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Full text of "Ritratto di Roma moderna"

'.\B;r&vS3S 






» "• 



b ■ A 



'■••• 




I 




InBOMA per ilMascardi. Ad Infàmia diPompitioTotti. con licenza Ac 
Superiori, ePrmlejio^L' Anno. M.D. C.XXX Vili . .-£ 



ALL'EMO E REV. MO SIG-" 

IL SIC CARD. 

ANTONIO 

BARBERINO 

CAMERLENGO DI S. CHIESA. 

IO Padre, che gli anni paC- 
lati diede alla luce la Traf 
latione della Santa Cafà di 
Loreto , U dedicò a Voflra 
Em. come Protettore di 
quel miracolofò luogo, e come Signo- 
re humanifìimo, che dentro l'eminen- 
za della dignità , della virtù, e della-, 
grandezza, sa anche inoltrare magna-» 
nimità, col gradire le dimoftrationi de- 
uotillime de 9 Semi fuoi più inferiori . 
Horahauendo egli raccolto vn Trattato 

i 4* 




di Roma Moderna,afTai àpropofito,per 
fòddisfare alla curiofità de* foraftieri > 
che corrono à veder quefta Reggia del 
Mondo, è venuto a me penfiero di man- 
darlo alle Stampe , e d'imitare l'iftellb 
mio Padre, col dedicarlo parimente al 
nome gloriolò di Voftra Emxonfidando 
anch'io nella fomma iua benignità , che 
fi degnerà compiacerfi,di veder il Figli- 
uolo calcare le veftigie del Padre, nel ri- 
ucrire'con eguale diuotione le qualità 
Eroiche dell'Em. Voftra . Ma 1 argomen* 
to iftefTo di quello volume m'inuitaua^ 
anche da per se à fare ftudio , acciòche^ 
rilucelfe con lo splendore del nome di 
Voftra Em, poiché, le egli ha da feruire, 
per notificare a' foraftieri le cole riguar- 
deuoli, fegnalate , e moderne della Città 
di Roma, ben io conofco, ( non oftanto 
la miafrelca età) che tra le più degne vi 
fìhaurebbono da notar quelle, che v'im- 
prime la mano generofa, e magnanima 

del- 



dell' Em. Voftra. Et io mi farci pofto a 
formarne vn Catalogo neirifteflb Libro, 
fé nonfoflì certo, che Tali della Fama.* 
non han bifògno della mia penna,pcr far 
palele da per tutto il valor iublime , e gli 
atti dell'animo grande di Voftra Em. 
Onde à me bafta,di far conofeere a tutti 
gli akri^ che (ancorché giouinetto) so 
fifTar anch'io il guardo ne'xaggi lucidif 
fimi del gran merito di Voftra Em.e fup- 
plico lei humiliffimamente^à gradir an- 
che queftopicciolfègno del riuerento 
oflèquio mio , & à raccorre ancor me , e 
la Caia mia fotto V ampio manto della-» 
protezione fua benigniifima . E me le 
inchino con profonda riuerenza . Dal 
Semin, Rom. li 1 8. di Nouembre 1638, 
Di Voftra Eminenza 

Hum *° Deu. mo & Oblig. mo Scruo 

Lodouiso Tatti . 
f * PQM* 




POMPILIO TOTTI 

AL BENIGNO 

LETTORE» 

«tote 

Attendo gli anni paffuti dato atta fublica luce 
il ritratto di Rema Antica » che pure da molti 
è Slata in diuerfe maniere stampata . Hora-» 
non ho voluto mancare d' andar \ anche racco- 
gliendo da più luoghi descrittori, e mandar fuo- 
ra la predente Roma Moderna t chepur da altri è 
8jta in va-rieguife/critta-- mapare à me,che non fio, cosi copio* 
f a.per fo disfar e deuriofo Lettore. Ho pigliato dunque quel? ardi- 
re con ^.ittro particolare di Perfoia intendente » & erudita ; per 
arricchirla di molte co fé dame tralafciate:eperfar questo non 
ho guardato à ipefa di far' intagliar in rame diuerfe Chic fé » 
Palazzi) & altre cofe più famofe ,come qui fi vedranno» 

Et ho cominciato la prefente opera nel Rione di Borgo dalla 
Chìefa di San Pietro Principe de gli Apofloli , e dd Palazzo 
Pontificio Vaticano >e va a finire al gran Rione de' Monti nel 
Quirinal*-} . 

Se io hauero dato piacere in far 9 que ila fatica , lodino il mio 
penfiero , perche do quello i che la mia arte mi fomminislra ; & 
accettino almeno vn' ottima volontà , che forfè farà cagione di 
fuegliareperfona di maggior ingegno, e di miglior dottrina* e fup- 
flire a mancamenti di quesla mia Opera . £ viui felice. 



Kh 



RISTRETTO 



DELLA 
PRESENTE OPERA 

DISTINTO 
IN SEI GIORNATE 

DOVE SI CONTENGONO. 



Chiefe 


Palazzi 


Monafterij 


Architetture 


Hofpedali 


Librerie 


Compagnie, de' 


Mufei 


Secolari 


Pitture 


Collegi) 


Scolture 


Seminari) 


Giardini, e 



Ville si dentro Roma, come fuori. 
Con vna Tatto/a copojijjima dì tutta tOptr* • 



mm 



f * 



Imprl- 



Imprimatur, fi videbiturReuerendifs.P.Mag.Sac. 
FaLApoft. 

lo.Bapt.Alt. Ef>. Cam.Vicefg. 



'O OttamoTronfareliì ,percommcffione del 
. Reucrendifs. P. Maeftro de) Sacro Palazzo 
Apoftolico Fri Niccolò Riccardi, ho conside- 
rato il Ritratto di Roma Moderna raccolto da 
Pompilio Totti : e douendo sì degna Operai 
vfeire alle Stampe,giudico, chefia, per hauer li 
meriti della Religione , debba anco oteenero 
gli applaufi della Fama.» • 



Qttamo Tronfanlli. 



Imprimatur » 

Ir. Hyacinthus Lupus Mag.& Socius Reueren- 
difs. P. Fr. Nicolai Riccardi; Sac. & Apofh 
*al.Mag. 



INDICE 

DELLE COSE MEMORABILI. 




A 

BBADIE an- 
tiche di Ro- 
ma 449. 
Abbati. D.Fr£- 
ce/co Per etti 
Wk.Marinia- 
ni 1 5 8. Pier Gto : Fr ance/co 
Fbrentio 418. 
Accademie. Fanta&ici 286. 
Humoriili 287. Nel Mona- 
fierio Ài S. Gto: Mere at elio 
4»3- Nel Palazzo del Prin- 
cipe Card di Sattoia 2$ I. 
Acque . Alfietma 5 1 . 61 . 69. 
Claudia 149. 436, 458. Ftf- 
/*Vr 458. Marrana 136. 
Martia 362. 
Acquadaccio 180. 
Acque . Aceto/e in. Salme 

119. 
Agoflino Lancillotto 70. 
A grippa 293. 322. 
Agrippina 293.405. 
Alejfandro Farnefe 496. 
Alejfandro Viperefco 58. 
Alfano Camerlengo 102. 
Alfonfo Infante di Cattigli* 



Aimone fiume 1 39. 
Ambafciadori . Cattolico ie» 

di Congo 490 Ragufeom. 
Amerigo Capponi 25. 
Anfiteatri . Caììrenfe ty^.di 

Tito 4 34. 
Andrea Brugiott* 23 J. 
Andrea del Monte x88, 
AnnjhalCart 220. 41 1.527. 
Antonio de Nigris 233, 
Antonio Pietra 173. 
^ra Majfima 102. 
Architetti. Ammansiate 334. 

349. Antonio de Battittis 

35 4, Antonio da S.Gallo 326 

Antonio di Duca 508. 
BaldaJJar da Siena 218.237. 

?4S J - 5 3'- Bernino II. 272, 

279. 462. Borrcmino 128. 

5 1 5 Bramate 2.49. 243 399 
Car/fl Lombardi 433. Cortona 

411. 
Fattilo da 'Montepulciano 531» 
Dcmtmco Fontana 113.239. 

452.488 492.511 513. 
Flaminio Ponfior^^ 354.490. 

504. Francefco Volterra 

321.344 381. 
Cagare de' Vecchi; 476. G;a« 



turno della Torta 245. 310. 
321.361.388 3?5407.455« 
476.519. 531. Girolamo Rai" 
mo ii 407. Giulio Merijì 531, 
Honorio Lunghi 118. 15 2.336. 

349. 501- 

lacomo del Duca 469. 

Madern* 371. 279 318.344. 
373; 504- JII- AUr/o yfr- 
€onio 349. Martin Lunghi 
Vecchio 315 329. 336 343. 

352.354-380.407-418.490. 
Martin Laghi Giouaue 336. 
$56. Marucellì 228. 260. 
262. 362 373-516. Ma/che- 
tino 279. 5 30. P. Maffimia- 
no j%i. Mattheo da Castel» 
lo 531, Miche? Angelo 7. 
43^03245.248. 349. 364. 
407.490 509. 

"Palladio 331. Peparelli 128. 
Pietro Paolo Oliuien 444. 

Rafael dVrVmo 375. £0/4/0 
Rof.v i 182 

Sebrcgundij 324. SeriVf 143. 
182. 354. 511. 

Tornavi 531. 

Vanfantm 279 469. 504. la- 
rari 504 V ignota 349.395. 
526. 

A^'UrfcOUO F*«/?0 Po/*' IJ. 
34.188. 

Archi . di Camillo $97, dì Co- 
cantino 1 40 di Domitiano 
3 1 3 . di Settimio ,e d'Aurelio 
137. di S-ettimioSeuero^J» 
di Tito 413. 

fri adeno Roncone •}%* • • . 



INDICE. 

Affilienti ale elei ar del Papa 

in S Gio. 447. 
Auditori di Rota 358. 



B 



BAldaffar Palazzi 4?. 
Banchi 243. 

Bafil'che.^ pW<? £/»;/*<> 424. 
diNerua 470. 

Beati . Amedeo Prancefcan* 
49. Francefco Borgia 344. 
P. G;o:CapisJrano 4 1 o. Nico- 
lò da Pozzolo 46. Pie no Ga- 
baeortaqó. Santuc iaTer- 
r ebotti 152. 180. Silueslro 
G colino 396. Stanislao Co* 
tlka 516 

Beli/arto 3 » 5. 348. 

Benedetto Diacono 170. 

Benedetto Senatore 95. 

Be lardino Pajferio 42. 

JF. Bernardino Tonozzi 96* 

Bernardo Leparini 474. 

Bernardo Tefio 244. 

Bocca della verità 101* 

Bruto 216. 

2J#j7/i Gallica 469. 



C^r« 395.- 
Camilla Peretti 27 2. 
Campi . Carleo 473» Sederà* 
to 470. Vaccino 426. 42$. 
F/«//<:4»(7 23. 
Campidoglio ì e fue mar aitigli* 
401. 



IND 

Capoti Bone 113. 

Carceri. £ knco Martio 4*9» 
Mamertino 419. Tulliano 
164. 4*0» 

scardinali. Albano i$i.Al- 
1 iati 509 A leandro 76. A- 
leffan'irino 470. Aleffandro 
Tarncfe 119.219 191. 393. 
<$i6.Altemps 67.512. Alua- 
rez 494. JD. Antonio Barbe- 
rino 188.273 382.490,494. 

' 496. 5 29. 5 3 1 .^»ro Carafa 
149*43 \d Aquino ^6. Ari- 
gone 137 Arme! lino 38.530. 

B andini 303. 515. Baronia 
144.135.145 146. 228.311. 
Bartolomeo Cefis 163. Bel- 
larmino 314. 394. Bembo 
324 386..B*rtf<?>'/0 104 jBì- 
fciaìf. 500. Boncompagno 
362. Bonifacio Baiilacqua 
47. Borgia, 288.308. 

S.Carlo Borromeo 482. di Ca- 
merino 170. 464. Capocci 
314. 481. 485. Capranua 
321. 382. Carauagiale 457. 
Ce far ini 104. 352. di Como 
71. Contar e Ili 361. Co/?* 
356. ^ Crema 74. 75. O;- 
«?//** 131. della Cueua^y» 
Gufano 149.424. 

Dieresi ano 305. Diomede Ca- 
raffa 48 1 . Donato Cefis 226. 
Duca di Lerma 394. 

Enrico Gaetano 493. 

Federico Cefis 173. ferrici 

133. Filippo Buoncompagno 

K * 5 3» » Francefco Barberina 



I C E. 

12. 15.48. 195. T99. iòt. 
215x23.249 273.452.496» 
515- 

Gambara 523. Giacomo €•• 
lonna 309 487. Ginnafia 
$$9 Gio: Battista CigalaZu 
GioiGuiionio Paparefchi 66* 
G io: Maria del Monte 34S. 
Girolamo Colonna 231. G/#- 
//'o de Mòdici 20 1 213. G/«- 
B'miarti 140. Grìmani 398. 
Guglielmo Enconuondi 149» 

H'ppolito d'Esle 5 iq.Aldobrafr 
dini 287. 

£#«?/ 47. 97, 1 5 2. Latino Orfi- 
no 148 z$ l. Leni 181. Lodo- 
uico Madrucci 47. Lodouicè 
de'Torres 53.176 233.^1» 
re#4 *$\%.Ludouifio 521. 

Martinez, 356. Matifroacnfe 
l^.Matthei i^^.A.de Me*- 
dici 67 474.483 510. M^/fi 
»<? 50 467. Mendozza 457. 
Mezzaruota 217. Montate* 
131.221.223 5*9 Morone 69 

RicoVo Velue 149. 

Odo ardo Far ne fé 382.394. 0&- 
a/ero Caraffa 25Ó.S. Onofrio 
174 283.300.305.412.476. 

Fa-lauicino 261. Paleotto 482» 
Pamfihf 232. P^i/fr 509. 
Ver etti 170. Pier Maria Bor- 
ghefe '■ 4$. Pietro Alàobradi* 
no 25 67.119.1n.164 ^87. 
310407. %\%. Pietro Colon- 
na 343. P/tf^o Damiani 
413.444. Pro 369. 469, Pa/e 
130, rf Portogallo 3 14. 



IN D 

Rafael Riario 219. 223. 28 8. 
471. Ranuccio Farne fé 291. 
451- Rinaldo Conti 466 di 
Roano 161. 164. 134. Rocci 
197.133. Raas ijì.Roma 
lz6.Rufiicucci 171. 

S/mtorio 67 Salutati 141.344. 
lìlMSauo'ia 25 1. 18 S 19$ 
Scaglia 193 Scipione Bor- 
ghese 75. ioo. 127.143 144» 
269.386.510,513. S#rr* 
159. S.Seuerina 95 99 319. 
Sfondrato 81.331 .Sirleto 5 31 
Spada zio- 
Toledo 490. Torre cremata 
381.383. Tre few 96. 

Valerio 398. Vbaldo 457. Ttf- 
ra/Zo 511. Kg* Verdala 16$. 
Vtdone 269 Vincenzo Gon- 
zaga 101 530. 

D.Cfi.rlo Barberino 40$. 

Carola Regina 35. 

Castello S. angelo , e/«* &/#0- 
r/* 3.4 5. 

Cafa #wr<?# 4 Nerone 149; <& 
Virgilio 48 5» 

CaHro Pretorio 1 24. 

Catherine* Cefis 515. 

Catherina Medici Regina di 
Francia 361. 

Catberina Sforza 513. 

Cavalcata Pontificia alla Mi* 
nenia 384* 

Caualieri del Pozzo 371. fl/Vr* 

355- 
Cerniterij 1 27. 
Cerchi. Agonali 130,160. <fc 

C*#* ai. dt Nerone ix. $4, 



I C E. 

Flaminio 168.38$. Majftmo 

C. O/ifo Epulone 108. 
Chiavica Maffima 101. 176. 
C£*a»/ 4; r i«^/i , <fc TttfcuU 

484. 

^ biffe . *. Adriano 422. j.-tf* 
^af* 1* Suburra ^%-lnTr» 
sleuere 77. s.A^nefe inNa» 
nona 119. fuor diporta Pia? 
509. s. Agostino 26 3. S *Alef- 
fio 105. s. Ambrogio al Cor jo 
335. della Ma/fims 175. s. 
Anaslafìa 154. s. Andre* 
delle Fratte 306. s.Gregorio 

I45. * J. 6ÌM 438. * *»<?»/* 

Cauallo 514. * />*>»'* A/o//* 
349. /«or ;/*//# Porte i/«/ 
Po/xj/o 348. :» Portogallo 
468. ;« Trasleuere $6 in 
Vinci 416. *&?//** F*//« 370. 
s. Angelo in Borgo u.Cuslo- 
de 295. #//<? Fornaci 35. ;* 
Pefcaria 169. 5. Aniano 
159.S '.Aniceto 261. s.Anna 
s.Anna alt l' Attentino 102. # 
JBflrjJfl P;0 $z. a i Funari 
180. s. Antonie Abbate 485. 
</<* Badoua. 356. sa slrada 
Paolina 343. *. Apollinare 
261. S.Apollonia 73. ss. Apo- 
stoli 284. Afenjtone di .N.S» 
%%.Ajfunta del Palazzo Pa* 
pale 27S. s.Anaslafio 343. 
S.Balbina l^S. Barbara 14* 
s Bartolomeo in Jfola$l.M 
s.Mattto 310. olii Vaccinari 
184. f. Benedetto a Catinai 



INDICE. 



1&». in Trattenere 8$. ss, 

Benedetto, e Scolatile* 369. 
s. Bernardino 496. s. Bernar- 
do ali* Colonna Tratana 
%o \. alle Th erme flj.f .Bla 
gio de'Cacabari 182. di Ga- 
vitello 411. dèlia Fojfa i?4# 
di monte Citoriojiy. della 
Pagnotta 14 6, s. Bibiana 
46i.s.B<n*of*.i9, S.Brigida 
102. 

S.Cato m.s. Califfo 6i.s. Car- 
la aCattnari 1 8 1 . */ Cor/o 
336. a//* 4. Feritane f 14. x. 
C*/a di Loreto 3 $o.s.Cathe- 
fina martire in Borgo 17. al- 
ti innari 172. <&//* Ruota 
I99. *. Catherina di Siena 
* monte Magnanapoli 498. 
« slrada Giulia 194. s.Cecò- 
Ha in Campo marzo 331. w 
Trasleuere 81. s.Ce'fo, e 
Giuliano 140. y. Ce/arco 
13 1. *. Chiara %6$. s. Cle- 
mente 407. Conce ttione del- 
la Madonna a Corte Sauel- 
la 197. a cupole Cafe 299. 
i. Cofmato 61 > S. Cofmo de 
Barbieri, 375 • ss. Cofmo , e 
Damiano 416. s. Cofianza 
5 lo.Chrislo adorato da Ma- 
gi 305. s. Croce in Gierufa- 
lem 456. deLucchefi 282. a 
Monte Citorto $i6.sù 'l mon- 
te Mario 29. della Peniten- 
za 48. 

S.Dionigi Areopagita 10 1* s* 
Domenjeo -497. s,Dorote* 71 



S. Egidio m Borgo 31. inTrafìe* 
nere 70. s.£ligio de' Ferrari 
i61.de gli Orefici 194. *.£/*'• 
fabetta 2 $8. j. Eufemia 
471. s.Eufebio 463. s.Eusìa- 
e b io $1%. 

£• Fa ufi ino , e Giouita 248. J, 
Filippo Neri 197. /. Frane*» 
fc -a Romana 303. *.Fr.*«c*» 

/V0 4 ?<?»* e s;/?0 i 90.*'» rr a- 

/7**er* J7» *. Francefco d* 
Paola 479. s.Francefco Sa" 
iter io 381. 
S* Giacomo de gC Incurabili 
343. <*//*? Murane 3 \6.Scef- 
facaualli 16. inSettignana 
48. deSpagnuoli 363. Gì<?$» 
39I. G/>*# Mar/* 343. X. 
Gioacchino ,6* -<te<* 5 r 7«*'« 
Gio. Battiti a,& Euangelifìfr 
in Luterano ^>\\,fm al 463» 
*. G*'0; Battila Decollato 
1^9. <&//* Fiorentini 244. stt 
Fonte 4$$. de' GenouefiKOt, 
in Mere afelio 4>». <fe//4 PJ* 
£»# 3 86. y. Gio :Eu unge Ufi a 
in Ai no 1970 de' Bologne fi 
191 . della Maina 71 . a porr 
ta Latina 130. de % Maroniti 
194. ^ s.Giouanm 440. ;* 
Gi0: Colanita $6. : % Gio:e 
Paolo 147* s.Giorgio IJ7. ì* 
Giofeppe in campo Vaccino 
419, alle fratte 304* s.Giro* 
lama della Carità io \. de" 
Schiauoni 352. a* Ce far ini 
yi%. s. Giuliano a Motte 
Giordano 2 te a trofei dì 
Ha- ' 



I K D 

. Mario 46?. s. Gregorio nel 
monte celio i*o. s.Gregorio 
. s piazza Nicof?a$i 4. s.Gre- 
gorio a fonte quattro capi 
98. s.Grifogono 7 8.*. Gugliel- 
mo 50^. 
Svelena- fuor di Porta mag 
giore 458 di credentieri 
. 376* s. Honofrio 46. s.Htto- 

mo buono 16 ». 
S, Ignatio 3 8 1 . s . //<&ro 3 o 1 . * . 

i#0 35J' 

StLazaro a porta Angelica 29. 
/otto l'Auentino Le 6. s*Leo~ 
nardo 47. s. Leone 365. *..&>- 
renzo in Borgo 38. i» Fonte 
494. ?>2 Bamafo i\S. in Lu- 
cina 331. in Miranda 4»J. 
/«cr- dfe//<? wtfra 4*9. i» P#- 
nifperna 494. 5. Lorenzuolo 
471. s. Lucia alle botteghe 
fcure 388» *//d( chiauica 
i96.de* cucchieri 500. in Si- 
lice <i2o.dellaTinta$54. s. 
Luigi 3 60. 

S.Marcello 188. 5. Afdrco 397. 
s. Margarita 73. s. Maria in 
<via Alejfandrina 470.de gli 
Angeli a Termini $08. «'*/- 
l'Anima 2{8. Annunc. di s, 
Bafilio 47% a (apodi Boue 
jlt. del collegio 379. «&/- 
/<? fcuole Pie 5 14. diTorre 
dt.Specchi 414.*/. MariapLj 
Aquàrio ?2 f. Araceli 408. 
steli* Attentino tot. in Cam- 
pite Ilo 4.3 *>/ «■* »;/>0 car/fo 
473» m campo Mww $jo. 



1 CE. 

in camposanto ${. ■**. C^« 
pellaio, della carità 39. 
della confolatione 41?. di . 
Costantinopoli 296. /» D0- 
minica 436, Foglie nfe 197. 
di $. Gioannino 307» <&//* 
Gratie$4<). 418. *. Maràl. 
* Gregor . in Valiicella 215. 
Grotta pinta *?** dell'Hot» 
to ?9- afe//' Humiltà^ 292, 

.r*w/>*?ramV*464. 

Liberatrice 15 i.j# Loreto $0d.< 1 

S. Maria Maggiore , efue ma* 
rauighe ual 486. #/ * 92. /<>• 
j>r* Minerua $8 1. deMìra- 
coli 349. <ft Monferrato 198. 
i» *W00f* caprino 4*6. ^* 
*»0#/* Carmelo ne Monte- 
rone 370. di Monti 475 ..M0- 
//V#//i 184. 

Nuoua 432. 

De//' Oratione 192. *//' Or/* 

*57« 
D*///» Par* 2??. afe//* Piante 
119. della vieta alla Colon* 
na Antonina 319. <M/a r>**- 
/i« /»/ colifeoA$l. del Pian- 
to i82. *&?/ Ptf/0/0 $4<. /» 
ver tic 161. del pozzo $i*in 
Publicoli 177. della vurif. 
in Banchi 24?. della vurif, 
a Monti 479. *&//* vurità 

Della Quercia %q6. 
DelRipofo 54. <fe//* Rotonda 

Della Sanità 106. della Scatto ■ 
■.71. fr*//s e*/; 1 19. a /cuoia 

Gt6% 



I N DI CE. 



Grec* TOT. alSole 4if. del 
Suffragio 147' 

"itila Torre a Ripa 84. Tra» 
fontina 24. in Trattenere 
64.inTriuio$iì> 

}elle Vergini 141. m Via 314. 
inVia Ut 0287. della Vit- 
toria »68. 

s.M.'Egitnaca gS.s.M.Mad- 
dalenaal co'fo 3 io. a cam. 
fo Marzo J»4. amante Ca- 
uallosn. al collegio Rom. 
297. s Mcf'ta in Vaticano 
34. s. Martina, e Luca 42 (• 
s* Martina del vr: orato 27. 
s. Martino 48 .#/ monte del- 
la vieta 212. s. Mar tino , e 
Sebattiano 33. s.Mattheoin 
Merulana ìkA.s.M uto 320 
Nereo , Ó* Archileo 33. -f. 
Nicolo alle calcare 376. <fe' 
Funari 4i6.in carcere jò4. 
a capo le Ca(e 297.de gì' In- 
coronati T9^. a piazza Na- 
nonaióo. de Perfetti no. 
s.Nìcolodi Tolentino 197* J. 

atorio del Carmine fot. <fc/ 
confa 1 one 149. del crocefijfo 
2$ i. de Ha Madonna del pia- 
to 183. di s. Maria in Via 
$ li. de Ila Trinità 186. di s. 
Sebattianoi%.s, Or fola 3?o. 
?ancratio ^ì.s. Pantaleo 469 
S.Pantaleo a pafqnino 236. 
s'Paolo Aposìolo l f $. D*é0/. 
kfo 316. «i//e /re Fontane 
268. «//a iO^o/a 1B5. s. 



Paffara ?$.' x. Pellegrino JÌ^ 
s.Pietro in carcere ai}, s. 
Pietro Montorio 49. sbietto 
in Vaticanoiefua htttoria 6» 
in Vincola +77. s. Pietro ,e 
Paolo fep arati ni. s. Pietro, 
e Marcellino 46?. s.praffede 
481.*. prifcai}S. s.vndett- 
tiana e 9 . 

$• Quaranta 60. ss. Quattro 
466. s. Onirico 47 *. 

S. Rocco 3 > i. s. Romualdo \%6. 
ss. Raffina, e Seconda a s» 
Gio: 440. in Trattenere 7*. 

S.Saba Abbate 1*7. s. Sabina 
103. Sacramento in s. An- 
drea ?07. *# *. celfoi4i. di 
s. Lorenzo in Damafo 218. 
di s. Lorenzo in Lucina 3*3. 
delle tonache cappuccine 
517. di s. Nicolo in carcere 
ló'c.'s.Saluatom in campo 
2 1 1- delle copelle 3 26. del- 
la corte 78. apiazza Giu- 
dea 176. alle 3. //»££• 466* 
Lateranenfe 442. del Lauro 
ifl, ali Onda 189. alponte 
di s. Maria 87* /««r diporta 
s. vaolo 1 ro. ia primicerio 
253. m Suburra 474. #^« 
Therme 362. <&/ Torrione 
$6. Scale fante 4- 4.s.Seba* 
ttiano ny. s. Sebattiano, e 
Valentino f f I. j*. Sergio, e 
Bacco 476. s. Siine ttro in-> 
campo Marzo 308. # monte 
canallo 502. # j*. Quattro 
4$J, s. Situi* 144. s.Simeo" 
nt 



I N D 

ne *f 1. ss-Simone , e Giuda, 
a50. s.Silo 131. Spirito fan* 
te 471. in Saffi* 3 9« ^«'N*- 
-bolitani 19;» *« Stanislao 
389. 5, Stefano del cacce 
395. 4/ le carrozze cqq, 4 
fi*x,z* di Pietra 3 '9- ** 
Vifeiuola 21 4. degl'Indiani 
3$, Rotondo 438. s.ttefane 
degliVngheri 34. Stimmate 
iti s.frmcefco , ss. Qua- 
ranta 3 88. s. Sudario 3 7 3* 
s*Sufant*a 169. 
S,Tec!atf. s.TerefiiU^ s. 
Theedoto 15*. s.Thomafo 
Aposloìe di cenci 183. ira 
Var'tone \xq. alla Navicella 
435, ss.Thomafo , &Orfo 
Ì44. s.Thomafo £ Aquino 
3ti$. *. Thomafo cantua- 
rienfe de gì Inglefi 198. *. 
Trifone ié<. Trinità de* 
Monti 337. Trinità» e Sie- 
dale de con» ale j 'centi 107. 
4-5. Valentino, e Sebastiano 178% 
j.K*»Att*ia44X* s. Vince atto, 
& AnaJiafio ìi 8, *M« 3< 
fontane 186. 4/ Tenere < 
%^\„ inT rime s. Vitale 50 ?, 
$*P&«»e Mo//etfa484« $»JV- 
fc/teo i?-8. *#4 cacarella, a 
campo carico, 47 *• 
Cbrifti ^iwfi i8$* 
fiaccane 164. 
cìmiterio di e ale podio fi. 
Coltegij. capra»icaiii*cte-~ 
menti no i $1.119 -Germane- 
fa 137*1^,458» de'uarckè* 



tC E. 

gi«»i $iQM*ttheo 194.1%** 
d/#o 1*9. Nazzareno 514» 
de Neofiti 476. Romano 37* 
Scozzefe 176. Vrbaneisx* 

Colonne . Antoniana jr8. 
<& j. M*rj* Maggior* 491. 
Mttliaria 413.40 4.Rotfrata 
405 .Traiana 499. 

Compagnie . dell' Annunti*- 
t a 3 8 3 , e arirò a s. Giro lame 
100. degl'incarcerati 387. 
confatone 149* croce fiffe 
191. uiferìcordìa 159. M<?r- 
fe 19» P*>f« M4. Rofatie 
$$ $.ss. Sacramente 3 85. Sa/- 
tf^re 385. Trinità 186. 
107.385. 

concili) celebrati in s. G;>, 
450/ 

conte Spada ^19. 

conti Fiefc hi 118. 

contejfa Matilde 97. 

Contesi abili 399 . 

conuertite pouert monachi 

48. 

Cornelio. Muffo x%6. 
cojìmo Guaimi 173. 
cojtmo cuor li i$i. 
coslantino de l e atfelle 363. 
et e f cent io Romane 1$. 
curia vecchia , c^ Hottw* 

147. 
curforuxu 2 49« 
curtio Vanni 444* 
c«r'?'<> Zannclliyó» 



T>ie. 



I ND 



Diego e omettagli* 23 3. 
Dionifio Tiranno 419. 

•D^*** della città 359. 

Ooc*rìa di Ripa 84. 

> Domenico della Scila 26$. 

luca di Bracciano 46. di Bor- 
bona ? 1. Gran Duca di Fio- 
renza 23 3. 

Ouchejfa Co fianca ualaSpina 
371. 

buchi di Baviera M7. Duchi 
diSora 119. G.Duchi di To- 
f canali. 3 ex. 



EG*<*7o colonna *67. 
Elpidio Benedetti $0], 
musi. Ennio 386. 
rario di Saturno 161. 



^JAmiglie . Acqftouiui 247 
. Alberini 143.702. •*•*/</»* 
brinami 287.3 «8.386. 498. 
Altemps 261, Altieri 595. 
wtf«g« ///ii ri 3 9 j . Anici f 8 9 . 
Archemomj 297. Attalli 
39»<397- 

trberini 246.372. B enfino- 
gli $04,7 3 1. Bo e e abelli 4 1 1 
Bufali 506,319. 
tffarelliiTi. 386.423. e*- 
f*&»;t£f4i4* Cijr/ijp 386. 



I C E. 

cafali 330. cavalieri 3 76* 
celfiigf. cenci 18*. 379* 
e * r i»// 3 47 • e e far ini l 89. 
'90. 377» 479. cerrinitig* 
393.0^38. 272. 29;. 293. 
490. colonnefi 18 «. »86.»9* 
447. e e»/* 470.498. comari 
293. comelij 498. cosiau.fi 
511. crefcentij$n.$24+ 

Del/ini 393. 

Farnefi <\6. \o\ % FUocciai^a. 
Frangipani 89.291.43i» 

Gaetani 2 7 1 . 3 3 4» 3 93 • G£*jJ 
46. Giusliniani 349. Go//:- 
/r**i7 25 3. Gracchi 463, 

Incoronati :g^. 

Lanccllotti 27273**. Luterà- 
8*443. 

Vianfroni 47*389, u affimi 74. 
237. 45 !• 498. uuttheitf. 

66,16^. I74.418, 469. Mtf- 
*/**« 2 I 3 . M *//*»*' 2 9 . 1 70, M «^ 
/i 236. 283.397. 47f. 

Olgiati 483.71I .Orice Hai 373. 
Or/fai 217.218. 236 237, 
250.386.393.507. 

palombari 382. Valuzzi 444. 
vatritij 414, veretti 3.33, 
707. vetroni] 395. vicco,k- 
mini^io^ortht 171. 

Raimondi 111. Riarij 46. Ri- 
naldi H1.l$4.il6,Ruggieri 
397. Ruttici iH.Ruslicuccix 

Sacchetti 249. Salutati 498. 
Sannejtj 388, Santacroce 
177. 182.482. Sauelli 100. 
lo6.i66.Sca#r* 14-f.Serlupi 
4l4,S/(?y*c^ 249. 490.6*7***- 



IND 

Stri 118. Strozzi 469. 
fari 393 . Ver al li 318. Vitelli 

189. Vittori] 369.393. 
^farinaccio 503. 
Taf dola 135. 
ì*au fiuto 182. 
Ferriera 15 ?. 
Flaminio Razzanti 133. 
Felice da Barbar ano 228. 
Wiorauante Martinelli 494» 

496- 

F7or**l7>2?7. 

Fondatori di religioni . & 
Jnftitutori d'opere pie. 
AÌbentìo calabrefeit.F.Am 
hrofio Branzi 585-F. Angelo 
cUrene 96, Antonio Maria 
Zaccaria 316. F. Aurelio 
Raffaeli 190. 

^Bartolomeo Terrario 316. F. 
JSatttsla roggio iig.s Bene- 
detto r 16. Bernardino Mar' 
liani 16%. s. Bernardo $13. 

1». Camillo de Le Ili s 32J. c#r- 
/(? Romena lo?. 

s. Domenico 1 33-384. 497* *'• 
Z>iego <fr Vittoria 385. 

federico Rizzi 388. Fr4»fff- 
/V* Baglioni 291. Francesca 
uazziotti 70. s. Francesco 
57 . F. Francesco Maria Sao- 
ne fé 297. Francefco Ragufa 
jS4,Francefco Schiatti 501. 
P Francefco So to 30?. 

Giacoma Bianchini, p. <S/*0: 
Birreria, in* G *"* ; Leonardo 
per ufo 311. F. G*V Rorro 
*«/#* 347. P. Gi»; Talli* re 



I C E. 

387. Girolamo Marini 3*9. 

Gregorio da. Cremona 347, 
s.Ignatio 393. 
F. Luigi di Leon 303. 
Marco sadi 78. F. Matthew 

Bafchi 182, 
F* P/>*ro c/*™^ 503. 
Rutìlio Brandt 197. 
F Vincenzo da velie firma 38 ?• 
Fonderia Vaticana 2 2. 
Fonti. *fc Giuturna\<>%. dì 

Treui 293. 
Fori . d Augusto 411 -di N«r- 

jm 470. Oli torio 416. P*yp«p 

ri* 98. Romano. e fue maro- 

uiglie ifi,+.i8. Traiano 499 
?. Francefco Borgia 5 16. 
Francefco de CMfis 233. 
Francefco Valenti ni 361. 
F ulula sforza 305. 471. 



GAr imberti 4 ? r . 
Ghetto d* H ebrei 98» 

177. 
Giacchetti 309. 
Giacomo ertili 388. 
Giacomo Tofit^. 
Giardini. DegliAldobrandi-" 

ni 498# 
Beluedere 1 9. <&?' J?£»f/jug/ij| 

504. rf* Borghefii 4 1. 
DJ é#/>o <£ Fmo 343, F^r^'j 

IS 1 . di Fiorenza H^, 
De 1 'Ludouifj 302. 
Di Madama 30. Matthei 4$7^ 

del card Jet Mente 350. 



IND 

^VVertttt * 07. 
W Quirinale 179. 

3 io del' Annttntiationt $ if 

1: Angelo Fofco sol. 
^sioanna d Aragona 516. 

KQ0Vt6%. 

^.'Domenico Martini *oo, 
':Frdcefco Aldobradini 406 
; Frdcefeo salamonie 409. 
>: P40/0 MiclnelU 171.. 
: di Pietro 2*8. 
: scopar di 198. 
Vittorio de'Rojfi 30, 
0/4074 Lentini 4if. 
0/4020 C0/74 250* 
andoU * . 
0/40*0 P4//0 7 1. 
//4 Colonna! 3, 473» 
_*/i0 ce far e Luti] 417» 

S?*mW antichi di Rotte. 106. 
Gregorio hUfia<i + . 
glie . 4Vs/£ Barberini 273 
.Gio. Laterano 4? 2. * «*• 
14 Maggiore 491. s* Maria 
\'elVopolo i^\.s. Mante 321 
le* Matthei 438. de' Medici 
40. *. P/>/r0 il* 4 s**eba- 
'iane- 1x4. 

H 

¥ Ebrei 41.X77* 
1 HeUnaOrfina\%7* 
lj ?** Stuella, 4SI. 
W/>0 Vit elle f chi 187. 
«//0 C0f///0 85.102. 

|ti. di ce far e *4-6"f. Métt- 
ile 50, stinto 170. 



ICE. 



F. T G**f 10 rtoriani ng, 
L Imperadori. Adria** * 
$.*. 21.240. Aleffandro se» 
nero 361.421. Antonine Pi# 
319. Augusto^. 19. 22.4*, 
1*4. 6^.3 47.402.409.421. 
41*. 47*. Aureliano jg, 
*'7. 

Caligola 2 1 7. Car acalla 124. 
131.134*206. Carlo m agni 
37.n9.439.45r.4y2. C4r- 
/*K. l?o. 4l é. Ce farei 16. 
Claudio 197. 49 j . Comme- 
do 43*. Costantino 7. 114, 
I40.181.2g3.376.40y.42* 

443. 44*. 4*6.4*9.460.46* 
48f.*c4. C0/?4»i0 4 63. 
0^/0 138. 497. nipcletiano 
465. 474. fo9. Domai Ano 

Filippo 464. 

Galieno 484. Giuliano Apo* 

Hata 79 »<7. C iu filmane 

136,. Gordiane 217. 288,' 

Granano* Teo do fio Valenti* 

niano Ì40. 
Honorio M{. 
Lottario io a, 
M. Aurelio i J7.i70.404. M4/V 

fimmno *07. 
.N*™** 13.34. 140.149, 117. 

2i9.43*.87i.^ r «^ 470# 
Ottone^. 
Settimio seuero 76. 83. i4#,' 

J57»i70-3*3. 



I N D 

T iityió »1 . Tito Vejpefiano n. 

i 3 7.445.4 J9.2 rtiiiiw* 48 I. 
Jf*Unte 9;. Valentmiano 9+. 

95. il 5. Ve£pejì*no, e Tito 

137. F*" l )•!< 
Jnfcrittiom m Araceli 4 io. 
jfiabell* della Rouere *o<. 
//»/* *"* s,Bartkoìome* 93» 



L^Cur^iff. 
Launcro 4" Agrippx 49?. 

Città Leonina 48* 

Letterato 193. 

Librerie. Del Duca Altewps 
lót, P. Angelo Rocca in s* 
AgoHino 165. CW. 2?*yVi* 
joo. Monfig. Goccino 37?. 
Golleg.Roma.no 531. monfig» 
Centtlori *3*. P.D.Coilan- 
tino 89. Car^. Francefco 
Harberino 17$ Fràcefc» ser 
va J 15» Ottauio Tronfiargli 
344.de??. della Valliceli* 
118. Vaticana 19. 

'Librerie varie antiche if. 

Lotrecco$6i, 

Ludouico Agnelli if 6. 

Ludouico del Duca 488. 

Lupo Dimetto roj. 

Lucina romana U3.I17*** 1 ?* 
33*. 



M 



M 

Acel de corni 471. 
M*f e#0 litri**' 484* 



I C E* 

Macello de Martiri Ir. 
v altalena Orfina j 17, 
Maffeo Vegio 16$. 

Ma-ino PejfjCf 3 77. 
fcf«lf»MZ?A 4^f. ^ 

Manfiont Aìi*ne *\6* 

Match tri. Euandro Conti <f t 
Gtuiliiiano 3S9- Saluiati 
38(. *l saluto 411. * 4i 

Vigliena 6%. 
Marc. Antonio Colonna 40$. 
M*r*0 Confole 19.405. 
Mano Delfino 406. 
Mar» F*rro Or fino 479. 
Marat*?™/* 103. 
^, M«jp« 4 r i. 
Mattheo Catalane \$6. 
Mattheo Grifoni *90. 
Melchior della valle di Biffi** 

zone 39. 
Meriaduce CigalaZo» 
Metafudante 434. 
Metella 1 II* 
Mole Adriana 4? 1. 
Moneta Dea 16». 
Monfignori. Alemanni 4*3. 

Damafceno^ 7. Angelo Ree» 

ca »6f. 
Carretti 156.C*/* 314. C<?o 

f/wri 68. Antonio Cerri 

ai 8. Coccino 373. Contile- 

ri 134. 
Diomede Varefe 194. *33-47* 
Fontoias 364. 
Girolamo Centelli 409. 

P*«/*W 3S. 



I N D 

Monti . Attentiti» 103. 

Capitolino 400. Celio 43 7. Ci- 
eotto I16. 

Efquilino 437. 

eianicobig. 

Magnanapoli497» **are 469. 

Vaiatine 1$ e. della P*tà ni, 
iti, 

Quirinale foi. 

Viminale 494. 

Muro Torto $48. 

Mufei. Del si*. Alejfandro 
xondentnt $ \9.Card.D. An- 
tonio Barberino 273. 

Claudio uenidret. 175. 

Farnejtic$. Ferrante deCa- 
rolis HA'Franccfco Angelo- 
ni io$.Card.FrancefcoBar- 
ber ino 273. Fr ancefco Gualdo 
a-}%.FulmoOrJìno 103. 

P. Gio: Battt fi a spada 26?. 
Mar che fé e iusliniani 359» 

Lelio Guidìccioni 336. Leonar- 
do Ago flint 17 6. 

Kiccelo wiujfo 331. 

stefanonio 228. 

Torquato d'AleJfandri 257. 

Mutai ci . Di Gto:Battifra co» 
ladra ^o.GiacomoTuritio 
4%%. Giotto 118. P*>rr* C*- 
nalltno 69. 

utttio nomano 59* 

P. Ma/i* Vitelle febi 394. 



D 



N 

0?f$r Nattarra 3 ?6. 
Nani fella di Mufaico 16 



I CE. 

piccolo Acciaioli if j.' 
*euerendifs.?M>HieceIe ti e* 

tardi 27 f. 
Uotari dell'Auditor delU C** 

»w**43. 



OF//i/ <fc/ Qouernator§ , e 
del Vicario 229. 
D.Olimpia Aldobrandino $ 1 1. 
Olimpiade 495. 
F.Onofrio Vannino lóu 
Opere belle della vU Flami- 
nia 349. 
Orefici m. 
Orfo alleato 462. 
Ottauio Confole 376. 
Of/aaw More//* 393. 
Ottauio Tronfarollt 344. 
Ottone senatore 4 io. 



P 



PAlazzi. Barberino ^xM* 
Borghefi^l. 
Del Gouernatore 229. 
Palatino antico i^o^sejforian» 

4%h.?entific:j 18.277. 
Faltj y fette in terra 335. i« 

acqua 352. 
Valutio Canonico 3 8. 
Fammacbio U7« 
Vantaleone Castelli 1 16» 
Vantarti 470. 
Pae/0 F#&&a l8t. 
Pao/o saluato 2fi. 
Papi . Adriano I. $ f. 65. 6j. 
ff 2 101. 



I N D 

4 -, 4.4* 7 j.jJ.fo Adriano 

III. 109. Adriano VI. 1 9. 
Agl'otto I, 148. Alejfftndr'e 
II. 247.4)1. 4? 7. Altom- 
are ìli. 95. 117. Alejjan- 
Aro IV, «72. 42 r. «65.466. 
Alejfandro VI. 4. 9. * 4- 3 8. 
69.1^4. 444. 5co. Anacle- 
to 7. Anacleto IÌ.6&. Ava- 
flafio III. 42 j. Ana sìa/io 

IV. 440. 

benedetto III. 109. Benedet- 
to Vii. 4*7. Bonifatio IV. 
ì 27.3*3» Bonifat Vili. ?*. 
$7.366.445.-95. Bwifatio 
IX. 4. 117. io!. 436. 452. 

s.Caio 27'. Califfo 65. 6?. 
Caligo II, 67.fi 6. CuliUo 
III» 63. 138. Cele ff ino /. 
103. ' l^.Celesìino m 3 »6. 
Cele. 1 ino V. 96 Llem.V. 

$66. 4 7. CArlfl. F/. f 1 f. 

Clem.VlI. 42.190.219. 

241.j44.j5r. 2S3. 3 0.316. 

365.446.503» C/~'a«. F/77. 

4.U. /9-*J- *6.38. 43.69. 

71 78.82.97.131. 15^. « 51. 

164. i87»*°<Mii-*i5'24r. 

242. 2 45. 248. 265. 27 1.276. 

377. 292. 297. 307.311. 315. 

329. 374. 382. 390. 4©7. 4lo 

4:4.440.444.471. 47». 485 

505.5i5.Jl6.518. *. C/t?/tf 

3 15.464. 
SiDamafoziy. Dionigi Tapa 

lor. 
Eugenio //. 104. Eugenio IH. 



I C E. 

US 1 . 48?. Eugenio IV. 3$. 

38. 46. i»7» 190. 201. 243. 

251.285. $16.346.443. 5-ai 
TeUceI.%% Beliceli!. 426. 
j Cela/io 445 *» 5 o. Gelafio II. 

2 5 4.G10.1. 1 48. 1 63 .G/0. f/f. 

285. G/>. iF.44'.G/V.F77. 

255.G/0 F//7 15i.432.Gtf. 

X. 83.Gio.X7/. 452. Gw. 

XX/7. 3S.Gi0.XXHl. 53- 

G/#//0 /. 66. G/'»//'o 77. 7» 

42.48. 247. 256. 285. 477. 

509.510. Giulio III. 35.7 i. 

tèe. »ói. 3 16. 347- $61. s, 

Gregorio i 03. t 36. 1 37. 141* 

l58.4.°.Gr*gcr«> 77 66.78. 

14?. 460. Gregorio III. 63. 
74.137. 36i.4f7- 465. Gro 
£or/<? 7F. 66. 68. 199. Greg. 
V. 43 3. Greg^n. 460. Greg. 
VHI.163.GreglX.104.1gs 
$M.*63.Greg.X.3%uCreg, 
XI, 1 15.368.4* J.446.Gr^. 
X/7. i5l.Gr*£.X///.47.6o. 
67. 88. ioc. ni. 62. 170. 
188. 19 1.196.199.2 26. 13 4. 
156.277.294.296.307.3 14. 
315.3*0.325.336.^43356. 

368.3é9.38o.3£7.4i9-«33- 
436.440. 45*. 474.47 5-50$ 
509.516. Greg.XlV.31'. 
3 3*. 46*4. Greg.XV. 19.5?. 
102.237.169.371.394.414. 
474.516. 
Ht lari 450. Honorio 11. no. 
3 10.423.447.480.506.509. 
Honorio II. 460. Honor.IH. 
10$. 113. 133.148.4*4.480. 



I N D 

HonorhlV. 263. 18 «. 
Xnnocentio II. 66. 67. 305./»» 

nocentto III. 16.38.59.40. 

47- 53- 57. M3-I54- 264. 

446.49? *lnno centie IV %6* 

38.185.i06.389.909. 7»fl0- 

**/>*/* FUI. «8.19.160.256. 

*$%.H6.*79.Inn9centio \X 

410. 
I. leotf* I. ?o. 3». 114. 127. 

450. Leone II. 158. Leotfff 

III. I14.n9.i3S.i7i.j4*' 

398. l»o^ ir. 39.48.84. 

4l1.466.48 i. Leene IX. 33. 

L*0#£ X.42,46.96. 102.131 

20 2. 1 1 5. 1 29. 2 45. »6i .308. 

514.334.344.347.367.4 6. 

4S6.4l9*LeoneXl. 127.306 

£f*f/0 II. 4^7. 
5. Marcello 288. martino 48 f. 

Martino V. no. 263. 286. 

4i6.44*.4$'. 
Niccolò ì. 4} 1.467. Nicola 111. 

164.4* 4.N/V0/A IK.40 4-* 3. 

48 ; .Nicola V. 1 48» 1 5 4.1 4 1 

i9j.306.438. 

pao/o I. 308. pW<? II. 33 5. 
347.337. p^^'o in. 15.18. 

41.5 o.8f. 96. 204. 283.3*5. 
343-37'. 39*-4i».^3' p ^- 
lo lF.Iy8.35i. Paolo V. 2. 
17. 19. 11. 18. 50. 52. 58. 
6i. 70.75.96. u6. 148. 181, 
191*12*. 136,152. 255. 168. 
171.277.307. 3io.3*5. 332. 
354-370.338. 396. 4'7.4^9. 
490.491. 509. s.Pafquaie I. 
ti. 86.3 96.48 l»Pafzt**le li 



I C E. 

460.465.466,468. 468.P/- 
/*£/> I. 95. 185. s. Pietro 6* 
495. Pio II.37o.5o1.pi0 nr. 
370. Pio lr.i4.47.'Oo. rri. 
137.193. 107.213. 146.143. 
165.193.3 19.317.347.390. 
443- 458.482. 507. 509. 510. 

TÌO V. 33.46.73 9697. 102; 

ioe. 133. 160. 251. 319.310. 

331.352.410.446.473.497. 
498. 
S*r£/'0 / . 1 3 t. 446. s. Siine tir* 
308. Simmaco I. 52. 149. 
17 f. 480. S/'w^V/o 465,485. 
Si fio HI. 103.133. Siilo IV, 
15. »8 . 19. $8. 40. 41. 49. 
61.7». 88. 35. '55 28;. 253 
27-33 5.347. ?6r. 457.464 
472.474.4?9. ^84- 5**. Si- 
tfo F. 1.19.12.15 18.46.50. 
104. 40. 91. 196.13 ".26l. 
264.272.177.18 *. 28 2. 29 4 
318.315.347.3ji.358.5S7* 
406.42». 423.436.445. 453" 
45f».4fS.Ì7|>48<\4S"M?7«' 
488. 49*. S M. Stefano I. 
170. 

Teodoro I.45I. 

Vittore IV, 66. Vrbanol. 8f« 

128.371. I 7 ^. U. 37$.F>*. 

IK.4 i.Fr£.*M<8.>,68.447 

45 8.48 1. Vrbano V III. 4. 1 r. 

12. 15. 17» 19- 21. 55.69. 

71.128.143.1$ . '55. 58. 

187. 1 09,1 r 2.241.269.17 7- 

279. i^i. 300. 305. 324. 

336. 35i. 371. 389- 394. 

4*7. 4<°. 45 8. 461. 474. 
H i *9°* 



I N D 

Zac e aria 3 8 1 » 

Pafquine 13 5. 

9entae carmelitane 4$. 

Perfian» Rofa 1 86. 

Piazza Nauona » #7#p« £**#- 

* *«?* 133. 
Piig«4 d* Metallo 2 r. 
Pier G io. Antonelli 349» 
*«*r Leo»* 116. 165- 

s.pietro do uè fa crocifijfo7l» 
Pietro Giacomo da caraaag- 

gio im- 
pietro della Valle 373. 
vifcmapublica 133. 
Pittori. Albano I5*»*f7«j6> 
>tf*f// 1 7 8- 3 86.44° .^/* 
/Wr F/V e*M 7 8 • Alexan- 
dre T urchi t%6.$oi. Andrea 
Sacchi 17 8.30 1. 5°5» ^* ; '- 
usdxte 5 JI, 
taglione 165. 396.418.417. 
444.481.489. Balajp }oi. 
Baliaffar da Siena 46. 3 5». 
157. * 60. Baldaffar da Bo- 
logna 17 t. Barocci 116.178. 
3 %6<Baiiiano del Piombo 50 
347. Benozzi ^ìo. Bernar- 
dino Ce fari 444. 
Camafei 301. Caraccioli 58. 
I42.i7f.103. 364.39?. c*- 
r*uaggio 226.165.3 47.36* 
Car/o Venetiano 260. 278. 
Carpi ^o 1. celio 191. 3i6. 
Cefare d'Oruieto 149. *7 2, 
Ciampelli 246. 44°. «4*. 
462. 48 j. c£#/i i 18. 246. 



I C E. 

489, p. e*/?** eapuccin* 
406. cofìmo Fiorente 178. 
c*rf0*a 119. 118.245. 273* 
$01.462. 

Daniel da Volterra 2 1 r . 165, 
27 8.» 8 8. %\%.Domenich'mi 
69.146. i8i. 191,201. 1<2. 
2t 9« 37 3. 364. 'Domenico 
Fiorent. 278. Durante Al- 
berti 517.531. Dm ante del 
Borgo 199.201. Do/&> 4 ix. 

Federico Zuccaro 75 .104.174 
2 95. 14 9. 178. 191. 48$. 50/. 
Filippo Fiorent. 17%. Frana- 
[co Buffano 362. 

Gaetano 17 + . 226. 45'. ?C3« 
Giacomo Zucca 161. /88. 
Gerardo Pia m mingo 169. 
G/V; Fattore 260. G/<?: »/*/ 
Borgo 17$. Gio: da Fiefole 
278.3 8 1.386. Gio: Frane e- 
feo da cento 7 5 t Gio:da V di- 
ne 323. Gio: de Vecchi iif, 
284. *9 5. 119. Giorgio Va- 
fari t-:i. 11$. 178. Giofeppe 
d'Arpino$»71*i7%'i96-ii9 
% 26. 157. *78. 3 62. 3 69.? 86. 
406.4/0. 440.444 44^.483. 
4*9.507.5/9. G/#//0 Rema- 
no 160. 178.483. Guidati 

2 54. G#/W* #/./*#; 2 2/, 746. 

207. 116.278. ?o 1.489. 504 
e aual.Lanf ranchi //S. 146. 

279.? / 3.305 . Laumia Fon- 

tana /04. //$. if.7. vjo. 

L ; />4/ 386. L/#i0 </# Jir/t 

/?4-'78. 
teantt.gna 278. ^4rr* r«i7«> 
4*7» 



I N D 

417. Maturino »?2. Michel' 
Angelo / 8. 178. 45/. F. Mi- 
chelangelo cappuccino, xxt 
Muf accio 468. Mattano 17^» 
200.126 265.3 su, 3 80.3 95 

49<M3'- 
& aldino 161. Nauarra 26?. 

29/ .444. Nebbia 444. NÌCC4* 

lo delle Tornar ancia 2/9. 

438. 
Crat-.o Gentileschi nj. /<5» 
par» Romano 249. 271. 444» 

483.4*8. Pajpgnani 140. 

146.2 j 7. 3 7 2.489. p*//^/'» 

«U Bologna 278. p*r/>z ^*/ 

r^« 5. 216. 278. 29/. 

3*3 -3 58.396.405.458. P*>- 
fr* cauallino 1 18. Pietro 
perugino 278. 399. P*<?/ro 
Tifano 445. Polidoro 197. 
2*2.2 54. 26-5.31/. C. Pew*- 
rd»r/0 /$?. 746. /6/. 378. 
444.445. vrolpero Bre/ciano 

*9f. *45- 

Raffaelle 19.46. 5 0.257.32?. 
3 7 5.4*2.458. Raffaellin del 
Garbo 386. Rafael da Reg- 
gio 149.249 de'Rubeis 458. 

Salutati 161. 203. 22?. 257. 
160.29/. 347. Santi Tifi 
146. Sermoneta 246.257. 
4U. 

T«i? 179.5 19. 5 3' TadZucca- 
ro 174. 203. -%78. 297.323. 
$J5.349-4*8.44o.f*7. Ti 
moteo daVrbino 257. Vanni 
8?. K<*«tf* J34. 157. 38*0 
45*. 



I C E. 

Zuccari 432. 380. 

vittori d'i Mente Cauallo 27SJ 

vittori del Vaticano 278. 

placidi* 114. 

Platina 490. 

?ompeo n<. 2/6.170. 38/. 

Ponti » S* Angelo 240. Aureli» 
jt.cefìio 94 Molle 34*. S«« 
natorio %%*Fabritio 94 Swta 
itVJf Sf. Trionfale 4? 44. 

Porte. Amelia 5*. Borgia 
li. z apena , e s. Baftian» 
xt<).*$i.Carmentale t e Sce- 
lerata 4/ jXatina / 20. p** 
509*P/fff»«84 ìoi.Portuen* 
fé 53. s. Paolo Z09. Salarci 
lji.Settign.ina 4%. s. Spirito 
43. Trigemina /03. 

principe Ma'afpina 2$i. 

priorato di Roma 17. 

proelmo ,& Orfo i\6. 

Pudente Senatore 491. 



Quattro Tonfane 17 hU1* 
, Quintiliano $66* 
Quirino Garxenio 49^* 



RAffaelle Latti» 4». 
Rè .Abagaro loo.Anc» 
Martio 9/. 4/9. 
car/o KlU.Aé «// Francia 33$. 
Filippo \ll. Rè di Spagna %o. 
Uenrico \V.R.è di Francia tff 
445» 



I N U 

Ruma vompilio <c. io . / ^8. 

Seru.Tuluo *i>. 41 9* 

Tarq.vrifto ioi .ijiy.Tarqui' 
nio Superbo 95 z 3 Teodo- 
rico Re di Goti 2 z 7 .43 ? r*'- 
ridate Rè d'Armenia 1/9. 
Tulio Ho sì ilio 4x1. 

Ridolfo Conte d'Anguillara 57 

Pioni di Roma. 

S. Angelo, e fue cofe notabili 

Borgo, e fue cofi notabili 1. 2. 
Campitelli» e fue cofe notabili 

40C 
Campo Marzo, e fue cofe nota* 
. bili 528. 

Colonna,e fue cofe notabili 304 
s.Eusìachto, e fue cofe notabili 

357. 
Monti, e fue cofe notabili 45 /. 
Varione,efue cofe notabili 1/4 
Z« P/g»* > * /«e **/V notabili 

378. 
Tonte,efue cofe notabilità. 
-Regola, e fue cofe notabili 179. 
R//>#, tf /><e o>/> notabili 9/ . 
Trattenere , */«£ r<?/è notabili 

45. 
Treui.efue cofe notabili 167. 

Ripa grande 92. 

S 

S^/*?f 102. 
Salufiio 169. 

Santi, Alberto j$o. 



Ambrogio 27?. 

'Bernardo 19. Bonifatio f] d. 

Uamafo nj. Dionigi Areopa- 
gita in. 

Edmondo uè 79. 

*■////•/><? Neri / 97. 1 26.20 2. Fri? 
<-<?jf0<* 86. 4*4. 

Calla tùi. Girolamo 1 5 J. Gre- 
gorio s. 14. 53. 103.116.1 37. 
141.14%.$ 48.3 6 1.426.450, 
464.465. 4&/. 478. 49 5. wo. 

Helena 425. 457.458. 

l£»**w 1 *7'393'397«4' *'49$ 

Marcella 114* 

Va Ima fio 65. Pigmento 79. 
Pia utili a no. 

Siluefiro 114. /?/. 362.420. 
44^.460.473. 480.48/. 

Safienxa 365. 

S^ Tarpeo 4/6. 

Scipione 11. i 57. 

Scribonio Libcne t £7. 

Scultori. AìgarJi ut* Am- 
brogini 129. Andrea Sang- 
uino 547» 

Baccio Bandinelli $%6.C.Ber- 
nino 1 2. 564 462. Jto/J^i 2 2. 

Donatello 1 80. 440. 

Ir ance f co Fiammingo it.^Oi, 
Franciofmo / 45*43 9-445 • 

Giacomo Sanfouino 165.364. 
Gi<? «ti Baccio 386. Giulia* 
no Fine Ut $cg. Giulio Pia- 
centino Hi. 

\accmo siciliano 4*1. 101. 

Landino 279. c.lippi «89. 

Mariani ^4 5 .489. Miche l'An- 
gelo IJ. J4>. 38C 477» 



I N D 

liochi tu ix6.$7*> 386. 489. 
Olimeli 41}» 

Vaolo s.Quirieo 490. Pietro Ca 
natii no 11% -voltatolo % 479 
vompeo Ferrucci 169. 

Rafael da monte Lupo 7 . 3 8 6. 
4 8. Caual.Ro/j7 257. 

Stefano Moderna ?jo. 

Taddeo Landino 1 74. 2 79» 

Kaora 116. Va'foldo 116.44*. 

Scuole. deFrdcki $7. Fri foni 
IT ■ Longobardi lì . Pie 236. 

$eb atti ano Biliardo 119. 

Segretaria del Pop.Rom. 410. 

Seminario Romano 3 io. 

Simone Mago 91.431. 

Simone Tagliauia 196. 

Soldati di bJiifeno 467. 

Stampa 137- 

S tatù e . ^&«* 106.J. Andre* 
xj. AuguRo 40?. 

S.Carlo Borromeo Xiq*caualli 
di monte CaualloiSo.C.ce 
fare 40*. CoHantìni 411 . 

G/#«* 98. 

s.Helena. ri. 

Laocoonte lo.Leoni $i$.s>Lo?t* 
gino 1 t . 

Marforio 403.410. Moisè 47$' 

Uh 

Tafaninoti!. 

s.V cronica n. 

Statue di Beluedere 10. </*/ 
campidegho 402. de* Farne fi 
104. afe/ Giardino de ' Mat- 
thei 437. *fe/ Giardino de' 
Medici 340. 

Stefana, Sane Ili 495 . 



I C E. 

Fri Stefano Agostiniano. $6** 
Stefano Priore / J 8 • 
Suburra 464. 



TAberna meritori* 64. 
D. Taddeo Barberini 
211.406. 
Targnni 444 489. 
Tempij , di Apolline n. 2dz. 

BacchotiX. pò. Buona Dea 

106. 
Cibelejtt. 
Diana 94.101,110. 
Bf cui apio 94. 
**«»* 94.fj8.438. Faufiina) 

415 Fortuna Virile 99. 
Giano 98./? 6. 764. Gwa* 94. 

97. *C9« 40/. 4/z. Giunone 

Ma tuta 416. 
Hercole 205. 388» 
IfiJeijl. 
Marte zi 9./ 31. 42/» Minerua 

38/. 
Nettuno 247- 

Quiete 465 .girino 5051 

Romolo 416. 

Saturno 4i\.Siluane 497. Sole, 

e cioue 99. 
Dea Tel'ure 469* 
Venere, e Cupidme 4$*. T##4 

4/8. 
Teod ro Niem 1*9. 
Teodcfìo deRoffi 13 ?. 
legaccio X07. 



I N D 

Tenere $*-*<**.?**. 

Theatro di Marcello 16$. 

Tigri ie iti. 

F . Timoteo de Ricci $8 3 . 

Torquato Tajjo 47 . 

Torri . Argentina, ?74. di Me- 

Xro/W <*/' M*W 4o7 ' 4^3-4^4. 

Tulli*h liadt ScrHio Rè 468# 



V^er/o Cornino 47 r. 
VaLv ubinola 411. 

Valla 45 *« 

!'«//* d'Inferno $i. 

V elabro /59- 

Vefcoui . Adalberto *©?• -^» 

ftf»/ò p*radin*s 363» -^/e*- 

»/'o Tarifiano t.89. 
benedetto Leone 3*5 • 
eia ^»<fo* 0<x* 1 16. o*V*- 

tao Centelh 4" 9* 

Vetta Dea tlh 
Ve Bina 50** 
Vie . Aureli* Si- 



ICE. 

Cornelia ^l.corfo 33 f » 
Emiliani. 
Flaminia 33?. 
dulia 247. 

Labicana 464» £<*># 287. 
S^rr^ 4*6. 

Traìana ti.TriefaU 9.41. 17* 
Vichi. Ciprio 470. ciugarh 

*i7.Tofco x5?. 
Ville. Aldobrandino %i% % 
Di Bagnata ?r8. 
Borghefe 510. 
D* caprarola $16. 
Di Mondr agone fi 2. 

dì ri«o/i si4. 

Violante Santafeueria* iff* 
P. Virginio Cefarini 406. 
D. Virginio Or fino U4. 
VittoriaTolfi 179* 
D. Vittorio Accorenf* $l£» 
Vrbano Me limolai. 



Ecca vecchi* 14$« 



IL FINE. 



ROMA 



ROMA MODERNA 

DISTINTA 

IN SEI GIORNATE* 

Giornata Prima^. 




RIONE DI BORGO. 

A Città di Roma innanzi al Pontificato di 
Sifto V. era diuifa in tredici Rioni (blamen- 
te ,• ma quello Poncefice v'aggiunie il Rione 
di Borgo, per compire il numero di 14- fe" 
condo l'antico numero del tempo d'Augu- 
fto : e gli diede per infegna vn Leone in_* 
campo roffo, & vna Stella fopra tré monti , che è l'arme-^ 
propria della fua Fameglia . Volle pero alludere col Leons 
all'antico nome della Città leonina, bora detu,Borgo : e fi- 

A gurò 




a ROMA 

gurò quefto Leone fedente, come anche i Monti pofati fopra 
vn Caflbne cerchiato di terrò , per lignificare! tre millioni 
d'oro, che ne' tré primi anni del fuo Pontificato ripofe in_ t 
Cartello, nel modo,che li dirà più di (otto . 

Contiene il Rione di Borgo Tei gran Borghi, ò vogliamo di 
re , vie principali , e maeftre , che tutte , incominciando al- 
l' vfcir di Ponte, vanno a terminare nel Vaticano . 

11 primo Borgo fi dice di S. Angelo , ad honor dell'Ange- 
lo ,che apparile nel Gattello . 

Il fecondo, è l'Angelico, fatto da Pio Quarto , che injnan- 
si al Pontificato nominaualì Angelo . 

Il terzo, fi chiama Pio , dal nome dellifteffo Pontefic e-» j 

Il quarto, Alefiandnno, fatto da Alefiandro Sefto,con oc- 
cafione dell'Anno Santo 1500. 

11 quinto, ha il nome di Borgo vecchio . 

Il fefto, più vicino al fiume , dalla Chicfa dr Santo Spìrito 
e denominato. 

Sono in quefto Rione molti Palazzi , come quel de'Cefis ( 
abbellito di molte Statue antiche, de'Rufticucci, e deXami 
peggi, la cui architettura è di Bramante , e quel de'Sannefip 
dì bellifiime Statue, e numerofe arricchito, e molti altri . 

Vi fono anco molte Fonti , la prima delle quali é nell'enl 
trar de 'Borghi, paffato il ponte, e l'antica mole d'Adriano | 
tiora Caftel S. Angelo, con quefta inferi ttione . 

PAVLVS V. PONT. MAX. 

Regionem Leoninam perennium aquarum inopia—» 

laborantem aquae ab fé in Vrbem dedwtix 

vberi difpenfatione varijs Fontibus 

attnbuta Iocupletauit . 

ANNO DOMINI MDCX1V* PONTIF. X. 



CA. 



MODERNA 




CASTELLO S. ANGELO. 

IL Ponte Elio fu edificato da Elio Adriano , Imperado- 
re con vna Mole congiunta ad effo Ponte, la quale fe- 
ce ad imitatione del Maufoleo d Augufèo, e quello egli 
fabricò per fua fepoltura; in cima vi fece porre vna pi- 
gna di metallo indorato, difmiiurata grandezza , con quat- 

A 2 tro 



4 ROMA 

tro Pauoni belliffimi , pure di metallo indorato , doue furoncl 
pofte le fue ceneri , e di tutti gli Antonini fuoi iuccerTori| 
Dalla parte di tuori era intorniata , e circondata di groffim* 
mimarmi tutti commefii , Scincaftrati congrandifitma ar 
chitettura* e diligenza Nel mezzo, cioè dalla parte di den 
tro, vie vna machina, e Moie rotonda di grandezza maraui 
gliofa , & in cima si larga > che appena vi fi arriuerebbe coi 
vn tiro di mano . Erano nella parte di fepra attorno attorni 
ftatue d'huommigrandiflìme , come anco di caualli, e d'alti 
ornamenti , tutte di belliffimi marmi riccamente lauorate-* 
le quali furono mandate à terra dalla malignità de'foldatid 
Belifano nella guerra de' Gothi , perche parte ne buttaron 
à baffo intiere, e parte ne fpezzarono, per buttarle addotto ; 
nemici ; di modo che in poche hore furono rouinate cosiec 
celfe,e marauigliofe grandezze : P.Banifatio IX. Io ridurle i 
forma di fortezza , & AleiTandro VI. gli fece i folli attorno, 
e gli pofe le guardie , e feceui il corridore , che va fino à S 
Pietro, e così molti altri Pontefici l'hanno di tempo in te 
po riftaurato , e fortificato . Clem. Vili, lo abbellì molto 
facendoui le porte di bronzo , e leuando alcuni impedirne 
ti, ch'offufcauano la ftrada, acciò reftaffo bella, ampla,com' 
hoggi fi vede,- ma fopra tutti l'ha fortificato , de abbellì 
l'Anno 1628. N.S P. Vrbano Vili, degno certo di eteri 
memoria, hauendolo cinto incorno di fornitimi baluardi , i 
arricchitolo d'infinita quantità d'Artiglierie, di fentinell e_J 
Armature di tutte le forti , Se amoliflìmi alloggiamenti per 
Soldati , con vn grandiffimo follo , che lo circonda i in fon 
ma l'ha ridotto in vna delle Fortezze d' Italia. Et al fi 
corridore , che vien dal Vaticano , ha coperto il tetto , e d<| 
molite le cafe intorno . Con le feguenti infcrittioni . 

VRBANVS Vili. PONT. MAX. 

PEDVCTVM IN ARCEM LATENTI FORNICE 

TRANSITVM 

A VATICANO RV1NAM MINANTEM 

CONSTABIL1VIT TECTOQVE MVNIVIT 

ANNO M. DC. XXX. PONT. Vili. 

Sta al Corridore per andare in Cartello . 

VR< 



« 



MODERNA. 

VRBANVS Vili. 
PONT. MAX. ASSO VI. 

Sta ncJia facciata di Caftello 



Hora non gli refta quel nome della Mole d'Adriano, fe-# 
non per vna memoria antica , perche volgarmente è chia- 
; 0D matoCaftel S. Angelo , perche fu veduto l'Angelo Michele 
, ao rimetter la fpada fanguinofa dentro il roderò, mentre paffaua 
" quiui Gregorio Magno , accompagnato proceftìonalmente 
~! con il Clero , cantando le Letanie , implorando dal Signore, 
d che volere hauer mifericordia al i'uo Popolo , in liberarlo da 
n( vna crudel pefte . Et d'ali hora in poi fempre è flato chia- 
d j'mato Cartel S. Angelo. 

■ t: In quello Caitello fi conferuano li tré milioni d'oro , ève 
s,c !i poi e Sifto V. con oblighi ferirti , che non douefiero ferui- 
fl J re ad altro , fé non prima à difendere, in occafione di guerra, 
lo flato della Chiefa, poi altre Prouincie della Ghriftianità> 
quando fofle pericolo di venire i n podeftà d'Heretic^o d'in- 
'^fedeli; terzo le da fame , ò pefte venale trauagliato lo flato 
,eD :Eccleliailico . 

?J Tre Bolle in ciafeuno di quei tre anni egli fece, alle quali 
!tl fcon giuramento, e voto fottofcrifTero i Cardinali . In oltre-* 
eD idichiarò, che fé fuori dei tre fudetti cali qualche parte ne 
''^leuaffcro. i fucceffori fuoi con la volontà , e confenlo delle-* 
due parti de Cardinali , & auanti di morire non fac* fiero la 
debita reftiruticne al luogo ; fi poteffe andare contra gli he* 
^redi del morto Pontefice , e delie fudette due parti de' Cardi- 
nali, che gli haueffero acconfentito . 

In oltre comandò , che d^ì caflbne ferrato con fei chia- 
ai tre n'hauefiéro tre Cardinali capi de gli Ordini , la quarta. 
il Camerlengo, la quinta il Decano della Camera Apoftoli- 
:a : la fefta il Teforiero, & alia fine fi chiudefle la porta della 
ftanza, in cui fi hauefie à mettere il caflone con due altre-* 
chiau:, delle quali vna folle prefToil Cardinale Decano, l'ai, 
era la tenelle il Teforiero del Papa»» . 



à 3 B«-** 



ROMA 



S>?tM?RO W * -VJiXTCAJHG 




Della Baplica Vaticana . 
Colli Vaticani , come luoghi anticamente deftinati « 
Supplicio de' rei , furono già cognominati infami . M 
cfpiati,e confacrati poi col pretiofo lauacro delfaif 
gue del Principe degli Apoftoli , e d'infiniti altri Sani 
Martiri Cfrriliiarjij p affarono daireftremo delle ignominie- 
ai col* I 



I 



MODERNA. 7 

al colmo delle glorie , non eflendo luogo in tutto il Mondo* 
che ò* quanto alla Santità, ò quanto alla Maeftà , e grande»- 
za, non ceda loro liberamente il Principato. 

Quanto alla Maeftà , e grandezza , non può chiunque ri- 
guarda il nuouo Tempio non conreflare, quelli hauerne det- 
to poco, che o fattura degli Angeli , lo chiamarono per la-* 
bellezza; ò veramente opera lo credettero de' Giganti, per la 
vaftita. Poiché e tale l'ampiezza di quefta fuperbiflìma-* 
Mole , che ì fette decantati miracoli della terra com- 
parati à lei potriano reftar priui d' ammiratane ; non ha- 
uendo mai , non dico i Greci , gli Egitti; , ò gli Hebrei ; ma-» 
gli fteflì potentiflimi Romani arriuato in alcuna lor fabrica_» 
all'eccellenza, evadila di quefta .Argomento nefia, che il 
gran Panteone, vno de' maggiori sforzi dell'arte , e potenza 
Romana , non farebbe ad vna picciola fua parte comparabi- 
le; effendo ( ancor che fabricato in terra ) di diametro , di al- 
tezza^ di groflezza molto minore dei folo Tamburo della-* 
Cupola Vaticana , parte piccola della Chiefa , e fondata & 
può dire in aria-* . 

Dell'eccellenza deldifegno,bafti dirfì, ch'è opera di Mi- 
chelangelo : e dell'ampiezza, e maeftà, ch'è parto del vaftif- 
fimo animo di Giulio II. huomini infìeme da Dio con fom- 
ma pròuidenza, congiunti , perche feruendo l'vno , conia-* 
eccellenza del fuo ingegno alfa magnanimità dell'altro , ne 
rifulrafle, à gloria fua, oc honordì S. Pietro, vna ftruttura_r, 
chefofle lo ftupor dell'arte, la metà della potenza, e magni- 
ficenza humana , e'1 miracolo de' miracoli del Mondo . 

11 principio ( fé alla prima origine riguardiamo) le fu dato 
da Santo Anacleto prete, che fu poi Pontefice Romano, che 
in reuerenza dtì Martirio di S. Pietrosi edificò primo di tut- 
ti, vna picciola Chiefa; che fu poi dal Magno Coftantino 
Imperatore in vna Regal Bafilicaconuertita :àcui ( cauan- 
do con riderle fue mani la terra , e portandone, in riueren2a 
de' i dodici Apoftoli. dodici cofani fopra le fpalle) volfeegli 
mi medefìmo humilmente locare i fondamenti . 
d Ma dopò molti Secoli minacciando , per la vecchiezza-/, 
2flt j rouina,il prenominato Giulio II. fuquello,che diede al mio* 
vo difegno principio 3 ch« continuato poi fuifeguentemerr- 

A 4 teda' 



8 ROMA 

te da' fucceffori Pontefici , fi vede à tanta ampiezza perve- 
nuto - 

La bellezza della parte eftrinfeca (tutta di trauertini in- j 
duftriofiflìmamente lauorati)è fenza paragone : e la faccia- i 
ta, fi come eccede in tutte le fue eftenfioni quella di qualfi- i 
uoglia altro Tempio,di che s'habbia fin'hora memoria,- cosi è I 
anco negli ornamenti fuoi mirabile . Vi fi afeende per quat- 1 
tro lunghifiìme, & ampie fealinate di marmi : & ha il primo f 
adito in vn augufti. mo porticale con pilaftri , che ioftengo- s 
no la più marauigliofa , e ricca volta del Mondo . Sono in__» | 
eflb particolarmente ammirabili cinque grandinimi antipor- | 
ti per l'ornamento di quattro nobiliflime , e rare colonne.-» . 
per ciafeheduno fuperbifìimi , tré de' quali con due altri mi- j. 
nori nella facciata, che fi chiudono con gran cancellate dij ; 
metalli, fono alle cinque bellilfime porte della Chiefa cor.j< 
rifpondenti * la maggior delle quali è di bronzo , opera dei Jì 
Poliamolo Scultor celebre Fiorentino . 

Sopra quello Porticale è vna loggia di fimigliante gran-j 
dezza, de ornamento, che feruendo per le publiche benedit- 
tionii ha fineftre di ampiezza degna della Maeftà Pontificia. 

Da i lati della facciata fon pur due gran campanili delli 
medefimo difegno, e fattura; aggiuntoui, non tanto per am- 
plificar la profpettiua di effa , che per renderla più forte , e 
Scura : & ha per finimento nella parte più alta vna gran ba- 
lauftrata , che terminando intorno intorno tutto i'Edifìtio ; 
ferue anco di bafe à i colorii, ò fiatile di grandezza giganteai 
che fon l'eitremo de gli ornamenti di effa—» . 

Entrando nella Chiefa empiono tutti di ftupore le fmifura»! 
te volte, che cariche d'oro,e lauorate tutte à rofoni,e foglia-i 
mi di tutto rilieuo grandifiìmi, &. eccedendo di grandezza-* 
qualfiuoglia delle antiche , lafciano auuilita la fuperbia del le 
più eccelfe , e ricche moli , c'habbino mai l'età pallate-^ 
celebrato . 

La Cupola grande, che è la Reggia della Chiefa, è il 
maggiore edificio; c'habbia mai in quello genere partori-l 
to l'humano ardimento . La parte interna rapprefenta_#f 
vn Paradifo (per le Hierarchie celefti efpreffeui mira-: 
bilmente à nnuaico dalla dotta mano del Caualier Giufep.j 

pe d'Ai- 



; 



MODERNA. 9 

pe d' Arpino i e per moltifiìmc Stelle di metallo indorate^ 
rifplen denti (lìmo. L'eftrinfeco è coperto di piombo con co- 
tte grandiffime di metallo indorato ( come fono anco le_> 
dieci altre Cupole minori ) & é con vna lanterna altiflìma 
terminata , c'hà per finimento vn globo di metallo indora- 
to, così grande, che eapifee commodamentc più di trentacin- 
que peri'one_^ . 

Le Cappelle della Chiefa,ma fpecialmente le quattro mag* 
giori (cialcheduna delle quali lì può 4;,re vn Tempio ) fon—» 
tutte di rlniffimi marmi , e di varie pietre, con vaghiflìmi la- 
uori incroftate con colonne, e pitture corrifpr.ndtnti alla_» 
grandezza loro, e del Tempio, le cui parti tralafcicrò di rap- 
prefentaie ne gli ornamenti fuoi particolari, non effendo 
opera da narratiua compendiofa,come è quella,- doue le cofe 
non fi vanno minutamente deferiuendo , ma folamente ac- 
cennando. 

E però, dal materiale paffando allo fpiritualcdico, che fé 
alla fantità poi di quefta Chiefa riguardiamo, è nece Ilario afe 
fermare, quefta eflere il Sacrario della Chiefa Cattolica , ri- 
fp lendendo in effa le più pregiate pietre del Santuario di 
Dio^raccolte con religiofa mano dalla pietà de' Sommi Pon* 
telici, e d'altre pie perfone,e qui per gloria di Roma,e confo- 
latione desultori della Religion Chriftiana , collocare . 

Non vi è fpatio, che dal fangue de'Santi Martiri non fia—» 
flato mille, e mille volte coniacrato : e le reliquie de i tanti 
che falciarono in quefto luogo per honor di Chrifto la vita» 
che nelle grotte in numero infinito fi conferuano , fanno 
chiara teftimonianza alle genti > quefto celefte Colle, effer di 
facre palme si fecondò 3 che non debba di gloria cedere al 
Carme o,ò inuidiare in modo alcuno Ja lua bellezza al 
Libano . 

E doue gli Antichi hebbero la via trionfale, horai Martiri 
«lei Cielo hanno i loro trionfi „ 



n*U 



IO 



ROMA 




Dell'Altare Maggiore de' SS. Apofloli . 

L'Aitar Maggiore porto nel centro della Chiefa ,fii 
chiamato dal Magno Leone Letto della facra dor- 
mitone , per ripofare in elfo i Santiflìmi Corpi di S. 
Pietrose di S. Paolo. Qucfto è quelttfteffo Iuogo,dou«iJ Prin- 
cipe degli Apoftoii coronato di laurea d'immortalità , rrion? 



MODERNA. il 

£ò, fra gli applaufi del Cielo, e della Terra , gloriofo :&è 
communemente detto la Confeffione di S.Pietro ( che vuol 
dire nfteffo, che martirio ) per hauer'egli qui ratificato coi 
fangue la confezione , che haueua già fatto di Chriito noftro 
Saluatore vero Dio, & huomo . A quefto però tutte le Na- 
tioni dell' Vniuerfo hanno hauuto in ogni tempo, come a 
pietra della Fede, e fondamento della Chieia , diuotamente 
ricorfo . E fu Tempre di tanta veneratone apprefTo al Mon- 
do, che non folo gl'Imperadori , e Monarchi Cattolici gli 
hanno recato continui tributi diriuerenza,e di offequio» 
maglifteffi Barbari, & inimici della Fede fi fono, nepiù cru- 
deli faccheggiamenti di Roma , reuerentemente temperati 
dal fare, o ingiuria alla Chiefa , ó violenza à chi vi fi fofTe ri- 
couerato dentro ; ballando anche la fola comminationc-* 
della prohibitione dcll'ingreffo in quefto fanto luogo , fatta 
da' Pontefici , ad atterrire i Principi , e renderli deuoti , de 
©frequenti alla Sede Apoftolica— $ . 

Clemente Vili. rifece,e confacró quefto Altare.Paolo V. 
adornò, de aperfe la Confeffione , che prima ftaua chiufa . Ec 
vltimamentela Santità di N. S. Vrbano Vili, con l'aggiun- 
ta dell'auguftiffimo ornamento di bronzo , che lo cuopro 
tutto, e circonda, lo vedi di maeftà conueneuole alla fanti» 
tàdi tanto luogo . 

Quefto edificio é non meno ammirabile per la materia, e 
lauoro, che per efTer vnico al Mondo ; effendo certo , noa^» 
efler mai ftata fin'hora fatta, né anco da gli antichi Romani,, 
mole alcuna di metallo in tanta vaftità , e bellezza . E' dife» 
gno, e fattura del CaualierBernino Scultore , Architetto , e 
Pittor Fiorentino di fingolariflìmo nome . Le quattro colon- 
ne di bronzo , che foftengono il baldacchino fopra il detto 
Altare paffano di pefo cento dieci mila libre , poiché eifen- 
dofene pefate due, fi trouarono pefare co'lor capitelli^ bafe 
libre cinquantacinque mila, ottocento, e nouantafette . 

Nelle quattro faccie de' grandiflìmi Pilaftri , che fanno à 
quefto Altare fuperbiffimo Teatro, fon quattro Cappelle^ 
nuouamente erette dal medefirro Vrbano Vili, in honoc 
delle quattro infigniflìme Reliquie,che ne'Ciborij nuouamfi* 
te pur fatti dalla Santità fua, rjiaefiofanaente fi conferuano -, 

La 



12 ROMA 

La principale amari deftra dell'Altare , con la ftatua di 
Santa Veronica diftatura gigantea di Francefco Mochi , è 
dedicata allamedefima Santa , per conferuaruifi quel Sacro- 
santo Sudario , doue Chrifto N. S. andando à coniecrar (t^r 
ftefib nel Caluario> volle col fuodiuino, e pretioiìffimo fan- 
gue , il proprio volto imprimere , per lafciare in terra quefto 
memoriale eterno dell'infinito fuo amore verfo il genere--» 
humano . Effigie, e reliquia veramente più d'ogni altra fubli- 
mc, 6éadoranda,per eifernon fattura di mano Angelica-*, 
od humana,ò delineata concolori terreni ,• ma dal Fattor 
medefimo degli Angeli, e degli huomini col proprio fangue 
miracoloiamente . h' detrio comunemente il VOLTO 
SANTO, e vi e quefta Infcrittionc__r • 

Saluatoris Imaginem Veronica Sudario exceptam, vt loci mn- 
iefias decent cr custodirei, VRBANVS Vili. Poni. Max. 
marmoreum Signum , & Altare addidit , conditorium ex*- 
truxtt , & ornauit . 

Rincontro a quefta è la Cappella dedicata a S. Longino, 
con la Statua di fomi-gliante grandezza , del Cauallier Ber- 
nino ,per conferuaruiii il ferro della Lancia , che trafiffe il 
cuore a Chrifto e rocififlfo : &: è pofta in vn pretiofifiìmo va- 
io di Criftallo di montagna, dono pio dell'Eminentifiìmo 
Francefco Cardinale Barberino Arciprete di quefta Bafili- 
ca ,• e vi è quefta infcrittione-* : 

Longini Lanceam , quam Innocentìus Vili» * Baiacene 
Turcarum Tyranno accepit , Vrbanus Vili» Statua ap- 
pofita , & Sacello fubfiruclo , in exornatum conditorium 
tranflulit . 

La terza Cappella con Statua fimile di S. Elena , di mano 
del Boggi, è dedicata alla Santifiima Croce , per conferuar- 
uifi vn grandiflìmo fragmento di quel Sacrofanto inftromen* 
to deli'humana redentione . Ne è ftata la Bafilica moder- 
namente arricchita dalla Santità di Vrbano Vili, che la—» 
leuò, per quefto effetto, dalla Chiefa di S. Croce in Gerufa- 
lemme ; e fi moftrano quefte tre fantifiìme Reliquie tutte-» 
inrieme al Popolo molte volteranno. In quefta è Tinfra- 
icncta infcrittione^» ; 

-, .. fnrtem 



MODERNA. i ? 

Partem Crucis , quam Hsle.nn Imperatrìx è Caluario in Vr» 
hem adduxit, Vrbanus Vili, Pont. Max. è Sejforiana, 
Bafilica defumptam , additi s Ara > c3* Statua , hic in Vati- 
cano collocauit . 
E Inquarta Cappella accanto à quella del Volto Santo, 
con la Statua di S. Andrea di Francesco Fiammingo , contie- 
ne la tefta di elfo Tanto Apoftoio, che fi moftra deuotamente 
al Popolo il giorno delia fua fefta , e traslatione a quefta Ba- 
fìlica ,• e vi è quefto Epitaffio : 

S. Andrea, caput , quod Pius II. ex Aehaiain Vaticanuv» 
afyortandum curauit , Vrbanus Vili, nouis hic ornamen- 
tis decoratum , facrisq. Status, , ac Sacelli bènorihus coli 
voluti . 
Il numero delle Reliquie , che fono in quefta Chiefa, è in- 
finito,- poiché , oltre a moltifiìme , che vi fi conferitane io__» 
vafi d'oro, e d'argento nella Sa gretti a, non vi è quafi Altare, 
che non habbia il corpo di qualche >anto infigne: e le grot- 
te parimente ne fon piene ; onde efiendo imponìbile farne—» 
catalogo, parleremo ad altro . 

Nel portical della Chiefa ftà la Porta Santa, perfegno , 
che in quell'anno s'apre folennemence la porta del perdo- 
no a' penitenti; e quefta lì ap/e dal Pontefice ogni Anno 
Santo . 

Si conferua qui parimente con gran venerazione la Cate- 
dr3, ò Sede medefima Pontificia di S. Pietro ,cheeffendoil 
Trono Apoftoiìco , dimoerà il Pontefice rifedere in quefta—» 
Chiefa, non come Vefcouo di Roma, come in quella del La- 
trano, ma in qualità di Vefcouo, e Paftore di tutta la Chie- 
fa vniuerfale . Onde e per quefto, e per tante altre fue Ango- 
lari prerogatiue, fu da i Sommi Pontefici , e da altri efaltata 
con elogi j, che la dimoftrano Capo, Maeftra , e Madre di 
tutte le Chiefa del Mondo, e confeguent-menre Chiefa del- 
le Chiefe. Meltiade Papa la chiama fabrica del Tempio del- 
la prima Sede del B. Pietro . Giulio Pontefice, Chiefa, che è 
la prima, e capo delle altre . Innocenzo IH. Madre. e Spac- 
chio di tutte le Chiefe . Giouanni XIX. che da quefta, come 
da Maeftra, e Signora, hanno quafi tutte l'altre Ch efe prefa 
la dottrina. Nicolò III. che in dfaftàil capo della Santità 

della 



i 4 ROMA 

della cbiefa . Vrbano I V. che con fpecfal dignità auanza_» 
tutte le altre. Giouanni XXII. che da qui deono tutte lo 
Chiefe del Mondo prendere efeuipio. Clemente Vl.che me- 
rita di effere fopra tutte le Chiefe del Mondo come lor Ca- 
po, honorata . Silio IV. Bafi!ica Patriarcale, e fra tutte le al- 
tre di Roma, e del Mondo principale per dignità, 3c honore. 
Nicola V. ornata di honori , e titoli fopra tutte le Chiefe-* 
dell'Vniuerfo , Leone X. che in eflfa è porto il Solio della Se- 
de Apoftolica . S. Antonino Arciuefcouo di Fiorenza, Chiefo 
reuerenda , Madre, e Capo delle Chiefe . E finalmente tanti 
altri , che farebbe fuperfluo minutamente registrarli, con fa- 
migliami titoli , fopra qualunque altro luogo del Mondo, la> 
fublimano . 

Dàlie attioni pure, che qui fanno i Pontefici in atto fo- 
lenne,chiaramente anco lì comprende,qnefta effere il Tribu- 
nal di Dio in terra, e l'Oracolo del Cielo ,• effendo il luogo 
doue fi fanno le cmonizationi de'Santi ; e fi pronuntiano le 
fcommuniche , &c affolliti >ni publiche de' Vefcoui , e Princi- 
pi della terra: doue gì Imperadori, Ré ,e Principi hanno 
alla Sede Apoftolica pie obiatìoni fatto , di Città , Regni , e 
Prouincie , e predato i lor folenni giuramenti ; e nel quale ì 
Pontefici riceuono i cenfi,e tributi de'luoghi fuggettijei 
Gonfalonieri della Chiefa,e Gouernatoride'fuoi patrimo- 
ni preftauano fimilmente i lor giuramenti folenni, come fan- 
no parimente i Vefcoui , e li Patriarchi . 

In quelta Chiefa lì fon fatte molte adunanze Epifcopali, e 
tiene il fuo tribunale , in reraifiìone delle colpe , il Cardina- 
le Sommo Penicentiero : e'I facro fuo limitare è quello, che è 
flato iempre religiofamente venerato dalli Monarchi del 
Mondo- e che tutti i Vefcoui fon tenuti, ogni tant'anni, in_# 
fegno della loro foggettione alla Sede Apoftolica, à vifitare. 
Quefto fi può dire anche eiTere il Propitiatorio , doue fi ten- 
gono per li biiogni del Chriltianefmo le fupplicationi , e ro- 
gationi publiche, feguitando in tali funtioni tutto il Clero di 
Roma il (acro Vefiìllo della Croce di quella Chiefa," e doue 
eran riuolte le peregrinationi de fedeli: fé bene non vi fi am- 
metteua anticamente foreftiero , che non facefle prima pu- 
blicamentela , rofefsione della rera Fede , 

E* qui 



MODERNA. 15 

E* qui finalmente, doue habica quegli, al cui arbitrio fi 
aprono, e ferrano i Cieli, più che in qualfiuoglia altro luogo 
della terra, fi diffondono ì diuini teiori delle celefti benedit- 
tioni : effendoinnumerabili le Indulgenze concedute à chi 
decentemente vifita con diuotione quefta facrofanta Ba- 

fìlicji » . 

Il fuo Sacro, & llluftrifsimo Clero è copiofoperla quan- 
tità , coftando di trenta Canonici , trentafei Beneficiati, e 
ventiotto Chierici beneficiati , con alcuni Cappellani ,che 
conftituifcono vna Hierarchia bellifsima di tre Ordini ,• ma—» 
molto più per la qualità , eflendo ftato in ogni tempo pieno 
d'huomini infigni, e Seminario di Cardinali, e Prelati. E* tan- 
to (limato, che gl'Imperadori fon foliti di aferiuerfi, prima—» 
che riceuer per mano del Sommo Pontefice la Corona del- 
i l'Imperio, nel numero de'Canonici,- per denotar forfè, che 
i l'vltimo de'gradi, per afeendere al colmo degli honori terre- 
ni , altro non è , che il titolo di Seruitore , e Miniftro attuale 
del gloriofifsimo Pietro, Principe della terra , & arbitro del 
Cielo . Ha vn Cardinale per Arciprete , dignità collocata-* 
hoggi nella Perfona dell' Eminentifsimo Cardinale France- 
feo Barberini,che vi tiene per fuo Vicario f llluftrifsimo Fau- 
fto Poli, Arciuefcouo di Amalia , Maggiordomo di Noftro 
Signore , e Canonico della medefima Bafihca . 

Tra li depofiti , che fono in quefta Chiefa , fi feorgono , e 
rifplendono quelli della Conteifa Matilde , di Sifto IV. di 
Paolo III. e'1 nuouo della Santità di Vrbano Vili, fatto dal 
Caualier Bernino . 

Et oltre l'efquifite pitture , e nobili mufaichi , che dafin- 
golari Maeftri fatti à gara dentro le Capelle s'ammirano , e 
digni'flìma d'ogni ftupore la fcultura della Madonna della—» 
Pietà, opera del gran Michelangelo , maeftro de gli fruitori* 
e come vn de gli architetti di quefta facrofanta Bafilica, così 
vnico maeftro d'architettura » 



Sili* 



ROMA 




DtBa Naue di Mufaìco.che è dalla parte di dentro 
della* facciata diS. Pietro, 

Q Vetta Naue fluttuante è vn (imbolo mtfteriofo del- ! 
la Chiefa continuamente da gl'inimici della noftra i 
Fede combattuta , e non mai fommerfa . Fu fatta 
per moftrar , che la Fede Cattolica farà fempre , fecondo i 
r vati- 



MODERNA. 17 

vaticinio , e prometta di Chrifto , Ego rogaui prò te, Tetre, vt 
j des tua, nunquam defìcì ut , ftabile de inconcuffa , non ottan- 
te gli sforzi di qualfiuoglia auuerfaria potenza . E s epera di 
Giotto Pittoi'egregio Fiorentino, ftata fempre in fomma ve- 
iieratione, non tanto per lo Aio mifterio , quanto per la ri- 
membranza dell'artefice, eflendo flato il Padre, e rinouator 
della Pittura , ne'fuoi tempi , per l'inondation de'Barbari , 
totalmente in Italia perduta : e fu per quefto dalle rolline 
della vecchia Bafìlica p eferuata, Oc vltimamente dalle lea- 
le , doue era ftata polla da Paolo V. , d'ordine di Noftro Si- 
gnore Vrbano Vili, in.quefto luogo collocata . 

In fomma ad ornare quefta mirabil Mole con ogni ma- 
gnificenza fono concorfi ne' noftri tempi, i Sommi Pontefici 
Paolo V. & Vrbano Vili, efoprala Porta parimente di den- 
tro, di quefte infcrittioni ne hanno riportato fegnalate-» 
i memorici . 

PAVLVS V. PONTIFEX MAX. 

Sacrofan&am B Petri Principis Apoftolorum Bafilicam 
.quam lulius 11. Pontifex Maximus inchoauerat, alijq, Ponti- 
fices Maximi profecuti fuerant, vt vniuerfum Conftantinia- 
nae Bafilicse ambitum religione venerabilem includeret . 
Chorum, Sacrarium,ac Porticum benedicendo populo exae- 
dificaret, grandi accensione àdiun&a opus ampljftìmum* ac 

magnificentiflìmum abfoluit AnnoMDCXV. Pontif.X. 
VRBANVS Vili. PONT. MAX. 

Vaticanam Bafilicam à Conftantino Magno extruclam , à 
B.Silueftroded/catam in amplifiìmi templi formam religio- 
fa multorum Pontilìcum magnificentia redu&am folemni 
ritu confecrauit, Sepulchrum Apoftolorum aenea molede- 
corauit ) odasum , aras , 8c facclla ftatuis , ac multiplicibus 
operibus ornauit . 
Onde meriteuolmente quefto maeftofo, e facrofanto 
Tempio éftato Sepolcro in diuerfì tempi a 134. Pontefici,à 
varij Imperadori, Imperadrici, Rè, Regine, Cardinali, Prin- 
cipi, ed Huomini infigni nell'armi, & incomparabili nelle-» 
! virtù; 6c alla fua maeftà non dirò s'inchinano, ma anco 
s'aprono i Cieh\ 



xS 



ROMA 




PALAZZO PONTIFICIO DI S. PIETRO, j 

IL Palazzo Pontificio di San Pietro in Vaticano fu cret-j^ 
toda'fondamentida Simmaco Pontefice, e poi Nficolòi 
Ut* l'accrebbe di modo , che Io riduffe facilmente adj 
effer habitatione de'Pontefici . Dopo è (tato ampliato da al-i 
tri Pontefici fuccelfori: Nicolao V. vi fece le mura altiflime.l 
Sifto IV. vi edificò la belliflìma Libraria Vaticana, la Cap- 
pella , & il Conclaue . Et Innocentio Vili, edificò Belue-j 
dere con il Palazzo, & iuifece alcuni Portici belliflìmi. Pao-1 
lo III. fece dipingere nella Cappella il Giuditio finale dal-H 
l'eccellente Michel'Angelo Buonarota , e meffe a oro la falas 
del Conclaue, à capo della quale creile vna bellifiìma Cap- 

pella 



MODERNA. i* 

pella dipinta dallifteffo Michelangelo ; opere, che per la-« 
loro eccellenza vagliono^vn thefoio . Vi fono poi loggie di- 
pinte daRaffael d'Vrbino con l'hiftorie del Teftamento vec- 
chio , cofe delle più belle , e marauigliofe, che fiano al mon- 
do , & anco alcune ftanze dipinte dall'ifteffo, douc concor- 
rono da tutte le parti valentifiìmi huomini per vedere , e ri- 
portar diicgno di cofe cosi celebri , e fegnalate. Siilo V. 
ampliò & orno la belliflìma Libraria Vaticana , come anche 
poi ha tatto Paolo V.Greg.XV. & Vrbano Vili, di maniera 
che non s'è trouatofìn'ad hora, chi i'habbia auanzata, an- 
corché alli tempi addietio vifoflero quelle tanto celebri, 
come quella d Augufto , l'Vlpia , quella d Afinio PoJliono» : 
Tutte fonò reftate indietro ofTufcate dalla nobiltà, & ec- 
cellenza di quefta . Fondo egli il palazzo nuouo,e riduffelo à 
buon termine, e Clemente Vili, l'accrebbe grandemente, 
e vi fece la bella fala Clementina, che per la fua magnificen- 
za vien'ammirata da'eittadini , e foraitieri, vedendoli in e fifa 
la forza dell'arte auanzar la natura , & accrebbe grandemen- 
te il Palazzo . Venne poi Paolo V. è lo finì di perfettionare, 
aggiungcndoui fabriche non folo di gran bellezza, ma vtili, e 
neceffarie à render compito così bell'edificio, come la guar- 
dia nuoua de'Tedefchi, Thorologio publico,le fontane bellif- 
fime . In particolare rifece di maniera la fontana su la piaz- 
za giàquiui dalnnoc. Vili. pofta,epoi da Aleflandro VI. 
rifatta, che vien giudicata delle più belle di Roma. EJa_» 
fantitàdi Vibano Vili, oltre hauer riftaurato le gallerie^, 
e fattoui molti altri importantiflìmi miglioramenti, l'ha vlti- 
manaente arricchito dvn'armeria delle più belle di Europa 
lòj con armature d'ogni forte per quaranta mila foldati à pie » 
& à caualio à difefa della Sede Apoftolica, e fuo flato ; e 
perche il vafo di effa è giufto fotto alla libraria , vi ha però 
meffo il motto . Vrbanus Vili, litteris arma, arma 'itteris . 
Et in fomma quanto di grande , e di nobile fi può defiderare , 
e tutto qui , eflendo luogo flato edificato, ampliato , & ha- 
bitato dalla maggior parte de'Pontefici . Vi è poi il belliflìma 
giardino nominato Beluedere ripieno di belliflìme fontane , 
e ftatue nobihmise di gran valore , e particolarmente quella 
di Laoconte , 

% z La Sta* 



%o 



ROMA 




La Statua di Lao co onte in Beine aere . 

E Se bene in Beiuedere fon di belle ftatue; pur quefU dì I 
Laocoonte con due fuoi figliuoli, tutti tre in vn mar-I 
mo folo; é opera certamente molto degna.fatta d'ac-l 
cordo da tre antichi fcultori eccellentiifirni Agefandro, Poli-I 
doro ? &: Artemidoro Rodiotti,la quai fa ricrouata nelle fette] 

tale, 



MODERNA. ai 

fale , come qui fé ne vede la copia tacca con ogni diligentia a 
benefìcio de'Curiofi, che fi dilettano di ftatue . Vi fono due 
fimulacri l'vno del Nilo , & l'altro del Teuere /limaci gran— » 
prezzo per la loro eccellenza . Romolo , e Remolo, che-* 
vanno fcherzando attorno alle mammelle della Lupa, vna 
bellifllma Cleopatra, con vna infinità di Itatue d'ammiran- 
da bellezza , e vaghe/za, che per breuicà trafafeio: baiti cre- 
derti , che tra gli altri palazzi , e giardini di Roma , che vuol 
ilir del mondo, quefto ila il primo . 

Della gran Pigna di Metallo di Adriano . 

LA maggior parte di quelli, c'hanno trattato della mole, 
cioè del fepolcro d'Adriano, rengono,che la Pigna,che 
già era in mezo il cortile della chiefa di S. Pietro in Vatica- 
no , & hora Ih in Beluedere, effendo ftata leuata per dar luo- 
go alla facciata nuoua della chiefa,forTe nella fommicà di det- 
ta mole , & che feruiflfe per coperca delle ceneri del detto 
Adriano:ma chi confiderà bene il foggetto della pigna,e for- 
zato tenere il contrario , poiché fé bene è vota, di fottoè 
pero mafficcia, talché nonpoteuaferuire per quefto effe tto f 
ma folo per ornamento, come fine della fommitàdel fepol- 
cro: hoggi è anco'fpogliata delli Delfini,e delli Pauoni di me«*f' 
tallo, che vi erano fopra, quando era nel nominato cortile,!! 
quali credono gli antiquari; , che foflero per ornamento del 
fepolcro di Scipione. Et hora anch'effa in Beluedere è polla. 
Nel Cortile di Beluedere vi è la bellifiìma fontana , che da 
vna ancica cazza faecca l'acqua in alto , con due infcrittionì 
in honore dd Pontefice Paolo V. , che ve la pofe . Vna fi è . 

PAVLVS V. PONTIFEX MAXIMVS. 

Craterem loco deducìum , quo lulius. II. erutum è 

ruinis Thermarum Tiri Vefpafiani confticuerat, 

renouaca , exornataque bafi reftituit . 

PONTIF. ANNO V. 

l'altra fi è. 



B J PAV- 



la ROMA 

PAVLVS.V. PONTlFEXMAXIMVS. 

Cratcrem annis amplius XL. terra obrutum,a4 

huius ampliami thcatri vccus oro amen turili 

effodicndum, erigendumque mandauit. 

PONT1F. ANNO V. 

Et in faccia fotto il portico vi e anco vna Fontana da Vr- 
bano Vili, fattaui, che da tre capi getta acqua perfetcìflìina 
con quefio dittico . 

Quid miraris Apem, quae mei de floribus baurit ,• 
Si tibi mellitamgutture tundit aquam ? 

Et egli fteflb auanti la porta di detto Cortile nell'aperto 
ha ampliato la vecchia Fonderia, doue molte bombarde per 
la fortiflcatione del Caftello ha fatto rabricare . 

Di qui per la porta Borgia paffando nella piazza di S. Pie- 
tro hoggi vi fi vede la Guglia, che venne da Egitto, e ftaua— » 
nel Cerchio di Caio , e di Nerone facrata alla memoria-* 
d'Augufto, e di Tiberio ; e poi da Sifto V. nella piazza tra- 
sferita fu confacrata alla fantiffima Croce . 

in quelli luoghi anticamente fu memorabile il Tempio 
d'Apollo , cioè del Sole, fonte di lucei poiché qui doueua 
eifcr'il Tempio del Vicario del Sole di giuititia , tonte di gra- 
tia » e luce di perdono . Come anco eraui il Cerchio del cru- 
del Nerone, nato ad opere d'eftrema fceleraggme,& à noitri 
tempi vi fi effereitano atti chiari di fomma bontà : e non tan- 
to gii fu diffamata , quanto hora è famofa la facra memoria 
decampi Vaticani . 




ZlC*m> 



MODERNA. 



23 



Atei fi? Vaticane^ 

. x% <?/ Jviar-fz < 




Horfi ' diKerotie 






^%i4^4^^ 




Il Campo Vaticano • 

I Campi Varicani,ch« per quefta pianura verfo il Cafteli© 
S. Angtlo fi ftendeuano, furono già celebri per gli horti 
.del Tiranno Nerone , & bora fon maggiormente tamofi 
per li gran Tempij de'Santi, che domarono l'orgoglio de'Ti- 
ranni, e nel Cielo godono gli borei dell'Amore ecerno . 

B 4 *>' 



24 ROMA 

Di S. Angelo . i . 

SE bene tr' gli Angeii innumerabili fono tre con i no- 
mi loro honorati dalla Santa Chiefa , nondimeno di 
qi attro cniefe in Roma dedicare a S, Micbele.quefta lì driz- 
zò a quell'Angelo , che apparue al tempo di S. Gregorio Pa-' 
pa l'opra il caìtello , dando legno , ch'era ceffata la pelle ; e 
perche non manifeftò,quaie Angelo egli folle , gli refto'l no- 
me femplice di S. Angelo . 

Non pero da principio ella fi fondò in quefto luogo , ma 
più fotto il caftello , e fu qua trafportata, quando Alefìan- 
dro VI. fortifico il cartello con baluardi, e. nella Città 
1 onina dalle forze nemiche refei Pontefici più iicuri . 
Chi poi la fondaflc nel primo luogo, e chi inftituifie ta — » 
Compagnia, che fotto lo fteffo titolo di S. Angelo n'ha la 
cura, non lì può fapere, perche neilinondatione del Teuc- 
re, hauendo perduti! Cuoi primi itatuti, bifognò farne de^/ 
gli altri l'anno 1565. Forlì ancora non ci era Compagnia, ma 
alcuni Deputati ad vno fpedale roteo alla chiefa, come rac- 
contano i vecchi, le cui entrate hauranno feruito per la fab- 
brica di quefta Chiefa, che fu l'anno 1)64. 

Tri l'altre buone opere diquetta Compagnia ,vna é di 
maritare ogni tre anni 25. pouere zitelle,che habitino in Ro- 
ma , e non fiano ftate al feruitio d'altri ; e quefto maritaggio 
fi fa nel giorno di S. Michele di Settembre . 

Di S. Maria Tratyontina . 2. 

QVefta chiefa pure eflendo vicina al caftello, bifognó,che 
di là fi leualfe, onde p?r effere poco lontana dai ponte 
hebbe il fopranome di Tralponr.ina : Per la inondatone del 
Teuere a neh 'e fifa patì danno di molte fcritture perduti-» : 
qualche cofa però della fondanone di quella prima preffo 
del Ponte , raccoglieremo dalle reliquie, & altre degne me- 
morie, che da quella chiefa furono trafportate a quefta. 

Perche i Padri Carmelitani preff) della vecchia chiefa ha- 
ueuan© il monafteno . Pio i V. ordinò , che qui fi difegnalfc 

il fico 



MODERNA. 25 

i] firo perla fabbrica d'amendue , e vi fi pofe la prima pie- 
tra l'anno 1566. e con l'aiuto di moki diuoti diqueft'Ordì- 
ne fi ridurle al fine il 1 5 87. gouernando la chiefa di Dio Sifto 
V. che la ripofe tra i titoli de'Preti Cardinali , e con folenne- 
proceffione dalla chiefa vecchia a quefta fi portarono col 
S.Sacramento vn'Imagine della Madonna ,• le Colonne, alle 
quali furono flagellati i SS. Apoftoli Pietro, e Paolo de vn_* 
Crocefìtfo che gli parlò; alcuni corpi fanti,- & altre 'reliquie. 
In qudta chiefa finalmente l'anno i$?$.fotto Clem.VlIF. 
fi diede principio ad vna Compagnia, co'l titolo d ogni ar- 
te militare, e ne tu cagione il Cardinale Pietro Aidobran- 
din , ch'auanti riceuetTe la porpora da fuo zio Clemente^ 
Vili. e (Tendo Cartellano di S. Angelo , e confiderando co'l 
fuo luogotenente Amerigo Capponi Fiorentino , che in oc- 
casione di guerra la Chiefa Romana chiamaua da paefi lon- 
tani i Bombardieri, rifolfero di fare vna compagnia co'l fuo 
C apitano , & altri officiali di guerra , de affegnar loro al cune 
prouifioni da mantenerli. Ottennero poi in quefta chiefa.» 
vna cappella , e la dedicarono a Santa Barbara , a cui fono 
raccommandate le fortezze . Mantengono per la detta cap- 
pella vn facerdote , che vi celebra ogni giono lafanta Mef« 
fa, che nella te ita della Santa folennemente canta, & al- 
l'inalzare del fantiffimo Sacramento , il Cartello fpara alcu- 
ni colpi d'artiglieria , e con bella ordinanza di foldati ci vie- 
ne la detta compagnia con vn prigione, a cui della vita é 
fatta grana-» . 

Dell'Oratorio diS, Sebaftiano. 3. 

QVando la pallata chiefa di S. Maria era preffo del Ca- 
rtello , occorfe nel 1513 che portando il parochiano 
il viacico ad vn'infermo , va iolo chierico l'accompagnaiia 9 
tenendo vna torcia accefain vna mano, de il campanello 
nell'altra , e dal vento eftinto il lume, bifognó,che a riaccen- 
derlo entraffe in vna botrega , e mori fi trattenerle il Sacer- 
dote co'l Sacramento in mano, dal che mode alcune diuo- 
te perfone fecero vna Compagnia <X^\ Sacramento , congre- 
gandoli in quella chiefe « 

Ha- 



ao iv \j ivi ri. 

Hauendo poi ottenuta la feguence chiefa di S. Giacomo 
dal Capitolo di S. Pietro, con l'oblilo della parochia^per 
celebrare gli oìtitij loro, fecero queil Oratorio il i6<>i.e 
mandandoci a benedirlo Clemente Vili, volfe , che al gio- 
itolo martire S. Sebastiano fi dedicafle per vna particolare 
diuotione della fua fameglia AldoD .andina verfodiquefto 
Santo . Veitono Tacchi bianchi , con vn calice , e con Imma- 
gine della Pietà, ch'esercitano in fepelhre per amor di Dio i 
poueri di quello Rione di Borgo . Nella Domenica Uà l'Oc» 
raua dei fantiflìmo Sacramento fanno la loro proceflìonc 
perla parochia.e danno la doieapouce zitelle, t libe- 
rano vn prigione . 

Di S.Giacomo ScoJIaeauallo . 4. 

DAH'archiuio di S. Pietro in Vaticano , a cui fu vnitau» 
quella chiefa da Innocenzo III. che fu del 298. hab- 
biamo , che lì diceua del Saluatore a ScofTacauallo . Poi del 
1250. hebbe il titolo di San Giacomo nel portico di S. Pie- 
tro , ch'infino là fu ritirato da ponte S. Angelo per quefta—» 
parte anticamente paifaua ; & vna tale mutatione di titolo 
farà fiata circa il 1 231. in cui hauendo Innocenzo IV. con- 
fermato l'Ordine dei Monaci Silueftrini, i Canonici di S. 
Pietro concederò loro quatta Chiefa, & effi appreffo vi fab- 
bricarono vn Monafterio, che poi abbandonarono . N 

S. Giacomo Scoria Caualli é su la piazza à mezo Borgo: e 
vi è la pietra , fopra la quale fu offerto il noltro Saluatore nel 
Tempio, nel dì della fua Circoncifione ; e quella , fopra la— » 
quale Abramo volfe facriflcare il fuo figliuolo . Le quali fu- 
rono portate à Roma, per metterle in S. Pietro da S. Elena, e 
giunte, che furono, doue e hora quella Chiefa, li caiialli,che 
le conduceuano, mai vollero più oltre andare, e quanto era- 
no più battuti, tanto più ricalcitrauano, e s'inarbo, auano,sì 
che con calci , e fcuotere, che faceuano, gettarono a terra il 
pefo.e di qui è venuto , che fempre è flato detto Scoflaca- 
uallo. Furono poi polle quelle pietre in quello luogo,fabbri- 
cando loro vna cappclla,e poi la Chiefa presetela qual'é Pa- 
rochia , e riè la Compagnia del Santiffimo Sacramento , la 

quale 



MODERNA. 27 

quale tra l'altre buone opere, fepelhfce i morti di Borgo per 
carità, & ogni anno nella Domenica fra l'ottaua del Corpus 
Domini marita Zitelle . 

Di S. Maria della Purità . 5 . 

S Maria della Purità , è delli Caudatari; delli Cardinali, 
h & e tra Borgo Sant'Angelo, e Borgo nuoucsè affai bea 
tenuta , e gouernata_# . 

Di S. Martina del Priorato . 6. 

L'Occafione d'hauerein faccia della Chicfa di S. Pietro 
fatto il palazzo del Priorato di Roma > con la prefentc 
cappella à S. Martina, farà ftata per conimodità deli Abbate 
già di S. Maria nell' Auentino , perche fu vno di quei venti » 
che aiMeuano al Papa , quando Pontificalmente celebiaua. 
Horala detta Badia fotto titolo di Priorato ftain commen- 
da nel Collegio de' Cardinali , & à chi fi dà,ÌQfieme pofiic- 
de quefto palazzo, che gli è vnito . 

Di S. Caterina Vergine , e Martina . 7. 

S Caterina in capo di Borgo Nuouo, è nel principio dei- 
> la piazza di S. Pietro à mano dritta, vi era la Compa- 
gnia delli Mazzieri del Papa, e Cardinali , è membro di S c 
Pietro:e per efiere bora buttata a terra la Chiefa della Com-. 
pagnia del Santifsimo Sagraméto della Chiefa di S. Pietrosa 
jual'era nel cortile ,perche impediua la fabbrica nuoua della 
"acciata,- tal Compagnia adefTo è ridotta in quefta Chiefa-». 
Vi é qui del latte, che vfcì in luogo di fangue dal collo di S. 
Caterina , quando le fu tagliata la tefta , e dell'olio , che vfei 
lai fuo fepolcro . Perche fi dica poi quefto Borgo nuouo , e, 
jerche Aleffandro VI. lo ridiizzò . e rifece affai . 

Cominciò quefta Compagnia il 1540. con loceafionedt 
are vn'attare da riporui il Santifìtmo Sacramento dentro ad 
fa Tabernacolo , tenendofi per 1* adietro con poco honore 
A certe fincftrelle prelo dell'Altare maggiore , come fi fa 

renio 



28 ROMA 

l'Olio Santo . Et acciòche oltre all'honore , che fé gli deue 
nelle Chiefe , l'haueife ancora, quando fi porta à gl'infermi, 
buon numero di Compagnie (otto di quello titolo fi fono 
fatte abbracciando ancora altre buone opere. Tiene quefta 
vna bara coperta, e vi fon genti prouifìonate da portare! 
poueri infermi à gli fpedali , e marita zitelle , e libera vn pri- 
gione per la vita, il giorno dell Ottaua del Santifiìmo Sacra- 
mento , nel qual giorno fa la procefsione : & il 1 58 6. piglia- 
rono i Tacchi rofsi, & in mezo de* SS. Apolidi Pietro, e Pao- 
lo dipinfero vn calice , & hoftia per loro fegno particolare . 
Qui e la piazza di S. Pietro , con la già detta Guglia dirizzata 
dalla buona memoria di Papa Sifto V. e la bella Fontana-* » 
fatta fare dalla felice memoria di Papa Paolo V. della Fa- 
miglia Borghefe . 

Dei 7* Afe enfione di N. Signore al Cielo . %. 

TRouandofi in Roma l'anno 1588. vn certo Albentio 
Alberiti; Calabrefe, eli 'andaua cercando limoline per 
alcuni luoghi pij, fu da Dio infpirato di fondarne vno da rac- 
cogliere i Romiti, che vengono in pellegrinaggio à queft' Al- 
ma Città, e fecondo che raccoglieua limofine,andaua facen- 
do à pezzi fenz'alcun difegno quefta lua fabbrica, e dedicò 
la Chiefa air Afcenfione di N. Signore . 

Se gli accollarono altri compagni dello fteffo volere, e 
fenz'altra profefsione di voti folenni viuono di limoline in 
commune con 1 habito de' Frati bianchi. Si compiacque-» 
ancora in quefta fanta operala Beatifsima Vergine, e l'ha 
dimoftrato in vna fua Imagine l'anno 1618 a' 11. di Giu- 
gno, nel qual giorno cominciò à fare miracoli , è quel giorno 
fi celebra ogni anno, la quale Imagine portò il detto Alben- 
tiodi Terra fanta—*. 

Di S. Gw. Batti/la de* Spinelli . 9. 

DA vn Canonico diS. Pietro, il quale fu di Cafa Spi- 
nelli, vogliono, che fotfc edificata quefta Chiefa, e Pa- 
rochiavnita alla vicina Chiefa di S. Lazaro ,&i Preti di 5. 

Pietro 



MODERNA. 29 

Pietro qua vengono à celebrare il giorno della Natiuica di S. 
Gio.Battiftau». 

Di S. Lazaro. io. 

IN quanto alla prima fondatione diquefta Chiefa coa-i 
lo Spedale vnico per la cura de'lebrofi, trouiamo, che vi 
teneua hofteria va Francefe , che morendo l'anno 1 480. la- 
fciò , che vi fi faceffe la detta fabbrica , e tu buono il penfie- 
ro, battendo fimili infermi à ftare fuori dell habitato , efepa- 
rati da gii altri : onde fi raccoglie, che è dedicata à S. Lazaro 
lebroio . Vi fi fa però memoria di S. Lazaro fratello dello 
SS. Maddalena, e Marta nella Domenica di Palsione, effen- 
dofi il precedente venerdì letto l'Euangelio della fua refur- 
rettione-/ . 

Vi celebrano ancora li Vignaroli il giorno di S. Maria—» 
Maddalena,a cui apparue dentro ad vnhorto il Signore , & 
elfi mantengono vn Cappellano all'altare di lei, &hauendo 
per molti anni perfeuerato inquefta diuotione , fecero vna 
Compagnia circa il 1 598. & riebbero, come l'altre * gratia di 
liberare vn prigione per la vita nella detta fefta, m cui anco- 
ra maritano alcune delle pouere loro zitelle . 

E* vnìta al Capitolo di S.Pietro, il qual vi mantiene vn Pa- 
rochiano per quell'anime , che ftanno fparfe per le vigne di 
quel contorno:fi procede di elemofine agliinfermi , parte—» 
date dal Maeftro di cafa del Papa , e parte raccolte da paf- 
faggieri. 

Di S. Croce stìl Monte Mario . 11. 

IL Monte Mario, che di belle vigne ,e fruttuofoveftito, 
gode Tamenit.; , e'1 fauor d'vn falutifero Cielo , è in opi- 
nione di altrui, che fia così chiamato da Mario Confole , ma 
con più fondate ragioni vogliono altri , che fofie-anticamen- 
te detto Monte Malo , e che lotto i tempi di Silfo IV. pren- 
derle il nome di Mario, da Mario Milhno , il quale haueua_», 
come ha hoggi ancora la fua antica, e nobil Fameglia, in elfo 
Mon:e } il dominio di molte poffefiioni . 

Quiui 



3 o ROMA 

Qunii fù eretta circa l'anno 1470. e dedicata alla S. Cro. 
ce,da Pietro Millino, vna piccioli Chiefa,&alli 3. di Mag- 
gio, vi fi celebra la fefta—i . 

Et hoggi al dirimpetto di quefto luogo i Padri di S. Hé- 
nofrio fabricano su l'alto dentro vn luogo dei Sig. Gio. Vit- 
torio de'Roffi in honore del culto diuino deuota Cappella . 

Dalla parte dt quelto monte , eh e verfo Ponte molle, paf- 
futo il famofilBmo Giardino di Madama , luogo nella State 
d'incomparabil delitia perla foltezza de gli alberi , in vn_j 
vallone ii e feoperta di nuouo vna chiefa anrica di tre naua- 
te a volta, che ancoriferba antichiffime imagt'ni,e voglio- 
no forfè , che da qnefto luogo Coftantino vedeffe in aria il 
iepno della Croce, che gli promife vittoria contra il Tiranno 
Mafie ntio: e che quiui forfè la memoria della pace della no- 
ftra religione preffo gli antichi Chriftiani fi riueriffe. 




mi 



MODERNA. 



3i 




Di S. Maria del Pozzo . 1 2. 

COn tutto che prcffo vna valle molto bella, e piaceuole 
fia quella Chiefa , nondimeno vaile dell'Inferno la di- 
manda il Volgo i e fé in corrompere altre voci egli ha dello 
ftrauagante , non so che di fauiezza pare , che dimoftraffe in 
quella, douendofì dire, fecondo che in Latino gi fi pronun- 
ciai^, vallìs infera, baila valle, poiché non feruendofì bene 
de' piaceri mondani,- fìamo tirati all'Inferno . 

Ma propriamente valle dellInferno,fùquefla Tanno 1517 
poiché di qui ne venne alla fprouifta Carlo Duca diBorbo* 
na con 4o.mila huomini a dare il facco a Roma nel 1527. 

Hor torniamo alla noftra Chiefa . Si dice la Madonna del 
Pozzo, per vn'lmagine della Beatiflìma Vergine , cauata—f, 
:omefi tiene, da vn pozzo, che pur fi vede auanti la porta 
ii quelìa Chiefa . Ma quando ciò foffe, e fi vnifie al Capito- 
o di S.Pietro , non lo fappiamo ; la fua fefta principale è la 
Maturità di Noftra Signora , in tutte l'altre fefte , e Domeni- 
:he vi fi dice Merla, a benefitio di tanti, che ftanno per que- 
taforefta . Ma. ritorniamo a Roma, doueper alcune altre ci 
>ifogna prima paflarc-> • 

Di 



3 * ROMA 

Di$. Pellegrino . 15. 

FEce quefta Chicfa, con vn grande Spedale Papa Leone 
III. circa gli anni del Signore 800. e dedicolla a S. Pel- 
legrino . Si crede habbia feruitoquefto Spedale a' Pellegri- 
ni , che veniuano a vifitare la Sacra Bafilica del Principe de 
gliApoftoli . 

Può ancheffere , che i 1 detto Papa Leone confacrafTe que- 
sta. Chiefa a S. Pellegrino>per hauere ottenuto da Carlo Ma- 
-gno il fuo corpo , che hora ftì in S.Pietro , alla cui Chiefa è 
vnita qucfta, per efiere con lo Spedale quafidisfatta . 

Di S. Egidio. 14. 

DA vna Bilia di Papa Bonifacio Vili, riabbiamo , ch'ef. J 
fend^e^li flato Canonico di S. Pietro , gli piacque di 
vnir'alla Chiefa di S. Pietro queita Chiefa vacata per la mor- 
te d'vn'iitro Canonico,il quale n'era ftato titolare,e fu l'anno 
1 500. donde fi raccoglie l'antichità fua poiché nel detto anno | 
era fatto beneficio séplice dato ad vn Canonico di S.Pietro; j 
e nel primo di Seticmbre vi fi fa folénifiìma fetta con fuochi 

DiS. Anna-,. 15. 

DAlIa diuotione di quella nobil Matrona Sant'Anna»,» 
morii i Palafrenieri del Papa , e de' Cardinali, fecero J 
vna Confraternita il 1 378 e doppo di eiTe-fi contentati d'vn.' jf 
Altare a lei dedicato nella Chiela vecchia di San Pietro, fé- f 
cero quella bella.Chiefa > con le itanze per vn Cappellano, 
& altri bifogni il 1571. che fu molto prima , che fi gettarle a 
terra la detta Chiefa per la vecchiezza . Tra l'altre buone^ 
opere, che fanno di molta charità, è la cura, che pigliano de 
i figliuoli, i quali perla morte dei loro padri , che furono 
Palafrenieri, reitano abbandonati.Celebrano la fetta di que T 
fta Santa con molta folennità , e ci vengono fopra le mule 
de i loro padroni molto ben' adobbate , nel giorno della lo- 
to fetta-» „ 

Di 






MODERNA. U 

De SS Martino, e Sebaftiano , aSa Guardia-* 
de'Tede/cbi. id. 

H'Anno 1568. Pio V. ordinò , che in quefto luogo , doue 
_ hanno le ftanze loro i Tedefchi ,fi faccfle la prefente-* 
^hiefa per commodità della Metta ,• perciò ogni fefta, e Do- 
nenica hanno vn Cappellano della nacione, che lor dice 
Metta ,• e tal'hora vi fi predica-. . 

Pi S. Stefano degl'Indiani. 1 7- 

DA varie bolle de' Romani Pontefici, le quali nell'Ara 
chiuio di S.Pietro fi conferuano, riabbiamo, che perla 
diuotione verfo di quefto gran Principe de gli A portoli, quat- 
tro monafterii fi fecero pretto la chiefadi S. Pietro, icui mo- 
naci andauano in S. Pictro,a cantar'i diuini offiti; ; né d'alcu- 
no ci retta più fegno, fé non di quefto detto S, Stefano mag- 
iore-» . 

Per 600. anni fletterò qui i monaci : poi Leone IX. man- 
cando i monaci , l'vnì al Capitolo di S . Pietro . Che monaci 
poi fofiero quefti , e per qual cagione fi partiflero , non lo 
fappiamo. Poi circa Tanno del Signore 1 459. pare,che Papa 
Eugenio IV. io concedette a quefti Indiani . 

D'Indiani lor danno il nome * fé bene fono Etiopi , perche 
|da i regni di Spagna per ie Indie fi patta ne i paefi loro , che 
nfin'hora iranno fotto l'imperio d'vno, che dimandano Pre- 
tegianni. Perche adunque abbandonata non rettafle dalla 
Chiefa Romana vna gente tanto antica nella fede Chriftia- 
na,e di cui prediffeil Profeta: Aethiopia fr&ueniet manus 
eius Beo , fono qui raccolti, e dal palazzo Papale fono proui- 
fti de'Ior bifogni con vn cappellano , che loro dica la metta, 
effendo prima effeminati, & inftrutti nella fede Cattolica? 
& il Capitolo di San Pietro, per non perdere le fue antiche 
ragioni, ci fa cantar la metta il giorno di S. Stefano. 



Dì 



34 ROMA 

Di Santa Marta. 



iS. 



FV cominciata quefta^Hfefa con lo fpedaleil 1537. per 
feruitio della fameglia del Papa,à cui talhora non auan- 
za tempo d'andare per altre chiefe , li Sommi Pontefici fe- 
cero partecipe quefta deiriadulgenae.che ha S.Giouanni lu- 
terano, & il Saluatore alle Scale fante, e S.Giacomo ia^i 
Compoftella,& altre, che per effere a tutti ancora com- 
muni , è vifitata con diuotione da molti. Fu quefta buon' 
opera inftituita da vna Confraternita fatta dalla detta fame, 
glia, parendo à loro ftrano,che nell'infermità haueffero d'an- 
dare per gli fpedali publici,- &alle volte ancora maritano 
Zitelle • Qui Monfignor Faufto Poli maggiordomo d'Vrba- 
no Vili, ha fatto nuoua fabbrica. E da quefta parte fi entra- 
vi a nel Cerchio dì Nerone . 




Di S. Stefano degli Vngben . 1 ?. 

INfino all'anno del Signore nouecento nouanta , flette-/ 
l'Vngheria nelle tenebre della Gentilità : ma , eflendo 
venuta alla fede,fù quefta chiefa fabbricata da S. Stefano Ré 
de gli Vngheri, ad honore d'!ddio,e di S.Stefano Protomar- 
tire. Era già collegiata, hora è vnita à S. Apollinare. Alli %: 
d'Agofto fi fa la fella del detto 5. Stefano Re « 



MODERNA. 3$ 

Di Santa Maria in Campo Santo . 20. 

S Maria io Campo Santo,fù fabbricata da Leone I V.prK 
> ma era fondata fottoil nome del Saluatore De offi- 
bus , per etfer qui grandiflima quantità d'offa , e poi è ftatau» 
detta S. Maria della Concettione . Vogliono alcuni , che fia 
detta S. Maria in Campo Santo , perche qui S. Elena madre 
del grande Imperatore Coftantino , e molti pellegrini por- 
taflero della terra Canta di Gerufalemme . Qui fi fepellifcono 
li pellegrini , e pouere perfone d'ogni natione , e per quanto 
fi dice , in tré giorni fi confumano le carni demorti ; vi fono 
molte indulgenze , e reliquie de'Santi : c'è la Compagnia-* 
con lo Spedale de'Tedefchi.e de'Hamenghi,e fi fanno molte 
limofine.Oltre di tenere ben prouifta quefta chiefa delle cofe 
neceffarie, portano'àfepellire gran parte dei poueri di Bor- 
go , con fare per efli il debito funerale ,• e nel giorno del S. 
! Sacramento j doppo la proceflione del Papa, fanno anch'elfi 
la loro con molta folennità.E qui fu la fcuola de'Longobardi* 
Raccogliamo ancora l'antichità di quefta chiefa da vn le- 
gato fattole da vna Regina di Gerufalemme, Cipri, & Ar- 
menia , che nominauafi Carola ,• quefta bifogna , che fofie 
moglie ad vno di quei Rè , che ( prefa da'Francefi Terra faa- 
ta il 1099. ) per qualche tempo, doppo Gottifredo Buglione 
regnarono in Gerofolima . Et il legato è , cheogni venerdì fi 
dia a più di due mila poueri vna libra , e me&za di pane con 
vna foglietta di vino per ciafeuno, e per la maggior parte 
a quelli, che fon carichi di fameglia,& in particolare a chi ha 
figlie femmine per tutta la cafa . 

Di S. Angelo alle Fornaci . 2 1 . 

L'Arte de'Fornaciarifi rifolfeil 1551. di fondare quefta-* 
chiefa à S. Michele Archangelo protettore della Chiefa 
militante,- &in quefto luogo particolarmente fi mofTero à 
mettere la prima pietra, pereflerciauanti, foprad'vn pezzo 
di muro, come fi fuole alla forefta, vna facra imagine . 
Piacque il penile ro ai Capitolo di S. Pietro 1 la cui paro- 

G % chi* 



3 (5 ROMA 

«hia ftendendofi per queftì contorni, venmaaHeggeritajcoa 
mettere qui vp'altro parochiano j e così non (blamente aiu- 
tò la fabbrica della Chiefa > ma ci mantiene ancora il Cura» 
tOj & a tutto ilrefto poi prouedono li Fornaciari . 

Di S. Salmtore del Torrione , zz* 







V 



N'altro fopranome trouiamo, che hebhe quefla chiefa, 
e fu in Magel(o,amendue ofcwri II primo Ihebbe dalla 

vici- 



MODERNA. 37 

Vicina porta > che del Torrione fi dille , perche di qua lì vfcU 
uà, per andare ad vn luogo di cai nome . L'altro poi effendo 
alquanto corrotto , facilmente s'intenderà, cangiando il g, in 
c,e dirà macello de'martiri.come ne vedremo vn'altro a San- 
ta Maria de gli Angeli al Pantano, Se vn'altro a S. Vito. 

Qui fi può credere , che fuffe vna pietra , che hora fi troua 
melle grotte Vaticane i coM fopraferitto deffeiui flati coro* 
nati molti fanti martiri,' e quella farà (tata la cagione d'hauer 
fatta qui la prefente chiefa al Saluatore, da cui hebbero 
quei fuoi combattenti la vittoriofa palma, bene è marauiglia, 
che infino al 797. non fofle fondata in memoria dVn luo* 
go tanto antico, e facro , Iafciandofi quefto penfiero al dì- 
uotiflìmo Rè Carlo Magno , che anco l'arricchì di varie reli- 
quie i tra le quali fu di S. Lorenzo vna cofta , e del graffo , e 
de' carboni , lotto la graticola accefi . Ma perche tali teforl 
non erano in quefta Chiefa molto ficuri .furono riportati a 
quella di S. Pietro, doue il 1 61 1. li rinchiufe in vn bello, e ric- 
co reliquiario il Canonico Angelo Damafcenó Romano . 

Per aggrandir le carceri del Sant'Officio, che è quiui,fù d?« 
Brutta parte di quella Chiefa . E qui era la fcuola de'Franchfc 

Di S. Michele in Soffia • 2 3. 

HAuendo Carlo Magno doppo la guerra di 35. anni fi* 
nalmente foggiogata la Saffonla, mandò gran nume- 
rodi quella gente , cerne tante colonie, parte nel regno di 
Francia , parte nella Germania , e parte à Roma ,• a quefti fu 
affegnata quefta parte, che da elfi n'ha ritenuto infin'hora 
il nome di Saflìa;& anche della Frifia bifogna , che ne ve- 
niffero altri, poiché fi troua quefta Chiefa detta San Miche- 
le nella fcuola de' Frifoni , perche forfi qui fi doueuano am- 
maeftrare alcuni , come hora fi fa ne i Seminari) . 

S. Angelo in Borgo di S. Spirito, fu edificato da Carlo Ma- 
gno in honore di S Michel'Arcangelo fotto Leone IV. Due 
fono le fefte, che fi fanno nella prefente Chiefa, alli 8. di 
Maggio , oc alli 19. di Settembre , ma quefta è più principa- 
le, & è frequentata con grandiffima diuotione, facendofi la-* 
Scala, cjj'c in quefto luogo, a finocchione fino ali Altare del 

q 3 c.h* 



38 ROMA 

Crocefiflb, che fonofcalini 33. ad honorfc delli 33. anni, che 
viffe in quefto mondo il Saluatore noftro Giesù Chrifto per 
ainornoftro , e de gli Angeli : Quefta Chiefa è membro di 
S. Pietro : e Monfignor Paolino ha fatto pingere , e rifettare 
la predetta Scala , e Tempre fi dà ad vn canonico di San Pie* 
trojCome diprefentel'ha il Canonico Palutio . 

In quefta Chiefa fi ritroua il corpo ài S. Magno Vefcouo f 
€ Martire, fé ben la tefta, & vn braccio fu portato alla Basili- 
ca di S.Pietro; onde anche Chiefa di S. Magno fu chiamata . 
£ però nella fcala fotto Clemente Vili, rinouata quella me- 
moria fi legger . 

CLEMENTE Vili. PONT. MAX. 

Ecclefiae B. Michaelis Arcang. 

Et fanelli Magni ììprfcopi , & Mart. 

fcala populideuotione Celebris 

reftituta,& picìuris ornata. 

PONTIFICATVS ANNO XII. 

Chr.Sal. MDC11I. 

Di S. Lorenzo in Borgo vecchio . 24, 

DEUi borghi , ne i quali più principalmente è diuifo que- 
fto Rione , già fi e detto i e per il nuouo di AlefTandro 
VI. quefto ha di vecchio il nome . Quanto alla Chiefa, la 
trouiamo affai antica, perche fotto d'Innocenzo III. che fu 
del noo. era vnitaal Capitolo di S. Pietro, &haueua pec 
fopranome i» Vìfcibus > per qualche piazza già quiui da ven« 
dere pefei , doue poi il 141 1. Tornado Armellino Inglefe , 
fatto Cardinale da Papa Gio. XXII. vi fabbricò vn palazzo , 
e vi rinchiufe la Chiefa non fenza qualche riftoro . Hora la 
nobile fameglia Romana de' Cefis l'ha con altre fabbriche 
accrcfciuito , pigliando tutta l'ifola . 

Della Chiefa effendofene feruite varie Confraternita, la 
tiene al prefente vna di S. Spirito, che bifogna cominciane 
conio fpedale di quella Chiefa, perche l'anno 1478. Sifto 
IV. confermando l'opera pia di quello fpedale, dice, come 
anco fece Eugenio IV. che in del 14} 1. E parlando di queft* 

Coni- 



MODERNA. 19 

bmpagnia , afferma, che fu fatta per difendere, e confer- 
ai i beni , e le ragioni dello fpedale , volendo egli fteffo 

ii |con li Cardinali efTere di quella , con fcriuere tutti i nomi lo- 
ro in vn proprio libro : & à fare lo fteftb efforta l'Imperado- 

t, |re , & altri Principi fecolari , & Ecclefiaftici ; e fé in perfona 
ciò non potettero , Io facciano per mezzo de'procuratori , 
acciò follerò partecipi delle molte indulgenze,gratie,e priuì» 
legij, che lor fi concedeuano . Ma eflendo mancata, D. Mel- 
chior della valle di Bifanzone , già Priore 'di quei Padri, eh* 
gouernano il detto fpedale,Ior diede qualche riforma l'anno 
1609. e veftirono facchi turchini , e fopra ci pofero vn fegno 

K articolare di Croce , che portano i detti religiofi , de'quali 
ora li dirà alla Chiefa di S. Spirito . 

Di S. Spirito , e fuo gran pedale . 2 J. 

INnocenzo IH. di cafa Conti lafciò in Roma due fegna- 
late memorie della tua pietà verfo le perfone bifognofe. 
Della prima fi dirà alla Chiefa di S. Tornarlo prefso della 
Nauicclla, doue fece vno fpedale da raccogliere gli fchiaui,li 
quali rifeattati dalle mani d'Infedeli non haueuano il modo 
per aiutarli. L'altra fu in quefto luogo , doue Papa Leone IV. 
l'anno 85 1. finita che hebbe la fua Città Leonina,chehorac 
tutta di quefto Rione , fece vna Chiefa , dedicandola à San- 
ta Maria fempre Vergine ; & il 1204. Innocenzo fudetto 
aggiunfe vn altro fpedale , sì per gl'infermi poueri , sì per al- 
tre perfone abbandonate , e ficome di quello diede la cura 
ad vn'ordine di Religiofì nuouamente da lui inftituito iCosi 
fece di quefto ad vn'akro pure da lui approuatofotto'l tito- 
lo di S. Spirito , non fi mutando però a quell'opera pia il pri- 
mo titolo dì S. Maria in Saflìa,del cui fopranome già fi è det- 
to alla vicina chiefa di S. Michele . 

E perche alle fpefe della Sedia Apoftolica fu edificato 
fuiefto luogo pio , a lei ftà immediatamente foggetto , e l'ha 
fatto efente da ogni forte di grauezza. E benché nella bol- 
la d'Innocenzo non vengano fpecirìcati i fanciulli efpofti, 
chequi indifferentemente fono raccolti, pare nondimeno, 
che gli voìefse comprendere ? aggiungendo à quelle parole 

C 4 poueri 



4<s ROMA 

poueri infermi, & altre opere pie : e le fleffe vsó in vn'altrai 
bolla dell 1191. Nicolò IV. & alla fine del 1476. chiaramen- 
te li nominò Sifto i V, nella fua bolla , & acciò non penfaffe 
alcuno , che fotco di quefto Pontefice fi cominciaffero à ri- 
ceuere quelli fanciulli da'parenti abbandonati, il rappre- 
fenta con pitture , de infcriteioni in vna grande , e bella fa- 
la il detto Innocenzo, à cui dal fiume vicino fi portano i fan- 
ciullini morti , e vi fi legge, che da vn' Angelo tu auuifato à 
prouedere ad vn tal cafo* 

Di qui è , che di colore turchino , che anco celefte fi di- 
ce » fono veftiti i putti , e miniftri di quefto fpedale, moftran- 
dofi , che dal Cielo venne quell'Angelo a comandare queft* 
operaie che da Mompeliere di Francia chiamò lo Spirito 
fanto à Roma fei perfone di quella patria , dotte , e pie , e 
defiderofe , che fotco rhabjto di chierici ordinarij Inno- 
cenzo fudetto le approuafiTe coninftituto di nuoua religione » 
ctrouatele meriteuoli,fodisfece ai fanti loro deiiderij,e 
applicò loro a queft'opera parimente fanta:Et acciò nell'ha- 
bito foriero diftinti da gli Antoniani , de'quali fi dira alla-» 
chiefa loro ne'Montijdiedeloro fopra la vefte vn'altra croce, 
da quella de gli Antoniani differente: ficome quefti portano 
fopra la vefte vn T di color turchino, cosi quelli vna Croco 
bianca, che in due luoghi fi attrauerfa nella cima : e vino- 
no fotto l'offeruanza regolare, che dall'altrui volere tutta-* 
dipende-» . 

Ma il tempo>che d ogni cofa fu fempre lima forda,sì a mal 
termine riduffe la fabbrica di nnocézo III. che l'anno 1471. 
Sifto I V. vi pofe la mano , e da'rondamenci , con regale ma- 
gnificenza la rifece in modo, che pafiembra vn gran cartel- 
lo , che rinchiude più palazzi , e con varie piazze tra fé di- 
pinti . In vno ftanno 40. balie , che lattano i bambini efpo- 
fti, oltre altri duemila, che fi danno fuori ad alleuare con 
la debita mercede , accettandoci qui & i naturali , & i legi- 
timi , accio di neceflìtà non muoiano . 

Nel fecondo palazzo habitano i fancilli già crefeiuti , e fo- 
no da 450» e quiui da miniftri, e maeftri loro s'infegna la dot- 
trina Chriftiana , & anco a leggere , e fcriuere con i princi- 
pi) di quell'arti , alle quali fi moftrano inchinati» acciò giun- 
ti ai- 



MODERNA. 41 

fi all'età di 1 1. in 13. annile vadino adeffercitare, e guada- 
gnarli il viuere . Nel terzo luogo fono da 500. fanciulle lotto 
la difciplina di monache , le quali per etiere come in vn ino- 
nafteri© chiufe fotto l'inuocatione di Santa Tecla , fc ne di- 
rà poi. Il quarto l'hanno gli ammalati in vn ben lungo , e 
largo corridore , capace di mille letti , che nella eftate tutti 
il riempiono . Tiene poi da vn fianco verfo la itrada vn por- 
tico aperto della ftefTaiunghezza per lopaffaggio de'mini- 
ftri,i quali tenendo con molta politezza il luogo de gl'in- 
I fermi,efcono tal'hora fotto di quello à pigliare aere . Dall'al- 
tro canto fono varie danze per quelli , che patifcono varij 
malii per li quali non poifono ftare con gli altri ; ma bifogna, 
che ciafcuno habbia la fua camera . In capo dello fteffo cor* 
: rrdore fi vede vna delle belle fpetiarie di Roma , prouifta di 
i tutte le cofe neeeflarie per gli ammalati . Sopra di quefto 
appartamento fono altre ftanze bene accommodate per 
qualche perfona di grado , che non haueffe , doue ricorrere. 

Tanta cura poi fi tiene di tutto quello , che portano gì* 
: infermi ; che fattone vn fardello conTinuentarioèdepolt* 
tato co'l denaro in mano del Teforiero , acciò lor , fé guari- 
rono, fia fedelmente reftituito il tutto, e, fé muoiono , fi 
dia a'ior heredi . Reltano altri due luoghi in quella gran fab- 
brica . L'vno e il palazzo del Commendatore dell'Ordine-» 
la fua fameglia , eh arriua al numero di 90. in varij officiali, e 
jniniftri polii alla curade gl'infermi, andandoli! anche egli 
fpeflo à viikarli . L'altra è della Chiefa con le ftanze per li 
religiofi diqueft'ordine,e d'alrii Sacerdoti in aiuto de gl'in- 
fermi : perche oltre del peniteutiere , che fubito giunti li 
conferà, altri lor miniftrano i facramenti della Cornea un io- 
li e , de oglio fanto,coula raccommandatione dell'anima . 
Vi fono quattro cappellani per dire Mefla , e quei da baffo 
nel mezzo del corridore hanno vna beiliifima cappella con 
vn organo di fopra , che di quando in quando fi fuona per 
rìcreatione de gli ammalati : &: à quei di fopra vièvn'alrra; 
nel cui minifterio fono paramenti, e tapezzerie di molto 
valore^» . 

Quanto alla Chiefa , che è parochia , fé bene Sifto Quar- 
to nella fua bolla non le dia il primo titolo di S - Maria , non 

leggi* 



42 ROMA 

leggiamo però , che fotto quefto di S. Spirito la riftorafle-/." 
Può dunque ftare, che da quefto ordine regolare di San Spi- 
rito ne pigliale la chiefa il nome , quando l'anno 1544. D. 
Raffaelie Landò Bolognefe,che prima tu Canonico Regolare 
a S. Pietro in Vincoli i poi fatto da Paolo III. maeftro ge- 
nerale di quell'Ordine, la rifece da'fondamenti,e fu confecra- 
ta il 1 561 . a' 1 9. di Maggio . 

Tra le belle Chiefe di Roma , e tenute con molta pulitez- 
za , quefta n'è vna, con gran confolatione de'facerdoti fora- 
ftieri , che ci vengono à celebrare; eflendo in vna ricchiflìma 
fagreftia nobilmente feruitì. Di più ne i giorni di Quarefima» 
e fefte delTAuuento vi fi predica ; e con mufica , & organo 
tutto Tanno vi fi cantano i diuini offitij. Delle reliquie de' : 
SS. Trifone , Refpicio , e Ninfa , che fono in quefta Chiefa , 
ne ha anche parte la Chiefa di S. Agoftino, vnita a quella di 
S. Trifone , doue fi pofero prima . 

Lo Spedale di quefto luogo è fondato fopra l'antica vìa 
Trionfale; fotto il cui portico ftanno appefe l'offa d'vna gran 
balena , prefa ne'luoghi, ch'elfi hanno in fu la marina . Il Pa- 
lazzo , doue habitano i Commendatori , é grande , e bello . 
E dentro la Chiefa d'ogn'intorno vi fono opere efquifite^ 
d'eccellenti Pittori . 

Nella ftrada poi fotto il campanile fta affitta nel muro fcol- 
pita in pietra vna memorabil infcritione del lagrimeuole-* 
facco di Roma . 

D. O. M. 

Bernardino PafTerio lulij II. Leonis X. & Clementis VII. 

Ponttt. maxxx. aurifìci,ac gemmario praeftantifs. qui 

cum in facro bello prò Patria in prox.Ianic.parte 

hoftium plureis pugnans occidifTet>atque aduerfo militi 

vexillum abftuliffet , fortiter occubuit Pr. N. Mai. 

OODXXVII. V. A. XXXVII. M. VI. D. XI. 

Iacobus, & O&auianus Paflerij fratres 
patri amantiflìmo pofuere . 



Di 



MODERNA. 42 

Di S. Tecla. %6. 

I Santa Tecla raccoglieremo qui da'Santi Padri alcune 
cofe degne di memoria, e di fede : Si come dice il Su- 
o . D'vna tale vergine Apoftolica , e prima difcepola di S. 
aolo,non effendoin Roma alcuna Chiefa , ordino Cle* 
ente Vili, che fé le dedicarle quella, Tanno 1600. Et anco 
tpropofito fu quefto luogo Apoftolico, hauendolo fonda- 
o , e riccamente dotato la Sede Apoftolico. Conueniua an* 
ora, che ad imitare quefta fanta Vergine s'inuitaffero le--» 
itelle, che dal mondo infino dalle fafeie abbandonate, qui» 
ìs'alleuano con ogni virtù in tanto numero, che d'ordina« 
o fono 500. perciò ftannofotto la difciplinadi quattordi* 
i monache di S. Agoftino , e d'altre molte maeftre , che-» 
ro infegnano tutte l'arti , che a donne fi conuengono , Se 
pgni anno fi maritano da 40. dandouifi da quefto facro luo- 
*o la debita dote : e fé alcune defiderano farfi monache, tra 
•juefte poffono entrare , e con effe cantare i diurni offitij nel 
:horo , vdire la metta , le prediche , e riceuere i fanti Sacra- 
menti . 

Et accioche fi pollino da gli fpofi vedere quelle > che f! 
ìanno da maritare ,• tre volte l'anno fi fanno vfeire di qui 
n procefiìone . La prima é nella Domenica più vicina a S. 
Antonio, andando a San Pietro. La feconda è il giorno di 
|i. Marco , donde comincia la procefiìone delle Letanie , e 
à a S.Pietro, La terza è il fecondo giorno di Pentecofte » 
;: vanno pure a San Pietro, doue loro lì moftra il Volto fan- 
o , come anche la prima volta . 

Pretto quefto Monafterio euui la porta > che di S. Spirito 

«[alla vicina Ghiefa fi nomina, & è difegno del famofoBo» 
iarota. E quel Ponte, le cui rouine da quefto luogo miran* 
_i nel Teuere , è il Trionfale, donde anticamente i Trionfare 
i per l'ordinario dal Vaticano paffauano al Campidoglio . 



Z><* 



ROMA 




Del Ponte Trionfali^ . 

QVefto Ponte, per la fua antichità, riabbiamo da ere- 1 
dere efiere ftato fabbricato al tempo de'Confoli; 1 
e che il Teuere , che il tutto ha domato 9 anco del 
Ponte trionfale habbia voluto trioofarc . 

fife*! 



MODERNA. 4 j 

Giornata Prima»». 





RIONE DI TRASTEVERE. 

O N tutto che quefto foffe fra gli antichi Rio- 
ni di Roma, non però vi habitaua gente no- 
bile , ma di baffa conditone, e che effercita- 
ua meftieri vili . Qui ancora confinauano i 
foraftieri »e foldati , che andauano vagando 
per Roma * per fofpetto , che haueuano Ai 
qualche folleuamento , 

Quiui ancora haueuano ricetto i foldati , che *neua Ce- 
are Augufto in Rauenna è fronte del Mare Adriatico, per 
jgni bifogno di guerra ; in cafo che da Rauenna foffe necef- 
i ario a quei foldati di venire à Roma» onde hebbe il p^me-* 
jìella città de'Rauenoati» come fpeffo leggiamo ^gh" Atti 
lei fanti Martiri. 

Nello fteflb tempo , che regnaua Augufto m " aro Trafte- 
lere per habitatione agli Hebrei, donde acco 2 1,am <W ia n- 
:ofia, in quell'alma Cittì > antica ia^aeratJQfls degli He, 



4< ROMA 

bret .- ma bora in altra parte gli hanno chiufi i Pontefici Ro- 
mani; fé bene anc'hoggi nelfifteflo Trafteuere hanno i loro 
fepolcri . 

Hora quefto Rione porta per infegna la tefta d'vn Leone! 
in campo roffo, forfè, perche molti Martiri l'hanno confa»! 
grato col lor proprio fangue . Ha il Trafteuere il nobile pa*l 
lazzo detto della Corgna habitato dall'Ecccllentifs. Duc*u» 
di Bracciano , quello de'Riarij con la fua Villa , e l'altro de': 
Ghifi parlato ne i Farnefi, famofiflimo per le pitture,che vi fi 
veggono di RafTaelle, di Baldaftarre, e d'altri pittori celebra» 
tifami di quei tempi; e non è da tralafciarfiil belliflìmo Mo*j 
nailerio de'Monaci Caflìnenfì àS. Califto. 

Di S. Honofrio . i. 

Circa gli annidi Moftro Signore 1580. dalla fameglisu 
Gambacorta in Pifa nacque il B. Pietro da Pifa,il qual 
con alcuni compagni , ad imitatione di S. Girolamo fi ritir 
in vna coilina,detta Montebello, fei miglia lontana da Vrby 
no, & iui con alcuni compagni, fenza profefsio'ne regolare, 
diede ad vna vita molto fanta,& afpra fotto titolo di Romi 
diS. Girolamo * 

AU'erTempio diquefti fi rifuegliò vn'altro in Poszuolo, det« 
to il B. Nicoiò , e con altri compagni anch'egli venne à fa 
la ftetfa vira fopra il monte , doue è quella Ghiefa , che è par-||j 
te del Gianicolo . Qua dunque venuti l'anno 1446. ci vifleroi 
circa, intìno al 1568* nel quale Pio V. gli obligò a fare 1 
p^feflìone de'tre voti , conforme a tutti gli altri Ordini Re 
golan, $£ obedendo fi conftituirono (otto la regola di S.Ag 
ilino,- e qoi morendo il primo loro fondatore , con opini 
ce di fancita,fù m quefta Chiefa honoreuolmente deporto 

Eugenio IV. l'aiutò nella fabbrica della Chiefa , e del aio 
nafteno , concorrendoui ancora la fameglia de'Cupis , e fi 
molto a p^oofito dedicare quefto luogo a S. Honofrio , co 
me s'intenderla f ua vita, la quale (là dipinta attorno' 
chioftro. /* . 

Di quefta Chiefa *| tro non c i è , fé non che hauendola Pa! 
pa Leone X, poiUtràivoi aC oniedeCardinali, ^i&o v. la 

pofe 



MODERNA. 47 

pofc fra'titoli de'Preti: & accioche la falita ad efla ioiTe-^ 
più facile, vi aperfe in faccia vna bella Grada l'anno 1588. 
poi di limofine fi laftrico il 1600. Benemerito è anco di 
quella Chiefa il Cardinale Lodouico Madrucci , chehauen- 
dola in titolo da Pio IV. vi fece alla Madonna vna cappella . 
in detta Chiefa fta il fepolcro di Torquato Tallo , con il fuo 
Ritratto, dall'Eminent. Card.Beuilacqua fattouifabricare , 



) 




In vn luogo ameno dietro a quefta Chiefa fanno ragunan- 
fafai Padri dell'Oratorio di S. Filippo Neri dal fecondo giorno 
iPalqna infino a S. Pietro tutte le Domeniche , e tede di 
iiÉ.etto tempo con fermoni,& altri trattenimenti fpirituali con 
A," 'raudiflìmo contento , e profitto delle perfone deuote. 
Lungo quefta collina fi vede la Villa del Signor Cardinale 
anti, e quella dei Maniconi, ricche di delitie,e d'amenità . 



Dì S. Leonardo . %. 



I K Olto antica bifogna , che fia quefla Ch'efa , poiché-» 
tyj. Pa P a InocenzolII. che fu del 1 19,8.. pofe laparocbia 
[affìtto quella di S. Spirito , & vnila Chiefa a! Capitolo di S, 
ili ietro , che poi (otto Gregorio XU1. la concede a'Camaldo. 



1 
4 8 ROMA 

lenfi riformati dì Montecorona , li quali non hanno mancato 
4i render la debita ricognitione verfo del fudetto Capitolo , 
il quale nel giorno della fefta, enee a'é. di Nouembre,ci | 
viene à celebrare la meffa . 

Di S. Giacomo in Settimana . 3. 

SI dice quefta dal volgo , in Settrgnana > douendofi d'irta 
Settimiana , dalla porta vicina , fatta dall'Imperadore 
Settimio Seuero : ò forfè vuol lignificar Porta fotto lano,per 
effer ella lotto al Gianicolo. 

Da vna infcrittione di quefta Chìefa , pare, chela fondaf- 
fe Leone IV. volendo abbellire la fua città Leonina , hora— » 
detta Borgo. Poi Innocenzo HI. l'vnì al Capitolo di San_§ 
Pietro : 8c Innocenzo IV. fallendo l'anno 1x47. approuato 
l'ordine Silueftrino, dì cui fi dirà a S. Stefano delCacco, 
glie la concerie . i Canonici di quella Catedrale, & i Monaci 



vi fabbricarono sa monafterio. Poi lafciandolo ,nefapen- 
mantenimento della mufìca di S. Pietro .Finalmente l'anno 



doft come, Giulio il. che fu del 1505. applicò l'entrate peri. 

ì 



lóto, fu data ai Frati del Terzo Ordine FrancefcanorifoN 
matJ in Francia , fotto il titolo di Penitenti. Et hora dall'Emi* 
nentiffimo Francefco Card. Barberino con nuoua,e bella fab 
brica é fiata impetrata per le pouere Conuertite , che prima 
con le altre nella ftrada del Corfo communemente habita- 
uanoj e l'iftefla Eminenza n'è liberale,e vigilante Protettore, 

$. Croce della Penitenza . 4. 

N Eiranno iéi^. molle Dio il cuore del P. Generale de 
gli Scalzi Carmelitani della Scala a far quefto monaitQ, 
rio per quelle donne , che veramente pentite della mala vi 
sa paffata, vogliono far penitenza de'loro peccati. Aiuti 
notabilmente queft'opera il Signore BaldaffarrePaluzzinq» 4 
biie Romano con buone limoline . 
H$ hora è tempo, che paniamo ai Gianicolo . 



m 



MODERNA. 



4* 




Di S. Pietro Mortorio . 5 . 

in Rai Monti, che in più volte dentro le fue mura nnchi*- 
ST fé Roma » vno è quefto , doue e la Chiefa di S. Pietro 
Molitorio i e GianicoJo fi nomina dall'antico Giano . 

Fu quefta Chiefa prima in mano di Monaci , poi hauendo- 
la abbandonata, alcuni Francefi per diuotione di si fanto luo- 
go cominciarono àriftorar'ilMonafterio. Nel i47i.Siflo IV. 
hauend'intefo la fantitàdelB. Amadeo dell'Ordine France- 
scano, lo volle per fuo Confefrore,e però da Portogallo chia* 
tnandolo a Roma,diede al fuo ordine quefta Chiefa,e nel fuo 
mezo ficonfcrua ancora vn quadretto di marmo , fopral 
jualefoieua quefto Santo orando ftar'inginocchioni . 

Tra tanto occorfe , che il Rè di Spagna Ferdinando , non 
hauendo prole dalla fua moglie Elifabetta , il B. Amadeo gli 
3romife,che Dio gli darebbe vn figlio mafchio,fe compiuano 
a fabbrica di quefto monafterio,e rìftorauano la Chiefa. Ve- 
toficofli la profetia del feruo di Dio, & ehi qui di fé lafcìaro- 
ao memoria regale , che particolarmente rifplende fopra di 
juel facro luogo,doue fu San Pietro croclfiflchauendoci fot* 
Q vna xileiuta , e ritonda cappella, degna opera di Braman- 

D tc*U * 



5 o ROMA 



te. Il cui altare fece dipoi priuilegiato per l'anime de i de- 
fonti Paolo UT. e vi concede Indulgenza plenaria dalla Do- 
menica di Paflìone infino all'ottaua di Pafqua. Et hoggi que- 
llo luogo è (tato nobiliffimamente riftaurato dall'Eminenza 
del Cardinal Mellino. 

Fu poi la Chiefa confecrata il 1500. a' 9. di Giugno , e da 
Sifto V. polla tra i titoli de'Card. Raffaelle dipinfe il quadro 
maggiore,Fra Bafliano del Piombo l'altare di Ghrifto flagel- 
lato ,- e poi i deuoti di S. Francesco ornarono con la fua vi- 
tail cnioliro . Et il 1605 Spiccandoli ogni giorno più dalle-» 
pioggie ia terra nelle faiite attorno'l monte , con pericolo di 
cadere la Chiefa^& il monaiìeriojFerdinando Pacecco Mar- 
chete di Vigiena, trouandofiin Roma Ambafciadore del Rè 
Catiolico Filippo III. ottenne da Sua Maefta,crie vna si de- 
gna memoria de'fuoi maggiori non mancarle ,• onde con re- 
gai magnificenza cinfe di mura , che larghe ftrade riferrano , 
tutta la fai ita del monte,per le quali da due lati fi afcende_>», 
ou'hebbe {Vìartiaie gli horti, e Numa Pompilio il Sepolcro;&: 
in faccia della Chiefa fpianó vna gran piazza in quadro , che 
da foni mura é foftentata d ognintorno . Poi altri diuotidi 
quella facra Religione , fecero nel mezo di quefta piazza 
vna bella fontana , pigliandone l'acqua da vn'altra vicina 
maggior fontana, che Iella fopra fabbricata in cima dello 
fteilo Monte dalla fel. mem. di Paolo V. con bella architet 
tura,con la feguente infcrittione, fopra nel frontifpitio di efla 
fontana? 

PAVLVS QVINTVS PONT. MAX. 

Aquam in agro Brac- 

cianenfi 

faluberrimis é Fontibus 

colleclam veteribus a- 

quae Alnetinae ducì;ibus 

reflitutisnouifque 

additis. 

xxxv. ab Milliario duxit 

A. D. M. DC. XII. PONT, SVI 

SEPT1MO. 

Que* 1 '< 



MODERNA. 




QueiVacqua anticamente la condufle Augufto in Roma 

lai lago Alfietino,e pofela nella regione Traftiberina; dopo 
Icun tempo, ò per vecchiezza de'condotti , ò per crudeltà 
le'Barbari perfe Roma così gran benefìtio, finche venne-* 
'apa Adriano primo , e di nuouo riitaurandoli , la riconduf- 
e,e tornata di nuouo à perderli queft'acqua, detto Paolo 
ec«la ricondurre con grandifsima fpefa per trentacinque-» 



5* ROMA 

miglia di condotto, e parlando per la porta fé ne viene à poi» 
fare in quello bello ed ifitio , dopo diftnbuendofì per vari<L-# 
parti diila Cittì forma in molti luoghi nobilifsime fontane»! 
Di quell'opera di Paolo V. ne gli archi fuori della portai 
della Città , fé ne fa mentione con due memorie , Fvna dicej 
verfo la parte di Roma . 

PAVLVS V. ROMANVS PONTIFEX OPT. MAX. 

Aquaediiftus ab Augufto Caefare extru&os aeui longinqua-i 
vetultate collapfos in ampliorem formam reftituic 
ANNO SALVT1S MDCIX. PONT. V. 

e l'altra verfo Bracciano . 

PAVLVS V- ROM. PONTIFEX OPTIMVS MAXIMVS 

Priori duelu longifsimi temporis iniuria piane diruto 

fublimiorem, nrmioremq, à fundamentis extruxic 

ANNO SALVTIS MDCIX. PONT1F. V. 

Dì S. Pancratio . 6. 

SPancratio anco è fuori di quella Portala quale da lui di 
* S. Pancratio fi nomina, che altre volte fi dimandaua 
Porta» e Via Aurelia , perche tengono molti, che fofle Aure- 
lio Imperatore, ò Aurelio Confole, che la faceffe edificare,-!! 
dirle anco Traiana, perche fu rifatta da Traiano Imperatore, 
Oc fimilmente Cornelia, da Cornelio, hora vien nominata di 
S. Pancratio, come s'è detto, perii martirio,che pati qui quel- 
ito gloriofo Santo. Quella Chicfa primieramente fu edifica 
ta da S. Felice Papa , e poi rifatta da Papa Simmaco , & Ho. 
norio I. Vi ftanno li Padri di S. Ambrogio ad Nemus, cioè a 
bofeo : l'origine de quali furono tré Gentiluomini Milanefi 
vno detto AlerTandro Criuello, l'altro Alberto Befuzzi, &i]j 
terzo Antonio Pietrafanta al tempo di S. Ambrogio ,• voglio-, 
co, che così fia detto, perche iui era vnbofco.e che S. Am«, 
brogioconuerfaua con quelli: é Titolo di Cardinale: vi é Sta- 
tone la prima Domenica dopo la Pafqua . Qui è il Cimiteri^ 
di Calepodio Prete, e Marcire lotto la Chieia,nel quale fonc 

infi. 



MODERNA. 5 j 

finite offa di Santi . Vi e il corpo di S.Pancratio Caualiere, 

Martire,dc'SS. Vittore,MaIco,Madiano,e Gotteria.La buo- 
la mem.del Card. Torres detto Monreale vi fece fpianare la 

rada, far'vna bella piazza, e rifarcire tutta la Chiefa. Qua-# 
otto Innocenzo IV. furono trasferite le Monache dette Pe- 
ntenti, che prima à S Maria fopra Minerua fé ne ftauano . 

Quiui e fepolto Grefcentio , che per la potenza occupò il 
Saftei S. Angelo, & per qualche tempo gli di^de il nome dì 
Caftel Crefcentio. 
Equi Gio. XXUI.accolfe Lodouico Re di Napolii& Inap> 

entio ili. coronò Pietro Ré d'Aragona . 

Dì Santa Prajftde , detta Pajfera dall'ignorante 
volgo . 7. 

\ Er venire da S. Pancratio a quefta Chiefa, bifognà ritor- 
nala dietro infìno alla porta , e fuori delle mura ,giran- 
io venire alla porta di Ripa , e già Portuenfe ; e caminando 
»er la ftrada maeftra, là fi ritrouerà a canto il fiume; ma pri- 
na di voltar'à quefto lato , fi vede sii la ftefla via la forma— # 
'vn pozzo quadro, & horachiufo,e pieno di terra,che chia- 
mano pozzo di S. PantaleojDeH'acqua di quefto pozzo pare 
[latterò i Gentili in varie fuperftitioni loro , come ad vn'altro 
>ozzo fi dice alla Chiefa di San Giorgio. Qui pur'il volgo 
à ritrouato vn'altro nome, & è d'affoga l'alino . 
Poco di qua lontano v'hebbe vn cimiterio S.Praffede,foreI- 
1 di S. Pudentiana, & ambedue benemerite de'primi Chcj- 
:iani di Roma , & in fegno di gratitudine qui dedicarono a S. 
raftede queft'altra Chiefa, del che ne danno fede , e Tanti- 
hità della fabbrica , e la buon'entrata , che tiene, per man- 
iere i Canonici di S. Maria in Via lata,e per hauer'il nome 
i Bafilica nella vita di S. Gregorio Papa , co'l titolo de' SS. 
liro , e Giouanni, i cui corpi vi furono portati daJla Città d* 
leffandria in Egitto , e lo inoltrano due verfì intagliaci in»* 
armi fopra della porta, e fono li feguenti ,• 

Corpfira fanBa Cyri renitent hit , atque letmmt « 
£m& anidam Rem* d$4it Altxandria magna 

far 

ài E> t Di 



54 ROMA 

Di S. Maria dei Ripofi . 2. 



' 



SOtto di quefto titolo di Santa Maria del ripofo già fu va* 
altare in S . Giouani Laterano , il qua le al preferite non 
vi è più. Qii ì,doue la fam eglia de' Maflìmi pofiìede molti 
campi ìinouò effa in quefìa cappella vna tal memoria, di cui 
non Tappiamo il principio, ma foloche il 1600. ftando per 
cadere, Maflìmo de'Maflìmi nobile Romano la rifece,& ogni 
fefta vi fa celebrare la fanca meffa per commodità di tutti 
quelli, che lontani dalle Chiefe di Roma, habitano per que- 
lli contorni. 

£ fin qui dicono , che anticamente glLHorti di Cefarc fi j 
diftendeffero* 







£ 
Ito 



• dai 

E però su la porta della vigna de' Mafsimj > euui l'inferra 
lione-*. 

HOR- 



MODERNA. 55 

HORTOS PORTVENSES 

Caefar oliai moriens teftamento 

legauitPopuloRom. 

Nunc Maximus Maximus 

ciufdem populi delicijs 

viuens dedicat . 

Et vt gratiores fint, 

fuo fumptu elegantius excolit. 

ANNO DOM. M. DC. XXIX. 

Di qui per la Porta Portefe fi ritorna in Roma i &r alla — » 
man dritta lungo la riua del fiume veggonfi alcuni Granari 
fabbricati dal Pontefice Giulio III. e poi rifarciti fbtto Gre- 
gorio XV. & hora da Vrbano Vili, per vna fcalinata > che 
fcende al Teuere, refi molto commodi a'trafichi . 

Qui hoggi fi fermano tutti i legni , che da quelle parti dì 
fontano recano le mercatàtie à bifogno, ed vtile della Città 
di Roma. E la fua fponda per vaghezza é tutta d'alberi fron- 
dofi adornata,- e perciò vi fi legge in vn marmo da vniato. 

EVANDER DE COM!TIBVS 

Gurgae Marchio, 
Riparumq. Camerarius 
ANNO SALVTIS MDCXXXII. 
: dall'altro. 

VIAM HANC AMPLIAVO", 

acquauit, 

& arboribus opacauit, 

EODEM ANNO. 

E I'Arfenale del Popolo Rom. fecondo gli antiqua rij era 
nco in quefta parte del famofifsimo Teuere per le fue degne 
aemorie dagli antichi per loro Dio riuerito, e con infegna 
i fertilità honorato . 



D 4 Quind i 



ROMA 




MODERNA. 57 

Quindi poi torcendo alla man manca» e pattando u Iztm 
d'alcune vigne, ritroualì ilMouaitcriodi S.Fianctlco > 

DtS.Erancefco. 9. 

f~\ Vedo Rione , come habiamo detto , fu da'Romani da- 
k£ toad habitare agente foraftiera ,• onde non trouiamo 
:h altro Tempio vi fabbricafTero,fe non qui vno alla Fortuna 
òrte, il cui Tépio fi può vedere nel dtfeorfo di S. Gnfogono. 

E perche le venti Badie de'Monaci nella citta di Roma pri- 
iiIegiate,haueuano preflo delle Chiefe loro alcuni fpedali 
d'alloggiare i pellegrini , come fi sa pure a quello di San Lo- 
imo in Panifperna,qui teneuailfuo fpedale la vicina Ba« 

ia,che hora di S.Cofmato fi dicc,& era de'Monaci di S.Benc- 
detto>co'l t;rolo di S. Biagio,ma comparendo al mondo Fini- 
tole S. Francefco d'Affili, tu con tanta benigniti raccolto da 
i detti Monaci, eh? gli donarono queftofpedale di S.Biagio» 
8c il vicino lor monafteriodi S. Colmato il 1109. con l'ap- 
>rouatione di Papa Innocenzo III. Ma il gran feruo di Dio 
francefco, cercando in ogni cofa il Tuo difprezzo, prefe per li 
uoi Frati quello ipedalc,& alle Monache dell'Ordine fuo 
iridiede il monafterio della Badia . 

Hauend'egli dunque habitatoin quello facro luogo, meri» 

mente s honorano alcune lue memorie; vna è la lua poue- 
a cella, della quale con ìa vicina del fuo compagno fi é fatta 
rna Cappella affai angufta, e minore ancor'appariua,ie d'am- 
bedue nons'inalzaua il foffitto ,• e perche non vi fi poteua fa- 
lire , fé non parlando per il dormitorio de i Frati , fu lcuato 
quell'impedimento da Monfignore Lelio Bifcia Ch«rico di 

1 mera, Se hora Eminentif.Cardinalcriuoltandofi con bella 

attera da gli architetti le fcale,acció dal chioftro,e facriftia 

tti \ i potettero entrare, dalle donne in poi . 

Vnunno auanti, che in Affili folle quella Chiefa,qui fi fe- 
ce qu ita , & a canto vi fabbricò il monafleno il Conte Ri- 
don'^ eirAnguillara,pereffer di quell'Ordine Serafico diuo* 
tiflìmo i & anche affai antiche moilrano d'effer le pitture at- 
orno il chioftro, doue fi rapprefentano quelli, che lafciate le 
erone,e fc€ttri,Yefluon lapoucxa tonica di S, Francefco. il 

choro 



58 ROMA 

choropoi della Cbiefafù del i6or. ri nouato dal detto Emf- 
nentiflìmo Bilcia, e del 1 603. Aleffandro Viperefco nobile-» 
Romano a^randi il Monafterio con vna commoda inferme- 
ria & alla fine vi prefe l'habito. In quefta Chiefa fta il corpo 
della B. Lodouica Matthei Romana. 

Qui finalmente nel giorno di S. Francefco fi fa il maritag- 
gio d'alcune zitelle, in virtù d'vn legato, che il 1 544. fece.-* 
Bernardina de'Ruftlci Romana, lafciandone esecutrici le due 
Compagnie del Saluatore alle Scale fante, e del Confatone. 

II quadro di Chrifto al monumento , nell'Altare de' Mat- 
thei, e pittura del Caraccioli . 

E perche forto Papa Paolo V. è ftata notabilmente la re- 
gione di Trafteuere nobilitata, nella facciata della Chiefa-» 
v'è quefta infcrittione-> . 

PAVLO V. PONT. OPT. MAX. 

Quod Vrbem auguftiflìmls templis , 

8c aedifieijs illuftrauerit , 

Traftyberinam regionem vberrimis 

riuis ex agro Bracciano 

fupra laniculum ducìis 

irrigauerit , 

noxijs olerum hortis in pomaria > 

domosq, diftributis 

Caelo falubritatem reddiderit, 

priuatorumq. cenfum auxerit : 

vijsquà apertis , qua amplificatis, dire&isq. 

infìgnia SS. Benedicci , & Francifci 

monafteria» 

portamq. Portuenfem in nobiliorem 

profpectum dederit, 

expedito vtroq. Fabritij pontis aditu , 

& fcalis ad Tiberis alueum deducfcis 

ciuium , peregrinorum , nautarum-» 

commodis confuluerit 

S P. CL R. 

publicis ad Deum votis , atque muneribus 

felicitatem precatur . ! <<;. 

Paulo 



E( 

"ri 



MODERNA. 59 

Paulo Alberino 

Tiberio Annibaldenfide Molaria Cosss. 

Paulo Bruno. 

Ludouico Gabriello Cap. Reg. Priore. 

Alexandro Muto Laurentio Alterio 

Aedd. Curr. MDCXI. 




E qui d'intorno nel tempo antico, come dice il Marlianoi 
furono ienobiliflìme Terme d'Aureliano Imperadore, el*u* 
: abbrica fi vedrà nel difeorib di S. Grifogono . 

5. Maria dell' Horto . i o. 

DI quant'animo e valore foflero gli antichi Romani nel- 
le guerre, (ìcome lo vedremo dall'altra parte del Teue- 
e in Horatio Coclite pi elio la cappella di S. Lazaro,cosi ho- 
a da quefl'altra ci è qui rapprefentato C. Mutio , che per la 
alute della Patria fece in quello vn'atto,che fupera ognihu* 
nana credenza , come fi e àt tto nella Roma antica . 

In quefti prati era vn'hortocbiufo di mura , Scinvnapar- 
e, come fi vfa, fu dipinta il 1488 vn'imagine di quella, che 
alutiamo co'l titolo d'Horto chiufo, dalla cui diuotione mof- 
£ alcune perfone pie le fecero vna cappella , che vi durò in- 

final 



60 ROMA 

fin'ai 149?. nel quale fi fece vna Compagnia co'! titolo di S. 
Maria delf Horto . Poi diedero principio a quefta sì grande, 
e bella, eche,al pari ddl altre fatte da Confraterntta>è benif- 
fimo tenuta, & offitiara.coo mufica,orgam,e ricchi paramen- 
ti. Verte facchi turchini, con l'imagine della Madonna, che-» 
tra due Pini tiene il fuo figlio nelle braccia . Celebrano la fe- 
lla della Santa Natiuita di lei ,- & oltre la chiefa hanno vn_ » 
Oratorio. 

Vengono a gli 8. di Giugno ad honorarequefta Chiefai 
Mufici di Rcma,cantandouivna Merla folenne per voto fatto 
alla Beatiflìma Vergine il 1)84. acciò li liberale da vn gran 
pericolo di naufragio , che patirono andando per ordine di 
Gregorio X11L ad Oltia ad incontrare con cantigli Amba- 
fciadori Giapponefi , quando vennero a rendere vbbidienza 
alla Sede Apoftolica . 

Doppo la fabbrica di quefta Chiefa diede la fudetra Com. 
pagnia principio ad vno fpedale vmto adeffa ,~?r ^1 inferni 
di varie arti, li quali in varij meli con larghe limoline aiutano 
l'opera del fudetto fpedale, che il 161 6. aggrandirono con—» 
bella fabbrica i Pizzicaruoli . 



De ' SS. Quaranta Martiri . ir 



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Sotto Licinio Imperadore , & Agricolao Prefetto in Seba- 
fte citta d'Armenia fu efperimentara 1 innirta fortezza»* k 
coitanza di 40. martiri , a'quah doppo lunga prigionia, e gra- ftom; 
ui tiauagli furono con fallì ammaccate le bocche, e poi nel 
maggior freddo dell'anno furono forzati ad entrar nudi in va 
ftagno d'acqua gelata, doue quella era la loro catione: Si- fai 
gnore , quaranta fiamo entrati in (leccato, quaranta ancora ijict 
fate , che fi ano coronati di vittoria . 

Mora frate Chieie , che alla Collegiata di S. Maria in Tra- 
ttenere ferOno Soggette, erTend^ci fiata la prefente, fu data li- 
bera a-'ia Compagnia del Conralone, come fi fece d'alcun al- 
tre nel principio della ma fondanone , delle quali fi dirà all' 
Orarono dei;a ft- fifa Compagnia, fotto'l rtolo de SS . Pietro, 
e Paolo. L'anno poi 1608. flando quarta Chiefa in mal'eflere 
fa rinouata dalla detta Compagnia, la quale vi fece dipinge- 
re u 



ùì 

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MODERNA. et 

•e il martirio di quelli Sant: <^jaranta , e nel giorno della fe- 
la loro , che viene a'noue di Marzo , vi danno elemosina di 
)ane , e faua . 

De SS. CoJìmO) e Damiano ', dette S. Cofmato. 1 1. 

SIcome per fama fi tiene, che di Norcia venendo à Roma 
S. Benedetto habitafTe,doue hora è vna fua Chiefa pref- 
<o'l ponte di S. Bartolomeo in lfola ; così pare, ch'egli poffe- 
lefle qui molti beni, che ftendeuanfi per inlino al Ponte,che 
li S. Maria fi dice, & anco infino alla Chiefa di S. Francesco , 
tonde ifuoi Monaci hebbero vno fpedale per li pellegrini; & 
flì qui il monafterio loro,il cui Abbate era vno di quelli,chc 
aelle Mefìe Pontificali afiìfteuano al Papa. 
[ E peiche i Monaci di quello gran Patriarca S. Benedetto 
i lion furono mai inuidiofi d'altri Ordini regolari , che Dio alla 
i giornata fondaua nella fua Chiefa,anzi li fauoriuano con tari- 
la liberalità>che cedeuanoilorproprij luoghi,ecome fecero 
on S. Nilo alla Chiefa di ? . Pantaleo ne ivionti, così fecero 
on SanFrancefco, come s'è detto alla fua vicina Chiefa, ri« 
enendofì egli lo fpedale , e per le monache lafciando il pre- 
ente monafterio . 
Quefte monache fi riformarono il 1450. fotco l'indrizzodi 
. lue monache, che vennero dal monafterio di S. Lue ia di Fu- 
i 'igni,vna detta la B.Serafina,e l'altra la B. Teodora,ambedue 
lomane 

Circa lo fteffo tempo fu rifatto quello monafterio da Si- 
io IV. per eHer'anch'egli flato dell'Ordine Francefcano. E 
uii d'intorno anticamente furono la Naumachia , e gli horti 
li Cefare , fi come il Marliano riferifee , li quali poi Augufto 
on l'Acqua Alfietina ornò, e refe fertili : e di quefta anco fe- 
ri, -.ondò tutto il rimanente de'giardini, che nelTrafteuerei! 
itlitrouauaao 
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ffil 



& 



62 



ROMA 




Di S. Cali/lo. 13. 

SCalifto e/Tendo già quafi abbandonato,hora fubito eh 
li Monaci di S. Benedetto l'hanno hauuto,non hanno 
> mancato di far rifplédere il loro animo nobile.ornan- 
dolo molto bene à gloria d'vn tanto Pont, e di quello glorio- 
fo luogo , nel quale da S. Califfo moki furono battezzati , 8c 

effo 



MODERNA. 6$ 

tffo finalmente dopo molti franagli per comandamento dj 
Aleffandro Imperatore fu precipitato nel pozzo con vn faffo 
al collo,il qual'al prefente fi vede in Santa Maria di Trafteue- 
re, & il pozzo medefimamente in quello luogo fi confetua . 

Hora fé bene tant'antica é la memoria di quello facro luo- 
go, non ritrouiamo però,che foffe nftorata, le non da S.Gre- 
gorio 111. che fu del 741. e pare, che infino a'tempi noftrì 
hauefle più forma d'Oratorio , che di Chiefa , reftando il In- 
detto pozzo fuori allo (coperto, da vn lato della Chiefa . 

Poihauendo Paolo V.fpianata l'habiratione, che i Padri Be- 
nedittini haueuano a Monte cauallo,per mettere in quadro il 
palazzo Papale, diede loro in ricompenfaqu.fta Chiefa, con 
l habitatione contigua,e co queft'occafione i Padri da'fonda- 
menti la riftofaronofotto maggiore , e più bella forma, r n- 
chuidendo dentro ad vna cappella detto pozzo,della cui ac- 
qua molti ne beuono per diuotione. Fatta la Chiefa , pofero 
mano alla fabbrica del monafterio molto belìa.efontuofa . 

D'vn tal rabbellimento compiacendoli molto Paolo V*. 
refe ala Chiefa l'antico fuo titolo, che dato le hauea Califto 
III. & alianti le aperfe due lunghe ftrad ,vna per diritto ftn- 
ciero guida alla chiefa di S. France.fcojl'altra a Porta Portt-le, 
;di là per vn'altrafi ritorna pure alla Chiefa di S.Francefco, 

Quefti, chequi rivedono fon detti monaci ne sad.fi'eren- 
tade gli altri,che prefero vanj colori, chi neila vette di fopra, 
:hi in queiìa di lotto, ma quefti hanno ambedue le vefti dì 
:olor negro ,• quella di t'opra ha le maniche molto larghe , e 
quefto é il proprio habito di S Benederto,& era in quei tem- 
)i preprio di tutte le perlone Ecclefìaftiche, fi corn dì- 
noftrano l'antiche loro figure Quefti Monaci neri furono 
letti di Monte Cafltno, & anco di S Giuftina di Padoua, d j- 
ie co'l mezo di Lodouìco Balbo Veneziano fi fece il 1410. 
/na Congregar on? , nella quale i Monaci di queft Ordine-» 
ill'hora alquanto rilafTato, fi riduife all'antica ofieruania del 
•de Mon afte rio di Monte Caffino . 

100 [ 

ti 



Di 



H 



ROMA 




Di S. Maria in Trajleuwe . x 4. 

DOuc hora e quella cniefa vi fu la Taberna meritòri 
nella qaa ! e era dato dal Senato il vitto alli foldati 
no al fin; della vita» li q tali per vecchiezza , o altr 
imaerfettione non poteuano più militare. 
Ma circa Tanno del Signore 1*4. San Califfo domano 1 

quefto 



MODERNA. 6% 

quello luogo ad Aleflandro Imperatore affettionato a'ChrZ* 
ftiani, e l'ottenne; e cosi dedicollo al figlio di DicS/alla fua 
antiffima Madre . 

In quefto luogo occorfe quel celebre miracolo, quando 
lell'Imperio d'Augufto fcaturì vn giorno intiero vna fon- 
:ana d'oglio nel terzo anno del detto Augufto, fìcome fi 
criue da Eufebio . E fé bene quefto miracolo occorfe molti 
inni prima del nafcimento di Chrifto, che nacque nell'anno 
41. del detto Imperatore ; ad ogni modo , fi dice commune- 
nente, che ciò fu vn prefagio della venuta di Chrifto , che-* 
:ra il Rè vnto fopra l'vniuerfo : e fu argomento della gran-» 
nifericordia, che Chrifto doueua vfare col mondo, median- 
:e il benefìcio della noftra Redentione. E però su la porca-* 
iella Chicfa , di dentro , leggonfi queftì verfi. 

Dum te net emeritus miles , fum magna Taberna » 
Se d dum Virgo tenet me, mttior nuncttpor, & f u *n • 
lune oleum fiuo , fignetns magnificam pietatem 
Chrisìi nafeentis , nunc tr ado petentibns ipfam . 
Nell'Imperio d'A leffandro , già detto , crescendo molto il 
lumero de'Chriftiani,fi folleuò vna crudel perfecutione_> 
ontra di loro : e feguì, che furono priuati di quefto luogo, e 
oftretti à ritirarli vna buona parte di elfi in vna cala vicina: 
ioue S. Califto Papa tu poi martirizato. E quefta cafa hora è 
Thiefa dedicata al detto S. Califto . 
Di quefto bel drappello,che fu di cento, & vndici infìeme 
oronati di martirio a' io. di Maggio , non fappiarao, do ut-* 
ipofino i lor corpi, faluo quello di Calepodio ; e quefto farà » 
' perche da' Chriftiani polli con S. Calepodio nel cimiterio 
San Pancratio , vi ftiano infin'ad hora nafcofti,come altri 
ìolti; ó perche Vulpiano hauendo intefo, che sera trouaro il 
orpo di S. Calepodio , & honoreuolmente fepellito , facefle 
1 modo,che de gli altri non ci foffe memoria; né tardo mot* 
3 la diuina giuftitia à caftigar Vulpiano di tante fue impie* 
wli,hauendolo di notte le guardie Imperiali miferamento 
ttif ccifo . 

w- Con quefto nuouo acquifto fu honorata quefta Chiefa,ve- 
endoci a riceuer'il fanco Battefimo Simplicio con feflant'ot- 
della fua fameglia , & all' vltimo cucci con s. Palmario , e 

£ ~ (uà 



66 ROMA 

fua tameglia diedero la tefta per Cbrifto,& in varieparti dd 
la città comandò Vulpiano,che s'inalberaflTero quelle fa 
ere tette, per dare fpauento a'Chriitiani* e perche nel far). 
prigioni , vi tu colto S. Calepodio , ftrafeinato che Thebber 
per le vie di Roma, lo gettarono in fiume pretto dell Ifola . 

Fu da fondamétirinouata quella Chiefa del 340. da S.Giu 
lio, e vi drizzò le belle colonne , che infin'hora ci Hanno 
Hebbe ne'tempi antichi hora titolo di S. Califto , hora di 5 
Giulio , hora di S. Maria in Trafteuere , non hauendo al pre; 
fente altro che l'vltimo,- e tra quei de'Preti Cardinali,que(tt 
il primo, donde fogliono falire ad vno de i fei Vefcouati . 

S. Gregorio li. nato in Roma, monaco Benedittino fatte 
Pontefice fanno 714. rinouò il tetto, e mura di quella Chiei 
fa, e la fece tutta dipingere con varie Imagini, e doppo treni 
anni Adriano I. le aggiunfe a'tre due naui a i fianchi, è 1*827 
Gregorio IV. per li gran miracoli da Dio operati in quefta. 
Chiefa , acciò fofle ben tenuta , vi fece a canto vn menade 
rio , e lo diede a'Canonici Regolari di S. Agoftino, & ad imi 
Catione di S. Maria Maggiore vi Ucq vna Cappella del Prefe 
pio , e su l'altare pefe vn'Imagine della Madonna , 8c il tutt< 
adornò con piaftre d'argento, & oro, e molte pretiofe gioie 

Piacque poi a Dio,che l'anno 114». Papa Innocenzo ll.d 
S. Bernardo leuato lo fcifma 5 ch Anacleto li. e doppo lui Viti 
tore IV. folleuarono centra della Santa Chiefa, deliberali 1 ;! 
d'aggiungere a quella Chiefa quella parte,che piglia con la-I 
tribuna , §c aitar maggiore tutta la cima , dandoci forma 4| 
croce. E quiui poi fu fepolto,-Mel cauare i fondamenti 5 la terr I 
ch'era prerToil fonte deiroglio,itringendoiì con ia mano,rvrl 
gena : e quefto Pape. > per effere di quello Rione v'aggiunfejj 
molti altri ornamenti, e fece dipingere la tribuna con vari-i 
pietre,e laftricare il pauimcnto^e cingere con colonne di pò; J 
fido l'aitar maggiore, per foftenerui lopra vn tabernacolo c|- 
tnarmo, e finalmente rifece la cappella del Prefepio. Fu quf 
fto Papa di cafa Mattei , che prima fu detta Guidonia , e p( 
de'Paparefchi . 

Doppo fei anni rimunerandolo Dio , fu fepellito in quefl 
Chiefa,e non hauendo confecrato fé non l'aitar maggiore , 
Cardinal Giouaani della (teda tameglia congregando il P< 

polo 



MODERNA. 67 

polo di quefto Rione,fupplicarono Iaocenzo M.dì cafa Con- 
ci, che volefle confecrarla ,e ci venne a'i$,di Neuembrt-» 
il 1*03. & anche d'entrata, e pretiofi doni) arricchì. Con—» 
tal'occafione pare, che mancaffe l'indulgenza, che vi poft-* 
Califto 11. nella Domenica doppo la fella di S.Califto,e 
m forfi era delia confecratione antica,* vi reità però l'altra—*, 
the pur'è delio fteflb Califto nel primo giorno dell'anno, ma 
la ftatione del giouedi doppo la feconda Domeaxa di Qua- 
refima ve la pofe il fanto Pontefice Gregorio , detto il gran- 
de- e la fefta principale di quefta Chiefa pare, che fia dell'Af- 
finità per l'offerta , che in vn tal giorno le fa il Popolo Ro- 
imano. 

Quefto fecero i Pontefici Romani ad vna tant'antìca me- 
moria della gloriofifiìma Vergine Signora noftra, e gli hanno 
Imitati alcuni Cardinali, che l'hebbero in Titolo, tra'qualifù 
Marco Scitico de Conti d'Altemps in Gennania,e nepote df 
Pio IV. da caro di Sorella,che vi fece vna grande,e bella cap- 
pella, in cui ripofe la dett'Imagine della Madonna, che della 
Clemenza fi dice.& in efla eleggendoui la fepoltura,vi fu pò- 
Ifto il fuo corpo l'anno 1 595. e l'altro lo fece priuilegiato per 
l'anime de'morti Gregorio XIII. 

Il Cardinal'ancora Aleflandro Medici, poi Leone XI. fece 
Idi vaghe pitture adornarci ehorofott'il mofaico di Papa In- 
nocézo II. Del Cardinal Giulio Antonio Santorioè il foffitto 
dorato, che dinanzi il choro attrauerfa la fuprema parte della 
Chiefa * ma in grandezza, e bellezza l'auanza quello della na- 
ue di mezzo, fatto dal Cardinale Pietro Aldobrandino, che-* 
fu nepote di Clemente VHI.poi fotto dello fteflb foflìtto dal- 
Tvna,e l'altra parte con debita proportione aperfe fineftre-* , 
che danno à tutta la Chiefa maggior lume. Editai ma- 
gnificenza fi ferba nella Sagreftia quefta degniffìma meo 
.' moria-» 

PETRO CARD. ALDOBRANDINO S.R.E. CAM. 

Clementis VIII. Pont. max. fratris F. qui fua 

erga Mariam Genitricem pietate Bafilica? 

huius parietes vetuftate collabentes 

reftituit , 

£ 4 ccclum 



6% ROMA 

te&um altius fuftulit , 
laqueari cslato , aurato exornauic 1 

Capttulum i & Canonici 
Optimo Patrono . B. M. F. C. 

ANNO CHR. MDCXX. 



Sotto la gìurifdittione di quefta Chiefa pofe Califtoi e la. 
paffata di S. Califto,e la feguente di S. Egidio,e de'Santi Cr 
fpino, e Cnfpiniano, che focto d'altri titoli furono prima, co 
me ad effe vedremo , & auanti di Porta Portefe vna vi fu d 
S. Giouanni, e su'l Montorio vna dedicata àgli Angeli. Hori 
ci reftano le Chiefe di S. Dorotea, delle SS. Ruffina,e Seco 
da,e di San Giouanni della Malua>e ne trattaremo à i propri 
luoghi . 

Di quefta però ci reftano alcune cole da dire, perche ef 
fendo Collegiata, auanti che Papa Gregorio IV. che fu del 
l'8 17. le faceife il monafterio per li detti Canonici Regolari 
haueua l'Arciprete Cardinale, come S. Giouanni Laterano 
S. Pietro in Vaticano, e S. Maria Maggiore.ma non fi è pota 
tofapere, quando partiti i Canonici Regolarci venifferoal 
cune Monachete quali fi partirono il 1118. 

Finalmente il i564.effendo titolare di quefta chiefail Car- 
dinaie Giouanni Morone, &habitando con lafua corte ne 
palazzo, che l'era vnito, & hora incorporato nel monafteric} 
di S. Califto , vn barbiere detto Giouanni Colli moffe i cor- 
teggiani del Cardinale , & i Canonici di quefta Chiefa à fari 
vna Compagnia del Santiflìmo Sacramento, accioche f 
mantenere decentemente nella Chiefa, & honoreuolmenfc 
fi portarle à gl'infermi della parochia , ma raffreddandofi al- 
quanto, fi rinouò il 1578. e dal Capitolo di quefti Canonici 
gli fu affegn?^ la cappella del Card. Altemps . Vedono fac- 
eto bianch ', e per infegna fanno vn'altarino co'l Sacramento 
dentro ad vn tabernacolo nel mezo a due candelieri accefi, 
e due fratelli, che inginocchiati l'adorano . Fanno la procef- 
fione d'vn tanto Sacramento la Domenica tra l'ottaua della 
fua folennità. Et vltimamente vi è (lata ripofta l'Imagine mi- 
ra colofa , trouata à tempo d' Vrbano Ottauo, qui vicino, alla? 
quale Moafigaox Gecchiai ha fatta vaa bella capella . 

Da ciò 



MODERNA. €9 

Da ciò molti raccolgono , che la prima Chiefa , che ruffe 
edicata al vero culto di Dio in Roma fotto titolo della fu* 
jitifiìma Madre,fù quella di S. Maria in Trafteuere. Quefto 
empio dalle SS. Cecilia, e Francefca Romana ne'loro tem- 
i fu fpefle volte vifitato : e per le fue gran prerogatiue e dc- 
aamente anche nominato Bafilica . 
i L'AfTunta , che lì vede foura il fofHtto , è pittura del Do* 
lenichini. Eia Tribuna, e la facciata di Mufaico fono ope- 
; del buon feruo di Dio Pietro Cauallino . Quella Chiefa, e 

fua porta nell'Anno fanto 1615. fu furti tuita, ad effer vifi- 
rta dal Popolo in luogo della Chiefa, e porta fanta di S. Pao- 
,doue non fi poteua andare liberamente , effondo vietato 
•commercio fuor di Roma per fofpetto della pefte , che era 

Italia» e pero v'è fiata meffa quefta memoria. 

VRBANO Vili. PONT. MAX. 

Quod Trigemina Porta peftilentia metu clauf* 

In Baiìlic* D. Pauli locum , 

Templum hoc,Portamque eius mediani 

Magnam Anni facri partem 

Subftituerit 

Canonici Memores Beneficij 

Pofuere 

ANNO IVBILEl 

MDCXXV. 

La Fontana » che è nella piazza, dicono gii eflerui fiatai 
•:ta da Adriano I. Poncefice,il quale (come habbiamo ferie- 
) rifece i condotti dell'Acqua Alfietina , e la riconduce in 
>ma> benché nell'Albertini fi legga. Efi & fons marmoreus 
udEcclefiam S. Maris, TraHiberins., quem Lupes Car. funata 
, vt carmina fculpta denotanti & cum deficcatus fueritReti* 
treus Vigeritts Saonenfis vir doclijf, eiufdem tit. Card, in fri» 
pam formam refiituit . Poi Aleffandro Vi. in miglior for* 
1 la rifece; e Clemente Vili, con vago difegno la rabbellì: 
1 per mancanza d'acqua è rimafta abbandonata , e comùv 
^ à rouiaart . 

E % Di 



7 o ROMA 

Di S.Egidio. 15. 

SOtto il titolo di S. Lorenzo effendo quella Chiefa vnitj 
al Capitolo della pallata di S. Maria, fùdaeffo Capitolo 
conceduta il 16 io. da riftorare ad Agoftino Lancillotto ,f 
quale la dedico à S. Egidio Abbate . 

In fucceflo di tempo n" modero altri à fondarui vn mona- 
fterio di monache ; dei che rallegrando*! molto Agoftino , lo 
fece herede d vna buona parte de'fuoi beni. Sono quefte mo- 
nache vn pretiofo frutto de i molti , che in quefto Rione di 
Trafteuere raccoglierlo i Carmelitani Scalzi . 

Hauendo poi Francefca Mazziotti fatto a quefto luogo do« 
catione di tutto quello, che poffedeua, fu eretto in Monafte- 
rio conl'approuatione di Paolo V. l'anno 161 o. a'zo. di Giù 
gno, & oltre alle zitelle, che già vi erano,vi pigliò anche l'ha 
bito la vedoua Mazziotti,& al gouerno di tutte ci vénerodu 
profeffe dello ftefs'ordine, cauate dal monaft.di S.Giofeppe 

Di S* Maria di Monte Carmelo . 1 6. 




Q Vetta Chiefa fu prima Parochia d< dicata à S. Biagio', t 
poi (quo l'inuowatione de' SS. Crifpiuo , e Crifpiniafltf i 

tu data 






MODERNA. 71 

idataa'Calzolari ; ma hora nel 1630. (otto Vrbano Vili, à 
ata congiunta al fopradetto Monafterio delle Scalze Ca&» 
ìelitane , e fi nomina S. Maria di Monte Carmelo . 

Di S. Maria della Scala . 1 7. 

r> Irca l'anno di M. S. 1592. tra certe cafe qui del mona* 
i fterio di S. Chiara, vna vi fu, che fotto d'vna Scala ha- 
,eua vn'ìmagine di Maria Verginella quale non comportan- 
do di ftar'in vn luogo sì poco decente , cominciò àrifplen- 
tere con molti miracoli, e grafie : onde il Card, di Como, 8c 
itti fi mollerò à fabbricarui quefla si bella Chiefa . 

Et accioche fofle ben tenuta da qualch'Ordine diuoto del- 
1 Santiflìma Vergine, ella fi degnò chiamare infino dalla-» 
spagna quello di S. Maria del Carmine riformato da S. Tere- 
ja di Giesù.-e l'occafione di farli venire qua da sì lótani paefi 
»el 1596. fu la venuta del Procurator dell'Ordine Fra Giouan- 

di S. Girolamo , che menò feco Fra Pietro della Madre di 
)io,il quale haueua gran talento in predicare con molto fpi- 
ito, dottrina, fantità, e zelo dell'anime . 

Per le virtù di quefto buon feruo di Dio fi moffe Clemen- 
e VII 1. à voler in Roma i Padri Carmelitani Scalzi , e diede 
ardine al Cardinal di Como , che vede (Te in qual parte della 
^ittà forte più bifogno d'aiuto fpirituale, e g udicandofi que- 
ta di Trafteuere,parue ancora molto a propofito la prefente 

hiefa , della quale pigliarono il poffetìb Tanno 1 597. il glor- 
io della Purificatone , e con l'aiuto di perfone pie , e lor di- 
lote fi liberarono dall'intereti*?, che pagauano al Monafterio 

S. Chiara, & accrebbero^ abbellirono la fabbrica della 
lhiefa,c da'fondamenti fecero quella dei Monafterio, e con 
nolto ftudio attendono alla falutedell anime per via de'Sa- 
ramenti,e della parola di Dio.E negli altari fon belli Quadri. 

DiS.Dorotea. 18. 

rRà le Chiefe,che dicemmo foggette alla Collegiata di 
S. Maria in Trafteuere, c'era quefta co'l titolo di S.Sil- 
jiCttro^ò perch'eli la fondando perche la confecraiTe,- E dalla 

B 4 Con- 



a 



7* ROMA 

Confezione auantì l'aitar maggiore li conofce ancora la mai 
antichità , e fnrfi che di Santa Dorotea fi diffe poi , quando 
vi fu pofto il fuo corpo , come dimoftra vn'infcrittione fopra 
la fteffa Confeflìone , che da nporui i corpi de* Santi fi face- 
vano anticamente nelle Chiefe: e fé vi manca l'anno, già più 
volte fi d«ra,cbe fimili traflaiioni fi faceuano fegretamente. 

Effendo Remore di quefta Chiefa (la quale è parochia, vi 
cina a Porta Settignana) l'anno fanto 1 500. Girolamo Pafio, 
vi fece vna opera degna di molta lode, per conferuare vna_» 
memoria di S. Pietro , fé bene da pochi fia conosciuta, e no- 
tata . Staua à quefta Chiefa vnita vn'altra nel Montorio, do- 
ue l'Apottolo S.Pietro fu crocefiffo,dedicata à gli Angeli,per- 
che iuì s'inginocchiarono fopra d'vn faffo, quando S. Pietroi p 
fu inalzato fopra di quel legno, lanciandoci impreffe le ginoc* !, 
chie, mancando poi per vecchiezza quella Chiefa de gli An-i ; ii; 
geli, il detto Rettore di quefta qui fece portare quel faffo, & 
incaftrarlo nel muro dalla parte deli Euangelio . 



Di S. Giouanni della Malua , 1 p # 

TRà le Chiefe parochiali fotto la giurifdittione di Santa 
Maria in Trafteuere c*è anche quefta co'l fopranomej 
Mica aurea : le quali parole non intendendo il volgo, per ef- I 
fer Latine, le ha corrotte, e ridotte in vna molto lontana dal * 
vero, de è di Malua. 

Da quelle due parole dunque Mica aurea, intendiamo,cho Ì"J 
ne'tempi antichi fi daua in quefta Chiefa il giorno di S. Gio: 
Battifta vna pagnottella indorata per qualche pio legato . 

Qua preffo e il ponte già Aurelio , ò Gianicolo,& hora dal \ 
Pontefice Sifto I V. che in quefta forma lo rifece, Siilo nomi- 
nato con due infcrittioni , l'vna da vn lato . 



MCCCCLXXV. 

Qui tranfis, Xyfti quarti beneficio • 
Deum roga , vt Pontifieem optimum maxi- 
mum diu nobis faluet , ac fofpitet bene • 
Vale,quifquis es, vbi haec precatus 
FVBRIS. 

« l'ai. 



\ 



MODERNA. 7 j 

: l'altra dell'altro. 

XYSTVS IV. PON. MAX. 

Ad vtilitatem P. R. peregrinaeque multì- 

tudinis ad lubileum ventura pontem 

hunc , quem merito ruptum vocauerant, à fun- 

damentis magna cura, & impenfarefti- 

tuit,Xyftumque fuo nomine appellar! 

VOLVIT. 

Di S. Apollonia . io. 

^V edificata quella Chiefa nel 1582.6 confacraca il 1584. 
a'n. di Maggio,- e per quello, che da quefte monache-/ 
s'è intefo, auanti il 1300. hauendo qui vna cafa Paluzza Pier- 
leoni gentildonna Romana vi congregò alcune donne delio 
fteffo volere , e pietà ,• che fotto la regola dei Terz'Ordine di 
S. Francefco vi perferuerarono infino al Ponteficato dì Pio 
V. che le ridufle poi à claufura, e folenne proferitone . 



Di S. Margherita z I 






T E Monache, che flanno qui, hebbero riderlo principio » 
LL* che quelle di S. ApolIonia,e fono del medefimo Ordi- 
ne ,• ma quefte non fanno il nome della Gentildonna Roma- 
na loro fondatrice; folo habbiamo, che più antica è quella-* 
fondatione,perche hebbe principio fotto Nicolò IV.com'ef- 
fe affermano, che fu l'anno 1188. Bifognando poi, che fi rin- 
chiudeflfero quefte ancora, Giulia Colonna lor fabbricò que- 
lla Chiefa, oc il monafterio l'anno 1 564. & efTendo prima de- 
dicato a S. Elifabetta Regina d'Vngheria, che fu anch'effa-» 
del Terz'Ordine , piacque alla nuoua fondatrice di cangiarlo 
in quefto di S, Margherita . 

Delle SS. Ruffina , e Seconda . 22. 

A quello , che all'altra Chiefa di quefte fante nel Late^ 
rano fi dirà fotco il Rione de'Monti, raccogliamo, che 

heb- 



D 



74 ROMA 

heboero qui la propria cafa, con vn bagno, fecondo il coltu- 
rale de nobili Romani, come fi vedrà alia chiefa di S. Puden» 
ciana, &. alla vicina di S. Cecilia, la quale fi come fu condan- 
nata a mo: imi dentro affogata dal caldo , così à quefte due 
fante vergini faccette , mavent'ott'annìdoppo S. Cecilia—», 
perch'ella pati del 132. equeftedel 260. 

Il Capitolo di S. Maria in Trafteuere concerie quella chie- 
fa, con la debita ricognitione il 1600. ad alcune donne fora- 
fliere, congregate à viuer'infieme ,le quali con limoline di 
perfone pie l'hanno rìftorata,& appretto le fecero vna com- 53. 
moda habitatione . 



DiS Grifogono. z$. 

GLi atti di quello fanto martire , per effer vniti a quelli 
di S. Anaftafia,- fi riferuano alla fua chiefa; & in quefta 
fi metteranno i riilori fatti da'Pontefìci , e Cardinali, che-* 
Thebbero in titolo, per effer'vna di quelle,che doppo le per- 
fecutioni fi fecero al tempo di S. Si'ueftro . 

S. Gregorio dunque il 1IL che tu del 731. effendo quefta 
chiefa in pericolo di cadere per la vecchiezza, oltre di risto- 
rarla', vi fece appretto vn monaflerio per monaci , e lo dotò 
con buon'entrata ; e quantunque Anattafio lafciatte di no- 
minare la profeflìone di quelli Monaci ; nondimeno, perfe- 
guitando ali'hora nell'Oriente i Monaci Leone lfaurico, il 
quale non voleua , che s honorattero le facre imagini ; tk elfi 
facendogli più de gl'altri renitenza ,• furono sforzati à fuggi- 
re, e venendone molti à Roma, benignamente li raccolfero i 
fommi Pontefici, come S. Pafquale 1. in S. Praffede ne'mon- 
ti i e S. Paolo I. in S. Silueftro di Campo Marzo ,• così potia- 
mo credere, chefaceffe qui S. Gregorio HI. maffìme che di- 
rimpetto s. Gregorio ne fece vn'altro fottoil titolo diS. 
Agata-». 

Fu di nuouo riftorata quefta chiefa l'anno ii2$.dal Cardi- 
nal Giouanni da Crema, e vi confacro vn'Oratorio,forfi per- 
che fermile di choro ne i tempi freddi, effendo la chiefa mol- 
to grande,- moltra quel fopranome da Crema,che di qualche 
Ordine regolare folte quello Cardinale i creatura egli fu di 

Pafqua- 



Ibi 



MODERNA. 75 

Pafquale II. già Cluniacenie.Certo é,che il Cardinal da Cro^ 
aia tu di grand'animo,e valore, poiché fece prigione in Sucri 
Bordino Antipapa conrra di Gelafio II. ck à Roma lo con- 
duce , e'iprefentò à Califto Il.il un. Poi da PapaHonono 
II. effendo il Cardinal da Crema fatto fuo Legato andò io— • 
Ingh'icerra >e Scotia,chericonofcendo allhora per Vicario 
di Chriito il Pontefice Romano j in vari; Concili; , ch'iui fe- 
ce il Cardinale , riformò il Clero , ch'andaua per la mala via* 

Finalmente il 1480. bebbero quefta chiefa i Frati Carme- 
litani . Auanci che da quefto Titolo afcendeffe Paolo V. al 
Pontificato, ottenne egli il 1601. che'l Popolo Romano le 
offerirle ogni anno vn calice,come a molte altre chiefe di Ro- 
ma. Polii Cardinale Scipione Borghefe fuo nipote hauendo- 
ia hauuca in titolo vi fece l'anno 1620. vn belliflimo foffit- 
:o indorato , & effendo ofeura, la fece comparire) aprendo* 
ci a i fianchi fineftre con debita proportione . 

Onde su la porta maggiore di dentro la chiefa quefta ia* 
fcrittione leggefi . 

AEDEM HANC DIVO CHRISOGONO SACRAM 

à Gregorio. III. an.dom. DCXXXI. reparatam , 

à Card. Clementi an. MCXXV. refe&am , 

poli quingentos annos vetuftate 

collabentem 

Scipio Card. Burgheiìus 

maior Pcenitentiarius 

fuum , & auunculi Pauli V. 

»on dum ad Pontificatimi euectì 

titulum inftaurauit, ornauitque 

ANNO DOMINI MDCXXIIL 

La Madonna , ch'è nel fofficto à dirittura della tribuna , è 
Dpera dei Caualier Gioleppe d'Arpino ; & il S Grifogono , 
che é foprala metà della Chiefa , è pittura del Caualier d*-# 
Cento . 

Oltre del Titolo, che ha di Cardinale, è parochia, ha fette 
altari con varie indulgenze, come in alcune delle fette Chie* 
(c ì e pare, che a fomiglianza d'elle aabbm© i Pontefici polli 



j6 ROMA 

altrettanti altari à confolatione di quelli , che per infermitàt 
ò vecchiezza non poffono far le fette chiefe . 

Ha quefta chiefa il capo, & vna mano di S.Grifogono. Ee 
indetta chiefa è ma confraternità diS. Maria del Carmi- 
ne,che fi vnì il 15 43. con vn'altra del Santiffimo Sacramento 
qui inftituita ali 'hora, & hanno auàti la chiefa il loro Orato, 
rio . Maritano alcune volte zitelle la terza Domenica di Lu- 
glio, per effer fefta propria della Compagnia del Carmine, 
del che non habbiamo ancora faputa la cagione . Vedono 
facchi bianchi con mozzetta lionata . Qui ftà fepolto il dot* 
tiffimo Girolamo Card. Meandro titolare di quefta Chiefa» 
Le colonne » & i marmi , con li quali fu fabbricata detta—» 
chiefa , furono prefi dalle Therme di Seuero Africano, che 
qui d'intorno erano fuperbamente edificate i e nel Marliano 
le ne fa mentione . 
EfTendo il Trafteuere perla calidezza dell'aere luogo 
a Therme proportiohato , onde anco Aure- 
liano le fue v'erette , come già nella 
Chiefa di S. Francefco 
se accenna- 
to. 




©/ 



MODERNA. 



77 



Jtlla Ter fan* Termi" Ji Seéftm iù 

forfè ■ mi ,,i i Setter* 




Di S. Agata . 14. 

B Eoche Siciliana fotte quella Santa > nondimeno in Ro- 
ma pure antichiflima è la memoria di lei,come fi vedrà 
ll'altrafua cbiefe di Suburra . Douc è quefta chiefa, hebbe 

S. Gre- 



78 ROMA 

S.Gregorio II. te fua cafa paterna , & il 717. fatto Somma 
Pontefice ve Ja fabbricò in Chiefa. 

Appretto della chiefa ornata con doni pretiofi fondò vo-i 
Monafterio di Monaci, doue pur fi ftendeua la fua cafa . 

Sino à quando fletterò qui i Monaci , non lo ritrouiamo 
poiché già fono molti anni » che ridotta è la chiefa in poco 
{ito, & eflendo vnita alla vicina di S.Grifogono,Clem.VIli 
l'anno 1 596. la diede con l'obligo della parochia alla Con. 
gregatione della Dottrina Chriftiana . 

Il principio di quefta Congregatione fu in Roma il 1 56? 
per mezo d'vn Milanefe , detto Marco Sadi , che con altresì 
perfone diuote cominciarono ad vnirfi in S. Apollinare, e i< 
fcfte andauano per le parochie di Roma , e fife rei tan don* io. 
quell'opera di tanto giouamento, e neceffna ,• poi altri vii 
accompagnarono , Smettendoci alcuni facerdoti letterati f< 
cero quefta Congregatione , viuendo, e vertendo com'alti 
Cherici regolari, ma non fanno profefIìone-> . 

DiS.Bonofa. zj. 

TRà le vergini Romane , che fono celebrate , fi per la» 
fantità della vita, come perla fortezza dell'animo i 
confettare la noftra fede , vna fu S. Bonofa . 

L'anno 1480. volendo il Rettore di quefta chiefa rifarci 
l'aitar maggiore, ci vide molte reliquie, e tra l'altre di S. Bc 
nofa . Hora la parochia con la chiefa é vnita alla feguente 

Benemerito allafine di quefta chiefa tu l'anno 1 604. il fu 
Rettore Ariedeno Roncone Senefe, hauendo rifatto il tetc< 
e dipinto le mura , né altro d'vna sì antica memoria babbi: 
ino ritrouato . 



Dì S. Saluatore della Corte . z6. 

Q Velie , che gli antichi dimandauano CurU , e delle qu 
fi dirà a'SS.Giouanni , e Paolo , le chiamarono dip 
Corti, eflendo luoghi, doue fi teneua ragione in tutte le. 
caufe, & al principio ne bàftò vna fola,- ma crefeendo p* 
ogni dipiù la Città di Roma > per ogni Rione fi pofe vna. 

Corte, 



H 

Ci:- 



MODERNA. 79 

Corte» onde fotto lachiefa, che Je Monache di Torre di 
Specchio hanno fabbricato in alto, vera vna detta Santa 
Maria della Corte . 

L'antichità di quefta fi conofee e dalla torma, e Confeflio- 
ne auanti dell'aitar maggiore , e dalle p tture d'intorno . 

Nella cui Tribuna è effigiato il martirio di S. tigmenio pre- 
te del titolo di Paftore , che dal Ponte Sacro , onero Subii- 
ciò fu gettato nel Teuere ,• e qui dicono efTerui parte ad fuo 
corpo . E fu già pio , e religiofo maeftro dell'empio Giulia* 
no Apoftata , la cui barbara effigie e quefta . 




Di S. Edmondo Rè. 27. 

H Ebbe l'Inghilterra due Regi di queftonome. Vnofù 
tanto limofiniero , che venne in habitofconofcmtoà 
chiedergliela S. Gio. Euangelifta , di cui egli fu diuotifiìmo , 
& all'hora non trouandoti il Re denari , fi traffe di mano vn 
pretiofo anello» e cortefemente glielo diede, né tardò il fan- 
to Euangelifta ad apparirgli manifeftamente, e gli refe l'anel- 
lo . Ma ftrano cafo fu quello , che nella'fua morte permeile 
Dio. Hauendo condannato vn ladro alla forca v tanto fu 

quegli 
I 



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I 



80 ROMA 

quegli sfacciato 1 e temerario , che doppo effer fuggito tra- 
ueflitofi fiipofe alla menfa con i corteggiarti dello fteifo Rè, 
& hauendolo il Ré feoperto , lo piglio per li capelli ; ma fé 
gli cacciò fptto il Udrò , e nefianchi Io feri con vn pugnale , 
e l'vccife i éc eflfendo morto per la giuftitia, meritamente^* 
d'honora come S anto , l'anno però , & il giorno fi defidera • 
Ad honore di quello Santo , il cui giorno fi celebra a'io.di 
Nouembre fece quella chiefa con vn fpedale a canto vn_- » 
mercatante Inglefe per li fuoi paefani , che di tanto lontano 
veniuano a vifitare quelli facri luoghi di Roma ; li quali ha- 
uendopoi con le loro herefie fprezzati , rellando quell'ope- 
ra in mano della Sedia Apoflolica l'ha vnita ad vn'altra mag- 
giore , & a beneficio lóro i com'è il Collegio perla giouentu 
Inglefe alla chiefa di S.Tomaflb Cantuarienfe . 

Di S. Gio. Batti/la àé'GenoueJì % 8 . 

M Ermamente dedicò quella natione la fua chiefa al 
gran Precurfor di Chrifto , per hauer'ella d'vn tanto : if 
Canto le facre ceneri , e che di Genoua tiene Angolare prò- i ^ 
tettionej poiché ogni volta, che nel porto Hanno le naui in |Wi 
pericolo, per la furia de'venti , di romperli I'vna con l'altra, 
Cubito fi quietano al comparire di quelle fante reliquie por- 
tate fopra la torre à mezzo il molo : Come poi il fuo corpo \J N 
ridotto in cenere dal fuoco, per comandamento delfapofla- » lc 
ta Giuliano, fiati portato à Genoua , lì dirà alla chiefa di San ; à \ 
Silueflro in Campo Marzo, doue Uà il capo . 

Qui dunque Meriaduce Cigala nobile Genouefe , fece da'! Mi 
fondamenti quella chiefa con lo fpedale vnito ,- ftando egli wm 
in Roma Teforiere del Fifco Apoftolico, fotto Siilo IV. Poi Mei 
venendo à morte il 1481. qui fu fepellito, e vi lafciò d'en- W*j 
trata tremila feudi, non folo per mantenere la chiefa,ma per :; - 
lo fpedale > a benefìtio de' Barcaroli Genouelì , quando fof- ; °o te 
fer'infermi , onde anc'hoggi vi fi legge . fcpo 

(Ni! 
■Zi: 
Mei 
Jiofpì- 



MODERNA. 81 

hofpitali hoc pauperibus nautis alen. & morbo 

curan. pecunia fu a à fund. faciund. teftamento 

reliquie dote non preterita . 

Heic fitus eft quarto Non. Aug. anno falutis 

MCCCCLXXXl. 

Ma nella guerra , che fu poi fotto Clemente VII. effendo 

juefti beni occupati da varij particolari, Gio. Battifta Ciga- 

a , per la memoria del fondatore Auo fuo , e per honor del 

ianto , di cui haueua il nome , doppo d'effere ftato Audito- 

e della Camera Apoftolica fatto Cardinale da Giulio III. 

i 1 5 5 1. tanto fece, che fotto Paolo III. ricuperò parte de'fu- 

letti beni, e 1 i diede in cura alla natione de'Genouefi con la 

hiefa, e fpedale . 

Perciò il 1 5 « 3. fecero vna Compagnia,e la confirmò il Al- 
letto Giulio li Le li allargò la charita ad altri poueri infermi 
jenouefi,acciò s'accettaffero in quefto fpedale. Vertono fac- 
ihi bianchi , e fopra vi portano dipinto S. Gio. Batti/la, che 
ella mano finiftra tiene il mifteriofo Agnello. Celebran'an- 
>orala fefta di S. Giorgio,perefler'vn'altro Protettore della 
tepublica di Genoua , ma in quella del Precurfore hanno 
,racia di liberare vn prigione per la vita • 

Dì S. Cecilia . 29. 

IT N'altra chiefa fi vedrà a quefta fanta Vergine dedicata, 

V in Campo Mano: a Monte Giordano ve n'era vn'al- 

jy ra, la quale adeffo non c'è più: e quefta in Trafteuere è la—» 

srza , & in tutte v'hebbe cafe : e dello fpofo, e àtì cognato 

jj' hereditò con tutt'i loro beni, quando fatti Chriftianì, le ne 

e ,| riuarono, per andar più fpediti al martirio . 

S. Cecilia in Trafteuere, fu la propria cafa di S. Cecilia— » 9 
ij enche altri vogliono per vna antica infcrittione trouatain 
3 .Biagio de'Materazzari al palazzo de*Medici,che quella fof- 
• I ;: con tutto ciò la Chiefa tiene il contrario,poiche dice,che 
corpo di S. Cecilia, di S. Valeriano fuo fpofo , e d'altri fu- 
>no dal Cimiteriodi Califtoleuati , nelqual VrbanoPapa 
haueua collocati, da Pafchal Primo di quefto nome tra- 
•ortati in quefto luogo , che era cafa,ediciò l'anno 1599- fe 
s hebbe chiarezza, poiché l'Eminen.Paolo Cardinale Sron- 

f draco 



8* ROMA 

eirato Titolare di quefta Chiefa facendo fab ricare quefto bo-l , 
nedecto luogo fu trouato il detto corpo di S. Cecilia, Vrba«j Z 
no, Lucio, Tiburtio, Valeriano, e Mafiìnio: il corpo di S. Ce- ■ 
cilia fu intatto ritrouato con la fua vede di feta interfiata con P 
fili d oro , fcalza, con vn velo riuólco intorno alli capelli, gia< 
cendo con la faccia nuolta in terra, con li fegnidel fanguej Ke , 
de di tré ferite sù'l collo, la qual reliquia fu ripofta in vna cafj n \ 
fa d argento dalla felice memoria di Papa Clemente Vili : & 
concorrendoui tutta Roma. Il detto Cardinale ha fatto rido !" 
rare tutta la Chiefa nobilifiìmamente , con vn pauimentoin a \ 
torno ali Aitar maggiore tutto d'alabaftri, Scaltre pietre-» fì n 
Orientali , & anco internato di gioie , oue fi vede in vn can . 
«lido marmo fcolpita l'effigie , & imagine di quefta gloriofifj ! 
fima Verginee Martire nel modo, come tu ritrouata >cs'i |> 
detto : ha anco ornato la Chiefa di molte lampade d'argen-j *!! 
to , con entrata perpetua , acciò fempre ardino, e perciò nd |! . 
fuo fepolero vi fi legge , 



DEO TRINO VNI. 
Paulo Sfondrato Card. Epif. Alban. 

Gregorij XlV.Fr.fil.Bonon.Legato 

Signatura? luftitiae Preie&o Cremonenfi 

Praefuli pietate in Deum, cantate in pauperes 

piane memorando. 

quod S. Caeciliae corpus 

infigni fepulchro luminibus 

ad cencum perpetuò collucenribus 

terreftri prope Cado decorauir,, 

tetnplum exornatum 

facerdotibus , miniftris , 

pretiofìs vafis , & reiiquijs auctutn 

haeredem in affé reliquit i 

quodque omnem eiufmodi rerum memoriam 

viue ns re pul it , 

demortuoanno gtat.LVIll. Sai. MDCXVHI. 

OdoardusCard. Farnefius, Auguftinus Paccinelliw 

SZHEN. TBSTAMEN TAR1I EXEC VTORES 

P P. 

Sotto 



ludi 



h 



MODERNA. 8j 

Sotto l*AItar maggiore è vn' Altare, nel quale è il corpo di 
ietta Santa> e de gli altri già detti, quiui trafportati, riferbate 
Derò alcune parti, le quali ha fatto ornare di argento dorato 
1 detto Cardinale; perla moltitudine, e ricchezza è ftupors 
i vederi e. Vi ha anco gli annipaflati il Marchefe di Viglie- 
la Ambafciadore Cattolico donato vna lampada , & vn'in« 
:enfiero d'argento di molto valore.A mano dritta nell'entra- 
e in Chiefa, é il luo^o riftorato, oue era il bagno di S. Ceci- 
ia. E 1 vero, che fi potrebbe faluare l'vna, e l'altra ragione,di- 
sendo, che quella fbffe la paterna, e quefta la fpofalitia, cioè 
lei marito di lei, non mai toccato, ó carnalmente conofciu- 
lo. Vie laStatione il Mercordì dopo la feconda Domenica 
li Quaresima, e nel giorno di S. Cecilia v'c indulgenza plena- 
ria, vi fono anco molte altre reliquie, oltre li detti corpi, & è 
>arochia.In quello luogo è vn Mona/brio di Monache di Ca- 
maldoli, le quali hanno cura di quefta fanta Chiefa . 

Il Quadro del Chrilto flagellato è pittura del Vanni ; & il 
ondo della Madonna su l'aitar Maggiore è del Caracciolì . 
i le colonne del Portico dicono effer anche effe delle Ther* 
ne di Settimio Seuero, la cui effigie è quefta . 




Finalmente vi é anco la Compagnia del Santiffimo Sa- 
ramento, la quale ha vna Chiefa feparata per Oratorio . 

F * «li 



«4 ROMA 

Di S. Maria della Torre a Ripa . 30. 




PApa Leone Quarto , volendo impedire il paflfo del fin- È 
me a'Saraceni fece sii quella riua vna Torre?e dirimpet- : 
to vn'altra , &. altre due più à baffo dall'vna , e l'altra parte^ i 
del Teuere , doue fi attrauerfaua vna catena, acciò fé i Sara- 
ceni] l'haueffero paflata, foffero da quell'altre due Torri bat- 
tuti > e difcacciati . 

Hora per efier l'altra fuori deH'habitato,non fi vede più, e 

quella tettandoci à beneficio de'Marinari , che qui (caricano : 

le merci loro , Phanno dedicata in vna Chiefa alla fantiflìma 

Vergine; fu poi data in cura a i Padri di S. Agata in quello 

Rione, e vi celebrano lAffuntione della fantiflìma Vergine . 

E (là incontro alla Dogana di Ripa j oue fi cufto» 

difcono le robe , che vengono 

su pel Teuere-» . 



Edi 



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N 
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MODERNA 



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Yanis $e*afi>ru> 







■ \{.\ 'wpwyoì ',,,•, ]i,' À 



E dì qui rimiranfi nel mezo d'effo Teucre i pilaftri , e le rolli- 
ne del ponce Sublicio, ò d'Horatio,iopra i c\ii pilaftri a noltri 
giorni fu alzato vn ponte di legno , e dalla forza del Teuere 
parimente fu disfatto* & bora alle pescagioni ferue . 



* 3 



Vi 



%6 ROMA 

Di S. Maria in Cappella . 31, 

LA più antica memoria, che s'habbia di quefla Chiefa,è , 
che fu confacrata il 1090. & haueua il titolo dei Salita 
tore alla Pigna . Poi haurà prei'o ii nome di S. Maria, quando 
S. Francefca hauendoci vnitala fua cafa vi fece vn gran (pe- 
dale^ ci veniua à feruire gl'infermi,- poi vi s'aggiunfe il fopra- 
nome di Cappella, òCupella. Poiché hauendoui li Barilari 
nel 1540. fatta vna Comp. ottennero con la debita ricogni- 
tione la prefente chiefa delle Monache di Torre di Specchi, 
come heredi della fondatrice loro ; fé bene delio fpedale fu» 
detto non c'è più fegno , & trouando i Barilari la chiefa in_» 
mal'eflere, la rifecero, e vi mantengono vn cappellano,& al- 
tra fefta non vi celebrano che di S. Giacomo Apoftolo. Rac- 
contano anco le dette Madri, che pìgionandoiìla cafa di 
S. Francefca, fé vi entrauano donne di mala vita , ò moriua* 
no in breue , ò fi conuertiuano . 



Di S. Andrea . 32. 



PEr quanto fi raccoglie da alcune lettere di S . Pafquale I. 
dell'Sii.nell'apparitione di S. Cecilia, riftorato ch'heb- 
bela fua vicina chiefa, pare, che fabbricarle quefia l'8xr. Et 
accioche honoreuolmente il Santiffìmo Sacramento fi por* 
taffe a gl'infermi di quella parochia , fi fece l'anno 1575. vna 
Compagnia a quefto fine, e le fu data quefla chiefa, acciò le 
feruiffe d'Oratorio. Poi ritrouandofi il corpo di S. Cecilia. 
Sn honore della virginità, e martirio di S. Cecilia vefti facebi 
roflì con vna moietta b anca con l imagine di S. Cecilia— j 
nel modo,ch,e fu trouataa giacere nella caffa, doue S. Vrba 
no la pofe . 



1 



«:i 






MODERNA. 87 

Del Saluatort al ponte di S. Maria. 3 j. 




tr\ Vetta Chiefa è chiamata del ponte S. Maria per vna-» 

i^Jm imagine della Madonna, ch'era già in S. Pietro fopra 

'aliare de'SS. ProceiTo, e Martiniano, la quale rubata, e fpo- 

Jiata delie-gioie, & oro, che n'era ornata,fù gittata dal Pon- 

e di S. Angelo in fiume, e miracoiafamentc in quello luog» 

F 4 del 



. 



88 ROMA 

delTcuere fermofiì . Et hora nella chiefa di S.Cofmatoè ì 1 
pofta dalla deuotione del popolo riuerita . 

Di quella chiefa non riabbiamo à dir'altro in particolare , 
fé non che biiogna, che la fua edificatione fia molto antica ,- 
poiché vi furono i corpi de'SS, Proto, e Giacinto, de'quali fi } < 
dirà a SS. Apoftoli, doue flà il corpo di S. Eugenia, di cui fu- ita 
rono eunuchi, & à S. Giouanni de Fioientini,doue fi trafpor- iJicì 
tarono. Sappiamo bene» che da Sifto IV. è fiata vna volta p 
rifatta, come dimoftrano le infegne fue,- e che é parochia . :; 

Qui fi vedono le veftigie del Ponte già Sanatorio , e Pala- w 
tino, poi di S. Maria, da gl'impeti dtì f cuere nel 1 598. roui- L 
nato , ed hoggi Ponte rotto dal volgo fi nomina j né vi è re- | ) 
ftata altra parte fé non quella, che vna volta effendogià ro- 
uinata, perl'occafione dell'anno Santo fu da Gregorio XIII. 
fatta rifare, con quella inferi ttionc . 

EX AVCTORITATE GREGORII XIII. 

Pont. Max. 

S. P. CL. R. 

Pontem Senatorium, cuius fornices 

vetuflate collapfos , & !ampridem_> 

refeclos fluminis impetus denuo 
deiecerat, in priflinam firmitatem » 

ac pulchritudìnem reftituit. 
ANNO IVBILEl MDLXXV. 

Di S. Benedetto . 34. 

TRe chiefe furono in Roma dedicate algloriofo Patri 
ca S. Benedetto, quefta, & vn'altra a'Catinari, la-» 
terza non v'è più , & era à Piazza Madama ; e perche di nif-» 
funa trouiamo le prime lorfondationi, bifogna,che fiano an-i 
tichiffìme . Hoggi ancora v'è l'Oratorio de'Norcini fotto 
Tinuocatione di quello Santo, come diremo al fuo luogo. 

Venendo S. Benedetto a Roma, per attendere à gli ftudij 
fi tiene , che qu» hauefle la cafa ,• e pare , ch'apinefib vi fofle 
vna chiefa , per eflerci vn' imagine antichiffima dt Noftro Si- 
gnore in vna cappella all'entrar di quella chiefa , doue in vn 

Mef- 



MODERNA. 89 

[effale ftà, che S. Benedetto le haueua gran diuctionc^i 
pochi anni fono , che per fabbricare qui d'intorno, fi tagliò 
rna pianta di mandole, ch'era di fmifurata grandezza, e d«u* 
itti fi diceua , che vi era fiata piantata dal fanto Abbate , 
Quella chiefa é parochia, & à quella gì ; fu aggiunta vn'aU 
ra chiefa, che era qui vicino di S. Lorenzo. Et in quello fi- 
dicono, eh» ftaffe la fa.nofa Cafa Anicia Senatoria chiara 
be' fecoli antichi per le Prefetture di Roma , e nobilmente-» 
da Claudiano celebrata , della cui fameglia fcriuono effere^ 
ftato S. Benedetto i e pero in quello luogo verfo S. Cecili* 
con bella, e dotta Libreria,i'Abbate D. Goftantino Caietan© 
Monaco Cafiinenfe ha dato principio a! Collegio Gre- 
goriano della Cafa di S. Benedettola qual Fame- 
glia hoggiFrangipana fi nomina, e dentro 
la chiefa vicina di S. Cecilia v'è nel 
pauimento vna fepoltura-* 
della loro nobiliflima 
ftirpe-» . 



Fine della Vrima Giornata . 






Gior- 



5>o 



ROMA 








MODERNA. 91 

Giornata Seconda./. 




RIONE DI RIPA . 

$^7 ON merfabbelìifcono Roma i Monti, fopra 
de'-quali e Fondata, che il Teuere,il quale in_» 
guifa d'vn Serpe con varij giri vi paffa per me. 
zo, e vi rinchiude vna beillfola, di cui vedre» 
S|*yj[ mo alcune cófe nella prima Chiefa di quefto 
^i^s^ Rione,- il quale alza per fua-infegna vna—» 
Iota in Campo Roffo . 

Et ha di mirabile in fé il Theatro di Marcello , Palazzo de 
.li Eccellentiilìmi Sauelli, e gli hofti Palatini de'Sereniffimi 
•'amen* . 

Nel "rimanente ha fertili vigne , e deuote Chiefe-* .' 
I fito fin ho r a più largo , e profondo, che habbia quefto fìu- 
|ie, fta,doue fi dice a Ripa : & iui Anco Martio, Quarto Rè 
ìe'Romani , fece come vn porto, acciò vi fi fermalTero le—» 
; aui , che da'varij luoghi portauano mercatante alla Ina-» 
ran Città di Roma-* . 






Si clic» 



9* 



ROMA 




Si dice Ripa grande à differenza dWaltro luogo più 
baffo verfo il Popolo , doue fi fermano , come in vn porto , j} 
barche , che vengono da luoghi più vicini su pe'i noftroTe- il 
uere^. 

E dentro la porta del Monafterio de' Padri di S. Bartolo- I 
meo fi conferua la bafe, che fecondo grauiflìmi Scrittori fer- 
uiua alla (tatua di Simon Mago tra li due Ponti inalzatagli 
con quefte parole-» . 

SEMONI SANCO DEO FIDiO 
Sex. Pompeius S. P. F. 

col. Muflìanus 

Quinquennal. Decur. 

DON VM DED IT. 

E fé bene da queftail prefente Rione ha prefo il nome-», 
abbraccia nondimeno le chiefe , che fono dall'altra parte-/ 
del fiume > leuando le due prime . 



Del- 



MODERNA. 



93 




X:- ; J sòl ci T ih crwa 



Dell'I fola di S. Bartolomeo, i . 
Vefta anticamente fu detta Ifola diGioue Licao- 
nio, e fu fatta della materiata quale fu gettata nel 
Teuere , dal Campo de'Tarquinij , che era il Cam- 
o Marzo, come dice Dionifio: cioè fu fatta dalla gran copia 
iel frumento Regio d'elio Tarquinio > che per fencenza pu- 

blica 



Q 



94 ROMA 

blica tu giftato nel fiume, in pena d'efib Tarquinio . II qual 
frumento à poco à poco fi affodò in quefta parte del Teue-»' 
re, e fé ne fece vn'lfola . 

Quelta Ifola ha forma di Natie, perche fu confacrata ad 
Efcuiapio,il cui fimolacro , eferpente mportatoquim da-» 
Epidauro, con vna aaue,- la memoria dì cui fu conferuaca da* 
domani, con fare quefta mole nel Teucre, conia forma—» 
di naue. 

In quefta ftefla Ifola erano già molti Tempij di Dei ,• cioè 
di Gioue , di Fauno, di Diana , e d'EfcuIapio , che peretfere 
ftimato Dio della Medicina, fu caufa, che in quello fteflb 
luogo fi fabricafle vn Nofocomio , cioè vn'HolpedalediL-» 
gl'Infermi \ di cui quefta voto legge»*, parlando d'EfcuIapio. 
Jiifce diebus Caio cuidam caco oraculum edidit . Veniret ad 
facrum altare , & genua fiecteret i à parte dextra veniret ai 
Unum , & poneret quinque dìgitos fuper altare , & eleuaret 
tnanum, & porterei fuper froprios oculos ; & reftè vidit . 

Per due ponti s'entra in queft' Ifola ,• l'vno ( & è quello 
verfo Roma) Tarpeio, e Fabritio tu detto; da lui fatto, men- 
tr'era Maeftro delle ftrade,e l'approuarono i Confoli Marco 
lepido, e M. Gurtio ; fiora fi dice Quattro capi, per quattro 
capi , che vi fi vedono (colpiti in marmo , e rapprefentano 
Giano quadriforme per le quattro ftagioni dell'anno, ouero 

dimoftra vno di quei termini, che fi metteuanoài 

confini de' campi. L'altro ponte dal lato di 

Trafteuere fu detto Ceftio , & Efquili- 

no, e io rifecero gl'Imperadori 

Valente, e Valenti- 

niano . 




E poi 



Igì 



MODERNA. 



9S 




V 



E poi Benedetto Senatore, come vi (ì legge, il riparò., 
UnediBus alme. Vxbis fummus Senator retfaurauit hunc fon- 
lem fere Mrvftum . Hora Ferrato fi nomina , & anco dalla 
>rincipal Chiela, dicefi di S. Bartolomeo . 

Quefta chiefa fu fabbricata nel fito, doue era il Tempio 

i'Elculapio ralfo Dio de' Gentili : il quale era vn Serpente^ 

ortato a Roma dalla città d'Epidauro , al tempo della pe- 

:e: e perche era ftimato Dio della medicina, li Romani 

1 li fecero quefto Tempio , per effere foccorfi da lui in que- 

olor bifogno della contagione . Quefto Tempio d'Efcula- 

io fu fondato nell'Ifola, la quale è in mezo al Teuere, e do- 

e é l'horto de'Padri, fu lo Spedale de gli antichi . 

Nell'anno del Signore 983. Ottone Imperatore trasferì à 

orna da Beneuento il corpo del gloriofo S. Bartolomeo , e 

1 ripofe in quefta Chiefa , la quale fu dedicata al nome del 

etto Santo . 

Nel pozzo auanti all'Aitar maggiore , fi dice , che fulfero 
trouati li corpi di S. Paulino Veìcouo di Nola : di S. Gil- 
srto : di S. Efuperio, e di S.Marcellino Confeflbri . 
Papa Palquale li. à quefta forma la riduffe il uij.'Poj 
|inno 1179. la confacrò Aleffandro III. & il 1601.il Car- 
nai Giulio Antonio $antorio,& Arciuefcouo di S.Seuerina 

faauen- 



95 ROMA 

haueudola in tttolo,fece il ciborio fopra dell'aitar 'maggiore, 
e dipinte la mbuna,cV adornò con vn bel foflìtto indorato la 
cappella della Madonna. 

L'anno prelente i6z4- ventfadornata quefta chiefad'vn 
beli (Timo fofruco per vna tallita fatta dal Signor Capitan-* 
Currio Zanric'/,la quale e (tata recuperata con l'aiuto del 
Sig. Cardinal Trefcio E d> fu~n il portico, e la tacciata con 
belliflìrna architettura venn adornata con limr fine trouate 
dal P Guardiano: chiamato Fra Bernardin*-, Tonozzi da Ve- 
letri con l'aiuto d'vna gran limofina data dal ludetto Signor •'•' 
Card. Trefcio 

Fu quefta chjefa Collegiata infino al 15 13. nel quale Pa- • 
pa Leone X, la dxde a i Frati OfTWuant/ d/ S. Francesco, la- jfi 
feiando la chela di S. Girolamo della Chiarità, e fi diceuano *• 
Chiarini da Frat'Angelo Ctareno, cr. : fi litirò con alcuni!,^ 
compagni dello ftels'Ordint à far vita Romitiea forra d'vi|j bl' 
monte, veftendcfi d'vn'altr'babito ; e da Celeitino V. fu que- »i 
Aa lorcongregationeapprouata . Poil'anno 1568 paru«_> K|- 
meglio à Pio V. che fi vniflero con gli altri Ofleruanti di S. ^ 
Francefco . 

Circa il giorno feftiuo di S. Bartolomeo,trouiamo,che va- to 
riamente fi e celebrato nella chiefa di Dio , perche i Greci Ci 
nel Martirologio loro l'hanno in due luoghi a'io. di Giugnoip; 
e i;.d'Agofto ; ma nei Martirologi noftri è porto a'24. dello*.;. 
fteffo mefe d'Agofto, e tal giorno fi ofleruauainfin'ai tempofeii 
èi S. Girolamo, e San Gregorio il grande. mh 

Le reliquie di quefta Chiefa fotto Paolo IV. per l'inonda-t .Ce 
tìone del Teuere , che fece cader parte di detta chiefa, e de»'! ;i 
Monafterio, furono portate à S. Pietro.ma poi da Pio IV.fu-fe; 
rono fatte folennemeute riconfegnarea'Padridi quefto luo- 
go nel 1 5 60. Vi Conno molte indulgenze, e nella fefta vie 
anco TOttaua con grandiflìmo concorfo di gente . I :;;. 

Di S. Giouanni Co/auìta . a. ite 



SGlouanni Colauita , ò Calibita é nell' Ifola , già vi Ita 
* uano Monache , le quali dapoi s'vnirono con quelle d 
Sant'Anna, bora vi ftanno fteligioiì, detti volgarmente.Fattfc; :; 

ben 



MODERNA. 97 

ben Fratelli , li quali hebbero principio da vn buon fcruo di 
Dio Spagnuolo, detto Giouanni di Dio, che perciò fono an- 
;o chiamati Frati di Giouanni di Dio,Ia lor'origine fu intor- 
lo all'anno 1540. Qui era la cafa di San Giouanni Coiauétai 
1 quale iconofciuto fé ne morì in cafa propria volontaria- 
mente, come S. Quefti Religiofi attendono alle opere di ca- 
jita,gouernando gl'infermi, che trouano per le ftrade . Qui è 
,1 corpo del detto S. Giouanni Colauita, d'Abacone, & Au- 
■fece fratelli, di Mario, e Marta padre, e madre loro,& altre 
eliquie. Furono pofli fotto la regola di S. Ago/tino da Pio V. 
1 1 5 7 1. e volfe , che riconofeeffero gli Ordinarij, a'quali ren- 
dettero ogni anno conto delle fpefe nel mantenere gli fpe- 
iali , & in ogni luogo delle Congregationi loro vno folo fof- 
e Sacerdote. Poi Clemente Vili, ordinò il 1596. che facef- 
ero vn votodiferuitù a gli fpedali loro proprij,alla fine Pao- 
lo V. il 161 1. gliobligò alla profefsione de'tre voti ordinari],- 
^o'I quarto fudetto, e che nel Regno di Spagna per ogni fa- 
.neglia de'lor Conuenti haueflero due facerdoti dello ftefs* 
Drdine i e fi chiamano Fate ben fratelli ,( comedifopra fi 
liffe ) perche il feruo di Dio Giouanni lor capo, quando an- 
,laua cercando la limofìna, la chiedeua con tali parole . 
; Circa l'anno fanto 1600. rinouando queita loro chiefa-», 
Irouarono alcuni tefori nafeofti di corpi fanti, tra'quali fu 
1 Quello di S. Giouanni Colauita,- di più feoprirono vn'arca di 
j inarmo, fopra di cui erano fcritti i nomi de'SS.MaricMarta, 
ludiface, & Abacone; ma fi deue intendere di qualche par- 
1; je. C era fcritto ancora il nome di S. Hippolitoi&^anch'egli 
] (irà parte ò di quello , che battezzò San Lorenzo , ò pur di 
: -[uell altro, che è in S. Agata di Suburra . 
1, : Et vltimamente l'Eminentifsimo Card. Lami ha facto à 
J ae fpefe ingrandire, più della metà, lo fpedale , doue (tanno 
, li ammalati per maggior capacità di letti a'poueri infermi . 
Qui tu il Tempio di Gioue Licaonio, e dalla parte di die- 
,ro quello di Fauno su la fponda del Teuere 5 donde hoggi fi 
:ende à macinar grani. Nel Palazzo poi allo incontro della 
,ll ^hiefa habicò già il Card. Gaetano, il quale fatto Pontefice—* 
j.ebbe il nome di Bonifatio Vili. E per prima v'era itatala 
pfcooteifa Matilde , come anco il Pontefice Vittore 111. 

G Di 






98 ROMA 

Di S. Gregorio k Ponte Quattro capi . |. 

E v Parodila, e vien detta à Quattro Capi , perche all'en- 
trare del ponte vi è vno de'detti Giani, che ha quattro 
he ci t^t . 

Poco più oltre alla man diritta verfo Ponte rotto à meri 
ftrada è vn piccolo Ghetto d'Hebrei con la fua fcuola . 




Di S. Maria Bgittiaca . 4. 

ALl'incontro di quefta chiefa appaiono le mine d'vn'an* 
cica fabbrica, la quale dall'ignorante volgo è tenuta, 
che fia del palazzo di Pilato . Quelli , che delle antichità 
Romane fcritfero molte cofe , qui pofero vna piazza da ven- 
der pefei,- ma fotto nome di pefei intendeuano 
ancora tutte l'altre cofe neceffarie al vi- 
uerehumano, delle quali ab- 
bondaua quefta piaz- 
za-* . 



3 

I 



Qui 



PI 
III 

>tetc 
h\ 

K 



MODERNA. 



99 




Qui poi, dou'è la preferite chiefa, ci babbiaaao altre ruine 
vn Tempio profano . Quello chi lo diede alla Fortuna-» 
irile, chi alla Mifericordia, e chi alla Pudicitia, non hauen- 
> letto vn'infcrittione antica fatta rinouare dal Cardinal 
iulio Santorio , come protettore de gli Armeni , à'quali fu 
ita quella chiefa , e vi fi legge che già fu Tempio dei Solet 
di Gioue, che rettori del Mondo fecero i Gentili ,* 

G i Hoe 



loo ROMA 

Hoc dudum fuerat fanum per tempora prìfctt 

ConflruftHm Phétbo » mortiferoque Ioni . 
§}uodStepfaa,nus ve ter i purgauit ìiercore Index • 
E poi fu dedicato alla fantifiìma Vergine , forfi per quel mi- 
racolo dvna fua Imagine, occorfo nel vicino ponte, che pe- 
rò di S. Maria fi chiama>& alla chiefa di S. Saluatore ne hab- 
biamo anco ragionato . 

Poi l'anno 1 590. venendo à Roma per ambafciadore del 
Rè dell'Armenia a Pio IV. Sepher Abagaro , che difcende- 
«a da quella ftirpe reale, fu benignamente raccolto dal Pon- 
tefice, il quale diede alla fua natione vna chiefa, la quale dal 
fucceffòr di lui Pio V.efsédo rinchiufa nel ferraglio de gli He- 
brei,&: e/Tendo profanatale diede quefta,e la rifece con l'ha- 
bitatione loro. Poi Gregorio Xi II. amoreuoliflìmo anch'egli 
deìk nationi ftraniere prouide,quanto al viuere bifognaua.E 
per effere gli Armeni ribelli della Sede Apoffcolica, qui n»n 
s'accettano, fé prima noufonno la profefììone della fed«-» 
auanci del protettore , cne fempre è qualche Cardinale . Et 
horae l'Eminentirlìmo Cardinal Borghefe , e la cura, che-# 
dell'anime haueua quella ctt'^fi, fu vnita alla vicina di Scuo- j 
la Greca, e le cangiarono il titolo di S. Maria Vergine in-* 
quelfo della peccatrice Egittiana . 

Dentro vi è dipintala ftoria del Rè Abagaro ; evi è rap- | 
prefentato alla man finiftra neTentrar della chiefa in picco» 
la architettura il fepolcro di C hrifto noftro Signori . 



: D 



£ 



Di S. Stefano alle Carrozze t J, 

DVe tempij dedicarono i Rè de'Romani alla Dea Veftaj 
Romolo fu il primo , & era,doue hora iti la Chiefa di 
S. Maria delle Grafie fott'il Campidoglio,di Numa Pompilio 
fu poi ilfecodo,& e quefto,che dopo alcuni miracoli al Pro- 
tomartire S. Stefano dedicò la fameglia Sauelli , quando la- 
fciato l'Auentino,onde hebbe l'origine, venne ad habitar'al 
baiTo , come dice il Panciroli,- & altri ad Hercole vincitore 
Jo fecero facro , come dicono il Fuiuio ; & altri Antiquarij 
al Sole. I; 

Jioggi fi nomina la Madonna del Sole > oue ad vna imagi* 

ne del- 



MODERNA. iox 

ae della Tempre Vergine Maria il popolo con grandiflima dU 
uotione concorre . 

E qui fotto,come anche hoggi fi vede,!a Chiauica Maffima 
,con grandifiìma fpefa dal Rè Tarquinio Frifco fabricata cu* 
crauanclTeuere, 




Di S. Maria à Scuola Greca . <J. 



»I varie antichità trouandofi ornata la memoria'di quéi 
fto facro luogo , non fi hanno da iafeiare , perche da 
iitte coglieremo buoni ammaeftramenti,hauendoi Roma- 
li feguito in molte cofe il chia ro lume . 
Fu dunq; fondata quefta chieia da S.Dionigi Papa,& Adria- 
o I.la ornòjè detta Scuola Greca, perche qui v'era fabbrica- 
d vn luogo come,Scuola pubhca,nel quale s'infegnauaque- 
fca lingua, perche la Latina ail'bora era commune . Dicono 
oi,che fi dica Bocca delia Verità, peche anticamente ci 
ioffe vn'Altare molto grande , fopra del qua'e tonduceuano 
colpeuoli,per giurar il vero, e che il detto Altare foffc fab- 
\ ricato fopra la bocca d'vna Chiauica , e perciò cosi fi chia« 
ai. E' Titolo di Cardinale, & è Chiefa antichifltma. Tengo. 
o, che quefta foffe 1 a feconda chiefa , che fotfe dedicata alia 
Vergine in Roma . 

G 3 Difunfc 



loi ROMA 

Difunitache poi fu la chiefa Greca dalla Romana,quà ven- 
nero i Monaci di Morire Caiììno, e vi fletterò infino al i > 1 5. 
nel quale effendo creato Sommo Pontefice Leone X. la le- 
ce collegiata, e Pio V. v'aggiunfe la cura dell'anime, che ab- 
braccia il Monte Palatino, & Auentino, & vfeendo fuori del- 
la porta di S. Paolo,arriua infin'ad Oftia. Dallo ftefib Ponte- 
fice hebbe vn'lmagine della Madonna , che dipinta in vn-» 
muro fuori d'vna cala foggetta à quefta Parochia , tu podi.» 
nelha cappella, che fta nell'entrare à mano dritta . 

Altri miglioramenti hebbe quefta chiefa da vno, che fu 

Camerlengo di S. Chiefa, e di cui altro non riabbiamo, che il 

nome di Alrano,il quale fece il pauimento di marmi in terfia- 

ti all'antica, & infin'hora fi conlerua con quefta infcrittione. 

Alfanus fieri Ubi fecit Virgo Maria » 

Et Cenitrix Regis fummi » Patris alma fophia • 

Finalmente il Cardinal Gio. Vincenzo Gonzaga , bauen- 
dola in titolo le fece la facriftia; & vna cappella co'l choro , 
per cantarui nell'inuerno i diuini offitij , e morendo il mille 
cinquecento nouant'vno quivolfelafuafepoltura>e vi lafciò 
tuttala fuaguardarobba . 

Quefta S. Maria vogliono , che fi dica in Cofmedin ■ che 
è Greco , & in lingua volgare non lignifica altro , che orna- 
mento, perche forfi in quei tépi era di molti ornamenti ricca. 

Qui dietro era l'Ara maflìma d'Hercole . 

Di S. Maria a pie dell' Auentino . 7. 

S Anna in Auentino , è alla falita di S. Sabina > & è vnita 
► alla detta Chiefa di S. Sabina. 
Quanto alla prima fondatione di quefta chiefa , confide- 
rando,che i Palafrenieri sì del Papa, come de'CardinaIi,auan- j 
ti di fabbricar'in Borgo la chiefa loro a S. Anna, haueuano 
nella chiefa vecchia di S.Pietro nel Vaticano,à lei pure dedi- 
cato vn'altare, pare, che di quefta fi feruitfero, quando i Ro- 
mani Pontefici habitauano a S. Sabina, a cui è quefta vnita. 
E vi fta vn Romito alla cura di detta chiefa . 

E qui vicino fono le Saline, oue il Sale cocendofi s'imbiani 
ca ad vfo del popoloj e vi fi vendeua . 

E poco 



E poco più oltre fu l'arco da Romani inalzato in honorc 
4'Horatìo trionfante de'Tofcani fu'i Ponce . 



MODERNA. 



103 




Come anche v'era la porta Trigemina antica, donde itr« 
tforatij Romani partirono à combattere contrai tre Curia- 
ti ri; Albani. 

Quello contorno dicefì Marmorata dalli marmi , che da 
q Mafia di Carrara quiui condotti già fi sbarcauano . 

Di S. Sabina. 8. 

Sabina , è Chiefa molto antica, Se è nel monte Auent*. 
3 ► no, e vogliono, che qui foffe il Tempio di Diana>e poi 
acafa paterna di detta Santa; Quando, e da chi fofle edift- 
ata,non vie cofa molto ficura; ben fi sa , che l'anno di no- 
i tra falute 425. fotto il Pontificato di Celeftino 1. Pietro di 
chiauonia Cardinale , e di quefta Titolare la rifece da' fon- 
iamenti,e poi confecrata fu da Silio III. che fucceffe al dee- 
p Celeftino . Gregorio il Magno vi pofe la Statione il primo 
iorno di Qiiarefima, e li Sommi Pontefici già vfauano- veni- 
: in tal giorno qui à far Cappellai dare le Ceneri. Honorio 
li. dapoi che hebbe confermato l'indi tu to di S.Domenico, 
li doAò quefta chiefa , e parte del fuo palazzo, ficome anco 

Q 4 al pre- 



104 ROMA 

al preferite refta memoriali che in quel luogo il gran Patriar- 
ca S.Domenico vi fondò il Monafterio,& anco vi piantò vna 
pianta di melarancio , la quale fino al di d'hoggi fa frutti , oc 
il frutto fuo non foìo.ma anco le foglie iterTe fono tenute con 
gran diuotione. Vi fono li corpi delle SS.Sabina,e Serana iua 
maeftra , Euenr.io , & effendo falito f 814. al fommo Pontifi- 
cato, Eugenio II. la rifece anch'egli, e fotto dell'altare mag- 
giore pofe i corpi delle SS. Sabina , e Serapia , & altri . Egli 
ancora nella chiefa di S. Pietro in Vaticano coronò Lotario 
Impcradore, il quale fece vn decreto, che in eleggerai Som- 
mo Pontefice non vi s'intrometteiTero, fé non quei Romani, 
a'quali, fecondo l'antica vfanza,conuiene. Fu poi confacrata 
quella chiefa il 1238. a' 19. diNouembre per mano di Papa 
Gregorio IX. e da quattro Cardinali altrettanti altari . 

Fu la terza volta rifatta quella chiefa il 144 1. dal Card. 
Giuliano Cefarini . Ed anco Siilo V. nei 1587. le refe gran- 
dezza^ fplcndore,- però vi fi legge • 

Sixtus V. Pont. Max. 

Ecclejìam hanc intermedio pariete>ruinofoquc t ciborio ,_/ uh la- 
tìs+pauimento tirato, gradibus ereciisipt&uris ad pietatem ac- 
comodati*, altarique vna cum facris martyrum Alexandri Va* 
f&, Euentij, Theodoli, Sabin&->èr Seraphi& reliqu'tjs oh Hp.tiona-\ 
ri-as , Pontifici afque mijfas celebrandas tran/lato» in hanc fori 
mam rettituitAn. Pont. il. 

Finalmente effendo flato Priore in quefto monafterio 
Cardinal Fra Girolamo Bernerio da Correggio,oItre d'hauei 
fatto il i598.molteftanzesiperliFrati, come per il Somme 
Pontefice, quando ci viene il primo di Quadragcfima , dotò 
vna bella cappella, doue il Quadro tra colonne d'alabaftro è 
dipinto da Liuia Fontana, & il refto da Federico Zuccaro . 

Il faffo in mezo alla chiefa fu gettato dal Demonio fopra 
S. Domenico , mentre quiui oraua . 

Del Palazzo qui congiunto dice l'Albertini . 

Palatium S. Sabina, in quo Honorius III. & IIII.EugeniUi 
II. Pontijf. habitarunt , antiquum , quod quidern Retter*Card 
Montis regalis insìaurauitì pofìea vero a Fatto Sanftor. Vtterb. 
eiufdem tit.Ca r d.cum viridario in non nullis locis insìauratum, 

Et anticamente vi fu fatto il Gonciaue . 

Di 






MODERNA. 105 

Di S. AleJJÌo . 9. 

Q Verta Chiefa hora dedicata a S. Aleflio, eS. Bonìfati© 
tu già tempio dedicato ad Hercole Auentino,forfe per- 
che qui lotto ammazzo ii moft a Caccole l'hebbero i Mona- 
ci di S. Benedetto,e tu illuftrata con la prefenza di quel gran 
fcruo di Dio Adalberto Velcouo ; e martire glorie 10 i e quf 
prefe l'habito dei tanto Patriarca Benedetto . 

Quefto hauendo la chiefa di Dio di Praga in Boemia, e ve- 
dendo, che non poteua ritorni are la mala vita de' tuoi , fi ri- 
folle di rinunciarla in mano del Romano Pontefice, ch'ali* 
hora tu Giouanni XV. e defiderolo dalla vita monaftica 1 lo 
configlio il B. Nilo fondatore del monaiteno di Grotta ter» 
rata a refi ni . 

lntìno a quanto reftaffero q.:i i Monaci ci S. Benedetto, 
non lo ritrouiamo, fc non fu circa ii 1 400. nel quai'anno pa- 
re, che ci veniffero 1 Frati di S. Girolamo,- perche em hanno 
da certa traditione , che ii Conte di Monte Granello Carlo 
Romena ior fondatore , con altri compagni , tra quaii tu 
vn Gualtieri) di fanriffima vita, andando in Ifpagna fondaro- 
no varij mona.'terij de 'quali vno fu quello , che dal luogo & 
dice !o Scuna e . Poi di spagna venne à Roma vno di quel 
primi , detto Lupo Spagnuolo , & hauuta quefta— » 

chieia co'l monaiteno, . are vi morì il 1433. c\: hanno 

conferuata la memoria a; lui neiia fepoitura con L'inicnttto- 
ne, che rèadoppoi aitar maggiore. 

Quanto a riftori fatti à quella chiefa, folo riabbiamo ii mo- 
derni, perche de g i antichi non trouiamo chi ne fcriua .L'an- 
no 1581. queìti Padri fecero dipingere la tribuna, e l'opra del- 
l'altare maggiore inalzarono vn ciborio con degni lauorì tat- 
ti di marmo , e vi pofero l'armi del C io. Vincenzo 
Gonzaga ,si perefier' ali'hora di quefto Ordine Protettore, 
come hanco per hauer la chiefa in titolo . Poi ii 162 
do titolare il Cardinal Ottauio Parauicino , rece l'opra d 
itefso altare vn tabernacolo di g:an fpefa , e tra UalauiLri ùì 
marmo aperfe vna fcaia da cslarc in vna cappella lotto del- 
lo ttefs'altare,doucioflo riporti i corpi de SS. Boniiatio,Ale(- 
fio, Se Aglac . 

Quefta 



i©<5 ROMA 

Quefta chiefa fu vna delle 20. priuilegiate Badie di Roma. 
Et in effa v' é " vn'antichiffima cappella de' Saueili Duchi 
Auentini,come nel Sanfouino fi legge, & vna fepolura antica 
de' M affimi . £ la Madonna del Tabernacolo era nella Città 
d'Edefia— » . 

Di S. Maria nel? Allentino . 1 o. 

PRima di calare da quefto monte , habbiamo nell'eftre- 
ma fua parte la prefente Chiefa , la quale fu anch'ella-» 
vna delle 20: priuilegiate Badie,& bora fotto il titolo di Prio- 
rato fi da in commenda à qualch'vno de'Cardinali . E fé nel 
riuoltare il profano culto de'Gentili nel facto , e vero, ofTer- 
uarono i fedeli qualche proportione,quì la ritrouarono affai 
conueniente, nel dedicare a Maria Vergine vn tempio,ch'era 
della Buona Dea. 

Con l'antichità di quefto monafterio, fi perdeua inficme 
la memoria della chiefa, fé da Pio V . non veniua riftorata-* , 
ordinando , che vi fi faceffero alcune ftanze da poteruifi ha- 
bitare. Onufrio Panuino Frate di S. Agottino, hauendo l'an- 
no 1570. dato il luce vn libro delle fette chiefe ,in quella di 
S.GiouanniLaterano, mettendo le chiefe delle 2o,priuiIegia- 
te Badie, che in Roma haueuano i Monaci , aggiunfe à que- 
fta > che c'e'l corpo di S. Sabino Vefcouo . Tre n'ha il marti- 
rologio Romano , di Canifio a' 9. di Febraro • di Piacenza a 
gli 11. di Decembre , & a' 3. di Spofeti i e perche tutti furo- 
no auanti S. Gregorio il grande, de i primi due Conte/Tori 
egli ne tratta ne i fuoi Dialogi . 

Di & Lazaro [otto dell y Au enfino . 11. 

LO fpedale di S. Lazaro fuori di Port'Angelica , di cui fi 
dille nel Rione di Borgo, foftentandofi in parte con li- 
moline, per coglierne alcune da chi va alle fette chiefe, fece 
in quefto pafTo la prefente cappella . 

Alla man diritta erano i granari antichi de' Romani . 
Caminado più oltre s'arriua in vna fpatiofa,e verde pianu- 
ra, ou alcune volte fono flati fatti giochi, e caccie publichc. 

Ma 



MODERNA. 



107 




Ma chi potrebbe ne dire, né credere, che tra tante, belle» 
grandi, e marauigliofe fabbriche fatte per tanti fecoii in Ro- 
ma, niuna più dimoftii del vicino monte Teftaccio, il fuo 
gran potere . Quello è vn monte, che gira mezo miglio, e 
s'inalza cento felfanta piedi , tutto fatto di rottami di vali di 
creta. Ma come i Romani habbino di tal materia formato 
vn si gran monte, ha dato che penfare à molti . Vogliono al- 
cuni, che dentro à vafi di creta fi portarle ro i tributi , che da 
varie prouincie fi pagauano all'imperio Romano, & arriua- 
ti che erano fpezzaflero i vafi, e buttafferO-quei fragmenti in 
quello luogo, onde crebbe in vn monte tale,- ma non é veri- 
fimile, che li tributi fi pertafiero in vafi di terra,e che fpezza* 
ti habbino potuto fare vna tanta machina . 

Altri voglionojche fia fatto di ftatue d'Idoli, & ornamen- 
ti de* tempij , vrne, & altri vafi di creta rotti , poiché folo 
d'opere di creta per grandifiimo tempo fi feruirono i Ro- 
mani, li quali , per non poterli gettar'in fiume per prohibitio- 
ne fatta dal Senato, fi gettauano qui, per effer laogo più vici-» 
no, ecommodo all'arte de'vafai , a'quali era fiata affegnata 
quefta campagna, che prima era fuori delle mura di Roma > 
per la commodità dell'acqua vicina del Teucre,* quefto 
par più verifimile , 



io8 



ROMA 



SEPOtTVRA VI CES fio 







Sepoltura diCefih. 

E che fuori di Roma fotte quefta parte » ne vediamo in- 
fin'hora il fegno , che ci dà la vicina machina in forma.» 
d'vna piramide , fatta per fepultura de i fette Epuloni . 

Per Epuloni s'intendono alcuni facerdoci in grado , e ric- 
chezze 



♦ MODERNA. 109 

chetici tutti gli altri fuperiori,che così fi diceuano da e?u~ 
/*,che in Latino lignificano le viuande , eh 'elfi per odino 
proprio ordinauano fi apparecchiaffero in alcuni conuiti , e 
certi giorni hor'à Gioue , hora ad altri Dei ne'loro tempij, e 
poi chiufe le porte mandauano fuora il popolo , con dirgli, 
che i Dei non voleuan'effer vitti à menfa.ma eflì erano quel- 
li, che vi fedeuano, e di nafeofto vi banchet tauano . 

Quefti haueuano ancora carico di fare fpedir le caufe pie , 
fé ben'era con qualch'intereffe loro, effendo facerdoti con-* 
molt'autorità . Non fu però quella machina fepulcrale fat- 
ta alle fpefe di tutti i fette Epuloni, ma d'vn folo più de gli 
altri potente 1 e ricco < detto C. Ceftio, ch'arriuò ad effere-» 
Confole di Roma . 

E qui appreflb da Belifario fu trasferita la Porta di S. Paolo 
detta Ofticnfe, quando contra l'incurfione de' Gothi cinfe^ 
Roma di nuoue muraglie , 

Da quefta porta fin'alla bafilica di S. Paolo (come dice-* 
Procopio) era vn portico, che haueua colonne di marmo, e 
tetto di piombo ,• fatto per commodità di chi vi* 
ficaua detta Bafilica . E poi dalli Pon- 
tefici Adriano,e Benedetto III. 
reftaurato . Ed hora 
v'è 
femplice via d'alcuni felci Romani 
antichi lamica- 
ta. 




m 
1 



t)*t 



no ROMA 

Del Saluatore fuori della porta di S. Paolo, i z> 




ESfendo fiata quella gran campagna dal principio di Ro- 
ma fuori delle fue mura, qui non fu porta alcuna , ma 
per venirci, fi vfciua ò da porta Ardeatina,ch'era tra il mon- 
te Celio , & il Palatino fotto la chiefa di S. Gregorio, ò dalla 
Trigemina . Poi allargandoli le mura, qui fi fece vna porta , e 
fu detta Oftienfe, perche di qua fi va ad Oftìa . Pofcia n'heb- 
be il nome di S. Paolo, per altre cagioni . 

Hora veniamo a quello facro luogo, doueflànafcofla vna 
fegnalata memoria dell'Apoftolo S. Paolo. Condannato eh' 
egli fu alla morte con San Pietro , bifogna, ch'vfciflero dalla 
fudetta porta Ardeatina* e perche non fi diuifero infino, <do- 
ue ftà la tegnente chiefa , per vederli paffar di qua , ci venne 
vna lordifcepola, detta S. Plautilla nobile Romana, onde^ 
per modeftia entrando in vna vicina cafa,doue hora è la pre- 
dente chiefa, andò à metterli ad vna fineftra,& eflendofi da- 
ta la fentenza ad ambidue circa la qualità della morte , S. 
Paolo dimandò a Plautilla il velo d'abbendarfi gli occhi al 
colpo della fpada , & ella fubito calò giù da vna fcala , che^ 
fino a' tempi noftri fi moftraua in quefta chiefa , e trattofelo 

da 



MODERNA. in 

da capo riuerentemente glielo diede,&: egli le promette , che 
tra poco glie l'haurebbe refo . 

Lacappella,che ci Ita incontro, fu fatta da gli orfanelli, per 
metterci vnimagine della Madonna dipinta in vn muro vici- 
no, & infieme per chiedere limofina a'pattaggieri per gli ftefli 
poueri orfani . 

Dalla memoria dunque lafciata quiui da S. Paolo , n'ha— » 
prefo con ragione il fuo nome quella porta, & infieme la—» 
chiefa fatta da Confrontino più innanzi, doue riportarono a 
fepellire il facro corpo di luijonde né à quelta picciola chie- 
fa , ne alla feguente , doue fi diuife da S. Pietro, fu dato alcu- 
no de'loro nomi, - e fé a quello è pofto quell o dd Saluatore, 
pare, che fia moderno da vn'Imagine dipinta sii l'altare . Et 
effendo quefta chiefa vnita à quella di S.Saba data con la—» 
Badia per fondanone del Collegio Germanico da Papa Gre- 
gorio Xlil. vengono adeflere amenduefoggette alla chiefa 
di S. Apollinare . 

De' SS. Pietrose Paolo Apojloli qui feparati 1 3 . 

NElla fentenza data fopra la morte di queftidue Santi 
Apolidi , c'era, che S. Pietro fotte tra' Giudei crocenY- 
fo in Trafteuere fopra del Gianicolo, bora Montorio; e che à 
S. Paolo, come cittadino Romano,per gratia conceffa a'fuoi 
maggiori in Tarfo di Cilitia fi troncaffe il capo alcune miglia 
fuori di quefta porta. 

Cauati ambidue dalla prigione, per effere menati al fup- 
plitio , furono condotti infieme fin qui . £ nell'iftetto luogo, 
doue furono feparati, fu fabbricata quefta chiefa. Ad vna tal 
diuotione vogliono alcuni fi trouaffe prefente San Dionigi 
\ Areopagita; perche in vna lettera,che fcriue a San Timoteo, 
riferifee le parole, che tra di loro pattarono in quefta fepara- 
tione. E prima ditte S. Paolo à S.Pietro : Paxtìbi fundamen- 
tum ecclejìarutnì & Pattor amorum, & ouium Chritfi : Se ren- 
dendogli S.Pietro il faluto diffe: Vade in pace pr&dicator bono- 
rumi mediator falutis, & dux iuftorum . 

E quantunque tra l'opere, che horahabbiamo di S. Dio- 
\ nigi , non fi troni queuYepiftola fcritta da lui a S. Timoteo , 

non fi 






ii2 ROMA 

non fi deue per qiefto negare » trouando ancora tra l'opéte 
di S. Grifoftomo aggiuntoci altre di nuouo cauate da' libri 
antichi fcritti a mano , e conferuati in librerie cfilluftri per- 
sonaggi . 

Chi poi ne'teropi antichi haueffe cura diquefta memoria, 
non habbiam'altro , fé non che al tempo di Pio IV. ftando 
liei mez.o della ftrada in mal termine , alcuni della Compa- 
gnia della SantifTima Trinità de' pellegrini l'ottennero dal 
Pótefice, e la nttorarono . Douendofi poi acconciare la ftra- 
da, fu dalla Itefla compagnia trafportaca nel prefente luogo, 
& e all'incontro del primo , e viaggiunfero vn poco d'habi- i 
tatione, per chi ne doueffe hauer la cura . 

Poco più oltre alla man dritta era la vigna di Santa Fran- 
cefea, Se bora delle Monache di Torre di Specchio per alcu- 
ni iuoi miracoli quiui occorfi grandemente chiara . 

Per la diritta itrada poi auanti la Bafilica di S. Paolo euui 
vn'antica colonnella già a Vulcano, hora alla Croce eretta; 
Onde v e quefto Edifico nella baie , che é in fronte alla 
ftrada-» . 

Ohm igne* , nunc facra. Dei vexilU , trìumphum 
Deuìci& mortis , fymboU facis babet . 
dalla parte oppoila . 

Hanc fxeris V eterei facibus ftatuere Columa*w t 
Quam Cafmenfes reftitnere Cruci . 

s nel lato della via publica. 

MDCVX. #. Maij. 




& 






MODERNA. 



«J 




Di S . Paolo Afojiolo . I 4. 

SEguìta che fu la gloriola morte di S. Paolo, fu portato il 
fu© facro corpo in quefto luogo, che era all'hora horto 
d'vna pouera donna , che fi chiamaua Teona ; e fecon- 
do alcuni fu di Lucina nobile Romana,onde fi legge. Paulum 
Lucina inp8.diofuo via Qftjmfimn longe à loco» vbifuerat oc- 

H ctfus i 



«14 ROMA 

eifus; petrum vero Cornelius non Unge à loco, vbi fuerat cruci" 
fixus , repofuerunt . 

Quefta gran Bafilica fu fatta ad iattanza di S. Silueftro Pa- 
pa da Coftantino Magno lmp. nrl iuogo , doue era itato fe- 
pellito il detto corpo dell'Apostolo S. Paolo, e v'era itato per 
lofpatio di trecento anni in circa . 

Et ha quefta chiefa pei ornamento cento colonne , come 
haueua quella di S. Pietro in Vaticano ; <$ch\ cinq;enauace 
e fu dotata dall'Imperatore fopradecto con ne t»h;iììme en- 
trate-» . 

S. Silueftro Papa confalo quefta Bafilica ne Tifteffo ì >ri 
no, nel quale fi fa la fetta deiiafua Dedicattone, e di quella di 
S. Pietro . E qui il detto S. Si ueicro ripefe l'altra meza parte 
de'corpi di ^.Pietro,e di S. Paolo Ap >ftoli in. va a pret ; oìi:ìì.na 
calla forco l'aitar maggiora, come in S.Pietro atto hauea. 

S. Marcella Romana li faluò in questa chiefa , -quando Ro- 
ma fu prefa da'Gotlii, come dice S. ìiro a no. £ cosi anche-* 
moltiflìm? fedeli lì faluarono , parie io quella fteffa chiefa , e 
parte in quella di S.Pietro in Vaticano, come ferme Paolo 
Diacono. 

Procopio nella guerra de'Gothi riferifce,che li Gothi non 
fecero mai danno alla Chiefa di S. Paolo; anzi diedero licen- 
za alli Sacerdoti, che vili ricouerafferoiìcuramente. Diche 
Jie fa anco teftimonio Paolo Diacono . 

Il Mufaico dell'arco grande d< quefta Bafilica di S. Paolo 
èantichifimo, e fu fatto da Leone Magno nei 440. e forfi alla 
fpefa di quello Mufaico concorfe Placidia foiella degl'Impe- 
ratori Honorio,& Arcadio;che però nel detto Arco 5 leggo- 
no quelli due verft . 

Placidi*, piamens operis dectts hoc faclebxt , 
Suadet Pontificii fladìo splendere Leoni* . 
Nella colonna maggiore dell'arco, che actrauerfa la chiefa, 
è fcolpito quello editto del medefimo Leone III. 

LEON VESCOVO SERVO de iferui di Dio, a tutti li 
Chriftiani notifica tale prohibitione , e proclamo . 

Qualunque ardirà di leuare i doni,ouer'offerte del fantifll- 
mo altare del glonolb Apolloio S. PaoIo,e di tutta la Chiefa 
Aia, che fono offerti per commodo ? & vtiie di quelli, che in 

quella 



MODERNA. 115 

«juefta Chiefa feruono à Dio, ouero che per denari, ò per al- 
tre vie {torte eleggerà il rettor di quello luogo conerà l'or- 
dine de'noitrrmaggiori, e conerà il bando ncftro, ouero che 
dirupando le proprietà di quefto luogo , ardirà venderle , ò 
comprarle, riabbia la maleditcion di Dio nel corpo, e facultà 
fue,e fia da tutti tenuto infame,e facrilego,inrino ch'egli hab- 
bia relt.tuito il mal tolto , mal venduto , e'1 teftimonio fup 
non fia in cofa alcuna ammetto , e tutta la roba gli fia confi, 
icata ,- e fé non fi pentirà , fia con l'autorità de i due Prìncipi 
de i lanti ali interno condannato . fiat. fiat. hit. 

Nella Libreria Vaticana fi conlerua vna lettera di Valenti* 
niano, d'Armadio, e d'Honorio imperatori. 




Da queita lettera fi raccoglie, che li detti Imperatori ritto* 
faronola Chiefa di S. Paolo: &di più l'ampliarono con nuo* 
uo Difegno, più magnifico del primo,afrlnch.e quella Bafilica 
furie capace di moltiìfime nationi, che veniuano à Roma allì 
luoghi fanti . 

Il che anche fi conferma dalla frittura di certi verfi di Pru- 
dentio in honore de'fanti Apoftoli . 

irMufaico, che è nella facciata principale della chiefa, fu 
fatto da Clemente VI. ouero da Gregorio XI. fuo Nipote , 

H x quan« 



rx6 ROMA 

quando tornò à Roma da Auignone , nell'anno 1 3 76. e vi fi 
veggiono le fue Armi . 

Le porte di bronzo di quella Bafilica furono fatte in Co- 
ftantinopoli : come fi raccoglie dalle lettere Greche (colpite 
in effe porte, nell anno 1070. al tempo di Aleffandro Secon- 
do , come dice Onofrio . E Pantaleone Cartelli Confole Ro- 
mano ve le fece fabbricare , nelle quali euui il Cartello fua 
gentilitia lnfegna , &: egli innanzi ad vna facra imagine ftafli 
in ginocchione, & in effe porte hauui l'Aquila, che egli come 

Confole Romano portaua,e da quella de'Patritij,e de'Prefet. 
tf varia fi diuifaua 

Nel corrile di detta Bafilica è la fepoltura di Pier Leone,no. 
blliflìmo Cittadino Romano, padre di Pietro Antipapa, che 
fu al tempo dlnnocentio Secondo: dal quale Pier Leone di- 
Cono, che difeende da Cafa d'Auftria, Con queita memoria. 
Te Petrus , & Paulus confermi Petre leonis , 
Dent anlmam CMo, qttos tam deuotus amasti, 
"Et quibus e fi idem tumulus , fit gloria tecum , 
La lunghezza di quella Bafilica riratta da' fopradetti Im- 
peratori e di 477. piedi , e la larghezza di 258. piedi, & è di 
cinque naui , nella bafe d'vna Colonna leggeri quella antica 
Memoria d'vn Prefetto di Roma. 
Fi. Eugenius Afellus C. C. 
Pr&f.VrbisV. S- [.reparauit. 
Il Mufaico della Tribuna maggiore fu fatto da Papa Hono. 
fio Terzo di Cafa Sauelli. che fu nel ino. 

Stettero al gouerno di quella chiefa Chericiinfin'al 945. 
nel qual tempo Martino 11. ci fece venire i Monacidi Mon« 
te Caflìno . 

Poi il 9<fo. potendo affai in Roma Alberico Ottauo, effen- 
do Padre di Fapa GiouanniXXU. Ieuò quella dai detti Mo- 
nache la diede a'Cluniacenli.Ma il i4io.effendo vfeito dalla 
genero fa pianta di S. Benedetto la Congregatone di S. Giu- 
ntina in Padoua, per imitare l'offeruanza de'Monaci di Monte 
Cafiìno, tanto buon'ordine ella diede nella Santa Chiefa 
con tal riforma , che doppo quindici anni Martino V.le die- 
de quella chiefa , ò pur vi furono richiamati, per effer'imita- 1 
lori dì quei di Monte Cafiìno, a'quali fu prima data . 

£ quan 



I 



MODERNA. 117 

E quanto nefiano benemeriti.lo fecero vedere Tanno Tan- 
to del 1 600. e nella fabbrica del Monafterio, e nel choro fac- 
to la tribuna, e nella naue>che l'attrauerla,con due altari per 
ogni capo. Et vnaltro ne fecero à corrifpondenza di quello 
del Crocefiffo, che affetcuofifiìmaméte parlò à S.Brigida, per 
metterci vna diuota Imagine della Madóna, che fuori di que- 
ita naue rinchiufa tra cancelli di ferro fi riueriua ("opra d'vn' 
altare.E qua venne da Roma S.Ignatio fondatore della Com* 
ipagnia di Giesù a fare la proferitone della fua regola . 

Alli gradini auanti il Ciborio.fopra quaii fi hanno da porre 
due efquifite fculture di Francefco Mochi , da lato vi è lau§ 
iiatuadi Papa Bonifatio IX. con quefta memoria . 

BONiFATlO IX. TOMACELLO 

Pont. opt. max. 

grati animi monumentimi 

a Cafinenfi Congregarono» 

olim efeìtum 

mox temporum iniuria collapfum 

Lucretia Tomacella Columna 

Paliani Dux 
GENTILI SVO RESTITVIT, 

In quefta cliiefa vi fono li fette altari, con indulgenza a chi 
li vifita, e vi fi celebra quattro volte l'anno la ftatione : é nel 
numero de/le cinque Patriarcali, e delle fette, e delle quat- 
tro per Panno fanto , & ha la porta fantafotto commodo 
Portico,- e v'era ampio Cortile di numerofe colonne ornato. 
Gode parte de'corpi di S. Pietro,e S. PaoIo,e molte reliquie. 

Et vltimamente fotto Paolo V. è flato fatto vn Pauimento 
interfiato tutto di varij marmi Orientali di molto valore^» 
auanti all'aitar maggiore,& d'intorno a quello è'1 tutto vaga- 
mente dipinto , e merTo a oro , & oltre al quadro del Mutia- 
mo , che è quello , che ila su l'Altare della porticella verfo 
l'Aitar maggiore , vi fono flati feoperti tre altri quadri molto 
itimati,- il primo che ita in faccia a quello del Mudano, è fat- 
to per mano di Gio.de Vecchi dal Borgo San Sepolcro, & il 
1 fecondo, che fU a lato a qweiio, è d'Oratio Genciiefchi, &il 
H 3 terzo 






•E 



n8 ROMA 

terzo incontro al fecondo , è dipinto per mano di vna Don- 
na Bolognefe detta Lauinia in tal'arte famofiflìma, il quale_> 
rapprefent3, quando S. Stefano fu lapidato . E'1 Quadro del- 
l'aitar maggiore, e gran pittura di Francefco Cigoii, ch'anco 
in S. Pietro ha iìngolarifiìmo quadro, & in S. Caiifto la Cap- 
pella àn^n manca è fu a pittura. Su quefto Altare è itato 
ridotto a fine vn tabernacolo di diuerfe pitture bellifììme,Sc 
altri finimenti di architettura mirabile di Honorio Lunghi. 
E non men vaga di pitture é la Cappella del S. Sacramento, 
opera del Caualier Lanfranchi ; come anco in S.Pietro ha 
riobil quadro; & in S. Marta e fuo quel di S. Orfola,e l'altro 
della Madonna.-» . 

Inquefta Bafilicaè fepolto Pietro Cauallino, il quale fece 
il già detto Crocefiffo di S. Paolo,edi mofaico orno la faccia- 
ta di ella chiefa ; come anco di lui fi ferine , che gi5 pingeffe 
a frefeo l'iitelfo Tempio di S. Patio, & anco quello di S. Ma- 
ria in Trafteuere , di S. Grifogono , di S. Cecilia in Traitene 
re,di S. Francefco,e diS. Maria in Araceli fopra la Sagrestia ; 
e ne'fuoi tempi fu celebre fculrore,e pittore; & aiutò Giotto, 
in far ia Nauicella di S. Pieno, oue anco fece il CrocefirTo. 

E qui gli iteflì Padri di S. Benedetto feruono per peniten- 
tieri. E vi hanno grande , e nobJe habitatione . 

De' SS. VincenZo, & Anaftafio martìri . i y . 

^V Vefta Chiefa fi dirle prima di S. Pao!o,efTendog!i qui vi- 
vJL c ' no ^ ato troncatoli caco ,• e da'Monaci hebbe forfi il 
fecondodi S.Maria,che poi fi d'ede alla feguenre chiefa.quan- 
do à quella effendo portato il corpo di S. Anaftafio, da lui, e 
S. Vincenzo prefe il terzo, & vìamo titolo , ch'infin'hora vi 
dura,- e fé bene il corpo di S. Anaftafio ru portato al Saltato- 
re nella cima delle Scale fante, nondimeno ci è reltsto il ca- 
po, e ci fono ancora reliquie di S. Vincenzo , Oc è quello di 
Valenza , come che in vn marmo e notato qui, e pati il marti- 
rio di S. Lorenzo,- e ci 'fono gì a udì fi aie indulgenze. 

Hauendo Papa Honorio I. d,i ' indumenti rifatta quefta_* 
chiefa co'i monaiteno 1 anno 6*5 bifora, che fottoil fudet 
to titolo di S. Paolo, ò di S. Maria, lo racefie,perche del 617 

occor- 



MODERNA. 119 

©ccorfe ii martìrio di Sant'Anaftafio. Deli'Soo. cflendofi par- 
titi i Monaci , Carlo Magno la dotò fp'endidamente , & ha- 
uendo S. Leone III. rifatta la cniefa , ci fece ritornare i Mo- 
naci, & allnoia haueua ti titolo d^'SS. Vincenzo, & Anafta- 
fìo, il cui corpo dug<°nto anni prima le haueua mandato T 
Imperadore Heraclio. Patirono il martirio a'n. di Gennaro 
ambidue, ma in diuerfi anni . 

Quando poi ili 140. col mezo di S. Bernardo fi leuò lo 
fcifina,che Pier Leone mofle centra d'Innocenzo II. egli 
volfe , che da Oftertio qua venilfero i Monaci del Santo Pa- 
Idre, e con tal'occafione da'fondamenti rinouó il monafterio» 
& il primo Abbate fu da* Cardinali eletto Papa , e fu detto 
Eugenio 111. E qui molte reliquie di Santi fi conleruano. 

DiS. Marti Scala, del Cielo. 16. 

DVe nomi fi trouano dati à quelli contorni, & am* 
bidue tolti da vn picciol fonte , che dal vicino collo 
featurifee ,• il primo fu Guttn ìugiter manuns : tal nome diede 
anche Martiale a<l vn altr'acqua di Porta Capena , bora di 
San Sebaftiano , per vn laghetto , che fi fa da vari; fonticelli ; 
l'altro nome è all'acque Saluie da vna fameglia antica, e no- 
bile , di cui erano qui alcuni poderi , e di quella fu Ottone 
Imperadore Romano, 

11 terzo nome più di tutti honoreuole è di Scala del Cielo» 
perche dando S. Bernardo nel vicino monafterio dt*SS. Vin- 
:enzo,& Anaftafio,&: in quefta chiefa celebrando per vna—» 
perfona defonta,gli fu moitrata afeendere per vnafcalaai 
:ielo. Prima che fi dedicalle qui vna tal memoria alla Vergi- 
le, fu confecrata con la morte, e fepultura di diecimila,e tre- 
:entotre Martiri , de'quaii S. Zenone fu capo : & in vna gran 
:atafta fi vedono di lotto à quefta chiefa , la quale cadendo 
>erla furia de'venti il 1582. il Cardinal'A'effandro Farnefe* 
ill'hora Commendatario , la rifece da' fondamenti con bel 
lifegno,&: il fuccerTore di lui Cardinal Pietro Aldobrandi- 
no riduffe a perfezione il bel mufaico della tribuna ; e queftl 
f 4artiri furono quei Cnriftiani , che auanzarono dalla fabbri* 
b delie Therme Diocletiane . 

«4 A I* 



126 



ROMA 




A la Tefta di San Paolo l 

B la Chiefa delle tre Fontane. 

C ia Chiefa de* SS* Vincenzo , & Ànaftafio 

D la Chiefa di Santa Maria Scala Cali . 



Di 



MODERNA. 121 

Di S. Pao/a alle tre Fontane . 1 7. 

TRe macelli de'Martirì fapp«amo : che fecero in Roma ! ti- 
ranni; vuo a S. Maria degli Angeli in via Aleflandrinai 
l'altro a S. Vito,- il terzo al Saluatore del Torrione di Porgo. 
Quello però fu di tutti più slluftre , hauendolo ofonfacrato S. 
Paolo con la fua gloriofa mortele forfì che fu il primo à fpar- 
gerui per Chriflo il fartgue ,• onde feruì poi à mighara d'altri 
SS. Martiri , come s'è detto alla paffata chiefa . Del 1600. 
fi giudicò 1 che fteffe in pericolo di cadere , oltre d'eifere— * 
fatta alla ruftica, perciò il Cardinal Pietro Aldobrandino 
effend' Abbate di queftefacre memorie , da'fondamenticoa 
bell'architettura voi fé riftora re quella; &effendo vna delle 
noue chiefe,e con molta diuotione vifitata,per leuar'ogni di* 
fordine,che prima dalla ftrettezzadei palfo vipoteua nafce- 
re, v'aperfe dinanzi vna gr3n piazza; e dalla vicina chiefa de* 
SS. Vincenzo , Se Anaflafiofece portare vna colonna di tan» 
t'altezza, ch'appoggiandoui , e legandour S. P. olo,auanza- 
uà co'l capo , accio dal miniftro più fieramente riceuelfe il 
colpo ; e però fu polla auanti la prima fontana con la debita 
proportione al primo falro , che diede la tefta . E però vi S 
legge fcolpito in marmo . 

Petrus Diac. Card.AIdobrandinus S. R E. Camerarius 
Locum S. Pauli Apoflolimartyrio, & trìum Fontium, qui ex 
tunc praeciiì capitisfaltu emanarunc, miraculo infignem_» , 
vetuftate deformatum,ede extrucla magnificentius reflituiti 
&ornauit an. Sai. MDIC. Clementis Papae Vili, patrui fui 
Pontiù an. Vili, 

E* bella,e mirabile pittura del gran Guido Reni il Quadro 
di S. Pietro Crocefiflo , che flain quefta Chiefa all'acque-* 
Saluie ; dou' i Pontefici hanno concefle grandinarne indul- 
genza-». 

Vi fono anco per quelli campi molte acque falfe, che a be« 
nefitio de'corpi nella Hate da gran frequenza di popolo fi b«- 
uono) & acetofe s'appellano » 



122 ROMA 

Di S. Maria Annuntiata . 1 8. 




HAuendo i pellegrini, che vengono a Roma,da eateinar' 
affai per quefta campagna nell'andare ad alcune chie- 
fe , che (ì trouano dalla porta di S. Paolo a quella di S. S !• 
ftiano, per compaftìone detti , l'antica pietà Romana h -^ 
qui vno fpedale , doue poteifero in cafo d'infermità ricoue- 
rarfi . E' vna delle none chiefe,-ru confacratail fiyo. e per le 
molte reliquie porte nell'altare >bifogna> ch'affai maggiore--*» 
foife la chiefa . Qui fi dà pane il giorno dell' Annuntiata, e la 
prima Domenica di Maggio dalla Compagnia del Contalo- 
ne > a cui è vnita quella chiefa ; e vi fono grandiflìme indul- 
genze. Edi qui partendone auanti che fi arriut a 
San Sebastiano, fi troua il fepolcro di 
Cecilia Metella figliuola di 
Quinto Cretico , e 
moglie 
di Crafìb ncchiiììmo Romano, & hora 
dicefì capo di Bo- 
ue-/ . 



C*p* 



MODERNA, 



12$ 




Capo di Botiti . 

Dicefi capo di Boue da quei tefchi de' buoi , che fper 
«fler queito vn fepoicro ) i Gentili foleuano a! r-anime d»' 
lor morti facrificare . 

E qui da Iato vedefi vna ChieCa io parte rouioata . 

Qui 



is~4 ROMA 

Qui vicino è il cerchio di Caracalla con la guglia inmc- 
zo rotta,e di lettere Egittìane intagliata. E quafi a quefta mo. 
le congiunto era t fecondo alcuni, il Caftro, Pretono . 




Douei Soldati Pretoriani, ch'erano eletti per la guardia 
del Principe , alloggiauano * e perche non fuffero cagione di 
tumulto , gl'Imperadori (come fcriue il Biondo) fuori della-» 
Città li teneuanoj e nel vicino Cerchio s'cffercitauano . 




# 



MODERNA, 



12$ 




Di S. Sebaftiano . 19. 

TRà tutti i cimiterij di Roma queflo di Califto nella via 
Appia fu il più nominato,& iiluftre;bebbe varij nomi 
per hauerlo confacrato co'loro facri corpi diuerfi illu- 
itri Martiri- tra' quali iideue il primo luogo a'Principi dt-> 
gli Apoftoli S. Pietro , e S. Paolo , che vi fletterò più dì du- 

S cn " 



iì6 ROMA 

gent'anni, non perche da princìpio vi foffero pofli, ma dopi 
pò qualche tempo con l'occafione,che hora fi dirà . 

Effendo venuto di Grecia a Roma grà numero de'Chriftia- 
ifi conuertiti da S. Paolo, s accordarono di leuare il corpo di 
S. Pietro dai Vaticano, e di S. Paolo dalla via Oftienfe, e fat- 
tolo con fecretezza, qua lì portarono in diftinti luoghi» ma—» 
poco dittante Tvno dall'altro, &auantilVItimo riftoro di 
quefta chiefa, all'entrare c'era la memoria d'ambidue, e vi fi 
andaua a fare oratione ,• & effendo affai lontani da Roma—» , 
giudicarono i detti Greci d'hauerli pofti in ficuro, per leuarli 
poi à lor piacere, e portarli nell'Oriente . 

Ma,come racconta S. Gregorio il grande, nel mettere ma- 
no all'imprefa, di tal modo fi turbo il cielo con folgori, e ba- 
lenicene i Romani auuiftifi del furto, vennero correndo qua, 
e lcuatoli dalle mani de Greci, nafeofero i facri pegni in vna 
vicina foffa, ó pozzo, ma fenz' acqua, fopra di cui forn^ch'in- 
fin'all'hora fu vn'alcare , hauendo quella parte del cimiterio 
feruito a'Romani Pontefici nelle perfecutioni, per celebrare 
co'l Clero i diuini offitij , & in fegno vi iti ancora la fé di a-» 
pontificale, fopra di cui fedendo S. Stefano Papa,gli fu tron- 
cato il capo, rimanendo tinta del fanguefuo , che pur vi H 
vedt-*. 

Stettero quefti facri corpi in quefto pozzo 25 a. anni,come 
£ legge in vna tauoletta vicina a detto pozzo: poi refa la pa- 
ce alla chiefa furono leuati da quel pozzo per man di S. Sil- 
ueftro,e pofti nella chiefa loro, doue erano prima, come di- 
ce S. Gregorio,benche da Conftantino non foffero anco fia- 
te edificate in maggior forma ; & è da fapere , che il tempo 
che quefti fanti corpi fletterò nel pozzo fudetto , fi teneua-» 
communemente dal popolo , che foffero nei luoghi di pri- 
ma , e doue poi Conftantino lor fece le chiefe; e fé pur da-» 
qualch' vno fi fapeua , che iui non erano i loro corpi , ma—» 
nel detto pozzo di quefto cimiterio, nondimeno fi vifita- 
uano i e riueriuano i luoghi di prima , come fé realmente vi 
foffero . 

Poi fott'il pontificato di S. Innocenzo, che fu del 401. il 
troua qui notato in vn marmo, che da Proclino,& Orfo pre- 
ti del titolo di Bizantio fu per voto dedicata quefta chiefa^ 

al glo- 



MODERNA. 127 

la! gloriofo martire ài Chr/fto San Se?>aftiano, i! cu, corpo 

I «a 'tato trafportato dalia B. Lucina in quefto cimicerio , cf. 

ifendogli apparto il Sanco , e mamteltacole quella efiere la— « 
fua volontà. 

Fu rincorata quefta chiefa la prima volta da San Damato 
Papa , nel qual tempo pare, che non haueffe monafterio . di 
cui poco difcoftofi veggono i fegnicon vn'altra chiefa fatta 
Uà San Leone I. che fu del 440. dedicata à S. Cornelio Papa, 
& il cui corpo haueua qua portato S. Lucina. Poi ad 772 V 
riratta quefta ch«efa da Papa Adriano 1. Che Monaci poi fof- 
tero in quello Monafterio ai tempo di S. Leone, non Io Tap- 
piamo perche non era comparto ancora il Padre S Bencdct 
*°\ Vero J e,che s - Bon »atio lV.chefùdeléoy.quipref^ 
Inabito di S. Benedetto. Poi il 1259. Aleffandro III. la die- 
sai Canonici Regolari Laterancnfi ,e doppo none anni 
i'.hebberoi Cifter.ienfi , e del 143 1. Eugenio IV. la riftoró 
ma del 1584. mancando l'entrate, e minacciando ruina il 
monafterio , fi partirono i Monaci, e reftando beneficio lem- 
,?lice,con telice lorte cadde nella pertona del Cardinale Sci. 
[Dione Borghefe nepote di Paolo V. il quale nel 161 2 cernia- 
:io a rincorarla da'fondamenti, e di molto {"concertata»^ era 
)nma, ad vna bella propostone la ridila i-guadandola al 
«ano della ftrada , con farci doppia piazza vna chiufa- l'altra 
perca su la via maeftra . Vi fece vn bel tornato, accommodo 
•li altari , & 1 luogfii, per doue s'entra & elee da vna parte di 
'inetto cimitene, che ferue per vna moitra di tutti ali altri a i 
'.ehegnni , e d'vn tal riftoro parue , che il Santo Martire Se 
•aftiano fé ne compiacerle, molandolo in vn miracolo oc 
orto nella trafilinone del fuo corpo . 
L'iftefTo Cardinale procurò poi, che quella chiefa foffe-> 
ata a Monaci Foglientini di S. Bernardo , i quali la manten- 

fono con grandifuma pulitezza. E'nel numero delie fette! 

I hiefe, ha cinque aitar, tolìti a vifirarfi con molte indulgenze 

he di Malto!" PartIC ° IaiÌ Ìndu! S eflze in tuc * 'e DomeniJ 
j L'ornamento delle reliquie, che fi conferuano nella Chi* 
I., e munificenza d'vno de'Sereniffimi Duchi di Bauiera 
i Li Cimitenj , che per tante perfezioni dc'Tiranni erano 

habita- 



128 ROMA 

habitationi i e fepolcri di Chriftiani, furono detti anco Tom- 
be,catatombe,catacombe,are,e grotte arenaricnelle cui pa- 
reti in più ordini l'vn fopra l'altro incauauano fepolcri, e co- 
inè artnarij con tauole di marmo,ò tegole di terra i S. Cada- 
ueri rilerrauano : vi fcolpiuano Epitaffi) , inftrumenti di mar- 
tirij , palme. Croci, «magini di Chriito, & il fuo nome, come 
Tvso Coftantino j vi fi celebraua Metta; predicaua, battezza- 
va & i S. Papi vi faceuano le funttoni Pontificali : pattate poi 
le perfecutioni,il popolo non ceflaua di riuerire quei fanti 
luoghi , li quali in queftolato tanti furono, che tutte quefte 
campagne penfili fi poffono nominare ; e di ciò a pieno nella 
Roma fotterranea del Bofio fi tratta . E quefti anco furono 
luoghi famoljlfimi per li gran fepolchri de gli Antiche come 
per tutto anc'hoggi le veftigie vi fi vedono , 

Di S, Vrbano . zo. 



ALlargandofi poi verfo la CafTàrella in vn luogo alto ri- 
mirali vn'antico tempio di Bacco fatto a mattoncini , I 1 
«ma con portico di colonne di marmo,e fotto ha vn'Oratorio 1 
©uè S. Vrbano catechizzaua, e battezzaua,sì che daquefto |iit 
luogo dicono effere ftato condotto al martirio : & eilendo 
itato al detto S. Vrbano dedicato , ma per lunghe^a di tem- 
po tra fterpi, & hedere fcpolto , hora dal feliciflìmo Vrbano 
VUL nel 1634. eliaco fcoperto,e di nuoua fàbbrica rabbellì* 
toi e d'antiche, e deuote figure è ornato, e proueduto d'ogni 
cofa neceilaria i perche i giorni feftiui vi fi celebri merla a 
benefìcio, e commodo de'conuicini habitanti . 

A piedi d'vn CJirifto fopra la porta di dentro vi fono quefte 
lettera , — 

*|t Bonizzo. frt 
A. XPI. MXI t 
"E nelle pitture d'intorno vi fi feorgono alcuni belli riti del* 
l'antica Chiefa . 

Nella meza colonna , ò bafe , che foftiene il pilo dell'ac- 
qua Santa, fon lettere Greche , che lignificano. 
Ara? Dionyfij Apronianus Sacerdos. 
Poiché era appretto li Greci rifletto Bacco , che Dionifio ; e 

però 



MODERNA. 129 

però effendoS. Vrbanoin luogo di Bacco riuer/to, altri io-» 
vna fua cronologia di lui fcrifie. Pro Baccho coii coepic. 
E qui prerìb v'e vna lapide rotta, che dice . 

Defora Elpidia inlaefigenitalis tori , 

Femina fingulari pudicitia , rari exempli ; 

Femina , que bene bibendo maritali 

... e culra eli difciplina , que vixit annos xxxiiij. 

menfes xj. dies vj. quiefcit in pace . 

. qui fecit marito fuo Meterio annos xviij. 

conpari inerenti tecit. 

Oue per gli errori, & per liientimentidurifcorgefielTerdei 

lecolo rozzo ; né vi lì raccoglie altro dalla forma del dire, f« 

non che ella fufle Christiana,- e (tà la fua effigie nel fine della 

lapide con le mani aperte quali afpettando la gloria da-» 

iDio. Quello luogo fu ritrouato dal Sig. Sebailiano Biliardo . 

Di S. Maria delle Piante , ir, 

IN quello luogo à tempo de'Gentilì era vn tempio di 
Marte da cento colonne foftenuto , e quando veniuano 
a Roma Ambafciadori di gente nemica, per trattare di quaL- 
ch accordo, accio non entraffero nella città , in fin qua vfei- 
ua il Senato, à dar loro vdienza , & hauendo elfi Marte per 
Dio della guerra, e da lui riconofeendo tante vittorie otte- 
nute da genti flraniere , di molte palme cinfero quello lor 
«empio,- onde leggiamo, che anche delle Palme tu detto: 
,nora da quelle parole di S. Pietro à Chrifto ha il nome di Do- 
tnine quo vadis . 

i E .perche di quello vero, e proprio luogo dell'apparinone 
di N. Sig. viua rìmafe la memoria , Dio infpìrò ad vn Frate-> 
Sacerdote de'Penitenti Scalzi di S. Francefco , detto Ignatio 
Floriam, da Cailei Fidardo nella Marcaci chiederla à Paolo 
V. e l'ottenne il 1610. Coltre d'hauer migliorata la chiefa , 
vipoie nel mezo la forma delle piante dì N. Sig. cauata da 
quella pietra,doue da lui furono imprende che fi coferua nel- 
la pallata chiefa di S.Seballiano. E per efTer in quella la porta 
di fianco più in villa, v'ha fatto pingere fopraìl Signor con 
5.F lecro, come ftaua pània su l'altra, che è nella facciata . 

1 Staua 



*jo ROMA 

Staua S. Pietro in carcere per commandamento di Nero- 
ne, come a quel facro luogo fi dir ; & hauendoci battezzato ; 
molti , effi per gratitudine lo fecero vfeire . Giunto à quefto 
luogo s'incontrò con Noftro Signore, della cui preienza ma* 
rauigliato » gli dille : Damine %uo vadis ? Vado , gli rifpofe , à 
Roma, pereffer vn'altra volta crocefirTo . Intefedifubito S. 
Pietro il mifterio , e fi ricordò , che à lui ancora haueua pre- 
detto vna tal morte, quando gii diede il gouerno della (uà—» 
chiefa,petò voltando il parlo ricòrno a Roma, & il Signor 
nello fpanre lafciò il fegno delle fue piante in vn felce, de' 
quali era laftricata la ftrada : e di qua prefe quefta chiefa fo- 
pranome delle piante , e fopra ia porta maggiore ftaua in-» 
pittura quefVapparitione . 

Vna si degna memoria forfi, che fi perdeua , fé Reginaldo 
Polo Inglefe,iatto Cardinale da Paolo ìli. il 1556. non la fa- 
ceua rinouare in vna cappella ritonefa pofta nel mezo delia 
ftrada,si che fono i luoghi fagn, l'vno in forma ritouda, oue^» 
Pietro feontrò Chrifto , & hoggi è in piedi, e l'altro in forma 
lunga, oue diritto fparue, e quello dalla tempefta nell'anno 
1637. e andato in rouina. E qui Carlo V.quando venne a Ro- 
ma fotto Paolo III. fu da'Cardinali incontrato nel 1536. 

Più verfo Roma poi è il fiume Aimone , ouero Acquadac- 
cio, oue gli antichi ìauauano il fimulacro di Cibele, quafi ac- 
qua d'Ati , che era il giouane da Cibele amato i ed hoggi fer. 
uè ad vfo di moli ni . 

Dalla man dritta poi , lungo le mura, giunger! alla Porta»* 
Latina-» . 

Di S. Giouanni à Porta Latina . 22. 

QVeih cappella alle radici del monte Celio è Hata fab. 
. bricata in honore di S. Gio. Euangelifta, nel luogo, do- 
ue fu pofto fenz'offefa in vna caldaia d'oglio bollente . Qui a 
tempo de' Gentili era vn tempio dedicato a Diana, onde Ci- 
cerone diffe . L. Vifcnsm quis nefeit bis ipfis temporibus maxi- 
THum , ér- fanclijftmum Dian* Sacellum in C&lieulo fuslulijfe , 
Tanto amatrice fecero Diana deH'honeità,che per conferuar- |i ^ 
la differo, eh' andaua con altre Vergini per bofchi,e f«l 

nei 



MODERNA. 131 

ne; & all'entrare di quella diiefa fi vede in vn marmo (colpi, 
tu vn cacciatore a cauallo con vncane,& vn contadino 
auanti . 

Collegiata fu quella chiefa ìnfin dal 1044. nel quale era—» 
Arciprete vno, ch'alcuni dimandano Giouanni, altri Grada- 
no, che poi fu eletto fommo Pontefice . 

Fu riftorata quefta chiefa da Adriano I.chefùdel77z.heb- 
bc alcuni miglioramenti dal Card. Aleffandro Criuelli Mila- 
neie, e dal Cardinale Girolamo Albano Bergamafco . Nella 
cappella, che dinanzi la porca Latina fi legge in vn marmo 
che vi è il vafo,in cui fu pofto S.Giouanni,& anche dell'oglio, 
che fecero bollire in quel vafo, e de'capeiii, e del fangue,che 
toccandolo prima fenza rifpetto gli tratterò dalla cotica . 
Martyrij palmam tulit hic Athleta, Ioannes , 

Principi j Verbum cernere qui meruit • 
Verberat hic f afte Proconful > forcipe tondet , 

Quem ferusns oleum Udere non valuti . 
Conditur hic oleum , dolium , cruor , aique captili» 
Qua cenfacrauit inclita Roma tibi • 
Quefta chiefa è nel luogo detto il Celiolo. Leone X. la pò» 
fé fra Titoli di Cardinali ; & anticamente fu monafterio di 
Donne . Hora è foggetta al Capitolo , e Canonici di S. Gio. 
Laterano . 

Vi fono molte reliquie , e vi è ftatione il fabbato dopo !#*-• 
quinta Domenica di Quadragefima . 

DiS.Cefareo. 23. 

NElla vita di S. Sergio Papa trouiamo, che Anafhiio die- 
de il fopranome a quefta Chiefa del facro Palazzo , 
e delPlmperadore ; perche qui rifedeua, quando veniua a 
Roma-* . 

In quell'Imperiale , e facro Palazzo fu creato Pontefice il 
detto Sergio l'anno 63y. contra dell'Arciprete ,& Archidia- 
cono della chiefa Lateranenfe . 

Se bene dal Mariano li può raccorre , che tal nome pren* 
dsffe dal Palazzo , che ini gii era del fuperbimmo Caracalla 
dicendo. Vifuntnr adhuc in radifibHs Auent'mi adviam olirne 

l 2. Ar- 



132 ROMA 

'JLrdeatinam » & apudnunc S. Balbinam Thermarum Caracai- 
U ingentes min* cum altis parietibus , colummfque femifepultis 
mir& Ó* magnitudini* ,& pulckritudinis.iAagnum autem ambi- 
tum amplettebaraur, & duEhus Me aquarum, qui ante portam 
Capenam tranfit , in eas ohm aquam deducebat . Sub thermis 
Antonianis ip fé nobili ffìmum pofwt Palatium t cuius veftigia. 
mix fuperfunt . 

S. Ccfareo era cbiefa antica , e quali abbandonata , ma la 
fel. mem. di Clemente Vili, l'ha di tal forte rifatta >& orna- 
ta, che hora è vna Chiefa bellifììma, & hauendo creato Dia- 
cono Card. Silueftro Aldobrandino fuo pronepote, gli diede 
quefto Titolo , che perciò fi chiamaua il Cardinale S. Cefa- 
reo,- la tengono li Preti del Collegio Clementino,detti li So- 
mafchi : la fefta di quella Chiefa é il primo di Nouembre ; il 
corpo di quefto gloriofo fanto con quello di S. Anaftafioè 
in S. Croce in Gerufalemme. Fu quefta delle 2,0. Abbati*-* 
principali di Roma. 

Di S. Sijlo . 24. 

LA ftrada,fopra la quale ftanno fabbricate quefta,e la fé- 
guente chiefa, preffo de' Romani fu molto celebre . Da 
Appio Claudio Cenfore fu detta Appia,che dall'Arco di Co- 
{tantino laftricolla infinga Capua, Scaltri poi la fteferofinoa 
Brindifi[in Calabria, fpianando monti, & inalzando valli.per 
renderla più agiata a'paffaggieri : v'era ad ogni miglio driz- 
zata vna colonnella , doue fi leggeua il numero delle miglia 
paffete; e tra ciafcuna di quefte colonnelle ftauano molti 
feditori di.maimo, che feruiuano di ripofo a'pedoni, e di fca- 
bello a chi foffe bifognato falire acauallo. 

Fu fondata quetta Chiefa (oprale rouine del Tempio di 
Marte,chanco in quefta via della Pifcina publica hebbe il fuo 
culto.Onde Cicerone diffc.Rom& & maxime Appia adMartis 
mira proluuies, Crajfipedis ambulano ablata y hortii tabems. più- 
rime* magna 'vis aquéL <vfqùe *d Pifcinam publicam , e fu dedi- 
cata a S. Sifto Secondo Papaie martire, il cui corpo qui fi ri- 
pofa: percioche no lontano da quefta chiefa il Santo fu mar- 
tirizzatojfuori della porca Capena>ho:a detta di S. Sebaftia- 



MODERNA. 135 

no; & hebbe per compagni nel martirio li fanti Felicifiìmo, 
Se Agabito fuoi Diaconi : e di più S. Gianuario, S. Magno , 
S. Innocentio , e Stefano Suddiaconi : il che feguì appreffo 
all'altro Tempio , e' habbiamo detto di Marte ; parte di cui 
fece cadere S. Sifto con le lue orationi . 

Honorio Terzo di cafa Sauelli, concerie quefta chiefa a S, 
Domenico, il quale l'habitò, e vi rifufeitò tre morti . In que* 
ito fterfo luogo il detto Santo congrego infieme le Mona- 
che , le quali erano fparfe per Roma : & eglifteffo n'hebbe 
cura in quello Monafterio, oue babitarono fino al tempo di 
Pio Quinto ; donde poi furono trasferite al Monafterio , che 
fi chiama di Montemagnanapoli, fotto il titolo di S. Sifto , e 
di S. Domenico : e con le Monache , vi fu anche trasferita—» 
vn'Imagine della Madonna,che dicono fia ftata dipinta da S. 
Luca : la quai'lmagine era ftata portata a S. Sifto da S. Do- 
menico proceflìonalmente . 

In quefta Chiefa di S. Sifto fono li corpi di effo S. Sifto 
Papa, e martire, e de'SS. Felice, Zefferino, Àntero, Lucio, e 
Luciano Papi, e martiri: e de'fanti Sotero, Calocero, Parthe- 
nio, Lucio, e Giulio Vefcoui, e martiri . 

Quefta chiefa tu fabbricata primierameute da vna donna 
detta Tigride, e perciò fi chiamaua il titolo di Tigride . Fu 
rinouata nell' 1200. dal Pontefice Innocentio lll.Fùfotto 
Paolo li. da Pietro Card. Ferrici reftaurata; e poi da Filippo 
Card. Boncompagno adornata; & hora nobilmente detta—» 
fabbrica fi compiteci . 

E vie Statione il mercordi dopo la terza Domenica di 
Quadragefima . 

De'SS, Nereo , & Archileo . 25. 

DAlla ruine grandi, che doppo quefta Chiefa fi vedono, 
con ragione vi fi dice l'Antoniana , perche fono d'\n 
palazzo, e Therme dell' Imperadore Antonino Caracalia . 



I 5 Ther- 



ROMA 




7 "berme dì Caracarà 



Il fopfanome,che di Caracalla prete Antonino, fu per 
hatier'egli di Francia portato vna certa torte di veiie milita- 
re, detta così, ch'andaua iniìn'a i talloni; e di queite molte ne 
donò al Popolo Romano . 

SS. Ne- 



MODERNA. 135 

SS. Nereo, & Archileo, eia chiefa antica, e mal ridotta , 
mala buona memoria del Cardinal Baronio fubitcche heb- 
be queito Titolo , la riftorò di tal forte , come fi vede , che è 
molto bella, e l'anno 1 597. ottenne dalla felice memoria di 
Clemente Vili, che proc efiìonal mente fi leuaifero li Corpi 
di quefti Santi, e di Flauia Dominila^ e con tale occafiono 
rifece da fondamenti queita chiefa, e Ja diede in cura a i Pa- 
dri delia fua Congregatone del! Oratorio . 

Pare, che riftorando queita chiefa Papa Leone III. circa 
l'ottocento , forte di maggior forma , e che poi a quefta la ri- 
ducelTe Papa Sifto IV. Tanno fanto del 1475. ÓV alla fine il 
Cardinal Baronio l'abbellì dentro,e fuori con varie pitture, e 
rinouò vn coftume , che fu nelle chiefe antiche , di metter* 
auanti dell'aitar maggiore nella naue di mezo due pulpiti 
da leggerui TEuangelio , & Epiftola , quando fi cantaua la—» 
Mefla i e fé prefente vi forfè ftato il Papa, vi foleua predicale 
vn Cardinale. 

Solenniffima fu poi la traslatione di quefti fanti corpi,che 
fi fece dalla chiefa di S. Adriano a quefta nel dett'anno 
1597. a'i i. di Maggio, nel.quale dalla fanta chiefa è celebra- 
ta Tanniuerfaria lcr memoria. Mei! vfcire di S. Adriano gira- 
rono per macello de'Corui,e pillando per la chiefa del Gie- 
sù falcono in Campidoglio , e dindi furono raccolti da tre 
antichiffimi archi trionfali , già drizzati a tre Imperadori Se- 
uero, Tito,e Conftantino,che tutti difcendeuano con S. Do- 
micilia dalla fameglia illuftrifiìma Flauia. Perciò il popolo Ro- 
mano cominciò con lafolita offerta ad honorar'ogni anno 
quefta chiefa , e nella ftatione ritornò ad accoppiarli con li 
vicina di S. Sifto nel mercordi,ch'é doppo la terza Domeni- 
ca di Quarefìma . 

Queit3 Chiefa fu edificata, oue era anticamente ii Tecn- 
pio d'I fide. E 'ù detta titolo di Fafciola,o da qualche Signo- 
ra, chela fabbricò, o dalia Fafcia, che quiuùfecondo alcuni', 
cadde a S. Pietro , con la quale haueua ligata la gamba da 
ceppi della prigione impiagata, quando da Roma fé ne^ 
par£iua_* . 

Il quadro di S. Flauia è del Caualier Chriftofaro Pomaran- 
ciò, ii quale anco nella Clementina di S. Pietro ha dipinto 

l 4 OÙ; 



I3<5 ROMA 

snirabil quadro; & i difegni delli Mufarchi in quella Cappella 
fono fuoì i e parimente é fuo nella Madonna della Scala il 
primo quadro a man manca . 

Poco più oltre, l'Acqua Marrana attrauerfa la via,cosi no- 
minata,per nafcer'efla in certi campione dicono eflere flati 
di Mario,- ed hoggi ferue o perhorti, o per molini . 

Quefti contorni già furono da'foldati di Badula, detto per 
cognome Totila, empiamente bruciati fotto l'Imperio dì 
Giufliniano . 




E fu sì graue l'incendio, che Pomponio Leto nel Libro IL 
del Compendio delle ftorie Romane lafciò krìtto.Non otnni* 
étdificiain cinetes iuijfei verumtamen tres regiones, Portam fri- 
licetCapenam , Vifcinam publicam , & Auentinum ipfum ade§ 
confumpfiffe* vt neque tunc } neqttepottea re flitui poterti . 

DiS.Balbina. zó. 

OVefta Chiefa è nel monte Auentino , e fu confecrata-* 
da S. Gregorio, & è titolo di Cardinale e vi é ftatione 
il marcedi dopo la feconda Domenica di Quar-efima , nel cui 
giorno il capitolo di San Pietra vi va a celebrar la Mefla; & 

ogni 



MODERNA. 137 

ogni di vi fono anni fette ri indulgenza » e vi fono li corpi di 
S. Balbina , di S. Quirino, & di cinque altri fanti. 

Mettendo Anaftafio quefta chiefa fuori di Roma, penfaro- 
no alcuni, che fia vn'altra da quella, che fondo S. Marco. 
Varij dipoi fono ftati i riftori fatti à quefta chiefa come da S. 
Gregorio il III. del 731. e da Paolo li.vdel 1464 e del 1599. 
dal Cardinal Pompeo Arigone, che l'haueua in titolo,- alla—» 
fine effe ndo (tata fotto la cura degli Eremitani di S.j\goftì- 
no, Pio IV. l'vni al Capitolo di S. Pietro in Vaticano. 

11 Cimiterio di Balbina fu fuori di Roma nella via Àrdea- 
tina , come fcriue il dotto Vgonio . 



S 



Di S.Saba Abbate. 2,7. 

Siluia madre di S. Gregorio Papa, primo di quefto rro- 
> me,habitando qui vicino in vn Iuogo,detto Cella nuo- 
ua, di là mandaua ogni giorno a S. Gregorio vna faldella di 
Jegumi macerati nell'acqua, tanta fu la fobrietà.e penitenza 
di quel feruo di Dio, e della fanta fua madre Siluia . 

Quant'all'antichita di quefta chiefa la potiamo raccoglie* 
re dall'effere ftata vna di quelle 20. Badie priuilegiate nella 
Corte Romana preffo del Sommo Pontefice ,• & era de'Mo- 
naci Greci; trà'quali(del 77*.che fu creato Papa Adriano I.} 
effendoci vno detto Pietro, lo mandò fuo Legato con l'Ar- 
ciprete di S. Pietro in Vaticano, ch'all'hora non era vno de' 
Cardinali, al concilio Niceno Secondo, per condannare-» 
gl'impugnatori delle facre Imagini . Abbandonando final- 
mente i Greci con tanti loro feifmi, & herefie la Chiefa Ro- 
mana, doppo d'effer data in commenda quefta Badia da' 
Sommi Pontefici, piacque à Gregorio XIII. d'applicarla a 
S.Apollinare per la fondatione del Collegio Germanico . 

Qui è lo fcapulario di S. Saba, da cui efee molta virtù, p«r 
rifanar molte infermità.E vi fi vede il fepolcro antico di mar- 
ino di Vefpafiano,e Tito Imperadori Romani . 



T>ì 



i 3 8 



ROMA 




Di S. Prifca . 28. 

Q Viui fi vide vna fontana , detta di Fauno , che Io face- 
uano figlio di Pico Rè della Tofcana. Finfero i Gentili , 
che i Fauni , e Satiri , tuflero Dei deile felue, e bofehi, e che 
però quello Monte Allentino, p-er efler pieno di alberi, fofle 
albergato da effi, e che à quefto fonte ventitelo a bere, e che 
il Rè Numa Pompilio defiderofo di fapere, coni, nell'aere fi 
faceffera 1 lampi , e tuoni, della ciufcienza teneuano, che_^ 
follerò inftrutrj i F ìuni, e Satiri, li fece prig'on a queft'acqua 
hauendoli rnobriacati di vino generalo, ch'in loro afienza iui 
fùpoftoin tnolti vafi. 

Venuto poi la prima volta à Roma S, Pietro Apoftolo fece 
quefl- 'uo|,o.che e predo le Therme di Decio Imperadore » 
altri dicono quefte eiTcr le Therme di Varo; e di profano Io 
iccc fa ero , col bartetimo, che diede a molti con l'acqua-* 
di quefto fonte. , oc m quefta chiefa fi conferita ancora il vafo 
che per quefto effetto adopraua. Qualche luogo ritirato qui 
tra gli alberi doueua eiJerquefto 5 ,e da gente plebea babitato. 

Altri due Pontifici la rincorarono, Adriano f. del 772. e Ca- 
lifto HI. del 1455. e di lui vi fi leggono quelli verfi . 

Prima 



MODERNA. i ì9 

Prima vbiab Euanclro /aerata e sì Herculis ara t 

Vrbis Romana prima /uperslith . 
Votigli fìntela Aties Unge celebrata Dian&> 

Struftaque totveterum tempia pudenda Dsum . 
Montis Auentinì nunc /alta efi gloria maior , 

Vmus veri relligione Dei , 
Precipue oh Pri/cA quodeernis nobile tempi um , 

§l%od pri/cum merito par fibi nomen babet . 
Nam Petrus idcoluit^populos dum pipe docerety 

Bum /aceret magno Jacraque j&pe Deo . 
Dum quos Paunorum /ontes deeeperat error , 

Hic melius /aera purifiearet aqua . 
Quod demum multis /e /e voluentibus annis 

Corruit , haudvlla /ubusnìente manu , 
Summus & Antisìes Calisius Tertius ip/um 

Extulit , omne eius resiituitque decus . 
Cui ftmul AternA tributi dona ampia /alutis , 
Ipfius ne qua parte careret ope . 
Auanti di quefto Pontefice habtyamo , che fu riftorata-» 
lucila chiefa da'tondamenti il 1093 da vno, che l'haueua in 
itolo, ma non fi legge il nome, e bifognando leuare il corpo 
i S. Prifca, fu pofto in vn'altra Chiefa, e trouandofi ali'ho- 
in Roma Vualo Vefcouo di Parigi, hebbe dallo fteflb Tito- 
ire vn pezzo della tefta di S. Prifca . 
Hora eiTendo l'antico Titolo de'SS. Aquiia.e Prifciila can- 
ato a quefta chiefa in quello di S. Prifca vergine,e martire* 
he nell'età di tredici anni diede la vita per Chrjfto nel deci- 
lioterz'anno di Claudio, fu qui rinouata quefta memoria in 
! elle pitture . 

! Fu battezzata nel fecondo anno di Claudio, non hauendo 
Ila all'hora più di due anni,- & in quell'anno appunto il 
etto S.Pietro venne a Roma ,doue ioraccolfe Pudcnte Se- 
j atore. Il padre di S. Prifca era Confole di Roma e da S.Pie- 
j o fu battezzato con fua figlia. Né dia faftidio, che S. Prifca 
faccia protomartire tra le donne , hauendo nel quinto an- 
o di Claudio I. patito S. Tecla, e nel decimoterzo S. Prifca. 
erche quefta s'intende protomartire dell'Occidente, *^* 
uella dell' Oriente . il Cardinale di qwefto Titolo lafciò il 

nome. 



140 ROMA 

nome, e da quefte nominofiì;ond'hoggi i Cardinali>ó da! co- 
gnome, o Titolo delle chiefe loro fi nominano. 

11 Cardinal Benedetto Giuftiniano ritondo la facciata , e 
l'inalzò à miglior forma, allargando la piazza . Rinouo pari- 
mente la Confeflìone con la cappella di fotto , il cui altare 
fari quello , che S. Pietro confacrò , e doue iì pofero i corpi 
de'SS. Aquila, Priscilla, e Prifca. Poi d'vn bel foffitto dorato 
fece rifplendere tutta la chiefa> 8c a canto della chiefa diede 
principio alle ftanze di quell i , che l'hanno in cura, e fonno i 
Frati di S. Agoftino di S. Maria del Popolo; e quefto fu circa 
il 1600. Si che tra l'antiche memorie de'iuoghi facii in Ro- 
ma,quefto è digniflìmo di efler vifitato a'i8.di Gennaro,gior- 
no fefliuo di S. Prifca , & in quello della ftatione, che viene 
il Martedi fanto . * 

Su l'Aitar maggiore la pittuca è del Paflìgnano , come an- 
co in S. Pietro l'i ile fio ha nobili quadri . 

Di qui ginngefì alla piazza di S. Gregorio,oue era il Settiz- 
zonio , fepolcro ( conforme ad alcuni) di Settimio Seuero, e 
per allargar detta piazza fu finito di gettar'a terra dal Pon- 
tef.Siiio V.E quiur dall'empio Nerone fu principiato l'incen- 
dio, ond'arfe Roma fei giorni, e fette notti; e fotto tal prete- 
fio principiò la perfecutione de'Chriiliani . 

Dì S. Gregorio nel Monte Celio . 29. 

S Gregorio all'Arco di Coflantino è così detto all'Arco 
>• di Coftantino,a differenza delle altre due Chiefe dedi- 
care a S.. Gregorio, & è detto l'Arco di Coflantino, perche.-» 
venendo qui dalla parte del Colifeo , ouero di Campo Vac- 
cino , fi pafla fotto al detto Arco fabbricato dal Popolo Ro- 
mano ad honore,e grandezza del magno Coftantincper ha- 
uerefcacciato Maffenrio, e precipitato giù di Ponte Moller 
nel Tenere , & efiere flato caufa di molta quiete al detto Po- 
polo , fi come ne terrificano l'infcrittioni, e rapprefentationì) 
che fono nel detto Arco ♦ che benché fatte da Senato Gen- 
tile , vi fi legge, Coltantino hauercontra il Tiranno ottenuta 
la vittoria per iftinto diurno . 



Ouc 

1 



MODERNA. 



141 













^ ^. ...jte.^.-g Bt^^^JL. 




Oue bora è quefta chiefa fu cafa paterna di S. Gregorio I. 
letto Magno per la dottrina, e beneficio fatto alla Chiefa di 
pio, il quale la confecro a S.Andrea Apoftolo, benché adef- 
o fìa detto S . Gregorio . Il dì delli Morti con tutta l'ottaua 
ifono molte Indulgenze, e perdono per li Morti, e chi ce- 
lebra 



142 ROMA 

lebra a qualfiuoglia Altare di quella Chiefa nel detto tempo 
libera vn'anima dal purgatorio,- nel reftante poi dell'anno 
fono quattro gli Altari priuilegiati, il maggiore, e gli altri due 
di qua, e di la,e quello a mano dritta nell'entrare della chiefa, 
La Cappeiletta picciola verfo la Sagriftia, nella quale non é 
Altare , dicono, cheineflafoleua ripofare eflb S. Gregorio. 
Vi é vn braccio di detto Santo, vna gamba di S.Pantaleone, 
& moke altre reliquie. Vi ftanno li Monaci di Camaldoli,fù 
loro fondatore S. Romualdo prima Monaco di S.Benedetto, 
che diede principio al preséte Ordine circa l'anno 97o.Sono 
detti Camaldolesi, per quel loro tanto celebre facro Eremo 
de'Camaldoli, fondato dal detto S.Romualdo nel luogo det- 
to Camaldolo. Vi è Statione in quefta chiefa il di,che è a SS. 
Gio. & Paolo, cioè il primo Venerdì di Quarefima. Dapoi fi 
vede vna bella Cappella dedicata a S. Gregorioja cuipittu- 
ra è del Caracciolo fatta dal Cardinal Saluiati di buona me- 
moria, il quale fimilmente raccomodò la fcalinata innanzi la 
chiefa, e fece fare quella gran piazza, che fi vedere priuilegia- 
to l'Altare di quefta Cappella . Quefta Chiefa era vna delle 
20. Abbatie principali di Roma . 

Si tiene , che i detti quattro altari foffero confacrati per 1* 
anime de'morti da S. Gregorio , e che la cappella preffo di 
quello,ch'é nella cima del cantone a man dritta,foffe la cel- 
la di lui, ò pure doue foleua dir la merla, per effere egli auan* 
ti il Papato viuuto in quefto fuo monafterio fotto la regola 
di S. Benedetto,Sc hebbe due Abbatta quali fu foggetto Hi- 
larione,e Maflìmiano, & a quali egli poi fucceffe . 

La diuotione delle trenta Meffe di S. Gregorio hebbe ori- 
gine dal feguente fatto. Vn Monaco detto Giufto ammalato 
a morte confefsò di tenere nafeofti tre feudi , il che eflendo 
flato riferito a S. Gregorio,ordinò,che neffun Monaco lo fer- 
mile più in quell'infermità, da fuo fratello fecolare in poi . 
Morto che fu , lo fece fepellire con quelli tre feudi a terrore 
de gli altri; ordinò poiché per tréta giorni conhinni fi cele- 
brarle la MefTa per effo , nei fine de' quali apparue tutto ri- 
fplendente al fratello fuo carnale . 

Di q:ià , come ho detto, nacque nel popolo fedele vna-j 
particolare diuotione , che infin' hora fi mantiene di far dire 

per 



MODERNA. 143 

per vn defonto trenta merle , e di vitìtare quefta eh, eia dal 
fecondo di di Nouembre (giorno della Commemoratione 
de'defonti ) per otto giorni feguenti . 

Se ne fa la fefta il giorno del fuo beato pafTaggio , che fu 
a 11. di Marzo, conia folita offerta del Popolo Romano. 
Quefto luogo cento anni doppo la morte di S. Gregorio re- 
ftò del tutto abbandonato da'fuoi Monaci ima elfendo at- 
tinto al gouerno delia Chiefa Gregono li. Romano, e dello 
fteffo Ordine di S. Benedettoci fece ritornare i fuoi Monaci. 
Fu finalmente fatta Badia , e data in commenda, l'anno pe- 
rò, in cui furono ì Monaci Benedettini priuati di quefto facro 
luogo, e dato in cuftodia a i Camaldolesi , non lhabbiamo 
potuto ritrouarc . 

Ben Tappiamo, che per la memoria lafciata in tre luoghi di 
quefta chiefa dal fanto Pontefice Gregorio, non hanno man. 
cato gli Abbati Cardinali di riftorarla . Del primo luogo,che 
,fù ftanza, ò cappella del Santo, già fi é detto . L'altro e vni- 
to alla chiefa a manomanca,doueftà vn'lmagine della Ma- 
donna , che fi tiene parlarle a S. Gregorio . E perciò l'an- 
no 1600. il Cardinale Antonio Maria Saluiati la volle hono- 
frare con la detta cappella j e per fare piazza auanti la chie- 
jfa , a cui per ftretto pafib bifognaua faiire , fpianò vna fua vt- 
,gna con grande ornamento della chiefa ,e commoditàdel 
.popolo , che nella fudetta Ottaua de'Morti , numerofiflìnio 
ivi concorrer . 

Il Cardinale Scipione Borghefe auanti la chiefa ha fatto vn 
nobiliflìmo Portico ( architettura del Soria ) tutto di trauer- 
Ùni eccellentemente lauorato-, erTendone Abbate : & hora__» 
jdopolafua morte gii è fucceffoe nel titolo, e nella magnifi- 
cenza l'Eminentifiìmo Cardinal Pier Maria Borghefe . 

E quefta chiefa in tempo di peftilenza è ftata polla per 
yna delle fette dentro di Roma . 

E però v'éfcolpita in marmo quefta memoria. 

D. O. M. 

Vrbanus Vili. Pont. Opt. Max. fempiternae, ac fauftiflìmae 
memoriae . Quodfaeuientis per plurimas Italia: partes con- 
tagi; periculo Ecclcfiam Diuo facià Gregorio felici quon- 
dam 



144 ROMA 

dàm prohac Vrbevitiati Caeli labe contala apud Deum, 

caeleitisq,- Militiae Principem aduocato S. Pauli vni ex fe- 

ptem Ecclefijsfubftituerit, Monaci Camaldulenfesdeuoti 

argumentum animi pofuere-/ . 

ANNO DOMINI MDCXXX. 

Di S. Sìluia . 30. 

MAdre fu ella di S. Gregorio Papa, & habitaua preflb la 
ChiefadiS. Saba,douedoppo la fua morte. fecero vn 
oratorio; ma perche fuo figlio la fece dipingere in quefto fuo 
jnonafterio,e da credere, che anco fepolto vi foffe il fuo cor- 
po , ma per efifer perfa la memoria del detto fuo oratorio, in 
quefto la volferinouare il Cardinale Celare Baronio,quandO 
gli fu data in commenda quefta Badia , e fopra l'altare inal- 
zò vna (tatua di lei formata in candidiffima pietra , cauando- 
ne il ritratto della detta pittura di lei ; (coltura del Francio* 
iìno.Poi l'anno 1608. il Cardinale Scipione Borghefe nipote 
ài Paolo V. vi fece il foffitto ,e l'orno di pitture, e la fetta-* 
della Santa fi celebra a cinque di Nouembre . 

Due cofe in quefto Oratorio ci lafciò rapprefentate detto 
Cardinale , vna in pittura , l'altra in due marmi, & ambidue 
auuenute, viuendo S. Gregorio ,• quella effondo egli qui Mo- 
naco, l'altra quando era Papa, oc habitaua nel Palazzo Late- 
ranenfe-» . 
h Hora veniamo alla memoria» che fi riuerifee qui nella per- 
fonadi S. Gregorio,- oc è, ch'effendoegli Sommo Pontefice» 
daua ogni giorno da mangiare a 1 a. poueri , & anco l'acqua 
alle mani prima , chefedeflero alla menfa > che non molto 
lontana ftaua dalla fua. Di tale opera di carità fi compiacque 
tanto N. Signore, ch'egli vi fi trouò vn dì prefente,e fé bene 
fparue,quarido a lui fi auuicino S.Gregorio,per dargli l'acqua 
alle mani, la notte feguente però fé gli diede a conofeere . 
Vn'altro giorno accorgendone che i poueri erano tredici,e 
domandando al fuo limofiniere,perche non offoruaffe il facro 
numero Apoftolico rifpofe,ch'eglipiù di dodeci non vedeua. 
Tacque, il Pontefice per allhora, ma finita la menfa chiamò 
quelio,che fuori de i dodeci luoghi ordinari; ftaua a federe.e 

tirali 






MODERNA. 145 

tirandolo in difparte, «limandogli chi fofle ? Sono, gli nfpofey 
vn Angelo , e quello , che venni tante volte a chiedere limo- 
fina al tuo monafterio, e doppo dodici monete in più volte 
riceuute,hebbf vna faldella d'argento,e per tanta pietà fiete 
Vicario ci Chrifto, e cosi detto fparue . Et effendo accaduto 
quello nel fuo Palazzo Lateranéfe;d'indi a quell'Oratorio ha- 
ueranno portato la menfa di marmo, alla quale mangiauano 
i detti poueri ; e nella cima vi ha fatto il Card. Baronio met- 
tere la ftatua di S. Gregorio, che ftà fedendo (colpita in can- 
dido marmo, cauata al naturale da vn fuo antico ritratto . 

Viuendo S.Gregorio,auanti che foffe Papa,in quefto mona- 
fterio con grande ofleruanza , & aftinenza , foleua mandarli 
fua madre vna faldella d'argento con legumi , & vn giorno 
non hauendoi monaci rimandato il vaio d'argento à S.Sil- 
uia , fu dato per limofina con l'occafione , che e degna da fa- 
perfi , acciò infieme vediamo , quanto poueramente qui fi 
viueffe > e quanta carità fi vfafife copoueri . 

Vn giorno dunque apparile alla porta vno in habitodì 

(mercatante, che diceua d'hauer fatto naufragio, e però chie- 

deua limofina dall'Abbate S. Gregorio , e cortefemente glie 

a fece dare* ma ritornando infido atre volte,larrentandr. fi» 

he poco feglifoffe dato, nelPvltima dimando S. Gregorio 
al Guardaroba, fé ci era più cofa alcuna da confolare il po- 
llerò . Altro non ci é , rifpofe , che la fcudella ,in cui da voftra 
madre fi mandano i legumi : E quella fé gli dia , replicò egli . 
S'intefe poi, che fùvn'Angelo, a cui fi fecero quelle tre-r 
limofine . 

Laftatuadi S. Gregorio fu abbozzo di Michelangelo , e 
poi finito dal Franciofino . 

Di S.Andrea. 31. 

\T Ella paffata chiefa fièdetto, che su l'vltima parte di 
I J_ X quefto monte hauendoci il ino palazzo S. Gregorio vi 
ifece vn monafterio con vna chiefa , la quale dedico a S. An* 
drea Apoftolo ; ma ritrouandola quafi disfatta il Card- Ba- 
ironio , quando hebbe la Badia in commenda la littore , 8c 
il iuccetiore di lui Scipione JBorghefe finì d'ornarla l'an- 

K flo léoS. 



14* ROMA 

no 1608. Et il quadro è mano del Caualier Pomasancio ,* fo 
ftoria su 1 muro a man di ricca dell'altare è di Guido Reni , 
di cui anco fono i due quadri dentro il Bagno in S. Ceci- 
lia,e'l tondino della Madonna su quel Ciborio: l'altra ftoria 
àman manca poi sù'l muro è del Domenicani, che in S. 
Pietro hai! nobil quadro di S. Sebaftiano. 

Si tiene, che la madre di S. Gregorio con due forelle di foo 
padre haueffero in quefta chiefa honorata fepoltura , anno- 
uerandofi tra le fante, che regnano in cielo . Della fantau» 
fua madre Siluia già fi é detto alia fua chiefa , e qui ci reità no 
le fue cognate , che furono zie di S. Gregorio , i cui nomi 
erano Tarfilla , & Emiliana . 

Cominciarono infieme à far vita religiofa con voto di per- 
petua virginità in cafa di fuo padre , che haueua quiui il fuo 
palazzo , e doppo d'hauere per qualche tempo perfeuerato 
con gran feruore, Gordiana rallentaua i paiiì, e daua fegni di 
vanità , e leggerezza e con tutto che l'altre due forelle non 
mancafferodi riprenderla,^ e'ia per vn poco fi raccogliere, 
ritornaua però fempre a i fuoi licentiofi coltami , e tanto più 
fé le rilafciò il freno, quanto per la morte delle forelle leuato 
le fu ogni ritegno . 

Tra le homilie diS. Gregorio , vna c'è, che fece in quella 
chiefa il giorno di S . Andrea, a cui effendo in Roma dedica- 
te molte chiefe , quefta viene ad effere delle più antiche-»; 
con quale occafione poi dedicale a S. Andrea quella chie- 
fa, fi dirà allo fpedale a S. Gio. Laterano . 

Di S. Barbara. 32. 

SOtto nome d'Oratorio finomina queftofacro luogo , 
forti perche fi come a'tempi noftri fi fanno oratorij daYe- 
colari pretto le chiefe de i Religiofi» per effere da elfi indriz- 
zati in alcune particolari deuotioni,- così doueua effere al- 
l'hora . E di quella fanta memoria, come dell'altre già viftei 
n'è fiato diligente fuegliatore il Card. Celare Baronio . 



*t 



MODERNA. X47 

DSSS. Giouannì, e Paolo . 33. 

DI quattro cofe, ch'anticamente furono in quefto luo- 
go, d'vna fola ci reftò il nome infino al tempo di San 
Gregorio I. che fu del 600. e quefta è la calata di Scauro . 
NobiliiTìma fu in Roma la fameglia de'Scaurj,- ma che fab- 
brica hauefle in quell'alta falita del monte Celio, non fi leg- 
ge , faluo che preffo l'arco di Tito fi nomina vn palazzo de' 
Scauri, nel cui cortile erano colonne di finitura ta gran- 
dezza—» . 

Dell'altre antichità folo appaiono le rouine, come delia-* 
Curia vecchia , e dell'Hoftilia . 

Sopra quefte rouine doppo molte centinara d'anni fab- 
bricarono la eafa loro i SS. fratelli Gio. e Paolo . Furono eu- 
nuchi di S. Coftanza figlia del gran Coftantino Imperado- 
re , & in corte di. lei hebbero vffitij , e carichi honorati,e 
d'importanza . Ma fattali ella Monaca in S. Agnefe fuori di 
Porta Pia ; elfi in qiiefta !or cafa attendeuano alla Chriftia- 
na perfettione , maflìme in albergare pellegrini . 

Alcuni vogliono , che quefta Chiefa fufle fabbricata nel- 
la cafa paterna di quelli Santi fratelli Martiri , e che qui an- 
che fuffero martirizzati ; per confirmatione di ciò, in me- 
zo alla detta Chiefa è vn marmo, fopradel quale dicono . 
che efli fuffero decapitati al tempo di Giuliano Apoftata . 

Quefta Chiefa ha il titolo di Pammachio , perche effo la—» 
fabbricò, ha tre nauate, & è da 20. colonne foftenuta . Que- 
fto Pammachio fu deuotiiìimo di S. Girolamo , & hebbe-^ 
per moglie la figlia di S, Paola Romana , chiamata Paolina 
dal nome della madre . 

Il detto Pammachio, eflendo poi reftatofenza moglie, 
e figliuoli , fi fece Monaco , e fopra di quefto monte , che è 
parte ad monte Celio, nella fteffa cafa de'SS. Giouannì, 
e Paolo , habitò con altri Monaci . 

Doppo quefto gloriòfo martirio non tardò molto la diui- 
nagiuftitiaagaftigare Giuliano, che fu vecifo nella guerra , 
che mofle a'Perfìani ; onde più che mai rinouandofi in ogni 
parte del mondo la Chriftiana Religione , Pammachio in_* 

ÌL a- honorc 



148 ROMA 

bonore di quelli Santi qui fabbricò vna chiefa con vn mona» 
fterio, doue egli fu capo di monaci , e Pammachio fi rifolfe 
d'imitare il fuomaellro S. Girolamo. Morì S. Pammachio, 
affediando i Gochi Roma, che fu l'anno 410. & a'$o. d'Ago- 
fto ne fa memoria il Martirologio Romano , & in quella Tua 
chiefa e da credere , ch'egli fofle fcpellito . 

Da molti Pontefici Romani fi trouaquefta chiefa hono- 
rata tr 'quali fu S. Gregorio il primo , che doppo 200. anni 
confermo l'entrate , che date le haueua S. Pammachio , e !a 
pofe nel numero delle ftationi Qjadragefimali, dandole il 
primo venerdì ; e nella terza Domenica doppo la Trinità 
egli ci venne a predicare. Si legge , che quiui habitaffero i 
Romani Pontefici , ma non fi nominano quali foriero , né in 
che tempo . Certo è , che da quefto Titolo , ch'è di pretta 
Cardinale , afeefero tre al Sommo Pontificato , de'quali 
furono due Santi, Giouanni primo, Se Agapito Primo, il 
terzo fu H onorio 111. 

Certo e ancora , che i due primi non ci vennero ad habf- 
tare > perche furono auanti il fudetto S.Gregorio, nel cui 
tempo vi (laua.no 1 vionaci di S. Pammachio. Pare dunque 
civenifTe Honorio III. quando lafciòiliuo.palazzo preffo di 
S. Sabina alli Padri di S. Domenico. 

Eflcndo poi mancati quelli Monaci, nel iti 6. fi fece Col- 
legiata , ma da'Canonici ancora poco meno che abbando- 
nata, non ci venendo più i Pontehci ; Se hauendola il 1454. 
in titolo il Cardinale Latino O.fino, l'ottenne da Papa Ni- 
colò V. perii Frati Giefuatì. Quelli vengono dal B. Gio. 
Colombini. Vrbano V. l'anno 1367. fattili efifaminare-> » 
approuò l'Ordine loro, e diede lor l'habito , che portano 
fotto la regola de gli Eremitani di S. Agoflino . E fé di fan-* 
Girolamoanco fi dicono, egli è, per hauerio in particolare-» 
auuocato, e protettore . 

S'impiegano quelli Padri in diftillare herbe d'ogni quali- 
tà, non lafciando per quello gli effercitij di varie orationi , e 
penitenze . E perche da principio lafciarono affatto quelle 
delle humane feienze, non poteua tra elfi ordinarli alcun-» 
facerdote ; ma l'anno 1611. furono à Paolo V. rapprefen- 
tatc alcune ragioni, che lo moffero ad alterare l'ordine in 

quefta 



MODERNA. 149 

quefta parte , volendo , che vi foffero Sacerdoti , con obli- 
go di recitare Thore canoniche , ma lafciaffero di vdire-# 
Confezioni . 

Nello fteifo anno , che da Vrbano V. fu confermato que- 
ft'ordine,morì il fuo fondatore in Siena, e fuori ad vn mona- 
fterio detto S. Bonda fu portato il fuo corpo, per hauerci 
fatta monaca vna fua figliuola . Altra memoria del B. Co» 
lombino Roma non ha , fé non del cilicio , e vefte fua itLa 
S. Marta all'Arco di Camigliano . 

Era quei-èa chiefa al principio voltata all'Oriente, talmen- 
te che doue hora è la tribuna , ftaua la facciata , e per afeen- 
derui S. Simmaco Papa vi fece vnafcala, e fu circa Tan- 
no 500. Poi occupandoli la piazza sì di quefta chiefa-*, 
come della vicina di S. Gregorio con vigne, e riuoltandoft 
la facciata di quefte,le fece auanti vn portico il Cardinal 
Guglielmo Enconuondi di nationeTodefco, e creatura di 
Adriano VI. con due Leoni di pietra alia porta , {imboli del- 
la vigilanza nel eulta di Dio: così anche i noftri antichi in» 
cima a'campanili l'effigie del Gallo poneuano in fegno del- 
la vigilanza , e per fimbolo della predicanone . Ma il choro 
fopra la porta maggiore con idue altari l'vno dirimpetto ali* 
altro nella naue di mezo fece vn'altro Titolare detto il Car- 
dinal Nicolò Pelue Vefcouo di Sans. Il Cardinale Agoftino 
Cufano Miianefe fece il bel foffitto , & il Cardinal Antonio 
Caraffa Napolitano adornò con belle pitture la tribuna, tra 
le quali é l'immagine del fondatore S. Pammachio , come fu 
anco del monafterio,che pure dallo ftetfo Card, fi riftoro . 

Queito ben meritaua e l'antichità della chiefa , &: il pre- 
tiofo teforodi tanti corpi fanti , ch'ella conferua* perche-' 
oltre i due già detti > a'quali e dedicata , molt'altn ci fono . 
La cappella a man dritta, é di Raffael da Reggio, di cui anco 
é'1 Prcfepioin S, Maria in Trafteuere, l'altra cappella aH'in- 
contro è di Paris Romano . Vi è ftatione il primo Venerdì 
di Quadragefima . E l'anticaglia di pietra alla man finiftra 
qui vicina è'I cartello dell'acqua Claudia . 
^ Scendendo dal Monte Celio fi palla per il piano , oue giF 
fu la Cafa aurea di Nerone, compendio della grandezza, e 
porenzatRomanau» » 

K 3 P*- 



150 



ROMA 



VESTIGI VEL PALAzZZsO .MAGGIOR 









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Palazzo Palatino. 

Indi poggiafi al Palatino ,anticha ftanzad'fmperadori, e 
di Senatori , ed bora luoghi ripieni di rouine , e ricoperti di 
herbe, veftigij miferabili dell'abbattuta Reggia del Mondo 

Di 






MODERNA. 151 

Di S. Sebaftiano . 34. 

Q Viui fi vede la nuoua Chiefa di S. Sebaftiano dalla de- 
uotiflìma magnificenza dVrbano Vili, in quefta for- 
[ ma i itatta , e di belle pitture ornata . 

Fu S. Sebaftiano prima faettato, ma da Irene rifanato ; 8c 

I egli di nuouo al Tiranno rapprefentatofi , in quefta parte_-> , 

I ch'era Hippodromo » ò Campo Palatino, fu a colpi di bafto- 

j ne moto. Onde qui gli fu vna Chiefa poi edificata, dipinta 

I co 1 martirio luo , e di S. Zotico ; e dicono , che nel 1 174. 

biffe collegiata. Chiamoflì anco S.Andrea in Pallara,& 

anche S. Maria parimente in Pallara, & vi fu il fcpolcro di 

Giouanni Papa Vili, cosi dal nome del Palladio , che io-» 

quello lato vn tempo conferuofiì, corrottamente nominata • 

Et anco fu Monafterio de'Santi Sebaftiano, e Zotico detto • 

(Opera già penfata da Clemente Vili, che di quefto Santo 
fu molto deuoto . 

Hora è baliatico in perfona dellTminentiflìmo Francefco 
Cardinal Barberino i & è iufpatronato dell'ifteffa Eccelien* 
tilfima Fameglia. 

Quiui poi fon gli horti regij de'Farnefi per ampiezza mira* 
bili, e tra le amenità Romane digniffimi di fama . 

Di S. Maria Liberatrice . 35. 

QVì doue è quefta chiefa alle radici del palatino, fu anti- 
camente il Lago Curtio , così detto da Quinto Curtio 
Caualiero Romano, il quale vi fi precipitò fpontaneamente 
armato a cauallo, fperando conforme alla rifpofta degl'indo- 
vini, con la fua rouina rimediare à quella laguna, donde efa- 
laua peftilentiflìmo aere in danno di tutta la città, né mai 
con fiumane forze fi era potuta riempire con quanta terra-» 
vi fi buttafle dentro. 

E fu ancora da Maria Vergine qui fchiacciato il ca- 
po del ferpente infernale ,• poiché fi deue credere , che fao-# 
Silueftro vi dedicale quefta chiefa; e fi legge , che fi diman- 
"aua anco di fan Silueftro in Lagoje con tutto che di lui qui 

K 4 fi ce- 



152 ROMA 

fi celebri la fetta, nondimeno piùcommunementefi chiama 
di S. Maria Liberatrice,per dirlo con vna parola nella noftra 
lingua. La feda principale di quella chiefa è dell'Affunta. Qui 
M.TulliOjhauendo la fua cafa in altra parte di Roma poco ho- 
norata, ne comprò vna con bellifììmi giardini,c pefchiere da 
CrafTo, co'l prezzo di cinquemila feudi predatili da Siila, per 
hauer difefala fua caufa>e non molti anni doppo gli tu perin- 
uidia abbruciata da Clodio . 

Per quello,che dalle Monache di Torre di Specchi s'è inte- 
fo,ci era vn monafterio della Beata Sàtuccia Terrebotti d'Au- 
gubio, il quale fu poi dalle fue Monache abbandonato l'anno 
1550. per efferin luogo'dimal'aere^ fu da Giulio III. vnito 
a quello di Torre di Specchi. E quantunque per l'aere cattiuo 
quiui non fiano ftanze a propofito , nondimeno fempre han- 
no tenuto buona cura di quefto facro luogo con varij miglio- 
ramenti i & alla fine il Card. Lanti l'ha riftorata , & abbellita 
fopramodo. Et é bella architettura di Honorio Lunghi. E 
quelle tre colonne, che vi fono auantii dicono efiere del 
Tempio di Gioue Statore . 

Fra quefta parte , e l'altra ài S. Teodoro tutto il piano , 
preflo il Ligorio, fu vero fpatio dell'antico Foro Romano . 

Dì S.Teodoro. 36. 

POco difeofto da quella chiefa paffaua anticamente il 
Teuere, e qui doue hora Ita quello Tempio, giungeuano 
taluolta le onde, quando'l fiume ingroffaua ,* e quando furo- 
no li fondatori di quefta Città Romolo , e Remo portati per 
ordine di Amulio lor zio ad efler fommerfi nell'acque del 
Teuere , qui furono efpofti , ma fubito efpoiti feemò la cor- 
rente del Teuere, e ritirandoli l'onde, reftarono gl'innocenti 
bambini in-fecco , doue trouati da vna certa Larenza moglie 
di Fauftolo pallore , furono benignamente raccolti , e por- 
tati alla fua viciaa grotta , e come propri; figli allattati , e-/ 
nutriti • 



In qn.e- 



MODERNA. 



153 



s 




In quefto luogo dunque fecero i Romani vn Tempio ad 
honore di Romolo e Remo , rapprefentando la memoria dì 
quefto fatto in vna Lupa di bronzo con due pattini pendenti 
dalle fue poppe,- nella Lupa rapprefentandofi Larenza, che 
per la fua dishonefta vita , apprefTo li paftori di quel contor- 
no , nome di Lupa iì era acquetata . Quefta bella Lupa non 
Tono ancora molti anni, che da quefto Tempio tu trafporta- 
tain Campidòglio, doue hora con la fua vaghezza nudrifce 
gli animi de'fpettatori non meno, che nudnfle di latte ifuoì 
bambini . Ma poi fu diuertito da Tarquinio Superbo il 
corfo del Teuere, acciò non inondarle più quelli contorni t 
3Che erano il più bello di Roma ; quello , che era letto di fiu- 
une , fpianate le ripe , e ripieno di terra cimentò ftrada publi* 
ca, che però fi difTe Via nona, e comineiaua dall'Arco di Set- 
timio, che ftà nel principio della Piazza Romana, hoggi det- 
ta Campo Vaccino, e parlando auanti quefto Tempio dj 
S.Teodoro andaua a terminare alla Madonna della Con- 
folatione, e delle Grafie , non molto lontano dal Tempio 
anticamente della Dea Vefta-_* . 

Di qua ancora attrauerfauavn'altralungja ftrada, che fin'al 
tempo di Andrea Fuluio, che ferirle dell'Antichità di Roma 
l'anno 1544. fi diceua Vico Tofco, pereifere ftato dato da_* 



154 ROMA 

gli antichi Romani quel quartiero alla Natione Tofcana_» 
doue eflì fabbricarono molte botteghe di Profumieri, Seta- 
ioli , e Bombagiari , arti che fino da quei tempi fi trouarono 
in Roma—» . 

A quello Tempio dedicato a Romolo, e Remo portauano 
le donne Romane ad offerir i loro figliuol n:, quando patiua- 
no di qualche infeimità, e perche quefta vlanza andarono 
feguitando liftefle ancor fatte Chriitiane, per leuarda loro 
ogni ombra di fuperftitione gentilesca, i Pontefici Romani 
confacrarono queflo Tempio aS. Teodoro . 

Fu pofto tra l'antiche Diaconie , e fin'hora é chiefa Colle- 
giata, fé bene è poco il numero de'Canonici a che é ridotta . 

Due volte poi trou:amo,che da'Romani Pontefici fu que- 
fta chiefa riitorata . Vna da Adriano 1. creato Pontefice--» 
l'anno 771. i altra da Nicolò V. 

Di S. Anaftafia . 37. 

DE i fette monti, che da principio rinchiufe Roma,quel- 
lo , che Palatino fi dirle, fu il primo, & il più nobile di 
tutti, hauendoci habitato Romolo, non tanto perche vi foffe 
alleuato da Larenza,quanto che predo di quefta chiefa rieb- 
be la fua cafa , e con tanta religione conferuata dal Popolo 
Romano, che fé per la vecchiezza mancaua in qualche par- 
te, di fubito la riftorauano in modo, che della fua prima for- 
ma non fi mutarle punto . Qui pur vicino habito il gran—» 
Pompeo , e dall'altre parti, doue fi vedono tante. rouint-» 
d'antichiflìme fabbriche , fono le ftanze Imperiali ; & il pri- 
mo , che le fece, fu Cefar'Augtifto, che anche vi nacque . 
Quefta chiefa e antichiffima , & èpofta ne'titoli de'Cardi- 
nali, che furono auanti il 500. 

Gran diuotiooe v'era ne'tempi antichi, venendoci il Papa 
nella folennità del fanto Natale , quando habitando il Pa- 
lazzo Lateranenfe , detta che haueua la prima merla in San 
Giouanni , qui nell'aurora celebraua la feconda, & in S. Pie- 
tro nel Vaticano la terza, e perciò la ftatione qui è la mat- 
tina, &il giorno al Prefepioin Santa Maria Maggiore: eli 
cagione di venire il Papa 9 e la ftatione à quefta chiefa il gior» 

no 



: 



MODERNA. 155 

no di Natale , non è già, perche fermile di commare aua Ma- 
donna, ma perche oecorle il fuo martirio nelio fteflo giorno > 
e però nella feconda Metta fé ne fa commemoratone , Di 
più riueriamo in quefta chiefa i pannicelli , &il velo , che di 
capo fi traffe la Vergine , per infafciare il fuo nato bambino > 
e del mantello di S. Giufeppe per coprirlo . 

Molte altre lance reliquie tien quefta chiefa , ma hfeiando 
le communi di dire : propria è quella di S. Donnina con-* 
altre vergini, e martiri nella Città di Terni i & altro di ^ffe 
non trouiamo. Digniflìma pure èia memoria , che di le ia- 
fciò S. Girolamo, quando chiamato à Roma da S. Damafo 
Papa, per feruirfi di lui nello ftudio delle diuine lettere, vi ha- 
bito , è fi inoltra il calice , con il quale confacraua . 

Due riftori trouiamo fatti a quefta chiefa , come moftrano 
alcune infcrittioni. Vna da Papa Innocenzo III. del 1 1 20.ra.i- 
tra da Sifto IV. del 1471.P01 hauendola in titolo Tanno 1605. 
il Card. Bernardo Roias Arciuefcouo di Toledo vi fece mol- 
ti miglioramenti, «(Tendo molto deferta: con tuttoché vi fia 
il giorno di Natale fuo feftiuo > v'é anco la ftatione il martedi 
doppo la prima Domenica di Quarefima, 5c il giorno di Pen- 
tecofte. Et ha due colonne di grandiflìmo prezzo . 

Finalmente il 161 7. eflendofi vniti in compagnia i Lauo- 
ranti de'Sartori con i Calzettaie Giubbonari,pigliarono per 
loro titolo la Santa Croce, che di Maggio fi celebra . Fatta la 
udetta Compagnia,ottennero in quefta chiefa vna cappella» 
er attendere, come l'altre, all'opere di Chriftianapietà,ma- 
itando anch'elfi zitelle , che fiano figlie di quelli, ch'efferci- 
ano l'arti loro.Veftono facchi lionati cinti d'vn cordone rof- 
b, con Tinfegna della Croce di color di legno . 
Ma eflendo poi nel i6$6. caduta la facciata della Chiefa, 
al Sancilfimo Vrbano Vili, è fiata magnificamente rifatta 
con effa l' habitatione de' Preti fabbricata , & è colle- 
giata.^ . 

A lato nel baffo era il Cerchio Malfimo capace di dugento 
ieffaata mila perfone, marauiglia delle Fabbriche Romane . 
E nella piazza d'auanti anc'hoggi è la Fonte antica di Giu- 
:urna,& per la commodità dell'acqua vi s'è principiata buo* 
u fabbrica, per fami vna Ferriera • 

E quiui 



156 



ROMA 




L'Arco di Giano . 

E quiur appreffo è l'arco del quadrifonie Giano, che-/ 
le quattro ftagioni dell'anno fignificaua , onero le quattro 
parti della Terra, alle quali i Romani erano co'l valor del- 
l'armi penetrati. 

Hi 



MODERNA. 

Di S.Giorgio. 38. 



157 



Avanti d'-entrare in quefta chiefa , fi vede a! fianco di effa 
vnito vn picciol'arco di marmo, in cui iono fcolpiti bo- 
,ui, e facerdoti con gli ftromenti, ch'vfauanodafacrifìcarlia 
'gl'idoli , e lo fecero gli Argentieri, e Mercatanti ad honore di 
Settimio, e M. Aurelio Imperadori ,• e di qua n'hebbe il no- 
me di Boaria quefta gran piazza , bora da molte rouine in- 
gombrata; e feruiua per lo mercato de'Boui ; ò pur Boaria 
fi difle , perche nel mezo ve ne fu drizzato vno di bronzo , ò 
perche ve ne facrifìcafle vno Hercole , vecifo eh hebbe quel 
famofo ladrone detto Cacco. 

E la prefente Chiefa fu dedicata ad vn più valorofo Capi- 
tano di Scipione Africano, poiché qui anticamente era il 
[palazzo di detto Scipione. Quefta Chiefa anco fi nominaua 
ad fedem, ò per il Tribunale di Scribonio Libone qui vicino* 
(che diceuafi puteal Libonis , poich'era preffo vn pozzo d'ac- 
(qua per certe fuperftitioni de Gentili molto famolo . 




O perche quiui era la Bafilica di Sem pronio,ouei Giudici, 
edendojdecideuano le caufe de'Mercatanti , 

Se 



158 ROMA 

Se ben l'hiftorìa di S. Giorgio tu falfifìcata dagli Hereticì, 
nondimeno mettendola il Surio col teftimonio di tre Autori 
è chiara: pero la Santa chiefa. & i Rè nelle guerre contra de 
gl'infedeli inuocano S. Giorgio. Il Popolo Romano nel gior- 
no della fua fetta cala dal Campidoglio a quefta chiefa con_» 
vn itendardo (piegato, e le offerifce alcune torcie . 

Tra l'antiche Diaconie de'Cardinali , eflendoci quefta»», 
Thoncró S. Gregorio Papa, mettendoci la ftatione il fecondo 
giorno di Quarefìma, & hauendola alcuni Monaci,comman* 
do all'Abbate Maiiniano , che la ritacefle , e vi celebraffero I 
Diurni \ffinj. Ottantanni, doppoS.Gregorio,gouernando la 
chiefa di Do S Leone il II. non hauendo forfi i Monaci com- 
pita !a rinouatione di quefta chiefa,o non la fondando bene, 
fu dalfanto Pontefice rifatta, & aggiuntoti! il titolo di S. Se- 
baitiano; e penfarono alcuni de'noftri tempi, checiófaceffe, 
perche il corpo di S. Sebaftiano rofle gettato in vna chiauica 
Ja quaie sbocca da quefta ripa de! fiume,ma oltre che troppo 
«bicollo è quella chiauica da quefta chiefa, moito tardi hau- 
riano i fedeli di Roma riconofeiuto vna sì degna memoria-*t 
ben la nuenraono ad vn'altra chiauica feontro alla chiefa di 
S. Andrea della Valle, com'iui fi accennerà . Accompagnò 
dunque S. Leone in quefta chiefa il nome di S. Giorgio con 
quello di S. Sebaftiano, perche Santa Chiefa nelle guerra 
ambidueli piglia perdifenfori^e padroni, effendo flati nella 
militia del mondo inuitti Caualieri . 

Doppo cinquantanni ritrouò S. Zaccaria Papa con felice 
forte nel fuo Palazzo Lateranenfe la tetta di S. Giorgio mar- 
tire, e la tece portare a quefta chiefa, ma quando Roma rice- 
ueffe vn dono tale, altro non habiamo , fé non che l'anno 
5 61. andando S. Germano Vefcouo di Parigi a vifitare i luo- 
ghi di Terra fanta, giunfe ancora a Conftantinopoli, & rieb- 
be da Giuftiniano lmperadore vn braccio di S. Giorgio. Poi 
con Poccafione di quefto teforo nafeofto da S. Zaccaria ri- 
trouato per arricchire quefta chiefa, la riftoro anch'egli,maf- 
(ime che fu di Cappadocia, come S. Giorgio . 

Altri miglioramenti fi leggono fatti qui da vno detto Ste- 
fano , che qui era priore ; donde fi raccoglie, che partiti i Ri- 
detti Monaci, qua vennero altri Regolari, de'quali é proprio 

, quel 



MODERNA. rj9 

quel titolo di Priore: ma di qual'ordine foftero,nè in qual'an- 
no riftorafle quefta chiefa il detto Priore,iui non fi nota.Solo 
di certo riabbiamo, che del 1 61 1 .hauendola in titolo il Car* 
dinal Giacomo Serra Genouefe, e vedendola a mal'effere, fi 
diede a riftorarla, & acciò fofle ben tenuta vi fece venire i 
Frati Eremitani di S. Agoftlno della Congreg. di Genoua • 

Hebbe quella riforma l'origine fua in quella città il 1470. 
da vn Frate pur'Eremitano Genouefe detto Battifta Poggio , 
che fu per lettere, e virtù molto fegnalato nel mondo. Que- 
llo fi conformò con la difciplina , e regola ,che S. Agoftino 
diede» auanti d'eflere Vefcouo, a i Romiti . 

Quefta chiefa ha venerabili reliquie, e dalla parola Latina 
V elabrum hoggi corrottamente dicefi al vello d'oro . 

DiS. Aniano. 39. 

QVantunque non habbiamo rifpofta, da chi poteua dar- 
ci qualche luce di quefta chiefa,- nondimeno per quan- 
to ella foife deferta, e quali profanata, non haueua per que- 
lito perfo l'antico fuo titolo di S. Maria. Ma effendofiil 1614. 
vmtiin vna Compagnia i Lauoranti ,e Garzoni de'Calzola- 
|ri, hebbero quefta chiefa mezo disfatta» onde da'fondamen- 
riftorandola mutò ella l'antico titolo in quello di S. Ania- 
10, la cuiimagine portano fopra facchi bianchi,& a'dJcifette 
li Nouembre fuo giorno feftiuo maritano alcune pouere zi- 
celle, figliuole di quelli dell'arte loro . 

Di S. Gio> Batti/la Decollato . 40. 

Nfin'al 1488. fu continuato il far giuftitia de'rei sù'I mon- 
te Caprino , che parte del Campidoglio , & è poco di 
uà difeofto . Hora hauendo ogni vno bjfogno d'aiuto fpiri- 
fuale neireftremo di fua vita , i Fiorentini lì mollerò a coni- 
Daflione di quelli, che fono per lor delitti condannati a mor- 
ie,©^ a quefto fine fecero in Roma vna Compagnia co'l tito- 
o della Mifericor dia, pigliando S. Gio. Battifta per auuocato 
oro,* però dipinto in vn bacino portano in fronte fopra fac- 
ili neri la teft a di detto Santo . 

De' 



i6o ROMA 

De'foli Fiorentini è quefta Compagnia , né più di noue^ 
s'accettano ogni anno , e con molt'eflame di coftumi , e vita 
loro, e con voti di due terzi,- ricercando queft'vflìtio perfone 
di molta carità, prudenza , & arte per maneggiare nell'vlti- 
mo palio della vita anime , che alle volte infiVall'hora furo- 
no fchiaue del nemico . 

Condannato che alla morte il reo, vanno à confolarlo 
due di quelli fratellino mai l'abbandonano infino, che a Dio 
non rende l'anima, poi la fera ci vanno tutti in proceftìone 
con i'habito proprio ■<: pigliarci corpo , & in vn cataletto lo 
portano à fepellir nel cimiterio, che han fatto al fianco di 
quella cbiefa in forma di chioftro ,con due altari in due can- 
toni da celebrami le melfe per l'anime di quei defonti,- e 
molto bene tu à chiudere quefto cimiterio dentro ad vn_ » 
chioftro, acciò fi leuaffero molte diaboliche fuperlìitioni, 
che damali Chriftiani fi fanno attorno i corpi de'miferi con- 
dannati , perciò fono anche diligenti quelli Fratelli à con- 
fetture i capeftri de gli appicati, per abbruciargli il giorno 
di S. Gio. Battifta decollato. 

Fu poi quella Compagnia da Papa Innocenzo Vili, con- 
fermata il 1460. e qui le diede vna chiefa detta S. Maria dei- 
la folfa, perche doueuafi inelfadar fepoltura ài giuflitiati 
nel detto monte Caprino , e fotto quello Pontefice fu or- 
dinato , ch'iui non fi giuftiziafle più alcuno , ma all'entrare 
del Ponte di S. Angelo . Hauuta dunque la prefente chiefa 
dalla Compagnia della Mifericordia, la rifece da fondamen- 
ti con bellarchitettura , e la dedicò à S. Gio. Battifta decol- 
lato, nel cui giorno hebbero da Giulio 111. priuilegio di li- 
berare vn prigione perla vita ,- e nella Feda dell'Affunta, à 
cui fu prima dedicata quella chiefa, maritano zitelle . Otten- 
nero ancora da Pio V.di potere eleggere vn CappeIlano,per 
dir la ineffa a i condannati due bore auanti il giorno , e com- 
municarli,&: affoluerli da tutti li cafi riferuati,- e perche giun- 
ti al detto luogo in Ponte,bifogna alle volte afpettare,vi han- 
no quelli fratelli fatto vna Cappella , doue i rei fi trattengo- 
no in oratione con quelli , che li confortano, & il Cappella- 
no , acciò fé gli occorreffe , polli riconciliarli . Et in tal mo- 
do fono aiutati , &fcanpo l'eterna fallite molti, che reftando 

in vita 






MODERNA. 161 

in vita fifarebbono perii. L'a. cai maggiore é pittura di Gior- 
gio Vafari, di cui anco èia ConuerfionediS. Paolo in S.Pie- 
tro Montorio. La prima cappella è di Giacomo Zucca, di cui 
anco lono in S Spirito la tribuna, & altre pitture . La Vifita- 
tione è del Pomarancio,e'l S. Gio.nellaCaldaradel Naldino. 
Nell'Oratorio l'altare co'due Sàti,e parte dell'hiftorie fono 
del Saluiati,di cui anco è l'Annuntiata in S. FrancefcaE nel- 
la lor feda fanno nobiliflìma moftra d'efquifitiffimi quadri . 

Di S. Eligio de' Ferrari . 41. 

NOn accommodandofi bene in bocca del volgo il nome 
di quello Santo , l'ha fconueneuolmcnte il volgo can- 
giato in Alò . 

LiFerrarifi vnirono il 1500. & a quelli s'aggiunfero quel- 
li, che danno caualh a vettura. Poi il 156$. rifecero da'fonda- 
menti quefta chiefa dedicata prima a 1 SS. Giacomo,e Mar- 
tino, e nella fcfta di S. Eligio liberano vn prigione, e marita- 
no zitelle,6glie di quei dell'arte loro. E più de gli anni paflati 
celebrarono quefto giorno di S. Eligio il 1620. per effer loro 
venuto di Francia vn braccio di quefto fanto Vefcouo, la cui 
imagine portano dipinta fopra de'facchi "turchini . 

DiS. Huomo buono . 42. 

CHe forte di mercatantia effercitaffero i progenitori di 
quefto Santo,non lo fcrifiero nella vita fua i Canoni- 
ci della Cattedrale di Cremona . 

S. Huomobuono, fu già detto S. SaluatOre, bora fi diman- 
da S. Huomobuono, il quale per effere ftato Sarto, & eserci- 
tato taf arte con ogni carità, e fincerità, venne a tal perfet- 
ftione di vita, che opera uà miracoli infiniti,come di lui fi leg- 
|'ge,e fu di patria Cremonefe.Qui è la Compagnia de'Sartori, 
[li quali hanno pigliato quefto gloriofo Santo per loro Au- 
uocato . 

Molt'anni la pacarono i Sartori fotto il Confolato del- 
l'arte loro. Poi il 1538. hauendoi Calzettaie Giubonari fat- 
vna Compagnia fotto l'inuocatione di S, Antonio da Pa- 
a | h doua 



• 



i6* ROMA 

doua s'vnirono con elfi il 157$. e dallo Spoetale della Confo* 
lacione ottennero quefta chieia , detta il Saluatore in Porti- 
co ) & e (Tendo quello fopranome redato alla feguente, iuìft 
dirà che lignifichi 

Ma trouando quefta i Sartori mezo disfa tea, la rifecero (ot- 
to l'inuocatione di S. Huomobuono, e di lui hanno vn brac- 
cio , & effendo la cbiefa commune a tutti , vi fabbricarono a 
canto l'Oratorio da celebrare i loro diuini vffitij . Vertono 
facchi berettini con l'imagine de i fudetti Santi . Dimandati 
perche habbino perauuocato S. Huomobuono, rifpofero, 
che faceua delle vefti, per dare a'pouerii i Canonici però di 
Cremona nella vita di lui, come s'è detto , non fpiegarono , 
ch'arte facete in particolare . 

Qui fu il vero Erario antico di Saturno , come per alcune 
tauole di bronzo, quiui ritrouate,il Ligorio dottamente affer- 
ma . £ però la Dea Moneta appretto gli antichi era adorata . 




Di 5. Maria in Portico . 43. 

Q Vanto alla prima fondatione di quefta Chiefa, ella fi fe- 
ce nel palazzo di S. Galla Patricia . Qui dunque nel 
giorno diS. Aleflìoi che fi celebra a'iy.di Luglio, fedendo la 

Santa, 






MODERNA. itfj 

Santa t prima che folle Monaca, a menfa, con dodici pouerf , 
quelli che feruiuano, videro fopra della credenza vn'imaginc 
della Madonna in mezo d'vna gran luce , e dandone fobico 
auuifo alla padrona, fé ben ella vi corfe, altro però non ico- 
priua che lo fplendore , & accadendo lo fteflò ad altri nobili 
Romani , che vi vennero a vederla , fi rifoifero d'andare con, 
Galla al Papa , che in quell'anno del 52$. era S. Giouanni 
1. e lo pregarono 2 venire, & ordinare quello, che voleuafi 
facefie in vn sìmarauigliofo cafo . 

Dal Tuo Palazzo dunque Lateranenfe fece ordinare la prò* 
cellìone, e qua venne a piedi con i Cardinali, Clero, e Popo- 
lo Romano* Se inginocchiandoli auanti di quel celefte iplen- 
dorè, di fubito s'vdirono Tuonare tutte le campane di Roma» 
incominciandofi da quelle di S. Giouanni , antica reiidenza 
de'Sommi Pontefici, & ecco nello fteflb tempo apparire-» 
ell'aria tra due Serafini i'Imagine di Noftra Signora co'l fuo 
figlio in braccio; all'hora con maggior'afferto, de humiltà fé- 
uitàdo il sàto Pattare l'orationi fue,pregaua la Madre di Dio* 
he fi degnale di concederli quella fua celefte Imagine,& el- 
la per mano de gli fteffi Angeli glie ne fece vn gratiofodono. 
Doppo la prima fondanone di quefta chiefa,trouiamo,che 
ù due volte riftorata,l'vna da San Gregorio Vii. il 1075. che 
gli otto di Luglio confacrò l'aitar maggiore, e fopra vi fece 
tabernacolo , doue fi conferita » de attorno vi fi leggono 
qneftidue verfi : 

H Acefiilla piA geni tr iris imzgo Maria, , 
Qua difeumbenti Galla, patuit mententi . 
L'vltimo riftoroi'hebbe quefta chiefa da due Titolari. Vn* 
fu il Cardinale Fra Vgo Verdala Francefe , e gran Maeftro 
de'Caualieridi Malta, che circa il 1590. feceilfoffitto dora* 
to. Dindi ad ott'anni il Card. Bartolomeo Cefis Romano fe- 
ce dipingere in tutta la chiefa l'hiftoria , che di quefta facro- 
fant'lmagine fi é raccontata , de a mano dritta nell'entrare^ 
fece vna bella cappella in honore di San Giouanni Papa , e 
di S. Galla , come primi fondatori di quefta chiefa; e perche 
li S. Galla se detto aiTai.è da faperfi.che quefto fanto Patto-* 
e della chiela Cattolica fu grandemente benemerito, a gio- 
ia di Dio, e della Tofcana, don egli nacque . 

Li Fu Col- 



i*4 ROMA 

Fd Collegiata'iniin'al 1601. quando hauendofa rinouata il 
detto Cardinal Cefis , prego Papa Clemente Vili, che la_» 
concederle alla Congregatone de'Cherici Regolari della-» 
Madre di Dio.li quali fi chiamano della cógregatione di Luc- 
ca , perche in queila Citta circa l'anno 1575 per mezo dVa 
buon feruo di Dio detto Gio. Leonardifù inftituta . E* paro» 
chia, & è titolo di Cardinale . Vi e la compagnia de'Cande» 
lottarli E del Portico è detta da vn vicino Portico, chequiui 
Ottauia forella d'Augufto haueua . E prima v'era vicino il 
tempio di Giano da Duilio fabbricato. 

Di S. Nicolò in Carcere . 44. 
/ j 

IN due luoghi di Roma, doue i Gentili fecero prigioni per 
li malfattori, habbiamo due chiefe; di S. Pietro, e S. Ni- 
colo; e pero fono dette in Carcere . Vollero alcuni, che Ma» 
mertino fi dicerie quello , e quefto Tulliano . 

Con ragione dunque fi dedicò a S. Nicolò il tempio , che 
gli antichi qui fecero alla Pietà, perla pietà largamente vfata 
da lui con li bifognofi : Quefta bifogna,che dell'altra fia la«» 
più antica chiefa ; poiché e tra le prime Diaconie, e nelle fta- 
twni Qu adi a^efi mali hebbe da S. Gregorio il fabbatodop- 
pola quarta Domenica, quando indifferentemente fida- 
uano i titoli a i Cardinali, ò foflero preti, o Diaconi: da que- 
fta fali al Pontificato Nicolò III. & Aleflandro VI. auanrt 
d'eflere Vefcouo di Albano, e di Porto,hebbe anch'egli in ti- 
tolo quefta Diaconia;e fé bene d'Aleffand o folo qui appaio- 
no l'infegne,che inoltrano d hauerla riftorata circa.il 1495. * 
pero da credere , che lo fteflo faceffe Nicolò III. Poi l'anno 
1599. il Cardinal Pietro Aldobrandino auanti d'afeendere^ 
ad vn altro Titolo di Prete Cardinale, lafcio in quefta degna 
memoria di fé , ornandolo dentro, e fuori con vna bella fac- 
ciata^ accio meglio fi goderle, vi allargò dinanzi la piazza . 

Conofciamo ancora l'antichità diqueita chiefa dalla Con- 
feflìone, che fi faceua in quei tempi fotto l'aitar maggiorerà 
metterci corpi de Santi , e quella ha parte de'SS. Marco , e 
Marcelliano . 

Solo ci refta dire, che fu fempre Collegiata,con cura d'ani* 

aie. 



MODERNA. trf 5 

|mc . E già fu detta Chiefa di Pier Leone, poiché qui preffo 
hebbc la fua cafa,& in effa anco v'e'iì Jor fepolcro. E Lucre- 
tia de'Pier Leoni fu verfo quefto Santo fplcndidamente d«- 
uota,nobiliflìma fameglia,che ha dato gl'lmperadori al mon- 
do . La Tribuna é pittura del Gentilefchi,- e l'aitar del Sacra- 
mento dei Caualier Baglioni , di cu; anco lo. o il nobilitiamo 
quadro in S. Pietroiin S. Marta la pittura della fantajin S. Ma- 
ria dell'Horto l'Aitar maggiore con due altre cappelle; & m 
S. Cecilia alcuni altari, e quadri. 

Del Santijpmo Sacramento per la fudetta Pa* 
rocbia. 45. 

L'Anno del Signor 1585. dandoti* principio nella paffata 
Chiefa di San Nicolò ad vna Compagnia del SantilH- 
mo Sacramento , acciò con maggior'honore vi fi mantenef- 
fe, e ne'bifogni fi portaffe a gl'infermi, i Fratelli d'efla per ha- 
uer commodità di recitare i loro vffitij , & esercitarli , come 
quelli dell'altre Confraternità\in opere pie,fecero queft'Ora- 
torio,e nella Domenica tra l'ottaua dello fteflo diuino Sacra- 
mento fanno la procefiìone dentro i confini dilla Parocbia. 
Vertono facchi bianchi , e fopra vi fono dipinti due Angeli , 
che in vn tabernacolo foftengono il celefte pane . 

Del Tbeatro di Marcello . 

Tra i molti, e gran theatrt, che da rapprefentare varij fpet« 
tacoli fecero in Roma gllmperadori, quefto fu memorabile, 
e capiua in giro per federili ottanta mila perfone , e lo fece.-» 
Augufto , e fotto nome di Marcello fuo nipote dedicollo, v 
d'architettura ogni altro auanza • 




t f Huiftò 



U6 



ROMA 



TXA.TR.0 DI MARCELLO 




Ruinò poì,c con le Aie mine ha fatto vn monte,che defa- 
ticili dicefi , foura'J quale eflì Signori hanno fatto nobilifiìmo 
palazzo ,• e le ftanze del vecchio Allentino hanno cangiate-* 
jn habicatione di così augufU Mole • 



Gì or- 



MODERNA. 



t*7 



Giornata Seconda-» . 




RIONE DI S. ANGELO. 




R A* gli antichi Rioni di Roma vno ve ne f& 
detto il Rione del Cerchio Flaminio; & era 
quefto Rione maggiore di tutti gli altri , ften- 
dendofiper la pianura, che era fra il Teuerei 
e li vicini Monti , leuato il Quirinale, fatto 
di cui era il Rione di Via lata . Hora quefto 
Rione è diuifo in tre de'Moderni , cioè Colonna , Campo 
Marzo , & il prefente , detto di S. Angelo , ch'è il minor di 
tutti , non hauendo fé non cinque chicle , & ha prefo il no* 
me dalla prima, ch'è di S. Angelo . Porta per infegna vn'An- 
gelo in campo roffo , che tiene vna fpada in vna mano , e 
nell'altra vna bilancia . Et in eflo fono li maeftofi Palazzi de I 
Signori Macth«i j e la loro belliffima Fontana . 

X. 4 Quefto 



168 



KOMA 




Circo FUmintc 



z 



Cerchio Flaminio. 

Quello Cerchio» dal quale pigliaua il nome il Rione anti- 
co fu detto.di Flaminio, ò perche lo fabbricò Flaminio Con- 
fole, ò perche vn'altro Flaminio diede il fico da fabbricarlo, 

ò per- - 



MUDtKINA. I69 

6 perche vn terzo Flaminio laido in ceftamento vna certi-» 
entrata, per far certi giuochi . 

Era di forma ouata,e da Pirrho Ligorio ottimamente è (la- 
to defcritto , e con vna Guglia in mczo dedicata al Sol<^ , 
e con vn'altra più pjccola eretta alla Luna , fi djiiendcua- » 
in larghezza dalla chiefa di S. Angelo fino quella di Santa 
Lucia alle boteghe fcure , & in lunghezza dal Palazzo de' 
Mattei fino a piazza Margana , e cauando il Sig. Afdrubale_> 
Mattei l'anno 1599. ì fondamenti del fuo palazzo, ne tr affé 
da luogo profondo marmi grandinimi delle rouine di que- 
llo Cerchio . 



Di S. Angelo in Pefcaria . i* 




avi , & in due altri luoghi di Roma già fi vendeua il p.e- 
fce , ma fopra d'ogni altro luogo fu giudicato quello 
a pr^pofito , per effer'ombrofo ,e frefeo 3 

Quan« 



170 K O M A 

Quantunque del Cerchio Flaminio non ci fiapiùfegno, 
ne de i tempi; , che fopra il giro delle Tue mura erano fabbri- 
cati da'Gentili ; nondimeno per l'Apparinone di S. Michele, 
in quello di Mercurio eie reftato vn poco di memoria nel 
Portico, il quale abbruciandoli fu riflorato dagl'lmpera- 
dori Settimio Seuero, e M. Aurelio Antonino fio, nell'Ini* 
perio de'quali l'anno del Signor 200. vi apparile fopra l'Ar- 
changelo S. Michele, e meritò, ch'ai nome di lui lo confa- 
crafle il fanto Pontefice Bonifatio . 

Vn'altra volta fi troua rifatto fotto di Papa Stefano il gio- 
uane da vn Benedetto Diacono, e Teodolo Primicerio, che 
gran grado era nella chiefa di Dio , ma quant o al Pontefice 
Stefano detto il giouane, s'intende il terzo, che fu del 751. Il 
detto Pontefice arricchì quella chiefa d'alcuni corpi de' SS. 
Martiri, leuati da vn'altra chiefa, che era nella via di Tiuoli , 
e furono ico'rpide'SS. Getulio , e Sinforofa fua moglie, con 
fette loro figli, nati in Tiuoli nobili, e molto ricchi. 

Stauano quelli fanti corpi fotto l'aitar maggiore in modo , 
che per mezo d'vn vetro fi poteuano vedere, il che diede pc- 
cafione a quei di Tiuoli di ricercarne parte da Papa Grego- 
rio XIII. con promelfa di fabbricar loro vna chiefa, ©^otte- 
nutane la grafia il 1587. feruarono e ffi la promeiTa , & il ri- 
manente fu fotto dello flefs'altare in vn'arca di marmo rin- 
chiufo da Mariano Pierbenedetti da Camerino , già Canoni- 
co di quella Collegiata,e poi Cardinale di Santa chiefa. 

Tra quelle chiefe, ch'ogni anno con offerta d'vn Calice ri- 
uerifee il Popolo Romano, quella è delle più antiche , leg- 
gendoli, che del 1334. hauendo Saulo Mellini vinto in guer- 
ra Francefco di Vico Prefetto di Roma, per hauere occupa- 
to Viterbo con altre cartella in Tofcana,volfe con tal'ofTerta 
riconofeere in quella chiefa il Principe della celelìe militia,e 
l'inuitto direnfore della Cathedra di Pietro, che lland'all'ho- 
ra il Papa in Auignone,grandi furono i folleuamenti,e discor- 
die dentro, e fuori di Roma . 

Molt'obligara fi riconofee ancora quella chiefa al Card, 
/ndrea Peretti, che il 161 i.hauendola in titolo l'ha rinoua- 
ra dalla cima al fondo in quel di dentro, ch'era mal com- 
pollo, e riceueua poco lume, rendendola chiara» e ben'ordi- 

Mta f 






MODERNA. 171 

aatt, Se acconcia. Degna pure e Ja memoria,che di le lafcia« 
rono qui i Pefciuendoli , hauendo il 161 8. fatto fpalliere di 
feci per adornare tutta la chiefa , & vn organo , che in tutto 
afeendono al valore di 1200. feudi . 

Nel 1571 Gio. Paolo Micinelli Romano chiefe a i Canoni- 
ci di quelta chiefa vn altare per consacrarlo à S.Andrea A pol- 
itolo, Se ottenutolo vi fece vna cappella mol:o bella, hauen. 
doci fpefo tremilia feudi» l'ha prouifh d'vn Cappellano, e di 
paramenti , che fi conferuano in vna feparata fagreftia : neli' 
ottaua del Corpus Domini qui fi fa la proceflione per li eoa* 
i fini della Parochia . 

La fefta principale di qaeftathiefa él'Appa ritione di S. 

Michele a gli 8. di Maggio , ò fia per quella di Roma , ò pe* 

quella del Monte Gargano . Vi fi celebra ancorala Conia* 

cratione a' 19. di Settembre. Quefta chiefa del joo. 

la rifece il Santo Pontefice Simmaco. 

E quiui era anticamente la-i 

via Trionfale, che i 

vincitori 

conduceua al Campidoglio , e della qualt*» 

Giofeppe hiltorico nel trionfo di 

Tito copiofamente-* 

fcriue . 




9i 



ROMA 




Di S. Caterina de'Fmari . i. 






DVe fopranomi furono da gli antichi dati a quella Chiefa, 
il primo della Rofa non l'ha più , il fecondo ci ;efta_» 
ch'é di S. Caterina de Funari, dalle funi, che qui fi lauorano, 
Della Rofa fi ditte per vna gran chiefa con ere nani qui dedi- 
cata 



MODERNA. 173 

cata a S. Rofa vergine di Viterbo , che viueua al tempo di 
Papa AleffaodroIV.il 1254. di quelle tre natii appaiono ife- 
gni nel prefente Monafterio . Qua furono portaci i corpi de* 
SS. Martiri , Saturnino , Sifinio , e Romano, ftando ciafeuno 
da fé in altre tant'arche di marmo, e di ciò n'habbiamo la te- 
de da quefte monache, hauendole vedute, quando fi tralpor- 
tarono dalla chiefa di S. Rofa a quella nuoua di S. Caterina 
verginee martire. 

La carità , che fi fa nel monafterio congiunto à quefta_» 
chiefa a pouere zitelle pericolofe, hebbe principio da 5. lgna- 
tio fondatore della Compagnia di Giesù, con l'aiuto di alcu- 
ne perfone diuote, e nobilì,che fi moffero a compaffione eoa 
lui di molte zitelle , che ò per neceflìtà, dal mal'effempio , 
e peggior cura delle madri loro , ftauano in pericolo delì'ho- 
nore , & acciò l'opera non haueffe à mancare fi fece tra quei 
gentil'huomini intorno il 1543. vna Congregatone, dalla— » 
quale dipendendo quefte zitelle vnite infieme . 

Trà'quali eterna farà la memoria del Cardinal Federico 
Cefis,che il 1564. con vaghiflìma facciata di marmo, e bel 
campanile, architettura di Giacomo della Porta,fece quella 
chiefa, e'1 monafterio dotandolo di 40. luoghi de'monti, e di 
belli, e ricchi paramenti adorno l'aitar maggiore . Poi l'anno 
feguente fu. confacrata la chiefa a' 18. di Nouembre ; e tan- 
to s'è compiaciuto Dio in quefta pia , e fanta opera , ch'infpr- 
rò due molto ricchi in Roma a lafciarla perla metàde'lor 
beni herede , e per l'altra metà gli Orfani , e Zitelle difper- 
fe . Vno fu Cofimo Giuftino il 1605. l'altro M. Antonio Pie- 
tra il 1614. 

E perche foffero ben'ammaeftrate>fi diedero in cura a Mo- 
nache di S. Agoftinoj e tra effe non entrano,fe non di quefte 
zitelle i e perche in quelto monafterio le Monache non paf- 
fano il numero di venti, quando non c'è luogo per quefte ,fì 
procura d'accommodarle in altri monafterij,- e quelle che-* 
non fon chiamate alla religione, fi maritanoi dando à ciafeu- 
na 50. feudi di dote, e 10. per vna vefte . 

Tiene detta Congregatione il Procuratore prouifionato, 
per difender le caufe dell'alunne del luogo , etiam maritate , 
e vedoue-* . 

Tieae 



i 7 4 ROMA 

Tiene anco cura particolare di vificar le maritate » e vecte 
uè > e quando fi troua, che non tenghino vita honefta, ò che 
le vcdoue cadute in pouert ; non hanno, doue ritirarli, tiene 
vna cafa vicina al monafteno , accom moda ta a guila di ino, 
nafte rio, con fua cappella, doue ogni giorno fi celebra, e con 
diuerfe prigioni in cffa cafa» doue fimeteono quelle,che fi tro» 
nano tenere vita dishonefta,& alt, e Itonze à propofito,& ac- 
commodate di tutto il necetfano per quelle, che ìpontanea- 
mente,o per pouertà,ò perdifcordia con li manti, vengono 
ad effa, nella quale fono non folamentc alimentate, e proui- 
Ile d'ogni cofa neceffana al corpo,ma ancora all'anima^flen- 
do vifitate Ipeflo da'Confefibri , e perfone religiofe con fer- 
moni> & altri effercitij fpirituali da due Monache pofte dalla 
Coogregatione per gouerno di dette donne, alle quali effen- 
do vedoue fi procura trouar loro altro marito , alle maritate 
di riunirle co li loro inariti,& a quelle che viuono licentiofa- 
mente in affenza de'loro marci , fi tengono in detta cafa , né 
fi rilaffano,fe non doppo villa per lunga prattica>emendatio- 
ne di vita, e mutatione di coftumi cattiui in buoni a gloria di 
Dio per falute deli anime loro . £ v'e buona malica dall'ittef- 
fe Suore deuotamente cantata . 

L'aitar maggiore co'due Santi é di Liuio da Forlì, e le fio- 
rie da Iati fono di Federico Zuccaro. La prima Cappella nel» 
l'enrrare e d'Annibal Caroccioli, di cui ancora é la Cappella 
de'Madruccì in S. Honofrio ,• la feconda del Mutiano , di cui 
anco in S. Pietro fono i due Quadri, & i Mufaichi dentro la—» 
Gregoriana,- la terza del Gaetano, e l'altra al rincontro é del 
Venufti,pitture fingolarifiime . 

Hora ì Emlnenuflìmo Card. S. Honofrio ha accrefeiuto il 
Monalterio di nuoua fabbrica» v'ha anco ridirizzata la ftrada. 

Da lato vi fono i nobiliflìmi Palazzi de'Sig. Marchefi Mat- 
thei per pitture rari , e per ftatue marauigliofi , benché altri 
de'Signon Matthei rubiti nel Trafteuere preffo Ponte Ferra- 
to, oue hanno due honoreuoli Palazzi d'antichità ripieni . E 
nella piazza poi v'ha nel mezo vna vaghiflima fonte con—» 
quattro ftatue di bronzo nel 1585. fatte da Taddeo Landino 
Fiorentino, opera Angolare d'eccellente Maeftro; oue la fac- 
ciata > che all'incontro é qui dipinta, è di Taddeo Zuccaro» 

Di 



MODERNA. i 7J 

Di S. Ambrogio della Majjìma . 3 . 

CAfa paterna già qui poffedeua il fanto Padre, e Dottore 
della Chiefa Ambrogio, e ftaua quelta memoria nota- 
ta in vn muro all'entrare della chiefa vecchia , la quale do- 
uendoù" rinouare, quelle Monache ne prefero copia,di cui ne 
hanno fatto poi gratia al Pancirolo . 

Gouernando la chiefa di Dio S. Celeflino I. gli venne da 
Conilantinopoli vna lieta nuoua l'anno 431. della condan- 
natone di Neftorio nel Concilio Efefino, dichiarando con- 
tra di colui , che la Vergine era Madre di Dio , e non folo dì 
Chrilio in quant'huomo ,pero il fanto Pontefice aggiunfe_> 
nella falutatione Angelica quelle pzro\e:Sanfta Maria Mater 
Dei : Òc in honore di lei fece alcune ehiefe in Roma, tra lc_^ 
quali vna fu quefta, effendofì prima feruito le Monache d'vn' 
altra dedicata a San Stefano Protomartire, che poi fu rin- 
chiufa nel monalterio,- quindi e, che celebrano con particolar 
Solennità le felle della Natiuità di Noflra Signora, e diS. 
Stefano . 

Quella è quella chiefa , che nella vita di Papa Leone IH. 
che fu del 796. dimanda Anaflafio S. Maria d'Ambrogio,alla 
quale dice, ch'offerì molti doni,onde pare, che titolo di San* 
tonon hauefTe all'hora quello gran Dottore della chiefa—» . 
Quando poi l'antico titolo di S.Maria,che hebbe quefta chie- 
fa, fofle cangiato nel prefente di S. Ambrogio,non lo trouia- 
mO) hauendo in occafione di guerre, e facchi dati à Romani 
quelle monache perfo con le fcritture i beni temporali anco- 
ra lafciati loro dalla forelladi S. Ambrogio, né meno fi può 
fapere,che regola feruaflero quelle prime , che furono qui 
monache cent'anni auanti di S. Benedetto , dtl cui Ordine-* 
bora fono . 

Tengono d'hauer'in quefta chiefa il corpo di S. Candida , 
non poflbno moflrare , fé di Carthagine fofle portato , ó 

ella venne a morire in quefìo Monaftejio, né fapendo il 
giorno del fuo felice paflaggio al Cielo , fanno di lei l'vflìcio 
femplice folamence. Oltre le fudette fette della Madonna, e 
di San Stefano qui fi fa di S. Marcellina a'i 7. di Luglio , e di 

S.Am- 



176 ROMA 

S. Ambrogio io due giorni, vno a'4« d'Aprile, ch'è della fua 
Cathedra in Milano : e dal 1606. in qua le poflonocon mag- 
gior folennit celebrarc,perche ftando la chiefa in mal termi- 
ne 1 tu da'fondamenti rifatta da Donna Beatrice Torres qui 
Monaca, aiutandola il Cardinale Ludouico Arcluefcouo di 
Monreale fuo fratello . 

E* detta della Mafiìma quefta chiefa dalla Cloaca Maril- 
ina, fatta per cogliere turte le bruttezze di Roma,& in que- 
fta fola fabbrica non fi é moftrata Roma meno marauigliofa> 
che in tutte l'altre; quando furono ìinchiufe dentro le fue-# 
mura le fette Colline , vedendo che nelle valli tirauafeco 
l'acqua ogni lordura , & mi (lagnandoti corrompeua l'aria , il 
Ré Tarquinio Pnlco, come già accennammo, per darui rime- 
dio , fece vn'imprefa , che al giudicio d'ogni vno pareua im- 
poffibilfje quefta fu di trapalare tutti quefti fette monti con 
sì larghi , & alti condotti , che vi poteua commodamente^ 
paffare vn carro ben carico di fieno,fi come nella Roma An- 
tica di ciò a pieno trattone . 




Del Saluatore a Piazza Giudea . 4. 

V quefta piazza così detta , per eflere dinanzi al ferra- 
glio de'Giudei.Grand'abufo tu veramente nei Chriftia- 

aduno 



MUUtKNA. 177 

nefimo manti il Ponteficato di Paolo IV. ftandogli Hcbrei 
con tu fa mente trà'Chriftiani, intanto che non foJo daii'habito 
non erano conofciuti, ma preifo delle noftre chiefe pigliaua- 
no ftanza ,comprauano terreni, & hatieuano feruidon, e ba- 
lie Chriftiane* quantunque fìfaceffe per guadagnarli à Chri- 
fto , elfi nondimeno abufando Ja gratiaxercauano lotto ma- 
no di fcacciare i Chriftiani , & impadronirfi de'ior beni , co- 
me nella Aia bolla racconta il detto Pontefice . 

Con tutto ciò fi può dire,chequefto fanto Pontefice vfaf- 
fe milericordia.non ii fcacciando dallo flato. come hanno tat- 
to i Rè di Francia,e Spagna. Ordino poi, che portailero ia fé- 
gno della lor religione la berretta gialla . 

Di più comandò, che come appettati itefferorinchiufi in 
vn luogo appartato , doue non haueflero più d'vna fìnagoga, 
e che disfaceflero l'altare , che haueflero altroue > e fé poife- 
deflfero beni ftabili, tutti li vendettero a'Chriftiani,e fi mante- 
neifero dell'arte, che in Roma chiamano de'Ferrauecchi » 
comprando,e vendendo cofe vfate, e vecchie. 

In oltre lor conceffe,che potettero dare ad vfura per vn 
mefe , e che ne i giorni delle noftre fette non vfciffero ad ef- 
fercitar'alcuno de'loro vili miftieri, né lor li delle del Signore, 
né di V. S. ettendo ferui di tutte le nationi della terra . 

Nella bolla fopra di loro comanda ancora a tutti i Chri- 
ftiani , che non conuerfino famigliarmen te con efli , né man- 
gino , né giuochino, nèalieuinoi loro figli, benché alcune di 
quelle cofe hoggi non s'offeruino, & in parte il rigore contra 
loro fia mancato . Ammiano Marcellino li chiama puzzolen- 
ti Giudei, 6c è cofa marauigliofa,cbericeuuto il fanto Batte- 
mmo non puzzano più . 

Quefta chiefa già fu Parochia, &hora è beneficio fena- 
plice^s . 

Di S. Maria in Publicoli . 5 . 

DA qualche fameglia, fondatrice di quefta Chiefa, haue- 
rà prefo vn tal fopranome , che fu de gli antichi Ro- 
mani , come di Valerio Publicola , ma il volgo per etter vici- 
na al palazzo della nobil fameglia Santacroce, che vi ha bel- 

M lipa- 



i 7 8 ROMA 

H palazzi, le ha dato il titolo di 0. Croce, parendogli più de- 
gno; ne altro riabbiamo, fé non che parochia,e vi fono alcu- 
ne memorie di detta rameglia . 

De 1 SS. Valentino , e Sebafìiano . 6. 

SPafquale il I. leuando alcuni corpi de'Santi , che non_J 
* ftauano bene in alcune chiefe fuori di Roma abbando- 
nate, portò quello di S. Valentino,ch'era fuori di Roma>a S. 
PrafTede ne'Monti . E può efiere, che in quefta chiefa lì fia ri- 
nouata la memoria di quella , che fuori della Porta del Po- 
polo defolata fé n'era rimafta . 

Qui fu effercitata la cura dell'anime inlìno al 1 593. che fi 
diuile in altre chiefe vicine, hauendo ottenuta quefta la— » 
Compagnia de'Merciari ,• Poi feparandotì da iMerciari Fia- 
menghi, vnironfi con i Profumieri, Setaroii, e Banderari . 

Hanno per auuocato loro S. Sebaftiano, e veftono facchi 
roffi cinti dVn cordone bianco. Il lor Quadro maggiore è del 
Caualier Giofeppe,di cui anco fono in S.Pietro i Mufaichi del- 
la Cupola, e dell'aitar di S. Michele; la S. Barbara in S. Maria 
Trafpontinajil S.Francefco a frefeo dentro il choro di S.Fran- 
cefeo, la Madonna a frefeo nel choro de'Padri della Scala,- & 
in S. Gio. Colauita la prima cappella a man manca . 



Fine della Seconda Giornata . 



Gior. 



M U U E, IV IN fi. . 



Giornata Terza-». 



17* 




RIONE DELLA REGOLA 




E non fapeffimo» come in Latino fia detto 
quefto Rione , faria imponìbile intendere la 
cagione, d'hauergli dato quefto nome di Re- 
gola. Chiamandoli dunque in Latino Arenu- 
Ja, che lignifica Arena, il volgo l'ha corrotta, 
mutandola in quefta di Regola . Fa per infe- 
gna vn Camozzo in Campo Roffo . E co'Rioni di Ponte, di 
Parione, ediS. Angelo diftintamente confina . 

Quiui ftà il Palazzo dell Eccellentifiìmo Signor D. Taddeo 
Barberini Prefetto di Roma, delPEminentiflìmo Cardinale-^ 
Spada , e delli Sereniffimi Duchi Farnefi, e quettodel facro 
Monte della Pietà. r 

E vi fono le vaghe fontane di Pónte Sifto ,e della Piazza 
«le'Farnefi . 

£1 i 9t 



rSo ROMA 

DI S. Anna a i Bunari . i • 

DI quattro Chiefe dedicate in Roma a quefta Santa.* . 
quefta n'e vna, e de' Funari le diamo il fopranomc , 
per eifer vicina alla contrada loro . 

Circa il 1295. fu in Agubbio vna gran ferua di Dio, chia- 
mata Santuccia Terrebbotti. Quefta,effendo il marito entra- 
to in Religione, pigliò il terz'Ordine de'Serui,&: iui vilfe con 
tanta fama di fan cita ;e di regolar difciplina, che da'Sommi 
Pontefici fu chiamata a Roma per la riforma delle Monache 
di S. Benedetto, è con Breui Apoftolici,i quali fi conferuano 
in questo monafterio , la crearono Badefla generale, con au- 
torità di vifitare alcuni monafterij,chein varij luoghi d'Italia 
s'erano da lei fondati , fotto la regola del fudetto Patriarca 
S. Benedetto . 

Diqueiti furono in Roma tre,e tutti dedicati a Maria Ver- 
gine, il primo S.Ma .a Liberatrice, il fecondo a cant'il fiume 
ma nell'lfola, bora disfatto,- il terzo fu quello, che fi diflfe dì 
S. Maria in Giulia , e quefta fu de'Caualieri Templari;, ch'ef- 
fendo m quei tempi ricchiflirai, la donarono il 1 297. alla det- 
ta Santuccia con tutte le ragioni , e beni kabili, che l'erano 
vniti: e perche dipendeua da vn lor Priorato di S. Maria nel- 
l'Auentino , obligarono quefto monafterio ad offerire vnsu* 
candela di due libre ogni anno alla detta chiefa nel giorno 
dell'Affunta, che é fua fefta. 

Mori quefta fanta donna nel giorno,che morì S.Benedetto 
Tanno 1 30$. & in quefta chiefa fu fepellita . 

Le Madri di quefto monafterio non fanno , doue ripofi il 
fuo corpo,e tengono però con gran riuerenza le fue vefti. Ef- 
fendo nel monafterio incorporata vna chiefa del Saluatore 
il 1538. dafondamenti fu riftorata la maggior parte del mo- 
nafterio il 1614. In quefta chiefa fi conferua l'anello di S. 
Anna, Madre di Maria Vergine . 

Et hora di nuoua fabbrica s'adorna • 



&i 



MODERNA. 181 

Dì S. Carlo a i Catinari . x. 

MOlt'antica pare,che fia quefta piazza.hauédo il fuo no* 
me da i vali di legno, che vi fi lauorauano, detti in La- 
tino Catinije pure in quei tempi s'eflercitaua tal'arte:fia co- 
me fi voglia, e veniamo al miferabi! cafo , che occorfe qui 
l'anno mille feicento , e vndici, quand'effendofi in vna cafa 
ripolto di molto fieno , fi rifcaldò in modo , che à naeza not- 
te vfcendone vn gran fuoco non fi puotè impedire . Qui nel 
l6l^^ poferola prima pietra di quefta chiefa . 

L'occafione di far quefta chiefa con l'habitationé de'Che- 
rici Regolari di S. Paolo decollato detti Barnabiti, fu, che ha- 
uendo elfi in quefta lor parochia la chiefa di S. Biagio dell' 
Anello, così detta, perche vi era quello di S. Biagio, bifognò 
lafciarla a i Padri Teatini , per accommodare l'habitationé 
loro, che tengono preffo la chiefa di S. Andrea della Valle,- « 
perche la detta chief^di S. Biagio hebbe da Sifto V. il titolo 
di Cardinale, parue bene a Paolo V. di trafportarlo aquefta* 
con l'obligo della Parochia . 

Impiegandoli quefti Padri nell'aiuto dell'anime, per me- 
glio promouere quefta imprefa, nello ftefs'anno, che fi pofe- 
ro i fondamenti,fecero vna Compagnia dell'Humiltà . 

L'effercitio di quefta Compagnia e di congregarfi qui ogni 
Domenica, & a'nobili fi fa la mattina vnfermone da quelli 
Padri, e doppo pranzo vn'altro a gli artigiani, e mercatanti , 
& a tutti fi danno alcune opere pie da fare tra la fettimana , 
& ogni venerdì la fera va , chi n'ha diuotione, a far la dife*- 
plina. Le donne poi vna volta l'anno fi congregano in chie- 
fa, e fatta la Prefidente s'impiegano in varij vffitij di carità » 
mafiìme di vifitare l'inferme della parochia, e de' Spedali 9 
Fu confermata da Paolo V. e le coucefle varie indulgenze in 
perpetuo . 

L'Eminentiflìmo Card. Leni ha Jafciato a quefta chiefa-» 
gran facoltà,accioche fi finifea la fabbrica. Vi hanno fatta la 
Cappella. Et hoggi v'inalzano la facciata di trauertini,e den- 
tro ornano tutta la chiefa. E gli angoli , che reggono la Cu- 
pola, fono efquifitifiìma pittura del Domenichini. Il Te pio è 

H 3 vaga 



182 ROMA 

•vaga architettura diRofato Rofati; é la Facciata è del Soria.' 
Incontro a quefta Chiefa e il Palazzo de'Signori Marche- 
fi S. Croce con alcune ftatue nobilmente rinouato • 

Di S. Benedetto. $. 

DI molto brutta,ch'era prima,quefta Chiefa perla vec- 
chiezza, fu l'anno fantodel ióoo.rinouata dai Tuo Ret- 
tore Paolo Fabba da Chieti,onde con più allegrezza ci ven- 
gono le fue pecorelle a riceueie i fanti Sacramenti ; poiché 
è parochia . 

Di S. Biagio deCacabari . 4. 

Q Vello fopranomede'Cacabari farà della fameglia , che 
fondò quefta Chiefa. Fu dedicata, alla purifiìma Con- 
tettione di Maria Tempre vergine, forlì ch'all'horafù, quand' 
il 1 1 % 6. i Canonici della chiefa di Lione molli da vn celefle 
auuifo, cominciarono a celebrare vn tanto mifterio . 

La cura d'anime,che haueua quefta chìefa,fù l'anno 1594. 
trasferita ad altre vicine,per dar quella a » Ragattieri,che fe- 
cero vna Cópagnia diftinta da li Materazzari. E perche han- 
no per lor'auuocato S. Biagio , celebrano qui la fua fella ? e 
quella della Concettione . 

Di S. Maria del Pianto . 5. 

Circa il 1 546. incontrandoli due nemici in vna ftrada-» 
qui vicina, vno chiefe perdono all'altro , e vedendoli 
difprezzato, voltato l'amore in fdegno,diede la morte all'odi- 
nato , e fuo contrario , ma per l'impaci enza dell'vno » e dan- 
nartene eterna dell'altro, lì videro wfcire lacrime da vn'ima- 
gine della Madonna, ch'iui era dipinta in vo muro . 

Donde ftaccandola , fu con molt? rittéreneà portata nel- 
la vicina chiefa parochiale,ded'ca»-a già al SaIuatore,e polla 
fopra dell'aitar maggiore, fotto de' quale fi legsìeua elferc-» 
fiata adornata da vn nobile Romano, d*rto Nicoò Acciaio- 
Io, fé beae l'origine fua veniua da Fiorenza . Con tal occa^ 

iìonc 



MODERNA. 183 

fione il titolo del Saluatore fi cangiò in quefto di S. Maria-» 
del Pianto , & eflenuo grande la diuotione del Popolo verfo 
di quefta facra Imagine , e la chiefa picciola , e mal fatta , di 
limofine da fondamenti fi rinouò con quefto bel difegno 
incominciandoli, & effendofi il 161 i.à termine di potetfene 
feruircvi trafportarono la dett'lmagine con folennifiìma 
procelìlone il primo di Maggio . 

Nella Quarefima dalla metàfin'a tutta l'ottaua di Pafqua 
quefta Miracolofa lmagine ftà (coperta . 

Dell 1 Oratorio di Santa Maria del 
Pianto . 6. 

NElIo ftefs'anno,ch'auuenne il fudetto miracolo, fi fece 
vna Compagnia con lo fteffo titolo di S. Maria del 
Pianto, per hauer ci:ra di queila facra Imagine. Veftono fac- 
chi leonati , portano per infegna la fleffa miracolofa Imagi- 
ne, e mantengono In vicina chiefa a lei dedicata, co'l Paro* 
chiaao, Se altri facendoti, e per li Rioni di Roma prouedono 
a poueii Infermi di Medico, e medicine . 

Poi le bene quel miracolo auuenne a'io.di Gennaro,non- 
dimeno per celebrare più folenne fefta , la fanno in quella-» 
Domenica Ja quale viene ananti il giorno di S. Antonio Ab- 
bate , & efiendo quefta la principal folennit;; loro , liberano 
vn prigione in tal giorno, e maritano zitelle, & il martedì tra 
l'Ottaua del Santirfimo Sacramento* fanno la proceflìont-* 
per li contorni della parodia . 

Di S. Tbomaflo de' Cenci . 7. 

DI Cintia in Cenci vogliono alcuni che fi fia cangiato il 
nome di quefta nobil fameglia Romana, di cui fu Pa- 
pa Giouanni X. che d Arciuefcouodi Rauenna pafsò a quel- 
l'alto grado il 9 14. e con l'aiuto del Rè Berengario difeacció 
da tutta l'Italia i Saraceni , in tanto che ne pur'vno vi reftò * 
perciò l'anno feguente coronò Imperatore Berengario, ma 
perche non poteuano , come prima , dominare quelli, che_^» 
fempre naueua fauorito , s'accelero di tanto furore* che Taf. 

M 4 foga- 



184 ROMA 

fogarono dentro del palazzo Papale,ch'era in quei tempi vnf« 
to alla chiefa di $an Giouanni Lacerano . 

Da quefta farineglia ancora de'Cenci s'è detto il monte * 
fopra di cui fecero con la chiefa il Palazzo loro , non è però 
dei fette principali fatti dalla natura,e che dentro le mura di 
Roma furono ftnchiufi; e fu qui fatto per difenderai dall'ino- 
dationi del vicino Teuere . E qui fi vede la nobil libreria del 
Sig. Chrittofaro Cenci . 

Della prima fondatione di quefta chiefa nulla riabbiamo 
fntefo t folo da vna infcrittione in effa potiamo dire , che il 
1575. la rifece, e dotò Francesco Cenci , &è parochiale je 
forfì con Toccafione d'vn tal riftoro, ottenne alcune reli- 
quie de'Santi, ò pur da'fuoi maggiori furono da principio da- 
te a quefta chiefa, e riporte fotto dell'altare maggiore, tra le 
quali notabile é quella di S. Felice Papa,per efferne quattro 
di quello nome,e tutti Santi. Et é iufpatronato della detta-» 
Famcglia - 

Di S. Bartolomeo de'Vaceinari . 8. 

L'Anno 1552. i Vaccinari fecero vna Compagnia, e fi 
congregauano a far le loro diuotioni in S. Paolo chie- 
fa vicina alla prefente. Poi Pio V. l'anno 1570. conceffe loro 
quefta chiefa dedicata all'hora a S. Stefano detto in Silice, 
per effer fondata fopra di quell'alto fcoglio della riua del Te- 
uere, che però mai vi giunge con l'inondationi fue. Era que- 
fta chiefa tanto pouera , che non potendo mantenere il pa- 
rodiano, fu la cura dell'anime vnita alla feguente di S. Ma- 
ria, e da'Vaccinari fu rifatta quefta con gran fpefa, e la man- 
tengono di tutte le cofe neceflarieal culto diuino . 

L'aitar maggiore è mano di Gio. de' Vecchi, e'1 S.Stefano 
lapidato e di Francefco Ragufa . 

Di S. Maria Monticelli . 9. 

NOn effendo la Campagna di Roma piana , & vguale , 
varie collinette vi s'inalzano, onde paragonata quella 
con l'altre fette maggiori , n'hebbbe il nome di Monticelli , 

con 



MODERNA. 185 

Con tutto ciò fu d'altezza tale,cbe il 1598. inondando il Te- 
uere per quefti contorni la notte del tanto Natale di N. Si- 
gnore, quefta retto intatta dall'inondatione . 

L'antichità di quefta fi raccoglie dalla fua confacrationt 
fatta del 1 350. ò perche fi fondarle all'hora, ouero fi riftoraf- 
fé . Moftr'ancora quefta antichità l'efleru; il corpo di S. Ma- 
milcano martire qua trafportato da qualche cimicerio ,• di 
lui però altro non riabbiamo , fc non che in Roma patì il 
martirio a'i i. di Marzo. Poi effendo quefta chiefa collegiata, 
fu vnitaa quella di S. Lorenzo in Damafo, equi reftòla fola 
parochia . 

In quefta Tribuna v'è dipinto Chrifto con mano aperta ». 
che in fegno d vniuerfal dominio tiene alzata i & in altre fta 
co i quattro fiumi a'piedi , e g!i agnelli, che beuono,' e fono i 
fedeli , che beuono l'acque del Vangelo da' quatro Scritto» 
ri comporto; e in altre anco lifterìb Chrifto fotto forma d* 
agnello vi fi vede, di cui fu detto. Agnus Dei ; e in altre ef- 
fendo ferito , dal lato fparge fangue a pie d'vna Croce,- belli 
fimboli del Saluatore . 

Di S. Paolo alla Regola > io. 

VEnendo à Roma la prima volta S. Paolo, con tutto eh© 
l'hauerTe prigione vn foldaco , lafciaua però , che libe- 
ramente andarte a trattare per ii tribunali di Roma la fua— » 
cauia, per erTerfi appellato a!l v lmperador Nerone , e perche 
trouiamo , che Scuola di S. Paolo fu detto il luogo, doue è 
quefta chiefa>pare,che ci venifife a cathechizzare quelli, che 
conuertiua a Chrifto, per effer quefta parte di Roma affai ri- 
tirata—» . 

In vna pietra fi leggono fcritti del 1096. i nomi d'alcune 
reliquie de'Santi, che vi furono pofte , e tra l'altre eCTendoci 
del braccio di S. Paolo , ci fa credere, che fofle di quel brac- 
cio fatta partecipe, quando il fuo corpo con quello di S.Pie- 
tro fi diuifero da S. Silueftro . 

Si conferuano ancora in quefta chiefa le fcarpe di N. S. i 
cui lacciuoli fi teneua il gran Battifta indegno di feiorre^, 
Qui fono ancorale reliquie di S. Anna Profeteffai& altre. 

Stec- 



i8<5 ROMA 

Stettero in quefta cbiefa gli Eremitan riformati di S. Ago- 
ftino per alcuni anni , infin che il 1619. hauendo comprato 
altri due migliori fiti , lafciarono la prefente chiefa a i Frati 
riformati del terz'ordine di S. Francefco . 

De 1 SS. Vincenzo , ir Anafiafio . 11. 

DI quefti due Santi efTendofi detto a baftanza in altre-* 
lor Chiefe, di quefta ci refta da notare, che ftando per 
la vecchiezza in pericolo di cadere>il parochiano fi rifolfe di 
rinuntiarJa alla Compagnia de' Cuochi , e Pafticcieri , che-» 
il 1513. s'erano vniti nella chiefa di San Luigi, lotto il titolo 
dell'Annuntiata, e vi manteneuano vna Cappella, e per ha- 
bito loro prefero facchi bianchi con l'infogna d , vn'arme,con 
vna corona in cima,e nel rnezo hanno quefte tre lettere A.G. 
P.che fignifìcano Aue grafia piena. 

Venendo poi a quefta chiefa , non folo l'hanno riftorata , 
ma pigliarono il carico di prouedere alla parechia d'vo-» 
buon Curato, e venendo a Roma alcuno dell'arte loro, pro- 
curano di trouarli partito, di qualunque natione fìa . 

Oltre la fefta dell'Annuntiata lor propria, celebrano an- 
cora quella della chiefa , & in vna d'effe taluolta maritano 
pouere zitelle figlie di quelli della Compagnia . 

Dell'Oratorio per la Compagnia della SantiJJlma 
Trinità . 12. 

AS. Maria della Pietà in Piazza Colonna, auuicinandofi 
l'anno fanto del 1 550. vedend'aicuni, quanto patiffero 
i pellegrini, che da varie parti del Mondo veniuano a vifita- 
re quefti lacri luoghi di Roma , non t ouando alle volte, chi 
li raccoglierle , cominciarono a penfare , come vi fi poteffe 
prouedere. Tra quefti fu S. Filippo Neri Ficrentino,con altri 
ledici del 1 540. & 1550. de a queito fine fi congregarono 
nella chiefa del Sahiator'/n Campo 1 548. doue animati da S. 
Filippo , e da: Confeflore di efio Santo, detto Perfiano Ro- 
fa , fecero quefta Compagnia , e fu confermata dal Vicari* 
del Papa fotto il titolo della Santiflìma Trinità . 

Ve- 



MODERNA. 187 

Venuto dunque l'anno fanto , prefero vna cafa a p'gul* 
ne , e vi menauano i pellegrini , che trouauano a giacerin— » 
terra fotto de'Portici . Da vn tal effempio fi modero anche 
le donne verfo le ^pellegrine , tra le quali fu Heiena Ortìna , 
che diede per ciò gratiofamente vna fua cafa alla Ciambel- 
la , e d'all'hora cominciarono a lauar'i piedi a i pellegrini. 
Come ne i loro tempi fecero il Pontefice Clemente Vili, 
onde ve n'é memoria-» . 

CLEMENTI Vili. PONTIF. MAX. 

Quod'Xenodochium paterna charitate inuiferlt, 

fingulari liberalitate fuftentauerit , 

Sodalitas opportuna eius ope conferuata pofuic 

MDCVIU. 

Et anco il Santiffimo Vrbano Vili, onde anche di lui ve n'è 
memoria— * . 

VRBANO Vili. PONTIF. MAX. 

Caeleftis , humanaeqj rei difpenfatori liberaliffimo , 
quod anno lubilei MDCXXV. apertis vtriufq. 

munificenti^ valuis Xenodochium hoc 

sere plurimo iuuit , noua fuppelle&ile auxit, 

praefentia illuftrauit . 

Sodalitas grati animi monumentum pofuit . 

Apparecchiano loro la menfa,e doppo cena conduconli a 
ripofare in buoni 'etti . Paflato poi l'anno Santo.accioche la 
Compagnia fi mantenerle con leffercitiodi qualche altra—» 
buon'opera, lì riiolfero, doppo d'efferfi molto raccomandati 
a Dio,cii pigliare la cura de'Conualefcenti,che da gli Spedali 
vfcédo fubito, ch'erano liberati dal male, vi ricadeuano mol- 
ti , per non hauer'il modo da gouernarfi : e così perfeueran- 
do fon'iti di bene in meglio, come vedremo alla chiefa—» 
loro , doue ne gli altri anni Santi fono auuenute cofe mara- 
uigliefet— ^ . 

L'anno poi 1570. hauendo fatto quefVOratorioperglief- 
fercitij loro) e riulcendo molto capace; fu giudicato a propo- 
sto 



188 ROMA 

fito d'inftituirui vna predica per gli Hebrei con la fegflente-* 
occafione . 

Vn dottifiìmo Rabbino Hebreo> che fi conuerti, e tu da_# 
Papa Giulio III. battezzato, e chiamato Andrea del Monte» 
hauendo compaflìone della fua cieca gente, le cominciò a 
predicare in alcune chide di Roma con molta dottrina , e 
fpirito . 

Ma perche ad vdirlo non andauano gli Hebiei » e gli huo- 
mini, quanto poteuano, lo sfuggiuano, operò con Papa Gre- 
gorio XIII. che fotto d'alcune pene ad arbitrio de gli Ordi- 
nari) foffero i Giudei sforzati per vn terzo di loro d'andare 
il fabbato con le donne , e putti di i x. anni ad vdire la paro- 
la di Dio . E fi refìò, che ne veni/Fero de gli huomini cento , 
e delle donne cinquanta ogni fabbato doppo il pranzo , & 
acciò non dormino, e ftiano modelli, vi ftà vno sbirro con_» 
vna bacchetta in mano, che all'auuifo del Predicatore tocca, 
chi dormeje perche all'entrare in quella chiefa, vanno a dar'i 
nomi loro ad vno,che preffo della porta gli fcriue, finitala-» 
predica, va lo sbirro a notare i contumaci , e fi condannano 
in vn fellone per vno, che fi applica a poueri catecumeni. 

I primi, che predicafferoin quella chiefa furono due, eoa 
diuider tra loro Io fpatio d'vn'hora . 

Hoggi dì quefto luogo n'é protettore l'Eminentifs. Car- 
dinale D. Antonio Barberino, e ve Primicerio Moniìg. Fau- 
flo Poli Arciuefcouo d'Amalia , e Maggiordomo di N. Sig. 
Vrbano Vili. 

Il Venerdì Santo co'Ior pellegrini fanno deuotiflìma prò- 
cefiìonea S. Pietro. 

II Quadro di quello Oratorio é di Giacomo Zucca . 




Del 



Del Saluatore aW Onda . 13. 




TRà le nobili , & antiche fameglie Romane 1 quella de' 
Cefarini è vna , fcriuendo il Sanfouino in quell'opera 
fua delle Fameglie Uluftri d'Italia, che quefta viene dalla ftir- 
pe Imperiale de'Cefari , e che egli n'ha villo la memoria in^ 
Orca in Sabina. 

Ha- 



190 ROMA 

Haueua, dìc'egli, per infegna vn monte verde in'campo 
giallo con vna colonna fopii, ma dal noo. aggiunfero vn* 
Aquila Imperiale sii la cima della colonna , a cui nel fondo 
fta incatenato vn'Orfo. Prefero nell'armaloro quefta nuoua 
infegna, come purafferma il Sanfouino, regnando in Italia le 
parti de'Guelfi, e Ghibellini , 

Né minori furono quelli , che le apportarono i Gothi , e 
Longobardi , hauendo nella Fameglia Cefarina fatto diuifio- 
ne , onde alcuni habitando in Piazza Montanara lor diedero 
il cognome» conforme alla prima infegna, che tiene vn mon- 
te , altri s'eleffero quefta parte di Roma preffo del Teuere ; e 
tra quelli nominai! detto Sanfouinovno, che dalla fameglia 
lì dirle Cefareo, e del 1260. grande fu pretto di tutti la fua fa- 
ma, non tanto per le molte ricchezze, e belle parti della fua 
perfona , quanto per la pietà verfo del culto diuino, eladi- 
moftrò nel fondare quefta chiefa, e dotandola con buon'en- 
trata co'l titolo dei Saluatore, e di S» Cefareo, di cui eflendo 
nel Rione di Ripa vn'altra chiefa , qui reftòil primo titolo 
del Saluatore,- cosi è nominata da Papa Clemente VII. in vn 
fuoBreuedel 1515. & a differenza d'altre chiefe del Saluato- 
re in Roma, a quefta dà il fopranome,ln onda,che ci giunge, 
gonfiandoli ii Teuere . 

Dal fudetto Breue habbiamo , ch'ella è parochia, e che vi 
ftauano 1 Frati di S. Paolo primo Romito, il cui Ordine co- 
minciò, quando fi fondò quefta chiefa, poi abbandonandola, 
Eugenio IV. che fu del 1431. diede quefta con le cafe vnite 
al Procuratore Generale de'Francefcani Conuentuali, e non 
eflendo fpedite le Bolle, fupplirono quelle di Clemente VII. 
nelle quali per maggior bene de'fudetti Frati ordina , che in 
vita ftia qui il Procuratore Generale . 

Dì S. Fr ance/co a Ponte Si/io . 14. 

Glanicoìenfe già fi difte quefto Ponte,perche daua il paf- 
fo alla falita del monte Gianicolo, hora Montorio,per 
cfferui caue dVena gialla, che è di fembianza d'oro . 

Per intendere l'origine di quefta chiefa, e fpedale vicino, è 
da fapere, ch'effendo multiplicato molto il numero de'men- 

dicanti, 



MUUhKNA. i 9 i 

dicanti , e dando gran diftmbo nelle chiefe al culto diuino i 
fùfupplicato a Gregorio XIII. il i 58 1. di qualche rimedio; a 
cui parue bene,che la Compagnia della Trinità gli vmfle tut- 
ti , anche per torza , in qualche luogo, doue fi mantenendo 
con limofìne;e trouandofi il monaiteno di S. Siilo abbando- 
nato, furono condotti là in proceffione al numero d^so. tra 
huomini , donne , e putti, & effendone molti stroppiaci fé n' 
empirono quattordici carrozze. ' 

Ma per effere quel Tito di mal'aria , e peggio difno/ti i pò- 
uen , s'auuidero, che era pericolo d'appellare la Citta, però 
la detta Compagnia li trafportoin alcune cale pre/To della 
fua chiefa . Poi morto Gregorio, trouandofi la detta Compa 
gnia affai grauata in raccogliere i pellegrini, e conualefcenti" 
Applicarono Sifto V. che fi degnarle difgrauarji, & egli co* 
me buon pallore qui diede principio ad vno (pedale ,dedi 
cando la chiefa a S. Francefco . 

Diede poi a quello fpedale nouemila feudi d'entrata e la 
fciò il gouerno d'efiì a quattro Deputati, che s'elegeeflero" 
ogni anno , due della Compagnia delia Trinità, e due in pu- 
bheo Configho del Popolo Romano, e fece e/Tenti dalle 
communi grauezzei beni di quelli ,che in feruitio di quello 
luogo poi impiegaffero le fatiche loro . 

Il quadro del S. Francefco e dei Caualier Celio, che anco 
in S.Pietro ha nobili pitture . Ethora dall'fminentiiTìmo 
Cardinal Lanti vi e fiata aggiunta nuoua, e bella fabbrica ■ 
e con occafione della Fontana è fiata trasferita la Porta del* 
lo Spedale vn poco più a baffo,fopra delia quale è polla que- 
fta infcrittionc-/ . H 

SISTVSV. PONT. MAX PICENVS . 

Pauperibus pièalendis ,nè pane, verboque careant 

multo fuo coémptas asre 

has aedes extruxit , aptauit , ampliauit , 

perpetuo cenfu dotauit . 

ANNO MDLXXXVII. PONT. II. 

A dirittura poi della ftrada Giulia fu polla da Paolo V la 
Fontana dell'acqua di S. Piecro Montorio , che perii Ponte 

Siilo 



19* ROMA 

Sifto paffando» qui sbocca con belliffima caduta } e nella da* 
ce le ne feruono ad inondare la Arada con quefta memoria. 

PAVLVS V. PONTIFEX MAXIM VS. 

Aquam munificenza fua in fummum Ianiculum perdurai» 

citra Tiberim cotius Vrbis vfui deducendam curauit» 

ANNO SAL. MDC1X. PONT. V. 

Di S* Giouanni àéBoìognep . 15. 

NEll'anno fanco del 1575.fi mofleroi Bolognefi a fare-» 
vna Confraternità , e ior concerie Papa Gregorio XHI. 
quefta chiefa, dedicata prima a S. ThomafIo,e della Catena fi 
diceua , per erlerui ftato vn'altra Compagnia , i cui Fratelli & 
difciplinauano con vna catena di ferro . 

Parue poi a'Bolognefi di : inouare in quefta lor chiefa la—* 
memoria d alcun'altra di Roma non tanto frequentata, e che 
fofle delle più antiche, e tale giudicarono quella di S.Gio- 
uanni innanzi di Porta Latina, che non s'apre, fé non il giorno 
della ftatione Quadragefimale , e della fua fefta a'6. di Mag- 
gio , perciò portano la figura del fuo martirio per infegna fo* 
pra facchi bianchi , & in fronte vna Croce rotta inaizata fo- 
pra di tre monti parimente roflì > la cui infegna è dello fpe- 
<lale, che in Bologna chiamano della vita,al quale fanno pro- 
fellìone d'effer'vniti. Il Quadro maggiore è dtl Domenichini . 
Celebrano di più a'4. d Ottobre la fefta di S. Petronio di- 
gniiBmo Vefcouo di Bologna . E fogliono apparare folenne- 
mente tutta la ftrada . Di qui poi parlando per ftrada Giulia 
alia man finiftra ritrouafiTOratorio, e chiefa della Morte. 

Di S. Maria dell'Or 'attorie . 1 6 . 

DOppo che Roma fu da Dio caftigata con quel miferabi- 
le lacco , fi rifuegliò di modo , che la maggior parte di 
tante diuote Compagnie de' Secolari cominciarono doppo 
quell'anno lagrimeuole dd 1517. onde il 1558. trouandefi 
per la Càpagna di Roma molti cadaueri de'Chriftiani, a'quali 
per varij accidenti non fi daua fepolcura ia luogo facro,alcu- 

nifi 



MODERNA. 193 

Ai fi rifolfero d'abbracciare quell'opera di miferìcordia, e fé» 
cero vna Compagnia forco il titolo della Morte. 

Perche dunque l'andare cercando i corpi de' morti è vna 
gran fatica, e di molta melanconia, cominciandoti* a raffred- 
dare quelli , che a ciò diedero principio , e mancando il nu- 
mero dc'Compagni necefiario fi rinforzarono con molto /pi- 
rico Tanno 1555. con le prediche dvnCapuccino,il quale in 
S.Lorenzo in Damalo esortando il Popolo alla continua— 
oratione, e pervadendo quella delle 4o.hore per memoria 
d'aìts ettante,cbe N. Sig. flette nel fepolcro;parue alla Com- 
pagnia della mone» che faria quefto vn buon mezo da pro- 
mouerla , ad impiegarli con fpirito nell'opera incominciata 
-4k fepellir'i morti , e rifolfero di voler'in ogni mefe fare l'ora- 
tione delle Quarant'hore. 

Fu da Pio IV. approuata quefta Compagnia il 1560. fotto 
il titolo dell'Oratione, ouero della Morte. Nel fudetto anno 
fanto, ch'alloggiarono le Compagnie aggregate loro non fen- 
za fpefa , diedero principio a queira chiefa deuota, e bel* 
la , eia dedicarono alla purificatione della Beatifiìma Vergi- 
ne , e vi portarono vn'hnagine di lei , che dipinta in vn muro 
della publica ftrada era con molta diuotione riuerita da' 
Fedeli . 

Poi il 1586. ne! giorno dell'Annunciata fi confecrò la chie- 
fa, e tenendola bea'vffitiata acommune vtilitàdi tutti vi fe- 
cero per erti vn' Oratorio. Portano facchi negri, e per infegna 
hanno vna te&a di morto co'l fegno della fanta Croce. Fan- 
no la proccffione del Santiflìmo Sacramento il lunedi tra la 
fua Ottaua, la quale é delle belle, che fi faccino in Romaico* 
me anche quella del Venerdì Santo a S. Pietro . 

Degna è finalmente la memoria d'vna reliquia di S. Loren- 
za Anconitana, mandata per la fede Chriftiana dall'Impcra- 
dore Diocleciano in bando , e con vn'altra donna vi patì U 
martirio. 

Ncll'ottaua de'morti vi fi fanno folenniifimi Oratorij.E tal 
volta nella Quadragelìma *e qui è fepoito il fondatore de' 
Putti, detti da lui, di Letterato , 



194 ROMA 

Di S. Caterina dn Siena . 1 7. 

NEIla feguente chiefa di S. Nicolò, eflendofivnitii Sa- 
nefi il 1 5 1 9. per tar'vaa Compagnia di perfone diuote, 
raccolfcro tace liaaoiiae,cbe comprarono quefto (ito da tar- 
ili ftanze , e chiefa a S. Caterina Vergine , la quale non folo 
fu ornamento della Città di Siena, ma di tutta la Santa chie» 
fa,perla cui riforma N. Sig.lafece Ambafciatricefua appi ef- 
fe de'fuoi Vicarij in terra . 

Efiend occorlo il fuo felice paffaggio all'altra vita nel gior- 
no, che fi celebra la fefta di S. Pietro Martire, quella di lei il 
trasferire , e dalli Padri Domenicani fi celebra la prima Do- 
menica di Maggio, e dalli Fratelli di quella Compagnia la fe- 
conda , portando in proceffione vn dito di lei , nel quale da 
N. Sig. hebbe l'anello del fuo fponfalitio con Chrifto.Scnue 
S. Aatonio , ch'era nel dito delia mano dritta , & in quello , 
doue communemente fi porta , e ch'era d'oro fino con vq_j 
diamante nel mezo di quattro perle , e che tale fponfaiitio fu 
celebrato Tuonando l'arpa fua il facto Re Dauid,& effendoui 
prefente la Vergine, e S. G10. Euangeliite, S. Pietro Apollo. 
lo, e S. Domenico. 

Nella detta Domenica , che celebra quefla Compagnia la 
fefta , marita zitelle poucre della Itefia natione per vn legato 
d'Hettore QuercioSanefe. Liberano vn prigione per la vi- 
ta, mantengono vn medico per gl'infermi* e morendo li por- 
tano a fcpellire,e per li poueri fanno le fpefe del funerale. Ve- 
rtono Tacchi bianchi cinti dvn cordone negro.òc hanno per 
infegna l'imagine della detta Santa vergine . 

Et incontro v'è il bel Palazzo di Monfig. Diomede Varefe 
con Fontane, e Statue. 



Di S. Eligio de gli Orefici . 1 S. 

Oppo che per dugent'anni dettero vniti fotto d'vfL^ 
Confolato gli Orefici con i Fermi , e Sellari , panie a 
gli Orefici , e come anche fecero gli ritti due artiiti, di faro 
* na Compagnia da fc , e quiui a S. Eizgio il 1 509, fecero la_# 

prcfefl" 



D 



MODERNA* 195 

prefente chiefa con bel d'fegno, che poi il iéoi.lorfùnecef- 
laro rifarla, minacciando rouma , yet eiiere Itati maifcruiti 
da' muratori . 

Celebrano la fetta di S. Eligio a'zj.di Giugno 4 & in tal gior- 
no danno la dote alle lor zitelle , e liberano vn prigione^ » 
con bcllilìimo apparato, e foleniiììma procefiione . Di S. Eii- 
gio, e de i giorni tuoi feftiui variamente celebrati da quelle 
tre arti, fidila alla chiefa del Saluator delle Copellc, douci 
Sellari hanno la compagnia loro . 

In faccia ha pitture di Federico Zuccaro , & a man manca 
di Gio. de'Vecchi,óc alcune ligure di iìucco di Proipero Brt- 
lciano. 

Di S. Nicolò de gl'Incoronati .19. 

DI quella Chiefa parochiale altro non habbiamo, fc noo 
che dalla fameglia de gl'Incoronati n'ha il ioprano- 
me , per hauerla fondata ; & ella qui vicino ha le lue nobi- 
lillìme hab.-tationi. 

Dello Spirito fanto chiefa de 1 Napolitani . 10. 

Q Velia Chiefa fu dedicata già a S. Aurea vergine , e mar- 
tire , & haueua yd monalterto contiguo , le cui Mona» 
che, con tutte l'altre di Roma ridotte a poco numcro,S. Do- 
menico per commilitone del Papale congrego nella chiefa 
diS.Sifto. 

Hora bauendoi Napolitani comprato quello fito il i$7*. 
dalle Monache di S. Siilo, vi fecero con l'Oratorio vna chie- 
fa, e la dedicarono allo Spirito fanto per vna particolar diuo- 
tione de la Città loro verfo la perfooa dello Spirito fanto. 
Portano dipinta vna Colomba fcprade'facchi bianchi, e nel- 
la fella della Pentecofìe liberano vnprigione,e tendono prò- 
•uifionati vn'Auuocato , e Procuratore per le caule de'poueri 
l'oggetti del Regno di Napoli , quando io Roma fono car« 
cerati. 

Benemeriti di quefta Compagnia furono Pietro Corfo di 
Policaftroin Calabria del ij8$.etfendo in Roma Protonota» 
no Apoltolico, e del 16x1. Violante Santafeuciina . 

N % ìa.1- 



x$6 ROMA 

E nella lor feda vi fanno belliflìmo apparato. II Quadro di 
i 5. Francefco è del Caualier Giofeppe . 

Di S. Lucia alla Cbiauica , xi . 

Q Vetta Chiefa della Compagnia del Confalone a'noftri 
giorni nobilillìmamente rifarcita >& abbellita fu la— • 
principale hauuta dal Capitolo di S. Pietro in Vaticano ; & 
era vnita alla Badia di S. Biagio della Pagnotta , é che vna_# 
delle 20. priuilegiate . Fu poi dalla detta Compagnia rifatta 
da'fondamenti, e la mantengono con molto fplendore . 

Due fegnalate opere fanno quefti Fratelli , vna é di mari- 
tar'ogni anno il giorno dell' Affunta vn gran numero di zitel- 
le con buona dote ; l'altra é di rifeattare fchiaui fudditi delia 
Chiefa Romana,- onde il 1581. hebbero da Gregorio XI li. li- 
cenza di cercar'a quello fine limoline per tutto lodato Ec- 
clefiaftico ,• & il 1 5 86. Sifto V. fopra varij vffitij di Roma af- 
fegnò tremilia feudi ,• fé bene i Frati , si della Mercede , co- 
me della Trinità hàno per inftituto proprio di liberare fchia- 
ui, e di cercarne per ciolimofine . 

Nel giorno della fua fella v'è gran concorfo di deuotiflìmo 
popolo, e n'è protettore l'Eminentifiìmo Cardinal Francefco 
Barberino. 




E fin 



MODERNA. 197 

E fin qui fi diftendeuano Je mura di Roma antica amplia» 
te dall'ImperatorClaudio . 

Onde predo la Chiauica di detta chiefa già fu ritrouata in 
pietra quella memoria . 

TI. CLAVDIVS DRVSI F. CAESAR AVG. 

Germanicus pont. max. trib. pot. 

Villi. Imp. XVI. Gof.illI.Cenfor, P.P. 

auòlis populi Romani finibus , 

Pomerium ampliauit , terminauitque . 

Dì S.Filippo Neri, \ 22. 

NEI vicolo di detta Chiauica già da Rotilio Brand! pro- 
fumiere fùinftituito vn'Oratoriodi fecolari,che delle 
Piaghe diceuafi , e vi fi faceuano grand efferati; di humiltà * 
Poi ad vtile della pouertà fi diede quefto buon'huomo a rac- 
corre alcune ragazze, che per loro mendicità erano mal co- 
eie . Hora quefte fono giunte a buon numero , e con limofi- 
ne egli vi ha fabbricato vn loro luogo particolare nel detto 
Vicolo ,• e nella ftrada Giulia ha fatta la Chiefa fottol'inuo» 
catione di S.Filippo Neri ali habitatione delle zitelle con- 
giunta, le quali anco di S. Filippo fi nominanoj e tal volta-» 
cleono per la Città alle deuotioni . 

Di S. Giouannì in Aino . 23. 

DA qualche famegiia di quefta chiefa fondatrice viene il 
fopranome di lei : altro di quefta chiefa non riabbia- 
mole non ch'ella é parochia; & in parte a noftri giorni è fia- 
ta rifarcita . La facciata a freico qui vicina è di Polidoro . 

Et auanti a detta chiefa ha bel Palazzo con ftatue l'Emi- 
nentiffimo Cardinal Rocci . 

Della Qonceftione della Madonna . 24. 

IN quefta parte della Città , per fupplire più facilmente 
al lor fanto inftituto, hanno 1 Mini/tri de gl'infermi fatta 

N 1 quefta 



198 ROMA 

quefta nuoua chiefa fin'hora piccola, ma molto diuotamen- 
tc offitiata , & è vicina al già detto Palazzo, (otto l'inuoca- 
cione della Concezione ; e ve il lor Nouitiato . 

Di S. Maria di Monferrato . 25. 

NEI mezo della Prouincia di Catalogna in lfpagna s'inal- 
zano monti si alci» & afpri , che parevano con arte-» 
fegati in forma di molte piramidi , & obelifchi, onde n'heb- 
bero il nome di Monferrato . 

Effendofi poi il i47>. vniti fotto la corona di Cartiglia i 
Principati d'Aragona , Valenza , e Catalogna s'accordarono 
il 1495. d'honorare la Madonna di Monferrato, con la fab- 
brica di quella chiefa , fluendocene rinchiufa vn'altra di S. 
Andrea già disfatta il 1575. per aggrandire Io fpedaie, che-/ 
pur qui fecero per le nationi loro . E perche la Sardegna è 
fotto la corona d'Aragona, participa di quefta opera aa- 
ch'effa» maflìme che nel facco di Roma perfe vn fuo fpeda- 
ie, che haueua a Porta Settignanaj e la Madonna è pittura 
del Pomarancio . 

E* molto ben'offitiata, e la fefìa fua principale é la Purifi- 
catione dell' Immacolata Vergine, e per flgnificar'i lumi, 
co'quali nel Monferrato fi dimoftrò la fua Imagine , danno 
in quel giorno molte candele con il loro impronto al popo- 
lo deuoco . E v'e principiata vna bella facciata di pietra. 

Di S. Tomajfo de gFIngleJì . z6 . 

f*i Vefta chiefa è, parlato le Carceri di Corte Sauellaj e dal 
\J£ nome della fantifiìma Trinità già hebbe il fuo trtolo ; & 
il S. Thomaflb , che qm fi riuerifee, è quello , che fu Axciue- 
feouo di Cantuaria in Inghilterra . E vogliono alcuni, ch'e- 
gli qui habitaffe.quandojper difendere la libertà Ecclefiafti- 
ca, fé ne venne à Roma . 

Benemerito di quefto luogo fu vn ricco Inglefe detto 
Gtouanni Scopardi , che l'aggrandì con la compra d'alcune 
cafe , e de'fuoi beni lafciollo finalmente herede , venendo a 
viilcare quelli facri luoghi di Roma . 

Gre- 



MODERNA. 19? 

Gregorio dunque XI ti. per falute di quel regoo pensò di 
fari» tjuefto luogo vn Seminario d Ingleiì, doue foffero alle- 
uati , <L inftrutti nella fede Cattolica , e nella pietà, e diuo- 
tione Christiana i e pero loro accrebbe l'cutrace , e deputò 
alla cura i Padri della Compagnia di Giesù, Cotto la buona 
educatone de'quali fon riusciti molti valorofi campioni di 
Cbrifto , che nell'Inghilterra hanno d'sfefalafede Cattolica 
con la dottrina, e coi (angue; animati da molti Padri delia 
Compagnia, che col martirio, & infiniti difagi patiti per. 
Chritto in quel Regno, andarono manzi con l'eifempio. 
Giurano quelli alunni prima d'effer'accettati, di voler'ef- 
i'erc buoni Cattolici, e di ricornare nelle lòr patrie in aiuto di 
quell'anime, quando à i loro Superiori parerà. Il Quadro 
maggiore e di Durante dal Borgo . 

Si Tono detti Padri impiegati con ogni diligenza, non folo 
alla coltura di quella giouentù , ma della chiefa ancora , ha- 
uendola ornata con belle pitture, tutte de'Martirij , ch«-» 
molti Cattolici patirono fotto la crudel Regina lfabella» 
acciò da quelle fi animino quefti alunni alle corone loro prò. 
pofle . E qui fono molte reliquie di Santi. Di quello luogo 
e protettore rEmincntifiiino Signor Cardinale Barberino. 

Di S, Caterina della Ruota . 27. 

aVcfto fopranome della Ruota bifogna chefiadoppo 
che i Sauefi fecero poco di qua lontano la chiela lo- 
ro a S. Caterina di Siena , perche nell'Archiuio di S. Pietro 
in Vaticano, à cui évnitaquefta, fi nomina S. Maria in— » 
Catei iua , ouero S. Maria , e Caterina , o perche foiTe dal!* 
prima fondatrice , detta Caterina , dedicata a Maria Vergi- 
ne i ò pure di S. Caterina fu il primo titolo, il che in altr<L-* 
e folito farfì, quando loro fi aggiunge nuouo titolo. 

E da ciò raccogliamo l'antichità di queita chiefa, come 
anche la dimoftra ì'vnionc fudetta fatta da Papa Aleffandro 
HI. che fu del 1 1 56. & effendo il Capitolo di S .Pietro obli- 
gato a mantenerci va Parochiano , bifogna , che di buona 
rendita fotfe la fua fondatione.di cui però altro n5 fappiamo. 
le è parocnia , L'altare à man dritta a frefeo è del Mutiano \ 

N 4 l>* 



abo ROMA 

Di S. Giro/amo della Carità . i8. 

ESfendofi fondata in Roma vna Compagnia di Corti» 
giani foraftieri dai Cardinale Giulio de'Medici nel 1 5 1 9- 
hebbe la Compagnia da Papa Leone qucfta ch!efa.& a S. Bar- 
tolomeo in Ifoia mando iFrat:, che v erano Cadetta Com- 
pagnia diede alcune entrate fopra dell'vfficio criminale del 
Gouernatoie di Roma j e volfe , che per testamento pctelfe 
hereditare ancora beni feudali ; & ella per fuo titolo prefe-* 
con ragione quello della Carità, bauendofi addogata la cura 
di prouedere a vari; bifogni de'pouen, come delle Cònuerti- 
te, Prigioni, Pupilli, Vedoue^Sc aggrauati di fameglia^e perche 
oltre la necefììtà del pane, hanno i pupilli, e vedoue biogno 
di chi nelle caufe loro li difenda preiio deGiudici,!orc fi man- 
tiene vn'Auuocato,e Procuratore^ paga le fpefe della fcarce- 
ratione depoueri ,• & effend'infermi hanno in Torre di Nona 
letti appartati in alcune itanze con medico, medicine,e gen- 
te deputata per feruirli, e tutti ftipendiati da quella Compa- 
gnia^ in ogni prigione mantiene vna cappella con vn facer* 
dote, ch'ogni giorno lor dica Me fifa . 

Per la moltitudine de'poucri, di Roma già in Campo Santo 
fi foleua dare il pane ogni Lunedi, e Venerdì, Se anco il vino 
a migliara di perfone , e ciò da quattro meli in quattro rino- 
irando le loro polize : hora quelta opera fi è ridotta dentro il 
Palazzo del Pontefice/poiche veramente la lafcita,che noi di- 
cemmo di Carlotta Regina di Cipro in Campo tanto , non è 
fé non vanità di fama,mala Verità si eVctie e lime lina del Pon- 
tefice,& ogni 4.mefi fi varia a diuerii Rioni con cedola fotto- 
f e ritta Fanttus Polus Magisìer Dcmus » e di cali poueri fé ne fa 
vifita particolare. Come anco il medefimo Pontefice per via 
del Limofinierofegreto con danari fouuiene gran nobiltà bi- 
fognofa, e per via del fotto limofiniero di continuo dà foccor- 
fo alla miferabiJ plebe . E nell'ilteffo Palazzo imitando il fan- 
tiflìmo Gregorio dà ogni giorno a tredici poueri foreftieri da 
mangiare, fantifiìmo Paftore,edeU'anime,e de'corpi. 

Così i Signori Deputati ài quefla compagnia della Carità, 
imitando l'opere dei Bead'ffimo Pontehxe,per aiuto anch'el- 
fi di 



MODERNA. 201 

fi di bifojznofì , e mifcrabili, a!!e pouere fameglie diftnbuifco- 
no il Sabbato molta copia di pane ,• e quant è maggior la ca- 
reni?. , tanto più s'allsrga ia mano . 

Di più la Compagnia tiene due peffone pagate , acciò con 
vna Icttica a mano portino a gli fpedali i poueri, che da tutti 
foriero abbandonati nell'infermità loro . Tiene ancora Mini* 
itti, cataletto,e candele per li funerali,di chi fi crouaffe morto 
in eiìrema neceflìt.i, & alla fine maritano ogni anno vn buon 
numero di pouere zitelle nella fetta di S. Girolamo - 

Acciocbe poi tal'opera fia ben mantenuta , oltre d'hauere 
vn Cardinale protettore > eleggono ogni anno per loro capo 
vno dei principali Prelati delia Corte Romana, il quale in- 
teruiene a tutte le vifite ddk carceri, che lì fanno ogni mefe, 
contorme all'ordine lafdato il 143 >. da Papa Eugenio IV. 
accioche li prigioni habbino iodisfattione di poter dire le fue 
ragioni auanti 1 Giudici di tutti li Tribunali di Roma, ò da fé* 
ò con laiuto de'proprij Auuocati , e Procuratori, douendofì 
tutti i fudetti Giudici trouarfi infieme vna volta la fettimana 
in vna delle prigioni di Roma a vicéda,6\: a quello modo,non 
vi effendo appellatione>fi compongono le parti nelle caufe^* 
ciuili con giuititia,e caricai e nelle criminali fi mitigano le pe- 
ne, e lì dà fine alle caule de'poueri prigioni. 

Mantiene in varie ftanze vnit? a quefta chiefa vn buon nu- 
mero di Sacerdoti , e Chierici; & a quefti fa infegnar lettere , 
mufica, e buoni colturali, e la chiefa è di tutt'il neceflario ab- 
bondante^ riccamente prouiftà, e di facerdot!,« he miniftra- 
no i facramenti,frà'quali fono fiati S.Filippo Neri Fiorentino, 
eMonfignor Cacciagliela Sanefe; e quale fou"eegli,lo dimo- 
ftrano l'opere fue date' in luce, Nicolò Leopardi, che in Re- 
canati fua patria fondò co'l fuo patrimonio il Collegio de'Pa- 
dri Gicfuiti , e Francefco Marfopini d'Arezzo in Tofcana* dì 
quefto auanti il 1600. ci fece teftimonianza Gio. Domenico 
F -rtolomeo da Terni, già facerdote di quefta chiefa,che dop- 
pò molt'anni aprendoli lafepoltura,in cui fu poito,trouorno 
come d'vn vifeo la fua deftrà mano , con la quale fu tant» 
pronto a miniftrare i Sacramenti della Confefiione\ e Com- 
munione. Qui finalmente hauendo i Fratelli di quefta Com- 
pagnia vn Oratorio edificatole Sfioralo nel 1*14. e poi da.» 



aoa ROMA 

va'incendio del tutto arfo dalla liberalità de! Cardinal Fran* 
cefeo Barberino Protettore e itato fouenuto;e vi i\ congrega- 
no tre volte la fettimana a far ia difciplina, & altre loro diuo- 
tioni. E nell Inuerno la fera vi fanno beilifiìmi Oratcrj. 

S. Girolamo della Carità ha ogni giorno indulgenza plena- 
ria, e remiflìonc delli peccati . 

Il quadro maggióre della chiefa è pittura del Domer.ichi- 
no,c la Cappella vicina di Durante Alberti. 

Di S, Brigida . zp. 

QVì noi habbiamo vna degna memoria di S. Brigida , la 
quale da fangue regale diede la Suetia al mondo; fino al 
fine di tre anni non parlo; poifufempre di poche.ebé consi- 
derate parole . Nell'età di fett'anni le apparue la Madonna » 
& in capo le pofe vna corona , e nell'età di dieci la viiitò N. 
Sig. cou accenderle il cuore nell'amore della fua paflìone»& 
in tutta la fua vita l'imitò, affliggendoli con afprc penitenze , 
con le quali humiliando la carne, le iùdal Signore, e da fua_* 
Madre illuftrata di modo la mente ,che delle fue riuelationi 
fienile vn gran libro approuato da S. Chiefa . 

Per efiere (tata quefta fama donna molto dinota de'poue- 
ri infermi ne gli Spedali » doue andaua aferuirli, laido, ch<L-» 
qui fé ne facefle vno per la fua natione, e lo doto con buona 
entrata-». 

Canonizzata poi che fu S. Brigida il 1391 da Bonifatio IX. 
le fu fabbricata quefta chiefa, e da quei della fua natione l'ot- 
to Leone X. fu rifatta» onde su la porta vi furono polle que- 
fte parole . 

~Ù°mus S, Brigida Vattene», de regno SuetU instaurata . 
Anno Domini. 1513. 

Fu alla fine honorata quella Santa da Gregorio XV. con-» 
l'vfrltio femidoppio dì Precetto in tutta la Chiefa . 

Et ha vn'Eminentimmo per protettore. 

In quello luogo è Ja nobil Piazza del Duca di Parma,doue 
fi vede il fuperbiffuno Palazzo de'Farnefi . 

Quefto 



MODERNA. ao* 

Quefto Palazzo ha porta principale , che dentro la fua-« 

encraca ha colonnelle quali formano portico triplicato,e poi 

da vn'altro portico, ibftenuto da pilaltri,in mezo v'é nobiliflì- 

mo cortile, e con belliflime fcale poggiali a'fuoi appartamene 

ti reali. Vi è poi vna Galleria dipinta dall'eccellente, e famo* 

fo Caraccìolo,e dell'ideilo è il camerino di chiaro fcuro delle 

ftorie d'Hercoie, la fala grande é di Francefco Saluiari, e la-» 

parte l'opra la porta è di Taddeo Zuccaro, di cui anco è l'An* 

nuntiata nella Madonna dell'horto . E vi fono finalmente^ 

belle loggie, corridori, ftanze, e tanta diuerfità di itatue,ch£ 

a pena li potriano numerare.Etil cornicione iauorato de! tee* 

to è opera incomparabile . L'architetura fin al primo ordina 

e di Antonio da S. Gallo , il retto è di Michelangelo 

Buona Rota,e la loggia verfo ftrada Giù- 

lia è di Giacomo della Porta» 

de in quefto Palazzo 

tra \t^> 

cofe pretiofe conferitali il famofo Mufeo 

del dottifiimo Fuluio Vr- 

fino . 

Buona parte delli trauertini di quella regia 

fabbrica fono dell'Anfiteatro 

di Tito . 




?/h 



£04 



ROMA 




Palazzo de* Farne/i . 

Tra lì primi edificij di Roma èquefto Palazzo de'Duchi dì 
Paima di cafa Farnefe.edificato da Paolo III infin da quando 
era Cardinale, & è di forma quadra con quattro porte . Tra 
le fue ftatue Angolari hà'i Commodo,la Flora,e l'Hercolc . 

SU' 



MODERNA. 



30$ 




Statua del Tbor 9. 

E v'c anco in vna ftanza del fecondo Cortile verfo ftradi_j 
Giulia il belliffimo Toro fcolpito in vn Colo farlo con cinque 
figure maggiori affai del naturale , opera d'Apollonio e Tau- 
rifco Scultori delti più pregiati,inquei fecolid' A ugufto:fùc5. 
dotto anticamente da Rodi, e peruenuto fecondo la fucceC- 

fione 



iq6 ROMA 

(ione de'tempUn varie mani . Finalmente capitò in poterei 
d'Antonino Caracalla Imperatore , e pofelo nelle fuc bellif- 
fime Theime nel monte Auentino,e dindi al tempo di Paolo 
III. cauandofi nelle rouine di queite Therme vi tu ricrouato, 
e fattolo con fomma diligenza riilaurara, fu pofto in quello 
pobil Palazzo. 

in quefta Piazza hoggi fono due fingolariflìme Fontane-* , 
che gettando acqua in alto,cadono dentro vna tazza,e dindi 
In conca grandiflima d. granito Onétale, e già furon trouate 
celle antiche Therme d» Tito. Nella (tate allagano la Piazza 
con bella , e diletteuol viltà , e vi e gran concorfo di gente a 
prenderli frefeo. 

Nel Palazzo de'Sig. Pichini,che é parimente in detta Piaz- 
za , vi e la (tatua dell'Adone, che non e mai per morire nelle 
memorie deila Scoltura> Ótèdi grandifiimo prezzo . 

Vi S. Maria della Quercia ♦ 3 o. 




N 



"J On molto lontana dalla Città di Viterbo hautua vna 
vigna BauiiU Clauaro nato in quella Citta , & eiTen- 

do egli 



MODERNA. 207 

do egli diuotiflìmoddla Madonna, fece dipingere Plmaginfe 
di lei in vna tegola quadra, e l'appefe ad vna Quercia,cr?er* 
détro la fiepe della iua vigna, douc (tette per feffant'anni,fen- 
za che in alcuna parte folle già mai orlefa da ingiuria de'cem- 
pi: il 1467. comincio a manifellarficon molti miracoli, in_, 
tanto clic lino dall'Atnca.e da Conilaarinopoli l'erano man- 
dati voti, e limoline in tanta quantità, che vi fi rece vna «ran 
chiefa con vn monaiterio, che poi a'Padri Predicatori diede 
Paolo II. 

A dmotione di quella fu fabbricata qui li prefentc chiefa , 
la quale hauendo ottenuta 1 Macellari per loro Confraterni' 
tà l'anno 1531. la rifa cirooo. Quella Compagnia verte fac- 
chi bianchì, e fa per infognala Madonna, la quale trai rami 
d'vna Quercia ftà co'i fuo Figliuolo nelle braccia . 

Molto bene tengono quella lor chiefa, e con gran folenni- 
tà celebrano la fetta loro nella Domenica doppo Ja Natiuità 
della gloriola Vergine, perche fé b:ne l'Apparinone di quel- 
la fua miracolofa Imagine magli otto di Luglio nel fudet- 
t'anno, può nondimeno ltare, che la traslarione dalla Quer- 
cia alla nuoua chiefa occorrerle in quella Domenica,& ^ V n 
cai giorno iogliono darla dote alle pouere lor zitelle . 

Delia Santijfìma Trinità con lo Spedale per li 
Pellegrini. 31. 

ESfendofi eretta vna Compagnia con l'occafìone e fi 
ne già dichiarato all'Oratorio, ch'ella imie poco dì 
qua lontano, fotto di quefto aitiamo , & incomprendìbile 
mifterio di noftra fanta fede, le fu da Paolo IV. il \< 5 g con 
ceffa quella chiefa, dedicata prima a S. Benedettolo! carii 
co delia Parochia : & il fuo quadro maggiore è pittura dì 
Guido Reni Bolognefe. 

Cofa di gran merauigliaé flato, chel'anno 1560. confer- 
mando quella Compagnia Pio IV. fi legge nelle fua BoliaJ, 
ch'ella non haueua allhora più di quindici feudi l'anno , 7^ 
nondimeno poi di limofine ha fatto, come ved-zmo, fpeVe 
grandifùme , che da tali baili principi; Dio comincia q.iel'c 
cofc,ie quali vuol'ingrandire, accio da iuifiriconofea il tue. 



2o$ ROMA 

to. In quello ftefs'anno Pio IV. le diede il titolo d'Archicon- 
fraternità, accioche fé le potenzerò vnire altre, che fuori dì 
Bomas'hauefleroda fondare, edoppo diecianni le concef- 
fedi trafportareaqueftachiefa vna Imagine della Madonna, 
ch'era con voti riuerita fopra d'vn muro del palazzo di Ca- 
pranica_» . 

E perche oltre di mantenere in quefla chiefa il pacchia- 
no , fi tengono molti facerdoti per dire le rvlefTe , e confefla- 
re, & ogni giorno vi fi predica la Quarefima.ne fecero vn'al» 
tra nel medefimo luogo affai maggiore,e di bellifiìma forma, 
&il 1614. la riduffero alfine. Veliono facchi rofiì, e per in- 
fegna fanno la Santifiìma Trinità , la cui fetta celebrano co'I 
maritaggio dì pouere zitelle, e liberatione d vn carcerato per 
la vita, e nel mercordì tra FOttaiia del Santifiìmo Sacra- 
mento fanno la proceflìone tra i lor confini , hauendo com- 
prato vn gran numero di cafe vnite alla chela per lo fpedale 
de'Pellegrini, e Conualefcenti, doue per tre giorni danno al- 
bergo ì e vitto a qualfiuoglia pellegrino, e conualefcente . 

Ne gli anni fanti e arriuato in alcuni giorni il numero de' 
pellegrini a cinquemila, e non potendo capire in quello fpe- 
dale li raccomandarono a perfone pie,ch'amoreuolmente li 
riceuerono . 

Giunti che fono i pellegrini a quello fanto hofpitio,Ior fo- 
no lauati i piedi, effendoci 3 quell'effetto due luoghi ben'ac- 
commodati, vno per gli huomìni, l'altro per le donne : & in 
quell'opera di tanta carità, & humiltà s'affaticano molti Ro- 
mani dalle dicianoue hore infino a molta notte . 

Finito il lauar de'piedi (tanno pronti chirurghi alla cura-* 
di chi haueife qualche male a i piedi. Ma l'anno fanto lauati 
i piedi lor fi fa vn fermone,e poi fi conducono mille per vol- 
ta alla menu, gli rinomini fon feruiti da nobili Romani, & in 
vn'altro luogo le femine dalle gentildonne . Finito l'anno 
fanto de! 1600.fi raccolfe lafomma de'pellegriniquì riceuu- 
ti, e fcrittine'libri, e degli huomini fu quattrocentoquaran- 
taquattro mila,e cinquecento,e delle donne vinticinquemila 
e cinquecento, fé bene in certi giorni (perla gran moltitudi- 
ne) fu impoffibile fcriuerli tutti, maben'é certo, che tutti di 
limoline furono pafeiuti da quefla fanta Compagnia . 

Dì 



Di gran marauiglia ancora fu vedere Cardinah\ Prelati,& 
altri nobili personaggi alleuati delicatamente venire qua al- 
l'hora del lauar'i piedi,& inginocchiarli a lauar'j piedi di per- 
fone pouere , e che molte volte erano piagati, e puzzolenti , 
& al fine baciarli. Lo (tetto Papa Cltmente Vili, due volte 
ci fu, lauandone venti la prima volta, ^ la feconda dodeci, e 
con rordine,che fé gli MVfero ne i propnj luoghi come an- 
co ha tatto il Santifiìmo Vrbano Vili, come fi e accennato. 
Vennero qua alcuni Turchi, & Heretici , per vedere, s'era 
vero quello, che vdito haueuano ,• e confufi , e compunti fi 
conuertirono. Vi furono alcuni artigiani,che fichtifi della di- 
uina Prouidenza chiufero le botteghe loro, evennero per 
tutto Tanno fantoad impiegare in quell'operaie fatiche^ 
loro i né reftarono defraudati della fperanza , che pofero ta 
Dio . 

Occorfe, che lauati i piedi a certi, e poi confegnati 

a'Chirurgi ,oon iì videro più ^ onde fi" 

giudica, che fiano ftati Angeli 

in forma di pelle- 

grini. 




O Pve- 



210 



ROMA 




Palazzo Spada-*. 

Qui vicino a man manca è'! Palazzo dell' Emtncntifs.Spada 
gianel tempo di Paolo III. fabbricato dal Cardinal di Capo 
di ferro . Poi fu de'Signori Mignanelli gentiluomini Roma- 
ni ,& vltiauntente il Palazzo Spada dal detto Bminentifli- 

mo 



MODERNA. ail 

mo fi nomina » da cui é flato rinomato, ampliato, oc adorni* 
to, ricco di efquifite pitturerà le quali alcune fon difegni di 
Daniel da Volterra, & alcune opere di Giulio Piacentino, dì 
cui anco fono le ftatue, e ftucchi del cortile, e della facciata; 
la profpettiua della fala è d'alcuni giouani Bolognesi > Hau» 
dentro vago giardino, e fuori buona piazza . 

Di S. Saluatore in Campo . $z. 




IL campo di quefta piazza è ridotto a sì picciola forma , 
che fol di Campo , fenz'altr'aggiunta, gli è reftato il no- 
me. Fu però affai fecondo campo in produrre la Compagnia 
della Santifiìma Trinità, come fi dirle al fuo Oratorio, né di 
quefta fi è potuto intender'altro , fé non che tiene curiu» 
d'anime-/. 

Paflata quefta ehiefa fi trotia il gran Palazzo , e la nuoua 
piazza Barberina , doue habita l'Eccellentiflìmo Principe D. 
Thaddeo Prefetto di Roma, nepote del Pontefice Vrba- 
no Vili, ampliato, & ornato con degna magnificenza . 

Quindi poi fi parla ad vn'altra Piazza vicina, che del Mon» 
te della Pietà fi dice, doue a'poueri,fenza pagar frutto,fi pre« 
ila danaro , e nella facciata v'e l'infcrittione • 

O 2, CLE- 



«il ROMA 

CLEMENS Vili. POMT. MAX. 

Montem Pietatis 

Pauperum commodo inftitutum 

* Ne crefcencis operis augumentum— * 

Loci praepediret anguftia 

Ex aedibus à Sixto V. P. M. cocmptis 

In bas ampliores tranftulit 

Et beneficijs auxit 

Anno Sai. MDCllII. Pontif.XIII. 

Petro Cardinali Aldobrandino 

Fro te CÌord--'. 

Et il luogo con nnoua fabbrica dalla Santità di N. Signo- 
re Vrbano Vili, éftato accrefeiuto . Et il tutto più diftiata- 
wente qui fotto fi potrà intendere . 

Di & Martino al Monte della Pietà . 33. 

PErche li pouerj in certe loro occorrenze per mancamen- 
to del denaro pronto non patino qualche gran difeto) » 
fu in/tituito da perfone pie vn'opera detta Monte della Pietà, 
e fu di mettere infieme vna gran quantità di denari da pre- 
flarfi a chi n'haueflfe bifogno . 

Del denaro preftato fino d certa fomma non fé ne paga— • 
niente, e folo fi ricercarne chi li riceue,lafci vn pegno in ma- 
no de'Miniftri di quell'opera ; parlando poi certa fomma fi 
paga vna poca cofaper cento, per mantenimento di queft' 
opera-» . 

Dal Palazzo dunque di quefto Monte , s'è dato il foprano- 
me alla prefente chiefa,lafciando quel del volgo,che la dirna- 
da S . Martinello,per eifer piccola. Della prima fondatione di 
quefta non fappiamo altrove non che il 1 ^S.cauandofi den- 
tro di efla trouarono tan ci corpi di Santi , che ne riempirono 
dieci gran caffè , e con elfi gliftromentide'loro martirij, trai 
quali fi vide vnofpiedo, che trapaffaua vna di quelle facre te- 
tte , & era per la vecchiezza tanto confumato dalla ruggine , 
che quali andaua in pezzi, come di vrfta ci raccontò Matthia 

Claro, 



MODERNA. »i? 

Claro, cb'all'hora fu qui Rettore . Fu poi quefta Parochisu* 
vnita alla vicina di S. Benedetto, per dare !a prefente chiefa 
alla Compagnia della Dottrina Chriftiana, di cui efiendo al- 
l'hora Protettore il Card. de'Medici, che tu poi Leone XI. ri- 
fece quella chiefa col foffitto , e quadro fopra dell'aitarti 
maggiore. Effendo fiata la ferenifiìma Fameglia de'Medici nel- 
le cofe della religione fempre iìngclarimma 4 E perciò l'Ai 
bertini di lei fcYilfe , Vrulariflìma Familia Medicorurn in locis 
pijs omnes alias Familias noslri temtoris fuperauit . 

Incaricandoli molto nel Concilio Tridentino confermato 
da Pio IV.il 1 564. a quelli, che hanno cura d'anime, linfegna- 
re la Dottrina Chriftiana a i putti nelle Domeniche , e felle 
folenni , Dio morie quattr'anni prima alcuni diuoti fecolari 
ad abbracciare vna sì degna imprefa , come fi dimoftrò a S. 
Agata di Trafleuere . Et accioche per fempre fi mantenerle * 
fondarono la fudetta Compagnia. E sì degna opera fi eserci- 
ta anco in diuerfe chiefe di Roma . 

Altre buon'opere ancora fi fanno da quella Compagnia-*, 
come di maritar zitelle , e liberar'vn prigione per la vita nel- 
la Domenica tra l'Epifania , nella quale fi legger 
l'Euangelio, in cui N Signore di 11. anni 
fu trouato nel Tempio trà'Dot- 
tori,con fargli va- 
ri?-» 
dimande. Fanno ancora qui ogni ve- 
nerdì la difciplina , 




O % Gi<& 



%H ROMA 

Giornata Terza_>. 




RIONE DI PARIONE. 



ARIONE è parola corrotta in luogo di 
Appantores , che fignifica in Latino quelli, 
che in Volgare chiamiamo Corion, ò Man* 
datarij:e perche qui faceuano la loro refiden- 
za tutti li Curfori , e molti Mandatari) , per- 
ciò quefto Rione fu cosi chiamato . Ha per 
infegna vn Grifo in campo bianco . 

E qui fi vedono i nobilitimi Palazzi de gli Orfini di campo 
di Fiore, della Cancellala, de gli Orfini di Pafquino , de* 
Maflìmi, de'Panfilij, e de'Cupis. 
£ vi fono anche le fa mote Fontane di Piazza Nauona . 




Di 



MODERNA. ai? 

Di S. Tomajfo d'Aquino in S. Barbara . i. 

Q Vanto alla fondanone di quefta chiefa crollandoli con- 
facrata il i $06. l'orli eh all'ho; a fi fece, che trafportoffi 
il corpo luo a Vcnecia , e delle lue reliquie n'hebbe Roma in 
varie chicle , e nel! aitar maggiore di quefta fu pollo del ca- 
po , e velo di lei , con altre molte reliquie . 

Qiiando Papa Leone X. pofe ne i Titoli de*Cardinali que- 
fta chiefa , torli lo fece , acciò quale hvno la riftorafle , ma 
non eifendofeguico l'effetto, Siilo V. glie lo leuò , per darlo 
ad altre ch«efe p ù rìguardruoli , e quiuireftando lacuia_j 
damme in poco numero. Clemente Vili, l'vnì ad altre vi- 
cine ,e diede U chiefa ài Fra;i de SS. Ciò e Paolo nel rimon- 
te Celio accio d» la occorrendo 'oro di venire in quelle parti 
di Roma piuhdbi aie per loraffari, faauefTero qualche de- 
cente hofpitio i ma non nufeendo loro, la rinunciarono alla 
Compagnia de Librari. 

Si vniron'eiTi in quefta Confraternità il léiò.è pigliarono 
per loro Auuocato S. Tomaflo d'Aquino. Vede quefta Com» 
pagaia vn facco bianco con vna mozzetea nera 1 & vna cin- 
cura di corame per diuptionedell'habitodiS. Domenico ; 
e nel giorno della fua fella libera vn prigione . Celebrano 
quella pure di S. Barbara , e per le diuotioni loro particolari 
hanno di fopra l'Oratorio. N'è prottecore l'EminentiiTimo 
Cardinal Francefco Barberino . 

Ed bora per occaiione d'vn' incendio auanci la chiefa v'e 
commoda Piazza . 

E diecro era il portico di Pompeo , di cui ne lafciò ferito» 
Ouidio . 

Tu modo Pompei* lentus fiatiate fub vmbra ^ 
Dum su Htr culti terga Leonis aMt . 



Ptff- 



ROMA 




Còffe zTorfùc àiVcmyee 




Portico di Pompeo . 

È qui era la principale habitatione , e Palazzo d'vnsi gè- 
nerofo Cittadino Romano, che fé non hebbe, almeno me- 
rito l'Imperio del Mondo . Suetonio fcriue , che Caio Ce- 
fare fu ammazzato nella Curia, cioè nel palazzo di Pompeo, 
da congiurati, e principalmente da Bruto . 



MODERNA. 



*7 




E qui appretto era il fuo famofiffimo Theatro» Queflo 
Theatro fu il primo , che di pietra mffc facto in Roma . ia~# 
quelto foleuano adunarli i Romani , per fare facnfìcij , e gio* 
chi, conforme al co tu. ne Athentefe. E lo diramarono Thea- 
tro, perche fu di forma di mezo cerchio : nel cui mezo erau* 
vna Scena di tre folari , doue fi fac^uano le rapprefentationi 
feeniche . La più commoda, & honorata parte del Theatro 
fi chiamaua Orcheitra , & era iuogo di Nobili , donde com* 
modamente poteuano vedere . M. Scauro fu il primo à fac 
Theatri . In que(t> 1 Imperator Nerone fece congregare il 
Popolo Romano, per moftrarlo ad alcuni Signori Germanr. 
C. Caligola lo fece rifiorare,- vltimamente fu rifatto da Teo- 
dorico Rè de'Gothi. 

Hora v'è vn'aotico Palazzo degli Eccellenti/fimi Orfini» 
di cui lafciófcntto l'Albertino . DomusVrfinornm cumboro* 
log io campi Flora, quam eximiè Vrancifcus Venetus Vicecancel- 
larms fundauittpoftea vero a. Reuerendifs» Pstro Rhegino Siculo 
Presbytero Cardinali intus,Ó> extra vxrljs exornata e fi siatuis, 
atque prciuris . 

Dinanzi v'ha poi la Piazza, già campo dedicato a'giochl 
della Dea Flora . Ed hora a'fuoi tempi vi fi vendono biade, 
e grani ; e vi fi fanno gmfiitie pubhche 4'bemici >e di fimill 
delinquenti . 

End 



2i8 ROMA 

E nel mezo v'è nobil vafo di Fótana con Delfini di bronzo. 

In quella f iazza èvn Palazzo incom ; nciato,d!fegno di Bal- 

daflar da Bologna, di cui anco e quel de Ghifi alla Lungara . 

Del Santi fjìmo Sacramento per la Parocbia di 
S, Lorenzo in Damafo . 2. 

LA riuerenza , che ad vn tanto Sacramento fi deue , s'in- 
tepidì tanto nel Ghiiftianefimo, che fi teneuacon__» 
lOlio Tanto in alcune finefbelle tatte nel muro à canto 
dell'aitar maggiore, donde hauendofi à leuare per qual- 
che inferme, con vn fol cherico fi portaua - 

Spiacendo ciò molto ad vn pio facerdote, communicó 
à quattro diuoti fecoJari di voler fare vna Compagnia ad 
effetto di honorarlo, quanto più fi potefle, e forti il fuo fanto 
defiderio;& il i50i.fiereffe vna Compagnia del Santifs.Sa- 
cramento,aìia quale fu nella vicina chiefa di S. Lorenzo con- 
ceda dal Capitolo la cappella, che ita a man fini/Ira net 
l'entrare. 

Hebbero dipoi il 1508. la confermatone da Papa Giulio 
II. e fecero quell'Oratorio , e lo nnouarono il 1 620. Altre—» 
buon'opere abbracciano . come di maritare zitelle pouere— > 
nell'Ottaua del Santiflìmo Sacramento, portandolo folen- 
nemente in proceffìone,e con molta canta prouedono a'fra- 
celli della Compagnia, quando fono infermi. L'habito loro è 
bianco co'l fegno dtll^ cinque piaghe , e fopra vna corona 
di fpine-/ . 

£ qui allo'ncontro è il bel Palazzo de'Signori Silueftri . 

Di S. Lorenzo in Damafo . 3 . 

POmpeo haueua vna poco ben comporta cafa,madoppo 
che in dffefa della Republicatre volte glnricfamente^ 
trionfo, tra il Palazzo de gli Orfini (come riabbiamo detto)e 
quello luogo tece il fuo Palazzo, con vna piazza nel rr.c- 
zo. e da cento colonne erano foitenuti i portici , che la cin- 
geuano , & appreflo vi fabbrico il teatro di marmo , effondo 
fin all'ho ra flati gli altri di legno.Fù e ilo il primo à rapprefen- 

tare 



MODERNA, ai* 

tare in eftb giuochi d'Elefanti * era capace d'ottanta mifftàfc 
fpettatori tutti a federe,fenza che vno impcdiffe la villa d«i- 
l'altro . Come Tito Liuio né fcriue . 

Imperando poi Nerone venne a Roma Tiridate Rè dell* 
Armenia, e prima di monftrargli quefto teatro, Jo fece in va 
giorno indorare» ma tanta vanità non ti comoorta/ido nel 
gran teatro del cielo, fu quefto consumato a caio dalle fìaou 
me, come Appiano racconta . 

Ad honore poi di S. Lorenzo martire, S. Damato Papa fab- 
brico qui preffo quefta chiefa,e la fece .Collegiata, Le diede il 
titolo di Cardinale, e la dotò di buon'entrata,& e Parochit 
sì grande^h'altre ventiquattro chiefe le fono foggettC . 

Raccontano i vecchi, che al pan dall'altre chiefe di Roma» 
fece quella S Damalo col tic naui , fu nflOrata da Papa-» 
Adriano I. che fu dei 771. che rifece il tetro :il 1468. il Car- 
dinal Rafaelle Riario la riduffe a quella forma» e la tìnchiufe 
nel Palazzo, che fé le vede congiunto, per edifitio del quale 
prefe i trauertinì del mezo disfatto Colifeo, ed'vnarco dì 
Gordiano, ch'era poco difeofto da S. Vito . E ben vero^ che 
a quefta fabbrica haueua dato principio il Cardinale Lodoui- 
co Mezzaruota Padouano, eflendo Camerlengo ; 

Piacque poi a Clemente VH. che quefto folle in vita del 
Cardinale Vicecancelliere Prete > ò D'acono ch'«i foffe, & 
hauendolo Aletfandro Farnefe , vi fece iì foflfitto dorato,e di- 
pingere il martirio di S. Lorenzo, & accomm-d r l'altare-* 
maggiore con l'imàgine pure di S. Lorenzo, e di S. Damafo* 
& è pittura di Federico Zuccaro , onde fu di nuouo consa- 
crata la chi e fa il primo di Settembre del 1577, 

La parte a man dritta sù'l muro dipinta a frefeo é del Ca- 
ualier Giufeppe d'Arpino , a mano manca di Nicolò Poma» 
rancio , e nel mezo è di Gio. de'Veccbi; la Cappella della-» 
Concettione di Pietro da Cortona, che ha nobil quadro in—» 
S.Pietro, e la ftatua di S. Carlo é dell'Ambrogini . 

Di più ve la {lattone il martedì doppo la quarta Domeni- 
ca di Quarefima . 

Fu anche arricchita quefta chiefa d'alcuni corpi fanti, fat- 
to dell'altare maggiore,- oltre quello di S.Damafo v'è il corpo 
di S. Euticbio marcire pollo eoa S. Sebaftiaao nel cimiteri© 

diCa- 



i2*> ROMA 

di Califto , & iofin'hora fi leggono in vn marmo alcuni voti 
fatti da S. Damalo , ne'quali racconta ie varie pene, che per 
Chrifto patì. Sotto dello ftelTo altare ftà la metà de'Santi 
Faufto, e Giouino,- e fotto quello de'SS. Michele, & Andrea 
vn altra meta de'SS. Buono , e Mauro, e di tutti quattro v'è 
memoria a SS Apoftoli,douc fi conferua il relto de'loro cor- 
pi. Poi tra le reliquie,che per effer minute,non fi notano,qui 
e il cilitiodi S. Paolo . 

In quefta chiefa fono ftate trasferite alcune Cappelle, che 
erano in S. Cecilia di Monte Giordano, la quale nella nuoua 
fabbrica de'Padri della Vallicella bora fi rinchiude . 

Et hora con vaga , e nobile proportione d'architettura—» 
da i lati dell' Aitar Maggiore vi fi riranno i Chori della Mufi- 
ca, e vi fi pongono i fuoi Organi . 

E qui è fepolto il Caro, Ingegno famofiffimo . 

Qui finalmente , per far buon'opere , fono varie Compa- 
gnie di perfone fecolari , oltre la già detta nel fuo Oratorio 
del fantiflìmo Sacramento, più di tutte amica è quella della 
Concettione di Noftra Signora? che fi comincio il 1468. con 
l'occafione d vn'Imagine di lei leuata da S. Maria Grottapin- 
ta, e pofta in vna cappella di quefta chiefa, fatta dal fudetto 
Cardinal Riario ; e di tuttil neceffario é mantenuta dalla-» 
ifteffa Compagnia : qui dunque celebrando quello facro Mi- 
fteno, maritano vn buon numero di pouere zitelle, per vn__» 
legato di Euangelifta de'Magiftris candelottaro , e vertono 
trepoueri. 

Aliai antica è parimente la Compagnia de' Merciari Fia- 
menghi,c'hebbeui il fuo principio Tanno 1 507.6 prefe a man- 
tenere vn Cappellano all'altare di S.Nicolò, &ÌI1601. l'ador- 
nò con balauftri di marmi, e con molta folennità celebrano 
la fefta di quello fanto . Altre quattro Compagnie qui fu- 
rono inftituite , sì per aiuto proprio , come d'altri ne'bifogni 
loro fpirituali, e corporale le racconteremo fecondo l'ordi- 
ne degli anni . 

Efiendo quefta parochia molto grande,né mancando i Ti- 
tolari di foccorrerla con larghe limofine a poueri di quella , 
acciò fruttuofamente fi difpenfaffero, i gentil'huomini della 
ftefh parochia fecero vna Compagnia il 1 6oi, fotto il titolo 

del 



MODERNA. 221 

del Soccorfo , per informarti delle vere neceflità de pouerl 
della parochia, &. anco de'loro coftuaii, e vita . Nelli giorni 
di Carneuale efpongono con grand'apparato della chiefa, e 
dell'Aitar maggiore il Santiflìmo Sacramento conoratione 
continua , fermoni, emufica eccellentifiìma di cofe pie, co- 
minciando il giouedi della Seffagefima , lino alla Domenica 
feguenu-' . 

V'e la Compagnia co'l titolo della Mortificatone, fotto V 
inuocatione della Vergine Annuntiata. S'vnirono da princU 
pio i laici con i facerdoti,poi fi ritirarono quefti in Sacriftia» 
e quelli nelle cafe de'Confetfori, come fi dirà poi, & iui fot- 
to la cura d'vn facerdote v'entra ogni forte di perfone, pur- 
ché fii-.no di buoni co/lumi, e di vita eilemplare, e d'anni 
ventidue . 

Accioche poi fi mantenetfe queft'opera>& a sì gran paro- 
chia non mancafiero Confeflori, il Cardinal Montalto fon- 
dò il 1 6 1 1. vna Congregatione di preti fecolari infino al nu- 
mero di otto, di lettere, e fpirko,accio con frutto miniftraf- 
fero in quefla chiefa i fanti Sacramenti, andaffero a raccom- 
mandare l'anima achifteffejn extremis, e congregandoli 
quei delle Mortificationi à far tre volte la fettimana la difei- 
plina , gli animafTero con qualche breue ragionamento ,• qui 
vicino lor diede flanze.e con licenza di Paolo V, loro ha per 
fempre applicato i frutti di due chiefe , cioè di S. Valentino 
che hanno i Merciari Italiani,& di S. Maria de'Cacabari con- 
- ceffa a i Ragactieri , efTendofi le parochie loro vnite ad altre 
vicino . 

Nello ftefs'anno del 1611. perle prediche fatte qui da Fra 
Michelangelo Venetiano Cappuccino , fi fece vn'altra— » 
Compagnia co'l titolo della Purità di Noiìra Signora . 

V'ha all'vltimo la Compagnia de'Curfori; e fi congregano 
ognimefe nella cappella del Sacramento , 



Ilp*- 



ÌZZ 



ROMA 




Jl Pafoszo mh Cmcellark * 



Con ogni merto fi deue af?rìuere tri l'altre nobiliflìme fab* 
fcrigie , il foptiiofiflimo Hhi^o della Cancellarla, architet- 
tara di ^ramante, habitatione prò tempore de'Sig. Card. Vi- 
ce?aoccl!i?ridi h Ckieis, feoggi potfeduto dal $ig. Cardinal 

Fran- 



MODERNA. ai* 

Francefco Barberino Vicecancelliero. Fùqueftoda'tonda-» 
menti edificato dal Card. Ratf'aelle Ria.io di Sauona', nepo- 
te di Giulio 1 1. in Tito principale, e commodo a tutti i nego- 
tianti di Roma. E' di grandezza, e di bellezza rara,ifoiato per 
fé fteffo, le fue mura incroftate di belliflìmi marmi,con quat- 
tro ordini di fineftre, che rendon'ammiratione, e grandezza 
infieme, La potta principale fatra dal Card. Montalto è Si- 
tuata nella piazza de'SS. Lorenzo, e Damafo, grande, fpatio- 
fa, e tutta comporta di marmo,& è difegno del Fontana, per 
la quale entrandoli fi va rettamente nel cortile cinto intor- 
no di belliflìmo Portico,e foftentato da gran quantità di co- 
lonne grolle, e belle tutte di pietra, che ccsìpltre alla com- 
modita, rende magnificenza, e grandezza a'rifguardanti . Al 
primo piano di detto Palazzo vie vn'altro Portico , che fa 
giro attorno , (opra al primo, ornato parimente di bellifiìme 
colonne, per doue fi va a ciafcuno appartamento , ouefo- 
no pitture di Giorgio Vafari, e di Francefco Saluiati,e d'altri 
famofì,rinchiudendo in effo tante ftanze,che fono (tate in vn 
medefimo tempo habitate da fei Principi con le lor fameglie 
fenza incommodo di nefTun di loro.La fala di detto Palazzo 
e adornata di bellifiìme pitture,deftinata per la Cancellarla, 
oue fi congregano il Martedi ,Giouedi,eSabbato diciafeu- 
na fettimana al numero di dodeci Prelati, deputati per la re- 
uifione delle Bolle Apoftoliche>e da quelli fegnate,e fpedite: 
pariméte interuengono in detta (ala tutti gli Officiali di C3- 
celiarla, che fono in gran numero,che per breuitd fi tralafcia- 
no . Oltre l'habitatione rinchiude per fé fteffo commodo 
giardino con fontane. E quel che più imporra contiene den- 
tro di fé la chiefa de'fopradetti SS. Lorenzo , e Damafo, la—» 
quale è connurr.erata tra le belle di Roma . 

E però diffvf Y K\htxV.n\.J)omus ReuerendiJf.CardinalisSanBi 
Georpj cum Fiatuis, ac picluris, columnis , & multis marmori- 
busfujfulta-, cum EccUJìa, ibidem inclufa, est perpulchra . 

Et in quefta piazza vi e lorfitio de Curfori, li quali intima- 
no i Conciftori.e le altre funtioni Pontificie; e vi fi affiggono 
bolle, monitori), interdetti, feommuniche, e bandi . 

E per le grand'arti , che qui dintorno fono j ve vn conti- 
nuo Mercato. 

Segue 



324 ROMA 

Segue poi la ftrada de gli Orefici tutta piena di feta, oro,e 
gioii* • 

Di S* Stefano in Pifciuo/a . 4. 

QVando i bachi della Pefcaria di qui fi porta/fero a S.An. 
gelo,nulla ci gioua il iaperlo. Della Chiefa riabbiamo , 
che hauendo il Re dell'Vngheria S. Merano dedicato in Ro- 
ma vna chiefa collegiata a queftogloriofo Protomartire, cre- 
diamo fìa quella. Efsendoii poi ribellati quei po- 
poli alla Chiefa Romana, di Collegiata—» 
è fatta quefta parochia. E già 
qui v'era la cappel- 
la-» 
della Compagnia de'Bic» 
cinerari . 



mm 




©r 



MODERNA. 



**I 




Di S. Maria ,eS Gregorio in Valliceli* . 5 . 

S Maria Vallìcella, detta anco Pozzo Bianco.per vn poz- 
* zo> che era q«i, e per eflere quello (ito alquanto baffo, 
fi dice della Vallicela : e anco addimandata la Chlefa Nuo- 
ua, per efler tutta rifatta) fotte vna si beliifóma forma) eoa-» 

? l'aita 



tté ROM A 

IVruto del Cardinale Pier Donato Cefis,e la facciata'di Mon- 
fignorde'Todi dell'iftefla iameglia ,di buona memoria, tan- 
to compitamente , che non ru fparagnato ad alcuna fpefa * 
Onde n'hanno meritata quella memoria . 

CÀESII FRATRES 

Petrus Donatus S. R. E. Presb. Card. 

apfidemfundauit, 

sedes multa coémit , 

facerdotum habitationem ampliauit . 

Angelus Epifcopus Tudertinus 

facellum extruyit.ac dotauit; 

anteriorem templi patrem 

FVNDAVIT, ORNAVIT, PERFECIT . 

E dentro vi fono pitture d'efquifiti Maeftri , tra le quali 
l'Afcenfione è di Girolamo Mudano ; il Cocefiffo del Gae- 
tano,- la Vifitatione di S. Elifabetta, e la Prefencatione della 
Madonna del Barocci ; la Circoncifione di Chrifto, e l'inco- 
ronatione della Madonna del Caualier Giofeppe d Arpino;il 
Chrifto al fepolcro del CarauaggiG,- il S. Filippo di Guido 
Reni;ed i tre quadri all'aitar maggiore d'vn Fiamengo. 

S. Filippo Neri Fiorentino fondatore di quefta Congrega- 
tione dell'Oratorio, di eti d'anni 18*. abbandonandola pa- 
tria , li parenti, & vna grofTa heredità, fé ne venne a Roma , 
doue dimorò nVa gli anni 80. della fua vita, fenza vfeirmai 
fuori delle porte, fé non per vifitare le fette chiefe . 

Quefto gloriofo Santo, effendo flato pregato dalla Natio- 
ile Fiorentina di tener cura della chiefa loro , fece ordinare 
facerdoti alcuni de'fuoi, e li mandò alla cura di quella,i qua- 
li andàuano ogni giorno a S. Girolamo della Carità a gli 
efferati; dell'Oratorio.Ma crefeendo tuttauia il numero pro- 
curò il Santo da Gregorio XIII. d'ottenere vna chiefa , nel- 
la quale i fuoi poteffero esercitare tutte le funtioni dell'Ora, 
tono , le quali per alcuni anni , trasferiti da S. Girolamo , fi 
erano fatte in detta chiefa di S.Giouanni;e cosi nel 1575.0^ 
tenne quefta di S. Maria in v'alliccila , la quale in quei tem- 
pi era parochia, doue eia vna nairacolofa Imagine delia Ma* 

don» 



MODERNA. S27 

donna i che percola da vn beftemmiatore nel 1555. mandò 
fuori fangue, come fi dice di quella della Pace . Et in quello 
luogo fondò S. Filippo la fua Congregatone con autorità 
Apoftolica: come appare per bolla di Gregorio XlUfotto il 
di 15. di Luglio del 1575. 

Le ftatue delle due Cappelle fono del Vacca , e del Val» 
foldo . Et il difegno della facciata è di lacomo della Porta. 

Vi pofe la prima pietra Aleffandrode'Medici Cardinale dì 
Fiorenza, che fa poi Papa Leone XI. nel fudetto anno 1575. 
alli 16. di Settembre . Ridotta poi la fabbrica a buon termi- 
ne nell'anno 1577. alli 15. di Febraro cominciarono que'Pa- 
dri a celebrami li diuini offitij , e vi celebro la prima meffa 
folennemente il fopradctto Cardinal di Fiorenza, & egli iìef- 
fo lacontacroalli 23. di Maggio nel 1599. 

Vi fono poi fei cappelle per banda, oltre l'aitar maggiore,e 
la cappella di S.Filippo; & in ciafcheduna di efc vi e qualche 
mifterio , ò imagine della Madori nafantiflima, le quali fono 
ftate dotate, & adornate da diuerfi Benefattori . 

Venuti ad habitare i Padri alla Vallicella,S. Filippo reflò a 
S. Girolamo , e nell'anno 1583. nel giorno di S. Cecilia, per 
comandamento di Gregorio XIII. fé n'andò anch'egli ad 
habitare co'fuoi alla Vallicella . 

L'inftituto della Congregatane e; che coloro,che viuono 
1n eflfa, debbano mantenerti in (lato di Preti, e Cherici feco- 
lari,né fi legano in modo alcuno con voto, né con giuramen- 
to, ma liberamente, e fenza legame feruooo a Dio,attenden- 
do alla falute dell'anime loro , e de'profiìmi con l'effercitio 
dell'oratione , parola di Dio , e frequenza de'Sacramenti : e 
quindi prefe il nome della Congregatone dell'Oratorio.E v'c 
deuota, e buoniflìma Muiica. 

In ciafchedun giorno feriale » eccetto il fabbato , fi fanno- 
quattro fermoni di mez'hora l'vno,- alla fine de' quali fi can» 
ta qualche mottetto fpirituale ,* e ne'giorni feitiui doppo il 
Vefpro fi fa vn folo fermone, fenza quelli, che fi fanno altro- 
ue, come a fuoi luoghi filegge. Si è poi quello inftituto pro- 
pagato in molte città d'Italia , e fuori , e tuttauia va multi- 
plicando con frutto grande de 'luoghi, doue s'introducano» 
depeadendo vna Congrega cions dall'altra» ma viuendo eia* 

P 2, fchc* 



2*8 ROMA 

fchcduna Cotto l'Ordinario, conforme alle regole di S. Filip- 
po, confermate da Paolo V.con Breue Apoitoiico. 

E nel Giouedi di Carneuale vanno con numerofifliazo po- 
polo a vifttare le 7. chiefe . 

Le fette pnncipali,che in effa fi celebrano, fono la Natiui- 
tì della Gloriofa Vergine alli 8. di Settembre , Titolo della 
chiefa. Di S. Gregorio Magno alli 1 1. di Marzo titolare an- 
ch'egli della chiefa infieme con la Natmità della Madonna . 
Di S. Filippo Neri lor Fondatore alli 26. di Maggio.nel qual 
giorno il Popolo Romano prefenta vn calice d'argento, e 
quattro torcie in honor del Santo , nelle quali tre fefte vi e 
Indulgenza plenaria. Vi fi celebra anche la refta de'SS Mar- 
tiri Papia,e Mauro alli i? . di Gennaro,prefì da que'Padri per 
auuocati della lor Congregatione. E finalmente della Con- 
fccratione della ch : efa alli 13. di Maggio. 

Vi fono molte reliquie,tra le quali nanno,co'lor corpi intie- 
ri , il Fondatore S. Filippo Neri , e laferua di Dio Felice da 
Bar bai ano , quiui dalla Chiefa di S. Cecilia trafportata. 

Dal principio di Nouembre fìn'a » àfqua la fera fanno de- 
ttoti Oratorij con buoni armoni , e mufica perlofpatio d* 
vn'hora,e meza. Hanno fatto nuoua,e bella l'agre ftia> difegno 
del Marucelli,dipinta dal Cortona, e la (tatua del Santo é del* 
fAlgardi,& hora frguono la fabbrica per loro habitatione,dr- 
fegno dei Brumini . E vi è dotta, e gran Libreria con preciofi 
manufcntti . 

In detta Chiefa è fepolto il dottiamo, e famofiffimo Car- 
dinal Baronioje la fera della teda del Santoli celebrano da 
ricini con belliflìma vifta di nume rofi lumi, come anche la 
Chiefa é per lui di grandinimi voti ricoperta . 

Innanzi a detto luogo vi s'è aperta dalli Padri dell'Orato- 
rio vna nuoua ftrada con belle habitationi , tra quali é 1 ho- 
noreuol Palazzo di Monfignor'Antonio Cerri Auditore dell* 
Eminentifiìmo Signor Cardinale Francefco Barberino,archi- 
tettura del Peparelli . E fotto vi habita lo Stefanonio , che 
ha cofe rare di figure, e d'antichità . 

E qui vicino e il Palazzo de Signori Fiefchi Conti di Laua- 
gna, del quale diffe l' Albertina, ìsi domus cum turri de Flifc» 
*f*d Stftium *lbxt»,qHgm Vrktnm Lauan>& Cerne; fundauit: 

fé- 



MODERNA. 129 

ftflrem» vero « Hicolao Lattanti Comite Cardinali de "Bltfcg atto 
fliata est , ac varijsf>ift*ris dicorata . Hora e dell Ecceller*- 
tiflìmo Signor Duca di Sora, nepote di Papa Gregorio XIII, 
Sboccando por nella ftrada diritta di Parione,vi fono gran 
botteghe di copiofiflìmi libri,no(tri, e foraftìeri . 

Di S. Tomqfio in Parione . 6. 

QVefta Chiefa,che pereffer dalle altre due dedicate a 
quefto fanto A portolo dipintamente nominata, dal 
fuo Rione tiene il fopranome , fu cofecrata nel 1 1 39 Se ha 
cura d anime 

Fu fatta titolare il 1 51 7. da Papa Leone X & e di Pretta 
Cardinale. Poi il 1 581. tu con molla fpefa riftorata da due-» 
nobili Romani Ma no, e Camillo Cerrini, Et effendo perque* 
ili contorni molti Scrittori , fecero qui vna Compagnia-* 
il 1561. e prefero per lor'Auuocaci i SS.Gio . Euangelifta, e 
Nicolo Vefcouo. 

Et il giorno dell'Annuntiata v'è indulgenza in forma dj 
Giubileo . E qui vicino ftanno gli Offitij dell Emrnentiflìmo 
Card. Vicario da vn lato , oue s appende la tauola de gli fcó> 
municati,che non hanno prefa la Communione nella Pafqui 
dopo eiTere ftato efpofta ne! portico di S. Bartolomeo dell* 
lfola per otto giorni nella fua fetta alla frequéza del Popolo. 

Et il Collegio Nardinoeuui dall'altro, il quale ftafotto il 
goucrno de' Signori Guardiani del Saluatore di S. Gio. e di 
qui è vfeito a'noftri giorni Scipione Cobellutij Eminentiflì* 
mo Cardinale di S. Chief^fpccchio di bontà e di virtù. 

Nel Palazzo poi.che già fu del Cardinale Nardino,& hora 
della Camera Apoftolica, ha perpetua re fìdenza rilluftrife. 
Gouernator di Roma» oue fono Offici; ciui/i, e criminali) e 
reridenza di Giudici . 

Dì S. Agnefi in Nauona . 7. 

QVefta Chiefa fu fabbricata ad honore di S. Agnefe ver- 
gine, e martire, perche ella fu in quefto luogo condor* 
ta ad effere violata: cioè al Cerchio Agonale. che era vn gran 
largo , deftinatoa'combattimentt : che però la piazza, oue é 
quella chiefa>bora fi chiama co vocabolo corrotto Nauona, 

P 1 Del 



SJO 



ROMA 



Circo Aa onde 




Del Cerchio Agonale antico . 

I % certo , che fimiii Cerchi , e luoghi publici erano ridotti 
di donne impudiche : onde é, che Santa Agnefe fu condot- 
ta in qncfto Inngo , & efpofta alle voglie di huomioi disho- 
oefti , come in vn publico poftribulo. E perche la fanta— • 
Vergine fu miracelo famente liberata dall'Angelo fuo Cu» 

ftode* 



MODERNA. *}i 

ftode; di qui è, che in memoria di quefto facto, e di così gran 
beneficio di Dio,fù eretta quella Chiefa in qucfto fteffo luo- 
go, ouc fuccefle il cafo . 

Vn'altra caufa dell'erettionedi quefta chiefa fu il miraco- 
lo, che S. Agnefe operò,quando ella rifufeitò in quello iuogo 
medesimo il figliuolo del Prefetto di Roma } il quale voleua 
violar la Santa, e cadde morto a'piedi di lei: la quale anche 
lo conuerti alla noftra fanta Fede. Hora quefta Chiefa è offi- 
ciata molto bene dalli Onerici Regolari , detti Minori . 

Nel i597.hauendo già Siilo V.approuatorinftituto re- 
gelare degenerici Minori , il fuo nipote Cardinale Montalto 
l'ottenne per elfi con lobligo della parochia affai antica , di- 
co antica, poiché battezzata,e crefimata vi fu S. Franccfca, 
maritandoli poi in Trafteuere preffo di S. Maria in Cappella, 
dunque il 1604.fi mofle il Popolo Romano ad honorar*-» 
quefta nel fuo giorno feftiuocon l'offerta d'vn calice , e tor- 
eie. Fu metta nel numero de Titoli Cardinalitij da Papa-» 
Leone X. 

£t hora l'ha in titolo l'EminentifTimo Card nal Gi- 
rolamo Colonna Arciuefcouo di Bolo- 
gna,- e figlio dell'fi^cellentmV 
mo gran Contefta- 

bilM 

D. Filippo Colonna-* , 



* * 




1 Fa- 



%l% 



ROMA 




Jl. Fìnte a Aqonalu 








Piazza Hauona Moderna-» « 

i Palazzo deH'Eminenciflìmo Cardinal Panfili; . 
i Cafa del Sig. Teodofio de'Roflì Auuocato. 
5 Palazzo del Principe di Mafia di Cafa Malafpina . 
4 Palazzo del Sig. Vrbano Mcllini . 

5 Chiefa 



MODERNA. »3$ 

5 Chiefa di Santa Agnefe . 

6 Palazzo de'Signori Riualdi . 

7 Palazzo del Sig. Francefco de Cupis habitato dall* Ec$ 

cellentiflìmo Sig Ambafciadore dell'Imperatore. 

8 Cafa del Sig. Antonio de'Nigris habitata da Tua Signoria- 

9 Palazzo dei Sig. Flaminio Razzanti habitato dal detto 

Signore^/. 
io Palazzo del Sig. Diego Cornouaglia. 
1 1 Palazzo de'Signori Mailimi habitato dal Signore Andrea 

Brogiotti Stampatore Camerale. 
1 1 Chiefa di S. Iacomo de'Spagnuoli . 

1 3 Palazzo del Gran Duca di Fiorenza, e fua piazza. 

14 Cafe di S. Luigi de'Francefi con la loro chiefa . 

15 Cafe dell' Eminentiflìmo Cardinal Rotei , e Monfignos 

Varefe_-> . 

16 Palazzo del l'Emine ntiflima Cardinal Torres • 

Della Piaza Nauona , 

IL Circo Agonale così chiamato anticamente, fu edifica* 
to con belliftìma architettura, fecondo coftumaua.no a 
quei tempi, poiché non folo era amp!iato,fpatiofo, &in bel- 
liflìmo fko,ma arricchito attorno attorno,e dalla parte di dé- 
tro d'vna fabbrica marauigliofa , effendo cinta di belliflìmi 
marmi, che formauano quafì vn cerchio tutto lauorato a fi- 
militudine delli portici,che cingeuanogli Amfireatri,fcome 
nel cauar'i fondamenti della chiefa di S. Nicolo de'Loi enefl 
hoggi dì s'è vifto ) Nel mezo poi di detta piazza a lungo del 
cerchio vi erano alcune Mete,ouero Guglie con li fuoi archi 
tra mezo, e fopra le fu e ftatue, che rendeuano vaghezza ma- 
rauigliofa. Vi erano medefimameote dalla parte di dentro in- 
torno li fuoi kdiìi » oue fipoteuacommodamente federe, e 
vagheggiare le belle fette, che in elfo fi faceuano. Nel predet- 
to cerchio in alcuni tempi dell'anno per ricreatione de Cit- 
tadini era folito farfi molte fette , oue correuano li principali 
e più nobili della citta & anco gran parte della plebe . Qui 
fi vedeua la più bella giouentu Romana domare, e far correr 
caualli a falconi , correre su li carretti tirati da causili bian- 
chi i 



734 ROMA 

chi;& vlauano girare attorno quelle Mete fette volte auans* 
cheli fermafleroj Vififaceuanole caccit & altre refte,doue 
tempre interueniua il Principe, e la figura di fopra,al Tuo luo- 
go, é ftata porta. Hoggtquefto fico fi chiama Piazza Na- 
vona i e fé bene la lunghezza del tempo hadeftrutto quel- 
le antiche muraglie nonuimeno qi efto laogo é nobilitato 
da tre beliffime fontane edificate da Papa Gregorio X11I. Li 
pili, e conche fono grandinarne di pietra mifchia, vna delle-» 
quali è ornata di beliifiìa.e ftatue di marmo co alcuni draghi 
pure di marmo, che rappresétano l'arme di detto Pontefice, 
& ogni vna di dette figure veda gran copia d'acqua. In me- 
zo a ciafcheduna delle due principali vi e si grotto capo d'ac- 
qua, oltre molte altre fittole , e cannelle , che feruonocom» 
munemente ,• & attorno le cinge vna belliiììma balauftrata . 
Quella poi, che è ih mezo a quefta piazza,è vn vafo di pietra 
di gran valóre a piano della terra lenza neffuna fittola; ma_# 
forgendo vn'acqua difotto terra femprefta pieno, che è di 
commodo grande, e benefitio publico, oltre hauer arricchi- 
to di molte caie priuate con l'iiteffa acqua. Vi fi fa anco ogni 
Wercordì vn belliflìmo mercato,inftituito già per ordine dei- 
l'Eminentiflìmo Cardinal Rotcmagenfe di natìoneFrancefe 
con gran concorfo,& vtilità grandifima della Città. In forn- 
irla quefta Piazza non folo e Frequentata per li còtinoui traf- 
fichi , ma nobilitata da gran numero di carrozze & altri paf- 
feggi,e la fua bellezza la rende amabile a tutti. Vi fi faceua— • 
anco la mattina di Pafqua di Refurrettìone vna fella fontuo- 
fiflìma, celebrata dalla Natione Spagnola in honore della—» 
Refurrettìone diNoftro Signore Giesù Chrifto>doue concor* 
reuano non folo li Cittadini, ma molta gente de'Paefi fora- 
flierì . Hoggi fi tiene non folo per la più bella piazza di Ro- 
ma s ma anco viene communemente reputata delle più bel- 
le piazze, che fiano in Italia, & forfi fuori . 

Et a noltri giorni vie ftata fatta nobilifiìma gioftra con—» 
magnificenza reale, e degna di Theatro Romano . 

Qui in vna parte del Palazzo de'Signori Riualdi Monfignor 
Felice Contilori Segretario della Confulta ha fatto vna bel- 
li/fima Libreria di tutte le feientie • 

Ve 



MODERNA. 




Vefitgt falla Statua à Vaf quitto. 

PAfquino è vna ftatua antica, per eccellenza reputata pa- 
ri al famofo Hercole di Beluederc : Se bene all'vna , & 
all'altra per ingiuria del tempo, ò de Barbari, altro non e re» 
flato, che 1 1 tronco,eiknd»nelle altre membra del tutto qua* 
il inutile, e guada - 

Cre- 



236 ROMA 

Credei? , che il nome , tanto a quefta , quanto a quella d{ 
Campidogli' , che volgarmente fi dice Martorio, fìa {tato pò- 
fio per ifchcrzo, o più torto per ironia;Perche effendo in Ita- 
lia con vocaboli di quefta forte cognominati gli huominì 
grollì , & idioti i fono (tati (oliti gl'ingegni acuti , quando ne' 
tempi pa(Tati,hanno voluto con argutia motteggiare de'fatti 
altrui, fotto quefti due nomi publicar le ior maldicenze-/ , 
per tenera" occulti : Et il fito di detta (tatua ha molto ferui- 
to a quefti tali, perche ftando effa nel più frequentato di 
Roma, 6V efiendoui la ftrada,cbe fi chiama Pontificia, molta 
opportunirà daua di attacaruiilor libelli, acciò fodero più 
predo veduti, e publitati per tutto . 

La celebrità pero di efla , ha dato il nome non folo alla—» 
contrada, ma al Palazzo ancorai nella cantonata del quale è 
fituata, che ambedue, per fuo rifpetto, fi chiamano hoggi di 
Pafquino: fé bene il Palazzo è de Signori Orfini.Baroni anti- 
chiffimi, epnncipaliflìmi Romani/e gi Prefetti di Roma & 
ha anco,perefl"c:rede'piùampli,e magnifici della Li ttà,ferui- 
to fempre di habitatione a Signori grandi . 

E qui fi dice efler'il centro di Roma . 

E quindi poi giungefi ad vna Piazza vicina > oue l'arte de* 
Materazzan ha la fua refidenza, e di S. Pantaleo fi nomina. 

Di S. Pantaleo a Pafquino . 8. 

PEr intelligenza dell a prefente Chiefa, habbiamo dal fuo 
Rettore Alerhnd-ro Lutio Romano 1 ch'ella fi fondò 
il izió. & era Collegiata » e vi ftauano Preti Inglefi\ come-* 
dirroftra l'infcritioned vna campana fatta il 1245. 

Stando in pericolo di cadere , l'anno 1 3 18 fu rifatta da-* 
Aleffandro Sauelli , e fua moglie Caterina Muti Vitellefchi . 
Vi fi celebra la fefta di S. Pantaleo alli 17. di Luglio, &il po- 
polo per deuotione vi va a prender vn'acqua benedetta con 
le reliquie di detto Santo . 

E qui era la Cappella della Compagnia de'PelIicciari . 
Preflo di quefta chiefa incominciarono alcuni buoni Chieri- 
ci , ad aprire fcuole per infegnare apoueri le prime lettere,e 
la Grammatica i e fotto nome di Scuole pie turoao da Pao- 
lo V. 



MODERNA. *J7 

lo V. approviate il 1614. &il lóic.da G egorioXV. ammef- 
fialla profeffione regola e de Mendicanti . 

Et hoggi quella chiefa e (tata a loro conceduta . 

Qui appreso e'I nobil Palazzo dell Illullridìma fameglia-» 
de' Mattimi, éc ha portico adorno d colonne di pietra, coiu 
vaghi itucchi, architettura mirabile di Baldaffar da Siena-» ; 
oa in poco fpatio fono tre Cortiii.ha chiari lumi, molti baf- 
fi rilieui, belle ftatue,e vaghe fontane,- e nelle flanze vi 
fi vedono fuperbifiìmi Quadri , e le pitture ne' muri fono di 
Danielle da Volterra . E nelle cafe di Pietro de Maflimi già 
nel 1 455. fotto Nicola V. fu la prima volta esercitata in Ro- 
ma l'arte marauigliofa delia Stampa, & i primi libri, che qui 
vfciiono alia luce , furono S. Agoftino della citta di Dio , e 
Lattando Firmiano. 

Di S. Maria Gretta pinta • 9. 

SIcome nel mezzo de] cerchio Agonale fi apri piazza Na- 
uona, così in queilo di Flora fé ne aprì vn'aitta,e fidifle 
Campo di F^ore. Tante furono le ricchezze,che dalla nobil- 
tà Romana, e particolarmente dal gran Pompeo, tra (Te la fa- 
mola Flora , che nella morte cbligo il Popolo Romano fuo 
herede à dedicarle qui vn cerchio , in cui reftsffe della sfac- 
ciataggine fua anche doppo morte memoria infame , in cer- 
ti giuochi dishonefti, e furono giuochi indegni di effer nomi- 
natiie perche varij tempij d'Idoli haueuano quelli cerchi.trà 
gli altri pretfo di quefta chiefa vno vi tu dedicato a Venere 
vittoriofa. 

Et il Popolo Romano per ricoprir la vergogna di adempi- 
re fimil legato, nel dedicarle quello cercbioJa fece Dea del- 
la Primauera ; e nel mefe di Maggio l'honorauano con giuo- 
chi detti Fiorali. E ciò fopra riabbiamo accennato. Ma quel- 
la , ch'è il tiore de'campi, & il giglio delle belle vaili , e che 
da mille,e mille vergini accompagnata gloriofamente vedia- 
mo trionfare di Venere, volle con vna fua Imagine dipinta 
in vna grotta d; quello cerchio, benedirlo, e fan tifica rio, co- 
me S. Agnefe fece l'Agonale . 

li Palazzo) che qui vicina ha Cafa Oifina, come babbi?. 

ino 



z}% ROMA 

mo già detteci fi credere che eflì fondaflfeto quefta chiefa l 
Ben'egli é vero,- che nell'anno 1 5 99-in disfare l'aitar mag- 
giore di quefta , il fuo Rettore Giacomo Tofi da Formello 
dioceiì dì N^pi trouo vna carta pergamina, in cui fi Jeggeua, 
che il 1 $43.fù confecrato co la chiefa a gli otto di Decembre 
in honore deir»mmacol:{ta Cócettione della SanciiTìma Ver- 
gine, e quefta confeemione bifogna, che foffe per eflerfi da' 
fondamenti rifiorata la chiefa, perche lo fteffo Rettore tiene 
inftromenti d'vnadonatione di due cafe, fattale ventiquac- 
tr'anni auant!, & è detta S. Maria Grottapinta,- e fé tanto an- 
tica ella fu fotto di quefto titolo , bifogna che molto più fia 
quello del Saluatore , che hebbe da principio , ma la dettai 
Imagine della Madonna fi trafportò a S.Lorenzo in Damalo, 

DiS.Elifxbetta. io. 

MOIt'antica è la pietà de'Fornari Tedéfchi in Roma-» » 
poiché auantiil 1487. che pigliarono quefto fito per 
fabbricare la prefente chiefa>manteneuano in S.Agoftino vn 
Cappellano ad vn'altare . 

Poco meno di cent'anni prima haueua ordinato Vrba- 
no VI. che fi celebrante la fefta di S. Elifabetta,per memoria 
della vifita fattale dalla Vergine, e che fi faceife con Fottaua, 
e vigilia , ma per la morte di lui non effendo publicate le^ 
bolle, Bonifatio IX. che gli fucceffe il 1590. fuppli al manca- 
mento, e determinò il giorno di quefta fefta a' 2. di Luglio. 
Era già Monafterio di Monache , le quali poi fu- 
rono vnite con quelle di San Già- 
_ corno delle Murac- 
te . 




Cior- 



MODERNA. *i9 

Giornata Terza-». 




RIONE DI PONTE. 

ON vi ha dubbio, che molti furono i Ponti da 
Romani fabbricati , per pattar (opra il Teuere 
alle altre parti della Città ì e benché due hog- 
gi vi fi veggano affatto rouinati,come è il Sub- 
licio, 6c il Trionfale,-& il Senatorio^ di S. Ma- 
ria in parte disfatto. Pure vi reftano in piede , 
fé ben'ó riftorati , ò rifatti, il ponte Ferrato, il ponte S. Bar- 
tolomeo, il Ponte Siilo , & il Ponte S. Angelo , ma perche 
queito vltimo riceuein fé la via Pontificia , guida alla fortez- 
za della Città, e poi conduce al Tempio di S. Pietro, mara- 
uiglia de'Tempij i à ragione, mentre G dice il Rione di Pon. 
te, di quefto per eccellenza deue intenderfi, poiché ha foora 
gli altri meritata prerogatiua . 

L'Arme 




240 ROMA 

L'Arme di quefto Rione è vn Ponte con il Caftello il 
Campo roflb . 

Et in erto molto riguardeuoli tra gli altri edifici j fono i Pa- 
lazzi de'S ignori Orfini di Monte Giordanoj de gliAltemps , 
e de gli Sforza . E le librerie di S. Agoftino, e de'gli fteffi Si- 
gnori Altemps • 

Di S. Celfo , e Giuliano . 1 . 

Cdò commodamente fi poteffe andare tanto ne ì tem- 
,_ pi caldi, come di pioggia alla chiefa del Principe de* 
SS. Apoftoli in Vaticano» era non /blamente coperto il vici- 
20 ponte già Elio, e d Adriano . 



A 




Et bora di S. Angelo: Ma pattato che fi era dall'ina, e 1 
tra parte, trouauanfi portici tirati infino alla detta chiefa, 
all'entrare del Ponte vi fu drizzato vn*arco da gl'lmperado 
Gratiano, Valentiniano, e Teodofio, che infieme regnarono 
l'anno 379. per dare bella entrata a i detti portici . 



*1 

ori 



Ma 



MODERNA. 



241 




Ma quando la machina di Adriano fi fece dai Romani 
Pontefici Cartello per difefa della Città, bifognó, che fi get- 
tarle a terra con li portici anco l'Arco , acciò d'ogn'iatorno 
haueflero libera vifta le guardie della Rocca. 

Et in particolare fotto Clemente VII. fu allargata, e rifat- 
ta la bocca del Ponte, e poftoui le due belle ftatue di S. Pao- 
lo , e di S. Pietro , ou'erano prima due capellette fabbricate 
da Nicola V. con l'infcrittione . 
Dall'vna parte . 

Binis hoc loco facellis bellica vi, & parte Pontis impera 
Fluminis difieòfrs ad retinendam loci religionem,oraatumqj 

has rtatuas fubftituit . 
E dall altra parte. 

Clemens Vii. Pont. Max. Petro , & Paulo Apoftolis Vr- 
bisPatronis. Anno falutis Chriftianae MDXXX. 
Pontificatus fui X. 

E fotto Clemente Vlll.eflendo nel 1598. rumata part<_> 
delle fpondc per linondacione del Teuere, da lui furono ri- 
rtorate. Et hora dal SantifTìmo Vrbano Vili, per dar più fa- 
cile adico al Fiume, fu gettato a terra il torrione di pietra, e 
fono itati riaperti gli vitimi archi* che erano verfoil Cartel- 
lo con la feguente memoria . 

Q. VR- 



2A2 ROMA 

VRBANVSVIH. PONT. MAX. 

Propugnaculum duo haec iocercludens 

fub Pontis fornice fpatia 

inutiiicer antiqui tus fabricatum 

folo aequauit 

Fluminis lapfu hac ex parte referato » 

quod munitam magis Arceoi efficit, 

& exundationes ingruentes cohibet. 

ne Pofteri prouenientis hinc vtilitatis 

ignari iecus quid moliantur, 

hoc voluit extare documentum . 

AN. DOM. MDCXXVIII. PONT1FIC. V. 

Nella Piazza vicina a quefta Chiefa per le molte arti , e 
per le gran robe , che vi fi vendono , v'e quafi vn continuo 
mercato: & a'fuoì tempi vi fi Fanno le publiche giuftitie . 

Quanto poi alla prima fondanone di quefta chiefa potia- 
mo dircene foffe in quei tempi, che li (acri corpi de'SS. Cel- 
io, Giouita, e BafiihTa furono trasferiti a Roma d'Antiochia » 
doue haueuano patito il martirio: nell'archiuio di quella—» 
chiefa fi conferua in antichifiìmi caratteri , fcritta a mano, la 
vita loroie neli'vffitio'ai matutino v'erano le proprie lorolet- 
tioni: e Papa Clemente Vili, diede licenza,che qua fi ripor- 
talfero da S. Paolo fuori delle mura > doue furono trafporta- 
ti ,• ma quando , ó con quale occafione ciò fi facefie , non lo 
Tappiamo, ne meno in quale anno venirlero a Roma, effen- 
dofi già detto in altre chiefe, che cali traslationi fi faceuano 
fccretamente . 

SS. Celfo , e Giuliano in Banchi è Chiefa CoIIegiata,e Pa- 
rochia Battifmale . Vi è vna Compagnia del Santiilìmo Sa- 
gramento, con il fuo Oratorio feparato . Vi è vn piede della 
Maddalena , & altre reliquie . 

Del SantiJJtmo Sacramento feria parocbiadi 
S. Celfo . 2. 

Ve Compagnie furono inftituite nella chiefa di S. Cef- 
fo. Vna del Sanciamo Sacramento il 1560. l'altra fu 

del 



D 



MODbRNA. *4| 

de! nome di Dio il 1 565. poi volendoli leuare ogni occaiìone 
di qualche difordine,che poteua nafcere,per efferfene l'anno 
auanti t'ondata vn'altra del nome di Dio nella Mtnerua, di 
cui iui fi dira : quelle due fi vnirono in vna , riferuandolì il ti- 
tolo del Sacramento, e nome di Dio . 

Fecero poiqueflo Oratorio, non hauendo nella chiefa di 
S. Celfo commodità d esercitare le diuotioni loro . Sopra-* 
de' facchi* bianchi portano dipinto vn calice con lhollia, e-* 
1 inferitone dell'vna, e l'altra Compagnia,pero celebrano il 
primo giorno dell'anno, che fu fantificato col nome di Gie» 
sin de il lunedì tra l'Ottaua del Sacramento fanno vna folca- 
ne procefiìone . 

Poi entrando nella ftrada di Banchi fi vede il Palazzo de-# 
gli Alberini>e poco più oltre nella piazza la Zecca vecchia»* 
nobiliffime architetture del gran Bramante • 

Di S. Maria della Purificatione in Banchi . 3. 

QVando fu Roma fignora di tutto'I mondo, per trattare 
le caufe de i mercatanti , e d'altri infiniti litigij non ba- 
llando la piazza Romana, hora Campo Vaccino, furono ag- 
giunte da gl'Irnperadori altre vicine,con portici d'ogni intor- 
no, come fu la chiefa di S. Adriano, che pero fi truoua nomi- 
nato in foro . Hora fono ridotti in quella contrada, che Ban- 
chi fi dice , doue fono dall'vna , e l'altra parte alcune ftanze 
al piano, in forma di botteghe, coni banchi attorno de'No- 
tari deirilluftriflìmo Auditore della Camera ,a riceueregli 
atti di tutte le caufe . £ vi fono anco nobiiifiìmi banchieri di 
monete. 

Era quella chiefa vnita a quella de'SS. TomaUò, & Orfo : 
ma fu fmembrata J'annoi444. per darla alla Confraterni- 
tà de'Tramontani. Gran diuotione hebbe quel popoìo nel 
tempo delle perfecutioni verfo del Vicario di Chrillo, per- 
che bifognando,che hor qua, hor la fi ritiraffe, i Tramontani 
per accompagnarlo teneuano vù cappellano , che celebrar- 
le loro la meffa. Pare nondimeno, che a forma di Confrarer- 
nità non fi riduceUero, infino che l'anno fudetto non hebbe- 
ro quella chiefa, e la mantengono come li vede • Per vn le - 

Q. * gac© 



244 ROMA 

gato di Bernardo Tefio da Biella fatto a quella chiefa mari- 
tano zitelle ogni anno il di della Purificatione . 

De SS. Toma/so , & Orfo . 4. 

Q Vanto poffa la corrottione de i vocaboli ne! volgo , Io 
conofciamo non fenza difpiacere in quefta chiefa,poi- 
chc no fi può fapereaqual S. Tornarlo, ò chi S. Orfo dei tre, 
che trouiamo nel Martirologio foffe dedicata . Parue forfi a 
gl'ignoranti ,che la chiefa di Dio non haueffe alcun Santo , 
det-:o Orfo, e che male accoppiato fi foffe con S. Tornarlo, 
però di S Orfola chiamarono quefta chiefa , con tutto che 
nella bolla di Clemente VII. fia detta di S. Tornarlo, & Or- 
fo, quando l'anno 1534. la concerie alla natione Fiorentina 
per farci il fuo Oratorio, & eflendoui la parochia fu vnita al- 
la feguente chiefa di S. Giouanni, che pure è della natione . 
Vi fono pitture del Sermoneta . 

E quiui nella fettimana fanta fi fanno deuoti Oratori; . 

Vedo la chiefa di S. Gio. de'Fiorentini nella piazzetta-* 
della Chiauica in vn muro v'è vn'aJtiffìmo fegno del Teuere 
nella notte del Natale di Chrifto fotto Clemente Vili, ere* 
feiutoui , con vn dittico del Sig. Ottauio Tronfarelli iui fcol- 
pito in pietra-» . 

Huc vndaincletnens dum fub Clemente fuperbit i 
Facis Rex oritur , Tybrìdrsira ferit . 

Di S. Gio. de' Fiorentini . 5 . 

L'Anno 1448. nel giorno di S. Gio. Battifta,doppo vna 
grande Bcliffe del Sole fu Roma da terremoti,e peftilé- 
za tanto abbattuta,che non trouandofi chi fepeilifle li morti, 
li poueri in particolare , la natione Fiorentina moffa a pietà 
in vn tanto bifogno , fece vna Compagnia di Perfone più di- 
uote fotto l'inuocatione dell'auuocato loro S. Gio. Battifta* 
e pigliarono il titolo della Pietà, esercitandola molto bene 
in (epellire li cadaueri de gli appettati , e veftironofacchi 
negri . 
Ceffata ia pefte , veftirono facchi turchini , con vna pietà 



MODERNA. 245 

dipinta in fronte, & il 1488. meffero mani alla fabbrica dì 
quefta chiefa in honore de gliauuocati , e protettori di Fio- 
renza , che fono i Santi Gio. Battila , Cofimo, e Damiano • 
Era prima in quello luogo vna.cappella di S. Pantaleo , 8c 
vn'horto, che effendofotto la proprietà della Collegiata dì 
S. Celfo in Banchi , da effa la comprarono . Fece il difegno 
della chiefa quel famofo Architetto Michel'Angelo Buona- 
ruota a fomiglianza della Ritonda , e fi conferua nel vicino 
loro Oratorio, pereflere cofa degna da vederli; ma perche la 
fpefa fuperaua le forze, fi appigliarono al prefente di Giaco- 
mo della Porta , e ftà al paragone di qualunque chiefa fatta in 
Roma dalle altre nationi . E'1 difegno dell'aitar maggiore è 
del Cortona i & il Crocifìflb a man dritta è di Profpero Bre- 
fciano. 

E di due cofe , ch'alia perfettione di quefta chiefa manca* 
uano , l'vna fu compita l'anno 1614. cioè la cuppola, reftou • 
l'altra d'incoftrar di trauertini , 6 marmi la facciata , che farà 
di gran fpefa , ma di bellflìma vifta, per ftare in vna rjguarde- 
uole profpettiua . Né fi manca, acciò che dentro d'vn sì bel 
Tempio rifplenda il culto diuino con buon numero di facer- 
doti, per cantare, oltre le mefle priuate, le folenni, 8c altre-* 
hore canoniche, con organi, e raufiche: e tra i pulpiti, che in 
Roma fi danno a valenti Predicatori nella Quarefima , que- 
llo è vno , e nel mar edì tra l'ottaua del Santiflìmo Sacra- 
mento fanno folenniflima proceflìone , poltre le continue 
limofine a'poueri della natione, per gl'infermi cominciaro- 
no a canto della chiefa vno fpedale, e nello fpatio di due an- 
ni fi fini il 1608. e per legati di particolari maritano tre vol- 
te l'anno zitelle, cioè nel giorno della Purificatione della pu- 
rifiìma Vergine , della Natiuità di S. Gio. Battifta, e fefta dì 
S. Vincenzo a'5- d'Aprile. 

Di più hanno fauorito quefta chiefa due Sommi Pontefici 
Fiorentini ; vno fu Leone X. che il n 1 9. le diede il titolo di 
parochia per tutti i Fiorentini , che habitanoinqualfiuoglia 
parte di Roma,e delle perfone,che lor feruono di qualunque 
natione fiano: e d'hauerevn Coafolato per le caule de'Mer- 
catanti Fiorentini con molti altri priuilegi, e gratie . L'altro 
Pontefice fu Clemente Vili, che il 1592. lor donò i corpi 

Q. 3 de' 



24* ROMA 

de^S. Proco, e Giacinto, che ftauauo come fconofciuti nel- 
la chiefa del Saluatore al ponte di S. Maria in Traiteuere . 

A'due d'Agofto r'ann > qui gran fella a S. Stefano Papa , e 
martire i Gaualieridi S. Stetano Diede principio a quefta fa- 
cra militia il Grà Duca di Tofcana Gofmo de'Medici il 1 561 . 
acciò difendette da i Tu chi il noitro mare mediterraneo , e 
l'approuò Pio IV. fotto la re^oladi S. Benedetto , & all'ani- 
mo loto grande, e Chnftiana pietà ha Dio mirabilmente^ 
com'fpofto , e già più volte in quella imprefa è rifonata nel 
mondo la fama delle generofe loro fattioni . Portano dalla—» 
parte del cuore vna croce roffafopra l'habito loro ordina- 
rio , e sul Manto di ciambellotto bianco , di cui tal volta fi 
vertono , a dimoilrare , che per lo puro honore di Dio fono 
pronti a fpargere il fangue in difefa della fede Cattolica. Gran 
Maeftro n'é fempre il Gran Duca di Tofcana, & in Pifa ftà il 
fuo luogotente, doue hanno vna chiefa, e monafterio, in cui 
viuono alcuni, come rekigiofi . 

In quella chiefa fono belle pitture del Cigoli, Sermoneta, 
di Santi Titi, Ciampelli, Pafiìgnano,Lanfranchi,e vi é la me- 
moria de'nobili Barberini già vn tempo quiuì fepolti • 

D. O. M. 

Antonio Barberino Patricio Fiorentino , integritate, erudi- 
tione, conftantia , & eximia erga patriam cantate confpi- 
cuo , cuìms offa ob nouam Templi conftruclionem permix- 
timtranflataiacent. Obijt anno MOII. 18. kal. lunij aeta- 
tis fuacannum agens 65. Carolus Barberinus S. R. E. Dux 
generalis Patrui "magni falliti confulens in expe&ationero-» 
culparum, redditum annuum miffae fingulis celebrando die- 
bus attribuiti ne memoria exolefceret,hic voluit extare mo- 
numentum-» . 

MDCXX IX. 

Dì S. Biagio della Pagnotta . 6. 

S Biagio della Panetta fu rifatto d'Aleflfandro II. e confe- 
* crato, e dentro l'altare vi pofe del legno delia Santa 
Croce , della vette di Maria Vergine, delle reliquie di S. An- 
drea, 



MODERNA. «47 

drea , Biagio, Chrifanto, Daria, e Sofìa . E*in ftrada Giulia-* 
quefta chiefa, doue Papa Giulio Secondo voleua far il Palaz- 
zo degli Offici) di Roma, & è del Capitolo di San Pietro : è 
parochia, e vi era la Compagnia del Suffragio per li morti; e 
detto della Panetta,ouero Pagnotta , perche nel giorno del- 
la Fefta fi diftribuifee il pane: era vna delle io. Abbatie prin- 
cipali di Roma . Su quefta riua del Tetiere fecero i Gentili 
vn lor Tempio a Nettuno, che fìnfero Dio dell'acque,al qua- 
le ne i pericoli di naufragio fi faceuano voti,e liberati veniua- 
no ad attaccarle tauolette. 

Preffo quefta chiefa alla man finiftra é'1 Palazzo dt'Si- 
gnori Acquauiui habicato dall' Eccellentiflimo Ambafcia- 
dore di Francia di fo frìtti d'oro,di belle pitture, e di giardini 
ornato . 

Di S. Maria del Suffragio . 7. 




L 'Arano i59i.alcune pieperfone defiderofe di folleuar*^ 
quelle pouere anime, che fi trouano in quelle atroci 
pene del Purgatorio, inftituirono vna Confraternità, la quale 

Q. 4 te: 



<248 ROMA 

hauefle perfuo proprio inftituto l'aiuto dì quelle , e però fu 
intitolata la Compagnia del fuffragio . 

Fu approuata da Clemente Vili, con autorità di vnirne 
altre fuori di Roma, e liberare vn prigione per la vita il gio- 
uedi fanto, ouero il giorno di tutti i Santi. L'habito fuo e co- 
me di pellegrini , portano vna mozzetta di faia negra fopra i 
facchi con vn bordone in mano , e cappello in tefta . 

Si vnirono da principio nella parlata chiefa di S. Biagio> e 
vi fletterò infino al 1616. che fabbricarono quefta chiefa per 
fé. Oltre tutte le fefte della Madonna,loro proprio é il gior- 
no della memoria, che fi fa nella chiefa di tutti imorti,eper 
tutta la ottaua vanno in proceflìone a S. Gregorio. In quefta 
fi celebrano fette mefle da morti ogni giorno feriale, & otto, 
nelle fefte con la commemoratione de i fedeli defonti. Et in 
quefti giorni i fratelli, e forelle di quefta Confraternità reci- 
tano l'offitio de'morti con tre notturni, e nel fudetto giorno 
dell'vniuerfale commemoratione de'M orci , tutti ior fauno 
celebrare due meffe per vno . 

De* SS. Fauftìno , e Giouita . 8. 

Q Q Fauftino , e Giouita è su la ripa del Teuere in ftra- 
O v3 > da Giulia , vicino alli fondamenti , che fece faro 
Giulio II. per fabbricami il detto palazzo , con animo di ri- 
durre in effo tutti li tribunali, & offici j di Roma. E fu princi- 
piato ancora vn luogo , il qual hauefle a feruire per Chiefa , 
ma poi perla morte del detto Pontefice effen do reftata— » 
l'opera imperfetta, auuenne,che iì Juogo difegnato per Chie- 
fa ferui vn tempo ad altro vfo, infin tanto che dalla Natione 
Brefciana, che fi trouaua in Roma, fu comperato, & accon- 
cio,- è ridotto in honeftifiìma forma di chiefa, dedicata fotto 
il titolo de'detti Santi Fauftino, e Giouita martiri, e protet- 
tori della Città di Brefcia. Et é bel difegno di Michelangelo, 
di cui anco è la chiefa di S. Anna in Borgo . 



Pi 



MODERNA. 249 

De'SS. Pietro, e Paolo,Oratorio de/ Confatone. 9. 

L'Anno 1164. ritornando vn Canonico di S. Vitale da S» 
Giacomo di Galitia, raccontò il fuo viaggio,e delle co^» 
fé che haueua vitto , e fi doleua molto della poca diuotionc 
veduta nel Chriftianefimo, però fi rifolfero di cercare in Ro- 
ma alcune perfone pie, che in vna Confraternità s'impiegaf- 
fero da douero in buone opere , e ritrouandone dodici an- 
darono per la confcrmatione al Vicario del Papa , che era 
alPhora vno dell'Ordine de i Predicatori Vefcouo di Siena , 
detto Fra Tomaflb.Quefto per lo gran concetto,che haueua 
di Fra Bonauentura, che nello fteflb tempo era in Roma ge« 
nerale Inquifitore del fant'vffitio, a lui inuiò quei due Cano« 
Dici con ilorodeuoti . 

E da lui hebbe principio sì deuota Compagnia , la qualc-> 
s'impiega in ricattar gli fchiaui. Et e gouernata da Gentil, 
huomini. Et il fuo protettore è rEminentiffimo Card. Fran- 
cefco Barberino . 

Nell'anno fanto s'impiega a riccuergrandiflìmo numero di 
Compagnie foreftiere. 

Il fuo Oratorio é d'efquifite figure di Federico Zuccaro > 
di Raffael da Reggio , di Cefare d'Oruieto^ d'altri dipinto • 
Et i Fratelli veftono facchi bianchi con vna Croce al lato 
parte turchina parte roffa . Et in S. Maria Maggiore il giorno 
dell'Affluita marita gran numero di Zitelle.. 

Non molto lontano è il Palazzo antico dell i Borgia , di cui 
diffe i'Aibertini. Domus CanccllarÌA,quam Roder itts Borgia 
Vicecancellarius reparauit, Galeottus Sixti II li. nepos Vicecan* 
cellarius mttltis in locis ampliami* ac sìatuis marmoreis t & piti* 
cherrimis pitturis exornauit . E poi fu de gli Eccellentiflìmi 
Sforza-j. 

Et hora vi fono gniluftriflfimi Sig. Sacchetti, ou'e bella Li- 
breria, & altre cofe di molto valore . 

E fotto il Palazzo vi ftanno i banchi de'Curfori, che fpedi- 
fcono citationi . 



Dt 



250 K U M A 

Di S. Giuliano . io. 

OVì preffo hauendo già ftanza i Poftiglioni, e Preftaca- 
uaIli,foleuaao le fefte auanti giorno vdire mclfa io vna 
cappeiiecta dedicata a S, Angelo Mincinello, la quale effen- 
do hoggi vnita alla vicina Collegiata di S. Celfo , la ncono- 
fce ogni anno , celebrandoci la fella di San Michele a'29. di 
Settembre. 

L'anno poi 1515. hauendo alcune diuoteperfo ne fatto 
vna Compagnia, pigli arono per 1 oro auuocato S. Giuliano > 
di cui fi dirà ad vn'altra fua chiefa preffo i trofei di Mario ; e 
qui celebrano la fua t'erta la Domenica più vicina a quella di 
S. Antonio, che viene a'17. di Gennaro,& hauuta la fudetta 
cappella dal Capitolo di S. Celfo , la riftorarono , acciò lor 
feruiffe d'Oratorio., come all'altre Compagnie. Veftono fac- 
chi Turchini con i'imagine di S. Giuliano . 

De SS. Simone , e Giuda • 11. 

STando quefta Chiefa nel monte Giordano antichiflimà 
habitatione della fameglia Orfina, fu da lei fondata, e 
dotata, & è Iufpatronato di quella cafa . 

Qiiefto monte fu nominato da vno detto Giordano dì 
quefta fameglia, che fu il primo,che ci veniffe ad habitare-*» 
dopo gli antichiffimi Conti della Sabina : e forfi , fu quello » 
acuì l'anno 1304. Papa Gio. VII. diede la porpora, &in» 
fieme fu di Santa Chiefa vn gran Cardinale, sì per le lettere » 
come per le legationi importantifiìme . 

La dedicò a S. Maria , e vi fi celebraua la fefta dell' A/Ton- 
ta, poi per quanto ci ha detto iJ fuo Retrore Girolamo Co- 
fta d» Lisbona circa l'anno 1450. nel giorno de i SS Apofto- 
li Simone, e Giuda , prefe i nomi loro, onde ne griftromcnti 
fatti dipoi a fauore di quefb chiefa, all'antico titolo dì S. Ma- 
ria fi aggiunge quell'altro de'SS» Simone, e Giuda . 

Quefta nobiiiilìma fameglia fecondo alcuni hebbe origi- 
ne da'Goti, che vengono da vn'Ifola verfo la Suetij, e Nor- 
uegia, detta Gotia, la quale ancorché foife abbondantiffima 
di tutte le cofe neceffarie al vitto humano,efiì però non con- 
tenti 



MODERNA. »5t 

tenti di quella Grettezza vfcirono alla conquida di altri pae« 
fi, intanto che furono di terrore alli Romani fteffi . 

E quiui hati bello,e gran Palazzo con belliflìma fontana^* 
dell acqua loro di Bracciano . Et hora v'habita con molta-* 
magnificenza l'Altezza Sereniffima del Cardinal di Sauoia 
(òtto la cui protettione molte volte Tanno vi fi fa nobilifli- 
ma Accademia di vi r tuo fitti mi ingegni . 

DiS. Saluatore del Lauro . 12. 

FV 1 quella chiefa col monafterio fondata preffo Tor di 
nona dal Card. Latino Orfino,che l'anno i449.da Nico- 
lò V. hebbe il cappe!lo,& ad officiarla ci fece venire i Cano- 
nici di S.Giorgio in Alga preflV» di Venetia, che l'inno 1404» 
hebbero l'origine da due nobili Venetiani. Vno fu Antonio 
Corario,che poi da Papa Greg.XU. tu creato Card, l'altro fu? 
Gabrielo Condelmero , che dalla porpora datagli pure dallo 
fteflb Gregorio giunfe al Ponteficato, Se Eugenio IV. fi diffe. 
Era prima in quell'lfola d'Alga vn monafterio de'Frati Ere- 
mitani , che ridotti a tre, il Priore vedendo per vna parte-/ » 
che non fi poteuaofferuare ladifciplina religiofa, e per l'al- 
tra confederandoli buono effe mpio, che nello (tato clerica^ 
le dauano i fudetti dae Venetiani, paruegli bene di rinuntiar 
loro il fuo monafterio , & efli accettandolo fecero acquifto 
di molti altri foggetti , tra' quali come ùeìie rifplendette il 
Beato Lorenzo Giuftiniano , & infin'bora lo dimoftrano Je_-* 
opere da lui fcritte . E perii fuoi gran meriti ancora lo sfor- 
zaro n'ad effere Vefcouo di Venetia , doue poi trafportando* 
uifi il Patriarcato di Grado, fu il primo ad hauere quel titolo, 
Vitìfero in quel monafterio come tanti Canonici,fenza pro- 
feffione regolare infino al 1570. che Pio V. gli obligò a_» 
quella di S. Agoftino. Ma l'anno 1 1524. Clemente VII. ad 
inftanza della Republica di Venetia concerie loro , che io~* 
tutto il fuo dominio celebraflero a gli otto di Gennaro il gior- 
no feftiuo del B. Lorenzo Giuftiniano. Cofa marauigiiofa fu , 
eh effendo egli morto di febbre maligna , lo tennero in mo- 
ftra più di due mefi, né mai diede alcun fegno di corruzione: 
anzi pareua ,che tempre diuentffe più bello , e nel fodero 
giorno fé ne fa da quefti Padri la fetta, e nobilmente riftoia- 

rono 



252 ROMA 

rono quella chiefa , effendofi abbruciata Tanno 1^95. & ha* 
uendola prima Sifto V.pofta nel numero dei titoli. Il difegno 
e del Mafcherini; & il B. Lorenzo è pittura dell'Albano # 

Di S. Simeone. 13. 

ESfendoci altri Santi di quefto nome fi aggiunge il fopra- 
nome di vecchio a quello, che nelle braccia prefe N. S. 

Hora il corpo fuo li troua in Iadera di Schiauonia , e delle 
fue reliquie ne ha Venetia , & altre chiefe di Roma > ma que- 
fta n'é priua: fu già honorata co'l titolo de'Cardinah . Ma-» 
poi Sifto V. glie lo tolfe , per effere in mal termine ,• e quafi 
nafeofta tra tante» e si alte cafe ma il 1610 acciò si degna-» 
memoria con la cura dell'anime non fi perdette, la rinouò 
dentro, e fuori il Gard.Girolamo Lancillotto, & anche rifece 
gli altari. Equi incontro è'1 fuo beiliifimo Palazzo ricco di 
baffi nlieui,pitture } ftatue,e porta,difegnodel Domenichini . 

E con tutto che nel Martirologio Romano fi noti il giorno 
feftiuo di S. Simeone a gli otto d'Ottobre,qm nondimeno per 
fefta principale fi celebra la Purificatione della Madonna. 

Quefta chiefa è congiunta al nobil Palazzo de gli Eccel- 
lentifiìmi Signori Cefis, all'incontro del quale è vna bellifiì- 
ma facciata dipinta dal famofo Polidoro di Carauaggio, co- 
me anco la loro medefima dall'ifteflb, e da Maturino . 

Di S. Maria attOrfo . 1 4. 

Più communemente lì dice ali Orfo,per la vicina infegna 
dell'Orto, e più anticamente fi diceua di Pufterula, vo- 
ce antica de'Saffoni, che fignifica vna porta, onde ficome ci 
è vna fameglia della Portatosi di Pufterula ce ne foffe vn'al- 
tra, che fondò quefta chiefa . 

L'imagine della Madonna ftaua prima su la cafa del Ret- 
tore di quefta chiefa, e Fanno 1575. hauendo illuminato vn 
cieco , fu portata nella prefente chiefa . Così nella prima—» 
ftampa di queftopera ci affermò ilfudetto Rettore Paolo 
Saluato da Rocca Priora . 

Hora con l'occafione, che qui a Iato, ou'era il vecchio Pa- 
lazzo de gli Eccellenti/fimi Signori Gaetana Padri Celeftini 
hanno fatto vnlor collegio nominato Vrbano> è flato anco 

daco 



MODERNA. 2 55 

dato a loro quefta chieia, che la debbano officiare . 

All'incontro dell'albergo dell'Orlo , euui il Palazzo , oue 
habitano li Signori Bruto,e Francefco Gottifredi,Ii quali hanj 
no vn bellifiìmo ftudio di medaglie, e d'altre rare antichità. ' 



Di S* Saluatorein Primicerio . 




SSaluatore in Primicerio,è parochia vicino alla fopradet « 
> ta, vogliono, che fi dica così da vno, che la fondò,che 
hauefle il grado di Primicerio. 

Hora 



254 ROMA 

Hora perche oltre di quefta chiefa di S. Saluatore in Pri- 
micerio , vnaltra ci era di S. Maria in Secondicelo , nella-» 
quale Papa Gelafio II. fi ritiro, per difenderfi in vn tumulto 
folleuato contra di lui da quelli, che feguitauano la parte di 
Henrico IV.fi può raccogliercene dal primicerio foffe edifi- 
cata quel la dei Saluatore, e dal Secódicerio quella della Ma- 
donna* e forfi erano preflb de i loro palazzi, & effendofi que- 
fta e onfacrata Tanno 1 1 1 5. nello fteffo tempo era quella di 
5. Maria in Secondicelo, perche il cafo d» Papa Gelafio au- 
wenne il 1 1 i8.non effend» egli viffuto nel Papato più di due 
anni. Ne altro di quefta chiefa ci é da fcriucrc, fé non ch'ella 
cparochia. 

Andando in Piazza riammetta la figura fopra il Barbiere 
è di Polidoro , di cui anco in campo fanto e la Cappella del» 
la Pafilone in quel difeorfo tralafciata , 

Di S. Biagio della Fojpz . 16. 

CHìamauafi prima in Triuio da tre vie , su le quali è po- 
rta quefta chiefa, hora fi dice della Fofia da vna, ch'era 
nell'horto vnito alla chiefa, il cui fito fu poi dato per fabbri- 
carci cafe, che pagano il douuto canone alla chiefa . 

In quefta chiefa vi e vna Compagnia fotto il titolo delie-» 
piaghe fatte nel corpo di NJ.Sig.quando fu flagellato alla Co- 
lonna , fatta nel 161 9. ad imitatone d'vn'altrain Fiorenza . 
11 cui fine è la riforma dell huomo interiore con la frequenza 
de'Sacramcnti ogni otto giorni, e con penitenza, e mortifica- 
tioni , che in quella fettimana fi hanno a fare , impiegandoli 
a trattare di queftodoppo il Vefpro, & anco s'impiegano a 
far delle Paci . 

E nella fua fefta il popolo viva per deuotione a farfi vn- 
gere la gola . 

La pittura nella facciata della Chiefa è del Caualier Bor« 
ghcf<Ly , 



Di 



MODERNA. 255 

Di S. Maria della Pace . 17, 

SDamafo dedicando Ja fuachiefa a S. Lorenzo volfe-* 
• che haueflc vna ipatiofa giunfditticne in altre cbieft> 
parochialijc tra l'altre vi tu quefta fotto il titolo di S. Andrea 
degli Acquarenarij, ouero de'Pefcatori . 

Ci era dinanzi vn portico , fotto del quale era dipinta.» 
vn'Imagine della Madonna , che teneua su 1 braccio finiftro 
ilfuo bambino i & vn giorno alcuni giuocatori venendoci a 
paffare il tempo , e cominciando vna parte a perdere all'in- 
groflo , né hauendo in chi voltare gli occhi fé non in quel. 
Tlmagine , cominciarono a tirarle de'faiìì nel vifo , e ne vfcl 
fangue, del quale fi vedono infin'hora i fegni in vna guancia, 
nel mento, collo, e petto . 

Et efiendo quefto miracolo accaduto nel Pontificato di Si- 
fto IV. &in tempo che per molte guerre ftaua foffopra l'Ita- 
liani egli ci venne a fare oratione, e fece voto di fabbricare in 
quefto luogo vna chiefa alla Madonna , s'ella prelfo del fuo 
Figliuolo impetraua pace tra i Principi Chriftiani ; &c eflendo 
effaudito, fece quefta chiefadi bellifiìma forma in poco iito, 
& ordinò, che Santa Maria della Pace fi hauefle a nominare, 
come fi raccoglie da certe lettere nel fregio delia vefte at- 
torno il petto della detta Imagine . 

Poi la diede l'anno 1487. a'Canonici Regolari Lateranen- 
{\, lafciando S.Gio. Laterano , doue per molte centinara—* 
d'anni erano flati, come a quella chiefa vederemo . Et accio 
poi reftaffero più contenti , oltre d'hauerfi fatti liberi dalla— 
giurifdittione di San Lorenzo in Damafo, reftandoci però la 
cura dell'anime, diede titolo d'Abbate al Preuofto con l'vfo 
della mitra , & altre infegne Pontificali , come di benedirei 
nella meffa con folennita il popolo, ancorhe prefenti vi fiano 
i Cardinali i de acciò vi folle maggior concorfo di popolo vi 
conceffe indulgenza Plenaria in tutti i fabbati dall'anno, e da 
meza Quarefima infino al martedì > che viene doppo la Paf- 
qua, nel qual tempo fi tiene feoperta la dett'lmag^ne, Se in__» 
tutte le fette della Madonna,alle quali Paolo V. aggiunfe la—» 
Prefentatione al Tempio . Ma nel giorno à\ S. Martino, eh 'è 

della 



i>>6 ROMA 

della Traslazione deirimagine dal portico alla nuoua chiefa 
ve la conceffe Giulio Il.nipote di Sifto IV. Cosi fece nel gior- 
no di S. Andrea per memoria dell'antica chiefa,e di S. Agofti- 
lio , fotto la cui regola viuono quefti Canonici , & alla fine-* 
confaerandofi la chiefa, a fei d'Ottobre Tanno 1 580. Grego- 
rio XIII. le diede in quel giorno la fteffa Indulgenza . 

Haueua Sifto IV. dato principio anco alla fabbrica del mo- 
nafterio ; ma per la fua morte tu Jafciato il compimento al 
Cardinale Oliuerio Caraffa. Vn fole difetto per mancamen- 
to di fito patì nella fua prima fondanone quefta chiefa, e fu t 
che niente di tribuna hauea l'altare maggiore,al che fìtrouò 
rimedio con pigiare vn poco della ftrada; e la gloria di que- 
fla fabbrica lavolfe , perche maggiormente riiultaiìe nella—» 
Vergine,Gafparo Riualdi nobile Romano,e naturale di Fran- 
cia,e miie la prima pietra l'anno 161 1. il Vefcouo di Cafale-* 
Monf. Tullio Carretti: e reftò finita il 1614. con belìiifimi ia- 
uori di van'j marmi, di rare pituire,di ftucchi,& oro; e su l'al- 
tare fu rimefla la dett'Imagine, che prima ftaua fotto la cor- 
nice delia cuppola dentro vn belliffimo tabernacolo fatto da 
Innocenzo Vili, per voto d'vna fua infermità, & acciò non 
fi perderle opera sì degna fu pofto nell'altare delia Croce. 

Quando nel portico della chiefa vecchia fi dimoftrò mira- 
colofa quelta fanta Imagine era Rettore vn Ludouico Agnel- 
li, che ds Sifto Quarto nella fua Bolla è detto Maeftro, e Nò- 
taro Apo(lo!icoje pare,che facefle vna Compagnia d'huomi- 
ni della Parochia,i quali hatiefiero cura della dett'Imagine,e 
di raccogliere i voti, e limofine, che fi offeriuano,per difpen- 
farle in fardirmefTe a'poueri preti , con patto che venendo 
altri facerdoti a celebrare per diuotione , loro fi deffero i pri- 
mi luoghi,c gli ft'pendiati afpettafl"ero,acció per fodisfattione 
del popolo vi follerò me (Te infino al mezo dì,e glifteflì preti, 
che d'obligo diceuano le meffe , doueuano ancora ogni fera , 
nel tramontar del Sole trouarfi con le cotte auantì della fan- 
ta Imagine a cantare la Salite Regina, dando poi con l'acqua 
benedetta la benedittione a quelli.che ci erano venuti; & in 
ìnfin'hora l'vno,e l'altro fi oflerua, non ci effendo in Roma— » 
chiefa, doue più tardi fi trouino meffe,che in quefta; èV acciò 
con più deuotione il popolo venga alla Salue Regina della fe- 
ra, vi 



MODERNA- 857 

ra,vi conceffe Papa Gregorio XI II. per ogni folta cento gior- 
ni d'Indulgenza, e fece priuilegiato l'altare del Presepio : ma 
«Iella Ridetta Compagnia non ci è più memoria,depcndendo 
il tutto da quefti Canonici Regolari . 

Obligaci fi riconofeono ancora quefti Padri a Sifto V, eh* 
trà'titoli de'Cardinali pofe quefta loro chiefa, e molto più a 
Paolo V. perche oltre le cofe già dette , cfTendo egli creato 
Pontefice l'anno !6o$.a'i6.di Maggio nel qual giorno andò al 
Cielo S. Vbaldo Vefcouo d'Agubbio, e di quefto ordine già 
Canonico Regolare, ordinò, che in tutta la Chiefa foffe cele* 
brata la fua memoria con l'offitio femplice. Da nobili paren- 
ti in Agubbio vnigenito vfcì nel mondo quefto Santo,& infi. 
no dafàciullo rifolutodidarfi tatto a Dio; fu dagli amici bat- 
tuto , perche non voleua maritarfi . Viffe in quefto Ordine-^ 
con grand'offeruanza, 8c bauendo conftantementericufato 
due Vefcouati, tu alla fine sforzato ad accettare quello della 
fua patria ,• nel cui grado tanto humile fi moftraua con tutti , 
e sì patiéte, che da'fuoi famigliari effendo alle volte ingiuria- 
to, non diede alcun fegno di fdegno. Grande é fua virtù io— » 
-difeacciare i demoni ; come ne dà fegno la fua mitra, & va»» 
guanto Epifcopale, che in quefta chiefa con diuotione fi con- 
cernano . Ci fono anco reliquie di S. Zofimo Abbate, e dì S. 
Maria Fgittiaca . 

Quefta chiefa è di belliffima architettura , & è famofa pe* 
le nobili pitture di Raffaelle, di Baldaffarre da Siena, del Sali 
uiati, del Venufto,di Timoteo da Vrbino, di Girolamo 
da Sermoneta, del Caualier Giofeppe d Arpino, 
di Lauinia Fontana , del Paflìgnani , del- 
l'Albano, e d'altri ,* e le fcolcure 
delia Cappella-* 
de' 
Cefis , fono del Caualier 
Roffi . 
Qui vicino il Signor Torquato d'Aleflandri 
ba vago Mufeo di varte 
antichità • 



tii 



*5* 



ROMA 




Di S. Mari* dell'Anima. 18. 

L'Anno 1400. trouandofi in Roma vn Fiamengo ,dettt> 
Giouanni di Piecro,fece con la fua moglie Caterina do- 
«arionc a quefto luogo pio di ere cafe , In quella di mezo fi 

fece 



MODERNA. a 59 

fece la chiefajle altre due iciuironoper albergo di due natio* 
ni,Tedefca, cFiamenga. 

Crcfcendo poi la deuotìone di quefti popoli verfo di vii* 
opera tale , fi aggrandì la chiefa, occupandoti il fito dell'altre 
due cafe i nella cuf fabbrica , degna di qualfiuoglia Tempio » 
grande fu la liberalità deila nationc Tedefca , ccyiie dimoftra 
l'infcrittione fopra della porta,- a S. Maria dell'Anime loro de- 
dicarono quefta chiefa , acciò doppo morte ie foffero, come 
cani-ala Chiefa ,raecommandate, onde attorno l'imagine 
della Madonna , che Ha su l'altare maggiore , fono dipinto 
alcune anime, ch£ l'adorano. 

Poi donando fette altre cafe vicine Teodoro Hiem Padt- 
bornenfe Canonico nella Catedraie di Maltricche , vi C\ fece 
lo fpedalc, che ferue ancora per li popoli della haffa Germa- 
nia» che fono in Erabantia, Holanda, Zelanda, e Gheldriaj e 
quantunque la maggior parte fiainfettata dall'herefia di Cal- 
uma, fono con tutto ciò dalla Chiefa Romana, come figli in* 
fermi,da pietofa madre militati a curarli In quefto fpe4ale,do* 
uè noti folo de i corpi , ma dell'anime ancora fi procura la-» 
fai u te-». 

Finita che fu non fenza gran fpefa, e tempo quefta chiefa , 
con le folite cerimonie li confacrò a i8. di Nouembre/il qual 
giorno venendo quell'anno del i$io. l'vltima Domenica-» 
doppò la Pentecofte.in quefta fi celebra qui ogni anno tale—» 
folennicàjma lafefta principale è della Natiuit.i della Ma- 
donna . Fanno ancora la proceflìone del Santiirimo Sacra- 
mento nella Domenica tra l'Ottaua della fua folennità.Siofc» 
fìtia quefta chiefa al pari delle Collegiate con dodeci cap- 
pellani, e t'ufficiente numero di Chierici . Vi fono organi, e fa 
bonorata l'anno 1 5 30. col corpo del Santiffimo Pontefice-* 
Adriano Vi. con le feguente infcrittione • 

HADRIANO VI. PONT. MAX. 
Ex Traiedo, infigni inferioris Germanias Vrbe, qui du huma- 
narum reru maxime ausrfatur fplendorem, vitro a Proceribu* 
ob incomparabilcm facrarum difciplinarum fdenriam,ac pro- 
pe diuinam caftiìfimi animi moderationem Carolo V. Caefari 
Augufta praeceptor , Eccle&a; Dejtufenfi antiftes , faeri Sena- 



ì6o ROMA 

tus Patribtis collega , Hifpaniarum regnis prsefes, Reìpublic» 
dcnique Chriltianx ummicus Pontitex abiens adfcitus. vix. 
Ann. LXUII. Men VI. D. XUl.Deceflìt XVULKal. Oeìob. 
ann.a partu Virg. MDXXU [. Pont, fui Ann. II. VvJhel. Eukc* 
cuort illius beni^nit. & autpicijs T. T. S. lo. $c Pauli Presbf. 
.ter. Card. Dcrtufen. Faciundum Cur. 

B giornaliste vi fi fanno bellifiìmi depofiti di marmo dal- 
li loro mitionali: e vénoaa fagreit»a>difegao del MarucelU » 
E tutta quefta chiefa e ornata di beilifiìme (culture, e di 
pitture , tra le quali quelle fopra il depoiito di Papa Adriano 
fono di Baldaffar da Siena,d» cui anco è l'aitar maggiore io.* 
S.Honofno,òc vna Cappella a man mancarli S. Chriftofaro é 
di Ciò. Fattore, la cappella vicina di Francefco Saluiati ,aL 
l'incontro è quella di Giulio Romano , e le due vicino aflo 
porte principali fono di Carlo Venetiano . 

Efpeffo il Santiflìmo Pontefice vi viene a celebrarci Giu- 
bilei per le turbolenze della Germania. Le pietre delle por* 
«e della Chiefa fono d efquifiti marmi . 

Di S. Nicolò a piazza Nauom . 1 9. 

C"* Orrotto vocabolo e quefto dal volgo in vece d'Agona,' 
j che vuol dire combattimento 1 e dentro ad vn gratta 
cerchio fi faceua \ e perciò detto Agonale , hora n'è fatto 
piazza; e di quanta gradezza fofle infìn'hora lo dimoerà . 

In varij modi qui gioftrauano li Romani chi a piedi, chi co* 
pugni, chi con la cima delle dita, chi a lotta, chi nel correre • 
Di quefta chiefa non ci è dato altro da fcriuere, fé non cht-> 
hora è fatta di nuouo dalla natione di Lorena con bella fac- 
ciata di pietra» poiché cauandoi fondamenti, v'hanno troua- 
to fotto lmifurate pietre del vecchio Cerchio Agonale,e con 
quelle l'hanno fabbricata. EiTendofi quefta parte, come quali 
le altre,per le rouine alzata grandemente; onde molti vecchi 
edifici reftano , o in ai t co, o in parte Spelliti . 



Bi 



MODERNA. 16* 

Dì S. Aniceto . io. 

INcontro a S. Apollinare euui il Palazzo del Signor Bue* 
Altemps, doue é vna gran Libreria di diuerfe fcienze,-e ài 
molti manulcritri: e dentro vi é vna belliflìma Cappella dedi- 
cata a S. Aniceto Papa , otte fi ripofa il iuo corpo, & e da'St* 
gnori Duchi nobiliflìmamente tenuta . 

Dì S. Apollinare . zi • 

NOn era luogo in Roma più di quefto a propofito,per do* 
dicarlo al gloriofo martire di Chrifto Apollinare : per- 
che infino al giorno d'hoggi qui fi dice all'Apollinare, per 1? 
giuochi Apollinare che fi raceuano dentro al vicino cerchio, 
detto Agonale, & hora di Nauona . 

Erano gli antichi Romani molto dati a fare in publico ra- 
ri; giuochi, e rapprefentationi . 

Ora la chiefa di S. Apollinare fu fabbricata in quefto Iuo» 
go da'Chriftiani; affinchè il profano nome d'Apolhne, furTe_> 
conuertito nel Tanto nome di quefto gloriofo Martire Apol- 
linare-conforme all'antico coftume de'ChriftianiJi quali Cole- 
ttano consacrare i luoghi profani al facro culto del vero Dio • 
La dedicatione di quefta chiefa fegui nell'anno 772. da Papa 
Adriano I. che l'anno 772. cominciò a gouernare la chiefa di 
Dio • Di qui è , che la itatione, che ci viene il giouedì doppo 
la Domenica in Pafllone, non puoefTere dell'antiche ordina- 
te da S.Gregorio, che fu più di cent'anni auonri di Papa-» 
Adriano, né meno fu tra 'titoli de'Cardmali, efel'hebbe da 
Leone X. SiftoV. lo ritorno poi ali effere di prima . 

Il primo dunque,a cui fu dato queito titolo da Papa Leone 
fu il Cardinale Gio. Palauicino Genouefe.che riftoio il palaz- 
zo fatto dal Cardinale di Roano , accio fotte vicino alia faa_» 
chiefa di S. Agoftino.SKto IV. nello anno 1470. che la fondo, 
pofe anco la mano al detto palazzo, onde bifogna che dop- 
po la morte del Rotomagenlc , e fuoi heredi , fofTe il palazi* 
vnito da Papa Leone a quefta chiefa,altrimcnti no l'haurebbe 
riftorato il detto Cardinale Palauicino , anzi che fece Colle* 

R 3 giaca 



26* ROMA 

giatala chiefa il i$i4.e per l'entrata de'Canonici fabbricò le 
Vicine botteghe de'pianellarijdando loro altre prouilìoni.Poi 
al tempo di Gregorio XIII, eflendo ridotto il numero de'Ca- 
nonici a quattro , oltre dell'Arciprete, la diede per la fonda- 
none del Collegio Germanico, e con quale occafione ciò fof- 
ie, è neceifano di brcuemente raccontarla . 

Tra le molte opere picche procurò in Roma S. Ignatio dì 
Loiola, fondatore della Compagni* dì Girsi», quefta fu vna,e 
lo morie il confederare , quanto gran danno haueua Luterà 
fatto con le fue herefie alla Germania , onde cominciò a rati- 
nare giouani d'i quella natione; acciò da i Padri dell'Ordino 
fuo ammaeftrati nelle lettere > e buoni coftumi ritornaflero 
ad aiutare la mifera lor patria.Poi tanto fece co'J Cardinale—» 
Gio. Morone all'hora Legato Apoftolico nella Germania, e 
con Papa Giulio 1 H.che Tanno 1 55a.fi diede principio a qu*- 
ito Collegio, foftenuto ali hora con limoline del Papa, e d'al- 
cuni Cardinali. 

Morendo poi Giulio III. auuenne, che da careftia, e rumo- 
ri di guerra trouàdofi Roma iu male flato, né potendoli man- 
tenere i Giouani Tedefchi, gli mandò per varij Collegi) della 
fra Religione, obligandolì egli a cercare limoline per lo man- 
tenimento loro i e dicendogli alcuni, che non era potàbile-» 
con tali meziincaminarc bene quell'opera, predilfe,che co'! 
tempo haurebbe tanto , che n'auanzeria pérfar limofina ad 
altri, il che compitamente s'adempì . 

Hauendo Dio infpirato Papa Gregorio XIII. l'anno 1575. 
a dare non folo quella chiefa , palazzo , e tutte l'entrate con 
ia morte de'Canonici; ma tantfaltre ancoraché battano per 
mantener 100. giouani Tedefchi con tredici Padri della-* 
Compagnia di Giesù , che n'hanno la cura, & oltre il vitto , 
e veftito , di cui fono abbondantemente prouifti , fi fanno li* 
moline a molti poueri della Retta natione . 

E benché da quella chiefa foffero leua ti i detti Canonici, vi 
retto però la cura dell'anime , che lì amminiftra da vn Paro- 
chiano, a cui fi prouede nello fteflo Collegio, né per manca- 
meato de'Canonici ha patito la chiefa cofa alcuna nel culto 
^iuino, perche vien'offitiata dagl'idem* Alunni, che aflìftpna 
al Choro tutte le felle con mufica eccellente , donde ne ri- 
fui t a 



MODERNA. 263 

fulta vn'altro gran bene, & è,chc alcun! di quelli fi vanno au- 
uezzandoalle cerenionie dc'diuinì off. Jj fecondo il rito Ro- 
dano , e vanno poi a rinouarle nella Germania , onde non è 
marauiglia, le tanto in odi'* hanno i Luterani quefti Padri,ve- 
dendo ogni anno vfeire da qudto Collegio tati bene inftruC- 
tì ioidati a fare lor guerra . Erhora con nuoua » e bella fa b* 
bnca accrefeono , & adornano il detto Collegio, difegnodi 
Paolo Maruccelli . 

Sotto la cura di quefti padri fi è procurato l'abbellimento 
1 della chìefa » quanto fia ftato pofiìbile , fi è adornato co'l fof. 
I fìtto inaorato, de alzato il pauimento al piano della ftrada, de 
1 abbellite le mura con pitture dei martirio di S. Apollinare „ 
I ilei quale ha vn braccio con altre reliquie • 

Di S. AgoJTmo . 2fc. 

AVant! che ti fabbricale quefta. chfefa erano per più di 
cento agni i Frati Eremitani di S. Agoftino in Romsu > 
perche Papa Honorio IV. che fik dei n8j. lor concerie la 
vicina chiefa diS. Trifone, &in Parigi li difefe.e volte,cbe in 
quella Vniuerfità pubicamente infegnaflero anch'elfi. Gran 
tempo habitarono in vn piccolo monafterio preiTo di quella 
chieìa, in cui era vna cappella detta il Sancla Sancì;orum,per 
le molte reliquie , ch'ella conferua , e d'vna aliai pretiola la 
volfe arricchire Papa Martino V. trafportando l'anno 1430. 
Ida Oftia il corpo di Santa Monica ,& il Pontefice vi recitò 
vna bella oratione in lode della Santa > raccontando alcuni 
miracoli fatti in quella traslatorie . 

E quantunque non foffe la detta cappella rinchiufa in que- 
!z chiefai fu nondimeno, come hora la vediamo otnata eoa 
molta fpefa l'anno 1440. da Maffeo Vegio gran Poeta di 
quei tempite Dar? ri» d'Eugenio IV. e con tale oecarlone ti 
: ece vna Compagnia di fole donne, e di qualfiuoglia natiofl« 
/ipoflbno e^tr^re forco il titolo di Santa Monica , per man- 
tenercela detta cappella de'neceffanj ornamenti,o!tre alrri ef- 
«rcitij di Chriftiana pietà < che fanno ad im catione dell'au- 
lecau jior*, e fw dal detto Papa Eugenio confermata, Gratis 

K 4 p«ré 



a«4 ROMA 

fero maggiore eonceffe a quelli Padri l'anno 1446. venendo 
qua da S. Pietro in proceflione con i Cardinali , Clero, e Po* 
polo Romano a canonizare S. Nicoiò di Tolentino^ he fu di 
queft'Ordine. Poi Tanno 1585. Sifto V. comandò, che in tut- 
ta la chiefa ad honore di quefto Santo fi celebrando i diuinì 
ofiìuj , e dice, che doppo la Tua canonizationc cefsò vno fei- 
fmadi $0. anni. 

Doppo taati rauori da quefti Padri r?ceuti in quella pi cciola 
chiefa,e monafterio di S.Tfifone, cominciarono Tanno 1470. 
a dare principio a quefta maggiore fotto il titolo di S. Agofti- 
no ,• ma doppo noue anni piacque a Dio darli in protettione 
del Cardinale Guglielmo Eftoteu:lla,detto Rotomagenfe per 
l'Arcmefcouato di Roano e Camerlen. di S. Chiefa , il quale 
con animo grande , e degno di quel fangue regale da'fonda- 
menti fotto d'vn'altra più bella, e capace forma nell 1583.13 
finìj e poi da Sifto V. fu illuftrata co'l titolo de'Cardinalijcbe 
prima haueua S. Trifone . 

Non fi contentò il detto magnanimo Cardinale delle nu- 
de mura di quefta fua chiefa, ma la volfe adornare , & arric- 
chire di molti, e pretiofì doni, Hmagine della Madonna > ck' 
egli prefentò, e confacrò a quefta chiefa , è quella, che fti fo- 
pra l'altare maggiore a noftri giorni con folenniflima procef- 
fione trasferita in più commodo fico di ricche pietre,e di bel- 
li compartimenti ornato - 

A lui fu donata da certi GentiThuomini Greci.quando Tan- 
no 453. prefa Conftantinopoli dal Turco, vennero con effa 
a Roma, e fi tiene per vna di quelle, cheS. Luca d i pi nfe Cer- 
to è, che tra le miracolofe fi può annouerare, poiché Tan- 
no 1485. effendo vna gran pefte in Roma, fi liberò, portan- 
dola Innocézo Vili. in proceflione da quefta chiefa a quella 
di S. Pietro in Vaticano. Quefta miracolofa gratìa era rappre- 
fen tata in varie figure di mezo riìeuo nell'ornamento di mar- 
mo, in cui era riporta . 

Hora , oltre il corpo di S. Monica ha quefta chiefa molte 
altre reliquie dì Santi come dei Santi Trifone , Refpicio , e 
Ninfa, che eran nella feguente chiefa . Qui ancora vi è vna 
Compagnia fotto il titolo di S. Apollonia, e vi fi fece Tan- 
no 15^5. 

La 



MODERNA. ì6$ 

La fondò Bernardino Marliani Milanefe^efù da Pio IV, 
confermatale difolihuomini,chenó paifano il numero di 20, 
9 mantengono la cappella deH'auuocsta loro, e fanno il ma- 
ritaggio d'alcune zitelle per vno legato dei fondatore . 

Qui è'1 famofiflìmo Profeta del gran Raffaelle» marauiglia» 
& idea delle pitture , e la S. Anna fcoltura d'Andrea Sanfo* 
uinoj l'vno fatto a concorrenza de'Profeti,e l'altra della Pie* 
tà di Micheiagnolo, le quali opere (come fi dice) meritarono* 
che dal Vaticano qua veniife il Pontefice ad honorarle della 
fua prefenza: S. Apollonia é pittura dd Mudano, la Madon- 
na de'Pellegrini del Carauaggio,- S. Helena di Daniel da Voi-. 
terra , la Madonna di marmo a man dritta delia-porta Mag- 
giore di Iacomo Sanfouino , e la parte a frefeo di Polidoro ; 
il quadro della fagreftia del MutianoJe pitture del Nauarro , 
Et in quefta cbiefa fonofepolti Egidio Colonna , e'1 Panuina 
famofiflìmi Scrittori . 

Dell'habitatione poi, che è hora di S. Agoftino , dice FAI- 
bevtitìi'Domus S. Augurimi à Reuerendifs. Dominico Cardinali 
Firmano tit. S.Crucis fuit con$ìrucia,quam poslea Reuerendifs» 
Francifcus Cufentinus Card, exornauit • 

Nel monafterio v'è bella, e numerofa libreria fatta dalla bo> 
na memoria di Monfignor'Angelo Rocca da Camerino Sa- 
crifta del Sommo Pontefice,a beneficio publico di poter flji- 
diare alcuni giorni della Settimana, con Taflìftenza d'vn pre- 
fidente. Et in detto Conuento euui anco il P.M. Gio Battito. 
Spada Romano, che con molta fpefa ha raccolto vno (ludi© 
di medaglie d'oro, d'argento, quadri, miniature, & altre co- 
fé rare a vedere . 

Di S. Trifone . 23. 

ESfendo ftata quefta chiefa dal 1604. per alcuni anni chiù* 
faj per eilere vnita alla pallata di S. Agoftino, furcn' io. 
quella portati i detti corpi fanti , hauendone però parte S. 
Spirito in Salila: perciò la ftatione,ch > era qui il Sabbato dop- 
pole Ceneri, fùda Clemente Vili, crafportata in quella di 
S. Agoftino,- hora effondo di nuono aperta quefta, fi vifitano 
aaiendue,coms in altri giorni quadrageftmali fi è villo ad al- 

m 



*66 ROMA 

tre chicle: e perche da principe fu quella chiefa Collegiata, 
e. pacchiale, reftando aiia vicina di S. Sgottino la curi del* 
1 anime, fi t fece in queita l'anno i $7l . vna Compagnia del 
ianciffimo Sacramento, lo portano perinfe/TnL» 
fopra i Tacchi bianchi adorato da S. Ado- 
ttino i e S. Nicolò di To. 
lentiao . 



Fine della Terzji Giornata . 




Cip n 



MODERNA. 261 

Giornata Quarta^. 





RIONE DI TREVI. 

O R TA quefto Rione di Treui per fa Ala \hfè* 
gna tre fpade in campo rotto, & il Aio confina 
occupa tutta lafpondadel monte Quirinale * 
che guarda verfo Roma. Ha nobilitimi Pa* 
lazzi , come il Pontifìcio di Monte Caualio,il 
Barberino, il Colonnefe , l'Aldobrandino, £ 
quello de'Signori Cefis a S. Marcello, & alia Fontana di Tre- 
ui : & i famofifiìmi Giardini di Monte cauallo, e de'Ludoah 
fij.ela detta Fontana de'Treui. 

Corrotta fu dal volgo quefta parola Treni , douendofi dire 
Triuìo da tre vie màeftre, che fanno capo in quella piazza-** 
doue n efee vna gran £ontana,che pur di Treui fi dice.e quatta 
tunque di Treui fi dia ancora il fopranome alle chiefede? 
SS. Vincenzo,^ Anaftafio,e S.Maria,quefta nondimeno to^ 
ca al feguente Rione di Colonna , 



*èS ROMA 

Quanto all'acqua fudetta, che per condotti fotterranei 
con tre bocche fa di fé bella moftra in quella piazza * ve la—» 
conduce M. Agrippa genero d'Augufto. 

Et è ricca di Chiefe si nel piano del Corfo ,corae nell'alto 
del Quirinale. 

Dì S .Paolo alla fontana Felice, poi detta S.Mari* 
della Vittoria. I. 

SV* l'vltima parte del predetto monte Quirinale , hanno 
i Padri Carmelitani Scalzi l'anno 1606. fabbricato que- 
lla chiefa co'l vicino monafterio . 

Quefta chiefa domandata^ prima di S.PaoIo,fù poi ornata 
òt\ nome di S. Maria della Vittoria, perche l'anno 1611. ripi- 
gliando l'imperadore Ferdinando la Città di Praga dalle ma- 
ni de gli Heretici,vi lì trouò vn'lmagine della Madonna> che 
da vno di quefti Padri fu portata a Roma . 

Fu quelta l'anta Imagine dal P. Domenico di Giesù Maria, 
che d'ordine di Paolo V. ad inftanza del Duca di Bauiera era 
andato in Germania con leflercito, in compagnia dell'ifteffo 
Duca, per Toccatone detta, trouata in vn cafale detto Stia- 
ccniz dì vn nobile Cattolico Boemo fra molti pezzi di le- 
gname , & altre cofe limili , alla qual'lrragine haueuano gli 
Heretici cauati gli occhi , come anche all'Imagine di S.Giu- 
feppe,e de'Paftori . Onde veduta dal Padre,e me ilo dal zelo 
della gloria dì Dio,e della fua Madre fantiflìma,la raccolfe , e 
Con gran fede,e diuotione porto feco, quando lì daua la bat- 
taglia a viltà di tutti , animandoli con rapprefentar loro l'oc- 
catione, c'haueuano di vendicar l'ingiuria fatta alla Regina—» 
àeì Cielo . Si rincorò l'effe re ito talmente alla prefenza del- 
la Madre di Dio, che quantunque inferiore ai nemico.di gen- 
te, di pofto,e d'altre cofe, ottenne in fpatio d'vn'hora, e meza 
fegnaiarilììma vittoriana tutti giudicata miracolofa, che per- 
ciò riconolcendofi di commun confenfo dalla fua intercef- 
fione , fi diede a quefVlmagine il titolo di Madonna della—. 
Vittoria, e da tutti quei Principi, per doue il detto Padre paf- 
sò nel ritorno a R orna, fu honorata con pretiofifiìmi donati- 
iti ; Et in Roma poi ru con folennifiima proctlljoue 2 vfcita_* 

da 



MODERNA. %69 

da S.Maria Maggiore, & acctmpagnatada tutte le Religioni, 
Clero, P> eia ci, <-- dal Sacio Collegio de'Cardinali, trafportata 
nella detta chiefa ,doue tu pixfente Gregorio XV. e ì\ cantò 
il Te Detitn Ustdamus . Fuiono io detta procefiìone portati 
molti itcnoardf bandìere : & altre armi hauiite nella predetta 
battagliarle quali turono appefe alli cormcionjdi detta chie- 
fa,douc fono ftate poite anthe molt'iltfe mandate in diuerfe 
occafìonije battaglie ottenuti in quei paefi\& in Fiandra, per 
la diuotione , con che unti quei Principi fon reflati a quella 
Imagine , e con la quale ricorrono ad elfo in Amili bifogni, 
fentendone preientiflìmi aiuti , e poi il Duca di Bauiera man- 
do li itendardì , e bandiere «Iella vittoria bauuta contra l'Ai- 
berftad.l'ifteflo giorno , che rù sflunco al Pontificato la San- 
tità di Noftro Signore Vrbano Vili, e molti Princìpi fanno 
dimoftratione di grandiflìma d'uotione verfo quefta lmagl- 
ne facratiilìma con li prefenti, che le hanno mandato, e con- 
tinuamente mandano. Qui ftanno i Padri Carmelitani ri- 
formati dalla Scalale vi fono belle Capelle, & ha nobilifiìma 
facciata di pietra fatta dall'Eminentiflìmo Signore Cardinal 
Borghefe con bel difegnp.li S,Francefco è de! Dcmenichini. 
S. Andrea del Caualier Giofeppe, i marmi nella Cappella de! 
Cardinal Vidonidi Pompeo Ferruccio S. Paolo rapito a'Cie- 
li di Gerardo Fiamengo . 

Di S.Sufanna. 2. 

HAuendo i Romani Imperadori fceltoi luoghi migliori, 
e di più bella villa nella Città per la fabbrica de'loro 
palaci , come fi é vitto in alcune chiefe , & in altre fi vedrà , 
non lappiamo perche lafciaffero quefto ad vn parti- 
colare, detto-Salufìio. Egli tyl'hiftorico* che 
oltre di tal fopranome due altri n'hebbe 
principali , di Caio , e diCrifpo, e 
fu nel tempo della Rep. Ro- 
inana, viuendo ancora-» 
Cicerone . 



Salu' 



%7* 



ROMA 




Salu/lk V 

%\tt\ dicono eflferWaltro,che vffieiràin Ròma,impérandé 
perone, da cui hebbe la Prefettura dell'Africa , e finito il fuo 
souciso, tanto ricco fé ac ri terno a Roma, che qui fabbrica 

VA 



MODERNA. 271 

vn palazzo,ch'occupaua cutto'l fico, ch'è détrole mura,trà la 
vicina porta Salara,c la Pinciana : onde hauendoci facto bel- 
liffimi giardini * & vna gran pu/.za uinanzi , per molti anni fi 
celebiò.c la piazzale gli horti aaluitiani.in tanto che gli fichi 
Imperadori ci vcniuano a diporto, tome tra gl'altri Nerone , 
&: Aureliano! dicui Vopifco fcriue, che più ne guftaua ch^j 
del proprio palazzo; e perche lenza Therme , e bagni manca- 
va in quei tempiìl compimento de' loro palazzi, quefto egli 
haueua , neil vlcire di porta Salara . 

Haueuaqueftovago,ediletteuol luogo vn vicino campo 
detto Scelerato , perche vi fepelliuano viue in alcune tombe 
le vergini Vcftali,che fi trouauano cafeate in fallo . 

Da quel tempo cominciarono i Chriftiani ad honorare an- 
cora la cafa di S. Caio , che é aH'inconcro,e la dedicarono al 
culto diuino,e ci fu pofta la ftatione con quefta, donde fi ve- 
de,quanto fia antico il coftume della ftatione in due chiefe-* 
nello fteifo giorno,& eflendo con la chiefa vicina di S.Caio, 
già molti anni fono, mancataci la ftatione, la rinouò Pio IV. 
in quella di S, Maria de gli Angeli nelle Therme , come iui £ 
dirà . 

Ne'TitolLc'hanno i Preri de'Cardinali, ci erano quefti dm 
di S.Caio, e di S.Sufanna i e perche nel tempo delle perfecu.- 
tioni erano più tofto nafccfti , che palefi , finite che furono 
co'l potente braccio del gran Conftantino,tra le molte chic- 
fé fatte da lui, e S.Silueftro, non è dubbio, che vi furono que- 
fle due ancora;ma hauendo ì fedeli più diuotfone a quefta , si 
per efferci i corpi di S.Gabino>e fua figliuola S.Sufani.a>sì per 
le gran cofe,che vi occorferoj perche nella prima fondanone 
ripofti ve gli haueua S.Silueftro, emendo :ra gli antichi titoli 
nomata quefta chiefa di S.Gab:no,e di S.Sufanna . Nel 8oa. 
il Pontefice Leone 111. la rifarci . 

Due volte fu riftorata . Vna da Sifto IV. Tanno fanto fai 
1475. e fopra la porta vi reftò co'l regno Tarma fua infino al 
iéoo. in cuieflendone titolare il Cardinale Girolamo Rufti- 
cucci, ckall'hora Vicario di Clemente Vili, da'fcndamenti 
rifece la facciata di treuertini con belliffimo difegno , & ar- 
chitettura di Carlo Maderna . Poi dentro la chiefa fece il fof- 
ècto iadorato, adornò le mura di pitture, che rapprefentano 

lafto- 



2jz ROMA 

la ìloria della Giudaica S manna t opera di Baldaffar da Bolo* 
gna % e le tramezó con ftatue ài ftucco del Valfoldo . Molto 
più rifplendono i lauori, che con gran fpefa ha fatto nella»* 
Tribuna, altare maggiore , e Confeflìone , che fotto occupa 
vn gran fpatio,e con bellifiimi fcaglioni di marmo vi aperft il 
paffo a vifitare 1 corpi de i fudetti Santi , iui bene accommo. 
dati nell'altare, e con alttì ornamenti per tutta la cappella-» 
di quefto fotterraneo.e venerando luogo,di cui meritamente 
Inuaghita Camilla Peretti forella di Sifto V. hauendo la chie- 
da due cappelle da farfi, ella ne prefe vna , doue ripoie parte 
de'corpi de'SS.Genefio, & Eleutherio , che godeua la chiefa 
tli S.Gio. della Pigna>doue fi riferua a dire chi foflero; l'altare 
è pittura di Cefare da Oruieto,da'latÌ a frefco di Gio.Battifta 
Miianefe. Di più lafciò, che ogni anno il giorno di S. Loren- 
zo, a cui dedicò la cappella, fi dotaffero per vn fuo legato no- 
fce 2itelle con cinquanta feudi per ciafeuna . Pero non con- 
ueniua } che dal Popolo Romano fi tralafciaffe quefta chiefa, 
fenza la folita offerta nel giorno di S.Sufanna . 

Il quadro dell'Aitar maggiore e opera di Iacomo Sicilia- 
no^ il Choro è di Cefar d'Oruieto, Baldaffar da Bologna, e 
Paris Romano . Sotto il Pontefice Sifto V. qui hebbe prin- 
cìpio il Monafterio delle Monache, le quali hoggì qui fono, e 
ftanno fotto la protettone della Compagnia di S. Bernardo 
alla Colonna Traiana^e con la regola dello fteffo Santo viuo- 
no, & hanno per beneficio di Paolo V. honoreuol'edificio 
*li ci sutura. 

Del Palazzo Barberini • 

SEguono gli hortr, & il Palazzo Barberino,oue prima furo- 
no quelli del Cardinale di Carpi, e poi delli Duchi 
Sforzi , elfendofi con aggiunta d'altri horti ampliato il (ito . 
Quefta nobil fabbrica è difegno del Caualier Bernino . Nella 
facciata ha due Colonne con ringhiera ,che forma la Porta • 
ha cornice,e fineftroni,che sfuggono alla vifta; & è di trauer? 
tini ottimamente lauorata . Nell'entrare ha doppio Portico 
con la Fontana,e doppia Scala, che da lati conduce alle faley 
èc a gli appartamenti . La facciata di così raro Palazzo è 

quali 



MUDfcKNA. Ì73 

quafi in forma di Theatro . L'habita J'Eminenttfs.Cardinafe 
D. ANTONIO BARBERINO, Camerlengo di Santa Chic 
fa,il quale v'ha nobiliflìme Pitture, eScolture, e d'altre va* 
ghezze è foramamente ornato. La volta della fala è dipin- 
ta, da Pietro Berrettini, detto il Cortona. Vi è la Libraria 
•dell'Eminentiflimo Cardinal FRANCESCO di libri rari in 
ogni forte di faenze , e di pretiofì manuferitti ripiena, àc vn 
nobiliifimo ftudio di medaglie , e d'altre cole rare con gran 
fpefa da tutte le parti del Mondo raccolte ; e perche ad vtile 
del pubhco poffa feruire , vi tiene Cuftodi . 

Auantì la facciata del Palazzo euui in terra vna Guglia-* 
rotta i e mancheuole con geroglifici d'Egitto fcolpitiu*. 
Stimafi effer deH'Amfiteatro Caftrcnie , doue li 
faldati fi erTercitauano ,• erTendo qui ita» 
ta condotta da fuori di Por- 
ta Maggiore . 
Quello Palazzo dai lato fìniftro guarda 
U ftrada delle quattro Fon* 
tane_» . 




E dai 



*7* 



u v ivi a 




E da! deftro canto verfoil nuouo Conuento delli Padri 
Cappuccini v'ha tre lunghiflìmi, e magnificentiflìmi ordini 
di fineftre , con vna grandiffima ringhiera in mezzo , sì che 
l'opera veramente é vaghezza , e marauiglia di Roma ; e vi 
fono bclliUi oii Giardini . 

Qbì 








Qui vicino habita neil'Eftate co' Cuoi Compagni il Rciie- 
rendiflìmo P. Maeftro del facro Palazzo , hoggi Rictotò H#V- 
far^jfamofiflìmo Predicatore. . . 

Qui anco vicine ha l'habitatione il Signor Claudio Meni- 
dret antiquario del detto Sigaor Card, Francefco. 

Sa Etil 



Et Signor Leonardo Agoftini antiquario deirEminentìf- 
imo Cardinale Spada, i quali hanno due belli/lìmi ftudii di 
Biedaglie , e di rariflìme cui iofìtà antiche. 

All'incontro poi del Palazzo Barberino è il Collegio Scoz- 

2efc,già babitatione del Signor lacomo Quorli gentiluomo 

Fierentino , e come luogo comaiodo , e delitiofo 

fu dalla Santità di Clemente vili, a 

quella natione comprato li quali 

fatto la difciplina de; 

Padri 

Clefuiti fanno profitto à beneficiò della** 

Fede Cattolica in quel 

Regno. 




?M 



MODERNA. 



*7t 



: la x&jjjLp* • : MonttCaualjf^ ^ 



■ ^/** 




Palazzo Pontificio di Monte Catullo : 

Il nobiliflìmo Palazzo di Montecaualloè vnodelllbef* 
li , e fontuofi edifitij di Roma , principiato da Grego- 
rio XIII. ampliato da Sifto V. e da Clemente Vili, e final> 

S } rneire 



* 7 8 ROMA 

mente è ridotto a quefta forma da Paolo V. e nobilitato da 
VrbanoVllI. Quetto é fituato nel monte Quirinale di ar- 
chitettura bellifiima . Entrando dentro alla porta principa- 
le li troua vn'atrio, ouero cortile grandifiìmo attorniato dal- 
la parte di dentro d'vn bel Portico foftentato da groflì pila- 
ftri,che d'ogni parte lo circonda, con vaga Fontana : Dentro 
vi fono danze nobiliflime, che girando a torno a torno iìgno- 
reggiano tutta Roma . 

Dell' Affittita del Palazzo Papale . 3 . 

FVla fontuofiffìma Cappella Papale eretta da'fondamen- 
tida Papa Paolo V. per lefuntioni Pontificie, tanto 
ricca,e ben'ornata, che vien giudicata delle belle cofe,cht-/» 
fìan'al Mondo . Vi è il choro degno d'vn tanto luogo.e mille 
altre grandezze, che a pena fi potriano raccontare . Lafcia- 
mo da parte gli appararcene meritano Iodi grandi. e diciamo 
del foffitfo, ouero volta cosi ricco d'oro, e pitture famofe— > 1 
ch'a pena fé ne troua vn'altro . In fomma quiui e deuotione, 
grandezza^ e ricchezza in vn'ìfttffo tempo . E fé nel Vatica- 
no in Beluedere la Cappella é pittura àt\ Mantegna , il Pa- 
lazzetto di Federico Zuccaro, del Baroccio,e di Pellegrino da 
Bologna;Ia Cappella Siftina di Michelagnelo, e l'altre ftorie 
(come fcriue FAlbertino)»06/7/'«/» piciorum certantium Vetri 
de Cattro Plebis,& Alexandria Dominici* Cofm&, atc/ue Jphilippi 
-phrent. la Paolina del detto Michelagnolo , e di Federico 
Zuccaro : le capp. di Nicola V. e di Eug. I V. di F. Gio. Do- 
menicano» le fa!e di Giulio Romano , e di Gio.e Cherubino 
Alberti.e d'altri,- le Ioggie , e le camere di Raffaelle , di Perin 
del Vaga,di Gio:da Vdine,di Pellegrino da Bologna.e di altri 
famofiffimi;cosi anche nel Quirinale vi hanno dipinto eccel- 
Jentiflimi Maeftri , nell' habitatione Pontificia il Caualier 
Giufeppe d'Arpino , Gio: del Borgo, Guido Reni , Andrea—» 
Sacchi,& alt» pittorriingolarifiìmi . E fé neifalala Regia del 
Vaticano auauti la Cappella dipinfero Taddeo , e Federico 
2rJc'eari,Gio: VafarijLiuio da Forlì, & altrijt^gH fìucchi fono 
di Danielle da Volterra, e di Gialio Piacentino-: nella falau» 
auanti la Cappella Quirinale le pitture fono del Caualier 

Lan- 



MODERNA. 279 

Lanfranchi.di Carlo Venetiano, e del Tafli; & il marmo del- 
la Lauanda de'piedi è del Landino ; e cialcheduno ha nono* 
rato il fuo fecolo . 

La Santità di N. S. Vrbano Vili, ha diftaccato il Palazzo 
dalie habitationi,ridutto il tutto in quadro, oc hora abballan- 
do^ hora folleuando in moite parti la terra ,- l'ha fortificato 
di grolle mura : dentro poi l'ha abbellito di naoui comparti- 
menci d habitationi,e di pitture;&: hora adorna di nobil Rin- 
ghiera la porta maggiore delPalazzo.V'é anco vn nobiliiììmo 
mo giardino chiamato Beluedere di Monte cauallo , ricco di 
numero di fontane,che l'adornano grandemente, nel quale 
vie vnapefchiera circondata intorno d'albori, e vicino ad 
effo vi é vna fontana di particolar bellezza . Vi é anco vn_* 
bel giardino fecreto.e tanti belli compartimenti di fuori, che 
rendono gran ricreatione a mirarlo , onde come opera per- 
fettionata dal feliciflìmo Vrbano Vili, a ragione queftain-, 
fcrittione vi ha meritato . 

VRBANVS Vili. PONT. MAX. 

Surnmorum Ponrificum commoditati.oble&acioni, & fe- 
curitati Viridarij fpatium amplioriprotendit acceflìone-/ , 
quam complarauitjhinc vallis imae fuperfìciem attollens,col- 
lis inde fummìtatem deprimens.Areas additas aptè diftinxic, 
irrigauit Fontibus, 6V decenter exeoluit. In angulo Orienta- 
li domum curarum inteimihlcnirecerTum conftituit. Excu* 
bijsmilitum Heluetiorum contubernia conftruxit, &difpo- 
fuit . Hortos ambitu parietum vndequaque conclufit. 

Quefto Palazzo già fu cominciato co'ldifegno del Maf- 
cherino,e poi del Fontana, Flaminio Pondo, Gio; Vanfantio? 
Carlo Maderna, & hora del Caualier Bercino • 



S 4 D'tfi 



28o 



ROMA 




Dell* Caual/i di Fidia , e di Prajptelz^ 
in Monte Caualio . 

A Vantlalla porta della facciata principale di quefto Pa- 
lazzo vi fi vedono li due belliffimi Caualli , (colpiti da 
Fidiate 'da Praffitelp,opera marauigliofa , mandati a Roma-* 

fecon- 

1 



fecondo alcuni da Tiridate Ré de gli Armeni,per farne dono 
a Nerone : acciò il detto Ré forfè riceuuto con fplendidez- 
za, fece Nerone indorare in vn giorno tutto il Teatro di 
Pompeo , benché alcuno voglia, che folo la faia , come è più 
da credere. Furono poi npofti nelie Terme di Conftantino, e 
dopoi trafportati fu la piazza del monte Quirinale, hoggi det- 
to monte Cauallo per li detti Caualli magnificamente rifto- 
rati,e collocatiui da Sifto V.di felice memoria, con li fuoi epi- 
taffi, che (i vedono qui conforme al fuo originale, da'quali fi 
conofeera non effer vero quello , che s'è detto di fopra,cioè, 
che foifero ftati donati a Nerone, fecondo dice il Fuluio, & 
altri,ma che Conftantino li portarle di Grecia* poiché vi era. 

Sotto al Cauallo di Fidia . 
Tbidias nobilis fculptor ad artifici) pr&ttantiam de dar andam , 
Alexandre Bucepbalum domantis effigimi è tnarmore expreffit , 
E nella fte,fla bafe fi leggeua pur la feguente infcrittione» 
dalla quale s'intende, come fiano ftate riftorate dette ftatue. 
Sixtus V. Pont. Max. 
Signa Alexandre Magni ,ceUbrifque eius Bucephali , ex anti* 
quitatis tetlimonio, PhidiA , & Praxitelis Amulatione hoc maf m 
more ad vinata effigìem exprejfa,à Fi. Conftantino Max^è Gre* 
cìaaduecta , fuifq> in Tbermisinhoc Quirinali monte colloca» 
ta, temporis vi deformata , lacerarne ad eiufdem imperatori* 
tnemoriam* vrbifque decorem , in prisìinam formar» reslituta » 
hic repont iufpt . An. MDLXXXlX. Pont. IV. 
Poi fotto il Cauallo di Pranzitele . 
Praxitelis fculptor ;id PhidiA stmulationem fui monumenta, 
ingeni j posi eris relinquare cupiens , eiufdejn Alexandre » Buce- 
f b ali que ftgna felici cont emione perfecit . 
Et anticamente folo haueuano tali titoli . 
Sotto 1' vno , O P V S P H I D 1 AE. 
E fotto l'altro, OPVS PRAX1TELLIS, il che tutto in 
fieme ne'tempi difeorda . 

E però il dottiflìmo Vrbano Vili, nel 1*34- ha leuare come 
falfe le infcrittioni , e con lettere del Signor Fabritio Badefìo 
Romano molto di ciò intendente vi ha polio . 
XYSTVS V. PONT. MAX. 
Cololfea haec ugna temporis vi deformata reftitoit , vece* 

rifcttf- 



282 ROMA 

ribuique repofìtis infcriptionibus è proximis Conftantinia* 
nis Thermis io Quinnalem aream tranitulit. Anno fai. 
M D C X X X I X . Ponti*. I V. 
Opus Phidiae. Opus Praxitelis. 

Perfar'ampiaquefb piazza l'ifteffo Vrbano £reffo quefti 
Caualli ha fatto ipianare alcune partidel Tépio del Sole qui 
da Aureliano Imp.fontuofiiììmaméte edificato, e da Vopilco 
egregiamente deferitto, & ha anco aperta più commoda- 
mente la ftrada. Etinnauzia detei Caualli vi e nobile Fon- 
tana . Poi per la fcefa,che viene verfoil Corfo, e t'ù dilatata, 
& ageuolata da Paolo V. a man diritta euui Ja Dataria , & a 
man finiftra,la nuoua habitatione per la Fameglia di Palazzo 
nel vecchio Cortile de* padri Cappuccini da .Vrbauo Vili, 
fabbricata. Enel fine della fcefainvn muro vi fi legge in-» 
memoria di papa Paolo V. 

PAVLVS V. PONTIFEX MAXIMVS 

Ad Quirinale a fé aucìium , ornatumque 

viam molliti» cliuo dilatarne» 

atque direxit. 

ANNO SALVTIS MDCXI. PONT. VII. 

Della S. Croce de' LuccbeJÌ. 4. 

NOn molto honorata piazza fu quella ne i tempi antichi, 
hauendo feruito alla mexcatantia de'porci , che pero 
fovum fuarium la nominarono .E di già dedicata a S.Nicolò, 
v'aggiunfero i Notari inporciUbus. 

Fu pero l'Anno fanto del 157$. fcancellato quefto voca- 
bolo, co'i rifarli queir a chiela ad honore di S.Bonauentura » 
con vn monafterio appiedo per li padri Cappuccini, confor- 
me all'vfo loro humile,e pouero. ma riguardeuole per lafan- 
tità, che da quelle fante mura fpira . 

Intorbo all'infiìtutione de'padri Cappucciniè da fapere, 
che Fra Matteo Bafchi Zoccolante nel Monafterio di Monte 
Falcone nella Marca Anconitana l'anno ijzj. defìderando 
di rimetter'in piedi Tofleruanza dtl primo Ordine, che tiell? 

fua 



MODERNA. a8$ 

fin religione fece S, Franceico , coti altri dello fteffo ipiiitfl» 
diedero princìpio a quefto inftituto de'Cappuccini , il quali 
furono dalla Chriftiana pietà Cubito veduti volentieri. &. ac- 
carezzati perladiUJtione,c'hebbero fempre tutti i fedeli al 
Serafico P. S.Francefco , la cui effigie pare, che gli altri rap- 
prefentino con l'habito,che portano, come fi raccoglie dalla 
Tribuna di S.Gio.Laterano.douenon molto doppo Cua mor- 
te, fu ritratto in Mufaico . Fu quefto inftituto approuato 
l'anno 1518. da Clemente VII. e da Paolo 111, confermato * 
e dal (acro Concilio Tridentino honorato co'i nome di 
Religione » 

Qui l'anno 1587. morì vn conuerfo , detto Fra Felice , la* 
Cciando in tutta Roma gran concetto di Santo, óchoggidi 
effendofì trasferiti i Cappuccini al nuouoConuento loro 
fabbricato a Capo le cafe dall'Eminentiffimo Sig. Cardinal 
S. Onofrio dell'ordine loro , la chiefa é (tata conceduta alla—» 
Nation Lucchefe,che l'ha nobilmente reftaurata , e dedicata 
in honor di Santa Croce; e'1 Monaltero lì è accomodato pec 
vCo della famegiia del papa, come lì è detto . 

Quindi giungefì al vecchio palazzo de'Signori Colonne!?, 
che dentro ha le mine delle Terme di Conftantino , oc euuì 
anco vn vago Giardino . 

Poi fi fcende,& allo sboccare nella piazza de'SS Apoftoiì 
vi fono tre palazzi de'nobili Signori Muti } de*papazzurri, IvU 
timo de'quali è di vaga architettura, e di belie figure ornato, 




Di 



284 



R O M A 



~L&C hitsa di SS. Afos\b li 




DSSS.Apofio/i. 5. 

TRì le molte chiefe fatte dal gran Conftantin© in R<^ 
ma doppo quelle due, che dedicò a i principi de gli 
Apoftoli s. Pietro, e S. paolo, quefta fu vna fabbricata preflò 

del- 



delle Tue Thermea tutti i ss. Apoftoli, benché commune- 
mente fi dica s.ApoftoIo . Pelagio I.lacominciò,e Giouan- 
ni III. la finì. Queftachiefa fu da principio Collegiata— >, 
ma perche a poco a poco mancauano i Canonici, Gregorio 
IX. li nduffe a dodici,lnnocentio IV. a dieci, Honorio IV. ad 
otto , Eugenio IV. a quattro . E poi nel 1463. da Pio li. fu 
a'padri Conuentuali di s. Francesco affegnata. Dipoieffen* 
do quafì la Tribuna rouinata, Siilo I V. la rifece , e Giulio II, 
effendo Cardinale, fece il portico, il qual'è innanzi la faccia- 
ta. Effendo la Cala della Ronere nelle fabbriche dell'opere 
pie molto religiofa i come nel trattato, che fa TAlbertini, de 
Ecclefijs,& Capellis difTufamente fi legge. E dentro la chiefa 
di quefto riftoramento ve n'è in pietra la memoria con que- 
lle parole . 

Sedente Syxto IV. Pont. Max. 

Iulius Card.S.Petri ad Vinc. nepos hanc Bafilicam 

pene collabentem reftituit • 

Et hoggi y'c vn belliflìmo organo, & vna bella Cappella de 
gli Eccellentiffimi Signori Colonnefi . Vi é Statione tutti li 
Venardì delle Quattro Tempora , il Giouedì fra Tottauadì 
pafqua , e la quarta Domenica dell'Auuento : e nel primo 
giorno di Maggio vi è plenaria remifiìone de'peccati . Vi fo- 
no li corpi de'ss. Filippo, e Ciacomo Apoftoli , e di s.Pelagio 
papa, di s.Eugenia, & altre reliquie . V ien computata tra le 
Bafiliche, &. è parochia Battifmale . Vi ftanno li padri d! 
S.Francefco Conuentuali, & é Titolo di Cardinale . Sifto V. 
di fel. mem. comprò vn palazzo daili Signori Colonnefi con- 
giunro al monafterio di quefta chiefa , e l'applicò ad vn Col- 
legio intitolato S.Bonauentura, ne] quale fi alleuano giouani 
niello fteffo Ordine, fotto la dottrina del detto Serafico Dot- 
tore , per foftentatione de'quah diede l'ifteffo pontefice vn' 
entrata di 1 |oo. feudi . In quefta chiefa fon tre Compagnie. 
Vna detta del Cordone » l'altra de* ss.Apoftoli: e la terza—» 
della Concettione: e vi fi efferata vn'altra opera di gran—» 
pietà, ch'é di foccorrere a tutti i poueri vergognofi di Roma, 
però in honore de i dodici Apoftoli ogni anno eleggono do- 
dici nobili con vn prelato della Corte Romana col titolo di 

rrio- 



28£ ROMA 

priore, e con efii diuidendofi j Ri- dì di Roma, vifitano quel- 
Ji,che hanno dato memoriale deciti in vna taffettà chiufa, 
che ila elpofta come quelle da raccog'jere limofine,e l'apro- 
no due volte la fettimana- U Crinito morto è pittura di Perin 
del Vaga, e qui ila fepolto Cornelio Muffo tamofiflìmo pre- 
dicatore: e dentro il Conuento fi fa publica Accademia di vir- 
tuofi ingegni, che Fantaftici fi nominano , & vn libro deIl«L^ 
loro poefie è in (lampa. 

Del palazzo quiui congiunto de'Signori Colonnefi fcriue 
il PanciroIi,che tu accrefeiuto da Martino V. cuegli ftette>e 
dopo lui altri pontefici . & anco l'ha habitato 5. Carlo Boro- 
meo di loro nobilifiìmo, efantifiìmo parente. Jìdiquefto 
palazzo fcriuendo i x Albertni a Sifto IV. diife . PaUtium 
SS. XII- ApoHùloruma Martino V. Qolumn. fiat iuchoatum » 
quoi quidem poftea tua Beat itti do à fundamentis fumptucftjfi- 
pio edificio reslituit,ae slatuis.Varijfque pifturis , & tnarmori' 
bus cxomauit vna cum Ecclejìa ibidem mclufa; e y'é anco va- 
go giardino . 

E qui a dirimpetto è l'altro nobiliflìmo palazzo de'Signori 
Colonnefi di Gallicano molto ben rifarcito, e di bei giardino 
adornato. 

J)i S. Romualdo. 6 % 

Già preflb Phabiratione del Collegio Romano fu vnju* 
chiefa dedicata a s.Nicolo, & baueua cura d'anime-» , 
ma i padri di s. Gregorio, che l'ottennero, per liberarti da. tal 
pefi , l'vnirono il 1 566. a quella ài s. Marcello con la debita, 
yicognitione . Et ehi «fiorando quefta dirizzarono vn'altra 
3 s. Nicolò, e dedicarono la chiefa a s. Antonio Abbate . E 
perche vn'altra maggiore egli ne haueua ne i Monti, il volgo 
chiamo quefta più piccola di s. Antonino, Horaconl'oc- 
caiione della nuoua fabbrica del Collegio , douendofifaruj 
Ja (trada , quefta chiefa con l'babitatione de'padri Camaldo- 
lefi e itata nuouamente qui trasferita , e s, Romualdo dal lor 
Fondatore fi nomina ; e tra li belli quadri di quefta chiefa—» 
qnello de Ila Madonp,a>che va in Egittp>è gcmiliffima pitturi 
di A lega ndro Turchi . 

Nel- 



IVI VJ U E, I\ IN t\ • Z © 7 

Nella Grada poi del Corfo alla man diiitta v'è la nobile-» 
habitationc de'Signori Mancini, doue fi fa la famofiflìma Ac- 
cademia de'Signon Humoriiti fpeffe volte con prefenza-» 
d Eminentiiììmi Cardinali. Alla man finiftra habira il SU 
gnor Hippolico Vicellefchi , che ha gran quantità di ftatue-» 
rare. Indi fegue antico palazzo, di cui dice l'Alberini. Do- 
tnus S. Mari& in Via lata À Reuerend/Jfimo Gabriele Agrienfi 
Cardinali tit.SS.Se gìj , e Bacchi fundat a fuit . Poliremo vera 
k Reuerendijfimo Fatto de Sanclcrijs Viterb. Cardinali tituli 
S.Sabin&fumptuoJìJfimis &dtficijs ampliato cum atrio >&p ortica , 
& capelìis , & aula pulekerrima depiéìa . Poi nelle mani de* 
Signori della Roueie peruenne, &.indi negli Eccellentiffimi 
Aldobrandini, tra quali gli EminentilTìmi Card. Pietro, & 
Hippolito già Camerlenghi di S. Chiefa . 

Di S. Maria in Via lata . 7, 

TRà gli antichi Rioni di Roma vno fu in quefti contorni, 
che in Via lata fi diffe, di cui infin'hora , altro non re» 
fta,che il nome : e'1 volgo non intendendo quella parola la. 
ta,dice, s. Maria inviolata. 

Et hora é titolo di Cardinale; e nel dì della Purifìcatio- 
ne,e Natiuità di Maria Vergine , vi é la plenaria rimiflìone-* 
de'peccati.óc vi è l'Oratorio di s. paolo Apoftolo ,e di s. Lu- 
cale! quale ferirle gli Atti de g/i Apoftoli , e dipinle quella-* 
imagine di Maria Vergine,che è in chiefa in quello ftato , nel 
quale elfo hebbe prima di lei notitia.e però la dipinfe co l'a- 
nello in dito, per mezo della quale imagine Iddio no manca 
operare molti miracoli.Cbiamauafi prima l'Oratorio di s. pao 
lo, e Luca : è collegiata , e parochia Batrifmale . Vi è la Sta- 
tone il Martedì doppo la quinta Domenica di Qiiarefima,&: 
vi fono molte reliquie , particolarmente il libro ftefio de gli 
Atti de gli Apoftoli,il quale fcrilfe s.Luca in quefìo luogo,co- 
me s'è detto di fopra . 

E ftata fempre tenuta da'Cherici fecolari conia cura-» 
delle anime, & eflendo Collegiata per lo mantenimento de' 
Canonici l'è vnita quella di s.praflede fivori diporta portefej 

e Ce 



*88 ROMA 

e fé bene tra le tito!ate,con;e fi é detto, ella fi troua tra le-» 
prime, la ftatione però gli é la diede Sifto V. 

Qucfta chiefagia tu fopra le rouine d'vn Arco trionfale-* 
di G ordiano fabbricata, la cui metà era anco in piedi a tem- 
po d'innocentio Vili, il quale nel 1491. distacendolo da* 
fondamenti,la rifece, e con lui all'opera concorfero il Card. 
Borgia Vicecancelliero , & il Cardinal Riario Camerlengo . 
Hora ha tribuna nobilmente dipinta da Daniel dì Volterra» 
e'1 principe Cardinal d'i Sauoia l'ha d'alcuni doni arricchitale 
però fotto il portico vi fi legge. 

SERENISSIMO PRINCIPI 

Mauritio a Sabaudia 

HuiusTit. Diac. Card. 

Qui Regum fatu ortus Regia liberaiitate 

princeps, & abfque exemplo 

pretiofiflìmaSacrarium fupelle&ile inflruxit, 

Et Eccleiìae maiora in dies ornamenta medicatur. 

Canonici 

Aeternum ftatuunt Grati* , & Honoris monimentmn 

ANNO SALVTIS M. D. C.XXXV1I. 



Di S. Marcello . 8. 

FV già in queflo luogo dirizzato vn Tempio ad Ifide in- 
fame Dea de gli Egittij,il quale fu da Tiberio Imperado- 
re diftrutto, e l'Idolo gettato nel Teuere, e crocefifB tutti i 
facerdoti della Dea, per hauer tenuto mano ad vn graue fal- 
lo comroeflo da vna Gentildonna Romana molto nobile-/ ; 
Delle ruine di quefto Tempio n' apparuero alcune Tan- 
no 1617, cauandofi i fondamenti de! Monafterio. 

Quefta chiefa fu edificata da vna Gentildonna Romana-» 
vedoua detta Lucina in honore di s. Marcello , il quale fu po- 
fto quiui, ch'era vna ftalla,per comandamento di MaiFentio , 
& iui mori dal gran fetore,che vi era; ed é titolo di Cardina- 
le^ nella feftadi s.Crocedi Maggio ve Cappella d'Eminen* 
tiflìnii Cardinali . 

Per 



MODbRNA, 289 

Per effer'antichiflìmo il titolo , & ad vii tanto Roman* 
pontefice dedicata , gran conto Tempre ne fecero molti de-» 
fuoi Succeffori . Le diede S. Gregorio primo vna delle ftatio- 
ni Quadragefimali, che viene il mercordi doppo la Domeni- 
ca di pafiìone, & altri di pretiofi doni, & offerte l'arricchiro- 
no, e Stefano IV. particolarmente. 

Rouinandoquefta chiefa il 1 5 r 9. a' 12. di Maggio , reftò 
miracolofamente illefo vnCrocefiifo, che pure nel proprio 
altare fi conferua, né fi fmorzò la lampada , che auanti gli ar- 
deua . per vn tal cafo fotto miglior forma fi rìdufle la chiefa, 
trafportandofi la facciata, che non ha il fuo ornamento , si 
la via del corfo,che prima ftaua alloppofito : e diede a que- 
lla fabbrica molto aiuto il Vefcouo d'Arimini, Afcanio pari- 
iìanot e dopo del 1^97. i Signori Vitelli, che le fecero l'Aitar 
«aaggiore,& vn bel loffitto dorato . 

Fu al principio prepofitura con dieci Canonici , & olrre^» 
il Cardinale,che l'haueua in titolo, vn altro era Arciprete del 
Capitolo , e fotto la giurifdittione teneua dicianoue chiefe , 
ideile quali otto rdfcano ancora in piedi , s.Mauto , s.Stetano 
a piazza di pietra , ss. Vincendo , & Anaftafio in Tnuio, s Ni- 
colò a capole cafe, s. Andrea delle Fratte, s.Mariafn Via. e di 
iTreui, e s.Gio. della Ficoccia : le detratte furono di s. Nicolò 
de Tornitoribus,6V de Archionibus, s. Lorenzo, e s. Stefano > 
due ne haueua s. Biagio , oltre di tante che ci refta vna de-» 
Viciomòus.e 1 altra de Pipiombus , che fono cognomi di fa- 
meglie » le quali l'haueuano fondate. Ci era anco pretio di 
Treui vna chiefa de'ss.Hippolito,e Cafiìano, hora cafa, che-» 
a benefitio di quefto Monafterio fi appoggia. Ci era s. An- 
drea de Columna prtflo l'Antoniana* e fu leuata venendoli 
ad incoronare in Roma Carlo V. Et a'n offri tempi per fare 
vna via predo della feguente chiefa dei Crocefiflb , fi leuò 
vn'altra di s. Maria in Cannella snella fabbrica del Collegio 
Romano entrò vna chiefa dedicata al Saluatore, e nella rab« 
brica del piefente monafterio vn'altra de i ss.Cofìmo, e Da- 
miano. 

Erano tutte quefle chiefe piccole parochie , fenza il fonte 
battefimaIe,onde quando qui fi confecraua,i Rettori di quel- 
fi veniuano ad aiutate nelle cerimonie il pacchiano di que« 

T fta. 



*9° ROMA 

fta . Hora non è più in vio, faluo che alcune deHe fudetr<-_-» 
cbiefe vengono a pianare 1 e. 'io Tanto . Durò quefta prepo- 
fitura infino al 1369. ncJqu*!- iù data la chiefa conlefus_-> 
ragioni a i padri deferii ,cosi detti ^er vna particolar feruitu 
irerfo d» Maria 1 rrprt- Vi-igiue 

Inqueitacnicia.ù dato principio alla Confraternità del- 
l'habitofanto, che a ferui fuoi diede la fantiiììma Vergine. 
I tanto antica qui fi troua quefla Compagnia, che non fa- 
pe ndofi Panno , che vi cominciò, bifogna che foffe, quando 
nel detto 1369. ci venrr roi padri, hauendola già in altri luo^ 
ghi ine edotta . Di fili è la cappella della Madonna dotata 
dal Vefcouo di Triuento Matteo Grifoni l'anno 156*. &il 
1607. fini d'ornarlail Chu.Gio. Matteo Grifoni . Ogni terza 
Domenica del mefe > die fanno la proceflìone per quella.» 
cbiefa,hà Paolo V. concetto loro Indulgenza plenaria, come 
anco nel giorno, che pigiano l'habito, & in articolo dì 
morte. 

Vn'altra Compagnia hauf ndo quella chiefa, fu rinouata_* 
l'anno 161 5. da Fra Vjaeftro Aurelio Raffaeli , Procuratori-/ 
generale Apoftolico dell Ordine , Oc è de i lette dolori,chc 
del fuo figlio pati la gloriola Vergine. 

Veniamo hora alla cappella dei miracoloso CrocefirTo 
rinouata Tanno 161 3. con molta b?!lezza.e fpefa, dalla Com- 
pagnia fotto l'inuocatione fua. Quiui oltre il facro legno 
della Croce» accommodato in va reliquiario d'argento fono 
quattro corpi fanti.Gio. Prete, Biado, e Diogene,de'quali par- 
te ne pofhede s. Praflede ne'Monti i e d elfi altro non fappia- 
mo,ie non che in vna pietra di quello altare con antichiflìmi 
caratteri fono detti martri . L foi fi che s.Gio. Prete é quel- 
Jo,che come fi sà,fepelliua i corpi de i ss. Martiri, cra'quali fu 
ancora s. Marcello » e qui il giorno de i fudetti tre fi celebra 
a' 16. di Luglio. Il quarto corpo é di S. Longino , e di Impu- 
re n ha parte la chiefa di s. Agortino . Di quello Santo fen- 
dendo varij Autori con uengono, ch'egli roffe vno di quei foi- j 
daticene mandò Pilato al Caluario e che trafiffe il coflato di 
N.Sig.già morto in Croce,chiperòlofà Romano,chid'Ifau- 
ria. chi di Cappadocia . li che più fi conforma col rimaner» 
te della fua vita • ^ | 

Il qua* 



Ti quadro nella cappella de'Signors Frangipani è di Fedo* 
tico Zuccaro, la cappella di Taddeo, & alcune tette dell'Ai* 
gaidi, le pitture del Crocefiffo fon dì Perinoja cappella del- 
la Madonna di Francefco Saluiati.e la chiefa intorno del Na- 
uarra. Qui congiunto él palazzo de'Signori Marchefi Cefis. 

Del SautiJJtmo Crocefiffo . 9. 

QVando Tanno 1J19. occorfeil miracolo del Crocefiffo, 
che ftà nella chiefa di s. Marcello , come fi è detto , fi 
mr ffe il Popolo Romano ad hauerlo in gran diuotione , e ri- 
uerenza, in tanto che doppo tre anni , effendo Roma traua- 
gliata dalla pefte, giudicarono i Padri Semiti, i quali tengono 
quella chiefa , che per ottenere da Dio mifericordia foffe be- 
ne portare quel Crocefiffo perla Città in procefiìone,con_# 
farne ogni giorno vna per ciafeun Rione . Si Ieuo dunque^ 
l'anno 1 5 1 z. a gli otto d'Agofto,& aili 24. fi ritornò alla fua-» 
cappellai cefsoil caftigo della peftilenza. 

£ perche in quelle proceffioni molti in fegno di penitenza 
vediti difacco nero, e co'piedi nudi accompagna u?.no quella 
fanta imaginedi N. Sig. Crocefiffo, hauatane ia gratia fecero 
vna Compagnia , che veftiffe quell'habito . e del Crocefiffo 
ella fidicefle ;e'I portan'al petto , con due fratelli, che l'ado- 
rano. 

Poi l'anno 1 568. hauendo quefta Compagnia per fuoi pro- 
tettori due Cardinali di cafa Farnefe Aleffandrcc Ranuccio* 
amendue nepoti, e creature di Paolo IN. aiutarono la fab- 
brica di quell'Oratorio in forma d'vna bella chiefa , di bellif- 
fime figure ornata, douei venerdì della Quarefima la fera i 
fratelli procurano, che vno depiù valenti Predicatori , ch*^ 
vada su i pulpiti di Roma, ci faccia vn tei mone, accompagna- 
te da efquifiti moni ,& eccellenti mufiche. Quiuipure, & 
anco nella chiefa di s. Marcello , doue ftà fempre il detto 
Crocefiffo, celebrano le due ftftedi s. Croce. In quella di 
Maggio liberano due prigioni » e nell'altra di Settembre ma- 
ritano Zitelle, & in riuerenza delle cinque piaghe altrettante 
'ampadi mantengono fempre accefe alianti il detto Cro- 
efiffo } & ogni autìo veftcno uè poueri , e lor danno dàu» 

T a pran. 



a*n ROMA 

pranzo , e limofina con danari nel giorno dell'Epifania . 

Preffo è'1 palazzo de' Sig. Colonnefi Principi di Carbo- 
gnano . 

Di S. Maria dell' Humiltà . i o. 

DOppo che Francefca Baglioni Orfina per molti anni 
s'affaticò nella fabbrica di quefta chiefa, e rnonafterio, 
& in prouedergli tutto il neceffario, Dio finalmente le diede 
grana, e conlolarione divederlo compito l'anno 1603. onde 
nella feda di S. Michele di Settembre, qui fi veftirono alcune 
monache fotto la regola di s. Domenico, e per Ioroinftrut 
tione ci vennero quattro profefle dal rnonafterio di s. Maria 
Maddalena a Monte Caualloxhe fono dello ftefs'Ordine. 

La fefta principale di quefta chiefa é i'Aflunta. Celebrano 
ancora la fefta di s.Michele di Settembre. 

Di S. Maria delle Vergini. 1 1 . 

PEr vn'altra chiefa , e rnonafterio disratto fotto il titolo dì 
s. Maria del Refugio s'è fabbricata quefta Tanno 161?. 
Quefta chiefa, e luogo ftà a pie di Monte Cauallo , del quale 
di fopra s'è parlato . Fu principiato fotto il Pontificato di 
Papa Clemente VILI, nel qual luogo era determinato di far 
tre appartamenti diftinti, vno per honefte , e pouere zitelle v 
Taltrp per vedoue di buon nome , & il terzo per donne ca- 
dute in peccato,per poterfi emendare, ma poi é ftato deter- 
minato (blamente per Zitelle , la qual buon'opera fu princi- 
piata da vn Padre della Compagnia dell'Oratorio aiutato da 
perfone pie , e dal detto Pontefice . Quefto luogo è detto 
anco PAn*untione,perche qui fi fa tal fefta principale dell'Af- 
funtione della Madonna con Indulgenza plenaria . Sta fotto 
la regola di s. Agoftino , doue al fuo tempo fenz'altro noui- 
tiatopoflbno fare profetinone, impctandofi loro a nouitiato 
tutto'! tempo deli'cducatione. 



De' SS. Vincenzo, & Anaflafìo . 1 z. 

QVantunque a'22. di Gennaro fi celebri il giorno di qua- 
fti due Santi, nondimeno tra'martirij dell Vno, e dell'ai, 
tro pacarono più di 300. anni . 

L'aii- 



MODERNA. 295 

L'anno 1611. fu da Paolo V. data quefta chiefa aln Padri 
di s.Girolamo in ncoin oenla di vna chiefa , che hebbero già 
da Pio IV. iotto'l titolo di s.Saluatore prima.e poi di s.Giro- 
Jamo, la quale bifognò gettar'a terra» con il già detto mona» 
fterio appreffo, per fai e piazza innanzi il Palazzo Papale , Si 
aprimi in faccia vna ftracfa . 

L'anno poi 1614. nel giorno dell'Auiiorato loro s.Girola- 
mo tu pofta la prima pietra del Monafterio, che ftato poi da' 
detti padri tirato a perfettione ; con queita parochia fi e vni- 
ta l'altra.che haueua la chiefa disfatta del fudetto Saluatore , 
e chiamali parochia Papale, perche haforto di le ia fameglia 
Papale . 

Quindi partendefi s'entra nella piazza della Fontana di 
Treui già nel principio accennata , la quale acqua Vergine fi 
nominatosi detta da vna Vergine, che ad alcuni foldati,che 
ricercauano acqua, moftrò le vene puriflime di quefta, e 
da Agrippa fu fatta venire in Roma. E circa doue miglia-* 
fi raccoglie per condotto nel contado Lucullano , e poi vi 
èftata giunta l'acqua di SaIone,vltimamente da Pio IV. l'an- 
no 1565. introdotta) effendo ftato già da Papa Nicola V. 
«fiorato il condotto antico,e però v'è quello Epitaffio « 

NICOLA VS IV. PONTIFEX MAXIMVS. 

Foftilluftratam infignibus monumentis Vrbera 

duftum Aquse Virginis vetuftate collapfum 

fu a impenfa in fplendidiorem cultum 

reftitui.ornarique mandauit. 

AnnoDom. Iefu Chrifti MCCCCLIIL 

PONT1F1CATVS SVI VII. 

V'cpoidavnlatoilfamofifiìmo palazzo de'S ignori Cefo 
Duchi di Ceri.E dalia parte dietro euui l'altro de'Cornari ha- 
bitatodairEminentirTimo Cardinale Scaglia, oue fono elqui- 
feiffimi quadri, e belliftìm.a Libreria . 



T 5 Non 



294 ROMA 

Non molto lontano èl Collegio Mattheo inftituito dal- 
l'Eminentilììmo Girolamo Cardinal Matthei , per educarci 
alcuni giouani nelle lettere con buoni ordini , e commodo 
entrate . 

Di S. Giouanni de* Maroniti. i 3 . 

IL più alto monte,che nella Soria fi troua,è quello, chc# 
Libano fi dice ■ & è nelle diuine Scritture per la Aia bel- 
lezza (ingoiare molto celebrato.perche fé bene in ogni tem- 
po ftà nella Tua cima coperto di neue , più a baffo nondime* 
no, & alle fue radici , fi può ad vn'altro terreftre Paradifo af- 
fomigliare , verdeggiando in ogni parte con alberi pretiofi » 
tra'quali grande è la copia di belli cedri . lui ancora fi coglie 
fn abbondanza l'incenfo, che nella voce Greca è lo Iteffo 
che Libano. Dindi nafcono vari; fiumi d'acque buonifiìme» 
tra'quali è il Giordano fan tifica toco'l Battemmo di N olirò 
Signore . 

Hora quelli > che habitano fotto vn sì felice clima*fono i 
Maroniti, cosi dettilo da vn luogo,che Maronia fi dicevi cui 
parlò s.Girolamo, fcriuendo la vita di Malco Monaco, ouero 
da vno detto Marone,,che dalla itàt Cattolica gli traflfe nel- 
l'errore de i Monoteliti,che vna fola diuina volontà metteua- 
no inChrifto. Ma l'anno 1181. moflì dallo Spirito fanto 
quarantamila valorofi guerrieri ritornarono ali antica reli- 
gione, e virilmente la mantennero . In tanto che Papa Leo- 
ne X. mandò fuoi Legati l'anno 151 5. 

S.Giouanni della Ficoccia fi dice quella chiefa nel Breue 
Àpoftolico di Gregorio XIII. & in Roma fu vna fam eglia di 
quefto cognome, & hebbe vn Santo detto Giouanni, che fu 
Abbate nel monafterio di s. Lorenzo fuori delle mura, quan- 
do 3o teneuano i Monaci , Se effendo quella chiefa fotto la—» 
giurifdittiene di s. Marcello, come pure iui fi moftrò » « molte 
altre, che fimili cognomi haueuano, fi raccoglie» che dalla ta- 
naglia Ficoccia fi tondo quefta, & in honore di quel Santo 
fuo la dedicarono all'Euangelifta , e la cura dell'anime fu poi 
vnita a Sant'Andrea delle Fratte: oc effa chiefa data aquefta 
Hatien Ue'Maroaiti , per la quale Gregorio XI li. fondò nel 

mah 



MODERNA. 39; 

medefimo luogo vn Seminari j > il qu le per la morte m quel 
?ontefice,reftando lenza doce ,il Cardinal Caraffa con l'aut- 
torita di papa Sifto V. gli vm vna Badia, facendolo anche-* 
he rede del Ino con obligo di rifare la chiefa, di cui ne fece il 
dtfegno, hauendo facto diftrug^ere la vecchia, e del Scanna* 
rio diede la cura a i radn della Compagnia di GiCàù. 

Dell'Angele Cufiode . 14. 

Q Vetta Archiconfraternità dì diuoti fratelli fa prima-* 
Congregatone, e poi Compagnia fondata in s. Scefauo 
dei Cacco , & in vna cappella alla man dinr t a vn tempo vi 
fono dimorati, poi andorno a $. Valentino de'Cefarinii indi 
per itar foli, e poter meglio esercitar le iuc opereran- 
no qui prefo quello luogo , e vi fanno commoda- 
fabbrica . Sono fecolar , vertono facchi bian- 
chi con mozzette bianche l'opra cui han- 
no vn Angelo, che pti le mani guida 
vnlanima , e vi tengono conti* 
guarnente vn Cappella- 
no,- e '1 Sere ni (fimo 
Principe 
Cardinal di Sauoiac 
loro protet- 
tore. 




T 4 



t96 ROMA 

Di S. Maria di Conftantinopoli. 1 5, 




S Maria di Conftantinopoli , e della Compagnia de'Srci- 
* lìani 9 è di molta diuotione , e Matteo Catalano 
Sacerdote Siciliano vi fece d'amendue quefte Natiomvna 
Compagnia; e ledono alcune fue cafe 1 anno 1595. con lo 
fpedale, per dar principio alla fabbrica de'lla chiefa , e dello 
ipedale per li poueri di quefte due Nationi , vertendo Tacchi 
bianchi, con vn cappello,mozzetta,e cordone turchino. 

Dato c'hebbe vn tal principio , non mancarono poi altri 
ad aiucarli.cra'quali fu il Ré Cattolico, e Simone Tagliauia-* 
figlio di Carlo d'Aragona Duca di Terranuoua , che per le 
fue molte lettere, e virtù;, oltre i meriti del padre verfo la—» 
s.Chiefa,fù da GregorioXin.il 1578. creato Cardinale . Et 
bora è nobilmente ornata , e'1 Martedì doppo la Pcntecofte 
v'e folenniffima fetta . 



Di 



MODERNA. 297 

Di S. Nicolò à capo le cafe . 1 6*. 

Già qui hebbe vna piazza la fameg.lia , che de gli Archi- 
monij fi difle.e poi corrottamente de gli Arcioni, onde 
alia chiefa ancora fi diede il fopranome d'Archimonij , ma—» 
per l'antichità iafciarofi, n'ha quello di Capo le cafe, perche 
le cafe Coppole rouine di Roma più oltre non pailauano, 
ma da alcuni anni in qua. fono crefeiute in tanto numero 
che d» capo le cafe e rimaflo folamente it nome . E* mem- 
bro di s.Marcello, e vi Hanno i Frati de'Serui , de è parochia : 
é dentro l'ottaua del Sanciilìoio Sacramento fanno beìhffi- 
maproceftìone. 

Di S. Maria di Fuglienfe . 1 7. 

Q Velia é nuoua chiefa , e con l'hofpicio fi fabbrica da pa- 
dri Fuglientini di natione Francefi nella ftrada Rateila» 
& alia Santiifima Vergine e dedicata . 

Di S. Nicolò di Tolentino . 1 8, 

N Acque s.Nicoló in vn Caflello della Marca, detto s. An- 
gelo da'parenti Iterili , per voto fatto a s.Nicolò di Ba- 
ri, e promeffa di mettergli il nome di lui, econfacrarlo a 
Dio,e fi dice di Tolentino per il lun^o tempo , che habitò in 
Tolentino. 

In quelli virimi anni rifuegliati alcuni buoni Frati,che ita- 
liano nel Mcnafterio di s. Maria del popolo , confederando la 
fanta vita del fuo fondatore, fi rifolfero di ritirarli ad vna più 
ftretta vita regolare , a perfuafionedi Fra Francefco Maria-» 
Sauoncfe. E fu ni riforma da Clemente Vili, approuata-ji 
l'anno 1599. fotto nome di Scalzi Eremitani, & il 1604. con- 
fermò lfiabitOjChe haueuauoprefo, e doppo che prouarono 
varij luoghi di chi efe antiche in Roma , comprarono final- 
mente quello fito l'anno 1614. per farci il Nouitiato, dedi- 
candolo a s.Nicolò fudetcojlt in quello prefente anno 1614* 

vici- 



S98 ROMA 

vicino a quefU chiefa ne hanno fatto di nuouo vn'altra mol- 
to maggiore bella. 

Di S. Antonio di P adotta . 17. 

Q Verta chiefa fu fabbricata Tanno leu. de i Frati rifor- 
mati del terz'Ordine di s. Franceicod'Aflìfi . S. Anto- 
nio tu prima Canonico Regolare di s. Agoftino ,• poi inten. 
dendo 11 martirio d'alcuni Francefcani , accefo da defiderio 
firaordinariodi patir la morte per Crniito , palso a quell'Or- 
dine, & hauutane, non fenza moita difficoltà , licenza da'Su- 
penorijinuiandofi al primo Conucnto de Frati Minori, che a 
1. Antonio era dedicato, mi con lhabitoprefe anco il nome 
del Santo con animo dì tener nafeofte le molte fue lettere » 
e talenti datigli da Dio . Ma non gli riufei" l'intento , perche 
trouandofi vn giorno tra molti Frati fenza alcuna opinione 
di dottrina , ò d'altri talenti» & hauendo il Guardiano del 
Cruento bifogno d'vno,che predicale aJ popolo : e feufan- 
deli tutti di nonefler'apparecchiati» fu da Dio inspirato di 
commandar ciò a Frate Antonio. Predicò egli con tanta doi- 
tnna,e fpirito, che fece ftupire tutti, e perciò impiegai*, 
dolo in quefto fanto minifterio,fece si gran nufeita» 
che gli altri Predicatori in vdirlo fi copriuane 
la faccia. Finalmente Tanno 1586. Si* 
fio V. ordinò , che fi faceffe doppio 
l'otri tio nel giorno della fui_* 
fcfta,chee ai$. di Giu- 
gno . 




JD«A 



MODERNA. «j$ 




Della Conuttìont di Maria Vergini . io. 

NOn giudicando^ che fletterò più i padri Cappucci*! 
in faccia ai palazzo Apoftoiico del Quirinale » doue già 
•fano,tì rifolfc rEmiaeaw&mo Sia. Cari, f • Qftefrio fratelte 



3oo ROMA 

della Santità di N. Sig. Vrbano Vili, di eriger loro vn nu#- 
uo Conuentoda fondamenti , come fece, ma con maggiore 
grandezza dell'antico, e con ogni forte di commodità a fi- 
mil genere di luoghi neceffarie , perche hoggi e capaciflìmo 
di molto maggior numero di Padri,che non era prima. Vi fe- 
ce anco vn'appartamento per la perfona fua propriate la bel- 
lifiìma chieia,che vi fi vede fotto l'inuocatione della Concet- 
tione di Maria Vergine , e di s. Bonauentura, a cui folenne- 
mente getto la prima pietra il medefimo Pontefice Vrbano 
Vili. & oltre a molte Indulgenze concedutele, è anco ar- 
ricchita di pitture de'primi maeftri dell'età nolìra. Alla man 
manca poi nella feconda cappella è il corpo del B. Felice, che 
di grandiflìmi miracoli continuamente abbonda.E di quefto, 
e de gli altri Padri alla chiefa della s. Croce de'Lucchefi al- 
cuna cofa riabbiamo detto. Sopra la porta di detta chiefa 
di dentro v è la copia della Nauicclla Vaticana con quelle 
paiole. 

Huius pi&urac exemplar , quod ante annos 510. a lotto 
Fiorentino celebri pi&ore opere mufiuo elaboratum eft 
Vrbanus Vili. Pont.Max.ex area Vaticana in Bafilicam Prin- 
cipis Apoftolorum tranftuJit, anno falutis 1629. 

Ed anco fui è quefta infcrittione. 

Frater Antonius Barberinus S. R. E. Presb. Cardinali* 
Sanati Honuphrij Vrbani Vili- germanus frater Temp!um_» 
immaculata2 Virginis conceptae, Capuccinis Fratribus caeno- 
biumafundamentiserexit, religiofi in Deiparam obfequij , 
benefica? in fuum Ordinem chiaritati* monumentum anno 
fai. 1614. Capuccini Fratr«s grati animi ergo pof. 

Come anco vi fi legge. 

Vrbanus Vili. Pontifex Maximus nokns Pontificia; cari- 
tatis magnificentiam Gapuccinae paupertatis limitibus coér- 
ceri,aram maximam ornauit. 

II 



MODERNA. 301 

11 quadro di mezzo é del Lanfranchi , l'altri fono del Sac- 
chi,Carpi,Camaffei,BalaiTi,Turchi,Mutiano, Cortona, e Gui- 
do Reni, famofifiìmi Pittori. 

Li padri Cappuccini partitili da s.Maria de'MiracoIi al po- 
polo, andarono già adhabitare tràs.Pudentiana, e s. Lorenzo 
in fonte nel vico Patritio in vna chiefa a s. Eufemia confecra- 
tajCx: hora deftrutta ; indi furono trasferiti a quella di s.Bona- 
uentura fotto monte Cauallo ,• & hora ftanno a quefta della 
Concettione a capo delle Cafe. 

DiS.Ifidoro. il, 

T TAuendo papa Gregorio XV. l'anno lóiz. canonizato 
XjL cinque Santi, tra'quali fu s.lfidoro, vennero di Spagna 
alcuni Frati di s. Francefco riformati , e quiui gli dedicarono 
la prefente chiefa co'l monafterio. 

Fiorì queiìo Santo circa il 1 1 50. la pittura dell'Aitar mag- 
giore è del Sacchi. 

Quindi non lungi è la Porta pinciana detta per innanzi 
Coìiatina dal Cartello diCollatia ; e pur hoggi 1 contorni 
lucri di quefta porta , fi chiamano in Collatia,- Fu ella—» 
crafportata infieme con la Fiumentana,e pcfte do- 
ue elle fono hora, nel rempo , che il Campo 
Marzo fu meffo dentro di Roma , e cinto 
di mura . E fino a quel tempo fu co- 
minciato a domandarfi Pia- 
ciana.perche ella era 
predo 
al palazzo d'vn gran Senato- 
re, chiamato Pia- 
cio. 



Tra 



$ot 



ROMA 




Tra la Porta* s.Ifidoro è la Vigna del già Card.ludouifioc 
fcineffa e gran copia di belle ftatue antiche d efquifiti qua- 
dri, & altri rari adornamenti f degni d'eflcr veduti dai curio» 
delle pi è degne antichità • 



MODERNA. 303 

Qui vicino habitaii Sig.Francefco Angelonì , che na vru 
belliflìmo ftudio ornato di diuerfe pitture di Maeftri illuforie 
quantità di medaglie, & altre anticaglie curiok . 

Di S.Franeefca Romana, 22. 

I Padri della Santiflìraa Trinità de] RiTcatto , hauendo In 
Roma nella f»a prima origine ottenuta la chiefa di San 
Tomaio alla Nauicella,e poi lavandola, non la giudicarono 
più a propodtOj quando panati molti anni ritornarono a Ro- 
ma, e perno eflere queHa parte habitara, ekfleroqueftofìto 
lamio 1614. nel quale fabbricarono quefta chiefa ad nono- 
re di s. Francefca> e venne a benedirla il Cardinal Bandint 
Protettore all'hora dell'Ordine. 

DiS. Guglielmo. 13. 

HAuendo Plerleone co'l nome d'Anacleto folfeuato feif- ' 
ma il 1130. contra Innocenzo II. vero fucceflbre di 

j.Pietro,tra gli altri -che fauorirono l'Antipapa, fu il Duca di 
Guafcogna Guglielmo , & a gmfa d'vn'altro Saulo perfegui- 
cando la chiefa di Dio* fu miracolofamente , come lui , con- 
uertito per me/o di s. Bernardo, e con tanto fcntimento,che 
lafciato il mondo fi fece de gli Eremitani di s. Adottino , e fi 
ritirò nel territorio di Siena in vn luogo deferto , detto Ma- 
laualle, cxiuiin afprifiìme penitenze dando fine a i giorni 
fuoiili fece parte del fuo corpo a Caftiglione , tre miglia di* 
feoito , & il iuo capo con le braccia portato a Roma , quello 
fn s.Anaftàfia fu ripolfo, e di queite vnofj diede a 5. Pietro ia 
Vaticano,e l'ai tro a s.Agofbno. 

Riformandoti poi l'Ordine de'Frati Eremitani, & in Italia* 
come fi é veduto alla cbiefa di s. Nicolo di Tolentino, & in-» 
Ifpagna il 1580. da Fra Luigi di Leon, vennero diquefia— » 
Congregatone alcuni a Roma , e a 1. Guglielmo di quello or- 
dine fabbricarono quella chiefa, e monaiterioil 1619. 



Gior- 



3°4 



ROMA 



Giornata Quarta.». 








RIONE DI COLONNA 



Vefto Rione di Colonna , e non della Traiana» 
ma delf'Antoniana intendefi , fa per infegna— » 
Lifte bianche, e turchine . Vi fono i nobili pa- 
lazzi de'Signori Aldobrandino , Bufali, Spadi, 
Veralli^e le Fontane di Piazza Colonna>e dei- 
la Rotonda . 

Di S. Giofeppe alle Fratte, i . 

Q Vefto luogo fi dice alle Fratte , perche non vi era prima 
fé non Fratte . La fua ritiratezza lo fece giudicar mol- 
to a propofito per Monache di vita riformata : e perciò vi 
fu fatta la chiefa , e'1 monafterio per le Carmelitane fcalze 
ibeto la riforma di «.Ter efia,che hoggi vi ù. vede. Il fondatore 

ne fa 



• 



MODERNA. 305 

acfùil padre Franeefco Soto Spagnolo Sacerdote citila-» 
Congregacione dell'Oratorio di s. Filippo Neri , e hauendo 
per più di 30. anni eccellentemente feruito di mufico bella 
Cappella Pontificia , volfe in quella opera confecraie a Dio 
tutto l'auanzo delie fue virtuofe fatiche. Viconco;fero al- 
tre perfone pie ancora : e la Sig.Fu'Uiia Sforza particolarmen- 
te le attribuì céro feudi d'entrata perpetua : e per informarci 
e reggere quello nuouo Ccuuen.o, vi furono nel 1598. tra- 
/portate tre Monache del iVonafterio di s. Marta per efem- 
plarità.e difciplina ftimatode'più lodatile nobili di Rcma—i . 
La chiefa tu l'anno parlato rifatta dall'Eminentiflìmo Signor 
Cardinal Lanti : e vi fi veggono alcune pitture non tanto ri- 
guardeuoli perla loro eccellenza , quanto ammirabili per 
la mano che l'bà fatte , effondo dis. Maria Eufrafia Benedet- 
t^monaca.e pittrice eccellentififima in detto luogo» forellsu* 
del Sig. Elpidio Benedetti, che fu fegrctario in Francia df 
Monfignor llluftriffimo Giulio Mazzarini Nuntioitraotdina- 
riodi N. S. appretta allaMaeftà Chriftianiflìma . Evi fon-» 
belli quadri del Sacchi, e del C aualier Lanf ranchi . 

Di Chrìjlo adorato da Magi . 2. 

A Lia man diritta nel piano euui il palazzo de'propagan- 
da Fide , inftituito fotto Gregorio XV. e poi fotto Vr- 
bano Vili, ingrandito , oue per quella opera fi fa Congre* 
gatione di Cardinali , e con molta fpefa vi fi mantengono 
letterati , e vi ftampano libri 'n aiuto della Fede per tutte il 
Mondo 1 e nel 1634. vi fu fatta quefta chiefa, oue tale in- 
fcrittione. 

D. O. M. 
Fr. Antonius Barberinus Vrbani Vili. Pont.Max. Gerrna- 
nus tic. S.Honuphrij Presb. Card.M.Foenir. S.R. E. Biblioth. 
Acdem banc Chrifto Infanti a Magis adorato dicacsra— » 
Collegi) ad propagandam Ftdem inflituti vfui a fundam. 
«rcxicinfhuxitjornauit . Afl. MDCXXXIV. 



Di 



J06 tt U M A 

Di S. Andrea delle Fratte. 3 . 

FV già quefta chiefa de'Scozzefi , li quali nel tempo , che 
la Scoria lafcio la vera tede, fi partirono per Scoria , e 
sei partirli Iafcierono la cura de'fuoi beni alla vicina Fame- 
glia deiBufalo.che fedelmente fi portò, dando a'poueri tut- 
te l'entrate , che de'lor beni firaccoglieuano . E Ja chiefa fu 
vnita a quella di s. Marcello . 

L'anno poi del 1576. ftando quefta in pericolo di cadere, 
fùconceffa ad vna Compagnia del faotiffimo Sacramento» 
di cui fi dirà alla feguente, con obiigo della parochia , che-j 
prima ci era, e cosi la rifece ; ma perche troppo carico era—» 
quello alla Compagniajtù data Tanno 158 j. a i padri italiani 
dis.Francefco di Paola. 

Ce Jebrandofi il giorno di quefto fanto padre alli %.di Apri- 
Ie,con l'cfTerta del popolo Romano, piacque a Dio, che ia«# 
tal dì) anno 1605. foife inalzato alia catedra dì s. Pietro il 
Cardinale Aleflandro de' Medici, e Leone Xf fidiceffe, E 
perche il decimo, che pur fu della fìeifa famegtia , haueua-» 
canonizato quefto $anto,comincjo Leone XI. da'fondamen- 
ti a rittorare quella chiefa nel modello chehora fi vede. Ma 
perche viffe pochi giorni Ottauio d^l Bufalo fafciò morendo 
Tanno 161 *. buona fomma di denari.acciò fi finùTe , è archi- 
tettura del Guerra . E Ve su la porta 4» dentro quella in- 
fcritrione. 

OCTAVIVS BVBALVS 

de Cancellanjs 

Fighini Marchio 

Templum hoc 

San <5fcis Andrej Apoftoloi 

& Francifco de Paula 

fuse Familia? Patronis 

CXSdifìcauit, ornauit > addixit. 

ANNO DOMINI MDCXii. 

Vifrfenno nella Settimana fanta belli fepolcri. 

> 3# 



MODERNA. 307 

Del Sacramento $er la Parochia di S. Andrea. 4» 

HAnendo qui la natione Scozzefe vno fpedale , come s'è 
detto nella chiefa pacata , che per cagione dell'here. 
iie ferainate in quelle parti abbandonarono , reftando però 
alcuni faldi nella fede catholica , vennero due a Roma-» 
l'anno 1576. ÒV hauendo i maggiori loro nel partirti lafciate 
le chiaui alla fameglia del Bufalo, lor furono gratiofamente 
refe da Paolo ddla fteffa fameglia* e Gregorio XIII» lor diede 
il vitto con animo di fondare per quefta natione vn Colleg- 
gio, ma preuenuto dalla morte, Clemente Vili, a tapperà 
loro diede principio l'anno 1600. in vn'altro luogo , cornei* 
è già detto, affegnando competente entrata . 

E perche nel fudetto anno 1576. s'era fatto vna Compa- 
gnia del fantiflìmo Sacramento per la vicina chiefa paro* 
chiale di s. Andrea, hebbero quefto luogo da'Scozzefi per 
farci vn'Oratorio; &alla fine il detto loro Collegio gliene 
fece vendita l'anno 1618. Vertono facchi pauonazzi con-» 
l'infegna del fantiflìmo Sacramento*& hora hanno trasferito 
quefto Oratorio ipeontro alla chiefa» 

Velia Madonna dì S, GÌQuannino. 5, 

E Ra quefta chiefa dedicata a s.GiouanniBattifta , eforfl 
fù,quando il fuo capo fi portò alla vicina di s.Silueftro, 
alla quale ftà quefta vnita, che per la vecchiezza reftando 
quafi abbandonata , laBeatifiìma Vergine volfe , che fi rino- 
uafTe il culto di quella l'anno 1586. per via di molti miracoli 
fatti da vnafuaimagine,cheerain quefta chiefaj onde tante 
limoline fi raccolfero , che (otto di quefta bella forma g 
rinouò. 

Occorfe poi l'annoi 606. che alcune buone perfone della 
Dottrina Gbriftianafimouefferoafare vna Compagnia-* , 
che dimandarono della pifciplina,e s'accordarono di far tre 
volte la fettimana quello fanto efercitio per l'anima de'de- 
fonti: poi l'anno 1610ÌÙ da Paolo V.confermata. Poi quefta 
chiefa fu data a certi Canonici Caualierì; e finalmente ad or- 

V % «Une 



3<>8 ROMA 

cline di padri religiofi.Hora è Itaca rifatta dalla liberalità del- 
l'Eminentimmo Cardinal Borgia. 

Di S. Silueftro . 6. 

COn tutto che quella chiefa fia nel Rione di Colonna-*, 
nondimeno fi dice s.Silueftro in Campo Marzo,ftando 
ne i confini d'ambedue. Si difle anco tra li due ho rei, perche 
discacciati , che furono dal popolo Romano i Rè , che dal 
principio gouernauano (a Città,gli borri che riebbero in que- 
sto piano,de'quali fi dirà nel fegaente Rione di Campo Mar- 
zo, fi diuiiero ti à i cittadini^ onde ance de gli horticelli fi dif- 
fe il colie vicino , che boia monte delia Trinità, e già Pincio 
dimandarono • 

Quanto poi alla fondatione dr^quefta chiefa t trouiamo 
ch'é antichiffima , perche au^nti che finiflero le perfecutioni 
de'ti ranni , !a fece s. Dionigi rapa, che fu del i6i.poifotto 
maggior forma la rifece Conftantino, es. Silueftro vi aggiua- 
fé vn monafteiio di Monadi ma di qual'ordine fofTero,no*-* 
Io fappiamo non t (Tendo in quei tempi gli ordini di s. Bene- 
detto^ di s Bafilio , Di qua però intendiamo quello , che_> 
Anaftafio ferirle nell a vita di papa Nicolò I. che fu dell'860. 
Se è,che vfeendo il fiumeentrò nel monafterio di s.Silueftro, 
e nella chiefa di s. Dionigi^ che tutti gli fcalini,da vno in poi, 
reftarono fott'acqua. 

E* antica quefta chiefa , e delle venti priuilegiate Badie di 
Roma, s.Gregorio vi recitò vna delle fue homilie, che fece-» 
fopra gli Euangelij, e vi pofe la ftatione il giouedì doppo la-* 
quarta Domenica di Quarefima. Papa Leone X. la pofe^» 
tràtitoli de'Cardinali, e non vi fu prima pofta, perche non fi 
dauano fé non alle chiefe, eh erano dentro di Roma , peref. 
fere, come parochiali . E quefta parte era fuori, come nel fe- 
guente Rione più commodamente fi vedrà . 

Non fu moito grande il monafterio , che qui fece s.Silue- 
ftro, mas. Paolo I. 1 aggrandì con rinchiuderci la fuacafa, e 
l'arricchì di molte entrate , e lo diede a' Monaci Greci da-* 
Conftantino Ccnonimo difeacciati per lo culto delle facre 
fmagini . Rittoruado poi quefta chiefa l'arricchì di molti 

corpi 



MODERNA. 309 

còrpi fanti , portati qua da vari; cimiterij fuor? di Rouu gua- 
iti da'Longo<M>rdi. Con tale occafione s. Paolo pontefice^ 
mutò il titolo a quefta ehiefa» & ad altri due fanti pontefici 
la dedicò\t furono Stefano,e Silueftro, per hauerci portatoti 
corpo di qucllo,e perefferne quefto benemerito, per lo mo- 
nafterio»cbe vi fece . Di quefto, e d'altri molti corpi fanti ne 
celebro la translatione Tanno 761. nel quale fece vn Conci- 
iio,doue interuenendo molti prelati volfcche tutti mettefle- 
ro i loro nomi ad vna bollarne fece a fauore di quefto mo« 
tiafterio>che infin'hora la fi conferua, & il Card. Baronio 1 su» 
regiftrò ne'fuoi annali* 

Infino al 1286. in circa ftettéro in quefto monafterio Ai- 
detti monaci>perche Hohorio IV. li mandò a s Lorenzo fuo- 
ri delle mura, per compiacere di quefto il Card. Giacomo 
Colonna fratello della B. Margherita, che effendo ella in quel 
tempora vn monafterio fotto la regola di s. Chiara qui fi 
trasferì viffe, e fu fepolta* 

L vlnmo riftòro e hebbe la prefente chiefa , fu dalle mo- 
nache l'anno 15 96. che l'inalzarono il piano, & ad vna bella 
proportione con varie pitture la riduffero,in tanto che :ù ne* 
ceffono confecrarla di nuouo, come fece il Cardinale Frac- 
cefeo Dietreftano , chal'hora 1' naueua in titolo, a'io.dl 
Maggio 1607. Ha gran reliquie de'Santi,e Sante » che in que- 
lla chiefa portò ifdetto pontefice $. Paolo t. ci fono altre-* 
due memorie * le quali fopramodo la rendono veneranda» 
Vna é la miracolofa imagine di N.Signwre, ch'egli fteffo 
formò i e mandò al Ré della Scria Abagaro ; l-al- 
tra èia tefta del fanto fua Protettore Gii* 
uanni Battifta, & il Giacchetti iti 
vn fuO libro d rtuiamcnte 
ne ha tratta- 
to k 
Qui dicono -, thè fufle la*» 
' Naumachia di Do» 
swian* * 



r % *>> 



31* 



ROMA 




Di S. Marta Maddalena, f. 

ERa qui vna chiefa pàrochiale molto antica dedicata a 
s.Lucia da papa ìii Orio I.cbe fu del 6i6,Ma Leone X. 
Tanno 1510. la conceffe r.lla Compagnia della Chàrità.per 
le Conuertite * la quale fubito pofe mano alia fabbrica di 
quella nuoua chiefa, dedicandola all'Auuocata delle pecca- 
trici «.Maria Maddalena , & elle fanno profetinone fotto lau» 
regola di s.Agoftino . 

Di più Clemente VII. loro afTegnò per lo viuére 50. feudi 
SI mefe a titolo di limofina i & ordinò, che i beni di tutte—» 
quelle» che in fegreto , ò pubicamente fanno mala vita,rica- 
dmo a quefto tuogo»ne potettero far teftamento fenza lafcia* 
re qui almeno là quinta parte de gli fteflì beni , & obliga-» 
chiunque fapeffe la vita di tali femmine a manifeftarla dop- 
pò la morte loro, per benefìcio di quefta opera pia, della qua- 
le hauendone cura nelle cofe temporali la detta Compagnia, 
fé occorrerne rierediti tutti li beni di alcuna di tali donnea , 
s'addotta il carico delli figliuoli di quelle , prouedendo loro 
conforme aH'heredità,e conditone . 

£ perche italiano tnolco ftrettc dj habitatione , pare cho 

Dio 



MODERNA. jn 

Dio voleffelor prouedere, permettendo l'anno 1617. uellft 
notte dell'Epifania, che ad va tratto tutto fi abbruciale ; on- 
de moflb a compaffìone il Cardinale Pietro Aldobrandino 
loro protettore.e la forella fua Olimpia, lor louueunero con 
molta liberalità* Poi da' fondamenti rifece il mooafterio 
Paolo V.e di qua per diritta linea aperfe vna ftradaaila chie- 
fa disGiofeppe delle Carmelitane Scalze. £' su la porta del 
Monafterio vi è quefia inferitone ■ 

PAVLVS QVÌNTVS PONT. MAX, 

Mon aiteri um 

Poenitentium muìrerurn 

Incendio pene confumptum. 

Reflitait, aulir» inftruxit, 

Et a vicinis sedificijs feiunxit 

Via aperta. 

ANNO MDCXVIK PONTIF. SVI Xllf. 

Di SMarìa della Qbarìtà. 8. 

Gto. Leonardo Geruio di Santa Sèuérinà , dettò per fa* 
pranome Letterato , moflo a compadrone de'pouerì 
putti, e fànciullc,che difperfì con pericolo del corpo * e del- 
l'anima àndauano per le ftrade di Roma» s'applico con tutte 
le forze a radunarli infieme* e concorrendo iddio a quello 
fanto zelo , gii fece trouare tsntè limoline , che prima preffo 
della porta de! popolo puote fabbricare vna pìcciola chiefa 
con lhabitatione per li fudecti putti * 

Non mancarono alcuni » che all'ignorante , ma fanto LeU 
terato dinero 9 che doppo fua morteandarebbein abbando- 
no quell'opera, a' quali profetando rifpofe, che gii fteflì 
Cardinali , Se il Romano Pontefice n nauerebbono per fiero, 
e cura > come fu» perche morendo egli l'anno ì 595. a' i<» 
di Febraro, fu fé pei li to con qualche Opinione ài ian ti tà dal- 
la Compagnia della Morte nella chiefa loro* Clemente*» 
Vili. & il Cardinale Celare Baton.o , confideraodo , che-» 
molto tmportaua quell'opera al ben communc, leuandofi 
i'occalione a quelli abbandonati di alleuarfi in ogni force** 

V 4 4i 



* lt ROMA 

di vicij, l'abbracciarono , e la promoflero , e lor diedero de- 
putati ; onde quella delle fanciulle ancora s'inalzò con feli- 
ciflìmi fucceffi , come fi vedrà alle due loro chiefc di s.Eufe. 
mia.edis.Vrbano. v ; . . 

Eti putti, perche il primo luogo vicino alla porta del Po- 
poloeradimalaria , furono qua trafportati l'anno 1607 eoa 
nuoua fabbrica di chiefa , & habttatione , fotto la-j 
quale hanno aperte alcune botteghe, nelle-» 
quali s'impiegano in diuerfe arti. La 
feda principale di quefta chie- 
da e la Natiuità della-» 
Beanflìma Ver* 
iiae « 




Qtf* 



MODERNA. 



3*1 




( Qui pure vicino fi vedono le reliquie d'vn'arcòi i! quale-* 
fi dell'I mperadore Doojitiano , & anco di Tripoli fi difle i ò 
perche hauefle egli trionfato di tré Citta, come quella paro- 
la (ìgnifica.ò pure d'vna folai che io Tenaglia hebbe il nome 
di Tripoli, bora dal volgo è chiamato di Portogallo » per l* 

itaa- 



314 ROMA 

flanze che vi hebbe fopra vn Cardinale di quel Regno * Si 
tiene ancora» che Domitiano vi facefie vn palazzo , onde 
commodamente potette vedere li Ipettacoli dentro la fua-a 
Naumachia « 

Di S. Maria in Via. 9. 

Stupendo miracolo fu quello , per Io cui mezo voi fé qui 
la Beatifiìma Vergine difcopnrfi a Roma l'anno 1283» 
quando ignorantemente caduta in vn pozzo * ch'era su la via 
publicaacanto la ftalla del palazzo» che fu del Cardinal 
Pietro Capocci) vn'imagine della Madonna dipinta in vna_» 
tegola, tanto s'inalzò di notte alla fprouifta l'acqua di quel 
pozzo,che riempì la vicina ftalla,e dallo ftrepito de i lega ti, e 
r«'nchìufi causili, fuegliati i garzoni, entrarono a vedere , che 
mal vi folle ; & ecco fopra l'acqua andarne a galla la detta 
imagine,onde auuifandone il Cardinale venne a pigliarla eoa 
molta riuerenza,e nelle fue ftanze la riportò. 

Etfendo accaduto quello miracolo fotto Ittnoc. IV. ordi- 
nò, che vi fi fabbricane la prefente chiefa , nel cui lato dritto 
reftò il fudetto pozzo, e n'hebbe il neme di s. Maria in Via ; 
oc 'A popolo meritamente ha gran diuotione in quell'acqua, 
mafiìme doppo vi fu gettato vn pezzo dell'orlo di quel poz- 
zo, fopra di cui N. S. haueuafeduto predicando alla Sarna* 
iitana . Quella miracolofa Imagine fi fcuopre , cerne quella 
del Popolo , e della Pace, da meza Quarefima infino a Faf- 
qua,peril qual tempo Greg.XIII. le concede Indulgenza. 

Fu quella chiefa con la cura dell'anime vnita a quella di 
s.Marcello, come fui fi diflfe : e Leone X. nel primo anno del 
fuo Pontificato la diede a i Frati de'Seruidel cui facro Ordi- 
ne fi è detto a s.Marcello i Quelli padri la rifecero da'fonda- 
menti l'anno 1594. è l'Eminentiilìmo Cardinal Bellarmino 
titolare finì poi 1 1 Choro con la volta della cbiefa,c d'ognin- 
torno loftucco l'anno 1604. 

Pare, che la Beatiffima Vergine , molto fi compiaccia di 
quell'Ordine, che de leruifuoi n'hebbe il nome, non tanto 
per hauerei primi fette fondatori da lei riceuuto l'babito; 
quanto per altre quindici niiracoloie Imaginì fue > che in va- 
rie 



MODÈRNA. 515 

rie Città d'Italia s'honorano da'fedeli nelle chiéfe de 1 loro 
Conuenti . Dentro locràua del Sagramene fanno bellau> 
proceflìone . E 1 architettura di Martin Lunghi vecchio. 

Qui vicino il Signor Caualier Francefco Serra ha varia , ti 
bella Libreria* 



Dell Oratorio di & Maria in Via . ì e. 

HAuendo la paflata chiefa cura d'anime,àcrioché a gl'ina 
fermi fi portarle il viatico con maggior decenza, né vi 
mancaffe rrìai,ehi Taccorrlpagnafle , vi fi fece vnà Confrater- 
nita del Santiflìmo Sacramento, che velie Tacchi bianchi : e 
nel giorno della Candelora marita zitelle , & in quella della 
Natiuità di tfoftra Signora libera va prigione per la vita. 

Di S* Maria in Triuio „ 1 1 . 

Btlla occìailorie c|uì ci pòrge la memoria , che di fé vi là- 
ido Belifario, pet contemplare , quanto fiano da Dio 
fauorifi quellijche difendono la (uà chiede quanto sbadato, 
& humiliato refti, chi ]a perfeguita. 

Era Belifario vno de i maggiori capitariì, che nell'armi na- 
ueffero gl'Icnperadorr de li'Of tónte , e quello l'anno 517. U 
fondò . 

Hora fé bene pattano mille àrinKch'egli fóndo cjuefta chie- 
fa alla Beatilìlma Vergine, non tremiamo peò cola alcuni-* 
in tanto tempo* fé non che effendo vnita alla Collegiata di 
S.Marcello, piacque a Gregorio XHl. difriiembrarla,e dada 
a i Padri CrUciferi l'anno 1^71. e da' fondamenti la riftorà- 
rono con bella forma . Quello Ordine Regolare è nella-* 
chiefa di Dio antichiflìmo, pèrche vice da s.Cletó Papà, che 
fu il terzo Vicàrio di Chriiio ,• cóme trottiamo nelle Bolle di 
Pio V. e Gregorio %IV. come ciò pàffaffé, daremo à qu-Uoj 
che fcriue Benedetto Leone,vno del loro Órdine , che fu poi 
Vefcouo di Arcadia . Portano ne/l'vfcire pef la Città vna-* 
crocetta in mano , onde n'hebbcró il nome di Cracileri ,• ai 
che fu animato s.Cleto dà vn'Àngelo, che gli àpparuè con-* 
vna croce in mano* 

Cele- 



316 ROMA 

Celebrano quelli padri la fetta dt$. Cleto a* té. d'Aprile 
<oniOttauaj e quando f?nno la profeffione, che loro prò. 
pria» inuocato che hanno Dio > e la Beatiflìma Vergine , ag- 
giuugono s, Cleto $ ma la fetta principale della chiefa é dell* 
Immacolata Concezione della puriflìma Vergine. 

ì)i S. Giacomo alle MuratU • ì 2* 

^ip* A! fondatore , che fu Romano ha pfefo quefta cbiefa-* 
I I il nome e cognome, ne altro fi é potuto fapere . Que- 
lle Monache militano fotto la regola di s. Francefco* Cele- 
brano la fefta di s.Elifabetta Regina per vn'altro Mooafterio 
di monache rinchtufo nella fabbrica della chiefa &uoua>t che 
évnìaquefto. 

Hanno quefte madri vna pretiofa reliquia dì s. Chrlftina-* 
vergine, e martire, cV è il cuore di lei . Vogliono eh ella di- 
feédeffe dall'antica, e nobiliflìma fameglia de gli Anici ift Ro« 
roa, che pò: di Frangipani il difle . Elia però col padre fuo 
Gentile hsbìtaua in vna città preffo del lago di Bolfena.det- 
ta T.to, di chi non ciéplùfegno, hatiendola con l'onde fue 
disfatta il lago, forfi in vendetta deirimpietàdel padre della 
Santa che eflendo Prefetto hauendola per la Chriftiana fede 
prima baronata, ve Farle gò con vn farlo al collo i ma liberata 
dall'Angelo , fu da quelli, che nella prefettura gli (uccellerò 
con altri tormenti aiflitta,ie dopno deflere Hata cinque gior- 
ni in vn ardente Fornace fenz'ofTefajfini i\ fuo martirio nell'e- 
tà di vndici 'ànhr, con effe re faettat'a i de il fuo corpo l'hebbe 
la città di Palermo il i i6ò. ma con quale occafione ciò iofie, 
non ci e noto . 

hi S. Paolo Decollato. ì j. 

Cominciarono alcune perfone pie in Milano a darri allò 
fpirito,trà quali due furono principali Bartolomeo Fer- 
rario & Antonio Maria Zaccaria, che anco defiderofi di tira- 
re altri a maggior perfezione ,leggeuano pubicamente l'e- 
piftole di s.Paolo;e perche fi muoue più con l'effempio della 
vita, che per via di dottrina, fi dauano a varie forti <li peni. 

tenie» 



MODERNA. 317 

tenze, emortification?; onde tirando molti alla frequenza 
de'Sacramcnti, & all'effcrqitio delle buone opere, Carneo- 
te Vii. l'anno 1553- gli aromeffe alla protesone di tre voti 
iolenni , lotto ubbidienza dell'Ordinario i doppo due anni 
Paolo HI. gli accettò (otto la protettone della Sede Apo- 
ftolica per cinque anni col titolo di Chericì Regolari: alla 
fine il 1550. Giulio HI. lorconcclTe di tare libera, oc affo- 
luta proféilione, co'l titolo di s. Paolo Decollato &in{kme 
li fece partecipi de i priuilegi , che hanno i Canon ci Rego» 
lari Laceranenfi;mala tefta principale della chiefa è a' z$. di 
Gennaro per la conuerrtone di s. Paolo . Si che molto 
a proposto tu quefto lito Tanno 1596 auanti 
della colonna Antonina a fopra di cui baueua 
Sifto V. drizzato vna ftatua. di s. Taolo » 
& eflì dedicandogli quella lor chie- 
da l'orbarono di varie reli- 
quie de'Sami. 
Qui li Murici della Cappella Pontificia 8 
Bella Quarcfima fanno beìlifU» 
Ali Oiatorij, 




Netti 



V* 



ROMA 




Nella piazza v'c la Colonna alzata da gli antichi in non or 
d'Antonino,& hora da Siilo V.dedlcata as.Paolo,e v'è la Fó- 
tana.ch e di finilTima pietra . Intorno vi fono i nobili palazzi 
degli Eccellentitfìmi Aldobrandino architettura di lacomo 
delia Porra,e poi del Madernajde'Signori Veralli,cominciaui 

da 



MODERNA. 319 

da lacomo delia Porca, de'Cooti Spada» e de' Maichefi 
del Bufalo • 

Di S. Maria deUa Pista. 1 4. 

F Errante Ruis del Regno di Nauarra, Cappellano in s. Ca- 
terina dc'Funari, con Toccatone dell'anno Tanto , che 
in Roma fi celebro il 1 5 50. fi moffe con altri a dare albergo 
a'poueri pellegrini,e li raccoglieua in vna piccola cafa,doue 
bora è la fagreftia di quefta chiefa: ina perche vide,che fi era 
fatta h Compagnia della Trinità per quefto fine,appl icò l'a- 
nimo fuo ad v n'alerà opera non meno pia. e fu di raccogliere 
i poueri pazzarelli . 

Per la cura di quelli fi fece vna Compagnia Panno 1561, 
e l'approuò Pio IV. e fabbricarono quefta chiefa con lo fpe- 
dale vbùo per la detta opera . Veftonofaccbi verdi>& han- 
no per infegna Mmagine della Madonna , che tiene il fuo fi* 
glio morto in grembo , però a s. Maria della Pietà è dedicata 
la chiefa . Di quefti pouereili fi morie a pietà vna Yenetjana» 
detta Vincenza Viara de'Ricci » falciandoli heredi di tutti ì 
fuoibeni . Fefta particolare qui non fi celebra delia Madon- 
na ; due altre fono le proprie , Vna di s. Caterina vergine , e 
martire, a cui hanno fatta vna cappella^perche il detto Cap- 
pellano cominciò la prima opera de'pellegrini nelle fue ftan- 
ee a s.Caterina de'Funari» l'altra è de i SS Innocenti. 

E* fotto protettione d'Eminentifiìmo, & ha il fuo Prelato » 
& altri Deputati fecolari , 

De" SS. Stefano , e Giuliano à Piazza 
di Pietra. 15. 

VN'altro più antico fopranome fi troua dato a quefta-» 
chiefa, &èìn Trullo > che nel Cieco fignifica la volta 
d'vnacupola. Qualche cupola doueua effere nelle rouine-> 
delle anticaglie, che qui fi vedono, e Bafilica era (limata . Al- 
tri voglio no,ch e fiaao di vn palazzo di Antonino Pio. 



Alni 



, 20 ROMA 

«itti Hi vn Tempio dedicatogli doppo ■?'*• "j*^ 
è D iù wnfotme a quello . che nella vita d. lui ferme Giulio 
C?pSo Hora qui fi dice a piatta d. Pietra- perche (orfi 
cX tana qualche oobil perfonaggio d. que o non-* 
q Della pr.ma fondanone dì quefta ch.efa nulla nabbum» 
(alno ch'era vna delle paroch.efoggetre all'antica Collega- 
ia * Marcello , cornea fi diffe . Poi ne tu »»'«'»«'»» 
«Maria in Aquirio da Pio V. e l'anno ,575-. Gregorio XIII. 
diede la chiefa ali. Frati del la Trinità de. Rilento, con fpe- 
tlt oi farci monafterio. né trouandou, commodo fito.e 
«Ihandone vn'altro fotto il titolo di s. Francefca , come s t 
Ho lavarono quefta 1 anno ,6.4- alla Compagna de gì, 

A OwflK'e Enftaehinbanenano vna cappella, che l'anno 

*t% SdùSwuoa s. Giuliano, d.cu.hora qu, (annoia 

fetta. 

D f ' SS Manto Vefcouo,BartoIomeo Afojìoh,& 

' Ale/Sandro martire Tebeo , 16. 

NElIa Bertagna maggiore.che diuifa In Inghilterra* Sco- 
a e cinta dal grande Oceano , fioiàa ne gì anni del 
«no Ì Ve 1 ù vn gran feruo di Dio , detto Macuto , onero 
Mawmo e «Wvofgo corrottamente detto Marno . A lui e 

to a canw "no (pedale per li poueri della nat.one ore. 

Oufconaumto e il Seminario Romano (otto la cura de 
JRS8SU bella hbbefc^ • I^J-g» J»»«5 
no molti giouani, che parte vedono dafccolan ,e pa^ 01 



MODERNA. 3 ji 

lungo,e chiamanfi Conuittori,& AIunni,e quefti vltimi fono 
a fpef> d'alcuni Capitoli di chiefe mantenuti^ e ne ha cura-» 
rEminentifiìmo Cardinal Vicarie. 

11 palazzo vicino de' Signori Crefcentij è architettura di 
lacomodvlla Porta. 

Nella piazza vi è vna Guglia con lettere Egittiane. 

Nel vìcolo dietro a s. Maria in Aquino Ja facciata a frefeoj 
dou'è la Giuititia,è di Polidoro . 

Di S. Maria in Aquirio. 1 7. 

S Maria in Aquirio, detta da giuochi Equirij , che qui lì 
* Marte fi faceuano, altrimente s.Elifabetr; in piazza-» 
Capranica,ouero la chiefa de gli Orfanelli , è paiocbla . Hi 
molte Indulgenze conceflele da diuerfi Som ni l'ontefici, e 
fpecialmente da Paolo III. per li detti Orfane'li . Quefti 
ionpouerifanciulli>orrani per lo più di Padre, e Madre» e* 
hanno per la pietà, e magnanimità dell'Eminentifiìmo già 
Cardinale Antonio Maria Saluiati Fiorentino, habitation<L-f, 
gouerno , & ammaeftramenti in tal luogo, doue fondò , e 
dotò per quefto effetto il Collegio , che ci fi vede con gran* 
diflìma fua fpefa.e rifece anco la chiefa, architettura di Fran- 
cesco da Volterra . 

A lato di quefto luogo e il Collegio di Capranica, doue fi 
mantengono molti giouani ftudenti : & è così cognominato 
dalla fameglia , che la fondò per quefto effetto > 
che fu il Cardinal Domenico Caprani- 
ca, oue é vn'antica » e bella li- 
breria a penna . 
£ ne hanno cura i Sig. Guardiani della-» 
Compagnia del Saluatore a s.Gio. 
Laterano . 



& 



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Di S. Maria della Rotonda > 1 8. 

M Agrippa Genero di Cefare Augufto fabbricò quello 
K Tempio,e lo dedicò a tutti li Dei ; e particolarmen- 
te a Gioue vendicatore ; & a Cibele madre di tutti li Dei : e 

per 



MODERNA. 323 

per quella caufa riempì tutte le nicchie, le quali a veggo * 
no dentro di detta chic fa, di molti Idoli, e ftatue, donde lortì 
il nome di Pantheon, cioè di Tempio di tutti li Dei . 

Poi fu riftorato da Settimio Seuero, e da M.Aurelio Anto, 
nino Imperatori, per efiere fiato deformato dalla faetta» che 
lo percoffe. 

Ma nell'anno 607. papa Bonifacio IV. impetrò quefto 
Tempio da Foca Imperatore, e lo dedico al culto del vero 
Pio , in honor delia fua iantiflìma Madre , e di tutti li fanti 
Martiri, Prefe anco da molti Cimiteri; di Roma ventiotto 
carra di corpi di Santi Martirio li npofe in quefta chiefa: che 
perciò fu chiamata s.Maria ad Martyres. 

Ma papa Gregorio IV. ordinò poi cicca l'anno 830. che fi 
facefle la fefta di tutti li Santi per tutta la chìefa : donde fe- 
guì , che quefto Tempio fufle dedicato non folo alla-» 
Beata Vergine,& alli fanti Martiri, ma anche vniuerfalmente 
a tutti i Santi . Quefta chiefa é Collegiata . 

Vi fono due Compagnie. Vnache de'Virtuofi fu detta, 
non entrandoui fé non perfone , ch'efiercitano arti d inge. 
gno,come Pittori, Architetti, Ricamatori, efimigliant» : e fu 
detta anche di terra fanta dal primo Tuo fondatore Canoni* 
co di quefta chiefa,che fi chiamaua Defiderio . Quefto ritor- 
nato a Roma l'anno 1543. da 1 la vifìta dei luoghi di terra.* 
fanta, mentre più volte di quella diuctioneragionaua con-* 
gli amici,fi rifolfero di fare quefta Compagnia . Perciò oltre 
l'Oratorio per cantare i loro offitij, hanno in chiefa vna par- 
ticolar cappella dedicata a s.Giofeppe , la cui fefta folenne- 
mente cclebrano,e maritano zitelle. 

L'altra Compagnia fi fece dipoi, Tanno 1578. per accom- 
pagnare il fantifiimo Sacramento , quando fi porta a gli am- 
malati della parochia, e per mantenerlo degnamente nell'al- 
tare, doue fi conferua . Ogni prima Domenica fanno coruj 
cfTo la procefiione dentro della chiefa, e fuori vna più folen- 
ne il mercordì tra l'ottaua della fua fefta , nel qua] giorno li« 
berano vn prigione per la vita. 

Qui fra gli altri fu fepolto Perino del Vaga, Giorda Vdtne, 
che ritrouò il pinger le grotcefche . Tadder Zucchero, & il 
mirabile Raflael lancio da Vrbino , il cui Epitaffio è di 

X z Mon- 



324 ROMA 

Monfignor della Cafa, &il dittico del Bembo » 
Jlie hiceH RaphaeLtimuit, quo fomite, vinci 

Rerum magna Parens , & moriente mori . 

Il frontifpitio del portico è flato rifarcito da Vrbano Vili. 
e fattiui fabbricare due Campanili . Onde fotto il portico vi 
fono queite due infcrittioni . 

Pantheon aedificium toto terrarum orbe celeberrimum_* 
ab Agnppa Augulti genero impiè loui , caeterifque mendaci- 
bus Dijs,a Bonitacio IV. Pontifice Deiparse,& ian&is Chrifti 
Martyribus pie dicatum. VrbanusVIlI. Pont» Max. binis 
ad campani aeris vtum turribus exornauir, & noua cont'gna- 
tione muniuit . An. Dom. MDCXXX li. Pontif. IX. 

£ l'altra dice. 

VrbanusVIlI. Pont. Max. vetuftas abenei iacunaris reli- 
quiasin Vaticana? columnas, & bellica tormenta conflauit, 
vt decora inutilia, & ipfi prope famae ignota,flerent in Vati- 
cano tempio Mpoftoiici fepulchri ornamenta , in Hadriamu* 
arce inftrumenra publicae iecuritatis . 

An. Dom. MDCXXXI1. Pontif. IX. 

In quefta piazza v'é bel vafo di porfido, e bella Fontana; e 
T'è per la grnn roba quafi perpetuo mercato . 

Il palazzo a man manca dellTminentiflìmo Cardinal Cre- 
fcentij e architettura dei Sebregundì > di cui anco è l'archi- 
tettura della Madonna del Pianto . 

Di S. Maria Maddalena . 1 9. 

ESfendo tanto predicata quella fantiffima donna e da gli 
Euangelifti, e dall'ifteffa bocca di N.S. èmarauiglia, 
che niuna chiefa più antica di quefta non fi troui in Roma a 
lei dedicata; della fua fondanone altra cofa non polliamo 
intendere, fé non che fu già vnita alla Compagnia del Gon- 
falone, &hora è libera delli Reuerendi padri Miniftri de-» 
gl'infermi . 

Heb- 



MODERNA. 325 

Hebbe la Religione di quefti padri Chericr Regolari Mr- 
niftride gl'infermi origine dal p. Camillo de Leliis di Boo 
chianico Terra della Prouincia di Abruzzo nel Regno di Na- 
poli,il quale effendo ftato prima Soldato,& huomo del Mon- 
do.conuertito poi a Dio, con l'occafione dvna piaga, cho 
gli venne alla gamba deftra, fi pofe a feruire a gl'infermi del- 
lo fpedale di s. Giacomo de gl'Incurabili di Roma , doue ef- 
fendo per la fua gran chiarità ftato fatto Maeftro di cafa, e ve- 
dendo i patimenti grandi, che faceuano detti infermi , maflì- 
me nell'vltima agonia , per conto de'Sacerdoti , & altri fer- 
itemi mercenari) , fu inspirato da Dio a fare vna Congrega- 
none d'huomini pij, e di mifericordia , per fupplire alh detti 
mancamenti , hauendole dato principio nell'vltimo anno di 
Gregorio XIII. Conofcendofi poi J'vtile grande di quefto 
Infticuto, fu nel 1586. con Breue Apoftolico confermato da 
Sifto V. Che poi perdiftinguerli dagli altri Cherici Rego- 
lari, ad infhnza d'eflb p. Camillo, Ior dicdQ facultà di portar 
la Croce di panno Tanè fopra l'habito . 

Fu poi detta Congregatane nel 1591. da Gregorio XIV. 
eretta in Religione) finalmente da Clemente Vili, di nuouo 
confermata. 

Hanno quefti Padri perparticolar'Inftituto, e ne fanno il 
quarto voto folenne, di feruire non folo a gl'infermi de gif 
fpedali,ma anco d'aiutare a ben morire gl'infermi agonizan- 
ti delle cafe priuate,etiandio in tempo di pefte , e però in—» 
molte Città fono chiamati anco i Padri del ben morire. 

S'impiegano ancora in quella chiefa nell'aiutare i fani per 
mezo de i fanti Sacramenti, che loro miniftranoj onde molto 
a propolito fu l'haiier dato qui ricapito ad vnadiuota Com- 
pagnia fotto il titolo della Natiuità di N. Sig. c'ha per indi- 
tuto di raccomandare a Dio l'anime de gli agonizanti . Co* 
minció qnefta fanta opera nella chiefa di s.Agoftino,e fi con- 
gregauano in vna cappella delia Natiuità ; ma nelle Capita* 
lationi trouandofi varie difficulri , qui furono fpianate nello 
fteffo anno, che a quella Compagnia fi diede principio , che 
fu del 1 616. nel quale ancora Paolo V. i'approuò , 

Oltre le priuate orationi , che fi fanno da quefti fratelli , e 
foreile ogni giorno per quelli } cheftannoin qualfiuoglia_* 

X 3 parte 



3*5 ROMA 

parte del Mondò agonizzando , ogni terza Domenica-» 
del mete fi mette fuora il tantifiìmo Sacramento per tré 
hore in memoria, e riuerenza di quelle , che Noftro Signore 
flette in Croce , morendo per noi , e qua vengono quelli 
della Compagnia a pregarlo per chiunque fi troua in quello 
diremo palio . 

Di S.Saluatore delle CopeSe. 20. 

PEr eflere fiata qui l'arte de'CopelIari , vi è reflato quefto 
fopranome,e fi diffe anco della Pietà,perche vi fu prima 
il nome della Pietà, e poi l'anno 1196. vili fece quella— » 
chiefa , con la cura dell'anime dedicata al Saluatore, e con 
due Vefcoui venne a confacrare l'altare maggiore Cele- 
rino 111. 

Vìfùfondata vna Compagnia Tanno 1 616. co'lmezo di 
D.Vittorio Accorenfe Maronita fottoil ticolode ss.Apoftoli 
Pietro 1 e Paolo , hauendo per fine l'aiutare 0e jj o jp, nto per 
via di conferenze fpirituali.difciplina ogni mcrcordi la fera,e 
fanta communione ogni merle . 

Il Palazzo qui vicino, doue habita l'fcmineiKifs. Roma,e di • 
legno d'Antonio da s. Gallo . 

DiS. Crocea Monte Citorio . 21. 

S Croce a Monte Citorio, è luogo di Monache deM'Ord?- 
y nedis.Francefco Offeruanti . Si dice Monte Citorio , 
perche qua fi citauail Popolo Romano , per creare li Magi- 
flrati in vn luogo qua vicino, che drmandauano Septa , cioè 
Serraglio : e fi tiene che folle fatto quefto monte della terra 
cauata per piantare la Colonna <ntoniana. 

Quanto alla prima fondanone di quella chiefa hahbiamo 
che l'anno 1300. alcunedonné pfe,e deuotedel Padre San-» 
Francefcoj tivniróno qui in vnacafa fotto fofleruacza de! 
Terz'Ordine» &in breue tanto crebbe U numero > chc-# 
bifogno pigliare vn'' altra caia vicina > dedicandofi vna-§ 

alia 



MODERNA. 3*7 

alla Croce, l'altra alla Concezione della Madonna , delle-* 
quali poi Pio Quinto fece vn folo monafterio , obligandole 
alla profeflìone (bienne , e riparò la chiefa lotto il primo ti- 
tolo della Tanta Croce, di cui n'hanno vn pezzo, di tant'altr* 
reliquie per diligenza d' vna Monaca rileruaro dal 
lacco ài Roma del 1 507* Fanno ancora la tetta 
della Concettione della Beatiflìma Ver- 
gine , per eflergli dedicata la me- 
tà di quefto lacro luo- 

g° • 

E qui vicino dicono effer la Colonna , ouc 

s'affiggeuano i nomi delle Tribù, 

che eran citate per l'elettrone 

de' nuoui Magiftra- 

ti . 




X « 



Gior 



32S K O M A 

Giornata Quarta.». 





RIONE DI CAMPO MARZO. 



I Rèdi Roma hcbbero molti Campi fotto le 
mura,oJtre a quelli, che haueuano per la cam- 
pagna più lontani . Fra quefti vno fu detto 
Campo Marzo , affai grande , giungendo fiVa 
Ponte Molle, ma di Rè fatti crudeli Tiranni, 
furono fcacciati, & i loro campi diuifi frà'l po- 
polo, dandone a chi nulla poffedeua; leuarono però quella-* 
parte più vicina al Teuere, che per effer dedicata a Marte,fù 
detta di Campo Tiberino, e Marzo , perche ci veniua la gio- 
uentù Romana ad esercitarti in varij giuochi Marciali i dal- 
l'altra parte poi fotto il monte della Trinità, etfendoci horti, 
n'hebbe il nome di Collana de gli horti. 

Hora tra i moderni Rioni quefto di Campo Marzo i da gli 
antichidedicatoal Sole,& alla Luna, per quefto forfihaper 
infegna vna mezza Lunata campo turchino • 

Quefto 



MODERNA. 329 

Quefto Rione ha i bel hfiìmi Palazzi de gli Eminentifiìmì 
Perecti,Gaetani,eBorghefi; Le vigne di papa Giulio , de'Me» 
dici,e de gl'iftem* Borghefi ,• e la Fontana della Trinità. 

Di S. Biagio a Monte Citorio . 1. 

DI quefta cbiefa altro non riabbiamo , fé non ch'effendo 
vnita alla vicina di s. Ambrogio con la cura dell'ani- 
me fu data con lo fteffo obligo a i padri della Somafca, terra 
ne i confini di Milano , e Bergamo ; doue l'anno 1 $ 28. vn»# 
gentiluomo Venetiano , detto Girolamo Marini, venendo, 
che per Iacareftia moriua gran gente» moffo a compatitone» 
contentandoli di pane, & acqua aiutaua a tagliare i grani , 
per poter fouuenire a'pouen . Poi fondato che bebbevarij 
luoghi da mantenere orfani , ritornò a Somafca,e Tantamen- 
te vi fini i giorni fuoi. 

Cominciò quefta fama opera co'l nome di fpedale, e ve la 
confermò Paolo [11. l'anno 1540. &a , facerdoti fùdatoil 
gouerno d'eflì, e che vi poteflero celebrare i diuini offitij, (e* 
condo il rito Romano , e Pio IV. gli fece effenti da gli Ordì* 
narij.e lor diede licenza di fare Conftitutioni,per viuere in— « 
commune ; & alla fine rio V. gli ammette alla profeflionc^ 
di tre vo ti folenni fotto la regola di s. Agoftino, col titolo dì 
Cherici Regolari della Somafca, ouero di s. Maiolo più loro 
proprio, da vna chrefa di quefto Santo,che in Pauia lor diede 
s.Carlo Cardinale Borromeo » e l'hanno fatto capo,e madre 
di tutti gli altri luoghi loro . 

Se de gli orfani in Roma non hanno quelli padri » come 
in altre città, la cura, forfì fu, per efferfi prima fondata queft' 
opera.come fi d'ffe a s.Maria in Aquirio.Poi Clemente Vili» 
lor diede quella del Collegio dementino l'anno 1593. che 
da quefto Pontefice hebbe tal nome. Nelqual Collegio fi 
tengono in educatione molti giouani nobili, i quali s'inftrui- 
f cono nelle lettere,e buoni coftumi : e vi fi celebra con gran» 
folennita la fefta dell' Affuntione di Noftra Signora. 

Il palazzo vicino di s. Seuerina è architettura di Martin-* 
Lunghi vecchio . 

Qui preffo habita il Sig. Aleffandro Rondanini, che ha bel-! 
iiiTuflo ftudio di quadri,ftatue,medagHc, & intagli» 



33° ìx vj ivi j% , 

Di S. Maria in Campo Marzo . 2. 

PEr la perfecutione cominciata da Leone Ifauro in Con- 
ftantinopoii contro '1 culto delle fante Imagini, furono 
forzati molti Religicfi abbandonar i monafterij di Grecia, e 
vennero a ricoueraifi in quefte parti» trà'quali furono due-» 
monafterij di monache fotto la regola di s. Bafilio , che fug- 
gendo di là portarono feco le reliquie , & imagini, che nelle 
chiefe loro conferuauano . Vno di elfi piglio porto in Na- 
teli , doue fecero vna chiela a s. Gregorio Vefcouo delia- 
grand' Armcniaiil cui capo haueuano portato feco, con altr« 
reliquie : a quefte poi fuccedendo altre Vergini di Napoli 
cangiarono la regola di s.Bafilioin quella di s.Benedctto. 
Le monache dell'altro monafterio sbarcarono in Campa- 
gna, hora detta Terra di lauoro.e di là vennero a Rema. 

Quefte fopra le fchiene de'Cameli condt'fleroil corpo di 
S.Gregorio Naz?anzeno,& alcune imagini della Beatifiìma_» 
Verginea nel parlare di qua , doue era vna picciola chiefa.* 
della Beatiflìma Vergine,! Cameli non puoteron muouere-* 
pur'vn paffo più oltre , come per lunga , e continuata tradì- 
tione fi racconta da quefte monache . Poi Tanno 750- pref- 
fo della ftefla chiefa della Madonna ne fabbricarono vn'al- 
tra , e mettendoci il corpo del fudetto s Gregorio , da lui n' 
hebbe il titolo, e Papa Leone III. le offerte molti doni . 

L'anno poi 1580. papa Gregorio XI 11. si per raffettione,c 
pietà verfo s. Gregorio Nazianzeno,si perche il facro fuo cor- 
po ftaua in vna picciola chiefa dentro di quefto monafterio 
nafcofto,gli parue bene,che douetfevlcire a maggior luce,per 
cfTere da tutti riuerito; e doppo hauer fabbricato nella chic- 
fa di s. Pietro vna digniflìma cappella , ve lo trafporto cozu» 
gran folennità,e pompa,lafciandouene qui vn braccio. 

Hora fi rinoua parte del monafterio, con vaga facciata. 

Qui preffo in cafa de'Sig.Cafali è belliflìma tefta di CefarcJ 



Q 



Di S. Nicolò de* Perfetti . 3. 

Vetta chiefa è antichifiìma , perche fu data da S.Zacca- 
ria papa alle Monache della parlata chiefa , quando 

l'anno 



MODERNA. 331 

l'anno 739. vennero di Grecia » come ad cffahabbia move* 
duto. Poi il 1568. Pio V. la diede con la cura dell anime al 
radri di s. Sabina,perche eflendo la su poco buono raere,qui 
fi poteffero curare in occafione d infermità . Perche fi dica 
de'perfetti nonfisa , forfi da qualche fameglia di quello co- 
gnome qui vicina . 

Qui prefloèil palazzo de'gran Duchi di Tofcana in Capo 
Marzo: la profpettiua dentro il corale e opera del palladio » 

E q^ì vicino il Sig. Nicolo Muffo , predicator celebre , ha 
gran quadri di famofiflìmi pittori. 

DiS. Cecilia. 4. 

DVe altre chiefe non meno antiche di quefta fu-onò 
meritamente dedicate alla nobiliflìma vergine , e mar* 
tire s.Cecilia,haueudo confacrato tutti tre quefti luoghi eoa 
fatti digniflìmi della fua perfonai come vedremo qui, & riab- 
biaci v.fto in Trafteuere.poiche l'altra,ch'era a Monte Gior- 
danoni prefente non vi è più. 

Quali in oblio andauala memoria d'vn sì degno luogo 
perì abbondanza, che di fi «ili ceibri gode Roma » (e a calo 
non fi trouaua vna piena, che di quello luogo daua certo in- 
dino , dalla Compagnia de'Materazzari , a quali fu concerta 
quefta chiefa, etili anno 1575» e peictie efiì hanno per loro 
auuocato S.Biagio , in lui haueuano cangiato l'antico titolo « 
che haueua quefta chiefa di Santa Cecilia, con tutto che di 
lei ancora taceffero memoria . Non corrimelo però quell'an- 
no la Compagnia loro, ma il 15 ii. con veftire fàcchi bianchi* 
portando per infegna l'imagine di s. Biagio. 

Grande allegrezza hebbe il Cardinale Sfondrato nepoté di 
Gregorio Xl V. quando intefe quello , che nella fudetta piè- 
tra fi leggeua, perche effendo egli diuotiffimo di $.Cecilià ; àé« 
ciò fofle quefta bene offitiata , vi fece venire alcuni padri di 
s.Domenico,afTegnàndole,mentrecheviiTj,le còfe neceffarté 
per manteneruifi, & eflendo ftata con buona fodisfattioni 
della fudetta Compagnia , pofiono anch'em\come le altre-* 
Confraternità) esercitare le diuotiOni Foro, & altre òpere dì 
durici « 



33* ROMA 

Di San Lorenzo in Lucina . 5. 

DVe fono le cagioni, per le quali fi deue a quella chiefa il 
fopranome di Lucina. I a prima é, perche ci fu vn_j 
Tempio dedicato a Diana , che ria anco detta Lucina . L'al- 
tra più giufta ragione di chiamare quefta chiefa in Lucina è, 
perche la fondò vna ricca , e nobile gentildonna Romana > 
detta Lucina. 

Poi nel 1606. papa Paolo V. per dare vn conueniente-* 
aiuto fpìrituale a quefta parochia (che fenza dubio e la mag- 
giore di tutte l'altre , che fono dentro la Città di Roma in—» 
quanto al numero dell'anime) leuóli Canoniche Benefìtiati 
dì detta chiefa,& eftinto il Titolo di Collegiata, la diede alli 
padri Cherici Regolari Minori , accioche da efli folle in per- 
petuo offitiata,eferuita, &haueflerocura della parochia—*, 
la quale con grandiffima diligenza , e charità esercitano per 
fé itefli,e non per Preti fecolari,mantengono la chiefa con—» 
molta politezza, con continue prediche, confezioni , & am- 
miniftrationi de'fantiffimi Sacramenti; e per ornamento del- 
la chiefa, e commodità de'diu/ni offitij hanno feoftato dalla 
Tribuna l'aitar maggiore , acciò di dentro fi faceffe il choro,- 
vguagliarono al pauimento fudetto il piano del portico , de 
hanno fpefe molte centinaia di feudi in vali d'argento^arati 
d'altari, e chiefa, organo , & altri abb.llimenti, & ogni fab- 
bàto fera sì cantano in detta chiefa con buonifììma mufica 
le Litanie,& altre lodi della Madonna , facendoli inanzi da 
vno deluderli Padri vn fermone in lode della Beatifìima_» 
Vergine. Fu quefta Religione approuata da Sifto V. Tan- 
nò 1588. ad inftanza del p. Agoftino Adorno nobile Geno- 
uefe loro capo, e daH'iiteflb Pontefice le fu dato il titolo , e 
nome di Cherici Minori i poi l'anno 1 591. Gregorio XIV. li 
fece partecipi de'priuilegij di tutte l'altre Religioni , e parti- 
colarmente de'Padri Theatini: l'inftituto di quefti Religiofi fi 
fa differente dagli altri , particolarmente in attendere all'o- 
ratione mentale continua, & alle penitenze corporali, cam- 
biandoci a vicenda tra di loro nel giorno; ncperquefto 

lafcia- 



MODERNA. 333 

lafciano d'attendere alla falute dell'anime K con gli eilercitij 
foliti d'altre Religioni, e de gli ftudij. 

Ha quefta chiefa fotto di fé cinque altre parochie , che fo- 
no obiigate a riceuere il fantiflìmo Sacramento del Battefi- 
nio in detta chiefa , e fono le feguenti , s. Nicolò in Campo 
Marzo s.Iuo alla Scrofa, s.Lucia della Tintala Madonna 4el- 
l'Orfo, e s.Biagio di Monte Citorio . 

Sifto III. la dedicò a s.Lorenzo martire, e dapoi da diuerfl 
Sommi Pontefici è flato nitorata . Vi è ftatione il Venerdì 
dopo la terza Domenica di Quarefima , e vi fono li corpi de 
ss.Seuerino,Pontianot Eufebio, Vincenzo, Peregrino, e Gor- 
diano martiri, due ampolle di graffo, e fangue di s. Lorenzo , 
vn vafo pieno della fua carne abbruciata, & vna parte della 
graticola,fopra la quale fu arroftito. 

Il nobiliiìimo palazzo vicino incominciato è de gli Eccel- 
lendomi Principi Peretti. 

Del Santtffìmo Sacramento per laparocbia ài 
S, Lorenzo in Lucina . 6. 

NElla detta chiefa di s.Lorenzo fi fece l'anno 1578. vnAji 
Compagnia del fantiflìmo Sacramento, acciò fi por- 
tarle, come neM'altre parochie a gl'infermi co'l debito ho- 
nore : ma perche tali Compagnie non poffono durare fenza 
qualche eflercitiofpirituale in benefitio dell'anime loro, fe- 
cero quefto Oratorio l'anno 1615. Vertono facchi bianchi 
con vn cordone roffo , e dentro ad vno feudo portano 
dipinto vn calice. Oltre la procefiìone folenne 
il martedì tra l'ottaua della fefta del Cor- 
pus Domini , ne fanno: vn'altra ogni pri- 
ma Domenica del mefe in detta 
chiefa di San Loren- 
zo. 



Dei 



334 



ROMA 




Del Palazzo de Gaetani . 

E Qui vicino è'1 palazzo de gli Eccellentifiìmi Gaetanf, 
di belliflìma villa fopra la ftrada del corfo » architettu» 
ra di Vincenzo AmmannatL 

Di 



MODERNA. 335 

Di S. Ambrogio al Qorfo . 7. 

DI quàpaffaua la via Flaminia , detta così da Flaminio 
Confole,che dal Campidoglio con dure felci lattricol- 
lamfinoalla città di Arimini. Da Arimini poi fino a Bolo- 
gna la fece il fuo collega Emilio, e dal Ino nome Emilia li 
dirle. Quefto altre due ne fece,vna da Arimini fino a Piacen- 
za, l'altra in Aquileia. 

Ma doppo 1 anno 1465. che Paolo li. fece il fuo palazzo 
preffo di s.Marco, quefto poco in via Flaminia,che refta den- 
tro di Roma,hebbe il nome di corfo , perche quefto pontefi- 
ce intrudili! e il corfo da s. Maria del Popolofino al detto fuo 
palazzo . 

Per corfo intendiamo , doue corrono a gara gli huominf , 
caualli,lbmari,e bufali, & a'vincitori fono propofti palfj alla 
fomma di 500. feudi, che fi comprano a fpefe de gli Hebrei 
habitanti in Roma . 

Quefto corfo vn tempo fi fece in Teftaccio; 8c altre volte 
dal palazzo de'Farnefi per Ponte fin'alla piazza di s. Pietro. 

Quanto alla prefentechiefa,co'l carico dJlaparochia era 
dedicata a s. Nicolo , e trouandofì in mal cermine, s'vni la_* 
cura delle anime a quella di s.Lorenzo in Lucina , e la cincia 
fu data l'anno i47i.daSifto IV. alla natione de'Lombardi» 
che da'fondamenri riftorandola , a s .Ambrogio la dedicaro- 
no, & a canto le fabbricarono lo fpedale per gl'infermi del- 
la natione,e pellegrini, che v'alloggiano per tre giorni . Ve- 
rtono facchi turchini , e per infegna portano al petto i'imagi- 
ne dis.Ambrogio,lacui fefta celebrano a'7. di Decembre--» » 
nel qual giorno liberano vn prigione per la vita , efogliono 
maritar zitelle j fanno ancora Ja fefta di s. Carlo a'4. di No- 
uembre ; ma doppo la canonizatione di effo s.Carlo aggiun- 
fero al facco torchino la mozzetta rofia , & alllmaginc di 
s.Ambrogio,che portano al perto, vi aggiunsero l'imagine di 
s.Carlo . L'aitar maggiore ha compartitura,e pitture di Tad- 
deo Zuccaro. 



Hi 



336 



ROMA 



Di S.Carlo. 8. 

DA quei giorni , che nella chiefa catbolica fi cominciò 
dal Pontefice Romano a canonizarei Santi con ceri- 
monie particolari , non fi è forti veduta vn'altra mag- 
gior folennita , Se applaufo di quella di s. Carlo Borromeo , 
che fu Tanno 1610. nel giorno di tutti i Santi,2y. anni doppo 
la fua moae. 

Quefto affetto di tutto! Chriftianefimo, che in tale occa- 
fione fi vide, fu dimoftrato non folo in vno ftraordinario ap- 
paracene fi fece nella chiefa di s. Pietro in Vaticano , ma—» 
per vn commune ientimento , che lcopriuafi ne gli animi di 
tutti,filTando 1 penfieri in vno , che fé bene fu alleuato in de- 
Jitie,e nelle maggiori grandezze ddla Corte Romana, eiTen- 
do fiato nepote di Pio IV. che gli confìdaua i^naggio^i ne- 
gotij ài Santa Chiefa , nondimeno infino da i prinuanni fuoi 
fùfempre caftiffìmo nel corpo, & humiliflìmo nell'animo . 
Quindi è,che non molto doppo ia fua canonizatione fi diede 
principio in'Roma a due gran chiefe fotto il fuonome, vna 
a i Catmari,e qui l'altra, doue per la fabbrica fi fpianò vn-* 
gran numero di cafe . 

L'anno dunque 1612. a' 29. di Gennaro pofta che fu qui 
la prima pietra, trouandouifi prefenti molti Cardinali , fi co- 
minciò in Roma a defiderare alcune reliquie del iaci;o corpo 
di s.Carlo, che fantificaflero quefto gran Tempio, e doppo 
molte difficoltà fi hebbe il fuo diuotiflìmo cuore , e l'anno 
1614. nel giorno della fantiffima Trinità fu con folenniflìma 
proceffione portato a quella chiefa, dirizzandofi in varij luo- 
ghi archi trionfali, & altari riccamente ornati . Hora la fab- 
brica è ridotta a buon termine, Se è belliflìma architettura—» 
piantata e cominciata da Honorio Lunghi, alzata, voltata,&: 
ornata da Martino il Figlio . 

Per andar'alia Trinità de'monti giungefi nella piazza da- 
uanti, e qui il Sig. Lelio Guidiccione ha dottifiìma libra- 
ria } e beliiflìrni quadri. Nel mezo v'é Fontana fotto forma di 
Vafcello,che nota in mezo alTacqua,e da bocche di SohYim- 
prefedel Pontefice Vrbano Vili.) fpande veli d'acque , Se è 
vago difegno del Caualier Bernino. 



MODERNA 



337 




Della SantiJJÌma Trinità de' Monti . 9. 

A Trinità Santifiìma de'Monti è pofta sù'l monte Pin- 
cio.co'l Monafterio de'Frati Minimi Franceiì di s.Fran- 
cefco di Paola>il quale fondò tal'Ordine l'anno 1450. Quefta 

Y chiefa 



L 



338 ROMA 

chiclafù fondata da! Chriitianiflìyno Re di trancia Carlo 
Octauo , ti quale ad inftanza de! detto Santo, che all'hora i\ 
trouaua in Francia, fece comprare da Daniele Barbaro que- 
flofito, del 1494- E per memoria di tal beneficio fu conce- 
duto per fpetiaìe priutlegio dal fudetto Santo alli Chriftia- 
niflìmi Rè , che quel Concento foiTe habitato , e gouernato 
dalli Frati della natìone Francefe . 

E nell'anno 159$. a* 9. di Luglio fùconfacrata. Fu da Si- 
fto V. pofta tra i Ticolide i Cardinali, e Tanno 1585. cornane 
dò, che in tutta la chiefa il celebrale doppio l'officio di que- 
llo Santo . E per efiere quefto facro luogo , come s'è detto , 
fatto dalla Corona di Francia, è tenuto con molta pietà da ì 
Frati di quella natione, e i Frati Italiani di queir/ordine itan. 
no a s.Andrea delle Fratte. E* fiata dapoi ornata dal Card. 
Matifconenfe, e dal Card, di Lorena , e da altri Baroni Fran- 
teli, & abbellita di belle Cappelle con pitture da diuerfifa- 
frioiì pittori Daniel da Volterra, Zuccari , &al tri, & in parti- 
colare v'è la bella cappella de' Signori Borghefi, dee 
molto frequentata. Si conferuano nella Sacriftia 
molte reliquie di Santi . Il Clauftro del Mo- 
n afte rio è d'intorno dipinto de'miracoli 
del Santo , che grandemente ecci- 
tano alla diuotione , e vi fono i 
ritratti al naturale di tut- 
ti i Rè di Fran- 
cia. 
Qui a man manca è l'habita rione già de 
,&mofifl3mi pittori Zuccari , da 
loro fabbricata , 



GÌ 4P- 



MODERNA. 



ÌÌ9 




Giardino di fioreafy* 

IL Giardino del Screniftìmo Gian DacadjTofcani e fl- 
tuato nel Monte Pincio luogo principalmente per l'arìa 
jMilk.tìt'cro.c per U vìfta di gran ricreacit>iic,v« J :nr.ofi di lì oca 

Y a klo 



34« R O M A 

folo gran parte di Roma,ma anco de'paefi lontani molte mi- 
glia . Dentro di eflb è fabbricato vn palazzo fontuoflffimo 
ripieno di belliffime ftatue , ornato di baili rilieui tutti hiito- 
xiatijche rende vaghezza , e marauiglia in vn medefimo tem- 

Eo . D'auanti alle fcale,che fanno facciata al palazzo é vn-* 
elliffitno Mercurio di metallo , che fpargendo acque rende 
gran vaghezza . Alla prima falita è vna Loggia con otto co- 
]onne,e vi fono alcune Sabine di pietra ratte da ottimi Mae- 
ftri. Di fuori é tutto hiftoriato di baffi rilieui incaftrati , in- 
corniciati con le ftatue vicino ad elfi dentro alle niccnie_^ . 
D'auanti al magnifico palazzo in vn fpatiofo fito è vna fon- 
tana marauigliofa,perche vi fale l'acqua ben cento fcalini. Vi 
fono pili hiftoria ti nobililTimi,& vna Galleria di gran valore , 
détro alla quale fi vedono ventiquattro ftatue antiche di grà 
pregio,e fopra ogni nicchia vna tefta belliffima. Vi è medefi- 
rnamente vn bofeo circondata da vna balauftrata di marmi 
con nicchie, doue é pollo a ciafeheduna la fua (tatua . Vi fo- 
co poi gratiofl fpartimenti di nobiliffimi femplici che ralle- 
grano in vn ifteflo tempo la viltà , e confortano l'odorato. 
Vi è poi vn monte di cipreffi fatto a foggia d'vn Cartello , 
ouero Cupola con vna belliffima fontana. Dall'altra parte 
in vn'atrio , ouero luogo fpatiofo fi vede l'hiftoria di Niobc^ 
con quattordici figlinoti tutti grandi al naturale di belliffimo 
marmo,tanto ben fatta, che non fipuòdefiderarpiù.Vi 
èancovn belliffimo Obelifco, che per effere anti- 
co, è tenuto in gran pregio . Altre infinite^ 
ftatue vi fono , che faria longo il rac- 
contare i bafti il credere , che tra gli 
altri nobili giardini di Roma_* 
polla tenere il fuo luo- 
go • 



LilAT- 



MODERNA; 



#4» 



-Villa B ortfhe-rìa 



i 




Giardino di Borgbtfe. 

C Hi defidera vedere vna delle maraviglie del Mondo,noa 
s'allontani da quefto circuito, chefenza molto viaggio 
ne vedrà vno delli principali fui monte Pincio fuor della por- 

Y i ta, e 



34* ROMA 

ta, e quefto farà la belliifima Villa Borghesìa fituata in vn ctf- 
cuico ampio, nobile» di gran magnificenza, circondato a tor- 
no di fortifiìme mura , eh- pare vna Città . La porta princi- 
pale e ornata fuperbaounte di nobilitimi marmi, di gran- 
dezza proportionata ad vn tanto edificio . Dentro ia quale 
entrando fi vedono principalmente bellilfimi viali.compaiti- 
jnentidifemplictdelii più preciofi, che nano in a orna, e fon* 
tane deliciofìdìme . Qui dentro è non folo quello, che con- 
uienfi ad vn belIo,& ordi nato Già dino;ma anco bofehi bel- 
lnfimi. Vi e il varco d'animali,oue tal hora per diletto fi può 
esercitare la caccia . Vi fono vccelli di d-usrfe forti, cornea 
ftruzziiCigni,pauoni,&aItri vaghi animali. che per breuit ; tra- 
lafcio . Arriuando poi al nobilitino palazzo, che e in mezo a 
quefto fito , dauanti è vn fpatio g r andiflimo , e attorno vaa 
balauftrata di marmo con beWime fontane circondata da 
vna infinità di Statue» che catch. duna pofandofopra vna—» 
bellillima bafe,fì vn ornamento reale. Le fue mura-dalia.* 
parte di fuori fono arricchì, & incroftate tutti di baffi rilie- 
ui d'più rregiatijcht fi rrouino, e ciafehedunoè incornicia- 
to di beliib mi (tacchi fatti a fettoni . E tra mezo a efli vi 
fono le fue nicchie, & in ogni nicchia la fua (tatua ; e cesi ve 
feguitandoda terra fino in cima al tetto. Alla falita del pa- 
lazzo é vna nobiliflima Loggia con dentro ledili, Sta tue, arti- 
glierie , & altre cofe tali * Nella prima fate fi vedono dodici 
Imperatori di pietra bellifiimi , e gran quantità di Statue fo- 
pra le colonne, che circondano la Sala,c rendono vna vitta 
ma rauiglicla. Vi fono anco infiniti quadri di gran valore, ex al- 
tri ornamenti. In faccia a detta Sala èia Galleria con due 
gran tauole di porfido , e due belli vafi pur di porfido eccel- 
lentemente lavorati, e belliflimi ritratti di diuerfi Principi 
dipinti da valent'huomini» e Statue nobili dentro iefuenic- 
chie.vna infinità di quadri di valore i neftimabile , & in altre 
ftanze all'ifteffo piano fono organi , cembali , & altri mitro- 
menti rari da fonare. 

Ritornando poi in Roma per ì'ifteffa porta fi feenda giù 
dal monte,e fi prenda il camino verfo la via,clìe del Babuino 
da vna fonte fi nomina. 



MODERNA* J4j 

Di S> Athanafio . i a 

P A pa Gregorio XII». l'anno 1577. fabbricò quefta chiefa 
coirhabitatione appretto per il Collegio Greco, egli 
ariegno buon'entrata, e quefto acciò vfeendo di qua. benc_> 
ainmaeftrari nelle lettere ,e buoni collumi ritoruafferoallc 
lor patrie a riftorar'i danni dell'herefia . E per eflere a queftp. 
rìne incaminati, hanno per guide } e ruaeìtii i padri della-* 
Compagnia di Giesù . 

L'architettura è di Martin Lunghi vecchione! quale anc# 
è la tacciata di s. Maria delI'Horto in Trafteuere • 

Qui preilo èì bel Giardino di capo di Ferro . 

Di S.Antonio Abbate in Strada Paolina. 1 1 . 

DA Paolo 1 IL cheaperfe quella via hebbe il nome d* 
Paolina , & vn fico a proposto Io giudicarono i padri 
£rcmitani riformati fotto la regola di s. Ago/tino in Italia>per 
farci vn monaìterio , comprando vn bcliiflìmo palazzo » eh» 
già fece il Cardinale Flauio Orfino . 

Qua vengono dal Nouitiato di $. Nicolò di Tolentino,do- 
ne fi è detto di quella riforma, per attendere alli itudij , & 
impiegare à prò deiranime per via di confeiììoni,e prediche. 

Hora hanno fabbricato nuoua chiefa nel corfo lotto no- 
me di Giesù Maria,e ccn molta politezza rofHtiano,e tràfet- 
umanacfpongono deuotamente il SantiflìmoSagramento. 

Di S. Giacomo de gì* In curabili* 1 2 . 

ALtro fopranome hebbe a! principio quefta chiefa, per- 
che fu detta in Augufta, dal Maufoleo vicino dt Celare 
Augufto, che infìno al fiume fi diftendeua , E per meglio in- 
tendere che fabbrica era quella habbiamo.cbe l'anno 1 3 58.il 
Card. Pietro Colonna per vn fuo legato doppo morte lalciò 
che fi face/Te qui vno fpedale , con vna chiefa dedicatala 
s.Giacomo, acciò effa rinouaffe la pia , efanta memoria del 
fuo Zio Cardinale Giacomo Colonna; e quella farà quella-» 

\ 4 che 



ROMA 

cbeìU dalla parte di Ripetta . Et effendo cjueft'opera pia-i 
gouernata da vna Compagnia di nobili Romani , che per té* 
§>o ha cura di quella chiefa , é crefciuta Tempre con larg. ili» 
me limoline d'altrii& in particolare dei Card. Antonio M ria 
Saluiati Fiorentino » che oltre d'hauerne accrefciuto lo fpe- 
dalejha rifatto da'fondamenti quest'altra chiefa tanto graa- 
de,e bella , che può flare al pari di molte altre di Roma ; Se 
acciò fofle ben tenuta ,vi lafció entrata per quattordici pre- 
tte per li neceffarij miniftri,&; acciò'l popolo vi hauetfe mag- 
giore diuotione , vi fece trafportare vna miracolofa imagine 
«Iella Madonna,che era in vn'altra chiefa vnita a quefta, det- 
ta Santa Maria de'MiracoIi. Tutte quefte opere digniflìme 
vide il detto Cardinale finite Tanno fanto del 1600 

Pare> che in quello fpedale da principio fi riceuefle ogni 
forte d'infermi infino al ijif. nel quale Papa Leone X. gli 
fece vn Breue con molti priuilegi,e gratie ordinando,che fo- 
lo incurabili fi pigliaflero, non eflendo in Roma altro fpeda- 
le,che deiTe ricapito a tali infermi,& in effecutione di ciò co- 
mandò,che fi mandaiTero ad altri fpedali gì \nferwi,ch'erano 
qui, & in luogo di quelli qua follerò condotti gl'incurabili , 
ancorché non voleffero . Con tutto quefto ogni tanti anni 
per quaranta giorni fi accettano, quanti vogliono pigliarti 
l'acqua del legno . 

Nel di dell' Annuntiatione di Maria Vergine il primo gior- 
no di Maggio, e de'Morti vi é la plenaria remifiìone de'pec 
cati , e tutti li Sabbati dell'anno vi è la remifiìone^ 
della terza parte de peccati , e molti altri 
priuilegi;è architettura di Francefco 
da Volterra , poi feguita— » 
da Carlo Mader- 
na«# . 
Io cima a! Corfo habita il Sig.Ottauio 
Tronfarelli,& ha dotta, & honore» 
uoie libreria d'ogni forte di 
feienza.^ • 



Dt 



MODERNA. |45 




Di S.Maria del Popolo . i j. 

Già qui per molte centinara d'anni Roma coDferuó, fer.za 
forfì auuederfene > vna vituperofa memoria dell'infeìì- 
ciiTimo finc>cbe fece Nerone , quando fuggendo fuori di 

Roma 



34* ROMA 

Romadifpcrato per gì innumerabili iuoi misfatti, fé fteffo vil- 
mente vccife i e per effere flato Imperadore , fu non lenza-* 
qualche honore qua portato il corpo > & in grand'arca di 
marmo riporto . 

Et ancorché in altri lunghi di quefte nolìrc chfefc cihabbia 
cofiuidata occafione di rarci conoscere, quanta ila la bontà 
di Dio in chiamare a penitenza ogni gran peccatore , che fia 
nel Mondo, hauendolaquidi nuouo, non fi deue tralafcrare. 
Quaft nel colmo delle fceleraggini ita uà Nerone, quàdo per 
fargli Dio conofcere,che lo voleua fpo&liare di quàto gli ha- 
ueua dato, fece ch'egli di rabbia fi caccio due pugnali nella 
gola, dando l'anima a Satanaiìb, i cui configli haueua lem- 
preicguitòj e fu l'anno di Chrifto iettantefimo, hauendo 
l'anno alianti fatto vccrder.c iss.Apoftoli Pieno, e Pao]o,e fu 
nello fteffo giorno, che tre anni prima , a' io. di Giugno egli 
ammazzò fua moglie, e qua portarono a fepellire il corpo 
doue i fuoi maggiori erano pofti , come afferma nella vita di 
lui S uetomo.e dice,che era nella collina de gli horti vicino a 
Campo Marzo . 

Potco'l tempo cadendo in qtiefto piano la terra dalla-» 
collina, tanto s'inalzò, che fi puotc ben radicare vna pianta 
di noce, la quale occupata da'demonij in forma di tanti neri 
corui. malamente trattauano chiunque di qua pafiaffe . Noo 
Tappiamo di che tempo i demoni prendeflero il polTeflo di 
quella pianta, folo habbiameche a diacciarli venne Pa- 
squale li. che fu del 1099. e doppo il digiuno di tre giorni, 
accompagnato con diuote orationi,fù riuelato al Pontefice , 
che fottodi quella noce erano le ceneri di Nerone , e feceglì 
ntendere,che le gettaife nel Teuere,e fi rifolueffe a fabbricar- 
ui vna chiefa in honore della Bcatifiìnaa Vergine. 

Ci venne dunque in proceffione , e fu il primo a dar'il col- 
po in quella pianta 1 e pofe la prima pietra dell'altaiche vi 
drizzò.cingeudolo di tauole in forma di cappella ,- ci ritornò 
poi con va buon numero di Cardinali a conlecrarlo , e vi ri- 
pofe molte reliquie > onde cominciò quefto luogo ad effer in 
gran deuotione preffo del Popolo Romano,come eletto dal- 
la Vergine. 
Hora tornando a quefta chiefa » già per la vecchiezza fa ria 

man» 



MODERNA. 347 

mancata , fé da'fondamenti non l'hauefle rfrtoraw Sifto [ Vj 
l'anno 1477.il quale in oltre vi fabbricò vn monafterio eoa-* 
horti molto grandi, e ipatiofì,iiauendoci rinchiufa gran parte 
del monte Pincio »e la diede con la cura d'anime a 'Frati Ere- 
mitani delia Congregatone di Lombardia ,' e tra le molto 
che militano fotto la regola di $ Agoitino , quella è la più fa* 
mofa>c maggiore di numero. 

Comincio m Crema ili 444* dal F.M. Ciò. Rocco Portio 
da Paui3,e da Fr Gregorio da Cremona , e di 6%. beo rondati 
mqnafterij,ch ella tiene in vari/ luoghi , a quetio nondimeno 
fi delie la precedenza} sì per la dignità del l'acro luogo, come 
della perfona, che lo fondò. Quinto all'origine di tanto 
Congregationi fotto la tegola del gran Padre S. Agoitino » 
Con e qui luogo da dilcoi'icre * 

Altri Pontefici Romani,oitre i tre fudetti, hanno dimostra- 
to raffeito,e diuot/one loro verfo d'- quella facroianta Bafilt- 
ca, Paolo U. p.-r impetrare da Dio vittoria contri i Turchi « 
per li menti della lui M*dre, pò tó a piedi nudi con li Cardi- 
nali la detta inaagine della Madonna, co'l capo dì s.Gio.Bac* 
tifta in vna proceflione,che fece fanno 1 464* e Leone X. che 
fu del ifi$. concefie a quefti Padri di ivieDrarene igiorni 
di fabbato,quando vacano d altre feite,i orfitio doppio in bo- 
nore della Madonna* 

Nella Cappella de'Ghifi vi fono opere di Rarlaelle , Fra-* 
Baftiano, e Francesco Saluiati ; le fcolture fono belliffime i e 
quelle due fepolture nel choro fon fatte da Andrea Sangui- 
no e la capei !a de Cerati) e pittura del Caravaggio. 

Accommodò poi la porta, e la ftrada delcorfo papaia 
Pio IV. l'anno 156$. e di qua infino a s Marco, eSifto V. an- 
cora honorò quefta chiefa ,siperhaueila porta tra t titoli de* 
Cardinali,** anco perche vi conftitui li fette altari cooindul* 
genza plenaria a chi Ji vifitarà.comc a' ss. Pietro , e Paolo» e 
diede licenza a chi fa le fette chiefe,di pigliare queftaiiu* 
luogo di quella dis.Sebaftiano fuori delle mura>cV alla fine^» 
su la piazza inalzò l'obelifco tolto dal cerchio maffimoidoue 
poitol'haueua Celare Augufto. 

Ma douendo hormai vfeir da quefla chicia cifia concedo, 
che pacando per gii horti dd Coauento andiamo a dar vn» 

vift» 



348 ROMA 

vifta a muro torto . Quefto è vna degna memoria delliss. 
Apoftoli Pietro,e Paolo, oc è tale: Nell'anno 538. atfediando 
i Goti la Città di Roma con vn grand'eifcrcito , pensò Beli- 
sario rifar quefto muro, che fin d'all'hora minacciaua rouina» 
ma li Romani non volfero , con dite che s. Pietro , come ba- 
ueuà proméflb,hauerebbe difefo quella parte, come fu, per- 
che in si lungo afledio li Goti non pensarono mai d'affa Itar 
quella parte, e così come ftaua allhora, fi è mantenuto per 
mille,e più anni tal muro inclinato, che par caden temenza—» 
cffere mai fiato riftorato . Il che da Procopio é attribuito a 
miraco!o,dicendo così : Qu& res cum mir acuii fottea loco Jìt 
habita , nec [archi quidem inpofterum quìfquam,nec de integri 
resìituere eft aufus , fed ad hanc diemeaè regione fé iunftus 
permanet tnurus. 

Dalla parte di fuori di quefto muro fiedono fegni di vna-» 
chiefa,che fu dedicata a s. Felice detto mVincis . Di quefto 
Santo fi fa memoria alla chiefa de'ss. Sergio, e Bacco,doue fo- 
no delle fue reliquie ; e fu in altri tempi quefta chiefa in gran 
diuotione, poiché San Gregorio vi recitò vna delie fut-* 
homelte. 

Qui fi dà fepoltura alla donne infamie fenza !umi,e folen- 
aita ecclefiaftica fon fepelite,come cadaueri di beftie . 

Di S. Andrea fuori delle mura . 1 4. 

D Ando il Tacco a Roma la militi a Imperiale, per non effer 
pagata» pofero addoffo il Pontefice > ch'era Clemen- 
te VII. vna si gran taglia, che rrouandofi priuo d'ogni foc- 
corfo , e con pochi denari , le diede in oftaggio alcuni prin- 
cipali co'i'fuo Gouernatore Gio. Maria del Monte nato in—» 
Roma . 

Hora egli ftando prigione cÓ gli altri nobili fotto la guardia 
di quelli faldati, due volte furono tutti condannati alla-* 
forca in Campo di Fiore >• ma grande fu la charità del Car- 
dinale Pompeo Colonna verfo del Gouernatore , perche ha- 
uendoimbriacatele guardie,io fece fuggire per vn camino, e 
perche fu nel giorno di s. Andreajo prefe egli per fuo partico 
lare.auuocaco l'onde fatto papa l'anno 1550. co'l nome di 
t • Giù- 



MODERNA. 349 

Giulio III. Io volfe riconofcere co la fabbrica dì queita chie- 
fa , e su quefta via la £ece,per efierci in vna folenniflìma pi o- 
ceflìone paffato il capo di quefto fanto Apoftolo, come fi di- 
rà ad vn'altra fua chiefa vicina a ponte Molle;e quella è vni. 
ta alla paflata di s. Maria del popolo.E* difegno del Vignola . 

Di Santa Maria delle Grafie . 15. 

Pier Gio. Antonbelli da Poftergno Diocefi di Spoletf 
Chiauaro fabbricò quefta cappella l'anno 1579. dedi- 
candola a s. Maria per i'eruitiodi quefti contorni , che altri. 
menti iarebbono flati molte feftefenza mefla per feommo- 
dità delle chiefe lontane . 

Di S. Andrea à Ponte Molle . 1 6. 

IL Ponte iù fatto da Paolo Emilio, onde fùdetjo Miluio, e 
poi Molle.Quefta chiefa é membro della Comp.dclIaTri- 
nità di ponte Sifto . Et é celebre, per efleruiftato vna not- 
te la ttfta di s.Andrea Apoftolo , quando fu portata dalla-» 
Morea fotto il pontificato di Pio II. il quale con tutto il Cle- 
ro venne qui la mattina ,e nel 1461. la portò in s. Pietro, oue 
anco fi conferua ; la detta Compagnia ha rifatta queita cap- 
pella con vn poco di alloggiamento per chi ne tiene cura>& 
il giorno di s.Andrea ci viene in proceiììone a celebrare i di- 
uini offitij . Hora torniamo per la medefìma ftrada a Roma, 

Il palazzo della Vigna di papa Giulie nella ftrada conia 
Fontana è architettura di BaldafTar da Siena. Nel pa/azao 
poi più grande , che è a dietro , in più luoghi vi fon pitturo 
di Taddeo Zuccaro, e la Fontana maggiore con varie figure 
e dell'Ammannato. La porta della Vilia Sannefia è di Mano 
Arconio . Quella de gli Altemps , hora de'Bcrghefì.è di Ho- 
norio Lunghi. La porta del Popolo è di Michel'Agnoio . 

La Vigna delitiofa del Marchefe Giuftiniani ha belle fìa- 
tue. 

Di Santa Maria de i Miracoli. 1 7. 

SOtto d'vn'arco vicino alle mura di Rema verfodelTe 
uere era dipinta vn'lmagine della Gloiioiìflìma Vergine 

che 



350 ROMA 

che amaccfota in etta volle dwtu fl xtffii quando vna peucra 
donna con vn fìllio ili fecce anni andando per quelle riue-r 
cogliendo legna, fi femptice Garzone* to fdrucciol àdo cnddc 
neìl'acqua>ne potea<togti4ir4ac€orfela madre , che tardi fé 
ceauyide , «Via Mio < ia detti vagine , pregandola a no»-» 
abbandonare il perduto fanciullo. E tu efTaudita,perchenoa 
molto dipoi ijhebbe il tuo figlio* che dille non eflere mai an- 
dato al fondo, per hauerlofoftenuto fempre tra le braccia—» 
vna donna yefbta di bianco, perciò tu quella Imagineieuata 
dalla Coipp.di s,Giacomo de gì Incurabili, e le fabbricarono 
qteita eh eU il *5x$. e la diedero in cura a i Frati del Ter** 
Ordine /li s.JFrancelco L'anno 1598.ru poita nel/a chiefadi $. 
Giacomo de gì incurabili; co cutto ciò a questa refta il foprs- 
nemediprima^ch* tu de i miracolile vi celebrano la Natiuita 
della Madonna. Ho^gi è lotto cura di Padri Francefi. 
Qui prt,flo e'i Cardino deista Eminécifs.Card. del Monte. 

Di S. Or/ola. 18, 

AVanti l'anno fanto del 1600. fi morTero alcuni di vatie 
narioni a fare yna Compagnia fotto l'inuocarionedì 
S.QrfoJa, pigliando yn facco roflb con cordone verde, e fi co- 
fugarono in Sanca Maria delia Pietà a piazza Colonna , e 
«antencuano in e ila la cappella di s. Caterina . Ma per eiTer 
liberi ne«reffercitio delle opere loro ad honore di s.Orlbla , 
comprarono quello fico l'anno 1607. e le dedicarono quefta 
piccioja chiefa, doue hanno della fua fpalla , e fanno tefta di 
s.Caterina,e di s,Orfola.nel cui giorno maritano zitelle , e li- 
berano yn prigione per la vi ta . 

Il facro martirio di quefte fante Vergini fi tiene, che foffe 
l'anno del Signore 385. imperando Gratiano,e Teodoiio. 

DtBa $, Cafa di Loreto. 1 y. 

NOn molto lontano verfoRipettaalla man di ritta è la-* 
nuoua chiefa della Santa Cafa di Loreto delia natio* 
ne della Marca fabbricata con l'habitatione congiunta , che 
patte farà Spedale, t parte Collegio per molti giouani della 

j»cde- 



MODERNA. 351 

Biedefima Prouincia, enei 1637. confolcnniflima proceflìo- 
nc trasferirnol'lmagine delia Madonna dalla Rotonda , oue 
era, a quello lanto luogo, & bora vi e gran concorfo di popo- 
lo; & vn'Emincntiflìmo Cardinal ne Protettore . 

Di S.Roccoj e S. Martino, io. 

QVando'quefta parte di Roma, che era tutta piena dihor- 
ti,donde anche de gli hortaggi tidifTe,jncomincioflì ad 
babitare, dalla piazza di Santa Maria del Popolo tirarono a 
filo ere ftrade maeitre, vna a fianco del monte Pinco j bora 
della Trinità, l'altra del Corfo a s. Marco , la terza é quefta a 
canto il fiumcjche bora de gli Schiauoni.hora dc'Lombardi lì 
diffe. Certo «,chc gli Scbiauoni,de'quali e la icguenre chie- 
fa dis.Girolamo.pofledeuano ancora quefto Tito, hauendolo 
comprato da ertila Compagnia di s.Rocco,e l'anno 1499. vi 
fabbricò quella chiefa a dai grande, e bella , 

Et al pari di qualfiuoglia di Roma la mantiene effitiata ; hi 
appretta vno fpedaie per gli ammalati di varie protezioni, & 
arti. Vi è anco vno fpedaie per le donne fabbricato, e dota* 
to dal Cardinal Antonio Maria Salutati, nel quale (come an- 
co in quello de gli huomini) fono l'inferme con grandi (lima 
diligenza, & efquilìtezza curate,e prouìfte in fpiritualc,e tem- 
porale. Con molto apparato celebra queft'Archtconfrater- 
niù il giorno di s. Rocco a'i6. d'Anodo in folenni apparati , 
emufìca, e libera vn prigione per la vita , e manta zitelle il 
giorno dell'Affuntione della Madonna. E fé bene quefto San- 
to non è canonizato; per quello nondimcno.che orcoife nel 
Concilio Coiìantienfe, e che di mano in mano è feguito, 
tolerandofi dalla chiefa vniuerfale, è in gran diuotipne ap- 
preffo'l Popolo £hriftiano . 

Confermandoli poi l'anno 1 560. la Compagnia di s. Roc- 
co da Paolo 1 V. con molte gratie , e privilegi , fi aggiunfe a 
quella chiefa vn'altro titolo, ch'è di s.Martinoje la cagione di 
ciò fu fecondo l'informatjone hanura di qua, perche da varie 
condicioni di perfone tu nel principio gouernata quella chie- 
fa, e fra qucfti vi furono gli Hofti , i quali vi erefiero vn'altarc 
dedicato a j.Martino.nc! cui giorno folccncmeats qui cele. 

b.ato 



35* ROMA 

braco maritano zitelle pouere deU'arte'ioro . L'habitodel- 
l'Archiconfraternitàdi s. Rocco e verde, con 1 jmagine del 
Santo,e due fratelli, ch'inanzi vi fono inginocchiati . 

Le due cappelle prime fono pitture di Balda/Tarda Siena. 

Nella fetta dei Santo fi corrono pe'l Teuere ipali; delle-* 
barchette, e de'notatori ; come anco fi fa in quella di s Bar- 
tolomeo. 

Di S .Girolamo de'Schiauoni . 21. 

ESfendo impadronito il gran Turco dell'Imperio Orien- 
tale il 145 h tr * 8 1 » altri, che fuggendo la lua tirannia., 
vennero a Roma, furono molti Schiauoni. Et baueudola_* 
Pio V. pofta tra i titoli de i Cardinali, con feJice forte toccò 
a Fr. Felice Card. Peretti» che fatto poi Sommo Pontefice-* 
co'l nome di Sifto V. da'fondamenti la riftorò fotto quefta_» 
grande, e bella forma . Di p;ù la fece Collegiata, per la fola 
natione de'Schiauoni. Ethorabenificati dal famiiiìmo Vr- 
bano Vili, gli hanno eretta quefta infcrittione in pietra^» 
fcolpita. 

VRBANO Vili. P. O. M. 
Quod Patris affe&u complexus nationem Illyricam a dti- 
centis annis in hoc tempio , poftea a Sixto V. a fundsmentis 
extru&o congregatati!, eidem congregationi tranqullitate.^ 
reddita, domos. Caij papa? martins Ulyrici a fondamenti* 
excitata,Baptifterio Conftantini Imperatone Illyrici iiluftra- 
to,facrorum myfteriorum libris Iliyricis purgatis , alumnis II- 
lyricis Lauretano Collegio reftitutis.immortaiibus benefìcijs 
àffecerit,Alexandro S.R.E. Diac.Card.Caefarino protettore, 
eadem Natio grati animi hoc monumentum pofuer e . 
AN. DOM. MDCXXX. 

La cbiefa è architettura di Martin Lunghi vecchio . 



Il pala* 



MODERNA. 



35? 




Il palazzo della nobiMGma fameglia Borghefe è pofto di 
fico nel Rione di Campo Marzo>d'archicettura eccellente.. , 
La grandezza fua è marauigliofa, che più facilmente fi potria 
giudicare vn Caftello, che palazzo. Le facciate di quefro 
abbile edificio fono quattro * tre delie quali hanno d'auanti 



354 ROMA 

tre beliifiime piazze.Ma la principale è bella,e grandejntfto- 
lata dal Cognome de'fuoi Signori , Piazza Borghefc . Vi fon 
da venti fhtue poite in cimerà luoghi per il cortile , che ol- 
tre il valore grande, rendono a fatto detto luogo marauiglio- 
fo.Dencro poilono ftanze con ornamenti Imperiali di ita tue, 
quadri de'più rari , che fiano a notili tempii con vna galleria 
famofìfiìma,& anco fontane, e giardino,* mille altre delitie. 

Quello palazzo tu fotco i Dezza cominciato da Martin-* 
Lunghi, e poi lotto i Borgheiì finito da Flaminio Pontio. 

Vi e anco dalla man diritta il palazzo per U tameglia no- 
bilmente in quadro fabbricato, doue il Sìg. Ferrante de' Ca- 
roli ha dotta libreria, e belliifimi quadri . 

Quello palazzo tu cominciato da Antonio de Battiftis, e 
poi finito dal Soria. 

Di S. Gregorio a Piazza Nicqfia. iz. 

PEr quanto s'intefe da chi fi dilettaua dell'antichità Ro- 
mane, hebbe quefta piazza il nome di Nicofìa, perche^ 
v'habltò vn'Ambafciadore Ragufeo,chedi patria,ò di cogno- 
me, fu di Nicofìa . Per Pinondationi poi del vicino Teuere, 
«fTendofì perdute le fcritture di quella chiefa, nulla potiamo 
fapere della Tua prima fondatione . 

Di certo habbiamo,che il 1 5 17. qui fi fondò vna Compa- 
gnia de'Muratori, che vertono Tacchi turchini con Tlmagine 
dis. Gregorio , & appreffo la chiefa fecero vn'Oratorio per 
gli effercitij fpirituali . Maritano zitelle nella feda del Santo 
per vn legato di Pietro Giacomo di Carauaggio,dando il pri- 
mo luogo a quella>che della fua patria fi trouafle in Roma* 

Di S. Lucia della Tinta . 23. 

L'Antichità di quella chiefa fi raccoglie dalla Confemo- 
ne dell'aitar maggiore , che fi faceuano anticamente 
per riporui corpi fanti, che forfi ancora vi potriano effere-» . 
Di più nel muro a man manca in vn marmo ci é la copia d'va 
Breue Apoftolico, doue fi concede Indulgenza d'vn'anno , e 
40. giorni nel giorno di sXucia, e della confacratione , e per 

tut- 



MODERNA. 355 

tta l'ottaua, hauendola per la molta vecchiezza matta vft 
anonico dì efla, chiamato Giouanni Romanutio, che infie- 
e era fegretario delle lettere Apoftoliche . 
Al Priore, e Capitolo di quella chiefa s'indirizza quello 
eue di papa Nicolò I. che fu creato pontefice l'anno 8x6. 
ftando nel Breue, che nell'anno i. di quello Pontificato il 
: tto Canonico rifece la chiefa già vecchia, fi raccoglie, che 
fu a prima fondanone va al pari con quella, che ftà in Silice. 
ofa degna ancora da notare in quel Breue è, che ne i tempi 
itichi di pochi anni erano l'Indulgenze, accio da'fedeli fof» 
ro più ftimate,e confeguite con defiderio. e follecitudine . 
Hora eflendo reità to a quella chiefa il folo titolo della—» 
irochia, piacque a Dio illulìrarlar con vnamiracolofa (ma- 
ne della Madonna , che ftando in vna publica ftrada di 
ampo Marzo , fu da Cocchieri ottenuta l'anno 1545* P cc 
letterla in quella chiefa, douehaueuano la Confraternità 
irò , ma non puoteron mai (laccarla dal muro,infino che il 
;lero non ci venne ad accompagnarla in proceflìone. 

L'anno poi 1580. ftando quella chiefa in pericolo di ca» 
ere 1 la detta Compagnia la rifece . Tal'hora maritano zi- 
•lle,e morendo i loro padri, che fiano della ftefs'arte, ne pi- 
llano protettione . Vertono Tacchi turchini notati eoa-» 
Imagine della Madonna,che tra gli Angeli tiene il fuo Figlio 
1 bracck>j& elfi furono,che nel riportare la detta Imagine a 
ueftachiefa, la cinfero con la pittura d'alcuni Angeli. Al 
refente quella Compagnia non é più in quella chiefa/ ma—» 
a prefo vn fito, per fabbricami vna di nuouo . 

Ma fi bene vi fono alcuni Canonici conftitaiti dal Caualier 
Liccijche prima andarono a s. Giouannino de'miracoli (co- 
lie habbiamo accennato) &: hora qui fi fono pelati con ha- 
>i to molto vago, e maeftofo . 

DiS.Iuo. 25. 

SIuo è chiefa della natione di Bertagna, e parochia > e j[i 
► è la Compagnia de gli Auuocati,per hauer'e fio efferci. 
ato tal'officio per vedoue, e pupilli Tantamente . 
Grande poi èia folenoicà, con cui fi celebra qui la fella di 

2 a s.lu« 



35* ROMA 

s.Iuoa 29. di Maggio, venendoci il Collegio de gli Aauocati 
Conciftoriali,& imtitandoci va buon numero di Cardinali, e 
da qualche pedona letterata fi recita vn'Oratione Latina in 
honore del Santo , & fiora pigliano vno de gli Alunni dei Se« 
minano Romano. Quando cominciale il Collegio di que* 
(ti Auuocat; noa io lappiamo. 

Di S. Antonio da Padova de ì Portughefi \ 26*. 
Tj V* quello fanto Portughefe della Città àt Lisbona . 
JT H principio della Nation Portughefe in Roma viene da 
vna diuota Gencildonna di Lisbona, detta Cuifmar, la quale 
feabitaua doppo la chiefa della Madonna de'Monti ie l'anno 
1360. fece nella fua cafa vno (pedale per li poueri pellegrini 
Portughefi, che veniuano di si lontani paefia vifitare le glo- 
riofe memorie di quefta fanta Città , e doppo fua morte lo 
iafeió herede di tutti i fuoi beni . Ma poi (otto d'Eugenio IV. 
panie a' Portughefi più commodo quefto fito;e preffo lo fpe- 
dale fabbricò la chiefa i! Card. Antonio Martine* de Chicues 
Fortughefe, che da £ug. IV. hebbe il cappello Tanno 14$ 9* 

Ma il i486, hauendo bifogno lo fpedale di qualche rifor- 
ma, Papa Innocenzo Vili diedala cura al Cardinale D.Gior- 
gio Colia, iì quale ordino» che ogni anno dalla Natione Por- 
tughefe due Gouernatori fi eleggeifero con cinque Configlie- 
li • e ne forfè capo perfempre l'Ambafciadore della Corona 
di PortugaJIo , ho/a vnita con quella di Spagna . Non fo!o e 
quefto fpedale per gl'infermi dellaNatione,ma per tré giorni 
ancora danno il vroere , e tré giulij di Jimofina a i Pellegrini 
Portughefi,bauendo prima la fede, che fiano confeffati. 

Da Gregorio XIII. hebbero grada di fare vn'altare priui 
Jegiato, & in quefta chiefa eleCTe la fepolt«ra il Dottore Na 
narro Martino Azpicuelra grande in bontà, e dottrina: 11 qua 
dro di s.Eiiiabetra è dtì Caualier Celio . 

Quefta chiefa è fiata di nuouo rifatta, & abbellita dall 
Nationali;e la facciata é difegno di Martino Lunghi giocane 

Fine della jQuarta domata . 

Gior» 



MODERNA. g 5 y 

Giornata Quinta-». 




RIONE DI S.EVSTACHIO. 




Ve la chiela co'l tìtolo dìs.Euftachiò ,1! ticacs 
che vi hauefTe la cafa ii detto Santo ,* polche^ 
la fameglia di s.Euftacbio, già Conti dì Tu/cu* 
lo » hebbe la tua habìtatione nelle Tberme di 
Nerone, ed'AlelTandro Seuero, nelle quali 
hoggi é il palazzo di Madama , e già vhabita- 
rono s.Euftachio.i ^gliuoli, & i loro progenitori . Ma quefta 
parte , doue hora è la chiefa , fu parricojaraente conuerti. 
taro vfofacro , Se a detto Santo dedicata . La qual fame- 
glia fn vna delle principali di Roma i viandoiì molto tra !a_* 
nobiltà antica Romana, di fabbricare le loro fobitation; 

2 ì acU 



358 ROMA 

celie più fegnalate ruine della Citta . Da vn antica memo- 
ria ha prefo queito Rione il fuo nome , e perinfegna porta 
in campo rofio va Ceruo , [apra di cui é voa celta del Sal- 
vatore.^ . 

Vi fono i Palazzi de gli Eccellentiflimi Signori Cefarini , 
àtl gran Duca di Tofcana; e la Sapienza. 

DiS.EuJlachio. i. 

DA quella chiefa hauendo il preferite Rione pigliato il 
nomc,del 1 196. fu da Califto li. confacrata , o fu per» 
che d'oratorio fi fece Chiefa, ó pure fé già da Conftantino 
hebbe tal formajhaueua bifogno di riftoro ; onde consacran- 
doli di nuouo, furono polli fotto' l'aitar maggiore i corpi de* 
ss.Euftachio > Teopifte fua moglie, e due loro figli Agapio , e 
Teopifto,che da fua madre prefe il nome . Et è antica Diaco- 
nia d'EminentiiTìrni. 11 s. Pietro a frefco é pittura di Perino del 

La prefente chiefai oltre l'offerta , che da'tempi antichi li 
fa ogni anno il Popolo Romano d'vn calice» e torcie a'20. di 
Settembre, giorno di s. Euftachio,glie n'é fatta vn'altra a' 30. 
di Gennaro,d'vn'palio di velluto, per efferfi in quel giorno il 
1598. ricuperato alla chiefa lo flato di Ferrara. E perefTer 
quella chiefa vicina allo ftudio della Sapienza , vi fi recita il 
giorno di s.Luca l'ora tio ne, ch'ogni anno fi fa , per dar prin- 
cipio a gli ftudij tralafciati per le vacanze, e vi publicano i 
Dottorile le materie.che hanno da leggere . Qui pure il col- 
legio de'procuratori celebra nel mefé di Settembre la feda 
dì s.Michele, e vi mantiene la cappella a queft'Archangelo 
«edicata , e vengono a honorar la fella ancora gli Auditori 
di Rota . 

Finalmente eflendofi fondata in quella chiefa il 1 581. vna 
Compagnia del fantiflìmo Sacramento , andaua mancando , 
fé l'anno fanto del 1600. non la rifuegliauano i Canonici di 
quella Collegiata con l'Arciprete , & altri della parochia— , 
che tutti le diedero i loro nomi 1 onde cominciarono ad a c- 
compagnare il fanto Sacramento a gl'infermi , e con_jr 

«•1- 



MODERNA. 35* 

«aolt'apparat© conferuarlo nei fepolcro il giouedi, e ve* 
perdi fatico i & il martedì tra l'ottaua della fua folennità 
portarlo in proccflìone . £ qui preffo è la Dogana di terra»* 
della Città. 

Poi all'incontro della chiefa la facciata dipinta è de'Zuc- 
cari . £'1 palazzo non molto dittarne è de Signori Cenci di 
bella architettura.L'altro è dell'EminentiSì mo Car- 
dinal Lanti . Eia nuoua fabbrica della Spe- 
llarla della Compagnia de' ss. Ape- 
rtoli e eretta per li poueri 
della Cit- 
tà . 
Segue poi il Palazzo del Sig.Marcbefe Giuftioiano, 
il quale ha quantità di fiatue di marmo anti- 
che i e quadri di Pittori celebri, del «he-* 
se ha fatto libri con granduli»»-* 
ipefa_j , 




Z 4 H* 



j6© 



ROMA 




DiS. Luigi de'Francefi. 



2. 



PEr fard Dio conofcere mirabile in tutt'i Santi Tuoi, n'ha 
fatto comparire alcuni lotto le corone , e manti rea- 
li . Vn© dì queiti fu s.Ludouico>Q Luigi Re di Fraricia,e nono 

di 



MODERNA. 35x 

-di quefto nome , poiché di 1 x. anni cominciò ad eiicr cutte> 
di Dio . 

Non e rolliamo» quando la Chriftianiflìma natione France- 
fe incominciarle hauer'in Roma qualche cruda nondimeno 
.potrebbe efiere ftato,ò quando il 740. s. Gregorio II!. gli •..le- 
de quel titolo ) perhauer ditelo io nato della Chiefa Roma- 
ni, conerà di chi lo voleua occupare , ó quando i S02. Carlo 
Magno fi fece tanto benemerito della Chieia Romana. Di 
certo habbiamo, che appretto della Torre Argentina poffe- 
deua vna picciola chiefa fotco il titolo di s.i uigi, e la cangiò 
con quello lieo, che era della Badia di Farla, & era vna chiefa 
di $. Maria, a cui era vnita la pallata del Saluatorecon lo fpe- 
dale ; e quello cambio fi fece il 1478. con approuationedt 
Siilo IV. e da lui, e da Giulio 111. le furono vnite altre chic- 
fe,hora disfatte, & a quella reltò la cura dell'anime . 

Quanto poi fiano Itati i Francefi benemeriti di tate chiefe 
vnite JoroJ'hanno dtmollrato nella fabbrica di quella, per ef- 
fere vna delle grandi, e belle, e beneficiate di Roma,- e per le 
prediche Quadragelimali procurano d'hauer eccellenti pre- 
dicatori . Di legati pij fi fece vna tanta chieia, tra'quali fu- 
rono di molto valore quelli di Caterina Medici Regina di 
Francia, e del Card.Matceo.Contarelii i e finita fi coniacro il 
1585. a gli 8. d'Ottobre. 

Furono fempre i Francefi diuoti di riuerire i luoghi fagri.dì 
quelta Città, come fi e accennato in s. Peregrino di Borgo, 
chiefa già in pirte rouinata,& hora rifatta;& indi non molto 
lontano, quali doue è la guardia de'Suizzen, hebbero habita- 
tione Ruga Francigena detta in teltimonio di quella gran dr- 
uotione,che verfos.Pi-tro,e Roma fempre han dimolirato» 

Due volte l'anno maritano zitelle nate di poueri Francefi , 
la prima e nella Natiuità della Madonna, l'altra nella fella di 
$. Seballiano. Accompagnano con graudhonore iliantiflìmo 
Sacramento,quando fi porta a gl'Infermi di quella parochia» 
e nella Domenica trj la fua Oriaua tannala procelfione. Qui 
s'è fatto vna Comp d'alcuni di Lorena. -» 

In quefia chieia del mefe d Ottobre fi dice vna Meffa per 
Mori. Lotrecco.che libero quella Città dall'efercito di Bor- 
bone,il quale vicino a porca Cauailigicri nel falice vna fcala, 

per 



$6* ROMA 

per entrar su le mura della Città, fu da vaa arcWbuciata per 
mano di Francefco Vaientini Romano trai ventre , e la co- 
l'eia a morte ferito,e nella cappelle tra , che hoggi v'é della—» 
Madonna del Refugio tra le vigne delle fornaci, miferaméte 
mori nel 15 77. la Tua armatura ka nell'armeria Vaticana A il 
corpo fu portato a Gaeta. 

La pittura dell'aitar maggiore è di Francefco Battano ; poi 
nella prima cappella a man diritta il s.Mattbeo , e le (lori* 
fon del Carauaggio,la volta del Caualier d'Àrpino, e vi fon* 
altre belle Cappelle. 

La facciata della chiefa è di Giacomo della porta. 

Dì S. Saluatore nelJt Tbcrme . 3 . 

Già in più luoghi di quelle noftre chiefe habbiamo vedu- 
to che fiano JeTherme,& a chi feruiflercquì dùque per 
vlttmo furono quelle di Nerone, tanto commode, e belle—» > 
ch'andò in prouerbio. Di Nerone qual cofa peggiore? e del- 
le fue Therme qual migliore? Appreso delle quali AlefTandro 
Seuero fece le fue, ma egli troppo volle, dando licenza con- 
tro del folito,che anche di notte fi potette ogni vno bagnare 
nelle TbermejC del fuo vi fece mantener'! lumi, che anco in 
bene de'ftudianti poteuan feruire, effendo nelle Tberme co* 
piofe librarie. 

Qui pure fecero vn Tempio alla Pietà, il qual fu poi da_» 
s.Silueftro dedicato al Saluatore , poi da s. Gregorio fu con- 
facrato,e fi tiene, che vi fiano molte indulgenze, per lo con- 
tinuo concorfo del popolo a vifitare quella chiefa , che per 
cfler due volte abbruciata, di grande ch'era prima, sì è ridot- 
ta a quella piccola forma , & é congiunta con l'habitaticne 
del Sereniflìmo gran Duca di Tofcanaìma bora vi fi fabbrica 
regiamente il nuouo palazzo, difegno di Paolo Marucelli. 
Ci fu anco vno fpedale fotto il titolo di s. Giacomo nelle-* 
Therme, & horaferue a gl'infermi? e peregrini della natione 
Francete . 



l>t 



MODERNA. 3*$ 

Di S. Giacomo de' Spagnoli. 3. 

HAuendo N. S. eletto due A portoli di quello nome, vno 
fi difle il maggiore , perche tu prima chiamato da lui > 
l'altro fi difle minore, perche fu chiamato doppo . Nella-» 
chiefa de' ss. Apoftoli ripofa il corpo del minore , con-» 
quello di s. Filippo . Al primo dunque è dedicata quella-» 
chiefa . 

S.Giacomo delliSpagnuoli, fu edificato da vn'lnfantedi 
Cartiglia detto Alfonfo, figliuolo del Rè Don Alfonfo , e da- 
poi riedificato da Don Alfonfo de Paradinas Vefcouo Cu- 
citatele; è dedicato non foloa s. Giacomo , ma anco a 
s. Alfonfo Vefcouo di Toledo,e perciò fanno l'vna,e l'altra-» 
fetta . Vi è lo Spedale per huomini , e donne della natione • 
La chiefa è benifiìmo officiata, e lì maritano zitelle . Vi fono 
molte Indulgenze, particolarmente il giorno di San Gia- 
como . 

Grand' ornamento ancora s'aggiunfe a quella chiefa il 
1579. con la fondanone d'vna Compagnia de'foli Spagno- 
li, co'l titolo della gloriofa Refuretcione di N. Sig. e per di- 
moiare il fuo trionfo, vincendo la morte,ogni anno su l'Au- 
rora di quel facro , e lieto giorno portauano già con grande 
apparato , e pompa attorno di piazza Nauona il SantiHìmo 
Sacramentoj& vn'altra,non però tanto folenne proceffione, 
fa quefta Compagnia la Domenica tràl'Ottaua dello fleflo 
diuino Sacramento. 

Marita finalmente zitelle il giorno dell' Afcenfione di 
Noftro Signore pcrvn legato di Conftantino del Cartel- 
lo Decano della chiefa di Conca, e Referendario Apo- 
flolico dell' vna , e 1' altra Segnatura , e fece quefto le- 
gato U 1567. in cui voleua , che di parenti Spagnoli fof- 
f?ro querte zitelle , & arriuaffero ogni anno al numero di 
quattordici; e fé tante in Roma non fi tro uà (fero, vifuc- 
cedeflero le Borgognone , & a quelle le Tedeiche , poi le-> 
Fiamenghe , appresole Senefi, doppo le Napoiitane, cV al- 
l'vltimo quelle di Sardegna, e bisognando che tutte fìano 
poucre, può effere , che tal volta vna c'entri per ciafeuna cii 

que- 



$6% ROMA 

afutit'ó itrc nationi. A! numero di 14. vna v'aggmofe PcSifena 
Ferrarcfcil 1575. 

Ci fono belli depositi fatti da diuerfi della natione . 
Prtflb la Sagreftiaa man manca è quèlio del Ciaccone, 
«man diritta quello di Monfignor Fontoias , {coltura del 
Caualier Bernino, & il s Giacomo di marmo è opera di Gia- 
. «omo Sanfouino . U quadro della cappella de gli Ker- 
ieri è di Annibal Caracciolo e l'hiftorie fon pittura 
dell'Albano , Domenichini , e d'altri . Incori» 
tro è la fabbrica.delia Sapienza, vaghiX- 
fimo, è beiliflìmo difegno di Mi- 
chel' Agnolo , e feguito da-» 
famofiffimi Ma^- 
ilri. 




I* 



moderna: 



W. 




La Sapìtngg* 

LÀ fabbrica del?a Sapienza così detra, per c&er qaìoi 
creuo da? Pontefice Romano vao'Hudso rmporramiflì- 
mo 3 c necctfano per iliHtà detta Città:* tossa iu I«ogo pria- 

cip a* 



$66 ROMA 

cipale di Roma» ornata di belli marmi , con porta ampia , e 
nobile , lefuefineftre incorniciate medefimgmente di mar- 
mo, e le fue mura intonacate in moki luoghi dell'ideila ma- 
teria: nella parte di dentro vi è vn bello, e ben ordinato 
portico medefìmamente di marmo , che circondando vn__# 
fpatiofo cortile rende bellezza, e commodità grande: la fab- 
brica è in fé ftefla egregia.e (ingoiare, ma le dottrine , che_^ 
qumi entro fi apprendono, fono di benefitiopublico, leggen- 
doli lettere non folo Latine , Greche, ma Hebraiche, Arabi- 
che,ftudio di Legge,Medicina,Notomia> in lomma ogni forte 
di dottrina appartenente alla perfezione dell'hucmo. 

DSSS.Leone Papa y e Fortunate Vefcouo neUoJiudio 
della Sapienza . 5 . 

Avanti che Galba fofle Imperadore , menò feco a Roma 
M.Fabio Quintiliano, & effendo giouinetto venne eoa 
lui fuo padre, di cui anco voleua Galba feruirfi, per effere-/ 
dotto.e buono in molte cofe di gouerno : co'l tempo il figlio 
auanzò il padre nella dottrina , e doppo molte ricchezze ac- 
quiate nel difendere le caufe , vedendoli per la fua grand'e* 
loquenzada tutti (limato» & honorato » gli piacque d'infe« 
gnarla ad altri , e vi s'impiegò per venti anni : e m il primo , 
ch'in Roma publicamente aprifle le fcuole di quell'arte, con 
diuidere gli ftudenti in varie claflì, & ordini , e feparando gli 
huomini dalle donne, tra le quali vna fu nipote dell'Impera- 
dore Dìocletiano.onde non è merauiglia, che di molte fante 
vergini fi Iegga.che riufeirono eloquenti, e dotte . Ma fopra 
d'ogni lode fi fece meriteuole Quintiliano.per non hauer im- 
piegato l'arte fua contro de'fedclidi Chrifto . 

S'ingannò Andrea Fuluio fcriuendo,che per eoo. anniaua- 
ti d'Eugenio IV. foffe Romafepolta in feure tenebre d'igno- 
ranza, poiché Innocenzo IV. che fu innanzi d'Eugenio poco 
meno di ioo. anni, fondò lo ftudio delJ'vna, e l'altra legge, e 
doppo cent'anni Clemente V. v'aggiunfei Maeftri di lingua 
Hebrea,e Caldea, & il fuo predeceffore Bonifatio Vili, fece 
il 1 305. in quefto (ito, che tiene il mezo di Roma, le fcuok-» 
per io ftudio publico, e dichiarò efemi da tutte ie gabbelle j 

Dot- 



MODERNA. 367 

Dottorr, e Scolari d'elfo , & Eugenio IV. che fu del 1432. gli 
applico il dacio del vino foraftiero, sì per Io falario de'Letto- 
ri, come per accrescimento della fabbrica . 

Stando poi in mareflere per colpa de'lauorantì, fu ri flora- 
ta da papa Leone X. e da Clemente VI I. e dì quello c'è vna 
Bolla dtì 1 5 1 5. nella quale conferma ciò, che in ber.efitio di 
queir" Vniuerluà haueuano fatto iuioi predeceflbri . Di più 
vieta a i Dottori di leggi il difender caufe,acciò ne'loro ftudi j 
meglio s'impiegafTero . In oltre li diede in protettone di 
tre Cardinali, che foriero il Decano,il primo prete, e'i primo 
Diacono . Mail 1588. Silfo V. tra le molte Congregationi 
de'Cardinali , ch'egli fece per lo buon gouerno di S, Chiefa » 
vna é, nella quale ordinò , che tutte 1 Vniuerfità dello flato 
EccJeiìaftico haueflero da ricorrere a quella nelle caule loro, 
che gli occorrerle di trattar'in Roma * e pure a quella donò 
ventidue mila feudi , per ifgrauarla di molti debiti. 

Prima che in quello luogo fi fa e effe vna tal fabbrica, fi tie- 
ne, che ci roflc vna chiefa dedicata a s Fortunato Vefcouo di 
Todi, che per Legato Apoftolico fu da s. Hormifda papa—» 
mandato in Conttantinopoli all'Imperadore Analtafio, ch'a 
Romani dimandaua foccorfo per interefle del fuo flato, prò» 
mettendo fintamente di volere lafciare l'herefia di Eutic be- 
te, il quale non credeua, che la Vergine ù poteffe dire madre 
di Dio . Mandò parimente con s.Fortunato , s Ennodio Ve- 
fcouo di pauia;& effendo ambiduein gran concetto di fanti- 
tà predo della Corte Romana, furono accompagnati da due 
Cardinali , Venantio prete, e Vitale Diacono * cofe maraui- 
gliofe di s. Fortunato racconta ne i fuoì Dialogi s. Gregorio 
papa , dal che fi vede con quanta tagione qui gli folle dedi- 
cata vna chiefa. 

Con i'occafione poi di quella fabbrica gli hanno aggiunto 
vn'aitro titolo di s. Leone papa,di cui fi fa fella a gl'i i.di Apri 
le in memoria di Leone X. che da quella Vniuerfità è rico- 
nofeiuto per (ingoiare fuo benefattore, onde ogni anno qui 
celebrali fuo funerale . 

Refta per vltimo dircene auanti il i55»,inquefl'VniuerfU 
tà dello Studio Romano s'addottorauano molti perfauore 
lenza efame: perciò Giulio ili. nel fudetto anno ordinò, 

che 



368 ROMA 

che i Legifti foffero esaminati da gli Auuocat? Conciffóriafy 
& i Medici,Filofofi,e Theologi da'Coliegij Ioro,c Sifto V. or- 
dinò il 1 587. che fotìe gouernata da gli (teflì Auuocati Con- 
ciftoriali » 

Di S.C aterina da Siena per li Neofiti 6. 

TRà le molte marauiglie , che Di > fi diletta di fare n*-# 
gli occhi de'mortali, affai grande fù,d'hauer'elttta que- 
lla Santa per la riforma della fua chiefa, mandandola io Aui- 
gnone a papa Gregorio XI. accioche lo perluadeffe a rife» 
der'in Roma,come fece . E perche Vibano VI. la conobbe 
Sn Auignone auantì il Pontificato, creato Pontefice la chiamò 
da Siena a Roma , doue non mancauano alcuni , che fauori- 
uano l' Antipapa creato in Auignone. 

Venuta dunque per vbbidienza a Roma qui s'eleffe l'ha- 
bitatione fua ; per effere vicmaalla Minerua chiefa de'ParVi 
ut s Domentco,fotto la cui regola efla militò . £ fu leuato lo 
fcitmaoer opera fua . 

«Ma non potendo l'inimico del genere humsno Soffrire tan- 
to bene > cominciò a folleuar'?! Popolo Remano con tra del 
fanto Pont' fìcee crebbe di modo l'odio contro di lui, eh* 
tento d'vccderlo . Onde il Signore apparue alla fan ta ver- 
gine, dicendole, che volt uà abbandonar la città di Roma, & 
dia volédolo placarceli rifpofe, chela Diulna giuliitia così 
Io ricercaua , ma fi offenua effa a patire nel fuo corpo cutt'il 
caftigf»» che a Roma fi doueua , 6c accettando il Signore vna 
tale offerta , cominciarono i demonij dalla Settuzgefimadel 
1380. a darle tanti tormenti, che a'i9. di Aprile vi lafcio la 
vifa in quefto luogo in giorno di Domenica, non hauendo 
élla più di 35. anni, donde fi vede,quanto fia obligata Roma 
ad vna tal vergine. 

Hauend'ella dunque fantìficato con l'angelica fua prefen- 
za%e pretiofa morte quello luogo, vi fi fece vn Monafìerio di 
Monache Domenicane, che vi fletterò infin'a Pio V. a cui 
non piacendo quefti piccoli monalterij . andarono a fabbri, 
carne vn altro sù'l monte detto Magnanapoli, dando loro 
pure io fttfo tìtolo di s.Cacerina.e qui Gregorio XI il. diede 

pria- 



MODERNA. 369 

principio il 1577. alla fabbrica d'vn Collegio di Neofiti j e fé 
bene per la morte del Pontefice reftò imperfetta la fabbri- 
ca, laiciò nondimeno al Collegio entrata da mantenere affai 
buon numero di elfi . 

Hora detto Collegio é ftato trafportato alla Madonna de* 
Monti, come fi dirà afuo luogo. 

Di S. Chiara. 7. 

ESfendofi per opera di s. Ignatio Loiola congregate nel 
monaiterio,c he poi fu di s. Marta, come vedremo, quelle 
donne, che defiderauano di lafciar la mala vita , infinche-* 
poteUero ò farri monache delle Conuertite , ouero effendo 
maritate riconciliarficon li loro mariti, & hauendofi a leuar 
di là, ne prefe curala Compagnia de 'ss. Apolidi, e qua lo 
conduffe il 156$. in vnacafa, cheperòdi pia fé le diede il 
ncume.e delle mal maritate le aggiunfe il volgo . 

Furono da principio gouernate da Monache di s. Chiara « 
ondefotto quello titolo Gregorio XIII. lor fabbricò la—» 
chiefa,e diede vn protettore, e Deputati ; poi effendo nate-* 
molte difficultà tri quelle monache, eledettefemine , fu 
giudicato meglio, che nelle cofe del gouerno fi reggeffero di- 
pinte l'vne dall'altre, come già erano di flanza;non vi effen- 
do in Roma altra memoria di quella Santa, che nella preferia- 
te chiefa . 

E qui preffo e'I nobile palazzo delii Signori Vktorij, che 
ha molte ftatue ,* e di prefente è habitato dall'Eminentifiimo 
Card, pio • 

Di S. Benedetto , e S.Scolafiica. 8. 

NElla Città di Norcia gii mille , e dugent'anni nacquero 
quelli due gran lumi, perillullrare nell'Occidente ia 
monadica difciplina,come nell'Oriente fece s.Bafilio i e con 
tutto , che Roma in alcune fue chicle haueffe honorato il 
gran patriarca s.Benedetto , nondimeno ifuoi compatrioti 
defiderando anch'elfi come l'altre nationi , farli conofcere 
in quella patria co mintine del mondo ,{ìrifolferoil 1614. ài 

A a fare 



j 7 o ROMA 

fare vnaCompagnia.nella quale potefs'entrare chiunque fof- 
te diuoto di s.Benedetto , e per maggiormente animare le-* 
donne, v'aggiunfero l'inuocatione di s.Scohftica. 

Hora militando quefta Compagnia fotto Tinfegne di que- 
lli due gran perfonaggi, celebrauano il 1 6 1 5 . la reità di s. Be- 
nedetto con gran pompa nella chiefa dis Euftachio, doue 
cominciarono ad vnirfiinfino al numero didugtnto^poiilfe- 
guent'anno fefteggiarono il giorno di s. Scolaltica a' io. di 
Febraroin vn'Oratorio, che a tempo pigliarono prerTo di 
s.Maria a piazza Colonna>& alla fine comprarono quefta ha- 
bitatione,che lor feruirà per farci vna chiefa, & vno fpedale 
per quelli della natione . Per conformarfi poi con l'habito 
dis. Benedetto, vertono facchi neri, con vna mozzetti— » 
di faia nera,& hauendo la confermatione da Paolo V. tra gì! 
altri priuilegij , concerie loro di poter liberare vn prigione--* 
per Ja vita . 

Di S. Maria Monterone . 9. 

DAI Rettore di quefta parochia Giacomo Grilli Bolo- 
gnefe intendemmo l'anno 1 599. che in Siena fu vna—» 
famegliade Monteroni , che fece quefta chiefa con vno fpe- 
dale, per alloggiare i pellegrini Senefi; ebifogna,che fìano 
pallate alcune centinara d'anni, perche del 1141. fu riftorata 
all'antica, come dimoftra il Ciborio fopra dell'aitar maggio- 
ree fu consacrata per qualch'altro riftoro del 1 % 5 1 .& alcuni 
aiiglioramenti pur vi fece il fndetto Rettore.La fefta princi- 
pale è dell' A minta. 

Di S. Andrea della Valle. 1 o. 

IN quefto (ito anticamente fi ftendeua il Theatro di Pom- 
peo,e nel far de'fondamenci della ftefla chiefa fé ne fo- 
no vifte le rouine,e sé ofiei uato,che il Theatro medefìmo al- 
tre volte foffe ftato rifatto . 

In quefto fieffo luogo v'era vn beiiiflìmo, e grandiffìmo 
palazzo, fabbricato dalla famegfoa Piccolommi , di doue 
vicirono due Sommi pontefici, cioè Pio li. e Pio 111. Z«o,e 

N'epo- 



MODERNA. 371 

Nepote . E perche quefla Cafa haueua hauuto origine dal- 
la Città di Siena > il largo , che faceua piazza a detto palaz- 
zo, ne prefe il nome di piazza di Siena, chehoggidì lo ri- 
tiene . 

Hor quello {leffo palazzo effendo flato hereditato dalla 
Sig. D. Collanza Piccolomini Ducheffa d'Amalfi in Regno, 
& effendo deuotifiìma del gloriofo Apoflolo s. Andrea, per 
ripofare l'offa di quello Santo nella Città d'Amalfi , di doue 
ella era padrona , donò detto palazzo a' Padri Cherici 
Regolari, che prima ftauano in s.Silueftro a Monte Caual- 
lo, acciò v'edificaffero vn Tempio ad honore del medelimo 
Santo. 

L'inflituto di quefli Padri,che volgarmente fono detti Tea- 
tini,hebbe origine da quattro fantifiìmi huomiui, il P.D.Gio, 
Pietro Caraffa nobile NapoIitano,ch'eifendo llato prima Ve- 
fcouo di Chieti , bauendo rinuntiato il Vefcouado , e quanto 
haueua, pouero volle feguitar Chrifto pouero : maeflendo 
perfona di gran dottrinai prudenza, e di molti meriti , poco 
doppo da Paolo HI. fu all'unto al Cardinalato, e poi al Pon- 
tificato^ fi chiamò Paolo IV. / 

Fu principiata la fabbrica di queftachiefa daU'HIuftrifs. 
Sig.Card.Gefualdo , ma nel bel principio preuenuto dalla-* 
morte, lafciò l'opera imperfetta . Onde il Cardinal Montal- 
to fi moffe a profeguirla ; e quantunque gli fcffe oppoilo,che 
non li conueniua feguitar vna fabbrica cominciata da altri , 
difprczzando fimi/i fiumani rifpetti, profeguì a gloria di Dio 
Pimprefa con quella grandezza d'animo,ch'egli moftrò fenv 
pre in tutte le cofe fue , e le afiegnò fci mila feudi l'anno , &: 
ordinò,che fi finifTe; e l'anno prima, che morirle, ottenne da 
Gregorio XV. che dieci anni doppo la fna morte reftafie 
l'iUerTo affegnamento di ki mila feudi fopra le lue Abbatie , 
onde v'é l'infcrittione . 

Alexander Perettus S. R. E. Vicecancellarius Card. Moti- 
taltus in Piccolomineorum domo a Conflantia Amelphis 
Duce Clericis Regularibus dono data , B. Andreas Templum 
aedifìcauit; Pio II. & Pio 111. Pont.Max.monuraen. reflituit, 
&ornauit Annofaluc. MDCX1V. 

A a % Que. 



37* ROMA 

Quelli fepolcrì fono fcoiture di Pafquin da MórePuIcianov 

Hora è fucceduto alla magnanimità di così grà Card.I ani- 
mo gcnerofo dell'Abbate D.Francefco Perettifuo nepote. 

In quella chiefa fin'hora vi fono finite tre cappelle, vna_# 
del Sig. Orario Oriceilaì nobile Fiorentino ; L'altra è del Sig. 
Leone Srezzi, anche pur nobile Fiorentino . 

La terza é deirEccellentiiiìma Cafa Barberina,architetta- 
ta dalla Santità di N.S. Papa Vrbano Vili. a tempo,che era 
Cardinale, la quale per l'eccellenza del difegno , e per bu# 
ricchezza, & ottima difpofìtione delle pietre, e per l'ec- 
cellenza delie pitture è vna delle belle, e delle vaghe, che 6. 
veggano. 

E perche quella cappella é polla fopra della Cloaca, doue 
fu battuto s Sebaftianoj fi compi aC£ l ue di k*ui quella bellif»- 
iìma memoria. 

S.Sebatlianus miles Chrifli fortiflimus, fagitris Diocletiani 
SulTu conficitur,vìrgis cseditur, in Cloacam deijcitur : inde a 
Lucina Matrona Romana eius in ìomnis monitu eximitur,8c 
inCahfti Ccemiterioconditurj factiindicem plebs olim_» 
venercibunda Aed culam excitauit, cuius hicnuper aitare 
maius cum apfìde iletit . Hanc Sixtus V. Pont. Max. eaìege 
squari folo permifìt, vt illius pars neux Aedis ambitu inclu- 
derete ad reftituendam loci religionera, reique memo- 
riam . Maphaeus S. R. E. Presbyter Card. Barberinus Signa- 
turaj luftitix Praef. hoc voluit extare monumentimi . Anno 
falut. MDCXVI. 

Per effer dedicata quella cappella alPAiTuntione della 
Beatifiìma Verginei! Santiflìmo Pontefice doppo , che per li 
fuoi molti meriti con allegrezza di tutto il Mondo è ilato af- 
famo al Pontificato,non contento dihauerla fabbricata con 
quella magnificenza, che da tutti fi vede,s*è compiaciuto ar- 
ricchirla di molte gratie fpirituali , e per quattro volte l'anno 
VhàconceiTo Indulgenza plenaria perpetua da guadagnarli 
da tutt'i fedeli nel giorno della Concettione , della Purifica. 
tione> dell'Annuntiatione, e delì'Afluntione della Beatifiìma 
Vergine ; & all'EccelIenrifs. Cafa Barberina , & a tutt i fuoi 

polle- 



MODERNA. 373 

pofterf Indulgenza plenaria perpetua per ogni giorno, ìiche 
anche s'è contentato s'eitenda alli iteifi padri della medefi- 
ma Religione . 

V'ha conceffo anche vn'altra Indulgenza plenaria perpe- 
tua da applicarfi per l'anime del purgatorio per tutti li lune- 
di dell'anno da redeli.che conferiate communicati vifiteran* 
no la medefima cappella doppo il Vefpero, e innanzi ai Ssn- 
tiflìmo SacramentOjche vi s'efpone, pregaranno Dio feccn- 
dola loro deuotione per quell'anime, che nel purgatorio 
4tannoapenare»eaqueHi»che non faranno confettatila con- 
ceffo fett'anni,e fette quarantene . 

Nella cappella de'Signori Barberini le fcolture fono del 
Mochì , e d'altri, le pitture del Paflìgnano . In quella de gli 
Oricellaidel Caual. Pomaranci. La cuppola della chiel'sL-» 
del Caualier Lanfranco , t triangoli di fotto del Domeniche 
ni,e la tribuna dell'ifteffo . 

Così degno Tempio è nobile architettura del Maderna. 
. Et hoggi anco fi vede cominciata la bella fabbrica dei 
nuouo Conuento,architettura del Marucelli. 

Dietro non molto lontano habita il Signor Caualier Caf- 
iiano dal pozzo,il quale come verfato nelle feienze così ol- 
tre famofa libreria ha facto v-no ftudio di difegni.quadri. baffi 
rileui,medaglie dhuomini illuftri , oc altre cole degne àrtici 
vedute, & ammirate . 

Dalla parte dinanzi della chiefa è la fìrada della Vaile— >> 
Ou'habita Monfig,Ccccino Decano de gli Auditori diRotn» 
che ha famofifiìma libreria; e 1 Signor Pietro della Valle, do - 
uè fi veggono tre mummie con le loro caffè antiche dipinte, 
& ornate di diueifi Gieroglificì» corre folcano fare gli Egitti;* 
& altre cofe portate da quelle parti Orientali , e molti mai- 
ali antichi degni di memoria . 

Del Santiffìmo Sudario di N. Signore. i 1. 

NOnè dubbio, che delie memorie lafciateci da N. Sig, 
in terra, quelle più da noi fi prezzano , e maggiormen- 
te ci fon care , nelle quali , per hauerle toccate , v'iau 
?reff«iafwaiì§uia«OMe n'àà loffia delia faccia.Quclia , che 

A a i die- 



374 ROMA 

diede a s. Veronica , fìà in s. Pietro nel Vaticano; e quella, 
che mandò ad Abagaro,èin s.Silueftro di Campo Marzo . 
Ma quella di tutto il facro,e diuino fuo corpo, d'ogni altra 
più miracolofa, e venerabile fta nella Città di Torino , e la-» 
impreffe in quel lenzuolo, fopra del quale lo ftefero, prima—» 
di fepellirlo ; & altrettanto auanzandone da capo, velo ri- 
uoltarono infln'a'piedi, in modo che rifufcitato vi fi vide eoo 
la figura del fuo corpo,& i fegni delle cinque piaghe , e delle 
battiture in tutta la carne i 6c infino lotto le piante de'piedi 
affermano alcuni di hauerle vedute. 

Santilfimo Sudario é detta queita chiefa della compagnia 
delli Piamoutefi » e di ragione conuiene , chehabbino il ti- 
tolo del fantifiìmo Sudario , poiché il Duca di Sauoia con- 
ferua con ogni grande/za , e maefta il Sudario , nel quale fii 
inuolto il Noftio Signor Giesù Chriito , quando fu fepolto, 
fopra il quale vi lafciò la fua facratitfìma figura ; è anco detta 
quefta chiefa s. Luigi de'Piamontdì , con far il 1557. vna-* 
Compagnia fotto iì titolo di queita facra Sindone , nella—» 
quale poffono entrare tutti i luciditi del Duca di Sauoia . Ve* 
ftono jacchì bianchi con vna cinta di corame roflo,affibbiata 
con vn'offo parimente roflo . 

Furono prima in vna vicina chiefa della Badia di Farfa, de- 
dicata a s. Luigi , & efieodofi perla picciolezza profanata—* ; 
fecero qui quella da' fondamenti il 1605. fotto della-» 
Torre Argentina, così detta da vno d'Argentina in Ger- 
mania . 

Tra l'altre buon'opere di quefta Compagnia , lodeuole è 
quella d alloggiare i poueri Sacerdoti^ Cherici,che di Sauoia 
vengono a Roma . La pittura del Sudario,ch'e fopra dell'ai- 
tar maggiore è fatta su la ftefia mifura di quello , che ita in—» 
Torino,e vi fu ftefa di fopra, e fu donata prima a Clem. V III . 
dall'Arciuefcouo di Bologna Alfonfo Paleotto, con vn libro, 
che di tal materia mandò in luce : e poi papa Clemente la-# 
donò alla Compagnia . Oltre la fefta principale di queita 
chiefa a* 4. di Maggio in*honore dtì Santiflìmo Sudario , 
nel cui giorno maritano zitelle , e liberano vn prigione , fan- 
no ancora di s.Mauritio a' ix . di Settembre, per conformar- 
li con la cafa di Sauoia,che ha quello Santo per. Protettore . 

Li 



MODERNA. 375 

Li Pala/ 'i incontia de'Signon Carfarclli fono belliiliim di- 
frgni di Railaelle* di cui anche e quello dell'Aquila in~# 
Borgo . 

Di S. Giuliano a i Cefar ini. i x . 

HAuendo le guerre de'Goti diuifa in due rami l'antica , e 
nobilflìma fameglia de'Cefarini .', come s'è detto alla 
chiefa del Saluatore in onda, qui finalmente svnirono in va 
vicino lor palazzo > donde n'ha quefta chiefa il fopranomc 
fuo , a differenza d'altre due dedicate a quefto Santo . Bifo- 
gna poi(dice il Sanfouinó) che per qualche fegnalata impre- 
ca de'Cefarini in benefìcio del Popolo Romano egli habbia 
dato ai capo di quefta Eccellentiflìma fameglia il fuo ft e n- 
dsrdo, si ne' tempi di guerra , come di pace ne i publici 
fpettacoli , o fefte folenni , e particolarmente in quella di 
s. Giorgio . 

, Quanto alla prima fondanone di quefta chiefa,fatta dalla 
Natione Fiamenga.la ritrouiamo affai antica, perche fu qua- 
do s.Bonifatio Vefcouo riduffe i Fiamenghi al conofeimento 
di Chrifto i! 75$. in circa, eflendo in quell'anno coronato di 
martirio s.Bonifatio nella Frifia , & appreflb di quefta chiefa 
vi fecero vno fpedale per li pellegrini Fiamenghi . Poi il 
1094. hauendo Papa Vrbano li. collegati i Principi Cbri- 
ftiani per la ricuperatone di Terra Santa , e venendo a 
Roma Roberto Conte di Fiandra riftorò , e dotò quetto fi- 
ero luogo . 

Perinfegna tiene s. Giuliano con vn falcone in pugno, & 
vn cane da lafTa , perche fi dilettala della caccia . Qui da' 
Fiamenghi fi celebra la Tua fetta a' 15. di Gennaro, nel cui 
giorno in Fiandra fi fece la translatione d'alcune reliquie di 
s. Giuliano . 

De' SS. Cojìrno>c Damiano delti Barbieri. 13. 

Cominciò quefta Compagnia il 1440. e pigliarono pet 
loro Auuocaci queftì Santi, che erTercitarono l'arte^ 
deiia Medicinale in qualche parte a Barbieri ancora tocca. 

A a 4 Fu 



37« ROMA 

Fu già quefta chiefa di monache fotco il titolo della Santiffì- 
ina Trinità, ma effi celebrano quefto dei lor'Auuocati, nel 
cui giorno liberano vn prigione , e vedono Tacchi bianchi, 
cinti d'vn cordone bianco . Et hora in parte è fiata rab- 
bellita. 

Doueua eflere quefto monafterio vno di quei pìccoli che 
da s.Dornenico s'vnirono nella chiefa di s. Sifto. -> 

Di S.Helma de'Credentìerì. 1 4. 

ESfendo in Roma gran numero di Credentieri,che Temo- 
no a molti principi , de'quali forfi più d'ogni altra Cit- 
ta,quefta n'ha copia, fi rifolfere l'anno 1557. di fare anch'eia 
£ vna Compagnia.e doppo che in varie chiefe furono andati 
congregando/1, hebbero quefta chiefa di s.Nicolò con la cu- 
ra d'anime ; e ftando in pericolo di cadere , tu la parochia-» 
vnita ad altre vicine,eda'Credentieri rifatta la chiefa ,e<le- 
dicatala a s.Helena madre del gran Conftantino. 

Et in vero , che non poco obligato s'hà da riconofeere il 
popolo Romano alla diuotione di quefta Compagnia» in ri- 
nouare la memoria di quella, che ntrouo il facro legno della 
Croce di Chrifto, & a Roma portò molte reliquie di Terra 
fan ta,& in quell'alma Città fantamente fini i giorni fuoi. F ù il 
fuo corpo fepellito dal fuo figliuolo Conftantino in vn bei 
Maufolco fuori di porta Maggiore ; e benché poi di là foife 
leuata, reftarono però delle lue reliquie in varie di quelle no- 
itre chiefe . 

Qui preflb fono i palazzi de'Signori de'Caualieri . 

Di S. Nicolò alle Calcare. 1 5. 

HAuendo Gneo Ottauio Confole ottenuto vna Segna- 
lata vittoria de'Perfiani , qui fece tra il cerchio Flami- 
nio, e'1 theatro di Pompeo vn portico da paleggiare in tépo 
di pioggia, quand'impediuane'cerchi, ene'theatri i giuochi, 
& altre rapprefentationi , che per traftullo del popolo fi 
faceuano, e perche foprale colonne, che lo foileneuano 
erano capitelli di bronzo lauorati alla Corinto, fu detto 
s - p or- 



MODERNA. 377 

portico Corinthio, e d'Ottauio, che lo fece . Po? dimandan- 
doli nel Greco il bronzo Calcos, vogliono, che dal volgo qui 
fi dicefle alle Calcare , fé bene pare vn'interpretatione-* 
molto (tirata , non leggendoti , che da i capitelli di bronzo 
fofle nominato quefto portico né in Latino, né in Greco 3 si 
che preffo del volgo bifogna lafciare quefte, & altre igno- 
ranze. 

Della prima fondatione di quefta chiefa nulla fi è po- 
tuto intendere,- folo riabbiamo, che il 1611. 
effendo parochia il fiio Rettore Magno Pe- 
rico d'Anagni la rifece , & innanzi 
v'aprì vna bella piaz- 
za-» . 
Qui flette per alcun tempo la—» 
Compagnia dell'Ange- 
lo Cuftode* 




Ciori 



378 ROMA 

Giornata Quinta^. 




RIONE DELLA PIGNA. 



Auendo quefto Rione per infegna vna Pigna in 
Campo rolfo,ci fa credere, che su quakij'vna 
di quéfte contrade , ci rbffé vn pino , come—' 
da vù Olmo > n'hebbe vn'aJtra vicina > il iuo 
nome 

Vi fono le famofe fabbriche deì palazzo 
di sMarco>del Collegio Romano,e de'Duchi Sanntfij. 




Di 



MODERNA. 



37? 



__: 



C alleai o IL ornano 




Di S. Maria Annuntia ta del Collegio Romano, i . 

Q Verta chiefa , e Collegio contiguo fono della Compa- 
gnia di Giesù: La prima pietra della chiefa fu mellL-i 
l'anno 1562. nel quaVanaoil Sig. Iddio moffe D. Vittoria^ 

Toi- ■ 



38e> ROMA 

Tolti nipote da canto di madre di Paolo IV. a feguitare a 
Jfue fpefe la fabbrica , e la riduce nel termine , in che hora fi 
crollarono in oltre alcune caie perii Colk-gioi fra quali vna 
ne tu vedo la piazza di s.Mauto,doue habitaua lo fteffo Fon- 
tefice,quando fu aflunto al Pontificato. 

La prefente fabbrica cognominata il Collegio Romano 
hebbe principio da Gregorio XIII. E^difitopofto in bella 
parte di Roma di vaghiflìma architettura , con fue fineiire, e 
cornici tutte di marmo • La fua porta di rara bellezza, orna- 
ta medeiìmamente tutta di marmo . Dentro vi è vn cortile 
grande, fpatiofo,vn bellifiìmo Portico,che vien fomentato da 
grandiflimi pilaftrij Efopra di effo Portico viémedefima- 
mente il fecondo della detta materia, per li quali parlando lì 
entra in grandiflime fale , & altre belle itantie commode , e 
lìeceiTarie per così nobile ftudio. Quello m eretto a publica 
vrilità, e commodo de'ftudioii . Un leggendoli publicame li- 
te da'Padri Gefuiti oltre alle fcole di Grammatica, e di ierte* 
re Greche, Humanità, Rettorica, Logica , Filìca , Metafilica» 
Cafìdicofcientia, eTheologia, con tanto concorfo di ftu- 
denti, che é cofa marauigliofa ; poiché detti Fadri oltre alle 
Iettioni,e dichiarationi di dette fcientie,coftumano far fcri- 
uere quelle dichiarationi > cominciando dalla Logica a tutte 
l'altre feientfe inclufìue con laTheologia, il che apporta-* 
grandifiìma faciliti per i'acquiito di quelle . Vnito a detto 
Collegio vi è vna chiefa dedicata alla Gloriofìflìma Vergine 
lotto il titolo deil'Annuntiata , oue per commodità de'iìu- 
denti , e di qualfiuoglia altro fi celebrano continue meffe da 
detti Padri,con frequenza, e deuotione particolare de'ìedeìi t 
affittendoli da quelli con efquifita diligenza.politia, deuotio- 
fie,eparticolarméte alle confeflìoni. La tribuna è pittura del 
Zuccari co le altre due ftorie , e'1 s.Francefco è del Mutiano. 
Oltre di quefto indetto Collegio vi fono Cohgregationi , 
nelle quali poffono interuenire giouani foli, iui esercitandoli 
fermoni,difcipline, & altre deuotioìii , alle qrali vi è vn nu- 
merofo concorfo . Di più vie commoda habitatione perii 
detti Padri . Dicono elfer architettura di Martin Lunghi 
vecchio, del quale anco fono i Palazzi de gli Altempsair 
-ApoHinarcde'eefis alla fonte di Treui,e de gl'ifteflìinBorgo^ 

&ho- 



MODERNA. 381 

Se hor'il tutto con gran poJitia fi vede compire: e vi ii e pr ina 
cipiata bellifiìma fabbrica dei famofifs.Tcmpio dis.Ignatio, 

Non fi é fermata qui la charità di quefti Padri , che ha vo- 
luto ancora abbracciare la cura de'poueri contadini, e baro- 
nali quali vanno a trouare nelle piazze, e ftrade di Roma, 
doue è maggior frequenza di loro,con quell'ordine . Si fono 
diuifalaCittàin ii.quaitieàà: ogni mefe dell'anno fi pigliar 
no a coltiuarne vno con la parola di Dio, e con li facramenti 
della Confefiìone, e Communione, facendo ogni vkima Do- 
menica del mefe in vna chiefa di quel quartiero la più com- 
moda k e capacela Communione generale. 

Le fette poi, e Domeniche antecedenti alla Communione 
generale s'impiegane in ammaeftrarli nel modo di bea con- 
ieffarfi,e communicarft.E le bene queft'operafù da principio 
cominciata principalmente per li contadini , nientedimeno 
nel progreftopoidel tempora prefotant'accrefeimento^he 
la Communione generale hoggidi arriua taluolta a dicidotto 
mila anime, & ordinariamente da dieci a dodecimila,concor- 
rendoui no folo gli habitatori di quel quartiero , doue fi fa la 
Communione di quel mefe,ma da tutta la rittamente d'ogni 
forte di conditione, e itato. 

Et hora fé n'è fatta vna nuoua,e diftinta chiefa piena di de^. 
uotioni fotto titolo della madre della Pietà, e di s.Sauerio. 

Incontro al Collegio Romano e'1 Palazzo de' Signori Mar- 
cheti Saluiati.difegno di Francefoo Volterra . 

Di S. Maria fópra la Minerua. 2. 

Q Velia chiefa fu detta di s.Maria fopra la Minerua>percbe 
ilConuento a quella congiunto è fabbricato in parte 
fopra le rouine di vn Tempio di Minerua, & hoggidi ancora 
apparirono li veftigijdi quello in quel cortile aperto di det- 
to Conuento.che fta a dirittura delia porta sùlaftrada, che 
va dalla Ritonda a s.Mauto,e ritiene il nome di Minerua vec» 
chia . Fùfabbricato quefto Tempio da Pompeo in rendi- 
mento di gratie di molte vittorie bauute in guerra a benefi- 
co del Popolo Romano. 

La chiefa ( ma in forma afTai minore ) fu data da Zaccaria 

Fòpa 



3 St ROMA' 

Fapa alle Moniche di Campo Marzo, quando vennero da-» 
Grecia a Roma, le quali eleggendoli per la fua habitatione^* 
Campo Marzo cedettero quefta chiefa a i Padri Domenica- 
ni , come apparifce per fcricture antiche , che ficonferuano 
neirArchiuio del Conuento della Minerua • Quefto feguì, 
perche i fudetti Padri , che prima habitauano a s. Sabina nel 
monte Auentino, vedendo , che di la sii era allontanata la—» 
Corte, e che non poteuano più.come prima , esercitar l'offi- 
tio della Predicanone commetto loro dalla fanta Sede Apo- 
ftolica , procurarono hauere neli'habitato di Roma qualche 
luogo proportionato a detto fine . Cosi dal iudetto mona- 
fterio di Campo Marzo ottennero quefta chiefa,e luogo del- 
la Minerua fotto il Pontificato di Gregorio X. il quale com- 
raife al fuo Vicario in Roma, che all'hora era Fr. AldobrandL 
no Caualcanti dell'Ordine di s. Domenico , che in fuo no- 
me confermaffe,comc fcce,la detta conceifione , che fu nel- 
l'anno 1175. 

Ottenuto, che hebbero detti Padri quefto luogo, fi diede- 
ro a fabbricami vna chiefa affai maggiof e in quella grandez- 
zate hoggi fi vede, de il Conuento appretto, tutto con aiu- 
to^ limoline di perfone pie, 8c hoggi fi rifa con regia fpefa_* 
dall'Eminentiflìmo Card. D. Antonio Barberino, ouc ha in. 
clufo la ftanza di s.Catherina qui dal luogo de'Cathecumen! 
trasferita. Il choro fu fabbricato da'Signori Sauelli , l'arco 
grande, che è fopra l'aitar maggiore con fuoi pilaftri da'Si- 
gnorì Caetani, la naue di mezzo dal Card. Torrecremata, la 
naue grande della C roce, e le due Collaterali da diuerfi, e la 
tacciata da'Sig.Orfini, e la porta grande dal Cardinal Capra* 
nica i finita la fabbrica fu confacrata folenniffimamente , e 
dedicata alla gloriofa Vergine Annuntiata fopra Minerua . 
La Tribuna vecchia minacciando gli anni a dietro rouina, ò 
fiata rifatta da' Signori Palombari. Nella cappella del Ro- 
fario fotto l'altare fi conferua il corpo di s. Caterina di Sie- 
na in vn vafo di pietra , col fuo coperchio di marmo, nel 
quale ftà fcoipito la figura della Santa . Le pitture di quefta 
cappella iono di matio di Marcello Venufti famofo Pittore, 
r Imagine della Madonna , che ftà fopra faltare.fi tiene , che 
fia di mano del B. Giouanni da Fitiok , detto Pittore Ange- 
lico 



MODERNA. 38$ 

lieo dell'Ordine dei Padri ; eie fue pitture fpirano diuo- 
tiooe. 

Sono in quefta chiefa fondate cinque Compagnie. Lju» 
prima è del fautillìmo Rofario , intuita già da) gloriofo 
S.Domenico>e diuulgata per tutto il mondo. Ha queiia Con- 
fraternità per inftituto particolare la deuotione alla Vergine 
Santiflìma.e per quefto recitano a honor fuo ogni fettimana 
il Rofario, il quale Panno 1600. cominciò a recitar'a chori 
nelchioftrodel Conuento di quelli Padri tre volte la fetti- 
mana, e poi per mezzo del P. Fra Timoteo de'Ricci Predica- 
tore molto iniìgne e fiata quefta fanta vfanza Tanno 1613. 
trasferita in chiefa , doue concorre nelli detti tre giorni in- 
finito popolo dell'vno , e l'altro fe/To a recitarlo , come lì è 
defo, a chori , da vna banda intonando gli huomini , e dal- 
l'altra le donne. Quella Compagnia del Rofario é tanto 
propri .,& anntifi alla Religione di s.Domenico,che douiin- 
que piglia qualche Conuento , ipfo faceto fenz'altra fpeditio» 
ne di bolle , nella chitfa di quel Conuento s'intende eretta 
detta Confraternita , e douendofi porre in altra chiefa , che 
non in della detta Religione, il Generale di quella nefpedu 
fee le bolle. 

Ogni prima Domenica del mefe fi fa la proceflione del 
Rofario in quella chiefa con interuento di numerofo po- 
polo, ma laprincipal feda fi fa la prima Domenica d'Ot- 
tobre inftituita da Gregorio Decimcterzo in memoria del- 
la vittoria nauale ottenuta l'anno 1571. dalli Cbriftianicon- 
tra li Turchi , & in quello giorno fi da la dote a molte poue« 
re zitelle . 

La feconda Compagnia è della Santiffìma Annuntiata , 
la qual'hebbe principio da Fra Gin. Torrecremata Spa- 
gnolo di quell'Ondine , prima Maeitro del Sacro Palaz- 
zo, e poi Cardinale, perfona a tutto'l mondo nota per la 
fu a gran dottrina , e lantità . Queir Archiconfraten i à 
fià l'elemofine datele da detto Cardinale, & altri in fuc- 
ceifo di tempo é arriuata boggidi a tanta ricchezza» che 
marita ogni anno nel giorno della fan nilìma annuntiata 
300. zitelle in circa , fra quaii a quelle , che vogliono molta- 
carfi,da buona fomma di feudi . 

Eque- 



3 $4 



ROMA 




& queft'opera tanto ftimatada'Sommi Pontefici,che in—» 
tal giorno vengono in perfona con tutto il Collegio de'Car- 
diuali, e con Caualcata (bienne a far la cappella in quefta 
chiefa,doue tutte le zitelle dotate vanno proceffionalmeutc 
veitite dall' ifteffa Comp. tutte di bianco a baciarli! piedi . 

Cinque 



MODERNA. 385 

Cinque volte l'anno fa maritaggi quella Compagnia, il 
giorno della Natiuità della Madonua la faconda Domenica 
dì Maggio a nome della fefta di s. Caterina di Siena, i! giorno 
dis Valentino marcite, & il giorno deli'Annuntiata & il gior- 
no di s.Praffede,e quello in conformità delle difpofitioni fat- 
te da diuerfi teftatori.il giorno poi di tutti 1 Santi da da man- 
giare a' 12 poueri» 

In quella chiefa ancora nella fefta del gloriofo s. Tomaiiò 
d'Aquino Dottor della chiefa fi fa cappella folenne con in- 
teruento del Collegio de'Cardinali , alla quale il papa fteifo 
fuol'inuitare quegrilluftriflìmi Signori Cardinali nel profil- 
ino antecedente Conciftoro . 

Nel giorno di s.Pietro Martire fi fa ancora cappella cori-» 
Hnteruento di tutti li Cardinali del S.Offi tio.e fi diftribuifeo- 
no palme benedette, che fono prefe dal popolo con gran di- 
uotione,per l'efperienza,che hanno della virtù conceda loro 
da Dio contra le tempefte,grandini,& altre ingiurie del tem- 
po. Qui ancora vengono mandati dal S. Oflìtio ad abiurare 
li loro errori i rei di quel iacro Tribunale. 

La terza Compagnia é del fantifs. Sacramento inftituita-» 
già da Fra Tornado Stella. Queftaèftata la prima Archi- 
confraternita del Santiflìmo Sacramento, e da quefta hanno 
imparato tutte l'altre a tener*» 1 Santifiìmo Sacramento con 
maggior decenza di quello fi tenerle per prima . E però dop- 
po la procefiione » che fa il papa il giorno del Corpus Dcmi- 
ni,fi tà quella di detta ch>efa. 

La quarta Compagnia è del Nome di Dio, alias della San* 
tifiìma Trinità, inftituita già da Fra Diego di Vittoria del det- 
t'Ordine Spagnolo* 

La quinta è la Compagnia dei Santiffimo Saluatore, inco- 
minciata da vn deuoto conuerfo pur Domenicano, chiama- 
to Fra Vincenzo da Peleftrina nell'anno 1596. fottomme 
all'hora della Purità , perche hebbe principio in alcuni fan- 
ciulli nobili, e deuoti, ma perla feguenteoccafìone le fu mu- 
tato il nome , e cominciata a chiamarli del Saluatore . Fra 
Ambrogio Branzi Romano , per ordine del v. Superiore-/ 
di quello Conuento , hauendo pigliato cura della fudet- 
ta Congregatone la conuertì in vna Compagnia de' Fra- 
li b tei- 



3S6 ROMA 

Celli , e Sorelle fotto il titolo del SaIuatore_* ^ 

Preffo l'altare del Chrifto alla Colonna di Michel'Angelo 
Bonarota è'1 fepolcro del B.Giouanni da Fiefole pittore, che 
per la fua eccellenza acquiftò nome di pittor'Angelico. 

In quello Conuento fono flati fatti due Conclaui, & in—» 
eflo eletti in Sagreftia due pontefici Eugenio Quarto, e 
Nicolò V. 

Porta il padiglione , o Confalone , come le chiefe patriar- 
chalidiRoma. E' dotata in oltre d'infinite indulgenze, e 
priuilegi. 

La facciata di quetìo Tempio fu già fatta da Francefco 
Vrfino prefetto di Roma, e v'è la fua Arma . In quella chie- 
ia è fepoltoil famofifiìmo Cardinal Bembo. La Statua di 
LeonX. è di Raffael da Montelupo^quella di Clemente VIU 
di Gio: di Baccio , le alrre ftatue a'Ioro lati di Baccio Bandi- 
nelli . L'hiftorie della cappella de'Caraffi fono del Lippi, la 
volta di Raffaeli ino del Garbo . il quadro di quella degli 
Aldobrandino del Barocci, e fa volta de gli Alberti, e di quel- 
la de'CafarelIi il quadro é del Caualier Giofeppe . La tetta 
dd Cardinal d'Aquino del Mochi , e l'altra all'entrar della—» 
porta maggiore da man dirittaè di Donatello. Vltimamente 
la felice memoria di Scipione Cardinal Borghefe ha fatto 
fare dal Caualier'Ennio Bonifatio da Cerreto due Organi, 
vno per banda del choro delli belli i e buoni , che fiano io—» 
Roma . Ven'éanco vno nella Bafilica di s. Pietro Vaticano, 
e nella chiefa del Giesu vn altro fatto dal medefìmo Caua- 
liere, il quale è tra primi d'Italia in quefta profeiììone . 

Di S. Giouanni della Pigna . 3. 

F Orfiche sii quefta piazza era vn PÌno,da cui n'ha quefto 
Rione il luo nome, e cognome la prefente chiefa , per 
farla differente da tanr/altre dedicate aqueflo Santo, & auà« 
ti fi rifacefle quella, moflraua, e dalla fua forma, e da i corpi 
de'Santi ripolloui , d'efler molt'antica . 1 Santi furono due 
martiri Eleuterio, e Genefio, che fé di profeiiione, e collumi 
iurono molto diifimili > piacque nondimeno a Dio darli nei 

line 



MODERNA. 387 

fine Io ftefs'amore, che gli fpinfe a metter la vita per la (anta 
;ede . 

Si che reftando quefta chiefa molto deferta, la Compa- 
gnia della pietà vedo gl'incarcerati, hauéd*ottenntoil 1581. 
ia Gregorio XIII. vna chiefa vicina de'ss.Cofimo,e Damia- 
io,dimandarono quell'ancora il 1 585. a Sifto V. per fare nel- 
,'altra cafe d'affittare, &:haiiendol'imperato , rifecero que- 
ta da'fondamenti;e fotto dell'aitar maggiore pofero il rima- 
lente de'fudetti corpi fanti. 

Cominciò quefta Compagnia da vn p.Giefuita Francefe , 
letto GiouanniTalliere, che del 1575. confettando nella-» 
:hiefa del Giesù,andaua,conforme allinftituto di quei padri 
1 vifitare i carcerati, & vdire le confefiìoni loro, ma confede- 
rando il gran bifogno,che hanno i poueri di chi folleciti lc^/ 
:aufe loro,aduno alcuni fuoi deuoti , e lor perfuafe ad accet- 
rare l'imprefa di aiutare i carcerati , della quale compiacen- 
doli molto i pontefici Romanica confermò Gregorio XI II. e 
Sifto V. le aflegnò due mila feudi d'entrata , per fcarcerare 
alla Pafqua,e Natale quelli , che per mera necelTìtà lono in- 
debitati da cento feudi in giù, del che per faperneil vero,fo- 
ao quefti Fratelli diligentiflìmi,e lor cócefie ancora di libera- 
re vn prigione per la vita il lunedì doppo la prima Domenica 
di Quarefima . 

Celebrano ancora altre fefte, come la Natiuità di s. Grò: 
Battifta, ch'è titolo della chiefa , e de' ss. Cofuno , e Damia- 
no, ch'era d'vn'altra vicina vnita a quefta. Dell'Annuntia- 
ta, per etferfi in quel giorno fondata la Compagnia , e di 
{.Pietro in carcere il primo d'Agofto in memoria della fua__» 
iberatione, & anche del fuo martirio con s. Paolo a' 29. 
di Giugno, quando furono dalla prigione condotti allsu» 
morte . 

Li foccorrono ancora, mentre ftanno carcerati con dana- 
ri cauati parte dall'entrate loro , parte da limoline , co'quali 
Dgni fettimana lorfi compra del pane,& infino ad vna certa 
"omnia pagano le fpefe della prigionia . Finalmente piacque 
i Sifto V. che fi piglialfero peniìero di coloro, che per qual- 
:h'anno condannati alle Galee , non c'è poi alcuno, che-/ 
ricordi al Giudice il tempo finito t Con ragione dunque fi 

B b z deue 



388 ROMA 

deueaquefta Compagnia il nome della Pietà verfo gl'in* 
carcerati. 

Poco lontano è il palazzo già de'Signori MafFei, & fiorai 
de'Duchi Sinefij,bella architettura di Giacomo della porta. 

De' Santi Quaranta , e /acre Stimmate di 
S. Fr ance/co. 4. 

QVefta chiefa fu diuifa il 1 594. tra altre vicine.e la chiefa 
fu data ad vna Compagnia incominciata già co'I tito- 
lo delle ftimmate di g.Francelco in vna cappella di $. Pietro 
Montono da Federico Rizzi Romano,e Chirurgo. 

Veftequefta Compagnia Tacchi berettini con le fcarpe-* 
all'Apoftoiica ne'piedi nudi; & è di modo crefciuta la deuo- 
tione verfo di quefte facre ftimmate, che Paolo V. conceffe 
di poterfi d're per diuotione l'Oifitio quel giorno, e lafciare 
quello della feria . 

Qui finalmente shonora vna reliquia di s. Muriano, che 
in compagnia d'vn'al tro detto Marco pati il martirio , ma—» 
non trouiamo , doue foflfe . Gratiofa però, e felicifiìma fu 
la forte, che hebbe con effi vn piccol fanciullo , il qual'auui- 
fando ad alta voce a' facerdoti, che non facrificaffero agl'I- 
doli, il Giudice fdegnato lo fece crudelmente sferzare , a cui 
riuoltandofi gli dimandò, fé il Giudice era diuenuto Maeftro 
di fcuola . Con tali parole fi guadagnò la corona del 
martirio, 

Di S. Lucia alle botteghe /cure . 5 . 

L'Anno 1 598. nel quale la vigilia di Natale vfcì il Teuerei 
fi vide ad vn tratto.quanto ita baffo il luogo di quefta 
chiefa, tanto profonde qui trouarono Tacque , che poco più 
del tetto appariua di quefta chiefa . 

Di qua entrandoli nel cerchio Flaminio,vi fecero i Gentili 

vnTempio ad Hercole, acciò haueffe cuftodia,e del Cerchio, 

e di chi vi difcendeua a combattere,poi da'Chriftiani fu con- 

iacrato a s. Lucia. 

Della prima fondanone di quefta chiefa nulla fi è potuto 

fape- 



MODERNA. 38? 

fapere» ben ritrouiamo,che hauendo buon'entrata con poca 
cura d'anime fu applicata ad voa Compagnia de'Sacerdotì, 
a cui li dede principio il [459. & è di tutti i Parochianidi 
Roma,e d altre perfone Eccleiìaftiche, e fu inftituita per dar 
buon recapito a'facerdoti pellegrini, che per 15. giorni fona 
riceuuti in vna cafa tenuta per elfi , e volendoli trattener in» 
Roma,lor fi procura qualche honorato partito.Per lor'Auuo- 
cati hauendo i ss. AponVli Pietro,e Paolo,qui celebrauano U 
fefta Ioro>& audauano in proceilìone alla chiefadi s. Pietro 
nel Vaticano. 

Vn'altra Compagnia fecero in quefta chiefa il 1560. quei 
che lauorauano lana fotto l'inuocacione de' ss. Ambrogio , e 
Bisgio . Accompagnauanoil fantifs. Sacramento, quando fi 
porta a gl'infermi; e tra l'ottaua della fua fefta fanno la pro- 
ceffione ilfabbato. Quanto alla cura dell'anime, la Compa- 
gnia de'Sacerdoti viprouede d'vn parochiano . 

Hora dall Eminentiflìmo Cardinal Ginnafìo Decano del 
facro Collegio é data data per chiefa al Monafterio, che in-* 
vna parte del fuo palazzo ha fabbricato per pouere Gen- 
tildonne con beneplacito del Sancifs. V'rbano Vili. 

Il Palazzo incontro de'Signori Matthei fi crede architela 
tura di Claudio Lippi da Caravaggio , che anco fece quei 
del Manfroni nel Corfo* 

Di S. Stanislao , 6. 

REgnandoil 1079. Boleslao nella Polonia per le molte 
vittorie, che riportò de'fuoi ribelli , diuenne tanto fu- 
perbo,& infolente,che nella crudeltà né anche la perdonaua 
a chi gli era vbbidiente.e fedele, perciò parue bene al fanto 
Vefcouo di Craccouia Stanislao, farli più d' vna volta la debi- 
ta correttjone,ma ben fi vide quanto in lui fofle vero quello» 
che al ricco Epulone diffe N. Signore. 

Nequejiquis ex mortuis refurrexerit, credet . 
S.SaIuatore,e S.Stanislao è della natione de'Po!acchi,& « 
del tutto rifatta in bella forma, benché fia picciola. 

Di quefto fanto martire canonizatoil 1147. da P a P a In- 
nocenzo IV. non fi celebrando il d.uino Officio da tutta la-* 

Bb 3 chi e- 



390 ROMA 

chiefa, Clemente Vili, che mentre era Cardinale, é Legato 
in Polonia', haueua!da quefto Santo riceuutofegnalate gra- 
ticolinoli 15 95. che fi celebrale femidoppioPOffitio a' 7. 
di Maggio, perche a gli 8. nel quale occorfe il fuo martirio,!! 
fa delFApparitione di s. Michele,e alli 9. di s. Gregorio Na- 
zianzeno . 

E quiui anco prima la natione Polacca houoraua la me- 
moria d'vn tanto martire, hauendo vna chiefa dedicata a ef- 
fo Santo. Fu rifatta da'fondaméti dalla natione l'anno 1580. 
in effa fi conferua vna pretiofa Reliquia del Santo : acanto 
della chiefa fece anco detta Natione vno fpedale per li pel- 
legrini di quel Regno, e di tutto quefto fi riconofce ob- 
ligo al Cardinale Stanislao Hoìio Polacco , il qua- 
le per le fue molte virtù , e meriti affamo a 
quel grado da Pio IV. lafciò loro tan- 
to nella fua morte , che baftò per 
la fondatione di queiìa— » 
chiefa , e fpeda- 
le . 




Della 



MODERNA. 



391 




Della Chìefa di Giesu . 7. 

QVantunque molte chieie foriero nel Chriftianefimo de- 
dicate al Saluatore , e particolarmente in Roma , pe& 
quella miracolofa apparitione del fuo volto in s. Gio: Late- 

B b 4 rano 



39* ROMA 

rano, nìun'altra però ne rrouiamo confacrata al nomed? 
Giesù, eccetto quefta. E' della Compagnia di Gicsù , &è 
propria refìdenza de'profefii , che viuono puramente di ele- 
mofine : e fé bene i Collegij fono dotati di itabi-'i , e rendite , 
non però è lecito a quefti di farne parte alle cafe profefte , e 
così fi offerita rigorofamente . 

Grand obligo deue quefta Religione a Cafa Farnefe , poi- 
che da Paolo HI. fu approuato il fuo inftituto l'anno 1 540. 
Da Alefiandro Cardinal Farnefe le fu fabbricata quefta si 
bella chiefa , cominciata l'anno 1568. e da Odoardo Card, 
Farnefe la Cafa, finita l'anno 1 623 edificij degni della gran- 
dezza loro . 

Quello rito, che hora abbraccia quefta chiefa , e cafa, era 
prima diuifo in due Ifole di cafe , doue erano due chiefe pa- 
rochiali; vna di s. Andrea Apertolo 1 altra di 5. Maria detta—» 
della Stradatosi detta dal volgo, in vece de gli Aftalli, dal- 
la cui fameglia era fondata, come dimoftrauano , e l'armi di 
lei pofte in diuerfi luoghi , e due verfi , che nel frontiipicio 
dell'aitar maggiore erano . 

E fé in altri due minori altari era vnita l'arma de gl'Aftal- 
li con quella de'Mafiìmù fu per hauer i'vna parentato con—» 
l'altra . 

Giudicarono molti al principio, ch'vna di quefte ifole ba- 
lla ile per la fondatione di quella chiefa.e cafa . Trattandoli 
dunque il 1 55 1. di comprare laltr*Ìfola per fondarci il Col- 
legio de'fcolari , s.lgnatio rifpofe, ch'amendue lifole bifo- 
gnauano per la fondatione di quefta chiefa » e cafa , del che 
marauigliandofì molto vn fuo amico , rifolutamente gli dif- 
fe i con tutto, che a! prefente vi paia così , verrà nondimeno 
tempo , che più tofto mancheranno due palli , che n auanzi 
vn piede, e fi verificò il 1603. quando già rinchiufe in quello 
fìto le due ifole,volendo il Card. Odoardo feguire l'incomin- 
ciata fabbrica della cafa , per mettere i fondamenti del can- 
tone,che mira ii Campidoglio,pòiche hebbe da Clem.VlIL 
due palli della ftrada publica. 

Tanto poi fi compiacque il Popolo Romano in vedere^ 
vna sì grande e bella chiefa , che da varij nobili ii prefe lau* 
maggior parte delle cappelle, uà le quali io memoria dell 

due 



MODERNA. 3pj 

due chiefe rinchiufe in quefto fito , c'è prima quella della.» 
Madonna , la cui lmagine fi traile dal muro della fua antica 
chiefa, fatta come fi diik da gliAftalli, ma quefta cappella 
fùriccametìte adornata da tre nobili Romane , Portia An- 
guillaia» e dueforelledi Cafa Caietana Giouanna, e Bea- 
trice : L'altra cappella , che di s. Andrea , la fece Sai uitia— • 
Cerrini Crefcentij . Quella di s. Francesco Olimpia Orfina 
Ceiis Ducheifa d'Acquaiparta. Degli Angeli Curtio Vitto- 
rio, e lua moglie Settimia Delfìni . Della Palfione Bianca-* 
Mellini . De'ss. Pietro , e Paolo Ottauso Morello . Della 
Natiuità da limoline di varie perfone . Della Trinità da-* 
Pirro di cafa Vari i e già Vicegerente in Roma al tempo di 
Gregorio Xlll, 

Nello lpatio di 16. anni pofe fine alla fabbrica di quefta 
chiefa il Gard.Aleifandro Farnefe, e nel 1584. fùconfacrata 
a'25. di Nouembre, ch'all'hora con la feita di s. Caterina 
cade neil'vltima Domenica di Pentecofte , & in queita ft 
celebra qui ogni anno la facra di queita chiefa con la folita 
pfferta del Popolo Romano . Nello ftefs'anno fu parimente 
confecrata con la traslazione dei corpi di due ss. martiri 
Abond.o,& Abondantio a' 15. di Settembre , che è il giorno 
auanti della fefta loro . 

Qui dunque particolarmente habbiamo il corpo di s.Igna- 
tio di Loiola Bifcaino Fondatore della Comp. di Giesù, tan- 
to zelofo dell'honore ,e gloria di Dio, che oltre d'hauer quaiì 
ad ogni parola in bocca : Sia alla maggior gloria di Dio, non 
comportò mai , che dal fuo nome fi dicefle la Religiose da 
lui fondata . Mori Tanno 1 556. Qui ancora fi confetua la te- 
tadi s Ignatio Vefcouo,e martire . 

Qtiando fu portato d'Antiochia il corpo di quefto fanto a 
Roma, pare,c£eftaccafleroilcapo, leggendoli d'intorno al 
reliquiario di primajn cui fu ripofto affai antico,cheil 1320, 
l'haueua comprato la Regina di Boemia, e Polonia Elifabec- 
ta figliuola di Vincislao 11. Poi fra molte reliquie, che haue- 
uà preffo di fé Donna Maria Enriquez moglie del Maggior^ 
domo dell Imperadore , mandò quefta alla prefente chiefa 
l'anno 15??. 

In queito medeiimo anno fu efpofta in publico t'imagine 

di 



394 ROMA 

di s. ignatio Fondatore della fudetta Religione , & hauendo 
il popolo cominciato a honorarlo con voti, e lumi il 1609. 
papa Paolo V. ordinò, che in tutte le chiefe della fua Reli- 
gione fi faceiie fefta a'$i. di Luglio , giorno del fuo felice-* 
palfaggio,& in quefta chieia per efferci il corpo, fi poteffe da 
tutti i Sacerdoti celebrar la Mefta,come anche nelle fueftan- 
ze , de alla fine Gregorio XV. (biennemente lo canonizo il 
1622. a' 12. di Marzo. 

Fu di più honorata quefta chiefa con cinque braccia de' 
Santi.il primo è dis. Francefco Sauerio, vno deprimi Com- 
pagni di s. Ignatio.nominato nelle Bolle de'Pontefici, quan - 
do confermarono la regola di s.Ignatio . 

Qui ancora fi conferua parte del corpo del B. Francefco 
Borgia,già Duca di Candfa,e poi Religiofo, e terzo Generale 
della Compagnia di Giesù. 

Queiti alli 31. d'Agofto 1624. dalla Congregatone de'Ri- 
ti fu giudicato degno di canonizatione,qual fentenza fu con» 
fermata dalla Santità di N. S. Papa Vrbano Vili, e dato li- 
cenza, che fé ne polla farl'effitio , e dir la Meffa per tutti i 
Iuoghi,e chiefe della Cópagnia> e da tutti i Religiofi di quel- 
la.douunquefi trouino, e di più da tutte le perfone ecclefia- 
ftiche , & in tutte le chiefe dello flato di Cafa Borgia , e ciò 
nel primo di Ottobre, che è giorno anniuerfariodelfuo glo- 
riofo paflaggio , e cosi fu dato principio nel corrente-* 
anno 1624. 

Il fuo corpo fu portato l'anno 1617. a Madrid a richiefta 
del Card.Duca di Lerma fuo nepote,che ne fece grandiflìma 
inftanza prima al Papa,e poi al P.Mutio Vitellefchi Generale 
della Compagnia. Morfe in quefta cafa di età di 62. anni il 1. 
di Ottobre 1572. 

Alla parte deftra dell'aitar maggiore ripofa,nellafepoltura 
che fu gii di s.Ignatio, vn fuo figliuolo degno di tanto Padre 
il Card. Bellarmino noto al mondo per la fua grà dottrinale 
bontà : Morfe a' 21. di Settembre 1 621. !I fuo corpo é vene- 
rato continuaméte da molti, che alla fua intercefiìone ricor- 
rono pergratie fpirituali,e temporali. 

Il Card.OdoardoFarnefefiè compiaciuto fargli vn ricco* 
cVhonorato depofitoper la diuotione,che li portaua. 

Sotto 



MODERNA. 395 

Sotto la cura di quelli Padri fono erette qui quattro Con- 
gregationi, che militano fotto il Tanto nome di Maria . Deli* 
Affunta è quella de'Nobili, e vi cominciò il 1593. Della Na- 
riuità è la feconda per li Mercatanti fatta il 1 596.6 fono am- 
bedue nel chioftro della Porta . L'altre due fono di varij ar- 
tigiani, ftanno fopra le cappelle della chiefa; da mano diritta, 
nell'entrare fi fece quella dell'Annuntiata il 1 595. e dalla fi- 
ni/tra è l'altra della Concettione della Madonna,a cui fi die- 
de principio il 1 597. & in tutte congregandoli le fefte piglia- 
no materia, & occaiìone d'effercitarfi uelle cofe dello fpirito, 
e frequenza de'ss. Sacramenti. 

II quadro maggiore é del Mutiano, la Sagreftia de'Carac- 
cioli; la facciata è di Giacomo della Porta , e'1 difegno della 
chiefa del Vignola , di cui anco, è'1 Giardino de'Farnefi in—» 
campo Vaccino. 

Vicino a queita chiefa fi vedono i Palazzi de'Signori Al- 
tieri,Muti,Ruggieri,ch'è difegno di Giacomo della Porta>Cek 
fi, Petroni, & Aitalli. 

Di S.Stefano del Cacco. 8. 

AVanti che nel monte Palatino fi gettaffero i primi fon- 
damenti di Roma.l'habitauano Paftori , alle cui greg- 
gi e non folo infidiauano i lupi,ma vn'otiofo ladroncello,det- 
to Cacco,che nel Greco vuol dire cattiuo . Quefto di notte 
andaua a rubare , e di giorno ftaua nafeofto in vna fpelonca 
fotto l'Auentino da quella parte, che verfo il Teuere ha più 
ftretta la ripa. Di qui ancora aflaltaua,sì quelli,che per terra 
andaua no ad Oftia,ouero a Porto,come quelli,che qui sbar- 
cauano le fue mercatàtie : Hercole, quando venne di Grecia , 
fermò qui li fuoi armenti, li quali hauefldo Cacco adocchia- 
ti,prefe alcuni de'più graffi boui,e per le code ftrafcinolli dé- 
tro la fua fpelonca , perche le pedate loro , dindi piùtofto 
vfeiti, e n'entrati fi giudicaffero ; ma nel far 4el giorno auue- 
dendofi Hercole del mancamelo della fua mandra,notò,che 
le veftigia de'fuoi boui non hauéuano iVltimo termine,onde 
cercò il principio,e giunfe alla fpelonca , doue vdì muggirei 

fuoi 



39<* ROMA 

fuoi dolii,sì che furiofamente entrando a ricuperarli, vecife il 
ladro, e libeio quel paefe. 

Tanto piacque a'Romani l'aftutia si di Cacco, comedi 
Hercole, che a quefto su quella fpelonca dedicarono vn Té> 
pio,di cui anco fi veggono alcune rouine, & a quello drizza- 
rono qui vna ftatua ; doue pare, che fofTe vn'altro Tépio fatto 
alla Dea Cerere,per eflere vna figura di lei fcolpita in marmo 
fotto di quefta chiefa. 

Antichiifima poi bifogna, che fiala fondanone di quefta 
chiefa, poiché auanti il 1607. che didentro la riftorarono 
quelli Monaci, appariuano l'infegne di s.Pafquale 1. ch'in—, 
altre chiefe riabbiamo veduto, quant'egli guftafTe d'ornar- 
le, & arricchire de'corpi Santi ; e fé quefta non fondò egli , 
pur almeno vi fece portare i corpi de' ss Abdon, e Sen- 
nen, che poi furono trafportati alla feguente chiefa di San—» 
Marco. 

Fu data il 1563. ai Monaci Siluefìrini, cosi detti per effe re 
ftato capo della Congregatone loro, fotto la regola di s. Be- 
nedetto,!! B.Silueftro,chc fu d'illuftre cafa Gozoiina in Ofmo 
della Marca. 

Effendo Generale di quefti Monaci Don Remigio Dufna- 
nio da Camerino, qui il 1 614 in vna Congregatone genera- 
le , propofe di fondare in quefta chiefa vna Confraternita 
frtto l'iuuocatione dell'Angelo Cuftode,e compiacendofene 
tutti i Monaci, Dio meffe in cuore a molti adarui i loro nomii 
e nello ftefsaono fu da Paolo V. confermata . 

E quantunque la fefta dell'Angelo Cuftode fiapoftadop- 
po quella di s.Girolamo al i..d , Qttobre,nondimeno i Fratel- 
li di quefta Compagnia lo celebrano la feguente Domenica, 
quando non cade nel primo giorno d'Otte bre . L'anno poi 
1614. quefta Compagnia ha prefo vn'aitro luogo verfo Ca- 
po le cafejoondimeno li detti Monaci celebrano la fefta nel- 
l'ifteffo giorno di Domenica al medefimo aitare, doue fu fon- 
data la Compagnia. Oue a man dr tta è vn Chri/to alia fepoi- 
tuia opera di Perino del Vaga , & alla manca nella prima—» 
cappella due pitture del Caualier Baglioae . 



Di 



MODERNA. 397 

Dì S. Marta. 9. 

QVì fi cÓferuò fino a'tempi noftri vn'arco, parte del qua- 
le entraua in quefto Monafterio. doue fa cantone sii !a 
piazza del Collegio Romano, detto a.cò di Camighano, tat- 
to di marmi Iifci, lenza fegno alcuna de i ioJiti trofei, part*» 
lo drizzale la Republica Romana al aio gran difenforeCa- 
millo,ma nulla di certo potiamo affermare, non efiendoal- 
Phora in vfo archi tali . 

Interno alla fondanone di quefta chiefa, e monafterio , è 
da fapere , cheffendo Generale della Religione de'Giefuitì 
s.Ignatio Loiola, perii zelo , che della falute d'anime haue- 
uadel continuo, gli venne in penfiero d'aiutare ancora quel- 
le miferabili femine, che viuendoin peccato, vorriano vlcir- 
ne , ma non fono infpirate da Di© a farli di fubito mona- 
che , ouero effendo maritate non poflono penfare a muta- 
re flato . 

Per leuare tali impedimenti, procurò il Santo con ogni 
fuo potere di cominciare qui vna fabbrica, doue fi ricourai"- 
fero tali donne fotto buona cuftodia,infino,chefi rifoluefle~ 
ro,ad eleggere qualche buon flato di vita, ma non trouando 
chi volerle concorrere alla fpefa , egli cauò cento feudi dalla 
vendita d'alcuni marmi tratti dalle ru'ne, ch'erano auanti la 
fua chiefa del Giesù , e gli diede per fua parte a queHi , co' 
quali haueua communicato il luo penfiero :&a quefto mo« 
do fu pofta la prima pietra il 1546. Non mancarono altri ad 
applicarui l'animo di mani-ra, che fi fece d'effi vna Congre- 
gatone, che fempre ha tenuta la cura di quefto fanto luogo . 
Poi fi fece monafterio di Vergini il 1561. fotto la regola di 
' s. Agoftino, andando le donne a s.Chiara. 

Fu confacrata quefta chiefa Tanno 1570. a glivodici di 
Maggio. 

Di S. Marco . io. 

SE in quefta chiefa fu confacrato prete s Marco , che poi 
fu tVto papa, bifogna,ch'ella fij di quegli antichi titoli, 
che fi fecero nel tempo delle perfecutioni per lo minifterio 
de'Sacramenti . Venendo s.Marco con s. Pietro Apoftoloa 

que- 



398 ROMA 

quefta città, adinftanza de'Rom a ni feri/Te in Latino il fuo 
Euangelio , fi come in Hebreo haueua fcritto s.Matteo,& in 
Greco s.Luca,in gratia di quelle nationi. 

Quanto poi al s. Pontefice Marco , le ben egli vn'anno (o- 
logouerno la chiefa, nondimeno perche fot to di Conftanti- 
no molto poteuano i Pontefici Romani.aggradi queito tito- 
lo^ l'arricchì di buon'entrata, e forfi ch'egli auanti il Papato 
l'hebbe da s.Silueftro . Dedicò ancora al Saluatore vn'altra 
chiefa,che poi di s.Balbina fu detta : &iui effendo vnode-* 
gli antichi cimiterij de'Martiri , volfe efierui fepolto , ma co- 
rto fu trafportato a quella chiefa, di cui era tato benemerito . 
Per ordine di queito fanto Pontefice fi tiene,che nella Meda 
foffe poftoil Credo,compofto dai Concilio Niceno,e fu det- 
to Simbolo della Fede , 

La ftatione.che viene a quefta chiefa il lunedì doppo la— • 
terza Domenica di Quadragefima non la mette Onufrio 
tra quelle, che alle Titolari furono porte da s. Gregorio Papa, 
forfi , perche vi fia il giorno di s. Marco Euangelifta con ia 
procefìione , che di qua s'incamina a s.Pietro nel Vaticano , 
cantandofi le Litanie dette Maggiori, comedi Minorili 
di il nome ad altre , ch'ordinarono alcuni Vefcoui nellt-* 
Prouincie loro,e tali fon quelle de i tre giorni auanti l'Afcen- 
lìone del Signore, e fi tiene , che l'ordinaffe in Vienna di 
Francia s. Mamerto Vefcouo di quella chiefa l'anno 396. 
per liberare da terremoto 1 8c altri fpauenti la detta citta di 
Vienna. 

E pare, che da altri Vefcoui foffe di fubito prefo quefto sa- 
tocoftume, poiché s.Agoftino, che fu nello fteffo tempo ne 
parlò in vn fermone,che fece nella vigilia deU'Afcenfione,'&: 
il Concilio Aurelianenfe primo v'aggiunfe il digiuno , e fu il 
506. che poi il 573.trafportòil Concilio Bracarenfe fecondo 
«ti tre giorni auanti la Quarefima vifitando le memorie de' 
Santi Martiri ; e del 646 . il Concilio Toletano quinto pofe i 
tre giorni delle minori Litanie alle quattro tempora di Nata- 
ie,ma oeH'801. al fine d'Aprile, conquaffandofi tutta l'Italia 
per vn gran terremoto,Papa Leone III. confermò i tre giorni 
delle Minori Litanie auàti l'Afcenfione del Signore, che forfi 
per l'addieuo non vfandofi in Roma hebbero quel nome di 

Mino- 



MODERNA. 599 

Minorij&ordinò)Cheil primodì s'andaffe da s.Maria Mag- 
giore a s.GiouanniLaterano ,• il fecondo da s. Sabina a s. pao- 
lo fuori delle murai & il terzo das.Crocein Gièrufalemme a 
S.Lorenzo fuori delle mura anch'egli ; hora fi va il lunedi da 
S.Adriano a s. Maria Maggiore,il Martedì da s. Maria nuoua a 
s.Giouanni , & il mercordì da s.Lorenzo in Damalo a s. Pie- 
tro in Vaticano . 

Nonfiegue però di qualche prima dis.Mamerto nonvfaf- 
fe la chiefa il canto delle Litanie» per efler tanto antiche tra* 
Fedeli, che il Card.Baronio fcriffe di no trouarfi l'origine. Ma 
pare,che da efiì nel vjfitare, per le perfecutioni de' tiranni le 
memorie de'fanti Martiri, laìciate per varij cimiteiij,econ lo 
ftarci tutto'l giorno inuocandoli in aiuto loro,fi cominciale - 
ro a formare le Litanie . 

Adriano I. che fu del 772. rinouò il terzo di quefta chiefa, 
e con portici la cinfe d'ogn'intorno.Due altri Pontefici, che 
l'hebbero in titoloni lafciarono di fé gloriola memoria. Dell' 
835. Greg. IV. la rifece da'fondamenti, e del 1464. Paolo li. 
pottaci la mano auanti il fuo Pontificatola compì di poi co'I 
grande,e bel Palazzo a canto , doue in tempo di eftate veni- 
uano già ad habitare i fuccefTori fuoi , Benemeriti pur furo- 
no diqnefta chiefa due Cardinali , hauendola anch'elfi in ti- 
tolo,Domenico Grimani Venetiano,ó<: Agoftino Valerio pur 
Venetianorquello di pitture la chiefa adornò, e quefto il cho- 
ro, quello rifece il p?uiméto, e quefto cinfe di bé lauorati feg- 
gi in noce lofteffochoro perii Canonic.che Tempre l'hanno 
tenuta con la cura d'anime. Ouealato dei Sacramento e 
vna hiftoria di due Martiri pittura di Pietro perugino. 

NelfOttaua dei fantifs. Sacramento qua viene il Popolo 
Romano a offerire vn calice,e torciere poi accompagnano la 
procefiìone, e nello fteffo giorno alcune volte fi maritano zi- 
telle da i Conteftabilijquefto é nome d'alcuni foldati, che in 
tempo di Sedia vacante accompagnano il Caporione ♦ e di 
quattordici, che fono, a ciafeuno fé ne danno venti,del qual' 
ofiìtio hauendoquefti foldati alcune vtilità llraordinarie , fi 
contentarono d'impiegarle nella fudetta opera pia . 

L'architettura del palazzo dicono effer di Bramante. 

Gior- 



400 ROMA 

Giornata Quinta.*. 




RIONE DI CAMPITELLI . 



I come il nome del Monte Capitolino fu cor* 
rotto dal volgo, nomandolo Campidoglio i 
così ancora il nome del mo Rione in luogo 
di Capitolino vien detto Campiteli! . 

Due altri nomi hebbe da principio quefto 
monte,cioé di Saturno.e Tarpeio . Di Satur- 
no, perche l'habitaffe già vn'huomo detto Saturno. 

Più propriamente 5affo,o Rupe Tarpeia vien detta quella 
parte , cbe guarda verfo'l fiume,- e Rocca quella» che guar- 
da verfo campo Vaccino, doue bora fono le ftanze dd 
Senatore. 

Il rimanente del Monte fu detto Capitolino» perche net 
cauar j foudanicci dyn, Tej&piojcae a Gioue iì fabbricaua, fu 

lionato 




trouatoilcapodi va'huomo>che pareua (come quella Geo. 
tilicà ha laiciate frutto) aJl'iiora fpiccato dal bufto , donde 
augurorno Roma douer offer capo del Mondo; e quello 
Tempio di Gioue fi vede impreco nella Medaglia Confolart 
di Pecilio . 




Si danno però a quel Colle confufamente quei tre comi, 
cioè di Tarpeio,Rocca, e Capitolino. 

Di poca bellezza fu il Campidoglio, mentre vifle Romolo» 
contentandofi egli d'hauerlo cinto di mura ,* Tarquinio Pri- 
feo diede principio a maggior fabbrica, che fu poiperfettio- 
nata da Tarquinio Superbo . Tre volte fu poi quefto edifi- 
co confumato dalle fiamme, e tre volte rjfattó,vna da Siila* 
l'altra da Vitellio,la terza da Vefpafiano, per il quale non fi 
fdegnò portar' egli ftefio su le proprie fpalle dell*-* 
materia per edificarlo . Non haueua Roma in quei 
tempi cofa di maggior bellezza, che'l Ino 
Campidoglio. Ethoggi anco è di gran 
maraviglia ; e degno per li fuoi 
edifici; , e per le antichità 
d'eifer fommamente 
fìima:o. 

Ce D*t i 



40* 



R O M A 




Del Campidoglio* 

Gli alcuni folgori fpezzarono qui nel Campidoglio varie 
ftatue i & in particolare vna di Gioue ; & efendo in 
tauole di marmo (catte le leggi de Romani , furono parte-* 
cancellate, e parte confufe , e fé ne conferuino alcuni pezzi 

nel- 



MODERNA. 40$ 

nelle ftanze de'Conferuatori, inoltrandoci, che Cotto altro 
leggi voleua Dio goueroare il Mondo per mezzo della Ca- 
tedra Romana 1 e che in vece di Gioue gli daua Pietro , & i 
Succefforidilui. Nato poi Augufto con opinione d'elfer fi- 
glio d'Apollinei che riuelaua i fegreti della diuina prouiden- 
za, grande fu la curiofìtà d' Augufto, per eflerne partecipe} e 
conferuandofi i libri delle Sibille inqueflo luogo fotto la__» 
terra » in cuitodia di dieci perfone , fi tiene, che Augufto li 
leggerle . 

Fra li varij ornamenticene in quelli vltimi tempi su quello 
monte fono flati fatti , maflìme da Sifto V. Tanno 15S5. è 
lacqua,che vi tirò per 11. miglia lontane da Roma , condu- 
cendo in vn fol condotto le acque Martia , e Claudia , cosi 
dette dal Rè anco Martio,e l'Imperadore Glaudio,che primi 
le haueuano condotte a Roma , & arricchitone tutti i monti 
di quelle . 

Queft'acque vi formano due Fontane , vna delle quali tie- 
ne in vna gran nicchia la flatua di porfido rotto di Roma-* 
a federe con due fiumi a' fianchi , che rappr dentano l'vno il 
fiume Tigre» l'altro il Teuere. 

In atto d'vn'altro fiume fi vede la tanto nominata (tatua 
di Martorio, che dentro ad vna gran conca verfa grandifiìma 
copia d'acqua . 

Chi poi rapprefentaffe quella flatua , non è dì tutti vn fol 
parere; chi la fa del Rheno, fiume della Germania» la quale 
hauendola Domitiano foggiogata,fi fece nel bronzo formar* 
a cauallo, che l'opra quella flatua del Rheno fermarle vn pie- 
de} e vogliono, che vn tal trofeo egli faceffe mettere in mez- 
zo della piazza Romana . 

Altri vogliono, che fia la flatua di Gioue Capitolino , che 
anco di Panario n'hebbe il nome, che vuol dire fornaro, ha- 
uendogli i Gentili dato queflo titolo , quando attediato il 
Campidoglio, gittarono di là nel campo nemico tutto il pa- 
ne , c'haueuano , inoltrando che per fame non fi farebbono 
mai refi. 

Altri voglion , che, figuri il fiume Nera, e fi debba dir Nar- 
forio. 
Molti qui nel tépo antico fectro tanti fìmulacr^e tépi, cht 

Ce * occu- 



404 ROMA 

occupando tutto il giro di quello, non vi reftò fico , 'per cafe 
de'particofari . 

Grand' autorità fi haueua vfurpato il Popolo Romano in 
eleggere gli Vflkialt,e Magi/Irati tutti.in tanto,cherrauagIia- 
uaipefloii Sommo Pontefice, ma finalmente il 1589. fatto 
papa Bonifacio IX.laricuperò,e modero con grand'honore, 
e del fuo pontificatele della fameglia Tomacella in Napoiije 
con tuteo ch'egli non haueife all'hora più di 45. anni, pareua 
nondimeno in lui effer candisca la giouentù in vecchiezza , 
ornata d'ogni virtù, onde riftoro il Campidoglio ,• e fece,che 
l'officio del Senatore foffe neirauuenire folo deforaftieri. 

Nel palazzo deirilluftriffimo Senatore vi è Fhabitatione 
perfua Signoria llluftiifina, e tutta fua fameglia.neile quali 
ftanze ci tono molte memorie in marmo, & in pitture di ar- 
mila infcrittioni de'Guerrieri paffati,e de Conferuatori,che 
effercitorno la giurifditrone Senacoria . Nell'itteflb palazzo 
vi fono anco due Giudici detti primo, e fecondo, e nella fala 
tengono ilor Tribunali, e danze per loro habitationi . li 
Giudice de'Maleficij con l'orfitio del Notano criminale , le 
prigioni con tutti i loro requifiti , delle quali è padrona la fa- 
meglia Alberina. Vi fono oltre a quefti a rifedere in tempo 
di audienza li due Signori Maeftri di ttrada , il Maeftro dc_> 
Giuftitieri, & altri . In detta fala vi é collocata la ftatua del 
Pontefice Gregorio XIII. di Paolo «II. e di vn Senatore di 
cafa Tofcani,e di fopra al tetto del palazzo molte belliflìme 
ftatue con vn'alta.e bella Torre, in cima delia quale vi è col. 
locata vna {tatua, che tiene la (anta Croce, nel quale vi fono 
due grofle Campane , chea martello fi fonano, vna deftU 
nata perraudienze,e l'altra maggiore per li Configli genera- 
li, e giudi zie. 

Nella piazza vi e'1 Causilo di bronzo con ftatua fopra dì 
Mirco Aurelio Imperatore portacaui dalla piazza di s.Gio: 
Lacerano ; la fontana di Martorio con ornamenti , e ftatue > 
vna Leila rij vn Cololfo collocata nel frontefpicio . Vi fono 
li due Causili di mirino con fchiaui,ehe li rattengono,caua- 
ti dalle ruine del Theatro di Pompeo,eli due trofei di Marior 
oc incontro alia porta de'Signori Cantarelli la Colonna mil- 
^iaiìa con palla di bronzo fepra . 

A ma- 



A mano manca v'e ii beHifiìmo palazzo de'Signori Illu- 
ftriflìmi Conferuatori con luo portico.fono 6. ftanzeavolta 
grandi desinate a diuerfi Confolatidi Arti, come Ferrari» 
Albergatori Hoftì, Mercatanti, Speziali, CaIzolari,e rivedono 
in tempo di auditnzai Confali di dette Arti nel loro tribù* 
nale,& anco Notare e così in diuerfe altre danze iui conti- 
gue diuertì altri Confolati, come Sartori, Merciari, Fornari • 
Pefciuendoli , Hortolani,LanaroJi,& altri . Ne poifono fot- 
to graui pene far'adunanze, o congregationi fenza aflìftenza 
di vn faineglio dei Pop* Io Romano de'Fedeli , e ne i portici 
di dentro fono anco altre ftanze , doue vi è IV flStio del No- 
tariato de'Conferuatori »' tribunale, & ofrìtio del Gabellier 
maggiore,& il Tribunale del Capita, o delle Appellationi. 

Sotto detto portico per la banda di dentro vi fono col- 
locate due bellifiìme ftatue de gllmperadori Cefare,& Au- 
guito,vna Baccante, la Colonna Roftrata di Duiliio, l'epitaf- 
fio delPordine delle Arti , che hanno Confolato , con alcuni 
balli rilieui appretto molto beJJi . 

. Nel cortile poi olrre vna fontana nel mezzo ,• vi fono an- 
co collocate con ornamenti,& infcrittioni diuerfe belliflìme 
itatue, ciré la ftatua grande del Magno Costantino Impera- 
tore^ vna Pallade, di vn? Minerua, la tetta di bronzo di Cò- 
modo Imperatore, & vna mano di bronzo, il Cauallo, & il 
Leone. Vn pilo gràde di baffo rilieuo co'J ratto delle Sabine ♦ 
con figure due giacenti fopra d'Aleflandro,e Mammea Imp. 
Due gran piedi di vn Coloffo d'ApolIine ; la memoria fepol» 
crale d Agrippina, e tauola con ogni forte di giufte mifurei6: 
vn babumo di felce piccolo . 

Nel cortiletto a mezze fcale,quattro pezzi di baffo rilieuo 
grandi di trionfì.e facrificio dell Imperatore M. Aurelio,due 
ila tue belliflìme di Mufe «vn altra dell' Imperadore Adriano 
tutte del naturale . In capo alle fcale del corritore, o andi- 
to auan ti la fala maggiore la ftatua di Mario Confole , e la—» 
tauola di bronzo con le leggi antiche , vna Santiflima Inda- 
gine di noftra Donna dipinta nel muro di mano di Pietro Pe- 
rugino, la ftanza grande con l'Archilo di fcritture antiche 
di diuerfi Notarij , & indi altre ftanzedipaffo veriò l'altro 
coniletcoioue fono varie infcrittioni antiche^ moderne . 

Ce $ Nella 



400 li U M A 

"Nella fala grande le fingolariflìme pitture di mano del 
CauaJier Giufeppe di Arpino,la (tatua di bronzo di Siilo pa- 
pa V. e di papa Leone X.di marmo. 

Nella fala degrilluftriflìmi Conferitori , doue eflì danno 
audiéza,e del Configlio fegreto,viè la {tatua di Marco Anto» 
nio Colonnari Aleffandro Farnefe, di Gio:Francefco Aldo- 
brandino^ di D.Carlo Barberini , l'Epi raffio con ritratto in 
pittura di Mario Delfino, il ritratto con l'Epitaffio di D. Vir- 
ginio Cefarini , l'Epitaffio per la Prefettura deH'Eccellentifs . 
D. Taddeo Barberino , & altri varij Epitaffi: Tefte varie an- 
tiche fopra fcabelloni di buon numero , belliflìme pitture^ 
d'eccellenriffimi Maeft ri, tra quali « la battaglia , i'attione di 
Mutio Sceuola, il ponte di Horatio Coclite , e la Giuftitia-» 
con altre. 

Sala , doue mangiano grilluftriffimi Conferuatori adob* 
bata di damafchì roflì trinati dorocon fedie di velluto roffo 
con trine d'oro con (Irato di tauola del medeiìmo velluto • 
Fregio attorno a detta danza in alto di pittura d'eccellente 
Maeftroj Lupa con due bambini lattanti di bronzo» Putto» 
che fi caua vna fpina dal piede di bronzo al naturale; (ta- 
tua di bronzo veftita, detta la Zingara > fopra bafe triangola- 
re^ Bufto con tefta di Bruto di bronzo belliflìma . Pittura 
di vn Chrifto morto,con vn s.Francefco di mano del padre 
CofimoCapuccino. 

Nella ftanza detta la Galleria Epitaffij del Colonna , del 
Farnefe, e memorie de'nomi de'Confoli , e Pretori antichi » 
ltatue di vna Vecchia in piedi,due (la tue gjandi,cbe fedono 
rapprefentando Prouintie > quattro bulli con tefte antiche » 
«lue altre tefte con butti antichi belliflìme . 

Nella ftanza grande adobbata di velluti roflì trinati d'oi 
ro,e fedie del medefìmo,ftatua del naturale di Adone, bufti 
con teite varie antiche belliflìme fopra fcabelloni di noce. 

Nell'anticamera adobbata, di broccatelli varij con fregi 
eli pitture varie in alto » vn Confole antico del naturale, vn—# 
Cicerone antico di tutta figura al naturale, Hercole di bron- 
zo antico del naturale > due bufti con tefte grandi di Donne 
al naturale belliflìme, fei altri bufti con tefte varie antiche^ 
più piccole fopra fcabelloni. Vn baffo rilieuo fopra il camino 

di 



ivi kj u c a in n. • <?°T 

é detta ftanza antico beilo con altre tette» e ftatue di bron- 
zo antiche belliflìme lopra il cornicione di detto camino. 

Nella faletta poi auanti la cappella , pitture rane deli'M- 
ftorie di Hannibale Carthaginefe,- la ttatua di Bacco di felce 
al naturale antica , due butti con tette grandi antiche , vn_» 
Dio pane a federe antico,vn Mercurio m termine antico, va- 
rij bufti,c tette antiche grandi.e piccole belliflìme. 

All'incontro poi fotto Clemente Vili, fu principiato vn* 
altro palazzo per lacorrifponden/a dell'architettura , e vi 
pofe la prima pietra l'Emin. Card. Pietro Aldobrandino. 

Il palazzo de'Confcruatori.e la fcala della Fontana in fac- 
cia édi Michelangelo. la facciata del Senatore di Girolamo 
Raimondi» l'habitationcc la Torre di Martin Lunghi 
Vecchio,- Ja Scala prima.il Martorio, i Trofei» 
& i Cauaili i belliflimi ornamenti, e 
compartimenti ài Giacomo 
fella, portai « 




Ce 4 



Di 



408 



ROMA 




Di S. Maria Araceli, i. 

T Vutile, &infieme vana fatica farebbe il raccontare i M 

q»e.ta chiefa, fabbricarono i Centiii, poiché oltre d'hauerlo 

Homo- 



MODfcttiNtt. *r? 

Romolo conflato a Gioue Capitolino,» are.delubn.cap- 
pelle e Temp.j, ««£"?•£ SE' e tronandofi Angu- 

degnò'ueaeXe lue paroline ifcgueon ve t fi. 

Aris twitbim t»cit»s aiSctittowSiris. 

fiderando.cbe tal nfpofta s accordai £on. queu^ fo> 

bri Sibillini haueua lettcqui dirizzo vn altare con q 
prafcritto . 

Si <„«f,™ poli. ,««> £ < J ';£",; ££ dJtol 

nero i Monaci di «-Benedetto , , m .no al • » . q > ^ 

cenzo IV. intendendo il gran f ratto, eh. B »« 1 ^ PltBce . 
faceuanoi Reuerendi r-adr.del gioitolo patriarca 



>-••• 



^.iu u v in n 

fedi chiamò a Roma, e lor diede quefta chiefa , ordinando, ^ 
che i Monaci per altri Monafterij loro fi diuideffero . Poi 
l'anno 1445. eflendo i Frati diuenuti Conuentuali , Euge- 
nio IV. la diede a gli ofleruanti riformati del B. Fr. Gio: Ca- 
piftrano * 

Quanto alli riftori fatti alla prefente chiefa , altri non fi 
leggono>che del Card.Oliuiero Caraffa, creatura di Paolo 11. 
l'anno 1464. e non perch'egli hauefTe quello titolo,effendo- 
le dato da Leone X. ma per ladiuocione, che hebbc alle-» 
chiefe di Roma,sì dentro, come fuori. 

11 forfitto poi,che dorato fi vede, Io fece il Popolo Roma- 
no (hauendone voto per lo buon fucceffo della guerra moria 
da Pio V. al Turco , e ne fegui la gloriofa vittoriano. d'Ot- 
tobre il 1572. Di più l'afcendere a quefta chiefa per vna—t 
bé larga , e lunga fcala di cento ventVno fcaglioni di marmo 
opera fu d'vn Senatore detto Ottone Milanefe, pigliando i 
marmi da vn Tempio ruinofo,che fopra il Quirinale haueua- 
no i Gentili dedicato a Romolo . Né altro di quello Sena- 
tore fi troua, effendo flato del 1 $ 48. 

E creando/i gli Offìtiali del Campidoglio , qua fi viene a 
cantare folennemente vna Meffa, e tra le molte offerte , che 
fi ogni anno il Popolo Romano a varie chiefe di Roma,que- 
fH più di tutte è fauorita, hauendone tré, la prima nella t'erta 
fua principale della Natiuità di Noftra Signora . La feconda 
Del giorno de'ss. Quattro martiri, per voto fatto il 1591. ac- 
ciò Dio concederle longa vita ad Innocenzo IX. ch'effondo 
Cardinale diceuafi de'ss.Quattro , per hauere in titolo quel- 
la chiefa ; ma a Sua DiuinaMaeftà non piacque concederli 
più di due mefii e con tutto ciò non hanno voluto lafciare 
leflecutione del voto . La terza è a'30. di Gennaro.nel qual 
giorno il 1598. Clemente Vili, ricuperò alla chiefa lottato 
di Ferrara . 

Ha la chiefa d'Araceli molte colonne , nella terza delle-* 
quali , pofta ne l'entrata a man finiftra vi fono ferine quefte 
parole, a cvbicvlo avgvstokvm . 

La cappella prefTo l'aitar maggiore è pittura del Caualier 
Giofeppe,- la ftoria di quella de'Cefarini é del Benozzi. Vie 
rinfcrittione del Farnefe; Quella del Card.Pietro Aldobran- 
dino 



MUUJfcKNA. 4« 

lini; L'altra di Gio: Francefco Aldobrandini; Qticila diM"* 
Antonio Colonnai E l'altra di D.Carlo Barberini, li quali in 
prò del Popolo impiegarono le acciom,e la vita . In Araceli 
poi fono depofiti di nobilifiìme Famegiie Romane antiche « 
V'è anco quella di Marchete di Saluzzo, la cui teftaé (col- 
tura di Gio:Battiita Dolio, di cui anco è la tetta del Caro in 
S.Lorenzo in Damalo, eia fepoltura del Mafia in s. Pietro 
Montorio . 

Apprelfo alla medefima chiefa,vi fono due ftatue di Con» 
(tantino Imperadorc. 

Nel Campidogliofaliuafi prima dall'altra parte , doue (la 
l'arco di Settimio,pervna fcala di 100. gradi. Sogliono mol- 
ti per diuotione con le ginocchia falire quella fcala,& altre, 
e con tutto, che paia vn'opera di moka penitenza , nondi- 
meno a noftra confusione, leggiamo, che due Imperadori 
Cefare , e Claudio doppo i trionfi di varie vittorie , con le-» 
ginocchia falircno quell'altra, per venire a renderne le gratis 
nel Tempio di Cioue Capitolino. 

Di S. Biagio. 2. 

Molto affetto dimoftrarono i Romani a s.Biagio Vefco» 
uo di Sebafte in Cappadocia , per la gratia.che heb- 
be d'impetrare la fanità per quelli, che aluidiuotamente ri- 
corrono, e particolarmente infermi di mal di Gola . Stando 
egli in vna fpclonca ritirato a far penitenza, veniua ogni for- 
te di Mere a vifitarlo , né fi partiua alcuna fenza la fua bene- 
dizione , con metterle egli la mano fu'l capo, quafi che Dio 
voleffe in lui dar'vn faggio dell'innocenza del primo noflro 
padre,a cui tutti gli animali erano foggetti . 

E* vicina alle fcale d'Araceli: è parochia,vi fono reliquie di 
Santi, & é molto antica, come fi vede da certe lepolture di 
cafa Boccabella Romana dell'anno ioo4.di quefta cafahora 
€ Monfignor'AierTandro Boccabella, A uditore di Rota. 

Nella piazza a pie del Campidoglio v'è bella fontana) e 
belli palazzi . 



P> 



4i* tv u ivi n 

Di S.Giouanni Mer catello. }. 

DAI mercato , che già fi facena , ritiene infìn'hora quella 
chiefa il fopranome fuo , haueodone Roma fette al- 
tre dedicate a quefto gran precurfore di Chrifto . Ma per- 
che troppo ftretto era quefto luogo da farui mercato , parue 
bene a Siilo IV. Tanno 1477. che fi trafportafie nella gran 
piazza Nauona, doue ogni mercordi fi fa . 

Quanto alla chiefa , di lei altro non fi ha , fé non che l'an- 
no 1 541. fu conceria da Paolo 1 1 (. ad vna Congregatone di 
honorati Gentilhuominiiper mantenere Catecumeni, o fia- 
no prima flati Giudei,o Turchi, o GentiIi,co'quali s'intendo- 
no anco i Neofiti, acciò fi catechizzino quelli, e quefti nella 
riceuuta fede fi confermino, come de'mafchi fi fa prerTo la-* 
Madonna de' Monti» e delle femmine all'Annunciata di 
*.Bafilio. 

Diquefta opera tanto importante fu Tinuentore sjgnatio 
di Loiola, hauendo egli per qualche anno mantenuto alcuni 
Hebrei nella fua cafa del Giesù, che l'acqua del fanto Batté- 
fimo haueuano riceuuto,e tra tanto procurò di fondare la—» 
detta Compagnia, acciò per fempre n'hauefle la cura, e da— » 
Sommi Pontefici n'ottenne i feguenti priuilegi . £ prima dal 
fudetto Paolo III. che non fi leuarle a gli Hebbrei battez- 
zati quellojch'auanti acquiftarono con vfura, non i's pendei! 
a chi fidoueffe reftituire > né da 'lo r padri foriero priuati del- 
1 heredità, ancorché lenza licenza d'elfi fatti fi follerò Cbii* 
fliani. Di più fanno 1556. Paolo IV. ordinò, che tutte le-* 
Sinagoghe dello Stato EcclefiafHco , ancorché leuate da gli 
HebreiiO fodero per disfarle,doue0ero ogni anno il giorno di 
tutti i Santi pagare dieci ducati a queftopera pia. Di cui 
tanta cura ne hanno i deputati , che non abbandonano mai 
quelli lorfoggetti, infino che accommodati non gli hanno 
in qualche arte, conforme all'inclinatione di ciafeuno. 

A quefti Neofiti l'Emiflentlfs. Card.Sant'Onofrio fratello 
di N. S. Vrbano Vili, ha fatto fare nuoua fabbrica alla Ma- 
donna de'Monti ' i quali v'hanno commoda habiratione. 

Si mantieue tuttauu in quefta chiefa ia cu» dell'anime^ » 

che 



MODERNA. 4IJ 

che infino dal principio haueua, e con ì'occafione dell'anno 
fanto del 1600. fu molto bene riftorata dalla detta Compa- 
gnia . Hor quella chiefa é ftata data a'Monaci di s.Bafilio di 
Grotta ferrata,* e nella loro habitatione fpeflo fopra (oggetti 
l'acri vi fi fanno dotte , e nobili Accademie . 

Di S. Maria in CampiteUi. 4. 

Vicino a s.Maria in Campiteti!, Marte haueua vnTem* 
pio, auanri al quale fi ergeua vna colonna , che dalla-* 
Dea Bellona Bellica fi dimandaua -in quello Tempio fi con* 
gregaua'l Senato per li configli di guerra.e pigliatone rifolu- 
tione , faliua su la colonna Bellica il Sacerdote con vna«# 
lancia in mano, e là verfo doue la lanciaua > fi doueua inaiar 
l'eflercito . 

Qui preflo fu la porta Carmentale , vna di quelle , che-* 
nel fuo principio hebbe la città di Roma, e fi dille anco porta 
Scelerata; Carmentale da Carmenta madre di Euandro.alla 
quale dalle donne Romane fu dirizzato qui vicino vn Tem- 
pio, in efiecutione di vn voto a lei fatto,fe dai Senato veniua 
reuocato vn decreto,che lor prohibiua l'vfo delle Carrozze. 
Scelerata ancora fu detta quefta porta , perche da quefta-. » 
vfcirono quelli trecento,e fei Fabij in difcfa della patria, che 
tutt i recarono vccifì vicino a Baccano . 

Fu in oltre honorato quefto contorno da vn'altro Tempio 
di Apolline, alli cui oracoli faceua ricorfo quella cieca genti- 
lità. In quefto Tempio i Senatori riceueuano gli Ambalciado- 
ri, che da varie parti veniuano a Roma . 

11 Card. Pietro Damiauo , che mori l'anno 1080. chiama 
quefta chiefa Bafilica,annoueràdoIa fi à quelle chiefe.che ap- 
pretto de'Romani erano in gran diuotione, onde fi può cre- 
detene chiamandola Bafilica,inquei tempi fuife affai mag- 
giore . La fua fefta principale é della Natiuità della Vergine 
fantifiima , E t era vna di quelle , che dalla vigilia dell'Aflun- 
tione fino alla notte feguente fi vifitauano in diuerlì Rioni ■ 
con andar cantando Litanie, & altre orationi. 

Quefta chiefa l'anno 1619» fu per ornamento publico de- 
fletta > e pochi pafli lontano in luogo di quella fabbricata^ 

va* 



4*4 



ROMA 



vaglerà più bella dalli Oberici della Madre di DiOjdetti voto 
garmente preti di Lucca . Queftì padri hanno origine da vlcbcò 
Cittadino Lucchefe facerdoce, chiamato Gioiunni Leona I Qj 
do,che a tempi noftri fu tenuto in concetto di gran fantitàUtl 
Fu quello Inftituto corermato da papa Clemente Vili, foto 
to nome di Congregatone , non ammettendouifi voti fole ni ^ 
ni,ma femplice giuraméto di perfeueranza.L'anno poi iéiihn 
da Gregorio XV. fu dicrrarara,& approuata per Religione,*! 
Concedutolccome all'altre.di fare profeflione. 

Preffo han belli palazzi i Signori S&rlupi,Patritij,Paluzzi,e| 
Capozuccbì. 




Di S. Maria Annuntiaia in Torre 
de' Specchi* 5. 

SOno ftato non poco fofpefo, fé fra le altre chiefe di Ro^ 
ma doueflì mettere quefta.che non è chiefa publica;ma 
rinchiufa dentro al Monafterio di Torre de'Specchi per fer- 

uitio priuato di quelle Madri . Ma gran torto farei alla » 

riuerenza di Roma , fé lafciaffi a dietro quefta chiefa , cho 
ini di giufta occafione di additare al curiofo lettore quefto 
Monafterio,che é vn'erario colmo di tante pretiofe gemme, 
quante fono quelle fante vergini,che in effe fi ritrouano . 
Fondatrice di quello Monastero fùs Francefca Romana,* 

fé 



MODERNA. 415 

°lfe bene fu maritata, lì può nondimeno affermare di lei quello 

'"che del patriarca Abraaino àiffe il v.s. Agoltmo. 

|4 Quello , che io per breuità tralafcio della gran fantità di 

ifquefta donna, lo palefano a tutto'l Mondo le lue benedette 

t- figliuole, che come purgatiffimi (pecchi rapprelentano nella 

''loro virtuofa vita l'imagine viua della loro gran Madrt-* 

•tFrancefca. 

ne 

Di S. Maria del Sole . 6. 

Circa gli anni di N.S. 1 560. ihaueua.doue hora è queflau» 
chiefa , la (uà habitanone vna certa Girolama Lentini 
nobile Romana, che effendo virT-ita 1 15. anni nello flato di 
Virginità.lavolfefauorire la Regina delle Vergini inqueflo 
modo: Andando vn giorno vn (uo fratello verfo Ripa,vide^> 
che fopra l'acqua andaua a galla vn'lmagine della Madon- 
na dipinta in carta,e pigliandola portolla a Tua forella, che-* 
dentro vna e affa la ripole: occorfe in vn bifogno d'aprirla , e 
vide vfeire da queJIa imagine.come vn raggio di Sole i e co- 
minciando a fare moiri miracoli, fi cangio la cafa di Girola- 
ma in chiela.e fopra l'altare fu pofta l'imagine . 

E 1 quefta chiefa vnita alla Compagnia del Crocefiflo,da-» 
cui s'è hauuta (a detta informa tione ;e fé bene la fefta princi- 
pale è della Natiuità della Madonna, vi fi celebra nondime- 
no con fotennità particolare l'Epifania, perche fu in tal gior- 
no confecrata . 

Hoggi la Madonna,e la memoria di Girolama é (tata tra- 
sferita nell'Oratorio dejla detta Compagnia del Crocefiffo i 
Ce è quefta . 

D. O. M. 

Hieronymae de Lefinis è nobili Profapia Matrona?» quae 

pudicitia,cbaritare,& capitate omnes fui temporis cxcelluit, 

buius Oratorij extruftricis , cjuac cuna adCXV. fuse Aetatis 

annum Virgo permanfiflet.haud immatura morte func-U eft» 

Pia Società* Crucirlxi, 



Vi 



4i6 ROMA 

Di S. Nicolò de'Funari. j. 

GRand'afFettodi deuotione hàmoftrato la città di Ro- 
ma verio s.NicoIò, hauendo fette chiefe fabbricato ad 
honor iuo, e quefta non è dell'vltime : leggendoli, che l'alta- 
re fu confectato Tanno 1190. N'era già padrone l'Arciprete 
di s. Marco : è detta ancora deFunari, dall'arte loro, che già 
qui faceuano;& hora è feraplice parocchia. 

Di S. Andrea in Vinchi. 8. 

Oue hoggi ftà fituata quefta chiefa, era vn Tempio di 
Giunone Matura, (che prefia Latini lignifica l'Auro- 
ra) onde il volgo chiama quefta chiefa di s. Andrea in Man- 
tuceia. 

Si dice anco in Vinchi, perche era quiui preiTo anticamen- 
te vna piazza da vender'herbaggi , che da quefta chiefa fi 
ftendeua fino a quella della Confolatior" &è molto verifi- 
mile,che oltre a gli herbaggi fi teneflero anco a vendere Vin- 
chi, e Salci, e cofe fatte di efli vinchi.come caneftre,&c. 

Fu nominata ancora de'Funari , per ragione detta più Co- 
pra alia chiefa di s.N;colò,ck e parocchia. 

Di S. Maria in Monte Caprino. 9. 

E' Fabbricata quefta chiefa in quella parte del Campido- 
. glio,che hora fi dice volgarmente Monte Caprino. Si 
diceua ancora anticamente quefto luogo (che é quello del 
Campidoglio,cbe guarda verfo'l fiume) Rupe Tarpeia,cV ?.n- 
co Saffo Tarpeio, donde erano precipitati! colpeuoli di 
qualche graue delitto,e particolarmente i pergiuri . Da que- 
lla RupeTfù precipitato vn Cittadino Romano detto Manlio, 
che per hauer qui fabbricato vn palazzo, entrò in fofpetto 
appi-elfo Romani di volerfifar Rè ,.e deftrutto'I palazzo da' 
fondamenti , fabbricarono fopra quell'Ara vn Tempio della 
Moneta, e lo dimandarono dalla voce Latina Monere , e di 
più fecero legge , che nell'una perfona di qualfiuoglia grado 

fiaueife 



MODERNA. 417. 

aaucffe perTauuenire ardire di habitare nel Campidoglio 3 
bora il fico é così deferto , che é diuenuto pafcolo di capre 5 
Dnd'è detto Monte Caprino ; folo la nobile fameglia dt'Caf- 
farelli ha hauuto gratia di habitarui , e vi poflkde vn belliffi- 
mo palazzo nel più alto della Rupe. 

Quefta chiefa ftà più nel baffo della Rupe,& i Canonici di 
Nicolò in Carcere, alla cui chiefa è vnita quefta , tengono 
che fia delle prime , che in Roma fi fabbricaffero , e fu dedi- 
cata alla Madonna fantifiìma , e la fua fefta principale è dei- 
l'Annuntiata . 

L'anno 1607. fùconceffa da'Canonici all'arte decapo-' 
nari.li quali l'anno 1604. furono ridutti acommunità,facen- 
ido ftatuti particolari dell'arte , e l'anno feguente fu da Pao- 
lo V. approuata.& in Campidoglio da'Conferuatori. Man- 
tengono in quefta chiefa vn cappellano perpetuo, né hanno 
altr'obligo, cheditrouarfi tutti ogni anno nel giorno delia 
fefta alla Meffa. 

Di S. Marta della Confolatione . 1 o. 

QVì già fu vn vicolo,che i Gentili Romani dimandarono 
Giugario . 

Quefta chiefa è gouernata da vna Compagnia di gentil 
huomini fecolari,& é di molta diuotione. Vi è vna delle fette 
Madóne,che vifitar'fi fogliono,& vi è vn'Hofpedale per gl'in- 
fermi^el quale con molta carità fi ferue . Nella feconda Do- 
menica di Giugno vi è Indulgenza plenaria . £ vi fono molte 
reliquie de'Santi. 

E perche nel giorno loro a'fei d'Agofto cade la Trasfigu- 
ratione del Signore , qui fi celebra il giorno feguente > ma-» 
la fefta principale della chiefa è la Natiuità di noftxa Si- 
gnóra . 

Fra le chiefe poi di Compagnie in Roma bene vffitiate 1 
quefta é vna,mettendo 20. Sacerdoti,che ogni dì vi celebra- 
no meffa, nella fudetta fefta maritano zitelle con la dote di 
30. in 40. feudi per vna, e cento nel giorno di s. Francefco a 
fcijthe vogliano monacarli, e più volte l'anno danno da mi- 

D 4 giare 



4i3 ROMA 

giare a dodici poueri , feruiti in tauola da'Guafdiani della 
fteffa Compagnia . 

Fu Panno 1 58$. dalla fudetta Compagnia conceduta vnà 
cappella alli garzoni de gli hofti,& a loro fpefe la fabbricaro- 
no, dedicandola all'Afluntione della Madonna , nella cui fo- 
lennità liberano yn prigione. La tengono prouifta di tutto'! 
neeeflario per celebrami la MerTa,& a quell'effetto manten- 
gono vn cappellano: e per effere nell'infermità loro curati 
nello fpedale fudetto, hauendoui fatto,. ogni anno molte of- 
fertene fecero alla fine vna per fempre di feicento feudi. 

Vn'alra ne fu conceduta l'anno 1618. a'Pefcatori del ma- 
,re,e di tutto il diftretto di Roma. Celebrano la fetta del San. 
to loro Auuocato s. Andrea , al quale é dedicata quefta cap. 
pella,& in quel giorno liberano vn prigione . 

La cappella de'Matthei é pittura di Taddeo Zuccaro,quel- 
la de'Pailortdel Caual.Baglione; eia facciata è di Martino 
Lunghi vecchio . Seguono poi due fpedali vno di donne , e 
l'altro d'huoi nini. 

Di S. Maria delle Grafie. 1 1 . 

QVì doue ci fabbricata quefta chiefa,fù già vn antichi ili aio 
Tempio della Dea Vefta,fabbricato da Romolo, e per- 
che quefta Dea fu tenuta da'Greci per vergine dalle foli_^ 
lìamme gene rata, li Romani, che faceuano profedlone d'ab- 
bracciare tutire le fuperftitioni del Mondo, l'honorauano co- 
me i Greci, <:o'l tenere fempre fopra del fuo altare il fuoco , 
j antenuto da vergini, le quali fole poteuano alla Dea Vetta 
facrificare • A quefto Tempio veniuano le Matrone Roma- 
ne fcalze nella fetta della detta Dea. Hoggi laSantiflìma 
Vergine fchiìacciando'f capo al ferpente infernale,hà voluto, 
che fopra quel luogo, doue etto era adorato tutto mentita 
verginità, fnffe fabbricata vna chiefa fotto nome di s. Maria 
delle Gratie,con vno fpedale appreffo, che fu vnito co quel- 
lo delia Couiblatione . La chiefa venendo meno per l'anti- 
chità fu rifatta l'anno 1610. dall'Abbate Pier Gio.Francefco 
Fiorendo p erugino, alzando il piano al pari dello fpedale . 
Pi più ci è in quefta chiefa vn' Imagine della Madonna 

fancif- 



MODERNA. 419 

fa Midi ma, che fi tiene fia mano di s. Luca* che però e vifitaea 
con particolar diuotione. 

Quefta chiefa, per efler'vnita a quella della Confolatio- 
ne, come membro, o cappella di quella , non ha fella parti- 
colare. 

All'incontro è'1 Cemiterio di detto Hofpedale . 

DiS.Giofefpe. iz. 

HAuendoRoma honorato la Beatiflìma Vergine :on_» 
tante chiefe annouerate nella prima di quefto Rione, 
emarauigliacerto, che dello Spofodi leis.GioiefTo,fclo due 
firitrouino in queft'vltimi tempi . Vna è la predente de'Fa- 
legnami,& vn'aitra di monache nel Rione di Colon iaj anzi 
per prima non ci fu altro, che vn'altare nella Ritonda , ch'è 
della Compagnia de'Virtuofi . 

L'anno dunque 1 $96. la compagnfa de'Falegnamì.che 57. 
anni prima fi era congregata, cominciò con bell'architetture 
a fabbricar quefta chiefa, dedicandola a s.Giofeppe i e fopra 
quella di s.Pietro in cai cere la fondarono, eflendoloro ftata 
concetta libera, e fmembrata dalla vicina di s.Luca* e s.Mar. 
tina . Hebbe di più quefta Confraternità gratia da Grego- 
rio XIII. di liberare vn prigione perla vita il giorno di s.Gio- 
feppe, & alle volte maritano zitelle pouere, e figlie di Fale- 
gnami . Vertono facchi turchini con l'imagine di s.Giofep- 
pe al lato. Hora v'hanno rifatta la facciata, e lafcala. 

Di S. Pietro in Carcere . 1 5. 

PAre cofa da non credercene fenza carceri fi manteneflfe 
Roma infino al quarto Rè fuo, Anco Martio , e ch'egli 
fofle il primo.come fi dice,a fabbricarne qui vna . E che que- 
fta folle quafi nel mezzo della Città, e preffo la piazza detta 
Romana , fi vedrà alle feguenti chiefe . 

Due fono le parti di quefta carcere, fecondo alcuni, Tvna'è 
di fopra fatta dal fudetto Ré,l'altra di fotto,che Seruio Tullio 
feftoRède'Romani viaggiunfe, nel fabbricarla volle imitare 
Dioaifio Tiranno , che in Siracufa fece a forza di fcarpeltó 

Dd a caua- 



4*o ROMA 

cauare ne gli (cogli afpre prigioni , e quiui fi legge fofiero pe» 
Boue mefi carcerati ì ss. Apoftoli Pietro,e Paolo. 

Mamertino ancora dittero quefta carcere da vno, che fu 
Prefetto di Roma . 

Due gloriofe memorie lafciarono di fé in quella prigione i 
detti ss. Apoftoli, nella parte di fopra fu l'vna , & in quella di 
fotto l'altra, ma fenza dolore non fi pofTono fcriuere, poiché 
ambedue non più le fcuopre il diuoto pellegrino . La prima 
fù,quando ftando infieme legati , & hauendo s.Paolo a man 
dritta s.Pietro,nel cacciarli giù per lafcala con poco rifpet- 
to,s.Pietro al calare del primo fcalino diede co'I capo nel 
muro, e come feto ile flato di molle cera, v'impronto la fua 
fo nna,e vi era dipinta, Se effendo al piano di terra , in modo 
che andandoci molti a far'oratione , & inginocchiati poten- 
dola baciare,cominciò a non figurarli più bene, onde auuen- 
ne, che l'anno Santo del 1600. per dare più libera vfeita al 
popolo,: Falegnami fecero li vicino vna porta,& ignorante- 
mente tagliarono per lo mezzo quella feonofeiuta Imagine • 
L*altra ftàdi fotto; & è vna miracolofa fontana , che i Santi 
Apoftoli fecero fcaturire , & anco vi fi riueriua vna colonna , 
alla quale furono con catene legati . Se più vi fia quefta , e 
quella non fi si, perche i ritorni,&: vfeite dtllc fontane tirate 
in Campidoglio,& altre fabbriche hanno di modo riempito 
quefta parte,che più non vi li può calare. 

Finalmente vietando quefto luogo Con/tantino Impera- 
dore.auuisò il Santo Pontefice Silueftro.che gli pareua bene, 
fi confacraflejcome fu fatto, e d'allora fi può credere , ch'in- 
cominciaffero i fedeli a vifitarlo , come infinhora fi fa per 
tutta l'Ottaua del martirio de'ss.Pietro, e Paolo , e fuori vi è 
f'infcrittione • 

In honorem Dei, Se Ecclefiae ornamentum j Intacco ss.Pe- 
Cri,& Pauli carcere fcalas, & fornicem S. Iofephi Carpenta« 
riprurn Archiconfraternicas reftaurauit . 

Anno Iubilei MDCXXV. 

Qui all'incontro ftaua la vecchia flatus di Marforioi, e la 
Segretaria del Popc4o Romaa;. 

mi 



MODERNA. 421 

DiS.Àfartwa> e S. Luca. 14. 

T"X Ve fono l'antichità di Roma,che qui s'offerifcono ; pt» 
U lefe é l'vna,vedendofi in gran parte l'arco di Settimio! 
afcofta è l'altra» non comparendo più legno alcuno del 
Tempio di Marte. 

Per fapere, come gli antichi Romani fabbricaffero a'vitto- 
riofi archi trionfala piaciuto a Dio, che quello iìa per lo pia 
reftato,trà tante ruine in piedi,& era de'belli,e riguardeuolw 
come fi troua fcritto da quelli , che di tali antichità fecero 
protezione. 

Veniamo bora al Tempio di Marte , che per voto qui face 
Augufto trouandofì infermo nella guerra contra Filippensi, a 
Marte vendicatore lo dedicó,dondefi vede, che a fare x voti 
■. a Dio,ce l'infegna,contro de gli Heretici lo fteflb lume della 
matura . In quelito Tempio comandò Augufto,che il Senato 
Ifi congregante , quando hauefie a trattare di guerra,e conce- 
dere trionfi a'benemeriti ,• e qua fi portaffero ad offerire gI8 
ottenuti trofei . Ma qual più bel trofeo hebbe queito Tem- 
pio, che della fpoglia di s. Martina, che più gloriola di Marte , 
tu nel conflitto, che hebbe co'l Tiranno, dal quale cou diuer- 
fì, & atrociflìmi martiri; prouata, reftò Tempre inuitca.eglo- 
riofa,fin che da empia mano del carnefice mortalmente per* 
coffa, volò trionfando al CieIo;e tanto più illuftre fu in Roma 
il fuo martirio, quanto, che per la nobiltà del fangue , e fue-* 
molte ricchezze, da tutti era ben conofciuta . 

Già fopra la porta di quella chiefa leggeuàfi i feguenti VCEg 
&che fanno a propofito di quello, che fi è detto. 
Martyrij geflans virgo Martina coronar» > 
"Eieclo hinc Mar tis mimine, temala tener. 

E* da credere , chatal confecrationefifacelfe das.Siluo» 
ft ro,e dal Cimiterio di s.Califto , doue egli fepellì s. Martina B 
qua portafle il fuo corpo . Occorfe'l fuo martirio nel tempo 
di s.Ceciliaiotto Aleffandro Imperadore,che regnò 20. anni 
doppo il fudetto Seuero . 

De i riftori poi fatti a quefta chiefa ne i tempi antichi, niu- 
no fi troua,ft non qwcIIq, che fu l'anno 125 6. nel quale papa 

• p4 5 AUf- 






422 ROMA 

Alefiandro IV.Ia confecrò,aiììftendogIi due Cardinali Vefco* 
ui Tufculano,e preneftino . ì 

Occorfe poi Tanno 1588. che volendo Sifto V. abbellire 
quefta città di varie fabbriche fu neceflario leuare vna chiefa ' 
di s.Luca vicina a s. Maria Maggiore, ch'era de i pittori, in ve- I 
ce di cui Ior diede quefta, che pero le hanno aggiunto il ti- 
tolo delTEuangelifta loro Auuocato . 

Hebbe quefta Compagnia dei pittori il fuo principio nel- 
la fudetta chiefa Tanno 1478. e venendo a quefta, ch'era pa- 
rochia,Sifto V. la Ieuò,e comparti in altre due chiefe, vna di 
s. Nicolò in Carcere, l'altra di s. Lorenzo , detto dal volgo 
s.Lorenzuolo . 

Hora da'fondamenti,mercè dalla magnificenza Barberina 
fi rinuoua,& è belliffima architettura del Cortona. 

La tauola di s.Luca è di Raffaelle d'Vrbino . 

Per andare verfo i! Foro Romano alle radici di Campido- 
glio^ vede l'Arco di Settimio Seuero,dirizzato a lui dal Po» 
polo Romauo,per molte vittorie acquiftate, conforme alTv- 
fanza antica : la quale come dice Plinio , cominciò a tempo 
di Tito Imp . il cui Arco fu il primo, che furie fatto in Roma : 
doue prima a quelli , che trionfauano , fi foleua folamentc»» 
dirizzare ftatue, e Trofei . 

Di S.Adriano. 1 ;. 

QVì doue è la chiefa dis.Adriano fu vn'altare, come fi di- 
ce,dedicato a Saturno, molto antico,& auanti che Ro- 
molo nafcefTe , il quale il Rè Tulio Hoftilio cinte con la fab- 
brica d'vn bel Tempio perla diuotione, che haueua a queft' 
Idolo.che i Romani penfauano teneffe cura di tefori, & a lui 
attribuiuano l'edere fiata l'Italia fin'a quel tempo netta di 
ladri . 

Difcacciati poi li Ré.Valerio publicola; fecondo alcuni, vi 
fece l'Erario , doue fi riponeuano tutt'i tefori della Republi- 
ca, che da varie pròiiincie , e Regni foggiogati , qua fipor- 
tauano . 

Ordinarono di più,che qui fi conferuafTe Tarchiuio di tutte 
le Scritture publicbe,fe bene ad Aufeufto venne poi in mente 

d'ab- 



MODERNA. 423 

l'abbrugiarle tutte, per mettere fine ad ogni lite, accio lotto 
'li lui tutt'il Mondo viuefie in pace. 
Erano qui fcritti i nomi de gli Ambafciadcri ( c'ie d^i varie-* 
jtaatiorKveniuano a Roma, accioche a fpefe del publico fofle* 
:o mantenuti. Equi fi conferuauano linfegne militari de) 
Popolo Romano . 

Di più al fianco di quefto Tempio era la zecca da batte/e 
moneterà cui arte voleuano, che in Italia la ritrouafle il Dio 
.oro Saturno,& a gli anni palfati cauandotì a mano diritta-» 
nell'entrare , fi trouò gran quantità di minuta moneta in ra- 
me^ hauendo latto in quefto Tempio l'erario, accio non fi 
perderle la memoria di Saturno, glie ne dirizzarono vn'altro, 
aia non fi sa doue. 

Auanti a quefta chiefa già vi fu vna colonna , detta di mi* 
glio d'oro, ch'ergere vi fece Augufto . Miglio fi dice , perche 
ftandonel mezodi Roma, di qua fi pigliaua la mifura delle 
miglia,ch'erano a tutte le città d'Italia > & il numero delle-* 
fette miglia notate fi leggeua in quella -colonna , e per eflere 
indorata la dittero il miglio d'oro , & in cima haueua vna—» 
palla,quafi dimoitrando il Mondo , che in Roma tiene il ca- 
30 . Di quefta colonna è parte quel pezzo,che fi vede con la 
tua infcrittione allafalita di Campidoglio da quella partt^ , 
che guida al palazzo de'Caffarelli . 

Qyeffa chiefa è annouerata fra le antiche Diaconie auanti 
il 600. quefta con vn'altra vicina de'ss. Sergio, e Bacco , la—» 
quale mancando per la vecchiezza , ad hociore d'elfi fi erefie 
in quefta vn'altare , onde non fi può intendere 5 come Ana- 
iiafio voglia,che papa Adriano I. la tacerle Diaconia,efTendo 
egli ftato del 772. Può ben'effere , come pure Anaftafio rac- 
contarne la riftorafle,e d'entrate, e doni I'arricchifle. 

Fu la prima volta rifatta da papa Honorio l'anno 6$o. e 
dal medefimo confacrata. 

Di nuouo per la vecchiezza minacciando ruina quefta 
chiefa, Anaftafio III. Romano fatto Pontefice l'anno 911. la 
rifece,benche due anni foli viuefle; e con le fue proprie mani 
confacrò l'altare maggiore. 

Quefta chiefa fu da Sifto V. leuata a'Canonici , e datagli 
Padri di sharia delia Mercede • Riconofce quefto facro Or 

D d 4 dine 



424 ROMA 

ime per fuoi fondatori tré perfonaggi i il primo fu Giacomo 
Rèd'Aragona,chiamato debellatore, perle vittorie ottona- 
te contra i Saraceni , e dalle mani loro liberando i Chriftiani 
fchiaui,del che molto compiacendoli Iddio, mentre che fta- 
uà vn giorno in oratione , fu da vna gran luce illuftrato > nel 
cui mezzo apparile la B. Vergine, animandolo a volere fott'il 
fuo nome fondare vn'ordine facro , che s'impiegarle nel ri- 
("catto de'fchiaui Chriftiani,- e però di s. Maria della Mercede 
fu chiamato, e vi è la Compagnia de'Carrari. Le porte di 
bronzo,che vi fono,l'anno 780. Adriano I. le portò da Peru- 
gia . Hebbero quelli Padri origine l'anno 1 3 $4.in Barcellona 
di Spagna. 

Finalmente nello ftefs'auno.che a quefta chiefa veunero i I 
detti Padri , effendone titolare il Card. Agoftino Cnfano Mf- 
lanefe,e volendo rinouare l'altare maggiore con la confeffio- ; 
ne, vi ritrouò altri corpi de'Santi . Due furono foldati Papia» 
e Mauro,due eunuchi di s.Domitilla Nereo, & Achil- 
leo,! quali co'l corpo della Tanta Vergine loro 
padrona di qua leuatì , fi riportarono 
alla chiefa loro » e gli altri due 
a Santa Maria dellau» 
Vallicella. 
Qui vicino era la Bafìlica vecchia 
di Paolo Emilio. 




« 



MUU&ttfNAc 



**a 



TJ5MP IO J>A:tt ro^iNQX' Tfjwsrim 




Di S. Lorenzo m Miranda, i & 

E gli antichi Tempij fatti da'Romani su quejU pkua J 

non ci è più fegno d'alcuno fé non di qucfto,pcr ha «es 

lo fatto Tanno di N.S. *j* .in Lonor* di Fau&taa moglie dc(, 



D 



4*6 K U M A 

l'imperadore M.Aurelio Antonino , & effendo morta prima 
di lui.ottenne dai Senato,che tra'Ioro Dei foffe ripofta . 

Quanto poi a) tempo è da credere , che fuffe fabbricata-» 
quella chìefa nel medelimo tempo , che fu fabbricatala paf- 
fata . Amendue furono Collegiate . Fra molt'altre chiefe a 
quello Santo Arcidiacono dedicate, a quefta con ragione 
iì dà il fopranome in Miranda , che in Latino vuol dire cote 
marauigliofe, per le molte cofe marauigliofe , che da tutte le 
parti circondano quello l'empio , delle quali molte n'hab- 
biamo ville nelle pallate chiefe, e molte ne vedremo nelle-» 
feguenti . 

L'anno poi 1430. fotto papa Martino V. trouandofi a mal 
termine quello facro luogo per li lunghi fcifmi, che trauaglia- 
rono la chiefa,fù dato al Collegio de gli Speciali con tutte le 
ragioni , che prima ci haueuano i Canonici , & i Canonicati 
furono fuppreffi . Vi fabbricarono al principio cappella tra 
le dette colonne , con vn poco di fpedale per li poueri della 
loro arte,* ma venendo a Roma Carlo V. perche meglio fi 
feopriffe la bellezza di quello Tempio , che maffimamente-» 
appare nel fuo portico,parue bene al Popolo Romano,che fi 
leuaffe quell'impedimento . 

Ritornò ancora in bene de gli fteiìì Spettali, perche fi die- 
dero ad accommodare l'antico Tempio, in tato che il 1607. 
lo riduffero ad vna belliflìma forma,con farci ancora a canto 
vn commodo Spedale . Celebrano con molta folennità la 
fella del Santo, nel qual giorno fogliono maritare zitelle pr> 
nere della lor'arte . 

E qui auanti paffaua la via facra antica de'Romani , che-» 
conduceuaal Campidoglio . 

ZV SS. Cofmo, e Damiano. 1 7. 

o r> Cofmo,e Damiano,e pollo in Campo Vaccino così 
OO^ detto per le beltie, che qui fi vendono, e fu antica- 
mente il Tempio di Romolo ; e Felice Terzo detto Quarto 
lo dedicò a Santi Cofmo , e Damiano, & effendo rouinato, il 
B.Gregorio lo riflaurò : & è Titolo di Cardinale : e vi é Sta* 
rione il Giouedì doppo 1* terza Domenica di Quarefima : & 

ogni 



MODERNA. 427 \ 

>gni dì vi fono anni mille d'Indulgenza, ha tribuna di mufa?* 
co, e l'effigie,ch'era di Felice 1 1 l.hor'é di s. Gregorio. Le por- 
te di bronzo furon qui da Adriano I. pofte , le quali eran'a 
Perugia . Vi ftanno li Frati di s.Francefco del Terzo Ordine. 
Vi e vna Madonna di gran diuotione detta di s.Gregorio, 
della quale fi dice,che vn giorno parlando il detto Pontefice, 

non l'aiutandola al (olitegli dicerie , perche non la faluta- 
ua, fecondo foleua ? e che il gloriofo Pontefice le chiederTe 
perdono, e tal'Imagine effo la trafportaiTe qui, concedendo a 
chi celebrarle all'Aitar qui vicino , di liberare vn'anima dal 
Purgatorio . Hebbero origine detti frati da, s. Francefco 
l'anno mi. 

Sono qui per vltimo i corpi de'ss.Cofimo , e Damiano , a' 
quali fu dedicata la chiefa . Qui ancora ripofano i corpi di 
tré altri loro confobrini Antimo,Leontio,& Euprepio . Nac- 
quero i ss.Cofmo,e Damiano in Egea d'Arabia,doue nell'ar- 
te della Medicina riufeiti molto eccellenti, impiegauano l'o- 
pera loro in curare gli ammalati fenza mercede alcuna . 

Hoggi la metà di quefta chiefa è reftata coperta, e la metà 
di effa riordinata, e con molta fpefa quafi del tutto rifatta con 
ti foffitto dal generofìflìmo, e pijflìmo Vrbano Vili, con_* 
quefta infcrittione . 

Vrbanus Vili. Pont.Max.Temphim geminis VroisConc^ 
toribus fuperftitiosè dicatum a Felice III. ss.Cofmas , & Da- 
miano fratribus pie confecratum,vetuftate Iabefaclatumjde- 
ìe&is lateralibus parietibus , totius fuperioris Bafilicae afe-* 
exaedificatse excitatis.fornice medio inter inferiorem,& hauc 
extru<fto,nouo impofito laqueari, area denique complanata , 
infplendidioremformamredegitAnno fal.MDCXXXIIl. 

Le ftorie intorno fono pitture di Marco Tullio,e la feconda 
cappella a man diritta é fabbricata, & ottimamente dipinta 
dalCaualier Gio: Bacione . 

Fra quefta chiefa, e quella, che fegue di s. Maria Nuoua ci 
fon o delli veftigij di quella fuperba fabb^ca detto il TempiQ 
della pace, 

11 



V* 



ROMA 




Il Foro Romano,ftaua tra fa via facra,e s.Theodoro iìcwa- 
to alle radici del CampidogIio,e non come il volgo penfa-* 
nelluogo di Campo Vaccino. Queftotù tra gli altri il più 
antico, il più ricco ^ il più ornato , e bello don folo por effe* 
fabbricato con grandifliaa architettura » come fi vedeuau* 

pei 



MODERNA. 4* 9 

per li ricchi edifìeìj , ch'in elio erano (lati fatti da diuerfi Ira- 
peradori ; vi era il Tempio della Dea Vetta edificato da-» 
Numa Pompilio,doue habitauano le Vergini Veftali : E que- 
ite Tempio era cuftodito da dette Vergini, &in eflavi fi 
conferuaua la Statua di Minerua , e quafi tutte le cofe facre— * 
de'Roinani . Numa Pompilio dettino per guardia del Tem- 
pio della Dea Vetta quattro Vergini . Tarquinio PrifcoJ v# 
n'aggiunfe due altre , imperoche quattro non poteuanc fup- 
plirc a dar'ordine alli facrifitij per la Città di Roma,efTendo 
neceffario,che vi fodero prefent* e cosi vennero ad effer fei, 
hauendo ogni Regione vna Vergine Veftale, non effondo in 
quel tempo Roma>fe non fei Regioni . Erano tenute in tan« 
ta veneratione quelle Vergini per la pudici tia } che erano ob- 
ligate feruare , che da tutti generalmente veniuano reputate 
per cofe Sacre,e Diuine ; ma fé alcuna di loro fofle caduta in 
peccato , fubitofi fepelliuano viue con apparati funebri per 
tutta la Città , Vi era anco il lago Curtio , cosi detto dal no- 
me di Curtio poftulione giouenetto nobile , il quale fi gettò 
armato } & a cauallo dentro all'apertura del detto lago , che 
era in mezzo alla piazza richiefto dal Sacerdote per faluts 
del Popolo, e doppogettatouifi fubito fi riferrò l'apertura-* 
del lago , e la pefte cefsò , & altri dicono da Curtio al tempo 
della guerra de' Sabini con Romolo. Vi fi vedeua ancora 
SI Tempio di Giano,con cappelle di rame,con porte di brózo, 
con ftatue bellifiìme,e molti altri edifitij . Quefto Foro, oue* 
ro piazza fu edificato dal Popolo Romano con vna ringhiera 
belliilìma^opra la quale fi parlaua al Popolo in publico,che 
Sui fi ragunaua a render conto àtllc fue caufe , e qui era la-» 
Curia. Qui anco fivedeuadi rilieuo labelliffimaimagine di 
Siila a cauallo tutta d'oro di grandiflìmo pregio con quefta 
infcrittione alli piedi a Cornelio siila fortynato 
imperatore . Vi era anco la Statua di Hercole veftito 
con habito Eleo C ittà nel Peloponeffo * a piedi haueua que- 
lle lettere : il capitanio lvcio lvcvllo l' ha 

DEDICATA DELLE SPOGLIE D I* N EM I C I , e qui anCO 

era il Cauallo di Dominano Imperadore. Infiniti altri or- 
namenti vi erano, li quali per breuità fi tralafciano adietro, 
emendo il tutto disfatto dal tempo, in maniera, che quella 

Roma 



430 ROMA 

Roma fuperba* i cui miracolofi edifitij poggiano verfoiJ 
Cielo» hoggi giace faumile fotterra . 

A Arco di Settimio Seuero . 
B Tempio di Gioue Statore. 
C Sant'Adriano . 
p S. Lorenzo in Miranda. 
E SS. Cofmo, e Damiano, 
F Ttmpio della Pace. 
G Arco di Tito . 
H Horti Farnefi . 

v I S. Maria a poenis Inferni libera nos , 
K. Cafa di Cicerone . 
li LagodiCurtio. 
ivi S. Francefca Romana. 

Quelle otto colonne alle radici di Capidoglio con l'archi- 
traue fopra,erano del portico auàti il Tempio della Concor- 
dia, fatto per voto a Camillo, acciò la plebe Romana fi rì- 
conciliaffi con li nobili . Nel fuddetto Tempio della Con- 
cordia fi congregaua il Senato, per trattare le caufe appa- 
ienti alla Republica, come anco in quello d'Apolline,douo* 
i s. Maria in Campitelli . 

Quell'altre tré colonne vicine fono del Tempio di Gioue 
1 onante fabbricato da Augufto . 

E l'altre tre colonne a pie del monte Palatino, fono d'vn_# 
Tempio dedicato a Gioue.per voto fatto da Romolo , acciò 
li fuoi foldati nella guerra contro de i Sabini, che occupaua- 
no il Campidoglio,termi,e faidi fi manteneffero , che però di 
Gioue Statore fi diffe. 

Qui preffo è la foate.che dicono Tazza di Marforio. 

Fine della Quinta Giornata • 



Gio*. 



MODERNA. 431 

Giornata Seffcu. 




RIONE DE' MONTI. 



ER efTer'i Monti luoghi di miglior'aere,e ficur* 
dall'inondatione del Teuere erano antica- 
mente molto più habìtati. Hora per il con- 
trario effendo quali tutti rimafii fenza babita- 
tori ripieni di vigne, e fabbriche di Monafteri, 
li moderni Rioni fon tutti ritirati al baffo , ec- 
cetto quefto de'Moati . 

Fa per infegna ere Monti in campo bianco , che denotano 
il Celio,l'Efquilie,& il Quirinale. 

In quefto Rione fono degni di marauiglia il palazzo di 
s.Gio:Laterano,e de'Signori Bentiuogli * gli horti de'Signori 
Peretti>Aldobrandini,Matthei,e dell'Eolia, Card. Pio j e l«u> 
tré Fontane alle Tene. 

Di 




33* ROMA 

Di S. Maria Nuoua. t . 

TRà s.Cofimo,e s.Maria Nuoua cadde Simon Mago , e 
però detto luogo nominauafi Simonio; e perche Tem- 
pio qui s'infranfe fopra vna felce , diceuafi s.Cofimo in &\u 
ce . La pietra poi,, domi pofe le ginocchia s. Pietro, per orare 
contra il Mago,e dalla forma di quelle fu imprefla,in s. Maria 
Nuoua fi conferua • 

Quefta chiefa,che hora s. Maria Nuoua fi dice , Ansflafio 
«ella vita di Giouanni Vili. la chiama s.Maria antica,& e ve- 
jrifimile fìa di quelle , che dedicò s.Silueftro papa . 

Cangioflele poi il fopranome d'antica in nuoua.ò quando 
ih rifatta dal fudetto papaGio.VM.e vihabitóper tré an- 
tiche vifle nel pontificato,o doppo 140. anni fi diede a que- 
lla chiefa nome di nuoua, bauendola da'fondamenti rifatta 
«.Leone il IV. Doppo lui Papa Nicolò l'anno 862. finì d'ab- 
bellirla con pitture. 

lnfino ad Alefiandro IL poniamo credere , che furie de' 
Cherici fecolari; poi detto papa l'anno 1061. la diede ad 
vna Congregatione di Canonici Regolari, detta di s. Fridia- 
«o,del qual'ordine era ftato egli prima, che furie Papa, con— • 
f>ri uilegio.che nefTuno a titolo di effa poteffe afcendere fé 
non di quei fuoi Canonici . Ma leuati finalmente quefti , fi 
diede a'Monaci di monte Oliueto » che più che mai le hanno 
accrefciuto il fopranome di nuoua, con gran fpefa.e bellezza, 
Sfiorandola dentro, e fuori , con occafione della canonica- 
zione dis.Francefca. 

Qui fi honora vn'Imagine della Beatiflìma Vergine, che di 
Troade nell'Afia fu da Angelo Frangipane portata a Roma, e 
pofta in quefta chiefa, &hauendo la chiefa bifogno di rifto- 
ro,fi porto Timaginein depofito a quella di s. Adriano. Di 
qua fi raccoglie , che doppo s. Leone fudetto é Hata quefta 
chiefa rifatta vn'altra volta, perche la cafa antica non haueua 
ancora cangiato i 1 nome in quello di Frangipani . 

Rinouata dunque,che fu la chiefa, e volendo i Frangipani 
ritornarci la detta Imagine, altri lor fi oppofe , acciò reftafTe 
in s. Adriano» e meriuefi vicns all'armi , ( furono le parsi 

auui- 



MODERNA. 433 

auuifate ad vn putto , che s'acqui e tallero > perch'eglj haueua 
vifto la benedetta imagine della Madonna partirli di s. Adria» 
no,e ritornare a quefta fua chiefa . Andarono dunque , e nel 
fuo luogo fopra l'aitar maggiore la videro honoreuolmente 
ripofla . 

Fu quefta chiefa da papa Gregorio il V. arricchita de'cor- 
pi fanti di Nemefio,e Lucilla fua figliuola, Olimpio, & Efupe» 
ria fua moglie , e Teodullo figliuolo , e Sempronio . Alla fine 
fotto Gregorio X11I. l'anno 1580 eflendo protettore di que- 
fti Monaci il Cardinale Antonio Caraffa, qui trouandofi tut- 
t'i detti corpi, furono con più honoreaccommodati fotto 
l'aitar maggiore alli 8. di Decembre . Auanti l'ifteffo altare 
già pattano i$o.anni,che vi fu fepoltoil corpo di s.Francefea; 
& hora le fi rinoua la fepoltura . Sotto Gregorio XI II. dal 
popolo Romano il 1584. fu fabbricato in quefta eiiiefa vn—» 
grande, e bel monumento di fino marmo a papa Greg. XI. 
che da Auignone riportò la kde a Roma . Opera di Pietro 
Paolo Oliuieri.&hà quefta infcrittione. 

Chr. Sai. ^ 

Gregorio XI. Lemouicenfi hiiman!tate,doclrina,pietateq^ 
admirabili,quicum Italiae feditionibus lavoranti mederetur, 
Sedem Pontificiam Auenioni diù translatam, diuino tfflatus 
numine, hominumque maximoplaufu poftannosfeptuagin- 
ta Romam feliciter reduxit Pontificatus fui Anno 7. 

S.P. Q.R. tantae religionis , & benefici) non immemor, 
Gregorio XIII. Pent.Opt.Max. comprobante anno ab Orbe 
redempto dic. ic. ixxxiii. pof. 

Io: Petro Draco , Cyriaco Maftheio, Io: Baptifla Albera 
Cofs. Thoma Bubalo de Gancellarijs Priore . 

A quefta chiefa è ftato aggiunto anche il titolo di s. Fran- 
cefca Romana,& hoggi di dentro è ftata rabbellita,& ha ne- 
bil foffitto . 

La facciata della chiefa é architettura di Carlo Lara- 
bardi. 

L'Arco di Tito Imperadore qui congiunto all'habitatione 
di detti padri fu fatto dal Popolo Romano ad honore diluì, 

E e net 



434 K U M A 

nel ritorno,che egli fece di Gierufalemme, doppo cfael'heb- 
be debellata. Vi fi vede fcolpita l'Arca Foederis di Mosè, 
con dodici falci Confolari auanti di ella * il Candeliero d'o- 
roicon fette rami , e con fette lumi fopra d'eflì , che com"-» 
dicono alcuni, lignificano appreffo gli Hebrei li fette pianeti 
del Cielo . Quefto Arco è alle radici del Palatino. 

Auanti FAmfiteatro di Tito tu la metà iudante , che era—» 
vna fonte per riftoro di quelli , che erano andati a veder gli 
fpettacoli . 

Li Incamerano di forma di mezzo cerchio, magli Anfi- 
teatri di cerchio intero.come nota la fteffa parola . Ne'Thea- 
trifirecitauanole Comedie>e rapprefentationifimilidi Sce- 
na: ma ne gli Anfiteatri C\ raceuano giuochi di Gladiatori, e 
caccie di fiere . Le quali caccie faceuano,o quelli,che erano 
pagati per quefto ctfetto,o quelli, che erano condannati alla 
morte: & erano coftretti a combattere con le dette fiere . E 
tal volta anco vi ma rtirizzauano i Chrifttani . 




Quefto Anfiteatro di Tito fu cominciato a fabbricai da 
Vefpalìano lmperarore,padre di effo Tito; ma Tito il figliuo- 
lo lo dedico. Se bene il poeta Martiale attribuire queita-. 
fabbrica a Pomiciano fratello di effo Tito , più per adulato- 
ne, che per verità. l , Aq _ 



L'Anfiteatro di Tito era capace di ottaritafette mila Spet- 
tatori, fenza impedirli l' vn l'altro . Vi lauorarono 30. mila—»- 
perfonei e'1 giorno,che fu dedicato detto Anfiteatro, furono 
ammazzate cinque mila fiere di diuerfe forti,nella qua! teda» 
che per cento giorni duro , turno fpefi dieci milioni d oro . 
Fùlauoro, efatica de gli Hebrei fchiaui . Vi fono quefti or- 
dini d'architettura Dorico, Ionico, Corinthio , e Comporto» 
Dentro è di figura ouale,é fuori e ritonda . Hoggi è chiamato 
volgarmente il Colifeo, da vn gran CoJctfo, che era appretto 
a quello edificio,e fu vna ftatua di Nerone,cento,e venti pie- 
di alta , dalla quale ftatua l'Imperatore Commodo fece Spic- 
care il capo,& in vece di quello, feceui porre il fuo . 

Li Romani chiefero licenza a Teodorico Ré de'Gothi , di 
poterfi feruire delle pietre di quello edifìtio, già mezzo roui- 
nato,per rifare le mura di Roma. e . 

Di S. Maria della Pietà nel Colifeo . % . 

QVefta,che più toftocona,che chiefa,fi può dire per la-» 
fua piccolezza, ftà incorporata nell'anti agliedel Coli. 
feo; è della Compagnia del Confalone , ha in luogo di tetto 
vn bel piano , che feruì vn tempo di palco a rapprefentare^ 
ogni anno nel Venerdì fantola rafiìcne di Noftro Signore , 
che poipergiufta cagione é ftata tralaiciata,&horaèftata_ » 
con decenza rifatta, e ne ha cura va Romito. 

Di S. Tomafo alla Naui cella. 3 . 

Q Velia chiefa è vicina a s. Maria alla Nauicella , & è anco 
detta del Rifcatto, perche la teneuano li padri detti del- 
la 5 antifiìma Trinità del Rifcatto, de'quali fu fondatore il 
B.Giouanni della Matta Prouenzale l'anno 1197. cosi detti 
del Rifcatto , perche il loro officio é di rifeattare gli Schiaui 
Chriftiani da mani d Infedeli ; portano in petto vna Cro- 
ce roffa , e turchina su la patienza . In quella chiefa è il cor- 
po del detto Fondatore . Fu vna delle 20. Abbatie principa- 
li di Roma,gli Abbati de'quaii aflifteuano al Sommo Pontefi* 
ce,quando celebraua pontificalmente . 

E e i Eflea- 



43« ROMA 

Èflendo poi quello (acro luogo (tato abbandonato da det- 
ti padri l'anno 1348. nel quale da pefte fu molto trauagliata 
la noftra Italia, e ritiratili in Francia,& in Spagna,ne'cui regni 
molto fiorffce l'ordine loroi fu dato in commenda con i beni 
delMonafterio,efpedale,e l'vltimo de'Cardinali,chegIi heb- 
be,fù PoncelIoOrfino, e morendo il 1395. Bonifacio IX. li 
vni al Capitolo di s.Pietro in Vaticano in ricompenfa de'gra- 
ui danni , che per cagioni dì guerre haueua in quei tempi pa- 
tito. Sotto Pio V.poi di Francia venendo a Roma il Generale 
dell'Ordine, impetrò quefto fanto luogo , ma il procuratore 
Genelare,vedendo,ch'era molto fcómodo al maneggio delle 
fue caufe, hebbe la chiefa di s. Stefano a piazza di pietra da»» 
Gregorio XH1. & alla fine quella ancora lafciando n'hanno 
di nuouo fatta vna a s.Francefca . Et hora è del detto Capi- 
telo di s.Pietro. 
Oh aquedotti all'incontro fono dell'acqua Claudia . 

Di S, Maria in Dominica.. 4. 

S Maria in Dominica, detta anco la Nauicella, é detta la—» 
* Nauicella , per eflerui innanzi la porta della chiefa vna 
Nauicella di marmo, & é penfiero , che qui foffe pofta da—» 
qualcb'vno , che inumare haueffe hauuto qualche pericolo 
grande,6c faceffe tal voto.Perche poi detta fia in Domenica, 
fono diuerie, & varie opinjoni,ma pare , che habbia più del 
verifimile , che venga detta, perche la fondatrice prima dì 
quefta chiefa così fichiamaffe . Fu poi rifatta da Pafchaie I. 
& Leone X. Dapoi è ftata ornata da Ferdinando di fé- 
lict memoria Gran Duca di Tofcana,erTendo 
di quefta Titolare . Vi è la Statione la fe- 
conda Domenica diQuarefima» 
& vi fono delle reliquie 
de' Santi . 
Quiui anticamente ftauanoglf 
alloggiamenti de gli 
Albani . 



Ciar,* 



MODERNA. 



437 




Giardino de'Mattei. 

NEI Monte Celio ftà fituato il belliflìmo Giardino de-» 
gl'Illuftrimmi Signori Mattei . E cominciando dal ra* 
lazzo auantivièvnavagaiffima fontana, che fpargendo da 
varie parti acque chiariflìme rallegra grandemente quel luo- 
go . Dentro poi vi fono quadri , eftatue nobili per tutte le 



4J8 ROMA 

ftanzt . Quiui fi vede il ritratto di Cicerone al naturale , ra- 
uole incaftrate di gioie, rotelle antiche , & altre infinite cofe 
di valore . Vi é poi il Calino di Sifto,che dentro vi fono fta- 
tuerare; particolarmente vn'Andromeda nuda legata ad 
vn farlo , vn Marfia feorticato , vn groppo di puttini , che-» 
dormono fopra vn tauolino di pietra paragone , cofe pretio- 
fe,e rare i & vn centinaro di ftatue in circa comprefe quelle 
del palazzce Giardino, tutte di valore. Vi fono poi di molti 
baili rilieui.piiihiftoriati, vna belliflìma Guglia, il laberinto , 
pefchiere , compartimenti di femplici, bofehetti con dentro 
villani, e molte forti d'animali feluaggi . Vi fono poi fontane 
in quantità, e tutte belle , e gran quantità d'acque per fìttole 
piccioliflìme,che ad vn tratto fenza conofeerlì, con zampilli 
d'acqua ingannano li circolanti . 



S 



Di S. Stefano Rotondo. 5. 

Stefano Rotondo, è ne! Mote Celio,e qui era il Tempio 
► dedicato al Dio delle feiue, detto Faunoe Simplicio 1. 
L'anno 467. lo dedicò a s. Stefano protomartire,- eiìendo 
molto rouinato,fù riftaurato da Nicolò V.vi è Statione il Ve- 
nerdì innanzi le Palme, & il di di s Stefano . Vi fono molte 
reliquie,delii corpi de'ss.Primo,e Feliciano,& altre : è mem- 
bro del Collegio Germanico* & è Titolo di Cardinale, li 
quadro a man manca di lì dell'aitar maggiore é di Raffaello; 
e quello della Madonna, e s.Giofeppe di Perino del Vagaje le 
figure intorno alla cbiefa di Nicolo dalle pomarance . 

Di S. Andrea allo Speda/e di S. Giouanni . 6. 

QVeftachiefa di s. Andrea non ha il fuo nome dello fpe- 
dale,ma uè tiene altri due,che fono più conofeiuti i 1 v- 
no di s.Gio. l'altro del Saluatore, la cui nobile Compagnia 
n'ha la cura, e dietro quella chiefa tiene molte, e belle ftanze 
per gli vfficiali; della cui origine, & altre buone opere alla—» 
cappella del Saluatore, che àà nella cima delle Scale fante, 
fi dirà . 

Hoggi een Io Spedale è fiata affai nobilmente rifatta . 

Vi 



MODERNA. 439 

Di S* Ciò: Baitijìa in Fonte. 7. 

QVefto, douecil Battefimodi Conftantino Imperadore, 
era vn luogo auanti alia camera di Contiantino, doue 
volie effer battezzato, vergognandoti per la lebra,come dice 
il Card.Baronio. effer villo battezzar'in publico,& ereffe que- 
ito bell'edificio in memoria di tanta gratia . 

Nel mezzo del Fonte fopra vna colonna di porfido era vn 
vafo d'oro di cinquanta libre , & in vna lucerna congiuntaui 
s'abbruciauano dugento libre di balfamo , con gli doppini 
d'Amianto. Sopra l'ifleffo Fonte ftaua vn'Agnello d'oro, 
che verfaua acqua : & a man deftra dell'Agnello era vn Sai- 
uatore d'argento . Di più alla man finittra dell'Agnello fra- 
na vna ftattiadi s.Gio.Battifta, pur d'argento , con qucfto ti- 
tolo in mano : Ecce Agnus Dei : Ecce qui tollit peccata 
Mundi . 

Erano anco fopra riiteffo Fonte fette Cerui d'argento,che 
buttauano acque : oltre molti altri ornamenti di molto 
prezzo . 

Il battiftero era fatto tutto in forma triangola : In mezzo 
hebbe'l fonte cauato in terra preffo a cinque palmi,tutto fo- 
derato di tauole di pietra, faluo il piano,ch'era di calce . Vi fi 
feendeua per tré gradi , e da vna parte vi era vn piccolo pilo 
di pietra Lydia. che chiamano paragone, per vfo del battefi- 
mo con l'imagine d\ s.Silueftro Papa: l'vltimo muro del bat- 
tiftero era tuteo di dentro coperto di tauole di porfidee di 
marmo bianco,quadrate,e lunghe commoffe a filo, e vaghif- 
fimamente intagliate con varie opre d'interfiatura , il tetto 
del quale,che tocca l 'vltimo ordine delle colonnelle alquan- 
to però più baffo della cupola , Leone X. rifcce,come l'armi 
fue faceuan fede. Nel battiftero Lateranenfe foleua il Ponte- 
fice Romano anticamente battezzare quanti bambini gli 
erano portati il fabbato di Pafcha, e della Pentecofte , come 
appare ne i cerimoniali antichj,ma nel giorno di Pafcha, e nel 
Junedi feguente , ne i quai giorni il Papa tré volte cantaua-» 
vefpro,celebraua il primo ins.Giouanni Lateranojl feconda 
in quello Battiftero ; il terzo nell'oratorio di fama Crocerà 

Ee 4 Ana- 



440 K U M A 

Anaitafio Bibliothecario fcriue ,'che l'Imperatore Carro Ma- 
gno flette preferite vn Sabbatofanto, mentre Adriano Papa 
battezzaua fui detto luogo . 

Tra l'altre reftorationi fatteui da diueifi Pontefici , Grego- 
rioXIH. vi fece ilfoffttto. Clemente Vili, vi traportò l'oir- 
gano,ch'era nella chiefa vicina di s.Gio. Et hora N.S. Vrba- 
no Vili, l'ha vitimamenre affatto riftorato,& abbellito . 

La cappella di s.Gio. Battifta era la camera di Conflanti- 
no,la quale fu eretta in oratorio da s.Hilario Papa ioo. anni, 
epiudoppoii battefimo di Conilantino . Vifùconfacrato 
poi l'altare in honore di s.Gio:Battifta,con molte Reliquie il 
1 311. vietandoli, ch'in tempo alcuno mai vi entraiTero don- 
ne . Nella cappella di s.Gio:Battiitafotto l'altare fono que- 
fte reliquie più fegnalate . Di s.Iacomo Apoftolo fratello del 
Signore . Dì s. Maria Maddalena , e di s. Marta . Di s. Matteo 
Apoftolo. Di s.Taddeo Apoftolo . De'ss. Innocenti, con__» 
molte altre . Il s. Gio: è del Donatello , e le pitture di Gio, 
Alberti. 

DiS.Gio.EuangeJiJla. 8. 

SI perdeua con l'antichità, la memoria di quello fanto 
Oratorio, fé Clemente Vili, da'fondamenti non lori- 
ftoraua } e doppo,che di mifchi marmi,ftucchi, e pitture mira- 
bilmente l'adornò, volle nel giorno della faa creatione , che 
fu a' 30. di Gennaro confacrarloil 1598. egli fece parte del- 
le reliquie, che fono nella catedrale di s.Giouanni . I quadri 
fono del CauaI.Giofeppe,e le pitture a frefco del Tempefta> 
e del Ciampelli, 

Delle SS. Rufine,e Seconda. 9. 

DI nobiliflìmo lignaggio nacquero in Roma quelle due 
Sante Sorelle verginee martiri,a quefte nell'anno 1 1 5 3. 
qui furono confacrati due altari da Papa AnaftafìolV. Poi 
Clemente Vili. elTendo piccioli , e mal farti gli altari , fotto 
de'quali ftauano , li rinouò , e fece ripolire tutto quello facro 
luogo . 

J>9 



ivivuci\i\/v* 441 

Di S. Venantio. io. 

PApa Giouanni IV. Schiauone,figliuolo di Venantio Scc- 
laftico da'fondamenti fabbricò quefta chiefa ad honore 
dis.Venantio.con occafione del corpo di quefto Santo, por- 
tato da Schiauonia per fuo ordine a Roma, inficine co'l cor- 
po di s.Domnione,& otto foldati martiri. Furono s. Venan- 
tio, e s.Domnione Vefcoui di quelle parti di Schiauonia, ma 
di che chiefa non fi sa; fu s.Domnìone martirizato in Solona 
diSchiauonia,con otto foldati, e fono Pauliniano,Te!io,Afte- 
rio,Anaftafio,Mauro,Settimio,Antiocheno,e Caiano . Ripo- 
fano i corpi di tutti quefti Santi fotto l'altare, ch'iui iti diriz- 
zato^ nella Tribuna fono in Mufaico rapprefentati con Rima- 
glile di detto Papa Giouanni, e Papa Teodoro,perche non„« 
hauendola potata finire Papa Giouanni preuenuto dalla-* 
morte,fù da Papa Theodoro finita. 

Quell'altro altare della Madonna fopra di cui fi riuerifce 
vna iuaimagine,che l'anno Santo 1575. fece molti miracoli , 
pare che leuatfe il nome di s .Venantio a quella chie- 
fa , cominciandola il volgo a dimandare ia—# 
Madonna dis. Giouanni: come quel- 
lo, che dell'antichità fi fcordi 
facilmente . 



Pi 



44* 



j\ u m /\ 




DiS. Giouannì iti Luterano 



LA prima chiefa, e capo di tutte lechiefeès.GJouanni 
Laterano , detta anco il Saluatore Lateranenfe . E che 
iìa il vero , che da quefta dependino tutte le altre chiefe , ol- 
tre a molte Ccnftitutioni Pontificie , Jodimoftrsno alcuni 
vsr& ancichiflìmi, intagliati. Sopra l'architraue del portico 

di 



MODERNA. 443 

di fuor della chiefa, vi fono ancora qnelti fcguenti vali quafi 
intieri . 

Dogmate Papali daturt & fimul Imperiali 
Quoti firn cunciarum mater caput Ecclefiarum , 
Hinc Saluatoris caletti a regna datorts , 
Nomine fanxerunt,cum cunclaperacta fuerunt, 
Sic vos'ex foto conuerfi fupplice voto , 
K offra quod h&c &des tibt Chriffe fit inclyta fed:s . 
E' cosi detta in Laterano, perche qui era vn palazzo della 
famiglia nobililTìma de' Laterani, fabbricato fopra quello 
monte Celio; Conftantino Magno Imperatore battezzato t 
che fu das.Silueftro fabbricolla nel fuo palazzo, e la doto dì 
grandillìme rendite . Effendo guaita, e rouinata dagli Here- 
tici, Nicolao IV. la rifece ,e Martino V. la cominciò a far di- 
pinger da Pietro Pifano\ e lamicare il pauimento ; & Euge- 
nio IV. la finì & a i tempi noftri Pio IV. lhaornata d vn bel- 
litlhno folaro , e ridotta in piano la piazza di effa chiefa . Fu 
confecrata in honore del Sai uatore , di S. Ciò. Battifta , e S. 
Gio.'Euang. da detto S.Siiueftro papa a li 9. di Nouembre, 
Vi e ftatione la prima Domenica di Quareiìma , la Domeni- 
ca deile palme , il Giouedì , e Sabbato fanto , il Sabbato m— » 
A Ibis , la vigilia della rentecofte, nel giorno di S. Gio, inan- 
zi la porta Latina vi è la plenaria remiflione de'peccati, e la 
liberatone di vn'anima dal Purgatorio. E dal giorno di S. 
Bernardino , ch'èali 20. di Maggio, inÉno a! ^primodAgo- 
fto.ognr giorno vi è la remiflione de' peccati. E li grorni della 
Natiuit'à di s.Gio.BattiftajdeSla Transflguratione del Signore, 
deila decollatone di elfo s.Gio.BatufU , e della Dedicatane 
del Saluatore,vi è la plenaria remhs.de'peccati. E nel giorno 
di s.GiouanniEuang. vi fono ventiotto mila ?nn< d Indulgen- 
za, & altrettante quarantene.e la plenaria remiflione de'pec- 
cati , & ogni di vi fono anni 648. & altettante quaranrene^ 
d'indulgenza , e la remiflione della terza parte de'peccati 
li Saluatore, che ftà in mezzo della Tribuna;, è quello , che? 
apparile al Popolo Romano miracolofamente , quando S." 
Silueftro fece la fopradetta Confecratione ad honore del 
Saluatore , il quale dirle , apparendo : Pax vob:s. quafi vo- 
lendo dimoitrare, che hauendo Coft^ntino , & ri Pope! ri- 
cono- 



4H ROMA 

cottola Lieo il vero datore della pace , perciò appartila , e Ior 
daua la pace i di qui auuiene , che non folo il Sacerdote) che 
celebra innanzi al detto Saluatore , ma né li Cantori dicono 
al terzo Agnus Dei, Bonanobis pacem , màfempre: Mife* 
rere nobls , quafi che fia fuperfluo dimandare la pace, ha- 
uendcla hauuta vna volta, e quella imaginenons'abbru- 
ciò , eflendo la detta Chiefa ftata abbruciata due volte . U 
anno Santo 1500. Aleffandro VI. trai molti rifiorì fatti per 
le chiefe di Roma , non volle tralafciar quefta , come moftra- 
nole fueinfegne in quelle due gran colonne, che fotto vo_» 
grand'arco ferrano la naue di mezzo. Quell'ancora fu la pri- 
ma Chiefa che nel mondo fi confacrafie con le folite ceri- 
monie vfateda'Vefcoui, e Pontefici, dkizzandouifi altari di 
pietra , che prima erano di legno , in forma dicafia,per 
metterli pretto , e leuarli nel tempo delle perfecutioni , che 
per i'adietro haueuano travagliata la Chiefa, & infino ad 
fcoggi nell'altar maggiore di queiio facro tempio ftà quello , 
fopra di cui celebro S. Pietro , fatto, come se detto, in guifa 
d'vna caffa di legno : ibpra di elfo hora non è lecito celebrar 
ad altri, che à'Romani Pontefici , ma fotto vi è vna cappella 
per gli altri Sacerdotale bene anticamere vi celebrauano per 
comifiìone del Papai fette Vefcoui Cardinali ,inmodo,che 
ciafeuno ci haueua nella fettimana il fuo proprio giorno: 
perciò fono chiamati Cardinali della Chiefa Lateranefe dal 
Cardinale Pietro Damiano. Clemente Vili, l'anno Santo 
iéoo. rinouó tutta la naue della Croce con marmi fini , co- 
prendo il pauimento , & incentrando le mura a tal'altezzau* 
però , che fopra vi potè far dipingere la vita del primo fon- 
datore di qnefta chiefa Confrontino lmperatore:le pitture so 
dei CaualierBaglicne,Pomarancio,Paris,Nebbia, Nauarra, e 
di Bernardino Cefari. Vi fece belliflìmo organo dorato fopra 
pretiofe colonne , & vn bellifiimo fofntto pur dorato con—» 
pittili e del Ciampelli fopra gli archi maeftri;e nella partt-^ , 
che rifponde alia porta vi dirizzò l'altare del ss.Sacramento, 
architettura deirOliuieri con vn tabernacolo di pietre pre- 
tiofe op'era del Targoni , e fopra vi pofe vna cena d'argento 
opera di Curtio Vanni, di grandiifima valuta. La pittura 
di iepea è del Caualier Giofenpe Cefari d'Arpino. 

Vi 



MODERNA. 445 

Vi fermò l'architraue di bronzo indorato fopra quattro 
colonne (cannellate pur di bronzo t che ftauano fatto l'arco 
d'Alefiandro VI. e le fece parimente indorare, oue la tetta— » 
del Dio Padre è del Caualier Pomarancio , e fatto dogn'in- 
torno copertele mura di marmi laudati con alcune ftatue 
ne'fuoi nicchi, opere del Franciofino , Valfaldo , Mariani, e 
d'altri . Dicono, che da vn Tempio in Afia Tito Imperado- 
re portò quelle quatrro colonne a Roma , e che nel fudetto 
luogo le metteffeConfìantino, riempiendole di terrafanta.e 
che da Gerufa!emm° glie le mando s.Elena fua madre.Di più 
Clemente Vili, a oueii'r.ltare per fianco fece vna cappella 
per il choro de'Canonici , oue il quadro è del' Caualier Gio- • 
teppe , e vie bellifiìmo monumento della moglie dell'Eccel- 
kntiilimo Conteftabil Colonna , e memoriade gli Arcipreti 
Emin. Card. di CafaColom;aiE poco difeoftovn» magnifica 
facriltia vagamente ornata di pitture da gii Alberti, & altri, e 
belli armari) di noce ; & all'vltimo auanti la porta maggiore 
{pianando molte ruuine, aperfe vna gran piazza. 

Dal manco iato di quefta chiefa veggonfì ancora le vcCii- 
giad'vn'antichitfimo chioftro del Monafteifio de' Canonici 
Regolari di s.Agoftino.eperciòdetti L3teranenf!;e forfi ma* 
cando i cherici fecolari, a i diuini vfEti.j,vi furono eflì polli da 
s.Gelafio Papa Tanno 492. effondo , auanti ch'egli foffe crea- 
to Sommo Fontefice, venuto con loro a Roma, fuggendo la 
perfecutione de'Vandaii; e qui dimorarono infino al 1300. 
che Bonifatio VIH. la diede con tutte l'entrate a* Canonici 
fecolari ; e d'all'hora in qua l'Arciprete citato fempre vn_-> 
Cardinale. 

Molto obligsto fi riconofee quefto Capitolo al Chriftia* 
niffimo Re di Francia Henrico IV. perche hauendo perduto 
vn'entrata di diecimila (cnài in qnel Regno, per te riuolutio- 
pi pafiate, egli fece , che fé gli reedefle con l'aggiunta d'altri- 
mille; & in fegno di perpetua gratitudine gli dirizzarono vna 
bella (tatua di bronzo con infcrittione l'anno 1608. chefta 
racchiufa io capo del portico di Siilo V. 

Di nobiliflìmi priuiiegij fopra ogni altra chiefa dtì Mondo 
trouafi quefta ilIuflrata.E > vna delle quattro dell'anno Santo; 
Òc vLa. delle fette,nc t chifiìaia d'indulgenze . Più volte Tanna 

vi fi 



44^ ROMA 

vi fi celebra la ftatione . Tra le patriarchali quefta è la prima, 
per effer del Supremo Fatriarcba , ch'è il V;cario di Chrjfto ; 
che però viene a pigliarne folennementeil pofitlfo , creato 
ch'è Sommo Pontefice ; e fé bene tra lei, e quella di s. Pietro 
in Vaticano fi fìa difputato dai primo luogo, nondimeno 
Gregorio XI e Pio V.lo diedero a quefia:&:na mirabilie nu« 
merofe reliquie,come anco la mifura dell'altezza di Chrilto, 
la colonna , che fi diuife nella Tua mcrte , e la pietra, doue fu 
giocata la fua vede , e la colonna, doue canto lì Gallo,lù po- 
itains. Gio: in Fonte . 

Qua nel Sabbato fanto veniuano a riconciliarli con la—» 
chiefa quelli, che per qualche graue delitto , eiano condan- 
nati a fare publica penitenza, &il Vefccuo co'l Clero an- 
dauano ad incontrarli alia porta, e benignamente racceglie- 
uano in chiefa, dando loro fperanza, che da Dio lor laria per- 
donata la colpa . Di.quàé nata la diuotione di vifitare ogni 
Sabbato quefta chiefa, doue fono anco li Penitentieri dell'Or- 
dine Francescano riformato . 

Papa Sergio nelle Sagreitia di s. Pietro Apertolo in Vatica- 
no ritrouò per diuina riuelatione, vna calia d argento,f:a!a_-» 
lunghiffimo tempo in vnoolcurifiìmo cantone , e dentro vi 
trouò vna Croce adornata di diuerfe pietre pretiofe , e da-» 
quella le uatine quattro pezzi, ne'quali eran chiufe gioie di 
notabilgrofiezza, vide vna parte del legno della Croce del 
Signore ripoftaui dentro, la quale da quel tempo in poi ogni 
anno nel giorno deireflaltatione della Croce , e nella chiefa 
del fanto Saluatore detta Coftantiniana da tutto il popolo è 
venerata,e baciata . 

Quefto pezzo del fantiflìmo Legno , elfendo fmarrito nel 
facco di Roma lotto Clemente VII. per hauer'alcuni folda- 
ti depredata la caffa d argento, fu miracolofamente, e non__» 
fenza l'aiuto dittino dal Pontefice ricuperato,! - ! quale ordinò., 
che foffe conferuato nel palazzo Vaticano , rinchiufo in vna 
Croce d'oro, e di criftallo. 

Nell'Oratorio di quefta chiefa giacquero gran tempo lt-* 
tefte de gli Apoftoli Pietro , e Paolo, le quali Innocentio 
Terzo di eafa Conti ripofe fotto l'aitar del fanto Saluatore 
in armarij di bronzo . Al Pontefice Siluefìro , diuifo che fceb- 

bii 



MODERNA. 447 

9e i Ior corpi tra la chiefa di s.Paoio,e quella di $. Pietro, par- 
ile ben d'honorar d'effe tette quefta illuftriffima chiefa,cV: ac- 
ciò fuiTero più ficure , turno pofte la prima volta nella cap- 
pella del palazzo papale . ch'era contiguo a quefta chiefa-- , 
alla cima delle Scale fante . E doppo Vrbano V. le trasportò 
Del tabernacolo fopra l'altare maggiore. 

L'anno m8. papaHonorio 11. portò quefte facre Tede a 
piedi nudi in procefiìone di qua a s. Maria Maggiore , per l'v- 
nione de'Prencipi Chriftiani all'acquifto di Terra Santa. Vn' 
altra volta il 1139. ilfuo fucceffore Gregorio IX. in procef- 
iìone anch'egli a piedi nudi con effe andò a s.Pietro in Vati- 
cano, doue falito in pulpito fece vn fermone al popolo cori—» 
le lagrime a gli occhi , in tanto che fi mofiero a fuo fauore-* 
quelli, che prima erano per l'Imperadore Federico. 

L'anno del Signore 1308. facendo refidenza in Francia-i! 
Papa Clemente V.nelmefe di Giugno, mentre'I Clero can- 
taua il Vefpero appiccolii il fuoco nelle traui del coperto , e 
tanto s'accefe per lo vento Sirocco, il qual fofifiaua, che con- 
fumò tutto il tetto della chiefa , le danze contigue de i Ca- 
nonici, il portico, per cui fi va dalla chiefa al palazzo, e tutto 
il palazzo ifteiìbjaluo la cappella fola di s. Lorenzo, detta-r, 
Sanala ftnftorum > doue in quel tempo le Tefte di s.Pietro,e 
dis.Paolo Apoftolicon molte altre reliquie fi conferuauano, 
& in quefto incendio,!! confumò gran quantità di teforo , e 
di guernimenti doro,e d'argento, con gran numero di para- 
menti : E però Tanno feguente Clemente V. mandò Agenti 
fuoijcongran fommadidenariji quali rifecero la chiefa,la_- • 
canonicali portico, e'1 palazzo Lateranenfe in vna forma più 
fpatiofa,e più bella. 

Soleua i! Pontefice Romano (come habbiamo letto)nel!a 
chiefa di s.G'ouanni Laterano tutti i giorni delle fue ftationi 
di fopra i'altarmaggiore celebrare: ma tutti gli altri giorni 
feriali, e d'alcuue minori folennitàniuno foleua celebrarui , 
faluo vno de i fette Vefcoui Card, della S. Chiefa Romana, li 
quali erano di quefta chiefa Hebdonaadarij , ciò vuol direni 
che ciafeun d'elfi la fwa fettimana ogni giorno in quefta chic» 
fa faceua l'vfficio in vece del Pontefice Romano : Ma quan- 
do egli celebraua (opra l'aitar maggiore, tutti quelli, ehc-# 

nella 



448 ROMA 

nella corte Romana haueuano dignità , viHcio, o magi/hato 
alcuno, fi trouauano prefenti, tra quali primi erano ì fette Ve- 
fcoui Card, cioè Oftienfe,Portuenfe,di s.Rufìna, Preneftino, 
Tufculano, Sabino, & Albano, e quefti fi chiamauano Colla- 
terali del Papa, e Vefcoui del primo feggio,de'quali quel,- che 
prima era confecrato,era detto Prior de i Vefcoui Card, che 
hoggidì fi chiama, Decano del Collegio . Doppo quefti v'c 
rano i cinque prelati delle chiefe patnarchali,cioèilpriorde 
i Canonici Lateranenfi,gli Arcipreti delie chiefe di s. Pietro, 
e di s. Maria Maggiore, gli Abbati de i monafteri di s.Paolo, e 
di s.Lorenzo fuor delle mura: erano parimente affittenti i, 
vent'otto preti Cardinali della S. Chiefa Romana , li quali 
gouernauano con autorità Epifcopale altrettante chiele dì 
Roma,titoli nomiiiate,il primo de'quali era detto Arciprete; 
oltre a ciò v'erano l'Archidiacono della S. Chiefa Romana 
con dicifette Diaconi Cardinali, de'quali 12. eran chiamati 
Diaconi Cardinali Regionari;, perche foleuano legger gli 
Euangeli nelle Stationi delle chiefe di Roma, quando il papa 
vandaua i gli altri cinque con l'Archidiacono, erano nomi» 
nati Diaconi Card. Palatini, ouero miniftri dell'aitar Latera- 
oenfe,perche vfficiando il papa in palazzo, enelle chiefe_> 
£ateranenfe,& Vaticana, a vicenda cantauano gli Euangeli : 
Quefti ftefiì dicifette Diaconi erano padroni d'altrettante-* 
chiefe dentro di Roma dette Diaconie ; V'eran di più il Dia- 
cono, e Subdiacono Greci chiamati dal monaftero di Grot- 
taferrata,li quali,quando il papa celebraua, leggeuano l'Epi- 
ftola.e l'Euangelio in lingua Greca : Doppo quefti feguitano 
gli Abbati di Roma , li quali erano venti in tutto : Apprèso- 
vi ftauano prefenti venc'vuo Suddiaconi della S. Romana—» 
chiefa, de'quali il primo era nominato Priore,* di quefti, fette 
erano detti Bafilicarij,ouero Palatini>fette Regionari;, altret 
tanti della fcuola de Cantori: i Palatini leggeuano l'Epiftole 
nel palazzo, e nelle chiefe Lateranenfe, & Vaticana a vicen- 
da finanzi al papa, quando egli cantaua Meffa , & alla fus 
menfa leggeuano lettioni della facra Scrittura : i Regionari; 
faceuano il medefimo vfficio per l'altre chiefe di Roma nelle 
loro feftiuità, e Stationi ,• Ma la fcuola de'Cantorr haueua-* 
-per capo,e ciaettro il Primlcero:Quefti fette Suddiaconi co ì 

fuoi 



MODERNA. 440 

fiioi Primicero, & altri miniftri,quandoil Papa celebra* in-» 
qualùque luogo egli forte, foleuano cantar la meda, e le bore 
canoniche,doppoquefti v'interueniuano gli Accoliti, e Cap- 
pellani del Papa, Lettori > Efforcifti, & Oftiarij, ciafeuno de* 
quali ftudiaua d'efTequire quel tanto , che gli era commetto : 
tali erano quelli,che v'interueniuano del clero del Papa: De* 
Laici anticamente vi fi titrouaua il Prefetto di Roma veftito 
di roba di feta con i. calze , I'vna roda , l'altra d'oro » con_* 
fette vfficiali Palatin i,ouero Giudici , li quali fi dimandauano 
altrimenti Ordinarij,& infiene col Clero» e Popolo Romano 
fi trouauano prefenti alla elettione del Pontefice:! nomi di 
quefti fono, Primicero, e Secondicero ; quefti due in tutte le 
proceflìoni,e congregationi publiche da man deftra,e finiftra 
il Papa accópagnauano , caminando i Vefcoui Cardinali nel 
luogo più vicino a loro,e nelle fettunta maggiori al maturino 
leggeuano la ottaua lettione doppo tutti i Vefcoui : il cofto- 
ro luogo tengono hora i due primi Cardinali Diaconali qua- 
li fi chiamauano affilienti, & erano alFhora come primi con- 
figuri del Papa,e della Sede Apoftolica : II terzo era l'Arca- 
rio, quefti era l'opra i tributi: Il quarto Sacellario, il quale pa- 
gauai foIdati,& in Roma nel fabbato de gli Scrutinij (quefto 
era il fabbato auanti la Domenica delle Palme; daua a i Ro- 
mani la limofina>& a'Cherici i donatiui, detti anticamente-* 
presbyteria : Il quinto era Protofcriniario, il quale haueua— • 
fotto di fé dodici Scriniarij : Il fefto Primicero de i diienfor ù 
che era fopra gli Auuocati : II fettimo era detto Adminicula- 
core , cioè Auuocato de i poueri , il quale per tutti loro infcr* 
cedeua. 

Quefti auuenga,cbe foflero giudici.non fententiauano mai 
a morte,& effendò Cherici,non foleuano però ad alcuno or- 
dine iffer promofiì. 

Oltre a quefti v'erano preséti Senatori, Giudici,Auuocatr# 
Scriniarij, Prefetti di naui coi fuoi Priori, & in fomma tutti t 
nobili,e Baroni Romani. 

Gli Abbati di Roma,de'quali fi è di fopra ragionato.erano 
l'Abbate di s.Cefareo in Palazzo . Di s. Gregorio nel Cliuo 
di Scauro,doue è il braccio di s. Andrea Apoftolo . Di s. Ma- 
ria in Auentincdoueè dei corpo dì s, Sabino Vcfcouo , Di 

Ff s.Alcf- 



45 o ROM A 

s Aleifiojdoufe e il Tuo corpo, e di s.Bonifacìo mare. Delle ss. 
Prifca,& Aquila,doue é parte de'loro corpi.Di s.Saba di cel- 
la nuoua.doue e il corpo di s.Tiburtio mart. Di s. Pancratio 
martire in Trafteuere . Di s.Silueftro inter duos hortos,ii qual 
monafeero edificò Papa Dionifio , il cui corpo iui parimente 
ripofa . Di s. Maria in Campidoglio,doue è l'aitar del Figliuol 
di Dio . Di s.Biagio preffo al Palazzo di Traiano lmperadore. 
Di s.Agatha vergine,che è nel capo di Suburra. Di s. Lorenzo 
in Panifperna,doue fu pofto fopra la craticola. Di s.Thomafo, 
preflb l'acquedotto di Claudio . Di s.Biagio tra'l Teucre ,'eT 
ponte di s.Pietro. Della s.Trinità de'Scozzeiì. Di s. Valendo, 
preffo Ponte molle. Di s.Maria in Caftro Aureo. Di s.Maria in 
Pallara,doues.Sebaftiano fu faettato. Di s.Maria in Monafte-- 
xo,vicino a s.Pietro in Vincola . Di s.Cofmo,e Damianoio_* 
Vico Aureo in Trafteuere . 

Era folito il Pontefice Romano celebrare fopra l'aitar 
maggiore di s. Giouanni Laterano , prefentì tutti quelli , che 
di fopra fono (lati numerati, tutti i giorni delle Stationi di 
detta chiefa,cioè la prima Domenica di Quadragefima,;que!- 
la delle palme.nella quale le diftribuiua; il giouedì Santo,che 
confacrauagliOlij fantini Sabbato tanto, che battezzaua; il 
primo, e fecondo giorno di Pafcha , al vefpro folamente; Il 
fabbatoin Albis, che benediceua gli Agnus Dei di cera; il 
fabbato della Pentecofte,- nelle fefte dis.Gio: Battifta : del- 
reffaltacione della fanta Croce ; della dedicatone della me- 
defima chiefa,* e nel giorno della creatione del Papa iftefTo 
ogni anno,- e quefte erano le ftationi di s. Gio:Laterano de' 
tempi più moderni ,percioche le antichiffime oltra le fopra* 
dette erano,il giouedi doppo Pafcha, la Domenica in albis,& 
alquanti altri giorni, come fi conofee dalle homilie di s. Gre- 
gorio nei medefimi giorni in s. Gio: Laterano recitate. 

Gli antichi Pontefici Romani,Leone,Hi!ario,Gelafio,Sim« 
maco , Gregorio, & altri foleuano anticamente farei Con- 
cili) de iVefcoui d'Italia in s- Pietro per cagione dello Stato 
Ecclefiaftico; Dapoi non potendoli {lare nella chiefa Vati- 
cana fenzaincommodità,e pericolo,per la lontananza,e foli- 
tudine del Vaticano,e pereilerla chiefa In luogo più freddo, 
e cattiuo aere , congregarono i medeiimì Concili) in s. Gio:, 

Late- 



MODERNA. 451 

iLaterano/come habbiamo accennato: il primo, ch'io iappia t ■ 
:u Papa Simmaco, il quale due volte raguno il Concilio in 
»Gio: Laterano,perleuarlofcilmauel Tuo tempo fufcitato, 
lon potendolo altroue fenza pericolo celebrare :S. Martino 
papa,e martire conerà gli HereticiMonotheliti: Stefano ni. 
conerà gli Sciupatici, e per la elettione del nuouo pontefice 
Romano: Adriano per li priuilcgij di Carlo Magno , Redi 
Francia, papa Nicola fopra la caufa di Giouanni Arciue- 
feouo di Rauenna : Sergio III. e Giouanni X. per la riforma 
della chiefa : Leone Vili, per lo priuilegio di Ottone Impe- 
radore . Leone IX. alquante volte ,• Nicola 11. due ; Alefian- 
dro II. fei: Gregorio VII. dieci: Vittore III. vna; Paicale li.' 
quattro fiate, per mantenere la poteft ; : , e giuriidi. rione della 
chiefa fanta in s.Gio:Laterano grandifiìmi Concili) celebra- 
rono : Ma Califtoll. Innocentio lì. Aleflandro III. Giu- 
lio 11. de vltimamente Leone X. nella medeiìma chiefa con- 
gregarono Concili) generali di tutti i Vefconi Latini. 

Quella Bafilica ha belli depofiti in marmo di Ranuccio 
Card. Farnefe i m vna conca antica de'Sip.Muti de'papaz- 
zurrijin porfido di s. Elena, in bronzo di Martino V. e della—» 
Sauella,operadi Iacomo Sicil-ano. Qui <ono fepolti il Val- 
laci Garimberti,huomini dottiflìmi . Il quadro di s.Madale- 
na,e di Martino V.é del Gaetano,la Nuntiata del Venufti,di- 
fegno di Michel'Angelo; e'i Crocehflb nella cappella de'Maf- 
fimié del Sermoneta . 

Sotto il portico principale v'é la porta fanta, che ogni an- 
no fanto s'apre dal Card. Arciprete . 

Haueuano i pontefici il palazzo preflb la facciata della-» 
chiefa a mano manca nell'entrare , donde calauano in pon- 
tificale nella fagreftia,che pure vi fi vede dedicata a s.Toma- 
fo,& vfeendo in proceiTione fott'il portico, entrauanoper la 
porta maggiore,inuiandofi al fudetto altare co li Cardinali, e 
detti ao.Ahbati d'altrettanti ricchi monafterij di Roma.par- 
te di s.Bafilio,parte di s.Benedetro-di cui hora tutte l'entrate 
loro fono date incomenda. Dietro quefti veniua chiunque, 
nella corte Romana naueua prelatura, Digniti,e Magiiìrato . 
Poi nel celebrarli dal Sommo pontefice la Men r a>due Mona- 
ci di Grotta ferrata haueuano per vffitio di càtare in Greco , 

Ff 2 vno 



45* RUMA 

vnolEuangelio, l'altro l'EpiftoIàj horaPEuangelio fi canta 
da vno,cb'è fopra la libraria Papald'Epiftola da vn'altro del 
Collegio de'GrecU'Euangelioin Latino tocca al primo Car- 
dinale Diacono.l'Epiftola ad vn Suddiacono A poftolico . 

Della fudetta fagriftia fono molti anni, che non il ferue più 
queftachiefa,hauendola papa Gio: XII. dedicata a s.Tomalo 
Apoftolo,nel cui giorno poflbno entrare le donne per la vili- 
ta d'alcune degne memorie. 

Quefto Pontefice fu di cafa Conti, creato l'anno 955. & 
orno di belle pitture quefta chiefa . 

Non é poi marauiglia,fe dell'antico palazzo de'Pontefici in 
luterano folo fi vedono alcune poche rouine , poiché fono 
già 500. anni, che lafciarono queft'habitatione , con Tocca- 
tone della residenza tenuta in Auignone per più di 70. anni, 
nel qua! tempo, per la poca cura il palazzo fi riduce a tanto 
mala conditioncche quando Gregorio XI. riportò la fedia a 
Roma,non lo giudicò atto per la fua habitatione » maflìme-» 
|>er le molte feditioni, ch'ali'hora bolliuano,& eleffehabita- 
re in Vaticano,luogo più ficuro si per fé fteflo, sì anco per la 
Mole Adriana da Bonifacio IX. ridotta in forma di fortezza . 

Con tutto ciò , perche bifognaua alcune volte tra l'anno , 
che i Romani Pontefici veniflero a quefta loro chiefa Epifco- 
pale,nè vi effendo luogo alcuno da ritiraruifi, Siilo V. dall'al- 
tra parte della chiefa vi fabbricò l'anno 1586. vn gran pa- 
lazzo,ch'è bellifiìma architettura del Caualier Fontana,e per 
due fianchi gli aperfe piazzerei cui mezzo vi dirizzò vn'obe- 
lifco,ch'era nel cerchio Maflìmo con lettere Egittiane ; e fu 
pofto dal Fontana in fito , che rifguarda la chiefa di s. Maria 
Maggiore a dirittura della ftrada.che tu aperta già da Grego- 
rio XII l. A pie d3irObelifco,& alla fua bafe featurifee vna_# 
fontana d'abbondante acqua,fattaa fpefe del Capitolo l'an- 
no- 1 607. con la Statua di s.Gio:Euangelifta . 

All'incontro del portico Orientale della chiefa è Phabita- 
tione de* padri Penitentieri. Poi dietro ad efit euui il Tri- 
cliuio di Carlo Magno riftorato dalla diuota magnificenza-» 
di Franeefco Card. Barberino,;con infcritticni . Vna delle^ 
qual : è< 

LEO 



LEO PAPA TERTIVS 

Fecit in Patriarchio Lateranenfi criclinium maius fupec 

éj omnia tnclinia nomims fui magnitudine decoratum, pò* 

h nens tn eo fundamenta firmiflìma>& in circuitu laminis mar» 

moreis ornauicatque marmonbus in exemplis ftrauit , & di- 

uerfis columnis tam por phireticis, quamque albis,& fculptis 

j cum vallò, & lilijs iìmul pofitis decorauit cameram cum ap- 

fida de mulìuo , &c alias duas apiìdas diuerfas hiitorias pin- 

gens marmorum incrufìatione paricer in circuitu deco* 

l rauit. ex 

ANASTASIO BIBUOTHECARIO. 

E l'altra. 

Franciscvs s.Agatbs Diac.Card.Barberinus triclini) a 
Leone III. Rom.Pont. conftrucìi , a Leone IV. fucceilbre-* 
fexagefimo poft anno reparati, noftra tandem state pen-^, 
diruti parcem hanc illuitriorem>in qua vtraq,imperij Roma* 
ni translatio , redditaque vrbi pax publica continetur, parie- 
tibus hinc inde furTulfit, camera mufiuum reftaurauir,labanf- 
que olim dexterum apfidis emblema,antiquariorum diligen- 
tia colori bus exceptum,penitus deinde colla pfum adprifcun» 
exemplum fumma fide ex mufiuo reftituit . 

E di ciò Monfig. Nicolò Alemanni ne ha comporto dot* 
ti fli ino libro . 

E qui prefTo fon/) le Scale Sance,archketturadel Caualiee 
Domenico Fontana. 



STaffl 



Ff 5 Del 



454 



ROMA 




De/ Salvatore alle Scale fante, il. 

ESfcndo , che quefto facrofanto luogo fuffe la cappella-* 
del palazzo Papale» Teodoro il primo, che fu del 642. 
l'aggrandì, accioche vifiporeffero da'Pontefici fare le ceri- 
monie del Venerdi fanto . Da aJtri due pontefici fi troua ri- 
,ftora:o,cioè da Honorio 111. e Nicolo 111. di cafa Orfina. 

Sifto 



<ifto V doì hauendo leuato molte anticaglie , che minac- 

Una con molte altre cofe di terra ^^ mM A fihì^Zi. 

£ figho Coftantino;* altre tale per «°»°* » ™*/£; 
La stala fanta contiene »8. gradi, Copta q?»>" * u "™£ 
«fcefe.e difeefe Giesù Chrifto.operando .1 m.fter.o della ^no 
ftra reder.tione, fpa.gendo lagrime, e lingue Copra di quelli . 
imeneo fin-ai polente il ne vede legno manifefto do- 
.-An,..|]jflraticella ■ e le due porte di marmo , che tono in 
Si Kfcalte 1 a,tra,.a Jual'è alla porta detta s«** 
Zacrum , erano nell'iftenb palazzo, e perque lepa so aU 
l'hnra il Signor Noftro . Qualunque Cahra dmotamente m- 
gfnocch^" lopra effa cotfeguirl per ogni felino tre .»«. 

& altrettante quarantene dWuIgtnza.e la rem.ffion. della 

"SX c^eKlorenzo n5 entrano mai donne névi 
fi dice Menane d.ll'vno, e i;.l.ro «»" «J . n .^ c S 
vno a s.Lorenzo, perche a ini era prima d«dicatala cappei 

lotto la cura d'vn Preuofto, & e lufpatronato de Sig.Perettf. 

La porta qui vicina delia Cicche di s^Gio: fi nomini , 
bclliffima architettura .di Giacomo della Porta . -, 

Nel lato fra le mura, e s Croce in Gerufalernme.f e VMJ 
caope la fatta da Siilo IV. doue dicono efoetovn^ 
gin/miracolofa della B.Vergine,che ; fu pò. ^V*™™ 1 ™: 
»e,e quella cappella hora ftà intitolata a * M **™*>***!: 
finita con molta deuotione . E nella piazza poi v e vn altare 
lotterran'eo dedicato al Croeefiffo . 



Ff 4 Di 



456 



ROMA 



< 



J 1 - CROC& ijsr aiE^y^AJJSM 




Di S .Croce in Gtrufaìemme. 1 3 . 

QVefta chiefa fu fabbricata da Coflanci no Imperadoro 
nel palazzo SefToriano,preffo al Tempio di Veneree di 
Cupidine,ch'egli demolì,in vendetta de'Gentili, li quali po- 
terò la ftatua di Venere sù'l monte Caluario in difpregìo del- 
la Croce. Quella fabbrica fu fatta in quel tempo>che'i detta 

Coitan- 



MODERNA. 457 

9 Costantino Magno fabbricò s.Gio; Lacerano, e s, Pietro in__» 
Varicano,con altre chiefe. 

Qj.ii lo iìeffoCoitantino Imperatore ripofeil legno della 
s. Croce» già ritrouata da .s.Helena lua madre in Gierufalem- 
me. Alla qual fantifiìma Croce egli dedicò quefto Tempio» 
per gratitudine delle vittorie acquiftate per virtù d'ella Cro- 
ce,maifime contra il Tiranno Maflentio . 

Perciò fu fempre honorata quefta facrofanta Baiìlica.e da' 
Romani Pontefici , e da'Cardinali , che Thehbero in titolo . 
('Tra Pontefici riabbiamo nel primo luogo s. Gregorio III. che 
{landò per cadere, !a rifece. 

Pare > che infino a Benedetto VII. hatieffero quefta chiefa 
Cherici fecolari, quando l'anno 975. all'unto al Pontificato , 
ridotta che l'hebbefotto maggior forma, con fabbricarci ap- 
pretto vn monafterio,lo diede a'monaci.come dice Onofrio; 
ma di quale ordine non lo fcriue : e torri per monaci intefe i 
Canonici Lateranenfi, a'quali circa l'anno 1049. fuccedendo 
i Monaci di Monte Caffìno, fcriue,che Aleflandro II. il quale 
fu del 1061. leuati quefti, la diede a'Canonici Regolari della 
Congregatone di s. Fridiano in Lucca . 

£ tra gli altri degni priuilegi, ch'egli concede a quefta fu a 
Congregatione,vno fu, che il titolo di quella chiefa, il quale e 
di Prete Cardi naie, non fi concede/Te ad altroché a qualch* v- 
no di effa Congregatione . 

L'anno ii44.di qua fallai Pontificato Lucio 11. Bolognefe, 
il quale co'l monafterio da'fondamenti rifece quefta chiefa. 

1 Titolari ancora non mancarono d'ornarla, e riftorarla . U 
ciborio fopra l'aitar maggiore lo fece il Card. Vbaldo, che fi» 
Vefcouo della Sabina . Poi il Card. Pietro Gondefaluo Men- 
doiza creato Cardinale da Sifto IV. il 147 3- rifece co'l foffit- 
co dorato tutta la chiefa, & il 1493. Aleflandro VI dandola 
in titolo a Bernardino Caruagiale , v'aggiunfe gli altari dal- 
l'vna,e l'altra parte,dedicandoli a vaxij Cardinali Santi, co- 
me dlmoftrano l'Imagini loro.che vi fece dipingere con i no- 
mi propri; di cìafcuno ; &il 1544. battendola da Paolo lll.ii fi- 
glio del Duca, d'Alburquerche Bartolomeo della Cueua fece 
il pauimenco con li fcaiini , per iaiire nel choro;& ha tribuna 
eccellentemente dipinta ; 

Oltre 



Oltre l'antico titolo di Prete Cardinale datoli da s. Gre* 
gorio,e che sépre fi fia andato dando a Spagnuoli.Vi lì cele/ 
Sra itatione più volte l'anno, &: e vna delle fette chiefe. Siilo 
V. in facciavi apri vna bellaiirada.chea diritta lineafcu;daa 
s.Maria Viaggiore, che la dimando itrada Felice dal nome-* 
fuo,c'hebbe auantiil Pontificato. 

Stettero al gouerne di quefta facra Bafilica i detti Cano- 
nici Regolari di s.Fridiano, infino all'anno ottauo d' Vrbano 
V. che tu di N. Sig il 1370, in cui ella fu data pur da lui a i 
• Certofinijma per non e fiere luogo badante per la fabbricai 
d'vnloro monafte:iò,Pjo IV. lor diede le Therme Diotktia. 
ne , e qua fece venire i Monaci della Congregatone CUter. 
cienfe . 

In quefta chìefa è la denota cappella ài s.Helena , nel cui 
patumento ella pofe gran copia di Terra fanta, ornata di bel. 
li mufaicbi,con tre quadri del de Rubeis ; auanti la qual cap- 
pella euui vna bafe con quefta infcrittione. 

Dominae noftrae FI. Iul.Heleos pijflìmae Auguftee Genitrici 
D.N.Confhntini Maximi Vi&oris clementiflìmi femper Au> 
guiti>Auiae Conftancini, & Conftantj bearifììmorum Caefa- 
rum.Iul.Maximilianus V. C. Comes pktatiseius femper de- 
dicatiflìmus . 

Hi pretiofe.e fingolari reliquie . 

Quindi poi s'efee per la porta Maggiore, oue anticamsnte. 
erano gli Aquedotti dell'Acqua Claudia, che da Subiaco per 
4$. miglia fé ne veniua a Roma. Et bora Silto V. vi ha inno- 
dotta la fua Felice. 

Dì S. He lena . 1 4. 

FV ori di quefta porta v'è l'antica chiefa , ò Bafilica da-» 
Coftantino nella via Labicaca, doue è Torre Pignatta-- 
ra , edificata a s. Helena, hora feoperta , enei i6?i. ri- 
nouatafotto Vrbano Vili. Eté vicina al Cimiterio de ss. Pie- 
tro, e Marcellino, auanti a quali corpi già il bailamo ardeua ,* 
è ftà fotto il Capitole Canonici di s.Gio.Laterauo, 

Di 



ivi \j u jc u in n • 



4-5* 




Di S, Lorenzo fuori delle mura, i $. 

Q Vefta chiefa fu fondata fopra l'Arenario i e Cimiterio di 
s.Ciriaca.nel campo Verano,ouequefta Santa nafcon- 
deua i Chriftiani nel tempo della perfecutione dì Decio, e 
Valeriano: e però ella meritò la corona del martirio : e da-* 
Sergio Papa II. fu fepdlita nella chiefa di s, Martino de'Mótr. 

S.Hip- 



S.Hippolito martire conuertito alla fede da s. Lorenzo, j 
jjrefe il corpo di quello gloriofo martire>e lo ripofe in quello 
cimiterio di s. Ciriaca . 

Costantino Magno a preghi di s. Silueftro Papa fabbricò 
quella chiefa: la quale eflendo col tépo rouinata, Pelagio llf 
la rifece , & ampliò con quella parte , ;che è più rileuata dal 
retto del corpo della chiefa,& è dietro i'altarmaggioie . Poi 
Gregorio li. la riftoròdi nuouo : & Honorio 11. di caia Sa» 
uelli ancor'eflb la rifece : ÓV in efla diede la corona a Pietro 
Altifiodorenfe Imperatore di Ccftantinopoli. 

S.Gregorio Magno racconta, che Pelagio li. fuo prede- 
ceffore, volendo riftorare la detta chiefa, li muratoli, non fa- 
pendo doue fulfe il corpo di s.Lorenzo 5 cauarono appunto in 
quel luogo fteffcdoue era H fanto fepolchro del gloriofo mar- 
tire^ feoperfero il facro corpo . 

II corpo di s.Stefano Protomartire fu portato d.ì Coftan- 
rinopoli a Roma al tempo di Pelagio I e fu ripofto in quefta 
chiefa al lato di s.Lorenzo martire, il quale miracolofam ente 
fi fcoftò,e diede luogo a s.Stefano. 

In quefta chiefa s.Gregorio Magno fece molte Homilie al 
popolo,cioèla 19. della Settuagefima, la 24. del Mercordi di 
Pafqua,la 3 i.nel Sabbato delle quattro Tempora di Settem- 
bre, e la 40. nella prima Domenica doppo la fantiiììma— * 
Trinità. 

Dal Monafhrio contiguo a quefta chiefa di s.Lorenzo vfcì 
Gregorio VII, fantiflìmo Pontefice v e Pafquale II. 

Non ha quefta chiefa titolo alcuno di Cardinale,per e/Tere 
tra le cinque Patriarchali ,• onde parue al Panuino , che do- 
ueua effere di quelle.che fi vifitano l'anno fanto; altra e Tori, 
gine delle cinque chiefe Patriarchali,altra delle iette,e noue, 
altra delle quartro per l'anno fanto. 

Quefta chiefa,oltre d'e fiere tra le Patriarchali, fi antaouerà 
tra le fette, e vi e la ftatione più volte l'anno . 
i Fu in tanta diuotione quefto fanto luogo appresola mo- 
glie d'vn'Imperadore in Conftantinopoli,chejs'obligò con-» 
voto di farne vna in detta Città al modello di quefta, per 
ottenere la vifta del manto cieco. 
In queftoMonafterio pure fu Abbate s.Gioiddla Frcoccia 

Kcma- 



MODERNA. 4 tfi 

|Romano,a cui fu dedicata vna chiefa,hora de'Maroniti, co'l 
titolo di s. Gio: Euange)ifta,come al Tuo luogo fi é detto. 

Andando poi in Commenda quefta Badia , forfi che tra 
|Cardinali l'hebbe il primo Oliuiero Caraffa, creato da Paolo 
|ll. il quale nel 1464. fece il fo frìtto indorato, & il fuolo della 
r;chiefa: il gouerno pero refto appreflb i Canonici Regolari di 
ijfs.Saluatore lotto la regola di s. Agoftino,che hanno l'origine 
da vn'Agoftiniano, detto Fr.Stefano, del quale compiacen- 
dofene affai Gregorio XII. glipaiuea propofito feruirfene-* 
per la riforma delli Canonici Regolari Lateranenfi , perciò 
l'anno 1408. diede il rocchetto si a lui , come ad altri fuoi 
compagnie fopra vipoferola patienza, che già portauano . 
Ma non piacendo a i Frati Eremitani quefta diuifionei, furo- 
no quefti nuoui Canonici prouifti da Martino V. in Bologna 
della Badia di s.Saluatore, che già era fiata de'Canonici Re- 
golari Lateranenfi, donde fi vede, perche fiano quefti Cano- 
nici detti dis.Saluatore. L'annopoi 1619. moltobeneme- 
riti fi fono dimoftrati nel riftoro di quefta chiefa , raalTime in 
ridurre a bella proportione tutti gli altaiche ftauauo dall'v» 
no,e l'altro fianco. 

Ha quefta chiefa fette altari priuiIegiati,come le chiefe de fc 
ss.Apoftoli Pietro, e Paolo. 

Per eflere quefta chiefa, come al principio fi dirTe, fondata 

fopra d'vnantico cimiterio,abbondò di molti corpi de'San- 

ti,che poi in altre chiefe da'Pontefici fi trafportaroao in gran 

parte.come di s.Praffede,s. Giuftino prete,s.Hippo!ito, eoa-» 

1 9. della fua fameglia.portati a ss.QiiattFo . Qui però c'è re- 

ftato della fua tefta , & il vafo,crTadoprò nel battezzare in_# 

prigione alcuni,con la ftefla fameglia di s. Hippolito . C'era 

ancorali corpo di s. Romano, che fu da S.Lorenzo battezza- 

to,hora non c'è aItro,che'l capo, e s Caterina de'Funari tien 

parte del fuo corpo . Di qua pure furono trafportati i corpi 

delle ss.Trifonia lmperadrice , e fua figlia Cirilla alla chiefa 

| di s.Silueftro in campo Marzo . Quanto a i ss. Pontefici ol- 

I tre il fudetso Siilo Terzo ci fono ancora i Papi Hilario, e 

I Zofimo . 

Et hoggi i fuoi altari fono frati con belle pietre, e vaghe_> 
pitture ritatti, & ornato il fomtto, e laconfeflìone dal! Emi. 

nentif- 



4 62 R O M A 

nentus. Card.Boncompagno i e vi fono alcuni belli depofiti 
di marmo. 

Ritornando poi vcrfo Roma, cntraft per la porta detta dì 
S.Lorenzo , la quale anch'eifa anticamente era aquedotto 
delfAcqua Marna . 

Quell'acqua entraua in Roma per la porta Efquilina, e de' 
Cuoi condotti fi veggono anche veftigijsù la detta porta dì 
s.Lorenzo. £ fu chiamata Martia, perche Q^Martio Pretore 
la tiro a Roma dalli monti de'Peligni,e di Taghacozzo:e paf» 
faua per lo paefe de'Marfi>& il lago Fucino. 

DiS.Bibiana. 16. 

QVefta chiefa fu fabbricata l'anno del Signore 470. in_j 
circa da Papa Simplicio: e fi chiamaua quefto luogo 
l'Orfo Pileato, per vna (tatua, che v'era d'vn'Orlo, con vn-« 
cappello in tetta . 

Qui è vn cimiterio detto, de'due Iauri,ouero con altro ne- 
mesi Anailafio Papa : & in efio furono fepelliti più di 5 266. 
martiri . E da quefto cimiterio Papa Honorio Iti. cauò mol- 
ti corpi Santi , e li ripofe honoreuolmente in varie chiefe di 
Roma nel 1224. 

Quella chieia di s.Bibiana vltimamente è ftata nobilmen- 
te riitaurata , & ornata dal Santihìmo Pontifice Vrbano Ot- 
tauo, con quella inicrittionc. 

Àedem hanc ab Olympina matrona fancìiifima in hono- 
rem ss. Bibianae,cV Demetrio, & Dafrofae primum excitatam, 
a s. Simplicio Papa deinde reftitutam » ab Hooorio IH. con- 
fecratam , VrbanusVìlI. P.O.M. inftaurauit, &otnauit 
An. lub. MDCXXV. Pont.ll. 

Le pitture fono del Ciampellùdel Cortonefe,e d' altri. 
La beiliflìma ftatua della Santa , e l'architettura della fac- 
ciata della Chiefa è opera del Caualier Bernino . 



Di 



IVI KJ u c a ri /u qo} 

I 

DiS.Eufcbio. 17* 

l,T N termine di pochi anni , hebbe Roma tré Gordiani Im- 
£ peradori, che dalla nobiliflìmafameglia de'Gracchi di- 
;cendeuano,equi hebbero,oltre le inerme, vnfuperbifiìmo 
balazzo , che dentro racchiudeua vn cortile in quadro , eoa 
Cinquanta colonne per ogni lato, con bellifsima Libreria. 

Certo è, che quefta cbiefa e antichifiìma , & è vna de gli 
antichi Titoli de Cardinali: e tu annouerata da s. Gregorio 
Papa tra le Stationi di Roma , il Venerdì doppo la quarta-» 
Domenica di Quarefima . 

Quefta chiefa fu fondata fopra le ruìne del detto PaIazzo,e 
Inerme di Gordiano lmperatore,preffo Trofei di Mario. Stà- 
do poi per cadere per la vecchiezza, fu riitoraradaPapa-# 
Zaccaria circa Tanno del Signore 745. E nell'anno 1130. fu 
dedicata.e confecrata alli fanti martiri Eufebio, & Vincenzo 
da Gregorio IX. dicafa Conti , cioè a s.Eufebio, che fumar- 
itirizato alli 14. d'Agoftofotto Coftanzo lmp. Àrrianu : 8c 
ia s.Vincenzo,del quale fifa memoria alli 14. di Luglio, mar- 
cirizato in Roma . 

La Venerabile Congregatione de'Monaci Celeftini offi- 
cia qi<efta chiefa , ornata da loro riccamente* & habitano 
nel cont guo Monafterio* 

Le reliquie p incipali di quefta chiefa fono : Li corpi di 
s.Eufebio,di s. Vincenzo, di s.Orofio , e di s. Paolino martiri . 
Di piùvi fono le reliquie di s. Stefano Papa, di s.Pancratio, di 
S.Bartolomeo Apoftolo , di s. Matteo Apoftolc, di s Andrea 
Apoftolo,e di s.Helena. Del freno del cauallo dì Coftantino 
Imperadora . 

Et hoggi vi è vn choro di noce tutto intagliato, di grandif- 
fima valuta. 

Di S. Giuliano alli Trofei ài Mario. 1 S. 

TRofeo in Greco fignifica la fuga de'nemici fuperati in_* 
guerra, del che volendoli far memoria a gloria del vin- 
citore , tatto vn fafeio dell« fpo^Sie nimiche, l'attaccauan# 

ad 



4H K O M A 

ad vn'aibero i poi accciò tal memoria co'! tempo non fi 
cancellale , cominciarono ad intagliare in marmo le ripor- 
tate fpoglie. 

Tali fono quelli,che hebbe vicino alla prefente chiefa Ma- 
rio edificati dal Popolo Romano , in memoria della vittoria 
da lui ottenuta contra li Cimbri, popoli già della Francia-» 
antica , doue tra le Tue imprele fi vede anco intagliato Giù- 
gurta da lui fuperato.e prigione condotto a Roma. 

Di qu, non fono molti anni , che, fecondo alcuni, furono 
trafpoitati in Campidoglio . c~ 

A qua! s. Giuliano fia dedicata quefta chiefa * non fi sa di 
certo, efTendone annouerati 35. dal Martirologio Romano, 
& il giorno,che fi celebra la feftain quefta chiefa,non incon- 
trando con la feda di alcuno delli fudetti trentacinque , bi* 
fognarne fia d'vn'altro non comprefo in quefto numero. 

Quefto è'1 primo luogo, che habbiano hauutoin Roma i 
Padri Carmelitani. 

Di S.Matteo in Merulana. 1 9. 

E» Quefta chiefa fra li Titoli de'Cardinali.e fi dice in Me* 
rulana.in vece di Mariana, per effere vicina alli trofei di 
Mario . Di più laftrada, ch'è dietro quefta chiefa, hebbe il 
nome delle TauernelJe , perche molte tauernelle ci doueua- 
110 effere, quando più habitati erano queftì monti . Le roui- 
ne , che di qua poco difcofto fi vedono , vogliono, che fìano 
delle Tberme,che vi fece Filippo Imperadore. 

S. Cleto Papa, chedoppos. Pietro fu il fecondo, e che ri- 
duffe i titoli de'Cardinali , al numero di 15. vipofe quefto » 
dou'hebbe la fua cala , & appi-elfo vi fece vno fpedale per li 
pellegrini, che veniuano a vifitare le chiefe de'ss.Apoftoli in 
Roma, e da lui hauendo l'origine i padri detti Crociferi, la-» 
diede a quefta fua Congregatione , e l'hanno con buon'en- 
trata pofleduta ialino al 1374. che fu eretta in commenda"» 
& haucndola vn Cardinale,ch'era ftato dell'Ordine di s.Ago- 
ftino,ottenne da Sifto I V. che la chiefa foffe vnita al fuo mo- 
nafterio, Se infin'hora vi (tanno detti Padri , e con la fefta di 
s« Matteo celebrano queLa di s,Macthia,amendue Apoftoli, 

Effen- 



MODERNA. 4S5 

Eflendofi quefta chiefa confacrara da papa Pafquale II. 
•'l'anno 1150. a'iS.d'Aprilcfi può credercene fofle da lui àn« 
rcora rifatta» ma doueua effe re d'altra forma. Poi l'anno 
(1480. a'i7. di Maggio fu arricchita d'vn'Imagine della Ma- 
donna molto miracolofa.portata daH'Oriente;& vltimamen- 
[te è ftata vagamente riftorata. 

De SS. Pietro , e Marcellino. 20. 

PErfeguitando fieramente Diocletiano i fedeli di s.Chie- 
fa, ci tu vn Efforcifta detto Pietro, &vn prete detto 
Marcellino, li quali fottodi lui furon morti per la Fede dì 
, Chrifto, a'cui nomi fu poi quefro luogo confacrato ,• quefta 
chiefa è perla via tra s.Gio: in Laterano e s. Maria Maggiore, 
è dtfparere circa chi foffe il fondatore d'efla. QuìfùilTem- 
i pio della Quiete, fu rifatta da Gregorio III. e dapoimedefi- 
mamente da AlelTandro IV. riftorata, e confecrata; è Titolo 
di Cardinale, e vie laStationeil Sabbato dapoi la feconda 
Domenica di Quaresima. Vi fono delle reliquie de'ss.Pietro, 
e Marcellino , e molt'altre , fi come é notato in vna pietra di 
marmo. Sotto Greg. XIV. fu riftorata da Mariano Card. 
Pierbenedetto . 
Quefta chiefa é pofta al Iato dell'antica via Labicana . 

Di S. Ma ria Impera tri ce . 21. 

Q Vanto all'orìgince prima fondatione di quella chiefa.», 
folo habb/amo per traditione elTeriì fatta ad honordì 
vn'imagine della Madonna quiui conferuata , la quale parlo 
as.Gregorio,come d'altre ass.Cofmo, e Damiano in campo 
Vaccino, & a s. Gregorio nel monte Celio > ma fé fu in quc« 
Ito luogo, e che cofa gli diceiTe, nulla fi troua. 

Non f\ può negare, che per la grande abbondanza, che ha 
Roma in limili tefori , non fiano ftati alquanto negligenti i 
noftri maggiori , in darne buon conto a' pofteri loro . Con- 
tentiamoci dunque di quefta poca lucei ftà fotto la cura del- 
la compagnia del Saltatore alle Scale fante con quefta in. 
ferittione ♦ 

C g Socie. 



466 ROMA 

Societas Sanclifs. Saluatoris Aediculam hanc s. Mari* 
Imperatrici dicatam Magni Gregorij papae veneracione , Se 
populi religione cclebre-m vetuftate labentem inftaurauit . 
MDC VI. Vincentio Capoccio, Francifco de Molaria , Paulo 
Millino Cuftodibus ; Francifco de Rufticis Camerario. 

E quiui è vn Chrifto con quattro chiodi crocefiflb , come 
anco in molte altre chiefe di Roma fi vede . 

Di S.SilueJlro nel portico de' SS. Quattro . 22. 

LE pitture di quefta piccola chiefa fatte all'antica, nelle 
quali fi dimoftrano gli acci di s.Siiueftro,e Conftantio, 
pare, che fiano di quelle, che fi fecero ne'tempi loro . 

E quantunque fi legga in vn macmo, che l'anno 1 146. fof- 
fecon le ftanze vicine fatta dal Card. Stefano Titolare di 
s.Maria in Trafteuere , pare nondimeno fi debba intendere 
di qualche miglioramento , poiché mok'anni auanti , come 
vedremo alla feguente chiefa Pafqualelf. vi fabbricò va_» 
palazzo. Nello fteflo marmo fi legge, cheaprieghi dello 
fteflo Card, fu confacrata dal Card. Rinaldo di cafa Conti , 
che poi fu Aleffandro IV. e nell'altare pofe molte reliquie 
de'Santi. 

De' SS. Quattro. 25. 

QVefta chiefa fi chiama de'Santi Quattro , perche Leone 
, papa IV. che nell'anno 847. in circa la riftoro , vi tra- 
sferì li corpi di quattro Santi Martiri foldati , che per non_-» 
faperfiii loro nome, furono chiamati Quattro coronati . Ma 
doppofuriuelato, che fi chiamauano Seuero, Seueriano, 
Carpoforo, & Vittorino. La qual traslatione fu f atea dal 
Cimiterio, che era fuori della porta di s. Lorenzo, tre migli» 
lontano da Roma. E quefto fteflo pontefice trasferì a que- 
fta chiefa cinque altri Santi Martiri Scultori , martirizati per 
non hauer voluto fare le ftatue de'falfi Dei . 
Le Reliquie dunque di quefta chiefa più principali fono 

que- 



MODERNA. 467 

pilette . Li corpi de'quatcro fanti Martiri coronati : e di cin- 
que altri pur fanti Martiri) già detti , li quali fi chiamauano 
Claudio, Nicoflrato,Sinforiano,Cartorio>e Simplicio : e tut- 
ti danno lotto l'aitar maggiore . Et vltimamente furono ri- 
; trouati, e riporti con molto honore nello fteflb luogo al tem- 
po d'Vrbano Vili, infieme con molte altre reliquie di Santi. 
La detta chiefa, con loccafione di detta inueotione , é fiata 
ornata grandemente dal Card. Mellino, Vicario di N.S. papa 
Vrbano: quefta chiefa ftà nella ftradaiChe per diritto fende- 
rò guida a s. Gio Laterano, e nel palazzo v'è vn monafterio 
perle zitelle orfane» che fono gouernate da Monache del- 
l'ordine di s. Benedetto . 

Vn Palazzo già vi fu fabbricato dal Pontefice Pafquale li. 
C la chiefa rifatta . 

E qui furono gli antichi alloggiamoti de'foldati di Mifeno, 

DiS. Clemente. 24. 

MOlti vogliono, che quefta chiefa fulfe cafadi s. Cle- 
mente papa , e martire ; il quale fu di quello Rione, 
detto Celimontano, dal Monte Celio qui vicino. Et in que- 
llo luogo fu alloggiato da s.Clemente VA portolo s. Barnaba, 
quando venne a Roma : il che par,che fi polla raccorre da_» 
rna certa infcrittionefopra l'Arco nell'entrata della chiefa . 

Quella chiefa fu da s. Gregorio papa polla nel numero 
delle Stationi della Quarefima: & egli delio vi fece vna pre- 
dica nel Venerdì delle Quattro Tempora di Settembre,- <k è 
l'homilia 33. de vi fece vn'akra homilia nella Domenica vi- 
gefimadoppo la fantiflTima Trinità: & e la trigefìma ottaua 
fra quelle di S.Gregorio; nel portico di queda chiefa giaceua 
ilfanto paraliticOjChiamatoSeruolo, mendico, ma ricchiflì- 
mo di virtù , e malfime di liberalità verfo i poueri fuoi com- 
pagni . 

In quefta chiefa fi ripofa il corpo di s. Clemente papa , e 
martire ,• il quale fu portato a Roma da s. Cirillo Vefcouo di 
Schiauonia , e vi fu porto da Nicolo I. il quale auche riftorò 
la detta chiefa. Vi è anche il corpo cjeirillurtrifs. martire 
s.Ignatio, riportato a Roma da Antiochia , e di più ij corpo 

Gg z di 



4&8 K U M A 

ài s.CinlIo Vefcouo,detto di (oprale ftà in vna cappella à lui 
dedicata. 

Quefta chiefa al principio fu tenuta da'Chericr, come tut- 
te l'altre titolari della primitiua chiefa. Poi al tempo di 
S.Gregorio pare , che fu (Te de'Monaci Benedittini , perche 
raccontando il felice paflaggio, che fece di qui al cielo 
s.Seruuolo , dice, che vi lì trono vno de'fuoi monaci . Hora 
vi ftanno i Frati di s. Ambrogio.detti ad Nemus . Hebbe qwe- 
ft'Ordine principio al tempo di S.Ambrogio in vn luogo ruo- 
ri di Milano, che fi tiene foffe quel bofco , done fi andò a na- 
scondere s. Ambrogio , fuggendoli Vefcouato di quella-» 
Città . 

E perche vi fu miracolofamente ritrouato , venne in pen- 
fìeroatre nobili Milanefi di rirjrariiifi a far vita Romitica, 
cioè Aleflandro Criuello,Alberto Bifozzo,& Antonio pietra 
fanta,& hauendoci fatto vn'Oratorio alla Madonna,il fanto 
padre Ambrogio guftaua di vifitare fpefib quei ferui di Dio , 
«godere di quella folitudine,per mettere in ifcritto l'alte 
contemplationi , che delle cofe diuine lor veniuano dal Cie- 
lo . Hora c'è vn gran monaft?rio,che fi chiama di s.Ambro- 
g\o ad Ne mus , che forfivìfi fece l'anno 1447. fotto d'Eug. 
I V.che lor diede l'habito de'Monaci.e regola di s. Agoftino . 

QuiuiPafcale li. fu eletto pontefice. Ha bella tribuna di 
musaico j e la cappella a man manca dell'aitar maggiore ha 
pitture del Mufaccio. 

PrelTo quefta chiefa fono belli giardini di femplici , e d'a- 
grumi . 

Di S.Andrea in Portogallo. 2 J. 

DI qua per falire a s. Pietro in Vincoli cominciaua vn-» 
vicoloyche icelerato dimandarono gli antichi Romani, 
perche Tullia defiderofa di regnare, perfuafe al marito di oc- 
cidere il Rè Seruio fuo proprio padre , e vedendolo tardo, e 
timorofo, mentre che il Rè ftaua nella piazza Romana,andò 
afolleuariicontrail popolo, in modo , che ftiggendofene il 
Rè verloil fuo palazzo, fu nel detto vicolo colto dalle fpie di 
.XulhajòV vecifo, e di (ubico calando nella piazza gridò Rè U 

fu» 



M U U £ K N A . 46 9 

fuo marito,-poi falita io vn carro, per andare al poffetio delle 
ftanze reali,douendo pafìare per quel vicolo, doue giaceua il 
cadauero del morto padre , rinarriteli il condottiero voleua 
per vn'alrra parte spingere i caualli , quando ella più fierau* 
d'vna tigre gli commandò, che vi paflaiTe fopra. 

Fu nominata quella contrada ad buiìa Gallica da'France- 
fi. Quefti,hauendo prefo Roma,qui s'accamparono perl'af- 
fedio del Campidoglio,& andàdo 1 affé dio pur troppo a lun- 
go per la bramirà de'Romani, che Io difendeuano , furono lì 
Francefi attediati da vna nimica pefte , che fece di loro infi- 
nita ftrage , & acciò tanta quantità di cadaueri non tornal- 
fero a far più moietta guerra a Roma, infettando con la puz- 
za l'aria, fecero di elfi mokecatafle, e lor diedero fuoco, e 
perche bruciato in Latino fi dice vfto, e li Francefi Galli , di 
qui fu quefto luogo detto bulìagallica . II volgo poi cor- 
rompendo quella parola, comincio a nominarlo Portogallo, 
e così ritiene hoggidì il nome quella chiefa di s. Andrea in— » 
Portogallo . 

Della prima fondanone altro non habbiamo , fé non che 
di parochia facto benefuio femplice lo daua il Titolare di 
s.Pietro in Vincoli,- ma l'anno 1607, fu la chiefa cooceflaa* 
Ragattieri, eRappezzatori , che infieme s'accordarono di 
fare vna Confraternità l'otto il titolo,& inuocatione di s. Ber- 
nardino da Siena , e (fendo loro a quefto fine toccata in forte 
di molte, che imbuflolarono. 

All'incontro di quella chiefa fono gli horti dell'Eminen. 
Card. Pio vaghi sì per la varietà de'femplici, e de gli agrumi , 
come anco famofa l'habitatione per li folfitti d'oro • e per la 
bellezza delle pitture. 

Il difegno del Giardino è flato finito dal Vanfantio , ma 
già fu incominciato da lacomo del Duca Siciliano , il quale 
anco fece il giardino de'Mactbcinel monte Celio ; & il giar* 
dino de gli Strozzi a monte Maro . 



Di S.Pantaleo, xó. 

a'Mo 
ladis 
G g 3 ori- 



QVefta chiefa fu data Panno 1607. a'Monaci di Grotta-» 
terratajche viuono focto la redola di s Ba{ìiio>& tanno 



47© n u m a 

origine dal B.Nilo, che circa il 976. nacque in Tofcana di 
Calabria,ch'airhora Magna Grecia lì diceua, & era foggetta 
a gl'Imperadori dell'Oriente ; e quiui anticamentente era il 
Tempio delia Dea Tellure. 

Di S. Maria de gli Angeli in vìa Alejìan- 
drina . Z7. 

TRe chiefe di Roma trouiamo , che fono addimandate 
macello de'Martiri , cioè quefta , s. Vito , e s.Saloato- 
re prefTo del S. Vffitlo . In quella dis. Vito fi conferua anco- 
ra la pietra, fopra di cui furono molti ammazzati . lns.Sal- 
uacore ve n'era vn'altra,che fu trafportata a s. Pietro in Vati- 
cano. Onde è neceff; rio dire, chequi foffe vn'altra pietra 
per lo ftefs'efletto, che da'Gentili fu detta federata , perche 
fopra quella erano martirizzati quelli , che negauano il culto 
de gl'Idoli da elfi per grande impietà ftimato . Cosi ad vna 
di quelle antiche porte di Roma detta Carmentale, vedem- 
mo,chefcelarataraddimandarono , perche di làvfcironoli 
Fabij,che furono vecift" a Baccano ; èV ad vna ftrada qui vici- 
na detta Cipria, che in lingua Sabina aH'horafignifìcaua-i 
buon'augurio , le cangiarono il nome , chiamandola federa- 
ta. per l'empietà di Tullia verfo il iuo padre, come nella parla- 
ta chiefa raccontofiì; e preffo di s.Sufanna c'era il campo 
federato, doue fepeliuano le vergini Veftali trouate in fallo, 
hora quefta chiefa è ftata conceria a Ili Theflìtori . 

Sì chiama quefta contrada li Pautani , così detta per la_» 
baflèzza del fìto, doue concorrendo molt'acque , e ferman- 
douifi,reftò per qualche tempo d?shabitata , ma fotto Pio V . 
ù cominciò con nuoue fa boriche, e belle ftrade a nobilitare. 

Fu quefta ftrada detta Aleffandrina dal Card.Aleffandrino 
nepote di Pio V. che l'adornò di molte cafe. 

Leruinealato di detta chiefa fono delia Bafilica del foro 
di Nerua dedicata a pallade . 

E la vicina Torre è dell'antica fame^lia Romana de' Sr* 
guori Conci. 



Di 



MUDfcKNA. 471 

DiS.Vrbano. z$. 

L'Anno del Signore 1164. vna Gentildonna Romana-» 
di cafa Bianchi detta Giacoma , hauendo qui alcun» 
cafe, ottenne da Vrbano IV. difarci vna chiefa con vnmo- 
naftcrio, perciò la dedicarono a s. Vrbano I. del quale fi è 
detto qualche cofa a s.Cecilia,doue ripofa il Aio corpo. 

Sotto che regola fi fondaffe quello Monafterio non fi ha ; 
disfatto poi il Monafterio, la chiefa fu vnita a quella di s. Lo- 
renzo fuori delle mura . In queft'vltimi tempi il CardBaro- 
nio con Fuluia Sforza,per dar compita perfettione all'opera 
delle Zitelle fperfe, che fi mantengono in s. Eufemia in nu- 
mero di 400. e più.impetrarono da Clemente Vili, quefto 
luogo, per farci vn mcnaftcriù fotto la regola di s. Chiara , & 
ofleruanza delle Capuccine, doue fuffero riceuute quella-* 
Zitelle di s. Eufemia , altamente dette le Sperfe , che Mero 
chiamate alla Religione , per inftruttioni delle quali furono 
leuate alcune Madri dalle Cappuccine, con le quali , & altri 
vndici delle fudette Zitelle fperfe fu dato principio a quefto 
finto monafterio . per le Zitelle poi,cbe non fono chiamate 
alla Religio ne, ma fi vogliono maritare, fono dalli deputati di 
quefta faiu'opera adeguati feudi cento di dote. 

Di S. Lorenzo , detto Lorenzuoìo. 19 . 

IL volgo ha dato quefto nome di s. Lorenzuoìo a quefta 
chiefa, perche tra tutte l'altre dedicate in Roma a s. Lo- 
renzo, quefta è la più piccola, e la più moderna , ha vn'altro 
fopranome più antico prefo dal vicino luogo di Màcelde* 
Corai . Nel che è da fapere,che in quefta contrada* detta-» 
Macel de'Corui , mentre li Francefiteneuano affediata la_# 
Città di Roma , vn Francefe di grandiflìma ftatura , hauendo 
sfidato vn Cauaiiero Romano,detto M.Va!erio,venne a duel- 
lo con effo , & ecco nell'azzuffarfi venne vn Coruo , e fopra 
l'elmo del Romano fermatofi , al menar dell'armi s'amicata- 
wa al Francefe, Ieuaodoli la vifta de'colpi con l'ali » e ferendo- 
gli la faccia con gli artigliai modo.che non potendoli più cri- 

G g 4 tea- 



47* K U M A 

fendere, Valerio Tvccife, e con la vittoria riportòil nomedi 
Coruino,- e famofo periempre reftò quello luogo , doue oc- 
corfe il fatto, e gli fu dirizzata vna (tatua con vn Coruo nella 
cima dell'elmo, e fu pofta nella vicina piazza d'Augufto . E 
quefta chiefa ha cura d'anime. 

Dello Spirito Santo. 3 o. 

DA vna Gentildonna Romana di cafa Capwnica , detta 
Petronilla, bebbe quella chiefa il fuo principio Tanno 
1432. Il Monafterio a quella congiunto è fotto la regola de' 
Canonici Regolari di s. Agoftino , la chiefa fu ristorata fotto 
quefta nuoua forma il 1 581. 

Due cofe notabili riabbiamo di quello facro luogo . Vna è 
che il Card.Raliaello Riarie detto di s. Giorgio, perche 1 an- 
no 1468. l'hebbe in titolo da SiftolV. trouandofi poi fotto 
Leone X. in grandiilìmi trauagli, fi raccommando all'orano • 
ni di quefteferuc di Lio , & elTendone liberato il 1 51 3. tra i 
doni, che fece a queita chiefa, fu vn'imagine del Saiuatore , 
che rapprefenta la fua teda dipinta in tauola con pietà {in- 
goiare. Diconò,ch'auanti il facco di Roma pianfe più volte, 
eli padri della pace, ch'alThora haueuano cura di quefto 
monafterio,ci veniffero ad afeiugar le lagrime con bambace: 
perciò gran zelo n'hanno quefte Madri, e fempre ia tengono 
dentro il mojiafterio. 

Dì S. Eufemia. 31. 

TAnt'illuftre martire è nella chiefa di Dio s. Eufemia, e 
tanto l'ha fempre (limata Roma, che oltre d'hauere^ 
delle fue reliquie in più chiefe, vohe hauer vna chiefa con vn 
monafterio a lei dedicata, che ftaua a pie del monte di s. Ma- 
ria Maggiorerà quale mancàdo per la vecchiezza. Sifto V. vi 
tirò per lo mezzo vna ftrada, pigliandola dalla fudetta chie- 
fa di s.Maria iniìno a quella di Loreto . E perche la memoria 
di s. Eufemia non mancalTein Rcni3 > C!emente Vili. la rino- 
uoin quella chiefa già dedicata a s.Beniaràino, eia concerìe 
aile Zitalie fperle. 



ivi vy u e t\ iv t\ • ^/ j 

Di S> Maria in Campo Carico. 32. 

E» Parochia quefta chiefa ; fi penfa,che fia così detta in 
Campo,perche ogni luogo aperto,ouero piazza,fi fa* 
lena addimandar càpo;e poi denta Carleo,forfi,o perche qui 
fofle qualche palazzo di qualche vno de'Carlei,ouero detto 
Carlo: è vero,che fi fuol addomandare Spoglia Chriftì , e di 
quefto ne può efiere flato caufa , o perche iopra la porta vi 
era vna lmagine dipinta del Saluatore N. Giesù Chritto da 
Kebrei fpogliata, la quale per precetto di Sifto V. fuleuata, 
accio fofTe pofto in oblio tal detto, o perche in quefto luogo- 
fpogìiaffero quelli,che rappresétauanola Pafiìonedi N.S.nel 
Colifeo, o perche qui foifero fatti molti aflafiìnamenti , o 
perche in quella chiefa vna volta fofie fpogliato vna lmagi- 
ne del Saluatore noftro. 

Qui all'incontro da vn lato ftà il Sig. Caualier Francefeo 
Gualdo,che nel fuo nobil Mufeo ha belliflìme cole rare de» 
gne da vederfi,con gran fpeia raccolte. 

DdF Annuntiata di S.BaJìho . 33. 

OVì doue è fabbricata quefta chiefa era il palazzo di 
Nerua Imperadore , il quale haueua auanti vna piazza 
tutta laftricata di ottone , fìn'hora refta in piedi vn pezzo di 
mura altil1iìmo,fatto di marmi, che per eflere fenza alcuna»*» 
feneftra,fa credetene dal tetto pigliale il lume . 

E/fendo fiata quefta chiefa vna delle 20. Badie priuilegia- 
te,andò quefta Badia in commenda co'! titolo di Priorato, e 
l'hebbe la fa-era Religione dc'Caualieri di Malta , come di 
S. Chiefa benemeriti, e perch'eiTì nou poteuano a famigliali- 
za de'Monaci offitiare quefta chiefa Pio V. trasferendo lo- 
ro la Badia,e'l Priorato 7 neiranno 1566. diede la chiefa perla 
fabbrica d'vn Monafterio dì Monache Neofite,e perche Tan- 
no 1561. Giulia Colonna haueua donata a'Neoriti vna cafa 
vicina alla loro habitatione 1 vi cominciarono il monafterio 
delle Neofite fotto il titolo dell'Annunciata > ma vedendo, 
che per la iirerrezza del ìkg non baftaua ^vnirono a quefto 9 

FÌ5C- 



ritenendo co'l primo lor titolo quell'altro più antico di U 
s.Bafilior 

DìS.Quirico. 34. 

NOn fu tanto «mpió l'Imperatore DiocIetiano,che qual- 
che fegno d'hiimanità non dimoftraffe verfo di s. Ci- 
riaco , e compagnjjdal quale eflendo Itaca liberata vna figlia 
Artemia da fpiriti offefa, gli donò vna cafa pretto delle fuc-* 
Therme, doue per qualche tempo il feruo di Dio habitò , « 
doppo fu confacrata in chiefa col fonte del facro Baccefimo. 

Il titolo di quefta chiefa fotto Sifto IV. fu trafportato a 
quefto della chiefa di s.Quirico. 

Ma qual foffe il primo fondarore di quefta chiefa , non fi 
troua, folo potiamo credere fi fabbricarle ad hcnore di que- 
fto fanto fanciullOjquando a Roma furono portate delle fue 
reliquie, e di fua msdre s.Giulitta. ' 

Fu di ltirpe regale nato in Iconio di Licaonia.Fu prima_» 
adornata dal Card. Aleffandro de'Medici. Poi Tanno 1608. 
«tal Rertore Bernardo Leparini da Norcia, aiutandolo ancora 
i deuoti del Santo,a cui è dedicata . Tr?fporto la Tribuna là, 
doue prima s'entraua in chiefa per vno fcuro pafla^gio , e 
dall'altro capo fece la facciata con bella viltà ,e proportione. 
t' collegiata , e c'è vna cópagnia del Santiflìmo Sacramento 
continuata da Gregorio XIII. Tanno del Giubileo i$75.Ve- 
itono facchi bianchi > e nel petto portano dipinto vn calice 
con Thoftia fopra» 

Vltimamente dal SantifTimo Vrbano Vili, è ftata la chie- 
fa riftorata , e ve quefta infcrictione. 

Ecclefiam DD. martyribus Quirico, & tulittae dicatam a 
Sifto IV. pene collabentem inftauratam , denuo ruinam_> 
minantem in elegantiorem hanc formam reftituit. 
Vrbanus VIlLPonr.Max. ann.fal. 1630. Pontif.VII. 

Di S.Saluatore di Suburra. 3 5 . 

Corrotto vocabolo è quefto fopranome di Suburra, in__* 
vece di Sukurbia, che in Latino foco i luoghi habitat! 

fuori 



MU Ut. KIVI A. 475 

Mori delle mura della Citta, ma poi allargandoli la citta , re* 
tòrinch ufa.referuandoperò il nome di prima di Suburra-». 
Oominciaua fecondo alcuni dalla chiefa di s. Adriano, e finU 
;a a quella di s. Agata,pigIiando anch'ella quello fopranome. 
1 Della prima fondanone di quefta chiefa altro non habòia* 
no, fé non vnanota, che l'anno 1341. le fu donata vnacafa, 
onde fi raccoglie, cb'e affai antica, poi cifendouifi vnita vn'aU 
ra vicina parochia di s. Andrea , refto io obiigo di celebrarli 
giorno di quello s.Apoftolo ancora . 

Di S. Maria de' Monti . $6. 

NOn folo de'Monti fi dice quefta cbiefa , per «fiere nel 
Rione di quello nome , con moke altre, ch'andiamo 
vifitando, mainfieme perche ftà nel piano tra due monti 
Viminale , & Efquilino . doue (là la cbiefa di s. Pietro ia — - 
Vincoli . 

, Viuendo il ferafico s.Francefco, qui era vn Monafterio di 
monache fotto la regola di s. Chiara,- ma perche da' fudetti 
monti erano atfai dominate, né fenza gran fpefa d'alte murai 
fi poteua impedire quella vifta ► poco doppo la morte di 
s.Francefco,che fu del 1116. lafciato quello luogo,andarono 
a s.Lorenzo in ranifperna . 

Sì che reftando profanato vn luogo tale,auuéne che poco 
rifpetto fi haueflead vn'imagine della Beatifs. Vergine, chs 
v'bebbero quelle Monache dipinta in vn muro, riempiendo 
quella ftanza di fieno, & ella vo!endo 3 che fi honorafle, come 
conueniua, cominciò l'anno 1579. a'i^. d'Aprile arifplende- 
re con tanti miracoli,e grafie, che di limoline raccolte , non 
folo fi fece vnasì bella chiefa, con fagriftiaj & altre commo- 
de danze , ma tempre crefeendo la diuocione de'popoli inli- 
no da paefi lontani , s'è mantenuto pur di limoline vn buon 
numero di Sacerdoti, & altri miniflri, che la feruono, & vffi- 
tiano con gran decoro, e politezza . E' vnita alla compagnia 
de'Catecumeni,e delle fleffe limoline , che qui au'anzano fo- 
no foccorfi i Catecumeni, a'quali da Gregorio XI If. fa la pre'- 
fente chiefa per vn tal fine vr.ita,& effendo Hata quefta com- 
pagnia liberale nella fabbri** , e culto di quefta chiefa dell* 

Madre 



<r7» tt U M A 

Madre di piò, elia continuamente le ha corrifpoflo con Idi 
gb.ffime Inaine, e molti beni ftabili. M? P p 7okZIZ 
ogn. anno nei Metto g.orno d'Aprile l'honora con l'offerta 
d vn calice* quattro torcie. La Naturiti è pittura de Muti, 
no.rarch.tettura della chiefa è di Giacomo P della Porta e del-' 
1 hab.tatione.come diremo* di Gafparo de'Vecchis. 
aLÌT^ ffl u° Card - SaDt 'H°nofrio protettore di que- 
ftofanto luogo ha comprato vn (ito , e vi ha fatto vna bella 
fabbrica co la duigent.ffima affi/lenza di Monf. 111. Divede 
Varefi Prelato d, detto luogo , e vi ha ridotto il Collega 

*i h, vni^ Cra Pr , Cff ? " M } oe ™«°™ gii habbiamo detto; 
> havmtoanco la fopradetta chiefa di s. SaluatorediS* 
burra.t v e quella mfcrmione. 

Vrbani VIII.P M.beneficentiaopem ferente F.Antonius 
Barbennusm .S. Onuphrij Presb. Card, eiufdem Pontifici 
germanus M. PtEnitentiarius bibliothecarius S R E &Ca 
tnecumenorum proteftor, vtalnmni Collegi] Neoiìtorom 
m , i empio B.Mari* ad monte, a G.eg. XIII. ipfi us S 
fundatore vnmerfe Cathecumenorum famite attributo fa' 

^ S „H1 ;S r° peramnauarent,cos fi3U1 ' «ncolentes huc 
ttanftul,t,„ouafque aedes tum illis , tum cathecumenismulie! 

Shijr, <1Ue e0r i Ìm,&C,ericorun,reidiuÌD:Ef ^"'^i « 
tabitatiom a fundamentij extruxit.an.fal. MDCXXXV. 



T 



De'SS.Sergiote Bacco. 37, 



Ra la molte chiefe già collegiate, e diaconie dc'Car- 
dinali,che fono pretto la piazza Romana,come s.Adria- 

va aitare ad honor loro in s. Adriano. Hora v'é di più quefta 
chic*, vnita a quella d, s.Maria Maggiore,* ha cur a P d'anime! 

Di S. Saettatore alle tré Imagini, 3 S. 

ERano già in quella picciola chiefa, come dittero alcuni , 
tre .magmi tanto limili tri le , cte per vederle molti ci 



veni- 



(MODERNA. 477 

permiano . Et è da credere , che a rappreferitare il niiftcrio 
Ideila Santifiìma Trinità foriero dipinte. 

Pare.che maggiore folle quefta chiefa , e che fé ne gettaffe 
parte, per fare la falita alla feguente di s. Pietro in Vincoli: né 
altro della prefente ritrouiamo,fe non ch'è vnita alla pallata 
de'ss. Sergio, e Baccho. 

Di S. Pietro in Vincoli. 3 0. 

TRà i fette monti , che dentro le mura di Roma fi rin- 
chiufero, queito che é dell'Efquilie, auanzagli altri in 

ilunghezza,e con picciole valli tramezzato viene a confinar? 
con tutti gli altri monti, dall' Auentino in poi. Dall'Occiden- 
te tiene il palatino,il Capitolinoci Quirinale,e'l Viminale , e 

,dal Mezzo di ha il Celio. 

Quanto a i rifiori fatti a quefta chiefa, freniamo, che il pri- 

*mo fu di s. Pelagio , creato pontefice Tanno 555. e fotto l'ai- 
tar maggiore pofe i corpi de i fette fratelli, e martiri Mac- 
cabei^ quali erano prima in qualche altra chiefadi Romsu, 

1 perche s. Leone I. dice,ch'erano vifitati con molto concorfo 
di popolo, auanti alla fondanone di quefta chiefa. Celebra. 
uafi la folennità di quefti Santi infino al tempo de'ss.Dottoit 

| Gregorio Nazianzeno,Chrifoftomo, Ambrogio, & Agoftino 
li quali tutti hanno in varij fermoni predicato il marauiglio- 
fo lor martirio. Et i Chriftiani d'Antiochia , dice s. Agoftino , 
Jor fecero vna chiefa, e forfi che ci portarono i loro corpi da 
Gerofolima . Papa Giulio II. e ch'effendo Card, fu protet- 
tore de' Canonici Regolari di s.Saluatore, li fece venire a 
quefta chiefa » dando loro per lo monafterio le ftanze del Ti* 
tolarej&ancodoppo, che fu affamo l'anno 1503. al pontifì- 
cato,non mancò di riftorare la chiefa, e voleua eiferci fepol- 
to in vn fepolchro fatto per mano di quell'eccellente fculto. 

' re,emaeftro di marauiglie Michel' Angelo Buonarota . 

■ 

Con 



ROMA 




Con vna famofiflìma (tatua di Moisé da tutti ammirata-», 
ma il corpo del pontefice non fi leuò mai da s .Pietro in Va- 
ticano. Le ftatue anco della vita attiua,e contemplatiua fono 
dell'ifteffo ; ma le altre due fon di RafTaelle da Montelupo . 
Oltre della ftatione , che il primo lunedì della Quarefima vi 
pofe papa Gregorio il grande , vi concorre anche molto po- 
polo dal i. d'Agofto per otto giorni : s'era quella diuotione 

inco- 



MODERNA. 479 

icomìncfata da principio per quel miracolo delle cacene-/ 
unite in vna . Vi fi fa parimente la feda di s.Sebaftiano . 
I In quefta cbiefa è fepolco Antonio Pollaiolo, il quale in_» 

.Pietro Vaticano fece ifepolcridiBronzodiSiftolV.edln- 
l'iocentio Vili. 

\ La facciata del palazzo è pittura di Polidoro . E dietro la 
jhiefa erano il palazzo, eleTbermc fuperbiflime di Tito 

mperatore . 

Di S. Trance fio di Paola. 40. 

DOnGiouanni Pizzullo Sacerdote natiuo della Terra-* 
della Regina in Calabria citra, Cittadino Romano nel- 
: 'anno 1623. dono il palazzo, che fu de'Duchi Cefarinì nelll 
idontialla piazza di s. Pietro in Vincola infieme con ligiardi- 
ìi, & altri luoghi contigui , conforme egli fteffo lhaueuaL-» 
:omprato da detti Signori , aljt- Padri dis.Francefco di Pao • 
a della detta Prouincia di Calabria citra , li quali hanno fri- 
nito conftituito il detto Palazzo in ColJegio,dimorandoui al 
nefente molti ftudenti di Theologia , & officiando per bora 
/na picciola cbiefa fra detto palazzo, & il loro giardino con 
mimo, quanto prima di fabbricare vna chiefa fotto titolo di 
ì».Francefcodi Paola>conforme la mente del teftatore, e for- 
e meglio, per ridurci la parocchia di ss. Sergio, e Bacco, della 
jualelono li detti Padri padroni , & hanno autorità dalla-» 
el.mem. di Greg.XV. di trasferire detta parochia. 

Di S- Maria della V urìfic aitane . 41 . 

OPera fantiffima fu quefta di Mario Ferro Orfino nobile 
Romano.cheil 1589. qui da'fondamenti ?i fece chiefa, 
,! monafterio,e lo doto di fufficiente entrata per vn determi- 
,aato numero di Monache, le quali fotto la regola di s. Chia- 
ma viueflero libere d'ogni cura, e follecitudinediprouedere 
l'ioro bifogni, accio perfettamente ciferuaffeio il voto della 
•pouertà. 

Piacque al fudetto fondatore d? cenfecrare qu*fto luogo 
ìallaPuhtotione dell'Immacolata Vergine, per eflere egli 

nato 



4So K U M A 

nato rn quel giorno. Oltreché già vi fu vna delle io. Badie 
priuilegiate fotto il titolo di s. Maria detta in Monaflerio, ma 
come andiamo vedendo, tutte quefle Badie fono andate in»j 
commenda, non fenza legitima cagione ì e di quella non re- 
candoci a!tro,che il fito dato a'Certoiini ; efà poi hauendo- 
ne vn miglior nelle Tberme Diocletiane , venderono quello 
ai fuderto Marioj&: effendofi compita la fabbrica l'anno San- 
to del 1600. v'entrarono aicuneie da s. Marta ci vennero due 
Monache,per hauer cura deirakre,infino c'haueffero fatta la 
profeflione. 

Di S. Lucìa in Silice. 42. 

OLtre quefto fopranome in Silice , fi troua, che n'haueua 
vn'altro d'Orfea ; & è così nominata tra l'antiche dia- 
conie de'Cardinali ; ma il titolo anticamente fu di s. Maria . 
Quelli fopranomi vengono amendue da memorie antichiflì- 
me , quello di Silice da vn laftrico fatto su quella via con-» 
grandi felci,che vfauano gli antichi Romani. 

Che poi habbia quella chiefa, oltre al titolo di ? s. Maria-* 
quello di s.Lucia.non faccia marauiglia, poiché é (tata vfan- 
za de'fedeli, e paiTati.e moderni di porre più d'vn Titolo ad 
vna ftefTa chiefa. 

Quanto alla fondanone di quella, trouandoù* tra quelle^/ 
prime Diaconie de'Cardinali al tempo di s. Simmaco Papa,e 
fu del 500. moftra efifere di quelle.ch'al tempo di Conftanti- 
co fece s.Silueftro, e vi duro il titolo infino a Siilo V. che ve- 
dendola più tolto ridotta alla forma d'vna flanza,che di chie- 
fa,glie lo tolfe,come ad altre,per la flefl3 cagione, trasferédo- 
ìo aJtroue. Perciò quelle Monache fotto la regola di s.Agoftj* 
no la rifiorarono da fondamenti,e finita che fu, fi confacrò V 
anno 1 6o4.nelIa Domenica tra l'ottaua dell'Aflunta. 

Ma per l'antichità fua,come fi é detto.altri miglioramenti 
trouiamo fattici molto prima da gli flefiì Pontefici Romani » 
perche Honorio 1. del 616, la rifece , in modo , che bifognó 
confacrarla,com'egIi pur fece, & Honorio III. del 1216. or. 
dino ad vn Cardinale Stefano, che la riflora ffe , & eflecdoci 
ftatj dodici Monaci, li riduffero a due foli Onerici , 

Pa 



MODERNA. 48I 

. Da quelle Monache fina , ch'atlanti di loro l'haueuanoì 
*adriCertofini , quando la lafciarono I anno 1370. per an- 
dare a s. Croce in Gerufalemme ; così piacendo ad Vrbano 
V. la cui Bolla mette Onofrio, né vi fi legge perche tal mu- 
I tatione fi facefle; ben di qua raccogliamo, che nel dett'anno 
| f; cangiò nel monafteno delle prefenti monache , 

Di S. Martino. 43. 

I ^ An Damafo fcriue,che quefta chiefa fu edificata da Con- 
O itantino Magno Imperatore, a richieda di s.Silueftro pa- 
; pa, appretto alle Therme Traiane : parte delle quali Therme 
! fecondo altri fono quelle, che fi chiamano Sette Sale; fé—» 
? ben'altri quelle (limano efTer veramente parte di quelle di 

; TltO . 

Appretto quefta chiefa s Silueftro celebrò vn Concili* 
Romano di 275. Vefcoui, confortato a ciò fare da Collanti- 
no Magno, e da s. Elena fua Madre . 

Quefta iletta chiefa fu di nuouo edificata da'fondamenti 
da Simmaco papa, circa l'anno del Signore 500. E fu dedica* 
; ta prima a s. Martino Vefcouo.e poi a s. Martino papa, e mar- 
• tire. E vi fi fa la fella d'ambedue. 

Con tali, e tanti tefori , hauend'egli arricchita quefta fua-» 

chiefa, volfe ancora abbellirla, & adornarla con molti, e pre- 

tiofi doni, che nella vira di lui va minutamente raccontando 

Anallafio , & accio fotte ben tenuta , e cufiodita , ci fece va 

, monatterio,e lo diede a'Monaci; & è da credere, che lotterò 

, di s. Benedetto. 

S. Pafquale la diede a Monaci Greci , e perche papa Ser- 
j gio non vifTe più di tre anni, la chiefa retto con la fola Tribu- 
na dipinta ; onde il fucceffore di lui s. Leone il IV. le diede-* 
compimento . Quando i detti Monaci, ouero altri Iafciatte- 
ro quefta chieia, non è certo, fé non fu, quando Tanno 1244. 
•j il fudetto Card. Capoccio diede a' Cherici fecolari, che la-* 
1 teneuano,alcune entrate, & all'vl timo il 1 5 59, fu data con la 
, cura dell'anime a'padri Carmelitani . 

Altri miglioramenti da varij Titolari di quefta chiefa vi fi 
ttouano fatti , coms dal Card. Diomede Caraffa nipote di 

Uh Paolo. 



4©z n u m n 

Paolo iv. che vi fu fepolto , e le fece ritornare la ffatìon»_,i 
che infierne cons.Silueftro in campo Marzo haueuail gioue- 
dì doppo la quarta Domenica di Quarefima , e s. Carlo Bor- 
romeo vi fece il loffitto,& il Card.Gabriele Paleotto rifece la 
porta maggiore» & il eboro ; ma l'altare con marmi adornò 
Paolo Santacroce Romano,e vi ha pitture il Caual.Baglione. 
Finalmente, l'anno 1598. tffendofi vnita la compagnia.» 
del Carminerà quale era in s.Chrifogono, con quella del ss. 
Sacraméto della fteffa chiefa,vn'altra qui fi fece l'anno fanro 
del 1600. vertendo facchi di color leonato con vna mozzet. 
fa bianca,e cinta di corame nero,pigiiando il titolo di s. Maria 
del Carmine, & vn gran numero di perfone le diedero i loro 
nomi , e per hauere più commodità per congregare* , fecero 
vn'Oratorio in forma di chiefa nel più babitato diquefto 
Rione , a pie di Monte cauallo verfo il palazzo de' Signori 
Bonelli. 

Di S.Prafiede. 44. 

X L Beato Paftore fratello di s. Pio I. l'anno del Sig. 1 67* 
X fcriuendo la vita di s. Praflede,dà a quella chiefa il nome 
di titolo, che fin'ad hoggi ritiene, con la cura dell'anime ,• Si 
tiene,che prima folle cala della Santa , per efferui nel mezzo 
vn pozzo, doue gettaua il fangue de'martiri, che in tre luoghi 
di Roma raccoglieua . Vno limile n'habbiamo in s. Maria-» 
de gli Angeli in ftrada Aleffandrina, vnaitro nella feguente-* 
chiefa di s. Vito, & il terzo in s.Saluatore del Terrione prerTo 
di s. Pietro nei Vaticano . Di più nell'entrare in quella a man 
finiftra della porta maggiore, fi vede dirizzato nel muro vn-» 
lungo marmo,fopra di cuis.Praffede,per macerare il fuo cor- 
pò, dormiua . 

Miglioramenti hanno fatto a quefla chiefa ne i tempi no- 
ftri due titolari di lei,l'vno è s. Carlo Borromeo,il quale men« 
tre ftaua in Roma, in altre flanze non voleua habitare» che in 
.-quelle auanti la chiefa , e per diuotione vi fi conferua vna-» 
tauola,c fedia, di cui egli s'era feruito,- ci è anco vna fua moz- 
zetta, e mitra» e nella chiefa vna cappella dedicata al fuo 
nome . 

!Ufc- 



!. 



m\j u n a rs n. ^.cvj 

Rifece i! portico auanti la chiefa con la Aia facciata, e por- 
ta, raffetto.e ripolì d'ogn'intorno le naui.accommodò i gradi 
per falire all'aitar maggior«,e lo rinchiufe tra cancelli di mar- 
mo, ornati conbalauftri di metallo, riftorò ifeggi attorno il 
choro>con letauole antiche di marmo > che lo cingeuano . 
Fece il tabernacolo, doueftail fantiflìmo Sacramento nel 
mezzo di quattro colonne di porfido. Dall'vna,e l'altra par- 
te dell'arco auanti della Tribuna , pofe le ftatue delle due^f 
fante Sorelle PrafTede, e Pudentiana , 1 cui corpi ftanno fotto 
l'altare , come ti vede,- e poi , egli v'aggiunfe due belli poggi 
cinti di balauftn,& in armanj tatti nel muro ferro molte reli- 
quie de'Santi, acciò di la su ne'debiti giorni commodamett- 
te fi moftraffero al popolo, e le riueiifle,come iì deue . 

L'altro Card, è Aleflandro de'Medici,che fu poi Papa Leo- 
ne XI. che in grandi e beili quadri , fece dipingere nel muro 
della naue di mezzo varij mifterij della paflione diN.S.nella 
cappella di s. Zenone ftà vn pezzo della colonna 1 alla quate 
fu Noftro Signore flagellato . 

Scriuendo Onofrio di quefta chiefa dice, che già erano 
400.anni,che lapoffedeuano i Monaci dì Vairombrofa.s.Gio: 
Gualberto Fiorentino fu fondatore d' quell'Ordine, e nel fe- 
colo di profelììone foldato, e perche fecondo le eattiue leggi 
del mondo è dishonorato,cni de'fuoi nemici non fi vendica, 
egli incontrandoli vn venardi tanto con vn fuo nemico di- 
farmato,che per la ftrettezza del luogo non poteua fuggirete 
gli refe nelle mani,e per amor di quello, che per noi diede la 
vita,gli chiedeua la fua . Del che Giouanni tanto fi commof- 
fe , che abbracciandolo perdonogli di cuore ogni riceuuta 
offefa. 

Vi fono due mila,e trecento corpi ss. de'quali nulla fi dice, 
ma perche aon fé ne perderle la degna lor memoria, s. Carlo 
hauendo quefto titolo fece intagliare il detto numero in du« 
marnacene fono alle foglie d amendue le porte . 

Nella cappella de gli Olgiati le bellifiìme pitture della vol- 
ta fono del Caualier Giofeppe,&: il quadro di Federico Zuc- 
eari; Il Chrifto flagellato alla cappella della colonna di Giu- 
lio Romano,- e la chiefa incorno dipinta dal Ciampelli, Paris, 
& altri . 

Hh 1 De* 



464 K O M A 

De'S.Vito, e Modefto. 45, 

L'Arco preffo quefta chiefa , quantunque fi dirizzaflfe a 
Galieno Imperatore , nondimeno per la vicinanza di 
effa chiefa ha preib nome di s. Vito. 

Da Sifto IV. l'anno 1477. e nel 1566. ftando per cadere,^ 
fu trasferita la cura d'anime, che hauciia , a s.Praflede, reftan- 
doci l'antico titolo de'C ardinali Diaconi. 

Vn'altra antica memoria di Roma qui il conferua,ma can- 
giata da Chriftianiin piùhonorato titolo. In due luoghi ner- 
berò i Gentili piazze da vendere tutte le cofe neceffarieal 
viuere humano . Nel monte Celio vna,e qui raltra,e la chia- 
mauano co'i nome di Macello . Di Liuiano diedero a quello 
il nome, da vn ladrone così detto, che vi faceua macello d' 
huomini, in odio poi del nome Chriiiiano la deputarono per 
farne vn macello de'ss. martiri ; così tràifudetti titoli de* 
Cardinali fi troua nominata quefta chiefa, e vi fi conferua 
vna pietra , fopra della quale a molti per Chrifto fu tolta la 
vita . Qua ricorrono quelli,che da'cani arrabbiati fono mor- 
ficati;in Sicilia v'è vna terra, ch'é pur detta s. Vito , in honor 
di quel Santo, doue ricorrono quelli, che dallo fte/To male-» 
fono tormentati . Quelle chiaui, che ftanno attaccate alla 
cima delfudetto arco furono della Città di Tufculo; e qui fu- 
rono appeie in memoria della vittoria hauuta da'Romani , 
contro di quella città fotto Honorio V. l'anno 1191. 

L'anno 15 So. Sifto V. la concerie alla compagnia di s. Ber- 
nardo per farci vn Monafterio di monache,- nelle Bolle per 
quell'effetto fpedite fi legge , ch'era del tutto abbandonata , 
né pure i giorni di fefta fi apriua,nè c'era.chi vi diceffe merla, 
&c ad inftanza della detta compagnia fu confacrata l'anno 
fteflb.chel'hebbe.mala confacrationefua'io.di Marzo: per 
la ftrettezza poi del fitofi partirono le monache, andan- 
doas.Sufanna. £ qua venne il procuratore dell'Ordine—» 
Ciftertienfe . 

Qui congiunte fon le veftigie del dettoArco trionfale affai 
fem plice,dirizzato a Galieno Imperatore con quella inferk- 
tione. 

Calie- 






MODERNA. 487 

Galieoo Clementiiììmo principi , cuius inuicla virtus fola 
ietate fuperata e{r,& Saloninse fanclifs.Auguftae M.Aurcliu* 
r icì;or dedicatifiìinus Nummi, maieftatiqs eorum. 

Le chiaui quiui appefe dicono altri effcr del vintoTufcolo* 
Uri del vinto Tiuoii . 

Di S. Antonio Abbate. 46. 

Simplicio circa l'anno del Signore 467. dedicò quefta 
* chiefa>& appaiono ancora i [egni tra la prefente , e lo 
jfpedale . La fondanone, e fabbrica di quefta chiefa , e dello 
pedale contiguo fu lafciata in teftamento dai Card. Pietro 
Capoccii & effeguita poi da due Cardinali , cioè Otone Ve- 
r'couoTufculano, e Giouannì Caetano Tanno 1 259. Il corpo 
però di effo Card. Capocci non (la in quefta chiefa , ma in—» 
;. Maria Maggiore. La cliiefa è tutta vagamente dipinta. 

L'anno 1096. hebbe principio la Religione de'Padri detti 
di s.Antonio,che hoggidi poffit dono quefta chiefa.Li fonda- 
rori furono Guftone,e Girondcpadre, efìgliuoloi nobiliflìmi 
aatiui di quel luogo, doue fi fondò la chiefa di s. Antonio , 
Quefti e/Tendo flati ad interceifione di s* Antonio liberati da 
grauiffime, & incurabili infermità, in gratitudine del bene ri* 
:euuto diedero tutte le loro facoltà a quella chiefa , e poi 
:onfacrarono le proprie perfone al feruìtio,& hofpitalità de* 
poueri pellegrini che perdiuotioneandauano avifitarla . là 
quefto fanto effercitio furono feguitati da molti, e non prefe- 
ro nuouo habito mi fopra le vefti de'iecolari chaueuano, ag- 
giunferoiffegno del fanto.ch'é vnT grande. Quìfinalmen- 
:e fi congrega l'voiuerOtà de* Mulattieri , che del 1457. co- 
minciando in Roma fu poi riformata da Clem.VIH. Tanno 
1596. e per manten mento del buono loro gouerno hanno 
eletto preffo di quefta chiefa vn luogo,hauendo per auuoca- 
to particolare s. Antonio, & ogni anno Io riconofeono con_# 
!a debita offerta,& il 1 .di Maggio dotano alcune zitelle figlie 
di quelli, che fono dell'aite loro . Qui preffo era la Torre di 
Mecenate.ela cafa di Virgilio Auanti quefta chiefa è vna co- 
tóflaia fegno deilaribeaeditrJone*iiIienr.4. Rè di Francia. 

li b 3 Di 



4*6 



ROMA 




Di S. Maria Maggtore. 47. - 

AKdiamo tuttauia raggirandoci per queftobel monte-* 
Efquilino,e ricercando lefue cijiefe,trà le quali egli ha 
nella più aita parte>quefta della Vergme,che rifplende,come 
ilSoIc trdle ftelle. 
Doppo 300. anni in circa fi con piacque la Beatiflàma 

Vergi- 



MODERNA. 487 

I Vergine della cima di quefto monte, eleggendolo per fito d' 

li vna Aia chiefa , che volle foffe fabbricata alle fpefe di duej* 

ricchi maritati,e diuoti Tuoi . Il cafo fu,com« fiegue : hauen- 

! -dola elfi caldamente pregata.fi degnale manifestarli in che 

j le piaceffe, ch'impiegafler le ricchezze loro, in fogno li com* 

1 piacque, coprendo alli 5 d'Agofto il fito di neue , Scacciò 

I «non foffe tenuto vano il fogno > vn'altrofimilc n hebbe s.Li- 

I cerio Sommo Pontt fice,il quale la mattina feguéte ci venne 

' co'l Clero di Roma a principiarla^ dal fuo nome, Bafilica-j 

di Liberio fi diffe,& anco s. Maria al Prefepio,quando porta- 

J to ci fu queJIo,doue ella rìpofe il fuo nato Bambino, & all'vU 

ij timo, perche di tanti luoghi di Roma quefto si grande elefle 

I per fé la Vergine,n'ha infin'hora il nome di s.waria Maggiore. 

Quindi è, che tra tante chìefe già dedicate al fuo nome ir* 

Roma,quetta dal popolo fi a tenuta in grand honore, e diuo» 

1 tione , e gli fteflt Pontefici non lafciaron mai, cheper la vec- 

I chiezza patirle danno alcuno. Anzis.Silueftro Ill.di natione 

!■ Romano , creato Pontefice l'anno 451. non folo da' fonda* 

I menti la rifece , ma l'aggrandi fotto la forma , che la vedia- 

I mo al prefente»dirizzandola come vn trofeo contro l'herefia 

> di Neftorio a quella,ch'egli non riconofceua madre di N.Sig. 

ì in quanto Dio* Di qua n'acquìftò vn'altro fopranome quefto 

facroTempiO)lafciando quel primo di Liberio,e chiamando* 

fi Bafilica di s. Sifto . 

Fu affai riftorata da Nicolò IV. e dal Card. Giacomo Co* 
lonna.all'hora Arciprete circa l'anno 1 188. e molto fauorito 
per lefue virtù da quefto Pontefice,& amédue fi veggono ri- 
tratti al naturale nella Tribuna fotto lAfiuntione della Ma- 
donna . Habitò Papa Nicolò IV. nel vicino palazzo del Pa- 
triarcato,eiTendo quella chiefa padelle cinque Patriarcali ; 
& in quefto palazzo i Canonici ancora ci haueuano le ftanze 
loro» ci fece anco molti miglioramenti Nicolò V. circa l'an- 
no 1450. In quefto Patriarcato, effendoui morto il detta 
Nicolò IV. eleffe Jafepolturanellaprefente chiefa,in vn luo- 
go tanto humile,che fé ne perdeua la memoriale nel rifarli il 
choro,Sifto V. leuato non ihaueffe, e poftolo in luce in va_# 
canto dell'aitar maggiore,douegIi fece vo grande,c bel fepoU 
ero di marmo eoa la ftattu d^l Pontefice nella cim a. 

Hh 4 La 



^88 ROMA 

La chiefa intorno da diuerfi è vagamente dipinta. Il pattf* 
mento , che interfiato vediamo con marmi di vari; colori, fu 
opera fotto papa Eugenio III. che fece il portico. Il Ciborio 
e dipinto da Paris Romano * E la Tribuna fu lauorata di mu- 
saico da Giacomo Turitio , come anco fu fatta dairifteffo 
quella di s.Gio: Laterano . 

E' vna delle noue,delle fette,e delle quattro chiefe ; Et ha 
belle , e numerofe reliquie , e la Conca di porfido dicono ef« 
fer'il fepolcro di quel Patritio, fondatore di detta chiefa. 

Ha grandiffime indulgenze ,ev'eftatione molte volte** 
l'anno . 

E quefta Patriarchale anco ha la Porta Santa * 

Due Pontefici vltimamente .l'hanno fopra modo illuftra* 

ta . Sifto V. e Paolo V. Creato , che fu Sifto V. Papa diede 

principio ad vna magnifica cappella , difegno del Caualier 

Fontana,oue fono belliffime ftatue dei Valfoldo,e d'altri , & 

anco belle pitture, e vi fece all'entrare due cappelle , vna di 

s.Lucia.e l'altra di s. Girolamo . E vipofe alcuni de'facri cor» 

pidess.lnnocentileuatidalla chiefa di s Paolo fuori delIt-# 

mura . Della traslatione loro da quelle parti, doue haueua- 

uo patito,habbiamo,che per diuotione andandoci s.Germa» 

no Vefcouo di Parigi Tanno 542. ne riportò molti , & 

in quell'anno regnando in Francia Chidelberto 

molto pio , e diuoto delle fante reliquie > fi 

può credere , che di quefti fanti Ig« 

Docenti ne faceffe parte a* 

Romani Pontefici, 

£ vi e vn Tabernacolo di metallo, bellif» 

fima opera di Lodouico del 

Duca Siciliano. 



Nella 



MODERNA. 



4*9 



'Tabrrncwlo d'i 
metallo 



Neìh C afe ila cliF. 







Nella cappella poi di Paolo di Tuperbiflimi marmi fauora. 
ta,c di bronzi abbellita l'aitar di mezzo è opera del Targornj 
la cuppola pittura del Cigoli, l'hiftoria, e Profeti in faccia del 
Caualier Giofeppei le vicine del Rhenùe poi del Bagliori t, a 
l d'altri; eie fcolture del Franciofino, Mariani , Mochi,e d al- 
tri: la ricca fagriftia è dipinta dal Paflignani. E la cappella* 
dedicata a famofa lmagine di Maria , che s. Luca dipinta - 

Alien- 



49<* ROMA 

All'entrare di quella fono, come a quella di Sifto V. due al- 
tre più piccole ,■ di s. Carlo alla deftra, e di s.Francefca alla»! 
finiitra.amendue canonizati da lui . Di quello ci e vna cofta; 
di quefta vefti . E perche il fito di quefta gran fabbrica pigliò 
quello della facriftia antica , auanti fi cominciale quefta^ 
«appella pofei fondamenti d'vn'altra bella 1 pur dipinta dal 
Faflìgnani, contante itanze, che rafcmbra vn'altro gran pa- 
lazzo, onde ci fono per li Canonici alcuni appartamenti . 

Qiiiui è la ftatua di bronzo, di Papa Paolo V. opera di Pao- 
lo s. Quirico . Et il bel fepolcro dell'Ambafciador di Congo 
morto in Roma fatto fare dal felicifs.Vrbano Vili. L'archi- 
tettura delle Sagreftie,come anco della cappella di Paolo V. 
e di Flaminio Pontio . V'hanno anco belle cappelle li Sig. 
Cefis,e Sforziti! qual difegno dicono effer di Michelangelo. 
Vi fono belli depolìti,e v'è fepolto il famofiflìmo Platina, e'I 
dottiamo Card. Toledo. 

Nel trattato.che delle fette chiefe propofe Onofrio, fcriue 
di quefta,cbe in tutte le fefte principali della Madonna ci v«- 
niua il Papa a celebrare folennemente, hora fi é ridotta la-» 
cofa a quella fola dell'Affunta, che fempre tenne il primo 
luogo,si per efiere dipinta nella Tribunali per quel miracolo 
decerei,sì per vna folenniflìma próceflìone,che in tal giorno 
ordinò s.Leone il quarto . 

Veroè,chevn'altra proreflSone fi fece di queft'Imagine 
l'ano 16 1 $. a' 27. di Gennaro per trafporrarla dall'antico al- 
tare all'altro della nuoua cappella fattagli da Paolo V. e fo- 
lenniflìma fu quefta traslatione . Di quefta Bafilica ha fc ritto 
a pieno l'Abbate Paolo de Angelis . 

Nell'vicir della chiefa alla man manca la refufeitatione di 
Lazzaro è del Miniano , e fuori fotto il Portico , che è archi- 
tettura di Martin Lungi vecchioni fi legge quefta infcrittio- 
es fopra vn Pilo antico de'Chriftiani . 

Cardinali Antonio Barberino Arcbipresbytero . Arcam 
marmoream,quam Chriftianorum pietas exculpitjaborante 
fubTyrannis Ecclefia, vteflet loci fan&itate venerabilior* 

Francifcus G usld us Arimin. Eques s. $ tephani è fuis aedibus 
huc tranftulit, & or nani e. 1632. 

Nel- 



MODERNA. 







feriranno i «i j. Paolo V. fif pochi meri . ««|f «*«* 
tutto ranno, & eìpo* ornali temp.. come «»£ *£"£ 
bre infine a me.zoAprile.fece leuare , jnt , deU magg o r. Co 
lonr<e,che bauefle Roma dalle ru.oe dei Tempro de la Pace, 
che fola in piede vi timafe, t toppo, che f. con «ogni Jhgen 
za tutta ripol.ta, l'inaltaronofopra d «n i propo t.onato £g 
deftallo auanti la porta magg.ote di quefta cbwfa i « p«*» 



49* K V M A 

la confacraua alla Regina del Ciclo, ella rifplende nella cima 
in vna ftatua di bronzo indorato,e ftà con la faccia a queìli , 
che efcono dalla porta maggiore,accio da queft'alta par te-» 
del monte Efquilino miraife,e benedicetfe Roma» Et al pie 
dJlafudetta colonna icatunfce vna beila fontana d'acqua 
viua . 

E perche fi può quafl dire,che due fiano le facciate di que- 
fta chiefa,vfcendofi ancora per due gran porte , che fianco a 
ì fianchi della Tribuna ad vn'altra maggior piazza , in amen* 
due s'è fatto ccnolcere Sifto V. perche in quella dinanzi, oN 
tre la flrada, che vi aperfe Gregorio XIII. egli altre due ve-» 
A 2ggiunfe,vna va a s. Croce in Gerufalc mme,e dal fuo nome, 
che haueua auanti al Papato , Felice l'ac'd orando ; l'altra-» 
conduce alla porta di s. Lorenzo i e tra quelle due vie , altre 
due ancora vi fono, vna per andare a s.Bibiana, l'altra alla-» 
porta, che da quefta chiefa n'ha prefo il nome di Maggiore . 
Poi dietro la chiefa allargandoli la detta piazza v'aperfe nel- 
la cima vna lunga via, la quale parlando per mezzo il monte 
Quirinale tìnifce nel Pincio,doue (fa la chiefa della iantifiima 
Trinità . 

Nel mezzo di quefta piazza dirizzò l'anne 1587. vn'obeli- 
fcoper opera dtì Fontana, ch'era vn di quelli > che al fuo 
Maufoleo vicino as.Roccopcfe Augufto. 

Di S.Fudentiana. 48. 

REgnando in Roma Sertiio Tul!io,accioche là nobiltà gli 
foffe più faggeta , la confinò tra queftidue monti Vi- 
minale, e Quirinale , donde n'hebbe la valle il nome di via-» 
Patricia, e era gli a.'trì nobili, hebbe qui Pudente Senatore vtt 
gran palazzo, &all'vfanze de' perfonaggi grandi ci erano 
congionte le Inerme dalauaifì, che da'figjiuoli fuoi piglialo 
Il nome di Nouato, e di Timoteo fi difTero per hauerle o fat- 
te,© migliorate. & abb< l'ite . Di Pudente ancora erano due 
figlie s.Puden;iana,e s.Pr:.flede,e la moglie (fecondo Beda) fi 
chiamaua Sabin> Ila» e la madre di lui Prifcilla, di cui ruori di 
porta Salara era vn cimiterio affai grande . 
Bene auuen tur«j ta fameglia>a cui Dio cencefie d'albergare 

nel 



MODERNA. 4?5 

Del fuo palazzo il primo Vicario di Chrifto s.Fietro, quando 
l'anno del Signore 44. venne a Roma. 

Qui dunque pacificamente habitò s. Pietro dal fecondo 
'anno di Claudio Imperatore infino al nono» che fono fette 
anni,onde non folo conuerti a Chiiftc la detta fameglia, ma 
altri ancora, e vi pofei fondamenti della chiefa. liberamente 
fìt. citando la podeftà,che data gli haueua lo fteffo Chrifto , 
perche di qua fpedì varij personaggi in diuerfe parti del 
Mondo a predicar l'Euàgelio.Da s.Pio I. fu edificato il luogo. 

Quanto alliriftori fatti a que-ita chieft tré fi trouano. Vno 
da Papa Adriano, il pi imo. Il fecondo è d'vn Benedetto, che 
hebbe in titolo da Papa Gregorio VII. che fu del 1075. 

L'vltimo é de'noftri tempi , Henrico Caietano , il quale-* 
confiderando,che ftaua in pericolo di cadere quella fiia chie- 
fa tanto antica,e degna,quant'ognlaJtra di Roma, per le cofe 
^ià raccontate , da fond?menti la rifece ; & in particolare fi 
compiacque d'arricchire* & abbellire la cappella di s. Paltò- 
re con lauori gentilifiìmi tanto in marmi di gran prezzo, e di 
cariati colori, quanto in pitture fatte a pennello di mufaico, 
Schauendoci eletta la fepoltura non cositofto fini la fab- 
brica , che da Dio n'hebbe la mercede , tirandolo a fé l'an- 
so 1 5 99. L'altare ou'è la bella ftatua di s.Pietro^priuilegiato, 

Il gouerno di quefta chiefa lhebbero Cberici fecolari ìn- 
inoal 11 30. che Innocenzo II. la diede aCanonici regolari 
ii s.Maria del Reno in Bolcgna,& eflendo mancati,fi vni alla 
jaflata chiefa di s.Maria Maggiore, doppo terni a i Penitétie- 
i di quella chieia, finalmente piacque a Sifto V. darla a'Mo- 
jaci di s.Bernardo dell'Ordine Ciftertienfe, & in quefti tena- 
ri furono in Francia ridetti all'antico rigore , e ftrettezza di 
/ita, che crTeruòque'granferuodi Dio : Fr.Giouanni Berre- 
te nel monafterio di s.Maria Fogliente , detta cosi per effere 
"Imagine fua dipinta tra le frondi d'vn'arbore, e benemeriti 
ono di tal luogo , perche oltre di mantenete cort ogni poli- 
rezza la chiefa, hanno fabbricato il monafterio affai grande . 

Quanto alle reliquie ci fono delle vefti di s. Pietro, che per 
àiuotione hauerà s.Pudente ritenute preflo di fé . 

Et vn pozzo ripieno di fanguc di tré mila Santi Martiri 
ialla Santa qutui raccolto » 

Di 



494 ROMA 

Di S. Lorenzo m Fonie. 49, 

ROma ne i fuoi principi) non hebbc per molti anni pò. 
gione alcuna , crefcendo poi la malitìa , vna fé ne fece 
appretto la piazza Romana , come fi ditte alla chiefa di s. Pie- 
tro in Carcere > e benché andando le cofe di male in peggio 
vi aggiungeffero vn'akra , doue infin hora fi dice s. Nicolo in 
Carcere; nondimeno ben torto ella fi confacrò alla pietà . Di 
modo, che fola recando la prima , feruiua per incarcerare 
gente di batta e vii conditone , e quelli di maggiore {lima fi 
dauano in guardia a qualche Senatore,o Caualiere Romano. 
Cosi leggiamo, che fecero di molti nobili [coperei nella con- 
giura di Catilina,de*quali parla in quell'iftoria Saluftio . 

Quefta deuota chiefa per antica traditione confermata da 
vecchie fcritture già carcere di detto Santo, ha nelle Dome- 
niche di Maggio la medefima Indulgenza,che é a s.Sebafiia- 
no fuori delle mura; Se fu rifterata fin da i fondaménti dall'I 1- 
luftrifs.Sig. Card. Aluarez di Toledo dell'Ordine de'Predica- 
tori,figl io di Federico Duca d'Alua, ne gli anni del Sig. 1 545. 
Et é per effere con l'aiuto di Dio , e de'Jfuoi Protettori mag- 
giormente ornata, & ingrandita dalla Congregatone Vrba- 
na,a cui la Santità di N.S. Papa Vrbano VIU. l'ha concedu- 
?a; come per Breue fpedito alli 14. Giugno i6z8. Né Pro- 
rettore l'Eminentifs. Card. D.Antonio Barberino : e di quefta 
chiefa trattò a pieno il Sig. Fiorauante Martinelli . 

Di S. Lorenzo in Panifyerna . 40. 

HOra habbiamo falito il monte Viminale, vno de i fette, 
che Roma fattafi grande , rinchiufe dentro le mura , e 
ftendeuafi per fino a porta Pia , a cui parimente diede il no- 
me di Viminale ,da certi Vimini, che nacquero in quefta par- 
te attorno d'alcuni altari dedicati a Gioite, onde a lui ancora 
aggiunfero quell'altro nome di Viminale . Nel mezzo del- 
TEfquilince del Quirinale ftà quello móre,& infieme d vni- 
feono alla detta porta . Erano qui affai più profonde le valli, 
che fra quelli due colli fi trouaao , ausati che Siilo V. 1 inai- 

a*tfe 



iffe, per tirare vna diritta via da s. Maria Maggiore alia Tri- 
tàde'Monti. Era queito monte per la fua bella villa, maf- 
me in quella paite , doue finifee , ornato di belle , e ricche 
.bbriche, hauendoc! oltre i detti altari le fue Therme Olim- 
piade, & il palazzo Decio Imperatore , de'quali non ci è qui 
iù fegno alcuno,e qui il Santo fu pollo su la graticola. 

Quanto a i rifiorì di quella chi:fa,pare,ch'alcuni ve ne fa- 
cile Bonifacio Vili, per vna infcrittione,crYé nella cappella 
jitto l'aitar maggiore . Poi l'anno Santo del 1575. da'fon- 
amenti la rifecero quelle madri 1 e Tannofegueutea'aó di 
Settembre fu confecrata . li fuo titolo è tra moderni , che 
(Cardinali lì danno i vi li celebra la flatione quadragefima- 
silgiouedi doppo la prima Domenica; e l'anno 1584. Suor 
tefana Sauelli.quiui monaca, rinouo la degna memoria.Jche 
fur qui lafciò di fé quella gran ferua di Dio s. Brigjtta Vedo» 
a di Sueuia in fabbricare fopra la facra tomba di iti vna bel- 
ìi cappella lauorata con oro, e ftucchi. 
: Et in capo della chiefa v'é il martirio di s.Lorenzo a frefeo 
agamente dipinto:E quella fu vna delle io, Babie di Róma. 
. Qui era il palazzo di Decio Imp.alla man manca [e Ther- 
jae di Nouato, in faccia quelle d'Olimpiade, & alla man di- 
tta il lauacro d'Agrippina • 

Di S. Agata alla Suburra. 5 1 . 

kTEl Rione de'Monti è vna chiefa antichiflìma dedicata 1 
^N s.Agataidella quale fa mentione s. Gregorio Papa nel 
b.}.delPEpiflole,neirepift.i9. chiamandola s.Agata, fitua- 
a nella Suburra, che fu già vna fpelonca dilla heretica pra- 
ità,come dice egli . Fu ridotta poi da elfo S.Gregorio al cul- 
del vero Dio,doppo che Roma fu liberata da'Gothi. Que- 
:a chiefa fu già antica Diaconia di Cardinali. 

j Quefta chiefa ancora , come fi legge, fu vna delle venti 
iadie priuilegiate, e forfi era de'Monaci Benedittini , infino 

Ìli noo. che fu data all'ordine de gli Humiliati , hauendolo 

lotto la fteffa regola di s. Benedetto confirraato Innocenzo 
.11. Hebbe il fuo principio nella Germania il 1174. da molti 

ifcislaacfi » che federico I. detto Enobarbo, che vuol dire 

Barba- 



490 tv u m t\ 

Barbaroffa, hauendopoi Taccheggiata quella Città, mene ty 
con le mogli i figliuoli feco prigioni , con altri delle terre vi- 
cine da lui foggiogate. Doppo molr'anni infaftiditi i prigio- 
nleri d'vn si lungo bando, fi rifolfero alcuni in buco numero 
di gettarfi a'piedi dell'Imperatore, chiedendogli mjfencor- 
dia,e gratia di ritornare a i paefì loro , & egli mouendofia 
compafiìoneglie lo concede, & elfi per effer grati a Dio, & 
alia iua Madre, fé le confecrarono con voto di perpetua ca- 
ftità,viuendo feparati dalie mogli loro . 

Horaquefta chiefade'Monaci di Monte Vergine , perche 
jninacciaua ruma, è fiata riftaurata, e fplendidamente abbel- 
lita a fpefe de gli Eminentifs. Fratelli Francefco , Se Antonio 
Card. Barberini ambedue titolari l'vno doppo l'altro di detta 
chiefa ; & a pieno ne ha trattato il Signor Fiorauante^ 
Martinelli , 

Di S. Bernardino . 51. 

L'Antica Badia , che tra le venti priuilegiate hebbe s.Loì 
renzo in Panifperna,come iui fi difle.foodò qui vno fpe- 
dale per li poueri fotto il titolo di s. Venere > in vece di s. Ve- 
neràda,e ftaua dipiota in vn quadro, che dalle monache del 
fudettos Lorenzo fi conferii a dentro i loro chioftri.Degna fa 
in Roma la memoria di s. Veneranda . 

Erano prima quefte Monache del Terz'Ordine di s.Fran* 
cefeo d'Affili, poi Tanno 1 595. falirono al fecondo, doue non 
folo fi viue in commune con l'habitodel Santo Padre , come 
nel terzo , ma fi fa folenne profeflìcne fotto claufura, e rice» 
uefi il fanto velo. Oltre la fetta di s. Bernardino celebrano an- 
cora la Cócettione della Madonna ,di cui egli fu deuotifiìmo, 
maflìme per effere nato il giorno della fanta Natiuità di lei,& 
in Siena ci è quefia particolarmemoiia in vna bella pittura 
della Vergine , ch'egli fpeilb vifitaua, chiamandola fpofa fua. 

Dal fudetto Monafterio fi partirono i Monaci , & all'hora 
mancò anche Io fpedale , e ridotta quella fabbrica ad vfo di 
habitatione de'particolari ,fra'quali vna ve n'hebbe Quirino 
Garzonio nobile Romano,doue per qualche tempo alloggiò 
fent'Ignatio fondatore della Compagnia di Giesù, co'fuoi 

eompa- 



m u l; e n i> n i •fy/ 

ompagai>& alla fiue la vende, e vi fa fabbricata quefta chie- 
de monafterio alle monache di s. Bernardino da Siena , che 
laiiano.doue hora danno le zitelle fperfe • e quello cambio 
ecero le Monache di s Bernardino i per e fiere nel primo (ito 
roppo riftrette con quelle dello Spirito fanto. Et hauendo s. 
Veneranda fatto per tanti anni venerabile quefto luogo non 
:onueniua,che ler uifle ad altrvfo, che per culto dm no, e fer- 
mio di pcnone rejigiofe , E qui fu il Tcpio antico di Siluano» 

Pi $, Domenico. 5 j. 

Diede al mondo quello gran patriarcali 1 170. la Città <U 
Calcruega, diocefi d'Ofma . 

S.Domenico è monafterio di Monache dell'Ordine di $• 
Domenico, le quali prima ftauano in s. Sifto . Quello mona* 
fiero è fituato in vn monte,detto Monte Magnanapoli . Qui 
ce vnadiuota M donna di quelle,che dipinfe s. Luca, la quale 
quefte Monache quando li partirono da s Sifto, la portarono 
con loro. Qui è vna mano di s. Caterina da Siena di queii* 
Ordine, & altre reliquie . Si deue poi fapere , eh? quefta pa- 
rola Magnanapoli , che lignifica quefto luogo qui intorno,è 
corrotta,e vuol direBalnea Pauli, cioè Bagni di paolo, come 
vogliono alcuni, particolarmente il diligente rancirolo. 

Quanto poi a quefte fue Monache hebbero il principio lo- 
ro nella chiefa di s. Maria di Trafteuer e , e di la furono in pro- 
pria perfona , con vna loro miracolofa Imagine condotte da 
S.Domenico alla chiefa di s. Sifto, doue egli habitò per prima. 
Ma Pio V. confiderando per vna parte, quanto patiuano per 
l'aere cattiuo in s.Siit -j,e che in Roma non era chiefa alcuna 
dedicata a S.Domenico, fi rifolfe a benefìcio loro di fabbrica- 
re su quefta parte del monte Efquilino con la chiefa il mona* 
fteno doue venendo dette Monache feco portarono la detta 
Imagine . 

Ci era prima vn'altro piccolo monafterio di Monache ter- 
tiarie dello fteffo ordine fotto l'inuocatione di s.Maria della 
Neue,che pur qui fi celebra a'5. d' Agofto . Delle fue reliquie 
tra l'altre chiefe di Roma , quefta tiene della fua vefte, e 
cilicio • 

Il Final- 



49<> N RUM ft 

Finalmente Tanno ién.effendofi quefto monafterìo rreaf* 
pito di molte nobili Romane.fecero al monafterio vna gtaà- 
de,e bella aggiunta,* nella shiefa accrebbero due altari. 

Qui vicino erano le habitationi de gli antichi CorneJij r tà 
frora vi fono le antiche habitationi de'Sig. Conti con le lora 
Torri. 

All'incontro è il nobile.e famofo giard ino de gli Ecceller 
biffimi Aldobrandino , nel quale tra le molte pitture anticho 
ve te ne conferua vna antichiffima del tempo de'Romani . 

Di S. Caterina dt Siena à Monte Magna- 
napoli. 54. 

QVeftachìefa co'l monafterio , che ftà fqtto la regola di 
s.Domenico e ftata fabbricata a tempi noftri . Le mo- 
nache pero in picciol numero ftauano prima in vn'altra chie- 
da di s.Caterina di Siena.doue ella fini i giorni fuoi prelìb Isui 
chiefa di s. Maria della Minerua . Furono di la trasferite» 
quefto luogo in effecutione della fanta mente di Pio V. che 
woleua»che monafteripiccoli,come eraqueftojos'ingrandtf- 
fero,ouero le monache fi trasferiflero altroue in altri,a viuem 
con maggior numero . A quefto dunque , con l'aiuto della-» 
Signora Portia de'Maffimi,fudato principio Tanno 1563. io** 
Circa, con fabbrica più ampla.per farci vna più copiofa 
raunanza di monache lotto buona difciplina , & 
offeruanza regolare , doue la detta Por- 
eia , morto il fuo marito Gio: Bat- 
tifta Saluiati , fi racchiufe 
anco effa T anno 

M75. 
La Torre delle Militie fu fabbricata sù'gli 
alberghi rouinati delle militie ' 
di Traiano . 



Nel 



MODERNA. 



49* 







Nel mezzo del Foro di Traiano Imperatore , fu eretta la-» 
preferite Colonna dal Senato Romano in honore di detto 
Principe. In effaè rapprefentato gran parte de' fatti egre- 
gi;, che fece, e principalmente vi è fcolpita la guerra di Dacia, 
in vi uà pietra . Dalla parte di dentro fi afeende per vna fica- 
ia a chiocciole, cento ottantacinque fcalini,per li quali s'arri- 
uà alia iommica di detta Colonna t e vi fono anco quaranta 

I i 2 fine- 



5©o ROMA 

fineftrelle, per far lume dalla parte di dentro \ Fu fabbricata 
quella Colonna,con architettura mirabile, e le fue hiftori*-* 
fono d'eccellentiiTimi maeftri . In cima a detta Colonna vi 
era vna palla d'oro , doue fumo pofte le ceneri dì Traiano . 
Hoggi vi è in cambio della palla, v na (tatua di bronzo indora* 
tedi s.Pietro principe de gli Apoftoli. Nella bafe ancor' hog- 
gifilegge. S. P. Q^R.Imp. caesari divi nervai p. 

KERVAE TRAIANM AVG. ©ERM. DACIO PONTIF. MA. 
XIMO TRXB. POTES. XVII. IMP. VI. PP. AD DECLA. 
1AKDVM ^VANTAE AITITVDINIS MONS, IT LOCVS 
TANTIS OP|RIBVS SIT EGESTVS. 

Di S. Lucia de'Cucchieri. J J. 

Q Vetta chiefa è ftata in quello luogo verfo Macel de'Cor- 
ui eretta nouamente dalla Compagnia de'Cucchieri, 
che già era in s. Lucia della Tinta. N-é protettore l'Ernia. 
Card.Bifcia,il quale in piazza Nicolia , ou'egli habica,ha va- 
ria^ belhflìma libreria . 

Di S. Maria di Loreto . 56. 

L'Anno 1500. che fu del Giubileo fotto d'Aleffandro VI. 
i Fornaridì Roma diedero principio ad vna Compa- 
gnia per quelli dell'arte loro , e deliberando fare vna chiefa, 
hebbero qui vna piccola, ch'eflendoparochia, Tvnironoa 
quella di s.Quirico,e riferuarono vna diuota Imagine della-» 
Madonna, per trafportarla su l'aitar maggiore della nuoua, 
che da'fondamenti cominciarono l'anno 1507. fotto il titolo 
di s.Maria di Loreto. 

Piccol fico pigliarono sù'l piano > ma inalzandola, come i 
Tempi) de gli antichi Romani fotto forma ritonda con vna 
bella cuppola in cima è riufeita al pari di molte ch?efe di Re* 
ina coperta di piombo , & è fatta con molta vaghezza . Ma 
non folamente di belliffimo difegno équefta chiefa nella-» 
cuppola , ma in tutta la fua fabbrica , hauendoci confumato 
cinquantamila feudi nello fpatto di 53. anni,e tutti raccolti di 
fioiofine, tra le quali di molte nlieuo fu quella di Gio: Do. 

menico 



MOUbKNA. 501 

iienico Martini Reggiano,chc vilafciò noue mila feudi , ac- 
ciò fi finirle. come fi fece 1 anno 1 j 80. La confacratione però 
uil 1534. ali» 8. di Febraro. 

Et acciò vna si bella chiefa foffe ben mantenuta » ci fono 
Preti, Cherici . Sacriftani , & vn Confeflore . Ci è di piò vn* 
Organica co') maeftro di cappella per mantenerci la inufica 
ne i giorni di feda* e ne'Sabbati la fera» per cantare la Salve 
Regina , & io quei di Quadragefima procurano » che vi fiano 
fcrmoni fatti da predicatori di varie Religioni . Et effondo la 
principal fefta di quefta chiefa la Natiuità della Madonna t ia 
tal giorno fi maritano zitelle , e fi libera vn prigione per la_» 
vita . L'habito della Compagnia è vn facco bianco, e per in» 
fegnaha l'Imagine della Madont adì Loreto» 

La cappella del prefepio e opera di Federico Zuccaro. 
JL'altar maggiore architettura d'Honorio Lunghi .Las.Agnc- 
fe di marmo di Francefco Fiamengo ; la s. Cecilia di Giulia- 
ino Finelli ; le pitture del Caualicr Giofeppe : e l'architettura 
della chiefa di Giacomo del Duca Siciliano . 

Qui vicino ancora hanno fatto vno fpedale perii pouert 
infermi dell'arte loro con 18. letti. che nell'eftate fi raddop- 
piano , & altri ancora d'ogni conditione poffono entrare ia 
quefta Cópagnia, quando alcun fratello s'inferma, lo vifitano 
éc aiutano in tutti li bifogni nelle cafe di ciafeuno , e doppa 
morte li portano a fepellire ; e v'han fatto nuouo Cimiterio • 

Qui vicino è'I palazzo de'Sig.Bonelli , architettura del p. 
Domenico raganelle 

Di S. Bernardo alla Colonna Trarana. 5 7* 

HOra di tante fuperbe fabbriche , le quali fecero rifplcfl-- 
dere quefta piazza.oltre la detta Colonna folo vi riab- 
biamo due chiefe,vna é di s. Maria di Loreto, l'altra è la pre- 
dente di s. Bernardo, che fondò vn Sacerdote Romano detto 
Francefco Schiaui dì Gio: Angelo Fofchi,e l'anno 1^18. fatto 
1 inuocatione dis.Bernardo.per hauerioin diuotionc,fcct-> 
vna compagnia di Sacerdoti , e Laici, la quale fu poi appro- 
nta dal Vicario di papa Eugenio IV. Tanno 1440. E perche 
nella fua cafa fi faca lacJ?iefa> deputarono pe: cimiterio > 

l i i torto 



5©2 K O M A 

horto congiunto , ma folo da fepeilirci quelli della compa- 
gnia si huomini,coaie donne, e lor fu confermato quefto pri-- 
uilegioda Pio ll.il 1459. nel quale diedero principio aque. 
ita chiefa, ma quanto alla fepoltura ciafcuno fi elegge quella. 
che più gli aggradile . 

Voglionojche l'imagine della Madonna fia di quelle» che 
s.Luca dipinfe, e la fcuoprono le fefte folenni . Haueua que- 
fta Compagnia per fuo proprio inftituto di dare ogni Dome* 
cica pane a 40. fameglie pouere; ma giudicarono poi meglio 
a fare vn monafterio di monache,per veftirci quelle, che per 
la pouertà non poflbno entrare in altri, e per queft'efTetto 
Sifto V. le diede la chiefa de'ss.Vito>e Modefto , con tutte le 
fue ragioni l'anno 1587. Vedendo poi,che per la ftrettetza 
del fito non fi poteua fare cofa a propofito , le diede la chic- 
fa di s. Sufanna . 

Qui incontro nelle muraglie vecchie del Foro hanno le 
loro nabitationi li Sig. Alberini. 

Di S. Maria del Carmine . 5 S è 

HAuendt* quefta Confraternità cominciato nella chiefa 
di s. Martino de'Monti a congregarli» come iui fi diffc, 
per effer de'Frati Camielitani, vedendo che per la molta lon- 
tananza dall' habitato, vi era pericolo di mancare, quiui da-j 
fondamenti fecero vn'Oratorio in forma di chiefa,e fu conia» 
cratanel giorno di s. Matthia Apoftolo l'anno 1605. Con 
tutto ciò ogni quarta Domenica del mefe vanno a s, Martino 
fudetto, per farci la procefììone . 

Maritano zitelle nella propria fetta della Madonna del 
Carmine , che fi celebra nella Domenica più vicina a' 1 6. di 
Luglio . Madoppo molta diligenza vfata , non fi è potuto 
ancora intendere la cagione di tale folennità in quei giorno, 
come ne anche dell'affluenza, che vfano di fare il Mercordì» 

Di S. Si/uefiro à Monte caualfo . 59. 

Slamo faliti fopra vn'altro de i fette monti dì Romaiche di 
qua fi (tende verfo porca Salara.e Quirinale & ditte . 

Vero 



MODERNA. 50 j 

Vero é,che non fi troua,quando fi confacraffe queita chie- 
*a s.Siluefho , non effendoci più antica memoria, che del 
524. come dimoftrà vn'infcrittione fopra la porta ; & era— • 
arochia , la quale poi fu vnita da Paolo IV. a quella de' ss. 
kpoftoli l'anno 1555. e diede quefta chiefa a i padri della Tua 
leligione . Quefti poi con l'aiuto di perfone pie , & in parti» 
olare di Gregorio XIII. accrebbero la loro haoitatione , ri* 
louarono la chiefa, e di belle cappella, pittine, e foretto dora- 
o l'adornarono. Della cui fabbrica tanto fi compiacque il 
ietto pontefice Paolo IV. che vihabitò, e due volte vi fece 
Gonciftoro. La pittura dell'Attìnta é dzì Gaetano. 

Capo) e fondatore di quefti Cherici Regolari fu lo fteffo 
'aolo IV. quando era Veicouo di Chieti , e Pietro Caraffa (s 
ifle, la cui fameglia é delle più nobili , che fiano in Napoli i 
nz per amore della vita contemplatala, rinontiandoal Ve- 
couato con alcuni compagni, vi diede principio l'anno 1 514. 
nel giorno della Natiuità della Madonna alianti l'altare di 
Pietro nelle grotte Vaticane fecero la *>rofeflìone de'trè 
liti voti co'l titolo di Cherici Regolari,^ e l'approuò Cle« 
ente VII. Ritrouandofì poi in Venctia>non piacque a Dio» 
he D.Pietro Caraffa lungo tempo goderle la fua defiderata 
quiete , perche più volte con lettere chiamato a Roma da—» 
Paolo III. per li meriti,che in lui conofceua,lo fece Cardina- 
le , e gli fucceffe nel papato Tanno 15155. 

Hora fé bene le Religioni de' Cherici fono antichiffimo 
nella chiefa di Dio, nondimeno perche hora molte con varij 
inflittiti il veggono, quefta ha il nome di Teati- 
ni» da Chieti , il cui Vefcouato hebbe il 

fuo fondatore . 

Quiui è la fcpoltura di Profpero Farinai 

ci gran Giureconfujto , 

E VèM ior Noui* 

tiaco . 



Il 4 M 



5°4 



ROMA 



TfPaUxzo.e Giardino dell' Ip^Sfts 




Il giardino de'Sig BentiuogUfuprfitiadegUEcccIIentif*. 
Altemps , e poi de Bmghefi , & ha belliffimo Palazzo, archi- 
tettura di Flaminio Pontio,Gk>:Vanfanrio, Carlo Madema.e 
Sergio Venturi ; è fabbricato su parte delle ruine delle Ther* 
me CoftaBtiniane;hararifiìrii e pitture di Guido Rcm,c d'alta 
buoni maeftri. 



mf 



MUUfcKNfl. 505 

Di S. Vitale. 60. 

y^v Verta è ta tallcche fé bene pa (fa trai monte Viminale ì 
v2. e Quirinale,da queiìo pero, e non da quello n'ha prcio 
Il luo nome . 

Quanto poi a'riftori fatti a quella cbiefa foto di due eie 
memoria. Di Siilo IV. tu il primo, l'ann" 1475. per tiferei 
del Giubileo * ma l'entrate, che date gli haueua 5.1 nnocenzo 
rapa, efleudofi applicate altroue, refto abbandonata \ e mi- 
nacciando ruina Clemente Vili. Tanno 159;. l'vni alla vi- 
cina di s. Andrea, de uè 1 padri Oefuiti hanno il Nouitiato ; e 
le beoe le fu leuato il titolo, ch'era di Cardina le, ci redo pe- 
rò la Catione , che ci viene il Venerdì doppo la feconda Do* 
jnenicadi Quarefima. 

L'altro riftoro dunque fu deili padri della Compagnia di 
Ciesù) che la riduffero a belliflìma proportione, e vaghezza , 
aiutandoli lfabeila della Rouere principerà di Bifiìgnano, la 
quale ad imita tione della prima formatrice Veftina , cauan- 
do gran prezzo dalle fue gioie aiuto ancora la fondanone^ 
del iudetto Nouitiato . & hora quefta chiefac de' padri 
Gefuiti i Se è tutta vagamente dipinta . 

In quefta parte dicono anticamere furie il Tempio di Qur- 
rino,doue fingoncche a Proculo apparirle ; e per molti gra> 
dini vi fi faliua . 

Di S. Dionigi At co f agita. 6\ . - 

DIfc epolo fu quello grand'hunmo in Atene dell'Aporie* 
Io s. Paolo , che predicando in quella Città, Jo conuer- 
ti a Cbrilto . 

A quello fapientiiìimo feruo di D ; o s Dionigi Areopagita, 
& A portolo della Francia, non leggiamo , che per l'addi- tro 
foffe in Roma dedicata alcuna chiefa, infino al 1619 chea 
farlo qui fi mollerò alenai Frati Fraaccfi dilla SaatiflsmaTH. 
tatti del Rifca&to . 



& 



JO0 ' J\ U M A 

Di S .Maria della Sanità". 6i> 

HAuendo per inftituto proprio dato a' iuorreligiofVGtm 
di Dio la cura degl'infermi, come vedemmo a s* Gip: 
Colauita>doue in vn lorgrandce bello fpedale con molta^ 
<arità>e politezza gli feruono,e confiderando efiì, quanto fi a- 
no pericolofe le ricadute , deliberarono con l'aiuto di perfo» 
ne pie , fare vn'altro piccolo fpedale per li conualefcenti . 
L'anno dunque 1584. eleffero quefto luogo,che per l'altezza 
é di buon'aere . 
La fetta di quella chiefa fi celebra a 5. d' A gotto. 

Di S.Norberto. 6$. 

INcontro a s. Maria della Sanità nouamente è ftato eretto 
vn'hofpitio di padri , i quali hanno fatta vna chiefa , che 
fi chiama s.Norberto.e principiata buona habitatione, e ve* 
ftono di bianco con berette da preti . Sono dell'Oc» . 
dine premoftratenfe , fondato i'anno iuo, 
fotto la regola di s. Ago (tino, approua- 
toda Califto Secondo • e da 
Honorio Secondo . 
£ nel 1616. vennero a Roma fotto il 
Pontificato del Santiffimo 
Vrbano Ottauo • 




A' lato 



MODERNA 



507 




A' lato poi è il Giardino d« gli Eccellenti!». Ceretti . ou«-* 
fono a gara le vaghezze della verdura con le bellezze delie 
Fontane, e la magnificenza delle habitatiom coni eccellen- 
ti delle fiatuei & è regia delitia di Principe Romano. 






Vi, 



5 os iv ^ ivi /\ 

Di S. ilf ara ifcjj/* Angeli nelle T berme. 64 . 

DA' Greci pigliarono! Latini quefta parola, Therme, che 
poi dal volgo fi è cangiata in Thermini 3 e gran parte vi 
fi vede delle Therme fatte da Maflìmiano . 

Lafciarono qui i Santi Cbriftiani memoria della lorfanta 
fede>improhtàdoin tarvnode'mattonhche lauorauano,tl fé- 
gno della fanta Croce,de'quali ancor hoggi fé ne vanno fro- 
llando fpeflo fra quelle mine. 

Tentarono due Conti di cafa Vrfina Nicolò, e Neapolionc 
confecrarquefte Therme in chiefa,e v'afTegnarono entrata» 
accioche i padri Certofini ci veniflero ad habitare;ma non H 
puotè venire all'effetto.comc fi legge in vna Bolla d' Vrbano 
V. che fu del 1562. Di nuouo l'anno 15 16. feoprendofi a ca» 
fo in vn muro della chiefa di s. Angelo in Palermo limatine 
de i fette Angeliche fi dimandano Attinenti alla Maefta Di- 
u»na,fi motte il popolo ad hauerli in diuotione, e riuerenza , 
^ceffendo Rettore di quella chiefa vn buono, e letterato 
Sacerdote nominato Antonio di Duca, defiderando egli.che 
in Romas'abbracciafferaflefla pietà verfo quefti grandi Affi» 
ilent!,e! venne il 1517 ma trouando varie d/fficoJtà, né per- 
dendoli d'animo doppo 14.' anni a' 7. di Settembre cele* 
branco la Meffa, gli parue di vedere, come in chiaro lumo 
quefto luogo dedicato a i detti fette Angeli, e communican- 
do quefta fua vifione a perfone di grado.quà venne a ricono- 
feere quello, che vide, e fopra fette colonne fcriffe con tinta 
xoffa i nomi loro . 

L'anno dunque 1561. Pio IV. a'j.d'Agofto qua venne col 
facro Collegio de'Cardinali,e numerofo popolo, e vi ditte la 
wefla, e dedicò le Therme a s.Maria,celebrandofi in quel dì 
il miracolo della Neue , & anche a gli Angeli per le dettar 
ragioni , e le d'ede il titolo di Cardinale, e vi pofe la ftatione 
di Qua clima nel Sabbato auanti In quarta Domenica, come 
già era alla vicina chiefa dis. Sufanna, & obligò alla fabbrica 
di quefta , e d^ì monafte io i Certofini , che da s. Croce in—» 
Gcrufalemme qua fece venire, e non hanno mancato di far- 
lo conforme al difegno loro affai differente da gli altri Mona- 

» Aerij; 



MODERNA. 509 

rcriji& il pontefice con tutto, che preuenuto dalla morte-* 
lon potette finire la chiefa,ci volfe nondimeno efferfepolto, 
Gregorio XIII. vi fece il pauimento, 8c ha belliflìme-» 
pitture , e Siito V. leuòl'occafione di profanarlo più , apren- 
lout dauanti vna gran piazza , e tirando per fianco vna lun- 
>a,c larga ftrada infino alla porta di s. Lorenzo . 

Contee rando Pio IV. quella chiefa,trà l'altre reliquie de* 
s.che vi portò, fu quella dis.Eulalia verginee martire. Due 
quefto nome n'hebbe la Spagna, & amendue furono ver- 
ini^ martiri nella perfecutiorie di Diocletiano, e Mafiìmia- 
10 fotto il prendente Baciano , e di amendue l'anime beate 
feirono in forma di colomba da' corpi loro , ma in diuerfi 
mpi,luoghi,e qualità di morte fi nota la memoria d'effe nel 
artirologio Romano, vna tu a' 12. di Feb. in Barcellona con- 
tea in croccl'altra a'iadi Deccrabre in Emerita che abbru- 
ciò beuendo fuoco Di quefte due quali Sano qui le reliquie, 
con fi può fapere. L'architettura è cu Michel'Agnolo,e vi fon 
fepoltii dottifs.Card.Parifio,& Aleiasi.S'efce poi fuor di Por* 
ita Pia, architettura anch'eia deli'ifteffo Michelangelo. 

Di S. Agnefe fuori di porta Pia, 6% . 

DA paréti Chriftiani nacque la gloriofa Agnefe, la quale 
mortacene t : u, vennero fenza dar fegno alcuno di dolo- 
re a pigliare il fuo corpo,e qua lo portarono a fepellire. 

Cofa poi mirabile da confuLrare,qui fi rapprefenta.com© 
la difciplina religiofa tra donne vi fi mantenere più di mille 
anni . Il che fi proua prima da vna intensione in marmo 
del 1256. pofta (opra il fepolcro dvna B. Agnefe Badefladi 
quefto monafterio. Poi fotto Alefiando Vl.e Giulio U.efseB- 
do l'Italia trauagliata dalle guerre, parue bene al detto Giu- 
lio, che fu del 1505. trasferirle di qui a $ Lorenzo in Fonte . 

Hors veniamo a i rifiorì . H primo é d'HonorioI. eletto 
Pontefice l'anno 616. che tutta l'adornò, & infino al giorno 
d'hoggi vediamo nella Tribuna, ch'egli fece amofak:o,PI.ma- 
gine di s. Agnefe . Di più fopra l'altare maggiore pofe vn ci- 
borio affai grandi fatto di bronzo indorato , e forfi ch'allora 
leuò le tette delle ss. Agnefe , e Coftanza con altre reliquie 
loro diuife pei altre chie/e. L'anno poi iéi£. Paolo V.rinouo 

fi 



510 R O MA 

il detto ciborio con le colonne , che Io foftengono>e la pre*^ 
troia ftatua della Santa é di finiflimo alabaftro. 

Altri miglioramenti leggiamo ancora, e d'Adriano il I. del 
7 7 z. e del fudetto Giulio li. ma in particolare non glitrouia- 
mofcricti.. Quelli dunque de'noftri tempi fon del Cardina- 
le AlefTandro de'Medici.che il iéoo. volendo fi poteife habi. 
tare il monafterio quali disfatto, cominciò a riftorarlo , fece 
piazza auanti la facciata,e per diritto fentiere v'aperfe vna-r 
lunga ftrada con vn ponte nel mezzo fopra vn torrente^» 
d'acqucper vnirla con la via.Salara . Così dietro la Tribuna 
pattando la ftrada maeftra, l'allargò, e la tirò a filo , acciò fi 
difcopriffe la porta della Città,donde a quefta chiefa venen- 
dofi le ha dato il nome di s.Agnefe,& anco Pia fi duTe, perche 
da vn altro (ito ve la traportò Pio IV. l'anno 1 561. 

Nella fetta di s.Agnefe, grande è il concerto del Popolo a 
vifitare quefta chiefa,e dell'homilie, che fece $. Gregorio Pa- 
pa fopra gli Enangelij qui recitò l'vndecima,e duodecima & 
ogni anno fi benedicono pur qui due bìàcbiflìmi agnelli, del- 
la cui lana fi ceffono i palli j, che fono (Iole, in varij luoghi fé-* 
gnare con croci, e fopra la pianeta del Romano Pontefice fi 
portano, quando folennemente celebra , e li manda alii Pa* 
triarcbi,Arciuefcoui,&:anco Veicoui, acciò che fia no auuifati 
d'imitare quel fupremo , e buon Paftore , che fopra le fpallc 
fue portò la fmarrita pecorella . Quefta mifteriofa cerimo- 
nia è più antica di-qu. l)o,che credono alcuni, perche leggia- 
mo » che fé l'eletto Papa non foffe Vefcouo , comandò $. 
Marco Papa del 336 che'l Card.Oftienfe, vno de'fette Ve., 
fcoui affiftentclo confacri Vefcouo , tenendo vno dc'fiidetci 
pallij. 

Di S. Coflanza. 66. 

NOn hi l'antichità di Roma il più bel Tempio di quefto, 
fé bene e fuperato nella grandezza da quello della Ri- 
tonda . Vi retta ancora vna naue , che fopra colonne in giro 
didentro lo circonda , e perche i Gentili lo dedicarono a 
Bacco, in mólti luoghi della voltaiche è fopra la detta naue t 
fi veggono l'antiche fue pitture,che rapprefencano varij ftro- 
menti di vendemmie. 

Pa 



Iivi vj lj c i\ ix n « 5*1 

Da quello luogo baffo fece leuare la terra il Card.Aleffan- 
ro de'Medici, e fé da tanca bumidità non era affogata , ve- 
redìmo nell'effer loro tutte le fue antiche pitture , Poi il 
pard. Paolo Emilio Sfondrato feoftò dal fepolcro di porfido 
altare , doue ftauanoi corpi delle tré già da noi nominate 
Vergini, e lo tirò con effe nel mezzo della chiefa,e fotto mi- 
glior forma faccommodò. Et vltimamente il Card.Fabritio 
/erallo l'ha tutta ornala di dentro, o di fuori, che reca bellif. 
ìmavifta, fi come anco ha fatto nella parlata chiefa di s, 
\gnefe. E perche il giorno della felice lor morte non fi tro- 
iane i Martirologi, di tutte tré a' 1?. di Febraro fanno gli 
rffitij i Padri di s.Pietro in Vincoli , de'quali ancora è quetta 
chiefa di s.Goftanza. 

Tempo è horamai di ritornare a Roma, per metter fine a 
,quefto si gran Rione de'Monti, 
Ritornando per lifteffa Porta Pia, dentro Roma vi fi vedo* 
o le belle Vigne de'Coftauti, e l'altra già degli Olgiati, ho» 
rade'Raimondi. All'incontro poi della Madonna-* 
della Vittoria > la cui chiefa è architettura di 
Carlo Maderna , e la facciata di Gio: 
Battifta Soria , vi fono le tre 
Fontane, difegno 
del 
Caualier Domenico Fon- 
tana-i . 




lt$n* 



^ A O 



\j w\ r\ 




Fontana delle Therme. 

SIfto V. Pontefice volendo aggiungere ornamento , e be- 
neficio alia Città di Roma,e condurre vn groflìflìmo ca- 
po d'acqua dal fonte Agrippa , e douela Città n'era più ne- 
ceflhofa , la posò primieramente alle Therme Dioclertiane, 
&iui latto ergere dafoadamenci yn beliiffioio edificio di 

«ranno 



MODERNA. 513 

marmo in volta con tré archi . In quel di mezzo vi è vn-« 
Moisé di marmo bianco . Nel arco di man deftra,e finiftra-» 
vi fono due hiftorie del Teftamento vecchio di belliflìmo 
marmo : Sotto a ciafcheduno di elfo pofamento efce abon- 
dantiflìmo capo d'acqua, che cade dentro tre belliffimi va fi 
di pietra . E nel frontifpitio vi fono l'infrafcritte Ietterei : 

SIXTVS V. PONT, MAX. PICENVS AQVAM EX AGRO 
'COLVMNAB VIA PRAE'NEST. SINISTRORSVM MVLTA» 
RVM COLLECTIONE VENARVM DVCTV SINVOSO A 
RECEPTACVIO. Miti XX. A CAPITE XXII. ADDV- 
XIT FEtlCEMQi DE NOMINE ANTE PONT. DTXIT.Ll 

fece anco condurre con gran fpefa nel Monte Quirinale, nel 
Monte Pincio , e nel Campidoglio , e quefta fu buona parte 
caufa,che quei luoghi diuentafiero habicabiJi,come Capo al- 
le cafe,li Pantani, S ti ada Felice, -Sd altri infiniti luoghi . I due 
Leoni di pietra nera ftauano prima auanti la chiefa della—» 
Rotonda: il dileguo è del Caualier Domenico Fontana. 

Di S.Bernardo^nelle T berme Diocktìane. 6y. 

DE i fette Torrionr,che hebbero le Therme fabbricate-/ 
da Maflimiano Imperatore per mano di tante migliara 
di Chriftiani, quefto folo refta intiero fino all'anno 1598. 
nelquàlanno in vna bella chiefa i'accommodò Caterina-» 
Sforza Conteffa di Santa Fiore, e la dedicò all'humik-» 
s.Bernardo. 

Tra quelli , che conuerti a Chrifto s.Bernardo , la maggior 
parte abbracciarono vita religiofa in più di 100. monafterij, 
ch'egli fondò, & il primo fu in vna valle detta dell' AfTentio, 
si per abondanza, che ci era di queft'berba ; come anco per 
gli affafiìnaméti,che vi fi faceuanoima poi rihebbe il nome di 
Chia- aualle illuftrata dalla fanrità di tanti ferui di Dio. 

A così gran Santo confacrò la fudetta Contefla quella-» 
chiefa,per darla a' Monaci fotto la regola di lui riformati, co. 
me fi difle a s.Pudentiana i e perciò diede anco buon princi- 
pio alla fabbrica del monafterio, ebe poi con bei giardini 
hanno accommodato quefti Padri > ma fopra tutto rifplende 
la chiefa, dilettandoti molto 4«lla politezza^ nel choro ftà A 

& k cor. 



514 ROMA 

corpo del B.Padre, che riformò quell'Ordine Giouanni Bet- 
reria : & alla fine tra le ehiefe , che') Popolo Romano hono. 
xa con 1 offerta del Calice, vna è quella nel £iorno della fuw 
feita. 

Di S. Caio. 68. 

LA nuoua chiefa di s. Caio Papa é tea fatta da'ronda- 
meo'.i dalla Santità di N. S. Vrbano Vili, fi fon» bel- 
liifimi quadri , & è Hata data alli Padri di s Bernardo , e qui 
anticamente il s. Pontefice hebbe la fua cafa, e chieia , e v'e 
quefta infcrittione . 

Vrbanus Vili. Pont. Max. Domnm in Vrbe s.Caij Papa?» 
& Marryris in Ecclefiam olim confecratam , ac in titulum-» 
ere^am, facraqueftacione celebrem vetuftate collapfam a 
fundamentis excitauir, illatifque eiufdem s. Caij reliquijs , ti- 
tulum,ac ftationem refotuit . Aa. fai. 1651 . Pontif. IX. 

Di S. Maria Annuntiata de' Frati Semiti . 69. 

NVoua dedicatone d'vn facto » e religiofo albergo qui fi 
fece l'anno 161 7-per li Padri Romiti,che Serui di San- 
ta Maria fi dicono. 

Non fanno quefti Romiti ordine diftinto ; ma tutti coa_* 
quelli, che habitano dentro delle Città ne i Conuenti hanno 
per Superiore vn folo Generale, e quando i Romiti del mon» 
te Senario fanno la profeflione, ci va il Priore della Nuntiata 
di Fiorenza a riceuerla , e s'egli non poteffe, vi manda vn'al- 
tro.ouero dà licenza al Rettore dell'Eremo per lo ftefs'effet- 
to.Qui fecero i Romiti de'Serui,nel detto anno a'6\di Maggio 
la dedicatone d vn'albergo » & Oratorio , dirizzandoui il ri- 
tratto della miracolofa Annuntiata , che in Fiorenza i mag* 
giori loro haueuano fatto dipingerle da s. Marcello ci venne 
a benedirlo Fra Gregorio Alarla da Sommaripa. 

Queft'hofpitio fu fatto in particolare perii Romiti di M6-' 
k te Vergine appreffo di Bracciano, il cui Romitaggio fondò 
l'anno 1615. D. Virginio Orfino,qiiaficbefidifponeffe eoa»» 
vna tale opera pia alla fua vicina morte . 

Que- 



MOUtKNA. 515 

Quello luogo bora è flato dato allf padri delle Scuole pie t 
pei fare il Nouiciaco della loro Religione , & alla cbiei'a di s. 
Pantaleo fi parlò del loro infticuto . Et han cura dei Collegio 
Nazareno • 

DiS.TereJia. 70. 

QVefto monafteriodis.Terefiafù fondato dalla Sig. Ca- 
terina Cefis figlia del Duca d Acquaforte, e già moglie 
dei Marchete deììa Rouere ; è focto l'inftituto dell'Ordine 
riformato Carmelitano , e vi ri viue con grand'eflempio di 
bontà • 

Di S. Carlo alle 4 . Fontane. 7 r . 

LA Cógregatione de'Scalzi riformati in lfpagna dellaTri- 
nità del rifeatto, della cui origine fi è deuo a s.Tom*fr> 
preffo la Nauicella, venendo a Roma, diede qua principio ad 
vna fabbrica l'anno 161 2. & a'trè di Giugno il Cardinale 
Ottauio Bandino loro protettore vi celebrò la puma ni* ita . 
Fu la riforma di queft'Ordine approuata l'anno 1599. di_t 
Clemente VUI.hauendo per l'addietro altri Romani Ponte- 
fici moderato quel primo rigore, che prefe da principio . Oì 
tre lo rifeatto de'fchiaui s'impiegano ancora in procurati- 
la falute de'proflìmi per via di prediche , e minifteuj de'Sa- 
cramenti. 

In quefto fito,che da quattro lati di ftrade, oue fono quat- 
tro (la tue giacenti, che gtttano acqua, di quattro Fontane à 
Bomina^tiipofta la fabbrica di quella chie fa. m a box** fatto la 
Santità di Papa Vrhano Vili, nuouamente edificata da An- 
damenti . L'architettura é d« Francelco Borromt ni Mi! eie. 
Ha figura ouata, & è di colonne adorna ,• e con de; oa . co- 
ttone ha anche fotto,per orarui p:ù deuotamenre, 1 : ra__* 
chiefafotterranea;ec5 difegno dell'iltelfo Barrotti* < • . é *n- 
co nuoua, e bella habitatione. dalla quale . «j al;( 3 riftaf 
feorge tutta Roma,le vicine Ci:ta»Cv anco la J01 tana 12 1 <M 
Mare. £t bora n'è Miniitro,e Procurai e geoeca le 1 r c e 
Fra Giouanni della Nunciatione,Confef ore del; Emi :r s. 
Caid.Francefco Barberino VieecanceUi^ro : w& a. 



516 KOMA 

Di S.Gioaccbino ì ò t Anna. 72* 

AL nome di quefla gloriofa Santa in Roma fono due al- 
tre chiefe dedicate . Cosi fecero i primi Chrifliani, co- 
me in vna fua Bolla afferma Papa Gregorio XIII. il quale có- 
mandò,che in tutta la chiefa fi celebraffe l'offitio doppio in 
honore di quella Santa ; e quantunque Cotto precetto non— • 
commandafle la fella , nondimeno lo fece poi Gregorio XV. 
per quelli, che ftanno in Roma. 

Quella prefentechiefa,e monaflerio fecero Tanno 1608. i 
Padri Scalzi Carmelitani : quefti ftauano prima fotto vno 
fterTo Generale con gli altri, che Hanno a s. Paolo vicino a 
s. Sufanna, & a s. Maria della Scala . Ma poi per vn Breue 
Apoftolico di Clemente VI II. furono feparati. 

£ quella anco è per rinouaifi con difegno del Marucelli . £ 
vi riiìede il P. Procuratore Generale. 

Di S. Andrea. 73. 

L*Ànno 1 $66. Gio: Andrea Croce Vefeouo di Tiuoli do- 
nò quella chiefa co'l (ito congiunto al P. Frarrcefco 
Borgia Generale della Compagnia di Giesù perii Nouitiato 
di quefla Prouincia di Roma , ma la chiefa fu da'fondamenti 
«fatta, e dotata dalla Duchefla D. Giouanna d'Aragona , e 
moglie d'Alcamo Colonna . 

Si còferua in quefla chiefa il corpo del B. Stanislao Coflka 
nobiliflìmo Polacco , quale effendo al fecolo quafi condotto 
a morte da vna grauiffima infermità, meritò effere vifitato 
dalla Beatiflima Vergine co v l fuo figliuolo in braccio . Fu da 
Clemente Vili, annouerato frà'Beati . Lanatione Polacca 
celebra con molta folennità la feda in quefla chiefa nella»* 
prima Domenica fuffeguente alla feda deirAflunta,& ha or- 
nato il fuo fepolcro molto riccamente , ma più affai vien'a- 
dornato da i voti de' fedeli . 

11 fondatore di quefla fanta Religione, hauendo a quefl'ef- 
fetto compoflo vn libro intitojato Efttrcitij spirituali, per 
quefloifuoi figliuoli tengono in quella cafa del Nouitiato 

carne- 



MODERNA. 517 

camere a pofteper quelli, che vogliono attendere a quello 
fanto effcrcitio, doue lungi da ogni penfiero terreno fonoef- 
fercitati da quei Padri, & animati aJla virtù, e diuotione. 

I quadri dell'Altat maggtore,e dell'altare a man diritta (•• 
no di Durante Alberti . 

Del Santifs. Sacramento delle Cappuccine • 74. 

AD vna vita tanto afpra, quanto è quella delle Monache 
Cappuccine, che qui rivedono , non conueniua altro 
più proportionato oggetto, acciò fi anima/fero alla perfeue- 
ranza , con quel celefte pane , il quale dìfcefe dal Cielo, per 
dare forza a'deboli,& a tutti vita eterna. 

Donna Giouanna Aragona lor donò quefto Tito l'anno 
1575. e la Cópagniadel Crocefiflo mendicando per effe lor 
fabbricò la chiefa, & il monafterio , né manca di far Io fteflb 
per mantenerle, poiché da perfona del Mondo non fi lancia- 
no vedere, né con al tri trattano per conto della falute loro , 
fé non con i Padri Cappuccini . 

Di S. Maria Maddalena. 75. 

I?lnalmente fiamo giunti al termine di quefto grande ,e lù« 
"* go Rione de'Monthfrà l'altre lue chiefe fa quiui dedicata 
quella a S.Maddalena da Maddalena Orfini col monafterio il 
158 1. entrando efifa la prima a farla profeflìone fotto lare- 
gola di s.Domenico » ma con più ftrettadifciplina di qual fi 
voglia altro Monafterio di queft'Ordine, poiché non fi foglio- 
no iaicjar mai vedere da perfona mortale. 



IL FINE 



Kk t Vii* 




Villa Aldobrandino 

SOtto il felici/Timo Pontificato di Papa Clemente VII! fu 
dalla regia magnificenza di P ie tro Card. Aldobrandini 
edificata quefta maniglia delle delitic humane,cbe dallo 
Aie rare bellezze hebbe di Beiuedere il nome . Nella fua-. 
prima encjau ha alce /palliwe, che conducono ad vna-# 

yagwf- 



FV0R DI ROMA. 519» 

vaghilimà fonte, la quale da'Iari ha due belle falite ■ che in fé 
ritorcendo portano ad va oobil pìano,doue è la famofiflìma- 
habitatione, la quale ba nel mezzo gran fala , e da lati duo 
«ommodillìmi appartamenti, & è ricca, sì per marmi, e per 
pitture particolarmente del CaualierGiofeppe d'Arpino,co- 
me per quadri, per abbigliamenti » e per ori . Poi tri varij 
gì chi d'acque giunger! a veder la caduta d'vo'acqua , o nota 
tó fé fia fiume,che Algido fi nomina,e formando vn bel thea» 
frodi fontane ha per fpettatore lo ftupore . Da vn' Atlante 
getta acqua tant'alto, che par, che fugga dalla vifta, e vi è va 
Moftroiche ce'l fuo ftrepito fa sì gran fuoco, eh e toglie i'vdù 
co. Quiui fono v*ghe le camere dell'organo * e delle Mu- 
le» che per forza d'acque occulte tanno bellifijaia armonia; 
e con gran piacere bagnano in più luoghi i circoftantii 
e ne'giardini fin gli alberi ideili formano zampilli, 
e Fontane . Poi vi fono influite deiitie di ver* 
dure,e di frutti ; onde con notabile ftu- 
pore a fé tira i nobili animi de'Prio» 
cipi più curiofi da gli eftre- 
mi dell'Europa . 
E quefta fu l'vltima architettura,che vfckfe 
dal felici/fimo ingegno di Giacomo 
delia Porta-. . 




5fc 4 riié 




VÌUa Borghefe .' 

T A V *Ì' a J Bor ^ hef#vJc « lia ' m a di fito alquanto inferiore a 
J— quella di Mondragone, fu dal Card. Scipione Borghefe 
h- ta a mente brandita per la fua numerofa corte, & arric- 
hita di tante commodìtà,e di così varie delitie , che può ef- 
iwc inmdiaca dall^ più (pknóidi: vicine Ville . V'albergò 

fpeffe 



FVOR DI ROMA. j»i 

fpeffe volte nel Pontificato di Papa Paolo V. Principe d'fm> 
mortai memoria) grandifiìflìo numero di Prìncipi purpurati , 
d' Ambalciatori Regi;, e di Prelati grandi,in guila,che difficile 
mente può perfuaderfeio, chi non fé ne aflkura còfìderando 
la Villa diprefenza. II compartimento giudìciofiflìmo del 
fito,la diftributione de gli appartamela commodità di tut- 
ti i feru tijt ancorché baffi, le demie de'grandin.' , e delle fon* 
tane > la Angolarità delle pitture, e itamela ricchezza de g\j 
addobbamenti , benché fingolariflìmr fono però com- 
muni in parte ad altre Ville principali ; ma la con- 
tefia, con che vi fi trattano , e la liberta, che 
vi godono gli hofpiti frequentatimi , 
o non trouano , o trouan© 
molto raro il pa- 
ragone . 




m 



s« 



VILLE 




ViUa d/MoftdfMgtnt, 



Id?vT& c d ;! C '° * M ° ndra g°" «fpoftoai fiati 
loifcxn! »fS V? '« «»»«**«» Ville . SoJeua Gre. 

tó ^ CardSd>kf3^° ri ?" r ? r . uifi dai "'<" 
^" 0,0iUe d «'«»P* diede pnutipio a ruttai».. 



FVOR DI ROMA. 5* % 

fuperba machina.per riceuerui cosi grand'hofpite . Il Card. 
Scipione Borghefe con magnificenza regia le diede il c«>m« 
Diuiento.aggiungendou! l'aloni, & appartamenti nobihflìmi , 
Caloria longhiffima , ampio theatro, loggia emula dell'anti- 
chita.cortili fpatiofiV e grotta capaciffimajcon vigne, olmeti, 
arboreti,felue,e largo territorio intorno. Siche! Italia noa 
bà forfè Villa di maggior grandezza , e commodita . Careg. 
Piano le pitture, le ftatue, i baffi rilieul, i giardini, le fontane, 
le fete effìgiate,e gli argenti, e gli ori, con la diftintione, e va- 
ghezza della fabbrica incomparabile, fauonto albergo d«* 
Sommi Pontefici , e di Principi foprani. 1 tefori impiegatela 
dall'heroica magnanimità Borgnefe a gufto degli hofpià 
grandi di tutte le nationj/ molto più, che de'proprà 
Signori,recano cotal marauiglia, che l'occhia 
non può appagar'a pieno i riguardan- 
ti, non che poffa la penna adem- 
pire il curiolo defidwio 
de'Letcori. 




Cter* 



5 *4 



VILLE 



aiardino (±AZ/feAmTiuoh 




Giardino EJlenp 



IL paIazzo>giardino,e Villa di TiuoJi fu fatta dàll'Eniiaen* 
tiflimo Card. Hippolito d'Elle con fpefa preffo ad va- » 
milione . Per l'ai tificio, Fontane, ed altre fue parti é marau*. 
gliofa . 11 Palazzo fuori» e dentro ha gran ftatue , & é ben-» 
compartito di camere, in molto puparo , e^ifaki nà lerci 

adoff 



FVOR DI ROMA. 5*5 

adorar, e danze nobiiiffìmaméhte guarnite , da riceuer coiu. 
regia magnificenza ogni gran Principe . Da'fuoi Cardinali 
fuccefibri e flato fempre in miglioralo mutato, & accrefeiu- 
co . Ha bellirtìmo giardino , oue tra cole di marauiglìa euui 
la fonte dell'Alicorno. Vn padiglione con quattro fontane » 
che verfan'acqua ili forma di fpecchio . II gioco della palla , 
le fonti di Leda,di Tethi.di Efculapio, d'Aretufa, di Pandora , 
di Pomona.e di Flora . Vn viale,che trauerfa il giardino con 
acque fotterranee , che di fopra gettano acqua . Le fonti del 
Caual Pegafo , di Bacco, la grotta di Venere. La fonte 
grande con li cololfi della SibilIa,Efculapio, & Aniene con_j 
I le Ninfe.che verfan'acque . La grotta della Sibilla . Le fon- 
ti di Diana, di Pallade > e la bella Fontana , che rapprefenta 
Roma . La fonte d'Vccelli, che canta per viad*acqua,- le 
! fontane de'Draghi.e della Dea Narura,che per forza d'acqua 
fuona vn'organo.e quella anco d' Antinoo . Varie pefchiere. 
1 Le fonti di Netttino,di Venere* e de'Tritoni, laberinti , fcal© 
con bafe ,e gradini , che all'ira prouifo verfan'acqua , e 
bagnano . Varie cerchiate , e verdure, con fonti 
rullici , e pretiofiilìmo giardino di l'empiici > 
eie abondantiflìrAe acque del fiumo 
Aniene fono bella ; e degna materia 
a così mirabili fcherzi, & in- 
comparabili vaghez- 
za-* . 




TaUz* 



5>* 



VILLE 



'ftrfrj; CaffnwrvttF Taam^.o/mwL' 




Palazzo di Capraroh • 

IL Palazzo di Caprarola fu d'ordine deirEminentiffimo 
Card. A leandro Farnefefuperbifiìmamente edificato, e 
ne fu ing^nofifiìmo architetto Giacomo Barotio da Vigno- 
la. La forma è ottaogola, e pur'hà di dentro le ftanze-* 
riquadra te,& il cortile rotondo . Entro bella porta pofta fra 

ftatue 



FVOR DI ROMA. 5 a 7 

ftatue vi fi falifce per molti gradi rinchiufidabaluaftri. So- 
pra la porca principale della fcala maggiore v'é vna fontana 
artificiale nella loggia . H : più piant.e vi fono appartamenti 
per TEltate, e per l Inuerno ; cappella » fale, e numerofifiimc 
ftanzcoue fono regi; appartamenti, & efquifitiflìme pitture! 
itrà le quali fonomrabili quelle della camera da dormimi 
dipince ecccllentifltmamente da Taddeo Zuccaro con in- 
ucntion» poetiche fuggeritegli dall'ingegnofiflìmo Annibal 
Caro . il fuo cortile e ncinto di loggie i e con bella propoli- 
tione adorno di colónne, e di ftatue . Dalla parte poi di Po- 
nente, e di Tramontana tra nobili (colture fi afeende al pia- 
no di due delitiofiflimi giardini» ne'quali è la vaga fontana.» 
del Pattorcc v'èditetteuol bofebetto, come anche vi fi feor- 
gono altre belle fontana, nicchie con ftatue, e ricoprimenti 
di piante d'alberi,cheìn forma di cuppole ombreggiano» 
e mantengono verde il fioritiflìmo terreno.E si mi- 
rabiPedificio a guifa di regia fortezza é da-» 
gran baluardi fortificato, e da grofic mu- 
raglia rinchiufo ; &: è nobile , e de- 
gno teftimonio della generofa 
magnificenza de'Signori 
Farnefi . 



£s«£fe£ 



G\ar* 



5«S 



VILLE 




Giardino di Bagnata . 

QVeftomirabH edificio é compofto d'horti, fonti, e fe!ué# 
fatto fare con incomparabil'arte dali'Eminentifrimo 
Card Gio:FrancefcoGambara, e fem preda gì' Eminentifs. 
fucceffori é ftato accrefeiutodi vaghezze>e di bellezze, e nul- 
la fi è perdonato alla fpefa pur 3 che ii tuttofi concedei!^ 

alla 



FVOR DI ROMA. 51* 

alla magnificenza . Per bella porta s'entra nel Barco;poi ar- 
rmafi alla tonte delle ptfcttoej a gli horticelli con le fonti j al 
Paia miolo, e bellillìmo Ca^no dalla magmnYcnza dell'Emi- 
Dentiis.Catd.Monr'Altoedifìcatoie nell'habitatione di que- 
ito Giardoo tra ;e ?Ic:c pitture vi fono alcune belle opere 
del Tallì. Po» valli al fonte,*; h in mezzo a verdeggiante Thea- 
tro lorge ; &c abortiti di Venere, e di Nectuno . Indi al fon- 
te de 1 le Sirene;& a'portici de'paifeggi.Seguono in oltre le mi- 
rabili f>nti della Catena , e del Corallo. 11 bofchetto degli 
Abeti. Le ftaruede'le Mufe.il Diluuio.L'Vccellieraco'l bo- 
fchetto . La conferua dtll'acque.la fontana della conferita . 
Lito.Kidel D'a^on^di Bacco, dell'Anatre, e dell'Vnicorno. 
Le fontane delie Ghiande , e di Parnafo i e la conferua delle 
Kcui.Qji^i gli hoipiti regiamente fono accolti; & è vago di- 
po: to,e publica debtia de'Signori,e de'Principi. Oue il tutto 
e sì bene ornato, che fdegna il paragone, cVaU'im- 
menfità della fpefa felicemente corrifponde l'im- 
mortalità della Fama. Et hoggi con fomme dL 
moftrationi di vero Principe é dell Emi- 
ne ntiflìmo Card. D. Antonio Bar- 
berini Camerlengo di San* 
taChi«fa e Nepotc 
del fenciffimo 
Vrbano 
viij. 




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53° 

flon ogni cofafi è potuto dire di ciaf che duno ; che s\ gran mele» 
non è da si picchi volume . Alcuni di queffi inHitutipif , & 
edifici] J agri hoggifono mancati pur qualcheduno ve n'e ila* 
to lafciato* 9 per foddisfare al cutiofo , o per ricordar Voperu 
della religione . In molte cof* si è fegutta la fede delle stampe, 
& in molte la relatione de* particolari . Turche fai, amane*» 
menù fupplijci i E iìàfane . 

Emendationi, & Aggiunte . 

e. i v. 5 borghi più famofi, e viepiù principali. 
e. 9 v. ié imufaicm del quadro di s Michele , e della-* 
Cappella della Madonna fono di Gio: 
Bactifta Calandra. 
e. li v. 1 8 ma hoggi fi fon mutaci i luoghi di s.LonginOie 

di s.Andrea . 
e. *z v. 18 trasferita per opera del Caualier Fontana idi 
cui anco è operali Palazzo vicino de'Ru- 
fticucci . 
«. »5 v. té e nella fera di s.'Alberto vi fi fanno gran lumi, 
e belli fuochi . Et è architettura del Ma- 
fcherino ; come anco e'i Palazzo del 
monte della Pietà. 
v. 32 da vn Canonico Lateanenfe . 
v. 34 alla vicina chiefa di s.Pietro . 
v. 25 è ftà fotto il gouerno del Palazzo Apoftolico. 
v. io di due nauate. 

v. 1 5 ouero perche è vicina a detto Pozzo . 
v. 31 e ita fotto il gouerno del Palazzo Apoftolico. 
v. 4 & è vnita ai Capitelo di s.Pietio. 
v. 5 fempre fi còìenice ad vno del Cap.di s. P-etro. 
v. 26 ! Ai mellino fatto Card, da Papa Paolo 111. 
v. 18 laitetua giacente delia Santa è di Stefano 

Maderna.. 
v. 16 ciò,che qui fi dice del Card. Gonzaga, fi deve 

porre ins.Alefiìo. 
v. 25 s.Anna à pie deli'Auentino , 
v. 30 Lanini» Fontana* 

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€. T7J v. io ma ciò nonèficuro . 

e 775 v. 17 ma ciò non è vero, perch'era in parte dittante» 

cu* v. 7 è architettura dì Giulio Merifi da Carauaggio* 

Cui v. 5 Baldaffar da Siena» 

e 227 v. 7 la chiefa fu rondata daMatùheo da Caftcllo» 
la Crocce la Tribuna da Giacomo della 
Porta » e la facciata fatta da Faufto da-* 
Montepulciano. 

e 2?i v. 2 fi dìfegno e d?.\ P.Maffimiano • 

e 176 v. 5 Cofimo Quorli. 

e. 179 v, 1 del Tam\che anco ha profpettiue,e pitture nc s 
Palazzi de'Sig.Lanceìlotri, e Bentiuoglr. 

e. 293 v. ii Nicolaus V. 

€• 298 v.26 non vi e più ne quefta religione, ne chiefa. 

e 317 v. io Equiui èia Cong.dis.Iuoncdouefi ragunan» 
molti Prelati, & Auuocati, per trattare, e 
difendere le caufe de'poueri di q. Città » 

€.310 v.33 è vnita al Capitolo di s. Pietro: iatauoladel» 
l'altarmaggioreèdi Durante Alberti, e 
la decollatone di s. Gio. è del Mutiano . 

e. 321 v. ai & hoggi n'è protettore l'Eminenufs. Card.D» 
Antonio Barberino Nepote del fapien- 
tiifimo Vrbano Vili. 

e 344 v. $1 il quadro del Prefepio è pittura d'Antiueduto, 

e 3 69 v. 6 6c hoggi è luogo,erefidenza della Compagnia 
dell'Annuntiata . 

e. 372 v. 14 fu buttato. 

e. 380 v. 36 v'è famofiflima Libreria, e detto Collegio di- 
cono effer architettura di M. L. 

e 381 v. » con gran magnificenza dal Card. Ludouifio. 

e. 407 v. io il Pontefice con l'affiftenza dell'Eminentifs. 
Card.'P.Aldobrandini . 

e 416 v. 27 é architettura dei Torriano; come anco il Pa* 
lazzo de' Padri dis.Paoloin Tralteuere. 

0.417 v. 15 tre altri loro e ermani. 

e. 49$ v. 19 e v'e fepolto il dottiffìmoCard.Sirleto « 

«.$ V. e n'cmagnificéciffimo protettore l'Emin. A 
senio Barberino.Camerlen. di S.Chie n . 



T N ROMA, 

Ad inftanza di Pompilio Totti 

MDCXXXVIII . 




Appretto Vitale Mafcardi .' 



Con itcenzjt de'Suferiori^ e frimlegio. 



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