido , e a 
cercarne altri meno protetti. 

I soldati sembrano nella proporzione di 1 ogni 20 operai. 

In un nido, in cui mancava la coppia reale vera , trovai 9 regine 
ed 1 re, derivati da insetti alati, trattenuti nel nido qualche giorno pri- 
ma della sciamatura. 

Non ho visto magazzeni di nutrimento. 

Vive in campi asciutti con poca o bassa vegetazione arborea. 

La sciamatura deve avvenire in Agosto o parecchi mesi più tardi. 



Cornitermes striatus (Hag). 

Il nido più curioso e più ammirabile fra tutti quelli dei Termitidi 
sud-americani è, senza dubbio, il nido del C. striahis. Esso si trova sotto 
terra eppure dalla terra circostante è separato ed ha una forma propria. 
Tale forma è alquanto variabile, però in genere può dirsi cilindrica con 
gli estremi un po' arrotondati. Le dimensioni variano pure molto , ma 
prendendo le più comuni possono indicarsi in 10 centimetri d' altezza e 
6 di diametro. Questo nido è costituito di terra vegetale nera preparata 
con saliva, è tutto chiuso all'intorno , ai due estremi solamente , dove si 
restringe, è fornito di un foro circolare di un millimetro e mezzo di dia- 
metro. Fattane una sezione (Fig. 43) lo vediamo diviso da tramezzi oriz- 
zontali in 7 a 10 camere, alte quasi tutte ugualmente un centimetro o poco 
più poco meno. Le camere sono messe in comunicazione fra di loro 
per mezzo di fori ovali con asse maggiore di 4 mm., fori ai quali con- 
ducono da un tramezzo all'altro pilastri leggermente inclinati. Degna a 
notarsi è la simmetrica disposizione di tali pilastri, che formano gene- 
ralmente una scala a chiocciola in modo che il Termite per andare dal 
basso all' alto va descrivendo una spirale avvolgentesi da destra a si- 
nistra. In qualche nido la disposizione dei pilastri non è a spirale, ma 
in linea obliqua, come sì vede nella Fig. 44. Oltre i pilastri , che co- 
stituiscono la scala , havvi in ogni camera una piccola colonna inter- 
posta a due tramezzi in posizione varia ; in alcuni nidi esistono anche 
due colonne nella maggior parte delle camere. 



FILIPPO SILVESTRI 



123 



Se il C. striatus è costretto a fabbricare il nido in un luogo assai 
pietroso, avendo a sua disposizione poco spazio non costruisce un nido 




% 




B 




F G H I 

■p^icr, 43. — Corniterm.es striatus : 

Nidi di varie forme e grandezze, A'^alto mm. 120, B 55, C 100, D 80, E 100, F 125, G 120, ^ HO, / 100 

(I fori che appariscono nei nidi F e G sono artificiali). 

cilindrico, completamente chiuso con materiale da esso stesso preparato, 
ma sceglie per una parete del nido (Fig-. 45) la superficie di una pietra, 
oppure lo fa incastrato fra due pietre in modo di aver due pareti for- 
mate da parte della superficie di quelle. 

Il nido di questo Cornitermes si trova ad una profondità di 10-15 
centimetri. 



124 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



Og-ni società ne possiede circa 6, messi in comnnicazione fra di loro 
per mezzo di g-allerie , costruite , nella terra circostante. Tale fatto è 




F'ì^. 4.1Ì,— Corniurmes slriati's: 
Metà di un nido ipoco impiccolito). 

certo, poiché la coppia reale non si trova in tutti i nidi : il 26 Maggio 
1899 a La Sierra nelFUraguay ne aprii 16, e soltttnto o di essi conte- 
nevano individui reali. 

Fr. Miiller credette d'aver rico nosciuto in questo nido anche un ap- 
partamento reale , mentre io credo _, che non ci sia, potendo , ogni ca- 
mera far l'ufììcio di tale sì per l'ampienzza, come per la sicurezza. 

Nei nidi aperti sul luogo stesso ho trovato in Maggio operai e sol- 
dati solamente; alati, larve ed uova si trovavano in parti alquanto spa- 
ziose delle gallerie di comunicazione fra un nido e l'altro. 

In nessun nido ho trovato accumulato materiale nutritivo , perciò 
dobbiamo ritenere che il nido del C. striatus serve di dimora alla coppia 
reale e di riparo alle uova, larve, operai, soldati in caso di pericolo o 
bassa temperatura. 



FILIPPO SILVESTRI 125 

Questo Termite si nutre quasi esclusivamente di terra nera vegetale 
e di sterco di mammiferi erbivori. Nelle contrade da esso abitate è dif- 
ficile sollevare sterco di buoi o di cavallo senza trovare un numero 




Fig. 4t4:. — Cornitermes striatus : 
Metà di un nido (poco impiccolito). 

maggior o minore di operai e soldati di questa specie, che vi giungono 
per gallerie sotterranee e lo frequentano per alcuni giorni scavandovi 
gallerie che tappezzano con terra. 

I soldati si servono delle mandibole per difesa ed offesa , aiutati 
anche dallo spruzzatore frontale, essi sono agli individui delle altre caste 
nella proporzione di 1 a 20 circa. 

La sciamatura avviene in Maggio-Giugno. 

Vive nei campi aperti, ricchi di terreno vegetale. 

Di alcuni esperimenti. — In due nidi Janet posi due società di C. 
striatus insieme alla propria coppia reale. Intorno la regina erano sem- 
pre alcuni operai a pulirla. Tolsi la regina e gli operai ed i soldati si 
aggiravano intorno come cercando qualche persona cara, e facevano con 



l 



126 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



molta più frequenza quel particolar movimento sussultorio , col quale 
s'intendono. Appena rimessa la regina nel nido una vera moltitudine 
l'assediò prodigandole tutte le cure e carezze. 

Il re si trova vicino alla regina o poco lungi da essa, spesso l'ac- 
carezza e la pulisce pure. 

Volli sperimentare che accadeva cambiando alle due società le loro 
regime : gli operai corsero anche in questo caso a pulirle. Coprii i nidi 




1^. 



Fig. 45. — Cornitermes striatus : 
Nido visto dalla faccia con la quale poggiava sopra una pietra (poco impiccolito). 



e tornai ad esaminarli dopo due ore : alcuni operai stavano come sempre 
attorno alla regina ; in un nido il re era discosto dalla regina, nell'altro 
vicino. Questo esperimento darebbe a divedere che una società di ter- 
miti può accettare come regina quella di un'altra colonia, però in pro- 
posito occorrono altre prove. 

In uno di questi nidi posi due nasuti di Eutermes arenarìus fulvi- 
ceps : gli operai del Cornitermes si avvicinavono agli intrusi, ma ne ve- 
nivano ricacciati con una nasata, e così gli Eutermes poterono aggirarsi 
un poco per il nido , però avvertita la loro presenza dai soldati del Cor- 
nitermes furono presto massacrati. 



FILIPPO SILVESTRI 127 

Coruitermes triacifer Silv. 
Alcuni operai e soldati furono raccolti sotto sterco di bue. 

Coniiteriiies longilabìus Silv. 

Questa specie fa un nido sotterraneo, prediligendo quei mucchi! di 
terra , residui di vecchi termitai di C. cnmulans. Il suo nido è com- 
posto di celle larghe, basse, sovrapposte quasi in serie e tappezzate di 
feccia color nerastro. 

Da questo nido partono gallerie in varie direzioni, per dove vanno 
in cerca di cibo gli operai, accompagnati da alcuni soldati. Terra molta 
e detriti vegetali sono il nutrimento di questa specie. 

La cella cccupata dalla regina e dal re non mi sembrò diversa 
dalle altre. 

Vive in luoghi asciutti con vegetazione arborea. 

Coruitermes orfchoceplialus Silv. 

Eaccolsi solo operai e soldati sotto un pezzo di legno, giacente sul 
suolo in un bosco. 

Si nutre in massima parte di terra. 

Coruitermes laticeplialus Silv. 

Anche di questa specie non conosco il nido , raccolsi solo alcuni 
operai e soldati sotto un tronco d'albero. 

Capri termes opacus (Hag.) 

Scava un nido sotterraneo, costituito di gallerie dirette in varii sensi. 
Tali gallerie sono ampie, allargantisi e restringentisi irregolarmente ad 
intervalli pure irregolari, si trovano ad una profondità di 10 a 25 cen- 
timetri, giungendo a piacimento del fabbricatore anche alla superficie. 
Quivi il termite si reca a far bottino di detriti vegetali e specialmente 
di legno secco, che va a triturare dentro i tronchi d'alberi caduti. 

I soldati di questa specie con le lunghe mandibole asimmetriche 
non possono offendere o difendere , ma soltanto , serrarle e produrre 
un forte tic poggiandole sul suolo , e saltare in dietro. Sono soldati 
semplicemente avvisatori di pericoli e forniti perciò di un mezzo per 
dare l'allarme e nello stesso tempo ritirarsi essi stessi. 

Essi sono in proporzione esigua rispetto agli individui delle altre 
caste, forse uno ogni 80 individui. 

La coppia reale non ha un appartamento riserbato. 

La sciamatura avviene in Luglio- Agosto. 

Vive specialmente nei boschi. 



128 TERMITIDI E TERMITOFILI 

Capritermes opaciis parvus Silv. 

Eaccolsi operai e soldati sotto uua grossa pietra a Villa Rica , ed 
a Coxipò dentro una galleria sotterranea. 

Capritermes orthog;nathiis Silv. 

Intorno la base del nido di Corniiermes similis trovai alcune gal- 
lerie, dove viveva questa specie ; raccolsi solo operai e soldati. 

Miroternies saltans Wasm. 

Questa specie costruisce il nido più duro che io conosca. Tale nido 
si eleva conico dal suolo per un'altezza di 20 a 30 centimetri, è di color 
nerastro, ed è costituito internamente di celle piccolette irregolari per 
forma e per dimensioni e separate fra di loro da sottili strati , special- 
mente alla periferia. E composto di detriti vegetali finemente masticati 
ed impastati con saliva. Nella parte centrale basale si trova in mezzo 
ad una parte , contenente un numero minore di celle , V appartamento 
reale, costituito di una cameretta rotondeggiante, bassa. 

I soldati di questa specie sono pure avvisatori, saltatori e sono in 
numero esiguo rispetto agli altri individui. 

In un nido trovai 11 regine , derivate da individui alati , ai quali 
furono mozzate le ali qualche giorno prima della sciamatura. 

Vive in luoghi asciutti, come in luoghi umidi. 

Mirotermes saltans nigritus Silv. 

Trovai questa specie stabilita sotto pezzi di legno secco giacenti 
sul suolo ; tanto nel legno che nella terra sottostante vi erano varii 
strati di celle irregolari , piccole. Non vi raccolsi la coppia reale ed è 
quindi probabile che la parte centrale del nido sia sotterranea. 

Vive in campi asciutti con poca vegetazione arborea. 

. Mirotermes fur Silv. 

Queste specie vive sempre nei Termitai di Eutermes cyperghaster 
Silv. occupandone i tramezzi, che separano le celle, ed anche celle in- 
teri vuote e celle ripiene di sostanza nutritizia, accumulata dall' Euter- 
mes. Cosicché questa specie può considerarsi parassita dell' E. cypher- 
gaster, rubandogli non solo parte della casa, ma anche del nutrimento. 
Ciò avviene certamente senza il consenso ed anzi contro la volontà 
dell' Eutermes^ che quando può, ammazza senz'altro l'importuno in- 
quilino. 



FILIPPO SILVESTRI 129 

Le società del Mirotermes fur in rapporto a questo curioso modo 
di vivere sono poco numerose di individui^ e la loro regina è abba- 
stanza piccola. 

I loro soldati sono i più mirabili , che io abbia visto per le loro 
enormi mandibole arcuate, per mezzo delle quali, serrandole e poggian- 
dole al suolo, emettono un forte e netto suono di tic nello stesso tempo 
che fanno un salto in dietro. 

Mirotermes fur microcerus Silv. 

Ha gli stessi costumi del G. fur. 

Mirotermes globicephalus Silv. 

Raccolsi alcuni operai e soldati in una piccola galleria scavata da 
3 a 5 centimetri sotto terra. 

Spiiiitermes trispinosus (Bates) 

Raccolsi solo alcuni operai e soldati in un mucchio di terra. 

Spinltermes brevicornis Silv. 

Trovai sempre questa specie dimorante alla base di nidi di Cor- 
nitermes simills a Tacurù Pucù, ed alla periferia di nidi di G. cumu- 
lans a Coxipò. 

Armitermes heterotypus Silv. 

Soltanto operai e soldati in alcune gallerie sotterranee. 

Armitermes festivelliis Silv. 

Trovai una colonia di questa specie installata nella base di un nido 
abbandonato di Anoplotermes turricola lungo il rio Cuyabà presso la 
città omonima. 

Esso era costituito di celle abbastanza ampie, separate da grossi 
strati di terra. 

Armitermes evhamignatlius Silv. 

Costruisce un nido conico elevato dal suolo raramente più di 35 
centimetri sopra una base di diametro uguale quasi all' altezza. Tale 
nido, composto di terra vegetale, è di color nero ed è costituito di celle 

9 



130 TERMITIDI E TERMITOFILI 

(Fig. 46) molto irregolari, la cui forma fondamentale può considerarsi 
un' elissi con 1' asse maggiore lungo 15 mm. ed il minore 6 ; le celle 
degli strati esterni sono più ampie delle altre e separate fra di loro da 




F'ig. -AG. Armitermes evhamignathus : 
Pezzo di nido con bozzoli (A) di Centris thoracica (poco impiccolito). 

sottili Strati di terra. Ogni cella è provvista di due, tre o quattro fori ro- 
tondi molto stretti, per mezzo dei quali stanno in comunicazione con le celle 
adiacenti. L' appartamento reale, costituito di una camera rotondeg- 
giante, spaziosa, e bassa si trova nella parte centrale del nido, che an- 
che in questa specie è molto più consistente, perchè vi è ammassata in 
grossi strati terra vegetale, nutrimento dell' A. evhamignathus. 

La sciamatura deve avvenire in Ottobre-Novembre. 

Vive a Coxipò in campi asciutti con molta vegetazione arborea, nel 
Paraguay in campi aperti un poco umidi. 

I soldati, forniti di un doppio mezzo di difesa ed offesa (mandibole 
e naso), sono poco numerosi. 

Avvicinando un pezzo di nido all' orecchio si ode nettamente il suono 
prodotto dagli abitanti, che è di due specie, e può essere rappresentato 
da un ti ti lento ed un ti ti accelerato. Quando molti producono lo stesso 



FILIPPO SILVESTRI 



131 



suono si sente un gran ti ti generale, però pare quasi clie ci sia un 
ritmo : tititi titi tìtititi titi. 

Di questa specie ho trovato molti individui reali derivati da ninfe 
della 2.^ forma. 

Armitermes odoutoguathus Silv. 

Attorno alla base di un nido di Cornitermes cumulans trovai alcune 
gallerie abitate da operai e soldati. 

Armitermes odontognathus minor Silv. 
Anche di questa specie trovai solo alcuni operai e soldati in alcune 
gallerie scavate lungo l'argine di una fossa. 

Armitermes albidus (Hag.) 

Alcuni operai e soldati raccolti alla base di un nido abbandonato di 
Cornitermes cumulans. 

Armitermes nasutisslmus Silv. 




^fiW^i^xJ 



Fig. 4: '7 . — Armitermes nasutissim,us : 
Nido quasi completo (mm. 100). 



132 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



Questa bella specie, caratteristica per il suo lungo naso, scava un 
nido sotterraneo alla profondità di circa IO centimetri. Tale nido (Fig. 47) 
è composto di terra e non è dalla terra circostante separato, quindi non 
ha una forma definita, è costituito da una colonna centrale ai cui lati sono 
scavate celle di forma ovale appiattita e da un'altra parte, che sarà piìi 
o meno estesa, e che è continua all'altra, ed è formata di celle poco 
ampie, irregolarissime e di dimensioni molto variabili. 

Non ho trovato l'appartamento reale, che forse si troverà in mezzo 
ad una parte di costruzione peculiare. 

La sciamatura deve avvenire in Ottobre. 

Euterines flÌRpertii (Ramb.) 

In tutta la regione tropicale e subtropicale del bacino del Rio Pa- 
raguay sulla biforcazione principale dei tronchi d' albero o lungo il fusto 
snello di una palma o tra liane o sulla cima di qualunque palo infitto 
nel suolo o attaccati ad un ramo o anche ad una parete si vedono assai 
frequentemente grossi corpi neri o nerastri di forma rotondeggiante o 




.^*4i» ' T' ■■■■' -^^ 




Fig. 48. — Eutermes Rippertii: 
Pezzo della parte periferica del nido (min. 140). 



ovale : tali corpi sono perlopiù nidi dell' Eutermes Rippertii. Essi sono 
variabilissimi per dimensioni giungendo spesso ad avere un'altezza di 
60 centimetri ed una larghezza di 40. Quando 1' Eutermes sta ancora 
formando nuovi strati esterni il nido ha una superficie vermicolare, se 
no è coperto da un sottilissimo strato tutto continuo; esso è costituito di 



FILIPPO SILVESTRI 



133 



detrito vegetale masticato ed impastato, e per la struttura può dirsi 
che è un vero labirinto di celle allungate, tortuose, irregolarissime, se- 
parate fra di loro da strati piìi o meno sottili e messe in comunicazione 
per mezzo di fori , variabili pure per forma e dimensioni. La parte esterna 
del nido è molto fragile per essere costituita di tutte celle (Fig. 48), 




Fig. -IO. — Eutermes Rippertii: 
Pezzi di nido, A della parte vicina al centro, n della parte centrale. 



separate da strati sottilissimi, mentre che il resto, di mano in mano che 
si procede al centro, è sempre più consistente essendo formato di una 
massa attraversata da poche gallerie strette e contenente di mano in 
mano un numero minore di celle (Fig. 49). Verso la parte centrale più 
dura sta rappartamento reale (Fig. 50), costituito anche in questa spe- 
cie di una camera rotondeggiante, larga e bassa. Ih qualche nido la parte 
centrale è formata di sottilissimi strati, vere laminette, restando solo una 
piccola regione più consistente attorno l'appartamento reale. La ragione 
di tale fatto è quella stessa da me manifestata a proposito del Microce- 
rotermes: cioè il nido di Eutermes non solo serve di abitazione, ma anche 
da magazzeno del nutrimento , nutrimento costituito di detriti vegetali, 
masticati , rigettati ed ammassati in forti strati, Il nido è in comunica- 



134 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



zione con il suolo per mezzo di una galleria coperta (Fig. 296) che può 
estendersi e ramificarsi, ovunque il Termite vuole recarsi a far bottino. 
Q,uest' Eutermes non solo si ciba di detriti vegetali, ma anche di stoffe, 
di carta, di legno secco, di cuoio e perciò invadendo le case è nelle re- 
gioni tropicali molto dannoso. 

I soldati di questa specie, come le segaenti di Eutermes, sono detti 
più specialmente nasuti: sono forniti di un lungo naso e di mandibole 




Fìg. 50. — Eutermes Rippertii : 
Camera reale, metà superiore e metà Inferiore viste di faccia (mm. 105). 



assai rudimentali ; attraverso il naso secernono una sostanza appiccica- 
ticcia. 

Se si fa una breccia in una parte qualunque del nido vediamo accor- 
rere frettolosi ad essa una quantità di nasuti, che si avanzano fin sui 
margini esterni sporgendo il loro naso, da cui pende fuori già una goccia 
di sostanza appiccicaticela. Se in tale breccia poniamo un insettuccio, i na- 
suti fanno a gara per avvicinarglisi e girano e rigirano il loro naso fin- 
ché qualcuno può riuscire a metterglielo nella bocca, che resta così im- 
piastrata di una sostanza gommosa. Il povero insetto ad un attacco tanto 
strano resta spaventato , comincia a capitombolare , e cerca nella fuga 



FILIPPO SILVESTRI 135 

uno scampo. Fatta la bi'eccia se stiamo osservando senza infastidire la 
truppa dei soldati , vediamo comparire operai con un po' di materiale 
in bocca per rimettersi a rattoppare il nido. 

Quando gli operai stanno fabbricando una galleria o stanno in e- 
scursione sono sempre accompagnati da nasuti , che si dispongono ai 
loro lati. 

I nasuti nella società di Eutermes sono più numerosi che i soldati nelle 
società degli altri generi di Termitidae. 

In moltissimi nidi trovai la coppia reale vera; in uno a Coxipò nello 
stesso appartamento reale due coppie reali vere. Quale la spiegazione 
di quest'ultimo fatto? Siccome le due coppie reali, per il loro uguale 
sviluppo devono avere avuto la stessa età, è probabile sia accaduto che 
dopo la sciamatura esse per caso si siano annidate in due punti molto 
prossimi fra di loro e che appena i nidi cominciarono ad essere fabbri- 
cati siano venuti a contatto e le giovani larve dell' uno si siano affra- 
tellate con quelle dell'altro. Quindi avrebbero continuato a considerarsi 
come fratelli tutti i discendenti ed avrebbero preso cura con uguale 
amore di ambedue le coppie, custodendole in uno stesso appartamento. 

Eutermes arenarius (Bates) 

Costruisce un nido conico elevato dal suolo 40-60 centimetri con un 
diametro alla base di 30-40- La consistenza esterna di tale nido è molto 
debole per uno spessore di circa 10 centimetri, va di poi divenendo sem- 
pre più forte fino al nucleo, che contiene l'appartamento reale. La parte 
esterna è composta di terra, specialmente arena, l'interna invece di de- 
triti vegetali preparati e disposti quasi come nell' Eutermes Rippertii. 
Le celle degli strati esterni sono ampie e separate da sottili strati, men- 
tre neir interno esse sono rare e riunite fra di loro da strette gallerie- 

Questa specie si nutre di detriti vegetali. 

Per i soldati vale quanto ho detto a proposito ([qW'E. Rippertii. 

Eutermes arenarius proximus Silv. 
e Eutermes arenarius pliiriarfciculatus Silv. 

Vale per queste sottospecie quanto ho riferito per la specie. 

Eutermes arenarius fulviceps Silv. 

Quest' Eutermes costruisce un nido conico , elevato dal suolo 20-50 
centimetri con una base proporzionata. Tale nido composto di terra nera 
vegetale è formato di piccole celle (Fig. 51) allungate, tortuose, irregola- 
rissime , separate fra di loro da strati abbastanza spessi. In mezzo al 
nido vengono perlopiù presi anche cespugli di erba. 



136 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



La coppia reale si trova in una camera larga , rotondeggiante, si- 
tuata verso la parte basale centrale del nido. 

Questa specie si nutre di erbe secche e di terra vegetale. 

La sciamatura avviene in Novembre-Dicembre. 

Vive in luoghi aperti, bassi, umidi. 

In molti nidi trovai la coppia reale vera, in alcuni femmine erga- 
toidi. 

Esperimenti. ^lii un nido Janet, dove vissero per alcuni giorni lar- 
ve, operai, nasuti e ninfe, potei osservare che gli operai e qualche grossa 




Fìg. 51. — Eutermes fulviceps : 
Pezzo di nido (mm 140). 



larva attendono ai lavori della colonia e puliscono gl'individui delle al- 
tre caste ed anche i compagni. Vidi operai prendere tra le mandibole 
una zampa di larva e passarla così dalla coscia all'estremità, altrettanto 
vidi fare da essi ai palpi. Sorpresi sovente operai, che davano da man- 
giare a larve , a nasuti e anche ad altri operai. Con frequenza trovai 
operai, che stavano mangiandosi un altro individuo. 



FILIPPO SILVESTRI 



137 



Eutermes diversimiles Silv. 

Vive sotterraneo specialmente sotto le pietre e sotto i tronchi d'al- 
bero nei boschi. Il suo nido è costituito di celle ampie scavate ed in 
parte costruite nel luogo da esso scelto. 

Si nutre di detriti veg-etali. 

La sciamatura avviene in Ottobre. 

Predilige luoghi asciutti. 

Questa specie quasi costantemente ha nasuti grandi e nasuti piccoli. 

Eutermes cypliergaster Silv. 

Costruisce il nido nei boschi asciutti ad un'altezza dal suolo di 1(1-25 
centimetri, raramente di 1 metro, poggiato generalmente fra due o tre 
arbusti, spesso attaccato al tronco di un albero , che , se piccolo , può 
anche esserne circondato completamente. 

La forma di tale nido è ovale o a pera con la parte più assotii- 




l^^ig. 52. Eutermes cuphergarter : 
Pezzo della parte periferica_del nido (mm. !20). 



gliata rivolta all'insù ; le sue dimensioni sono variabili giungendo molto 
raramente sino a 55 centimetri di altezza e 50 di diametro nel punto 
più largo. Tale nido è composto di terra , e risulta costituito da celle 



188 



TERMITIDI E TERMITOFILI 



ampie irregolari, ovali o allungate, separate da sottili strati e messe in 
comunicazione per mezzo di fori ovali o rotondi, variabili per dimen- 
sioni. Nella parte esterna del nido gli strati (Fig, 52), che separano le 
celle sono sottili, nell'interna (Fig. 53) spessi. Molte celle della parte 




A B 

Fìg. 53, Eutermes ci/pìiergaster : 

Pezzi di nido A della parte centrale, (rara. 120) ; B pure della parte centrale 

con gallerie ripiene di cibo (rara. 80). 

centrale (Fig. 53 B) sono riempite da una grossa pallottola di nutri- 
mento consistente in terra vegetale e detriti vegetali. 

Non ho trovato in questo nido un appartamento reale. 

Una galleria coperta mette in comunicazione il nido con il suolo. 

La sciamatura avviene in Ottobre. 

Eutermes heteropterus Silv. 



Vive in campi aperti asciutti costruendo un nido sul suolo alto an- 
che 40-50 centimetri con un diametro alla base di 40. Tale nido è com- 
posto di terra ed è quasi tanto fragile all'interno quanto all'esterno, per 
essere costituito di celle abbastanza ampie irregolari per forma e limitate 
da strati sottili. Non trovai un appartamento reale. 

Il nutrimento consiste in erbe secche tagliuzzate fino ad essere ri- 
dotte come segatura (Fig. 300), ed è accumulato nelle celle delle parte 
centrale del nido. 

Il nido di questa specie viene spesso occupato da altre specie di 
Termi tidi, che menano vita sotterranea. 



FILIPPO SILVESTRI 



139 



Eutermes microsoma Silv. 

Questa piccola specie scava le sue cellette e gallerie sotto terra , 
predilig-endo specialmente nidi di Cornitermes , dove occupa le parti 
esterne basali ed anche gli strati interposti alle gallerie. Vidi a Tacurù 
Pucìi che questa specie, avendo occupato delle celle di Cornitermes si- 
milis, le aveva divise in celle minori inalzandovi dei tramezzi. 

La sciamatura deve avvenire in Settembre-Ottobre. 

Non conosco la coppia reale vera. 

Anoplotermes pacìficus Fr. Mtill. 

II nido di questa specie è conico e si eleva generalmente dal suolo 
per un'altezza di 40-50 centimetri sopra una base di 30-40. É composto 





Fig. 54. — Anoplotermes paci ficus : 
Pezzo di nido (num. 150). 



di terra nera vegetale e risulta costituito di celle molto larghe, basse, 
irregolarissime, separate da grossi strati di terra e messe in comunica- 



140 



TERMITIDI E TERMITO^ILI 



zione per mezzo di gallerie più o meno strette. Talvolta le celle in un 
punto del nido si succedono in forma qnasi regolare, separate da strati 
paralleli (Fig. 54). 




JF'lg. 55, — Anoplotermes turricola , 
Nido intero. 



Questa specie si nutre di terra vegetale e predilige i campi aperti 
e umidi. 

Tutte le società di Anoplotermes sono sprovviste di soldati. 
> La sciamatura deve avvenire in Luglio-Ottobre. 



FILIPPO SILVESTRI 



141 



Anoploterraes turricola Silv. 

Nel Matto Grosso lungo il Rio Paraguay ed i suoi affluenti esistono 
terreni più o meno estesi, che nell' epoca delle pioggie vengono in parte 
inondati; quivi costruisce il suo nido (Fig. 55) V Anoplotermes turricola a 
forma di cono sottile alto fino a 3 metri con una base di 60-70 centimetri 
di diametro. Tale nido, composto tutto di terra vegetale, è costituito di 




/r, 



Fig. 56. Anoplotermes turricola. 
Pezzo di nido (num. 150). 



celle (Fig. 56) molto basse, ampie, irregolarissime, separate da strati 
di terra molto spessi e comunicanti per mezzo di strette gallerie. Non 
e' è altro nido alto, che contenga un minor numero di celle e gallerie. 

L' Anoplotermes si nutre di terra vegetale e perciò il suo nido gli 
serve di riparo e di nutrimento, quando non può cercar cibo in basso 
per la presenza dell' acqua. 

La coppia reale si trova in una cella orizzontale , piìi larga delle 
altre, tanto più che la regina è molto lunga. 

La sciamatura avviene in Settembre. 



142 TERMITIDI E TERMITOFILI 

Aiioplotermes teuebrosus (Hag-.) 
» cingulatus (Burm.) 

» morio (Latr.) 

» reconditus Silv. 

Queste specie hanno costumi simili : scavano gallerie sotterranee ad 
una profondità di 3-40 centimetri in direzioni varie. Le gallerie sono ampie 
e si restringono a intervalli irregolari lasciando anche un foro piccolis- 
simo, attraverso il quale può passare un solo individuo. Comunemente 
questi Anoplotermes e specialmente il tenebrosus , il morio ed il recon- 
ditus si trovano nelle parti basali periferiche di nidi alti di altri Ter- 
mitidi ed anche in parti centrali di essi, abbandonate dal legittimo pro- 
prietario. Sotto le pietre, sotto i tronchi d' albero e sotto lo sterco di 
mammiferi si incontrano assai spesso Anoplotermes. 

Essi si nutrono di terra vegetale e di erbe secche, che tagliano in 
pezzetti di circa 1 mm. di lunghezza ed accumulano in varie parti delle 
gallerie ; 1' Anoplotermes reconditus si nutre solo di erbe secche e di de- 
triti vegetali (Fig. 297). 

Dell'ai, reconditus non ho raccolto la coppia reale, non posso perciò 
asserire che non possegga un appartamento proprio , come posso farlo 
per le altre specie. 

La sciamatura avviene in Agosto-Dicembre. 

Il 10 Settembre 1900 a Coxipò osservai verso le ore 16 una sciama- 
tura di A. reconditus, mentre cadeva una leggiera pioggia. Attorno ad 
un buco di 1 centimetro di diametro, aperto sul suolo presso il bosco, 
erano sparpagliati una quindicina di operai, dei quali alcuni si aggira- 
vano in varie direzioni ed altri stavano fermi facendo il solito movi- 
mento di intesa. Da tale buco uscivano di quando in quando due o tre 
alati, che fatti pochi passi volavano via. Una ninfa pure fece capolino 
dal buco e poi si ritirò. Molestai gli operai ; allora essi si ritirarono fe- 
cero cessare la sciamatura e cominciarono subito a chiudere il buco. 

A circa 10 metri di distanza da tale buco se ne apriva un'altro sul 
suolo, da cui uscivano alati custoditi da tre a cinque operai. 



FILIPPO SILVESTRI 143 



Biologia 

Costìtnzione della società dei Termitidi 

I Termitidi sono insetti, che vivono in società, costituite di un nu- 
mero più o meno grande di individui. Questi non si sviluppano tutti 
ugualmente e nella stessa forma , ma acquistano caratteri ben diversi, 
secondo l'ufficio, che devono adempiere nella colonia. Abbiamo perciò 
che la società dei Termitidi è costituita da caste, che primitivamente e 
fondamentalmente sono due, poi tre, ed inlìne secondariamente possono 
diventare quattro e due. 

Nei Calotermini troviamo appunto duo caste: alati e soldati; nella 
maggior parte dei Termitini tre: alati, soldati, operai; nel genere Ter- 
mes s. str. quattro : alati , soldati e due di operai ; nel genere Anoplo- 
termes due: alati ed operai. Oltre a queste caste di forme adulte o de- 
finitive troviamo in ogni società sempre maschi e femmine sessualmente 
maturi, e larve e ninfe a varii stadii di sviluppo secondo le epoche. 

Per i caratteri delle varie forme rimando alla parte sistematica e 
specialmente alla descrizione del Calotermes rugosus. Qui dirò che le mie 
osservazioni sui Termitidi sud-americani concordano pienamente con quan- 
to esposero Grassi e Sandias per il Calotermes ftavicollis e Termes luci- 
fugus: che cioè le larve neonate sono tutte uguali fra loro e che comin- 
ciano a differenziarsi con l'andare innanzi nello sviluppo in larve di sol- 
dati, di operai ( se Termitini ) e di ninfe. Le larve di queste si distin- 
guono da quelle di soldati ed operai por la testa un poco più piccola e 
per l'addome un poco più allungato e meno convesso. Tali larve, se le 
condizioni della colonia si mantengono uguali, giungono tutte a diven- 
tare individui definitivi , appartenenti alla casta, alla quale furono de- 
stinati fin da principio con un particolare nutrimento. Se invece la co- 
lonia si trova ad aver bisogno di un numero maggiore di soldati oppure 
di individui , che diventino sessualmente maturi , dovrà provvederseli 
dagli individui esistenti nel nido; quindi dovremo avere teoricamente 
individui sessuati , derivati da operai, da soldati , da ninfe di tutte le 
età, e da alati non sciamati , e soldati derivati da larve di ogni età e 
da ninfe. Gli operai costituiscono sempre la maggior parte della popo- 
lazione di una colonia e non accade mai derivino da ninfe, ma. tutto al 
più da larve giovani. Le collezioni da me fatte hanno dimostrato che 
realmente possono diventare maturi anche gli operai oltre le ninfe con 



144 TERMITIDI E TERMITOFILI 

appendici di ali più o meno lunghe. Fino ad oggi non si conoscono sol- 
dati diventati sessualmente maturi, però sono noti soldati-ninfe, cioè sol- 
dati con appendici di ali, come io stesso ho riscontrato nel Calotermes 
rugosus; anzi il prof. Grassi trovò in un soldato-ninfa di Termes lucifu- 
gus tubi varici bene sviluppati. 

Differenze dì forma fra le Tarie caste 

Le varie caste dei Termitidi sono diverse fra di loro non solo per 
forma, ma anche per età di sviluppo, vale a dire che la forma defini- 
tiva di operaio e soldato non è una forma di adulto, come quella del- 
l'alato, ma una forma larvale, che è stata arrestata per effetto di una 
nutrizione speciale ad un certo momento del suo sviluppo e che ha ac- 
quistato alcuni peculiari caratteri. In ciò le caste dei Termitidi diver- 
sificano molto da quelle delle api e delle formiche, dove le varie forme 
di operai e soldati sono già individui adulti. 

Havvi operai e soldati d'ambo i sessi', però comunemente restano 
infecondi, e solo agli alati resta di regola l'ufficio di propagare la specie. 

Gli alati allo stato adulto prima di abbandonare il nido sono tutti 
provvisti di grandi occhi composti emisferici, spesso anche di ocelli, e 
di antenne aventi il numero di articoli massimo caratteristico della specie. 

I soldati dei Tcrmitini non hanno mai ali ; al massimo ne presen- 
tano accenni più o meno lunghi , quando derivano da ninfe; quelli dei 
Calotermes però presentano quasi costantemente rudimenti di ali, e ciò 
perchè appartenenti ad un genere filogeneticamente antico, in cui i sol- 
dati ricordano ancora con alcuni caratteri la loro origine. Per la stessa 
ragione i soldati di Calotermes sono provvisti di piccoli occhi, non spor- 
genti e poco pigraentati, mentre ne sor.o privi i soldati di quasi tutti i 
Termitini. Il numero degli articoli delle antenne è generalmente uguale 
o inferiore di uno a quello delle antenne degli alati, purché non si tratti 
di larve accel eratamente fatte diventare soldati, che in questo caso pos- 
siamo avere soldati anche con antenne di soli 11 articoli nei Calotermes 
e di 12 nei Termitini. Il capo dei soldati è sempre molto grande , più 
grande di quello degli alati e degli operai, armato di mandibole molto 
sviluppate e adatte a varie sorta di difesa secondo la loro varia forma 
nelle diverse specie. Soltanto le mandibole dei soldati del genere Euter- 
mes, che hanno riposto tutta la loro forza nel naso, sono ridotte a pic- 
coli rudimenti. Il labbro dei soldati è in genere molto più sviluppato 
di quello degli alati ed acquista forme molto diverse secondo le specie. 
Il loro torace è più stretto. L'addome è meno sviluppato che nell'alato 
ed ha una forma uguale tanto nei maschi che nelle femmine. 



FILIPPO SILVESTRI 145 

Per ogni specie si ha una sola forma di soldati, che però possono 
essere nella stessa colonia grandi e piccoli , ed in tal caso si differen- 
ziano fra di loro, oltre che per le dimensioni , per la forma del capo, 
delle mandibole e per il numero degli articoli delle antenne. La stessa 
specie può avere soldati solamente grandi o solamente piccoli. Quest'ul- 
timo caso avviene costantemente in tutte le colonie giovani , perchè a- 
vendo esse bisogno di difensori sono costrette elevare a tal grado nel 
minor tempo possibile le sole larve, che hanno a loro disposizione, con 
undici dodici articoli alle antenne. 

Gli operai hanno una testa rotondeggiante, provvista di mandi- 
bole costruite sullo stesso tipo di quelle degli alati, ma con denti più 
corti. In tutti gli operai, almeno in quelli delle specie da me osservate, 
mancano gli occhi e gli ocelli; le antenne hanno un numero di articoli 
uguale o inferiore di uno a quello dei soldati. Nel solo genere J^J^fermes 
i soldati sono più piccoli degli operai ed hanno antenne con un articolo in 
meno di quelle degli operai. Il torace degli operai è sempre sprovvisto 
di ali ed è pressoché uguale a quello dei soldati; l'addome invece ò più 
rigontio. In ciascuna colonia di Termitini esiste una sola sorta di ope- 
rai, eccettuato il genere Termes s. str., il quale ha due specie di ope- 
rai, una delle quali è più grande, ha il capo più grosso e possiede spesso 
un articolo di più alle antenne, 

Indiyidai sossnalmente matari. 

In una colonia di Termitidi si trova di regola una sola coppia di 
individui sessualmente maturi : una femmina ed un maschio, discendenti 
da alati, che nell'epoca della sciamatura, abbandonato il nido paterno, 
a caso s' incontrarono e si sposarono per fondare una nuova colonia. 
Questi due individui , femmina e maschio , portano rispettivamente il 
nome di regina e re. 

Quando esiste in un nido la coppia reale vera , non vi si trovano 
altri individui sessualmente maturi, come mi consta per l'esame di cen- 
tinaia di nidi appartenenti a molte specie. 

In un solo nido di Eutermes Rippertii trovai nella camera reale due 
coppie reali vere. 

Nei Calotermitini la regina è appena più grande del re, mentre nei 
Termitini essa diventa di dimensioni enormi , straordinariamente mag- 
giori di quelle del re, a causa della immensa quantità di uova, che si 
sviluppano e devono essere contenute fino a maturità nell' addome, le 
cui membrane intersegmentali perciò si distendono grandemente. 

10 



146 TERMITIDI E TERMITOFILI 

Accade alle volte che la coppia reale vera per malore naturale o 
per Tina causa esterna qualsiasi viene a morire ed in tal caso, per ri- 
parare alle perdite naturali ed accidentali e per cooperare alla perpe- 
tuazione della specie, la colonia si provvede di individui sessualmente 
maturi fabbricandoseli per mezzo di un cibo speciale con gli individui, 
che ha a sua disposizione e che quindi secondo le epoche potrebbero 
essere alati, ninfe, operai e soldati. Tali individui si chiamano reali di 
sostituzione. Dalle mie raccolte è rimasto accertato che realmente in na- 
tura accade così, eccezione fatta per i soldati, che coesistendo sempre 
con altre forme, forse solo rarissimamente vengono nutriti per diven- 
tare sessualmente maturi. 

1. Individui reali di sostituzione derivati da alati. Si distinguono 
da quelli reali veri per il colore piìi pallido e per le dimensioni un poco 
più piccoli, per quanto anche fra di essi le femmine assumano dimen- 
sioni spesso molto piìi grandi di quelle dei maschi. Le ali sono perlopiù 
strappate dalla squama o irregolarmente poco lungi da essa. Questi alati, 
che chiamerò ginecoidi furono da me trovati nel Corniternes ctimulans 
e nel Mirotermes saltans , nel primo in un numero di 9 femmine ed 
1 maschio , nel secondo di 11 femmine. 

2. Individui reali di sostituzione derivati da ninfe. Possono essere 
derivati da ninfe di età molto differenti e quindi con abbozzo di ali 
più meno lunghe, generalmente però derivano da ninfe con abbozzo 
di ali breve. Queste ninfe ginecoidi (ninfe della seconda forma come 
le chiamava il Lespés) si distinguono dalle ninfe coetanee, che si tra- 
sformeranno in alati, per il colore più scuro e per le antenne ad arti- 
coli tutti pelosi. 

Esse hanno sempre un numero di articoli alle entenne uguale a quello 
degli alati, gli occhi neri e completamente sviluppati. Le loro dimen- 
sioni sono poco maggiori a quelle degli alati, eccettuate le femmine con 
uove mature, che spesso sono alquanto più grandi degli alati. Di tali 
individui reali di sostituzione in un nido può esistere un numero va- 
riabile da 20 a più di un centinaio. Ogni maschio ha a sua disposizione 
cinque e più femmine, soltanto in un nido di Hamitermes hamifer per 126 
femmine trovai 113 maschi. 

3. Individui reali di sostituzione derivati da operai. Ne esistono 
due specie : a) individui ergatoidi, che hanno un numero di articoli alle 
antenne uguale a quello degli operai, occhi non sporgenti , accennati 
solo da un pò di pigmento e brevi appendici d' ali ; b) operai ginecoidi, 
appena diiferenti dagli operai per un colore più scuro e per la forma 
del settimo sternite nella J . Gli individui reali ergatoidi furono da me 
trovati in tre nidi di Eutermes arenarius fulviceps : in uno 3 ed in un 



FILIPPO SILVESTRI 147 

altro 1 ?, in un terzo 2 9 con un re vero. Questi veng'ono dame con- 
siderati come operai per la forma delle antenne specialmente. I piccoli 
occhi pigmentati e le appendici di ali si sarebbero sviluppati seconda- 
riamente con Io svilupparsi degli organi g-enitali. Gli operai ginecoidi 
furono trovati solamente una volta in un nido di Microcerotermes ed 
erano 40 femmine ed 8 maschi. 



Per i reali di sostituzione non ho mai trovato un appartamento spe- 
ciale e ciò corrobora 1' opinione che la cella reale delle specie, che ne 
sono provviste, viene solo costruita non per protegg-ervi ed assistervi 
meglio la coppia reale, ma solo per avere un luogo capace della regina. 



Gli individui reali di sostituzione si trovano abbastanza frequente- 
mente nelle colonie di specie, che fabbricano un nido basso sopra il 
terreno , mentre debbono essere molto rari (non avendone io raccolto) 
in quei nidi, che per essere sotterranei o molto resistenti, difficilmente 
vengono distrutti e con la loro distruzione uccisa la coppia reale vera. 



Tra le specie di Termitini del Sud America non ne ho mai osser- 
vata alcuna, che possedesse sempre o quasti soltanto individui reali di 
sostituzione, però consta per le lunghe ricerche del Prof. Grassi in Si- 
cilia e per quelle dello stesso e mie nel Lazio che le colonie di Termes 
lucifugus di qualche anno di età hanno sempre un certo numero di in- 
dividui reali di sostituzione , mentre sono sprovviste di coppia reale 
vera. La ragione di questo fatto non si deve ricercare in una mortalità 
naturale o violenta della coppia reale vera per un lungo succedersi di 
generazioni, ma nelle condizioni del clima. 

Infatti nelle regioni tropicali la deposizione delle uova di Termitini 
avviene durante tutto V anno e V accrescimento della regina può durare 
continuo per molti anni in modo da renderla straordinariamente grande 
in confronto ad un alato e sommamente prolifica; invece nelle regioni tem- 
perate al sopravvenire del freddo cessa la deposizione delle uova ed an- 
che r accrescimento della regina diviene stentato, di modo che essa non 
potendo diventare molto più grande di un alato e potendo solo dare un 
numero abbastanza limitato di uova potrebbe essere madre di una co- 
lonia molto piccola. Il Termes lucifugus però come gli altri Termitini, 
ha V istinto di vivere in grandi società ed è riuscito vittorioso sul cli- 
ma sfavorevole, fabbricandosi ogni anno molti individui reali di sosti- 
tuzione , che nel corto periodo di tempo di una estate possono per il 



148 TERMITIDI E TERMITOFILI 

loro numero deporre tante uova quante ne depone una sola ed enorme 
regina in un anno. Con tale interpetrazione, che fino ad oggi non è cor- 
roborata da alcun fatto, ma che mi sembra abbastanza plausibile, s'in- 
tenderebbe anche 1' ufficio degli alati di Termes lucifugus, che io credo 
anche in natura, come accadde in uno esperimento fatto dal Grassi e ri- 
petuto più tardi dal Perez, sarebbero destinati a fondare nuove colonie, 
dove presto e sempre verrebbero sostituiti poi da altri individui, deri- 
vati specialmente da ninfe con breve abbozzo di ali. 



Eiassumendo possiamo dire: ogni colonia della maggior parte di specie 
dei Termitidi è provvista di una coppia reale vera o di un certo numero 
di individui reali di sostituzione^ derivati da alati, da ninfe, da operai 
e forse qualche volta da soldati. La colonia del Termes lucifugus è prov- 
vista di coppia reale vera forse solo nel primo anno della sua esistenza, 
piii tardi solamente di individui reali di sostituzione. 



Nnmeri degli individai di ana colonia 
e proporzione tra le varie caste 

Le colonie di Calotermes, già fondate da alcuni anni comprendono 
un numero di individui, che approssimativamente può calcolarsi di 200 
a 500. 

Invece le colonie dei Termitini sono sempre rappresentate da una 
quantità immensa di individui, il cui numero supera anche di parecchie 
volte il migliaio. Va fatta eccezione per la colonia del Mirotermes fur, 
che per il suo parassitismo è poco numerosa , forse non è composta 
mai da più di 400 individui. 

Calcolare con esattezza la proporzione delle varie caste sarebbe un 
lavoro molto lungo e abbastanza difficile; solo in linea generale si può 
dire che gli alati, che si sviluppano ogni anno da una colonia di Ter- 
mitini, sono qalche migliaio, che la maggior parte della popolazione è 
costituita dagli operai, e che il numero dei soldati è da 10-80 volte mi- 
nore di quello degli operai. Ho cercato di stabilire la proporzione di 
operai e soldati e approssimativamente credo che possa stabilirsi il se- 
guente rapporto: Calotermes 1: 10, Termes molestus 1: 10, Eutermes 1: 15^ 
Cornitermes 1:20^ Armitermes 1:50, Microcerotermes 1:50, Capriterm,es 
e Mirotermes 1: 80. 



FILIPPO SILVESTRI 149 

Durata della yita 

Quanto tempo sia capace di vivere im Termitide si potrebbe deter- 
minare solo con esperimenti, che fino ad ora non sono stati fatti, credo. 
Però dalla grandezza, che può raggiungere una regina in confronto a 
quella di un alato, possiamo ritenere che essa possa vivere anche una 
diecina d' anni, ed altrettanto possa avvenire degli individui delle al- 
tre caste. 

Io ho tenuto vivi alcuni Calotermes, in condizioni anche poco favo- 
revoli, per due anni. 

Sciamatura e foudazione di una nuova colonia 

Gli alati raggiunto il loro massimo sviluppo non restano mai nel 
nido paterno, ma 1' abbandonano insieme in epoche ed in ore conve- 
nienti, cioè, come suol dirsi, sciamano. 

La sciamatura a secondo le specie avviene di giorno o di notte, 
durante bel tempo o durante pioggia. Quali criterii hanno guidato le 
varie specie a scegliere un'ora piuttosto che un' altra, a preferire la piog- 
gia al sole ? Io credo che primitivamente tutti i Termitini sciamassero di 
giorno con bel tempo , ma che poi alcune specie divenute conscie dei 
pericoli a cui andavano soggette , abbiano scelto la notte o un tempo 
piovoso per sfuggire in maggior numero ai nemici, e specialmente agli 
uccelli. 

L' epoca della sciamatura varia col clima e si potrà solo preci- 
sare con molte osservazioni fatte nelle varie regioni. Nel Matto Grosso 
sembra che quasi tutte le specie sciamino dall' Agosto all' Ottobre, nelle 
regioni temperate al principio dell' estate ed anche fino all' autunno. 

Ciò che avviene nell' interno del nido pochi momenti prima della 
sciamatura ci è ignoto, però molto verosimilmente vi sarà un grande 
andirivieni di operai, che danno un' ultima pulitura agli alati ed ordinano 
ai soldati di esser pronti alla difesa, mentre altri di essi attenderanno 
a preparare il cammino, per il quale devono uscire dal nido gli alati. 
Quando è aperta la breccia, che mette in comunicazione il nido con 
r esterno, possiamo osservare tutto quanto avviene. Un operaio, mentre 
altri gli fanno ressa dietro, fa capolino, tasta attorno il terreno e tro- 
vatolo sgombro, esce, s' avanza, s' aggira e torna all' apertura ad av- 
visare che nessun pericolo esiste. Ed ecco subito alcuni operai , ac- 
compagnati da qualche soldato, che si sparpagliano attorno al buco ; 
uno di essi ritorna ancora nell' interno forse a dare 1' ultimo avviso 
che r uscita è libera e protetta. Allora fanno subito capolino alcuni a- 



1 50 TERMITIDI E TERMITOFILI 

lati^ che camminano pochi centimetri e poi si levano a volo, gravi gravi 
si allontanano disperdendosi ovunque. In tal guisa continua per qualche 
mezz'ora e più. Se però si infastidisce un operaio o un soldato , deve 
essere emesso un grido di allarme , perchè subito tutto il corpo di 
guardia si ritira e la sciamatura cessa, per ricominciare solo quando 
ad essi sembra scomparso ogni pericolo. 

Da uno stesso nido sciamano con qualche intervallo i maschi dalle 
femmine. 

Questi alati, che hanno sciamato, ad una distanza più o meno grande 
dal nido ricadono al suolo e si liberano delle lunghe ali, che sarebbero 
loro di impaccio. Quivi si incontrano maschi e femmine, che a coppie 
cominciano ad aggirarsi per trovare un luogo opportuno, dove annidarsi 
e fondare una nuova colonia. L'aggirarsi di coppie di alati dopo la scia- 
matura è conosciuto anche sotto il nome di passeggiata d' amore dei 
Termitidi. In tale passeggio la femmina va innanzi ed è seguita imme- 
diatamente dal maschio, che anzi la tocca con i palpi. Se viene fermato 
il maschio la femmina s'arresta, se viene allontanato uno di essi si cer- 
cano reciprocamente e non tardano a ricongiungersi ed a disporsi l'uno 
dietro l'altro per ricominciare il loro cammino verso dove amore li so- 
spinge. 

Ogni coppia, scampata dalla persecuzione dei nemici, dà origine ad 
una nuova colonia come si è constatato per i Calotermitini e come deve 
avvenire pure per i Termitini, quantunque non si siano ancora trovati 
nidinì naturali con piccola regina, re e pochi operai e soldati. Pensare 
però che nei Termitini possa avvenire la fondazione di una nuova co- 
lonia per mezzo di una quantità di operai e soldati, che lasciato un nido, 
cercherebbero una coppia reale , a me sembra assolutamente improba- 
bile, poiché tali emigrazioni di operai e soldati non sarebbero sfuggite 
all'osservazione ed inoltre perchè l'esperimento del Grassi e quello del 
Perez dimostrano come una coppia reale di Termes lucifugus può in 
cattività fondare una colonia. 

La sciamatura dei Termitidi è completamente differente da quella 
delle api , dove una femmina è seguita da molte operaie ed è invece 
simile a quella delle formiche. In queste però la femmina vola per l'aria 
insieme al maschio, mentre nei Termitidi lo sposalizio avviene sul suolo 
sugli alberi; di più il maschio delle formiche muore quando ha com- 
piuto il suo dovere riempendo di sperma il ricettacolo della femmina , 
mentre il re dei Termitidi può vivere tanto quanto la regina e sempre 
al suo fianco. 

Nei termitidi avviene una vera e propria copula ? Secondo osserva- 
zioni del Grassi ciò accadrebbe nei Calotermitini ; per i Termitini non 



FILIPPO SILVESTRI 151 

esiste alcuna osservazione in proposito , però data la forma di una re- 
fi'ina vera e quella di un re, si può escludere a priori che essa avvenga. 
Credo che il re si avvicini con rapertura genitale a quelhi della fem- 
mina e versi il suo sperma sopra le uova di mano in mano che ven- 
gono emesse dalla regina. Ciò spiegherebbe anche la continua vicinanza 
dei due coniugi non dovuta certo a molto tenerezza del maschio per la 
femmina, poiché quello scappa ben frettoloso in caso di pericolo , la- 
sciando pure la compagna di alcuni anni cader vittima del dovere dentro 
un appartamento, che non ha porta capace di essa. 

Attitudini delle varie caste 

La coppia reale vera e gli individui reali di sostituzione hanno un 
solo ufficio da adempiere nella società dei Termitidi : quello di deporre 
uova. Solo nei primordii della colonia essi debbono provvedere da se 
stessi a scavarsi o fabl^ricarsi un nido, a proteggere e nutrire la gio- 
vane prole. Ciò che indica che anch'essi sono capaci di fare quello, che 
pili tardi è riserbato solo agli operai. Dal momento in cui in una co- 
lonia esistono operai, la coppia reale nei Termitini non lavora più af- 
fatto, essa pensa solo alla prolificazione , nei Calotermitini può ancora 
prender parte ai lavori della colonia. 

Gli operai scavano o fabbricano i nidi , provvedono al trasporto 
delle uova e delle giovani larve nelle parti del nido ad esse convenienti, 
nutriscono le larve, i soldati e gli individui reali, procurano il cibo per 
tutta la colonia, puliscono individui reali, soldati, larve ed altri operai. 
Fra gli operai delle varie specie di Termitidi, quando la loro forma è 
in tutti uguale, è diffìcile determinare se ci sia una divisione di lavoro, 
però nel genere Ternies, dove esistono operai grandi e piccoli, sappiamo 
che i primi sono destinati al servizio esterno (a procurare pezzi di fo- 
glie ed erbe), ed i secondi al servizio interno. 

I soldati sono incaricati della difesa ed a tal uopo sono forniti di 
mezzi atti a compierla. In alcune specie essi hanno forti e taglienti 
mandibole, con le quali possono recar danno più o meno grave ad altri 
insetti che penetrassero nel nido ; in altre specie sono forniti nella parte 
anteriore del capo di un tubo, più o meno lungo, aperto, attraverso il 
quale gettano fuori il liquido vischioso di una gianduia , situata nella 
cavità cefalica ; in altre specie sono provvisti di tubo frontale e di man- 
dibole ben sviluppate, in altre infine manca il tubo frontale, e le man- 
dibole non sono atte all'offesa, ma ad emettere un forte suono e a far sal- 
tare in dietro il soldato. In quest'ultimo caso il soldato è diventato una 
sentinella avanzata, che appena scorto un pericolo , ne dà avviso alla 



152 TERMITIDI E TERMITOFILI 

colonia e nello stesso tempo si pone in salvo esso stesso saltando in 
dietro, operazione, che viena fatta serrando rapidamente le lunghe man- 
dibole poggiate al suolo. Ho detto sopra che nelle varie specie il nu- 
mero dei soldati sta in proporzione variabile al numero degli operai e 
ciò è in rapporto alla varia sorta di difesa, di cui sono incaricati. In- 
fatti quei generi, nei quali i soldati sono semplicemente avvisatori, ne 
hanno un numero molto esiguo. 

Nei Calotermitini le grosse larve e le ninfe giovani funzionano da 
operai, e negli stessi Grassi ha visto soldati trasportare sulle mandibo- 
le larve. 

Nei Termitini appena le grosse larve possono partecipare ai lavori 
della colonia; non ho mai visto soldati o ninfe attendere a qualche la- 
voro, proprio degli operai. 

Di alcnni costami 

I Termitidi non accettano nel proprio nido in nessun caso indivi- 
dui di altre specie , né quelli della stessa specie appartenenti ad altri 
nidi. 

Non ho mai osservato convivenza di due specie di Termitidi nelle 
stesse gallerie. 

È molto frequente il caso in cui un nido, costruito sopra il suolo , 
o qualunque altro cumulo di terra sia abitato da varie specie ; ciò av- 
viene per semplice accidente. 

Secondo le mie osservazioni solo il Mirotermes fur può essere chia- 
mato parassita , perchè non solo vive sempre nella casa dell' Eutermes 
cyphergaster , ma si nutre anche a spese del materiale immagazzinato 
da tale specie. 

In molte specie di Termitidi sono stati osservati Termitofili ; intorno 
a quelli da me raccolti rimando alla seconda parte di questo lavoro. 

Nei Calotermitini tutti gli individui della colonia possono produrre un 
suono speciale, che noi riteniamo mezzo di intendersi: linguaggio. Tale 
suono viene prodotto quando 1' animale poggiato fermo al suolo sulle 
zampe si scuote fortemente dall' indietro all'innanzi ed un po' dall'alto 
al basso. Tali scuotimenti possono essere più o meno rapidi, più o meno 
ripetuti, cosicché possiamo ritenere che il loro significato è anche diverso. 

Nei Termitini oltre questo linguaggio comune a tutti gli individui 
della colonia, i soldati possono produrre un suono particolare sfregando 
la parte posteriore del capo con il margine anteriore del pronoto op- 
pure serrando le mandibole. Tale suono viene pure prodotto con varia 
forza e con diverso intervallo, cosicché possiamo ritenere, che serve a 



FILIPPO SILVESTRI 1 Mo 

fare comunicazioni varie alla colonia. Nei frammenti biogratìei iio in 
dicato alcuni di tali suoni in varie specie. 

Per la percezione di tale ling-uaggio i Termitidi sono provvisti di un 
organo speciale, situato nelle tibie. 

Le uova e le giovani larve vengono trasportate in varie parti del 
nido a secondo della temperatura. 

Le larve vengono pulite e nutrite. 

La regina dei Termitini è fatta oggetto di molte carezze e gentilezze 
da parte degli operai , che le stanno sempre numerosi attorno pali)an- 
dola, pulendola e prestandole tutte le cure necessarie. 

Anche i soldati vengono puliti e nutriti. 

Gli operai si puliscono fra di loro. 



Un costume, che sembra in sulla prime feroce, è quello di divorare 
altri membri della stessa società ; però con attento esame degli indivi- 
dui sottoposti a macello possiamo stabilire, che tale distruzione è riser- 
bata agli individui reali superflui, agli individui malaticci ed in parte 
mutilati, alle larve quando un aumento della colonia è stimato dannoso 
per insufficienza di nutrimento. Per quest' ultima causa verranno forse 
mangiati in una colonia anche gli individui che prima mostrano segni 
di deperimento. 

Natrizione 

Il nutrimento dei Termitidi varia secondo le specie: può consistere 
in legno secco , terra vegetale nera , sterco ed in qualunque sostanza 
proveniente dal regno animale o vegetale. 

Le specie del genere Termes si nutrono di micelio di funghi che 
fanno sviluppare su foglie di erbe, da essi accumulate nei propri nidi. 
Oltreché di tali materiali primi il cibo dei Termitidi consta di saliva , 
vomito e feccia di compagni, sostanze le due prime somministrate, co- 
me risultò dalle esperienze di Grassi e Sandias, in quantità diversa se- 
condo la casta cui appartengono gli individui nutriti, e l'età che hanno, 
mentre la feccia può essere mangiata da tutti gli individui adulti. 

La quantità di saliva , somministrata agli individui non adulti, è , 
secondo i citati autori , quella che determina la loro trasformazione in 
individui reali di sostituzione. Dalla quantità e qualità del cibo dipende 
pure la trasformazione delle larve indifferenti in larve di operai, di sol- 
dati di alati. 



154 TERMITIDI E TEBMITOFILI 

Orìgine delle varie caste 

Abbiamo visto che le uova delle Termiti sono tutte uguali fra di 
loro e che da esse, a volontà degli operai, per mezzo di una speciale nu- 
trizione si possono sviluppare o individui alati o operai o soldati, quindi 
Tidioplasma di ciascun uovo sotto lo stimolo di un cibo diverso è capace 
di reagire diversamente : di far sviluppare alcuni caratteri somatici ed 
altri arrestarne. Ciò è ormai un fatto accertato per tutti gli insetti so- 
ciali e non si può intorno ad esso sollevare dubbio di sorta. 

La questione sta nel come l' idioplasma di un uovo di Termitide 
possiede anche i germi dei caratteri di operai e soldati una volta che 
esso è generato da individui sessuati con alcuni caratteri affatto diversi 
da quelli degli operai e soldati, che sono sterili. 

Darwin, nel suo memorabile lavoro : Origin of the species, tratta a 
lungo tale problema ed in sulle prime ne fa vedere la difficoltà che pre- 
senta per l'attuazione della sua teoria della selezione, difficoltà però che 
egli sormonta applicando tale principio non solo all'indivìduo, ma anche 
alla colonia. Egli dice che se era utile per la specie l'esistenza di for- 
me sterili con certi caratteri, la selezione avrà fatto sopravvivere e pro- 
sperare quelle colonie , che avevano un maschio ed una femmina piìi 
capaci di dare origine a tali forme, e cosi di generazione in generazio- 
ne si sarebbe potuto giungere alla mirabile differenziazione di forme e 
di abitudini^ quali presentano gli individui delle varie caste nella società 
delle formiche ecc. Aggiunge che in realtà l'esistenza di specie animali, 
presso le quali si hanno, oltre maschio e femmina, caste sterili con ca- 
ratteri ben distinti dalle forme sessuate, è uno dei fatti più belli in fa- 
vore della teorìa della selezione naturale , e conclude che era meravi- 
gliato come nessuno ancora avesse profittato di tali fatti per combattere 
la teoria della ereditarietà, quale era stata enunciata dal Lamarck. 

I Neo-Darwinisti con a capo Weismann si valgono dell'esistenza di 
tali caste neutre negli insetti sociali per negare in modo assoluto la 
trasmissione di caratteri acquisiti e decantare 1' onnipotenza della se- 
lezione. 

A questi partigiani della cernita naturale come unico fattore delle 
varie caste Spencer oppone 1' ipotesi, nella quale ammette come forme 
primitive non già quelle oggi sessuate, ma altre simili ai soldati, onde 
questi dovrebbero oggi considerarsi come prodotti dell' atavismo. Però 
a me sembra affatto insostenibile questa ipotesi , poiché né la paleon- 
tologia ci ha fatto conoscere specie di neurotteri solitarii con caratteri 
di soldati attuali, nò nelle famiglie di neurotteri viventi, più vicini ai 
Termitidi, troviamo specie alcuna che ricorda una forma di soldato; anzi 



FILIPPO SILVESTRI 1 .").'> 

in essi tutte le specie sono simili ng-li individui generanti dei Tenniti- 
di. Perciò abbiamo ogni ragione di ritenere per forma primitiva quella 
ancora oggi sempre generante. Inoltre anche ammettendo l'ipotesi dello 
Spencer , con essa si sarebbe potuto spiegare la presenza di una sola 
casta neutra e giammai anche quella di due o di tre , senza ricordar 
nemmeno che i soldati di tutte le specie di termitidi sono inabili a nu- 
trirsi ! 

Grassi fondandosi sul fatto che nelle api le operaie , le cui larve 

siano state nutrite con un cibo speciale (pappa reale), sono capaci di de- 
porre uova partenogenetiche, danti cioè origine solo a maschi, sostenne 
che in tal guisa poteva spiegarsi anche l'ereditarietà degli istinti delle 
operaie , poiché ai maschi sarebbero trasmessi caratteri delle operaie , 
caratteri che i maschi alla lor volta trasmetterebbero alla prole operaia 
derivata da regina. 

Per vedere se era possibile una spiegazione simile per l'origine delle 
caste dei Termitidi, lo stesso studiò come si formavano gli operai ed i 
soldati nelle società di Caloterm.es flavicoUis e Tervies lucifugus trovando 
che anche qui è il nutrimento, che decide della sorte, che toccherà alle 
giovani larve. Però come si è potuto giungere alla notevole differenza 
che si riscontra tra le varie caste dei Termitidi ? Egli con lo studio delle 
specie suddette non potè trovare dei fatti in appoggio della teoria, che 
pur lo seduceva, che dovesse cioè di quando in quando accadere che 
operai e soldati giungessero a maturità e cosi i loro caratteri potessero 
rientrare a lasciare la loro orma nel plasma germinativo delle genera- 
zioni future. Nella prima edizione della sua splendida monografia egli 
lascia insoluta tale questione dicendo: « né il confronto istituito da Dar- 
win, né il fatto delle operaie ovificatrici nelle api, c'insegnano come si 
siano sviluppati gli operai, i soldati e gl'individui neotenici ». Però nel- 
l'edizione inglese di tale lavoro (Quart. Journ. Micr. Se. XL, p. 32) così 
si esprime: « ultimamente ho cambiato opinione, avendo osservato una 
ninfa-soldato di Termes lucifugus con tubi ovarici ben sviluppati, e ri- 
torno alla supposizione che i fenomeni di ereditarietà nelle caste sterili 
si possono interpetrare, come ho fatto per le api, con l'eccezionale esi- 
stenza di operai e soldati capaci di ovificare ». 

A Grassi si poteva giustamente obbiettare che non bastava un caso 
solo (che si sarebbe potuto ascrivere anche a mostruosità) per rendere 
accettabile la sua supposizione , però ora che da me sono stati trovati 
in un nido di Microcerotermes StruncMi ben 48 operai, dei quali 40 fem- 
mine ed 8 maschi con gli organi genitali , già molto sviluppati , tanto 
sviluppati , quanto quelli degli alati, resta l' interpetrazione del Grassi 
stesso assai verosimile. 



1 5fi TERMITIDI E TERMITOFILI 

Secondo me 1' origine filogenetica delle varie caste dei Termitidi 
è stata la seguente : 

Essi vivevano sotto la corteccia e si nutrivano di legno, che tritura- 
vano con le forti mandibole; i neonati a causa della tenerezza delle va- 
rie parti boccali non potevano certamente nutrirsi della stessa sostanza, 
donde l'istinto della madre di nutrirli con vomito ossia legno triturato, 
portato al ventricolo e quindi rigurgitato; per tale circostanza la prole 
nemmeno si allontanava dai genitori. Così avevamo una piccola colonia 
formata da un maschio, una femmina e larve di varie età e pressoché 
tutte uguali fra di loro e capaci di diventare sessualmente mature. Que- 
sta condizione di cose possiamo ritenerla corrispondente al primo pe- 
riodo della società dei Termitidi. 

In sulle prime dunque avevano una piccola colonia tenuta insieme 
dairistinto materno e dal bisogno della nutrizione: essa si sarà sciolta 
appena le larve avranno avuto le parti boccali atte a triturare e ma- 
sticare. In alcuni casi però per cause varie può essere la prole restata 
in gran parte insieme ai genitori, e tale circostanza sarà stata loro utile 
per proteggersi insieme contro altri nemici. Allora la selezione avrà con- 
servato specialmente quelle colonie , fra i membri delle quali era più 
forte la tendenza a rimanere insieme. Perciò abbiamo un secondo pe- 
riodo della società dei Termitidi, in cui essa risultava composta di un 
maschio, una femmina, larve, ninfe. 

In questo periodo anche le grosse larve e le ninfe col cominciare 
a restare insieme avranno cominciato a lavorare per la casa comune e 
per la vicendevole sussistenza; esse avranno pure aiutato i genitori nel- 
r allevamento dei neonati. Nella distribuzione del cibo alle larve sarà 
accaduto facilmente che non tutte ne abbiano avuto la stessa quantità 
e qualità; per tali ragioni e per molte cause naturali fin dal principio sarà 
potuto accadere che alcuni individui siano stati incapaci di acquistare le 
ali, che siano diventati sessualmente maturi solo molto tardi e che obbligati 
a restare sempre nel nido e a prendere quindi per un periodo più lungo di 
tempo parte attiva alla difesa, abbiano sviluppato di più le mandibole. 
La selezione in questo caso avrà fatto sopravvivere specialmente quelle 
colonie, dove tali individui erano più numerosi. Fin qui però per quanto 
tardi, io credo che tali individui giungessero a diventare sessualmente 
maturi , e quindi trasmettessero i loro caratteri accoppiandosi diretta- 
mente con re o regina, dopo la scomparsa causale di uno dei due o ac- 
coppiandosi fra di essi. Così giungiamo ad un terzo periodo della società 
dei Termitidi, in cui abbiamo un maschio ed una femmina derivati da 
insetti alati, larve, ninfe ed individui con mandibole più sviluppate (che 
già possiamo chiamare soldati) maschi e femmine. Continuando ad agire 



FILIPPO SILVESTRI 157 

la selezione nello stesso senso, cioè a conservare quelle colonie, che pre- 
sentavano individui più capaci di difendere le larve e le ninfe, possia- 
mo ben comprendere come si arrivi ad ottenere una colonia con soldati 
provvisti di mandibole molto forti, soldati che di mano in mano specia- 
lizzandosi nel loro ufficio sono venuti perdendo V eccitabilità del loro 
plasma ^germinativo, fino a diventare per tutta la vita sterili, se un cibo 
speciale non viene loro a destare dal sonno i genitali. Questo risveglio 
dei genitali però è dovuto e deve accadere tuttora di quando in quan- 
do, affinchè anche nel plasma germinativo della prole venisse di mano 
in mano a restare qualche cosa delle modificazioni peculiari, che subi- 
vano questi individui. 

L'aver trovato il Grassi una ninfa-soldato di Termes lucifugus con 
tubi ovarici bene sviluppati ne è una prova. 

Nelle condizioni da ultimo sopra accennate si trova oggi la società 
dei Calotermitini , e dobbiamo ammettere che in tale periodo si sia in 
essi sviluppati a poco a poco per un processo psico-fisiologico l'istinto 
di allevare a piacimento con cibo diverso e saliva individui alati, neo- 
tenici e soldati. Altrimenti non potremmo ammettere che da un uovo 
di Termitidi possa derivare a volontà un soldato o un alato, dovremmo 
invece ammettere che già preesistano uova differenti per alati e soldati, 
mentre abbiamo dei fatti , che stanno contro questo secondo modo di 
vedere: esistono soldati di Calotertnes con accenni di ali abbastanza lun- 
ghe, come quelli di ninfe, orbene essi sottoposti ad un nutrimento mi- 
litare, per così dire, riassorbono poi tali accenni di ali, conservandone 
solo piccole tracce; perciò abbiamo certamente un individuo, che doveva 
diventare alato, trasformato per effetto del cibo in soldato. 

Dalla società dei Calotermitini con la sola casta neutra dei soldati 
si passa a quella dei Termitini con due caste neutre ben distinte e non 
riunite da forme intermedie : operai e soldati. Queste due caste hanno 
però stadii giovanili uguali , e si può dire clie appena poco prima di 
diventare operai definitivi , una parte di essi viene trasformata in sol- 
dati. Come è avvenuta tale differenziazione ? Dobbiamo far punto di 
partenza dal secondo periodo della società dei Termitidi, quando ancora 
i varii individui, che non riuscivano tutti a mettere le ali, non si erano 
differenziati completamente in soldati. In tal caso possiamo ammettere 
che una parte di tali individui avrà atteso specialmente alla difesa ed 
un'altra al lavoro interno: costruzione di gallerie, allevamento di larve 
ecc. La selezione anche qui avrà fatto sopravvivere quelle colonie , in 
cui tale disposizione corrispondeva di più al maggior sviluppo della co- 
lonia stessa, e così di mano in mano avremo avuto una maggiore dif- 
ferenza nelle due caste fino ad averle, con la scomparsa delle forme in- 



158 TERMITIDI E TERMITOFILI 

termedie, completamente distinte come sono attualmente. Anche qui però 
la sola selezione sarebbe insufficiente a spiegare come tanti istinti, tanti 
caratteri degli operai, diversi da quelli degli alati, si fossero potuti per- 
petuare senza che s'intercalasse qualche generazione sessuata di operai, 
per mezzo della quale potessero essere i loro caratteri trasmessi. Il fatto 
da me ossarvato di operai ginecoidi vale in appoggio di questo secondo 
modo di vedere. 

Nella stessa guisa possiamo spiegare la differenza di operai in in- 
terni ed esterni (tagliatori di foglie) quale osserviamo nel genere Ter- 
TYies s. str. [diruSf grandis, molestus). 

'Neil' Anoplotermes abbiamo solo operai e qui dobbiamo ammettere 
d'avere a che fare con un genere relativamente agli altri recente , il 
quale per aver fatto un tempo vita unicamente sotterranea, non ha avuto 
più bisogno di un esercito, e quindi aiutato dalla selezione l'ha abolito. 

La spiegazione, che fa proposta d i Grassi, e che io credo di essere 
giunto a corroborare con la scoperta di operai sessualmente maturi , 
sembra dunque la piìi verosimile, tanto più che sta in armonia con quanto 
si conosce per le altre specie di insetti sociali. Tanto nelle vespe, che 
nelle api e nelle formiche, oltre la regina , femmina tipica e normale 
oviflcatrice, si sono trovati operai ginecoidi e qualora si cercheranno , 
si riuscirà probabilmente a trovare anche soldati di formiche sessual- 
mente maturi, onde possiamo concludere per tutti gli insetti sociali che 
le caste neutre esistono e possono seguire la loro evoluzione solo perchè di 
quando in quando riescono, diventando sessualmente maturi alcuni indi- 
vidui, a lasciar traccia dei loro caratteri nel plasma germinativo della 
specie. Che questa maturazione dei neutri avvenga a periodi abbastanza 
lunghi nei Termi tidi, più frequentemente negli Imenotteri, è una prova 
del fatto che la società dei Termitidi è più antica, e che quindi in essa 
è più lontano quel periodo , in cui tutti gli individui arrivavano a ma- 
turità. Per la stessa ragione in molte formiche troviamo tutti i passaggi 
fra le varie caste di neutri , mentre nei Termitidi fra gli operai e soldati 
non esiste alcuna forma intermedia. Obbiezioni contro il potere che qui 
si dà all'atavismo non possono sollevarsi , essendoci numerosi casi tra 
gli insetti^ in cui a due generazioni di alati possono intercalarsene pa- 
recchie partenogenetiche o no, con forme ben distinte. Un bell'esempio 
abbiamo fra gli stessi Termitini : le regine di sostituzione derivate da 
ninfe della 2. a forma non hanno avuto mai ali, eppure producono prole, 
che acquista ali ; nella società del Termes lucifugus in Italia (e forse 
anche nelle altre regioni) manca per la maggior parte della durata della 
colonia la coppia reale vera derivata da insetti alati, e generalmente vi 
si trovano solo regine e re derivati da ninfe della 2. a forma, cioè con 



FILIPPO SILVESTRI 159 

accenni d'ali brevi, eppure ogni anno vengono prodotti milioni di alati; 
ciò che è solo possibile per atavismo. 

Onde io attribuisco l'origine delle varie caste nei Termitidi ai se- 
guenti fattori : variazione per effetto del cibo e dell'uso, ereditarietà , 
selezione, atavismo. 

Volere attribuire alla sola selezione le mirabili differenziazioni delle 
varie caste a me pare una cosa assurda , infatti nell' idioplasma della 
forma generante come potrebbero trovarsi i germi di caratteri, che non 
ha mai posseduto ? E pensare che in esso vi siano comparsi per varia- 
zione blastogena è cosa troppo casuistica a meno che non si trascenda 
ad ammettere una forza intelligente, che regoli tali variazioni in senso 
utile alla specie. Per me le variazioni delle varie caste furono fin da 
principio somatiche cioè furono il prodotto di uno sforzo continuo di un 
certo numero di individui a sviluppare di pili alcuni caratteri per ren- 
dersi più utili a tutta la società e quindi a se stessi. Io ammetto che 
le variazioni somatiche siano ereditarie quando vengono acquisite dal- 
l'individuo per uno sforzo continuato durante tutta o la maggior parte 
della sua esistenza, mentre non lo siano quando sono acquisite repen- 
tinamente ossia per una forza agente un tempo brevissimo su un dato 
organo. A me sembra che se un animale qualunque viene a trovarsi in 
un ambiente, per vivere nel quale comdrende che ha bisogno di svi- 
lupdare di più, per esempio, le mandibole, egli farà ogni sforzo, si au- 
tosuggestionerà consci entemente , o magari incoscientemente, per rag- 
giungere quel fine, ed ammetto che la quantità di variazione conseguita 
in queir organo lasci per influenza nervosa una variazione corrispon- 
dente nell'idioplasma delle cellule germinali. 

Le variazioni dei soldati e degli operai, se questi fossero e fossero 
stati sempre sterili, non potrebbero e non avrebbero potato avere al- 
cuna rappresentanza nell'idioplasma delle forme alate. 

Essendo indubitato che le specie attuali di Termitidi provengono 
da specie primitive, che vivevano solitarie, e che i periodi, per i quali 
la loro società è passata, devono essere stati presso a poco quelli da 
me indicati, dobbiamo ammettere che in modo assoluto gli operai ed i 
soldati primitivamente raggiungevano anch'essi la maturità sessuale, e che 
perciò, durante tutta quell'epoca, all' idioplasma della specie venivano 
trasmessi caratteri di tutte le caste. Onde se ricerche ulteriori non cor- 
roborassero ancora l'ipotesi del Grassi, da me accettata, si potrebbe sem- 
pre ammettere che oggi i soldati e gli operai possono sussistere anche con- 
tinuando ad essere sempre sterili, perchè orinai nelV idioplasma della specie 
ci sono già i germi dei loro caratteri, fissativi da tante generazioni special- 
mente durante il secondo periodo di sviluppo della società dei Termitidi. 



160 TERMITIDI E TERMITOFILI 

Nidi 

Il nido più semplice è quello dei Calotermitini, costituito solamente 
di gallerie scavate nel legno secco, materia, che viene frattaiito usu- 
fruita per cibo. In questo nido non scorgiamo simmetria alcuna, né di- 
sposizioni atte a tener lontano i nemici, se si eccettua quella elemen- 
tare di restar sempre ad una certa distanza dalla superficie del tronco. 
I Calotermitini sono semplicemente scavatori e appena possono rattop- 
pare le breccie, che vengono aperte nella loro dimora, accumulandovi 
legno triturato e bagnato con saliva. 

Dai Calotermes passiamo ai Leucotermes ed Hamitermes^ che scavano 
la loro casa sia nel legno secco, sia nella terra , sia in ambedue tali 
mezzi, e che però sono anche capaci di costruire con materiali da essi 
impastati piccoli meandri, divisi da j)areti sottili e comunicanti per mezzo 
di fori di varie grandezze. Queste abitazioni però non sono da ritenersi 
derivate direttamente da quelle del Calotermes ; ma piuttosto da quelle 
oggi rappresentate forse dalla casa del Termes lucifugus , che non si 
estende al di fuori del legno. Già nei nidi di Leucotermes possiamo con- 
statare che i fori, che mettono in comunicazione le varie gallerie fra di 
loro, sono molto variabili per grandezza, ma che di quando in quando 
sono molto piccoli e tanto da permettere il passaggio ad un solo indi- 
viduo la volta. Tale disposizione, che si ritrova in tutti i nidi di Ter- 
mitini credo che sia degna a notarsi, perchè deve essere stata adottata 
per impedire V entrare e girovagare per tutte le gallerie ad altri insetti 
importuni o dannosi. 

Nei nidi di Leucotermes^ Hamiterm.es e simili non ho riscontrato magaz- 
zino di sostanze alimentari, né un vero appartamento reale. 

Tutti gli altri Termitini o scavano per nido un canale in varia di- 
rezione sotto terra ad una profondità più o meno maggiore, oppure co- 
struiscono nidi sotto il suolo o sopra il suolo o appesi ad alberi o ad 
altri sostegni. I nidi dei primi (maggior parte delle specie di Anoplo- 
termes, Capritermes e Termes) sono costituiti di un semplice canale di 
dimensione varia secondo le specie ; tale canale, a superficie interna li- 
scia, ad intervalli più o meno lunghi si allarga per poi restringersi an- 
che in forma di tubo sottile. Questi nidi non presentano nel loro interno 
ammassi di gallerie, né appartamenti reali, sono quindi anche più sem- 
plici di quelli dei Calotermes ; e con tutto ciò io ritengo che essi si siano 
sviluppati indipendentemente nei vari generi. Che ragione potevano avere 
parecchie specie a prediligere un'abitazione simile a quella a forma di 
gallerie? In regioni molto umide, né soggette a periodiche inondazioni 
una colonia di Termiti si ripara dai nemici molto più agevolmente ri- 



FILIPPO SILVESTRI 161 

tirandosi sotto terra a profondità abbastanza grandi in un lungo e tor- 
tuoso canale piuttosto che fabbricando un nido assai limitato. Specie di 
generi molto diversi hanno inteso questo bisogno ed in modo simile vi 
hanno provveduto. L'abitazione a canale sotterraneo per me è di epoca 
più recente delle altre , ed infatti la troviamo preferita da generi pure 
meno antichi. 

Dal nido di Leucotermes terrestre si può passare direttamente ai nidi 
fabbricati sopra il suolo. Le loro dimensioni variano secondo le specie 
e pure variabile è la loro struttura interna , però nella maggior parte 
dei casi si può dire , che essi rappresentano un gran meandro , un in- 
sieme di gallerie aggirantisi in tutti i sensi, nel cui interno sta radunato 
il materiale nutritizio e protetta tutta la colonia. Questa forma di 
nidi deve essere stata consigliata ai Termitini dalla necessità di sfug- 
gire ad un suolo troppo umido o addirittura dalle acque, che andavano 
a inondare parzialmente il terreno, in cui vivevano. Perciò anche oggi 
troviamo i nidi costruiti sopra il suolo in regioni che sono umide o che 
vengono anche inondate in alcune epoche. 

Fanno eccezione i nidi di Cornitermes similis, C. cumulans e qual- 
che altro, elle invece si trovano in luoghi asciutti. Però la ragione pos- 
siamo ricercarla nell'ereditarietà dell'istinto: tali specie discendenti da 
altre, costruttrici di nidi alti in luoghi umidi, hanno conservato l'istinto 
di fabbricare una consimile abitazione anche nei luoghi asciutti , dove, 
mosse forse dal bisogno di un miglior nutrimento , si sono ritirate a 
vivere. 

I nidi costruiti sopra il suolo sono di due tipi principali: quelli del 
primo tipo sono costituiti, almeno in massima parte, della stessa materia, 
che serve di nutrimento alla specie fabbricatrice , e quelli del secondo 
invece di materiali estranei all'alimentazione degli abitanti, perciò nei 
primi troviamo nell' interno ammassi di sostanza nutritiva disposta in 
strati compatti , attraversati da gallerie piìi o meno rare secondo le e- 
poche, negli altri invece la struttura del nido è pressoché sempre ugua- 
le, però nell'interno vi sono accumulate sostanze nutritive, che per es- 
sere ben conservate possono anche venir coperte di un sottile strato di 
feccia , come usa fare il Cornitermes similis. Il nido di questa specie 
forma un sotto tipo a sé per avere un nucleo centrale costruito ben di- 
versamente della parte periferica; un altro sotto tipo a sé é formato dal 
nido di Cornitermes cumulans, per la cui struttura rimando ai frammenti 
biografici. 

Rispetto all'arte architettonica di tutti questi nidi possiamo ritenere 
che essi sono costruiti sopra un tipo unico , che ha per forma fonda- 
mentale una successione di piani trasversali o inclinati comunicanti fra 

11 



162 TERMITIDI E TERMITOFILI 

di loro per mezzo di una scala a chiocciola. Questa disposizione è molto 
evidente nei nidi sotterranei di Cornitei'mes strìatus ed abbastanza an- 
che nei nidi di C. cumulans, negli altri, per essere tutte le gallerie av- 
vicinate fra di loro e succedentisi in tutte le direzioni, resta poco chia- 
ra. Ogni colonia possiede un solo nido, eccettuate forse quelle deir^M- 
termes arenarius e deìl'jE, heteropterus , nei nidi dei quali spesso non sono 
riuscito a trovare individui reali, ed è perciò probabile che ogni colo- 
nia ne costruisca varii. 

Di nidi fabbricati o scavati sotto terra e non costituiti di un sem- 
plice canale conosco quelli del Cornitermes strìatus e dell' Armiternies na- 
sutissimus, molto distintigli uni dagli altri. I primi sono piccole fortezze 
sotterranee separate alquanto dal resto della terra circostante , mentre 
i secondi sono continui con la terra , che li circonda ; quelli sono co- 
struiti in tutte le loro parti, questi invece scavati. Ogni colonia di Cor- 
nitermes strìatus possiede circa 6 nidi messi in comunicazione fra di loro 
per mezzo di canali, che lungo il loro cammino presentano anche degli 
allargamenti; forse un solo nido appartiene ad ogni colonia di Armìter- 
mes nasutissimus . Scopo dei nidi sotterranei è quello di proteggere in 
caso di pericolo in luoghi fortificati gli individui della colonia. Perchè 
il C. strìatus per ogni società possiede parecchi nidi ? Le ragioni pos- 
sono essere due : per agevolare la ritirata in fortezza di tutti gli indi- 
vidui in un tempo minore, oppure per non fare un sol nido di dimen- 
sioni troppo grandi. 

Abbiamo infine i nidi appesi a tronchi o rami d'albero, ad arbusti, 
o a qualsiasi altro sostegno , ed anche di essi abbiamo due tipi come 
per quelli fabbricati sopra il suolo : al primo tipo appartengono i nidi 
di Microcerotermes Struncki ed Eutermes Rippertii, al secondo quelli di 
Eutermes cyphergaster . Questi termitini saranno stati indotti a fabbri- 
care nidi in tale posizione dal bisogno di fuggire nemici terrestri e piti 
ancora forse per liberarsi dalle inondazioni. 

I nidi costruiti sopra il suolo non presentano apertura alcuna al di 
fuori, solamente hanno comunicazioni sotterranee, per le quali gli operai 
fanno escursioni per procacciarsi viveri; i nidi appesi ad alberi hanno 
un'apertura inferiore in comunicazione con un canale coperto, che giunge 
fino al suolo e può essere prolungato a piacimento. 

Nell'atto della sciamatura gli operai fanno una breccia in un punto 
conveniente presso la base del nido. 

Nei nidi del primo tipo costruiti sopra terra ed in quelli pure del 
primo tipo appesi agli alberi si trova verso la parte centrale una ca- 
mera molto più larga delle altre gallerie, quasi circolare, poco alta, con 
un fondo piano, in cui si trova la coppia reale; questa camera è detta 



FILIPPO SILVESTRI 163 

appartamento regio e viene costruito perchè nelle altre gallerie la re- 
gina con il suo enorme addome non vi entrerebbe o vi starebbe incom- 
moda per l' inclinazione delle pareti. Dato questo motivo , che spinge 
varie specie di Termitini a costruire un appartamento regio, questo stes- 
so deve mancare in tutti quei nidi, nei quali per l'ampiezza delle gal- 
lerie la regina può comodamente rimanere in una di esse. 

Molto spesso alcuni nidi , costruiti sopra terra o appesi ad alberi 
sono occupati da altre specie di Termitini ; tale occupazione è di due 
sorta: o semplicemente accidentale oppure parassitaria. Considero acci- 
dentale quella di molti nidi sopra terra, la periferia dei quali viene in- 
vasa da altre specie, che non sanno di invadere una casa altrui e sca- 
vano alla superficie di quel nido ed anche negli interstizii delle galle- 
rie come in qualunque altro ammasso di terra , potendo infatti vivere 
molto bene anche lontano da quei nidi , parassitaria invece quella del 
Mirotermes fur , che vive sempre nel nido di Eutermes cyphevgaster al 
quale, non contento di usurpare parte della casa, ruba anche il cil)0. 



l Termilidi considerati in rapporto all'agricoltura e alPaomo 



Nell'Europa meridionale esistono solo due specie di Termitidi, però 
nei tropici essi pullulano per ogni dove. Nel solo Matto Grosso io ne ho 
raccolti una cinquantina di specie. In tale regione il numero degli in- 
dividui di Termiti è poi stragrande; si può dire senza esagerazione che 
non si può muovere pietica o pezzo di legno giacente sul suolo, non si 
può rimuovere una palata di terreno senza vedere Termiti ; ed accade 
raramente che si aggiri lo sguardo per nn bosco poco spesso, e non si 
veda qualche loro nido appeso a un albero, o che si miri una piccola 
pianura senza scorgere i tumuli, che fabbricano elevati dal suolo altre 
specie di essi. All'Equatore certo il loro numero sarà anche più grande. 

I Termitidi comprendono due gruppi principali, che sono : i Calo- 
termitini ed i Termitini. Si distinguono subito i primi dai secondi per 
possedere oltre le forme sessuate anche la casta neutra dei soldati, men- 
tre i Termitini hanno anche una seconda casta neutra : quella degli 
operai. 

I Calotermitini vivono sempre nell'interno di alberi morti o nelle 
parti necrosate di alberi ancora vivi , praticando per loro dimora gal- 
lerie in mezzo a tale materiale,, che serve loro anche di cibo. Essi non 
fabbricano mai un nido con sostanze opportunamente preparate e di- 
sposte, sono cioè semplicemente scavatori. 



164 TERMITIDI E TERMITOPILI 

I Termitini invece, oltre che scavatori, sono fabbricatori, cioè essi 
scavano cammini nel legno, sotto terra , e sono anche capaci di usare 
tali sostanze per fabbricarsi cammini coperti sopra alberi, sopra muri, 
per fabbricarsi anche tutta la dimora loro , che può essere di forma e 
dimensioni varie. Rispetto al loro nido, i Termitini possiamo distinguerli 
in cinque gruppi : fabbricatori di case con terra, situate sopra il suolo 
o sotto, fabbricatori di case con sostanze vegetali o animali attaccate a 
rami d'alberi, a muri , a travi , scavatori di case dentro legno secco o 
sotto terra; nei primi tre casi sono anche scavatori sotto terra o sca- 
vatori dentro legno, negli ultimi due sono anche fabbricatori parziali 
di pareti divisorie nelF interno della loro dimora, ed anhe fabbricatori 
di cammini esterni e di parte della dimora stessa. Delle specie, che 
fabbricano i loro nidi con terra sopra il suolo havvene, che vivono 
in luoghi asciutti, come i Cornitermes, altre come gli Anoplotermes ed 
alcuni Eutermes in luoghi parzialmente palustri o inondati solo nelle 
epoche delle pioggie. I nidi dei Termitini in luoghi elevati sono dan- 
nosi, perchè accrescono le accidentalità del terreno, anche quando per 
il loro numero non diventano un vero ingombro; i nidi invece in luoghi 
palustri riescono utili perchè contribuiscono ad elevare porzioni di luo- 
ghi paludosi. Infatti, a causa delle intemperie , cadute al suolo parti 
di tali nidi si van formando atttorno ad essi tante piccole regioni non 
sommerse, con vegetazione erbacea e arborea, che con V andare dei 
tempi per il ripetersi della stessa causa unendosi fra di loro, renderanno 
coltivabili estensioni grandi di terreno, una volta sommerso. 

I nidi sotterranei di Termitini possono essere ritenuti dannosi, perchè 
nella loro fabbricazione vengono messe a nudo radici di molte piante, 
delle quali mentre impediscono sempre in parte la nutrizione, possono 
giungere a compromettere anche l'esistenza. 

Le specie, che scavano i nidi dentro alberi secchi, se non riescono 
direttamente dannose all' albero, lo sono però all' uomo, che viene ad 
aver deteriorato una gran quantità di legname. Quelle specie poi, che 
fabbricano nidi con sostanze vegetali e animali , masticate e ridotte a 
poltiglia sono molto dannose, perchè non si contentano per tale scopo 
di usare solo foglie secche o altri detriti vegetali , ma anche altre so- 
stanze come : carta, stoffe, legno, cuoio, carne secca. 

Esiste poi una specie di Termitino , il Coptotermes Gestroi Wasm. 
delle Indie orientali, che attacca e distrugge alberi vivi : esso compone 
attorno un albero fino all' altezza di circa 2 metri una crosta di ter- 
ra, da sotto la quale penetra nell' interno dell'albero, causandone la 
morte. 



FILIPPO SILVESTRI 165 

Il Coptotermes Maràbitanas (Hag.) Silv. sembra che arrechi gravi 
danni all'albero della gomma nel Brasile. 

Quanto al cibo dei Termitidi sappiamo che i Calotermitini si nu- 
trono di legno morto, ma un poco umido^ e che i Termitini mangiano 
terra vegetale nera, foglie secche ed altri detriti , erbe secche , legno , 
carta, stoffe, cuoio, carne secca. Qualche specie, coltivatrice di funghi, 
trasporta nel proprio nido anche erbe verdi. Quindi per le sostanze, che 
appetiscono questi insetti, possono essere ritenuti tutti dannosi. Vediamo 
ora quali fra essi sono più temibili ed in quale grado. 

Perciò dobbiamo richiamarci brevemente alla costituzione della so- 
cietà dei Termitidi. 

Una colonia di Calotermitini si compone di una coppia reale , di 
larve, ninfe, soldati, alati, individui che tutti insieme giungono gene- 
ralmente alla cifra pili o meno di cinquecento. 

Una colonia di Termitini invece si compone di coppia reale, larve, 
operai, soldati, ninfe, alati raggiungenti insieme una cifra non ben de- 
terminabile, ma certamente rappresentata da molte migliaia. 

Tanta differenza di numero di individui tra la colonia di Caloter- 
mitini o quella di Termitini sta in rapporto con le proporzioni della re- 
gina, sempre piccola nei primi, e lunga persino 3-5 centimetri nei 
secondi. 

Possiamo già asserire che i Termitini sono molto più dannosi dei 
Calotermitini anche per il loro numero. Se a ciò aggiungiamo che i Ca- 
lotermitini mangiano solo legno umido, comprendiamo come il danno 
che essi possono recare all'uomo è limitato, e tanto da non aver mai 
richiamato in modo speciale l'attenzione di alcuno sui danni da essi 
prodotti. Non così possiamo dire dei Termitini : lasciando di citare i 
fatti, che a centinaia si odono in tutte le regioni tropicali, voglio men- 
zionare alcuni dei danni più classici, da essi causati. 

D'Escayrac de Lauture narra che i Termiti del Sudan distruggono 
tutto ciò, che è legno, cuoio^ carta, etc. In una notte corrosero un At- 
lante georafico e la metà del tubo di un telescopio. 

Secondo Humboldt nel Messico i Termiti distrussero un tempo vari 
archivi di valore, e nelle Indie orientali fecero lo stesso con i primi 
pianoforti introdotti dall'Europa. 

Nei depositi d'armi del Forte Belga nell' India furono distrutti se- 
condo Koegel, nello spazio di quattro o cinque mesi , tutte le casse 
dei fucili. 

Forbes, tornato da un viaggio, trovò la sua camera chiusa con i 
mobili rovinati; persino le cornici dei quadri erano scomparse, restan- 



166 TERMITIDI E TERMITOFILI 

do i vetri attaccati alle pareti per mezzo del cemento preparato dai 
Termiti. 

Nel 1814 fu distrutto dai Termiti il superbo palazzo del governatore 
di Calcutta, che costò grandi somme all'Associazione indiana-orientale. 

Nella nave inglese « Albion », mentre trovavasi nelle dighe di Bom- 
bay, penetrarono Termiti, che la distrussero. 

Molti \'iaggiatori raccontano di avere appeso sotto la tenda di notte 
le loro vesti, e la mattina non aver trovato che qualche brandello. 

Un arabo dormì una notte in Bornù sopra un nido di Termiti sen- 
za saperlo, quando si svegliò stava completamente nudo. 

Bouvier nel 1896 narrò un caso, in cui i Termiti avevano persino 
attaccato un canape telegrafico. 

Da questo fatto si comprende facilmente come in realtà nei tropici 
l'uomo ha, fra gii altri, un grande nemico da combattere nei Termiti. 

Oggi che la scienza, grazie alla grande scoperta del Grassi , ha 
aperto alla colonizzazione le porte di tanti territorii tropicali , prima 
inabitabili a causa della malaria, conveniente, mi sembra, di chiamare 
anche l'attenzione soprai danni, che sono capaci di produrre 1 Termiti. 

E quali sono i mezzi per combattere questi distruttori insetti ? 

Una volta sapendosi che ogni colonia aveva solo una coppia reale, 
destinata alla riproduzione, si credette che uccidendo quella, si sarebbe 
ridotta la colonia stessa semplicemente a individui neutri , che in un 
periodo di tempo non molto lungo sarebbero periti. Però , dalle espe- 
rienze del Grassi sui Termitidi italiani, risultò che venendo per qua- 
lunque causa a mancare la coppia reale vera in un nido i Calotermitini 
ne sostituiscono un'altra, allevata con cibo speciale da larve o ninfe o 
alati, e i Termitini sostituiscono la vera con parecchie regine e re, per 
compensare con il numero le dimensioni della regina scomparsa. Da 
ciò si deduceva che era d'uopo distruggere tutti gli alati, ninfe e larve^ 
per condurre a prossima morte l'intera colonia. Ancora però non era 
tutto. Io ho scoperto recentemente che anche gli operai possono deporre 
uova , cosicché per distruggere una colonia bisogna distruggere tutti 
gli individui. Sconsolante conseguenza, però naturale ! 

Di fronte a tutto ciò, che l'osservazione ci ha insegnato intorno ai 
Termitidi, possiamo concludere che è impossibile pensare a una distru- 
zione completa di una colonia di Termitini, e che, tutt'al più, si potrà 
uccidere un buon numero degli individui nei nidi , rompendo questi 
nella parte superiore e versandovi dentro pochi grammi (10-15) di sol- 
furo di carbonio, di cloroformio o in mancanza di essi una soluzione 
di petrolio o di rubina al 3 7o- È d'uopo sopratutto che gli abitatori 
delle regioni tropicali si pongano in salvo dagli attacchi di questi in- 



FILIPPO SILVESTRI 167 

setti non usando legame alcuno specialmente nelle costruzioni , nelle 
casse contenenti valori in carta, negli annadii contenenti archivii, libri, 
collezioni di vegetali o di animali, mercanzie di panno e di cuoio. Per 
tavoli ed altri mobili si potrà forse sempre far uso di legname, se si 
baderà che questo non contenga già nell' interno Termiti e se si rico- 
priranno le pereti esterne ed interne di un forte strato di vernice. Non 
prendendo le precauzioni suddette nelle fabbriche delle regioni tropicali, 
sovrasterà sempre minaccioso il pericolo di vedere la propria casa crol- 
lare, i propri valori sparire quando meno ci si aspetta; i Termiti sono 
capaci di penetrare per ogni dove, installarsi ovunque trovino qualche 
cosa da mangiare e da fabbricare la propria dimora. 



PARTE II. 

TERMITOFILI 



Sunto storico 



Fino ad oggi esistevano intorno ai termitotìli sud-americani sola- 
mente alcuni lavori sistematici. 

Scliiodte descrisse i due curiosi generi di Staphylinidae: Corotoca 
e Spirachta del Brasile; Lynch Arribàlzaga descrisse tre specie pure 
di Staphilinidae dell' Argentina, Casey alcuni termitotìli del Panama, e 
Wasmann una specie del Venezuela ed un' altra del Brasile. 

Bibliogriafia 

Casey Th. — A new g-enus of Termitophilous Staphylinidae. — Ann. N. Y. 

Ac. Sci. IV, pp. 384-387 (1889). 
» — Coleopterolog-ical notices I. Appendix. Contribiitions to the ame- 

rican Termitophilous fauna. Ann. N. Y. Ac. Sci. V, pp. 186- 

198 (1890). 
» — Coleopterolog-ical notices II. Ann. N. Y. Ac. Sci. V, pp. 307- 

.504 (1890). 
Jnnet C — Rapports dex animaux myrmecophiles avec les fourmis . Li- 

moges 1897. 
Lynch Arrìbàlzaga F. — Los Estafìlinos de Buenos-Aires. Boi. Ac. Nac. Cienc. 

Cordoba VII, entrega I-III (1895). 
Schiodte J. G. — Corotoca og- Spirachtha, Stapfyliner som fòde levende Unger, 

og ere Huusdyr hos en Termit. Kjòbenhavn 1854. Mit 2 Taf. 
» — Observations sur des Staphylins ( Corotoca et Spirachtha ) 

vivipares, qui habitent chez les Termites a la manière des 

animaux domestique. Ann. Sci. nat. (4) V, pp. 169-183, 

pi. 1. (1856). 
8ilTestri F. — Descrizione di nuovi Termitotìli e relazione di essi con gli 

ospiti. I-II, Boll. Mus. Torino XVI, n. 395-, III-VI ibid. 

n. 398 (1901). 



172 TERMITIDI E TERMITOFILI 

Wasniann E. — Neue Termitophilen mit einer Uebersicht iiher die Termiten- 
gaste. Verh, d. zool. — bot. Ges. Wien, 1899, pp. 647-658, 
Taf. VI. 

» — Kritisches Verzeichmiss der myrmecophilen imd termitophilen 

Arthropoden. Berlin 1894. 

» — Die Ameisen-iind Termitengaste von Brasilien. Verh. d. zool.- 

bot. Ges. Wien 1895. 

» — Die Myrmecophilen nnd Termitophilen. C. R. d. Seances 3""^ 

Cong-res d. Zoolog-ie, Leyden 1896. 

» — Species novae insectornm termitophilorum a Dr. Filippo Sil- 

vestri in America meridionali inventae. Boll. Mus. Torino 
XVII, n. 427. 



Sistematica 

I. 

ACARI-MESOSTIGMATA 
Fam. GrarìasLSicia.© 

1. Heterozercon latus Beri. 

Mas. H. degenerato Beri, satis affinis, sed statura malori, corporis lati- 
tudine, aliisque characteribus diversus. Color saturate badius. Derma ni- 
tidum, lucidum. Corpus convexum in dorso, subtus complanatum, fere 
aeque longum ac latum, subrotundum. Scutum dorsuale subovato-rotun- 
datum, late undique marginibus diseretum, 750 [X long.; 650 /x. lat. Der- 
ma subnudum, tamen in ventre spinis aliquot (6) submarginalibus, post 
quartos pedes conspicuis , brevissimis auctum. Ceterum //. degenerato 
conformis. 

Long, corporis 1,1; lat. 1,05. 

Habitat: In nidis Anoplotermitis pacifici Fr. Miill. 

Patria: Tacurù Pucù (Paraguay). 

Urozereon Beri. 

Scutum dorsuale integrum; foeminae sternale latum et perstrictum ; 
genitale maius cum ventrale confusum maioris ventris partem occupans, 
posterius valde productum, anterius ad vulvam late ad hemiciclum ar- 
cuatum, anale minimum, trigonum. Stigmatum peritrema nullum. 



FILIPPO SILVESTRI 173 

Rostrum inferum maxillis submeinbranaceo-laminiformibus , hypo- 
stomate (Fig. 288, 291) obsoleto; palpis brevibus, conicis, quinquarticu- 
latis, simplicibus; mandibulis elongatis digitis (Fig. 288-289) exilibus, 
submollibus edentatis. 

Pedes curti et crassiusculi^ conici, lateraliter radiatim porrecti, un- 
guibus destituti, tantum caruncula membranacea (Fig. 290) terminati , 
basi inter sese valde oppressi, statura et fabrica subsimiles. 

Maris foramen genitale ad apicem sterni apertum. Totus venter scuto 
unico protectus. Mas corporis fabrica pedumque et rostri omnino foemi- 
nae suae conformis. 

2. Urozercon paradoxus Beri. 

Obovatus, terreo-badius, supra convexiusculus (Fig. 287), nitidus; 
in dorso pilis multis, curtulis, simplicibus indutus, ad marginem posti- 
cum et in ventre apicali longioribus, ad apicem posticum corporis acu- 
minatum setae tres sunt , quaruni media ( impar ) lateralibus longior , 
valde productae, latitudinem corporis fere aequantes. Corpus anterius 
rotondatum, posterius acuminatum, aeque attenuatum. 

Long, corporis mm. maris 0,450; lat. 0,300; $ long. 0,550; lat. 0,350. 

Habitat : In nidis Eutermitis Rippertii (Ramb.) Wasm. 

Patria : Coxipò (Cuyabà). 

3. Dìscopoma expansa Beri. 

9 Badia; vix longior quam lata (Fig. 292), perfecte ovalis, postica 
rutundata ad quatuor pedes lateraliter vix incisa; anterius, post incisio- 
nem in laminulam hyalinam, rotundatam, late expansa. Laminula haec 
costulis duriusculis linearibus utrinque tredecim, apice brevissime pili- 
geris sustenta. 

Peri trema ad Vstricte plicatum. Foeminae scutum genitale magnum, 
trigono-ovatum, apice acutum. 

Metapodium late arcuato-rotundatum. 

Dorsum et venter subnuda. Dorsum laevigatum, nitidum convexiu- 
sculum. 

Mandibularum chela (Fig. 293) digitis subaequalibus, brevibus, mul- 
tidenticulatis. 

Long. corp. mm. 1,4; lat. corp. 1,2. 

Habitat : In nido Anoplotermitis pacifici Fr. Muli. 

Patria: Tacurù Pucù (Paraguay)- 



174 TERMITIDI E TERMITOFILI 

4. Discopoma termitophila Beri. 

Nymplia omeomorpha. Siibtestacea, nitida, subrotunda, dorso con- 
vexo, granulis parvis sparsis aneto et setis e. 32 sat brevibus, clavatis, 
dentellatis, in serie submarginali disposi tis instructo. Peritrematis fabrica 
a D. expansa diversa. 

Long-, corp. mm. 0,86; lat. 0,80 (Adulti non collecti). 

Habitat: In nidis Eutermitis heteropteri Silv. 

Patria: Coxipò (Cuyabà), Tacurù Pucù (Paraguay). 

CRYPTOSTIGMATA 

Fam. Saroop>ticiae 

5. Tyroglyplms vidiius Beri. 

T. Kramerii Beri, affinis, sed setulis corporis brevioribus, pedibusque 
robustioribus. Mas ignotus, qua re bene dignoscere speciem nequeo. 
Long. corp. mm. 0,6. 

Habitat: in nidis Eaterinitìs arenarii fulvicapitìs Silv. 
Patria: Cernadas (Prov. Cordoba, Argentina). 

n. 

DIPLOPODA-POLYDESMOIDEA 

Fam. Stiodesmiciae 

Gen. Mesotropidesmns Silv. 

Segmenta praeter caput, collum et valvulas anales 19, omnia de- 
tecta. Corpus rectangulare antice rotundatum et postice paullulum rotun- 
datum, metanotis pilis brevissimis vix clavatis omnino obsessis. Dorsum 
convexum. Metanota 1-18 medio dorpo carina longitudinali , elevata , 
compressa, rectangulari, margine supero dentato aucta et lateribus Inter 
carinas laterales et carinam dorsalem tuberculis parvis ornatis. Carinae 
laterales magnae, aliquantum obliquae, rectangulares, marginibus inte- 
gris, tantum margine laterali medio incisione parva instructo. Caput a 
collo omnino obtectum et spatio sat magno superatum, vertice usque ad 
antennarum radices paullulum elevato. Antennae breves, articulo quinto 
ceteris crassiore et longiore, sexto */^ longiore, articulis 5-7 penicillo su- 
pra-apicali externo auctis. Cauda lata utrimque et postice rotundata, 
incisionibus duabus posticis submedianis affecta, segmentum anale ob- 



FILIPPO SILVESTRI 175 

tegens et spatio magno superans, tiiberculo setigero infero a margine 
postico obtecto aucta. Pori repugnatorii in segmentis 4, 6, 8, 9, 11, 12, 
14, 16, 17, 18, in parte supera submarginali laterali pone mediam cari- 
nam sese aperientes. Pleurae granulis parvis, rotundatis, parum elevatis 
omnino plenae. Sterna profunde media sulcata, setis duabus ad pedum 
basini aucta. Pedes basi valde approximata, articulo primo ceteris cras- 
siore, brevissimo, articulo secundo ceteris longiore et tertio V3 longiore, 
articulo tertio quarto dujìlo longiore. 

Mas. Organum copulativum detectum, articulo basali percrasso, glo- 
buloso et basta una prominula consti tutum. 

6. Mesotropidesmus dorsalis Silv. 

$ Avellaneo-isabellinus capite , ventre pedibusque avellaneis. Caput 
vertice sat profunde sulcato, utrinque usque ad libellam antennaram 
radicium granulis parvis rotundatis auctum, facie pilis brevissimis co- 
nicis truncatis obsessa, clypeo setis sat longis e. 10 ornato. Antennae bre- 
ves, setis brevissimis pluribus et setis nonnullis longis instructae, arti- 
culo tertio quarto paullulum longiore, articulo quinto sexto '/^ longiore, 
articulo septimo ceteris breviore et minus crasso. Collum latum conve- 
xiusculum, margine antico deplanato postice emarginatum, utrimque 
usque ad libellam anguli antici carinarum metanoti primi oblique 
truncatum , antice rotundatum vix 10-lobatum , supra tuberculis non- 
nullis parvis auctum. Metanota 1-16 medio dorso carina magna, cras- 
siuscula, erecta , rectangulari , compressa apice longitudinaliter sul- 
cato, utrimque tridentato auctà, metanota 17-18 medio dorso carina an- 
gulo postico acuto, retrorsum aliquantum inclinata. Latera metanoto- 
rum Inter carinas laterales et carinam dorsalem, tuberculis paucis par- 
vis, transverse triseriatis aucta. Carinae laterales tuberculis nullis, me- 
tanoti primi ceteris longiores, margine laterali vix tribolato, angulo 
antico antrorsum aliquantum producto, aucto. Carinae metanotorum 2-15 
gradatim corporis partem posticam versus, paullulum longiores, margine 
laterali vix bilobato, angulis antico et postico rectis. Carinae 16-18 
angulo postico gradatim magis acuto et magis retrorsum producto. Cauda 
fere semicircularis postice incisionibus duabus submedianis instructa. 
Segmentum anale sternito subtriangulari setis duabus longis, valvulis 
immarginatis. Pedes breves, pilis brevibus sparsis ornatis, articulo primo 
secundo triplo breviore, seta infera tripartita aucto, articulo secundo 
tertio Va longiore, infra setis nonnullis brevibus et seta longa aucto, ungue 
terminali magno, acuto. 

Long. corp. mm. 6 ; long, antenn. 0,68 ; lat. colli 0,96; lat. meta- 
noti 9* 1,4, altitudo carinae dorsalis 0,30; long, articuli primi pedum 



176 TERMITIDI E TERMITOFILI 

0,063, secundi 0,193, tertìi 0,126, quarti 0,063, quinti 0,086; sexti 0,12; 
lat. caudae 0,45. 

Mas. Organum copulativum articulo basali latiore, globuloso, setis 
brevissimis plurimis instructo et setis duabus longis posticis, unco valde 
attenuato, articulo secundo basi pulvillo rotundato, setis longis composito, 
instructo, apud basim g-eniculato, deinde erecto apicera versus lamina- 
ris, apice postice acuto laciniato, antice truncato, extrorsum reflexo, 

Pullus : Segmenta 17. Long-, corp. mm. 4,5 ; lat. corp. mm. 0,70. 
Metanota 1-15 medio dorso carena parum elevata longitudinaliter rec- 
tangulari, supra tuberculis 6 instructa, biseriatis. Tubercula capitis sat 
magna, distincte transverse biseriata. Tubercula Inter medium dorsum 
et carinas laterales sat magna, longitudinaliter biseriata transverse tri- 
seri ata. 

Pullus : Segmenta 15. Long. corp. mni. 3,80; lat. corp. mm. 0,58. 
Metanota 1,13 medio dorso carina nulla, tantum seriebus duabus longi- 
tudinalibus tuberculorum parum elevatis, approximatis, sed omnino di- 
stinctis aucto. 

Observ. Carinas dorsuales adultorum ex tuberculorum seriebus duabus 
concretis et magis elevatis genitas esse tuberculorum dispositio in medio 
dorso pullorum demonstrat. 

Habitat: In nido Capritremitis opaci (Hag.) Silv., in nido Corniter- 
mitis similis (Hag.) Wasm. et etiam sub ligno putrescente. 

Patria: Tacurù Pucù (Paraguay), Posadas (Misiones, Argentina). 

Gen. Isotropidesmns Silv. 

Segmenta praeter caput, collum et valvulas anales 19. Corpus rec- 
tangulare, antice rotundatum, postice paullulum attenuatum et rotunda- 
tum, metanotis pilis brevissimis vix clavatis omnino obsessis. Dorsum 
sat convexum. Caput a collo omnino obtectum et ab eodem spatio ma- 
gno superatum, vertice usque ad antennarum radices paullulum elevato. 
Antennae breves, articulo quinto ceteris longiore et aliquantum crassiore, 
articulis 5-7 penicillo supraapicali externo auctis. Collum antice late ro- 
tundatum margine vix distincte 10-lobatum. Metanota 1-18 lineis 8 lon- 
gitudinalibus parum elevatis, inter sese aequalibus, in metanoto singulo 
tuberculis tribus constitutis aucta. Cauda lata, segmentum anale spatio 
sat magno superans, postice late rotundata incisionibus duabus subme- 
diauis atfecta , subtus apicem versus tuberculo setigero. Pori repugna- 
torii in segmentis 4, 6, 8, 9, 11, 12, 14^ 16, 17, 18 in parte supera, submar- 
ginali postica, magis ad carinarum basim quam ad angulum posticum ap- 
proxmati, sese aperientes in tubercolo parvo. Carinae laterales magnae, ali- 
quantum obliquae, rectangulares, marginibus antico et postico integris, 



FILIPPO SILVESTRI 177 

margine laterali medio vix inciso. Pleurae granulis parvis obsessae. 
Sterna media sulcata ad basini pedum seta brevi aucta. Pedes basi ap- 
proximata, breves, articulo secundo ceteris longiore. 

7. Isotropidesmus rudis Silv. 

^' Umbrino-isabellinus capite , ventre pedibusqne avellaneis. Caput 
vertice sulcato, utrimque usque ad libellam antennarum radicium gra- 
nulis parvis auctum, facie pilis brevissimis conicis obsessa, clypeo setis 
nonnullis longis. Antennac breves , setis brevissimis pluribns et setis 
nonnullis longis instructae, articulo tertio quarto vix longiore, articulo 
quinto ceteris aliquantum crassiore et sexto 7+ longiore, articulo septi- 
mo ceteris breviore et minus crasso. Collum latum , convexiusculum , 
margine antico deplanato, late rotundato , vix distincte 10-lobato , po- 
stice paullulum eraarg-inatum, utrimque usque ad libellam carinae me- 
tanoti primi obliciue truncatum et parum ema^'ginatum , supra tuber- 
culis nonnullis auctum. Tubercula anticum et posticum linearum longi- 
tudinali um metanoti singuli tuberculo intermedio malora; lineae longi- 
tudinales subaoquales et parum elevatae. Carinae laterales tuberculis 
nullis; metanoti primi sequentibus longiores, margine laterali vix trilobato 
angulo postico acuto, antico vix obtuso. Carinae metanotorum 2-14 gra- 
datim pauUum longiores, marginibus integris , tantum margine laterali 
incisione minima affecto, angulis rectis vel fere. Carinae metanotorum 
14-18 gradatini parum minus latae, angulo postico gradatim magis acuto 
et retrorsum producto. Cauda lata, obtrapezoidea, postico late rotundata, 
incisionibus duabus submedianis. Segmentum anale sternito valde tran- 
sversali, rotundato, valvulis immarginatis. Pedes breves setis brevissimis 
sparsis instructi, articulo primo ceteris breviore, seta infra aucto, articulo 
secundo tertio parum minus quam duplo longiore, articulo tertio quar- 
to S'g longiore, articulo quinto sexto parum breviore, articulis 3-5 seta 
infera singula, articulo sexto setis tribus inferis sat longis, ungue robusto. 

Long. corp. mm. 6,2; long, antenn. 0,56; lat. colli 1,2; long, colli 
0,5; lat. metanoti noni 1-6; lat. caudae 0,50; long, pedum articuli pri- 
mi 0,09; secundi 0,22; tertii 0,12; quarti 0,08; quinti 0,10; sexti 0,11. 

Habitat : Sub ligno putrescente cuni Eutermite Rippertii var. ma- 
crocephalo Silv. 

Patria: Pampa Piray (Misiones Argentina). 

Gen. Flagiotropidesmas Silv. 

Segmenta praeter caput, collum et valvulas anales 19, omnia detec- 
ta. Corpus antico panilo magis quam postico angustatum, dorso valde con- 
vexo, pilis desti tuto. Caput a collo usque ad summani partem verticis obtec- 



178 TERMITIDI E TERMITOFILI 

tum, vertice usque ad antennarum radices paulluliim elevato. Antennae 
breves articulo quinto ceteris longiore et aliquantum crassiore, articulis 5-7 
penicillo supra-apicali externo auctis. CoUum convexum margine antico 
subverticali, sat distincte 10-lobato. Metanota 1-18 medio dorso seriebus 
duabus longitudinalibus tuberculorum trium rotundatorum, in segmento 
singulo valde approximatis, et utrimque seriebus 5 tuberculorum trium 
complanatorum in segmento singulo parum obliquis (extrorsum introrsum 
directis), et carinis linearibus parum elevatis, Inter sese separatis aucta. 
Carinae laterales sat parvae , olUiquae , supra tuberculis nullis, margi- 
nibus non dentatis, sed margine laterali vix trilobato, margine postico 
etiam incisione minima. Cauda sat lata, subrhomboidalis, posti ce incisio- 
nibus duabus sat profundis submedianis. Pori repugnato rii in segmentis 
4, 6, 8, 9, 11, 12, 14, 15, 16, 17, 18 in parte supera submarginali laterali 
parum longe ab angulo postico carinarum sese aperientes. Pleurae gra- 
nulis perparvis obsessae. Sterna angustissima, subcariniformia. Pedes 
valde approximati, articulo secundo ceteris longiore. 

Mas. Organum copulativum detectum, prominulum^ articulo primo 
sat lato, articulo secundo parum longe a basi bipartito, hastis duabus 
rectis. 

8. Plagiotropidesmus coiivexus Silv. 

9 Stramineo-avellaneus totus. Caput vertice sulcato granulis minimis 
obsesso, utrimque usque ad antennarum radices granulis parvis aiictum, 
clypeo setis nonnullis. Antennae setis brevissimis plurimis et setis non- 
nullis longis instructae, articulo tertio quarto subaequali, articulo quinto 
ceteris aliquantum crassiore et sexto parum minus quam duplo longiore. 
Collum valde convexum, postice parum emarginatum, utrimque usque ad 
libellam carinae metanoti primi oblique truncatum, antìce verticale , 
rotundatum sat distincte 10-lobatum, lobis externis ceteris maioribus, 
supra seriebus duabus tuberculorum complanatorum et carinis brevibus, 
longitudinalibus, angustis, parum elevatis auctum. Metanota 1-18 medio 
dorso seriebus duabus longitudinalibus tuberculorum trium rotundatorum 
In segmento singulo et seriebus 5 tuberculorum complanatorum trium 
in segmento singulo obliquis et inter sese a carina lineari longitudinali, 
tuberculis parum magis elevata, instructa. Carinae laterales parum latae, 
oblique directae : metanoti primi ceteris longiores angulo antico acuto 
antrorsum aliquantum vergente , margine laterali vix trilobato. Ca- 
rinae metanotorum 2-13 gradatim paullulum longiores margine laterali 
vix trilobato, angulis antico et postico subrectis, margine postico inci- 
sura parva affecto. Carinae metanotorum 14-18 gradatim minus latae 
et angulo postico gradatim magis acuto, retrorsum vergente. Metanota 



FILIPPO SILVESTRI 179 

16-18 medio dorso margine postico tubcrculo lato gradatim retro rsum 
mag-is producto aucta. Segmentum anale sterilito magno triangulari. 
Pedes pilis sparsis brevissimis instructi , articulo primo perbrevi infra 
seta longa , robusta , apice truncato, levissime dentato alfecta, articulo 
secundo ceteris longiore et tcrtio parum magis quam Vi longiore, infra 
ad apicem seta sat brevi ensiformi , articulis 3-5 infra setis nonnullis 
brevibus, articulo t> infra setis nonnullis brevibus et seta sat longa in- 
structo. Cauda subrhoml)OÌdalis postice iucisionibus duabus submedianis 
profundis et media incisione parva. 

Long. corp. mni. 6 ; long, antennariim 0,51 ; long, colli 0,42 ; lat. 
colli 0,84; lat. metaiioti noni 1-12; lat. carinae 0,22; lat. caudae 0,40; 
long, pedum articuli primi 0,009; secundi 0,126; tertii 0,081; quarti 0,05; 
quinti 0,053; sexti 0,081. 

Mas. Organnm copulativum articulo primo interne concavo, supra ex- 
terne setis nonnullis instructo, ai'ticulo secundo basi transversali incras- 
sata pilosa, deinde parum longe a l)asi liastis duabus recti s constituto, qua- 
rum interna externa parum breviori attenuata apice acuto, externa part(; 
basali pilis brevissimis et setis duabus longis aucta , apice aliquantum 
angustato, externe rotundato, int(u-ne in dente acuto terminato, parvum 
rostrum simulante. 

Habitat: in nido Eutermitis arenarii pluriarticulati Silv. 

Patria: Coxipò (CuyabA). 

III. 
THYSANURA 

Fam. LeiDisnaicieL© 
9. Grassiella termitjbia Silv. 

V Aurea antennis pedibusque sulphurescentibus. Corpus oblongo-ovale. 
Caput supra setis et jdìIìs brevibus instructum. Segmenta cetera omnia 
margine postico setis longis nonnullis Inter sese distantibus aucta; tho- 
racis segmenta etiani margine laterali setis pluribus aucta. Squamae pre- 
cipue formis duabus: alterae superae angustae, elongatae, radiis 5 postice 
liberis, setiformibus, c|orum laterales ceteris longiores, alterae sat breves 
basi aliquantum angustata , radiis 6-7 , postice etiam liberis sed spatio 
parvo. Mandibulae apice laminari externe irregulariter et parum pro- 
funde tridentatae , interne mola tuberculo parvo minime quadridentato 
et dentibus tribus armata. Maxillae galea et lacinia longitudine subae- 
qualil)us , lacinia apice non dentato , sed attenuato interne appendice 



180 TERMITIDI E TERMITOFILI 

longa, appenclicibus sat loiigis 4 et dentibus brevibus subtilibus plnribus 
aucto, basi interne setis nullis, palpo 5-articulato, setis longis instructo, 
articulo primo brevissimo, articulo quinto ceteris longiore et magis at- 
tenuato. Palpus labialis 4-articulatus, articulo primo brevissimo, articulo 
quarto longo , ovali , ceteris longiore et parum crassiore. Antennae 
breves , setigerae , 11-articulatae , apicem versus gradatim attenuatae , 
articulo primo ceteris crassiore et secundo longitudine subaequali, arti- 
culo tertio secundo aliquantum breviore , articulo quarto ceteris bre- 
viore, articulo quinto quarto parum longiore, articulis ceteris gradatìm 
magis attenuatis et elongatis, divisione obsoleta non affectis. Thorax 
abdomine parum brevior, pronoto segmentis ceteris longiore. Tergitum 
ultimum paullulum trapezoideum, postice parum emarginatum, angulis 
rotundatis , setis duabus longis superis et nonnullis infero-lateralibus 
auctis. Styli in segmentis 7-9. Cerci breves : laterales mediano fere 
duplo breviores , 10-articulati , articulo primo ceteris longiore , cercus 
medianus 12-articulatus, subtus setis perlongis, robustioribus, divergen- 
tibus instructus. Ovopositores breves pilosi, cercos laterales parum su- 
perantes. Pedes setis instructi, coxa magna, compressa, periata, articulis 
ceteris longiore , femore tibia parum longiore et aliquantum crassiore, 
supra convexo infra setis duabus longis, approximatis instructo, tibia tarso 
longitudine subaequali, attenuata_, spinis nonnullis subtilibus inferis et 
superis et spina robustiore apicali armata, tarso attenuato 4-articulato, 
articulo primo oblique truncato ceteris longiore, articulo tertio ceteris 
breviore, articulo ultimo unguibus binis arcuatis , acutis , basi dentata 
armato. 

Long, corp. mm. B; lat. corp. 1,05; long, antenn. 0,78; long, cerei 
med. 0,44; long, coxae (primi paris) 0,52; femoris 0,35 ; tibiae 0,22; 
tarsi 0,22. 

Habitat: in nido Anoplotermitis tenebrosi (Hag.) Silv. et Haìnitennitis 
kaoni feri Silv. 

Patria: Coxipò (Cuyabà). 

10. Grrassiella synoeketa Silv. 

Sulphurea tota. Corpus antico ovale, rotundatum, postice attenuatum. 
Caput supra setis instructum. Segmenta cetera omnia supra setis mar- 
ginalibus posticis robustis, inter sese distantibus aucta et segmenta tho- 
racica etiam serie setarum lateralium marginalium et segmenta abdomi- 
nalia seta laterali postica singula. Squamae elongatae, basi aliquantum 
angustata vel lateribus parallelis radils 7-8, apice, spatio minimo, libero. 
Antennae breves, 10-articulatae, apicem versus gradatim attenuatae ar- 
ticulo tertio secundo parum breviore, articulo quarto tertio valde bre- 



FILIPPO SILVESTRI 181 

viore, articulo quinto quarto parum longiore, cctcris brevibus, articulo 
ultimo ovali. Palpus maxillaris articulo ultimo quarto parum longiore. 
Palpus labialis articulo ultimo ovali, ceteris valdo crassiore. Tergitum 
ultimum trapezoideum, postico parum emarginatum angulis rotundatis, 
supra seta singula robusta instructis. Btyli in segmentis 7-9. Cerci bre- 
ves: laterales mediano duplo breviores. 

Pedes ut in G. termitobia. 

Long. corp. mm. 1,6; lat corp. 0,96; long, anteunarum 0,50; long, 
cerei mediani 0,o5; long. coxaeO,2o; femoris 0,157; tibiaeO,ll; tarsi 0,13. 

Habitat: In nido Eutermitis microsoma Silv. 

Patria: Coxipò (Cuyabà). 

IV. 
HEMIPTERA-HOMOPTERA 

Fam. Ooccicia.e 
Gen. Termitococeus Silv. 

Corpus ovatum circa seriebus setarum totuni instruetum, inflatum 
ita ut segmentatio typica tantum subtus parum distincta. Antennae triar- 
ticulatae, articulo ultimo longiore, articulis primo et secundo minimis. 
Oculi nulli. Eostrum siphone brevissimo, setis mandibulo-maxillaribus 
perlongis. Stigmata quatuor ad latera pedum primi et secundi paris 
sita. Pedes femore longiore et apicem versus latiore, tarso uniarticulato, 
ungue singulo, integro, magno armato. 

11. Termitococeus asler Silv. 

Stramineus vel cremeus, ovalis polo postico antico parum latiore, 
acariformis, segmentatione vix lateraliter et subtus distincta. Corpus 
(Fig. 231) totum circa seriebus setarum longarum, subtilium, radiatim 
dispositarum instruetum, subtus etiam circa seriebus setarum sat lon- 
garum, tantum ventre Inter et ad pedes pilis brevibus instructo; in parte 
postrema abdominis setis 6 ceteris longioribus, quarum duo internae 
externis parum brevioribus, auctum; dorso pilis sparsis et sat raris. 

Antennae (Fig. 232) in parte infero-anteriore capitis sitae, mar- 
ginem anticum corporis fere toto articulo tertio superantes, articulis 
primo et secundo minimis, tertio perlongo, basi aliquantum angustata, 
apice conico setis 6-7 longis, quarum una apicalis, aneto. Rostrum 
ventrale, parum ante pedes secundi paris situm, siphone perbrevi, co- 



182 TERMITIDI E TERMITOFILI 

nico, apice trimcato, setis brevibus instructo. Pedes (Fig-, 233) sat loiigi, 
coxa globosa, brevissima, setis duabus iiistructa, trocliantere brevi, obli- 
que truncato; femore longiore, basi angustata, apicem versus latiore, 
infra rotundatim parmn producto, setis tribus inferis et singula supera 
instructo, tibia valde attenuata tarso aliquantum longiore, seta subapi- 
cali aucta, tarso ungue magno, integro, parum arcuato, armato. 

Long. corp. mm. 0,78, lat. 0,61; long, antenn. 0,189; long, fe- 
moris 0,157, tibiae 0,088; long, setarum lateralium 0,189; long, setarum 
analium 0,378. 

Habitat: in nido Leucotermitis tenuis (Hag.) Silv. 

Patria: Tacurù Pucù (Paraguay). 



12. Termitococcus brevicoruis Silv. 



Ochraceus vel ferrugineus, ovalis polis subaequalibus, acariformis, 
segmentatione lateraliter et subtus sat distincta. Corpus (Fig. 234) totum 
circa seriebus setarum longarum, subtilium, radiatim dispositarum in- 
structum, subtus tantum in lateribus setis longis, ventre pilis brevibus 
nonnullis, in parte postrema abdominis setis 6, ceteris longioribus et 
in parte antica coqioris setis 4 ceteris aliquantum longioribus, dorso 
pilis sparsis et sat raris et aliquantum longe a corporis margine antico 
setis dunbus longioribus, antrorsum vergomtibusaucto. Antennae (Fig. 235) 
in parte infero-anteriore capitis sitae, marginem anticum corporis non 
superantes, articulis primo et secundo minimis, tertio elongato, apice 
conico, setis 8 instructo. Rostrum siphone perbrevi, pyramidali, de- 
presso, apice setis sat numerosis instructo. Pedes (Fig. 236) sat longi, 
coxa globosa, brevissima, setis duabus instructa, trachantere brevi, obli- 
que truncato, femore longiore, basi angustata, apicem versus valde la- 
tiore, infra in angulo obtuso magno producto, setis tribus instructo, 
tibia valde attenuata tarso longitudine subaequali et seta subapicali aucta 
tarso infra seta singula, ungue magno, integro, parum arcuato, armato. 

Long. corp. mm. 1,05, lat. 0,78; long, antenn. 0,126; long, femo- 
ris 0,157, tibiae 0,063; long, setarum lateralium 0,158-0,189; long, se- 
tarum analium 0,346. 

Habitat: in domo Capritermitis opaci parvi Silv. 

Patria: Coxipò (Cuyabà). 



FILIPPO SILVESTRI 183 

V. 
DIPTERA-NEMOCERA 

Fam. TermitomasticLa© Silv. 

Caput minutimi. Proboscis brevis, palpo brevior. Palpus triarticu- 
latus. Antemiae long-ae, moniliformes, pluriarticulatae. Oculi supra pone 
antennas confluentes, subtus spatio maiore separati. Ocelli tres in ver- 
tice siti. Alac tantum venis duabus longitudinalibus et venulis duabus 
trasversalibus inter easdem instructae. Halteres detecti. Pedes unguiculis 
duabus et pulvillo armatis. Abdomen segmentis 9 compositum. 

Typus: Gen. TermiUmastus SiW. ccracteribus familiae distinguendum. 

13. Terniitomastus leptoproctus Silv. 

Stramineo-cremeus, oculis nigris, antennis alis pedibusque pallide 
fulvescentibus. Caput minutum, supra inspectum (Fig. 238) rectangu- 
lare, facie deplanata verticali, fronte linea trasversali antica leviter ar- 
cuata et linea longitudinali mediana impressa. Clypeus ovalis. Proboscis 
brevis, palporum articulum secundum parum superans. Palpi triarculati, 
longiusculi, crassiusculi, setis longis, numerosis, instructi, articulo primo 
secundo parum crassiore et longitudine eidem subaequali, articulo ter- 
tio secundo niagis attenuato et aliquantum longiore. Oculi magni fasciae 
instar faciem usque ad palporum libellam circumdantes, supra pone anten- 
nas angustati, confluentes, subtus non extensi. Ocelli tres in cervice pone 
oculos triangulariter dispositi. Antennae (Fig. 237 et 240) longae, monili- 
formes, verticillatae, gradatim apiceni versus vix attenuatae, articulis 21 
(interdum 20, in exemplis iuvenilibus 17) compositae: articulo primo secun- 
do parum longiore et setarum longarum serie circulari instructo^ articulo 
secundo sferoideo serie setarum longarum aequatoriali; articulo tertio 
inter omnes longiore, semifusato petiolo cilindrico, sat longo ad arti- 
culum quartum emittente, setarum longarum seriebus duabus et in parte 
supera latiore margine laminari, utrimque interrupto, aucto; articulis 
quarto ad penultimum omomorlìs, parte basali lata conica et petiolo 
supero, attenuato compositis, parte basali margine supero circa in pro- 
cessu laminari producto, utrimque tantum interrupto et seriebus tribus 
setarum aucta, quarum series infera et supera setis subtilibus sursum 
vergentibus constitutae, series mediana, setis longis, robustis, extrorsm 
et paullulum sursum vergentibus; articulo ultimo ceteris magis atte- 
nuato, subgioboso setis ut in articulis ceteris dispositis. Cervix et facies 
pilis brevibus et setis nonnullis instructae, sub margine laterali oculorum 
utrimque setis tribus. 



184 TERMITIUI E TERMITOFILI 

Thorax (Fig. 237) antice angustatus mesonoto magno, lato, parum 
convexo , scuto postico rotundato a tergito primo abdominali partim 
obtecto. Alae retrorsum directae, segmentiim tertium abdorainalem su- 
perantes, aliquantum arcuatae, non extensae sed desuetudinis causa lon- 
gitudinaliter corrugatae. Alae artificiose extensae (Fig. 241) ovales, basi 
angustata, circa leviter crenulatae, superficie tota spinis minimis obsessa, 
margine externo et venis setis instructis: venae duo tantum longitudinales 
adsunt, quarum subcosta ad mediani costam et vena marginalis ad me- 
dium marginem posticum pertinent, inter subcostam et marginalem ve- 
nulae duae transversales celulas duas radicales limitantes. Halteres de- 
tecti , crassiusculi, sat breves, claviformes, extrorsum et paullulum an- 
tro rsum vergentes. 

Abdomen (Fig. 237) ovale, polo antico band peduncolato, postico valde 
elongato, attenuato, papilliformi, pilis nonnullis sparsis, brevibus instru- 
ctum, segmentis 9 compositum, segmento quinto quarto angustiore, sexto 
quinto angustiore, segmentis 7-0 valde angustioribus. Mas: Appendices 
genitales (Fig. 242) breves, biarticulatae pilosae ; appendix dextra si- 
nistra crassiore. 

Pedes longi , attenuati , setis longis sparsis instructi : paris primi 
tibia femore parum angustiore et parum longiore, tarso tibia vix bre- 
viore, 5-articulato, articulo primo sccundo duplo longiore, articulo 
quarto ceteris breviore, articulo ultimo quarto parum longiore, ungui- 
culis duabus, aliquantum arcuatis, integris et pulvillo parvo, laciniato 
instructo. Pedes paris tertii ceteris longiores, femore tibia parum lon- 
giore. 

Long. corp. mm. 2,2; lat. corp. 1,2; lat. capit. 0,19; long, anten- 
narum 1,1; long, alae extensae 1,6. 

Habitat : In domo ipsa Anoplotermitis reconditi Silv. 
Patria : S. Ana (Misiones) E. Argentina; Coxipò (Cuyabà) Brasile. 
Osservazimie. — Il genere, da me sopra descritto, per le poche nervatiii'e 
delle ali e per la forma delle antenne si avvicina molto ai Cecidomyidae, dai 
quali però si differenzia per avere gli occhi fusi insieme nella parte superiore 
e per la presenza degli ocelli; per tali caratteri ho creduto opportuno fondare 
una nuova famiglia, denominandola dal genere , che la rappresenta: Ternii- 
tomastidae. 

Dei Ditteri Nemoceri nessuna specie termitofila si conosceva, però dei 
Brachiceri Wasmann nel 1900 (Zeit. f. wis^. Zool. LXVII , pp. 599-617, 
Taf. XXXIII) descrisse il niTove genere Termitoxenia , per il quale fondò la 
nuova famiglia: Termitoxeniidae (Zeit. f. wiss. Zool. LXX, pp. 289-298, 1901). 
Confrontando il Terìnitomastus con ì fi Termitoxenia si constata che ambedue 
sono physogastri e che la vita termitofila tende in ambedue a fare scompa- 
rire le ali, perchè le vediamo già inatte al volo nel Termitomastus e ridotta 



FILIPPO SILVESTRI 185 

a brevi appendici nella Termitoxenia. Una differenza notevole fra questi due 
termitofili sta nell'apparato boccale, che è provvisto di una proboscide molto 
corta nel Terni itomastus, mentre nella Termitoxenia la stessa è abbastanza lun- 
g'a. Questa disposizione è spieg-ata dal diverso modo di nutrirsi delle specie 
dei due generi: infatti la Termitoxenia si nutre succhiando il sangaie attra- 
verso l'integumento dei termiti, mentre il Termitomastus si nutre di cibo por- 
togli alla bocca dai termiti stessi. 

DIPTERA-BRACHYCERA 
Fam. SsLrGop>liaQlcia.e 

14. Tripaiiurfia tennitophila sp. n. 

? (Nuper exclusa). Flavo-albicans, nigropicta, antennis, palpis pe- 
dibusque nigris; caput aureum, vitta frontali carinisque facialibus ni- 
gris; prooessus vibrissigeri ad niargineni oris approximati, genao sparsini 
pilosulae, frons diniidiam oculorum latitudineni vlx aequat, peristonia 
tertiam partem altitudinis oculorum non excedit; antennae articulo tertio 
secundo ter longiore: setae orbitales utrimqiie duo, parvae, approxiniatac^ 
ocellares nullae, praeverticales duo retrocurvatae, verticales utrimquc 
duo, robustae; thorax vittis trlbus longitudinalibus nigris, determinatis, 
a capite ad scutellum ductis, media angusta externae duplo et ultra la- 
tiores; setae dorso-centrales duo utrimque ad basini, ante suturam nullae: 
scutellum griseum, macula lata basali nigra, setis quatuor majoribus, 
quarum duo apicales longae, non decussatae, segmentnm secundum ab- 
dominis superantes; abdomen purius albicans, vitta media angusta lim- 
bisque extremis segmentorum fuscis, macrochoetis discoidalibus vel 
marginalibus in dorso segmentorum intermediorum oiunino carentlbus, 
ad latera et in segmento apicali parvis; pedes nigri femoribus dimidia 
basali parte cinereo-tomentosa; calyptrae albae; alae albescentes (in 
adulta quoque?), vena tertia long, ad basim setulosa. 

Long. corp. mm. 8. 

Tri_p. (Sarcopliagae) albicanti, Wied,, valde atitìnis, fortasse ejus 
foemina. 

Habitat : in nidis Anoplotermitis pacifici Fr. Mtill. 

Patria : S. Ana (Mìsiones). 

15. Ptilozeuxia? termitoxena sp. n. 

9 Grisea, nigro varia, pedibus palpisque nigris; frons angustior 
dimidia oculorum parte, vitta media nigra, orbitis vix latior, setae or- 
bitales utrimque duo, ocellares magnae; genae sparsim pilosae, peristoma 
angustum postice nigricans; antennae infra medium oculorum insertae, 
articulo tertio albotomentoso, basi paullulo rufesccnte, secundo ter lon- 



186 TERMITIDI E TERMITOFILI 

giove, ad marginem oris producto; thorax griseus, vittis tribiis longi- 
tudinalibus nigris-quariim media angustiore ; setae dorso-centrales duo 
basales utrimque majores antrorsum aliae minores, quorum una ante 
suturam; scutellum griseum macula rotundata basali nigra, setis api- 
calibus longis parallelis; abdomen depressum, griseum, basi et apice 
nigris, segmentis secundo et tertio vitta media longitudinali margine 
postico tessellisque duobus latcralibus trigonis, nigris, segmenta primum 
et secundum macrochaetis dorsalibus nuUis, tertium et quartum ma- 
crochoetis parvis tantum marginalibus praedito; pedes nigri, setosi, un- 
guibus pulvillisque perparvis; calyptrae nlbae; alae vitreae, nervi quarti 
long, cubito angulo recto appendice spuria, venatertia long, usque ad 
transversam parvam setulosa, spinula costali nulla. 

Long. corp. mm. 6. 

In hoc genere longitudinis causa articuli tertii antennarum incerta. 

Habitat : in nidis Anoplotermitls pacifici Fr. Mlill. 

Patria : S. Ana (Misiones). 

VI. 
HYMENOPTERA 

Fara. F o 1" m. i G i ci a e 
16. Solenopsis geminata (F.) 

Habitat: In nidis niixtis cum Anoplotermite cingulato (Burm.) et A. 
tenebrosus (Hag.) 

Patria: Buenos Aires. 

17. Campoiiofcus piinctulatus Mayr. subsp. terniitarius Emery. 

Habitat: in nidis niixtis cum Anoplotermite cingulato (Burm.), A. te- 
nebrosus (Hag.) et Eutermite arenario fulvicapite Silv. 
Patria: Sunchales (S. Fé), Chajari (Entre Eios). 

Fam. _A.p>icÌae 
18. Centris thoracica Lep. 

Habitat: in nidis Armitermifis evhamignathi Silv. et Eutermitis cy~ 
phergastri Silv. 

Patria: Coxipò. 

19. Acanthopus splendidiis F. 

Habitat: in nidis Armitermitis evTiamignatlii Silv. ei Eutermitis cy- 
phergastri Silv. 

Patria: Coxipò. 



FILIPPO SILVESTRI li^T 

20. Trigoua Kohlì Friese 

Habitat: in iiidis Eutermitis Rippertii (Ranib.) Wasm. 
Patria : Coxipò, Cuyabà, Urucùm. 

21. Trigona fuscipeiiiiis Friese 

Ilaliitat: in nidis Euterniitis Hippertii (Ranib.) Wasm. 
Patria : Coxipò. 

22. Trigona latitarsis Friese 

Habitat: in nidis Eutermitis Rippertìi (Eanib.) Wasm. 
Patria: Coxipò. 

VII. 
COLEOPTERA-STAPHYLINIDAE. 

SuEFAM. .A.leocliaringLe. 

Gen. Termitothymns Silv. 

Caput aliquantum latius quani longius , sat coiivcxuin , transversc 
subellipticmn. Oculi parvi, ovales, laterales. Antennao (Fig-. 244) brcves. 
robustae, cylindricae, 11 — articulatae, articulo primo obconico, articulis 
2-10 vix imbricatis. Labrum breve, latum, medium sat prò funde incisum 
et pilis 6 instructum, utrimque sat rotundatum, minutissime serratuin, 
lateribus rotundatis, supra seriebus duabus arcuatis setarum brevium , 
subtilium et setis quatuor long-is, quarum duo laterales anteriores, duo 
submedianae posteriores auctum. Mandibulae breves robustae, sat ar- 
cuatae, apicem versus attenuatae, sinistra in parte media interna dente 
parvo obtuso armata. Mentum (Fig-. 243) aliquantum longius quam latius 
obditrigonum, lateribus anticis longioribus quam postici , antice magis 
attenuatum quam postice, parum ante dimidiam jìartem setis duabus 
lougis submedianis auctum. Ligula (Fig. 243) media incisa, utrimque 
in appendice parva conica producta. Paraglossae magnae ad mediani 
partem labii vertentes , ibidem sese tangentes et apicem ligulae spatio 
sat magno superantes. Palpi labiales triarticulati, articulo primo cras- 
siore, secundo fere duplo longiore, setis nonnullis instructo, articulo 
tertio valde attenuato, cylindrico, nudo, primo paullum breviore. Maxil- 
larum lacinia dente robusto, longo, externo, apicali, dentibus 7-8 ap- 
proximatis apicalibus, et pilis interne instructa, galea marginibus seti- 
geris; palpi articiilus primus minimus, secundus subcla%'iformis^ seta 
una subapicali auctus, tertio crassior et parum longior, articulus tertius 



188 TERMITIDI E TERMITOFILI 

eloiigato-ellipticiis, setis tribus instructus, articiilus ultimus primo triplo 
brevior, subuliformis. 

Prothorax pronoto trapezoideo, sat convexo, latiore quam longiore 
(3:2), prosterno brevi, lato, trapezoidali. Mes3thorax scutello lato, brevi, 
triangulari a pronoto fere omnino obtecto, elitra parimi longiore quam 
latiore, postice fere recte trmicata angulo postico interno vix rotundato, 
clytris miitis pronotis latitudine aequalibus. Metathorax prosterno medio 
inter coxas triangulari. 

Abdomen metathoracd vix latius, lateribus subparallelis, postice ro- 
tundatum, parte postica aliquantum sursum vergente , tergitis planis, 
scutis pleuralibus dorsalibas, chitineis, oblique ad latera tergitorum di- 
spositis, ita ut dorsum huius animalculi incavatum appareat , sternitis 
eonvexis, segmento nono tuberculis duobus breviter papilliformibus ane- 
to, quorum internus magis elongatus setis quatuor robustioribus, acutis 
armatus, externus setis tribus. Scuta pleuralia interna magna oblongo- 
rectangularia, externa valde angusta, parte postica aliquantum lata, an- 
gulo interno seta aneto. 

Pedes paris primi (Fig. 245) coxa elongata, trochantere parvo, fe- 
moris parte distali infra aliquantum excavata, tibia attenuata , femore 
parum breviore infra valde pilosa et spinis duabus robustis, brevibus, 
subapicalibus, armata, tarso 4-articulato, articulis 1-3 infra valde pilosis, 
articulo primo secundo parum longiore, unguibus arcuatis, sat magnis, 
dente parum longe a basi auctis. Pedes 3 paris coxa brevi, lamella 
externa liemitropezoidea, troclianterc parum longiore, femore parte di- 
stali excavata apice rotundato, tibiae parte distali et tarsorum parte 
infera valde pilosis, tarsi articulo primo secundo et tertio, simul sum- 
ptis, acquali. 

Obs : Genus hoc ab Abroteles Casey forma labii praesertim distin- 
guendum. 

23. Termitotliymus i)hiletaeriis Silv. 

Badius, abdomine testaceo-latericio, antennarum apice ipso pallide 
isabellino. 

Corpus totum pilis brevibus sparsis instructum , ventre , lateribus^ 
pronoti et elytrae etiam setis sparsis plus minusve brevibus instructis, 
margine postico tergitorum 3-6 setis 4 longis aneto, torgito septimo ce- 
teris majore, margine postico seriebus pilorum, subtilium , parum lon- 
gorum, clavatorum aucto. Antennae articulo primo obconico secundo 
parum magis quam duplo loìigiore, articulo tertio ceteris breviore, ar- 
ticulis 3-10 gradatim parum longioribus et parum crassioribus, articulo 
ultimo ovali, decimo fere duplo longiore. 



FILIPPO SILVESTRI 189 

Long", corp. mm. 2; long, antenn. 0,82; long, pronoti 0,42; lat. pro- 
noti 0,60; lat. abdom. 0,66; long, coxae pedum 3' paris 0,20; femoriso, 
42, tibiae 0,40: tarsi 0,28. 

Habitat: In nido Eutermitis arenarìi fulvicapitis Silv. 

Patria: Cernadas (Prov. Cordoba, Rep. Argentina). 

24. Xenogaster nigricollis Silv. 

Fulvo-badius, pronoto piceo, elytris macula fuliginea in angulo 
interno ornatis, segmentorum intervallis albis. 

Corpus totum punctatuni, abdomine inflato ventre sursura et antror- 
sum aliquantum vergente. 

Caput parum latius quani longius, angulis posticis rotundatis, ver- 
tice parmn convexo, facie sat deplanata, clypeo setis parum raris, sat 
longis instructo. Oculi parvi subrotundati. Antennae (Fig. 247) geniculatae 
longinsculae, apicem versus parum incrassatae, articulis pilis plenis et se- 
rie setarnm subapicali auetis, articulo primo ceteris tribus sequentibus 
parum breviore, basi i^arum attenuata, articulis 2-10 brcviter peduncu- 
latis, obconicis apice truncato, gradatim brevioribus ita ut articulus se- 
cundus decimo duplo longior, articulo ultimo ovali decimo duplo lon- 
giore. Labrum duplo latius quam longius, angulis anticis rotundatis, 
margine antico parum emarginato, supra setis nonnullis instructum. Man- 
dibulae parum arcuatae apice acuto, interne dentibus armatae. Mentum 
(Fig. 246) aliquantum latius quam longius postico rotundatum , parte 
antica aliquantum angustata, margine antico emarginato, utrimque ad 
angulum anticum setis 3-4 sat longis instructum. Ligula (Fig. 246) lobo 
parvo rotundato, paraglossis vix breviore consti tuta. Paraglossae late ro- 
tundatae. Palpus labialis articulo primo secundo parum crassiore et pa- 
rum longiore, articulo secundo setis 4-5 instructo, articulo tertio valde 
attenuato secundo longitudine aequali. Maxillae lacinia galea parum lon- 
giore apice tantum margine piloso, galeae apice arcuato attenuato , sub 
apice dentibus 3-4 aucto, basi pilosa , palpo setis sparsis , stipite setis 
duabus, palpigero processu subapicali, angusto, conico, seta longa aucto, 
instructo, articulo secundo tertio parum longiore interne exciso, externe 
convexo, articulo tertio quarto triplo longiore, articulo quarto valde at- 
tenuato (in mare articulo secundo latiore quam longiore, articulo tertio 
secundo paullulum longiore). 

Prothorax pronoto vix latiore quam longiore antice paullulum an- 
gustato et rotundatim paululum producto, utrimque late rotundato, supra 
convexo, setis nonnullis aucto et foveis tribus impresso, prosterno medio 
trapezoideo margine postico emarginato. 



I 



190 TERMITIDI E TERMITOFILI 

Mesotliorax scutello valde angiistato , tringulari , elytris brevibus 
terg-ituiii prinium dorsuale tantum obteg-eiitibus, marg-iiie postico oblique 
truncato. 

Metathorax prosterno medio parum producto, subtruncato. 

Abdomen ovaio, a segmento tertio infiatum, dorso paullulum convexo, 
ventre convexo, tergitis o-('> margine postico serie setarum sat longarum 
aneto, setis 6 longis. qnarum duae anteriores, et setis brevissimis spar- 
sis etiam instructis^ tergitis 7-8 tantum setis nonnullis brevissimis spar- 
sis et setis quatuor longis; sternitis pilis brevibus et seriebus duabus se- 
tarum paucarum longarum auctis; scutis pleuralibus internis sat mag'nis 
superis, triangularibus, setis sparsis instructis, externis lateralibus Inter 
sese et a sternitis remotis, seg-mentis duobus et setis nonnullis longùs 
instructis- 

Pedes i)rimi paris (Fig. 248) coxa femore crassiore et parum brevio- 
re, femore subcylindrico tibia parum breviore, tibia parte distali infra 
setis brevibus et spinis duabus apicalibus brevissimis, tarso 5-articulato, 
infra pi'aesertim setoso, aj'ticulo primo secundo aliquantum longiore, un- 
guibus sat magnis basi dentata ; pedes 3i paris coxa trochanthere vix 
longiore lamella externa triangulari aucto, tracantliere sub femore ali- 
quantum ])roducto , femore tibia vix breviore , tibia tarso aliquantum 
longiore, tarso 5-articulato, articulo primo ti'ibus sequentibus, simul sum- 
ptis, vix longiore. 

Long. corp. mm. o; lat. capitis 0,60; long, antennarum 1,56; long, 
articuli primi antenn. 0^36; long, pronoti 0,56; lat. abdom. I,o0; long, 
coxae peduni 3« paris 0,24; femoris 0,78; tibiae 0,80; tarsi 0,60. 

Habitat: in nido Eutermitis arenarii pluriarticulati, Silv. (Coxipò) 
et in nido Eut. arenarii proximi Silv. (S. Ana). 

Patria: S. Ana (Misiones), Coxipò (Cuyabà). 

Observ. A Xenogaster inflatus Wasm. colore et antennarum forma 
praesertim facile distinguendus. 

25, Xniogaster inflatus AVasm. 

Di questa specie, essendo giA. stata descritta dal AVasmann (Verli. 
d. zool. — bot. Ges. Wien 1891, pp. 651-653, taf. VI, Fig. 16-24) do 
solo le ligure del labro inferiore (Fig. 260), delle antenne (Fig. 250) e 
del 1 ' paio di zampe. (Fig. 251). 

Habitat: in nidis Eutermitis arenarii fulvicapitis Silv. 

Patria: La Sierra (Uruguay). 



FILIPPO SILVESTRI 191 

Geu. Tcrmitoiceus Silv. 

^ Corpus abdomiue iiiHato, sursura et antrorsum valde vergente, 
ita ut sternitum tertiuni ad postremam parteiii corporis inveniat et ori- 
fìciuiu anale ad libellani pronoti margini posticis. 

Caput grosse punetatum paruin convexuni, postice rotundatum, facie 
foveola oblong'a impressa, elypeo antice setis quatuor. Oculi sat mag'ui, 
rotundi, convexi. Antennae (Fig. 254) long'iusculae, articulo primo parum 
claviformi, ceteris longiore, articulo seeundo tertio breviore, articulis 
3-10 gradatim aliquantum brevioribus et parum crassioribus, articulo 
ultimo campanulato. Labrum mag'is quam duplo latius quam longius 
angulis anticis rotundatis, medium profunde et late incisum, supra setis 
nonnullis sat longis et brevibus instructum. Mentum (Fig. 257) parum 
latius quam longius, lateribus rotundatis, antice setis duabus longis 
lateralibus et duabus sat brevibus medianis auctum. Ligula (Fig. 257) 
lata, triangularis ad libellam medii articuli secundi palpi pertinens. Pa- 
raglossae obsoletae, libellam apicis palpi articuli primi parvo spatio non 
attingentes. Palpus sat brevis, articulo primo seeundo crassiore et parum 
longiore, setis nonnullis instructo, articulo seeundo setis nonnullis tertio 
parum longiore, articulo tertio valde attenuato, conico, apice truncato. 
Maxillae galea lacinia paululum breviore apice attenuato, fere ad an- 
gulum rectum flexo, sub apice dentibus pluribus armata, lacinia apice 
breviter piloso, palpigero seta longa apicali, palpo attenuato, longo, 
articulo seeundo externe convexo, interne concavo, tertio longitudine 
acquali, crassitudine parum minore, articulo tertio fusiformi^ articulo 
ultimo valde attenuato, conico, tertio triplo breviore, articulis 2-3 se- 
tigeris. Mandibulae apice sat curvato, attenuato, sub apice dextra dente 
minimo, sinistra dente parvo armata. 

Protliorax pronoto grosse punctato, parum convexo aliquantum lon- 
giore quam latiore, antice paullulum latiore quam postice, margine an- 
tico aliquantum rotundatim producto, margine postico fere recte trun- 
cato, prosterno subtrapezoidali. 

Mesothorax elytris postice obliquis truncatis, tergitum ])rimum ob- 
tegentibus. 

Metatlìorax prosterno medio postice parum triangulariter producto, 
apice inciso. 

Abdomen a segmento tertio valde inflato tergitis planis, sternitis 
"èonvexis, scutorum pleuralium serie una supero-laterali, scutis tran- 
sverse subrectangularibus. 

Pedes tarsis 5-articulatis. 

Ohserv, Genus hoc a Xenogaster Wasm. praesertim forma labri, 
labii nec non antennarum bene disting-uendum. 



192 TERMITIDI T^^ TERMITOFILl 

26. Termitoiceus anastreplioproctus Silv. 

Fulvus membranis intersegmentalibus stramineis. Corpus puiicta- 
tura. Antemiae {Fig. 254) articulis pilosis et serie setarum snbapicali 
instruetis, articulo primo secundo magis quain duplo longiore, articulo 
secundo tertio aliquantum minus quam duplo breviore, articulis ceteris 
gradatim brevioribus ita ut articulus decimus tertio aliquantum magis 
quam duplo breviore, articulo ultimo decimo duplo longiore. Tergita 3-6 
margine postico serie setarum robustarum aucto; tergitum septimum 
setis sublateralibus et subposticis instructum. Sternitum tertium setis 
brevibus sparsis et setis longis arcuatis 4-seriatis auctum, sternitum 
quartum setis longis arcuatis 4-seriatis_, sternita 5-7 seriebus duabus 
setarum longarum, sternitum 8 tantum setarum serie postica. Pedes 
pilis et setis brevibus sparsis, primi paris (Fig. 253) coxa longitudine V-j 
femoris acquali, tibia femore vix longiore, tarso coxa longitudine ae- 
quali praesertim infj'a setoso, articulo primo secundo aliquantum lon- 
giore, pedes paris 3« coxa trochanthere longitudine aequali, trochan- 
there sub femore aliquantum producto, femore longitudine tibiae aequali, 
tarso tibia aliquantum breviore, articulo primo tarsali articulis tribus 
sequentibus, simul sumptis, spatio sat magno longitudine superante, un- 
guibus arcuatis basi dente parvo. 

Long. corp. (abdomine extenso) nini. .''); long. corp. (abdomine na- 
turaliter antrorsum reflexo) nmi. 2,6; long, capit. 0,46; long, antenna- 
rum 1,6; long, pronoti 0,56; lat. pronoti 0,48; lat. abdominis 0,43; long, 
coxae pedum 3» paris 0,19; long, femoris 0,86; long. tars. 0,76. 

Habitat: In nidis Eutermitis heteropteri Silv. et Anoplotermitis te- 
nebrosi (Hag). 

Patria: Coxipù (Cuyabà). 

Gen. Termitozophilus Silv. 

Corpus punctis minimis sparsis impressum et setis longis instruc- 
tum, capite parvo, abdomine inflato, sursuni et antrorsum llexibili. 

Caput parum convexum, obtrapezoideum, setis duabus submedianis 
occipitalibus, duabus ad marginem internum oculorum et setis 6 sat 
brevibus ad latera clypei instructum. Oculi convexi, subrotundi. An- 
tennae (Fig. 256) longiusculae, attenuatae , apicem versus paullulum 
incrassatae, articulo primo claviformi secundo aliquantum longiore, ar- 
ticulo secundo cylindrico tertio paullulum breviore, articulis 4-10 gra- 
datim crassioribus, articulo ultimo oblongo-campanulato. Labrum Yj 
latius quam longius, supra utrimque setis tribus sat longis et duabus 
brevibus auctum, angulis anticis late rotundatis, medium incisione parva 



FILIPPO SILVESTRI 193 

aflPectum. Mandibulae apice arcuato, attenuato. Maxillae palpiterò seta 
subapicali longa instructo, palpo sat brevi, articulo secundo aliquan- 
tmn arcuato, setis 3-4 subapicalibus, tertio aliquantum breviore, arti- 
culo tertio setis longis sparsis vestito, tenue claviforiui, articulo quarto 
valde attenuato, conico, tertio minus quam duplo breviore; galea lacinia 
parum breviore, apice arcuato, attenuato, acuto, sub apice dentibus sat 
long-is instructa, lacinia apice piloso. Mentum (Fig. 255) obditrigonuni 
tam longum quam latum, utrimque antice setis duabus. Ligula (Fig. 255) 
magna lobis duabus sat latis, apice rotundato constituta. Paraglossae ob- 
soletae, non prominulae. Palpus labialis articulo primo ceteris crassiore, 
secundo aliquantum longiore, setis nonuullis instructo, articulo secundo 
tertio crassiore et aliquantum breviore, articulo tertio attenuato, cylin- 
drico. 

Prothorax pronoto tam lato quam longo, obtrapezoideo angulis ro- 
tundatis circa setis nonnullis longis, inter sese sat remotis, et setis 4 
superis aucto , prosterno subrectangulari angulis posticis parum rotun- 
datis parum latiore quam longiore. 

Mesothorax scutello transverso, postice rotundato, elythris simul 
sumptis pronoto parum latioribus , aliquantum latioribus quam longio- 
ribus, postice angulo interno oblique truncato, angulo externo parum ro- 
tundato, supra setis paucis longis lateralibus et sublateralibus instructus. 

Metathorax prosterno postice triangulari. 

Abdomen ovale valde inflatum, supra fere deplanatum, subtus con- 
vexum. 

Pedes omnes tarsis 5-articulatis. 

27. Termitozophilus laetus Silv. 

Piceo-fuligineus tergitis et sternitis badiis vel fulvo-ferrugineis 
membranis interesegmentalibus albis. Antennae articulo primo secundo 
aliquantum longiore et crassiore, serie setarum longarum et setis bre- 
vibus aucto, articulo secundo tertio pauUulum breviore, serie setarum 
brevium basali, altera apicali et setis nonnullis longis in medio irregu- 
lariter biseriatis, articulo tertio quarto aliquantum longiore, articulis 
4-10 longitudine inter sese subaequalibus et gradatim parum crassioribus, 
articulo tertio decimo fere ^/^ longiore, articulo ultimo decimo duplo 
longiore, articulis 2-4 subcylindricis et sculptura subaequalibus, arti- 
culis 5-10 basi breviter pedunculata, serie setarum longarum mediana, 
serie setarum brevium subapicali et circa apicem serie pilorum plurium 
brevium , articulo ultimo seriebus tribus setarum longarum instructo. 
Abdomen tergitis 3-6 margine postico medio setis 6 longis instructo, 
tergito 7 setis nullis, tergitis 8-9 setis nonnullis ; sternitis 3-7 media 

13 



194 TERMITTDI E TERMITOFILI 

parte seriehus tribus setarum long'arum, quarum marg-inìs postici setis 
magis numerosis, sterilito 8 seriebus duabus setarum postieis ; ad la- 
tera abdominis et in parte eiusdem sublaterali carenae duo paullulum 
clevatae, crassae adsunt setis longis instructae. Pedes primi paris (Fig. 252) 
coxa elongata femore aliquantum breviore, femore attenuato, praesertim 
apicem versus supra setis nonnullis longis instructo, infra praesertim setis 
brevibus et spinis duabus subapicalibus sat longis, tarso tibia duplo bre- 
viore, articulo primo secundo subaequali, unguibus robustis, arcuatis. 
Pedes 3« paris articulis tarsalibus etiam supra setis longis nonnullis in- 
structis, coxa brevi trochanthere subaequali, lamella externa triangu- 
lari, articulo primo tarsali longitudine articulis duobus sequentibus vix 
superante. 

Long, corp. maris 3,5 ? 3; long, capit. 0,36; lat. capit. 0,34; long, 
antennarum 1,5; long, pronoti 0,34; lat. abdominis V 1,60, maris 1; long, 
coxae pedum 3« paris 0,18; femoris 0,58; tibiae 0,57; tarsi 0,44. 

Habitat: In nidis Corniterynitis similis (Hag.). 

Patria: Tacurù Pucù (Paraguay), Coxipò (Cuyabà). 

Gen. Termìtosius Silv. 

Corpus punctis minimis sparsissimis et setis longis paucis instruc- 
tum, abdomine ovali infilato, sursum et antrorsum flexibili. 

Caput parvum fere tam latum quam longum, supra postice utrinque 
seta longa auctum, clypeo antice utrimque setis duabus. Oculi convexi, 
subrotundi. Antennae (Fig. 259) longiusculae, apicem versus parum 
incrassatae, articulo primo secundo parum longiore, articulo secundo 
tertio parum longiore. Labrum transversum angulis anticis rotundatis, 
medium vix incisum. Maiidibulae apice arcuato , attenuato. Maxillae 
palpigero seta subapicali aneto, palpo articulo secundo setis nonnullis 
longis et brevibus instructo, tertio longitudine subaequali, crassitudine 
parum minore, articulo tertio setoso, crassiore, quarto parum minus quam 
duplo longiore, articulo quarto valde attenuato conico; galea lacinia, 
apice pilis instructa, vix breviore apice attenuato, arcuato, sub apice 
dentibus sat longis uniseriatis armata. Mentum oblongum antice utrim- 
que seta longa. Labium (Fig. 258) ligula lata, rotundata, integra li- 
bellam apicis articuli primi palpi superante, paraglossis obsoletis, non 
distinctis, palpo articulo primo secundo crassiore et aliquantum lon- 
giore, articulo secundo tertio parum breviore, articulo tertio attenuato, 
cylindrico. 

Prothorax pronoto vix trapezoideo parum longiore quam latiore, 
postice paullulum angustato, circa setis paucioribus longis aucto, proster- 



FILIPPO SILVESTRI 195 

no aliquantum latiore quaiu longiore, angulis posticis excisis, param 
rotundatis. 

Mesothorax scutello sat mag-no triangulari, elytris simul sumptis 
paullulum longioribus quain latioribus, postice oblique parum truncatis, 
supra setis quatuor longis lateralibus et quatuor submedianis auctis. 

Metathorax prosterno medio postice triangulari. 

Abdomen ovale sursuni et antrorsum flexibile dorso plano , ventre 
convexo. 

Pedes (Fig. 249) omnes tarso 5-articulato. 

Observ : Genus hoc generi Termitozophilus valde proximiini sed for- 
ma ligulae et antennarum facile distinguendum. 

28. Termitosius pauciseta Silv. 

Badius abdomine fulvo-ferrugineo parte anteriore mediana tergito- 
rmn et sternitorum nigrescente. Antennae (Fig. 259) articulo primo cla- 
viformi secundo parum longiore et crassiore, articulo secundo sat atte- 
nuato, subclavi formi, torti o parum longiore, articulo tertio quarto paul- 
lulum longiore, articulis 4-10 longitudine inter sese subaequalibus etgra- 
datim parum crassioribus, articulo ultimo decimo parum minus quam 
duplo longiore, articulis 1-2 serie setarum longarum et serie setarum 
brevium, articulis 3-10 serie setarum longarum aequatoriali et serie su- 
bapicali pilorum auctis, articulo ultimo piloso, apice setis sparsis et ad 
basim serie setarum longarum. Tergita 3-6 media parte margine postico 
setis 4-6 instructa, tergita 8-9 setis nounullis; sternita media parte setis 
nonnullis lateralibus et posticis, in margine laterali abdominis et in 
parte sublaterali areolis duabus parum elevatis, angustis, oblongis, setis 
nonnullis longis auctis. Pedes primi paris coxa elongata femore parum 
breviore, femore tibia paullulum longiore, supra setis paucis longis in- 
structo, tibia tarso aliquantum minus quam duplo longiore, supra setis 
paucis longis, infra praesertim breviter setosa et spinis duabus subapi- 
calibus sat magnis, tarso setis brevibus instructo, articulis 1-4 subaequa- 
libus, unguibus validis, parum arcuatis. Pedes Si paris coxa lamella ex- 
terna triangulari, trochantere longitudine subaequali, trochantere sub 
femore paullulum producto, femore coxa vix longiore, supra setis paucis 
longis, tibia tarso Vg longiore, supra setis paucis longis, infra praesertim 
parte distali breviter setosa, basi angustata, sub apice spinis duabus sat 
magnis, tarso articulo primo duobus sequentibus, simul sumptis, subae- 
quali, articulis 1-4 supra setis duabus longis instructis, infra setis bre- 
vibus. 



196 TERMITIDI E TERMITOPILI 

Long. corp. mm. 3,5; long', capit 0,40; lat. capit, 0,38; long", anten- 
narum 1,50; long, pronoti 0,36; lat. abdominis 1,30; long, coxae pedmn 
3i paris 0,18: femoris 0,50; tibiae 0,48; tarsi 0,32. 

Habitat : in nidis Eutermitis heteropteri Silv. 

Patria : Tacurù Pucìi (Paraguay). 

Gen. Timeparthenus Silv. 

Corpus (Fig. 261) plus minusve ovale, horizontale, abdominis, valde 
inflati, segmentis anticis supra antrorsum productis, thoracera totum et 
partem maiorem vel minorem capitis obtegentibus, setis brevibus sparsis 
instructum. 

Caput parvura, oblongum, postice semiellipticum , pronoto parum 
minus latura. Oculi sat magni, subrotundi. Antennae (Fig. 264) 10-arti- 
culatae, longiusculae, apicera versus aliquantmn incrassatae, articulo 
primo fusiformi secundo parum longiore, articulis 2-5 gradatim minus 
crassis et brevioribus, articulis 5-9 gradatim crassioribus et parum lon- 
gioribus. Labrum parum latiiis quam longius, angulis parum rotuudatis, 
medium non emarginatum, supra utrimque setis sat longis instructum 
et setis nonnullis brevissimis marginalibus. Mandibulae (Fig. 263) cras- 
siusculae apice parum attenuato, arcuato, sub apice dente lato, brevi, 
triangulari. Maxillae (Fig. 262) galea lacinia parte distali interne pilifera 
parum breviore, apice dente attenuato arcuato terminato, sub apice 
dentibus 9-10 armata; palpigero seta longa subapicali aucto, palpo ar- 
ticulo secundo tertio longitudine subaequali sed magis attenuato, arti- 
culo quarto valde attenuato, conico, tertio vix breviore, articulo secundo 
setis paucis, articulo tertio setis magis numerosis instructo. Labium 
(Fig. 262) ligula lobis duobus subcilindricis, bene distinctis^ constituta, 
paraglossis latiusculis margine rotundato, ligula vix brevioribus, palpo 
articulo primo secundo paullulum crassiore et paullulum breviore, arti- 
culo tertio attenuato, cylindrico longitudine secundo subaequali. Mentum 
parum longius quam latius lateribus convexis, seta longa utrinque auctum. 

Prothorax pronoto parum obtrapezoideo angulis anticis rotundatis, 
tam lato quam longo, prosterno longiore quam latiore, postice trian- 
gulari. 

Mesonotum et metanotum antrorsum supra pronotum a segmentis 
anticis abdominis reflexa. Elythrae simul sumptae aliquantum latiores 
quam longiores, basi aliquantum angustata, angulo postico interno 
oblique parum exciso angulo externo obtusissimo. 

Metathorax alis praesentibus, prosterno postice in processibus duobus 
parvis acutis extrorsum vergentibus producto. 



FILIPPO SILVESTRI 197 

Pedes primi et secundi paris tarso 4-articiilato, illi paris tertii tarso 
5- articulato. 

Observ. Genus hoc a ceteris termitophilis praesertim antennarum 
articulis distinctissimuni. 

29. Tiraeparthenus regius, Silv. 

Albus capite, thorace et parte chitinea ventri et dorsi fulvìs vel 
badiis. Caput siipra pilis perparvis sparsissimis instructo et setis qua- 
tuor long'is sublateralibus. Antennae (Fig. 264) articulo primo secundo 
parum longiore, articulis 2-5 gradatim brevioribus et magis attenuati 
ita ut articulus secundus quinto fere duplo longiore, articulis 5-9 gradatim 
crassioribus et longioribus ita ut articulus quintus nono parum minus 
quam duplo breviore, articulo decimo nono duplo longiore, cylindrico 
apice conico, articulo primo seriebus tribus setarum, articulis 2-3 se- 
riebus duabus, articulis 4-9 pilis et serie singula setarum longarum 
auctis, articulo ultimo piloso et seriebus duabus setarum. Pronotum 
setis nonnullis longis marginalibus et sublateralibus auctum. Elythrae 
setis longis nonnullis marginalibus et paucioribus .superis instructae. 
Abdomcn ovale valde inflatum segmento secundo antrorsura valde pro- 
ducto ita ut thoracem totum et partem maiorem vel minorem capitis 
obtegat; abdomen totum setis sat brevibus, sparsis instructum, tergi- 
torum parte chitinea angusta^ in tergitis 2-3 horizzontali, in tergitis 4-6 
gradatim utrimque magis obliqua ita ut pars chitinea tergiti 6* fere V 
appareat, parte mediana postica chitinea tergitorum 2-6 setis 6 sat lon- 
gis instructa, tergito 7" setis paucis, tergitis 8-9 setis magis numerosis 
longis auctis, sternitis setis brevibus seriatis et setis longis nonnullis 
posticis instructis. Pedes primi paris coxa elongata, subfusiformi, fe- 
more paullulum breviore, seta supera aucta, trochantere perparvo, fe- 
more supra convexiusculo, parte distali infera sulco parum profundo 
affecta, setis longis sparsis, tibia femore parum breviore et tarso ali- 
quantum longiore infra praesertim pilosa et supra setis nonnullis longis 
subtilibus, infra spinis duabus robustis subapicalibus, tarso infra pilis 
longis, supra setis nonnullis longis, subtilibus aneto, articulo primo 
secundo vix longiore, pedes paris tertii coxa femore duplo breviore, 
lamella externa parva, oblonga^ trochantere parvo paullulum sub femore 
producto, femore fusiformi setis subtilibus longis sparsis, tibia infra 
pilis longis sparsis supra setis nonnullis longis, tarso tibia aliquantum 
breviore infra pilis longis sat numerosis et spinis duabus subapicalibus, 
supra setis nonnullis subtilibus longis , articulo primo tres sequentes, 
simul sumptos, fere superante, unguibus robustis. 



Et 



198 TERMITIDI E TERMITOFILI 

Long. corp. mm. 4; long, capit. 0,28; lat. capit. 0,24; long, anten- 
narum 0,68; long, pronoti 0,28; lat. abdom. 1,8; long, coxa tertii pa- 
ris 0,20; femoris 0,40; tarsi 0,32. 

Habitat: in nidis Anoplotermitis tenebrosi (Hag.). 

Patria: Coxipò. 

30. Corotoca Melantho Schiodte 

Habitat: in nidis Eutermìtis cyphergastri Silv. 

Patria: Unicum (Corumbà), Cuyabà. Minas Geràes (Schiòdt.) 

31. Corotoca Phylo Schiodte 

Habitat: in nidis Eutermìtis cyphergastri Silv. 

Patria: Coxipò (Cuyabà). 

Credo opportuno dare il disegno di un esemplare femmina (Fig. 265) 
di Coxipò, appartenente certamente a questa stessa specie quantunque si 
differenzii leggermente dalla figura fatta dallo Schiodte su esemplari 
di Minas Geràes. 

32. Perinfchus Silvestrii Wasm. (1) 

Corpus (Fig. 267) myllaeniforme, antice latum postice valde angu- 
statum, sat convexum. Piceus vel nigropiceus, thorace subnitido, elytris 
et abdomine sericeo-pubescentibus, vix punctatus; antennae pedesque 
testacei. Caput sub thorace partim occultum, valde convexum, ore de- 
flexo, oculis magnis, sed sub thoracis margine anteriore occultis. An- 
tennae (Fig. 270) graciles, compressae; capite thoraceque distincte lon- 
glores, apicem versus vix incrassatae, singulis articulis corona pilo- 
rum longiorum ornatis, articulis 2-6 oblongis, 7-10 subtransversis, 11" 
obtuse conico, fere duplo longiore 10', sed distincte angustiore. Protho- 
rax convexus, longitudine duplo latior, apicem versus omnino rotun- 
dato-angustatus. Elytra thorace panilo angustior et dimidio brevior. 
Abdomen late marginatum, apicem versus valde angustatum, subopa- 
cum, vix punctatum, margine parcesetoso. Ceterum corpus supra haud 
setosum. 

Long. corp. 1,5 mm. 

Habitat: in nidis Eutermìtis cyphergastri Silv. 

Patria: Urucùm (Corumbà), 

Ex sectione microscopica huius speciei ad descriptionem generis 
Perinthus notandum: Pedes omnes tarsis ( Fig. 271-272 ) 4-articulatis, 
articulo primo elongato. Ligula (Fig. 268) sat magna, biloba. Palpi 



(1) Questa e le seguenti specie furono descritte dal P. E. Wasmann S. J. , che 
disegnò pure le figure, che ad esse si riferiscono. 



FILIPPO SILVESTRI 199 

labiales triarticulati, articulo primo crasso, sequentibus duobus latitu- 
dine et longitudine valde decrescentibus. Palpi maxillares 4-articulati, 
articulo tertio valde inflato, quarto duplo breviore tertio, conico. Ma- 
xillae (Fig. 269) breves, longitudine Inter sese aequales, interior apice 
uncinato et intus spinosa, exterior apice pilosa. Forma labii et ma- 
xillarum omnino aliena a Myllaenis, quamvis corporis forma similis 
sit. Quum locum generi Perintho Inter Aleochorinos assignare debeamus, 
perspectum nondum habeo; certe non apud Myllaenain ut Casey exi- 
stemavit. Antennae lateraliter compressae generis Lamprino Inter Tachy- 
porinos panilo similes. 

33. Perinthus crassicornis Wasm. 

P. Silvestrii similis. Nigro-piceus, opacus, densius griseo-pruinosus, 
antennis ( Fig. 273 ) pauUo longioribus, sed apicem versus valde dila- 
tatis, articulis 2-6 latitudine longioribus, 7-10 subtransversis et sensim 
multo crassioribus, 11" obtuso, multo latiore et duplo loiigiore decimo. 
Corpus supra setis sparsis longioribus ornatum. 

Long. corp. 1,6 mra. 

Habitat: in nidis Leucotermitis tennis (Hag.) Silv. 

Patria: Paraguari (Paraguay). 

Conspectus specierum generis Perinthus Casey. 

(Species omnes fuscae vel griseo-fuscae, opacae, graciles, antennis 
compressis.) 

1. Antennae capite thoraceque haud longiores, 
vix incrassatae, articulis 5-10 transversis, 11' di- 
raidio longiore 10'. Corpus supra setis sparsis erectis 

vestitum P. dudleyanus Casey. 

2. Antennae capite thoraceque longiores, vix 
incrassatae, articulis 2-6 oblongis, 7-10 subtran- 
sversis, 11' duplo longiore, sed angustiore 10'. 

Corpus supra haud setosum P. Silvestrii Wasm. 

3. Antennae capite thoraceque longiores, api- 
cem versus valde dilatatae, articulis 2-6 oblongis, 
7-10 subtransversis, 11" duplo longiore et multo 
latiore 10°. Corpus supra setis erectis parce ve- 
stitum P. crassicornis "Wasm. 

Termitonannus Wasm. 

Corporis forma generi Tachino panilo similis, parva, depressa. Caput 
thoraci arcte insertum, sed haud occultum ncque deflexum praeter os. 
Antennae (Fig. 277J 10-articulatae, breves et crassae, subfusiformes, arti- 



200 TERMITIDI E TERMITOFILI 

culis duobus primis magnis, tertio multo minore, obconico, quarto et 
quinto minimis, valde transversis, 6-9 valde incrassatis, transversis, 
10' plerumque multo longiore 9'. Oculi magni. Antennae immediate 
ante oculos insertae. Prothorax latus, scutellum fere omnino tegens. 
Abdomen marginatum, apicem versus sensim angustatum, setosum. Pedes 
mediocres; tibiae omnes spinosae; tarsi antici (Fig. 278) et medii 4-ar- 
ticulati, postici (Fig. 279) 5-articulati. Oris partes: Mandibulae simplices 
falcatae. Labrum latum, margine antico recto. MaxiUae (Fig. 276) breves 
etangustae, iutersese longitudine aequales interior intus spinosa, exterior 
apice pilosa. Palpi maxillaris 4-articulati, articulo tertio valde infiato, 
quarto vix breviore tertio, sed valde angusto, subuliformi et distincte 
sinuato. Labium (Fig. 275) paraglossiis haud distinctis; ligula biloba; 
palpi labiales 3-articulati, articulo primo magno, secundo perbrevi, vix 
oblongo, tertio longiore sed multo angustiore secundo. 

34. Termitonaunus Schmalzi Wasm. 

Minimus subplanus, nitidus, testaceus, elytris infuscatis. Corpus 
(Fig. 274) pilis erectis antico parcius, in abdomine densius vestita. 
Caput, tliorax et elytra polita; abdomen subtilissime denseque punctatum, 
minus nitidum. Antennarum articulus decimus tribus praecedentibus 
simul sumptes longitudine aequalis et panilo angustior 9. 

Long. corp. 0,8-2 mm. 

Habitat: frequens in nidis Anoplotermitis atri (Hag.) Silv. 

Patria: Joinville, S. Catharina. J. P. Schmalz invenit. 

35. Termitonannus Silvestrii Wasm. 

Praecedenti simillimus, panilo obscurior, ditfert antennis (Fig. 280) 
multo magis incrassatis, quarum articulus decimus duobus praeceden- 
tibus simul sumptis longitudine aequalis est, sed dimidio angustior 9. 

Long, vix 1 mm. 

Habitat: in nidis Anoplotermitis morio (Hag.) Silv. 

Patria: S. Catalinas (Buenos Aires). 

Termitonannns major Wasm. 

T. Schmalzi similis, sed duplo major, magis elongatus, lateribus 
corporis (Fig. 281) anterioris magis convexis; minus pilosus, supra 
praeter abdomen fere glaber. Antennarum (Fig. 282) articulus 11*18 
ovalis, duplo tantum longior et vix angustior 10 \ 

Habitat: in nidis Anoplotermitis pacifici (Fr. Miill). 

Patria: Tacurù Pucù. 



FILIPPO SILVESTRI 201 

Conspectus specierum generis Termitonanni: 

(Species omnes testaceae, nitidae, subdepressae, postice angustatae, 
antennis brevibus, fusi formi bus). 

1. Species minores 08-1 mm; antennarum articulus ultimus ( IO"») 
elongato-conicus, latitudine saltem duplo longior. 

a) Antennae modicc incrassatae, articulo 10' 
tribus praecedentibus simul sumptis longitudine 

aequali et vix angustiore 9 T. Schmalzi Wasni. 

b) Antennae validius incrassatae, articulo 10' 
duobus praecedentibus simul sumptis longitudine 

aequali et multo angustiore 9 T. SilvtstrìL AVasni. 

2. Species major 1,8 mm; antennarum arti- 
culus ultimus multo brevior quam in speciebus 
praecedentibus, ovalis, latitudine paullo tantum 

longior T. major Wasm. 

Termitopsonius Wasm. 

Corporis (Fig. 283) antici forma lata, disciformis et deplanata, po- 
stice conica, Xenocephalo Wasm. similis, sed magis depressa. Caput 
(Fig. 284) magnum, non solum deflexum sed omnino in planitic inferiori 
corporis situm, desuper et e latore invisibile. Antennae 11-articulatae, 
validae, compressae, apicem versus dilatatae, iu cavitate prothoracis 
fere omnino occultae; articulo primo magno, ovali , immediate ante 
oculos inserto et oculos partim tegente, articulos 2-6 occultos non potui 
videro; articuli 4 penultimi subquadrati, ultimo ovali apice membra- 
naceo. Prothorax peramplus, vix convexus, postice scutellum obtegens. 
Elytra thorace brevior, apicem versus angustata. Abdomen angustum, 
acute conicum , tenuissime marginatum. Prothorax setis marginalibus 
instructus, elytra seriebus transversis setarum longarum erectarum or- 
nata^ item segmenta abdominalia. Coxae anticae et mediae subcontiguae, 
postice in laminam latam, femorem superantem, dilatatae et cum meta- 
sterno connatae; trochanteres postici lati et deplanati. Femora com- 
pressa. Tibiae anticae et mediae apice trispinosae , posticae margine 
externo trispinoso et apice quadrispinoso. Tarsi omnes 5-articulati, arti- 
culo primo valde elongato, ceteris unitis aequali vel (in tarsis posticis) 
longiore; tarsi longiores tibiis, prasertim in pedibus posticis. 

Oris partes ( quantum eas in facie inferiori corporis videre potui 
absque sectione speciminis unici): mandibulae videntur subobsoleta e, 
(extremum earum apicem tantum vidi); maxillae breves, quarum formam 
non exacte vidi; palpi maxillares valde elongati et fìliformes, facile vi- 
sibiles; item ligula magna et lata, in medio margine antico excisa, pai- 



202 TERMITIDI E TERMITOFILI 

porum labialium articulum primuin obtegens; item palpi labiales triar- 
ticulati, articiilo secundo inflato et subgloboso, tertio parvo subulato. 

Genus hoc Trichopsenio Hom affine (qui etiam in Cephaloplectenis 
ponendus videtur) tum corporis forma, tum antennarum articulo primo 
late ovali, oculos partim teg-ente, tum coxis posticis eum metasterno 
connatis, tum tibiis brevibus, acute spinosis, tum elytris seriebus tran- 
sversis setarum longarum ornatis. Sed difiFert Termitopsenius a Trico- 
psenio corpore anteriore multo latiore, abdomine multo angustiore, co- 
nico, capitis etiam fronte omnino in facie inferiori corporis sita, antennis 
latioribus et magis compressis (Xenocephalo Wasm, simillibus), ligula 
multo majore, palpis maxillaribus longe filiformibus et palporum la- 
bialium articulo secundo globoso. ( Tarsi etiam in Trichopsenio omnes 
5-articulati, articulo primo valde elongato). 

36. Termitopsenius limulua Wasm. 

Rufotestaceus, elytris infuscatis , nitidissimus, impunctatus, spar- 
sim longe et erecte setosus, praesertim in elytris et marginibus poste- 
rioribus segmentorum abdominalium. 

Long, vix 2 mm. 

Habitat: in nido Capr iter miti s opaci (Hag.) 

Patria : Posadas. 

Eupsenius Wasm. 

Corporis (Fig. 285) forma Trichopsenio similis, sed magis depressa 
et deplanata etiam abdomine omnino depresso (haud cuneiformi ut in 
Trichopsenio). Caput (Fig. 286) omnino deflexum, desuper vix suprema 
verticis parte visibili, bicarinatum, carinis antice convergentibus, extra 
carinas profunde excavatum. Antennae in ipsa fronte in superiori cari- 
nae frontalis parte insertae, 10-articulatae, fractae , articulo primo 
scapiformi, elongato etclavato, secundo et quarto perparvis, tertio majore 
conico, 5-9 latitudine valde crescentibus, transversis, 8-10 clavam la- 
tissimam compressam formantibus. Oculi mediocres. Prothorax latissi- 
mus, semicircularis, scutellum postice obtegens. Elytra thoraci lon- 
gitudine acquali sed eodem panilo latior, margine externo convexo, 
apicem versus haud angustata. Abdomen planum, vix marginatum, 
basi elytrorum latitudine sed deinde valde acuminatum. Coxae anticae 
et mediae subcontiguae, postice dilatatae, sed a metasterno distinctae. 
Tibiae breves et tenues, inermes. Tarsi breviores 4-articutati (saltem 
posteriores) articulo primo panilo elongato, ultimo submembranaceo, 
unguibus obsoletis. 



FILIPPO SILVESTRI 20o 

Genus hoc forma capitis et antennarum a Trichopsenio et Termi- 
topsenio valde diversum, antennae generi Limulodes Math. (qui ab auc- 
tore suo inter Trichopterygios computatur) clava valde dilatata similis. 
Pedes perbreves articulo ultimo submembranaceo indicare videntur quod 
hospitibus suis insidere soleat. 

37. Eupsenius ciavicornis Wasm. 

Minimus, planus, rufotestaceus, nitidus, vix punctatus, parce crccte 
setosus. 

Long. 1,2 mm. 

Habitat: in nidis Leucotermitis tenuis (Hag.) Silv. 

Patria: Tacui'ù Pucù. 

Fam. Fselapliicia,© 

38. Inbus decipiens Eapp. 

Habitat: exemplum unum (Fig. 266) legi in nidis Eutermitis di\er- 
similitis Silv. 

Patria: Posadas (Misiones). 

Relazione dei Termitofili con gli ospiti 

La parte più interessante nello studio dei Termitotìli è senza dubbio 
quella che riguarda le loro relazioni con gli ospiti; ma essa è anche 
la più diffìcile per il tempo, che richiede. Perciò io avendo potuto te- 
nere in osservazione i Termitofili, da me raccolti, solo per qualche giorno 
ed alle volte per qualche ora, non credo né voglio far credere ad altri 
di essere riuscito a sorprendere tutti i rapporti, che esistono fra i so- 
pradescritti termitofili ed i loro ospiti. 

Quanto qui appresso espongo ha il valore di frammenti, che pos- 
sono specialmente essere utili per chi si occuperà in avvenire di tale 
soggetto. 

ACARI 

Heterozercon latns Beri. 

Catturai un solo esemplare aderente al dorso dell' Anoplotermes pa- 
cificus e non potei osservare le relazioni esistenti fra di essi. 



204 TERMITIDI E TERMITOFILI 

Ijrozercoii paradoxns Beri. 

Eaccolsi molti individui di questa specie circolanti nel nido fra gli 
Eutermes Rippertii, li vidi anche camminando sul corpo degli operai 
e più specialmente su quello della regina, come anche sui mucchietti 
delle uova. Non potei osservare i rapporti esistenti fra 1' acaro ed il 
termitide, però io ritengo verosimile che quest'acaro si nutra solo di 
spoglie deir Eutermes e che questo da parte sua lo sopporti pacifica- 
mente nella propria casa, quindi 1' Urozercon dovrebbe considerarsi 
come un termitofìlo synoeketo. La piccolezza del corpo, la rapidità dei 
movimenti e la disposizione delle setole lo proteggerebbero contro ogni 
tentativo di attacco da parte dell' Eutermes. 

Discopoma espansa Beri. 

Una sola femmina osservata aderente all'addome di un operaio di 
Anoploterm.es pacifìcus. Assai probabilmente i rapporti di quest' acaro 
con r Anoplotermes saranno uguali a quelli, che riferisco per la specie 
seguente. 

Discopoma termitophila Beri. 

In quasi tutti i nidi di Eutermes heteropterus vidi esemplari del 
Discopom,a in discorso aderenti all'addome degli operai, generalmente 
in numero di uno, qualche volta di due ed anche di tre. 

In un tubo di vetro posi alcune larve, operai e soldati di Eutermes, 
un individuo di Stafllinide termitofìlo accidentale ed otto Discopoma. 
Dopo pochi minuti gli acari si erano installati sull'addome degli operai 
di Eutermes, dei quali uno ne portava tre, uno due ed altri uno. La 
disposizione del Discopoma sull'addome è generalmente dorso-laterale 
con la bocca rivolta all' esterno. Per andare sul dorso del Termite il 
Discopom,a gli si attacca ad una zampa ed abbastanza rapidamente rag- 
giunto il ventre, da qui passa al dorso. Dove giunto ed attaccato visi, 
1' Eutermes si scuote come per farlo cadere, ma poi lo sopporta senza 
dolore, sembra, perchè non fa più alcuno sforzo per toglierselo e con- 
tinua ad occuparsi dei suoi lavori. Gli altri operai nell' operazione di 
pulizia, che dispensano ai compagni, puliscono anche 1' acaro senza 
fargli danno alcuno. In questo frattempo l'acaro conserva lo stesso po- 
sto, però sotto il suo scudo si vedono piedi e palpi in movimento. Il 
Discopoma si vede fermo nello stesso punto per vario tempo e forte- 
mente aderente col rostro tanto che spesso vi rimane anche dopo che 
insieme al termite è morto in alcool. Quando vuol cambiare ospite pro- 
fitta del momento in cui un Eutermes sta pulendo un compagno per 



FILIPPO SILVESTRI 205 

passarseli sopra poggiandosi fortemente con le zampe posteriori sul- 
r ospite, che vuole abbandonare, e librandosi all' innanzi con il resto 
del corpo fino a toccare in qualche punto l'altro Eutermes; in tal modo 
ho visto Discopoma passare anche ad un Eutermes, che s' incontrava 
a camminare vicino. Vidi una sola volta un Discopoma sopra l'addome 
di una larva, non ne sorpesi mai sull'addome di nasuto. 

Anche lo sotafllino termitofllo fu una volta assalito dall'acaro e per 
alcuni minuti per quanto agitasse l'addome non potè liberarsene; mentre 
però lo statìlinide stav^u con la testa vicino a quella di un operaio di 
Eutermes^ il Discopoma passò per la testa di quello al dorso di que- 
st' ultimo. 

È certo che questo Discopoma deve nutrirsi del sangue dell' Euter- 
mes assorbendolo quando trapela dalle piccole ferite, che fa nelle mem- 
brane intersegmentali con il rostro. Si comprende perciò la ragione nel 
ricercare solo operai, che sono individui più grandi e più nutriti dei 
nasuti. 

11 Discopoma è dunque un termitofllo ectoparassita. 

Debbo far notare che mentre raccolsi una cinquantina di ninfe 
omeomorfe non mi fu possibile vedere un individuo adulto. Ciò mi fa 
sospettare che allo stato adulto quest' acaro passi sugli alati e con essi 
al tempo della sciamatura emigri. 

Tyroglyphus yiduus Beri. 

Allo stato di Hypopus ne catturai varii individui aderenti alla parte 
occipitale del capo degli operai e dei nasuti di Eutertnes arenarius fuì- 
viceps, allo stato adulto molti esemplari sui cadaveri di tale Termitide. 
In una colonia di Eutermes tenuta in un nido Janet la maggior parte 
degli individui restò dopo pochi giorni enormemente infettata; molti 
individui ne portavano dieci e persino quindici esemplari aderenti al 
capo; gli esemplari morti brulicavano di Tyroglyphus. Io credo che la 
presenza degli Hypopus sull' Eutermes non debba considerarsi come un 
semplice caso di phoresia, ma pittosto come un vero e proprio ectopa- 
rassitismo. 

DIPLOPODA 
Mesotropidesmns dorsalis Silv. 

Nelle gallerie di Capritermes opacus trovai varii individui di Me- 
sotropidesmns fermi o lentamente camminando; li catturai e li posi in 
un tubo con operai e soldati del detto termitide, che non fecero di essi 



206 TERMITIDI E TERMITOFILl 

caso alcuno. Di questa specie ne trovai alcuni esemplari anche nella 
parte centrale del nido di Cornitermes similis ed airi sotto piccoli pezzi 
di legno, giacenti sopra il suolo. Quindi il Mesotropidesmus è un ter- 
mitofllo synoeketo e accidentale potendo vivere anche lontano da Ter- 
tnitidi. Esso nelle gallerie di Capritermes e Cornitermes vi cerca ri- 
paro, oscurità, umidità, detriti. 

La forma del corpo del Mesotropidesmus è eminentemente protet- 
tiva. Inoltre la sostanza puzzolente, che emette a volontà dalle ghian- 
dole laterali, è ben atta a tener lontani gli ospiti, se tentassero mole- 
starlo. 

Isotropidesmns rudis Silv. 

Trovai una sola volta tre individui di Isotropidesìnus sotto un pezzo 
di legno, dove erano in escursione anche Eutermes Rippertii macroce- 
phalus. Credo che questo Diplopodo debba considerarsi come termitofilo 
accidentale, poiché detto Eutermes non aveva lì il suo nido. 

Plagiotropidesiiiiis convoxus Silv. 

I quattro esemplari da me raccolti si trovavano nella parte cen- 
trale basale di un nido di Eutermes arenarius pluriartieulatus. Li os- 
servai per qualche tempo vivi in un tubo insieme ad operai e nasuti 
di Eutermes e avendo constatato che questi sopportano paciiicamente 
la presenza del Plagiotropidesmus, dobbiamo ritenere tale specie termi- 
tofila synoeketa, forse accidentale. 

THYSANURA 
Griassiella termitobìn Silv. 

Nella camera reale di Anoplotermes tenébrosus trovai con il re e la 
regina varii esemplari di Timeparthenus e tre esemplari della Gras- 
siella, che si aggiravano tranquillamente fra gli operai. In un tubetto 
di vetro posi la coppia reale, alcuni operai e le tre Grassiella, in tal 
modo constatai che queste vivono in perfetta armonia con V Anoploter- 
mes, senza essere mai perseguitate. Una volta ne osservai una anche 
sul dorso della regina, mentre la testa di un operaio, che puliva que- 
sta, stava vicinissima alla testa della Grassiella. Oltre la casa forse 
questi Tisanuri hanno anche cibo dalle Termiti rubandolo loro come 
fanno altre specie alle formiche. Quindi abbiamo un termitofilo synoe- 
keto, perchè i Termiti non lo accarezzano e non lo perseguitano, ma 



FILIPPO SILVESTRI 207 

solo lo tollerano, con tntto che non ne ricavino alcun benetìcio e forse 
anzi un danno. 

La Grassiella termitohia vive anche con 1' Hamitermes Jiainifer. 

Orassiella synoeketa Silv. 

Nelle gallerie di Eutermes ìnicrosoma in mezzo ad operai, soldati e 
larve vidi aggirarsi tre Grassiella, che catturai e posi vive in un tu- 
betto con i suoi ospiti. Esse camminavano per ogni dove in mezzo agli 
Eutermes, qualche volta s' incontravano con essi a testa a testa, però 
né le une né gli altri ne facevano caso. Vidi pure entrare nella stessa 
galleria, dove erano Eutermes una Grassiella ed uscirne liberamente 
dall'altra parte. Non osservai mai un Eutermes rincorrere una Gras- 
siella viceversa, quindi si tratta anche per questa specie di un ter- 
mitofilo synoeketo, perchè riceve casa e probabilmente cibo. 

HEMIPTERA 
Termitococcas aster Silv. 

Rompendo le gallerie di Leucotermes, ben caratterizzate e distinte 
da quelle di ogni altra specie di Termiti^ per essere tappezzate com- 
pletamente di una sostanza bianca o bianca paglierina, vidi in una di 
esse avvicinati fra di loro quattro piccoli artropodi, quasi immobili, 
presso i quali passavano i Leucotermiti senza lame caso. Debbo con- 
fessare che li per lì nemmeno sospettai che si trattasse di insetti, li 
ritenni Acari, tanto erano somiglianti per la loro forma apparente a 
tali Artropodi ! Li posi vivi in un tubetto di vetro con larve, operai e 
soldati degli ospiti e constatai che i Leucotermiti non si approssima- 
vano mai a loro né in atteggiamento di amici, né in quello di nemici. 
Cosicché dobbiamo ritenere che il Termitococcus é un termitofilo sy- 
noeketo. 

Il Termitococcus ha un colore bianco-paglierino o un color crema 
quale è quello dell'interno delle gallerie del Leucotermes, quindi ha un 
colore protettivo e protettiva ha altresì la disposizione delle setole, che 
circondano in varie serie tutto il suo corpo. I vantaggi, che ritrae il 
Termitococcus da questo suo modo di vivere, sono: quello di avere un 
luogo riparato da intemperie e sicuro da molti nemici, e poi quello di 
poter più facilmente trovar radici da succhiare. 



208 TFORMITim 10 TERMITOFTTiT 

Tennltococciis brevicornis Silv. 

Questn s|)(H'Ì(> 1;i rimciiiii nelle f^allcrie di Capritermes opacus por- 
riin, con il (|ii;ii(' TiMMiiilc Im le sitasse rclazicìni clic il 7'. asfcr con il 
LeucotervìcK. 

Vivendo in f^jillerie con pareli scui'e t|uesto '/'('fmifocorcKs ha un 
colore ocliraceo o l'ei'i'n^'ineo. 

DIPTERA 

Termi foiiiiistiis leptoprocliis Silv. 

L.i 1 rima volta che io \idi inu^slo curioso Dittero fu in Misiones 
inaila \\c\K Arji'enfina presso S. Ana: stavo in un luo^'o non boscoso, 
ma l'ornilo di \ ('<;'ela/,i(Mie arboi'ea e arboi'escente poco spessa sollevando 
pielr(\ sotto le (piali IrovaNo (pialclie i;'alleria di Aìi()plot<'ì'nii's rccon- 
ilifiis. Durante lah^ operaziom> fui sorpreso nel vedere tra una lìla di 
Atìoploternies, vhc si rifui;Mavano frellolosi nelle li'allerie sotterranei^ 
alcuni individui di un iiis(»tluccio, che ben iacilmenle compresi dover 
ess(>r<^ un t(M"initolìlo. (^)m>sto era scii'uito da operai di Aiioplofcniies ed 
era incitalo a si'a|>pare insieme: ciò potei conslalai'c i)iù volle. Catturai 
vari! esemplari del '/'cnHÌfoiiHtsfits e li posi vivi in un tubo di vetro 
insieme a opiM-ai e larv(> di Anoploteriiics e, così potei osservare (pialcho 
cosa dei rapporti esisteiili Ira le ^\\\e specie, l^ìssi vivono in perfetta 
armonia: (iualcli(> operaio di Aiìof>lotennes sì a\ vicina al 7\'r>iììio»ìastu^ 
lo pulisce, lo a('care/,/,a, spesso lo so^ue per di dietro tastandolo con 
antenne e palpi «> ì;1ì pnMide in bocca 1' eslremilA dell' addome, certa- 
uuMite ]»(>r farsi dare (piaUdie cibo i;-radilo. In che consislerA esso? lo 
l'redo in sterco soltanto. Tab' soslanza r nulrimenlo al>ituale dei Ter- 
milidi, che lo esigono anche tlai bu'o com|)ayiu, (^ [)robabilnu'nte ha 
feccia di un Dittero sarA per loro cosa anche più prelibata! Ed il Dit- 
tiM'O in cambio che riceve dall' Aiutphìfcnucs / Casa e carezze gìh io 
sappiamo, i>erò anche nutrimento':' (^hicsto io non ho pollilo c<instatare, 
ma ò probabih> che così avveng-a, poiché non saprei davvero che cosa 
potrebbe mangfiaro il Termiiomastus nella casa d<dl' Anoplotermes, dove 
non esiste che terra e orbe s(»cche triturale, sostanze, che insieme a 
sterco di vertebrati e ad altri detriti sono il nutriiiKMilo di Anoploter- 
mes recoiìdU)(s'. 

Il 2('rmitoiti((stiis é duiupie un termitolìlo riweiio. 

A Co\ii>C) pr(>sso CuyabA trovai (|uesta stessa specie con il mede- 
simo os[)ite ed cltbi i'ami)o di fare le stesse osservazioni. 



FILIPPO SILVESTRI 209 

Tripanurga termltophila Silv. 

Nei nidi di Anoplotevmes pacificus presso S. Ana trovai molte cri- 
salidi e larve di questo dittero; tanto le une che le altre però non sta- 
vano nelle g-allerie del Termite, occupavano solamente la parte perife- 
rica del nido ed anche g-li spazii tra le gallerie profonde. Quindi è un 
termitofilo alloicoxeno. 

Come ho detto io non lio trovate larve nelle gallerie, però questo 
potrù accadere alle volte ed in tal caso la larva trova degli amici negli 
Anoplotermes . Infatti avendo posto alcune larve in un tubo con molti 
operai di Anoplotermes vidi questi non molestarle ed anzi qualche volta 
pulirle. Tali larve poterono dopo alcuni giorni incrasalidarsi. 

Ptilozeuxia termìtoxena Silv. 

Per questa specie vale quanto sopra. 

HYMENOPTERA 

Solenopsis geminata (F.) 

Nella provincia di Buenos Aires con molta frequenza si trovano 
piccoli cumuli di terra abitati dalla Solenopsis e dedV Anoplotermes cin- 
gulatus e tenebrosus, però tale vicinanza è puramente accidentale. Detti 
Anoplotermes sono specie scavatrici e non costruttrici e quindi sono 
essi che invadono parte del nido della Solenopsis. Gli Anoplotermes sono 
piti numerosi nella parte profonda del nido. Appena si smuove il ter- 
reno da essi abitato e restano allo scoperto formiche e termiti, quelle 
afferrano ed uccidono questi. 

Camponotus panctulatus Mayr subsp. termitarius Emery 

Questa formica vive in campi aperti ed umidi e costruisce nidi 
sopra il suolo alti anche 50 a 70 centimetri. In tale nido frequentemente 
si trovano Anoplotermes cingulatus e tenebrosus, e la loro presenza quivi 
si deve considerare affatto accidentale. Altre volte si trovano nidi di 
Eutermes arenarius fulviceps poggiati in un lato a quelli di Camponotus 
e pure ciò avviene affatto accidentalmente. Non ho mai trovato Cam- 
ponotus dentro le gallerie. 

Tanto il Camponotus che dette specie di termiti vivono perlopiìi 
lungi l'uno dagli altri. 

14 



2 10 TERMITIDl E TERMITOFILI 

Centris thoracica Lep. 

Questo bell'apide sceglie per deporre le sue uova i nidi di Armi- 
termes evhamignathus e Eutermes cyphergaster. Con molta frequenza ho 
trovato larve e crisalidi in detti nidi a Coxipò, però mai nelle g-allerie 
stesse. Si deve considerare come un termitofllo alloicoxeno. I bozzoli ab- 
bandonati vengono spesso occupati dai Termiti o riempiti di sostanza 
nutritiva. 

Acanthopus splendidns F. 

Quest'apide si trova negli stessi nidi prediletti dalla Centris, per- 
chè è appunto parassita di quest'ultima. Per la grandezza ed il colore 
sono due specie in modo sorprendente somiglianti. 

Trigona latitarsìs Friese. 

Il nido di questa specie fu da me osservato pure nel nido di Eu- 
termes Rippertii. Esso ne occupava appena una oiccola porzione nella 
parte inferiore ed era separato dalle gallerie di Eutermes per mezzo di 
propoli resinoso. Non avendo trovato che una volta il nido di questa 
specie non so se debba considerarsi come termitofìlo alloicoxeno. 

Trigona Kohli Friese 

Trovai quattro volte il nido di questa specie e sempre situato nel 
nido dell' Eutermes Rippertii, che lo costruisce con sostanze vegetali 
triturate ed impastate con saliva, poggiandolo a rami d'albero. Appunto 
in mezzo a tale nido stabilisce la sua dimora la Trigona in discorso. 
Essa occupa dunque parte d'una casa altrui, ma non la trova già adatta 
ai suoi bisogni, poiché V Eutermes costruisce soltanto un meandro for- 
mato di piccole celle poste in comunicazione fra di loro per mezzo di 
piccoli fori, mentre che ad essa occorre una cavità più o meno grande 
per disporre i suoi favi e la riserva del suo nutrimento. Perciò la Tri- 
gona si risparmia di fabbricare le pareti della propria casa, ma si deve 
preparare tutto 1' appartamento interno, accomodandolo come il mate- 
riale dell' ospite lo permette. Essa è riuscita nell'intento come risulta 
dalla descrizione seguente. Tutto il nido composto era di una forma 
ovoide e misurava nell' asse maggiore 65 centimetri, nel minore 40. 
Tolta via la parte abitata dall 'Eutermes restava la dimora della Tri- 
gona di forma pure ovale misurante nell' asse maggiore 48 centime- 
tri, nel minore 28 e avente un peso di ben 13 chilogrammi. La 
abitazione della Trigona è ben separata da quella dell 'Eutermes per 



FILIPPO SILVESTRI 



211 



mezzo di un propoli nero molto duro. In una sezione mediale essa non 
presenta una cavità unica con dentro dispostivi i favi come nel nido 
di Trigona rufìcrus, ma invece (Fig. 57 A-B) varie (3-4) piccole ca- 
vità separate fra di loro da grossi strati di sostanza, che in parte si 





bs^;.,. 



!ilì>f<<iJ'i^ì ri»è|Vi- 






Fig. 5 7 

Due sezioni mediane del centro di un nido di Euterm.es Rippertii, 
occupato dalla Trigona Kohli. 



può riconoscere essere residuo della casa dell'Eutermes ed in parte pro- 
poli della Trigona stessa. In tali cavità si trovano disposti orizzontal- 
mente un certo numero di favi, quanti possono entrar vene; e nella parte 
inferiore specialmente gli otri del miele e del polline. I favi sono al 
solito formati di un unico strato di cellette, di forma elittica, con l'asse 
maggiore di 6 millimetri ed il minore di 4, trovandosi in cavità di 



212 TERMITIDI K TERMITOFILI 

forme molto irregolari, essi sono assai variabili per dimensioni. Tn tali 
cavità alla periferia dei favi o più sovente attaccate alla parete si tro- 
vano qua e \ìi separate alcune celle ovali quasi il doppio più grande 
di quelle delle . operaie, esse sono le celle delle V • 

È assolutamente certo che la 'Trigona invade la casa dell' Eutermes 
e non viceversa. Da questa specie di simbiosi la Trigona è quella che 
ne ritrae il maggior vantaggio, perchè essa oltre che risparmiare molto 
tempo e molto materiale per la costruzione della propria casa, viene 
in tal modo ad averla protetta da un esercito numeroso di operai e 
soldati di Termiti. Questi alla lor volta sopportano un danno nella per- 
dita d'una porzione della casa, ma traggono un piccolo vantaggio nella 
difesa che esercita anche sulla loro dimora la Trigona. 

Viene chiamata volgarmente nei dintorni di Cuyubà cupira ed io 
credo che si è guadagnato questo nome per il suo modo di vivere nei 
nidi di Eutermes, che vengono chiamati volgarmente cupi, e non giA, 
come Bates, secondo Smitt, che cupira sia abbreviazione di curupira e 
significhi demonio del bosco. 

Trìgona fuscipennis Friese. 

Vidi questa specie abitare un nido di Eutermes Rippertii, però non 
potei esaminarne la costruzione interna. Raccolsi alcuni individui, che 
venivano a mordermi, perchè battevo con una scure 1' albero, sul quale 
era il nido. 

Non posso asserire se si tratta di un termitofilo alloicoxeno genuino 
o accidentale. 

COLEOPTERA 

Termite thyii» US philetaerus Silv. 

Vidi alcuni individui di questa specie correre rapidamente per le 
gallerie di Eutermes arenarius fulvìceps con l'addome ripiegato all'in- 
nanzi senza apparente persecuzione da parte degli ospiti. Ne posi due 
individui in un tubetto insieme a vari operai e nasuti di Eutertnes e 
non sorpresi mai perseguitare quelli o viceversa. Qualche volta osservai 
fermo vicino ad un Eutermes un Termitothymus, che tenendo sempre 
l'addome ripiegato all'innanzi, ne volgeva però frequentemente l'estre- 
mità verso r Eutermes e lo sfregava con esso. Perchè? Credo per ac- 
carezzarlo. Io non ho potuto sorprendere il Termitothymus in atto di 
essere nutrito dall' Eutermes, ma ciò è probabile che avvenga. L' Eu- 
termes dal canto suo che cosa può ricevere dal Termitothytnus in cambio 



FILTFMH) SILVESTRI 218 

della casa e del cibo? Carezze certamente, come ho potuto osservare, 
ma se poi gli ammanisca qualche sostanza nutritiva attraverso V ano 
oppure come essudato non saprei, né la morfolog'ia esterna in questo 
caso ci viene in aiuto. Sarà l'osservazione che potrà deciderlo. 

Questo Aleocarino ò un termitofìlo euxeno ed avendo l'addome ste- 
nog"astro deve essere considerato come un termitotìlo relativamente re- 
cente, poiché non ha raggiunto nessuna delle specializzazioni tanto ca- 
ratteristiche delle specie seguenti. 

Xenogaster nigricollis Silv.: X. inflatus Wasni; Termitoiceus aiiastre- 
phoproctus Silv.; Termitozophiliis laetiis Silv.: Terniilosius pauciseta Silv. 

Le relazioni di queste specie con i loro ospiti sono tutte regolate 
da uno stesso interesse reciproco e quindi sono uguali fra di loro. Io 
ho osservato solo per pochi momenti individui delle varie specie messi 
vivi con individui dell'ospite in tubetti di vetro, e ho potuto solamente 
constatare che fra Aleocarini e Termitidi regna una perfetta armonia 
non solo, ma che quelli accarezzano questi, e che questi alla lor volta 
puliscono quelli. Tutti i generi sopraindicati sono pili o meno physo- 
gastri. Xenogaster , Termitozophiìiis e Tennitosius hanno un addome ri- 
volto air insù in modo da formare un aiigolo abbastanza ottuso con il 
piano cefalo-toracico, quando essi camminano lo ripiegano all' avanti 
fino a giungere a toccare con l'estremità il torace. Termitoiceus ha in- 
vece l'addome sempre ripiegato all' innanzi ed in ciò s'avvicina a Spiraclita. 

La forma del labbro inferiore ci indica che questi termitofìli sono 
nutriti dai loro ospiti, ai quali danno in compenso carezze ed amma- 
niscono forse qualche gradito essudato attraverso l'integumento dell'ad- 
dome,' che tendono a rendere piìi sottile ri ducendo le parti chitinose, 
e pili esteso caricandosi di molto grasso. Quell' atto che fanno i Ter- 
mitidi per pulire gli Aleocarini deve essere interpetrato anche come 
leccamento, e quello degli Aleocarini verso i Termitidi oltre che come 
carezza forse anche come stimolo a farsi dare da mangiare. Dunque 
Xenogaster, Termitoiceus, Termitozophilus, Termitosius sono tutti ter 
m itoti li euxeni. 

Corotoca Phylo Schiòd.; C Melantho Schiòd. 

Quando rompendo un nido di Eutermes cypliergaster vidi scappare 
frettolosi tra i Termiti alcuni individui di questi stalìnilidi, quasi con 
tutto l'addome coricato sul torace, giacché 1' ano viene a trovarsi sopra 
il pronoto, rimasi incantato a contemplarli ! Come erano belli 1 Però essi 
scappavano, allora dovei prenderli e metterli in un tubo insieme a 
operai e nasuti dell' ospite. Bupertiuo dire che stavano in perfetta ar- 



214 TERMITIDI E TERMITOFILI 

raonia. Alle volte un operaio di Eutermes si affrettava come per rag- 
giungere una Corotoca, la tastava, la puliva e forse la leccava, altre 
volte una Corotoca ferma di fianco ad un operaio volgeva V estremità 
dell' addome verso di esso e lo sfregava. In tal modo lo accarezzava, 
ma forse tale atto non è anche un invito a farsi dare da mangiare? 
Io non ho potuto constatarlo, ma lo credo assai verosimile. Così dunque 
la Corotoca avrebbe cibo, casa e carezze, 1' Eutermes forse una ghiot- 
tornia essudata dall'enorme addome e carezze. 

La Corotoca Phylo anche piìi della Melantho raggiunge il più alto 
grado di physogastria, che si conosca. Il loro colore è giallognolo si- 
mile a quello delle ninfe dell' Eutermes. 

Ambedue le specie sono vivipare, quindi anche in mezzo a tanti 
amici, hanno creduto più opportuno assicurare lo sviluppo della prole 
nel proprio corpo. 

Le Corotoca sono termitofili euxeni. 

Tìmeparthenas regins 

Mentre sminuzzavo gallerie di Eutermes tenebrosus fu attratta la 
mia attenzione da due insettucci biancastri, che lesti camminavano tra 
gli operai di Anoplotermes: erano essi individui del bellissimo genere 
sopra indicato, che catturai con gran contentezza non sospettando la 
sorpresa più gradita, che mi attendeva. Continuando a sminuzzare il 
nido, misi allo scoperto la camera reale, e quale non fu la mia gioia 
nel contemplare lo spettacolo, che mi si presentò incantevole alla vista ! 
Intorno alla regina ed al re erano varii operai affaccendati, sei individui 
di Timepartenus aggirantisi pure per 1' appartamento regio e tre Gras- 
siella termitobia Silv. ! Quanta armonia fra tante bestiole tanto div^erse ! 
Curioso di sapere qualche cosa dei rapporti esistenti fra tali creature, 
posi in un tubo la coppia reale, parecchi operai, i Timeparthenus e le 
Grassiella. Vidi spesso gli Stafilinidi radunati in numero di tre o quattro 
intorno la testa ed al torace della regina e del re, senza che alcun ope- 
raio si curasse di scacciarli, anzi osservai qualche volta operai di Ano- 
plotermes, che accarezzavano i Timeparthenus e li pulivano. Non sorpresi 
mai i Timeparthenus dispensando carezze agli ospiti, perciò nella mia 
nota preliminare dicevo che tale specie di termitofllo doveva servire 
solo di compagnia alla coppia reale. Oggi però credo piuttosto, che 
esistano relazioni materiali tra il Timeparthenus, la coppia reale ed anche 
gli individui delle altre caste. 

Questo genere con il suo addome physiogastro, ma normalmente di- 
steso, con piccolissimi scudi chitinei, offre una superficie leccabile assai 
estesa, e quindi dobbiamo ritenere che quando V Anoplotermes lo pulisce. 



FTLIIT'O SILVESTRI 215 

forse lo lecchi pure. Quanto alla loro dimora specialmente nella camera 
reale è probabile, che avvenga per due ragione, primo perchè ivi più 
facilmente possono ricevere cibo da operai, che vanno a nutrire la cop- 
pia reale ed in secondo luogo, perchè può essere , che siano destinati ad 
essere leccati specialmente dalla regina e dal re. Quindi il Timeparthe- 
aus sarebbe piuttosto una balia che una dama d'onore della coppia reale, 
in ogni modo è un termitofilo euxeno. 

Jubns decipiens Rapp. 

Catturari questo piccolo Pselatìde in mezzo a operai e nasuti di Eu- 
termes diversimiles Silv. Postolo vivo in un tubo con individui dell'ospite, 
non potei osservare alcuna relazione da amici o nemici, posso solo as- 
serire che dopo 18 ore esso era tale quale nel momento della cattura. 

Perinthus Siyestrii Wasm. 

Raccolsi varii esemplari di (jucsta specie aggirantisi svelti sulle pa- 
reti delle gallerie di Eutermes cypheryaster . Il Termitide non ha relazione 
alcuna con questi ospiti, i quali vivono in casa altrui usufruendovi an- 
che per cibo detriti, mangiati dall'albergatore. Questa specie è un ter- 
mitofilo synoixoxeno. 

Perìnthns crassicornis Wasm 

Questa specie fu da me catturata in mezzo a molti individui di 
Leucotermes tennis. 

Termitonaniiiis SiTestrii Wasm. T. major Wasm 

Il primo fu da me trovato in un nido di Anoplotermes morio ed il 
secondo in quello di Anoplotermes pacipcus. Non so affatto che relazioni 
esistono fra i Termitidi e tali ospiti. 

Termitopsenliis lìinuliis Wasm. 

Questo bello stafilinide fu visto da me camminare sul corpo della 
regina di Capritermes opacus. Vivrà esso sempre su di essa? In caso 
affermativo forse egli, termitofilo di antica data, come indica anche tutta 
la forma del corpo, ha scelto per sua dimora il dorso della regina per 
potersi recare frettolosamente a rubare un pò di cibo, quande gli operai 
stanno nutrendola. Quindi sarebbe un termitofilo cleptoxeno. 



216 TERMITIDI E TERMITOFILI 

Enpseniiis clavicornis Wasm. 

Intorno a questo termitofllo posso solo affermare di averlo raccolto 
nell'interno di un nido di Leucotermes tenuis. 

Divisione dei Terraitofili. 

Termitofìli sono tutti quei animali, che vivono dentro i nidi di Ter- 
miti. 

Essi, a secondo dei rapporti, che lianno con gli albergatori, posso- 
no riunirsi in determinate categorie, le quali per altro in natura non 
sono le une dalle altre nettamente distinto. 

Seguendo in gran parte la classificazione data dal Janet per gli ani- 
mali mirmecotìli, io divido i Termitofìli in : 

Alloicoxemi 

Parassitoxeni 

Cleptoxeni 

Synoicoxeni 

Euxeni 

Alloicoxeni sono i termitofìli, che vivono nel nido dei Termiti, però 
giammai nelle gallerie stesse insieme ai legittimi proprietarii ; parassi- 
toxeni quelli, che vivono sopra o dentro il corpo dei Termiti nutrendosi 
a danno di questi; cleptoxeni quelli , che , non ostante la manifesta 
ostilità dei Termiti, di soppiatto riescono a toglier loro nutrimento o 
prole; synoicoxeni quelli , che sono tollerati dai Termiti nel proprio 
nido e che utilizzano oltre la casa spesso anche detriti , che possono 
trovarvi ; euxeni infine quelli, che vivono in rapporti intimi con i 
Termiti, e che vengono da questi anche nutriti in cambio di qualche 
secrezione o essudato, di cui essi siano ghiotti. 

Come ho già fatto notare antecedentemente, sarà soltanto possibile 
pronunziarsi sul vero valore dei rapporti tra Termiti ed ospiti , solo 
quando si sarà potuto osservarli insieme in nidi artificiali per un lungo 
periodo di tempo e con somma attenzione. 

Rispetto a quelli da me raccolti, senza pretendere di averne sco- 
perti tutti i veri rapporti con gli albergatori , almeno sono certo che 
sono realmente termitofìli, e che alcuni di essi sono parassiti , altri 
tollerati ed altri invece veri amici, nutriti, puliti, accarezzati. 



INDICE 



Prefazione ........... 

Elenco delle località, nelle (}uali vennero fatte le collezioni 
Metodo .seguito per lo .studio dei Terinitidi .... 



Pafl. 



Parte I. 



Ter*miticla.e. 



Cenno storico .... 
Bibliografia .... 
Sistematica : Fani. Termitidae 
Valore dei caratteri 
Classificazione . 
Siibfam. Calotermitinae . 
Gen. Porotermes 

Porotermes quadricollis 
Gen. Calotermes 

Calotermes fulvescens 
» liirtellus 

» modestus 

» latifrons 

» incisus 

» rugosus 

» rugosus subsp. occidentalis 

» rugosus subsp. nodulosus 

» temnocephalus 

» triceromegas 

» • taurocephahis 
» lobicephalus 

Subfam. Termitinae 
Gen. Leucotermes 

Leucoterines tennis 
Gen. Serritermes 

Serritermes serrifer 
Gen. Microcero termes 

Microcerotermes Strunck 
Gen. Hamitermes ') 

Hamitermes hamifer 

» brevicorniger 

Gen. Coptotermes 

Coptotermes Marabitanas 



9 
10 
1:5 
15 
16 
17 
18 
18 
20 
21 
23 
25 
26 
27 
28 
32 
33 
34 
34 
35 
36 
37 
37 
38 
39 
40 
41 
41 
43 
43 
45 
46 
46 



M In p. 43 et in olio loco antea prò « Hamitermes » scripsi « AmW-rmes », prò « hamifer 
aniif'er » prò in evhamignathus » <s.euamignathus ». 



21S 



ixDic?: 



Gen. Termes . 

Termes dirus . 
» gran di s 
» molestns 
Gen. Cornitermes 

Cornitermes simili? 

» acignathus 

» cumulans 

» strìatns 

» triacifer 

» longilabius 

>^ orthocephalns 

» laticephahis 

Gen. Gap ri termes 

Capritermes opacns 

» opacns snbsp. parvns 

» orthognathus 

Gen. Mirotermes. 

Mirotermes saltans 

y saltans subsp. nigritnt 

» fur 

» fur subsp. microcerus 

» globicephalus 

Gen. Spinitermes .... 
Spinitermes trispìnosus . 
» brevicornis . 

Gen. Armitermes. .... 
Armitermes heterotypus. 
» festivellus . 

» evhamignathus . 

» odontognathus 

» odontognathus subsp. 

» albidus 

» nasutissimus. 

Gen. Eutermes. .... 
Eutermes Rippertii . 

» Rippertii subsp. macrocephalus 
» arenarius. .... 
>^ arenarius subsp. proximus . 
> arenarius subsp. pluriarticulatus 

» arenarius subsp. fulviceps . 
» diversimiles .... 
» cyphergaster .... 
» heteropterus .... 
» microsoma .... 



Pag. 47 

48 



FILIPPO SILVESTRI 



219 



Gen. Anoploterraes 


Pag. 


95 


Anplotermes paciflciis 


» 


96 


» turricola ...... 


» 


97 


» tenebro su s 


» 


97 


» eingulatiis 


» 


98 


» cingulatiis .siibsp. abbreviatus. 


' 


99 


» morio 


» 


99 


» morio subsp. ater . . . . 


» 


100 


» reconditus 


>^ 


101 


Distribuzione geografica 


« 


102 


Elenco alfabetico e sinonimico delle specie di Termitidi sud-araeric. 


» 


104 


Frammenti biografici : Calotermitini 




110 


Termitini : Leucotermes tennis 


» 


111 


Serritermes serrifev .... 


» 


112 


Microcerotermes Strunckii . . . . 


» 


113 


Hamitermes hamifer 


» 


115 


» brevicorniger . . . . 


» 


115 


Coptotermes Marabitanas . . . . 


» 


» 


Termes dirus 


» 


» 


» grandis 


> 


UH 


>^ molestus 


y> 


>^ 


Cormitermes similis .... 


y 


117 


» cumulans 


. 


120 


» striatus .... 


>■, 


122 


» triacifer .... 


» 


127 


» longilabius 


» 


» 


» orthocephalus . 


» 


» 


» laticephalus 


» 


» 


Capritermes opacus .... 


» 


y 


» opaciis parvus . 


» 


128 


» orthognathus 


. 


» 


Mirotermes saltans .... 


» 


» 


» saltans nigritus. 


» 


» 


» fur 


» 


» 


» fur microcerus . . . . 


« 


129 


» globicephalus. . 


» 


» 


Spìnitermes trispinosus. 


» 


» 


» brevicornis. 


» 


» 


Armitermes heterotypus 


» 


» 


» festiA'ellus. 


>5 


» 


» evhamignathus . 


» 


» 


» odontognathus . 


yi 


131 


» odontognathus minor 


» 


» 


» albidus .... 


» 


» 


» uasatissimus. . 


» 


» 



■220 



INDICE 



Biologia 



Eutermes Rippertii 
» arenarius 
» arenarius proximus 
» arenarius pluriarticnlatus 
» arenarius fulviceps 
» diversimiles . . 
» cyphergastcr 
>; heteropterus . 
» microsoma 
Anaploterraes pacificiis. 
» turricola. 

» tenebrosus. . 

» cingiilatus. 

» morio 

» reconditus 

Costituzione della società dei Termitidi 
DiÉFerenze di forma fra le varie caste. 
Individui sessualmente maturi. 
Numero degli individui di una colonia e propor 
fra le varie caste ..... 

Durata della vita ...... 

Sciamatura e formazione di nuove colonie. 
Attitudini delle varie caste .... 

Di alcuni costumi ...... 

Nutrizione ....... 

Origine delle varie caste .... 

Nidi 

I Termitidi considerati in rapporto all' agricoltura e 
all'uomo . . . . . . . 



Faff. 132 
» 135 



Parte II. — Termitofili. 



Sunto storico . 
Bibliografia 
Sistematica: Acari 



Heterozercon latus . 

Urozercon 

Urozercon paradoxus 

Discopoma expansa 

» termitophila . 

Tyroglyphus viduus 
Diplopoda: Mesotropidesmus 

Mesotropidesmus dorsalis 
Isotropidesmus 
Isotropidesraus rudis 
Plagiotropidesmus convexus 



FILIPPO SILVESTRI 



221 



Thysanura: Grassiella termitobia 
» synoeketa 

Hemiptera: Termitococciis 

Termitococcus aster. 

» brovic'ornis 

Diptera: Termitomastidae 

Termitomastus leptoproctus 
Sarcophagidae 
Tripaniirga termitophila 
Ptilozeuxia termitoxena 
H3'iiieii opterà: Formicidae . 

Solenopsis g-eminata . 
Campouotus puuetulatus 

tarius . 
Apidae 

Centris thoracica 
Acanthopiis spleiididxis 
Trigona Kohli 

» fuscipennis . 
» latitarsis 
Coleoptera: Staphylinidae . 
Termitothymus 
Termitothymus philetaerus 
Xenogaster nigricollis . 
» inflatus 

Termitoiceus 

Termitoiceus auastrephopr 
Termitozophihis . 
Termitozophilus laetus 
Termitosius . 
Termitosius pauciseta 
Timeparthenus . 
Timepartheuus regius 
Corotoca Melantho 
Phylo . 
PerinthiTS Silvestrii 

» crassicornis 

Termitonannus . 
Termitonanniis Schmalzi 
» Sih'estrii 

» major 

Termitopsenius . 
Termitjpsenivis limiihxs 
Eiipseiiìus . 
Eupseniiis clavicornis 



octiis 



179 
180 
181 

» 

182 
183 

» 
185 



187 



188 
189 
190 
191 
19-2 

» 
193 
194 
195 
196 
197 
198 



199 
199 
200 



201 
202 

» 
203 



222 



INDICE 



Coleoptera: Pselaphidae . 

lubus decipiens . 
Relazione dei Termitoflli con g-li ospiti . 
Acari: Heterozercon latus 

Urozercon paradoxus . 
Discoporaa expansa 

» termitophila 

Tyroglyphtis viduus 
Diplopodi: Mesotropidesmus dorsalis 
Isotropidesmus rudis 
Plagiotropidesmus convexus 
Thysanura: Grassiella termitobia 
» synoeketa 

Hemiptera: Tennitococcus aster 

» brevicoi'nis 

Diptera: Termitomastiis leptoproctus 
Tripanurga termitophila 
Ptilozeuxia tennitoxena 
Hymenoptera: Solenopsis geminata 

Camponotus punctulatns 

tarius . 
Centris thoracica 
Acanthopns splendidus 
Trigona latitarsis 
» Kohli 

» fnscipennis . 
Coleoptera: Termitothymns philetaerus 
Xenogaster nigrieollis . 

» inflatxis 

Termitoiceus anastrephoproc 
Termitozophilus laetns . 
Termitosiiis paiiciseta . 
Corotoca Phylo 

» Melantho 

Timepartheniis regins . 
lubus decipiens 
Perinthus Silvestri 

» erassicornis . 

Termitonannus Silvestrii 

» major 

Termitopsenivis limulus 
Eupsenixxs clavicornis . 
Divisione dei Termitotili ...... 

Spiegazione delle tavole ...... 



terni i- 



Pag. 203 



tus 



INDICE ALFABETICO 



l'arte I. 

acignathvs (Cornitermes) 55,105. 

albidus (Armilermes) 7',), 105, 131. 

albidus (Termes) 107. 

americanus (Termes) .53, 107. 

Anoplotermes 95, 105. 

anticus (Galoterraes) 104. 

anticus (Termes) u)7. 

arenarius (Kutermes) 83, 1(6, 135. 

arenarius (Termes) 83, 107. 

arenarius f'ulviceps (Eutermes) 87, 106, 135. 

arenarius pruriarticvlatis ( Eutermes ) 86, 

106, 135. 
arenarius proximus (Eutermes) 84, 106, 135. 
armiger (Armi termes) 105. 
armiger (Termes) lOT. 
Armilermes 73. 
ater (Eutermes) 100. 
ater (Termes) 100, 107, 
Attitudini delle varie caste 151. 
Bibliografia io. 
Biologia 143. 

brevicorniger ^Hamitermes) 45, 106, il5. 
brevicornis (Spiniterraes) 72, 107, 129. 
brevis (Calotermes) 104. 
brevis (Termes) 107. 
Calotermes 3, 16, 20. 
Caloterraitinae 16, 17. 
Caloterraitini HO. 
Capritermes 02. 
castaneus (Calotermes) 24, 104. 
Cenno storico 9. 
cephalotis (Termes) 107. 
cliileusis (Termes) 107. 



cingulatus abbrevialus ( Anoplotermes ) 99, 

105. 
Cingulatus (Anoplotermes) 98, 105, 142. 
cingulatus (Termes) 63, 98, 107. 
Christiernsonii (Termes) 53, 107. 
Classificazione 16. 
Coptotermes 46. 
corniger (Eutermes) 106. 
Cornitertries .52. 
ct rnutus (Termes) .56. 
costatus (Termes) 4?, 50, 107. 
Costituzione della Società dei Termitidi 143. 
cumulans (Cornitermes) 56, 105, 120. 
cumulans (Termes) 56, 108. 
cyphergasler Eutermes) 91, 106, 137. 
debilis (Eutermes) 94. 
debilis (Termes) 94, lOS. 
decumanus (Termes) 49, 108. 
destructor (Termesj 81, 108. 
devastans (Termes) 108. 
Di alcuni costumi 152. 
Differenza di forma fra le varie caste 144. 
dirus (Termes) 48, 108, 115. 
divrsimiles (Eutermes) 90, 10(i, 137. 
dorsaìis (Mesotropidesmus) 175. 
dubius (Termes) 48, 108. 
Durata della vita 149. 
Eenco alfabetico e sinonimico delle specie di 

Termitidi sud-americani 104. 
Elenco delle località nelle quali furono fatte 

le collezioni 5. 
Eutermes 81. 

evhamignalìLUS (.Armitermes) 76, 105, 129. 
exiguus (Termes) 108. 
fatalis (Termes) 48, 108. 



224 



INDICE ALFABETICO 



festivellus (Armitermes) 71, 105, 129. 
flaviiollis (Termes) 48, 108. 
Frammenti biografici HO. 
fulvescens (Calotermes) 21, 104. 
fur (Mirotermes) 68, 106, 128. 
fur microcerus (Mirotermes) 70, lii6, 129. 
fuscipennis (Termes) 48, 108. 
fuscus (Termes) 50, 108. 
(jlobicephalus (Mirotermes) 70, lOò, \2ì. 
Glyptotermes 17. 
Glyptotermitinae 17. 
irandis iTermes) 49, 116. 
Guatimalae (Calotermes) 104. 
Guatimalae (Termes) 108. 
Hagenii (Calotermes) 36, 104. 
Hamitermes 43, 108. 
hamifer (Hamitermes) 43, 106 115. 
heterop erus (Eutermes) 93, 106, 138. 
heterotypus (Armitermes) 74, 105, 129. 
Heterotermes 17. 
hirtelus (Calotermes) 23, 104. 
Hodotermes 16, 18, 104. 
incìsus (Calotermes) 27, 104. 
iiidecisus (Termes) 108. 
Individui sessualmente maturi 145. 
inquilinus (Eutermes) 106. 
I Termi tidi considerati in rapporto all'agri- 
coltura e all'uomo 163. 
Lacus Sanati (Termes) 63, i08. 
laticephalus (Corniterrnes) 61, 127. 
latifrons (Calotermes) 26, 104. 
Lespesii (Termes) 57, 108. 
Leucoternies 37, 106, 111. 
lividus (Termes) 108 
lobicephalus (Calotermes) 36, lOi. 
longilabius (Corniterrnes) 59, 127. 
Marabitanas (Coptotermes) 40, 105, 115. 
Marabitanas (Termes) 46, 108. 
margìnalis (Rhinotermes) lo7. 
Mastotermes 16. 
jVeinerii (Eutermes) 106. 
Metodo seguito per lo studio dei Termitidi 5. 
Microceroternies 41, 1C6. 
mlcrosonia (Eutermes) 04, 106, 139. 
Mirotermes 66, 106. 
Mixotermes 16. 

modestus (Calotermes) 25, 104. 
molestus (Termes) 51, 108, 116. 
morio (Aiioplotermes) 99, 142. 



morio (Euterii es) 99, 105 

morio (Termes) 99, 108. 

morio ater (Anoplotermes) lOO, 105 

Miilleri (Termes) 108. 

nasutissiinus (Armittrme^ ) 79, 105, 131. 

nasutus (Rbinotormes) 107. 

nasutus (Termes) 108, 109 

Nidi 160. 

nodulosus (Calotermes) 33, 104. 

Numero degli individui di una colonia 148. 

Nutrizione 153. 

obscurus (Termes) 48, 109. 

occidentalis (Calotermes) 32. 

occidentis (Termes) 109. 

occidentis (Termopsis) 105. 

odontojnathus (Armitermes) 77, 105, 131. 

odontognathus minor (.armitermes) 78, 105, 

131. 
opacus CCapritermes) 62, 105, 127. 
opacus (xermes) 62, 109. 
opacus parvus (Capri termes) 61, 105, 128 
orensis (Termes) 63, 109. 
Origine delle varie caste 154. 
orthocephalus CGornitermes) 60, '.06, 127. 
orthognatlius (Caprilermes) 65, 128. 
paciflcus (Anoplotermes) 96, 105, 139. 
pallidipennis (Termes) 56, 109. 
pallidus (Termes) 18, 109. 
paradoxus (Termes) 63. 
Parotermes 16. 
Porotermes 18, 105. 

posticus (Calotermes) 104 / 

Prefazione 3. 

quadricollis (Hodotermes) 104. 
quadricollis (Porotermes) 18, lo5. 
quadricollis (Termes) 109. 
reconditus (AnO( lotermes) 101, 105, 142. 
Rhinotermes 16, 17, 107. 
Rhinotermitinae 17. 
riograndensis (Termes) 66, 10 '. 
Rippertii (Eutermes) 81, 106, 132. 
Ripperlii (Termes) 81, 100. 
Rippertii macrocephalus (Eutermes) 83, 106. 
Rippertii V. Iheringii (Eutermes) 106. 
rugosus (Calotermes) 28, 104. 
rugosus nodulosus (Calotermes) 104. 
rugosun occidentalis (Calotermes) 104. 
saliens (Termes) 62, 109. 
saltans (Mirotermes) 06, 100, 128. 



FILIPPO SILVESTRI 



225 



saltans nlgritus (Mirotermes) 63, 106, 128. 
Sciamatura e fondazione di una nuova Co- 
lonia 149. 
serrifer (Calotermes) 40, 104. 
serrlfer (Serriterraes) 40, 107, 112. 
serrifer (Termes) 17. 
Serritermes 39, 107. 
similis (Cornitermes 53, i06. 
similis (Termes) 53, 109, 117. 
simplex (Rhinotermes) 107. 
simplicinervis (Termes) 109. 
Sistematica 18 

Smeathmani (Calotermes) 36, lOì. 
spinicollis (Termes) 48, 109. 
Spinitermes 71, 107. 
spinosus (Termesj 48, 109. 
Stolotermes 16. 

striatus (Cornitermes) 57, 106, 122. 
striatus (Termes) 57, 109. 
Strunckii (Microcerotermes) 41, 106, 113. 
StruDckii (Termes) 41, 109. 
tauì-ocephalus (Calotermes) 35, lOì. 
tenebrosus (AnoplotermesJ 97, 14 . 
tenebrosus (Eutermes) 97. 
temnocephalus (Calotermes) 34, 104. 
tenuis (Leucotermes) 38, 106. 
tennis (Termes) 38, 109. 
Termes 47, 107. 
Termitidae 13. 
Termitinae 16, 17, 37. 
Termilini 111. 
Termopsis 16. 

tenebrosus (Termes) 97, 109. 
testaceus (Termes) 83. 
triacifer (Cornitermes) 58, 106, 127. 
triceromegas (Calotermes^ 34, 104. 
trispinosus (Spinitermes) 71, 107, 129. 
trisplnosus (Termes) 71. 
turricola (Anoplotermes 97, 105, 141. 
uruguayensis (Termes) 66, 109. 
Valore dei caratteri 15. 

F»arte II 

Acari 172. 

Aleocharinae 187. 

anastrephoproctus (Termitoiceus) 192. 

Apidae 186. 

aster (Termitococcus) 181, 207. 

Bibliogralìa 171. 



brevicornis (Termitococcus) 182, 208. 

clavicornis (Eupsenius) 203. 

Coccidae 181. 

Coleoptera 187. 

conv xus (Plagiotropidesmus) 178, 206. 

crassicornis (Perinthus) 199. 

decipiens (lubus) 203. 

Diplopoda 174. 

Diptera 183. 

Divisione dei Terraitollll. 

dorsalis (Mesotropidesmus) 175, 205. 

Eupsenius 202. 

expansa (Discopoma) 173. 

Formicidae 186. 

fuscipennis (Trigona) 187. 

Gamasidae 172. 

geminata (Solenopsis) 186. 

Hemiptera 181. 

Hrmenoptera 186. 

Kohli (Trigona) 187. 

inflatus (xenogaster) 190. 

Jsotropldesmus 176. 

latus (Heterozercon) 172. 

laetus (Termitozophilus) 193. 

latitarsis (Trigona) 187. 

Lepismidae 179. 

leptoproctus (Termitomastus) 183, 208. 

limulus (Termitopsenius) 202. 

major (Termitonannus) 200. 

Melantho (Corotoca) 198. 

Mesotropidesmus 174. 

nigrlcollis (Xenogaster) 189. 

paradoxus (Urozercon) 173. 

paucìseta (Termitosius) 195. 

Phylo (Corotoca) 198 

Plagiotropidesmus 177. 

Pselaphidae 203. 

punctulatus termitarius (Camponotus) 186. 

regius ^Timepartllenus) 197. 

Relazione dei termitofili con gli ospiti 

rudis (Isotropidesmus) 177, 206. 

Sarcophagidae 185. 

Schmalzi (Termitonannus) 200. 

Silvestrii (Perinthus) 198. 

Silvestrii (Termitonannus) 200. 

Sistematica 172. 

splendidus (Acanthopus) 186. 

Stiodesmidae 174. 

Sunto storico 171. 

15 



220 



INDICE ALFABETICO 



synoeheta (Grassiella) 180, 807. 
termitobia (Grassiella) 179, 206. 
Terniitococcus 181 
Termlloìceus 191 
Termifomaslidiae 183. 
Termilonannus i«9. 
termitoiìhila (Discopoma) 174. 
term itophila (TvipanMirga.) 185. 
Termitopsenius 201. 



Terrnitosius 194. 
Termitothfimus 187. 
Termilosophilus 192. 
termltoxena (Ptilozeuxia) 185. 
thoracica ( Centri s) 186. 
Thysanura 179. 
Ttmeparthenus 196. 
Urozercon 172. 
viduus (Tyroglyphus) 174. 



EXPLIOATIO FIGURARUM 



Tab. I: Fig. 1-53; Tab. Il: Flg. 54-93; Tab. Ili: Fig. 94-140; Tab. IV: Fig. 141-214; 
Tab. V: Fig. 2l5;-253; Tab. VI: Fig. 254-300 



Fig. 1. Porotermes quadricollis. 



2. 


» 


V 


3. 


•n 


n 


4. 


ìì 


» 


5. 


n 


ìì 


6. 


n 


ìì 


7. 


n 


ìì 


8. 


Calotermes fulvescens. 


9. 


n 


ìì 


10. 


n 


» 


11. 


» 


ìì 


12. 


» 


ìì 


13. 


v 


ìì 


14. 


n 


hirtellm. 


15. 


n 


>- 


16. 


-1 


modestus. 


17. 


Ti 


ìì 


18. 


n 


latirons. 


19. 


" 


incisus. 


20. 


V 


ìì 


21. 


n 


rugosus. 


22. 


V 


n 


23. 


n 


ìì 


24. 


n 


occidentalis. 


25. 


ìì 


temnocephalus. 


26. 


ìì 


ìì 


27. 


ìì 


triceromegas. 


28. 


il 


n 


29. 


ìì 


taurocephalus. 


30. 


» 


lobicephalus. 


31. 


n 


fi 


32. 


n 


)> 



Tato. I. 
CFig. 1-53) 

5: corporis pars posterior (nympha). 

ìì labrum. 

ìì caput cum pronoto. 

ìì antennae pars proximalls. 

» cercus. 

» pedis 3* tibiae apex et tarsus. 
ìì Miles: Caput cum pronoto. 
$: Caput cum pronoto. 
ìì Antennae pars proximalis. 
» cercus. 

" tibiae 1* paris apex et tarsus. 
n Miles: caput cum pronoto. 
» " antennae pars proximalis. 
Miles: animalculum totum. 
" antennae pars proximalis. 
Regina substitutionis. 
Miles: caput cum pronoto. 



» antennae pars proximalis. 
9 : caput cum ])ronoto. 
» tibiae apex et tarsus. 
Miles (Tigre): caput cum pronoto. 



Miles: 



ìì (ex latereinspectum.) 

ìì 

ìì (ex latere inspectum.) 



)' ìì ìì (ex latere inspectum ) 

antennae pars proximalis 



228 



EXPLICATIO FIGURARUM 



Pig. 


33. 


n 


34. 


» 


35. 


» 


36. 


» 


37. 


» 


38. 


» 


39. 


» 


40. 


» 


41. 


» 


42. 


» 


43. 


» 


44. 


» 


45, 


» 


46. 


n 


47. 


)) 


48. 


» 


49. 


» 


50. 


n 


51. 


» 


52. 


» 


53. 



'ig- 


54. 


» 


55. 


» 


56. 


» 


57. 


n 


58. 


n 


59. 


» 


60. 


» 


61. 


7» 


62. 


» 


63. 


» 


64. 


» 


65. 


» 


66. 


>) 


67. 


)J 


68. 


» 


69. 


)) 


70. 


» 


71. 


» 


72. 


« 


73. 


a 


74. 



Leucotermes tennis. y: mandibulae 

)j " » caput cum prò noto. 

» •> » antennae pars proximalis. 

)> » Miles major: caput cum pronoto. 

y n 'I minor: » " » 

n 5> n antenna. 

Serritermes serrifer. '^^: mandibulae. 

" 7? » caput cum pronoto. 

» » Miles: caput cum pronoto. 

» » » antennae pars proximalis. 

11 » 0: ala altera anterior. 

Galotermcs rugosus. Larva antennis 10-articulatis. 

» » Pars proximalis antennae 10-articulatae. 

» » Larva antennis 10-11 articulatis. 

1) » Larva antennis 1 1-articulatis. 

» « Pars proximalis antennae 11-articulatae. 

» » Miles nymphalis. 
Microcerotermes Strunckii 5 caput cum pronoto. 

n n n mandibulae. 

n n n antennae pars proximalis. 

n >? » Miles: caput cum pronoto. 

Tato. II. 
(Fig. 5-1-93) 

Microcerotermes Strunckii. Operarius: mandibulae. 

» » 'j antennae. 

» n n ginecoides: antenna. 

» » » animalculum totum. 

>7 n » ginecoides: animalculum totum. 

Hamitermes hamifer. '^f! : caput cum pronoto. 

» » » antennae pars proximalis. 

»5 » Miles: caput cum pronoto. 

n -n » n antennae pars proximalis. 

)? n Operarius: antennae pars proximalis. 
» brevicorniger. Nyrapha: caput cum pronoto. 

>» ') » antennae pars proximalis. 

n » Miles: caput cum pronoto. 

» )» >» antennae pars proximalis (exemplum ex Cosquin). 

» » y> » )) « ?j Corumbà). 

n )) Operarius: antennae pars proximalis. 
Coptotermes Marabitanas. Miles: cajtut cum pronoto. 

!> » lì antennae pars proximalis. 

)) » ìì pes primi paris. 

!) j) Operarius: antennae pars proximalis. 

') » » mandibulae. 



FILIPPO SILVESTRI 22*.» 

Fig. 75. lermes dirus. Miles; caput cum thorace. 

Operarius major: aiiinialculum totum. 

» w antennae pars proximalis 

)) minor: caput cuni thorace. 

9: caput cum pronoto. 
» antennae pars proximalis. 
Operarius major: pronotum, 

n » antennae pars proximalis. 

') minor: » » •' 

5: caput cum pronuto. 
» antennae pars proximalis. 
Miles: caput cum pronoto. 
n pars proximalis antennae 19-articulatae. 
» » •' » 20-articulatae. 

0: caput cu 11 prom-to. 
" antennae pars proximalis. 
" pes primi paris. 
Miles: caput cum pronoto. 
" mandibula sinistra. 

Tato. III. 
(Fig. 04-140) 
Fig. 94. Cornitermes similis. Miles: antennae pars proximalis. 



75. 


7ermes 


dirus. 


76. 


n 




» 


77. 


» 




1) 


78. 


» 




n 


79. 


)) 




grandis. 


80. 


n 




n 


81. 


ri 




n 


82. 


n 




1) 


83. 


n 




» 


84. 


ì ermes 


molestus. 


85. 


n 




li 


86. 


11 




11 


87. 


n 




1) 


88. 


» 




1) 


89. 


Corti i 


itei 


•ì/ies siiinlis. 


90. 




11 


n 


91. 




15 


» 


92. 




» 


1) 


93. 




» 


)i 



11 


95. 


11 


acignathus. 


» caput cum pronoto. 


n 


96. 


11 


cumulans. 


Mas: r> » 11 


n 


97. 


n 


11 


Miles: n 11 11 


5) 


98. 


n 


1) 


« mandibula sinistra. 


» 


99. 


11 


striatm. 


C: caput cum pronoto. 


» 


100. 


11 


11 


Miles: caput cum pronoto. 


11 


101. 


11 


Ti 


» mandibula sinistra. 


11 


102. 


11 


tnacifer. 


» caput cum pronoto. 


11 


103. 


11 


longilabius. 


O : )i 11 11 


1) 


104. 


11 


11 


Miles: 1 1) n 


1) 


105. 


n 


11 


Operarius: pes primi paris. 


5) 


106. 


11 


orthocephalus. 


Miles: caput cum pronoto. 


11 


107. 


11 


lattcephalus. 


51 11 ti 11 


n 


108. 


Capritermes opacus. 


V : 11 11 » 


n 


109. 


11 


11 


» alae sculptura. 


n 


110. 


n 


D 


» pars postrema corporis, 


Jj 


111. 


n 


11 


Mas: 11 11 ri 


11 


112. 


n 


1) 


Miles: caput cum pronoto. 


n 


113. 


n 


opacus parvus. " " » n 


1) 


114. 


il 


orthognathus. 


IJ 11 11 u 


» 


115. 


Mirotermes saìtans. 


5 : » " " 


1) 


116. 


11 


11 


" alae sculptura. 



2o() EXPLICATK) FIfiURARUM 

Pig. 117, Mirotermes saltans. Miles: caput cum pronoto. 

» 118. " " Regina substitutionis. 

" 119. )) fur. Q: caput cuni pronoto. 

» 120. )) » >) alae sculptura. 

" 121. n n Miles: animalculum totam. 

» 122. n » )) caput com mandibulis clausis. 

» 123. 5> » 11 n ex latere inspectura. 

" 124. " 11 microcerus. v": caput cun» pronoto. 

» 125. 11 globicephalus. Miles: caput cum pronoto. 

» 126 Spinitermes trispinosus. '? " " " 

11 127. 11 brevicornis. J: » " » 

» 128. » 11 Miles: " " " 

" 129. » 11 Regina substitutionis. 

» 130. Armitermes heterotypus. Miles: caput cum pronoto. 

" 131. 11 festivelluS. 0; n n 11 

" 132. 11 11 Miles: n n » 

11 133. n evhamignatus J: " " " 

') 134. 11 11 Miles: " •• " 

11 135. » 11 Regina substitutionis. 

" 136. » ') Rex " 

" 137. n n Rex " exemplum alium. 

» 138. n odonthognathus. Miles: caput cum pronoto, 

" 139. " " 11 mandibulae. 

» 140. " albidus. n caput cum pronoto. 











Tato. IV. 










{Fig. 141-314) 


141. 


Armitermes nasutissimus 9= caput cum pronoto. 


142. 


» 




11 


n antennae pars proximalis. 


143. 


» 




n 


Miles: caput cum pronoto. 


144. 


n 




n 


» mandibula. 


145. 


» 




)) 


n antennae pars proximalis. 


146. 


» 




» 


" pars antica pronoti. 


147. 


11 




" 


'•> coxa pedum primi paris. 


148. 


11 




11 


Operarius: antennae pars proximalis. 


149. 


Eutermes 


Rippertii 


5: caput cum pronoto. 


150. 


11 


n 




11 antennae pars proximalis. 


151. 


n 


11 




Miles: caput. 


152. 


n 


n 




» antennae pars proximalis. 


153. 


') 


» 




Operarius: antennae pars proximalis. 


154. 


11 


n 




» pars antica pronoti. 


155. 


11 


n 




Miles major: (Cuyabà) caput. 


156. 


11 


rt 




Yi 11 antennae pars proximalis, 


157. 


n 


•n 




n minor: (Cuyabà): caput. 


158. 


11 


11 




» i> antennae pars proximalis. 



FILIPPO SHA'KSTRI 231 



159. 


Ealiirmes arenarim. 


Miles: caput. 


160. 


lì 


» 


j) antennae pars proxitnalis. 


161. 


n 


n 


Operarius: antennae pars proximalis. 


162. 


n arenarius pro.vimus ^' : caput cum pronoto. 


163. 


V 


?) ìì 


Miles (La Sierra : antennae pars proximalis. 


164. 


)5 


)) il 


" (C'»xipò): n " •> 


165. 


)> 


» pluriarticulatus. ':-' : caput cum pronoto. 


166. 


" 


'■> » 


'I antennae pars proximalis. 


167. 


Jl 


n n 


Miles: caput. 


168. 


" 


n ;> 


" antennae pars proximalis. 


169. 


!) 


1-1 n 


» n » » (exemplum ex 

Coxipò). 


170. 


n 


n n 


Operarius: antennae pars proximalis. 


171. 


n 


fulviceps. 


^'. caput cum pronoto. 


172. 


» 


n 


» pars tergiti abdominalis. 


173. 


)7 


n 


') antennae pars proximalis. 


174. 


n 


)) 


') alae sculptm-a. 


175. 


n 


» 


Miles: caput. 


176. 


j) 


)l 


" antennae pars proximalis f'exeraplum ex Con- 
cordia). 


177. 


» 


» 


n n n » (exemplum ex Para- 

guarì). 


178. 


n 


)) 


Operarius: antennae pars proximalis ( exemplum ex 

Concordia). 


179. 


n 


)) 


» » ») n ( exemplum ex 

Sunchales ). 


180. 


» 


)) 


Regina ergatoides. 


181. 


n 


n 


" " : antennae pars proximalis. 


182. 


n 


V 


antennae pars proximalis reginae ergatoidis. 


183. 


» 


diversimiles. 


^ : caput cum pronoto. 


184. 


)) 


)i 


" antennae pars proximalis. 


185. 


)! 


)) 


Miles major: caput. 


186. 


n 


)) 


» " antennae pars proximalis. 


187. 


» 


)) 


Miles minor: caput. 


188. 


V 


» 


)) '5 antennae pars proximalis. 


189. 


n 


» 


Operarius: antennae pan proximalis. 


190. 


V 


cy^Aer^asfer. 


0: caput cum pronoto. 


191. 


» 


•7 


" antennae pars proximalis. 


192. 


•) 


» 


Miles: caput. 


193. 


)5 


)) 


») labrum cum mandibulis subtus inspectum. 


194. 


)J 


n 


" antennae pars proxinialix. 


195. 


V 


)5 


Operarius. 


196. 


n 


J) 


" antennae pars proximalis. 


197. 


" 


heteropterm 


0; caput cum pronoto. 


198. 


» 


n 


» antennae pars proximali. 



Fi?. 


199. 


Futermes tderopterus 


)> 


200. 




« 


J) 


n 


201. 




» 


n 


n 


202. 




)7 


il 


j) 


203. 




» 


)i 


r> 


204. 




!) 


microsoma. 


n 


205. 




J) 


» 


ri 


206. 




n 


n 


)) 


207. 




,i 


11 


il 


208. 


Anoplotermes pacificas 


» 


290. 




V 


V 


)) 


210. 




J) 


» 


r> 


211. 




1 


» 


n 


212. 




V 


)) 


)) 


213. 




V 


il 


)) 


214. 




)i 


» 



232 EXPLICATIO FIGUBARUM 

Miles: caput. 
" antennae pais proximali. 
n minor: caput. 

» " ahtennae pars ai)proximalis. 

Operar! US : a » n 

'4;' : caput cum pronoto. 
r> antennae pars pro.ximalix 
Miles: caput cum pronoto. 

" antennae pars proxinialis. 
'^'•. caput cum pronoto. 
" pars tergiti abdominalis. 
•' antennae pars proximalis. 
" alae sculptura. 
n cercus. 

Operarius: pnrs tergiti abdominalis. 
Larva: pars proximalis antennae 14-articulatae. 

Ta,fc) V. 
,F'ig. ai5-353) 

Fig. 215. Anoplotermes pacificus. Lar^a: pars proximalis antennae 14-articulatae. 

il 216. " Lurricola. '-^ : caput cum pronoto. 

" 217. " n " antennae pars proximalis. 

)' 218. " tenebrosm. " caput cum pronotd. 

M 219. n n » antennae pars proximalis. 

" 220. » ein(/ulati(s. y . caput cum pronoto. 

" 221. » ?i " antennae pars proximalis. 

» 222. )) " " mandibulae. 

" 223. n » Operarius: antennae pars pruximalis. 

n 224. » cingulatua abbreviatm. 9" caput cum pronoto. 

» 225. )) moìno. V ■ caput com proiioto. 

» 226. n n a antennac pars proximalis. 

" 227. " a a Operarius: antennae par proximalis. 

» 228. » reconditus. ^'. caput cum pronoto. 

" 229. » » » antennae i>ars proximali. 

" 230. n " Operarius: antennae pars proximalis. 

» 281. Term'doc ocelli^ ast^r. animalcucum totum super inspectum. 

" 232. Ti » antenna. 

" 233. ') » pes primi paris. 

" 234. " brevicornis aninialculum totum super inspectum. 

" 235. » " anteuna. 

» 236. » )) pes primi paris. 

» 237. Termiti. ma sim leptoproctus: adimalculum totum. 

" 238. V ii caput supra inspectum. 

" 2"9. )' " caput ex facio inspectum. 

" 240, n -i articuli duo antennarum. 



KI1,IIM'() SIIAKSTUr '2'M\ 

Pig. 241. Termitomastus leptoproctns: ala artificiose extensa. 

" 242. n " abdonùiiis pars postrema. 

" 243. Termitothymus philetaerus: labium. 

" 244. » ?' antenna. 

" 245. n )7 pes primi i)aris. 

" 246, Xenogaater nigricollis: labium. 

" 247. « » antenna. 

" 248. )7 » pes primi paris. 

'• 249. Termitosius pauciseta: pes primi paris. 

» 250. Xeiiogaster inflatus: anteinia. 

" 251. 1) ), pes primi paris. 

" 252. Termi tosophilus laetus: pes primi paris. 

« 253. Termitoiceus anastrephoproctus: pes primi paris. 

Tato. VI. 

Fig. 254. Termitoiceus anadrepìioproctas: antenna. 

" 255. Termitosophilus laetus: labium. 

" 256. " I» antenna. 

" 257. Termitoiceus anastrephoproctus: labiuni. 

" 258. Termitosius pauciseta: labium. 

" 259. » : antenna. 

" 26U. Xenugaster iiì/latiis: labium. 

" 261. Timeparthemus regius: animalculum totum siipra inspcctum. 

" 262. " " labium et maxilla. 

" 268. " » mandibula. 

" 264. " " antenna. 

" 265. Corotoca Phylo: animalculum totum e latere inspectum. 

" 266. luhus decipiens: animalculum totum supra inspectum. 

') 267. Perinthus Silvestni: animalculum totum supra inspectum. 

y '^68. " " labium. 

n 269. " " maxilla. 

" 270. " " antenna. 

" 271. " " tarsus anterior. 

" 272. " n tarsus posterior. 

V 273. » crassicornis: antenna 

)i 274. Termitonannus Schmahi: animalculum totum supra inspectum. 

n 275. » " labium. 

" 276. " » maxilla. 

'' 277. » " antenna. 

" 278. " )) tibia et tarsus anterior. 

» 279. ') »? tarsus posterior et tibiae apex. 

" 280. " Silvestrii: antenna. 

" 281. " major: animalculum totum supra ìuspectum. 

" 282. » il antenna. 



284 KXPLKIATIO FIGURARUM 

Figr. 283 Termito'/isenius limulus: animalculuni totum siipra inspectum. 

284. •' '' caput e facie inspectum 

" 285. Eupsenius clavicornis: aiiimalculum totum supra inspectum. 

286. " " caput antice inspectum. 

■n 287. Uro:ercon paradoxus: aniinalculuui totum supra inspectum. 

n 288. •' " maris rostrum infra inspectum {a mandibulae, // palpi 

e mentum). 

" 289. " " mandibula. 

" 290. ■>■' •' pedum apex. 

^1 291. " " foeminae rostrum infra inspectum. 

» 292. Discopoma expansa: animalculum totum infra inspectum. 

" 293. •' •' mandibula. 

» 294. Heterozercon latm: cucurbitula (?) abdominalis. 

)i 295. " " palpi apex. 

■n 296. Microceroterme? Strunckii: tubo di comunicazione tra il nido ed il suolo. 

'7 297. Anoplotermes reconditus: erbe secche tagliuzzate ed accumulate nel nido. 

" 298. Termes dirus: pezzi di foglie e di rametti trasportati nel nido. 

» 299. n mohstus: pezzi di foglie e di rametti trasportati nel nido. 

« 800. Eutermes heteropterus: erbe secche triturate ed accumulate nel nido. 




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REDIA 



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GIORNALE DI ENTOMOLOGIA 



l'UBBLICATO 



DALLA R. STAZIONE DI ENTOMOLOGIA AGRARIA 



IN FIRENZE 



Via l^^^t\^\, 11) 



Volume I. — 1903 



Fascicolo II. 





F I R E ìn" Z E 

TIPOGRAFIA DI MARIANO RICCI 

Via San Gallo, N.« 31 



1J)04 



SOMMARIO J)EL TRESENTE FAtS( ICOLO 



Berlese Antonio. — Acnri Nuovi. Mimii». I Pdfi. i>:?r, 



Acni Nuovi. Miiiiii». II » 2n8 



— — Ilhistrnzioin' icoiioj;r;iti(;i (Ic^li Ac;iri luir- 
nu'cotìli [Tiìv. \Ì1-XX] » 299 



Ribag:» CostaotìUO. — SnI genere Kcto2>n(>cuK MacL;u-lil. e 
(Icscrizioiic (li UHM imovn yiiri<*tà dell' Kc/(>jwf>c/(,s- BrUiiiKÌ Miif- 
Lachl » 294 



J^ilvestl'i FìlÌ|>pO> — (Joulriltuzioiif alla conoscenza <lci Chilo- 

])o<li. Nuovi i>cncri di ScTitincridac » 25IS 



— — Oriticlic di hiToii suil'Auatoniia dei Mi- 
iia|»odi, ovvero ijitoruo ad una eerta ris])osta del Dott. G. 
L. Rossi » 2HÌ 



SPICILEaiA ZOOLOGICA 

ACARI NUOVI 



ANTONIO P,I':ia.KSK 

Via JloMA.NA r.) FlUKN/E 



Altrove illustrerò j)ii'i ;i lunj^o e con ligure, (juante si conviene, lo 
nuove specie di Acari che f|ui brevemente descrivo e che s(jno, in paite 
italiane, alcune altre esotiche. 

Delie une e flelle alti-e la nuigf^ior parte sono liljere, altre .Miriiioco- 
file Termitotile. Le specie nuove pertinenti alla famiglia GarnaHÌdae e 
più strettamente al genere Gamasus sono largamente illustrate nella 
« Monografia del genere Gamasus », che ho ultimato già ed è sotto 
stampa. Le specie nostrali le ho trovate in mie rac< olte più vecchie od 
in recenti seguite nell' Alta Italia ; le altre mi furono inviate in comu- 
nicazione da egregi Naturalisti, che qui pubblicamente ringrazio, 

MANIPULUS I."« 
OEN. GA.MA.SUS. 

Ho già diviso (MesosUgniala, p. 02) il genere in tre sottogeneri, cioò 
Eugamasits (typus Gain, mognu.s Kramei) ; Gamasus s. str. (typus 
G. coleoplratorum Linnò) ; Hologamasus Cty[ius G. calcaralvH Koch). 

Aggiungo ora i seguenti sottogeneri : 

Trachyr/amaHitH (typus Gartvwa puùllus Jierl.) 

PergaraaHUH (typus Gamasi's crassipes Linnò) 

A'inhhjgamaiìus (typus Gamasu.s (f'ber/vusCun.). 

I^OTA — Il Sottogenere Gamasus Tsensu stinctoj si circoscrive alle sole for- 
ine che hanno per t'npo il G. coleoptratorum Linnè, cioè G. coleO' 
ptrat. L ; G. ruhesceMs Beri. ; G. reticalatm n. sp. etc. 



236 ACAUI NUOVI 

1. Gamasus (Pergama sus) noster n. sp. — Bcadins. Mas 
pedibus seciindi paris percrassis ; dente feniiirali conico, magno, apice 
acuto, interne attenuato, ibique marginem stridulato] iiim gei'enti; proces- 
sus axillaris nullus; genu processu stridulatone tuberculo minimo signi- 
ficato, processubus adcessoriis nuUis, tibia processu stridulatorio in tuber- 
culum longum, vix elevatum deformato ; processu adcessorio (interno) 
prope stridulatorium tuberculo parvo, vix elevato significato. 

Mas ad 1150 /^ long. 

Mareni foeniinasque plures collectas vidi in agro Tridentino (Tiarno). 

2. G-amasus (Per gamasus )Tlieseus u. (Ocmiasys a^as- 
■sìpes adultus, Berlese M. Se. Ital. fase. XIII N. et. 10). 

A'ar. alpinus n. var. — Badius, magnus. Mas pedibus secundi paris 
calcare subrectangulo, apice acuto, interne complanato, radalam stridula- 
•j-oriam ovalem gerente. Genu interne et externe ad apicem subinterne 
breviter tuberculato •. tibia processu laminare mediocre (interno). 

Typico minor. Mas ad 1350 u long. ; foem. ad 1400 u. long, (spe- 
cies typica : mas ad 1800 j^t. ; foem. ad 2O0O f^.) 

Habitat super montes altiores. Plura collegi exempla in muscis 
nemoris « Cansiglio » ; nec non ad « Vallombrosa » (Firenze) et ad 
« M.te Senario » (Firenze). 

3. G-amasus (Fergamasus) alpestris n. sp. — Badius. 

Mas ])edibus secundi ])ai'is percrassis, ti'ochantere utrinque sub apicem 
tuberculato, dente femurali magno, late spathulato, anterius rotundato, 
radulam stridulatoriam interne sub apicem gerenti ; processu axillarì 
magno, spathulato, laminari, spiraliter subconvoluto ; processu genuali 
stridulatorio magno, laminari, interne deflexo : processu genuali ad- 
cessorio (interno) conico, omnino in margine genus summo porrecto, 
longo ; tibiae processu stridulatorio parvuio, laminari, introrsus pli- 
catulo ; processubus tibiae adcessoriis nullis. Pedesqurrti paris trochantere 
inferne breviter tuberculato. 

Mas ad 1,010 /x. long. 

Habitat in nemore < Cansiglio ». 

4. Gamasus (Per gamasus) pugillatorn. sp. — Badius- 

Mas secundi paris pedibus crassis, dente fennu-ali conico, magno, 

areaia stridulatorium lateraliter gerente ; processu axillari valido, denti- 

foi'me, acuto ; genu processu stridulatorio nullo ; processu adcessorio 

(exteruo) breviter et robuste trigono ; tibia processu stridulatorio minori, 

sublaminari, vix papilliformi ; tibia eadem ad marginem anticum interne 

tuberculo adcessorio parvuio, conico aucta est. Mas ad 850 /x. long. 

Collegi marem unum in muscis nemoris <-. Cansiglio », pi'ope Vitto- 
rio (Treviso). 



A. lìEKI.ESK 237 

5. Gramasus (Pergamasus) parvulus n. sp. — Testaceus. 
Maris pedes secundi paris vix ceteris crassiores, dente temurale niedioore, 
conico, recto, radula nulla, processu axillari subsphaerico, minimo, tu- 
berculo brevi sustento. Tibia et erenu tuberculo minimo, papilliformi, vix 
conico aucta. Epistoma in dentes tres desinens ex quiluis medius ceterig 
longior, omnes sat exiles. 

Chela maris digito mobili runcato, dente malori sub runea manifesto, 
cetero margine dentario late in laminam expanso, integro. Calcar longura, 
fissuram longam cum digito relinquens ; digitns fìxus apice acutus, run- 
catus, in medio marginis dentarii, minute serrulatus. 

Mas 600 fi. long. 

Habitat in muscis agri Veneti et Tridentini. 

6. G-amasus (Pergamasus) misellus n. sp. — Testa- 
ceus. Mas pedibus secundi ])aris ut in (t. pnrriilo armatis. 

Epistoma in dentibus tribus desinens. 

Maris chela calcari bene a digito mobili discreto, fissuram latam 
reliquenti : digito mobili interne sub runca bidentato ; digito fixo (ple- 
rumque) apice truncato,denteque uno sat magno sub apicem aneto. Cor- 
nieuli labiales minime membranula interne dilatati, tantum liene conici. 

Falporuni art'culus primus interne processu conico, lato, recto, 
breviter piligero arraatus. 

:\[as. 500 M. long. 

Habitat in agro veneto (Padovano). 

7. G-amasus (Pergamasus) oxygynellusn. sp. — Te- 
staceus. Mas pedibus secundi paris iisdem G. parr?'*^/ conformibus. Epi- 
stoma ante»'ius productum, denique in dentibus tribus minutis, intersese 
subaequalibus. desinens. Maris chela digito fixo runcato, nec non dente 
robusto ad tertiani circiter anteriorem partem marginis dentarii insito, 
caetero margine subrecto; digito fixo apice recte truncato, sub apicem 
iisque in medio marginis dentarii denticulis minimis serrulato. 

Palpi articulo piimo infeine ut in a. mìscUo tuberculo aucti. 
Mas long. 450 u- 

Habitat io agro Veneto (Belluno) in muscis. l^lura utriusque sexus 
vidi exempla. 

8. G-amasus (Pergamasus) runcatellus n. sp. — Te- 

staceo-subbadius. Mas pedibus secundi jiaris sat crassiusculis, calcare 
femurale validiori, runcato, usque ultra marginem anticum femuris 
producto, interne longe l'aciula stridulatoria exharato : processu axillari 
in axilla eadem exhorto, longe conico, transverse striato, pallido. Genu 
calcari papilliformi, tuberculo sustento, tibia pro?essu subcontorme sed 



238 ACAKI NUOVI 

vix minore. Maris chela digitis obscurioribus ; digito mobili calcari bene 
discreto ; digito eodem apice acuto, incurvo, denique dentibus validis 
duobus ad tertium anticum eirciter marginis dentarli, caetero margine 
sat in laminam elevato. Digitus fixns insolitae tigurae ; truncatus, eden- 
tatus sed margine dentario in medio alte angulatim elevato, toto fusco 
badie. 

Mas ad ()00 fx. 

Habitat. Plura collegi exempla utriusque sexus in muscis nemoris 
« Cansiglio » (in Agro Tarvisino). 

9. G-amasus (Pergamasus) decipiens n. sp. — Foemina 
tantum nota. Badia, sat pyriformis, convexiuscula ; primo visu cum G. 
calcaralo et (r. lìoUicipalo tacile confandenda. Epistema trispinosum. Iu- 
gularla in scutum unicum exile concreta, ut in speciebus subgneris 
Hologamasus. Epigynium speciebus supradictis sat simile. 

Pluras foeminas collegi semper commixtas exemplis (ramasi pollici- 
))aii in Italia boreali et media. 
Ad 850 i^. long. 

10. G-amasus (Hologamasus) pollicipatus n. sp. — G. 
calcaralo Koch aftinis. Badius. Mas calcare femuruli paris secundi longe 
digititbrnì ; processu axillari valido, conico. Maris sternum plerumque in 
medio signo ovali vel rotundato, foramen genitale simulante, insignitum. 

Plures adsunt varietates, sive: excipidiger^ mare signo discoidali in 
medio sterno perconspicuo (« Cansiglio >) ; po-altìts (« Tiarno — Tren- 
tino ») ; apenninoì'um ; maris sterno signo nullo (;< Italia centrale ) ; 
pseudoperforatus (nemorum Italiae borealis). 
Mas ad 600 , long. ; foeni. (i70 fi. 

Habitat t'requens in Tota Italia. 

11. Gamasus ( A.mlDlyganiasus) Sagitta n. sp. — Foem, 
Pallida elongatior, postice acuta, antice dilatatato - truncata. Kostrum perla- 
tum, mandibulis maiorioribus, chelis maximis acutis, digitis pluridentatis, 
apice valde runcatis, acutis. Epistema trimacronato - spinosum. Ad 
559. |x. lat. 

Habitat. CoUegit exmpla nonnulla CI. Silvestri ad Bevagna (Umbria), 
in muscis. 

12. Gamasus fìmetorum n. sp. — Mas sat terreo tlavidus, 
dens<i violaceo-brunneo pigmentatus, postice acutus, setis mediocribus dense^ 
vestitus. Pedes longi, graciles, omnino ut in nympha coleoptrata. J'edes 
secundi paris calcare femui-ale valido, recto, digitiforme, interne longa 
radula aneto ; processu axillave late tuberculiforrai, superne plano. Pro- 
cessus genualis forma fere pedis humani. Processus tibialis longe coni- 



A. BKK'LKSK 239 

■ciis, apice subacutus. Epistema iu spinas tres Iodìììoi'Cs (media coteris 
lon^'iore) terminatiim. Coruiciili labiales interne lata membranula i"0- 
tundata aneti, Chelae interne inflexae, dii^ito mobili validissime et acute 
quinquedentato ; tixo edentato, apice vix incurvo. ^las ad UOO |j.. long ; 

■480 lì., hit. 

Habitat. Pei'frequens in tìmetis tota Etalia etabili. 

13. G-amasus Tlioni n. sp. — Terreus, crassiuscnlus. Mas pedi- 
bus secundi paris calcare t'emurale breve, polliciforme, radula apicali 
percurta; processu axillare minusculo, subt'iingiforme, vel papillifornie. 
Processus genuale et tibiale parvuli, tuborculiformes. Chela digito fixo 
lato, apice subtruncato, sub apicem bidentato. ])igitus mobilis strictus, 
bene runcatus, dente maiore sub runca praeditus; calcar non ad costulam 
digiti mobilis adnexo sed ad radicem dentis prope marginem dentariuin. 
Epistoma uiaris brevissime quinquespinum ; foeminne longe trispinum. 
Palpoj'um articulus primus interne in mare inermis. Mas ad lOóO [i. 
Jong ; foem. ad li50 ]>.. long. 

Habitat, marera unum foeniinam unam unamque nympham coleoptratam 
inveni Inter acaros quos mihi misit CI. Thon ex Coriù, cui speciem 
reverentissime dicatani volui. 

14. G-amasus distinctus n. sp. ~ Iclest forsitan Ivrameri (!a- 
niasus coleoptratorum: certe idest (iamasus coleoplrafurffni P)erlese: (A. 
M. Scorp. ital. fase. 69, X. 7.) 

Nota Gamasiis coleopli-atoruni Linnò et Auctorum est forma 
maxima in timetis, cuius nympha coleoptrata est super coleoptera 
fìmicola, cuius adultus est G. C/'assif.s- Krameri ; mympha idem est qnara 
G. simUìi Kramer. 

15. G-amasus obesus n. sp. — Terreus, maior, staturae G. co- 
.leoptiutorinìì. Foeminam unicam possideo parum a G. coleopir. {Xwqx^mw.^ 
sed diversissima est nympha coleoptraata cuius plurima vidi exempla. 

Xympha, Corpus grossum, sublagenaefcrme, scutis dorsualibus flavi- 
do - aurantiaceis ; postremura trigonum, lateribus snbi'ectis, fere triangn- 
luni aequilaterum sistens, setis minusculis raris indutum, nulla seta 

malori insignitum. 

Nympha. coleoptrata ad 1100 [).. long. ; foem. ad 1700 [).. hmg. 

Habitat Corfù; mihi misit Ci. Thon. 

10. G-amasus neglectus n. sp, — Albidus, G. reficiflafo afiA- 
nis sed diversus. Difi'ert statura minore, pedum secundi paris maris calca- 
ribus, nec non foeminae pigydio, Adest enim endogyninm pilis s'orlati» 
minimis in linea trausversa dispositis sub epigynio conspicuis. Derma 
.autem sublaeve. Mas ad 540 p.. long, ; foem, ad 630 ,a. uscpie ad ^maxi- 
jiium) 650 [j., long. 

Habitat perolDvius in timetis ad Florentiam, 



240 ACARI NUOVI 

17. G-amasus intermedius n. sp. — G. coleoplratorum Tri- 
loninfa, ]ierlesf; Poliraortismo e Partenogenesi di alcuni acari (Bull. Soc. 

Entomol, Firenze, 1882, estratto pag. 33 e pag. 50). 

Nynipha coleoptrata ovalis, pedibus robustìs et curtioribus quam in- 
G. fimetorwn. Scutum dorsuale anticum setis quatuor in medio nec non 
duobus humeralibus longis, cylindricis. ìSciitum dorsuale posticum usque 
ad extremuni abdomen (rotundatum) late productum, prope marginem 
extremum duabus setulis ut supradictis ornatuni, caeteris minimi?. Epistema 
trispinura, spina media longe caeteris raaiore. Ad SOG p.. long. 

Mas sat bene chitineus, dorso asperato-areolato. 

Chelae digito tixo foramine ovali perforato. Ad 790 \).. long. 

Foemina epigyuio sat eodem G. coleoptraioruìn simile. Ad i)80' 

);.. long. 

Habitat tVequens in timetis (nympha etiam super coleoptera limicola). 

Padova, Firenze, Umbria etc. 

18. G-amasus liortivagus n. sp. — Nympha coleoptrata sat 
late ovata, scutulis asperis, tlavidis. Anticum setis fere ut in nympha G. 
inieì'medu; posticum semicirculare, posterius rotundatum, setis magnis. 
nullis, pluribus tantum parvulis. Pedes saturate fllavido — badii. Episte- 
ma trispinum, spina media ceteris valde curtiore, papillifoime. Ad 620 

JJ-. long. 

Mas bene chitineus, terreo badius, — chela digito mobili calcare 

praedito. Ad 1. mill. long, 

Foemina epigynio sat eodem G. coieoplrai . confome sed endogynio 

dentibus pluribus altis, latis, in seriem subsemicircularem interne praedito 

Ad 1150 |j.. long. 

Habitat in hortis, sub foliis putrescentibus ad « Firenze. » 

19. G-amasus reticulatus n. sp. — Nympha coleoptrata ova- 
lis, scuto dorsuale postico lato, fere trigono, postico pilis robustis quatuor 
aucto. Ad 6-20 \i. long. 

Foem. dermate crasse reticulato, pygmentatulo. Epigynio fere ut in 
G. coleaplraioniiii, endogynio tamen non peculiariter armato, vix 
conspicuo. Ad ( 50 [t. long. 

Mas lemure secundi paris tantum tuberculis duobus minimis, ap- 
pressi s aucto. Ad 560 jj. long. 

Habitat sub lignis emortuis in agro Veneto et alibi, frequens. Adulti 
sunt albido-hyalini. 

20. Cyrtolaelaps lierculeanus n. sp. — Badius, Foem. .Scu- 
tis dorsualibus ut in C. nemorensi, postico tamen postei-ius recte trun- 
cato. Epistema bene chitineum, laminis duabus lateralibus acuminatis, 
rufo-fuscis, penicillo longiore mediano apice plumosulo, exili. 8cutum 



A. BEKLESE 241 

anale a ventrale bene discretum fcharacter sub^eneris Cyrtolaelaps s. 
str.) Chelae magna e, valde elongatae, dij?lto tixo valide quadridentato ; 
mobili, sub apicem dentibus diiobus validis armato. Marem non dignosco. 
Foem. ad 1, 400 fx. long. Species magnitudine insignior. Plura collegi 
exempla in muscis nemoris « Cansiglio ». 

21. Cyrtolaelaps (?) aurantiacus n. sp. — Xympha coleop- 
trata eodem colore quam adulti. Senta, pedes et rostrum colore laete auran- 
tiaco - rubro depicta. Scutum dorsuale anticam lateribiis supra pilum sca- 
pulare profunde excavato- interruptis, posterius subrecte truncatum. Scutum 
dorsuale posticum trigonum, semicirculare, margine postico profunde et 
irregulariter unduiato - crenulato. Setulae omnes scutulorum mediocres, 
intersese statura pares. Scutum sternale in medio postice profunde 
sinuatum, incisum. Epistema trispinum, spina media vix longiore. 

Mas et nympha circiter 650 u.. Foemina usque ad 950 [j.. 
Novum videtur genus nomine Gamasolaelaps distinguendum. 

SUBGENUS HOL,OS TASSELLA. N. SUBGN. 

Subgeniis generis Holostaspis. Characteres generis, sed scuta omnia, 
ventralia et dorsuale elegantissime sculpta, propter lineas chitincas ele- 
vatas. 

Typus: Holostaspis (Holostaspella) sculpta n. sp. (in nidis Termitis 
tubicolae. Caput Bonae Spei.) 

22. Holostaspis (Holostaspella) sculpta n. sp. — H. 

terrea, tota granulis terreis, quisquiliis et sporis hyphisque mi- 
cromicetum obsita. Scutum dorsuale in medio figura circulari (crista 
chitinea significata) ornatum, nec non tìguris radiatim extensis, varie 
autem complicatis, cristis chitineis obscurioribus slgnificatis bene scul- 
ptum. Sternum figura infera quadam pontis instar ornatum ; epigynium 
foveolis duabus ovalibus, obliquis impressum. Epistema anterius in pro- 
cessum longam, apice bifurcum (ut in ceteris speciebus Holostaspidum) 
terminatum. Mas ignotus. 

Foem. 6(30 fi. long ; 450 m. lat. 

Habitat. Plura vidi esempla mecum benignissime communicata a 
CI. Wasmann, in nidis Termifidis tubicolae coUecta. ad Caput Bonae Spei. 

23. Laelaps elegantulus. n. sp. — Terreus, longe cordatus, 
postice subacutus. Foem. sento ventrale parvo, posterius rotundato, ab anale 
valde discreto. Metapodia nulla. Tarsi postici sat longe spinulosi. Mas ad 
4 80 |ji. long. ; Foem. ad. 60O. jjl. long. 



242 ACARI NUOVI 

Marem et Foeminam vidi colleetos in nidis < Tapinomadis erratici » 
in agro Tarvisino (« Cison di Yalmaritio »). 

GENUS EVIFHISJ (N. GEN. 

li^his (ex p.) C. L. Kofh. C. M. A. Deutschl, ; non syn. Eamaeus 
Koch. 1. cit. ; et Uebersichtdes Ar. syst. — Einacus Megnin, Parass. et 
malad. parass. 

Negli C. M. A. Deutschl. il Koch fonda il genere I[jMs,\)Qv la pri- 
ma volta, per V Iplils oslrimis (fase. '^, N. 6) ; il quale, adunque, è il 
tipo di questo nuovo genere. 

Ma più tardi (fas\ 21) sono aggiunte parecchie altre specie, /. 
pyrobol)f&\ I. Itemisphaeì'icus^ I. globulu^, I. astronomicus, I. geomc- 
/rict's, I. cilialus) che io non conosco, ma che certo assai con dubbio 
appartengono allo stesso genere dell' /. ostrinus^ che è il tipo del gruppo. 

Solo nel fascicolo 39 (N. "^2) il Koch introduce il nome Eiimacus 
in sostituzione del genere Ipìi?'^ (preoccupato). Ma a questo nuovo grup- 
po non ascrive però 1' Iplds ostrinus, come si vede a pag. 95 del 
Uibersicht des Arachnidensystems, 1842, III) dove anche atferma di aver 
mutato (p. 96) il nome Iplm in quello di Ewnaeus^ giacche il nome Iphis era 
già stato impiegato dal Leach in precedenza, per un gruppo di Crostacei. 

Al genere EMnìcieus il Koch ascrive le sei specie citate più su, ma 

non i' Iphis osirinus. 

Adunque il genere Eumaexs è fondato sulla spesele E. Pyroì)olus^ 
che nessuno dopo il Koch ha più veduto mai fino ad ora; si tratta però 
di un Acaro che, per le sue dimensioni notabili, quali sono indicate dal 
Koch, non mi pare possa rientrare nel genere di cui è tipo V Iphis ostì'invs. 

10 possiedo un solo esemplare femmina, con uovo, di un acaro rac- 
colto dal Dott. Leonardi nei letamai e che per la forma del corpo mi pare 
convenga abbastanza c.qW Ettniaeus glolvilas del Koch, ed anche per i 
peli, ma non veggo bene gli scudi ventrali, essendo tutta 1' epidermide 
affatto trasparente. Non mi sembra però che si possa avvicinare, nello 
stesso genere, all' Iphis osirinus. 

Quanto all' Ipìns osirinus lo stesso Koch ascriveva questo acaro ad 
altro genere, avvicinandolo alle Uropoda ed inserendolo nel genere No- 
taspis (Uebersicht, loc. cit. pag. 94) assieme a specie che sono certa- 
mente del genere Discopoma (.V. cassideus) ed Uropoda (.V. ovalis ; N. 

ìnarginafus etc). 

11 nome Notaspis, quando potesse essere mantenuto (ciò che non 

può farsi per ragioni che esporrò altrove a proposito di questo nome) 
dovrebbe essere adattato a specie fra gli On'ba/M^e e certo il .Y. osirinus 
non può esserne tipo. 



A. iìi:in-;;.sK 243 

Quanto all' Eamaeus glohulu^ K. esso fu successivamente chiamato 
Leionuliis Glohi'.lus dallo stesso Koch (IJih. loc, cit tub. x. ti^. ól). es- 
sendo il nome Entnaeiis preoccupato (Hùbner), pei" un G^enere di i^opi- 
dotteri ; ma anche il f^enere LeionoluH era preoccupato per un genere 
di Coleotteri (Kirby. 18;}7) e di Kettili (liribon, 1.S40) ; per cui il M(''^nin 
propose di mutare il nomo di Eumaevs in quello di y^'/zie?/* (Les parass. 
et les malad. parassi t.) 

Tutto ciò però ri^Jiiarrla le t'oi-me che hanno per tipo 1' Enìnaeus 
Pyrobolus del Koch, che tuttavia non sappiamo bene cosa sia, nò di ([uali 
caratteri tassonomici fornito ; ma non rij^uarda per nulla V Iphis ostrinus 
del Koch stesso, il quale appartiene molto probabilmente a genere diverso. 

Adunque a questo genere è d' uopo mutare nome e sappiamo bene 
quali specie rar-chiude e circnsci'ive ed io propogo di chiamarlo Evipliis. 

24. Evipliis uropodinus n. sp. — Cinnabarino-badius; breviter 
ovatus : Evipiii astrino multo minor. Mas scuto ventrali latius penta- 
gono : metapodiis cum scutis perithrematicis confusis, istis fei'e scutum 
anale attingentibus. Ad 300 /,«. long. 

Foem. scuto ventrale late pentagono, scuto anali adprcsso : scutis 
perithrematicis valde interne productis, fere scutum anale attingentibus, 
cum metapodiis confusis. Ad 370 a. long. 

Adest, in ambobus sexubus, camefosiorn.a ut in Uropodio. Peritrcma 
angulatim plicatum est. 

Scutulorum numero et latitudine in IJi-opodis incurrens. 

.Mares foeminasque plures inveii sub lignis putridis in agro Tarvi- 
sino (■:- Cison di Valmarino ). 

25, Evipliis tubicolus n. sp. — i^atericius, breviter ovatus, bre- 
vissime setigerus vel subspinigerus. Pedes quarti pari coxis intersese valde 
appressis, epigynio quare perstricto. Sternum usque ad quartas coxas 
producto, Dorsum setis mediocribus sat bene vestitum. Sternum proces- 
subus sex falciformibus, robustis praeditum ad mai'gines laterales. Ap- 
pendices conformes adsunt in coxis secundi et tertii paris. Pedes omnes 
robustuU, breves. Difi'ert ab Ecipld falcinallo (Can.) Europae {E. drepa- 
noga'iicr Beri., corporis fabrica, setis, sterno, epigynio etc. etc. 

Foem. ad 400 \j. long. : 310 /x, lat. 

Ilo.hitai. Plures vidi foeminas a CI. Wasmann mecum l)enigne com- 
municatas, in nidis Termilis tuljìcolae coUectas ad Caput Bonae Spei. 

(;ex. sfhefìoIjA.ela.f>s x. C'KS. 

Ex familia Laelaptidae. 

Corpus haemisphaericum, supra perconvexum, subtus complanatum. 



244 AC^KI NUOVI 

Poeminae scutiim sternale niaius, iisque ad eoxas quarti paris pro- 
ductum. Scntum ventrale (tbem.) ab anale discretum. Pedes umnes 
perlongi ; primi qiiartique paris corpore valde lon.o^iores. 

Typus : Laelaps liololìjroide^ Leonardi (adde, Lael. Eciionìs Wa- 
smann «Brazil »). 

26. Myrmonyssus antennoplioroid.es n. sp.-M. testaceus; 
corporis fabrica Antennoplioris similis, anterius acutang-ulus, post quartos 
pedes latissimus, vix strictior quam longus, postice obtiise-rotandatus- 
Seutum dorsuale feie totum dorsum occiipans, posterius late rotundatum, 
margine irregiilariter crenulato, pilis innltis, sat longis, simplicibiis auctum. 

Extremnm corpus late albidum. Ilpistoma anterius longe productuni, in 
spinani longani desinens. Pedes omnes robustiores; primi quartique paris 
ceteris longiores; primi paris antennarum instar lateraliter extensi, onmes 
validius ambulacrati (ambulacris tamen unois nulli.v). Mandibulae ciiela 
digito tixo edentulo, spiniformi, mobili valde curtiori. Digitus mobilis 
styliFormis, edentatus, Perithremata lata, non ultra eoxas tertii paris 
producta. .Seutum anale (cum genitale confusum) ut in M. diplogenio. 
Seutum sternale margine postico irregulariter crenulato. (Jorniculi labia- 
les nulli (char. gen.). Anus scuto subevanido, tamen spinis tribus validic- 
ribup, ex quibus una impar postica, duae laterales robustiores, 

Foeminas plures collegit CI. Prof. Silvestri sub coxas anteriores 
formicae « Camponotus aethiops » ad Bevagna (Umbria) collectas. 

Longitud. corporis 850 1).; lat. 800; pes primi paris long. 1. JOO f^. 



GEN. mYJRMOIjElCIIUS N. GEN. 

Facies specierum generis Laelaps. 

Foeminae seutum genitale (cum anale) perbreve, vix ultra quartas 
coxas productum, sat a scutulo anale discretum. Scitura anale idem 
elongatum ; perithrema curtum, vix secundas <3oxas attingens. Ambulacra 
omnia uncis bene conspicuis aucta. Mandibulae longae, digitis minutis 
exilioribus, hyalinis, edentulis et acutis ut in Neoherlesia^ Mijvmcmys- 
sus etc. 

Chelis edentulis exilibusque, uncis ambulacrorum Inter genus Laelaps 
et Myvmonyssus intermedium. 

27. Myrmoleiclius coronatusn. sp. — Terreo-tlavidus, per- 
fecte ovatus, depressus, marginibus lateralibus et postico undulato-crenu- 
atis, dense setis sat longis, incurvis, ciliatis ornato. 

Dorsum scuto longe et stricte cordiforme, postice acutum, majorem 



A. IJKKLKSK 245 

abdorainis partem nudaiii relinqiiens, auctum. Doi'sum, excepto sento, 
totum pilis lungiusculis dense indiitum. 

Ad 900 ]i. ]ongum, 570 \i., lat. 

//rt&iiYrt/ in nidis formicaruni f^^en ? sp ?): « Cison di Yalmai'ino (Tre- 
visoj. » 

28. Pachylaelaps angulatipes n. sp. — Ochraceus, late ova- 
tus. Calcar mandibuiai'uin (in mare) perlongum, in medio ditalatatiim, deui- 
que attenuatum, fìlitbrme. Pedes secundi paris niaris t'emure externe ano^ula- 
tim expanso ; calcare f^enuale minuto, peditbrme; calcare tibiae breviter 
conico, acuto. Ceterum sat P. siculo (A. Beriese A. M. S. it. fase. 05, 
N. 10, Pachylaelaps peciinifer var. xiculas) contbrniis. 

Ad 900 |i. long, (Ibem.) ; 750 |i. long (mas). 

Habitat ad Corfù. Quatuor vidi exmpla, sive maresduosfoerainasque 
duas a CI. Thon mihi transmissa. 

GE.\. UFtOIPHIS X. GEN. 

Genus in familia Laelaptidae inserendum ? 

Facies specierum generis Ipliis (Ecipkis) sed mandibulae prot'undius 
in corpore infossae ut in IJropodis (Typus U. scahratus n. sp). 

29. TJroipliis striatus n. sp. — Testaceo-carneus. perfecte ova- 
lis convexiusculus. Margines coiporis sat denticulato-serrulati, setisdensis 
longis adpressis vestiti. Dorsum scuto dorsuale ad latera lineae longitu- 
dinalis medianae oblique striato-sinuatum, elegantissime. Sternum postic® 
acutum, usque Inter quartas coxas productum. 

Mares tbeminasque dignosco Inter sere valde similes. 

^landibulae crassae. Ad 360 ]j.. long. 

Ilah/lal. Plurima inveni exempla in limetis ad « Portici ». 

80. XJroipliis scabratus n. sp. — Terreo-testaceus, longe ovatus 
postice subtruncatus; marginibus corporis lateralibus sat serrulato-sca- 
bratis, setis niagnis, simplicibus adpressis auctis. Pedes antici submota- 
torii, ambulacris obsoletis aucti. .Scutum sternale postice rotundato- 
truncatum, usque vix post quartos pedes productum. Mandibulae ma- 
gnae et longae. 

Dorsum subcomplanatum, sed excavationibus duabus longitudina- 
libus marginibusque elevatis ita ut fere non alte tricariuulatum adpareat. 
Ceterum, derma dorsi varie areolato-scabratum sed non striato-signatum 
ut in specie praecedente valde diversa. 

Mas tantum mihi iiotus. Ad 500 \i.. long. 

Habitat. Nonnulla collegi exempla sub toliis emortuis in hortis ad 
« Firenze » 



24(5 ACARI NUOVI 

31. Eviphis 1^?) gibbus n. sp. — Tcstaeeus, ìouo^e trig-ono - ova- 
tus. Dorso ra scabratum, areolato-piuictatuni, utrinique exoavatum, margini- 
bus elevatis et dorso medio in tuberculum latum, sat altuin, iitrimque oh!- 
tina robiistiori marginatimi, elevatnm. Margines corporis serrnlatc-undnìati 
fere ut in gen. Zercon. Setulae corporis parvulae. runcatulae, suiipHces, 
derni ati adpressae, 

Anterius corpus nuduni, durius, acutum: scuto dorsnali interne in 
ventre sat plicato. 

Mas ad 320 p.. long; t'oem. ad 400 p.. long. 

Habitat in foliis putrescentibus in hortis ad «Firenze - , perfrequens. 

Obs. Facies Zerconis sed certe inter Laelopfidas inserendus. 

An novuni genus nomine Iphido zercon distinguendnm ? 

GEN. r^IIYSA.JL0ZEIlC01^ X. GEX. 

Ex tamilia Antennopìioridae. 

Corpus latius quam longum, late bursifoime. Scutum dorsuaie latuni, 
fere totum dorsum occupans. Scutum anale et ventrale simul confusa, 
simtum unicum, maxiniam partem ventris occupans sistentia. Pedes in 
antico corpore coacervati, intersese valde appressi, a marginibus latera- 
libus valde discreti. Rostruni parvulum , chelis (foemj appendiculis et 
penicillis multis ut in ceteiis huius familiae acari s ornatis. Pedes anticì 
raeteris longiores. Genitalia paràgynis intersese bene discretis, longis; c- 
pigynio sub paràgynis absconiito (partim), trigono vel varie fabricato. 
Corpus perconvexum. 

Species typica : Antennopliorus Rafjrayi Wasmann, Caput Bonae 
Spei (super Plagi olepis custodiens). 

32. Discopoma hirticoma n. sp. — I). vix terrea, pellucens, 
insolitae figurae, quod valde convexa sit et interne profundius escavata, 
pilei more. Corpus valde latius quam longum, transverse ovale, antice et 
postice obtuse rotundatum, in utroque sexu simile Pedes, praecipue qura-ti 
paris, validiores, sat breves sed crassi; primi pares perexiles et parvuli. 
Dorsum, praecipue postice, pilis sat densis, exilibus, longissimis (totius 
corporis longitudiuem multo superantibus) sursum perpendiculariter ere- 
otis ornatum. Maris foramen genitale parvulum et brevissime ovale inter 
tertios et quartos pedes apertum ; foeminae ippocrepeuni, a rostro usque 
ad quartos pedes productum. 

Maris long. 758 fx. ; lat. S50 u. ; foeni. 900 ;i. long ; 1,000 i>.. lat. 
Habitat — Marem foeminamque mihi niisit CI. "Wasmann, in nidis. 
« Eciton ISchmitti Em. » coìlectos ad Texas. 



A. Ì5K1>M,K.SE 247 

3o. Discopoma pulclierriina n. sp. - D. splendidae Kinm. 
omnino conforniis se<l vi\ lìiaior; sento doisuali medio altius elevato, linc- 
isquG ehitineis subinarginalibus (sive niarginibus lateralibiis eiusdem 
scuti subpa'-allelis) robustioribus, fiiscis, in medio circiter dorso profundius 
interne sinnatis, angulum strictum conficientibus, angiilis istis fere inter- 
sese attino^entibu?, ita ut pars elevata scutuli supradicta profundius 
coarctata adpareat. 

Ad 900 fx. long. 

Plurn exempla eoUejji ad Portici nec non in agro Veneto (Cison di Val- 
marino, Treviso. - Cansiglio) sub liirnis putribus n?c nrm in nidis forniicarum. 

M. JDiscopoina splendida Krara. var.porticensis. Differt 
a typico (luod scutis miuimis utrinque quatuor piligeris in e.xtremo dorso 
caret ; sunt interea scutuli utrinque duo ex quibus externi maiores, om- 
nes rectanguli, intersese contigui, nec non senta marginalia et medium 
dorsuale attingentes. 

Typico vix minor (800 i^.. long.) 

CoUegit plura exemplacl. D.r Leonardi ad l'ortica, sub nomine D. -splen- 
dida enumeravit (Ann. Scuola sup. Agr. Portici, anno 1, fase. 2.'^ pag. 28) 

o5. Dinyclius tetrapliyllus n. sp. — Saturate badio-fuscus: 
bene ovatus, ;ib loniiiie nd dorsum postico non linea chitinea elevata po- 
sterius rotundata ut in D. fhi>/ colo pinedito, sed setulis quatuor robustio- 
]'ibus, posterius directis, lineam transversam fere in extremo ab domine 
occupantibus, nec non in exstremo abdomine ad dorsum appendicibus folii 
laneeohiti instar, pellucidis, posterius directis ornatum. Setulae summi ca- 
pituli longiusculae, posterius directae. Dorsum convexum, dermate ut in 
B. {liiucolo pcrforatum. Poeminae scutum genitale late ippocrepeum, an- 
terius minime angulatum, sed bene rotundatum. 

Ad 800 }i-. long, ergo maior quam D. flmicolus (650 /a.) 

Plurima collegi exerapla ad « Cansiglio », sub lignis putribus nec 
non (quamvis rarius) in muscis. 

SO. Dinyclius carinatus n. sp, — Testaceo — fuligineus: 
longe ovatus, postico minus, antice magis acuminatus. Margines corporis 
laterales in carinam sat elevati ; adsunt etiam earinulae duae satis ad- 
pressae, longitudinal'ter pei' totum doi'sum decurrentes, altae. Ceterum 
sat profunde infosso m. Derma totum dense verruculatura, pilis simplici- 
bus parvis auctum. Foem. scuto genitali ippocrepeo, anterius sat ultra 
tertias coxas producto; maris rotundo, parvulo, inter quartas coxas insito. 

Ad 550 (mas) vel 600 (foem.) p.. long. 

Habitat. Plura collegi exempla utriusque sexu5 sub lignis putrescen- 
tibus in nemore Cansiglio. 

Obs.. D. funicolo multo minor et strictior. 



248 ACAia NUOVI 

37. IDinyclius fìmicolus n. sp. Dmychus inermi^ K. (A 
Berlese A. M. S. it. fase. 51 N. 8). Non credo alla identità della specie 
da me descritta più volte e che si ti-ova solo nelle concimaie, con 
quella del Koch (se pure è un Dwychus) che vive nei muschi. Kitengo 
pili opportuno farne una specie a se, indicandola col nome qui se,^-nato. 

GEN. TJFtOJPODA. LATR. 

Il i^'enere, come era inteso quasi tino ad ora, escluso il primo mio 
tentativo di separarne i sotto j;-eneri Trachyuropoda (Acari Austro- A- 
mericani p. 39) e più tardi il iiruppo OplUis (A. M. S. it. Mesostigmata, 
p. 89.) e quello del Michael, che forma il genere GUjiìliopsìs pi'endendo 
specie ascritte alle ly-opoda per avere le zampe anteriori fornite di 
ambulacri e del genere Discopoma che sono sprovvedute di tali organi, 
il detto genere Uropoda circoscriveva le specie aventi fossule pedali bene 
manifeste e scavate anche in altri scudi, come ad es: nel parapodiale e 
nel peritremale, oltre che nello scudo sternale. 

Per questo solo carattere si distinguevano lo J'ropoda, e non bene, 
dall' affine genere Diìiychus e Celaeno (ora Trachytes). 

Adunque il bisogno e 1' opportunitcà di suddividere il grosso genei'O 
Vropoda^ nel quale sono forme tanto disparate fra loi'o, mentre tante 
altre convengono strettamente insieme, sono sentiti ed io a ciò ho posto 
mente Ho veduto che riconoscendo esattamente la disposizione degli 
scudi ventiali in ambedue i sessi, dei dorsali eco si suddividono in 
gruppi molto naturali le specie tutte e concorrono a quest'opera mii-a- 
bilmente anche quelle poche forme esotiche le quali conosciamo finora. 

Analoghe considerazioni valgono pel genere Discopoma^ pel quale 
però basti ora distinguere due gruppi, cioè Discopoma, typus D. cassi- 
dea e TrachyciUWa, typus D. splendida Kramer. 

GEN. Cephalouropoda n. gen. 

Seutum dorsuale anterius a pseudocapitulo distinctum. Derma ple- 
du.mque asperum, variolosum — pseudopeiforatum. 

Typus « Uropoda Berlesiana >■ Beri. ; adde : Uropoda cannata Beri- 
U. cribrarla Beri. ; 

GEN. Trachyuropoda BERL. 

Nella mia memoria Acari Austro-Americani ho fondato il gi-uppo 
per la V. festira^ inserendola nelle Vì'opodae scuìplae ; ho poi annesso 



A. JÌKIJLKSK 249 

alla detta anche la U. lamellosa Can. et. Beri, ia U. Vanesi rimana ect. 
Lo stesso ho tatto negli A. M. Se. it, dove ho indicato per tipo del 
gruppo la Jj. lamellosa. 

Il Michael, senza fondamento, osserva che il nome Tradiyvroixxìa ò 
fla me usato in forma descrittiva più che por designare sistematicamente 
un giiippo a se. Però il Michael non i-ileva che negli A. M, Se. it. Me- 
sostignata, avevo denominato anche Oplilis il gruppo di cui è tipo la 
U. parad(j.xa e nello stesso modo affatto ed avevo ancora affermato che 
parevami tale gruppo degno di formare un genere a sé. Perciò il nome 
Glyphopm del Michael (tipo Uropoda BoslocVJ Mich.) deve cedere il 
posto al nome J'yyjpoda. 

Typus « Uropoda festiva Beri, » ; adde : Uropoda Eostocki Mich ; 
Uropoda Canestriniana Beri.; U. Riccardiana Leon; U. laminosa C. et B; 
U. excavata Wasra. : W cocciaca Mich ; U. cristicaps. Can. etc. 

(ìEX. Uropoda LATK. 

Metapodiis a scuto ventrali distinctis: sento anale cum ventrale con- 
fuso ; scuto dorsuali integro, anterius usque ad apicem continuo. Nym- 
phae omeomorphae pedunculatae. Typus <- Uroj)oda vegetans Auct. » 
(U. obscura Koch); adde U. Jvramorii G. Can. U. brasiliensis J^crl. etc. 

GEX. ZJroohovella n. gen. 
Metapodia intersese concretn, vontrem obtegentia ; Scutum anale a 
metapodico seiunctum : abest scutum perigenitale. Typus « Uropoda 
obovata C. et. B. » , adde : Uropoda eliraata. Beri. 

GEX. TJrodìscella n. gen. 

Adest scutum perigenitale (piamvis obsoletnm : metapodia intersese 
discreta, post riuartos pedes subito desinentia; scutum. ventrale cum anale 
confusuiìi. Ty])us « Uropoda Kicasoliana Beri. » ; Adde : U. philoctena 
Trouess. 

GEN. ZJroplitella n. gen. 

(Oplilis J^erl. ex j). MescsLigmata. Il nome mi sembra preoccupato), 
Scutum peiigenitale bene evolutum et manifestissiminn ; metapodia 

intersese conci'eta, scutum sistentia totum ventrem obtegente et ab anale 

bene seiunctum. 

Typus e Uropoda paradoxa Beri. » : Adde: U pusilla Jjcrl.: U. Leo- 

nardiana Beri. ; U. pensylvanica Beri. n. sp. ; U. ovaluia Beri. n. sp.; 

U. minutissima Jjerl. n. sp. 

3S. Trachyuropoda Wasmanniana n. sp. — Saturato 
badia, ovalis ; margine undulato, anterius producta. 



250 ACAKI NUOVI 

Sculptura dorsi fere ut in Tradì, coccinea secl melius elevata. 
Epigyniam longe trigomim, anterius obtusum. Foem. ad 1,500 jj.. long'. ; 
700 [I. lat. 

Habitat. Foeminara unam mecum libenter communicavit CI. Wa- 
smann, cui obsequentissime dicatam volui speciem coUectam in nidis 
Lam ìnixti, ad Luxemburg. 

39. XJrodiscella alophora n. sp.— Maij saturate badius, ova- 
tus; foramine genitale late, scuto sternale (circumgenitale) undique crenu- 
lato, circundato. Derma ventris laeve, vix in scutulo endopodico raris 
punctis minimis quasi perforatum. Peritrema uniplicatum. 

930 IX. long., 730 \i. lat. 

Habitat in nidis forniicae « Lasius mnictus » (Wasmann). 

40. TJroobovella notabilis n. sp. - Mas. Saturate badius: U- 
o'oocatae sat similis sed niaior. 

Ad 700 |JL. long. 550 \i.. lat. 

HaUtat in nidis forniicae « Lasìus niger » Waltenburg (Olanda) 
(Wasmann). 

41. TJroplitella ovatula n. sp. — Badio lutef),ovatula, pilis mi- 
nutis sed sat densis ornata. Epigynium sat longe ovale. Scutum sternale 
lateribus integris, margine antico bene undulato-crenulato, postico 
obsolete undulato. 

Scuta omnia nitida. Peritrema perexile (more in hoc genere insolito) 
et uniplicatum. 

Foem, ad 430 |j,. long. ; 350 p.. lat. 
Habitat ad <; Portici ^ in nidis formicarum (gen. ? spec. V) 

42. TJroplitella conspicua n. sp. — Badia, curte ovata, Foem. 
parce pilosa, epigynio punctulato ; scuto ventrale sat conspicue punctu- 
lato-areolato. Epigynium sat longe ovale. Scutum perigenitale lateribus 
omnibus crenulato-undulatis. Peritrema uniplicatum. Ad 540 p,. lat. 

Habitat. Foeminam unam vidi coUectara in muscis agri Tarvisini. 
(Cison di Yalmarino). 

43. Uroplitella minutissima n. sp. — Badia, subcircularis, 
parce pilosula. Scuta ommia nitidissima. Epigynium sat elongato-ovale. 
Scutum sternale (perigenitale) lateribus integris ; margine antico et po- 
stico bene undulato-crenulatis. J^eritrema uniplicatum. Mas ad 3S0 |j.. 
long. ; Foem. ad 40O |i. long. ; 300 \\.. lat. 

Habitat. Plurima vidi exempla collecta in agro Tridentino in nidis 
fomicarum (gen. sp.) a CI. Leonardi ; nec non in nidis Lasii alieni a 
me ipso in nemore « Cansiglio >- inspectis et in agro Tarvisino (Cison 
di Yalmarino); nec non plura ex HoUandia fLamf.v niger et Tapinoma 
erraticum) quae mihi misit C!. Wasmann. 



A. BER LE SE 251 

44. XJroplitella pennsylvanica n. sp. — Badia, curte ovata. 
Foem. parce pilosa, epi^ynio et scuto ventrali nitidis; epigynio eodeni 
paulo longiore qnam lato; scuto sternale (perigenitale) lateribus integris, 
tantum anterius crenulatis; perithremate biplicato. Ad 570 \i.. long.; 
470 \f.. lat. 

Habitat. Duas foeminas in nidis Formicae subsenceae^ unamque in 
nidis Formicae riibrae in Pennsylvania ooUectas a CI. AVasniann et mecum 
benignissime communicatas vidi. 

45. XJropoda (XJrosternella) foramifera n. sp. — Ba- 
dio fuliginea, valdo ovato - elongata, posterius rotundata; anterius acuta, 
satcristis ut in « U. cristiceps » dilatata. Dorsum convexum, totum sca- 
brato - punctulatum, pilis dorsualibus et niarginalibus multis, posterius 
directis, ciliatis, ut in « f'. cribrarla > vel in « U. elegans ». Scutum 
sternale circa genitalia manifestum, postice attenuatum. Inter coxas quarti 
paris organum (?) quodam pontis transversi instar conspicitur, foramini- 
bus duobus rectangalaribus signatum, robuste chitina marginatis. Ad 480 
\u long ; 290 \i. lat. 

Habitat. Plura collegi utriusque sexus exenipla in fimetis prope 
« Firenze ». 

Obs. Propter scutum sternale circa genitalia conspicuum, species haec 
forsan in genere peculiare (Urosternella) est inserenda. 

GEX. A.ZjLOTHFìOMBIUM S. GEN. 

11 Gen. Trombidium fu istituito per 1' Acarns tinctorius del Linneo 

meglio forse per 1' ,1. Iioloscj-iceus; ad ogni modo per una forma non 

avente pulvilli piumati fra le unghie delle zampe. Invece ha pulvilli il 

Trombidium fuliginosum dell' Hermann e finora era questa la sola specie 

con tale carattere. 

Ho avuto molti esemplari di un bellissimo e grosso Trombidiian 

italiano (da Taranto), il quale deve essere distinto dal T. fuliginosum, 
tanto più che del vero T. fuliginofunn ho esemplari da tutta Italia, Si- 
cilia etc. oltre chò da Taranto e tutti pressoché identici alla forma tipica, 
che si trova nell' Alta Italia. Questo nuovo Trombidium ò pure fornito 
di pulvilli piumati fra le unghie delle zampe e non se ne può fare una 
varietà del T. fyliginosuìn. Dovendo farne una specie a so {T. per- 
grande n. sp.) ne viene che anche il genere Trombidium. devesi suddi- 
videre, non fosse altro che in vista del detto carattere dei pulvilli fra le 
zampe. Ecco perchè ho fatto il nuovo genei'e AlloiTirombium^ prendendo 
per tipo il Trombidium fuliginosum dell' Hermann ed aggiungendo 
1" AU'dlu'ombiUiii pergrnndc n. s;i. 



252 ACARI NUOVI 

46. Allotlirombium per grande u. sp. — Laete cinnabari- 
nus; setulae corporis longe et dense plumosulae, cinnabarinae. dista 
metopica fere ut in A. /M/?^mo.9o contìgurata sed multo crassior. Oculi 
aliquanto curtìores et apico latiores quam in A. fuliginoso. 

Ilabitai. Plura collegit exempla CI. Silvestri ad 8t. Basilio (Taranto). 

GEN. CJEIJEiOMOT^DA.EUS ^. GEN. 

Il Canestrini R. ha suddiviso il genere Penthaleus del Koch in due 
generi, aggiungendo il gen, Notopliallus per le specie ad apertura anale 
dorsale e prendendo per tipo il Pentlmleus haematopus del Koch. Ma 
appunto questa specie é dal Kocli (C. M. A. Deutschl. ed Uebersicht) 
messa a tipo del genere Penthaleus. Così il gen. Notophallus cade e 
non è male, data anche la errata siguitìcazione. 

Invece è bene comprendere le specie che hanno apertura anale 
vetitrale (Penthaleus ovatiis K; P. egregius Beri.) a tipo di un genere 
a sé, che chiamo Chromotydaeus. 

47. Serrarius longicornis n. sp. — Castaneo-fuligineus, sat 
ovalis, postico obtuso-i'otundatns, curte piligeiiis, alis anticis in corniculos 
duos peiiongos, coylindricos (multo magis, quam mS. bicoi'ni) productis. 

Ad 650 li. long. ; 470 ij.. lat. 

ìlahiiat sub foliis emortuis, Eirenze (Boboli). 

48. Serrarius maior u. sp. — Castaneo — fulgineus; corporis 
fabrica sat S. bicorni similis, ,sed multo maior. Corpus postico rotunda- 
tum, pilis longis utriuque tribus ornatum. Alae oephalithoracis ut in S. 
hicorni. 

Longit. 850 |i. lat. 668 \).. 

HaMtat. Plura exmpla collecta vidi a CI. Thon; Cortù 

49. Tectoceplieus minor n. sp. — Saturate fiilgineo - badius. 
Dorsiim grauulis minoribus quaiìi in T. velaio et valde constipatis scabratum. 

Setulae pseudostigmaticae minus clavatae quam in T. velaio.^ pariter 
tamen penicillatae. Ad 290 \i. long. 

Habitat. Plura collegi exempla sub foliis emortuis, liieme in hortis 
(Boboli) - Eirenze. 

50. Hypoclitlionius minutissimus n. sp. — Carneus, 
subpyriformis, postico acutus; in dorso lineis transversis duabus vix obscu- 
rioribus signatus. Setae pseudostigmaticae longae, ut in H. rufulo incur- 
vae et pectinatae. Dorsum seti's raris, brevibus ornatum. Ad 360 p,. long. 

Habitat haud raro sub foliis emortuis in hortis (Boboli) - Eirenze. 

Firenze Noi\ ii)03. 



F. SILVESTRI 

(R. Scuola di Agricoltura — PORTICI) 

€oiitribt(zioNe alia conoscenza (lei Chilopodi 

I. 
Nuovi generi di SCUTIGERipAE 



FAM SCUTIGEFtlDAE 

Gen. SCUTIGERIDES nov. 

GdQus ^dnQvì « Scutigera » valde aftìne, notis sequentibus distin- 
guendum : 

Palpi labiales avticiilo secuudo spina apicali externa armato, articulo 
lertio spinis apicalibus quatuor, ut in genere Scutigera, articulo quarto 
inermi, articulo quinto articulis duobus composito, quorum basalis quam 
alter parum brevior. 

Species typica: 

Scutigerides transvaalicus sp. n. 

Badius, fasciis duabus dorsalibus submedianis latis, subtestaceis or- 
natus, ventre pedibusque fulvescentibus. 

Caput oculis subtriangularibus, vertice eorumdem postico vergente, 
parum acuto, lato, antico parum arcuato. Antenuae basi crassa, apicem 
versus ? (omnes fractae). 

Truncus. Laminae dorsuales spinis brevibus subtilibus, sat densis, 
usque ad marginera et in ipso margine, instructae, angulis posticis late 
rotundatis. Stomata brevia. Laminae ventrales setis brevissimis sat densis 
et setis brevibus, sat robustis et sat raris vestitae. 

Pedes maxillares articuli primi margine antico setis spiuiformibus 
quatuor consuetis instructo et articulo secundo seta spiniformi subapicali 
interna, ungue terminali attenuato, acuto, parum arcuato. Pedes ambula- 
tori! articulis 3-4 supra costulatis, setis brevissimis sat densis et setis 
brevibus sat robustis in costulis et infra instructi, articulo primo spina 
subapicali infera aneto, articulo secundo spina supera longa apicali et 
spina altera apicali supero-postica, nec non spina infera longe ab apice 



254 SCUTIGERIDAE 

armato, articolo tertio spina supera, spina antica et spina postica, omnibus- 
apicalibus aneto, articulo quarto spina supera sat brevi et spina infera 
longa apicalibus instructo, articulo quinto in pedura pare primo articulinis- 
14 composito, quorum primus longitudine articulinos 2-6 fere aequans et 
ultimns inermis, quam articulus sextus aliquantum lonj^^iore, in pedum. 
paribus 7-8 iam tantum 9-articulato, articulino ultimo ut in pedum 
paribus ceteris, praeter ultimum, infra lateraliter utrinque spina brevissima 
aneto, articulinis ceteris infra setis quam snperae parum longioribus et 
robustioribus instructis, in pedum paribus 10 7-artieulato et quanl arti- 
culus sextus parum longiore, articulo sexto e, 28-32-articulato. Pedes- 
paris ultimi quam eeteri valde longiores et magis attenuati, articulo 
secundo spina supera apicali et spina Innge ab apice intra armato, articulo 
tertio et quarto armatura ut pedes ceteri, articulis 5-6 valde attenuatis et 
articulinis numerosis compositis, 

Eoeminae appendices genitales nigrae, attenuatae, parum arcuatae- 
in apice acutae, margine interno dentibus parvibus e. 20 aneto. 

Laminae adanales setis brevibus instruetae. 

Long. corp. 20, lat. 2,S. 

Habitat : Transvaal. 

GEN. SCUTIGEJRIJSTA. NOV. 

Genus hoc differt a genere Scutigera notis sequentibus: 

Antennae eorporis longitudine breviores. 

Palpi labiales articulo secundo tantum seta spiniformi apicali externa' 
j.nstructo, articulo tertio setis spiniformibus tribus apicalibus, articulis 
quarto et quinto inermi bus. 

Pedes I-XIV articulis 5-6 parum elongatis, pedes XV articulis 5-6' 
valde elongatis, attenuatis, apice inermi. 

Species typica : 

SCUTIGERIKTA. ^JVEBEFtl sp. n. 

Testacea, maculis ochraceis variegata, medio dorso fascia fulva> 
ornato, antennis, ventre pedibusque ochroleucis, vel tota (in exemplis 
duobus) ochroìeuca. 

Caput oculis subtriangularibus, vertice eorumdem postice vergente acu- 
to, lato, antico parum arcuato. Antennae eorporis longitudine parum 
breviores, apicem versus gradatim parum attenuatae, in apice haud 

fìlitormes. 

Truncus. Laminae dorsuales spinis brevibus, subtilibus, parum' 

raris totcve, usque ad marginem, instruetae, augulis postice late rotunda- 



F. SILVESTRI ~JiJ 

tis. Stornata brevissima. Laminae ventrales setis brevibus, subtilibus 
'sat numerosis et setis nonnuUis sat robustis et sat longis instructae. 
Pedes Diaxillares spinis setiformibns quatuor ia margiìie antico subco- 
xarum et spina singula in parte interna siibapicali coxae armati, lingue 
terminali parura arcuato, bene acuto. Pedes omnes non costulati, 
articulo primo spina longa armati, paris primi articulo secundo quam 
tertius pauUnlum breviore, apicem versus alìquantum attenuato, infra pa- 
rum longe ab apice spina longa et supra in apice ipso spina sat longa 
armato, articulo tertio quam quartus ^]q longiore, spina brevi, apicali 
•€xterna aneto, articulo quarto spina longa apicali infera et spina brevi 
apicali supera armato, articulo quinto quam sextus parum longiore, 
9 articulato, articulo primo quatuor sequentes, simul sumptos, longitudine 
iiequante, articulis 2-9 setis brevissimis numerosis et setis nonnuUis 
brevibus vestiti?, articulo sexto 22-articulato, ut quintus setoso, ungue 
terminali parvo, acuto, arcuato. Articulus quintus in pedum pare 
-secundo 8-articulato, in pare tertio 7-articuliito, in pare 4° Oarticulato, 
in paribus 5--6° vel etiam 7° 5-articulato, in paribus ce*;eris 4-aiticulato, 
•articulo sexto in posteriore corporis parte magis elongato et articulis 
magis numerosis composito, articulino ultimo articuli quinti infra in 
apice a pedum pare quarto spinis duabus brevibus aneto, articulo 
secundo a pedum pare secundo spina supera apicali, laterali externa aneto, 
urticulo tertio etiam a pare secundo spina apicali exterua parva armato. 
'Pedes paris penultimi articulo secundo in parte subapicali, spinam gerente, 
'ìatiore, in apice supra et lateraliter spina aneto, articulo tertio in apice 
spina supera et externe et interne etiam spina armato, ai-ticnlo quarto, 
«pina supera et spina infera apicali armato, articulo quinto articulinis 
quatuor composito, quorum primus quam ceteri, simul sumpti, i/i longior 
est, articulino ultimo .spinis brevibus apicalibus duobus instructo, articulo 
sexto quam quintus aliquantum longiore, articulinis 28 composito, 
quorum articulus nonus usque ad penultimum infra spina brevissima 
obtusa armatus, Pedes paris ultimi ceteris longiores et magis atteiuia- 
ti, articulo secundo spina infera aliquantum longe ab apice et spina 
supera apicali aneto, articulo tertio spinis tribus apicalibus, articulo quarto 
spina apicali infera instructo, artic.ulis quinto et sexto intersese indi- 
^tinctis valde attenuatis et articulinis pluribus compositis, 

Foeminae appendices genitales articulo ultimo infra dentibus parvis 

JO armato. 

Valvulae adanales setis brevibus ad latera sat robustis instructae. 

Long. corp. 13, lat, 2,5. 

Habitat : Zwarsberg CColonia del Capoj. 

Clarissimo Prof. Max C. AVeber speciem hanc animo grato dico. 



256 PARALAMYCTES 

II. 

Nuove specie di FARALAMYCTES 



FAM. HENICOJPIDAE 



PAKALAMYCTES ASPERULUS sp. n. 

Fulvescens, antennis pedibusque sordide ochraceis. 

Caput. Lamina cephalica pauUulum longior quam latior, postice et 
postice-lateraliter marginata, fronte media profonde silicata. Antennae 
27-?-articulatae (in exeraplo typico tantum articuli 27 adsunt antennae 
alterae, sed cum articulus ultimus absit, certe antennae e. 30-articulutae)< 
articulis cylindricis plus minusve quam duplo longioribus quam latìoribus, 
setis brevioribus vestitis, articulis primo et secando intersese subae- 

qualibus. 

Truncus. Laminae dorsales asperulatae, marginatae: laminarum II, 
IV, VI anguli postici rotundati, III, V, VII subrecti. Vili margo 
postica profunde triangulariter incisa, anguli postici acuti, IX, XI XIII 
et XV anguli postici gradatim parum magis producti, acuti, X, XII, XIV 
anguli postici acute producti, XVI margo postica subrecta, anguli 
parum rotundati. Laminae ventrales sparsim setosae, XVI angulis pò- 
sticis parum rotundatis. 

Pedes maxillares subcoxis antice latis, dentibus 7+7armatis, pedes 
ambulatori! hirtelli. Pori subcoxales 5, 5, 5, 4 rotundi. Processus antieus 
tibiae pedum 1-14 triangularis, valde acuto (magis quam in P. Weberi); 

Long. corp. 16, lat. 5,5, long, pedum ultimi paris 9. 

Habitat: Colonia del Capo, presso Constantia. 

PARALAMYCTES WEBERI sp. n. 

Eulvo-castaneus, pedum articulis tarsalibus sordide ochraceis. 

Caput parum longius quam latius, media fronte profunde sulcata,. 
postice et lateraliter marginatum. Antennae 20-articulatae, articulis 
subcylindricis, pilis brevioribus veslitis, duploveltriplo longioribus quam 
latioribus, articulo primo secundum longitudine aequante, articulo ultimo 
quam penultimus parum longiore. 

Truncus. Lamina prima dorsalis a lamina cephalica omnino obtecta, 
pedum maxillarium subcoxae antice l?tae, mediae parum profunde divi- 
sae, dentibus marginalibus 4-|-4 brevioribus, sat robustis arraatae, subtus- 
antice setis nonnullis sat longis auctae, articuli ceteri infra setis- 
nonnullis, sat longis instructi. 



F. SILVKSTRI 257 

Laminae dorsaales marginatae: laminarnra II, IV, YI angiili postici; 
valde rotondati, III, V, VII, Vili subrecti, IX pamm rotundati, X 
acute paullulum producto, XI paalluluni rotundati, XII et XIV acute 
aliquantom producti, XIII et XV margo postica parum sinuata, XVI 
raargo postica aliquantum sinuata et anguli postici rotundati. Laminae 
ventrales setis brevibus sparsis auctae, XVI lata, postice valde rotondata. 

Pedes ambulatori hirtelli : paris 1-14 tibia in parte apicali anteriori 
processu laminari triangolari acuto aocta, paris ultimi articulo ultimo 
tarsali setis nonnuUis sparsis instructo, praetarso ungue mediano robu- 
sto et unguiculìs duabus lateralibos constituto. — Pori subcoxales 5, 0, 
5, 5, quorum internus perparvus rotundus, ceteri sat magni, subovales. . 

Long. cap. 30 ; lat. 3. long, antenn. 11 ; long. ped. ultimi paris 13.- 

Habitat : Koysna George (Colonia del Capo). 

PARALAMYCTES AXDINUS sp. n. 

Pallide folvescens vel rufo-castaneus. 

Caput. Lamina cephalica vix latior quaai longior, postice et laterali- 
ter marginata. Antennae 35-43 articolatae, articulis dense et broviter ve- 
stitis, inter sese inequalibos, partim longioribus qoam latioribos, partim 
latioribus quam longioribus, articulo ultimo quam penultinius paroni 

longiore. 

Truncus. Laminae dorsales marginatae, sublaeves, laminarum IV, VI, 

IX, XI, XIII, XV et XVI margo postica parum sinuata, angoli postici 
rotundati, laminarum ceterarum margo postica subrecta et anguli postici 
etiam subrecti. Laminae ventrales breviter et sparsim setosae, XVI angU' 
lis posticis rotundatis. Pedes maxillares sobcoxis antice latis angulo ex- 
terno rotundato, margine dentibus 2-^-2 perparvis aneto, setis brevibus 
sparsis iostructi. Pedes ambulatorii setis brevibus, robustis, snbspiniformi- 
bus, sparsis armati, tibia in pedum paribus 1 — 14 processu laminari 
antico triangulari in apice elongato, acuto aucta. Pori subcoxales 2, 3,3,. 
2-3,3,3,3,. Pedes paris ultimi articulis 2-3 setis spiniformibus brevibus 
sparsis armati, articulo 4 setis spiniformibus sparsissimis, articulis 5-6' 
pilis subtilioribus brevibus nec non setis duabus subapicalibus, articulo 6 
tantum pilis instructo, praetarso ungue mediano et utrimque unguicula 
aucto. 

Genitalium foemineorum ungois integer, calcarium duo paria. 

Maris appendices genitales manifeste 4-articulatae. 

Long. corp. 14; lat. 1,6, long, antenn. 6, 5; long. ped. ultimi paris 7, 5,. 

Habitat: Punta de Vacas (Cordillera presso Mendoza) Las Cuevas 
a m. 3600 d'altitudine (Argentina). 



SFICILEGIJ^ ZOOLOG-ICA 



ACARI NUOVI 



ANTONIO BEKLESE 
(Via EomaxXa 19 — Firenze) 



MANIPULUS 11."^ 



Ho ricevuto nuovi invìi di Acari, specialmente Gamasidae^ da varie 
parti e principalmente di Kussia, da parte del Karawaiew (mirmecofili); 
dalla Norvegia (oltre cento tubetti con acari in alcool), speditimi dal 
S. Thor ; dall' America del Sud, dal Canada, dalla Germania, dalla 
Francia speditimi dal Trouessart ; fra questi e fra moltissimi che raccolsi 
qui rinvenni altre specie nuove, che ora brevemente descrivo. 

GEN. JlMEFtOSJSIUS N. GEN. 

La prima specie <^he il Koch descrive, nel fondare questo genere, 
(C. M, A. Deutschl, fase. 4, N\ 17) è il Sehis fogatus che, quindi, 
deve essere considerato il tipo del genere. 

Ma il Seius togaiuf'^ secondo quanto ho potuto giudicai-e da un bel 
maschio che ho trovato fra gli Acari mandatimi di Norvegia dal Ch.">° 
Thor, appartiene certo ad un genere diverso di quello in cai debbono 
stare le specie che si avvicinano al Seius hirsutus, S. muricaius^ etc. 
dello stesso Koch. 

Quindi, per queste io fondo il nuovo genere Ameroseius e 
prendo per tipo il Seius ecMnaius del Koch, aggiungendovi ancora Seius 
muricatus K. ; S. unguiculatas Beri, e qualche altra specie che de- 
scriverò pili sotto. 

51. Ameroseius laelaptoides n. sp. — Badio-ftiligineus, 
ovatus. 



ACARI NUOVI 259 

Foemina sento dorsnale ad margines setis sat brevibns, cyliudricis 
^el dilatatulis, posterius tamen vix maioribus ornato ; in medio setis 
aliquanto minoribus. Scutum anale sat parvulum, cordiforme, longius 
>quam latum. Genitale (cani ventrale) sat magnum, longe trapezinura, 
nsque post quartas coxas valde productum. Pedes in utroque sexii valide 
spinosi. Mas ovatiis, anteriiis acuniinato-productus (rostro, qua re, infero) 
postice rotundatus (undiilatus), dorso convexo, ad margines et posterius 
brevissime setoso-spinosulo ; in medio dorso glabriusculus, totus quis- 
qiiiliis granulisqiie terreis indutus. Foemina sua obscurior pedibusque 
robustius spinosis. Mas ad 500 |j.. long. Foem. ad 700 [i. long. 

Haiti t at : haud frequens sub foliis putrescentibus ad Florentiam, 

52. Ameroseius borealis n. sp. — Testaceo-fuligineus, 
•satis A7n. imiricaio statura similis, sed valde diversus. Dorsum planum, 
subnudum, punctato-reticulatum, totum scabratum. 

Margo corporìs posticus pilis aliquot arcuatis valde recurvis ornatus, 
sed multo curtioribus et exilioribus, iiec non corpori magis appressis 
quam in Amev. muì icalo. 

Scutum anale (foeminae) mediocre, valde a pedibus posticis et a 
sento genitale diseretum. Tarsi omnes elongati, Foem. ad 580 [^. long. ; 
400 II. lat. 

Habitat : in Norvegia (Thor). 

53. Laelaps (Laelaps) maximus n. sp. — Foem. Saturate 
badia, late ovato-rotundata, pedibus omnibus percrassis. Scutum dorsuale 
-cordatum, fusco-badium, postice subacuto - rotundatum. magnam partem 
dorsi nudam reliuquens, anterius acuminato-mucronatum, totam, praeei- 
pue antice, setis robustis, longis vestitum, postice longe bipilum ; cae- 
terum dorsi totum setis conformibus dense vestitum, ad margines setis 
densioribus posterius direetis. Femur et gena primi paris setis robustio- 
•ribus. longis, spiniformibus ad dorsura hirta. Sternum latum, trapezi- 
num, usque ad originem eoxarum tertii paris productum, anterius rotun- 
dato-angulatum, rainus colore depietum, caeterum obscurius fuligineo- 
badium, longissime sexspinoso - setatum. Scutum genito-ventrale sat 
post quartas eoxas productum, sat ab anale diseretum, postice rotundatum, 
nudum. Scutum anale trigouum, longe tripilura, seta postanale longa, 
valida. Ceterum ventris totum densis setis crassis et longis vestitum. 

Nymplia subnuda. 

Ad 1700 |x. long. 1250 \i.. lat. 

HaUfat. Pluras vidi foeminas (et nymphara) collectas a CI. Areche- 
valeta ad Montevideo, super « Hesperorays vulpinus » et mecum a CI. 
Trouessart benignissime communicatas. 



260 A. BERLESE 

54. Laelaps (Hypoaspis) spiniferus n. sp, — Teneus, 
longe ovatus, longe setatus. Epistema in mucronem bene chitineum, ro- 
tundatum desinens>. Pedes secandi paris in utroque sexii tibia inferne vali- 
dissime bispinosa ; tertii et quarti paris gena tibiaqae inferne robuste 
bispinigeris. 

Mas digito mobili chelae incurvo, sub apicem valide unidentato^ 
calcare longo, porrecto, sat ulira digitum producto, brevissime ad S 
incurvo ; digitus fixus sub apicem valide unidentatus, caeterum obsolete 
serrulato-denticulatu s. 

Foemina sento genito-ventrale parum post quartos pedes producto,. 
margine anterioie libero rotundato, haud laciniato, hyalino, difficilius 
conspicuo. Sento anale longe trigono-rotundato. 

Ad 1900 ]).. long, ; 1100 [x. lat. (tbem.)-Mas statura conformis. 

Habitat: Plura utriusque sexus exempla mihi misit CI. Trouessart 
coUecta in Africa occidentale. 

55. Laelaps (Eulaelaps; pontiger n. sp. — Terreus ova- 
tus, sat elongatus, totus villosus ut L. stabularis. Foem. sterno posterius 
profadius excavato-rotundato, ita ut in medio perstrictum sit et pontem 
vere simulet. Margo anterior scuti genito-ventralis (laciniatus) usque 
ad dimidias secundas coxas productus. Scutum idem post quartos 
pedes bene dilatatum, posterius rotundatum et valde postice productum, 
tamen ab ano sat discretum, pilis longis ad margines auctum. Caeterum 
ventris dense villosum. Pedes longi et sat graciles. Marem non dignosco. 
Foem. ad 800 [).. long. ; 500 |x. lat. 

Habitat. Inveni foeminas in stabulis Patavii et in tìmetis ad Flo- 
rentiam (« Impruneta ») 

56. Laelaps (Eulaelaps) stalbularis var. proximusn. 
var. — Facies L. stabularis typici, sed multo minor. 

Foem. ad 800 ,"•, long, (typicus ad 1100 ft, long.) 
Habitat : Unum exemplum collectum vidi super Lemnus, in Norve- 
gia (Thor). 

GEN. OJLOLu^LjJìlF'S N. GEN. 

Nel Zoolog. Anzeiger, Bd. XXYII N. 1. 20 Ottobre 1903, p. 14,, 
ho circoscritto il genere Hypoaspis Can. alle forme con scudo ventrale 
fuso coir anale ( Laelaps venetus ; L. Placentula; L. ìwlostaspoides; L. 
coleoptratus.) 

Però il Canestrini, (Acarof. ital.) descrive per primo, nel suo genere 
Hypoaspis, il Laelaps Kraìneri, che io ho introdotto invece (Zool. Auzeig, 
loc cit.) nel sottogenere Evlaelaps. 



ACARI NUOVI 2(3 1 

Quindi, mentre per le specie anzidette delle quali è tipo il Laelaps' 
venefus fondo il genere Ololaelops, metto con dubbio il sottogenere mio 
Eulaelaps in sinonimia col gen. Hypoaspis Can. 
Cioè: 

Hypoaspis Can. (typus Laelaps Krameri Can, Adde : L. miles^ L. 
aculeifer, L. bonibicolens^ L. semiscissits). 

Ololaelaps n. gen. (Typus Ololael. venefus Beri. Adde ; 0. Placen-' 
tuia ; 0. coleopfratus ; 0. confinis. n. sp. ; 0. liolostaspoides). 

iSubgen. Eulaelaps Beri. ^Typus Eu. stàbularis K., tbrsitan satis 
diversum a subgeu. Hypoaspis). 

57. Ololaelaps confìnis n. sp. — Y?ìq\q?, L. Placenhilae Beri, 
sed setis corporis, praecipue posticis, minimis. 

Foem. tantum nota. Ad 750 /x. long. (Maior quam L. venetus Beri.)' 
Habitat : in Norvegia. Pluras vidi foeminas collectas a CI. Tlior. 

GEN. GAMASIT^HIS X. GEN. 

Characteres generis Ololaelaps sed scuto genitale foeminae ut in Ga-' 
masis conformato; epigynio postice bene a scuto ano-ventrale distincto ut 
in Pergamasis. Mas pedibus secundi paris ut in Gamasis armatis. 

Typus G. pulcliellus (Gamasus pulchellus) Beri. 

58. Megalolaelaps hirtus n. sp. — Foemina tantum nota. 
Badio-aurantiaca, late ovalis, setis ventris et marginis corporis longis, 
posticis autem longissimis, dimidiam fere corporis latitudinem aequanti- 
bus. Scuta ventralia sat iisdem M. haerois similia. Pedes setis longis' 
liirti. Metapodia magna, ovalia. 

Scutum genito-ventrale setis duabus longioribus utrinque ornatum^ 
postice setis aliquot longis marginatum. 
Ad 2000 ft. long. ; 1500 ix. lat. 

Habitat. Plura exmpla mihi misit CI. Trouessart collecta super 
Neleus mferrtfpti'S « Brasile ». 

59. Cyrtolaelaps (G-amasellus ?) iphidiformis n. 

sp. —Foemina testaceo-pailida, ovalis, sat lata, postice rotundatc-tiuncata, 
in medio, ad pedes quartos, dilatata. Epistoma in spinam perlongam,ciliatara,' 
basi denticulatam desinens. Scutum dorsuale obsolete sed certe in partes 
duas linea recta ante quartos pedes divisum. Derma scuti dorsualis 
postici prope maiginem extremum transverse plicato-rugosum (plicis" 
chitineis prope marginem lateralem magis conspicuis). Pili adsunt rari,- 
simplices, parvuli, praecipuein extremo corpore. Scutum dorsuale posticum' 
ad angnla postica ventris in ventre eodem sat plicatum. Scutum atiale" 
parvum, ovale, valde a genito-ventrale discretuni. 



262 A. BERLESE 

Nympha maris^inibus corporis subparallelis ; sterno usque post qiiartos 
.pedes producto ; scuto anale rotundato ; scutis dorsualibus sat longe 
intersese discretis. 

Foem. ad 550 ja. long.; 320 [i. lat. — Nympha ad 450 ij.. long. 
,220 fx. lat. 

Habitat. Plura collegi exempla sub foliis emortiiis ad « Firenze 
fBoboli) ». 

60 Cyrtolaelaps (G-amasellus) Functum n. sp. — Pal- 
lide testaceus. Epistoma dentibus diiobns lateralibns sat brevibus, acutis- 
simis, basi interne ramusculatis, medio autem, nisi fallor, caeteris longiore. 

Mas chela digitis, quantum video, subedentulis, calcare ut in G. 
^.captatore inflexo, sed minus longo et crassiore. Pedes secondi paris 
femure calcare uno, spiniforme, sat valido; genu apophysi longiuscula, 
sat lata, subhyalina ; tibia, quantum video, inerme. Corpus postice subun- 
didato-crenulatum, setis duabus longis et robustis, aliisque aliquanto 
minoribus ornatum. Ad 280 \i.. long. 

Foemina corpore postice setis duabus longioribus, robustis (aliquando 
-tamen robnstioribus, subplumosis) aliisque minoribus. Ad 310 \i. long. 

Hàliitai : sat frequens in fìmetis ad Florentiam <. Impruneta ». 

61. G-amasus (Eug.) immanis n. sp. — Testaceo-flavidus, 
maximus, statura omnibus speciebus hucusqae uotis ex (ien. Gamasìis 

■ ^alde insignior. Mas pedibus secundi paris sat iisdem G. magni confor- 
^mibus, sed tarso basi calcare nullo, apice validius biungui. Chela digito 

mobile in medio valide imidentato; digito tìxo apice subincurvo, bidentato. 
xFoemina pyriformis, scuto postico triangulum fere aequilaterum sistente, 

longe a maiginibus corporis discreto. Epigynium anterius sat acutum, 

paragyniis perstrictis. Chela digito mobiU interne tridentato ; fixo in 

medio valide bidentato, sub apicem bidenticalato. 

Mas ad 2350 \i. long.; Foem. ad 2700 |j.. long., 1750 j^. lat. 
Halntat : Foeminas septem maresque daos vidi collectos in Norvegia 

a CI. Thor. 

62. G-amasus fEug.J cliortopliilus n. sp. — Terreo- 
ilavidus, elongatus, agilis. Mas pedibus secundi paris calcare polliciforme, 
.femurale, cuius ad axillam processus minor cylindricus exoritur; genu 
et tibia inferno tuberculo conico auctis; tarso apice spinosissimo, spinis 
.robustis, sat longis. Pariter armatus est tarsus in foemina. Epistoma 
anterius rotundatum, tamen spinula minima media acuta armatum. Foe- 
jnioae epigynium sat -eodem G. magni conforme, quamvis multo minor; 
ecutum ano-ventrale (in foem.j longius cordato trigonum. Foem. ad 780 ja. 
long. ; 400 [j., lat. Mas paulo minor. 



ACAIU NUOVI 263 

Habilat. Plnres mares, foeminas nymphasque collegi in foeno, in' 
stabuli s, Fatavi i. 

63. G-amasus (Eug.) excurrens n. sp. - Testaceus, dilute 
barlins: foeniina tamen melius flavicla. Mas calcare femurale sat longe 
poUiciforme, incurvo ; processi! axillare conico, biarticulato. Palporum 
articuhis secundus interne sub apicem spina valida et breve nec non 
pilo auctus. Chela digito fixo apice oblique truncato ; in medio valide 
unidentato. Digitus mobilis in medio dente unico, valido armatus. Foe- 
niina longe ovata, scutulo postico dorsuali stricte et longe triangulare, 
postice acuto. Epigynium sat latum, raarginibus undulatis. Epistoma 
in utroque sexu apice serrulato-denticulatum (in mare tamen apice tri- 
spinulosum). 

Mas ad 1120 /x. long.; Foem. ad 1200 |j.. long. 

Habilat : Foeminas duas maresque tres vidi collectos in Norvegia' 
a CI. Thor. 

64. G-amasus (Pergamasus ) runciger n. sp. — Badìus,- 
sat G. runcntello similis, sed maior. Mas pedibus secundi paris incassatis, 
calcare femurale validissimo, longo, sat runcato ; processu femurale lato,- 
securiforme. Caeterum ut in G. rimcatello. 

Mas ad 800 [a. long. Foem. ad 980 ij,. long. 
Habilat : in Norvegia ; mihi misit CI. Thor. 

65. Gamasus (Pergamasusj crassipes L. var. brevi- 
COrnis n. var. — Differt a typico statura maioro, pedum secundi paris in 
mare tibia processu adcessorio basilari interno brevissimo, squamiforrae 
processu adcessorio interno apicale nullo. Foeminae endogynium denti- 
bus lateralibus duobus (utrinque uno), processu basilare longo, percon- 
spicuo, longe bifurco. 

Mas. ad 1300 [x. long. ; Foem. ad 1340 \i.. long. 

Habitat, in Norvegia; mecum communicavit CI. Thor. 

6Q Holostaspis mandibularis n. sp. — Foem. testacea^ 
lageuaeformis, postice late rotundata, tota pilis longiusculis, clavuto-cilia- 
tulis, recurvis ornata, praecipuo in margine postico. Epistoma fere ut in 
H. longulo^ sed processu mediano haud lateraliter spinoso, longo, apice 
bifurco. ^landibularum chela perlonga, sive primi paris pedum tibiae et 
tarsi simul sumptorum longitudinem aequans. Scutum dorsuale sat latum, 
tamen non ut in H. loìigiì^pino. 8cutura anale latum, ut in H. longi spino- 
semicirculare. 

Ad 800 [j.. long. ; 580 \i.. lat. 

Habilat: raro in muscis nemoris « Cansiglio ». 

67. Uolostaspis posteroarmatus n. sp. — Mas testaceus: 



•2G4 A. BERLESE 

•abdomine postice acuto, sento vectralo inte,a,To. Vix minor quam mas 
ff. marffìnaù\ sed valde diversus, praecipue pedum secundi et quarti 
paris calcaribus, Pedes secundi paris trochantei'e inerme ; feniure calcari 
unico valido, polliciforme in medio margine infero; genu tibiaque tuber- 
oulo unico intero perparvulo auctis; tarsus subinermis. Pedes tertii paris 
genu inerme. Pedes quarti paris trochantere dente validiore subapicale, 
..tuberculoque infero ; femure lateraliter calcare magno, runcato; interne 
tuberculis duobus conicis, mediocribus (altero tamen malore) ; genu in- 
terne calcare valido, acuto, magno aneto; tarsus sat contortus, basi 
bituberculatus. 

Ad 900 li., long. ; 550 ^ lat. 

Habilaf in fimetis agri veneti. Nonnulla possideo exempla. 

68. Holostaspis subbadius n. sp. — Yideas noiosi, margi- 
.,na(us « forma intermedia intev jìierdaì'ùfm et baóiifm foem.\ A. Berlese, A. 
M. Scorp ital. fase. 52, N. 6. — Huius speeiei formas diversas nonnullas 
habeo, sive: — var. rulnislulus, typico maior (foem.^, badius ; sento 
anale 260 [i. long. ; 220 [j. lat. — Tota foemina 820 /^, long. ; 460 \u lat. 
^In fimetis ad « Porto Maurizio »). 

var. saitatus typico vix maior, testaceus; sento anale 210 fx. long, 210 
/x. lat. (aeque longo ac lato). Foemina tota 660 \i.. long, ; 430 \i. lat. (In 
fimetis ad « Udine »). 

(Forma typica autem, sento anale 20O \i. long. ; 180 p.. lat. ; foemina 
tota long. 60Ò, lata 330). 

69. Holostapis penicilliger n. sp. — Foemina badia, lagenae- 
formis, primo visu sat H. badia similis, sed aliquanto minor et magis a- 
sperata. Scutum ano-ventrale trigonum, fere aeque longura ac latum, 
crasse areolatum. Margo corporis setis curtis, clavato - plumosis, run- 
catis, ornatus. Seutum dorsuale ut in IT. margmato serrulatum *et pilis 
longiusculis, clavato - plumosis hirtum. Mandibulae medioeres. Mas 
sento sterno-ventrale integro. Corpus postice rotundatum, non ad humeros 
strietius, penieillis lougis, ut in foemina, pi-aecipue postice ornatum. 
Pedes secundi paris calcare breve, subdigitiforme ; genu tibiaque tuber- 
culis brevibus, minutis. Caeteri pedes inermes. Quarti paris tarsus per- 
kmgus, reetus, minime incurvatus, corporis latitudinem superans. 

Mas ad 750 \i long. : 490 \i. lat. — Foem. 770 /x. long, ; 470 /i lat. 
Habitat. Plura collegi exempla utriusque sexus in agro Tarvisino 
^(« Cison di Yalmariuo ») sub lignis pntrescentibus nee non ad <-. Firenze » 
in lignis putribus (« Boboli »). 

70. Holostaspis longispinosus (Kr.) var. asper n, var. — 
Foemina. Facies H. longispinosì sed minus latus, minor et magis aspe- 
^•atus. Margo corporis pilis runcatis, clavato-ciliatis, longis ornatus. Scu- 



ACARI NUOVI 265 

■tuoi ventrale aliqiianto minus latum quani in typlco. Epistema caule 
medio lon2:o, ciliatulo, apice bene bifurco. Color testaceo-fuligineus. 

Ad 830 iv long. ; 530 fx. lat. 

Habitat. Plura vidi exempla necum benignissime communicata aCl. 
Thon ad « Corfù » collecta. 

71. Holostaspis longulus var. hortorum n. var. — Foe- 
mina sat typico similis, qnamvis aliquanto latior- Differt a typico praecipue 
scuti ano-ventralis fabrica, quod in hac varietate scutum valde longius 
quam latum sit, subcordatura, postico acutum. Epistema etiam diversum, 
quod caule medio longiore gaudeat, minime lateribus denticulatis. Tarsi 
secundi paris apice validissime trispinosi. 

Eoeminam aliquanto latiorem vidi et scuto ano-ventrale magis lato, 
colore badio-tuligineo sat depictam. 

Ad 700 ft.. long", 440 ij.. lat. (foem. maior supradicta ad 800 ]ut. long.; 
580 /x. lat;. 

Habitat in foliis putrescentibus ad « Firenze (Boboli) » sat frequens. 

SUBGEN. GAmASHOl^A.ST'lS N. SUBG. 

(Subgen, generis Holostaspis). 

Facies Gamasi. — Mas pedibus secundi paris ut in Gamasus ar- 
matis. Foemiua scuto genitale subrectangulo posterius valde ultra quar- 
tas coxas producto et in scuto ano-ventrale, anterius profunde excavato, 
infosso. 

Typus « G. r/aiììasoktes n. sp. >:>. 

72. Holostaspis (^G-amasliolaspisJ gamasoides n. sp. 

— Testaceo - badius vel leniter tlavescens. Elongatus, formae Gamasi 
atlenuati^ scuto dorsuale longe cordiforme. Mas pedibus secundi paris 
feraure iuferne calcare runcato auctis ; genu tuberculo minimo; tibia 
tuberculo sat conspicuo ; tarso apice dentigero. Chela calcare recto, va- 
lido, retrorsus directo, acuto, e tertia antica parte digiti mobilis exorto. 
Epistema in spinam exillimam, acutissimam desinens. Pili coiporis sira- 
plices et longiusculi, ommino ut in Gamasis. Mas ad 700 |i.. long; 390]).. 
lat. — Foem. ad 790 [j.. long. ; 400 \i.. lat. 

Habitat. Plures mares, foeminas et nymphas collegi in detritis li- 
gni castane! putris ad Florentiam, cum Gamaso exili commixtos, 

SUBGEN. HOLA^ST^ULUS N. SUBG. 

('Ex genere Holostaspis) 

Foem. Characteres generis Holostaspis, sed epigynium omnino cum 



266 A. BEKLESE 

Sdito ano-ventrale confusum. Scutum hoc cimi sento pedinerò fparapo- 
dico^ et periti-ematico confusum. Epistoma anterius r!on in appendicem 
longam productura. 

Typus « //. tenuipes n. sp. » 

73. Holostaspis ('Holaspulus^ tenuipes n. sp. — Flavi- 
do-badius, dilatatus, ut Holost. longispinosiis; mandibulis robustis ut in 
G. mandibulare^ totus pilis simplicibus (vix apice plumosulisj rectis,. 
regulariter circumdatus. Pedes antici tenuissimi. Scutum dorsuale cordi- 
forme, tamen pcstice rotundatum. Sternum postico profunde excavato-an- 
gulatum. Epigyniura strictum, subrectangulum, anterius evanescens, satis 
a sterno discretuni, postico oranino cum scuto ano-ventrale fperfecte tri- 
gono, postico acutq^ confusum; fissura tamen ad latera interna coxa- 
rum quarti paris, breve et lata, manifesta. Mas ignotus. Foem. ad 720 
jx. long. ; 530 |t. lat. 

Habitat in detritis ligni castanei putris ad Florentiam. 

GEN. ECHIJSrOMEGISTUS X. GEN. 

Foem. scuto sternale minimo, vel subnullo; epigynio trigono, Inter 
alia senta duo insito, primo visa scutum unicum tripartitum inter coxas 
tertias manifestum. Scutum anale magnum, inter parapodia cum metapo- 
diis concreta extensum, usque ante quartas (;oxas productum. Stigmata 
inter tertias et quartas coxas, peritremate longiore, usque ad coxas 
anticas producto. 

Typus « Aniennop/iorits Wheeleri Wasm. ». Addo .1, CapuicaraM 
Beri, fin subgenere Antennomegisius). 

GEN. HOPLOMEaiSTUS X. GE.N. 

(Megistanus Berlese, Acari Austro-Americani, icl. Canestrini, Acari 
della Bolivia;. 

Mares pedibus, saltem secundi paris ealearibus ornatis, foeminae- 
ouDiibus iuermibus, nec tubereulatis. Foeminae rima genitalis transversa^^ 
inter secundas et tertias coxas aperta fut in gen. Euzercon). Typus: 
MegManns armìger Beri. ; adde M. Balzani Canestr. fqui tamen mihi 
non sat diversus videtur a M. armigeroj. 

74. Megistanus medius n. sp. — Badins. Foem. perfecte elli- 
ptica, anterius et posterius pariter rotundato-acuta. Scutum dorsuale 
sat latum, postico linea U-forme, lata marginptum, extremum corpus 
attingens. In extremo abdomine setulae plures sunt longiores, porrectae, 
ceterae dorsi et ventris breviores, crassiasculae. Scutum anale longe- 
Gvatum, anterius truncatum. Parapodia mediocriter post quartos pedes 



ACARI NUOVI 207 

porrecta, valde a scuto anale discreta. Femura pedum quarti paris omni- 
no tuberculis destituta. Rostrum magnum, cornieiilis labialibus longio- 
rlbus, vix falcatis, interne dente auctis (in medi"), 

Foramen genitale late trigonum, inter coxas secundas et tertias insi- 
tiim. Scutum ventrale (ape x sterni) longe porrectum, fere anum attingens, 
strictum, lateribus paralleli^. 

Exemplum vidi niagis postice strictuni qnam antice; caeterum ceteris 
conforme. 

Ad 2100 ]).. long. ; 1350 i>.. lat. 

Hahilal. Plures foeminas vidi collectas a CI. Mocquarys in Africa 
occidentale. 

75. Megistanus grandis n. sp. — Badius, ovatus, antice et 
postice subacutus, niarginibus parce pilosis. Mas pedibus secundi paris 
inermibus ; quarti paris lemure subtus inerme, ad dorsum tuberculato-so- 
tatum. Scuta parapodica angulatim postice valde producta, sed non usque 
ad scutura anale. Scutum hoc late trapezinum, parce et curte pilosum. 
Marginos corporis breviter pilosi. Foramen genitale sobrotundum, inter 
coxas tertii paris apertura. Scutum dorsuale subovatum, strictam dorsi 
partem nudam ad latera relinquens, postice usque ad extremum abdomen 
productum. Foemina postice mare acutior, scuto dorsuale strictiore, sum- 
mura abdomen postremum attingente. Parapodia et scutura anale 
ut in mare. Scutum ventrale postice attenuatum, rotundatura, ab anale di- 
scretuni, lateribus valde villosis. Foramen genitale trigonum (postice acu- 
tum), inter coxas secundi paris apertura. Femura quarti paris interne 
bidentato-tuberculata. 

Mas ad 2200 [j.. long. ; 1400 |j.. lat. — Foeni. ad 2GO0 [).. long. ; 
1600 |j.. lat. 

Habitat. ]\Iarera unum unamque foeminam vidi collectos cura prae- 
cedente. 

GEX. JLNTEJSrNUFÌEL.IjA. X. GEN. 

(Ex familia Aniennopìioi-idae) 

Facies Uropodae, quod corpus late marginatura sit, scuto quodani 
marginale pellucente valde expanso. Femura omnia, excepta primi paris, 
ut in Uropodis interne crista aucta. 

Pedes antici caeteris valde exiliores, genu minimo, ambulacro om- 
nino destituti. Arabulacra caeterorura pedum magna, uncis validioribus 
armata. Eostrum valde inferum, sub margine corporis antice valde pro- 
ducto, omnino abs<"onditura. Scutum dorsuale integrum, usque ad margi- 
nes undique productura. Scuta ventralia abdominis ut in Celaenopside 
orata. 



■268 A. BERLESE 

Sternum antice alte bilobum. Foramen (niaiis) genitale transverse 
ovatuin, inter coxas tertii paris insitum. 

Ex mare speciei typicae, slve « Antennurella TroifessarH ». 
Genus Inter Uropodas et Antenuophor(3s. 

76. Antennurella Trouessarti n. sp. — Mas badius, margi- 
ne corporis fexcepto postico) snbhyalino, lato, a pedibns piimi paris iisque 
postice totum canalicuiis transversis longis, regulariter signato, quorum 
ad apicem setiiia brevior exoritur. Postice setae duae sat lougae conspi- 
ciantur. Corpus ovatum, sat convexum, scuto dorsuale postice lineis 
tribus longe U-formibus, bene chitineis, elevatis signato. Dorsnm et ven- 
ter subunda. Pedes omnes, exceptis primi paris, perorassi, ambulacris 
raaioribus, Uropodaium instar ad corpus plicati. Tibia secundi paris ad 
dorsum appendicula hyalina, formae folii lanceolati, marginibus crenula- 
tis, sat magna praedita. Pedes antici perexiles, nodulosi, antenniformes. 

Ad. 1120 ]i. long, ; 900 |x. lat. ; squama marglnalis ad pedes tertii 
paris 100 ji. lat. 

Habitat. Marem unum possideo mecum a CI. Trouessart communi- 
catum, super Passalns, ad Para collectum. 

SUBGEN. A.JSrTEJS[NOCEL^^JSfO N SUBG. 

Characteres generis Celaeiìopsis sed ambulacra magna unguibus 
nullis. Insecticoli, 

Typus C- Braunsi (\\Rsm.). An/en7iophori(S Braunsi Vi asmaun^ ter- 
mitophilus. 

77. Zercon trigonus u. sp. — Testaceus, triangularis, postice 
truncatus, sat rotundatus. Margines laterales corporis crasse serrati, de 
humeris usque ad tertios pedes setis longiuscnlis, parce piumosi?, quinque 
(humero tamen seta sat magna parce piumosa) ornati ; caeterum, usque 
ad angulos posticos spinis brevissimis quinque aucti. Margo posticus 
totus elegantissime et profunde crenulatus, setis utrinque quatuor longis, 
apice vix plumosulis ornatus. 

Dorsum in medio fere carinatum (longitudinalitei). Scutum dorsuale 
anticum areolis rotundato-poligonalibus, marginibus densius chitineis 
bene sculptum (utrinque areolis duabus rotundis, maioribus); scutum 
dorsuale posticum posterius plica chitinea, transversa signatum, utrinque 
areolis tribus magnis in fovea lata sculptis, caetero domiate crasse areo- 
liito. Margo anticus minutissime crenulato-serrulatus. 

Ad 350 iJ.. long. ; 280 ijl. lat. (Foem.) — Mas 320 [jl. long. 250 p.. lat. 

Haintat in muscis nemoris <-. Cansiglio » ; nonnulla collegi exempla 
foerainea. Marem inveni in muscis ad <; Belluno ». 



ACAKI NUOVI 269 

73. Zercon ornatus n. sp. — Testaceus, postice snbrotundatus, 
sat ovatas. Mar^ines corporis laterales obsolete serrulati, pilis curtis, 
crassis, olavato-plumosis ornati. Marg;o posticus obsolete crenulatus, 
pilis conformibus sed maioribus, adpressis auctus. Dorsum planiusculura, 
dermate irregnlariter et obsolete reticulatum, pilis clavatci-plumosis orna- 
tuin. Maigo antieus subinteger. Pili scapulares crassi, ourti, clavato-plu- 
ìuosi. 

Foem. ad 360 [jl, lono:. ; 250 ij.. lat. 

Habitat in tbliis putrescentibus ad Florentiani (« Boboli »). 

79. Zercon triangularis. K. var. perforatulus n. var. 
Dill'eit a typieo praecipue sciilptura scoti dorsualis postici, cuius 

derma non reticulatum vel minate pseudoperforatum est, sed anterius 
pseudoforaminibus parvis, deiu gradatim latioribus, posticis crebris, rotundis 
et magnis. 

Ad (tbem.) 420 [j.. long. ; 30O \i. lat. 

Habitat. Collegi exempla in agro Tridentino {« Tiarno »); et in 
nemore « Cansiglio » 

GEX. PHA-ULOniNirCHUS N. GEN^. 

Charaoteres generis Dlnìjcìms., sed scutum dorsuale marginale postice 
interruptum, partem abdominis postici nudam relinquens. Scutum epiga- 
stricura, quare, postice liberum, rotundatum. 

Adsunt metapodia ut in Uropodis. 

Species typica Phaulodinychus repleius n. sp. (Adda Dinychus 
mitis Leon.). 

80. Pliaulodinyclius repletus n. sp. — Badius, late ovatus, 
supra convexus. Derma sculptara ut in Dinycìio perforato. Scutum 
marginale ad dorsum vix ultra quailos pedes productum, postice peracu- 
tum. Foemiua epigynio sat parvo, late ippocrepeo, de dimidia coxa 
quarti paris usque ad dimidiam secondi producto. 

Mas foeminae subsimilis, foramine genitale parvulo, ovato, inter 
coxas tertii paris insito. 

Mas ad 950 |j.. long. ; 720 jj.. lat. — Foem. ad 950 ^. long. ; 720 
IJ.. lat. 

Habitat. Marem et tbeminam vidi collectam in Norvegia a CI. Thor. 

81. Phaulodinyclius simplex n. sp. — Ide&t Dinychus mi- 
tis foem. Leonardi (Nuovo specie di Acari trovati a Portici, p. 8.) 

La femmina descritta dal D.'' Leonardi ed attribuita al Dinychus 
Tnitis^ appartiene, invece, ad altra specie, come è facile credere anche 
dal solo esame della statura delle due forme. Ho trovato fra gli acari 
speditimi dal S."" Sigismondo Thor di Norvegia, molti esemplari di am- 



270 A. BERLESE 

bedue i sessi del Dmychìis mitis^ per cui sono anche meglio autorizzato' 
a fare una nuova specie della forma giudicata femmina del D. mitis dal 
Leonardi. Il detto Autore non parla deg-li speciaU peli duplici, a rami 
lung'hi e peduncolo brevissimo che circondano il corpo. 
Lunj^^hezza della detta femmina \i.. 480. 

GEN. PHAUIjOCYIjIjIBA. N. GEN. 

Characteres generis Discopouui, sed scutum marginale dorsi omnina 
nullum. 

Scutum dorsuale medium ovale, sat a marginibus discretum. Metf.- 
podia ut in Uropodis. Fossulae pedales subevanidae. 

Species typica Phaulocylliba veniricosa n. sp. 

82. Fhaulocylliba ventricosa n. sp. — Foem. badic-fuligi- 
uea, late ovata, anterius subtruncatc-protrusa, postice rotundata. DorsuD> 
sat convexum, sento dorsuale ovale, marginibus undulatis, sat a margine 
corporis discreto. (Corpus grossum, praecipue postice peraltum). Scutum 
ventrale marginibus (post anum) subevanidis, ad epigynium sat crebre 
punctato-pseudoperforatum. Epigynium ovatum, anterius et posterius rc- 
tundatum, sat parvum; de dimidia coxa postica usque ad summas coxas te]- 
tias productum. Scutum dorsuale sat prope marginem extremum pilis 
duobus longis, cylindricis (apice leniter clavatulis) ornatum; in medio- 
pseudoforami nibus aliquot signatum. 

Ad 950 ij.. long. ; 750 \i. lat. 

Habitat in Norvegia; mihi misit CI. Thor. Foeminas duas aliquanto 
minores (var. minor ?) in veni in fimetis ad <- Udine > ; (SOO p.. long. 710 
[i. lat. ). 

GENUS urtOniNYCHUS N. GEN. 

Scutum marginale dorsi interne regularissime crenulato,-fimbriatum; 
ad margines setis variae longitudinis coronatum. 

Scutum parapodicum non usque (ad ventrem) ad scutum marginale 
productum, undulato-crenulatam, setis marginalibus conformibus ornatum. 
Derma foveolis latis totum pseudoperforatum. Metapodium recte trunca- 
tum. Color badio-fuligineus. 

Species typica « Uropoda cannata Beri. » Adde : U. inUpina Beri.; 

U. cribrarla Beri. U. Karatcaiewi n. sp; U. Thorianus n. sp. U 
Caputine dusae Beri. etc. 

83. XJrodinyclius Kara"waie"wi n. sp. — Foem. Badia-fuli- 
ginea, late ovata, tota scabrata, U. Tlioriano sat similis, sed aliquanto 
maior et characteribus pluribus diversa. Pili marginales (submarginales) 



AGAPI NUOVI 271 

adsunt in dorso et in ventre totnm animai circimidantes sat longi, magis 
•conspicui, qiiam in U- Thoriano. Scutiim dorsuale medium postico duplex 
parte quadam minima postice auctum. Epi^ynium ut in ì\ Thoviano, 
^ed aliquanto latius. Seutum parapodioum ad latera minus expansum quam 
in specie affine. Seutum dorsuale postice longitudiualiter bis impressum, 
impressione glabra et nitida, caetero dermate areolato, punctato, pilis multis 
vestito. Defìciunt pili maiores in scuto dorsuale medio (postice^ qui sunt 
in U. Thoriano. 

Ad. lOOO \i. long. ; 840 lat. 

IlabiUd in nidis formicarum (Myrmica ^cahrìnodis)\ mihi misit 
CI. Kai'aAvaiew eximius rei entomologieae cultoi-, cui reverentissime dica- 
tam volui speciem. 

84. XJrodinyclius ovalis i^Kiam.^ var. Thorianus n. Tar. 
— Saturate badius, dermate foto punctulato, pseudopeiforato. Scuta para- 
podica late expansa usque post quartos pedes ita ut marginem cor- 
poris fere attingant. Foem. epigynio anterius acutissimo, inter margi- 
nem anticum sterni producto, usque post quartos pedes postice desinente, 
late foliiforme, basi truncato. Mas fora mine genitale inter teitias et 
quartas coxas aperto. Dorsui.i postice in extremo pilis quatuor (non ultra 
marginem productis) in scuto marginale proeditum et quatuor in scuto 
<Iorsuale medio, sat prope extremum. Seutum dorsuale integrum nec de- 
pressione ulla signatura. 

Mas ad 830 [i. long. ; 650 \\.. lat. — Foem. ad 900 \i. long.; 700 |j.. lat. 
Ilahìiat in Norvegia; mihi plures mares, foeminas et nymphas misit 
CI. Thor. 

GEN. JJFlOTIlA.CH.YTES N. GYìs. 

Typus « Glyphopsis Furmicar/ae fLubb.^ Michael. 

85. Tracliyuropoda cristiceps fCan.^ var. imperforata 

11. var. — Facies et color speciei typica?, sed maior nec non (mas) fo- 
raminibus duobus steinalibus post coxas quarti paris, in ventre speciei ty 
picae perconspicuis, in hac varietate oranino nullis. 

Mas ad 900 [i. long. ; C50 p.. lat. 

Habitat. Marem unum invenit in muscis ad <; ]^evagna (Umbria). » 
CI. Silvestri. 

86. Uropoda brasiliensis n. sp. —Foem. Corporis fabrica 
colore U oJjsctn-ac Koch cunformi^;, sed scuto dorsuale postorius integro. 

Ditfert magnitudine, nec non epigynio anterius sat rotundato, apo- 
phisi simplice. Margines corpoi'is omnino nudi. Dorsum nudum niti- 
dumque. 



272 A. BERLESE 

Nympham video (masculinam, sub exuvia adiiltum occliidentem) su- 
brotundam ; dorso et niarginibus corporis omnino nudis ; badia. 

Foem. ad 950 \i.. long.; 700 [jl. lat. - Nympha 880 |x. long.; 760 ii. lai. 

Habitat. Eoeminam et aympham raihi dedit CI. Silvestri collecta» 
ad « S.ta Caterina, Brasile ». Species valde aftinis est U. Anchor Tro- 
uessarti^ sed mandibulas habet omnino inermes, 

87. XJropoda alpina n. sp. — Testaceo badia, ovalis, sat elon- 
gata, convexiuscula. Dorsiim et margines pilis (simplicibns) sat longis 
sed raiis ornata. Peritrema ut in U. o&om/«. Metapodia ut in U. oMcura.. 
Foeminae epigynium amygdaliforme, anterius acuto-rotundatum, usque ad 
postremas quartas coxas productura, postice truncatum, fere usque ad 
postremas quartas coxas desinens, Maris foramen genitale inter suramas- 
tertias coxas apertum. Ad 510 [x. long. ; 370 |jl. lat. 

HaMtat in mascis montium altiorum Italiae borealis (■Belluno ■»). 

88. XJropoda pilosella n. sp. — Mas badius, perfecte ovatus, an- 
tice et postice rotundato-acutus. Margines corporis pilis sat raris, longiu- 
sculis, cylindricis, vix tamen apice ciliatulis ornati. Pili duo in summo 
vertice longi, eadem fabrica. Dorsum bene convexum, in media parte pr- 
stica pilis aliquot conformibus ; prope marginem posticum scuti medii 
pilis quatuor sat longis, pariter cylindricis, apice ciliatulis. Peiitrema ut 
in U. oliscura. Met:ipodia oblique ad margines decurrentia. Ambulacra 
primi paris subsessilia. Foramen genitale perfecte inter coxas tertii paris^ 
apertum. 

Derma ut in U. obscura. 

Ad 500 jA. long. ;370 \i. lat. 

Nympham quoque dignosco, longe ovatam, sub margines ciliatulam,. 
in margine tantum pilo utrinque unico sat longo ad angulos (rotundatos) 
posticos. (470 ij.. long. ; SCO [jl. lat.) 

Habitat rara in fimetis ad Florentiam. 

89. XJroplitella minutissima Beri. var. villosella n, 
var. — Carnea, typico magis elongata, ovata. Foem. epigynio minus lato,. 
setis dorsi et ventris longioribus quam in typito. 

Mas magis typico elongatus, scuto perigenitale anterius et posterius 
aeque perstricto, longius ovato. Ut foemina sua villosus. 

Mas ad 360 [jl. long.; 290 p.. lat. — Foem. ad 410 [x. long.; 330 [x. lat. 

Habitat in Rossia, in nidis formicarum et ad calcaria tibiarum eorum- 
dem insectorum (Lasius flavus) rostro adnexa, nec non ad « Portici ». 

90. Tracliytes Lamda n. sp. — Foem. saturate testaceo-fuligi- 
nea, subbadia. Senta dorsualia ut in Tr. aegroia^ sed dorso in medio fr- 
veola nulla. Margines corporis haud laciniis anterius ornati, caeterum omnes 
perfecte integri, margine postico pilis omnino destituto. De summo sterno 



ACARI NUOVI 273" 

plica alte chitiuea, obscuro depicta procedit, fovmae \. ^raeci. Coxae- 
quarti paris ad lineam transversam perfecte diraidiam epigynii sistentes. 
EpigyniurQ idem valde ab eodem Tr. aegrofac diversum, qnod tìx trn- 
pezinum sit. anterius sat arcuato-rotundatura, in medio vix sinuato-exca- 
vatum, non cristis chitineis ut in Ti\ aegrota interias auctum. Derma 
epigynii et scutulorum areolatum. 
Ad 5S0 [j.. long. ; 3S0 [j.. lat. 

Habitat. Inveni nonnulla exempla sub foliis putrescentibns ad « Fi- 
renze (Boboli) :>. 

91. Polyaspis patavinus Beri. var. repandus n. var. — 
Forsitan vere species diversa est. — Idest Pol(/aspis patavinus mas, 
A. Berlese A. M. Se. it. fase. 4, N. 1, fig. 3. Varietatis huius (repan- 
dus) scutum foeminae genitale hoc est. Plures mares et foeminas huius 
formae inveni in « Umbria » et ad « Firenze » sub, lignis putribus. 

Ceterum sat formae typicae similis, sed aliquanto minor scutoque 
medio dorsuali minus posterius producto. 

Mas ad 580 [a. long. 3'20 ix. lat. — Foem. ad 630 [jl. long.; 380 \i. lat. 

92. Xjiacarus alatus n. sp. — Testaceo-fuligineus. Facies L. 
coracini (Koch;, sed multo pallidior alisque tecti multo maioribus. Corpus 
undique setulis sat longis, aequedissitis ornatum, piaecipue postice; pc- 
sterius acutum. Anticum alis magnis, anterius valde productis, acute de- 
sinentibus, inter sese fissuram perstrictara reliquentibus, basi fere conti - 
guis, in angulo basilari dente minimo, obsoleto, fere tuberculiformi simul 
coniunctis, saturate badio-fuligineis. Setulae pseudo-stigmaticae longe 
clavato-fusiformes. Ad 850 |x. long. ; 470 |a. lat. 

Habitat. Plurima collegi exempla sub foliis emortuis ad FloriMitiani 
« (Boboli) > . 

93. Oribatula connexa n. sp. — Badia, abdomine obovato, po- 
stice acuto, antice rotuudato, Pteromorpharum rudimenta vix margine 
corporis undulato significata, tamen longe unisetata. Dorsum pilis aliquot 
auctum, postice pilis duobus intlexis. Anticum alis ultra medium ante- 
rius productis, rectis, cristiformibus, intersese linea transversa percor- 
spicua, fusca coniunctis, haud in dentem productis, longe setigeris. Or- 
gana pseudostigmatica longe clavata, apice acuta, retrorsus directa. Unci 
pedum tres. 

Ad. 460 F. long. : 250 |x. lat. 

Habitat sub foliis emortuis ad Florentiam « (Boboli) » frequens. 

94. IDameosoma corrugatum n. sp. — Testaceo-badium . 
Abdomen ovatum, nitidum, glabrum, postice acuminatum, antice rotunda- 
tum. Sub margine antico abdominis adest linea chitinea, quasi ruga trans- 



274 A. r.KlM.KSK 

versa, magnani anterioris abdominis parteni occupans, dolnde Inflexa, poste- 
rius discreta (angulo recto), suboblique evanescens. Ad latera (ad liumeros) 
rugae duae chitineac, longitudinales sunt, valde raniis descendentibus 
praecedentis adpressae et jviralielao, quae denuuìi ovanescunt. Anticum 
longum, antice acutuni, inter pseudostigmata rugis longitudinalibus 
duabus concurrentibus. angulosis auctum, tamen anterius non usque ad 
ooxas primi paris productis. 

Sunt etiam cristae duae breviores sod alta(\ ouinino intor psoudo- 
stigraata iusitae, posterius in dentem breveiii desinenles. 

Podes tenioribus sat incrassato-t'usitorniibus. Organa pseudo-stigmati- 
ca perlonga, apice vix incrassata, barbulis aliquot ornata, ut in D. pedi- 
nato Mich. 

Species sat D. splendenti W\q\\. similis, sed rugis abdominis antici 
nec non organis pseudostigmaticis bene diversa. 

Ad 300 \t. long.; 150 [n. lat. 

Habilal . Plura collegi exempla in foliis putrescentibus ad « Firenze 
(Boboli). » 

95. Dameosoina bellum n. sp. — Testaceuni, Abdomen sat 
longe ovatum, antice et postico subacutum, tantum postico pilis exillimis 
duobus (duobusque subterminalibus) auctum ; antice margino quadricor- 
nato, ex cornubus lineae longiusculae, longitudinales, cliitinae procedunt, 
tertiam tantum notogastri partem anticam occupantes. Dernui in parte 
hac notogastri sat conspicue areolatum. Anticum sat magnuni, anterius 
acutum, totum ad dorsum, praecipue inter oi'gana pseudostimatica, com- 
plicate sculptum, tamen tuberculo magno, alto, bene chitinoo, vix ante 
lineam organorum pseudostigmaticoruni auctum. Organa pseudostigmatica 
sursum erecta, longe claviformia, a|)ice acuta, l^edes submoniliformes, sive 
femoi'ibus tibiisque ("lavatis, tarso fusiforme. 

Ad 210 ]).. long. ; 100 |i. lat. ; vidi etiam exemplum non ultra 1900 
IH. Ioni:-. 

Habilal sub foliis emortuis ad Florentiam « (JJoboli) » frequens. 

96. Dameosoma asperatum n. sp. — Testaceo-fuiigineum. 
Abdomen ovatuni, impilum, antice et postico rotundatum, toto dei'mate 
(etiam super anticum et pedes) papillis minutissimis, quasi granulis vel 
tuberculis densissime obsitum et asperatum. Notogastrum linea transver- 
sa ad anticam partem, cliitinea, signatum. 

Anticum cristis nuUis, anterius rotundatum, sat magnum. 

Pedes femoribus sat incrassato - fusiformibus. Organa pseudostig- 
matica longa, fla2:elliformia, apice exillime attenuata et convoluta, ta- 
men sub apicem incrassata, ita ut primo visu (nisi raaioris amplifìcatio- 
nis ope, extremus Hagellus conspiciatur) longius clavata adpareant. 



Acxui NL'ovr 275 

Ad 280 [i.. lon^^ ; 140 i».. lat. 

Haììilat haud frequens in foliis ciiioituis ad J-'Iorentiam ' (lioholi). » 

Al) Julius generis ? 

97. Angelia Thori n. sp. — Facies A. rargùjnU, sed niiilto- 
maior et ohsfiuior nor; non setis posticis multo longioribns. Color saturate 
fu'.iginen-niger. Dorsum planum, haud excavatum. Abdomen breve, latum, 
postice truncato-rotundatum. In margino postico udsunt utrinque setae 
quatuor longissimae, flagcilit'ormes, cii'cumflexae, antorior supra angiiUnn 
abdominis, aliaque utrinque ad margine», longa, posterius directa. Seta 
pseudostimatica longa, cyliindrica, nuda. Pcdos unco unico aneti. 

Ad 1000 ft. long. 

Ilahiial in Norvegia. Collegit CI. S. Thor, acarorum, praecipue f- 
quaticorum, insignis illustrator, cui speciem reverentissime dicatam 
volui, 

98. Angelia mammillaris n. sp. — Fuliginea, elongata, 
parvula. Abdonion ad latera ungulato - mammillatum; post quartos pedos 
nammilla malore; postice obtusc-rotundatum. Mammillarum in dorso 
abdominis series duae longitudinaics sunt, coloi-e pallidioi-o depictae. Kx 
mammillis istis pili oi-iuntur brevitfir runcati, villosi. Caeterum dorsi abdo- 
minis in medio et circa mammillas crasse jeticulatum. Anticum conicum, 
sculpturis aliquot et cristis ornatiim. Sotae pseudostigmaticae longaf, 
filiformes. Pedes intorsese subaequaics, omnes pilis latis, cultrato-folii- 
tbrmibus ornati, apice uniungues — Ad 400 p.. long. ; 200 i).. lat. 

Ho.hi.tal. Collegi nonnulla exempla, adultos et foeminas in hunio et 
in muscis ad Floi'ontiam <' ^Cascine; - 

90. Hoploderma pliyllopliorum n. sp. — l'allidiun. Abdo- 
men ad doi'siuii haud caiinatuni, anticum carina magna oi'natum. Derma 
crasse reticulato-undulatimi. Organa pseudostimatica longa, cylindrica, vix 
apice clavatulo-ciliata. Pili corporis omnes late foliiformes, brevos, Scuta 
genitalia areolata. 

Ad 450 ;j.. long aperta ; 270 p.. lat. (ad scapulas ubi latius corpus est^. 

Habitat in foliis putribus ad Florentiam « Boboli j-, haud rara. 

100. Hoploderma clavigerum n. sp. — Terreo-fuligineum. 
Anticum cripta bene evoluta luictuiu. Abdomon arista nulla dorsuale. 
Derma totum crasse variolosum. Pili in abdomine ad dorsum et postice 
rari, breviores, claviformes et partim barbatuli. Organa pseudostigmatica 
longa, cylindrica, antrorsus incurvata, exilia. Scuta ventralia magna. Ad 
.390 |j.. long.; f Abdomen^ ; 260 p.. altum. ^Antico extenso circiter 
520 \i. long. 

Hahdal . Nonnulla collegi exempla inter folia emortua ad Florentiam 
(e Boboli ./ 



276 A. BERLESE 

JSrOTE di JVOMElSrCL,A.TUIiA. 
e sinonimia. 

Seiulus plumosus Oudemans (Tijdschr. voor Entomol. — 
1902, p. 17, tab. I, tìgg. 15-19; tab II, tìgg. -20-21). 

Per le ragioni esposte a proposito del genere Seius questa specie 
risntra nell' attuale mio genere Anwroseius e non ha nulla a che fare 
coi Seiulus^ che sono tutt' altra cosa. 

L' Oudemans non dà le dimensioni della femmina adulta (!) e temo 
ancora che la figura 20 si riferisca od al maschio delia stessa specie o 
ad altra specie. 

Certo è che bisogna confrontare questo Seiulus plumosus dell' Ou- 
demans col Seius spathuliger Leon. 

Uypoaspis pavidus (Koch.) Oudem. — L' Oudemans (loc, 
cit. p. 19), mette, senza alcuno scrupolo, il mio Laelaps claviger in 
sinonimia col Zercon p^ctvidus del Koch, fidandosi solo della forma dei 
peli dei propri esemplari (non di quelli del Koch), corrispondenti a quelli 
della forma da me descritta. Ma 1' Oudemans dimentica due cose, la 
prima che tra i Laelaps, Zercon e generi aftìoi sono molte le specie 
aventi peli come quelli da me descritti pel Lael. claviger ed io ne ho 
fatto il sottogen. Cosmolaelap^ (Zool. Anzeig. 1903). 

La seconda cosa non abbastanza considerata dall' Oudemans è quel 
taglio transverso, molto bene visibile nella figura del Koch, che accenna 
a divisione dello scudo dorsale, come non è mai in alcun Laelaps.^ né in 
generi affini. 

Il Zercon pavidus può considerarsi come un vero Zercon^ forse 
una forma giovanile di altra specie. 

Hypoaspis Cossi ; (Ant, Dugé>) Oudemans (Ondem. loc. 
cit. p. 19.) 

Appartiene al genere Eviphis. 

Cyrtolaelaps nemorensis K. — L' Oudemans (Tijdscr. 
voor Entomol; 1902, p. 27) confonde certamente il C. nemorensis K. 
colle ninfe e coli' adulto del mio C. lierculeanus . 

Il Koch aveva soft' occhio una forma di mediocri dimensioni (mittel- 
gross) con una linea dorsale molto arcuata e molto all' indietro, quindi 
non certo il C. horculeanus. Pel colore e pel j-esto dei caratteri si rileva 
che il Koch descrive o il C. nemorensis, quale fu considerato dagli 
acarologi italiani e che è il piìi comune dovunque, o la ninfa del C. ìiercu- 
leanus., che è molto più rara, per non aire rarissima. Ritengo che egli 
avesse sott' occhio il comunissimo Cyrtolaelaps che Canestrini, Panzago 
ed io sempre chiamammo C. nemorensi'^. Non è possibile che Khiloc 



ACARI iNL'OVr -Cll 

non abbia incontrata questa specie, che 6 delle più comuni nei boschi, 
sulle alture come in piano. L' Oudemans usa i termini di Protonympho.^ 
DeutonymiJha e Trilonìjmpha per questo acaro, sicché nei Cyrtolaelaps 
ci sarebbero, secondo 1' Oudemans stesso, niente meno che tre ninte 
coleoptrate prima dell'adulto (!), cosa non solo inammissibile ma certo falsa. 

Secondo me le cose stanno così: La Protonynìpìia^ così detta dal- 
l' Oudemans, é la ninfa del C. nemorensìs; la Denlonyinpha è 1' adulto 
C. nemorensìs ; la Trilonymplia è la ninfa del C. hercaleanus e l' adulto 
è veramente l' adulto del C. lierciileanus. (Il C. hercnleanus misura 
nientemeno che 1400, adunque molto più grande del Gamasus crns- 
sipes{m2i^ loco tj,.; foem. 1200), dei quali pure, come del G. equesiris, G. 
testudinaì-ius, il Koch dice sempre, quanto alle dimensioni: Gross). 

Macroclieles tridentinus (G. R. Can.) — Oudemans (Tijds- 
chr. voor Entomol. 1902, p. 42, tab. 5, fig. 04 99). Latomia descritta dal- 
l' Oudemans e riferita all' Holostaspis irìdeniinus non solo non ò pei- 
nulla la specie in discorso, ma non appartiene certamente neppure al 
gen. Macroclieles od Holostaspis chQ si dica, nel quale gruppo, in tutti gli 
stati, da larva ad adulto, nessun solco transverso segna mai il dorso e 
nelle forme a scudo dorsale resistente esso è sempre assolutamente 
intero. « Scutum dorsuale integrum nec sulco ullo signatum » ho detto 
nei caratteri del genere, in A. M. Se. it. fase. XLTV N. 2. 

Macroclieles vagabundus Oudem. loc. cit. p. 43. 

Non è certamente la femmina del mio Holostaspis vagahundus. 
Credo più alla Foà (Bollett. Snc. Entomol. ital. 1900) quando dice (pag. 
139) che forse la femmina dell' Holostaspis vagabundus non si distingue 
da quella dell' H. morginatus. Ritengo che la specie dell' Oudemans, 
che ò nuova e che si potrebbe chiamare ^^o/05/«5'2:)W o/'na/^'.s, appartenga 
al mio sottogenere Holo%taspella. 

Anche qui rilevo, a proposito di questi Macroclieles^ come li riporta 
l' Oudemans. una sua speciale abitudine di giudicare le cose. 

Egli critica facilmente le mie figure e le mie descri/>ioni, ma non 
si assicura, prima, quanto conviene, se realmente gli esemplari che egli 
ha soft' occhio appartengano veramente alle specie da me descritte. 

Non dirò che converrebbe dubitare anche che individui, sia pure 
certamente della stessa specie, trovati in Italia (ad es: in Sicilia come 
Macrocheles longulus) sieno affatto identici a quelli che l'Oudemans 
raccoglie in Olaada, ma per esprimere cotali recisi giudizi bisognerebbe 
essere certi almeno della identittà del genere ! 

Trombidium ; Celaeno ; Clieyletus. — L' Oudemans 
vuole si scriva Tlirornbìdiuni^ certo pensando a quella etimologia, che io però 
(A. M. Scop. ital. fase. 68, N 8.) ho accluso fra due punti interrogativi, 



278 A. berlesp: 

cioè dal greco 5oo[j.':'£jov = grumus. Ma che il Fabricius pensasse a 
questo greco siamo tiiti' altro che certi ed egli ha fatto una parola a modo 
suo, che è molto dubbio significhi qualche cosa e che va rispettata tale 
e quale. 

L' alterarla, anche di poco nelle sue lettore, significherebbe né più 
nò meno che farne una tutto affatto diversa ed attribuire allo stesso 
Oudemans il nuovo genere Tliromìndium. Ciò pel giudizio dello stesso 
Oudemans. Egli infatti così stabilisce, comportandosi, altra volta, in 
modo affatto inverso e contradditorio, a proposito del genere Celaeno. 
(Vedi Tijdschr. voor Entomol. 1902, p. 48). 

Infatti egli, riconoscendo le stesse cose gicà affermate dal Michael 
giustamentg, nel 1894 (Journal E,. Microsc. Society, 1894, p. 311 a 
314), invece di accettare il genere Trachyies proposto dal Michael per la 
Celaeno aegrota Koch, come io faccio volentieri, ricorre ad un mio 
errore di scrittura, commesso nel 18^1, quando scrissi Cacleno invece 
di Celaeno e quindi il genere Caeleno, così scritto, mi si attribuisce. 

Eppure qui si tratta certamente di errore di scrittura o di stampa 
ed inoltre Celaeno ò un nome mitologico e Cacleno è parola che non 
significa nulla. 

Queste sono contraddizioni. 

Per le stesse ragioni io non credo affatto che si possa modificare il 
nome Cheyletus^ dato così dal Latreille, in quello di Clieletes^ come vuole 
1' Oudemans, forse per 1' ortografia. Perchè in greco sta x>i>^vi e yjMov 
che significa la chela dei crostacei e scorpioni, la parola Chelete^ che ne 
fa derivare 1' Oudemans non ha nessun significato, precisamente come 
Cheyletus usato dal Latreille. Anche qui, adunque, l'Oudemans, non solo 
fci cosa che non é autorizzato a fare, alterando un nome a quel modo, 
non solo non ne ottiene vantaggio alcuno, nemmeno dal lato della mi- 
gliore dizione, ma ingenera inutili confusioni. 

Lo stesso avviene pel nome Cilli'oano fche io esumai già nel 1885 
Acarormn Sysiematis specimen^ p. 9, coi nomi Panoplia^ Macroclieles, 
Megamerus^ Celeyìpes dei quali tutti almeno non sono più partigiano 
quanto io è ora 1' Oudemans), che si trasforma gradatamente in Cilliha 
Cillibaena etc. e che può stare nella sua forma originale accanto al ge- 
nere Discopoma (^tipo D. splendida Kram J e col sottogenere Thrichocylliba 
/^tipo Tr. cornata Leon.j. 

Gramasus pusillus Beri. mas. — La signora Anna Foà ha 
descritto (Bull. Soc. entomol. ital. anno 1900, p. 141) e figurato un a- 
caro che essa dichiara essere il maschio del mio G. pusillus (A. M. Se. 
ital. fase. 69, N. 8). Si tratta però invece di cosa molto diversa, cioè de- 



ACARI NUOVI 279 

Gamasns brochiosns del Canestrini, che è poi ninfa coleoptrata df 
specie neppure pertinente al g^enere Gamasns. 

Io possiedo il vero maschio del G. pifsillus e lo descrivo nella 
Monoo^ratia del genere Gamasua, ora sotto stampa. 

A proposito sempre del Gamasns brachiosus (da me descritto sotto 
il genere Poecilocliirus^ negli A. M. 8c. ital. fase. 69, N. 4, figg. 7-10), 
riferendolo al Gamasus spinipes del Koch, giova rilevare la confasione 
che r Oudemans fa a proposito di ben tre specie diverse. 

Nel Tijdschr. d. Ned. Dierk. Yereen, 2, DI. VII. aft. 2., p. 78, 
r Oudemans confonde il Gamasns brachiosus col Gamasus lunai-ìs (G. 
rìfbescens G. il. Can.) e con un Cìpiolaelaps che egli chiama ,s'/>m?"^9t'.S', 
riferendolo al Koch, L' Oudemans afferma che il G. brachiosus h \2i wm'f^ 
coleoptrata maschile del G. lunaris ed inoltre che il maschio del G. la- 
nai'is è una forma che descrive e figura, ma che appartiene invece al 
gen. Cyriolaelaps, subgen, Gamasellus e, sebbene affine al (7. falciger 
G. R. Can., ne è però distinta e forse é nuova. 

Siccome non si può richiamare veramente al Gamasus spin/pes de 
Koch, così la specie dell' Oudemans (loc. cit. tab. V. fig. 15-17) si può 
chiamare ;; Cuftolaelops (Gamasellus) armatus ». Quanto al vero ma- 
schio del Gamasus lunaris esso e figurato dalla Signora Anna Foà (loc, 
cit., p. 144, fig. \0) e descritto anche, per quanto non troppo bene. 

Holostaspis Fisentii. Beri mas. — Nello stesso lavoro la 
signora Foà descrive il maschio flel mio Holos/aspis Pisentii e lo figura 

tìg. 11) a p. Kl. 

Però, non solo al giudizio della figura che mostra chiarissimo 1' e- 

piginio, ma anche per 1' esame del tipico, gentilmente favoritomi dalla 

detta Autrice, si rileva agevolmente che si tratta di una femmina. 

Diverse specie di Parasitus descrii le recentemente dall' Oh- 
demans. 

Mi occupo più a lungo nella Monografia del genere Gamasus di 
alcune specie che l'Oadernans, sotto il genere Parasilus, ha recentemente 
descritte. Ne dico qui breveaiente. 

1. Farasitus sexclavatus Oudem. (Tijdschr. d. Ned. Diede. 
Yereen, '2, DI. Vili. Aff. 2, p. 14) Non appartiene certamente al genera 
Gamasns: è una ninfa, probabilmente di Cijrtolaelaps subg. Gamasellus . 

2. Parasitus vespillonum Oudem. Cloe. cit. p. 75). Sotto 
questo nome sono comprese due specie, delle quali non si conoscono che 
le ninfe coleoptrate, cioè quella trovata sui Necrophorus in antecedenza 
e che rOudemans chiama dei'tonympha., per la quale si potrà mantenere 
il nome di Gamasus vespillonum^ salvo a sapore a quale adulto appar- 
tenga. 



280 



A. BERLESK 



L' altra, trovata sul Geoirvpes ^ylvaticus, detta dairOademans Tri- 
ionympha (uon so per quale ragione) è altia specie. Si tratta sempre di 
ninfa coleoptrata, della quale non si conoscono gli adulti. Può essere 
detta GamosKS fo^^orius. 

3. Farasitus emarginatus (Koch.) — Per quant.) l'Ou- 
demans confronti il suo esemplare coi disegni miei e del Koch e li cri- 
tichi anche, pure il suo P. emarginatus è specie affatto diversa da 
quella del Koch e dalla mia ed è molto più piccola. 

8i tratta, giacché il maschio è conosciuto e 1' Oudemans lo figura 
(ioc. cit tav. Y, fìgg. 5-14) di specie nuova, che propongo di chiamare 
GamasìfS (Eugamasus) Oundemansì, dedicandola allo scopritore. 

4. Parasitus subterraneus (lui. Miiller) — Descritto dal- 
rOudemans nel Tijdschr. voor Entomol. 1902, p. 17). È una ninfa coleop- 
trata di quello strano gruppo pel quale ho accettato il genere Poecilochi- 
}^us di G. R. Canestrini. 

Il tipico Poecilochiìvs è quell'acaro che io presi a tipo del gen. 
Jphidosoma. Cosi questo nome passa in sinonimia, restando il Poecilo- 
chirus per la specie P. fimetarius (Miill.) G- R. Can. 

Propongo quindi il nome Gamasoides pel gruppo nel quale sta a 
tipo il G. subterraneus Miiller, col Gamasoides Carahi di R. Cane- 
strini. 

8i tratta forse di ninfe coleoptrate di forme veramente parassite. 

Farasitus bomborum Oudem. — Non so distinguere 
questa ninfa coleoptrata, comune sui Bombìis^ dall' Acarus fucorum di 
De Geer, confuso da troppi col Gamasus coleoptratoriim e da me col 
PoecìlochiriiS (Gamasoides) Carabi^ che si trova pui-e qualche volta sui 
Bombìts^ ma è molto diverso e non si può richiamare alle buona figu- 
]'a data dal Degeer, che certo aveva sott' occhio il vero Gamasus fuco- 
rum sopradetto. 

6. FarasitUS longulus (K.) Oudem, — ISTon trovo ragione al- 
cuna per avvicinarlo e meno identificarlo al Gamasus longulus ùqì Koch. 
8i tratta di specie particolare, che ho descritto col nome di Gamasus (Per- 
gamasus) runcatellus^ nel manipolo 1. della Spicilegia precedente (pag. 
•237). 

7. Parasitus longulus (K) var. robusta Oudem.; è specie 
molto distinta. = Gamasus {Pergamasus) robusfus Oudem, Ne ho 
esemplari anche di Norvegia. 

8. Farasitus Wasmanni Oudem. — Kota la sola fem- 
mina e descritta su un solo esemplare. Non è abbastanza illustrato. 

Firerze, Marzo 1904. 



FILIPPO SILVESTRI 

Cmtiehe di lavori sull'anatomia dei IVIIl^IflPODI 

OVVKIJO 

(n'orno ad una certa risposta dal Dr. Giovanni Luigi Rossi 



11 Dr. Giovanni Luigi Kossi, dal 1901 ad ocgi, ha pubblicato alcuni 
lavori intorno all' Anatomia dei Miriapodi, lavori dei quali ho dovuto 
occupai'mi in parte, per quanto concernevano cose da me fatte 
oggetto di ricerche fin dal 1896 almeno, ed i cui risultati furono pubbli- 
cati per esteso nell' Agosto del 1903. I miei studi mi condussei'o a 
rilevare fatti, i quali sono in piena opposizione con quelli, in maniera 
troppo recisa e con trop))a sicurezza, affermati dal Kossi, e perciò credetti 
mio dovere i-ilevare sempre le differenze esistenti fra i miei risultati e 
quelli del detto Autore, usando una critica conforme al tono reciso e 
categorico del Rossi stesso, il quale, ponendo i suoi lavori sotto 1' egida 
della Stazione Zoologica di Napoli ed il controllo del Prof. Maj'er, 
credeva forse poter sentenziare con una grande autorità. Ma que- 
sta certo io non gli ho riconosciuta, perchè i fatti mi sono sembrati abba- 
stanza chiaramente opposti alle sue assolute sentenze ed alle sue me- 
raviglie per le affermazioni di altri, da lui credute (e ingiustamente, secondo 
me) affatto errronee. 

Il Rossi alle mie critiche ha risposto (1903 e) e con uno opuscolo 
di ben 71 pagine, riviste in bozze, come dichiara egli stesso dal Prof. 
Mayer della Stazione Zoologica. (1) 

Ebbene, nella risposta del Rossi il lettore potrebbe credere di trovare 
una esposizione coscenziosa dei fatti ed una confutazione di questi, ma in- 
vece debbo io fin d' ora metterlo in guardia che la verità ò stata in essa 
subordinata alla difesa personale dell' Autore e che la discu ssione veia 

(1) Non si comprende l'opportunità di questa aifermazione del Rossi, riguardo 
al Prof. Mayer. Infatti si tratta di uno specialista o meno. Se il Mayer è 
specialista di anatomia dei miriapodi, sarebbe stato più efficace il suo giudizio 
nelle controvei-sie; se non lo è, a dichiararlo revisore di bozze di stampa, in 
questa circostanza, parnii gli si faccia fare una singolare figura. 



282 F. SILVESTRI 

obbiettiva dei fatti è solo apparente. Si tratta iDSomma di una difesa 
curialesca, fatta per un pubblico profano di simili cose e non d' una 
discussione scientifica. In qualunque modo, il Rossi crede di poter 
conchiudere che i mìei risultati sono uguali ai suoi e che perciò le mie 
critiche erano ingiustificate non solo, ma alle volte anche fatte intorno 
a cose da lui non dette. Tanto coraggio non credevo che il Rossi potesse 
avere, mentre le mie e le sue memorie non sono state divorate dalle 
fiamme e mentre anch' io posso esporre al pubblico nuovamente, per 
ribadirli, i fatti nella loro realtà ! 

lo non voglio seguire il Rossi in tutti i paragrafi, nei quali ha 
creduto opportuno presentare la sua risposta, poiché certo dovrei scrivere 
anch' io almeno altre 71 pagine, ciò che non conviene perché super- 
fluo e perchè desidero risparmiare tempo a me e al cortese lettore. 
Perciò io mi limito ad una esposizione pura e semplice dei principali 
risultati del Rossi e di quelli miei, facendo da ultimo solo alcune osser- 
vazioni, specialmente sul capitolo, che egli ha creduto di intitolare 
« Critica di quello, che non ho detto » e che nell' Autore dimostra 
evidentemente qualche cosa che io mi trovo imbarazzato a qualificare 
per buona fede. 

Ecco intanto, a confronto, in due colonne, i risultati del Rossi 
ed i miei : 



DIPIvOPODI 

ROSSI SIJLVESTFtl 

1) Il gnatochilario risulta dalla 1) L'ipostoma (— giiatochilario) ri- 
fusione di un solo paio di appendici : sulta dalla fusione di un paio di appen- 
le mascelle (1902'' p. 21-22) dici (le mascelle) con lo sterno ma- 

scellare e dallo sterno del segmento 
labiale, che è sprovvisto di apjjendici 
(1898 b, p. 180; 190B, pp. 83 8L) 

2) Il primo segmento del tronco 2) H segmento labiale (— j^rimo 
è bipede (1902% p. 22 etc.) del tronco Ross^) è apodo {1898h, p. 180 

1903. pp. 84) 

3) Il terzo segmento del tronco 3) 11 secondo segmento del tronco 
è apodo (1902% p. 22 etc ) (= terzo Rossi) è bipedo (1898h, p. 180; 

1903, pp. 123; 

■i) I nuoYÌ segmenti del tronco, 4) I nuovi segmenti del tronco, che 

durante 1' accrescimento della larva durante 1' accrescimento della larva si 

si formano dal penultimo segmento e formano, sono cinque, derivano dal 

sono sei (1902^, p. 24\ penultimo, derivato sempre a sua volta 

dall'ultimo (1903, p. 148; 



Dipi.oponi 



2.SH 



6) Il dermascheletro è attraversato 
da poricanali sovrastati da setole e da 
poricunali che si originano dall' ipo" 
derma e vanno a sboccare allo esterno 
mercè minutissimi fondlini etc. (HJOli^, 
p. 37;. 



6j L' ipoderma del lulus communis 
visto in sezione trasversa si presenta 
molto sottile, senza contorni cellulari 

visibili (J902-' p. Blj. 



7)L'Julo manca completamente 
di ghiandole ipodermiche, essendo lo 
epitelio chitinogeno continuo senza dif- 
ferenziazioni di sorta (100'J'\ p. 37). 



8) Una sezione di cute, in cui il 
nuovo strato chitinoso sia in forma- 
zione (prima della mutaj. non mostra 
altro di speciale che la sottigliezza di 
esso strato chitinoso. Dopo la muta 
quest' ultimo è diventato ])iù spesso. 
L'epitelio però non cambia affatto né 
di forma, né di spessore: resta quale 
era prima della muta. Onde il raccoi-- 
ciamento delle cellule cliitinogerie af- 
fermato dal Vitzou qui non esiste (li)0-2" 
p. 41). 

D) Al disotto dell'epitelio vi ha 
un abbondante tessuto reticolato ^man- 
cante nei Chilopodi), che permette 
correnti sanguigne lacuna) i sottocuta- 
nee {1003 p. \h\y 



o) Il dermascheletro è attraversata 
da poricanali sovrastati da setole, da 
poricanali che sono sbocchi di ghiandole 
ipodermiche e da jioricanali nume- 
rosissimi e sottili.ssimi, che si aprona 
alla superfice e .sono riempiti da pro- 
lungamenti protoplasmatici delle cel- 
lule ipodermiche i/i/O:^". p. 180, 1!)03 ]i. 
179)- 

6) L' ipoderma del Pachyiulus 
communis è alto nel prezonite da 7 a 
10 }j.. nel metazonite va diminuendo 
a poco a poco di spessore dall' innanzi 
all' indietro, fìnchti nella sua parte 
posteriore è ridotto ad uno strato quasi 
laminare (1003, p. 179;. 

7). L' Julo è provvisto di numerose 
ghiandole ipodermiche, che si aprono- 
alla superficie del dermascheletro e di 
ghiandole, ohe ritengo della muta, 
situate nella parte anteriore dell'ipo- 
derma interzonitico e che non comu- 
nicano, per mezzo di pori, con l'esterno 
(1902% p. 180, 1003, p. 181 e 191). 

8) L'ipoderma dopo la muta, du 
rante la formazione del dermaschele- 
tro, diminuisce di spessore notevol- 
mente (1903, p. 190). 



9) Immediatamente sotto 1' ipo- 
derma del prezonite in tutti i Chilo- 
gnati si trova del te.ssuto adiposa 
abbondante, mentre manca affatto nella 
parte posteriore del metazonite. (1903^ 
p. 182j Te.ssuto adiposo (aggiungo) 
esiste anche sotto l' ipoderma dei, 
Chilopodi, dove lo permettono i mu- 
scoli. 



-284 



F. SILVESTRI 



10) Il sangae circolante nel tessuto 
reticolato sottocutaneo può ricevere, 
attraverso la sottile membrana epi- 
teliale chitinogena, l' ossigeno, che i 
poricanali del dermasch^letro sono 
capaci di lasciare passare (1901 e, p. 13). 
Lo strato epiteliale per la sua sotti- 
gliezza è atto a permettere lo scambio 
osmotico dei gas tra il sangue circo- 
lante nel tessuto reticolato e l' aria 
penetrata per i poricanali dermasche. 
latrici (1903b, p. IBI). 

11) Il sistema tracheale degli la- 
lidei è pochissimo sviluppato, poiché 
le trachee sono capillari e prive di 
filo spirale, di ramificazioni e di 
anastomosi (1903, b. p. 161). Mi meravi- 
glio che il Silvestri ammetta un'intima 
spirale nelle trachee di tutti i Diplo- 
podi {1902'' p. 49). 

12) Dalle tasche posteriori di un 
segmento si originano tubi molto 
grossi, che hanno lo strato chitinoso 
interno sottilissimo ed appena visibile 
e contrariamente a quanto afferma il 
Voges privo affatto di filo spirale. 
Inclino a credere che tali tubi sieno 
delle ghiandole e che se anche sono 
•destinati ad una funzione respiratoria 
•questa debba essere debolissima e 
secondaria {1902'', pp. 49-50). 

A questo propciito rettificando 
quanto ho detto altrove (clie è quanto 
sopra) devo affermare che di filo spirale 
è provvista anche 1' intima chitinosa 
dei grossi e corti tubi a fondo c.'eco 
originati dalle tasche tracheali pò- 
stericri dei singoli zoniti dell' lulo. 
tubi che io suppongo incaricati anche 
di una funzione glandolare. Si tratta 
di UR esilissimo filo spirale, che richiede 
forti ingi-andimenti per essere visto, 
e ciò non pertanto non sempre riesce 
visibile. Torno però a negare la pre- 
senza di un filo spirale nelle vere 



10) L' altezza dell' ipoderma, compresi 
i suoi prolungamenti che riempiono i 
poricanali, che po^.sono esser lunghi an" 
che 100 \x., mi induce a negare la 
supposta respirazione cutanea del Ros- 
si (non la branchiale come afferma con 
poca buona fede lo stes.so Autore). Se i 
poricanali fossero pieni di aria spic- 
cherebbero in nero per tutta la loro 
lunghezza nello strato chitineo veduto 
a fresTo od in semplice glicerina, il 
che mai è (1902% p. 181). 

11) Il sistema tracheale degli lu- 
lidei è ben sviluppato^ le trachee sono 
di piccolo calibro e provviste tutte 
di filo spirale, mentre mancano di 
ramificazioni e di anastomosi ('1896, 
p. 130 e 18J8% p. IBO;. 



12) Dalle tasche posteriori di un 
segmento si originano tubi alquanto 
più grossi delle trachee delle tasche 
anteriori e che sono pure vere trachee 
sempre ripiene di aria, con un filo 
spirale visibilissimo e sempre, anche 
con il solo ingrandimento di 180 
diametri; il loro epitelio non ha affatto 
nulla di ghiandolare (Osservazioni ine- 
dite). 



DIPLOPODI 



2S5 



-tti-achee dell' lulo, diffuse pei* tutto il 
•corpo (1903'\ p. 67 in nota). 

13) Le ghiandole odorifei-e hanno 
la parte della vescicola secretrice 
•costituita da tre tuniche: tunica esterna 
anista, tunica media epiteliale e tunica 
interna chitinosa. La tunica media 
consta di un solo strato di piccole 
■ cellule (i505% p. G6 67). 



14j Le ghiandole odorifere nel- 
'l'Iulus communis si trovano nella 
a-egione pleurale e mancano solo ai 
primi quattro anelli del tronco (1903 

p. 66;. 



13) Le ghiandole odorifere hanno 
la parete della vescicola secretice co- 
stituita da tre tuniche, la media delle 
quali, che è epiteliale, consta di un 
solo strato di cellule, ma queste nel 
fondo sono più alte ed hanno veramente 
la funzione secretrice del principio 
venefico, quelle delle pareti sono invece 
basse ed hanno la funzione di cellule 
di rivestimento soltanto in molti chi- 
lognati ed in altri anche quella di 
secernere un pigmento (1U03, pp. 196. 

200;. 

14; Le ghiandole odorifere nel 
Pacliylulus communis si trovano nella 
regione dorsale e mancano ai primi 
cinque anelli del tronco (secondo il 
modo di Rossi di considerare il tronco) 
(1903, p. 197 e 209). 



CHILOPODI 



15) L'ipoderma della Scolopendra, 
molto più spesso che nell' lulo, é rap- 
presentato da una massa singiziale 
con protoplasma granuloso etc. ('ii'6'j?', 
p. 36). 

16) Gli autori, che mi hanno 
preceduto hanno erroneamente distinto 
nei Chilopodi glandolo cutanee e cellule 
tricogene. canali per glandole e canali 
per peli; e tale ei-rore è forse dovuto 
all' uso di inclusioni in paraffina, che 
non permettono (trattandosi di cute 
chitinofora; dei buoni preparati, quali 
io ho ottenuti m.ercó inclusioni in 
celloidina (sic) (190-J^, p. 33;. 

lo affermo (contrariamente a quan- 
to avevano sostenuto il Zograff e il 
Duboscq) invece nel modo pih assoluto 
che a tale ampolla segue costantemente 
una piccola setola, salvo qualche ra 
rissimo caso in cui essa sia caduta 
(190:i» p. 38). 



16) L' ipoderma della Scolopendra 
non è costituito da una massa sinciziale, 
ma da uno strato di cellule epiteliari 
{1002', p. 180, 1003 p. 217;. 

10) Chi leggesse queste righe (ci 
lato riportate) del Dr. Rossi, pensereb- 
be subito che le Scolopendre in genere 
dovessero essere animali irsutissimi 
in via noi-male, e che tutti gli esemplari 
finora veduti rappi-csentino individui 
largamente depilati e ciò perché cer- 
tamente la Scolopendra clavipes e 
cingulata hanno uno sterminato numero 
di ghiandole ipodermiche non solo, 
ma anche di due sorte, ctc. [1902^, p- 
181). 



2S8 F. SILVESTRI 



Ora io domando al lettore se differenze esistono si o no tra i ri- 
sultati miei e quelli del Eossi. Oo;ni commento mi pare superfluo ; 
solo vo^'lio, ripeto, prendere in esame un poco più minuto il primo 
capitolo della difesa del Rossi, così come esempio dell' artificio del Rossi. 
e fare quindi pochi commenti agli altri. 



Critica (li quello die non ho (letto 
I. Respiraz^ione brancliiale 

Il Rossi sotto il soprascritto titolo scrive : « Io ho già rilevato in 
« una recente mia nota un grave equivoco in cui è incorsa la critica del 
« Silvestri. Io scrissi tutto un opuscolo per dimostrare con parecchie e- 
« sperienze, erronea 1' affermaziono del Causard che i diplopodi resistano 
« alla sommersione nell' acqua perchè iorniti di una respirazione bran- 
« chiale e per dimostrare invece che tale resistenza all' asfissia è dovuta 
« alla lenta respirazione dell" aria immagazzinata nelle ti-achee. E 
« conchiudo: «.... il credere alla esistenza di una respirazione branchiale 
« è un errore. » 

« Ebbene il Silvestri attribuisce proprio a me l' opinione che io 
« combatto ! Difatti egli scrive .* « Il Rossi potette asserire che la mag 
-< gior resistenza a star sommersi dipenda dal fatto che essi possono- 
« assorbire 1' aria sc'olta nell' acqua attraverso la cute per mezzo di 
« pori canali » « E inutile aggiungere altro » il Rossi dice (1903 e, p. 9). 

Io da parte mia dico davvero che sarebbe .iffatto superfluo far rile- 
vare che anche dalle sole frasi della mia critica, i-iportate dal Rossi r'- 
sulta evidente che non ammisi affatto che il Rossi avesse sostenuto 
una respirazione branchiale nei diplopiuii, ma wuu. respirazione cutanea, 
come infatti egli 1' ammise nel 1901c e torna a supporla recentemente 
(1903 b). Egli sci'isse allora. « Ora io suppongo che i Diplopodi abbiano 
« una attiva respirazione cutanea per le seguenti ragioni etc. » (19010. p. 
13). Perchè tace di ciò il Rossi? Certo perchè allora il titolo maggiore del 
suo capitolo non aveva piìi ragione di essere e doveva egli stesso almeno 
ricordarsi di ciò che io scrissi nel mio lavoro per esteso (1903, p. 185), e 
che egli l'iportò pure a pag. 151 del Zoo). Anz., nel quale è detto: « Que- 
st' ipotesi del Rossi è fondata sopra dati di fatti che secondo le mie os- 
servazioni non sono esatti. Infatti, mentre egli ritiene i canalicoli vuoti 
(i poricanall del derinaschcletro) , per me sono riempiti, almeno in gran 
parte, da un prolungamento protoplasmatico... Onde è mai possibile attra- 



Dii'i.oi'oDi 287 

•verso canalicoli straordinariamente piccoli, riempiti in parte da una massa 
"proloplasmatica, che possano avvenire scambi gassosi tra il sangue e 1' am- 
biento esterno ? » 

Perciò io non ho mai affermato che il llossi amn)ise una rospiia/ir- 
ne branchiale, ma sibbene che abbia supposto una respirazione cutanea, 
quale egli la sostiene ancora, mentre io la nego, sempre fondandomi 
sopra fatti anatomi(*i, che non corrispondono a quelli rilevati dal Jlossl. 

Egli ammise possibile lo scambio osmotico per la sottigliezza dello 
strato ipodermico ed io l'ho negato invece, perdio credo che dato lo 
spessore dell' iporlerma più la lunghezza dei pi'olungamenti pi'otoplasma- 
tici, che riempiono i pori canali, che possono oltre])assare i 100 p, e dato 
il loro piccolo calibro non credo possibile uno scambio gasoso, sufficiente 
a mantenere in vita o a ritardare solo la morte. Ed il lìossi stesso aveva 
scritto (19''<lc, p. 15) : « Le condizioni anatomiche f[)QÌ Chilopodi) sono 
molto differenti da quelle dell' lulo. L' epitelio chitinogeno non è luppi-e- 
sentato da una sottile membrana costituita di 'im unico (l) sh-ato di 
■cellule appiattite; ma invece da una massa singiziale che non seiubi'a 
])el suo spessore la piìi adatta per scambi osmotici. /> Pertanto se il 
Rossi scrive che non gli sembra la più adatta per scambi osmotici una 
massa sinciziale ('che del resto nella 8coloprendra é invece uno strato di 
cellulley) dell' altezza di 10 [j,, come mai vuole accusarmi di affermare 
cose contrarie agli elementari principi di fìsica, sostenendo io che non 
può avvenire che un troppo lento scambio osmotico attraverso minutissimi 
canali, riempiti da una (olonna di protoplasma almeno 10 volte più alta 
dell'ipoderma della Scolopendra ? E qui cade acconcio, per non farlo in se- 
guito, il notare che il Rossi ora afferma che egli ha parlato di canalicoli 
attraversanti il dermascheletro, ma non ha detto .^he fossero pieni 
vuoti. Come poteva egli sostenere alloi-a quanto scriveva nel HJOl, 
•cioè : « ricopre questo tessuto reticolato fsotto - ipodermicoj una sotti- 
lissima membrana di epitelio chitinogeno, che semhra fallo opposta 
per favorire l'osmosi », (1901, p. 3) mentre non gli sembra a ciò 
adatto l'ipoderma della Scolopendra alto 10 p.. ? Xon appare eviden- 
te che egli credeva che i canalicoli fossero vuoti? Altrimenti la sua af- 
fermazione di allora sarebbe giusta come il credere che 100 fi, essendo 
questo lo spessore dell' ipoderma di wn Rhinocricas e poco meno quello 
di un Jvlus^ costituisca una quantità minore di 10 /^, che ò lo spessore 
dell' ipoderma di Scolopendra, (^ui come altrove risalta evidente a quali 



1) A pag. 53 della sua risi^osta il Eossi, riportando una mia frase, dove è. 
scritto un solo strato^ fa questo commento: « lo strato non è sempre unico? » 
<Che cosa dice egli allora del suo « un unico strato ? ». 



288 P. SILVESTRI 

meccanismi ricorro il Kossi per difendersi. Egli poteva ben risparmiarsi' 
di notare che io, col mio modo di vedere nego la possibilitcà di respira- 
zione attraverso sottili membiano, poiché per quanto possa essBre gran- 
de la mìa ignoranza, corto non è tale che mi faccia dimenticare i più 
elementari principii di tisica, ma trattandosi di uno spessore discreto 
altro ò ammettere che attraverso ad esso, come a qualsiasi corpo, possano 
passare dei gas, ed altro che questi gas possano passare in quantità suf- 
tìciente a compiere le funzioni respiratorie. Non meno poteva risparmiar- 
si il Rossi di citarmi esempi di Artropodi, i quali mancano di sistema 
respiratorio differenziato e respirano attraverso la cute, egli poteva ricci- 
darsi almeno che io ho una qualche confidenza con i piccoli Artropodi, 
che ilo jìubblicato anche una certa anatomia dei Pauì'opocU, ai quali nc-n 
ho attribuito trachee, anzi le ho negate, contro le affermazioni dello 
Schmidt, eppure debbo aver creduto che essi respiravano per la cute. 

3.) Ghiandole cefaliche o anteriori 

Tutte le sovrabbondanze di loquela ohe il Eossi mette in atto in- 
torno a questo paragrafo non hanno alcuna ragione di essere, poichù il 
fatto puro e semplice è questo.- 

Egli pubblicò f I902bj una nota preliminare 2) sull' apparecchio di- 
gerente dell' Jidtfs communis e siccome egli non parlava affatto di tre 
paia di ghiandole cefaliche, delle quali io avevo constatato 1' esistenza, 
credetti opportuno di scrivere una nota preliminare per rendere pubbli- 
co il risultato dello mie ricerche e si intende che perciò mi occorse dover 
notare che la parte seceruente di tali ghiandole era stata vista dal Visart, dal 
Plateau e dal Rossi; che nessuno però fino allora ne aveva riconosciu- 
ta la natura. E niente altro. Ora ciò non è vero ? Che ci trova in questo 
il Rossi da ridire ? Se avesse egli scoperto altre tre paia di ghiandole 
cefaliche nell' lulus, data la tacile sovrabbondanza preacennata, avrebbe 
scritto altro che una nota preliminare della proporzione e del tono della mia.. 

3). Uno :Zonite embrionale 

Il Rossi afferma di non aver detto che nell' embrione il primo paio 
di zampe appartiene al cosi detto collo e che il terzo segmento è quello 



2) In tale nota aflferma il Rossi che il Ramdohr ed il Plateau menzionano- 
neir lulo quattro tubi malpighiani, menti-e egli ne ha osservati due. E non» 
avevo scritto già io da tempo (1898", p. 180); « In tutti i Diplopodi esiste- 
un solo paio di tubi malpighiani » ? 



DICI.OI'ODI 280 

apodo. Egli escogita una difesa r-lio in realtà lascia molto a dubitare dr-l- 
V amore alla vei'ità da parte dell' Autore. Infatti ef^li dice di non avere in- 
toso pai-laro mai dell' embrione nell' uovo, nia della larva uscita dall' uovo; 
ebbene io posso affermare che appunto anche nelle larve uscite dal 
choi'ion, con somma faciltà si può constatai-e f:ho il segmento apoflo è 
(juello labiale o piimo del tronco, come of^li vuol chiamarlo, e (piesto 
segmento è molto evidente. K qui, se fosse lecito, vorrei domandare al 
Rossi come egli fa ad affermare di aver veduto il segmento intercalare che 
n ogni stadio ò sempi-e meno evidente di (luello labiale apodo, pur da lui 
non visto, non ostante che egli avesse richiamato 1' attenzione del lettore 
sulla particolare sua fortuna nel riuscire a constatare, i fatti concer- 
nenti il valore del gnatochilario, la fusione dei segmenti, il numero dei 
piedi posseduti dalla larva appena nata, la presenza di un terzo zonite 
apodo, il modo di formazione dei nuovi zoniti etc. (\) 

Fortuna in vero, che io credo che nessuno, che si occupeià in seguilo 
di tale questione, gì' invidierà, avendolo condotto ari affermazioni tutte 
contraiie alla verità delle cose. 

II. 

Jiefjione antevìove tìai tronco 

I. Il collo appartiene al capo o al tronco? 

itimando il iettoi-e a quanto io ho esposto nel mio lavoro, ma più special- 
mente all' Jleymons « Die Enlirlcpj'l.H'n/j.Sfjcschichle dcr ScjjUjpcnO.o:,- ^100! , 
che io ho seguito nell' interpetrazione delle varie regioni del coipo fiata 
dallo stesso Heymons, de] (pialo il Kossi si compiace riportare alr'iirif? 
frasi di una nota del 1897, menti-e avrebbe fatto molto meglio a leggere 
il lavoro soprarieoi'dato, nel quale a pag. 136 è contenuto un capitolo 
dal titolo " Die Segmenilrung dea Kopfe.s bei den Arl.hropoden - ed 
avrebbe allora visto che 1' Heymons ò pienamente d' accoi-do con mo 
nel considerare il segmento labiale senza appendici, <;ome facente parte 
del capo; infatti egli a pag. V.'/.) scrive : 



(1) Egli scrisse: « Quanto allo sviluppo de dermascheletro .s' ignoravano 
molti fatti, la cui conoscenza avrebbe risolute alcune questioni che da lungo 
tempo si agitano a proposito del valore del f/natochilario, della fusione dei 
segmenti, del numero de' piedi posseduti dalla larva appena nata, della presenza 
di un 3' zonite apodo, del modo di formazione dei nuovi zoniti ecc. Io fortu- 
natamente questi fatti son riuscito a constatare e li raccolgo nel presente 
capitolo » (1002', p. 21». 



290 F. SILVESTRI 

« Auch in alien iibrigen Punkten schliesst sich die Glieclerunf;' des 
Kopfs bei den Diplopoden eng an diejenige der Chilopoden und Insekten 
an, Der Unterschied, welcher bei den ausgebildeten Diplopoden in dem 
Yorhandensein nur eines, das Gnathochilarium tragenden Maxillensegments 
sich Kund giebt, ist kein durcligreifender, da ich bei Erabryonen von 
Diplopoden ein rudinientares z^veites Maxillensegments (Postmaxillarse- 
gments) nachgewiesen habe (1897), Avelches extremitatenlos bleibt. Auch 
von Silvestri (1898J ist sodann dieses Kopfsegment (« segmento labiale 
senza appendici ») bereits beobachtet nnd er^viihnt worden. 

Als Resultat der vorstehenden Erurtereingen ergiebt sich der Schiuss 
das3 das Cephalon bei den drei basprochenen Gruppen von Tracheateu 
(Chilopoden, Diplopoden nnd Insekten) aus dem Acron und den sechs 
vordersten Metameren des Rumpfes besteht » 

In qualunque modo però il Rossi può continuare a chiamare primo 
segmento del tronco ciò che per me e per 1' Heyuions ò ultimo segmento 
del capo, omologo al segmento labiale degli Insetti, ma non può cambiare 
a sua volontà i fatti ed attribuire a tale segmento un paio di zampe, 
che, precisamente nella stessa specie, io e l'Heymons affermiamo in modo 
assoluto che non esistono. 

2. É apodo il prinao od il terzo Zonite ? 

Il Rossi comincia col dire che non gli sembra fornita di grande 
interesse scientifico la questione se negli lulus sia il primo o terzo seg- 
mento apodo, ed io sono d' accordo con lui nel ritenere che il mondo 
andrà innanzi ugualmente, stiano le cose in un modo o in un altro; ma 
rispetto agli lulus , \>ev chi indagala verità è bene interessante accertare se 
hanno zampe e in quali segmenti; altrimenti perchè occuparsi della loro 
anatomia ? Se ad una specie animale si deve cominciare ad attribuire zampe 
dove non ha e viceversa, nonché peli, dei quali non è stata mai affatto o quasi 
provvista, a negarle ghiandole cutanee, che possiede in gran numero e sup- 
])orla provvista di tubi, che funzionano da ghiandole e che invece sono 
trachee tipiche e così via, allora, dico, è molto meglio restare nell' igno- 
ranza completa della struttura di tale specie, poiché fare nel modo in- 
dicato significa non fai' progredire le nostre conoscenze sulla buona via, 
ma anzi voler far credere ciò che non è, e questo con molta leggerezza 
nel p?imo periodo, ossia della pubblicazione, con poco buona fede nel 
secondo periodo, quando si persiste nelle affermazioni di fatti, che ò 
molto ovvio poter rilevare abbastanza fàcilmente affatto diversi dal vero. 

Il Rossi in tale paragrafo vuol parlare di fatti anatomici; che sono 
in appoggio della sua affermazione, cioè che il segmento apodo negli 



DirLPoroDi 29 1 

lulus è ii terzo, ma sono fatti di nessun valore morfologico per sostene- 
re la sua tesi; poiché, innanzi tutto è 1' embriologia che può illuminare 
intorno a tali questioni ed in secondo luogo 1' anatomia del sistema 
nervoso. Il Rossi, giacché crede difficile la prima, dovrebbe prendersi la 
i!ura di esaminare 1' innervazione delle prime tre paia di zampe e ve- 
drebbe facilmente che i primi tre gangli del tronco innervano successi- 
vamente il l'', 2°, e 3<^ paio di zampe e che non vi è un terzo ganglio 
privo di nervi pedali e la figura 131 del mio lavoro, riportata dal Rossi, 
è così chiara, che la sua ostinazione nel voler sostenere il contrario, non 
può certo attribuisi ad amore eccessivo per la verità. 

Termina il suo paragrafo, il Rossi, attribuendomi ciò che realmente 
non ho scritto, cioè che il segmento intercalare dei Diplopodi sia omo- 
logo al segmento antennale degli insetti. Infatti, nel quadro che io dò a 
pag. 95 del mio lavoro del 1903, si legge. 

Crostacei Diplopodi Chilopodi ed Insetti 

III Antennule Ajitenne Antenne 

Può essere stata una svista del Rossi, ma mi sembra che sieno trop- 
pe tali sviste, e questa (cow altrej è poi sfuggita anche nella correzione 
■delle bozze. 

Costituzione (iella lamina mascellare 

III - IT 
doniti del tronco 

x^ulla di particolare debbo dire intorno a questi capitoli ; il lettore 
che ne fosse curioso potrà leggere nel mio lavoro del 1903 quanto con- 
cerne la foimazione dell'ipostoma e la questione dei segmenti doppii ecc. 

y. 
Intima struttura della cute 

La risposta a questo capitolo è già nella esposizione da me fatta dei 
■miei risultati a confronto di quelli del Rossi; voglio solo aggiungere due 
parole intorno a quanto segue. Egli non sa come io farei a mettere 
d'accordo con quello che dico del Pachyiulus adulto ciò che dico della 
larva con 21 paia di zampe dello stesso animale, che cioè il primo ò sfor- 
nito di peli ed ha il tegumento attraversato da numerosi poricanali, che 
sono sbocchi di ghiandole ipodermiche e da numerosissimi canalicoli, che 
si aprono alla superfìcie e sono riempiti da prolungamenti protoplasraatici 



292 F. SILVESTRI 

delle cellule ipodermiche, mentre la larva con 21 paia di zampe è provvista di 
setole al margine posteriore dei segmenti ed è sprovvista di poricanali. Il 
Rossi tale domanda poteva rivolgerla alla natura, non a me, poiché in modo 
assoluto le cose stanno appunto come io le ho affermate, né certo mi 
sono arrogato un' abilità speciale nel constatare che tutti i segmenti del 
Pachyiulus communis^ allo stato adulto e di larva grossa, eccettuati i 
segmenti preauali ed anche i rari peli al solo margine posteriore di 
segmenti posteriori, sono sprovvisti di peli. Egli può affermare il contra- 
rio ? Evidentemente egli raccoglie gli Iidus e le Scolopendre in certe con- 
trade a lui solo riserbate, le quali hanno notevoli varietà irsute delle stesse 
specie, che in tutti gli altri luoghi sono depilate; oppure i suoi Paclmju- 
lus communio nemmeno sono tali, come altra volta non erano lulus 
ierre!<tris e Polydesmus complanatus le specie di Diplopodi da lui 
studiate ; tanto più che ora non é più vivo nemmeno il valoroso- 
entomologo, che, male o bene, intuiva almeno la famiglia. 

Concltisione 

Questo è quanto mi limito a rispondere al Rossi, tralasciando 
completamente di occuparmi di tante altre asserzioni, contenute nella 
sua risposta, che non hanno alcun valore scientifico. Quanto ho sopra 
detto però mi sembra sufficiente a rilevare di che specie sia la risposta 
del Rossi. Quanto ai risultati, ai quali io sono pervenuto, credo che il lettore 
non possa dubitare che realmente sono affatto diversi da quelli del Rossi. 
Terminerò dicendo che i preparati permanenti, che mi hanno condotto a 
risultati così diversi da quelli del Rossi, sono tutti presso di me, nel 
Laboratorio di Zoologia della R. Scuola Superiore di Agricoltura e visibili 
a chiunque ne mostrerà desiderio e li offro alla revisione anche del Prof. 
Mayer, che vi potrà giudicare per entro meglio che non in bozze di 
stampa. 

Portici^ Io Febbraio 1904. 

BIBLIOGBAFIA 

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Kòrperbau der Mvriopoden. — SB. AK. Berlin, 1S97, pp. 

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Rossi, G. 1901. a) Sul sistema nervoso sotto-intestinale dei Miriapodi — 

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Silvestri, F. 1896) I Diplopodi. Parte I. Sistematica. ■— Ann. Mus, 
Civ. Genova pp. 121-253. 

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plopodi. — Rend. R. Accad. Lincei (5) VII, 1° Sem. pp. 52-57. 

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Ili Sviluppo del Pachyiulus Communnis (Savi). IV Alcuni 
cenni di anatomia comparata. Rend. R, Accd. Lincei (^)) 
VII, 2° sem. pp. 17S-IS0. 

— 19'Ì2. a J Xote preliminari sulla morfologia dei Diplopodi, e Cli;- 

lopodi. Riv. Patol. Veget. X,pp. 179-184. 

— 1902. h) Sulle ghiandole cefaliche ed anteriori del Pachyiulus 

coimnunis (Savi). Xota preliminare. Portici. 

— 1902 e) Ordo Pauropoda. — Acari, Miriopoda et Scorpiones hu- 

cusque in Italia reperta, pp. 1-S4 Fig 1-56- Portici. 

— 1903) Classis Diplopoda, Voi. I Anatome, Pars 1. : Segmenta, 

Tegumentum, Musculi ; pp. 1-272. Cum tabulis quatuor, nec 
non incisionibus in texto X. 346. — Acari Myriopoda et Scor- 
piones hucusque in Italia reperta. Portici. Agosto 1903. 



D/ COSTANTINO RIBAGA 



Sul genere ECTOPSOCUS Maclvaclil. e 
descrizione di una nuova varietà del- 
l'KCXOPSOCUS BRIQGSI MacLachl. 



Il genere Ectopsocns è stato descritto primieramente dal Sig. Knberto 
MacLachlan nell' « Entomologist's Monthly Magazine » Serie II Voi. 
X (1899) p. 277-278, per una specie raccolta in Inghilterra f^. Briggsi)Q 
poscia, pili recentemente, dal Sig. Giinther Enderlein in una sua bella 
Monografia sui Copeognati (Psodici) indoaustraliani, pubblicata negli 
« Annales historico-naturales Musei nationalis Hungarici » a pag. 293 
del Voi. I (ì^m). 

La diagnosi data da questi due egregi studiosi di Psocidologia, 
non è, a mio giudizio, del tutto esatta inquantochè essi danno come 
carattere generico la mancanza assoluta di peli sulle ali. 

Diffatti MacLachlan parlando del genere dice « General characters as 
in Peripsocus, Hag. » del qual genere si usa dire che le nervature ed i 
margini delle ali sono privi di peli, e poscia, parlando dell' Ecioiìsocns 
Bìv'ggsi sulla qual specie fondò il genere dice: » neuraiion and margins 
Jiairless ». 

Enderlein poi nel suo lavoro sopralodato, nella diagnosi del genere 
mette esplicitamente « Adern vnd Rand derFUlgcl vòllig unljehaari. » 
la quale dicitura è ripetuta anche nella descrizione della specie E. Brìggsì. 
Questi autori danno la figura delle ali, appunto senza segnarvi peli 
di sorta. 

Inoltre Endedein in un altro suo lavoro pubblicato nel 1901 nei 
« Zoolog. Jahrbiichern » Voi. 40, fase, b° p. 546-547, fonda un genere 
Microip^ocus per la specie M. Water^iradti, differenzionandolo dall' Ecìo- 
2JS0CUS appunto perchè in questa specie ha trovato che le vene delle ali 
anteriori sono provviste di peli come pure ne è provvisto il margine, ben- 
,chè qui i peli sono piìi l'adi e brevi. Nella Monografia surricoidata dei 
Psocidi indoaustraliani 1' A. correge la diagnosi del genere Micropsocus 
lasciando però sempre come carattere essenziale pel quale ditferisce dal 



SUL (ÌKXKRE ECTOPSOeUS 295 

genere Edopsocus la presenza dei peli sulle nervature e sui margini 
delle ali. 

Ho avuto occasione di raccogliere in Italia molti esemplari di una 
specie della sotto famiglia Peripsocini, che per i caratteri generali cor- 
risponde al genere Eciopsocvs^ ma che per la presenza dei peli sulle ali 
avrebbe dovuto essere introdotta nel genere M/orjpsocxs. Siccome però 
la specie in esame mi ricordava assai, per le sue particolarità la descri- 
zione e la figura dell' .Ecto])socus Briggsi, così mi venne il dubbio che 
forse anche nella specie descritta da MacLachlan esistessero i poli, ma 
che non fossero stati visti. ]^on avendo io esemplari di E. Briggsi 
scrissi a MacLachlan stesso per averne e poterli cosi confrontare coi miei 
e della medesima cosa pregai Enderleiu. Questi mi mandò tosto un esemplai-e 
della speciedesiderata, raccolto in Inghilterra, il quale vidi che coirisponde 
in generale, abbastanza agli esemplari che io aveva l'accolto in Itali», 
ai quali poi, perciò che riguarda la pilosità delle ali, ù assolutamente 
conforme. 

Disgi'aziatamente non ho potuto vedere gli esemplari tipici di Mar-; 

Lachlan. 

Ho osservalo altra volta, che al microscopio con un ingi-andimento 
medioci-e si vedono dei peli, benché rari e brevi, anche sulle ali del 
Peripsocus alboguilalns Dalm. e P. phaeop/erus ^t. e forse l'assoluta 
mancanza di peli non si riscontrerei in nessun Psocide, poiché minuti 
peli li ho visti anche sulle ali di Pferodela pedicularia e di Mesopsocus 
ma però, ripeto, in questi casi i peli sono rari e brevi, né si vedono 
che con uno ingrandimento abbastanza forte ed osservando attentamente 
per cui nella descrizione di questi ultimi generi si potrà anche lasciar 
correre la dicitura che non presentano peli. Xell' Eclop^ocuH Briggsi 
però i peli, almeno sulla metà basale dell' ala, sono numerosi e bene 
visibili e specialmente se si guarda 1' ala obliquamente essi si scorgono 
piantati sulle nervature, alquanto inclinati colle loro estremità verso 
r apice delle ali. Guardando 1' ala di faccia i peli risaltano meno perchè 
sono sottili e generalmente hanno la direzione delle nervature, per cui 
M confondono col color bruno di queste. 

I peli si notano sulle ali anteriori principalmente alla base della vena 
radiale, della media e di quella ascelliire, però, benché più rari e pìi^i brevi 
si estendono anche alle vene della paite apicale dell'ala. Dei peli, in 
questo caso però brevi ed assai sottili e piìr difficilmente visibili, si 
osservano ancora al margine delle ali anteriori, dalla base della Costa tino 
all'estremità delle vene ascellare ed anale ed ancora, alquanto maggiori, 
al margine apicale delle ali posteriori, nello spazio racchiuso fra i rami' 
della vena forcuta. 



-296 COSTANTINO RIBAGA 

I peli sulle nervature della metà basale delle ali sono lunghi all' in- 
.circa quanto quelli che si notano sulle nervature cubitale ed ascellare 
del Graphopsocus cruciatus e di qualche specie del genere Caecilius^ 
di specie dunque riconosciute come aventi le nervature pelose. Ho mi- 
surati questi peli della specie in discorso in diversi esemplari ed ho 
trovato che misurano 0.035 min. di lunghezza ed alcuni arrivano anche 
a 0.05 mm. Da ciò si comprende che la descrizione data dai due autori 
succitati, per quanto riguarda questo carattere non è esatta. 

Data questa pilosità delle ali e giudicando dalle descrizioni e figure che 
dà r Enderlein, non redo che vi sia troppa ragione per sostenere il genere 
Micropsocus, le specie del quale dovrebbero rienti-are nel genere Ectopso- 
^,cus. É vero che pel genere Micropsocus Enderlein dice « HinteifUigel 
gànzlich unbehaart » però nella figura delle ali del M. myrmecopjhilus V A. 
disegna i peli anche al margine apicale delle ali posteriori, press' a poco 
come li ha la specie di cui ora terrò parola. 

Non voglio insistere di più su questa mia idea, non avendo esami- 
nato esemplari delle specie descritte nel genere Micy^opsocus ^ dai quali 
solo si può giudicare con sicurezza, però ncui cambio opinione riguardo 
alla posizione nel genere della mia specie Ectopsociis Berlesei e che 
Enderlein crede di poter comprendere nel suo genere Micropsocus. 

Vengo ora alla descrizione della forma trovata in Italia che classifico, 
e descrivo per 

EctopsocTis Briggsi McLachl. var. meridionalis n. var. 

Corpus terreura. Torax superne testaceus ; abdomen lineis cbscuris 
ad dorsum signatum, macula longitudinali mediana nulla. Tarsi antici 
aliquantum obscuriores quam cetera pedum segmenta. Caput pilis variae 
'longitudinis vestitura. Adsunt pili longiores setuliformes ad marginem 
anteriorem dorsi mesothoracis. Antennae alis breviores. 

Longitudo corporis alis exceptis » » » 1.75 mm. 
., alaruni anticarum » » » 1.80 — 

,, antennarum » » » » 1.45 — 

Explicatio alarum » » » » » » 4.00 — 
Habitat: Plura inveni exempla in Apulia (Barletta, Francavilla Fon- 
•tana), Calabria (Corigliano), Campania (Nola , Portici), Etruria (Firenze) 
■et alia vidi collecta in agro Tenete (^Cison di YalmarinoJ et mihi a CI. 
Berlese beniguissime communicata. 

Dijffert a specie typica, colore pallidiore, longitudine alarum, et 
•antennarum alis breviorum. 



SUL GENERE ECTOPSOCUS. 297 

Colore generale del corpo terreo, alquanto jjiù oscuro al dorso che 
al ventre. Capo terreo col clipeo appena più oscuro, testaceo. Vertice 
ed occipite quasi sempre mancanti di ogni macchia. Torace superiormente 
testaceo, alle volte molto pallido. Addome superiormente ed ai lati coi 
segmenti marcati da linee oscure. iVIanca la linea mediana longitudinale. 
Tarsi dei due paia anteriori dei piedi alquanto più oscuri del rimanente 
della zampa. Occhi neri. Antenne terree delle quali il terzo articolo è il 
più chiaro e gli altri vanno leggermente diventando alquanto più oscuri, 
più che si avvicinano all' ultimo, il quale press'a poco, ò del medesimo 
colore dei due basali. Clipeo, vertice ed occipite provvisti di peli spessi 
ed abbastanza lunghi, fra i quali ve ne sono ancora di maggiori che, 
specialmente sull' occipite, sono setoliformi. Anche il mesotorace ò 
provvisto di peli hi evi e di lunghi diretti all' indietro ed all' angolo o- 
merale se ne notano due o tre per parte assai robusti e lunghi diretti 
in avanti e lateralmente. Antenne più brevi delle ali anteriori e col terzo 
articolo, proporzionatamente ai due basali, molto più breve di quello di- 
segnato da MacLachlan per la specie tipica. 

Tarsi delle zampe posteriori con un numero variabile da 12-10 di 
setole con ctenidi. Proporzione degli articoli tarsali 2:1. 

Ali antedori provviste di peli bene sviluppati e numerosi special- 
mente nella metà basale delle nervature radiale, mediana ed ascellare, 
nella metà apicale sono più rari e più tini ; si notano ancora dei peli 
minuti ed esili al margine, dalla base della costa tutt' attorno fino al 
punto di congiunzione delle vene anale ed ascellare col margine. Nelle 
ali posteriori si osservano dei peli minuti all' orlo fra i due rami della 
vena foicuta alquanto maggiori di quelli esistenti al margine delle ali 
anteriori. Macchie e disposizione delle nervature delle ali come nella specie 
tipica. Tenduncolo della vena forcuta non mai più lungo del ramo mi- 
nore della stessa, anzi generalmente più breve. Proporzione della lun- 
ghezza delle ali anteriori colla loro larghezza 2.8 : 1. 

Lunghezza del coipo senza le ali 1.75 mni. 

« delle ali anteriori 1.80 .> 

« delle antenne 1.45 » 

Apertura d' ali. « 4.00 mm. 

Ho trovato numerosi esemplari di questa varietà nel mese di Agosto 
su piante di agrumi e d' Olivo a Barletta e Frarcavilla Fontana in Pu- 
glia ed a Corigliano in Calabria e di Agosto e Novembre su piante di- 
verse a Nola ed a Portici ^Napoli), in Novembre, Dicembre e Febbraio, 
pure su piante diverse, a Firenze ed in Settembre ne raccolse due esem- 



298 COSTANTINO RIBAGA 

plari, che g-entilmente mi comunicò, il Prof, Berlese nel A'eneto a Cison 
di Valmarino CTreviso). 

È differente dalla specie tipica pel colore più pallido del corpo, pella 
mancanza o dirò meglio, poca frequenza delle macchie sul capo, per le 
antenne più brevi delle ali e per la lunghezza di queste. Fra oltre un 
centinaio di esemplari esaminati ne ho trovati solo tre o quattro che ave- 
vano le ali che arrivavano a 2.10 mm. di lunghezza e forse una diecina nei 
quali queste raggiungevano i 2.0o mm. ; gli altri le avevano tutti più 
brevi ed il minimo di lunghezza si fu L.53 mm.. la media quella indicata. 

La maggior lunghezza delle ali mi fu data da una decina di esem- 
plari raccolti qui a Firenze in Novembre. 

Dalla R. Sfazione di Entomologia agraria 
Firenze, Marzo 190 4. 



ILLUSTRAZIONE ICONOGRAFICA 

DEGLI 

ACARI MIRMECOFILI 



AiTOHK ANTONIO REKLESE 
(Via Romana, 19 — Firenze). 



È intenzione del Prof. Silvestri Filipi)o e mia di illustrare in 
questo giornale gli artro])odi inirmecoflli e terniitofili, acconii)a- 
gnando il testo, che raccolga quanto se ne sa in proposito e (jucllc 
nuove osservazioni clic possano intervenire, con buone ligure, de- 
sunte dal vero e su esciniilari tipici e perfettaiuente determinati. 

Io comincio collo studio degli acari mirmecotili e per ora cir- 
coscrivo la presente nota ai soli Mesostigmata, sia perchè altri- 
menti ne aumenterei di trojipo il volume, sia perchè degli aUii 
gruppi (Tars'onemifli, Orlhatidi, Sarcoptiiìi) uon mi trovo ad axere 
molto ricco materiale e credo che, attendendo, i>otrò raccoglierne 
assai più. 

Ma il gruppo dei Gamasidi è ricco di specie mirmecoftle e la 
jiresente nota importa già un notevole contributo. 

(guanto agli Acari Termitofili io sono di opinione che tuttavia 
convenga aspettare a i)arlarne in speciale monogralia, perchè il 
numero delle specie finora note è molto scarso, per ristrette ri- 
cerche, in confronto di (piello che si ha ragione di credere debba 
essere realmente. 

Ilo avuto notevoli aiuti i)er com])iere questo studio da ]>arecclii 
naturalisti, ai quali tutti porgo qui le piìi vive e sentite grazie. 



300 ACARI MIRMECOFILI 

Il Wasmann mi inviò generosissimamente una ben ricca colle- 
zione di acari miriiiecoflli e termitoflli, con individui raccolti, non 
solo in Olanda e nel Lussemburgo, ma ancora in America del 
Nord e del Sud, al Capo di Buona Speranza ed altrove. Questa 
collezione è molto preziosa perchè contiene i tipi descritti dallo 
stesso Wasmann. 

Il Karawaiew mi comunicò una bellissima collezione di acari 
mirmecoflli i)erfettamente preparati in balsamo del Canada e molti 
conservati in alcool. Si tratta di specie della Eussia e sono molto 
importanti. 

Il Silvestri, studiosissimo delle termiti e delle formiche, oltre a 
molte specie esotiche raccolte nei suoi lunghi viaggi in America, 
trovò qui in Italia un ragguardevole contingente di forme inte- 
ressantissime mirmecofile ed il suo intervento in questo senso rap- 
presenta una contribuzione assai importante a questo studio. 

Il Janet, dolendosi di materiale oggi scarso, mi inviò nonper- 
tanto molte belle ed interessanti specie raccolte in Francia, tutte 
mirmecofile. 

Il Leonardi, già favorevolmente noto per un buono studio sugli 
acari viventi nei formicai, mise a mia disposizione il ricco mate- 
riale di individui tipici preparati in balsamo o conservati in alcool, 
da lui raccolti in varie parti d'Italia, tanto settentrionale (Tren- 
tino) quanto meridionale (Avellino, Portici) e mi è stato molto 
utile lo studio degli individui tipici. 

Il Michael, colla consueta larga generosità, mi donò molti tipici 
descritti nella sua eccellente memoria sull'associazione dei Gama- 
sidi colle formiche e di talune specie piìi rare mi comunicò le me- 
ravigliose e difficilmente imitabili sue preiiarazioni in balsamo del 
Canada. Confesso che senza questo studio dei tipici io mi sarei 
trovato molto imbarazzato nella esatta determinazione delle specie. 

Il Trouessart mi mandò, liberalmente come sempre, alcune specie 
mirmecofile che a me interessava molto vedere e la cui visione mi 
è stata molto utile. 

Parecchie specie ho raccolto io pure recentemente nell'alta Italia, 
nel Trevigiano ed ho fatto ricorso ancora agli esemplari di quelle 
pili anticamente raccolte, per le quali però non avevo dapprima 
tenuto il debito conto per ciò che riguarda la specie di formiche 



ANTONIO BERLESE 301 

con cui convivevano. Così ho messo insieme il materiale che il- 
lustro di presente. 

Quanto alla determinazione delle specie di formiche, per quegli 
acari che io stesso raccolsi, mi sono rivolto all'Emery e con ciò 
ognuno può essere certo della loro esatta classificazione. 

Venendo alla presente nota, per ciò che si riferisce al modo se- 
guito nella illustrazione delle specie, dirò che mi sono attenuto a dia- 
gnosi brevi, concise, ma anche, per quanto è stato da me, incisive 
e caratteristiche, escludendo con tutta cura dalle diagnosi dei ge- 
neri i caratteri di famiglia e da quelle siieciflche i caratteri gene- 
rici, che se così non è fatto, oltre a spazio occupato inutilmente, 
si perde in chiarezza ed efficacia. 

In osservazioni poi ho aggiunto quello che si sa circa la biolo- 
gia; le varie misure esatte dei vari esemplari raccolti in località 
o condizioni diverse ecc. 

Quanto alle misure esse sono desunte col massimo scrupolo, con 
che ho corretto molte mie e d'altri non perfettamente esatte e ciò 
è bene, perchè molte specie aftìni trovano nella diversa grandezza 
una ragione di esatta distinzione e ciò è anche più rilevante pel 
fatto che colle cifre alla mano può essere dimostrato che le va- 
riazioni di grandezza per una stessa specie sono molto leggiere e 
quindi, quando esse discordino troppo in confronto di altre i)erti- 
nenti ad altri individui, possiamo accogliere il sospetto di una di- 
versità almeno specifica. 

Le misure di lunghezza sono prese dal vertice (estremità ante- 
riore del corpo) fino all'estremità posteriore del corpo stesso, non 
tenendo, adunque, calcolo né del rostro né dei piedi. La larghezza 
è quella massima del solo corpo, dovunque essa cada. 

In generale ho potuto descrivere e figurare ambedue i sessi di 
ciascuna specie e talora anche forme giovani. 

Quanto alle figure, esse sono fatte tutte alla camera lucida e 
col massimo scrupolo. Per le specie di ciascun genere o di generi 
affini ho tentato di mantenere sempre lo stesso ingrandimento, 
meno che in pochi casi in cui il gruppo racchiudeva forme troppo 
disparate per dimensioni, in modo che le maggiori sarebbero riu- 
scite troppo grandi o le minori tro]3po piccole. Ciò per ispiegare 
la ijiccolezza di alcune figure e la grandezza, che può sembrare 



302 ACARI MIRMECOPILI 

soverchia, di altre. Però, quando le figure d' insieme sono riuscite 
piccole assai, ho curato di aggiungere particolarità con ingrandi- 
mento più ragguardevole. 

Non mi è stato a cuore di ornare con soverchia ombreggiatura 
le mie figure, anzi la ho quasi totalmente evitata, attenendomi ad 
un solo disegno lineare. Ciò può nuocere a quello effetto che a^Tei 
ottenuto facilmente con modelli così eleganti e bene ornati, ma è 
utilissimo alla assoluta chiarezza dei particolari come dell'insieme. 

Quanto agli ingrandimenti si vedrà che tutte le Uropodine sono 
state amplificate nella stessa misura, all' infuori solo della Trachyn- 
ropoda 'ìiuKjna e «Iella Tr. Bontoeld, che sono di una grandezza 
troppo cospicua e quindi furono disegnate ad una scala minore. 

Coi Lelaptidi, non ho potuto tenere sempre lo stesso ingran- 
dimento, essendovi dimensioni troi)po disparate. 

Generalità sugli acari mirmecofili. 

Nei formicai occorrono molte specie di acari, ma alcuni sono 
strettamente mirmecofili, altri no, e si trovano in quegli ambienti 
solo ])er caso o senza rapi)orti con le formiche. Di questi ultimi 
io do un semplice elenco, rimandando il lettore alla mia ])ubbli- 
cazione Avari, Myriopoda et (icorpìoneH huenHque in Italia reperta, 
per ciò che riguarda le figure e la descrizione. 

I veri mirmecofili si incontrano semi)re ed esclusivamente nei 
formicai o sulle formiche aderenti e, se tr(>vati altrove, i)ossono 
essere considerati per fuorviati. tSono questi che meritano ora una 
particolare considerazione ed il loro studio dimostra, in generale, 
particolari modificazioni in rapporto allo speciale modo di vita. L 
bene che fino da ora io esponga qui l'elenco di tutte le specie 
trovate veramente come mirmecoflle, dovendone dire poi alcunché. 

I mirmecofili a])])artengono ai gruppi Mesostigmata (Gamasidae); 
Cryptosti(/mata (Oribatidae, Sarcoptidae); Heterontifimata (Tarsone- 
midae). Non conosco esempio di l'rostiymati che possano essere 
detti veramente mirmecofili. 

Ecco l'elenco delle specie di Mesostigmati osservate da me e da 
altri. Di (]uelle segnate con asterisco n«m ho ])otuto veramente 
vedere individui, ma esse non sono molte. 



ANTONIO BEULESE .id.) 

]VIES0STIGM:ATA ((Umasidae). 
1 AM. UROPÒDIDAE. 

Cillibaiio f'omata Leon. 

— hirticoiiia Beri. 

])i.s('()i)()iiia splendida {Kram.) var. poiticciisis Beri. 
Uroobo velia obovata (('. et B.) 

— notabilis Beri. 
Urodiscella liicasoliaiia {Beri.) 

— al()i)liora Beri. 

— philoctena (Troness). 
Uro})litella Leonardiana {Beri.) 

— ovatula Beri. 

— pennsylvanica Beri. 

— iniinitissiiiia Beri, et var. 
Tracliyuropoda (laiietiella) eristioeps {(Jan.) 

— — coccinea {Mieli.) 

— — excavata (ir^.s-w.) 

— — laminosa (C. et B.) 

— — maglia {Leon.) 

— — Wasnianniana Beri. 

— (Ti'aehyur(»it()da) Kostoeki {Mieli.) 

— (Leonardiella) ('auestriniana {Beri.) 

— — Kiccardiaiia {Leon.) 
ITrodinyolms cariiiatiis {Beri.) 

— KaraAvaiewi Beri. 

— laiieti Beri. 
Urotrachytes foiniieaiius {Liihh.) 
Uropolyaspis liaiiiulileiiis {Mieli.) 

Fam. antennophoridae. 

Anteniiophoius Ulhmaiiui Hall. 

— orandis Beri. 

— pubesceiis Wa-sin. 

— Foieli Wawi. 



304 ACARI MIRMECOFILI 

Echiiiomegistus Wheeleri {Wasm.) 
Physalozercoii liatìi*ay ( Wmm.) 

FAM. LAELAPTIDAE. 

Laelaps (Hypoaspis) laevis 3Iich. 

— — myrmecophihi.s Beri. 

— — luyrmophyliis Mich. 

— — Canestrinii Beri. 

— — aciitiis Mich. 

— — elegantulus Beri. 

— (Aiidrolaelap«) Karawaiewi Beri. 

— (Laelaspis) equitans Mich. 

— — humeratu8 Beri. 

— — tìnitimus Beri. 

— — ovisugiis Beri. 

— (()<)laela]>.s) oophilus Wasm. 

— — niontanus Beri. 

— — parvuhis Beri. 

— (Cosmolaelai)vs) ciineifer Mich. 

— — vaciiUvS 3Iich. et var. 

— — ornatus Beri. 
Sphaeroseiiis Ecitonis {Wasm.) 
Myriiioleichus coronatus Beri. 
Myrnionyssus rtiplogenius Beri. 

— antenuophoroides Beri. 

— flexuosus (Mich.) 

— brachiatns Beri. 

— (Laelaspiilus) acuniiiiatiis Beri. 
Neoberlesia equitaus Beri. 
Myrmozercon brevipes Beri. 

Fam. GAMASIDAE. 

Sphaerolaelaps holothyroides (Leon.) 

— calcariger (Beri.) 
Pachylaelaps (Onchodellus) reticiilatiis Beri. 

— sp. 



ANTONIO BERLESE 305 



* Specie da ivie non vedute. 



* Laelaps siinilis Moniez. 

— Comes Moniez (probabilmente tiphaeroseius). 

— complaiiatus Moniez. 
Lrroi)0(la spathulifera Moniez. 



Caratteri dei Gamasidi mirmecofili. 

Lo studio dei Gamasidi mirmecotili è ])iù importante che quello 
di qualsiasi altro gru])po di acari viventi colle formiche, non solo 
pel numero di specie pertinenti a generi diversi fra i mesostigmati, 
che sono esclusivamente mirmecolile, ma ancora per gli speciali 
caratteri di adattamento assunti da molte forme. 

Negli altri gruppi non si trovano acari lìrofondainente modifi- 
cati per eccesso dello speciale genere di vita, così i Tarsonemidi, 
gli Oribatidi ed i Tiroglitidi mirmecolili non differiscono in alcun 
particolare dalle forme viventi in altri ambienti. Ciò può lasciar 
credere che gli acari appartenenti a questi gruppi e che convivono 
colle formiche, hanno assunto in data recente le nuove abitudini 
e queste non sono troppo diverse da quelle che specie affini con- 
servano altrove che nei formicai. 

Ma i Gamasidi conviventi colle formiche hanno, in generale, ca- 
ratteri affatto jiarticolari, pei quali subito si possono riconoscere 
come mirmecofili e questi "caratteri, che corri si)ondouo a speciale 
maniera di esistenza, interessano ed alterano i)rofondamente alcuni 
si^eciali organi, in confronto di quanto si osserva in forme affini 
viventi altrove. 

Ciò accenna ad una maggiore antichità di rapporti fra i Gama- 
sidi e le formiche. 

Desidero mettere brevemente in rilievo questi fatti e questi ca- 
ratteri. 

Tutti gli Uropodini, come le specie del sottogenere Hypoaspis 
(nel gen. Laelaps), non presentano speciali modificazioni, in con- 
fronto delle specie affini viventi fuori dei formicai. 

Si tratta però di acari che non hanno nemmeno ragione alcuna 



306 ACARI MIRMECOFILI 

(li speeinic adattMiiidito, ])oichè vivono nei formicai non divcrsa- 
niente di quello che vivano al di fuori di questi le specie aftini, 
cioè muovendosi liberamente entro i nidi e rodendo sostanze or- 
ganiche varie che colà trovano. 

Gli Urodinychufi, le Trachyuropoda non si attaccano mai per 
farsi trasportare o per altro, alle formiche, ma anche le Urodi- 
scella ed UropUtella (che sono, ])robabilmente, tutte mirmecofìle) si 
attaccano bensì alle formiche (oltreché muoversi liberamente nel 
nido) e ciò negli stadi di ninfa seconda e di adulto (ambedue i 
sessi) ma si attaccano col solo aiuto delle anche anteriori, strin- 
gendo tra queste ed il rostro i peli dell'ospite. Ciò fanno anche 
specie affini con altri insetti e ciò non im])orta necessità di organi 
speciali. 

Quanto alle Discopoma il Janet afterma non solo (per la 1). co- 
rnata) la sua frequenza sull'addome delle formiche, um anche una 
sensibile attività parassitaria, i)er cui questi acari inducono ferite 
nella cute molle, fra gli anelli dell'addome dell'ospite. 

E un caso forse unico di vero parassitismo di acari del gruppo 
dei Gamasidi a spese di altri artroi)odi. 

CertanuMite però queste speciali abitudini <> non hanno necessità 
di organi speciali o sono recenti, i)erchè non veggo che la Dìsco- 
poma cornata sia diversa dalle forme libere (J). romana, !>. cas- 
sidea) oltre quanto si comprende in una distinzione puramente 
specilìca. 

La Discopoma splendida è la sola, ])er la sua varietà {portlccn- 
sis), che viva nei formicai, ma non si conq>orta diversanu'ute dalle 
Trachynropoda. 

Quanto alle corrispondenze tra le forme mirnu^cotile di Uro]»o- 
dini e quelle lil)ere in altri ambienti, debbo osservare che il ge- 
nere Trachyuropoda, con tutti i suoi sottogeneri, sembra, in realtà, 
esclusivamente mirmecofllo. 

Il sottogenere Jauetiella si compone di forme tutte esclusiva- 
mente miriiiecolile. Io non so che di una var. della U. cri.sticeps 
(var. imperforata), trovata libera nei nuischi, ma ne ho un solo 
esemplare e può essere fuorviato. 

Esclusivamente mirmecofìle sono le specie e varietà che com- 
pongono il sottogenere Leonardiella. 



ANTONIO BERLESE 807 

Nel sottogenere Mìchaelieìla, h\ sjiecie ainerieiiiin fesfira, <l;i me 
descritta, non è noto se sia stata raccolta in tbririicai o iiiciio. lo 
però inclino a ritenerla niirinecotila. 

Nel genere Urodinyclms conosciamo specie delle (inali non sa]»- 
l)iaino bene se sieno o meno mirmecolile, come ad es. ì' per (pielle 
esotiche, ma alcune s])ecie, fra le m<'iio scahr»' ed accidentate al 
dcH'So, sono certo esclusivamente libere, come si può diic ad es, : 
dell' f". Kramerii, JJ. patamnìiH, clic sono speciali del li(»rume delle 
stalle, V U. concinnns ecc. ecc. 

Le forme mirmecolile i)erò, in confronto delle lilx-re, sendnaiio 
presentare colori più oscuri e sopratutto cute del dorso (e <lel 
ventre) più scabra, scol]iita ed accidentata. 

Per converso, nessuna sjx'cie di UropiKÌii Nera (s. str.) è stata 
iìncu'a trovata nei formicai. È questo un geiu're che sembra vi- 
vere in altri ambienti. 

Ma i generi UroflisceWt^ Vroohovella, CropUtdla possom» essere 
detti composti di specie tutte mirmecotile o molto i>iù volentieri 
mirnieeofile anziché libere. Del genere Urodiscelhi non si conoscono 
forme libere; del genere UroohorcUa \\m\ sola volta la T. ohorofo 
fu trovata sotto un legno uuìrcio, ma non si sa se o meno in 
l»resenza di formiche, couie gli esemplali della ('. tiofaìiiìis prove- 
nienti dalla Norvegia non è detto, uè si sa, se furono raccolti in 
formicai od altrove. Quanto alle Uroopìitdla ritengo che au<-lie la 
(J. paradoxa che fu raccolta sotto legno marcio, sia facilmente e 
volenteri mirmecotila e delle, altre che (]ui non descri\<> percliè 
non è noto se furono veramente racc()lte in fornncai io credo che 
si apprenderà a suo tempo che veramente si tratta di s])ecie mir- 
mecoiìle. 

Le Cillibano dei formicai trovano si)ecic congeneri libere, ad 
es. C. romana e CI cassidea, ma sono cpu'ste ]>iessochè glabre al 
dcu'so, mentre le mirmecolile sono fonnte di ])eli luughissimi. 

Nel genere J)i,scopoma solo una varietà della si)ecie pia co- 
nume (1). splendida) si è trovata nei formicai a Portici, più volte, 
e questa trova corrispondenti liberi, non solo nella foiina ti])ica 
ma anche nella 7>. pnlcherrima che è la i)iìi afltine. 

Adunque del solo genere Tnichì/xropoda ixissiamo essere cni'iosi 
di conoscere le foruu' libere corrispondenti, (juclle insonuua da cui 



308 ACARI MIRMECOFILI 

sono derivate le specie mirmecoftle. E qui io non veggo che pos- 
sano essere chiamate in gioco se non le sole Uropoda od i Di- 
nychus. 

Ma sebbene sia suggestivo il progresso graduato, quanto ad 
ornamento di creste marginali e scultura del dorso dalla Janetiella 
magna o dalla cristiceps, che sono poco meno scabre di una Uro- 
poda, tino alla J. laminosa che rappresenta il maximum delle ac- 
cidentalità sul dorso, pure io ritengo che la costante mancanza di 
linea metapodica nelle Trachyuropoda avvicini piìi queste ai Dimj- 
chus e si possano considerare i BinycJms quali progenitori di tutte 
le Trachyuropoda, che sono forme mirmecotile, e che la evoluzione 
si sia esercitata piìi che altro sullo scudo dorsale, scolpendolo ed 
ornandolo sempre di i^iìi. 

Il genere UropolyaspiH forse ha veramente rapporti di parentela 
coi FolyaftpiH (forme libere), ma ciò non è necessario. Conviene ri- 
conoscere che gli Uropolyanpis (come del resto anche i Polyanpis, 
Trachytes ecc.) corrispondono, per gli scudi dorsali e ventrali, ad 
una ninfa di Trachyuropoda o di Urodinychus e quindi può essere 
sospettato un caso di neotenia; nei due generi liberi però anche 
molto più accentuato che non per gli Uropolyaspis^ e ciò in grazia 
di quello che insegnano gli scudi ventrali, oppure può esser detto 
che i PoìyaspiH, Trachytes, Uropoìyaspis sono rispettivamente gra- 
dini agli TJrodinyclins, come gli Eviphis del gru^ipo ostrinus lo sono 
alle UropUtella. 

Quanto ai Lelaptidi, per cominciare dagli Hypoaspis^ si rileva 
che le specie del gruppo laevis sono fortemente corazzate, in modo 
unico nel genere Laelaps o molto raro. Questa corazzatura di forme 
non completamente libere, molto più robusta di quella delle asso- 
lutamente libere, deve dipendere da causa speciale ed io credo che 
si potrebbe attribuirla al fatto che le formiche si portano spesso 
fra le mandibole questi acari, ad es. : se il nido è manomesso, e 
quindi una corazzatura resistente può tornare utile. 

Ma le modificazioni che si riscontrano in altri gruppi, confron- 
tandoli coi progenitori liberi, sono di molto maggior rilievo e danno 
molto più sicuramente appiglio a ragionamento. 

Le dette modilicazioui possono interessare: 
a) la forma generale del corpo; 



ANTONIO BERNESE 309 

h) la struttura delle chele mandibolari iu aiubedue i sessi; 
e) la struttura dell' ipostoma; 

d) la struttura degli ambulacri; 

e) lo sviluppo delle zampe e del cori)o. 

Invece, rimangono invariati soi)ratutto gli scudi dorsali e ven- 
trali, nel loro numero, forma, grandezza ecc., la generale disi)osi- 
sizione dei iieli maggiori e di presenza costante sugli scudi spe- 
cialmente ventrali; la forma dell'epistoma ecc. 

Adunque, col soccorso di questi caratteri non soggetti a mu- 
tamenti noi troviamo per le forme mirmecoflle le corrispondenti 
libere e di poi, collo studio delle variazioni negli organi mutabili 
anzidetti riconosciamo il grado di influenza dell'ambiente. 

a) forma generale del corpo. 

Il corpo si vede soggetto a due maniere di influenza, l'una tende 
a scemarlo ed a renderlo sferoidale, mentre aumentano le zam])e 
tutte in lunghezza e robustezza ; coll'altra esso tende ad assumere 
forma triangolare o di borsa e le zampe non aumentano che di 
poco in lunghezza, ma si dispongono in modo speciale. 

Della prima maniera di modificazione dirò jioi parlando dello 
sviluppo delle zam^ie e del corpo {e) ma della seconda dico subito. 

Le zampe, specialmente le anteriori aumentano in lunghezza; 
queste poi assumono aspetto di antenne, perchè si allungano, si 
arricchiscono di peli all'estremo posteriore, e si dispongono coi 
primi segmenti (anca al femore) trasversalmente, di ])oi col ginoc- 
chio all' innanzi e le tibie e tarsi rivolti gli uni contro gli altri. 
Adunque le zampe anteriori convergono colle punte dei tarsi ed 
abbracciano insieme uno spazio subdiscoidale. Questa è la posi- 
zione abituale delle zampe del 1° paio e quelle delle altre paia 
tendono, coi loro apici, all' innanzi. Questa disposizione dei piedi, 
assieme ad un corpo triangolare, bursiforme, non meno largo che 
lungo, conferisce all'acaro una facies speciale, che io ehifimo facies 
antennoforoide, perchè goduta, per eccellenza, dagli acari che co- 
stituiscono il genere Antennophorns. Anzi molte forme note do^jo 
VA. TJhlmanni, quantunque diversissime ed ora tipi di generi vari 
sono state da me, come anche dal Wasmann, ascritte al genere 



810 



Af'AKl MIEMECOFILI 



Antcìììioplìoms solo ]»ei' la facies e per le zani])e del 1" ]»aio senza 
ambulaeii. 

Ora, la /((cics nnfennoforoide è goduta: 

V Da varie specie ai)parteneiiti al solo genere Antennophnrns. 

2° Da specie appartenenti alla stessa famiglia {Antennopho- 
ridae), ma ad altro genere {Antennopliorula). 

o^ Da specie a])]>artenenti alla stessa famiglia {Autemiopìio- 
rifìae) ma in uno stesso genere, i)er quanto in uno speciale sotto- 
genere, con specie che non hanno affatto questa facies ma quella 
più comune e molto diversa {Eclimomegist'us, subgen. Antennome- 
fjistus). 

4" Da specie api)artenenti ad altra famiglia, e facenti genere 
a se [Neoherleain). 

5" Da specie a])i)artenenti ad altra famiglia, ma comprese nello 
stesso genere e sottogenere con altre non aventi per nulla la fa- 
cies si»eciale, nui soh» (piella comune agli acari della famiglia {Myr- 
monyssm). 




Fig. 1. — Fornia del corpo nel ^en. Ecliinomegistus : A, Echin. Wehelcri {facies 
gainasoide); 13, Echin. Caputcarahi {/ade» antennoforoide). 



Questa facies è dunque i)osseduta da forme disparatissime e di- 
stinte fra loro ])er tratti larghissimi, ma che tutte convengono solo 
in una speciale abitudine, quella cioè di salire addosso alle for- 
miche (o ad altri artropodi) e quivi trattenersi, esplorando di con- 
tinuo l'ambiente colle zampe anteriori. 

Il pili singolare fatto si rileva a proposito dei generi Ecliinome- 
gistiis e Myrmonyssus. Essi appartengono a famiglie differeutissimej 



ANTONIO BERLESE 



311 



l)nre si trovano nella stessa contingenza, quella cioè di contenere 
in sé specie con decisa facies anicnnoforoide ed altre colle facies 
abituale {(fdmasoide) dei Ijaelaps o dei Me<jisiaìii(H, clie sono le forme 
libere. Ep])ure queste famiglie differiscono non fosse altro die jter 
la i^resenza o mancanza di ambulacri alle zampe del l** i^aio. 

Ma quello che vi ha di più singolare in ciò sta nel fatto che 
anche le congeneri forme a facies gamasoide salgono sulle formi- 
che e vi si attaccano. 

Così nel genere Uchinomef/istus la forma antennoforoide, diversa 
per qualche particolarità degli scudi (oltre al resto) è VlJchinomefj. 
{Antennonmi'ìstufi) Capntcarahi^ e la forma megistanoide ((lamasoide) 
è VEclìinoiii. Wchi'leri, che ])Ui'e sale sulle formiche. 





Pig. 2. — Forma del corpo nel gen. Myrmonyssus : A, Myrm. diplo genius (facies 
gamasoide); B, Myrm. antennophoroides (facies antennoforoide). 



Nel genere ]\rynnony.s.s>(s abl)iamo jxn due specie straordinaria- 
mente afliini per un gran numero di ]»articolarità, cioè il .1/. <1iplo</e- 
nius ed il .U. antennophoroìdeH , ei»]»uie il i)rimo, che ])ure si attacca 
alle formiche, ha facies assolutamente di Laiiaps (Gamasoide) men- 
tre l'altro ha facies recisamente antennoforoide. 

La Neoherlesia è forma che sta acquistando la facies antennofo- 
roide ma nini la ha com]»letamente, mentre non ha più oiiiiai <|iiella 
gamasoide. 

Noi jtossiamo duiupie affermare, circa (piesto ])unto, che l'as]i(4to 
di Antennophorns è una facies alla (piale concorrono sjiecie derivate 
da famiglie disparatissime, che hanno nelle famiglie lor(». anzi negli 
stessi generi, le forme dalle quali si sono i)artite. 



312 



ACARI MIRMECOFILI 



Questa facies deve corrispondere alla più opportuna disposizione 
del corpo e degli organi per un dato abito, come può essere quello 
di starsene in atto e modo speciale sulle formiche (o su altri ar- 
tropodi). 

b) Struttura delle chele mandibolari in ambedue i sessi. 

Le chele mandibolari nei mesostiginati mirmecoflli sono di due 
maniere; quelle degli Uropodidi, degli Antennophoridi^ dei Laelaps, 
dei Pacliylaelaps, degli Spliaerolaelaps e Sphaeroseius e quelle degli 
altri generi .{Myrmoleichus, Myrmonyssus, Myrmozercon, Neóberlesia). 

Al solito negli Uropodidi la chela è di molto minore che non 
nelle altre famiglie ed è egualmente fatta nei due sessi, ma, al- 
l' infuori di ciò, nel primo gruppo la chela è normale, cioè confor- 
mata come quella di tutti i mesostigmati liberi, piìi o meno robusta 
a seconda dei generi e delle specie, piìi o meno dura e tinta in 
rossastro od in bruno (fig. 3), col dito mobile, nelle femmine, sem- 
pre più corto del fìsso ed armato nei maschi di lungo sprone, va- 
riamente foggiato e ben distinto dal dito a cui si addossa (mobile) ; 
ambedue le dita poi con denti in vario numero e robustezza nel 
loro margine dentario. 





Fig. 3. — Chele normali (masticatorie) di Laelapè {L. myrmophilus): A ili 
femmina; B di maschio. 



Sono adunque questi veri organi masticatorii, destinati ad ero- 
dere od incidere sostanze dure. 

Le mandibole dell'altro gruppo hanno subito o stanno subendo 



ANTONIO BERLESE 



313 



una speciale riduzione nelle loro chele e ciò in rapporto con uno 
.speciale ufficio a cui sono chiamate nella vita mirmecofila (tigg. 4, 5). 

Le chele in ambedue i sessi si indeboliscono ed impiccoliscono; 
le dita perdono la loro tinta e diventano incolore e diafane; per- 
dono i denti ed il dito fìsso diviene sempre piìi corto, fino quasi 
a scomparire; mentre quello mobile perde ognora più il carattere 
di chela, per non conservare piti che quello di segmento appendico- 
lare (mobile perchè tuttavia con muscolo flessore), ma i)apilliforme. 

Nei maschi il dito mobile si fonde collo sproiu% tanto che finisce 
per fare una sola appendice più o meno lunga, acuta, contorta, 
senza denti; il dito fìsso diminuisce gradatamente, fino a scom- 
parire. 

(Questi organi non sono adunque più masticatori ma semplice- 
mente lambenti e si comprende che non jìossono juù avere altro 
ufficio alP infuori di quello di lambire sostanze li(inid(% jtrobabil- 
mente che possono avere dalle formiche stesse o raccogliere altri- 
menti nel nido. 





Fig. 4. — Chele di femmine in via di riduzione: A, Lael. equitans; B, Neober- 
lesia equitans; C, Myrmoleichu3 coronatns; D, Myrmonyssus diplogenius; 
JS, M. brachiatus; F, Myrmozercon brevipes ; /, dito fìsso; m, dito mobile; 
a, adductor digiti. 

Ma dalle chele masticatorie alle lambenti assolute, il passaggio, 
a mezzo di forme molte e con modificazioni sempre più conspicue, 
è affatto graduato. 

Ad esempio, i^er le femmine : 

1. Dita tuttavia subeguali in lunghezza fra loro, bene dentate 
nel terzo anteriore {Lael. parvulus). 



314 



ACARI MIRMECOFILI 



2. Come so])ra, ma con un solo piccolo dente subapicale {Lael. 
montanus; L. oophilus; L. equifans). 

3. Le dita sono molto sottili, lunghette, il ilsso appena più 
corto del mobile, non nincato, ambedue sdentati {N'eoherlesia eqnl- 
taiifi; MyrmoU'ielì us coronatv-s). 

4. Ambe<lue le dita sono diritte, acute, sdentate; il mobile di 
un quarto ])iù corto del tisso {MyrmonyHsus dipiogeni m ; M. anten- 
nophoroide.s). 

5. Il dito mobile è almeno tre volte più lungo del fisso, che 
è ridotto ad una brevissima appendice appena visibile {Myrmonys- 
siis hrachiatns). 

6. Il dito mobile è trasformato in ]>apilla conica ed alla sua 
base sporge una breve spina, forse l'ultimo rudimento del dito fisso 
{Myrmozercon) (fig. 4). 

Quanto alla chela maschile, l'annessa figura 5 dimostra benissimo 
la sempre maggiore fusione del «lito mobile collo sproiu' e final- 
mente la fusione totale; quindi la sem]>re maggiore riduzi<me del 
dito fisso che in I) è ([nasi nullo ormai ed in E è nullo att'atto. 




Fig. 5. — Chele di maschi in via di riduzione: A, Laolaps aciitus; B, L. equitans: 
C, Neoberlosia equitans; D, Myrmonyssus acuminatus; E, Myrmozercon ;/, dito 
fisso; m, dito mobile; s, sprone. 



Per ciò che riguarda a<lun(pie l'argomento ora svolto dobbiamo 
concludere che ti'a i mesostigmati mirmecofili, mentre alcune s])ecie 
hanno conservate le loro abitudini, quanto a natura del cibo, che 
avevano allo stato libero, altre si sono adattate, da maggiore o mi- 



ANTONIO BERLESE 315 

nore tempo, ad un regime liquido e le mandibole sono divenute or- 
gani lambenti. 

Tocca ora agli studiosi delle formiche, come ha fatto bene il 
Janet per gli Antennophorus , ad indicare quale sia questo cibo e 
come gli acari se ne provvedano. 

e) taitruttura clelV ipostoma. 

Le i)rincij)ali modificazioni interessano i cornieoli labiali e pro- 
cedono assieme a quelle che si riferiscono alle chele e che io ho 
descritto piìi su. 

Nelle forme lambenti i cornetti labiali tendono a ridursi di vo- 
lume ed a divenire molli, laminari, piccoli o subnulli. Ciò com- 
pleta la riduzione del carattere masticatorio del]'ap]>arnto boccale. 

Altre riduzioni e modificazioni si rivolgono ;id altre parti dell'ipo- 
stoma, ma si tratta di caratteri minuti, diftìcili ad afferrarsi e dei 
quali è meglio tacere per brevità. 

d) La struttura degli ambulacri. 

Anche per ciò che riguarda gli ambulacri si possono dividere i 
mesostigmati mirmecofili in due gruppi molto distinti. 

Nel primo, in cui stanno gli Uropodidi^ la maggior ])arte delle 
specie del genere Laelaps; i Pachylaelaps , Splìaerolaelapn, Hphaero- 
seius e Myrmoleichus, hanno gli ambulacri pro\visti di due robusti 
e molto bene visibili uncini, di color bruno, non altrimenti che le 
specie viventi liberamente. 

Queste adunque sono forme ambulanti. 

Nel secondo gruppo stanno gli Antennophoridi, il Laelaps equi- 
tans, Neoberlesia, Myrmonyssns e Myrmozercon. 

In questi gli uncini degli ambulacri mancano, cioè si sono per- 
duti gradatamente per entro la membrana dell'ambulacro e questo 
è ridotto appunto alle sole membrane o lobi membranosi che si 
vogliano dire. 

Questo carattere coincide colle abitudini di questi gamasidi. Si 
tratta sempre di forme le quali tutte amano salire addosso alle 
formiche e farsi trasportare da queste entro il nido, raramente o 
quasi mai fuori. 



316 ACARI MIRMECOFILI 

Un bello esempio di questa riduzione è dato nel genere Laelaps, 
sottogen. Laelaspis. 

Si può credere che i Laelaspis mirmecofili nostrali provengano 
dal comune L. astronomicm K. (come io ho illustrato in A. M. 
Se. it.) libero e tutti conservano gli uncini alle zampe, perchè non 
salgono sulle formiche. Ma il L. equitans sale sulle formiche e non 
ha più quindi gli uncini. Ciò in confronto del suo affinissimo 
L. Jmmeratus, che vive colla stessa specie di formica {Tetr. caespi- 
tum)^ ma fra le larve, uè mai sale sul dorso alle formiche adulte e 
conserva quindi benissimo i suoi uncini. Anzi, a proposito del 
L. equitans osservo che solo gli individui meridionali (di Corsica, 
tipici, di Avellino e di Portici) sono assolutamente senza uncini, 
ma quelli settentrionali (Alta Italia, Lussemburgo, Russia) hanno 
ancora uncini alle zampe, per quanto ialini e rudimentali. Non 
posso però trovare altre differenze tanto da farne almeno una va- 
rietà. Bisogna adunque ammettere che i meridionali del L. equi- 
tans sono meglio equitanti o <la più lungo tempo degli individui 
settentrionali. 

Quanto a questo carattere, può, adunque, essere affermato che i 
Gamasidi mirmecofili equitanti sono tutti senza uncini agli ambu- 
lacri, e che, viceversa, i Gamasidi mirmecofili sprovvisti di uncini 
negli ambulacri hanno certamente abitudini equitanti. 

Questo è così vero che se potessi essere certo che solo a ca- 
valcare le formiche scompaiono gli uncini, riterrei, senza più, mir- 
mecofili anche altri acari della famiglia Antennoforidi {Antennomeg. 
Caputcarahi ; Fedrizzia laevis ecc.) e d'altre famiglie, ma può es- 
sere che questo carattere si manifesti anche su specie che si at- 
taccano ad altri insetti, oltreché su quelle che preferiscono le for- 
miche. 

Della ragione di questo cavalcare sulle formiche altri dirà se 
vorrà studiare la biologia di questi minuti esseri ed i loro rap- 
porti colle formiche. Per me io avevo creduto, collo Janet, che 
stessero addosso alle formiche j)er essere pronti a rubare qualche 
stilla di sostanza nutritiva che escisse di bocca all'insetto; quando 
veggo come sta il L. equitans sul capo e sul torace delle formiche 
posso credere ciò, ma quando veggo la Neoberlesia starsene sempre 
sul torace ed in posizione rovescia alla formica, cioè colla parte 



ANTONIO BERLESE 317 

anteriore del suo corpo rivolta verso quella posteriore dell'insetto; 
ed il jMyrmonijHfiUH antenìiophoroiiìes starsene sotto le anche del 
primo paio della foriuioa, allora dubito che le abitudini di caval- 
care presso questi acari abbiano solo lo scojx) anzidetto e credo 
che convenga studiarne di piii. 

Può essere però che «piesta abitudine si richiami a (juclla così 
largamente praticata fra tutti gli acari, cioè di provvedere alla 
propria diffusione, ricorrendo a veicoli piti veloci; ed anche questi 
acari, per risparmio di fatica, si faranno tras])ortare in giro entro 
il nido. 

Quando si scopre un nido di Plieidole, le Xeoberlesia saltano pre- 
stamente sul dorso alle formiche fuggenti e si salvano cogli insetti. 

e) Lo sviìujìjìo {Ielle zampe e del corpo. 

Ma i più begli esempi dell' influenza dell'adattamento, con effetti 
di concorrenza per forme in origine diverse, sono manifestati, con 
tutta evidenza, dallo studio dello sviluppo delle zampe e riduzione 
del corpo in talune specie aventi i)articolari abitudini. 

Vi sono alcune specie di gamasidi mirmecotili, le quali sembrano 
avere l'abitudine di migrare assieme alle formiche, ricorrendo alle 
sole proprie forze e quindi assumono forme adatte ad una rapida 
corsa, acquistano cioè la facies cnrsoria. 

Questa facies, come quella antennoforoide, può essere acquisita 
da specie che derivano, in iiu)do certissimo, da altre libere e del 
comune aspetto (jamasoide, ma che possono a])]ìartenere a generi 
diversi, anzi a diverse famiglie, e si noti che, appunto, anche i 
generi liberi corrispondenti non hanno l'abitudine di emigrare at- 
taccandosi ad insetti. 

Si può dire che questi acari, in ambiente nuovo, conservando 
queste loro abitudini, hanno dovuto modificare il loro corpo alle 
nuove necessità ed hanno ottenuto ciò in modo meraviglioso. 

Ne ho due soli esemiii, ma insieme formano una vera prova in- 
confutabile di quanto ho detto, specialmente per ciò che riguarda 
uno di questi, che riferendo.si ad acari nostrali può essere svolto 
con tutte le forme di i)assaggio dalle specie libere a quelle deci- 
samente mirmecofìle, senza possibilità di dubbio alcuno. 



318 



ACARI MIRMECOFILI 



Di queste forme cursorie ho fatto due generi, cioè Sphaeroìaelaps 
e Sphaerosems. Questi due generi convengono nei caratteri che di- 




..=iicaN 






Fig. 6. — Passaggio daUa forma ambulatoria {Gatnasoide) aUa cursorìa (Oloti- 
roide), dai Pachylaelapa agli Sphaerolaelaps. (Sviluppo delle zampe ed arro- 
tondamento del corpo): A, Pachylaelapa; B, Pach. (Onchodellus); 0, Sphae- 
rolaelaps calcariger; D, Sph. holothyroides. 



l^endono dalla atti^ità cnrsoria, cioè nella riduzione del corjjo a 
forma sferoidale e nell'enorme sviluppo delle zampe; in complesso 
adunque la forma degli Holothyrm. Ma negli altri caratteri essi 



ANTONIO BERLESE 319 

sono fra loro assolutamente diversi, tanto che se ne riconosce l'ori- 
gine da famiglie diverse. 

Infatti, gli Spliaeroselus derivano indubbiamente dai Laelajìs, pro- 
babilmente dal sottogenere Eulaelaps e gli SiìhaerolaelapH dai Pa- 
chylaelapSy senza nessun dubbio. 

Il Moniez, nella sua nota : stir quelq. Arth. d. fourm. ricorda 
brevissimamente le singolari abitudini di un suo Laelaps comes, il 
quale accompagna una formica, VEciton omnivorum Kollar, nelle 
colonne in marcia. 

Il Wasmann mi comunicò un esemplare femmina, bellissimo del 
suo Laelaps Ecitonifi, che vive in compagnia àiAVEciton ISchmitti. 

La descrizione del Moniez non lascia dubbio circa la posizione 
sistematica del suo Laelaps comes. Si tratta certamente di uno 
Sphaeroseins e probabilmente dello stesso S. Eciionis, ma fino a 
questo punto non mi posso pronunciare. 

Il fatto però di queste singolari abitudini è certo. Si tratta di 
forme che devono possedere una grande agilità e velocità, per po- 
ter accomi^agnare e seguire nel loro corso le formiche osi)iti e, non 
avendo saputo ricorrere alla pia comoda maniera di cavalcarle, 
come altri gamasidi fanno, devono aver acquistato conformazione 
speciale, atta a questo corso veloce. 

Nel resto, cioè nei caratteri degli scudi ventrali, rostro ecc. gli 
Sphaeroseius convengono in tutto cogli Eulaelaps, tanto che io mi 
ritengo autorizzato a crederne la derivazione, anche perchè ho sotto 
occhio la sicura dimostrazione della origine degli Spaerolaelaps dai 
Pachylaelaps (sensu stricto). 

Degli Sphaerolaelaps conosco due specie mirmecofile nostrali, il 
grosso iS. holotht/roides ed il piccolo S. calcariger; conosco poi due 
Pachylaelaps mirmecotìli ; d'uno non ho che la femmina e quindi 
sono incerto circa la identità della specie, ma dell'altro (P. reticula- 
tus) ho ambedue i sessi. 

Ora, se si dispongono (tìg. intere. 6) nel seguente ordine: 
Pachylaelaps sp. 
Pachylael. reticnlatus 
Sphaerolaelaps calcariger 
Sphaerol. holothyroides 
si rileva, a colpo d'occhio, il crescente SAàluppo dei piedi, e la 



320 



ACARI MIEMECOFILI 



crescente sfericità del corpo, la riduzione, fino a scomparsa, dei ca- 
ratteristici sproni apicali del tarso secondo ])aio, e ciò mentre 
tutti gli altri caratteri, desunti dagli scudi ventrali del maschio e 
della femmina, dalla armatura delle zampe secondo paio del ma- 
schio, dalla forma speciale delle chele maschili col loro particolare 
sprone convoluto e che nasce dal terzo anteriore del dito mobile 
e si dirige esternamente; dal tubo orale i)iù o meno prolungato 
all' innanzi e quivi dilatato a spatola e piìi o meno pettinato, e 
persino dal caratteristico colore giallo di zolfo fino quasi al ran- 
ciato, proprio dei soli rachylaelapH, si conservano siffattamente che 
a distinguere gli tSphaerolaelaps dai Fachylaelaps io non posso ricor- 
rere ad altro che allo svilup])o enorme delle zampe, alla forma pili 
o meno sferoidale del corpo ed alla mancanza di sproni nell'apice 
tarsale del secondo paio, in ambedue i sessi. 





Fig. 7. — Sviluppo deUe zampe e arrotondamento del corpo da un Laélapa 
(myrmecophilus) forma gamasoide, ad uno Sphaeroseius {Ecitonis), for- 
ma curaoria: A, Laelaps myrmecophilus; B, Sphaeroaeius Ecitonis. 

Ma vi ha di piìi. Lo stesso Pachylaelaps reticulatns^ che non può 
ascriversi agli Sphaerolaelaps^ perchè ha uno sprone (uno solo) sul 
tarso del secondo i)aio, all'apice, in ambedue i sessi e non è ab- 
bastanza sferico nel suo corpo, non è però, ormai, piìi nemmeno un 
Fachylaelaps tipico, perchè non ha il corpo cilinckico, non i tarsi 
del secondo paio con almeno due sproni apicali, e possiede zampe 
troppo pili lunghe di quelle dei Pachylaelaps veri. 



ANTONIO BERLESE 321 

Io, adunque, fermo questo stjidio intermedio, che non è più Pa- 
chi/laelap.s tii)ico, ne ancoia Hphaerolnelaps e ne faccio un sottoge- 
nere nei Pachylaelaps , che chiamo OnchodeUus, solo per definire uno 
stato di passaggio. 

Quanto ho detto dimostra, in modo che io credo inconfutabile, 
la derivazione di una forma assolutamente mirmecofìla ed ormai 
grandemente modificata per abitudini speciali, da forme viventi li- 
bere e che tuttavia conservano rappresentanti coi loro comuni 
caratteri. 

Anche nei Pachylaelaps abbiamo forme grosse {P. pectinifer) ed 
altre molto piìi piccole (P. strufifer), ciò che iiermette di credere a 
derivazione del grosso IS. holothi/roides dalle forme libere maggiori 
e del piccolo *S'. calcariger dalle forme libere minori di Pacluiìaelaps. 

Beco dimostrato che specie procedenti da generi molto diversi 
fra loro, conservando intatte le loro caratteristiche di origine, con- 
vergono intanto, per effetto di comuni abitudini, verso una facies 
comune, che risponde alle esigenze dello speciale adattamento. 

A questo punto mi sento di dover rammaricarmi che non sieno 
stati fatti studi sufficienti intorno alla biologia di questi acari mir- 
mecofìli ed ai rapporti loro cogli ospiti. Molti fatti che io ho do- 
vuto sospettare dal solo studio anatomico riceverebbero la loro con- 
ferma colla osservazione diretta e molti nuovi ne verrebbero certo 
alla luce. 

Meglio d'altri il Michael ha tentato di dare un significato a que- 
sta convivenza di esseri così dispartiti. 

Egli, dopo aver riconosciuto che i ganiasidi non ^^voIlo paras- 
siticamente a spese delle formiche adulte ne delle loro larve; che 
nei casi in cui alcune specie di gamasidi salgono addosso alle for- 
miche essi ciò fanno solo per avere piìi sollecita locomozione, e le 
formiche non ne sembrano per nulla incomodate né noiate ; dopo 
aver riconosciuto che alcune specie di Laelaps {L. myrmophilus) 
sono anzi curate dalle formiche, le quali, se il nido venga distrutto, 
si affrettano a portarsi fra le mandibole i Laelaps^ come praticano 
per le i)roprie larve, per le uova e per gli afidi, conclude che esi- 
ste una vera associazione fra le formiche e gii acari loro ospiti, 
ma non ne defluisce bene la natura. 



322 ACARI MIEMECOFILI 

lo non ho studiato abbastanza i raiìporti fra g:amasidi e formi- 
che, ma credo di potermi fare un concetto ii mio modo di questa 
convivenza, basandomi sui fatti anatomici sovraesposti e che ac- 
cennano a speciali abitudini, come ancora su tutto quello che si 
sa in proposito a questa convivenza. 

Ritengo che le formiche debbano solo temere dei Pediculoides , 
che sono veri parassiti delle larve di molti insetti (Imenotteri, Co- 
leotteri, Lepidotteri) a metamorfosi completa e le distruggono ra- 
pidamente, ed ancora dai Tyroglyphus, i quali, se lasciati fare, con- 
durrebbero i nidi di formiche a quella rovina alla quale ad es.: il 
Thrichotarsus Xylocopae conduce i nidi di Xylocopa violacea. Difatti 
i due Tyroij. Wasmanni Mon. (speciale mirmecofllo) ed il Tyr. Kra- 
merii Beri, non si sviluppano abbondantemente che nei nidi arti- 
ficiali, cioè in condizioni anormali e sono una vera distruzione dei 
nidi stessi. 

D'altronde le formiche devono temere anche dei micromiceti, che 
si sviluppassero nei loro nidi e vi avrebbero certo tutte le condi- 
zioni favorevoli a svolgersi. 

Ritengo che i gamasidi rappresentino dei divoratori di questi 
ospiti pericolosi e non dubito che distruggano, come è loro co- 
stume Tiroglifi, Pediculoides e funghi. 

Ora, se la società delle formiche, la quale ha molte contingenze 
non troppo dissimili dalla nostra, ad es.: allevamento di animali 
utili i^ei loro prodotti ecc. si considera, anche per riguardo agli 
acari, alla stregua dello stesso paragone, si vede che i gamasidi, 
nella colonia di formiche, possono benissimo essere considerati non 
diversamente dai nostri animali domestici, ad es. : cani, gatti, uc- 
celli ecc. che teniamo a diletto nostro o in relazione ad un certo 
vantaggio, per ciò che concorrono a liberarci da altri animali con 
noi conviventi (ad es. : topi, blatte ecc.), che non ci sono punto 
graditi e che ci minacciano e molestano. Va da se che, come noi 
non abbiamo che riguardi verso gli animali sopradetti e li conside- 
riamo quasi famigliari, li curiamo, nutriamo e difendiamo, portan- 
doceli con noi quando occorra, così lo stesso a puntino fanno le 
formiche dei loro gamasidi. Ed il paragone potrebbe anche spin- 
gersi più oltre, avvertendo che, come noi i nostri pia piccoli ani- 
mali famigliari ce li rechiamo addosso, per risparmiare loro fatica 



ANTONIO BERLESE 323 

a seguirci (o ci salgono in grembo volentieri, se intimoriti), così 
le formiche lasciano fare ai loro gamasidi equitanti; ma non ci por- 
tiamo a braccia un grosso cane, che può seguirci benissimo colle 
sue zampe, ne le formiche trasportano i grossi ISpìiaerolneìaps e 
Sphaeroseim, che hanno piedi sufficienti al corso. 

Pili in là, adunque, anche nella ricerca dei rapporti tra Gama- 
sidi e formiche non è facile procedere, se pur vi ha posto a i)ro- 
gresso, come non si potrebbe dire facilmente di più, da parte di un 
osservatore estrinseco a noi, alla nostra specie e quindi alle no- 
stre abitudini, che volesse indagare e sapere dei nostri rapporti 
coi nostri animali domestici e conviventi. 

L'esperienza poi del Michael, a proposito del Laelaps cuneifer, per 
cui ottenne di vederlo nutrirsi di formiche morte, è certo diligente, 
ma non può persuadere che nelle condizioni naturali il cibo di 
questi Laelaps e degli altri gamasidi sia appunto di formiche morte. 
Primieramente questi cadaveri non .sono lasciati a se nei nidi, d'al- 
tra parte l'esperimento è condotto in condizioni anormali, ed io 
credo che se si lasciassero cadaveri umani rinchiusi con individui 
dei nostri animali famigliari viventi, questi finirebbero bene per 
adattarsi a nutrirsene, ma, ciò non significherebbe per nulla che 
tale pasto sia il loro normale. 

Del resto, questi paralleli che mi sono venuti alla mente, non 
appartengono che assai poco alla natura del i)resente scritto, che 
è piuttosto una esposizione zoologica delle forme mirmecofile, col- 
l'aggiunta di considerazioni pertinenti alla morfologia, ma non ha 
la pretesa, ne il carattere di lavoro di biologia, anche perchè que- 
sto studio appartiene, nel caso, agli storiografi delle formiche 
stesse. L'acarologo non può fare molto di ])iù, nel mio giudizio. 

Per le nozioni di biologia anzidette, vedi il JVIichael (loc. cit.) il 
Wasmann, il Janet, e gli scritti indicati nella bibliografia. 



324 acari mirmecofili 

Familia UROPODIDAE. 

(Videas fharacteres et synonimiam iu A. Berlese, Acari, Myr. Scorpiones ital.). 

Ho diviso il g;enere Tfropoda, così come io lo consideravo neg:li 
Ac. Myr. Scorp. it., in parecchi generi e mi riserbo di dimostrarne 
meglio la ragione in altro scritto. 

Non fu certamente questa, impresa agevole anche perchè il ma- 
teriale di specie è scarso e quindi talora sembra gravoso il fondare 
un genere per una sola specie ed intanto la specie in questione non 
conviene bene colle altre; inoltre per tutto il gruppo degli Uro- 
podidi vi hanno forme intermedie da un genere all'altro così come 
non ho veduto forse in altre famiglie. 

Ad esempio dalle Trachyuropoda piìi scolpite, come sarebbe la 
T. laminosa, che ognuno giudicherebbe, senza più, genericamente 
diversa da una Uropoda obscura, per gradi molti si discende fino 
alla T. magna, che di ben poco difl'erisce dalle Uropoda vere. Così 
per altri grui)pi. Ed intanto se si fosse domandato j)er quali ca- 
ratteri il genere Dini/chna si tiene differente dalle Uropoda non si 
sarebbe potuto rispondere in modo soddisfacente, tanto è vero che 
io, per le mie Urop. cribrarla ed U. milpina, il Leonardi pel suo 
Dinyclius mitis, siamo rimasti incerti se si trattasse di una Uro- 
poda o di un Dinychus. 

Questi ed altri dubbi sono tolti via ora che ho fatto molti ge- 
neri a sé ed a ciò ho potuto pervenire disponendo oggi di molte 
più specie di quelle che avevo sottocchio in passato. 

Tuttavia non è qui il caso di esporre una tabella dicotomica 
che comprenda tutti i generi di Uroi)odini. Mi limito ai soli mir- 
mecolili, che sono i seguenti: 



1. Pedes auteriorew ambulacro destituti 2 

— Pedes auteriores ambulacro aucti 3 

2. Scutum dorsuale integrum (laeve), tot uni dorsum obtcgeus, subtus etiam in- 

flexum CiLLlBANO Heyd. 

— Scutum dorsuale salteiu duplex, sìa'c parte media lata, aliaque marginale 

plerumque postice interrupta Discopoma Can. 

3. Epigyuium auterius laciuiis deusis oruatum .... Ukotkachytes Beri. 

— Epigyuium auterius omniuo uudiun 4 



ANTONIO BERLESE 325 

4. Dorsum acuto marginali' integro, totiim dorsiim circumdante, aiutiuu. . ."> 

— Dorsum acuto marginale in scutis pluribus, uuiseriatis diviso 

Ukopolyasi'IS licrl. 

5. Senta geuitalia sento (luodani pir'ujcnitale marginata 6 

— Senta genitalia tantum sterno eirenmdata 7 

6. Seutum anale a sento ventrale {metapodico) bene seiunctum 

Ui{OPLini;LLA Beri. 

— Seutum anale eum metapodieo eonfusnm UrodiscbllA Beri. 

7. Derma nitidissimnm, Incidum. Dorsiun perconvexnm, nulla impressione si- 

gnatnm. Linea metapodiea nulla (Metapod. integrnm, totnm ventrem oe- 
cupans vix a sento anale seinnetnm) Uuooboveli.a Beri. 

— Derma scabrnm, saltem pnnetulatum. Dorsum plus minnsve eouveximi, ple- 

rumque varie impressum et sculptum 8 

8. Linea metapodiea pereonspicvia IhioDiNYClirs Beri. 

— Linea metapodiea obsoleta, evaneseens Thachyuropoda Beri. 



A migliore intelligenza di (luauto si riferisce ai caratteri degli Uropodini 
conviene che io esponga, in modo, sia pure, conciso, alcune cose che si riferi- 
scono alla loro morfologia e mi aiuto con una tìgura (intere. 8), che non è de- 
stinata precisamente allo scritto presente, ma serve bene allo scopo. 

Negli adulti di ambedue i sessi (i quali sono ijochissimo diversi fra loro i)er 
grandezza e non presentano caratteri sessuali secondari) il dorso, più o meno 
convesso, (depresso, escavato nelle Uropode scnlptae; coua'csso, nitido nelle U. ni- 
fidae) è protetto da due scudi, dei quali 1' uno (xcutinn dorsuale medium) occiipa 
una ijarte mediana del dorso stesso ed è più o meno esteso, generalmente ovale, 
coi suoi margini più o meno paralleli all' orlo stesso del corpo. Questo scudo 
(che presenta lina epidermide alìatto liscia o minutissimamente punteggiata od 
areolata, reticolata, ecc.) è convesso uniformemente nelle forme levigate, ma 
può essere più o meno rilevato da una (Trachyuropoda) o tre larghe carene lon- 
gitudinali (Urodinychus), poco elevate e variamente scolpite. Quando la carena 
è unica, allora i lati dello scudo sono depressi a guisa di fossette longitudi- 
nali. Eare volte (Urodinychus tcctus) lo scudo mediano è composto di due parti, 
delle (piali la posteriore è molto più piccola della anteriore e sono separate 
da un solco transverso. Le varie sculture dello scudo mediano presentano ca- 
ratteri generici e specifici molto cospicui e sicuri per la determinazione delle 
specie. I peli che ornano questo scudo possono essere semplici o variamente fog- 
giati. (Nelle Trachyuropoda sono talora a T; negli Uropolyaapis sono pressoché 
fungiformi ecc.). Il rimanente dorso è marginato da uno stretto scudo (Hcutum 
margiuale), che, all' innanzi, dalle scapole in su, si salda, più o meno completa- 
mente, collo scudo mediano, ma nel resto ne è sempre l)cne distinto da ima 
fessura piìi o meno ampia. Questo scudo marginale j)uò tuttavia essere incom- 
pleto, mancandone la parte che dovrebbe marginare l'addome posteriormente 
(Discopoma, Phaulodinychus), oppure diviso in molti scudetti distinti fra di loro 



326 



A€ARI MIRMEOOFILI 



(Uropohjasjm). La parte anteriore del corpo (fig. 8, aj).) (verfex), più o meno 
conica è laminare, talora inflessa in basso (Urodinychus, Uroohovelìa, Urodiscclla, 
UrooplUella) e saldata all'apice del tectiim (t), cioè di qnella espansione lami- 
nare, più o meno triangolare, che copre tutto il rostro dal di sopra. 




Fig. 8. — UrooplUella paradoxa femm., dal ventre: C oamerostoma ; 
P\ P', P', P* zampo del 1°, 2", 3", 4" paio; Ep epiginio; S scudo perige- 
nifcale; Mp scudo ventrale (meta podio); An anale; Mg marginale; st 
stigma; fp\ fp^, fp', fp* fossule pedali; ex anche nel 1" paio; tr tro- 
cantere; fm femore; g ginocchio; cetid marginatura interna dell'endo- 
podio; a ano; pa peli anali; tb tubercolo femorale. 
Per le altre lettere vedi nel testo. 



Considerando le Uropode dal lato ventrale, si vede che le zampe del primo 
paio ed il rostro sono assieme compresi in una larga apertura rotondeggiante, 
che prende il nome di Camerostoma (C), limitata dal tectum di sopra, dall'orlo 
anteriore dello sterno di sotto e dai procesai propleurici (os.) ai lati. 

La parte di mezzo del ventre è occupata da un grande scudo sternale (end), 
che abbraccia la metà interna delle anche delle zampe 2", 3° e 4° paio e si 



ANTONIO BERLE8E 327 

infiltra fra queste ed al di sopra delle anche del 2» paio, nlerc^ corti processi 
(jpg', ps'\ ps^). Questi si saldano collo pleure (1). Lo sterno è scolpito, nel suo 
mezzo, dalla apertura sessuale, sempre piccola e rotondeggiante nei maschi, 
grande e piti o meno ovale, amigdaliforme nelle femmine (epifiynhtm, Ep.). La 
forma ed estensione dell'epiginio oftrono caratteri specifici importanti. L'ejii- 
glnio presenta processi interni (eg, pe) poco visibili dall'esterno. 

Nei soli generi UroopliteUa e Urodiseella l'apertura sessuale è circondata da 
uno scudo speciale, più o Tueno ovato, che prende il nome di scudo perigenitale 
o mesosternale (S). 

Il ventre, dietro alle zampe del quarto paio è protetto da una larga coi-azza, 
fusa perfettamente collo sterno (Mp), che altra volta ho chiamato metajìodium. 
Questa corazza è distinta o meno dallo scudo anale (An). Nelle Uroohovella ed 
UroopliteUa un solco arcuato .separa questi due scudi, nel secondo genere sem- 
pre in modo evidentissimo, nelle Uroohovella non sempre completamente. Lo 
scudo parapodico (scutum parapodicum) è rinforzato, tra le zamjje, da processi 
chitinosi che seguano la forma delle zampe stesse ripiegate e sono le pi-opleure 
(p.p., tra le zampe del 1» e 2» paio); le mesopleure (mp, tra le zampe del 2" e 
3" paio); le metapleure (mtp) tra quelle del 3° e quelle del 4" paio). Le propleure, 
partendo dallo sterno si biforcano (verso il margine del corpo) in due rami, dei 
quali uno (os) compie la chiusura (lateralmente) del carne rostoma, l'altro (p.p) 
margina le zampe del primo paio ripiegate, cioè ne compie lateralmente la 
fossula pedale. Le mesopleure e metapleure hanno ciascuna un processo odon- 
toide posteriore (o), che si infiltra fra il trocantere ed il femore della zampa 
successiva, come anche un secondo processo odontoide (oh, pm) che si insinua 
tra il femore ed il tarso del piede precedente. Così sono circoscritte delle fos- 
sule (fossulae pedale»), più o meno aperte all'esterno, chiuse perfettamente negli 
altri lati e formate dall'orlo laterale dello sterno e dalle pleure. La saldatura 
fra i processi laterali dello stemo e le pleure è visibile benissimo in tutti gli 
Uropodini, ma meglio nelle Uropode levigate (Uroobovella, Uroplitella, UrodìHcella, 
Uropoda). 

Non volendo ammettere uno scudo a sé, che non trova riscontri in altri ge- 
neri, come sarebbe il perigenitale, si può credere che lo sterno risulti (nei 
generi mancanti di scudo perigenitale) dalla fusione di uno scudo sternale me- 
diano (S) e degli scudi endopodiei (end), che si vedono lienissimo in tutti gli 
altri mesostigmati bene corazzati. 

Nei soli generi Urodiacella ed UroopliteUa la fusione non sarebbe avvenuta 
completamente. Il ventre è poi marginato da uno scudo simile a quello dorsale, 
ma distinto solo nelle Uropode levigate. Nelle altre, per lo più è fuso collo 
scudo parapodico e cogli scudi del ventre situati dietro le zampe del 4» paio. 

Lo scudo marginale ventrale {Mg) è fuso, nello stesso margine del coriJO, col 
dorsale e così souo protetti gli orli del coipo stesso. 



(1) Nella figura vedasi che la lettera ps^ andava posta in relazione col pro- 
cesso superiore. 



328 ACARI MIRMECOFILI 

111 alcuni generi (Uropoda, Urodinyclius) una molto visibile linea parte dal- 
l'orlo intemo della fossa pedale posteriore e si dirige obliquamente all'esterno, 
lino a toccare il margine del coiiio o dello scudo parapodico. Io ho chiamato 
questa linea metapodica e ne spiego la presenza considerandola pel limite infe- 
riore degli scudi parapodici. La considerazione degli scudi nelle ninfe convalidai 
questa ipotesi. Quando essa manca può essere creduto si tratti o di una fusione 
dei parapodici collo scudo ventrale (Trachy uropoda), o di una fusione dei due 
scudi metapodici laterali (come si vedono nei Trachytes e Polyaspis) tra di loro, 
lungo la linea mediana e cogli scudi parapodici. Considerando le ninfe delle 
Uropode e gli adulti dei generi Polyaspìs e TrachyicH si giunge più volentieri a. 
questa ultima conclusione. Ecco perchè, a proposito delle specie mancanti di linea 
metapodica, ho detto spesso « metaiiodium integrum », come ora ho segnato 
in Mp. quello che rappresenta la corazza ventrale. Gli stigmi (si) si portano 
sempre pivi avanti, passando da prima ninfa all'adulto. In questo giacciono più 
o meno addentro nella fossula pedale del 2" paio. Il peritrema (pr) ha un brac- 
cio discendente entro la detta fossula ed uno ascendente, piìi o meno convoluto 
attorno o sopra la mesopleura. Nelle ninfe i peritremi sono piìi lunghi e diritti. 
La figura del peritrema rappresenta, in alcuni generi, un eccellente carattere 
s])ecifico. 

Le zampe sono brevi. Allo stato di riposo esse si adagiano e nascondono 
completamente nelle loro fossule pedali. Quelle del 1» paio piegate con arco al- 
l'esterno, celano il tarso fra il vertice ed il tectum ; le altre sono inflesse col 
femore rivolto all' innanzi ed il tarso all' indietro. Nelle ninfe seconde il tarso 
del secondo paio è piegato internamente. Ma in tutti gli adulti i tarsi delle 
tre paia ultime di zampe guardano all'esterno. 

I femori hanno sempre una squama alla faccia inferiore, cioè una esjiansione 
(sg) chitinosa laminare che (a giudicare dalle larghe squame della ThricocyìUha 
comata) servono a proteggere meglio i tarsi. 

Nelle Biscopoma, Cyllihano, Phaulocylliha mancano gli ambulacri alle zampe 
del 1" paio. Nelle altre tre paia, ed in tutte le paia degli altri generi, gli am- 
bulacri esistono con due uncini molto visibili e ventosa a Iwbi acuti. 

Del rostro non occorre dire qui, ed io non lo ho mai disegnato perchè poco 
aiuta nella classificazione. 

Le metamorfosi avvengono per una larva esapoda con pochi scudi, general- 
mente col dorso protetto da uno stretto scudo mediano e due piccoli laterali e 
con uno scudo sternale ventrale; per una ninfa eteromorfa o prima, ottopoda, ma 
cogli scudi come nella larva; per una ninfa omeomorfa o seconda, che in taluni 
generi (Uropoda) è corazzata al dorso come gli adulti, ma al ventre presenta un 
lungo sterno, distinto da un largo scudo ano-ventrale e scudi parapodici (fusi 
cogli endopodici). Questa ninfa, in taluni generi {Cillihano s. str., Uropoda, qual- 
che Urodinyclms) può emettere un filo dall'ano per fissarsi agli insetti (perciò 
è detta anche nympha 2>cdinieiilata) ; in altri casi si fissa per una papilla che 
sorte dall'ano. 

Queste succinte notizie sieno qui sufficienti. 



ANTONIO BERLESE 329 



Gen. CILLIBANO Heyden. 

Notanpis (ex p.) H «> r ni ii ii n. Meni. Aptcìol. — Umpodii, Dincopoma (ex ]>,) 
Auct. — Cillihatio Heyden, Isis 1827. — CilUlxt, CìUìIhiuh, (.'iUihacna Anct. 



Cor])ns <lisf()i<Ial(', s;ie])ius iieque loii^niii ne hitiiin, uli<|"ii"<l"» 
Intius qiuiiii loiifiiiin, denso plus iiiiiiusve convcxo, sciito iiiiico iiii- 
(lique piotecto, scuto codeiu ad ventrein plicato, iiitidissiino; voi 
sento medio rotundo, bene nndique (inaeter qnani antice) a sento 
marginale integro, totnm dorsum marginante, distineto. 

Pedes antiei eaeteris exiliores et ambulacro onmiiio drstitiiti, 
Caeterum ut in genere Uropoda (s. str.). 

Nymphae iisdem Uropodarum similes; secnnda idi<|uaii<lo pcdun- 
culata, prima laivae similis sed oetojioda. 

Larvae (hexai)odae) lata membrana liy alina, utrinque jtilis lo- 
bustis sustenta, totum corpus eireumdante oruatae. (Tal). \'ll, 
fig. 1, 2). 

Liberi et myrmeeophili. 

Species typica « Cillibano cassidea (Herm.) ». 

Divido il genere in due sottogeneri, a seconda che lo scudo dor- 
sale è intero, esteso su tutto il dorso, oppure esso è duplice, con 
una parte mediana larga, rotonda, separata da fessura stretta, tutto 
all' ingiro, meno che davanti, dallo scudo marginale, che eiic<»nda 
tutto il dorso, fino sui margini. 

— Dorsum scutis duobiis protectmii; sivo: medio rotinido, iiiitcriiis tantum ciim 

marginale confuso; marginale autem totum dorsum eireumdante, integro 
Cillibano (h. str.) Hnideu. 

— Dorsum scuto uuieo malore, integro undi(iue obteetum 

Thiuchocylliha II. Hubgen. 

Le specie mirmecofile appartenenti a questo genere, finora note, 
sono due e rientrano nel sottogen. Thricocyìliba. 

1. Coii)us latius (juani longuni, transverse ovale, pereonvexuni, jiilis loiigissi- 
mis, ereetis ornatum C. iìihticoma litri. 

— Coi-pus aeque longum ae latuni, late cordiforme, sat convexum, pilis niedio- 

cribus, procumbeutibus, omatnm C. comata Leon. 



330 ACARI MIRMECOFILI 



Gillibaiio (Thrichocylliba) cornata Leon. 

Tab. VII, flg'. 3 animai prouum; 4 foemina supina; 5 mas 
supinus. (diam. 67). 

DiBCOpoma minata G. L e o u a r d i, Intorno ad alcune nuove specie di Acari. 
» . » » Notizie intorno agli Aearoidei dei Foi-mi- 

cai, p. 870, 878, tab. 92, 93. 
» » C h. Jan et, Etudes sur les Fourmis, note 13, 1896, p. 38, 

iìgg. 11, 12, 13. 
» » E. Trouessart, Note sur les Uropodinae, p. 42, fig. 3. 

C testaceo-aiirantiaca, tamen sat carneo suffusa, late cordata, 
anteriiis vix arcuata, posterius sat obtuso-rotundata; aeque longa 
ac lata. Dorsum convexum, nitidissimum, i)ilis longis, praecipue 
prope margines obsita, posticis etiam longioribus, omnibus poste- 
rius vel sursum directis. 

Venter lamina corporis marginale tenuissimis canuliculis radia- 
tim signata, ad marginem eumdem demum in pilum minutissimum 
desinentibus. Canaliculi isti non valde appressi intersese sunt. 
Derma totum nitidissimum; abdomine post foramen genitale, ultra 
metapodia pilis mediocribus sat densis ornato. Metapodia obli- 
que ad nuirginem decurrentia, vix retrosus arcuata. Peritremata 
'f-formia. 

Pedes omnes, exceptis primi paris, trocanthere ad apicem in- 
ternum dente validiore, conico, compresso, armato; femure inferne 
et lateraliter squama trigona, magna, acuta aucto, gemi et tibiam 
protegente. 

Mas foemina minor, foramine genitale rotundo, sat parvo, inter 
tertias et quartas coxas aperto. 

Foemina epigynio ipi^ocrepeo, anterius obtuso-rotundato, ad di- 
midias secundas coxas porrecto, posterius sat constricto, sat re- 
trorsus arcuato, vix extremas quartas coxas attingente. 

luvenes ignoti. 

Mas ad 770 |j,. long.; 750 [x. lat. — Foemina 850 p.. long.; 
820 {j.. lat. 

Habitat in nidis formicarum et super formicas (parasitice) in 
Italia et in Gallia. 



ANTONIO BEELESE 331 

Osservazioni. Il Leonardi raccolse circa una ventina di indi- 
vidui a Portici (Napoli), in nidi di Camponotus aethioptf Latr. e 
Myrniica HcabrinodÌH Nyl. Dipoi il Janet (loc. cit.) trovò la specie 
a Beauvais (Oise) e ne studiò egregiamente i costumi, in rapporto 
alle formiche, delle quali essa ra])]U'esenta un ectoi)arassita, ])eicliè 
sul Lanins inixtuH vive nutrendosi <lel sangue dell'insetto, del (juale 
perfora le membrane articolari dell'addome, senza però un danno 
eccessivo per la vittima. Eccellenti sono anche h' ligure del Janet. 

11 Trouessart descrisse il maschio sugli individui raccolti <lallo 
stesso Janet. 

11 Wasmann (Tijdrschr. voor Entomol. XLIl) ricorda la specie 
come trovata in nidi di Lasins JìarvH nel Lux('nd)urg e di LiiHÌns 
niger in Vestfalia. 

Cillibano (Thrichocylliba) Hìrticoma Beri. 

Tal). VII, lig. <> animai prouuiii; 7 foem. su))ina; 8 nuis 
supinus (diam. G7). 

Diseopoma hìrticoma A. B e r 1 e s <;, Acari Nuovi, Maiiii». I. N. 32 (« Redia »), 
1893, 1». 24G. 

C. testaceo-pellucidula, latius elliptica, latior (piam longa, jM'r- 
convexa, e latere visa fere conica, dorso nitidissimo, jtilis margi- 
nalibns longis, aliis in antica paite dimidia dorsi nuigis longis, in 
parte postica autem i)ilis longissimis, corporis totius latitudinem 
aequantibus et omnibus autem sursum directis, corpori eodem 
perpendicularibus. Venter profunde excavatus; ]>edibus longe a 
margine corporis discretis, vix (extensis) summo tarso laminam 
marginalem superantibus, ambulacris magnis. Lamina eadem tota 
(ad ventrem) canaliculis radiatim dis])ositis, non nimis intersese 
aiqu-essis perforata, in i)ilum tenuissimum, minimum ad margiiu*m 
desinentibus. Derma ventris nitidissimum et undique nudum. Me- 
tapodia brevia, oblique truncata et antrorsus arcuata, in denteili 
sat acutum desinentia. Peritremata in ? jiaiuni sursus recurvum 
configurata. Pedes trochantere inerme, sive squamis destituto, femo- 
ribus squama mediocri, non alte rectangula interne armatis. 

Mas foramine genitale^ ]ierparvulo, rotundo, Inter tertias et 
quartas coxas insito. 



332 ACARI MIEMECOFILI 

Foemina epigynio longe pentagono, angulis sat rotundatis, an- 
terius acute rotundato, usque ad summas secundas coxas producto, 
posterius vix retrorsus arcuatini trimcato, usque ad summas quar- 
ta» coxas producto. 

luvenes ignoti. 

Mas ad 758 |j.. long.; 850 jj,. lat. — Foemina 900 [j,. long.; 
1000 [j.. lat. 

Habitat. Marem foeminamque mihi misit CI. Wasmann, in nidi» 
« Eciton Schmitti Eni. » collectos in « Texas ». 

Osservazioni. La specie ricorda la D. cornata^ ma ne è anche 
molto diversa. Gli individui, che ho avuto, apparivano molto con- 
vessi al dorso, quasi conici e profondamente scavati al ventre, 
come un cappello, ed ancora il loro aspetto sembrava piìi singo- 
lare in causa dei lunghissimi peli del dorso, tutti eretti perpendi- 
colarmente. Nel disegno questa particolarità non apparisce, non 
essendo possibile rijirodurla. 



Gen. DISCOPOMA G. R. Can. ' 

Uropoda (ex p.) Kraraer, Ueber Gamasideu 1882. — Glyphopsis (ex p.) Mi- 
chael, Notes on the Uropodidae, 1894. — Dlscopomn (ex p.) G. et R. C a- 
uestriui, Acar. nuovi e poco noti, 1882. — Dincopoma (ex p.) Berlese A. 
M. Se. it. et alibi. 

Corpus subdiscoidale, anterius plerumque truncatum, posterius 
plus minusve rotundatum. 

Dorsum excavatum, si ve marginibus antico et lateralibus sat ele- 
vatis. Scuta dorsualia saltem duo; sive medium ovale, plus mi- 
nusve impressum, vel varie sculptum, magnam partem dorsi medii 
occupans; scutum autem marginale partem anteriorem et latera 
dorsi obtegens, praecedenti contiguum et anterius confusum, par- 
tem dorsi posticam non obtegens (nudam relinquens, vel scutis 
peculiaribus. obtectam). 

Derma scabratum, iireolatum, pilis ornatis insignitum. 

Pedes antici caeteris minores et ambulacro destituii. 

Caeterum fere ut in gen. Urodinycìms. 



ANTONIO BERLESE 333 

Nympliae diiae. Secunda iisdem Urodinychorum sat similis; prima 
larvae similis (sed octopoda). 

Larva octopoda omnino similis larvae gen. Gillibano. 
Typus « Discopoma splendida Kram. ». 

Conosciamo tre specie nostrali del genere (7>. splendida Kram.; 
/>. pidcìierrima Beri.; i). venusta Beri.); ma della varietà di nn.i 
sola può essere detto che è mirmecoflla, essendo stata trovata a 
Portici, più volte, in nidi di Formiche, assieme alV Urodinyehns ea- 
rinatus ed in tutti gli stadi. 

Ho disegnato dal dorso anche la D. splendida tipica e la D. pul- 
cherrima, perchè non mi meraviglierei che esse pure si trovassero 
nei formicai qualche volta ed anche perchè, essendo avvenuta con- 
fusione fra queste tre forme per lo passato, ad evitare che av- 
venga tuttavia i disegni sono molto utili. 

(La D. pulcherrima e la 1). splendida ti]>ica sono ingrandite 
egualmente (62 diam.), pure un poco meno della var. porticensis 
(85 diam.). 

N.B. Nella Spicilegia zoologica (Acari nuovi, inaiiipuhis l'") in « Rvdia », a 
pag. 248 ho detto: 

« Analoghe considerazioni valgono pel genere Discopoma, pel (jnale però basti 
ora distinguere due gruppi, cioè Discopoma, typus D. cassidea e Trachycylliha, 
typus D. splendida ». 

Ma ora considero meglio che il genere Discopoma di G. ed R. Canestrini, 
sembra avere realmente per tipo la D. splendida, almeno questa è la prima 
specie (sotto il nome D. clypeala), che i detti Autori illustrano. Perciò conservo 
il nome allibano per le specie che hanno per tipo il Notaspis cassideus dell'Her- 
mann, il (jual genere però, divido, come si è veduto, in due sottogeneri. 

Discopoma splendida (Kram.) var. porticensis Beri. 

Tab. VII, ^g. 11 animai pronum; 10 mas supinus; 13 nym- 
I)ha secunda supina; 14 nympha secunda proiia. — 
Tab. Vili, fig. 15 foem. supina (diam. 85). 

(A. Berle se. Acari Nuovi, Manip. I, N. 3+ in « Redia », 1893, p. 247). 

T. testaceo-fuliginea, minus rufescens quam in tyi)ico. Diftert a 
typico praecipue propter senta quatuor rectangula, intersese con- 



334 ACARI MIRMECOFILI 

tig'ua, ex quibns duo inedia minora, exteriia anteni latiora, qnae 
simt in estremo dorso, inter scntum medium dorsnale et marginem 
postremum corporis et (externa) sento dorsnali marginali sunt 
contigna. 

Corpus i)entagono-ovatum, posterius inter angulos posticos sat 
rotundatum, anterius obtusum. Margines omnes pilis mediocribus, 
runcatis, retrorsns spectantibus, aeqnedissitis et sat densis, orna- 
tum. Pili isti sunt in sento marginale. Dorsum sat planum, tamen 
marginibus omnibus, excepto postico, elevatulis, in medio vix 
convexo, quasi in carinani obsoletam, longitudinalem elevato. Mar- 
gines crenulato-undulati. Scutum dorsuale marginale strictum, 
usque ad angulos ]ìosticos i)roductum, pilis raris, simplicibus ad 
marginem ornatum, introrsus directis, interne crenulatum, totuui 
dermate punctis minutis sculpto; antice cum sento medio dorsi 
confusum. Scutum medium dorsuale ovale, tamen postice subtrun- 
catum, arcuatum, marginibus integris. Pars media latior scuti 
liuins sat elevata et commissuris (pontis instar) quatuor lateraliter 
cum caetero scuto prope margines adnexa. Pontes isti dermate 
nitido et obscnriore conspicui. Derma partis mediae scuti supra- 
dicti crasse areolatum est, areolis i)oligonalibus sat adpressis, mi- 
nus fuscis, et pilis aliquot mediocribus, simplicibus ornatnr. Pars 
marginalis eiusdem scuti dermate punctis rotundis minus crebris 
est impressa. Caeterum dorsum posticum perstrictum est et totum 
scutis quatuor rectangnlis, intersese contiguis, ut dixi est obte- 
ctum. Scutum quodqne, ex istis, pilis duobus sat longis, posterius 
directis, simplicibus est ornatum. Derma ventris totum areolato- 
scabratum est, venter tamen non tuberculis est insignitus. Peri- 
tremata parnm conspicua tantum in parte superiore. Tectum an- 
terius quinque-angulatum. 

Mas pedibus secnndi i)aris calcaribus armatis, sive: femnre cal- 
care robusto, spiniforme, sat arcuato, acutissimo; genu calcare 
praecedente minore, spiniforme, acuto; tibia mucrone angnlató. 
Caeterum, femura omnia (ut in foemina) laminula cristiforme par- 
vula, rectangnla, sat alta ornata. Sternum dermate snbnitido, 
saltem non areolato, post quartos pedes linea transversa a caetero 
ventre distinctum. Foramen genitale rotundum, sat magnnm, inter 
extremas posticas coxas apertum. 



ANTONIO BEKLESE 335 

Foemina epigynio ovato, anterius rotiindato, nsc^iu' ad suiiimas 
coxas tertias prorUicto; postice trimcato, valde ultra quartavS coxas 
desinente; dermate areolato. 

Kympha ovalis, tamen ad hiimeros sensim latior, tota terrea, 
scutis vix saturatius depictis, pedibus tamen saturate terreis. 

Dorsum subplanum. Scutum dorsuale valde a cori)oris margine 
discretum, ovale, lateribus undato-sinuosis, margine undi(pie minute 
et regularissime crenulato. Scutum hoc subplanum, tamen areivS 
latis utrinque tribus ad nuirginem sat depressi», ergo in medio ali- 
quanto in carinulam elevatum. Derma totum areolatum et i)ilis 
multis simplicibus ornatum. Caeterum dorsum partim (prope scu- 
tum) dermate minute i)unctulato et pilis radiatim di spositi s, extror- 
sus directis auctum; pars marginalis, quasi vitta totum dorsum 
circumdans subnitida, tamen striolis radiatim dispositis, densis 
obsolete sculpta. Margo corporis pilis minutis, aeque dissitis, in- 
ferne recurvis, vix conspicuis ornatus, post secundos ])edes i-egu- 
larissime crenulatus. Venter scutis pediferis scabratis, sterno 
stricto, post quartos pedes valde dilatato, denique recte truucato, 
dermate scabro. Scutum ano- ventrale latissime trapezinum, postice 
arcuatum (extrorsus), anterius recte truncatum et scuto sternali 
omnino contiguum. Anus in mucrone obtuso, transverso apertus. 
Margines corporis, de secundis i^edibus, regularissime crenulato-pi- 
ligeris, pilis brevissimis. 

Larva ignota. 

Mas ad 810 [J-. long.; 780 |j.. lat. — Foem. 800 [j.. long.; 600 [y. 
lat. — Nympha 000 {J.. long.; .500 [J,. lat. 

Habitat in nidis formicarum, ad iSTeapolim, cum Urocìinycho cari- 
nato commixta. 

Osservazioni. Ho raccolto più volte questa bella varietà nei 
formicai a Portici e trovai ambedue i sessi e ninfe, mescolati col- 
V TJrodinyclius carinatus, ma non ho tenuto conto della specie di 
formica colla quale i miei individui furono trovati. Più tardi, 
quando ho ricercato per risolvere questo dubbio, non sono stato 
abbastanza fortunato per incontrare nuovamente questa forma. 

È una varietà molto cospicua della bella D. splendida^ dalla 
quale difl'erisce sopratutto per Tarmatura dell'estremo dorso. Sic- 



336 ACARI MIRMECOFILI 

come io inserisco qui la figura della ti]>ica T. splendida^ {\wr rti- 
stinguerla da questa varietà e dalla mia T.pnicherrima), così ognuno 
può rilevare meglio le differenze. Avverto però che nel disegno 
della T. splendida non ho tenuto conto della scultura degli scudi. 



Gen. UROOBOVELLA Beri. 

Uropoda (ex p.) Auctonuii. 

Corpus plus minusve obovatum, postice acutum. 

Vertex in squamulam rotundatam productus, subtus intiexam, 
cum tecto apice contiguam. 

Dorsum perconvexum, nitidissimum, pilis raris, minutis, simpli- 
cibus ornatum, ad margines raris, vix conspicuis. Scutum dorsuale 
medium latissimum, fere ad margines productum, marginali eodem 
contiguum, vix linea (anterius subevanida) distinctum. Peritremata 
plerumque uniplicata, puncti interrogativi instar configurata. 

Venter scutis parapodicis cum ventrale confusi s, linea metapo- 
dica nulla (in unica IT. elimata sat conspicua). Sternum sento me- 
sosternale nullo, cum sento ventrem post quartos pedes late ob- 
tegente (ventrale) confusum. 

Anus plerumque in sento suo lato, linea plus minusve integra 
(in U. pandata evanida), transversa, ano propinqua a sento ventrale 
distincto. Derma, etiam in ventre, nitidissimum. (Pedes antici am- 
bulacrati). 

luvenes ignoti. 

Typus « Uroobovella obovata (C. et B.) ». 

Osservazioni. Bisogna confrontare questo genere solo coi ge- 
neri di Uropodae nitidae, quelli cioè che presentano una corazza- 
tura completa e derma sempre levigatissimo. 

Siccome nelle Uroobovella la fusione degli scudi ventrali è anche 
più accentuata che non nelle Urodiscella e nelle JJroopliteUa, così 
le Uroobovella devono rappresentare gli Uropodini più alti. 

Il genere presenta affinità col gen. Uropoda, dal quale però dif- 
ferisce per la mancanza della linea od incisura metapodica, di modo 



ANTONIO BERLESE 337 

che lo scudo metapodico è assolutamente fuso col ventrale e per 
Pincisura che separa lo scudo ventrale dall'anale. Però all'una ed 
all'altra di queste regole abbiamo eccezioni. La Uroobo velia elimata 
Beri., che differisce anche per altri caratteri dalle tipiche, presenta 
una specie di linea metapodica dietro le zampe del 4" paio, ma ha 
vivsibilissima l'incisione tra lo scudo ventrale e l'anale. Per con- 
verso, la U. pandata Mieli., la quale, come le Uronhocella tipiche 
non mostra affatto traccia di linea metapodica, non ne mostra nep- 
pure di divisione tra lo scudo ventrale e l'anale. 

Duolmi che uuinchi la cognizione delle forme giovani, le quali 
dovrebbero aiutare molto a separare bene questo genere, che si 
crede deve starsene a se, dalle Uropoda (sensu strictu). 

Le due specie mirmecotìle conosciute Ano ad ora possono essere 
fra loro distinte per le dimensioni, cioè : 

— Foem. ad 550 p. long U. ohovata (C. et B). 

— Foem. ad 750 p. long U. notabilis Beri. 



Uroobovella obovata (C. et B). 

Tab. Vili, flg. l(> animai pronum; 17 mas supinus; 
18 foem. supina (diam. 85). 

Uropoda obovata G. Canestrini ed A. Ber le se, Sopra alcune specie di 

acari italiani. 
» » A. Berlese, A. M. Scorp. ital., fase. 11, N. 10. 

Uropoda MichaeliaìM Leonardi, Araroidei virenti nei formicai, p. 32, tav. 92, 

fig. 2. 

U. badia, obovata, anterius truncatula (si vertice subtus inflexo), 
posterius acuta. Dorsum parce et brevissime pilosulum, margine 
pilis raris, exilibus, vix conspicuis ornato. Venter iiudus. Senta 
omnia nitidissima; dorsum valde convexum. 

Mas foramine genitale sat ovale, inter coxas tertias aperto. 

Foemina epigynio longe pentagono, anterius non summas secun- 
das coxas attingente, acutum, tamen non attenuatum, postice recte 
truncatum, ad extremas quartas coxas ijroductum. 

Nympha ignota. 



338 ACARI MIRMECOFILI 

Mas ad 560 [J,. long-.; 450 [x. lat. — Foem. jid 540 {j.. long.; 
450 [J-. lat. 

Habitat in Italia, in nidis forniicarnni (et in muscis I). 

Osservazioni. Canestrini ed io abbiamo ricordato la specie 
come trovata nel muschio, ma pnò essere che essa sia colà fuor- 
viata. 

Il Dott. Leonardi trovò molti individni, di anibedne i sessi, della 
medesima forma nel Trentino (Civezzano), in nidi di Lasius aliemis 
e di Solenopsis fugax. Possiedo i snoi esemplari tipici e con questi 
ho potuto stabilire la sinonomia. 

Uroobovella iiotabilis Beri. 

Tab. Vili, tìg. 24 foem. supina; 25 mas su])inus (diam. 85). 
(A. B e r 1 e s e, Acari nuovi, Mauip. I, N. 40; in « Retlia », voi. I, 1893, p. 250). 

U. badia, magis obovata quam U. ohovata, sive anterius latior 
et postice acutior. Caeterum sat praecedenti similis, sed multo 
maior. Dorsum, quantum video, giabrum, tantum in summo mar- 
gine postico brevissime et tenuissime tripilum. 

Mas foramine genitale minore quam in U. obovata, ovale, inter 
tertias coxas insito. 

Foemina epigynio magno, angulato, ippocrepeo, anterius obtuso, 
aiigulis lateralibus evanidis, antice ad siimmas secundas coxas 
producto, postice recte truncato, valde ultra quartas coxas de- 
sinente. 

Nymplia ignota. 

Mas ad 700 [j.. long.; 500 fj.. lat. — Foemina ad 750 [j.. long.; 
580 [J.. lat. 

Habitat in « Luxemburg » (in nidis formicarum) et in Norvegia. 

Osservazioni. — Possiedo quattro individui di questa bella 
specie, dei quali uno, maschio, mi è stato dato dal Wasmann, che 
lo raccolse nel Lussemburgo, in nidi di Lasius nif/er; gli altri tre 
mi furono comunicati dal Oh. Sigismondo Thor, che li raccolse in 



ANTONIO BERLESE 339 

Norvegia, ma non so s»* in nidi di foiiniche. Questi di Norvegia 
(un maschio e due fVmmiiu') sonc» di iMtcliissimo i)iù grandi di 
(luelli del Lussemburgo; infatti, il maschio misuia 750 [j.. di lun- 
ghezza per 580 di larghezza, affatto come le femmine sue. 

La specie si trova anche in Olanda (Exaeten), a giudicare da 
ciò che il Wasnumn (loc. cit.) ascrive alla Uropoda Krameri Can. 
esemplari trovati in nidi di Formica fusca L., e sotto lo stesso 
nome a|>]>unto era (juello del Lussem])urgo comuiiicaloiiii dallo 
stesso Wasmann, 



Gkn. URODISCELLA Beri. 
Uropoda (ex p.) Auctor. 

Corpus rotuudatum, subdiscoidale, auterius vix nuigis angula- 
tum quam posterius. Dorsum convexum, nitidmii, scutis ut in ge- 
nere UrooboveUa i)rotectum. Peritremata plcruiiKpU' uniplicata, pli- 
cam tamen late arcuatam conficentia. 

Venter sento perigenitale optime conspicuo, ovale, mai-ginibus 
vel undique integris vel undique crenulato-undulatis. Scutum i)a- 
rapodicum i)ost quartos pedes linea meta])odica perconsi)icua limi- 
tatum. 

Scutum metapodicum idem totum ventrem (K'cupans, cum anale 
ouinino confusum, (jua re anum eumdem ocdudens. J)erma niti- 
dissimum (in ventre), vel delicatissime punctatum. 

Vertex ut in genere Uroohovella conformatus. 

(Pedes antici ambul aerati). 

Itivenes ignoti. 

Typus « Urodiscella liicasoliana (Beri.) ». 

Tre sole specie sono conosciute nel genere e sono tutte mirmc- 
cotìle, cioè: 

1. Sciita ventralia oiiuiia larvia, iiitidisisiiiia. ... IT. pihi.octkxa TroiirnH. 

— Scuta ventralia, saltem peristeruale (eiidopoflicuiu) puiittiilata .... 2 

2. Venter punctulatus (areolis puucti.s deliiiiitati.s sculptius), foem. ad 750 p. lou-ij. 

U. RlCASOLlANA Beri. 

— Venter laevi.s, nitidus. Mas ad 930 (Ji. long U. Ai.OPHOUA jKcrL 



340 ACARI MIRMECOFILI 



Urodiscella Ricasolìana Beri. 

Tab. Vili, fig. 21 animai prommi; 22 foem. vsupina 
(diam. 85). 

Uropoda Ricasolìana B e r 1 e s e, A. M. Scorp. ital. fase. 54, N. 10. 
» » Wasmann, in Tijdschr. voor Entoniol XLII. 

Uropoda diati iifiiteiìda B e r 1 e s e, hi Zoolog-. Anzei^. Bd. XXVII, N. 1, 1903, 
p. 21. 

U. iufo-l)a(lia, l'otuiHlato-ovata, dorso coiivexo, parce pilosulo, 
pilis mediooribus. Derma dorsi nitidissimum ; ventris autem ad 
sternum passim et sat dense punctulatum, post quartos pedes 
punctis crebris, minimis, areolas poligonales sistentibus impressum. 
Peritrema uniplicatiim, plica sat constricta. Metapodium oblique 
truncatum, linea tamen recta. 

Foemina sento sternale undique margini bus sinuato-crenulatis, 
anterius rotundatum, posterius late angulatum (angulo retrorsus 
spectaute), margine hoc valde margini postico epigynii adpresso. 
Epigynium inaius, late ippocrepenm, fere a marginibus antico et 
postico corporis aeque discretum, tamen ceite longius quam latum, 
anterius late rotundatum, ad dimidias coxas secundas productum, 
postice truncatum et ad extremas coxas quartas desinens, der- 
mate toto minute punctulato. 

Mas et Nympha ignoti. 

Foem. ad 750 |j.. long.; 630 [j,. lat. 

Habitat in Italia meridionale, in nidis formicarum et in HoUaudia. 

Osservazioni. Avevo descritto questa specie da tempo, negli 
A. M. Se. it. su un individuo femmina raccolto a Monte Argentario 
(Orbetello), in nidi di formiche, della cui specie allora non tenni 
conto. 

Più tardi fondai la specie U. distinguenda su due femmine rac- 
colte a Portici in nidi di formiche della cui specie però, essendo 
ciò avvenuto da parecchi anni, non tenni conto. Il corpo ante- 
riormente troncato (in apparenza) mi consigliò a separare specifica- 
mente queste femmine dalla U. Ricasoliana. Però, sapendo ora che. 



ANTONIO BEULK.SE 341 

tanto in questo giu])])o, come nelle Urobovella e UropUtelki il 
vertice si inflette verso il ventre e così ai)i)<iiisc(' nejfli individui 
non compressi, mentre esso si estende all' innanzi in <|iielli artili- 
cialmente compressi nelle i)rei)arazioni, non tenj^o alcun conto di 
questa apparente differenza. Del resto i miei esem]>]ari di Portici 
concordano in tutto con quello di Orbetello. Quest' ultimo non 
posso misurarlo, essendo rotto, ma mi pare di i)oterlo credere del 
tutto conforme, anche i)er dimensioni, a quelli di Portici. 

Non si conoscono, che io sa]>i)ia, i maschi di (|uesta specie, né 
le sue forme giovani. 

Il Wasmann afferma (loc. cit.) <li aver trovato questa sjn'cie in 
Olanda (Exaeten), in nidi di /jasivs J'uliginoHns. 



Urodiscella alophora Beri. 

Tal). Vili, fig. L*.'> mas supinus (diam. <S.l). 

(A. Beri e se, Acari nuovi, Mani]». I, N. 39 in « Kcdia ». s<il. I, 1903, 
p. 250. 

U. saturate badia, <)vata. Dorsum nitidissimnm, sat \illosnm. 
Sternum ad latera scuti sternalis crebre punctulatum, ventre ni- 
tido. Peritremata plicam latam vel arcum simplicem conrtcentia. 
Metapodia valde oblique truncata, linea antrorsus valde arcuata 
signiiìcata. 

Mas sento sternale longe et ])erfecte elli])tico, margini bus mi- 
nute et elegantiter crenulatis, aeque anterius et i)osterius a fora- 
minis genitalis marginibus discretum, dermate nitido. Operculiun 
genitale rotundum, sat magnum, Inter coxas tertias et quartas 
insitum, tamen tertiis magis ])ropin(pium. 

Foemina et Nymiìha ignotae. 

Mas ad 930 fj.. long.; 700 fj.. hit. 

Habitat in « Luxend)urg », in nidis formicainm. 

Osservazioni. 11 Wasmann mi comunicò un solo maschie» di 
questa bella specie, la piìi grande di questo genere, che trovò nel 
Lussemburgo, in nidi di Lasius mixtus Nyl. 



342 ACARI MIRMECOFILI 

ISTon credo che questi maschi aiìpartengano aUa U. RicasoUana, 
perchè sono troppo i)iìi grandi di tutte le femmine di U. Ricaso- 
Uana che conosciamo ed hanno il derma del ventre nitido. 



Urotliscella philoctena (Trouess.). 

Tjib. Vili, lig. 19 animai pronum ; 20 foem. supina 
(diam. 85). 

Uropoda phUovtcna Jauet (noineii luidum). Etiulcs sur les Fourmis, Note 13, 
pp. 46, 47, tìg. 15. 
» » T r o u e s s a r t, Notes sur les Uropodìnav, p. 36, fig. 2. 

U. rufo-badia, subcircularis. Dorsum nitidissimum, sat conve- 
xum, pilis densioribus sed curtioribus quam in U. RicasoUana 
ornatum. Derma totius ventris nitidissimum. Metapodia linea obli- 
qua, retrorsus vix arcuata terminata. Peritremata plicam unani 
strictam externe conficentia. 

Mas mihi ignotus; invenerunt tamen CU. Janet et Trouessart. 

Foemina sento sternale ovale, povsterius truncato, rotundato, 
marginibus omnibus integris. Epigynium late ippocrepeum, aeque 
(fere) longum ac latum, anterius semicirculariter rotundatum, vix 
partem i>osticam coxarum secundi i)aris attingens; posterius stric- 
tum, sat recte truncatum, ad postrema» coxas quarti paris pro- 
ductum. 

Foem. ad 570 jj.. long.; 470 [j.. hit. 

Habitat in Gallia et in Italia, in nidis fornùcarum. 

Osservazioni. Ho riferito i miei esemplari alla specie del 
Trouessart, piìi che altro basandomi sulle misure che egli dà dei 
suoi, che non possono convenire colla U. RicasoUaìla. Non tengo 
molto conto del fatto che io pure vidi i miei individui (datimi dal 
Silvestri) attaccati ai pettini delle formiche, perchè ciò fanno molte 
altre specie, anche del genere UropUteUa. 

« Male à organe génital place plus près de l'éxtremité posté- 
rieure que de Pantérieure, arrondi, plus large que long, au niveau 
de la 3^ paire; la id^ique sternale très large, séparée (sur le type), 



ANTONIO BEELESE 343 

(le la plaque ventrale par une ligne simiée, coiivcxe (mi arrière de 
Porgane, concave de chaque coté ». 

11 Trouessart assegna 550 a 570 [j,. di lunghezza ai suoi indi- 
vidui, su 450 [j,. di larghezza. Neppure l'Aut<>re francese conosce 
le ninfe. 

Gli esemplari del Trouessart furono raccolti dal .lanet a Beau- 
vais (Oise), in nidi di Lasius mixtus. Tutti gli individui osservati, 
maschi e femmine, erano saldamente fìssati al pettine del primo 
paio di zampe delle dette formiche; l'acaro chiude il pettine stesso 
tra il femore e Panca delle zampe anteriori. 

I miei esemplari sono fennnine e furono raccolti dal Silvestri a 
Portici, egualmente attaccati al pettine ed ai ]ieli dei i)iedi del 
Messor strnctor, assieme alla Uroplitella LeonarfJiana. Noto ancora 
che il Trouessart nega le espansioni squamitVn-mi sui femori dei 
suoi individui, ma io credo che ciò dipenda da osservazione im- 
perfetta, i)erchè esse non solo si trovano nei miei esem])lari, ma 
non so che manchino in alcuna specie di Uropo(ìa (sensu lato). 



Gen. uroplitella Beri. 

Uropoda (ex p.) Canestrini e Berlese ; Berlese, Leonardi ♦■(•(•. 
Opliti» A. Berlese, A. M. Scorp. ital. 

Corpus ovale, vel subdiscoidale, anterius et ])osterins rotunda- 
tum. Dorsum convexum vel perconvexum. Scutuni dorsuale me- 
dium ovatum, undique liberum et linea integra circumdatum, satis 
a marginibus corporis discretum iisdemque margine suo subjtaial- 
lelum. Scutum marginale sat latum, linea marginibus cori)oris 
subparallela, anterius tamen evanida, quasi in annulos duos con- 
centricos divisum. Pili mediocres, rari, simplices in dorso mani- 
festi, ad margines minimi et subinconspicui. Yertex ut in gen. 
tlroohoveUa conformatum. Derma undique nitidissimnm. 

Peritremata uni- vel biplicata, valde manifesta. Venter sento 
perigenitale perconspicuo, lato, longe ovato, lateribus integris, 
arcuatis (extrorsus); anterius et posterius truncatis, marginibus 
istis elegantiter crenulato-undulatis, anterius curte quadripilis. 



344 ACARI MIRMECOFILI 

posteriiis tantum pilis duobus extra sciitum, ad angiilos postico» 
scuti eiusdem adpressis. Caeterum ventris post quartos pedes scuto 
ventrale lato, parce piloso, linea postica (scutum anale seiungente) 
arcuata (retrorsus), de extremis angulis fossularum pedalium pro- 
cedente. Linea metapodica quare nulla. Scutum anale late arcuato- 
trigonum, linea transversa supradicta optime a scuto ventrale 
(metapodico, integro) seiunctum. 

Nymphae colore carneo depictae, adultis primo \dsu conformes. 
Nymplia prima scuto dorsuale medio duplice; sive parte antica 
lata, subrotunda, dorsi partem maiorem occupante; parte postica 
bene a praecedente discreta, trigono-rotundata. Scutum marginale 
nullum. Venter ut in nympha secunda. 

N'ympha secunda scutis dorsualibus ut in adulto. Scuto sternale 
maglio, longe cordato, a scutis endopodicis bene discreto. Senta 
parapodica fere ut in adultis, sed postice oblique truncata et a 
scuto anale bene seiuncta. Scutum anale pentagonum, a sterno et 
a scuto parapodico separatum. Peritremata longa, subrecta, fili- 
formia. Non fìlum, quod censeo, emittunt ab ano. 

Larva ignota. 

Minores vel minimae. 

Typus « Uroplitella paradoxa (C. et B.) » 

Osservazioni. Il gruppo è molto naturale. Lo studio degli scudi 
ventrali delle ninfe omeomorfe, facendo vedere lo sterno isolato e 
staccato dagli ispessimenti endojXHlici sembra dar ragione della 
ipotesi che lo scudo perigenitale dell'adulto corrisponda al vero 
sterno delle ninfe e degli altri Mesostigmati. Ciò ho già svolto. 

Le specie del genere sono tutte molto piccole e simili fra di 
loro; solo collo studio attento di minuti particolari si distinguono 
bene. Forse sono tutte mirmecofile. 

Tutte le specie del genere, finora note, sono le seguenti: 

1. Derma in omuibus scutis ventralibus nitidissimuni 3. 

— Derma saltem in metapodio pseudo-perforatum (areolis vel punctiilis) . 2. 

2. Epigynium dermate areolato; margines laterale» senti sterualis ondulato- 

crenulati U. conspicua Beri. 

— Epigynium dernuite nitido ; margines laterales senti sternalis integri, sed ad 

qnartas eoxas subito concnrrentes U. PUSILLA Be)'l. 



ANTONIO BERLESE 345 

3. Perìtrema uniplicatum 4. 

— Peritrema biplicatum 5. 

4. Peritrema perexile; Foeni. ad 430 y . loiif;;. (ovata) . . U. ovaivla Beri. 

— Peritrema consuetae latitudiiiis 5. 

5. Foem. subcircularis, ad 430 p. long U. minutissima Beri. 

— Foem. ovalis, ad 520 fJ . loug . . U. pakadoxa C. et B. 

6. Valde villosa; plica inferior peritrematis areaiu trigoiiam oecliidens. Foem. 

ad 510 |U. long U. Leonardiana (Beri.) 

— Parce villosa; plica inferior peritrematis lata, vix significata, nullam aream 

occludeus; Foem. ad 570 f^. long U. pennsylvanica Beri. 



Uroplitella Leonardiana (Beri.) 

Tab. Vili, fig-. 28 animai piointiii ; 29 foem. siii)iiiii 
(diam. 85). 

Uropodu Leonardiana, A. Berlese, Zoologisclu-r Aiizeiger, Bd. XXVII. (1903), 
N. 1, p. 20. 

U. testaceo-badia, ovalis, dense pilosula, i)ilis sat lonois prae- 
cipue ad margines et in dorso. Peritrema biplieatum, i)lica inte- 
riore stricta, aream triangularem occludente. Venter \n\ìs pluribus 
(praecipue in sento metapodico), conspicuis, ornatnm. J)ci'ma to- 
tnm nitidissimum. 

Foemina sento sternale ovato-rectangnlo, lateribns sat aicuatis, 
anterins subrecte truncato, posterins longe a margine postico epi- 
gynii discreto, sat angnlatim (retrorsns) trnncato, utrinque bene 
trisinuato. Epigynium late ippocrei)eum, anterins bene rotundatnm, 
nsqne ad dimidias coxas secnndi paris prodnctum; posterins recte 
trnncatnm, iisque ad dimidias postieas coxas desinens. 

Mas ignotns; Kympha ignota. 

Ad 510 fj.. long.; 410 p.. lat. 

Habitat pilis pedum formicae « Messor strnctor » adfixa, a<l 
« Portici », nec non in agro Tridentino (Leonardi). 

Osservazioni. Ho rifatto la descrizione data altra volta (loc. 
cit.) ed ho misurato i)iìi esattamente gli individui stessi che allora 
ho descritti. 

Il Silvestri raccolse questa specie, che tro\ò assieme alla Uro- 



346 ACARI MIRMECOFILI 

discella phUoctena Trouess., attaccata ai peli delle zampe (special- 
mente alla tibia) del Messor struetor. 

Non conosco ne i maschi né le ninfe. 

La specie differisce dalle affini specialmente iier la villosità dei 
margini del corpo e del dorso, che in ninna altra è così vistosa, 
oltreché pel peritrema ecc. Mi sembra sia la piìi grossa specie di 
qnesto genere che si trovi da noi. 

Trovai delle femmine di questa specie mescolate alla U. minu- 
tissima, raccolta nel Trentino (Civezzano) dal Dott. Leonardi. 



Uroplitella ovatula Beri. 

Tab. Vili, flg. 26 animai ])ronnm ; 27 foem, supina 
(diam. 85). 

(A. Berle se, Acari nuovi, Maiiip. I, N. 41, in « Eeclia », voi. I, 1903, p. 250). 

U. testacea, ovalis, sat pilosula, pilis tamen minntissimis, in 
dorso et in ventre sat densis. Derma undique nitidissimum. Peri- 
trema perexile, filiforme (quod in hac tantum specie vidi), late 
uniplicatum. Venter sento metapodico pilis aliquot minimis ornato. 

Foemina sento perigenitale elongato, lateribns bene arcuatis, an- 
terins longe a summo epigynio discreto, introrsus arcuato; poste- 
rins marginem posticum epigynii sat prope trnncato, retrorsns 
rotnndato, obsolete ad angulos utrinque unisinuato. Epigyninm 
ovale, anterins obtuso-rotnndatum, coxas anticas non superans; 
posterius sat retrorsns arcuatum, ns(|ue ad postremas quartas coxas 
l)rodnctum. 

Marem non dignosco neque Nymj)ham. 

Ad 480 ix. long.; 350 [j,. hit. 

Habitat in nidis formicarum ad iSTeapolim (Portici). 

Osservazioni. Possiedo solo qualche femmina di questa specie, 
raccolta da me molti anni addietro e conservata in collezione colla 
sola indicazione « Portici, nei nidi di formiche ». Perciò non posso 
indicare con quate specie di insetto conviva. 



ANTONIO BERLESE 347 

Trattasi i>erò certo di una forma distinta da tutte, sia per la 
forma degli scudi ventrali, sia per la villosità, come, intine, per lo 
speciale carattere del peritrema strettissimo, come mai ho veduto 
in altre sjìecie. 



Uroplitella pennsylvanica Beri. 

Tab. IX, fig". 39 animai pronum ; 40 foem. supina (diam. 85). 

(A. Ber le se, Acari nuovi, Mauip. I, N. 44, in « Keclia », voi. I, 1903, p. 251). 

U. testacea, ovato-rotundata, parce sed sat longe pilosa (prae- 
cipue ad dorsum). Derma undique nitidum. Peritrema biplicatum, 
plica media latissima, vix prominula, aream non occludente. Ven- 
ter pilis raris, sat longis auctus; in sento metapodico utrinque 
tribus. 

Foemina sento sternale ovato, anterius et posterins recte trun- 
cato; posterins longe a margine postico pigydii truncato, sat con- 
spicue quinque-sinuato. Epigynium late ippocrepeum, anterius late 
rotundatum, usque ad dimidias coxas secundi paris productum, 
posterius recte truncatum, vix ultra dimidias coxas desinens. 

Mas ignotus; Nympha ignota. 

Ad 550 u.. long.; 450 jj,. lat. (vel. 570 {j.. Icmg.; 470 p.. lat.). 

Habitat in Pennsylvania, in nidis formicarum. 

Osservazioni. Il Wasmann mi comunicò due individui femmine 
di questa sj)ecie raccolti dal Sig. P. I. Schmitt a S. Vincent, in 
Pennsylvania, in nidi di Formica Kuhsericea Say. Altri due indivi- 
dui raccolti e cx)municatimi dallo stesso furono trovati nella stessa 
località, in nidi di Formica rubicurida Em. (sono quelli maggiori). 

Non conosco nò i maschi ne le ninfe. 



348 ACARI MIRMECOFILI 



Uroplitella minutissima Beri. 

Tab. IX, fig. 35 animai pronum; 36 foeui. supina; 37 mas 
supinus; 38 nympha 2'^ supina (tliam. 85). 

(A. Beri e 8 e, Acari nuovi, Manip. I, N. 43, in « Redia », voi. I, 1903, p. 250). 
Uropoda paradoxa Leonardi, Aoaroidei viventi nei formicai, p. 33. 
Disvopoma pan data W a s m a n n, in Tijdschr. voor. Entomol. XLII. 

U. testaceo-carnea, vel badia, subcircularis, minutissime et parce 
pilosa, dorso subglabro. Derma undique nitidissimum. Peritrema 
tantum uniiìlicatum, Venter sento metapodico pilis utrinque tribus. 

Mas foemina nnnor et magis ovalis, scuto sternale longius cor- 
diforme, posterius truncato, obsolete bisinuato. Foramen genitale 
sat magnum, circulare, inter seeundas et tertias coxas apertum. 

Foemina subcircularis; scuto sternale subrectangulo, lateribus 
tamen vix incurvis, postice sat posterius arcuato, utrinque qua- 
tuorsinuato; epigynio late ippocrepeo, anterius fere ad summas 
seeundas coxas producto et late rotundato, posterius fere extre- 
mas quartas coxas attingente, recte truncato. 

Nympha ovata, anterius obtusa, i)osterius obtuso-rotundata, sterno 
subampulliforme, inter quartas coxas perstricto, ultra coxas easdem 
producto; scuto anale subpentagono, anterius truncato. Color pal- 
lide carneus. 

Mas ad 370 p.. long.; 200 [j.. lat. — Foem. 420 jj.. long.; 350 (j.. lat. 
— Nympha 370 [j.. long.; 200 [j.. lat. 

Habitat in nidis formicarum in Hollandia, in « Luxemburg » et 
in Italia boreale, nec non in agro Tridentino. 

Osservazioni. Ho ricevuto individui di ambedue i sessi dal 
Wasmann, che li trovò in Olanda (Exaeten), in nidi di Lasius alie- 
nus e di Lasius niger, segnati sotto il nome di Discopoma pandata 
Mich. e sono quelli ricordati dal Wasmann (loc. cit.), che trovò la 
stessa forma anche in nidi di Myrmica scabrinodis in Olanda. 

Il Leonardi raccolse questa specie nel Trentino (Oivezzano, Cal- 
donazzo, Bezzecca), numerosissima nei nidi di varie specie di for- 
miche, cioè Myrmica scabrinodis Nyl.; Pheidole pallidulaj^yì.', For- 



ANTONIO BERLESE 349 

mica fusca L. ; Lanma niger L. ; Lasius alienus var. ecc. Eg;li 
determinò questa specie per Uropoda paradoxa (loc. cit.), ma dal- 
l'esame dei suoi esemi)lari del Trentino mi sono assolutamente con- 
vinto che si tratta della specie qui intestata. 

Io ritrovai poi abbondantissima (luesta bella forma in formicai 
nel Bosco Cansiglio (Treviso), in nidi di Lasius alienus ed altrove 
nel Trevisano (Cison di Valmarino), in nidi di Lasius niger. 

Quanto alle misure ho trovato quanto segue : 

— Cansiglio: femmine, tutte 420 |j.. lung.; 350 [j.. larg. 

— Cison di Valmarino: femm. 400 [j.. lung., 340 jj.. largh. — 
Mas. 380 p.. lungh.; 290 [J.. larg. 

— Trentino: maschi 360 [j.. lung.; 290 [j.. largh. 

— Olanda {Lasius niger): femm. 430 [j.. lungh.; 300 largh. — 
Mas. 390 [j.. lungh.; 310 |j,. largii. — {Lasius alienus): femm. 400 [j.. 
lungh.; 340 p,. largh. — Mas. 370 |j.. lungh.; 280 fj.. largh. 

Var. villosella n. var. — Tab. IX, tìg. 31 nympha 1* prona; 
32 ead. supina; 33 adultus pronus; 34 foem. supina (diam. 85). 
Typico magis ovalis et magis villosa, praecii)ue ad dorsum. Pili 
dorsuales numerosi et sat longi, etiam in margine, praecipue [)o- 
stice, manifesti. Scutum perigenitale anterius et posterius strictius 
quam in typico. 

Plura vidi exempla utriusque sexus et nymphas secundas, col- 
lectas in nidis formicarum et super formicas in Rossia a CI. Ka- 
rawaiew, nec non plures (etiam nymphas primas et secundas) col- 
lectas ad « Portici » a CI. Leonardi et sub nomine U. paradoxa 
asservatas. 

Osservazioni. Gli esemplari di Russia (Mnrsinzi), trovati per 
lo pili attaccati ai peli delle zampe del Lasius Jlacus sono adulti 
di ambedue i sessi e ninfe seconde. Essi misurano, in generale: 
Femmine lunghe da 410 jj..; larghe 330 p.. Maschi lunghi 360 fj..; 
larghi 290 jj,. 

Gli esemplari di Portici non si può sapere in nidi di quali for- 
miche sieno stati raccolti, i)robabilmente però in nidi di Myrmica 
scabrinodis Nyl.; Pheidole pallidula Nyl.; Aplienogaster testaceo-pilosa 
var. campana Emer.; CamponoUis aethiops Latr. 



350 ACARI MIRMECOFILI 

Essi misurano: 

Femmine 400 [j.. di lunghezza per 240 [j,. di larghezza. 
Le prime ninfe (disegnate a iìgg. 31, 32, tab. IX) misurano 
320 |j.. di lunghezza per 250 p.. di larghezza. 



Gen. TRACHYUROPODA Beri. 



Uropoda (ex p.) Auct. — Glyphopsis (ex p.) Michael. Note on the Uropoili- 
nae, 1904. — Trachy uropoda (ex p.) A. B e r 1 e s e, Acari Austro -Ameri- 
cani 1888 et iu A. Myr. Scorp. ital. 



Corjuis plus minusve ovale, vel post quartos pedes coarctatum, 
anterius acutum (apice non inferne recurvo), postice rotundatum; 
anterius (et ad latera) laminis cristiformibus plus minusve latis, 
dilatatum; humeris sat angulosis. Scutum dorsuale medium late 
ovale, anterius minus bene a marginale saepius distinctum, postice 
rotundatum, in medio varie excavatum, tuberculatum, laminis et 
plicis sculptum etc. Scutum marginale praecedenti adpressum, mar- 
gine interno integro. Derma dorsi et ventris areolatum, scabra- 
tum etc. Pili simplices vel i)lumosuli vel curte T-formes. 

Venter sento parapodico sat ad margines producto, linea meta- 
podica (obsoleta vel) nulla. Margo corporis pilis plerumque T-for- 
mibus ornatus. Vix post coxas quarti paris in ventre adsunt 
organa peculiaria, foveolas vel ijseudo-foramina duas simulantia, 
in quibus i^lerumque sunt pili complures stipati, absconditi vel 
protrasi. 

Nympha heteromorpha minus bene nota. 

Nympha omeontorpha sento dorsuale medio sat a marginibus di- 
screto, toto areolato-reticulato. Sento marginale nullo, tamen in 
spatio dorsi (et ventris) scutum circumdante, scutulis minutis plu- 
rimis poligonalibus adpressis, praeciime ad marginem conspicuis, 
appendicem unam gerentibus, breviter T-formem, Color testaceus, 
scutis ventralibus et magis pedibus plerumque carneo-rubescentibus. 

Non pilum ab ano parit, quo insectis adfigi possit. 

Typus « Trachyuropoda festiva Beri. ». 



ANTONIO BERLESE 351 

Osservazioni. Questo g^enere è molto ricco di si)ecie bellissime 
e non può essere confuso con altri generi, i)er quanto alcune spe- 
cie somiglino alle Uropoda od agli Urodlnyclms. 

Può essere detto che gli adulti delle Trachyuropoda conservano 
dei caratteri giovanili, perchè, tra l'altro, la scultura degli scudi 
e la caratteristica fonila dei ])eli a T, colle branche molto estese 
ed il peduncolo corto, sono caratteri che si osservano solo nelle 
ninfe prime delle Uropoda (ad es. TI. obscura Koch.). 

Si distinguono dagli Urodinychus a cui somigliano, pel derma 
scabro, particolarmente i)er la mancanza della linea, che a guisa 
di incisura, segna il limite del parapodio dopo le zampe del 4*^ paio; 
per l'orlo interno dello scudo marginale che è sempre intero; per 
la presenza di esi)ansioni laminari chitinee, ])rocedenti a guisa di 
creste dal vertice agli omeri, ed in talune specie anche piìi in là 
sugli orli del corpo, ])er quelle particolari fovee amjiie, che, in nu- 
mero di due, sembrano ])erforare lo scudo ventrale subito do])o o 
tra le anche del 4° paio e che mancano di raro ecc. 

Dal genere Uropoda il gruppo differisce per caratteri anche più 
cospicui e che è inutile rammentare qui. 

Credo che tutte le Trachyuropoda conosciute sieno mirmecofile. 
Della sola T. festiva non si sa nulla, quanto aìV habitat , ma io credo 
che essa pure sia mirmecofila. Non conosco Trachyuropode rinvenute 
fuori dei formicai, tranne che la var. imperforata della T. cristicepH, 
della quale, del resto, non ho veduto che un solo esemplare 
maschio. 

Il genere, intanto, si suddivide egregiamente in tre sottogeneri, 
molto bene distinti fra di loro, cioè: 

1. Corpus rotuudato-ovale, lateribus non coarctatis vel inciso-strangulatis . 2 

— Corpus post quartos jjedes lateribus profunde imiìresso-coarctatis (8-fornie). 

Leonardiella Beri. 

2. Dorsum ])ost quartos ])edes scuto medio ])rofunde interrupto (fere duplice), 

ad margiues iucisionis setis densi» quasi radulam sistentibus ornato . 
Trachyuropoda («. ntr.). 

— Dorsum saltem linea media longitudinale non in medio interrupta .... 

Janetiella Beri. 

N.B. Ho già avvertito (in « Redia » voi. I, 1903, p. 249) che il Michael 
non aveva ragione di fondare il suo genere Glyphopsis, non accettando il nome 
Traehyuroiìoda già da me projjosto molto prima. Il Michael, inoltre, compone il 



352 ACARI MIBMECOPILI 

genere Glyphopsis con specie tolte dalle Uropoda degli autori e dalle Discopoma. 
Mi diiole di non poter conservare il genere Glyphopsis in omaggio al Michael, 
ma la specie presa per tipo dal Ch. Autore è precisamente la Gì. Bostocki, forma 
affine alla Trachy uropoda festiva, colla quale sta anzi nello stesso sottogenere ed 
appunto la Tr. festiva io ho preso a tipo del sottogenere Trachywr apoda. 



SuBGEN. Janetialla n. subgen. 
Uropoda (ex p.) Auctor. — Glyphopsis (ex p.) Michael. 

Corpus ovatum, haud lateraliter strangulatum, margine post 
hitmeros plus minusve undulato-tuberculato vel crenulato. Dorsum 
subplanum, vel varie excavatum, vel aeque convexiusculum, luar- 
ginibus elevatis vel non, in medio transverse depressimi, vel 
(saepius) longitudinaliter aeque elevatiusculum. Pars media dorsi 
(excepta Tr. laminosa) integra, elevata, margine sub-8-forme limi- 
tata, qua re lateraliter ad pedes quarti paris profunde sinuato- 
coarctata, angulis ad impressionem plus minusve in tuberculos vel 
squamas chitineas elevatis. Adest squama chitinea cristiformis, 
verticem late marginans nec non humera etiam ultra secundos 
pedes, denique attenuata, evanescens. Foveolae post quartas coxas, 
pseudoforamina simulantes, duae, sat latae, aliquando praesentes 
in utroque sexu. 

Mediocres. 

Typus « Trachyuropoda coccinea Mich. ». 

Osservazioni, i^on è agevole accogliere tutte le specie che 
pure appartengono senza dubbio allo stesso gruppo e sono fra 
loro molto affini, in una diagnosi che le abbracci conveniente- 
mente, perchè dalle specie assai scolpite al dorso, come è la Tr. 
laminosa si passa, per gradi insensibili, fino alle specie, come la 
Tr. magna o la Tr. cristiceps, che sono così semplici da somigliare 
a vere Uropoda. È bene quindi scegliere a tipo non una forma 
estrema, come potrebbe essere la Tr. laminosa o la Tr. cristiceps, 
per quanto esse sieno le piti anticamente conosciute, ma una in- 
termedia, come, ad es. la Tr. coccinea. 

In questa ultima specie si vede adunque che il dorso è sui lati 



ANTONIO BBRLESE 353 

depresso, quasi marcato da due fovee lougitudiuali, comprese tra 
i ninr^ini del cori)o rilevati e In ])arte mediana elevata essa pure 
a guisa di larga e bassa carena. Questa parte mediana si eleva 
sulle depressioni laterali in virtù di una serie di tubercoli laterali, 
che nel loro insieme circoscrivono una figura quasi ad g, coll'oc- 
chio più grande di sopra. La insenatura di questa linea marginale 
cade a livello delle zam})e del 4° paio ed i suoi orli sono molto 
più fortemente chitinosi, in talune specie poi si elevano in alte 
squame dure. 

Da questa coccinea si ju-ocede, <la un lato verso le specie sem- 
pre meno scolpite al dorso e dall'altro in quelle molto ])iù acci- 
dentate. Discendendo verso le meno scolpite, si passa per la 
var. .sinuata alla Tr. cristiceps in cui tubercoli bassi e difficilmente 
visibili circoscrivono appena la parte mediana del dorso più ele- 
vata, quindi alla Tr. magna in cui il dorso può dirsi uniforme- 
mente convesso. 

La Tr. Wa.smanniana corrisjxmde alla Tr. coccinea^ quanto alle 
accidentalità del dorso, ma la Tr. excavata è molto ])iù impressa; 
i quattro angoli che circondano la impressione laterale sono ele- 
vati in alte squame molto colorate e dure, però la i)arte mediana 
della larga carena dorsale non è ancora depressa. Finalmente nella 
Tr. laminosa abbiamo l'estremo grado di scultura del dorso, con 
squame molto alte sull'orlo della linea nuu^ginante la carena me- 
diana e molto più ai (piattro angoli attorno alla imi)ressione late- 
rale, la quale poi è così profonda che interessa ormai e si estende 
anche sulla parte mediana della carena dorsale. Tutto ciò appa- 
risce anche meglio dalle figure. 

Le coste chitinose che marginano la ])arte anteriore del corpo, 
sono sempre molto vistose ai lati del vertice, di })oi si interrom- 
pono in corrispondenza delle zampe del 1" paio, quindi ri])rendono 
sugli omeri e si perdono dopo le zami)e del secondo ])aio. l<]sse 
però non si elevano mai in angoli acuti come nel sottogenere 
Trachi/nropoda (s. str.) e nelle Leonardiella ; inoltre variano di 
svilupiio dall' una specie all' altra. 

I pseudoforami ventrali non sono bene visibili che in talune 
specie affini alla Tr. cristiceps e, d'altra parte, non sono mai occu- 
pati da peli, come si vedono, invece, nel sottogenere Leonardiella. 



354 ACARI MIRMECOFILI 

H gruppo conta molte specie, tvitte mirmecoflle, che sono: 

1. Carina media (lata) dorsi plus miniisve conspiciia, in medio transverse non 

depressione profnnda interriij)ta 2. 

— Carina media (lata) dorsi valde conspicua, in medio transverse depressione 

])rofundiore interrupta Tr. laminosa (C. et B.). 

2. Anguli (quatuor) ad margines incisurae carinae mediae dorsnalis in sqnamas 

chitineas latas bene elevati Tk. excavata (Wasm). 

— Augnli (qnatuor) ad margines incisnrae carinae mediae dorsualis prominnli, 

tuberculis acutis sed non in squamas latas elevati 3. 

3. Dorsum band in medio longitndinaliter elevatnm, sat aeqne convexiuscnlum. 4. 

— Dorsnm elevatione media 8-forme bene conspiciia auctiuu 5. 

4. Foveolae ventrales (pseudo-foramina) post qnartos pedes perconspicuae . 

Tr. cristiceps (Can.). 

— Foveolae ventrales snpradictae nnllae Tr. magna (Leon.). 

5. Foveolae ventrales (pseudoforamina) nullae . . Tr. Wasmanniana Beri. 

— Foveolae ventrales conspicuae Tr. coccinea, (Midi.). 



Trachyuropoda (Janetiella) cristiceps (Can.j. 

Tab. IX, flg. 46 animai pronum; 47 iiiaris sternum; 
48 foem. supina (diam. 85). 

Uropoda cristiceps; G. Canestrini. Acari nuovi e poco noti, p. 10. 
» » A. Berlese, A. M. Scorii. ital.; fase. 11, N. 5. 

Non syn. U. cristiceps Leonardi, Acaroidei viventi nei formicai. 

T. baclio-latericia, ovata, anterius vix producta, cristis lamina- 
ribus vix expansis ad humera, inter primos et secundos pedes. 
Dorsum convexiuscnlum. Scutum dorsuale ovatum, totu^m pseudo- 
foraminibus parvis punctatum, subnudum. Adsunt tuberculi vix 
adparentes, lineam ovatam subevanidam conlìcientes, sat margini 
scuti dorsualis parallelam. Margo corporis subcrenulatus, nudus. 
Scutum ventrale punctulato-areolatum, lineis melius chitineis un- 
dulatis aliquot. Adsunt foramina duo magna inter coxas quarti 
paris, chitina duriori circumdata. Peritrema anterius plica fere ad 
marginem producta, denique subrecte decurrens, mesopleuram late 
incidens, sub mesopleuram eamdem plicatum, demum in foveola 
tertii paris iucurrens, in stigmate apertum. 



ANTONIO BERLESE 355 

Mas sterno subnitido, foramine genitale sat ovato, inter coxas 
tertii paris aperto, })S('u(lof()raniinibus septeni circuiiulato. 

Foemina epigynio inaino, longe ippoorepeo, taiiieii iiiargiiiibus 
vix (li vergenti bus, punctis raris impresso. Epigyninni idem ante- 
rius rotundatum, vix ultra secundas coxas i)ro(luctum, postice 
recte truncatum, ad sununas quartas coxas desinens. 

Nympha et larva ignotae. 

Mas ad 830 [J.. long.; 600 [j.. lat.; toem. -SOO }j,. long.; 000 |j„ lat. 

Habitat in Italia (Orbetello, Torre del Greco); Austria (Bolzano); 
Germania (Linz); Gallia (Beuvais). 

Osservazioni. La descrizione negli A. M. He. ital. è tolta dagli 
esemplari tipici del (Janestrini, assieme alla figura, ma non i)os- 
sedendoli più ho rifatte diagnosi e figure da esem])lari di Bolzano 
(Tirolo), località molto prossima a quella dove il Canestrini rac- 
colse i suoi, i (piali individui di Bolzano mi fiirtmo gentilmenfe 
comunicati dal ('li. Wasmaiiii. Direi hi si)ecie affatto settentrio- 
nale quando non ne avessi due individui (^ e $ di Orbetello ed 
uno (f di Torre del Greco. 

Gli esemplari che possiedo derivano : 

— Dal Tirolo (Bolzano) diu' femmine (hing. 7S0 jj..; larg. Ìì'M) p..), 

raccolti dal Wasmann nei nidi di Pheifiolc pallidnla Nyl. 

— J)a Orbetello (Mas 830 [j.. long.; 500 p.. lat. — Foem. 840 p.. 

long.; 610 [j.. lat.) raccolti in nidi di Formiche di s])e(*ie 
non determinata. 

— Da Torre del Greco (Napoli) un ^f raccolto in nidi di foinui 

indeterminata. 

— Dalla Germania (Linz sul Beno), raccolti dal Wasmann nei nidi 

di Canqyonotus Uf/niperdns Latr. (Mas long. 830 |j..; lat. 600 [j.. 
— Foem. long. 850 |j..; lat. 610 [j.,). 

Il Leonardi (loc. cit.) ricorda la specie come comune a I*or- 
tici, nei nidi di Formiche, ma dagli esemi>lari suoi lilevo che si 
tratta invece della afitìne e molto più comune Trachyuropoda coc- 
cinea var. sinuata Beri. 

Perciò anche le ninfe appartengono a questa specie. 

Xon conosciamo quindi le forme giovanili della vera Tr. cristiceps. 



356 ACARI MIRMECOFILI 



Trachyuropoda (Jaiietiella) coccinea (Mich.). 

Tab. X, Hg. 49 animai proiium; 50 foeni. .supina. — 
Tab. XI, fig. 72 niaris sternnm (diam. 85). 

Uropoda coccinea Michael, Assoc. Gamasid. with Auts, p. 646, tav. XLIX, tìg. 1. 

T. badio-latericia, aliquando tamen rubricans. Ovata, sed angulis 
humeralibns et posticivS minus bene lotundatis qiiam in T. cristi- 
ceps. Crista verticem et huniera marginans vix melius expansa 
quam in T. cristiceps. Dorsnm sat convexum, sed varie elevatmn ; 
in medio quasi carina elevatiuscnla auctum, ad latera, iuxta mar- 
ginem corporis depresso-excavatulus. Sunt tuberculi quidam satis 
alti, lineam arcuatam, marginibus quasi parallelam sistentes, in 
parte dorsi anteriore; denique squama elevata, transversa, saturate 
rufobrunnea, fere lineam dorsi mediani attingens conspicitur. In 
tertia postica dorsi parte utrinque sqnamae duae subparallelae, 
longitudinales conspiciuntur, altae, saturate badio-fuscae, quae 
evanescunt in tuberculos quosdam minus elevatos, in decursu ad 
marginem corporis postremum. Derma sat laeve nec pseudoforami- 
nibus signatum, praeter aliquot secundum lineas longitudinales 
(ad latera carinae mediae et alibi) dispositos, ex quibus pili oriun- 
tur duplices, T-formes, breviter pedunculati. 

Margo corporis sat altus, crenulatus. 

Mas sterno lato, sublaevi. Foramen genitale ovatum, Inter ter- 
tias coxas insitum. 

Foemina sat eidem T. cristicepH conformis, sed epigynio sublaeve, 
minus postice, magis antice producto. Foveolae (foraminiformes) 
post epigynium latae, tamen minus conspicuae. Venter dermate 
sublaeve jirotectum, tuberculisque aliquot, lineas sistentibus longi- 
tudinales et transversas, pilos T-formes gerentibus ornatus. 

Nympha et larva ignotae. 

Mas ad 760 jj,. long.; 540 p.. lat. — Foem. ad 840 |j.. long.; 
600 {j.. lat. 

Habitat in Austria. 



ANTONIO BERLESB 357 

Osservazioni. Il Michael raccolse questa specie, per la prima 
volta, nel Tirolo, ad lunsbruck, nei nidi di Cnmponottis herculea- 
nus, (probabilmente C. li(iniperdns) ed afferma che il Bostock la 
trovò pure abbondante nei nidi di Formica fusca a Buxton nel 
Derbyshire. 

Io ho figurato al i>resente la siiecie e la ho descritta su (puittro 
individui (due maschi e due femmine) dallo stesso Michael molto 
gentilmente speditimi e raccolti nel Tirolo, tanto che io posso con- 
siderarli come identici a quelli tipici. 

Var. sinuata n. var. — Tab. X, fìg. 51 animai pronum; 52 nym 
pha 2^ prona (diam. 85). — ( Uropoda crìstìceps Leonardi, Acaroidei 
Formicai (ex p.); W a s m a n n, pluries). Dorso minus scabrato, la- 
minis squamiformibus incisuram fornuuitibus minus altis, vel plus 
minusve obsoletis, tantum vitta chitinea obscursiore significatis. 
Oarinae et tuberculi postici obsoletiores quam in typico. (Inveni 
exemplum laminis nullis, ne vittis quidem obscuris signifìcatis, 
primo visu cum Tr. cristicipede confundendum). 

Nymplia. Testaceo-terrea, pedibus vix obscurioribus; late ovata, 
antice acuta. Margo corporis tuberculis pilum bre^dter T-forme ge- 
rentibus auctus, nec non linea dorsuale et ventrale tuberculis con- 
formibus, marginibus parallelis et appressi», pariter piligeris ornata. 
Scutum dorsuale late ovatum, magnam dorsi partem nudam relin- 
quens, subplanum, obsolete areolato-scabratum, pilis aliquot T-for- 
mibus auctum. Venter sat nymphae Tr. excavatae sirailis, sed sento 
anale anterius magis scabrato. 

Ad 710 p.. long.; 540 jj., lat. 

Habitat in Norvegia, Russia « Luxemburg », Hollandia, Gallia, 
Italia septentrionale et meridionale, in nidis formicarum perfrequens. 

Osservazioni. Non ho mai trovato la forma tipica del Michael, 
che devesi ritenere ristretta al Tirolo. Invece è comunissima 
la varietà qui sopra indicata e la ebbi da molte località dispara- 
tissime. Il Leonardi la raccolse abbondantemente a Portici e ad 
Avellino nei nidi di formiche, ma la confuse colla Tr. cristiceps 
ed appunto sotto questo nome la descrisse. Do qui l'elenco delle 



368 ACARI MIRMECOFILI 

località di dove ho esemplari, colle loro misure e l'indicazione 
della specie di formica, con cui sono stati trovati. 

— Norvegia (esemplari avuti dal Thor, (/ e $ , però non è detto 

se siano stati trovati in nidi di formiche). Mas. 830 [j.. lung.; 
600 p,. larg. — Fem, 790 }j,. lung.; 580 [j.. larg. 

— Russia (Moltissimi esemplari di ambedue i sessi avuti dal Ka- 

rawaiew, che li raccolse a Mursinzi, in nidi di Formica 
pratensis). Mas. lunghi da 750 ad 800 [j..; larghi da 520 
a 550 jx. 

— Ltixemhurfj (Individui maschi, femmine e ninfe avuti dal Wa- 

smann, trovati nel Luxemburg, in nidi di Formica rufihar- 
his F.). Mas. lung. 790 fj..; 540 jj.. larg. — Fem. 730 [j.. 
lung.; 530 |j.. larg. 

— Italia (Avellino, raccolti dal Dott. Leo- 

nardi, citati in « Acaroidei viventi In nidi di Formica 

nei formicai, col nome di Urop. cri- i fusca ; Lasius ìiiger ; 
sticeps). Mas 750 jj.. lung.; 510 [j.. f ]\[yrmica scahrinodis ; 
larg. — Foem. 820 [j.. lung.; 580 [j.. / Aplienogoster testaceo- 
larg. \ pilosa, var. campana ; 

— — (Portici, come sopra). Mas 770 {j.. 1 Camponotus aethiops. 

lung.; 550 [j.. larg. 

Il Wasmann (Tijdshr. v. Entomol. XLII, p. 161 ecc.) ricorda 
(col nome di Glyphopsis coccinea) questa varietà, come trovata ad 
Exaeten (Olanda), in nidi di Formica sanguinea^ F. riifibarhis , F. fu- 
sca, Lasius flatus (nel Luxemburg), Myrmica scahrinodis (Luxemburg). 



Trachyiiropoda (Janetiella) excavata (Wasm.). 

Tab. X, fig. 53 animai pronum ; 54 mas supinus ; 55 foem. 
supina; 56 nympha 2"* supina; 57 ead. prona (diam. 85). 

Glì/pìwpsin coccinea var. excavata W a s m a u n, in Tijdshr. voor Entomol. XLII. 

T. saturate badia, ovalis, marginibus lateralibus intersese sub- 
parallelis, antice subacuto-truncata, postice rotundata. Crista la- 



ANTONIO BERLESE 359 

minaris tantum antica, conspiciia. Margines corporis superne subin- 
tegri, inferne sat crenulati. Dorsum planiusculum. Seutuni dorsuale 
perfecte ovale, niarginibus integris sat elevatis. Pars media dorsi 
alta, circum sat depressa. Adsunt, in parte anteriore dorsi, tuber- 
culi longitudinaliter seriati, aream mediam altiusculam circumdan- 
tes, deinde in squamas altas, durius et obscurius chitineas, post 
quartos pedes manifestas, lobuloriun rotundatorum instar desinentes 
productam. In parte postica dorsi (post quartos pedes) adsunt 
areae elevatae duae, laterales, margini scuti dorsualis sat a]>])ressae, 
quae demum anterius in squamas durius chitineas, obscuriores, 
rotundatas, anterioribus sat appressas illasque spectantes desinent. 
Dorsum inter squamas quatuor istas non depressum, et prope 
lineam longitudinalem mediam, signo quodam subovale, vittis clii- 
tineis obscuris circumdato, annulum anterius et posterius ajìertum 
sistentes, ornatum. Derma sat punctulato-scabratum. Venter mar- 
gine postico et lateralibus sat undulato-crenulatis, area ventrale 
subnitida, vel punctis aliquot impressa, utrinque ad anum tuber- 
culo lato, sat alto ornatus. Adsunt pseudo-foramina parva, ad 
partem internam coxarum quarti paris. 

Mas foramine genitale operculo subrotundo protecto, inter ter- 
tias coxas aperto, punctis aliquot circumdato. 

Foemina epigynio sat lato, subtrigono-ovato, anterius vix ultra 
coxas secundi paris rotuudato, posterius ad summas quartas coxas 
recte truncato. 

Nymplia. Pallide terrea, vix testaceo suflusa, praecipue ad mar- 
gines corporis; ovalis, ad coxas secundi i)aris vix angulata, ante- 
rius acutula, posterius truncata. Margines corporis crasse tuber- 
culato-crenulati. Scutum dorsuale sat ovatum, anterius acutum, in 
medio carina sat elevata ornatum, foveolisque duabus in regione 
humerorum i^arum manifestis, aliisque post tertios pedes usque 
ad extremum scutum maioribus, valde elongatis. Derma scuti to- 
tum areolato-scabratum, tuberculis plurimis papilliformibus, piluiii 
breviter T-forme gerentibus. Tuberculi conformes snmt ad mar- 
ginem corporis in dernuite scutum circumdante, plures, adpressi, 
pariter pilum T-forme, ut marginales, gerentes. Sternum inter 
coxas secundas perstrictum, denique longe cordatum. Scutum ano- 
ventrale trigonum, totum areolatum. 



360 ACARI MIRMECOFILI 

Mas ad 780 {j.. long.; 470 (j,. lat, — Foeiii. 850 p,. long.; 540 {j.. 
lat. — Nynipha 700 fj.. long.; 440 p,. lat. 
Habitat in Hollandia et in Italia boreale. 

Osservazioni. Il VVasmann trovò questa specie in Olanda 
(Walkemberg), nei nidi di Tetramorium caespitum, nel Luxemburg 
in nidi di Tetramorium caespitum e di Lasius niger e la ricordò 
col nome di Glyjfhopsis coccinea Mieli, var. eicavata. Possiedo un 
esemplare femmina (820 [j,. long.; 520 jj.. lat.), speditomi dallo 
stesso Wasmann. Io poi raccolsi molti individui di ambedue i 
sessi e ninfe nel Trevisano (Cison di Valmarino), affatto identici 
a quello del Wasmann, in nidi della stessa formica. 



Trachyuropoda (Janetiella) laminosa (C. et B.). 

Tal). XI, fig. 00 animai pronum; 61 foem. supina; 62 mas 
supinus; 63 nympha 2^ prona; 64 ead. supina (diam,85). 

Uropoda laminosa C a u e s t r i ii i e B e r 1 e s e, Sopra alcune nuove specie di 
acari ita!., tav. V, fig. 1-2. 

» » A. Berle se, A. Myr. Scorp. ital. fase. XIII, N. 1. 

» » Leonardi, Moniez, Trouessart ecc. 

Glyphopsis lamellosa Wasmann, in Tijdschr. voor Entomol. XLII et alibi. 

Tr. testaceo-carnea, subbadia, ovata, anterius subacuta, poste- 
rius rotundata. Margines corporis crasse undulato-tuberculati. Cri- 
sta chitinea laminaris tantum in vertice manifesta, caeterum nulla. 
Dorsum planiusculum, marginibus elevatis. Scutum dorsuale me- 
dium, ovale, anterius acuminatum, marginibus, post secundos pedes 
undulato-crenulatis, obscure chitineis, altis. In sento eodem, ijrope 
Ijedes tertii paris, ad marginem sunt foveolae duae, incomplete 
ovales, circine chitineo, badio, interne aperto circumdatae. Pars 
media dorsi, usque ad quartos pedes alte elevata, depressionibus 
l)rofondioribus circumdata, et fere carinis longitudinalibus tribus 
signata, anterius in mucronibus tribus altis desinens, postice tri- 
bus altioribus, lateralibus in laminas altas obscure chitineas ele- 
vatis. Derma in parte hac elevata crasse areolatum, areis non- 



ANTONIO BERLESE 361 

nullis nitidis, depressis. Post parteni hanc doisuni dei)ressione 
transversa, profundiore excavatum. Pars abdoiuinis post quartos 
pedes ad dorsum in cornua duo lata, anterius arcuatini directa, 
demum in squamas durius chitineas, altas, valde elevata, in medio 
depressiuscnla, dermate areolato-scabrato. Yenter i)ost quartos pe- 
des lineis chitineis quasi plicis transversis duabus, tubereulis altis 
constitutis ornatum, dermate toto areolato. 

Mas foramine genitale operculo rotundo, parvulo, Inter coxas 
tertii paris, rugis et foveolis sex circumdato; caetero sterno sat 
nitido. Venter plicis undulatis, praecipue posticis, altis ornatum. 
Foemina sterno subnitido; epigynio trigono-rotundato, anterius 
obtuso, ultra coxas secundas vix producto, j^osterius recte truncato, 
summas quartas coxas attingente. 

Nympìia stricte ovata, anterius acuta, posteriiis rotuiidata, niar- 
ginibus corporis haud ]trominulis, sed totis crasse tuberculato- 
crenulatis. Scutum dorsuale ovatum, anterius peracutum, magnani 
dorsi partem nudam relinquens. In parte nuda dernui tubereulis 
pluribus ornatur, omnil)us (etiam totius marginis corporis), ])ilo uno 
curte T-forme auctis, tamen ])ro))e scutum medium dorsi tuberculi 
isti evanescunt. Scutum dorsuale anterius et in arca ovale, de- 
pressa ad humeros dermate nitido, cactcrum crasse areolatum, ca- 
rina media alta auctum, toveisque duabus posterioribus magnis, 
ovatis dei)ressum. Sternum valde strictum, vix areolatum. Etiam 
scuta parapodica areolato-scabrata sunt. Color pallide terreus, ta- 
men marginibus corporis, sento anale, i^raecipue ])ostice nec non 
pedibus saturate testaceo-carneis. 

Mas ad 1»L*0 [j.. long.; (iOO [J.. lat. — Foem. ad 1>7(> [j.. long.; 
680 U-. lat. — Nympha ad 790 |j.. long.; 490 [X. lat. 

■Habitat in agro Tridentino nec non in agro veneto (Treviso), in 
nidis formicarum, nec non in « Boemia, Praga », in Gallia et in 
Luxemburgo. 

Osservazioni. La specie fu i)rimieramente trovata da Cane- 
strini e Fanzago nel Trentino ed io ne ho una ninfa appunto da- 
tami dal Canestrini (più pallida ed appena i)iìi ]>iccola, quindi più 
giovane di quella disegnata). 

11 Moniez, nel 1890, la segnala come trovata sotto le pietre a 



362 ACARI MIRMBCOFILI 

Porte! in Francia ed il Wasmann ne trovò un individuo a Praga, 
nei nidi di Tetramorium caespiUim e nel Lussemburgo in nidi di 
Lasius flavus e L. niger. Il Leonardi raccolse molti individui di 
ambedue i sessi nel Trentino (Civezzano), nei nidi di Formica fu- 
sca e sono quelli che ho disegnato presentemente. Io stesso poi 
trovai una ninfa (quella che disegno), in nidi di Lasius niger, nel 
Trevisano (Cison di Valmarino). Il Leonardi ha ragione di ritenere 
questa specie come veramente mirmecoflla. 

Essa rappresenta la forma nella quale la scoltura del dorso è la 
più accentuata. Per gradi poi, attraverso alla Tr. excavata Wasm., 
alla T. coccinea, si j)assa a forme assolutamente liscie nello scudo 
dorsale (solo col derma più o meno scolpito) come è la Tr. crì- 
sticeps Can. 



Trachyuropoda (Janetiella) Wasmaunìana Beri. 

Tab. X, flg. 58 animai pronum; 59 foem. supina (diam. 85). 
(A. Bei-leso, Acari nuovi, Manip. 1, N. 38, in « Redia » voi. I, 1903, p. 249). 

Tr. saturale badia, rotundato-ovalis, anterius acuta, posterius 
rotundata. (Jrista laminaris in vertice conspicua, ad humeros sat 
obsoleta. Margo corporis supernus tuberculis passim dissitis or- 
natus, infernus subinteger. Dorsum sat convexum. Scutum dor- 
suale medium omnino ovatum, antice cum vertice confusum, mar- 
gine integro. In medio dorso adest area longitudinalis sat elevata, 
post quartos pedes valde constricta, tuberculis in lineam fuscam 
coacervatis circumdata, ad costrictionem tamen vix in squamas 
duriores chitineas desinentibus. Pars dorsi inter costrictionem su- 
pradictam non depressa et areola parva, linea ovata circumdata, 
obsoleta signata. Derma sat scabrato-areolatum. Venter pseudofo- 
raminibus postgenitalibus nullis, post quartas coxas dermate sca- 
brato, linei s aliquot chitineis, praecipue post anum tuberculis latis 
significatis ornatus. 

Foemina (tantum nota) epigynio longe trigono, anterius rotundato 
et non ultra secundi paris coxas producto, posterius recte trun- 



ANTONIO BEELESE 363 

cato, ad summas quartas coxas desinens, dermate late et sensim 
areolatd. 

Foein. ad USO jj.. long.; 700 jj.. lat. 

Habitat in « Luxemburg- ». 

Osservazioni. Ho a^nito una femmina di questa bella s])ecie 
dal Wasmann, che la raccolse nel Luxemburg, in nidi di Lasluis 
mixtus Nyl. 

La specie è certamente aftine alla Tr. coccinea, ma è anche certo 
diversa. Differisce per la statura, per la scultura del dorso, per 
la mancanza di lamine chitinee estese e bene cospicue agli omeri; 
per la mancanza di foveole (pseudoforamina) tra le anche del 4 paio, 
per la scultura del ventre ecc. 

Xon conosco né il maschio ne le ninfe. 



Trachyuropoda (Janetiella) magna (Leon.). 

Tab. IX, fig. 41 animai pronum (diam. 55); 42 foem. su- 
pina; 43 maris sternum; 44 nym]>ha secunda jn-ona; 
45 eadem supina (diam. 85). 

Uropoda magna Leonardi, Soc. Veneto-Trent. Se. iiatur. Ser. II, voi. II, 
fase. 2. Idem, Acaroidei viv. formicai, p. 30., tav. 93, fig. 2 a. 

T. saturate badia, perfecte ovata, sat rotundata, antice acuta. 
Margo corjìoris undique integer. Crista chitinea laminaris anterior 
sat conspicua, humerales nullae. Scutum dorsuale ovatum, margini 
corporis valde appressum et parallelum. Dorsum convexum, minime 
impressum, dermate punctulis aliquot scabrato. Peritremata plicas 
duas magnas, intersese longitudine fere aequales sistentia, per- 
fecte ad M disposita. Venter tuberculis aliquot (quatuor) obsoletis 
ornatus, punctisque paucis in dermate scabratus. 

Mas sento parapodico magis quam in foemina a margine corporis, 
praecipue ad pedes secundos et inter tertios et quartos discreto. 
Sento genitale rotundo, parvulo, inter coxas tertii paris aperto, 
vix punctulis perpaucis circumdato. 



364 ACARI MIRMECOFILI 

Foemina sterno anterius (ad marginem anticum) submucronato. 
Epigynio longe trigono-ovale, anterius rotundato et vix ultra se- 
cundi paris coxas producto, postice recte truncato, in medias quar- 
ta» coxas desinens, dermate subnitido. 

Nymplia ovata, marginibus corporis crasse tuberculatis, super 
tuberculos pilos breviter T-formes gerentibus, nec non tuberculis 
eonformibus sparsis in dorso et in ventre (sed magis in dorso), pa- 
riter pilos conformes gerentibus, auctis. Scutum dorsuale ovatum, 
sat convexum, vix in medio carina obsoleta longitudinale elevatum, 
fere totum reticulatum, nec non tuberculis pluribus sparsis, pilos 
breviter T-formes auctis, ornatum; areis lateralibus depressis sub- 
nuUis. Sternum sat Inter secundas coxas constrictum. Scutum anale 
breviter trigonum. Color pallide testaceus, scutis flavescentibus, 
l)edibus et rostro carnei s. 

Mas usque ad 1100 |j.. long.; 800 |j.. hit. — Foem. usque ad 
1250 [J-. long.; 900 |j.. lat. — Nympba usque ad 1050 |j., long.; 
760 {j.. lat. 

Habitat in nidis formicarum ad Neapolim (Portici). 

Osservazioni. Possiedo molti esemplari di questa grande spe- 
cie, raccolti dal Dott. Leonardi a Portici, nei nidi di Camponotm 
aetìiiops. Sono maschi, femmine e ninfe. Questa specie, colla T. cri- 
sticeps, api)artiene al gruppo delle Trachyuropode liscie, cioè col 
dorso non iscolpito e perciò gli adulti somigliano alle vere Uro- 
poda, ma ad esame più attento, come anche per le ninfe, si vede 
chiaramente che appartengono al genere Trachyuropoda. 



SuBGEN. Trachyuropoda (s. str.) Beri. 

(Acari Austro-Ainerici, 1888). 
Uropoda, (ìlyphopsìs (ex p.) Auctoruni. 

Corpus ovatum, haud lateraliter strangulatum, margine i)ost hu- 
meros undulato-tuberculato. Dorsum subplanum, tamen ad latera 
depresso-excavatum, marginibus elevatis. In medio, dorsum idem 
(ad quartos pedes) transverse profundius impressum est, quasi de- 
pressione lineare tranversa interruptum. Pars media dorsi hac re 



ANTONIO BERLESE 366 

duplex, sive anterius (longe trigona) elevatula, denique retrorsus 
recte truncata, posterius semicircularis, antrorsus recte truncata. 
Margines partium haruni, depressionem transversam circumdantes 
toti x>ilis longis, plumosis, seriatis ornati. Adest squama chitinea 
lateralis lata, Inter tertios et secundos pedes, aliaque ad pedes se- 
cundos, angulatim anterius producta; vertex quoque lamina lata 
chitinea, cristiformi est marginatus. Deficiunt foveolae (pseudofora- 
mina) latae, in dermate post coxas quarti paris, in utroque sexu. 

Maiores. 

Typus « Trachyur. festiva Beri. ». 

Il gruppo è limitato per ora alla Trach. festira Beri. dell'America 
del sud ed alla T. Bostocki Mieli, di Europa. 

I caratteri principali, che limitano esattamente questa sezione in 
seno alle altre Tracìiyur apoda, risiedono nella particolare depressione 
transversa della parte mediana elevata del dorso e nella deficienza 
delle foveole ventrali, nonché nella presenza di larghe squame chi- 
tinee a mo' di creste tra le zampe del secondo e del terzo paio, 
sui margini del corpo. 

Veramente anche nella Tr. ìamino,sa il dorso è, nel suo mezzo, 
impresso trasversalmente e molto i)rofondamente, ma nelle Tra- 
chyur. (sensu strictu) gli orli che si guardano ed arginano la stretta 
depressione trasversa della parte mediana dello scudo dorsale, gli 
orli dico che appartengono l'uno (posteriore) alla parte dirò così 
cefalotoracica del dorso e l'altro (anteriore) alla parte addominale, 
sono molto avvicinati fra di loro, in modo che la depressione pro- 
fonda che li divide è molto stretta, e sono arricchiti di una serie 
di setole rigide, lunghe, semplici o cigliate, cultriformi, che si guar- 
dano ed incrociano, ciò che non è nelle altre Trachyuropoda. Que- 
ste setole sono molto piÌT robuste, lunghe ed abbondanti nella 
Tr. festiva, che non nella Tr. Boatocki. 

Potrei invocare altre particolarità per dimostrare l'affinità fra 
le due ultime specie ricordate e quindi la loro discrepanza dalle 
altre Trachyuropoda, ma le dette mi sembrano sufficienti per ora. 

La sola Tr. Bostocki Mich. è sicuramente mirmecoflla. 



366 ACARI MIKMECOFILI 



Trachyuropoda (Tracliyuropoda) Bostocki (Mich.). 

Tiib. XI, flg-. 65 aniuial pronuin; 66 foeiii. su])ina; — 
Tab. XII, iìg. 73 maris sternum (diaiii. 50). 

Glyphopsis Bostocki, Michael, Notes on the Uropodinae, p. 301, tab. G, lif»-. 1-4. 
» » Wasmann, Tijdschr. voor Entoinol. XLII. 

Tr. saturate badia, ovata, antice cristis latis ornata, postice ro- 
tiindata, lateribus sat arcuatis. Margo corporis totus alte et regu- 
lariter undulato-tuberculatus, iiudus. Dorsiim vix convexiusciiluin, 
in medio carinis tribus, longitudinalibus ornatimi, tamen ad (luar- 
tos pedes dorsum in medio transverse i)rofundius depresso-inter- 
rnptnm est, marginibus huius profundae impressionis setis phiribus, 
seriatis, plumosis ornatis. Sciiti dorsiialis latera profonde excavata, 
dermate siibnitido aucta. Pars media dorsi elevata, dermate late 
areolato sciilpta. Cristae laminares verticis nec non inter primos 
et secundos pedes, nec non inter seciindos et tertios sat productae. 
Margo corporis sat altus. 

Mas area sternale trapezina, inter quartas coxas valde lata, inter 
secundas attenuata. Foramen genitale rotundiim, inter tertias coxas 
apertum. 

Foemina epigynio longe trigono, ovato, postice recte truncato, 
anterius rotundato, x)Ost quartas coxas sat i^roducto, anterius valde 
ultra primas coxas producto, parum a siimmo sterno discreto. 
Venter, praecii)iie postice, dermate crasse areolato ornatus, inter 
coxas quarti paris linea elevata, anterius arcuata signatus. 

Inter congeneres maxima. 

Mas ad 1650 jj.. long.; 1100 [j.. lat. — Foem. 1750 p.. long.; 
1200 [j.. lat. 

Habitat in nidis Lasii favi in Anglia, nec non Lasii mixti in 
« Luxemburg », Lasii hrminei, in Austria, L. brunnei in Hol- 
landia. 

Osservazioni. Il Michael descrisse primieramente questa bel- 
lissima specie trovata in Oornovalia dal S. E. Bostock nel 1892, 



ANTONIO BERLESE 367 

nei nidi di Lnsim Jìavns. 11 Wasniann mi coinujiicò una femmina, 
trovata a Vienna nei nidi di Lasius hrnnneus ed un maschio rac- 
colto nel Lussemburgo nei nidi di Lasius miafus. Lo stesso Autore 
cita la specie (loc. cit.) come trovata in nidi di Laxins brnnneus 
in Olanda. Non mi i)are che si conoscano le forme giovanili, né 
so che questa specie sia stata raccolta in Italia. 



8UBGEN. Leonardislla n. suVigen. 
Uropodn (ex p.) B e r 1 e s e ; L e o n a r d i. — GlyphopiiiH (ex p.) Wa sm an n. 

Corpus ovato-trigonum, lateribus ]ìost quartos jiedes i)rofnnde 
coarctatis; postice rotundatum, antice acntum. Margo abdominis 
postici undulato-tuberculatum. Laminae cristiformes laterales vai de 
productae, etiara inter tertios et quartos jiedes, anterius inter pe- 
des prinios et secundos angulatim prominulae, inter secundos et 
tertios rectangulariter expansae. Dorsam i)laniusculum, vel leniter 
ad latera depressum. Foveae (v)seudoforamina) ad coxas quarti ]>a- 
ris in utroque sexu perconspicuae, pilis ]>lurimis vscopae instar 
repletae. 

Mediocres vel minores. 

Typus « Trachyuropoda Oanestriniana Beri. ». 

Osservazioni. — Molto distinto è questo gruppo tra gli affini 
pei caratteri sovraesposti, specialmente per la profonda strozzatura 
del corpo dopo le zampe del 4° paio. 

Due sono le specie che vi appartengono, cioè: 

1. Corpus subovale, 8-forme, elougatviin. Ad 750 P. long 

Tr. BiccARmAXA {Leon.). 

— Corpus subtrigouum, sat latum. Ad 550 ^. long. Tr. Canestriniana {Beri.). 



368 ACARI MIRMECOFILI 



Trachyuropoda (Leonardìella) Canestriniana (Berl.i. 

Tab. XI, fìg. 67 animai pronum; 68 mas siipinus; 69 foem. 
supina (diam. 85). 



Uropoda Canestriniana A. B e r 1 e s e, A. Myr. Scorp. ital., fase. 58, N. 4. 
» » Michael, Ou the Associat. ecc. p. 641. 

» » Moiiiez, Mém. s. quelq. Acar. et Thysaii. ecc. p. 3-5. 

» » Leonardi, Acaroidei viv. nei Formicai, p. 27. 



T. aurantiaco-badia, trigona, postice late rotundata. Vertex acu- 
tus, tamen summo apice subtruncato. Cristae sunt bene expansae 
usque post quartos pedes, margine undnlato, incisura post primos 
pedes, aliaque post seciindos, postremaque post quartos pedes, 
circiter post duas anticas marginis eiusdem partes. Post incisuram 
hanc postremam, margo corporis i^rimitus angulatim extra produ- 
ctum, denique bene arcuatum, undulatum, Dorsum subplanum. 
Scutum dorsuale medium trigonum, sed ad incisuram marginis 
lateralis coarctatum, parte postica tamen certe quam antica latiore. 
Ex incisura laterali linea dorsualis procedit transversa, anterius vix 
arcuata, totum scutum in partes duas seiungens. E linea hac oriun- 
tur rugae quaedam longitudinales, lineae mediae longit. satis ad- 
pressae vel a linea media eadem magis remotae. Pars postica 
dorsi prope marginem extremum tuberculis latis, lineam margini 
eidem subparallelam conficientibus aucta. Derma punctulatum, pilis 
raris, brevioribus in dorso, praecipue medio, indutum. Margo scuti 
dorsualis, praecipue ad incisuram, saturate badio-fuligineus. Peri- 
trema difficilius conspicuum (nisi exemplum destruatur). Venter 
sat nitidus, tuberculis nullis praeditum; foveola ignotae naturae 
lata, subovale, irregulare, vix post coxas quarti paris (interne) in 
qua appendices plures spiniformes adsunt, anterius et posterius 
directae. 

Mas foramine genitale rotundo, Inter tertias coxas insito, sat 
parvo. 

Foemina epigynio trigono-lanceolato, anterius acuto, valde ultra 



ANTONIO BERLESE 369 

anticas coxas producto, margini antico sterni adpresso; margine 
postico truncato, in medio coxarum quarti paris terminato. 

Mas ad 550 jj.. long.; 380 [j., lat. — Foem. ad GOO (j.. I<mg. ; 
450 fj.. lat. 

Habitat in nidis tbrmicarum (gen. ? spec. ?) in ftalia meridionale. 

Var. septentrionalis n. var. Tab. XI, lig. 70 animai inonnm ; 
71 foem. sn]nna (diani. 85). Typico longior et non postice dila- 
tata. Scutum dorsnale medinm anterins latins qnam ])osterins, 
post incisuram hand dilatatum, latitndine malore ad pedes tertii 
paris, minime in medio linea transversa divisum, neque rugis lon- 
gitudinalibns signatum. Dorsnm plannm, sed ])ostice in Jiiedio lon- 
gitudinaliter sat elevatnm. Tnbercnli dorsnales postici nnlli. Epigy- 
nium maius et magis elongatum quam in typico. In ventre sat ab 
angnlo postico discreti stant tnbercnli maiores, conici, dno, bene 
chitinei (ntrinqne nnns), valde alti. 

Foem. ad 620 p.. long.; 420 [j.. lat. 

Habitat. Foeminam nnam vidi collectam a CI. Karawaiew in 
Kossia, in nidis Tetramorii caespitiim. 

Var. ? insularis. Sat varietati praecedenti similis (sento medio 
dorsi integro, tnbercnlis ])osticis nnllis etc.) sed diversa; lateribus 
snpra incisnram melins expansis, scutoqne dorsnali medio in jiarte 
postica expanso eadem latitndine qnam in antica parte. Abdomen 
nt in varietale praecedente post incisuram recte decnrrens, mar- 
ginibns parallelis. Angnlns cristae lateralis inter secundos et ter- 
tios pedes (peritrematicus) bene acntus. Venter tnbercnlis obso- 
letis. 

Foem. ad 620 [x. long.; 460 |j.. lat. 

Habitat in « Corsica, Ajaccio » in nidis formicae « Tetrainorinm 
caespitum var. meridionale » ; collegit CI. Michael. 

Osservazioni. Ho descritto primamente la specie su individui 
trovati comuni in nidi di formiche a Portici (Napoli), ma ne allora 
tenni il dovuto conto della specie di formica, né di poi piii rac- 
colsi questa specie, per quanto ne abbia cercato, come non la 
trovò il Dott. Leonardi pure esaminando negli stessi luoghi. Per- 



370 ACAEI MIRMECOFILI 

ciò nulla so di preciso circa la specie di formica colla quale al- 
berga la forma tipica iielP Italia meridionale (1). 

Ho avuto la stessa specie dalla Russia, come ho indicato, spe- 
ditami dal Oh. Karawaiew ma ne ho dovuto fare una varietà, dif- 
ferendo troppo dagli individui di Portici, che sono tutti aftatto 
identici fra di loro. 

Anche l'esemplare di Aiaccio, ricevuto dal Michael, è diverso 
tanto dal tipico, quanto dalla varietà di Russia, non tanto però 
da permettermi di farne una varietà distinta e parmi si avvicini 
pili alla var. septentrionalis che non al tipo. 

L'unica femmina di Aiaccio la ho trovata assieme al Laelaps 
myrmophiluH, nello stesso tubetto s])editomi gentilmente dal Ch. 
Michael. 

Il Moniez trovò questa Trachi/uropoda in nidi di Teiram. caespi- 
tum (Lille). 

Non si conoscono le forme giovani di (questa bella specie. 



Trachyuropoda (Leonardìella) Riccardìana (Leon.). 

Tab. XII, fìgg. 74, 75, 76, 77, 78 (diam. 85). 

Uropnda Biccardiaua L e o u a r d i, in Atti 8oc. Veueto-Trent. Se. nat. Ser. II, 
voi. II, fase. 2». — Mew. Aearoidei viv. nei Formieai, p. 28, tav. 92, tìg. 1. 
Glyphopais Biccardiana T r o u e s s a. r t, Note sur les Uropodinae, p. 40. 

T. testaceo-aurantiaca, post quartos pedes coarctata, parte an- 
tica ovato-trigona, postica semicirculari. Vertex acutus, tamen ad 
apicem vix trnncatulus. Adsunt in marginibus corporis cristae 
chitineae, laminares, bene expansae; inter primos et secundos pe- 
des angulatim j)roductae, acutae; inter secundos et tertios rotun- 
datae; demum late arcuatae. Caeterum jiosticum corpus margine 
tuberculis latis, pancis auctum. Dorsum sat planiusculum, tamen 
in medio longitudinaliter aliquanto elevatulum, excepta regione 



(1) Il Leonardi atfenna, non so con qviale fondamento, essere stati i miei indi- 
A'idiii raccolti a Portici, in nidi di Camponothvs aethiops, ma ciò non è certamente. 



ANTONIO BERLESE 371 

inter incisuras laterales ubi (lepressiii.scnlum est. Margines corpo- 
ris sat elevati. In medio dorso, inter incisuras scutum dorsuale 
medium figura transverse late ovale, nmrginibus cliitineis est in- 
signitum, quae in foveola conspicitur, marginibus liguraui vere 
rhombicam sistentibns, sat altis, linearibus, sublaciniatis. l'ars 
antica scuti dorsualis in medio elevatnr, lineis chitineis aliciuot 
sat obsoletis et incertis, et tuberculis constitutis, limitatur pars 
elevata. In parte postica scutum dorsuale medium elevatur in 
aream subsemicircularem, marginibus sat manifestis i>roi)ter tuber- 
culos lineam margini coriwris subparallelam sistentes. Hcutum 
dorsuale medium idem marginibus altis et obscure chitineis, nuu- 
ginibus C(n-poris eiusdem parallelis. Deruia subnitidum, pilis raris 
curte T-formibus auctum. Feritrema difticilius consi)icuum. Ster- 
num pseudoforaminibus duobus rectangulis, sat magnis, inter co- 
xas secundi paris et summum anticum sterni marginem. Venter, 
inter coxas quarti paris dermate in areis duabus longitudinaliter 
corrugato, rugis aliquando in spinam posterius desinentibus. Ad- 
sunt tuberculi sex in extremo margine ventris, in toeniina i>rae- 
cipue conspicui, lineam margini corporis extremo valde appressam 
et parallelam sistentes. Ad apicem foveolae peduui ([uarti paris 
oritur utrinque penicillus maior, ex pilis densis, interius directis 
constitutus. 

Mas foramine genitale operculo rotundo obtecto, inter tertias 
coxas insito, sat parvo. 

Foemina epigynio magno, trigono, anterius acutiore, sat margini 
antico sterni appresso, et ultra secundas coxas desinente. 

Nympha tota testaceo-pallida, pedibus scutisque concolori bus; 
ovata, antice acuta, postice rotundata, ad quartos pedes sat an- 
gulatim rotundata. Margo corporis totus regulariter crenulatus, 
ad coxas primi paris sat angulatus, tantinn in extremo corpore, 
prope lineam mediam longitudinalem pilis quatuor curte T-tbrmi- 
bus ornatus. Scutum dorsuale sat ovale, valde, praecipue postice, 
a margine abdominis discretum. Derma non scutis obsitum, tenuis- 
sime striatum. Berma scutulorum autem sat crasse reticulato-areo- 
latum. Scutum dorsuale lineis aliquot longitudinalibus et transver- 
sis, areas sat latas, altiusculas, in medio circumdantibus ornatum, 
caeterum, ad latera depressiusculum et minus scabratum, i)ilis 



372 ACABI MIRMECOFILI 

nonnullis, sat raris, curte T-foriiiibus influtum. Scntuni sternale 
iisque ad suininas quartas coxas productum ; ano-ventrale rhombi- 
cum, anterius ad postrema» quartas coxas angulatim desinens, 
caeterum nsqiie ad margineni corporis extensum. Senta ventralia 
(sternale, parapodica et ano-ventrale) crasse areolata. 

Mas ad 700 p,. long.; 420 jx. lat. — Foem. ad 750 [x. long.; 
460 |j.. lat. — Nympha ad 570 [j.. long.; 350 jj,. lat. 

Habitat in nidis forinicae « Myrmica scabrìnodù Nyl. » ad Nea- 
poliui (« Portici »); nec non in nidis « kSolenopsìn fngax Lt. » et 
« Lasius alienus » in agro Tridentino (« Oivezzauo »). 

Ohserv AZIONI. Possiedo molti individui di ambedue i sessi 
di questa bellissima specie, raccolti da me e comunicatind dal 
Dott. Leonardi, però tutti di Portici. 



Gen. URODINYCHUS Beri. 

(A. Herlese, Spicilegia, Acari uuovi, imuiip. II, in « Rt-dia » voi. I, 1903). 
Uropoda (ex p.) Kraraer, Bcrlese etc. 

Corpus plus minusve rotuudatum vel ovale, anterius subacutum 
(apice interne incurvo), postice rotuudatum, minime laminis cristi- 
formibus anterius dilatatum, humeris sat angulosis. 

Scutum dorsuale medium late ovale, anterius minus bene a mar- 
ginale saepius distinctum, postice rotuudatum, in medio plerumque 
longitudinaliter plus minusve impressum, obsolete vel sat conspi- 
cue tricarinulatum, postice scutulo quodam minimo, arcuato, plus 
minusve bene distincto auctum. 

Scutum marginale i)raecedenti adpressum, margine interno fere 
toto elegantiter et regularissime laciniato-interruptum, salteni de 
humeris usque ad postremum medium abdomen. Derma, praecii)ue 
postice, in toto dorso areolatum, areolis latis, rotundis. Pili sim- 
plices vel plumosuli vel truncato-foliiformes. 

Venter sento parapodico non ad margines producto, toto scabrato- 
areolato, linea metapodica perconsiiicua ut in Uropodis. Margo 
corporis ultra scutuni parapodicum pilis variae longitudinis, sim- 



ANTONIO BERLESE 373 

plicibus vel plumosis vel clavatis, aeque dissiti s, inciirvis, i>oste- 
riiis directis ornatus. 

Caeterum ventris derma areolatiiin. Ei)igyjiiiiin pleiiiiiKiiU' loii- 
gum, plus minusve anterius attenuatum, foliifornie, derniate sca- 
brato. Peritrema plica perstiicta ad humeros luoductuin. Tectum 
maius, rotaudatum, derniate scabrato constitutuiii. 

Xi/mpha heteromorpha ut iu Uropodi.s. 

Nyniplia omeomorpha scuto dorsuale integro, ovale, sento iiiiugi- 
nale saepins non ad margines inodueto, ]>lerMiii<ine sentnlis rectan- 
gulis plnribus, aeqnedissitis, in medio piligeris ornato. 

Non semper pilum longum ab ano parit, sed aliquaiido papilla 
anale insectis adhaeret. 

Typus « Urodinychus carinatus Beri. ». 

Osservazioni. 11 genere è affine al gen. Uropoda e non se ne 
distingue facilmente, a prima vista, se non per la speciale smer- 
latura dell'orlo interno dorsale dello scudo marginale, molto visi- 
bile negli adulti e nelle ninfe omeomorfe. 

Anche in questo grup])o troviamo forme che negli altri carat- 
teri, all' infuori del predetto, tendono a concorrere colle specie del 
vero genere Uropoda. Tuttavia il ricordato particolare della strut- 
tura dello scudo marginale è costante e bene visibile in tutte le 
specie. 

Procedendo dalle forme più discoste dalle Uropoda, ])er avvici- 
narsi a queste, io credo che gli Urodinychus potrebbero essere 
così disposti: 

U. Caputmedusae Beri. ; U. vulpinus Beri. ; U. cribaritis Beri. ; 
(? U. elegaìis Kram.); U. carinatus Beri.; U. Janefi Beri.; U. ovalis 
Kram. (colla varietà U. Thoriamis Beri.); U. Karawaiewi Beri.; 
U. tectufi Kram.; U. patavinns Can.; U. concinnn,s Trouess. U. Kra- 
merii Can. 

Altre forme sono a me note meno bene e ne conosco solo la 
ninfa omeomorfa. 

Le maggiori variazioni si riscontrano nello sviluppo dei peli 
marginali e nella loro fabrica; nelle accidentalità e scultura dello 
scudo dorsale, nella forma dell'epiginio ecc. 

Lo scudo dorsale è anche certamente composto di due parti, in 



374 ACARI MIEMECOFILI 

talune specie, come ad e8. neìVU. tectns Kram., secondo le figure 
che io ne ho dato negli A. M. Scorp. ital.; ma, in altre specie, la 
divisione fra lo scudo posteriore e l'anteriore dorsali svanisce del 
tutto ed è accennata solo in parte sui lati. Così anche le depres- 
sioni longitudinali del dorso sono più o meno marcate, dall' U. ca- 
rinatuti dove sono assai sensibili, attraverso all' U. Karanmiewi, 
U. ovalis dove lo sono assai meno, fino all' Z7. concinnufi , TI. paia- 
vinus ed U. Krameri dove non sono piti manifeste. Altrettanto di- 
casi della scultura del derma (areole rotondeggianti, ])seudofori 
larghi), dall' U. criharias^ all' U. carinaius, all' TI. Karawaiewl, U. 
ovalis^ U. patavinus, U. concinnus, tino all' U. Kramerii, che è quasi 
nitido quanto una vera JJr&poda. 

Ma il carattere precipuo della struttura dello scudo marginale 
è sempre molto evidente in tutte le specie. 

Questo scudo marginale circonda tutto il corpo al dorso ed al 
ventre, inflesso per breve tratto di sopra e di sotto; esso si 
fonde più o meno completamente collo scudo mediano dorsale nella 
regione anteriore, dagli omeri in avanti, ma dagli omeri in giù, per 
quanto molto avvicinato all'orlo dello scudo dorsale, pure ne è 
sempre bene distinto. Tutto l'orlo interno di questo scudo margi- 
nale non è integro, come nelle TJropoda, ma è diviso, da interru- 
zioni lineari transverse, che intaccano molto profondamente lo scudo 
stesso, in tanti lobi rettangolari, fitti, di varia grandezza ed egual- 
mente larghi, come i merli di un muro se fossero molto accostati 
fra di loro. Inoltre questo scudo marginale, nel suo lato ventrale, 
reca una serie di peli di varia grandezza e foggia, talora così pic- 
coli che non sporgono dall'orlo del cor])o {U. ovalis) o ne sporgono 
appena, tal' altra grandissimi ( U. Gapictmedufiae) semplici o piumati 
o clavati, e disposti a regolari intervalli, e tutti diretti all'indietro, 
incurvati ad arco e paralleli fra di loro. 

Essi sono piantati nello spazio compreso fra l'orlo del corpo ed 
il margine dello scudo parapodico, che non giunge mai al margine 
laterale del corpo, ma ne rimane discosto e molto rialzato. Talora 
si trovano peli speciali, regolari, anche sull'orlo stesso del x)a- 
rapodio. 

I metapodi sono tagliati da una linea retta od incurvata, attatto 
come nelle Uropoda e questa linea è sempre assai visibile. 



ANTONIO BEELESE 375 

Quanto alle ninfe (seconde ninfe, ottopode) è bene iile\;iie che 
si riscontrano tutte le forme di passaggio da ninfe nelle (piali, sia 
al dorso che al ventre, il margine del corjx), dagli omeri in giù, è 
nudo, a guisa di fascia piìi o meno larga e solo presso lo scudo 
dorsale mediano mostra una serie di piccoli scudetti rettangolari, 
distinti, avvicinati l'uno all'altro, ma liberi tutto all' ingiro {U. ova- 
lis), fino a specie nelle quali i detti scudetti sono fusi assieme, aj)- 
punto nella loro i)arte esterna, come si vede negli adulti, in un 
unico scudo, <li guisa che lo scudo marginale api)arisce così smer- 
lato (al dorso). Ciò è particolarmente nelle specie le cui ninfe emi- 
grano affatto come nelle ITropoda e quindi sono molto (-(n-azzate, 
come riconosco in due sjìecie esotiche (in nidi di Termes tuhicolfis 
al Capo di Buona Speranza, Wasmann) le quali anche emettono 
un lungo peduncolo, non meno delle ninfe di Uropoda. 

Di questo genere, così ricco di specie, tre forme soltanto sono 
state riconosciute per mirmecofìle, cioè: 



1. Epigyuium anteriiis (rotundatuin) non ultra tcitias i-oxas produotuin . 

II. CAitiNATUS Beri. 

— Epigyuiiuii auterius attenuatuin, acuti ssiniuni, u^quc ad suniniuin storiiuiu 

productum (idque incidens) 2. 

2. Pili dorsi late apathuliformes U. Jankti Beri. 

— Pili dorsi 8iiupliee« U. Karawaikwi Beri. 

N.B. I caratteri sovraesposti, se servono a distinguere V U. Eardwaieu-i dalle 
altre forme fino ad ora riconosciute miruiecofile, non basterebbero però a distin- 
guere la stessa specie da molte altre congeneri non trovate nei formicai, così 
che è bene praticare altri confronti, dovendo determinare gli UrodiiìyvliiiH con 
epiginio che all' imianzi si insinua nel margine anteriore dello sterno. 

— Il Wasmann atìerma (Tijdschr. voor Entomol. XCIl) di aver trovato esem- 
plari di Urodinychus Kramerii in nidi di Formica ftisea ad Exaeten e di Lasius 
niger. Si tratta però della UroohoveUa tiotahilis Beri., come ho detto a suo luogo. 



376 ACARI MIRMECOFILI 



Urodinychus carinatus Beri, 

Tab. XII, fig. 79 animai proniim; 80 maris sternum. — 
Tab. XIII, flg. 87 foem. supina; 88 nympha 2^" su- 
pina; 89 eadem prona (diaui. 85). 

Uropodd <uiriiia1t( A. B e r 1 e s e, A. M. Scoip. ital., fase. 50, N. 9. 

U. badio-fuligineus, ovato-rectangularis, antice Inimerato-angula- 
tus, denique ad verticem acutus, postice rotundatus, lateribus 
subparallelis. Margo corporis totus undulatus, ex incisuris pilis 
minutissimis, \ix conspicuis, arcuati s ornatus. Dorsum sat conve- 
xuin, scuto medio anterius attenuato, carina longitudinale mediana 
sat elevata, maiorem partem dorsi occupans, utrinque depressioni- 
bus longe ovatis, nec non carinis duabus lateralibus, sat a mar- 
gine scuti dorsi laterale discretis; denique margo corporis idem 
elevatus. Scutum marginale ad dorsuuj, interne, iwofundius et re- 
gularissime fìmbriato-crenulatum, usque ad dimidiam corporis longi- 
tudinem, caeterum integrum. Scutum dorsuale medium totum areolis 
(pseudoforaminibus) maioribus impressum; scutum marginale im- 
pressitmibus eadem natura sed minoribus. Eadem sculptura qua 
scutum dorsuale medium imprimitur etiam totum scutum ventrale 
abdominis nec non pariter metapodia sunt signata. Epistoma cum 
apice inflexo summi verticis coniunctum. Peritremata minus bene 
conspicua, quod in lateribus iisdem mesoi)leurarum sculpta. Meta- 
podium linea recte ad margines decurrenti ])ost quartos pedes trun- 
catum. 

Mas femoribus primi paris tuberculo alto, cylindrico, brevius 
piligero auctis; caeteris alte inferne squamigeris. Sternum totum 
crebre foveolis (pseudoforaminibus) sat magnis impressum. Fora- 
men genitale (rotundum) inter coxas quarti i)aris apertum. 

Foemina sterno supra foramen genitale subuitido. Epigynium lon- 
gius ippocrepeum, marginibus lateralibus intersese subparallelis, 
antice rotundatum, postice recte truncatum; totum late areolato- 



ANTONIO BERLESE 377 

impressum ; anterius usqiie ad dimidias coxas tertii paris, postice 
usque post quartas coxas (valde) productum. 

WympJia terrea tota, pedibus scutisqiie concoloribus; ovata, an- 
terius subacuta, posterius rotundata. Margo totus orenulatus, im- 
pilus. Dorsum impilum, depressiusculum, carina media longitudinali 
sat elevata, areolata, utrinque depressionibus aliquot (dermate ni- 
tido) circumdata. Caeteruiu scutum dorsuale nie<liuni are<>lat()-])seudo- 
Ijerforatum. Derma circum scutum dorsuale medium laeve. tSternum 
longius et strictum, valde usque post quartos pedes productum. 
Scutum pediferum totum late areolatum. Scutum anale subevani- 
dum, derma tamen circa anum areolato-pseudopertoratum. Anus 
minimus. Caeterum derma totum tenuissime striiitum, striis paral- 
lelis, adpressis, undulatis. Dorsum et venter oiiiniiio pilis destituta. 

Mas ad 780 [j.. long.; 580 jj.. lat. — T'oeni. 770 ij.. long.; 520 jj.. 
lat. — Nympha 070 |j.. long.; 480 p.. lat. 

Habitat in nidis formicarum ad Neapolim «. Portici ». 

Osservazioni. Negli Acari Mir. Scorp. ital. (loc. cit.) ho detto 
che la specie fu trovata, in alcuni esemplari dell'uno e dell'altro 
sesso, nei muschi dei monti in <]uel di Firenze. Però gli esemplari 
che possiedo sono tutti di Portici. Può darsi clu' ini si;i incorso 
errore. Anche il Dott. Leonardi ne raccolse esemplari ii Portici, 
ma non cita la specie nella sua nota sugli Acari viventi nei for- 
micai. Così io non so nei nidi di quale formica gli individui che 
possiedo, vecchi e piìi recenti, sieno stati raccolti. Certamente però 
furono trovati assieme alla Dùcopoma splendida var. PorticeH.sis. 

Negli Ac. Mir. Scorp. ital. disegno anche la larva dal dorso e 
la descrivo brevemente colla frase: 

« Larva^ foveola longitudinali, scutisque tribus aucta ». 

Io però non ho più questa larva. Possiedo invece delle ninfe 
che descrivo e disegno. 

In tutto possiedo: un maschio e due femmine da me raccolte 
parecchi anni or sono; una femmina e due ninfe raccolte dal 
Dott. Leonardi e confuse iirobabilmente colla Trachyuropoda cri- 
sticeps. Tutti esemplari di Portici. 

Inoltre ho una femmina trovata ad Orbetello, nei nidi di formi- 
che (gen. 'ì spec. t). 



378 ACAEI MIEMEOOFILI 



Urodinychus Janeti n. sp. 

Tab. XII, tìg. 81 animai pronum; Sin eius pilus doi- 
sualis; 82 faem. supina; 83 maris sternuiii; 84 nynipha 
2=* supina (diam. 85). — Tab. XIII, fig. 90 nympha 
2*^ prona (diam. 85). 

f Uiopodn sjHithulifera M o ii i e z, Sur quelcj. Acar. ot Thysnii. coiiiin. Fonrni. p. 8. 

U. testaceo-badius, ovalis, antice sat acutus, postiee rotundatus. 
Dorsum convexiusculum, in medio tamen (in i>arte media postica) 
lineis duabus longitudinalibus j^rofundis iniju-essum, ita ut inter 
lineas easdem fere in carinam strictani elevatum sit, cuius ad 
latera dorsum idem sat altum. Scutum dorsuale medium postiee 
obsolete transverse signatum. Derma scuti medii, praecipue postiee, 
areolis latis, minus profundis ornatum; anterius scabratum. Scu- 
tum marginale dorsi interne dentibus latis ornatum, pilis raris 
simplicibus auctum; postiee scutis quatuor rectangulis, quodque 
pilum clavatum gerens, ornatum. Pili omnes scuti dorsualis medii 
late clavato-foliiformes, marginibus serrulatis, in medio nervo lon- 
gitudinale aneti. 

Scutum parapodicum satis a margine corporis discretum, undu- 
latum. Pili simi)lices, aeque dissiti, jjosterius deflexi sunt in ventre, 
inter marginem corporis et scuti parapodici, usque ad humeros 
conspicui. 

Peritremata biplicata, plica prima (ad stigma) lata, aliaque lon- 
giore, perstricta. Metapodia linea oblique ad marginem parapodii 
decurrente significata. Berma ventris areolis latis undique sculp- 
tum, j)ilis sat raris, curtis, simplicibus. 

Ma.s sento genitale ]>arvulo, rotundato, vix cordato; sterno cir- 
cum pseudoforaminibus quatuor, duobus anticis magnis, subrect- 
angulis, usque ad quartas coxas nitido, post quartas areolato. 

Foemina epigynio folli lanceolati instar fabricato, anterius pera- 
cuto, inter sterni marginem anticum (interruptum) desinente, postiee 
subrotundatOj usque vix post quartas coxas producto, obsolete 
areolato. 



ANTONIO BERLESE 879 

Kymplia (seciiii(lii) sento dorsale late ovale, marginibns integris, 
a sento marginale sat diseretis; sento marginale in scntnlis ree- 
tangnlis vel qnadratis, pihim brevem et simplicem gerentibns, 
optime detìnitis diviso. Derma senti dorsnalis medii praecipne pò. 
stice sat conspicne areolatnm, elavnlis nt in adulto sat dense 
vestitnm. Corpus late ovale. Color pallide terrens, pedibus vix 
fuseioribns. Venter sento sternale magno, subtrai)ezino, longo, 
scutum anale attingente, postiee recte trnneato. iScutum anale late 
tri gono-em idi seoi da 1 e . 

Mas ad 7'JO p.. long.; 580 jj.. lat. — Foem. 7iK) [j.. Vmg,. (vel 770); 
600 ij.. lat. (vel 590). — Nympha secunda 030 jj.. long.; 500 |j.. lat. 

Habitat in nidis formiearnm, in (lallia. ^v«.,i.w_a_ 

Osservazioni. La presente speeie appartiene al giup]»<» di cui 
è tipo la Uropoda ovaìis del Kramer ed è un grn])]»o nel (piale 
non è faeile distinguere le singole s])eeie, pereliè molto attìni fra 
di loro e i>erehè la deserizione e le figure del Kramer nini sono 
suftìcienti. 

Però io eredo ehe la forma dell'apertura sessuale masebile, nella 
speeie del Kramer (allungata, nel mezzo ristretta quasi ad .S) sia 
abbastanza caratteristica e possa servire a distinguere la [J. ovalifi 
dalle affini. 

Così alla specie del Kramer eorrisi»onderebbe \eramente la forma 
da me illustrata negli A. JVIyr. Seorp. ital. 

Gli esemplari speditimi dallo Janet e classificati col nome di 
Uropoda ovalis non si possono attril)uire alla specie del Kramer, 
sia per la forma rotonda dello scudo genitale nuischile, sia, soi)ra- 
tutto, per i peli clavati, dei quali avrebbe detto il Kramer come 
di appendici particolarmente conformate se così fossero stati nei 
suoi esemplari. 

Il Trouessart, riconoscen<lo ehe la U. ovfffis del Kramer non 
corrisponde alla U. ovalis del Koch (che è la ninfa omeomorfa 
della Uropoda ohscura), propone un nome nuovo, cioè U. suhovaìis 
e fonda la sua speeie su quella del Kramer, solo mutando nome. 

Avendo io introdotto la U. ovalis del Kramer nel genere Uro- 
dinychns, la specie può rimanere col nome datole dal Kramer, 
senza pericolo di confusione alcuna. 



380 ACARI MIRMECOFILI 

Però, per quanto il Trouessart abbia avuto gli esemplari della 
specie da lui riferita alla Z7. suhovalù ( TJ. ovalis Krain.) dallo Janet, 
pure io non posso essere certo che si tratti della specie qui inte- 
stata sotto il nome di Urodinychus Janeti, anche perchè non ho 
veduto per nulla quelle speciali appendici dermiche del margine 
del corpo nella ninfa, figurate dallo Janet e riportate dal Troues- 
sart; anzi queste appendici mi persuaderebbero che si tratta di 
forma appartenente ad altro genere o certo molto diversa. 

Perciò, a togliere via ogni confusione ho messo un nome spe- 
ciale alla forma speditami dallo Janet sotto il nome di TI. ovalis 
e la ho chiamata TJ. Janeti e rimane ora a vedere cosa sia vera- 
mente la specie ricordata dallo Janet e figurata (ninfa) e quindi 
chiamata dal Trouessart TJropoda stihovalis. Non avendo avuto 
questa forma dallo Janet ne dal Trouessart io non posso pronun- 
ciarmi in proposito. 

Dell' Urodinychus Janeti ebbi dallo stesso Janet molti individui 
di ambedue i sessi e molte ninfe, trovati in nidi di Formica rufa 
a S.* Just des Marais e sono quelli che descrivo e figuro. 

Dedico questa bella specie molto volentieri allo scopritore così 
bene noto per eccellenti lavori sulle formiche, vespe ed api. 

La Uropoda spathulifera del Moniez certo conviene, a giudicarne 
dalla descrizione data dal detto Autore, molto bene colla i)resente 
specie ed io la avrei senza più stimata identica, se le misure date 
dal Moniez (lungh. 630 p.. ; largh. 500 |j..) non fossero di troppo 
inferiori a quelle che io ho desunto su molti individui. Può essere 
si tratti di specie o varietà diversa. Il Moniez trovò i suoi in- 
dividui in nidi di Formica rufa a Feldkirch nel Tirolo. 

Urodinychus Karawaiewi Beri. 

Tab. XII, fig. 85 animai pronum; 86 foemina supina 
(diam. 85). 

(A. Beri e se, Acari nuovi, Mauip. II, N. 83, in « Redia », voi. I, 1903, 
p. 270). 

U. badio-fuligineus, ovato-rotundatus, anterius obtusus, sat bene 
humeratus, postice rotundatus. Cristae laminares praeter anticam 



ANTONIO BERLESE 381 

panini manifestam, nullae. Margines corporis vix tenuissime cre- 
nulati, impili. Sciituiii niarginale perstrictum, ad <lorsuiii usque ad 
hiimeros interne minute et regularissime crennlatum, sat curte 
pilosum, pilis uniseriatis mediocribns, non, vel \ix marginem cor- 
lìoris attiugentibus. Scutum dorsuale late ovatum, auterius confii- 
8um, posterius duplex, sive scutulo quodam minimo, late trigono, 
postico. Dernui dorsi totum sat dense pilis mediocribus obsitum, 
dermate scabro, punctulato, praecipue postice bene areolato. Dor- 
sum posterius sulcis duobus longitudinalibus, sat liueae mediae 
appressis, carinam mediani occludentibus, fere usque in medio 
dorso productis impressum. Venter margine scuti parapodici cre- 
nulato, pilis aeque dissitis, sat densis, mediocribus hirto; ventre ad 
marginem posticum crenulato, pilisque conformibus ornato, dermate 
areolis latis, sat raris impresso. Metapodia linea recta, oblique 
truncata. Derma epigynii dense areolatum, Peritremata M-formia. 

3Ias ignotus. 

Foemina epigynio amygdaliforme, anterius acutissimo, spina an- 
tica sterni marginem anticum incidente; postice vix ultra quartas 
coxas recte truncato. 

Nympha ignota. 

Foem. ad 1000 (X. long.; 840 {j.. hit. 

Habitat. Foeminas duas vidi collectas a CI. Karawaiew in nidis 
formicarum, {Myrmica .scahrinodis Nyl.) sub ligno piitri. 



Gen. UROTRACHYTES Beri. 

Uropoda (ex p.) Wasmaun Krit. Verzeich d. Myrmekoph. u. Termit. Arthr. 1894. 
Glyphopsis (ex p.) Michael, Note on the Uropodmae 1894. 
Urotrachytcs Berlese, Spicileg. Zool. in « Eedia » Manip. II. 1903. 

Corpus sat ovale, Inter secundos et tertios pedes leuiter coarcta- 
tum, anterius acutum, (apice non inferne detlexo), postice rotun- 
datuin; anterius et ad latera laminis cristiformibus ornatum, fere 
ut in subgen. Léonard iella. Margines corporis pilis aequedissitis 
ornati. Scutum dorsuale in medio elevatum (fere carina lata orna- 
tum), sed tantum in parte antica (non ultra tertios pedes), (leni- 



382 ACARI MIRMEOOFILI 

que in caetero dorso depressum, varie trans verse rugis chitineis 
ornatum; pilis plumosis anctnm. Margines scuti dorsualis, mar- 
gini oorporis subparalleli, pilis aequedissitis ornati. Venter sento 
parapodico marginibus subvanidis vel cum marginibus iisdeni oor- 
poris confusi; linea metapodica sat manifesta, ut in JJrodinychus. 

Epigynium anterius laciniis densis ornatum. 

luvenes ignoti. 

Typus « Urotrachytes formicarius (Lubb.) ». 

Osservazioni. Ho fondato questo genere per la Olypliopsis for- 
micaria (Lubbock), poiché questa specie ha caratteri che la avvi- 
cinano da un lato agli TJrodinychufi , dall'altro alle Trachyuropoda, 
specialmente dei sottogeneri Trachyur. e Leonardiella, ma non 
conviene esattamente con nessuno dei due gruppi. 

Lo scudo dorsale elevato a carena solo nella sua metà ante- 
riore, rimanendo nel resto depresso; l'ornamento di peli lungo il 
margine del corpo e lungo lo stesso margine dello scudo dorsale, 
la forma dei peli stessi e le frangie singolari dell'orlo anteriore 
del pigidio sono caratteri si)eciali del gruppo, che lo distinguono 
dagli anzidetti. 

Mi duole di non conoscere uè il maschio uè i giovani dell'unica 
bellissima specie nota ed è probabile che, almeno i giovani pre- 
sentino particolarità atte a distinguere anche meglio questi Uro- 
trachytes dai gruppi affini. Unica specie finora nota e tipo del 
genere è l' Urotrachytes formicarius (Lubb.). 

Urotrachytes formicarius (Lubb.). 

Tab. XIII, flg. 91 animai pronum; 92 foemina supina 
(diam. 85). 

Uropoda formicaria, L u b b o e k, Jourii. Linn. Soc. Zool., XV (1881), p. 386. 
Glyjihopsis formivariae, M i e h a e 1, Notes on the Uropodiuae, p. 311, tab. VII. 

» » » On the Associat. ecc. p. 640. 

» » W a s m a u n, in Tijdschr. voor Entoraol. XCII. 

U. testaceo-fuliginea, subbadia, ovata, anterius acuta, posterius 
rotundata. Crista laminaris antica sat expansa, apice subtruncata; 



ANTONIO BEBLESE 383 

crista laminaris ad secundos pedes (peritreniatica) late expansa, 
inferne intlexa, rectangula; post secundos pedes obsoleta. Margines 
corporis sensiiu denticulato-undiilati. Adsiint pili piumosi runcati, 
retrorsus directi, aeque dissiti, plures, adpressi, in margine corporis 
usque ad angulum postremum, nec non in margine scuti dorsualis 
de humeris usque ad postremum. In postico margine corporis sunt 
tuberculi quidam sat intersese discreti, parum elevati, pilis plu- 
mosis inferne defiexis aucti. Dorsum minus convexum, parte me- 
dia antica (usque post pedes tertios) alta, aream subtrapeziformem 
sistens, elevatam, lineis chitineis obscurioribus praecipue antice 
circumdatam, carinaque media magis elevata, tota dermate areolato 
insignita nec non circum pilis altis plumosis, runcatis ornata; ]>o- 
stice arcuatim et subito truncata. In abdomine dimidio postico, 
sunt striae chitineae sat obscurae, transversae, dimidiam partem 
occupantes, omnes e laterale quadam area, saturate badio-fuliginea, 
exortae. Dorsum circum depressum, excavatum, dermate subni- 
tido, glabro. Sunt tamen areae laterales, prope nuirginem scuti 
dorsualis in dimidio abdomine postico, iiuigis elevatae, dermate 
crasse areolato nec non i)ilis plumosis longis liirtae; etiam in mar- 
gine postico scuti dorsualis areae duae subtuberculiformes, elevatae, 
dermate pariter areolato et pilis runcatis, plumosis sunt auctae. 

Venter sat nitidus, tamen post quartos pedes punctis raris im- 
pressus nec non linea quadam durius chitinea e foveolis pedum 
posticorum exorta, prope marginem corporis, interius directa, de- 
mum ad marginem j)osticum decurrente. Anus dermate areolato 
circumdatus. 

Foemina epigynio perlongo, lateribus parallelis, anterius rotun- 
dato et e summo vertice antico laciniis densis fimbriatis ornato; 
in parte antica excavato, usque valde ultra coxas anticas ante- 
rius i)roducto, fere summum sternum attingente; postice recte 
truncato, vix ad suumias quartas coxas producto. 

Foeminas duas vidi, mecum beniguissime communicatas, a 01. Mi- 
chaelio, cuius una 910 [j,. long.; 600 [X. lat. ; alia 1030 p.. long.; 
650 [j,. lat. 

Ncque marem ncque iuvenes vidi. 

Habitat in nidis formicarum, in Anglia et in Luxemburgo. 



384 ACARI MIBMECOFILI 

Osservazioni. Non conosco né il maschio uè le forme giovani 
di questa bellissinm specie. 11 Lubbock la trovò primieramente 
nel 1881 ed il Michael nel 1892, in gran numero, nei nidi di La- 
sius Jìavtis a Land's End in Cornovaglia, il Wasmann in nidi di 
Lasius fiavns, a Valkemburg. 

Non fu mai trovata in Italia. 



Gen. UROPOLYASPIS Beri. 

Uroiwda (ex p.) Michael, Note ou the Uropodinae, p. 298, tab. VI, lìgg. 5-7. 
Uropolyaspis B e r 1 e s e, Spicilegia Zoolog. II, in « Redia » 1903. 

Corpus late ovale, subdiscoidale, minus convexum, cristis chi- 
tineis nullis anterius dilatatum. Dorsum sento medio rotundo, lato, 
bene undique a marginale distincto, in medio crasse varioloso, ad 
latera punctato, appendicibus peculiaribus, subfungiformibus, aeque 
dissitis ornatum. Scutum dorsi marginale totum in scutulis plu- 
ribus (ab humeris incipientibus), latis divisum; quodque scutum 
in medio appendice subfungiforme ornatum. Appendices similes 
sunt in margine eodem corporis, aeque dissitae. Venter scutis pa- 
rapodicis iisdem larvarum generis Urodinyclius vel Trachyuropoda 
subsimilibus; linea metapodica conspicua. Caeterum ventris sento 
unico, anum quoque comprehendente, usque ad extremum corporis 
marginem extenso protectum, appendicibus peculiaribus non insi- 
gnitum. 

luvenes ignoti. 

Typus « Uropolyaspis hamuliferus (Mieli.) ». 

Osservazioni. Lo scudo marginale del dorso, suddiviso in tanti 
scudetti, distingue nettamente questo genere da tutti gli altri mir- 
mecoflli, come dalle Uropoda ecc. Però esso ha maggiori affinità 
coi Trachytes da un lato e coi Polyaspis dall'altro, ma non con- 
viene con alcuno dei due. 

Dai Polyaspis, ai quali si avvicinerebbe apimnto per gli scudi 
dorsali, differisce notevolmente per avere le zamjie del 1" paio 
armate di ambulacri perfettamente costituiti ; per la forma dei 
peritremi, che sono convoluti affatto come nelle Uropoda (sensu 



ANTONIO BERLESE 385 

Iato) e ]>er la corazzatura del ventre che, dopo le zampe del 4" paio, 
è protetto da un unico pande scudo decorrente Ano all'estremo 
corjio. 

Questo carattere distingue ancora questi Uropolympù dai Tra- 
cliìjtes, dai quali ]>oi diversificano ancora per la corazzatura del dorso. 

Per verità gli UropolìinsinH rappresentano uno stato neotenico, 
corrispondente alle ninfe eteromorfe degli lTropo<lini, che, di poi, 
(nelle ninfe omeomorfe e negli adulti) sono completamente co- 
razzati. 

ISTon conosco ne il maschio ne le forme giovanili dell'unica spe- 
cie {U. hanmliferus Mich.) finora descritta. 



Uropolyaspis hamulìferus (Mich.). 

Tab. XIII, fig. 93 animai pronum; 94 foemina sui)ina 
(diam. 85); 93 a, 93 ò appendices marginales et dor- 
suales (valde ampliflcatae). 

Uropoda hamidifera Michael, Notes on tlie Uroiiodinae, iJ. 298, tab. VI, iigg. 5-7. 
» » W a s in a 11 n, in TijcLshr. voor Entomologie, XLII. 

U. testaceus, late ovato-pyriformis, anterius obtusus, postice ro- 
tundatus. Margines corporis omnes crenulati, ad humeros minime 
angulati, utrinque appendicibus quindecim sat magnis, subfungi- 
formibus aneti. Scutum marginale nullum, ad dorsum tantum in 
scutulis utrinque undecim (primum ad humeros) divisum, subrectan- 
gulis vel ovalibus, lineis aliquot varie impressis nec non in medio 
appendice fungiforme, marginalibns simile auctis. Dorsum sat con- 
vexiusculum. Scutum dorsuale ovatum, anterius leniter sinuatum, 
posterius obtuso-angulatum, marginibus undulatis. In medio pars 
latissima, fere totum scutum occupans, late ovata, magis alta est? 
convexa, dermate bene reticulato-varioloso, nec non api^endicibus 
subfungiformibus numero 44, aequedissitis ornata. Caeterum scu- 
tum dorsi (oninino marginale) punctulatum. Venter ut in nymphis 
generis Traclujnropoda , tamen sento ano- ventrale nullo, sed tuber- 
culis aliquot post annm seriatis, lineam margini corporis subparai- 



386 ACARI MIRMECOFILI 

lelaiii sistentibus, sat obsoletis. Peritremata i)aruin conspicua, ta- 
meu longe ?-forniia iiiihi Aidentur. 

Mas (mihi non viwns; sec. Michael) foramine genitale inter coxas 
quarti paris aperto. 

Foemina epigynio subovale, anterius rotundato, fere ad dimidias 
secundas coxas desinente, posterius aliquanto strictiore, recte trun- 
cato, usque vix post quartas coxas producto; dermate areolato. 

luvenes ignoti. 

Foem. ad 750 {j.. long.; 000 [x. lat. 

Habitat in Austria (« Tirolo ») nec non in « Luxemburg », in 
nidis forniicarum. 

Osservazioni. La specie è descritta primieramente dal Michael 
nel 1894, che ne raccolse due esemplari, l'uno maschio e l'altro 
femmina, ad Innsbruck nel Tirolo, su un tronco abbattuto di Pino. 
Gli esemplari del Michael misurano, secondo questo Autore, da 
710 jj.. a 680 |j.. di lunghezza, per 600 [j.. a 580 di larghezza. 

Egli descrive a lungo i peli caratteristici, che a me pure sem- 
brano paragonabili ad un fungo il cui cappello fosse tolto via da 
un lato e riversato ed arricciato dall'altro, di modo che in sezione 
queste ajjpendici simulano un uncino. 

Ho avuto un bell'esemplare femmina dal Wasmann, il quale rac- 
colse questa specie nel Luxemburg, in nidi di Lasius niger e questo 
individuo ho disegnato. 



Familia ANTENNOPHORIDAE. 

(Videas characteres iu A. B e r 1 e s e, Acari Myr. 8eorp. ital. Mesostigmata). 

Ho aggiunto alcuni altri generi a questa importante famiglia, di 
cui i rappresentanti sono specialmente extraeuropei. 

Tutti i generi concordano nei caratteri desunti dalla posizione 
dell'apertura sessuale maschile, della forma di quella femminile, 
nelle mandibole laciniate e frangiate anche nelle femmine e nelle 
zampe del primo paio destituite di ambulacro. 



', a<- 



ANTONIO BERLBSE 387 

I generi niirniecolili vsono i seguenti: 

1. iSciituiii auo-Twitrale lagenaeformi', iiitcr <iuartas coxas atteuuatis.siiimm, aii- 

terius acute desiiiciis (in .spinaiu) iiitor valvas auales. Palpi articulo po- 
stremo j)apilliforuie in ])arte infera .segmenti X)euultimi adnato .... 
Antennoi'iioki's Hall. 

— Sfutum ano-ventrale latum (etiam anterius) vel latissimum. Palpi artieulo 

postremo siibevauido, in apice eodem articnli penultimi (longe conici) 
omnino abscoudito 2. 

2. Scutum ano-ventrale latissimum, cum scutis parapodicis (non bene couspiciiis) 

confusiun Phy^ìAlozekcon Beri. 

— Scutum ano-ventrale latum, a scutis parapodicis perconspicuis oi)time di- 

scretum Echinomegistus Beri. 



Gen. ANTENNOPHORUS Hallor. 

Anti'nnophoriis Mailer in Arch. Naturg. XLIII, 1877, s. 57. — Idem. Die 
Milben als Parasiten d. Wirliellosen etc. Halle 1880. 
» Kai-pelles, Moniez, Janet, Leonardi. 

» (ex p.) Wasmann, Berlese (Ac. Austi'o-Americ). 



Cori)u.s bursifornie, fere aeque longuni ac latum, ]K)st quartos 
pedes latissiuuim, antice obtusum, postice rotundatuiu. Scutum 
dorsuale integrum, totum dorsum omnino occupans, anterius in 
ventre sat plicatum, totum densius et curte villosimi, plerumque 
in medio area lata ovale, pallidiore insignitum, bene convexum, 
dermate nitidissimo. 

Senta ventralia sunt: lugularia, frustulum perstrictum in medio 
valde attenuattun, transversum sistentia, plus minusve bene inter- 
sese concreta. Caetera, in foeminis: sternale obsoletum, quod scii- 
tulo i)erstricto, longo, gracile et subevanido ad coxas tertii paris, 
longitudinaliter dispositi), nec non sento medio sat lato, Inter coxas 
easdem, plerumque duplice (longitudinaliter in medio interrupto vel 
non), pilis aliquot villoso, marginibus subevanidis. Genitalia lanii- 
nis duabus subtrigonis, lateralibus, oblique retrorsus concurrenti- 
bus, varie complicatis, anterius et extrorsus angulosis, esterne 
squama {valva), (tìg. 9) interne squama minore {nymplia) processu 



388 



ACARI MIRMECOFILI 




Fig. 9. — Scudi genitali di femmina di Anten- 
nophorus Foreli: v valvae; e nymphae ; g. a. 
scuti genito-analis apex (^"|,). 



quodani in medio et retrorsus prodncta, flssuram strictam reliqiiente 
compositis. Sciituui geuito-ventrale longe lagenaefornie, aiiterius 
Ijergtrictum, aciitissimuiu, apice lanceolato, i)eracuto in flssura supra- 
dicta ingrediens, denique post quartos pedes rotunde dilatatuni, 

anum quoque comprehen- 
dens, postice lotundatum, 
totiim plernmque dense villo- 
sum. Anus qua re bene ven- 
tralis, quamvis sat corpori 
postico propinquus. Scuta 
endojjodica et i)arapodica 
subevanida, tamen postice 
(post quartos j)edes) parapo- 
dio sat conspicuo, rotundato 
significata. 

In mare scutum sternale 
fere ut in foemina, vel cum 
cetero sento ventrale ad latera foraminis genitalis plus minusve 
bene concretum; in caetero ventre sento unico ad quartas coxas sat 
constricto, postice dilatato, anum quoque comprehendente, toto 
dense villoso. Foramen genitale transverse ovale, sat parvulum, 
inter tertias coxas apertum. Metapodia nulla. Peritrema magnum, 
utrinque in camerulas quasi catenula reticulatum, stigmate ad 
quartas coxas, sat iiarvo, totum peritrema ad summas coxas se- 
cundas desinens, omnino ventrale, rectum. Pedes curtuli crassi, 
spinis robusti s aneti, i^rimi paris ambulacris nullis, caeteri omnes 
ambulacris magnis, biarticulatis, uncis destitutis, membranula lata 
constitutis. 

Pedes primi paris caeteris longiores et plernmque (saltem tarso) 
obscuriores, antenniformes, arcuatim i)licati et convergentes, tarso 
longo, valido, plus minusve incurvo, obscuriore, apice pilis setis- 
que longis, pluribus terminato. Rostrum magnum, latum, inferum. 
Palpi mediocres vel parvuli, segmentis curtis, articulo postremo 
minimo, papilliforme, in articuli quarti apice infero abscondito 
(quare superne non conspicuo), ad dorsiun setis crassis et longis 
ornati. Epistoma validum, breve, rotundatum, chitineum. Mandi- 
bulae curtulae, chelis maioribus, in utroque sexu dissimiles; foe- 



ANTONIO BERLESE 



389 



minae (fig". 10) rtigitis acutis vix inciirvis, interne minute et aeque 
.seiTulato-denticulatis ; in mare (videas tab. XII, tìg. 1)5 «) digitis 
crassivS, obscurioribu.s, runcatis, interne 
edeutatis, mobile apice phis minusve 
dilatato; calcare obsoleto, in spinulam 
setiformem digito mobile curtiore, apice 
attennatam desinente. In utroque sexu 
laciniae ad <ligitum mobilem valde evo- 
lutae, clielam quoque superantes, apice 
longe, subtus minute laciniatae. Hypo- 
stonia varie complicatum, corniculis 
externe chitineis, interne pellucidis, la- 
minosis, apice attenuatis et laciniatis; 
basi articulatis, strictis, valde mobili- 
bus ; mala interna in laminam longio- 
rem, spiniformem, acutissimam defor- 
mata; periglottides autem magnae, la- 
minares, hyalinae, villosulae, basi latae, 
denique attenuatae, acutissime desinen- 
tes. Mentum sat magnum, latum, cur- 
tum, apice bisetum. 

Super formicas insilientes et cursitantes. 

luvenes non dignoscuntur. 

Typus « Antennophorus Uhlmanni Haller ». 




Fig. 10. — Chela di femmina di 

Antennophorus Foreli ('"'l,)- 



Osservazioni. Altra volta occludevo in questo genere anche pa- 
recchie altre si)ecie, convenienti insieme solo per le zampe del 
primo paio sfornite di ambulacri e per la forma del corpo e ca- 
ratteristica disposizione delle zampe anteriori. Anche il Wasmann 
si attenne a questi criteri forse più largamente di me. 

Ora, però, riconoscendo che la speciale facies (antennoforoide) è 
un carattere di adattamento e può essere comune a forme perti- 
nenti ad altre famiglie e riconoscendo che la mancanza di ambu- 
lacri ai piedi anteriori è carattere comune alle specie della fami- 
glia Antennophoridae, ho modificato e ristretto la portata del genere 
Antennoiìhorus, tanto pii\ che, con nuovo e pivi abbondante mate- 
riale, ho riconosciuto che molti generi debbono essere istituiti a 



390 ACARI MIRMECOPILI 

spese di questo più antico così come era stato accresciuto di 
specie, 

I caratteri indicati si attagliano quindi esclusivamente alle spe- 
cie che hanno per tipo VAntemiophonis Uhlmanni dell' Haller e 
quindi sono diversi da quelli indicati a proposito del genere An- 
tennophortis nei miei A. M. Se. ital. 

Le specie comprese dal Wasmann e da me nel genere Antenno- 
phortis vanno invece così ripartite: 

Gen. Antennophortis ; typus « A. Uhlmanni Hall.; Adde: A. Foreli 
Wasm.; A. pubescens Wasm. » ; A. grandis n. sp. 

» Echinomegistus Beri.; typus «A. TWieeiem (Wasm.) »; Adde: 
A. Caputcarabi (Beri.). 

» Physalozercon Beri.; typus « Phys. Eafliay (Wasm.) ». 

» Parantennulus n. gen.; typus « Par. scolopendrarum (Beri.) »; 
Adde: P. viduus (Beri.). 

Le specie del genere Antennopliorus , tutte mirmecofile, note fino 
ad ora sono le seguenti: 

1. Foemina sterno integro, postice valde foraraiiii genitali appresso, subnudo; 

scuto genito- ventrale sixbglabro, tantum perpaiicis pilis minimi s or- 
nato A. Foreli Wasm. 

— Foemina sterno duiilice, postice a foraniine genitale sat discreto, dense vil- 

loso; scutum genito-veutrale pilis plurimi» densis resti tuni . . .2. 

2. Coxae et trochanteres pedum omnium, excejjtis primi paris, superne margine 

laciniato-deuticulato ; (primi paris tantum coxa pariter ornata). Foem. 
ad 1300 [>■. long A. Uhlmanni Hall. 

— Coxae et trochanteres pediim omnium margine superno integro ... 3. 

3. Foeminae et mares ultra 1000 p. long A. grandis Beri. 

— Foeminae et mares non ad 900 p . long A. pubkscens Wasm. 

Osservazioni. Come si vede le specie del genere sono molto 
simili fra di loro e senza minuto esame di caratteri delicati non 
è facile distinguerle l'una dall'altra. È più spesso necessario lo 
studio dei tipici e non poco materiale pei confronti. Pure non 
credo si possa dubitare che le differenze sieno individuali, perchè 
ho potuto avere, di alcune specie, come ad es. dell'A. grandis, al- 
meno un centinaio di esemplari e da due località e sono tutti 
affatto identici fra di loro. 



ANTONIO BERLESE 391 



Antemiophorus ITIilmauni Haller. 

(Anteunophorus Uhlmanni eia iieuer Gamaside. Aichiv tur Naturgesc-h., 1887, 

p. 57, tab. V). 
Nou Syu. Antenn. Uhlinanui Jaiiet, Wasiiiaun etc. 

A. badius. Foein. pedibus primi paris coxa margine antico cre- 
nulato-dentieulato; i)e(liim caeterorum coxa et trocliantere margine 
antico pariter crennlato, «lenticiilato. Sternnm (ln))Iex sat dense 
villosiim. Scutum ano-ventrale pilis mnltis, [larvis obsessum. Man 
ignotus. 

Ad 1300 [j.. long. 

Habitat in Germania, in nidis Formicae nigrae. 

Osservazioni. Il vero Antennophorus Uhlmanni credo che non 
sia stato pili trovato da altri dojx) THaller. Ho vednto gli esem- 
plari dello Janet, ma non corrispondono alle figure e descrizioni 
delPHaller, la cui specie ha i caratteri che ho indicato ])iù su e 
si distingue da tutte quelle che ho veduto per la denticolazione 
dell'orlo anteriore del 1" o del 1° e 2° articoli dei i)iedi e pei- le 
dimensioni cospicue e superiori di 200 e piìi inicromillimetri an- 
che a quelle dell'^. grandis. Xon è possibile ammettere che l'Hal- 
ler abbia commesso un errore, nella misurazione dei suoi esem- 
plari, di circa 300 [j.. e quindi si deve convenire (come risulta 
anche dalla figura della grandezza naturale) che VAnt. Uhlmanni 
è specie molto maggiore di tutte le altre finora note e si deve 
tenere distinta anche per gli altri caratteri. 

Non ho veduto gli esemplari citati dal Wasmann in piìi luoghi 
per A. Uhlmanni ma, dalle misure, ho ragione di dubitare che si 
tratti dell'^. grandis. 

Ulteriori ricerche in Germania, nei nidi di Formica fìifica, da 
parte di chi può fare ciò, chiariranno questo dubbio. 

Karpelles (Bausteine zu einer Acarof. Ungarns) riferisce al- 
VA. Uhlmanni alcuni esemplari trovati in Ungheria sul Lasius 
umhratus. Però anche qui può elevarsi dubbio sulla identità della 
specie. 



392 ACARI MIRMECOFILI 

Antennophorus grandis n. sp. 

Tab. XII, ag. 95 a maris chela; 95 & foem. chela (diam. 230). 
— Tab. XIII, fig. 95 animai pronum (diam. 48). — 
Tab. XIV, flg. 99 foem. supina; 100 mas supinus 
(diam. 65). 

A. plus minusve testaceo-badio-subfuligineus, pedibus concolo- 
ribus, tarsis anticis saturate fuligineis. 

Dorsum area media ovale vix pallidiore, totum pilis minoribus 
densissimis obsitum. Pedes segmentis omnibus margine antico haiid 
laciniato-denticulato. Corpus vix longius quam latum. 

Mm sterno duplice, sat villoso, a scuti ano-ventralis processu- 
bus anticis longe discreto. Sento ano-ventrale dense pilis minutis 
induto (fìg. 11). 

Foemina sento sternale medio 
in i)artibus duabus diviso, scutis 
sat villosis. Scutum ano-ventrale 
longe ampulliforme, pilis minutis, 
densis obsitum. 

Mas ad 1030 |j.. long.; ad 990 
[j.. lat. — Foemina statura con- 

Fig. 11. — Genitali di femmina di ^nten- fnnnt» 
nophorus grandis Beri, (stesso ingran- 
dimento deUa fig. 9). luvenes ignoti. 

Habitat in Eossia, in nidis formicarum; super formicas etiam 

insiliens. 

Osservazioni. Ho avuto gran numero di esemplari {(f $ ) di 
questa specie dal Karawaiew, che li raccolse a Kiew, in nidi di 
Lasius fidiginosus. 

Moltissimi esemplari di ambedue i sessi mi mandò anche lo 
Janet, ma senza indicazione alcuna quanto •àWhahitat^ di modo 
che io non so se questa specie si trovi anche in Francia e su 
quali formiche (1). 




(1) Le belle osservazioni dello Janet sui rapporti dell' J. Ulkmanni coi Lasius 
si riferiscono allM. puhescem Wasni. come io riconobbi da un esemplare rac- 
colto alla Ville de» Roses (Beauvais) e inviatomi dallo stesso Janet. 



ANTONIO BERLESE 



393 



Questa grossa specie si distingue subito dall' A. imbescens ed 
A. Foreli per la maggiore statura, per la pubesceiiza del dorso e 
degli scudi ventrali molto più Atta e corta e per altri caratteri che 
risultano dalla diagnosi. DallM. Uhlmanni differisce per statura 
minore, per Porlo anteriore delle anche e dei trocanteri liscio e 
non rilevato in spinette o dentelli. 



Aiiteiinophorus pubescens Wasm. 

Tab. XIII, flg. 98 foemina supina (diam. 48). — Tab. 
XIV, flg. 101 animai pronum (diam. 05); fig. 102 mas 
supinus (diam. C5). 

(Weitere Nachtrage z. Verzeichiiiss »l. Ameiseiigilste v. Holliiiul. Liiult. — in 

Tijdschr. v. Entomol. T. XLII, p. 164). 
A. Ulihmunil J a u e t, Sur les lapports de FA. Uhlni. avec le Lasius inixtus 

(Coiiipt. rend. Séauces Acad. Sciences, T. 124, p. 583, 1897). 



A. plus minusve testaceo-badio-subfuligineus, pedibus concolo- 
ribus, tarsis anticis saturate fuligineis. Dorsnm area media ovale 
vix pallidiore obsoleta vel nulla, to- 
tum pilis mediocribus sat densis 
obsitnm. Pedes segmentis omnibus 
margine antico haud laciniato-denti- 
culato. Corpus sat longius quam 
latum. 

Mas sterno integro (usque ad co- 
xas primi paris) sat villoso, cum 
scuto ano ventrale ad latera forami- 
nis genitalis omnino confuso, post 
genitalia sat dense pilis mediocribus 
induto. 

Foemina scuto ano-ventrale sat late ampulliforme, mediocriter 
pilis induto; scuto sternale duplice, scutulis sat dense villosis. 




Fig. 12. — Genitali di femmina di 
Antennophorus pubeacena Wasm. 
(stesso ingrandimento delle figu- 
re 9, 11). 



394 ACARI MIRMECOFILI 

Mas ad 800 {X. long.; 770 |j.. lat.; — foem. 890 }j.. long.; 850 jx. 
lat. (1). 

Habitat in Hollandia et in Gallia, in nidis forniicaruni. 

Osservazioni. 1 disegni e la descrizione che dò qui di questa 
specie sono presi da esemplari di ambedue i sessi, provenienti da 
Beauvais (Ville des Roses), niandiitiini dallo Janet e da un maschio 
inviatomi dal Wasmann. 

Lo Janet (citando anche il Kari)elles, che avrebbe trovato la 
stessa specie in Ungheria sul Lasins umhratus, ma ciò è dubbio), 
accompagna i suoi esemplari coli' indicazione di averli raccolti in 
nidi di Lasius nmhratuH. Le sue osservazioni biologiche (loc. cit.) 
l)oi, accennano al Lasms mixtuH. 11 Wasmann ha trovato la specie 
in compagnia del La.sius flavus. 

Siccome le altre specie di Antennophorìiii sono state trovate con 
altri Lasim {niger^ fuliginosus), così è da ritenere che con formiche 
di questo genere esclusivamente convivano questi Acari. 

Lo Janet ci offre notizie biologiche interessanti (loc. cit.) ed an- 
che una bella figura, sui rapporti di questi acari colle formiche. 

Egli afferma che gli Antennopliorns non circolano nelle gallerie 
del nido, ma si attaccano e passeggiano facilmente sul corpo delle 
formiche. Se uno di questi acari è messo a terra, esplora l'am- 
biente colle sue antenne e si attacca alla prima formica passante, 
col mezzo delle ventose delle altre zamjìe. La formica sembra non 
gradire questo cavalcatore, ma poi vi si rassegna facilmente. 

« Ordinariamente, una operaia non i)orta che un solo Antenno- 
•pliorus, ma talora ve ne può recare assai piìi, fino a sette, negli 
individui di recente schiusi e gli acari si mettono sempre in siti 
tali da non intrsilciare i movimenti delle formiche che li ])ortano. 

Gli acari si nutrono esclusivamente del liquido nutritivo che le 
formiche emettono dalla bocca e sanno procurarselo, stando sul 
corpo delle formiche e profittando del momento in cui una formica 
passa ad altra una goccioletta di liquido nutritivo. In questo mo- 



(1) Il Wasraauii, loc. cit., dà una misura molto minore della sua specie, cioè 
500 i^. di lunghezza. Le misure che do io qui sono prese da un maschio tipico 
mandatomi dallo stesso Wasmann (Olanda) e sono le vere. 



ANTONIO BEELESE 395 

mento gli acari immergono il loro rostro nella goccioletta di li- 
quido e prendono parte al pasto. In altri casi, trovandosi su una 
formica posati sull'estremo addome, sanno carezzare colle loro an- 
tenne il capo di altra formica vicina e con ciò ottengono del li- 
quido nutritivo, loro unico cibo che, del resto, è sempre dato dalle 
formiche agli Antennophoruft molto volentieri ». 

Queste osservazioni, che è bene leggere nel testo, possono valere 
certo anche per tutte le altre specie di Antennophorus e forse per 
molti altri acari mirmecoflli equitanti. 



Antennophorus Foreli Wasm. 

Tab. XIII, flg. 96 animai pronum (diaui. 48); fig. 97 foe- 
mina supina (diam. 65). 

W a 8 m a u u, Zoolog. Anzeiger, 1902, u. 661, p. 68. — Idem Tijdschr. voor 
EntomoL, XLII, p. 164. 

A. ba«lius, macula dorsuale ovata pallidiore, perconspicua, pe- 
dibus concoloribus, tarsis anticis obscurioribus. Dorsum totum 
pilis mediocribus non sat densis vestitum. Pedes segmentis omni- 
bus margine antico liaud laciniato-denticulato. Corpus certe latius 
quam longum. 

Mas ignotus (ego non vidi). 

Foemina sento sternale medio magno, integro (sive in partes 
duos laterales non diviso), subnudo (jùlis tantum duobus minutis- 
simis ornato). Scutum ano-ventrale obcordatuui, antice acutum, sat 
latum, subnudum (pilis tantum utrinque quatuor minimis). 

Foem. ad 800 p.. long.; 900 fj.. lat. 

Habitat in nidis formicarum, in Luxemburg. 

Osservazioni. Ho disegnato la temmina da due esemplari ti- 
pici bellissimi inviatimi dal Wasmann, che li raccolse nel Luxem- 
burg in nidi di Lasius alienus. 

Essi erano tutti coperti da un bellissimo fungillo del gruppo 
delle Lahoidheniacee^ che ho i>assato per la xleterminazione al Ch. 
Prof. Baccarini del R. Istituto botanico di Firenze. 



396 



ACARI MIRMECOFILI 



La specie, pei caratteri degli scudi ventrali (della femmina) e 
per la loro scarsa villosità è molto diversa dalle precedentemente 
descritte. Anche il corpo è molto più largo (più largo che lungo). 



Gen. ECHINOMEGISTUS Beri. 

(A. Berlese, Spicil. Zoolog. Acari nuovi Mauip. II in « Redia », Voi. I, 
1903). 



Corj^us ovatum {EcMnomegistus s. str.), vel bursiforme {Antenno- 
megistus), plus minusve antennophoriforme. Dorsum sat convexum; 
sento dorsuale magno fere totum dorsum occupante, vittam per- 
strictam (de pedibus tertii paris) nudam circum relinquens. Margo 

corporis ultra scutum dorsuale, se- 
tis spiniformibus regulariter dissi- 
tis, ornatus. Senta ventralia sunt: 
In utroque sexu; jugularia vel inter- 
sese discreta {EcMnomegistus s. str.) 
vel simul late concreta, scutum uni- 
cum rectangulum, transversum si- 
stentia [Antennomegisttis); in foemina 
sternum vel in medio molle {Echin. 
s. str.) tantum ad latera durum et 
cum endopodiis concretum, vel totum 
dure chitineum, integrum, strictum 
{Antennomeg.) semper cum endopodiis 
concretum (fig. 13). Scuta genitalia 
constituuntur: metasterno (in EcM- 
nomegistus duplice, sive linea longi- 
tudinale in partes duas laterales, 
trigonas diviso) perfecte rhombico, 
integro {Antennomeg.) vel duplice; 
paragyniis, sive scutis duobus tetra- 
gonis sub metasterno et Inter endopodia insitis, angulo antico 
interno intersese adi^ropinquatis, spatium in medio trigonum re- 
liquentibus, in quo epigynium stat trigonum, anterius acutum. 




Fig. 13. — Femmina di EcMnomegi- 
stus Ooputcaraft 8 Beri.; R rostrum; 
M. mentum; / lugularia; St ster- 
num; Mt metasternum; Pg para- 
gynia; Ep Epyginium; End Endo- 
podia; S stigma; Pp parapodia; 
Pr -\- Per Parapodia + scuta peri- 
trematica; V -\- A scutum ventro- 
anale. 



ANTONIO BERLESE 397 

postice recte triincatuin, bene a scuto ano-ventrali magno, totum 
ventiem medium occupante discretum, quamvis spatio perstricto 
lineare, transverso {Anteunomeg.) vel paragyniis ad latera cum 
scuto ano-ventrale concretis, interius distinctis (fissura transversa); 
epigynio autem bene seiuncto {JEchinomegistus). Scutum ano-ven- 
trale nudum {Antennomeg.) vel spinis densis, robustioribus totum 
indutum {Echinom.). Endopodia lata, anterius cum sterni angulis 
posticis concreta, denique, post quartos pedes cum raetapodiis con- 
fusa, nec non cum scuti s peritrematicis, senta unica magna, ven- 
trem plus minusve marginantia, plus minusve interne scuto ven- 
tro-anali adpressa sistentia. Anus in extremo scuto ano-ventrale 
aj)ertus. 

In mare (dignoscitur tantum mas subgeneris Antennomeg.) ster- 
num cum scuto ventrale anum quoque occludente coufusum, ven- 
trem medium late occupans, tantum ad pedes quarti paris ab en- 
dopodiis distinctum. Senta pedes occludentia et peritrema ut in 
foeminis. 

Pedes mediocres; antici caeteris exiliores et ambulacro destituti, 
apice longe criniti ; caeteri ambulacris magnis, tria.rticulatis, un- 
guibus destitutis {Antennomeg.) vel unguibus obsoletis, cum mem- 
branulis fusis [Echinomeg). Kostrum sat magnum, inferum. Hypo- 
stoma sat eidem gen. Antennophorns subsimile. Mandibulae in 
utroque sexu subsimiles, laciniis in familia consuetis ornatae. Palpi 
omnino ut in genere Physalozercon. 

luvenes non dignoscuntur. 

Super insecta occurrentes. 

Osservazioni. Il genere merita di essere suddiviso in due sot- 
togeneri dei quali l'uno {Echinomegùtus s. str.) lia per tipo VAn- 
tennopliorns Wheeleri del Wasmann; l'altro {Aniennomeghtm) ha per 
tipo VAntennojjhorus Capniearahi Beri. 

Essi stanno assieme in un unico genere, sopratutto per la con- 
figurazione degli scudi ventrali della femmina, i <iuali si corrispon- 
dono nella fabrica generale, differendo solo in itarticolarità piti 
minute, che non sembrano poter giustificare la creazione di due 
generi distinti. 

Inoltre ^i ha differenza anche nel grado di aspetto di Antemio- 



398 ACARI MIRMEOOFILl 

phorus che hanno i tipi dei due sottogeneri. Si ]>uò dire che VEcM- 
nomegistus è un Megistanns già in via di assumere hi caratteristica 
facies degli Antennopliorus, ma non hi ha tuttavia; mentre VAnten- 
nomegistus la ha veramente, così bene che io altra volta ne avevo 
compreso il tipo nel genere Antennopliorns. Anche la configura- 
zione degli ambulacri accenna a ciò. 

I due sottogeneri adunque differirebbero pei seguenti caratteri: 

— Facies Antennophori ; steiuiiin in foeniiiia iiitegrum, undique dure chitiueum; 

paragyuia a scuto veutro-auale omiiino discreta 

Antennomegistus Beri. 

— Facies Megistani; steruum in foemiua molle et siibevaiiidiim, tantum, ad la- 

tera vitta duriore significatum ; paragyuia ad angula externa cum scuto 
ventro-anale confusa Echinomegistus Beri. 

Echinomegistus Wheeleri (Wasm.). 

Tab. XIII, flg. 103 a palpus (diam. 170) ; fig. 103 6 am- 
bulacrum (diam. 230). — Tab. XIV, fig. 103 ani- 
mal pronum (diam. 35); fig. 104 foemina supina 
(diam. 50). 

Aniennophorns JVÌieeleri, Wasmann, in litteris. 

E. saturate badius, depressus, late ovatus, anterius subacutus, 
posterius late rotundatus, Scutum dorsuale latum, fere totum dor- 
sum obtegens, subnudum, nitidum, lucidum. Margo cori)oris, de 
humeris, totum spinis robustis, conicis, variae longitudinis (maio- 
ribus inter minores regulariter dissitis), radiatim dispositis, hirtus. 
tìcutum ano-ventrale longe tra])ezinum, postice sat rotundatum, 
totum spinis mediocribus dense hirtum. Senta parapodica nuda et 
dermate nitido, tantum ad lineam interiorem setis raris aucta, po- 
stice acuta, usque ad marginem posticum producta. 

Foem. ad 1350 p.. long.; 1150 jj.. hit. 

Mas ignotus. 

Habitat in nidis formicarum in « Connecticut ». 

Osservazioni. Ilo tolto descrizione e figura da un bellissimo 
esemplare femmina comunicatomi dal Wasmann, che lo ebbe da 
nidi di Lasius aphidicola del Connecticut. 



ANTONIO BERLESE 



399 



Gen. PHYSALOZERCON Beri. 

Antennophorus (ex p.) W a s m a u ii, Zoolog. Anzeig., 1902, N. 661, p. 73. 
Physalozercon A. Beri e s e, Spicilegia Zoologica iu « Redia » I, (1903), p. 246. 




Corpus late bursifoinie, latius quaui loiigum, aiitice late obtusum, 
postice rotimdatum, post quartos pedes latissiniiini. Seutmii dor- 
suale latum, totuiii dorsum occupaiis, percouvexum, deiise i)ilis 
oruatiiin. Senta ventrali a (in foemina) 
snnt: Sternale obsoletum, minus bene 
circumscriptuni, iiiinns l)ene chitinenm ; 
genitalia sqnaiiiis duabus lateralibns 
longis, trigonis, longitudinaliter disj)o- 
sitis de tertia coxa nsque post quartas 
decnrrentibus, villosis, intersese iìssu- 
ram longitudiiialeni iongam reliquen- 
tibus; endogynium, vel squama media, 
anterius sub praecedentibus abscon- 
dita, amygdalitbrnK', longa, apice acuta, 
usqne ad extremas coxas quartas exteii- 
sa. Scutum ventrale maximum, anterius 
arcuatim truncatum, post quartas co- 
xas, in ventre, late extensum, semicir- 
culare, anum quoque comprehendens, dense villosum. Pedes onines 
in fere tertia antica parte corporis coacervati, coxis omnibus con- 
tiguis et valde a margiuibus corporis discretis, ita ut area pe- 
difera, genitalia et rostrum minimam ventris i^artem anticam oc- 
cupent. 

Anus in medio ventre apeitus, valde a margine postico corpo- 
ris remotus. Pedes secundi, tertii et quarti paris parvuli, ambula- 
cris mediocribus, triarticulatis, unguibus iiullis, membranula sat 
lata armatis. Pedes primi paris caeteris (duplo) longiores, subiecti, 
lateraliter extensi, vel Antennoiìhororum more incurvati; tarso lon- 
giusculo, apice longe villoso (ambulacris nullis). 

Rostrum parvulum; mandibulis et liypostomate iisdem Anten- 
noj}hori subsimilibus, palpis tamen diversi», quod articulo quarto 



Fig. 14. — Scudi sternale e geni- 
tale di femmina di Physalozer- 
con (Rafraij) ("»|,). 



400 ACARI MIRMECOFILI 

gaiideant perloiigo, conico, in summo apice articnlum quintum 
subevanidnm, fere inconspicuiim in fossula apicale absconditum, 
brevissime piligero-papillatuni occliidant. Stigmata iuter tertias et 
quartas coxas aperta. Peritremata usque ad summas secundas 
eoxas producta, lata, ut in gen. Aniennophorus configurata, recta, 
coxis pedum valde appressa ita ut difficilius conspiciantur. 

Super alia insecta occurrentes. 

lìivenes ignoti. 

Typus « Physalozercon Ratfray Wasm. ». 



Physalozercon Raffray (Wasm.). 

Tab. XIII, flg. 105 a ambulacrum e latere visuni (diani. 
450); flg. 105 b idem in prospectu (diam. 230). — Tab. 
XIV, flg. 105 animai pronum; 106 foemina supina 
diam. 48). 

Antennophorus Raffray W a s in a u n, Zool. Aiizeig., 1902, N. 661, p. 73. 

Ph. saturate badius, latior, bursiformis, perconvexus. Dorsum 
sento dorsuale marginibus subevanidis, totum pilis densis (ante- 
rius densioribus et minoribus, posterius aliquanto longioribus sed 
rarioribus) simplicibus indutum, ad margines regulariter dissitis. 
Pedes omnes, exceptis primi paris, curti ; secundi paris caeteris 
crassiores. Scutum ano-ventrale magnum, marginibus subevanidis, 
totum pilis sat minutis et densis hirtum. Forameli anale valde a 
margine postico discretum. 

Foem ad 1200 {j,. long.; 1300 [J.. lat. 

Mas ignotus. 

Habitat in nidis formicarum, ad Caput Bonae Spei. 

Osservazioni. Ho disegnato e descritto la presente specie su 
due bellissimi esemplari femmine donatimi dal Ch. Wasmann, che 
li ebbe dal Capo di Buona Speranza, dove furono trovati in nidi 
di Plagiolepis custodiens. 



ANTONIO BERLESE 401 

Familia LAELAPTIDA.E. 



(Videas characteres in A. Beri e se, Acari, Myr. Scorp. ital. — Mesostig- 
mata) . 



È questa la famiglia nel sottordine Mesostigmata piìi ricca di 
generi e di specie, tanto che non è possibile dirne qui quanto con- 
verrebbe per esporne un quadro completo. 

Il gruppo ha notevoli affinità coi Dermanyssidae da un lato e 
coi Gamasidae dall'altro e forse non è agevole distinguerlo bene 
dall'una e dall'altra di queste due famiglie. 

Rimando il lettore, j)ei caratteri dei Laelaptidae, al mio libro sui 
Mesostigmata, avvertendo però che oggidì molti altri generi sono 
venuti ad aggiungersi a quelli colà indicati, fino allora noti. 

Volendo presentare una tavola sinottica dei generi contenenti 
specie mirmecotìle finora note, si avrebbe il prospetto seguente: 

1. Pedes quarti paris femure inferue iu utroque sexii calcare valido armati. 

Neoberlesia Beri. 

— Pedes quarti paris iu utroque sexu iuermes 2. 

2. Pedes omnes insigni longitudine (corpore omues longiores) conspicui ; corpus 

subsphaericum 8phaero.seiu8 Beri. 

— Pedes omues corporis longitudinem non aequautes (vel tantum antici vix 

aequantes); coii)us ovale 3. 

3. Mandibulae chela nulla (digito tìxo nullo) ; pedes curtissimi, omues cras- 

sitie intersese pares Myhmozercon Beri. 

— Mandibulae digito tìxo variae maguitudinis vel minimo, sed praesente; pedes 

consuetae longitudiuis, antici exiliores 4. 

4. Pedes omnes ambulacris unguibus omniuo nullis . . Myrmonyssus Beri. 

— Pedes omnes ambulacris unguibus couspicuis (exceptis Laelaptis equitanti» 

exemplis meridionalibus) 5. 

5. Chelae (foem.) digito fixo obsoleto ; sento dorsuale et genito-ventrale per- 

parvulo Myrmoleichus Beri. 

— Chelae digitis ambobus robustis ; scutiim dorsuale fere totum dorsum occu- 

pans ; genito-ventrale maguum vel mediocre ■. . 

Laelaps Koch et subgeuera. 



402 



ACARI MIRMECOFILI 



Gen. LAELAPS Koch. 



GamasKs (ex p.) Meguiu, Cauestrini e Fanzago, Koch, Berlese etc. 

Laelaps C. L. Koch.; Berlese; Michael, Mouiez, Wasmann ; aliique phires 

auctores. 
Hypoaspis G. et R. Cauestriui. 



Corpus plus minusve ovatum, ad dorsiun .sat convexum. Scutiuu 
dorsuale magnum, fere totum dorsuni occupans, aliquaudo sat in 
ventre ad margines plicatum, setis plerumque oruatuni, omnino 
integrum, ne sulco quidem transverso (in anibobus sexubus) im- 
pressum. 

Scutum sternale late trapezinum, po- 
stice plus minusve arcuatum. Adest 
scutum eudopodicum in angulo interno 
coxarum tertii et quarti paris, coxas 
easdem partim maiginaiis. 

Scutum genitale (epigynium) ante- 
rius rotundatum, longitud. striatum, 
dermate (anterius) exiliori piaeditum, 
margine anticf» plus minusve evane- 
scente. Scutum hoc latissimum, plerum- 
que endopodia attingens vel obtegéns, 
postice post quartos jìedes expansum, 
plus minusve in ventre productiun, po- 
stice rotundatum vel aliter truncatum, 
semi)er a sento anale bene seiunctum, 
plus minusve discretum. (Qua re de 
sento genito- centrale in descriptionibus 
loquitur). 

Scutum anale obtrigonum, anterius 
latum, posterius plus minusve acumina- 
tum, pilis tribus semiier auctum, sive 
duobus ad latera foraminis analis, tertio postanale, impari, plus 
minusve elongato, robusto. 




F'ig. 15. — Laelaps ( laevis ) (fem- 
mina: B rostrum; M mentum ; 
/Iugularla; P peritrema; -End 
Endopodia ; St stigma; Pr scu- 
tum peritrematicum ; Pp para- 
podia ; Sq squama parapodii ; 
Mp metapodia; S sternum ; Gv 
scutum. genito-ventrale; A scu- 
tum anale. 



ANTONIO BERLESE 403 

Oaeteriim ventris in f'oemiua iiiidum, tanieii scutiilo minimo (me- 
tapodico) plus rainusve elongato, post quartos pedes manifesto, 
nullo alio scuto contiguo. 

Mas scuto ventrale unico, no sulco ullo tiansveise impresso, de 
summo collo usque ultra annui producto, anuni (luoque compre- 
hendente (pilis circumdato ut in foemina), post quartos i)e(les la- 
teribus in angulum retrorsus concurrentibus, sat nuignaui partem 
ventris ad latera nudam relinquens. 

Peritremata recta, de ventre ad verticem decurrentia, ante pri- 
mas coxas desinenti a. 

Pedes in utroque sexu inermes (exceptis s])eciel)us sul)generum 
Androlaelaps et Fscudoparafiitns), conformes, uuiris tamen a li quanto 
maiores et robustiores ; omnes ambulacris bene manifestis t(»rmi- 
nati (uucis duobus validis) membranulaque lobata, lobulis rotun- 
datis; antici caeteris vix debiliores vel crassitie subpares. 

Rostrum validum. Epistoma anterius subhyalinum, saepius diffici- 
lius conspicuum, pleruuuiue rotundatum, denticulis minimis auctum, 
vel plus minusve in s])inam lougam, hyalinaiu [(orrcctuni. 

Mandibulae maris a foeminae dittbrmes. Maris digitus mol)ilis 
calcare valido auctus. Calcar semper anterius a digito seiunctum, 
plus minusve elongatum, vel varie fabricatuiii, antinius directum, 
plerumque digitiun mobilem superans. Corniculi labiales in utroque 
sexu subsimiles. 

Mentum in utroque sexu simile et bene manifestum. 

Liberi vel vertebratorum parasitfe. 

Osservazioni. 11 genere Laelajjs è molto ricco di si>ecie, che si 
raggruppano assai bene in varii sottogeneri. 

Io circoscrivo il gruiqx) alle specie che presentano strettamente 
i caratteri sovraesposti. Perciò il genere Laelaps differisce da al- 
cuni affini nella stessa famiglia per alcune particolarità, che qui 
brevemente ricordo. 

— Dal genere Ololaelaps (tipo 0. venetus Beri.); i>er lo scudo 
delle femmine ventrale, che negli Ololaelaps non solo è confuso col- 
l'epiginio, ma comprende anche Pano, cioè è fuso affatto collo 
scudo anale. 

— Dal genere Evipliis perchè in questo gru^tpo, nel maschio, lo 



404 ACARI MIRMECOFILI 

vscudo steruale finisce dopo le zampe del 4" paio ed è piìi o meno 
discosto (separato sempre) dallo scudo anale. 

— Dal genere iSeius perchè in questo lo scudo dorsale è diviso 
almeno in due parti. 

— Dal genere Amero.sekis per la forma degli scudi ventrali ma- 
schili e femminili, che negli Ameroseius, nel maschio, sono presso a 
poco come negli Eviphis (salvo che lo scudo anale è molto più 
ampio) e nella femmina l'epigiuio è molto piccolo, trapezoidale, 
avanti troncato e tutto bene chitineo, di dietro non oltrepassa le 
anche del quarto paio ed è bene discosto dallo scudo anale, che è 
grandissimo ed occupa quasi tutto il ventre. 

— Dal genere Neoberlesia per la lunghezza dei peritremi, la man- 
canza di sproni al quarto paio di zampe, la distinzione fra lo scudo 
genito- ventrale e l'anale ecc. 

— Dal genere Podocinum per la presenza di ambulacri al primo 
paio di zami)e. 

Pili discosto il genere Laelaps è da altri gruppi della famiglia 
{Myrmonyssus , Myrmoleichus, Myrmozercon ed altri mirmecoiili e ter- 
mitoflli, come api)arirà dai caratteri di questi grui)pi) come dal 
genere Iphiopsis ecc., tanto che non occorre di parlarne sijecial- 
mente. 



# 
* * 

Divido il genere Laelaps nei seguenti sottogeneri: 

1. Petles secimdi paris femoribus saltera in inaribus calcare arraatis. . . 2. 

— Pedes omiies iu utroqiie sexii iuermes 3. 

2. Pedes secuiidi i)an8 in utroque sexu pariter armati . . Androlaelaps Beri. 

— Pedes omues in foeminis inermes Pskudoparasitus Oudem. 

3. Parasiti Tertebratoruin (mandibulis in ntroque sexu ad hauriendum sanguen 

confo rmatis) Laelaps Koch. 

— Liberi (vel Aàatores), mandibulis cheligeris, chelis bene denticnlatis . . 4. 

4. Pili coi-poris spathuliformes, papilliformes, Tel aliter conformati; derma cor- 

poris sat scabrum. . • CosmolAelAps Beri. 

— Pili corporis simplices, plns miuusve longi, piliforraes vel setiiliformes . 5. 

5. Epistoma in spiuani perlongam desineus ; chelae byalinae; corniculi labiales 

hyalini, submolles, plani OolAelaps Beri. 

— Epistoma anterixis rotiindatum, denticulatum ; chelae A^alidae, bene chitineae, 

obscurae; corniculi labiales robusti, bene chitiuei 6. 



ANTONIO BERLESE 406 

6. Sciitum genito- ventrale post qnartos pedes (in foeminis) mains, latiim, usque 

ad anale prodnctum, longitudinaliter striis aliqnot perconspicuis impres- 
sum, setis non indiitum Laklaspis Beri. 

— Scutnm genito-ventrale in foeminis minime striis oriiatuni, plns minusve 

expansiim 7. 

7. Scutnm genito-ventrale in foeminis setis multis oruatum . Eulaelaps Bori. 

— Scutnm genito-ventrale in foeminis omnino nudnm (pilis tamen ad margi- 

ne» scuti, sed extra scutnm idem) Hypoaspis Can. 

Si trovano specie mirmecofile nei sottogeneri : Cosmolacìaps ; Ooìaelaps ; Lae- 
lasjìis ; Hypoaspis; Androlaelaps ; 

SuBGKNus Hypoaspis Can. 

(G. Canestrini, Acarofauna ital., 1885, p. 55). 

Non Syn. Hypompis A. B e r 1 e s e, Zool. Anzeig., Bd. XXVII, N. 1, 15)03, p. 14. 

Corpus ovale vel obovatuni, postice lotiiudatuni vel acutuiii. Scu- 
tnm dorsuale plus minusve couvexum, iiitidum, i)ilis simplicibiis 
mediocribus et raris indutum. Pedes et pai}»! longioies et validiores. 
Mandibulae in utroque sexu chela robusta, durius chitiuea. Foe- 
minae scutum genito-anale post quartos pedes vix dilatatuiu, plus 
minusve retrorsus productum, plus minusve ab anale discietum; 
semi^er glabrum, striis vel lineis impressis ])eculiaril)ns nullis, ob- 
solete areolatum, vel, saepius nitidum, crebre et minutissime punc- 
tulatum. 

Colores terrei vel flavescentes vel subbadii, denique saturate badii. 

Species typica « Laelaps Kramerii Can. ». 

Le specie mirmecofile possono essere raccolte in due gruppi di- 
stinti, i quali però non converrebbe forse elevare a dignità di 
sottogeneri, pel fatto che l'uno incorre nell'altro a mezzo di forme 
intermedie. Dell'uno gruppo, il quale contiene umi sola si)ecie mir- 
mecoftla {L. elegantulus Beri.), è tipo il Laelaps Kramerii; dell'al- 
tro, che è composto esclusivamente di forme mirmecotìle, è tipo il 
grosso L. laevis Mich. 

Dalla annessa tabella risultano le ditìerenze fra i due grupi)i. 

1. Scutnm dorsuale in utroque sexu non dorsum omnino obtegens, sed margi- 
nem perstrictum nudnm, praecipue postice, relinquens. Epigyninm non 
usque ad marginem postremum sterni productum. Colores terrei vel le- 
uissime badii. — Foem. ad 500 ^. long . . . L. elegamtulus Beri. 



406 ACARI MIRMECOFILI 

— Scutum dorsiiale in utroque sexu etiam ad margiues ventris inflexum. Epi- 

gyuium supra marginem posticuin .sterni desinens. Colore» laete liadii 
vel saturatius badii 2. 

2. Pili dorsi curtissimi, vix niaioris amplilicatiouis ope coiispicui ; margo ab- 

domiuis iiosticus, nisi bene couspiciatui', nudus adparet. — Foem. ad 
1200 M- long L. LAEVis Mieli. 

— Pili dorsi mediocres vel longi • . . . 3. 

3. Seiituin genito-ventrale (foeminae) sat a sento tinaie discretum. Foem. ad 

750 y-. long L. ACUTUS Mich. 

— Scutiim genito-veutrale (foeminae) omnino sento anali contiguiim. . . 4. 

4. Pili dorsi, praecijine postici, longiores, robusti. Pedes exiles. Corpns sat late 

oboTatnm. Foem. ad 800 ju. long L. Canestkinii Beri. 

— Pili dorsi mediocres. Corxjns ovatum vel obovatnm 5. 

5. Pili dorsi tenues, abdominis postici duo sat conspicni. Corpus ovale. Foem. 

ad 970 |Li. long L. mybmecophilus Beri. 

— Pili corporis robustnli et sat longi. Corpns obovatnm, postice acuminatum. 

Foem. ad 890 |u. long L. myrmophilus Mich. 



Laelaps (Hypoaspis) laevìs Mich. 

Tab. XV, tìg. no animai proniim (diam. 48). — Tab. XVI, 
iig. 12(5 foem. supina^ 127 mas siipinus (diam. 65). — 
Tab. XX 116 tt chela maris; 116 6 foeminae (diam. 450). 

Laeìap» ìaevis Mich. On the Assoc. Gam. v. Ants.. pag. 648. 

Laelaj)8 myrmecopliìlns Moniez, Sur <iuelqiies arthropodes des fourmillières, j». 4. 

Laelaps laevìs W a s m a n n. Tjidschr. v. Entomol. XLII. 

Laelaps ovalis W a s m a n n. Ibidem. 

L. .satnrate badiiis, nitidissimns, h)nge obovatns, pOvStice acutus. 
Dorsum perconvexiim, sento dorsnale ad margines lateraliter et 
siibtns sat inflexo. Doisnm pilis miniitissimis, maioris amplilìca- 
tionis ope inqnirendis, raris ornatimi. Margo posticns pilis vix 
conspicnis qnatnor anctus adparet. Etiam pili sternales et cir- 
cumdantes scntnm genito-ventrale vix conspicni pariterqne minimi 
tres circnmanales et panci in ventre nudo. Pedes omnes validio- 
res et longi. 

Mas foemina sat minor et elongatior, minns obovatns, potins 
longe ovalis, postice mediocriter acntus. Chela mandibnlae magna, 
robusta; digito mobile bene runcato, ad tertiimi anticum margiuis 



ANTONIO BERLESE 407 

dentarii dente robustiori aucto. Calcar loiigum, sat digituiii niobi- 
lem superans, apice incurvimi, acntnluni, sub apicem inferne denti- 
culo quodaiii ornatuni. Digitus tixus sat luncatus, sub apicem dente 
robusto praeditus, ]iost rpiem denticuli minimi et sat obsoleti qua- 
tuor sunt, denique i)ilus dentarius. Caeterum marginis dentarii 
edentatum. 

Foemina sento genito-ventrale ])Ost quartos ])edes sat lato, niar- 
ginibus extrorsus bene aicuatis. 

Chela mandibularis iiiaior quam in mare, obscure chitinea, digito 
mobili interne (in jiarte media antica marginis dentarii) dentibus 
duobus magnis; digito lixo tertia parte antica marginis dentarii 
denticulis aliquot minimis et obsoletis, denique dente sat valido 
fere in medio margine dentario, 

Nymphae adultis sat corporis fabrica similes (scutis tamen nul- 
lis) sed colore pallide terreo depictae et minores quam adulti. 

Mas ad 080 |j.. long.; 600 fj.. lat.; Foem. ad 1200 |j,. long.; 
830 fj.. lat. 

Habitat in Britannia; Hollandia; liossia ; Germania?; Austria; 
in nidis forinicarum. 

Osservazioni. Questa è la i)iìi grande specie di Hypoaspìs del 
gruppo « laevìH » e si riconosce tosto per la cortezza e minutezza 
dei peli del dorso e del ventre, i quali sono così minuti che non 
si scorgono se non colFaiuto di forti ingrandimenti. Non sembra 
che questa specie sia mai stata trovata in Italia. Io ho disegnato 
la femmina da due esem])lari mandatimi dal Michael, trovati ad 
Innsbruck nel Tirolo, 

Ritengo che il Moniez parli di questa specie (loc» cit.), sotto il 
nome di L. myrmecophilus, perchè invece descrive come L. ovalis 
n. sp., il vero L. myrmecophilus mio, come posso bene giudicare 
dalle misure e dal disegno che ne dà il Moniez stesso (1) a fig. 2 
e fig. 3. 

Dal Wasmann ebbi esemplari di ambedue i sessi, col nome di 



(1) Questa figura (loc. cit.) è molto errata, quanto agli scudi ventrali, basti 
vedere che lo scudo geuito-veutrale è accompagnato da due scudetti allungati 
laterali ! 



408 ACARI MIRMECOFILI 

L. ovalis Mon., raccolti in nidi di Formica sanguinea Latr.; ed altri 
col nome di L. laevis Mieli., raccolti in nidi di Formica jyratensis 
Deg-. Molte femmine ed nn bel maschio ho avnto dal Karawaiew 
che li raccolse a Mnrsinzi (Russia), in nidi di Formica mnguinea. 
Gli esemplari che possiedo provengono dunque: 

— Austria (Tirolo, Innsbruck), due fenunine, (dal Michael) lungh. 

1200 {j..; largh. 750 [j.. 

— Olanda (Exaeten), in nidi di Formica lìratensis; fenunine lunghe 

1200 |j,.; larghe 830 jj,. — In nidi di Formica sanguinea; 
femmine lunghe 1070 ^.; larghe 700 [j..; maschio 980 [j.. 
per 600 fj.. 

— Russia (Mursinzi), in nidi di Formica sanguinea; femmine lun- 

ghe 1100 jj..; larghe 720 {j,.; oppure 1080 per 720. — In 
nidi di Formica pratensis; femmine lunghe 1150 jj,.; lar- 
ghe 750 [j,.; op]mre 1180 per 760; maschio lungo 1150 p..; 
largo 670 fj,. 

Quanto i\\Vhahitat, il Michael dichiara (loc. cit.) di non aver de- 
terminata la specie di Formica colla quale gli individui i>rimamente 
da lui raccolti convivevano. 

Il Moniez aiferma che i suoi Laelaps myrmecophilus (molto pro- 
babilmente L. laevis, come ho detto) furono trovati a Linz sul 
Reno, in nidi di Formica rujìharhis var. fusco-rtijìbarhis For. e 4 indi- 
vidui in nidi di Formica rufa ad Exaeten (Olanda) gli furono spediti 
dal Wasmann, assieme ad un individuo trovato dal Forel nella pro- 
vincia di Orano (Ain-el-adjar), in nidi di Aphenogaster barbara. Però 
io credo che qui si tratti di piti di una specie e forse qualche 
esemplare appartenga al L. myrmecophilus od al L. myrmopMlus, 
perchè ritengo il L. laeiyis forma settentrionale e se fosse stato 
trovato in Algeria, a maggior ragione si dovrebbe rinvenire in 
Italia. D'altronde non è credibile che il Moniez avesse sottocchio 
il vero myrmecopMlus , perchè lo avi'ebbe senza piti ascritto al suo 
L. ovalis. 

Per ora è, dunque, prudente ritenere che il L. laevis Mieli, si 
trovi in nidi di specie del genere Formica e la indicazione di 
Aphenogaster barbara si deve prendere con dubbio. 



ANTONIO BERLESE 409 



Laelaps (Hypoaspis) inyrmecophiliis Beri. 

Tab. XVI, flg-. 128 foeni. supina; 129 mas supiims (diam. 
G5). — Tab. XX, flg-. 128 « chela iiiaris; flg-. 128 6 
eadem foeminae (diain. 450). 

Laelaps myrmecopMhis Beri e se, A. Myr. ScoriJ. ita!., fase. 69, N. 2. 
Laelaps ovalis M o ii i e z, S. quelq. Arthr. fourmill., p. 3. 
Laelaps myrmecophilus (ex p.) Leonardi, Acaroidei dei formicai, p. 17. 
Non Syn. L. myrmecophtlus Moniez, loc. cit. 

L. saturate badius, ovalis, nitidissimus, postice rotiindatus vel 
leniter acutiis. Doisuni i>ereoiivexiiin, sento dorsnale ad niargines 
lateraliter et snbtns sat inflexo. Dorsnni pilis parvis, tanien faei- 
lins conspicnis ornatnm. Postice corpus jnlis dnobus sat conspicuis 
anctuni. Pili sternales et ventris mediocres. Pedes onines validiores 
et longi. 

Mas foeniina minor et vix postice acutior, tamen fere pariter 
latns. Chela mandibulae eidem L. laevis conformis, sed vix minor, 
calcare apice minus inflexo, digitoque flxo sub dente malore om- 
nino edentato. 

Foemina sento genito-ventrale minus dilatato (in ventre) quam 
in L. laevis. Chela mandibulae eidem L. laevis sat conformis, quam- 
vis vix minor. 

Mas ad 900 fj.. hmg.; 600 p,. lat. — Foem. ad 970 |j.. long.; 
700 |j.. lat. 

Raòitaf in Italia et in Hollandia, in nidis formicarum. 

Osservazioni. Questo Laelaps è molto aftìne al L. laevis Mich. 
ma certo anche bene distinto, sopratutto i)er le dimensioni sempre 
notevolmente minori ; per i peli che ornano il dorso ed il ventre, 
i quali sono bensì abbastanza corti, certo più che nel L. myrmo- 
philus ma molto \na lunghi, almeno tre volte, che non quelli del 
L. laevis; i>er la forma del cor]>o, che è piii largo in ambedue i 
sessi e talora nelle femmine veramente ovale, di dietro rotondato; 
per lo scudo genito-ventrale più stretto ecc. 

Ho trovato questo acaro, non comune, a Portici, mescolato sem- 



410 ACARI MIRMECOFILI 

pre al L. myrmophilus, che è molto \)\\\ frequente e talora al L. Ca- 
nestriìììi Beri., che è raro abbastanza. 

11 Moniez doveva avere questa specie sott' occhio quando de- 
scriveva il suo L. ovalis, ])erchè dice: « le corps porte des soies 
longues et rares » e dalla figura si vede trattarsi di un acaro 
largo e di dietro rotondato, di modo che non può esser detto che 
si tratti del L. myrmopliil'uti e, d'altra jtarte, le dimensioni date dal 
Moniez (environ 1 mill.) convengono piìi col L. myrmecoj^Mlus che 
col L. myrmophilus^ che è più piccolo. 

I miei esemplari di Portici, misurano: 

Femm. da 970 [j.. a 990 di lunghezza; su 700 [j,. di larghezza. 

Maschi da 900 a 920 [j,. di lunghezza per 600 a 620 di larghezza. 
Un maschio più piccolo misura da 860 [j.. di lunghezza per 600 [j.. 
di larghezza. 

II Moniez (X. ovalis) lo cita di Exaeten (Olanda), come inviatogli 
dal Wasmann, 

Il Leonardi lo dice comune nell'Italia media e nella centrale e 
cita molte specie di formiche colle quali conviverebbe. Ma, dal- 
l'esame dei molti esemi)lari raccolti dal Leonardi a Portici come 
ad Avellino, mi risulta che essi sono da ascriversi, per la massima 
parte al L. myrmopMlua Mieli., come ho ])otuto riconoscere col con- 
fronto dei tipici inviatimi gentilmente dallo stesso Michael. 

Per ora, quindi, il solo habitat (per quel che riguarda la specie 
di formica colla quale convive) sicuro per questa specie è nei nidi 
dì Myrmica Scahrvnodis. 

Laelaps (Hypoaspis) myrmophihis Mieli. 

Tab. XV, flg. 117 animai pronum (diam. 48) 5 118 mas su- 
liinus; 119 foein. supina (diam. 65). — Tab. XX, 
flg. 117 a maris chela; 117 h eadem foeminae (diam. 
450). 

Laelaps myrniophilns Michael, Association of Gaiiiasid. With Ants, p. 649, 

tab. 49. 
Laelaps myrmecophihts (ex p.) Leonardi, Acaroid. formicai, p. 17. 

L. saturate badius, nitidissimus, obovatus, jiostice acutus. Dor- 
sum perconvexum pilis sat longis (praecipue in margine et postice) 



ANTONIO BEELESE 411 

ornatum, omnibus intersese longitudiue siibparibus, posticis tamen 
vix caeteris longioribiis. Pili sternales et ventrales longi. Pedes 
oimies longi et validi. 

Mas magis acutus (postice) quam foemina sua et strictior. Pe- 
dum quarti paris femur ad apicem internum satis expansum, quasi 
in tuberculum. Chela niandibularis robusta, sat eidem L. niyrme- 
cophili conformis, sed calcare longiore, cylindrico, extrorsus x)licato, 
apice rotundato subgloboso. 

Foem. sento genito-ventrale post quartos pedes subovale, sat 
lato, posterius recte truncato. Chela mandibularis magna, robusta, 
eidem L. myrmecophili sat similis, sed digito flxo magis lato, in- 
terne fere toto crenulato-denticulato, denticulis latis sed obtusis. 

Mas ad 800 fj.. long.; 490 }j.. lat. — Foem. ad 890 fj.. long.; 
580 }j,. lat. 

Habitat perfrequens in Italia, peaecipue meridionale, in uidis 
formicarum. 

Osservazioni. Si tratta di specie certamente meridionale. Né il 
Leonardi né io stesso la abbiamo mai trovata nell'Alta Italia, solo 
a Firenze ne rinvenni molti individui in un nido di Lasius niger. 

Invece essa é coiiumissima nell'Italia meridionale ed io ne ho 
grandissimo numero di individui raccolti da me e dal Leonardi a 
Portici, ad Avellino; dal Dott. Silvestri ad Amalfi (Minori) ed i 
tipici del Michael provengono da Aiaccio. Forse gli esemplari dal 
Moniez attribuiti al L. myrmecophilus e trovati ed Orano (in nidi 
di Aplienogaster barbara) appartengono a questa specie. Gli individui 
raccolti dal Leonardi sono stati determinati per L. myrmecophilus. 
Vive con molte specie di formiche. 

Questo Laelaps é affine al L. myrmecopMlus , meno ])erò del L. lae- 
vis, ma al solo aspetto dei peli che lo rivestono si distingue subito. 
Inoltre le dimensioni minori, la forma dello sprone mandibolare del 
maschio ecc. sono caratteri certi di separazione specifica assai netta. 

I miei individui provengono dalle seguenti località : 

— Corsica (Aiaccio), tipici del Michael trovati in nidi di Aplieno- 
gaster testaceo-pilosa. Due femmine, l'una 800 {j.. lunga; 550 |j,. 
larga; l'altra 860 [j.. lung., 560 }j-. larg. 



412 ACARI MIRMECOFILI 

— Portici (Napoli), gran numero di individui, che variano di poco 

intorno alle dimensioni date nella diagnosi. Trovati in nidi 
di Myrmica scahrinodis Nyl.; Pheidole pallidula Nyl.; Ajìhe- 
nogaster testaceo-pilosa Lue. ; var. campana Em. ; Camponotus 
aethiops Latr. 

— Avellino (Leonardi!) in nidi di Formica fusca e Lasius niger. 

Parecchi individui conformi, anche per le dimensioni, a quelli 
di Portici. 
— Amalfi^ femmine lunghe da 820 ad 850 jj,.; larghe 550 [x.; ma- 
schi circa 740 [j.. lunghi, e 450 fj.. larghi; trovati in nidi 
di Campoìiotus aethiops (dal Silvestri). 

— Orbetello, una femmina lunga 900 [j.., larga 600 |j.., in nidi di 

formica rimasta indeterminata. 

Laelaps (Hypoaspis) Canestrinii Beri. 

Tab. XV, fig. 120 animai pronum (diam. 48); fig. 121 
foem. supina; 122 mas supinus (diam. 65); fig. 120 a 
chela maris; h foeminae (diam. 450). 

Laelaps lignicola Canestrini G., Acarofauna ital. p. 90 (exempla ad Ro- 
mani collecta). 
Laelaps Canestrinii A. B e r 1 e s e ; A. M. Se. ital., fase. 69, N. 1. 
» » L e o n ar (1 i ; Acaroidei viventi nei formicai, p. 17. 

L. saturate badius, nitidissimus, late obovatus, postice acutus. 
Dorsum perconvexum, in medio subnudum, post quartos pedes 
margine postico setis seriatis (utrinque novem) valde robustis et 
longis ornatum. Pili ventris longi. Pedes mediocres et graciles, 
praecipue primi paris, sat villosuli, setis, praecipue in tarsis, lon- 
giusculis, robustis. Rostrum parvulum, subinferum. 

Mas vix minor et elongatior quam foemina sua, postice acutior. 
Chela mandibularis (delineata ex figura in A. M. Scorp. ital.) 
sat delicatula, calcare recto, sat longo; digito mobile interne va- 
lide unidentato; flxo multidenticulato. 

Foemina sento genito-veutrale post quartos pedes sat lato. Chela 
mediocris, sat delicatula, pallide depicta; digito mobile interne (in 
parte antica dimidia) valide bidenticulato ; fixo (in j)arte dimidia 
antica) dentibus sat validis tribus armato. 



ANTONIO BERLESE 413 

Mas ad 710 |j,. long.; 470 }a. lat. — Foeui. ad 800 |j,. loug.; 
550 \y.. lat. 
Habitat sat frequens in nidis formlcarmn ad Neapolim (Portici). 

Osservazioni. Colla presente specie si degenera alquanto nei 
Laelaps meno schiettamente del gruppo « laemn ». Certo j)er molti 
caratteri, come, ad es. : per lo scudo genito-ventrale contiguo al- 
l' anale, per lo scudo dorsale inflesso ai fianchi e di sotto e per 
altro, questa specie appartiene ancora veramente al gruppo « laevù »; 
ma le chele gracili e piccole, le zauipe gracili, il rostro piccolo e 
quasi infero, i palpi corti, accennano ad un passaggio verso altre 
forme del sottogenere Hy^joasph. 

Il Laelaps Ganestrinii si distingue immediatamente dagli affini 
per la villosità del dorso. Questo è tutto nudo o quasi, tranne 
che nelP orlo posteriore, dietro le zampe del 4" paio, dove reca 
robustissimi e lunghi peli. 

I miei individui i)ro vengono da Portici e li ho trovati mesco- 
lati al Laelaps myrmopMlus, ma non ho j)recisato la specie di for- 
mica colla quale convivono. 

Laelaps (Hypoaspis) acutus Mich. 

Tab. XIV, flg. Ili mas supinus (diam. 65); flg. Illa 
chela maris (diam. 400). — Tab. XV, flg. 112, animai 
pronum (diam. 48); flg. 113 foemina supina (diam. 65). 

Laelaps acuta Michael, on the Associat. Gam. v. Auta, p. 650. 
» » Moniez, Mém. (j. Acar et Thysaiioures ecc. p. 5. 

» » L e o n a r d i, Acar. form. p. 19. 

L. badius, nitidissimus, valde convexus, elli]>ticus, postice acu- 
tus. Dorsum pilis multis, mediocribus, intersese statura paribus 
aeque et passim indutum. Pili ventris parvuli. Pedes et palpi 
longi, exiles, pilis parvuli s induti. 

Mas testaceo-terreus, sive foemina sua pallidior et elongatior 
magisque postice et antice acutus. Pars abdominalis scuti ven- 
tralis supra annui utrinque sinuato-excavata. Chela mandibularis 
fabricae insolitae ; quod digitus mobilis confusus sit cum calcare 
et tantum in parte media dilatata, dentibus duobus, ex quibus 



414 ACARI MIRMECOFILI 

anterior maior, sit signifìcatus. Caeterum calcar sat latuiu et 
runcatmii. Digitiis fixus vix dimidio brevior qiiani iiiobilis (cuin 
calcare), subhyalinus, gracilis, apice simpliciter runcatus. Digitus 
mobilis cum calcare sat badio infiiKScatus. 

Foemina sento genito-ventrale post quartos pedes sat lato, re- 
trorsus valde producto, sed non anale attingente, jiostice rotnndato. 
Ohelam in exeuiplo benignissime mecnm a CI. Michaelio com- 
municato, videre ncqui vi. 

Mas ad 570 }j.. long.; 360 [j.. lat. — Foeni. ad 750 |j.. long.; 
480 }j.. lat. 

Habitat in Austria, in nidis formlcaruiu. 

Osservazioni. Il Michael ha trovato questo Laelaps assai co- 
mune nei nidi di Gamponotns Jiereuleanus ad Innsbruck, nel Tirolo. 
Né il Leonardi, né il Silvestri, né io lo abbiamo mai raccolto in 
Italia. 

La figura e la descrizione sono fatte su due individui, maschio 
e femmina, comunicatimi gentilmente dal Michael in una bellis- 
sima preparazione stabile. 

Con questa specie si entra decisamente nel gruppo dei Laelaps 
a tipo « Kramerii », per quanto si accosti tuttavia piìi al gruppo 
« laevis » dal quale certo si diparte. 



Laelaps (Hypoaspis) elegautulus Beri. 

Tab. XVI, ftg. 130 foem. prona; 131 mas supinus; 132 
foem. supina (diam. 85). 

(A. B e r 1 e 8 e, Acari nuovi, in « Redia » 1903, p. 241). 

L. terreus, vel terreo-testaceus, elongatus, postice subacutus, 
vix humeratulus. Dorsum sat convexiusculum, sento longe ovato- 
cordato, postice subacuto, pilis i^arvidis, sed bene conspicuis, aeque 
dissitis ornato. Pedes sat longi, tarsis, praecipue posticis, spinis 
longiusculis et sat validis ornatis, minus robustis tamen quam in 
L. aculei/ero Can. 

Foemina colore testaceo, leniter badio depicta. Scutum genito- 



ANTONIO BERLESE 415 

ventrale mediocre, summo epigynio longitudinaliter apice striato, 
vix sternum attingente, postice parum dilatatum et parimi ultra 
quartos i^edes prodnctum, denique bene rotundatiim, valde a sento 
anale discretnm. Margo posticns sterni subrectus, vix imdnlato- 
crenulatus. Scutum anale late cordiforme, pilo impari postico 
robusto. 

Mas terreus, foemina sat minor, longe cordatus, bene himiera- 
tus, postice acutulus. Mandibulas videre bene nequivi, quod uni- 
cimi exemplum destruere nolui, tamen calcar dignovi subrectum, 
multo ultra digitum mobilem porrectum, tamen ininus quam in 
L. Kramerii Can., fere ut in Ololaelapte Flacentula Beri. 

Mas ad 480 }j.. long; 280 (j.. lat. — Foem. ad 610 }j,. l<mg. ; 
370 fj.. iat. 

Habitat in nidis formicarum in agro Tarvisino, raro. 

Osservazioni. Ho trovato un maschio ed una femmina in nidi 
di Tapinoma erraticnm a Cison di Valmarino (Treviso). Non ho 
voluto guastare questi due begli ed unici individui per esaminare 
le mandibole. 

La specie ricorda il Laelaps aculeifer Can., per l'armatura dei 
tarsi, specialmente dell' ultimo paio, ma è molto piìi piccola e le 
spine dei tarsi sono molto meno robuste. 



SuitGENU!^ Cosmolaelaps Beri. 
(A. Berle se, Zoolog. Auzeig. Bd. XXVII, N. 1, 1903, p. 13). 

Derma scuti dorsualis scabrum, imnctidatum vel areolatum etc; 
plerumque etiam granulis terreis et quisquiliis indutum. Dorsum 
modice convexum. Pedes setis subspinosis vel cultratis hirti. Pili 
(praecipue dorsi) plerumque ornati, vel simpliciter dilatati {L. sim- 
plex Beri.), vel clavato-costulati {L. cuneìfer Mich.), vel cultriformes 
(X. vacuus Mich.), vel papilliformes, villosuli {L. ornaitis Beri.) etc. 
Femura, saltem postremi paris ad dorsum appendicibus duabus 
longe scalpriformibus, vel squamiformibus, perpendiculariter erectis 
ornata. 



416 ACARI MIRMECOFILI 

Colores albidi, vel per terreum ad fuligineiim infuscati, numqiiam 
rufescentes, badii. 

Species typica « Laelaps claviger Beri. ». 
Le specie mirmecolìle sono le seguenti: 

1. Pili dorsi subsimplices, tamem inferne iiuidilatato-denticiilati, apice acuti 3. 

— Pili dorsi clavato-expausi 2. 

2. Derma dorsi reticulatum, lineis areolas occludeiitibiis laciniatis. Pili corpo- 

ris tricostulato-dilatatis, non ciliatiilis; foem. 770 ad 830 /u. long. Color 
subfuligineus L. cuneifer Mich. 

— Derma dorsi inconspicue reticulatum. Pili dorsi papilliformes, clavati, sub- 

tus glabri, superne minutissime et dense ciliatuli. Color albidus. Foem. 
ad 480 f*. long L. ornatus Beri. 

3. Saturate terreus, sat flavescens. Foem. ad .580 p. long. L. VACUUS Mich. 

— Terreus, lenissime fuligineo depictus. Foem. ad 500 jH. long 

L. VACUUS Tar. ensiger Beri. 

— Albido-hyalinus. Foem. usque ad 440 p. long. L. vAcuus var. scalpriger Beri. 



Laelaps (Cosmolaelaps) cuneifer Mich. 

Tab. XY, fig. 123 foem. supina; 124 mas supinus (diam. 65); 
flg. 123 a epistoma; 6 seta pedum; e chela foeminae; 
d maris (chelae diam. 450); flg. 123 e derma dorsi (ma- 
gis amplif.); / seta femoris postremi; g pilus dorsi. 
— Tab. XVI, flg. 125 anim. pronum (diam. 65). 

Laelaps cuneifer Michael, Ou the associat. Gamasid. v. Ants, p. 7. 
» » M o n i e z, Leonardi, W a s m a n n. 

L. terreus, vel plus minusve fuligineo infuscatus, denique satu- 
rate badio-fuligineus, ovatus, antice subacutus, postice rotundatus, 
totus plerumque granulis terreis et quisquiliis indutus. Dorsum 
subplanuDi, vel leniter convexum, dermate areolato, areolis iisdem 
in commissuris fimbriatis. Scutum dorsuale ad margines (ad pedes 
tertiis paris nec non i)ost pedes quartos) plerumque gibberibus 
quibusdam vel tuberculis latis et vix elevatis, durius chitineis, 
obscurioribus insignitum. Pili dorsi i)rimo visu claviformes vel 
cuneiformes, tamen laminosi, laminulis tribus intersese ad T lon- 



ANTONIO BEELBSE 417 

gitudinaliter concretis, hyalinis, numerosi. Ad ventreni pili coufor- 
mes sunt nonnulli in extremo abdomine ad latera ani (utrinque 5). 
Rostrum mediocre, pal^us mediocribus. Pedes sat longi, subgraciles, 
pilis subspiniformibus dense hirti. Femura omnia ad dorsum appen- 
dicibus duabus erectis, scalpriformibus ornata. 

Mas scuto ventrale post quartos pedes lato, denique introrsus 
arcuato, pilis minutis et simplicibus ornato, toto (etiam sterno) 
reticulato. Chela mandibularis robusta; digito flxo ultra mobilem 
producto, rancato, sub runca denticulis aliquot minutis armato, 
caeterum edentato. Digitus mobilis exilis, runcatus, dente unico 
sat magno ad tertiam partem anticam marginis dentarii auctus. 
Calcar longum, rectum vel vix incurvum, apice acutum, valde di- 
gitum mobilem sui^erans. 

Foemina sterno anterius profunde arcuato-escavato, toto reticu- 
lato-areolato, Scuto genito- ventrale lato, trapezino, anterius et po- 
sterius rotundato, toto scabrato-reticulato, parum post quartos 
l^edes producto, valde ab anale discreto. Scutum anale rotundato- 
trigonum. 

Nympha sat adultis conformis, sed minor, incolor (scutisque ven- 
tralibus nullis). 

Mas ad 700 p,. long. — Foem. ad 850 |j.. long. 

Habitat communis in nidis formicarum, in tota Europa (et in 
America). 

Osservazioni. Questa è certamente la specie più comune nei 
nidi di formiche diverse. La trovò prima il Michael, ad Inn- 
sbruck (Tirolo), in nidi di Camponotns herculeanus (probabilmente 
C. Ugniperdìis)', quindi la raccolsero il Wasmann, il Leonardi ed 
io stesso, più volte. 

I molti esemplari che possiedo provengono: 

— Austria (Innsbruck), tipici del Michael, tre femmine lunghe 

da 820 }j.. ad 870; larghe da 600 |j-. a 630, {Camponotus 
herculeanus). 

— Germania (Linz sul Reno), un maschio, dal Wasmann, lungo 

670 [j..; largo 450 jx., trovato in nidi di Formica exsecta Nyl. 

— Olanda (Exaeten), dal Wasmann, una femmina in nidi di Lasius 

fuUginosus. 



418 ACARI MIEMECOFILI 

— Italia (Trentino), dal Leonardi, molti esemplari di ambedue i 

sessi raccolti in nidi di Lasius alienus Foerst. ; Tetramorium 
caespitum L. ; Formica fusca L. ; Lasiìis alienus ; Soletiopsis 
fugace Latr. Le femmine misurano da 790 ad 840 [x. di lun- 
ghezza per 540 a 600 |x. di larghezza. 

— — (Oansigiio), molti esemplari di ambedue i sessi da me rac- 

colti in nidi di LasiuH umhratìis e Formica fusca. I maschi 
misurano da 650 [j.. di lunghezza per 450 fj.. di larghezza 
a 750 |j,. di lunghezza i)er 550 |j-. di larghezza. Le femmine 
misurano da 880 jx. di lunghezza per 640 di larghezza, fino 
a 900 p-. di lunghezza per 650 [j.. di larghezza. 

— — (Trevisano, Selva) raccolti da me e citati anche da Leo- 

nardi, in nidi di formiche rimaste indeterminate. Un maschio 
misura da 620 [X. di lunghezza per 450 [j,. di larghezza. Una 
femmina ovigera e molto larga misura 770 [j.. di lunghezza 
per 660 jj.. di larghezza. 

— — Portici (Napoli) molte femmine \ 

e maschi, raccolti dal Leonardi. Le 

femmine misurano da 700 fj.. di hm- Aphenogaster festaceo- 

ghezza per 470 [j.. di larghezza, tino pilosa Lue. var. cam- 

a 830 [J.. di lunghezza per 570 di pana Em.; Campono- 

larghezza. ( tus aethiops Latr. ; 

— — Avellino, raccolti dal Leonardi, f Myrmica scahrinodis 

maschi e femmine. Un maschio mi- l NyL; Pheidole palli- 



dui a Nyl. ; Formica 
nigra L. 



sura da 620 [j.. di lunghezza per 
450 jj,. di larghezza, ed una fem- 
mina da 790 jj,. di lunghezza per 
540 |X. ' di larghezza. I 

— Russia (Mursinzi), individui avuti dal Karawaiew, raccolti in 
nidi di Lasius fuliginosus (Femmina lunga da 830 |j.. ; larga 
620 [j..) ed in nidi di Formica pratensis (Femmine che mi- 
surano circa 730 fj.. di lunghezza per 500 di larghezza). 

Var. americanus n. var. — Typico maior. 

Osservazioni. Ho avuto una femmina dal Wasmann, che la 
ebbe a sua volta da Colebrook (Connecticut N. A), raccolta in 



ANTONIO BERLESE 419 

nidi di Aphenogaster fulva var. 2)icea Em. Essa misura 1)20 [j.. di 
lunghezza per 650 [x. di larghezza. 



Laelaps (Cosmolaelaps) vacuus Mich. 

Tab. XIV, fìg. 107 fbeui. supina (diam. 85); fig. 107 a foe- 
minae chela; 107 6 maris (diam. 450). — Tab. XV, 
fig. 114 mas supinus (diam. 85), 

Laelaps vacnus Michael, Ou the Associai. Gam. v. Aiits, p. 651. 
» » M o u i e z, Leonardi, Wasmann. 

L. terreo-flavidus, concolor, longe ovatus, sat hiimeratus, postice. 
acutus. Dorsum sat convexum, sento dorsuale undique extenso, to- 
tum pilis aequidissitis, retrorsus directis, subspiniformibus, medio- 
cribus, apice acutis, plus minusve cultriformibus, basi interne an- 
gulato-dentatis. Pili ventris simi>lices, pedum robustuli, breves, 
spiniformes. Pedes mediocres, omnes femoribus ad dorsiuii appen- 
dicibus duabus erectis, scalpriformibus ornatis (exceptis tamen 
tertii paris. 

Mas foemina sat minor et postice acutior; pedibus secundi et 
quarti paris caeteris satis crassiores; secundi ])aris femore inferne 
tuberculis dnobus, Inter sese discretis, breviter conicis aneto; tibia 
sub apicem inferne obsolete tuberculata, caeteris segmentis iner- 
mibus, tarso apice dentigero. Pedes quarti paris genu inferne sub 
apicem tuberculo oDsoleto, quasi i)arvo gibbere aneto; tibia tuber- 
culis conformibus duobus, tarso tuberculis pariter parvis tribus, 
uno basilare, caeteris subapicalibus. 

Chela mandibularis parvula, subhyalina; digito tìxo exile, cul- 
triforme, acutissimo, vix incurvo, omnino edentato; digito mobile 
sat runcato, acutissimo, interne unidentato; calcar longum, subin- 
curvum, apice attenuatum, pedis humani instar terminatum. 

Foemina sento genito-ventrale mediocre, haud postice dilatato, 
denique rotundato, valde ab anale discreto; anterius ad quartas 
coxas fimbriato-striato. 



420 ACARI MIRMECOFILI 

Mas ad 530 [X. long.; 320 (X. lat. — Foeni. ad 580 [x. long.; 
330 {j.. lat. 

Habitat in nidis formicarum, in Anstria. 

Osservazioni. I disegni e la descrizione sono accomodati sui 
tipici, un maschio ed una femmina, comunicatimi, con grande cor- 
tesia, dal Michael, benissimo preparati. Questi individui proven- 
gono dal Tirolo (Innsbruck) e sono stati raccolti in nidi di Cam- 
ponotus herculeanus. Il Michael dice rara questa specie. 

Frequenti ho invece trovato le sue varietà, le quali differiscono 
solo per la tinta e per le dimensioni. Siccome ho moltissimi esem- 
plari di ciascuna di queste varietà, provenienti da località diverse 
e tutti perfettamente identici fra di loro, così mi sento autorizzato 
a distinguere tra loro queste forme, le quali convengono però tutte 
negli essenziali caratteri, come : forma del corpo, armatura delle 
mandibole in ambedue i sessi, delle zampe del secondo paio nel 
maschio ecc. 

Var. ensiger n. var. Tab. XIV, flg. 108 mas supinus; 109 foem. 
supina (diam. 85); fìg. 108 a seta dorsi; h chela maris (diam. 450); 
e pedes 2' paris femur, genu, tibia. Tab. XV, flg. 115 animai 
pronum (diam. 85). — Terreus, vix fuligineo lenissime suffusus. Mas 
sterno auterius excavato; pedibus secuudi paris ut in typico; 
quarti paris articulis haud tuberculis vel gibberibus obsoletis auctis. 

Mas ad 400 |j.. long.; 240 [j.. lat. — Foem. ad 500 }j.. long.; 
300 p.. lat. 

Habitat. Plura collegi exempla utriusque sexus in nemore « Can- 
siglio », in nidis Myrmicae laevinodis Nyl., nec non in agro Tri- 
dentino. 

Osservazioni. Di qiiesta varietà io parlo nel Zoolog. Anzeiger, 
Bd. XXVII. N. 1, 1903, p. 19, sotto il nome di Laelaps {Gosmo- 
laelaps scal^mger), riferendomi agli esemplari del Trentino che dissi 
maggiori di quelli di Portici (i quali appartengono alla var. scal- 
priger). 

Difatti ho dato allora le seguenti misure del maschio, lungo 
400 [j..; largo 250 {J-. (Femmina lunga 480 jj..; larga 300 p..). 



ANTONIO BERLESE 421 

Adunque questa varietà è anche nel Tieutino, ma il Leonardi 
non specificò, nella sua collezione, con quali formiche fosse stata 
raccolta, certo la trovò in nidi di formiche. 

Var. scalpriger Beri. Tab. XIV, flg. 110 foem. supina (diam. 85); 
tìg. 110 ft chela foeminae (diam. 450); b seta dorsi; e seta femoris 
postremi. — (Zoolog-. Anzeiger, N. 683, 684, 1902, p. 699). Al- 
bido-hyalinus, caeterum typico conformis. Minor. Foemina tantum 
nota; ad 350 [j.. long.; 200 jj.. lata. 

Nonnulla vidi esempla collecta ad « Portici (Napoli) » in nidis 
formicarum a CI. Silvestri. 



Laelaps (Cosmolaelaps) ornatus Beri. 

Tab. XVIII, fig. 164 a epiderma dorsi cum pilo in pro- 
spectu; h pilus e latere visus. — Tab. XIX, fig. 164 
animai pronum; 165 foem. supina (diam. 85). 

(A. Ber lese, Zoolog. Auzeiger, Bd. XXVII, N. 1, 1903, p. 19). 

L. albido-hyalinus, ovatus, postice rotundatus. Scuti dorsualis der- 
ma totum tenuissime et elegantissime areolatum, areolis lineis simpli- 
cibus distinctis, in medio punctulatis. Pili scuti dorsualis in pa- 
pilla clavata deformati. Papillae haec interne nudae sunt, superne 
ciliis densis, minutissimis villosae, albidae, sat incurvae. Pedes ro- 
bustuli, sat longi, omnes pilis densis robustis ornati, femure primi 
paris ad dorsum appendicibus duabus scalpriformibus aneto; in 
caeteris pedibus appendices conformes subevanidae ; (in quarto pare 
spiniformes). 

Mas ignotus. 

Foemina papillis dorsi conformibus; in ventre duabus, in extremo 
abdomine ad latera ani. Scutum geuito-ventrale mediocre, ad tertias 
coxas anterius tìmbriato-striatum, posterius sat post quartas coxas 
productum, vix dilatatum, i)ostice rotundatum, sat a sento anale 
discretum. Scutum anale longe trigonum, appendice post-anale cla- 
vatula. Chela mandibulae digito fixo longo, interne late membra- 



422 ACARI MIRMECOFILI 

nula hyalina toto marginato, ad apicem incurvo, obsolete bidentato, 
caeterum edeutulo. Digitus mobilis fixum longitudine aequan.s, basi 
tantum membranula hyalina interne dilatatus, apice in dentibus 
duobus obsoleti» desinens, subrectus, tantum ad apicem vix run- 
catim incurvus. 

Ad 480 vel 500 jj,. long.; 300 [j.. lat. 

Habitat ad « Portici » in nidis formicarimi. 

Osservazioni. Ho fatto i disegni sugli esemplari tipici raccolti 
a Portici. Sono cinque femmine, che il Silvestri trovò nei nidi di 
ISolenopsis fugax. Non ho incontrato altrove questo piccolo Laelaps. 



8UBGENUS Laelaspis Beri. 
(A. Berlese. Zool. Anzeiger, Bd. XXVII, N. 1, 1903, p. 13). 

Corpus late obovatum, postice subacutuin, anterius, ad humeros 
dilatatum. Dorsuin valde convexum, dermate nitidissimo. Pili dor- 
suales plerumque longi, densi, retrorsus directi, gradatim longio- 
res, in abdomine postico longissimi, criniformes. Foeminae scutum 
genito-anale post quartos pedes valde dilatatimi, maiorem ventris 
partem occupans, postice recte truncatum, scutoque anali longe 
trigono omnino contiguum. Derma scuti genito-analis striis per- 
conspicuis utrinque duabus, margini scuti adpressis, intersese pa- 
rallelis et antrorsus concurrentibus (vel tribus) sculptum, nec non 
in area media striis aliquot V-formibus, intersese parallelis, retror- 
sus concurrentibus impressum. Pedes mediocres vel robusti, iincis 
(saepius) bene conspicuis in ambulacris armati. 

Colores terreo-testacei vel sat badii. 

Species typica « Laelaps astronomicus Beri, ex Koch ». 

Le specie mirmecoflle sono le seguenti: 

1. Pili dorsuales curtuli, luargiiiales margiiiibus corporis arcte adpressi, ita ut 

corpus primo Aàsu uudum adpareat. Foem. ad 490 fx. long 

L. ovisuGUS Beri. 

— Pili dorsuales longiores vel longissimi, e margine corporis postico longius 
producti 2. 



ANTONIO BERLESE 423 

2. Statura parva. Foem. usque ad 420 |u L. finitimus Beri. 

— Statura (foeminae) ad 600 |li. vel ultra loug 3. 

3. Pedes curtiores, ita ut tertii et quarti paris (in foemiuis) vix tibia et tarso 

ultra margiues eorporis extendautur. Foem. ad 600 ^. long 

L. HUMERATUS Beri. 

— Pedes longiusculi, ita ut tertii et quarti paris summo feniure ultra mar- 

giues eorporis exteudantur. Foem. ad 680 p. loug. L. equitans Mich. 



Laelaps (Laelaspis) equitans Mich. 



a 



Tab. XVII, fig. 137 animai pronum diani. 85); flg. 137 

maris chela; h foeminae (diam. 700); lig. 138 mas sn- 
pinus; 139 foem. supina (diam. 115). 

Laelaps equitans M i e h a e 1, Ou the Associat. Gam. v. Auts. 
Iphi8 equitans Leonardi, Acaroidei viventi nei Formicai, p. 16. 

L. terrens, pallide testaceus, convexns, late obovatus, postice 
subacutns, ad Immera dilatatulus. Dorsum nitidissimiun, pilis mul- 
tis, longis, postice avitem longissimis, exilibus vestitum. Pili longi 
sunt etiam in estremo ventre post senta ventralia et ad latera 
ani. Pedes sat longi et robusti; secundi, tertii et quarti paris 
summo femure marginem lateralem eorporis superantes; villosuli, 
ambulacris unguibus nullis vel omnino obsoletis auctis. Eostrum 
sat antice porrectum. 

Mas longius ovatus, antiee et postice subacutns, posterius pilis 
aliquot longioribus ornatus, ex quibus duobus caeteris longioribus. 
Chelae parvulae, subhyalinae, digito fixo pellucido, stricto, recto, 
apice subito incurvo, sub apicem tenue denticulo insignito. Digi- 
tus mobilis gracilis, calcari suo adnatus, subhyalinus, edentatus, 
apice vix incurvatus. Calcar sat ultra digitum porrectum, incur- 
vulum, apice truncatum. 

Foemina sento genito-ventrale post quartos pedes valde lato. 
Chela digitis hyalinis, subaequalibus, tantum sub apicem dente 
obsoleto armatis, coeterum edentulis. 

Mas ad 520 p.. long.; 350 [i,. lat. — Foem. ad 650 |j,. long.; 
550 |j.. lat. 



424 ACARI MIRMECOFILI 

Habitat in Italia, Rossia et in « Luxemburg- », in nidis formi- 
carnm et super formicas insiliens, quasi equitans. 

Osservazioni. La specie fu primamente trovata ad Ajaccio, dal 
Michael, in nidi di Tetrainorium caespitum var. meridionale Em. Il 
Leonardi afferma di averla trovata in nidi di Aphenogaster testa- 
ceo-pilosa Lue. var. campana Em. e di Myrmica scahrinodis Nyl., a 
Portici. 

Possiedo esemplari piìi settentrionali, cioè dell'Alta Italia e del 
Luxemburg-. Di questi io sarei tentato di fjire una varietà, perciò 
che presentano abbastanza visibili gii uncini negli ambulacri, seb- 
bene essi uncini sieiio molto minuti e trasparenti, cioè in via di 
scomparire del tutto, come mancano nelle forme meridionali. In tutto 
il resto gli esemplari di questa forma distinta (var. unyuicidata'ì) 
corrispondono ai tipici. 

Crii esemplari del Luxemburg, trovati in nidi di Tetramorium 
caespitìim e sul capo delle formiche (raccolti dal Wasmann) sono 
femmine che misurano da 680 {j,. di lunghezza per 520 {x. di lar- 
ghezza. Il maschio, che ho disegnato, proviene dal Trevisano (Cison 
di Valmarino) e fu raccolto aderente a formiche della specie Te- 
tramorium caespitum. Ne ho date le misure. Anche questo maschio 
apparterrebbe alla var. unguiculata. 

Grli esemplari di Russia, speditimi dal Karawaiew, sono due fem- 
mine, le quali differiscono alquanto dal tipico, tanto che io ne 
faccio la seguente varietà: 

var. longitarsa u. var. — Vix typico strictior, pedibus aliquanto 
longioribus, i)raecipue tarsis; setis dorsi postici s paulo longioribus. 
Color terreus. Corpus i)erfecte ovale. 

Foem. ad 670 {j,. long.; 490 fj.. lat.; vel 640 jj,. long.; 470 [j.. lat. 

Habitat in nidis Tetramorii caespitum^ super formicas etiam in- 
siliens. 

Osservazioni. Anche questa varietà, per dichiarazione del Ka- 
rawaiew, ha l'abitudine di salire addosso alle formiche per farsi 
portare in giro entro il nido. 



ANTONIO BERLE SE 425 



Laelaps (Laelaspìs) humeratus n. sp. 

Tjib. XVIII, fig-. 151 animai pronimi (diain. 85); fio-. 152 
mas supiiius; 153 foem. supina (diam. 115). 

L. badius, sat late obovatus, postice aciitus, ad humoros angii- 
latim latus. Uorsum c«mvexnm et valde nitidum, totiim pilis longis 
sat densi s vesti tiim, ])ostice longioribus, exilibus. Rostrum tantum 
palpis e summo cor])oie jtroduetis. Pedes ]>arvnli et sat bieves; se- 
cundi paris tantum genu, tibia et tarso e margine corporis con- 
spicui; tertii et quarti tantum tibia et tarso, omnes ambulacris 
uncis bene conspicuis auctis. 

Mas longius obovatus quam foemina. Chelam non vidi. 

Foemina sento genito-ventrale minus lato quam in L. equitante. 
Chelam non vidi. 

Mas ad 500 fj.. long. ; 350 |j.. lat. — Foemina ad 600 |j,. long. ; 
460 |j.. lat. 

Habitat in nidis formi carum « Luxemburg ». 

Osservazioni. È facile confondere a primo aspetto questa si)e- 
cie col L. equitanH, tanto i)iìi che si trova mescolata con cpiesto 
acaro. Ma anche il Wasmann, che me ne inviò esemplari femmine, 
riconosce che si tratta di sj^ecie diversa e certo non soltanto pel 
colorito piti oscuro, abbastanza badio. Egli afferma che i suoi in- 
dividui sono stati raccolti nei nidi di Tetramorium caespitum ma 
sulle larve. Anche il costume è, adunque, diverso. 

Intanto vi sono caratteri molto conspicui che distinguono be- 
nissimo le due si)ecie. Il L. humeratus è certamente ])iù allungato 
o, per meglio dire, meno allargato del L. equitans e d'altra i)arte, 
la massima larghezza del corpo cade alle scai)ole, di guisa che 
questo L. humeratus ha veramente un asjietto speciale e diverso 
da quello del L. equitans. Altre differenze si rilevano nella am- 
piezza degli scudi ecc. 

Il maschio che ho disegnato proviene di Russia (Mursinzi) e mi 
fu mandato dal Karawaiew, che lo raccolse in nidi in osservazione 
di Tetramorium caespitum. 



426 ACARI MIRMECOFILI 



Laelaps (Laelaspis) fiiiitimus Beri. 

Tab. XVII, flg-. 143 animai pronmn (diam. 85); fig. 144 
foem. supina (diaiu. 115). 

(A. Beri e 8 e, Zoolo»-. Anzeìg. Bd. XXVII, N. 1, 1903, p. 15). 

L. testaceo-terreus, ovatus, postice subacutus. Dorsuni conve- 
xum, nitidum, pilis lougiuscnlis, ppsticis longis obsitum. Pedes me- 
diocres sat extrorsus porrecti, tamen minus quani in L. aequitante; 
femoribus ad dorsum longe bisetis (exceptis primi paris). Venter 
sat L. equitantis conformis. Ungues ambulacrorum bene manifesti. 

Mas perfecte ovatus. Chela digito flxo longo, apice bidentato; 
mobile multo malore, rancato, apice acuto. Calcar non vidi. 

Foemina. Clielis digitis bene chitineis, runcatis, digito quoque 
interne unidentato. 

Mas ad 350 [x. long.; 260 }j.. lat. — Foem. ad 450 |j,. long.; 
350 [j.. lat. 

Habitat in nidis formicarum ad Neapolim. 

Osservazioni. La specie somiglia assai al L. equitans ma è 
molto più piccola e diversa ancora per la chela del maschio e della 
femmina e per avere gii ambulacri provvisti di unghie molto bene 
visibili. 

Ho veduto quattro femmine e tre maschi raccolti a Portici in 
nidi di Tapinoma erraticum dal Silvestri. Però ora non possiedo 
pili il maschio così che non lo ho potuto disegnare. 

Ho detto altra volta (e ripeto oggi ricopiando dallo scritto di 
allora) a proi>osito della chela del maschio « Calcar non vidi ». 
Ritengo adunque che la fusione tra lo sprone ed il dito mobile 
sia così inoltrata che Finterò articolo può essere scambiato per 
un dito molto lungo. Non ho avuto questa specie da altri luoghi. 



ANTONIO BERLESE 427 



Laelaxis (Laelaspis) ovisugus Beri. 

Tab. XVII, flg-. 145 animai pronnm (diam. 85); lìg-. 146 
mas siipinus; 147 foem. sui)iua (diam. 115). 

(A. Bei-lese, Zoolog. Aiizeig., Bd. XXVII, N. 1, 1903, p. 14). 

L. saturate badius, badio-fuligineus; longe ovatus, lateribus sub- 
])arallelis, aiitioe et x)()stice bene rotundatus. Dorsum valde eon- 
vexum, totum setulis mediocribus indutum, taiiien setnlae non ad 
maigines protrusae sed in marginibns lateralibus arcte corpori 
iuxtapositae, ita ut difficilius conspiciantnr. Ad ventrem setnlae 
breviores sunt tantum in abdomine postico, circa scuti ventralis 
margines posteriores et circa scutum anale. Scutum dorsuale fere 
totum dorsum obtegens, tantum exillimam abdominis postici vit- 
tam nudam relinquens. Eostrum breve, inferum, partim sub corpore 
antico absconditum, ita ut epistoma videre ne<pieam. Palpi medio- 
cres. Mandibulae longae, valde ultra palpos exertiles; chela digi- 
tis bene cliitineis statura intersese subequalibus, fixo subrecto, 
interne obsolete denticulato (denticulis obsoletis aliquot): mobili 
vix ad apicem runcato, sub apicem dente robustulo praedito, inter 
quem et apicem setula minima, interius directa, stat. Pedes me- 
diocres, alitici caeteris vix longiores et exiliores; omnes setulis par- 
vis, sat densis vestiti : ambulacris omnibus sat magnis, uncis bene 
et obscure cliitineis, perconspicuis armatis. Peritrema usque ad ro- 
strum porrectum. Sternum valde chitineum. Scutum genitale cum 
anale omnino confusum, anterius rotundato-truncatum, scutum ma- 
gnum cum ventrale sistens, totum ventrem late occupans, striis 
ad V nonnullis, inter sese subparallelis signatum. Scutum anale 
trigonum, anterius ventrale attingens, pilis tribus auctum (latero- 
analibus binis, postero-anali impari) omnibus percurtis. 

Metapodia longe ovalia, sat parvula. Brevitate pedum, corporis 
fabrica, primo visu, TJropodis similis. 

Mas ad 380 jj.. long.; 260 |j.. lat. — Foem. ad 459 (X. long.; 
360 |J,. lat. 

Habitat in iiidis formicarum, ad Neapolim (Portici). 



428 ACARI MIRMEOOFILI 

SUBGENUS Oolaelaps n. subgen. 

Epistoma in apophysim longam, acutam, perstrictam desinens. 
Utriusque sexus chelae minimae, digitis hyalinis. Corniculi labiales 
primo visu inconspicui, tamen minimi, laminare», trigoni, hyalini. 

Foeminae sciita genito-ventrale et anale ut in subgenere Hypoa- 
spis. Pili corporis simplices, in postremo corpore tamen validiores, 
longi. Scuti sternalis margo posticus difficilius conspicuus (in foe- 
minis), tamen certe valde posticus, Inter quartas coxas extensus, 
angulis posticis cum endopodiis confusis. Pedes plerumque sat par- 
vuli, omnes bene ambulacrati, ambulacris uncis bene manifestis 
auctis. Corpus plus minusve longe obovatum. Oolores terrei vel 
badio-rufescentes, in extremo corpore tamen gradatim pallidiores 
vel albicantes. 

Species ty])ica « Laeìaps oaphilus Wasm. ». 

Tutte le specie finora note di questo gruppo sono mirmecoflle. 
Si possono distinguere secondo la seguente tabella: 

1. Longe obovati. Pili dorsi parvuli, margiuales sat robusti, postremi abdomi- 

nis robustiores et longiores 2. 

— Sat breviter ovalis. Pili dorsi statura subconfo rraes, omues sat lougi. Foem. 

ad 500 ^. long L. parvulus Beri. 

2. Foeminae chela digitis brevissimis, tantum sub apicem denticulatis, fere 

aeque longa ac lata. Foem. ad 680 /x. long. . . L. oophilus Wasm. 

— Foeminae chela digitis sat longis, sat sub apice denticulatis, multo longior 

quam lata. Foem. ad 490 jx. long L. montanus n. sp. 

Laelaps (Oolaelaps) oophilus Wasm. 

Tab. XVII, flg. 140 animai pronum (diam. 85); a episto- 
ma, h mandibula foeminae (diam. 450); e chela am- 
plior facta (diam. 1000); flg. 141 mas supinus; 142 
foem. supina (diam. 115). 

Uropoda oopMla M o n i e z in litt. ; W a s m a n n Kritisch. Verzeichn. Myr- 

mec. etc, p. 199. 
Laelapa oophilus W a s m a n n Zool. Anz., 1897, n. 531 ; Idem Tijdschi-. 

V. Entoiii., XLII. 

L. sat badius, postice tamen pallidior, longe obovatus, humeris 
non prominulis. Dorsum nitidissimum, pilis mediocribus parca in- 



ANTONIO BERLESE 429 

dutiim, anticis parvnlis, sed in dimidia dorsi parte gradatim lon- 
gioribus, in estremo margine postico vere longis, subspiniformibus. 

Mas longe ovatns, antice et postice sat bene rotundatus, postice 
hirtns. Scutum ventrale (integrum) i^ost quartos pedes longe an- 
gnlatum, marginibns rectilineis, sat postice villosulum. Pedes ro- 
busti et longi, foeminae multo validiores, praecipue primi paris 
longiores, tarsis perlongis. Chelam videre nequivi in unico exem- 
plo quod possideo. (Penis rima difiQcilius conspicua). 

Foem. mare maior et melius obovata, postice acuta. Scutum 
sternale longe hexagonum, margine postico subvanido (sed certe 
ad quartas coxas praesente). Scutum genito-ventrale maius, ante- 
rius latiur quam posterius, ad summas tertias coxas rotundate 
desinens, bene ciliatum ; post quartas coxas longe productum, acute 
angulatim desinens, scuto anali valde adpropinquatum. Scutum 
anale longius obtrigonum, anterius excavato-truncatum. Yenter ad 
marginem posticum pilis setiformibus, sat longis ornatus. Metapo- 
dia longius ovata. Epistoma in nuTcronem longum, acutum, late- 
ribus subcrenulatis, hyalinum desinens. Mandibulae chela perpar- 
vula, hyalina, brevissima, subquadrata, digito mobile lato (vix duplo 
lougiore quam lato) interne edentato, sub apicem tamen obsolete 
denticulato; tìxo sat stricto, interne edentato, denticulo quodam 
tamen subapicali fere evanido. Pedes parvuli, parce et curte pilo- 
suli; primi paris non latitudinem corporis aequantes. 

Mas ad 499 ]^,. long.; 290 [j.. lat. — Foem. ad 689 fj.. long.; 
410 [j,. lat. 

Habitat in Hollandia et in Rossia, in nidis formicarum. 

Osservazioni. — Ho a^aito otto femmine ed un maschio dal 
Moniez, che ebbe questa specie dal Wasmann, raccolta in nidi di 
Formica rufiharhis (alcune femmine colle dimensioni 660 X 390; 
altre 650 X 380) ad Exaeten in Olanda. 

Ebbi poi una femmina, pallida, terreo-carnea, trovata dal Kara- 
waiew a Mursinzi (Russia) in nidi di Formica pratensifi (misura 
670 jj,. di lunghezza per 470 [j.. di largh.). 

La specie, come indica il nome, frequenta le uova delle formiche. 



430 ACARI MIRMECOPILI 



Laelaps (Oolaelaps) montanus n. sp. 

Tab. XVII, fig. 148 animai pronum (diam. 85); a foemi- 
nae chela (diam. 1000). — Tab. XVIII, fig. 149 foem. 
supina (diam. 115). 

L. terreo-testaceus, postice jìallidior, ovatus, tamen post quartos 
pedes vix strictior. Dorsum pilis mediocribus indutum, posticis vix 
quam antici longioiibus, ad marginem postremum corporis sat 
longis. 

Mas ignotus. 

Foem. sento sternale sat longe hexagono, ad summas qnartas 
coxas arcuatim desinente, margine hoc tanien minus bene conspi- 
cuo. Scntnm genito-ventrale elongatum, anterius vix qnam postice 
latius, marginibus lateralibus snbparallelis, postice acuto-rotunda- 
tum, sento anali sat adpressum. Margo anticus scuti genitalis ad 
dimidias fere tertias coxas rotundate desinens, sat laciniatum. Scu- 
tum anale obtrigonum, trianguli aequilateri instar conformatum. 

Pedes mediocres, tamen longiores quam in L. oophilo ; antici 
fere corporis longitudinem aequantes, robusti; postici fere corpo- 
ris latitudinem aequantes; omnes (praecipue primi paris) tarsis 
elongatis. 

Mandibulae chela hyalina, mediocre, longe trigona (duplo longa 
quam lata) digiti s subaequalibus, elongatis, apice acutis, vix in- 
curvis, sub apicem dente obsoleto armatis, caeterum edentulis. 

Foem. ad 490 p.. long.; 310 p.. lat. (ad maximum). I^xempla mi- 
nora sunt longa 400 [X.; 290 [j.. lata. 

Habitat in nidis formicarum in Agro Veneto (bosco Cansiglio). 

Osservazioni. Ho trovato parecchie femmine di questa bella e 
distinta specie, in nidi di Formica fmca, nel bosco Cansiglio (oltre 
1000 m. di altezza). Non ne conosco però il maschio e nulla posso 
dire circa le abitudini di questa forma, non avendole io conside- 
rate sul posto. 



ANTONIO BERLE SE 431 



Laelaps (Oolaelaps) parvulus n. sp. 

Tab. XVI, flg. 135 animai promini; 135, a mas supinus 
(diam. 85); lìg. 135, b chela maris ; 135, e eadem foe- 
minae (diam. 1000). — Tab. XVIII, flg. 150 foeni. 
supina (diam. 115). 

L. saturate terreus, sat breviter ovatus, haud humeratus, po- 
stice rotundatus vel subacutus ad dorsum bene convexus. Dorsum 
pilis mediocribus vel longiusculis, sat densis, omnibus intersese 
longitudine paribus vestitum. 

Mas foemina minor sed vix elongatior, antice subacutus, postice 
rotundatus, setis posticis sat longis. Scutum ventrale post quartos 
pedes elongate angulatum. Pedes longiores et robustiores quam in 
foemina. Chela sat valida, digitis elongatis, subaequalibus, mobile 
ad costulam cum calcare confuso, ambobus ad apicem sat runca- 
tis, dente subaj^icale valido armatis, caeterum edentatis. Calcar 
arcuatim plicatum (versus digitum flxum) sat digitum mobilem su- 
perans, latiusculimi, apice obtusum. 

Foemina sento sternale longe trapezino, margine postico sube- 
vanido. Scutum genito-ventrale curte ovatum, antice latum, ad 
postremas coxas tertias rotundatum et laciniatum, i)ost quartas 
coxas sat productum, angulato-rotundatum, sat a sento anale di- 
scretum. Scutum anale parvulum, obtrigonum, vix longius quam 
latum. Venter inter scuta genito-ventrale et anale, ad latera utrin- 
que pilis tribus longius auctus. Metapodia minima, longius ovalia, 
linearla. Chela fere ut in L. montano, sed digito fìxo apice triden- 
tato; mobile valide bidentato. 

Mas ad 380 p.. long.; 240 [j.. lat. — Foem. ad 500 [j.. long.; 
330 {j.. lat. 

Habitat in nidis formicarum, in Rossia. 

Osservazioni. Ho veduto alcune femmine ed un maschio, rac- 
colti in nidi di Formica fusca dal Karawiaew, a Mursinzi, in Rus- 
sia, conservati in bellissime preparazioni al balsamo del Canada. 
^uUa so della biologia di questa specie. 



432 ACARI MIRMECOFILI 

SuBOENus Androlaelaps Beri. 
(A. Berlese, Zoolog. Auzeig., Bd. XXVII, N. 1, 1903, p. 14). 

Oharacteres subgeneris Hypoaspis (sectionis Kramerii Can.), sed 
pedes secundi paris in utroqiie sexu femure calcarato (gemi et 
tibia armatis). 

Si conoscono due sole specie del gruppo, cioè il Laelaps hernia- 
phrodita Beri., libero, ed il L. Karawaietci u. sp. che fu trovato 
in nidi di formiche (Russia). 

Laelaps (Androlaelaps) Karawaìewi n. sp. 

Tab. XVI, lìg. 133 foem. prona (diam. 85); fig. 134 eadem 
supina (diam. 115); fig. 133, a rostrum subtus vi- 
sum (*^7i)j ^ P^^ secundi paris (^^7i)- 

L. pallide testaceo-terreus. Foem. elongate ovata, antice et po- 
stice rotundata, vix hmnerata. Dorsum pilis raris mediocribus, ta- 
men posticis vix longioribus ornatum. Scutum dorsuale fere totum 
dorsum occupans, vix convexum, nitidum. Sternum sat longe tra- 
pezinum, ad dimidias tertias coxas desinens, postice retrorsus vix 
convexum. Scutum genito- ventrale subovale, mediocre, postice bene 
rotundatum, antice ad posticas tertias coxas sat late desinens, ci- 
liatulum. Scutum anale bene a genito-ventrale remotum, obtrigo- 
num (triangulum aequilaterum sistens). Venter pilis raris mediocri- 
bus indutus. Rostrum subinferum, epistomate magno (fig. 133 a, e) 
apice acuto, liaud denticulato; corniculis hyjìostomatis {h) acutis, 
longis. Epistoma, quod mirum, non palpi (/) basim amplectit. Pe- 
des mediocres; secundi paris caeteris valde crassiores, articulis in- 
ferne armatis, sive: femore inferne calcare polliciforme valido; 
genu spina cultriforme longa; tibia inferne papilla depressa quasi 
callum aucta. Ohelam non vidi, quod exemplum unicum destruere 
nolui. 

Ad 490 {j.. long.; 270 [j.. lat. 

Habitat in Rossia (Mursinzi), in nidis Formicae pratensis. Mihi 
misit CI. Karawaiew. 



ANTONIO BEBLESE 433 

Osservazioni. La fabrica del rostro è molto singolare e non 
conviene con quella di alcun altro Laelaps. Pure non voglio insi- 
stere nella descrizione non avendolo potuto esaminare, a tutto mio 
agio, nell'unico esemplare che ho avuto sottocchio. 

Gen. SPHJIROSEIUS n. gen. 

Corpus breviter ovale, subcirculare, ad dorsum perconvexum, 
sento dorsuale magno, fere ad marginem corporis extenso. Steruum 
latum et curtum, trapezinum, jjostice late arcuato-excavatum, non 
ultra tertias coxas productum, angulis suis posticis cum endopo- 
diis confusi s. 

Scutum genito-ventrale latissimum, postice et antice rotundatum, 
pilis ])luribus obsitum, anterius non ftmbriatum, sed margini postico 
sterni contiguum, a sento anale sat longe seiunctum. Scutum anale 
parvolum, obtrigonum, i)ilo impari postice praeditum. 

Rostrum subinferum, ut in gen. Laelaps conformatum. 

Parapodia ut in subgen. Hypoaspìs. 

Peritremata ut in gen. Laelaps. 

Pedes basi simul appressi, valde anterius insiti, omnes validis- 
simi et mirae longitudinis, quod omnes corpore sint valde longio- 
res; i)rimi autem et quarti paris longissimi. Omnes ambulacro 
valido terminati (uncis et membranula praedito). 

Species typica « Sphaeroseius Ecitonis (Wasm.) ». 

Osservazioni. Ho detto, nella parte generale, abbastanza intorno 
a questa forma ed al genere in cui deve stare, per esimermi dal- 
l'aggiungere qui alcunché. 

Sphaeroseius Ecitonis (Wasm.) 

Tab. XVIII, flg. 159 animai pronum (diam. 35); tìg. 160 
foem. supina (diam. 48). 

ì Laelaps cornea M o n i e z, S. quelz. Arthr. d. Fourmjll., p. 5. 

Laelaps Ecitonis Wasmann, Zool. Jahrb. Stystem., XIV, 3, 1900, p. 256. 

S. badius, breviter ovalis, ad dorsum perconvexus, in dorso pilis 
sat densis ornatus. Venter pilis aliquot simplicibus ornatus. Ster- 



434 ACARI MIRMECOFILI 

num pilis utrinqiie tribus, magnis, simplicibus ad latera aiictum. 
Margo auticus scuti genito-analis perfecte semicirciilariter rotun- 
(latns, deniqiie ad latera, post quartos pedes, angulatim externe 
prodnctus. Margo posticus, senti einsdem late semicircnlariter ro- 
tnndatns. Scutnm hoc totnm pilis sat densis, simj)licibns, medio- 
cribns indntnm. Scntnm anale late obtrigonnni, utrinque cnrte 
bipilum, postice acutnm. Pedes omnes fere intersese crassitie pa- 
res, pilis simplicibns mediocribus obsiti. Palpi robusti, longinsculi. 

Neque epistoma neque mandibulas in unico exemjjlo foemineo a 
01. Wasmann mecum benignissime communicato videre potui, quod 
exemplum destruere nolui. 

Mas et luvenes mihi ignoti. 

Poem. ad 1300 [j.. long.; 1000 jj.. lat. — Eius pes 1' paris cir- 
citer 2700 p,. longus (tarsus 700 [j.. long.); i^es 4' paris circiter 
2700 jj.. long, (tarsus 800 [j.. long.). 

Habitat in Austro-America (Brasile), in nidis formicae « Eciton 
Schmitti. ». 

OiSSERV AZIONI. Descrizione e figura sono tolte dal bellissimo in- 
dividuo femmina che il Wasmann mi regalò e che ebbe dal Bra- 
sile, raccolto in nidi di Eciton Schmitti. 

Gen. MYRMOLEICHUS Beri. 
(Acari Nuovi, Mauipulus I'"; in « Eedia », voi, I, p. 244, 1903). 

Corpus ovatum, marginibus regulariter tuberculato-setigeris. Dor- 
sum scuto medio perstricto, magnam dorsi partem nudam relin- 
quens. Scutum sternale rectangulum, non ultra tertias coxas postice 
productum. Scutum genito- ventrale minimum, vix post quartas co- 
xas productum, longe ab anale (obtrigono) discretum. Peritremata 
usque vix ante secundas coxas i)roducta, non in dorso inflexa. 
Rostrum omnino inferum. Chela (foeminae) exilis hyalina, minuta; 
digitis, ambobus edentulis (mobile sat flxo longiore). Pedes medio, 
cres, omnes fere eadem crassitie, ambulacris validi» terminati (un- 
guibus bene conspicuis, membranulaque lobulis rotundatis). 

Species typica « Myrmoleichus coronatus Beri. ». 



ANTONIO BERLESE 435 

Osservazioni. Nou è' possibile ascrivere la specie che è tipo 
di questo gruppo ad alcuno dei generi finora noti. Dai Laelaps 
differisce sopratutto per la riduzione degli scudi dorsale e genito- 
ventrale, come anche per le chele ormai gracili, sdentate e col dito 
mobile più lungo del fisso, ciò che accenna ad abitudini lambenti. 

Dal genere Myrmonyssiis differisce sopratutto per gli ambulacri 
forniti di robusti uncini, ciò che dimostra che si tratta di forme 
che non salgono sulle formiche. 

Per ora il genere è retto dalla sola specie indicata. 

Myrmoleichus coronatus Beri. 

Tab. XVIII, fìg. 154 animai pronum; 155 foem. supina 
(diam. 65); fìg. 154, a chela foeminea (diam. 450). 

(« Eedia », voi. I, 1903, p. 244). 

M. fiavido-sulfureus, ovatus, antice obtusus, postice rotundatus, 
ad dorsum depressus. Margo corporis totius regulariter undulato- 
crenulatus, pilis quasi e tuberculis exortis, retrorsus recurvis, sim- 
plicibus ornatus. Oaeterum dorsi dermate circum scutum tenuis- 
sime striato, exile, pilisque marginalium conformibus indutum. 
Scutum dorsuale medium longe rhombicum, post regionem hume- 
ralem perstrictum, postice acute desinens, marginibus suis omnibus 
valde a marginibus corporis remotis. Derma scuti reticulatum, j)ilis 
curtissimis, raris hic et illic auctum. Yenter post quartas coxas 
ut latera dorsi pilis indutus. Scutum genito- ventrale anterius (Inter 
tertias coxas) laciniatum, longe obtrigonum, post quartas coxas 
attenuatum, acute desinens. Scutum anale ovato-trigonum, postice 
acutum, unix)ilum, valde a margine corporis postico in ventre 
remotum. 

Pedes setis mediocribus hirti. 

Chela (foeminea) ijerexilis, hyalina; digito fixo cultriforme, apice 
acuto recto; digito mobile gracile, apice incurvo, longiore quam 
fixus; ambobus edentatis. 

Mas et luvenes mihi ignoti. 

Foem. ad 780 fi,, long.; 520 [j.. lat. 

Habitat raro in nidis formicarum Italiae septentrionalis. 



436 ACARI MIRMECOFILI 

Osservazioni. Ho trovato qualche femmina di questa specie sin- 
golare in nidi di Taplnoma erraticum nel Trevisano (Cison di Val- 
marino). Mi duole di non conoscere i maschi, i quali dovrebbero 
portare caratteri utili in favore della separazione generica, dai Lae- 
laps e dai Myrmonyssus, alla quale ho accennato già. 



Gen. myrmonyssus Beri. 
(A. Ucrlese, Zoolog. Anzeiger. Bd. XXVII N. 1, 1903, p. 16). 

Facies specierum generis Laelaps vel gen. Antemiophorus. 

Epistema in laminam vel membranulam subhyalinam, trigonam 
desinens. Palpi mediocres, articulis 4 et 5 non bene intersese di- 
stinctis, apice longe bisi)inis. Mandibulae mediocres vel sat ma- 
gnae, chelis hyalinis, edentulis vel subdentulis terminatae, digito 
fìxo obsoleto, multo mobile minore. Hypostoma corni culi s hyalinis, 
moUibus, par vis vel obsoleti s. 

Jugularia nulla. Sternum usque ad secundos pedes porrectum. 
Scutum genito-ventrale (in foem.) elongate trapezinum, postice acu- 
tum, ab ano multo discretum. Pars genitalis scuti huius anterius 
laciniato-striata, profunde et perconspicue longitudinaliter signata. 
Anus in sento trigono, tamen plerumque subevanido apertus, vai vis 
duabus chitineis protecto ex quibus papilla producitur, forsitan or- 
ganum adhaesionis, ut in genere Urosehis. 

Scutum dorsuale integrum, maiorem vel minorem partem dorsi 
obtegens, margine postico plerumque irregulariter sinuato-undulato. 

Peritremata mediocria, ad summum usque ad coxas primi paris 
producta, omnino ventralia. Pedes omnes ambiilacrati, ambulacro 
malore, sed tantum membranula constituto, uncis omnino nuUis. 

Super formicas equitantes. 

Typus « Myrmonyssus diplogenius Beri. ». 

Osservazioni. Il genere è molto naturale, se circoscritto al 
M. diplogenins ed al 31. antennophoroides Beri.; alquanto meno bene 
sta nel gruppo il M. brachiatus Beri., ma del M. acuminaUis con- 
viene forse fare un sottogenere a sé. 



ANTONIO BERLESE 437 

Perciò i caratteri desunti dal maschio, quali ho indicato iu Zool. 
Anzeig. loc. cit., vanno riferiti al sottogenere Laelasjndus (il/, acn- 
minatus) e per le tre specie che stanno tra i veri Myrmonyssus non 
conosciamo i caratteri che appartengono al maschio. 

Quanto alle affinità del gruppo è certo che esso si accosta più 
che a tutti al gen. Keoherlesia, ma questi hanno lo scudo genito- 
ventrale esteso a tutto il ventre ed occludente anche Pano e ciò 
in ambedue i sessi (come negli Ololaelaps) ed inoltre le zampe del 
4° paio calcarate, sia nel maschio che nella femmina. 

La struttura degli ambulacri e quella della chela dimostra che 
questi Myrmonyssus salgono sulle formiche e vivono a spese di so- 
stanze liquide, probabilmente di quelle che gli ospiti emettono per 
la bocca. 

Le specie pertinenti a questo genere, finora note, devono essere 
ripartite in due sottogeneri od almeno in due sezioni distinte, per- 
chè il M. acuminatus, che ricorda egregiamente le forme del sot- 
togenere Oolaelaps e Laelaspis differisce tropi)o notevolmente da 
quella che è tipo del genere, cioè dal 3L diployenms. 

Le due sezioni, alle quali con dubbio (stante la scarsezza di 
specie) do valore di sottogeneri, sarebbero le seguenti: 

1. Corpus obovatum, postice acumiuatiim ; maris scutuni ventrale al) anale di- 

scretum, ut iu gen. Eviphis; scutum geuito-ventrale foerainae niagnum, 

fere anale attl^igens. Peritremata longa {Laelaspulm) 

M. (Laelasp.) acuminatus Beri. 

— Corpus ovatum A-el bursiforme, postice angulatum A'el rotunclatum; scutiuu 

genito-ventrale, postice valde ab anale reuiotum. Peritremata brevia vel 
brevissima {Myrmonyssus s. str.) 2 

2. Pedes antici caeteris validiores et colore valde obscuriore depicti. 

M. BRACHIATUS Beri 

— Pedes auticis caeteris exiliores et coucolores 3 

3. Facies Antennophori M. antennophoroides Beri 

— Facies Laelaplis M. diplogenius Beri 



438 ACARI MIRMECOFILI 

Myrmonyssus diplogenius Beri, 

Tab. XVIII, flg. 162 « hypostoma et ijalpns; & epi stoma; 
e mentum; d ambulacrnm ; e anus ad venti em visus; 
_/■ idem ad dorsum; g foeminae chela (diam. 450). — 
Tab. XIX, fig. 162 foem. prona; 163 eadem supina 
(diam. 65). 

(A. Beri e se, Zoolog. Auzeig. Bd. XXVII N. 1, 1903, p. 16). 

M. testaceus, ovatus, postice acutus, ad quartos pedes, si ve in 
medio corpore latior. Scutum dorsuale magnani partem dorsi obte- 
gens, postice recte truncatum, quintam extremam dorsi partem 
nudam, albicantem relinquens. Dorsum totum i^ilis simplicibus, me- 
diocribus vestitum, ex qiiibus unus, caeteris maior, impar, omiiino 
in apice iiostremo est insitus, posterius directus. Pilus iste post- 
analis est et ad dorsum fere pertiuet, in sento anale extremo in- 
situs, qiiod ad dorsum inflectitur. Scutum anale longe trigonum, 
in extremo apice corporis situm, partim ad ventrem iniiexum, par- 
tiin ad dorsum. Anus valvis duabus, ex qiiibus jiapilla quaedam 
producitur, forsitan organum adhaesionis. Mentum duplex, sive frii- 
stulis duobus loiigis, subparallelis, usque ad basini intersese di- 
scretis constitutum. Mandibulae i)alpis duplo longiores. Lingula 
minima, non ultra lobos interiores hypostomatis producta. Pedes 
sat magni; primi paris caeteris vix longiores, sed eodem colore et 
crassitie minores, anterius recte producti. Primi et secundi paris 
femura ad dorsum spinis robustis duabus armata; tertii et quarti 
spina conforme, unica. Peritremata brevissima, non vel vix ultra 
coxas tertii paris producta. 

Mas ignotus. 

Foemina. Scutum genito-ventrale parte anteriore optime laciniata 
et longitudinaliter impresso-striata; pars post quartos pedes longe 
angulata, angulo acutiore terminata. Chela raandibularis digito mo- 
bile saltem quintuplo longiore quani lato, apice runcatim recurvo, 
caeterum edentato; digito flxo multo quam mobilis breviore, obso- 
leto, apice truncato. 

Foem. ad 650 |j,. long.; 429 }x. lat. 

Habitat in nidis formicarum, in Italia. 



ANTONIO BERLESE 439 

Osservazioni. Ho esemplari di Portici (e sono quelli tipici), in 
numero discreto, raccolti dal Silvestri sopra formiche della specie 
Camponotus aethiops. Hanno le dimensioni sopra indicate. 

Parecchie altre femmine mi diede il Silvestri, raccolte sulla stessa 
formica a Taranto. Queste però sono alquanto maggiori, poiché 
misurano tutte da 700 p,. di lunghezza per 440 di larghezza e mi 
sembrano anche alquanto più allungate. Appunto da una femmina 
di Taranto (S. Basilio) ho ricavato i disegni che qui inserisco. 



Myrmonyssiis aiitennophurohles Beri. 

Tab. XVII, fig. 158 rt rostrum inferne visum; b mentum; 
e ambulacrum (secundi paris). — Tab. XVIII, fig. 158 
animai pronum (diam. 48); d epistoma; e chela foem. 
(diam. 48). — Tab. XIX, fig, 161 foemina supina 
(diam. 450). 

(Acari imovi, Mauipulus I"*, in « Redia », voi. I, 1903, p. 244). 

M. testaceus, Antennophori facie insignitus, trigono-circularis, 
fere aeque latus ac longus, bursiformis. Dorsum pilis sat densis, 
mediocribus, praecipue postice indutum. Scutum dorsuale dorsi 
maximam partem obtegens, sat prope marginem posticum corporis 
desinens, margine suo postico irregulariter undulato. Sterni margo 
posticus ad dimidias fere coxas desinens, recte truucatus, irregu- 
lariterque crenulatus. Scutum genito-ventrale subtrapezinum, antice 
et postice truncatum, anterius bene fimbriato-laciniatum, utriuque 
bipilum; posterius valde a sento anale remotum. Scutum anale 
longe obovato-trigonum, foramine anale subapicale, utrinque spina 
valida, postice una validissima circumdato. Peritremata brevissima, 
vix ad summas tertias coxas producta. 

Pedes lateraliter jn^oducti, longi, omnes sat dense villosuli, fe- 
moribus, praecipue ad dorsum, spinosulis; ambulacris maioribus 
armati. 

Eostrum sat subapicale; palpis curtis, articuli secundi angulo 
interno-apicale in dentem sat producto. Mentum duplex, i)artibus 
suis tamen basi simul concretis. Mandibulae longae, chela exili, 



440 ACARI MIRMECOPILI 

hyalina; digitis ambobiis edentulis, aj)ice acutis, mobilis longior 
et basi latior quam fixus. 

Mas et luvenes ignoti. 

Foem. ad 850 jj.. long.; 800 jx. lat. 

Habitat in Italia centrale, in nidis formicarum {Gamponotus ae- 
thiops), Umbria. 



Myrmoiiyssus ? flexiiosus (Mich.) 
Tab. XVI, 136 a chela maris; h foeminae (diaui. 450). 

Laelaps flexuosa Michael, Assoc. Gamasid. vith Ants, (p. 650, tab. L, iigg. 6-6t). 

Se il Michael non dicesse espressamente (loc. cit.) « Legs wi- 
thout apophyses, ali terminated by claws and caruncles » io ascri- 
verei, senza il minimo dubbio, il suo Laelaps ffexuosa al genere 
Myrmonyssus e ciò perchè la figura ricorda così bene il mio 3£. di- 
plogenius che, se non vi fosse la differenza di dimensioni e quella 
delle chele della femmina (dei maschi non posso giudicare mancan- 
domi quello del 71/. diplogenius)^ io direi che la mia specie è iden- 
tica a quella del Michael. 

Questo Autore, che tanto gentilmente mi inviò le sue belle spe- 
cie mirmecofile, del L. jiexuosus non potè mandarmi un individuo 
intero e neppure una zampa, tanto che io ne potessi vedere l'am- 
bulacro, ma solo le mandibole del maschio e quelle della femmina. 
Le une e le altre ho disegnate scrupolosamente (Tab. XVI, figu- 
re 136 a, 136 h) e quindi ognuno può giudicare della diversità 
grandissima tra la chela femminea del L. Jiexuosus e quella del 
M. diplogenins (Tab. XVIII, 162 g), che sono ambedue ingrandite 
egualmente. 

Per la descrizione poi della specie qui intestata rimando il let- 
tore al bel lavoro citato del Michael. Questi assegna alla sua 
specie 530 jj.. di lunghezza. 

Il Laelaps Jiexuosus fu trovato ad Innsbruck (Tirolo), in nidi di 
Gamponotus, probabilmente G. Ugniperdus. 



ANTONIO BERLESE 441 

Myrmonyssus brachiatus Beri. 

Tab. XYIII, fig. 156 animai pionum (diam. 85); fig-. 157 
foemina supina (diam. 115). — Tab. XIX, flg. 156, 
rt, foeminae chela (diam. 450). 

(Zool. Anzeig. Bd., XXVII, N. 1, 1903, p. 17). 

M. albido-liyalinus, pedibus anticis (excepta base) brunneo tuli 
gineis. Corpus ovale, antice et postice pariter obtuso-rotundatum. 
Dorsum pilis simplicibus, mediocribus, sat raris in<lutum. 8outuiii 
dorsuale postice sat a margine corporis discretum, margine suo 
irregulariter undulato-crenulato. Venter pilis aliquot simplicibus, 
praecipue in margine corporis postico, ornatus. Sternum vix tra- 
pezinum, longius quam latum, ])ostice (ad dimidias coxas tertias) 
excavato-arcuatum. Scutum genito- ventrale sat strictum, lateri- 
bus subparalleli s, postice subito constrictum, denìque acumiuatum, 
anterius bene laciniatum. Pedes crassinsculi et sat longi, omnes 
setis simplicibus aucti, ambulacrisque maguis terminati. Primi 
paris pedes coxa et trocantere albidis, apice femuris ceterisque 
segmentis totis, sat laete brunneo-fuscis. Pedes ceteri albido-hyalini. 

Rostrum subiuferum, mandibulis parvis, chelae digito mobili bre- 
viter rancato, apice acuto, edentato ; flxo brevissimo, sive vix 
tertiam partem longitudini s mobili s acquante. 

Mas et Invenes ignoti. 

Foem. ad 440 [j.. long.; 360 [j.. lat. 

Habitat in Italia meridionale, in nidis formicarum, {Messor harha- 
rus capitatus var. minor) super insecta insilieus, liaud frequeus. 

Myrmonyssus acuminatus Beri. 

Tab. XVII, fig. 166, a chela maris (diam. 1000). — 
Tab. XIX, fig. 166 animai lu-onum (diam. 85) ; flg. 167 
foem. supina; 168 mas supinus (diam. 115). 

(Zool. Anzeig. Bd., XXVII, N. 1, 1903, p. 18). 

M. terreus, vix badio lenissime suifusus, postice pallidior; obo- 
vatus, sive ad humeros sat latus, rotundatus, postice acutus. 



442 AOARI MIRMECOFILI 

Sciitum (lorsiiale fere totum dorsnm obtegens, vix apicem lìosticum 
nuclum relinquens, pilis niediocribus ornatum, ad apicem posticum 
vix longioribiis. Venter pilis in postico abdomine sat spiniformibus, 
robustis, praecipue diiobus postici». Pedes mediocres, (in mare) 
vel parvuli (in foemina). Peritremata sat longa, usque ad summas 
secnndas coxas ]n"<^^^i^<^^'^- Mentnm simplex, apice bipilnm. Ambu- 
lacra minima. 

Mas foemina minor et magis postice acuminatns ', sento ster- 
nale bene ab anale separato, ut in gen. 3viphis. Scutum anale 
longe obovatum, postice unipilum. Pedes sat validi. Chela digito 
flxo minimo, vix mucrone perparvulo significato; digito mobile cum 
calcare onmino confuso, simul appendicem latam, runcatam, ma- 
gnani sistentibns. 

Foem. Sterno trapezino, usque ad summas tertias coxas producto, 
postice sat arcuato-excavato. Scutum genito-ventrale subovato- 
elongatum, postice sat acutum, a sento anale non nimis discretum. 
Scutum anale trigonum, anterius in medio excavatum, postice sat 
longe unipilum. 

Mas ad 390 p.. Icmg. ; 240 fj,. lat. — Foem. ad 560 u., long. ; 
360 [j.. lat. 

Habitat in nidis formicarum, ad Neapolim (Portici). 

Osservazioni. Vidi un maschio ed una femmina raccolti a Por- 
tici dal Silvestri, trovati aderenti sui femori i^osteriori del Messor 
harharus capitattis var. minor. 



Gen. NEOBERLESIA Beri. 

Neoherlesia Berle se A. M. Scorp. ita!.; M o n i e z, Mene., pag. 4. — Leo- 
nardi, Acaroidei formicai. 

Corpus ovatum ; facies sat antennoi^horoides. Scutum genito- 
ventrale in utroque sexu cum anale onmino confusum. Scuta en- 
dopodica sat manifesta ; jìarapodica obsoleta vel nulla (in foemina) ; 
metapodio minuto, ovale, ut in Gen. Laelapa post quartos pedes 
manifesto. Peritremata percurta, subnulla. Pedes omnes ambulacro 
sat magno aneti, uncis tamen destituto; primi pares ceteris valde 



ANTONIO BERLESE 443 

longiores, sat AntennoiJhoroniin more ad latera incurvi. Pedes 
quarti jìaris in utroque sexu femore calcare valido inferne armati. 

Sui)er formicas invsilientes. 

Typus « ì^^eoberlesia equitans Beri. ». 

Osservazioni. Il genere, quantunque non conti che una sola 
specie finora nota, pure è molto bene circoscritto da molti carat- 
teri ed im])ortanti, fra i quali primeggia quello che si riferisce 
allo scudo dorsale in ambedue i sessi, intero dalla fessura sessuale 
a dopo l'apertura anale. Questa disposizione non trova riscontri 
se non nel genere Ololaelaps, in tutta la fanuglia Laelapiitìae. 



Neoberlesìa equitans Beri. 

Tab. XIX, fig. 182, a epistoma ; h hypostoma ; e ambu- 
lacrum ; d stigma; e chela maris; / foeminae (chelae 
diam. 450); g femur quarti paris. — Tab. XX, fig. 182 
foem. prona (diam. G5); 183 mas supinus 184 foem. 
supina (diam. 85). 

(Beri e 8 e, Ac. Myr. Scorp. ita!., fase. 62, N. 5 ; Moniez Meni. Aoar. 
Thysan. etc, p. 4 ; Leonardi, Acaroidei viv. fonnicai, p. 21). 

X. terrea, ovalis, antice et postice dilatata, tamen posterius 
latior. Dorsum totum pilis simplicibus, curtis, sat dense indutum. 
Scutum dorsuale late ovale, fere totum dorsum occupans. Yenter 
pilis sat densis vestitus. Pedes longiusculi et validi, pilis simpli- 
cibus induti, ambulacri s mediocribus terminati. Primi paris caeteris 
duplo longiores, antenniformes ; quarti paris caeteris crassiores, 
praecipue femure grosso, inferne tuberculo conico, cuius ad apicem 
setula lateraliter est insita^ annato. Stigmata rotunda ad summas 
quartas coxas aperta, peritremate minimo, subnullo, vix basim 
coxarum tertii paris attingente. Epistoma hyalinum, in mucronem 
sat acutum anterius productum. 

Mas foemina vix statura minor. Scutum sternale post quartas 
coxas valde latum, subcordato-trigonum, pilis aliqiiot simplicibus 

10 



444 ACARI MIRMECOFILI 

auctum. Chela digito mobile cuiii calcare (vix incurvo, apice recte 
truncato, lato), omnino confuso, interne edentato; digito flxo pre- 
caedente duplo curtiore, stricto, apice obsolete bidentato. 

Foem. Sternum non ultra secundas coxas (nisi angulis cum en- 
dopodiis confusis) productum, postice profunde arcuato-excavatum. 
Scutum genito-ventrale etiam anum occludens, late rhombicum, 
anterius rotundatum, posterius acutuni, pilis in ventre aliquot 
ornatum. 

Chela digitis hyalinis, parvis, elongate conici», edentatis; inter 
sese statura subsimilibus, vix apice incurvis. 

Mas ad 030 [j.. long. ; 430 [X. lat. — Foem. 700 {x. X 500 [j,. 

Habitat in nidis formicarum et super formicas easdem (Tetramo- 
rium caespitum) in Italia. 

Osservazioni. La Neoberlesia equitans è comune nell'Italia, spe- 
cialmente meridionale, nei nidi di Tetramorinm caespitum. A Portici 
è forse l'acaro mirmecofilo più frequente. Sollevando le pietre che 
coprono i nidi di Tetramorinm, è facile vedere molti di questi 
che portano sul dorso un individuo di Neoberlesia, però sempre 
uno solo, che spicca bene col suo pallido colore su quello bruno 
della formica. L'acaro sta nel mezzo del torace, al dorso dell'insetto 
e si colloca in modo da essere voltato colla parte sua anteriore del 
corj)o verso l'estremità posteriore dell'insetto. 

La Neoherlesia sale sulla formica di balzo, come con un salto ne 
scende e la formica non si preoccuj)a affatto di ciò. Le abitudini 
di questo acaro, che meriterebbero di essere studiate, non debbono 
differire troppo da quelle degli Antennophorus. 



Gen. MYRMOZERCON Beri. 

(Zool. Anzeigcr, Bd XXV, N. 083-684, 1902, pag. 699. 

Corpus ovatum. Dorsum et venter pilis minutis densioribus 
obtecta. Scutum dorsuale magnum, fere totum dorsum occui)ans. 
Mentum nullum, adsunt tantum spinae duae in summo sterno 



ANTONIO BERLESE 445 

(interius) insitae. Scutum genito-ventrale (in l'oem.) latum, postice 
aciiminatum, ab anale bene discretnm. Maris scutum sternale late 
trapezinum, postice (in ventre) acutum, a sento anale seiunctum. 
Pedes percurti, crassi, anterius directi, ambulacro malore (uncis 
nullis) aneti. Primi ])aris vix caeteris exiliores. Rostrum inferum. 
Palpi curtnli et crassiuscnli. Peritremata curta. Senta parapodica 
vix significata; metapodica-nulla. 

Mandibulae chela obsoletiore, qnod in ambobus sexnbus digitus 
lìxus omnino obsoletus vel nullus sit. Epistoma ut in Laelaptibus; 
hypostoma corniculis nullis. 

Species Typica « Myrmozercon brevipes Beri. ». 

Super formicas insilientes. 

Osservazioni. Anche questo genere è fondato su una sola spe- 
cie, ma è giustitìcato da caratteri così imj)ortanti, che permettono 
di distinguerlo tosto su tutti gli altri Lelaptidi. 

Specialmente lo scudo anale nel maschio separato dal ventrale; 
la forma della chela; il mento fuso collo sterno; la peluria densa 
del dorso e del ventre sono caratteri salienti. 



Myrmozercon brevipes Beri. 

Tab. XVIII, flg. 169, a chela maris (diam. 1000). — 
Tab. XIX, flg. 1G9 animai pronum (diam. 05); fig. 170 
mas suj)inus; flg. 171 foem. supina (diam 85); flg. 17-} 
larva prona (diam. 65); flg. 169, h chela foeminea 
(diam. 1000). — Tab. XX, flg. 169, e ambulacrum 
secundi jìaris; d id. primi paris; e epistoma (450). 

(Zool. Anzeig., loc. cit. p. 700). 

M. badius, pedibus concoloribus, anticis tamen pallidioribus. 
Ovatus, antice et postice i^ariter rotundato-acutus. Dorsum con- 
vexum, totum pilis densioribus, minutis, simplieibus aeque indutum. 
Scutum dorsuale magnum, fere usque ad extremum dorsum pro- 
ductum. Scutum ventrale in utroque sexu angulatim j)ostice et 



446 ACARI MIRMEOOFILI 

])ost qiiartos pedes desinens. Scutum anale sat longe obtrigonum, 
pilis tribus siinplicibiis, sat longis ornatuin. Peritreraata usque 
inter tertias et secnndas coxas prodiieta. Pedes vix corporis di- 
ini diam latitudinem aequantes ; antici caeteris duplo exiliores, am- 
bulacrisque multo minoribus armati. Epistema in mucronem trigo- 
num, hyalinum dilatatum. 

Mas foemina vix minor. Chela digito flxo nullo, digito mobili 
cum calcare frustulum unicum conflciente, quod latum est, cultri- 
foiine, totum canaliculo longitudinale excavatum, denique ad apicem 
incurvo, securis instar fabricato. 

Foem. Chela nulla, quod digitus flxus vix spina sit signilicatus; 
apex mandibulae conicus, digitiformis, acutus, quasi transverse 
biarticulatus est. 

Larva hexapoda, corporis fabrica adulto similis, albido -hyalina. 

Mas ad 700 [j.. long. ; 560 [j.. hit. — Foem. 800 {j.. long.; 650 [j.. 
hit. — Larva (ad permutationem proxima) 550 [j,, long.; 400 |j.. lat. 

Habitat su])er formicas [Tapinoma erraticum), in Umbria. 



Fam. GAMASIDAE. 

(Vi dea s characteres etc. in A. Berlese, Mesostigmata). 



Anche per la famiglia Gamasidae io debbo rimandare il lettore 
al mio volume Mesostigmata, essendo in grande numero i generi 
che la compongono ed anche perchè due soli generi, pertinenti a 
questa famiglia, contano specie mirmecoflle. 

Siccome però le specie che convivono colle formiche non hanno 
l'abitudine di salire sopra gli insetti e quanto al regime proba- 
bilmente sono autonome, così si vede che gli ambulacri sono forniti 
di robuste unghie e le chele sono aifatto masticatorie. 

Eichiamo V attenzione sulle forme che appartengono a questo 
gruppo e di cui ho detto nelle generalità, per dimostrare la deri- 
vazione delle attuali specie mirmecofìle, dalle libere affini, deriva- 



ANTONIO BERLESE 447 

zioue che ha importato, intanto, cosi profonde niodilicazioiii (hi 
giustificare una separazione generica. 

I (lue generi mirniecoflli sono i seguenti : 

— Corpus ovatiim, plus luiuusve elongatum. Pedes (oniiu-s UR-diocrt-s) secundi 

paris tarsi apice in utroijuc sexu coniiculis vel calcariltus spiiiiforiuiltus 
saltem duobus uucti Paciiylaklaps Beri. 

— Corpus plus minusve globosuin. Pedes longi vel longissiini ; sei-undi paris 

tarsi apice in utroque sexu iuerme tìrHAEKULAELAi'.s Beri. 



Gen. SPHìEROLìELAPS Beri. 
(Acari Nuovi, Mauip. I"', iu « Redia », voi. I, p. 243). 

Corpus haemisphaericum, supra perconvexum, subtus pianura, 
anterius angulatum. Dorsum sento magno obtectum. 

Senta ventrali a omnino ut in gen. Pachylaelaps. Pedes longi vel 
longissimi, saltem primi et quarti paris corporis longitudinem 
aequantes vel superantes : secundi paris non caeteris crassiores ; 
in utroque sexu tarsorum apice omnino inerme, sive spinis corni- 
culiformibus destituto. Pedes secundi paris in mare calcarati (fe- 
moribus, genu et tibia interne calcaribus auctis, ut in gen. Pachy- 
laelaj)s (e 8j)h. calcarigero). 

Rostrum omnino ut in gen. Pachylaelaps , sive epistomate ante- 
rius in laminulam spathuliformem, truncatani (plus minusve ad 
apicem pectinatam) desinente ; mandibulis chela validiore ; maris 
digito mobile in medio costulae exterioris calcar articulatum acci- 
piente ; calcar idem transverse vel retrorsus directum, apice acu- 
tum, in medio plus minusve dilatatum, vere S-tbrme. 

Species typica « Sphaerolaelaps holothyroides (Leon.) ». 

Osservazioni. Non possiedo maschi della forma tipica e quindi 
i caratteri desunti dal maschio, indicati più sopra, li ho ri])ortati 
richiamandomi ad altra specie, fcioè al ti. calcariger, che però non 
è covsi bene differenziato come il 8. ìiolothyroides. Bensì io credo 
che i maschi del S. holothyr. debbano convenire, pei caratteri del 



448 ACARI MIRMECOFILI 

rostro, delle zampe 2° paio etc., con quelli qui indicati, che vsono 
poi gli vStessi dei Fachylaelaps. 

Finora due sole si^ecie, di dimensioni molto diverse, iiossono 
trovar posto in questo genere, cioè : 



— Corpus perfecte hemisphaericum, ad humeros latissiimim. Foem. ad ultra 

1000 /A. long S. HOLOTHYROIDE.S (Leov.) 

— Corpus late pyriforme, ad quartos pedes latissimum. Foem. ad 520 ju.. long. 

S. CALCARIGER (Beri.) 



Spliaerolaelaps holothjroìdes (Leon.). 

Tab. XX, fig. 180 animai pronum (diam. 48); fig. 181 
foem. sui)ina (diam. 65) ; fig. 180, a epistema; 180 b 
chela foeminea (diam. 450). 

Laelaps holothyroides Leonardi, Acaroidei viventi nei formicai, p. 19, 

tab. 93, fig. 4. 
Seiodes histricinus Wasmann, Tijdsch. v. Entomol., XLII, p. 163. 

S. flavido-aurantiacus, haemisj)haericus sat humeratus, supra per- 
convexus; sento dorsuale totum dorsum occupante, setis aliquot 
mediocribus vel longiusculis hirto. 

Iugularla nulla. Sternum magnum, latum, trapezinum, usque ad 
xtremas quartas coxas productum, postice excavato-arcuatum. 
Scutum genito- ventrale trapezinum, anterius et posterius rotun- 
datum, a sento anale late obtrigono, pilis tribus minutissimis 
ornato, sat discretum. Scuta parapodica (cum peritrematris et me- 
tap. confusa) valde lata. 

Pedes longiores et valde exiles, omnes intersese crassitie pares, 
ambulacris longe pedunculatis aneti; antici et postici corpore certe 
longiores. Epistema ad latera vix arcuatum, denticulis multis, mi- 
nutis serrulatum; in medio longe in squamam hyalinam, apice latam 
et bifurcam productum. Chela robusta^ elongata, digitis bene run- 
catis ; fixo fere in medio margine dentario, dente robusto praedito; 



ANTONIO BEELESE 449 

digito mobili, in tertia parte apicale margiiiis dentarii, deiitibus 
duobiis robustis armato. 

Mas et luvenes ignoti. 

Foem. ad ultra 1000 \ì.. long. ; ultra 900 p.. lat. 

Habitat. In Italia media et boreale, uec non in Hollandia, in 
nidis formicarum. 

Osservazioni. Di questa bellissima specie, che fu trovata jirima- 
mente dal Leonardi nel Trentino, io possiedo parecchi esemplari, 
da località molto diverse, ma sono tutti femmine. Non si conoscono 
adunque i maschi. 

I miei esemplari derivano : 

— Italia (Trentino), tipico, lungh. 1100 p..; larg. 1030 ^.; tarso 

del 4° paio lungo 500 [j.. (in nidi di Lasius affinis Schenk.). 

— — (Bosco Cansiglio), lungh. 1000 [j..; largh. 900 jj..; tarso 4° 

paio lungo 450 [j,. (Un individuo in nidi di Lasius nmhratus). 

— — (Umbria) (Bevagna); lungh. 1050 jj.. ; larg. 940 jx.; tarso 

4° paio lungo 530 [j.. (Due femmine, in nidi di Lasius fiavus). 

— Olanda (Bxaeten) (dal Wasmann, sotto il nome di Seiodes histri- 

cinus), lungh. 1050 u,. ; largh. 950 \k. ; tarso del 4° paio 
500 jj.. (Un esemplare in nidi di Pheidole pallidtila iN^yl.). 



Sphaerolaelaps calcariger (Beri.). 

Tab. XIX, tig. 176, foemina supina (diam. 05); tig. 170, a foem. 
chela; b epistoma (450). — Tab. XX, flg. 177, mas pro- 
nus (diam. 48); flg. 178 id. supinus (diam. 65); flg. 176, 
e pes secundi paris (170) ; d maris chela (diam. 450). 

Laelaps calcariger B e r 1 e s e, Zoolog. Auzeiger, Bel., XXV, u. 683-684, 1902, 
p. 699. 

S. flavido-aurantiacus, late pyriformis, antice subacutus, jiostice 
rotundatus, vix humeratus. Scutum dorsuale ovale, partem sat 
conspicuam dorsi nudam, postice, relinquens, pilis parvis, aeque- 
dissitis ornatum. Pedes longi, intersese, exceptis primi paris, cras- 



450 ACARI MIEMECOFILI 

sitie subpares. Epistema in mucronem longiim, lateribus paralleli» 
prodactuin, apice truncatum, iitriuque in apice trispinnm. 

Mas sento sternale in ventre postice angnlatum, vix snmnio 
cingnlo annm amplexante. Pes secundi paris vix caeteris crassior, 
feniure calcare inferne squamiforme, apice lato, excavato, fere bi- 
corne ; genn et tibia tnbercnlo infero minimo, curte spiniforme 
ancta. Chela late rectangnla, digito mobile apice valde lato, angn- 
lato, fere ad dimidinm marginis externi calcar articnlatnm gerens. 
Calcar idem lanceolato-dilatatnm, S-forme. Dens mobilis apice 
rnncatns, snb apicem valide nnidentatns. Digitns lixns trigonns, 
acntns, snbrectus, sub apicem valide nnidentatns. 

Foem. Sento sternale elongate trapezino, postice arcnato-esca- 
vato ; sento genito- ventrale trapezino, praecedente multo curtiore, 
ab ano bene discreto. Chela robusta, digito mobile (longiore quani 
tixns) dente robusto ad tertiam circiter partem anticam marginis 
dentarli ; fixus dentibus robustis duobus in dimidia parte antica. 

Mas ad 540 [j.. long. ; 410 jj,. lat. ; — Foem. ad 620 [j,. long. ; 
480 [j,. lat. 

Ilr,oitat in Italia centrale, in nidis formicarum. 

Osservazioni. Ho rifatto la descrizione ed accomodate le tìgnre 
sugli esemplari tipici già illustrati nel Zool. Anz. e che sono alcune 
femmine ed un maschio, raccolti dal Prof. Silvestri a Bevagna 
(Umbria) in nidi di Lasius mixtus. 

Anche di questa bella specie ho tenuto parola nelle osservazioni 
generali. 



Gen. PACHYLJILAPS Beri. 

(A. Berlese, iu « Mesostigmata », p. 71). 

Color corporis pedunupie tlavidus, de sulfureo ad aurantiacum. 

Cor])us plus minnsve elongate ovatum, anterius angnlatum, po- 
sterius rotundatum, humeris (ad secundos pedes) angulatim bene 
prominulis. Scutum dorsuale (integrnm), dorsi maximam partcDi 
occupans, postice angulatim desinens. Sternnm in foemina per- 



ANTONIO BERLESE 



451 



niaguum, quod ad postremas quartas coxas desineus, postice 
aicuato-excavatum. Scutuni genito-ventrale trapezinniu, aiitice et 

postice rotundatum. Sciita paiapodica 
latiora, etiani stigma et peritreina coiii- 
prehendentia, post quartos pedes loiige 
(metapodium) producta, angulatiiu desi- 
iientia, cnm linea postica senti genito- 
ventralis arcnm continnnin sistentia. 
Scntnm anale obtrigonnni , tiipilnni , 
plns minnsve a sento genito-ventrale 
seinnctum. 

Pedes medriocres vel sat longi; an- 
tici exiles, ambulacrati, secnndi paris 
in ntroque sexn robustnli vel crassin- 
scnli, apice tarsi circa ambulacrnm den- 
tibus vel spinis validioribns saltem duo- 

Fig. 16. — Pachylaelaps femmina ; , , • • i i. \ 

RroBtvnm;Mmentums+End ^'^^^ (perconspicnns, generis character) 
scutum sternale 4- endopodicum; optiiiie armati. Ili mare pcdcs isti in- 

P peritrema; St stigma; Pp + ,. . -• ^ n 

Mp + Pr scutum parapodicum t^rnc calcarati snnt, femure praecipne 

4- metapodicum -f- peritrema- validiuS armato. 

tioum ; Gv scutum genito-ven- -r-. i i j^ j. • i i 

trale;4anale; a anus. Rostriim robnStlUll, Sat apiCale, pal- 

pis longis, articnlo i)rimo longo, snb- 
clavato. Epistoma in mucronem anterins prodiictiim, lateribns 
parallelis, hyalinuni, apice dilatatiim et recte trnncatnm, iiec non 
pectinis instar denticiilatiim, prodiictnm. Maiidibiilae validae; chela 
maris lata, robusta. Digitns flxns externe calcar gerens. Calcar 
maiiis, ])liis minnsve longe cnltriforme, convolntiim, retrorsns et 
externe directnm, in medio digito mobile articnlatiim. 

Species typica « Pachylaelaps pectiuifer (G. et. K. (Jan.) ». 




Osservazioni. Ho separato in addietro il sottogenere Megalo- 
laelaps per grosse forme esotiche ed oggi credo che convenga 
farne nn genere a sé. Ora distinguo in due gruppi il vero 
genere Pachylaelaps^ a seconda di alcuni caratteri pei quali si 
vede la tendenza in uno di questi grnpi)i di incorrere nel genere 
ISpliaerolaelaps. Di tutto ciò ho già detto nelle considerazioni ge- 
nerali. 



452 ACARI MIRMECOFILI 

Adunque il genere potrebbe essere suddiviso così : 

— Corims eloiigatum, lateribus subparallelis. Pedes socmidi iiaris in utro(]ue 

sexu robusti, ceteris crassiores, aince deutibiis robiistis >saltem binis aneti. 
Pedes omues sat curtuli Pachylaelaps (s. str.). 

— Corpus subpyriforme, sat latum, lateribus divergeutibus. Pedes secundì j)aris 

caeteris non A^el vix crassiores, in utroque sexu tarsi apice unicornicu- 
lato. Pedes omues sat longi Onchodellus (u. subg.) 



Pachylaelaps (Onchodellus) reticulatus n. sp, 

Tab. XIX, tìg. 173 foeui. prona (diam. 48); flg. 174 mas 
supinus f7i); ^S- 175 foem. supina (diam. 65); tìg. 173, 
a epistoma; b pes secundi paris (*^7i)5 ^ eiusdem pedis 
tarsi apex (^°7i)' — Tab. XX, lìg. 179 mas pronus 
(diam. 48); fìg. 173, d maris chela (diam. 450). 

P. flavidus, ovatus, sat latus, optime humeratus, antice angu- 
latus. Dorsum scuto magno, totum abdomen obtegens, postice ro- 
tundatum, ad humeros elegantiter serrulato-crenulatum, in medio 
pilis aliquot raris, percurtis ornatum. 

Venter foeminae scuto sternale perlongo, toto elegantissime re- 
ticulato, sive in areolas varias, sulcis perconspicuis diviso. Striae 
undulato-arcuatae sunt etiam in parte antica scuti genito-ventralis. 
Maris sternum in medio nitidum, sed scuto peritrematico, iuxta 
peritrema, externe elegantissime crenulato-undulatum. Pedes sat 
longi ; primi paris fere corporis longitudinem aequantes. Secundi 
paris caeteris vix crassiores, apice tarsi in dentem unicum, robu- 
stum, extrorsus desinentes. 

Epistema parum anterius productum, bene apice (truncato) pec- 
tiuis instar denticulato. 

Mas foemina valde minor et elongatior, rectangulo-cordiformis, 
postice subacutus, humeratissimus. 

Pedes secundi i^aris caeteris crassiores, femure robusto, interne 
calcare conico, porrecto, apice fungi vel malleoli instar dilatato ; 
genu et tibia tuberculis minimis, conicis, verruciformibus. Chela 
fere ut in Spehaerol. calcariger, sed digito fixo sub apicem validius 
bidentato. 



ANTONIO BERLESB 453 

Mas ad 580 [J-. long. ; 390 |j.. lat. — Foeni. ad (ilo [j.. long-. ; 
490 [X. lat. 

Habitat in agro Tarvisino (« Cison di Valniarino »), in uidis 
formicae Teframorium caespitnm, haud rarus. Mareni aiitem mihi 
misit CI. Wasmann, in Luxemburgo inventum, in nidis eiusdem 
formicae. 



Pachylaelaps sp. 

Tanto il Leonardi, quanto il Wasmann accennano ad un Pachy- 
laelaps trovato nei forndcai, sebbene raramente, ed io pure ho vi- 
sto due femmine di una specie non determinata, trovate in Russia 
(Mursinzi) (comunicatemi dal Karawaiew) raccolte in nidi di For- 
mica irratensis. 

Non mi arrischio a determinare i miei individui, mancandomene 
il maschio, col cui concorso soltanto si può essere certi dell' iden- 
tità della specie. Così metterò anche in dubbio che si tratti vera- 
mente, nei casi citati, secondo le determinazioni del Leonardi e del 
Wasmann, veramente delle specie indicate da questi autori e può 
anche essere che i veri Pachylaelapa non sieno completamente 
mirmecofili. 

Per questi dubbi mi astengo dal trattare ora della specie di 
Pachylaelaps da altri e da me incontrata nei nidi di formiche. 



ELENCO ALFABETICO 

DELLE SPECIE DI FORMICHE E DEGLI AC ABI CON VVl VIVONO 
ricordati nella presente nota 



Aphenogaster fulva Eog-. var. picea Ehi. 

Laelaps (Cosmolaelaps) eimeifer Mieli, var. ameiicanus Beri 

Aphenogaster testaceo-pilosa Lue. 

Laelaps (Hypoaspis) myrniophiliiis Mieli. 

Aphenogaster testaceo-pilosa Lue. var. campana Em. 
Laelaps (Cosiiiol.) eiineifer Mich. 

» (Hypoasp.) inyrmophilns Mieli. 

» (Laelaspis) eqnitans Mieli. 

Trachyuropocla coccinea Mieh. var. sinuata Beri. 
Uroplitella minutissima Beri. var. villosella Beri. 

Camponotus aethiops Latr. 

Oillibano (Tricliocylliba) eomata (Leon.). 
Laelaps (Cosm.) euneifer Mieli. 

» (HyP') inyriiioi)liilus Mich. 

Myrmonyssus antenuophoroides Beri. 

» diplogenius Beri. 

Trachyuropoda (Jan.) eoeeinea Mieli, var. sinuata Beri. 

» » magna (Leon.). 

Urojilitella minutissima Beri. var. villosella Beri. 

Camponotus herculeanus Linn. 

Laelaps (Cosm.) euneifer Mich. 
» » vacuus Mich. 



456 ACARI MIRMECOFILI 

Laelaps (Hyp.) acntus Mich. 
Myrmonyssus (?) flexuosus (Mich.). 

Oamponotus LiaNiPERDus Latr. 

Laelaps (Cosin.) cuneifer Mich. 
Trachyuropoda coccinea (Mich.). 
» cristiceps (Can.). 

EciTON coccuM Latr. 

Sphaeroseius Ecitonis (Wasm.). 

ECITON SCHMITTI ElU. 

Cillibano (Trich.) hirticoma Beri. 
Sphaeroseius Ecitonis (Wasm.). 

Formica exsecta Nyl. 

Laelaps (Cosmol.) cuneifer Mich. 

Formica fusca L. 

Antennophorns Uhlmanni Hall. 
Laelaps (Cosm.) cuneifer Mich. 

» (Hyp.) myrmophilus Mich. 

» (Ool.) montanus Beri. 

» » par^iilus Beri. 

Trachyuropoda (Jan.) coccinea Mich. var. sinuata Beri. 

» » laminosa (C. et B.). 

Ilroobovella notabilis Beri. 
Urooplitella minutissima Beri. 

Formica nigra L. 

Antennophorns Uhlmanni Hall. 
Laelaps (Cosm.) cuneifer Mich. 

Formica pratensis De Geer. 

Laelaps (Androl.) Karawaiewi Beri. 
» (Cosm.) cuneifer Mich. 
» (Hyp.) laevis Mich. 

» (Oolaelaps) oophilus Wasm. 
Trachyuropoda (Jan.) coccinea Mich. var. sinuata Beri. 



ANTONIO BERLESE 457 

Formica rubicunda Em. 

Uroplitella pennsylvanica Beri. 

Formica rufa L. 

Laelaps (Cosm.) cuneifer Mich. \ 

» (Hyp.) inyrmecophihis Beri. sec. Wasmann. 
» (Ool.) oophilus Wasm. ' 

Urodinychus Janeti Beri. 

Formica rupibarbis F. 

Laelaps (Cosm.) cuneifer Mich. (sec. Wasmann). 

» (Hyp.) myrmecopliilus Beri. (sec. Wasmann). 

» (Ool.) oophilus (Mon.). 

Trachyuropoda (Jan.) coccinea Mich. var. sinuata Beri. 

Formica sanguinea Latr. 

Laelaps (Hyp.) laevis Mich. 

» (Cosm.) cuneifer Mich. (sec. Wasmann). 

» (Ool.) oophilus Wasm. (sec. Wasmann). 
Trachyuropoda (Jan.) coccinea Mich. var. sinuata Beri. 

Formica subsericea Say. 

Uroplitella pennsylvanica Beri. 

Lasius affinis Schenk. 

Sphaerolaelaps holothyroides (Leon.). 

Lasius alienus Forst. 

Antennoj)horus Foreli Wasm. 

Laelaps (Cosm.) cuneifer Mich. 

Trachyuropoda (Leonardiella) Riccardiana (Leon.). 

Uroobovella obovata C. et B. 

Urooplitella minutissima Beri. 

Lasius aphidicola Walsh. 

Echinomegistus Wheeleri (Wasm.). 

Lasius brunneus Latr. 

Trachyuropoda (Tracli.) Bostoki (Mich.). 



458 AOARI MTRMEOOFILI 

Lasius flavus De Geer. 

Antennophoms pubescens Wasm. 

Cillibano (Trich.) cornata (Leon.). 

Laelaps (Hyp.) myrmecoiìliilus Beri. (sec. AYasm.). 

Trachyiiropoda (Jan.) coccinea Mieli, var. sinuata Beri. 

» » laminosa (C et B.). 

» (Traeh.) Bostoki (Mieli.). 

Urotrachytes formicarius (Lubb.). 

Lasius fuliginosus Latr. 

Antennophorus grandis Beri. 
Laelaps (Cosm.) cuneifer Mieli. 
ITrodiscella Rieasoliana Beri. 

Lasius mixtus Nyl. 

Cillibano (Trich.) cornata (Leon.). 
Sphaerolaelaps calcariger Beri. 
Tracliyuropoda (Jan.) Wasmanniana Beri. 

» (Trach.) Bostoki (Mieli.). 

ITrodiscella alophora Beri. 

» philoctena Trouess. 

Lasius niger L. 

Antennophorus Foreli Wasui. (sec. AVasm.). 

Cillibano cornata (Leon.). 

Laelaps (Hyp.) myrmophilus Mieli. 

Trachyuropoda (Jan.) coccinea Mich. var. sinuata Beri. 

» » excavata (Wasm.). 

» » laminosa (C. et B.). 

Uroobovella notabilis Beri. 
Uroplitella minutissima Beri. 
Uropolyaspis hamuliferus (Mich.). 

Lasius umbratus Nyl. 

Antennoi)horus Uhlmanni Hall. (?)• 
Laelaps (Cosm.) cuneifer Mieli. 
Sphaerolaelaps holothjToides (Leon.). 

Messor barbarus Linn. 

Laelaps (Hypoaspis) laevis Mich. (?)• 



ANTONIO BEBLESE 459 

Messor barbarus capitatus Latr. var. minor. 
Myrmouyssus aciiininatus Beri. 
» brachiatus Beri. 

Messor structor Latr. 

Urodiscella philoctena Trt. 
Uroplitella Leoiiar<liaiia Beri. 

MYRMIdA LAEVINODIS Nyl. 

Laelaps (Cosmol.) vacims Mieli, var. ensiger Beri. 

Myrmioa soabrinodis l^yl. 

Cillibaiio (Trich.) cornata (Leon.). 
Laelaps (Cosm.) cuneifer Mich. 

» (Hyp.) myrinecopbilus Beri. 

» » myriuoi)biliis Mieli. 

» (Laelaspis) equitans Mieli. 

Traeliynropoda (Jan.) coccinea (Mieli.) var. sinuata Beri. 

» (Leon.) Riccardiana (Leon.). 

Urodinychus Karawaiewi Beri. 
Uroplitella minutissima Beri. 

» » » var. villosella Beri. 

Pheidole palliditla Nyl. 

Laelaps (Cosm.) cuneifer Mieli. 

» (Hyp.) myrinopbilus Mieli. 

Spliaerolaelaps holothyroides (Leon.) 
Trachyuropoda (Jan.) cristiceps ((Jan.). 
Uroplitella minutissima Beri. 

Plagiolepis custodiens Sm. 

Physalozercon Raffray (Wasm.). 

SOLENOPSIS FUGAX Latr. 

Laelaps (Cosmol.) cuneifer Mich. 
» » ornatus Beri. 

Trachyuropoda (Leonardiella) Riccardiana (Leon.). 
Uroobovella obovata (C. et B.). 



460 ACARI MIEMECOFILT 

Tapinoma erraticum Latr. 

Laelaps (Hyp.) elegantulus Beri. 

» (Laelaspis) finitimns Beri. 

Myrmoleichus coronatus Beri. 
Myrmozercon brevipes Beri. 

Tetramorium caespitum L. 

Laelaps (Hyp.) Canestrinii Beri. (sec. Wasiii.). 
» (Laelaspis) eqiiitans Mieli. 

» » » » var. longitarsus Beri. 

» » humeratus Beri. 

Neoberlesia eqiiitans Beri. 
Pachy laelaps (Oncliod.) reticulatiis Beri. 
Tracliyuro])0(la (Jan.) escavata Wasin. 

» » laminosa (C. et. B.). 

» (Léonard.) Canestriniana Beri. 

» » » » var, septen- 

trionalis Beri. 

Tetramorium caespitum L. var. meridionale Eni. 

Trachyuropoda (Leon.) Canestriniana (Beri.) var.f insula- 
ris Beri. 



INDICE ALFABETICO 
delle specie di Acari citate o descritte nella presente memoria 



{N.B. — I nomi indicati in carattere corsivo, sieno generici o di specie, ai riferiscono 
a sinonimi). 



Androlaelaps Beri. (Subgenus) ])|). 404, 432 

Antennomegistus Beri. (Sub^en. ) p. 398 

ANTENNOPHORIDAE (Fnin.) p. 386 

ANTENNOPHORUS Hall. (Geuus.) PI». 387, 399 

Aiitennophorus Foreli Wasm .... ]>. 395 

» grandis Beri j). 392 

» piibesceus Wasm ]). 393 

AnieìDìoplioruH Baffray (Vasin.) p. 400 

» Uhlmamii Janet ex Hall p. 393 

Autennophorus Uhlnianni Hall p. 391 

Aii1eì>no])horns Wheeleri Wasm j). 398 

CILLIBA.no Heyd. (Geu.) ... p]). 324, 329 

Cillibauo (Trichocylliba) coniata (Leon.) ]>. 330 

» » liirticoiua Beri p. 331 

Cosmolaelaps Beri. (Subgeii.) pp. 404, 415 

DISCOPOMA G. et E. Caii PP. 324, 332 

Discopoma cornata Leon 1». 330 

» hirUcoma Beri p. 331 

» pandata Wasm. ex Mieli ]). 348 

Discopoma splendida Kram. var. porticensis Beri ]). 333 

ECHINOMEGISTUS Beri. (Geii.) pp. 387, 396 

Eehiiiomegistus (Antemiomeg.) Caputcarabi Beri j). 310 

» Wheeleri (Wasm.) !>. 398 

Eulaelaps Beri. (Siibg.) p. 405 



462 



ACARI MIRMEOOFILI 



GAMASIDAE (Fam.) p. 

GLYPHOPS/S Mich pp. 330, 350, 352, 364, 

Glyphopsis Bostoki Mich p 

» ooccinea Wasm. ex Mich p 

» » var. excavata Wasm p 

» formicariae Mich. ex Lubb.. ... p 

» lamellosa Wasm. ex C. et B p 

» Riccardiana Trouess. ex Leon p 

Hypoaspis Cau. (Subg.) p 

Ipìih eqwitans Leou. ex Mich p 

Janetiella Beri. (Subg.) p 

LAELAPS Koch. (Genus) pp 



Laelaps Koch. (Subg.) 

Laelaps comes Mouiez 

Laelaps complanatus Moniez . 

Laelaps Ecitonis (Wasm.) 

» ensiger Beri 

» Jlexuosa Mich 

» lignicola Can 

» myrmecophihis Mouiez ex Beri 

» ovalis Mouiez 

» >> Wasm. ex Mouiez 

» scalpriger Beri 

Laelaps similis Mouiez 

» (Audrolaelaps) Karawaiewi u. sp 

» (Cosmolaelaps) cuueifer Mich . . 

» » » » var. auiericauus u. rar. 

» » oruatus Beri 

» » vacuus Mich 

» » » » var. eusiger Beri. . . 

» » » » » scalpriger Beri. 

» (Hypoaspis) acutus Mich 

» » elegautulus Beri 

» » Cauestriuii Beri 

» » laevis Mich 

» » myrmecophilus Beri 

» » mynuophilus Mich 

» (Laelaspis) equitaus Mich 

» » » » var. lougitarsa u. var. 

» » fiuitimus Beri 

» » humeratus u. sp 



446 

367, 381 
366 
358 
359 
382 
360 
370 

405 
423 

352 
401, 402 



V 


404 


pp 


305, 433 


p 


305 


p 


433 


p 


420 


p 


440 


p 


412 


p 


406 


p 


409 


p 


406 


pp 


. 420, 421 


p 


305 


p 


432 


p 


416 


p 


418 


p 


421 


p 


419 


p 


420 


p 


421 


p 


413 


p 


414 


p 


412 


p 


406 


p 


409 


p 


410 


p 


423 


p 


424 


p 


426 


p 


425 



ANTONIO BERLESE 463 

Laelaps (Laelaspis) ovisugus Beri p. 427 

» (Oolaela])s) moiitanus ii. sp p. 430 

» » oophilits Wasm p. 428 

» » parvulus ii. sp p. 431 

LAELAPTIDAE (Fani. ) p. 401 

Laelaspis Beri. (SubgJ pp. 405, 422 

Laelaspulus n. Subg .... p. 437 

Leonardiella n. Subg p. 367 

MYRMOLEICHUS Beri. (Geii.) pp. 401, 434 

Myrmolcichus corouatus Beri p. 43à 

MYRMONTSSUS Beri pp. 401, 436 

Myrmonyssus acumiiiatiis Beri p. 441 

» aiiteunophoroides Beri. . . p. 439 

» bracliiatus Beri ]>. 441 

» diplogenius Beri p. 438 

» (?) flexuosus (Mich.) 1>. 440 

MYRMOZERCON Beri. (Gen.) pp. 401, 444 

Myrmozercou brevipes Beri p. 445 

NEOBERLESIA Beri. (Gen.) pp. 401, 442 

N('ol)erlesia equitaus Beri p. 443 

Onchodellus n. 8nbg p. 451 

Oolaelaps Beri. (Subg.) pp. 404, 428 

OPLIT/S Beri ].. 343 

PACHYLAELAPS Beri ])]>. 446, 450, 451 

Pachylaelaps (Onohodelhis) reticulatus ii. sp p. 451 

PARANTENNULUS n. Gen p. 390 

PHYSALOZERCON Beri. (Gen.) pp. 387, 399 

Physalozereon Raiitray (Wasm.) p. 400 

SPHAEROLAELAPS Beri. (Gen.) pp. 446, 447 

Sphaerolaelaps calcariger Beri p. 449 

» holothyroicles fLeon.) p. 448 

SPHAEROSEIUS n. gen pp. 401, 433 

S])haeroseins Ecitonis (Wasm.) p. 433 

TRACHYUROPODA Beri. (Gen.) pp. 325, 350 



464 ACARI MIRMECOFILI 

Trachyuropoda Beri. (Siibg.) p. 364 

Tiiuhyuiopoda (Jimetiella) coccinea (Mich.) I>. 356 

» » » » var. siuiiata 11. var. ji. 357 

» » cristiceps (Caii.) p. 354 

» » excavata (Wasm.) p. 358 

» » laminosa (C. et B.) p. 360 

» » magna (Leon.) ji. 363 

» » Wasmanniana Beri }>. 362 

» (Leonardiella) Caiiestriniaua Beri p. 368 

» » Canestriiiiana Beri. var. (f) 

insularis p. 369 

» » Canestriuiaua Beri. var. sep- 

tentrioualis n. var. ... p. 369 

» » Riccardiana (Leon.) yt. 370 

» » Bostoki (Mieli.) p. 366 

Trichocylliba n. Subg p. 329 

URODINYCHUS Beri pp. 325, 372 

Urodinyclius carinatus Beri p. 376 

» Janeti n. sp p. 378 

» Karawaiewi Beri p. 380 

URODISCELLA Beri. (Gen.) pp. 325, 339 

Urodiscella alophora Beri p. 341 

» philoctemi (Trt.) p. 342 

» Ricasoliana Beri p. 340 

UROOBOVELLA Beri. (Gen. ) pp. 325, 336 

Uroobovella notabili» Beri . p. 338 

» obovata (C. et B.) p. 337 

UROPLITETJA Beri. (Gen.) pp. 325, 343 

Uroplitella Leonardiana Beri p. 345 

» minntiissima Beri p. 348 

» » » var. villosella u. var p. 349 

» ovatula Beri p. 346 

» paradoxa (C. et B.) Tab. Vili, tig. 30 

» pennsylvanica Beri p. 347 

UROPODA Latr pp. 336, 339, 343, 350, 352, 364, 367, 372, 381, 384 

Uìopoda Canestriniana Beri p. 368 

» carinata Beri p. 376 

» coccinea Mich p. 356 

» cristiceps Can p. 354 

» (Ustingueuda Beri p. 340 



ANTONIO BERLESE 4G5 

Uropoda formicaria Lubb p. 382 

» hamulifera Mich p. 385 

» Kramerii Wasm. ex Can p. 339 

» laminosa C. et B 1>. 360 

» Leonardiana Beri. p. 345 

» magna Leou , p. 363 

» Mivhaeliana Leon p. 337 

» obovafa C. et B p. » 

» oophila Moniez p. 428 

» paradoxa Leou. ex. C. et B p. 348 

» philotena Trt p. 342 

» Ricasoliana Beri p. 340 

» Biccardiana Leon ji. 370 

» spathnlifera Mou. p. 378 

UROPODIDAE (Fam.) p. 324 

UROPOLYASPIS Beri. (Gen.) pp. 325, 384 

lIroi>olyaspis hamuliferu.s (Mich.) p. 385 

UROTRACHYTES Beri. (Gen.) pp. 324, 381 

Urotrachytes formicariiis (Lubl).j. p. 382 



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» — Zur Kenntniss der niyrmekophilen AHtcnnophovHn und anderen 

auf Ameisen und Termiten reiteude Acarinen. (Zool. Anzeig., 
XXV, 1902, N. 661, p. 66-76). 

» — Zur Kenntniss der Giiste der Treil>eranieisen und ihrer Wirthe 

am oberen Congo. (Zool. Jahrb. Supplemeut VII, 1904, 
p. 611-682). 



EXPLICATIO TABULARUM 



tab. vii. 



Fig. 1. Discopoma (pitlchrrrima), larva prona amiilif. (^Vi) 

2. Eadeiii, supina » 

3. CiìUhano cornata, ibein. prona C'/'^) 

4. — — foem. supina » 

5. — — mas supinus » 

6. — liirticoma, j)rona » 

7. — — foem. supina » 

8. — — nuis supiuus » 

9. Discopoma splendida (typica), prona C^ld 

10. — pulcherrìma, j^rona » 

11. — splendida var. portiveiisis, prona ("7,) 

12. — — var. porticensis, mas siij)inus » 

13. — — var. porticensis, nympha 2* supina » 

14. — — var. porticensis, nympha 2* prona » 

Tab. Vili. 

Fig. 15. Discopoma splendida, var. porticensis, foem. supina ("/i) 

» 16. Uroobovella ohovata, prona » 

» 17. — — mas supinns » 

» 18. — — foem. supina » 

» 19. Urodisccìla philoctena, prona » 

» 20. — — foem. supina » 

» 21. — EicasoUana, prona » 

» 22. — — foem. supina » 

» 23. — alophora, mas supinus » 

» 24. Urooiovella notabilis, foem. supina » 

» 25. — — mas supinus » 

» 26. UroopliteUa ovatula, prona » 

» 27* — — foem. supina » 

» 28. — Leonardiana, prona » 

» 29. — — : foem. supina » 

» 30. — paradoxa, foem. supina » 



ANTONIO BEBLESE 4(>0 



TAB. IX. 

g. 31. UroopJìtelln ìnhiutisalma var. viUosella, nynipha 1^ ])roii;i . . . ("/,) 

32. — — var. viUosella, nympha 1^ supina » 

33. — — var. viUosella, adultus pronus » 

34. — — var. viUosella, foem. supina » 

35. — — (typica), prona » 

36. — — (typica), foem. supina » 

37. — — (tyijica), mas supinus » 

38. — — (typica), nympha secunda supina » 

39. — pcnnsylvanioa, prona » 

40. — — foem. supina » 

41. Trachyuropoda magna, prona ("/,) 

42. — — foem. supina ("^Z^) 

43. — — maris sternum » 

44. — — nympha 2^ prona » 

45. — — nympha 2* supina » 

46. — cristiceps, prona » 

47. — — maris sternum » 

48. — — foem. supina » 

TAB. X. 

Fig. 49. Trachyiiropoda coccinea (tyi^ica), prona (**7,) 

50. — — (typica), foem. supina » 

51. — — var. sinuata, prona » 

52. — — var. sinuata, nympha 2* prona » 

53. — excavata, prona » 

54. — — mas sujjiuus » 

55. — — foem. supina » 

56. — — nympha 2** supina • . » 

57. — — nympha 2* prona » 

58. — Wasmanniana, prona » 



59. — — foem. supina » 

Tab. XI. 

Fig. 60. Traeìiynropoda laminosa, prona C^^^ ,) 

» 61. — — foem. supina » 

» 62. — — mas supinus » 

» 63. — — nympha 2* prona » 

» 64. — — nympha 2^ supina » 

» 65. — Bostoki, prona (°7j) 

» 66. — — foem. supina » 



470 ACARI MIRMECOFILI 

Fig. 67. — Canestriniana (tyi)ica), pronn ("'/ ) 

» 68. — — (typica), mas supimis » 

» 69. — — (typica), foem. supina » 

» 70. — — var. septentrionalis, i>roiia » 

» 71. — — var. septentrionaUs, foem. supina » 

» 72. — coccinea (typica), maria sternura » 

Tab. XII. 

Fig. 73. Travliijurojìoda Bostocki, maris sternum Clt) 

» 74. — Iticcardiana, prona CVi) 

» 75. — — mas supinus » 

» 76. — — foem. supina » 

» 77. — — nympha 2^ prona » 

» 78. — — nymiìha 2-' supina » 

» 79. UrodinychnH caritmtns, pronus » 

» 80. — — maris sternum » 

» 81. — Jdìieti, pronus » 

» 81 a. — — pilus dorsi, magis amplif. 

» 82. — — foem. supina » 

» 83. — — maris sternum » 

» 84. — — nympha 2'^ supina » 

» 8.5. — Karawaiewi, ]>rouus » 

» 86. — — foem. supina » 



» 95 ff Aiitcniiophoniii graiidis, cliela niandib. maris (^'"/i) 

» 95 ft — — Eiusdem, elicla mandib. foem » 

Tab. XIII. 

Fig. 87. Urodiitychiis cariiiatus, foem. supina (**Vi) 

» 88. — — nympha 2" supina » 

» 89. — — nympha 2^ prona » 

» 90. — Janeti, nympha 2^ prona » 

» 91. Urotrachytes formicarius, pronus , » 

» 92. — — foem. supina » 

» 93. Ufopolyaspis hamuliferus, pronus C^j^) ; «, eius appendicula margi- 

nalis in prospectu visa ; h, eadem e latere visa. 

» 94. Uropolyaspis hamnliferus, foem. supina » 

» 95. Antennophorns (jrandìs, pronus C^ì ^ 

(Eiusdem chelas videas, 95 «, h, tab. XII). 

» 96. Antennoplwrus Forell, j)ronus ('*/i) 

» 97. — — foem. supina . . • ("/,) 

» 98. — pibbescens, foem. supina ("/,) 



ANTONIO BERLESE 471 

Fig. 103. n, Eehinomcfiistiiti Wheelen, palpus (""/J ; l>. ambulacriun f/i)- 
» 105. a, Phìimlozeì'con Itaffray, ambulaerum e latere visum ('"/,) ; 
h, Idem, in prospectu visura (""/,). 

Tab. XIV. 

Fig. 99. Avteiniophorns grandis, foem. supina CVi) 

» 100. — — raas supiuus » 

» 101. — pubescens, pronus C**/,) 

» 102. — — > mas supiuus (°^/J 

» 103. Echinoìiicfiistiis Wheeleri, prouus (*''/i) 

» 104. — — foem. supina f "/,) 

» 105. Physalozercoìì Baffrmi, pronus ("*/j) 

» 106. — — foem. supina » 

» 107. Laclap^ vacuus, (typicus). foem. supina. C'^',) 

» 108. — — var. ensìger, mas supiuus » 

» 109. — — var. eiisiger, foem. supina » 

» 110. — — var. scalpiger, foem. snpina » 

» 111. — acutns, mas supinus ("^/,) 

» 107. Laelapn vacuits ; a, chela foeminae ; h, maris (""/,) 

» 108. Lael. vacuus, A'ar. vusiger; «, seta dorsi; h, chela maris (^''7,); 

e, pedes secuudi paris femur, geuu, tibia. 
» 110. Lael. vacuus, var. soalprlger ; a, chela foeminae {''''"l^): b, seta 

dorsi; e, femoris postici. 

» 111. Laelaps avutus; a, chela maris • . . . (""'/j) 

Tab. XY. 

Fig. 112. Laelaps aeuins, pronus ("*/i) 

» 113. — — foem .supina (*7,) 

» 114. — vacuus, mas pronus » 

» 115. — — var. ensìger, pronus C^,) 

» 116. — laevis, pronus ("*/,) 

» 117. — myrmopMlus, prouus, » 

» 118. — — mas sxxiiinus ("/,) 

» 119. — — foem. supina » 

» 120. — Canestri n il, pronus C^^l,) 

» 121. — — foem. supina (^7i) 

» 122. — — mas supinus » 

» 123. — cuneifer, foem. supina » 

» 124. — — mas supiuus » 



120. Laelaps Canesfrinii : a, chela maris; b, foeminae C'^"/,) 



472 ACARI MIRMECOFILI 

Fig. 123. Laelaps onmìfer; a, epistema; h, seta pedum; e, chela foe- 
minae ; d, raaris (chelae diam. 450) ; e, derma dorsi (valde 
amplific.) ; /, seta femoris postici; (j, pilns dorsi. 

Tab. XVI. 

Fig. 125. Laelaps cuneifer, pronus CVi) 

» 126. — laevis, foem. supina C^l\) 

» 127. — — nias supinus » 

» X28. — mifnnecopliilus, foem. supina » 

» 129. — — mas supiniis » 

» 130. — eleqaninlus, foem. prona C^V,) 

» 131. — — mas supinus » 

» 132. — — foem. supina » 

» 133. — Karawaìewi, pronus (''V,) 

» 134. — — foem. supina. ("Vi) 

» 135. — parvHÌHS, pronus (^^j); a, mas supinus ('"/,); h, chela 

maris ; e, chela foeminae ('°°7i)- 

» 136. Mynnouyssns flexKOSus chelae; «.maris; ?>, foeminae .... (""/() 



» 133. Laelapn Karnwaiewi ; a, rostrum suhtus visum (palpi sinistri tan- 
tum segmentis duohus basilaribus ; e, epistoma ; p, palpus. ; 
h, liypostoma) Cl^); Ih pes secundi paris (foeminae) (""/,). 

Tab. XVII. 

Fig. 137. Laelaps equìtam, pronus C7,) ; a, maris chela; h, foeminae. . C""/^) 

» 138. — — mas supinus C"/i) 

» 139. — — foem. suj>ina » 

» 140. — oophilns, ^vowwa C\l^); o, epistoma ; b, mandibula foe- 
minae ("7i); ^' chela eiusdem aniplior facta ('""V.) 

» 141. Laelaps oopMlus, mas supinus ("Vi) 

» 142. — — foem. siipina * 

» 143. — finUimus, pronus ( Vi) 

» 144. — — foem. supina C'/i) 

» 145. — ovlsuxjus, proniis ( 7<) 

» 146. — — nias supiniis ( /t) 

» 147. — — foem. supina » 

» 148. — mo)ìianus, pronus (*'7,); "^ foeminae chela .... (""71) 



158. Miirmouyssm antenììoplwroides; a, rostrum inferne visum (""/,) ; 

h, mentum ; e, ambulacrum (secundi paris) (''7i) 

, , . lima I \ 

166. Laelaps acinmnatìis ; a, chela maris (. /,) 



ANTONIO BERLESE 473 



TAB. XVIII. 



Fig. 149. Laelaps montaiinfi, foem. supina ("Vj 

» 150. — parvulus, foem. supina » 

» 1.51. — hiimeraius, promis (**^'^) 

» 152. — — mas supinus ("Vi) 

» 153. — — foem. supina » 

» 154. Myrmoleiehus coronatus, prouus C"/,); «. chela focminea C'" ,). 

» 155. — — foem. sui)ina ("/i) 

» 156. Myrmoìiyssiis hrachiatus, ^ironus C^j^ 

» 157. — — foem. supina ("Vi) 

» 158. — antcniiophoroìdcs, foem. prona ('**/,); d, epistoma; e, 

chela foeminea ("7)) 

» 159. Sphaeroseìiis Ecìtonis, foem. prona ('''/,) 

» 160. — — foem. supina ('"Z^) 



» 162. Myrm. d'ujìogeviits ; a, hy^iostoma et palpus; /), epistoma ("""/,): 
e, mentnni ("'7,) > d, ambulacrum (""/,) ; e, anns (in extremo 
abdomine) ad ventrem visus ; /, idem ad dorsum C''7|) j 
fi, foemiuae chela ("7i)- 

» 164. Laelaps oniatus ; (i, epidemia dorsi cum i)ilo in prospectu; /;, ]»!- 
lus e Intere visvis. 

» 169. a, Mynnozercon brevipes, chela maris (""'7i) 

Tab. XIX. 

Fio-. 161. Myrmoìiyssus antcunophoroides, foem. supina ("7) 

» 162. — diplogenius, foem. prona ("7 ) 

» 163. — — foem. supina » 

» 164. Laeìaps onialuii, pronvis (*'7 ) 

» 165. — foem. supina » 

» 166. Mynnonyssus acuminatus, pronus ("7 ) 

» 167. — — foem. supina ("'/^) 

» 168. — — mas supinus » 

» 169. Myrmuzi'veoìì hn'vìpes, pronus ("/ ) 

» 170. — — mas suj)inus C'/^) 

» 171. — — foem. supina » 

» 172. — — larva prona ("'/,) 

» 173. PacItyliieUips vrtìciiìutits, foem. prona ('^'i) ! "' epistoma; h, maris 

pes secundi paris ("7,) ; e, eiusdem i)edis tarsi ai)ex . . . ("7)) 

» 174. — — mas supinus ("/,) 

» 175. — — foem. supina C7|) 



474 ACARI MIRMECOFILI 

Fig. 176. Sphaerolaelaps caleariger, foem supina C^l) ; a, foem. chela ; 

1), epistoraa (*'7,) 



» 156. a, Myrmom/ss. hrachiati, chela foem (^'^"1 i) 

» 169. fo, Myrmoz. hrcvipedis, chela foemiuea ("""/,) 

» 182. Neoherlesiae equitantls ; a, epistema ; h, hypostoma ; e, amljula- 

crum; d, stigma; e, chela maris; /, foemiuae (chelae diam. 4.50); 

(j, femur quarti paris (''"/() 

Tab. XX. 

Fig. 177. Spliaerolaelaps caleariger, mas prouus CVi) 

» 178. — — mas supiiius CVi) 

» 179. Pachyìaelaps reUculatus, mas proiius (''*/,) 

» 180. Sphaerolaelaps ìiolothyroideit, foem. prona ('7J; "? epistoma; 

h, chela foemiuea ("7J 

» 181. — — foem. supina ("/,) 

» 182. Neoherlesia equìtans, foem. prona CVi) 

» 183. — — mas supiuus ("VJ 

» 184. — — foem. supina » 



» 116. a, LaelapUs larvis, maris chela; b, eatlem foeminae .... ("7,) 
» 117. a, — myrmopìiiU, maris chela; h, eadem foeminae . . » 
» 128. fl, — — maris chela ; h, eadem foeminae .... » 
» 169. e, J/j/nrto^-. ftcmj)prfis, ambulacrvmi secundi paris; d, idem primi 

paris (""/,) ; e, epistoma. 

» 173. d, Pachylael. reticidatì, maris chela C"/i) 

» 176. e. Spìiaerolaelaptis calcarigeri, maris pes secundi paris interne 

visus ("7i)' ''' maris chela C'"/)) 



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REDIA „ 



GIORNALE DI ENTOMOLOGIA 



D'accordo coi signori, dott. Filippo Silvestri, Gustavo Leonardi 
e Costantino Ribaga, si pubblicherà un Giornale di Entomologia, 
che prenderà il nome di « Redia ». 

Esso è destinato a comprendere lavori originali sugli Artropodi, 
lavori specialmente di Anatomia , Fisiologia e Biologia e seconda- 
riamente di Sistematica. Esso si comporrà annualmente di non meno 
di dodici fogli di stampa e sei tavole e non più di ventiquattro 
fogli e dodici tavole doppie. Il numero dei fogli di stampa potrà 
compensare quello delle tavole e viceversa. 

Ciascun lavoro potrà essere acquistato separatamente al prezzo 
di L. 1,00 al loglio di stampa e di L. 0,50 per ciascuna tavola. 

Coloro , i quali vogliano associarsi al periodico , avranno l'in- 
tera annata collo sconto del 20 "/^ in confronto degli acquirenti 
le singole memorie. 

Il periodico, che è iniziato con la presente memoria del Dr. Fi- 
lippo Silvestri sui Termitidi e Termitofili dell'America del Sud, 
è diretto ed amministrato dal sottoscritto, al quale possono essere 
indirizzate le sottoscrizioni all'intera annata o le richieste delle sin- 
gole memorie. 

Prof. Antonio Berlese 

R. Scuola Superiore di Agricoltura In Portici 



Prezzo della presente memoria L. 20. 



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" REDIA „ 



GIORNALE DI ENTOMOLOGIA 
pubblicato dalla R. Stazione di Entomologia Agraria in Firenze 

Via Romana, 19 



Il giornale « Redia » è destinato a coiiiineiKleiv lavori 
originali (anche di Entomologi non i)ertinenti alla Staziojie) sugli 
Artropodi, lavwi di Anatomia, Biologia, Sistematica, Entomologia 
econoniica ecc. p]sso si coiniKìiTà annualmente di un volume di 
almeno 24 fogli di stampa, e delle tavole necessarie alla buona 
intelligenza dei lavori. 

Prezzo d'abbonamento al periodico L. 25,(M), anticipate i)er 
ogni volume. 

Si desidera il cambio coi giornali di Zoologia e s])ecialmente 
di Entomologia. 

11 periodico è diretto ed annninistrato dal sottoscritto. 



n Direttore 

Prof. Antonio Berlese. 



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