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Rendiconti 



Reale Istituto lombardo di 
scienze e lettere 



HARVARD UNIVERSITY. 



LIBRARY 



MUSEUM OF COMPARATIVE ZOOLOGY. 



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REALE ISTITUTO LOMBARDO 

SI SCIENZE E LETTERE 



RENDICO 



SERIE II. 
VOLUME XXXV 



ULRICO HOEPLI 

Librajo del H. Istituto Lombardo di soi 

J MILANO 



190 5. 



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Milano, 1906. — Tipo-Lit. Rebeschinl di Turati e C. 



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lEIBBI E SOCI DIL B. ISTITUTO L0I6MD0 

DI SCIEIIZE E LETTERE. 
^905 

PRESIDENZA. 

Inama, presidente. 
Celobia, vicepresidente. 

Ferrini, segretario della classe di scienze mat. e nat. 
ZuccANTE, segretario della classe di lettere, scienze morali 
e storiche. 

CONSIGLIO AMMINISTRATIVO. 

è composto del presidente, del vicepresidente, dei due segretari e dei 

membri eflFettivi: 
Ardissoke, censore per la classe di scienze matematiche e naturali. 
YiONOLi, censore per la classe di lettere, scienze morali e storiche. 

CONSERVATORI DELLA BIBLIOTECA. 

dsLO&iÀ e Tabamelli, per la classe di scienze matematiche e naturali. 
ViaNOLi e Del Giudice, per la classe di lettere, scienze morali e sto- 
riche. 



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II 



MEMBRI EFFETTIVI DEL R. ISTITUTO VENETO- 



Art. V del Regolamento interno — I membri effettivi del r. Istituto 
Veneto di scienze, lettere ed arti sono di diritto aggregati all'Istituto 
Lombardo, nelle aduaiwze sono pareggiati ai membri effettivi di questo, 
escluso solo il diritto di voto. 



Essi sono: 

Bassini Edoardo, Padova; 
Bellati Manfrfj)©, Padova; 
Beltrame Giovanni, Verona; 
Bkrchet Guglielmo, Venezia; 
Bernardi Enrico, Padova; 
BoNATEtLi Francesco, Padova; 
Brugi Biagio, Padova; 
CiscATO Giuseppe, Padova; 
Da Schio Almerico, Vicenza; 
Db Giovanni Achille, Padova; 
Db Toni Qio. Battista, Padova; 
Fa VARO Antonio, Padova; 
Ferraris Carlo Frano., Padova; 
Fogazzaro Antonio, Vicenza; 
Galanti Ferdinando, Padova; 
Gloria Andrea, Padova; 
Lampbrtioo Fbdble, Vicenza; 
LiOY Paolo, Vicenza; 
Lorbnzoni Giuseppe, Padova; 



LuzzATTi Luigi, Roma; 
Martini Tito, Venezia; 
MoLMBNTi Pompeo, Venezia; 
Nasini Raffaello, Padova; 
OcciONi-BoNAFFONS Gius.,Venezia 
Omboni Giovanni, Padova; 
Papadopoli Nicolò, Venezia; 
Polacco Vittorio, Padova; 
Ragnisco Pietro, Padova; 
Ricci Gregorio, Padova; 
Saccabdo Pierandrba, Padova; 
Spiga Pietro, Padova; 
Stefani Aristide, Padova; 
Tamassia Arrigo, Padova; 
Teza Emilio, Padova; 
Trois Enrico Filippo, Venezia; 
Veronese Giuseppe, Padova; 
Vbrson Enrico, Padova; 
Vicentini Giuseppe, Padova. 



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CLASSE DI SCIENZE MATEMATICHE E NATURALI. 



MEMBRI EFFETTIVI. 

SoHTAPARELLi ingegnere Giovanni, cay. i>, comm !§, di s. Stanislao di 
Russia, gr. cord. -)(•, decorato delF ordine prussiano del merito per 
le scienze ed arti, senatore, uno dei quaranta della Società italiana 
delle scienze, dottore ad honorem dell'Università di Padova, socio 
naz. della r. Accademia de' Lincei di Roma, accademico nazionale 
non residente della r. Accademia delle scienze di Torino, socio 
della r. Accademia delle scienze di Napoli, delF Istituto di Bolo- 
gna e di altre Società scientifiche italiane, membro delle Società 
reali di Londra e di Edimburgo, socio onorario dell'Accademia 
delle scienze di Vienna, di Berlino e di Pietroburgo, socio corrispon- 
dente delle Accademie di Monaco, di Stoccolma, di Upsala, di Cra- 
covia, della Società dei naturalisti di Mosca, uno degli otto associati 
stranieri dell'Accademia delle scienze di Parigi, socio oorr. della 
Società astronomica di Londra, della Società filosofica americana 
di Filadelfia, già primo astronomo e direttore del r. Osservatorio 
astronomico di Brera. — Milano, via Fateben efratelli, 7. (Nominato 
M, E. 16 marzo 1862. — Pens. 9 dicembre 1875.) 

JIantegazza dottor Paolo, gr. uff. 4ti comm.#, cav. O, comm. degli ord. 
di Gustavo Wasa e della Rosa, senatore, professore di antropologia 
nel r. Istituto di studi sup. di Firenze, presidente della Società it. 
di antropologia, membro di molte accademie nazionali ed estere. — 
Firenze. (Nom. S. C. 24 gennaio 1861. — M. E. 2 gennaio 1863. — 
Pens. 21 novembre 1878.) 

Colombo ingegnere Giuseppe, gr cr. 4^-» comm. H, senatore, socio nazio- 
nale della r. Accademia dei Lincei, direttore e professore di mecca- 
nica industriale nel r. Istituto tecnico sup. di Milano. — Milano, via 
Monte Napoleone, 22. (Nom. S, C. 8 maggio 1862. — M, E. 18 aprile 
1872. — Pens, 22 giugno 1882.) 

Fbbbini ingegnere Rinaldo, uff. ^ e cav. H, membro della imp. Ac- 
cademia germanica Leopoldina-Carolina, socio eorriap. dell'Accade- 



n terno ^ indica P Ordine del Merito oiWle di Ba^oja; il segno ^ l'Ordine doi 
88. Hmcìbo e Lavoro , il segno # l*Ordiiie della Corena dUtalia. 



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IV SCIENZK MATEMATICHE E NATURALI. 



mia delle scienze fisiche e naturali di Udine, socio onor. della So- 
cietà cattolica italiana per gli studi scientifici, professore di fisica 
tecnologica presso il r. Istituto tecnico superiore in Milano. — Mi- 
lano, via S. Marco, 14. (Nom. S. C. 25 gennaio 1866. — M. E- 
19 febbraio 1873. — Pens. 8 febbraio 1883.) 

Celoma ingegnere Giovanni, gr. uff. 41, cav. uff. M^, primo astronomo e 
direttore del r. Osservatorio di Brera, professore di geodesia teoretica 
nel r. Istituto tecnico superiore di Milano» uno dei quaranta della 
Società italiana delle scienze, socio corrisp. delUAteneo Veneto, socio 
nazionale della r. Accademia dei Lincei, membro e presidente della 
r. Commissione geodetica italiana, socio corr. della r. Accademia 
delle scienze di Torino e dell'i, r. Accademia degli Agiati di Ro- 
vereto, membro corrisp. della Società naz. di scienze naturali e 
matem. di Cherbourg , socio corr. delF Accademia Properziana del 
Subasio in Assisi. — Milano, via Brera, 28. {Nom. S. C. 23 gennaio 
1873. — 3f. E. 23 dicembre 1875. — Pens, 29 gennaio 1891.) 

Tabamelli dottor Torquato, uff. 41 e -^^^ professore ordinario di geo- 
logia e incaricato di paleontologia nella r. Università di Pavia, mem- 
bro del r. Comitato geologico e del r. Consiglio di meteorologia e 
geodinamica, socio onorario del Comizio agrario di Pavia, socio 
degli Atenei di Bergamo e di Brescia, delle Accademie di Udine, di 
Verona e di Spoleto, della Società agraria Istriana, della Società dei 
naturalisti di Modena, delFAccademia dei Qeorgofili, della Società 
italiana delle scienze detta dei quaranta, della r. Accademia dei 
Lincei, della Società reale di Napoli, della r. Accademia delle scienze 
di Torino, della r. Accademia di Bologna, della i. r. Accademia 
degli Agiati in Rovereto, socio onor. delie Soc. alpine di Udine e 
di Trento e del Circolo * Leopoldo Pilla , di Avellino, socio dell' i. 
r. Istituto geologico di Vienna, della Società reale delle scienze del 
Belgio, della Società elvetica di scienze naturali, della Società di 
scienze naturali di Filadelfia. — Pavia, corso Vitt. Em. 12. {Nom. 
5. C. 8 febbraio 1877. — 3f . ^. 8 gennaio 1880. — Pena. 11 no- 
vembre 1897.) 

KoBNEB dott. GnoLiELMO, cav. uff. 4lt cav. ^ e^, socio naz. dell'Accad. 
r. delle scienze di Torino, socio nazionale della r. Accademia de' Lin- 
cei e dell'Accademia delle scienze naturali ed economiche di Pa- 
lermo, membro dei Consigli sup. d'agricoltura e di sanità, uno dei 
quaranta della Società ital. delle scienze, membro onor. della Soc. 
medica lombarda, membro della Giunta speciale di sanità pel co- 
mune di Milano, socio on. straniero della Chemical Society di 
Londra, membro on. della r. Institution of Great Britain, D. C. L. 
onoris causa della Università di Oxford, membro del Consiglio sup. 
per rislrasione agraria, professore di chimica organica negli istituti 
d'istruzione superiore e direttore della r. Scuola superiore di agrì- 



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MBMBRI BFrBTTIYI. 



coltura in Milano. — Milano, via Giuseppe Giusti, 37. (Nom. S- C 
7 febbraio 1878. - if. E, 29 luglio 1880. - Pens. 9 dicembre 1897.) 

Golgi dottor Camillo, cav. 3|c e •(*, comm. ^, senatore, socio naz. della 
r. Accademia dei Lincei di Roma, membro del Cons. sup. di sanità, 
uno dei quaranta della Società ital. delle scienze, dottore in scienze 
ad honorem dell'Università di Cambridge, membro onor. della Neuro- 
logical Scc. of London e della oniv. di Dublino, membro della So- 
cietà per la medicina interna di Berlino, membro onor. dell' imp. 
Accademia medica di Pietroburgo e della Società psichiatrica e neu- 
rologica di Vienna, socio straniero dell'Accademia di medicina di 
Parigi, membro corrispondente della Société de biologie di Parigi, 
membro d'onore della Società di medicina di Gand, membro della 
imp. Accademia germanica Leopoldina Carolina, socio emer. del- 
l' Acc. med.-chir. di Napoli, socio della r. Società delle scienze di 
Gottinga e delle Società fisico-mediche di Wurzburg e di Erlangen, 
membro della Società anatomica delia Germania, socio nazionale 
delle r. Accademie deUe scienze di Torino e di Bologna, socio corr. 
della r. Accademia di medicina di Torino, socio onor. della r. Acca- 
demia di scienze, lettere ed arti di Padova, dell' Accademia medico- 
fisica fiorentina, della Società medico-chirurgica di Bologna, socio 
onor. della r. Accademia medica di Koma, socio onorario della r. 
Accademia medico-chirurgica di Genova, della k. Akad. der Wiss. 
e della k. und k. Ges. der Aerzte di Vienna, dell' Univ. imp. di 
Charkow, socio corrispondente dell'Accademia fisiocritica di Siena, 
deir Accademia medico-chirurgica di Perugia, della Societas medi- 
corum Svecana di Stoccolma, membro onorario della American 
. neurological Association di New York, socio onor. della r. micro- 
scopical Society di Londra, membro corr. della r. Accad. di medicina 
del Belgio, membro onorario della Società freniatrica italiana e 
dell'Assoeiazione medica lombarda, socio onor. del Comizio agrario 
di Pavia, membro corrispondente della Società pel progresso delle 
scienze mediche delle Indie olandesi in Batavia, membro eft*. della 
Soc. ital. d'igiene, membro onorario della Società di neurologia e 
psichiatria in Kazan, professore ordinario di patologia generale e 
di istologia e rettore della r. Università di Pavia. — Pavia, corso 
V. E. 77. {Nom. S. C. 16 gennaio 1879. - M, E, 20 aprile 1882. — 
Pens. 23 dicembre 1897.) 

Abdissone dottor Francesco, uff. ^ e cav. ^, socio corr. della r. Accad. 
delle scienze di Torino, delle Società di scienze naturali di Cherbourg, 
Bordeaux, Mosca, Boston, Vienna, ecc., direttore del r. Orto botanico 
di Brera, professore ordinario di botanica nella r. Scuola superiore 
d'agricoltura in Milano. — Milano, via P. Umberto, 30. (Nom. 
S. C. 22 gennaio 1880, — M. E. 6 luglio 1882 — Pens, 1 marzo 1900.) 

Pavesi dottor Pietro, gr. uff. ^ e uff. 41, comm. dell'ordine austriaco di 
Francesco Giuseppe e del tunisino del Niscian-Iftikar, socio cor- 



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VI SCIKNZB MATEMATICHE E NATURALI. 



risp. della reale Accademia delle scienze di Bologna, dell'Accademia 
scientifica yen.-treiit. istr. di Padova, dell'Ateneo di Brescia, del 
Burean centrale d'ornitologia in Badapest, della Società fisico-me- 
dica di Wurzburg, e dei naturalisti di Modena, onorario della i. 
r. Accademia degli Agiati e del Museo civico di Rovereto, del Cir- 
colo speleologico e idrologico di Udine, della Società zoologica ita- 
liana in Roma, della Società elvetica di scienze naturali in Zurigo 
e dell'agricola ticinese, effettivo della Società di scienze naturali 
in Milano, dell' entomologica dì Firenze e dell' Unione zoologica 
italiana, membro della Commiss, centr. consultiva' e presid. della 
Commiss, provine, di Pavia per la pesca, ecc., professore ordinario 
di zoologia, incaricato di corologia e preside delia Facoltà di scienze 
fisiche, matematiche e naturali nella r. Università di Pavia. — 
Pavia, via Belli, 5. (Nom. S. C, 27 gennaio 1876. if. E. 22 febbraio 1883. 
Pena. 18 giugno 1903.) 

Babdelli dottor Giuseppe, uff. % e comm. ^ , preside del r. Istituto 
tecnico Carlo Cattaneo, professore di meccanica razionale nel r. Isti- 
tuto tecnico super., già membro del Cons. sup. della p. i. — Milano, 
via S. Paolo, 21. (Nom. S. C. 5 febbraio 1874. — M, E. U luglio 1887. 
Fens, 23 marzo 1905.) 

Gabba dottor Luigi, uff. -^, membro onorario del r. Istituto sanitario 
della Gran Brettagna, dell'Associazione internazionale per il pro- 
gresso dell'igiene in Bruxelles e della Commissione internazionale 
per la repressione delle falsificazioni, socio corr. dell'i, r. Accademia 
degli Agiati in Rovereto, professore ordinario di chimica tecnolo- 
gica nel r. Istituto tecnico superiore di Milano, ex assessore muni- 
cipale. — Milano, corso P. Nuova, 17. (Nom. S. C. 8 febbraio 1877. — 
M, E, 9 febbraio 1893.) 

Jung dottor Giuseppe, uff. 4^-, membro onorario dell'Associazione bri- 
tannica pel progresso delle scienze, socio della Soc. matematica di 
Francia, prof, ordinario di geometria proiettiva e di statica grafica 
nel r. Istituto tecnico superiore di Milano. — Milano, bastioni Vit- 
toria 31. (Nom, S. C. 16 gennaio 1879. — M. E. 21 dicembre 1893.) 

Briosi ing. Giovanni, uff. *, cav. % e dell'ordine di S. Anna di Russia, 
direttore della r. stazione di botanica crittogamica della r. Univer- 
sità di Pavia, membro del Consiglio superiore dell'istruzione agra- 
ria , membro della Commissione internazionale fitopatologica di 
Berlino per lo studio delle malattie delle piante, socio onorario 
del Comizio agrario di Roma, membro della Giunta centrale per 
la fillossera, socio ordinario della Società botanica tedesca e della 
Società botanica di Francia, membro dell'Accademia imperiale ger- 
manica Leopoldina Carolina Naturae Curiosorum, della Società im- 
periale dei naturalisti di Mosca, socio onorario della Società mico- 
logica di Francia. membro onorario dell'Accademia Gioenia di scienze 



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MHMBRI SFFBTTIYI. VII 



naturali di Catania, membro corrispondente deirAccademia di scienze 
naturali ed economiche di Palermo, della Società scientifica per la 
patria coltura della Slesia, membro onorario dell' Accademia di 
scienze, lettere ed arti di Acireale, socio nazionale della r. Accademia 
dei Lincei, membro corrispondente del Torrey Botanical Club di New 
York, della Società naturale di scienze di Cberbourg, della Società 
imperiale russa d' agricoltura di Pietroburgo, membro ausiliario 
dell' Académie internat. de géograpbie botanique,*corrispondente del- 
l' Accadèmia di agricoltura di Torino e della Accademia dei Geor- 
gofili di Firenze, socio della Accademia degli Agiati di Rovereto, 
della Società di scienze naturali di Milano, dell' Acc. scient. veneto- 
trentino-istriana, socio onor. della Società delle scienze del Messico, 
uno dei quaranta della Società italiana delle scienze, vicepresidente 
della Società botanica italiana, ecc., professore ordinario di botanica 
e direttore dell'Orto botanico nella r. Università di Pavia. — Pavia. 
(Nom. S. C. 12 fftugno 1890. —M. E, 30 gennaio 1896.) 

Mdrani dott. Obbstb, cav. ♦, professore di fisica sperimentale nel r. Isti- 
tuto tecnico superiore e neli' Istituto tecnico Carlo Cattaneo in Mi- 
lano, socio corr. delPAteneo di Brescia, socio benemerito della ^ Dante 
Alighieri ,. — Milano, via Vittoria, 63. (Nom. S. C. 5 marzo 1891. 
M. E, 23 dicembre 1897.) 

AscHiKRi dottor Ferdinando, cav. -^^e #, socio corr. della r. Accademia di 
scienze, lettere ed arti in Modena, professore ordinario di geometria 
projettiya e descrittiva ed incaricato dell' insegnamento di geometria 
superiore nella r. Università di Pavia. — Pavia, via Bernardo Sacco, 2 
(Nom. S. C, 22 gennaio 1880. -- M, E. 2 giugno 1898.) 

Pascal dott. Ernesto, socio corr. della r. Accademia dei Lincei, mem- 
bro della r. Accademia dello scienze di Praga, socio corr. del- 
l'Accademia Pontaniana di Napoli, membro del Consiglio direttivo 
del Circolo matematico di Palermo, professore ordinario di calcolo 
infinitesimale ed incaricato di analisi superiore nella r. Università 
di Pavia. — Milano, via Pr. Umberto, 29. {Nom, S,C,2i marzo 1895. 
M, E. 3 maggio 1900.) 

Mangiagalli dottor Lumi, cav. # e -)^, senatore, già professore ordi- 
nario di clinica ostetrica e ginecologica nelle Università di Catania 
e di Pavia, membro onor. della Società ostetrica di Lipsia, delle Soc. 
ginecologiche di Londra e di Chicago, direttore dell'Istituto oste- 
trico e della Scuola d'ostetricia di Milano. — Milano, Yia Asole 4. 
(Nom. S. C. 30 maggio 1901. — M. E. 19 maggio 1904.) 

Visconti dottor Achille, cav. ^, medico primario emerito e prosettore 
nell'Ospedale maggiore di Milano, già consigliere sanitario pro- 
vinciale e presidente della Associazione medica lombarda. — Mi- 
lano, corso Porta Nuova, 17. {Nom. S. C 26 gennaio 1871. — M^ E. 
19 maggio 1904). 



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Vin SCIENZE MATEMATICHE B NATURALI. 

FoRLANiNi dottor Carlo, professore e direttore deir Istituto di clinica 
medica neirUniversità di Pavia. — Pavia, via S. Ennodio, 8. (Nom. 
30 maggio 1901. — M. E, 12 gennajo 1905.) 

Bbrzolari dottor Luigi, professore ordinario di algebra e geometria 
analitica e incaricato di matematiche superiori nella r. Università 
di Pavia. — Pavia, via Scarpa 3. {Nom. 5 luglio 1900. — 3/. E. 27 
aprile 1905.) 

Artini dott. Ettore, professore di mineralogia al r. Istituto tecnico su- 
periore, direttore della sezione di mineralogia nel Museo civico di 
storia naturale in Milano, presidente della Società italiana di scienze 
naturali. — Milano, Museo civico di st. nat. {Nom. 21 maggio 1896. 
M. E. 4 maggio 1905.) 

MEMBRO LIBERO. 

Bkrtini dott. Eugenio, cav. #, professore ordinario di geometria su- 
periore nella r. Università di Pisa, professore onorario della r. 
università di Pavia, socio corrispondente dell'Accademia delle scieiìze 
di Torino, socio naz. della r. Accademia dei Lincei, socio ord. 
della Soc. italiana delle scienze detta dei quaranta. -- Pisa. {Nom. 
S. a 22 gennaio 1880. — M. E. ò febbraio 1891.) 

SOCI CORRISPONDENTI ITALIANI. 

Albini Giuseppe, comm. ^ e ♦, socio corr. del r. Istituto Veneto di 
scienze, lettere ed arti, socio ordinario della r. Accademia delle 
scienze fìsiche e matematiche di Napoli, uno dei quaranta della So- 
cietà ital. delle scienze, socio della r. Accademia medico-chirurgica 
e dell'Acc Pontaniana di Napoli e professore emerito nella Facoltà 
medica della r. Università di Napoli. — Milano, via C. Correnti, 19. 
{Nom. 23 marzo 1865.) 

Ancona ing. Ugo, cav. ^, professore di meccanica applicata alle mac- 
chine nel r. Istituto tecnico superiore di Milano. — Milano, via 
Manzoni, 41. {Nom. 5 luglio 1900). 

Andbbs dott. Angelo, cav. •)(:, già professore straord. di zoologia gene- 
rale ed agraria nella r. Scuola super, di agricoltura e direttore di 
sezione nel Museo civico di storia nat. in Milano, professore ordi- 
nario di zoologia ed anatomia comparata nella r. Università di 
Parma. — Parma. {Nom. 12 giugno 1890.) 

Abnò ing. KiGCABDO, professore di elettrotecnica nel r. Istituto tecnico 
superiore di Milano. — Milano, via. Q. Sella, 3. {Nom. 30 maggio 
1901.) 

Banfi Camillo, cav. •)(• e ^, dottore aggregato della scuola di farmacia 
della r. Università di Pavia, professore emerito di chimica generale 



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SOCI 00BBI8P0NDENTI. IX 



ed applicata'e di merceologia e vice-preside presso il r. Istituto tec- 
nico Carlo Cattaneo di Milano. — Vimercate {Nom, 25 gennaio 1866) 

Bezzi dott. Mario» professore di storia naturale al r. Liceo Alfieri in 
Torino. {Nom. 22 giugno 1899.) 

Bianchi dott. Luigi, uff. %, professore di geometrìa analitica e incari- 
cato di matematiche superiori neirUniversità di Pisa. — Pisa. 
{Nom. 22 giugno 1899.) 

BoNABDi dottor Edoardo, medico primario dell'Ospitale maggiore e 
membro del Consiglio dei conservatori del museo civico di storia na- 
turale in Milano. — Milano, via Verziere 18. {Nom. 30 maggio 1902.) 

Bordoni-Ufpreduzzi dott. Guido, cav. -^, prof, di igiene applicata al- 
F ingegneria nel r. Ist. tecn. sup. e dirett. deirUff. d^igiene e sanità 
del comune di Milano. — Milano, via Palermo, 6. (Noni. 7 luglio 1905.) 

BrugnateliiI dott. Tuli/IO, uff. ^, comm« ^, professore emerito del- 
r Università di Pavia. — Pavia, via S. Martino, 18. {Nom. 22^ giugno 
1899.) 

Bruonatblli dott. Luigi, professore ord. di mineralogia air Università 
di Pavia. — Pavia, via S. Martino, 18. {Nom, 22 giugno 1899.) 

Cannizzaro Stanislao, gr. cord. #,0 3^, cav. «J», senatore, uno dei 
quaranta della Società ital. delle scienze, socio corrisp. del r. Istituto 
Veneto di scienze, lettere ed arti, socio naz. delle r. Accademie dei 
Lincei di Roma e delle scienze di Torino, vice presidente del Consi- 
glio sup. della p. i. e professore di chimica generale nella r. Uni- 
versità di Roma. — Roma. {Nom. 23 marzo 1865.) 

Cantone dott. Michele, cav. *, socio corr. della r. Acc. dei Lincei, 
professore di fisica sperimentale alla Università di Napoli — {Nom, 
22 giugno 1899.) 

Cattaneo dottor Achille, medico. — Pavia, via P. Massacra 6. (Nom, 
27 gennaio 1876.) 

Cattaneo dottor Giacomo, professore d'anatomia e fisiologia comparata 
alla r. Università di Genova. — Genova. {Nom, 24 gennaio 1884.) 

Catara dottor Fridiako, professore ord. di botanica e direttore del- 
l'Orto botanico nella r. Università di Catania. — Catania. {Nom. 
30 maggio 1901.) 

Corti dott. Benedetto, membro della Società geologica italiana e della 
Società bresciana di scienze naturali, socio corr. dell'i, r. Accademia 
degli agiati di Rovereto, socio della Società italiana di scienze na- 
turali, membro dell'Accademia pontificia dei Nuovi Lincei, socio 
corr. dell'Ateneo di Brescia, professore di scienze naturali nel 
r. Collegio Rotondi in Gorla Minoro. — Gerla Minore. (Nom, 21 mag^ 
già 1896.) 



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SCIKNZK MATEMATIGHK E NATUBALI. 



€nsAifi nob. Luigi, dottore in matematica. — Milano, Corso Yenezia, 42. 
(Nom, 20 agosto 1857.) 

€ruonola prof. Gaetano, comm. •)(-, ingegnere eapo airUfficio tecnico 
provinciale di Teramo. — Teramo. (Nom. 17 aprile 1902). 

Dell'Acqua Felice, cav. •)(> e #, dottore in medicina, chirurgia e zooia- 
tria, socio corrispondente dell' Accade mia medico-chirurgica di Bo- 
logna, già medico-chirurgo deirOspedale Maggiore di Milano, medico 
capo municipale emerito. — Milano, via Cernaja, 8. (Nom. 4 feb- 
braio 1869.) 

De Mabchi dott. Luigi, socio corr. del r. Ist. Ven. di se. lett. ed arti 
professore di geografìa fisica e meteorologia nella r. Università di 
Padova. — Padova. (Nom. 18 maggio 1893.) 

DiNi Ulisse, comm. ^, cav. -^^ e •>, senatore, professore di analisi supe- 
riore neir Università di Pisa. — Pisa. (Nom, 30 maggio 1901.) 

DoRiA marchese Giacomo, senatore del regno, direttore del Museo ci- 
vico di storia naturale di Genova. — Genova. (Nom. 18 maggio 1893.) 

D'Ovidio dott. Enrico, comm if, uff. C senatore, membro e presidente 
della r. Accademia delle scienze di Torino, uno dei quaranta della 
Società ital. delle scienze, socio naz. della r. Accademia de' Lincei, 
corr. della Accademia di !N'apoli, onor. dell'Accademia di Modena, 
emerito dell' Accademia Pontaniana, ecc., professore ordinario di 
algebra e geometria analitica nella r. Università di Torino. — To- 
rino. (Nom. 10 febbraio 1881.) 

FoÀ dott. Pio, comm. ^, uno dei quaranta della Soc ital. delle scienze, 
accad. resid. della r. Acc. delle se. di Torino, soc. naz. della r. Acc. 
dei Lincei, prof, di anat. patol. nella r. univ. di Torino. — Torino. 
(Nom. 6 luglio 1905.) 

Formenti Carlo, professore ordinario di meccanica razionale nella r. 
Università di Pavia. — Pavia. {Nom. 8 febbraio 1883.) 

Gatti dott. Francesco, comm. *. — Milano, piazza P. Ferrari, 10. 
{Nom. 7 luglio 1905.) 

GoRiNi dott. Costantino, libero docente di igiene all'univ. di Pavia, 
prof, di batteriologia agraria alla r. Scuola sup. di agric di Milano, 
socio dell'Ateneo di Brescia e della Soc. scient. Antonio Alzate del 
Messico. — Milano, via Ponteseveso, 6 {Nom. 4 maggio 1905.) 

JoNA ing. Emanuele. — Milano, via Pr. Amedeo 5. (Nom. 30 maggio 
1901.) 

JoRiNi ing. Antonio Federico, cav. ♦, professore per la costruzione 
di ponti e opere marittime ed incaricato per l'analisi matematica 
nel r. Istituto tecnico superiore di Milano. — Milano, via Filodram- 
matici, 16. (Nom. 21 maggio 1896.) 

Lombroso dottor Cesare, uflF, ^^ socio di varie Accademie italiane e 
straniere, già direttore del manicomio di Pesaro e di quello di Pa- 



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SOCI CORRISPONDENTI. XI 



TÌa, professore di psìehiatria e clinica psichiatrica e direttore della 
relativa clinica nella r. Università di Torino. — Torino. (Nom. 1 
luglio 1867.) 

MAoei dottore Gian Antonio, cav. -^ e #, socio corrispondente della 
r. Accademia dei Lincei, dell'Accademia Gioenia di Catania e della 
r. Accademia Peloritana di Messina, membro della Società fisico- 
matematica deirCJniyersità imperiale di Kasan, professore ordinario 
di meccanica razionale nella r. Università di Pisa. — Pisa. (Noìn. 
24 gennaio 1884.) 

Mabcacci dott. Arturo, membro dell'Acc. di med. e dell' Acc. delle 
scienze di Palermo, prof. onor. della Fac. di med. e chir. delPuniv. 
di Palermo, prof. ord. di fisici, umana all'università di Pavia. Pavia, 
piazza Castello, 13. (Nom, 6 luglio 1905.) 

Mariani dott. Ernbsto, socio corrispondente delP i. r. Accademia degli 
Agiati in Rovereto, socio ord. della Società imperiale dei naturalisti 
in Mosca, professore di geologia nel r. Istituto tecnico saperiore, 
direttore della Sezione di geologia e paleontologia nel Museo civico 
di storia naturale in Milano. — Milano, Museo civico di st. nat. 
(Nom. 21 maggio 1896.) 

Martorslli dott. Giacinto, membro corr. dell' Unione ornitologica 
austro-ungarica, del Comitato ornitologico europeo, uno dei 20 foreign 
Membres dell'Unione ornitologica britannica, prof, di st. nat. al 
r. liceo Cesare Beccaria e direttore della collez. ornit. Turati nel 
museo civ. di st, nat. in Milano. — Milano, piazza Cavour, 5- (Nom. 
4 maggio 1905.) 

Mattirolo Orkste, dott. in medicina e scienze naturali, socio nazio- 
nale della r. Accademia dei Lincei, socio residente della r. Accade- 
mia delle scienze di Torino, socio corr. della r. Accademia di 
Bologna e della Società imperiale dei naturalisti di Mosca, ecc., 
professore ordinario di botanica all'università di Torino. — Torino, 
r. orto botanico al Valentino. (Nom. 30 maggio 1901.) 

Mrnozzi dott. Angelo, cav. ^, professore ordinario di chimica agraria 
nel r. Istituto tecnico superiore e nella r. Scuola superiore d' agri- 
coltura in Milano e direttore del laboratorio di chimica agraria nella 
scuola medesima, socio naz. della r. Accademia dei Lincei, presi- 
dente della Società d'igiene, assessore del comune di Milano. — 
Milano, via Montebello, 36. (Nom, 5 marzo 1891). 

Mjercalli ab. dottor Giuseppe, professore di scienze naturali nel regio 
liceo Vittorio Emanuele a Napoli, libero docente di vulcanologia 
e sismologia nella r. università di Napoli. — Napoli. (Nom. 24 
gennaio 1884.) 

Monti dott Rina, libera docente e incaricata 'dell'insegnamento uffi- 
ciale di fisiologia e anatomia comparata nell' Università di Pavia, 



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XU SCIENZE MA.TBMATICHB E NATURALI. 



socia deir Unione zoologica italiana, deirAnatomische Gesellschaf t 
e deirAssociation des anatomistes. — Pavia, via Pusterla, 8. {Nom. 
22 giugno 1899.) 

MoBSELLi dottor Enrico, car. 4^ e #, direttore della clinica delle ma- 
lattie nervose e mentali e professore di psichiatria e di neuropato- 
logia nella r. Università di Genova, membro onorario della r. Ac- 
cademia medica di Torino, della Società medico-chirurgica di Mo- 
dena, deir Associazione internazionale pel progresso dell'igiene di 
Bruxelles, della Società belga di medicina mentale in Gand, della 
Società di medicina legale di Parma, socio straniero della Società 
d'antropologia di Parigi, della Società imperiale di antropologia ed 
etnografia di Mosca, della Società medico-psicologica di Parigi, della 
Società neurologica di Parigi, dell' Istituto psicologico di Parigi e 
di quello di Madrid, corrispondente (onorario) delle Società di an- 
tropologia ed etnologia di Vienna, di Bruxelles, di Lione, di Ber. 
lino, delle Società di scienze naturali di Danzig e di Offenbach, 
della r. Accademia medica di Roma, della r. Accademia Gioenia di 
Catania, della Accademia medico-chirurgica di Ferrara, delie So- 
cietà medico-chirurgiche di Bologna, di Modena, di Milano, di Pe- 
rugia, di Firenze, ecc. ecc. — Genova, via Assarotti, 46. (Kom. 10 feb- 
braio 1881.) 

Mosso dottor Angelo, comm. •)(- e ^, senatore, uno dei quaranta della 
Società ital. delle scienze, socio naz. dell'Accad. dei Lincei di Roma, 
della r. Accademia di medicina, della r. Accademia delle scienze di 
Torino e del n Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti, membro 
corr. dell'Istituto di Francia (Acc delle scienze), della Società reale 
di Napoli, socio straniero della r. Acc. delle scienze di Svezia, socio 
onor. delFAcc. Gioenia di scienze natur., membro corr. della Soc. 
fisico-medica di Erlangen, socio onorario della r. Acc. medica di 
Roma, socio corr. della Società r. di scienze mediche e naturali di 
Bruxelles, dell' Acc. medico-chirurgica di Perugia, socio dell'Acc. 
Leop.-Carol. , membro corr. della Soc di biologia di Parigi e del- 
l'Acc. delle scienze di Bologna, socio onor. delle Accad. di medi- 
cina di Genova, di Vienna e di Pietroburgo, professore di fisiologia 
nella r. Università di Torino. — Torino. (Nom. 10 febbraio 1881.) 

Paladini ingegnere Ettore, cav. •^, professore d'idraulica nel r. Isti- 
tuto tecnico superiore in Milano. — Milano, via Borgospesso 25. 
{Nom, 5 marzo 1891.) 

Parona Carlo Fabrizio, cav. -^, socio resid. della r. Acc. delle scienze 
di Torino, socio corr. del r. Istituto veneto di scienze, lettere ed 
arti, membro della r. Accademia di agricoltura di Torino, socio 
corr. della r. Accademia dei Lincei, della r. Acc. di se. fis. e mat* 
di Napoli, dell'Ateneo di Brescia, dell'i, r. Istituto geologico di 
Vienna, membro del r. Comitato geologico italiano, professore or- 



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SOCI CORRISPONDENTI. XIII 

dinario di geologia nella r. Università di Torino. — Torino, pa^ 
lazzo Carignano. {Nom. 26 gennaio 1882.) 
Pabona Corrado, car. |K» professore ordinario di zoologia e rettore della 
r. Università di Genova. — Genova. {Nom. 8 febbraio 1883.) 

Patbbnò dott. Emanuele, gr. cord. ■}», comm. #, senatore, uno dei qua- 
ranta della Società italiana delle scienze, socio nazionale della r. 
Accademia dei Lincei, membro del Consiglio superiore di sanità, 
professore ordinario di applicazioni della chimica nella r. Università 
di Roma. — Roma. (Nom. 5 marzo 1891.) 

Fbstalozza dott. Ernesto, socio onor. della Soc. ostetr. di Edimburgo, 
socio eff. della British gynec. Soc, presid. della Soc. toso, di ostetr. e 
ginec, prof, di din. ostetr. e ginec. al r. Ist. di st. sup. in Firenze. — 
Firenze. (Nom. 6 luglio 1905.) 

FiNCHERLE dottor Salvatore, cav. -K-» socio naz. della r. Accademia 
dei Lincei, uno dei quaranta della Soc. ital. delle scienze, socio eff. 
della r. Accademia delle scienze di Bologna, professore ordinario 
di analisi algebrica nella r. Università di Bologna — Bologna. 
(Nom, 16 aprile 1891.) 

PiBOTTA dott. Romualdo, cav. •)(-, direttore del r. JUtituto e dell'Orto bota- 
nico dell' Univ. di Roma. — Roma. (Notn, 24 gennaio 1884.) 

PoLLAGCi Egidio, uff. #, comm. -K-» professore ordinario di chimica 
farmaceutica e tossicologica nella r. Università di Pavia, socio cor- 
rispondente della r. Accademia dei Georgofili di Firenze (1858), socio 
corrispondente della Società di farmacia di Parigi, socio delF Acca- 
demia dei Fisiocritici di Siena e della Società dì farmacia del Pie- 
monte, socio onorario della Società agraria di Gorizia, del Comizio 
agrario di Firenze e di quello di Siena, membro del Consiglio sani- 
tario provinciale di Pavia, vice pres. della r. Commissione enolo- 
gica per la prov. di Pavia, pres. onor. dell'Associazione farmaceu- 
tica marchigiana e di quella fiorentina, vice pres. dell'Associazione 
chim.-farmac. lombarda, membro d'on. della Soc. farmao. biel- 
lese, ecc. — Pavia, via Carmine, 4. (Nom. 5 febbraio 1874.) 

RAoai Antigono, cav. •)(-, professore pareggiato di psichiatria nella 
r. Università di Pavia e direttore del manicomio privato Rossi di 
Milano. — Milano, via Fontana, 18. (Nom. 26 gennaio 1882.) 

Rajna dott. Michele, membro della r. Commissione geodetica italiana, 
accademico benedettino dell'Aco. delie se. dell'Istituto di Bologna, 
socio onor. della Soc. astronomica messicana, socio corr. della r. Aoo. 
dei Lincei e dell' Acc. properziana del Subasio in Assisi, professore 
ordinario di astronomia e direttore dell' Osservatorio nella r. Uni- 
versità di Bologna. (Nom. 5 marzo 1891.) 

Righi doti. Augusto, cav. «fi, comm. H e uff. ^, senatore, professore 
di fisica all'Università di Bologna. — Bologna. (Nom, 22 giugno 1899.) 



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XIV 8CIKNZB MATEMATICHB E NATURALI. 



Sala dottor Luigi, professord di anatomìa umana normale neir Uni- 
yersità di Pavia. — Pavia. (Nom, 30 maggio 1901.) 

S ALMO JB AGHI ing. Frakgesoo, cav. ^, professore di geologia nei rap- 
porti colla ingegneria e di materiali da costruzione nel r. Ist. tecn. 
superiore di Milano, professore incaricato di mineralogia e geologia 
agraria nella r. Scuola superiore d'agricoltura in Milano, uno dei 
conservatori del Museo civico di st nat. in Milano, socio corr. del- 
l'Ateneo di scienze, lettere ed arti in Bergamo e dell'Ateneo di 
Brescia. — Milano, piazza Castello, 17. {Nom. 21 marzo 1895). 

SatnO ing. Antonio, cav. #, prof, ordinario di geometria descrittiva 
e scienza delle costruzioni presso V Istituto tecnico superiore di 
Milano. — Milano, via S. Paolo, 21. (Nom. 16 aprile 1891.) 

ScHivABDi dottor Plinio, cav. ^, — Roma, via P. Umberto, 112. (Nonu 
27 gennaio 1870.) 

Seorb dottor Corrado, cav. •^, professore ordinario di geometria supe- 
riore nella r. Università di Torino, membro della r. Accademia delle 
scienze di Torino, socio naz. della r. Accademia dei Lincei, uno dei 
quaranta della Società italiana delle scienze, membro onor. della 
Società filosofica dì Cambridge, socio corrisp. della Società fisico-me- 
dica di Erlangen, socio straniero delTAccad. delle scienze del Belgio. 
Torino. (Nom. 18 maggio 1893.) 

Sertoli dottor Enrico, cav. ^, socio corrispondente della r. Accade- 
mia dei Lincei di Roma, professore di fisiologia nella r. Scuola ve- 
terinaria in Milano. — Milano, via Spiga, 12. ( Nom. S febbraio 1883.) 

Slacci Francesco, comm. ^, cav. uff. H, senatore, socio ord. non res. 
della r. Accademia delle scienze di Torino, uno dei quaranta della 
Società italiana delle scienze, socio naz. della r. Accademia dei 
Lincei, dell' Acc. Pontaniana, e della r. Acc. delle scienze fis. e mat. 
di Napoli, socio corr. dell' Acc. delle scienze dell'Istituto di Bo- 
logna, professore onorario della r. Università di Torino, professore 
di meccanica razionale nella r. Università di Napoli. — Napoli. 
(Nom. 10 febbraio 1881.) 

Somigli ANA dott. Carlo, socio corrispondente della r. Accademia dei 
Lincei, socio naz. res. della r. Acc. delle se. di Torino, professore 
ordinario di fisica matematica nell'Università di Torino. — Torino. 
(Nom. 22 giugno 1899.) 

SoRDELLi Ferdinando, direttore delia sezione di zoologia ed anatomia 
comparata nel Museo civico di storia naturale, prof, di scienze 
naturali alla r. scuola tecnica G. B. Piatti in Milano. — Milano. 
(Nom. 7 febbraio 1878.) 

SoRMANi dottor Giuseppe, cav.H, uff. ^, già presidente della r. Società 
italiana d'igiene e della Società medica di Pavia, socio corrispondente 



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SOCI COBaiSPONDKNTI. XV 

deirAccademia di medicina dol Belgio, della Società medica di Var- 
savia, deir Aecademia medica di Eoma^ della r. Accademia delle 
scienze di Padova, delle Società di medicina pubblica di Bruxelles 
e di Parigi, della Società medica di Bologna, della r. Accademia 
medica di Torino e delle Società d' igiene di Parigi e di Madrid, 
membro onorario dell' Associazione internazionale per il progresso 
deirigiene, socio onor. delle Società d'igiene di Firenze e di Mes- 
sina, professore ordinano d'igiene sperimentale nella r. Università 
di Pavia. — Pavia, piazza Petrarca, 12. (Nom. 8 febbraio 1883) 

Tambubini dottor Augusto, comm. -Jf, professore ordinario di clinica 
delle malattie mentali e nervose nella r. Università di Modena^ 
membro del Oons. snp. di sanità in Roma, socio corr. della r. Ac- 
cademia di medicina di Torino, della r. Acc. delle se, e della Soc. 
med.-chir. di Modena, socio onor. della r. Accademia medica di 
Roma, della medico-psychological Association di Londra e di quella 
di New York e della Società di medicina mentale del Belgio, pre- 
sidente della Società freniatrica italiana, ecc., direttore dell'Isti- 
tuto psichiatrico di Reggio d'Emilia. — Reggio d'Emilia. (Nom, !0 
febbraio 1881.) 

Tansini dott. Iginio, prof, di clinica chirurgica alla r. aniversità di 
Pavia. — Milano, via Giulini, 6. (Nom. 6 luglio 1905.) 

Tabdy Placido, comm, #, gr. uff. -)(•, uno dei quaranta della Società ital. 
delle scienze, socio nazionale della r. Accademia dei Lincei, profes- 
sore emerito di calcolo differenziale e integrale nella r. Università 
di Genova. — Firenze, piazza d'Azeglio, 19; (Nom. 4 aprile 1861.) 

Tkssabi ingegnere Domenico, cav. -^, professore di cinematica appli- 
cata alle macchine nel r. Museo industriale dì Torino. — Torino 
(Noni. 27 gennaio 1876.) 

ToDABO dottor Fbancbbco, cav. e eoiis. 4*1 comm. # e •)(-, senatore, pro- 
fessore di anatomia umana normale all' Università di Roma. — Roma. 
(Nom. 30 giugno 1901.) 

ToMMAsi dott. Annibale, professore di storia naturale nel r. Istituto 
tecnico, libero docente di geologia e paleontologia e assistente al 
gabinetto di geologia nella r. Università di Pavia. — Pavia, via Lo- 
renzo Mascheroni. (Nom. 21 maggio 1896.) 

YoLTBEBA dott. ViTO, cav. -^t, Senatore, dott. se Cambridge, dott. on. 
Cristiania) uno dei quaranta della Società italiana delle scienze, 
socio nazionale della r. Accademia dei Lincei e dalla r. Accademia 
delle scienze di Torino, socio corrispondente della r. Accademia delle 
scienze delTIttituto di Bologna e della r. Accademia di scienze» 
lettere ed arti di Modena, socio onorario della Accademia Gioenia 
di seiense notorali in Catania» membro nazionale della Società 
degli spettroscopisti italiani, socio corr. deirAccademia delle scienze 



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XVr SCIENZE MATEMATICHE E NATURALI. 

di Parigi, membro onorario della Società di scienze fisiche e natu- 
rali di Bordeaux, professore ordinario di fisica matematica e inca- 
ricato della meccanica celeste nella r. Università di Roma. — Roma, 
Via in Lucina, 17. (Nom. 5 luglio 1900). 

ZuNiNi ing. Luigi, cav. -^^ professore di misure e tecnologie elettriche 
al r. Istituto tecnico superiore di Milano. — MiLmo, Foro Bona- 
parte, 49. Nom, 17 aprile 1902.) 

SOCI CORRISPONDENTI STRANIERI. 

AuwEBS Arturo, segretario perpetuo dell' Accademia delle scienze di 
Berlino. (Notn. 22 giugno 1809.) 

BoLLiNGER dottor Ottone, profossore di anatomia patologica neir Uni- 
versità di Monaco. (Nom. 24 gennaio 1884.) 

BoLTZMANN dottor Luigi, professore di fisica neirUnivorsità di Vienna. 
(Nom. 24 gennaio 1884.) 

BoRNET Edoardo, botanico, lìiembro doli' Istituto di Francia. — Parigi, 
Quai de la Tournelle (Nom. 18 maggio 1893.) 

Cantor dottor Maurizio, professore nell' Università di Heidelberg. 
(Nom. 27 gennaio 187().) 

Darboux Gastone, professore di matematica alla Sorbona a Parigi 

(Nom. 7 febbraio 1878.) 

Dewar Giacomo, professore di filosofia naturale all'Università di Cam- 
bridge, membro della li. Institution of Great Britain. — Cambridge. 
(Nom, 30 maggio 1901.) 

Fatio dott. Vittore. — Ginevra. (Nom. 2G gennaio 1882.) 

Fischer Emilio, professore di chimica all'Università di Berlino. (Nom. 
22 giugno 1899.) 

FoREL A. F.. prof. all'Aecadomia di Losanna. {Nom. 20 genìuiio 1882.) 

Forsyth Andrew Rltssel, profossore di matematica pura all' Univer- 
sità di Cambridge. — Cambridge. {'Som. 80 maggio 1901.) 

Gaudry Alberto, membro dell'Istituto di Francia, professore onor. al 
museo di storia naturale a Parigi. — Parigi. (Nom. 30 maggio 1901.) 

Gordax Paolo, professore di matematica nell' Università di Krlangon. 
(No)n. 10 gennaio 1879.) 

Groth dottor Paolo, direttore doU'Istituto mineralogico deirUniversità 
di Monaco. {Xom. 18 maggio 1893.) 

Haeckel dottor Ernesto, profossore di zoologia neirrnivorsità di Jena. 
(Nom. 24 gennaio 1884). 



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SOCI C0BRI8P0NDENT1. XVII 



Jordan Camillo, ingegnere nelle miniere, professore nel Collegio di 
Francia e membro dell'Istituto. — Parigi. (Nom. 27 gennaio 1870.) 

Klein dottor Felice, professore di matematica nelT Università di Got- 
tinga. (Nom, 8 febbraio 1877.) 

KocH dottor Roberto, professore d' igiene nell' Università di Berlino. 
(Noin, 24 gennaio 1884.) 

KoLLiKER Alberto, professore d' anatomia e fisiologia a Wiirzburg. 
(Xom, 18 dicembre 1856.) 

Mascart e. L., direttore dell'Ufficio centrale di meteorologia e profes- 
sore di fisica al Collège de Franco. — Parigi. (Nom. 22 giugno 1899.) 

Mojsisovics voN MojsvAR barone Edmondo, professore di geologia. — 
Vienna. (Nom. 8 febbraio 1883.) 

Neumaxn Carlo, professore di matematica nell' Università di Lipsia. 
(Nom. 2 luglio 1868.) 

^'ewcombk Simone, professore di astronomia nell'Università Hopkins 
in Baltimora. (Nom. 22 giugno 1899.) 

Noethkr Max, professore di matematica all' Università di Erlangen. 
(Nom. 30 maggio 1901.) 

Picard Emilio, professore di algebra superiore all'Università di Parigi. 
(Nom. 30 maggio 1901.) 

Reuleaux F., direttore dell'Accademia industriale di Boriino (Nom. 27 
gennaio 1876) 

Schwarz Hermann, professore di matematica all' Università di Berlino. 
{Nom. 8 febbraio 1877.) 

Thomson Guglielmo (lord Kelwin), professore neirUniversità di Glas- 
gow. (Nom. 26 gennaio lì582.) 

TissERAND dottor Eugenio, consigliere alla Corte doi conti. — Parigi, 
rue du Cirque, 17 (Nom. 24 gennaio 1884) 

Ulleksperger professor G. B. — Monaco. (Num. 27 geìititiio 1870.) 

Van't Hoff J. H., professore di chimica generale all'Università di 
Berlino. (Nom. 22 giugno 1899.) 

Zeuxer professore Gustavo, già direttore del r. Politeenioo di Dresda. 
(Nom. 4 febbraio 1868.) 



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CLASSE DI LETTERE, SCIENZE MORALI E STORICHE 



MEMBRI ONORARI. 

Visconti Venosta march. Emilio, gr. cord. lKi © ♦, ecc., senatore» pre- 
sidente onorario della r. Accademia di belle arti in Milano. — Mi- 
lano, via Monforte, 35. (Nom. S. C. 8 febbraio 1866. — M. 0. 30 
maggio 1895.) 

NiGRA conte Costantino, Coli, della s. Ann. gr. cord.#, e -*, senatore, 
già ambasciatore del re d'Italia a Vienna. (Nom. S. C 27 gennaio 
1876. M. 0. 30 maggio 1895.) 

JMEMBRI EFFETTIVI. 

Cebiani monsignor Antonio, cav. #, protonotario apostolico a. i., con- 
saltore della Commissione pontificia * de re biblica « , dottore d'onore 
aggregato della pontificia Facoltà teologica di Milano, membro ono- 
rario della r. Accademia irlandese^ della Società orientale d'Ame- 
rica e della Società di archeologia biblica di Londra, membro cor- 
rispondente della classe filosofico-storica della r. Accademia delle 
scienze di Berlino, prefetto della Biblioteca Ambrosiana, professore 
di lìngue orientali, consultore del Museo patrio d'archeologia. — 
Milano, piazza Rosa, 2. (Nom. S. C 24 gennaio 1861. — M. E. 
16 marzo 1862. — Pens, 16 aprile 1872.) 

Ascoli Qraziadio, insignito di pia ordini e della cittadinanza mila- 
nese, senatore, socio nazionale dell'Accademia dei Lincei, della r. Ac- 
cademia delle scienze di Torino e della Società reale di Napoli, 
socio straniero dell' Istituto di Francia e della Società reale svedese 
di scienze e lettere in Qotemburgo, accademico della Crusca, mem- 
bro d'onore dell'Accademia delle scienze di Vienna, membro corri- 
spondente delle Accademie delle scienze di Belgrado, Berlino, Bu- 
dapest, Copenaga, Pietroburgo, della Società orientale americana, 
dell'i, r. Società agraria di Gorizia, degli Atenei di Venezia e di 
Brescia, socio onorario delle Accademie delle scienze d'Irlanda 
e di Rumenia, della Società asiatica italiana, della r. Accademia 
di scienze, lettere ed arti di Padova, della r. Accademia di belle 



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MBMBBI EFFETTIVI. XIX 



arti di Milano, del Circolo filologioo di Milano, delF Accademia di 
Udine, della Lega nazionale per la unità di cultura tra i Rumeni, 
dell'Associazione americana per le lingue moderne, ecc., dottore in 
filosofìa i>er diploma d' onore dell' Università di Virzburgo, profes- 
sore emerito di storia comparata delle lingue classiche e neo-latine 
nella r. Accademia scientifico-letteraria di Milano. — Milano, via 
del Conservatorio, 28. (Nonu S» C. maggio 1862. — M. E. \^ gennaio 
1864. — Pena, 10 agosto 1873.) 

Lattes dottor Elia, comm. #, uff. -K-, socio corrispondente della r. 
Accademia delle scienze di Torino, socio nazionale dell'Istituto storico 
di diritto romano presso la r. Università di Catania, socio ordinario 
nazionale non residente della Società reale di Napoli, membro 
della Consulta del museo archeologico e professore emerito di anti- 
chità civili, greche e romane nella r. Accademia scientifico-letteraria 
di Milano. — Milano, via Principe Umberto, 28. (Noni. S. C. 7 feb- 
braio 1867. — M. E. 11 aprile 1872. — Fens, 13 novembre 1884.) 

Cebuti abate Antonio, cav. #, dottore, vice-prefetto della Biblioteca 
Ambrosiana, membro delle r. Deputazioni di storia patria di Torino 
e Venezia, e della Commissione pei testi di lingua nell'Emilia, socio 
corrispondente della Società Ligure di storia patria, della r. Ac- 
cademia Raffaello di Urbino, della Società Colombaria di Firenze, 
membro onorario della Società archeologica di Novara e di Udine, 
ecc. — Milano, via Moneta, 1 A. (Nom. S. C, 27 gennaio 1870. — - 
M. E. 18 maggio 1873. — Pens. 22 luglio 1886.) 

Cantoni dottor Cablo, comm. -^ e uff. #, senatore, membro della So- 
cietà filosofica di Berlino, dottore honoris causa dell' Univ. di Kò- 
nigsberg, membro corr. dell' Isi. di se. e lett. di Ginevra, socio na- 
zionale della r. Accademia dei Lincei, socio corr. della r. Accademia 
delle scienze di Torino, membro del Consiglio del Consorzio uni- 
versitario lombardo, direttore della Scuola di magistero e profes- 
sore ord. di filosofia teoretica nella r. Università di Pavia. — Pavia, 
via Cardano 4. (Nom, S. C. 25 gennaio 1872. -- M. E.^ aprile 1879. 
Pens, 19 marzo 1891.) 

Massarani dottor Tullo, cav. e cons. •!}», gr. uff. -¥■ e #, comm. della 
Legìon d'onore, senatore, socio onor. delle r. Accademie di belle 
arti in Milano, di San Luca in Roma e di molte altre in Italia, 
socio corrisp. della r. Accademia dei Lincei, dell'Istituto di Francia, 
della r. Accademia di S. Ferdinando in Madrid, ecc. — Milano, via 
Nerino, 4. {Nom. S. C. 25 gennaio 1872. — M. E. 24 novembre 1881.) 

ViDARi Ercole, comm. ■^, cav. #, senatore, membro corr. della Società di 
legislazione comparata di Parigi, e delia Internationale Yereinigung 
fQr vergici chende Rechtswissenséhaft di Berlino, socio corr. del Circolo 
giuridico di Palermo e dell'Ateneo Veneto, socio onor. della r. Ac- 
cademia di scienze, lettere ed arti in Modena e della r. Acc. di se. 



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XX LETTERE, SCIENZE MOBAXI K STORICHE. 

mor. e poi. di Napoli, professore ordinario di diritto commerciale 
nella r. Università di Pavia. — Pavia, via A. Alciato, 4. {Xom- S. C. 
22 gennaio 1874. — M. E, 10 maggio 1883. — Pens. 21 marzo 1895.) 

ViONOLi dottor Tito, uff. # e cav. ^, membro della r. Commissione 
conservatrice dei monumenti, presidente del Consiglio direttivo 
del Collegio Caichi-Taeggi, membro del Consiglio della Scuola 
d^arte applicata alPindustria, presidente della Scuola tecnico-lette- 
raria femminile, membro della Commissione conservatrice dei mo- 
numenti e degli oggetti d'arte e di antichità della provincia di 
Milano, socio di vari istituti, ecc., direttore generale ed amministra- 
tivo del museo civico di storia naturale, professore di antropologia 
nella r. Accademia scientifico-letteraria di Milano. — Milano, corso 
Venezia, 89. (Nom. S. C, 4 febbraio 1869. — M, E. 27 novembre 
1884. — Pens. 21 maggio 1896.) 

In AMA Vigilio, conmi. -^, professore ordinario di letteratura greca 
nella r. Accademia scientifico-letteraria in Milano. — Milano, via 
Conservatorio, 13. (iVow. S, C. 22 gennaio 1880. — M. E. 2ò no- 
vembre 1886. — Pens. 8 giugno 1899.) 

Del Giudice avvocato Pasquale, uff. ^, cav. -^, senatore, socio ordi- 
nario non residente della Società reale di Napoli, membro onorario 
deir Istituto storico di diritto romano presso la r. Università di 
Catania, socio corrisp. della Commissione senese di storia patria, 
professore ordinario di storia del diritto e incaricato della intro- 
duzione alle scienze giuridiche e istituzioni di diritto civile nella 
r. Università di Pavia. — Pavia, via Scarpa, 6. (Nom. S. C, 6 feb- 
braio 1879. — M. E. 13 marzo 1890. - Pens. 23 marzo 1905). 

Gobbi avvocato Ulisse, cav. 3^c, professore di economia politica, mem- 
bro del Consiglio della previdenza e delle assicurazioni sociali. — 
Milano, corso S. Celso, 6. (Nom. S. C. 24 gennaio 1884. — M. E. 19 
novembre 1891.) 

Ratti sac- Achille, cav. ^^ dottore in teologia, filosofia e diritto canonico, 
dottore della Biblioteca Ambrosiana, socio corr. della r. Deputazione 
di storia patria, socio dell'Accademia romana di religione. — Mi- 
lano, piazza della Rosa, 2. (Nom. S. G. il luglio 1895. — 3f. -K. 30 
maggio 1901.) 

Beltrami prof. Luca, architetto, comm. ^, senatore, membro del r. In- 
stitute of British archìtects e dell'Accademia di Francia. — Milano, 
via Cemaja, 1. (Nom. S. C. 11 luglio 1895. — M. E. 30 maggio 1901.) 

Gabba avv. Bassano. — Milano, via S. Andrea, 2 (Nom. S. C. 26 gen- 
najo 1882. — M. E. 17 aprile 1902.) 

Canna Giovanni, cav. #, comm. -^, accademico della Crusca, socio corr. 
dell'Istituto archeologico germanico di Roma, dell'Accademia virgi- 



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MBMBBI EFFETTIVI. XXI 



liana di Mantova, della Società Colombaria di Firenze, professore 
ordinario di letteratura greca nella r. Università di Pavia. — Pavia, 
piazza Petrarca, 1. (Nom, S, C, 22 gennaio 1880. — i/. E. 15 gen- 
naio 1903.) 

MiNGUZzi avv. Livio, professore ord. di diritto costituzionale e incar. di 
filosofìa del diritto nelT Università di Pavia, attualmente direttore 
della r. Scuola diplomatico-coloniale nelF Università di Eoma. — 
Pavia. {Nom. S. C. 22 giugno 1899. — Jf. E. 12 febbraio 1903.) 

ZuccAjrrE Giuseppe, professore ordinario di storia della filosofia e incar. 
deirinsegn. della filosofia teoretica alla r. Accademia scientifico- 
letteraria di Milano, libero docente di filosofia morale nella r. Uni- 
versità di Torino. — Milano, piazza Monforte, 4. (Nom, S. C. 17 
febbraio 1898. — M. E. 23 giugno 1904.) 

MEMBRO LIBERO. 

SiMONCELLi avv. VINCENZO, cav. uff. ^, professore ordinario di procedura 
civile e ordinamento giudiziario nella r. Università di Roma. — 
Roma. (Nom. S. C. 12 tnarzo 1896. — 3/. E. 23 febbraio 1899.) 

SOCI CORRISPONDENTI ITAUANI. 

Ambrosoli dott. prof. Solone, cav. ♦, conservatore 'del r. Gabinetto 
numismatico di Brera e libero docente di numismatica presso la 
r. Accademia scientifico-letteraria, presìd. del Gruppo dei liberi do- 
centi di Milano, socio corrispondente delle rr. Deputazioni di storia 
patria di Torino e di Parma, presidente della Società storica co- 
mense, vice-presid. delia Commissione reale tecnico-artistica per la 
nuova monetazione, corr. della Soc. stor. di Savona, delPAssoc. ar- 
cheol. romana e della Soc. numisni. di Vienna, socio straniero delle 
rr. Soc. namism. del Belgio e dell' Olanda, socio onor. della r. Ac- 
cademia di belle arti in Milano. — Milano, via Montebello, 14. 
(Nom. 2 giugno 1898.) 

Bakzellotti Giacomo, cav. -^» professore di storia della filosofia nella 
r. Università di Roma. — Roma. (Nom. 1 febbraio 1883.) 

Benini dott. Rodolfo, prof. alPUniv. comm. Bocconi di Milano, ed ord. 
di statistica all'Univ. di Pavia. — Pavia, via s. Ennodio, 8. (Nmn. 
27 aprile 1905). 

Bbbtoliki dott. Pbancbsco, comm. ^, uff. #, comm. dell'ordine di 
San Marino, profess. di storia antica, preside della Facoltà di fi- 
losofia e lettere e dirett. della Scuola di magistero nella r. Uni- 
versità di Bologna. — Bologna. (Nom. 23 gennaio 1873.) 



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XXJI LETTERE, SCIENZK MOBALI £ STORICHE. 

BoDio dott. Luigi, grande ufficiale #, gran cordone •)(-, car. 4, senatore, 
commendatore della legion d'onore, gran cordone della corona reale 
di Prussia, socio nazionale della r. Accademia dei Lincei, corrispon- 
dente dell' Institut national de France (Académie des sciences mo- 
rales et politiques), consigliere della Società geografica italiana, 
membro onorario delle Società di statistica di Parigi, Londra, Man- 
chester, Edinburgo, Francoforte, Berna^ Boston, dell'Accademia im- 
periale delle scienze di Pietroburgo, membro e segretario generale 
dell'Istituto internazionale di statìstica, consigliere di Stato, presi- 
dente del Consiglio superiore di statistica. — Roma, via Torino, 153. 
(Xom. 7 febbraio 1878.) 

BoiTO Camillo, grande ufficiale ■^, ufficiale della Legion d*onore, pre- 
sidente e professore di architettura nella r- Accademia di belle arti 
in Milano, socio onorario delle Accademie artistiche di Torino, Ve- 
nezia, Bologna, Roma, Firenze, Genova, ecc., ecc. — Milano, via 
P. Amedeo, 1. (Nom, 9 febbraio 1893 ) 

BoNFANTK dott. PiETRO, prof. ord. di dir. rom. all'Univ. di Pavia «» 
prof. onor. deirUniv. di Camerino. — Milano, via Pr. Umberto, 27. 
(Nom. 27 aprile 1905.) 

Brunialti avv. prof. Attilio, comm. #, gr. uflF. ♦ cav. della Legion 
d'onore di Francia e della Stella di Rumania, libero docente di 
diritto costituzionale alla Università di Roma, socio corr. dell'Ame- 
rican Academy of politicai and social sciences di Filadelfia, della 
Société de législation comparée di Parigi, della Internationale Ge- 
sellschaft fiir Gesetzgebung und Volkswissenschaft di Berlino, delle 
Società geografiche di Marsiglia e di Lione^ dell'Accademia dei 
Concordi di Rovigo e di quella dei Georgofili di Firenze, ecc., 
consigliere di Stato, deputato al Parlamento, membro della Commis- 
sione sup. delle imposte dirette, vice-pres. del C. A. I. (Roma), C. C. 
del T. C L, ecc. — Roma. {Nom. 10 febbraio 1881.) 

Brusa avv. Emllio, uff. #, comm. ^ e dell'ordine di s. Stanislao di Rus- 
sia, ufficiale d'Accademia (Francia), socio corrispondente dell'Acca- 
demia di legislazione di Tolosa (Francia), e della Società di legisla- 
zione comparata (Francia), membro effettivo dell'Istituto di diritto 
internazionale, socio onorario della Società dei giuristi svizzeri, e 
corrispondente della r. Accademia di giurisprudenza e legislazione 
di Madrid, di quella di Barcellona, della Società generale delle pri- 
gioni di Francia, di quella di Spagna, della r. Accademia Pelori- 
tana, della r. Accademia di scienze morali e politiche di Napoli e di 
altre, membro residente della r. Accademia delle scienze di Torino, 
della Commissione per la statistica giudiziaria e di quella per la 
riforma del codice di procedura penale, già preside della Facoltà 
di eriurisprudenza, e prof, ordinario di diritto e procedura penale 
nolla r. Università di Torino. — • Torino. (Nom, 9 marzo 1893.) 



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BOCI COEBISPONDBNTI. XXIII 



BuzzATi dotfc. Giulio Cesàbe, ca^. # e -)(^, professore ord. di diritto in- 
iernazioDale all'Università di Pavia e air Università comm. Boc- 
coni di Milano, membro delPInstitut de droit internationaU dell'In- 
temational law Association di Londra, dell' American Academy of 
politicai and social scienoe di Filadelfia, della Society of compa- 
rative legislation di Londra, della Internationale Yereinigung fùr 
vergleichende Rechtswìssenschaft di Berlino, socio corr. dell'Ateneo 
YenetOt della Société de legislation comparée di Parigi^ dell'Isti- 
tuto di diritto romano, dell'Accademia Peloritana di Messina, mem- 
bro della Commissione araldica lombarda. — Milano, via S. Marco, 12. 
(Nonu 22 giugno 1899.) 

Capàsso dott. Gaetano, cav. -^f, membro della r. Deput. di st. patria 
per le prov. parmensi, lib. doc. di st. mod. ali'Acc. scient.-lett. e 
preside del r. liceo Alessandro Manzoni in Milano. — Milano, via 
Fratelli Ruffini, Il (Nom, 27 aprile 1905.) 

Carducci Giosujb, comm. #, gr. cord. ^5', senatore , socio corrispondente 
del r. Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti, socio naz. della r. 
Accademia dei Lincei e della r. Accademia della Crusca, professore 
di lettere italiane nella r. Università di Bologna, presidente della 
r. Deputazione di storia patria per le Provincie di Romagna e della 
Società dei testi di lingua. — Bologna. (Norn. 4 febbraio 1869.) 

Cipolla dott. conte Cablo, comm. -^, ispettore pei monumenti e le anti- 
chità nella provincia di Verona, socio naz. della r. Acc. dei Lincei, 
membro della r. Acc. delle se. di Torino, della r. Deput. di st. patria 
per il Veneto e di quella per le antiche prov. e la Lombardia, socio 
corr. del r. Ist. Ven. di se. lett. ed arti, prof. ord. di st. mod. nella 
r. università di Torino. — Torino. {Nom. 27 aprile 1905) 

CoMPABBTTi prof. DOMENICO, cav. ifl», uff. #, comm. -^j senatore del re- 
gno, socio nazionale della r. Accademia dei Lincei, accademico cor- 
rispondente del r. Istituto Veneto, socio nazionale della r. Accade- 
mia delle scienze di Napoli e di quella di Torino, membro della So- 
cietà reale pei testi di lingua, corrispondente dell'Accademia delle 
scienze di Vienna, socio corrispondente della r. Accademia di Mo- 
naco (Baviera), membro di quella delle iscrizioni e belle lettere 
di Parigi, professore emerito della r. Università di Pisa e del r. 
Istituto di studi superiori di Firenze. — Firenze. (Nom. 4 feb- 
braio 1869.) 

CossA nob. dott. Emilio, professore straordinario di economia politica 
nella r. Università di Messina. — Messina. (Notn, 12 marzo 1896.) 

Orbdaro Luigi, deputato al Parlamento, professore di pedagogia e pre- 
side della Facoltà di lettere e filosofìa nella r. Università di Roma. 
(Nom. 9 marzo 1893.) 



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XXIY LETTERE, SOIJBNZB MORALI E STORICHE. 



D'Ancona Alessandro, gr. uff. -)(-, comm. #, car. «fr, cav. della Legion 
d'onore, senatore, socio nazionale della r. Accademia dei Lincei e 
della r. Accademia delle scienze di Torino, corrispondente della 
r. Accademia della Crusca e delP Istituto di Francia (Acad. des 
inscr. et belles lettres), professore emerito di lettere italiane nella 
r. Università di Pisa. — Pisa. {Nom. 4 febbraio 1869.) 

De Marchi dott. Attilio, consigliere del r. Collegio delle fanciulle^ 
prof. ord. di antichità classiche nella r. Accademia scientifico-let- 
teraria di Milano. — Milano, via Circo, 8. {Nom, 12 marzo 1896.) 

DiNi dottor Francesco, cav. % e uff. -^, professore emerito di filosofia, 
membro della Società asiatica di Parigi e di quella reale di Londra, 
socio dell'Ateneo di Brescia, dell'Accademia agraria di Pesaro, 
dell'Accademia valdarnese del Poggio e della r. Commissione per la 
pubblicazione dei testi di lingua, sottoarchivista di stato nel r. Ar- 
chivio di Firenze. — Firenze. {Nom. 10 marzo 1864.) 

D'Ovidio Francesco, «jav. ««5', comm. -^, cav. uff. #, socio ord. e pres. della 
Società reale di Napoli, socio naz. e vice pres. della r. Accademia 
dei Lincei, accademico della Crusca, socio corr. della r. Accad. delle 
scienze di Torino e del r. Istituto Veneto di se. lett. ed arti, socio 
straniero della Dante Society d'America, prof, di storia comparata, 
delle letterature neolatine nella r. Università di Napoli. — Napoli. 
{Nom, 11 luglio 1895.) 

Faggi dott. Adolfo, prof. ord. di storia della filosofia all'Univ. di Pa- 
via. — Pavia {Nom. 27 aprile 1905.) 

Franchi avv. Luigi, cav. ^, socio attuale della r. Accademia di scienze^ 
lettere ed arti in Modena, socio corrispondente della r. Accademia 
Virgiliana di Mantova e della r. Deput. di st. patria per le prov. 
delle Marche, professore ord. di diritto commerciale e incar. di sta- 
tistica nella r. Università di Modena. — Modena. {Nom. 5 luglio 1900.) 

Frizzi avv. Lazzaro, già deputato al Parlamento. — Milano , via 
Monte di Pietà, 18. {Nom. 9 febbraio 1865.) 

Fumagalli prof. Giuseppe, cav. uff. •)(-, bibliotecario-capo della Biblio- 
teca nazionale di Brera, socio corr. dell' i. r. Accademia degli Agiati 
di Rovereto. — Milano, {Nom, 2 giugno 1898) 

Gabaglio Antonio, cav. ^, professore di economia politica nell'Istituto 
tecnico di Pavia. — Pavia, via s. Ennodio, 8. {Nom. 10 febbraio 1881.) 

Gabba Cablo Francesco, comm. -^ e #, senatore, cav. della Stella di 
Romania, socio nazionale delle r. Accademie de' Lincei di Roma, delle 
scienze di Torino e di scienze morali di Napoli, membro del Consi- 
glio del Contenzioso diplomatico e dell' Institut de droit Interna- 
tional, vice-presidente della Association for reform and codification 
of the law of nations, membro dell'American Association for socia) 



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8<XJI OOEKISPONDENTI. XXV 



Bcience e della Société d'histoire diplomatique di Parigi, etc, profes- 
sore dì filosofia del diritto e di diritto civile nella r. Università di 
Pisa. — Pisa. (Nam, 9 febbraio 1868.) 

GiAcosA Giuseppe, comm. H. -— Milano, piazza Castello, 16. (Nom. J> 
marzo 1893.) 

GiOBOiNi Gio. Battista, uff. 9, comm. 41-, senatore, professore emerito 
delle r. Università di Pisa e di Siena. — Pisa. (Nom. 9 febbraio 1865.) 

GoR&A dott Egidio, prof. ord. di storia comp. delle lett. neo-latine 
airUniv. di Pavia. — Pavia, piazza Castello, 13. (Nom A maggio 1905). 

Qroppali dott. Alessanbbo, socio dell' Institut intern. de sociologie, 
membro dell'Amer. Aead. of polit. and soc. science, membro corr. 
della Sociolog. Soc, prof, dì filosofia del diritto all'Università di Mo- 
dena. — Modena. {Nom, 27 aprile 1905.) 

Guidi Ignazio, uff. #, comm. ^ e dell'ordine della stella polare di Svezia, 
socio nazionale della r. Accademia dei Lincei, professore di ebraico 
e di lingue semitiche comparate nella r. Università di Roma. — 
Roma. (iVom. 12 marzo 1896.) 

KxBBAKER dott. MiOHBLE, comm. •)(- e #, socio corr. della r. Acc. dei 
Lincei e della r. Acc. delle scienze di Torino, socio ord. res. della 
Soc. Reale di Napoli, socio ord. della r. Acc. Pontaniana di Napoli, 
prof. ord. di st. comp. delle lingue class, e incar. di sanscrito alla 
r. università di Napoli. — Napoli. {Nom. 27 aprile 1905). 

Lasinio Fausto, comm. •)(-, professore ordinario di lìngue semitiche 
comparate e incaricato di lingua araba nel r. Istituto di studi su- 
periori in Firenze. — Firenze. {Nom. 4 febbraio 1869.) 

Lattes prof. Alessandro, socio corr. della r. Deputazione di storia 
patria per le antiche Provincie e la Lombardia, libero docente di 
storia del diritto italiano nella r. Università di Torino. — Torino, 
via Vitt. Amedeo II, 16. (Nom, 11 luglio 1895.) 

LoNGO dottor ANTONIO, cav. ^ e -^f professore ordinario di diritto am- 
ministrativo nella r. Università di Palermo. Palermo. {Nom. 5 li*glio 
1900). 

M4NFBEDI avvocato Pietro, cav. # e •)(', segretario onorario deirAs- 
sociazione fra le banche popolari italiane. — Milano, via Dante, 12. 
{Nom. 1 febbraio 1883.) 

Martin AzzoLi Antonio, cav. ^ dottore in filosofia e lettere, professore di 
filosofia nel r. liceo Cesare Beccaria, professore incaricato di pe- 
dagogia nel r. Collegio delle fanciulle e libero docente di pedagogia 
alla r. Accademia scientifico-letteraria di Milano. — Milano, via 
Carlo Alberto, 26. {Nom. 1 marzo 1896.) 



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XXVI LETTERE, SCIENZE MORALI E STORICHE. 



Martini Emidio, cav. # e -)(•, socio ord. res. della r. Acoademia di ar- 
cheologia, lettere e belle arti di Napoli, bibliotecario-capo della Bi- 
blioteca nazionale di Napoli. — Napoli. (Notn. 11 maggio 1895.) 

Mercati ab. dott. GiovannIi alla biblioteca Vaticana, membro corrisp. 
della r. Società delle scienze di Gottingen. — Roma. (Noni. 2 giu- 
gno 1898.) 

NovATi dott Francesco, prof. ord. di storia comparata delle lettera- 
ture neolatine e preside-rettore della r. Accademia scientifico- 
letteraria di Milano, presidente della Società storica lombarda, vi- 
cepresidente della r. Deputazione sopra gli studi di storia patria 
per il Piemonte e la Lombardia, membro della r. Oommiss. per 
Tedizione naz. delle opere di Petrarca, socio del r. Ateneo di Ber- 
gamo, socio corr. della r. Deputazione di storia patria per FUmbria 
e della r. Accademia delle scienze di Torino, membro della Con- 
sulta araldica lombarda, socio onorario della r. Accademia di belle 
arti in Milano, consigliere del Comitato centrale della Società dan- 
tesca italiana e vicepresidente del Comitato milanese della Società 
stessa. — Milano, via Borgonovo, 18. {Nom, 11 luglio 1895.) 

Oliva avv. cav. Domenico. — Roma. (Nom, 2 giugno 1898.) 

Paoli dottor Alessandro, cav. uff. -)(•, professore di storia della filosofia 
nella r. Università di Pisa. — Pisa. (Nom. 5 luglio 1900.) 

Rajna dottor Pio, uff. «ti- e #, socio naz. non resid. della r. Acca- 
demia delle scienze di Torino, corrispondente della r. Accademia 
dei Lincei, della Società reale di Napoli, della r. Accademia della 
Crusca, della r. Accademia di Padova, 'della r. Accad. lucchese e 
della Società r. di scienze e lettere di Goteborg, professore ordi- 
nario di lingue e letterature neo-latine nel r. Istituto di studi su- 
periori in Firenze. — Firenze. (Nom. 10 f ebbi-aio 1881.) 

Rasi dottor Pietro, cav. •)(-, socio corr. della r. Accad. di se lett. ed 
arti di Padova e dell'Accad. Virgiliana di Mantova, professore or- 
dinario di letteratura latina nella r. Università di Pavia. — Pavia, 
via Scopoli 7. (Nom. 17 aprile 1902). 

Rossi Vittorio, socio corr. delle r. Acc. delle se. di Torino e di Padova, 
della r. Deput. veneta di st. patria e di quella ferrarese, consigliere 
del Comitato centr. della Soc dantesca italiana, professore di let- 
teratura italiana e preside della Facoltà di lett. e filos. nella r. Uhi- 
versità di Pavia. — Pavia, via Scarpa, 3. (Nom. 22 marzo 1896.) 

RuFPiNi dott. Francesco, cav. s^t, socio naz. resid. della r. Acc. delle 
se. di Torino, professore di storia del diritto italiano nell'Università 
di Torino. — Torino. (Nom. 22 giugno 1899.) 

Sabbadini dott. Remigio, cav. ^^ prof. onor. dell* Univ. di Catania, 
membro della Commiss, per Tedizione naz. delle opere del Petrarca, 



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SOCI COBRISPONDKNTI. XXVII 



prof. ord. dì lett. lat. alla Acc. scient-lett. di Milano. — Milano, 
foro BonapartìB, 52 (Nom, 27 aprile 1905.) 

Sacbbdoti Adolfo, cav. ♦, socio effettivo della r. Accademia di scienze 
lettere ed arti di Padova, socio corr. del r. Istituto Veneto di 
scienze* lettere ed arti, professore ordinario di diritto commer- 
ciale nella r. Università di Padova. — Padova. (Nom* 12 marzo 

1896.) 

I 
Salvioni Carlo, prof, di linguistica nella r. Accademia scientifico-let- 
teraria di Milano. — Milano, Via Solferino, 7. {Nom. Il luf/lio 1895.) 

ScHKBiLLO dottor Michele, prof. ord. di letteratura italiana, inca- 
ricato della stilistica italiana nella r. Accademia scientifìco-lettera- 
ria di Milano e segretario dell* Accademia medesima, socio corr. 
dell'Accademia Pontaniana di Napoli e dell* Ateneo di Brescia, consi- 
gliere del Comitato centrale delia Società dantesca italiana in Fi- 
renze e presidente del Comitato provinciale in Milano, cons. com. 
di Milano. — Milano» via Leopardi» 14. (Nom. 12 marzo 1896.) 

Sbappa dott. Angelo, prof. ord. di diritto comm. alFUniv. di Parma. — 
Parma (Nom. 27 a/wt7« 1905.) 

Supino Camillo, prof, ali* Univ. comm. Bocconi di Milano ed ord. di 
econ. poi. airUniv. di Pavia. — Milano, piazza Castello, 20. {Nom' 
27 aprile 1905.) 

YioABi Giovanni, professore di filosofia morale alla r. università di 
Pavia. — Pavia, corso Vitt. Em., 79. (Nom. SO maggio 1901). 

ViLiiABi Pasquale, cav. e cons. a^, gr. uff. #, gran cord. -)(•, cav. dell'ord. 
del Merito di Prussia, senatore, socio ordinario della r. Accademia 
dei Lincei e della r. Accademia delle scienze di Torino, socio della 
r. Accademia di Berlino, presidente delFIst. storico in Roma e della 
Deput. di storia patria per la Toscana, membro della Dep. di storia 
patria per la Romagna, socio deirAccademia pontaniana di Napoli, 
dell'Accademia di S. Cecilia in Roma, dell'Accademia di belle arti 
di Firenze, socio <K)rrisp. del r. Istituto Veneto di scienze, lettere 
ed arti, della Società delle scienze, della Pontaniana di Napoli, socio 
residente dell'Accademia della Crusca, dell'Accademia dei Geor- 
gofiU di Firenze, socio corr. delle Accademie di Monaco, di Vienna, 
di Budapest e di Gottinga, professore onorario delle Università di 
Edimburgo, Halle e Budapest, dott. hon. eausa dell'Università di 
Oxford, professore di storia e preside della sezione di lettere nel- 
l'Istituto di studi superiori di Firenze. — Roma. (Nom. 6 febbraio 
1879.) 



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XXVIII LETTKRE, SCIENZE MORALI E STORICHE- 



SOCI CORRISPONDENTI STRANIERI. 

BouTROUX Emilio, professore di storia della filosofia moderna nell'u- 
niversità di Parigi. — Parigi {Nom, 5 luglio 1900.) 

Dareste Rodolfo , consigliere di Cassazione , membro dell' Istituto dì 
Francia. — Parigi. (Nom, 9 marzo 1893.) 

Marshall Alfredo, professore all'università di Cambridge. (Nom, 9 
marzo 1893.) 

Mktbr Paolo, professore di lingue e letterature sud-europee nel Col- 
lège de Franco. — Parigi. (Nom* 12 marzo 1896.) 

Palgrave Inglis il H., membro della Società reale di Londra. — 
Belton, Gr. Jarmouth, Norfolk. {Nom. 24 gennaio 1884.) 

Paulsbn Federico, professore di filosofia e pedagogia nell'università 
di Berlino. — Berlino. (Nom. 6 luglio 1900.) 

PiERsoN Nicola Gerardo, ministro delle finanze all'Aja. (Nom. 9 marzo 
1893.) 

ScHUOHARDT Uoo, prof. di filologia nella università di Gratz. {Nom, 
11 luglio 1895.) 

Thomsen Guglielmo, professore di lingue comparate nella università 
di Copenaghen. — Copenaghen (Nom. 12 marzo 1896.) 

Wagner Adolfo, professore di economia politica nella r. Università 
di Berlino. (Nom. 1 febbraio 1883.) 



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RIPARTIZIONE DEI MEMBRI E SOCI 

FRA LE 

VARIE SEZIONI DELL'ISTITUTO. 



MEMBRI 
JEFFETTITI 


SOCI COBBISPONDENTI 




Nazionali 


Stranieri 




Scienze roateroati 


1 
Che. 




Bardelli 


Ancona r Pìncherle | 


Cantor 


Picard 


Jung 


Bianchi 


Sayno 


Darboux 


Reuleaux 


ÀBchìeri 


Cosani 


Segre 


Forsyth 


Schwarz 


Pascal 


Dini U. 


Sìacci 


Gordan 


Zeoner 


Berzolari 


D'Ovidio E. 


Somiglìana 


Jordan 


— 


' Berti ni 


Formenti 


Tardy 


Klein 


— 


(membro lib.) 


Jorini 


Tessari 


Neumann 


— 




Maggi. 


Volterra 


Noether 


— 




Scienze fisico-cliimiclie. 




Schiaparellì 


Arno 


Menozzi 


Auwera 





1 Ck>lombo 


Banfi 


Paladini 


Boltzmann 


— 


Ferrini 


Bmgnat. T. 


Paterno 


Dewar 


— 


Celoria 


Cannizzaro 


Pollacci 


Fischer 


— 


' Korner 


Cantone 


Rajna M. 


Mascart 


— 


Gabba L. 


Gragnola 


Righi 


Newcombe 


— 


Murani 


De Marchi L. 


Zonini 


Thomson 


— 


— 


Jena 


— 


Van 't Hoff 


— 



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XXX 



BIPABTIZ. DRI UBMBBI B SOCI FBA LB VABIB SEZIONI. 



MEMBRI 
EFFETTIVI 



TaramelH 

Ardissone 

Pavesi 

Briosi 

Artìni 



SOCI CORRISPONDENTI 



Nazionali 



Stranieri 



Scienze naturali. 



Andres 

Bezzi 

Brugnat. L. 

Cattaneo A. 

Cattaneo G. 

Cavara 

Corti 

Doria 

Gorini 

Mariani 



Martorelli 

Matti rolo 

Mercalli 

Monti 

ParonaC.F. 

Pirotta 

Salmojraghi 

Sordelli 

Tommasi 



Bornet 

Fatio 

Forel 

Gaudry 

Groth 

Hàckel 

Mojsìsotìcs 

Tisserand 



Scienze mediche. 



Mantegazza 


Albini 


Parona C 


Bollinger 


Golgi 


Bonardi 


Pestalozza 


Koch 


Mangiagalli 


Bordonì-Uff. 


Raggi 


Kolliker 


Visconti 


Dell'Acqua 


Sala 


Ullersperger 


Forlanini 


Foà 


Schivardi 


— 


— 


Gatti 


Sertoli 


— 


— 


Lombroso 


Sorniani 


— 


— 


Marcacci 


Tamburini 


— 


— 


Morselli 


Tansini 


— 


— 


Mosso 


Todaro 


— 



Letteratura e filosofia. 



Cantoni 

Massarani 

Vignoli 

Canna 

Zuccante 



Barzelletti 

Carducci 

Credaro 

D'Ancona 

Dini F. 

Faggi 

Fumagalli 

Giacosa 



Groppali 

Martinazzoli 

Oliva 

Paoli 

Rossi 

Scherillo 

Vidari G. 



Boutroux 
Panlsen 



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BIPARTIZ. DEI MSMBBI K SOCI FBA LK VARIB SEZIONI 



XXXI 



MEMBRI 
EFPBTTITI 


1 

1 


SOCI CORRISPONDENTI 


aieri 


Nazi 


onali 


Stra 

1 . _____ 




i 
Storia e filologia. 




Cerìani 


AmbroBoli 


Kerbacher 


Meyer 





Ascoli 


Bertolini 


Lasinio 


Schuchardt 


— 


Lattes E. 


Boito 


Martini 


Thomsen 


— 


Ceruti 


Gapasso 


Mercati 


— 


— 


1 Inama 


Cipolla 


Novati 


— 


— 


Beltrami 


Comparetti 


Rajna P. 


— 


— 


— 


De Marchi A. 


Rasi 


— 


— 


— 


D'Ovidio F. 


Sabbadini 


— 


— 


1 — 


Gorra 


Salvioni 


— 


— 


— 


Guidi 


Villari P. 


— 


— 




Scienze 


politiche e giuridiche. 




j Vidari E. 


Bellini 


Gabba C.F. 


Dareste 


— 


Del Gindice 


Bodio 


Giorgini 


Marshall 


— 


1 Gobbi 


Bonfante 


Lattes A. 


Palgrave I. 


— 


Ratti 


Brunialti 


Longo 


Pierson 


— 


' Gabba B. 


Brusa 


Manfredi 


Wagner 


— 


Minguzzi 


Buzzati 


Ruffini 


— 


— 


Simoncelli 

; (membro lib.) 


Cossa 
Franchi 


Sacerdoti 
Sraffa 


— 


"■• 


— 


Frizzi 


Supino 


— 


— 


— 


Gabaglio 


— 


.— 


__ 



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Adunanza solenne del 5 gennajo 1905 



Siedono al banco d'onore, oltre ai membri della Presidenza, per 
il prefetto il cav. Parieini, consigliere di Prefettura, pel Municipio 
il delegato prefettizio cav. Àiroldi. Assistono pure, in rappresen- 
tanza del Generale comandante il 3® corpo d'armata, il generale 
Sartirana; per la Corte d'appello, il presidente di Sezione cav. Ni- 
cora; pel Tribunale il procuratore del re cav. Jena; i senatori Can- 
toni, Colombo, Del Giudice, Golgi, Mosso, Vigoni, il deputato Mira, 
il preside della r. Accademia scientifico-letteraria, prof. Nevati, 
molti MM. EE. e SS.CC. dell'Istituto, e parecchi signori e signore 
invitati. 

Il Vice Presidente comm. Inama legge il rendiconto dei lavori 
della Classe di lettere, scienze storiche e morali redatto dal segre- 
tario comm. Strambio. Il segretario prof. Ferrini legge quello della 
classe di scienze matematiche e naturali. 

Viene annunziato il risultato dei concorsi ai premi dell'Istituto 
ed annesse fondazioni. 

Il M. E. prof. Zuceante legge la commemorazione del M. E. 
Ben. Gaetano Negri. 

U M. E. prof. Mangiagalli quella del M. E. sen. Edoardo Porro< 

Da ultimo vengono consegnati ai vincitori dei concorsi i rispet- 
tivi premi od assegni di incoraggiamento e vengono proclamati i 
temi pei concorsi dell'anno 1905 e successivi.. 



Rendiconti. Serie - II, Voi. XXXVIII. 



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RISULTATO DEI CONCORSI A PREMI 



PREMIO ORDINARIO DELL'ISTITUTO. 

L'opera di Vittorio Alfieri come iniziatore del risorginieuto del 
pensiero nazionale. 

Sette concorrenti. Assegno di incoraggiamento di L. 600 alPau- 
tore della Memoria col motto : Sine ulla spe. 



MEDAGLIE TRIENNALL 

Per r agricoltura. Nessun concorrente. 
Per l'industria. 

Sei concorrenti. Medaglia d'oro del valore di L. 500 alla Fab- 
brica di assali e molle di Jerago, gerenti A. Yebmot e A. Rejna. 



FONDAZIONE GAGNOLA. 

I. Sulla velocità dei raggi catodici. 

Due concorrenti. Non è conferito il premio. 
IL Sulla cura della pellagra. 

Due concorrenti. Assecrno di incoraggiamento di L. 800 al 
dottor Carlo Ceni, medico-settore dell'Istituto freniatrico di 
Reggio-Emilia. 
III. Sulla natura dei miasmi e contagi. 

Premio di L. 2500 e medaglia d'oro di L. 500 all' unico con- 
corrente dottor Adelchi Negbi, assistente al gabinetto di pato- 
logia generale nell'Università di Pavia. 



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RISULTATO DEI CONCORSI A PEEMI. 



IV. Sulla direzione dei palloni volanti. 

Un concorrente. Non è conferito il premio. 

V. Sul modo di impedire la contrafifazione di uno scritto. 

Due concorrenti. Non è conferito il premio. 

FONDAZIONE BRAMBILLA. 

Un premio a chi avrà inventato o introdotto in Lombardia qualche 
nuova macchina o qualsiasi processo industriale o altro miglio- 
ramento, da cui la popolazione ottenga un vantaggio reale e 
provato. 

Sedici concorrenti. Premio di 1** grado di L. 500 e una meda- 
glia d'oro alle seguenti ditte: Emilio Balzabini e C, di Milano, 
por la fabbricazione di apparati elettro-niedico-chirurgici; A. Ce- 
DEBNA e C, di Milano, per lo stabilimento di tessitura, tintura 
ed appretto di cotone; Fratelli Pesenti fu Antonio, di Alzano 
Maggiore, per l'industria del cemento Portland e della carta. 
Premio di 2** grado di L. 30O e una medaglia d'oro ai seguenti: 
Felice Antonio Cima e C, di Rancio sopra Lecco, per la fab- 
bricazione meccanica di catene di ferro; Colombo Alfredo, di 
Milano, per l'industria dei portamonete e relativi fermagli; 
Lazzaroni e C, di Saronno, per la preparazione di biscotti 
all'uso inglese; G. Pogliani e C, di Milano, per la lavorazione 
delle setole di majale. 

FONDAZIONE FOSSATI. 

Localizzazione di un centro cerebrale. 

Sette concorrenti. Assegno d'incoraggiamento di L. 1200 al 
dottor Giuseppe Pagano, libero docente di fisiologia all'univer- 
sità di Palermo, per il suo ** Saggio di localizzazioni cerebellari „. 

FONDAZIONE KRAMER; 

Esposizione critica dei sistemi di trazione elettrica. 

Premio di L. 4000 all'unico concorrente, ing. Giovanni Giorgi, 
di Roma, per la sua memoria col motto: Nitimur in vetitum. 



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BISDLTATO DEI CONCORSI A PREMI. 



FONDAZIONE CIANI. 

Al miglior libro di lettura popolare di genere storico. 

Sedici concorrenti. Assegni di incoraggiamento : di L. 600 al 
signor Pietro Orsi, per Topera U Italia moderna; di L. 500 ai 
signori Giovanni Bragagnolo ed Enrico Bextazzi, per l'opera 
Jl risorgimento nazionale ; di L. 400 ai sigg. Enrico Bottini- 
Massa ed Enrico Mestica per l'opera La nostra Italia. 



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TEMI DEI CONCORSI A PREMI 



NORME GENERALI PER I CONCORSI, 

ECCETTDATI QUELLI PER I QUALI SONO ACCENNATE PRESCRIZIONI SPECIAU 



Può concorrere ogni nazionale o straniero, eccetto i Membri 
effettivi del Reale Istituto, con memorie in lingua italiana, o fran- 
cese, latina. Queste memorie dovranno essere trasmesse, franche 
di porto, nel termine prefisso, alla Segreteria dell'Istituto nel palazzo 
di Brera in Milano e, giusta le norme accademiche, saranno ano- 
nime e contraddistinte da un motto ripetuto su di una scheda sug- 
gellata, che contenga nome, cognome e domicilio dell'autore. Si 
raccomanda l'osservanza di queste discipline, affinchè le Memorie 
possano essere prese in considerazione. 

A evitare equivoci, i signori concorrenti sono ancora pregati di 
indicare con chiarezza a quale dei premi proposti dall'Istituto in- 
tendano concorrere. 

I premi verranno conferiti nella solenne adunanza dell'anno suc- 
cessivo a quello di chiusura dei concorsi. 

Tutti i manoscritti si conservano nell'archivio dell'Istituto, per 
uso di ufficio e per corredo dei proferiti giudizi, con facoltà agli 
autori di farne tirar copia a proprie spese. 

E libero agli autori delle memorie non premiate di ritirarne la 
scheda entro un anno dalla aggiudicazione dei premi. 



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TEMI DEI CONCORSI A PREMI. 



PREMI DELL'ISTITUTO. 

Tema pel 1905, pubblicato il 7 gennajo 1904. 

Descrivere i terreni, detti già dal Savi ofioliti, dell'Appennino 
settentrionale e confrontarli cogli analoghi delle Alpi; sciogliendo 
per gli uni e per gli altri due o più regioni caratteristiche, delle 
quali verranno studiate e rilevate le condizioni tectoniche colla mas- 
sima esattezza possibile, con carte e profili. 

Scadenza 31 marzo 1905, ore 15. 

Premio L. 1200. 

Tema pel 1906, pubblicato il 5 gennajo 1905. 

I risultati della psichiatria moderna in relazione colle dottrine 
morali e giuridiche. 
Scadenza 31 marzo 1906, ore 15. 
Premio L. 1200. 



MEDÀGLIE TRIENNALI 

per il 1906. 

Il R. Istituto Lombardo, secondo l'art. 29 del suo regolamento 
organico, aggiudica ogni triennio due medaglie d'oro di L. 500 
ciascuna, per promuovere le industrie agricola e manifatturiera: 
una destinata a quei cittadini italiani che abbiano concorso a far 
progredire l' agricoltura lombarda col mezzo di scoperte o di me- 
todi non ancora praticati ; l'altra a quelli che abbiano fatto miglio- 
rare notevolmente, o introdotta, con buona riuscita, una data indu- 
stria manifattrice in Lombardia. 

Chi crede di poter concorrere a queste medaglie è invitato a 
presentare la sua istanza, accompagnata dagli opportuni documenti, 
alla segreteria dell'Istituto nel palazzo dì Brera in Milano, non 
più tardi delle ore 15 del 31 dicembre 1906. 



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TEMI DEI CONCOIISI A PREMI. 



PREMI DI FONDAZIONE GAGNOLA. 

Sopra temi proposti dall'Istituto. 

Le memorie premiate nei concorsi di fondazione Gagnola restano 
proprietà degli autori; ma essi dovranno pubblicarle entro un anno, 
prendendo i concerti colla segreteria dell' Istituto per il sesto e i 
caratteri, e consegnandone alla medesima cinquanta esemplari; dopo 
di che soltanto potranno ricevere il numerario. Tanto l'Istituto, 
quanto la rappresentanza della fondazione Gagnola, si riservano il 
diritto di farne tirare, a loro spese, quel maggior numero di copie, 
di cui avessero bisogno a vantaggio della scienza. 

Tema pel 1905, pubblicato il 7 gennajo 1904. 

Esposizione dei fenomeni di catalisi, discussione secondo le viste 
moderne, con qualche contributo sperimentale. 
Scadenza 1 aprile 1905. 
Premio L. 2500 e una medaglia d'oro del valore dì L. 500. 

Tema pel 1906, pubblicato il 5 gennajo 1905. 

La patologia delle capsule surrenali. Promossa una esposizione 
storico-critica dell'argomento, illustrare con ricerche originali qual- 
cuno dei processi patologici nei qnah* siano interessate le glandule 
soprarenali. 

Scadenza 31 marzo 1900. 

Premio L. 2500 e una medaglia d'oro del valore di L. 500. 



PREMI DI FONDAZIONE GAGNOLA 

sopra temi designati dal fondatore, pubblicati il 5 gennajo 1905. 

Le memorie dei concorrenti potranno anche ossero prosontato non 
anonime, purché non pubblicate prima della data di questo pro- 
grramma. Anche per questo premio si ritiene obbligato Fautore della 
memoria premiata a consegnare all'Istituto cinquanta esonii)]ari o 
lasciarne tirare maggior numero di copio all'Istituto ed alla rap- 
presentanza della fondazione Gagnola. 



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TEMI DEI OONCOttSI A PBGMI. 



Una scoperta ben provata: 

Sulla cura della pellagra^ o 

Sulla natura dei miasmi e contagi^ o 

Sulla direzione dei palloni volanti, o 

Sui modi di impedire la contraffazione di uno scritto. 
Scadenza 30 dicembre 1905, ore 15. 
Premio L. 2500 e una medaglia d*oro del valore di L. 500. 



PREMIO DI FONDAZIONE BRAMBILLA. 

Concordo per Tanno 1905. 

À chi avrà inventato o introdotto in Lombardia qualche nuova 
macchina o qualsiasi processo industriale o altro miglioramento, da 
cui la popolazione ottenga un vantaggio reale e provato. 

Il premio sarà proporzionato all'importanza dei lavori che si 
presenteranno al concorso, e potrà raggiungere, in caso di merito 
eccezionale, la somma di L. 4000. 

Scadenza 1 aprile 1905, ore 15. 



PREMI DI FONDAZIONE FOSSATI. 

U concorso ai premi della fondazione Fossati è aperto a tutti gli 
Italiani e potrà essere fatto tanto con manoscritti quanto con opere 
pubblicate; ma fra queste ultime saranno escluse quelle anteriori 
ad un quinquennio e quelle già altrimenti premiate. 

I manoscritti premiati saranno restituiti all'autore, perchè ne 
curi a sue spese la pubblicazione; dell'opera pubblicata dovranno 
consegnarsi, insieme al manoscritto, tre copie al R. Istituto Lom- 
bardo, una delle quali destinata alla biblioteca dell'Ospitale Mag- 
giore, ed una a quella del Museo civico di storia naturale; dopo 
di che soltanto potrà il premiato ritirare la somma assegnata al 
premio. 



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TEMI DEI CONCOKSI A PKEMI. 



Tema pel 1905, pubblicato l'S gennajo 1903. 

Stato attaale delle conoscenze sulla nevroglia nei riguardi ana- 
tomo- embriologici ed istogenetici, fisiologici e patologici. L'argo- 
mento dovrà essere illustrato con ricerche originali. 

Scadenza 1 aprile 1905, ore 15. 

Premio L. 2000. 

Tema pel 1906, pubblicato il 7 gennajo 1904. 

Illustrare qualche fatto di fina anatomia dei centri visivi dei ver- 
tebrati superiori. 
Scadenza 31 marzo 1906, ore 15. 
Premio L. 2000. 

Tema pel 1907, pubblicato il 5 gennajo 1905. 

Intorno ai cosiddetti nuclei d'origine e di terminazione dei nervi 
cranici; se ed in quale misura ne sia giustificata la delimitazione 
in seuso economico e fisiologico; illustrare l'argomento dal punto 
di vista storico-critico e con ricerche originali anatomiche ed em- 
briologiche. 

Scadenza 1 aprile 1907, oro 15. 

Premio L. 2000. 

Tema pel 1908, pubblicato il 5 gennajo 1905. 

Le vie associative nel sistema nervoso centrale. 
Scadenza 31 marzo 1908, ore 15. 
Premio L. 2000. 



PREMIO DI FONDAZIONE KRAMER. 

La nobile signora Teresa Kranier-Berra, con «uo testamento 
26 marzo 1879, legava L. 4000, da conferirsi ad ogni biennio in 
premio a quell'ingegnere italiano che avrà dato la niii^liore solu- 
zione di un tema di scienze lisìco-niateinatielie. A (}uesto concorso 
aon sono quindi anmiessi che ijtIì Italiani, ])atentati ingeuncri in 



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10 TEMI DEf CONCORSI A PREMI. 



Italia fuori, esclusi i Membri effettivi e onorari dell'Istituto 
Lombardo. 

Le memorie dovranno essere manoscritte, inedite e scritte in ita- 
liano; e si spediranno franche di porto e raccomandate, nel termine 
prefisso dall'avviso di concorso, alla segreteria dell'Istituto Lom- 
bardo, nel palazzo di Brera, in Milano. — Saranno anom'me e con- 
traddistinte da un motto, ripetuto su una scheda suggellata, che 
contenga nome, cognome e domicilio dell'autore e la copia autentica 
del documento, dal quale emerge la sua qualità di ingegnere. 

Della memoria premiata dovrà consegnarsi una copia, mano- 
scritta o stampata, alParaministrazione dell'opera pia Kramer; dopo 
di che soltanto potrà il premiato ritirare la somma assegnata al 
premio. 

Tema pel 1906, pubblicato il 7 gennajo 1904 

Contributo teorico-sperimentale allo studio della resistenza delle 
strutture in cemento armato. 

Scadenza 30 dicembre 1905, ore 15. 
Premio L. 4000. 



PREMIO DI FONDAZIONE SECCO-COMNENO. 

La Memoria premiata rimane proprietà dell'autore; ma egli dovrà 
pubblicarla entro un anno dall'aggiudicazione, consegnandone otto 
copie all'amministrazione dell'Ospitale Maggiore di Milano, e una 
all'Istituto, per il riscontro col manoscritto: dopo di che soltanto 
potrà conseguire il premio. 



Tema pel 1907, pubblicato 1*8 gennajo 1903. 

Una scoperta ben dimostrata sulla natura del virus della rabbia. 
Scadenza 1 aprile 1907, ore 15. 
Premio L. 864. 



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TEMI DEI CONCORSI A PKEMI. 11 



PREMIO DI FONDAZIONE PIZZAMIGLIO. 

Può concorrere o^^ni Italiano con memorie manoscritte ed inedite. 

La memoria premiata rimarrà proprietà deirautore; ma egli dovrà 
pubblicarla entro un anno insieme col rapporto della Commissione 
esaminatrice, e presentarne una copia al R. Istituto; dopo di che 
soltanto potrà conseguire la somma assegnata per premio. 

Tema pel 1906, riproposto e pubblicato il 7 gennajo 1904. 

Influenza delle odierne dottrine socialistiche sul diritto privato. 
Scadenza 31 dicembre 1906, ore 15. 
Premio L. 3000. 



PREMI DI FONDAZIONE CIANI. 

La fondazione letteraria dei fratelli Giacomo e Filippo Ciani, 
istituita nel 1871 dal dott. Antonio Gabrini, assegnava per via di 
concorso due premi: il primo striwrdlnarlo di un iitolo di rendita 
di L. 500 a un Libro di lettura per il popolo italiano^ di merito 
eminente, e tale che possa diventare un libro famigliare del popolo 
stesso (teste scaduto); l'altro triennale di L. J500 a nn Libro di 
lettura stampato o pubblicato, nei periodi sotto indicati, che possa 
formare parte di una serie di libri di lettura popolare, amena e 
istruttiva. 

Concorso triennale per gli anni 1906, 1909 e 1912. 

I. Il miglior libro di lettura per il popolo italiano, di genere 
narrativo o drammatico, pubblicato dal 1^ gonnajo 1898 al 31 di- 
cembre 1906. Premio L. 1500. 

II. Il miglior libro come sopra, di genero srlrufifìro (con pre- 
ferenza alle scienze morali ed educative), pubblicato dal 1" gonnajo 
1901 al 31 dicembre 1909. Premio L. 2250. 

in. Il miglior libro come sopra, di genere ^forico, piibblioato 
(Ini 1« gennajo 1904 al 31 dicemliro 1912. Premio P. mCO. 

L'opera dovrà essere di giusta molo, o a vero por baso lo eterno 
le;;gi della morale e le liberali istituzioni, senza appo^-^-iarsi a dogmi 
a forme speciali di governo. 



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12 TKMl J>EI CONCORSI A PREMI. 



L'autore avrà di mira noa solo che il eoncetto dell'opera sia di 
preferenza educativo, ma che l'espressione altresì ne sia sempre fa- 
cile e attraente; cosicché essa possa formar parte d'una serie di 
buoni libri di lettura famigliari al popolo. 

Possono concorrere autori italiani e stranieri, di qualunque na- 
zione, purché il lavoro pubblicato per le stampe sia in buona lingua 
italiana e in forma chiara ed efficace. 

I Membri effettivi e onorari del R. Istituto Lombardo non sono 
ammessi a concorrere. 

L'opera dev'essere originale, non premiata in altri concorsi, ne 
essere stata pubblicata innanzi al novennio assegnato come termine 
al concorso. 

Gli autori dovranno, all'atto della pubblicazione dell'opera, pre- 
sentarne due esemplari alla segreteria del R. Istituto Lombardo di 
scienze e lettere, nel palazzo di Brera, in Milano, unendovi una di- 
chiarazione firmata dall'editore, del tempo in cui l'opera venne pub- 
blicata. Sarà loro rilasciata una ricevuta d'ufficio del deposito fatto, 
all'intento di stabilire il tempo utile della pubblicazione, giusta il 
programma. 

Le opere anonime o pseudonimo dovranno essere contraddistinte 
da un motto, ripetuto su una scheda suggellata, la quale contenga 
il nome, cognome e domicilio dell'autore: questa scheda non sarà 
aperta» se non quando sia all'autore aggiudicato il premio. 
, Le opere presentate si conserveranno nella libreria dell'Istituto 
per corredo dei proferiti giudizi. 

L' Istituto, nel caso che non venga presentata alcuna opera che 
sia riconosciuta degna del premio, si riserva la facoltà di premiare 
anche opere pubblicate nei periodi come sopra indicati e che ri- 
spondano alle altre condizioni del programma, sebbene non presen- 
tate al concorso. 



PREMIO DI FONDAZIONE TOMMASONI. 
Tema pel 1905, pubblicato il 9 gennajo 1902. 

Un premio di italiane lire 6000 (seimila) a chi detterà la mi- 
glior Storia della vita e delle opere di Leonardo da Vinci^ met- 
tendo particolarmente in luce i suoi precetti sul metodo sperimen- 



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TEMI DBI CONCOBSI A PBBMI. 13 



tale, e unendovi il progetto d'una pubblicazione nazionale delle 
sue opere edite ed inedite. 

Tempo utile a presentare le memorie fino alle ore 15 del 30 di- 
cembre 1905. 

Le memorie potranno essere scritte in lingua latina, italiana, fran- 
cese, inglese e tedesca e dovranno essere presentate franche di 
porto alla segreteria dell' Istituto Lombardo in palazzo di Brera, 
Milano. 

Ogni manoscritto sarà accompagnato da una lettera suggellata 
portante al di fuori un'epigrafe uguale a quella del manoscritto, e al 
di dentro il nome dell'autore e l'indicazione precisa del suo domicilio. 

Le memorie potranno anche essere presentate non anonime, pur- 
ché non pubblicate prima della data di questo progra;nma. 

La proprietà della memoria premiata resta all'autore, che è ob- 
bligato a pubblicarla entro un anno, previo accordo colla Segreteria 
dell'Istituto pel formato e pei caratteri della stampa, come pure a 
consegnarne cento copie alla medesima. Il danaro del premio sarà 
consegnato dopo l'adempimento delle suesposte prescrizioni. 



PREMIO TRIENNALE DI FONDAZIONE ZANETTI. 
Tem^ pel 1905, pubblicato l'd gennajo 1903. 

Un premio di italiane lire 1000 (mille) da conferirsi a concorso 
libero di quesito a quello fra i farmacisti italiani che raggiungerà 
un intento qualunque che venga giudicato utile al progresso della 
farmacia e della chimica medica. 

Tempo utile a presentare le memorie fino alle ore 15 del giórno 
1 aprile 1905. 

U concorso ai premi della fondazione Zanetti è aperto a tutti gli 
Italiani e potrà essere fatto tanto con manoscritti quanto con opere 
pubblicate; ma fra queste ultime saranno escluse quelle anteriori 
ad un triennio e quelle già altrimenti premiate. 



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RENDICONTO DE' LAVORI 

DELLA. 

CLASSE DI LEnCRE. SCIENZE STORICHE E MORALI 

letto dal 
Prof. GAETANO STRAMBIO 

SEGRETARIO DELLA CLASSE 
neìV adunanza solenne del 5 gennajo 1905 



È con viva compiacenza che mi accingo anche in quest^anno 
a riassumervi i lavori della Classe di lettere, onde abbiate 
modo ed occasione di constatare quale contributo essa arre- 
casse all'incremento delle scienze storiche e morali ed alla 
coltura paesana, sia colla propria operosità, sia col concorso 
di studiosi, attratti volonterosi nell'orbita sua. 

Ed anche di un altro ordine dì contributi sono lieto annun- 
ziarvi la rinnovata elargizione. Come nel passato anno, per 
concorso agli scavi nell' isola di Creta, vi segnalai il dono di 
L. 4 mila pervenutoci da mano generosa, che volle rimanere 
sconosciuta, così vi segnalo quest' anno il dono di egual somma 
da parte di oblatore parimente incognito, destinata a ricerche 
storico-filologiche, oppure archeologiche di sicura promessa. 
È un contributo indiretto, se vuoisi, ma certo non meno effi- 
cace, di cui è sperabile veder rinnovato spesso l'esempio nel- 
l'avvenire. 

Nell'ampia cerchia delle scienze giuridiche non ho da se- 
gnalarvi se non una nota del M. E. prof. Ercole iVidari: 
Per la difesa del diritto commerciale di ima volta. L'au- 



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flKNDlCONTO DB'IìAVOEI DELLA CLASSE DI LETTERE, ECC. 15 

tore si propone difendere quelJa disciplina giuridica dalle 
accuse che essa fosse, prima d'ora, un diritto chiuso, gelosa- 
mente custodito contro le invasioni straniere, e che i nostri 
commercialisti si fossero fatto del diritto commerciale una 
scienza tutta particolare, senza intrusioni di principi d'altri 
rami delia giurisprudenza, i quali minacciassero corromperne 
la purezza. Non ammette l'autore si debba ai romanisti il ri- 
sorgere tra noi del diritto commerciale, porche questo rinno- 
vamento già da tempo era incominciato prima del potente 
soffio dovuto all'avvento romanistico. (Adunanza 28 gennajo.) 

Indagini archeologiche ci furono presentate da due studiosi. 

Il dctt. Uberto Pestalozza svolse alcune considerazioni 
intorno alla cosmogonia di Ferecide di Siro, onde rilevarne 
i rapporti con le cosmogonie babilonesi e fenicie, che Fere- 
cide, nato nell'isola di Siro, scalo de' naviganti fenici nell'Egeo, 
dovette per mezzo di codesti non ignorare. (Adunanza 11 feb- 
brajo.) 

Nel capo x àeW Agricola, Tacito ci dà una descrizione 
della configurazione della Britannia, eh' è la più precisa tra- 
mandataci dall'antichità. Il prof. Ferrara, studiando le tradi- 
zioni sulla forma dell'isola, accenna a due fonti diverse: la 
greca^ che le attribuisce forma triangolare, e la latina, che al- 
lude a forma ellissoidale. Ricordando tuttavia l'accenno di 
Tacito a Livio ed a Fabio Rustico, che parlavano di scutula 
e di bipennis, l'autore vorrebbe far risalire a Livio la tradi- 
zione medievale, che attribuisce all'isola la forma ellissoidale, 
mentre piuttosto la forma della bipenne debba rispondere alla 
parte meridionale dell' isola senza la Caledonia, non conosciuta 
prima di Agricola. (Adunanza 7 luglio.) 

A proposito della compagine costitutiva di Roma republi- 
cana il S. C. prof. Attilio De Marchi lesse: SulV elezione dei 
tribuni della plebe avanti la legge publilia. Esposte le diffi- 
coltà che ne attraversano la conoscenza, specie per la scarsa 
attendibilità degli scrittori dell'epoca e di quella poco poste- 



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16 RENDICONTO DE'L.VVOEI DELLA CLASSE 



riore, Tauf.ore conclude che la legge publilia deve aver determi- 
nato le nuove funzioni di un corpo già amministrativamente 
attivo, rivendicando alla sola plebe, ossia a dei concilia pie- 
hiSy la nomina de' propri rappresentanti. E forse tenendo d'oc- 
chio al movimento del proletariato moderno, più che a pochi 
testi malfidi della storiografia antica, che il De Marchi crede 
si possa penetrare nella conoscenza del movimento, insieme 
politico ed economico, del proletariato antico. (Adunanza 9 
giugno ) 

Alle indagini archeologiche seguono le reliquie archeolo- 
giche, delle quali ci venne annunciata la scoperta od il signi- 
ficato. Il M. E. sacerdoti^ Achille Ratti ci descrisse couìmen- 
tandola: Una antica iscrizione lafina, recentemente scoperta 
in Milano nei lavori di ristauro della fiicciata della chiesa 
di s. Sepolcro. Il piccolo monuniento, che l'A. giudica possa 
appartenere al primo secolo, dall'iscrizione risulta eretto da 
un Publio Valerio della tribù OufiMitina e dei seviri juniori, 
agli dei ed alle die mani per la moglie sua Marzia, in pro- 
prio nome ed in quello della sorella Masinia, cui sembra in- 
tenda tributar lode, non tanto di buona sorella, quanto quella, 
meno facile, di buona cognata. (Adunanza 14 gennajo.) 

In uno sterro ])er le fondamenta di una nuova casa in Mi- 
lano, che dal vicolo di s. Giovanni sul Muro si addentra die- 
tro il palazzo dal Yernìe, fu scoperta una antica iscrizione, 
scolpita in un erma onoraria, dedicata da un liberto Murra- 
nus al genio del suo padrone. Attius. TI 8. C. prof. Attilio 
De Marchi, nell'annuneiare alTIstituto la ti-ovata, opina che 
Terma, ora spezzata in alto ed in basso, (ìovesse |)ortare il 
busto di Azzio e venir collocata, come altre, nelTatrio istesso 
del suo palazzo. Coglie poi roeeasioiie per parlare di una re- 
visione, da lui intrai)resa, dei marmi seritti romani, raccolti 
nel nostro museo archeologico, dove avi'ebbe avuta più accon- 
cia collocazione anche codesto nuovo rept^rto, ora già infìsso 
nel muro esterno della nuova casa in er)struzione. (Adunanza 
15 f('l)hrajo.) 



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DI LETTERE, SCIEXZE STORICHE E MOliALI. 17 

A proposito di un cippo milanese del nostro museo archeo- 
logico, Io stesso prof. Attilio De Marchi parla degli animali 
reali e viventi eflBgiati sui sepolcri e secondo la loro signifi- 
cazione e gli intenti speciali di chi li effigiava gli divide in 
cinque gruppi: di significazione sacra, di significazione simbo- 
lica, di significazione illustrativa, di significazione domestica, 
di significazione decorativa. La larga parte che ebbe nella de- 
corazione dei monumenti sepolcrali antichi la figurazione degli 
animali viene poscia dall'autore discussa e dimostrata. (Adu- 
nanza 24 marzo.) 

Il M. E. Elia Lattes presenta inoltre due note di epigrafia 
etrusca. Nella prima dà notizia di tre brevi iscrizioni vasco- 
lari, tornate alla luce in quest'ultimi anni in Sicilia e le di- 
mostra tutte e tre indubbiamente etrusche a conferma delle 
già supposte relazioni fra TEtruria e la Sicilia. — Nella se- 
conda passa in rassegna più che trenta concordanze fra il 
grande testo campano-etrusco ed altri testi etruschi prima e 
poi conosciuti, per dedurne la vanità d'ogni contestazione sulla 
sincerità dell'insigne cimelio capuano. (Adunanza 9 giugno). 

Una terza nota del M. E. Lattes ci offre altre testimo- 
nianze archeologiche della presenza degli Etruschi in Sicilia. 
(Adunanza 9 giugno.) 

Disquisizioni filologiche ci offersero il prof. Ferrara ed il 
S. C. prof. Pietro Rasi. 

Il prof. Ferrara sì astiene dal cercare Fautore del Carmen 
(le synodo ticinensì, per indugiarsi sulla forma di questo com- 
ponimento ritmico, illustrandone rartilieio e parat^onandolo ad 
altri congeneri dei secoli 6°-iK (|uasi tutti forniti di nota- 
zioni musicali. Quale modello di questa poesia l'autore ad- 
durrebbe qualche innodi Prudenzio, se la costanza della cesura 
quinaria e il rigoroso isosillahismo non restassero inesj)li('al)ili 
a chi non volesse suporre che neiroroccliio dol poeta risuo- 
nasse qualcosa, che sfugge ora a noi fjuainlo le^-iaino, eo.sì 
come è scritta, la strofa di Prudenzio. Tale elemento nuovo 

Rendiconti. — Serie IT, Voi. XXXVIII. 



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18 RENDICONTO DE* LAVORI DELLA CLASSE 

potrebb' essere la melodia, la quale, livellando le differenze sii- 
labiche, può far sentire il trimetro di Prudenzio come il dode- 
cassillabo ritmico di codesta poesia medioevale. (Adunanza 
5 maggio.) 

A completare i suoi studi intorno ai distici di Marco Felice 
Ennodio, vescovo di Pavia, il S. C. prof. Pietro Rasi lesse: Su 
alcune particolarità nei versi eroici e lirici dello stesso santo. 
Tali particolarità di carattere prosodico, pe' quali l'autore non 
sa decidere dove si tratti di licenze prosodiche e dove di li- 
cenze metriche, trattandosi di un classico della più tarda deca- 
denza, varrebbero, a parere del prof. Rasi, a testimoniare il 
progressivo affievolirsi del senso della quantità, che segnerebbe 
la genesi del lento evolversi del principio informativo della 
poesia letteraria latina, la quale, da prettamente quantitativa, 
va a poco a poco diventando accentuativa nelle lingue e nelle 
letterature che derivarono dal latino. (Adunanza 3 novembre.) 

Due disquisizioni dialettologiche furono comunicate dal S. C. 
prof. Carlo Salvioni a proposito delle voci piemontesi déna 
(subito) e firèisa (filatrice). L'autore ci trattenne intorno al 
fenomeno fonetico più importante di cui quelle due parole 
sono due esempi: quello della contrazione in un dittongo di- 
scendente da due vocali attigue, di cui la seconda porti l'ac- 
conto, fenomeno che costituisce un particolar motivo di con- 
nessione tra i dialetti piemontesi e i liguri. Allega l'autore 
fra gli esempi anche la desinenza in eis dell'imperfetto con- 
giuntivo, la cui genesi è particolareggiatamente dichiarata. 
(Adunanza 5 maggio.) 

Il medesimo prof* Salvioni presentò pure alcuni appunti fo- 
netici sul dialetto franco-provenzale di Val Soana nel Cana- 
vese, che servono di rettifica in qualche punto e di comple- 
mento alle ricerche di Costantino Nigra sullo stesso dialetto. 
(Adunanza 5 maggio,) 

Apprezzamenti e disquisizioni letterarie ci offersero il M. E. 
prof. Canna, il S. C. Zuccante e il dott. Bonfigliolì. 



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DI LBTTEBE, SCIENZE STORICHE E MORALI. 19 

Una nota del M. E. prof. Giovanni Canna tende a dimostrare 
per quali pregi il volgarizzamento del libro: De medicina di 
Aulo Cornelio Celso, del toscano dott. Angelo Del Lungo, su- 
peri quelli di Giuseppe del Chiappa e di Salvatore De Renzi. 
(Adunanza 9 giugno.) 

H S. C. prof. Giuseppe Zuccante ci trattenne lungamente Su 
la donna gentile e la filosofia nel Convivio di Dante, Morta Bea- 
trice, Dante, a conforto deiranimo ambasciato, si dà allo studio 
della filosofia, che raffigura nel Convivio in una donna gen- 
tile, per la quale è preso d'amore e cui dedica, in alcune sue 
liriche, accenti sì passionati che al loro significato simbolico 
nessuno penserebbe, se Dante stesso non ce lo avvertisse. Se- 
nonchè nella Vita Nuova è una donna reale, giovane e bella 
molto, che gli dà, benché fuggevole, un amore reale. L'amore 
della sapienza si presenta dunque allo spirito di Dante come 
un amore vivo e reale, e dal poeta l'amore si concepisce come 
essenzialmente filosofico. Dante però, nel personificare la filo- 
sofia in una donna, modificava profondamente l'idea di Boe- 
zio; non la donna astrazione di Boezio, ma la donna giovane 
e bella della Vita nuova, la cui immagine era ancor viva 
nella mente del poeta, doveva simboleggiare nel Convivio la 
filosofia, la realtà e la finzione intrecciandosi, fondersi in uii 
solo tutto, immedesimarsi in una sola cosa. Ma perchè, chiedo 
il Zuccante, giacché il poeta ha voluto simboleggiare la filo- 
sofia in una donna reale, da lui realmente amata, non ha 
scelto Beatrice a questo ufficio? Né gli sembra difficile il ri- 
spondere, che quando Dante scrisse le canzoni allegoriche com- 
mentate nel Convivio, troppo profonda era la piaga rimastagli 
nel cuore per la morte di Beatrice perchè la memoria di lei 
potesse divenire oggetto d'iperbolica figurazione; d'altra parte, 
poiché la filosofia consolò il poeta della morto di Beatrice, non 
già da Beatrice poteva essa trovarsi simboleggiata. Solo più 
tardi, quando all'amore fervente sarà successo un culto serena- 
mente devoto, Beatrice riprenderà il posto della donna gen- 
tile, e non per simboleggiare soltanto la filosofia, ma la scienza 



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?0 BENDICONTO DE* LAVORI DELLA CLASSE 



nella sua forma più eccelsa: la scienza di Dio. (Adunanza 
9 giugno.) 

Col tìtolo: Un amico del Favini il dott. Giorgio Bonfi- 
glìoli leggeva una sua commemorazione di Gian Carlo Pas- 
seroni, autore, oggi quasi dimenticato, di 10 volumi di Rime 
varie, di 7 volumi di Favole Esopiane, oltreché di un poema 
in 101 canto e in 11,097 ottave sulla Vita di Marco Tullio 
Ciceroney nel quale tuttavia ben poco e ben di rado è parola 
dell' Arpinate. Tanta mole di scritti poetici, se al suo apparire 
suscitò nel pubblico un vero entusiasmo ed anche meritò l'elo- 
gio di critici di non facile contentatura e se, anche in oggi 
potrebbe apprezzarsi per lo scopo, cui mira, di migliorare i tempi 
e gli uomini, nondimeno pecca per una stucchevole prolissità, 
nella quale vengono ad annegarsi i pregi dell'ingenua gio- 
vialità, della lepidezza del racconto e sopratutto della purezza 
della lingua, in codesto inesauribile verseggiatore veramente 
ammirevoli. Non dimenticando di rilevare quanto il poetare del 
Passeroni differisce, sia nel concetto che nella forma, da quello 
signorilmente incisivo e ricercato del Parini, l'autore si com- 
piace notare come fra i due poeti fosse salda l'amicizia e la 
stima e quanto, del resto, il culto comune dell'arte, l'identità 
degli intenti sociali, la dignitosa povertà della esistenza li rav- 
vicinasse indissolubilmente fino agli ultimi giorni della loro 
tribolata vecchiezza. (Adunanza del 14 gennajo.) 

Il S. C. prof. Antonio Martinazzoli lesse la prima parte di 
una sua memoria di argomento sociologico: La famiglia nel 
momento attuale. Dimostrata l'opportunità dell'argomento, toc^ 
cando delle cagioni precipue che oggi congiurano a rallentare 
i vincoli della famiglia, egli si propone trattare i seguenti 
punti: dell'utilitarismo nel dissidio fra Stato e Chiesa, del 
passimismo, del socialismo, delle professioni della donna e 
della beneficenza. Svolge il primo punto, notando come la ten- 
denza utilitaria dell'età nostra penetri a poco a poco sempre 
più 'col programma stesso della scuola e giunga fino alla fa- 
miglia, per snaturarne l'essenza e lasciarla considerare sem- 



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DI LETTEaE SCIENZE STORICflE K MOBALI. 21 



plicemento corno un affare, con danno gravissimo deireduca- 
zione morale e civile. (Adunanza 26 maggio.) 

Trattarono quistioni interessanti il pubblico insegnamento 
i SS. ce. Albini ed Amati. 

Visti i poco soddisfacenti risultati Un qui ottenuti m^W Isti- 
tuto della libera docenza^ il S. C. prof. Giuseppe Albini pro- 
pone una serie di modificazioni da apportarvisi e, per quel 
che riguarda la facoltà medica, fa voti che nelle grandi città, 
senza sedi universitarie, ma fornite di ospedali, istituti di oste- 
tricia e di maternità, sale anatomiche con relativo materiale 
disponibile, sorgano collegi o scuole private di medicina e 
chirurgia, dove i giovani, col vantaggio di sfollare le univer- 
sità, possano trovare sufficiente insegnamento obbligatorio per 
conseguire il libero esercizio. (Adunanza 23 gitigìio.) 

Sui confini e sulla toponomastica della Venezia Giidia ci 
intrattenne il S. C. prof. Amato Amati. Constatato le tristis- 
sime condizioni, nelle quali versa in Italia T insegnamento 
della geografia, pressoché in tutti gli stadi si^olastici e la con- 
seguente supina ignoranza di gran parte della scolaresca sulle 
anche più elementari nozioni che la riguardano, l'autore de- 
plora il nessun conto, nel quale furono fino ad ora tenuti i 
voti più volte solennemente formulati da oratori, da pubbli- 
cisti e da congressi per una radicale riforma di tali studi. 
Ne il ministro Nunzio Nasi, in ben altre faccende affaccendato, 
né il prof. Orlando, suo successore, parvero finora preoccu- 
parsi dell'urgenza di opportuni provvedimenti. L'autortì la- 
menta l'ignoranza delle più elementari nozioni intorno alla 
Venezia Tridentina ed alla Venezia (riulia, non solo da parte 
de^li studiosi, ma anche da parte di cittadini di mm mcdiocio 
coltura e ne incolpa libri e carte geografiche, che ikvsrrivono 
e rappresentano questa nostra Italia monca e mal definita 
ne' suoi naturali confini, dove, per sovramercato, si tiovaiio de- 
signate con nomi tedeschi o slavi località diverse già iusiirnire 
di denominazioni italiane. I/autore insiste sulla neee^siià di 
ben definire i confini orientali fra Tlralia e T Austria, ora se- 



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22 BENDICONTO DE' LAVOBI DELLA CLASSE 

gnati da una linea artificiale, irrazionale, arbitraria con pic- 
coli cippi pietre, ossia da quei segni medesimi che nelle 
campagne dividono l'una dall'altra le proprietà private e i 
territori comunali e implora che la scienza cessi dal cospirare 
coi dominatori stranieri ad imprimere una impronta barba- 
rica su di un paese, che sente e sa di essere italiano. (Adunanza 
14 gennajo.) 

Ritornando su di un tema, tante volte da lui svolto anche fra 
noi, il S. C. prof. Amato Amati lesse poco prima di morire una 
sua nota intorno agli educandati di Milano. In essa l'autore 
propone che le statistiche ufficiali su gli educandati dovessero 
venire affidati a Commissioni speciali, permanenti, provinciali 
e comunali, invece che all'amministrazione centrale. Consta 
da indagini private come in questi ultimi anni sia cresciuto 
e vada crescendo il numero degli alunni nei convitti privati 
clericali; come si chiudessero istituti laici già fiorenti e invece 
si fondassero o crescessero d'importanza istituti clericali; come 
qualche istituto, già laico, venisse tramutato in clericale. Teme 
che lo scemato concorso provinciale paralizzi il circolo con- 
vitto femminile, dove le alunne della scuola Maria Gaetana 
Agnesi e quelle d'altre scuole pubbliche trovarono finora buon 
trattamento e sano metodo pedagogico. Invoca le forze libe- 
rali tutte perchè provvedano alla fondazione di educandati 
informati allo spirito moderno. (Adunanza 10 marzo.) 

Di spettanza dell'economia pubblica è la Nota del M. È. 
prof. Ulisse Gobbi: Vn^ imposta sul consumo riescirebbe piti 
gravosa di una di pari importo std reddito ? L' autore, esa- 
minando e discutendo il problema, dimostra che la prima po- 
trà essere o non essere preferibile alla seconda giusta l'oggetto 
colpito, poiché il sistema dei prezzi dipende dagli ostacoli da 
vincersi per la produzione e pertanto non può a priori rite- 
nersi il più conforme al benessere né al desiderio delle per- 
sone. (Adunanza 21 aprile.) 

Ed ora non mi resta che darvi un cenno delle letture, nelle 



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DI LETTERE, SCIENZE STORICHE E POLITICHE. 23 

quali la indagine filosofica scruta le leggi del pensiero, in- 
daga la genesi del progresso morale, mentre nei dettami di 
una sana filosofia pratica conviene riconoscere l'indirizzo di 
alcune fra le esistenze più benefiche e virtuose che ci ricor- 
dino gli annali deirumanità. 

In una sua nota: Corsi e ricorsi nella storia del pensiero 
il prof. Adolfo Faggi dimostra che mentre le verità sperimen- 
tali possono essere infinite di numero, le idee generali e co- 
struttive, cui lo spirito umano ricorre per tentare una sinte- 
tica veduta complessiva del mondo e della natura sono poche, 
sempre le stesse e per ciò destinate a rivivere con perpetua 
vicenda. Nessuna meraviglia pertanto nel trovare in antichi 
pensatori idee generali, che sembrano conseguenze logiche di 
vedete scientifiche moderne e anche contemporanee; perocché 
il pensiero umano è rimasto sempre, quanto alla sua costitu- 
zione logica, essenzialmente lo stesso; e però tali supposte 
divinazioni, più che a verità sperimentali e di fatto, si riferi- 
scono a interpretazioni generali e filosofiche del mondo e della 
natura, cui è possibile arrivare a priori, indipendentemente 
dalla esperienza. (Adunanza 23 giugno.) 

A ricercare la genesi delV idea di progresso morale il S. C. 
prof. Giovanni Vidari risale all'età greca, ch'eg-li afferma di 
perfetta unità morale fra la natura e lo spirito. Dopo Socrate, 
si sarebbe svolto nella coscienza sociale il sentimento di un 
conflitto fra il senso e la ragione, fra la natura e lo spirito, 
nel quale consiste il problema morale. Preceduto dalla filosofia 
neoplatouica e dal messenianismo ebraico, sorse poscia il con- 
cetto di redenzione che, pure mantenendo il conflitto, ne dà 
una profonda soluzione. E infino col sorgere della scienza 
nuova e cogli sviluppi del lavoro che il fatto del pro^^resso si 
compie e si concreta Tidea corrispondente; ed esso che si pi'o- 
senta quale continuazione del concetto cristiano di redeiiziono, 
porge la chiave moderna od umana por la soluzione del con- 
flitto morale. (Adimanza 9 giugno.) 



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24 DI l^ETTBRE, SCIENZE STORICHE E MOKÀLT. 

L'esistenza sociale di alcuni, — pochi, pur troppo ! — per- 
sonaggi, esempi di virtù e di sapienza civile, certo si ispi- 
rava ad una sana e pratica filosofia. Fra le vite di Marco Au^ 
relio e di Gregorio Magno^ — due di sifatti uomini, — il M. E. 
Bassano Gabba mette in luce le maggiori analogie: entrambi 
nacquero in Roma, sul Celio, di antiche ed illustri famiglie; 
entrambi furono prefetti à^Wurbe prima di salire al sommo 
del potere; entrambi condussero, in mezzo agli agi, vita au- 
stera. Quando entrambi stavano per avere l'imperio del mondo, 
Roma, in seguito ad inondazioni, venne funestata da orribili 
carestie e pestilenze. Caratteristica specchiatissima dei due 
grandi uomini fu la bontà, la beneficenza, la tendenza verso 
gli umili, il resistere alle prepotenze, il consacrarsi tutto a 
tutti. Negli scritti di entrambi impressiona la preoccupazione 
suprema di governare nell'esclusivo interesse dei sudditi, di 
beneficare sempre, ad ogni costo. Toccanti riescono le solleci* 
tudini dei due santi uomini per preservare i loro popoli dal 
flagello delle invasioni nemiche e più ancora le manifestazioni 
dei due grandi spiriti all'avvicinarsi della morte, persuasi, il 
primo della bontà degli Dei; di conseguire da Dio il meritato 
guiderdone, l'altro. — Transiit benefacendOy dice la storia di 
Antonino Pio. A ragione il Gabba riassume in queste parole le 
due esistenze, eh' egli mette a confronto. (Adunanza 21 aprile.) 

Di un altro personaggio il M. E. avv. Gabba imprese a 
esaminare V opera sociale ^ il defunto pontefice Leone xin. 
Sulla base di un supposto incremento degli studi filosofici e 
storicit giusta l'analisi dei relativi documenti fattane dall'autore, 
Leone xiu tenderebbe ad un programma di azione, come a 
corollario della questione sociale propriamente detta. Pel morto 
papa la filosofia, ricondotta alla patristica, avrebbe per iscopo 
di rievocare il culto della scolastica, onde dimostrare la verità 
della fede; e gli studi storici, ricondotti alla filosofia storica 
di s. Agostino, per non smarrire la retta intelligenza degli 
eventi umani, mirare alla dimostrazione del bene che Papati 
e Chiesa fecero all'umanità, in genere, ed all'Italia, in ispecie. 
Nelle dottrine sue concernenti il regime civile degli Stati e la 



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BENDICONTO DR' r,A.VORI DELLA CLASSE DI LETTERE, ECC. 25 

libertà civile e politica si sforza dimostrare la necessità dei- 
raccordo fra la società ecclesiastica e la laica, la inferiorità 
e, pertanto, la subordinazione di questa a quella, gli stretti con- 
fini entro i quali può concedersi ed esercitarsi la libertà di 
coscienza. Riguardo poi al malessere sociale per le misere 
condizioni dei proletari ed agli opportuni provvedimenti onde 
prevenirle e senza indugio curarle, il Santo Padre, oltre ad 
inculcare agli uni ed agli altri la pratica delle virtù religiose, 
e a suggerire misure e istituzioni oramai già sancite da ogni 
popolo civile, altro di concreto non sa consigliare che la fissa- 
zione di un salario normale e la risurrezione delle corpora- 
zioni dell'età di mezzo; quanto al primo, egli, che riprovagli 
scioperi, abbandonando, di tal modo, l'operajo alle forze con- 
gregate de' suoi compagni; dimenticando, quanto al secondo, 
l'influenza deleteria esercitata già dalle istituzioni, ch'egli 
vorrebbe svecchiare. In tanta rievocazione di idee e di intenti 
medioevali, sta bene . dunque in bocca di Leone xin anche 
una nuova inane rivendicazione del poter temporale. (Adu- 
nanze 9 giugno^ 18 giugno e 30 giugno,) 

Ed eccoci ai nostri morti. 

Fra i Membri Effettivi della Classe uno solo nell'anno testé 
decorso venne a mancare : il senatore Giuseppe Piola. Uomo 
di molta e solida coltura, studiosissimo di diritto ecclesiastico, 
vagheggiò il ritorno della Chiesa al suo assetto antico e la sua 
conciliazione collo Stato. 

Fra i Soci Corrispondenti: il Senatore Gerolamo Boccardo, 
poligrafo instancabile, insigne cultore e volgarizzatore delle 
discipline economiche; 

Il comm. prof. Amato Amati, operoso patriota, insegnante 
colto ed efficace, ricco d' iniziative didattiche e benefiche, delle 
discipline geografiche cultore autorevole; 

Il prof. Antonio Rolando, autore di indagini storiche, co- 
rografiche, politiche, educative numerose e apprezzate; occu- 
pava da parecchi anni la catedra di storia moderna nella 
nostra Accademia scientifico-letteraria. 



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RENDICONTO DE' LAVORI 

DEIiLA 

CLASSE DI SCIENZE MATEMATICHE E NATURALI 

letto dal 
Pbop. RINALDO FERRINI 

SBGBBTABIO DELLA GLASSE 
HtiraduHanza $olenn« del 5 oennajo 190S, 



Largo contributo di lavori ebbero anche nell'anno testé 
compiuto le' scienze matematiche. Sommano difatti a 24 le 
memorie presentate sopra argomenti di matematiche pure ed 
applicate, quattro delle quali dovute al M. E. prof. Pascal, 
due al M. E. prof. Aschieri e le altre a valenti ed operosi 
cultori delle scienze in discorso. I titoli delle memorie coi 
nomi dei rispettivi autori sono raccolti in fine del presente 
rendiconto. 

Dal r. Osservatorio astronomico di Brera l'Istituto rice- 
vette il riassunto delle osservazioni meteorologiche del 1903, 
composto dal secondo astronomo ing. Edoardo Pini, oltre alle 
tavole meteorologiche mensili del 1904 e, d'altra parte, le os- 
servazioni idrauliche mensili dei laghi di Lugano, di Como 
e del Verbano. 

Il M. E. presidente prof, Giovanni Celoria riferì sul colle- 
gamento geodetico della Sardegna al continente della nostra 
penisola, opera che riesce di onore alla scienza italiana, ed 
in altra occasione parlò dell'epistolario scientifico fra Ales- 
sandro Volta e Van Marum, mettendo in piena evidenza l'im- 
portanza specialmente di due lettere, equivalenti per la loro 
lunghezza a due memorie, lettere ora per la prima volta ve- 



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BENDICONTO DB'lAVOBI DBIìLA OLASSR DI SC. MATKM. E NAT. 27 

nute alla luce, nelle quali la grande scoperta della pila è già 
chiaramente indicata nel 1792, otto anni prima della data 
universalmente accettata. 

Importanti considerazioni sulla determinazione dell'assorbi- 
mento atmosferico, mediante T osservazione fotometrica dei 
nevai alpini, vennero esposte, dal dottor Azeglio Bemporad 
assistente del r. osservatorio astronomico di Catania. 

Il M. E. prof. Oreste Murani dimostrò erroneo un appunto 
che il prof. Slaby di Berlino aveva fatto alla disposizione del- 
Tapparecchio ricevitore radiotelegrafico di Marconi ed, in altra 
lettura, descrisse il geniale processo Belloni col quale si ot- 
tiene l'effetto del rilievo con una sola imagine fotografica. 

Le recenti indagini sull'elettrostrizione offersero al S. C. 
prof. Michele Cantone l'argomento di una critica degli ultimi 
lavori che la riguardano. In altre memorie il prof. Cantone 
studiò l'influenza della magnetizzazione del ferro e del ni- 
chelio e di una trazione esercitata sui detti metalli sui feno- 
meni magneto-elastici, dimostrando che la loro intensità ma- 
gnetica varia colla torsione nel medesimo verso in cui varia la 
torsione in un campo magnetico. Egli compì inoltre importanti 
ricerche sulla legge che governa i fenomeni magnete-elettrici. 

Proseguendo lo studio dei componenti degli olii eterei di 
amorpha fruticosa, il dott. Vittorio Pavesi constatò che la sua 
parte bollente ad oltre 250 C. contiene il sesquiterpene ca- 
dinene e di più, in maggior copia, un'altro sesquiterpene di- 
stinto per alcuni caratteri dei più noti, e da considerarsi pro- 
babilmente come un nuovo membro della serie che egli chia- 
merebbe amorfene. 

Lo sviluppo troppo limitato che attualmente vien dato al- 
l'insegnamento della chimica tecnologica nelle nostre scuole 
di applicazione degli ingegneri, indusse il M. E. prof. Luigi 
Gabba ad esprimere il voto che, anche nelle nostre scuole di 
applicazione, si istituisca una sezione di ingegneri chimici del 
tipo delle congeneri nei politecnici esteri. 

Il prof. Augusto Marcacci, discutendo la quistione della pre- 
sumibile influenza che eserciterebbe sugli organismi animali 



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28 RENDICONTO Dk' LAVORI DELLA CLASSE 



una ipotetica sostituzione di idrogeno all'azoto nella nostra 
atmosfera, dimostrò che ne conseguirebbe l'estinzione della 
vita animale per eccessivo raflFreddamento dell'organismo. 

RatFrontate le condizioni geologiche dei due tracciati fer- 
roviari proposti per col legare Novi con Genova, il M. E. 
prof. Taramelli dimostrò il maggior vantaggio economico di 
quello della direttissima sull'altro di Voltaggio, combattendo 
le prevenzioni contrarie al primo. In altra lettura, riferiti al- 
cuni dati sugli studi del ritiro dai ghiacciai quaternari, in- 
vitò gli alpinisti italiani ad occuparsi dell'argomento nelle 
loro escursioni seguendo le vicende del ritiro accennato. 

La presunta influenza della pressione degli strati sulla sa- 
lienza delle acque artesiane, specie nei terreni quaternari, fu 
dimostrata insussistente dall' ing. Augusto Stella, il quale con- 
chiuse il suo studio in proposito, sintetizzando le condizioni 
della idrografia sotterranea della pianura padana. 

Da uno studio sul fango delle terme di Bormio, il S. C. 
prof. Andres rilevò che esso non consiste punto in un miscu- 
glio di acqua e di terra; bensì invece in una poltiglia di ma- 
terie in gran parte organiche formata dalla riunione di grani 
mucillaginosi diversi e di componenti organici, dei quali de- 
scrisse tre specie probabilmente nuove. 

Dalle osservazioni del S. C. prof. Artini sul solfuro di car- 
bonio risultò che questa sostanza è monoclina e che le gemi- 
nazioni ne avvengono secondo due piani distinti quasi tra 
loro perpendicolari. 

Il S. C. prof. Mario Bezzi illustrò un erbario della flora 
valtellinese, donato dal maestro Longa al r. Liceo di Sondrio, 
coU'elenco delle principali specie di piante che vi si conservano. 

La S. C. dottoressa Rina Monti, esplorando gli elevati laghi 
alpini dell'Ossola, ne raccolse la fauna lacustre nella quale 
scoperse un nuovo ragno d'acqua che denominò lebertia lon- 
gipes, insieme ad altre specie nuove alla fauna italiana. 

Un assiduo studio sul contenuto gastronomico dei pesci 
condusse il dott. Luigi Guccini ad arguire con certezza quali 
siano gli alimenti di cui sì nutrono, ottenendo così risultati 



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DI SCIENZA MATEMATICHE E NATURALI. 29 



iinportauti tauto sotto il riguardo scientifico quanto riguardo 
al pratico. 

In due lettere il dott. Costantino Gorini, professore di bat- 
teriologia nella r. Scuola superiore di agricoltura, espose i 
risultati delle sue osservazioni sulla preseuKa di batteri presa- 
migeni nei formaggi in fermentazione. Quello detto di grana, 
esaminato in sezioni microscopiche» gli presentò una vera col- 
tura di batteri formanti colonie dieegualmente distribuite e 
di varie dimensioni. Nelle sue indagini, dirette a scoprirne 
Pufficio nella maturazione dei formaggi, ne isolò diverse specie» 
tra le quali una bacillare. 

Il S. C. prof. Luigi Sala, descritta la struttura particolare 
delle cellule costituente il tubo ovarico degli ascaridi, segnalò 
nel suo interno degli elementi epiteliali che lo tappezzano 
non che la presenza di fibre contrattili, accennando alle loro 
funzioni più probabili. 

Il M. E. prof. Leopoldo Maggi riferì i risultati degli ultimi 
suoi studi di anatomia comparata; questi riguardano la po- 
sizione dei prefrontali nei feti di tutti gli ordini di mammi- 
feri, l'uomo compreso, ma eccettuati i monotremi e probosci- 
dei. Notò inoltre delle novità craniali osservate in feti e neo- 
nati normali di cavallo; quindi, colla descrizione delle suture 
e delle ossa interparietali nei crani di bambini e di adulti, 
dimostrò come i fatti morfologici di particolare importanza vi 
si completino a vicenda. 

Descritti gli effetti sulla intelligenza e sulle sue espressioni 
causate da vasta breccia cranica fronto-parietale sinistra, il 
S. C. prof. Carlo Forlanini descrisse. i risultati delle sue ri- 
cerche intorno all'azione prodotta sul polso cerebrale del pa* 
ziente dalla caffeina, dal tabacco e dalla morfina. 

U prof. Luigi Zoja discusse le opinioni dei fisiologici ri- 
guardo alla sostanza che colora in giallo il siero umano, di- 
mostrando che è la luteina^ alla quale si accompagna la bili- 
rubina in casi di itterizia, ma solamente in questi. 

Il M. E. prof. Luigi Mangiagalli, notata la sterilità di circa 
un quarto delle unioni legittime, nel caso di fibromi uterini. 



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30 RENDICONTO DB* LAVORI DEFJi/l CLASSR 

avverte che il detto rapporto non si deve riguardare come 
indice di una speciale influenza dei fibromi sul concepimento, 
poiché può dipendere da altre cause di sterilità concomitanti. 

Dopo avere seguito clinicamente nel suo completo decorso 
la demenza precoce di una donna che poi morì, il dott. Pietro 
Gonzales ne eseguì la necroscopia per studiarne il sistema 
nervoso dal punto di vista anatomo-patologico.- 

In una Nota sulle manifestazioni uricemiche edosteomala- 
ciche intrecciantisi ed alternantisi colle sindromi di Basedow, 
di Dercum e di Glénard in soggetto isterico, il S. C. dottor 
Edoardo Bonardi deplorò l'indirizzo eccessivamente analitico 
e sistematico che domina gli studi patologici e clinici, ed af- 
fermò l'esistenza di centri trofici nella corteccia cerebrale. 

Riferite le opinioni degli istopatologi sulla malacoplachia, 
cioè su talune produzioni della superficie interna nella vescica 
orinarla, il prof. Costanzo Zenoni, affermò che le indagini 
microscopiche e l'osservazione anatomica conducono a ritenere 
che le formazioni a placche rigonfie e gialliccie siano neo* 
plasmi sicuramente endoteliali. 

Infine, intorno ad una operazione felicemente riuscita sopra 
un individuo affetto di cancro del colon e del tenue, riferì 
il prof. Iginio Tansini. 

Perdite gravi afflissero nell'anno decorso il nostro Istituto 
nella persona del M. E. Angelo Scarenzio, tanto benemerito 
della pubblica salute in Pavia, dove era professore di clinica 
dermopatica e sifilopatica e membro del Consiglio provinciale 
di sanità, ed in quella dell'illustre fisico Emilio Villari, no- 
stro socio corrispondente. 



Prof. Aschif:ri Ferdinando M. E., Un teorema di geomeiria projetfiva, 
Aquile corrispondenze algebriche fra gli ele^menti di un ente razionale. 

Prof. Luicfi Berzolari S. C, Sulle collineazioni cicliche del quart^ov' 
dine determinate da un tetraedro, — Sulla lemniscata pi*cjettìva, 
(Due Note). 

BoGGio Tommaso, Induzione prodotta da un campo magìietico qualun- 
que sopra una sfera isotropa. — Bisoluzione di due problemi sull'in- 
duzione magnetica. 



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DI SCIENZE MATEMATICHE E NATURALI. 31 

GasEPPB BoNPANTiNi, Movimento di un liquido indefinito in cui si 
muove un disco circolare infinitameiìte sottile. 

Dott. BoNOLA Roberto, Sulle proprietà del quadrilatero trirettangolo 
metrico di Lobacefski-Bolyai. 

Prof. Brusotti Luigi, Sulle curve piane razionali dotate di tre punti 
di iperosculazione. 

Dott. Giani Edoardo, Sopra alcuni gruppi lineari quaternari dotati di 
quartica e di quiniica gobba razionale invariante. — Le curve gòbbe 
razionali di quinto ordine invarianti nspetto a gruppi finiti di coU 
lineazioni quaternarie. 

Dott. Colombi Angelo, Suite omografia di terza specie. 

Prof. Gino Fano, Sopra una varietà cubica j)(^^ticolare dello spazio a 
quattro dimensioni. 

Dottor Galvani Luigi, La risoluzione di alcune equazioni funzionali 
mediante serie divergenti sommabili. 

Prof. Edoardo Gera, // secomlo teorema delle medie per le funzioni a 
due variabili. 

Prof. GiAMBBLLi G. Z., Ordine di una varietà più ampia di quelle rap- 
presentate coli' annullare tutti i minori di dato ordine di una data 
metrica generica di forme. 

Prof. Pascal Ernesto M. E., IjC forme differenziali aduna sola varia- 
bile ed a coefficienti costanti in relazione colla formoia per il differen- 
ziale rmo deir esponenziale. — Sulle condizioni i/i varianti re j)errhè 
due forme binarie abbiano piti fattori lineari comuni. — Teoremi 
sulle forme binarie a fattori multipli. — Siti si.sfoma di (ìundel finger. 

Dott. Ripamonti Maria, Sulle successioni doppie. 

Dott. Luigi Sinigallia , Os.servazioni ad un teorema dei professori 
Pascal e Morera. 

Dott. Veneroni Emilio, Sui vari tipi di coitgruoìize hilineari di cubiche 
gobbe. 

Dott. Vitali Giuseppe, Sul V integrabilità dello funzioni. 



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RELAZIONI SUI CONCORSI A PREMI 



CONCOESO AL PREMIO ORDINARIO DELL'ISTITUTO 

Alla migliore Memoria critica inedita intorno all'opera di Vittorio 
Alfieri considerato come iniziatore del pensiero nazionale italiano. 

(Commissari: M. E. Inama, SS. CC. Giacosa, Rossi relatore). 

Sette memorie furono presentate a questo concorso; delle quali, 
sei sono rispettivamente contraddistinte dai seguenti motti : 

1. Dire altamente alte cose è un farle in gran parte (Y.Al6eTì); 

2. Lna nescit virtus ; 

3. Est deus in nobis^ agitante calescimus ilio; 

4. Sine ulla spe; 

5. Per correr miglior acqua; 

6. Velis remisque; 

ed una non reca alcun motto ed è sottoscritta dall'autore Pietro 
Rosa. Quest'ultima, contravvenendo alle norme generali dei con* 
corsia che vogliono anonime le memorie, non può essere presa in 
considerazione. In condizioni sostanzialmente identiche viene a 
trovarsi la memoria 2*, perchè l'autore, ancorché l'abbia segnata 
del motto Ima nescit virtus e non l'abbia sottoscritta, si svela 
apertamente citando più volte come lavori suoi (pagg. 75, 106 e 
altrove) il volumetto Pei regni dell* arte e deVa critica e la com- 
memorazione La vera grandezza di F. Alfieri^ che sono, come è 
ben noto, del prof. V. A. Arullani. La Commissione quindi crede 
che anche questa memoria debba essere esclusa dal concorso. 

Delle altre cinque memorie, la 5* e la 6* contrassegnate rispet- 
tivamente dai motti Per correr miglior acque e Velis remisque^ 
sono compilazioni meschine e disordinate, insufficienti perfino come 
esercitazioni giovanili in una scuola liceale. E la 3\ Est deus in 
nobis, agitante calescimus illo^ priva com'è d'ogni originalità, me- 



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PBEMio dell'istituto. 33 



rita appena un giudizio meno severo per un certo ordine dellV 
apoaizione e per il calore e la scioltezza dello stile. 

Uno stadio abbastanza lar^o e dilijjfente dell' opera dell'Alfieri, 
se non della bibliografia alfieriana, rivela la memoria 1* Dire al- 
tamente alte cose è un farle in gran parte^ la quale è divisa in 
flette capitoli, intitolati, non tutti propriamente, così: 1. VA. e 
l'opera sua letteraria e politica; 2. Giudizi di contemporanei e 
de' maggiori intorno l'opera politica dell' A,; 3. Influenza delle 
tragedie alfieriane su le nuove generazioni italiche che vennero su 
fino il 1831; 4. Le dottrine dell'Alfieri e lo svolgimento politico 
progressivo del suo pensiero inteso a alti sensi di libertà; 5. Pre- 
scienza politica deir A. ; 6. UÀ. di prima e dopo il '92 ; 7. La 
visione profetica dell' A. e Vltalia nascitura. L'autore procura di 
dichiarare il pensiero politico dell'Alfieri qual si rispecchia nella 
vita e nelle opere di Ini ; ma conviene dir subito che egli non 
riesce a gran pezza a raggiungere, in questa parte del suo lavoro, 
qaeir esattezza e perspicuità che, dopo tanti studi e specialmente 
dopo quelli pubblicati per il centenario, ci si poteva aspettare. Pro- 
cara anche di mettere in luce, insieme coi giudizi dei contempo- 
ranei e dei posteri intorno all'Astigiano, l'efficacia sua nella pre- 
parazione attiva del riscatto nazionale e nella letteratura che ac- 
compagnò e segui questo massimo avvenimento delia storia d'Italia ; 
ma codesta trattazione è generalmente molto superficiale e quasi 
tatta di seconda mano. Inoltre l'autore non ha saputo mantenere 
fra le due parti, confusamente mescolate insieme, quella giusta 
proporzione che il tema imponeva; ne ha ripensato il non iscarso 
materiale raccolto, sì da trarne un' opera organica ; anzi «'è spesso 
appagato d'afFastellare citazioni, collegandole debolmente mediante 
osservazioni ovvie e talvolta non chiare. Se infine s'aggiunga che la 
forma stilìstica è in pi(i luoghi sciatta e grossolana, parrà naturale 
che la Commissione, pur riconoscendo la superiorità di questa me- 
moria 1» in confronto alle tre dianzi citate, la giudichi del tutto 
impari all' importanza del concorso. 

Lavoro ben pensato e ben disegnato è la memoria 4* Sine 
ulta spe. Nel primo capitolo l'autore si pone queste due do-, 
mando : '^ Le idee, i sentimenti che trovano in lui (nell'Alfieri) sì 
robusta esprei^ione, fu egli il primo a provarli e a proclamarli o 
correva già negli animi un fremito oscuro, una protesta, di cui 
egli si fece l'eoo possente? E di queste sue idee e di questi suoi 

RimAietmH. — Serie TI. Voi. XXXVIII. 3 



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84 RELAZIONI SUI CONCORSI. 



sentimenti, quali furono accolti dal cuore della nazione, quali trion* 
farono, e quali furono abbandonati e obliati ? „. Ond'è subito chiaro 
aver Tautoro inteso che Tindagine del pensiero politico alfieriano 
doveva trovar luof^o nel lavoro soltanto in via subordinata e in 
servigio dello studio intorno airefficaoia che il grande Piemontese 
ebbe nella formazione del pensiero nazionale italiano; giacché 
l'Istituto, nel proporre il tema, intese certo a provocare non quella 
trita e ormai facile ed inutile indagine, sibbene questo studio. A( 
quale sono infatti consacrati i capitoli 3®-6® della memoria che 
ora si esamina, mentre in uno solo, nel secondo, sono sobriamente 
esposte, in gran parte sulla traccia del Bertana, ma con maggiore 
indulgenza nei giudizi, le dottrine politiche deirAlfieri. Per la via 
aperta dal Bertana l'autore si mette anche nel terzo capitolo, dove 
ricerca quali precursori l'Astigiano abbia avuto in Italia ed in 
Francia nella manifestazione delle idee liberali; ma procede oltre 
liberamente, dimostrando buon senno e non comune larghezza di 
cognizioni. Data cos) una risposta alla prima delle due domande 
iniziali, esamina nel quarto capitolo l'efficacia del pensatore nell'età 
della rivoluzione italiana, e analizzando ad una ad una le idee del- 
l'Alfieri (dottrine antifrancesi, dottrine di avversione alla tirannide, 
dottrine sulla milizia, sulla libertà di stampa, ecc. ecc.), viene, at* 
traverso ad una ricca serie di fatti e di notevoli considerazioni, a 
concludere che ebbero fortuna quelle idee che già prima germo- 
gliavano, vaghe e non bene conscie di sé, nelle menti. Il quinta 
capitolo studia l'azione del poeta, cioè tende a determinare come 
l'Alfieri '^ contribuisse all' italianità delle lettere „, che è quante 
dire al rinnovamento dalla forma letteraria: tema arduo, il cui 
svolgimento non è riuscito né compiuto, né lucido, sia per l' in* 
certezza dei concetti fondamentali e sia per l'inesattezza delle no- 
tizie sulla tradizione letteraria prealfieriana. Buono invece e non 
privo d' originalità, il sesto ed ultimo capitolo, dove é messa in 
bella evidenza l'eflScacia dell'uomo, vale a dire l'importanza che 
nella formazione del carattere italiano ebbe il magnifico esempio 
di quella volontà, la quale se nel fatto non fu in ogni occasione 
così inflessibile come s'è creduto fino a poco fa, fu dallo scrittore 
sempre atteggiata e ostentata come ferrea e saldissima. 

Di alcuni difetti della memoria già s'è toccato; altri, pur senza 
dire delle molte imperfezioni stilistiche, si potrebbero facilmente 
additare, provenienti, i più, dal rigoroso schematismo del disegno 



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PRKMIO deli/ ISTITUTO. 35 



e dalla non rara trasouranza delle ragioni della cronologìa nella 
enumerazione dei fatti. D'altra parte, se i giudizi che più stretta- 
mente s'attengono al tenia pajono in generali retti e temperati, 
non si pnò dire altrettanto di quelli che riguardano argomenti la- 
terali trattati per necessità di dimostrazione o per incidenza. Non 
mancano poi alcuni errori non lievi, quale è, per esempio, l'affer- 
mazione ohe ^ poche furono le tragedie scritte in Italia prima delle 
alfieriane « ; né certamente si può dire che tutti i documenti più 
cospicui e specialmente i modi delFinflusso dell'Alfieri sul pensiero 
nazionale italiano siano stati annoverati e vagliati. 

Perciò la Commisione è d'avviso che, quantunque la memoria 
Sne ulla spe per l'originalità delle ricerche e per la sodezza 
del chiaro ragionamento sia di molto superiore a tutte le altre, 
pure il premio non abbia ad essere dato integralmente nemmeno 
ad essa, e propone che le sia conferito un assegno d'incoraggia- 
mento di L. 600. 



MEDAGLIA TRIENNALE PER L'INDUSTRIA. 

A quelli che abbiano fatto migliorare notevolmente o introdotto con 
buona riuscita una data industria manifattrice in Lombardia. 

(Commissari: SS. CC. Jobini, Menozzi, M. E. Gabba L. relatore). 

Al concorso alla medaglia per l'industria furono presentate le 
seguenti domande da: 

1. Agosti, Oleificio^ saponeria e stearineria^ in Legnano, 

2. Balletti e C, Fabbrica di veli, in Cernusco sul Naviglio. 

3. Manaba Fratelli, Fabbrica di trebbiatrici da riso, in Vi- 
dignlfo. 

4. Fabbrica di assi e molle, di Jerago ; gerenti A. Vermot, 
A. Rbjna. 

5. Rossi, Fabbrica di vernici per calzature, in Milano. 

6. Spadaccini, Funi Metalliche^ in Milano. 

Di questi concorrenti il Balletti, lo Spadaccini ed il Rossi, fn- 
rono già distinti recentemente col premio Brambilla. La Commis- 
eione, pur riconoscendo il valore dei titoli di questi concorrenti, 
deliberò in via di massima di assegnare la medaglia triennale a 



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36 RELAZIONI sai CONCORSI. 



quel concorrente il quale, oltre rispondere ai requisiti del pro- 
gramma di concorso, non avesse già precedentemente riportato un 
premio da questo Istituto. In base a tale deliberazione la Com- 
missione procedette all' esame delle domande degli altri concor- 
renti. 

La ditta Francesco Agosti esercita da luogo tempo T industria 
della saponeria e della stearineria: da qualche anno ha iniziato la 
estrazione degli oli di semi (sesamo, ecc.) sia commestibili che in- 
dustriali. Al pari della saponeria e della stearineria Toleificio Agosti 
si distingue per la razionalità deir impianto e per nn accurato an- 
damento. L'oleificio in particolare, essendo di data più recente, pre- 
senta tutti i perfezionamenti che la tecnica moderna ha suggerito 
ed ha oggidì assunto una notevole potenzialità: dei panelli che 
sono il prodotto secondario dell'estrazione degli oli, la ditta ha 
avviato l'esportazione principalmente nella Svizzera dove essi sono 
ricercati come foraggio e pagati di più che in Italia. Anche la sa- 
poneria ha un'importanza rilevante e sono ora in vista ingrandi- 
menti e miglioramenti notevoli e lo stesso può dirsi della steari- 
neria. 

La Commissione non può non segnalare il continuo incremento 
dato dalla ditta Agosti alla sua triplice industria, incremento 
che non si limita alla quantità ma si estende anche alla qualità 
della sua produzione : questo può la Commissione attestare dopo le 
ripetute sue visite allo stabilimento Agosti. Ma mentre essa fa 
questa onorevole dichiarazione a favore della ditta concorrente non 
può dimenticare che in primo luogo V industria della ditta stessa 
non è nuova perchè oleifìci^ saponerie, stearinerie» esistono da lungo 
tempo in Lombardia: il titolo della novità è invece indubbiamente 
posseduto dall'industria esercitata da altro dei concorrenti : d'altra 
parte i miglioramenti che la ditta Agosti ha introdotto non sono 
tali da poter essere presi in considerazione pel conferimento del 
premio a cui aspira mentre lo sarebbero quelli di cui la ditta stessa 
ha segnalato l'adozione in tempo non lontano. 

Per queste considerazioni la Commissione fu unanime nel rile- 
vare che la ditta concorrente non poteva questa volta essere presa 
in considerazione pel conseguimento della medaglia triennale per 
r industria. 

I fratelli Manara tengono a Vidigulfo presso Villamaggiore in 
provincia di Pavia un'officina meccanica per la costruzione di mac- 



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MEDAGLIA. TRIENNALE PER l/ INDUSTRIA. 37 



chine ajrrario. Interessante ed esemplare è la storia di questa in- 
dostria creata dall' in|2:egno e dall'attività di due persone di mode- 
stissimi principi e di assai limitata preparazione tecnica. 

L'officina dei Manara occupa ora ben 50 operai ed è assistita 
da una forza meccanica di 50 HP ; vi si fabbricano essiccatoi per 
cereali e trebbiatrici ecc. Il titolo pel quale essi si presentano ora al 
concorso sono le trebbiatrici per riso e in particolare per il riso 
di Cocincina. Che queste macchine servano bene al loro scopo lo 
attestano le dichiarazioni degli acquirenti non meno che le dichia* 
ragioni dei più competenti in meccanica agraria. Ma l'entità di 
qiesta industria è ancora limitata : la produzione delle trebbiatrici 
da noi è ancora modesta perchè il loro numero non raggiunge 
peranco la dozzina. Per questa considerazione la Commissione, pur 
encomiando vivamente l'ingegno e l'attività dei concorrenti, non 
può prenderli in considerazione per il conferimento della medaglia 
triennale. 

La ditta A. Rejna e A. Vermot che fabbrica assi e molle per 
carrozze e veicoli di ogni genere a Jerago presso Albizzate (Va- 
rese) concorre essa pure alla medaglia triennale deirindustria. 

Si tratta di un'industria speciale organizzata razionalmente, la 
quale può asserirsi come nuova in Lombardia astrazion fatta da quei 
lavori di minore importanza e molto imperfetti che si eseguivano 
a roano dai fabbri ferrai e dagli stessi fabbricatori di veicoli per 
soddisfare imperiosi bisogni di officina, ma sempre però con rile- 
vante spesa, e con mediocre successo per la mancanza di mate- 
riali adatti, di mano d'opera esperta e del necessario macchinario. 

Prima del 1900 la Lombardia era tributaria all'estero per gli assi e 
molle da veicoli la cui richiesta va continuamente crescendo grazie 
al confortante progresso nella fabbricazione delle carrozze, veicoli 
ferroviari e tramviari e in quella già promettente degli automobili. 
La Francia, l' Inghilterra e la Germania erano padrone del mercato 
italiano e importavano per parecchi milioni di assi e molle senza 
che tale monopolio venisse contrastato da alcuna concorrenza 
italiana. 

Le sorti di questo commercio si sono mutate dopo che la ditta 
Rejna diede vita allo stabilimento di Jerago collo scopo della esclu- 
siva fabbricazione degli assi e molle per ogni genere di veicoli. In 
questo stabilimento lavorano oggi più di 100 operai ed è suscetti- 



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38 RELAZIONI SUI CONCORSI. 



bile di assai maggior ingrandimento, 7Ì funzionano le macchine più 
recenti delle quali alcune sono di importazione forestiera ed altre 
vennero costrutte in luogo; anima di tutto il macchinario è l'energia 
elettrica della grande centrale di Yizzola. 

La preparazione degli acciai, la lavorazione dei singoli pezzi, le 
opere di finimento, i delicati controlli delle calibrature dei pezzi e 
delle bussole, vengono esegniti tutti a macchina con scrupolosa 
esattezza, ed i prodotti ottenuti, da quelli più semplici per le vet- 
ture ordinarie fino ai più complicati e fini per gli automobili, nulla 
hanno da invidiare alle marche più accreditate francesi ed inglesi. 

La ditta concorrente seppe in pochi anni vincere con non lievi 
sacrifici finanziari la concorrenza estera ed è oggi diventata quasi 
esclusiva fornitrice degli articoli di sua fabbricazione a tutte le 
principali fabbriche locali di carrozze, furgoni, veicoli diversi per 
tramvie, ferrovie, ecc. L'esportazione dei suoi prodotti oggi ap- 
pena iniziata ha avuto un certo successo. 

La Commissione ebbe campo di convincersi che la ditta concor- 
rente col suo impianto di fabbrica di assi e molle in Jerago ha 
pienamente risposto alle condizioni del programma di concorso; 
essa sente inoltre il dovere di dichiarare che la ditta concorrente 
diede prova di aver a cuore gli interessi igienici e sanitari dei suoi 
operai avendo provveduto al riscaldamento e alla ventilazione dei 
locali di lavoro ed avendo adottato con molta diligenza i provve- 
dimenti per prevenire gli infortuni del lavoro. 

Le ragioni sovraesposte mettono in evidenza la superiorità dei 
titoli del concorrente Rejna in confronto di quelli degli altri e la 
Commissione è unanime nel proporre che alla ditta: Fabbrica di 
a.s'si e molle in Jerago (gerenti A. Vermot ed A. Rejna) venga 
conferita la medaglia d'oro triennale che T Istituto ha destinato 
a quelli che abbiano introdotto con buona riuscita una industria 
man {fattrice in Lombardia. 

CONCORSO AI PREMI CAGNOLA. 
Velocità del raggi catodici. 

(Co)nmissari: M. E. Ferrini, S. C. Cantone, M. E. Murani, reLJ. 

A questo concorso vennero presentate due memorie. La 1% di- 
stinta dal motto Post fata resurgo, descrive in modo del tutto su- 



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PREMI GAGNOLA. 39 



perficiale, e spesso anche errato, le scariche elettriche ne' tubi vuoti; 
discorre, divagando, delle varie specie de' nuovi raggi (raggi cato- 
dici, raggi X, raggi Becquerel, ecc. ecc.); ma delle esperienze di- 
rette alla determinazione della velocità de' raggi catodici fa appena 
un cenno. Lo scritto insomma è dovuto certamente a un amatore 
appena infarinato di questi studi, ed è ben lungi dal rispondere 
alle esigenze del concorso. 

La 2* memoria contrassegnata col verso di Dante Vi è pia che 
indarno,,.^ è un lavoro molto migliore del precedente. Esso contiene 
la storia critica de' metodi e delle esperienze dirette a misurare la 

fi 
Telocità de' raggi catodici, e il rapporto - della carica elettrica 

m 

alla massa delle particelle, che con la loro trajettoria formano i 
detti raggi ; ma la narrazione non può dirsi completa, perchè certe 
esperienze importanti furono omesse, e di altre si parla alla sfug- 
gita. Inoltre lo scritto rivela chiaramente che l'Autore, invece di 
consultare le fonti e le memorie originali, si è contentato di far 
ricorso a recenti pubblicazioni, che allo scopo di render popolari 
certe nozioni scientifiche, riassumono in forma facile e spedita 
tutto quell'immenso lavoro di studio e di sperimenti. 

Le esperienze poi ideate (lall'Autore per la misura diretta della 
velocità de' raggi catodici, sono parse alla Commissione non rispon- 
denti allo scopo, perchè soggette in modo evidente a parecchi e 
non lievi errori; cosicché la quistione della velocità de' raggi cato- 
dici non fa, con le dette misure, un passo innanzi. 

Per concludere, il lavoro non costituisco nel suo insionio un serio 
contributo allo studio di detti raggi; e però la (^oniniissione è stata 
di unanime avviso che neppure ad esso si possa concedere il premio 
Cagnola. 



Una scoperta ben provata sulla cura della pellagra. 

i^'ominissari : M. E. Golgi, S. C* Foklaxini, M. K. Yist'oxTi rc/.J, 

Nell'adunanza del 28 gennajo 1904 l'Istituto elesse la Commissione 
incaricata di esaminare gli atti del concorso Cu^riiola pel 1!K):]. com- 
posta dal M. E. C. Golgi e dai SS. CV. ('. Forlanìni e A. Visconti 
(relatore). 



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40 REFiAZIONl SUI CONCORSI. 



Il tema del coneorBO è : 

Una scoperta ben provata sulla cura della pellagra. 

A questo concorBO si presentarono due concorrenti, e cioè: 
1. Dottor R. Boscolo-Bragadin colla memoria: Dell' etiologis 
della pellagra, della sua profilassi senza cambiar regime dietetico 
e della sua cura. (Studio clinico e ricerche sperimentali). 

2* Ceni dottor Carlo, docente di neuropatologia, medico set* 
tore deir Istituto psichiatrico di Keggio Emilia con sette memorie, 
due delle quali col concorso del dottor Carlo Besta, medico interno 
dello stesso suindicato istituto psichiatrico. 

Il dottor K. Boscolo-Bragadin nella sua memoria stampata il 
luglio 1903, incomincia col far sentire quanta importanza meriti lo 
studio della pellagra dal fatto che, secondo i calcoli del Foma* 
sari, in Italia si spende per i pellagrosi la rendita di un capitale 
di 75 milioni, e che Butta, al congresso internazionale di Brescia 
nel 1901, faceva rilevare che nonostante gli essioatoi, le locande 
sanitarie e le cucine economiche, i pazzi pellagrosi della provincia 
di Brescia aumentano, e che le statistiche delle altre Provincie 
confermano altrettanto. 

Accenna alle osservazioni dei molti che si occuparono dell'argo^ 
mento, anche sperimentalmente, ed al concorde risultato di ritenere 
che la pellagra dipende dal mais guasto, specialmente per il Peni* 
cillum glaucum. 

Dice poi delle diflScolti di ottenere una profilassi della pellagra 
che non sia quella di far scomparire la causa del deterioramento 
del mais, ed un contravveleno che neutralizzi la sua azione pella- 
grogena, lasciando il contadino alle sue occupazioni ed al suo vitto. 

Pensando all'azione dell'argento, il nostro concorrente, volle pro- 
vare il suo effetto contro le muffe, e si servi del protargolo. 

Con questo albuminato d'argento istituisce tre serie di espe- 
rimenti : 

La prima serie è fatta sugli animali^ e viene alla conclusione 
che il protargolo attenua gli effetti nocivi dalla polenta ammuffita 
sulla nutrizione. 

La seconda serie d'esperimenti si riferisce alla cura preventiva 
senza cambiamento di regime alimentare, con pillole di protargolo 
da 2 centigr. ciascuna somministrate nel tempo della digestione 
della polenta a 27 contadini che da più anni presentavano in pri- 
mavera od anche in autunno sintomi di pellagra. 



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PBEMl GAGNOLA. 41 



La terza serie d'esperimenti ò fatta su 9 casi di pellagrosi che 
ÌDcomÌDCÌarono la cura del protargolo, lasciando Fuso della polenta, 
quando ayeTaiio già in atto i primi sintomi primaverili. 

£ dalla seconda e terza serie di esperimenti viene alla seguente 
conclusione : 

Nei casi di pellagra con manifestazioni in corso il protargolo 
onito alla cura sintomatica ed alla dieta speciale si mostrò utilis- 
simo neir abbreviare la durata della sintomatologia. 

Il protargolo, somministrato nei mesi ultimi d'inverno ed in quei 
di primavera, a chi ebbe già manifestazioni pellagrose, TA. afferma 
che serve come preventivo anche permettondogii cibarsi di polenta. 

Riguardo a questo tentativo di cura della pellagra fatta dal 
dott. R. Boscolo-Bragadin, la Commissione vostra trova che le espe- 
rienze fatte sugli animali lasciano desiderare in riguardo al rigore 
esperimentale, e che le esperienze della seconda e terza serie sono 
troppo scarse per persuadere la Commissione stessa che la cura 
della pellagra col protargolo, così come fu esposta dal nostro con- 
corrente, costituisca ^ una scoperta ben provata sulla cura della 
pellagra „ che è quanto è voluto dal tema di concorso. 

Le sette memorie presentate dal secondo concorrente, dottor 
Carlo Ceni, due delle quali col concorso del dott. Carlo Besta, sono 
per il dott. Ceni, la continuazione de' suoi studi sulla pellagra, pei 
quali l'anno scorso ebbe un premio a titolo d'incoraggiamento dal 
nostro II. Istituto Lombardo di scienze e lettere. Tali studi, seb- 
bene non si riferiscano direttamente alla cura della pellagra, non 
si può dire ad ogni modo che non possano avere applicazione alla 
terapia, essendo evidente che questa deve ritenersi subordinata alle 
conoscenze sull'eziologia. 

La prima delle sette accennate memorie porta per titolo : Le 
proprietà tossiche delV Aspergillus fumigatus in rapporto colle sta- 
gioni deiranno (del dott. C. (^eni). 

La Commissione vostra, sebbene abbia presa cognizione d'ogni 
cosa esposta in questa memoria, come nelle altre tutte, si limita 
ad esporre di questa, come delle altre, le conclusioni. 

La conclusione di questa prima memoria si è che YAspergillxis 
fumigatus ha la proprietà di elaborare due specie di principi tos- 
sici contemporaneamente, gli uni di carattere convulsivante e teta- 
nizzante, estraibili coll'alcool e in rapporto colle stagioni dell'anno, 



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42 RELAZIONI SUI CONCORSI. 



^lì altri non convulsivanti né tetaniz^anti, non estraibili coiralcool 
e legati all'interna struttura del parasita. Le dette stagioni del- 
l'anno corrispondono precisamente alle fasi di recrudescenza mas- 
sima deir endemia pellagrosa, caratterizzate per di più, come si 
sa, specialmente dalle forme acute. 

La seconda memoria del dott. Ceni ha per titolo : La pellagra 
nei polli. Nuove ricerche. Ed ecco le conclusioni che l'autore si 
crede autorizzato a trarre dai nuovi reperti delle relative ri- 
cerche : 

1. I polli sottoposti alla nutrizione costante e prolungata di 
mais fortemente avariato, presentano dei fenomeni tipici della pel- 
lagra cronica e acuta, i quali si esacerbano in modo particolare 
nella primavera e meno nell'estate e autunno e vanno poi scompa- 
rendo nelle stagioni fredde, non ostante che l'alimentazione sud- 
detta rimanga invariata. 

2. I polli possono resistere a lungo a questa alimentazione 
infetta (fino a 4 e più anni) e la loro morte può avvenire sia con 
fenomeni acuti caratteristici della pellagra acuta, sia con fenomeni 
di cachessia. 

Nei casi acuti, la morte è, se non sempre, di frequente in rap- 
porto di causa con lesioni flogistiche acute degli organi interni 
(localizzate specialmente al polmone e al pericardio), le quali sono 
di natura aspergillare, e più precisamente determinate da spore 
aspergillari provenienti dall'intestino, ivi giunte per mezzo dell'ali- 
mentazione infetta. 

Nei casi di morte con fenomeni di marasma pellagroso all'autopsia 
si possono riscontrare dei residui di processi flogistici progressi 
(pericardite). 

3. I polli nati da procreatori già da tempo sottoposti all' ali- 
mentazione, di mais guasto non presentano veruna resistenza spe- 
ciale a questa specie di alimentazione, ma si comportano verso 
questa come i polli nati da procreatori sani. 

4. 1 polli nutriti a lungo con mais guasto e che presentano i 
sintomi caratteristici della pellagra cronica resistono assai meno 
all'azione patogena delle spore aspergillari che i polli sani. 

5. Le spore àeWAspergillus fumigatus inoculate nel pericar- 
dio dei polli anche in minima quantità possono determinare la 
morte con fenomeni caratteristici della pellagra acuta o subacuta, 
pur rimanendo sempre allo stato di spore, le quali determinano 



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PBE^I GAGNOLA. 43 



una grave e tipica reazione locale e yiene distrutta solo da un pro- 
cesso extraoellalare. 

Questa memoria è corredata anche da una tavola relativa a pre- 
parati microscopici assai esplicativa per l'argomento. 

// terzo lavoro presentato è una nota preventiva sulle proprietà 
patogtìie del Penicillum glaucum nelV etiologia della pellagra. Il 
lavoro in esteso costituisce: 

La quarta pubblicazione presentata per Fattuale concorso al 
premio Gagnola ed è intitolata : I penicilli nelV etiologia e patoge- 
nesi della pellagra. Ricerche sperimentali dei dottori C, Ceni e 
C. Besta, 

Ed ecco le conclusioni che da tale lavoro hanno potuto trarne : 
L Due varietà di penicillo glauco, che sembrano le più dif- 
fuse in natura, sono dotate di uno spiccato potere patogeno avente 
caratteri diversi ed opposti : una, la ^varietà Aj produce fenomeni 
a carattere depressivo (abbattimento generale, rilasciamento mu- 
scolare con diminuzione del tono, ecc.); Taltra, la varietà 7?, in- 
vece, dà luogo a fatti di eccitamento neuromuscolare (esagerazione 
dei riflessi, tremori generali, stato spasmodico della muscola- 
tura, ecc.). 

2. Le proprietà patogene di aml)edue le varietà si manifestano 
coi caratteri suddescritti, sia introducendo direttamente il germe 
nell'organismo (via endovenosa od endoperitoneale) che souimini- 
strandolo per la via gastro-enterica. 

3. Gli stessi effetti specifici per le due varietà si ottengono 
anche estraendo i tossici colla bollitura in alcool ed incettandoli 
agli animali. 

4. I principi tossici sono legati eseliisivaniente al *::ernie, sia 
al micelio che alla spora, ma sono di gran lunga prevalenti in 
questa. 

5. I principi tossici non hanno rap|)orto eoi composti fenoliei 
del gosio che i germi possono ])rodurre a spese dei nuv./i colturali. 

6. Per determinare fenomeni evidenti occorrono (juaiitità con- 
BÌderevoli di materiale, maggiori però per la varietà li che [)er la 
varietà A. Incettando i penicilli direttamente^ iielT organismo ani- 
male non si possono ottenere fenomeni d' intossicamento se non 
con quantità considerevoli e corrispondenti alla <juantità iiecessaiia 
a dare una dose attiva di estratto alcool ico. Ja' (pianti rà iKu-ossarie 
sono sempre molto inferiori a (juelie (MVAs/jrn/iììifs fuìtì'njain^^ 



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44 RISLAZIONI SUI CONCORSI. 



8^)ecialmente s© questo viene inoculato direttamente negli animali. 

7. Negli animali morti in seguito a nutrizione penìcillàre non 
si è potuto dimostrare il passaggio delle spore attraverso le pareti 
intestinali e la diiFusione loro nell'organismo. 

8. Le reazioni locali hanno gli stessi caratteri, sia introdu- 
cendo direttamente le spore, che injettando i tossici. Per la va- 
rietà A sono di gran lunga più intense che per la varietà B. Sia 
la spora che il micelio penioillare d'ambo le varietà vengono fa- 
cilmente eliminati dall'organismo in seguito ad una rapida fagoci- 
tosi. Colla nutrizione le lesioni gastro-intestinali sono sempre poco 
intense e di gran lunga inferiori a quelle prodotte dsW Aspergillus 
fumigatus, 

9. Kel sistema nervoso centrale si ha un'intensa congestione 
della pia cerebrale : il midollo spinale, solo per la varietà 5, pre- 
senta tavolta delle degenerazioni primarie, che mancano sempre 
invece per la varietà A. 

10. E indiscutibile l'importanza di questi parasiti nell'etio- 
logia della pellagra; ma dato il loro modo di agire e la loro qua- 
lità patogena, ben diversi da quello àeWAspergillus fumigatus^ la 
loro azione si può esplicare solo determinando dei fenomeni di in- 
tossicazione progressiva per i tossici che mettono in libertà nel 
tubo gastro-enterico. 

La quinta memoria presentata è pure dei dottori Ceni e Besta 
ed è intitolata: U azione degli agenti esterni sopra le spore asper- 
gillari in rapporto colla patogenesi della pellagra. 

Altro lavoro sperimentale, le cui conclusioni sono le seguenti : . 

1. Le 8[)ore àoìV Aspergillus fumigatus presentano in generale 
una notevole resistenza all'azione degli agenti esterni. L'acido fe- 
nico e la formalina risultano ad ogni modo i più attivi contro 
di essa. 

2. Gli agenti esterni agiscono assai più facilmente sulla spora 
aspergillare modificandone tanto il potere vegetativo che il poter© 
patogeno. La spora, che è solo intaccata nella sua vitalità, può 
conservare inalterato il suo potere patogeno, che può essere dimi- 
nuito in modo apprezzabile solo quando la spora viene uccisa. 

3. Le spore aspergillari sottoposte all'azione lieve degli agenti 
esterni ed in modo particolare del colore^ possono essere messe in 
condizioni speciali e tali da poter manifestare in seguito in modo 
più rapido e più intenso le loro proprietà patogene negli animali, 
determinando dei fenomeni d' intossicamento acuto. 



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PBEMI GAGNOLA. 45 



4. La vitalità delle spore sottoposte all' azione della tempera- 
tara di 85^-90^ (quella che raggìuiiKe la polenta durante la sua 
cottura) per 20*25 minuti, non viene modificata in modo da poter 
essere apprezzata coi mezzi colturali in vitro. Solo colla injezione 
in animali (specialmente in cavie) si può riconoscere che esiste 
realmente un' alterazione della vitalità della spora, giacché i miceli 
a cui dà luogo nei tessuti sono di solito scarsi, tozzi, corti e più 
arrossi del solito, ripieni di vacuoli, poco colorabili, presentando così 
tatti i caratteri delle forme degenerative. 

11 potere patogeno della spora in questi casi si mantiene invece 
inalterato, e solo si può riscontrare un'apprezzabile diminuzione 
di esso prolungando T azione delle suddette temperature per un 
periodo di tempo maggiore di 30-40 e più minuti. 

5. In generale le spore aspergillari che si trovano nelle cou- 
dizioni della loro massima virulenza, sono difficilmente eliminate 
dalPorganismo animale, quando esse per una causa qualsiasi non 
possono trasformarsi in micelo ; ma tendono a localizzarsi al punto 
d'injezione, determinando una massima ed intensa reazione leucoci- 
taria. In questi casi però non si sono potuti dimostrare fatti di 
fagocitosi; il che ci porta a credere che la distruzione delle spore 
avvenga allora specialmente per azione extraleucocitaria. 

6. Le spore aspergillari, che prima di essere introdotte nel- 
Torganismo hanno subito artificialmente una diminuzione del loro 
potere vegetativo e più ancora del loro potere patogeno, determi- 
nano nell'animale una reazione leucocitaria meno intensa, e sono 
più facilmente eliminate dall'organismo animale. In questo caso la 
distruzione delle spore avviene in parte per azione leucocitaria 
extracellulare, subendo esse spesso una speciale disgregazione prima 
di essere inglobate dai fagociti ; in parte la loro distruzione avviene 
per azione intracellulare, essendosi alcune di esse riscontrate intere 
e d'aspetto normale anche nell' interno dei fagociti. 

L'azione distruttiva extracellulare è però di grado superiore a 
quella intracellulare. 

Come corollari di queste concluHÌoni i detti nostri autori credono 
ora di poter affermare che i fenomeni più gravi e più acuti della 
pellagra, in rapporto con un'infezione aspergillare, debbano più 
dipendere da quelle spore che entrano nell'organismo trovandosi 
nelle condizioni della loro massima vitalità e virulenza, che da 
qaelle invece che per una causa qualsiasi prima di entrare nel- 
r organismo ebbero a subire un'attenuazione. 



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40 RELAZIONI SUI CONCORSI. 



Le forine acute della pellagra devono perciò essere in rapporto 
specialmente colle spore giovani e virulenti, che si depositano sulle 
sostanze alimentari già preparate. 

La sesta delle pubblicazioni presentate dal dottor Ceni porta 
per titolo: Localizzazione delle spore aspergillari nelle glandole 
mesenteriche dei pellagrosi e loro consecutiva attenuazione. 

Dallo studio di questo caso in cui esclusivamente dalle ghian- 
dole mesenteriche, ingrossate, congeste ed emorragiche, si sviluppò 
VAspergillus fumigatus, il nostro autore viene alla conclusione che 
anche nei casi di pellagra acuta, nei quali l'esame colturale sia 
stato del tutto negativo, non potremo in base a questi reperti esclu- 
dere la loro presenza nelP organismo del pellagroso, perchè ap- 
punto le spore possono esistere ed emanare dei tossici virulentis- 
simi, non ostante esse abbiano perso completamente la loro vita- 
lità, il loro potere di riprodursi, anche per azione degli stessi succhi 
organici coi quali vengono in contatto neir organismo umano. 

La Commissione non può non soifermarsi su quest'ultima conclu- 
sione dell'A. per farne rilevare il carattere di gravità, nel senso 
che mal si comprende come le spore morte, che hanno perduto la 
capacità germinativa, possano conservare quella di elaborare tossici 
virulentissimi. Certo questo enunciato è in contraddizione con quanto 
è sin qui conosciuto sulla biologia delle spore. In questo senso già 
si sono pronunciati gli autori che ebbero ad occuparsi della grave 
questione sollevata dal dott. Ceni. (Vedi : Tanzi, Trattato delle 
malattie mentali, 1904, pag. 266-267). 

La settima memoria presentata dal dott. Ceni porta per titolo: 
Nuove ricerche sullo sviluppo degli aspergini in rapporto colla 
diffusione della pellagra. 

Dalle ricerche del dott. Ceni risultò che durante il 1902 è stato 
il Penicillum glaucum il parasita vegetale che si sviluppò in pro- 
porzioni maggiori prendendo quasi sempre il sopravvento anche 
sulle forme parasitarie aspergillari ; mentre lo sviluppo di queste 
ultime nell'anno 1901 aveva preso proporzioni piò considerevoli 
prendendo anche in alcune stagioni (primavera ed estate) il soprav- 
vento su tutte le altre forme parasitarie, compreso Penicillum 
glaucum. 

Ed il Ceni si domanda quale è ora il valore che possono avere 
nella genesi e diffusione della pellagra queste notevoli diversità 
nelle proporzioni di sviluppo delle forme parasitarie aspergillari o 
penicillari che si osservano da un anno all'altro. 



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PREMI GAGNOLA. 47 



La risposta non è facile nello stato attuale delle nostre cogni* 
zioni; probabilmente, dice, trattasi di cause diverse e molteplici 
che hanno un'influenza diretta sullo sviluppo dei parasiti, come 
pnò essere lo stato igrometrico delle stagioni, la temperatura, ecc., 
e forse anche un ciclo biologico. 

Tutto questo sembra alla Commissione non abliia quell'impronta 
di serietà che si deve richiedere in un lavoro di scienza. Certo 
queste dichiarazioni su un punto di così fondamentale importanza 
e riguardo ad un lavoro che dovrebbe includere una scoperta ben 
provata sulla cura della pellagra, valgono a gettare un'ombra sul 
valore di tutte le ricerche delle quali in questo e nei precedenti 
lavori il dott. Ceni ha dato conto. 

Considerando il complesso delle memorie presentate dal dottor 
Ceni, è giustificata T affermazione che TA., col lavoro veramente 
grande da lui compiuto, ha messo in evidenza fatti di notevole 
interesse ed ha raccolto un ricco materiale di osservazione. Non 
sempre però l'A. mantenne nell' interpretazione dei fatti quel ri- 
serbo che in questioni tanto ardue e complesse è indispensabile 
per arrivare a sicure conclusioni. In modo particolare T afferma- 
zione recisa dei rapporti etiologici tra l'infezione da aspergini e la 
pellagra non sembra sia suffragata da sufficiente corredo di prove 
dimostrative. 

Devesi però tener conto che finora i reperti delTA., mentre non 
ottennero alcuna autorevole conferma, sono stati invero oj^rgetto di 
giudizi pieni di riserve, anzi di critica da parte di competenti. 

Malgrado queste osservazioni, la (ammissione, tenuto conto del 
lungo e paziente lavoro compiuto per far procedere la (jiiestione 
dell'etiologia della pellagra, consideraiìdo che i fatti dall'A. rac- 
colti ed illustrati nelle sue pubblicazioni riniaii^-ono conio materiale 
utile del quale altri studiosi potranno tener cotito, crede di dover 
proporre che al dott. Ceni, a titolo di iucora^^'-gianieiito, si conceda 
un assegno di L. 800. 

Sulla natura dei miasmi e dei contagi. 

(Commissari: SS. CO. Foklanixt, Sala. M. E. G()Iì(ìi relatore). 

Al premio di fondazione ('annoia, col tema, stalulito dallo stesso 
fondatore: Una scoperta ben ijroratn suUu ìi'dnra dei hì(((SN:i e 



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48 RELAZIONI SUI CONCORSI. 



dei contagi^ si è presentato quest'anno un concorrente, il dottor 
Adelchi Negri, con due memorie : 

1. Contributo allo studio deir eziologia della rabbia (1903). 

2. Suireziologia della rabbia. La diagnosi della rabbia in base 
ai nuoTÌ reperti (1903). 

L'arduo problema dell'eziologia della rabbia venne dall'autore di 
queste due memorie affrontato e con ricerche sperimentali e collo 
studio metodico di oasi ài rabbia spontanea, così nell'uomo come 
negli animali, e la Commissione è lieta di poter dichiarare subito, 
che i risultati che il dott. Negri ha fatto conoscere colle sue pub- 
blicazioni, mentre per la sicura documentazione colla quale Tennero 
presentati han fatto un ingresso che quasi potrebbe dirsi trionfale 
nel campo degli studi medici, ottennero già le più serie conferme. 

Tenendo presente che il fondatore del premio evidentemente ha 
voluto prendere in speciale considerazione le applicazioni della 
scienza, la Commissione non crede superflua la preliminare consta- 
tazione, che le ricerche del dott. Negri non soltanto sono di un 
alto valore scientifico, ma a quest'ora hanno condotto a pratiche 
applicazioni di eccezionale importanza. Ed anche queste applica- 
zioni, che lo stesso autore ha per primo suggerito, già ebbero la 
sanzione di una numerosa schiera di ricercatori del nostro e di altri 
paesi. 

La Commissione non crede di dover seguire l'autore nella partico- 
lareggiata descrizione dei suoi risultati, quale figura nei due lavori 
presentati ; essa reputa di poter meglio corrispondere al compito 
che le spetta con una breve esposizione riguardante in modo sinte- 
tico tutto il contenuto di quelle pubblicazioni. 

Il fatto di capitale importanza che il Negri ha il merito di avere 
per primo dimostrato, è che nel sistema nervoso degli animali 
idrofobi esiste sempre uno speciale microrganismo che ha sua sede 
nel protoplasma delle cellule nervose (corpo cellulare e prolunga- 
menti), che ha una struttura tipica, che presenta tutte le note della 
specificità. 

Questo microrganismo è stato dal Negri studiato in diverse specie 
di mammiferi idrofobi, in modo particolare nel cane, che è la specie 
che, di solito, offre il materiale migliore di studio. 

Data nel cane l'inoculazione sottodurale endocranica, una durata 
complessiva della malattia di 14-15 giorni, e che l'animale abbia 
presentato il quadro della rabbia furiosa, una delle regioni del si- 



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PKBMI GAGNOLA. 49 



sterna nervoso uelle quali, di solito, si riscontra il microrganismo 
più abbondantemente e nelle sue forme più sviluppate è il corno 
di Ammone. £ questo un fatto di grande importanza sia per T in- 
terpretazione della sintomatologia della rabbia, sia come indirizzo 
nella ricerca a scopo diagnostico. 

Riferendosi in modo speciale a quello che con la maggiore evi- 
denza si può verificare nel còrno di Ammone, Fautore tratta inoltre 
in modo particolareggiato della posizione e del numero dei parasiti 
nei singoli elementi nervosi e della loro fine struttura. Sia qui 
sufficiente il solo ricordo della esatta descrizione che Fautore fa della 
minuta organizzazione del microrganismo da lui scoperto, e delle 
due categorie di formazioni interne che lo caratterizzano. 

Oltre che nelle cellule nervose del corno di Ammone il Negri 
ha riscontrato il parasita anche nel cervelletto (entro alle cellule 
di Purkinje), nella corteccia cerebrale, nelle cellule nervose del 
ponte, del midollo allungato, del midollo spinale, dei gangli spinali ; 
e con una distribuzione, nelle linee generali uguale, tanto negli 
animali infettati per via endocranica, quanto in quelli resi idrofobi 
mediante inoculazioni di virus per via endooculare o delle mucose 
congiuntivali o nasali, ovvero per la via del n. mediano ; in tutti 
quei casi, in una parola, nei quali si ha il quadro della rabbia furiosa. 

Negli animali invece che sono stati infettati nel n. ischiatico, e nei 
quali la rabbia ha un decorso schiettamente paralitico, Fautore ha 
potuto verificare una distribuzione delle forme parasitarie, diversa 
da quella su accennata. In questi casi il parasita è esclusiva- 
mente localizzato sulle cellule nervose dei gangli spinali e del mi- 
dollo spinale, nelFencefalo o manca aifatto, o esiste con forme scarse 
e poco sviluppate. 

Anche questo rapporto tra distribuzione del parasita e decorso 
clinico delFa£fezione è meritevole di considerazione : por esso si è 
oramai in grado di rendersi una ragione della sintomatologia così 
diversa che, a seconda dei casi, può presentare questa forma morbosa. 

Anche altri mammiferi idrofobi (non soltanto il cane) hanno fatto 
l'oggetto delle ricerche del Negri, che ha potuto estendere il suo 
stadio anche alF uomo, in un caso di rabbia furiosa di cui ebbe a 
disposizione parti del sistema nervoso* 

Nell'uomo, come in tutti gli altri mammiferi, il parasita si ri- 
scontra sempre con le stesse proprietà, la stessa distribuzione, la 
caratteristica struttura interna. 

IlfndicontL — Sene U. Voi. XXX Vili. 4 



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50 RELAZIONI SUI CONCORSI. 



Per brevità la Commissione accenna solo alla legge stabilita dal- 
l'autore sulla comparsa delle forme endocellulari nel sistema nervoso^ 
che coincide con il primo scoppiare dei sintomi della rabbia ; ac- 
cenna pure soltanto alle proprietà del parasita messe in evidenza 
dal Negri, di resistere cioè alla putrefazione, e di mantenersi inal- 
terato malgrado la prolungata immersione nella glicerina*.... 

Frutto di questi studi è una applicazione di una importanza assai 
grande: applicazione intraveduta subito dall'autore e da lui suc- 
cessivamente proposta e dimostrata con grande copia di fatti. 

Dairesame del sistema nervoso di numerosi animali sospetti rab- 
biosi, il Negri ò giunto alla conclusione che con la ricerca del pa* 
rasita specifico si può in breve tempo stabilire con sicurezza la dia- 
gnosi di rabbia, nella massima parte dei casi in cui esiste realmente 
l'infezione: inoltre l'autore ha potuto trovare che, quasi sempre^ 
questa diagnosi rapida e sicura è possibile con la semplice ricerca 
delle forme endocellulari del parasita nel corno di Ammone. 

Come l'importanza del fatto (come la Commissione ha sopra ri- 
cordato) ha oramai avuto molteplici conferme da parte degli stu- 
diosi, così il valore pratico di esso è stato riconosciuto tanto, che 
il metodo di diagnosi della rabbia mediante la ricerca dei ^ corpi di 
Negri „ è oggigiorno nella pratica comune. 

Ben se ne comprende la ragione quando si consideri che, fino a 
questi studi, per decidere se un animale, che aveva aggredito e 
morsicato delle persone, fosse rabbioso, erano necessarie al minimo 
due settimane, di solito anzi un periodo di tempo più lungo ; in- 
vece attualmente, con la ricerca del parasita, la diagnosi, se si 
tratta di rabbia, è possibile in giornata, e di conseguenza si può 
subito provvedere per il trattamento preventivo degli individui lesi. 

Queste considerazioni fanno ritenere superfluo alla Commissione 
di riferire in particolare dei numerosi lavori (circa una quaran- 
tina) che si sono susseguiti alle due memorie che l'autore presenta 
a questo concorso, e che portano tutti una completa conferma ai fatti 
che il Negri per primo ha osservato. 

L'affermazione della natura parasitaria delle forme endocellu- 
lari della infezione rabica, esplicitamente ammessa dall'autore forse» 
per il momento, non può dirsi suffragata da tutti quei dati di fatto 
che possono apparire richiesti per asserire che si tratti di un or- 
ganismo vivente di una determinata posizione sistematica, ma non 
per questo la Commissione ritiene che l'importanza della scoperta 
del Negri possa ritenersi in alcun modo menomata. 



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PREMI GAGNOLA. 51 



La Commissione è convinta che gli studi del dott. Negri sulla 
eziologia della rabbia soddisfino ai postulati del tema messo a con- 
corso, in quanto l'autore ha fatto conoscere, nella rabbia, la co- 
stante presenza di forme ben determinate, aventi speciali e deter- 
minati rapporti, di organizzazione caratteristica e costante, di valore 
specifico. 

La Commissione è perciò unanime nel proporre che il premio di 
L. 2500 e una medaglia d'oro del valore di L. 500 venga conferito 
al dott. Adelchi Negri. 

La Commissione infine non crede inopportuno di ricordare, e 
questo essa fa con un senso di vivo compiacimento, che un emi- 
nente corpo scientifico del quale faimo parte illustri naturalisti, la 
Società Italiana delle scienze detta dei quaranta, ha testé asse- 
gnato al dott. Negri, in segno di alto riconoscimento di merito 
per i suoi studi sulla rabbia, la medaglia che la Società stessa 
conferisce al miglior lavoro che venga pubblicato nel triennio nel 
campo delle scienze naturali. 

Sulla direzione dei palloni volanti. 

(Commissari: MM. EE. Barbellt, Colombo, S. C. «Torini relat.). 

L' unico lavoro presentato a questo concorso, dovuto al signor 
A. Courcelle di Bascoup, col titolo: Le tninsaérien^ non ha po- 
tuto essere preso in alcuna considerazione dalla Commissione, non 
essendo che una proposta affatto rudimentale, incompleta e chime- 
rica della soluzione del problema della navi^'-aziotie aerea. 

Una scoperta ben provata 
sul modo di impedire la contraffazione d'uno scritto. 

(Comynismri: M. E. Ckhiani, S. (/. Mhxozzi, M. K. Maiìba Ij. rrl.). 

Due sono i concorrenti: uno col motto: l)nhìf(t, crf/o suììì ; l'altro e 
il si«:nor Piero Busi. Il premio ò da aiririiKJica'si a chi in-lichi il 
modo (li impedire la contraffazione de«:li scritti. 1 due hrevissinii 
lavori presentati non si riferirehhero che al modo di riconos(M'rh\ 
non rispondono <^uindi al tema [ìroposto La ('ommi-sioiu^ noti ci^mU" 
di poter fare alcuna proposta di [)reniio. 



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52 RELAZIONI SUI CONCORSI. 



CONCORSO AL PREMIO BRAMBILLA. 

{Commissari: MM. EE. L. Gabba, Kobner, SS. CC. Jorini, Mb- 
. Nozzi, Satno, Salmoiraghi, Jona relatore). 

Al concorso pel premio di fondazione Brambilla da assegnarsi, 
a chi avrà inventato o introdotto in Lombardia qualche nuova mac- 
china^ qualsiasi processo industriale o altro miglioramento^ da 
cui la popolazione, ottenga un vantaggio reale e provato, si presen- 
tarono quest'anno ben sedici concorrenti. 

Concorrono modesti inyentori pei quali il premio, oltre ad un con* 
forte morale, rappresenta quel vantaggio finanziario che vale a 
spuntare le prime difficoltà; concorrono officine già assettate, se pure 
non ancora in pieno sviluppo; concorrono officine grandiose e fio- 
renti che ambiscono solo l'onore di essere premiate dall'Istituto 
Sarebbe molto interessante una rivista dei concorsi anteriori, dalla 
fondazione ad oggi ; e chi si accingesse a tale lavoro, che speriamo 
venga un giorno fatto, seguendo le industrie nelle loro fasi succes- 
'sive, si troverà ad avere scritto la storia di una gran parte del- 
l'industria lombarda. E ootesta una prova evidente della grande 
-estimazione in cui è tenuto questo premio; ma questa estimazione 
ed insieme il maggiore spirito di iniziativa che va sempre più rav- 
vivandosi fra noi, fanno sì che il numero dei concorrenti vada au- 
mentando di anno in anno; non senza mettere in imbarazzo la 
Commissione che si trova davanti un gruppo ragguardevole di con- 
correnti, seri, e che pure deve escluderne qualcuno per non auraeu- 
tare troppo il numero dei premi, a scapito del loro valore morale. 
Ed anche in quest'anno, pure mostrandosi di qualche severità, deve 
proporre sette premi sopra i sedici concorrenti, che sono qui sotto 
elencati nell'ordine in cui pervennero le rispettive domande. 

1. ToLiNi Giuseppe, Luino, Pattini a sfere d^acciajo per imposte 
a scorrimento, 

2. Ditta SoNZiNi, Bossi e Tasca, Milano, Fonderia e produ- 
, zione di ghisa malleabile nello stabilimento di Malnate. 

3. Ditta Felice Antonio Cima & C, Lecco, Fabbricazione 
elettromeccanica di catene. 



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PREMIO BRAMBILLA. 53 



4. Bellini Dr. Angelq, Milano, Macchina fototerapica Finsen- 
Rejn e nuovo apparecchio per la fototerapia Finàen. 

5. Ditta M. Boschi & C, Milano, Fusione del vetro nei forni a 
bacino, 

6. Ditta Emilio Balzahini & C, Milano, Fabbricazione d'ap- 
parati eletiro-medico-chirurgici. 

7. Ditta A. Cbdbrna & C, Milano, Candeggio^ tintoria e pre- 
parazione dei tessuti di cotone. 

8. Ditta Antonio Crespi, Busto Arsizio, Congiunzione fili di 
orditi evitando Vannodatura. 

9. Ditta Colombo Alfredo, Milano, Industria del portamo- 
nete e fermagli relativi, 

10. Ditta Lazzaroni & C, Saronno, Biscotti uso inglesiy ita- 
Uani e affini. 

11. Ditta Pblicetti Dr. Livio, Milano, Lavaggio biancheria e 
candeggio tessuti^ eco. 

12. Ditta Rossi Rinaldo, Milano, Impianto di panetteria vien- 
nese e introduzione del pane integrale, 

13. Canovetti ing. Cosimo, Milano, Industria dei tavelloni 
forati, 

14. Ditta G. A. PoGLiANi & C, Milano, Preparazione di setole 
italiane. 

15. Ditta Fratelli Pesenti, Alzano Maggiore, Miglioramenti e 
innovazioni negli stabilimenti di cementi e carta, 

16. Pelizzoni Gaetano, Milano, Apparecchio salvagente per 
vetture tramviarie. 

Ecco un breve riassunto dei giudizi e delle conclusioni a cui 
Tenne la Commissione dopo avere esaminato i titoli di ciascun con- 
corrente e visitato i vari stabilimenti. 

1. ToLiNi Giuseppe di Luino. — Concorre con un sistema 
di pattini a sfere d'acciajo per imposte a scorrimento./ 

Questi pattini sono intesi a sostituire le carrucole che si usano 
attualmente. La Commissione che ha visitato il si»?. Tolini ha con- 
statato che il sistema proposto si presenta per molti riguardi più 
Yantaggioso di altri ora in uso. Ma ritiene che T importanza del 
trovato non sia tale da potere far sorpassare al fatto che l'officina 
di costruzione è sorta da troppo poco tempo per poter avere avuto 
agio di conseguire un notevole sviluppo; e, pure encomiando la 



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54 RELAZIONI SUI CONCORSI. 

ingegDòsa invenzione, non crede di poter aggiudicare al concorreote 
un premio Brambilla. 

2. La Ditta Sonzini, Bossi e Tasca ha concorso al premio 
Brambilla per aver impiantato a Malnate, presso Varese, una fon- 
deria di ghisa malleabile. — Qaesta fu inaugurata il 29 maggio 1904 
in un fabbricato appositamente costruito, e, pochi giorni dopo, la 
Commissione nella sua visita assistette ad alcune delle operazioni 
con cui l'anzidetto prodotto Tiene ottenuto. Dai saggi che 1q fu- 
rono presentati potè persuadersi della bontà dei processi impiegati; 
poiché, per esempio, dei giunti di ghisa per tubazione, che dopo la 
fusione sono naturalmente fragili, diventano colla successiva decar- 
burazione così malleabili, da poter essere schiacciati, senza rompersi, 
con una mazza. Ma indipendentemente dalla quistione se si tratta 
di una industria affatto nuova o no alla Lombardia, quella impian- 
tata con lodevole slancio dai signori Sonzini, Bossi e Tasca a Mal- 
nate, da pochi mesi appena, non ha ancora potuto assumere il ca- 
rattere di industria che rechi alla popolazione un vantaggio reale 
e provato, come è richiesto nella fondazione Brambilla. 

3. Ditta Felice Antonio Cima e C. — Questa ditta, da più 
di un anno, ha avviato nel suo stabilimento sito a Rancio, sopra 
Lecco, la fabbricazione delle catene di ferro, seguendo un processo 
puramente meccanico, facendo uso, per la formazione automatica e 
per la saldatura elettrica delle maglie, di macchine speciali di cui 
ebbe ad acquistare in Francia il brevetto. 

In tal modo potè sostituire al lavoro faticoso, antigienico, irre- 
golare, della formazione a mano delle catene, finora usato da noi, 
quello facile, rapido, preciso ed economico della produzione mec- 
canica, arrivando così a produrre in paese, con materia prima na- 
zionale, un articolo di grande consumo, principalmente per la ma- 
rina e per gli apparecchi elevatori, del quale si è stati sempre 
tributari all'industria straniera. 

La fabbricazione meccanica delle catene si effettua con macchine 
piegatrici, le quali tagliano a tronchi uguali il tondino di ferro che 
si svolge dalla matassa, piegano ciascun tronco in modo da otte- 
nerne una maglia e la concatenano colla successiva. La saldatura 
delle maglie si opera con altre macchine, le quali mandano, attra- 
verso le estremità da riunirsi, una corrente a grande intensità e 
bassa tensione, provocandone T arroventamento, mentre, col mezzo 
eli stampi urtati da un martello, completano il lavoro ìli saldatura. 



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P&BMIO BRAMBILLA. 55 



Le catene così ottenute passano poi agli apparecchi di ripulitura 
e di sbavatura costituiti da tamburi giranti. Lo stabilimento può 
fornire anche catene esattamente calibrate, o con maglie ritorte. 

Nella visita a questo cateuificio la Commissione riportò una fa- 
Toreyole impressione, perchè ravvisò la novità dell' industria e per 
la nuova fonte di lavoro e per Temancipazione della produzione 
straniera. Perciò è lieta di proporre che alla Ditta Felice Antonio 
Cima e C. sia conferito un premio Brambilla di secondo grado. 

4 II sig. dott. Angelo Bellini di Milano si presenta al con- 
corso per avere introdotto la macchina fototerapica Fin8en''Kejn e 
per nuovi apparecchi per la fototerapia. — Per quanto siano im- 
portanti questi metodi di cura e benemerito chi li ha introdotti da 
noi e perfezionati, pure la Commissione è dolente di non poterli 
prendere in considerazione. 

U titolo esce dai termini del concorso Brambilla, che, per tassa- 
tiva disposizione del suo fondatore, è destinato a premiare esclusi- 
Tamen te r invenzione o Tintroduzione di macchine e processi indu- 
striali. 

5. Ditta Boschi e C. di Milano. — Questa ditta, che esercita 
uno stabilimento vetrajo in via Circonvallazione, è già nota a que- 
sto Istituto, il quale le conferiva, nel concorso del 1902, il premio 
Brambilla. 

Quest'anno essa si presenta dì nuovo al concorso, basando la sua 
domanda sulla sostituzione dei forni a bacino a quelli a crogiuolo 
nelU fusione del vetro bianco. I forni a bacino hanno già da tempo 
impiego nella vetreria, per la fabbricazione del vetro colorato. Pel 
vetro bianco si aveva però in passato esclusivamente la fusione in 
crogiuolo, che può lavorare solo in modo intermittente, e su mi- 
nori quantità di materia. L'introduzione del forno a bacino costi- 
tuisce indubbiamente un miglioramento pregevole per molti ri- 
guardi; ma la Commissione, pure avendo notato nella sua nuova 
visita alla ditta Boschi e C. i rilevanti progressi fatti in questi 
dne anni, non crede che l'introduzione del forno a bacino sia un 
titolo sufficiente per una nuova premiazione. 

6. Emilio Balzabini e C, Milano. — Concorre per la sua 
fabbrica di apparecchi elettro-medicali ed articoli congeneri. 

Una ventina d'anni fa il sig. Balzarini era un semplice ope- 
raio meccanico; poi cominciò a lavorare da solo, per proprio conto, 
ingrandì a poco a poco la sua lavorazione e la sua clientela; ed 



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56 BELAZIONI SUI CONCORSI. 

attualmente ha costruito, in yia della Carità, uno stabilimento 
che occupa un'area fabbricata di 2200 mq. oltre a 2600 mq. di 
area scoperta; e dà lavoro ad una cinquantina di operai. 

Gli apparati costruiti dal Balzarini sono oramai noti e diiFusi in 
tutta Italia. Egli fabbrica rocchetti di KuhmkorfF, coi relativi ac- 
cessori, apparecchi medicali a corrente continua, bagni di luce, ap- 
parecchi per cauteri, per fototerapia Finsen, per la ricerca dei pro- 
jettili nelle ferite, l'estrazione delle scheggio di ferro dagli occhi, 
apparecchi per massaggio elettrico e trapanazione, ecc., ecc.; ap- 
parecchi che ci venivano una volta dalla Francia e dalla Germania. 
Il Balzarini li fornisce ora, a miglior prezzo ed egualmente buoni, 
a diversi ospedali, come l'Ospedale Maggiore e l'Istituto Oftalmico 
di Milano, gli ospedali di Napoli, Roma, Bologna, Genova, Spezia, 
ecc, ecc., nonché a stabilimenti di cura privati e stabilimenti idro- 
terapici. Ha anche immaginato e costruito speciali apparecchi por- 
tatili per la radiografia dei feriti in tempo di guerra. 

La fabbricazione dei rocchetti di Ruhmkorif per gli usi medicali 
e specialmente per la radiografia, portò poi al Balzarini anche la 
fornitura del numero considerevole di tali apparecchi che la K. Ma- 
rina adopera negli impianti di radiotelegrafia Marconi sulle navi 
ed in terraferma. 

La Commissione che ha visitato lo stabilimento Balzarini e C. è 
rimasta favorevolmente impressionata dairordine, dall'attività, dalla 
cura della igiene e della pulizia e dall'aspetto serio ed operoso di 
tutta l'azienda. Ha visto funzionare apparati già pronti, e ne ha 
visto altri in costruzione, di tutti notando la buona fattura. Certo 
che tale fabbrica non può dirsi abbia raggiunto sinora una grande 
scala industriale: e per numero di operai impiegati e per cifra 
annua di affari, non si potrebbe metterla al livello di alcune fra 
le altre concorrenti. Ma la Commissione ritiene di dover tener conto 
della novità dell'industria fra di noi, del fatto che essa è dovuta 
alla iniziativa, intelligenza ed operosità di un semplice operajo, i 
cui precedenti aflfidano di un ulteriore sviluppo, come appare già 
dall'avere avviata una buona esportazione. La Commissione ritiene 
poi che uno stabilimento di questo genere, oltre ad una importanza 
puramente industriale, giova a favorire gli studi e le invenzioni dei 
nostri medici, dando loro la possibilità di trovare fra noi chi rea- 
lizzi gli speciali e nuovi apparati di cui hanno bisogno. 

Lo stabilimento Balzarini e C porta così un buon contributo al- 



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P&EMIO BKAMBILJiA. 57 



rincremeuto delle discipline mediche, arrecando, anche da questo 
lato, OD vantaggio pratico alle popolazioni. Per queste varie ragioni 
la Commissione propone di assegnare alla ditta Balzarini e C un 
premio Brambilla di primo grado. 

7. Antonio Cbdbbna e C, Milano. Stabilimento di tessitura^ 
tintura, appretto di cotone. — Lo stabilimento Cederna è la conti- 
nuazione e la trasformazione dell'antico Cotonificio Lombardo, che 
constava di una piccola tintoria con 40 operai, e produceva due soli 
articoli: cioè il linone ordinario, ed il così detto twills (tela spigata 
tinta). Le tinte si limitavano allora al grigio, oaiFè e nero. La 
nuova ditta Cederna e C. cominciò a funzionare nel 1887 e con 
moto sempre ascendente assunse T importanza che ha oggidì, di un 
vasto stabilimento con 250 operai. Nei primi due anni del suo eser- 
cizio iniziò la produzione di nuovi articoli, come i silesias, un tempo 
importati dall'Inghilterra, i satìns e i zanella, anch'essi un tempo 
di importazione forestiera. Nel 1890 incominciò la fabbricazione 
delle mussole dette di Vienna, per la quale si costruì dalla ditta 
stessa una speciale rameuse, cioè una macchina destinata a rasciu- 
gare e raddrizzare il tessuto. In quella stessa epoca intraprese pure 
la fabbricazione del nero d'anilina. 

I jaconnaz Vittoria cominciarono ad essere fabbricati nel 1894. 
Il jaconnaz è un tessuto di cotone bianco, il cui pregio è l'elasti- 
cità dell'appretto; è un articolo molto usato e la sua produzione 
andò sempre crescendo, tanto che l'importazione oggi è solo circa 
V4 di quella che era dieci anni or sono; e questo specialmente per 
effetto della fabbrica della ditta Cederna^ che ne fa anche espor- 
tazione. 

A questa fabbricazione la stessa ditta ha aggiunto la merceriz- 
zazione, sino dal 1894; la ditta produce poi altri articoli, come 
l'étamine e la crinoline; ed ha avviato un commercio di esporta- 
zione che, nel 1903, ha raggiunto il milione di lire. 

Fino a due anni or sono la ditta tingeva ed apprettava tessuti 
prodotti in altri stabilimenti: oggi essa ha impiantato uno stabili- 
mento di tessitura con 380 telai meccanici, che provvedono a circa 
metà del fabbisogno della ditta. 

II concorrente risponde indubbiamente alle condizioni del con- 
corso e la Commissione propone di accordargli un premio di primo 
grado. 

8. C&BSPi Antonio di Busto Arsizio. Concorre al premio 



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58 RELAZIONI SUI CONCORSI. 



Brambilla pel suo trovato per la congiunzione dei fili d'ordito evi- 
tando Vannodatura dei medesimi» — Trattasi di esperienze in corso: 
ed inoltre un'invenzione di questo genere, per quanto possa esser 
utile ed ingegnosa, non può certo recare alla popolazione quel van- 
taggio reale e provato che è richiesto dalle condizioni del concorso; 
e perciò la Commissione non può accordarle nessun premio. 

9. Colombo Alfredo, Milano. — Il sig. Colombo Alfredo si 
presenta al concorso Brambilla per aver introdotto e sviluppata 
r industria dei portamonete e dei relativi fernlagli. Nel suo stabili- 
mento, già in attività da cinque anni, esso tiene occupati oltre cento 
operai, nella maggior parte donne e fanciulli, che vi trovano un 
lavoro adatto alle loro forze ed attitudini. 

In uno de' riparti, in cui si divide lo stabilimento, si attende alla 
confezione delle parti metalliche dei portamonete, quali sono i fer- 
magli, le cerniere ecc. Ivi sono le vasche per la nichelatura e per 
la argentatura delle lastre di ferro, le macchine per tranciare, sme- 
rigliare, ecc. 

In altro riparto sono riuniti tutti gli apparecchi per la manifat- 
tura delle parti in pelle, tela o carta, costituenti il corpo del por- 
tamonete. 

La razionale divisione del lavoro, il largo impiego delle mac- 
chine, l'utilizzazione di ritagli o cascami di altre industrie, permet- 
tono di ottenere una copiosa e svariatissima produzione di articoli 
a prezzi molto miti. Basti il dire che il valore di questi prodotti 
varia da L. 25 fino a L. 0.75 alla dozzina. 

La produzione è assai attiva, spingendosi a 200 dozzine al giorno. 
Tale merce viene facilmente assorbita dal mercato interno, ed in 
parte va anche all'estero nella Svizzera, nella Spagna e nell'America 
del sud. 

La Commissione è lieta di constatare che l'industria introdotta 
dal sig. Colombo possiede quei caratteri di novità ed utilità che si 
richiedono dal programma del concorso, e propone quindi che le si 
assegni un premio di secondo grado. 

10. Lazzaroni e C, Saronno. — La ditta Lazzaroni e C. di 
Saronno, già ben nota, si presenta al concorso Brambilla per la pre- 
parazione di biscotti uso inglese. Nella visita fatta dalla vostra 
'^Jommissione, si sono esaminate e seguite le varie fasi della lavo- 

azione e raccolti i dati intorno alle materie, ai prodotti, entità del 
avoro, necessari per formarsi un concetto del valore della industria. 



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PAEMIO BBAHBILLA. 59 



Si tratta effettivamente di una nacva preparazione che la ditta 
Lazzaroni e C. ha introdotto in Lombardia, ana preparazione che 
è forse la più potente del genere che esista in Italia. La ditta non 
ha risparmiato sacrifici per l'acquisto e per la costruzione di 
macchine speciali e costose, introducendo essa stessa in queste mo- 
dificazioni notevoli, come pure ricorrendo dapprincipio a maestranza 
forestiera, pure di raggiungere lo scopo di preparare in paese e 
con materie nostre, dei prodotti che s' introducevano dall'estero. E 
se lo scopo non è stato raggiunto in modo completo, si è però a 
buonissimo punto; essendo ora rilevante la quantità di biscotti pre- 
parati dalla ditta Lazzaroni che hanno preso il posto di quelli in- 
glesi nel nostro paese ; inoltre è anche riuscita a farne esportazione. 

Nello stabilimento di Saronno la ditta occupa circa 170 operai: 
molti altri sono occupati fuori dello stabilimento, per la prepara- 
zione del copioso imballaggio. Tutto l'insieme dell'industria è ra- 
zionalmente condotto, sia per la tecnica delle lavorazioni che per 
l'igiene degli operai; appositi impianti frigoriferi permettono la per- 
fetta conservazione di materie prime e di prodotti. 

La ditta ha adottati i provvedimenti atti a garantire l'avvenire 
degli operai, coU'instituire coi propri mezzi una cassa di previdenza 
pei vecchi e per gli inabili. 

Per questi motivi la Commissione propone di assegnare alla ditta 
Lazzaroni e C. un premio Brambilla di secondo grado. 

11. Felicbtti dott. Livio, Milano. Lavaggio biancheria e can- 
deggio tessuti. — Il concorrente si è poi ritirato dal concorso. 

12. Rossi Rinaldo, Milano. Pane integrale. — Il sig. Rossi 
Rinaldo concorre al premio Brambilla per la preparazione del pane 
integrale. • 

La vostra Commissione ha visitato l'impianto del sig. Rossi, ha 
assistito alla principale lavorazione ed ha preso cognizione dello 
sviluppo dell'industria. Crede bene di rilevare che, nata col lode- 
Tolissimo scopo di fornire del buon pane a buon mercato alle 
classi meno abbienti, nell'effetto però l'industria prepara del pane 
consumato, più che dagli operai, da persone di salute cagione- 
vole e per le quali il pane ottenuto con tutti gli ingredienti del 
grano macinato, sembra indicato. Considerato ciò, e considerata 
anche l'entità limitata della produzione, la Commissione, pur rico- 
Boscendo il sig. Rossi meritevolissimo di elogio per la buona ini- 
ziativa e pel modo con cui l'industria è condotta, non trova in 
questa gli estremi per un premio Brambilla. 



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60 RELAZIONI SUI CONCORSI. 



13. Ing. Cosimo Canovetti, Milano. — Il sig. iag. Cosimo 
Canovetti concorre al premio Brambilla per avere introdotto in 
Lombardia V industria oggi fiorentissima dei tavelloni forati. 

Non ò la prima volta che il sig. iog. Canovetti si presenta ai 
concorsi del r. Istituto Lombardo di scienze e lettere per l'indicato 
titolo presentato quattro volte, con piccole variazioni di forma e con- 
cetto. Risulta dagli atti di questo Istituto che nel concorso 1894 per 
la medaglia triennale deir industria, il sig. ing. Canovetti fu uno dei 
concorrenti ^ per avere promossa e diffusa in Lombardia la fab- 
bricazione dei grandi tavelloni forati „ e che, nel concorso 1900 per 
il premio Brambilla, ebbe a presentarsi, per avere promossa Tin- 
dustria dei tavelloni forati, sia consigliandone la fabbricazione che 
garantendone colle sue ordinazioni il primo impiego nelle costru- 
zioni. Nel 1902 ripetè il concorso col titolo " per avere introdotto 
in Lombardia l'industria dei tavelloni forati ,. 

In tutti questi concorsi, le diverse Commissioni aggiudicatrici dei 
corrispondenti premi furono concordi nel riconoscere che non si 
poteva accogliere la domanda del sig. ing. Canovetti, perchè, anche 
ammettendo che a lui si debba la priorità delPidea, non fu lui che 
l'ha attuata; cosicché non si riscontrarono constatati o sufficiente- 
mente emergenti i titoli voluti dalle istituzioni dei premi ai quali 
ebbe a concorrere. 

La attuale Commissione, nella istanza presentata dal sig. ing. Ca- 
novetti, nulla ha trovato che valesse a creare nuovi titoli, oltre quelli 
più volte ricordati nei precedenti concorsi e dalla discussione dei 
medesimi titoli venne nella deliberazione di esprimere un voto ne- 
gativo in merito alia istanza del concorrente. 

14. G. A. Fogli ANI e C. Milano. Preparazione setole italiane. — 
La ditta G. A. Pogliani e C. concorre al premio Brambilla per l'indu- 
stria della lavorazione delle setole di majale. — Non è la prima volta 
che la ditta si presenta a questo concorso, e nelle passate visite la 
Commissione ebbe già campo di esaminare davvicino la natura e 
l'entità della nuova industria e di rilevarne i pregi. 

Nella nuova visita si sono constatati nuovi impianti e ulteriori 
perfezionamenti, in corrispondenza dello sviluppo maggiore raggiunto. 

La Commissione crede doveroso di mettere in evidenza che la 
ditta Pogliani parte da una materia prima che costituisce un umile 
cascame, quali sono le setole dei suini che si macellano; che, con 
una serie di operazioni bene studiate e ben condotte, queste setole 



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PREMIO BRAMBILLA. 61 



vendono liberate da materie eterogenee, disinfettate, indi preparate 
ed assortite con macchine ingegnose, a norma della misura e della 
qualità, in pacchi che poi servono per la preparazione di pennelli 
e di spazzole di qualità diiferenti. 

Le setole preparate ed assortite vengono indi spedite alle indu- 
strie che preparano spazzole e pennelli in Italia, ed anche airestero, 
specialmente in Germania, ove la ditta Pogliani fa una notevole 
esportazione. 

La Commissione ritiene che se l'industria Pogliani è affine a 
quella Pacchetti, già premiata da questo Istituto, non s'identifica 
però con essa. Tutto considerato, propone alla ditta C. Pogliani e C. 
un premio Brambilla di secondo grado. 

15. Fratelli Pesenti fu Antonio, Alzano Maggiore. — Alla 
ditta Fratelli Pesenti va dato il merito d'aver impiantato in Valle 
Serìana un complesso d'industrie, che formano la prosperità dei due 
paesi di Alzano e dei limitrofi. Fra queste industrie prinieggiauo 
quella dei cementi e quella della carta^ per le quali appunto la ditta 
concorre al premio Brambilla. 

L 'industria dei cementi non è nuova alla Valle Soriana, anzi, 
per la Lombardia, ivi ebbe origine, principalmente per opera della 
Società, già bergamasca, ora italiana, dei cementi e delle calci 
idrauliche ; ma mentre questa si è limitata a fabbricarvi calce idrau- 
lica e cemento a presa rapida, svolgendo poi altrove la sua mag- 
giore attività, la ditta Pesenti ha saputo trovare, fra le mutabili 
formazioni calcaree del secondario, che costituiscono i primi monti 
della Valle, alcuni pochi strati aventi la composizione adatta per 
la fabbricazione del portland naturale; e da questi strati, coraggio- 
samente proseguiti con costose escavazìoni sotterranee, la pietra è 
trasportata all'oflicina di Alzano con via aerea e tramvia elettrica, 
attraversanti il Serio. Oggi il portland naturale, cioè ricavato da 
una sola pietra (che è^la specialità del Monferrato), viene fabbricato 
in Lombardia esclusivamente ad Alzano, poiché altrove (a Ponte 
Chiasso ed a Palazzolo) bisogna ricorrere alla miscela di parec- 
chie pietre, e quindi sottostare, prima della cottura, ad una manovra 
di macinazione, impasto e modellatura. 

La ditta Pesenti fabbrica inoltre un tipo di cemento bianco che 
se non raggiunge, né può raggiungere, i requisiti del portland, 
è però assai desiderato per particolari usi, e infatti trova già la via 
ad una esportazione. Anche per questo prodotto la ditta anziché 



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62 RELAZIONI SUI CONCORSI. 



impieKare, come altrove generalmei»te si fa,, i grumi ribelli allV 
stinzione, che residuano dalla burattatura della calce idraulica, ri- 
corre ad una pietra che seppe ritroyare a Pradalunga, donde è tras- 
portata con mezzi ordinari ad Alzano. 

A questi prodotti si aggiungono poi quelli, già conosciuti nella 
Valle, della calce idraulica e del cemento a rapida presa. In totale 
sono 28 i forni a cottura continua installati ad Alzano, dei quali 
17 per la calce idraulica, gli altri per i diversi cementi. I forni 
per la cottura del portland, di recente costruzione, sono a canna 
unica, strozzata, cioè del tipa danese, però con qualche utile mo- 
dificazione, nella disposizione delle diverse parti e nelle manovre. 
Razionali .e improntati ai più moderni perfezionamenti, sono tutti 
gli apparati sussidiari all'industria per la macinazione, burattatura 
e stagionatura delle diverse calci e cementi. 

Essi sono parimenti installati ad Alzano; un impianto speciale 
nel vicino comune di Rauioa serve per la macinazione del cemento 
bianco. 

L'officina di Alzano infine è provveduta dei necessari mezzi per 
il controllo chimico delle materie prime e meccanico dei prodotti 
ottenuti. Una pubblicazione del 1901, dovuta al chimico che aveva 
allora la ditta, sig. Zamboni, porta un qualche contributo alla ri- 
soluzione dei problemi scientifici risguardanti la composizione ed il 
contegno dei cementi. 

La fabbricazione della carta è un'industria avita dei fratelli Pe- 
senti, che, dai modesti inizi di 30 anni or sono, seppero portarla 
gradatamente al lustro attuale. Le cartiere di Nembro e di Alzano, 
e specialmente quest'ultime, furono dotate delle più recenti mac- 
chine americane per la produzione ed il compimento dei diversi 
articoli di carta ordinaria e di lusso, sotto tutte le molteplici forme 
che dai consumatori sono richieste, quindi rigata, legata, stampata, 
litografata, dipinta, in forma di scatole, buste, libri, registri, ecc. 
Pur troppo molti di quegli articoli, percliè trovino più facile 
smercio, portano un nome inglese, ma sono fabbricati ad Alzano. 

Non ultimo titolo di merito dei fratelli Pesenti (che oltre le in- 
dustrie qui descritte esercitano quella della calce di Palazzolo sul 
lago d'Iseo e della seta nella Valle Soriana) è l'ordine che regna 
nei loro stabilimenti, la grandiosità e salubrità dei locali, ciò che 
è d'indubitato beneficio agli operai che vi lavorano. 

Per questi motivi la Commissione è lieta di proporre venga as- 
segnato a tale ditta un premio di primo grado. 



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PaBMIO BRAMBILLA. 63 



16. P^LLizzoNi Gaetano, Milaao. — Concorre per un salva* 
gente da applicare alle vetture tramvìarle, per garantire la salvezza 
delle persone che venissero urtate dalle vetture stesse. 

La Commissione non crede di dover esaminare se T invenzione 
risponde più o meno allo scopo accennato ; ma siccome non venne 
esperimentata ed applicata su una scala sufficiente a stabilire che 
essa costituisca un vantaggio reale e provato, come è tassativa- 
mente richiesto dalle condizioni del concorso, non può prenderla in 
considerazione. 

Riassumendo, la Commissione propone: 

Tre premi di 1® grado : L. 500 e medaglia d' oro a Balzabini 
Emilio, Milano ; Cbdbbna Antonio e C, Milano; Pesbntj fratelli 
fa Antonio, Alzano Maggiore. 

Quattro premi di 2® grado : L. 800 e medaglia d'oro a Cima Fe- 
ucE Antonio di Rancio; Colombo Alfbedo, Milano; Lazzaboni 
e C, Saronno; G. A. Pogliani e C, Milano. 



CONCORSO AL PREMIO POSSATI. 
(Commissari: M. E. Goloi, SS. CC. Poblanini, Sala relatore}. 

Il tema assegnato pel concorso al premio Fossati per Tanno 1904, 
era così concepito: Premessa la storia della evoluzione dottrinale 
deirargomento, localizzare con ricerche ed esperienze proprie un 
qualsiasi centro di azione cerebrale, psichica, sensoria o motoria. 

Per quanto, nel formulare il tema nel modo suesposto, l'Istituto 
non potesse indicare con maggior chiarezza e precisione quale do- 
veva essere il problema da risolversi, tuttavia la Commissione do- 
vette riconoscere che di tale chiarezza e precisione non seppero 
tenere giusto conto tutti i sette candidati che quest'anno prendono 
parte al concorso : inquantochè più d'uno di questi si presenta con 
lavori nei quali non è argomento di studio il tema proposto. — 
Due di essi che si contraddistinguono coi motti Peloro e Fata 
Morgana presentano lavori di anatomia dei centri nervosi: il primo 
stadia " i calici di Held nei centri acustici „ ed il secondo, con inda- 
gini sperimentali, si occupa ** del nervo intermediario di Wrisberg^ 
della corda del timpano e dei loro centri „. Entrambi i lavori sono 
indabbiamente frutto di lunghe ricerche eseguite coi più svariati e 



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64 RELAZIONI sai CONCORSI. 

delicati metodi d* indagine, su una larga serie di animali, nel campo 
dell'anatomia microscopica e sono eziandio corredati da numerose 
tavole dimostrative; ma non è difficile riconoscere che né le ri- 
cerche deirano, né quelle deiraltro autore hanno di mira la so- 
luzione del problema contenuto nel tema di concorso. Ritenne 
perciò la Commissione di non dover prendere in considerazione, 
per l'assegnamento del premio, le memorie dei due concorrenti Pe- 
loro e Fata Morgana, 

La stessa cosa e per gli stessi motivi deve la Commissione ri- 
petere a proposito del lavoro di un terzo concorrente che col motto : 
Perseverando con amor del vero, presenta un manoscritto e 42 figure 
di tracciati, nel quale, a detta dello stesso autore, ^quanto è esposto, 
frutto di lunghi studi, si presenta ancora come un insieme quasi di 
ricerche preparatorie a indagini più complesse „ (pag. 3) intorno al 
quesito ** se per diretta o indiretta influenza dei centri cerebrali 
possa modificarsi il circolo sanguigno locale e se le modificazioni 
eventuali siano in rapporto esclusivo colla eccitazione di determi- 
nate zone indifferente colla eccitazione di tutta la corteccia ce- 
rebrale „ (pag. 2). 

Ed ancora crede la Commissione che non possa esser preso in 
•considerazione, in rapporto al tema proposto, il lavoro di un quarto 
concorrente, il dott. Silvio Baglioni, che presenta una breve nota 
a stampa, dal titolo Di un particolare modo di gracidare della rana 
determinato da stimolazione chimica aìiificiale del cervello. Il dot- 
tor Baglioni ha veduto che, stimolando direttamente con soluzioni 
di acido fenico dall'I al 6 ^/o le due regioni posteriori (caudali-occi- 
pitali), dorsali-laterali dei due emisferi della rana temporaria, od 
anche semplicemente injettando, sotto la cute, nella stessa rana, 
da 0,5 a 0,8 cmc. di soluzione fenica a 0,5 ^/o, l'animale così ope- 
rato risponde alle stimolazioni con uno specialissimo suono di voce, 
che l'A. paragona al miagolare prolungato e lamentoso dei gatti. 

Il quinto concorrente, dott. Fr. Chidichimo, presenta al concoreo 
una memoria a stampa di oltre 50 pagine, nella quale sono esposti i 
risultati delle ricerche che egli ha intrapreso allo scopo di Stu- 
diare la contrazione uterina e determinare i centri motori dell'utero. 
Servendosi di un apparecchio che egli stesso ha ideato e che ap- 
plicato esternamente all'utero negli animali laparotomizzati ne re- 
gistra le variazioni di volume anche minime, il dott. Chidichimo 
studiò le contrazioni uterine e potè rilevare che esse presentano 



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PAEMIO FOSSATI. 65 



tre forme caratteristiche diverse a seconda delle condizioni in cui 
il viscere si trova. Studiò eziandio delle contrazioni uterine la du- 
rata ed il ciclo. In rapporto alla ricerca del centro motore della con- 
trazione uterina, il dott. Chidichimo esperimentò la eccitazione della 
superficie cerebrale sia in corrispondenza della zona motrice, sia al 
di fuori di essa, della corteccia cerebellare e del bulbo e conclude che 
tutti questi centri non esercitano alcuna influenza sulle contrazioni 
aterine, le quali vengono invece rinforzate quando sia stimolata la 
dura madre tanto cerebrale che spinale con una corrente faradica 
anche debolissima. Per quanto riguarda il midollo spinale, le ricer- 
ehedeirA. dimostrano la esistenza di up centro motore spinale del- 
Faterò, situato nelle cagne fra la 10 e la 13 vertebra dorsale -e del 
pari dimostrano come indiscutibile la necessità di ammettere l'esi- 
stenza di cellule ganglionari intra-uterine auto-motrici. A queste 
ricerche l'A. fa seguire alcuni studi intorno alla inflnenza che sulla 
contrazione uterina esercitano talune condizioni fisiologiche e pa- 
tologiche e parecchie sostanze medicamentose. 

La Commissione^ pure apprezzando la pazienza e la perizia che 
il dott. Chidichimo dimostra quale sperimentatore, osserva tuttavia 
ehe i risultati delle indagini da lui eseguite non possono essere 
considerate come un largo ed originale contributo alla conoscenza 
deirargomento trattato, ma piuttosto devono essere ritenute come 
conferma di quanto già, a proposito deirargomento stesso, fu da 
altri affermato. Questo è detto in principal modo per ciò che si 
riferisce alle indagini ed ai risultati intorno al centro spinale mo- 
tore deirutero, per le quali indagini soltanto la Commissione cre- 
dette di dover prendere in esame la memoria del dott. Chidichimo. 

Restano i lavori di altri due concorrenti, i soli che per la natura 
delle indagini eseguite rientrino nel tema proposto. 

Uno di essi ~ il sesto — dal motto Vmis et trimis^ si occupa 
della Fisiologia del giro marginale e del giro fornicato in una 
memoria manoscritta di oltre 50 pagine, e divisa in due parti: 
parte 1% sperimentale; parte 2*, anatomica. Nella prima parte, dopo 
un ricordo bibliografico molto sommario e, devesi aggiungere, in- 
eompleto intorno a quanto riguarda le localizzazioni cerebrali e 
che certo non può rappresentare la storia della evoluzione dottri- 
nale sull'argomento, richiesta dal tema, Tanonimo autore espone lo 
scopo del suo lavoro : studiare i fenomeni che si osservano in se- 
i^oito alla lesione sperimentale ed alla ablazione della superficie 
Rendiconti. — Serie li, Voi. XXXVIII. 6 



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RELAZIONI SUI CONCORSI. 



mediale del cervello e preciaameate del giro marginato e del giro 
fornicato. Non è questo in verità argomento nuovo di studio, perchè 
la stessa porzione di superficie cerebrale fu già studiata, collo stesso 
intendimento del nostro autore, dal Ferrier prima e pifi tardi dal- 
l' Horsley e dallo Schàfer; ma poiché le ricerche sperimentali di 
questi autori non furono ritenute esenti da critica, giudicò Pano- 
nimo concorrente di dover riprendere questo studio tanto più vo- 
lentieri inquantochè un metodo operatorio escogitato dal Lomonaco 
e che consiste nella esportazione, fra due legature, di tratti più o 
meno lunghi di seno longitudinale e di falce cerebrale, gli permise 
di mettere con tutta facilità allo scoperto il campo di operazione e 
di evitare in tal modo, almeno in parte, le critiche mosse agli spe- 
rimentatori precedenti. 

Le esperienze eseguite dal concorrente si riferiscono a 10 cani: 
in 6 fu esportato il solo giro fornicato, in 2 il giro marginale, in 
1 parte del giro fornicato e parte del marginale, ed in un altro 
tutta la superficie mediale dall'emisfero. 

L'A., nel descrivere la lesione cerebrale eseguita nei singoli ani- 
mali, si riferisce e cita spesso una serie di figure che effettiva- 
mente la Commissione non rinvenne allegata al manoscritto, per- 
modochè riuscì alla Commissione stessa assai diflScile, dalla sem- 
plice descrizione, farsi un concetto esatto della topografia e della 
estensione della lesione. 

La lesione del giro marginale eseguita in due cani (G eà I) in- 
teressò, in un caso, tutto il giro (porzione anteriore e porzione po- 
steriore, cane /) e fu limitata neiraltro (cane G) alla sola porzione 
anteriore del giro* In entrambi i casi TA. ottenne disturbi di moto, 
di sensibilità generale e passeggeri disturbi di vista al lato opposto 
della lesione: ma mentre i disturbi di moto e di sensibilità furono 
lievi e di breve durata nel cane operato nella sola parte posteriore 
del giro marginale, si mostrarono invece gli stessi disturbi più ac* 
centuati e duraturi nel cane privato di tutto il giro marginale. L'A. 
tenta dai risultati ottenuti in questi due casi, di indagare gli effetti 
della lesione dell'una e dell'altra porzione (anteriore e posteriore) del 
girus marginalis, e conclude, per ciò che riguarda la porzione an<- 
teriore, che essa fa parte integrante della zona sensitiva motrice, 
conclusione che, a dichiarazione dello stesso A., non è se non una 
conferma delle vedute di Luciani e di Munck. 

Per la parte posteriore dello stesso giro marginale, l'A. è non 



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PREMIO FOSSATI. 67 



poeo imbarazzato a conoludere. Egli tende a credere che i tenui 
disturbi susseguiti alFablazione di questo segmento di òorteccia 
debbano considerarsi come yeri fenomeni di deficienza consecutivi 
alla esportazione di quelle sparse irradiazioni che circondano Parca 
assoluta del vicino centro sensitivo-motore. Ammette perciò che 
sparse irradiazioni della zona motrice si estendano anche nel seg- 
mento anteriore della metà posteriore del girus margioalis, mentre 
il resto contiene delle sparse irradiazioni della zona visiva, risie- 
dente nella zona occipitale. 

Cosicché la superficie interna del giro marginale non sarebbe la 
sede di un centro unico, né conterrebbe speciali centri distinti: 
funzionalmente considerata appare come una continuazione dell'area 
esterna i cui rapporti non sono per nulla cambiati, e mentre nella 
parte anteriore si continua la zona senso-motrice e sulla posteriere 
si ripiega la zona visiva, tra queste due si continua quella zona 
indistinta (territorio neutro) in cui convergono e s'ingranano i 
centri di funzioni varie e la cui lesione produce risultati poco netti 
e molto complessi, riferibili ai diversi centri confinanti. 

L'ablazione del solo giro fornicato, eseguito in sei cani e sempre 
dal lato destro, non ha fornito all' A. dei risultati molto costanti: 
disturbi di mobilità non molto accentuati e transitori al lato op- 
posto e talora^ in principio, bilaterali: disturbi lievi e di breve du- 
rata nella sensibilità tattile e dolorifica al lato opposto: disturbi 
visivi in alcuni casi gravi, in altri appena apprezzabili ; l'udito in 
qualche caso si mostrò affievolito; disturbi dell'odorato in qualche 
soggetto ; perdita assoluta e persistente del gusto in un caso (cane D), 
temporanea in un altro (cane G). Della spiccata anestesia crociata 
constatata da Horsley e Schàfer che operarono sulla stessa regione 
nella scimmia, il nostro autore non riscontrò il minimo accenno. 
L'A. stesso riconosce che in verità questi dati non sono troppo evi- 
denti: ad ogni modo egli ritiene che essi depongano in favore del- 
l'opinione che i disturbi notati dopo l'ablazione del giro fornicato, 
non abbiano altro valore se non quello di semplici disturbi colla- 
. terali e che nel giro fornicato non esistano centri speciali di senso 
di moto. 

Nei due cani operati di ablazione di quasi l'intera superficie 
mediale del cervello, l'A. ottenne gli stessi fenomeni dovuti alla 
^portazione del giro marginale, salvo ben inteso una maggiore 
gravità dovuta al traumatismo più accentuato. 



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G8 RELAZIONI SUI CONCOBSI. 

Nella seconda parte che è intitolata Anatomica, l'anonimo autore 
espone i risultati dell'esame del sistema nervoso di 2 cani operati 
nel giro marginale ed uccisi dopo 6 mesi, e di altri 2 cani operati 
di esportazione di gran parte del giro fornicato ed uccisi 27-28 
giorni dopo l'operazione. 

Nei due primi cani, col metodo di Pali, l'A. riscontrò oltre alla 
degenerazione del fascio di fibre corrispondente al giro marginale 
della parte lesa, anche degenerazione nelle vie discendenti (capsula 
interna dalla parte lesa e midollo spinale a destra ed a sinistra in 
corrispondenza dell'area del fascio piramidale laterale); negli altri 
due cani operati del solo giro fornicato, col metodo di Marchi, non 
riscontrò alcuna traccia di degenerazione nel midollo allungato e 
spinale e solo apparvero fibre degenerate nel cervello, tanto nel 
centro ovale che corrisponde ai lobi frontale, parietale ed occipitale 
dello stesso lato quanto del lato opposto; inoltre nel cingolo, nel 
corpo calloso, nel fornice. 

In base a tali reperti TA. conchiude che dal girus marginalia 
oltre a vie commessurali ed associative partono vie di projezione, 
mentre il giro fornicato ha solo centri associativi. 

Questa memoria dal motto Unus et trinus tratta bensì l'ar^^^o- 
mento del tema assegnato ma, a giudizio della Commissione, non 
risolve il quesito nello stesso tema riposto. Le conclusioni cui 
giunge TA. rispetto al giro marginale non rappresentano né 
fatti, ne concezioni nuove, e quelle che riguardano il giro forni- 
cato sono desunte da dati troppo incerti e mal sicuri perchè pos- 
sano essere accolte senza riserva. Questa incertezza nei fenomeni 
consecutivi alla ablazione del giro fornicato è avvertita dallo 
etesso A. in più luoghi, né pur troppo si può dire che a suffragare 
dette conclusioni concorrano i risultati delle ricerche anatomiche 
riportati nella 2* parte della memoria. Che anzi, in questa 2"* parte 
anatomica la Commissione ha dovuto rilevare non poche inesat* 
tezze, sia nella nomenclatura anatomica adoperata, sia nella descri- 
zione dei reperti ottenuti, cosicché essa appare deficiente e priva 
di quella chiarezza e precisione che è condizione indispensabile di 
ogni esposizione anatomica : né valgono a rendere più eomprensi* 
bile il pensiero dell'A. le scarse figure punto dimostrative che ac- 
compagnano la descrizione. 

D'altra parte, anche volendo accogliere come pienamente asso* 
date le conclusioni dell'A. rispetto al giro fornicato, non per questo 



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PREMIO FOSSATI. 69 



si deve dire che VA. stesso abbia, colle sue esperienze, illustrato 
un nuovo centro cerebrale, opperò non crede la Commissione che 
la memoria contraddistinta col motto Unus et trinus possa essere 
giudicata meriteyole di premio. 

Ultimo concorrente è il dott. Giuseppe Pagano, libero docente 
di fisiologia nella R, Univ. di Palermo, che presenta una memoria 
già stampata dal titolo Saggio di localizzazioni cerebellari. 

Dimostrata, per opera del Terrier, l' influenza prevalente di una 
metà del cervelletto sulla metà corrispondente del corpo e stabi- 
lito che questa influenza rappresenti già per se stessa una localiz- 
zazione funzionale, ma generica, il dott. Pagano si propone, colle 
sue indagini, di determinare in modo più preciso questa localizza- 
zione, cioè di circoscrivere le varie regioni della superficie cerebel- 
lare che, eccitatei producono determinati movimenti: in una parola 
si propone di determinare la sede dei centri motori cerebellari. 

Per raggiungere questo scopo il dott. Pagano fa uso di yxn me- 
todo suo particolare, già descritto in altre note precedenti e che 
consiste nella stimolazione localizzata di determinate aree della 
corteccia cerebellare, mediante piccolissime infezioni (da 1 a */io 
di ce.) di una soluzione di curaro all' 1 ^/q nella compagine della 
stessa corteccia. Le esperieuze vengono eseguite generalmente sui 
cani non previamente sottoposti all'azione di narcotici o di aneste- 
tici e ciò allo scopo di non alterare in nessun modo la eccitabilità 
dei centri nervosi. 

I risultati ottenuti dal dott. Pagano sono i seguenti: 
a) eccitando un'area della superficie cerebellare situata in 
corrispondenza della metà del verme e per un piccolo tratto diffì- 
cilmente determinabile nel lobo laterale, si ottengono dei movi- 
menti di retrazione e di adduzione dell'arto superiore, qualche volta 
di flessione ed abduzione, più raramente di estensione; 

6) eccitando un'altra piccola area della corteccia cerebellare 
situata sulla faccia posteriore del lobo laterale, si ottiene nel mas- 
simo numero dei casi la flessione tonica dell' arto posteriore corri- 
spondente, qualche rara volta l'estensione; 

cj l'eccitazione della parte anteriore del lobo mediano della 
corteccia cerebellare, provoca nell'animale un'irresistibile tendenza 
a cadere allo indietro ; 

d) l'eccitazione della parte posteriore dello stesso lobo me- 
diano, provoca nell'animale una tendenza ad eseguire il movimento 
opposto, cioè a rotare in avanti; 



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70 RELAZIONI SUI CONCORSI. 

e) Pecoitazione della parte anteriore del verme (che comprende 
probabilmente la parte anteriore del monticnlus, il lobo centrale e 
la lingula) dà luogo ad un gruppo di interessanti fenomeni psichici 
che il Pagano chiama stricnismo psichico, — Ad evitare il dubbio 
che questi fenomeni psichici non siano dovuti in proprio al cervel- 
letto, ma a trasmissione di stimolo per es. ai tubercoli quadrige- 
mini, il dott. Pagano istituisce alcune esperienze abbastanza di- 
mostrative. 
In base a tali risultati, il dott. Pagano così conclude: 

1. Il cervelletto non è un organo funzionalmente omogeneo, 
ma conformemente a quanto avviene negli altri eentri nervosi, i dif- 
ferenti modi della sua attività sono invece legati a delle regioni 
determinate e distinte; 

2. E possibile stabilirvi una vera e propria localizzaziout 
motrice : i centri di cui ho potuto precisare la sede non sono sicu- 
ramente i soli ed è compito delle ricerche successive di stabilire 
la sede di quelli da cui dipendono gli altri gruppi muscolari del 
corpo; 

3. Gli elementi motori non sono, a quanto pare, situati alla 
superficie delForgano, come nella corteccia cerebrale, ma sono più 
profondamente ubicati; 

4. Yi sono dei punti la cui eccitazione ha costantemente 
per effetto una esaltazione della psiche e questi punti sono anch'essi 
sufficientemente localizzabili. 

La memoria del dott. Pagano qui riassunta, è veramente prege- 
vole in quanto porta un contributo nuovo di idee e di metodi in- 
torno all'argomento delle localizzazioni cerebellari. La Commissione 
deve però rilevare: 

I. Che, in rapporto al tema formulato come sopra si è detto, 
questa memoria è incompleta, perchè manca in essa la storia della 
evoluzione dottrinale deirargomento; 

II. Che la descrizione dei fenomeni consecutivi alla eccita- 
zione della corteccia cerebellare, appare fatta in modo troppo som- 
mario e non improntato a quella precisione ed a quel metodo che 
è indispensabile per l'esatto apprezzamento , in chi legge, dei feno- 
meni osservati dallo sperimentatore. L'Autore, è vero, ha creduto 
utile di fissare, subito dopo l'operazione, sopra una lastra foto- 
grafica, gli atteggiamenti vari di taluni dei suoi cani operati, e la 
Commissione riconosce che le figure annesse alla memoria sono. 



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PEEMIO FOSSATI. 71 



sotto questo riguardo, chiare e dimostratiye : ma Taver fatto ciò 
non era motivo per dispensare TÀ* dal fornire, intorno a ciascun 
cane operato, quella descrizione completa e particolareggiata e si 
potrebbe aggiungere metodica, che si richiede sempre ad ogni espe- 
rimentatore e che era tanto più necessaria in questo caso trattan- 
dosi di dimostrare fatti nuovi. 

Nonostante però tali rilievi, la Commissione è unanime nel rico- 
noscere che le indagini del dott Giuseppe Pagano sono degne di 
considerazione e che i risultati da lui ottenuti, per quanto richie- 
dano una maggiore precisione, tuttavia indicano agli studiosi la via 
per giungere alla più esatta conoscenza e determinazione delle 
localizzazioni cerebellari. In considerazione di ciò, la Commissione 
unanime è d'avviso che questi studi del dott. Pagano se non sì pre- 
sentano ancora per adesso tali da rispondere pienamente al tema 
proposto e da meritare il premio, debbano tuttavia essere larga- 
mente incoraggiati ed a questo titolo propone che V Istituto confe- 
risca al dott. Pagano un assegno di L. 1200. 



CONCORSO AL PKEMIO KRAMER. 

(Commissari: MM. EE. Bardelli, Colombo, SS. CC. Joeini, Pa- 
ladini, M. E. Ferrini relatore). 

Al concorso Kramer si presentò un solo aspirante con una me- 
moria manoscritta portante il moto Nitimur in vetitum. 

L'argomento svolto è una storia critica della trazione elettrica 
dai suoi primordi fino ad oggi. La sua trattazione è compresa in 
35 fascicoli, il primo dei quali contiene la prefazione che promette 
un lavoro serio e di polso. 

Nei seguenti fascicoli fino al 19°^^ si ha l'esposizione completa 
del progressivo sviluppo della trazione elettrica — su tramvie e 
sa ferrovie — dal suo inizio fino al 1903, ricca di dati, accurata 
e bene condotta. I fascicoli 20 e 21 contengono T indice degli im- 
pianti eseguiti dal 1889 al 1903, la letteratura che vi si riferisce, 
i periodici e le opere che si occuparono dell'argomento con notizie 
e critiche dei diversi sistemi. 

Il 22°^ intitolato Considerazioni generali^ premesse le necessarie 
definizioni, tratta dei requisiti dei sistemi di trazione e chiude colla 
elassificazione di quelli in uso. 



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72 RELAZIONI SUI CONCOESI. 



Questi vengono poi discussi particolarmente nei fascicoli 23, 24, 
25 e 26, coDchiudendo colla condanna, sotto tutti i punti di vista, 
dei sistemi in serie confortando il severo giudizio col rammentare 
la mala riuscita di parecchi tentativi di attuarli, quali p. e. quelli 
di Roma a Ponte Molle ed a Villa Borghese. 

Il fascicolo 27 considera la trazione elettrica con accumulatori 
nelle varie maniere di attuazione tentate; il seguente discute le 
formolo ed i coefficienti numerici relativi alle resistenze alla tra- 
zione. I fascicoli 29, 29 bis, 30 e 81 concernono le varie maniere 
di condutture ; aeree, a terza rotaja, sotterranee ed a contatti saper- 
Sciali, discutendone i pregi ed i difetti loro propri, e la loro adat- 
tabilità relativa specifica in date condizioni. Il 34™^ è un elenco 
degli impianti di trazione elettrica compiuti nelPordine cronologico 
e l'ultimo è una collezione di tavole illustrative. 

Quest'unico lavoro presentato al concorso Kramer è ricco di pregi 
e dimostra nel suo autore^ oltre la piena cognizione dell'argomento, 
una segnalata competenza e sicurezza di giudizio» 

Perciò la vostra Commissione non esita e proporre che gli si con- 
ferisca il premio di fondazione Kramer di L. 4000. 

Autore della memoria è il sig. ing. Giovanni Giorgi, di Roma. 



CONCORSO AL PREMIO TRIENNALE CIANI. 

Un libro di lettura di genere storico pel popolo italiano. 

(Commissari: MM.EE. Del Giudice, Inama, Vignoli, Zeccante, 
SS. ce. Fumagalli, A. De Marchi, relatore). 

Poiché la parola ** popolo ^ piglia, secondo i casi, più o meno 
ampia estensione, parve alla Commissione giudicatrice di dovere 
intenderla nel caso presente, secondo lo spirito del fondatore, nella 
sua significazione più ampia e corrente : che cioè il libro di storia 
domandato si rivolgesse, in forma né scientifica né scolastica, ma 
facile e attraente, all'intelligenza dei moltissimi, mezzo dilettevole 
di insegnamento e di educazione civile. 

Quindici furono i concorrenti e sedici le opere presentate; ma 
l'autore di due di esse dichiarò di ritirarsi dal concorso; dimodoché 



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PREMIO CIANI. 73 



rìmaflero quattordici concorrenti con altrettante opere; di qiie&te 
però, dopo un primo esame, la CommÌ88Ìone ebbe ad escludere, 
come non corrispondenti al tema proposto, le quattro seguenti : 

1. Alfredo PoggioUni: Ammiratori e giudici della rivoluzione 
francese. 

2. Pietro Mulazzi : Doveri dei contadini. 

3. Giuseppe De Bottazzi: Storia delV impero chinese, 

4. Giuseppe Errico : Piccoli esuli d' Italia. 

Per le tre prime il titolo stesso esoiierttJa Commissione dal- 
Pesporre la ragione, per sé troppo evidente, di esclusione ; quanto 
ai Piccoli esuli d'Italia benché il racconto che espone le pietose 
storie dei fanciulli venduti e usati nelle vetrerie francesi, si ispiri 
a fatti veri, nulla ha di storico, nemmeno come romanzo. 

Delle altre opere prese in considerazione e discusse la Commis- 
sione qui non intende dare un giudizio il quale riguardi il loro 
Talore assoluto — ohe di parecchie potrebbe per avventura anche 
essere grande — ma dire quanto più o meno rispondano alle con- 
dizioni e intenzioni del concorso intese nel modo ohe sopra si 
disse. E con questo criterio il giudizio unanime della Commissione 
intomo a ciasuna di esse risultò del seguente tenore : 

1. Avancinio Avancini: Polvere ed ombra» — E un romanzo 
storico e come tale parve doveroso tenerne conto, potendo anche 
questa forma letteraria — come un insigne esempio dimostra — 
dare al popolo notizia viva ed intera d'un periodo storico. Ma nel 
libro deirAvancini alcuni fatti gloriosi del nostro risorgimento in- 
trecciati al racconto son troppo poca cosa e di carattere troppo 
accidentale, perchè il romanzo possa dirsi un libro storico. 

2. Eugenio Musatti : Leggende popolari (2* ediz.). — Il mate- 
riale qui raccolto, interessante all'indagine della scienza, offerto al 
popolo come semplice narrazione, è lettura di troppo scarso inse- 
^amento e di non sufficiente ragione. 

3. Druso Kondini: Il risorgimento nazionale. — Letture 
storiche annotate. E un'antologia formata con brani di sorittori 
contemporenei piji o men noti come il Mazzini, il Yannucci, il 
Tabarrini, il Montanelli, ecc., negli scritti de' quali si rispecchiano 
i tempi e le vicende del nostro risorgimento ; l'autore connette quei 
brani in modo che n' esca un' esposizione abbastanza continua dei 
fiitti e li accompagua di brevi note di modesto valore. Ma l'opera 
non inutile forse per una scuola e per persone colte, non è per il 



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74 RELAZIONI SUI CONCORSI. 



pop«)^; oltre ohe il modo di compilazione lascia assai poco campo 
alla originalità. 

4. 0(imillo Manfroni : La patria lontana. Libro di lettura per 
le scuole coloniali e per gli emigranti italiani. — Libro semplice, 
ma non senza pregi di propositi, di pensiero e di fattura ; tuttavia 
il titolo stesso dichiara un particolare intento che, se non contrasta, 
non corrisponde a quello espresso nel concorso, che Tolle il libro 
** per il popolo italiano „ senza limitazioni. Inoltre se nel libro del 
Manfroni vi sono molti ricordi storici e patriotici, abbonda anche, 
come era naturale, una parte pratica, economica e morale che gli 
dà altro carattere da quello richiesto. 

5. Roberto Puccini : Il buon cuore del popolo italiano. Libro 
di lettura e di premio per le famiglie e per le scuole. — Raccolse 
Fautore dalla storia, dall'esperienza personale e fin dalla cronaca 
giornalistica fatti veri di virtù, di bontà, di oscuro eroismo propo- 
nendoli ad esempio. E sarebbe per il popolo, che tanto si pasce di 
truci fatti, utile lettura; ma il carattere storico cede innanzi al 
carattere morale del libro che avrebbe dovuto presentarsi a diverso 
concorso. 

6. Gemma Giovannini : Le donne di casa Savoja dalle origini 
fino ai giorni nostri, — Storia fatta con buone intenzioni, ma sco- 
lorita, monotona e d'argomento di poco vivo e universale interesse. 
Per il contenuto e per la forma manca d'ogni carattere di libro 
popolare. 

7. Capit. Cesare Rossignoli : I Savoja nel risorgimento ita- 
liano. Illustrazione storica. — Libro di poca mole, scritto con ca- 
lore, talvolta eccessivo, e coll'ottimo intendimento di mostrare qual 
parte casa Savoja abbia avuto a raggiungere la libertà e l'unità 
nazionale; ma oltre che il tema è limitato assai, l'esposizione è 
qua e là troppo stringata, quasi presupponendo nei lettori più 
larghe cognizioni dei fatti, e lo stile è a scatti e quale converrebbe 
piuttosto ad un'arringa patriotica che non a una lettura piana, 
didattica, persuasiva. 

Tutti i libri fin qui esaminati parvero alla Commissione meno 
rispondere alle necessità del .tema posto a concorso ; resta ora a 
dire di tre che meglio, a suo giudizio, sembrano intenderle e sod- 
disfarvi, e cioè: 

8. Enrico Bottini-Massa e Enrico Mestica: La nostra Italia^ 
testo atlante di storia patria per le scuole e per le famiglie. — 



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PBBMIO CIANI. 75 

La storia d'Italia dalle origini preistoriche alla presa di Roma è 
esposta in forma di lezioni succinte, chiare e abbastanza colorite, 
intercalate con citazioni testuali di cronisti, di storici, di poeti, le 
qoali danno rilievo alla narrazione e varietà al contenuto. Al testo 
segue, con felice idea, un atlante di circa 50 tavole con carte geo- 
grafiche e numerose illustrazioni di monete, ritratti, opere d' arte, 
monumenti delle diverse età, atti a dare a chi è del tutto digiuno 
di tali notizie un' idea sufficiente. E peccato però che Tidea buona 
non sia stata tradotta sempre felicemente, sia per la scelta, in qual- 
che parte d' un' insufficienza ridicola, sia per l'esecuzione un poco 
grossolana. 

9. Giovanni Bragagnolo ed Enrico Bettazzi : Il risorgimento 
nazionale (1815-1875). — Nella dedica di questo libro ai figli per- 
chè sappiano quanto costi la libertà e l'indipendenza della patria 
si rivela insieme coll'intento che l'ispira e lo spirito che lo anima 
anohe in parte il carattere dell'esposizione. Divisa in paragrafi in- 
testati, in modo da ripartire e fissare i punti più salienti della 
materia, la narrazione procede con sobrietà, esattezza, chiarezza e 
con un'intonazione fra la scolastica e la domestica, non senza ca- 
lore e lumeggiature che fanno la lettura piacevole. 

10. Pietro Orsi: L'Italia moderna. Storia degli ultimi 150 
anni (2* ediz.). — Simile per intento e per contenuto è questo 
libro per qualche titolo superiore al precedente. Abbracciando 
anche quel periodo di tempo nel quale veramente si gettarono i 
primi germi dell'Italia futura, con andamento più libero e meno 
scolastico, la narrazione si svolge sobria e succosa, severa e colo- 
rita, piacevole sempre e tale da conciliarsi una più larga sfera di 
lettori. 

Ma pur riconoscendo i pregi maggiori di questi tre ultimi libri 
esaminati, la Commissione s'è chiesta se essi fossero veramente il 
libro storico per il popolo italiano, quale era non solo nell'idea 
e nelle parole del fondatore, ma quale molti, coi membri stessi 
della Commissione, vagheggiano: il libro che corra non leggero, 
ma facile, snello, gradito narratore e maestro a portare l' insegna- 
mento vivo e parlante del passato, preferibilmente del nostro pas- 
sato, non alle persone colte, ma alle intelligenze modeste, ai più 
dimentichi del libro, a chi lavora e legge riposando. E alla do- 
manda s'è trovata unanime nel rispondere che nessuno dei concor- 
treni, anche dei migliori, risponde pienamente a questo bisogno, onde 



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76 KELAZIONI SUI CONCORSI. 

concluse che il premio non sia conferito. Tuttavia a riconoscere i 
pregi dei tre mij^liori e a titolo d* incoraggiamento per il futuro, 
la Commissione propone che la somma sia divisa fra di essi nelle 
seguenti proporzioni : 

Ad Enrico Bottini-Massa ed Enrico Mestica per l'operaia nostra 
Italia, lire 400 (quattrocento). 

A Giovanni Bragagnolo e Eurico Bettazzi, per l'opera 11 risorgi- 
mento nazionale^ lire 500 (cinquecento), 

A Pietro Orsi, per l'opera U Italia moderna^ lire 600 (seicento). 



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COMMEMORAZIONE 

DKL 

M. E. EDOARDO PORRO 

letta 
dal M. E. prof. Luigi Mangiagalli 



Signore e signori^ 

Giuseppe Giusti, nella sua lettera autobiografica ad Atto Yan- 
nucci, scriveva: ** io voglio mettere la mia memoria nelle tue mani. 
Mi sarebbe grave specialmente una lode e un biasimo non meri- 
tato e vorrei o che si tacesse del tutto o che si parlasse di me 
colla stessa franchezza colla quale ho scritto io medesimo quel 
poco che lascio ^. È appunto ad un sentimento di grande sincerità 
che io mi sono ispirato scrivendo di Edoardo Porro. Egli fu una 
figura singolare- e per molti riguardi complessa, e non è facile 
disgiungere nel suo studio Tuomo, il cittadino, lo scienziato. Lo 
•circondarono in vita simpatia ed amore vivissimi e il giorno della 
sua morte, la notizia si propagò triste e silenziosa per tutta la 
città, risvegliando quasi in ogni famiglia dolci ineffabili ricordi. 
Qualcuno era scomparso che lasciava vasta orma di se e destava 
colla sua dipartita, in ogni classe di cittadini, profonda commo- 
zione e sentimenti di affettuoso rimpianto! E questo sentimento di 
dolore universale fu espresso in forma solenne dalla moltitudine 
di popolo angosciato che la mattina del 21 luglio 1902 segui la 
sua salma o si assiepò al suo passaggio muta e a capo scoperto. Il 
popolo dimostrava ancora una volta la verità di quella sentenza 
di Tacito, breve, veramente tacitiana : " il popolo non erra sempre, 
elegge talvolta ,. 



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78 



L. MANGIAGALLI, . 



Era il tributo di amore che tutta Milauo pagava alla memoria dello 
scienziato illustre, dell' integro cittadino, del soldato della patria, 
delPuomo che sempre aveva sventolato alta la bandiera dell'ama- 
nita, per la quale aveva un vero culto. Scienza, arte medicatrice, 
religione, politica erano, dovevano esserne le ancelle. Egli non 
scorgeva nella vita che una missione d'amore da compiere. Mi - 
litava in campo politico opposto, ma, dalla camera della sua 
villa prospiciente il lago Maggiore e la punta di Pallanza, dove 
sorgeva il reclusorio, scriveva alla madre di Filippo Turati colà 
rinchiuso: * sarà sentimentalismo, sarà nervosismo, tutto quello che 
si vuole, ma quando si affaccia alla mente ed al cuore il pensiero 
di uomini d'ingegno e di buona vita, obligati alla notte della mente, 
alla solitudine, ad ogni privazione di ciò che nobilita l'uomo, verrebbe 
la maledizione sul labbro, se non soccorresse la fede in un avve- 
nire vicino, umano, riparatore ^. 

Il suo fecondo amore per l'umanità e le doti preclare dell'in- 
gegno e l'onestà adamantina del suo carattere e la sua rinomanza 
di medico e di scienziato lo circondarono di un fascino potente e 
crearono attorno al suo nome quella popolarità alta e onestamente 
diritta che ha radice nella simpatia e nella stima universale, 
per cui non c'era ufficio al quale egli non fosse chiamato e non 
c'era ufficio che per la nobiltà colla quale era da lui esercitato, non 
gli creasse una benemerenza nuova. Fu quindi consigliere comu- 
nale per 14 anni, consigliere provinciale sanitario, presidente del 
Circolo filologico, presidente del Pane quotidiano, dell'Associa- 
zione fra gli insegnanti delle scuole medie, dell'Associazione fra 
gli impiegati del Comune, conservatore del Museo civico di storia 
naturale, senatore del Regno e in ogni ufficio portò le doti pre- 
clare del suo intelletto, una grande rettitudine ed un alto senso 
umano, poiché era suo studio assiduo di dare e conservare all'uomo 
la maggior quantità di speranze, di illusioni, di gioie. E la religione 
stessa che, nell'animo dell'antico combattente di Mentana contro il 
potere teocratico, parve quasi tramutarsi prima della morte in un 
terrore ascetico dell'oltre tomba, piuttostochè il piii alto problema 
dello spirito o la più profonda speculazione filosofica, era per Ini, 
pure versato nelle discipline biologiche, soltanto la fede consola- 
trice di ogni sventura, la fede che lenisce ogni dolore, la fede che 
apre il cuore ad ogni speranza. Ógni generosa iniziativa, ogni no- 
bile causa, ogni gentile impulso del cuore aveva quindi in lui il 



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COMMEMOAAZIONE DEL M. E. EDOABDO PORRO. 79 



SUO naturale patrocinatore ed egli fu pellegrino d'amore nelle car- 
ceri dove fremevano cittadini colpiti da ingiusta ed eccessiva con- 
danna e agli oppressi, ai perseguitati militanti nel partito contrario 
egli fa vindice di libertà e di giustizia. 

Tale, signore e signori, Tuomo e il cittadino; ma in questo alto 
consesso, è specialmente dello scienziato che io devo parlare. Edoardo 
Porro fu un clinico nel vero senso della parola. Non istituì inda- 
gini di laboratorio, non fece ricerche anatomiche e fisiologiche, ma 
fu acuto osservatore al letto delFammalato, abile operatore, inno- 
vatore felice, talvolta geniale, di metodi operatori. Né, perchè la 
sua attività si esplicò quasi tutta nel campo clinico, egli è meno 
degno del titolo di scienziato. Il clinico, se di tal nome è merite- 
vole, non si differenzia dallo scienziato ne per i procedimenti d'in- 
vestigazione ne per il procedimento intellettuale. Osservando saga- 
cemente, coordinando le sue osservazioni, traendone conseguenze 
controllabili da altre osservazioni, egli fa, come scrive quel pro- 
fondo pensatore e fisiologo che fu Claudio Bernard, un ragiona- 
mento sperimentale quantunque non faccia esperienze. I problemi 
sono soltanto più complessi, perchè mentre lo sperimentatore può 
dissociare i fenomeni che si presentano al suo spirito indagatore, 
può provocarli a piacimento, può scegliere e determinare a suo 
talento le condizioni e il terreno di ricerca, il clinico si trova in- 
vece sempre dinnanzi ad una matassa aggrovigliata di fenomeni 
morbosi. Niente obbliga T esperimentatore a conchiudere non solo 
prima che la sua ragione sia soddisfatta, ma prima che abbia avuto 
le prove palmari di ciò che afferma. Il clinico deve invece molte 
volte conchiudere, anche quando non afferra che un lembo di ve- 
rità ed è molte volte costretto ad agire anche in presenza di fatti 
mal determinati. Ora per la potenza e sagacia di osservazione, per 
la prontezza e Tacume delle deduzioni, Edoardo Porro era vero 
scienziato. In lui era rapido, potente, sicuro V intuito clinico, che 
è una delle più alte facoltà dello spirito, la capacità cioè di asser- 
ire ad una rapida sintesi mediante i fatti rilevati dai nostri sensi 
perfezionati coiresercizio e coordinati con altri che costituiscono il 
patrimonio della nostra esperienza. 

Edoardo Porro mostrò di buon'ora queste alte qualità di clinico. 
Nel 1868, a ventisei anni, poiché era nato a Padova nel 1842 da 
Giovanni e Maria Anna Cazzola, lo vediamo iniziare la sua car- 
riera ostetrica come assistente di Pietro Lazzati in quella scuola 



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80 L. MANGI AGALLI, 

ostetrica milanese che fu per mozzo secolo semenzaio di professori 
delle università italiane, e, alla morte del maestro aTrenota nel 
1871, assumere la direzione interinale delUIstituto. E pubblica 
appunto nello stesso anno una tesi di concorso alla cattedra di 
ostetricia di Milano ^ sui risultati apparenti e risultati veri del 
parto precoce artificiale „ , colla quale fu il primo a provocare in 
Italia un vasto moto di reazione contro le illusioni soverchiamente 
rosee sui benefici effetti del parto prematuro nelle stenosi pelviche 
per la madre e per il feto e a ridurre a giusta misura gli entu- 
siasmi esagerati per tale operazione, cosicché non eravi quasi vizia- 
tura pelvica alla quale non si volesse applicare. A detto lavoro, 
Tanno successivo, fa seguito il rendiconto del biennio 1869-70, con 
tale copia di acute osservazioni e sagaci considerazioni, che già 
lascia intravedere come debba schiudersi dinnanzi a lui una via 
sicura e gloriosa nel campo scientifico e clinico. Già appare come 
a lui possa applicarsi il detto di Leonardo da Vinci: ** tristo è quel 
discepolo che non avanza il suo maestro ,.. 

La cattedra alla quale concorreva fu allora data, per doverosa giu- 
stizia, a Domenico Chiara, ma passato il Porro all'arringo privato e 
assunto il posto di consulente ostetrico di S. Corona, non affranto 
dal duro lavoro professionale che non gli dà riposo né tregua, egli 
continua con lena infaticata ad illustrare con grande criterio pra- 
ticò ogni fatto importante che si presenta alla sua osservazione, 
mostrandosi oltreché operatore calmo, freddo, abilissimo, scrittore 
lucidissimo ed efficace, quantunque a volte a volte soverchiamente 
analitico e minuto nella descrizione dei casi clinici e dell' intervento 
chirurgico. Al breve periodo intercorso fra il 1872 e il 1875 appar- 
tiene il maggior numero delle sue pubblicazioni, che dimostrano la 
sua ferrea tenacia, poiché riflettono quasi tutte argomenti studiati, 
osservazioni fatte fra le dure ardue fatiche della pratica ostetrica, 
svolgentesi nelle condizioni più sfavorevoli di ambiente, nelle misere, 
gelide od afose soffitte della classe povera della città. Ed esse gli 
danno il premio ambito poiché ottiene per concorso la cattedra nella 
università di Pavia. In una delle accennate pubblicazioni ** sulle 
complicanze e particolarità di un caso di rottura spontanea e com- 
pleta deir utero „ nel 1875, egli accenna già ai suoi propositi di 
migliorare la prognosi del taglio cesareo coll'amputarione utero- 
ovarica, ma é nell'istituto ostetrico ticinese che egli si misura al- 
l'epico cimento, che gli darà poi rinomanza 'mondiale e gloria im- 



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COMMEMORAZIONE DEL M. E. EDOARDO PORRO. 81 

peritura. Il taglio cesareo era allora operazione che iDCuteya ter- 
rore. Ad evitarlo, la mente degli ostetrici per oltre un secolo si 
era affinata alla ricerca di mezzi ohe concedessero, senza strazio 
della madre, di estrarre un feto mutilato attraverso le più gravi 
ristrettezze pelviche, e per salvare la madre da morte quasi certa, 
era rìserbato airostetrico il compito più doloroso ohe possa toccare 
a chi si dedica all'arte salvatrice, quello cioè di uccidere un feto 
palpitante nelle viscere materne. Nella clinica di Pavia non una 
madre era stata salvata in un secolo col taglio cesareo. Negli ar- 
cUtì della scienza erano bensì depositate proposte ed esperienze 
dai più ignorate, le quali miravano a far esperire l'esportazione 
dell' utero come mezzo acconcio a migliorare la prognosi del taglio 
cesareo, poiché, 

sic aliiul ex alio nnnquaiu denistit oriri. 

ma fu primo il Porro che con lunga e cosciente preparazione e con 
meditato ardimento pose in opera con felice successo l'audace inno- 
vazione. Togliere un vasto fomite d' infezione, assicurare l'emostasi, 
rendere impossibile il versarsi dei secreti uterini nel cavo perito- 
neale, fruire della possibilità di sorvegliare e medicare direttamente 
la superficie del moncone uterino residuo, isterilire la donna, erano 
i vantaggi che si proponeva il Porro colla sua innovazione, dalla 
qoale sperava potesse essere notevolmente migliorata la prognosi 
del taglio cesareo. Il trionfo ottenuto divulgò il caso e il metodo 
operatorio, che, più o meno modificato, fu esperito in tutto il mondo, 
provocando stolide obbiezioni, seri entusiasmi, feconde opposizioni. 
U taglio cesareo conservatore colla sutura della breccia uterina, per 
l'introduzione e per il perfezionamento dell'antisepsi, prese ora 
largo posto nella pratica e dà brillanti risultati; nondimeno il taglio 
cesareo demolitore, felice concezione di mente italica, resterà nella 
pratica ; poiché, o per infezione già incoata nell'utero, o perchè richie- 
sta la sterilizzazione della donna a guarigione dì osteomalacia in 
cor80,o per emorragia infrenabile, o perchè neoplasmi uterini coesi- 
stenti alla gravidanza consiglino il sacrificio dell'organo^ non di rado 
occorrerà di far seguire al taglio cesareo l'amputazione deirutero 
la sua estirpazione completa. E un anno prima della sua morte, 
nel venticinquesimo anniversario del memorabile cimento, Edoardo 
Porro ebbe forse il maggior conforto della sua vita nell'omaggio 
che la scienza di tutto il mondo gli tributò, offrendogli una me- 
Rcndicoìtti. - Serte II, Voi. XXXTIIL 6 



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82 L. MANGIAOALLI, 

daglia d'oro artisticamente fregiata a ricordo della operazione da 
Itti ideata ed attuata in sostitazione del taglio cesareo classico. E 
Tomaggio fa meritato e la sua fa vera gloria, poiché con seyera 
meditazione e audacia innovatrice, egli era nscìto trionfalmente 
dai solchi battuti, segnando nuove vie all'arte salvatrice; e ben egli 
avrebbe allora potuto ripetere coi versi di Lucrezio: 

])eragr() loca ntillins ante 

trita solo 

iiivat<jnt* novot^ derorpei**^ tìore.s 

iiisi<»;ueiii<iiit? meo rapiti petere inde coroiwini 

(Dp rerum ìHituni^ Liber priìinis). 

Colla pubblicazione Ae\Y Amputazione utero-ovarica come comple- 
mento di taglio cesareo^ avvenuta nel 1876, Edoardo Porro rag- 
giunse il più alto prestigio della sua fama scientifica, alla quale 
poco aggiunse coi lavori successivi. Gli parve o che nulla più 
avrebbe valso ad aumentare la sua rinomanza come avviene di 
alcuni grandi che chiudono il ciclo della loro attività col capala* 
vero che credono non possa essere superato, ovvero che gli stadi 
biologici e patologici aprissero alla ostetricia una via per la qaale 
egli si sentiva impreparato a porsi in modo degno del suo nome. 
Ovvero ancora, e con maggior verità, colpito da una malattia che 
insidiosamente doveva affievolire la sua attività» minare la sua esi- 
stenza e abbattere finalmente la robusta quercia, senti venir meno 
la lena per dedicare alla scienza una parte di quella energia che 
pure conservò grande fino alla morte. Ma egli la dispiegò special- 
mente, pur illustrando di tempo in tempo casi di sua osservazione 
nei quali sono vivi bagliori di intuito clinico, e nella vita pubblica 
e nello studio di riforme ospitaliere. Nel 1884 eleva la sua aatore- 
vole voce contro le condizioni antigieniche della Maternità^ ne 
mette a nado le miserie, tuona perchè si sopprima una vergogna 
per Milano, un danno per l'umanità, un insulto alla miseria, re- 
clama la costruzione di una nuova Maternità^ ma fu vox clamans 
in deserto e a lui non fu dato di scorgere l'istituto che ora sorge 
imponente a venti anni di distanza, per opera specialmente di quella 
democrazia che fu quasi calunniata di non volere il progresso scien- 
tifico e di volgere l'umanità ad una universale mediocrità. E per 
le madri sventurate più che colpevoli che cercano asilo nell'oepizio 
e per i figli del dolore, della colpa e della sventura, egli ha fre- 



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COMMEMORAZIONE DEL M. E. EDOARDO PORRO. 83 

miti potenti di pietà per le vittime, di sdegno per i colpevoli. Egli 
è il poeta della maternità dolorosa. Par di leggere una pagina di 
Baudelaire, quando egli descrive nuda sul piano marmoreo inclinato 
della stanza dei cadaveri, la ragazza colpita da morte nel dar alla 
luce il frutto di un infelice più che colpevole amore e rievoca per 
contrasto altri amori illegittimi nella gaia e ricca e spensierata 
società per i quali il fallo d'amore è nascosto con un viaggio di 
piacere e la giovane ritorna accarezzata dal mondo e dalla società 
e, trascorse forse poche lune, sale con altri all'ara d'Imene fra 
lo splendore delle gemme e il profumo dei fiori d'arancio e il fu- 
migar dell'incenso. E la sua parola diventa sferza per la società 
quando mette a nudo quella grande miseria sociale che sono gli 
esposti ed invoca la ricerca della paternità e paragona il ricco, il 
gaudente, l'ingannatore d'incaute ragazze, che non risarcirà la so- 
cietà di averla disseminata di frutti che costarono lagrime , diso- 
nore, vita, al contadino che roso e consunto dal duro lavoro dei 
campi e forse tiranneggiato dalla fame accorre invece all'ospizio 
dei trovatelli e porge pietosa la mano e porta con se un frutto di 
illegittimi amori a crescere nel suo abituro. 

Se vasta fu l'orma segnata da Edoardo Porro nel campo delle 
ostetriche discipline e specialmente della terapia ostetrica, meno 
feconda fu l'opera sua nel campo ginecologico, dove pur aveva 
acquistato vasta esperienza e raccolto ricca messe di osservazioni 
e di fatti e si era affermato come clinico valente ed abile opera- 
tore. È a ricordarsi nondimeno, a suo onore, ohe furono praticate 
da lui le prime ovariotomie nella clinica ostetrica di Pavia, onde 
venne a questa la sua consacrazione di fatto di clinica ginecologioa. 
E se oggidì nessun ginecologo vorrà accettare la sua proposta di 
schiacciare l'ovaio nei casi in cui l'ablazione degli annessi uterini 
fosse impossibile o pericolosa, le sue pubblicazioni sopra un caso 
di tumore fibromiosarcomatoso preperitoneale e sopra un caso di 
estirpazione di tumore endopelvico causante grave distocia^ valgono 
a dimostrare come egli sapesse affrontare le maggiori difficoltà nella 
chirurgia addominale e pelvica. Queste pubblicazioni rappresen- 
tano gli ultimi lavori scientifici del compianto collega* 

Ooll'aureola di un'alta riViomanza scientifica, egli parve ritrarsi 
nella vita professionale e in quella pubblica, ma conservò nel cozzo 
delle passioni di parte e malgrado le sue evoluzioni politiche e in 
tempi in cui l'oblio rapidamente inveivo nella sua notte uomini e 



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84 L. MANGIAGALLl, COMMEM. DEL M. E. EDOARDO PORRO. 



cose, una grande popolarità dovuta alle sue alte qualità di animo, 
di mente e al suo alto senso umano, per cui parve e fu cavaliere 
dell'umanità sofferente. E la sua attività pur sempre grande di me- 
dico, di cittadino, di filantropo si svolse da quel momento in un 
corpo affranto da lunga malattìa sopportata con tanta forza d'animo 
che nessun lamento egli muoveva e nulla ne trapelava se non dal- 
l'aspetto suo sempre più macilento. Il collega nostro non fu sol- 
tanto illustre nella scienza, soldato valoroso della patria, esperto 
nei pubblici uffici, insigne filantropo. Egli rappresentò una gran- 
dezza morale perchè colpito egli stesso inesorabilmente, continuò 
a prodigarsi agli ammalati, ai pubblici affari, e diede alla umanità 
la sua stessa esistenza rapita da malore che egli aveva contratto 
neiresercizio delFarte sua, onde a lui possono applicarsi le parole 
di La Bruyère ** che è buono chi fa del bene agli altri, ma, se ne 
muore, la sua bontà non potrebbe andare più oltre, essa è eroica, 
essa è perfetta „. 

Questo, signore e signori, è Tuomo di cui la scienza ed il paese 
lamentano la scomparsa. Pochi giorni dopo la sua morte, da un 
giornale scientifico di Napoli mi si chiedeva una epigrafe da ap- 
porre alla sua effigie e colle parole che io allora dettava e che 
sintetizzano la vita del collega a noi prematuramente rapito, posso 
chiudere il mio dire. Edoardo Porro fu cavaliere dell'umanità sof- 
ferente, volse la scienza, nella quale fu sommo, e l' arte sanatrice 
e la politica nelle quali eccelse, al bene nel quale grandeggiò. 



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COMMEMORAZIONE 

DKl. 

M. E. GAETANO NEGRI 

letta 
dal M. E. prof. Giuseppe Zuccante 



I. 

Quando, ricominciati i nostri lavori accademici, in sul finire dello 
scorso novembre, il nostro degno Presidente, con una benevolenza 
per me e con una prova di fiducia di cui gli sarò sempre grato, 
mi pregò di commemorare, oggi, in questa solenne seduta inaugu- 
rale, Gaetano Negri, fui preso, confesso, da sgomento: sgomento 
per l'impresa, certo non facile, a cui avrei dovuto accingermi 
in un tempo brevissimo, e con forze, per giunta, non adeguate 
all'alto soggetto ; sgomento sovrattutto perchè a Milano e in Italia, 
già altri, e illustri, hanno commemorato degnamente l'uomo illustre, 
e a me cui era uopo entrare nell'in w^o rimaso, non davvero era 
dato parlare con miglior voci. 

Ma troppo alto è il rispetto che io ho per l'opera ed il nomo di 
Gaetano Negri , troppo profondo il sentimento di reverenza che 
conservo per la sua memoria, perchè, superata appena quella prima 
legittima esitazione, non cedessi alla cortese preghiera, e non mi 
apprestassi, con animo devoto, a discorrere di lui dinanzi a Voi, 
illustri Signori, onorandi Colleghi, qui, nell' Istituto che lo volle per 
anni suo presidente, qui dove dura tuttora l'eco della sua elo- 
quente parola, e la sua persona, così mossa e vivace, pare si ag- 
giri ancora intorno a noi in atto di famigliarità signorilmente affet- 
tuosa. Qui, nell'asilo degli studi, nella quiete serena ed augusta in 



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86 G. ZUCCANTK, 

cui si coltiva e contempla ogni maniera di attività spirituale, 
ben è degno che si commemori chi per gli studi operò, chi le ric- 
che energie d'un ingegno forte e multiforme dedicò' alla soluzione 
dei più alti problemi speculativi, mentre non dimenticò insieme le 
urgenze della realtà e della vita; anzi pratica e teoria, specula- 
zione ed azione congiunse in nobile armonia, attuando in se T ideale 
deiruomo pieno ed intero, con tutte le facoltà nel massimo fiore» 
con tutte le virtualità sviluppate fino al limite estremo, con nes- 
suna cosa umana, si può dire, che gli fosse estranea. 

Ricca e complessa natura quella del Negri! Già fino da. quelle 
mirabili lettere che, ufficiale appena ventenne, egli scrisse al padre 
e alla famiglia dall'Italia meridionale, sotto l'impressione imme- 
diata di avvenimenti dolorosi, a cui partecipava, anche allora, con 
piena dimenticanza dell'individualità propria, con fervoroso e illu- 
minato patriottismo, alba luminosa d'un fulgido giorno; fin da 
quelle lettere giovanih', tanto più degne di fede quanto più scritte 
senza pretese, a cuore aperto, nel confidente abbandono dell'inti- 
mità famigliare, ei si rivelava qual era: anima meditativa e con- 
templativa, aperta ad ogni impressione del bello sia della natura, 
sia dell'arte, scrutatrice arguta ed acuta di uomini e cose ; ma anima, 
insieme, attiva e operosa, fervidamente attiva e operosa, per cui il 
pensiero si traduce tosto in movimento, e la meditazione s'appunta 
nella realtà o in qualche aspetto di essa, né sfuma o si perde nel 
vuoto e nelle nebbie dell'astrazione. 

Appunto per questo felice connubio di attitudini pratiche e spe- 
culative, ei dovea riuscire più cose insieme: forte uomo d'azione 
e valente scrittore, statista insigne e pensatore geniale; non così 
però che nello scrittore non si rivelasse tosto l'uomo d'azione, 
esperto della vita e sollecito del bene, e nell'uomo d'azione il pen- 
satore e l'idealista, fieramente avverso a quell'opportunismo toI- 
gare che mira solo al successo e fa getto miserando d'ogni prin- 
cipio. 

Esordì come uomo d'azione ; e l'esordio non poteva essere più 
promettente. 

E nota oramai, per quanto ne scrissero fidati amici sulla scorta 
delle sue lettere, la campagna dura e incresciosa, a cui egli par- 
tecipò negli anni 1861-1862, contro il brigantaggio; e son noti so- 
vrattutto la fermezza e il coraggio, con cui egli affrontò disagi e 
pericoli nei lunghi e lunghi mesi, nei quali dovette aggirarsi fra le 



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COMMEAIOIiAZIONE DEL M. E. GAETANO NEQRI. 87 



balze appennìne in cerca delF insidioso nemico: due medaglie al 
valore pei fatti d^armi di MonteBarchio e Calitrì, assegnate al- 
roffictale Negri, dicono meglio d'ogni mia parola come esordisse 
nella vita pubblica l'eroico giovane. 

E di quella sua eroica giovinezza l'uomo maturo non menò mai 
vanto ; anche eoi più ìntimi provava come una specie di pudore a 
parlarne : neppure quaado la petulanza parolaia di qualche ultimo 
venuto avrebbe preteso insegnare a lui, patriota autentico» ad amare 
la patria, neppure allora volle uscire dal suo riserbo: quanto diffe- 
rente da ehi i servigi resi al paese ha sempre in bocca o, certo, con 
saliente abilità li fa valere come titolo sicuro ad onori e compensi! 

Si ritrasse dairesercito nel 1862. " Io sono ributtato, scriveva 
egli in una sua lettera (11 novembre 1861), di questa guerra atroce 
e bassa, dove non si procede che per tradimenti e intrighi, dove 
spogliamo il carattere di soldati per assumere quello di birri „ ; 
' non voglio più saperne di cose militari, scriveva in un'altra (28 
aprile 1832), fino a quando non fischieranno un'altra volta le palle; 
che spero non saranno più quelle dei briganti, ma di qualche ne- 
mico meno feroce e meno ignobile „. 

Ed eccolo nella tranquillità e nella pace della famiglia. Qui nel 
severo raccoglimento degli studi e nella forte aspettazione degli 
avvenimenti che si maturavano, si temprava anche più il pensa- 
tore e il cittadino. Nel decennio dal 1862 al 1872 il Negri gettava 
e coltivava in segreto i germi fecondi della meravigliosa fioritura 
posteriore. Quel decennio così decisivo per il paese, cosi gravido di 
&tti e ricco d'insegnamenti, fu nella vita del Nostro il periodo 
della preparazione operosa. 

U. 

Fu eletto nel 1872 consigliere del Comune; e subito entrò a 
far parte delta Giunta presieduta dal sindaco Belinzaghi. La sua 
città aveaben capito qual conto era da fare d'un uomo, come lui, 
tanto bene agguerrito ai cimenti del pensiero e deir azione! Fu 
assessore della pubblica istruzione per 12 anni: un periodo di vera 
trasformazione scolastica! Arruolato e disciplinato un corpo d'in- 
segnanti volonterosi e probi: edifici scolastici rispondenti ai mo- 
derni concetti della pedagogia e dell' igiene, sorti in buon numero : 
i vecchi edifici che a questi concetti non rispondeano, conveuien- 



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88 G. ZUCCANTK, 



temente trasformati e riattati. L'impulso dato dal Negri all' istru- 
zione pubblica in Milano fu meraviglioso : d'allora in poi la città 
potè essere anche per questa parte alla testa delle città sorelle! 

Ma il noviziato avea durato anche troppo : egli stesso, Tassessore 
solerte e sapiente, fu messo a capo dell'amministrazione nel 1884. 

E qui ho io bisogno di dire a voi, o Signori, quale fu V opera 
sua come sindaco? Se anche il volessi, non riuscirei certo a ri- 
trarvi appieno l'acutezza e larghezza d'idee, il sentimento di mo- 
dernità, la conoscenza perfetta degli uomini e delle cose, di cui 
egli diede prova in quel periodo memorando: sovrattutto l'abuega- 
zione devota, il coraggio magnanimo con cui diede tutto se stesso 
al bene della sua città, affrontò diffidenze d'amici, ire d'avversari! Egli 
avea la visione di ciò che Milano sarebbe diventata in un non lon- 
tano avvenire; e quella visione lucida e precisa gli fu norma co- 
stante. Egli non procedeva a tentoni, a casaccio, come chi ha mala 
luce: egli sapeva ciò che voleva e perchè lo voleva; di qui rapi- 
dità, coerenza, dirittura nell'azione. I miopi non vedevano; gli ay- 
versari gridavano al finimondo: ma egli non si lasciava smuo- 
vere per questo. 

E così una serie |di opere furono compiute che avviavano Mi- 
lano ai suoi nuovi destini. E anzitutto il miglioramento e la 
trasformazione della città interna, l'ampliamento dell'esterna, e 
la loro coordinazione : il piano regolatore fu una delle imprese 
più sapientemente audaci e veramente innovatrici onde s' onori 
l'amministrazione del Negri! La grande Milano che oggi tutti 
ammiriamo nello sviluppo incessante di vie larghe e luminose, di 
quartieri comodi e arieggiati, senza quel piano non sarebbe stata 
possibile. Anche il castello, " uno dei monumenti, come il Negri 
scriveva, più suggestivi di meditazione e di pensiero che abbia 
l'Italia,, (1), era forse destinato a sparire, se fosse mancato il suo 
occhio vigile e previdente: e risale infatti a lui il proposito che 
venisse riscattato, per parte del Comune, da ogni ingerenza di 
governo, specie di barbaro che, se non distrugge propriamente i 
monumenti, lascia che i monumenti si distruggano da sé ; e risale 
anche a lui il disegno della sua futura destinazione a sede dei 
musei. 



(1) LeOiHfnìo da Vhtri e il ('(t.sfft/o di Milano in Spfjni dei tempi. Mi- 
lano, Ifoepli, iHl>7, p. 14. 



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COMMBMORAZIONE DEL M. E. GAETANO NEGEI. 89 



Ma più d'ogni altra cosa (e naturalmente non è qai il luogo di 
passare in rassegna tutta l'opera del Negri) egli mirava all'unifica- 
zione, dirò così, morale della sua città. Milano non era una città 
sola; erano due eflFettivamento, T esterna e l'interna, con interessi 
propri, con rappresentanza propria, spesso opposti e discordi. Non 
conveniva metter fine a questo stato di cose, e non avrebbe con- 
dotto a scissure forse irreparabili il persistervi? La grandezza di 
Milano non dipendeva da unità d'intenti, da concordia d'opere in 
tutti i suoi figli? E ciò che il Negri proclamò altamente in un 
nobile discorso al Consiglio, quando fu presentato e discusso il pro- 
getto di unificazione delle liste elettorali, cioè della fusione ammi- 
nistrativa delle due parti della città. "" Io sento, egli disse, la gran- 
dezza presente di Milano, e prevedo per essa una grandezza avve- 
nire ancora maggiore. Noi vogliamo adunque che essa sia prepa- 
rata alle eventualità del futuro; che essa abbia una rappresentanza 
non corrosa dai piccoli dissensi intestini, ma tutta concorde nel 
raggiungimento di un'unica meta, e in cui le questioni possano 
essere discusse senza venir turbate dai criteri estrinseci che oggi 
8' impongono fatalmente ad ognuno di noi. Noi abbiamo la coscienza 
di contribuire con la nostra proposta alla realizzazione di quel- 
l'ideale di grande città che auguriamo alla nostra Milano. II Con- 
siglio si sollevi in un ambiente sereno, non offuscato da passioni 
e da preconcetti, e il suo voto riuscirà memorabile e fecondo per 
la prosperità del nostro Comune „. 

L'alta parola di pac^ e di concordia non fu intesa allora da 
tutti; ma la civile proposta fu approvata non meno, e fu l'inizio 
di una serie di altre civili proposte, che operarono la trasforma- 
zione di Milano. Il forte cittadino poteva ben essere orgoglioso di 
quanto avea fatto per il bene della sua città, avea fatto diretta- 
mente indirettamente avviando altri a fare : egli avea disposto le 
cose per modo che null'altro restava che svolgere le sue feconde 
iniziative. Che cosa faremo per l'avvenire ? si domandava egli in 
un altro notevole discorso ; ** la nostra azione passata dice per 
se stessa la nostra azione futura. Noi procureremmo di tener 
sempre il bilancio del Comune ordinato e forte ... Il lavoro edi- 
lizio dovrebbe progredire e svolgersi sulle linee che abbiamo 
tracciate, e si cercherebbe, come si è fatto finora, di non esage- 
rarlo mai con artifiziose iniziative, ma di tenerlo misurato alla 
potenzialità della finanza del Comune e della prosperità cittadina. 



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90 G. ZUCCANTE, 

I grandi problemi delFacqua potabile e della fognatura, in parte 
praticamente già risolti, in parte studiati in ogni dettaglio, sooo 
pronti per una defmitiya soluzione. Nei vari servizi municipali, nella 
erezione delle scuole, dei mercati, del cimitero, dell'ospedale, non 
si ha altro a fare che condurre a termine ciò che si sta facendo. 
Noi oggi non possiamo avere nessun nuovo programma. Quando 
abbiamo preso le redini del governo municipale, avevamo doe 
grandi questioni di principio, due questioni fondamentali: la lista 
unica e il piano regolatore. Condotte in porto e Tnua e Taltra, noi 
non abbiamo più nessuna grande questione di massima, non ab- 
biamo che delle questioni di metodo d'esecuzione. Ma io aggiun- 
gerò che gli stessi nostri avversari non possono avere nessun pro- 
gramma diverso dal nostro. Se pare che lo abbiano, è perchè spiegano 
il volo nel campo delle frasi, dove le immagini si confondono colla 
realtà. Ma il vero è che fin d'oggi si può predir di loro che, se 
saranno imprudenti e inabili, sciuperanno tutto quanto da noi s'è 
fatto ; se saranno, come dobbiamo sperare, abili e prudenti, racco- 
glieranno, gloriandosene per proprio conto, il frutto di quanto noi 
abbiamo seminato „ (1). 

Intanto però gli avversari non disarmavano, oh ! no, non disar- 
mavano. Troppi interessi e privilegi avea violato il sindaco nova- 
tore, perchè non gli si suscitassero contro odi e rancori: poi è de- 
stino di Milano, poco lieto destino davvero! che viva, accanita più 
che altrove vi sia la lotta dei partiti politici; e anche per questo 
il Negri, anima e mente del partito moderato, dovea esser fatto 
segno a ire e a furori di parte. 

Alcuni episodi, particolarmente dolorosi e ben noti, di questo ac- 
cam'mento contro un uomo che, dopo tutto, non aveva altra colpa 
che di aver voluto sempre e in tutti i modi il bene della sua città, 
provano quali siano le amarezze della vita pubblica e quanto spi- 
rito di abnegazione e di sacrificio sia necessario in chi vi si sob- 
barca; provano sovrattutto quali armi insidiose e sleali s'adoperino 
spesso nelle lotte di partito, che pur dovrebbero, se lealmente com- 
battute nel campo delle idee e dei principi, essere così feconde di 
bene. Egli, a buon conto, il lottatore forte e magnanimo, non mosse 
collo^ né piegò sua costa innanzi all'infuriare della procella; parve 

ti) Discorso (il Ixinrlìctto ilei circolo L(( lii forma >, 1(> giugno 18J»1K nel 
volume yd presente e nel passato, Milano, Hoepli. liM»5, }». 214-215. 



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COMMEMORAZIONE DEL M. E. GAETANO NEGRI. 91 

anzi che dalla coscienza di quanto avea fatto e dal consenso dei 
molti attingesse novello coraggio: " Io non so, diceva egli (l) con 
quel suo fine umorismo, se Tamministraziontì, che io ed i miei col- 
leghi abbiamo diretta per oltre un quinquennio, sia mai stata se- 
gno d^ndomato amore, ma è certo che è stata ed è ancora, per 
parte d'alcuni, segno dMnestinguibil odio! Sono cosi acerbe le ac- 
cuse che ci si scagliano contro, è così pertinace la guerra che ci è 
mossa, siamo così ostinatamente additati airesecrazione delle genti, 
che, se noi siamo ancor ritti in piedi, pieni di forza e, direi anche, 
di serena allegria, se io mi veggo circondato ancora da tanta sim- 
patia, se io qui in mezzo a questa folla eletta e festosa, raccolgo 
le prove di sì cordiale benevolenza, bisogna pur dire che, in noi, 
siavi ancora del buono, e ohe le freccie scagliate dai nostri avver- 
sari, dopo aver fischiato nell'aria, siano cadute al suolo prima di 
toccare la nostra persona „. 

Ma un sentimento di dovere, un profondo sentimento di dovere, 
la coscienza che la sua opera dovesse servire a un alto fine 
di bene, era ciò sovrattutto che lo teneva al suo posto. Bono so- 
cratiche quindi, veramente degne del gran saggio ateniese, que- 
st'altre parole che il nostro saggio pronunciava, non senza, questa 
volta, una certa intonazione malinconica: ^ Se io rimango al mio 
posto e presento la mia candidatura con impavida serenità, è che 
sento d'avere un'alta responsabilità e di rappresentare davvero 
qualche cosa di grande* Credete voi forse che il tenere un pub- 
bhoo ufiicio, soprattutto nel nostro paese e nella nostra citt^, sia 
proprio un godimento, sia cosa che valga la pena d'essere ambita? 
Dedicar tutto se stesso, tutta intiera la propria vita, al pubblico 
bene, per raccogliere le più insane accuse, non è certo una desi- 
derabile soddisfazione. Ma quando si ha un dovere, lo si compie; 
e la soddisfazione la si trova in se stesso; . . . ogni dubbio, ogni 
tentennamento sarebbe una mancanza al dovere, una deplorevole 
debolezza,, (2). 

E al posto di vigile sentinella egli rimase anche dopo il suo quin- 
quennio di sindacato. II consigliere Negri era a tutti esempio di 
assiduità laboriosa; in ogni questione la sua parola era aspettata, 



(i) Ih, p. -ìo.vììh;. 

(2; Ih. p. 22-J->2:;. 



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92 G. ZUCCANTK, 



invocata : ** pareva uno dei tanti, ha detto un arguto scrittore, ed 
a lui invece si rivolgevano gli sguardi reverenti degli amici e le 
occhiate bieche degli avversari „ (1). Se la storia non ci ammonisse 
delle ingiustizie che si compiono nel mondo, se anche Aristide non 
fosse stato cacciato in bando, noi non sapremmo spiegare l'ostra- 
cismo a cui negli ultimi anni fu dannato il cittadino integerrimo^ 
che tanto aveva operato per il bene della sua città. 

III. 

Ma la sua città non era per il Negri che una parte della gran 
patria italiana. Dalla piccola patria adunque la grande patria; da 
Milano r Italia. Il suo spirito non s'era ammollito e traviato nelle 
cure dei pubblici uffici, non s'era chiuso nel tramestio delle piccole 
passioni, delle gare astiose di partito, delle meschine ambizioni: al 
di là di Milano ei vedeva l'Italia con quella visione larga e ge- 
nerosa che mai gli venne meno in tutta la vita. Chi ha detto che 
il suo patriottismo era sovrattutto patriottismo di campanile, ha 
detto cosa non vera! Alieno dal mischiare l'amministrazione colla 
politica, in una cosa però ei faceva della politica : nel rispetto sin- 
cero verso le istituzioni che ci reggono, nell'attaccamento incrolla- 
bile alla monarchia, che considerava il baluardo della patria: in 
questo era e si diceva partigiano. ^ Noi abbiamo sempre tenuta ri- 
gorosamente separata l'amministrazione dalla politica, egli escla- 
mava, noi non siamo mai stati partigiani ... ; a meno che per par- 
tigiani non s'intendano coloro i quali professano una fede profonda, 
irremovibile nelle istituzioni che reggono il paese. Partigiani, in 
questo senso, io e i miei colleghi ci onoriamo di essere „. Se non 
che, egli soggiungeva, * se noi fossimo partigiani perchè abbiamo 
questa fede, evidentemente lo saranno anche coloro che hanno una 
fede opposta, che sperano e tentano di rendere vittoriosa ... Il Mu- 
nicipio milanese è sempre rimasto in mano di chi ha posto a base 
della propria condotta la fedeltà alle vigenti istituzioni. È questa 
base che si vuole scuotere; si vuole introdurre nel grande orga- 
nismo del nostro Comune quel lievito di rivolgimento radicale, di 



(1) M. ScnKiMLLo, d'. Xpf/ri rittdiìino e pe its( fiore : discorso introdut- 
tivo al volmiu' Vltinù Sdffiji, Milano, Hoepli, IIMU. p. xviii. 



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COMMEMORAZIONE DEL M. E. GAETANO NKGRI. 93 



cui si promuove la graduale diffusione in tutto il paese. E che fo- 
colare opportuno per una rapida diffusione potrebbe diventare il 
Comune di Milano! (Ili elettori dovrebbero aprir gli occhi innanzi 
alla grandezza del pericolo „ (1). 

Per la monarchia, ho detto, aveva un attaccamento incrollabile; 
ma non per una specie di feticismo, di adorazione irragionata, per 
un consenso tradizionale e a priori^ per un pregiudizio: nemico di 
tutti i pregiudizi, egli era anche nemico del pregiudizio menar- 
ehico ; aborrente da tutto ciò che sentisse di domma o di sistema, 
egli non avrebbe voluto questa nuova forma di domma che con- 
sacra r infallibilità dei monarchi. Anche le declamazioni di taluni 
monarchici lo infastidivano; gli parevano esercitazioni retoriche e 
nairaltro; gli pareva che mancasse loro quella onesta sincerità, che 
non dovrebbe mancar mai nelle manifestazioni del sentimento e del 
pensiero. Invece egli era attaccato alla monarchia per ben altri 
motivi. Vittorio Emanuele era diventato re d' Italia ** non già per 
un diritto sovrumano che gli fosse trasmesso, ma per un diritto 
amano che traeva origine dalla sua virtù. Egli fu davvero il pos- 
sente, che apparve come un elemento d' ordine e di organizza- 
zione nello svolgimento della rivoluzione italiana „ (2). Vittorio 
Emanuele fu come " il faro in cui venivano a raccogliersi i raggi 
emanati dagli spiriti agitati e commossi, e da lui quei raggi si 
riflettevano uniti in un fascio possente di luce e di calore . . . 
Senza di lui l'Italia non si sarebbe fatta, non solo perchè sarebbe 
mancata la mano che coordinasse i singoli moti, ma perchè sarebbe 
mancato ciò che per un popolo, che risorge e si ricompone, è il 
più prezioso degli aiuti, un simbolo vivente nel quale Tidea astratta 
si tramuti in una possente e concreta individualità, rappresenta- 
triee dei palpiti e dei voleri dell'intera nazione „ (3). Né l'azione 
di Vittorio Emanuele fu una meteora passeggera e che non lascia 
traccia. ^ La sua azione si continua e si perpetua nella dinastia 
dei re d'Italia ch'egli ha fondato, e a cui ha trasmesso la sacra 
eredità della sua devozione, del suo valore, della sua fede „. Questa 



(1) Ancora nei diìiCorHO ul hunchetto del circolo < Iai Uifornui », nel voi. 
cit. Xel presente e nel passato, p. 220-222. 

(2) Commemorazione di Vittorio Emanuele, tenuta a Milano il giorno 
gennaio IHHS, nel voi. cit. p. 142. 

(H) Comm. cit.. voi. cit., p. 136-1:57. 



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94 G. ZUCCANTE, 

dinastìa ^ non è una creazione fittizia ^, '^ ha la sua base nel senti- 
mento del paese »; *^ è simile ad una quercia che si abbarbichi 
con le radici aj^li strati più profondi del suolo „ : appunto perciò 
è un bene prezioso per la nazione, perchè, ** in ragione della in- 
tangibile solidità della compagine dello Stato, rende possibile un 
vigoroso, sincero e progressivo esercizio della libertà „. Che se la 
nazione, per quanto favorita da una dinastia siffatta, non sappia 
*^ adagiarsi in una libertà progressiva e tranquilla « , *^ la colpa non 
è della dinastia, è della nazione. Senza la dinastia, la nazione 
sarebbe ancor più misera e disordinata „ (1). 

Lo statista nostro ebbe nella vita una preoccupazione costante: 
la conciliazione della libertà collidine e colla legge. Fin da quando 
si presentava candidato politico nelle elezioni del 1880, e poi sncoes* 
sivamente deputato e senatore, in tutti i discorsi suoi così alti e sag- 
gestivi, è questo il programma su cui insiste e che cerca di far preva- 
lere. Amico sincero della libertà, ei non vuole però che della libertà 
si falsi il concetto, sicché abbia a tramutarsi in licenza; la licenza è, 
in ultimo, tirannia. Il partito moderato, diceva egli ai suoi elettori, 
** vuole la più ampia libertà e lo svolgimento regolare e continuo delle 
energie rinascenti del paese; ma, appunto per questo, esscnon può vo- 
lere che la libertà sia turbata e ferita dalle insofferenze di minoranze 
inquiete e baldanzose. Esso aborre dalla licenza, perchè sa che dalla 
licenza sorgono le tirannie, e sa che le tirannie settarie non sono 
meno funeste alla libertà delle tirannie personali che, in altri tempi, 
ha combattuto e vinto „ (2). E perciò necessario in ogni caso " un 
governo fortemente costituito, che non lasci scrollare le basi su cui 
è costrutto r edificio nazionale „ (B) : quando il paese vede un go- 
verno ^ proclive ad usare una pericolosa tolleranza, che viene, è 
vero, sconfessata, ma della cui realtà è viva, in tutti, la coscienza; 
l'organismo politico di quel paese si corrompe, e nasce quello stato 
di sfiducia e di accasciamento che rende possibili le più improv* 
vise e spaventose sorprese „ (4). 

Né questi concetti che ad altri piacerà di chiamar reazionari, 



(1) Connn. cit., voi. cit.. j». 151M(;(). 

(2) Agli vlottori del "2^ r()U(*</in di MihniOy nt*l voi. Xeì presente e nef 
jHtssnfOj p. lìH). 

(H) Ih. p. li)H. 
(4) Ih. !>. 197. 



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COMMEMORAZIONE DEL M. E. OAETANO NEGRI. 95 

lesivi dei diritti del popolo, impedivano al Negri di riconoscere i 
veri diritti del popolo, e i bisogni suoi e le sue sofferenze, e le in- 
giostisne di cai possa esser vittima, e la necessità di ripararvi in 
modo efficace e duraturo* Già anzitutto egli avea riconosciuto le 
grandi virtù del popolo, e gli slanci generosi della sua anima, e il 
forte contributo da esso dato alla ricostituzione della patria. La sua 
commemorazione di Garibaldi, un inno alato degno d'un poeta, ne 
è la prova migliore. La nostra rivoluzione è ^ il prodotto di due 
movimenti: il movimento monarchico e il movimento garibaldino ^: 
se ** al primo è dovuta esclusivamente Tindipendenza d'Italia, al 
secondo è dovuta l'unità „ (1). E il movimento garibaldino è movi- 
mento essenzialmente popolare. Garibaldi ^ simboleggia il senti- 
mento popolare in ciò che ha di più profondo e reale. Egli rappresenta 
la tendenza irrefrenabile dell'anima umana a insorgere contro l'ini- 
quità ; rappresenta la rivolta e la protesta contro la prepotenza e 
r ingiustizia „: partendo da un concetto pessimista delle condizioni 
del mondo, eì sente che la sua missione è ^ di portare a quelle con- 
dizioni un rimedio ed un sollievo ^ (2); l'aspirazióne nazionale ei 
trasforma in aspirazione umanitaria; la rivendicazione del diritto 
alla libertà e all'indipendenza della patria, in rivendicazione di un 
diritto umano; il movimento italiano, rimasto fino allora più che 
altro movimento letterario e di poche classi, diventa, per sua opera, 
movimento popolare (3). G. Garibaldi, conclude il Negri, " appar- 
tiene alla schiera degli eroi redentori „ (4). 

Ne solo in questo giudizio, ma in quello ancora che riguarda un 
altro movimento popolare, non più soltanto italiano questa volta, 
ma mondiale, intendo dire il socialismo, si rivela lo spirito sereno 
ed equanime del Nostro, la simpatia umana che lo domina, la co- 
scienza profonda delle ingiustizie sociali, la visione netta ed intera 
delle idee nuove e dei tempi nuovi. Quel giudizio è certamente di 
condanna: ma la condanna non riguarda la parte umana e vitale 
del socialismo ; riguarda l'utopia su cui vorrebbe fondarsi, quei 

(1) IjC due correnti del liisori/i mento ftafùmo, unì voi. h*tnnori moìidani^ 
Hoepli, 1804, p. ():i-G4. 

(2i (ritiseppe. (lurìbaldi. conferenza teinita al teatro Ca,stelli iu Mi- 
lano, il 25 giugno 1882, nel voi. Xel predente e nel pansatOj p. IIB. 

(3) Ib. p. IKJ. 

(4i Ib. p. 118. 



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96 G. ZaCCANTR, 



concetti di collettivismo e di livellamento perfetto, ohe contrastano 
troppo colla natura umana per essere umani. Tolta Tutopia, il so- 
cialismo ** è cosa assai seria „ scrive il Negri; ** contiene principi 
e aspirazioni, a cui sarebbe una vera frivolezza non dare la doTuta 
importanza. Il socialismo, in fondo, è il grido d^una giusta pro- 
testa contro le infinite miserie che affliggono la società. Esso viene 
dall'aspirazione ad una più equa ripartizione dei beni della terra, 
dalKorrore che desta lo spettacolo delle ingiuste e inesplicabili ine- 
guaglianze della sorte. Il socialismo è Tespressione acuta d'un sen- 
timento di rivolta all'idea che la vita debba esser basata suir in- 
giustizia ^ (1). Create le immense officine della grande industria, 
^ il capitalista adopera l'operaio come un semplice strumento: lo 
paga come pagherebbe il nolo d'un attrezzo, ma non gli riconosce 
nessun diritto di partecipare al guadagno di cui è fattor princi- 
pale. Eppure, quando l'operaio afferma che è produttore non meno 
del capitalista, perchè, se questo fornisce la macchina, egli fornisce 
la mano d'opera, mi par difficile di non riconoscere ch'egli è nel 
vero „ (2) . . . ** Quando il socialismo insorge contro le inimicizie fratri- 
cide, gli armamenti che esauriscono i paesi, il protezionismo arrab- 
biato, contro un ordine di cose che, invece di far degli uomini dei la- 
voratori affratellati, ne fa dei combattenti o degli insidiatori vicende- 
voli, non si può negare che la sua voce ci porti davvero il grido della 
coscienza umana. E, quando esso aggiunge che, data anche quella 
pacificazione politica ed umana, bisognerà pur venire ad una mi- 
gliore organizzazione del lavoro nell' industria, cosi che il capitale 
ed il lavoro non siano più recisamente separati e si venga a creare, 
fra i due elementi, una posizione normale, ci pare che il socia- 
lismo sia ancora nel vero e non faccia che affermare quello che 
gradatamente si va elaborando nell'opinione, nelle abitudini e nella 
legislazione dei popoli più civili „ (3). 

Io non so se da parte d'un avversario, un avversario aperto e 
reciso, una teoria potesse aspettarsi un giudizio tanto spassionato, 
sia pure per gli elementi suoi, dirò così, miti e temperati. Certo, 
dal canto suo, a giudizi di questo genere nei rapporti cogli avver- 



(1) Arf prerìsioiti del soriftUsnto, in Seipti tioi tempi, p. 271. 

(2) Ih. p. 2S()-28I. 
;:j) Ib, p. 285. 



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COMMEMORAZIONE DEL M. E. GAETANO NEGRI. 97 



sari non ci ha abìtnati il socialismo! Ma il Negri era avvezzo a 
considerare tntti i lati e gli aspetti dei problemi che prendeva a 
studiare; né Tieti pregiudizi gli ottenebravano la mente, ne intol- 
leranze settarie grindorivano il cuore: poi l'innata generosità gli 
rendeva anche più larga ed aperta la visione del problema sociale. 

IV. 

L' innata generosità, ho detto ; poiché questa e l'amore della giu- 
stizia e Tavversione ad ogni maniera di violenza, e tutti gli altri 
sentimenti umani, anche la gratitudine, dovrebbero essere elementi 
di giudizio nelle questioni in cui tali sentimenti siano in gioco, chi 
almeno non voglia risolverle appunto contro la giustizia. Non si 
può credere quanto il Negri s'accalorasse in ogni questione di giu- 
stizia, o che a lui paresse questione di giustizia: la sua eloquenza, 
così vigorosa sempre, trovava in questi casi accenti d'una straor- 
dinaria efficacia. E così, per esempio, noi non possiamo, anche 
oggi, leggere senza viva commozione il coraggioso discorso che 
egii, sindaco di Milano, pronunciò nel 1886, per la questione 
del monumento a Napoleone ITI. Quest' uomo ^ che era morto 
reietto dalla sua nazione, morto dopo di aver perduto il trono, 
la potenza, la gloria; quest'uomo che poteva ora essere impune- 
mente insultato, era pur colui che il popolo milanese aveva accla- 
mato vincitore di Magenta e liberatore della sua città „. Poteva 
Milano dimenticar ciò? Milano non doveva guardare ai rovesci 
della fortuna ; Milano dovea sentire che, ^ appunto perchè spento 
ogni sospetto dMntenzione interessata, era più doverosa la manife- 
stazione della sua riconoscenza,, (1). "" Quanta dignità, esclama il 
Negri, quanto coraggio, quanta generosità di sentimento v'ha in 
QD popolo, il quale, vedendo morire abbandonato da tutti, e sotto 
il peso d'infinite accuse, un uomo che ha pur potentemente contri- 
buito alla sua redenzione, non prende argomento dalla sciagura in 
eoi quell'uomo è caduto, per porre in oblio i doveri non sempre 
graditi della riconoscenza!... Se il popolo francese ha il diritto di 
non vedere in Napoleone se non il vinto di Sédau, il popolo ita- 
liano ha il diritto di non vedere in lui se non il vincitore di Ma- 

(1) Napoleone III e r Italia, nel volume Nel presente e nel iHtssato^ 
p. 255-2.%. 

liendieontù - Sorie II, Voi. XXXVHL 7 



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98 G. ZUCCANTK, 

genta e di Solferino... Valeva forse la pena che Tltalia dÌTentasse 
una nazione grande e possente, perchè poi non osasse, per paura 
dei pregiadizi altrui, manifestare un sentimento che la coscienza 
afferma nobile e giusto? ^ (1). 

Per Napoleone III il Negri ebbe sempre una simpatia invincibile. 
Quegli, è vero, s'era impadronito del potere colla violenza, e certo 
il mondo non può dimenticare il colpo di stato ; ma poi del potere 
si servì per far trionfare in Europa un alto ideale : V ideale della 
rivendicazione delle oppresse nazionalità: "" Egli volle nobilitare quel 
potere che aveva violentemente usurpato, usandolo per una ricosti- 
tuzione dell'Europa che avesse per base, non più il diritto della 
conquista, ma il diritto delle nazioni „. Se la Francia non ebbe a 
guadagnare da ciò, ne ebbe a guadagnare certamente l'Italia; la 
sua liberazione, ad ogni buon conto, *^ fu il primo atto di quel pro- 
gramma „ ; *^ senza la guerra del 59 e il non intervento nel 60 e 
nel 61, l'Italia non si sarebbe fatta »» (2). Quanto differente Napo* 
leone dal principe di Bismarck, il suo terribile avversario! Anche 
questi sventola la bandiera della nazionalità, ma ad uso esclusivo 
d'una nazione, anzi d'una dinastia: ei vuole ^ l'egemonia della di- 
nastia in Prussia, l'egemonia della Prussia in Germania, Tegemonia 
della Germania in Europa „ ; e per eseguire questo programma 
** calpesta il diritto dei deboli, spezza dei troni, esiglia dei re, an- 
nette città e Provincie nolenti, dilania una nazione vicina, sparge 
torrenti di sangue „. ^ Questo non è il programma d'un uomo mo* 
derno, esclama il Negri, è il programma di un barbaro di genio „ (3). 
^ L'utopistico ma generoso- Napoleone III sognava un areopago di 
nazionalità strette da vincoli di fratellanza e di giustizia „ ; per opera 
del principe di Bismarck ^ noi siamo ricaduti nel più fitto del 
regno della forza: guai a chi non è forte! „ (4). 

La forza pare al Negri in ogni caso una assai cattiva ragione: colla 
forza sola le questioni non si risolvono, si troncano semplicemente: 
adoperate la forza soltanto, e, anche nelle cause più giuste, vi met- 
terete dalla parte del torto. ** La forza, se non si subordini all'ideale 



(J) Ih. j). 2TJ)-28(». 

(2) Ih. ]). '2*yiy. Vedi auclio il discorso al banchetto del circolo « La 
Riforma > nel voi. Nel presente e nel ptoatatOy p. 218. 
(B) Binnuirk, Milano, Treves, 1884, p. '>i^, 
(4) Ih, p. 2BI. 



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COMMEMOBAZIONE DEL M. E. GAETANO NEGRI. 99 

della giustizia e alla causa della civiltà, non è un ideale di cui la 
umanità possa andare orgogliosa e felice „ (1). Poi la feria sola 
crea dei martìri, e il martirio, o anche solo l'apparenza del mar- 
tirio, suscita amori e simpatie che prima non sarebbero stati pos- 
sibili. 

A questa stregua Io statista nostro non sì perita di condannare 
recisamente il modo con cui da noi fu risolta la questione romana. 
* II papato che esercitava il potere temporale, egli scrive, era una 
istituzione odiosa. Il suo governo era il peggiore di tutti. Il papa-re, 
re tirannico, avverso ad ogni idea di progresso e dì civiltà, che por- 
tava necessariamente nella politica e neiramroinistrazione Tassoluti- 
smo deir infallibilità dogmatica, era una .figura isolata nel movimento 
del mondo civile, contro la quale insorgevano tutte le forze vive del- 
l' anima umana ... La sua incompatibilità con la civiltà era come un 
peso che Io trascinava in fondo. Ebbene, V Italia, entrando in Koma^ 
ed entrandovi con la violenza, ha, d' un colpo, liberato il papato di 
qnel peso „ (2); ^ ha trasformato il papa da tiranno in vittima, gli 
ha messo, per tal modo, intorno al capo un'aureola, e gli ha ridato 
ana forza d'attrazione ch'egli aveva intieramente perduta „ ; il papa 
co' suoi generali, i suoi ministri, i suoi sgherri era un nemico ridi- 
colo; spogliato di tutto questo, è un nemico formidabile. Il papa, se 
è lecita la frase apparentemente assurda, è un nemico che si rin- 
forza quanto pia s'indebolisce „ (3). E perciò è stata, secondo il 
Negri, interamente sbagliata, fin dai primi giorni del risorgimento 
nazionale, la politica ecclesiastica italiana, fondatasi, per una parte, 
sa speranze di conciliazione illusorie, ^ mentre un papa non può 
transigere, perchè, se transigesse, non sarebbe più un papa „ ; e, 
per l'altra, su violenze e ripicchi e punzecchiature, non aventi altro 
effetto che di rinforzare quella causa che si vorrebbe deprimere. 

* Le freccie che noi lanciamo contro il papato — così il Negri 
al Senato il 17 luglio 1895, a proposito del disegno di legge procla- 
mante festa nazionale il 20 settembre — ricadono sopra di noi e 
vengono a ferirci ... Un problema religioso non si risolve a colpi 



(1) Ib. p. 23() e 2^4. 

(2) 17 pensiero relif/toso e filosofico in Italia^ in li u inori mondani, 
p. :W-398. 

(3) L'idea detta religione in Paul Bonrget e Pierre Tjyti, in Ntimori 
ntondmiin p. 196-107. 



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100 G. ZUCCANTE, 

di cannone o a colpi di legge, ma per effetto di forze interne dalle 
quali il potere religioso sia condotto a trasformarsi ... Si dovrebbe 
procurare di mettere, anche apparentemente, il papato dalla parte 
del torto, e a questo modo invece lo si mette dalla parte della ra- 
gione ^. E in una tornata del luglio 1897, discutendosi il bilancio 
del culto, e in una del maggio 1900, discutendosi il progetto di 
legge inteso a rendere obbligatoria la precedenza del matrimonio 
civile, egli insiste, e vigorosamente, sugli stessi concetti: essere 
impossibile il vincere V opposizione dell' autorità ecclesiastica col 
combattere quest'autorità; convenire invece, coli' infondere nella 
Chiesa, cioè nel complesso dei fedeli e del clero, la convinzione che 
lo Stato rispetta e tutela le sue ragioni, specialmente quelle rela- 
tive alla proprietà ecclesiastica, ** creare una condizione di cose 
nella quale, a poco a poco, per la forza degli avvenimenti, alFau- 
torità suprema della Chiesa si tolga la ragione, il pretesto o Io 
strumento, della sua attitudine di combattimento: „ *^ quando una 
legge urta contro l'autorità ecclesiastica più di quello che sia stret- 
tamente necessario per difendere i diritti dello Stato, si dà in mano 
a quell'autorità un'arma potente, e si rafforza il nemico che si 
vuol combattere : per quanto possa parere un paradosso, una legge 
è tanto più clericale quanto più si sforza di non esserlo „. 



Idee singolari queste intorno a così grossa questione, e che, certo, 
non tutti sarebbero disposti ad accettare; ma, comunque, un uomo 
che giudica così, con tanta sottigliezza e insieme con tanto senso 
della realtà e da un punto di vista così elevato, è necessariamente 
un filosofo. 

E filosofo infatti fu il Negri : tutta la sua attività, anche la pra- 
tica, è connessa, se non propriamente subordinata, a questa spe- 
ciale attitudine del suo spirito, e il meglio de' suoi scritti come 
della sua opera sta qui soprattutto. Filosofo però che si stacca dagli 
altri: egli non ha l'andatura imponente di molti confratelli; non ne 
ha il linguaggio studiatamente nebuloso e solenne, non pretende dar 
fondo all'universo con un sistema organato e connesso: ei si com- 
piace invece d'una forma limpida e piana, specchio d'un pensiero 
altrettanto limpido e piano ; più che al libro attende al saggio, al 
bozzetto, che gli dia modo di rappresentare i veri aspetti della 



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COMMEMORAZIONE DEL M. E. GAETANO NEGRI. 101 

realtà, anziché la realtà nella sua interezza; poi non s'atteggia a 
filosofo, non ne fa professione; la professione gli pare in ogni caso 
an ostacolo, ed ei yaole nei campi del pensiero la più ampia libertà 
di movimento. Il suo è propriamente un ingegno osservatore che 
" s'affaccia, come direbbe il Sainte-Beuve, alla finestra e guarda 
passare ogni cosa,,; tutto è oggetto di ricerca per lui, a tutto ei 
volge il suo occhio curioso, di tutto vuol rendersi conto, niente lo 
lascia indifferente; egli è, direbbe ancora il Saìnte-Beuve, ** come 
in un viaggio perpetuo con ogni specie di persone e in ogni 
sorta di paesi „. Il saggio^ il saggio filosofico, critico, storico, in* 
teso com'opera d'arte, che in Francia e in Inghilterra, dal Mon- 
taigne e da Francesco Bacone in poi, ha avuto così larga fioritura 
e un posto così importante, ha, anche nel nostro paese, un cultore 
fortunato nel Negri : certo fra i nostri scrittori di saggi ò quello 
che s'avvicina ai migliori d'oltralpe; non tanto come stilista nel 
severo senso della parola — . che in questo non è privo di mende 
— quanto perchè egli ha la finezza, la duttilità necessarie per en- 
trare nei sottili meandri dell'anima umana, e giungere a quel punto 
dove sta la ragione intima d'ogni sua manifestazione; e perchè 
quella sua analisi penetrante e quel buo ingegno originalmente, 
spontaneamente critico, sì accompagnano ad una conoscenza pro- 
fonda d'ogni soggetto a cui s'applichi, e che ricerca perciò fibra 
per fibra, ricomponendolo poi in un organismo vivo ed armonico. 
Senza dire che il naturale amore del vero gli accende bene spessa 
la fantasia, sicché anche là dove parrebbe l'analisi dovesse esclu- 
dere ogni moto ed ogni calore, ei sa trovare accenti indovinati di 
una commossa eloquenza. Ben era tempo che anche fra noi le 
varie idee, scientifiche, filosofiche, senza nulla perdere della loro 
impronta e del loro valore, fossero diffuse e, per così dire, fatte 
circolare fra le persone colte, non già da uomini tutti chiusi nella 
scuola e nel sistema, non da dotti di professione, ma da scrittori 
d'ingegno fine e perspicuo, che riuscissero ad abbattere quella 
specie di muraglia che separava quelle idee dalla vita letteraria 
del paese! Era tempo che letteratura e filosofia si dessero la mano 
e si stringessero in una unione feconda di bene per l'una e per 
laltra! (1). 

(1) Vedi un articolo di (t. Barzbij-otti nel Marzocco del 14 dicembre 
11H>2. c.uisacrato a G. Xogri. 



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102 G. ZUCCANTE, 

Ne la varietà degli argomenti e dei soggetti toglie unità ai saggi 
del Negri ; unità ch'egli sapeva e spiegava. ** Storia, arte, scienza, 
natura, religione, egli scrive, non sono che manifestazioni diverse 
di un'unica realtà; il raggruppar tutto insieme, pur che ci sia un 
principio direttivo di osservazione e di studio, è un mezzo efficace 
per far comprendere la complessità del fenomeno e gl'inscindibili 
legami, che uniscono le varie parvenze alla realtà assoluta che per 
noi le produce „ (1). L'unità sta adunque in quel fondo misterioso 
e nascosto, in quel tutto che è la sorgente della vita e dello spi- 
rito, e dal cui effluvio egli, pensatore e poeta, "" sentiva parlargli 
Iddio „ (2) ; e sta sovrattutto in un principio direttivo, in una nota 
fondamentale, una specie di leit-motiv che ritorna vittorioso e si 
ripercuote in quest'opera pur così ricca di toni e di cadenze. 

Pino al 1878 il Negri era stato sovrattutto un naturalista: aveva, 
sotto la guida sicura dello Stoppani, studiato con passione la geo- 
logia del Varesotto e del Luganese, illustrandola con pregevoli 
memorie: poi avea compilato la geologia d'Italia, che i geologi 
dicono opera nuova per i tempi. Ma con quest'opera il suo primo 
ciclo, puramente scientifico, si chiudeva per sempre; egli si allon- 
tanava, valoroso volontario, dalla scienza: a lei avea forse chiesto 
il segreto dell'universo, e il giorno in cui s'accorse che quel se- 
greto non è scrutabile, che la scienza deve rimanere al di qua dei 
rigidi cancelli che ci vietano V infinito, essa perdette a' suoi occhi 
gran parte della sua attrattiva, ed ei si volse per altre vie a cer- 
care la soluzione del problema che gli agitava lo spirito. 

Perchè è appunto questo problema, il problema dell'essere, il pro- 
blema della vita e della morte, la nota dominante, il principio direttivo 
della molteplice, poliedrica opera sua: ei vuol ficcar lo viso al fondo 
in questo commovimento perenne d'uomini e di cose, in quest'alter- 
narsi spaventoso di nascimenti e di morti: il perchè di tutto questo 
lo tormenta e Tafi'anna. " Dove mai va a metter capo, ei si do- 
manda, questo gioco terribile di passioni, questo squilibrio perma- 
nente, questo agitarsi di speranze e di aspirazioni, questa smania 
che ci spinge a correr avanti? . . . Chi son io? Che faccio io? Che 
fa quest'universo che mi opprime coli' impressione dell'infinito?... 

(1) lìmuort nioiHhuti, Pret'azi(»iu% ]». x. 

(2) Vedi in >s>///// il<*ì temici la poesin: Di notte in piazza S. Pietro, 



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COMMEMORAZIONE DEL M. E. GAETANO NEGKI. 103 

La farfalla che nasce, Yiye e muore in una ibernata d'estate, è 
una creatura felice. Nasce con le rugiade dell'aurora, vola e rivola 
nei raggi del merìggio, si accoppia sui fiori, e muore al venir della 
sera, senza saper di morire. Ma se la farfalla avesse la coscienza 
dei mali infiniti che affliggono la famiglia delle farfalle, ora divo- 
rate dagli uccelli, ora affogate dalla pioggia, ora trascinate in balia 
dei venti, o abbruciate dalle fiamme voraci, forse, invece di folleg- 
giare scherzosa sui prati fioriti, si poserebbe meditabonda, e di- 
rebbe anch'essa: perchè? Questo terribile perchè, che vien sul lab- 
bro d^ogni uomo che medita su se stesso, è ripetuto dalla gran 
voce della storia, è l'ultima parola con cui si chiude ogni suo vo- 
lume „(I). 

Ed è anche l'ultima parola con cui si chiude ogni volume del 
Negri. A cominciare da Crisi religiosa, una pubblicazione del 
1876, prima di questo genere, venendo via via a Segni dei tempi 
* Nel presente e nel pasmto „ "^ Rumori mondani „ ** Meditazioni 
vagabonde • ** Giuliano V apostata „, è sempre questo perchè che 
sotto una forma o sotto un'altra si presenta, e a cui si cerca ri- 
sposta. Fin in un'opera che parrebbe di sua natura più estranea a 
problemi di questa fatta, il ^ Saggio storico sul prìncipe di Bis- 
mark ,,, il problema fa capolino ed avvince, sia pure per un istante, 
l'autore, là dove investiga i moti segreti, i profondi sentimenti di 
quello spirito potente, traducentisi io una religiosità rudo e quasi 
selvaggia (2). E non parliamo poi dell'altro saggio, che il Negri con- 
sacrava alla vita e ai romanzi di George Eliot, un magnifico libro, 
il '" suo capolavoro „ com'egli stesso lo chiamava scherzando (3): 
dove il problema ha anzi il posto d'onore, poiché l'anima della 
scrittrice inglese è un'anima gemella con quella dello scrittore 
lombardo. 

Il problema dell'essere, il problema della vita e della morte! 
Quali elementi portava Gaetano Negri, quali tendenze di spirito, 
nello studio di esso? Elementi diversissimi, tendenze disparate 



(1) Xe/ piTseute e nel jMtsitfffo, Pretazidiie, p. H4-H(>. 

(2) Vedi il capitolo ultimo di cpiesto Saggio: f/uomo neìln sn<t poh'- 
lira e tieìla sua hnhfe, specialmente vei*Ho la ti ne. 

f^) In mia lettera al jm»t'. Scherillo del 5 fri ugno li*02. da questo ri- 
ferita nella sua prefazione alla terza ediz. di (George Klìof, Milano, 
Baldini. liKRi. 



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104 G. ZUCCANTB, 

ohe attingeva, per una parte, alla meditazione e allo studio, 
per r altra airesperìenza diretta degli uomini e dei loro bisogni. 
Per una parte erano le scienze della natura, da lui primamente 
coltivate, ohe, proprio allo schiudersi del suo pensiero filosofico, 
andavano scavando le fondamenta alP edificio delle religioni con 
tanto amore innalzato dalle generazioni umane; ed erano insieme 
le rigide e taglienti risposte che la critica kantiana dava alle in- 
terrogazioni sempre rinascenti dalla metafisica: per Taltra era lo 
spettacolo dell'anima umana sempre avida di fede, sempre tormen- 
tata dal desiderio deir infinito, e lo spettacolo della società che 
nelle sue istituzioni, ne' suoi costumi, nella sua vita progressiva non 
può prescindere dalla religione e dalle sue credenze. Per una parte 
egli pensava ai limiti naturali della ragione umana, fissati irrevo- 
cabilmente dall' esperienza scientifica e dalla critica filosofica, e per 
cui essa non può avere la chiave delTassoluto ; e per Tal tra pen- 
sava anche che appunto il bisogno dell'assoluto è un bisogno 
umano, mai soddisfatto e tuttavia sempre rinascente ; pensava collo 
Schopenhauer che l'uomo è di sua natura un animale metafisico (1). 

Tali i termini entro i quali, nella mente del Negri, si aggirava il 
problema; tali gli aspetti sotto cui si presentava alla sua medita- 
zione. E poiché tali termini e tali aspetti sono naturalmente anti- 
tetici, il Negri apparve pieno di contraddizioni; e di contraddizioni 
insanabili e profonde fu accusato da avversari, fu rimproverato da 
amici. Non con giustizia però, perchè le contraddizioni non sono 
in lui, sono nella natura stessa del problema; egli fu soltanto sin- 
cero; sincero nel risentirle in se stesso, così come sono, dolorose 
e angosciose (2); sincero nell' esprimerle e analizzarle agli altri. 
Di quel tragico dissidio che si combatteva nella sua e in altre 
anime elette, e che era insieme oscuramente sentito da una gran 
parte de' suoi contemporanei, egli fu narratore fedele: la sua fu 
una filosofia sentita, vissuta, possiamo dire: potea non riprodurre 
fedelmente lo stato d'anima che intendeva rappresentare? 

Poi egli era sovrattutto, come s'è detto, uno spirito critico, e, 
come tale, portato naturalmente a ritrarre tutti i Iati e gli aspetti 



(1) Vedi un artic<»l«) importaute di (ìiuvANXi ViDAUi: ( iaeta no Negri ^ 
nella Rivinta filosofica^ fase, sett.-ott., li*()2. 

(•2) Vedi s])eciahnente la jji-efaziono a Meditazioni ragabomie, Milano, 
Hoepli. 1H1»T, j). xvii-xviii. 



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COMMEMOKAZIONB DEL M. E. GAETANO NEGRI. 105 



dei fenomeni, senza preferenze, senza esclusioni, senza intolleranze, 
sine ira et studio. ** L'uomo che tuoI aj^ire, egli diceva, può, deve, 
forse, esser dogmatico; l'uomo ohe deve studiare, non può e non 
deve che esser critico. Il pensiero critico è la guida che ci tiene 
sul terreno della verità e insieme delle leggi che la governano „ (1). 
Egli avea la più profonda antipatia pel proselitismo, che è la ne- 
gazione dello spirito critico: non approvare, non disapprovare deve 
il critico ; deve semplicemente comprendere. ** Io non approvo, né 
disapprovo i fenomeni della chimica e della fisiologia, diceva egli 
ancora; procuro dì comprenderli quali sono. Ebbene, il medesimo 
processo è applicabile ai fenomeni psicologici e storici ^. La nostra 
personalità deve sparire dinanzi a questi ; dobbiamo guardarli attra- 
verso vetri perfettamente limpidi, non già attraverso i vetri colo- 
rati, coi quali li guarda la maggior parte degli uomini. Però, egli 
soggiungeva colla solita arguzia: "" chi vede il mondo quale è, at- 
traverso il proprio vetro senza colore, finisce per scontentar tutti; 
nessuno crede alFoggettività delle sue osservazioni. Quand'egli di- 
chiara che un fenomeno è realmente azzurro, i fautori del rosso 
rispondono che non è vero, e la medesima disgrazia gli avviene 
dalla parte dei fautori dell'azzurro, quando egli afferma che un 
fenomeno è rosso „ (2). Così agli occhi dei più ei passava come 
uomo di contraddizioni, mentre quello che appariva in lui contrad- 
ditorio, dipendeva, in ultimo, da una sua speciale virtù di pensa- 
tore e di scienziato. 

VI. 

(Gaetano Negri — narra egli stesso — aveva appena chiusa l'a- 
dolescenza, trascorsa in una specie di misticismo inquieto, quando 
gli venne alle mani il volume degli Études d'hisioire religieuse del 
Renan. Quel volume produsse una profonda rivoluzione nel suo 
spirito. Il chiaro razionalismo dello scrittore francese rispondeva 
alle mature esigenze della sua mente; mentre, insieme, ei vedeva 
brillare più viva la fiamma dell'ideale, perchè trasportata in un'aria 
più limpida e più pura: due principi depose in lui quella lettura: 



(1) lUtNtori moiHht/t/'j Pret'az. p. xiv. 

(2) Mniitazioni rttgahomle, Tiitrodiiz. p. xxv-xxvi. 



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106 G. ZUCCANTE, 

^ la persuasione della razionalità del mondo e il sentimento del* 
l'idealità della vita^. Questi due principi, nelle aspre vicende 
successive, negli studi forti intrapresi delle scienze della natura 
dapprima, di quelle dello spirito poi, non s'indebolirono un istante, 
anzi sì rafforzarono sempre più. Egli si conviuse, in grazia del 
primo, che ogni elemento di spiegazione del mondo, che si aff'ermi 
come superiore alla ragione, debba essere escluso come prodotto 
deirerrore e dell' illusione (1). ** La necessità di porre una causa 
prima e trascendentale, egli scrive, è la conseguenza di un'illusione 
logica, per la quale la ragione continua ad applicare il concetto di 
causa là dove non è più applicabile ; esce, cioè, dall'essere per tro- 
vare nel non essere la causa creatrice deiressere „. La religione 
quindi si fonda, in ultimo, su quest'illusione: non è che l'applica- 
zione del principio di causalità airorigine dell'universo, che si im- 
magina cominciato nel tempo e nello spazio. L'illusione tuttavia è 
invincibile, afferma il Negri : l'uomo è condotto dalia sua stessa in- 
telligenza a porre una causa prima e trascendente; e coloro che 
credono di potergliela togliere, cadono in un singolare equivoco, 
credono di potere, con la ragione, togliere ciò che è il prodotto 
ultimo e necessario della ragione. La religione quindi è neces* 
saria, e immortale fra le religioni è il cristianesimo. Il cristiane* 
simo è la religione per eccellenza umana. Esso, ^ portando nella 
causa trascendente il [)rincipio dell'amore e facendo dell'amore la 
legge dei rapporti umani, ha fatto della religione la condizione del 
progresso e della crescente idealizzazione del mondo. 11 cristia- 
nesimo è diventato, indipendentemente dalla sua metafisica e mal- 
grado la sua teocrazia, una forza viva, ed è la religione vera, perchè 
divinizza quel principio senza di cui non vi può essere umanità 
progressiva „ (2). 

Il critico razionalista che aveva scalzato le basi del cristianesimo 
in ciò che ha di trascendente e di sovrumano, non s'acquetava a 
queste rovine da lui stesso accumulate: spinto dall'altro principio 
ch'era in lui — il sentimento dell'idealità della vita — vedeva nel 
cristianesimo una religione umana, altamente benefica e moralìz- 



(1) MeiUf azioni ragabonde, p. ÌXM»1. 

(2) Meditazioni vagabonde, Jiitrod., \^. lxii-lxiu. Vedi anche Uftimi 
Saggi, p. '2'i-24 e del resto tutte, si può dire, le altre opere jxmsim. 



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COMMEMORAZIONE BEL M. E. GAETANO NEGHI. 107 

zatrice. La fede, la semplice fede dei primi anni, s'era in lui spenta 
a poco a poco; perocché, com'egli diceva, *" la fede è come una di 
quelle lagrime di cristallo le quali, finche rimangono intatte nella 
loro compagine, sono durissime, ma basta distaccare una particella 
tenuissima dalla loro estremità filiforme, ed ecco si scompongono, 
si sfasciano „ : essa non aveva potuto resistere agli assalti del pen- 
siero scientifico, ne egli era uomo da rinnegare la ragione, di cui 
auzi avea l'eroismo (1). Ma a lui rimase pur sempre, come al suo 
Edmondo Scherer, quasi una specie di sensibilità religiosa^ per cui, 
pur non accettando nessuna determinazione dei misteri dell'assoluto e 
dell' infinito, a questi misteri s' inchinava reverente, e insieme, com- 
prendendo meglio di tutti il valore relativo della forma religiosa, era 
profondamente rispettoso della fede degli altri, quando fosse sincera (2). 
Si può dire appuntino del Negri quello ch'egli disse della scrittrice, da 
lai così amorosamente studiata, George Eliot: *^ ebbe una tempra di 
spirito essenzialmente moderno, pronto alla più squisita osservazione 
dei fatti, aborrente da tutto quanto non fosse contenuto nei confini 
del piil rigoroso razionalismo. Ma nel medesimo tempo quello spirito 
vibrava simpaticamente ad ogni emozione che fosse dagli altri ve- 
ramente sentita, ed era così largo nella sua potenza comprensiva, 
che gli affetti, le passioni, le speranze, le fedi che non erano le 
Boe, vi si rispecchiavano con mia perfetta oggettività, la quale ren- 
deva necessariamente sereno ed imparziale il giudizio „ (3j. L'in- 
credulità critica da cui egli era tormentato, non meno di quella da 
cai è tormentato lo spirito moderno, giova anche qui riferire al- 
cune sue parole, ^ proveniva da ragioni completamente diverse da 
quelle che promovevano l'incredulità nel passato ^, e poteva es- 
sere ed era ** l'aspirazione genuina ed efficace d'uno spirito reli- 
gioso e che tale si conserva nella sua stessa negazione „ (4j. Nulla 
perciò in lui ^ delle nozioni superficiali e delle intenzioni polemiche 
del Voltaire, e nemmeno della indignazione appassionata del Leo- 
pardi „ (5), e, si potrebbe aggiungere, di Lucrezio (6); questi uomini. 



(1) Ethuoìido Scherer in Ihintnri inoii<hmi^ |». 114-115. 

(2) Ib. 12r)-12H. 

(B) (ieorge Eliot^ terza ediz. Baldini, Milano^ lìMKi, Piet'az. p. xv. 

(4) Edmondo Scherer in lì tt mori moiìdtiìtiy ]>. 1*24. 

(5) Ernesto lienan e V incredulità moderna in Scffnì dei tempi, p. 127. 
((») Vedi negli Ultimi S<njgi lo studio « Leggendo Lucrezio ». 



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108 G. ZUCCANTE, 



per effetto stesso della loro passione, erano i meno atti a com- 
prendere il fenomeno religioso e ad apprezzarne convenientemente 
tutto il valore storico ed umano (1,). 

Appunto a comprendere e ad apprezzare convenientemente il va- 
lore storico ed umano del fenomeno relijjioso, specialmente del cri- 
stianesimo, è volto il più e il meglio dell'opera del Negri. 

E qui io vorrei poter seguire in tutto il loro svolgimento questi 
scritti magnifici che il Negri ci ha lasciato intorno al cristianesimo, 
ai suoi antecedenti, al suo nascere, al suo propagarsi, alle lotte e 
ai contrasti onde fu agitato per opera di nemici interni ed estemi, 
al suo finale trionfo. Si avrebbe campo di ammirare anche più la 
mente limpida e poderosa dell'autore, la finezza dell'analisi e in- 
sieme la potenza costruttrice, la forte preparazione di studi storici 
e critici; e si avrebbe anche campo di ammirare come una pro- 
gressiva ascensione, che s'andava operando nelle sue facoltà, e un 
sempre più largo orizzonte che s'apriva al suo sguardo, mentre 
insieme la sua arte di scittore diveniva più sicura e cospicua. Il 
saggio sul Fedone e r immortalità dell' anima vuole mostrarci quel- 
l'elemento ellenico, la dimostrazione dell'immortalità dell'aDÌma 
appunto, che, per quanto debole in sé, dovea diventare * il tronco 
cu cui ha potuto innestarsi, in occidente, il ramoscello della pre- 
dicazione evangelica „ ; innesto fecondatore "^ da cui è uscito . poi 
il grand'albero del cristianesimo, che ha allargato su tutto il mondo 
i suoi rami poderosi „ (2). *" Senza la preparazione del pensiero 
platonico, il cristianesimo dogmatico non sarebbe sorto. La meta- 
fisica e anche la morale di quella religione hanno le loro radici 
nelle premesse che- son poste specialmente nel dialogo del Fe- 
done „ (3). D'altra parte, il saggio ^xAVldea messianica nella deca- 
denza del popolo ebreo^ vuole cogliere l'elemento propriamente 
ebraico del cristianesimo. ^ U oriente è un cimitero di nazioni. 
Ma il popolo ebreo non voleva morire. Egli nutriva una speranza 
indistruttibile. Dal fondo della sciagura egli affermava il suo vicino 
rinascimento. Egli credeva, credeva fermamente che sarebbe ap- 



(1) Mi sia lecito qui ricordare ciò che io ho scritto degli Vlthnì Sityift 
(li (t. Negri ili Persercninzd W novembre 1JK)3, e nel mio volume Ir^ra 
il jH'ìisiero aìitico e il niodenio, Milano, liK)5, Hoepli, p. 41)1-510. 

(*2) // Fedone e rinimofttUifà (fef/\iftiìna in Ihimoi'ì mondati ì^ p. 219. 

(8) Ib., p. 2(>1. 



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COMMEMORAZIONE DKL M. E. GAETANO NEGRI. 109 

parso un uomo possente, il Messia, che avrebbe ricondotto Israele 
alla prosperità e gli avrebbe soggiogato il mondo intero „. Fu Tidea 
messianica che, dopo aver politicamente tenuto in vita Israele e 
averlo salvato due volte, dovea * trasfigurare il soave Nazareno 
nel distruttore di un mondo e di una civiltà „ trasformandosi in 
unMnimensa vittoria morale (1). I due Saggi ** Una fìg^ura storica 
nel cristianesimo nascente ^ e ^ I ricordi di Marco Aurelio e le 
Confessioni di S. Agostino „ (2), studiano del cristianesimo alcuni 
episodi capitali. Il primo teude a scoprire, in s. Paolo, il procedimento 
psicologico ed intellettuale pel quale un ebreo fanatico, pochi anni 
dopo la morte di Gesù, diventò d'un tratto il più forte campione della 
nuova idea religiosa, da lui eroicamente portata nel mondo d'occi- 
dente. Il secondo vuole studiare, in sant'Agostino, la condizione 
d'auirao che, alla vigilia delle intaaioni barbariche, imponeva agli 
aomini anche più insigni la conversione al cristianesimo: e prima, 
in Marco Aurelio, il vuoto religioso formatosi nello spirito umano 
al principio dell'era volgare, tra la religione del passato spenta e 
la religione del futuro o non sorta ancora o non ancora conosciuta, 
e il bisogno che un tale vuoto venisse riempito. Questi due saggi, 
e quello specialmente su s. Paolo, hanno assunto proporzione di vere 
e proprie ricostruzioni psicologiche e storiche, e rivelano un'arte mi- 
rabile di colorito e di rilievo. Io confesso che non ho sentito mai 
tanto la grandezza di s. Paolo, quanto dopo aver letto il magnifico 
studio a lui consacrato. Non a torto il Negri dice, in un certo 
luogo, che noi, avvezzi a vedere e a venerare nei libri santi il so- 
prannaturale, non ci curiamo troppo spesso di intendere il pensiero 
e i procedimenti di quei libri ; così si venera, ma non si ammira. 
Per conto suo egli ha voluto dalle epistole di s. Paolo, guardate 
da un punto di vista rigorosamente storico ed umano, far balzare 
la figura imponente dell'apostolo e presentarla alia nostra ammi- 
razione. 

Ed eccoci a " Giuliano V apostata „ , il poderoso volume con cui 
dovea chiudersi il ciclo di così meravigliosa attività. Qui il saggio 
8Ì trasforma nel libro; qui lo studio analitico d'un'anima si allarga 



(1) L'idea messitanica in Jiitmorì mondani, j). rWK)-3()l. 

(2) Vedili in Meditazioni vagaìmnde^ e vedi ciò che io scrivevo di 
questo libro nella Perseveranza^ 1 gennaio 181)8. 



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110 G. ZUCCANTE, 



in un vero e proprio studio storico, studio di costumi, di, lotte re- 
ligiose, di dottrine filosofiche, di guerre politiche; e il dramma della 
vita di un uomo diventa il dramma della vita dei popoli. Il Negri 
prende il cristianesimo nel momento ** in cui dalle angustie di se- 
greti ed isolati recessi, esce e si allarga, come un fiume regale, nel 
campo immenso dell'impero romano. Distendendosi su terreni iste- 
riliti, di nuovo li fertilizza con le sue acque fecondanti, ma prende e 
trascina con se una parte delle brutture da cui erano contaminati „. 
In questo momento, in cui ancora non era scomparso del tutto quel 
complesso di forze su cui si innalzava Tantica civiltà, questa tentò di 
dare V ultimo guizzo ed, approfittando del traviamento a cui il cri- 
stianesimo, divenuto un istituto mondano, cominciava ad essere in 
preda, volle rinnovare il combattimento, nella speranza di riuscire 
vincitrice. L'imperatore Giuliano personificò tale movimento dello 
spirito antico, che resisteva un'ultima volta all'invasione del cristia- 
nesimo, e ridestava gli antichi ideali. E fu una grande fortuna per lo 
storico il trovare concentrate in questo curioso ed enigmatico perso- 
naggio tutte le passioni che hanno determinato l'indirizzo, provo* 
cato l'atteggiamento dell'anima umana, in un dato momento della 
sua evoluzione (1). 

VII. 

Perchè anche in questo studio che ha assunto proporzioni di 
storia, è sempre l' analisi dell' anima umana quello che interessa 
sovrattutto l'autore ; dell'anima umana che si agita e combatte fra 
ideali diversi, religiosi, filosofici, scientifici, e che mai non posa, e 
va avanti, avanti, diritta, inflessibile, spezzando, stritolando tutto nel 
suo cammino, dovesse pure non giungere mai alla meta, o, giunta 
alia meta, non trovar nulla. 

Non trovar nulla! Tale parrebbe pur anche, a tutta prima, la 
conclusione dell'opera del Negri. 

Forse non a ragione però. Egli intravvide in un remoto avvenire 
l'aurora di un giorno in cui le ragioni della scienza e quelle del 
sentimento potranno conciliarsi, e il problema dell'essere avere la 
sua soluzione. Approfondendo l' idea dell'essere, egli nota, noi tro- 



(1) (Giuliano VapoHtatfU Milano. Hoepli. 1!K)1. Pretaz. p. xii. 



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COMMEMORAZIONE DEL M. E. GAETANO NEGRI. Ili 

YÌamo che esso, esplicandosi nei fenomeni, "' non esce però da se 
stesso, si chiade anzi in se Ktesso, come un circolo senza uscita. „ 
Neiressere ** si ricongiangono e si confondono il conoscibile e l'in- 
conoscibile, il relativo e l'assoluto, la causa e l'eiFetto, il soggetto 
e l'oggetto, il fenomeno e la sostanza „. Da questa infinita ed imma- 
nente unità, che tutte comprende le apparenze analitiche e antite- 
tiche dell'universo, ** esce luminosa e sovrana l'idealità della vita „. 
*" Davanti all'essere senza causa, senza tempo e senza spazio, la 
mente umana si sprofonda in un sentimento ineifabile di mistero 
e di pace. Non sarà forse questa la religione del lontano avve- 
nire? , (1). 

Tale la soluzione teoretica del problema. 

Ma il problema è anche pratico, anzi sovrattutto pratico, e ri- 
guarda non tanto l'avvenire, quanto il presente. Ed ecco per ciò il 
Negri che nota ancora : '*' Il colossale edifizio della metafisica e 
della gerarchia dogmatica cristiana si sfascia e le sue rovine in- 
gombrano il suolo. Ma, in mezzo a quelle rovine, si innalza vivace 
e risplende perenne un fiore che consola il mondo col suo profumo* 
E la parola evangelica che oggi, come diciannove secoli or sono, 
addolcisce la tragedia umana col soffio di un'ineffabile poesia, e 
discende, sui cuori esulcerati, come una rugiada ristoratrioe. Quella 
parola ci insegna il principio dell'umana solidarietà, quel principio 
in cai sta il segreto dell'umano progresso e l'unica ragione di una 
vita cosciente di se stessa. Quella parola è 1' espressione più alta 
che possa avere quaggiù il sentimento che unisce l'essere relativo 
e fenomenale alla causa assoluta da cui venne ed a cui ritorna „ (2). 

Solenni insegnamenti, e solenni parole, a cui corrispose una vita 
pura e intemerata! " Vivere e morire, egli diceva, come se la spe- 
ranza dell'ai di là fosse una realtà, ecco quello che ha fatto Socrate 
ed ecco ancora il miglior consiglio della sapienza umana „ (3). E così 
egli visse appunto, l'amico nostro, nel costante adempimento del do- 
vere, nel culto sereno del vero, nell'amore indistruttibile per ogni cosa 
bella e buona. * Chi potrebbe credere, domandava egli, che la mole 
Boblime della raggiante montagna non abbi^, a tener tutto quello 



(1) MetUtazioiti vagaììomle^ p. i)4, 5(»7, 510. 

(2) 1/idea inenHÌnììiva in Unniori mondani, p. ;5*2t>-ìJ;^>. 

(H) // Fetlo/i" e llnimortaìità deiraiìiiaa in li tt morì ìnoìiiìaifi, p. 275. 



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112 G. ZUCCANTE, COMMEMORAZIONE DEL M. E. GAETANO NEGRI. 

che promette a chi intende, dal piano, lo sguardo desioso, nella 
sua bellezza lontana ed eterea!^ „ (1). Ebbene, dalle altezze serene 
a cui era giunto col suo pensiero, anch'egli mantenne tutto quanto 
s'attendeva da lui: T integrità perfetta, la doTOzione all'idea, la 
lealtà dei propositi, e quella forte generosità di spirito che solleva 
l'uomo al di sopra delle passioni e lo riveste d'un'alta e pura di- 
gnità: esempio luminoso d'un nobile intelletto e d'una nobile vital 

(1) U/i'((.sc('f/xfo/fr (li iììoiiti' Ii*ns(f in llinnor} inomldiu, ]>. 14j>. 



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Adunanza del 12 gennajo 1905. 

PRESIDENZA DEL COMM. PROF. VIGILIO INAMA 

PKESIDENTE. 



Presenti i MAI,. EE. Akdi.ssune, AsfOLi, Bardklij. C'antom, ('eloiiia, 
Cou>MB(), Del Oiidice, Fhkkixi, (tauba B., (taiuja L., (toubi, 
Gouii, IxAMA, Macìoi, Max(iia(iialli, MriJAXi. Pascal, Pavksi, 
Ratti, Stiiambio, Takamklli, Vidaiu. Vlscoxti, Ziccante. 

E i SS. C(\ Auxò, Banfi, Forlaxixi, Joxa, Mariani, Mexozzi. Moxti, 
Sai.a, ZrxiNi. 

Al tocco il presidente apre l'adunanza. 

Il segr. Ferrini leg>?e, T Istituto approva il verbale dell'adunanza 
precedente. I segretari annunciano gli omaggi pervenuti alle due 
Classi. Il presidente presenta, con affettuose parole, il grosso ed 
elegante volume pubblicato in occasione delle nozze del prof. Sche- 
rillo, nostro egregio collega, colla signorina Teresa Negri, figliuola 
del compianto. senatore Gaetano Negri; ne espone il contenuto e 
invia particolari ringraziamenti all' egregia donatrice donna Car- 
lotta Origoni vedova Negri. Presenta pure elogiando un volume di 
Lettere e scritti di un pensatore sconosciuto^ pubblicati dalla figlia 
eon prefazione di Antonio Fogazzaro. Ne è autore il defunto Mosè 
Lozzatto. — Commemora poscia con acconcia e calda parola i due 
SS. ce, teste defunti, Emilio Valsuani ed Emilio Nazzani. Il M. E. 
prof. Mangiagalli aggiunge alle parole del presidente un sentito 
elogio dell'opera e della mente del Yalsuani. 

Il 8. C. Ernesto Mariani espone le sue Osservazioni su recenti 
oscillazioni di alcuni ghiacciai del gruppo Ortler-Cevedale; 

U S. C. prof. Riccardo Amò legge : Sul comportamento dei corpi 
Magnetici in un campo Ferraris sotto Vinduzione di correnti intei - 
foUe ed alternate ; 

lUndirofUÙ II. — Serie Voi. XXXVIII. 8 



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114 ADUNANZA OUDINAUIA DEL 12 GENNAJO 1905. 

La S. e. dott. Rina Monti le^ge: Di un modo di migrazioue 
del plaìidon fin qui sconosciuto ; 

Il dott. Guido Fubini, col voto della Seziono di scienze mate- 
matiche, presenta una nota Sulla teoria delle ipersfere e dei (/ruppi 
conformi in una metrica qualunque; 

infine col voto della Sezione di scienze fisico-chimiche il M. E. 
prof. Pietro Pavesi parla Intorno ad un alcaloide del papaver du- 
hium, commentando le ricerche dell' autore dott. Vittorio Pavesi 
sull'argomento. 

Finite le letture, l'Istituto in adunanza segreta conferma, dietro 
proposta del presidente, il M. E. Ardissone per la Classe di scienze 
matematiche e naturali e il M. E. prof. Vignoli per la Classe <U 
lettere nella carica di censori e i MM. EE. Celoria e Taranielli 
per la Classe di scienze matematiche e naturali e i MM. EE. Yignoli 
e Del Giudice per quella di lettere nella carica di conservatori 
della biblioteca. 

La nomina a ^F. E. per la Classe di scienze matematiche o na- 
turali, vacante nella Sezione di scienze mediche per la perdita del 
compianto prof. A. Scarenzio, risulta a favore del S. C. prof. Carlo 
Forlanini. 

Ti'adunanza ò levata alle ore 14\'.>. 

Jl segretario 
G. Stuambu». 



CONCnJiSr. 

!*!■.•—. ì;i r. A.-.'. .'!■■! i;< \ ! i ;;i 1 !;i ■ :. .K M.ì;t-»\;i J alMiti ii coni-. •]■'>.. ;t , 
:-.iii:m ' i i;ico.-:. 'ti -^ii! ..'-.t-' m-- !■ "rt : \'y ■*ll;i--i d ■!!<■ iitalalt !<• .1 ^i l ►:;!'!■ 
i'ii iti ri';ìiai-'l' ' alla i i : i- ■ ! i- > a//. |i!''l'la-a iiilaMlia-. t«'iic!pl(i -pTialf 
iiU.. <all»' r.iali/ioai iN'Ila cinà •• i'!-»\iia-ia 'li M..ìit.'\a. !*r<-]iil' !.. «tiHi. 



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j.i !■ ;■• .n'-' ".■^- ]("■ . • , 1- ii.i \-.- li'- 'i'.'a l;''-ii'I"'' " ii'iiua la- 

,1,'. ''!■'• I . ' , ■ ■ " -< . ; I- « ! 'ì .. !PiaÌM 1!'Mì:. 



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EMILIO VALSUANI 

Parole 
del M. E. Luigi Maxgiagallt, 



llebiore e ^rato, mi associo alle parole deiron. Presideute por- 
^eiuìo riverente tributo di affetto e di rimpianto alFegregio collega 
estinto. Memore e grato, polche mi fu maestro nei primi passi della 
carriera medica e da lui appresi l'amore alle discipline ginecologiche. 
K«,di ebbe fama inferiore all'ingegno che fu alto, vasto, versatile, 
eosiechò lo vediamo passare dalla maternità al frenocomio e da 
questo al comparto ostetrico, ginecologico e pediatrico dell'Ospe- 
dale Maggiore, di cui assunse la direzione, subito dopo la sua fon- 
dazione nel 18G5. E in arringhi così disparati egli brillò di fulgida 
luce. La prontezza e la vivacità dell'ingegno come pure un gio- 
condo scetticismo della vita lo rendevano insoft'erente di metodica 
e paziente e diuturna applicazione allo studio ed alle ricerche; per 
cai non sono numerose le suo pubblicazioni. Il suo era piuttosto 
un insegnamento parlato e dalla viva voce del maestro sgorgava 
l'aramaestramento come corrente limpida, perenne, scintillante per 
^'li sprazzi di luce che emanavano dalla sua parola ornata, facile, 
elcjjante, fluente, letterariamente castigata. Tali qualità dell'ingegno 
suo spiccavano nelle brillanti arringhe che egli non di rado im- 
provvisava su pochi appunti come perito alienista nelle Corti di 
assise. Posto alla direzione di un grande servizio ospitaliere, nel 
quale in sezioni apposite, oltreché le donno ammalate di forme 
ostetriche e ginecologiche, si raccoglievano anche i bambini, dedicò 
a questi in modo speciale la sua attività e fondò così a Milano la 
si)ecialità della pediatria e diventò per lunghi anni lo specialista 
più ricercato a confortare le inquietudini delle madri per ogni 



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116 L. MANGIAGALLI, PAROLE PER EMILIO VALSUAKI. 

malattia che minacciasse le tenere esistenze dei loro bimbi. Nel 
campo ginecologico si attenne specialmente allo studio delle forme 
cosidette mediche dell'apparato sessuale. Senoncliè in quel periodo 
di tempo, che si svolse appunto dal 1870 al 1880, il rinnovamento 
della ginecologia fu così profondo, così intimamente connesso coi 
progressi veramente prodigiosi dell'arte chirurgica, che e per le 
condizioni dell'ambiente e per il mancato addestramento di quelle 
attitudini operatorio indispensabili a chi coltivava una specialità 
che aveva ormai acquistato un carattere eminentemente chirurgico, 
venne come soprafatto dall'incalzante progredire dell'arte e della 
scienza e non potè, come certo gli sarebbe riuscito facile per la 
grandezza dell'ingegno, faro del comparto ostetrico-ginecologico 
di Milano, il primo che con materiale adeguato fosse fondato in 
Italia, il convegno di coloro, che avidi di sapere si spargevano per 
le uuiversità germaniche ad apprendere il nuovo verbo. Pubblicò 
parecchi lavori; ma la sua durevole fama nelle discipline oste- 
trico-ginecologiche ò affidata alla memoria sulla cachessia puer- 
perale, letta all'Istituto Lombardo nel 1869 e pubblicata nel 1870 
fra gli atti dell'Istituto. In essa egli descrisse con mano maestra 
quel quadro morboso così singolare, più tardi messo in maggiore 
evidenza col nome di anemia perniciosa progressiva dai lavori di 
Biermer e di Gusserow. 

Emilio Yalsuani lascia perciò nella scienza orma duratura del 
suo ingegno e del suo sapere. A Lui, alla sua memoria il mio sa- 
luto di affezionato e riconoscente discepolo. 



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INTORNO AD UN ALCALOIDE 
del 

JPA]PAVEIl I3TJBIXJ]Vr. 

Coinuuicazioue^ pvel ini mare 

di Vittorio Pavesi 

dottore in chimica e scienze uatarnli 



Alcune ricerche sul Papaver duhium Lian. (Sp. PI. 1196) e sul- 
VArgemone Linn. (Sp. PI. 506), fatte allo scopo di constatare, iu 
queste due specie nostrali, la presenza o l'assenza della readina, 
scoperta da 0. Hesse nel lattice del Rhoeaa L. a ti/picum^ mi 
hanno condotto ad isolare dal dubium un alcaloide, del quale ora 
posso dare soltanto brevi notizie. Stante la rarità di questa pianta 
nei dintorni di Pavia, il tempo e i mezzi disponibili, sono obbligato 
a riserbarmene Tampliamento; ma non credo inutile, ne privo d'in- 
teresse, riferire quanto finora ho trovato. 

Per estrarre la sostanza alcaloidea dalla specie di papavero su- 
nominata, adottai il metodo alla calce, operando sulle capsule in- 
completamente mature, disseccate e ridotto in fina polvere. 

Come solvente, sulla miscela essiccata all'aria, usai l'etere di pe- 
trolio (P. E. 56-60'' C). Nel resto mi attenni alle istruzioni del- 
l'Hesse (1) per ottenere la readina; estrassi cioè il soluto con so- 
lozione di bitartrato di sodio, precipitai con ammoniaca, ed estrassi 
in seguito con etere. 

Le prime tre prove mi hanno fatto escludere la presenza delle 
readina nel lattice del dubium. 

(1) IJMg'a Ann. Ch, ti. Ph. v. 140, 18<)<Ì. pag. 145. 



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118 V. PAVESI, 

L^ultima estrazione eoo gr. 182 di capsule, raccolte in più ri- 
prese alla fine di giugno scorso e principio di luglio, mi diede 
gr. 0.0287, pari a circa 0.015 ®/o di residuo amorfo, denso, legger- 
mente gialliccio, che, trattato con acido cloridrico al 10 ^/o, si tras- 
formò in una massa solida, poco solubile a freddo. 

A caldo il tutto si sciolse, colorando il liquido in aranciato. Per 
raffreddamento la sostanza si separò sotto forma cristallina, in pic- 
cole scaglie, di splendore madreperlaceo, biri frangenti. 

Le scaglie, aventi reazione acida, disciolte in acqua, mi diedero 
precipitato bianco, con nitrato di argento: col reattivo di Mayer o 
di Valser, precipitato fioccoso, bianchiccio: col reattivo di Bou- 
chardat, precipitato rosso-bruno: coll'acido fosfomolibdico, precipi- 
tato bianco amorfo, giallo amorfo coU'acido picrico, bianco-gialliccio 
col cloruro di platino. 

Con ammoniaca, la base si libera sotto forma di un precipitato 
bianco, che si raccoglie in fiocchi solubili in etere, etere di petrob'o 
e cloroformio. Da queste soluzioni si può separare per evapora- 
zione, ma con grande difficoltà, la base cristallizzata in lamine 
microscopiche; per lo più però si ha un residuo simile a vernice. 

Le scaglie, riscaldate su lamina di platino, fondono da prima in 
un liquido nero olivastro, che presto evapora, lasciando un lieve 
residuo carbonioso. 

A 215*, i cristalli incominciano a scomporsi, colorandosi inten- 
samente in verdastro-scuro, indi fondono verso 230® e. in un li- 
quido più intensamente colorato. 

Con la piccola quantità di sostanza, rimastami a disposizione, 
volli tentare anche qualche reazione cromatica, e istituire due espe- 
rienze fisiologiche, che qui vado ad esporre. 

Se si tratta una traccia dell'alcaloide libero, o del suo cloridrato, 
con una goccia di acido nitrico (d. 1.3) non si ha alcuna colora- 
zione; ma, se vi si fa cadere sopra una goccia di acido solforico 
concentrato, compare una colorazione rosso- violacea intensa, che 
poi volge al bruno e finalmente al giallo. Nessuno dei principali 
alcaloidi dell'oppio, da me saggiati, si comporta in modo uguale* 

Reazione simile alla precedente ottiensi da traccio del cloridrato 
con una goccia di acido solforico, nel quale siansi disciolti alcuni 
cristallini di clorato di potassio, sino ad avere colorazione gialla. 

Trattando una tenue quantità del cloridrato con una goccia del 



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ALCALOIDE DEL PAPAVER DUBIUM. 119 



reattivo di Frohde, compare una colorazione grigio-bleu, che passa 
al verde-olivastro, al bruno, poi al giallo. 

Con una soluzione di 2 o 3 goccie di soluto di formaldeide (40 Vo) 
in 3 ccm. di acido solforico concentrato, si ha una colorazione 
verde fugace, che passa al bleu, indi al nero, persistente per pa- 
recchio tempo. 

Sciogb'endo una traccia in acido solforico concentrato, ottiensi 
Dna debole colorazione bruna, che diventa intensissima, ove si 
tocchi la goccia con un piccolo cristallo di nitrato di potassio; 
Tacido nitrico fumante e Taoido solforico con bicromato di potassio 
danno colorazioni brune. 

Il clorìdrato delPalcaloide, messo sulla nostra lingua, dopo breve 
tempo produce bruciore continuato, che si spegne poco a poco la- 
sciando torpore. 

Kiguardo all'azione fisiologicai ecco il risultato delle mie espe- 
rienze, forzatamente limitate a due e dirette entrambi sulla Bana 
esculenta (1). 

I. — 5 novembre 1904- 

Kana del peso di gr. 30, femmina, vivacissima. Le somministrai 
il cloridrato deiralcaloide per via gastrica, in quantità però non 
ben determinata (pochi milligrammi) e in soluto acquoso. 

9*>. Subito dopo l'introduzione nello stomaco notai nulla di anor- 
male. 

9*>.10'. Ptosi palpebrale, inerzia. 

9*>.20'. Contrazioni vive, tonico-cloniche, per cui la rana, dalla 
posizione normale cogli arti piegati, passa alla posizione anormale 
cogli arti, specie i posteriori, distesi. Essa conserva questa posi- 
zione; in seguito a stimoli si hanno contrazioni tonico-cloniche di 
breve durata. 

12*». Agli stimoli l'animale reagisce con contrazioni più deboli. 

13^. Gli arti posteriori sono immobili; agli stimoli si hanno con- 
trazioni dei muscoli dorsali vicini alla testa. 

14»» . Morte. 



(1) Qui sento il dovere di ringraziare il mio chiarissimo professore d'i- 
giene cav. Sorniani, insieme con T ottimo amico e collega medico dot- 
tor Mazza de' Piccioli per 1' assistenza ed i consigli datimi durante le 
esperienze medesime. 



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120 V. PAVESI, 



IL — IH novembre 1904. 

Rana femmina vivace. 

12^.20'. Inoculazione di ì^ di solazione, contenente circa mragr. 3 
di cloridrato nel sacco linfatico dorsale. 

12^.30'. La rana presenta un leggiero grado di ptosi palpebrale, 
inerzia, che va accentuandosi. 

12*>.45'. Lieve paresi agli arti inferiori, inerzia completa, tanto 
che, se prima era impossibile portare la rana nella posizione dor- 
sale, ora è facile ottenerlo. Ad ogni stimolo, anche un colpo di dito 
sul tavolo, lungi dalla paziente, essa reagisce con contrazioni to- 
nico-cloniche degli arti e del tronco di breve durata (1"). 

In seguito gli stimoli pur minimi (rumori, voce, passo nella ca- 
mera) determinano contrazioni toniche (1"), seguite da contrazioni 
cloniche (V4 1"). 

Gli arti anteriori restano contratti e rigidi, così come i muscoli 
della nuca e del dorso. 

14*>.20'. Dopo un'ora, anche agli stimoli reagisce con contrazioni 
fibrillari del treno posteriore; l'animale è sempre assolutamente 
inerte. 

19^.30'. Agli stimoli l'animale torna a reagire con forti contra- 
zioni, è ancora accentuata la ptosi e Tarco dorsale. 

24**. L'animale incomincia a ripigliarsi. Agli stimoli si hanno 
ancora vive contrazioni; ma la rana può ora portare spontanea- 
mente gli arti posteriori vicino alla posizione normale. 

14 novembre. 

7^.30' La ptosi è quasi cessata e, sebbene intorpidito, T animale 
non si può pia portare nella posizione dorsale ; agli stimoli reagisce 
però ancora con contrazioni. 

8**.30'. Seconda inoculazione di 1 mmgr. in una coscia, disciolto 
in poca acqua. Si ripetono i fenomeni primitivi, la ptosi è però 
meno accentuata, si nota forte rilassamento negli arti. 

16**. La ptosi ricomincia con progressivo rilassamento in tutte le 
parti del corpo, contrazioni tonico-cloniche lievissime agli stimoli, 
che man mano diminuiscono dalla periferia ai centri. 



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ALCALOIDE DEL PAPAVER DUBIUM. 121 



15 novembre. 

15^. Inerzia completa, si notano soltanto lievissime pulsazioni 
cardiache. 
17*». Morte. 

Per quanto nuovi studi possano in qualche punto modificare 
l'esposto, pure io credo di ammettere fin d'ora che l'alcaloide da 
me isolato dal Papaver dubium^ che io qui chiamo, se nuovo, 
APOREiNA (1), non è simile a quello contenuto nel suo più vicino pa- 
rente Rhoeas, e si scosta per alcune sue proprietà anche dai nume- 
rosi alcaloidi precedentemente isolati dalle varie specie di papaveri. 

Non va confuso con la readina per il suo comportamento verso 
gli acidi minerali diluiti, ossia non dà la colorazione porpora, ca- 
ratteristica della readina: perchè cristallizza difficilmente e forma 
con acido cloridrico un sale stabile. 

Dagli altri alcaloidi distinguesi sia per la forma e l'aspetto dei 
cristalli del cloridrato, che per le reazioni cromatiche dianzi citate. 
Come ho già detto, nessuno dei principali alcaloidi dell'oppio da 
me esaminati (quali la morfina, codeina, tebaina, narcotina, nar- 
ceina per trattamento con acido nitrico ed acido solforico concen- 
trato, di fronte al reattivo di Frohde e alla miscela di formaldeide 
e acido solforico concentrato) danno le reazioni, che ho ottenuto 
con la mia apobeina. 

Non mi consta poi dalla letteratura che gli alcaloidi, dei quali 
non potei disporre, presentino reazioni simili. 

Dalle esperienze fisiologiche istituite, risulta infine evidente che 
l'alcaloide contenuto nel Papaver diibium^ a differenza di quello 
del Rhoeas (2), agisce come un vero e proprio veleno tetanico e si 
comporta similmente alla tebaina. Si ha qui più raramente tetano 
spontaneo, le contrazioni tonico-cloniclie sono di più breve durata, 
la dose mortale sembra essere, per la rana, superiore a quella 
della tebaina. 

DalP Istituto d'iffiene delia B, Università di Pavia, 27 novembre 1905. 

(1) Da anoQog^ uno^éco (dubbio, dubitare) peicliè del /*. duÌHHin, 

(2) Aniì. Ch. ti. Phann., voi. 1 lo, pag. 14(;. 



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UN 

MODO DI MIGRAZIONE DEL PLANCTON FIN QUI SCONOSCIUTO. 

Nota 
della S. C. Rina Monti. 



F. A. Forel, il geniale scienziato vodese, che, grazie alla versa- 
tilità del suo ingegno instancabile, seppe mietere con fortuna nei 
diversi campi delle scienze fisiche e biologiche, ha creato un ramo 
nuovo di scienza sintetica, la limnologia, alla cui costituzione con- 
corrono tutti gli elementi delle scienze fondamentali. 

Spetta al Forel anche il merito di aver trovato primieramente 
nel Lemano una flora ed una fauna d'alto lago, che oggi si desi- 
gnano col nome complessivo di plancton. 

Il nostro illustre M. E. Pietro Pavesi fu il primo a scoprire le 
faune pelagiche dei laghi italiani, che egli da solo, senza aiuto di 
collaboratori, ha studiato in una lunga serie di classiche memorie, 
fondamentali per la scienza limnologica generale, ben note a questo 
Istituto. 

Come il Forel ed il Weissmann ebbero accennato ad una varia- 
zione verticale della fauna pelagica, il Pavesi illustrò nel modo più 
completo il fenomeno, che sempre si presenta imponente nei nostri 
laghi maggiori, ed accertò che gli organismi pelagici, vaganti in 
superficie nelle ore notturne, scendono nelle oscure acque profonde 
quando lo specchio del lago è illuminato dal sole. 

Questa migrazione verticale del plancton costituisce oramai un 
capitolo della limnologia, largamente studiato da molti autori. 

Nuove indagini da me compiute mi permettono ora di dimostrare 
accanto alla migrazione verticale, anche una migrazione orizzontale 
delle società limnetiche. 

Come risulta da uua memoria che io ho avuto l'onore di pre- 
sentare air Istituto nel 1903, già da diversi anni, io studio le eon- 



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MIGRAZIONE DEL PLANCTON. 123 

dizioni fisico-biologiche dei la^hi alpini, seguendo le orme delT il- 
lustre maestro. 

Le difficoltà di giungere agli alti bacini lacustri, con tutto il 
materiale necessario alla esplorazione, sono sempre numerose so- 
pratutto per il trasporto degli istrumenti , attraverso difficili sen- 
tieri, per lunghe ore di salita, e per la impossibilità di pernottare 
sul posto: rimane dunque relativamente breve il tempo disponibile 
per le osservazioni fisiche, e per la raccolta biologica. — Molti 
pertanto degli alti laghi, che mi parvero particolarmente interes- 
santi, vennero da me visitati a varie riprese, sia in diversi mesi 
di una medesima stagione estiva-autunnale, come anche in anni 
successivi. 

E il confronto fra le osservazioni limnologiche eseguite nei dif- 
ferenti bacini lacustri in una stessa annata, o in uno istesso lago 
in annate successive, mi ha condotto ad alcuni reperti in apparente 
contraddizione fra di loro, e che mi parvero da prima ìnesplicabiU. 
A dare maggiore valore a questo fatto devo inoltre aggiungere, 
che in tutti i laghi, di cui intendo discorrere, io ebbi la fortuna di 
poter fare le osservazioni coi medesimi istrumenti, — cioè, con un 
termometro a massima e minima, con la scala di Forel per i co- 
lori del lago, e con una batteria di retini, tipo Pavesi, Zacharias, 
oltre che di altri, fatti costruire da me sui modelli di Apstein, e 
di Kofoid. Inoltre devo dire che, nelle esplorazioni dei laghi in 
questione, io potei quasi sempre giovarmi di una barca, sia trovan- 
done una sul posto, come mi accade al Eastelsee, sia t'rasportan- 
dovene una, attraverso ai non facili passaggi delle Alpi. 

Infatti, ho avuto la fortuna di poter disporre di un battellino 
smontabile, gentilmente prestatomi dal prof. Pavesi, e da lui fatto 
costruire dalla ditta Pietro Baglietto in Varazze (Liguria). In un 
lavoro che sto pubblicando nei Forschungs-Berichte di Plòn, io ho 
descritta e figurata questa barca, sia piegata e caricata sulle spalle 
del portatore, sia montata e navigante suir acqua. — Mi giunge 
opportuno affermare qui, che questa barca, che noi abbiamo deno- 
minata ** Pavesia „ risponde benissimo allo scopo ed offre, natu- 
ralmente per un esperto nocchiero, completa sicurezza ; essa misura 
due metri di lunghezza e, quando aperta, un metro di larghezza; pesa 
25 chili coi remi e cogli scalmi di bronzo. 

L'uso della barca mi permise di fare regolari esplorazioni lim- 
nologiche, e mi ha dimostrato notevoli irregolaiità nella distribu- 



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124 



K. MONTI, 



zione del plancton, che, solo dopo ripetute indagini, sono riuscita a 
spiegare. 

Riassumo i fatti: 

Come già dissi anipìaroente nel mio lavoro sui laghi ossolani e 
valdostani, visitai il la<(0 Devero (a 1846 ni. s. 1- m.) una prima 
volta il 6 agosto 1902, in una bella giornata, mentre l'aria misu- 
rava 14** e, e le acque ad una profondità di 2 metri, non segna- 
vano che 9**. — La pesca col retino mi ha permesso di rinvenire 
facilmente a qualche metro dalla superficie larga messe di animali 
pelagici, sopratutto abbondante il Diaptomus denticornis : abba- 
stanza frequenti gli esemplari di Arrhenurtis neumani, che coprivano 
di macchie rosse il retino-pescante. Insieme comparivano altri en- 
tomostraci come Alone^ Side^ ecc. di cui io ho dato già elenco del 
lavoro sopracitato. 

La pesca pelagica mi riuscì qui molto facile, dovunque io diressi 
il retino, sia per pescate verticali, oppure strascinando lo stesso, a 
diversi metri di profondità attraverso il lago. 

Mi doveva dunque riuscire di qualche sorpresa il fatto che, nel- 
l'anno successivo, io mi trovavo davanti a condizioni ben differenti. 
Visitai di nuovo il lago Devero il 2 ottobre e colla *^ Pavesia „ lo 
percorsi in tutte le direzioni. — Il tempo era bellissimo, la tempe- 
ratura dell'aria all'ombra era di 10^ e, e quella dell'aria al sole a 
mezzogiorno di 19° e. L'acqua superficiale all'ombra misurava 8® e, 
e a metri 15 di profondità 7° e. Il lago presentava un bel colore 
azzurro, la superficie dell'acqua era mossa, e il piatto del Secchi 
si vedeva bene, fino a 1 1 metri di profondità, nel ramo orientale 
he è il pia profondo. 

Trovai iu questa seconda visita molto abbondante la fauna lito- 
ale, mentre i retini di superficie non mi riportavano materiale, 
ome del resto mi accadde anche nella prima esplorazione. — Di 
iù, per quanto ripetessi numerose volte le pescate verticali nel 
igo, vi strascinassi il retino per lunghi tratti, a dieci metri di 
rofondità, — non raccolsi che pochi crostacei. 
La povertà della fauna pelagica sia pure in una stagione avan- 
ata, ma con temperatura ancora così calda, non doveva natural- 
lente mancare di sorprendermi. E la sorpresa fu tanto maggiore 
1 quanto che, nel golfo più nordico presso al ripiano di CodelagOi 
ove le ripe sono basse e paludose, pescai in mezzo alle canne ab- 
ondante materiale pelagico ; ed ugual pesca potei raccogliere lungo 
'ombrosa spiaggia orientale. 



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MIGRAZIONE DEL PLANCTON. 125 

Ricordo inoltre, che pure nel 1902, visitai anche il Kasfelsee a 
2215 m. s. 1. m. Il 10 aj^osto, con un cielo molto coperto, le 
acque apparivano grigie cerulee, e misuravano 11 gradi e. di tem- 
peratura, a <|ualche metro di profondità, mentre all'aria il termometro 
segnava 15** e. alle ore 15. Abbondante qui la fauna litorale, e in 
quantità strabocchevole la fauna pelagica. Da qualsiasi parte io di- 
rigessi il retino sul lago, disotto ai due metri di profondità, mi ritor- 
nava brulicante di entomostraci, con dense macchie rosse, che lo 
facevano parere insanguinato. — Era dovuto il colore ad una enorme 
quantità di Diaptomus denticornis, ed anche ad una nuova specie di 
idracnide da me descritta, la Lebertia Pavesii, oltre poi ad Alena, 
dyclops ecc. di cui io ho già dato elenco nella mia memoria sui 
laghi. 

Kel lago di Cingino invece, di cui io parlo qui per la prima 
volta, ben differenti furono i reperti. Questo bacino, che trovasi in 
Valle Antrona, a 2192 m. s. 1. m., venne visitato il 23 agosto 1903. 

Partiti da Antronapiana, con cielo coperto, siamo arrivati dopo 
4 ore di difficile cammino al lago, nascosto però ai nostri occhi da 
densa nebbia. Dopo una mezz'ora, sollevatasi la nebbia, potemmo 
vedere il bacino, che è una tazza ovale scavata nel gneiss ghian- 
done, con pareti a picco per due terzi, cioè a ponente, a nord e 
parte del sud. — Da tutti i lati scendono al lago grossi detriti; l'in- 
fluente vi arriva dal lato occidentale, ed è formato dalla confluenza 
delle acque di due altissime cascate, che si vedevano sfumare in 
alto nella nebbia, verso la cresta di Cingino. — L'emissario è un 
grosso torrente, che esce dall'estremo orientale in mezzo ai detriti. 
Le acque trasparenti di colore azzurro intenso, misuravano 10® e 
alla riva, mentre l'aria era di 11** e. 

Varata la barca, abbiamo potuto attraversare il lago, nella sua 
massima lunghezza, per ben due volte, trascinando retini, e facendo 
anche pescate verticali fino ad 11 metri di profondità. 

I retini non ci riportavano altro che dell'acqua trasparente, o se 
lambenti sul fondo, granelli di sabbia; di crostacei pochi individui 
in tutto. E quantunque lo strano risultato mi riempisse di mera- 
viglia e accendesse in me il desiderio di ulteriori ricerche, tuttavia 
fai costretta a rinunciarvi, perchè la bufera di nevischio soprag- 
giunta mi obbligò ad una frettolosa discesa. 

II bellissimo bacino di Cingino non è certo, per la sua posizione, 
per la temperatura delle sue acque, nelle condizioni di quei laghi 



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126 B. MONTI, 

altissimi e freddissimi quasi sempre gelati, che rimangono, sotto 
l'aspetto biologico, allo stato di perenne deserto. Allora come spie- 
gare la mancanza di fauna pelagica proprio nel centro «lei lago ? 

Un fatto presso a poco analogo mi accadde di osservare nello 
stesso anno, nell'ampio lago di Antronapiana (a 1083 m. s. 1. ni.). 

Lo visitai una prima volta il 24 agosto 1903, con un tempo st- 
reno e caldo. È questo uu bacino glaciale circondato da rocce ar- 
rotondate, straripanti, serrato a valle da una sbarra di grossolani 
detriti, alimentati a monte da un grosso torrente, il Troncone, che 
scende dalle valli di Cingine e di Camposecco, ad est da altri cinque 
torrentelli che divallano in cascate, ad ovest dal rio Sajont, elio 
precipita da una rupe a picco, formando una più imponente cascata. 

Le rive del lago sono quasi nude, le acque appaiono trasparenti 
di un bel colore verde intenso, e mentre alle ore 10 all'ombm, 
l'aria misura 22<* e, le acque segnano 18** e alla riva, 12'' e. ad 
otto metri, e 10'\5 e. a quindici metri di profondità. 

Con un tempo bellissimo ho avuto l'opportunità di fare numerose 
esplorazioni planctoniche nel bel mezzo del lago: le pescato ese- 
guite facendo correre il retino lungo la superficie dell' ac<|ua non 
mi hanno riportato materiale; quelle eseguite in profondità (da 2 a 
15 metri) non mi hanno dato che acqua limpida, con pochi ento- 
mostraci. Quantunque qui non si possa dire che la regione pela- 
gica sia deserta come a Cingine, come spiegarne la grande po- 
vertà, — tanto più in ragione del fatto che la barca, navìirando 
sullo specchio trasparente delle acque, mi lasciava vedere, in tutto 
le diverse regioni del lago, dei pesciolini vaganti, — e che il pe- 
scatore qui raccoglie anche delle buone trote ? 

Dove i giovani pesci prenderanno dunque il loro alimento? 

lo pel momento non fui in grado di risolvere il problema. iNol 
1904, ripetei la visita al lago d'Antrona, il 2 settembre, e trovai 
condizioni di fauna assai differenti. 

Anche questa volta, lo acque erano trasparentissime, così che il 
piatto del Secchi appariva ancora visibile fino ad oltre dieci metri 
di profondità. La temperatura dell'aria alle ore 10,30 del mattino 
era di 16** e; quella delle acque a trenta cni. della superficie toc- 
cava i 14** e; invece alla profondità di dieci metri il termometro 
scagnava 10** e. 

Le pescate orizzontali, in alto lago ben illuminato dal sole, mi 
hanno dimostrato che le acque superficiali erano deserte: le pescate 



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MIGRAZIONE DEL PIìANCTON. 127 

Terticali, compiute calando il retino fino ad una profondità di circa 
10 metri, ini hanno dato una Bcarsa messe di entomostraci. 

Ma quando giunsi nel bel golfo mediano, che sì insinua tra i 
grossi massi di frana onde è sbarrato il lago ad oriente, passando il 
retino in quelle acque poco profonde, ma tranquille, all'ombra di 
altissimi larici, raccolsi una' preda abbondante. 

Anche qui il fatto mi destò grande sorpresa, ma non seppi tro- 
varne la spiegazione. Dubitai che qui si raccogliessero sciami di 
organismi pelagici attratti dai residui vegetali, accumulantisi forse 
nel golfo per effetto delle correnti profonde, che poi si continuano 
con emissari sotterranei, fluenti sotto la enorme massa dei detriti 
(li frana. 

La spiegazione sicura dell'agglomerazione degli animali pelagici, 
l'ebbi solo dopo un'accurata esplorazione di un minuscolo laghetto 
alpino, quello di Panelatte. 

Il 27 settembre, salita al passo di Fontanalba, sul crinale divi- 
sorio tra la Valle Vigezzo e la Val Onsernone, visitai il lago di 
Panelatte a 2048 metri s. 1. m. 

Questo lago, di forma irregolarmente ovoidale, presenta all' in- 
circa una lunghezza di m. 130, in direzione nord ovest, sud-est ed 
una larghezza di m. 110. 

Le rive del lago sono basse: a sud ovest arrivano al lago detriti di 
falda che scendono dalla Forca, a nord-ovest le rive sono invase 
dalla vegetazione; il morenico che circonda le rimanenti parti del 
lago è poco erboso. 

10 ho esplorato il bacino metodicamente, ed ho potuto fare una 
serie di misure batimetriche e termometriche; ho trovato così, che 
la profondità del bacino lungo l'asse mediano est ovest (lontano dalla 
ripa occidentale di circa 20 metri) risulta dì m. 3,50, mentre av- 
vicinandosi alla riva stessa la profondità cresce fino a m. 4,50. 

11 fondo del bacino è sabbioso, con detriti rocciosi, le acque sono 
molto trasparenti, così che dovunque lasciano vedere il fondo, e a 
luce riflessa presentano un colore verde azzurro cupo. — La tem- 
peratura dell'acqua risultò in superficie di 10<* e, ed alla profon- 
dità di quattro metri di 6° e. 

In questo lago non si riconoscono sorgivo visibili, vi è però un 
emissario perenne, e le acque prosentano oscillazioni evidenti di 
pochi decimetri, come si riconosce dal coloro delle pietre all'emis- 
sario. 



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128 R. MONTI, 

L'esplorazione compiuta colla barca, pescando metodicamente in 
tutti i punti del piccolo bacino, mi ha permesso di osservare anche 
qui una irre^'olare distribuzione del plancton, che non mi sarebbe 
stato possibile riconoscere se avessi fatto le mie raccolte passando 
il retino da una riva all'altra mediante una corda, come si usa di 
solito fare per i piccoli stagni, o se mi fossi limitatji ad una esplo- 
razione pelagica. 

Infatti in tutta la parte nord -est del lago, soleggiata e battuta 
dal vento, non soltanto le pescate superficiali, ma anche le pro- 
fonde, fossero esse condotte verticalmente od orizzontalmente, hanno 
dato una raccolta notevolmente scarsa, così che io già stavo per 
giudicare il lago povero di plancton, mentre invece dovetti mutare 
avviso, quando passai colla barca nella parte sud-ovest del lago, om- 
breggiata dal crestone della Pioda di Grana e da questa protetta 
contro il vento che soffiava da sud e portava delle nebbie verso la 
montagna. Procedendo verso la riva sud-ovest irta di detriti, le pe- 
scate si fecero di mano in mano più ricche, e non solo le pescate 
profonde, ma anche le superficiali: anzi, a pochi metri dalla riva 
sud-ovest in un seno tranquillo, le acque apparivano rosseggianti per 
l'enorme abbondanza di Heterocope saliens Lilljb., nuotanti presso 
la superficie, specie che anzi io trovavo per la prima volta in Italia, 
nei laghi alpini. 

Nelle osservazioni da me eseguite ai sopra citati laghi alpini 
ossolani, riesce facilmente spiegabile la mancanza di plancton alla 
superficie dell'acqua durante il giorno, specialmente con tempo se- 
reno, perchè ciò non è che una conferma di quanto, numerosi au- 
tori, hanno osservato sulle migrazioni diurne verticali del plancton. 
E noto infatti, per gli studi del Weismann, del Forel e del Pavesi, 
largamente confermati poi da tutta una lunga serie di osservatori, 
che gli animali pelagici, popolanti i laghi, presentano una migra- 
zione regolarmente ricorrente : cioè di giorno vivono in profondità, 
e solo di notte risalgono alla superficie. 

Alcuni autori avevano supposto che la migrazione verticale fosse 
un fenomeno stenotermico, dovuto cioè al fatto che gli animali pe- 
lagici mal sopportano la temperatura più calda delle acque soleg- 
giate, e scendono perciò nelle zone profonde, dove le acque sono 
più fredde. 

Tale idea è stata risollevata recentemente dal Brehm in un suo 
lavoro molto pregevole sotto diversi rispetti. 



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MiaEAZIONB DBL PLAJfCTON. 129 



Ma le mie osser^razioni escludono oramai completamente Tipotesi 
«teaotermica, ed accertano che la spiegazione della oscillazione pe- 
riodica diarna dere essenzialmente esaere ricercata, come per i 
primi hanno affermato il Forel ed il Paresi, nell'azione della luce. 

Infatti io ho tro\rato plancton abbondante in acque ombreggiate 
ed aventi una temperatura di 14^ e. e più : non ne trovai in acque 
soleggiate aventi una temperatura di soli 6^ e. 

Gli entomostraci sono animali ohe presentano un vero tropismo 
negativo per le radiazioni luminose: essi fuggono quindi dalla su- 
perficie verso strati profondi del lago durante il giorno, e vi discen- 
dono maggiormente quanto più le acque sono ^trasparenti ed il 
tempo chiaro e soleggiato. 

Ed anch'io ho di frequente osservato nei piccoli bacini ossolanì, 
che il plancton, durante il giorno, migra verso la profondità, qnindi 
anche in piccoli bacini profondi pochi metri, si verifica la migra- 
zione verticale. 

Ma come spiegare l'apparente mancanza assoluta di plancton in 
alcuni laghi, e il fatto di pescate verticali in uno stesso lago ab- 
boodantissimo in alcune stagioni, e quasi nulle in altre? 

Come spiegare il caratteristico accumulo del plancton in un solo 
golfo, lasciando deserto il resto del lago, come è il caso osservato 
a Panelatte? 

Che la distribuzione del materiale planctonico nelle acque non 
sia sempre, come vorrebbe l'Apstein, uniforme, è facile compren- 
derlo, poiché assai varie sono le condizioni di vita nei diversi strati 
deiracqua. 

II Ward ha messo innanzi le ipotesi ohe si potrebbero fare sul 
plancton inegualmente ripartito nella massa d'acqua, che noi pos- 
siamo ideare artificialmente divisa in strati, nei quali il volume del 
plancton, per ogni metro cubo, sia differente nei diversi strati di 
ugnale spessore. 

In tal caso il plancton potrà essere: 

1. Uguale per le differenti parti di uno stesso strato, e in tal 
caso la disfribwsione orizzontale del plancton sarebbe uniforme. 

2. Intignale per le differenti parti di un medesimo strato. In 
tal caso le ineguaglianze si potrebbero compensare da strato a 
strato, se esistessero per es. migrazioni verticali, speciali per le 
differenti colonne d'acqua, comprendenti tutto lo spessore del lago. 
Ma altre volte le colonne d' acqua potrebbero contenere dei vo- 

BendieonU, — 8erie II, Voi. XXKYUI. 9 



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130 a. MONTI, 

lumi realmente ineguali di plancton, e allora si verificherebbero 
migrazioni orizzontali od oblique^ determinanti agglomeramenti 
locali di plancton. Ad esempio le osservazioni di Jung e Fuhrmann 
in Isvizzera, e le ricerche di.Brnyant al lago Pavin ed al lago 
Chauvet, hanno condotto appunto ad ammettere agglomeramenti 
locali di specie. 

Nel caso però delle mie osservazioni non si tratta semplicemente 
di una diversa distribuzione quantitativa del plancton, nei diversi 
strati dell'acqua, o di un agglomeramento di plancton in un dato 
strato, bensì deirapparente mancanza o povertà di fauna dalla su- 
perficie al fondo del lago, per la massima parte dell'intero bacino. 

La spiegazione, dopo le osservazioni compiute a Panelatte, è 
evidente. 

Da tali osservazioni risulta per me indiscutibile che non esiste 
soltanto una migrazione verticale del plancton in rapporto col giorno 
e con la notte, col sole e con la nebbia — come già il Pavesi 
aveva dimostrato per i nostri grandi laghi dell'alta Italia, e come 
il Zacharìas ha recentemente riconosciuto per i laghi dello Holstein, 
ma che nei piccoli laghi alpini si può avere ancora una più Tasta 
migrazione in senso orizzontale, in quanto che i crostacei fotofobi 
si allontanano non in sciami, ma in massa, dai luoghi esposti al 
sole ed al vento, per agglomerarsi là dove le acque sono neirombra. 
Questa migrazione, che talvolta nei piccoli laghi fa concentrare 
quasi tutto il plancton in un golfo riparato lasciando deserta la 
massa maggiore delle acque, è pur sempre dovuta in massima al- 
Teliotropismo negativo: è anzi la prova decisiva che ne assicura 
come le migrazioni del plancton sieno dovute, non già a fenomeno 
stenotermico, ma a fototropismo negativo. 

Infatti se si pensa che i laghetti alpini in questione hanno acque 
trasparentissime ed una profondità non molto grande, così che il 
fondo è quasi dovunque visibile, allora si comprende come i cro- 
stacei, i quali temono la forte illuminazione, non possono mettersi 
al riparo semplicemente scendendo in profondità come avviene nei 
grandi laghi profondi, dalle acque meno trasparenti, ma debbano 
invece migrare in massa nei seni ombreggiati, per quivi godere la 
attenuazione della luce loro più confacente. 

La dimostrazione di una siffatta migrazione del plancton da una 
zona all'altra, o da un golfo all'altro, dei piccoli e trasparenti laghi 
alpini, contribuì a rischiarare nel mio pensiero i reperti molto dis- 



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MIGRAZIONE DEL PLANCTON. 131 



parati che ottenni in laghi alpini più grandi, quali il Eastelsee, 
il lago Devero, il lago Antrona, nelle diTeree esplorazioni di cia- 
scun Iago. 

Le diversità di reperto, ohe ho descritto, debbono essere messe 
in rapporto non soltanto con le condizioni climatiche speciali dei- 
Tannata, con le differenze di stagione, con lo stato meteorico del 
giorno di osdervazione, ma particolarmente con la diversa illumi- 
nazione delle acque, che determina una estesa migrazione dei cro- 
stacei planotonici, non soltanto in senso verticale, ma anche in senso 
orizzontale. 

Al congresso zoologico internazionale di Berna, l'insigne limno- 
logo Ward, in una amichevole conversazione, mi accennava ai 
suoi dubbi, circa il valore dei calcoli che si possono fare sulla ric- 
chezza del plancton, moltiplicando per determinati coefficienti le 
cifre ottenute mediante pescate verticali. 

I fatti da me osservati danno un serio fondamento ai dubbi espres- 
simi dall'arguto americano. 

I calcoli sulla ricchezza del plancton potevano essere facili, 
quando si ammetteva una quasi uniforme distribuzione degli or- 
ganismi pelagici, con semplici migrazioni verticali giornaliere: ba- 
stavano allora poche pescate verticali, attraverso i diversi strati, 
per dare un'idea della ricchezza della fauna pelagica, in una data 
stagione. Ma tale computo diventa per me molto più difficile dopo che 
io ho potuto, con le presenti ricerche, dimostrare come nelle acque 
molto trasparenti, abbia luogo anche una migrazione orizzontale 
dei crostacei planctonici, migrazione orizzontale ohe, in determi- 
nate circostanze, può sostituire la verticale, al punto da lasciare 
quasi deserto un gran tratto di lago. 



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ture de Franca, 1902). Clermont-Ferrand, 1904. 



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132 a. MONTI, MfGKAZlONB DEL PLANCTON. 



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Pavesi, Intorno all'esistenza della fauna jyelagica o di alto lago anche 
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» Nuova serie di ricerche della fauna pelagica nei laghi italiani. Rend. 

Ist. Lomb., serie ii, voi. xii, 1879. 
» Ulteriori sttuli .nulla fauna pelagica dei laghi italiani. Rend. Ist. 

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» Altre serie dì ricerche e studi .nulla fauna pelagica dei laghi italiani. 
Atti soc. Veneto-Trentina, voi. vili, 1882. 
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OSSERVAZIONI 

SU RECENTI OSCILLAZIONI DI ALCUNI GHIACCIAI 
DEL GRUPPO ORTLER-CEVEDALE. 

Nota 
del S. C. prof. Ernesto Mabiani. 



Raccolgo in questa breve nota alcune osservazioni che ho po- 
tuto fare nello scorso mese di agosto sui recenti movimenti di al- 
cuni ghiacciai del gruppo Ortler-Cevedale, coordinandole ad altre 
fatte in anni precedenti (1898-99) nello stesso gruppo montuoso. 

La neve considerevole che era caduta nello scorso inverno ed in 
primavera su quella regione, era stata in gran parte portata via 
dai forti calori dei successivi mesi di giugno e dì luglio : e però» 
se ciò ha potuto facilitare alcune ricerche sulle oscillazioni avve- 
nute di quelle masse di ghiaccio, in special modo nei tratti infe- 
riori, essendosi messi -nettamente allo scoperto il contorno di esse 
ed i segnali di riferimento fatti qua e là sulle rocce incassanti, 
rese d'altra parte più lungo, faticoso e talvolta diiBcile, il risalire 
sia le parti più alte di ripidi pendii di ghiaccio, o di canaloni co- 
perti di vetrato, che l'attraversare alcune vedrette, come quelle del 
Zebrù sotto THochjoch, e del Forno sotto la punta Pedranzini, e 
sotto il colle degli Orsi, pei larghi e profondi crepacci spogli di 
neve. Cosicché nelle escursioni fatte nello scorso agosto in quel 
gruppo montuoso, non ho potuto fare molte ricerche sui movimenti 
dei ghiacciai, né continuare, come era mio vivo desiderio, alcune 
osservazioni su fenomeni erosivi delle alte creste e dei canaloni 
rocciosi, iniziate nei precedenti anni. 

È interessante il vedere come succede rapido e vario lo sgreto- 
lamento delle masse rocciose in quelle regioni così elevate sovra- 
stanti i ghiacci e le nevi, sulle quali, sia per la ripidità delle loro 



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134 E. MARIANI, 



pareti che pei venti impetuosi, non si può arrestare a lungo la 
neve che vi cade. Che se Talternare incessante del gelo e del dis- 
gelo nei mesi caldi, è la causa principale della loro rovina, i venti 
contribuiscono notevolmente al loro sfacelo. Si ha cioè un model- 
lamento vario delle alte creste, a seconda della natura e struttura 
delle masse rocciose, anche per opera esclusiva dei venti, che im- 
petuosi spirano a quelle altezze, projettando con estrema violenza 
contro le rocce non solo la neve e il nevischio, ma spesso piccoli 
frammenti rocciosi che hanno la forza di sollevare lungo il loro 
percorso. Donde un modellamento caratteristico di ciascuno di quei 
numerosi pinnacoli e torrioni che qua e là si innalzano sulle parti 
più elevate di alcuni di quei monti, come quelli del M. Cristallo, 
della Thurwieser Sp., del M. Zebrù, monti calcari e dolomitici, 
che si presentano con un profilo spesso minutamente seghettato. 
Quelle guglie, quelle ardite piramidi, hanno la superficie esposta 
ai venti, o perfettamente levigata, oppure in vario senso striata, 
solcata, largamente incavata, o in modo regolare tutta sforacchiata. 
Si hanno talvolta delle forme bizzarre di erosione che non ho mai 
riscontrate nelle guglie dei monti prealpini calcari-dolomitici, nei 
quali è pure caratteristica la seghettatura delle creste. 

Io credo non privo di interesse scientifico Pesame dettagliato del 
modellamento delle alte creste per Fazione potente corrosiva dei 
venti : potrebbe essere questo un altro argomento di studio pei gio- 
vani alpinisti. 

Dalle escursioni fatte nello scorso agosto su alcuni ghiacciai (1) 
del versante italiano del gruppo Ortler-Cevedale, risultò evidente 



(1) Per evitare confusione e per facilitare la ricerca sulle carte topo- 
grafiche delle masse di ghiaccio di cui dovrò discorrere, riporterò i nomi 
che vennero adoperati per indicarle dai rilevatori di quella regione. Nelle 
carte topografiche dell'Istituto geografico militare italiano e in quelle 
dell' Istituto austriaco, le masse di ghiaccio del versante italiano della 
catena delPOrtler, . sono indicate col nome di vedretta; ad una sola, e 
precisamente alla parte terminale della notevole massa ghiacciata del 
Forno, venne dato il nome di ghìaccUijo. Senza entrare ora nella discus- 
sione sulla esattezza di tali denominazioni date a queste nostre masse 
di ghiaccio, faccio però notare che generalmente il nome di vedretta 
viene adoperato per indicare i ghiacciai di pendio, detti anche sospesi, 
o di secondo ordine, o di seconda specie (De Saussure), che ricoprono i 



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ALCUNI GHIACCIAI DBL GBUPPO ORTLBR-CBVBDALB. 135 



aoo smagrimento di essi, ma però poco forte^ confrontato collo svi- 
luppo che essi presentayano nell'agosto del 1898 e in quello del 1899. 
Di questa diminuzione nelle masse potenti di ghiaccio del Zebrù, 
della Miniera, delle Pale Rosse e di Cedeh, non posso dare ora 
uua misura precisa: essa risulta però chiaramente sia osservando 
la freschezza per così dire di alcuni ammassi di detriti rocciosi 
poco a valle della loro fronte e qua e là sui fianchi terminali di 
esse, come pure la disposizione regolare di parte del detrito mo- 
renico recente, a cordoni interni, ed infine confrontando il vario 
contorno di quelle vedrette quale risulta dalle carte topografiche 
di quella regione, e da fotografie fatte a varie riprese dall'agosto 
1897 all'agosto 1904. 

Uodificazìoni degne di nota ha presentato la parte terminale della 
grande vedretta del Zebrù dal 1887 all'agosto 1898. Come risulta 
dalla carta topografica austriaca (l), il tratto occidentale di questa 
Tedretta terminava in una larga lingua di ghiaccio a contomo si- 
nuoso, poco sopra l'alto circo della valletta del rio Mare, circon- 
dando ad est il fianco occidentale dello sprone roccioso su cui sta 
la capanna Milano. La stessa vedretta si continuava ininterrotta 
e continua verso oriente passando pochi metri sopra la detta ca- 
panna alpina, estendendosi con pendenza abbastanza accentuata a 
sud del fianco dirupato meridionale del M. Zebrù. Nell'agosto del 



ripidi pendii, che presentano piccole dimensioni, e che sono tutti o in 
gran parte, al di sopra della linea delle nevi persistenti . Ora in queste 
condizioni non si trovano affatto la maggior parte delle masse di ghiaccio 
del fpnippo deirOrtler che vennero chiamate vedrette, nome questo che 
venne dapprima adoperato per indicare le imponenti masse di ghiaccio 
del gruppo del Bernina (vadi'et), 

(1) La carta topografica di cui ora parlo, è quella al 75,000 rilevata 
nel 1887 dall' Istituto militare geografico austriaco : essa è assai accu- 
rata e molto dettagliata. Le carte italiane di cui mi sono anche servito 
sono quelle al 60,000, rilevate dall'Istituto geografico militare nel 1885, 
colle correzioni del 1902. Del gruppo Ortler-Cevedale si ha una carta 
topografica al 40,000 fatta per incarico della Sezione di Milano del C. 
A. I. nel 1879 dall' ing. F. Pogliaohi: essa è una buona carta itine- 
raria della regione, però non molto precisa nei dettagli e quindi poco 
adatta per fare accurati confronti sulle recenti oscillazioni di quelle 
masse di ghiaccio. Della stessa regione si ha un'altra buona carta topo- 
grafica al 5^),000, fatta a cura del (Club alpino tedesco-austriaco (Spe- 
dal-Karte der Ortler- Grappe, 1891). 



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136 S. MABIANI, 

1898 la lingua terminale suddetta si presentava divisa in dne rami 
disuguali, estendo Toccidentale notevolmente più stretto deirorìen- 
tale. E per una diminuzione di massa nel senso verticale della 
vedretta, veniva ad affiorare un piccolo rilievo lineare diretto tras- 
versalmente ad essa, e cioè verso Io sprone meridionale del M. 
Zebrù, dividendosi in tal modo la vedretta pressoché in tutta la 
sua larghezza, e nel tratto a sud del detto sprone del 2iebri!i, in 
due parti da questo rilievo, che guardato dall'alto si potrebbe pi- 
gliare per una morena mediana. Questo stato di cose si è mante- 
nuto anche nelPanno successivo (1899), e si osservava tuttora nello 
scorso agosto. Lo smagrimento nel senso verticale, e il ritiro della 
fronte della vedretta del Zebrù, dal 1887 fino a quest'anno, sono 
inoltre attestati da ammassi poco potenti di detriti disposti linear- 
mente sul fianco destro della parte rocciosa incassante, e poco so- 
vraelevati sulla superficie attuale della vedretta, come pure da alcuni 
mammelloni di roccia arrotondati e lisciati neiFimmediata vicinanza 
della fronte, e sul fianco sud-occidentale del roccione su cui sta la 
capanna Milano. 

Evidenti furono la diminuzione verticale e laterale, ed il ritiro 
del tratto terminale nella lingua di ghiaccio che dalla vedretta 
della Miniera, sul fianco meridionale della Eonigs 8p., si prolunga 
a sud nella valle del Zebrù, nettamente limitata ad oriente dal 
creatone meridionale dalla cima delle Pale Rosse, ad occidente da 
quello della Cima della Miniera. Piccoli recenti cordoni morenici 
si vedono in alcuni punti addossati alle grandi morene laterali, che 
nella parte terminale si trovano sulla continuazione dei fianchi della 
valle entro cui si trova incassato il ripido ghiacciaio. Questo deve 
aver presentato nel passato un notevole ritiro, come lo provano 
queste grandi morene laterali: le ultime morene formatesi sul fronte 
sono assai poco elevate rispetto alle prime e a pochissima distanza 
dalla attuale fronte, la quale al presente è biforcata col ramo oc- 
cidentale ben più sviluppato sia in lunghezza che in larghezza. 

Non certo trascurabile fu in questi ultimi anni sia il ritiro della 
parte terminale, che Tablazione nel senso verticale delle parti ele- 
vate dell'ampia vedretta di Cedeh, sì da lasciare ivi allo scoperto 
piccoli tratti della cresta che dal Schròtterhoin discende verso 
oriente al passo del Cevedale (m. 3271), che negli anni passati 
erano ghiacciati. Questa diminuzione verticale della vedretta di 
Cedeh, è resa in tali punti evidente anche dalle differenze che si 



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AliCCTNI GHIACCIAI DBL GBUPPO OBTLBB-OEVRDALE. 137 



osservano della superfioìe pit o meno levigata, più o meno liscia o 
scabra, delle pareti rocciose che sono a contatto con essa. Riesce 
cioè talvolta nettamente distinta una zona inferiore ben levigata e 
striata, da un'altra sovrastante, sulla quale solo in parte si è con- 
servato tale modellamento glaciale, essendosi ad esso sostituito 
quello prodotto dall'erosione meteorica, perchè da un maggior nu- 
mero dì anni messa allo scoperto. Ritengo a poco più di m. 2 la 
diminuzione nel senso verticale della parte superiore della vedretta 
Cedeh, avvenuta in questi ultimi anni. Io stimo pure a m. 2 il 
ritiro medio delia fronte dal 1898 al 1904. 

Nell'agosto del 1897 il compianto amico dott. C. Riva aveva fatti 
alcuni segnali sui fianchi e sulla fronte del ghiacciaio del Forno e 
della vedretta del Dosegù , su rocce a immediato contatto colle 
masse di ghiaccio. Nell'agosto dell'anno successivo io potei verifi- 
care come la lingua terminale del ghiacciaio del Forno si era no- 
tevolmente ritirata, di circa 20 metri, distaccandosi di altrettanto 
nell'ultimo tratto dal fianco sinistro, che è quello esposto a mezzo- 
giorno. Notevole fu pure la diminuzione verticale, avendo rilevato 
come un segnale fatto sulla parete levigata sullo stesso lato termi- 
nale sinistro, si trovava a quasi 20 metri di altezza sulla superficie 
del ghiacciaio. In alcune escursioni fatte nello scorso agosto a 
questo ghiacciaio, ho potuto constatare come esso aveva mantenuto 
presso a poco le stesse dimensioni del 1898, essendosi leggermente 
ritirato ed in modo disuguale, sì che il tratto meridionale della sua 
fronte si presentava più arretrato del settentrionale (di circa 1 me- 
tro ^ essendosi spostata un po' più a sud la bocca del ghiacciaio. 
Fin dal 1873 lo Stoppani aveva rilevato un notevole ritiro della 
fronte del ghiacciaio del Forno durante l'intervallo di nove anni (1). 
A valle della fronte si distinguevano assai bene due morene fron- 
tali, Testerna a 180 metri, V interna a 90 metri distanti da essa. 
Ora, sopraelevato sul caotico ammasso di detriti rocciosi che in* 
gombrano il fondo della valle davanti al fronte del ghiacciaio, si 
distingue un altro piccolo cordone morenico leggermente arcuato 
a valle, a poco più di 26 metri dalla fronte. Il torr. Frodolfo che 
esce dalla porta del ghiacciaio, come pur quello che viene in di- 
rezione nord dalla parte della valle dì Cedeh, e che si unisce al 



(1) Stoppani A., L*era neozoica^ pag. B3 e 34, 188(), Milanol 



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138 E. MARIANI, 



primo poco lungi dalla fronte del ghiacciaio del Forno, hanno ri- 
maneggiato parte di questi depositi caotici e di queste piccole mo- 
rene, come pure una vecchia grande morena laterale destra, distri- 
buendo del materiale detritico in strati regolari sia fra i due più 
esterni cordoni morenici frontali, che un po' più a valle dì questi, 
poco a monte del punto ove il Frodolfo si sprofonda in uno stretto 
burrone, nelle cui pareti ha potuto scolpire delle marmitte dei 
giganti. 

Risalendo il ghiacciaio e tutta la grande vedretta del Forno in 
direzione sud, si arriva al colle degli Orsi (m. 3304), da cui si di- 
scende nel bacino del torr. Noce, attraversando in tutta la sua 
lunghezza la ripida vedretta degli Orsi. Questa si distacca dalla 
cresta che unisce la Punta Cadini (m. 3521) al M. Giumella (me- 
tri 3599 in direzione di SSE., e riempie la parte alta della valle 
degli Orsi, essendo nettamente limitata ad oriente dalla cresta che 
dalla punta Cadini si porta alla cima Castello (m. 2986), e ad oc- 
cidente da quella meridionale del M. Giumella. La detta valle degli 
Orsi sbocca sul lato sinistro della valle del Monte (o del torr. 
Noce), a circa 3 chilometri e mezzo ad occidente dalle fonti di 
Pejo. La parte terminale della vedretta degli Orsi è biforcata: il 
ramo orientale è largo, ma si spinge meno a valle deiroccidentale, 
che è assai più stretto ed appuntito del primo. Nel 1887 la lingua 
di ghiaccio occidentale si trovava di circa m. 170 più a valle della 
orientale; al presente si trova a soli m. 75, e con una fronte larga 
e regolarmente arcuata: Tarretramento frontale si può constatare 
anche pel ramo orientale. Su ampio tratto a valle dell'attuale fronte 
biforcata della vedretta degli Orsi, come pure lateralmente, si di- 
stende un copioso materiale morenico, nel quale, specialmente sai 
lati, si possono distinguere frammenti di cordoni morenici poco 
elevati, uno dei quali si addossa sul fianco interno di una potente 
morena laterale sinistra (1). 

(l) Kecentemeiite il dott, Magnus Fritz8ch ha rilevate le oscillazioni 
della vedretta Ro8sa e della vedretta la Mare, avvenute nel periodo di 
un anno (dal 1901 al 1JH)2). La vedretta Rossa si distacca dal versante 
orientale della cresta del Palon della Mare, e si porta coU'asse princi- 
pale diretto ad est nella valle di Venezia, a nord di Pejo. Questa massa 
di ghiaccio è notevole per V enorme materiale morenico che ha abban- 
donato nel passato, in special modo sul fianco sinistro. E interessante 
constatare come la vedretta Rossa sia ora in fase di avanzamento: nel 



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ALCUNI GHIACCIAI DBL GRUPPO OBTLBR-CEVBDALB. 189 



Si è solo nello scorso agresto ohe ho potato rilevare le recenti 
osoìUaadoni della vedretta del Dosegù, misurando i tratti che in- 
tercorrono fra gli attuali limiti di essa, ed i segnali fatti sulle rocce, 
già a contatto con qaella massa di ghiaccio, neiragosto del 1897 
dal dott. C. Riva. Queste misure di verifica, vennero fatte par- 
tendo dal passo del Dosegil, gentilmente aiutato dair amico e col- 
lega prof. M. Ambrosino 

Il passo del Dosegù è uno dei valichi che dall'alta valle del tor- 
rente Noce mette per la vedretta Dosegù nella valle di Gavìa, 
tributaria della valle Purva : esso si trova, come quello degli Orsi, 
sulla lìnea di confine col Trentino, e a 3040 m. sol livello del 
mare. Si rimonta il torr. Noce fin quasi alla quota di m. 2650, indi 
8Ì piega a nord abbandonando il torrente che sale verso occidente 
al passo della Sforzellina, altro colle che mette in vai di Gavia, il 
più comunemente battuto dai valligiani e dagli alpinisti per an- 
dare a Pejo, ritornarvi, perchè più comodo e meno alto (m. 3005) 
di quello del Dosegù, il quale d'altronde non si trova indicato sulle 
carte topografiche. Dopo aver risalito per un tratto la valle Um- 
brìna, si devia leggermente ad occidente, e dopo una scalata di 
rocce a picco, sì raggiunge il circo più alto, che nella parte occi- 
dentale è ricoperto da un largo campo di neve, circo che si trova 
immediatamente sottostante alla cresta che dal M. Martello (me- 
tri 3536) scorre in linea spezzata verso ovest alla punta della Sfor- 
zellina (m. 3101), abbassandosi leggermente ad occidente di que- 
st'ultima vetta, per formare il colle del Dosegù. Da questo valico, 
un ghiacciaio, ora ben limitato sui lati da sproni rocciosi che si 
distaccano pressoché ad angolo retto dalla cresta di confine su ri- 
cordata, discende con ripido pendio verso nord, fondendosi infe- 
riormente colla grande vedretta Dosegù, nella sua parte mediana 
e sul fianco sinistro. Questa vedretta Dosegù è formata dall'unione 



periodo su ricordato di un anno il dott. Fritzsch ha camolato di circa 
m. 3,50 il progresso a valle dei suoi lati. 

La vedretta la Mare, pf>co a nord della precedente, si distacca dal 
versante orientale della cresta M. Cevedale, M. Rosole, discendendo verso 
est con varie ramificazioni terminali : da esse ha origine la vai di Ve- 
nezia. Questa vedretta, la quale ai è pure notevolmente ritirata nel ])as- 
sato, è tuttora in faae di ritiro. Nel detto periodo di tempo si è ritirata 
circa m. 11 (Mittheilungen des Deut. und (Je^t. Ai^jenrereins, ltM)ì3). 



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140 E. MARIANI, 



dì parecchie noteyoli maeee di ghiaccio che si distaccano dal fianco 
occidentale della cresta pizzo Tresero, punta Pedranzini, cima Do- 
se^, punta 8. Matteo. Essa discende con andamento leggermente 
sinuoso verso la valle di Oavia, presentando nel suo tratto infe- 
riore una direzione da oriente ad occidente; solo la punta estrema 
urtando col fianco sinistro contro lo sprone roccioso del pian Bor- 
mino, è costretta a piegare leggermente a nord-ovest nella dire- 
zione del Ponte di Pietra sul torr. Gavia. La parte frontale della 
vedretta del Dosegù si trova rinchiusa in una stretta gola: essa è 
assai irregolarmente crepacciata, crepacci che man mano si risale 
la vedretta dalla sua fronte, si fanno regolari, trasversali e retti- 
linei, lievemente incurvati a valle. 

La vedretta che discende dal colle del Dosegù, che sulle carte 
topografiche non è indicata con alcun nome, ma che si potrebbe 
chiamare vedretta del passo Dosegù, presenta la massima larghezza 
nella sua parte superiore ; essa è di circa m. 700 con una lunghezza 
massima di m. 1100. I seguali fatti dal dott. Riva sulle rocce in- 
cassanti la massa di ghiaccio sono quattro : uno di essi venne se- 
gnato a circa 400 m. a valle del passo e sul fianco destro della 
vedretta del colle Dosegù; gli altri tre sul fianco sinistro della 
grande vedretta Dosegù nel tratto inferiore, e cioè dalla confluenza 
delle due vedrette fin quasi alla fronte. Il più alto di questi tre 
segnali dista da quello della vedretta del colle Dosegù circa me- 
tri 1000 in linea retta; alla sua volta esso dista dal secondo circa 
500 m., il quale dista dal terzo ed ultimo segnale circa m. 200, 
trovandosi a quasi 100 m. dalla fronte del ghiacciaio. Indicando con 
numero progressivo i quattro segnali partendo dal più elevato, la re- 
cente ablazione orizzontale e verticale di queste vedrette è la seguente: 

1* segnale : ablaz. orizz. = m. 15,65: ablaz. vert. = m. 2,55 

2® 9) j, „=„22 „ „=„15 

3^ . . . = . 20- 

4^ « « , = , 20- , „ = „ 20- 

II seguale 3® si trova su un paretene pressoché verticale, col 
quale la massa di ghiaccio si è mantenuta a contatto. 

Alla fronte della vedretta Dosegù non vennero posti segnali; 
epperò anche ivi si hanno prove di recente ritiro, sebbene poco 
forte, dalla disposizione di parte del materiale morenico frontale 
e laterale. Lo scivolamento in basso della vedretta del passo del 



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ALCUNI GHIACCIAI DEL GROPPO ORTLEH-CBVEDALE. 141 



Dosegù è raes80 in evidenza dalla deviazione subita dalla morena 
laterale sinistra della grande vedretta Dosegù, lun^o la zona di 
contatto delle due masse di ghiaccio. Eesa^ e specialmente nella 
parte mediana e nella occidentale, è arcuata, colla convessità ri- 
volta verso Tasse longitudinale della grande vedretta. Assai pro- 
babilmente quasi tutta Tablazione su indicata delle due vedrette 
Dosegii, ablazione ohe concorda abbastanza bene con quella del 
ghiacciaio del Forno, è avvenuta, come in questo ghiacciaio, nel 
1898, essendo che negli anni successivi sia nel ghiacciaio del Forno 
come nelle vedrette terminali del Zebrù non ho riscontrato note- 
voli oscillazioni orizzontali. 

La principale conclusione che mi sembra poter dedurre dalle 
osservazioni fatte finora sulle recenti oscillazioni di alcuni dei 
ghiacciai del gruppo dell' Ortler, è la seguente: in tutti ha pre- 
dominato dapprima un generale ritiro come pure una diminuzione 
di massa nel senso verticale, che però non furono molto notevoli; 
essi dal 1898 in poi si trovano in fase di relativo arresto ed anche 
con qualche leggero spostamento a valle (1). La potente fase di 
regresso che le masse di ghiaccio dell'Ortler hanno presentato, al 
pari di quasi tutti gli altri ghiacciai alpini, nella seconda metà del 
secolo scorso, ha lasciato quelle elevate morene che fiancheggiano 
a poca distanza i fianchi di esse, raccordandosi alcune con cordoni 
morenici frontali. Si è nelP interno di questo notevole recinto more- 
nico, che non è quindi di data molto antica, essendosi formato 
tra il 1870 e il 1880, che sì hanno altri giovani cordoni morenici, 
poco potenti, dovuti alle recenti oscillazioni. 

Spero nel yenturo mese di agosto, se la stagione mi sarà pro- 
pizia, di rendere meno incomplete e di allargare le ricerche snlle 
oscillazioni dei ghiacciai dell' Ortler-Cevedale, sì da poter esse ser- 
vire di base a successive regolari e ordinate osservazioni. 

Milano, Maseo oirioo di Btoria naturale. Dicembre 1904. 



(I) Il doti. Fritzsch ha constatato che se buona parte dei ghiacciai 
àA versante tirolese del gruppo dell'Ortler è al presente in ritiro, questo 
non è forte; inoltre ve ne hanno alcuni che in questi ultimi anni si 
p^e^entavano in fase di avanzamento ; cosi ad esempio, la fronte del 
grande ghiacciajo di Sulden (Sulden Femer) dal 1895 al 1890 si è avan- 
zata di circa m. 5B; così la vedretta Rossa come già ricordai. 



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SUL COMPORTAMENTO DEI CORPI MAGNETICI 

in un 

CAMPO FERRARIS 
SOTTO L'INDUZIONE DI CORRENTI INTERROTTE ED ALTERNATE (1). 

Nota 
del S. C. prof. Riccardo Abnò. 



In correlazione ad un precedente studio di Gerosa e Finsi (2) 
Buir intensità di magnetizzazione del ferro, delFacciaio e del nickel, 
allorquando i metalli, durante una variazione ciclica della forza 
magnetizzante, siano percorsi da correnti continue, interrotte od al- 
ternate, venne stabilita nelPanno 1891 da Gerosa e Mai (3) una 
ricerca sulla variazione dell'intensità magnetica del ferro ricotto, 
nel caso in cui, durante un determinato ciclo magnetico, il corpo 
sia sottoposto all'induzione di correnti alternate. 

Tralasciando i fatti particolari, gli Autori cosi riassumono 1 ri- 
sultati delle loro ricerche: 

1. Sotto l'induzione di una corrente alternata, anche di pic- 
cola intensità, scompare completamente ^isteresi nel ferro; 

2. L'intensità di magnetizzazione del ferro è fortemente dimi- 
nuita dairinduzione di una corrente alternata, e tanto più quanto 
maggiore è l'intensità della corrente alternata medesima. 



(1) Lavoro eseguito nel laboratorio di elettrotecnica del B. Istituto 
tecnico superiore di Milano (Istituzione Carlo Erba). 

(2) Rendiconti del B. Istituto LoTnbardo, 1891, serie ii, pag. 677. 
(B) Rendiconti del R. Istituto Lombardo, 1891, serie ii, pag. 951. 



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CORPI MA^NETIOI IN UN CAMPO FEBRARIS, ECC. 143 



In seguito Lord Rayleigh, Rutherford (1), Miss Broaks (2), Wil- 
8oa (3), Marconi (4), Maurain (5) ed altri sperimentatori hanno di- 
mostrato che il fenomeno della alterazione del ciclo di isteresi, 
scoperto dal Gerosa e dai suoi collaboratori, si verifica anche 
quando la corrente alternata secondaria, almeno se ad alta fre- 
quenza, è straordinariamente piccola: allorquando, cioè, si tratta di 
un impulso elettromagnetico o sistema di onde hertziane. Dalle 
esperienze del Maurain risulta anzi che se un nucleo di ferro o di 
acciaio, soggetto ad una variazione ciclica del suo stato magnetico, 
è contemporaneamente sottoposto all'azione continua di un campo 
dovuto ad oscillazioni elettriche di alta frequenza, si ottiene — in 
certe determinate speciali condizioni — invece che la ben nota 
curva di magnetizzazione, una linea unica, sulla quale si trovano 
tutti i punti ottenuti sia quando il campo magnetico è crescente, 
sia quando esso è decrescente. 

Finalmente, in una Nota da me testé presentata alla R. Acca- 
demia dei Lincei (6), ed in una susseguente Comunicazione da me 
fatta alla Associazione elettrotecnica italiana (7), io ho esposto i 
risultati di alcune ricerche sperimentali sulla variazione dell'iste- 
resi magnetica in un disco o cilindro di materiale magnetico so- 
speso in un oampo Ferraris (8), allorquando il disco o cilindro 
stesso è sottoposto all'azione di un sistema di onde hertziane: ed 
ho dimostrato che sempre si ottiene un aumento di isteresi nel 
materiale magnetico su cui si sperimenta. Risultò anzi che, a parità 
di altre condizioni, esiste una lunghezza critica del filo costituente 
la spirale percorsa dalle oscillazioni elettriche di alta frequenza, 
per cui si ottiene il massimo effetto. 



(1) Froc. Boy. Soc. 1896, voi. 60, pag. 184; Philosoph, Tram, of the 
Boy. Soc., 1897, voi. 189, pag. 1. 
|2) Philosophical MagazinCy Agosto 1901. 

(3) Beport of the British Association at Belfast^ 1902. 

(4) Proc. Boy. Soc. 1902, voi. 7, pag. 341. 

i5) Comptes Bendtis, 30 novembre 1903, pag. 914. 

(6j Bendiconti della r. Accademia dei Lincei, 1® semestre 1904, p, 272. 

(ì)Atti della Associazione elettrotecnica italiana: Comunicazione fatta 
alla sezione di Milano nella seduta del 25 maggio 1904. 

(8) Vedi la classica Memoria di Galileo Ferraris: Bot azioni elet- 
trodinamiche prodotte per mezzo di correnti aUemate. Atti ^della r. Ac- 
cademia delle scienze di Torino, voi. xxui, pag. 360. . 



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144 



B. A&NÒ, 



Ciò premesso, à soopo di questa Nota il riferire i risultati di una 
serie di nuove rioerohe intese a studiare il oomportamento dei 
corpi mag^netici in un campo Ferraris, sotto V induzione di òorrenti 
alternate di ordinaria frequenza e di correnti interrotte. 

Ho perciò sospeso, mediante una sospensione bifilare, due cilindri 
cavi di acciaio H, H' perfettamente identici aventi oiascnno 33 mm. 
di altezza, 22 mm. di diametro e ^/joo di mm. di spessore, rispet- 
tivamente in due campi Ferraris di uguale intensità, aventi la me- 
desima frequenza uguale a 42, e rotanti in senso inverso : ognuno 
di questi due campi essendo ottenuto mediante un sistema di tre 




elettromagneti A, B, C ; A', B', C, rispettivamente inseriti nei tre 
circuiti di un sistema trifase. Dei due cilindri H, H', uno soltanto, 
per esempio il cilindro' H, si trova nell'interno di una spirale ci- 
lindrica S, con l'asse normale al piano in cui ruotano le linee di 
induzione magnetica del campo {generato dalle tre correnti percor- 
renti i tre elettromas^neti A, B, C: tale spirale essendo destinata 
ad essere percorsa dalla corrente alternata od interrotta, su cui si 
vuole sperimentare. 

Ciò posto, facendo la lettura della deviazione delF equipaggio 
mobile, con l'ordinario metodo con specchio e scala, e supposto ri- 



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CORPI MAGNETICI IN UN CAMPO FERRARIS, ECC. 145 

condotta a zero la deviazione stessa — ciò ohe appunto si ottiene 
allorquando il campo Ferraris, in cui è sospeso il cilindro H, eser- 
cita sul cilindro stesso un'azione assolutamente uguale e contraria 
a quella che l'altro campo esercita sul cilindro H' — : se si manda 
nello spirale 8 una corrente interrotta od alternata, sempre si ot- 
tiene una notevole deviazione dell'equipaggio mobile dell'apparec- 
chio nel medesimo verso in cui avviene la rotazione del campo Fer- 
raris in cui si trova il cilindro H sottoposto all'induzione della 
corrente interrotta od alternata su cui si sperimenta. 

Questo risultato, analogo a quello già prima trovato allorquando 
il cilindro H veniva sottoposto all' azione di un sistema di onde 
hertziane, è assai notevole, inquantochè dimostra come, anche nel 
caso di cui qui si tratta, si abbia un aumento del ritardo col 
quale la magnetizzazione del cilindro di materiale magnetico 
segue la rotazione del campo Ferraris, in cui il cilindro stesso è 
collocato. 

Ho ancora modificato le condizioni dell'esperimento facendo va- 
riare il numero delle interruzioni al 1" della corrente interrotta o 
la frequenza della corrente alternata percorrente la spirale S: e 
sempre ancora ottenni il medesimo effetto, e cioè un aumento — 
in tutti i casi sensibilissimo — della deviazione dell'equipaggio 
mobile dell'apparecchio. E v'ha di più: tutti questi esperimenti 
posero in chiaro un altro fatto importante, e cioè che l'aumento 
della deviazione — ciò che equivale a dire l'aumento del ritardo 
col quale la magnetizzazione del cilindro H segue la rotazione del 
campo Ferraris — è, a parità di altre condizioni, tanto piii grande 
quanto maggiore è la frequenza della corrente alternata passante 
attraverso alla spirale S, o — trattandosi di corrente interrotta — 
quanto maggiore è il numero delle interruzioni al 1" della cor- 
rente medesima. A parità poi della frequenza della corrente alter- 
nata su cui si sperimenta, o del numero delle interruzioni al V 
della corrente interrotta, accade — come d'altronde doveva pre- 
vedersi — che r aumentò della deviazione è tanto più grande 
quanto maggiore è l'intensità della corrente medesima e quanto 
maggiore è il numero delle spire per unità di lunghezza della 
spirale S. 

In quest'ordine di idee sto continuando lo studio sperimentale 
di questo fenomeno: riservandomi quindi in un prossimo lavoro di 
esporre i risultati di una serie di ricerche quantitative, e di discu- 
Rendiconti. — Serie II, Voi. XXXYIIL 10 



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146 R. AENÒ, CORPI MAGNETICI IN UN CAMPO FERRARIS, ECC. 



terne i risultati stessi, anche in relazione a quelli già precedente- 
mente pubblicati nelle mie note più sopra riferite sul ** Rivelatore 
di oude hertziane a campo Ferraris „. 

Tutte le esperienze destinate a rivelare il fenomeno da me sco- 
perto, e di cui è oggetto questa Nota, sono stati da me eseguiti in 
collaborazione coU'egregio mio assistente ing. Giuseppe Comboni, 
di cui mi compiaccio qui segnalare T efficace lavoro, rendendogli 
pubbliche vivissime grazie. 



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SECONDO ELENCO D'IDRACNE DEL PAVESE. 

Nota 
del doti. Cablo Maglio 



Pesche felici della scorsa estate mi permettono di aj^giungere, 
alle idracne già note por la nostra provincia, dieci altre specie, delle 
quali alcune nuove per la fauna italiana e due, a mio avviso, 
prima d'ora non descritte. Feci oggetto di ricerca a preferenza la 
corrente del Ticino sopra Pavia, seguendo il consiglio datomi anni 
fa dall'illustre aracnologo e limnologo prof. Pavesi di esplorarne 
il potamoplanctoHy come già Zacharias (1) ha insegnato a fare per 
parecchi fiumi e correnti di Germania, seguito da Schroeder (2) e 
Zimmer (3) per FOder, Fric e Vavra (4) per l'Elba, Prowazek (5) 
per la Moldava e la Wotawa, Steuer (6) pel Danubio, Zykoff (7) per 



1 />/.'» Potdtnoplankton, in Zool. Air/., n. 55<). xxi, 1H!)H, p. 41. 

2) Dan Plankton des OiferstromoH, iii Forsch. Biol. Stat. zu Plon, vii, 
I81«). p. 15. 

Qi) Dan thierische Plankton <fer (Mlei\ ibid.^ p. 5. 

(4) VorUtnfit/er Bericht ilher <lip Unfcrsitchnnf/ dor Elbe ami ihrer Alt- 
friisser bei Podiebrad in Bbhnten, in Z. A. n. iVll, xxiii, U^K), p. ili); 
Utìter.Ktirhitnf/ ti\s Elbefltfsspn a. seinf^r Altfn'fsser, in Zool. ( 'entra IM. ix, 
l!Mr2, p. Ti)i). 

•">) />/« Potanwplankton der MoUUiu nnd Wotatra, in X'erliaiuU. k. k. 
ZH»l.-b<)t. (iesellsch. Wien, 9, XJ.IX, IHim, p. 41<;. 

(♦j) Die EntomoHt rakenfauna der « alien Donau > l)eì Wien — Potanm- 
plankton. in Zool. Jahrb. Abth. System. Geocrv. u. Biol. XV, lÌK)-2, p. 1<)7. 

(7) D(t,s Pota fN opta nkton der Wolya b(*i Sarcdotr, in Z. A. n. (i.'U, xxiii, 
V.^*), p. (>25; Die Pmtozoa den FotainoplanktoìtH der Wohja bei Saratofr, 
Unti. n. 7nH. XXVI, lìKK-j, p. 544 ; Ueber d((,s Phf nkton des Fhfsses Sei/K. 
ih'uì. n. 7-8, XXVII, lìW, p. 214. 



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148 e. MAGLIO, 



il Volga e il Seim affluente del Dnieper, Meissner (l) per il Volga 
e il Merw nel Turkestan, Zschokke (2) per fiumi e ruscelli di 
montagna. 

Queste ricerche mi hanno messo in chiaro che, non solo v'è 
coincidenza nei caratteri morfologici, creati dall'adattamento alla 
vita in acqua corrente (mancanza di peli natatori, sviluppo degli 
apparati dì fissazione, ecc.)i ma che si tratta, almeno in parte, di 
quelle forme stesse, le quali danno un'impronta specfale ai ruscelli 
delle Alpi, di molte montagne dell'Europa centrale e della Scan- 
dinavia, di quelle forme insomma ritenute dallo Zschokke relitti 
di una fauna glaciale, ossia a tipo stenotermo- glaciale» Sono infatti 
rappresentati nel Ticino i generi : Aturus, Torrenticola, Lebertia^ 
Sperchon^ Atractldes, Hygrobates, e secondo ogni probabilità, nuove 
esplorazioni renderanno più evidente la somiglianza faunistica, già 
ben delineata, tra il nostro bel fiume, ormai presso alla foce, e le 
precipitose correnti dei versanti alpini. Esiste al contrario, non- 
ostante l'origine e le sempre aperte comunicazioni a valle, un netto 
distacco tra il Ticino e le sue lanche. Nel primo vivono soltanto 
specie di generi, che non hanno rappresentanti nelle seconde, po- 
polate da forme cosmopolite, euriterme. 

In tutto il tempo delle mie esplorazioni, non m'occorse mai di 
raccogliere nelle lanche, non dirò esemplari di forme per eccel- 
lenza torrenticole (Atnrus scaber Kr., Torrenticola anomala Kr.), 
ma neppure di Atractides spinipes K., tanto comune in Ticino e 
spesso osservato dngli idracnologi in acque stagnanti. Valga lo 
stesso per le Lehertia^ genere che, oltre al godere, com'è noto, una 
larga diffusione nei laghetti d'alta montagna e nei subalpini, è rap- 
presentato nel Ticino da una specie relativamente ricca in peli 
natatori, unica eccezione tra le idracne abitatrici del fiume. La 
vita delle forme stenoterme nelle nostre lanche è ostacolata dal 
soverchio riscaldamento estivo di queste masse d'acqua assai bassa; 
condizione sfavorevole, alla quale non sono sottoposte le specie, che 



il) Xofiz Uh. 7i federe Vrìiatttveev dea Wolga-Flusses bei SanUotr, in Z. 
A. 11. ()8(;, XXVI, 1902. p. 51; Xofiz Hb. das Phtnkton dea Fììisses Mvì'- 
gab (Mevìr), ibid. n. 20-21, xxvii, 1904, p. «48. 

(2) Die Thievtrelf der (f'ebirgsbfwhe, Chur 1JK)0 : Die Thierweìt einea 
lìergsìnwh bei Sdckingeìì iìit Hildlichen Schwa rzirald , in Mittb. Badischeii 
zooi. Vereiiis. 1902, n. 11-12. 



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SECONDO ELBNOO d'iDRACNE DEL PAVESE. 149 



vìvono nei laghi elevati sul livello del mare, o a profondità più o 
meno grande nei laghi subalpini. 

Delle due specie nuove do qui una diagnosi sommaria, riservan- 
domi di sostituirla poi con una descrizione più particolareggiata 
delle parti boccali e corredata di figure. Parimenti mi sono neces- 
sarie altre osservazioni per poter determinare, con sicurezza, gli 
esemplari del genere Lebertia^ che non è quindi incluso in questa 
nota preliminare. 

Fam HYDRACHNIDAE 

Tribù nygrohHtinae 

1. Arrhenurus cuspìdifer, Piersig 1896, Eln. neue Hydrachniden- 
Formen in Z. A. xix, p. 441 ; id. Rydrachnidae und Halaca- 
ridde in Thierreich^ 13 Lief. Berlin, p. 90. 

Un maschio nella lanca del Lamanino a monte del ponte 
ferroviario (settembre). Non trovato in altre acque italiane. 

2. Aturus $caber, Kramer 1875, Beitrdge zur Naturgeschichte der 
Hydrachniden in Arch. Naturg. v. 41 1 , p. 309-310, t. 8, f. 3 (P); 
Piersig, K n. H., p. 133-134, f. 25 e 26. 

Numerosi maschi, femmine e nph- in Ticino a monte di Pavia 
(luglio-settembre). Genere e specie nuovi per F Italia. 

3. Torrenticola anomala (Koch) 1837, Deutsch. Crust Myr. Arach. 
fase. 11, f. 10 sub. Atradides; Piersig, IL u. H., p. 138 f. 28. 

Raccolta in numerosi esemplari d'ambo i sessi, in compa- 
gnia dell Aturus scaber. Pure genere e specie nuovi per l'Italia. 

4. Mideopsis orbicularis (Muli.) 1776, ZooL Dan. Prodr, n. 2262, 
p. 190 sub: Hydrachna; Piersig, H. ti. /f., p. 141; M, depressa 
Largaiolli, Idr. Ben. 1898, p. 7. 

Morta del Ticinello presso la sede della società battellieri 
Colombo (agosto-ottobre), rara. Riscontrata nel Benaco dal 
Largaiolli. 

5. Sperchon ticinense, u. sp. Numerose femmine in Ticino , in- 
sieme con Aturus e Torrenticola. Vedasi la descrizione in 
fine delFelenco. 

6. Atractides Pavesiì, n. sp. 

In Ticino, insieme con 1'^. spinipes Koch, ma di questo 
molto più raro (settembre-ottobre). 



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150 e. MAGLIO, 



7. Hygrobates reticulatus (Kramer) 1879, in : Arch. Naturg., v. 45i, 

p. 11. t. 1, f. 8 (Nph.) sub Nesaea; Piersig, H. u, H , p. 187. 
Comune in Ticino (luglio-ottobre). Lo raccolsi anche nel tor- 
rente Sonnacchio, nei contrafforti dell'Albenza, a circa m. 600 
8. m. e a Brescia in compagnia dell' iT. longipalpis (Herm.) e 
della Piona disparilis (Koen). Nuovo per l'Italia. 

8. Hygrobates calliger, Piersig 1896. Ein. neue Hydrachniden- 
Formen in Z. A. xix. p. 439; id H. u. H,. p 188. 

Frequente in Ticino (agosto-ottobre) ; pure nuovo per la fauna 
italiana. 

9. Neumanìa spinipes (Muli.) 1776, ZooL Dan. Prodr., n. 2257, 
p. 189 sub: Hydrachna; Piersig, H. u. fl., p. 223; LargaioUi, 
Jdr. Ben. 1901, p. 1, sub: Cochleophorus. 

Femmine (maggio-settembre) in varie lanche del Pavese; 
trovata dal LargaioUi nel Garda. 
10. Piona conglobata (Koch) 1836, Deutsch. Crust. Myr. Arach. 
fase. 9, f. 7 (mas) sub: Nesaea; Piersig, H. u. H-, p. 249; 
LargaioUi, Idr. Ben. 1901, p. 2, sub : curvipes- 

Una femmina nello stagno presso Mombolone (maggio). Pa- 
rimenti indicata pel Benaco dal LargaioUi. 



DESCRIZIONE DELLE SPECIE NUOVE. 

Sperchon ticinense, mibi. 

Femmina lungh. circa 900 ul., largh. 630 i^. Tronco con spiccati 
angoli scapolari, margine frontale rettilineo, laterale e posteriore 
sinuoso. Colore fondamentale bruno-giallognolo o bruno-rossiccio; 
macchie confluenti color caffè al dorso e airaddome; tubo di Mal- 
pighi biancastro; organo mascellare, epimeri, estremità verde-tur- 
chini; tra i gruppi anteriori d'epimeri e l'area genitale una mac- 
chia rosso-sanguigna. Cute rigata negli spazi interepimerali, rigata 
e reticolata a un tempo nel resto del corpo ; maglie poligonali cir- 
coscritte da 30-35 punticine chitinose, acutissime, lungh. circa 4-5 i*. 
Setole frontali lungh. 40 i^., lanceolate e piumate. Intorno agli ori- 
fici delle ghiandole cutanee, areole chitinose diam. 32-40 u-,; dis- 
seminate inoltre nella cute altre piastre chitinose, disposte a paia 



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SECONDO ELENCO d'iDRACNE DEL PAVESE. 151 



e simmetriche con la linea mediana del corpo ; le due mnjrpriori si- 
taate un po' innanzi la metà del dorso, 90-100 f^. di diametro mas- 
simo (antere-posteriore), grossolanamente discoidali, con un lungo 
pelo finissimo inserito sopra una leggera sporgenza del margine 
interno. Occhi rosso-cupo, vicini al margine del tronco : distanza 
interoculare circa j*. 350. Capitulum lungh. y. 210, rostro iungh. 
f*. 60; margine posteriore della piastra mascellare leggermente 
concavo ; su ciascuna parete laterale, dietro la fossetta d'inserzione 
dei palpi, un dente sporgente. Palpi lunghi una buona metà del 
tronco negli adulti, notevolmente più lunghi nei giovani, grossi, al 
secondo articolo, circa il doppio degli articoli basali della prima 
zampa, forniti di poche setole piumate e di scarsi peli; lunghezze 
dei singoli articoli, numerando dal primo al quinto e misurate sul 
lato inferiore, come 14:33:68:75:19; zaffo secondo articolo lun- 
ghezza 56 {A., quasi conico, un po' tronco obliquamente presso l'apice 
ma sopra e non sotto, come in S. clupeifer Piers., del resto come 
in quest'ultima specie; punte tattili del quarto articolo deboli e in- 
serte Tuna poco innanzi la metà, Taltra quasi all'estremo distale, 
questa preceduta da uno, la prima da due peluzzi. Epimeri estesi 
a circa una metà della faccia ventrale, grossolanamente porosi e 
con un orlo suboutaneo al margine libero, sviluppato in special 
modo al primo e secondo epimore, all'estremo posteriore de' quali 
forma un corto e robusto dente diretto all'esterno; terzo epimere 
con debole insenatura all'angolo mediano anteriore, quarto all' in- 
circa come in S. glandulosum Koen. Zampe lunghe rispettivamente 
dal primo al quarto paio 682, 787, 875, 1067 j*., per una lun- 
ghezza totale del corpo di 970 ti., (in esemplari molto giovani 
già la prima zampa è lunga quanto il corpo, l'ultima quasi il 
doppio) 6 fornita, oltre a corte robuste setole grossolanamente piu- 
mate, di altre simili a quelle descritte dal Thor per lo S. plumifer, 
però in numero più esiguo (al massimo dieci, sul quarto articolo 
della quarta zampa) ; agli estremi distali del quarto e quinto arti- 
colo prolungamenti della cute chitinosa, che ricordano, toltone il 
minor grado di sviluppo e la mancanza di dentellatura al margine 
libero, le analoghe formazioni descritte dallo stesso autore per il 
vaginosum; articoli terminali notevolmente ingrossati all'apice li- 
bero, se visti dal fianco, e con artigli simili a quelli del glandu- 
losum^ ma privi di dentellatura. Area genitale all' incirca come in 
clupeifer, benché situata al paragone un po' più innanzi. Orificio 



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152 e. MAGLIO, 



delV organo di escrezione (così detta ** apertura anale „ ) poco lon- 
tano del margine posteriore del tronco. 

Lo Sperchon ticinense rientra dunque nel sottogenere Hispido- 
sperchon Thor, e tra le specie che vi appartengono è sopra tutte 
affine al setiger Thor (l) perle placche chitinose del dorso, al p/u- 
mifer Thor per le particolari setole piumate delle zampe. Dal primo 
però si distingue particolarmente per la mancanza di setole-spine 
sul 3** articolo dei palpi, dal secondo per la presenza degli scudetti 
chitinosi cutanei e per una diversa struttura dell'organo mascellare. 

Atractides Pavesi!, mihi. 

Femmina lungh, ja. 960, largh. 620. Tronco^ visto di sopra, a 
contorno ovale, astraendo dagli epimeri notevolmente sporgenti dal 
margine frontale, e dall'organo mascellare, che sorpassa di tutto il 
rostro gli apici anteriori degli epimeri del primo paio. Colore fon- 
damentale bruno, verso la periferia man mano più chiaro, fin quasi 
a raggiungere una trasparenza completa ; organo escretore bianco, 
riccamente ramificato; organo mascellare, epimeri ed estremità 
verdi. Integumento molle ; epidermide finamente rigata, con strie 
parallele, che si risolvono a forte ingrandimento in serie di punti. 
Piastre chitinose degli orifizi ghiandolari cutanei quasi circolari, 
diam. 31-38 u.; 1q due del margine frontale tra le più sviluppate, 
con setole antenniformi larghe, diritte, debolmente piumate {lun- 
ghezza 50 jA.) Occhi color rosso cupo, distanti tra loro 180 j*. Ca- 
pitnlum assai più sviluppato che in ogni altra congenere, lungh. 315 a. 
(misurati sulla parete inferiore o piastra mascellare) o di essi 138 
devoluti al rostro, largh. circa 100; rostro volto in alto, con due 
corte setole ricurve vicinissime all'apice sulla faccia inferiore e due 
simili, ma più lunghe e più lontane dall'apice, sulla faccia dorsale; 
mandibole lungh. 450 [a., con articolo basale gracile ed unghie ter- 
minali (lungh. 125 u.) fornite sul lato concavo di 12-14 denti in 



(1) Conosco It) S. srt/'(/<'r Thor dalla doticrizioue riportata nel Tier- 
i-cicli - (lai Piersig, e clu* acct^nna soltanto alla preseìiza di sei piastrine, 
oltre a snelle delle ghiandole entanee; <* assai probabile che, tra le due 
specie, intercedano notevoli ditVerenze anche riguardo alla t'orma, alla 
i;randezza e alla posizione di tali tbnnazioni chitinose. 



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SECONDO ELBNCO d'iDRACNB DEL PAVESE. 153 



serie. Palpi poco più corti della metà del tronco; lunghezza dei 
singoli articoli numerando dal primo al quinto come 10 : 14 : 20 : 
22:6; secondo articolo, benché il più grosso tra i cinque, assai 
più sottile del corrispondente della prima zampa e, al pari del 
terzo, fornito di robuste setole, per lo più piumate ; quarto in- 
grossautesi a clava verso l'estremo distale, che invia sui lati del 
quinto due prolungamenti, i quali conferiscono all'articolo termi- 
nale l'aspetto di una foglia triloba, se visti sopra o sotto, mentre 
visti di fianco danno idea dì un dente (specie T interno, lungo 
circa un terzo dell'ultimo articolo); i due peli setolosi sulla faccia 
inferiore del quarto articolo inseriti l'uno verso la metà, l'altro circa 
a ugual distanza dal primo e dall'estremo distale; un po' innanzi 
al pelo anteriore la setola laterale-interna. larga alla base e poi 
man mano finissima. Area epimerale finamente porosa, lungh. 450 j*., 
largh. (all'inserzione della quarta zampa) 630, incavo mascellare 
210, distanza fra il precedente e l'estremo posteriore dei primi epi- 
meri 126, porzione della faccia ventrale libera dagli epimeri 380; 
terminazione comune degli epimeri anteriori senza apofisi sottocu- 
tanea mediana, ma con due apofisi laterali unciniformi, come in 
gibberipalpis Piers.; margine posteriore del quarto epimere con 
stretto orlo chitinoso nella metà esterna. Zampe lunghe rispettiva- 
mente, dalla prima alla quarta, 875, 787, 962, 1365 j^., prive di veri 
peli natatori, ma con setole in maggioranza piumate e peli finis- 
simi, disseminati senza regola nei vari articoli, più corti e nume- 
rosi presso la guaina unguicolare; prima zampa poco più robusta 
delle due mediane; quinto articolo lungh. 252 \^,, largh. massima 
45; tra le due setole della faccia inferiore, lunghe l'una 75 y., 
l'altra (la apicale) 70 s'incurva un pelo come in spinipes^ inse- 
rito superiormente all'estremo distale dell'articolo; sesto articolo 
poco meno robusto del precedente, lungh. 164 ì*., con curvatura 
debolissima a circa un terzo dall'apice prossimale e artiglio leg- 
germente ridotto. Area sessuale più vicina agli epimeri che al 
margine posteriore del tronco; fessura genitale lungh. 115 [*-., limi- 
tata da due robusti corpi chitinosi e da due labbra descriventi in- 
sieme un largo ovale, e alla loro volta quasi del tutto racchiuse 
dalle piastre genitali ; queste, a un dipresso triangolari, si esten- 
dono per buon tratto dietro l'apertura sessuale e anteriormente ar- 
rivano fino a livello dell'arco chitinoso; dei tre dischi di ciascuna 
piastra i due posteriori situati l'uno di fianco all'altro. La così detta 



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154 e. MAGLIO, SECONDO ELENCO d'iDRACNE DEL PAVESE. 



/ ^ apertura anale ^ esattamente tra le ijrhiandole anali e assai più 
vicina al margine posteriore del corpo che all'area genitale. 

Maschio ben poco diverso all'esterno dalla femmina. Lungh, 750 ^ , 
largh. 560. Margine frontale quasi tronco. Colore come nella fem- 
mina, ma con una macchia rossa all'apertura genitale. Integumento 
molle, in nessuna regione del corpo corazzato. Areole chitincee 
intorno agli orifici ghiandolari cutanei, diametro 37-42 a. Secondo 
articolo dei palpi notevolmente più gracile del corrispondente 
della prima zampa ; quarto invece circa di egual robustezza. Area 
sessuale^ lungh. 115 i^., largh. 155, con orlo chitinoso subcutaneo 
nella metà anteriore e caratterizzata, come al solito nei maschi di 
Atractides^ dalla fusione delle piastre genitali; apertura genitale 
lungh. 65 H^., incisura posteriore mediana lunga 17. 

La Atractides Pavesii si differenzia dalle congeneri, a me note, 
sopra tutto pel grande sviluppo del capittdum, lungo circa un terzo 
dell' intiero tronco e così sporgente dal margine frontale da richia- 
mare i rapporti, che offre a tal riguardo la Torrenticola anomala (K.); 
pure caratteristiche sono la struttura dell'epidermide e le speciali 
formazioni sui lati del quinto articolo dei palpi. 

Dal Laboratorio zoologico della E. Università di Pavia, gennaio 1905. 



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155 



OSSERVAZIONI IDROMETRICHE MERIDIANE GIORNALIERE 
PER LA PROVINCIA DI COMO (1). 





O » jn: jn: 


A J O 


1 o o cs 






La<ro 
ìitiggìoTe 


Lago 
di Lugano 




Lago di Como 




Qìorni 


Porto 
di Angora 

— 0.64 


1 Ponte 
Tresa 

1 -f 0.06 , 


Como, Porto 
di S. Agostino 


Lecco, 
Malpensata 

- 0.19 


Lecco, Ponte 
Visconteo 


1 


— 0.26 


- 0.37 


2 


- 0.64 


-f 0.06 1 


— 0.28 


- 022 


— 0.40 


3 


— 0.65 


1 4- 0.05 ; 


- 0.30 


- 0.24 


- 0.42 


4 


- 0.66 


+ 0.05 


- 0.32 


— 0.25 


- 0.42 


5 


— 0.66 


: H- 0.04 , 


- 32 • 


- 0.26 


— 0.43 


6 


— 0.67 


, 4- 0.04 ' 


— 0.33 


- 0.27 


- 0.44 


7 


— 0.68 


■ + 0.03 


- 0.33 


- 0.26 


- 0.43 


8 


— 0.69 


4- 0.02 i 


- 0.34 


- 0.26 


— 0.43 


9 


- 0.69 


' 4- 002 1 


- 0.34 


- 0.27 


- 0.44 


10 


— 0.70 


j -f 0.01 j 


- 0.35 


— 0.26 


— 0.43 


11 


— 0.70 


-f 0.00 , 


- 0.35 


— 0.28 


— 0.45 


12 


— 0.71 


+ 0.00 i 


— 0.36 


— 0.29 


— 0.46 


13 


— 0.72 


- 001 


— 0.37 


— 0.29 


— 0.46 


14 


— 0.72 


— O.Ol 


- 0.38 


- 0.30 


- 0.47 


15 


— 0.73 


, - 0.01 


— 0.38 


— 0.31 


- 0.48 


16 


— 0.73 


- 0.02 ; 


- 0.39 


- 31 


- 0.48 


17 


— 0.73 


- 0.02 i 


- 0.39 


— 32 


~ 0.49 


18 


— 0.74 


! — 0.02 : 


- 0.40 


— 0.29 


- 46 


19 


— 0.74 


; - 0.02 ' 


— 0.38 


- 0.29 


- 0.46 


20 


- 0.74 


; - 0.03 1 


- 0.35 


- 0.30 


— 0.46 


21 


— 0.75 


- 0.03 i 


— 0.35 


— 31 


- 0.47 


22 


— 0.75 


, — 0.04 i 


- 0.36 


- 0.31 


— 0.47 


23 


- 0.75 


— 0.04 j 


- 0.37 


- 31 


- 0.47 


24 


— 0.75 


1 -0.04 i 


— 0.37 


— 0.31 


— 0.47 


25 


— 0.76 


1 - 0.04 1 


— 0.38 


— 0.31 


— 0.47 


26 


- 0.76 


; - 0.04 1 


~ 0.38 


- 0.31 


— 0.47 


27 


- 0.77 


- 0.04 


- 0.39 


-0.31 


— 0.47 


28 


- 0.78 


— 0.04 


- 0.39 


— 0.33 


- 0.49 


29 


— 0.78 


1 - 0.04 ' 


— 0.40 


- 0.34 


- 0.50 


30 


- 0.78 


! — 0.05 ! 


— 0.40 


— 0.84 


- 0.50 


31 


- 0.79 


1 — 0.05 I 


- 0.41 


- 0.34 


- 0.50 



(1) La quota sai LM. dello zero deiridrometro di Como è di 197.52. 



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e .^^ 



Il verbale della admiaiisa del 9 fèbbraje 1905 
Terrà pabblìcato nel proBsìHio ftiseieoto. 



Mendicanti. - Serie li. Voi XXXYUL 12 



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Adunanza del 14 dicembre 1905. 

PRESIDENZA DEL COMM. PROF. VIGILIO INAMA 

PRESIDENTE. 



Presenti i MM. EE. Ardissone, Aschieri, Bardelli , Berzolari. 

Briosi, Cantoni, Celoria, Ckriani, Ferrini, Forlanini. Gabba B.. 

Gabba L., Gobbi, Golgi, Inama, Jung, Mangiagauj, Miraxi. Pa- 

VKHJ, Taramelli, Yi(;noli, Visconti, Ziccantk. 
E i SS. ce. Ancona, Banfi, Bonfante, Bordoni- Uffreih zzi. Brz- 

ZATi, C apasso, De Marchi A., Deli/Acqca, Gorini, Gorra. Jo- 

RiNi, Mariani, Martoreli.i, Mknozzi, Paladini, Rajna, Sabbadim. 

Salmojraghi, Sayxo, Tansini, Yidari. 
I MM. EE. prof. Ascoli e Artini e il S. C. prof. Bonardi gillJ^titìoano 

la loro assenza. 

L'adunanza è aperta al tocco. 

Si legge e si approva il verbale dell' adunanza precedente e si 
annunciano gli omaggi. Indi si passa alle letture: 

Il S. C. prof. Giovanni Vidari legge, in parte riassumendo, la 
nota: Ancora intorno aWidea di progresso; 

Il M. E. prof. Giuseppe Zuccante legge: Sui veri motivi del 
processo e della condanna di Socrate; 

Il S. C. dottor Guido Bordoni-Uflfredduzzi legge su : Le tinture 
pei capelli velenose^ in rapporto all'attuale legislazione sanitaria; 

La lettura del S. C. prof. Edoardo Bonardi, assente per doveri 
di professione, è rimandata ad altra adunanza. 

Raccoltosi in appresso l'Istituto in adunanza privata, il M. E. 
prof. Visconti legge la relazione della Commissione giudicatrice per 
il concorso al premio Gagnola, sul tema : Una scoperta ben pro- 
vata sulla cura della pellagra- La Commissione propone un assegno 
d'incoraggiamento di L. 800 al prof. Carlo Ceni per la memoria : Le 



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ADUNANZA ORDINARIA DKL 14 DICEMBRE 1905. 955 

jjroprietà patogene deWaspergillus niger in rapporto colla genesi 
della pellagra. L'Istituto, in seguito a qualche osservazione del 
M. E. prof. Celoria e a schiarimenti del M. E. prof. Golgi, approva. 
Il S. C. prof. Luigi Sala legge la relazione della Commissione 
giudicatrice per il concorso al premio Fossati, sul tema: Stato at- 
tuale delle conoscenze svila nevroglia nei riguardi anatomo-embrio- 
logici^ fisiologici e patologici. La Commissione propone che alla 
. memoria contrassegnata col motto : Ben fa chi fa sia dato un as- 
segno d'incoraggiamento di L. 1200; e a quella contrassegnata col 
motto: Non sempre chi vuol può^ un assegno di L. 400. L'Istituto 
approva. 

Il M. E. prof. Zuccante, per la Sezione di letteratura e filosofia, 
legge la relazione sulla proposta di un M. E. nella Sezione stessa, 
in sostituzione del compianto senatore Tulio Massarani. 

Si procede in seguito allo spoglio delle schede per la nomina di 
un M. E. nella Sezione di scienze politiche e giuridiche. Funzio- 
nano da scrutatori i MM. EE Cantoni e Bardelli. Risulta eletto 
il Socio corrispondente (riulio Cesare Buzzati con voti 35 su 87 vo- 
tanti. 

L'adunanza è sciolta alle ore 15. 

// segretario 
G. Zuccante. 



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SULLA 

FORMAZIONE DEL FANGO TERMALE DI BORMIO. 
I. - GENERALITÀ E GRUMI NATANTL 

Lettura 
del S. C. Prof. Angelo Andkes 



Avendo con precedenti ricerche (1) determinata la costituzione 
morfologica del fango delle Terme di Bormio mi parve opportuno 
d'indagare a complemento della medesima quale anche ne sia Tori- 
giue ed il processo di formazione. Oggetto della presente nota è 
appunto di esporre i risultati ai quali in tale ordine d'indagine 
sono pervenuto. 

Questo fango (2) non si forma già nelle vasche da bagno dove 
il pubblico di solito lo vede, sibbene in appositi bacini che si tro- 



(1) AxDRES A., // fango (Mie ferme di lìonnio (analisi iuicrosco})ica 
di (j uè Ilo che si trova nelle vasche da bagnoì iu Rend. Lst. loinb, se. e 
lett,, Milano, ser. 2, voi. xxxvii, 1904. 

(2; A chi non conosce la precedente mia Lettura non è fuori di liio^ 
per l'intelligenza della presente di ramuieniorare che questo fango * iiou 
è un miscuglio di terra e di acijua come dal significato usuale della i^a- 
rola ognuno potrebbe credere, sibbene una poltiglia speciale di natura 
prevalentemente organica in cui si trova bensì acqua (e cioè la stessa 
delle sorgenti termali) ma quasi nuiraffatto terra né sabbia del suolo». 
Tale poltiglia è costituita da grumi o fiocchi individualmente distinti, 
aventi forma irregolare, volume vario dal piccolo e invisibile al grande 
che misura 1-2-ìJ centim., colore ora jalino, ora bianco, ora nero, con nu- 
merosi gradi intermedi. Ciascun grumo consta per lo più di una massa 
mucilagginosa fondamentale (gleaj a cui si associano corpicciuoli diversi 
(gleontij. Di questi alcuni sono inorganici e cioè cristalli e grani di solfo, 
pietruzze di (juarzite, dolomitCj calcite, gesso, ecc., pallottoline nere di 
solfuro ferrico; altri sono organici e cio!^ iilanieuti con e senza granuli 
di solfo fboggiatoa leptomitiformis), badiloni id. (sp. nuova?), fil uzzi ra- 
dianti o microfiure (sp. nuova?), cisti gromiiforrai, macro- e niicrococchi, 
bacteri e bacilli; e taluni infine sono ac-identali e non occorre menzionarli. 



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SULLA FORMAZIONE DKTì FANGO TKRMALE DI BORMIO. 957 



vano in immediata prossimità di tre delle principali sorbenti di 
acqua termale e cioè di quella di S. Martino, quella dell' Arcidu- 
chessa o dei Ba^ni Romani e quella di Cassiodoro (1). 

In ciascuno di questi bacini (come ognuno può verificare, per 
esempio, in quello della fonte Arciduchessa che è il più ampio» 
misurando all'incirca 6 mq. di superficie per 1 di profondità e che 
è quello di più comodo accesso) se si guarda anche solo con occhio 



ri) Le sorgenti che foniÌ8Cono l'acqua termale di Bonnio (per chi non 
lo sapesse) si trovano al piede del Monte Roit alla sinistra dello shocco 
meridionale del burrone dell'Adda, cioè più o meno di sotto ed a nord- 
ovest dello stahilimento dei Bagni Vecclii. Nascono dalla formazione 
dolomitica nel punto dove questa, appoggiandosi sugli schisti di Casanna, 
l)ruscamente si aderge quasi verticale. Occupano un'area abbastanza ri- 
stretta che ili senso orizzontale si estende all'incirca per bOO metri, e 
in senso verticale all'incirca per 100. — Esse attualmente sono sette: 
1.** la sorgente di S. Mai-tino, che è la più alta ed orientale e che al 
presente scaturisce in fondo alla grotta sudatoria omonima fornendo al- 
l' incirca 250 litri al minuto primo; 2." la Porgente dell'Arciduchessa o 
dei Bagni romani che si trova un poco più in basso ed a ponente, e che 
dà all'incirca 400 litri al minuto primo; ì5." la sorgente Cassiodora che 
scorga pure un poco più bassa ed a ponents della seconda, con circa 180 
litri al m. pr. ; 4.** la sorgente Pliniana fluente anch'essa più in basso 
ed a ponente della precolente e che dà all'incirca 12^) litri al m. pr. ; 
5.** la sorgente Bormina che nasco dove la rupe tocca il greto dell'Adda 
in una piccola grotta momentaneamente murata e che dà all' incirca 50 
litri al m. pr. ; B." la Nibelunga zampillanto dalla rape nel bun-one 
dell'Adda più a nord della Bormina e molto più alta in luogo affatto 
inaccessihile ; 7." la Ostrogota che fuoresce pure dalla ru])0 nel burrone 
un poco più a nord e più bassa della Nibelunga in luogo di accesso as- 
sai difficile, e che fornisco circa 5^) litri al m. pr. — Oltre questo è da 
menzionare lo zampillo dei Bambini che non esiste più e che si trovava 
dove ora è il capanotto d'origine del tubo sotterraneo che adduco l'ac- 
qua dell'Arciduchessa ai B.igiii Nuovi. È da menzionare pure lo zam- 
pillo di S. Carlo o degli Occhi che scaturisce dalla rupe fiancheggi ante 
il valloncello sottostante ai Bugni Vecchi e che dà acqua ferrugginosa 
ed appena tiepida. — Quasi tutte le sorgenti enumerata danno acqua che 
porta con se, dall'interno della rupe, grumi natanti. Xe contengono in 
gran copia quelle di S. Martino, dell'Arciduchessa e la Cassiodora; in 
minore quantità la Ostrogota non meno che la Bormina; forse niente ne 
ha la Nibelunga, di cui stant3 l'inaccessihilitì non si potò finora fare 
l'esame; assolutamente nulla la Pliniana, non meno che lo zampillo di 
S. Carlo. E soltanto allo sboof^o d'elle prime tre che vennero costniiti i 
bacini di produzione di fongo. 



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958 A. ANDKES, 

da profano, si trova che sul fondo vi è uno strato di fango più o 
meno grigio simile a quello delle vasche da bagno, mentre alle 
pareti sono attaccate delle grosse lingue fluttuanti gelatinose ocracee 
che nel loro complesso danno l'idea del vello delle pecore, salvo 
il colore. E se si osserva anche 1' acqua si trova che in essa sono 
sospesi dei piccoli grumi bianchicci o trasparenti che fuorusciti 
con la stessa dalla rupe donde sgorga, oscillano incerti qua e là 
sicché per lo più poco a poco si depositano sul fondo o si attac- 
cano alle pareti. 



Da ciò ò facile inferire che il fango termale viene in questi ba- 
cini originato dalla sedimentazione dei grumi sospesi o natanti nel- 
l'acqua della relativa sorgente. — Tuttavia, considerando che tali 
grumi sono tutti o jalini o bianchi (con le gradazioni intermedie 
s'intende), mentre il fango di fondo consta oltreché di grumi simili 
anche di grumi grigi, che sono in grandissima abbondanza, e di grumi 
neri, quasi del pari abbondanti, devesi pensare che la semplice se- 
dimentazione dei grumi natanti non basta a spiegare la formazione 
del fango; e devesi quindi supporre che con questa concomita o la 
produzione ex novo di altri grumi aventi color grigio e nero o la 
trasformazione dei primi (ialini, ialo-bianchi e bianchi) nei secondi 
(grigi, grigio-neri e neri). — A consimile supposizione si perviene 
pure se si osservano le lingue o bioccoli del vello parietale. Questi 
sia per la loro forma, che in generale è irregolarmente cilindro- 
conica con la base attaccata alla parete e l'apice fluttuante libero 
alla mercè dell'acqua; sia per la lunghezza, che può essere facil- 
mente di uno, o due decimetri, se non anche più talora; sia per 
il colore ocraceo spiccato, che però decresce dalla base all'apice, — 
questi, ripeto, fanno del pari sorgere il pensiero che sieno dovuti 
o ad una nuova produzione o ad una trasformazione come nel 
caso precedente. — Dirò tuttavia che giudicando in astratto, per 
il fango di fondo sembra più probabile la trasformazione, per il 
vello parietale pare invece più verosimile la nuova produzione. 

Comunque sia, per chiarire se si tratti di trasformazione o di 
nuova produzione o magari di tutte e due, mi parve necessario di 
prendere in esame anzitutto i grumi natanti appena fuorescono 
dalla rupe con 1' acqua, per determinarne esattamente la natura 
fondimentale nonché le eventuali relative modalità; poi i bioc- 



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SULLA FORMAZIONE DEL FANGO TERMALE DI BORMIO. 959 



coli del vello parietale non meno che i grumi del fango di fondo, 
per stabilirne del pari l'esatta natara fondamentale con le sue va- 
riazioni eventuali. 

I grumi natanti. 

Questi grumi natanti, che come dissi teste sono sospesi nel!' ac- 
qua termale sgorgante dalla roccia, là dove essa rallenta il corso 
e ristagna, sembrano oscillare incerti come se nuotassero per im- 
pulso proprio (da ciò V epiteto di natanti che loro diedi), ma in 
realtà non fanno che seguire passivi lo correnti e controcorrenti 
mentre contemporaneamente cadono adagio adagio su fondo, od 
urtando contro la parete vi restano aderenti. 

Le loro dimensioni sono piccole e variano dal punto quasi im- 
percettibile, al volume di uno, due e persino tre centimetri cubi. 

Il colore oscilla fra le gradazioni del bianco. Alcuni grumi non 
ne hanno affatto e sono quasi completamente ialini, altri assumono 
una tinta decisa di bianco-avorio e sono opachi; fra i due poi ri- 
corrono numerose gradazioni dall' incoloro al bianco e dal ialino 
all'opaco. 

La forma è quanto mai si possa dire irregolare e bizzarra ; essa 
sfugge a qualsiasi tentativo di descrizione (vedi la tavola). 

Ciò malgrado, considerando i grumi nel complesso dei loro ca- 
ratteri, possiamo distinguere tre modalità diverse. Alcuni sono mas- 
sicci e già a debole ingrandimento appaiono costituiti da una massa 
mucilagginosa individuata e uniforme. Altri sono invece fioccosi 
e appaiono costituiti da fasci ed aggrovigliamenti di filamenti. Altri 
sono misti e risultano costituiti (come dice il nome) dall'unione o 
fusione dello due modalità precedenti. Queste distinzioni però non 
sono affatto assolute ; perchè come sempre vi sono qui pure i gradi 
intermedi. 

I grumi natanti massicci, (fig. 1-42 e 45, 46) osservati con sem- 
plice lente ed anche ad occhio nudo presentano un corpo per 
Io più irregolarmente lobato , i lobi del quale hanno spesso 
forma digitata (fig. 9) o cilindro-conica, più o meno allungata (fi- 
gura 24), ed ancora più spesso forma clavata. Quest'ultima anzi 
sembra essere la prevalente, perchè vi sono grumi che sono per se 
stessi non altro che una clava più o meno grande, lunga e grossa 
(fig. 4, 5, 6, 7, 12, 15) ; ovvero grumi che constano di due, tre, 



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960 A. ANDRES, 



quattro e più clave, riunite con V estremo sottile e libere con k 
parte grossa (fig. 26, 27, 28). 

Dei grumi massicci parecchi offrono superficie liscia e regolare, 
mentre parecchi altri appaiono di superficie irregolare non liscia. 
I primi danno l'impressione di essere glee giovani, rigogliose e vi- 
venti ; i secondi invece di essere glee meno giovani forse, di certo 
meno rigogliose, forse in preda a degenerazione, se non già morte. 
a) Esaminando con Taiuto del microscopio i grumi massicci a 
superficie liscia trovasi che risultano costituiti da una massa ma- 
cilagginosa incolora e trasparente nella quale giacciono : 1*^ grossi 
bacilli granuliferi che non mancano mai e che sono sempre assai 
numerosi ; 2^ cristalli di solfo ottaedrici e baculari per lo più ab- 
bondantissimi ma che talora sono scarsi, od assai scarsi e qualche 
rara volta mancano ; 3^ filuzzi radianti da nocciolo ossieno micro- 
fiure, che di solito sono molto scarse e che qualche volta sembrano 
mancare del tutto ; 4® pietruzze che di sovente fanno difetto o che, 
esistendo, sono assai scarse. 

Appare da questo che in tali grumi V elemento costante è dato 
dai grossi bacilli sulfurigeni (che di certo appartengono al grande 
gruppo dei tiobacteri) e che quindi essi tutti si possono interpre- 
tare come zooglee di tiobacteri e chiamare tiohacterioglee (l). Ap- 
paro altresì che qualche volta tale elemento è solo, ma ohe spesso 
trovasi associato con uno o con più degli altri, cioè dei cristalli di 
solfo, delle microfiure e delle pietruzze e che quindi vi possono 
essere varie modalità di tiobacterìoglee. 

Infatti dei grumi massicci a superfìcie liscia o grumi massicci 
giovani (aventi quindi il tipo di tiobacterìoglee giovani) ne esistono 
varie sorta: 

1** Grumi che constano soltanto di mucilaggine uniforme e di 
grossi bacilli solfurigeni (tiobacterioglee giovani semplici e pure) 
(fig. 52, 53, 54). 

2*^ Grumi costituiti da mucilaggine uniforme, da grossi bacilli 
sulfurigeni e da cristalli di solfo (tiobacterioglee giovani cristalli- 
fere) (fig. 56, 57, 58 . 



(1) Per questo vocabolo e per i consimili delle pagine seguenti ven- 
gasi la ragion d'essere nella precitata Lettura del 1904 « // fiingo tMh 
terme di }iormìo ». 



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SULLA FOllMAZIONB DEL FANGO TEUMALE DI BORMIO. 961 



3** Grumi eguali ai primi ma presentanti per di pia le micro- 
fiure (tiobacterioglee giovani semplici con microfiure) ; 

4"" Grumi uguali ai secondi ma del pari forniti di microfiure 
(tiobacterioglee giovani cristallifere con microfiure) ; 

5** Grumi eguali ai primi ma possedenti pietruzze (tiobacterio- 
glee giovani semplici con pietruzze) ; 

6"* Grumi eguali ai secondi ma del pari aventi pietruzze (tio- 
bacterioglee giovani cristallifere con pietruzze) ; 

7** Grumi eguali ai terzi ma dotati di pietruzze (tiobacterioglee 
giovani semplici con microfiure e pietruzze); 

8" Grumi eguali ai quarti ma del pari accompagnati da pie- 
truzze (tiobacterioglee giovani cristallifere con microfiure e pie- 
trozze). 

Di queste varie sorta di tiobacterioglee giovani quelle semplici 
(prive di cristalli) e pure (prive di pietruzze e microfiure) sono 
costantemente piccole e di forma clavata; esse sono assai rare; 
tanto rare da formare quasi un'eccezione. Un poco meno rare ed 
eccezionali sono quelle semplici con microfiure, abbiano o meno 
pietruzze. Rare sono altresì quelle cristallifere pure (cioè prive di 
microfiure e di pietruzze). Frequenti invece sono tutte le altre cri- 
stallifere con microfiure, abbiano o meno le pietruzze. 

b) Passando all'esame dei grumi massicci a Superficie non li- 
scia, si nota la stessa costituzione generale dei precedenti a super- 
ficie liscia ; e cioè quella di una massa mucilagginosa, in cui giac- 
ciono bacilloni granuliferi, cristalli sulfurei, microfiure e pietruzze. 
Ma tale costituzione generale resta modificata anzitutto da altera- 
zione qualitativa e quantitativa delle glee e dei gleonti predetti, 
poi dalia comparsa di altri gleonti. — L'alterazione quantitativa si 
riferisce precipuamente al numero delle pietruzze ed a quelle delle 
microfiure ; entrambi le quali per lo più aumentano assai. L'altera- 
zione qualitativa si riferisce in parte alle pietruzze delle quali molte 
ne appaiono di minute e granulari; in parte pure ai cristalli di 
solfo tra i quali molti se ne trovano di arrotondati, di granu- 
losi, ecc. ; in massima parte poi ai grossi bacilli tiogeni che si pre- 
sentano per lo più irregolari e suscitano V idea di essere morti od 
in via di degenerazione. — La comparsa di gleonti nuovi consiste 
nella presenza frequentissima di filamenti leptotriciformi o di beg- 
giatoe; in quella dei macrococchi reniformi e degli otricelli gro- 
miiformi, nonché in quella dei numerosi bacteri, micrococchi e 
granuli, di aspetto svariatissimo. 



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962 A. ANDBES, 

Anche di questi ^rumi massicci a superficie non liscia si pos- 
sono quiudi ammettere forse alcune sorta diverse; vi sono quelli 
che essendo semplici alterazioni quantitative e qualitative dei grumi 
precedenti a superficie liscia si possono considerare come tiobactt' 
rioglee degenerate'^ e vi sono quelli che insieme colle stigmate 
della degenerazione presentano nuovi gleonti e questi sono tioha- 
derioglee degenerate ed infestate. Dell'una e dell'altra categoria vi 
sono sorta svariate; come è facile capire, anche solo pensando che 
ognuna delle otto varietà precedentemente menzionate di tiobacte- 
riogleè giovani è suscettibile di alterazione e d'infestazione. Oltre 
a ciò, poi di ciascuna delle prime si hanno tutte le modalità ca- 
gionate dalle alterazioni medesime quantitative e qualitative, che 
per sé stesse sono numerose e che interferendo variatamente tra 
loro, diventano più numerose ancora. Di ciascuna delle seconde si 
hanno le modalità principali determinate dalla natura dei diversi 
gleonti (beggiatoe, leptotrici, macrococchi reniformi, otricelli gro- 
miformi, bacteri, micrococchi, ecc.) e le accessorie causate dall'in- 
terferire diverso di queste. 

e) Tra i grumi massicci a superficie non liscia però, oltre a 
quelli di codeste varietà riconducibili al tipo delle tiobacterioglee 
se ne hanno alcuni altri che hanno carattere dififerente, che cioè 
mancano dei grossi bacilli tìogeni non meno che dei cristalli di 
solfo. Tali grumi sono in generale assai piccoli (1) ed hanno la 
parvenza di frammenti o frustoli dei precedenti, benché certo non 
lo sieno. Essi per il saliente carattere della mancanza di solfo « 
possono considerare come rappresentanti un tipo distinto delle pre- 
cedenti tiobacterioglee e chiamare quindi atiobacterioglee e più bre- 
vemente atioglee. 

Alcuni sembrano essere masse di mucilaggine mancanti di inclu- 
sioni proprie e sarebbero glee senza gleonti cioè atioglee semplici; 



(1) È per la loro esiguità che questi di solito nell'acqua dei bacini non 
si scorgono natanti come gli altri grumi, e clie io mi accorsi della loro 
esistenza soltanto tardi. Cioè una volta che avendo sospeso dentro IV- 
qua di un bacino produttore di fango un barattolo di vetro a bocca 
larga allo scopo di ottenere nel medesimo sedimentazione di grumi e 
protluzione di fango, trovai nel mede-^imo all'esterno ed all'iut?rno una 
specie di pulviscolo che era commisto coi giiuni soliti e che e-^iuinat > 
al microscopio ai)parve constare appunto di tili minuti gnmiet tini privi 
di tiobacteri. 



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SULLA. FORMAZIONE DEL FANGO TREMALE DI BORMIO. 963 



e di questi taluni hanno aspetto di mucilaj^gine uniforme, altri di 
mucilaggine rappresa, cioè qua e là più densa, talaltri ancora di 
mucilaggine granulosa, donde atioglee semplici uniformi, atioglee sem- 
plici rapprese ed atioglee rapprese artiste granulose. Altri invece pa- 
iono risultare di mucilaggine compenetrata da un feltro di sottilis- 
simi filamenti leptotriciformi e sarebbero atioglee feltrate. Altri an- 
cora sembrano constare di mucilaggine pervasa da minuti bacteri e 
micrococchi e sarebbero atioglee bacterichee o micrococciche ; somi- 
gliando talora quest'ultime alle atioglee semplici granulose. Tutte poi 
queste quattro o cinque sorta di atioglee sono sempre piene di pie- 
truzze e dippiù presentano spesso e più o meno frequenti le mi- 
crofiure, i macrococchi reniformi, le cisti gromìeformi, ecc. 

I grumi natanti fioccosi (fig. 43, 48, 49, 50, 51) sono in generale 
meno frequenti dei massicci, hanno di solito colore bianchiccio 
diafano, grandezza assai varia e forma assolutamente irregolare. 
Kisultano costituiti, come dissi, da fasci ed aggrovigliamenti di fili 
più meno granuliferi, più o meno sottili, che malgrado le loro 
diversitii appartengono forse tutti alla stessa specie, beggiatoa le- 
ptomitiformis, È ben raro però che questi grumi constino soltanto 
di fasci di fili ; per lo più tra i fasci e tra i fili singoli esistono 
traccio più o meno notevoli di sostanza mucilagginosa. Di questa 
è impossibile dire se sia dovuta a secrezione delle beggiatoe stesse 
o se provenga da adesione accidentale di taluna delle predette 
atiobacterioglee o atioglee. 

I grumi natanti misti (fig. 44, 47) sono al contrario dei fioccosi 
forse più frequenti dei massicci, o per lo meno press' a poco in 
egual numero; hanno colore per lo più bianchiccio diafano, gran- 
dezza varia e forma assolutamente irregolare. Constano, come dissi 
e come suona il nome, della riunione più o meno intima di grumi 
di diverso tipo; e per questo stesso loro carattere, come è facile 
capire, comprendono grandissimo numero di varietà. Di queste poi, 
per quanto mi sembra, la massima parte è data dalla unione dei 
fioccosi coi massicci a superficie non liscia, tanto con quelli delle 
tiobacterioglee quanto con quelli delle atioglee. Assai numerose poi 
sono altresì le varietà provenienti dalla unione di grumi di questi 
due tipi fra loro, cioè di tiobacterioglee con atioglee; non meno che 
quelle risultanti dall'unione fra le diverse sorta di atioglee. 



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964 A ANDRES, 



Fra i grumi misti vi sono alcuni che offrono una massa generale 
di tiobacterioglea degenerata dalla quale sorgono piccole clave re- 
golari di tiobacterioglea giovane ; quasi come se da un substrato di 
glea degenerante germogliassero rampolli di glea giovane a guisa 
di gemme (fig. 35, 36). 



Molti dei grumi natanti (massicci, fioccosi e misti) offrono ona 
certa colorazione giallognola dovuta ad idrossido di ferro (l), la 
quale della loro compagine occupa il totale od una porzione più o 
meno grande. Essa per lo più è diffusa e colora tanto i filamenti 
che le glee e rispettivi gioenti organici. Qualche rara volta si pre- 
senta in minutissimi granelli che quasi pulviscolo o sono sparsi o 
aderiscono ai predetti filamenti, glee e gioenti ovvero in sferettine 
individuate di grandezza diversa aventi colore più intenso. Tale 
colorazione è relativamente frequente nei grumi a tipo di atioglea 
che talora risultano totalmente giallognoli; relativamente frequente 
è pure in quelli massicci a tipo di tiobacterioglea degenerata ed 
infestata che del pari talora ne vengano colorati per intiero, meno 
frequente è in quelli misti dove del resto è anche quasi sempre 
parziale ; ancora meno frequente poi in quelli fioccosi dove è sem- 
pre localizzata e pallida e in quelli massicci a tipo di tiobacterio- 
glea giovane. 






Giunto a questo punto e dopo di avere compiuta la descrizione 
dei grumi natanti nelle svariate e numerose modalità di aspetto e 
di struttura ch'essi presentano, è naturale il chiedere se essi sieno 
altrettanti semplici aggregati accidentali di organismi diversi, o se 
non debbano piuttosto considerarsi come corpi più o meno indivi- 
duati, aventi un ciclo proprio di nascita, sviluppo, involuzione e 
morte, vale a dire corpi individuati in senso biologico. 



(l) Di ciò mi accertai con la nota prova del ferrocianuro pota^ssioo in 
soluzione acquosa 5 7o niista con acido cloridrico, la quale mi diede U 
brillante colorazione dell'azzurro di Berlino; ed altresì con la prova, 
meno usata, dell'acqua solfidrica che produsse invece la colorazione 
in nero. 



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SULLA FORMAZIONE DEL FANGO TERMALE DI BORMIO. 965 

Cercando rispondere si trova che questo carattere d'individualità 
biolo*i^ica non esiste di certo nei grumi natanti misti, essendo essi 
in realtà non altro che una riunione meramente accidentale di due 

più altri grumi diversi o di loro eventuali irammenti. 

Tale carattere neppure si riscontra per i grumi natanti fioccosi, 
nei quali i rispettivi filamenti di beggiatoa si possono pure consi- 
derare come accidentalmente riuniti e di certo sono assolutamente 
indipendenti l'uno dall'altro. Ad ogni modo i loro oostitueuti, cioè 

1 filamenti, sono senza dubbio individui biologici. 

Il carattere d'individualità biologica forse neppure si trova nei 
grumi massicci a tipo di atioglea. Di questi, come si vede, ve ne 
sono alcuni che constano semplicemente dì piccole masse di muci- 
laggine cosparsa di pietruzze la quale può ofi'rire modalità diverse 
senza cessare d'essere nuU'altro che mucilaggine e sono le atioglee 
semplici. Esse non contenendo microrganismi o tutt'al più conte- 
nendone pochi assai non possono venire originate da questi uè per 
essi crescere e con essi ìnvol versi. Esse probabilmente prendono 
origine accidentale da un fenomeno di coagulazione di sostanze 
colloidali disciolte nell'acqua, che viene a sua volta determinato 
dall'azione fisico-meccanica di corpuscoli minerali esistenti nell'ac- 
qua stessa; come sarebbe provato appunto dalla costante presenza 
di pietruzze in loro grembo (1). Esse quindi non hanno carattere 
d'individualità biologica. Su questi coaguli di sostanze colloidali 
vengono poi a fissarsi microrganismi diversi (leptotricì, bacteri, mi- 
crococchi, ecc.) che trovando un substrato favorevole vi prosperano 
e danno origine alle atioglee feltrate, bacteriche ecc. Forse in questa 
ultima categoria di atioglee i microrganismi annidati possono per 
loro conto produrre altra mucilaggine; ed allora si potrebbero avere 
oltre le atioglee d'origine accidentale fisico-meccanica, anche le atio- 
glee d'origine mista; e queste avrebbero un lontano accenno di indi- 
vidualità biologica. Tuttociò però, comesi capisce, non è che ipotetico. 

Diverso è il caso dei grumi massicci a tipo di tiobaoterioglea. In 
essi il carattere d'individualità biologica sembra evidente. Fra le 



(1) Il fenomeno di coagulazione di cui qui è parola è già noto da 
tempo e fu studiato fra altri da L. Vanino che ne tratta nei Ber. il, 
deutsch. chem. GeseUmh.^ xxv, Q(J2. (Devo questa indicazione alla cor- 
tesia del gentile collega prof. Leone Pesci, che s'occupa del fango ter- 
male di Bormio dal punto di vista chimico). 



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966 A. ANDRES, 



numerose varietà di tiobacterioglee vi sono quelle a superficie liscia 
che constano soltanto di rauciiaggine e di grossi bacilli salfurigeni 
abbiano o meno cristalli di solfo (cioè le tiobacterioglee giovani e 
pure) le quali hanno tutte il carattere d'individualità biologica e 
più precisamente d'individualità del grado di colonia. A vero dire 
in nessuna di esse ho potuto seguire il ciclo vitale, perchè di nes- 
suna singolarmente ho veduto il nascere, il crescere e 1' evolverei, 
l'involuzione e lo sfacelo, ma ho però veduto nel grande numero 
indubitati stadi di sviluppo offerti ora dall'una ora dall'altra. È in- 
fatti principalmente fra queste tiobacterioglee giovani e pure che 8Ì 
trovano le eleganti clave le quali (tanto isolate che binate, triple, 
multiple) sono di grandezza diversa e danno l' idea di essere ap- 
punto in grado diverso di accrescimento. Oltre a ciò in queste tio- 
bacterioglee, massime se claviforrai, appare che i gleonti (bacilli 
granuliferi e cristalli di solfo) non sono sparsi a caso nella glea, 
sibbene con una certa norma ; e che cioè i bacilli vi giacciono im- 
mersi ed i cristalli vi stanno soltanto aderenti. Dippiù in talune clave 
piccole, massime se prive di cristalli, i bacilli sembrano orientati con 
il loro asse maggiore nella direzione dell'asse maggiore della clava; 
e talvolta paiono quasi irradiare dalla parte ristretta o prossimale 
verso la parte larga o distale. Infine in tutte le tiobacterioglee gio- 
vani e pure, anche se non sono claviformi e sono invece palmate, 
lobate, digitate, ecc., in tutte si distingue una parte basale d'at- 
tacco ristretta da cui s'aderge il resto allargandosi; e ciò per se 
rivela o tradisce un fenomeno di accrescimento. Le tiobacterioglee 
giovani e pure offrono dunque chiaro il carattere d'individualità 
biologica. Naturalmente questo' carattere è posseduto anche dalle 
tiobacterioglee giovani non pure (quella cioè che oltre i gleonti 
normali presentano dippiù o pietruzze o mìcrofiure o le une e le 
altre insieme) non meno che dalle tiobacterioglee degenerate e 
dalle degenerato-infestate, perchè la presenza di altri gleonti ano^ 
mali non la toglie loro. 

Le tiobacterioglee, tanto giovani che degenerate e degenerato- 
infestate, sono dunque altrettante colonie; ed a mio modo di ve- 
dere, colonie di una determinata specie di tiobacteri che finora 
forse non venne ancora descritta da altri che da me (1). 



(ì) Vedi precitata Lettura del 1JK>4 a pag. 855 del volume e pag. IT 
dell'Estratto. 



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SULLA FORMAZIONE DEL FANGO TERMALE DI BORMIO. 967 



Per quanto posso giudicare dalle descrizioni e dalle figure dei 
libri, consultati (I) si tratterebbe di una glea sonìigliante a quelle 
zooglee che già da tempo sono conosciute coi nomi di zoogloea 
ramìgera ed in modo speciale a quella che lo Zopf (Morph. d. 
Spaltpflanzen 1882) rappresenta a tav. iii, fig. 8 e fig. 13 e che 
nel testo dice appartenere al ciclo vitale della cladothrix dicho- 
toma (2). Sarebbe quindi ^come questa una bacilloglea {BacilluS' 
Zoogloea^ Zopf) contenente bacilli lunghi e corti, grossi e sottili, 
diritti e curvi; ma naturalmente non della specie cladothrix di- 
ehotoma in cui ad ogni fase (di micrococco, bacterio, bacillo, lep- 
totrice, cladotrice, vibrione, spinilo) mancano i granuli di solfo, 
BÌbbene di qualche specie del genere beggiatoa, il quale, come è 
noto, i grunuli sulfurei li possiede. Tanto più che in taluna specie 
di questo genere lo Zopf trovò fenomeni consimili ; così nella è. 
alba da lui accuratamente studiata, descritta e figurata^ la quale 
oltre che in acque usuali vive anche nelle termali solfuree, egli rin- 
venne una micrococcoglea {micrococcen'zoogloea come egli dice) (3). 
Ora potrebbe essere (ed accettando le idee di questo autore non è 
illogico pensarlo) che come di questa specie esiste la micrococcoglea 
così esista pure la bacilloglea e magari esistano anche le altre ; 
potrebbe essere che alla stessa guisa della B* alba il fenomeno 
degli stadi di glea venga presentato eziandio dalle altre beggiatoe 



(1) Per la bibliografia vegga.si pure la precitata Lettura del 1JX)4. 

(2) Questa specie secondo lo Zopf fgraride apostolo del pleomorfismo 
degli schizofiti) avrebbe due distinte maniere di presentarsi. Una di in- 
dividui liberi che cominciano da micrococclii per crescere in bacteri e 
bacilli che poi costituiscono fili leptotriciformi e cladotriciformi, i quali 
possono riprodursi o col dar luogo a nuovi bacteri e micrococchi, o col 
frautumai-si in spiri Hi ecc. L'altra di individui aggregati in glee (zoo- 
gloeae secondo la sua nomenclatura) e costituenti quindi forme diverse 
delle medesime, cioè glee di micrococchi, glee di bacteri, glee di ba- 
cilli, glee miste di bastoncini lunghi e corti, diritti e inculavi e spirali, 
glee di elementi leptotriciformi, vibrioniformi, spiri lliformi, e glee di 
cladoti'ici . 

('3) Lo Zopf a vero dire menziona fenomeni consimili anche nella b, 
roseo-p^rHÌcìna e cioè non solo la micrococcoglea, sibbene anche la coc- 
coglea e la bacilloglea (Micrococcen- Coccen- Stabchen- Zoogloea secondo 
lui). Ma di questa menzione poco si può tener conto in quanto venne da 
altri, e massime da Winogi*adsky, in seguito dimostrato che tale specie 
come egli la concepiva non esiste e comprende fonne di specie divei*se. 



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96S A. ANDUES, 

e tra queste dalla 6. leptomitiformis {Menegh.) Trevis. che sarebbe 
la specie esistente nelle acque termali di Bormio (1). 

Accoj^liendo, ripeto, le idee dello Zopf le tiobacterioglee dei 
^^rumi natanti sarebbero Io stadio di bacilloglea della beg^atoa 
leptomitiformis (Men.) Trev. — Io confesso però che non ne sodo 
persuaso. Presciudendo dal dubbio in cui oggij^iorno si può essere 
intorno alla realtà del pleomorfismo di Zopf, massime in riguardo 
alle beggiatoe, resta per me sempre il fatto che, malgrado le in- 
numerevoli osservazioni mie, nou ho trovato mai, assolutamente 
mai, una forma di passaggio tra i filamenti delle [beggiatoe ed i 
grossi bacilli granuliferi delle tiobacterioglee. Nelle mie innumere- 
voli osservazioni, ripeto, fatte assai spesso con l'unico scopo di 
trovare tale forma di passaggio, ho riscontrato sempre che i fasci 
di beggiatoe dei grumi natanti fioccosi offrivano costantemente sol- 
tauto filamenti lunghi, normali, adulti; e che le tiobacterioglee non 
possedevano mai altro che grossi bacilli non oltrepassanti la lun- 
ghezza loro massima di 20 «jl. Gli è ben vero che qualche volta, 
massime nelle clave piccole, i bacilli mi mostravano tendenza a 
disposizione seriale, quasi da suscitare Tidea di beggiatoe in fran- 
tumazione (come descrive e figura lo Zopf nel precitato lavoro per 
la cladothrix dichotoma, per la beggiatoa alba, b. roseo- persicina 
ecc.) ; ma tale disposizione, a mio avviso, e come accennai poc^anzi, 
è probabilmente determinata dal fenomeno di accrescimento della 
clava. Ad ogni modo qualora fosse frantumazione di filamento in 
bacili si dovrebbe pur trovare anche in questo caso speciale qual- 
che forma intermedia di passaggio, ma invece, mai, assolutamente 
mai, l'ho riscontrata. 

Io propendo quindi a credere che le tiobacterioglee in -questione 
non siano uno degli eventuali stadi di pleomorfismo della beggiatoa 
leptomitiformis né di qualsiasi altra, sibbene una forma a se, indi- 
pendente e singola; assai probabilmente uua specie distinta e nuova. 

Infatti di simile a questa eventuale nuova specie delle terme 
di Bormio parmi vi sia soltanto quella che descrive, pure senza 
darle nome, il Manabu Miyoshi per le terme solfuree di Yu- 
moto presso Nikko nel Giappone (2) come già accennai nella pre- 

(1) Vedi precitata Lettura del 1904, a pag. 17 dell'estratto e pag. 855 
del volume. 

(2) Per la bibliografia veggasi la precitita mìa L?ttura del 190i. 



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SULLA FOAMAZIONB DEL FANGO TEBMALE DI BOBMIO. 969 

cedente lettura. Anche in quella tì è come nella mia una massa 
mucilafi:ginosa contenente bacilli, che ricorda il precitato stadio di 
bacilloglea della Cladothrix; ma diversifica per i bacilli che sono 
alquanto più lunghi (sino 28 \^)^ che sono sempre falcati, che vanno 
forniti di ciglia su tutta la superficie e che hanno granuli sulfurei 
non neir interno ma all' esterno. Pare dunque cosa diversa. Del 
resto la specie giapponese vive in acque aventi temperature da 51^ 
a 70* ; la nostrale in acque a soli 36^—42'* (1). 

Tuttavia in proposito, cioè sull'essere o non essere specie nuova 
questa curiosa forma delle terme di Bormio, io non mi posso an- 
cora pronunciare in modo assoluto ; sìa perchè non ho la certezza 
di avere suirargomento compulsata tutta la biUiografia e sia, so- 
vratutto, perchè finora rispetto alle tiobacterioglee ogni tentativo 
dì coltura da me intrapreso andò fallito (2). 

Riassumendo in breve ciò che riguarda i grumi natanti parmi si 
possa dire: 

1** Che fra essi morfologicamente si distinguono tre tipi: a) beg- 
giatoe che raccolte in fasci costituiscono essenzialmente i grumi 
fioccosi e che hanno senza dubbio natura ed origine di organismi 
viventi vissuti; b) tiobacterioglee che costituiscono alcuni dei 
grumi massicci e che hanno del pari senza dubbio natura ed ori- 
gine di organismi viventi o vissuti ; e) atioglee che costituiscono 



(1) Il sig. Manabu Miyoski a proposito dei granuli di solfo pare non 
sia pienamente sicuro che essi stieno di norma all' estemo anziché al- 
l'interno; ed esprime l'opinione che nei bacilli da lui osservati la depo- 
sizione dei granuli all'esterno avvenga perchè tali bacilli vivono in acque 
riccamente aereate e di temperatura molto alta (da 51° a 70°) dove riesce 
loro più facile di ossidare 1' acido solfidrico e di far quindi deporre lo 
zolfo libero immediatamente a se dintorno; mentre che in acque meno 
aereate e meno calde l'ossidazione riuscendo più difficile lo zolfo si de- 
porrebbe poco a poco nello interno del plasma. Se così fosse, la diffe- 
renza fra i miei ed i suoi bacilli per ciò che riguarda i granuli di zolfo 
sarebbe una mera modalità funzionale determinata dalla diversa tempe- 
ratura delle rispettive acque termali. Rimane però sempre la differenza 
nel carattere delle ciglia, le quali io nei miei non ho potuto mai rile- 
vare né col metodo di Fischer né con quello di Loffler; nonché la difie- 
renza in grandezza. 

(2) Intorno alle culture fatte ed ai parziali risultati ottenuti per altre 
forme air infuori delle tiobacterioglee riferirò in seguito. 

Bmdiconti, — Serie H, Voi. XXXVUI. 65 



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970 A. ANDRBS, 



altri dei ^ami massicci e che forse non hanno natura ed origine 
di organismi ridenti o vissuti ; perche la loro natura è bensì m- 
ganica chimicamente, ma la loro origine è probabilmente fisico- 
meccanica ; 

2^ Che le beggiatoe tanto singole che nei fasci sono quasi 
sempre eguali, non presentano cioè quasi mai alterazioni di aspetti^ 
e di struttura, salvo eventuali variazioni nella quantità dei gra- 
nuli; 

3® Che le tiobacterioglee presentano invece assai spesso alte- 
razioni sia per modificazioni della glea, dei bacilli e dei cristalli, 
sia perchè vengono invase da pietruzze, microfiure, leptotrici, ma- 
crococchi reniformi (nefrococchi), cisti gromiformi, bacteri, micro- 
cocchi, ecc. ; 

4** Che le atioglee presentano pure consimili alterazioni; akane 
riguardanti la loro mucilaggine che si modifica, altre dovute ad 
aumento di pietruzze o ad invasione di microfiure, leptotrici, ecc. 
come nel caso precedente. 



Dal Gabinetto di zoologia ed anatomia eomparata 
della R. UniTersità di Parma - 30 ^a^o ld06. 



SPIEGAZIONE DELLA TAVOLA. 



Le fig. da 1 a 51 inclusive rappresentano grumi natanti in tota ingn^n- 
diti del doppio circa. Di esse: 

> > 1-19, 22, 24, 25, 26 sono di grumi massicci del tipo di tiobact«- 

rioglea giovane (a superficie liscia) e presentano : 

a) la forma clavata più o meno regolare e semplice, sia di 
clava isolata {^g. 4, 5, 6, 7, 10, 12, 15), sia di clave rianite 
(fig. 26); 

b) la forma lobosa con lobi claviformi (fig. 17, 18, 22), lobi 
clavati e palmati (fig. 2), lobi clavati e rameosi (àg. 3), lobi cla- 
vati, ramosi, flagelliformi (fig. 1), lobi clavati e digitiformi 
(fig. 9), lobi clavati e tentaculifbrmi (fig. 24), ecc. 

» » 33, 21, 27, 28 sono di grumi massicci del tipo di tiobacterioglee 
giovane che cominciano a degenerare ; la degenerazi<me si «pp*- 
lesa in porzioni più o meno grandi di superficie non liscie ; pic- 
colissima in 33, maggiore in 21, ancor più in 27 e più in SS; 

> » 20, 31, 30, 29, 32, 34 sono grumi simili in degenerazione più 

avanzata, crescente secondo la successione dei numeri; 
» » 37, 38, 39 sono grumi simili quasi totalmente degenerati ; 



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Rend.Isl Lorcib.V./. 7X7-VI11 '• ■' '-ìt.s ^ar -jo (^: Bormio 

I 



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SULLA FORMAZIONE DEL FANGO TERMALE DI BORMIO. 971 

Le fig. 85, 36 sono grumi id. , totalmente degenerati, ma con piccole 
gemme davi formi giovani che sembrano sorgere sullo sfacelo del 
totale ; 
^ X. 40, 41 sono grumi id., id., id. nei quali anche le eventuali gemme 
sono in degenerazione; 

> » 42, 45, 46 sono grumi totalmente degenerati; 

• « 44, 47 rappresentano grumi misti con una parte data da tiobacte- 
rioglea degenerata ed una parte da fasci di filamenti ; 

> » 48, 48, 49, 50, 51 riproducono grumi fioccosi. 



Le figure da 52 a 57 inclusive rappresentano ad ingrandimenti maggiori 

alcune parti di tiobacterioglee giovani. 
Fig. 52, estremità distale dell'appendice claviforme del grumo rappre- 
sentato dalla fig. 13, ingrandita circa 27 diam. (microscopio Ko- 
ristka, tubo a 160 mm., ob. 0, oc. 3). Vi si vede nessuna struttura. 

» 58, parte apicale della stessa estremità, ingrandita circa 67 diam* 
(id. id., ob. 2, oc. 3). Vi si vedono i bacilloni sulfurigeni, fìtti, 
irregolarmente disposti ma nul l'altro, e quindi si tratta di tio- 
bacterioglea giovane semplice e pura (costituita cioè soltanto di 
glea e bacilliV Notisi che tale carattere l'ha soltanto l'appen- 
dice claviforme, perchè la restante porzione del grumo 13 ha 
invece carattere di tiobacterioglea giovane cristallifera con pie- 
truzze e microfiure. 

» 54, piccola porzione della parte predetta ingrandita di circa 475 diam. 
(id. id., ob. 8* oc. 3). Vi si vedono nella loro forma tipica i 
grossi bacilloni coi granuli sulfiu'ei. 

» 55, lobo sinistro del grumo rappresentato dalla fig. 11, ingrandito 
circa 27 diam. come sopra. Vi si vedono i cristalli di zolfo. 

» 56, parte distale dello stesso lobo ingrandita circa 67 diam. e. s. 
Vi si distinguono oltre i cristalli con le loro forme ettaedrica 
ed aciculare anche i bacilli come nella fig. 53. 

» 57, piccola porzione della parte predetta ingrandita circa 475 diam. 
e. s. Vi si vedono i bacilli sulfurigeri ed i cristalli di zolfo 
nelle loro forme tipiche. 



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LE TINTURE PER I CAPELLI, VELENOSE, 

IN RAPPORTO CON LA NOSTRA LEGISLAZIONE SANITARIA. 

Comunicazione 
del S. C. prof. GaiDO Bobdoni-Uffbeduzi. 



Le miscele destinate a ridare in qualche modo ai capelli la loro 
tinta naturale, perduta generalmente in causa dell'età, sotto forma 
di tinture pei capelli^ contenp^ono quasi tutte un qualche principio 
velenoso, ossia più o meno nocivo per la salute di chi le adopera. 

La maggior parte sono in fatti a base di sali di argento, di 
piombo, di rame; ma siccome il ccfmposto colorante è per questi 
il solfuro, che è insolubile, T applicazione esterna di tali tinture, 
sulla pelle, non reca generalmente gravi disturbi, se non quando lap- 
plicazione stessa è abbondante e dura molto tempo. 

Ma iu questi ultimi anni, col progredire delle ricerche chimiche, 
la serie delle tinture pei capelli si è arricchita di un nuovo pro- 
dotto, che risponde in pratica assai bene allo scopo, sia per la 
tinta bruna che si può ottenere nelle diverse sue sfumature, e sia 
per la rapidità dell' effetto che produce; e questa è la tintura a 
base di parafenilendiamina, che è uno dei tanti derivati del ca- 
trame e più propriamente un derivato del benzolo, nella cui mole- 
cola, ormai classica C^H^, a due atomi di idrogeno si sono sosti- 
tuiti, in posizione para, due gruppi NH*, costituendo così la 

molecola C^H* J ^^ (parafenilendiamina). 

Questa sostanza si trova in commercio come base libera, sotto 
forma di frammenti cristallini, originariamente incolori, i quali però 
si coprono presto di uno strato brunastro ; giacche a contatto del- 
l'ossigeno la parafenilendiamina si ossida più o meno rapidamente 
e si trasforma in una sostanza nera; ed è per questa sua pro- 



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LE TINTUKE PER I CAPELLI VELENOSE, ECC. 973 

prietà che viene adoperata in tintoria sotto il nome di * Ursol D „ 
per colorare le pelliccerie, e come cosmetico per tingere i capelli 
e la barba, come ho già detto. 

Per quest^ultimo scopo si usa in unione coU'acqua ossigenata, la 
quale ha appunto il compito di accelerare il processo d'ossidazione 
della parafenilendiamina, trasformandola in una sostanza di color 
bruno, che aderisce tenacemente alle cellule del pelo. Infatti le 
istruzioni, stampate a corredo di questa tintura, prescrivono di ba- 
gnare i capelli prima colla soluzione d'acqua ossigenata e poscia 
con quella della materia colorante. 

Sgraziatamente però le sostanze che si producono per opera dì 
una tale ossidazione sono tutt'altro che innocenti, anzi sono assai 
velenose. 

Gli studi più recenti al riguardo (l) hanno dimostrato infatti che 
ossidandosi la parafenilendiamina sì trasforma anzitutto in chinoti' 
diimmina^ che è una sostanza assai irritante, tanto per la pelle 
come per le mucose; ma oltre a ciò, specialmente quando Tossi- 
dazione sì compie energicamente, vien fuori anche un altro prodotto 
assai pericoloso, e questo è nientemeno che l'acido cianidrico. 

E infatti, corrispondentemente a ciò, sono stati segnalati casi 
gravi di avvelenamento, sia negli operai addetti alla colorazione 
delle pelliccerie con quella sostanza, e sia nelle persone che fanno 
oso delle numerose tinture pei capelli, a base dì parafenilendia- 
mina, messe in commercio, specialmente in questi ultimi tempi, sotto 
diverse denominazioni. La velenosità della chinondiimmina è stata 
provata anche sperimentalmente sugli animali (cane e coniglio) ed 
è tale, che bastano pochi centigrammi introdotti nello stomaco per 
produrre un'infiammazione e un edema così intenso della mucosa 
g^astroenterica, da cagionare la morte dell'animale in poche ore. 

Invece la sostanza colorante bruna, che si deposita sui peli e 
ohe sarebbe un polimero della chinondiimmina, non pare sia ve- 
lenosa. 

Io ho avuto occasione testé dì osservare alcuni casi, veramente 
tipici, di malattia, causati dall'uso dì quelle tinture ; e sono questi 
appunto che hanno dato origine alla presente comunicazione. 

Lo sviluppo dei fenomeni morbosi, nei casi da me osservati, si 
è avuto subito dopo la prima applicazione : comincia generalmente 



(1) Erdmann, Zeitschr. f. angewandte Chemie, 1 sept. 19a5. 



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974 G. BOHDONI-UFFREDUZr, 

con una seDsazione di prurito alla pelle della testa, della faccia e 
del collo, prurito che talvolta si fa cosi intenso, da togliere addi- 
rittura ogni quiete ed il sonno; a questo si aggiunge una riva 
irritazione agli occhi con forte edema delle palpebre e fatti di in- 
fiammazione acuta della pelle, una Tera dermatite (eczema), che si 
estende al capo, al collo e alla faccia e da qui talvolta a tutto il 
corpo. In un caso ho osservato questo fatto caratteristico : che in 
seguito al grattarsi pel prurito feroce, Tinfiammazione si comunicò 
alle dita dapprima e poscia alle mani e alle braccia. Si formano 
vescicole a contenuto biancastro, da cui scola un liquido abbon- 
dante, e poscia la pelle si ricopre di croste, che sono il residuo 
delle vescicole vuotate per opera del grattamento. 

Si ha, insomma, un quadro clinico che ricorda molto quello della 
risipola; dal quale però si differenzia pel fatto che, invece di 
aversi un aumento (febbre), si ha un abbassamento della tempera- 
tura del corpo. 

A questi fenomeni dMnfiammazione locale si aggiungono anche, 
nei casi pia gravi, fenomeni d*indole generale, che attestano della 
intossicazione profonda che subisce l'organismo, sotto forma di 
prostrazione generale assai forte, accessi d'asma, delirio e fatti di 
gastroenterite acuta, vomito e diarrea. In uno dei casi da me os- 
servati si ebbe anche anuria completa, per oltre 24 ore. 

La malattia può durare anche più di un mese, obbligando al 
letto per la grande debolezza e lasciando un lungo strascico di 
inappetenza e di disturbi intestinab', come succede per la convale- 
scenza di gravi infezioni. 

Ricordo un caso, descritto da Bozzolo, nel quale si ebbe anche 
la morte. 

Si tratta dunque di malattia assai pericolosa. 

Ed ora che ho succintamente descritto il quadro della naalattia 
a cui dà origine T applicazione di una simile tintura velenosa, ve- 
diamo come provvede la nostra legislazione sanitaria a tutelare la 
salute del pubblico, minacciata da un pericolo che si può dire ve- 
ramente grave, non solo per la natura dei fenomeni morbosi so- 
pradescritti, ma anche perchè il pericolo è generalmente ignorato, 
ed è anzi tenuto accuratamente nascosto da chi mette in commer- 
cio quelle tali tinture pei capelli. 

La legislazione sanitaria al riguardo si limita ad un semplice 
decreto regio, che risale al 7 agosto 1892 e che stabilisce le norme 
seguenti : 



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liB TINTURE PEB I CAPELLI VELENOSE, ECC. 975 

* Articolo unico, — I cosmetici e le tinture usati per la colora- 
^ zione della pelle, dei capelli e della barba, i quali contengono 
^ veleni, sono considerati come di uso industriale e devono essere 

* venduti, a norma dell'art. 32 della legge sulla sanità pubblica, 

* colle precauzioni in esso indicate. 

** Sulle boccette e sulle carte che contengono detti cosmetici e 
** tinture e negli annunzi al pubblico dovrà essere indicata la qua- 
** lità e quantità delle sostanze velenose che entrano nella loro 

* composizione. 

** Sulle boccette e sulle carte stesse dovrà essere apposta la 
^ scritta veleno „. 

Ora l'art. 32 della legge sanitaria, a cui fa richiamo quel regio 
decreto, suona così: 

* I farmacisti, i droghieri, i fabbricanti di prodotti chimici, i 
^ venditori di colori, non possono vendere veleni che a persone 
** ben cognite, o che, non essendo da loro conosciute, siano munite 
'^ deirattestato deirautorità di sicurezza pubblica indicante il nome 
** e cognome, l'arte o la professione del richiedente, e dopo con- 
^ statato che le dette persone ne abbisognino per esercizio della 
^ loro arte o professione. 

*^ In ogni caso devono notare in un registro speciale, da presen- 
^ tarsi all'autorità ad ogni richiesta, la qualità e quantità del ve- 
** lene venduto, il giorno della vendita, col nome e cognome, do- 
** micilio, arte o professione dell'acquirente „. 

Da ciò facilmente si può dedurre che Tunica prescrizione di un 
certo valore, stabilita dalla nostra legislazione sanitaria, è quella 
che indica di mettere sui recipienti che contengono le tinture e 
negli annunci al pubblico la qualità e quantità delle sostanze ve- 
lenose, aggiungendovi anche la scritta speciale * veleno „. 

E infatti non si sa davvero a che cosa potrebbero servire, pel 
caso speciale delle tinture velenose, le precauzioni indicate nel- 
l'art. 32 della legge sanitaria, a cui fa richiamo il decreto 7 ago- 
sto 1892, né si capisce anzi per quale scopo preventivo abbia 
voluto il legislatore richiamare espressamente quell'articolo di legge. 

In Austria, invece, vige al riguardo un' ordinanza ministeriale 
del 1® maggio 1866, la quale provvede assai meglio, che il nostro 
regio decreto, a tutelare la salute pubblica, giacché dice espres- 
samente : 

" È vietato l'uso qualunque sia il modo e la forma in cui pos- 



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976 E. BORDONI-UFPRKDUZI, LB TINTURE PEI CAPELLI VELENOSE. 

** sono venire applicate^ di sostanze pericolose alla salute, nella 
" preparazione di alimenti, negli utensili destinati a cuocere o pre- 
" parare sostanze alimentari, negli oggetti di vestiario, od in qua- 
^ lunque specie di articoli d'uso cosmetico „. 

Quindi la questione pia importante per noi, dal punto di vista 
deirigiene pubblica, è la seguente : possono le disposizioni di quel 
regio decreto bastare per proteggere il pubblico dai pericoli del- 
l'uso delle tinture in questione? La risposta non può essere dubbia- 
no, certamente: perchè le prescrizioni di indicare sui recipienti la 
natura e la quantità delle sostanze velenose, coir aggiunta anche 
della parola ** veleno „ sono informate soltanto al concetto che il 
contenuto di quelle boccette non deve essere adoperato in altro 
modo che come tintura (non internamente, ad es.) Ma dal momento 
che la scienza ha dimostrato che anche applicata all' esterno, sai 
capelli e sulla barba e quindi anche sulla pelle, necessariamente, 
la tintura riesce assai nociva e velenosa, allora la legge deve proi- 
birne assolutamente la vendita e il commercio ; tanto più ohe los- 
servanza delle disposizioni sopraindicate non fa che accrescere l'in- 
ganno nel pubblico, in cui è diffusa l' opinione volgare ohe un 
veleno non sia tale, se non introdotto internamente nel nostro or- 
ganismo. 

A ciò si aggiunge ancora un altro fatto aggravante, ed è che i 
venditori, per agevolare lo smercio del loro prodotto, dopo avere 
adempiuto alle prescrizioni di legge suindicate, non mancano mai 
di aggiungere negli annunzi al pubblico, che il liquido tintorio riesce 
assolutamente innocuo per l'uso a cui deve servire. 

Io invoco dunque una riforma delle attuali prescrizioni di legge 
e di regolamento su tale oggetto, nel senso che venga addirittura 
vietato qualsiasi commercio delle tinture a base di composti, i 
quali, come la parafenilendiamina, si addimostrano velenosi, anche 
se applicati esternamente, sui capelli e sulla pelle. 



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ANCORA 

DELL'IDEA DI PROGRESSO. 

Nota 
del S. C. prof. Giovanni Vidari 



Qià in ana lettara che ebbi Tonore di tenere in questo medesimo 
Istituto nel KÌu^no del 1904 (serie ii, voi. 37, pag. 636) mi occupai 
dell'idea di progresso; e, dopo d'averne rapidamente tracciata la 
genesi, concludoTa osseryando che essa è ormai entrata nel do- 
minio delle scienze dello spirito, e specialmente della scienza in- 
terpretativa della moralità, nella quale può esercitare, purché sia 
sottoposta a una revisione critica, una funzione capitale e direttiva. 

Ora, riprendendo quel medesimo tema, mi propongo di compiere 
Tesarne del concetto di progresso, epperò di rispondere a queste 
due domande: 

1* quali sono gli elementi logici essenziali del concetto; 
2* se sia possibile accoglierlo e farne l'applicazione. 

I due problemi che in tal modo mi propongo si possono anche 
designare come l'analisi l'uno e la sintesi l'altro del concetto di 
progresso : l'analisi, in quanto, attraverso a una scomposizione, la 
quale deve partire dalla nozione volgare e portarci alla scientifica, 
si ricercano di quel concetto gli elementi logici essenziali ; la sin- 
tesi, in quanto si ricerca se vi sia e qual sia il principio scientifi- 
camente dimostrato onde l'idea di progresso, precedentemente de- 
finita, può dedursi e costruirsi. 

I. 

Si può da tutti convenire in questo, che il progresso viene vol- 
garmente pensato come una successione continua di stadii gradual- 
mente crescenti, talché fra l'antecèdente e il successivo vi sia con- 



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978 G. VIDABI, 

nessione, e insieme il secondo segni una qualche superiorità rispetto 
al primo. 

In questa nozione volgare vi sono parecchi punti che a una più 
attenta riflessione appaiono irti di difficoltà, e che pertanto vogliono 
èsser chiariti e precisati. Noi ci fermeremo su quattro punti che 
ci sembrano i più importanti per la scientifica nozione dell'idea; e 
riguardano : la continuità della successione, la direzione della sèrie, 
la natura della graduazione, il fondamento della superiorità. 

1. — Abbiam detto che il progresso è pensato, in primo laopo, 
come una successione continua di stadii. Ora, la continuità può in- 
tendersi in due modi: come assoluta e come relativa. 

E assoluta la continuità, quando si pensa che fra stadio e stadio 
manchi ogni interruzione, anche minima, talché il secondo non sia 
altro veramente che il prolungamento o il travestimento del primo. 
Dal che si vede che la continuità assoluta ci porta, come osservavn 
lo Janet, non solo all'identità, ma all' immobilità universale (1), e, 
come più recentemente si esprime il Richard (2), sopprime ogjni 
divenire. La continuità assoluta non può esser dunque un concetto 
conciliabile con quello di successione e di graduazione, bensì è 
conciliabile con Tidea di permanenza e di identità. 

La continuità, invece, è relativa quando si pensi che fra doe 
stadii immediatamente successivi nel tempo o contigui nello spazio 
esista tuttavia un qualche, pur minimo, salto o hiatus ; onde lo 
stadio susseguente non può esser pensato come il semplice prolun- 
gamento o travestimento deiranteriore, bensì può ammettersi che 
esso abbia, o anche non abbia, qualche nota o proprietà che l'altro, 
rispettivamente, o non possedeva o possedeva. Talché anche accade 
che la continuità relativa possa venir pensata come una serie nella 
quale fra due stadii immediatamente successivi nel tempo o con- 
tigui nello spazio esistano maggiori somiglianze che non fra due 
stadii pure vicinissimi, ma non immediatamente collegati. È dunque 
questo modo di concepire il continuo, conciliabile, non più, come il 
precedente, con l'idea dell'identico, ma con quella del dìve^, e 
non con l'idea dell'immobilità, ma con quella del moto, e non con 
l'idea della permanenza, ma con quella del divenire. Nel primo 



(1) P. Janet, La crìse phiiosophìqtie^ pag. 96 (Paris, Alcan). 

(2) G. Richard, L'idt'e d' évolution dans la nature et Vhistoire, pag. 29 
(Paris, Alcan). 



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ANCORA, dell'idea DI PROGRESSO. 979 

caso è la continuità d^lUideiitica, nel eeoimdo è Ia oontiimità del 
div^erso ; nel primo la unità della continnità è analitit^a, perchè cia- 
scun stadio è unito al precedente identificandosi con esso; nel 
secondo è sintetico, perchè ciascun stadio si unisce al precedente 
sovraggiungendosi ad esso. 

Or quale di questi due modi di concepire il continuo è implicito 
nel concetto di progresso ? Senza dubbio il secondo. Appunto per- 
chè la continuità assoluta significa immobilità o identità, esclude 
da sé il concetto di progresso, che significa movimento e variazione ; 
uè d'altra parte può mancare nel progresso la continuità, perchè 
senza di questa non è possibile pensare la comparazione degli stadii 
fra loro successivi e la loro sintetizzazione. E dunque evidente che la 
continuità è presupposta, e che l'unica continuità presupposta nella 
idea di progresso è la relativa; la quale anche, in quanto si op- 
pone alla assoluta, può dirsi discontinuità, pur avendo per sua nota 
specifica, che la distingue dalla discontinuità assoluta, la possibilità 
della sintesi. 

In conclusione possiam dire che nell'idea di progresso è pensata 
una successione la quale è relativamente continua, e come tale, 
quindi, anche relativamente discontinua. 

2. — Dalle cose dette emerge che i concetti di progresso e di 
immobilità sono fra loro contradittorii, in quanto non possono né 
essere affermati né esser negati insieme di un medesimo oggetto. 
Quale è, ora, il concetto contrario, cioè quel concetto che, pur non 
potendosi affermare insieme, può bene esser negato insieme con 
quello di progresso P Tale concetto contrario è evidentemente quello 
di regresso. Progresso e regresso implicano del pari successione 
relativamente continua di stadii, e quindi variazione, ma in senso 
contrario: l'uno iu senso che si può dire positivo, l'altro in senso 
che si può dire negativo. 

Nel progresso si pensa che la direzione costante nella quale si 
svolge il moto sia contrassegnata da una gradazione crescente, e 
nel regresso da una gradazione decrescente di stadii e di forme. 
Si può bensì pensare che la somiglianza fra un grado e il prece- 
dente sia maggiore di quella che esiste fra il medesimo e il suc- 
cessivo, che cioè insomma, per usar un termine matematico, la 
ragione della serie progressiva o della regressiva non sia costante; 
ma non si può pensare che fra un grado e l'altro si interponga un 
terzo che segni nel caso di progresso una inferiorità, e nel caso di 



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980 G. VIDARI, 

regresso una superiorità rispetto al primo. Il progresso è pensato 
come una successione continua di stadii crescenti anche in modo 
irregolare, ma sempre in modo graduale. 

Per questo riguardo il concetto di progresso è massimamente 
affine a un altro che assai di spesso accade di trovare nel linguag- 
gio della scienza moderna, cioè al concetto di sviluppo- A comin- 
ciare dalla geometria, dove si parla, per esempio, di superficie ret- 
tangolare che si può sviluppare dalla cilindrica, o di superficie trian- 
golare che si può sviluppare dalla conica, o di linea retta che si può 
sviluppare dalla ellittica ; e venendo alle scienze naturali, dove si 
parla molto frequentemente di germi, di organi, di funzioni che ai 
sviluppano, e alle scienze fisiche e chimiche, dove pure si parla di 
corpi, di combinazioni, di congegni e macchine che sviluppano lacei 
calore, elettricità: in tutti questi casi si pensa sempre un processo 
che si compie gradualmente e in una sola direzione. Lo sviluppo 
è^ sempre nel senso dell' accrescimento e della esteriorizzazione o 
delPampliamento delle energie, delle funzioni, degli organi, non 
mai nel senso inverso della diminuzione o della interiorizzazione o 
del raccoglimento ; è sempre positivo, cioè significa sempre persi- 
stenza ed esplicamento di una proprietà o dì una forza. Che se 
anche si parla di processi patologici che si sviluppano, è evidente 
che una tale applicazione del concetto è per lo scienziato identica 
a quella che si fa solitamente del medesimo concetto a processi 
fisiologici e normali : cioè il termine finale del processo non influisce 
sulla applicabilità del concetto, bastando per essa che si ritrovi in 
natura appunto quella successione continua e univoca di stadii 
gradualmente crescenti^ che è pensata nellldea di sviluppo. 

Ma, non ostante questa somiglianza fra lo sviluppo e il progresso, 
la quale è fondata tutta sopra il dato comune della unilinearità 
positiva del processo, esiste una profonda differenza, che ci ricon- 
duce al concetto di continuità. 

Infatti, a non considerare la etimologia della parola, la quale 
significava in origine un passaggio di una medesima proprietà o 
forza dairinterno airesterno, certo è che in tutte le applicazioni 
scientifiche deiridea di sviluppo essa presuppone sempre, quando 
sia rigidamente intesa, la identità sostanziale deirente o della pro- 
prietà della forza nei momenti successivi della serie. Come indi- 
cano molto bene, e meglio di ogni altro, gli esempi della geometria, 
noi ci troviamo sempre in presenza del medesimo ente considerato 



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ANCORA DELL^IDEA DI PROGRESSO. 981 

in due momenti saccessivi che di quello sono soltanto due aspetti 
diversi. E anche gli esempi della meccanica e ddla chimica, dove 
si parla di energie che si sviluppano da contatti o da congegni 
lasciano pensare che i processi ai quali ci riferiamo non facciano 
che mettere in luce o in azione proprietà che prima esistevano allo 
stato latènte o potenziale. 

L'applicazione, però, lascia luogo a forti dubbi circa la sua pos- 
sibilità, quando si tratta dei fatti biologici; nei quali lo sviluppo, 
di cui pure frequentemente si parla, non significa soltanto accre- 
scimento estensivo o espansivo, oppure esteriorizzazione o tradu- 
zione in atto di una quantità di energia, che prima del processo 
fosse allo stato potenziale, bensì si vuol significare esf^enzialmente 
questo, che nello sviluppo l'organismo reagisce in un certo modo 
all'ambiente esterno, e coordina le proprie energie e proprietà 
non solo nella protezione e conservazione di se, ma anche nella 
produzione di nuove proprietà e attitudini. La reazione dell'orga- 
nismo all'ambiente esteriore è, dice il Boutroux (1), incompleta- 
mente caratterizzata, quando la si definisce dal solo punto di vista 
della quantità, perchè essa possiede questa proprietà inattesa di 
favorire, oltre che la conservazione, lo sviluppo e la propagazione 
dell'individuo medesimo che reagisce. L'esercizio dell'irritabilità si 
traduce in perdite; invece la materia organica reagisce precisa- 
mente in modo da riparare queste perdite. Essa reagisce, inoltre, 
in modo da adattarsi all'ambiente, da rendersi la vita possibile 
nelle diverse condizioni in cui si trova posta; e infine essa si assi- 
cura, con la riproduzione, la perpetuità delle forme da lei rap- 
presentate. Orbene, io non dubito di affermare che in tutti questi 
ijasi il concetto di sviluppo, se non è malamente applicato, per 
lo meno non adegua del tutto la natura del processo a cui si 
riferisce. Perchè mentre nel caso della geometria, e pure in quelli 
della meccanica e della chimica, 1' applicazione del concetto di 
sviluppo è fondata sopra l'affermazione della identità dell'ente o 
dell'energia nei momenti successivi, e quindi nel termine iniziale 
e nel finale del processo; nel secondo caso, appunto perchè si ha 
indubbiamente comparsa di elementi o proprietà nuove e coordina- 



(1) Boutroux, De l'idée de lai naturelle^ pag. 75 (Paris, Société fran- 
^ise dHmpriraerie, 1901). 



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982 G. VU>ABI, 



•mento delle energìe preesistenti iu una certa direzioDe, la identità 
non si può più fondatamente asserire. Tra una superficie triango- 
lare che si sviluppa da una superficie conica assolutamente equiva- 
lente, oppure anche tra una certa quantità di energia illuminante 
che si sviluppa da una egual quantità di energia elettro-magne- 
tica, e, d'altra parte, una pianta che si sviluppa da un germe o 
una forma animale superiore che si sviluppa, supponiamo, da una 
forma inferiore, rimane sempre la differenza che nelFun caso si 
può parlare nettamente di un identico in forme diverse e in mo- 
menti successivi di sviluppo, nel secondo no. In questo, si ha bensì 
la unilinearità propria del concetto di syiluppo, ma, mancando la 
identità opperò anche la continuità assoluta, il concetto dì sviluppo 
si accosta molto di più a quello di progresso, da cui anzi può, per 
questo riguardo, esser sostituito. 

In conclusione possiamo dire: progresso e sviluppo significano 
del pari gradazione crescente di stadii epperò unilinearità dirò cosi 
positiva nella direzione del moto ; ma siccome lo sviluppo, come 
accade chiaramente nelle sue applicazioni agli enti geometrici e 
alle energie fisiche, suppone la identità dell' oggetto ne' suoi varii 
momenti e quindi la continuità assoluta degli stadii, così non con- 
viene perfettamente con l'idea di progresso la quale, come s'è 
visto, importa la continuità relativa, la possibilità del diverso o, 
in breve, la unità del discontinuo e del molteplice. 

3. — Questo ci conduce a esaminare sotto un terzo aspetto la 
medesima idea. Come può esser pensata la unità del molteplice? 
La unità dell'identico, cioè quella unità che è conciliabile con la 
continuità assoluta, si intende facilmente, poiché il concetto del- 
l'uno si ricava analiticamente da quello deiridentico; ma la unità 
del molteplice non si capisce sulle prime come possa esser pensata. 
Bisogna introdurre un concetto nuovo per il quale si possano pen- 
sare gli elementi del molteplice fra loro collegati in unità. Il pro- 
gresso, abbiam detto, è una successione relativamente continua dì 
stadii gradualmente crescenti; ma poiché ciascuno di questi stadii 
non può esser inteso come un semplice ampliamento o una mag- 
giore estrinsecazione del precedente, ne viene che l'unità di questi 
stadii successivi deve esser pensato come la risultante di una sin- 
tesi di essi, tale, però, che la posizione di ciascuno e quindi i rap- 
porti fra loro rimangano rispettati. £videntemente Tunico concetto 
per cui sia possibile pensare una tale unilà è quello di •fdine. Il 



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ANCO K A dell'idea DI PHOGEBSSO. 983 

quale, pertanto, è, a mio giudizio, condizione essenziale della pen- 
sabìiità dei concetto di progresso. Che poi nel fatto, e soprattutto 
nella realtà storica, alla quale si riferiva principalmente A. Comte 
quando notava un contrasto fra Tordine e il progresso, ogni grado 
successivo della serie si compia con la negazione o T alterazione 
dello stadio precedente, questa è questione che riguarda, non pììx 
il rapporto logico dei concetti, ma il rapporto reale dei fatti. Del 
resto, anche nel rapporto logico, si può benissimo pensare, come 
infatti si fece, che la successione crescente degli stadii si compia 
attraverso successive negazioni, senza che per questo venga infir- 
mato il principio logico stabilito, secondo cui l'unità del progresso 
non si può concepire che come un ordine degli stadi successivi. 

Ma di qual natura un tal ordine può essere ? Non chiedo come 
esso nel fatto si produca, indagine questa che esce dal nostro 
tema, bensì quale specie di ordine è pensabile nel concetto di pro- 
gresso. 

L'ordine può esser pensato, a nostro giudizio, in tre modi prin- 
cipali : 1^ come unità risultante dalla sintesi di enti che partecipano 
di qualche proprietà comune, come di essere in rapporti costanti 
fra di loro o con un altro ente: tale sarebbe l'ordine di oggetti posti 
a distanze uguali gli uni dagli altri, o a uguale distanza da un 
medesimo oggetto al dì fuori di essi; 2<> come unità risultante 
dal concorso di vari elementi o di varie funzioni nella costituzione 
di un organismo o di una funzione che in certo modo subordini 
sotto di sé le minori e in sé le colleghi : tale sarebbe l'ordine quale 
si rivela non solo negli organismi vegetali o animali, ma anche 
nelle istituzioni umane, dove si presenta come gerarchia di poteri; 
3*> come unità risultante dal concorso di varie energie o di varii 
atti verso un centro comune o nella formazione di un unico di- 
segno; così, per esempio, si dice che vi è ordine in un lavoro 
umano quando gli atti o i momenti onde esso risulta concorrono 
alla espressione di un medesimo pensiero o all'attuazione di un 
medesimo disegno. Il primo si potrebbe dire l'ordine statico o geo- 
metricOy il secondo l'ordine organico, il terzo l' ordine dinamico o 
teleologico (1). Ora, é evidente che soltanto il terzo di questi modi 
di concepire l'ordine può convenire con l'idea di progresso. 



(1) Cfr. G. MiLHAUD, L'idée d'ordrechez A. Comte, in Bevue de méta- 
physiqve et de morale, 1901. 



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984 G. VIDABI, 

Poiché infatti i momenti che vengono per esso unificati non pos- 
sono pensarsi né soltanto come fra loro collegati dalla presenza di 
una proprietà comune, né soltanto come compienti ciascuno per 
proprio conto funzioni che poi fra loro si ingranano e si allacciano 
solidamente, ma sopratutto s^intende nelFidea di progresso che cia- 
scun momento, pur essendo qualcosa che sta da sé, concorre poi con 
gli altri, e precedenti e successivi, nella attuazione di un unico dise- 
gno, nel conseguimento di uno scopo. L'ordine del progresso è bensì 
sintesi e unità del molteplice, ma é essenzialmente improntato di 
finalismo, e in ciò si distingue dalFordine della prima maniera; ed 
é poi un ordine che si compie in una serie di momenti e di sfoni 
successivi nel tempo, e in ciò si distingue dalFordine della seconda 
maniera, cioè dall' ordine organico. 

E poiché, come s'è visto prima, la direzione del moto, quale è 
pensata necessariamente nell'idea di progresso, é quella che si po- 
trebbe dire positiva o deiraccrescimeuto, cioè degli stadii gradual- 
mente crescenti, in contrapposto a quella negativa o diminutiva 
implicita nell'idea contraria di regresso, così accade che il disegno, 
l'attuazione del quale costituisce il collegamento unitario e l'ordiDe, 
non può essere se non che il pensiero di produrre, esplicare, espan- 
dere una proprietà o una forza. 

Per questo riguardo, adunque, si può dire che il progresso è la 
successione continua di gradi diversi fra loro collegati in un ordine 
che è attuazione di un disegno o conseguimento di uno scopo che 
potremmo dire positivo. 

4. — Con ciò abbiamo aperta la via alla determinazione del- 
l'ultimo elemento essenziale all'idea di progresso. 

Da tutte le cose fin qui dette risultano due conseguenze di mas- 
sima importanza: prima, che il progresso non può pensarsi senu 
il concetto di attività produttiva ; e seconda, che il concetto di or 
dine dinamico importa quello di valore. 

Se, come abbiam cercato di dimostrare, il progresso devesi in- 
tendere come l'unità risultante da una successione relativamente 
continua di stadii fra loro diversi, gradualmente crescenti» e tutti 
insieme concorrenti nell'attuazione di un ordine o nel consegui- 
mento di uno scopo, non si può ammettere né che tale succes- 
sione derivi da una esplicazione o da una generazione di un tei^ 
mine dal precedente, come potrebbe essere nell'idea di sviluppo, 
né che derivi dalla pura e semplice giusta opposizione degli 



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ANCOBA bell'idèa DI PBOaBESSO. 985 

«tadi, ciasouno dei quali esista bensì distintamente dall'altro ma 
non concorra con esso neir attuazione dell'ordine dinamico (1). 
Nell'un caso la serie ayrebbe bensì la ragion d'essere in se stessa 
o nell'ordine che per essa si consegue, ma non si potrebbe ricono- 
scere in essa la gradazione dei valori, che è, come yedremo fra 
breve, un concetto implicito nell'idea di progresso. Nel secondo 
caso verrebbe anche a mancare la ragione interna della serie, cioè 
-quella ragione per cui una successione di stadi! uscenti l'uno dal- 
l'altro sembra una successione di atti appartenenti al soggetto, 
onde sì suole chiamar progressiva. Gli è che in verità l'elemento 
logico nuovo che si deve riconoscere nell'idea di progresso è ap- 
punto il pensiero dell' attività produttiva : V ordine del progresso 
non può esser pensato che come risultante da una produzione di 
sforzi^ onde ogni stadio si innesta sul precedente e si compone con 
8880 e con gli altri, anteriori e successivi, nella unità complessiva 
del disegno. 

Ma se ciò è vero, si deve pur riconoscere che il concetto di 
progresso, rettamente e 'pienamente inteso, non può ritrovarsi in 
quella, per me assurda, e tuttavia molto diffusa e accreditata no- 
zione del progresso necessario. 

Distinguiamo anzittutto il concetto di necessità da quello di de- 
terminismo. Dice bene il Boutroux (2), che la necessità esprime 
l'impossibilità che una cosa sia diversa da quella che è, mentre 
il determinismo esprime l'insieme delle condizioni che fanno che 
il fenomeno debba esser posto tal quale è, con tutte le sue ma- 
niere di essere. Col termine di necessità, adunque, si intende la 
necessità assoluta; con quello di determinismo una necessità rela- 
tiva alle circostanze. Ma quando poi nelle circostanze si inserisce l'at- 
tività produttiva, allora non solo non si ha più il relativamente neces- 
sario il determinato, ma si ha addirittura l'indeterminato. Di qui 
appare che il concetto di un progresso necessario, cioè di una suc- 
cessione di stadii tale che ciascuno di essi sia bensì un nuovo ri- 
spetto al precedente, e un nuovo migliore^ ma nel medesimo tempo 
ne sia per necessità risultante, è un concetto in sé stesso contra- 



(1) Preferisco il concetto di — ordine dinamico — a quello di — fine — 
perchè mi pare che il primo, oltre contenere il concetto di attività im- 
plicito in quello di fine, fa pensare alla connessione dei fini tra loro. 

(2) Boutroux, De Videe de lai naturelle, pag. 68. 

Bendiconti. - Serie II, Voi. XXXVUI. 66 



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G. VJDARI, 



dìttorlo. sia che la necessità del progresso venga pensata come 
espressione di un fato, o sia ohe venga pensata come una deda- 
zione logica di conseguenze da principi astratti, o sia ohe venga 
pensata come la derivazione meccanica di un complesso di feno- 
meni da un complesso di altri precedenti ed equivalenti, certo è che 
sempre viene negata o trascurata l'attività onde si producono gli 
stadii fra dì loro qualitativamente diversi. 

Insomma, o gli stadi successivi sono pensati come contingenti, in 
quanto possono non essere o essere diversamente da quel che sono, 
data l'attività onde si producono, e allora il concetto di progresso è 
giustificato ; oppure, se si pensano come di necessità risultanti e 
uscenti Tuno dairaltro, il concetto di progresso se ne va. La conti- 
nuità relativa, che anche si può dire — come si è osservato — il 
discontinuo relativo pensata com'è nel concetto di progresso implica,, 
coll'idea di una vera attività produttiva, quello pure della contin- 
genza degli stadii. 

Ma a giustificare meglio ancora le note e le conseguenze del 
concetto di attività, è bene accennare alla convenienza di distin- 
guerlo da quello di energia col quale facilmente si scambia. 

L'energia viene dai fisici definita come l'attitudine di un sistema 
a produrre lavoro, e può assumere le due forme di energia cinetica 
attuale e di energia statica o potenziale. Ma poiché si am- 
mette dai fisici medesimi che il lavoro non è se non passaggio 
di energia da un sistema ad un altro e che la quantità d'ener- 
gia ceduta dal primo è integralmente acquistata dal secondo (1), 
ne viene che l'attitudine a produrre lavoro, nel che appunto l'e- 
nergia consiste, implica semplicemente la possibilità del trapasso. 
Pertanto non si può dedurre analiticamente dal concetto di ener- 
gia quello di vera produzione, senza del quale non si pensano gli 
stadii successivi del progresso. Anche a proposito dell'energia si 
può, certo, parlare di una serie di stadii successivi, ma ciascuno 
di questi non può essere che il travasamento del precedente, non 
mai una produzione nuova. A pensar questa è dunque neoessario 
un altro concetto, ohe è quello di attività, per la quale noi inten- 
diamo l'attitudine di un ente o di un processo a produrre qual- 
cosa di diverso da so medesimo e di non riducibile a sé medenimo 
ne' suoi elementi costitutivi. 



(1) RoiTi, Elcìnenti di fisica (Le Momiier, 1887) voi. i, pag. 100. 



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ANCORA dell'idea DI PROGRESSO- 987 

Quanto poi al concetto di valore, è evidente che esso si ricava ne- 
cessariamente da quello di ordine dinamico, cioè deirordine che si 
compie per la attiva produzione degli stadii nel conseguimento dì 
un fine. 

Fino a che la successione degli stadii viene pensata come asso- 
lutamente continua, manca di necessità, col concetto del diverso e 
della attività, il concetto del valore : un ente geometrico che si 
sviluppa da un altro, una quantità di energia d'una spècie ohe si 
converte in uguale quantità di energia d'altra specie, hanno sempre 
il medesimo valore, cioè non ne hanno affatto. E fino a quando 
l'ordine del successivo viene pensato come unità risultante dalla 
presenza di una proprietà comune in enti giustaposti gli unì agli 
altri, o come unità risultante dalla pura e semplice composizione 
di elementi o di funzioni anche diverse in un tutto, il concetto di 
valore non ha ragione di essere: il tutto non si può dire ohe valga 
più delle parti, la funzione organizzatrice piti delle funzioni orga- 
nizzate. Ma quando si pensa che, come accade appunto nell'idea 
di progresso quale fin qui abbiam cercato di chiarire, l'ordine ri- 
sulti da un concorso di atti successivi, fra loro diversi ma di- 
sposti in serie crescente, e diretti verso un fine, che è l'attuazione 
di un disegno, allora per necessità quegli atti sono valutati, e la loro 
serie è crescimento di valori, e non pura esteriorizzazione o espan- 
sione trasposizione di energie. Epperò la superiorità di ciascun 
stadio rispetto al precedente è qualitativamente^ non quantitativa- 
mente, fondata ; è la superiorità del valore, non quella del numero. 
E il valore medesimo è pensato come il rapporto dell'atto al fine, 
o della attività, che nell'atto si esprime, al disegno complessivo 
che abbraccia tutti i singoli atti nella loro serie crescente. 

Noi siamo così, per queste analisi, arrivati a una più chiara deli- 
mitazione del nostro concetto* E riassumendo ora le principali osser- 
vazioni possiamo concludere: il concetto di progresso implica queste 
note principali: P la continuità relativa degli stadii sussegnentisi, 
e quindi la diversità di essi ; 2^ la unilinearità della direzione nel 
senso della gradazione ascendente; 3^ la composizione degli stadii 
in un ordine dinamico o teleologico, che è l'attuazione di un di- 
segno; 4^ l'attività onde ogni stadio si produce e acquista valore. 

Il progresso si può adunque definire come la successione relati- 
Tamente continua di atti gradualmente crescenti di valore nell'at- 
tuazione di un disegno o nel conseguimento di uno scopo. Onde 



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988 G. VIDA RI, 

può definirsi come la produzione successiva di valori crescenti e 
fra loro unificati in un unico disegno. 

II. 

Intesa in questo modo, si comprende che l'idea di projjresso non 
può trovar una appropriata e indiscussa applicazione che nel campo 
strettamente umano. Le note essenziali dell'ordine teleologico, della 
attività e del valore non si introducono nei concetti riguardanti gli 
enti matematici o i fenomeni fisici se non che per derivazione dalle 
scienze dello spirito. Per il matematico il concetto di ordine si 
converte con quello di connessione o dipendenza logica delle pro- 
prietà, e per il fisico esso o è sostituito da quello di legge, il quale 
poi non può significar altro che la uniformità nella successione di 
un conseguente a un antecedente, oppure, come si è sopra accen- 
nato, si identifica col concetto di unità deirorganismo, il quale poi 
è pensato come risultante dell'incontro di varii elementi e fattori, 
meccanicamente determinato, ma casuale, cioè ne prodotto ne ac- 
compagnato da rappresentazioni anticipatrici : il caso, come diceva 
un filosofo spiritualista, è nelle scienze fisiche il vero artista, l'agente 
seminale della natura (1). Il concetto di attività poi, se vieue ado- 
perato talvolta nelle scienze della natura organica, accusa già ona 
contaminazione del principio schiettamente meccanicista, la quale 
si compie o per semplice esteriore analogia o per una voluta affer- 
mazione di interpretazione vitalistica ; e in questo secondo caso è 
evidente che la introduzione di quel concetto importa nel corso 
delle azioni e reazioni fisiche organiche un elemento che non paò 
essere né calcolato né misurato, e che quindi dà luogo all'impre- 
vedibile e all'irriducibile entro lo schema della equivalenza delle 
forze (2). Il concetto infine di valore é, più evidentemente di ogni 
altro, estraneo, non pure alle scienze matematiche le quali cercano 
di scoprire tra i loro oggetti rapporti quantitativi o di pura posi- 
zione, ma anche alle scienze della natura fisica, per la quale tatti 



(1) Janet, Les causes finales, pag. 392 (Paris, Alcan). 

(2) Vedansi su questo argomento le pubblicazioni degli indetermiuisti 
moderai, specialmente del Boutroux, L'idée de loi naturelle (Ptwis, 1901), 
La contingence des lois de la nature (Paris, Alcan, 1904) e del Petrose, 
/ limiti del determinismo scientifico (Modena, 1901). 



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ANCORA dell'idea DI PROGRESSO. 989 

i fenomeni non possono essere che yariazioni quantitative di una 
medesima forza, cioè accumulazione di materia, diminuzione di vo- 
larne, diffusione di moto, trapasso di energìa cinetica in energia 
potenziale o viceversa: ma in tutto questo non c'è possibilità di 
valutazione, cioè di introdurre i concetti del meglio e del peggio. 
Là dove non c'è attività produttiva, vi è equivalenza perfetta fra 
i modi e le forme di manifestazione della forza, opperò non c'è 
luogo a giudizio valutativo: quello che è, fu e sarà, ed è quello 
che è, natura inorganica o organica, genesi o degenerazione, vita 
o morte senza differenza, cioè senza possibilità di dire : la vita 
vai meglio della morte, o la morte meglio della vita. 

1. — Non occorre che mi fermi ora a dimostrare come questo 
atteggiamento propriamente a-dinamico e del tutto a-teleologico sog- 
giaccia, in forme diverse, a due grandi sistemi filosofici; quello di B. 
Spinoza e quello di H. Spencer. Vi è però da notare la differenza 
importante che, perii primo l'assenza di ogni giudizio valutativo (1) 
era fondata sul principio dello svolgimento logico del mondo, cioè 
della piena adeguatezza dell' ordo et conne.rio rerum all' ordo et 
connexio idearnm^ onde si aveva la vera concezione geometrica 
e panlogistica ; per il secondo invece l'assenza di ogni giudizio va- 
lutativo (la quale, però, come è ben noto, non fu osservata nel si- 
stema) doveva fondarsi sul principio dello svolgimento propriamente 
meccanico dei fenomeni. Questa somiglianza e differenza insieme 
dei due sistemi ha fatto sì che, mentre per alcuni studiosi (2) lo 
Spencer è un nuovo Spinoza o una specie di Spinoza, per altri in- 
vece (3) vi è contrasto fra i due. 

Ma, ad ogni modo, è certo che entrambi i sistemi, l' uno perchè 
più profondo, modellava l'idea dell'universo su quella della dedu- 
zione geometrica, e Taltro perchè la modellava su quella delle for- 
mazioni meccaniche erano ben lungi dal poter accogliere il con- 
cetto di progresso quale noi abbiamo cercato di chiarire con l'analisi. 



(1) Ofr. Spinoza, Ethica, parte i appendice, parte iv prefazione. 

(2) GuYAU, Morale anglaise coìitemporahie^ pag. 268; Lalandb, La 
dissolution opposée à revolution, pag. 14 (Paris, Alcan); Richard, op, 
cit.y pag. 14. 

(3) Dblbos, La morale dans la phìlos. de Spinoza, pagg. 486-7 (Paris, 
Alcan); L. Stein, Der Sinn des Daseins, pag. 280 e segg. (Ttibingen u. 
Leipzig, 1904). 



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990 G. VIDARI, 



Ne Tordine e la connessione delle cose paralleli all'ordine e alla 
connessione logica delle idee, né la integrazione della natura pa- 
rallela alla dissipazione del moto giustificano il concetto di pro- 
gresso ; ma anzi gli si oppongono, e non già come il regresso si 
oppone al progresso, cioè come opposizione contraria, bensì come 
rimmobilità si oppone al moto e come la persistenza della forza 
si oppone all'accrescimento dell'energia, cioè come opposizione con- 
tradittoria. E come i modi della sostanza infinita non sono, nel 
sistema di Spinoza, il diverso, ma affezioni della medesima sostauza 
infinita, cioè presentazioni dell'identico (1), cosi l'eterogeneità defi- 
nita e coerente, quando venga intesa in base ai nudi presupposti 
logici dell'evoluzione meccanica, non può essere che la equiva- 
lenza quantitativa dell'omogeneo indefinito e incoerente, e soltanto 
in base a questa equivalenza deve poter esser conosciuto (2). Infatti, 
come " i movimenti interni ed esterni dell' animale si riducono 
a esser una comparsa sotto nuove forme di una forza assorbita 
dalla pianta sotto l'aspetto di luce e calore „ e come * i cambia- 
menti di posizione relativa, di aggregazione e di unione chimica si 
debbono considerare quali manifestazioni trasformate di certe ener- 
gie», così ^ allo stesso modo dobbiamo considerare le sensazioni che 
tali energie producono in noi „, e così ^ i cambiamenti operati da- 
gli uomini, in quanto sono socialmente organizzati, sono effetti di 
forze aventi un'origine comune con quelle ohe producono tutti gli 
altri ordini di cambiamenti „ (3). Tutto ciò, adunque, che costituisce 
la caratteristica distinzione di una forma da un'altra, e il posto che 
essa occupa nel processo evolutivo, tutto ciò, insomma, che pnò 
costituire la base su cui si erige il giudizio valutativo, vien tras- 
curato lasciato nell' ombra, poiché di esso non si può render 
conto adeguato in base al principio fondamentale dell'evoluzione, 
per il quale invece si insiste unicamente sul determinismo meo* 
canico e sulla equivalenza delle forze, cioè sulla identità sostan- 
ziale. 



(1) Il problema dei rapporti fra i modi e la sostanza è però uno dei 
più oscuri nella filosofìa di B. Spinoza. Cfr. Ioachim, A sUidy of the 
ethicH of Sp.j pag. F)8 (Oxford, Clarendon). 

(2) Lalandb, op. cit.j pag. 23, segg. ; Janbt, I^s causes finale», pag. 375. 

(3) Spencer, Pnmi principi, §§ 70, 71, 72 (trad. M. Salvadori; Torino, 
Bocca). 



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ANCORA dell'idea DI PBOQBESSO. 991 

Il concetto di progresso non paò dunque trovar suo posto, net 
oome facilmente si ammette, in una concezione geometrica, quale 
è quella di Benedetto Spinoza, né in una meccanica, come quella 
di H. Spencer. E di fatto quest'ultimo, il quale aveva dapprima 
esposta la sua dottrina nel * Saggio sul progresso „ (in Westminster 
Review^ aprile 1857) la presentò più tardi quasi con le medesime 
parole, come teoria dell' evoluzione, nelF opera ** Primi principi „ 
<capit. 15, 16, 17, 20) (1). 

Si è però osservato da qualcheduno che il concetto di evoluzione, 
con la dottrina della lotta per la esistenza e della sopravvivenza 
dei più adatti, introduce il momento teleologico, e con esso, di con- 
seguenza, quello del valore e della graduazione dei valori (2). Ma 
si devono fare in contrario tre principali osservazioni: 1* Rima- 
nendo fisso il concetto di evoluzione quale è dallo Spencer enunciata, 
come si può intendere la lotta per resistenza e il conseguente 
concetto della sopravvivenza dei più adatti? Si può forse inten- 
derla come determinata dal fatto che T organismo si modifica da 
se in relazione con l'ambiente, creando in se delle nuove attitudini 
e conformazioni ; oppure si deve ammettere che la sopravvivenza sia 
prodotta dal fatto che nella lotta fra l'organismo e l'ambiente, la 
quale è sempre un contrasto meccanico di forze, sparisce di necessità 



(1) Si noti però che lo Spencer, dopo d'aver sostituito il concetto di 
evoluzione a quello di progresso prima usato, accorgendosi che i prin- 
cipi meccanicisti che stanno a base della evoluzione non potevano vera- 
mente spiegare i fatti dello spirito e accordarsi con l'idea di progresso, 
che pure egli introduceva nell'etica e nella sociologia, discusse in alcuni 
l>aragrafi aggiunti nella 6* ediz. ingl. dei Primi principi (§§ 71a , 71b , 71c ; 
cfr. trad. it. Salvadori ediz. Bocca) il principio della trasformazione ed 
equivalenza delle forze per riguardo ai fatti psichici ; ma lo Spencer mi 
pare indeciso o impreciso, poiché, mentre nei §§ 71 e 72 afferma tale prin- 
cipio come valido anche nel campo delle forze mentali, nei paragrafi ag- 
^unti invece dice che le osservazioni e concorrono a provare che la 
legge della metamorfosi, e in modo parziale la legge dell'equivalenza 
vale tra le energie fisiche e le energie nervose » § 71b , e altrove invece 
che « sebbene i fatti ci obblighino a dire che le azioni fisiche e psichi- 
che sono in correlazione tra loro e in un certo modo indiretto in una 
correlazione quantitativa, in modo da indurre a credere che vi sia una 
trasformazione, tuttavia, ecc. », pag. 170, trad. ital. 

(2) L. Stein, Die soziale Froge im Lichte der Philosophie (Stuttgart, 
Enke), pag. 41. 



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992 O. VIDABI, 

quello degli organismi, che dispone di minor somma di energia? È 
dunque veramente la sopravvivenza dei più adatti, o è piuttosto la 
sopravvivenza dei più forti? E la selezione naturale, per cui si for- 
mano le specie della scala vegetale e animale, come può accordarsi 
col concetto di evoluzione? Si può forse ammettere che quella di- 
penda da un principio interno di trasformazione per cui l'organi- 
smo produce in sé una reale modificazione in rapporto con quella 
dell'ambiente, e opera quindi una vera scelta nell* accoppiarsi con 
un elemento sessuale aflSne, onde le proprietà vittoriose degli avi si 
trasmettono nei discendenti? Oppure la selezione dipende da una 
originaria modificazione organica tutta accidentale e singola, da 
un parimenti accidentale e singolo accoppiamento, da una fatale 
trasmissione ereditaria di proprietà? È dunque il processo selettivo 
un processo in qualche modo di scelta, o un processo automatico 
di eliminazione ? Per metterlo d'accordo col concetto di evoluzione 
meccanica non si può intenderlo che in questa seconda maniera. 

2. — Dato che il concetto di sopravvivenza dai più adatti si 
debba così interpretare, si può a proposito dei sopravissuti e delle 
specie novellamente formatesi parlare di un maggior valore in 
confronto degli scomparsi, o delle specie precedenti? Evidente- 
mente no : primo, perchè i sopravissuti e le specie non devono la 
loro vita a nuU'altro fuorché a un conflitto fortuito di forze e a 
un processo meccanico di eliminazione, poi, perchè, in base ai prin- 
cipii dell'evoluzione, la quantità di energia presente nello stadio 
posteriore del processo è identico alla quantità dello stadio ante- 
riore, e non vi è che una diversa distribuzione e presentazione 
della medesima quantità. 

3. — Che se infine si credesse di poter introdurre il momento 
valutativo nel concetto di evoluzione, osservando che questa è nelle 
sue linee generali e ne' suoi risultati ultimi un processo di sempre 
maggioro felicitazione, si va incontro a due altre difficoltà. In primo 
luogo è certo che, qualora si dimostri veramente la natura felici- 
tante del processo evolutivo, la felicità medesima, significando sol- 
tanto uno stato di benessere completo e totale senza riguardo alla 
natura degli atti e del procedimento onde esso è conseguito e co- 
stituito, porgerebbe per la valutazione un criterio puramente quan- 
titativo, in forza del quale si parificano le diverse qualità di felicità 
che siano quantitativamente uguali, e si degradano in base alla 
minor quantità talnne forme di felicità che, in base al criterio della 



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ANCORA dell'idea DI PROGRESSO. 993 

loro iatrinseca qualità, sarebbero elevate dì grado. Ma in secondo 
laogo è anche dubbio se, restando fisso il concetto epenceriano di 
OToluzione, si possa ricavarne quello della crescente felicitazione, 
poiché questo non può esser dedotto ne attraverso Tidea di una 
vittoria dei più adatti, non potendosi parlare di vittoria là dove c'è 
puro contrasto meccanico di forze, ne attraverso l'idea dell'adatta- 
menio all'ambiente, perchè, dato anche si provi sperimentalmente 
esservi un rapporto diretto fra la conservazione della vita e il 
piacere, non si può dimostrare che il puro fatto della sopravvi- 
venza dei più forti e della trasmissione ereditaria delle acquisizioni 
aumenti nei sopravissuti il piacere e quindi la felicità. 

Mi pare adunque, in conclusione, che fra i due concetti di evo- 
luzione spenceriana o meccanica e di progresso, non ostante la ap- 
parente affinità, la quale è fondata unicamente sulla constatazione 
della unicità e positività della direzione, non vi sia possibilità al- 
cuna di accordo logico, nel senso di dedurre la seconda dalla prima. 
Se si vuole o se si deve mantenere il concetto di evoluzione, biso- 
gna assolutamente ammettere che essa, per sé sola, non ci auto- 
rizza ad applicare il concetto di progresso, epperò anche quegli 
elementi logici che in esso sono implicati. Che se comunemente si 
ammette che evoluzione significhi progresso, ciò accade perchè si 
parte dal principio accettato come vero, che il termine reale di 
essa, cioè in fondo la specie umana e le sue produzioni, siano mi- 
gliori di tutte le formazioni precedenti, cioè si presuppone un prin- 
cipio ideale come base della valutazione, e con esso si contamina la 
concezione prettamente deterministico-meccanica del processo evo- 
lutivo. 

Il concetto di progresso è ammissibile soltanto là dove i suoi 
elementi essenziali di ordine dinamico, di attività e di valore siano 
possibili. E tale possibilità non si ritrova con certezza indiscussa, 
che nel campo propriamente umano. 

Ma anche qui esso può venir applicato per deduzione da prin- 
cipi! che non lo giustificano completamente. Cioè può accadere ohe 
il principio da cui il concetto di progresso si deduce, e che perciò 
dovrebbe darci la sintesi de' suoi elementi costitutivi, sia tale da 
non poter tutti questi abbracciare in sé, epperò tale che la dedu- 
zione sia insufficiente. 



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994 G. VIDABI, 



2. 

Un caso di questo genere si verifica quanJo si tenta la dedu- 
zione del concetto di progresso da quello di ritmo dialettico. Scrisse 
con r usata concisione e arguzia Antonio Labriola : * Prodncendo 
successivamente i varii ambienti sociali, ossia i successivi terreni 
artificiali, l'uomo ha prodotto in pari tempo le modificazioni di se 
stesso ; e in ciò consiste il nocciolo serio, la ragione concreta, il 
fondamento positivo di ciò che, per varie combinazioni fantastiche 
e con varia architettura logica, dà luogo presso gli ideologisti alla 
nozione del progresso dello spirito umano ^ (1). E poiché, come si 
vede, in tale produzione successiva dei varii ambienti sociali e delle 
contemporanee auto-modificazioni dello spirico, consiste il progresso, 
è necessario vedere più da vicino come sia concepito il procedi- 
mento della produzione successiva. Ed è qui precisamente dove si 
introduce il concetto di ritmo dialettico, per il quale si deve inten- 
dere (e sia lecito almeno chiarire e spiegare quel che il Labriola 
si rifiutava di definire in modo generico (2), il procedimento onde 
ogni termine, in forza del suo medesimo sviluppo, genera da se in 
sé stesso la contraddizione, e per essa il termine successivo, il quale, 
mentre è la negazione del precedente, ne appare insieme rulteriore 
sviluppo. Onde il Labriola medesimo diceva che la dialettica * invera 
ciò che nega, perchè in ciò che nega e supera, trova o la condizione 
(di fatto), la premessa (concettuale) del procedere stesso « (3). E 
altrove, riferendosi più specialmente al processo delle società umane, 
spiegava : '*' la società stessa, per le condizioni antitetiche dei con- 
trasti sui quali poggia, genera da sé in sé stessa la contradizione, 
e questa poi vince per trapasso in una nuova forma „ (4). 



(1) A. Labriola, Del lìiaterialismo storico. Dilucidazione preliminare, 
pag. 24 (Roma, Loescher 1902). E a pag. 99: « ruomo sviluppa e pro- 
duce S3 stesso . . . come causa ed efietto, come autore e conseguenza a tm 
tempo, di determinate condizioni, nelle quali si generano anche deter- 
minate correnti di idee, di opinioni, di credenze, di fantasie, di aspet- 
tazioni, di massime». 

(2) A. Labriola, Discorrendo di socialismo e di filosofia j pag. 138 
(Roma, Loescher, 1902). 

(B) A. Labriola, DiscorrendOj ecc., pag. 46. 
(4) A. Labriola, Del ìnater, storico, pag. 65. 



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ANCORA dell'idea DI PROGRESSO. 995 

Ora, è certo che, se il concetto di ritmo dialettico, quale era 
stato presentato dapprima nella filosofia hegeliana, rende conto di 
taluni elementi del concetto di progresso, nella nuova forma, in- 
Teoe, che esso assume nel realismo prammatistico del Labriola, 
non riesce più al medesimo risultato: tanto è vero che lo stesso La- 
briola accetta con prudente circoscrizione l'idea di progresso (l). 
E si capisce che l' elemento logico principale di cui il concetto di 
ritmo dialettico hegeliano poteva render conto è quello della conti- 
nuità nella gradazione ascendente, e dell'ordine ideale che ne con- 
segue. La dialettica di Hegel è, sotto un certo rispetto, un vero 
processo progressivo, sia perchè l'antitesi, pur negando la tesi, la 
invera in sé medesima, sia perchè la sintesi ricompone in unità 
nuova e pia piena gli stadii anteriori, sia perchè infine ogni sintesi 
è tesi di un processo nuovo e quindi grado verso forme supe- 
riori (2). La dialettica hegeliana è continua superazione di sé o fa* 
cimento continuo di se nel divenire della propria idea; ne è quindi 
possibile concepire il ritmo dialettico hegeliano fuori dell'idea che 
per esso si compie e diviene, fuori del disegno, del pensiero, del- 
l'ordine di cui ì diversi stadii sono, non pietruzze messe l'una ac- 
canto all'altra o travasamenti dell'identico nell'identico, ma ele- 
menti dirò così pregni di significazione ideale, ciascuno dei quali 
supera il precedente nella più piena attuazione delFìdea. 

Invece il Labriola che, come il Marx e l'Engels, svuota il ritmo 
dialettico della sua significazione ideale e lo riempie di contenuto 
materialistico, cioè realistico, dice che la sua ^ dottrina è la negazione 
recisa e definitiva di ogni ideologia, perchè è la negazione esplicita 
d' ogni forma di razionalismo ; intendendosi sotto cotal nome il pre- 
concetto, che le cose nella loro esistenza ed esplicazione rispondono 
ad una norma, ad un ideale, ad una stregua, ad un fine in modo 
esplicito implicito che siasi. Tutto il corso delle cose umane è 
una somma, anzi è tanta serie dì condizioni, che gli uomini si son 
fatte e poste da sé per la esperienza accumulata nella variabile 
esperienza sociale „ (3). 

In conclusione il ritmo dialettico materialisticamente inteso non 



(1) A. Labriola, Del mater. storico, pagg. 25, 86, 77, 12B. 

(2) Allievo, L'hegellanismo (Milano, Agnelli, 18G8). 

(3) Labriola, Del material, st., pag. 25-26; cfr. Labriola, In me- 
moria del manifesto dei comunisti (Roma, 1902), pag. 18. 



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996 G. VIDAEI, 



può render conto dell' idea di progresso ; e questo appare negli 
scritti del Labriola, come anche di altri concresciuti nel medesimo 
ambiente e indirizzo intellettuale, una idea in un certo senso anti- 
patica, e della quale certamente-non si può dare sufficiente spie^- 
zione, ma a cui tuttavia non si può rinunciare (tanto è vero che essa 
frequenti volte compare negli scritti del Labriola), forse per il fascino 
etico che essa esercita sugli spiriti fortemente colpiti, come sono 
quelli dei socialisti, dallo spettacolo delle profonde ingiustizie che 
la società nel suo moto storico a volta a volta semina e supera. 

D'altra parte è anche vero che, se il concetto de\\& praxis sociale 
e materiale, in quanto priva lo schema del ritmo dialettico di 
ogni significazione ideale, rende impossibile l'applicazione dell'i* 
dea di progresso, essa medesima poi introduce nel concetto della 
dialettica un elemento essenziale che non appariva nel pensiero 
hegeliano, e che costituiva invece la nuova grande verità del ma- 
terialismo storico. Mentre infatti il ritmo dialettico hegeliano è 
essenzialmente ritmo dell'idea, semovenza ritmica di un pensiero 
per se stante (1), e come tale processo logico che bensì riflette in 
sé, in modo luminoso, lo schema del processo reale, ma non ce ne 
spiega l'interior forza produttiva, invece il ritmo dialettico mar- 
xista e labriolano, appunto perchè è ripieno di contenuto realistico 
e prammatistico, ed è anzi una cosa sola con questo, presuppone 
appunto quell'elemento dell'attività produttiva, della spontaneità 
fattrice, della d}/namis (2), che non era presente nella bistratta con- 
cezione hegeliana. Il materialismo storico, come, in forza della sua 
medesima natura, esclude quell'elemento del disegno o dell'ordine te- 
leologico, così include quell'elemento dell'attività produttiva, che 
l'idealismo hegeliano, pure in forza della sua natura, rispettiva- 
mente includeva ed escludeva, Quindi, come sotto un certo rispetto 
il concetto di progresso non poteva derivarsi dalla concezione ma- 
terialistica della storia, per un altro esso vi trovava la sua giusti- 
ficazione. E mentre per un lato, cioè in quanto nega il disegno, il 
materialismo storico si rappresenta il moto della storia come svol- 
gentesi ** sopra di una linea spezzata, che cambia spesso di dire- 
zione, e di nuovo si spezza, e in alcuni momenti gli è come rien- 
trante, e alcune volte si distende, dilungandosi di molto dal punto 



(1) G. Gentile, La filosofia di MarXj pag. 76 segg. (Pisa, Spoerri). 

(2) A. Labriola, Discorrendo, ecc., pag. 65. 



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ANCORA dell'idea DI PEOGBESSO. 997 

Iniziale: un vero zig-zag „ (1); per un altro lato, cioè in quanto 
implica il concetto delUattÌTità, si rappresenta il medesimo moto 
come un vero processo realistico che va dalla vita al pensiero, e 
non già dal pensiero alla vita, come un moto avente sua molla e 
fluo elaterio nello sforzo e nel lavoro, il quale è poi ** il prodursi 
dell'uomo, che ascende dalla immediatezza del vivere (animale) 
alla libertà perfetta che è il comunismo „, cosicché per questo ri- 
guardo ^ il progresso dello spirito non è se non un accumularsi di 
energie di lavoro „ (2). Vi è dunque nel concetto di ritmo dialet- 
tico, quale appare nel materialismo storico marxista cosi brillante- 
niente dilucidato dal Labriola, la coesistenza di due elementi, come 
la negazione del significato idealistico e l'affermazione della pro- 
duttività pratica, che rendono imprecisa e oscillante l'idea di pro- 
gresso che se ne volesse dedurre. 

Ma il ritmo dialettico, quale è inteso dal materialismo storico, 
importa seco un'altra incongruenza, che rende impossibile la dedu- 
zione del concetto di progresso. Mentre infatti, in forza della sua 
natura pratica, il moto storico è pensato come espansione di atti- 
vità spontanea che si svolge fra molteplici impedimenti, epperò, pur 
determinato, ma non assolutamente necessario, e quindi, nel fatto, 
relativo parziale unilaterale (3), d' altra parte non si può negare 



(1) A. Labriola, Del mater. stor,, pag. 127. 

(2) A. Labriola, Discorrendo j ecc., pag. 80; cfr. pag. 101. Il Gen- 
tile nel suo bel saggio su La filosofia di Marx sostiene che il teleo- 
logismo è immanente nella dialettica del Marx (pagg. 81, 108, 130). Ora, 
a me pare che questo sia un forzar troppo la interpretazione hegeliana 
del marxismo: a me pare si possa dire che, come la dialettica hegeliana 
è bensì un finalismo senz'essere un dinamismo, cosi la dialettica mar- 
xista è bensì dinamismo, senz'essere finalismo. Cioè nell'uno vi ha at- 
tuazione di un disegno senza la volontà di esso, onde anche il termine 
di finalismo non mi pare del tutto appropriato ; nell'altro si ha una serie 
di sforzi senza che vi sia la coscienza, e tanto meno la previsione, del 
fine verso cui essi conducono o del disegno che per essi si compie. 

(S) A. Labriola, Del rnater. stor., pagg. 3f), 36, 39. Cfr. B. Croce, 
Materialismo storico ed economia marxistica, pagg. 19 e 124 (Palermo, 
Sandron, 1900). E il material, stor. mentre da alcuni (Gentile, 190) è 
dato come una dialettica necessaria, da altri (Labriola) come un deter- 
minismo, da altri infine (Andler in Eevue de métaph, et de mor., 1897 
pag. 657 e Sorel, Saggi di critica del marxismo, pagg. 60 e 242 (Pa- 
lermo, Sandron) si nega che possa esser chiamato determinismo, perchè 
non vi è nulla di determinabile. 



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998 G. VIDA RI, 



che il ritmo dialettico importa seco la nota della necessità, e che 
appunto in base a quel ritmo e a quella necessità era possibile qa&l- 
che anno fa (non piii ora) ai socialisti la previsione, anche sempli- 
cemente morfologica (1), del divenire sociale. Dice molto bene il 
Gentile (op. cit. 25, 29 seg.): siffatta previsione come può aver 
luogo se non si fonda nella intuizione del corso generale e ne- 
cessario della storia? Anzi il Gentile si spinge a dire che "^ in 
fondo in fondo non si tratta qui d'una previsione, ma piuttosto di 
una semplice constatazione „, cioè della constatazione della neces- 
sità immanente alla dialettica. Mentre adunque, per il primo aspetto, 
cioè per quel ohe riguarda il suo contenuto prammatistico, il pro- 
cesso storico, quale è rappresentato nel marxismo, suppone quegli 
elementi delTattìvità produttiva, epperò della contingenza, che ren- 
dono possibile la deduzione dell'idea di progresso; per il secondo 
aspetto, cioè per la forma onde quel processo è concepito, importa 
un elemento che rende impossibile la deduzione. 

In questo contrasto si rispecchia il dissidio, ormai sopito, fra co- 
loro che, in base al suo carattere realistico e prammatistico, vole- 
van negare essere il materialismo storico una filosofia della storia, 
e coloro che, attenendosi invece principalmente alla forma dialet- 
tica del procedimento e mettendo in rilievo principalmente le de- 
rivazioni hegeliane, sostenevano che appunto la forza del materia- 
lismo sta neir essere una filosofia della storia. Ma come i primi 
dovevano in certo modo sorvolare sopra i caratteri intrinseci al 
ritmo dialettico, epperò negavan per un lato il finalismo ideologico 
e per un altro la necessità, cosi i secondi dovevano, per convali- 
dare la tesi, estenuare il contenuto del materialismo storico fino al 
punto da affermare col Gentile (44) che '*' la materia del ma- 
ierialismo storico, lungi dall' essere esterna e opposta all' Idea di 
Hegel, vi è dentro compresa, anzi è una cosa medesima con essa ,. 
Il vero mi sembra che il materialismo storico non è una ricompo- 
sizione organicamente logica dei due elementi essenziali onde si 
costituisce, cioè il ritmo dialettico che ne dà la forma, e la praris 
che ne dà il contenuto; onde anche si possono in esso trovar gli ele- 
menti per giustificare e per respingere insieme l'idea di progresso. La 
si giustifica in quanto il moto storico viene rappresentato come la 



(1) Labriola, In memorìa, ecc. pag. 32. 



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ANCORA dell'idea DI PROGRESSO. 999 



risultante degli sforzi successivi delT attività umana maturantisi 
1' uno in seno all'altro e uscenti l' uno dalle viscere dell' altro ; la 
si respinge o la si rende impossibile in quanto per reagire alle 
ideologie astratte si esclude per un lato ogni finalismo e si afferma 
per un altro, in forza della stessa natura dialettica del processo, 
la interiore necessità dello svolgimento. 

La parte veramente accettabile della concezione materialistica o, 
meglio, per indicarla col nome del suo maggior pensatore, marxi- 
stica della storia consiste essenzialmente nel realismo, cioè nella 
dimostrazione della importanza che hanno le condizioni reali e ma- 
teriali della società nella produzione dalle varie forme successive 
e progressive della attività umana. Ma a quell'assenza di finalismo, 
che proveniva dal bisogno di negare l'hegelismo astratto, e che ren- 
deva impropria ogni deduzione del concetto di progresso, non po- 
teva rimediarsi che per una revisione psicologica dello stesso pro- 
cedimento realistico, cioè per uno studio del processo onde, nella 
realtà della vita vissuta sotto l' azione delle circostanze materiali, 
la vita spirituale si svolge. 



Tale revisione fu per gran parte compiuta da quel largo movi- 
mento di psicologia sperimentale e sociologica che contrassegna, 
come uno dei fatti scientifici di maggiore importanza, V ultimo 
quarto del secolo decimonono. E il risultato complessivo di esso 
mi par che si assommi in una legge dell' attività spirituale che il 
maggiore dei psicologi moderni, il Wundt, ha largamente dimo- 
strato e illustrato, e che porge, a mìo giudizio, la migliore, se non 
la più completa, base scientifica per la deduzione dell'idea di pro- 
gresso. La quale verrebbe per tal modo ad acquistare una autore- 
vole conferma e giustificazione nelle risultanze più certe della 
psicologia scientifica. 

La legge a cui accennava è quella detta dal Wundt della Hete- 
rogonie der Ztvecke o della eterogenesi dei fini (1), e si può enun- 



(1) Wundt, Etàik., ediz. 3, pag. 274 (Leipzig, Enke, 1903); cfr. anche 
pag. 140 ; cfr. Compendio di psicoloffia, § 24 (trad. it. di Agliardi, To- 
rino, Clausen), G. Villa, Psicologia contempor., pag. 613. Credo prefe- 
ribile dire eterogenesi anziché, come altri dicono, eterogeneità dei fini. 



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1000 G. YIOABI, 

ciare così: ìq tatto quanto il campo delle azioni Yolontarìe umaDe, 
r attività del volere si svolge in modo tale che gli effetti delle 
azioni superano sempre pia o meno largamente i motivi origioari, 
onde sorgono per le azioni future nuovi motivi, i quali producono 
nuovi effetti a loro pia o meno superiori. Si potrebbe forse dire che 
questa è la traduzione psicologica del ritmo dialettico, in quanto 
il fine sviluppa da se in sé stesso il nuovo motivo da cui il fine è 
superato : così, per esempio, mentre V uomo mira a soddisfare i 
propri individuali bisogni, accade che egli questo non compia se 
non in comunione con altri; onde sorgono finalità: nuove il cui og- 
getto non è più Tindividuo, ma la collettività, che appunto in certo 
modo nega l'individuo medesimo. Ma vi è però sempre questa 
differenza sostanziale, che fra motivo e fine non vi è rapporto di 
contraddizione, nò il primo si svolge dall'altro per una interiore 
necessità, ne il motivo nuovo nega veramente, pur superandolo, il 
fine precedente. 

In altre parole questa legge significa che nel corso dell'attività 
umana Tuna volizione rampolla bensì dalla precedente, perchè il 
fine della prima eccede sempre in qualche modo il motivo origi- 
nario ; ma ciò non vuol dire che l'una volizione contenga in po- 
tenza Taltra né che questa nasca necessariamente da quella; 
bensì la successiva è veramente di fronte alla precedente e agli 
elementi psicologici onde rampolla qualcosa di assolutamente nuovo 
e di eterogeneo. 

La verità di questa legge non ha bisogno di esser dimostrata, 
poiché essa si trova verificata non solo nello svolgimento di ogni 
coscienza individuale, ma anche, in modo ampio e luminoso, in tutta 
la evoluzione storica sia della vita morale che della vita politica, 
e sia della vita artistica che della scientifica. Né io mi tratterrò 
su di questo. Piuttosto é necessario dimostrare come la possibilità 
di essa legge sia fondata sopra altri principi psicologici universal- 
mente ammessi e accertati dalla psicologia moderna. Tali principi 
sono a mio giudizio riducibili a due : e cioè a quello della sintesi 
psichica e a l'altro dell'accrescimento dell'energia. 

Per l'uno si vuol significare che, non solo gli elementi psichici 



perchè, mentre questa espressione accenna soltanto a una diflerenz» di 
qualità tra fini e fini, quella accenna a una difterenza nella produzione, 
onde deriva anche la differenza di qualità. 



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ANCOBA dell'idea DI PROGBESSO. 1001 

si combinano fra loro in modo molto yariabile sia per rispetto al 
. loro numero che per rispetto alla loro qualità, ma anche soprattutto 
questo che le sìntesi psichiche, al contrario di quel ohe accade per 
le sintesi chimiche le quali sono regolate dalla legge delle propor- 
zioni definite, hanno molta libertà di costituzione; onde le risultanti 
presentano ogni volta proprietà affatto nuove e imprevedibili, le 
<]nali reagendo sugli elementi anteriori ne modificano le relazioni, 
il che invece non accade nel caso accennato delle sintesi chimiche in 
forza appunto delle leggi matematicamente determinabili a cui esse 
«OQ sottoposte (1). L'altro principio esprime in fondo la condizione 
psicologica del precedente, perchè la sintesi psichica non sarebbe 
possibile qualora la vita dello spirito fosse governata dalla mede- 
sima legge fondamentale del mondo fisico, cioè dal principio per 
<5ui si dà come costante la somma dell' energia dell' universo. Per 
spiegare quindi la possibilità della sintesi psichica è necessario 
ammettere che nella vita dello spirito valga un principio del tutto 
diverso, anzi opposto: come opposti sono i processi e i risultati 
della sintesi chimica e della psichica, così al principio della conser- 
vazione dell'energia fisica si oppone il principio dell' accrescimento 
^eir energia psichica. 

Ora, gli è appunto il concorso dei due principi psicologici indicati 
che rende possibile l'altro della eterogenesi : il quale, anzi, può dirsi 
supremo nel senso che riassume in sé gli altri due. Esso, come 
dice il Wundt medesimo (2), regge le modificazioni che sorgono, in 
•causa di successive sintesi creatrici, nelle relazioni tra i singoli 
contenuti parziali delle formazioni psichiche. Cioè accade che, sic- 
come le risultanti di processi psichici affini richiedono contenuti 
-ohe non si trovavano nei componenti, e siccome questi nuovi con- 
tenuti entrano tuttavia in relazione con gli elementi di prima, cosi 
ne restano modificate le relazioni fra questi ultimi, e in conse- 
.guenza di ciò anche le risultanti di nuova formazione. Questo prin- 
cipio di relazioni che successivamente si mutano, si manifesta nel 
modo pia evidente, dice il Wundt, quando in base alle relazioni 
date si forma una rappresentazione del fine. Imperocché la relazione 
^ei singoli fattori tra loro viene considerata come una connessione 
di mezzi, per la quale il prodotto risultante ha il valore di fine 



(1) Cfr. Villa, op. c/^, pag. 396. 

(2) Wundt, Maìuuile di psicologia^ pagg- 267-8. 

liéndieonii, — Serie li, Voi. XXXVIIL 67 



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1002 G. VIDARI, 

cui si mira. Pertanto il rapporto degli effetti al fine rappresentato 
si presenta qui in modo che in quei primi effetti sono sempre dati 
ancora effetti secondari, i quali, se non erano pensati nelle prece* 
denti rappresentazioni del fine, entrano tuttavia in nuova serie 
di motivi, e per tal guisa o modificano i fini già presenti o ad essi 
ne aggiungono di nuovi. 

Si noti ora che a base di tutti questi principi e della conse- 
guente interpretazione della vita spirituale sta un concetto impor- 
tantissimo e caratteristico, che è quello di attività. Laddove esso 
viene necessariamente escluso dalla interpretazione meccanicista 
della natura fisica, ed è anzi la sua assenza che rende intelligibili 
il concetto di permanenza della forza e quello derivato di equiva- 
lenza delle forze, esso è presupposto necessariamente dai principi 
della sintesi creatrice, deiraccrescimento dell* energia e dell'etero- 
genesi dei fini. Attività è capacità di produzione, cioè di superare 
il dato, di aggiungergli qualcosa. E poiché il concetto di attività^ 
così essenziale alle scienze psicologiche, è suggerito dalla espe- 
rienza della volontà umana, laddove il concetto della permanenza 
e della equivalenza è suggerito piuttosto dalla esperienza dei pro- 
cedimenti logici e matematici, cosi per un lato accade ohe si tent& 
di spiegare tutta quanta la natura fisica riducendola entro lo schema 
del pensiero logico ed evitando di accogliere per la spiegazione 
ogni elemento che paresse urtare o sconvolgere la deduzione astratta; 
e per un altro lato accadde che tutto il concetto di attività fu ade- 
guato a quello di volere, cioè l'attività dello spirito fu ridotta a 
volontà, e nulla si vide al di fuori di questa. Ma la incompletezza 
di questa concezione esclusivamente volontaristica della attività 
umana risulta evidente dallo esame del concetto di progresso, da 
cui siamo partiti, in rapporto col principio della eterogenesi. 

Che questo principio, meglio di ogni altro, ci renda scientifica- 
mente possibile, cioè ci giustifichi, il concetto di progresso quale 
noi abbiamo prima analizzato, mi pare, dopo le cose dette, evidente. 
Anzittutto la legge della eterogenesi dei fini ci rende conto della 
successione relativamente continua, poiché i fini appaiono come allae* 
ciantisi fra di loro, senz'essere l'uno la necessaria conseguenza o espli* 
cazione dell'altro. ^ La connessione di una serie finalistica, dice il 
Wundt {Eth, ed. 3* p. 275), non consiste in ciò che il fine ultimamente 
raggiunto debba esser compreso, come rappresentazione, nei motivi 
originari delle azioni, che hanno ad esso condotto, e neppure in eie 



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ANCOBA dell'idea DI PROGBESSO. 1003 



ohe i motivi presenti in principio producano qaelli che agiscono in 
fine, ma si produce essenzialmente per questo che, in conseguenza 
delle influenze collaterali che non mancano mai, l'effetto di un'azione 
non coincide generalmente con la rappresentazione finalistica inerente 
al motivo. Appunto questi elementi dell'effetto, che sono al dì fuori 
del motivo originario, possono diventar nuovi motivi o elemento di 
motivi onde si sprigionano nuovi scopi o alterazioni degli scopi ori- 
ginari jf. In secondo luogo appare in essa, con la creazione di 
sempre nuovi fini verso cui l'attività si dirige, cioè con l'eterogeneo 
e il contingente; il non riducibile al dato quantitativamente misura- 
bile, cioè il qualitativamente diverso. E infine, essendo questa la legge 
che governa una attività svolgentesi nel conseguimento di fini, 
non v'ha dubbio che soltanto per essa il giudizio di valutazione 
acquista il suo fondamento psicologico necessario, se non sufiS- 
cìente. 

Ma noi abbiamo dimostrato, con l'analisi dell'idea di progresso, 
che in essa entra come elemento essenziale il pensiero di un or- 
dine che si costituisce tra gli sforzi rivolti al conseguimento dei 
fini minori, nell'attuazione di un unico più vasto disegno. Ora, 
come si può dimostrare che la continuità unitaria scaturiente dalla 
eterogenesi dei fini è un ordine dinamico, cioè un ordine che rea- 
lizza un pensiero o nel quale un pensiero si delinea P Per il puro 
fatto che 1' un fine esce dall' altro si costituisce una unità, certo ; 
ma si può dire che in essa si attui un disegno? Il concetto di pro- 
gresso può parere che abbia sua piena giustificazione in ogni stadio 
della evoluzione psicologica, cioè in rapporto agli atti onde si pro- 
seg'ue il fine risultante in quel momento della vita, ma non si vede 
come possa applicarsi alla connessione dei fini. Sì può in contrario 
osservare che, secondo la legge della eterogenesi, i fini non solo 
crescono V uno suU' altro, ma anche si superano successivamente 
per una crescente ampiezza, la quale può bene intendersi come 
attuazione di un ordine progressivo di espansione spirituale. Ma a 
ciò si possono opporre due considerazioni: la prima è che il concetto 
di ampiezza si riferisce veramente, non alle rappresentazioni me- 
desime dei fini nei loro rapporti coi motivi, perchè la formula w^und- 
tiana accenna soltanto alla formazione di nuovi motivi d'azione 
uscenti dal rapporto psicologico che si costituisce fra le risultanti 
delle sintesi psicologiche e i loro elementi costitutivi, bensì si riferisce 
ai rapporti fra la sfera di applicazione del fine e quella del motivo; 



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1004 G. VIDABI, 

onde il criterio della crescente espansione dei fini non è deriyato 
direttamente dal concetto dell'attività spiritaale. La seconda 088e^ 
yazione è che Tampliamento continuo delle sfere d'applicazione delle 
finalità potrà essere il seguo o l'effetto empirico dell'ordine che in 
tal modo si attua, ma non ne dà, per sé solo, la ragione o il prin- 
cipio costitutivo; potrà dare il principium cognoscendi^ ma non il 
principium essendi, 

E in questa interpretazione irrazionalistica della eterogenesi "ci 
conferma tanto il carattere fondamentalmente volontaristico di tutte 
la psicologia wundtiana, quanto lo stesso principio dell'accresci- 
mento dell' energia. 11 quale è bensì vero che si contrappone net- 
tamente a quello fisico della conservazione, ma ad ogni modo ri- 
mane sempre, al pari di questo, sotto la categoria della quantità. 
È vero, come abbiam detto, che la legge dell' eterogenesi ci auto- 
rizza a parlar di valori, inquantochè essa è legge di attività voli- 
tiva diretta al conseguimento di fini ; ma non riesco a capire come 
sia possibile nella dottrina del Wundt che tali valori si graduino, 
come dice lo stesso Wundt (l), solo per riguardo alla loro natura 
qualitativa. Poiché : o le qualità sono variazioni di quantità, come 
farebbe credere il principio dell'accrescimento dell'energia, e allori 
gli é appunto la quantità il criterio della graduazione; o le qua- 
lità sono fra loro eterogenee (ed è questo veramente il pensiero del 
Wundt), e allora nessun criterio di graduazione é possibile di con- 
seguire al di fuori di qualche concetto direttivo desunto dall'idea 
di un fine complessivo. Al che non può arrivare il principio wund- 
tiano dell'accrescimento dell'energia psichica. 

Si può dire, adunque, che la psicologia volontarista del Wundt 
riscatta bensì, contro il meccanismo della psicologia associazionista, 
l'attività dello spirito, e per questo riguardo legittima l'uso dei con- 
cetti di valore e di progresso; ma non riesce a giustificare l'uso dei 
concetti di qualità morale e di ordine morale, appunto in forza del 
suo medesimo carattere esclusivamente volontarista, cioè irrario- 
n alista (2). 



(1) Wi:ndt, Campeìidio di psicologia, pag. 265. 

(2) Cfr. la breve critica che del concetto di progresso fondato sulU 
eterogenesi dei fini si trova nel libro del Fouilléb, Xietzsche et rìm- 
moralisme, pag 2B4 (Alcan, 1902). 



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ANCOKA. dell'idea DI PKOGRESSO. 1005 



SeaoQchè il maggiore e più autorevole degli interpreti italiani 
del Wundt, Guido Yilla, osserva reoentemente a proposito della legge 
del raoorescì mento, che ^ nella seconda edizione del suo System der 
Fhilosophie (p. 304) il Wundt non usa più Tespressione di * energia 
psichica», bensì di ^ valori psichici ,,: forma più propria ad espri- 
mere l'attività della coscienza, che non sia l'altra, sulla quale si 
erano scagliati con tanta e sì ingiusta violenza fisici e matema- 
tici „ (1). Ora, a me sembra che se la prima espressione, pur spia- 
cendo a fisici e matematici, rispondeva alla realtà della esperienza 
psicologica, la seconda, inventata per mettersi in buona pace coi na- 
turalisti, è però, quando la si intenda in accordo con le altre affer- 
mazioni e negazioni del Wundt, in se stessa contradittoria. Poiché 
i valori psichici sono giudicati valori in quanto fanno parte, 
pure in gradi e modi diversi, di un certo ordine ideale, e allora la 
parola accrescimento è, per lo meno, impropria, o non sufficiente- 
mente significativa; o ogni ordine ideale si esclude, e allora i valori, 
cioè i fini, sono semplicemente fra loro eterogenei e Taccrescimento 
non può essere che accrescimento quantitativo. 

Io credo insomma di poter dire che la psicologia del Wundt ci 
redime bensì dal giogo del meccanismo, ma non dal giogo della 
quantità; ci apre bensì la via al regno dello spirito, ma non cene 
lascia vedere l'ordine interiore. Onde il concetto di progresso trova 
in essa per qualche verso, cioè per gli elementi della continuità e 
della attività produttiva, la giustificazione, ma non la trova per l'altro 
elemento pure importante che è il concetto dell' ordine teleologico 
o dei fini. 

Io capisco bene che la ragione dell'irrazionalismo wundtiano 
sta nel suo medesimo naturalismo, o meglio nella tendenza natu- 
ralistica della sua psicologia, che difatti è considerata moderna- 
mente come la più seriamente scientifica di quante siausi tentate; 
ma credo di dover soggiungere che è esigenza di una psicologia 
più completa e di una filosofia più profonda il superare dialettica- 
mente quell'irrazionalismo o anti-intellettualismo, arrivando a una 
nuova composizione dei principi acquisiti con quel medesimo ra- 
zionalismo che il Wundt crede di aver superato con l'arma del 



(1) Villa, U idealismo moderno (Torino, Bocca, 1[K)5), pag. 75. 



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1006 G. VIDABI. 



Tolontarismo. Dal razionalismo geometrico e meccanicista alFirra- 
zionalismo volontarista, e da questo a nn teleologismo razionalista, 
mi pare la connessione psicologicamente e filosoficamente neces- 
saria. 

IV. 

Di qaesto desiderato superamento della psicologia wandtiana ci 
dà, almeno ci adombra, le linee principali, per rispetto almeno 
al campo storico e sociale, un nostro grandissimo pensatore, 6. 
B. Vico. Il quale, pur non ayendo sempre sul labbro la parola di 
progresso, che invece diventò di tanto uso e abuso nei pensatori 
nostrani e forestieri a lui posteriori, tuttavia scopriva nelle sue in- 
dagini di psicologia storica e sociale la legge delle produzioni spi- 
rituali, opperò il fondamento per Tapplicazione del concetto di em 
ora trattiamo. 

Sono ben note e ripetute di spesso alcune sue espressioni carat- 
teristiche; ma fra le molte che si potrebbero citare (l), e che d 
riconducono tutte al medesimo pensiero, io amo riportarne una che, 
per la sua chiarezza e ampiezza, è per il nostro studio della mas- 
sima importanza: ^ pur gli uomini hanno essi fatto questo mondo 
dì Nazioni ... ma egli è questo mondo senza dubbio uscito da ona 
Mente spesso diversa, ed alle volte tutta contraria e sempre supe- 
riore ad essi fini particolari ch'essi uomini si avevan proposti; dei 
quali fini ristretti, fatti mezzi per servire a fini più ampi, gli ha 
sempre adoperati per conservare V umana Generazione in questa 
terra. Imperocché vogliono gli uomini usar la libidine bestiale, e 
disperdere i loro parti, e ne fanno la castità de' matrimoni onde 
surgono le Famiglie: vogliono i Padri esercitare smoderatamente gli 
imperi paterni sopra i clienti, onde surgono le Città: vogliono gli 
ordini regnanti de' Nobili abusare la libertà signorile sopra ì plebei, 
e vanno in servitù delle leggi, che fanno la Libertà popolare: vo- 
gliono i popoli liberi sciogliersi dal freno delle loro leggi e vanno 



(1) Vico, Prima scteìiza nuova (ediz. di G. Ferrari, Milano, lSi*j, voi. iv , 
1. I, cp. 11; 1. II, cp. 1 e 3; Secomla scienza nuova, Degnità 7, 8, 11. 13. 
105, § Del metodo, pag. 151 (ediz. Ferrari, voi. v) ; De universi juns 
uno princijno et fine uno § 46. 



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ANCORA dell'idea DI PROGRESSO. 1007 

nella soggezione de' Monarchi; vogliono i monarchi in tutti i yizi 
della dissolutezza, che li assicuri, invilire i loro sudditi, e li dispon- 
ine a sopportare la schiavitù di Nazioni più forti; vogliono le na- 
zioni disperdere sé medesime, e vanno a salvarne gli avanzi dentro 
le solitudini, donde qual fenice novellamente risurgano „ (1). Nel 
qual passo è espressa, con copia di esempi eloquenti, l'idea di quel 
procedimento naturale che ha trovata la sua formula e spiegazione 
psicologica nella legge wundtiana della eterogenesi dei fini (2). La 
coincidenza è, per qualche riguardo, perfetta: partendo dalla base 
empirica delle sensazioni e delle passioni, delle utilità e necessità 
della vita, il movimento della vita umana, che è sulle prime diretta 
a fini angusti e particolari, si rivolge poi a fini più ampi, univer- 
sali e associatori, i quali emergono naturalmente, rebus ipsis didan- 
tibus^ dal proseguimento medesimo dei primi. Il Wundt ha, certo, 
sul Vico la superiorità, proveniente, come è naturale, dal maggior 
sviluppo di studi psicologici, di aver non solo data una forma scien- 
tifica all'idea di quel procedimento, ma, quel ohe più importa, di 
averlo studiato e descritto nella sua forma psicologica più generale, 
e di averne infine additato il fondamento nelle cosiddette leggi di 
relazione dello spirito. Ma d'altra parte il Vico ha sul Wundt il 
vantaggio d'aver ben visto come sia impossibile parlare di una 
crescente elevazione umana che si attuerebbe in quei processo natu- 
rale, senza ammettere insieme che per esso si compie o si traduce 
in atto un'idea* E dinanzi al problema, non già del come un motivo 
nuovo esca da un fine proposto con motivo diverso, ma del come 
i fini fra di loro eterogenei crescendo gli uni su gli altri sì com- 
pongano in un ordine che è di elevazione morale e quindi vera- 
mente di progresso, non sa trovare altra spiegazione del fatto che 
ricorrendo a una Divina Mente Legislatrice, cioè a una "" Mente 
etema e infinita, che penetra tutto e presentisce tutto, la quale 
per sua infinita bontà, in quanto appartiene a questo argomento, 
ciò ohe gli uomini e popoli particolari ordinano a' particolari loro 
fini, per li quali principalmente proposti essi andrebbero a perdersi, 
ella, fuori e bene spesso contro ogni loro proposito dispone a un 



(1) Vico, Seconda scienza nuova. Conclusione. 

(2) A questa affinità del pensiero del Vico con quello del Wundt accenna 
pure il Croce, Critica, a. iii, pag. 168. 



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1008 G. VIDARI, 

fine universale ; per lo quale, usando ella per mezzi quegli stessi 
particolari fini, li conserva „ (1). 

Ora, questo concetto vichiano della — Provedenza divina — , 
che parrebbe introdurre un principio trascendente nella spie- 
gazione dei fatti umani e render quindi impossibile una appli- 
cazione scientifica del concetto di progresso, non può essere in- 
teso al di fuori di tutta quanta la dottrina del grande italiano e 
dello spirito che la informa. Non si può, cioè, ammettere che la 
Provvidenza cristiana sìa da intendere come una forza superiore 
ed esterna alla vita degli uomini, sulla quale in modo arcano e 
per vie misteriose agirebbe: che questo concetto, oltre a irretirci 
in gravissime difficoltà, sarebbe estraneo allo stesso pensiero del 
Vico (2). Bensì dobbiamo ammettere che egli intendesse di affer- 
mare nel concetto di Provvidenza la necessaria azione di un ele- 
mento fattore ideale, per cui il progresso diventa possibile. Se 
infatti *^ questo mondo di nazioni è stato certamente fatto dagli no- 
mini „ , e se la guisa di tal nascimento deve esser ritrovata * den- 
tro le modificazioni della nostra medesima Mente umana,; e se 
d'altra parte la Provvidenza trae gli uomini per le vie tanto facili 
quanto sono i naturali costumi umani, e quindi sotto l'azione delle 
utilità e necessità della vita, a celebrare quel giusto onde si con- 
serva l'Umana società, e a tradurre le passioni in virtù, bisogna 
convenire che la Provvidenza non rappresenti in fondo altro per 
il Vico che l'azione benefica, cioè direttiva e ordinatrice, che viene 
dispiegando la mente umana nel suo successivo e continno rìplas- 
mamento del materiale greggio che vien fornito dalla esperienza, 
opperò dalle utilità e necessità della vita, stimolatrici di bisogni e 
di passioni (3). Egli vedeva bensì come naturalmente, crescendo 
l'un fine sull'altro, l'uomo si vada incivilendo e moralizzando, ma 
in tale processo egli vedeva pure, e come cosa essenziale, la con- 
tinua azione e rivelazione della mente; opperò quella serie gli pa- 
reva attuazione di un ordine e quel moto un progresso. Il Vico, 
neiratto medesimo che riconosceva esser l'arbitrio umano il fabbro 
del mondo delle nazioni, e scaturir dalle azioni, che i medesimi 



(1) Vico, Prima scienza nuova, e. ii, ep. 1. 

(2) Cfr. Cantoni, Vico, Studi critici e comparativi, pag. 110, 
(Torino, 1867). 

(3) Cfr. Cantoni, op. cit., pag. 132. 



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ANCORA dell'idea DI PROGRESSO. 1009 

bisogni e desideri umani promuovono, nuovi impulsi e nuove forme 
di vita, sosteneva insieme che tale successione non può tradursi 
in un progresso, e non può quindi render possibili giudizi di va- 
lore, quando non si ammette che in tale serie interviene un ele- 
mento non analiticamente contenuto in quello di volontà e di atti- 
vità, r elemento cioè da lui detto della Provvidenza, che è la di- 
vina architetta del mondo delle nazioni. 

Ma l'architetto non è sostanzialmente diverso dall'operaio, bensì 
è l'operaio medesimo che attraverso l'esperienza della sua opera si 
fa architetto. A ogni modo è evidente che il Vico esigeva, a legit- 
timare pieuameste l'uso del concetto di progresso, la sintesi dei 
due elementi dell'attività e dell'idea, della volontà e della ragione. 
Quando uno dei due elementi non venga soddisfatto, come accade 
o nell'intellettualismo meccanicista dello Spencer o nell'anti-intel- 
lettualismo voluntarista del Wundt, il concetto di progresso non 
ha possibilità di piena e adeguata applicazione. Neirintellettualismo 
meccanicista il progresso diventa evoluzione, cioè trapasso dell'i- 
dentico nell'identico; nell' anti-intellettualismo wundtiano il pro- 
gresso è bensì accrescimento di energia e produzione di fini, ma non 
attuazione di un disegno. Nel Vico infine mancherà bensì la formu- 
lazione e la spiegazione scientificamente psicologica della serie con- 
tinua onde i fini eterogenei si allacciano tra loro; ci sarà pure, d'altra 
parte, un reliquato di metafisica teologica; ma vi è insieme un'acuta 
e sicurissima visione della necessaria sintesi che si deve compiere 
fra i due elementi dell' attività che muove e dell'idea che ordina, 
affinchè ai corsi della vita umana si possa applicare il concetto di 
progresso. 

La legge psicologica della eterogenesi dei fini megljo del ritmo 
dialettico, e della evoluzione ci porge la base scientifica per la co- 
struzione dell'idea di progresso; ma essa pure deve, a questo scopo, 
integrarsi con la considerazione di elementi razionalistici troppo tras- 
carati. Ma per questo occorre una revisione dei dati fondamentali 
non solo della psicologia individuale e sociale, ma anche delle 
scienze fisiche. Il pensiero filosofico contemporaneo è proceduto in 
una separazione, per avventura, troppo recisa fra il principio del- 
l'intellettualismo geometrico e meccanicista su cui le scienze fisiche 
poggiano, e il principio dell'attività a cui si informano principal- 
mente le scienze psicologiche. Oggi poi, nel baldanzoso svolgersi 



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1010 G. VIDAEI, ANCOBA DELL'iDEA DI PBOGEBSSO- 

delle dottrine prammatiste, contingentiste e scettiche, la separazione 
pare si faccia ancora più acuta, e le scienze dello spirito col prin- 
cipio di attività che esse portano innanzi vengono contrapposte 
trionfalmente alle scienze della natura. 

Ma il dissidio non può durare: è uno il mondo, ed è uno Tuomo; 
la sintesi di attività e pensiero onde si spiega la vita morale è pur 
necessaria a spiegar la natura: l'unità del macrocosmo si ripre* 
senta nell' unità del microcosmo. E quando appunto Tunità sia ri- 
composta, come è, per esempio, nella dottrina di Leibniz, apparirà 
il concetto di progresso come adeguatamente giustificato, e come 
esprimente nella maniera più organica e più efficace V unità dina- 
mica della vita, che è pensiero in esplicazione e attuazione continua. 



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Emipàralisi laringea da compressione del nerro ricorrente di 
sinistra, operata dall^orecchietta sinistra, dilatata ed ipertro- 
fica, per Tizio cardiaco composto. Considerazioni cliniche e 
necroscopia. Nota del S. C. dottor Edoabdo Bonardi. 



I nervi ricorrenti trasmettono alla laringe gli stimoli cerebrali 
determinanti, col concorso della corrente diaria che erompe per 
la fessara glottidea, queirinsieme di suoni che costituiscono la pa- 
rola, il canto, il grido, il lamento. Essi distribuisconsi ai muscoli 
intrinseci della laringe, ai muscoli delle corde vocali, di cui deter- 
minano la tensione, la quale, insieme colla lunghezza e collo spes^ 
sore, secondo la legge delle vibrazioni trasversali delle corde, è la 
condizione essenziale dei diversi caratteri, delle varie qualità della 
voce, nella parola, nel canto, nel grido. 

La paralisi dei ricorrenti può essere uni o bilaterale e dipendere 
da lesioni della corteccia cerebrale, dei centri bulbarì del vago e 
dei tronchi nervosi periferici. — La paralisi bilaterale è nella grande 
maggioranza dei casi di origine centrale: raramente ha sede corti- 
cale, per interessamento simmetrico dei centri corticali, in qualche 
caso di paralisi pseudo-bulbare. E abbastanza frequente invece la 
sede bulbare, come episodio della paralisi bulbare, della polio-ence- 
falite inferiore legata airendo-perìarterite celtica, della sclerosi a 
placche, della sclerosi laterale amiotrofica, e qualche volta perfino 
della tabe, della meningite basilare e del tumore endo-cranico. È 
noto qualche caso di polinevrite con interessamento bilaterale dei 
ricorrenti. 

La paralisi periferica è spesso unilaterale e con notevole fre- 
quenza attacca ilnicorrente di sinistra. E ciò è reso necessario da 
evidenti ragioni di anatomia topografica, essendo il ricorrente di 
sinistra, per la sua ansa abbracciante l'arco delVaorta assai più 
facilmente stirato e compresso e da lesioni cardio-aortiche e da 



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1012 E. BONAEDI, 



lesioni mediastiniche che non il ricorrente di destra colla sua 
piccola ansa sotto l'arteria succlavia dello stesso lato, più ri- 
posto e di più breve decorso. 

Sono og^ì ben note le origini embriologiche di questi dissimme- 
trici rapporti anatomici dei due ricorrenti. 

E proprio di tutti i vertebrati la formazione di archi branchiali 
ai lati del faringe, archi branchiali che sono permanenti nei pesci, 
nei dipnoidi e nei batraci perennibranchi e transitorii nei vertebrati 
superiori. In questi, agli archi branchiali corrispondono degli archi 
vascolari in numero di sei paia^ emananti dal tronco arterioso^ 
al disotto deirintestìuo cefalico. Giunti alla faccia dorsale del- 
r embrione si mettono in rapporto con i tronchi longitudinali 
delle aorte primitive^ situate ai lati della colonna vertebrale. 
Di qui il nome di archi aortici^ dai quali prendono in se- 
guito origine dei rami secondari corrispondenti alle carotidi, alle 
vertebrali, alle succlavie. Col progredire dello sviluppo gli archi 
aortici subiscono profonde modificazioni, principale delle quali è la 
formazione dell'aorta e della polmonare a spese degli ultimi archi, 
mentre il canale arterioso di Botallo mantiene la comunicazione 
fra i due vasi. Alla nascita il canale arterioso si oblitera e si tras- 
forma in un legamento fibroso teso fra l'aorta e la polmonare. 

Mentre che avvengono queste trasformazioni, i grossi tronchi va- 
scolari emananti dal cuore, cambiano, con esso, di posizione. Essi 
discendono dalla regione cervicale nella cavità toracica. Per tal modo 
si spiegano i rapporti dei ricorrenti coi rispettivi tronchi arteriosi. 
Nel momento in cui il quarto arco aortico è ancora ai lati del 
faringe il nervo vago invia alla laringe un piccolo ramo, il quale, 
per raggiungere Torgano a cui è destinato, passa al disotto ed ab- 
braccia Tarco aortico, risalendo all'innanzi dello stesso. Quando, 
come si è detto. Parco aortico discende nella cavità toracica, esso 
trascina seco la branca laringea del vago, che si allunga così e 
descrive un'ansa più ampia ed a tragitto più lungo col suo ramo 
sinistro ed un'altra più breve, più piccola col ramo destro. 

La paralisi bilaterale dei ricorrenti produce Vafonia completa* 
Chi ne è colpito non può ne parlare, ne cantare, né gridare, ne 
emettere alcun suono vero e proprio. 

La paralisi unilaterale è causa di dissonanza, di disarmonia sgra- 
devole, onde la voce diventa rauca, fessa, stridula, così da ricor- 
dare quella dell'anitra ; di qui la denominazione semejologica di 
voce anserina per gli ammalati di emiplegia laringea. 



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EMIPABÀLISl LABIKQEA. 1013 

Nella seduta del 10 corrente della Società dei medici di Vienna 
furono fatte delle comuuicazionì interessanti intorno alla impor- 
tante questione delle paralisi laringee insorgenti nel decorso dei 
Tizi cardiaci, e specialmente della stenosi mitralica. Argomento, lo 
ripeto, di notevole importanza, perocché, fino a questi ultimi anni, 
bì era ritenuto che il legame fra cardiopatie e paralisi laringee^ e 
specialmente Vemiparalisi sinistra, fosse rappresentato da lesioni 
concomitanti o susseguenti alla cardiopatia, quali la dilatazione o 
Vectasia dell'arco delVaorta, la pericardite basilare iperplastica, la 
pleurite mediastinica con aderenze pleuro-pericardiche, senza con- 
tare le possibilità di alterazioni indipendenti dalla cardiopatia, quale 
la tubercolosi delle ghiandole peribronchiali ed i tumori del me- 
diastino. In tutte codeste contingenze, il ricorrente di sinistra viene 
stirato, compresso contro la parete inferiore od anteriore della 
aorta, o da aneurismi, o da essudati, o da ghiandole ingrossate o 
da tumori. Il legame fra cardiopatia e paralisi laringee era dunque 
ritenuto indiretto. Senonchè, in questi ultimi anni, è stnto dimostrato 
un rapporto diretto fra cardiopatie composte, e specialmente i vizi 
mitralici, e la emiparalisi sinistra, od anche la paralisi bilaterale 
delle corde vocali, /jer compressione o stiramento di uno o di en- 
trambi i ricorrenti, determinata dalla dilatazione ed ipertrofia del 
cuore in tota, e di alcune sue parti. 

Nella sopracitata riunione della Società dei medici di Vienna 
l'argomento fu illustrato, non solo con nuovi dati clinici ed anato- 
jno-patologici, ma con una dotta discussione. 

Il dr. Stork nel nome suo ed in quello del dr. Frischauer ha pre- 
sentato i pezzi anatomici provvenienti da una donna di 30 anni, af- 
fetta da stenosi mitralica con paresi della corda vocale sinistra. 
Il nervo ricorrente dello stesso lato risultava compresso dalla vena 
polmonare spostata in alto dall'orecchietta sinistra dilatata. L'au- 
tore, dopo aver analizzato il suo caso, ne ricorda altri sette in cui 
la dilatazione dell'orecchietta sinistra dovevasi ritenere causa della 
compressione del ricorrente; e di questi sette casi, cinque confer- 
mati al tavolo anatomico. La compressione può essere fatta diret- 
tamente dall'orecchietta, o dalla vena polmonare spostata dall'orec- 
chietta dilatata ed ipertrofica, o dal canale arterioso. Il meccanismo 
di questa compressione verrà brevemente illustrato più innanzi. 

Il Dott. Pai ha chiesto la parola per dichiarare di avere in cura 
un malato di stenosi mitralica, sul quale i sintomi di emiparesi la- 



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1014 E. BONARDI, 



riiigea avrebbero corrisposto con quelli di un'acuta insufficienza 
del cuore. 

Il dr. Keitter mette in gaardia i collegbi invitandoli ad essere 
cauti nel legare la paralisi del ricorrente alla cardiopatia, perchè 
in un suo caso, riguardante una ragazzetta affetta da stenosi mi- 
tralica, la paralisi laringea era devoluta a pregressa difterite. Noi 
notiamo subito come Tobbiezione del dott. Reitter non sia molto 
seria. Nessun pratico penserebbe a speciali meccanismi di compres- 
sione dei nervi laringei quando ci fosse di mezzo la difterite, che 
attacca bilateralmente i nuclei bulbari, con paralisi bilaterale delle 
corde vocali, con reperto laringoscopico affatto diverso da quello 
caratteristico della emiparalisi sinistra che rappresenta, per fre- 
quenza, la notevole maggioranza dei casi. 

Il dott. Hofbauer, già conosciuto per altri interessanti contri- 
buti suirargomento, parla di un suo recente caso, nel quale Temi- 
paresi laringea era dovuta a compressione del ricorrente sinistro 
fra l'arteria polmonare e Taorta, prodotta dalla orecchietta sinistra 
fortemente dilatata. 

Questo, in breve, quanto fu comunicato alla Associazione medica 
di Vienna due settimane or sono. 



Come venivo accennando, il dr. L. Hofbauer (I) aveva già pub- 
blicato nel 1902 un breve lavoro, che però costituisce, se non erro, 
il più serio contributo alia risoluzione del quesito di cui stiamo 
parlando. In quella comunicazione alla stessa Associazione dei 
medici di Vienna, l'autore descrive un suo primo caso di stenosi 
mitralica con paralisi del ricorrente sinistro, e raccoglie altri casi 
consimili, quali i due dell'Ortner (2) e quello del Kraus (3) di Gras. 
A questi contributi debbonsi aggiungere Io studio del Syllaba (4) 
sui rapporti delle lesioni del ricorrente colle malattie interne, nel 
quale è descritto un caso di stenosi mitralica, tipo Durozier, con 
emiparesi laringea sinistra; il caso di Alexander in cui la medesima 
sindrome accompagnante una stenosi mitralica, è spiegata colla 



(1) lìecurreìisUìmung bei Mitralstenose. Wien. Klin. Woch. I9(f2. 

(2) Ibidem, 1897, p. 753. 

(3) Verhandlungen des Cong, f. inn. Med. 1900, p. 609. 

(4) CentraWlatt f. ìnnrMed. 1903, n. 23. 



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EMIPABALTSI LARINGEA. 1015 

compressione operata sul ricorrente dall'arteria polmonare e dalla 
orecchietta sinistra dilatata (1); e finalmente la breve, ma completa, 
monografia del Quadrone, assistente del prof. Pesoarolo nell'ospe- 
dale S. Giovanni di Torino, contenuto nel volume di scritti medici 
pubblicato l'anno scorso in onore di Camillo Bozzolo (2). In questa 
memoria l'autore riassume la letteratura dell'argomento, critica 
acutamente le interpretazioni degli autori intorno alla sindrome pa- 
ralitica della laringe ed arricchisce la letteratura dell'argomento di 
8 nuovi casi^ di cui 7 particolarmente importanti^ in quanto la 
paresi o la paralisi laringea era bilaterale. 

Ed ora passo alla breve esposizione del mio caso. 

Gavina Ernesta, di 40 anni, casalinga, maritata con prole. Nulla 
di importante nel gentilizio. Fu mestruata a 10 anni e questa tun- 
zione, sempre un po' irregolare e scarsa, cessò completamente a 
35 anni. Sì maritò a 24 anni ed ebbe 2 figli. Il secondo puerperio 
lungo con grave esaurimento e febbri di cui la paziente non dà 
notizie precise. Colla cessazione delle mestruazioni si iniziò una 
ribelle oligoemia, con turbe gastriche, cefalea, dispnea ai più piccoli 
sforzi. La quale dispnea aumentò in seguito ad una poliartrite 
reumatica localizzata ai soli arti superiori, insorta alcuni mesi più 
tardi, vale a dire quattro anni e mezzo or sono. Da circa tre mesi 
le condizioni della paziente vanno progressivamente e rapidamente 
peggiorando. Alla dispnea si sono aggiunti il cardiopalmo, la tosse 
secca, i dolori ed altre molestie precordiali^ l'anoressia, il meteori- 
smo addominale, gli edemi agli arti inferiori, la grande scarsezza 
delle urine, che sono cariche, giumentose. 

In condizioni consimili fu accolta in sala S. Vincenzo il 3 feb- 
braio u. s. 

L'ammalata, di media statura, di scheletro gracile ma regolare, 
con muscolatura assottigliata e flaccida, quasi priva di pannicolo 
adiposo, apiretica, ha decubito semieretto, è spesso artopnoica, sem- 
pre dispnoica, con fisionomia improntata a grave sofferenza, con 
cianosi dei pomelli, delle labbra e delle mani. Polsi HO, piccoli, 
irregolari; 28 respirazioni, oblique per insufficienti escursioni costali 
a sinistra. Lingua patinosa, dentatura guasta, alito fetido, arrossa- 



ci) Beri. min. Woch., 1904, n. 6. 

(2) Le paralisi delle corde vocali nei vizi mitrai ici. 



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1016 E, BONARDI, 



mento delle fauci; anoressia, digestione lenta, con peso epigastrico, 
flatulenze, rigurgiti. 

ÀI collo 8Ì notano le vene giugulari turgide ed ondulanti, ma 
sensa polso sistolico. AlFascoltazione delle carotidi, nessuna trca- 
missione di rumori. Al torace^ il precordio appare rialzato, Titto 
della punta è nel 6^ spazio sulla inammellare, debole; Titto del 
cuore diffuso al 3^ 4^ e 5*^ spazio, poco valido, con manifesti rien- 
tramenti sistolici. Alla punta un fremito presistolico discendente. 
La figura lineare del cuore è leggermente sformata nel tratto so- 
periore; sulla 3^ cartilagine di sinistra vi è un tratto di ottusità 
trasversale di circa 3 centimetri e mezzo, il diametro obbliqao 
misura 13 centimetri e mezzo, il trasversale 13 centimetri, giaD- 
gendo col suo estremo destro, e colla percussione palpatoria^ 
alla marginale destra dello sterno. Nessuna ottusità sul manubrio 
dello sterno ed a destra nel primo e secondo spazio intercostale. 
Nei decubiti laterali i diametri cardiaci, specialmente il trasver- 
sale, si modificano e spostano di pochi millimetri appena. 

All'ascoltazione, il primo fono alla punta è secco, accompagnato 
da un grossolano rumore slegato, indipendente dal tono, propagati* 
tesi airascella e posteriormente alla para-vertebrale sinistra, dalla 
terza alla quinta vertebra dorsale. La diastole è occupata, ora 
interamente, ora nella seconda metà, da un rumore più debole, ma 
che subisce un netto rinforzo nella presistole. Il secondo tono è 
sdoppiato alla base e specialmente sulla polmonare. Sulla tricu- 
spide e sull'aorta^ nulla di speciale. Lievi sfregamenti pericardici 
lungo il margine sternale sinistro, e più intensi e grossolani ru- 
mori pleuro-pericardici sul confine sinistro dell'area cardiaca, verso 
la mammillare. 

h^esame dell'apparato respiratorio dà modico enfisema anterior- 
mente^ leggera ipostasi bilaterale posteriormente; ed a sinistra, se- 
gni di pleurite secca latero-posteriore, con modica ipofonesi, murmure 
scarso ed allontanato, rumori pleurici variabili dal crepitio di cuoio 
nuovo allo scroscio grossolano. 

L'addome, tumido, meteoritico, presenta un notevole ingrandimento 
del fegato^ la cui ottusità assoluta, dal corpo della quinta alla tras- 
versale dell' ombellico, misura, sulla mammillare, 15 cent, di cui 5 
sotto l'arco costale. Il bordo delle viscere è tondeggiante, pia duro 
del normale, uniforme. Aon c'è versamento intraperitoneale* La 
milza non appare ingrandita. C'è una marcata accentuazione del 



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BMIPABALISI . LABIKGEA. 1017 

gran fondo ceco gastrico^ spingentesì fin airasoellare mediana, ed 
una sensibile distensione del colon specialmente del trasversale. 

I reni non sono palpabili. La loro area, colla percussione, seni' 
orerebbe aumentata. 

Estremità superiori nulla di speciale, tranne la cianosi alle mani. 

Estremità inferiori fortemente edematose. 

Orincy scarse, giumentose, rosse, peso sp. 1020, acide, albumina 
abbondante (3 Vs ^/o alFEsbach), zucchero assente, tracce di inda- 
<»ino, urobilina presente, urea totale gr. 16,60. Nel sedimento un 
discreto numero di cilindri urinari, jalini, jalino-granulosi, con 
<)Qalche leucocito isolato ed a gruppetti, e poche emazie deperite. 

Lo spoglio dei diari dà un progressivo peggioramento, malgrado 
rigiene rigorosa, la digitalina, lo stofanto, la digitale in infuso, il 
siero minerale caffeinizzato, l'ossigeno ecc. E la paziente si spense 
il 3 marzo, un mese preciso dall'entrata in sala. Negli ultimi giorni 
in seguito ad un grave accesso di iposistolia si presentarono i sin- 
tomi che hanno dato motivo a questa lettura. 

II 16 febbraio comparvero i primi sputi di sangue^ e con essi 
dolore puntorio alla base del polmone sinistro, innalzamento di 
temperatura (37,6), rapido aumento dello scompenso cardiaco, polso 
più irregolare del solito, aritmico. Lo sputo distintamente emorra- 
gico continuò per parecchi giorni ed i segni di infarto polmonare^ 
<S0D dolori vaganti e chiazze disseminate e circoscritte di ottusità^ 
si manifestarono bilateralmente. La temperatura, il 21 febbraio, 
toccò il 38,2. Ripetuti vomiti. Il 28 febbraio, sotto un altro attacco 
di iposistolia» l'ammalata si fece bruscamente disfonica, convoce e 
tosse anserina, talora addirittura abbajante. Il sintomo si man- 
tenne fino alla fine. Contemporaneamente insorgeva marcato polso 
venoso sistolico alle giugulari ed al fegato, acuto sfiancamento del 
cuore, aumento fino a 5 cent, e mezzo del tratto di ottusità trasver- 
sale sulla terza cartilagine costale di sinistra e contemporaneamente 
una differenza, che non era mai esistita prima nel polso delle due 
radiali, essendo i battiti a sinistra sensibilmente più piccoli, più de- 
boli, e non di rado mancanti del tutto. Era il pulsus differens de- 
scritto ed interpretato nei mitralici dal PopofF Leo (1). 




(1) Ueber die Verschiedenheit des Pulses in den Radialarterien (pul- 
sus differens) ah ein Symptom, ecc. Festschrift R. Virchow gewidmet, 
Berlin, 1891, voi. ni, p. 332. 

Rendiconti, — Serie II, Voi. XXXVIII. 68 



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1018 E. BONABDT, 



Sì ebbe qualche cenno anche di polso paradosso con impicciolì- 
mento bilaterale, fino alla scomparsa, nelle profonde inspiraziooi 
e negli accessi di tosse. 

Sospettai sabìto la paralisi della corda vocale sinistra per lesione 
del ricorrente, e discutendo breyemente il sintomo cogli assistenti 
ne rilevai Tìmportanza, specialmente data Tintegrità dell'aorta e la 
assenza dei segni di una lesione infiammatoria o neoplastica del 
mediastino. Però il rilievo di sfregamenti pericardici e pleuro-pe- 
rioardìci ci fece supporre che, indipendentemente da diretta com- 
pressione deirorecchietta sinistra, che pur appariva molto ingran- 
dita, potessero gli essudati pericardici, non solo dar ragione della 
paralisi del ricorrente, ma del pulsus differens e del polso para- 
dosso^ per costrizione dell'aorta in determinati punti. 

Il valoroso laringologo dott. Carlo Bìaggi, da noi pregato, pra- 
ticò l'esame laringoscopìco e ci favori il seguente reperto: 

Profonda anemia di tutta la mucosa f aringo-laringea. Emiplegia 
completa sinistra, colla corda vocale in abduzione per paralisi del 
ricorrente di sinistra* 

La diagnosi clinica fu la seguente: Stenosi ed insufficienza mi- 
tralica^ insufficienza relativa tricuspidalica, pericardite secca ed 
aderenze pleuro-pericardiche^ fegato e rene cardiaco, pleurite secca 
basilare sinistra, infarti polmonari, emiparalisi laringea sinistra 
per lesione del ricorrente di sinistra determinata dalla cardiopatia. 

Il tavolo anatomico confermò pienamente la diagnosi olinioa. Sol- 
tanto che la pericardite, consìstente in alcune chiazze di vecchia 
data, in corrispondenza dei ventricoli, e negli essudati estemi, con 
estese aderenze pleuropericardiche, non interessava il ricorrente di 
sinistra, come io avevo sospettato. Invece il nervo era compresso 
contro la parete deWaorta dall'orecchietta sinistra^ enormemente di' 
latata ed anche sensibilmente ipertrofica. Il vizio mitralico era dop- 
pio, con notevole prevalenza della stenosi, il cui imbuto lasciava ap- 
pena passare la punta del mignolo. 

La dilatazione del cuore destro, ventricolo ed orecchietta, era pure 
di alto grado ed evidente la relativa insufiScienza tricuspidalica. 
Estese e tenaci, antiche e recenti le aderenze pleuriche a sinistra 
e numerosi gli infarti, di cui alcuni grossi come un pugno, disse- 
minati in entrambi i polmoni. Il mediastino appariva libero, le ghian- 
dole perì branchiali erano normali e l'aorta aveva un calibro se mai 
inferiore al fisiologico. Il fegato, notevolmente ingrandito, alquanto 



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fiMIPABALISI LABINGEA. 1019 

resìstente al taglio, grigiastro alla sezione, accennava già ad estesa 
iperplasia connettivale ed i reni presentavano il tipo del rene da 
stasi cronica, con notevole ingrandimento. 

L'interpretazione delle paralisi laringee^ sia della emiparalisi si- 
nistra, sia della paralisi o paresi bilaterale, come nei sette casi del 
Quadrone, quando essa non dipenda da concomitanti lesioni me* 
diastiniche, e sia chiaramente legata alla cardiopatia, è diversa a 
seconda degli autori ed anche a seconda dei casi. 

Il primo che spiegò Temiparalisi sinistra della laringe colla com- 
pressione del ricorrente da parte dell'orecchietta sinistra dilatata fu 
rOrtner. 

In un suo caso di stenosi mitralica, confermato al tavolo anato- 
mico, l'orecchietta sinistra, enormemente dilatata, comprimeva in 
alto ed in avanti, colla sua parte più ,alta, il ramo principale del 
bronco di sinistra, l'arco dell'aorta, ed il nervo ricorrente sinistro^ U 
quale per un tratto di due cent, appariva schiacciato^ assottigliato^ 
di colore grigiastro. 

Il Kraus osserva che in alcuni casi l'orecchietta sinistra non è 
così dilatata od ipertrofica da comprimere, o direttamente, od in- 
direttamente per mezzo della vena o dell'arteria polmonare, il ri- 
corrente contro la parete dell'aorta. Per questi casi l'autore dà la 
seguente spiegazione: per effetto del vizio di stenosi mitralìca il 
ventricolo destro si stende trasversalmente sul diaframma; da ciò 
deriva un abbassamento dell'arteria polmonare, e per conseguenza 
dell'aorta, e relativo arco, essendo l'arteria polmonare unita al- 
l'aorta pel legamento arterioso del Botallo, organo rudimentale rap- 
presentante il canale arterioso che unisce, nel feto, l'aorta colla pol- 
monare. Per tal modo V arco dell'aorta^ abbassato^ stira il ricor- 
rente, che lo abbraccia ad ansa, collo stesso meccanismo con cui lo 
stira l'aneurisma dell'arco stesso, 

L'Hofbauer, nella sua prima comunicazione alla Società medica di 
Tienna, accetta questa interpretazione del Kraus. 

Lo Stòrk invece, come brevemente accennai in principio, nel- 
l'analisi del suo caso e di altri cinque, fatta giorni sono innanzi alla 
stessa assemblea, dimostra esatta l'interpretazione data dall' Ortner, 
colla variante che la compressione del ricorrente contro l'arco del' 
l'aorta^ invece di essere operata direttamente dall'orecchietta sinistra^ 
lo era dalla vena polmonare spostata in alto. 

Finalmente il Quadrone, pei suoi sette casi in cui la paralisi o 



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1020 K. BONABDI, KMIPARALISI LARINGEA. 



la paresi laringea era bilaterale, respinge T interpretazione del- 
rOrtner, la quale evidentemente non potrebbe spiegare la lesioDe 
del ricorrente di destra; accetta invece le vedute del Kraus e del- 
THofbauer, sostenendo che Tabbassamento dell'aorta fosse nei suoi 
lati tanto sensibile da spostare con essa in basso l'arteria succlatna 
destra, sotto la quale passa, abbracciandola, il nervo ricorrente de- 
stro* Esso verrebbe per tal modo stirato e leso con un meccanismo 
affatto simile a quello con cui l'arco aortico stira e lede il ricor- 
rente sinistro. 



Pel mio caso, come risulta dal breve riassunto della necroscopìa, 
è da accettarsi pienamente la spiegazione dell'Ortner. La storia cli- 
nica dice chiaramente che i sintomi di emiparalisi laringea (disfo- 
nia, voce anserina, tosse anserina, tosse abbaiante) rilevata da un 
valente laringologo e definita colle parole — emiplegia completa si- 
nistra, colla corda vocale in abduzione — corrisposero ad un grave 
attacco di asistolia, con infarti polmonari concomitanti, con grave 
sfiancamento del cuore, con polso venoso, con tratto di ottusità tras- 
versale sulla 3' cartilagine costale sinistra di ben 5 cent. Vs- E 
quando non esiste un aneurisma dell'arteria polmonare, codesta ot- 
tusità non può spiegarsi che con una forte dilatazione dell'orecchietta 
sinistra, la quale, spostando il lembo polmonare, viene così a met- 
tersi in rapporto esteso colla parete anteriore del torace. Nel ca- 
davere, come vedemmo, la dilatazione enorme, e sensibile ipertrofia 
dell'orecchietta, spiegava il suo rapporto coU'arco dell'aorta e la com- 
pressione diretta del ricorrente sinistro. Ma durante la vita la di- 
latazione dovette, in quel periodo ultimo di grave asistolia, raggiun- 
gere proporzioni maggiori, così da comprimere l'aorta aW origine 
della succlavia sinistra. Il pulsus differens di Popoff Leo parla 
chiaro. Il diario dice che il polso alla radiale sinistra, non solo era 
piii piccolo di quello della radiale destra, ma a volte a volte si fa- 
ceva filiforme, quasi impercettibile. E Popoff Leo interpreta ap- 
punto il suo pulsus differens nei mitralici come un episodio di com* 
pressione dell'aorta all'origine della succlavia sinistra per enonne 
dilatazione dell'orecchietta dello stesso lato. 



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MESTIERI, PROFESSIONI, UFFICI 

NELLE 

FIGURAZIONI SEPOLCRALI DELLA LATINITÀ PAGANA 

SPECIALMENTE DELLE RACCOLTE MILANESI. 

Nota 
del S. C. prof. Attilio Db Mabohi 



Dopo ohe in altro mio lavoro, presentato a questo Istituto, ebbi 
a studiare in particolare, a proposito di un cippo milanese, gli ani- 
mali nelle figurazioni sepolcrali della latinità pagana, intendo ora 
considerare, con speciale riferimento alle iscrizioni delle nostre rac- 
oolte, quella classe di figurazioni che hanno, o sembrano avere, 
relazione coi mestieri, le professioni, gli uffici e in generale le con- 
dizioni di vita del defunto. 

Classe questa notevole e degna di studio per il largo e prezioso 
contributo che reca alla conoscenza della vita privata della società 
antica» e che pur dopo lo studio ben noto dello Jahn (I), merite- 
rebbe d'essere fatta oggetto di indagine pìfi completa ed esauriente^ 
mentre qui noi ci vogliamo limitare solamente ad una rassegna 
sintetica delle varie manifestazioni d'una tendenza che trova scarso 
riscontro negli usi sepolcrali di altri tempi e di altri paesi (2). 

1. L'esempio più caratteristico delle figurazioni sepolcrali re- 
lative ai mestieri ci è offerto dal monumento che il fornaio e ap- 
paltatore Eurisace innalzò a sé e a sua moglie (3). A ricordare il 



(1) Darstellungen antiken Belle fs ivelche sich auf Ilanllwerk und Han- 
delsverkehr beziehen, Berichte der phil.-hist. Classe der K. Sachs. Gesell. 
d. Wissensch. 1861. 

(2) I riferimenti, non altrimenti indicati, sono al Corpus Ins, Lat, 

(3) Vedi in Guhl e Koner^ pag. 632, 1* ed. it. 



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1022 A. DE MARCHI, 



800 mestiere egli decorò la saa tomba, che volle anzi chiamare 
panarium "" cesta da pane „, di colonne formate da misure di grano, 
e di un fregio che rappresenta i vari momenti della sua indostria, 
dalla conclusione di un contratto per una fornitura di pane fino 
alla consegna e alla pesatura ; cioè la macinazione per mezzo di 
molini mossi da asini, la stacciatura della farina, T impastatura, la 
cottura etc. (1). 

Così nel monumento sepolcrale di un coltellinaio si vede la bot- 
tega col venditore e un cliente (2); in quello di aurifex brattiarius 
(6. 9210) un uomo che batte col martello una laminetta d*oro, una 
bilancia e una massa d'oro; in quello di un dolabrarius coKUgii) 
fabrunt (5. 908) un giovane palliato che tien colla destra, pare un 
.centone (poichò fabri e centonari erano strettamente uniti), e colla 
sinistra una dolabra ; in quello di un mullio (5. 7837) un carro a 
quattro ruote carico, tratto da muli, accompagnati dal mulattiere; 
in quello di un pectinarius (5. 7569) un uomo seduto a una tavola 
con uno strumento in mano e un altro sui ginocchi, con accanto 
un ragazzo che lavora ; in quello di un venator (5. 3403) un caccia- 
tore in atto di infiggere un'asta nella bocca di un cignale, e un 
altro che tien per la corda un cane; in quello di un faber navalis 
un uomo intento alla costruzione di un battello (11. 139) e perfino 
un mediastinuSy o servo infimo di casa, è figurato nel suo monu- 
mento sepolcrale con un cesto nella destra e la scopa nella sinistra 
(6. 33877). 

Il nostro museo offre a questa categoria un esempio notevolis- 
simo nel marmo sepolcrale di C, Atilius Justus sutor caligarim. 
Il calzolaio defunto è figurato, sotto Tiscrizìone che lo ricorda, se- 
duto su una bassa seggiolina al deschetto, intento al lavoro ; né si 
può guardare quella modesta opera d'arte e quel deschetto, che 
dopo tanti secoli si rivede immutato in qualunque bottega de' no- 
stri ciabattini, senza pensare quali umili correnti conservatrici vi 
sieno nel mutamento turbinoso delle cose. 

Pili frequente è il caso che la figurazione supplisca airindicazione 
del mestiere taciuta neiriscrizione ; nel qual caso se l'assegnazione 
talvolta è sicura, altra non può essere fatta che dubbiosamente. 



(1) Non meno originale è la forma di botte data a un sepolcTO, alla 
quale s'appoggiano quattro lapidi di Stertinii e di ItUii (10. 7708); cer- 
tamente la botte ha relazione colla loro professione. 

(2) Riprodotto in Guhl e Koner^ p. 636, e. s. 



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FIGURAZIONI SEPOLCBALI. 1023 



Così potrà convenire a un lavoratore della terra queiruomo che 
con una marra par battere su un sasso (3. 4579); e a un negoziante 
di porci il porcaro che guida sette maiali (Not, d. Se. 1898, p. 479), 
« a un sarto, o tailleur^ la figura di chi sta tagliando della stoffa 
•u di una tavola, e in alto pendono vesti (13.2953); e a de' fabbri 
ferrai, padrone e liberti, rof&cina dove due operai battono sull'in- 
cudine e in altra parte sta il negoziante in trattative (6. 16166) ; e 
a de' cavatori e lavoratori di pietre la cava e la segatura di marmi 
<6. 19312); e a un panattiere l'asino nel mulino (14.393); e a un 
carradore i due carri tirati da muli (13. 264); e a de' contadini la figu- 
razione, che si ripete, di uomini aranti (13.1602; 5.7196; 3.4112; 
12491) l'altra di chi coglie frutti da un albero (5. 1248). Ma la chiave 
{2.3688) e la chiave e la spranga (12.4523) potrebbero avere un 
BÌgnificato simbolico, e il volumen e la borsa che tornano, special- 
mente il primo, frequenti in mano alle immagini del defunto devono 
ritenersi nella maggior parte dei casi piuttosto un generico espe- 
diente dell'artista per atteggiar la persona, che non un'allusione 
air occupazione del defunto. 

Le lapidi milanesi offrono di questa categoria di illustrazioni, a 
dir così, senza parole, alcuni buoni esempi. L' uno è quello dato 
dalla figura del sarcofago cristiano trovato a Lambrate e di cui già 
ebbi a discorrere in queste adunanze: un uomo palliato seduto a 
una tavola o scrittoio, in atto di scrivere, o incidere, su di un rialzo 
che pare cassetto o scrigno; in alto da un'asta pende distesa una 
specie di panno o pelle, o altro mal definito. Mancando l'iscrizione, 
rillustrazione riesce un po' enigmatica: certo non è basso operaio 
quegli cosi raffigurato, ne di basso mestiere, ma se sìa un sagarius 
o un coriarius, o un pellarius, come piuttosto oggi inclino a cre- 
dere, che altro mai, è difficile defi^nire. 

Più chiare soao le figurazioni simili offerte da due altri titoli no- 
stri (5.5943=cat. 123; 5.6123=cat. 124). Sotto alle iscrizioni son 
figurate due persone; l'una quasi a persuader della bontà e inte- 
grità d'una stoffa, distende a braccia aperte un panno della forma 
di un mantello in modo da esserne in gran parte coperta; l'altra 
in un titolo porta un panno ripiegato pel lungo su una spalla e dal 
movimento delle braccia pare in atto di parlare o trattare con la 
prima; nel secondo, oltre il panno sulla spalla, ne tiene un altro 
semispiegato fra le mani. 

La somiglianza grandissima delle due figurazioni farebbe quasi 



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1024 A. DE MABCHI, 



pensare a un tipo convenzionale, che servisse d'insegna a un'indu- 
stria di panni, o mantelli ; forse a una ditta di negoticUores sagaru. 
Il sepolcro continuava così una specie di reclame che il nostro se- 
colo non pratica. 

Rari sono gli esempi di professioni figurate in azione come av- 
viene de' mestieri; ricorderò ad esempio il titolo ìVìixì adiutor prtw 
fedi annonae (6. 8470) che lo raffigura togato, ritto su una nave, 
con vicino lo staio ; e Taltro di un magister ludi literari (10. 3969( 
dove il maestro siede iu seggiolone colle tavolette da scrivere e & 
destra e a sinistra stanno un fanciullo, pare egli pure con tavolette, 
e una fanciulla; un librarius è figurato col volume in mano 
(13. 2672). 

Ma il caso di gran lunga più frequente è quello che Tarte 
fabbrile o la professione» espresse o taciute nell'iscrizione, sieoo 
ricordate materialmente dalla figurazione di strumenti propri a 
ciascuna di esse. Così un aurifex à ricordato da una bilancioa 
e altri strumenti del mestiere (6. 9149) ; un tabularius da una ta- 
voletta da scrivere coll'astuccio delle cannuccie (6. 9062); un me- 
dico da tre coppette e da tre cucchiai (6.8646); un peciinarius da 
pettini ed altri arnesi del mestiere (5. 98) ; un inedicus veterinarius 
da un quadrupede (5.2 183); un vilicus aquae Glaudiae^ da una masohert 
da cui esce un getto d'acqua (6. 8495); un libertus a raiionibus e uà 
libertus tabularius da scrigno e tavolette (6. 8410); un mimmulariu$ 
dalle bilance (6.9706); una ornatrix da un pettine e da un ago 
crinale (6. 9727); un velarius da un ago infilato, un coltello e una 
misura (6. 6258) ; un operaio artis ispeclar'arie da una finestra con 
invetriata a quadretti, e utensìli del mestiere (6.33911); un medica 
da un forcipe e altri arnesi di non chiara significazione (9. 3030); 
un lanterìiarius dei Ainù, lanterna (10.3970); un cultrarius da due 
coltelli (10.3984); Mnaerarius da incudine, martello, chiodo, seghe 
e tenaglie (11. 1616); un negotians materiarius da ascia, squa- 
dra, misura etc. (11. 1620); un eborarius negotiator da un ele- 
fante (11.3948); un purpurarius da sette strumenti dell'arte sua 
(II. 1069); un coquinarius da un coltello (12.4468); un to(n)sor da 
un rasoio e da forbici (12. 4517); de' servi a manu da una teca ra/a- 
maria e da una cassetta da libri (9. 4909); un servm ab aerarlo, da 
un sacchetto gonfio e da una specie di mestolo. . . 

Degno di particolar menzione il cippo di un ceriolarlus, che ri- 
corda se e la moglie qui in se (insieme) bene lavoraverunU e porta 



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FIGUBAZIONI SEPOLCBALI. 1025 

con altre figurazioni un Mercurio con caduceo e borsa, probabil- 
mente a far presente il buon frutto del loro lavoro (3.2112-13). 

E anche qui la cosa supplisce spesso alla indicazione taciuta nel 
titolo, quando però sia possibile identificare lo strumento figu- 
rato: tavoletta da scrivere col calamaio, Tabaco e un rotolo spiegato 
probabilmente a ricordare un maestro (2.391); bilancia, pesi, col- 
tello, salsiccia, testa di porco de' salsamentari (5.8706; 6. 23711); 
delle anfore forse un cantiniere (6.6548); incenso e pepe un aro- 
maiarius (8.16878); un moggio collo spianatoio un negoziante di 
frumento (Not. d. se. 1898, p. 477) (1); una spola colle forbici un 
tessitore (12.3353); un coltello sul ceppo un macellaio (13.855); 
una vite con grappoli e una falce, un vignaiuolo (6.16872; cfr. 
12.4004); uno scrigno e degli stili uno scriba (13.1220); una mi- 
sura di piede romano, un livello, comparsi diritto e curvo, squadra, 
martello e scalpello forse per un tagliapietre (6. 16534)... Fra gli 
strumenti più frequentemente figurati sono l'ascia, o cazzuola da 
muratori, il livello a piombino, la squadra, il martello, le tenaglie; 
ma se martello e tenaglie, soli o associati con altri strumenti, come 
incudine, trapano, pialla, designano de' fabbri, legnaiuoli o ferrai, 
l'ascia sola o col livello a piombino e la squadra e il martello val- 
gono anche in luogo o a commento dell'ancora enigmatica espres- 
sione sub ascia^ usata forse per indicare che il monumento sepol- 
crale fu dedicato mentre ancora si costruiva, per salvarlo da pro- 
fanazione (2). 

Tra le lapidi milanesi martello e tenaglia vediamo scolpite nei 
due angoli superiori, di fianco a una testa di Medusa, in una tavola 
dove sono effigiati a mezza figura due uomini che si stringono la 
mano, un patrono liberto e un liberto di lui; questi tien pure nella 
sinistra una tenaglia (5. 6036 = cat. 176). L'uno e l'altro probabil- 
mente fabbri, e membri quindi d'uno di quei collegi fabrum et 
centonariorum^ che furono dei più diffusi sodalizi professionali nel- 
l'età imperiale. Una tenaglia rivediamo nella mano sinistra di un'al- 



(1) Nell'iscrizione metrica è detto: 

Exteniis nattis tenis moìiumenta locavi 
E parvo nobis quod labor arte dedit, 

(2) Questo significato deve avere anche solamente la squadra col piom- 
bino sopra un sepolcro di veterano della leg. ii, 3. 14354. 



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1026 A. DE MARCHI, 



tra mezza figura virile che stringe colla destra la destra d'una 
donna; il titolo è posto da una liberta: sibi et. patrono pare liberto, 
e certamente padrone od operaio di un'officina fabbrile 5. 6025 = 
cat. 160). 

Due asciae negli angoli a destra e a sinistra compaiono nel cippo 
di quattro liberti (5. 5663 = cat. 127), decorato di tre basti, due Ti- 
rili ed uno di donna nel mezzo; e forse non sono simboli di mesrìere, 
ma, come si disse, allusivi alla costruzione del monumento sepol- 
crale: benché il territorio nostro, a cui il titolo appartiene, sia scarso 
nell'uso dell'espressione sub ascia, 

E forse si ha un altro esempio della categoria che stianto stu- 
diando nel titolo di quel Fortunati Topiari, ossia giardiniere fio- 
rista, che reca in alto un vaso d'onde esce un ornato a foglie; ma 
potrebbe essere un motivo decorativo senza particolare allosione 
(5. 5316 = cat. 126). 

La pietra sepolcrale di un linarius e di una linaria non mo- 
stra segni particolari allusivi al mestiere, ma è mutila in alto 
(5. 5923=: cat. 122); e nemmeno quella di un dissignator scriba 
(5.5924 = cat. 121), di un mensor publicus (5.5315 = cat. 129), di 
un negotiator vinariarius (Pais sup. 855 = cat. 130); più desiderata 
è un'illustrazione al titolo del liberto che si vanta: in arte sua quod 
fecit male^ quis melius (?), quod bene non cr/ms (5. 5930= cat. 125). 

2. Ma più che operai e professionisti v'ha un'altra categoria che 
amò tal sorta di illustrazioni sul proprio sepolcro, e cioè i militari, 
aia perchè la singolarità dell'abito già per sé si prestava ad una ri- 
produzione artistica, e ad una soddisfazione di vanità, sìa perchè è 
troppo naturale tendenza de' soldati ricordar di sé la vita e le im- 
prese. 

E un esercito che ci sfila innanzi effigiato nelle pietre sepolcrali, 
eo' costumi, le insegne, le decorazioni, le armi, così ohe appena 
importa citar degli esempi. Cavalieri a cavallo armati, (3.3162; 
12409; 2.2868); correnti coU'asta in pugno (3.435); combattenti con 
fanti (3.4466); urtanti e calpestanti il nemico (3.13648; 8.6309; 
7.58); o vicini al cavallo (8.9853; 2504), o nell'atto di condurlo a 
mano (3.12766); cavalli bardati o no tenuti da scudieri (3.4278; 
2712; 14349; 14513; 15197) o soli, o legati alla greppia (3. 12661). 
Le lapidi sepolcrali degli equites singulares offrono una ricca serie 
di esempi, avvicendandosi in esse i due tipi di figurazioni, quello 



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FIGURAZIONI SEPOLCttALI. 1027 



del defatito giacente al simbolico banclietto e quello dei ricordi della 
sua vita militare. 

Così s'incontrano centurioni col loro ramo di vite (3. 13360; 8.3001 ; 
7. 90 fanti nella loro divisa e colle armi, ritti e fermi (3. 728; 14349*; 
9.4396; 8.9206) o marcianti colla spada brandita (5.78541; signiferi 
colle loro insegne (5.3375; 3.6157; 3.4061; 7.243); armi di difesa 
o di offesa o singole o accoppiate o disposte a trofei. 

Anche troviamo figurato sotto al titolo di un soldato stip(endio' 
rum) XIII il liber honestae missionis (3. 15000); sotto quello di 
UD tibicine la tuba (3. 14358^^); sulla lapide di un beneficiarius un 
particolare bastone, insegna del suo grado e le sigle del suo titolo 
(13. 1909); il distintivo proprio, che ritorna anche nella Notitia di- 
gnitatum^ nel titolo di un undecimanus (3.6194); il vexUlum e la 
pelle d'orso in quello di un signifer (3. 1500*); spada elmo corazza 
scudo pilum in quello di un armorum cnstos (5.5196); e un titolo 
dedicato da un liberto pullarius a un centurione è illustrato da 
una parte di armillae, phalerae^ ocreae che ricordano la dignità 
del defunto, dall'altra di una gabbia con due polli che ricordano 
l'ufficio del dedicante (14.2523). Anche s'incontrano soldati che 
stringono un volumen, sia a indicare qualche ufficio di maggiorità, 
come noi s'usa dire, come nel titolo dedicato a un librar ius Leg. 
II (14.2278), sia, io credo, per alludere al congedo. 

Decorazioni son riprodotto o sul petto del decorato o da sé a ri- 
cordarne le glorie. Tipico nel genere è l'esempio fornitoci dal cippo 
di Sesto Vibio Gallo (3. 13648), alto ufficiale dell'esercito, che è rap- 
presentato nella parte posteriore a cavallo sopra un nemico caduto, 
mentre sui fianchi son figurate tre<Iici decorazioni da lui ottenute e 
specificate nell'iscrizione. Fra i marmi milanesi gli esempi di questa 
categoria di figurazioni militari non sono frequenti, benché non 
manchino titoli di veterani tra cui un armorum custos. Il più no- 
tevole esempio del nostro museo è quello (catal. 118) offertoci dal 
grosso frammento, di ignota provenienza, decorato da tre insegne 
militari mutile, costituite da aste colle solite decorazioni e da due 
schinieri a circa due terzi del naturale. Non può affermarsi che il 
frammento sia parte d'un monumento sepolcrale piuttosto che ono- 
rifico, ma anche a monumento sepolcrale converrebbero la mole e 
le figurazioni. 

Il marmo pur del nostro museo (5. 5819 = cat. 113) dedicato a un 
veteranus kg. X . . , mostra la parte inferiore di una figura vestita 



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1028 A. DE MARCHI, 



dì langa tuaica che scende al di sotto dei ginocchi, e d'un manto 
che arriva ancor pili basso: nessuna traccia d'armi nella parte 
ancora visibile. Due aste o lanciotti terminanti in punta di freccia 
alle due estremità e incrociate dietro una figura tonda che par 
piuttosto una patera che uno scudo sormontano il titolo mutilo de- 
dicato a un C. Terentio \ Martiafli] (5.6105 = oat. 116), ad illu- 
strare probabilmente Martialis^ anche se esso debba intenderà 
semplicemente come cognome. 

3. Un'altra interessante categoria di figurazioni offrono gli aun- 
ghi e i gladiatori, che una celebrità diffusa e rumorosa, ma effi- 
mera, amarono talvolta perpetuare anche con immagini che li ri- 
chiamassero ai posteri, nel loro abbigliamento e nell'esercizio del- 
l'arte loro. 

È tuttavia da osservare che, data la popolarità e la smania dei 
ludi circensi, la rappresentazione di aurighi e di scene del circo fa 
usata anche come semplice motivo decorativo, non solo in musaici 
e tavole marmoree non sepolcrali, ma pure in monumenti sepol* 
orali. Tale è certamente nel sarcofago che reca sulla faccia anteriore 
la caduta di Fetonte (sciagurato auriga) e dall'altro il circo, colla 
spina, la meta, quattro carri correnti cogli aurighi designati dai 
loro nomi famosi, come lo sono i cavalli non meno di loro famosi 
(6.33941). Così non è forse sepolcrale la tavola che porta scolpito 
col nome Constanti una figura d'uomo che impugna il flagello, e a 
sinistra due cavalli designati col loro nome Barbaius e Cremarus 
(6. 10079). Ma certamente è sepolcrale il titolo di un conditor gregi9 
russatae (6. 10069) decorato dall'immagine sua fra due cavalli, e 
l'altro di un hìgarius infans (6. 10078) accompagnato dalla figura 
di un fanciullo in biga che stringe colla destra le redini e solleva 
colla sinistra la palma. E altri esempi si potrebbero addurre, non 
però copiosi in proporzione del numero delle iscrizioni che ricordano 
quegli acclamati vincitori di corse. 

Cosi è de' gladiatori : pur compaiono nel loro caratteristico co- 
stume e armamento, a illustrazione del titolo sepolcrale, il san- 
nita (6. 10188); il trace (6. 10194); il mirmillone (6. 10178); il prò- 
vocator spatarius (6. 10183); il reziario (6.10185). anche son ri- 
cordati solamente da qualche loro arma caratteristica, come il trace 
da un pugnale tracio (12. 1915) e il reziario dal tridente e dalla 
rete (5.3465; 3466; 6. 172 12 j. 

Di aurighi non si hanno tiioli nelle raccolte milanesi ; invece pos* 



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FiaUBÀZIONI SEPOLCRALI. 1029 

siede il nostro museo manicipale un bell'esempio di figurazione gla- 
diatoria nella lapide sepolcrale del gladiatore Urbico, secutor^ morto 
« 22 anni, dopo aver combattuto tredici volte. Il defunto è figurato 
sopra r iscrizione, ben piantato sulle gambe aperte, con una corta 
spada nella destra e lo scudo nella sinistra, la gamba sinistra ri- 
vestita di ocrea; sopra un palo ritto vicino à infilato Telmo chiuso, 
col foro praticato nella visiera e ai piedi del palo sta il cane ac* 
•cosciato che alza il muso verso il padrone (1). 

Ma pili notevole, perchè ne sono più scarsi gli esempi, è il cippo 
ambrosiano che ricorda il pantomimo Pilade. Altre figurazioni di 
istrioni, nella loro azione e nel loro abbigliamento, nei monumenti 
sepolcrali non sono a mia notizia ; mentre così numerosi sono i ti- 
toli che di istrioni ricordano il nome, la carriera, i trionfi. Non certo 
che mancasse la vanità in tal sorta dì gente, che anzi era grande, 
-come sempre; ma probabilmente il mutevole costume scenico non si 
prestava, come quello caratteristico e, direi, tecnico delUauriga e del 
gladiatore, ad una figurazione che designasse chiaramente Parte del 
defunto. 

Tanto più prezioso è duhque il nostro cippo ambrosiano che sui 
due fianchi porta scolpito, sotto il nome alP accusativo di due tra- 
gedie di Euripide, Iona e Troadas^ due figure: Tuna con abito e 
maschera di donna matura e severa, quali ben sarebbero convenuti 
alla Creusa nella Ione d'Euripide; l'altra in abito pur femminile 
con scudo e lancia nella sinistra e nella destra la maschera che 
s'è levata e che porta delle penne che parrebbero figurare un ci- 
miero: certamente la Pallade delle Troadi d'Euripide. Appena im- 
porta far presente che i pantomimi nei loro successivi travestimenti 
rappresentavano anche le parti di donna, e nel monumento sepol- 
<3rale inalzato dal locator o impresario, il grande attore fu rappre- 
sentato nel costume scenico di due produzioni nelle quali deve aver 
fatto furore, forse sulle scene stesse milanesi che furono le ultime 
calcate da Pilade (2). 

4. Passando ora a classi sociali più alte troviamo pur qui una 
copiosa serie di figurazioni colle quali si volle sul sepolcro del ma- 



(1) Vedi la illustrazione di questo monumento ne' miei Monumenti epi- 
grafUd milanesi dell'antichità classica ^ dispensa ii, U, Hoepli, 1896. 

(2) Vedi la mia illustrazione del titolo di Pilade in opera citata: di- 
spensa I. 



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1030 A. DE MARCHI, 



gistrato, del sacerdote, del dignitario ricordare il loro grado, la 
loro dignità, il loro ufficio. 

Di questa categoria gli esempi più numerosi forse sono offerti 
dairiiisegna dei fasci e del bisellium scoìpitì a designare de' ^eriri, 
de' seviri augustales^ degli augustales. 

Anche le lapidi delle nostre raccolte offrono una serie abbastanza 
copiosa (più di una trentina) di titoli dedicati a seviri iuniores, a 
un sevir senior^ a seviri^ a seviri et augustales^ a seviri augustales ; 
ma due solamente portano le insegne proprie della dignità di questo 
ordine equestre delle città municipali. L'una dedicata dalla figlia 
al padre seviro (5. 5860 = cat. 65) porta al basso il bisellium con 
sopra un gonfio cuscino, e ai fianchi inclinati due fasci. 

Dell'altro titolo (5. 591 3 = cat. 94) non sopravanza che Taltima 
linea Tl{estamento) F(t>n) ì(ussit)'^ ma mostra scolpito al basso, con 
lavoro accurato e diligente, un bisellium ornato nella fascia supe- 
riore di armi, elmi, schinieri, con alto sgabello rettangolare dinanzi, 
e a destra e sinistra tre fasci di verghe, coli' impugnatura laterale 
al basso e terminanti in alto ciascuno con tre foglie puntute di al- 
loro disposte simmetricamente : fasci laureati quindi a segno di festa 
se non di vittoria, come altri che, fra i moltissimi (1), s'incontrano 
pur laureati in titoli dedicati a de' seviri, quale evidentemente do- 
veva essere anche il nostro marmo, in cui la figurazione supplisce 
in parte alle parole perdute. 

In titolo dedicato da un seviro a una concubina (11.6176) i^ 
fascio è portato da un littore; in altro dedicato da due liberti a 
un patrono (9. 2721) oltre ai fasci son scolpiti strumenti fab- 
brili come martello, incudine, tenaglia, forse a significare insieme 
la dignità del defunto e il mestiere dei dedicanti suoi dipendenti; 
in quello dedicato da un seviro a sé e a sua moglie i simboli figu- 
rati son tutti femminili, del genere cioè che studieremo nel para- 
grafo seguente. Anche vediamo su sepolcri di seviri invece dei fasci 
e del bisellium^ due lance, scudo, spada (5.5293); buoi e servi 
(5.5141); codicilli e volumi (11.5398; 5425) (2) sia che non dap- 
pertutto il sevirato usasse di quelle insegne, sìa che altri uffici si 
volessero piuttosto ricordare. 



(1) Ad esempio: 5.3804; 5036; 3728; 3386; 7031; .3386; 7678; 7616; 
7170; 3392; 3139; 6035; 6913; 9,360; 2248; 3616; 10,1026; 12,3188; 3199; 
32CI6; 4416; 3176. 

(2) In 6,821^9 (vi) vir è scritto in vohimine. 



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FIGURAZIONI SEPOLCKALT. 1031 

Il bisellium s'incontra effigiato su sepolcro di donna ricordo del- 
Tonore del biselliato concessole dai decurioni (10. 1030). 

Per altre dignità, sarebbe esempio notevole, se si potesse aver 
fiducia nella genuìtà, quello offertoci dalla figurazione che illustra 
il titolo di L. Albucius Proc(onBul) (5. 5838) e che lo rappresenta 
fra de' cavalieri neiratto di assistere all'arresto di due rei fatto da 
sei littori, cioè nell'esercizio d'una delle sue funzioni, cosi come in 
altro monumento dedicato a indici ex [v, d.]ecur(iis) una figura 
sedente stende la mano a un altra ritta innanzi (5. 6788). Ma assai 
più frequenti sono le sole insegne dell'ufficio esercitato. Quattro 
fasci sono sul fianco di un cippo dedicato alla memoria della moglie 
d'ano che fu console, proconsole, quindecemviro (10. 1699); due fasci 
sul monumento di un magister pagi aug, (10. 1042) ; un togato col 
fascio sui due fianchi del monumento di un edile ii viro i(uri) 
d(icundo) (10. 1081); tre fasci a destra e sinistra del monumento 
di una ftaminica Augusti e di un mi viro turi dicundo (12. 3175); 
due fasci sul monumento di un decurio Mutinae (11.853); sei fasci 
sul monumento di un console (6. 31617). 

Un edile è anche designato dal moggio (5. 7340), e un altro, oltre 
che da fasci laureati, da una bilancia con pesi, con allusione cer- 
tamente al suo potere di sorveglianza sui mercati (12.3279); a de- 
signare gli uffici d'uno che fu pontefice, edile, questore e quatuor- 
viro turi dicundo (9. 1465) vediamo la patera, VurceuSy l'aspersorio, 
uno scrigno e una sella curale. 

Per le dignità sacerdotali ricorderemo ad esempio: Vapex per 
un flamen Vespasiani (11. 1447); il gallo e il fiore di loto per una 
sacerdotessa d'Iside pur figurata nel suo abbigliamento sacerdotale 
(14.429); il cippo in forma della mistica cista, istoriato col mito di 
Atti e un gallo in cima per l'archigallo Modius Maxsimus 
(14.385) (1); il sistro e Vurceus per una sacerdotessa Matris 
magnae Deum (14.3956); il sistro e le due orme simboliche forse 
per degli Isiaci (6. 15782); cimbali e timpani e una mitria frigia per 
un religiosus e un sacerdote Matris deum (9.734); de' ceri, una 
vittima e un coltello sacrificale per una sacerdotessa di Cerere 
(10.1812); un coltello sacrificale, una patera e una verga per un 



(1) Il Brizio (Net. d. Se. 1898, pag. 477) lo interpreta invece come 
un medivi y stemma parlante del nome del defunto. Non credo a questa 
interpretazione . 



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1032 A- DE MAfiCHI, 



Arispex Z>. M. S {dei Mithrae sacerdos ?) (5- 5704) ; ud giovaDe sa- 
crificaDte per un aedituu» (6. 8706), etc. 

Nessuna figurazione allusiva a dignità sacerdotale abbiamo nelle 
lapidi sepolcrali delle raccolte milanesi; ma di quelle cbe riguar- 
dano uffici civili ci offre esempio notevolissimo il sarcofago di Pe- 
troniano (5. 5894 = cat. 106), di questo giovane che decur(io)^ pan- 
Uf(ex)y 8acerd(o8) iuven(um) Med(iolaneì\sium)^ causedic(u8)^ quin- 
(guies) gratuit(o) legation(ibu8) urbic(is) et peregrinfis) (a Roma e 
all'estero) prò re p'^ublica) sua funct(us), mori a soli 23 anni; il 
monumento gli è dedicato dal padre seviro augustale. 

Pare infatti non doversi dubitare che le due scene scolpite sui 
fianchi del sarcofago debbano riferirsi come illustrazione all'attività 
ricordata neir iscrizione. 

Sul fianco sinistro una figura togata, sta a giacere, sorreggen- 
dosi col gomito sinistro appoggiato a un cuscino, su di un sofà a 
spalliera; ai piedi, in atto di avvicinarglisi, è una figura servile, 
dalla lunga tunica senza cintura, che regge colle due mani pare 
un grosso scrigno: è Tavvocato che si prepara a studiare atti a 
documenti. 

Nell'altra scena invece vediamo sopra un sedile drappeggiato, 
collocato su di un tribunal^ un togato, che stringe nella sinistra od 
volumen e stende la destra, in atto di chi dà un responso. Innann 
a lui sta un giovane togato colla destra pure protesa e nella si- 
nistra un volumen^ in atto di chi espone e perora una causa, mentre 
dietro di lui un togato più maturo, barbuto, gli appoggia la destra 
sulla spalla in atto di chi presenta alcuno ad un'udienza. Eviden- 
temente e il giovane Petroniano in atto di compiere una delle sue 
legazioni a Roma a beneficio della città, di quelle legazioni solle- 
citatorie che oggi son compiute dai deputati presso i ministri a 
vantaggio del loro collegio : lo assiste e lo presenta un paironus 
che ogni città aveva presso il governo centrale: lo ascolta, se non 
l'imperatore, un magistrato superiore. Meno probabile che la scena 
figuri Petroniano come causidictis in una causa (1). 



(1) La figura giacente di sinistra tiene nella mano sinistra qualcosa 
di indefinito, che se si trattasse di una figura moderna, non esiterei a 
dire un fazzoletto. Eitoma la cosa anche nella mano destra della figura 
togata scolpita a sinistra sulla fronte del sarcofago. 



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FIGURAZIONI SEPOLCRALI. 1038 



5. Ma non solamente a mestieri, professioni, uffici e dignità fa- 
ceyano allusioni le figurazioni delle quali si amava ornare il sepolcro 
per richiamar più viramente la memoria del defunto o almeno di 
chi congiunto per sangue o per affetto gli dedicava il ricordo, bensì 
aucht ad altre caratteristiche o tendenze proprie del sesso e del- 
l'età. Oltre alla bulla figurata sul sepolcro di un bambino di 2 anni 
(11.3257), abbiamo una classe abbastanza numerosa di figurazioni 
relative alla toilette femminile appunto in lapidi che ricordano mo- 
^li, sorelle, patrone. Così il cippo dedicato sanctae animae Claudiae 
;,9.8680) è decorato a sinistra colle immagini di un ago, di uno 
specchio, di un pettine, di un balsamario, a destra di pianelle; e 
questo motivo si ripete, con qualche varietà, iu molti altri esempi 
(quasi tutti però appartenenti a una sola regione d'Italia) (1), ne' quali 
si trova anche il cestello, il cucchiaio, la borsetta (9.4026), il pa- 
rasole (9.4354). 

La defunta stessa è in alcuni casi raffigurata in atto di compia- 
cersi de^suoi adornamenti femminili. Ad esempio, in tìtolo dedicato 
filiae Primillae (13.2244) è effigiato il busto della fanciulla con 
orecchini e collana e scrigno da cui leva un vezzo di perle; e in 
altro a concubina (6. 17343) una donna che tiene una collana fra 
le mani e vicina le sta un'ancella collo scrigno. 

Si riappicca a questa un'altra serie di rappresentazioni che hanno 
riferimento ai gusti e al carattere del defunto. 

Oià ebbi occasione di ricordare nel mio studio sulle figurazioni 
sepolcrali degli animali, fanciulli e fanciulle rappresentate con ani- 
mali e in atteggiamento che richiamano gusti e compiacenze della 
vita reale; ora ricorderemo anche le figure di bambini che si di- 
Tertono colla ruota, colla trottola, col cerchio (6.16806, 24966. 
13.2755) e quella del fanciullo lodato nell'iscrizione come frugi 
« pudens e rappresentato, composto, con un libro pendente a 
cinghia dalla spalla, quasi in atto d'avviarsi a scuola, la palla e 
un fascicolo in mano (10.4014) e riterremo anche come illustra- 
zione dell'elogio di pius vixit^ pia vixit scritto nei titoli le imma- 
gini di una donna e di un uomo sacrificanti (8.14619; 14624), e 
-vedremo nel fanciullo tratto in carrettino da un uomo (6.20189) 



(1) 9,5583; 3593- 31)52; 4354; 4355; 5038; 20G9; 4001; 4<)2t): 3J«:8; 3<>80; 
3725; 3237; 5,865(J. 

Kendieontù — Serie II, Voi. XXXVIII. 69 



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1034 A. DB MABOHI, 



il sollazzo di un liberto predilettOt e nella fanciulla scherzosa che 
tien colla sinistra la palla, colla destra un rotolo, e ai piedi ha un 
cane rivediamo Tyche delicata (6. 15482) quale i patroni la va^heg- 
jl^iayano nella yita domestica. Cosi la siringa, Torgano e la lira sul se- 
polcro di fanciulla esempio alle donne tnoribus pariter et disciplina 
(12.832) ricorda certamente la virtuosità musicale di lei. 

Più curioso è il caso di un gaudente che è figurato sdraiato sul 
letto col bicchiere in mano (6 17985 a) e commenta la figurazione, 
che potrebbe forse confondersi con altre simili, ma di diverso signi- 
ficato (1), con questi versi: 

Flavlìiit idem ego sum discumbens ut me videi is. 
Sic et aput supero» annis quibus fata dedere 
Animulam colui nec defuit unquam Lyaeus. 

Possono costituire quasi una curiosa appendice a questa categoria 
ora studiata tutti quei casi nei quali il nome del defunto è come 
illustrato da stemmi parlanti^ ossia da figure che in qualche modo 
vi alludono. Come ricordai nel mio studio precedente, due topolini 
sulla lapide di un Philomusus Mus, un toro su quella di Aelias 
Taurus^ un j^atto su quella di Calpurnìa FelictOy un vitello su quella 
di un Vitulus e di un Vitellius^ un leone su quella di un Pontina 
L«o;così nel titolo di una Laèerta Daphne è figurato un lauro (6.20990), 
in quella di una Cornelia Hygia l'immagine di Igea (6.26229), di 
una Lancilia Philocapta un Cupido coU'arco (5. 3632) ; di una Ty 
ches^ timone, globo e ruota (6.20674); di una Venefria?], una Ve- 
nere; di un Antalcides un Ercole fanciullo (14. 2527) ; di una Delphis 
(la dedicante) un lauro, un tripode, un cigno (2. 2289) ; di un Fica- 
rius un uomo con una stadera piena di fichi (?) (5. 3608) (2). 

Singolarissimo nel genere è T illustrazione posta al titolo di un 
argentarius Macelli Magniy cioè un tunicato che vende del pesce, 
allusione certamente alla località dove era la bottega del defunto 
(6.9183); e sono forse allusioni topografiche anche le figurazioni 
di ponti e di aquedotti onde sono decorati alcuni titoli (2. 2746 ; 
2751; 5782; 5819). 



(1) I numerosi esempi in cui il defunto è figurato seduto a mensa me- 
ritano ancora una trattazione che ne metta in giusto rilievo il significato, 

(2) Sul titolo di un Marimus Fascalis (6,33718) ci sono i fesci; ma 
piuttosto che al cognome alludono forse all'ufficio di littore. Allusione al 
nome di Septemtrionis son forse sette cipressi ? (12,188). 



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FIGURAZIONI SEPOLCRALI. 1035 



6. Malgrado però le numerose e facili identificazioni resta sem- 
pre una serie di figurazioni ohe o non si sanno leggere, o delle 
quali non s'intende il rapporto colle particolari coadizioni delle 
persone ricordate. Delle prime ricorderò fra le moltissime quel 
mutilo bassorilievo ohe nel nostro museo (n. 200) fregia il cippo ohe 
pose un' Hortensia obsequens sibi ... e che porta tre busti, uno d'uomo 
e due di donna. La donna di mezzo tiene in mano un arnese mal 
definibile che si direbbe una spazzola sostenuta da lungo nastro e 
Botto i tre busti e l'iscrizione un uomo pare alzi un flagello verso 
una figura che par sedere e proteudere le mani giunte in avanti che 
forse tengono qualcosa: quest'atto e lo strumento tenuto dalla donna 
hanno relazione fra loro? 

Delle altre forse alcune son de' motivi decorativi fatti senza al- 
cuna intenzione allusiva, ma nella maggior parte dei casi mi par- 
rebbe più verisimile pensare a relazioni che a noi sfuggono o si 
prestano solamente ad ipotesi (1), ma che eran chiare pei super- 
stiti come rievocazione di scene ed episodi loro familiari. Tale, per 
ricordar qualche esempiot la scena dei servi che, presente il padrone, 
stanno affumicando un alveare (6.23687); e quella dei due uomini 
seduti a una tavola su cui sta uno scrigno (6. 23687); o l'elefante 
turrito in titoletto di un Consi Cerdonis (6. 16073), o il fanciullo 
ohe porta pendenti da un bastone sulla spalla due urne, in titolo 
posto al padre (6.24005); o la caccia coi cani, designati col loro 
nome, in altro, posto a un alumnus dagli educatores (6. 16844)... etc. 

Alcune figurazioni però sembrano così discordi dal carattere delle 
persone ricordate nell'iscrizione sepolcrale che mal si riesce a pen- 
sare ad un riferimento. 



(1) Merita d'essere qui ricordata per la sua singolarità l'ipotesi pro- 
posta dal Savignoni a proposito di un sarcofago decorato col mito di Pa- 
8Ìfae. Come couveniva — egli si domanda — a un monumento sepolcrale 
un tal fetto? « Forse più che la circostanza che si trattava di un mito 
volgarmente creduto e quindi iudiiferentemente applicabile ad uso deco- 
rativo, vi contribuì una qualche idea allusiva all'abilità del defunto che 
permetteva compararlo coU'arte dedalea, la più alta espressione mitica 
dell'arte umana. Infatti la testa di Dedalo ha tutta 1' aria di essere un 
ritratto : è di tipo greco e non romano, tondeggiante, grassoccio, im- 
berbe » (Not. d. Se. 1898, p. 45()ì. 



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1036 A. DE MARCHI, FIG REAZIONI SEPOLCRALI. 

Che c'entra, ad esempio, lo zodiaco con un gaunacarius? (6 9431), 
o un nomo a cavallo, un cignale e una quercia con un^alumna? 
(6. 14773;. 

Yero è che in più di un caso la figurazione deve riferirsi piut- 
tosto a ohi pone il ricordo che non al defunto stesso : onde ad es. dd 
uomo a cavallo in sepolcro dedicato dairavo a uu nipote di 10 anni 
deve piuttosto riferirsi all'avo (6- 24011); e il martello, F incudine 
e la tenaglia in monumento inalzato alla patrona dai liberti, al me- 
stiere di questi (6.27591), e alla moglie dedicante l'immagine di 
donna giacente sopra l'iscrizione dedicata al marito 6.8525). 

Ma chiare o incerte o svanite, preziose sempre e suggestive 
sono queste tracce d'una società scomparsa che lo scalpello figurò 
nelle pietre sepolcrali. Esse danno o aggiungono calore di vita alla 
parola e ai silenzi delle iscrizioni; ripiglian corpo per opera loro e 
realtà nel nostro pensiero oscure esistenze, azioni, affetti, episodi 
che si svolsero nella breve cerchia d'un municipio, d' un'officina, 
d'una famiglia. 

Che se dalle figurazioni, che siamo venuti studiando, volessimo 
trarre qualche deduzione di ordine generale, pare che esse ci confer- 
mino quel carattere di realismo pratico che è così proprio a tante 
altre manifestazioni della vita romana, carattere tanto pili sensibile, 
anche in questa specie di espressioni, se si ripensa all'idealismo poe- 
tico delle stele attiche. 

Tutta quella gente par che dica colle parole surriferite usate da 
Flavio, idem ego sum ; e ohe s'affermi nella sua personalità attiva e 
reale, quale ebbe posto e valore nella società: invece dei tristi sim- 
boli di morte o degli accenni ai misteri o alle speranze d'oltretomba, 
e della dolce mestizia dell'addio, così di frequente effigiato sulle 
tombe greche, il ricordo di ciò che l'uomo fu ed operò nella vita. 

E insieme, se non m' inganno, esce dalla frequenza di mestieri e 
strumenti fabbrili figurati sui sepolcri, l'affermazione di una pia 
sentita dignità del lavoro, ben in contrasto col disdegno sprezzante 
che si manifesta nelle pagine de' classici, dignità svoltasi e cresciuta 
col tramontar della pubblica attività politica; onde l'immagine del- 
l'umile sutor caligarius^ seduto al deschetto, nel marmo del nostro 
museo, potrebbe per avventura assorgere a documento storico d'una 
evoluzione politica sociale. 



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LA 

TRIGONOMETRIA ASSOLUTA 

SECONDO GIOVANNI BOL.YAI. 

Nota 
del dott. Roberto Bonola (a Pavia) 



§ 1. Giovanni BoLY AI, nel suo ^Appendix Scientiam Spatii abso- 
Iute veram exhibens „ (*), chiama assolutamente vere quelle proposi- 
zioDÌ che risultano indipendenti da qualsiasi ipotesi sulle parallele. Fra 
le proposizioni assolutamente vere di Bolyai è notevole la seguente: 
In un triangolo rettilineo le circonferenze di raggio uguale ai lati 
stanno fra loro come i seni degli angoli opposti \Appendix, § 25]. 
Questo teorema porge il primo gruppo di quelle ohe possono chia- 
marsi le formule della trigonometria assoluta. Usando poi, con 
Bolyai, il simbolo 0« P^r designare la circonferenza di raggio a?» 
il teorema si traduce nelle seguenti uguaglianze: 

0« ' Oà : Oc = Ben a : sen P : sen y, (IJ 

in cui a, 6, e, «, B, y denotano i lati e gli angoli del triangolo. 

Altre relazioni che fanno parte della trigonometria assoluta fu- 
rono date nel 1870 dal geometra belga M. De Tilly. Questi, nei 
suoi " Études de mécanique abstraite „ (**), giovandosi soltanto di 
proprietà valide in uua regione limitata dì piano ed indipendenti 



(*) Giomah di mafem itica, t. v, p. 97-115. 

(**) Belgique, Mémoires cduronnés et autres Mémotrea^ t. xxi [1870]. 



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1038 K. BONOLA, 



dal valore della somma degli angoli di un triangolo, stabiliYa^ pei 
triangoli rettangoli [y = 90*j, insieme alle formule: 

Oa = Oc . sen a ì 

Ob = Oe ' sen p, ] 

contenute nelle (I) di Bolyai, le due nuove formule: 

cos a ~ Ea . sen & i 

(2) 
cos p = Efr . sen *, ) 

in cui la funzione Ex esprime il rapporto fra un arco di linea equi- 
distante di X da una retta e la sua proiezione sulla retta. Dalle 
(1) e (2), col sussidio della relazione funzionale: 

E(x+t,) = Ex . Ey + V1É'«7~-^TE V^, 

a cui soddisfa la Ex, De Tilly ricavava un'altra elegantissima 
formula, che collega le tre funzioni Ea , Ei , Ec , corrispondenti ai 
cateti ed all'ipotenusa di un triangolo rettangolo: 

Ea.E6=Ec. (3) 

Per vedere poi come le formule di Bolyai e De Tilly siano A- 
rettamente applicabili al piano d'EuCLiDE, a quello di Lobacef- 
SKi-BoLYAi e al piano riemanniano basta ricordare le espressioni 
di O' ®d Ex corrispondenti ai piani in discorso: 

Piano d'Euclide :0x = 2'r.x ; Ex = l. 

X X 

Piano di Lob.-Bolyai : O-r = 2 t^ A; Sh - ; Ex = Ch _ . 

X X 

Piano di Riemann : 0^ = 2 tcA^ sen -^j-; Ex =008-7-. 

Giovandosi di queste espressioni si possono facilmente trasfor- 
mare le (1), (1), (2), (3) in formule valide rispettivamente sul piano 
d' Euclide, su quello di Lobacbfsky-Bolyai, sul piano rieman- 
niano. Da ciò l'importanza delle relazioni di Bolyai -De Tilly. 

Per i triangoli obliquangoli si possiede soltanto il gruppo di 
relazioni (I ;, insufficiente per la risoluzione trigonometrica dei detti 
triangoli. La presente nota ha per oggetto la determinazione dei 
gruppi fondamentali di formule della trigonometria assoluta. Per 



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TBIOONOMBTBIA ASSOLUTA SECONDO OlOTANMl BOLTAI. 1039 

lo scopo supporremo date le (1) e (2) di De Tilly, la (I) di Boltai, 
che da esse immediatameute segue, e la relazione : 



E«a-1 



o»r' 



ohe si presenta essa pure fra le immediate conseguenze delle for- 
mule di De Tilly ed esprime la costanza del rapporto delle due 
funzioni segmentane E^x — 1, O^x. 

§ 2. Alla costruzione della trigonometria assoluta premettiamo le 
formule di somma relative alle funzioni O^ ®^ Ex. 

Siano AH = Xj HB = y due segmenti consecutivi ed A B C un 




triangolo di base AB=^ x -r y e tale che il suo vertice C appartenga 
alla perpendicolare in H al segmento AB, Posto: 

h = HC, ACH = u, HCB = v, 
in forza del teorema di Bolyai si ha: 
^^ sen (u + v) sen ti . cos t? ^ , . sen t? . cos m ^ , 

0('+V) ^ O * = Z . O * + a O b. 

sen p sen p sen p 

Utilizzando le formule (1) e (2) nei triangoli rettangoli AHC, 
B HC, all'ultimo membro di questa relazione può darsi la forma: 



O^ cos V 



Ob * sen p 
e successivamente 



.Ob 



Ov 



Sicché otteniamo: 



Oh 
Oix+u) = Ox Ey + O» E* • 



eoa M . O *» 



(P) 



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1040 R. BONOLA, 



In modo analojro si ottiene: 

Per ricavare le formule di somma relative alla funzione Ex par- 
tiamo dall' identità : 

Sviluppando il primo membro si ricava: 

da cui: 



od anche: 



E,x+„- Q 



E„+,w=E..E^ + A (E',-1). (g) 



In modo analopo si ottiene: 



Ov ,c. 



E,. ,,) = E.,.E.,--^^(E'x - 1). (q) 

Da queste formule, volendo, si pessimo eliminare le funzioni Qzb 
Ov ■ Infatti, per quanto si disse alla fiue del § 1, si ha: 

O ' V E^V - l ' 

per cui la (g), ad es., può scriversi sotto la forma: 

£(..+,/)= E.r Eu ± V (Ev — i ) (E> —1). 

Questa formula di somma fu data, per altra via, da De Tilly (*■. 
Essa però non è molto comoda per la presenza del radicale e l'in- 
determinazione del sejxno. Noi ci jrioveremo esclusivamente delle 

■■^ ("tV. i <it:iii lUtidi's (h' fiH'cdìN'/ftc aÌKsfrcffp.*' » p. IT-IH. 



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TRIGONOMETRIA ASSOLUTA SECONDO Gi:)VANNI BOLTAI. 1041 



§ 3. Dalle {p) e (q) si deducono facilmente le formule di molti- 
plicazione. Allo scopo poniamo in esse .v = (n — 1)0?: ricaveremo 
allora : 

Ohx = 0{h-Ì)x . Ex -f- O^ ^{n-ì)x 

Dando ad n successivamente i valori 1, 2, 3, ... si ottengono 
le seguenti relazioni: 

02x = 2.0*.E:, E2x= 2E^— 1 

Qu=0^.(4E»;r — 1) E3x= 4E»^ — 3Ea, 

04x=Ox.(8E»;c-4E;e) E4x= 8E^u:-8E«^+l 

0&x= Ox. (16 E*^ ~ 12 E«x ± 1) E6»= 16 E5;r- 20 E^x -f 5 Ea: 



L'espressione generale di Eh* in funzione di Ex è data da : 



Enx = E'' 



l"(:)W-^r.'3:u:,)(;.)^ 

Per O"* si ricava (*) : 

Onx = O^ I 2 Ej""^ -^ E2x . e!!" + EsiP E*"^ -+-... + E(n-1)« j, 

dalla quale, per mezzo delle precedenti relazioni, si potrebbero eli- 
minare E2x, Esar, . . • , ed ottenere cosi un'espressione del tipo: 

0*1^ ''-= O' 1 «1 E2' — Us Ex" + aj Ex"" — . . . j, 

dove i coefficienti a,, as, 05, . . . hanno espressioni numeriche fa- 
cilmente calcolabili. 

§ 4. Tenendo ora alla trigonometria assoluta, completiamo in 
primo luogo il sistema di formule pei triangoli rettangoli. 



(*) Cfr. Db Tillv, a p. 18 dei suoi « Etudes >. 



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1042 B. BONOLA, 



Eliminando fra le (1) e (2) le funzioni Ben «, e sen 6 si ricaTa: 

06 



C08 » := Eo -^ 

co8S = Ei O" 



(4) 



Oc' 



«liminando invece Oe 



e Oft 

«*^"=^"07 ì 

da cui, moltiplicando membro a membro: 

ctga.ctg6 = E«.E6. (6) 

La formala (3) di De Tilly può ricavarsi nel seguente modo. 
Riferiamoci alla figura del § 2, supponendo in essa r = ^* La for- 
mula (g) dello stesso §, dà intanto: 

Questa relazione, facendo uso delle formule trigonometriche nei 
triangoli rettangoli AHC, B H C^ si trasforma nell'altra: 

_ cos u . cost ? sen v . 0« /cos* u 



sen 3c . sen 6 sen w . O^ 



\ sen*a / 



cos u . cos V sen v sen a / cos' * — sen* u i 
o^ sen^x /* 



sen a . sen p sen u seu ^ 

Sviluppando e riducendo si ricava poi: 

- cos (u + v) , sen t? . cos « . , ^ , . 

Ec = r H T . ctg a . ctg p. («) 

son y. . sen p seu u . cos p 

Ma essendo: 

w + t? = T = 90*> ; ctg a . ctg 8 = Ea . E6 ; 

sen V . cos a sen t? . Ea . sen w 

sen tt . cos B sen m. Ea . Ben v ' 

si ricava finalmente: 

Ee = Ea E6 . e. d. d. 



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TBIGONOMETRIA ASSOLUTA SECONDO GIOVANNI BOLTAI. 1043 

Per ottenere poi una relazione fra i lati a, ò, e, che possa ri- 
guardarsi come il teorema di Pitagora nella geometria assoluta, 
quadriamo e sommiano le (1): 

0\ -H O*^ = O'c (8en« a + sen» P). 

Eliminando poi da questa relazione gli angoli <x e P otterremo: 

O^ (1 + E^6 ) -^ 0*6 ( 1 + E^a )=^2 O'c , 

od anche, tenendo conto della (3): 

0*a ( Ea 4- Et Ec ) + Oh ( Efe + E. E« ) = 0*c ( Ec + Ea E6 ). (7 J 

Quest'ultima formula è la richiesta espressione del teorema di 
Pitagora. 

§ 5. Sia ora un triangolo obliquangolo AB Gei H \\ piede della 
perpendicolare calata da C su -4 B, che supporremo, ad es., situato 
fra A Q B, Ponendo, come nella figura del >^ 2: 

h==HC, X AH, y--BH, etc...., 
avremo in primo luogo: 

O^ = Oa: Ej/ + Qy Ea: = 

Utilizzando le relazioni trigonometriche nei due triangoli rettan- 
goli A HB ^ AH C, potremo trasformare l'ultima uguaglianza così: 

Oc = Ex Evi -y-COS a +~c~ ^^^ Pj' 

od anche: 

Oc Ea = E\ . Qb* C0&^ + Ex Ey . Qa . C08 ?. 

Ma essendo, per la (q): 



per le (4) ; 



81 ricava: 



Oa . cos 6 = Efc . Qg 
Ob . COS a = Efc . Qx , 

F F — P cosa Oft 

cos p O» 



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1044 K. BONOLA, 



Allora respreBBÌone di Qc €a aRsurae la forma: 

Oc . fa = Oft . C09 * + Oa . 008 P . Ec . (II) 

Da questa relazione, scainbiaudo b con a, se ne ricava un'altra 
fra gli stessi cinque elementi; dalla (II) e dalla nuova reiasione 
ottenuta, permutando circolarmente a, 6, e e contemporaneamente 
a, ?, Yi 80 ne ricavano altre quattro dello stesso tipo. La (II) e le 
sue analoghe costituiscono il 2** gruppo di formule della trigono- 
metria assoluta. 

Specializziamo ora il sistema geometrico. 

Nell'ipotesi di Euclide la (II) diventa: 

c = b cos X + a cos 8 ; 
neir ipotesi di Lobaoepski-Boltai: 

Sh^.Cli|. = 8h|-.coB» + Sh|.co8P.Ch|; 

in quella di Riem ann : 

cab <* f, e 

sen — . cos — = sen — cos * -f- sen y^ . cos p. cos — . 

§ 6. Un 5® gruppo di formule si deduce dal 2* gruppo cosL 
Dividiamo ambo i membri della (II) perQ»: 

Oc e Oh , ft e 

Ma pel teorema di Boltai il rapporto O^ • Oa ^ uguale al rap* 
porto senP: cos >, per cui la preredente relazione assume la forma: 

Oc l!!- = sen ? . ctg a -h cos p. t. . (Ili) 

VJa 

La (III) e le sue analoghe costituiscono il 5* gruppo di formule 

della trigonometria assoluta. 

Specializzando il sistema, dalla (III) si ottiene : 

nell'ipotesi di Euclide: 

e ^ ^ Q sen (B ^ a) sen r 

— = 9en p. ctgx -t- cos p =^— = ; 

a sen x sen a 

nell'ipotesi di Lobacpifski-Bolyai : 

Sh ^ . Cth ^ = sen p . ctg a ^ cos ? . Ch ^; 

k k k 

in quella di Rtemann: 

Cd e 

sen - . ctg — = scii .^ . ctg *^ + cos ? . cos 7- . 
k k k 



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TBieOKOBiETBIA ASSOLUTA SECONDO GIOVANNI BOLTAI. 1045 

§ 7. Per ottenere relazioni fra tre lati ed un angolo partiamo 
dalle seguenti formule del 2® gruppo: 

Oa .Eb^ * + 0« • C08 P ^ Ob .Ea. C08 Y 

O* • Ec = Oc • Eò . C08 a 4 * + Oa • C08 Y 

Oc . Ea =^ O* • C08 a + Oa .£«.008?+ * 

Esse, rispetto a cosa, oosp, oosYi formano un sistema lineare, il 
cui determinante dei coefficienti : 

Oc Oft Eo j 

Oc . E6 Oa I 1 

Ob Oa.Ec I 

che sviluppato da: 

Oa . Oò . Oc ( 1 -h Ea . Eè . Ec ), 

è costantemente disuguale da zero. Potremo perciò risolvere il si- 
stema e ricavare, ad es. : 

0*6.Ea.E^. + O^Ea-O'aE^Ec 

COS X = 



0«^ . Oc . ( 1 + Ea . Efc . Ec ) 

Analogamente per cos ? e cos y. Scambiando poi, nella precedente, 
ò con e si ricava: 

O^c . E. . Vb + Oh Eg - O^a Eb E c 

''''"*"" O^.OcCl + Ea.Eft.Ec) 

e dalle due espressioni di cos % finalmente : 

Ea. 0'6 . (l + E«c) + Ea . 0'c.(l + E^fc)-2 0*a. Efc . Ec ,,^ 

eos a . ^ - ^^^--^^^^^^—^- . (IV) 

Questa espressione di cos a e le due analoglie per cos ^ e cos y 
costituiscono il 4^ gruppo di formule della trigonometria assoluta. 

Specializziamo ora il sistema geometrico. 

Dalla (lY), nelP ipotesi euclidea, si ricava immediatamente : 

neir ipotesi di Lobacbfsei-Bolyai, dopo alcune trasformazioni e 



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1046 R. BONOLA, TRIGONOM. ASSOLUTA SECONDO GIOVANNI BOLYAI. 



riduzioni : 



CI.* Ch^ -ChJ 

te fC rC 

CCS 3t == 



in quella di Riemann: 



Sh 


h 

k ' 


Sh 


e 
k 




a 




b 




e 


308 , — 


- cos — 


. COS 


— 


k 




k 




k 




b 




e 




sen 


— , 


. sen — 






k 




k 





cosa 



§ 8. Relazioni fra tre anfi:oli ed un Iato si ricavano facilmente 
applicando ad un triangolo obliquangolo il procedimento usato nel 
§ 4 per ottenere la {w). Ottenuta la (te) basta porre in essa n -H v t, 
osservare che la frazione moltiplicatrice di ctga. ctg B è uguale 
ad 1 per dedurre: 

cos V - cos B . cos a 

Da questa, al solito, si deducono le formule corrispondenti ai tre 

sistemi geometrici ponendo al posto di Ec successivamente 1, ^'hr^ 
e 

9. Finalmente con facili procedimenti di calcolo si potrebbero 
ricavare le formulo che esprimono sen — ^c, cos- a, tg x in fun- 
zione dei lati, ottenendo, ad es. : 



1 \\^'& 






Da questo, con sviluppi simili a quelli dell'ordinaria trigonome- 
tria sferica, potrebbero dedursi formule analoghe a quelle di Gauss, 
Dela.mbrk e Xkpku. 



VitrUi, iltiutnhrt' l'.Xt'i. 



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DEI VERI MOTIVI 
del 

PROCESSO E DELLA CONDANNA DI SOCRATE. 

Nota 
del M. E. prof. Giuseppe Zoccante 



I. 

È nota la missione, missione morale e religiosa insieme, che So- 
crate proponeva alla sua vita e al suo filosofare: andare in cerca 
di continuo di chi conversasse con lui, sottoporlo ad esame, scruti- 
narlo, impadronirsi di tutto Tuomo, frugare le più riposte pieghe 
della sua anima e non lasciarlo, se prima non l'avesse obbligato ad 
aprire tutto se stesso: fine ultimo di ciò la purificazione interiore, 
Televazione morale. Non è possibile sedere accanto a Socrate, è 
detto nel Teeteto platonico, senz'esser costretti a lottare con lui di 
discorsi e a spogliarsi e a metter se stessi a nudo in qualche modo: 
Socrate fa come i ^lottatori spartani, che invitano a spogliarsi e a 
lottare con loro, o ad andarsene; anzi fa come Anteo, che obbligava 
alla lotta i forestieri e li uccideva (1). 

Quest'esame terribile, questa lotta di discorsi che finiva sempre 
colla peggio dell'interlocutore di Socrate, anzi, si può dire, colla 
8oa uccisione morale, dal momento che gran folla assistendo alla 
dispota non risparmiava, certo, riso e punture ali* indirizzo del vinto, 
non poteva che fruttare malevolenza, inimicizie. Non tutti erano in 



(1) Plat.. Teet,, xxi, 169 A-B. Cfr. anche Plat., Lochete, xii, 187 E - 
188 A, dove è detto press' a poco quello stesso che nel Teeteto. 



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1048 G. ZUCCANTB, 



grado di apprezzare il nobile fine a cui Socrate miraya; non tatti 
poteano credere a quella sua missione di educatore; i più^ anzi, 
sospettavano che certa maKgnità lo movesse, certa pazza voglia di 
derider la gente e irretirla entro difficoltà d'ogni maniera. Quanto 
più alta era la posizione sociale d^un uomo, quanto più grande la 
fama dei suoi talenti, presunti o reali, tanto più forte animosità ei 
dovea sentire contro quest'eterno cianciatore insolente, che lo met- 
teva alla berlina. Socrate stesso riconosce neW Apologia che da 
quella sua disamina gli provennero molte inimicizie, e delle più aspre 
e gravi, che diedero origine, alla loro volta, contro di lui ad aspre 
e gravi calunnie (I); e nel Teeteto si lamenta che molti, quanJ'ei 
buttò via ragionando qualche loro vaneggiamento, s'inaspriscano 
tanto contro di lui che per poco non lo dilanierebbero coi denti (2). 
Qui appunto, in queste inimicizie, in quest'ambiente ostile che 
andò formandosi a poco a poco intorno a Socrate, per quel suo 
metodo di scrutinare altrui, è da cercare la causa, dirò così, occa- 
sionale dell'accusa che fu portata contro di lui. Troppi erano, e da 
troppo tempo, gli scontenti di Socrate, gli offesi, gli umiliati, per- 
chè non pensassero finalmente di vendicarsi ! Aggiungasi che alconi 
scolari di Socrate, oltreché divertirsi a sentir scrutinata la gente 
dal maestro, si davano ad imitarlo e si scrutinavano fra loro e scru- 
tinavano essi gli altri, donde nuove ire non contro di loro, ma contro 
chi avea loro appresa Tarte (3). Socrate avea scontentato parecchie 
classi di persone: i politici, gli oratori, i poeti, gli artefici; che fra 
costoro specialmente, come gente che andava per la maggiore ed 
era in fama di sapere, ei si compiaceva di. esercitare l'arte sua: 
ebbene, fra costoro sorse e si maturò l'accusa. Meleto, Anito e Li- 
cone furono gli accusatori; Meleto che l'avea a sdegno per conto 
dei poeti; Anito, degli artefici e degli uomini politici; Licone, degh 
oratori (4). Nel 399, quando Socrate avea settant'anni, fu accasato 
di corrompere i giovani, di non riconoscere gli dei che la città 
riconosceva e d'introdurre altri esseri demonici nuovi (5). 



(1) Plat., ApoL, IX, 22E-2aA; xv, 28 A. 

(2) Plat., Teet., vii, 151 E. 
(B) Plat., Ajx)!., x, 28 C. 

(4) Plat., ApoL, x, 23E-24A. 

(5) Plat., Ajrfi., xi, 24 B ; Senof., Memor.^ i, 1 : Diog. Laerzio, ii. 
f), 19. 



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MOTIVI DEL PROCESSO E DELLA CONDANNA DI SOCRATE. 1049 

Perchè però così tardi, quando Socrate era già vecchio e da trenta 
^ più anni esercitava Parte saa, ai concretò l'accusa contro di luì e 
lo 9Ì tradusse in tribunale? S'ei s'era reso odioso a molti e dei più 
influenti, per via dell'esercizio di quest'arte, come mai quest'odio 
non traboccò prima? Mancarono forse occasioni perchè ciò avve- 
nisse? Nei 415 ci fu il processo contro i mutilatori delle Erme, in 
cai era implicato Alcibiade, amico di Socrate; Alcibiade fu l'og* 
getto dell'esecrazione universale, e non riuscì a salvarsi che colla 
fuga: qual bell'occasione per involgere nella rovina di Alcibiade 
anche Socrate! Eppure non fu toccato. Nel 406 ci fu il processo con- 
tro i generali delle Argìnuse, e Socrate tentò di salvarli o almeno di 
farli giudicare secondo la legge, opponendosi, solo, allo scatenamento 
<leirirae delle passioni popolari: altra beir occasione per perderlo! 
Eppure non fu toccato. Nel 399 solo fu portata l'accusa contro di 
lui. Che cosa era avvenuto? Quali fatti si produssero per cui si po- 
tesse credere che l'accusa sarebbe accettata e Socrate condan- 
nato? Qiova richiamare brevemente questi fatti, e si vedrà da essi 
che non soltanto ie inimicizie personali hanno determinato l'accusa 
e la condanna di Socrate, ma sovrattutto i motivi politici: le ini- 
micizie personali trovarono nei motivi politici alleati poderosi; se 
4ìuesti fossero mancati, quelle non sarebbero bastate al bisogno. 

IL 

Nel 399 era accaduta da quattro anni circa una ristaurazione in 
Atene, la restaurazione delld democrazia per opera di Trasibulo. 
La democrazia che, alla presa della città per parte degli Spar- 
tani (404), v'era stata abolita, ed avea dovuto cedere il posto alla 
tirannide dei trenta, caduti questi dopo otto mesi circa non di go- 
verno, ma di violenze e scelleraggini, vi si era ristabilita. E vi si 
-era ristabilita coli' intento di riparare gli errori del passato, di ri- 
condurre colla moderazione e la prudenza quella tranquillità e quella 
pace interna, che, prima, la democrazia dei demagoghi e, poi, la 
tirannide dei trenta aveano compromesso con tanta iattura della pa- 
tria. Poche restaurazioni si seppero dapprima moderare più di questa. 
Trasibulo ed Archino, i principali autori di essa, procurarono, quanto 
più seppero, di conciliare gli animi, di calmare nel popolo ogni ri- 
sentimento, ogni desiderio dì vendetta contro gli oligarchi, che aveano 
fatto strazio di esso, durante il breve loro dominio; si promulgò 
Mendicanti, - Serie II. Voi. XXXVIII. 70 



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1050 G. ZUCCANTB, 



un' amuistia larghiBsima, sioohò tutto quello che era succeduto fosse 
perdonato e dimenticato da ogni parte. Ma non tutti fnron d'ac- 
cordo cou Trasibulo ed Archino: a questi moderati, cui, al dir di 
Demostene (1), si dovea dopo ^li dei la salute della città, altri po- 
litici si contrapposero, di animo meno mite, nella democrazia rin- 
novata. Le vecchie ferite sanguinavano sempre, e i reduci da un 
esiglio forzato ruinoso, come i rimasti in città soggetti all' arbi- 
trio altrui e spogliati di ogni antica franchigia e sicurezza, mal si 
acconciavano a rinunciare ad ogni risarcimento dei danni soiFerti, 
ad ogni vendetta delle ingiurie patite; l'amnistia pareva loro un'in- 
giustizia che avrebbero voluto tolta. E molti tentativi si fecero al- 
l' uopo. A scongiurare questo pericolo. Archino propose e vinse 
una legge, per la quale in tutti i processi in cui si potesse pro- 
vare violazione dell'amnistia, l'imputato avea il diritto di farvi op- 
posizione (7tapayf)3t<p7,) e porvi termine, appellandosi ad essa (2). 

Ma, anche dopo questo, l'amnistia non fu meglio sicura: non 
potendosi violarla direttamente, si trovò modo di eluderla. Quei 
cittadini che la sorte o l'elezione designavano ad una funzione pub- 
blica, erano per legge sottoposti alla così detta òoxiuaffix, specie 
d'esame e di prova dei loro titoli : ebbene, qual migliore occasione, 
senza andar contro l'amnistia, di spiattellare, se fosse il caso, contro 
i candidati il registro dei vecchi peccati e mostrarli indegni della 
funzione pubblica a cui erano designati? L'oratore che ciò facesse 
contro un candidato appartenente al vecchio partito oligarchico, 
era sicuro dell'approvazione e del favore del popolo. Quando, dopo 
una viva descrizione dei delitti degli oligarchi, ei domandava se 
gente che vi avea avuto mano direttamente o indirettamente, meri- 
tava la pubblica fiducia, la risposta non poteva essere che una sola. 

Così, a dispetto dell'amnistia, veri processi s'iniziarono, e non solo 
contro i complici effettivi degli atti dei tiranni, ma anche contro 
cittadini che, rimasti tranquilli e senza essere molestati in Atene 
durante il loro governo, erano per ciò stesso sospettati di conni- 
venza con essi. E gli spiriti torbidi soflSarono nel fuoco delle pas- 
sioni popolari, e i sicofanti ricominciarono il loro turpe mestiere 
di delatori e di accusatori. 



(1) Contro Timocrat., § 1:^6. 

(2) Vedi CiRTius, Stona greca, t. 4, della trad. frane, p. 56. 



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MOTIVI DEL PROCESSO E BELLA CONDANNA DI SOCRATE. 1051 



I moderati cercarono ancora di metter pace e avvertire il nuovo 
pericolo che minacciava la città: l'esser da capo lacerata dalle fa- 
zioni. Lisia, per esempio, prendendo a difendere un candidato che 
aveva reiezione contestata per sospetto di aver favorito gli oligarchi, 
parlava press* a poco così al popolo: "Sotto il dominio democratico 
anteriore, c'erano molti che commettevano malversazioni, alcuni che 
si lasciavano corrompere e altri che con false accuse spingevano gli 
alleati alla defezione. Se i trenta avessero punito costoro soltanto, 
avrebbero meritato degli elogi; ma voi vi irritavate a buon di- 
ritto contro di essi, perchè ne facevano portare la pena alla città 
intera. Non ricadete nel medesimo errore . . . Pensate a vostra 
volta ciò che ha cagionato la caduta dei vostri nemici... Pei 
nemici della democrazia non v'ha spettacolo più sgradevole che 
qaello deUa vostra concordia; gli oligarchi, rifugiati ora all'estero, 
non formano voto più ardente che di veder calunniare e privare 
dei loro onori il più gran numero possibile di cittadini, perchè 
nelle vostre vittime sperano trovare i loro alleati; nulla deside- 
rano con maggiore impazienza che vedere dilatarsi presso di voi, 
in tutto il suo fiore, la professione dei sicofanti, perchè vedono la 
loro salute nella bassezza di questi delatori „ (1). 

Yani avvertimenti! La città fu in breve tutta sossopra: i sospetti, le 
delazioni, gli attacchi, i processi furono all'ordine del giorno; quella 
pace, quella concordia che Trasibulo ed Archino aveano cercato di 
stabilire, sola salvezza della rinnovata democrazia, fu turbata pro- 
fondamente. Un processo di questo tempo è specialmente sintomatico, 
quello contro Andocide: esso rivela più d'ogni altro le agitazioni mor- 
bose o le ignobili manovre dei partiti in Atene. Andocide già nel 
415 era stato involto nel processo per la mutilazione delle Erme e la 
profanazione dei misteri : ebbe salva la vita allora per la denunzia 
vera o falsa dei colpevoli, ma fu costretto ad esulare da Atene. Rim- 
patriato dopo la caduta dei trenta, e protetto dalla generale amni- 
stia che avean giurato i partiti, si vide nel 399 tradotto, da capo, 
io giudizio sotto l'antica accusa, press' a poco, esumata da un sico- 
fante prezzolato, Cefisio : le vecchie storie di sedici anni prima riap- 
parvero alla luce e ricommossero Atene : vera causa di tutto, essere 
Andocide di casato aristocratico, e il desiderio quindi di colpire in 
Ini l'uomo di parte oligarchica. 



(1) Lisia, Oraz.j xxv, J^àov xaxaXweoìg ùnoXoyia 19-24. 



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1052 «. ZUCCANTB, 



IH. 



Ma non solo il desiderio di vendetta contro gli uomini di parte 
oligarchica, e contro chi fosse sospetto, o si volesse render sospetto 
di favorire o aver favorito questa parte, faceva guerra alla politica 
moderata di Trasibulo e d^Archino, e riconduceva Atene alle antiche 
discordie e alle antiche lotte civili ; ma un altro sentimento ancora, 
un sentimento proprio d'ogni ristaurazione, specialmente di quella 
che segue una grande sventura nazionale. *^ Come questa sventura 
si reputa l'effetto d'un complesso di cause, la cui azione s'è fatta 
sentire per un tempo pili o meno lungo nel passato, molti corrono 
subito ad immagiuare che il rimedio non possa consistere, se non nel 
rimuovere cotesto cause, tutte. Si vorrebbe ricomporre la società af- 
fatto com'era non solo innanzi che quella sventura succedesse, ma 
innanzi che fossero accadute quelle mutazioni sociali, delle quali quella 
sventura sì crede l'ultimo effetto. Bisogna, così si pensa, ritornare ai 
principi, rifare l'antico uomo, purgare la città di ogni novità peri- 
colosa; correggervi i costumi, e ricondurli alla purità, come si |>ensa, 
d'un tempo; e soprattutto rimettere in onore il culto dei padri» e la 
rigorosa osservanza delle dottrine che vi si riferiscono; e lo scrupoloso 
divieto d'ogni speculazione atta a scuoterle ed a turbarle. Le so* 
cietà paiono, in tali momenti, raccogliersi tutte dentro di se, acco- 
vacciarsi e nascondersi il viso nelle mani, come bambini alla vista 
immaginaria d'un fantasma,, (1). È un vero sentimento dì paura 
che coglie queste società; paura di tutto, specialmente delle idee; 
è un desiderio di reazione che penetra in tutti gli animi. Ciò 
avviene sempre: — esempi anche recenti nella nostra storia e nella 
storia d'altre nazioni lo provano — ciò avvenne anche al tempo della 
restaurazione democratica di Trasibulo. 

La guerra del Peloponneso era finita nella catastrofe di Eg06po- 
tamo; Atene era caduta nelle mani degli Spartani; le sue mora e 
le sue fortificazioni furono distrutte ; fu distrutta la sua potenza ma- 
rinara, e, supremo oltraggio, una tirannide domestica efferata avea^ 
fatto man bassa di quanto il nemico avea risparmiato. Poteva darsi 
sventura pili grande? Come naturale il paragonare questo temp4> 



(1) Bonghi, Proemio all' Apologia di Socrate, p. 17<>-1T7. 



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MOTIVI DBL PBOCBSSO B BBLLA CONDANNA DI SOCRATE. 1053 



dì calamità e di disastri a quello non lontano in cui Atene avea yinto 
il Persiano, avea ottenuto a poco a poco l'egemonia della Grecia» 
ed era arrivata a tal grado di prosperità e di grandezza che prima 
sarebbe parsa follia solo sperarlo! Come naturale il pensare che 
da tanta grandezza non si potea esser caduti se non per i vizi e le 
colpe della nuova generazione! 

Ma perchè la nuova generazione era tanto inferiore all'antica P 
Che cosa era avvenuto perchè il buon sangue ateniese si guastasse 
così e da padri virtuosi nascessero figli degeneri? La causa del 
guasto e della corruttela era evidente, e da troppo tempo durava! 
Che cosa faceano quei maestri di sapienza^ quei sedicenti educatori 
della gioventù, sbucati da ogni parte della Grecia, uno dalla stessa 
Atene, se non guastare in realtà la gioventù? Essi insegnavano a 
discuter dì tutto, a metter tutto in questione; la mente degli 
allievi si addestrava per loro alle analisi più ardue e più perico- 
lose nello stesso tempo; niente era sacro per loro; il costume, la 
religione, la stessa costituzione politica, tutto era oggetto d'esame; 
come non dovea risultarne l'immoralità, l'irreligione, il disamore 
della città e dello Stato? 

Era adunque questa nuova educazione la causa d'ogni malanno! 
Non per niente tant'anni prima un comico, Aristofane, avea dato 
l'allarme, mettendo di fronte l'antica educazione, quella da cui ven- 
nero gli uomini ohe combatterono a Maratona e salvaron la patria, 
e la nuova, quella da cui dovean venire gli uomini destinati a per- 
derla : l'antica educazione, rispettosa, modesta, severa, attenta a re- 
sistere ad ogni cupidità, reverente ai genitori, amica del vero e 
del giusto, ossequiosa ai vecchi, schiva dei divertimenti illeciti, tutta 
disciplinata a senno della patria, tutta dedita agli esercizi salutari 
e gagliardi e propri a render sano l'animo e il corpo; e la nuova» 
intesa a contraddire alle leggi e al diritto, sprezzatrice del vero e 
del giusto, pur di vincere; tutta per le piazze e per i bagni; che 
mette nell'esercizio del parlare l'importanza del tutto, nemica di 
saviezza e di temperanza, immodesta, sciolta d'ogni freno, rotta ai 
piaceri (1). 

Bisognava dunque reagire contro questa nuova educazione e ri- 



(1) Vedi il dialogo fra il Discorso giusto e Viiìgiiisto nelle Xubi. Cfr. 
Bonghi, Proemio^ cit., p. 152-15B. 



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1054 



G. ZUCCANTE, 



tornare all'antica; bisognava metter gli uomini a cui questa nacva 
educazione era dovuta, nelP impossibilità di continuarla e di prepa- 
rare altre sventure alla città; bisognava, per amore dell:, città, 
sottrarla all'influenza perniciosa di questa gente; bisognava spazzar 
via questa gente, sopprimerla. 

Così si dovette ragionare allora, e ^così si ragionò (1). E a questo 
sentimento di paura del nuovo, a questa reazione, a questo desi- 
derio di ritorno al passato, e insieme all'altro desiderio» cui prima 
accennammo, di vendicarsi di chi avesse o favorito il vecchio partito 
oligarchico, o avuto rapporti comecchessia con esso, è dovuta l'accusa 
e la condanna di Socrate. Socrate, osserva il Bonghi, fu condotto da- 
vanti ai giudici da due sentimenti, dal sentimento della vendetta 
e da quello della paura, che non devono essere mai stati tanto vi- 
vaci quanto allora, nella società ateniese, per quanto i moderati 
cercassero pure di contenerli (2). 

IV. 

Dal sentimento della vendetta anzitutto. Socrate infatti avea avuto 
rapporti come con tanti altri giovani, così con alcuni che pei fo- 
jrono dei capi del partito oligarchico, ed acquistarono fra i trenta 
trista rinomanza. Non era stato Critia il più perverso e il più 
detestato dei trenta? Ebbene, era stato, giovane, dei famigliari di 
Socrate. E dei famigliari di Socrate era stato anche Carmide, pa- 
rente di Critia, e da lui messo, durante il suo governo, a capo del 
Pireo e morto con lui il giorno stesso combattendo contro Trasibulo 
e gli esuli. 

Certo era facile osservare, in riguardo a Critia specialmente, 
quello che Senofonte osserva, che cioè non a Socrate si poteva im- 
putare con giustizia una malvagità che a (^ritia apparteneva; che 
mentre, anzi, Critia praticava con Socrate, spinto dal suo esempio 
« dalla sua parola, teneva soggette le meno oneste cupidigie e fre- 
nava la violenta natura; che, d'altra parte, quando, staccatosi da 
Socrate, divenne malvagio, e più quando, a capo dei trenta, riempì 



(^1) Cfr. a questo piopo.sito Gompeuz, (ìriechische Denkei\ cap. v, del 
secondo volume. E qui introdotto con molta efficacia un vecchio ateniese 
a parlare contro Socrate, cjue^sto maestro di sapienza alla moda. 

(2) Proemio, cit., p. 177. 



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MOTIVI DEL PROCESSO E DELLA CONDANNA DI SOCRATE. 1055 



<ii rapine e di morti la città, Socrate non gli risparmiò aspre cen-» 
aure, tanto da mettere a rischio la vita (1). Ma i partiti politici noti 
sogliono fare certe distinzioni, per quanto giuste: pei democratici 
Socrate avea avuto consuetudine cogli oligarchi e coi più nefasti e 
odiosi di questi; e tanto bastava perchè fosse sospettato di conni'* 
venza con essi- 

Si aggiungeva un'altra circostanza. Socrate non avea rispar- 
miato critiche acerbe a certe disposizioni della costituzione de- 
mocratica; trovava strano specialmente che si eleggessero a sorte 
i magistrati: perchè, mentre in cose di minor rilievo, la scelta 
d'un nocchiero, d'un fabbro, d'un flautista, non ci si affida alla 
sorte, ma si ricerca la capacità riconosciuta della persona, non 
si fa altrettanto nella scelta dei magistrati, in cui sono in gioco così 
gravi interessi? (2). Socrate anche lodava spesso certi versi d'Omero, 
in cui è detto che Ulisse battesse collo scettro i plebei che trovava 
a fuggire verso le navi: 

. . . S' uom poi vedea del vulgo e Io cogliea 
Vociferante, colio scettro il dosso 
Batteagli, e, taci, gli garria severo, 
Taci tu, tristo, e i più prestanti ascolta 
Tu, codardo, tu, imbelle, e ne' consigli 
Nullo e neir armi . . , (B). 

Socrate era dunque, per una parte, nemico della costituzione de- 
mocratica, perchè ne faceva la critica; per l'altra, del popolo, perchè 
avrebbe voluto si prendesse a bastonate (4). Il buon Senofonte ha 
un bel dire che non così veramente si dovea interpretare il pen- 
siero e l'intenzione di Socrate: che, quanto al primo punto, Socrate 
avrebbe voluto non già indurre nei cittadini il disprezzo per la co- 
stituzione, ma condurli a tnigliorarla, illuminandoli sui loro veri 
interessi (5); e, quanto al secondo, intendeva non già che si bat- 
tesse il popolo (popolano egli stesso, avrebbe pronunciato una sen- 
tenza a sé ostile, in tal caso), bensì che quanti non sanno essere 
utili né colle parole, né colle opere alla cosa pubblica, bisogna te- 



(1) Memor,, i, 2, 12, ìiH. 

(2) Memor., i, 2, 9. Cft*. Memor.^ iv, 2, (>-7. 

(3) Memor., i, 2, 58. 

(4) Memor., i, 2, 59. 
<5) Memor., i, 2, 9-10. 



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1056 G. ZUCCANTE, 



neraeli ad ogni patto lontani, e tanto più quanto più son teme- 
rari (1). 

Vana difesa, per quanto giusta! Gli odi di parte non intendon 
ragione, o non vogliono intender ragione: Socrate avea offerto 
pretesto a esser considerato come nemico della costituzione e del 
popolo: era adunque nemico della costituzione e del popolo! 

Ma più di tutto era il rappresentante dello spirito nnoYO, della 
nuova educazione che si temeva in Socrate e si voleva colpire. 

Quella sua ricerca incessante del perchè d'ogni cosa, quella sua 
analisi fine, arguta d'ogni fatto, d'ogni detto, d'ogni pensiero, pa- 
reva singolarmente pericolosa non solo per lo Stato, ma per la 
morale e per la religione altresì: egli era un ostacolo non solo per 
una vera restaurazione democratica, ma per quel ritorno all'osser- 
vanza esatta del vecchio culto e della vecchia moralità, su cui que- 
sta restaurazione si sarebbe voluta fondare. Non si ricerca il perchè 
d'ogni cosa, senza lasciare ogni cosa meno assicurata di prima, 
quando il perchè non si trova! Avea avuto ben ragione Aristofane 
a considerare Socrate come un sofista, come il peggiore dei sofisti! 
anzi, spiattellando sulla scena tutti i guai della nuova educazione^ 
Socrate corrompeva i giovani col suo insegnamento; c'era nel suo 
modo di discorrere e di ragionare qualche cosa che dovea avere 
per effetto lo scalzare le fondamenta d'ogni istituto politico, reli- 
gioso, morale, e il crescere in ciascun cittadino la presunzione e la 
balìa di disfarlo e rifarlo a sua posta! Mancavan forse esempi di 
questa corruzione? Di Critia s'è visto qual uomo riuscisse; fu il 
più rapace, il più violento, il più sanguinario degli oligarchi; a 
Critia era da aggiungere Alcibiade, il più incontinente, il più inso- 
lente, il più soverchiatore dei democratici (2). Ambedue famigliari 
di Socrate, qual prova migliore della perniciosa influenza da costui 
esercitata? 

A questi due che riuscirono così malvagi, Senofonte contrappone 
altri famigliari di Socrate, che riuscirono invece eccellenti, che 
né in gioventù, né in età più matura fecero mai alcun male, e non 
ne ebbero tampoco la taccia, come Critone, Cherefonte, Cherecrate, 
Ermocrate, Simmia, Cebete, Fedonda (3) ; e dice di Critia e A !- 



(1) Memo)\y 1, 2, 59. 

(2) J/e;/ior., i, 2, 12. 

(3) Memor,, i, 2, 48. 



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MOTIVI DRfi PROCESSO B DELLA. CONDANNA DI SOCRATE. 105T 

cibiade, che erano nature ambiziose, ohe non s'erano avvicinate 
a Socrate se non per imitare da lai quelle attitudini sì di animo^ 
BÌ di parola^ ohe potessero conferire nelPagevolarli a conseguire i 
loro fini perversi (1). 

Ottime ragioni e valida difesa! Ma agli accusatori premeva passar 
sopra a tutto ciò e fingere di non accorgersene neppure; quello 
ohe loro importava era di mostrare non già la buona riuscita di 
alcuni famigliari di Socrate, uomini oscuri, d'altra banda, e senza 
significato politico; ma la pessima di alcuni altri, che ebbero invece 
tanta parte nelle vicende della città e furono causa, o nella demo- 
crazia o nelFoligarchia, d'ogni sua sventura. 

Cosi il motivo morale nell'accusa si univa col motivo politico, e 
l'uno e l'altro, anzi, formavano una cosa sola considerata da due 
punti diversi (2)! 

Poi era pur vero che Socrate anche alle nature malvage potea 
offrire le armi meglio adatte ad operare secondo questa loro mal- 
vagità! Critia ^ Alcibiade non andarono da lui appunto per esserne 
addestrati a raggiungere le loro mire ambiziose, il loro desiderio di 
dominio? La conversazione di Socrate era particolarmente atta a^ 
risvegliare tutte le forze della mente e del cuore; ma non era 
ugualmente sufficiente a dirigerle; poteva giovare a un buono per 
la pratica del bene, ma più anche a un cattivo per la pratica del 
male! 

Si aggiungeva un'altra cosa. Socrate considerava il sapere come 
ciò solo che dà valore alla vita. Ripeteva incessantemente ai gio- 
vani che il più sapiente è pure il migliore, che più può e più è^ 
degno di comandare, qualunque sia d'altra parte la sua nascita, la 
sua età, la sua posizione; insegnava che *^ solo degni d'onore sono 
quelli che sanno quello che è utile e sono in grado d'ammaestrarne 
gli altri „ ; che *" nelle malattie, nelle liti non già i congiunti ci 
recano giovamento, ma i medici, gli avvocati „, come i soli che 
sappiano quello che conviene nell'un caso e nell'altro (3). Ebbene, 
come non poteano tali lezioni scuotere nei giovani ogni sentimento 
di rispetto e di reverenza per i parenti ignoranti, come non renderli 



(1) Memar., i, 2, 14-15. 

(2) Cfr. intomo a ciò anche Zeller, Philosophie der Griechen, Parte ir, 
pag. 176-183. 

(3) Memor,, i, 2, 49-52. 



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1058 G. ZUCCANTE, 



indocili, arroganti, sprezzatori verso di loro? Aristofane avea ben 
messo sulla scena un Fidippide, che alla scuola di Socrate impara 
a battere il proprio padre, e a mostrargli insieme che lo batte a 
ragione, sovrattutto perchè è tornato ad esser fanciullo, e ai fan- 
ciulli non va fatto diverso trattamento! (1). 

Senofonte osserva che non già Socrate insegnava a sprezzare 
i parenti, mostrando che chi è privo d'intelligenza è privo d'ogni 
pregio; bensì eccitava tutti a divenir intelligenti e con ciò utili, 
affinchè le stesse relazioni famigliari se ne vantaggiassero e non 
si fondassero soltanto sul vincolo del sangue (2). 

Ma agli accusatori questa spiegazione sarebbe parsa troppo sottile: 
trovavan più comoda quella d'Aristofane; Aristofane avea meglio col- 
pito nel segno, per loro: i Fidippide dovean essere parecchi alla 
scuola di Socrate! Socrate era per loro veramente corruttore dei 
giovani anche nel rispetto della famiglia. Del resto non ripeteva egli 
stesso il verso d'Esiodo che *" nessun'opera è biasimo, e biasimo solo è 
rinazione „P Che si voleva di più per credere ohefo^se capace d'in- 
segnare ogni maleficio? Gli accusatori almeno lo credevano, poiché 
Socrate, così diceano, con quel verso alla mano mostrava che non 
ci si deve astenere da alcun' azione, neanche dalle ingiuste e dalle 
turpi, se sia il caso di averne guadagno (3). 

In materia di religione Socrate appariva non meno ardito e sov- 
versivo. Oltreché il principio generale della sua filosofia che ognuno 
si deva render conto di ciò che fa e di ciò che crede, pareva tale 
da scalzare ogni religione fondata essenzialmente sulP autorità e 
sulla tradizione, non era una sfida alla religione greca quella soa 
credenza in un segno demonico interno? 

Senofonte ha un bel dire che il segno demonico non era che una 
forma della divinazione (4), e che, quanto al resto, Socrate era re- 
ligiosissimo, né fece mai o disse cosa men reverente verso gli dei, 
il culto dei quali cercò, anzi, di purificare e correggere da ogni 
pratica grossolana e superstiziosa (5). 



(1) Nfibiy quasi in fine. 

(2) Menior., i, 2, 55. 

{'^) Memor., i, 2, 5H. Senofonte però mostra qual fosse la vera inter- 
])i'otazione, per niente immorale, anzi morale, che Socrate dava del verso 
d'f'siodo. Cfr. Memor,, i, 2, 57. 

(l) Memor. j i, 1, 2-5. 

(5) Memor. y i, 1, specialmente i § 9-11 e 19» 



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MOTIVI DEL PROCESSO E DELLA CONDANNA DI SOCRATE. 1059 



Ma, lasciando che ^ià il cercare di parificare il culto doyea appa- 
rire sospetto, il segno demonico non era certo una dÌTÌnazione: So- 
crate, in fondo, sostituiva Foracolo con un'ispirazione interna: il suo 
segno demonico era ancora un oracolo, se vuoisi, ma un oracolo 
interno, e, come oracolo interno, faceva dipendere . ogni deci- 
sione dal soggetto stesso, anziché dimandarla a presagi esteriori. 
Qual pericolo per un paese in cui gli oracoli non erano solamente 
unMstituzione religiosa, ma anche politica! Com'era facile anche 
ad altri imitar Socrate, e non già prendendo per guida, come lui, 
un sentimento interno inesplicabile, ma i lumi stessi della loro ra- 
gione ; e come di fronte a questi lumi si era tentati ad abbassare 
la credenza negli dei e nelle loro rivelazioni! Anche qui Aristo- 
fane avea colpito nel segno, per gli accusatori. Non per niente nelle 
Nubi Socrate nega che gli dei esistano e pone in lor vece il tur- 
bine, e vi è chiamato per istrazio Socrate Melio, con allusione a 
Diagora Melio, ateo; e i suoi scolari imparano da lui ad esser atei 
del pari! 

Socrate era adunque un sofista, secondo gli accusatori^ un so- 
fista della peggiore specie, proprio come Tavea rappresentato Ari- 
stofane: la sua filosofia turbava la famiglia, minacciava lo Stato 
scuoteva la religione dalle sue basi. 

Troppo era stato tollerato per la sventura della patria! Biso- 
gnava finirla con lui, metterlo in condizione di non nuocere piii 
oltre. E la reazione non ebbe pace finche questo scopo non fosse 
raggiunto ! 

V. 

Gli accusatori furono tre, come si disse: Meleto, Anito e Li- 
cone; Meleto rappresentava neiraccusa le prime parti; ma Tanima 
di tutto, chi tutto avea preparato e mosso, era in realtà Anito. 
Sovrattutto dalla condizione di costui si può dedurre con sicurezza 
che Socrate fu vittima della reazione democratica, che succedette 
alla caduta dei trenta. Con Trasibulo ed Archino era Anito il più 
potente uomo della democrazia restaurata; a differenza di Trasi- 
bulo e d'Archino, però, ei non era animato da sentimenti di mode- 
razione e di canciliazione; nessuna delle leggi moderatrici e conci- 
liative di quel tempo è attribuita a lui. Ricco mercante cuoiaio, 
avea patito gravi danni dalla dominazione oligarchica, e nel com- 



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1060 , G. ZUCCANTE, 



mercio e nelle sostanze; sbandito dai Trenta e poi tornato eoa 
Trasibalo e gii altri per la vittoria di sua parte, mai non dimenticJK 
le patite offese. Uomo politico venuto su da nulla, cui le sole ric- 
chezze hanno dato autorità, vedeva di mal occhio la cultura, ed odiava 
ogni ammaestramento che avanzasse la pratica più comune della 
vita, era nemico acerbissimo della nuova educazione della ipoventù. 
I sofisti specialmente, cioè appunto gli educatori della gioventù, 
stranieri o paesani, tutti senza distinzione considerava come peste 
della città. ^ Ne consanguineo, nò amico, né cittadino, né straniero 
colga mai tanta insania da andare a farsi rovinar da costoro >, cosi 
egli parla dei sofisti nel Met^one di Platone; ^ ch'eglino son proprio 
la corruzione e la peste di chi li accosta... I giovani che ad essi 
pagan danaro son pazzi; e più ancora di questi son pazzi i parenti, 
che loro li affidano; e sopra tutti poi le città, che li lasciano entrare ed 
uscire a posta loro, vuoi ohe sia cittadino o vuoi straniero quegli che 
si mette ad esercitare quest' arte „ (1). Queste parole Anito pronuncia 
in presenza di Socrate, anzi rivolge a Socrate. Sono insieme ammo- 
nimento e minaccia; che Socrate per lui è appunto il sofista cit- 
tadino, che esercita Parte di educare i giovani! E nel Menane di 
Platone c'è anche un'altra minaccia di Anito a Socrate. Socrate 
avea criticato alcuni degli uomini politici più famosi del passato, 
come Temistocle, Aristide, Pericle, Tucidide, perchè, buoni essi e 
valenti in ogni maniei'a di virtù, e in quella specialmente di reggere 
gli Stati, non avessero fatti tali anche i loro figli, che furono in- 
vece inetti e dappoco (2). All'uomo politico questa critica degK 
uomini politici non garba ; si direbbe che vi veda un pericolo per 
la costituzione; e perciò dice a Socrate: **0 Socrate, tu fai presto, 
mi pare, a dir mal della gente; ed io vorrei consigliarti, se mi 
dessi ascolto, a star bene in guardia. Perchè, se anche in altre città 
è più presto fatto del male che non del bene agli altri, in questa 
qui poi di certo. E pensomi che anche tu per tuo proprio conto 
l'abbia a sapere „ (3). 

Tale l'uomo da cui dipese massimamente l'accusa e la condanna 
di Socrate: un ombroso politico, un nemico arrabbiato d'ogni novità 
e d'ogni coltura, un reazionario fanatico e disgraziatamente un pò* 



(1) Menane, xxvin, 91 B, xxix. 92 A. 

(2) Menone. xxxi, 93 — A, xxxiv, 94 E. 

(3) Menane, xxxiv, 94 E. 



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MOTIVI DEL PBOCBSSO E DELLA CONDANNA DI SOCRATE. 1061 

tente. L'Apologia attribuita falsamente a Senofonte yorrebbe darci 
una ragione, diremo così, personale del malo animo di Anito contro 
Socrate. Il figlinolo del ricco mercante cuoiaio si sarebbe dato a 
frequentare i conversari di Socrate; e questi, scorto nel giovine 
ingegno promettente e arder di sapere, avrebbe detto, non senza 
ironia, al padre di non tirare su il figlio nel suo mestiere e di dar- 
gli pili confacente educazione! (1). Ma anche senza questa ragione 
che potrebbe essere benissimo un'invenzione, nel carattere e nelle 
tendenze politiche di Anito c'è abbastanza per spiegare la sua av- 
versione contro un uomo come Socrate, e le sue mene per perderlo. 
La passione politica non ha bisogno di stimoli personali per ope- 
rare: basta anche da sola a far parere giustificato ed indispensabile 
un atto ingiusto ed inutile. 



ri) Psbudo-Sbnof., Apol.j 29-30. 



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Adunanza del 21 Dicembre 1905. 



PRESIDENZA DEL COMM. PROF. VIGILIO INAMA 

PBESIDBNTE. 



Presenti i MM. EE. Ardissonb, Artini, Bardelli, Briosi, Celuria, 
Cbriani, Ferrini, Forlanini, Gabba L., Gobbi, Inama, Jung, Mr- 

RANI, TaRAMELLI, ViDARI, VISCONTI, ZuCCANTE. 

E i ss. ce. Ancona, Bonardi, Banfi, Benini, Bonfante, Bordoni- 
Uffreduzzi, Buzzatti, Corti, Db Marchi A., Gatti, Gorixi, Jo- 
RiNi, Menozzi, Paladini, Eossi, Salmojraghi. 

L'adunanza è aperta al tocco. 

n segretario M. E. Zuccante legge il verbale dell'adunanza pre- 
cedente, che Tiene approvato ; quindi si annunciano gli omaggi of- 
ferti all'Istituto. 

Il S. 0. dott. Edoardo Bonardi svolge la sua Nota : Emiparalisi 
laringea da compressione del nervo ricorrente di sinistra : diagnosi 
clinica ed analitica ; 

Quindi il S. C. prof. Attilio De Marchi legge la sua Nota: Me- 
stieri^ professioni, uffici nelle figurazioni sepolcrali della latinità 
pagana, specie delle raccolte milanesi; 

Si presenta la Nota del dott. Roberto Bonola intitolata : La tri» 
gonometria assoluta secondo Bolyai^ ammessa dalla Sezione di 
scienze matematiche. 

Il presidente propone ohe delle 4000 lire donate, due anni or 
sono, da un generoso concittadino, il quale desidera tenere segreto 
il proprio nome, per promuovere studi o scavi archeologici, una 
parte (cioè L. 2500) sia data alla Missione archeologica itaUaoa in 
Creta, affinchè possa proseguire nel 1906 gli scavi già incominciati 



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ADUNANZA OBDINAKIA DKL 21 DIOEMBBB 1905. 1063 



di un palazzo premiceneo di Festo, e ohe un^altra parte (L. 1500) 
sia destinata alla stampa della relazione, che il prof. Federico Halb- 
herr sta preparando sugli scavi da lui diretti nell'anno passato. — 
Il M. E. prof. Taramelli crede che sarebbe utile destinare una pic- 
cola somma anche per continuare ^li scavi in un bacino lacustre 
presso Venosa, dove vennero già alla luce armi ed oggetti pre- 
istorici assai importanti, ma che non fu ancora del tutto esplorato. 
Il presidente osserva, che sulla somma destinata alla pubblicazione 
della memoria del prof. Halbherr, sarà facile risparmiare quanta 
basti allo scopo indicato dal prof. Taramelli, e invita questo a vo- 
lere in seguito presentare, a tempo debito, una proposta concreta 
in proposito. 

L'Istituto approva le proposte del presidente. 

Questi invita poi i MM. EE. presenti a proporre dei temi 
per i concorsi al premio dell'Istituto ed a quelli delle fondazioni 
Gagnola e Kramer. Si accettano con voto unanime i temi seguenti: 
1** per il premio Gagnola: La scoperta della radiottività e la sua 
influenza sulle moderne teorie fisiche e chimiche^ proposto dal M. E- 
Murani ; 2^ per il premio Kramer : Guglielmini nella sua opera della 
natura dei fiumi e nei suoi " Opuscoli idraulici „ espose proposi-^ 
zioni e criteri che anche oggidì sono riconosciuti da idraulici di 
ogni paese come nozioni fondamentali relative ai fenomeni del moto 
delle acque in terreni alluvionali sciolti e mobili. Considerata una 
o più delle dette proposizioni del Guglielmini, preso in esame una 
più. tronchi di fiumi, nazionali od esteri, di cui siano noti ri' 
lievi topografici successivi ed elementi idrometrici ; sulla traccia (se 
si crede) delle ricerche additate o intraprese dal Lombardini, dal 
Fargue^ dal Boussinesq, determinare quelle espressioni analitiche 
che valgano a definire la metrica delle correlazioni fra gli elementi 
considerate dal Guglielmini stesso ed esposte in soli termini generali 
in dette proposizioni ; 3* per il premio dell'Istituto: Previo esame 
e raffronto delle ricerche sperimentali e teoriche note, relative al 
moto delle acque nei mezzi permeabili^ sulla base di elementi idro^ 
grafici conosciuti di una o più plaghe italiane a falde acquifere 
freatiche, determinare i caratteri e la potenzialità delle falde stesse. 

Il S. G. prof. Menozzi legge la relazione sul concorso al premio 
Gagnola sul tema la catalisi e propone che, a titolo di incorag- 
giamento, si conceda all'autore della memoria presentata al con- 
corso un assegno di L. 1500 colla condizione che la detta memoria 
Tenga stampata. 



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1064 ADUNANZA ORDINARIA DBL 21 DICEMBRE 1905. 



II S. C. prof. Joriiìi legge poi la relazione sai concorso al tema 
^ella dirigibilità dei palloni, negativo riguardo al conferimento del 
premio. 

Quindi il M. E. Luigi Gabba legge il rapporto sul concorso 
al tema di fondazione Cagnola sulla contraffazione degli scritti, 
proponendo un assegno di incoraggiamento di L. 1000 al concor- 
rente signor Biagio Bigioggero di Melegnano. 

Il S. C. professor Vittorio Rossi legge la relazione sniresito del 
concorso al premio Ciani, per un libro di lettura per il popolo ita- 
liano, inedito e di grado eminente, e conchiude con risultato ne- 
gatiro. 

Il S. C. prof. Ugo Ancona legge la relazione sul concorso al premio 
Brambilla colle seguenti proposte : Alla Società per la stagionatura 
delle sete in Milano, premio L. 1000 e medaglia d'oro. Ai Fratelli 
Bertarelli in Milano (arredi sacri e statue religiose), premio di 
L. 500 e medaglia d'oro. A Daniele Bellavita di Milano (maglie- 
rie), premio di L. 400 e medaglia d'oro. A Carlo Pasini di Mi- 
lano (portafogli e cinture in pelle), premio di L. 400 e medaglia 
d'oro. Ai Fratelli Kahn di Milano (carte sensibili^, medaglia d'oro. 
Al signor Carlo Vai di Milano (cerchioni per cicli) e alla Società 
«lettrometallurgica di Bergamo^ assegno d'incoraggiamento di L. 300 
per cadauno. 

Infine il M. E. prof. Luigi Gabba legge la relazione sul concorto 
Zanetti pei farmacisti italiani, che conchiude coli' assegno di un 
premio di L. 10(K) al concorrente Edoardo Baroni di Torino. 

Tutte le proposte delle Commissioni vengono approvate. 

La seduta è levata alle ore 15 V2- 

Il segretario 
R. Ferrini. 



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1065 



OSSERVAZIONI IDROMETRICHE MERIDIANE GIORNALIERE 
PER LA PROVINCIA DI COMO (1). 





i>io:^iMCBJEa!:^ 


1 e o cs 


' 


Qiorni 


Lairo 
Maggiore 


Lago 
di Lugano 


Lago di Como 


Porto 
di Anger» 


Ponte 
Tresa 


Como, Porto 
di S. Agostino 


Lecco. 
Malpensata 


Lecco. Ponte 
Visconteo 


1 


-h 0.09 


+ 0.50 


-t- 0.24 


4- 0.29 


4- 0.11 


2 


+ 0.08 


+ 0.48 


+ 0.22 


+ 0.28 


+ 0.10 


3 


"f 0.05 


H- 0.46 


+ 0.20 


4- 0.26 


+ 0.C8 


4 


-f 0.03 


4- 0.44 


+ 0.18 


+ 0.24 


4- 0.07 


5 


4- 0.02 


+ 0.43 


4- 0.16 


+ 0.22 


+ 0.05 


6 


0.00 


4- 0.42 


-f 0.14 


4- 0.20 


+ 0.04 


7 


-0.02 


-f. 0.41 


+ 0.13 


+ 0.18 


4- 0.02 


8 


-0.03 


H- 0.40 


4- 0.12 


• + 0.17 


H- 0.01 


9 


-0.05 


H- 0.40 


-f 0.11 


+ 0.16 


0.00 


10 


— 0.08 


-f 0.38 


+ 0.10 


+ 0.16 


- 0.01 


li 


— 0.09 


+ 0.37 


+ 0.09 


+ 0.14 


- 0.02 


12 


- 0.11 


+ 0.36 


+ 0.08 


+ 0.12 


-0.04 


13 


- 0.11 


+ 0.35 


+ 0.06 


+ 0.11 


- 0.05 


14 


- 0.11 


-f 0.34 


^ir 0.05 


+ 0.10 


- 0.06 


15 


-0.13 


+ 0.33 


4- 0.04 


+ 0.09 


- 0.07 


16 


-0.15 


+ 0.33 


4- 0.03 


+ 0.08 


- 0.07 


n 


- 0.17 


+ 0.32 


+ 0.02 


+ 0.07 


- 0.08 


18 


- 0.18 


+ 0.31 


f 0.01 


+ 0.05 


- 0.09 


19 


— 0.18 


-f 0.30 


0.00 


+ 0.03 


-0.11 


20 


- 0.21 


+ 0.29 


-0.01 


+ 0.02 


- 0.12 


21 


- 0.23 


+ 0.27 


- 0.02 


+ 0.01 


- 0.13 


22 


- 0.24 


+ 0.26 


- 0.03 


o.oo 


- 0.15 


23 


- 0.25 


-f 0.25 


- 0.04 


— 0.01 


- 0.16 


24 


- 0.27 


+ 0.24 


- 0.05 


— 0.02 


-0.17 


25 


- 0.28 


+ 0.24 


- 0.06 


- 0.03 


. - 0.18 


26 


- 0.28 


+ 0.23 


- 0.07 


- 0.04 


-0.19 


27 


-0.29 


+ 0.23 


-0.08 


- 0.06 


- 0.20 


28 


— 0.80 


+ 0.22 


- 0.09 


— 0.06 


- 0.20 


29 


- 0.32 


-f 0.22 


— 0.10 


-0.06 


- 0.20 


30 


— 0.83 


4- 0.22 


- 0.11 


— 0.07 


— 0.21 


31 


-0.83 


+ 0.21 


— 0.11 


— 0.07 


-0.21 



(1) La iluota sol L. M. dello xero delindrometro di Como è di 1974^. 
BMdicontù — Serie II. Voi. XXXVHL 



71 



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1066 OSSBEV. METEOB. FATTE NELLA B. SPECOLA DI BRERA (Alt 147» IT). 



a 
B 

o 

5 


D I O :^ AdC B 12 C& 1 e O fS 


il- 


TEMPO MEDIO CIVILE DI MILANO 


0\ 


Altezz* barom. ridotta a Oo C. 


Temperatura centigrada 


^ 


9h 


15" 


21" 


Media 


9" 


15'' 


21" 


Masa. 


Min. 


■ EOIA 
man., nia. 


-ri 

e 


1 


mm 

754.1 


•^HU 


mm 
765.4 


mn 
754.6 


o 

+ 3.6 


O 

+ 6.5 




+ 7.2 




+ 7.6 



+ 1.8 



+ 5.1 


"5 1 


2 


55.9 


56.» 


56 8 


56.2 


+ 7.3 


+- 9.5 


+ 8.9 


+ 10.2 


-f- 5.8 


+ 8.0 


IS 


3 


55.6 


55.3 


56.5 


55.8 


+ 59 


+ 6.5 


+ 6.0 


+ 7.4 


+ 4.4 


+ 5.» 


♦.7 


i 


56.0 


53.6 


53.2 


54.3 


+■ 5.7 


+ 7.9 


+ 4.9 


+ 8.8 


+ 4.2 


+ 5.9 


1 


S 


5S.0 


51.8 


53.0 


52 6 


+ 2.7 


+ 5.9 


+ 3.4 


+ 6.8 


+ 0.9 


+ 3.5 




6 


754.6 


7540 


754.9 


754.5 


+ 1.7 


+ 6.5 


+ 5.6 


+ 7.3 


+ 0.3 


H- 3.7 




7 


56.5 


57.3 


58.7 


575 


+ 3.5 


+ 6.3 


+ 4.4 


+ 7.0 


+ 2.0 


-+- 4.2 


j 


8 


60.1 


59.9 


59.0 


597 


+ 1.7 


+ 7.8 


+ 5.0 


+ 8.3 


^ 01 


+ 3.8 




9 


56.4 


53.5 


50.7 


53 5 


+ 4.5 


+ 81 


4 6.8 


+ 9.5 


+ 1.8 


+ 5.6 


1 


10 


52.4 


55.7 


59.3 


55.8 


+ 7.2 


+ 8.3 


+ 7.7 


+ 10.0 


f 6.7 


+ 7.7 


u 


11 


763 


762.4 


764.4 


763.3 


+ 4.5 


+ 8.1 


+ 5.2 


+ 8.7 


+ 3.0 


+ 5.4 




li 


653 


63.3 


62 8 


63.8 


-1- 3.3 


+ 5.8 


+ 2.4 


+ 6.3 


+ 1.8 


+ 3.4 




13 


60.4 


58.5 


56.9 


58.6 


+ 1.1 


+ 5.3 


+ 3.6 


+ 6.6 


- 04 


+ 2.7 




li 


51.1 


50.8 


54.0 


52.0 


+ 1.1 


-1- 6.3 


+ 8.2 


+ 7.2 


- 0.7 


+ 2.7 




15 


58.7 


58.2 


58.1 


88.3 


+ 2.9 


+ 6.7 


+ 3.4 


+ 7.5 


+ 0.5 


+ 3.6 




16 


755.3 


753.1 


752.4 


753.6 


+ 1.3 


+ 6.6 


+ 3.4 


+ 7.2 


- 0.4 


+ 2.9 




17 


53.1 


52.6 


53.4 


53.0 


+ 3.3 


+ 6.1 


+ 3.8 


+ 7.6 


+ 1.6 


+ 4.1 


•i" 


18 


57.5 


57.0 


57.8 


57.4 


+ 4.1 


+ 4.5 


+ 3.8, + 5.7 


+ 0.8 


+ 3.6 




19 


58.4 


57.6 


583 


58.1 


+ 4.3 


+ 61 


+ 5.0 + 6.8 


+ 25 


+ 4.6 


fS* 


20 


59.7 


59.9 


61.5 


60.4 


+ 4.1 


+ 6.1 


+ 3.4! + 5.7 


+ 2.6 


+ 4.0 




21 


762.9 


761.7 


761.8 


762.1 


- 0.5 


+ 6.3 


- 0.2 + 1.2 


— 1.7 


— 0.S 


f 


22 


61.4 


59.4 


59.1 


60.0 


— 2.1 


- 0.9 


- l.«! - 0.5 


- 3.0 


- 1.8 




23 


58.0 


57.1 


56 3 


57.1 


-2.8 


- 1.6 


- 1.8; — 0.8 


3.7 


— 2.S 




2i 


58.3 


58.0 


587 


58.3 


- 3 3 


- 1.5 


-1.8,-07 


-4.2 


- 2 5 




25 


60.4 


59.0 


S8.9 


59.5 


- 3.5 


- 0.5 


- 0.9 + 03 


— 4.7 


- 2.2 




2« 


758.2 


757.0 


755.9 


757.0 


- 19 


-0.3 


- 0.4 + 02 


— 3.2 


- 1.3 




27 


535 


51.6 


50.6 


51.9 


+ 0.2 


+ 1.1 


+ 1.2! + 1-7 


- 12 


+ 0.5 


l.« 


28 


48.4 


46.3 


45.2 


46.6 


+ 1.3 


+ 33 


+ 3.2'; + 4.0 


+ 0.5 


+ 12 


i.r 


29 


43.0 


40.9 


41.3 


41.8 


+ 1.9 


+ 5.3 


+ 4.4 1+ 6.2 


+ 1.4 


H- 3.5 


u 


30 


428 


43.0 


428 


42.9 


+ 2.1 


+ 3,2 


+ 8.2 + 8.9 


+ 0.8 


+ 2.5 




31 


49.2 


53.7 


56.8 
755 63 


53.2 


+ 2.3 
-h218 


+ 5.1 


+ 2.5 + 5.7 


+ 1.6 
+ 67 


+ 3.» 




755.91 


755.24 


755.59 


+ 4.75I + 3.39 + 5.59< 


H-2»« 


lU 


min 

Altezza barom. mass. 765.3 g. 12 Temperatura mass. 4 1 
, , mÌD. 740.9 ,49 , min. — 
„ „ media 755 59 , media 4- 


0».2 8. i 
('.7 . 2! 
20.96 


ì 
i 


Nebbia il giorno 5, 20, 21, 22, 23, 24 25, «6, 27, 28, 30. 







I nameri segnati con asterisco nella colonna delle precipitazioni indicano nere fusa, o 
oondensata, o brina» rugiada disciolte. 



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OSSERV. METEOR. FATTE NELLA R. SPECOLA DI BRERA (Alt. 147"» 11.) 1067 



























© 

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1 


DIOS^JMCBIi^E^ 


100 


fS 






III 

111 

> a 


TEMPO MEDIO 


CIVILE DI 


MILA 


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Provenien 
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"21^ 


Tensione del vapor 
acqueo in millimetri 


Umidità reUtiTa 
in centesime parti 


^ebu 
in 


losità 
decir 

15" 
10 


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5.1 


15»^ 21»^ 


M. corr. 
9.15. 'Jl 


9»^ 


15^ 

84 


2lh 

88 


' M. corr. 
9.15.21 


9h 


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15»» ' 


6.1 6.7 


5.9 


87 


87. 3 


4 


10 


w 


NW 


NW 




2 


6.9 7.1, 6.8 6.8 


90 


80 


80 


'84.3 


10 


9 


7 


SP] 


N 


N 




3 


6.o' 5.4 r..3 5.5 


86 


75 


76 


80,0 


9 


10 


10 


KE 


E 


NE 




4 


4.9 4.7 5.0 4.8 


71 


59 


77 


70.0 


2 





l 


E 


SW 


N 




5 


4.6, 5.8 5.1; 5.1 


84 


83 


85 


• 8:;, 


5 


7 


5 


NW 


W 


N ' 




6 


4.3 


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1 


10 


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INDICE DEGLI ATTI. 



ADUNANZE dell'Istituto. 1, 113, 
157, 213, 293, 397, 473, 476, 521, 
561, 633, 635, 673, 701, 777, 829, 
889, 953, 954, 1062. 

AMMINISTRAZIONE. Preventivo 
1905-06. 778. 

CONCORSI. Risultato dei concorsi 
ai premi dell'Istituto e fondazioni 
annesse. 2, 892, 1038. 

— Temi pei concorsi futuri. 5, 891, 
1063. 

— Commissioni esaminatrici. 157, 
622, 562. 

— Accademia virgiliana di Man- 
tova. 114. 

— Associazione costituzionale di 
Milano. 634. 

— Associazione degli industriali 
d'Italia per prevenire gl'infor- 
tuni del lavoro. 399. 

— Istituto Veneto. 779. 

— Société de phys. et hist. nat. de 
Genève. 114. 

DECESSI. Cassani Pietro. 777. ' 

— Maggi Leopoldo. 397. 

— Massarani Tulio. 890. 

— Mussafìa Adolfo. 777. 

— Nazzani Emilio. 113. 

— Strambi© Gaetano. 473. 

— Valsuani Emilio. 113. 
MASSARANI (Lascito). 890. 
NOMINE. Amministratori della 

Fondazione Cagnola. 474. 

— Censori. 114. 

— Conservatori della Biblioteca. 
114. 



NOMINE. Membri effettivi. 114, 
294, 475, 477, 522, 561, 562, ^4, 
891, 955. 

— Membro della Commissione per 
il premio Poggiolini. 562. 

— Pensionati accademici. 474. 

— Segretari. 474, 892. 

— Soci corrispondenti . 213, 475, 477, 
522, 561, 562, 634, 701, 778, 830. 

PRESENTAZIONE di libri. Ba- 
ratta. Pubblicazioni diverse. 476. 

— Ceriani e Ratti. Homeri Diadis 
pictae fragmenta ambrosiana. 

— Costa. Andrea Alciato e Boni- 
facio Amerbach. 889. 

— Della Valle. Psicogenesi della 
coscienza. 805. 

— Grazioli Vincenzo. Sulle caldaie 
e recipienti di vapore. 958. 

— Luzzatto Mosè. Lettere e scritti. 
113. 

— Manfredi Pietro. Cesare Canta. 
889. 

— Nozze Scher ilio-Negri. 113. 

— Relazione del Comitato italiano 
pel valico del Sempione. 398. 

— Riva Carlo. Le roccie granitoidi 
e filoniane della Sardegna. 298. 

— Pizze tti Paolo. Trattato di geo- 
desia teoretica. 473. 

REGOLAMENTO organico. 294,474. 
SENSALES (Fondazione). 701, 779. 
STRAMBIO (Lascito). 521. 
VITTORIO Emmanuele (Fonda- 
zione). 892. 



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INDICE SBOIiI ATTTOBI. 



1069 



INDICE DEGLI AUTORI, 



ALBINI Giuseppe. Prove di dige- 
stione d'animali con acido urico. 
720. 

ALESSANDRI Camillo. Campagna 
meteorica 1904 all' osservatorio 
del M. Rosa. 807. 

ANDRES Angelo. Sulla formazione 
del fango termale di Bormio. 956. 

ARDISSONE Francesco. Di alcune 
nuove esclusioni botaniche nel- 
l'alta valle" Anzasca. 483. 

ARNO Riccardo. Sul comportamento 
dei corpi magnetici in un campo 
Ferraris. 142, 488. 

ARTINI Ettore. Sulla stolzite di 
Bena (d)e Padru (Ozieri). 573. 

— Della forma cristallina di alcuni 
derivati del benzolo. 831. 

ASCOLI Graziadio. In memoria di 
Adolfo Mussatia. 712. 

BARDELLI Giuseppe. Sul movi- 
mento di un punto in un piano. 
663. 

BERZOLARI Luigi. Osservazioni 
alla nota del prof. Ciani sulle 
curve gobbe razionali di quinto 
ordine. 446. 

BOGGIO Tomaso. Sulle funzioni 
associate e sulle linee di forza di 
un ellissoide di rotazione etero- 
geneo. 454. 

BONARDI Edoardo. Una questione 
di priorità in tomo alla vaccina- 
zione ant i-tubercolare ed all'a- 
zione afrodisiaca dei veleni tu- 
bercolari. 158. 

— Rara e complessa sindrome cli- 
nica da sarcomatosi metastatica 
del cuore, 279. 

— L'ereditarietà dei caratteri acqui - 



siti in patologia ed in medicina. 
604. 
BONARDI Edoardo Sulle recenti 
epidemie di infezione reumatica a 
Milano. 702. 

— Emiparalisi laringea, etc. 1011. 
BONOLA Roberto. I teoremi del 

padre Gerolamo Saccheri sulla 
somma degli angoli di un trian- 
golo e le ricerche di M. Dehn. 
650. 

— La trigonometria assoluta se- 
condo Bolyai. 1037. 

BORDONI-UFFREDTJZZI. Le tin- 
ture per capelli velenose e l'at- 
tuale legislazione sanitaria. 972. 

BURGATTI Pietro. Sopra certi si- 
stemi completi di equazioni a deri- 
vate parziali di 2^ e 1* ordine. 725. 

RUZZATI Giulio Cesare. I recenti 
lodi arbitrali di S. M. il Re 
d'Italia. 866. 

CAPASSO Gaetano. Andrea D'Oria 
alla Próvesa. 893. 

CARLINI Luigi. A proposito di 
certe matrici che presentano ana-, 
logie coi determinanti di Puchta 
Noether. 644. 

CIANI Edgardo. Sopra le curve 
gobbe razionali di quinto ordine. 
442. 

CRUGNOLA Gaetano. Alcime mo- 
dalità di costruzione delle dighe 
in terra e delle traverse murarie 
di sbarramento. 929. 

DEL GIUDICE Pasquale. Elogio 
a Gaetano Strambio. 474. 

— Sulla Memoria di E. Costa: 

Andrea Alciato e Bonifacio Amer- 

bach. 889. 

71* 



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1070 



INDICE DEeiil AUTORI. 



DE MARCHI Attilio. Relazione sul 
concorso al premio Ciani 1903 
per un libro di lettura di genere 
storico. 72. 

— Di un sarcofÌEkgo recentemente 
scoperto a Lambrate. 514. 

— Mestieri, professioni, uffici nelle 
figurazioni sepolcrali della lati- 
nità pagana. 1021. 

r AVARO Antonio. Bonaventura 

Cavalieri e la quadratura della 

spirale. 858. 
FERRARA Giovanni. Della voce 

scutula ; nota di semantica latina 

400. 
FERRINI Rinaldo. Relazione sul 

concorso 1903 al premio Kramer. 

71. 

— Rendiconto dei lavori dell' Isti- 
tuto, classe di scienze matema- 
tiche e naturali. 26. 

FUBINI Guido. Sulla teoria delle 
ipersfere e dei gruppi conformi 
in una metrica qualunque. 178. 

— Un'osservazione sulla teoria delle 
funzioni poliarmoniche. 449. 

GABBA Bassano. Democrazia cri- 
stiana. 498. 

GABBA Luigi. Relazione sul con- 
corso 1903 alla medaglia triennale 
pt-r l'industria. 35. 

— Relazione sul concorso 1903 al 
premio Gagnola sul modo di im- 
pedire la contraffazione di uno 
scritto. 51. 

— Il concetto chimico dell'etere 
secondo Mendeleeff. 811. 

GABBA Luigi jun. Osservazioni 
di piccoli pianeti e di comete 
fatte e calcolate al r. osservatorio 
di Milano. 504. 

GALLAVRESI Giuseppe. Le istru- 
zioni del conte Benedetto Arese a 
suo figlio, deputato alla Consulta 
di Lione. SOD. 

GOLGI Camillo. Relazione sul con- 
corso 1903 al premio Gagnola in- 



tomo alla natura dei miasmi e 
contagi. 47. 
IN AMA Vigilio. Cenno necrologico 
di Leopoldo Maggi. 397. 

— Simile di Gaetano Strambio.4T3. 

— Simile di Tulio Massarani. 890. 

JONA Emanuele. Relazione sul con- 
corso 1904 al premio Brambilk. 
52. 

JORINI A. F. Relazione sul C4>n- 
corso 1903 al premio Gagnola in- 
torno alla direzione dei palloni 
volanti. 51. 

LATTES Alessandro. Gli statuti 
del bacino luganese nella storia 
del diritto italiano. 333. 

MAGLIO Carlo. Secondo elenco di 
idracne del Pavese. 147. 

MANGI A GALLI Luigi. Commemo- 
razione di Edoardo Porro. 77. 

— Elogio di Emilio Valsuani. 115. 

MARIANI Emesto. Le recenti oscil- 
lazioni di alcuni ghiacciai del 
gruppo Or tler-Ce vedale. 133. 

— Su alcuni fossili del monte An- 
telao nel Cadore. 563. 

— Caratteri triassici della fauna 
retica lombarda. 854. 

MAROLLI Giovanni. Su certe ma- 
trici che presentano analogie coi 
determinanti studiati da Puchta 
e da Noether. 384. 

MARONI Arturo. Sulle superficie 
del 4® ordine con soli punti dop- 
pi. 193. 

MARTINAZZOLI A. La famiglia 
nel momento attuale. 417. 

— Ln nuovo istituto d'educazione. 
613. 

— Ijes matinées di Federico ii di 
Prussia. 917. 

MINGUZZI Livio. Dei limiti tra 
filosofia ed enciclopedia del di- 
ritto. 732. 

MONTI Rina. Un modo di migra- 
zione del plancton &a qui sco- 
nosciuto. 122. 



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INDICE DBGLI AUTORI. 



1071 



MONTI Rina. Grenere e specie nuovi 
di idracnide. 168. 

— Le leggi del rinnovamento del- 
l' organismo studiate negli ani- 
mali ibernanti. 714. 

MURACI Oreste. Relazione sul 
concorso 1904 al premio Cagnolrf 
intomo alla velocità dei raggi 
catodici. ^. 

NICCOLINI Giovanni. Perla storia 
di Sparta. 22i), 538, 741. 

ORLANDI Edmondo. Contributo 
sperimentale alla infiammazione 
delle sierose con esito di ade- 
renze. 164. 

PASCAL Emesto. Sulle condizioni 
invariantive perchè una binaria 
biquadratica abbia per fattore 
ima cubica. 201. 

— Aggiunte ad alcuni teoremi di 
Clebsch relativi alla costruzione 
dei sistemi completi di forme 
invariantive. B73. 

— Le varie forme delle curve storte 
di 6" ordine intersezioni comple- 
te di quadriche e cubiche. 679. 

— Sulla classificazione delle super- 
ficie di Kummer. 688. 

PAVESI Vittorio. Intorno ad un 
alcaloide del papaver dubium. 
117. 

PEZZI NI Nicola. Magnetizzazione 
e trazione. 463. 

PINI Edoardo. Osservazioni me- 
teorologiche fatte nel 1905 all'os- 
servatorio di Brera. 211, 395, 558, 
670, 774, 827, 883, 885, 887, 948, 
950, 1066. 

— Riassunto delle osservazioni me- 
teorologiche al r. osservatorio di 
Brera nel 1904. 295. 

POLLACCI Gino. Influenza della 
elettricità sulla assimilazione clo- 
rofilliana. 354. 

PREVER P. L. Le nummuliti e le 
ortofragmine di due località del- 
l'Appennino pavese. 478. 



ROSSI Vittorio. Relazione sul con- 
corso 1904 al premio dell'Istituto 
intomo all'opera di Vittorio Al- 
fieri. 32. 

SABBADINI Remigio. Una tradu- 
zione medievale del n^óg JrnÀovi- 
xoy di Isocrate e una umanistica. 
674. 

— Un codice ignoto della Veteri- 
naria di Columella. 780. 

— Cataloghi di biblioteche nel co- 
dice vat. barb. lat. 3185. 911. 

SALA Luigi. Relazione sul con- 
corso 1904 al premio Fossati 
intorno alle localizzazioni cere- 
brali. 63. 

SEVERI Francesco. Sulle curve al- 
gebriche virtuali appartenenti ad 
una superficie algebrica. 859. 

SOMIGLIANA Carlo. Osservazioni 
termometriche 1904 nel lago di 
Como. 382. 

STR AMBIO Gaetano. Rendiconto 
dei lavori 1904 della Classe di 
lettere e scienze storiche e mo- 
rali. 14. 

tacconi: Emilio. Di un silicato 
di alliuninio e bario dei calcefiri 
di Candoglia in valle del Toce. 
636. 

TARAMELLI Torquato. Altre os- 
servazioni stratigrafiche sulla 
Val travaglia. 215. 

— Alcune considerazioni geologi- 
che a proposito dell' acquedotto 
pugliese. 257. 

VENERONI Emilio. Intorno ad \m 
fescio di varietà cubiche dello 
spazio a 5 dimensioni. 523. 

VIDARI Ercole. Elogio a Gaetano 
Strambio. 476. 

VIDARI Giovanni. Ancora intomo 
all'idea di progresso. 977. 

VIGNOLI Tito. Istinto od intuito 
nell' esercizio dell' intelligenza 
animale? 349. 

VISCONTI Achille. Relazione sul 



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1072 



INDICB DEGLI AUTORI. 



concorso 1903 al premio Gagnola 
per la cura della pellagra. 39. 

VITALI Giuseppe. Una proprietà 
delle funzioni misurabili. 599. 

ZUCCANTE Giuseppe. Commemo- 
razione di Gaetano Negri. 85. 



ZUCCANTE Giuseppe. Sulla Psi- 
cogenesi della coscienza di Guido 
Della Valle. 805. 

— Sui veri motivi del processo e 
della condanna di Socrate. 1017. 



INDICE DELLE MATERIE. 



ACIDO nitrico. Prove di digestione 
d'animali con acido nitrico. G. 
Albini. 720. 

ACQUEDOTTO pugliese. Alcune 
considerazioni geologiche a pro- 
posito dell'acquedotto pugliese. 
T. Taramelli. 257. 

AERONAUTICA. Relazione sul 
concorso 1903 al premio Gagnola 
intorno alla direzione dei palloni 
volanti. A. F. Jorini. 51. 

ALCALOIDI. Intorno ad un alca- 
loide del papaver dubiun. V. 
Pavesi. 117. 

ALFIERI Vittorio. Relazione sul 
concorso 1904 al premio dell'Isti- 
tuto in tomo all'opera di V. Al- 
fieri. V. Rossi. 33. 

APPENNINO. Le nummuliti. e le 
ortofragmine di due località del- 
l'Appennino pavese. P. L. Pre- 
ver. 478. 

ARBITRATI. I recenti lodi arbi- 
trali di S. M. il Re d'Italia. 
G. C. Ruzzati. 866. 

ARESE. Le istruzioni del conte 
Benedetto Arese a suo figlio, de- 
putato alla Consulta di Lione. 
G. Gallavresi. 800. 

BENZOLO. Della forma cristallina 
di alcuni derivati del benzolo. 
E. Artini. 831. 

BIBLIOTECHE. Cataloghi di bi- 
blioteche nel codice vat. barber. 
lat. 3185. R. Sabbadini. 911. 



BINARIE. Sulle condizioni in?»- 
riantive perchè una binaria bi- 
quadratica abbia per fattore una 
cubica. E. Pascal. 201. 

BORMIO. Sulla formazione del 
fango termale di Bormio. A. An- 
dres. 956. 

BOTANICA. Di alcune nuove escur- 
sioni botaniche nell'alta valle 
Anzasca. F. Ardissone. 483. 

CAMPI Ferraris. Sul comporta- 
mento dei corpi magnetici in un 
campo Ferraris, ecc. R. Amò. 
142, 438. 

CAVALIERI Bonaventura. Bona- 
ventura Cavalieri e la quadratura 
della spirale. A. Favaro. 358. 

CERVELLO. Relazione sul concorso 
1904 al premio Fossati in tomo alle 
localizzaz. cerebrali. L. Sala. 63. 

CIANI. Relazione sul concorso 1908 
al premio Ciani per un libro di 
lettura di genere storico. A. De 
Marchi. 72. 

COLUMELLA. Un codice ignoto 
della Veterinaria di Columclla. 
R. Sabbadini. 780. 

COMETE. Osservazioni di piccoli 
pianeti e di comete fatte e cal- 
colate nel r. osservatorio di Mi- 
lano. L. Gabba. 504. 

COSTA Emilio. Di una sua Me- 
moria: Andrea Alciato e Boni- 
facio Amerbach. P. Del Giudice. 



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INDICE DELLE MATEBIB. 



1073 



CRISTALLI. Della forma cristal- 
linadi alcuni derivati del benzolo. 
E. Artini. 831. 

CUORE. Rara e complessa sindrome 
clinica da sarcomatQsi metasta- 
tica del cuore. E. Bonardi. 279. 

CURV^E. Sopra le curve gobbe ra- 
zionali di quinto ordine. E. Ciani. 
442. 

— Osservazioni relative. L. Berzo- 
lari. 446. 

— Le varie forme di curve storte 
di 6** ordine intersezioni com- 
plete di quadriche e cubiche. E. 
Pascal. 579. 

— Sulle curve algebriche virtuali 
appartenenti ad una superficie al- 
gebrica. F. Severi. 869. 

DELLA VALLE. Sulla Psìcogenesi 
della coscienza, di Guido Della 
Valle. G. Zuccante. 80B. 

DEMOCRAZIA cristiana. B. Gabba. 
498. 

DETERMINANTI. Su certe ma- 
trici che presentano analogie coi 
determinanti studiati da Fuchta 
e da Noether. G. Marolli. 384. 

— A proposito di certe matrici che 
presentano analogie coi determi- 
nanti di Puchta-Noether. L. Car- 
lini. 644. 

DIGESTIONE. Prove di digestione 
d'animali con acido nitrico. G. 
Albini. 720. 

DIRITTO. Dei limiti tra filosofia 
ed enciclopedia del diritto. L. 
Minguzzi. 732. 

D'ORIA. Andrea D'Oria alla Pré- 
vesa. G. Capasso. 893. 

ELETmiCITÀ.Influenza dell'elet- 
tricità sulla assimilazione cloro- 
filliana. G. Pollacci. 364. 

— Sul comportamento dei corpi 
magnetici in campi Ferraris sotto 
l'azione di correnti continue. R. 
Arno. 438. 

ELLISSOIDI. Sulle funzioni asso- 



ciate e sulle linee di forza di 
un ellissoide di rotazione etero- 
geneo. T. Roggio. 454. 

EQUAZIONI, Sopra certi sistemi 
completi di equazioni a derivate 
parziali di 2** e 1** ordine. P. Bur- 
gatti. 725. 

EREDITARIETÀ. L' ereditarietà 
dei caratteri acqvfìsiti in patolo- 
gia ed in medicina. E. Bonardi. 
604. 

ETERE. Il concetto chimico del- 
l' etere secondo Mendeleeff. L. 
Gabba. 811. 

FAMIGLIA. La famiglia nel mo- 
mento attuale. A. Martinazzoli. 
417. 

FEDERICO II. Les matinées di 
Federico ii di Prussia. A. Marti-, 
nazzoli. 917. 

FORME invariantive. Aggiunte ad 
alcuni teoremi di Clebsch relativi ' 
alla costruzione dei sistemi com- 
pleti di forme invariantive. E. 
Pascal. 373. 

FUNZIONI. Una proprietà delle 
funzioni misurabili. G. Vi tali. 699. 

GHIACCIAI. Le recenti oscillazioni 
di alcuni ghiacciai del gruppa 
Ortler-Cevedale. E. Mariani. 133. 

IBERNANTI. La legge del rin- 
novamento dell' organismo stu- 
diata negli animali ibernanti. R.. 
Monti. 714. 

IDRACNI. Genere e specie nuove 
di idracnide. R. Monti. 168. 

— Secondo elenco di idracne del 
Pavese. C. Maglio. 147. 

IDROFOBIA. Relazione sul con- 
corso 1903 al premio Gagnola 
intomo alla natura dei miasmi e 
contagi. C. Golgi. 47. 

IDROMETRIA. Osservazioni idro- 
metriche in provincia di Como. 
165, 291, 520, 632, 669, 773, 881, 
882, 945, 946, 947, 1065. 

INDUSTRIA. Relazione sul con- 



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1074 



INDICE DELLB MATERIE. 



corso lO'rj alla meiaglia trien- 
nale per l'industria. L. Gabba. 35. 

INDUSTRIA. Relazione sul con- 
corso 19()4 al premio Brambilla: 
nuove industrie in Lombardia. 
E. Jona. 52. 

INTELLIGENZA animale. Istinto 
od intuito nell'esercizio dell'in- 
telligenza animale? T.Vignoli.349. 

IPERSFERE. Sulla teoria delle 
ipersfere e dei gruppi conformi in 
una metrica qualunque. G.Fubini. 
178. 

ISOCRATE. Una traduzione me- 

- dievale del -nqóg Jriuòuixoy di Lso- 
. orate e una umanistica. R. Sab- 
badini. 674. 

ISTINTO. V. Intelligmm animale, 

KRAMER. Relazione sul concoreo 
1903 al premio Kramer. R. Fer- 
rini. 71. 

LAGO di Como. Osservazioni ter- 
mometriche 1904 nel lago di Como. 
C. Somigliana. 382. 

LAMBRATE. Di un sarcofago re- 
centemente scoperto a Lam- 
brate. A. De Marchi. 514. 

LARINGE. Emiparalisi laringea, 

1 etc. E. Bonardi. 1011. 

LAVORI dell'Istituto. Rendiconti 
1904. G. Strambio e R. Ferrini. 
14, 26. 

LOMBARDIA. Relazione sul con- 
corso 1903 alla medaglia trien- 
nale per l'industria in Lombar- 
dia. L. Gabba. 35. 

^ Relazione sul concorso 1904 al 
premio Brambilla : nuove indu- 
strie in Lombardia. E. Jona. 52. 

— Caratteri triassici della fauna 
retica lombarda. E. Mariani. 854. 

LUGANO. Gli statuti del bacino 
luganese nella storia del diritto 
italiano. A. Lattes. 333. 

MAGGI Leopoldo. Cenno necrolo- 
gico. V. Inama. 397. 

J^LàGNETISMO. Sul comporta- 



mento dei corpi magnetici in 
campi Ferraris ecc. R. Amò. 
142, 438. 

MAGNETISMO. Magnetizzazione 
e trazione. N. Pezzini. 463. 

MASSARANI Tulio. Cenno necro- 
logico. V. Inama. 8^K). 

METEOROLOGIA. Osservazioni 
meteorologiche fette nel 1905 allo 
osservatorio di Brera . E . Pini, 211. 
395, 558, 670, 774, 827, »«, 885. 
887, 948, 950, KJ66. 

— Riassunto delle osservazioni me- 

• teoro logiche fatte al rosservatorio 
di Brera nel 1904. E. Pini. 2^. 

MONTE Antelao. Su alcuni fossili 
del M. A. nel Cadore. E. Ma- 
riani. 563. 

MONTE Rosa. Campagna meteoro- 
logica 1904 all'osservatorio del 
M. Rosa. C. Alessandri. 807. 

MOVIMENTI. Sili movimento di 
un punto in un piano. G. Bar- 
delli. 663. 

MUSSAFIA Adolfo. In memoria di 
A. Mussafia. G. Ascoli. 712. 

NEGRI Gaetano. Commemorazione. 
G. Zuccante. 85. 

NUMMULITI. Le nummuliti e le 
ortofragmine di due località del- 
l'Appennino pavese. P. L. Pre- 
ver. 478. 

ORTLER. Le recenti oscillazioni 
di alccuni ghiacciai del gruppo 
Ortler-Cevidale. E. Mariani. 1^. 

ORTOFRAGMINE. Le nummuliti 
e le ortofragmine di due località 
dell'Appennino pavese. P. L. Pre- 
ver. 478. 

PAPAVERO. Intorno ad un alca- 
loide del papaver dubium. 117. 

PAVIA. Secondo elenco di idracne 
del Pavese. 147. 

PELLAGRA. Relazione sul con- 
corso 1903 al premio Gagnola per 
la cura della pellagra. A. Vis- 
conti. 39. 



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IMDICB SELLE MATERIE. 



1075 



PIANETI. Osservazioni di piccoli 
pianeti e di comete fatte e calco- 
late nel r. osservatorio di Milano. 
L, Gabba. 604. 

PLANCTON. Un modo di migra- 
zione del plancton fin qui scono- 
sciuto. R. Monti. 122. 

POLIAEMONICHE. Una osserva- 
zione sulla teoria delle funzioni 
poli armoniche. G. Fubini. 449. 

PORRO Edoardo. Commemorazio- 
ne. L. Mangiagalli. 77. 

PROGRESSO. Ancora intorno all'i- 
dea di progref^so. G. Vidari. 977. 

RAGGI catodici. Relazione sul con- 
corso 19f)4 al premio Cagnola 
intomo alla velocità dei raggi 
catodici. O. Murani. 38. 

RETICO. Caratteri triassici della 
fauna retica lombarda. E. Ma- 
riani. 354. 

REUMATICA (Infezione). Sulle re- 
centi epidemie di infezione reu- 
matica a Milano. E. Bonardi. 702. 

RIFORMATORII. Un nuovo isti- 
tuto d'educazione. A. Martinaz- 
zoli. 613. 

SCUTULA. Della voce scutula; 
nota di semantica latina. G. Fer- 
rara. 400. 

SEPOLCRI. Di un sarcofago re- 
centemente scoperto a Lambrate. 
A. De Marcili. 514. 

— Mestieri, professioni, uffici nelle 
figurazioni sepolcrali della lati- 
nità pagana. A. De Marchi. 1021. 

SERBATOI. Alcune modalità di 
costruzione delle dighe in terra 
e delle traverse murarie di sbar- 
ramento. G. Crugnola. 029. 

SIEROSE. Contributo sperimentale 
all'infiammaz. delle sierose con 
esito di aderenze. E. Orlandi. 164. 

SILICATI. Di un silicato di allu- 
minio e bario dei calcefiri di Can- 
doglia in valle del Toce. E. Tac- 
coni. 63fj. 



SOCRATE. Sui veri motivi del 
processo e della condanna di So- 
crate. G. Z accante. 1047. 

SPARTA. Per la storia di Sparta. 
G. Niccolini. 229, 538, 741. 

SPA2JI0. Intorno ad un fascio di 
varietà cubiche dello spazio a 5 
dimensioni. E. Veneroni. 623. 

SPIRALE. Bonaventura Cavalieri 
e la quadratura della spirale. A. 
Favaro. 358. 

STATUTI. Gli statuti del bacino 
luganese nella storia del diritto 
italiano. A. Lattes. 333. 

STOLZITE. Sulla stolzite di Bena 
(d)ePadru (Ozieri). E. Artini. 673. 

STORIA. Relazione sul concorso 
1903 al premio Ciani per un li- 
bro di lettura di genere storico. 
A. De Marchi, 72. 

STRAMBIO Gaetano. Cenno ne- 
crologico. V. Inama, P. Del Giu- 
dice, E. Vidari. 473, 474, 470. 

STRATIGRAFIA. Altre osserva- 
zioni stratigrafiche sulla Valtra- 
vaglia. T. Taramelli. 215. 

SUPERFICIE. Sulle superficie del 
4** ordine con soli punti doppi. 
A. Maroni. 193. 

— Sulla classificazione delle su- 
perficie di Kummer. E. Pascal. 
688. 

TINTURE. Le tinture per capelli 
velenose e l'attuale legislazione 
sanitaria. G. Bordoni-Ufireduzzi. 
972. 

TRAZIONE. Magnetizzazione e 
trazione. N. Pezzini. 463. 

TRAZIONE elettrica. Relazione sul 
concorso 1903 al premio Kramer 
intomo ai sistemi di trazione 
elettrica. R. Ferrini. 71. 

TRIANGOLI. I teoremi del padre 
Gerolamo Saccheri sulla somma 
degli angoli di un triangolo e le 
ricerche «li M. Dehn. R. Bonola. 
650. 



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1076 



INDIGB DELLE MATERIE. 



TRIAS. Caratteri triassici della fau- 
na retica lomb. E. Mariani. 854. 

TRIGONOMETRIA. La trigono- 
metria assoluta secondo Bolyai. 
R. Bonola. 1037. 

TUBERCOLI. Una questione di 
priorità intomo alla vaccinazione 
anti- tubercolare ed alla azione 
afrodisiaca dei veleni tubercolari. 
E. Bonardi. 158. 

VALLE ANZASCA. Di alcune nuo- 
ve escursioni botaniche nell'alta 
valle Anzasca. F. Ardissone. 483. 



VALLE DEL TOCE. Di un sili- 
cato di alluminio e bario dei cal- 
cefiri di Candoglia in valle del 
Toce. E. Tacconi. 636. 

VALSUANI Emilio. Elogio. L 
Mangiagalli. 115. 

VALTRAVAGLIA. Altre osserva- 
zioni stratigrafiche sulla Val tra- 
vaglia. T. Taramelli. 215. 

VEGETAZIONE. Influem» dell'e- 
lettricità sulla assimilazione clo- 
rofilliana. G. Pollacci. 354. 



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BULIiBTTINO BIBLIOGRAFICO. 



Atti del r. Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti, ^Vnezia. Voi. 64, 
y. 2. Tamasria. Libri di inona-steri e di chiertt^ — Cipolla. Loisio 
di 8. Bonifazio, podestà di Piacenza. — Ghiuaui>l Eroina, dionina. 
e peronina. — Pajbti'a. Iodio negli olii. 

Atti della r. Accademia dei Lincei, lieiìdìconti delUi citoi^se di itrieuze, 
t9()4y 2^ aem.f X, J2. De Stkkani. Terreni eocenici delia Dalmazia. 
Graski e MrxARON. Gozzo & cretinismo endemici. — Pascal. For- 
mole di Betti estese. — Laiuicella. Deformazione di una sfera ela- 
stica isotropa. — FrBiNi. Gruppi e funzioni automorfe. — Phcl\tl 
Funzioni potenziali elicoidali. — Gimjliklmo. Strumenti per la ve- 
rificazione delTora. — Mameli. Etere etilpiperonilico. — Clerici. 
Stratigrafia del vulcano laziale. — FoÀ. Riproduzione dei flagel- 
lati. — SciMNo. Cranio dei teleostei. 

Atti della r. Accademia delle scienze di Torino. Voi. 4(), X /. Chinl 
Equazione differenziale del V* ordine. — Zanotti Bianm'o. Figura della 
terra. — Aira<ihl Echinodermi miocenici di S. Maria Tiberina. — 
Camtettl Dispersione dell' elettricità nei vapori di jodio. — FoÀ. 
Infiltrazione adiposa. — De Sanxtis. Teodoro Mommsen. — Blv- 
i>E(i<>. Anfiteatro di Verona. — Sanvlsen'TI. Cristòval de Ca-stillejo 
e italianismo spagimolo. 

Atti della r. Accademia di Udine. Serie *V, VoL 11. Leicìit. Parlameut(f 
del Friuli. — BER<aiixz. Acquedotto comunale di Zompitta. — 
Trixko. Natura dei corpi. — Misonl Nome della penisola balcanica. 

Atti deir Accademia scientifica veneto-trentino-istriana, Padova. Anno I, 
y. 2. Biffa. Muscolatura cutanea e locomozione dei serpenti. 

Atti e memorie della r. Accademia Virgiliana di Mantova. i9()H-m. Li- 
chini. Il panteon di S. Martino dell' Argine. — Carreri. Pietole, 
Formicada e il fossato di Virgilio. — Pizzixi. Nicolò Tommaseo. — 
Dall'Acqi A. L'arte del quattrocento a Venezia. — Patizzi. Il cant»» 
di L'golino. — Rk'hter. Vittorio Alfieri. — Rambalih. Il canto*?* 
dell' Inferno. - Intra. I Trionfi del Petrarca. 

Bulletin de TAcadémie r. de Belgique. 1904, X. 7-.V. Dewah^ie. Ni- 
vellement de la Belgique. -— Vandenberuhe. Dissociation des corps 
dissoux. — Oi-M'iisNEit 1>E CoNiNCK. Chlorure de cobalt. Syuthèse «le 
sulfates. — (tillot. Point de fusioii de mélanges de sucres. -- Henry. 
Dérivés du nitrile glycolique. — La(;i:anue. Radium. Rèsistance des 
matériaux. Le prìncipe de la limite. — Folie. Libration terre>tn*. 
Delacre. Isomérisation. — Swarts. Amines à radicai alcoolique 
tluoré. — MoNi'HAMP. Les Pòres Blaucs d'Afrique. — MarihaIì. 
Fran9ois Petrarque. — Bidez. L'empereur Julien. 

Bulletin of the philosophical Society of Washington. Voi. 14, pn- 
giìie 241-216. Zahm. Atmospheric friction and aeronautios. 

Collections (Smithsonianmiscellaneons), Washington. Voi. 44. Gkabai. 
Phylogeiiy of fusus and its allies. — Voi 4-^» , X . 3-4 . LaxcìLEV. Per- 
sonal equation in transit observations. — Jordan and Snvder. Fish'!« 
from dapan. — Jordan and Starks. Hemibarbus Joiteni. — Smith. 



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OBNNAJO 1905. 



Breeding habits of the yellow-bellied terrapìn. — Bean. Pelican finii 
from the Pacific. — Ulrich and Barslbr. Paleozoic bryozoa. — Gìll. 
Umbras. — Phalen. Unakite. — LrcAS. Dinosanr trachodon an- 
nectens. — Lvdn. Hares. — Voi 46 y N. 1. Travers. Verv low tein- 
I>eratni-es. 
Comptes rendus de TAcadémie des Bdeiices, Parigi. Voi. 189, N. 20, 
Paixlbvé. Aires et systèmes conservati t*s. — Deslandres. Groupe 
de bandes negatif de Tair. — Hau.br et Mitllbr. Sels de sodium. — 
Lapparent. Trouvailles géologiques an Soudan. — Giacobini. Nou- 
velle comète. — Faybt et Maubant. Comète Giacobini. — Ram- 
BAi'i> et Sy. Comète Tempel. — Crocco. Stabilite des dirigeables. — 
Pkrot et Levy. Fragilitó des aciers. — Villard. Rayons cathodi- 
ques et ólectromagnétisme. — Péchbi'X. Thermoélectricité des allia- 
getì d'allnminium. — Lan(ìevix. Magnétiame. — Polack. Adaptation 
rétinienne et couleurs faibles. — Du Jashonnbix. Oxydes et borures 
de manganése. — Blaise. Oxygène quadrivalent. — Blancj. Anhy- 
drides d'acides bibasiques. — Darzbxs. Synthèse des aldéhydes et 
acides glycidiques substitués. — Fernbach et Wolfp. Coagulation 
diastavsique de Tamidon. — Giran. Combusti on du soufre et bombe 
calorimétriqiie. — Malfitano. Conductibilité électrique des solutions 
c«)lloidale9. — Lixdet et Marraih. Production comparée de l'alcool 
et de l'acide carbonique. — Marceil et Guédras. Carbure de cal- 
ci nm comme explosif. — Vioier et Vles. Myocarde des mollusques. 
McLON. Graisse intranucléaire dans les surrénales des mammitères. — 
RissEL. (ylucosides et végétaux. -- Cantin. Oeuf d'hiver du phyU 
loxera. — Dblaob et Laoatu. Espècee minérales de la terre arable. — 
De Lamothe. Rivage du 8abel d'Alger. — Lesaue. Amibe de la 
dysenterie. — Carré et Vallèe. Anemie infectieuse du cheval. 

Voi. 140, N. 1. Bot\s8iNB8Q. Pouvoir refroidissant de courants flui- 
des. — LiPPMANN. Franges d' interférence de deux miroirs. — La- 
(^ROix. Microgranites alcalins. — Fréchbt. Fonctions limites et opé- 
rations fonctionnelles. — Lattès. Substitutions à trois variables et 
courbea invariantes par une translbrmation de conctat. — Miller. 
Sous-groupes invariants d'indice />*. — De Sparre. Deviation des 
cori)8 dans la chute libre. — Langkvin. Théorie cinétique. — Nord- 
MANN. Conductibilité des diélectriques. — Boudouard. Vapeur d'eau 
et oxydes de ter. — Colson. SuUate vert normal de sesquioxyde de 
chrome. — Lavaux. Dimétylanthracènes, cblorures de méthylène et 
d'aluminium, et toluène. — Rambaitd et Sy. Comète Giacobini. — 
FocREAi" et Gentil. Roches cristallines du Sahara. — Fournier. 
Carònes de moindre rósistance. — Bonjean. Eau oxygénée. — Viil- 
LEMiN. Hyphoides et bacteroides. — Becquerel. Radioactivitó vé- 
f^étale. — Houard. Galles de genóvrier. — Stepanowska. Avoine. 
BoirxHiOL. Respiration des poissons marins. 

lìJ. 2. Bou8srNB8Q. Conductibilité extérieure du pouvoir refroidis- 
sant d'un courant fluide. — Moissan et Osmond. Meteorite de Caiion 



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BULLETTINO BIBLIOGBAFICO. 



J)iablo. — Laveran. Tiypanosomiases et tsetsé daus la (ruinée fran- 
(^ai.se. — Raykt. Comète Boreliy. — BERGirr. Visée des surfar<»s 
larges de mercure. — Orémiei'. Attraction des gouttes liquide». — 
SÉarv. Rati ioacti vite du corail calcine. — La Rorx. Trts basse?* 
temperaturen et pho8phorescence de Hulfurea. — Chaxoz et Pkrrigot. 
Hayons N et sulfiire de calcium. — Maraob. Ore i Ile et voyelles. — 
CiiABRiÉ et Boi:rnoNNET. Fluorures d'indium et de rubiniuni. — Vi- 
(;noK. Diazobenzène et aniline. — Boiveailt et Blanc. Campbène. 
camphénylone, isoboméol et campre. — Wolff et Ferxbach. Coa^- 
lation diastasique de l'amidon. — Lévy et PÉ<oi'L. Oxyde de car- 
bone et atmosphères confinées. — Fleirent. Gluten et far Ines *le 
blé. — Henri. Hémolyse. — Borrblly, Comète e llKM. — Fayet 
et Maubant. Comète Boreliy. — Féry. Horloges astronomi ques. — 
MouRBArx. Eléments magnétiques. — Gautrelet. Communication 
osmotique cbez les poissons. — Thiroux. Infection du padda on- 
zivora. 

X. 3, Poincaré. General isation d'un problème élémentaire de geo- 
metrie. — Picard. Surtaces algóbriques de connexion linéaire su- 
périeure à l'unite. — Moissan et Chavannb. Calcium et amalgame 
de calcium. — Haller. /S-métbyl-c-alcoylcyclobexanoues. — HALLtai 
et Martine. Menthone et mentol. — Bicocrdan. Comète Boreliy. — 
Enriques. Surfaces algébriques irrégulières. — Réìioundos. Théorie 
des nombres-. — Bbrn.stein. Equations du type parabolique. — Ca- 
MiCHBL. Fluorescence. — Matignon et Tranxoy. Cblorure de sa- 
marium et gaz ammoniac. — Tribot et Chrétibx. Hydrate colloidal 
de ter. — Perrier et Proht. Isomère de l'acetone tricblorée. — 
Blaise et Luttrincìer. Liaison étbylénique. — HuGorNBNg et M»»- 
REL. Leucine naturelle et acide carbamique. — Darzens. Cétoue^ 
saturées. — (^hofardet. Comète Boreliy. — Rambavd et Sy. Liem. 
Savornin. Chainons de TAtlas, — Dbprat et Piroitet. Dépót> 
óocènes en Nouvelle-Calédonie. — Courtbt. Geologie : Cbari et Lue 
Tcbad. — Hébbrt. Mineralogie : Cbari et Lac Tcbad. — Foirtai 
et Ge()R«iai)ès. Source de Hamman Moussa (Sinai). — Capitan. 
Homme et mammouth. — Friedel. Assimilation cbloropbylHenue 
et oxygène. — Ji'melle. Bignionacée à gomme de Madagascar. -- 
Oceani! et Babes. Ovariatomie cbez la cbèvre. 

N. 4. Bertiielot. Altérations séculaires des substances bydrocar- 
bonées d'orìgine organique. Métaux arcbéologiques en Egj-pte. — 
MoissAN. Volume de la fonte liquide. — Loewy et PvisEVX. S<.>li- 
dification dans l'intérieur d'une planète. — Janssen. Ascension au 
Vésuve. — CoNSiDÉRB. Ponts en are et ponts suspendus. — Kayet. 
Comète Boreliy. — Carris. Surfaces à trajectoires orthogonale.H 
planes. — Darboux. Idem. — BvhIì. Approximation des fonctions par 
des polynomes et equations aux dérivées partielles. — Traykaki». 
Surface byperelliptique. — Castblni'Ovo. Intégrales de diftérentielle> 
totales. — TziTZEiCA. Equations difFérentielles linéaires. — Bìesz. 



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(JENNA JO 1905. 



Théorème de Borei. — FoucuÉ. Béviation des graves et lignes de 
torce. — Pellat. Champ magnétiqiie et champ électrique. — Lan- 
(iEVix. lons de ratmosphère. — Ma8801 lier. lonisation dans les 
tlammes. — Me8LIX. Aimaiitation de liqiiides. — Le Roux. Très 
basses tetiipératures et phosphorescence des snlfures. — Danne. Mi- 
nerai raditere. — Mixtii'ix. Sels de strychnine. — Rbngade. Mé- 
thylamidure de caesium. — Lemoi'LT. Peutachlorure de phosphore 
et amines cyciiques tertiaires. — GODCIIOT. Oxydatiou de Poctoliy- 
drure d'anthracène. — Brixel. Thymomenthol et dérivés. — GrvoT 
et Catel. Dérivés dii l)enzodihydroiurfiirane. — Dumoxt. Matières 
humiques. — Fayet. Comète Borelly. — Féuy. Pendiile électrique. 
Valleuant. Azotates de potasse et d'ammoniqiie et loi de Bravais. 
Laiu. Bassin hoiiiller de la Lorraine fran^aise. — LAruv. Niveaii dia- 
tomitere dii ravin des Egravats (Pny-de-Dòme). — Fraysse. Sii- 
9DÌi*9 de Tosyris alba. — Jammes et Mandoul. Cestodes. — Diexert. 
Magnésiiun, magnèsie et niicrobes. 

Journal (The american) of science, New Haven. y. 109. Spexier. Sub- 
marine great canyon of tb^ Hudson river. — Dadoi^iiax. Radio- 
activity of underground air. — Merriam. Lymb-structure in tbe 
triassic ichthyosauria. — Browx. Hydrochloric acid, potassium per- 
nianganate, and ferric chloride. — Pexfield. Crystal draving. — 
HoLM. Anemiopsis californica. 

Journal (The) of the College of sdence, Imperiai University of Tokio^ 
.Tapan. Voi. 14, Taxakai>ate. A magnetìc'survey of Japan. 

Memoirs and Proceedings of the Manchester literary and philosophical 
Society. Voi. 49^ N. 1. Tiiomsox. Secretion of arsenic by the kidney. 
Evans. Titanous sulphate. — Morris-Airev. Wave-lengths in the 
extreme ultraviolet portion of spectrunv 

Memoirs of the Musenm of the Brooklyn Institnte of arte and sciences. 
Scienze naturali y Voi. /, N. 1. Mayer. Medusae of the Bahamas. 

Memorie del r. Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti. Voi. 21, X. 3, 
Lazzarixi. Scuola calligrafica veronese. 

Memorie scientifiche della Università imperiale di Kasan (in russo). 
Voi. 7U N. 7-9. 

Nature, Londra. X. 1HS5-1889. 

Proceedings of the American Acaderoy of arts and sciences, Boston. 
X. 22-24. Pai'KARD. Saturnian moths, and brahmaea japonica. — 
KiCTiARDS. Atoraic volume. 

Proceedings of the R. Irish Academy, Dublino. Voi. 25 C, X. 5-6, 
M'CuxTO(^K. Two papers of John T. Gilbert. — Copfev and Praeoer. 
The Antrim raised beach. 

Proceediugs of the Royal Society, Londra. X. 503. Webb. Convergence 
of infinite series of analytic functions. — MacMahox. Partition of 
numbers. — LoixiE. High-voltage continuous or pertinacious current. 
Steei.e and Archibald. Halogen hydriden. — Chree. Falmouth 
magnetograms. — Hadfielu and Dewar. Liquid air temperatures 



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6 BULLBTTINO BIBLIOGRAFICO. 

and iroii. — Lw^:s. Temperature, pressure aiid thermal coiiductivity. 
('rxxiNCiHAM. Normal serit^s and linear ditt'erential equati(m>. - 
Barnes and C'okkk. Flow of water trough pipes. — Saxd. Cull-M'ìal 
metaltì. — Wildekmanx. Light and galvanic cells. 

Prooeedings of the R. Physical Society, Ediiìi>)urgo. 190-4 lOor,, .V. /. 
Lkkìhtox. Vipera benis. — Bradlev. Trapetium of the borse. — 
Thomsox. Gonostyles of the Antarctic siphonophora. — Evaxs. Li- 
max tenellus. 

Revista de la Real Academia de ciencias exactas, flsicas y natnndee 
de Madrid. Voi. J, X. 6\ G^x/ales-Hidamu). Moluscos tf>ta*e«ìs 
de las Isla-s Filipinas, Juló y Mariana^. —Del Castilu». MineniK-s 
radioactivos. Radioactividad. Minerale?* uraniferos de (Ndmeuar 
Viejo. — Alvarez. Reación de los compuestiw de rodio y analisi-* 
quimiro. CompueHto iodurado osmioso y osmio. 

Rivista ligure di scienze, lettere edarti, (Jenova. J904. X. 6. Pozzom. 
(Jiustizia sociale nei tributi, — Moresco. Rifugiati genovesi a <'i- 
nevra. — Paxuiaxi. Flu<u(^sceina. — Flora. Taritìe ferroviari!-. 

Rivista scientiflco-industriale, Firenze. 1904, .V. 22-24. 190ru X. 1. <i;»- 
lalite. 

Rivista tecnica italiana, Milano. 19()4, X. 2. 

Rocxnik Akademii Umiejetnosci w Krakowie (Annuario dell'Accada mi.t 
delle scienze di Cracovia). 1903-04. 

Rozprawy Akademii Umiejetnosci (Dissertazioni dell' Accademia delle 
scienze). Cracovia. Storia e filoso fia. Serie 2^ Voi. 20. — Mate mot icn 
e scienze udturntiy Serie «V, Voi. S^ A e IL — FUoloifia, Serie 2. 
Voi. 21, 24. 

Séanoes et travanx de l'Académie des sciences morales et polìtiqnes, 
Parigi. Dicembre 1904. Béchai', Code du travail en France. - Rak- 
FALOVii'H. Tyranuie syndicale aux Etats Units et en AnglettMre. 
LoRix. Relations coloniales de Bordeaux à l'epoque de Charles !♦.* 

Sitznngsberichte der Niederrheinischen Gesellschaft fùr Natar- uni 
Heilknnde za Bonn. 1904, X. 1. 

SitznngsbericAte der k. Prenssischen Akademie der WisaenseliAflen, 
Berlino. 1904, X. 41-òò. (tartriX(;ex. Archilochosdenkmal aus Pan^. 
Sc'HOTTKV. Picard'scher Satz und BoreTsche Uugleichungen. — 
Stòxxer. Sanskritteste. — (?ohx. Elektrodinamik bewegter Systeme. 
ToBLER. Etymologisches. — FixcK. Samoanische Partikel '*>. - 
AValdeyer. Tibiale externum. — Fischer und SrzrKi. Polyi)**ptide 
der Diaminosfturen. — Koxigsberobr. Kinetische Poteutiale. — Ji xtt. 
Perioden der reducirten Integrale erster Gattung. — Fov. Turfau-Frag- 
mente. — Vax't Hoff und Meverhoffer. Ozeanische Salzablage- 
rungen. — Hellmaxx. Regenarmuth der deutscheu Flackkiisten. — 
ScHCLZE. Lit. klàusiu und da» indogermanische Futurum. 

Sprawozdanie Komisyi fyziograflcznej, etc. (Rapporto della Commis- 
sione tisiografioa dell'Accademia delle scienze), Cracovia. Voi. 37. 

Studies (Tofts College). X. Af. Kinoslev. Cerianthus borealis. — Thvnc. 



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GBNNAJO 1905. 



Hypophysis in amblystoma. — Smith. Bicaiidate specimen of limulus 
polyphemiis. — Richards. Chalcopyrite. — WiNSLOW. Abnormality 
in urodeles. — ^atrs. Dip:estive traci of amblystoma punctatunì. 

TraBsactions (Philosophical) of the R. Society of London. fì'JS6. Baie. 
Elephas cypriotes in Cyprus. 

Verhandlnngen des natnrhistorìschen Vereins der prenssìsehen Rhein- 
lande, Westfidens nnd des Keg.-BeEÌrks OsnabrUck, Bonn. 1904, 
N. 1. FiscHBR. Farne im Hohen Venn. — Flibgel. Bergrutsch bei 
Godesberg. — Grossbr. Vulkanische Streifziige im Maoriland. — 
Lbclerq. Labradorporpbyre. — Stoppenbrink. Gteschlechtsorgane 
der Siisswassertricladen. 

Matematica. 

Pennacch IETTI. Problemi di meccanica riducibili a quadrature. 

Pascal. Sistema di certe formole di Betti e.stese. 

Bnlletin de la Sodété mathématiqne de Franco, Parigi. Voi, S2, N, 4. 
Lebescu'e. Fonctions de classe ini. — Had amari». Problème aux 
limites pour les équations linéairesdu type hyperbolique. — Bricari>. 
Cubiques gaucbes et systèmes articulés. — FoNTBXÉ. Polygones de 
Poncelet et polyèlres de genre un. — Potron. Groupes d'ordre jp^. 
Les g^m (p premier) dont tous les f/pm—2 sont abéliens. — Remoun- 
iK>s. Fonctions entièree de genre tini. 

Encjclopftdìe der mathematischen Wissenschaften, Lipsia. Voi 4, 1 ii, 
A'. /. FiRTAVÀNdLER. Mecbanik der einfachsten physikalìscBen Aj>- 
parate und Versucbsanordnungen. — Fischer. Physiologiscbe Me- 
chanik. — Walkbr. Spiel und Sport. 

Journal ffir die reine und angewandte Mathematik, Berlino. Voi. VJS^ 
X. 2. Hauch. Parallelprojektiv-trilineare Verwandschaft ebener Sy- 
steme. 

Journal (The qnarterly) of pare and applied niathematics, Londra. 
y. 142. Hardy. Discontinuous functions and modular functions. — 
Emjot. Integration theorem. — Glaishbr. Angles of pedal trian- 
gles. — Robbrts. Confocal systems of curves. — MriR. Determinants : 
writings. 

Proeeedings of the London mathematical Society. Serie 2, Voi. 2, N. ò. 
H0B8ON. Sets of points in a linear interval. — Volterra. Metod of 
images and problems of vibrations. — Hardy. Zeroes of certain 
classes of integrai Taylor series. — Glalshbr. Expansions of the 
elliptic and zeta functions of Vs ^ in power» of q. — Wooi). Redu- 
cibility of covariante of bìnai-y quantics of infinite order. — LaMh. 
Deep- water waves. 

Supplemento al periodico di matematica, Livorno. Dicembre 1904. Ca- 
tania. Risoluzione di un particolare sistema di due equazioni. 

Transactions of the American mathematical Society, Lancaster. Voi. ò, 
N. 1-4. 



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BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 



Scienze fisiche e cliimiclie. 

nnalen der Physiki Lipsia. i904, N. U-lò. Lexard und Klatt. Eni- 
alkaliphosphore. — Sommbrfbld. Wechselfeld und Wechselstronìwi- 
dei-stand von Spulen und Rollen. — Dride. Damplung von Kon- 
densatorkreisen. — Nb8PBR. Strahlung von Spulen. — • Sikvekintx 
und Behm. Akustische Untersuchungen. — Henning. Beobachtungen 
mit astatischen Torsionsmagnetoraetern. — Valentixer. Unkerbare 
Kreisprozesse. — Nbrnst und Yon Lbrch. Elektrolytischer Detektor 
und Bruckenkombination. — Wommelsdorf. Polarisatorstellung und 
Stromleistung der Influenzmaschinen mit Doppeldrehung. — Honda 
und Shimizu. Kritisher Punkt beim Nickel. — Dieterici. Dampf- 
druck des Wassers bei bohen Temperaturen- — Kocii. Elektrischer 
Funke. — Waoxer. Metalhnanometer. — .James. Messung sehr klei- 
ner Zeitintervalle und Entladuugsròbre. — Hbilbri x. Halleffekt iu 
Elekrolyten. — Rieckb. Evakuation Geisslerscher Ròhi*en. — Take. 
Gravitati onsbestiramung. — Wommel8DORF. Schei benabstand der In- 
fluenzmaschinen. — Adler. Kontrollapparat fur (Tbermoelemente. 
Disjunktor lìir bobe Potentiale. — Van der Mensbruckìhb. Ausbrei- 
tung und Extensionskraft. — Scharbe. Fest-heterogen binare C^- 
miscbe. — Gibsel. Jnduzierte Ttadioaktivitat. — Pollar. Queck- 
silberdestillierapparat. 

miales de chimie et de physique, Parigi. Dicembre 19()4. — Brochbt 
et Petit. Elekrolyse par courant alteruatif. — Oechsxer db Coxinck. 
Cblorure d'uranyle. — Chavaxxe. Acide isopyromucique. 

eiblfttter zu den Annalen der PhyBik, Lipsia. 1904 ^ N. 2fi. 

ollettiiiQ mensuale delia Società meteorologica italiana, Torino. Mar&h 
giugììo 190H. Db Marchi. Previsione del tempo. 

[mento (Il nuovo), Pisa. Ottobre-novembre 1904. Belli' zzo. Termodi- 
namica grafica. — Filippini. Fenomeno di Hertz. — Bernini. Con- 
ducibilità elettrica [del litio e temperatura. — Gir(;AXiNO. Poten- 
ziale elettrodinamico. — Righi. Aria ionizzata da corpi radioattivi. 
Amerio. Legge di Draper. — Garbasso. Scariche oscillanti e ana- 
lisi spettrale. — Gnesotto e Crestani. Potere rotatorio della nicotina, 

[emorie della Società degli spettroseopisti^ Catania. 1904, N,\lt. Bem- 
PORAD. Assorbimento atmosferico. — Bianchi. (487) Venetia: 1 1904 SB) 
— (621) Brixio. — Testa. Perseidi. 

eports of the Obseryatory of Yale University, New Haveu. 1900-04, 

ransactions of the astronomical observatory of Tale University, New 

Haven. Voi 1, N. 7-8. Elkix and Smith. Pleiades. 

àndstandobservationer, Cristiania. .Y. 5. 



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OEKNAJO 1905. 



Scienze naturali. 

CRrGXOLA. Saggi critici su alcune opere di botanica. X, 6. 

Kjbu^r F. Rocce magnetiche del Lazio. 

Sacco. Molluschi dei terreni terziari del Piemonte e della Liguria. 

Ubiory ludu Polskiego (Indumenti del popolo polacco). JV. /. 

Àbhandlmigeii der k. k. geologìschen Reichsanstalt^ Vienna. VoL 19, 
y. 23. Abbl. Sirenen der mediterranen Tertiftrbildungen Oester- 
reichs. — Lorenz. Das Becken der Steller' schen Seekuh. 

Alias (Geologie) of the United States, Washington, N, 91-106, 

Bollettino del r. Comitato jj^losrico d'Italia, Roma. 1904, N. S. Stella. 
Cave Mazzanti fra Ponte Molle e Tor di Quinto. — Franchi. An- 
tibolo nella diorite di Val Sesia. — Moderni. Tra il Potenza e TE- 
sino (Marche). Vulcani Vulsini. 

Bollettino della Società geologica italiana, Roma, 1904, N. 7S. Car- 
Rcccio. Orycteropus aethiopicus. — TrcciMBi. Ditteri della provin- 
cia romana. — Chku. Avifauna romana. — Barnabò. Stomaco umano 
e d'altri mammiferi. — Bianchini. Conigli. — Lavarra. Haema- 
physalis e tragulus meninna. — Ferretti. Protozoi. 

Bnlletin of the United States national mnsenm, Washington. Specùtl. 
NuTTiNO. American hydroids. 

Catalogo della biblioteca dell' Ufficio geologico, ecc. Vedi Bibliografia. 

Jahrbuch der k. k. geologischtm Beichsanstalt, Vienna. VoL 54, N. 1-2. 
TouLA. Sii Istria und Dobrudscha. Cancer Bittneri bei Wien. — Pe- 
TRA8CHBCK. Gesteine der Brixener Masse. — Jahn. Fossilienfundorte 
in der ostbòhmischen Kreideformation. — Ampperbr. Inntalterraasen. 
RiCHTBR. Kòmiger Kalk des Kalkberges bei Raspenau in Bòhmen. — 
Kernbr. Mosor planina. 

Journal of the Academy of natnral sciences of Philadelphia. Serie 2, 
Voi. 12, N. 4. FowLER. Fishes from Sumatra. 

Proceedings of the Academy of naturai sciences of Philadelphia. Voi. 
ò6y N. 1. P1L8BRY. Japanese marine mollusca. — Rbhn. Phasmidae. 
Chilonycteris. Dermonotus. — Cockbrel. Roses of Pecos. — Fowler. 
Characinidae. Berycoid fishes. Notropis chalybaeus from New Jersey^. 
Fishes from Arkansas, ludian territory and Texas. — Banks. Arach- 
nida of Florida. — Chapman. Tupaia. — Moore. Pbrc^y and Buscn. 
Sabellidae and Serpulidae from Japan. — Stbvbns. Planaria sim- 
plissima. — Hbath. Larvai eye of chitons. — Montgomery. Lyco- 
sidae and Pisauridae. 

Verhandlungen der k. k. geoiogischen Reichsanstalt, Vienna. 1904, 
X. 13-15. Katzer. Angebliche Perminsel Mittelbòhmens. Permschic- 
ten der Rakonitzer Steinkohlenablagerung. — FiCHS. Rhfttische 
Schichten und tiefere Triasbilduugen. — Jahn. Klippenfazies im 
. bòhmischen Cenoman. — Doblteu. Monzonikai*te. — Maska. Ma- 
stodontrest in Mfthren. — Zelisko. Korallen des mittelbohmischen 



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10 BULLBTTINO BIBLIOOBAFICO. 

Obersilur. — Katzer. Builwei^er Biniienlaiidtertiftr. — Jahn. B<>- 
iiebed im Turoii dos òntlichen Bòhmens. — Kittl. Entooconitt*. — 
LiKBis. Z-tonui^e Umbief^iiuf^ der Quarzite. — Sciiibert. MitteÌKw 
cRue Forali» in ifereii aus Dalmatien. — IIibsch. Sandsteiu der SSale- 
siushòhe in Nordbohmen. ~ Schibert. Mitteleocftner Globigerin- 
uenraergel von Ai bona. 
Verhandlungen der k.-k. zoologisch^botanischen GesellsehafI sii Wifi. 
Vof. ò4. Bernhaikk. ExotÌHche Staphyniliden. — Bischok. Musra- 
ria schizoiuetopa. — Bi.ahchkk. Tiergeographie eines antarktisches 
Kontinentes. — Bohatsih. N<)Ctuiden-Aberrationen. Zygaena Car- 
uiolica-Aberrationen. — Brehm und Zcderbackh. Plankton alpiner 
Seen. — Cobelli. Cicadologia del Trentino. — Flkischmaxn. Orrhi- 
deen Lussius. — Fi rlant. rolcbicum autumnale. — GALVAfJNi. 
Colia,s edusa. — (ìancìlbaier. Koleopteren von Meleda. — Halaisy. 
(Triechiscbe Flora. Aspidiiun aculeatum. — Haxdel-Mazzettt. Moo:*- 
flora von Tyrol. Standorte au8 Niederòsterreicb. Kanuncuhis cassiibi* 
cns. Salix glaucovillosa. — Handlirhch. Insekten der Vorwelt. Kon- 
vergenzerscbeiniingeu bei Insekten. — Hajek. Botaniiicbe Nomen- 
klatur. DiantbuH C'artbusianorum. Pflanzengeographie Sudate iermarb*. 
Saxifragae. — Heimerl. Flora des Eisacktales. — Hei.lmayr. Frin- 
gilliden Brawiliens. — Hir8c:iike. Phibalapterix vitalbata. — Hockai F. 
Pilze. — HoRMi'ZAKi. Lepidopteren von Bukovina. — Kklxjsr. Ptian- 
zenfiinde in Niederòsterreicb, — Kemi»xy. Neuropteren der Maruchall- 
Inseln. — IClos. Rebelia plumella^ — K0LI8K0. Dilina Tiliae. — 
Krahkowitz. Norvegiscbe Algeuvegetatitm. — Lorenz. Becken der 
Sirenen. — Mai.v. Flora Boanìens und der Herzegovina. — Mayr. 
Hymenopteren. — Mblichar. Homopteren aus Scboa, Galla und So- 
malia. — MiTLAi'HER. Botanik, Toxikologie und forenziache Medizin. 
Nevolp:. Flora ini Diirrenstein von Niederòsterreicb. — Pai'L. Micro- 
skopie. ~ pEi'HLAXER. Ves])a germanica. — Pieszczek. Colias niyr- 
midone. — Poi>i»era. liaubmoosflora Bobmens. Pbanerogamen und 
(Tctksskryptoganìen Bòbinens. — Pursch. Spaltoftnungsapparat von 
Casuarina. — Preisspxkbr. Le])idoptereu Niederòsterreicbs. — Rebel. 
Argynnis papbia. Tbais Cerisyi. — RcH'BAL. Kftfer Bobniens. — S\- 
BRAXSKY. Flora der Oststeiermark. — Schaverda. Lepidopteren. — 
ScHiFFNER. Lebermoose. Nardia. — Selkiman. Lepidopteren. — Si- 
MOXY. Stamrakubiemng. — Vierhappbr. Erigeron polimorpbus. Ii»o- 
niaea pes caprae. — Wacjxbr. (Jnopbos tibiaria. Lepidopteren Nieder- 
Ò8terreicbs. — Werxbr. Anpassung an Molluakennahrung bei Vara- 
nus. - Wettsteix. Hybride Pflanzen. — AtVitasek. Pirus nivalis. — 
ZAHLBRrcKXBR. EveiTiia divaricata. 



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GENNAJO 1905. 11 



Anatomia, Fisiologia, Medicina, Igiene, Farmacia. 

Notizie biografiche sul dottor Francesco Tadiiii. 

Archiv ftir Anatomie und PhysioloKJe, Lipsia. Anatomia, 19()4, X 4-6. 
FoKSTEiL Wangenfettpfropf*. - Baktbls. LympligefUsse des Pancreas. 
BuiHNs. Lymphgefìlsst» und I yniphdri'isen der Prostata des Menschen. 
pAi/rix. Misshildung der oberen Extremitttt. — Forrtbu. Vesal, 
Leonardo da Vinci und Marc'Antonio Della Torre. — SiB(ìL«ArER. 
L'rodelenex tremi tat. 

Archivio di farmacologia sperimentale e scienze afSni, Eoma. Dicembre 
ì!)()4. Valkxti. Viscosità, soluzioni saline e protoplasma. — Lo Mo- 
naco e PiTÒ. Talami ottici. — T^iSTA. Olii grassi iodati; calome- 
lano reagente dell'iodio. 

Bulietin de PAcadémie r. de médecine de Belgique. 19()4, X. 10. Wil- 
i.KMs et Dki'AIRE. Maladies contagieuses et inoculations préveittives. 
Dkhaisiei'x. Bec-de-lièvre. — Vax ukk Strkiit et Hkcìkr. Oeuf 
doublé monstrueux feconde de mammifere. — (toris. Cliirurgie de la 
base du cervenu. — Dkmoor. Cellules hépatiques. 

Bnlletin de PAcadémie de médecine de Paris. 19()4, y .'iH-42. Romx. 
Fermenta métalliques. 

Bollettino delle scienze mediche, Bologna. 1904^ S. 12. Tartiferi. 
Impregnazione metallica dei tessuti. — Fratta, (xlicerofosfati, leci- 
tina e cura antirabica. 

Gazzetta medica lombarda, Milano. 1904, N. r,2. — 190Ò, X. f-4. Mo- 
scHixi. Capsule surrenali e moi*te per scottatura. — Gaxi>ixi. Ipno- 
tismo scientifico. — FoÀ. Contro la tubei-colosi. — Tabacco e «rra- 
vidanza. 

Giornale della r. Accademia di medicina di Torino. lfH)4, X, 11-12. 
ToRUKSE. Nicotina e cicutina — Donati. Idronefrosi. — Scofoxe. 
Saccarina. Sangue e injezicmi tossiche. Fitina. — Saxti'cci. Am- 
bliopie nicotiniche e alcooliche. — Marzocchi e Bizzozero. Le- 
gatura del dotto di Wharton nel cane. — Nota. Stenosi esofagea 
Osteosarcoma nella scapola sinistra. — B(>voxE. Acido cianidrico. — 
(4EXXARI. Pressione e iK)«izioni del corpo. — Ricca-Barbbrih. Mor- 
fologia del sangue e periodo catameniale. — UoxATi. Proliferazione 
atipica di epiteli in reni con vasi legati. — Valobra e Bertolotti. 
Riflessi ostei degli arti inferiori. — FoÀ. Tito Carbone. 

Giornale della r. Società italiana d'igiene, Milano. Dicembre 1904. Be- 
i.oTTi. Igiene scolastica. — Ferrari. La disinfezione a Milano. 

Journal d'hygiène, Parigi. X. 1H06-1801. 

Journal de l'anatomie et de la physiologie normale s et pathologiqnes 
de Phomme et des animanx, Parigi. 1904^ X. 2-6. Corxil et Coi - 
DUAV. Du cai. — (tryxfeltt. Capsule surrénjile des amphibiens. — 
Boxne. Veines du foie. ~ Dieilafé. Fosses nasales. - Ar(;aii>. 
Artère iliaque interne et arttre ombilicale chez le nouveau-né. — 



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12 BULLETTIKO BIBLIOGRAFICO. 

Deflaxduk. F( nction adipo<T;éniqne du foie. — Rkttf:rkk. Tégumeni 
pxterne. — Pamaxv. ('avite cotyloide. — Mixervixi. Capsule^ sur- 
rénales. — Loisbl. Sécrétion dea glandes génitales. — MÉcixix. Tiqiie^ 
ou ixodos. — Debikrrk. Ophtalmocéphale. -- Frki>et. Cajwulcs ùu 
rein. — Koivièrk. Pericarde. 

Journal de pharmacie et de chimie, Parigi, Voi 20, X. 11-12. F<n r- 
XEAi*. Aminoalcools. — D()MER(;:e. Fleur de soiifre et sruitre s:i- 
1)1 ini*. — Desmoi'LIère. Cryosoopie du lait. — Pateix. Potage «lu 
lMrtt>se. — Ballaxi). Graines du baobab. Les cafés. — Barillé. Al- 
téjation des tissus dans la désinfection. — Plaxè.**. Dosage de l'eaii 
oxygénée. - Vallet. Intoxication par vìn arséiiical. — ìIiìua. Chlor- 
hydrate neutre de quiulue. — Cari.es. Acide sultureux «les vins 
blancs. 

Lotta (La) contro la tubercolosi, Milano. Avun .>, .V. /. 

Rendiconti dell' Associazione medico-chi rnrgica di Parma. 19^)4, X //. 
Borri. Levulosuria. — Varaxixi. Edemi angioneurotici e situs vi- 
scerum inversun, — Raffaelli. Occlusione intestinale. 

Rivista sperimentale di freniatria e medicina legale delle alienazioai 
mentali, Reggio nelF Emilia, Voi, SO, A'. 4. Sucardi. Atrofia mn- 
scolare progressiva. — Gox'zales. Demenza precoce. — Xevroz. Im- 
j)ulsioni migratorie. Ceni. Poliomielite anteriore acuta e cavità mi- 
dollari. LrcuATO. Strappo dello sciatico. — Cexi e Bk,sta. -Vsj^er- 
gillus niger e pellagra. — Ferrarixi. Demenza precoce paranoide. — 
Best a. Idioti microcefali. — Giacchi. Atksia motrice. — Pkìhixi. 
Lesione a focolaio in epilettico. — Tambirixi. Perizie psichiatriche. 

Sperimentale (Lo), Firenze. Anno ò^j N. 6. Azzcrrixi e Massart. 
Tossine tifiche, sangue ed organi ematopoietici. — Polverixi. Stmi) 
del Malpighi nella cute umana. — Radaeli. Sarcoma idiopatico mul- 
tiplo emorragico della, cute. — Ghedixi. Connettivo endoalveolare 
nell'induramento post-polmonitico. — FoÀ e Corsixi. Tachiolo, dis- 
infettante delle acque potabili. 

ingegneria. 

Crcoxcla. Ponte sulFAriento in prov. di Chieti. 

Annales des mines, Parigi. 1904, X. 9-10. Le Ciiatelier. Décomi>osi- 

tion des ciments à la mer. — Industrie minerale de FAllemagne. du 

Luxembourg, do l'Autriche et de la Hongrie. — Sieuler. Le bli-ck 

system automatique. - Jacob et Fichecr. Carte géologique de 

l'Algerie. 
Atti deir Associazione elettrotecnica italiana, Roma. Xovembit-iìictmbff 

1904. Rm'ESsi. Oscillazioni nelle coiTenti alt<»mate. — Rostaix. 

Ki-ypton, riscaldamento per elettricità. 
Boletin del Cnerpo de ingenieros de minas del Perù, Lima. .V. io. 

Saxtoi.aixa. Minerales de la provincia de Cajatambo. — A\ lo. Mi- 

nerales de los districtos de Chacas y San Luis. 



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GKNNAJO 1906. 13 

Bollettini del College degli ingegneri ed architetti in Napoli. 1904, 
N, 21-22, Laccetti. L'arco trionfale aragonese in Napoli. — Fo- 
8C'HINI. Ospedale degli incurabili. — SottiiEXTixo. Sinclastolite. — 
Saliscendi vetri automatico. 

Elettricista (L'), Roma. 1904, K, 1-2. Volta. Letteratura voltiana. -- 
Pexza. Blocco elettrico per fen'ovie. — Ventilatori elettrici nelle mi- 
niere. - Maffbzzini. Elettricisti italiani in America. — Viglia, 
Caduta dei fili telefonici. — Apparecchi Rontgen nelT esercito. — 
Cbi.bri. Accumulatori idraulici e ricuperi d' energia. — Caupixi. 
Resistenza del bismuto — Amperometro termico registratore — Gi- 
rardi. Trasmettitori elettromagnetici.^ -- Processi di riduzione del 
l'isteresi magnetica. — Verifiche di apparecchi elettrici. 

Minutes of proceedings of the Insti tntion of civil engineers. Lundi-a.^ 
Voi. 158. 

Politecnico (II), Milano. Dicembre 1904. Bre.sau()LA. Municipalizzazione 
di bagni marini. — Sant'Ambro(4I(>. Castello d'Avio nel Trentino. 
Fen-ovia della Jungfrau. — • Tunnel del Sempione — Gasogeni 

&ÌTÌsta di artiglieria e genio, Roma. Dicembre 1904. — Natale. \ìi- 
lico del Sempi»me. — De Stkb'ANo. Telemetria e batterie alte. -- 
Cai.1)ARERA. Alternatori. ~ - Clericetti A.ssedio del forte di Bard. 
Dal Monte. Mitragliatrici. — Ghbhsi. Problema militare. 

Agricoltura, Industria, Commercio. 

BuUettino dell'agricoltura, 190Ò, X. 1-4. 

Ballettino delPA^sociazione agraria fì*inlana, Tdine. 1904^ X. :ìrt-S6. 
Zanon'I. Flaccidezza dei bachi. — /,W.Ì, X. 1-2, PEitrsiNi. Potatura 
della vite. — Bonomi. Concimi potassici. — Zanoxi. Flacx^idezza. 

Esplorazione (L*) commerciale, Milano. 1905, X. 1-2. Belloxi. Africa 
italiana. -- PERumiii. Buio. — Spera. Geografia e progres.so. ~ 
Grasso. Geografia coloniale francese. 

lUvista (La); periodico della r. Scuola di viticoltura ed enologia e del 
Comizio agrario di Conegliano. 1904^ X. 1-2. Saxnino. Concimi per 
le viti. Azione del fi*eddo sul vino. Lavori nelle vigne. Crisi enolo- 
gica in Francia e abuso dello zuccheraggio. Preparazione del cognac. 
Fi'SCHiNi. Abbuono. sulla distillazione; vini artificiali. 

Economia, Sociologia, Politica. 

Bollettino del Collegio dei ragionieri in Milano. X. òS. Adamoli. Ked- 

dito dei prestiti per obbligazioni. 
Bollettino della Associazione italiana per l'incremento della scienza 

degli attuari, Milano. X. 14. Graf. Tavole di mortalità, — Gorbi. 

Congresso degli attuari. 



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14 BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 



RÌTÌ8ta internazionale di scienze sociali e discipline ansiiiarie, Roma. 

.V. 14^». Talamo. Schiavitù e padri della Chiesa. Marsiijj Li- 
belli. Agricoltura e imposta sui terreni. — Paim)s. Disoccupazioiit*. 

Giurisprudenza, 

Circolo (II) giuridico, Paleniio. .V. 419. De Fraxcisci. Protezionismo e 
lil)ero scanihio. 

Statistica. 

Bollettino statistico mensile della città di Milano. Norembre 1904. 
Bnlletin mensnel de statistiqne municipale de la ville de Buenos Aires. 

Novembre 1904. 

Geografia. 

Ascoli. Vedi Filologia. 

Bollettino della Società geografica italiana, Roma. Gennaio 19^)0. Colli 
ni Felizzano. Nei paesi galla a sud dello Scioa. — De Castro e 
Oi>i)OXE. Meteorologia di Addis- Abeha e Addis- Al em. — Bektolinl 
Misura derivata dalla particolare condizione del suolo. 

Mittellnngen (Dr. A. Petermanns) ans J. Perthes' geographischer àb- 
stalt, Gotha. 1904, N. 11-12. Walter. Schantung. — Hai.bfass. 
Pommei-sche Seen. — Jherixo. Der Rio Juruà. — Benzat. Eiszeii 
in den peruaiiischen KiLsteukordillere. — Hammer. Schiefach-^it^e 
zylindrische Kartennetzentwiirfe. — Kassner. Da8 regenreichste (n^ 
biet Europas. — Breitfiss. Sibirischer Seeweg nach Osten. — A'i*- 
fjamunysheft y 149. Merzbacher. Foi-schungsreise in den zentralen 
Tian-Schan. 

Report of the superintendent of the U. S. Coast and geodetic surre j 
showing the progress of the work, Washington. 190S-()4. 

Storia, Biografia. 

Notizie biografiche sul dottor Francesco Tadini. 

Archivio storico lombardo, Milano. AVr/e 4, N. 4. Simioxi. Piattino 
Piatti, umanista milanese. — Biscaro. Note e documenti santain- 
brosiani. — Volta. Bartolomeo Morone. — Solmi. Leonardo da 
Vinci in Francia. - Gallavrbsi. Epistolario di Giuseppe Prina. 

Bibliografia historyi polskiej. Vedi Bibliografia. 

Bollettino della r. Deputazione di storia patria per l'Umbria, Perugia. 
Aimo 10, N. 2. Pardi. Statuti d'Orvieto. — Giannaa'toni e Assi- 
dei. Codici delle sommissioni al comune di Perugia. — \ Cocujiola. 
Ascanio della Cornia. 



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GENNAJO 1905. 15 

Bollettino della Società payese di storia patria. 19<)4, N. 4. Costanzi. 
Rivolta di Pavia e catastrofe di »Stilicoiie. — Vidari. Gerolamo Car- 
dano — BoFFi e Pezza. Dazio di Mortara. — Gorra. Il nome di 
Pavia. 

Archeologia. 

Materialy antropolo^czno - archeologi ezne ì etnograflcsne, Cracovia. 

Voi. 7. 
Mémoires de la Société royale dea antiqnaires da Nord. Copenhague. 

190S. MiiLLER. Routes et lieux habités à Page de la pierre et à Page 

du bronze. 

Filologìa. 

Levi. I monumenti del dialetto di Lio Mazor. 
A8COLI. Ricordi concernenti la toponomastica italiana. 
Materialy i praee Komisyì jezykowéy Akademii mnìejetnosci w Kra- 
kowle. Voi. i, X. S. 

Letteratura. 

Lettere e scritti d'un pensatore sconosciuto, pubblicati dalla figlia, con 

prefazione di Antonio Fogazzaro. 
Spezi. Alfredo De Misset e la sua opera ; studio critico di G. Cri- 

(iXOLA. 

Dai tempi antichi ai tempi moderni ; da Dante a Leopardi ; raccolta di 
scritti critici, di ricerche storiche, filologiche e letterarie ; per le 
nozze Scherillo-Negri. 

Pasini. Nova Montiana. 

Biblìoteka Pìsarsów Polskich (Biblioteca di scrittori polacchi). A". 49. 

Belle arti, Numismatica. 

Bollettino di numismatica e di arte della medaglia, Milano. Novembre- 
dicembre 1904. — Carrara. Issa. — (Ferrato. Numismatica sa- 
bauda. — Grillo. Collezione Grillo. — Ricci. Medaglia Guerrazzi. 
Scalco. Ripulitura delle monete antiche. — Perini. Ripostigli di 
monete medioevali. — .Strada. Medaglia della Banca commerciale 
italiana. 

Istruzione. 

Relazione per l'aggiudicazione del premio Morelli pel 19<)4. Bergamo 1904. 
Atti della Società di incoraggiamento d'arti e mestieri in Milano. 1904. 

Grassi. Sviluppo della trazione elettrica. 



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16 BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO. 

Bollettino ufficiale del Ministero dell'istriudone pubblica. Anno HI, 

iV. ò2. Con r. decreto 17 novembre lì^>f)4 sono approvate le nomine 
del prof. VidiLio Inama a presidente e del prof. Giovanni Cei^ohia 
a vice-presidente del r. Istituto Lombardo di scienze e lettere p^l 
biennio IDOr^-lìKKì. — Suppl. al K. òO. Regolamento per gli esjìini 
nelle scuole medie ed elementari. — Aììuo H2, X. 1-4, Con decretu 
17 novembre 19(>4 è approvata la confenna del prof. Gaetano Stram- 
bio nell'uiìicio di segretario della classe di lettere, scienze morali e 
storicbe per il quadriennio Ifi05-11K\S. 
Kapport de TUniversité libre de Bruxelles. lOOH-lOm. A'aithikr. I>é- 
terminisme, liber arbitre et liberté. 

Religione. 

Analecta BoUandiana. Bruxelles. Voi. 2S, A'. 4. Van Ohtuov. S. Am- 
broist' et remi)ereur Tiiéodose. - Dklehave. Castor et Pollux. S. (ii-é- 
goire le Grand. — LAHciKAii/r et Bodknstaff. Miracles de S. Ka- 
degoiide. - Cimont. Zimara et martyres de Sebaste. — Van dev 
(tHEYN. .7ean Fiscbei-. Poncelei". Saint Felix de Pavie. 

Lìteratnrzeitnng (Tlieologische). Lipsia. 1904, A'. ìi4-2(). 



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BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 

(febbbaio 1905) 



Bibliografia. 

Bollettino delle pubblicazioni italiane rioerute per diritto di stampa 
dalla biblioteca nazionale centrale di Firenze. (ìimuaitt wor^. 

Bollettino mensile della Società cattolica italiana per gli studi scienti- 
fici, Pisa, (iennaio lOOò. 

Catalogne of Polish sdentiflc literature. Vot, 4, X. /-l^ 

Atti accademici^ Riviste generali. 

lii'lice generale dei lavori della r. Ac^^ademia delle .scienze tìsiche e ma- 
tematiche di Napoli ITHT-lDOi. 

Annales de la Sociétéscientiflqnft de Bruxelles. Table analytique 1875-l^HDl . 

Annuario della r. Accademia dei Lincei, J9(}ò. 

Arklv fór Matematik, Astronomi och Fysik, Stoccolma. Voi. 1, X.V-^. 

Arkiv fór Kemi, Mineralogi och Geologi, Stoccolma. Val. 1, X. :ì-4. 

Arkiv f5r Botanik, Stoccolma. Voi. :j, X. 4. 

Arkiv ftfr Zoologi, Stoccolma. Voi. :i, X. 1-2, 

Archives des sciences physiques et natureUes, (linevra. (iennaio 10or>. 
P^LSTEK et GiiiTEii. Radioactivité des sédimeuts des sources thevma- 
les. — Ri THKRFORD. Radioactivité. — (tTYK et S('hidu)K. Hvsté- 
résis magnétique. — Sarasin. (reologie de le Chaìne du Simplon. 

Ateneo (L') Veneto, A'enezia. <Ìennuio'fel)l>raht 1900. Moi^bnkjo. Vene- 
ziani e Ungheresi. — Petit. Porto di Venezia. — Pilot. Compo- 
nimenti contro Emanuele I. - Caldano. Elegie di (Vsare Rovidio. 
Bert(hjni. Verona e V atlante del Magini. — Gì astalla. Lettera 
dell'Algarotti. — Finzi. Statuti di Sassari. 

Atti del r. Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti, \ enezia. Voi. 04. 
X. H. Tamassta. Anectasia ]>olmonare artificiale. -- Penzo. Iperemia 
passiva e rigenerazione cellulare. — Tellixi. Pioggie nelle Alpi 
orientali e nel Veneto. - Dell'A(;nola. Polinomi e potenze. — 
Verson. Zampe toracali del homhix mori. — Trois e Tuiffl In- 

BuUettitto — Rendiconti. .2 



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18 BUMiBTTINO BIBLIOGBAFICO. 

fezione per meniliim hicrvinaiiK. — Dk Toxi e S(»lmi. I^onamM «la 
Vinci in Francia. — Massalo\<ìo. Reumatismo articolar*- anit*» *- 
(lijjjestione. - Robkrti. La luogotenenza d'InnHbruck e l'iniivrr-^ità 
(li Padova. — Sopkaxa. Va^o e respirazione interna. 

Atti deUm r. Accademia dei Lincei. Jìeìnlf confi, ci. /// srié^nzf, tfift'K 
/o sem., X. /-»V. MiiJ.osKViCH. Cometa Borelly. — Oklaxim». Tute- 
jjjrazione della J^ fra dne piani paralleli. — Ahkaiiam. Metfwl<i -li 
Riemann e teoria de^li elettroni. — (timìliklmo. Verificazione del- 
l'ora. — Fantaimmk. Peridoto di Montefiascone. — Gallo. Equiva- 
lente elettrochimico del tellurio. — Bbllucci e Ven'ditoiu. Sali di 
Kourtsin. -- liossi. A])parato digerente del pollo. — Paroxa. Yiuim 
calcarea di Capri. — LAiitK'KLLA. Derivat-e della funzione jk.t.iì- 
ziale di doppio strato. — Tkim»xk. F^uilibrio ida>»tico di mi eliss«ii'le 
di rotazione. — PrcciAXTi. Spettri ,d' incandesoenza deiri<Mlio^ e del 
bromo. — Tf:(;lh>. Sesse del lagf) di (tarda. — Millokevuh. Aiia- 
tasio della Binnenthal. — Belli'cci e Vkxiutoiu. Nitrosult'uri di 
ferro. — T'litaxo e Roi>ax(». Elettrosintesi dei cianonìerivati. - 
(fioLìTTi e. A(;amkxxoxi:. Ossifluoruro di uranio. - Plaxchk-H e 
Barbikki. Nitrato cerico-ammonico. — Voltkuk A. Elasticità. — Mii^ 
LosRviCH. Nuovo juanetino I*S UKIf), — Orlaxik». Funzioni ausiliari. 
AuToM. Tele«;ratia senza tiU». — CnLST(»xi. Pìi*eliometria. — Bri xr 
e TouxAXi. Picrati. — PLAXCHKit e Cai{AVA(ì(;l Pirrolo e indoli. — 
Plax( IIKK e Cakhasc'o. Clorof4»rmio e a-/9-dimetilindolo : pirróK» e 
piridina. — (ìiulitti k Aiìamkxxuxk. Fluoruri d'uranio. — Oihhi. 
Cloruro di solforile e coml>iuazi(mi organo-ìuagnesiache miste. — Pk- 
RETTr. Torba, calcincianamide e composti ammoniacali. 

Atti della i. r. Accademia di scienze, lettere ed arti deg^li Agiati di 
ROTCreto. Lttf/ffo-fh'remhrc ttH)4. Se(ìarizzl JacoiH> l>an^uscbì. — 
CiusTOFOLixi. Sub .Tulio. -- I*KRTXi. La famiglia Del Bene. Monete 
di Merano. - - LaH(JAIolli. Sicco Polentone e Tacito. — Postlv<;kk. 
Clementino Vanetti e (tiovanni Fabbrcmi. 

Atti deir Accademia Olimpica di Vicenza. f9o;ì-/n(/4. Zri «axte. Her- 
bert Speuce)*. 

Atti della pontificia Accademia Romana dei Nuovi Lincei. Aintn .Vh. 
A'. /. (talli. Cavallette a \elletri. — Palladixo. Zuccbero dei li- 
moni dolci. — CosTAXZo. Uadioattività dei j»rodotti solidi del Ve- 
suvio e della solfatara di Pozzuoli. — M(»rax(». Tavcde \H»r fotografi** 
st^dlari. 

Atti e memorie della r. Accademia di scienze^ lettere ed arti in Pa- 
dova. IV>/. 2<f. Favauo. Scampoli galileiani. — Sqiixabol. J^seuil- 
fossili dei gneiss e dei micascisti. (Trotte nel Veneto. — Moschktii. 
(ìiudizio univi'rsale di Giotto. — Trozzi. Agostino Nifo. — Skiìa- 
itizzi. Lamento dell'abbondanza. — Catkllaxi. Diritto int*»ma2Ì«»- 
nale nell'estremo oriente. — Teza. Versione boema dei distici .•*^'- 
giunti al < De remedi is > del Petrarca. — Sqiixabol. Frana tra ii 
Venda e 1" Orsara. — Favaro. Tela subcutanea. — Botte«ìhl .la- 



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FIEBBEÀJO 1905. 19 

ctjpo Dalesmanini. — (Inksoti'o. Il <* De officila ^ di Cicerone. — 
>^tH"iN'AB(>L. Kadiolarie cretacee degli P^iiganei. — Tbza. Dante (ra- 
l>riele Rossetti. — Botte(ihi. Ezzelino e il vescovo di Padova. — 
Paxkbiaxco. Prismi esadecagoni ed ico8Ìtes.seragoni. 

Bijdragen tot de Taal-, Land- en Volkenknnde van Nederlandach-IndiS, 
*S-Gravenliage. Serie 7, Voi. 4, X. 1-2, 

Bulletin de rAcadémie r. dea sdences et dea lettrea de Danemark^ 
roi)enaghen. 1904, X. 0. Mai»sex. Walbim et N(hu'(^hi. Toxiues et 
antitoxiues. — Hri>E. Hérodote et Thiicidide. — Nvitoi». Gaston 
Paris et Diez. — Pjktihson et Jkxskx. Argile eoquilleiise à Bu- 
laudshofoi (Islandet. 

Bulletm intematioiial de V Académie dea sciences de Graocvie. 1904, 
X. s-io. SMOLrrHOWSKi. Veines d'efliux. — Loria, Vision oblique. 
Zapalowk'z. Flore de la Galicie. — BruACZBWSKi et MARrHLBWHKi. 
Matière colorant dii sang. — NrsHAi'M. Régénération des polychètes. 
BvRowsKi et Ni'KBAiM. Téléostt^eii parasite Fierasfer Cuv. — Gad- 
ziKiKWicz. Coeur des cru;^tacés décapodes. — - Vkzohek. Passage des 
niicrobes du sang dans la bile. — Dexizot. Mouvenient relatif, peu- 
diile de Foucault et rotation de la terre. — Morozewrz. Béckélite. 
<toi>lewski. Systènie nerveux et régénération. — Marchlewhki. Phvl- 
loéiytrine. bilipur|nirine et choléhaematine. — Kraft et Zakrzew- 
sKi. Birétringence et pouvoir rotatoire. — KruzvxHKi. Fragmenta 
:ii-arhuologica. — Nithch. Kage de laboratoire. — WiZE. Maladies du 
-cleonus punctiventris Gerni. et champìgnons entonaophytes. — Opol- 
sKi. ('blore, l)rome et bomologues du tbiophène. — Szymaxski. Hel- 
inintologie. — Bienrowski. St^tues des Grecs dans les nionuments 
triumpbaux d'Attale i. — Kwi'RZVXSKi. ('a8Ìniir-le-(4rand. — Jablo- 
N«)\vsKi. Territoires ruthf^nes de la république de Pologne. — PoRE- 
nuwu'Z. Chrétien de Troyes. Amour courtois. — MoRAWKKi. Atbe- 
iiaruni gloria et gloriositas Atbeniensium. — Hammer. Langue de 
Tirerò, langage familier et langage de la comédie. — SixKo. De Apulei 
et Albini doctrinae platonicae ad u minati one. — Makarewu'Z. Ridi- 
ti g^^s Reclit de Stammler. 

Comptes rendila de P Académie dea adences, Parigi. Voi. 140^ X. ò. 
MoissAX. Preparation du diamant. — Haller et Givcrr. Synthèse 
dans la serie anthracinique. - Lavbrax. Trypanosomìases, acide ar- 
séuienx et tr^^panix>th. - C<>xsii>fcRE. Beton arme et grands allonge- 
luents. — Fayet. Comète Borelly. - Amaxx et Rozet. Ombres des 
anneaux de Satunae. Borei.. P^nsembles ferme**. — Maillbt. Zéros 
A^H tbnctioiLs entières d'ordre infini non transfìni. — Driencoitrt. 
Astrolabe à prisme. — Lancìhvin et Morux. Enregistreur des ioim 
<le ratmosphère. - Gtillet. Trempe des brouzes. - Nk'olardot. 
S»*sqnioxÌ€le de fer coUoidal. Klix(;. Cbloruration de la méthyléthyl- 
<*étone. — Jardix. Acide azotiqiie et fibres végétales. — Db Schul- 
IKX. Fiedlerit^. - CorRTBT. Sels de la region du Tcbad. — Fravssb. 
Pai-asitisme de l'osvris alba. - Leclerc i>r Sabi.ox. Fruit des cu- 



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20 BULLETTINO BIBLlOaRAFICO. 



ciirbitacées. — Postrkxak. Grains d'aleuroue. — Pkuuiek. M«»iit> 
de poiumes prati (luement stérile«. — Baidoiix. LeruB-niciis >au«rmMr. 
Charrix et Le Play. Raohitisine intra-ut-érin. — Xiklks. Plis ci.- 
cbés de Sai ut-Jean -de-Buèges (Hérault). — Hkr(1Eskll. A?Ht'ii>l'Ui^ 
de cerfo-volant-rt yiir la Mediterraneo et sur TOcéan. — Difaiìì et 
Pkarce. Hautes terrasses daus l'Oural du Nord. 

-^^ 6*. — Bbrtin. Giration dea navires. — Viou,e. C'allon^ i^nt- 
grélen. - Haller et GrvoT. Sèrie anthraeénique. — Mi'XTZ. M"il- 
leux de.s vins. — De IjAI'PAKEXT. Mei's crétocées en Atrique. — >a- 
«atiek et. Mailiie. Méthylryclohexaaones et métylcyclohexauols. - 
MiLLOcHAU. Haut^ur de la couche renversant au mont Blauc. — 
AIAIX.LET. l'oefticienttì nioiiodronie». — Fatoi". Intégrale de Poi>^<ii 
et lignea siugulières den fonctìons aiialytiques. — Severi. (Viir •^t^ 
tracée.s sur une surface algébrique et iutégrales de Picard attach^^.-^ 
à la surfaee. — De Si»arre. Déviatioun des corjìs dans la clintt* libn*. 
Hérissox. Xouvel enibrayage. — Féry. Thermomètre iutégrat<*ur. — 
Aruaham. Frein Hynebroninant électroniagnétique. — (4rYE et Srjni»- 
i.oF. HyHtérésis niagnétique. — Blaise et Coirtot. Dérivés *^thèn>- 
organo-niagnéaiens et liaison étbylénique des éthers-=iels non siitinv^. 
('0L8OX. Cryoscopie des Hulfat^\s. — Trilkat et TiRciiKT. Anmi"- 
niaque et pureté des eaux, — Bay et Alix. Carìione et coinbu-itìbii^--;. 
Blarixcitem. Auomalies béréditaires et traumatismes. — LiTZ. Lan- 
cine et tyrosine, sources d'azote ])<»ur les végétaux. - Hui llikk. 
Sources. — Tihsot. Anestbésie cblorotbrmiciue vt naug art^^ritd. — 
Bertin-Saxs et Ga(ìxière. Accommodation. — Pi^htre et Vila. 
Absorptiou du «ang et oxybénioglobine. — ('li^:mext. Myélite> i*ar 
toxines tuberculeuses. - Lemoixe. Djebel Hadid iMar<K" occideniaì}. 
Briveh. Terrains éocènes dans le Maroc occidental. — (ìirariun. 
Phénomènes erratiques et bautes vallées glaeiaires. — Hanskv. L'i- 
inière zodiacale aii Mont Blanc. 

X. 7. BofssiXESQ. EUipsoide d'absorption et cristal translucidc - 
MoissAX. Siliciure de carbone de la meteorite de Canon Diabb». - 
MoiHSAN et CiiAVAXXF>*. Métliaue et fluor liquide. - Laì'Roix. ii«tch^H 
de la Guinee trancaise. — Lavsseikvp. Cart^as topographiqiie> et plu»- 
tograpbie. Giillaime. Goniète Borelly. Observations du soleil h 
Lyon. — Haxsky. Observations actinométriques au Mont Blauc. — 
Had-\mari>. PIquations linéaires aux dérivées partielle.s. - Fnr< hk. 
Déviation des graves. - ilonxEVKiiE. Lanies tranrtpai*ent<\s de ttr. 
NoRDMAXX. Tonisation atmospbérique. - GrvE et Dtrsso. Cbaleur 
de la paraffine. - Condiché. Kéactiou des aldehydes et isomerie df 
lem* oxydes. — Liwi»iEAr. Acide x*yanbydrique et épiéthyliuf. - 
Boi VEAILT et WahIì. Dioxymidobutyrates d'éthyle stéréoisomì rt-*. 
Roi X. Auiylocellulose et amidon. — Brochet et PirriT. Electn'ly^*- 
d'acides organiques. — .Jux<;flbihi'h. PbosphoresH^ence du phor^phort'. 
WArj>ER.\XT. Isodimorphisme. — ARSANUArx. Roches alcAlint^^ du 
bassin de l'Aonache. — JrMF:ij.E. Dalbergia à palisaaudre de Ma4Ì.v 



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FEBBRAJO 1905. 21 



gascar. — - Dop. Saprolégniées. — Charabot et Hbbert. Piante 
étiol^e. — Hallez. Bougainvillia. — Tissot. Pression artérielle et 
chloroformisation. — Moutier et Challamel. Hypertension arté- 
rielle. — Mbndblssohn. Eadium et torpille. — Bbrqeron. Montagne 
^'oire. — Teissbrenc db Bort. Temperature de la haute atmosplière. 
N. 8. BiGOURDAX. Eclipse de lune du 19 février 1906. — Hallbr 
et March. Dérivés alcoylés d'alcools cydiques saturés. — Bouviek. 
Palinurides et éryonides de l'Atlantique orientai. — Sabatibr et 
Sexdbrens. Nitriles et hydrogónation par catalyse; amines. — Mo- 
reux. Tache solaire. — Tzitzéica. Equations différentielles du second 
ordre renfermant un pararne tre. — Cottox. Equations dittórentiellea. 
Petot. DiiFérentiel des automobiles. — Meslin. Aimantation du bi- 
smuth et échelle diamagnétique. — Melikoff. Perborates. — JuNU- 
FLE18CH et GoDCHOT. Acide lactyllactyllactique et dilactide de Tacid*' 
lactique inactif. — Hugonenq et Morbl. Carbimide de la (/) leucine 
naturelle. — Brlhat et DuBois. Perboi-ates. — Bernard. Asaimi- 
lation en dehors de Torganisme. — Kocqubs. Eaux-de-vie de vin. — 
Matioxon. Eéaction chiraique et système monovariant. — Db Wil- 
DBMAX. Lianes caoutthoutitères. — Chbvalibr. Caféier de TAfrique 
centrale. — GuÉRiN. Appareil sécréteur des diptérocarpées. — Teo- 
DOREftco. Basses tempóratures et zoospores des algues. — Léger. 
Grégarine à cytoplasme metamórisé. — Cliony. Pleuronectides. — 
Kroxb(:kbr. Oreillette et ventricule. — Charrin et Le Play. Pro- 
cessas morbides et composi tion des organes. — Pariset. Hydrolyse 
du glycogène hépatique produite par T injection de Tamylase dans la 
veine porte. — Lapicque. Excitation des nei-fe par les ondes électri- 
ques. — NicoLLE. La lèpre chez les singes. — Bertrand. Char- 
riages dans les Pyréuées. — Hinricus. Météorites d'Amana. — 
Boi* le. Lions des cavernes. — Diì-ixe». Sèrie de Taylor et cercle de 
convergence. 

Handlingar (K. Svenska Vetenskaps-Akademiens), Stoccolma. Voi. SI, 
2s. S. BOuM. Obertriadische Fauna der Bftreninsel. 

Jaarboek van de k. Akademie yan Wetenschappen geveetigd te Am- 
sterdam. I9(JS. 

Journal (The american) of sdenee, New Haven. N. 110. Day and Allex. 
Feldspars. — Agassiz. Albatross expedition to the Eastem Pacific. — 
Whitbhead and Hill. Self-inductauce. — Penck. Climatic features 
in the land surtace. — Barus. Nuclei and X-rays. — Bronson. Ra- 
di o-acti ve measurements. — Kreidbr. Volatile substances and loss 
of weight. 

Journal of the r. microsoopical Society, Londra. 1905, N, 1, Gordon. 
Highly magnified images. 

Memorie della pontificia Accademia dei Nuovi Lincei, Eoma. Voi. 22. 
Db Toni. Codice-erbario. — Pépin. Théorie des nombres. — Medi- 
chici. Acqua del bulicame. — Folie. Travaux mathématiques et 
astronomiques. — Alibrandi. Vettori e spazio ad ìi dimensioni. — 

2* 



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22 



BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 



Fabaxi. Lotta per resistenza. — Silvb8TRI. Trubi di Bonforn«*Ilo 
(PalermoV — Galli. Pioggia a Velletri. — Rbgnani. Teoria atomioA 
e semplici chimici. 

Nachrìchten yon der k. Gesellschaft der Wissenscliafteii zq G^Mingen. 
C7. di scienze,, 1904, N. 6. VoiOT. Tensoranalysis. — Schoenfues. 
Analysis situs. — Uiec^kb. Entladungserscheinungen in Geisslerschen 
Rohren. — Herglotz. Retardierte Potenziale. — Bernstein. Meu- 
genlehre. — Ci. di lettere^ 1904, N, 4. Schavartz. Theokrits Daphnis. 
Athanasins i und li. — Reitzenstbin. Ellenistische Kleinliteratiir, 
Jolly. Vis'varùpas (emmental- zìi VSjnavalkytì. 

Natare; a weekly illustrated journal of science, Londra. N. 1S40-1S4S. 

Pagine istrSanei Capodistria. Dicembre 1904. Ziliotto. Un' imitazione 
del Paradiso di Dante. — MrsATTi. G. Casanova e il dialetto vene- 
ziano. — MaddaTìBNA. Moratin e Goldoni. — Pilot. Capitolo ver- 
nacolo contro il giuoco. — Vahsilich. Conti di Veglia. — Vbrxavkr. 
Grisignana. — Mayer. Archivio di Capodistria. 

Proceedings of the Cambridge Philceepldcal Society. Voi. 18, X /. 
LisTBR. Dimorphism of mimmulites. — Ward. Wood and lignifie^i 
cell-walls. — BouRDON. Pine-apple gali of the spruce. — Hill. 
Feiitures in seedlings of peperonia. — Larmor. Selective dispersion. 
Fknton. Urie acid. — Richardson. Difllision of hydrogen througli 
j)alladium. — Jones. Optically active nitrogen compounds. — Dox- 
CASTKR. Inheritance of tortoiseshell and related colours in cats. — 
TiioMRox. Magnetic field and atoms vibrations. Electrification of a 
rays. 

Proceedings of the R. Irigh Academy, Dublino. Voi. 25 C, X. 7. 
Whitb. Latin writings of St. Patrick. 

Proceedings of the Seetion of sciences of the R. Akadeiny of sdenoet 
of Amsterdam, lo/. 6, N. 1-2. 

Rendiconti delPAccademia delle seiense fisiche e matematiche di Na- 
poli. 1904^ N. 8-12. Del Re. Complessi e congruenze in statica grafica. 
Paladino. Udizione colorata. — Torei.li. Numeri primi. — Putti 
e Stoppani. Bismuto nelle piriti di Agordo. — Del Pezzo. Tras- 
formazioni quadratiche. — Kernot. Acidi nitrocresolglicolici. — 
Kernot e Petronb. Cloruro di benzene. — Majonb. Etere salicilim 
del benzilfenolo. — Paladino. Mitosi nel corpo luteo. — De Lo. 
RENZO. Scoglio di Ravigliano. — 1906, N. 1. Cipolla. Congruenze 
binomie. — Comanducci e Lobello. Etare isosuccinico. 

Re vista de la Real Academia de ciencias exactas, ffsicas y naturalct 
de Madrid. Voi. 1, N. 7-8. Portiondo y Barceló. Movimientos he- 
lizoidaleH. — Gonzalks Hidalgo. Moluscos de Filipinas. 

Re\'ue des qnestions scientiflqnes. Table analytiqne 1877-1901. 

Rivista di fisica, matematica e scienze naturali, Pavia. Geftnoio-fffh 
brain 1906. Zamnt. Indice di rifrazione delle soluzioni. — Alalia. 
Movimento di sfera rotolante in piano mobile non orizzontale. — 
Mei.zi. Date dantesche. — Biasutti. Temperatura circumpolare. — 
Faccin. Planisfero. — Mezzetti. Eclisse solare del 80 agosto 190fi. 



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FJSBBRAJO 1905. 23 



Rivista sdentifico-indattiiale, Firenze. 1906, N, 2, 

Séances et trayanx de FAcadémie des sdenoes morales et politiqnesf 

Parigi. Gennaio 1905. 
Terhandelingen (Natnnrknndige) ran de Hollandsche Maatschappij der 

Wetenschappen te Haarlem. Voi. 6, N. 1. 
Terhand^lingen der k. Akademie van Wetensehappen te Àmsterdam- 

Cl. (li lettere. Voi. 4, N. 2. Dk Groot. Sectarianism and religioun 
persecutìon in China. — Voi, 5, N. 4-5. Blótb. Brabon Silvius. — 
Dodgson. Baskish New Testament of J. LeÌ9arraga. — CI. di $cience^ 
Sez. 1, Voi. Sy N. 6-7. Bbs. Système d'équations algébriques. — Dk 
Vribs. Cyclographie und ebene Curven. — Sez. 2, Voi. 10, N. 1-6. 
OuDEMAXs. Position de repos chez les lépidoptères. — Nibrstrasz. 
Das Herz der Solenogastren. — Wbnt. Krulloten en cacao. — Nleu- 
WEXHiTis. Parasitaire Hautkrankheiten im indischen Archipel. — Lo- 
RiÉ. Grondboringen. — Van Calcar. Pneumonie. 

Verhandlungen des natnrhistorìsch-medieiiiiscfaeii VereiM zn Heidel- 
berg. Voi. Sy N. 1. ScHOBTBNSACK. NeoUthische Fauna Mitteleuro- 
pas. — BrOhl und Schródbr. Salzbildungen in Lòsungen. 

Verslag yan de gewone VergaderingeH der k. Akademie yan Weten- 
schappeH te Amsterdam. CI. di scienze, Voi. 12, N. 1-2. 

Yerslagen en Mededeelingen der k. Akademie yan Wetenschappen, Am- 
sterdam. CI. di lettere, Serie 4, Voi. 6. 

Matematica. 

SiNiOALLiA. Invarianti differenziali. 

Annalen (Mathematische), Lipsia. Voi. 60, N. 1. Manooldt. Verteilung 

der Nullstellen der Kiemannschen Funktion ^[t^. — Lasker. Moduin 

und Ideale. — Bbrnstein. Isoperimetrische Eigenschaft des KreiseH. 

Dii'KSON. Simple groups. — Kowalbwski. Mittelversatz der Infce- 

gralrechnung. — KCrschAk. Difterentialgleichung der A ariations- 

rechnung. — Dehn. Inhalt spharischer Dreiecke. 
Archief (Nienw) yoor Wisknnde, Amsterdam. Serie 2, Voi. 6, N. 4. 

Hayashi. Japanese mathematics. — Db Vribs. Flftclienbtichsel «**** Ord- 

nung. — Mantrl. Eésidus qnadratiques de polynòmes. 
Jahrbnchiìber die Fortschrìtte der Mathematik, Berlino. TV. S3, N. S. 
Journal de mathématiqnes pnres et appliqaées, Parigi. 1904, N. 4. 

BorssiXEHQ. Ecoulement des nappes d'eau iufìltróes dans le sol et. 

débit des sources. — Zaremba. Frontière composée de polygones cur. 

vilignes. — Mason. Equation ditterentielle J h-\-X A (x, y) n = f{x, /y). 
Opgayen (Wiskundi^e), met de oplossingen, Amsterdam. Voi. 9, N. S. 
Periodico di matematica, Livorno. Anno 20, X. 4. Lazzeri. Storia delle 

matematiche. — Cipolla. Numeri complessi ad X unità. — 0(vhi- 

riXTl. Equazioni a radici in progressione geometrica. — Piccioli. 

Triangolo sferico. 
Reme semestrelle des pubìications mathématiques, Amster lam, Voi. IS, 

X. 1. 



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24 BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 



Supplemento al periodico di matematica, Livorno. Gennaio 1905, Cal- 
coli numerici degli antichi Grreci. 

Scienze fisiche e chimiche. 

Arcidiacono. Il terremoto di Niscemi del 13 luglio 1908. Principali 
fenomeni eruttivi avvenuti in Sicilia e nelle isole adiacenti nel 1901. 

Balbi. Condizioni climatiche di Torino nel 1900 e nel 1901. 

Balbi e Volta. Passaggi dei lembi della luna e determinazione del- 
Fascensione retta del cratere Mòsting A. a Torino nel 1901 e 1902. 

BoccAUDi. Orbita definitiva del pianeta (347) «Pariana». Precisioue 
delle posizioni delle stelle^ ottenute mediante la fotografia ; note due. 

Carnera. Condizioni climatiche di Torino nel 1899. 

Ferrerò. Sul terzo massimo invernale nell'andamento diurno del baro- 
metro. Condizioni climatiche di Torino nel 1902. 

( )bservatorio astronòmico de Madrid. Eclipse total de sol 30 agosto 19C6. 

Thomson. Termochimica. 

Volta. Riassunto delle osservazioni geodinamiche del grande sismome- 
trografo Agamennone a Torino nel 1901. 

Annales de chimie et de physique. Parigi. Gennaio-febbraio 1905. Bouzat. 
Courbes de press ion des systèmes univariants qui comprennent une 
phase gazeuse. — Marqiir. Furfurane. — Gi'NTZ. Barium. — Blocti. 
Conductibilité électrique de l'air. 

Annali dell'Ufficio centrale meteorologico e geodinamico italiano. Voi. 14. 
y. S. Voi. 20-22, N. 1. 

Annnaire pnblié par le Bureau des longitudes, Parigi. 1905 , Hatte. 
Marées. 

Annuario astro-meteorologico, con effemeridi nautiche, Venezia. 19^Mhft:i 

Beiblatter zu den Annalen der Physik, Lipsia. 1904, N. 24. 

Boletim mensal do Obseryatorio do Rio de Janeiro. Gennaio-giugno 19ff4. 

Bollettino della Società sismologica italiana, Modena. Voi, 10, X. 4-^. 
A(4.v.MEXXONE. Focolare sismico presso Tivoli. 

Bollettino mensuale della Società meteorologica italiana, Torino. Lugh'h 
settembre 190S. Costanzo. Fata morgana. — Negro. Fiamma e elet- 
tricità atmosferica. — Gorodbnski. Eotazione diurna della texra e 
perturbazioni atmosferiche. 

Cimento (Il nuovo), Pisa. Dicembre 1904, Garbasso. Scariche oscillanti 
e analisi spettrale. — Amaduzzi. Scarica di un rocchetto di Ruhni- 
korf. — PrcciAXTi. Fluorescenza del vapore di sodio. — Pochet- 
TiNO. Catodo-luminescenza dei cristalli. — Gamba. Deformazione eti 
elasticità del marmo. 

Memorie della Società degli spettroscopisti^ Catania. 1904, X 12. Abettl 
Minimi quadrati e equazioni di condizione. 

Osservazioni meteorologiche del Seminario di yenezia« 1902-1904. 

Scienze naturali. 

De-Tom. Sylloge algarum. Voi. 4. Florideae, Sez. 4^ Familiae /-". 
Hekdmanx. Pearl oysters fisheries of the gulf of Manaar. X 2. 



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FEBBRAIO 1905. 2.> 

Hi\ A. I^' rocce ii;i'iii litoidi e Hloniniic della Sardcgiui. 

Specialkartc ((Teoloo;ische i dcr LJliider dcr riii:;ai-i.schi'ii Kroiie. mit Kr- 

Uliitcnni;;-cn. Zone IJ. Col. \v. 
Annales des seiences naturelles, Pari«;i. liofuuim. Voi, 2fK Xiim. -">-(), 

RorAi{!>. (Jalles dv.s ti«;cs: acrocécidies. 
Atti della Società italiana di scienze naturali e del Museo civico di 

storia naturale in Milano. \'of. -/.v. A'. 4. Dio Stefano. Fossili cn- 

tacei drl l»ai-t<niiaiio di I*lati ( (';iJal>ria i. — Poirris. (MMdo<;^ia dcd suolo 

di Koiiia. - - Kki'ossi. Miiurali della (Jacta (la^o di (^onio). 
Jahresbericht der k. Ungarischen geologisehen Anstalt. /f^oii. 
List of new publications of the Un. St. geological Survey, Wasliin^iton. 

A'. If-/(f. 
Mitteìlungen (Geologische), Budapest. IW. .VV. X. 11-12. 
Mittheilnngen aus deni Jahrbuche der k. Ungarischen geologisehen 

Anstalt, lìudajM'st. Vili. /.">, A'. /. 1*im\/.. Pauua der iUteren .lur.i- 

l»il<luii*:;eii ini iiordr.stlic lieii }^akoii\-, 
Notarisia (La nuova), IVidovn. (ivinmio /!Kf't. Vhìivì. Al^oloi;ia dell'Aì»;!- 

roìia. - Ma /-/A. Al,L;-(doiii;i. - Boij/i. ( 'rooroccacci'. 

Anatomia, Fisiologia, Medicina, Igiene, Farmacia. 

Moi;si:i.Ll. I'si( lii.il ii;t e iieuro|>Jitolo;iÌ!i . 

SA('<nN \(;il[. Il ])«'lla;:,i-otito. 

Annali di nevrologia, Na]»o]i. Ahhh^'J. X. .'>. Kka^jm'io. Vie di coudu- 

zioin' ii('r\"^a e\ti*a-cel liliale. - PA'IINI. hiuiiiiLiiiiat i va e ])roe<'.^><^ 

lilJieiiioii ;co. 

Archivio di farmacologia sperimentale e scienze affini, Roma. (,cfj- 
ita/n liKh't. I*\i»i:i{|. Sostanze os>idaiiti e ro.s.siiia tetanica. -- hi («K- 
^^^ ni. U'irerca <leir;uido sa 1 ifi i Ìi-« i. 1>I ITV. \ AWv col. irata e j»«T>|.i 

razione iiisrii>iliil.' «■nt.inea. 

Archi v fiìr Anatomie uud Physiolo;<io, Lijoia. F/s/'n/f,f/ni. l'jni, sui)}»', -j. 
Z\v \ \i:i>i:m \ki:i; un.! l )i wkiiand. AihrnisiiMin und Ailieni\ olimi. -- 
LoilMA.w. .Vutomal i»' der lii-i'ickcn tas.-rn ^\y> Her/t-ns. ■ Semi./. 
Hrniiat«'|<or|.iiyiÌn. di:MU: \ssik. I ).(-> (iihtn. Ki uihnoanski. I>o- 

lirir ( ;.l.iirmni 11'!-. Ili i-.\i-:i.' iiiid Kisri':!.-. ll:ìmo(dir<.nioir^'n und 

Kolilriii^wd. IhiNi:!: und UKiNiami». Srirkowd und Metliiiim»- 

li-lol'in. Li ( \i:. ( iriiiuxli. . Zi \iMi:it\i VNN. Lal)\i-ini litenstcr. 

IM i;i<; imd Zi N r/,. hi- M-iixli ini I!n.•ll^•,•l.i^^■l^ .Maiiiukm;. Klein- 
J i i rn >t • i I . ' il > t la n l; I >a 1 m . 

Bulletin de l'Acadéiiiic de iiiédrciiie de Paris, r.f'fl. X. AV. I 1:1; mi. 
('au>«-> .!.■ d.M.'^. roi;\K. jlviiirnr d<- r.-nlan.-r. flKN. X. /:>. 

('aii>r- d-' -l.M-."».. Ki:i:\HM. \.\ I . K'.'-t.-nt ion d'uiiiM- «-l calcul |.r(''i.ii- 

lial. lJ■\^ ri ['Kioii. <)\\d. di' carl'oiH' dai;> Irs a pjia rl.ni.Mii>. 

|{r:NMLi: r\ Km \-.-( "n \Mrh>NM i;|;i;. Antst.'^ir i hliM-of"! IIIÌ<|U('. 

Bulletin de l'.Vcadémie r. de médeciiie de Belgi(|ue. /!ffff. A. //. Ili .^ 

M\.\s. \'a*'.-Ì!iaTÌon ;f ut i r uIutcu i.-us,-. M<u;i:\i . (). d«'-ni.- dur tran- 

iiiati<|H«'. I '1:1 ri:i:M;/. ivrix i-<'-idna irò i iidii-t li.-l |.'>. .Mor.i.l.i;!: . 

Saiiah.riuii.-. 



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26 BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 

Bnllettino deUe scienze mediche, Bologna. 19()r). X, /. Bkixei. Steri- 
lizzazione delle acque potabili. - PixciiKRLK. Ijobi del fegato. — 
MoNKsi. Vie lat-riniali. 

(jlausetta medica lombarda, Milano. /fXJó, X. f}-8. Qiadri. Eclampsia in 
gi-avidanza. — Bauifìl. Stmieiotica e decubito. — Traumi e tuber- 
colosi. — ANTf)Nixi. Antropologia criminale. — Mi'cri. (touococco 
nelle donne. — Pacliani. (^rema/.ione. — (4(>xzalf>?. Antropologia 
criminale. — Binda. Arsenicismo acuto. 

Giornale della r. Società italiana d'igiene, ^lilan»». (reìiuaìo f9fh'i. Lo- 
UKNZKLLi. Jl primo anno di vita. — Frrkahi. La disinfezione a 
Milano. 

Journal d'hygiène^ Parigi. .V. /i{(fs. 

Journal de l'anatomie et de la physiologie normales et patiiokisriqnee 
de l'homme et des animaux, T*arigi. G'eunafo-feftfmih J9()/i. SoiLLié 
et BoxxK. Systènie veiueux de la taupe. — Vun.LV/r. Artères nom*- 
ricières des os longs. — L(»iSKl^, Sécrétion des glandes génitales. — 
Dbflaxdre. Fonction adipogénique du foie. — Dikilafé. Fosses na- 
.«^ales des vertébrés. 

Journal de pharmade et de chìmie, Paiigi. Voi. 2f, X. /-V. Disdier. 
Pepsine et albumine. — Gri^iitix. Réactions colorées. — Braemer. 
Ktudes pbarmaceutiques en AUemagne. — Harl.w. Sucrt» de canno 
dans racines otìicinales. — Porcher et Hervieiw. Pigmentvs et sca- 
toxyle. — HruoxENt^. Em])oissonnementss par gàteaux à la crème. — 
CoLLiN. Sulist^nces alimeli taires et coc^ues d'amandes. — Pf-rriT. Do- 
sage de l'opium. — Telle. Bróme et corps gra^. 

Milano sanitaria. Afnw io (tOOò). 

Bendioonti dell' Assodaaione medico-chirurgica di Parma. J9(f4, X. 12. 
RoMoi.oTTi. Tubercolosi. — Cattaneo. Sangue e cura clinuitica. — 
ZojA. Sigmoidite cronica. 

Ingegneria. 

Annales des mines, Parigi. W04. X. //. Leproix. Commission anglais** 
d'électricité. — Bernheim. Fumovorité des locomotives. 

Bollettino del Collegio degli ingegneri ed architetti in Napoli. 19*^4. 
X. 28-24. — m)ò, X. J'H. 

Elettricista (L'). lloma. /.W.>, X. 8-4. ('arcano. liaggi x ed accumula- 
tori a piombo. — Fot-ogi"atìe istantanee colla luce elettrica. — Ovazza. 
Turbine a gaz. — Sartori. Fasometro. — Laxixo e Ancona. Ricii- 
l)ero d'energia nella trazione elettrica trifase. — Makchbsini. Lam- 
pada incandescente a filamento di tantalio. — Piola. Detector Mar- 
coni. — Artom. Radiot-elegrafia. — Monti*. Elettrotecnica a Napoli. 
Spallici"!. Connessioni elettriclie e giunti saldati nelle rotaie. — 
Frequenziometro. — Kesist^nza dell'aria. 

Politecnico (11). Milano, (ionnaio WO/Ì. Trasi)orti di energia elettrica. — 
Sant'Ambro<tIo. Presepio del rinascimento lombardo in Belgiojoso. 
TuoHKE. Ferrovie elettriche di Parigi, — Anì'ona. Fluidi elastici. 



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FEBBRAJO 1905. 27 

Rivista di artiglieria e genio, K<»um. (iemuiio fOOò. Giaxxitkapaxi. 

Guerra rusHo-giapponese. — Carooxa. Zappatori e minatori del genio. 

Bollati. Poligoni e sbarramenti. — Emaxfrlk. Trasporti militari. 

L*artiji;lieria nella jì^iierra nis.so-fi;iapponese. 
Trazione (La) elettrica, rivista mensile, Roma, (t'emtafo WOù. 

Agricoltura, Industria, Commercio. 

Ballettino deiragrìcoltnra, stilano. ii)(ir>, X. o-s. 

Bnllettino deirAssociazione agraria friulana, Udine. f906 , X, .V--/. 
BoxoMi. Concimi potassici. - Bnurnor». Diaspi.s. 

List (Monthly) of pnblications of the Un. St. departement of agrienl- 
tnre. (re/ntat'o /90ò. 

Kiyista (La); orbano della r. Scuola di viticoltura ed enologia di (.'o- 
negliano. /.W.>, .V. .V--/. Saxxixo. (%mtina couuinale a Canneto Pa- 
vese. Lavori nelle vigne. Dazio sul finimento. — (Iaia. Il marsala 
ed il fi-eddo. ~- Saxxixo. Sofisticazioni dei vini. Cantina comunale 
a Montpellier. ~ Pkukiek. Mosti di mele sterili. — Rossi-Fkkrixi. 
Concimi chinìici. — Griixox. Ac(|uavite di rognac 

Economia, Sociologia, Politica. 

Comitato italiano ])el valico ferroviario del Sempion? ; reUxzione finale. 

Atti del Consiglio comunale della città di Bergamo. 190H-Ì904. 

Biblioteca deireconomista, Torino. X. Wt'irt4. Pim(^k. Moneta e prezzi. 
.Taxxaccoxk. Iveroy-Beaulieu, Marshall, Schmoller. 

Rivista intemasionale di scienze sociali e discipline ausiliarie, Roma. 
JV. t4(}. Maxfhkih. Scioperi ferroviari : leggi olandesi e australiane, 
(\\kaxo-Doxvito. Ripartizione del prodotto fra gli elementi della 
produzione. — Maksilli-Libklli. Agiicoltura e imposta terreni. 
ToxioLo. Schiavismo hianco: legislazione internazionale. 

Statistica. 

Censimento del regno d'Italia al 10 febbraio 1J>01 IW. ò. 

Bollettino statistico mensUe della città di Milano. Divembvp e ridanìinto 

annuale 1904. 
Rassegna statistica del municipio di Venezia. -/• frimcstn* i9(ìH. 

Geografia. 

Bollettino della Società geografica italiana, Roma. Febbraio J9()ì'k Exhilk. 
Atlante nautico di G. Oliva. - Eiuikua. Lago di Mezzola e lago di 
Como. — Tafi'I. Balir el Gazai. — Ct>r.iJ in Fklizzaxo. Paesi Galla 
a sud dello Scioa. 



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28 BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 



Storia, Biografia. 

Chiesa. Beu^esto di l{ov(*reto. 

Laitont. Mons. ])rof. P^raiResco Regnaiii. 

Archivio storico per la Sicilia orientale, Ccamnia. A/tt/o /, X. i^-.V. <>i i 

viKiti. Cultura ^ivca nella ^fa^z^na Criecia e nella Sicilia. - Vaccalizz'». 
(J. Borfi:liÌ e letteratura dantesca. - Vki:i)IKAME. ^Municipi della Si- 
«■ilia orientale nei secoli 1(;«-1S' - (Ja(ìliaxi. Ms. inedito sulla rivo- 
luzione di Messina. Catalano. Il mal costume in Sicilia. - Mai:- 
LKTTA. Maestranze di (^itanin. 
Atti della Società ligure di storia patria, (m nova. 1'///. ÓV. Sotri {.on. 

Archeologia. 

Atti della r. Accademia dei Lincei. Notizie degli scavi. \'of. U S. 4-i). 

Mittheilungen der antiquarischen Gesellschaft in Zihidi. X (ìO. Raun. 
Das Domenikarinni'iiklostei- Tr>ss. 

Rivista di archeologia lombarda, Milano. Aumt 1, X. 1. Rk( i. Scavi 
alla (Jallizia presso TurliiiiO. Necropoli di X'erdesiacum. - A(;XEI.L1. 
Scavi a (Ji-alti^naii;i Lc^di . I^m (diie-ia di S. M. della ]»ace in Mi- 

lano.- SANi"'AMin:o(.i(>. S. Nicnlò in l'iona iComoi. 

Letteratura. 

r.i>i: liu.rz/i. i^e -Si l'sitMii da ^h-iV/Ào\ serie mt-trica. 

"^ iKA/zn.l.A. 1 Pffsiiun di Fiscliilo ed il XmiKt di Timotei». 

<'armjna praemio ornata vel laudata in eertamine poetico HoenfTtiano, 

Amster<lani. JUnl. Pasìom. Pacdai^o^i'ium. Hatìt.maxn. CorneIiu> 

(iallus Partln'iiio. Da-Msti:. l>iio sii.::?ia. - Rosati. De tele^rapliu 
aci(K-odil«». l\i:i ss. Ad Franciam. 

Transaotions of the R. Society of literature, Lnudia. Vnl. j:,. X. i. 

K'(»si.i>Ai.i:. St. j-'inncis of Assisi. 

Belle arti, Numismatica. 

Bollettino di numismatica e di arte della medaglia. Milano. (ifìuHfj*» 
ltnt:i. C\i;i:ai;a. U<a. Sink^nki ii. Mai;na («i-ecia. - Monti e Lak- 

ii:\N<iii. Non Tiirnicn. m.i ->rni|H-t' 'litìiniììi e yiedìftìimnìK . 

Istruzione. 

bollettino ufficiale del Ministero dell'istruzione pubblica. /.'>^a>, .V. >. 

Filosofia. 

''i.im:i II. S;iM-ì(. .|.|[;i la-ioiif indirà di mite li- cose; Voi. .-). <-d ultiui'». 

Religione. 

Literrttnrzeitiiug (Theol(>^isolie), li] -ìm /.''/>.'». A'. /-.;. 



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BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 

(mabzo 1905) 
Bibliografia. 

Mezzo secolo di vita delTUnione tipografico-editrice torinese (già ditta 
Pomba e C.) 1855-1904. 

Peregrino da Silva. Biblioteca nacional de Rio de Janeiro: rela- 
tori© 1901. 

Rendiconto della biblioteca pubblica imperiale di Pietroburgo |>el 1899 
(in rvisso). 

Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa 
dalla biblioteca nazionale centrale di Firenze. Febbraio I9()ò, 

Bollettino mensile della Società cattolica italiana per gli stndi scienti- 
flci, Pisa. Febbraio 1905, 

Atti accademici, Riviste generali. 

Abhandlongen der k. Bayerischen Akademie der Wissenschaften, Mo- 
naco. VI. di storia y Voi. 2*3, X, 2. Rockingbr. Deutschenspiegel , 
Schwabenspiegel und Bertholds von Regensburg deutsche Predigten. — • 
Trai'BB und Ehwai.d. Jean-Baptist« Maugérard. — Ribhi.. Miinche- 
ner Plastik. — Ci. (fi lettere e filoHofìa^ Voi. 22, N. .V. P^rtwAxoler. 
Das Tropaion von Adamklissi und provinzialròmische Kimst. — 
ScHLAfUNTWEiT. Padma Sambhava und Lamaismus. Btìcherverzeich- 
nisse aus den buddhistischen Klòst^m in Lhasa. — Roemkk. Homer, 
Euripides nnd Aristophanes. — Schmidt. Kbasi- und Mon-Kbmer- 
Sprachen. — CI. di .scienze, Voi. 22, X. 2. Fix8TERWali>br. Photo- 
grainnietrie und Ballonaufhahme. — Weinschenk. Petrographie der 
ostlichen Zentralalpen. — Werner. Reptilien und Batrachier aus 
Guatemala und Cbina. — Kij'g. Gunzenhausen, Galileo Galilei und 
Jupi tertrabant-en . 

Acta (Nova) r. Societatis scientiamm Upsaliensis. Serio 4, Voi. 1, X. 1. 
Fries. Alpine Flora im nòrdlichen Argentinien. 

Archiyes des sciences ph3^iqnes et natnrelles, Ginevra. Fetittraio 1900, 
RuTHERFORD. Radìoactivité. — Gockel. Emanation radioactive do 

BuUettino — Rendiconti. 3 



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30 BULTiETTINO BIBLIOGRAFICO. 



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Campagnols et musaraignes siiisses. 

Atti del r. Istituto Veneto di «dense, lettere ed arti, Venezia. Voi. 64, 
N. 4. Vicentini. Materiali radioattivi. — Rossi. Idraulica lagunare. 
Ranhenna. Tumori endoteliali. — Tallini. Pioggie nelle Alpi orien- 

' tali e nel Veneto. — Britoi. Università italiane. — De Marcbi. Mor- 
fologia lagunare e marea. — Cagnbtto. Atrofia dell' ipofisi. 

Atti della r. Accademia dei Lincei. Rendiconti, Ci. di scienze, 1905, 
Sem. y, X. 45. Volterra. Equilibrio di corpi elastici. — Lem- 
Civita. Soluzioni particolari dei sistemi differenziali. — Cipolla. 
Punti di Weiei-stra-ss. — Pi.anchbr e Ravenna. Ossidazione del pir- 
rolo ad imraide maleica. — GiOLiTTi. Perjodati alcalini. — Traina. 
Anglesite della provincia di Messina. — Clerici. Trivellazione pres-so 
Roma. — Perotti. Microrganismi della nitri ficaz ione. — Pegliox. 
Nebbia o mal bianco dell' evonjrmus japonica. — Mosso. Centri re- 
spiratori i spinali. Pressione dell'ossigeno. — Ciamician e Silber. 
Azione chimica della luce. — Angeli e Castellana. Ammine seon- 
darie. — Arno. Isteresi dei corpi magnetici. — ProLisi. Traspira- 
zioni delle piante. 

Atti della r. Accademia deFe scienze di Tiurìno. Voi. 4^), X. 2-5. Giu- 
dice. Calcolo assintotico delle radici d'equazioni. — Piolti. Aplite 
di Cesana Torinese. — Sacco. Stratigrafia dell'Appennino. — Levi. 
Punti doppi uniplanari delle superficie algebriche. — Rimoxi>ini. In- 
tegrali doppi. — Campetti e Nozari. Dissociazione elettrolitica e 
temperatura. Festa. Orsi dell'Ecuador. — Coolidge. CougmeDo«s 
isotrope.*» et fonctions d'une variable complexe. — Roggio. Def->nM- 
zione di piastre elastiche. — Novarese. Grafite nelle Alpi piemon- 
tesi. — Spezia. Pressione, solubilità e ricostituzione del quarztì. — 
Ponzio. Acidi della serie oleica. — Cipolla. Le case degli Scaligeri 
a Venezia. — Severi. Integrali di Picard. — Lacra. Moto di un 
sistema di vortici. — Moci^i. Il canonista Paucapalea. — Mago. Fozio 
e i IlBQitixd di Ctesia. 

Atti della r. Accademia di scienze morali e politiche (Si^ietà reale di 
Napoli). Voi. 36. Pbssina. La difesa dell'imputato. — Tarantini. 
Etica e crisi morale. — Fadda, Legittimazione attiva nei gravami 
relativi alle azioni popolari. — Mariano. Idee e studi religiosi in 
Germania. — Chiappeixi. Elementi egizi nella cosmogonia di Talete. 
Fiore. Responsabilità civile dello Stato per danno a privati, — Pe- 
TROXB. Stato mercantile chiuso e comunismo giuridico. — D'Ovidio. 
La salvezza e la dannazione delle anime in Dante. — Della Valle. 
Sviluppo della coscienza formale. — Masci. Emanuele Kant. 

Atti dell'Accademia Gioenia di scienze naturali in Catania. Voi. fi. 
Di Franco. Ematite dell'Etna. — C avara e Mollica. Ruggine 
bianca dei limoni. — Barbagallo e Drago. Elmintologia dei pejvi 
della Sicilia orientale. — Fu bini. Forme quadratiche bermi tiane. 
Gruppi di projettività trasformanti in sé una forma hermitiana. — 



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MABZO 1905. 31 



Di MiLiA. Monte S. Calogero di Scìacoa. — Ricco e Arcidiacono. 
Eruzione dell' Etna 1892. — Drago. Resistenza dei coherer. — Lo- 
PRiouE e Coniglio. Funzioni delle radici e funzioni traumatiche. — 
Se ALI A. Mycetes siculi. — Mari^etta. Trasformazioni (2, 2) quadra- 
tiche e cubiche di spazio. — Cavahino. Variazioni diurne del poten- 
ziale elettrico dell'atmosfera. — Amato. Integrali delle equazioni del 
moto d'un punto materiale. — MA(jRt. C/roetacei decapodi di Catania. 
OiAMPAGLiA. Formole d'incidenza per le coppie punto e retta, retta 
e piano, punto e piano nello spazio ad a dimensioni. — Ricco. Eru- 
zioni e pioggie. — Ci'RCi. Azione fisiologica del potassio. — Pbn- 
XACCHiETTi. Problemi di meccanica riducibili a quadrature. 

Atti della Società dei natoralisti e matematici di Modena. J9()S. Co- 
(iXETTi. Oligocheti cavernicoli. — Rosa. Allolobophora (eophila) ne- 
matogena. — Pantanhlli. Carichi e condotte d'acqua. Filtrazione. 
Tk({LIo. ElettricitA atmosferica. — Sangiorgi. Cefalonia: zoologia. 
19()4. Te(jlio. Elettricità atmosferica. Radioattività dell'aria. — 
FocACCi. Diaframma. 

Bollettino delle sedute dell' Accademia Gloenia di scienze naturali in 
Catania. N, SS. FreiNi. Inversione degli integrali definiti. — Di 
Franco. Phakolite dell'isola dei Ciclopi. — Ciofalo. Cretaceo medio 
(li Calt^vuturo. - BrscEMi. Trasparenza dei liquidi per le onde 
hertziane. 

Bnlletin de FAcadémie r. des sciences et des letti'es de Danemark, 
Copenaghen. /POò, JV. /» Madsbn. Poison du botulisme et son an- 
titoxine. 

Bnlletin de la Société physico-mathématiqne de Kasan. Voi. Uy N, J, 

Bnlletin de la Société Vandoise des sciences nuturelles, Losanna. N, JoL 
Kool. Axiome de la droite. — Galli -Valerio et Felix. Pulpe vac- 
cinale glycérinée et temperature. — Machox. Le mate. — Bcgnion. 
Oeufs pédicnlés de rhyssa persuasoria. 

Casopis prò pestovàni matematiky a fysiky, Praga. Voi. SS, N. 4-5. 
Voi. 34, X. Ì-S, 

Oollections (Smithsonian miscellaneons). Washington. Voi. 47 y N. 1. 
FowLE. Water vapor and solar spectrum. — Bartsch. Ashmunella. 
Basslek. Paleozoic bryozoa. — Wooi). Crinoids. — Hough. Kava 
drìnking as practlsed by the Papuans and Polynesians. — Dcerden. 
(Mral polyps. - RiixnvAY. Birds froni tropical America. — Dall. 
Frog-shells and tritons. - Bcrnside. Naples zoòlogical station. 

Commentari dell'Ateneo di Brescia. 1904. Cacciamali. Geologia: Botti- 
cino-Serle-Gavardo. — Cokniani. Brescia e navigazione interna. — 
Casasopra. Dairequità al diritto. - Flsogni. Lingue artificiali. — 
Glissenti. Teodoro Moinmsen e Brescia. — Cacciamali. Le sorgenti 
dei dintorni di Brescia. — Ugolini. Piante nuove e rare del Bresciano. 

Comptes rendns de TAcadémìe des inscriptions et belles-lettres, Parigi. 
^Nm'em^re-d/'centbre 1904. Chavaxnes. Les prix de vertu en Chine. — 
Gaickler. Fouilles à Carthage. — Collionon. Fonilles à Aphrodi- 
sias. — HoLLEAix. Travaux à Délos. 



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32 BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 



Comptes rendns de rAeadémle dea scienees, Parigi. Voi. 140, X. 9. 
LoKWV. Recherches d'haute précision. - Pi'iSKUX. £cli])0e partielle 
(le lune. Salet. Diaphragme-iris en astronomie. — Carris. Familles 
(le Ijanié. - ExRiQiES. Surfaces algébrique» du genre s^éro. - Fbé- 
cHFrr. FonctioiLs d'une infinite de variable^?. — Fatoi'. Théorèmes 
de Riemann. Brilloiin. Trajectoii-e limite dei* planeurs rigides. 
GrT'i'ox. ImpressionH photographiques. - Rogovski. Rayons catho- 
diques émis par Tanode. - Fortin. Tensiou Huperfirielle d'un dié- 
lectri(]ue. Fahry. FluomreH alcalino-terreux dans Tare électrique. 
Diane, ronisation et émanation du radium. - Urbain. Gadoline et 
gadoliiiiuui. - WiNTREBBRT. Osmìonitrites et nitrit-es d'osmiuin. — 
BREriJ.. Brouze d'aluniiniiun. — Lbroix. Décahydronaphtol-^ et oc- 
tohvdi*ure de napht-aline. ~ Varenne et G<h>rfR(>y. .\nérhogly<*oI. 
CnAiNK. Muscles ])olyga8triqueH. - B<»ri>ah. (ìlandes dos hèmiptères. 
Brasfl. Lumbricurt heixjuleus. — Hallion. Preasion artérielle et ane- 
Hthesie. PniHALix. Émanation du radium et toxicité des venins. — 
MoiTiER et CnALLAMEL. Hvpeitensiou artérielle. Mara(;e. Otites 
scléreurtes. -^ Fovi^LXi; r>E CorRMKiJJ'><. Action atropbi<|ue glandu- 
laire des rayous x. Martel. Thermométrie et eaux d'alimenta- 

tion. De Lai'XAY. Fonnation charbonneuse sénonienne des Bal- 

QMìti. — HiNRU'HS. Meteorite^ d'Amana. 

X. 10. Dakroix. Trajectoires orthcgonalen d'une famille de s\ir- 
face?». - B(H'ssiXES(i. Absorption de la lumière. - Hallek et March. 
l-m<^thyl-4-benzyl(*yclohexanols et l-méthyl-4-dibenzylcyclohexanol. - 
BorviER et Sei'RAT. Euraedon convictor. Moreix. Taches solai re<. 
Le(()RN( . Frottement de glissement, - Marie. (>8CÌllations de?* xt- 
liiculles dert cbemins de fer. - DRiKN<'(»rRT. Lougitude de Mada^- 
scar et de la Réunion. -- LEDr(\ Densités deH gas. - Sabat. Bn>- 
mure de radium et résis^t^ince électrique des mét^iux. - Masroilier. 
lonisation dans les flammes. — Te Rriiixi. Variationn de rétincelle 
éf|uivalente du tube à rayons x. — Gaillari». Précipitation den a^- 
hitions (rhv]>o.sulfite. BRocHpyr et Petit. Dissolution électrolyti- 
(|ue du platine. CoPAix. Cobalt et nickel purs. - Simox. Per- 

manganate do ]>ot^ssium et sels d'hxdroxylamine. - - Blai.-^k. Oxy- 
gène quadrivalent. - CarrJ^.. DécorapoHÌtion de l'alcool o-nitroben- 
zvli(|ue. LrTZ. Assimilabilité. - Cha/atot et Laume. R<tr»- 

gol et com])Osés terpénicjues des plantes aimuelles. — LA(i-\Tr. Terrp 
arabìe. - BoRCEA. Rein des elasmobi*anche8. - Coitikke. Plianère* 
des ])andalidae. - Pa<'AI'T. L'amitose dans le« épithéliumn de revè- 
tement des mammiféres. - DELA('Rr>ix. Rouille bianche dii tabac et 
maladie de la mosaique. — TrssoT. Anesthésie chlorofomiique er 
ventilationinilmonaire. — Lamy et Mayer. Pouvoir sécréteur du rein. 
Ptkttre et Vu.A. Oxyhémoglobine. — Botllaxìjkr et Ma.*vM4»l. 
Sei ammoniacanx et nitrite de sonde. CarrA. Maladie des jeunes 

rliieiis. Lemoixe. (reologie du Haut-Atlas. - Maxriy. F-ssil»*^ 

du YuuTJun. - - FoREF.. Montaigne Pelée de la Martinique. 



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MASZO 1905. 39 

N, JI. Darboux. Surfaces applìcables sur le paraboloide de re- 
volution. — Painlbvé. Frottement de gliiweiueut. Liouvili^b. 
Pressions en vase cIoh ]>ar dea poudres colloidales. — JoiHn.'hrr. Onde 
esplosive. - Maillbt. Vidange dea systììmes de i-éservoira. — Brby- 
DEL. Electricité atjmosphérique et aerostatica. — GrBBHAKi>. Silhouet- 
tage photographique. - Lbdiic. Poids atomiques de rhydi-ogène et 
de Tazote. — Jitnoplbihch et Godchot. Acide lactique droit. - C^)U- 
TiTRiBR et Mbiinibr. Amalgame de magnésium et dime ty Ice tone. — 
Lespieau. Acides oxéthylcrotonique et óthilóry thrique. — Simon. Do- 
sage volumótrique de l'hydroxylamine. — Astruc. Glycérophosphates 
de pipórazine. ~ Fribdbl. Hypothèse réticulaire. — Girard et Ror8- 
8BAU1:. Tabac et principe» fertilizants. — Brabil. Monocystis du 
lombric. — Coutièkb. Alpheidae dea Laquedives et des Maldives* — 
LoiSBL. Sterilite et alopecie chez les cobayes. — Zalackas. Anti- 
dote de la nicotine. — Moiti'ikr et Challambl. Presaion artórielle 
et d^arsonvalisation. — Villb et Dbrkiex. Móth emoglobine et fluo- 
rui-e de sodium. — Chautard. Eocène moyen du Senegal. — FouR- 
NIBR. Capture de couiu d'eau. Chaxdz. Conductibilité tiectrique 
de l'eau du Rhòne à Lyon. 

N, 12. Bhrtiibia>t et Gavdechon. Strychnine et brucine: tber- 
mochimie. — Chaiivkai\ Faiblet* sources lumineiuses. -- Db For- 
CRAND. Atome d'hydrogène. — Hansky. Pbotograpbie de la couronne 
Holaire au Mont Bianc. — Janhhbn. Obeei-vations. — FRÉtriiET. Ecart 
et calcul fonctionuel. — Piobaud. Ai-cs encasti'és — Buanly. Actions 
produites à disiance par les ondes électriques. — Brcx'a et TuRimiNi. 
Pouvoir inducteur spécifìque du veiTe. — Mb8Lin. Aimantation spé- 
cifique et susceptibilité magnétique dea sels. — Villard. Silbouettage 
photogi*aphique. — Duane. lonisation des plateaux parallèles par éma- 
nation du ladiimi. — Vignon et Slmonet. Diazoamines de la diphé- 
ny lamine. —- Blaisb et Luttringer. Lactwies et hydrazine. - Bru- 
NEL. Mentone et hexahydrothymols. — Freundler et Ledru. Acótal 
bromé. — Bay. Diphénylamine et acide nitrique. — Trillat. Pro- 
prìétés antiseptiques de certaines fumóes. — Doyon, Morel et Karbff. 
Phosphore et coagulabilité du sang ; fibrinogèiie. — Lapicque. Exci- 
tation des muscles. — SérÉgé. Lobes du foie. — TissoT. Cblorofor- 
misation et pression artérielle. — Henry. Dynamomètre. — Guille- 
MINOT. Aire cai'diaque cbez les tuberculeux guéris. 

Voi, 140y N, IH. — Bbrtiirlot. Vases de silice foudue. — Boitk- 
8INB8Q. Milieu opaque bomogène et rayona lumineux. — Lavbran 
et Mbsnil. Surra et tripanosomia-ses. — Zeillrr. Soudages d'Éply, 
Lesménils et Pont-à-Mousson. — Sabatier et Mailiie. Dérivéa mo- 
nochloréa du métbylcyclbbsxane. — Gaitier. ('om?te de Tempel 
(1867 II). — fjBCORNr. Loi de Coulomb. — Fabry. Spectroscopie in- 
terferenti elle. — Guinchant. Electromètre. — Matujnon et Desplan- 
TBS. Oxydation dea métaux. — Lespibau. Acide cyanbvdrique. — 
NicOLARDOT. Ethylate ferrique. — Hr(»oxBNQ et Mokbl. Urées sub- 



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34 BULIiBTTINO BIBLIOGRAFICO. 

stituées de la Ifucine (/) naturelle. — Francois. Io<lomercurate> 
de pyridine. — (trxTZ et Barset. Chaleur de formation de rhydnire 
et de l'azotiii-e de calciinu. — Coi>*ox. Principe de Watt et disilo- 
ciation des carbonates de plomb et d'argent. - - Landribu. Cbaleur 
de formation de8 oxim^. -- Bourqielot et Hbrikséy. Essence de 
racine de benoite: glucoside et enzime. — Friedel. Hypothèse re- 
ticulaire. — Gravibr. Polynoidien du golt'e de Calitbmie. — Yrxti. 
Intestin de rana esculenta, ~ Stefanowska. Poids du cobaye. — 
Tribot. TÌ88U9 nerveux et inusculaire du cobaje. — Der^ìrez et 
GuENDE. Dyscrasie acide. — Baidran. Perraanganate de calcium et 
toxines. - Beroer. Ostéomalacie. — Beruonié. Rayons x et adé- 
nopatbies tuberculeuses. — DorviLLÉ. Paleontologie en Perse. — 
Cavallier et Nicklèh, Houille en Meurthe-et -Modelle. — Lair. 
Houille en Lorraine fran^aise. — Ledlc. Solidification de la terre. 
Db Fonvielle et Bordé. Eclipsen et mouvement de T atmosphère. 
Chbvallier. Densìté et salinitó des eaux de mer. 

-iV. 14. Berthelot. Tube chaud et froid et reactions chirnìques. — 
BiGOT RDAX. Comète Giacobini. - Picard. Dépendanoe entre les in- 
tégrales de différentielles totale.s de première et de second espèce 
d'un surface algébrique. — Dbslandres et d'Azambuia. Bande^ da 
carbone. — Graxd'Eury. Graines du pecopterÌ8 Pluckeneti. — Gia- 
coBixi. Nouvelle comète. — Maubaxt. Comète Giacobini. — Sbvbri. 
Théorème d'Abel sur les surfaces algébriques. — Bocher. Equations 
différentielles linéaires du second oi-dre à solution périodique, — 
Trayxard. Surface hyperelliptique, — Co88BRAT. Dynamique du 
points et du corps invariable. -- Graxoer. Anhydride tuogstique 
comme colorant céramique. — BiUA'. Hydrosulfites. — Alt<;er. 
Acide acétyl-lactique. — Gustavsox. Fermenta chloraluminiques, 
bydrocarbures et gaz*cblorhydrique. — Breteat. Hydrures de pbén- 
anthi-ène. — Rorx. Rétrogradation de« amidons artificiels. - Mix- 
oriN. Fonction éthylénique et moléculo active. — Anthony. Arète 
ligamentaire et ligament des acéphales. — Maire. Mitose hétéroty- 
pique des a.scomycètes. — De Lauxay. Charriages en métallogénie. 
Flamaxd. Sobistes à graptolithes dans le Sahara centrai. — Hai*;. 
Carboniere daiis le Sahara. — Besson. Halo à Paris. 

N. /5. Deslaxdres. Couronne solaire. — Lacroix. Enclaves ho- 
nifeogènes. — Bonxier. Plantes du plateau des Nilghii-ris. — Bor- 
viER. Pénéìdes et st.énopides de TAtlantique orientai. — Chai'vbai\ 
Tmpi*ession rétinienne. — Db Forcraxo. Chaleur de foi*mation de 
Phydrure de sodium; acidite de la molecule d' hydrogèue. — Lépixb 
et Borni). Réduction de Toxyhémoglobine. — Graxd'Evry. Khab- 
docarpus, corda'ftées. — Poixcaré. Opérations géodésiques de FEqua- 
* teur. — RAMBArnet Sy. Comète Giacobini. — Hansky. Observations 
actinométriques au Mont Blanc. — Fabry. Fonctions entières. — 
Zehyos. Problème de Monge. — Belzbcki. Elasticità des voute en 
aiT de cercle. — Torres. Ballons dirigeables. — Lei>i'(\ Diaraagné- 



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MARZO 1905. 35 



tisrne dii bismuth. — Marsoilibr. lonisation dans les flammea. — 
Chanoz. Dissolutions misoibles d'électrolytes. — Egoroff. Diclirois- 
me et phénomènes thermo-électriques dans le quartz. — Chémibu. 
Mouvements pendulaire et oscillatoire. — Touchbt. Incandescence 
de l'air. — Guédrab. Ethérificatioii de la glycérine. — Lbspieau et 
Chavanne. Liquéfaction de l'aliène et de l'allylèue. — Frébault. 
Hydrogénation du benzonitrile et du paratolunitrile. — Vionon et 
SiMONET. Diazoaminés secondaires. — Kling. Hydrates d'acétol. — 
Lbbbac. Métaux ammoniums en chimie orgauique: carbures formé- 
niqiies. — Wali^erant. Isodimorpbisme. — Jvmklle. Euphorbe à 
caoiitchouc. — Becxjubrel. Ether, chloroforme et graiues sèches. — 
Pbrrier. Organes màles dea édentés tardigrades. — Lapicqub et 
Girard. Poids de l'encéphale des oiseaux. — Lvllin. Objects feible- 
meut éclairés. — Pibttrb et Vila. Spectroscopie du sang et oxyhó- 
moglobine. — Maignon. Alcool et acetone dans l'organisme. — Hu- 
GorNENQ et MoREL. Hématogèue. — Fbrnbach et Wolff. Liqué- 
faction et transformation de l'amidon. — Charrin. Dyscrasie acide 
expérimentale. — Sandbbrg. Granite des Alpes cccidentales et blocs 
exotiques cristalli ns des Klippes. — MouREArx. Tremblement de 
terre de Labore et variations de Paiguille aimantée k Paris. 

Contribntions (Smìthsouiaii) io knowledge, Washington. Voi. Sfì. Tnie. 
Whalebone whales. 

Journal (The american) of science, New Haven. .V. ///. Hastings. 
Optical constans of the hxmian eye for different colors. — Barnbtt. 
New dike at Ithaca. — Schallbr. Dumortierite. Lepidolite. — Daly. 
Machine-made line drawings. — Blàke. lodobromite in Arizona. — 
White. Autophytography. — Ashley. Oxydation of sulphites. — 
Ward. Billings meteorite. 

Mémoires de PAcademie imperiale des adencea de St-Pélerabonrg. 67. 
di lettere, Serie S, Voi. 6, N. 5-6, Westbbro. Wanderung der Lan- 
gobarden. — Salemann^ Mamcbaeisches Scbrifttuni. — CI. di scienze, 
Sene S, Voi. IH, N. 6. Fausbek. Para.sitismu8 der Anodonta-Larven. 
Voi. 14, N. l'io. OwsJANNiKOW. Ettckenmark und verlftngerte Mark 
des Neunauges. — Sykora. Aurores boréales. — Liapounoff. Figure 
des corps célest^s. — Da>vydoff. Hydroctena Salenskii. — Schmidt. 
Ostbaltische silurische Trilobiten. — Voi. 15^ N. 1-11. Salensky. 
Appendiculaires. — Boilgakov. Capacitò électrique des condensa- 
teurs. — Stbkloff. Egalit's. — Liapocnoff. Figures des planètes. 
Voi. 16y X. IS. Backlund. Encke'sche Comet. 

Mémoires de la Société de phyaiqne et d'histoire natnrelle de Genève. 
Voi. 34, N. 5. DuPARC et Pearce. Eecherches géologiques et pétro- 
graphiques sur l'Oural du Nord. 
Memoria a y reviata de la Socledad clentiflca Antonio Alzate, Mexico. 
Vol.lS, N. 7-8. Herrera. Substances minéralesen biologie. — Cockb- 
RELL. Commoner scales (coccidae) of the orange. — Silvestri. Termi tidi 
sud -americani. — Sànchez. Rubans métalliques en geodesie. — Hall. 



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couférence et du jour. — Voi. 20 y N. ò-lO. Conzatti. Nomenclature 
de la llore mexicaine. — Guzmàn. Climatologie mexicaine. — Mon- 
TEssrs J)B Balloke. Sismologie dea cótee océaniquen. — Voi. 19^ 
N. 9-10. ViLLARELLo. Amalgamation mexicaine. — Garmaixt. Sta- 
tue parlante de Memnou. - Pizzbtti. Le ppoblème des /* corj» 
aligués. — Moreno y And a. Temperature et altitude. — Carbajal. 
Cholera des poules. — Gasi'A. Nomenclature mnémonique iutematio- 
nale dea unités théoriquen. — Vbruaba-Lopb. Sanatori um pour tu- 
berculeux. — Carbajal. Zimotechnie. 

Nachrichten von der k. G«8ellsehafl der W ii e m ^baften so tt^ttiag«H. 
CI. dì leti. 1904, X 8. Schròdbr. Vom jungen Schiller. — Lbo. 
Didymos ne^l Arniocd-àvov^, — Gbffcken. Àcta Àpollonii. 

Nature; a weekly illustrated journal of science, Londra. X. 1844-1847. 

Pagine istriane, Capodistria. 190ò, X 1-2. Quarantotto. Marco Ta- 
maro. — D. B. n maestro di V. Carpaccio. - Musatti. Polan^l 16o6. 
Vesnaver. Gritìiguana. Majbr. Archivio di Capodistria. — Ric- 
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neziane. 

Prooeedings of the American Academy of arts and sciencea, Boston. 
Voi. 40, X. 1-5. EoBiNSON and Greenmann. Sabazia. Trixis. Hiera- 
cium. — Fbrnalp. Alnus. Dicotyledones. — Grbenman. Spennato* 
phytes. — Allen. Coat color in mice. — Story. Theory of errors. 
Blakeslee. Sexual reproduction in the mucorinaee. — Mabbry. 
Composi tiou of petroleum. 

Proceedings of the American Pliilosophical Society, Filadelfia. X 176. 
Presc'ott. The ròle of carbon. — Kbllbr and Maas. Dimethyl ra- 
cemic acid. — McCay. Trisulphoxyarsenic acid. — Bicuards. Ato- 
niic weiglit of nitrogen. — Smith and Exnbr. Atomic weight of tung- 
sten. — Mahon. The ripening of though^ in common. — Osbork. 
Evolution of the borse. — Phillips. Eadium in an American ore. 
Abbott. Artifacts beneath a deposi t of day. — Abbott. Showers of 
toads, — Lambert. Expansions of algebraic functions at singular 
points. — Jastrow. Hamit-es and Semites in Genesi». — Oli\tbr. 
Color-signals. — Brezina. Meteorites. — Dudlby. Passenger car 
veutilation. 

Proceedings of the literary and philosophical Society of Liverpool. X ù7. 
Wbsley. Romantic and classic elements in English literature. — Sims. 
Eai-ly Victorian literature, — »Steel. CoroUaries of evolution. — 
Hawkes. The Washington family. 

Proceedings of the R. Irish Academy, Dublino. Voi, 25, B, X. 1-2. 
Ussher. Palaeoutology : carbonifetrous cavern in County Cork. — 
Ai>EXEV. Aérobic bacterial fernientation. — Voi. 2òy i\ X. 8. We- 
strofp. Aucient churches in Co. Limerick. 

Proceedings of the R. Society, London. N. 504. Bullouii. Opsonic ac- 



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MÀiiZO 1905. 37 

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Campbbll. Localisation of cerebral fuuctions. — Forbes. Exterior 
ballistics. — CHAiJtfBRS. SymDieferical optical objectives. — Chapman 
and Bitr(;b.S8. Chemical iuduction in the union ot'hydrogen and chlo- 
riue. — HoRTOX. Toi'sional rigidi tv and t,emperture of quartz fibres. 
Cavb-Browne-Cave. Barometric height». — Walkbsk. lons and 
electromagnetic disturbances ; radio-activity. — Crookbs. Ultra- violet 
speotrum of gadoliniiim. — Wai^leir. Gali bladder of the frog. — 
Baylbioh. Compressibili tv of gases. — X. 505, Shbppard and Mbe8. 
Photographio processes. — Bahkla. Polarised Rontgen radiation. — 
FLKMiNa. Electric oscillations. Measurement of the lenght of long 
electric waves. — Hopkinson. Moraentary strasses inmetals. — Beila y. 
Phosphoreaceuce caused by the Beta and Gamma rays of radium. 

Pnbblieajùoni del r. latitato di stadi superiori in Firenze, Sez. di filo- 
sofia e filoloffia, N. SI, Neri. La traj<edia italiana nel cinquecento. 

Pabblicazioni deirUniversitÀ di Kasan in lingna russa. 1908-1904. Bo- 
GOLIUBOV. Resezione dell'appendice dell'ovolo ed anastomosi delle vie 
seminali. - Pilnow. Cura del lupus vulgaris colla luce concentrata. 
Obrazzov. Scrittura degli alienati. — Teiroavski. Innervazione della 
pupilla mobile. — Ivaxowski. Diritto amministrativo. — Maximo- 
wiTSC'H. Eiweisskòrper des Pferdeblutserums. — Petrtlis. Taglio 
dell'inguine. — Biblioteca pubblica imperiale 1899: prdgi-amma di 
insegnamento 1904-1906. 

Rendiconto delle tornate e dei lavori delPAceademia di archeologia, let* 
tere e belle arti della Società Reale di Napoli. Aprile-dicembre 1903, 
CoLAOROsso. Stilistica. - Galante. Catacombe di S. Gaudioso in 
Napoli. — Pascal. Rutilio Namaziano. — Giarratako. Valerio 
Fiacco. — LifppiNo. 11 poema di Lucano. — Martini. Spigolature 
bizantine. — Sambon. Vicende di Neapolis. — Biagini. Literpreta- 
zione d'un luogo di Ovidio e di Virgilio. — Gennajo-aprile 1904, 
Martini. Papiri ercolanesi — Kerbaker. MahabhSrata — Dai.bano. 
Eleuterio Pagliano. — Cocchia. Francesco De Sanctis. 

Rendiconto delle tornate e dei lavori dell' accademia di scienze morali 
e politicbe della Società Reale di Napoli. 1903-1904. 

Bivlsta di fisica, matematica e sdenxe naturali, Pavia. Marzo 1905, 
Zanini. Indice di rifrazione delle soluzioni. — Decio. Equazione 
mista di una curva piana algebrica. — CoiiZi. Oculare elioscopico. 

Rivista ligure di scienze, lettere ed arti, Genova. 1905, N. 1. Cabttto. 
Balbuzie. — Rbcigio. L'ordine di Malta. 

Rivista scientifico-industriale, Firenze. 1905, X. 3-4. Emo. Pendolo co- 
nico. — Marco. Trasparenza dei corpi per diffrazione. — Amerio. 
^ Caduta normale del potenziale atmosferico e carica negativa della 
terra. — Faè. Prodotto radioattivo ricavato dall'attlnio. 

Sitsvngsberichte der k. bayer. Akademie der WisBensciudten, VI, di 
scienze, 1904, X. 3. Merzbacher. Tian-Schan. — Rothplbtz. Fos- 
sile obèroligociine Wellenfurcheii des Peichenberga. - Fòppl. Abso- 



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38 BULLETTINO BIBLlOaBAFlGO. 

Ulte und relative Bewe^ng. — GCnther. Erdpyi'ainiden und BOs- 
nerschnee. — Maas. Meduseu. — Weber. Imaginttre in konfokaleu 
Flftchen 2. Ordiiuiig. — CI. di lettere, 1904, X. 4, Tom» undHB^BK;. 
Etriiskische Inachriften. — Hbrtijn(j. Augustiuus-Cifcate bei Tliomas 
von Aqain. 

Tituisactions of the Academf of sciences of St. Louis. Voi, /:>, X 9-10. 
CHBS8IN. Bessel functions. — Voi. 18, X. 1-9. Hamhaì'h. Blastoideae. 
NiPHBR. Trottili^ borse. — Hirtkr. Herpetolog\' of MÌ8i*ouri. — 
Sheldon. EthicaJ science. — Niphkr. Contraction ot* gaKeous nebulae. 
Kbiher and Fori>kh. Free lime and dead bumt lime. — BrsH. 
Grassen. — Harris. Poligamy aud abnoi-malities in solanum; germi- 
nation of pacbii-a. — Voi. 14 y X. 1-0. Ki,E>f. Palnpechinoidea. — 
Baker. Mollnsca of Wisconsin. Planorbis truncatus miles. — Ni- 
PHBR. Solar nebula. — Casby. Pleurotomidae. ~ Bihu. Othake Rat*. 

TranMCtioBB (Philos^pkleal) of the R. Soriety of London. A, 377-:^H. 
YorNO. General tbeory of iuteji^tion. — Bf>r«FiEM> and I^>wry. 
Sodium bydroxide. — //, 281. Eujot. Indian cobra venom. 

Year-book of the Royal Society. 1900. 

Matematica. 

PRiXdSHBiM. Ueber Wert und angeblicben Uuwert der Mathematiik. 

Acta mathematica^ Stoccolma. ÌVV. *J9, X. 2. Mittaìì-Lbfflbk. Fon- 
ctions omogènes. — Lindblof. Tbéorie des ensembles. — Wimax. 
Theorie der Functioneu Ea (jc). — Malmql'Ist. Fonction entière. 

Bnlletin of the American mathematica! Society, Lanca.ster - New York. 
Val. lly X. f)'6. Haskbl. ConHtruction of couìch. — Ka8N*br. Pro- 
blema of geometry. — Hbdrick. Galculus for geometei-s. — Davls- 
80N. Halsted's rational geometry. — Markoff. Tchebychefs theory 
of congi-uences. 

Journal ftir die reine und angewandte MathematìlL, Berlino. Voi. 12H, 
X. S. JouRDAiK. General theory of fimctions. — Lbrih. Unvolb*tàn- 
dige Euler'sche Integrale zweiter Ai*t. — St.V(:khi.. Gattiing #i-lacb 
periodischer Fimctiouen von n reellen Verfinderlichen. — V*d. 129, 
X. 1. Dbdekini). Binftre trilinettre Fonnen imd Kompo8Ìtìon der bi- 
n&ren quadratiscben Fonnen. — Weber. Komplexe Primzahlen in 
Linearformen. — Hilbert. Diiùchlet'scbe Prinzip. — Hbx8el. Die 
zìi einem algebraiscben KOrper gehòrigen Invarianteu. — Mirima- 

NOFF. Relation j hr: ( - l,n— A et loi de reciprocità. 

Journal (The quarterly) of pure and applied mathematica, Londra. 
X. 148. Ml'IR. Writings on det^^rminants. — Basset. Motioii of bi- 
circular quartic cylindei-a in a liqiiid. — YouNc;. Poteucies of clotied 
and perfect sets. — JorRi>Aix. Alternative form.s of the equatiou of 
mecbanicfl. 



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HABzo 1905. 39 

ProtMUngs •£ the Iioiidoii mathematica! Society. Serie 2, Voi 2, X. 6. 
Hardy. Zeroes of integrai Taylor serieB. — BruxsiDK. Groups of 
order p^ q^ . — Barnf»*. Linear diiFerfiice equation of the first order. 
Wri(;ht. C'ovariant'^ of power seri es. — Ma('-^Lvh()N. Deficient inul- 
tinomial expansion. 

Supplemento al Periodico di matematica, Livorno. Febbrajo /90ò. Cal- 
viTTi. Divisibilità dei numeri. — Guii.Li. Massimi e minimi d'una 
funzione intem di una variabile. — CrAMBKRLixi. Proprietà del tri- 
angolo. 

Scienze fisiche e chimiche. 

AGAMENNONE. Determinazione fotografica dei bradisismi continentali. 

Facc'IX. Nuovo planisfero ad uno della marina. 

Marabini. Ob.serva<;iones meteorològicas lBHH-lfM>2 a Punta Arenas de 
Magallones iC'hile)^ L 

PizzBTTi. Trattato di geodesia teoretica. 

Rajna, PiRAZZOLi e Mahixi. Osservazioni meteorologiche 1905^ a Bo- 
logna. 

Rajna. Nuovo calcolo dell'eif emende del sole e dei crepuscoli per Toriz- 
zont« di Bologna. 

Sc'HiNDLEB. Niedei-schlagverhftltnis.se Màhi'ens und Schlesiens. 

innnario astronomico, pubblicato dal r. o.sservatorio di Torino. J90ò. 
BoccARDi. Posizioni degli astri e fotogi*afia, Pianeti C347) e (4 IH). — 
Fontana. Pianeta (516) (MG. 190^). — Ferrerò. Pianeta (£09) Jo- 
landa. Terzo ma.ssimo invernale nel barometro. — Balbi. Pia- 
neta (512) Taurinensis. 

Bericht der meteorologischen Commission des natnrforschenden Ve- 
reina in Briinn. -.V. 22. Meteorologisohe Beobachtimgen 1902. 

Bollettino mensuale della Società meteorologica italiana, Torino. Offo- 
bre-nmierìibre WOìi, Tellixi. Stazioni meteoriche in Friuli. 

Cimento (Il nuovo), Pisa, (renmtjo 1900. Ercolini. Elasticità dei tili di 
palladio. — Razbto. Elettrolisi e scariche a pressione atmosferica, — 
Garbasso. Scariche oscillanti nei sistemi di conduttori complessi ed 
analisi spettrale. — Hiohi. Radioattività dei metalli usuali. — Car- 
pixi. Dispei-sione elettrica nelle sorgenti» termali di Acquasanta. 

Vemorie della Società degli spettroscopisti, Catania. lOOù, N, 1-2. Ma- 
HCARI. Macchine, facule e protuberanze solari. — Nahixi e AxDBR- 
Lixi. Osservazioni spettroscopiche ad altissime t«mpertiu-e. — Dixer. 
Rotazione del sole. — Birkbland. Taches du soleil. — Bemporai». 
Fotografia stellare. 

Pnblictttions of the eartbquake iuvestigation Committee in foreign lan- 
gnages, Tokio. N. 19, Kikiihi, 8eismological investiga ti ons in JapHU. 



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40 BULIiBTTIKO BIBLIOGRAFICO. 



Scienze naturali. 

Ma<;(;i L. Coordinare e comparare. 

Bnlletin de la Sodété imperiale dea naturalistes de Moscou. 190S, X. 4. 
Ilovajsky. Oxfordien et séqiianien. — Rewoi^tskv. C'alamin. — 
Au.scHixoFF. Boniyl-Xantogeii Saure Aethyl-Etber. — Weber. Ter- 
tiare Rhinocerotideu. 

BnUetin of the Wisconsin geological and naturai history Snrvey, Ma- 
dison. N. hi. Weidmaxx. The Baraboo ii-on-bearing district of Wi- 
sconsin. 

Contrìbntions to Canadian Palaeontology, Ott^iwa. Voi. H, X. S. Lambb. 
Drypfeosaurus incrassatus. 

Journal (The quarterly) of tlie geolo^cal Society, Londra. X. 241. 
Davison. Leice.ster earthquakes. — Derby earthquakes. Twin-ear';h- 
qiiakes. - - Fisiipni. Elepbas meridionalis at Dewlish. — Spicer. 
Sarsen-stones in a cla3rpifc. — Akx<)LI>-Bbmuose and Newton. Ossi- 
teroiis cavern at Longclifìe^ — W^of)LAC()T'r. Northumberland et 
Durbam coalfield. — Skkats. Dolomite» of Southern Tyrol. — Buck- 
MAXN. Lytoceratidae. — Newton. Tertiary fossi Is from Somaliland. 

Parergones del Institnto geològico de Mexico. Voi. /, A'. 6. Villa- 
rello. Hidrologia intenia (Queretaro). 

Proceedings of the United States national Mnsennif Washington. Voi. 27. 
Baker. Siphonapt^ra. — Bbmis. Aleyrodids. — Bbnedict. Albunei- 
dae. — BrsiK. Tineid moths. — Caidell. Orthoptera. — Davex- 
i»ORT. Fresh-wat«r bryozoa. — Dyar. Lepidoptera. — Girty. Mol- 
luscan genera from the carbonilei*ous. — Jordan, Starr and Stark8. 
(^ottidae. Agonidae, Scorpaenoid tishes, Schmidtina ftx>m Japan. — 
JoRDAX and Snyder. Fishes from Havaii islands. \Vhit« chimera 
from Japan. — LucAS. Ba trachiana and reptile^s from Arizona. — 
Maxox. Goniophlebium Pringlei. Polypodium. — Miller. Bats. — 
Needham. Dragon-fly nymphes. — Obbrholser. Wrens of the genus 
troglodyteis. Great horned owls. Weaverbird. Birds from Somali 
Land. — Kehx. Manti ds or soothsayers. Blattids or cockroaches. — 
RicnARDSox. Isopoda. — Stark. Berycoid fishes. — Tassix. Persim- 
mon creek meteorite. — - Trite. Killer whale. — Uhlbr. Hemiptera- 
heteroptera. — Wilson. Argulus. 

Verhandlungen des naturforschenden Vereines in Br9nn. Voi. 42. Sa- 
tory. Lepidopteren. — Matouschbk. Hepaticae, spbagnaceae, an- 
dreaceae, bryineae. — Reittbr. Tenebrioniden. — Prevbr und 
RzEiiAK. Nummuliten Orbitoiden. — ScurR. Campanulaceae, bora- 
gineae, cuscut-eae, solaneee. verbasceae. 

Anatomia, Fisiologia, Medicina, Igiene, Farmacia. 

Annali di igiene sperimentale, Roma. Voi. /5, A'. /. Memmo, Marto- 
(iLio e Adaxt. infezioni protozoarie negli animali domestici in Eri- 



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MABZO 1905. 41 

trea. — Mbmmo. Peste equina. — Tiraboschi. Ifomiceti. — Fhrmi e 
Martinetti. Favismo. — Calendoli. Immunizzazione reciproca di 
streptotricee. — Levi e Della Vida. Veleni del b. coli commune. — 
Db Blasi. Sositanze antiagglutinanti nei sieri normali. — Di Vestba 
e Cei.li. Filtrabilità del virus della rabbia. 

Bnlletiii de TAcadémie r. de médedne de Belglqae, Bruxelles. VoL J9, 
N. 1. Pbhtbrs. Traitement de la folie au dehors den asiles. — Lam- 
BiNBT. Larves d'anchylostomes et infection. 

Bollettino delle scienze mediche, Bologna. Fehhrojn WOò. Pini. Der- 
miti. — FocnB«.sATi. Epitelioma del naso e raggi j'. — Gavani. De. 
foi-mità del pollice. — Simon. Dose letale e velocità d*injezione. — 
Tartarini-Gallerani. Funzioni gastriche nella vecchiaia. 

Gazzetta medica lombarda, Milano. fOOò, X, 9-/2. Rossi. Eniia ingui- 
nale. — P.UiLiANi. ('remazione. — Cura dell'erisipela. — Lotta contro 
la tubercolosi in Gennania. — Baccfj.li. Infezione da malaria. — 
BuroNATKLLi. Ozeua. — Fornasari. Violenza carnale. — Crosti. 
Aneurisma diihiso dell' art-eria poplitea sinistra. — Pinto. Foro di 
Bot^llo. — Maurino. Trattamento dietetico ;in gravidanza e puer- 
perio. 

Giornale della r. iccademia di medicina di Torino. J0()o. X. i-2. Raineri. 
Pi'esentazione di spalla; adattamento nt<»ro-feto- placentare. — Va- 
RALDo. Organi ematopoietici in gravidanza e ])uerperio. — BoBino. 
Ferita della faccia. — Grionolo. Secrezione dell'umor act^ueo e pres- 
.sione endoar ter iosa. — Vach'aiu. Endotelioma primitivo della pleura. 
Marzocchi. Potere emolitico del siero del sangue. — Ponzo. Ca- 
lici gustativi nel fé t > umano. — Giani. Cistite cistica. — Van- 
ZETTi. Flebite con cirrosi del fegato. - - Ba.tardi. Sclerotomia. Ptosi 
della palpebra supcriore. Curvatura della faccia posteriore della cornea. 

Giornale deDa r. Società italiana d'igiene, Milano. lOOò, X. 2. Lo- 
RENZKLLI. Morbilità e alimentazione nel 1** anno di vita. — Tonello. 
Depurazione dell'acqua. — Pa<;anini. Segatura di legno nelle fa- 
rine e nel pane. — BAS.sr. Anaerobiosi. 

Journal d'hygiéne, Parigi. X tS09. 

Lotta (La) contro la tubercolosi, Milano. Anno ò, X. 2. 

Bendiconti dell'Associazione medico-chirurgica dì Parma. 190ò. X. 1, 
Mariotti. Craniectomie tardive. — Borri. Olio d'ulivo e tubo dige- 
rente. — Piva. Scroscio laringeo e indurimento giovanile delle ai*- 
t»erie. 

Sperimentale (Lo), Firenze. iXnnn />.9, j\'. i. Ce.sarls Dwmki.. Degenei-azioni 
vacuolari da .squilibrio osmotico. — Padkri. Ossigeno ed avvelena- 
mento per tossina tetanica. - - Fichkra. Circolo collaterale. — Mar- 
chioni-Daodi. Grasso nel pancreas. — FoÀ e Levi. Xucleoproteidi e 
coagulazione del sangue. F'ilippi. Avvelenamento per acido ossa- 
lico. — C'krki. Alcali e tossina tetanica. 



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42 BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 



Ingegneria. 

Il problema ferroviario del porto di (lenova. 1. 

WiLLCocKs. The Nile in 1904. 

Taramelli. Linea direttissima da Genova alla^valle del Po. 

Atti deirAssociacione elettrotecnica italiana, Roma, (ieiuuiio'fehbwh 
190r). Lombardi e Mbi.azzo. Arco elettrico a corrente alt^mata. — 
Bakheca. Fasometro. — Garibam»i. Onde hertziane e ma^etizza- 
zione dell'acciaio. Ascoli. Detector magnetico. Gola. Idrau- 

lica ed elettricità. 

Boletin del Cnerpo de ingenieros de miiia!^ del Pcm, Lima. .V. /ì. Ma- 
siAS. Asiento minerai de Yaiili. - A\ 16. Intbrmt^s de la Comisión 
del Cerro de Pasco. A', il . Lissox. Tifili ites del Salto d^l Fraile: 
Sonnertitia del Morrò Solar. 

Bollettino del Collegio degli ingegneri ed architetti in Napoli, /.^/ò, 
ìs. 4. Oliva. La direttissima Roma- Napoli. 

Elettricista (L'), Roma. /.9<>.>, X, ò-fj. Bkrti. Luce ultravioletta e s<Mn- 
tilla elettrica. — "Mah lu. Vettura geodetica. — Trasformatori statici. 
Lega Zimalio. — Arno. Corpi magnetici in un campo Ferraris. — 
CrsMAXO. L'elettricità a Parigi. — Impianta idro-elettrico di Temi. 
Ambrosini. R^xdiazioni. — Gexiarui. Telegrat'a a corrente» continua. 
Gola. Idraulica ed elettricità. 

Politecnico (II) Milano. Fefjhntio /OOn, Traspoi-tì di energia elettrica. — 
Ancona. Fluidi elastici. 

Rivista di artiglieria e genio, Roma. JVhbrofo IWh"». Giannitrapaxi. 
Guerra nisso-gia])ponese. — Passone. Materiale da jx>nte. — Ca- 
pello. Fuoco d'assedio contro pallone fi*enato. M.\ZZEI. Alc«»olene. 
Ascoli, Istruzione a ]>ìedi per artiglieria da camj>agna. 

Agricoltura, Industria, Commercio. 

Bnllettino delFagricoUnra, Milano. JUOò, X. .9-/.V. 

List (Monthly) of pnblications of the Un. St. departement of agrieal- 
tnre. Fe^hrah JffOr». 

Rivista (La); organo della r. Scuola di vitic«dtura ed enologia e del Co- 
mizio agrario di Conegliano. /.90.>, X. ò-O, MCXTZ. Vellutato dei 
vini. — Cari'EXTIEHI. Cva di viti innestate. - Carpené. Alcoolo- 
metro. 

Stazioni (Le) sperimentali agrarie italiane, Modena, Voi. SI, X. li- 12. 
Si'ALLANZANi e Bkhtozzi. Grana reggiano. — Gu'stiniani. Barba- 
bietole da zuccbero. — Brcci. Foglia di geb^o: consumo. — Sioxa. 
Infiorescenze della canapa. — GiUMALDI. Piombo nelle legbe di stajn'^^ 
e piombo. — Monaco. Roccie leucitiche nella concimazione. — Scala. 
(ò-assonel formaggio. - Bf>5ANA e F.vscETTi. Alimentazione dei suini. 



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MARZO 1905. 43 



Economia, Sociologia, Politica. 

Biblioteca dell'economista, Torino. Serie 4, N. 155, 

Journal (The EciHiCMnic), Londra. X. 57. Dibtzbl. Freede trade and the 
labonr market. — Tirner. Municipal undertaking8» — Fisher. The 
town hoiising problem. — Evans. British railwaya and goods trafììc. 

Hiyista internasionale di scienze sociali e discipline ansiiiarie, Eoma. 
JV. 147. Gi^ARiNi. Elettricità in agricoltura. — Preziosi. Emigra- 
zione italiana negli Stati Uniti. — Calisre. Schiavismo bianco e 
legislazione internazionale. — (torta. Questione operaia in Inghil- 
terra. 

Giorisprudenza. 

Archives diplomatiqnes.- Parigi. SpeciTmn. 1905, 

Circolo (II) giuridico. Palermo. ^Y. 420-422, Lombardo. Mora in diritto 
l'Ornano. 

Statistica. 

Bollettino statistico mensile della città di Milano. Gennaio 1905, 
Bnlletin mensuel de statistique municipale de la ville de Buenos Aires. 

Settembre -fi irpììfhì'p 1904. 

Geografia. 

. Bollettino della Società geografica italiana, Boma. Marzo 1905. Gravisi. 
Popolazione dell'Istria. — Poma. Carta della gvierra russo-giappo- 
nese. — BiASlTTi. Africa orientale intima, a mezzogiorno dell'Etiopia. 
Marsox. Gruppo del Cavallo e ghiacciaio della Piave. 

Mittlieilungen (Dr. A. Petermann's) aus J. P. geographischer Anstalt^ 
Gotha. 1905, N. 1. Nansen. Meerestròmungen. — Stahl. Zentral- 
und Westpersien. 

Storia, Biografia. 

Amira. Konrad von Maurer. 

Friedrick. Karl Adolf von C'Omeliu.s. 

Heioei.. Karl von Zittel. 

Mc'SATTT. Storia di un lembo di t^rra, ossia Venezia ed i veneziani. 
Storia della promissione ducale. La critica storica e le leggende na- 
zionali. Guida storica di Venezia. 

Archeologia. 

Anseiger fttr Schwei teriache Altertnmskunde, Ziu-igo. Voi. 6, K. 2S. 
FiTiRBR. Grabhtigel von ObergSsgen. — Nabf. Fibule de bronze dans 



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1 



44 MABZO 1905. 

le Val de Travers. — Mayor. Aventicensia. — Burukhardt-Bib- 
DERMANN. Der Trakische Gott Heros. — SmLÀPFKR. Die Kirche 
Notre-Dame in Freiburg. — Zemp. TeiTacotta-Relief. — Major. Die 
Basler Goldschmidefemilie. Fechter. 
Biyista areh«4ogica d^a provineia e astica diseasi ài Cmmi. ^'. AO. 
Cavaona-Sangiuliani. ChieBa e chiostro di Piena. — Gu'Mani. Iscri- 
zione del territorio comasco. — Sant'Ambrogio. Affresco nell'epi- 
scopio di Como. — Magni. Notizie archeologiche. E. Barbiano di 
Belgiojowo. A. (tarovaglio. 

Filologia. 

KKrMHAciiKH. Neugriechische Schriftsprache. 

Lettoratura. 

BiLAC. Poesias. Rio de Janeiro, 1904, 

Memorie del r. Istituto orientale di Napoli. K. 1. Nallino. Odierne 
tendenze dell'islamismo. Cocchia. L'Istituto Orientale. — Bo- 
NKLLi. Moderna letteratura ottomana. — Db Vincenti is. Persia an- 
tica e pei*8Ìano moderno. 

Transactions of the R* Society of literature, Londia. Voi, 26^ X /. 
Gbrothwohj.. Nero in li tarature. — Rogkrs. Shàh Nàmah, or Bo(jk 
of kings. 

Bello arti, Numiamatica. 

AMBR080LI. Moneta Cavallina di Candia. 
Musica e musicisti, Milano. J904, X. 12. 

latruziono. 
Bollettino ufficiale del Ministero delP istruzione pubblica. 1905, X. 9-tJ 

P, Sftf)J}l. 

Roligione. 

Literaturzeitung (Theologische), Lipsia. I9()ò^ X. 4. 
Rosario (II) e la nuova Pompei. 1906, X. 1-3, 



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BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 

(aprile 1905) 



Bibliografia. 

Bollettiiio delle pabblicazioni di recente acquisto della Biblioteca del 

Senato del Regno. 1905, N. 1, 
JSollettino delle pubblicazioni italiane riceTnte per diritto di stampa 

dalla biblioteca nazionale centrale di Firenze. Marzo 1905. 
Bollettino mensile della Società cattolica italiana per gli stndi scienti- 

fici, Pisa. Marzo 1905. 

Atti accademici. Riviste generali. 

Sodété bataye de philosophie expéHmentale de Rotterdam: programma 
19(4. 

Annales de la Facnlté des sciences de l'Uni versité de Tonlonse. Voi. 6, 
N. 2. GoiRSAT. EquAtions aux dérivées parfcielles du second ordre. — 
NoDON. Clapets électrolytiques. — Bourght. Théorème de Poisson. 
BouASSB. Elasticité de traction du caoutchouc vulcanisé. 

ArchiTes dea sciences physiqnes et natnrelles, Ginevra. Marzo 1905, 
FoREL. Montagne Pelée. — Dh Candollb. Parthónogenèse chez les 
plantes. — Honda. Niveau des pnits artésiens. . 

Atti del r. Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia. Voi. 64, 
N. 5, Sbvbrini. Serie di Fourier. — Zanon. Bocca d' estuario. — 
Saccardo e Traverso. Flora delle Vette di Feltre. — Biadbgo. G. 
Zanella traduttore di Heine. ^— Castelnuovo. Un critico della de- 
mocrazia. — Pari e B^arini. Innervazione dei muscoli antagonisti. 
Db Giovanni. Sistema, nervoso e terapia. — Pazienti. Durezza delle 
acque. — N. 6. Tellini. Carta delle pioggie nelle Alpi orientali e 
nel Veneto.. — .Galanti. Siberia. — Cattaneo. Evoluta armonica. 
Pazienti. Tinture e farmacopea italiana. — Biadeoo. Cesare Bette- 
Ioni. — Bossi. Mareografia lagunare. 

Atti della r. Accademia dei Lincei. Bmdiconti, CI, di scìmze^ 1905, 
sem. 1, N, 6-7. Mosso. Aria respirata. Aria rarefatta. Male di mon- 

Bulìettmo — Rendiconti. 8 



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46 BULIiETTINO BIBIilOGIlAFICO. 



tagna. — Tedonk. Coni di rotazione. — Picciati. Correnti costAnli 
elicoidali. — Corbino. Luce di intensità periodicamente variabile. — 
Chistoni. Pireliometro. — Veronese. Geometria non archimedea. — 
Volterra. Distorsioni dei solidi elastici. — Pizzetti. Momenti d'i- 
nerzia. — Vitali. Analisi delle funzioni. — Arno. Corpi magnetici 
in campi Ferraris. — Feliciani. Conduttività termica dei vapori di 
pentacloruro di fosforo. — Bellucci e Parravano. Piombati. — 
HiMiNi. Solfato dMdrazine e analisi gasometriche. — Korschin. Sin- 
tesi del 2-3-5 trimetilpirrolo. — Di Pergola. Foglie di conifere. — 
Petri. Batteri della mosca olearia. — Van Rynberk. Disegni cu- 
tanei dei vertebrati. 

Atti della r. AoMidemia delle scienze di Torino. Voi. 40, X. 6. Donati. 
Canale inguinale. — Panetti. Piastre tronco-coniche. — Bobba. Casa 
e fortuna in Democrito. — Valmaggi. Tacitiana. — Carbonelli. 
Busta da oculista scoperta a Si bari. 

Bulletin de TAcadémie r. de Belgiqne, Bruxelles. 1904, X. 911, 
Henry. Lois des poids et théorie atomique. Ether amidé. Calcium. — 
De Heen. Zero absolu. — Pelsbneer. Ligne de Weber. — La- 
mbbrb. Idem. — Mourlon. Gisement de Mammouth de Meerdegat. 
Terlinck. Déshydratation de 1* isodypnopinacoline a. — Vitoria. 
Isopropanol trichloré. — Brànts. Comptes d'un gentilbomme aa 
l?*' siècle. — Lalaing. Tolérance en art. 

Comptes rendns de TAcadémie des sciences, Parigi. Voi. 140, X. 16. 
Bbrtin. Navires à flottaison cellulaire. — Laveran. Trypanosoma 
gambiense. — Rossard. Comète Giacobini. — Mason. Equation dif- 
férentielle ^* -f XA (3)y=^0. — Liouvillb. Vitesse de combustion 
des poudres et pressi on. — Pigeaud. Arcs associés à des longerons 
par des montants verticaux articulés. — Houllbvigub. Proprietà 
optiques du fer ionoplastique. — Bazin. Voi à voile. — Bohdas et 
Toi'PLAiN. Cacaos et chocolats : analyse. Lait : analyse. — Haih'.er 
et Pescueux. Présence du gas d'éclairage ou du grisou. — Gnx- 
CHANT. Luminescence de racide arsénieux. — Kowals&i et Jova. 
Are électrique à haute tension. — Hbmbalech. Etincelles oscillan- 
tes. — Bbnoist. Electrothérapie. — Bodroux. Dérivés monosubsti- 
tués de l'uréthane. — Gerbbr. Pétales inverses du cheiranthus Cheìri. 
DuMONT. Terres arables. — Coutièrb. Crustacés des campagne»» de 
la «Princesse Alice». — Cluzet. Excitation des nerfe ; éleetrodii- 
gnostic. — Charrin et Moussu. Rate: fonction biligénique. -- 
Frouin. Sue intestina! et sécrótion entérique. — Bibrrt. Lactoee 
animale. — Nicolas. Formol dans le lait. — Maignak. Production 
d'alcool et d'acetone par les muscles. 

Journal (The american) of seience, New Haven. X. 112. Davis. Suess' 
theories. — Agassiz. Albatross expedition to the Eastem Pacific. — 
Smith. Quartz and Pyrite. — Kraus. Celesti te-bearing rocks. — 
McClellan. Interference with the by-prism. — Hbaddbn. DoagiitT 
springs. — Hastings. Collimation in the human eye. -r- Dadourias. 



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APRILE 1905. 47 



Electrode for lead Storage oells. — Evans. Clirysoberj'l frora Canada. 
HoFFMANN. Souesite from Britisli Columbia. — Adams. Absence of 
helium from carnotite. 

JoDrnal (The) of ihe College of science, Imperiai University of Tokio, 
Japan. Voi. ì^O, K. S-4. Hayata. Euphorbiaceae et buxaceae japo- 
nicae. — Ikeda. Gephyrea of Japan. 

Journal of the R. microscopical Society, Londra. 1905^ K. 2. Scott. 
Carboniferous ferns. — Conrady. Difiractiou spectra. — Eheixberg. 
Images of gratin gs. 

Méraoires de rAeadémie des sciences et lettres de Montpellier. Scienze , 
Voi. 3f X. 4. DELAfJE et Moi^RorES. Pétrographie des Cévennes. — 
SorLiET. Annélides de la région de Cette. 

Hemorle della r. Accademia dei LinceL Cla.Hse di scienze, Serie 5, Voi. o, 
X 1-2. Cesàro. Spazi cnrvi. — Nasini, Anderlini e Salvadori. 
Emanazioni terrestri italiane. 

Memorie scientifiche della Università imperiale di Kasan (in russo) 
Voi. 7A N. 10-11. 

Nachrichten von der le. Gesellschaft der Wissenschaffcen zn Qòttingen. 
Geach. 1904, N. 2. Wackernagbl. Sprachtausch und Spraohmiscbung. 
CI. <U leti. 1904, X. 6. Brackmann. Papsturkunden der Scbweiz. — 
Schwartz. Atbana«iu3.. — 1905, N. 1. Frensdorfp. Braunschwei- 
gisches Stadtrecht. — Schròder. Lieder von Gtoethe und Lenz. 

Nature; a weekly illustrated journal of science, Londra. X. 184S-1852. 

Pagine istriane, Capodistria. 1905^ X. 3. Ricciotti Bratti. Pesca in 
Istria e Dalmazia. — Segarizzi. Giovanni Sobota. — Vbsnaver. Gri- 
signana. — Majer. Archivio di Capodistria. 

Preisschriften icekrdnt und herausgegeben von der F&rstlich Jablonow- 
ski'schen Gesellschaft zu Leipzig. X. 37. Nbumann. Potentialtbeorie. 

Proceedings of the R. Irish Academy, Dublino. Volume 25, A, 3. 
Ross. Verb-functions. — 7i, 3. Stephen». Irish coelenterata. — C, 9, 
Bernard. Dignitas decani of St. Patrick 's Cathedral. 

Proceedings of the r. Physical Society, Edimburgo. 1904-1905, X. 2, 
Rbnnie. Tentacles of an antarctic siphonophore. — Carpbntbr and 
EvAXS. Spiders. — Hodoson. Decalopoda australis. — Evans. Black- 
backs of the Bass. 

Proceedings of the R. Society, London. X. 506, Chree. Elastic solids. 
Crookbs. Colouration of glass. Europium. — Thavbrs and Gwybb, 
Platinum scale of temperature. — Lockybr and Baxandall. Are 
spectrum of scandi um. Stellar line near A 4686. Spectrum of (jl Cen- 
tauri. — Shaw. Autumnal rainfall and yield of wheat of the following 
year. — Ewart. Ascent of water in trees. — Rosbnhain. Slip-bands 
in metallic fracturee. — Bousfibld. Jonic sizes and conductivity of 
electrolytes. — Ayrton. Ripple-mark. — Sbnter. Catalysis of hy- 
drogen peroxide by colloidal platinum. — X, 507 • Fox. Temperature 
of the Simplon tunnel. — Nivbn. Conductivity of beat. — Maclau- 
rin. Reflexion of light. — Lyons. Atmospheric pressure in North- 



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48 BULLETTINO BIBLIOGEAFICO. 

East Africa and the Nile flood. — Brown. Green leaves. — Browx" 
and Esco^iBB. Atmospheric carbon dioxyde. — Brown and Wilson. 
Green leaves. 
Rendiconti e Memorie della R. Accademia di scienae, lettere ed arti 
degli Zelanti, Acireale. Serie 3, Voi. 3, Mem. di lettere, — Raciti. 
Is'yssa. — NicoTKA. Detrattori di Platone. — Santoro. Canto nu- 
ziale in letteratura latina. — Raciti e Santoro. S. Parasceve o 
Venera, 
Rovista de la Real Academia de deneias exactas, fisicas 7 Bataralea 
de Madrid. VoL 2, N, J, Gonzàlbs Hidalgo. Moluscos testàceos de 
laa islas Filipinas, Joló y Marianas. — Del Castillo. Radioactivi- 
dad. — LiNÉs. Problema de geometria. 
Riyìsta di fisica, matematica e scienze naturali, Pavia. Aprile 1905. 
Maffi. Timoteo Bertelli. — Necchi. Immunità. — Tognoli. Proje- 
zioni ortogonali. — Alfani. Il disastro d'India e l'osservatorio xi- 
meniano. — Paoli. Phyllobiologie di Hansgirg. 
Rivista scientifico-industriale, Firenze. 1905, N. 5-6, Emo. Pendolo conico. 
Séances et travaux de TAcadémie des sciences morales et politiqnes, 
Parigi. Febbraio-aprile 1905. Levasseur. Statistique de l'enseigne- 
ment primaire. — Lyon-Caen. Plus-value des oeuvres d'art. — Bc»r- 
troux. Cougrès de philosophie. — Sorbl. La guerre de 1792 à 1815. 
Lallbmand. Lèpre et léproseries. — Db la Tour. Transformations 
sociales de la France. — Db Boutarbl. Les finances de Lotiis xiv. 
MoNOD. Michelet et George Sand. — Lair. Universitós allemandes 
en 18B8. — Bourdeau, Psychologie et philosophie de Sainte-Beuve. — 
Boutroux. Leon OUé-Lapruiie. — Levasseur. Le horaestead. — 
Lbroy-Bbauliei:. vSahara, Sudan et chemins de fer transsahariens. — 
Db Grandmasson. Le comte de la Forest. 
Studi sassaresi. Anno 3, Sez. i, N. 2. Bbsta e Guarxerio. La cart* 
de logu. — Sez. 2, N. 2. Manca e Fatta. Digiimo nel carabus mor- 
billosus. — Manca. Derivati della morfina. 
Transactions (Philosophical) of the R. Society of London. A, 379. 
Cuthbertson. Refractive indices of the elements. — B, 238, Indici. 

Matematica. 

Maillet. N. 31 brochures de mathématiques. 

Annalen (Mathematische), Lipsia. Voi. 60, N. 2. Kónio. Kontinunm- 
Problem. — Schoenflibs. Wohlgeordnete Mengen. — Bernsteis. 
Transfinite Ordnungszahlen. — Borel. Théorie des ensembles. — 
Fabbr. Abzfthlbarkeit der rationalen Zahlen. — Blichfeldt. Groups 
of collineations in tour variables. -— Kolossof. Zyklische Systenie. 
Mbyer. Nullsystem in der kynematischen Geometrie. — Bòhmer. E1- 
liptisch-convexe Ovale. — Libi'ZMANN. Theorie der 7it«n Potenzreste 
in algebraischen Zaklkòrpem. — Busche. Greometrie und Zahlen- 
theorie. — KCrschAk. Der gròsste gemeinsame Teiler zweier For- 
men. — Wendt. Hamiltonsche Gruppen. 



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APRiiiE 1905. 49 



AnnaM di matematica, Milano. Vo(, 11, N. 2-8, Bianchi. Superficie iso- 
terme e deformazione delle quadriche. — Fubini. Gruppi discontinui. 
Fréchbt. Méthode de Jacobi -Hamilton. — Calapsoì Superficie di 
Guichard. 

JoQrmd ffkr die reine iiiid angewandte MotlMmatlk, Berlino. Voi. 128, 
N. 4. Netto. Abstrakte Gruppen aus zwei Elementen. — Schlbsin- 
(;er. Lineare homogene Difierentialgleichungen. — Bauer. Irredu- 
zible Gleichungen. — Muth. Aequivalenz von Scharen quadratischer 
Formen. 

Periodico di matematica, Livorno. Anno 20, N. 6, Poincaré. Defini- 
zioni generali in matematica. — Sibirani. Punti mobili. — Cipolla. 
Numeri complessi ad N unità. — Ahcoli. Projettività nello spazio 
a tre dimensioni. — Bindoni. 3ia88Ìmi e minimi di una fimzione di 
variabile reale. 

Proceedings of the London mathematical Sodetjr, Serie 2, Voi. 2, N. 7. 
MacMahon. Beficient multinomial expansion. — Voi. 8y N. 1. Jack- 
son. Basic numbers and Bessel's and Legendre's functions. Basic 
Bessel coefficients. — Baker. Altemants und continuous groups. — 
HoBSON. Fourier's series. — YorNO. Syzygies. 

Rendiconti del Circolo matematico di Palermo. Voi. 19^ N. 1-4. Ba- 
CJXBRA. Gruppi finiti di ti'asformazioni lineari dello spazio che con- 
tengono omologie. — Amato. Integrali primi comuni ad una classe 
di problemi. — Orlando. Funzioni analoghe alla funzione di Green 
per un parallelepipedo rettangolo. Deformazione di solidi isotropi. 
Segre. Geometria e analisi. — Marletta. Curve razionali del quinto 
ordine. Distanza ed angolo di enti complessi. - Nielsen. Coefficients 
binomiaux. — Zaremba. Une équation fonctionnelle de la physique. 
Marcolongo. Deformazioni finite. — Schoi'te. Moment d'inertie d'un 
simplexe S(ìi + 1) de l'espace ?2n par rapporfc à un /?»— i de cet En . 
S'NiGALLiA. Invarianti differenziali.' — Montessi's de Ballore. 
Fractions continues algébriques. 

Supplemento al Periodico di matematica, Livorno. Anno 8, N. 5. Area 
di un triangolo in iimzione dei lati. 

Transactions of the American mathematica! Society, I^ncaster. lìiéfci 
1900-1904, 

Scienze fisiche e cliiiniche. 

Sui lavori sismologici di M. Baratta. 

Baratta. Carta sismica d'Italia. 

Chester, Midnight telegraphic'time signals. Sondages aériens. 

Maillet. N. 22 brochures de hydrologie, meteorologie, etc. 

Rajna. Pietro Tacchini. — Circostanze dèireclisse .solare 30 agosto 1905, 
calcolate per tutta ItalTa e regioni circonvicine. — Sull' eclisse so- 
lare 30 agosto 1905. 

Anni^en der Physiky Lipsia. i90iìy X. 1. Brain. Hertzscher Gitterver- 
such und sichtbare Strahlung. — EÌntiiovbn. Dftmpfung oszillierender 



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60 BULLETTmO BIBUOGBAFICO. 



Galvanometerausschl^e. — Sc^wai^bb. Putverfórniige Kfirper. - 
Jàobr. Maxwell-Boltzmannaches Gresetz. — Feustbl. Kapillaritìltri< 
konitenten, — Schàbfbr. Absorptionspectrum der KohleDsftiH^. Be- 
sonatorengitter. — Dri^de. Teslatransformatoren. — Hausratu. Mes- 
sung kleiner Widerst&nde. — Zahn. Galvanomagnetische und ther- 
momagnetische Effekte in Metallen. — Bobe. Kinetische Gastheorie. 
Lbh&^ann. FlUssige Misch- und Schichtkristalle. — Bronx. Metal- 
lische LOsungen. — Gans und Weber. Was bleibt in einem penna- 
nenten Magneten konstant? 

N. 2. ScHOi<J.. PliotoelektrÌ8che Erscheinungen am féuchten Jodsil- 
ber. — Braun. Metallische Gitterpplarisation. Ktinstliche Doppelbre- 
chung. Entfemungen in Vacuum. — Riecke. Entladungserscbeinongen 
in Geisalerscben B&bren. — Kaempf. Doppelbrechung in Kundtachen- 
und Metallspiegeln. — Wommel.8DORF. Kondensatormaschinen. — 
Elmén. Elektriache Doppelbrechung in Schwefelkohlenstoff. — Kixo. 
Emiflsìonsspektra von Metallen. — Christiansek. Oberflachenspan- 
nui^g und Potentialdifterenz. — Schmaltz. Magnetisirung und ther- 
mische Leitfkhigkeit dea Nickels. — Biske. Quarzkeilkolorimeter. - 
Wildermann. Gefriertemperatur und G^friermetihoden. 

N. S, ScHOLL. Photoelektriflche etc. — Frank. Luftwiderstand. — 
Stark. Linienspectra des Quecksilbers. — Gans. Elektrodynajnik in 
bewegten Medien. — Gumlicu. Mangan-Aluminium-Kupfer-LegieruD- 
gen. — Laemmel. Atomwarme fester Elemento . — Wbsbndoxck. 
Thermodynamik. — Haentzschbl. Van der Waalache Gleichimg. — 
Klùpfbl. Uebergang elektrischer Str5me zwischen FlOssigkeiten 
und Gasen. — Lotzb. Kathetometer. — Hasbnòhrl. Strahlung in 
bewegten Kòrpem. 

N. 4. DiETERici. FlUssigkeitsw firme des Wassers und mechaniaches 
Wftrmeaquivalent. — Goldhammbr. Farbenempfindlichkeit des Auge^. 
Bbhn. Mittlere Kalorie. — Herckens. Photographische Bromsilber- 
gelatine. — Hermann. Rote Linien in Bogenspektren. — Grbix- 
ACHER. Voltaeffekt. — Prytz. Spiegelnde Flftche. — Seitz. Metall- 
zylinder und Hertzsche Wellen. — Winkblmann. Wasserstoff und 
Palladium. — Dorn. Heliumròhren imd elektrische Wellen. 

Annales de ohimie et de physiqne, Parigi. Marz(haprile 19()5, Boiie- 
QUELOT et Hérissey. Aucubine, glucoside de Taucuba japonica. — 
Sabatier et Sendbrbns. Hydrogénation et dédoublement moléculaire. 
Berthelot. Dessiccation des plantes et des tissus végétàux. Dimen- 
sions et volume des organes. Métaux dans les fouilles archéologique» 
en Egypte. — Dbwar et Hadfibld. Air liquide et fer. 

Articoli generali del calendario ed effemeridi del sole e della Iiiba per 
roriuonte di Milano. i906. 

Beibltttter xn den Annalen der Physik, Lipsia, 1995^ N, IS. 

Bnlletin of the Kodaikanal observatory, Madras. K. /• 

Cimento (Il nnoyo), Pisa. Febbrajo 1905, Corbino. Viscosità dielettrica 
dei condensatori. — BrscEMi. Trasparenza dei liquidi per le onde 
herziane. — Garbasso. Scariche oscillanti ed analisi spettrale. 



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APBILB 1905. 51 



Memorie MU Società degUspettmoopisa italiani, Catania. 1905, N. 3. 
Bbmporad e Mazzarella. Riduzione fotometrica delle lastre del ca- 
talogo stellare fotografico (Catania). — Rajna. Eclisse solare del 
30 agosto 1906. Nuovo osservatorio a Barcellona. 

PabUcatloai of tke eartkqnake iavestigatloii Committee in ftweigo lam- 
guages, Tokio. N. 20. Omori. Vibration of railway carriages. Eart- 
quake measurement in a brick building. 

Begenwaamemiiigeii in Nederlandseh-IndiS, Batavia. 1903. 

Beport of the director ef the Kodailcaiial and Madras Observatories. 1904. 

Beport of the national physical Laboratory, Londra. 1904, 

Seienze naturali. 

-Pavesi. Fenologia dei cigni nella provincia pavese. 

Salmojraohi. Analisi mineralogica di alcune sabbie normali impiegate 
nel gabinetto di costruzioni del r. Istituto tecnico superiore di Milano. 

Atti della Sodetà italiana di tdense naturali e del Museo dvioo di 
storia naturale in Milano. Voi. 44 y N. 1. Air aghi. Echinologia fos- 
sile. — BoBRis. Cristallografìa di composti organici. — Mussa. Flo- 
rura del Pian Kastel (Balme di Stura). — Cozzi. Florula abbiatense. 
Db Stefano. Ocadies fossiles. — Barbieri. Cervello degli anfibi 
anuri. — Mazzarelli. Pseudodifterite degli agoni. 

Bollettino del r. Coaitoto geologioo d'Italia» Boma. 1904, y. 4. Zac- 
CAGNA. Pania della Croce (Alpi Apuane). — Cassetti. Da Avezzano 
a Sulmona. Monti della Majella e del Morrone. 

.Bulletins dn C<Hnité géologiqne, Pietroburgo. Voi. 22, N.^SrlO. 
. Jahrhuch der k. k. geologisohen Reichsanstalt, Vienna. Voi. 64, N. 3-4. 
RiCHARZ. Neokombildungen bei Kaltenleutgeben. — FucHS. Fucoiden. 
SuB88. St. Polten. Perthitfeldspllte. — Graber. Bòhm.-Leipa und 
Dauba. — Schubbrt. Novigrad-Benkovac. — Pbtraschbck. Bohmisch- 
schlesisches Grenzgebiet. — Hammrr. Die kristallinen Alpen des 
Ultentales. — Hofmann und Zdarsky. Sfiugetierfauna von Leoben. 
HiNTBRLECHNER. Ostbòhmen. 

Materialien sur C^logie Russlinds lin lingua russa), Pietroburgo. Vo- 
lume 22, N. 1. 

Mémoires du Cernite géologique, Pietroburgo. N. 10. Fass. Tertiar-Abla- 
gerungen im Rayon von Kriwoi Rog. — N. 11. Borissjak. Pelecy- 
poden der Jura-Ablagerungen. — X. 13. Zalbs8KV. Végétaux fossiles 
du terrain carbonifere du bassin du Donetz. 

Mitteilnngen (Geologisehe), Budapest. Voi. 35, N. 1-3. 

Notarisia (La nuova), Padova. Aprile 1905. De Toni. G. De Notaris. 
Trotter. Plancton del lago Laceno (Avellino). — Edwards. Tro- 
chiscia moniliformis. — Sbtchell. Parasitic florideae of California. 

Beperts to the eyolution Conunittee (B. Soc. of London). K. 2. Batk- 
SON, Saundbrs and Pinnbtt. Physiology of heredit^-. 

Verhandlungen dir k. k. geologischen Beiehsanstalt, Vienna. 1904, 
N. 16-18. ScHiBERT. Cyclamina. Klippenzug von Korlat-Smilcic. — 



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52 BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 



Petrascheck. Bonebed aiis der bòliniischen Kreide. — G-evkr. Gra- 
nitklippe. — Trexer. Qnarzporphyrtafel. — 190n, K, 1-2. Katzer. 
Palftozoikum in Mittelhòhmen. — Kernbr. Werfene Schichten bei 
Katuni ari der Cetina. 
Verhandlnngieii der inssisch k. miiieralogiselien GMellsduill, Pietro- 
burgo. Voi. 41^ y, 2. Jakowlkw. Rugosa. — Sinzow. Bnmnen der 
Krons-B ranni we i nsn iederlager . 

Anatomia, Fisiologia, Medicina, igiene, Farmacia. 

Esposizione di Milano 1906: igiene pubblica; programma. 

Annali di nevrologia, Napoli. Aimo 22, K, 6, Bianchi. Mantello cere- 
brale del delfino. — La Pbgna. Midollo spinale di pollo. — Fra- 
<iNiTO. Manicomio provinciale di Napoli. 

Archiy fttr Anatomie nnd Physiologie, Lipsia. Anatomia, 1905, X. 1. 
Haame. Cardiadriiften und Cardiadrtisenzone des Magens der Haus- 
saugetiere. — Hasrb und Strbcker. Der mensclische Magen. — 
Held. Centralnervensystem der Wirbeltiere. — Fisiologia, 1905, 
N. 1-2. Friedenthal. Blutsverwandtschaft. — Grjns and Novoxs. 
Empfindlichkeit des Auges fìlr Licht. — Bechterew. Corticale 
Sehfeld und Augenmuskel. — Noll und Sokolopp. PHindusdrfkaen 
des Magens. — Friedenthal. Das vom Sympathicus innervirt^ Organ. 
Kleix. Das Wesen des Reizes. 

ArcliiTio di farmacologia sperimentale e scienze affini, Roma. Febbraù*- 
marzo 1905. Buffa. Luce colorata e perspirazione insensibile cutanea. 
Vinci. Lesioni del rene da acido salicilico e avvelenamento per sali- 
cilato di sodio. — Pi(;orini. Disinfezione degli alimenti ed aumento 
in peso e in azoto nel bombix mori. — Baldoni. Affinità elettiva 
del mercurio per i leucociti. — Manzini. Fermento amilolitico del 
sangue. — Casciani. Acque minerali e secrezione della bile. 

Atti della r. Accademia dei Fisiocritid in Siena. 1904, K. 7-10. Scar- 
pini. Sangue e anuria isterica. Inversione viscerale. — LrsiNi. Sieri 
ematici nell'avvelenamento da stricnina. Siero di sangue trattato cor 
etere e cloroformio. Iodio e avvelenamento per alcaloidi. Immunità 
alla stricnina. — Gagnoni. Eosinofilia. — Orlmaldi. Il piombo nelle 
leghe di stagno e piombo. — Nepi. lodogelatina e psoriasi. — Ga- 
gnoni. Nutrizione e mortalità nei bambini. — Bardi'zzi. Dispensari 
antitubercolari. — Santucci. Ciste di echìnocco e leucociti eosinofili. 
Epatopessia. Peritonite erniaria da spina di pesce. — Solieri. Ernia 
crurale. ~ Cecchbrelli. Corpuscoli di Ruffini. — Tarozzi. Germi 
anaerobici. — Solieri. Trombosi acuta della porta e peritonite per- 
forati va. 
Bollettino delFAssoeiaEione sanitaria milanese. Gennaio 1905. Bellini. 

Finsen e la fototerapia del lupus. ■ 
Bnlletin de l'Académie de médedne de Paris. 1905, N. 6-14. Chaxtc- 
MESSE et Borel. Fièvre jaune et mousti(iues. — Kermoroant. Dì.sk>- 



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APRiiiE 1905. 53, 



matose hépatique au Tonkin. — Service de la vaccine. — Lanne>- 
LON(;UE et AcHARD. Traumatisme et tuberculose. — Johias. Fièvre 
typhoi'de. — Fournier. Paralysie generale de la syphilis. — Boinet. 
Rétrócissement mitrale. — Cornil et Coudray. Corps étrangers ar- 
ticulaires. — Hucuard. Acide formique et force musculaire. — Kbr- 
MORGANT. Maladies dans les colonies fran9aise8. — Calmettk et Brb- 
TON, Infection ankylotìtomiaàiqiie. 

Bnllettino delle scienze mediche, Bologna. 1905, N. 8, Boschi. Fegato 
infettivo. — Badaloni. Mortalità per tubercolosi polmonare. — Perna. 
L'embrione dell'uovo di pollo e la luce. — Ricchi. Iodoformio e occhio* 

(Gazzetta medica lombarda, Milano. 1905, N, 13-16, Crosti. Aneurisma 
diffuso dell' arteria poplitea sinistra. — AnTonelli e Pietrabissa. 
Trapianto tendineo. Omicidio medico. Protezione dei figli dei condan- 
nati. — Pbdrazzini. Traumi del capo. — Perrando. Nemaspermì 
nelle macchie. — Carbone. Atrofia nervosa da trauma del capo. 

Giornale della r. Sodetà italiana d'igiene, Milano. 1905, N, 3-4. Ora- 
ziani. Illuminazione naturale delle abitazioni. — Bonfiglio. Lecitine. 
Bordoni-Uffreduzzi. Risanamento e salubrità delle abitazioni a 
Parigi. 

Journal dliygiéne, Parigi. N. 1310, 

Journal de l'anatomie et de la physiologie normales et pathologiqnea 
de l'homme et dea animanx, Parigi. JlLarzo-apnle 1905. Hermann 
et TouRNEtTX. Tumeurs congénitales de la région sacro -coccygienne. 
Le Damany. Adaptation de l'homme à' la station debout. — Tur, 
Monstres endocymiens. — Géraudel. Structure du foie chez l'homme. 
Deplandrb. Fonction adipogénique du foie. 

Jonriial de pharmacie et de cbimie, Parigi, Voi, 21, X, 4-7. Morel. 
Formol. — Vignekon. Quiriiue et quinquinas. — Tellb. Bròme et 
corps gras. — Maillard. Pigments d'origine scatolique ; scatoxyle. 
Chapus. Sables intestinaux. — Gemayel. Cola granulé. — Adam. 
Ether de pé troie ; huile de vaseline ; vaseline. — Warin. Ecorce de 
bourdaine. — Lemeland. Gomme de Feronia elephantum — Martin. 
Sirop iodotannique. — Petit. Catgut*. — Marchadibr. Oxydations 
fermentaires indirectes. — Barillé. Eau de laurier-cerise et injec- 
tions hypodermiques. — Gerard. Calculs biliaires. — Gì inochet. 
Filtres Chamberland. — Galimard et KoENia. Ostéomalacie infantile. 
Planès. Saochanires granulés médicamenteux. 

Rendiconti dell' Ateociazione medico-chimrgica di Parma. 1905, X. 2. 
Gardenghi e Tirelli. Acqua delle caserme di Parma. — Chérié- 
LiGNiÈRE. Scroscio laringeo. 

Ingegneria. 

Baratta. L' acquedotto pugliese e i terremoti. 
Relazione sulla questione della facciata del Duomo. 
Esposizione di Milano 1906 : metrologia ; programma. 



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54 BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 

Annales des mines, Parigi. 1904, N. 12. Walckbnaer. Accidents d'ap- 
pareils à vapeur. — Industrie minerale des Etats-Unis. — 1905. X. 1, 
Bailly. Fer oolitique de la Lorraine. — Delafond. Càbles des mines. 
Levat. Niveau aquifère dans le Sud-Oranais et le Sud-Marocain. — 
BorsQiiET. Législation minerale des Pays-Bas. — Production mine- 
rale et métallurgique de la Prusse. 

Boletin del Cnerpo de ingenìeros de minas del Pem« Lima. X. 18-19, 
Db Habich. Yacimientos carboniferos del distrito de Ghecras. — San- 

• TOLALLA. Asientos minerales de la provincia de Cajabamba. 

Bollettino del Collegio degli ingegneri ed arehitetti in Napoli. 1903, 
X. ò'6. Tango. Versante del Monte Ecbia sulla svolta del Chiata- 
mone. — Scala. Stima per taglio doloso d'alberi. — Recipienti per 
gas compresso o liquefatto. 

Elettricista (L'), Roma. 1905, X. 7-8, Impianto del Brembo. — Leghe 
magnetiche di manganese. — Calicuiopulo. Trazioni elettriche su 
strade ordinarie. — Saltini. Cavo telefonico nel lago di Como. — 
Tantalio. — Perez. Motori d'induzione. — Perturbazioni telefoniche. 
MoNTù. Apparato telegrafico multiplo stampante. — Minerale radi- 
fero. — Elettrolisi nelle condutture dell'acqua e del gas. — Arno. 
Isteresi dei corpi magnetici. 

Politecnico (II), Milano. Marzo 1905. Unità di misura e contatori elet- 
trici. — Sant'Ambrogio. Coro presbiterale della basilica ambrosiana. 
Segre. Gru elettrica. 

Rivista di artiglieria e genio, Roma. Marzo 1905. Bennati. Problema 
militare. — Giannitrapani. Guerra russo-giapponese. — Travature 
di legnjime su appoggi inclinati. — Db Matteis. Ufficiali per Tar- 
tiglieria da campagna. — Caprilli. Vento ed edifizi. — Falta. Ap- 
parecchio elettrico per votazioni. 

Agricoltura, Industria, Commercio. 

Bnllettino delFagrìcoUnra, Milano. 1905, X. 14-17. 

List (Monthly) of publications of the Un. St. departement of agricil- 
tnre. Marzo 1905. 

Riyista (La); organo della r. Scuola di viticoltura ed enologia e del Co- 
mizio agrario di Conegliano. 1905, X. 7-8. Da Rio8. Concentrazione 
dei vini. — Gaia e Sannino. Marsala adulterato. Cemento nei reci- 
pienti in muratura. Esportazione. — D'Agostino. Sovescio nei vi- 
gneti. — Conservazione delle botti. — Truschini. Trattati di frutti- 
coltura. — Granoturco alterato. 

Stazioni (Le) sperimentali agrarie italiane^ Modena. Voi. 38, X. 12. 
GirsTiNiANi. Barbabietole da zucchero. — Bucci. Foglia di gelso: 
consumo. — Todako. Esperienze e prpve di coltivazione. — Quab- 
taroli. Acidi vegetali e fosfati. — D'Ippolito. Semi duri delle 
papilionacee. 



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AFBILE 1905. 55 



Economia, Sociologia, Politica. 

Botti. Delinquenza femminile a Napoli. 

Margini. Casse di risparmio modello. 

GrOBBi. Casse di assicurazione per la maternità. 

Augurio (Il buon); periodico mensile (i piccoli dei-elitti ai bimbi di 
cuore), Milano. Anno 1, N. 1. 

Atti del Consiglio ProTindale di Milano. 1904. 

Biblioteca dell'economista, Torino. Serie 5, X 1, Beniki. Statistica me- 
todologica. 

Rivista intemaaionale di scienze sociali e discipline ausiìiarìe, Koma. 
X 14S, GuARiNi. Elettricità in agricoltura. — Manfredi. Stranieri, 
assicurazioni contro gli infortuni e responsabilità professionale. — 
GoRiA. Ordinamento operaio e legislazione sociale in Inghilterra. 

Statistica. 

Carrarco. Población de la Repùblica Argentina 1819-1903. 
Bollettino statistico mensfle della città di Milano. Febbraio 1905, 
Bnlletin mensnel de statistiqne annicipale de la ville de Buenos Aires* 

Gennaio 1905, 

Geografia. 

Bollettino della Società geografica italiana, Eoma. Aprile 1905, Berto- 
UNI. Corsi d'acqua tra il Lemene e il Tagliamento. — Fasi. Islanda. 
JouBERT. Paleontologia del Madagascar e delle regioni antartiche. 

Globe (Le); journal géograpbique. VoL 44, Bidlettinoj N. 1. Stroblin. 
Tyrol, Autriche et Bohème. Cracovie, Bucarest, SinaYa, Trieste, Ab- 
bazia, Miramar. — Perdicaris. Maroc. — Galichon. Hauràn et 
Druses. A Palmire par Homs. — Jalla. Lacs de TAfrique centrale. 

Mittheilungen aus J. P. geographischer Anstalt, Gotha. 1905, N. 2-3, 
Nansen. MeeresstrOmungen. — Stahl. Zen trai und West Persien. 
Seidel. Bev6lkerung der Karolinen und Marianen. — Thoroddsen, 
Bruchlinien Islands. — Senfft. Karolinen inseln. — Nissen. Karto- 
graphie Norwegens. — Ergdnzungsheft 150, Machaòek. Der Schwei- 
zer Jura. 

Publikationen ffkr die intemationale Erdmessung, Vienna. Voi, 13, 
iMnyenbestimmungen . 

Yerbandlangen der dsterreichischen Gradmessungs-Kommission, Vien- 
na. 1901-1903. 

Storia, Biografia. 

Archivio storico lombardo, Milano. Serie 4, N. 5, Eoberti e Tovini. 
Codice statutario bresciano. — Biscaro. Note e documenti santam- 
brosiani. — Greppi. Alessandro Verri e la storia d* Italia, — Mala- 



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^6 BULIiBTTINO BIBLIOGRAFICO. 

«UZZI Valetii. La chiesa di S. Satiro in Milano. — Dei^aruelle. Le 
séjour à Milan d'Aulo Giano Parrasio. — Pbtra(jlione. Storici mi- 
lanesi. 
Bollettino della Società pavese di storia patria. 1005, X. 1. Levi. Cre- 
mona e Pavia nei secoli l(j**-18**. — Rota. Industria serica in Pavia. 
Bi'STico. Teatri musicali di Pavia. — Pisani-Dorsi. Verdesiacum. — 
Rampoldi. Regisole. 

Archeologia. 

Annales de TAcadémie r. d'archeologie de Belgiqne, Anversa. Serie 5, 
Voi, 6f JV. 5. Db Jox(ìue. Sceau-matrice de Robert de Bavay. — 
DoxNET. L'évèché de Bruges en 1f)89. — Vaernewyck. Les van Hal- 
male. — Vax den Gheyx. Iconographie de Cliarles-le-Téméraire et 
de Marguerite d'York. 
Bnlletiii de FAcadémie r. d'archeologie de Belgiqiie, Anvers. 1904, X 3, 
Bulletiii de la Sodété des antiquaires de Picardie, Amiens. 1904, X ;. 
TiioHEL. Le mot: chic. — Bon^nailt d'Houet. Genlis ou Jenlis. — 
BuAXDicouRT. Témoignage historique des plantes. — Glyencoikt. 
Terrari e gal Io-roma ine. 

Letteratura. 

Archer db Lima. Livre de sonnet^s. 

Manxucci. La Cronaca di Jacopo da Vaiagine. L'anonimo genovese e 

la sua raccolta di rime. 
PÒFFANO. D poema cavalleresco. 
•Parravicini. Sulle opere di Claudio Claudiano. 

Belle arti, Numismatica. 

Ricci. Bartolomeo Borghesi. Zecca di Dego. 

Samhox. Catalogo di medaglie. 

Bollettino di numismatica e di arte della medaglia, Milano. Febbraio- 
aprile J90Ò. Carrara. Issa. — Giorcelli. Zecca piemontese. — 
Ricci. Zecca di Dego. — Seraifalsificazioni. — Perixi. Ripostiglio 
di CarriboUo. — Ricci e Grassi. Monete del Chiai-araonte. — Sgul- 
MERO. Bronzi di Pio sesto. — Cerrato. Mezzo testone di Curio ii 
per Nizza. 

Istruzione. 

Pavesi. Date riguardanti gli istituti universitari di Pavia. 

'Ricci: Il gabinetto epigrafico ed archeologico nei musei e nelle scuole. 

Bollettino ufficiale del Ministero dell'istruzione pubblica. 1905, X 1210 

e nappi. Gallerie dei quadri di Rovigo, Treviso, Udine. — Statistica 

delle iscrizioni nelle scuole tecniche. 

Religione. 
Literaturzeitung (Theologische), Lipsia. J905, X, 5 9, 



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BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 

(MAaaio 1905) 



Bibliografia. 

Bollettino delle pnbblicazioiu italiane ricevute per diritto di stampa 
dalla biblioteca nazionale centrale di Firenze. Aprile 1905. 

Bollettino mensile della Società cattolica italiana per gli stndi scienti* 
fld, Pisa. Aprile-Maggio 1905. 

€atalo|n>« of Polish scientiflc literatnre, Cracovia. VoL 4, N, S. 

Elenco dei donatori e dei doni fatti alla biblioteca civica di Rove- 
reto. 1904. 

Atti Hccademlci,r Riviste generali. 

Anales del Museo nacional de Montevideo. Voi. 5, N, 2. Arechavalbta. 
Flora Uruguay a. 

Archives des sdences pbysiqnes et natnrelles, Ginevra. Aprile 1905. 
PiCTBT. Genèse des alcaloìides^ dans les plantes.' — Ebverdin et Drbsel. 
Dérivés dinitrés du p-aroinophénol. — Cantoni et Chaittbms. Sepa- 
ratici! de Tarsenic. — Mercanton. For^ges glaciaires. — Honda, 
Puit6 artésiens à Yokohama, Yoshiwara et Oktibo. 

Archives Néerlandaises des seiences exactes et natnrelles. Serie 2, 
VoL 10, N. 1-2. Vbrschaffblt. Poisons et plantes. — StraCkb. Poi- 
son propre -des plantes. — Onnbs et Happel. Surface entropie- vo- 
lume-energie de Gibbs. — Julius. Bandes de dispersi òn dans les 
spectres d'absorption. Images spectrohéliographiques <f orionis et nova 
persei. — Van der Waals. Mélanges binaires. — Dbkhuyzen. Pres- 
si on osmotique dans le sang et dans les urines des poissons. — ^ EiN"- 
THOVBN. Amortissement des oscillations dans les indications galva- 
nométriques. — Hallo. Pian de polarisation et bande d'absorption. 

Ateneo (L*) Veneto, Venezia. Marzo-aprile 1905. Gavagnin. L' anima 

• dell'arte. — Gioio da Muran. Leggende. — Pilot. Celio Magno. 
Seqarizzi. Navigazione da Venezia a Riva di Trento e G. Bertaz- 

Bidlettino — Rendiconti. 4 



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58 BdliriBTTINO BIBLIOGRAFICO. 

zolo da Venettia. — Fabris. Versi. — Fixzi. Statuti di Sassari. — 
Andrich. Comuni rurali bellunesi. — Trevissoi. Vittorie giapponesi: 
versi. 

Atti della r. Accademia dei Lincei. Eendiconti, CI, di scienze, 190ò, 
P Sem. N. 8-9. Volterra. Distorsioni dei corpi elastici simmetrici. 
FuBiNi. Equazioni alle derivate parziali e metodi di Riemann e Pi- 
card. — PicciATi. Solenoide elettrodinamico. — Chistoni. Pirelio- 
metro a compensazione elettrica. — Bellucci e Parrà vano. Sali 
isomorfi: — Barbieri e Calzolari. Sale cobaltico. — Castellana. 
Ricerca di acidi. — Padoa e Savaré. Ioduro d'amido. — Capelll 
Formole di addizione delle funzioni * di una variabile. — Grassi e Mr- 
NARON. Gozzo e cretinismo endemici. — Levi. Gruppi di movimenti. 
PoCHBTTiNO. Luminescenza dei cristalli. — Arno. Corpi magnetici 
in campi Ferraris. — Clerici. Sedimenti del Monte Mario. — Lerda. 
Sensibilità nelle cicatrici. 

Atti della r. Accademia 4elle sdenae di Torino. Voi. 40, N. 7-8. Mosso. 
Male di montagna e vomito. — Ferrerò e Nozari. Spettro d'a^or- 
bimento delle soluzioni di allume di cromo. — Piccinini. Bromo e 
derivati non saturi. 

Atti della i. r. Accademia di scienze, lettere ed arti d^li A^ti ia 
Rovereto. Geìinqjo-marzo 1905. Pedrolli. Storia rovere tana. — Pe- 
rini . Famiglia Frizzi di Rovereto- Medaglia del 3** centenario del 
concilio di Trento. — Bbttanini. Inscriptiones, elogia defunctonuiL 
gratulationes et varia. — Rustico. Il progresso ed il mondo greco- 
romano. 

Atti della r. Accademia Peloritana, Messina. Voi. 19, N, 2. Lilla. 
Frammento inedito di G. B. Vico. — Seguenza. Giacimenti di sal- 
gemma in Sicilia. — Scimemi. Paralisi dei muscoli oculari. — Vi- 
vanti. Equazioni di 5** grado. — Cesareo. Questioni politico-sociali 
nelle comedie di AristofÌEuie. — Currbri. Preparati microscopici. — Ti- 
SALLi. Casimiro De Lieto. — Sanzo. Moria dì molluschi bivalvi. — 
Rossi. Critica letteraria in Seneca. 

Atti dell'Accademia scientifica yeneto-treniino-iatrianay Padova. Anno t 
N. 1. Largajolli. Diatomee del Trentino. — Favaro. Angiologia 
dei petromizonti. — Dal Piaz- Tectonica dei monti fra il Brenta e il 
lago di S. Croce. — Longhi. Geologia dei monti Euganei. — Bt- 
GUiNOT. Colonie eterotopiche della flora mantovana. Saxi fraga pe- 
traea. — Minio. Erbario di L. Patarol. 

Atti della r. Univeraità di Genova. Voi. 18. Rovereto. Geomorfologia 
delle valli liguri. 

Atti e rendiconti dell'Accademia dafìoiea di aciense, lettere ed arti ii 
Acireale. Voi. 10.. Capuana. Anello smarrito ; Li vino veritaa. — Bo- 
logna. Rosmunda e la tragedia italiana. — Fichbra. Licaricati nelle 
scuole medie. — Scali A. Circoscrizione giudiziaria italiana. — Fa- 
tane PisTARÀ. Amore dei fratelli e moderna civiltà. — RoiCBO. 
Herbert Spencer. — Vitale. Rincofori siciliani. 



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MAGGIO 1905. 69 



Comptes rendiis del TAcadémie dea inscriptions et belles-lettres, Parigi. 
GennaiO'fébbìxiio 1905, Omont. Grammariens latins. — Lbger. La 
conversion ded Permiens au christianisme. — Hamy. Explorations saha- 
riennes. Ardjem. — Cumont. Inscription gréco-araméenne. — ^ Brbuil. 
Figures d'animaux. — Guimbt. Le dieu aux bourgeons. — Delat- 
TRB. Nécropole de Oarthage. — Schlumbergbr. Reliquaire byzantin. 

Comptes rendns de FAcadémie des sdences, Parigi. Voi, 140, N. 17, 
Flichb. Flore des jeunes tallis. — Guichb et Gilardoni. Nouvel 
embrayage. — Gbrnbz. Lumière emise par les cristaux d'anhydride 
areénieux. — Fabry. Spectroscopie interférentielle et spectre solaire. 
Turchini. Eclat des tiibes de Crookes. — Brbuil. Microscofpe eftcaout- 
chouc. — Gbrbbr. Diagramme flora! des crucifères. — Molliard. 
Appareil ascosporé de la morille. — Griffon. Assimilation cbloro- 
phyllienne cbez les jeunes pousses. 

N, 18, Bbrthblot. Combinaison chimique. Perméabilité des tubes 
de silice fondue. - — Ditte. Jodure mercurique, acide sulfurique et 
suliates de mercure. — Mascart. Tremblement de terre. — Guin- 
CHANT. Triboluminescence de l'acide arsénieux. — Langbvin. Mou- 
vement de translation de la terre. — Mathias. Chaleur de vapori- 
sation des gaz liquéfiés. — Pon80T. Chaleur dans le déplacement 
d'équilibre d'un système capillaire. — Rogovski. Temperature des 
corps en contact. — Matignon. Chlorures anhydres des métaux rares. 
Rengadb. Amidure de coesium. — Pinerua Alvarbz. Réactif de 
potassium. — Fron. Mycélium de la morille. — Bbllbnoux. Azotate 
de calcium en agriculture. — Lbduc. Pression osmotique dans le mu- 
scle et contraction. — Vaney et Maignon. Métamorphoses du vers 
à soie. — Ville et Dbrrien. Combinaison fltiorée de la móthémo- 
globine. — Battelli et Stern. Philocatalase et anticatalase dans les 
tissus animaux. — Clément. Acide formique et maladies à tremble- 
mente. — Foureau et Gentil. Régions vulcaniques du Sahara. 

N, 19, Haller et Dbsfontaines. Pouvoir rotatoire de molécules 
aliphatiques. — Moissan. Synthèse de l'acide oxalique. — Laveran. 
Pseudo-hématozoaires endoglobulaires. — Duhem. Hystérésis magnó- 
tique. — Colin. Geodesie et magnétisme à Tananarive. — Marie. 
Oscillations des vóhicules de chemin de fer et courbes. ^— Esclan- 
GON. Comète Giacomini. — Demoulin. Snrfaces de Voss. — Mail- 
LET. Equation indéterminée ac» -|- ^ = &«<» . — Rémoundos. Théorie 
des nombres et théorie des fonctions. — Urbain. Spectre dans la 
gadoline. — Gbrnbz. Triboluminescence du sulfate de potassium. — 
PoNSOT. Volume spécifìque des fluides. — Broca et Turchini. Fils 
métalliques et courant-s électriques. — Guye. Poid des gaz liquéfiables. 
JoANNis. Potassammonium et bromure de baryum. — Malfitano. 
CoUoì'des chloroferriques. — Marie. Acides nitrocinnaraiques. — 
Dejust, Oxides de carbon et d'argent. — Rcedbrer. Strontium am- 
moni um. — Bblloc. Osmose et tubes en silice. — Alvares. Com- 
pose osmieux et réaction de l'osmium. — Kling. Alcalis et solu- 



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60 BULLETTINO BIBLIOGRAFI CO. 

tions aqueuses d'acétol. — Boux. Sacoarification par le malt dee 
amidoDB artifìciels. — Chablay. Métaux ammoniums et dérivés halo- 
génés du méthane. — Lbbbau. Métaux ammoniums ; amines prìmai- 
res. — Trillat et Sauton. Puretó du laitet ammoniaque. — Wal- 
LERAND. Transformations polimorphiques par fàctions mécaniquee. — 
Catbux. Minéraux de la terre arable. — Bbrmard. Endophytee d'or- 
chidées. — Répin. Morille. — Doyon et Billbt. Ghloroforme et foie. 
GuiLLBMARD et Vrancbamo. Toxlcité dea alcalolides urijiaires. — 
PoRCHBR. Sucre du sang et accouchement de la chèvre. — Vaset 
et Maignon. Sexualité du bombix mori. 

N, 20, Berthblot. Perméabilité des vases de verre. — Viollb et 
Vautibr. Propaga tion des sons musicaax dans . les tujaux. — Hal- 
LER et Martine. Menthones, meathols et nickel reduit. — Maqubnkb 
et BouK. Empois de fécule. — Lacroix. (Jarbonatee basiqnes de ma- 
gnèsie de Péruption de Santorin 1866. — - Prince db Monaco. Enlè- 
yement d'un belicoptère. — Mascart et Ebert. Lunette méridienne 
pbotographique pour ascensions droites, — Stéphanos. Forces et 
trajectoires coniques. — Guyb. Eigidité électrostatique des gaz aox 
pressions élevées. — Hemsalbch. Oourants de Foucault, bystéré- 
sis du fer et étincelles oscillantes. — Turchini. Puissance radio- 
graphique d'un tube à rayons x. — Bloch. Conductibilité des gaz 
issus d'une fiamme. — Mbslin. lonisation et aimantation des solutions 
aqueuses. — Wbiss. Pyrrotine et pian magne tique. — G-brkbz. Tri- 
boluminescence des composés métalliques. — Mationon. Chlonires 
anhydres de métaux. — AlvArbz. Réaction du rbodium. — Cha- 
blay. Métaux ammoniums et alcools; alcoolates. — Klino. Propionyl- 
carbinol et dérivés. — Gcyot et Catel. Dérivés du benzodihydro- 
fìirfurane. — Piettre et Vila. Méthémoglobine. — Battelli et 
Stern. Philocatalase. — Chuard et Porchbt. Solutions de verdet 
neutre^ bouilles cupriques et mildiou. — Delacroix. Pourriture bacté- 
rienne des choux. — Lagatu. Terree arables. — Odier. Terminai- 
son des nerfs moteurs dans les miiscles striés de l'homme. — Solvay. 
Travail statique. — Lugeon et Argand. Nappes de recouvrement 
de la zone du Piémont. — Pernter. Halo extraordinaire. 

jV^. 21, Delagb. Parthénogenèse chez asterias. — Duhem. Hysté- 
résis magnétique. — Prince de Monaco. Campagne de la < Prin- 
cesse Alice». — Lbbesgub. Condition de convergence des séries de 
Fourier. — Vbssiot. Courbes minima. — Jaquerod et Schbureb. 
Compressibilité et poids moléculaires des gas. — Guyb. Poids ato- 
mique de l'azote. -r- Pelabon. Fusibilité des mélanges de sulfìire 
d'antimoine. — Landribu. Acetone et chlorhydrate d'hydroxyl»- 
mine. — Cbrnovodbanu et Henri. Hémolyse. — Chablay. Métaux 
ammoniums et alcools polyatomiques. — 2iÌARQUi8. Acidee benzbj- 
droxamique etdibenzhydroxamique. — Schmitt. Ethers mésoxaliques. 
Fosse et Lbsagb. Oxigèue pyranique. — Wolpf et Fbrnbach. Etat 
physique de Tamidon. — Porcher. Lactase animale. — Halphes et 



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MAGGIO 1005 61 



Biche. Teintare» histologiques. — Jbckbr. Minéraux du Djebel-Res- 
sas (Tunisie). — Houard. Galles du juniperus oxycedrus. — Gactibr. 
Melatnpynim pratense. — André. Matières azotées des grains en voie 
de maturation. — Chainb. Intersection tendineuses des muscles po- 
lygastriques. — Vallois et Flbio. Eespìration du nouveau-né. — 
Fauvel. Valeur alimentaire de différents pains. 

Journal (The Amerìcan) of scienee, New Hayen. N, 113, Spbncbr. 
North Pole. Submarine valleys of North America. — Harrinoton. 
Fetid calcite. — Bari 8. Dust-free air satureted with moisture. — 
Van i>br Grintbn. Whole earth's surface. — Agassiz. Albatros 
expedition to the Eastem Pacific. — Raymond. Amphion, Harpina, 
and Platymetopus. — Diixrr. Bragdon formation. 

Memoirs and Froceedings ef tlie Manehester litemry asd philosopliieal 
Society. Voi, 49 y N, 2. Morris- Airby. Rigidi ty of gelatine. — Sjdb- 
BOTTOM. Foraminifera from Delos. — Darbisuirb. Heredity. — Pop- 
PLEWELL. Wrought iron and steel. — Oldham. Specific aider. Les- 
ser horseshoe bat. 

Memorie della r. Aecademia dei Lincei Classe di scieiìzey Serie òy Voi. ó, 
2s. 8-4, Nasini. Stechiometria chimica e teoria atomica. — Angeli. 
Composti dell'azoto. 

Memorie della r. Accademia delle science dell'Istituto dì. Bologna. lu- 
dìce .serie ò. — Serie 6, Voi. 1. Forn asini. Foraminiferi orbignyani. 
Vitali. Perfosfati e veneficio. — Ciamician e Silber. Azione chi- 
mica della luce. — Capellini. Balene fossili toscane. — Valenti. 
Larve delPambly stoma. — Rajna. EiFemeride del sole e dei crepu- 
scoli a Bologna. — Gi'ardi'CCI. Triangoli formati da tre geodetiche 
sull'ellissoide dì rotazione a piccolo schiacciamento. — Dblpino. An- 
giosperme. — Crevatin. Nervi della cornea dei rettili. — Righi. 
Radioattività dei metalli usuali. — Novi. Fosfati e cura antirabica. 
Benbtti. Turbine a vapore. — Mazzotti. Larve di mosca nel corpo 
umano. — Cocconi. Cucurbitaria Laburni. — Cavazzi. Gesso. — 
Tizzoni e Paniohi. Pneumococco del Frankel. — Martinotti. Bacillo 
del tifo e bacterium coli. — Albbrtoni. Putrefazioni intestinali e 
medicamenti. — Brazzola. Febbre e fegato. — Rajna. Osservazioni 
meteorologiche a Bologna. — Majocchi. Purpura annularis telean- 
giectodes. 

Natnre; a weekly illustrated journal of science, Londra. N. ISòS-lSòO, 

Prix (Les) Nobel, Stoccolma. 1902, Zebmann. Strahlung des Lichtes im 
magnetitschen Felde. — Fischer. Purin- und Zuckergruppe. — Ross. 
Malaria. — DrcoMMix. Inutilità de la guerre. 

Proceedings of the R. Irìsh Academy, Dublino. Volume 25^ li, ò. 
Cole. Crystals, granite and amphibolite. 

Proceedings of the R. Society, London. N. 508 A. Strutt. Radio-active 
minerals. — Oldham. Transmission of the Guatemala earthquake. — 
Ramsay. Neon and helium in atmospheric air. — Hahn. Radio-active 
element and thorium en>anation. — Li'nt. Spectrum of silìcum i 



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62 BULLE-rriNO biblioguafico. 



spectrum of fluorine. — Jackson. Basic gamma-function and elliptic 
functiona. — Lockybr. Temperature classification of stars. — Fare. 
Dissipation of electric charges in the open air. — Simpson. Atmo- 
spheric electricity in high latitudes. — Burke. Fluorescenc^ and 
absorption. — Prrman. Synthesis of ammonia. — Pbrman and Da- 
VIB8. Vapour-pressure by air-bubbling. — Lockybr. Observations of 
stars. — fì. MooRB. Free hydrochloric acid in the gastric contenta. 
Shkrrinoton. B^ciprocal innerva tion of antagonistic muscles. — 
Emrys-Robbrts. Nu tri tion of the early embryo. — Scott. Cobra- 
venom and proteid metabolism. — Craw. Toxin-antitoxin reaction. 
Edridob-Grben. Trichromic vision. — Kbbblb. Colour-physiology 
of the higher crustacea. — Burch. Colour-vision by very weak li^t. 

Pubblicazioni del r. Istituto di studi superiori in Firenxe. Sez. di filo- 
sofia e filologia^ N. 32» Pernice. L'imperatore Eraclio. — Sez, di 
medicinay N, 22, Guicciardi. Istituto ostetrico-ginecologico di Fi- 
renze: rendiconto clinico 1903-04. 

Rendiconti della r. Accademia dei Lincei. 67. di leti. 1904, X. 9-12. 
Rossini. Nagara Galla. — Bkouwbr. Intermezzo indiavolato. — Us- 
SANI. Annotazioni di Pomponio Leto a Lucano. 

Rendiconto della r. Accademia di scienze fisiche e matematiche dì Na- 
poli. 1905, N, 2-3. Bianchi. Mantello cerebrale del delfino. — Gal- 
DiERi. Terreni sedimentari di Zannone (Isole Pontine). — PirTTi. 
Derivati dell'acido 1. 5. amminosalicilico. — Abati e De Bernar- 
DiNis. Acidi idroftalici. — Pasquale. Diodon vetus nel miocene in- 
feriore a S. Elia (Cagliari). — Capelli. Progressioni infinite di nu- 
meri reali. — Cesàro. Courbe de von Koch. — Si acci. Principio dei 
lavori virtuali. 

Rendiconti delle sessioni della r. Accademia delle scienze dell'Istituto 
di Bologna. 1903-1904. Pinchbrle. Convergenza di espressioni ana- 
litiche. — Arzblà. Integrali nelle equazioni a derivate parziali. — 
Donati. Campi vettoriali. — Baldacci. Spedizione scientifica nel 
Montenegro. — Crevatin. Bene dei pesci. — Emery. Partizione dei 
metazoi. — Ghigi. Alimentazione dei nidiacei del passero. — Vil- 
LARi. Kadio- tellurio. — Euffini. Serie di coniche. — Giacominl 
Capsule surrenali dei ciclostomi. — Arzblà. Funzioni ugualmente 
oscillanti. 

Report of the meetings of the British Assodation for the advancemeBi 
of science, Londra. K. 74 (1904), 

Rovista de la Real Academia de ciencias exactas, fisicas j Batnrales 
de Madrid. Voi, 2, K, 2-3. Del Castillo. Minerales uraniteros. — 
Gonzàlbs Hidalgo. Moluscos testàceos. — Cajal. Granglios sensitivos. 
MouRBLO. Sulfuro de calcio fosforescente. — ViROiu. Sulfuros y 
nitro-prussiatos. — Pittaluga. Trypanosomas. — Espurz. Coexis- 
tencia de dos campos de fuerza en los hilos recorridos por corrientes 
continuas. — Krahe. Ecuaciones armónicas. 
Rivista di fisica, matematica e sciente naturali, Pavia. Maggio 1905, 



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MAGGIO 1905. 



ToNioLO. Il traforo del Sempione. — Paoli. Phyllobiologie de Hàns- 

girg. — Ronzoni. Teoria dell'evoluzione. 
BÌTÌ0ta ligure di scienze, lettere ed arti. 1905^ N. 2. Flora. Tariffe 

ferroviarie. — Corbellini. Il « trattato » della « partita » di Beatrice. 
RiTista scientiflco-indiutriale, Firenze. 1905, K. 7-8. Emo. Pendolo conico. 
Transactioiis (Philosophical) of the R. Society of London. A, 380. 

Rayleioh. Compressibility of gases. 

Matematica. 

Bnlletin de la Soeiété mathématiqne de Franco, Parigi. Voi, SS, K. 1. 
Maillrt. Mouvements d'une nappe souterraine. — Biochb. Symétrie 
dans Tespace. -~ Clàirin. Integration des équations aux dérivées 
partielles à deux variables indépendantes. — Db Montchbuil. Sur- 
faces de revolution. — Biochb. Courbes gauches de 4® ordre et de 
4*" classe. — Db Montessus. Résolution numérique des équations. 
Bernstein. Interpolation. — Andoybr. Sommation des sóries. ~ 
CoTTON. Trièdre mobile. — Db Sparre. Mouvements à la surface 
de la terre. — Hadamard. Calcul des variations. 

Bnlletin of the American mathematical Society, Lancaster - New York. 
Voi. 11^ N. 7. YorNG. Hypercomplex numbers and modular group. 
Miller. Sylow Theorem. — Bouton. Isothermal curves and one-pa- 
rameter groups of conformai transformation in the piane. — Snyder. 
Arendt \s Dirichlet's definite integrals. — Hutchinson. Theta func- 
tions. — Baker. Mathematica! cristallography. — Wilson. Theory 
of electricity. 

Proceedings of the London mathematical Society, Serie 2, Voi. 3, N. 2, 
YorNO. Syzygies. — Dixon. Oscillating functions. — Moulton. 
Current flow i)i rectangular conductors. — Batbman. Legendre po- 
lynomial. — Jeans. Granular medium in normal piling. — Cunning- 
HAM. BorePs exponential method of summation of divergent series. 

Rendiconti del Circolo matematico di Palermo. Voi. 19, N. 6. Montbs- 
si's DB Ballorb. Fractions continues algébriques. — Sbrana. Sistemi 
ciclici nello spazio euclideo ad n dimensioni. — Guldbbrg. Com- 
rauns multiples des expressions linéaires aux différences finies — To- 
rbidi. Involuzioni irrazionali nelle curve iperel litiche. — Cantor. 
Ein Brief von C. Weierstrass tiber das Dreikòrperproblem. — PoM- 
PEiiT. Accroissement finis et fonctions analytiques d' une variable 
complexe. — Berry. Une formule de M. Schoute. 

Supplemento al Periodico di matematica, Livorno. Aprile-maggio 1905. 
Teoremi di Guidino. — Erone e Tarea del triangolo. — Candido. 
Equazione reciproca di 4** grado. Serie di Fibonacci. — Nbppi Mo- 
DONA. Proprietà del triangolo. 

Scienze fisiche e chimiche. 

BoUettino della Società sismologica italiana, Vol^ 10, X. 6-7. Arcidia- 
cono. Terremoto del 14 giugno 1904 in Val di Noto. 



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64 BULIiBTTlNO BIBLIOaaAFICO. 

BnUetin menanel de T Obseryatoire météorologiqiie de rUniTeraité 
d'Upsal. Voi. 36 {1904). 

Memorie della Sodetà deg^ 8fettrose<^ti italiami, Catania. 1905, X. 4. 
Maundbr. Origine colare delle perturbazioni del magnetismo terre- 
stre. — Bbmporad» Tavole per gli archi piccoli dal log sin o ifjg tatì^. 
Vi ARO. Posizioni di 115 stelle per Catania. — Bordi solari. 

Scienze naturali. 

Abhandlangeii heransgegeben vom Naturwissensehaftlicheii Vereln n 
Bremen. VoL 18, N. 1. Biì^henai-. Dammhagen. — Kobxike. Hy- 
drachniden. — Oidemanr. Acariden. — Bitter. Bryonia dioica. - 
Alfkbn. Bienen. Andrena varians. Lepidopteren. Hymenopteren. — 
Pfankuch. Schlupfvespen. — Lemmbrmakn. Stlsswasseralgen. — 
FocKB. Flora der Nordseektlste. Oenothera ammophila. Tragopc^ou 
praecox. Rubus. Geura japonicum. — Hansen. Ostfriesische In- 
seln. — VoKiTK imd Oudbmanh. Mill>enfauna. — Geissler. Liljellen. 

Atti della Società toseana di science naturali, Pisa, l^oces^ ì^rbali. 
Voi. 14, N. 6-8. Va(;lini. Micascisti tormaliniferi preciso Seravexxa. 
G()(i(H(). Aorta addominale nei rettili. Pancreas del dixoglossus pictos. 
ARt;ANaBLi. Opnntia intermedia. — Fumaro. Lecitina del vino. — 
D'AcHiARDi. Zeolite dell'isola d'Elba. — Arcangeli. Articolazione 
del tallo nella usnea barbata. — Grattarola. Figure d'interferenza. 
Manasse. Leucotefriti nei Campi Flegrei. — Marassini e Schift- 
GioRGiNi. Il bacillo del tifo e il bacterium coli di fronte al solfato 
di rame e al prussiato rosso. 

Bollettino del r. Gomitato gtoìogUso d'Italia, Roma. 1906, N. 1. Stella. 
L'Ossola e il Sempione. — Lotti. Ricuoprimento presso Spoleto. — 
Cassetti. Monte Conerò e dintorni (Ancona). 

Undersòkning (Syeriges geologiska), Stoccolma. Aa, 119, 121, 124, 121, 
128: Ac, 5, 8: Ala: e, 196, 196. 

Anatomia, Fisiologia, Medicina, igiene, Farmacia. 

Zbnoni. N. 82 pubblicazioni di scienze mediche. 

Monoeri. EfFets toxiques du veronal. 

Archivio di farmacologìa sperimentale e sciente affini, Roma. Aprilf 
1905. Casciani. Acque minerali e secrezione della bile. — Maettro. 
Ortoformio nuovo e nirvanina. — Pari. Adrenalina. — Sbrgi. Atti- 
vità muscolare della testudo graeca. — R088I e Pirazzoli. Carni 
insaccate. 

Bollettino clinico scientifico della poliambnlansa di Milano. 19fU, 
4-12. Bertarblli. Injezioni di calomelano. — Bolcubsi. Tuber- 
colosi. — Vi vi ANI. Emometro. — Medea e Gemelli. Polinenritf 
Dici. Almateina in oculistica. — Patbllani. Alterazioni delle ovaie. 
Ramazzotti. Micosi fungoide. — Crosti. Resezione del nervo ma- 
scellare superiore. 



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MAoaio 1905. 



Bollettino della r. Aocademia medlea di OenoTa. 1904^ N, 4, Gioblli. 
Dìsinfezione deirapparato sessuale . femminile. -- Strazza. Osteo- 
flebite otitica. — Margarini. Neuroma plessiforme. — Morsblli. 
Beflesso dell'estensore comune delle dita della mano. — Casavbcohia. 
Avvelenamento da neerium oleander. — V araldo. Organi emato- 
poietici in gravidanza e puerperio. Circolazione artificiale nella pla- 
centa. — Poli. Ascesso cerebrale otitico. — Zanfroqniki. Bacillo del 
tetano. 

1906, N, i. Oliva. Etiologia del carcinoma. — Cantù. Ulcera ga- 
strica. — Morsblli e Pastore. Cellule eosinofìle ed epilessia essen- 
ziale. — Sacco e Mossa, Valore funzionale del rene. — Onorato. 
Paralisi tossiche di natura carbonchiosa. — Moro. Potere lipolitico 
dei liquidi patologici. — Onorato, Cloronarcoei e rene. 

BoUettiiio d^l'Aflsodasioiie sanitaria milanese. Febbraio-marzo 1905. 

Bnlletin de TAcadéniie r. de médedne de Belgiqiie, Bruxelles. Voi. 19, 
N. 2-3. Bommblabre. Pyléthrombose. — Herman. Anchyloetome. 

Bmllettino delle scienze medlehe, Bologna. Aprile 1906, Peli. Cavità 
glenoidea dell'osso temporale. — Cecca. Operazioni chirurgiche e 
malattie infettive. — Pazzi. Assistenza pubblica sanitaria. 

€(azzetta medica lombarda, Milano. 1905, N, 21, Aktonblli e Pietra- 
bissa. Trapianto tendineo. 

Oiomale della r. Accademia di medicina di Torino. Marzo 1905. Ma- 
gnani. Pupillometro. Tubi di vetro per dischi oftalmici. — Giani. 
Granulazioni e carbonchio. — Mattirolo. Leucanemie. — Baroni. 
Seta greggia per sutura. — Bobbio. Rottura dell' intestino da ernia. 
Lerda e DiEZ. Tiroidectomia e intossicazione, -r- Bbrtolotti. Mo- 

^ vimenti associati. — Vaccari. Mostro doppio. — Fornaca. Artrite 
da diplococco. — Donati. Carbonchio. — Balp. Vainolo. — Hbr- 
LITZKA. Riviviscenza. 

Journal dliygiéne, Parigi. N. 1311. 

Sperimentale (Lo), Firenze. Anno 59, 'N, 2, Corsini. Granuli di zolfo 
nelle beggiatoacee. — Jardini. Emoendoangiosarcoma cistico del 
rene. — Guerrini. Muscoli degenerati. — Banchi. Cranio e cervello 
di due ciclopi. — Corsini. Albumina delle acque termali di Por- 
retta. — 'Bertarblli. Immunizzazione conlaro ^il colera ed autolisi 
del vibrione colerigeno. 

Ingegneria. 

Atti d^l'AsBociazione elettrotecnica italiana, Roma. 1905, suppl. 
Bollettino del Collegio degli ingegneri ed architetti in Napoli. 1905, 

N. 7-8. Responsabilità professionale. — Scala. Stima dei fondi ru- 
stici ed urbani. 
Elettricista (L*), Roma. 1905, N, 9, Telefonia in America. — France- 
SGHiNi. Eccitazione degli alternatori. — Arno. Magnetizzazione nei 
corpi magnetici in campi Ferraris. — Kriptol. — Lampada al tan- 
talio. — Accumulatori. — Stazione radiotelegrafica di Coltano. 



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66 BULLETTIKO BlALlOOBAFICO. 

Minntes of proceedin^ of tbe Iftfltitntion of dTìl eogiaeen, Londra. 

N. 159^ Carby. Coafit-erosion. — - Snhll. Distri bution of electrical 
energy. — Brady. Railway construction in New South Wales. — 
Albrbcht. Belative poeitions of points and croBsings. — Cas£. Bea- 
chy head new lighthouse. — EEbpburn. Submarine rock excavator. 
DbnIson. Grawing-docks of Hong Kong. -* Horwood. Thè recovery 
•of a diamond-crown from a deep bore-hole. — Bowbotham. Mines and 
mining in the Argentine Republic. — Attwood. Silver cup and 
Nattie L. mines, British Columbia. — Bitlmbr. Alquife iron-ore 
mines (Spain). -— Williams. Artesian system of Western Queens- 
limd. — Morgan. Weldless steel tubes. — Albxandbr. Besistance 
in pipes by bends and elbows. — Matthbws. Erosion of the Holder- 
nes coast of Yorkshire. 

Politecnico (II), Milano. Aprile 1906, Marazsa# Travèrse mobili pet 
sbarramento di fiumi^ torrenti e canali. — Sant'Ambrogio. Il sar^ 
cofago di Lambrate. —Tomm asini. Scale di deflusso. 

Rivista di artiglieria e genio, Boma. Aprile 1905. De Stufano. MolU 
dei recuperatori degli affusti a deformazione. — Crocco. Equilibrio 
delle macchine volanti. — Figari. Rotazione diurna terrestre e tiro 
delle artiglierie. — Giannitrapani. Guerra russo-giapponese. — Ago. 
L'artiglieria nell'attacco decisivo. 

Agricoltura, Industria, Commercio. 

Atti della r. Accademia economìco-agraria d^ 6eerg<^i di Firaue. 

Serie 5, Voi, 1, N. 4. Parrà vicino. Mezzadria e enologia. — Tobler. 
Coltivazione sperimentale del grano. 

Bullettino deiragricoltnra, Milano. 1905, N. 18-21, 

Rivista (La); organo della r. Scuola di viticoltura ed enologia e del Co- 
mizio agrario di Conegliano. 1905^ N, 9-10, San nino. Depurazione 
dei fusti nuovi. — BoBsi -Ferrini. Vino genuino. — D'Agostino. 
Sovescio e vigneti. — Salomone. Vini della Svizzera. — Flotti e 
Brocchi. Ozonazione del vino ed elettricità. — Brizi. Mal del fid- 
chetto nel gelso. — Sannino. Concimi chimici nell'Italia meridio- 
nale. — PALLA8TRBLLI. Igiene e alimentazione dei bovini. 

Stazioni (Le) sperimentali agrarie italiane, Modena. Voi, 38^ X 3. 
Giustiniani. Barbabietole da, zucchero. — Bucci. Foglia di gelso: 
consumo. — Cornalba. Deierminazione del grasso nel latte. — To- 
DARO. Esperienze e prove di coltivazione a Modena. — Montanari. 
Perfosfati d'ossa e perfosfati minerali. 

Economia, Sociologia, Politica. 

Biblioteca dell'economista, Torino. Serie 5, N, 2, Bbnini. Statistica me- 
todologica. 
Bollettino del Collegio dei ragionieri in Milano. K. 59. 



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MAGGIO 1901). 67 



Rivista intemanaiiale di scienze sociali e discipline Musiiiarie, Roma. 
N. 149. Olivi. Emigranti ed emigrati. — Tacchi Venturi. Istituti 
di previdenza e Casse di depositi e prestiti. — Db Signori. Agri- 
coltura, industria e commercio nel Belgio. — Mangano. I lavori di 
palma in Sicilia. . 

Giurisprudenza, 

Circolo (11) ginridico, Palermo. N, 423-424, L. Sampolo/ 

Statistica. 

Statistica industriale. Parte 2. 

Bollettino statistico mensile della città di Milano. Marzo 1906, 

Bnlletin de l' Institnt Internationa] de statistiqne. VoL 14, N. 3. Wag- 
ner. Steuerstatistik. — Faurb. Statistique finaneière et phenomènes 
sociaux, politiques, économiques et juridiques. -t- Db Fovillb. Ri- 
chesse d'un peuple. — Guyot. Fortune privée en France. — FbIìLNBR. 
Volkseinkommen. — March. Population industrielle et entreprises. 
RuBiN. Explorations démographiques. — De Swarte. Etrangers et 
provinciaux à Paris et etrangers dans les cantons du Nord. — Wax- 
WBiLBR. Alimentation ouvrière. — Mayet. Schematisclistatistische 
Karten. — Schmoller. Historische Lohnbewegung 1300-1900. — 
Zahn. Deutsche Arbeiterstatistik. — Mandbllo. Historische Lohn- 
statistik. — Neymarck. Valeurs mobilières. 

Bnlletin mensnel de statistiqne municipale de la ville de Buenos Aires. 
Febbraio 1905. 

Demografia de la provincia de Buenos Aires, La Piata. 1901. 

Bassegna statistica del Municipio di Venezia, lo e 2o trimestre 1904. 

Geografia. 

^Bollettino della Sodetà geografica italiana, Boma.. Maggio 190&. Pasi, 
Islanda. — Lorbnzi. Gorghi del Polesine. — Guastalla. Naviga- 
zione Isella valle padana. 

Storia, Biografia. 

BosCASSi. Illustrazione storica dello stemma di Genova. 

Pavesi. Leopoldo Maggi. 

Trani. lì manifesto di Pasquale Paoli ai Corsi contro Genova. 

Aarboger for Nordisk oldkyndighed og historie» Copenhagen. Voi. 19. 

Annales du Midi, Toulouse. N. 62-63. Agnel. Les poesessions de Tab- 
baye de Saint-Victor de Marseille en Bouergue. — Bartholomabis. 
Sirventés historique d'Elias Cairel. — Clero. Inscription de Volu- 
sianus. — Thomas. Tramesaigues. — Lot. Translation des reliques 
de s. Foi. Le roi Eudes et Ademar de Chabannes. Garsie-Sanche, due 



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BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 



de Gaascogne. — Amaugain, comtà de Bordeaux. — Caucettb et 
Patry. Lee comteB d'Auvergne et les comtes de Velay. -r Jbanboy. 
Le soulèvement de 1242 et les troubadours. — Doublet. Un évòqrie 
devant T Inquisì tion. — Dbjbannb. Chanson de Peirhe d'Alvemhe. 
Jbanroy et Bertoni. Chansonnier proven9al. — Cabié. Ckmcile de 
Béziers. — Thomas. Guillaume de Nogaret. 

Bollettino della r. Depatacione di storia patria par TUmbriaf Perugia. 
VoL 10, N. 3, Lanzi. Pergamena apocri^ sulla lega fira Temi e Fo- 
ligno. — Filippini. Codici del Quadriregio. — Lugano. Chieae della 
città e diocesi di Foligno. — Briganti. Guerra tra Perugia e Fo- 
ligno. Principi giapponesi a Perugia e Foligno. — Bellucci. L' « Er- 
cole » di Foligno. Uno specchio di Palestrina. 

Mittheilungen des Vereins iftr K«n8t nad Alterthnm im Uhn ni 
Oberschwaben. N. 11. Lobfflbr. Das Treffen bei Elc/iingen (1805)» 
ì^, 12, Pressel, Aus Alt-Ulm. 

Archeologia. 

Atti della r. Accademia dei Lincei. Notizie degli scavi. 1904, X. 7-8, 
Rivista archeologica lombarda, Milano. Amw 1, N, 2. Bicci. Il sarco- 
fago di Lambrate. 

Letteratura. 

Report of the R. Society of literatùre and list of fellows, Londra, 1905* 

Belle arti, Numismatica. 

Bollettino di numismatica e di arte della medaglia, Milano. Maggi» 
1905. SiMONBTti. Maglia Grecia. — Monti Lafpranchi. Monete di 
Elena nella zecca di Costantinopoli. 

Istruzione. 

Annuario accademico della r. Università di Siena. 1904-1905. Barbaccl 

Del lato utile della malattia. 
Annuario della r. Università di Pavia. 1904-1905, Romano. L'origine 

del potere civile e la signoria territoriale dei papi. 
Annuario della r. Università di Pisa. 1904-1905. 
Bollettino ufficiale del Ministero dell' istruzione pubblica. 1905, N. 17-20 

e supplemento. 
Programma del r. Istituto tecnico superiore di Milano. 1904-1905. 
Scuola di geografia del r. Istituto di studi superiori in Firenze. 

1903-1904. 

Religione. 

Mercati. Un pret-eso scritto di s. Pietro vescovo di Alessandria e mar^ 

tire sulla bestemmia, e Filone 1* istoriografo. • 
notorio (II) e la nuova Pompei. 1905, N. 4-6. 



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BULLETTINO BIBLIOGRAFICO, 

(giugno 1905) 



Bibliografia. 

Bollettino delle pubblicazioni di recente acquisto della Biblioteca del 

Senato del Regno. 1905, X. 2. 
Bollettino delle pubblicazioni italiane rìoeynte per diritto di stampa 

dalla Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Maggio 1905. 

Atti accademici. Riviste generali. 

Abhandliingen der k. Gesellschaft der Wissenschaften zn Gtfttingen. 

CI. di scienze j Voi. S, .X, S. Ambronn. Messungen dea Sonnendurch- 
messers. — Voi. 4, N. 1-2. Schwarzschild. Fehlertheorie optischer 
Instrumente. Spiegel telescope. — CI. di leti. Voi. Sy N. 5. Leo. Der 
satumische Vei'S. 

Abhandlnngen (Wissenschaftliche) der physikalisch-technischen Reiehs- 
anstalt. Voi. 4, N. 2. Holborn iind Austin. Spezifische Wttrme der 
Gaso bei hoherer Temperatur. — Grùneisbn. Bewegung tropfbarer 
Fltissigkeiten. — Diesselhorst. Wftrmeleitungsversuchen. — Jaeger 
und Diesselhorst. Quecksilbem ormale fUr das Ohm. — Gumlich 
und Rose. Magnetisierung durch Gleichstrom und dnrch Wechsel- 
strom. — Grùnbisen. W&ssrige Salzl6sungeii. 

Abhandlnngen der k. Prenssischen Akademie der Wissenschaften, Ber- 
lino. 1904. HiRSCHFELD. Theodor Mommsen. — Stritvb. Flecken auf 
dem Planeten Jupiter. — Mbyer. Aegyptische Chronologie. — Diels. 
Laterculus Alexaudrinus. — Krausb und Klbmpnbr. Centralnerven- 
system der AflPen. — Fritsch. Retinaelemente und Dreifarbentheorie. 
Haussmann. Magnetische Messungen in Ries und dessen Umgebungen. 
RoMBERG. Eruptivgesteine von Predeizzo und Monzoni. — Fraxkb. 
Ttirkvòlker und Skythen Centralasiens. — MCllbr. Handschriften- 
Reste aus Estrangelo-Schriffc. — Sbuffert. Prolegomena zu einer 
Wieland-Ausgabe. — Ritter. Leibniz-Funde. 

Btdlettino — Rendiconti. 6 



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70 BULLETTINO BIBLIOOBAJnCO. 

ArchiTes dea sdenoes phyaiqiies et naturelles/ Ginevra. Maggio 1906. 
PiCTBT. Pyrrols méthylés et bases pyridiques. — Brun et Jaqub- 
ROD. Volcanisme. — Mbrcanton. Forages glaciaires. — Honda. 
Y08HYDA et Tbrada. Ondulations de la marèe. — Gerlier. Puita 
qui soufHent et aspirent. 

Atti del r. Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti, Venezia. Voi. 64, 
N, 7. LoRBNZONi. Pietro Tacchini a Padova. ~ Boxomb. Aggluti- 
nine e precipitine del sangue nella morva. — Dell' Agnola. Serie di 
polinomi e serie di potenze. — Zecchini e Monti. Alcaloidi. — Be- 
st a. Formulario notarile veronese. — Lori. Freqnenziometro e faso- 
metro per correnti alternate. — Vicentini e Alpago. Badioattività 
dei prodotti delle sorgenti termali euganee. 

Atti del r. Istituto d'incoraggiamento di Napoli. VoL 56, Baldassark. 
Dazio d'entrata sui cavalli. — Nitti. Bicchezza dell'Italia. — Co- 
mes. Papiro in pericolo. — Martinoli. Razze da carne nel Regno 
Unito. — Oreste. Barbone bufalino. — Tbrracciano. Sechium edule 
Swartz. — Rebuffbt. Porcellana di Napoli. Laterizi. — Or^te- 
Incubazione della rabbia nel coniglio. — Ck)STA. Compressione nel 
ciclo della macchina a vapore. 

Atti della r. Accademia dei Lincei. Reìidicanti, CI. di scienze^ 1906, 
Sem, 1, N. 10' 11, Bianchi. Superficie deformate per flessione dell' iper- 
boloide rotondo ad una falda. — Castblnuovo. Lategrali semplici ap- 
partenenti ad una superficie irregolare. — Righi. Elettrizzazione pro- 
dotta dai raggi del radio. — Chistoni. Risultati pireliometrici al- 
l'osservatorio di Modena. — Mazzucchblli. Preparazione di com- 
posti del carbonio. — Brizi. Brusone del riso. — Lerda. Sensibilità 
nelle plastiche e negli innesti. — Munabon. Gozzo .endemico. — Ca- 
stblnuovo. Litegrali semplici appartenenti ad una superficie regolare. 
Db Stefani. Projette di leucotefrite nei Campi Flegrei. — Cuboni. 
La brusca dell'olivo. — Lauricella. Deformazione delle piastre ela- 
stiche cilindriche. — Occhialini. Costante dielettrica e densità del- 
l'aria. — La Rosa. Misura di piccoli coefficienti d'autoinduzi<»ie. 
Ranfoldi. Cristallografia di sostanze organiche. — Plancubr e Ra- 
venna. Indolina. — Putrì. Stictis Panizzei. 

Atti deUa r. Accademia delle sdence di Torino. Voi. 40, X. 9^11, Isso- 
OLio. Ossipiridine isomere dai fi dichetoni. — Greco. Travi in cemento 
armato. — Fizzarbujo, Trasmissione senza fili di segnali a distanza. 
Taccone. Fonti dell'episodio di Paride ed Enone in Quinto Smimeo. 
Lbvi. Struttiura dei gruppi finiti e continui. — Prbver. Nummo - 
liti della scaglia dell'Appennino centrale. — Castellano. Birap- 
porto di quattro punti nello spazio. — Patbtta. Guelfi e Ghibel- 
lini in Firense. — Fubini. Equazioni a derivate parziali. — Momi- 
gliano. I>(m Rodrigo. 

Atti della Foadasioiie Cagnola, Milano. Voi. 19. Nbori. Eziologia della 
rabbia. 

Bollettino delle sedute dell'Accademia Gioenia di sdenEO natorali in 



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GIUGNO 1906. 71 



Catania. 3^. 84-85. Russo e Di Mauro. Cryptochilum echini. — 
BiAZZO. Ossidazione dei santononi. — Di Franco. Inclusione nel 
basai te dell'isola dei Ciclopi. — Castorina. Radioattività dei pro- 
dotti vulcanici etnei. — Ricco. Grande obbiettivo fotografico di Ca- 
tania. — DoMBN. Ortbagoriscus. 

BoUetiii International de TAcadémie des seienees de Craeovie. 1905, 
CI. di lettere, N. 1-2. Antonievicz. L'enigme de «la derelitta». Un 
Rubens ignoré. — Sinko. « La vie de V honnète homme » de N. 
Rey. — Chotkowski. Convents de femmes en Ghtlicie 1773-1848. — 
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Fermentation de la betterave rouge. — Krahblska. Oeu& du pscun- 
mechinus. — Drzewina et Pbttit. Hyperplasies et ablation de la 
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Nibmentowski et Sbipbrt. Bicbynoliles. — Bichowski et Nusbaum. 
Téléostéen parasite Fieresafer. — Bochbnbk. Système nerveux des 
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motives. — De Montessus de Ballorb. Fractions continues algé- 
briques de Laguerre. — Bbrnstbin. Equations aux dérivées parti- 
elles du type elliptique. — Kraitsb. Iriterpolation des fonctions 
continues par des polynomes. — Abraham. Fabrication électroly- 
tique de fils métalliques très fins. — Guébhard. Irradiation tangen- 
tielle. — ViGNON. Phosphore blanc dans le^sulfure de phospbore. — 
CoLSON. Réactions à vitesses discontinues du sulfate chromique vert. 
Lbbeau. Prqpane. — Klixo. Méthylacétylcarbinol. — Tipfbnbau. 
Oxide de méthoéthénylbenzène. — Guyot et Catbl. Sèrie anthracé- 
niqne. — LÉGBR. Méthylnataloémodine et nat^oémodine. — Duche- 
MiN et Doi'RLEN. Acidite des alcools éthyliques. — Duclaux. Con- 
ductibilité des solutions coUolidales. — Dbprat. Nouméì'te dans l'eo- 
cène néo-calédonien. — Chbvalibr. Caféiers sauvages de la Guinee 
fran^aise. — Arthaud-Bbrthbt. Oìdium lactis et matura tion de la 
crème et des fromages. — Maxoin et Viala. Stearophora radicicola. 
Charrin et Le Play. Idem. — Caullery etMBSNiL. Sexualité dans 
le développement des actinomyxidies. — Malaquin. Histogénie et re- 
production asexuelle cbez les salmacines et les filogranes. — Dbsgrbz 
et Guende. Déminéralisation et dyscrasie acide. — Maybt. Repro- 
duction expérimentelle du cancer. — Carré. Maladie des chiens. — 
LuGBON et Argano. Nappes de recouvrement de la zone du Piémont. 
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Observations magne tiques à Tananarive. — Dkmoulin. Geometrie 
anallagmatique et geometrie réglée. — Légbr. Enlèvement d'héli- 
coptère. — Bellet. Vitesse des conduits d'eau sous pression. — Wbiss. 
Pyrrhotine. — Pécheux. Alliages étain-aluminium, bismuth-almni- 
nium, magnèsi um-aluminium. — Rbnoade. Oxygène et ceesium-am- 
monium. — Fosse et Robyn. Phénols pyraniques. — Alvarez. Nou- 
veau reactif de l'aconitine. — Jaquerod et Pbrrot. Dilatation et 
densité des gaz à haute temperature. — Duclaux. Pression osmoti- 
que des solutions colloidales. — Fbrnbach et Wolfp. Amidon ctia- 
gulé par l'arnvlocoagulase et amidon de pais. — Ville et Derriex. 
Móthémoglobine et sa combinaison fluorée. — Barbieri. Cérébrin® 
et acide céróbrique. — Lbolbrc dv Sablon. Décortication annulaire. 
Delagb et Lagatu. Terres arables. — Lapic<^ub. Ethnogénie de^ 
Dravidiens. — Gravier. Néréidiens d'eau douce. — Polack. Cod- 
trast simultanó des couleurs. — Tribot. Chaleur de combiLstion et 
composition chimique des tissus chez le cobaye. — Bergonié. Pto- 
tection con tre les rayons de Rontgen. — Vuillbmin. Agent de la 
syphilis. — Laur. Le grisou aux sondages de Lorraine. — Hbrge- 
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BoTTASSO. Equation f{(Ljc^, dx^ , . . . da*„) = à coefiicients varia- 
bles. — Devaux-Charbonnbl. Capacitò des longs cables sous-marins. 
PoNSOT. Pouvoir thermo-électrique et effet Thomson. — Weiss. Pyr- 
rhotine. — HiNRiCHS. Poids atomique véritable de l'azote. — Pasti- 
reau. Acótol et acide pyruvique. — Bouvault et LocQrix. Sodium 
et éthers des acides monobasiques. — Fourneau et Tipfeseai". Oxy- 
des d'éthylène. — Bodroux. Ethers chloracétiques et dérivés halo- 
géno-magnésiens de l'aniline. — Bouchonnbt. Composés de Tacide 
azélaique. — Moureu et Valbur. Spartéine. — Etard et Wallée. 
Pyrolyse de la gomme laque. — CuRTis et Lemoult. Affìnité des 
matières colorantes artificielles pour le tissu conjonctif. — Leclerc 
DU Sablon. Réserves hydrocarbonnées des arbres à feuiUes persi- 
stantes. — Clavbrie. Bananier de Madagascar. — Mazé. Oldium 
lactis et maturation de la crème et des fromages. — Db Lamothe. 
Anciennes lignes de rivage du Sahel d'Algèr. — Duparc et Pkarce. 
Gladkaite, roche filonienne dans la dunite. — Launay et Maillkt. 
Sources du bassin de la Seine. 

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Comète Giacobini. — Vaillant. Solutions de cobalt. — Recoira. 



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GIUGNO 1905. 73 



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Miller et Fi'chs. Chaleur spécifiqiie dea solutions. — V'aret. For- 
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qiies. — MoUREV et Valeir. Spartéine; stéréoisoniérie des deux 
iodométhylates. — Larcìiier des Banhels. Electrolyt€s et précipi- 
tation mutuelle des colloides. — Hbrbette. Tartrate de thallium. — 
Becquerel. Air liquide et vie de la graiue. — Boitan. Xylotrecii.s 
dii bamboli sec, ennemi dii café au Tonkin. — LAPiCQrB. Ethnogé- 
nie des Bravidiens. — Gentil. Sohistes à graptolithes dans le Haiit- 
Atlas marocain. — Martel. La grotte de Rochefort rBelgiqueì. — 
BoiXE. Evolution des mammifères fossilos. — Db Fosviblle et 
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Trort. Lepidopteren Steiermarks. — Akjner. Kaiser's Franz Josef- 
Erbstollen in Ischi. — Marrtanner-Turneretscher. Giftschlangen 
in Steiermark. — Hayek. Pot-entillen Steiermarks. — Gi'ttenher(;. 
Wildbftche. 

Nachrichten von der k. Gesellschaft der Wissenschaffen su Gdttingen. 
CI. di .scienze, Ì90òj X. Jj 2. Wallach. UniversitAtslaboratorium 
zn G5ttingen. — Vox Koexex. (lebirgsdnick ini l'ntergrunde in tie- 
fen Salzbergwerken. — Nernst und Wartbxbbrg. Dissociation des 
Wasserdampfs und der Kohlensfture. — Biltz. Fflrbevorgang. — 
WiECHERT. Bewegung der Elektronen bei Feberlichtgeschtwin- 
digkeit. — Carathéodory. Varationsrerhnung. — Matrbr. Dif- 
ferentialgleichungen der Mechanik. — Lave. Fortpflanzung der 
Strahlung. — Tamari'. Piezoelektrisohe Konstant-en von kiystalli- 
zierter Weinsfture. — Hilbert. Varationsrechnung. — Scherixì;. 
Seismische Registrierungen in Gottingen. — CI. di leti. 1905, X. 2. 
WELLHArsEX. Der zweite Makkabaerbuch. — Schwartz. Athana- 
sius. — MOLLER. Calvins Bekehmng. 

Nature; a weekly illustrated journal of science, Londra. X J8Ò7-I800. 

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Grafia d'un cognome. 

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Bbrry. Orthogonal covariante of a binary quartic. — Eichardsox. 
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Pbnton. Soluble forms of metallic dihydroxydtartrates. — Ruhb- 
MAKN. Unsaturated ketonic compoimds. — Morbell and £el.lar.s. 
Compounds of guanidine with sugars. — PuRVis. Very strong electro- 
magnetic fields ajid the spark spectra. — Lister. Nummulites: me- 
galoephere and microspheric and megalospheric teats. — Ferrar. Old 
moraines of South Victoria Land. — Shipuby. Parasi tes. — Doxca- 
STBR. Unfertilized egg in certain sawflies. — Fisher. Densi ties of the 
earth's crust. — Sbll. Chlorination of methyl derivatives of pyri- 
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volpe e della cicogna. — Brouvbr. La scelta della moglie, comme- 
dia politica di D. Paparzigopulo. — Dalbono. La pinacoteca del 
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aiu(»HO 1905. 75 



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und der Nòrdlichen Sporaden. — Behn. Mittlere(Bu8sen'sclie) Calorie. 
ScHUR. Endliche Gruppe linearer Substitutionen. — Klein. Theodo- 
lithgoniometer. — Mòbius. Formen und Farben der Insekten. — 
OsTWALD. Ikonoskopie. — Holborn und Austin. Spezifische Warme 
der Gase in hòherer Temperatur. — Englbr. Floristische Verwand- 
schaft z wischen dem tropischen A&ika und Ameri ka ; Annahme eines ver- 
sunkenen brasilianisch-athiopischen Continentes. — Van't Hoff, 
VoBRMAN, Blasdalb und LiCHTBNSTBiN. Ozeauische Salzablagerun- 
gen. — Frankb. Hat es ein Land Kharostra gegeben? — Kòniosbbr- 
OBR. Partielle Difierentialgleichungen der allgemeinen Mechanik. — 
FiNK. Grundbedeutung des grònlftndischen Subjektifs. — Fischer imd 
Arderhaldbn. Polypeptide und Pankreasferment. — Holborn und 
Henning. Lichtemiasion und Schmelzpunkt einiger Metalle. — Dil- 
THBJ. Grundlegung dea Geisteawiaaenschaften. — Toblbr. Franz()8Ì- 
ache Grammatick. — Hartmann. Orionnebel. — Hbrtwig. Befini- 
chtungalehre. — Planck. Disperaion in nichtleitenden Medien von 
variabler Dichte. — Bbrgt. Daa Gabbromassiv im bayerisch-bOhmiacli 
Grenzgebirge. — Schur. Theorie der Gruppencharaktere. — Zimmbr. 
Satzaccentdea Altirischen. — Klemm. Gneiss und me tamorpher Schie- 
fergestein der Tessiner Alpen. — Warburg. Eeflexion der Kathoden- 
strahlen an dUnnen Metallbl&ttchen. 

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iron. — Hackbtt. Photometry of ^-raya. — Pollok. Ex trac ti on of 
glucinum from beryl. — Moss. Helium in pitchblende. — Adbnby. 
Tranamiasion of gaaea trough water. — McClelland. Secondary ra- 
diation. — Wilson. Temperature of atara. — Conway. Partial dif- 
ferential equations of mathematica! phyaics. — Voi. 9, N. 1. Mc- 
Clblland. Secondary radiation. 

Tiansactions (Philosophical) of the R. Society of LondoD. A, 381- 
884. CuREE. Quiet daya. — Horton. Quartz fibrea. — Lees. Ther- 
mal conductivity of solida. — Barkla. Polariaed KSntgen radiation. 
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Terhandlangen und Mittheilnngeii des Siebenbiirgischeii Vereins fttr 
Natnrwisseiischafteiit Hermannatadt. Voi. 53. Lbonhardt. Vdgel 
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76 BOLLETTINO BIBLIOQBAFICO. 



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ber-systenis. — Pbrron. Irreduzibilitat algebraischer Gleichungen. 
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GltTGNO 1905. 77 



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leur de combustion des composés organiques. — Langbvin. Magné- 
tisme et tbéorie des électrons. — Matignon et Bourion. Transfor- 
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Beibifttter zn den Annalen der Physik, 1905, N. 9-10. 

Bollettino mensnale della Società meteorologica italiana, Torino. 
Voi. 24, N. 1-3. RoDRiGUBZ. Previsione del tempo a lunga scadenza. 
Negro. Altezza dell'aurora polare. — Disboscamenti e terremoti. 

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un solido in contatto con un piano. — Corbino. Coppie destate 
su Tina sfera conduttrice da un campo rotante. — Crocco. Verticale 
a bordo delle navi. — Z ambiasi. Acustica musicale. — Danibi^e. 
Forze d'attrito ed equazioni del movimento nei sistemi liberi. Forze 
d'attrito : rappresentazione parametrica. — Marasca. Misura della 
grossezza di una lamina. — Cominotto. Azione e reazione. 

Jarhrbftcher der k. k. Central- Anstalt fiir Meteorologie nnd Erdma- 
gnetismns, Vienna. 190S. Margulbs. Energie der Sttìrme. — Exner. 
Das Keilen hohen Luftdrucks im Norden der Alpen. — Prohaska. 
Gevitter und HagelMle. 

Memorie della Società d^li spettroseoidstì, Catania. 1905, N. 5. Ma- 
scari. Protuberanze solari. — Carnhra. Carta fotografica celeste. 
PucciANTi. Spettri d'incandescenza dell'iodio e del bromo. 

Thlltigkeit (Die) der physikalische-technischen Beichsanstalt, Berlino. 
1904. 

Scienze naturali. 

Bbzzi. Clinocerae tres novae ex Europa. 

Annales des sdenoes natnrelles, Parigi. ZooLepaleont.SerieS, Voi. 20, 
N. 5-6. Von Linden. Matière colorante des vanesses. — Dollpur et 
ViRÉ. Isopodes d'Europe. — Serie 9, Voi. 1, N. 1. Pbrribr. Holo- 
thuries antarctiques. — Botanica, Sene P, Voi. 1, N. 1. Pouribvitch. 
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corticales de la tige. — Vickbrs. Algues marines de la Barbade. 

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Litentue (Geol^gleal) addied to ih» n^logieal Soeiety's library, Lon- 
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Eedia; giornale di entomologia, Firenze. VoL 2, N. 1, Berlsse. Acari 
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quadripunctata. — Ribaga. Oopeognati. — Silvestri. Lebia aci^u- 
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Verkandluii^E der k. k. geologiscfaeii BeiebBaiistalt, Vienna. 1905, 
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Tektonische Stellung der I-.aibacher Ebene. — Toula. Granitklippe. 
LoziNSKi. Hydrogeologie im Bezirke Horodenka. — Geybr. Granit- 
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Anatomity Fisioltgia, Medicina, igiene, Farmacia. 

Annali di igiene iperimeatale, Roma. VoL 15, N. 2, Zaccaria. Corpi 
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Archivio di farmacologìa sperimentale e scienae affini, Roma. Mag^o 
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Bnlletin de TAcadémie de médedne de Paris. 1905, X. 15-20. Fara- 
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Mbtciinikoff et Roux. Microbiologie de la syphilis. 

Bollettino delle scienze mediche, Bologna. 1905^ N. 5, Ammoniaca 
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Oaaaelta medica lombarda, Milano. 1905, N. 22 25, Crosti. Calcoli ve- 
scicali ed uretrali nei bambini. — Antonblli e Pibtrabissa. Tra- 
pianto tendineo. — Staurenghi. Craniologia comparata. — Binda. 
Ernie et accident du travail. — Tuttolomondo e Leonardi. Beepon- 
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Giornale della r. Accademia di medici&a di Torino. 1906, N. 4, Ba- 
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nacee nei tessuti degli animali. — Zuccola. Glucosuria alimeatare 



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aiuaNO 1905. 79 



nelle malattie infettive. — Gradbnigo. Sinusite frontale cronica. — 
Mattirolo. Aneurisma latente del tronco brachiocefalico. — Diez. 
Eliminazione del cloroformio. — Martini. Creazione di un circolo 
laterale al rene. — Vitbrbi. Durata delle impreesiom retiniche. — 
BizzozÈRO. Forme mieliniche postmortali. — Bajardi. Fotografia 
del fondo deirocchio. — Gì acosa. Fitina e inosite nell'organismo. 

Giarnale della r. Società italianB d'igiene, Milano. 1906, N. ò^, Cmi. 
Pellagra. — Vbrney. Scuotimenti nei viaggi in ferrovia. — Magi. 
Bacillo tubercolare nel latte a Pisa. — Ceradini. Soda caustica e 
disinfezione. — Bruini. Bacillo del tifo e piante. — Giannini. Ser- 
vizio dentistico nelle scuole. 

Journal de Fanatomie et de la physiologie normalee et pathologiqiies 
de rhomme et dee animaiix, Parigi. Maggio-giugno 1906, Gerard. 
Anoraalies congénitales du rein. — Charpy et SorLiÉ. Aponévrose 
axillaire. — Bauer. Régénération des membres amputós. — Dieit- 
lafA. Fosses nasales des vertébrés. — Dbflandrb. Fonction adipo- 
génique du foie. 

Journal de pharmacie et de chimie, Parigi. Voi, 21, N, 8-10. Grimbert. 
Arsenio dàns ime eau oxygenée. — Barthe. Lait de chamelle. — 
Lby8. Acide acétique cristallisable. — Sapin. Poison des ilèchea em- 
ploiées par les lukarets. — Grimbert. Sirop iodotannique. — Boi- 
GAULT. Sels de sodium. — Lemeland. Gomme d'abricotier. — Bau- 
DOiN. Eaux-de-vie. — Bourquelot etHÉRissEY. Essence de benoite ; 
glucoside et enzyme. — Balland. Labiées alimentaires. — Hussein. 
Silicate de soude dans les savons. — Bbslibr. Steri lization des cat- 
guts par la benzine. — Galimard. Kóratine des oeufs de couleuvre. 

Bendieonti deirAssociaaione medicoHshinirgica di Parma. 1905, N. 3-4. 
Fjbrrata. Nucleolo della cellula nervosa. — Pighini. Estratto para- 
tiroideo nei dementi precoci. — Cattaneo. Parati roidina Vassale e 
tetania infantile. — Ziveri. Liquido cefaloracbideo. — RaffabIìLI. 
Craniotabe. — Ferrata. Secrezione della cellula renale. — Zoja. 
Epitelio del tubolo contorto di un nefritico. 

Ingegneria. 

Annalea des mines, Parigi. 1905, N. 3-4. Industrie minerale de la Franca. 
Db Launais. Formation charbonneuse supracrétacóe des Balkans. — 
Jacob. Chaudière de locomotive à tubes à eau. — Production mine- 
rale du Canada. — Ankylostomiaae. — Dblafondb. Fermeture des 
cages servant au transport da personnel. — Merio eaitlt. Moteurs à 
gaz et à pétrole. — Nicou et Scmlumbercier. Industrie n>inière et 
métallurgique dans les Asturies. 

Atti dell'Associazione elettroteenica italiana, Koma. Voi, 9, N, 2. 
Segre. Trazione elettrica col motore monofase. — Soleri. Motore 
monofase negli Stati Uniti. — Arcioni. Istrumenti elettrici di mi- 



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80 BULLBTTINO BIBLIOGRAFICO. 

sura. — Rbvk88T. Lampada ad osmio. — Silvano. Impianto idro- 
elettrico municipale di Torino. — Montù. Lampade ad incandescenza. 
Crudeli. Conduttori frammentari. 

Boletin del Cnerpo de ingenieros de minas del Perù, Lima. X, 20-^1. 
Alvarado. Yacimientos aurifero» de Condesuyos y Camana. — De 
LiTCìo. Provincia de Pataz. 

Elettricista (LO, Roma. 1906, X. 10 11-12. Dall'Oppio. Frequenza di 
una corrente alternata. — Ambrosini-Spineixa. Teoria dinamica or- 
bitale e telegrafìa senza fili. — Arno. Corpi magnetici in campi 
Ferraris. — Piola. Smorzamento nelle oscillazioni elettriche. — Mo- 
tore ad esplosione. — Dinamo e motori Zone. — Marchesini. Ossi- 
dazione dell'azoto dell'aria mediante l'elettricità. — Pacini. Vapori 
e correnti d'aria ionizzata. — Sormani. Trazione elettrica. — Pali 
in cemento armato. — Elettricità e vegetazione. — Orologio elettro- 
meccanico. — Effetti dell'elettrolisi. 

Politecnico (II), Milano. Maggio 1905. Sbrani. Personale ferroviario. 
Sant'Ambrogio. Certosa di Fameta (Lucca). — Marazza. Traverse 
per sbarramenti idraulici. 

Rivista di artiglieria e genio, Roma. Maggio 1905. Gl\nnitrapanl 
Guerra nisso-giapponese. — Mattbi. Comando dell' artiglieria. — 
Vita-Pinzi. Radioattività e scienza moderna. 

Agricoltura, Industria, Commercio. 

Atti della r. Accademia economico-a^raria dei Georgoflli di Firenze. 

Serie 5, Voi. 2, X. 1. Passerini. Acqua potabile in Firenze. — Ma- 
rangoni. Acqua ed energia a Firenze. — Caruso. Olivi e cycloconium 
oleaginum. Seminagione e produzione del frumento. Elateridi dei ce- 
reali. Leucite e fluorina negli erbai. — Pestellini. Esercizio della 
caccia. 

Bollettino delPagricoltnra, Milano. 1905, N. 22-26. 

List (Monthly) of pnblications of the Un. St. departement of agricnl^ 
ture. AjrrUe-maggio 1905. 

Rivista (La); organo della r. Scuola di viticoltura ed enologia e del Co- 
mizio agrario di Conegliano. 1905, N. 11-12. Sannino. Rifermenta- 
zione. — Chuard e PoRCHET. Soluzioni di acetato neutro di rame 
e poltiglie cupriche contro la peronospora. — Chigi. Igiene del latte. 
Latteria di Soligo. — Scarabellotto. Siero anticarbonchioso. — 
GriLLON-GoriRAND. Poltiglie cupriche. 

Stazioni (Le) sperimentali agrarie italiane^ Modena. Voi. 38, N. 4. 
S ANN A. Latte pecorino della Sardegna. — Bucci. Foglia di gelso: 
consu'mo. — Todaro. Esperienze e prove di coltivazione a Modena. 
D'Ippolito. Semi di medicago. 



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GIUGNO 1905. 81 



Economia, Sociologia, Politica. 

L.a beneficenza della Cassa di risparmio dejle provincie lombarde nel 19()4. 
Biblioteca dell'economista, Torino. Serie 5, X. 3-4. Nicholson. Principi 

di economia politica. 
Valle di Pompei. Maggio 1905. 

Giurisprudenza, 

Zocco-RosA. L'ius papinianum di Gliich ed Hirschfeld. Teodoro Momm- 
sen nella storia civile e giuridica di Roma. 

Statistica. 

Bollettino statistico mensile della città di Milano. Aprile 1905. 
Bnlletin mensnel de statistiqne municipale de la Tille de Bnenos Aires, 

Marzo 1905. 

Geografia. 

Ergebnisse der Triangulierungen das k. iind k. milit&r-geographischen 
Institnts. Vienna 1901-05. 

BUcherei-Verzeichnis der Vereins fOr Erdkimde zu Dresden. 

Bollettino della Società geografica italiana, Roma. Giugno 1905. Al- 
MAGIA. Profondità marine. — Jaja. Escursioni nei Sibillini (Appen- 
nino centrale). — Fau8TINI. Attività glaciale nell'arcipelago artico 
americano. 

Mittglieder-Verzeichnis des Vereins fttr Erdknnde za Dresden. 1905. 

Mitteilnngen ans J. P. geographìscher Anstalt, Gotha. 1905^ N. 4. 
Hanken. Ktìstenànderungen in Siiderdithmarschen. — Danes und 
Thon. Westercegovinische Ki-yptodepression. — Hoffmann. Tempe- 
rature des sudttquatorialischen tropisclien Afrika. 

Mitteilnngen des Vereins ftìr Erdknnde «n Dresden. N. 1. Gravelius. 
Antropogeographie des Wassers. — Reibiscu. Gestaltungsprinzip der 
Erde. 

Arclieologia. 

Ricci e Gentile. Trattato generale di archeologia e storia dell' arte 

greca. 
Ricci. Turbigo: la necropoli della Gallizia. 
Anzeiger tiir Schweizerische Altertnmsknnde , Zurigo. Voi. 6, N. 4. 

NCesch. Das Kesslerloch bei Thayngen (Schaffhausen). — Rollibr. 

Petrefakt^n bei Schafthausen. — Mayor. Aventicensia. — Reinhart. 

Chmiacensier Vorballen. — Escher. Wandgemftlde in der Domeni- 

kanerkirche zu Bern. — Major. Gltthwaclisrecepte von TJrs Graf. 



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82 BULLETTIKO BIBLlOaBAFICO. 

Idem. Die Baaler GolcUchmiedefkmilie Fechter. — Axgst. Schwei- 
zerische Monstranc. 

Atti della r. Accademia dei Lincei. Notìzie degli scavi. 1904, X. 9-12. 

RiyÌBta archeologica lombarda, Milano. Aniio 1, N. 2. Ricci. Il sarco- 
fago di Lambrate. 

Filologia. 

Ascoli. Continuatori córsi del lat. Ipsu^, 

Lttteratara. 

Pascal. Graecia capta. 

Transactions of the R. Society of literatnre, Londra. Voi. 26, X. 2. 

Davby. Lettera and writings of Oliver Goldsmith. — Axox. Romeo 

and Juliet. 

Belle arti, Numismatica. 

Bollettino di numismatica e di arte della medaglia, Milano. Giugno 
1905. Ricci. Argentatura delle monete antiche. — Grillo. Monete 
di Castiglione delle Stiviere. — Mattoi. Medaglie a G. Donizetti. 

Istruzione. 

Annuario del n Maseo industriale italiano in Torino. 1904-1906. Pe- 
nati. Metodo sperimentale negli studi d'ingegneria. 
Bollettino ufficiale del Ministero dell' istruzione pubblica. 1905, N. 21-2:*, 
Université S. Joseph (Beyrouth, Syrìe), Faculté orientale. 1905. 

Filosoia. 

Db Sarlo. Lo spiritualismo al recente congresso di psicologia. — Li 
psicologia come scienza empirica. 

Religione. 

Literaturseitung (Theologische), Lipsia. 1905, X. 10-11. 



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BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 

(1 LUGLIO -15 AGOSTO 1905) 



Bibliografi!. 

Annaes da bibliotheca nacional de Rio de Janeiro, Voi. 23. Barbosa 
DB SA. Ilela4^ào das povoa9oeii8 do Cuyabà e Mate. — Db Azevedo. 
O primiero bispo do Brasil. — Maniiiicriptos da bibliotheca nacional. 
Voi. 24. Desaggravos do Brasil e gloria de Fernambuco. — Voi. 25, 
Desaggravos, etc. Processo de Jo5o de Bolés. 

Bollettìno delle pubblicazioni di recente acquisto della Biblioteca del 
Senato del Regino. 1906, N. S, 

Bollettino delle pubblicazioni italiane ricoTute per diritto di stampa 
dalla Biblioteca nazionale centrale di Firenze. diugno-LtigUo 1905. 

Bollettino mensile della Società cattolica italiana per gli studi scien- 
tifici, Pisa. Giugno-Luglio 1905. 

•Cataloghi dei codici orientali di alcune biblioteche d'Italia, Firenze. 
Sacerdote. Indice generale. 

Aiti accademici, Riviste generali. 

Abhandlnngen der k. Gesellschaft der Wissenschaften zu G5ttingen. 

CI. di letf., Voi. 8, N. 3-4. Schulten. Nvtmantia. — Schx:lthes8. 

Christlich-Palaestiniscbe Fragmente aus der Omaj.jaden-Moschee zu 

Damaslais. 
Abhandlnngen der k. Sftchsischen Gesellschaft der Wissenschaften, 

Leipzig. CI. di scienze, Voi. 29, N. 3-4. Correxs. Mendels Briefe 

an C. Nageli. — Fischer. Bewegungsgleichungen raumlicher Ge- 

lenksysteme. — CI. di letteì*e, Voi. 23, K. 1-2. Sievers. Metrische 

Studien: die hebrSische Genesis. 
Acta Universitatis Lundensis. 1903. Bjorling. Om pàfòljdema af tvàng 

enligt svensk civillratt. — Walbbrg. Juan de la Cueva et son « Exem- 

plar poètico». — KocK. Niederdeutsche Relati vpronomen. — FCrst. 

Musculus popliteus. — Bergendal. Nemertinen. — Rydbbro. Fy- 

sikens utveckling till allmftn tillstftndslftra. 

Bìillettino — Rendiconti. 7 



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84 BlTLIiETTINO BIBLIOaBAFICO. 

Almanach der k. Akademie der WissenschafteB, Vienna. 1903. 

Anaali delle UBiversità toseaBe, Pisa. Voi. 25. Buonamici. Teodora 
MomniBen. — Dbmbl. Tito Carbone. — Tangorra. Spese pubbliche. 
Ugolini. Roccie dell'alto Egitto. Monti d'Oltre Serchio. — Ftcixk 
Monte Ce tona. 

AbbbLb of the New York Akademy of sdences, Voi, 15, N, 3, Laxb. 
Identity of the periodic comet of 1889-1896-190B (Brooks) with the 
periodic comet of 1770 (Lexel). — Voi. 16, N. 1. Doublin. Genn- 
cells in pedicellina americana. — Wilson. Prehistoric man. — Mar- 
tin. H. Carrington Bolton. — Stevenson. Jurasaiccoal of Spitzbergen. 

ABBBaire de FAeadéBiie r. dea sdeBoes, dea lettres et dea beBSx-Brto 
de BelgriqBe. 1905. 

ArchiTes dee seieBces phyaiqBes et Batarellee, Ginevra. Giugno-luglio 
1905. Wbiss. Propriétés magnétiques de la pyrrhotine. — Db Wilde. 
Or dans l'eau de mer. — Martbns et Micheli. Temperature, dila- 
tation et indices de réfraction. — Brun et Jaqubrod. Volcanisme. 
Guyb. Décharge disruptive dans les gaz aux pressions élevées. — 
Jaqubrod et Pbrrot. Point de fusion de l'or et dilatation des gaz 
à haute temperature. — De Thierry. Points de fasion. — Reid et 
MuRET. Variations periodi ques des glaciers. 

Ateseo (L*) VeBeto, Venezia. Maggio^ugno 1905. Occioni-Bonaftoss. 
La biblioteca dell'Ateneo Veneto. — Wibl. Lord Byron a Vanesia. 
BoccAZZi. P. F. Calvi. — Musatti. Litercalari dei patrizi reneziani. 
Gambari. P. Cossani. 

Atti del r. Istituto Veaeto di sciesce, lettere ed arti, Venezia. Voi. 64, 
N. 8-9. Db Giovanni. Arte divina. — Bonatblu. Epistemologia. — 
Tbza. I Raguidi di Calidaso. — Bringhbnti. Metalli e solusìoni sa- 
line. — Bernardi. Sterzo. — Trois. Metacromatismo nell'anguilla. 
Fa VARO. Amici e corrispondenti di Galileo. — Prbdblli. Ardii vie 
dell'ordine teutonico a Venezia. — Lbvi-Civita. Contrazione delle 
vene liquide. — Siccardi. Anchilostomiasi. — Bossi e Tom as atti. 
Provini in cemento con armature metalliche diverse. — Lori. Tras- 
missione di segnali per mezzo di correnti alternative. 

Atti della r. Accadeaiia dei LìbooÌ. Classe di scienze, Eendicotiti, 190.5, 
Voi. 14, Sem. 1, N. 12. Volterra. Distorsioni dei solidi eUstici. — 
Castelnuovo. Litegrali semplici appartenenti ad una superfìcie irre- 
golare. — Pascal. Classificazione delle superficie di 5° ordine. — 
Angeli e Castellana. Derivati della canfora. — Fubini. Coppie di 
varietà geodeticamente applicabili. — Tagliaferri. Superficie ir 
applicabili sopra superfìcie di rotazione. — Rimatori. Blende sarde. 
Lovisato. Centrolite presso Ozieri. — Angblico. Trasformazioni dei 
nitrosopirroli. — Plancher e Carrasco. Cloroformio e o-^-N trime- 
tilindolo. — Aggazzotti. Orang-utang e rarefazione dell'aria. — 
MiNG AZZINI. Gefireo pelagico. — Pant anelli. Pressione e tensione 
delle cellule di lievito. — Peglion. Deperimento dei medicai da 
lu-ophlyctis Alfelfae. — Sem. 2, N. 1-2. Battelli e Stefanini. Prc*- 



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1 LUGLIO - 15 AGOSTO 1905. 85 

sione osmotica. — Stefanini. Acumetro telefonico a solenoide neutro», 
Chella. Misura assoluta del conciente di attrito intemo dei gas. — 
Plancher e Carrasco. Sul /J-etilindolo e sulla a- etiliden/?. f. N- trie- 
tilindolina. — Plancher e Piccinini, ^-fenilidrossilammina e aldeidi 
aromatiche. — Padoa. Badloattività dell'acqua ossigenata. — Pe- 
GLiON. Castagne e penicillium glaucum. — Capelli. Addizioni delle 
Ixinzioni d- di più argomenti. — Nasini, Andbruni e Levi. Radio- 
attività dei soffioni boraciferi. — Chistoni. Osservazioni pireliome- 
triche a Modena. — Peruzzi. Calcari a brucite di Teulada e predaz-^ 
zite. — Tacconi. Granito di Montorfano. — Aggazzotti. L'ossi- 
geno e il malessere da rarefazione dell'aria. — Dorbllo. Nervo- 
vago. — Panichi. Eredità nella infezione pneumococcica latente. — 
Noè. Chironomidae. — Brunelli. Ovario dei termitidi. 

Itti della r. Accademia dei Lincei. Rendiconti delle adunanze solenni^ 
1905. D'Ovidio. L'arte per l'arte. 

Atti della r. Accademia delle sdenze di Torino. VoL 40, N. 12. Gua- 
reschi. «De arte illuminandi ». — Jadanza. Cannocchiali distan^ 
ziometri. — Spezia. Dinamometamorfismo e minerogenesi. — Bian- 
chi. Deformazione delle superficie flessibili ed inestendibili. — Gatti. 
Rifrazione dovuta ad una corona cilindrica retta. — Roccati. Petro- 
grafia nelle Valli del Q«sso. — Severi. Teorema di Riemann Rocb 
e serie continue di curve appartenenti ad una superficie algebrica. — 
Allib\'0. Nuova scuola pedagogica. — Corradi. Tolomeo ©vergete tf 
Seleuco Callinico. 

Atti della i. r. Accademia di scienze, lettere ed arti degli Agiati in 
RoTereto. Aprì ie-ffi ugno 1905. Db Pesti. Ultimi dinasti di Nomi. — 
Galante. Tullio de Sartori Montecroce. — Perini. Famiglia Costioli 
di Rovereto. — Bustk^o. Pier io Valeriane, poeta bellunese. — 
Valerio Callegari. Esplorazione di Luigi di Savoja nel mare 
artico. — Porta. Plorula tridentina. 

Berichte ^ber die Verhandlnngen der k. Sttchsischen Getellschaft der 
Wissenachaften zu Leipzig. CI. dì lettere , Voi. 56, N. 4-5. Sievers. 
Alttestamentliche Miscellen. — LiPSius. Antipbons Tetralogien. — 
Blass. Pragmente auf Papyrus oder Pergament. — Immisch. Ent- 
stehungszeit des platonischen Pbedrus. — Distel. Briefe von J. G. 
Gruber an C. A. Bòttiger. — Voi. 57, N. IS. Kòster. Sprechverse 
des 16"» Jahrbunderts. Goethes « Dichtung und Wahrheit >. — Sie- 
vers. Alttestamentliche Miscellen. — Naeoelb. Arbeitslieder bei 
J. Chrysostomos. — CL di sdenze. Voi. 56, N. 5. Zirkbl. Leibniz» 
Etzold. Erdbebenstation Leipzig. — Volume 57, N. 1-2. Lipps. 
AbhIUigigkeit zwischen den Markmalen eines Gegenstandes. — Sieg- 
fried. Reaktion amphoterer Kòrper. — Chun. Korallenriff im zen- 
tral Lidischen Ozean. — Mayer. Hilbertscher Unabhftngigkeitssatz 
in der Theorie des Maximums imd Minimums der einfìichen Inte- 
grale. — Thomae. Elektrisches Potential bei geradlinigen Elektro-* 
den. — ScHBiBNER. Tschimhaus-Transformation. — Ejiausb. Punk- 
tionen zweier verftnderlicben Grossen. 



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86 BULLETTINO BIBLIOGRAFICO. 



Bulletin de FAcad. r. de Belgriqne. 1904, N. 12. Willem». Ly^istrata 
d'Aristophaue. — Vandekkixderb. Uccie. — Folie. Libration ter- 
restre. — Cesàro. Laui'ionite. Malachite. Calcite. Azurite. Stibine. 
Jarosite. Gypse. Libithénite. Pnchérit^. Plagioclases. — Wery. 
Abeilles et fleuros. — Fredrricq. Faune et flore glaciaire du plateau 
de la Baraque Michel (Ardenne). — Lameerb. Omements sexuels. — 
Folie. Mouvements apparenta d'un pendole libre dans le premier 
vertical. — Henry. Fusibilité dans la serie des glycola normaux bi- 
primaires (OH) OH, -(CH.\» -CH, (OH). — De Hebx. Phosphore- 
8cence et genòse de la matière. Expérience de Rowland. — Terby. 
Etoiles tìlantes du 14 novembre. — Fiéves. Léonides à Boitsfort en 
19()4. — Stappers. Dérivés chlorés des raéthylats propylique et iso- 
propylique. — Oechsner db Conikck. Tétrabydrate du chlorure de 
cobalt. Sulfat^ doublé de aodium et d'uranyle. 

Bnlletìii de TAcadémie r. des sciences et des lettres de Danemark, Co- 
penaghen. 190i), N, SS. Blinkbnbero et Kinch. Archeologie de 
Rhodes. — Borgesen. Siphonochlodus Schmitz. 

Bnlletin of the University of Kansas. VoL 4, X. 9. Nowlix. Titilline 
body in spider eggs. — Ewing. Nervous system in acridi dae. — 
Snow. Coleoptera, lepidoptera, diptera and hemiptera from Arizona. 
Braxson. Snakes of Kansas. — Adams. North American diptera. — 
Beede and Rogbrs. Lower coal measures. 

Casopis prò pestovàni matematiky a fysiky, Praga. Voi. 34, X. 4-ò. 

Collectìons (Smithsonian miscellaneons) , Washington. X. 1440. C.ve- 
RiNGTON BoLTON. Bibliography of chemistry. — X. 1411. Leidy. 
Helraintology and parasitology. — X. 141H. Britton and Rose. Le- 
nophyllum. — Fewke8. Porto Rican stone coUars and tripointed 
idols. — Bartsch. Sonorella. — Schichert. Siluric and devonic 
cystidea and camarocrinus. — Casanowicz. Wat Chang pagoda of 
Bangkok, Siam. — Riley. Myiarcus from West Indies. Birds from 
British West Indies. — Bartsch. Amphidromus. — Stejxbger. 
Lizard from Japan. — X. 1543-44. Browning. Literature of gallium 
and germanium. — X. 1548. Rockhillb. Population of China. — 
White. Seeds of aneimites, — Sherborn. Birds in Vroeg's catalogne. 
Richmond. Idem. Gill. Sculpin. — Scripturb. Vowel organ. — 
Jambunathan. Social spider. — Oberholsbr. New sylvietta. — 
Miller. The Tiigda, or rice pian ter, of the Coyunoe, Philippine 
islands. — White. Fossil cycadofilices. 

Comptes rendns de F Académie des inscriptions et beUes-lettres, Parigi. 
Marzo-aprile 1905. Citmont. Statue du mithraeum d'Emerita. — 
Lettres de Db Ricci et Delattre. — Bréhibr. Protocol imperiai. 
Berthelot. Inscriptions arabes, persanes et chinoises. — Schum- 
BERGER. Sceaux du royaume de Terre Sainte. — Db Ricci. Fragment 
de rOdyssée sur un parchemin. — Dbrbnbourgh. Inscription yemenite. 

Comptes rendns de T Académie des scienees, Parigi. Voi. 140 , X. 26. 
Renan et Ebbrt. Détermination de la Constant d'aberration au moven 



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1 LuaLio-15 AGOSTO 1905. 87 

dea observations de troia étoiles très voisinea du P61e. — Rapfy. Sur- 
facea isothermiques. — Bkillouin. Mouveinent de la terre et vitesse 
de la lumière. — Branly. Télómócanique aana fìl de ligne. — Becca. 
Pouvoir inducteur spécilique dea mótaux. — Blondel. Are chantant. 
Mesltn. Coefficients d'aimantation. — • Ehcoura. Hydrolyae dea so- 
la tiona trèa concentréa de aulfate ferrique. — Baud. Clilorure d'alu- 
minium et oxychlorui-e de carbone. — Guillet. Aciera à l'étain, 
au titane, au cobalt. — Mailue. Hydi-ogénation dea aldoxymea. — 
Freundlbr. Bromuration de la paraldéhyde. — Couturier et Vi- 
GNON. ^cétoaldéhydea. — Francois, lodomercurates et cbloroiodomer- 
curate de monométhylamine. — Boua'eault et Locquin. Dórivéa de 
la butyroXne et de la capronome. — Klobb. Phytoatérine-alcool bi- 
valent. — Milli au. Pureté du burre de coco. — Louìse et Moutibr. 
Toxicologie du mercure pbényle. — Girak. Combustion du aoufre 
dana la bombe calorimétrique. — Pibttrb et Vila. Oxyhémoglobine 
de cobaye. — André. Acidea organiquea et plantea graaaea. — War- 
c'ollier. Cidre doux. — Vaillant. Alabea de Cuvier. — Sbmichon. 
Cellulea à uratea chez lea mellifèrea solitaires. — Camus et Gley. 
Sérum d'anguille et marmotte. — Puisalyx. Venin dana les oeufe 
de vipere. — Solvay. Travail atatique. — RsHNa et Salmon. Cancer 
cu tane et radium. — Gentil et Boistel. Gisement pliocène à Té- 
touan (Maroc). — Cayeux. Faune aaumàtre dana lea aablea de Tar- 
gile plaatique d'Iasy (Seine). — Boule. Eolithea. — Capitan, Bheuil 
et Peyrony. Lyon, oura et rhinocéroa dea cavernea. 

Voi. 141 j N. 1. Picard. Inegalitó relative à la connexion linéaire 
et calcul du genre numérique d'une aurface algóbrique. — BoU8Si- 
XESQ. Propagation dea ondes le long de liquidea compfeaaiblea. — 
Haller. Acidea campho-acetique et /J-camphopropionique. — Gui- 
frNARD. Sureau noir et acide cyanhydrique. — Sabatier et Mailhe. 
"Diméthylcyclohexanola terfciairs et hydrocarburea. — Broca. Pouvoir 
inducteui- apécifique dea méfcaux. — Contrbmoulins. Pónétration et 
quantité des rayona x et totaliaateur radiophotométrique. — AIoN- 
PILLARD. Ecrans colorés et isolation de radiafciona apécialea. — HouL- 
liEViGUE et Passa. Fer ionoplaatique. -^ Colani. Composéa binairea 
dea métaux et aluminothermie. — Guillat. Aciei*s à l'aluminium. 
Chrétien. Combinaisons des acidea ferrocyanhydrique et sulfìirique. 
Frémont. Fer et acier employés à la fabrication des rivets. — Blaise 
et CouRTOT. Acides aldébydes y, — Lespibau. Lactone de Pacide éry- 
thrique. — Grignard. Alcools monoatomiques et polyatomiquea. — 
Leroitx. DécaLydronapbtylcétone-^ et décahydi-onaphtylamine-/J. — 
Schmitt. Dérivés des éthers mésoxaliques. — Moureu et Valeur. 
Spartéine; action de l'iodure d'etbyle. — Guye et Pintza. Densitéa 
de Panhydride carbonique, du gaz ammoniaque et du protoxide d'a- 
zote. — Matignon. Thermochìmie du néodyme. — Lindbt et Amman. 
Farine bise, gluten et panification. — Eavaz. Dépériaaement des vi- 
gnes de la Tunisie^ do l'Algerie et du Midi de la France. — BouR- 



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88 BULLBTTINO BlfiLIOGBAFICO. 

QUELOT et Danjou. Glucoside cyanhydrique dans les feuilles de su- 
reau. — Fàob. Organes segmentaires dea annélides polychètes. — 
OouTiÈRB. £pipodites des crustacés eac3rphotes. — Nicklès. Honille à 
Abaucourt (Meurthe-et-Moselle). — Zbillbr. Idem. — Douviu^. 
Préalpes subbétiques aux environs de Jaen. — Murgoci. Tectonique 
des Carpathes méridionales. — Porchbr. Lactose; ablation des dia- 
melles cbez les femelles en lactation. — Charrin et Le Play. Fi- 
xation des substances chimiques sur des cellules viyantes. — Depé- 
RET. Evolution des mammifères tertiaires. 

N. 2, B0U8RINB8QUB. Résistance elastique des tuyaux. — Bbcque- 
«BL. Activation par l'uranium. — Lavbran. Traitement des trypa- 
nosomiases par l'acide arsénieux et le trypanroth. — Lccas-Cham- 
PiONNiÈRB. Fractures et mouvement. — Vidal. Fusées et grèle. — 
HussoN. Mouvement d'un corps solide pesant autour d'un pointe fixe. 
Mbslin. Aimantation et champ magnétique. — Hagkspilx.. Rubi- 
dium et caesium. — Guillbt. Aciers temaires. — Bbcoura. Sulfate 
ferrique hydraté. — - Jungplbisch et Godchot. Dilactìde droit. — 
Maylb. Hydrogénation des cétoximes. — Bouvbault et Looqvin. 
Nou velie leucine. — Mourbu et Valbiti. Spar teine. — Colson. Sol- 
fate chromique dont l'acide est partiellement dissimulò. — Osmond et 
Oartaud. Pression ou percussion sur les métaux plastiques cristallisés. 
Lapicqub. Dravidiens. — Couthièrb. Schizopodes. — Faoe. Organes 
segmentaires des hésoniens et des lycoridiens. — Viguibr. Becul de 
la bouche chez les chétopodes. — Baybux. Globules rouges au Mont 
Blanc. — Charrin et Lb Play. Poisons intestinaux. — Battelli 
«t Stbrn. Philocatalase dans les tissus animaux. — Ll^muèrb et 
Chbvrotibr. Extraits protoplasmiques des globules de sang. — Bax- 
CBLS. Sue pancreatique, colloìdes et électrolytes. — Bibrry et Tbr- 
ROiNB. Maltose du sue pancréatique de secretine. — Iìacè. Décom- 
position des albuminoìdes par les cladothrix. — Fichbur et Savor- 
NiN. Terrains tertiaires de l'Ouennougba et de la Mediana (Algerie). 
Dbprat. Protogine de Corse. — Tbissbrbnc db Bort. Altitudes ba- 
rométriques et ballons-sondes. 

N. 3. Lobwy. Détermination directe de la réfraction. — André. 
Appareil à eclipses artificielles de soleil. — Guichard. Propriétés in- 
finitésimales de l 'espace non-euclidien. — Lépinb et Boulud. Ma- 
tières sucrées et sang. — Cotton. Erreurs dans l'integration appro- 
chée des équations différentielles. — Db Villbmontéb. Diélectriques 
liquides. — Wbiss et Kunz. Variations tbermiques de l'aimantation 
de la pyrrhotìne et de ses groupements cristallins. — Chanoz. Mem- 
branes dans les cbaines liquides. — Camichbl. Fluoreacence. — 
Lbbnhardt. Vitesse de cristallisation des solutions sursaturées. — 
Matignon et Trannoy. Composés binaires dea métaux par l'alumi- 
nothermie. — Jassonnbix. Oxide et borures de thorium. — Petit et 
Mayer. Réactions de la rèsine de gaYac. — Bodroux. Ethers chlor- 
acétiques et dérivés halogénomagnésiens de l'ortbotolnidine. — Ben- 



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1 LUGLIO - 15 AGOSTO 1905. 



GADB. Ethylamine, Ì8obutylamine et caesium. — Duval. Composés 
du dinitrodiphénylméthane. — Dinesmann. Condensa tion du chloral, 
hydrocarbureB aromatiques et chlorure d'aluminium. — Blanc. 3, 3 di- 
méthylbutyrolactone. — Lavaux. Tétrabromure d'acótylène, chlorure 
d'aluminitim et toluène. — Tanret. Gentiopicrine. — Bertrand. 
Oafés sans caféine. — Lefèvrb. Flantea vertes et lumière. — Da- 
niel. Greffe. — Trillat. Propriétós antiseptiques dea fumóes; dós- 
infection par vapeurs de sucre. — Capitan et Papillault. Identi- 
fication d'un cadavre 113 ans après la mort. — Coutièrb. Hoplo- 
phoridae. — Abric. Chétognates. — Guillbminot. Etude dea còtes 
par rorfehodiascopie. — Martbl. GouflBre du Trou-de-Souci (Còte d'Or). 
€aybux. Minéraux des eaux de sources de Paris. — Berobt. Chute 
de grèle à Maisons-Laffitte. 

N, 4, Janssbn. Eclipse solaire totale du 30 aoùt 1905. — Boussi- 
i^EàSQ. Propagation des ondes liquides dans un tayau consti tue par 
des anneaux juxtaposés. — Guignard et Houdas. Glucoside cyan- 
hydrique du sureau noir. — Sabatibr et Mailhb. Dédoublement ca- 
talytique des dérivés monochlorés forméniques. — Pabé. Héduites 
d'une fraction rationnelle. — Chanoz. Membranes et chaines liquides. 
Wbiss. Hystórèse d'aimantation de la pyrrhotine. — Pigbon. Sté- 
réoscope dièdre. — Camichbl. Fluoreacence. — Boudouard. Vapeur 
d'eau et róduction de l'anhydride carbonique. — Duso in. Oxide de 
zinc et silicates de potasse. — Boulouch. Sous-iodure de phosphore 
et transfonnation allotropique du phosphore. — Quennbssen. Idro- 
chloronitrite de potassìum. — Sbybwbtz et Bardin. Sulfite de soude 
et éthanal. — Mourbu et Valbur. Spartéine. — Tanret. Gksntiine. 
BiDBT. Gaz ammoniac et chlorhydrate d' isoamylamine primaire. — 
Lbdoux. Brégénération de la radicule lésée. — Coutièrb. Crevettes 
du genre caricyphus. — Stbfanowska. Croissance en poids du poulet. 
Répin. Lavage mécanique du sang. — Kuss. (3ombustion intra-orga- 
nique et altitude de 4850"*. — Phisalix. Venin dans les oeu& des 
abeilles. — Marcbau. Muscles adducteurs des acéphales. — Idem, 
Muscles du manteau des céphalopodes. — Leduc. Germination et 
oroissance de la cellule artificielle. — Guillbminot. Diaphragme et 
orthodiascopie. — Garrigou-Lagrangb. Mouvements généraux de l'at- 
mosphère en hi ver. 

N, 5. Loeuvy. Réfraction; coordonnées des astres. — Lavbran. 
Hémogrégarine des gerboises. — Sabatibr et Mailhb. Composés 
halogénés organo-magnésiens. — Dbmoulin. Surfaces et enyeloppes 
de sphères en geometrie anallagmatique. — Boutroux. Fonctions 
olomorphes. — Buhl. Nouvelles aéries de polynomes. — Db Sparrb. 
Frottement de glissement. — Bouty. Electricité et couches gazeuses 
de grande épaisseur. — Fbrrié. Détecteur électrolytique à point 
métallique. — Cotton et Mouton. Phénomène de Majorana. — 
Laudbt et Gaumont. Mégaphone. — Bertrand et Lecarmb. Matière 
et point critique. — Abrest. Oxydation de la poudre d'aluminium. 



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LehnwSrterkunde. — Sellin und Hrzony. Teli Ta'annek. — CI. di 
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benbiirgi'n. — Horn. Bahn des Kometen 1889 IV. — Stcrany. Ga- 
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Side discharge of electricity. — Bronson. High temperature and ra- 
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Sestica binaria. 

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tre dimensioni deformabili entro lo spazio euclideo a quattro dimen- 
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logy, VoL i, N, 1-2, Gk)bDARD. Life and culture of the Hupa. Hupa 
texts. — Voi. 2, N. 1-4. Sinclair. Potter creek cave. — Kroebkr. 
Languages of the coast. Types of Indian culture. Basket designa of 
the Indiana of Northwestern California. 
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ciology and social ethics. — Anderson. Chrysostom's power as a prea- 
cher. — Smith. Theological education. — Tupts. Aesthetic categories. 
Anobll. Partial tones and locai ization of sound. — Moorb. Exi- 
stence, meaning and reali ty in Lockes^essay and in present epistemo- 
logy. — Angbll. Psychology and philosophy. — Mbad. Definition 
of the psychical. — Dewey. Scientific treatment of morality. — 
Youno. Scientific method in education. 

Voi. 4. Laughlin. Credit. — Vbblbn. Loan credit. — Starr. Phy- 
sical characters of the Indians of Southern Mexico. — Small. So- 
-ciology and ethics. — Thatchbr. Adrian iv. — Thomas. Medicine- 
man and professional occupation^. — Freund. Empire and sovereignty. 
Thomson. Missi dominici in Frankish Gaul. — Judson. Written con- 
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Voi. 5. GooDSPBBD. Greek papyri from the Cairs museum. — 
Brbastbd. The battle of Kadesh. — Harpbr. The hook of Amos. — 
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Voi. 6. Tarbell. Greek hand-mirror. Cantharus firom the factory 
of Brygos. -7 Plickingbr. The éni t^g «nciji'^c. — Hendrickson. Julius 
Agricola. — Frank. Medea of Euripides. — Hendrickson. Commen- 
tariolum petitionis and Quintus Cicero. — BucK. Linguistic condi- 
tions of Chicago. — Meybr. Two twice-told tales. — Shorby. The 
unity of Plato's thought. — Abbot. The Toledo manuscript of the 
Germania of Tacito. — Capps. The introduction of comedy into the 
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treatment of nature in the works of Nikolaus Lenau. — Cutting. 
« Das ^ und « Wass >. — Allen. Popular poetry. — Tolman. Sha- 
kespeare* s play « Love's labour won V » — Pietsch. Spanbh versiona 
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of Marie de France. — McClintock. English romantic movement. 

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Celeatial medianica. — Frost. Stara hawing apectra of the Orlon 
type. — Hale, Ellermànn and Parkhust. Stara of Secchila fourth 
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planet (334). 



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Bloch. Bakterien der Straasburger Waaserleitung. — Bloch. Manuelle 
PlacentarlOsung. — Blumenthal. Aaaimilationagrenze der Zuckerar- 
t«n. — BoHLBR. Sophistae anonymi protreptrici fragmenta. — Call- 
MANN. Geburtszange. — Cohen. Quinten Metsya. — Do(ìanoff. Ova- 
riotomie. — DoRR. Marantische Himsinua Thrombose. — Drelst. 
Ligatur und Kompression der arteria iliaca comixnis. — Driesen. 
I^rsprung des Harlekin. — Drevfi'S. Fibroma molluaciun der kleinen 
Schamlippe. — Emanuel. Labyrinthe und Thalamua opticus des 
Frosches. — Engel. Glaucomoperationen. — Faber. John WiL*oiis 
Dramen. — Federlin. Endothelioma ovarii. — Ghazarian. Arme- 
nien unter der arabischen Herrschafb. — GrOning. Konaonanten in den 
neuenglischen Dialekt^n. — GrRi. Bakteriologie und rheumatismus 
articuloriun acutua. — Hamm. Phyaiologiache puerperale Bradycardie. 
Hannig. Kranioklaaie. — Hedickb. Jacquea Dubroeucq. — Hkilani». 
Dirk Bouts. — Heinickb. Quintìliani Sexti Aaclepiadia ars gram- 
matica. — Hermann. Bakteriologie der Nephritia. — HiRscn. Gly- 
kolise. — Hoepffner. Euatache Deachampa. — HucKO. Subatantiva 



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1 LUGLIO - 15 AGOSTO 1906. 95 



im Altsftchsischen. — Humbbrt. Delisle de Bróvetière. — Isaac. 
Purinbasen und Autolyse. — Junowitsch. Samuel ben Moses ha- 
Ma*arabi. — Kehr. Amblyopie und Sirabismus. — Kbmpfp. Bakte- 
rium paratyphi. — Kilb. Unterricht und Schule. — Klappbrbeix. 
Schwangerschafb, Vitium cordis und Genitaltumor. — KlbibOmkr. 
Extrauteringraviditftt. — Klinghr. Typhusbazille und Darmentlee- 
rungen. — Klosb. Scbàrlach der Kinder. — Knibp. Vang-Tzi-Kiaiig. 
Krbnckbr. Baktericìdie von Bjikterienfiltraten. — Kreuz. Aneurisma 
des Unterschenkels. — Lammbrs. Entstehung des Promotoriuma 
wahrend der Fdtalperiode. — Laqubub. Questiones epigraphicae et 
papyrologicae. — Liebb. Fechners Metapbysik. — Loosb. Retropha- 
ryngealabscess. — Magnus-Alslbbbn. Adenomyome dee Pylorus. — 
Mann. Stillgeschaft. — Mbybr. Begriffe Form und Zahl bei Peeta- 
lozzi. — MiRONOW. Die Dharmapariksa dee Amitagati. — Mullbr. Pi- 
tyriasis versicolor und Microsporon fiirfur. — Pintus. Opticusatrophie 
imd Paralyse. — Profé. Himtumoren und Himhemieu. — Beh. 
Himtumoren. — Beis. Libvre du bon Jehan, due de Bretagne. — 
B.EIL. Frtihchristliche Darstellung der Kreuzigung Christi. — Rex- 
DENBACH. Fibroearcom des Ovariuns. — Rimsky. Herbat43 Ontologie. 
Roos. Elsftssische Mundarten. — Rosbnstibl. Blutungskurven fiir 
Tubarschwangerschaft und Pyosalpinx. — Rumplbr. Nierenentztin- 
dung. — Samuel. Eklampsie. — Schambachbr. Drtisenkan&len 
und Thymus. -— Schmidt P. Maulbronn. — Sciimidt Tu. Leucocy- 
tose. — ScHUBERT. Malariafiber in den Tropen. — Scuueller. 
Ichthyosis palmaris et piantarla. — Scuwarzschild. Trypsin. — 
Spiegbl. Uebergangsform zwischen spastischer Spinalparalyse und 
amyotrophischer Lateralsklerose. — Sporbbro. Staphylococcus und 
pleuritische ErgUssen. — Stadbl. Verbreitung des Sclunutzes in den 
Wohnungen. — Stbpfbss. Vorzeitige Lósung der Placenta. — Vo- 
OEL. Prolaps-Operationen. — Wbntzckb, Johann Frishmann. — 
Yahuda. KitSb al-hidSja 'ila fera 'id al-qulùb. 

Itendleonti della r. Accademia dei Lincei. CI. di leti. 1905, N. 1-4, 
Trivero. Storia e preistoria. — Gabrieli. Il « Zàd al MusSfir di Ibn 
al (>azz5r. 

Beport (Animai) of the board of regentd of the Smithsonian Institn- 
tion, Washington. 190S, 

Berista da Sodedade scientiflcarde Sao Panlo. N. 1. Krug. H. Florence. 
Florence. Voyage fluviale du Tieté à PAmazone. — Lutz. Brasi- 
lianische Tabaniden. — Braga. As minas de Curo de Ophir. 

ReTista de la B. Academia de dencias exactas, fisicas y natnrales de 
Madrid. Vói. 2, N. 4. Hidalgo. Faunas malacológicas del archipelago 
de Joló é islas Marianas. — Moi'Relo. Sulfuro de estroncio fosfore- 
scente. — Fagbs y Virgili. Sulfuros y nitroprusiatos. — Navarro. 
Cristales microscópicos. — Acero. Descarga eléctrica en gases enra- 
recidos. — Estalblla. Tono de un sonido. — Navas. Neurópteros 
de Madrid. 



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BULLBTTINO BIBLIOGBAVICO. 



Rivista di fisica, matematica e scienxe naturali, Pavia. Luglio 1905, 

Negro. Inversione della temperatura. — Jaja. Speleologia. — Aita- 
si A. Josiah Willard Gibbs. — Calibsb. Bette parallele e geometria 
non euclidea. — Dhl Campana. Niccolò S tenone. — Albani. Terre- 
moto. Fenomeno straordinario nel duomo di Firenze. 

Rivista ligare di sdense lettere ed arti, Oenova. i90o, N, 3, Loria, 
Programmi del passato e programmi per l'avvenire. — Morsklx.1. La 
pazzia del re Nabucodònosor. — Misthbtta. Mazzini. 

Rivista sdentifico-industriale, Firenze. 1905, N. 11. Emo. Pendolo conico. 

Schriften der physikaliseh-oakonomischeii Gesellschaft su Kdnigsbeiip 
i. P. Voi. 45. Bruckmann. Foraminiferen des litauisch-kuriscboi 
.Tura. — SoECKNiCK. Triebsand. — Johnsbn. Petrographie. — Asches. 
Lungenkrankheiten Kònigsbergs. 

Séances et travaux de FAcadémie des sciences morales et politiqaeB, 
Parigi. Giugno-ltiglio 1905. Brochard. Moral d'Epicure. — Lai-lb- 
MAND. Lèpre et léprosiers. — Chuqubt. La légion germanique, 1792- 
1793. -— D'Haussonvillhj. Les joumóes de 3 et 4 septembre 1870. — 
Chuqubt. L'oeuvre de Schiller. — Db Lbstradb. fiéforme comma- 
nale en Wurtemberg. — Gombl. Taxes révolutionnaires sous la Con- 
vention. — Lan2ac db Laborib. Autorités administratives de Paris 
au début du Concordat. 

Sitmngsberichte der k. Akademieder Wissenschafteii, Vienna. €L di 
lettere^ 1903, MusiL. Samaritanische Inschriften aus Damascus. — 
Sbbmùllbr. KOnigsfelder Chronik. — Chajbs und Kirstb. jQdische 
und jtidisch-indische Grabinscbriflen aus Aden. — Rhoi>okanakl<. 
Al-Hansa. — Schónbach. Altdeutsche Predigt. — Sufflay. Dalma- 
tinische Privaturkunde. — Schultb. Marius Mercator und Pseudo- 
Isidor. — CI. di scienze, 1903, Sez. 1, N. 4-10. Sibbbnrock. Scbild- 
krdten des dstlicben Hinterindien. — Tsgubrmak. Chemische Koa- 
stitution der Feldspate. — BussoN. Landplanarien. — Sibb]bnroc*k. 
Schildkròte des Berliner Museums. — Zbdbrbaubr. Myxobacteriaccae. 
eine Symbiose zwischen Pilzen und Bakterien. — Michnlbwicz. L6- 
sungsweise der Reservestoffe in den Zellwftnden der Samen bei ihrer 
Keimung. — Peter. Vegetationsorgane von Boswellia Carteri. — 
PiNTNER. Tetrarhyncben nebst Beobachtungen und andere Bandwtìrme, 
WoLF. Braunina Heider. — Kulczynski. Arachnoidea Asiae Mì- 
noris et Constantinopolis. — Bobltbr. Vulkanismus. — Haxd* 
LIR8CH. Phylogenie der Hexapoden. — Berwerth. Der meteorische 
Eukrit von Peramiho. — Lampa. Lebermoosen. — Schiller. Stipa- 
larbildungen. — Mogan. Fossile Konifere. — Krasser. Fossile Fio» 
von OurÌ9anga in Brasilien. — Fritsch. Fossile Arachniden. — 
MOLLER. Hohlenkftfer aus Dalmatien. — Sez. 2 a, N. 7-10. Lampa. 
Versuch mit Wirberlingen. — MCllbr-Erzbach. Dampfdruck des 
Wasserdampfes nacb der Yerdampfungsgeschwindigkeit. — Billitzee. 
Elektrizitatserregung durch die Bewegung fester KSrper in Flùssig- 
keiten. — Wablsch. Binftranalyse. — Kantor. Gemischte Gruppen 



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1 LUGLIO - 16 AGOSTO 1905. 97 

und biratiouale Transformationen. — Kantor. Lie'sche Funktiónen- 
gruppen. — Idem, Lùieare Systeme linearer Strahlenkomplese im i?^* 
Hermanbck. Ausfluss voa FlUssigkeiten an Milndungen und Ueber- 
fkllen. — Emich. Bestimmung ycm G^dichten bei hohen Tempera- 
turen. — Schhll. Universalstereoskop. — ScHWfiiDLBR. Lichtelek- 
trische Empfindlichkeit. — Jàgbr. Strobostereoekop. — Lbchbr. 
Messung der LeitfìLhigkeit verdftnnter Luffe. — Sobotka. Normalen- 
problem der Kegelschnitte. — Aubr v. Wblsbach. Zerlegung de» 
Didyms in seine Elemente. — SchbuLì. Optische Kon^tanten einea 
zentrierten spbUrischen Systems. — Wablsch . Binftranalyse. — Bil- 
LiTZBR. Suspensionen und elektrische Doppelschicbte. — Ehrbnfbst. 
Volumkorrektion in der Zustandsgleichung von Van der Waals. — 
ZòLsa. Messungen der Elektrizitfttesserstreuung. — Puschl. G^esetz von 
Bulong und Petit. — Czubbr. Eingliederige Gruppe in der Ebene 
und gewOhnliche Dififerentialgleichungen erster Ordnung. — Edbr 
und Valbnta. Unverttnderlichkeit der Wellenl&ngen im Funken- und 
Bogenspektrum des Zinks. — Young. Einteilimg der unstetigen Eunk- 
tionen und Verteilung ibrer Stetigkeitspunkte. — Hbppergbr. Babn- 
bestimmung des Biela'scben Kometen. — Tumlirz. Gesamtstrablung 
der Helher-Lampe. — Hausbr. Arcbivpbonograpb. — ZÒLSS. Messun- 
gen des Potenti algeftllles in Kremsmttnster. — Schwbidlbr. Luft- 
elektrische Beobachtimgen zu Mattsee. — Wablsch. Bin&ranalyse. — 
Billitzbr. Kapillarelektriscbe Erscbeinungen. — Schell. Stereosko- 
pische Halbbilder. — Daublbbsky v. Stbrnbck. Die kleinste An- 
zabl Kuben, aus wekben jede Zabl bis 40000 zusammengesetzt wer- 
den kann. — Exnbr. Lut'tdruckverteilung und BewOlkung. — Jàobr. 
Gummiguttspirale. — Forchhbimbr. Wasserbewegung in Wander- 
wellen. — Wirtingbr. Hypergeometrische Integrale. — Billitzbr. 
Kapillarelektriscbe Erscbeinungen. — Wbinbk. Planetenvorttber- 
gUnge vor der Sonnenscbeibe. — Sez. 2b, N. 7-10, Schbublb. Nor- 
maler biprimftrer Dekamethylenglykol und Sebacinsfturederivate. — 
MossLBR. Glykol. — Mauthnbr und Suida. Obolesterin. — HassliNt 
GBR und Wolf. Diamanten aus Silikatscbmelzen. — Goldschmibdt 
und Spitzaubr. Kondensationsprodukte von Dibenzylketon und Benz- 
aldebyd. — Skraup und Egbrbr. Cinchonicin. — Goldsohmibdt 
und Honigschmid. Methylbetain der Papaverinsfture. — Goldsch- 
mibdt und Honigschmid. Quantitative Methoxyl- und Metbylimid- 
bestimmung. — Kloss. Wasser und Methylenbromid. — Hasslimgbr. 
Eisen im Scbwefel. — > Zwbrgbr. Cbloralammoniak und Dinatrium- 
malonester. — Kohn. Diacetonalkobol und Mesityloxyd. — Hgch- 
STBTTBR und KoHN. Metbylamin, Dimetbylamin nnd Mesityloxyd. 
Wbgschbidbr, Kuóy v. Dùbrav und ElSnov. Veresterung der o-Al- 
dehydsfturen. — KusY v. Dubrav und Wbgschbidbr. NitropbtalaL- 
debyd sllnren. — Mbybr. Acidimetrie der Oxyaldebyde. — Mbyer. 
Esterifizierungen mittels Scbwefelstture. — Doht und Haagbr. Sal- 
petrige Saure und Monopbenylhamstoff. — Hbrzig und Wbnzbl. Ae- 



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BULLETINO BIBLIOa&AFICO. 



ther und Homologen des Phloroglucinaldehyds. Aethcrester der ^Resor- 
cyleaure, Orsellinsfture und Orcincarbonsfture. — Wbgschbider und 
Gloqau. Veresterung der Phtalonsaure und der Homophtals&ure. — 
Baubr. Schwefelsfture und Butan- 1, 3-diol. — Hbmm£L.màtr. Salpe 
terstture und /9-Resoi*cy Iatture. — Silbbrstbin. Kondensation von Isobu- 
tyrformaldol mit Malonsiiure, — Zumpfb. Verdunnte Schwefelsfiure 
und Butyronpinakon. — Glasbr. BlausSure und Methyloldimethylacet- 
aldehyd. — Ratz. Salpetrige Saure und Amide der Malons&ure. — 
KoHN. Derivate des Diacetonalkamint. — Cihlar. Synthetischer Isopro- 
pylacetaldehyd. — Hbrrmann. Calciumhydroxyd und Isobutyraldehyd. 
Andrbasch und Zipser. Substituierte Rhodaninstturen. — Donai*. 
Magneteisenstein im Erhitzen von Eisen im Koblens&urestrom. — 
SiLBERBBRGER. Quantitative Bestimmung von Schwefels&ure. — Ze- 
hentbr. Baryumuranylacetat und Bleiuranylacetat. — Kibchbaum. 
Pottasche und Isobutyraldehyd. — Rix. Wasser und Trimethylen- 
bromid ; Schwefelsfture und Trimethylenglykol. — Kadisra. Schwe- 
felsàure und Butan- 1, 3diol. — Schmudt. Korksubstanz. — Scureier 
und Wenzel. Reaktionsfìlhigkeit substituierter Phloroglucine bei der 
Fluoronbildung. — LibbschCtz und Wenzel. 6, 7-Dimethyl-8-oxTfluo- 
ron. — Sez.3,N. 1-10, FCrth. Suprarenin (Adrenalin). — Groyer. Mu- 
sculus orbitalis und Musculi palpebrales (tarsales). — Sbbgen und Nei- 
MANN. Stickstoffhftltiges Kohlehydrat. — Exner und Holzkxecht. 
Radiumdermatitis. — Schi^achbr. Bursa Fabricii. — Ebnbr. Hart- 
werden des Zahnschmelzes. — Hofbaubr. Fettresorption der Cbo- 
rionzotte. — Réthi. Innervation der GaumendrUsen. — Fuhrmann. 
Lysinwirkung alter Lysinsera. — Fuhrmann. Vibrio Cholerae asia- 
ticae. — Exner. Behandlung von Carcinomen und Sarkomen mit Ra- 
di umstrablen. — Breuer. Vestibularapparat. — Mere. Epidermis- 
zellen. — Pick. Pepsinverdauung. — Toldt. Querteilung des Joch- 
beines. — Probst. Grosshirnfaserung und cerebrale Hemiplegie. — 
Probst. Amyotrophische Lateralsklerose. 

iSitznngsberichte der k. Bayer. Àkademie der WìsseasGhalten su Mia- 
chen. CI. di scienze, 1905, N. 1. Finstbrwalder. RiickwftrtseÌD- 
schneiden auf der Kugel. — Korn und Straitss. Wanderungsge- 
schwindigkeit und Form der lonen. — Stolz. Vorhandensein des kom- 
plexen Integrale. — Reindl. GtlmbePs Erdbeben-Katalog. — Mes- 
SBRSC^HMiTT. Magnetische Ortsbestimmungen in Bayem. — Fkux. 
Fossile Korallen aus Columbien. — Baubr. Kurve 6. Ordnung. — 
BlCmckb und Finstbrwalder. Geeehwindigkeit der Gletecherbe- 
wegung. — C/. di lettere, 1905, N. 2, Meiser. Briefe des Rhetors 
Alkiphron. — FCrtwànolbr. Antiken in den Museen von Amerika. 
RocHiNGER. Kraiftscbe Handschrift. 

43itEiing8berichte der physikalisch-medioiiiisehen Oesellschaffc sa Win- 
burg. 1904. Walkhobf. Mensclisches Becken. — Bovbri. ProtopU- 
smadifferenzierung imd Kemverschiedenheit. — Sobotta. C<»pu3 
luteum. — Wbvoandt. Atypische juvenile Paralyse. — Schminke. 



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1 LUGLIO - 15 AGOSTO 1905. 99 



Holzphlegmone. — Richartz. Spindeltormige Erweiterung iind tief- 
sitzendea Divertikel des Oesophagus. — Hbjsbb. Verbiegung und L6- 
sung ira Schenkelhal»©. — Hofmbibr. Tubenschwangerschaft. — Be- 
CKBNKAMP. Gediegenes Eisen. — TRBUTLmN. Tropiache krankheits- 
erregende Protozoén. — Rostoski. Ikterus. — Faulhabbh. Miss- 
bildung der obei-en Extremitateu. Rontgenbilder von Knochenerkran- 
kiiDgen. Kompressionsblende. — Homer. Immunitftt. Opbtalmologìe. 
BoRST, Atypische Epitlielwucherungen an Drtlsen und beginnendes 
Carcinom. — Stuiipf. Luftgehalt der Lungen. — Burkhardt. Ge- 
websnekrose. — Bayox. SchilddrUse. — Gbigel. Hepatitis suppura- 
tiva. — Ejhdinger. Luxatio femori» congenita. — Weygandt. 
Schlaf. — MOLLER. Temperatur der Speisen und Mageufunktionen. 
Kapillarblut. — Spbman. Linsenversucbe. — Polano. Antitoxin 
und Placenta. — Hofmbibr. Beckenerweitemde Operationen. . — 
Gbigel. Radiotherapie. 

SitEiingsberichte der pliyalkalkeh-medicinischeii Societat in £rlaiigen. 
1904. James. Messung selir kleiner Zeitinterwalle. — A^eit. Wei- 
geschenk aus Veji. — Jordis. Theorie der Kolloide. — Hofmann. 
Emission von Oxyden. — Gutbier. Quantitative Bestimmung des 
Tellurs. — Gutteier und Resexscheck. Jodometiische Bestimmung 
der Tellursfture. — Flbckenstbin. Salzlosungen in Gemischen von 
Alkohol und Wasser. — Hrim. Muzin dea Milzbrandbazillen. Rein- 
lichkeit der Mineralwftsser. — Hbnrich. Wiesbadener Thermalquel- 
len. — FiiCHfi. Totenstarre. — Schillixg. Nierenfimktion nacli 
Nephrectomie. — Zander. Mannlicher Genitalapparat der Hexapoden. 
SuHRiDDE. Angeborener Mangel des Wurrafortsatzes des Menschen. — 
pRBU. Abwasser von Erlangen. — Wibdbmann. Geschichte Galileis. 
Geschicbte der Naturwisseuschaften. — Rosbnthal. Agglutinations- 
sera; Bakterien und Agglutinin. — Jamin. Atrophie gelahmter Mu- 
skeln. — Haitser. Biochemische Blutuntersuchvmgen. 

49itziingsberlchte und Abhandlungen der natnrwissenschaftlicben Ge- 
sellschaft Isis in Dresden. 1904^ JV. 2, Drude. Reise in Nord Ame- 
rica. — KoBPBRT. Zugvògel. — Krai'se. Matbematischer Unt^r- 
richt. — Mann. Erzgebirgische Zinnerzlagei-statten. — Kalkowski. 
Markasit-Patina der Pfahlbau-Nephrite. 

Transaetions (Philosophical) of the R. Society of London. A^ SS5- 
389. Whbb. Convergence of infinite series of analytic functions. — 
CuNNiN(iHAM. Normal series satisfying linear differential equations. — 
MacMahon. Partitions of numbers. — Simpson. Atmospberic electri- 
city in high latitudes. — B 240-241. Scott. Fossil plants from the 
palseozoic rocks. — Ewart. Ascent of water in trees. — Salmon. 
Erysiphe graminis. 

Terhandlungen der natarforschenden Gesellschaft in Basel. Voi. 15, 
N. S. Burckhardt. Das koische Tiersystem. — Rorx. Reptilien 
und Amphibien aus Celebes. — Schmidt. Geologisches Profil durch 
die Oelfelder bei Boryslaw in Galizen. — StrCbin und Kaech. Er- 

Bullettino — Rendiconti. 8 



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100 BULLBTTINO BIBLIO0BAFICÒ. 

ratische BKJcke im Basler Jura. — VoL il, Goppbusrobdbr. An- 
wendung der Capìllaranalyse. 

Yerhandliiiigeii der physikaliMh-mediciiiiselieii Geeelliduift su Wln- 
bnrg. VoL 37, Funaoka. Froschmuskeln. — Wbygandt. Cretinismos. 
Grùnbaum. Fruchtwasser und Blut. — Kraus. Anemometrischcs 
vom Krainberg. — Goldschmidt-Grisa. Flora des Rhòngebirges. — 
Forster, Doppelbildangen. — Schultzb. Entwickelung der periplieren 
Nerven. — Bindflbisch. Schirrhus ventriculi difiusus. — Kaxx« 
RIESSER Wiirzburger Wellenkalkpflanzen. — - Hofmann. (Wllrzburg: 
Meteorologie und medicinische Statistik. 

yierteljahrsflchrifl; der natnrforschendeii Geaellscliaft in Zlrieh. 1904^ 
N, 3-4, ScHiNZ. Afrikanische Flora. Schweizerflora. — Hurwitz. 
Elliptische Modulfunktionen und allgemeine Funktionentheorie. — 
Bretschbr. Rhinolophus euryale in der Mittelschweiz. — Wolfbr. 
Astronomische Mitteilungen — Egli. Hòhlen der Scbweiz. — Ris. 
Pluyganiden Oecetis. — Grubbnbìann. Pneumatolyse und Pegmatite. 

Matematica. 

Bel azione sommaria del convegno di professori di matematica, promosso 
dair Associazione Mathesis e tenutosi in Milano nelFaprile 1905, sotto 
la presidenza del prof. E. Pascal, sulle condizioni fatte dal r. de- 
creto 11 novembre 1904 air insegnamento delle matematiche nelle 
scuole classiche. 

Pascal E. Ricerche sulla sestica binaria. La classificazione delle super- 
ficie di 5*^ ordine con quintica doppia. 

Lu CAS. Quelques mots sur les mathématiques en Portugal : Antonia 
Cabreira. 

KiHBLJAK. Komplexe Grossen mit drei Einheiten. 

Annalen (Mathematische), Lipsia. VoL 60, N. 4. Jourdain. Aggregate. 

aP-^ — 1 
Lerch. Fermatsche Quotienten = <7(^)- — Scheffers. Lw- 

gonalcurven, Aequi tangentialkurven und complexe Zahlen. — Gou»- 
ziUBR, Erstes Randwerthaufgabe bei der allgemeinen linearen par- 
tiellen elliptischen DifFerentialgleichung 2. Ordnung. — Schlbsikgek. 
Isoliertwertige Funktionen. — Kommbrbl. Riemannsche Flftchen im 
ebenen Raum von vier Dimensionen. — Millbr. Generalisation uf 
the Hamiltonian Groups. — Laskbr. Theorie der Moduln und Ideale. 

Annali di matematica, Milano. Serie 3, VoL lì, N. 4. Cipolla. Por- 
mole di Meissel-Rogel e di Torelli e numeri primi. — Lauricblla. 
Equilibrio dei corpi elastici isotropi. — Dini. Equazioni differenziali 
lineari. 

Annuario del Circolo matematico di Palermo. 1905. 

Bulletin de la Soeiété mathématlqne de France, Parigi. VoL 33, X 2. 
Weill. Equations réductibles du 5^ degré, résolubles par radicaux. 
BiocHB. Permutations polyódriques. — Clairin. Transformations dea 



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1 LIT&Lig - 15 A€K)STO 1905. 101 

étiuations linóaires aux dórivées partielles du second ordre. — Dbnjoy. 
Fonctions de variables réelles. — Fontbné. Théorème des polygones 
de Poncelet. — Borbl. Questiona de probabilitó. — Malllbt. Système 
hydraulique de n réservoirs, — Db Sparrb. Déviation des grave» 
dans la chute libre. — FouciiÉ. Déviation des graves et champs de 
force. 

Bnlletiii of the American mathematical Society, Lancaster, New York. 
VoL li, N, 9'iO, DicKSON. Algebraic niimbers. — Eisbnhart, De- 
forma tion of surfaces of translation. — Millbr. Gix)up8 of order 2"» 
which contain an invariant cyclic subgi'oup of order 2*^-^. — Kasner, 
Galileo and the modem concept of infinity. — Dabboux. Develop- 
ment of geometrie methods. — Mokbubad. Fermat's numbers. — 
RiBTZ. Symply transitive primitive groups. — Bromwich. Varia- 
tion of the lenght of a curve. — Shaw. Quatemions. 

Journal (American) of mathematics, Baltimora. VoL 26, Ribtz. Primi- 
tive groups of odd order. — Whitbhbad. Cardinals numbers. — 
Bromwich. The caustic, by reflexion, of a circle. — Kuhn. Imprimi- 
tive substitution groups. — Eibsland. Nullsystems in space offive di- 
mensions. — Fikld. Unicursal quintic curves. — Kasnbr. Algebraic 
curves whose polar conics are parabolas. — Bassbt. Conics connected 
with trinodal quartics. — Laskbu. Geometrie proposi tion. — Eisbn- 
hart. Congruences of tangents to a surfece and derived congruences. 
Landau. Asymptotic evaluation of certain totient sums. — Havkbs. 
Hypercomplex number systems in seven units. — Dickson. Abelian 
transformations. — "Wilczynski. Invariants of a system of linear 
partial differential equations; congruences ofrays. — Polignac, Eie- 
ments connected each to each by one or the other of two reciprocai 
relation». — Voi. 27, N. J, Jackson. Generalized hypergeometric 
lunction. — Slocum. Beai and complex groups. — Millbr. Charac- 
teristic subgroups of any Abelian group. — Coble. Collineations whose 
characteristic determinants bave linear elementary divisors. — Miller. 
Elliptic modular functions of square rank. — Nanson. Minoi's of axi- 
symmetric determinants. — Snvdbr. Sextic scrolls having a rectili- 
near directrix. 

Journal de mathématiqnes purea et appliquées, Parigi. 1906, N, 2. 
Ermakoff. Calcul des variations d'après Weierstrass. — Lbbesgue. 
Fonctions représentables analytiquement. 

Journal ffir die reine nnd andgewandte Mathematik, Berlino. Voi. 129, 
y. 2. JuNO. Spezielle Thetafunktionen von vier Verftnderlichen, — 
ScHLESiNGBR. Lineare Differentialgleichungen und Riemann'sche Pro- 
blem, — Lerch. Reihenentwicklungen der \invollstftndigen Gamma- 
funktion. — Schur. Vertauschbai-e Matrizen. — Poincaré. Invariants 
arithmétiques. — Klbin. Allgemeine Gleichungen fiinften und sechs- 
ten Grades. — Frobbnius. Lineare Gleichungen. 

Periodico di matematica, Livorno. Aruio 20, N, 6, Poincaré. Defini- 
zioni generali in matematica. — Mancinblli. Angolo in goniometria. 



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102 BULLETTIVO BIBLrOOBAVICO. 

Mai^lbtta. Geometria enclidea. — Borribro. Congruenza e sim- 
metria delle fignre. — CANDino. Funzioni Un , Vx ài Lucas. — 
Chini. Limiti dipendenti dal concetto di integrale definito. 

Proceedingg of tbe London mathematica! Society. Serie 2, Voi. S, y. 4. 
Bi'RNSiDE. Transitive permutation-group. — Barnes. MacLanrin 
8um-forraula. Asymptotic expansion of integrai functions of finite 
non-zero order. — BrssBY. Abstract group aimply isomorpbic and 
the group LF(2,p^). — Woon. Reducibility of covariants of binar 
quantics of infinite order. 

R4indiconti del Circolo matematico di Palermo. Voi. 20, X, 1. Exriqies. 
Superficie algebriche di genere geometrico zero. Superficie algebriche 
che ammettono un gruppo continuo di trasformazioni birazionali in 
se stesse. — Pannelli. Sistemi lineari triplamente infiniti di curve • 
tracciati sopra una superficie algebrica. Reti di superficie algebriche. 
De Franchis. Superficie algebriche le quali contengono un fascio 
irrazionale di curve. — Castelnfovo. Superficie aventi il genere 
aritmetico negativo. — Nobile. Curve di caccia. — Saxkia. Tras- 
formazione di Combescure. — Setv^eri. Sistemi completi non lineari 
che appartengono ad una superficie irregolare. — Boaoio. Funzioni 
di Green d'ordine ni. — Vitali. Funzioni ad integrale nullo. — 
D'Adhémar. Equation aux dérivées partielles du type hyperbolique. 
Levi-Civita. Problema d'elettrostatica nella costruzione dei cavi. 

Scienze fisiche t cliimiche. 

Borredon. Excelsior, ovvero l'astronomia ridotta alla sua più semplice 
espressione. 

Righi. Elettrizzazione prodotta dai raggi del radio. 

Waidnbr. Methods of pyrometry. 

Observatorio astronomico db Madrid. Instrucciones para observar el 
eclipse total de sol del dia BO de agosto de 1906. 

Annalen der Pbyrik, Lipsia. 1905, N. 6. Wahrbi'rg. Ozonisierung des 
Sauerstofis und der atmospherischen Luft. — B ab ver. Absorption 
elektrischer Schvingungen. — Kapzov. Durchkrafbe der Wellen 
und Fltissigkeitsoberflache. — Traubenberg. HallefFekt des Wis- 
mutlis. — PozDENA. Emission pesante. — Einstein. Erzeugung und 
Verwandlimg des Lichtes. — RrBBNS und Krigar-Mbnzel. Flam- 
memòhre fìir akustische Beobachtungen. — GrCnbbrg. Young-Hehn- 
holtzsches Farbensystem. -- Gildemeister und Wbiss. Platin- 
schliesskontakt. — Biernacki. Halbschattenanalysator. — Rotarski 
und Zemcuznyi. Pyrometrie fliissiger Kristalle. — Kvbnbn. Kon- 
stanten a und h der van der Waal'schen Gleichung. — StOckert. 
Photographische Bromsilbergelatine. — A'. 7. Lenard. Lichtemission 
der Alkalimetalldttmpfe und Salze. — Szarvassi. Elektromotorische 
Krilfte und reversibelen Warmetònungen des elektrischen Stromkretscs. 
Frbdenhagbn. Elektrolytische Losungsconstanten und Spannungsreì- 



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1 iiiTaiiio-15 AGOSTO 1905. 103 

lien f Lofilidikeit und Dìssociation von Sitoren und Basen. Elektrisches 
imd dielektrischea Verhalten der Leiter z welter Klaase. — Hbydwbil- 
LBR. Dielektrische Festigkeit leitender Flussigkeiten. — Holtz. Ne- 
gative Biìsoliel mit Stiel und Zweigen in freier Lvift. — Braun. Elek- 
trische Zerstaubung. Optische Doppelbreehvmg. — Walter. Strahleu 
dee Radiotellurs. — Pohl. Leuchten bei lonisation von Gasen. — ■ 
ScHMiDT. Werte dea erdmagnetischen Elemento zu Potsdam. — N. 8. 
Becker. Messungen an Kathodenstrahlen. — • Bakker. Kapillarschicht. 
Hermann. Kombinationen von Kapazit&ten und Selbetinductionen. 
Rbtschinski. Wiedervereinigung der lonen in Ltiffc. — Einstein, 
Bewegung von in ruhenden Flussigkeiten suspendierten Teilcken. — 
Walter. Ròntgen'acbes Absorptionsgesetz. — Schaefbr. Physika- 
lische Kombinationst^ne und Stentortelepbon. 

Annales de ehimie et de physiqiie, Parigi, Giuffno-luglio. Bbrtuelot 
et Gaudbchon. Stry cimine et brucine. — Bbrthelot. Substances 
hydrocarbonóea d'origine organique. — Moissan. Eeproduction du 
diamant. — Viollb et Vautier. Propagation du son dans les tu- 
yaux. — Langevin. Tbéorie cinétique. — Db Forcrand. Hydrure» 
satiu-és des métallo'ides. — Brocuet et Petit. Electrolyse par cou- 
rant altematif. — Carré. Etbérifìcation dea alcools polyatomiques. 

Annales de rOberyatoire r. de Belgique, Bruxelles. Astronomia^ 
Serie 2, Voi. 8. Niesten. Etoiles doubles. Jupiter. Mars. — Nibsten 
et Stuyvaert. Venus. — Stuyvabrt. Mars et Jupiter. Eclipses de 
lune et de soleil. Occultations d'étoiles par la lune. Satellite» de Ju* 
piter et comètes. — BiJL. Latitude de Pobservatoire róal de Bru- 
xelles. — Voi. 9y N. 1. Van Bibsbroeck. Etoiles doubles. — Fisica 
terrestre. Voi, 1-2. Observations raagnétiques. — Temperature du sol. 
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1906. Stroobant. Maróes. 

Annuario d^la Società eliimica di Milano. 1905, N. S^, Cornalba. 
Acque potabili di Lodi. — Di Nola e Magri. Colloidi inorganici. — 
ToMARCHio. Sofisticazioni di olio di colza con olio di vinacciuoli. — 
(.^ARRARA e Mojana. Potenziali di riduzicme degli ossidi metallici 
con ossidi di carbonio. — Coppadoro. Elettrolisi con correnti al* 
ternate. 

Beibifttter za den Annalen der Physik, 1906, N. 11-14. 

Cimento (Il nuoyo)| Pisa. Maggio 1906. Mazzotto. Variazioni magne- 
tiche del ferro stagionato. — Bossi. Dimensioni delle grandezze fi- 
siche. — Pizzarbllo. Oscillazioni isocrone del mercurio in tubi co- 
mxmicanti. 

Vortsebritte (Bie) der Physik^ Braunschweig. 1904, N. I. 

Memorie della Sodetà'degli spettroseopistì, Catania. 1906, N. 6*. Ma- 
scari e Cavasino. Immagini solari e movimenti atmosferici. 

Jonmal (American ehemical)^ Baltimora. Voi. 31, N. 4-6. Jones and 
Getman. Concentrated solutions of electrolytes. — Jacksoii and 



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104 B17LLBTTIHO BIBLlOaBAFIGO. 



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ganic substances and sodium peroxide. — Wells. Doublé halogeft 
»alts. — Falk and Watbrs. Dry hydrochloric acid gas and dry zinc. 
CuRiH* Radi cacti vi ty. — Stibglitz and Derby, Hydrolysis by con- 
diictivity methods. — Stibglitz and Upson. Aminophenyl alkyl 
carbonatee. — McCoY. lonization constante of phenolphthalein. — 
Kastlb, Johnston and Elvovb. Hydrolysis of ethyl butyrate by li- 
pase. Ammonium sulpbocyanate and thiourra as sonrces of nitrogeu 
to fungi and micro-organisms. — Baxtbr. Specific gravities of lithlum 
chloride, bromide, and iodide. — Pattbn and Hart. Principal phos- 
phorus compound in wheat bran. — Wintbr. Beducing agent four 
the preparation of thiophenol. — Whbblbr and Jonhson. Isomerim:* 
in the amidine series. — Jones. The maximum in the conductivitv 
curves of Kraus at high temperatures. — Whbblbr ajid Johksgx. 
Pyrimidine derivatives. — Kastle and Elvovb. Reduction of ni- 
trates. — Kohi^er. Unsaturated compounds and organic magnesium 
corapounds. — Slimmbr and Stib(jlitz. Purpuric acid and murezide. 
Voi. 32. Frap8. Availability of plant food. — Upson. Aminophe- 
nylalkyl carbonates. — Clover and Houghton. Hydrogen peroxide 
and anhydrides. — Dean. Inulin. — Knight. Sulphur in iron. — 
Morse and Frazer. Electric fiimaces. — Hbsslbr. Phenylmalonic 
iiitrile. — Johnson and Carp. Pyrimidines. — Slykb and Hart. 
Chemical changes in the souring of milk. Cheddar chese. — Stho- 
ber. Propanetrisulphonic acid. — Jackson and Smith. Derivatives 
of trichlortrinitrobenzol. — Hill and Sylvestbr. Sulphamido deri- 
vatives of fui'furane. — Hill and Black. Potassio nitrite and mu- 
crobromic ester. — Foote and Bristol. Barium and mercurium chlo- 
rides. — Foote. Potassìum and barium nitrates and chlorìdes. — 
HoRN and Taylor. Cuprammonium sulphates. — Noybs and Taveaf. 
Decomposition of nitroso compounds. — Jackson and Lanomaid. 
Derivatives of 1, 3, 6-triiod-2, 4-dinitrobenzol. — Jones and Gbtman. 
Hidrates in solutions of non electrolytes and of organic acids. Al- 
coholates in solutions of electrolytes in alcohols. — Wheblsjr and 
Jamieson. Pyrimidinas. — Johnson and Mbnge. Phenylhydrazine 
and benzoylpseudoureas. — Ka8TI-.e and Chbsley McCaw. Potassium 
myronate and animai organiwn. — Kastle and Smith. Oxydation of 
sulphocyanic acid. — Alway. Aromatic nitroso compounds. Nitroso- 
cinnamic acids and esters. Nitrogen compounds. Molecnlar weight of 
the yellow nitroso compounds. — Jones and Bassbtt. Relative ve- 
locities of the ions of silver nitrate in mixtures of the alcools and 
water. — Wilixox. Reactions of ethyl chlorsulphonate. — Andrbws. 
Chromates of barium and of Silver, and determination of sulphates 
and chlorides. — Bbnbdict. Detection of acetato, cyanide and lithium. 
Kastle and Kbllby. Cristallization of plastic sulphur. — Byers and 
Reii). Perchromic acid and perchromates. — Jones wid Carrol. Con- 
ductivities of electrolytes. — Garner. Reactions of benzoin. — Acreh. 
Acetil derivatives of phenylurazole. 



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1 LUGLIO - 15 AGOSTO 1905. 105 



Voi, S3j N, 1-2, Hill and Halb. Nitromalouìo aldehyde and ben- 
zylmethyl chetone. — Koulbr and Heritaob, Organic magnesium 
compounds and unsaturated compounds. — Kastlb. Affinities of 
acids. — BiDDLB. Formhydroxamic acid and esters of fìilminic 
acid. — Bacon. Reactions of sodium benzhydrol. — Dehn. Primary 
arsines. — Kohlbr and Hbritagb. Unsaturated compounds and ma- 
gnesium compoimds. — Hikkins. Formation of acids by enzymes. 
ToRRBY and Hardbkbbrou. Dissociation of pbenoquinone and qui- 
nbydrone. — Acrbb. Pinacone-pinacolin rearrangement. 

Mittheilmigeii der Erdbelieii-€k>miiiisBÌOB der k. Akademie der Winen- 
scbaflen in Wlen. Serie 2, N, 22-24, 

Publicatìons of the earthqaake inrestigation Committee in forelgn lan- 
goages, Tokio. N. 21, Omori. Earthquake of June 7, 1904. Orizontal 
pendulum diagram obtaineg during a storm. Similarity of the seismic 
motion originating at neighbouring centres. 



Scienze naturali. 



Bezzi. Clinocerae tres novae ex £uropa. 

Taramblli. Inaugurazione del rifugio Taramelli. 

S ALMO JR AGHI. Continuità sotterranea del fìiune Timavo. 

Anales del Mvseo nadonal de Buenos Aires. Serie 3, Voi. 3, Ambohino. 
Molaires supérieures des onirulés. 

Annalee de la Sodété entomologiqiie de Belgiqae, Voi, 48, Bbroroth. 
Scutellérides. — Brbddin. Lycambes. Rhyncoten aus Amaisen und 
Termitenbauten. — Dbsnbux. Termitologie. — Dognin. Hótérocères. 
D'Orbigny. Orthophagus. — Fairuairb. Coléoptères malgacbes. — 
FoRBL. Fourmis. — Guilliaumb. Trypetidae. — Grouvbllb. Clavi- 
comee. — Havbrkampf. Aberrations des lépidoptères. — Hbllbr. 
Zygopiden. — Hbylabrts. Chalia Laminati. — Jago ss. Apides. 
Hjrménoptères parasites. — Jacoby. Indian phytophagus coleoptera. 
Lambbrb. Prionides. — Scuoutbdbn. Hemiptera : pentatomidae ; scu- 
tellériens. — Simon. Arachnides. — Théry. Buprestides. — Wasmann. 
Termi tides. 

Annales des soienees natorelles, Parigi. Botardca, Serie 9,~Vol, 1, K. 2-5, 
Vickbrs. Alguee marines de la Barbade. — Houard. Diptérocécidies 
des Gtenévriers. — Gallaud. Entomophthorée saprophjrte. — Gk)rMV. 
Bourgeons des arbres fruitiers. — Tibuhbn. Irvingiacées. 

Atlas geologiemy Gslicjri, Cracovia. N, li, 15, 16, 

Atti della Società italiana di seiense natorali e del Hnaeo cìtÌco di 
storia naturale! Milano. Voi, 44, N, 2, Bobris. Solfato di rame. — 
Barbibri. Cervello dei vertebrati inferiori. — Leardi in Ajraghi. 
Foraminiferi eocenici della collina di Torino: rupertia. — Rbpossi. 
Quarzo di Guggiate (lago di Como). — Salmojra«hi. Il Timavo. 



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BuUetin de la Comraission géologique de la Finlande, Helsingfors. .V. 15, 
Hackman. Eruptivgesteine Finlands. 

Bnlletiii of the American Mnsenm ot naturai histery, New-York. Voi. 18, 
N, 3. W18SLBR. Decorative art of the Sioux Indiana. — Voi. 20. Axlex. 
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Diirango. New bats : otoptems. Mammals from Alaska. Sheep from 
Kamcbatka. Manmials from Veneznela and Colombia. Foesil porciipine 
from Arizona. Tamandua anteartes. Mammals from Santa Marta, Co- 
lumbia. — Bandblibr. Ancient Peruvian burials. — BbittbxmOtxer. 
Cynipedae. Lepidoptera. Diptera. — Brubs. Trichobius, Strebidae. — 
Chapman. Grouse from California. Bird from Alaska. — Gidlbt. Mio- 
cene horses. — Matthew. Skeleton of Merycodus. Oligocene cameLi. 
Mammals from the miocene of Soiith Dakota. — Osborn. Armadillo 
from the middle eocene. Oligocene horses. Manus, sacrai and caudale 
of sauropoda. Teleorhinus Browni. Miocene rhinoceroses. Portheua 
molossus. — Smith. Costumed human figure from Tampico. — 
WHBBI-.ER. Inquilino ants from Utah and Colorado. Colobopsis Ants 
from Catalina Islands, and North Catarina. Social parasi tism among 
ants. — Whitfield. Lower carboniferous bryozoan. Beproductiou 
of lost parts shown on a fossil crinoid. Worm burrows in rocks of 
the Chemung group of New York.- 

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Tn. States. — Mazza. Algologia oceanica. 

Prooeedings of the Aeademy of naturai seiences of Philad^phia- 
Voi. 56. N. 2. Castbkl. Fiona mai-ina. — Gulick. Fossil land shells 
of Bermuda. — Rbhn. Macrotus. Orthoptera. — Obbrhol^er. Den- 
drocyncla. — Brown. Post-glacial nearctio centres of dispersal for 
reptiles. — Kbbley. Spencer objective. — Chapman. Hyrax. — 
Keller. Spring flowers. — Moorb. Polichaeta. — Sharp and Fow- 
LER. Fishes of Nantucket — Pilsbry. Pelecypoda. — Stonb and Bix- 
NEL. Birds and mammals from California. — Monks. Phataria. — X. 3. 
Harshbergbr. Comparative age of the difterent iloristic elements of 
Eastem North America. — Pilsbry. Land snails of Japan. Clausiliidae 
of Japan. — Fiblde. Three odd incidente in ant-life. Reactions of 
ants to material vibrations. — Chamberlauj. Chilopods. — Hbhn. 
Orthoptera. — Wbthbrill. New centrifuge. Color test. — Nelson. 
Dinophilus : development. — Montgomery. Larva of paragordius. 
Fowler. Scombroids. — Moorb, Diplocardia longa. 

Beport (Annual) <rf the lowa ^peological Survey, Des Moines. VU. 14. 

Yerhandlnngen der k. k. geologischen ReieliBanstalt, Vienna. 1905, 
N. 6-9. Kerner. Sinjaner Neogenformation. — FuCHS. Pteropoden- 
und Globigerinensclamm in Lagunen von Koralleninseln. Coccolithen. 
Palaeodictyon. Analogon der Fauna des Badener Tegels. 



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1 LUQIiIO - 15 AGOSTO 1905. ' 107 



Anatomia, Fisiologia, Medicina, igiene, Farmacia. 

Gemelli. Fine particolarità di struttura delle cellule nervose dei vermi. 

L'Istituto antirabico presso TOspitale Maggiore di Milano; settimo bien- 
nio (1902^. 

Makcacct. N. 90 pubblicazioni diverse d'argomento specialmente fisiolo- 
gico, 1889-1904. 

Aimall di BOTrologla, Napoli. Anno 28^ N. 1-2, Fragnito. Fibre ner- 
vose centrali e cellule ganglionari. — Modeka. Paralisi spastica fa- 
migliare. — Dra(K). Elementi nervosi ed encefalite sperimentale. — 
Capobianco. Cellule nervose. — Mondio. Demenza precoce. — Ugo- 
lotti. Microgiria. — Capobianco. Il siero di sangue e il sistema 
paratiroideo. 

Arohiv fttr Anatinnie nnd Phidologie, Lipsia. Anatomia, 1905, N, 2S, 
RoTH, Vesal, Estienne, Tizian, Leonardo. — MosT. Limphgefìlsse 
und Limphdrtlsen der Bindehaut und der Lider des Auges. — Holl. 
Leonardo und Vesal. — Bartbl und Stein. Limpbdriisenbau und 
Tuberculose. — Lòwy. ROckbildimg der Allantois beim Menscheu. 
HoLL. Leonardo: Anatomie. — Fisiologia , 1905, N. 3-4. Maokenzib 
und Wbnckebach. Atrioventrikulargrenze ausgelSste Systolen. — 
BuBHLBR. Leitfìlhigkeit des motorischen Froschnerven und Teiìipe- 
ratur. — Bit Bois-Kbymond. Physiologie des Scbwimmens. — Radl. 
Optische imd statische Orientirung. — Bbchtbrbw. Himrinde und 
Thrftnen-, Schweiss- und Hamabsonderung. — Trzbcibski. Sehnen- 
flexion. 

Archivio di fitrmaoologÌR sperimentale e scienze affini, Roma. Gi tu/no 
1905. Panichi. Inununità antipneumococcica. — Filippi. Fenolo del 
sangue. — Zeri. Viscosità della bile. 

Alti della Società per gli atndi della malaria, Roma. VoL 6. Galli 
Valerio e Rochaz Db Jonc^h. Culex e anopheles. — Carducci. Re- 
cidiva. — Casagrandi e Barbaoallo. Infezione alteridica e sangue 
infetto. — Casagrandi. Isolisi e autolisi nel sangue di malarici.. — 
(taglio. Injezioni di cloridrato di chinina con uretano. — Martinotti 
e Castellini. Cioccolatini al chinino di Stato. — Modigliani. Idem. 
Pezza. Profilassi antimalarica in risaja. — Relazioni locali. 

BoUettino della r. Accademia medica di denova. 1905, N. 2, Onorato. 
Cloronarcosi e funzione renale. — Bozzi. Osteomielite acuta infet- 
tiva. — Tarantino. Cistoma dell'ovajo libero. — Livdbrato. Gli- 
cosurie transitorie nelle iniezioni acute. — Rolando. Esame del 
sangue nelle ferite dell*addome. — Oberti. Resezione e trapianto 
dell'epididimo e del deferente. — Luhbna. Lesioni del cordone sper- 
matico e sfintere vescicale. — Girelli. Curva leucocitaria nelle ma- 
lattie tossiche e infettive acute. — Onorato. Liapsa negli essudati 
e nei trasudati. 



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lt)8 bi;ll«ttiho sniLioaBAFico; 

Bollettino della Aasodasioike sanitaria milanese. 1904 aprUe-lugìio, Li- 
raschi e Vbrattt. Cancro della faccia. — Rossi. Plastica alla Ta- 
gliacozzi' nelle lesioni della mano. — Si gurtà. • Corpi estranei nella 
vescica. Litotrizia o cistotomia? Papillomi coronoidi multipli della 
vescica. 

Bnlletin de FAcadémie de médedne de Paris. 1905, N. 21-29. Dbbove. 
Emploi des rayons Bòntgen. — Fabre. Venin des hyménoptères. — 
Manouvriez. Eaux salées de fìltration et larves d'ankyloetome. — Pox- 
(*ET et Lbrichb. Tubercolose inflanmiatoire de l'eetomac et de Tinte- 
stin. — Déclaration des maladies contagieuses. — Sbvbstbb. AdKmdro- 
plMie. — RicHBT. Viandes cuites et tuberoulose expéri mentale. — 
HccHARD. Formiates. — ' Benjamin. Mort de juments par plémìtode 
extrème de l'estomac. — Chantbmbbsb. Le choléra en 1904. — Ga- 
lippe. Hérédité des stigmates de dégénérescence et familles soave- 
raines. — BoBiN. Echanges respiratoires. — Ehrmann. Palatopla- 
sties. — Gréhant, Anesthésie des ianimaux. — Galippe. Prognt- 
tisme inférieur. — Bobin et Wbil. Action des fermenta métalliques. 

Bnlletin de TÀcadémie r. de médieine de Belgiqne, Bruxelles. Voi. 19. 
X. 4-5. NuBL. Accidents du travail. — Mahaim. Terminaiftona cy- 
lindraxiles péricellulaires de Held. — Hbnseval et Mullib. Nitrati 
et glande mammaire. 

Bollettino delle sdense mediehe, Bologna. 1905, N* 7. Codivilla. 
Ginocchio valgo. — Ghillini. Idem. — Salaqhi. Anastomosi ti» i 
i vasi del grande e piccolo circolo. 

Gazzetta medica lombarda, Milano. 1905, N. 26-SO. Bossi. Aneurisma 
arterioso- venoso del cavo popliteo. — Crosti. Calcoli veecicali ed 
uretrali nei bambini. — Burwinkbl. Arteriosclerosi. — TAMASSLà. 
Besistenza dell'epistrofeo alla lussazione. — MarCaoci. Eusebio Oehl. 

Giornale della r. Accademia di medicina di Torino. 1905, N. 5-6. 
Sacbrdotti. Trapianto della ipofisi. — Lombroso. Pancreas ed idrati 
di carbonio. — Mat^tInotti. Besistenza del reticolo interno delle 
cellule nervose alla macerazione. — Gennari. Contrattura muscolare. 
Nicola. Fermento solubile disidratante nel rene. — Dibz e Lbrda. 
Potere an ti tossico della tiroide. — Bruni. Elementi nervosi dell'asse 
cerebro-spinale. — Zuccola. Cura arsenicale e ferruginosa ed elimi- 
nazione dell' urobi lina. — Mattirolo. Arterite diplococcica e gan- 
grena simmetrica delle estremità. — Clbr. Siero anticarbonchioso 
Sciavo. Cocchi e loro prodotti d'autolisi. — Bibrtarblli. Antilipasi. 
Valobra. Bòntgen-terapia delle adenopatie tubercolari non supporate. 
GiovANNiNi. Papille pilifere composte. — Bracco. Ortopedia addo- 
minale. — Massaglia. Lesioni da trypanosoma Evansi. — Costa- 
magna. Produzione di anticorpi. — Serra. Parasita malarico e glo- 
buli rossi. — FoÀ. Colorazione dei bacilli del tifo e rigenerazione 
della polpa splenica nei tifosi. — Donati. Batteriolisi del bacillo del 
carbonchio. — FoÀ. Anticorpi specifici nel siero Pane e nel siero di 
ammalati di polmonite. 



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1 LU0LIO - 15 AGOSTO 1905. 109 

€>ioniale ddla r« Sodetà italiana d'igiene, Milano. 1905, N, 7. Baldoni. 
Peso specifico del latte. — Schupfbr. Nuovo bacillo anaerobio pato- 
geno per l'uomo. 

Jonmal d'hygiène, Parigi. N. 1S12-ÌS1S. 

Journal de Fanatomìe et de la phyedologie n<»rmales et pathologiques 
de Hiomme et dea animauxi Parigi. 190ò^ N. 4, Cornil e Gouduay. 
Plaies et pertes de substance dea cartilages. — Hbrmann et Jbannrl. 
Tumeur sacro-coccygienne congénitale. — Fere. Empreintes digitales 
des psychopathes. — Gerard. Anomalies congénitales du re in. 

Joninal de pharmaeie et de ehimie, Parigi. Voh 21, N. 11-12. Masson. 
Opiums manipulés de Smyme. — Planès. Aya-Pana. — Vignbron. 
Sirop iodotannique. — Lajoux. Analyse du lait. -t- Dambbrgis. 
£aux minérales dans les hiérons d' Esculape. — Pasturbau. Acé- 
tylméthylcarbinol dans les vinaigres. — Voi. 22. N. 1-2, Patbin. 
Essai du pyramidon. — LéoBR. Méthylnataloémodine et nataloémo- 
dine. — Warin. Ecorce de bourdaine et cascara sagrada. — Pastc- 
RBAU. Formation d'acétol et d'acide pyruvique par oxydation directe 
de l'acetone. — Gerard, Dbléardb et Bicquibt. Morpbine. — Hal- 
PHBN. Huiles d'olive. 

Bendieonti dell' Assoeiaaione medieoHìhinirglca di Parma. 1906, N. 5. 
Varaini. Baggi x e morbo di Banti. — Piva. Sedimenti delle orine 
nelle nefriti. — Stefani e Ugolotti. Psicofisiologia cellulare. — 
ZojA. Voliime del braccio e sfigmomanometro. Sonorità polmonare. 

Siyìsta sperimentale di ft^niatria e medicina legale ddle aliénasionl 
mentali, Reggio Em. Voi. SI, N. 1, Atti del 12^ congresso della So- 
cietà freniatrica italiana. — N. 2. Ferrabini. Demenza precoce pa- 
ranoide. — Ceni. Siero di sangue degli epilettici. AspergiUus oclu-a- 
ceus e pellagra. — Lorenzi. Suicidio negli alcoolisti. — Pighini e 
Paoli. Globulo rosso e demenza precoce. — Ceni e Bbsta. Sclerosi 
in placche sperimentali da tossici aspergillari. — Lingubrri. Alte- 
razioni del linguaggio e demenza primitiva. — Modena e Siccardi. 
Miotonia. — Biancone e Majano. Omicidio e stato secondo di Azam. 
Bb8TA. Corea di Huntington. — Riva E. Reticolo neurofibrillare 
della cellula nervosa nell'inanizione sperimentale. Corpuscoli delle cel- 
lule nervose spinali nell'inanizione sperimentale. — Riva G. Glosso- 
plegia da intossicazione per ossido di carbonio. 

Speadmentale (Lo), Firenze. Anno 59, N.3'4. Silvestrini. Siringomielia; 
muscolo atrofico. — Tibbrti. Secrezioni della ghiandola tiroide. — 
Herlitzka. Idroeoli inorganici e proteine. — Franceschi. Sarcoma 
della pia madre ; inclusioni cellulari. — Astolponi. Preparati di 
ferro ed anemia da fenUidrazina.— Magni. Accrescimento delle ossa 
e influenze nervose. — FoÀ. Agglutinazioni in microrganismi ciliati 
e non ciliati. 

Ingegneria. 

Stbfanoni. Stazione radiotelegrafica ultrapotente, sistema Marconi. 
Regolamento generale dell'Associazione elettrotecnica italiana. 



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110 BOLLETTINO BIBLIOOBAFICa 



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rauique de TEcole nationale supérieure des mines. — Aron. Exploi- 
tation du pétrole en Roumanie. — Rittbr. District aurifere de Grippie 
Creek. — Industrie minerale de l'Australie occidentale. 

Atti dell'Aisooiaciene elettroteciiiea itaMaiia, Roma. Voi, P, 3^. 3. 
Ix)M BARDO. Standardizzazione di apparecchi e macchine elettriche. — 
Spallicci. Comunicazioni elettriche delle rotaje. — Garibaldi. La- 
lioratorio di elettrotecnica della Scuola superiore navale di Genova. 
Gi()R(}i. Telegrafia. Moto perturbato nelle condutture idrauliche. 
Ri'FFOLO. Derivazione idro-elettrica dal Volturno. — FiUPPiia. Arco- 
voltaico, fenomeno elettronico. — Jona. Voltametro elettrostatico. — 
(^AFrc;rio. Ufficio nazionale della proprietà industriale. 

Boletin del Cnerpo de ingenieros de rainas del Pero, Lima. X. 22-23. 
Santolalla. Asìentos minerale» de la provincia de Otuzco. — Ve- 
t.aude. Cerro de Pasco. 

Elettricista (L9,Roma. 1905, N. 13-14. Majorana. Microfoni. — Gallo. 
Elettricità e metallurgia. — Lampade elettriche e incandescenza. — 
Istruzione industriale, commerciale e professionale. — Banzatti. 
Corrente perduta nei reostati di impianti burocratici. — Tnurione 
trifase ad alto potenziale. — Motori monofasi per trazione. — Pa- 
(;n'ini. Sensibilità dei galvanometri D'Arsonval. — Mostù. Lisegna- 
mento tecnico superiore. — Gallo. Preparazione del carburo di calcio. 
Monofono. 

Politecnioo (H), Milano. Giugno 1906. Villorbsi, Impianto idroelettrico 
del Brembo, centrale di Zogno. — Capitò. Bnmellesco e la cupola 
di S. M. del Fiore. — Crit(jnola. Navigazione intema. 

Rivista di artiglierìa e genio, Roma. Giugno 1905, Rocchi. Ostenda 
e Porto Arthur. — Giannitrapani. Guerra russo-giapponese. — Mat- 
TRi. Il comando dell'artiglieria nelle grandi unità di guerra. — Te- 
lemetro Erle. 

Agricoltura, Indtistria, Commercio. 

Annali della r. Accademia di agricoltura di Torino. Voi. 47. Gian- 
NELLi. Polychrosis botrana nella valle d'Aosta. — Mattirolo. OtU* 
sperimentale. — Mexzio e Letvt. Vini dell'Italia settentrionale. — 
Perroxcito. Caseifici ed allevamento dei majali nell' Alta Italia. 
Polmonite sclerosante e moccio cronico. — Martinotti. Vaporizza- 
zione delle botti. — Chiej-Gamacchio. Diaspis pentagcma. Menta e 
sua essenza. — Tomiolo. Pesci e frigoriferi. — Sacco. G^eologia del- 
l'Appennino. — VooLiNO. Malattie crittogamiche a Torino. — Mi- 
sciACco. Ipomoea batatas-poir. Frumento coltivato in Piemonte. — 
Peano. Arachide. 

Bnlletin of the Agricnltnral experiment Station of Colorado, Fort 
Collins. JV. 92. Paddock. Large potato vines and no potatoes. — 
.V. S7'90. Payne. The plains of Colorado. 



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1 LU&LI0-15 AGOSTO 1905. Ili 



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California, Sacramento. ^V. 100-164. Woodworth. Codling-moth. — 
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California olive oil. — Twight and Ash. Fermentation. — Clarke. 
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In memoria del prof. Pietro Cassani. 
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Macchiati. Cenno biografico di Federico Delpino, 



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N. 1-2. Corbellini. Cino da Pistoia. — Lupo. Ragguaglio di Gio-^ 
vanni Porteguerri. — Zaccagnini. Vincenzo Gatteschi, poeta pisto- 
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WirjjBMSBN. Lutte contre Tivrognerie. — 1895, N. 1-2. Willemsen 
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Filologia» 

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114 BULLBTTIVO BttLIOaEi.FIC0. 



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De Castro. Ideias e phantasias. 
LoPBS. Val de Lyrios. 
JNetto. Praga. Por monte» e vallea. 
Varzea. Mares e campos. 

B^ile arti, Numismatica. 

Ambuosoli. Atlantino di monete papali moderne. 

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PiBRLBOXi. Numismatica e scuole medie. — Boxazzi. Moneta ar- 
gentate o imbiancate. — Aroari. Monete d' oro dei march. Ippoliii 
di Gazzoldo. — Mariani. Giulio inedito di Clemente vn per Piacenza. 

Raccolta vindana presso rarchirio storico del comiue di MOaiio nel 
castello sforzesco. N. 1. 

Istniiitfie. 

Annonncement of courses of the University of California, Berkeley. 
1903-04, 1904-05. 

Bollettino ufficiale d^ Ministero dell' istruidone pnl>b]ica. 1906, N. 26-31. 
Con r. decreto 27 aprile 1905 è approvata la nomina del prof. Giu- 
seppe Zuccante a segretario della Classe di lettere, scienze morali e 
storiche per il quadriennio 1906-1908. — Con r. decreti 1 giugno 1905 
sono approvate le nomine dei proff. Ettore Artini e Luigi Berzolari 
a Membri effettivi. 

Bnlletins of the University of California, Berkeley. Voi. 5, X. 3: 
Voi. 6, K. 1-2. 

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Fm)8ofia. 

BosFiGUOLi. Tertulliano e la filosofia pagana. 

Della Valle. La psicogenesi della coscienza; saggio d^lima teoria ge- 
nerale dell'evoluzione. 

Rdigione. 

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BULLE'JTJNO BIBLIOGRAFICO. 

(16 AGOSTO -30 SETTEMBRE 1905) 



Bibliografia. 

Rej)t)rt ot' the librariaii of Cougres, 1903-04, Washington. 

In memoria di Desiderio Chilovi. 

CataloLCUs der Biblioteek der Nederlandsohe Dierkundige- Vereeniging 

ISDT-lHaJ. 
Bollettino delle pubblicazioni italiane riceTnte p^ diritto di stampa 

dalla Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Agonia 1906. 

Atti accademici, Riviste generali. 

Abhandlungen der k. Bayerischen Akademie der Wissenscbaften^ Mo- 
naco. Ciasse di leftere^ Voi. 2»^, X. 1. Bkzold. Kebra Nagast: die 
Herrliehkeit der Konige. 

Acta (Nova) r. Sodetatis scientiamm Upsaliensis. Serie 4, Voi. /, X. i^. 
An'ostkom. Elektrisclie Kompensationsmethode nnd nHchtliche Aus- 
.strahlung. 

Almanach der k. Bayerischen Akademie der Wissenschaften