(navigation image)
Home American Libraries | Canadian Libraries | Universal Library | Community Texts | Project Gutenberg | Children's Library | Biodiversity Heritage Library | Additional Collections
Search: Advanced Search
Anonymous User (login or join us)
Upload
See other formats

Full text of "Rivista di discipline carcerarie e correttive in rapporto con l'antropologia, la sociologia, il ..."

Google 



This is a digitai copy of a book that was prcscrvod for gcncrations on library shclvcs bcforc it was carcfully scannod by Google as pan of a project 

to make the world's books discoverablc online. 

It has survived long enough for the copyright to expire and the book to enter the public domain. A public domain book is one that was never subjcct 

to copyright or whose legai copyright terni has expired. Whether a book is in the public domain may vary country to country. Public domain books 

are our gateways to the past, representing a wealth of history, culture and knowledge that's often difficult to discover. 

Marks, notations and other maiginalia present in the originai volume will appear in this file - a reminder of this book's long journcy from the 

publisher to a library and finally to you. 

Usage guidelines 

Google is proud to partner with libraries to digitize public domain materials and make them widely accessible. Public domain books belong to the 
public and we are merely their custodians. Nevertheless, this work is expensive, so in order to keep providing this resource, we have taken steps to 
prcvcnt abuse by commercial parties, including placing technical restrictions on automatcd querying. 
We also ask that you: 

+ Make non-C ommercial use ofthefiles We designed Google Book Search for use by individuai, and we request that you use these files for 
personal, non-commerci al purposes. 

+ Refrain from automated querying Do noi send aulomated queries of any sort to Google's system: If you are conducting research on machine 
translation, optical character recognition or other areas where access to a laige amount of text is helpful, please contact us. We encourage the 
use of public domain materials for these purposes and may be able to help. 

+ Maintain attributionTht GoogX'S "watermark" you see on each file is essential for informingpeopleabout this project andhelping them lind 
additional materials through Google Book Search. Please do not remove it. 

+ Keep il legai Whatever your use, remember that you are lesponsible for ensuring that what you are doing is legai. Do not assume that just 
because we believe a book is in the public domain for users in the United States, that the work is also in the public domain for users in other 
countries. Whether a book is stili in copyright varies from country to country, and we cani offer guidance on whether any speciflc use of 
any speciflc book is allowed. Please do not assume that a book's appearance in Google Book Search means it can be used in any manner 
anywhere in the world. Copyright infringement liabili^ can be quite severe. 

About Google Book Search 

Google's mission is to organize the world's information and to make it universally accessible and useful. Google Book Search helps rcaders 
discover the world's books while helping authors and publishers reach new audiences. You can search through the full icxi of this book on the web 

at |http : //books . google . com/| 



Google 



Informazioni su questo libro 



Si tratta della copia digitale di un libro che per generazioni è stato conservata negli scaffali di una biblioteca prima di essere digitalizzato da Google 

nell'ambito del progetto volto a rendere disponibili online i libri di tutto il mondo. 

Ha sopravvissuto abbastanza per non essere piti protetto dai diritti di copyriglit e diventare di pubblico dominio. Un libro di pubblico dominio è 

un libro che non è mai stato protetto dal copyright o i cui termini legali di copyright sono scaduti. La classificazione di un libro come di pubblico 

dominio può variare da paese a paese. I libri di pubblico dominio sono l'anello di congiunzione con il passato, rappresentano un patrimonio storico, 

culturale e di conoscenza spesso difficile da scoprire. 

Commenti, note e altre annotazioni a margine presenti nel volume originale compariranno in questo file, come testimonianza del lungo viaggio 

percorso dal libro, dall'editore originale alla biblioteca, per giungere fino a te. 

Linee guide per l'utilizzo 

Google è orgoglioso di essere il partner delle biblioteche per digitalizzare i materiali di pubblico dominio e renderli universalmente disponibili. 
I libri di pubblico dominio appartengono al pubblico e noi ne siamo solamente i custodi. Tuttavia questo lavoro è oneroso, pertanto, per poter 
continuare ad offrire questo servizio abbiamo preso alcune iniziative per impedire l'utilizzo illecito da parte di soggetti commerciali, compresa 
l'imposizione di restrizioni sull'invio di query automatizzate. 
Inoltre ti chiediamo di: 

+ Non fare un uso commerciale di questi file Abbiamo cotìcepiloGoogìcRiccrciì Liba per l'uso da parte dei singoli utenti privati e ti chiediamo 
di utilizzare questi file per uso personale e non a fini commerciali. 

+ Non inviare query auiomaiizzaie Non inviare a Google query automatizzate di alcun tipo. Se stai effettuando delle ricerche nel campo della 
traduzione automatica, del riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) o in altri campi dove necessiti di utilizzare grandi quantità di testo, ti 
invitiamo a contattarci. Incoraggiamo l'uso dei materiali di pubblico dominio per questi scopi e potremmo esserti di aiuto. 

+ Conserva la filigrana La "filigrana" (watermark) di Google che compare in ciascun file è essenziale per informare gli utenti su questo progetto 
e aiutarli a trovare materiali aggiuntivi tramite Google Ricerca Libri. Non rimuoverla. 

+ Fanne un uso legale Indipendentemente dall'udlizzo che ne farai, ricordati che è tua responsabilità accertati di fame un uso l^ale. Non 
dare per scontato che, poiché un libro è di pubblico dominio per gli utenti degli Stati Uniti, sia di pubblico dominio anche per gli utenti di 
altri paesi. I criteri che stabiliscono se un libro è protetto da copyright variano da Paese a Paese e non possiamo offrire indicazioni se un 
determinato uso del libro è consentito. Non dare per scontato che poiché un libro compare in Google Ricerca Libri ciò significhi che può 
essere utilizzato in qualsiasi modo e in qualsiasi Paese del mondo. Le sanzioni per le violazioni del copyright possono essere molto severe. 

Informazioni su Google Ricerca Libri 

La missione di Google è oiganizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e finibili. Google Ricerca Libri aiuta 
i lettori a scoprire i libri di tutto il mondo e consente ad autori ed edito ri di raggiungere un pubblico più ampio. Puoi effettuare una ricerca sul Web 
nell'intero testo di questo libro da lhttp: //books. google, coral 



I 



RIVISTA 



DI 



BISCIPLIl CARCERARI 



IN RELAZIONE 



CON L'ASTROPOLOGIA, COL DIRIHO PENALE, CON LA STATISTICA ECC. 



DIRETTORE 

Comxn. M. BBLTRAJNI-SCALIA 

Direttore Generale delle Carceri 



<^r, GIUSEPPE BiRINI Gqt Seiìone nel Hiaistero delllaterno ; Redatto» niponsiVit' rd AnniDlsira 
Cir. iRISTlDE CERSi30*-SIL0RiTi bpettore di Circolo delle Carceri ; Hdaf'.on. 



. ( 



BOMA 

1890« 

é 






liOMA, nPOORAFU D«iE Ma»TELI,*TK - 



k 



U CONDANNA CONDIZIONALE 



SomiAiuo. — S 1. Il Congresso àeWUnion iniemationale de droU penai nel 
Belgio. — $2. Della condanna condizionale e dell'adattamento delle pene 
ai colpeyoli. — S 3. H nuovo Istituto nella storia e nelle legislazioni mo- 
deme. — § 4. Denominazione da dargli e ragioni giuridiche con cui si giu- 
stifica sotto l'aspetto della repressione e della prevenzione: riguardo agli 
individui e riguardo allo Stato. — §5. Obbiezioni e confutazioni. — J G. 
Limitazioni e guarentigie nel diritto e nella procedura penale. — S 7. L*Lsti- 
tufo nella pratica. <» § 8. Conclusione. 

■ 

h^Union internationale de droit penai or non è molto costituitasi 
fra i principali .Cfiuristi del vecchio e del nuovo mondo, ha tenuto nel 
settembre dì quest'anno a Bruxelles il suo primo Congresso, o come 
dice argutamente il giornale La Chronique (3 septem. 1889, N. 238) 
€ s'est payé le luxe d'un Congrèf^. Elle ne pouvait faire auti'emont 
sans déroger à la mode de cette année, chèrc aux congressistes de tout 
genre. » 

Importanti, so non nuove, furono le questioni trattate in quel Con- 
gresso, di cui ora stiamo altcDdendo i resoconti. Ma, per quanto ne 
hanno scrìtto reputate riviste straniere, si sa già che si discusse am- 
piamente sul trattamento giuridico dei delinquenti nati e degli incor- 
reggibili ; sul modo di sostituire alle pene restrittive della libertà per 
tenue durata il pagamento di ammende in rapporto alle diverse con- 
dizioni economiche dei rei, reputandosi € très efficace cet examen du 
portemonnaie !... »; sul modo di impiantare colonie per i recidivi fa- 
cendoli proprietarii, e invertendo cosi il famedio motto di Proudhon : 
€ la propriélé sera le fruii du voi... > ; sul modo infine di riformare 
il regime penitenziario, se è vero che € nous assistons à la bamiiie- 
route du regime répressif. > 

E appunto a questo riguardo una delle proposte su cui si insistè 
maggiormenle fu quella di raccomandare ai legislatori lo istituto delle 



Iiiiiiero piT I pili... 

'ì'iliciil SUI! s'deni... ! Xò ò a crfil''!*! che tr 
lUioni Lradiziimrili repugnanze : tiiU"nllm. I' 
'"a promessa di benefici risulLiti e socio confi 
;e. Pur non ostante e^so restano là sospese 
.0 umano, come vi restano, al dire tii Po 
Uincfo il corso dei secoli, aspettanUo die ui 
uQghi la sua lenta mano e le faccia suo. E 
erto st'opertc di l^gi^i [ìsiche : si resta mera 
mtiato primi] a quella leg^e, o non si siano 
Applicazioni di lezgi già noie, o non -"ì sìa 
molteplici bene(l2ii da unm'vìa e semplice 
a pcopoftilo della fftndaHìia condhionaie. Il co 
lomì giorni »odo di r]uesto istituto cui il lì 
IVanno ìicfìrsa, mi esprimeva il suo rincresci 
'■collo nei nuovo codice penale italiano, a tia 
anale, anctio (\iieMa proposta delln condann 
e completali' lo così l'isliluto della giudi/.ialo 
logionernlp, essa è cot^i utile sotto tanti sv 



-8 — 

giudiziale ad alcune pene minime ? Perchè infine esigendo la scienza 
che si usi la maggior possìbile mitezza nelle delinquenze piii lievi, 
originate da un impulso non pravo (1), e che si abbia a studiare nella 
maggior parte dei casi più il malato che la malattia, più il delin- 
quente che il delitto, non si ò creduto di fare completo omagsfio a 
queste giuste esigenze, e noi italiani non siamo appa^^%i, col Belgio, 
ancora « ad esercitare la suprema legislatura dell'idea? » 

É didìcile dirlo, appunto perchè non si presentano alla nostra mente 
obbiezioni o dilTicoltà, vuoi d'indole generale, vuoi d'indole speciale, 
tali da giustifìcare resclusione data dal nuovo Codice ad un istituto 
che si basa su questo grande principio : — La pena è uno dei mezzi 
più elTicaci contro il delitto, ma non è l'unico, e quindi deve essere 
coordinato con altri rimedii sociali e j^pecialmente con quelli che 
hannu carattere preventivo, che non abbassano il colpevole, ma lo rial" 
:atio colla disciplina (probos e/jUcere disciplina), e lo rendono arbitro 
della sua sorte, padrone della sua rigenerazione. 

Dal qiial principio un altro ne origina, ed è questo: la pena mogli-ì 
che essere un mezzo efficace contro il delitto, deve essere mezzo elli- 
eac/» conln» il delinquente. Per ottenere dal sistema repressivo e dal 
sistema penitenziario i benefìcii indicati e risultati migliori di quelli 
che pel passato si ottennero, bisogna che noi ci facciamo persuasi ogni 
giorno più della pratica nece-sità di non 'disconoscere il principio 
dello iVvuf ititi uazinne o adattamento delle pene a seconda de' casi par- 
ticolari, di distinguere delinquente da delinquente, e di trovare |)er 
lai modo vie più sicure di difesa sociale e di individuale trattamento (2> 
Pel primo sistema, cioè pel repressivo, saranno di grande utilità 
gli sili Hi di antropologia criminale intenti a porgere dati [)rezi03i (se 
dall'osservazione metodica ammessi per veri) per argomentare della 
complessità dei fenomeni morbosi degli organi fisici e p-ichici. Il giu- 
dica ha bisoirno di educarsi a qiiesta pratica doiranalisi, e di abban- 
donare la smania di tjeneralizzare. Egli non deve dire soltanlo : « Qui, 
si tratta di applicare un articolo di leirge — la tarilfa penale — a 
un dato delitto > — ma deve punire con la congrua pena un delin- 
quenti^ determinalo di cui ha accertato la responsabilità giuridi'ii, e 
salvaguardare da lui nel modo che crederà miyliore la società. Ad un 



(1) Relazione ZanardoUi, pag. 125. 

'.» Vengasi il Waulbero, Princii) da* Individualisirung in ckr Stra(ircìiisìHlcoe\ 
Vienila, 1S09. 



-8- 
sisioma pRnitcnzinrìo non uniforoip, ma vario a seconda le classi 
rioiinfnili, spallerà poi di ricavare dal sofri^iomo del condannato r 
cnn-cri i ri<;iilt;)ti migliori, cosi soLto IVpctto economico che mo 
e politico. 

K non so ristarmi, in proposilo, dal citare qui le efficaci parole dell' 
Siro prof. Priiis, Ispettore frcncralp delle carceri del Belgio: « L'éi 
.niif]iiel noiis as'^istons refluite d'un excès de généralisatìon; i 
pi-riCNle de siipiirinipr l'arbilraiie, on a supprimé le mouvemon 
Il vip. Qtinnd mt>[Me les Irihiinaux d'Europe continueraient k lai 
'■>mbpr le* ron(bmii?tioiis sur los misérables comme un robinet 
l:ii-sfl touilicr l'e.m routte à i^outtu sur le sol, encore ricn ne sei 
il l'Iiririgé: Ips t'Onda ninations s'cnfoncent dans les masses comme 
l-iiiUp?; (l'eau ilan^ le saltle. 

« La vi'rilp r'e^l f]UP notre jii.'tìco moderne est trop machli 
tni;i iniper=niicll'', Pt il pjt absoltiment m'Te'^sarie que l'on acci 
ri!' r'ilp phi:* f(jnsi'!rrahlp à la cnnsnipnro et à l'initralive du jii2 
lyi" p(>liii-i-i piii:ir;p ilislribiipr uvee plus (le discernpment l'indulgi 
l't l:i w^vei'ili^ » (I). 

M:\, secoTiilii il p.'irer mio, non si traila solo di lawiar più lai 




— 7- 

odica che noi facciamo — e non sempre 8crup<)Iosamente e razio- 
nalmente per difetto di mezzi o per vizio di leji^ge — è quella (esclusa 
l'età) di delinquente novellino e di delinquente recidivo: ecco tutto. 

Stabilita la recidiva, abbiamo negli ordinarli giudizii con questo 
dolo coefficiente classiRcato il reo, e non ci curiamo più de' suoi sen- 
timenti, del maggiore o minore orrore che egli sente pel delitto, per 
l'oDta della condanna, per le controspinte interne od esterne che potrà 
avere al reato. Colpiti poi da una data misura di pena, delinquente 
d'occasione e delinquente di professione sono mandati nella stessa 
carcf're, ad espiare la stessa pena, a subire gli stessi contatti, sia poi 
la carcere per l'uno tortura, per l'altro « le risque inhérent a l'en- 
treprise >• E nemmeno Vela allora è elemento suilìciente a consigliare 
diversilà di trattamento, giacché la carcere è pure inflitta ai minori, 
i' la custodia, com'è attualmente, poco si distingue dalla prigione. 

Certo, secondo la mente dei diversi legislatori d'Europa, la con- 
cessione delle circostanze attenuanti — di questa specie di diritto di 
grazia — doveva essere uno stimolo ed un monito pel giudice per 
distinguere, a seconda i casi, delinquente da delinquente. Ma potrà 
dirsi che gli intendimenti del legislatore trovarono corrispondenza di 
pratica attuazione da noi, quando si pensi che oggigiorno in alcuni 
tribunali, dove mi fu dato di esaminare i giudicati, le attenuanti si 
accordano per sistema^ direi per tradizione, e su cento sentenze et" 
tanta e persino novanta volte quella concessione fu fatta? (l). 

L'umana giustizia adunque ha bisogno di essere meno impersonale. 
Ro«lolfo Gncist dice che la missione scientifica del magistrato non è 
più limitata oggi a studiare con microscopiche indagini il diritto pri- 
vato, il diritto penale e le forme di procedura, ma impone lo studio 
delfazione reciproca di tutti i fattori morali della vita complessiva 
'Iella nazione ; ufficio che non può essere compiuto senza una profonda 
C4>gnizione dell'essenza della società e delle scienze politiche ed economi- 
che. E la ìnissioìic pratica sua — secondo me — non deve pi ù essere limi- 
tala solo al passato del delinquente, ma deve avere in mira e il suo 
pres^mtc ed il suo avTenire, spingendo cosi lo sguardo anche al futuro ; se- 
guirlo al <li là della condanna, dopo che ne ha conosciuto i costumi, 
lo abitudini, gli istinti, il temperamento. Il dovere del magistrato 
non termina coll'apporre la Arma ai suoi « considerando >. Per ciò 



(1) La media data daUe Assise d deU'80 per 100, in Italia. 



... -.1111 .111 im ine-Jp di (Ii^I'^l 
j nipsi i!i ninlirK', :i :!■) ) lirn di niiill:i n di niii 
uiHziiitc nei c.iìi (["Lcrmiiiati dall' ,ii't. 2fì, e <it 
ai minori non recidivi la pena dell'arresto n( 
ASC nella loro abitazioni; (art. 21, al.). 

8 3. 

a il Belgio Uh volulo adottare anclie l'allro 
ìa eondizionale, che per ragion logica e iter 
scompagnai-gi da quello della liberazione con<. 
izi, mentri' questo istituto obbliga it magisti 
re il contlanuato solo dopo che è sogi^ello ali: 
.0 (I«lla cumlanna sotto condiziono lo arrebb 
e a conoscerlo prima o precisamente lungo 
il giudizio, quando appunto è necessario, per 
li si abitui a classificare i delinquenti e non 
loro le coudaune alla cieca, camme un robim 
mite à i/oulte sur te sol... 
imo adunque cosa e»sa sia, su quali pciacipi 
tu tragga virtii di n^nv--"- riinodio. 



— 9 — 

Tale è il disposto della leprge belga del 31 maggio 1888, la priin» 
io Europa che» secondando il movimento scientifico contemporaneo, 
ha introdotto nella pratica questa innovazione. 

L'articolo è cosi concepito; « Les cours et tribunaux, en condam-^ 
nant à une cu plusieurs peines, peuvent, lorsque l'emprisonnement à 
subir, soit comme peine principale oii subsidiaire, soit par suite du 
comul de peines principales et de peines siibsidiaires, ne depasse pas 
six mois et que le condamné n'a encouru aucune condamnalion ante- 
ricure pour crime ou délit, ordonner, par décision motivée, qu*il 
sera sursis à l'exécution du jugement ou de l'arrét, pendant un délat 
dDnt ils fixent la duré^, a compier de la date du jugement ou de 
l'arrél, mais qui ne peut excéder cinq années. 

< Li condainnation sera comme non avenue si, pendant ce délai, 
li? condamné n' encourt pas de condamnalion nouvelle pour crime ou 

mt 

* Dan^ le cas conlraire, les peines pour losquelles le sursis a òtó 
accordi.' et celici qui font robjet de la condamnalion nouvelle sont 
ciimulé;"'s ». 

Prima p(M-i> del Belgio, in Francia esistevano nelle antiche le?gi delle 
dl^o^zioni che sotto forme apparentemente diverso riconoscevano la 
i^cAik di sO'^pendere in dali casi la espiazione di una pena, e fu 
solo nel 1789, che la rivoluzione la volle abolita, temendo che ne 
derivassero arbitrii in difetto di sulTicienti g\iarenligio. 

Nel 188i, M. Bérenger sostenne davanti al Senato francese un pro- 
eelto di legge per la condanna condizionale, che contiene tutti i 
criterìi e le garanzie della legge belga. € En cas de condamnalion 
à rf-raprisonnement, si les circonstances sont atlénuantes, si en outre 
riocnlpr n'a pns subi de condamnalion et que sa conduite antérieure, 
«a silnation, ses marques de repentir paraissent offrir des garanties 
suffUantes les tribunaux correctionnels sont autorisés, après avoir prò- 
noneé la condamnalion, à ordonner par décision molivée qu'il sera 
sursis à Texéciition de la peine, tant que le condamné ne donnera pas 
fe nonveanx sujets de plainte. En cas de seconde condamnalion dans 
k- (.V'iai de cìuq ans, h première pcinc est d'aborJ oxéculée, et ne 
peut so confondre avec la seconde. Son exéculion commence à courir 
ùi jour de l'arreslation (1) >. Nel 1886-87 poi, i deputati Reyberl, 



U) Aunales du Séaat. Docum. Parlanu Tome X^duajaii.au)e9 dèe. 1884, pag. 2 8. 



— IO — 

agneiip, Bourgcois (Jurn), V. Poupin, CliamberhnJ, Yvos Guyot, 
S. Liicmix, Colf;ivru presoli Larono un pposello per coiicpilt're appunto 
ai tnimiiali (.■orre^ionali quoUa stessa facoltà di sosptiiiiicre la pena, 
riltrn.iiulì) co^l aii'anlicr)... E^so eca cnsl formulala : 

« Ari. 1. — [ Iiibuiiali correzionali, gJii<Ucaiido delia f,'ravilà dei 
dclìui r> (lei valore morale dei dclini|iienli tradoUi iiitianzi ad essi, 
poli'aiiiiì stahilii'e che la pena incoi'sa non »arà applicata, ed ordinare 
di puriv in liiierlì provvisoria i condannati. 

« Art. 2. — Ni'i casi in cui i condannali che hanno usufruito del 
fieneiì/,io dull'art. I", fessuro tradotti innanzi al trihnnalc correzionale 
per 1111 niirivo dnlillo e condannati una seconda volla, i giudici pò- ' 
tniniio dichiarare esecutoria la prima pena cho si aggiun.urerà alla 
nuova l'ondanua. 

< Ari. :t. — Sarà fatta menzione nel casfllario giudiziario, in una 
colonna spedule, della condanna il r.ui elTctlosarà stalo sospeso (!) ». 

Tutto le r;iffiniii ron ii' i|iiali i deputali franijesi, aulori del pro- 
cetlo, giuslilì::avano la loro proposta, po3:*i'>No ridiir»i a iiiiCif unica: 
qualumiiin condaiinaLo, di cui il irindice ha apiirr/?„-.lo ii valore mo- 
rale, tra.lii'LMido luli> suo apprez-zaiuonlo iielUi durala della jilTIu, passa 




— !1- 

testano Maykew, Davenporl Hill (!) per Birmingham, e il Tallack (2) 
per la City di Londra. Sembra però che in Inghilterra, in simili casi, 
il giudice non condanni a una pena, ma bensì, dopo ricevalo il ver- 
detto di condanna dalla giuria, si limili a dilTerire la prolazione della 
sentenza fintantoché il condannalo tenga una condotta illibata. Però 
egli deve chieder sempre una promessa seria, di mantenere l'ordine 
e di essere di buona condotta (recoj^nizance to keep the ppace and 
lo be of good behaviour). Cosi pure il Critninal code Bill del 1878, 
prescrire che quella < recognizance >, la quale può tener luogo della 
pwa, imponga l'obbligo di farsi vedere e di ricevere ammonimenli 
({uando si sia chiamati. 

In Germania non si conoscono disposizioni simili a quelle inglesi. 
Però la legge penale anche là riconosce la facoltà nel tribunale dì 
sostituire in certi casi, e specialmente quando trattasi di minorenni 
colpevoli, alla pena carceraria comminata dalla legge una semplice 
ammonizione o riprensione. — Solo recentemente il prof. Lnramasch 
di Innspruck suggeriva di emendare il § 57 n. 4 del C. P. deirimpero, 
nel S4^nso di potervi comprendere il nuovo istituto, e la proposta mo- 
dillcnzione suona cosi; « Se l'alto è un delitto ovvero una con- 
travvenzione, il tribunale può, trattandosi di un reo non rocldivo, 
dilTcrire l'esecuzione della pena carceraria stabilita nella sentenza, 
fintantoché il condannato )ion commetta un altro reato ; oppiire potrà, 
in casi di pochissima gravità, pronunziare una semplice aminoniziono. » 

In Italia — Tho già detto — il nuovo codice ha introdotto ^po- 
trei dire ripristinato) Tistiluto della riprensione (jludiziale sostituen- 
•lol.'ì alle pene designate negli art. 26 e 27, quando il reato sia tenne, 
lieve il grado di responsabilità. Essa esilio che al reo non recidivo 
>ia fatta la riprensione in un'apposita udienza, il che aumenta ed in- 
traliia alquanto il lavoro dei tribunali; vuole, come condizioni essen- 
lìali, che il condannato compaia all'udienza; che accolga con rispetto 
*'j parob Hfl c^iudire; che as'^uma l'obbligo di ima cafizinn'> p«M-so- 
nalf od offra uno o più fidf^iussori idonei e solidali, sotto rommina- 
t^rii «li pagare la somma stabilita in caso di ricaduta ; infine elio entro 
'l-ie anni soltanto non commetta un nuovo reato, se fu punito por 
delitto, dentro un anno, se por contravvenzione. 



.!■ :^i'y-j''JttiO}i for the reprcssion or crime, Lomion, 1857, pap. 117 e sc;:uo:iti. 
(2/ Jj€f€cts in Vie criminal adminUtration and penai legislation. 1S72, pai?. \\6 
r - « ;miì dal Lamraasch, Bull, de l'Union, intern. de droU penai, n. 1., Mai 1&>S, 



— li — 

»*■ 

Cdiot' vpilcsi anch' it> nel designare il provvedimento die qui 
si propiif^rtn ho usnta l;i romune denominazione di < condanna condì- 
zionali' ». ScblieiiR abliia o,2gi la sanzione avi codicR lielga (il pro- 
fTiHlo franc^^R non u-tiiva finella fraje) pure non snmbrami accettabile 
():i!l.n si'iCTiza. l'Xsa pecca di incRalli'/za e ijnindi di o^ciiriLì. San si 
irit''ijilc Hiiliim coli qndle diin parol» in che consìsta qnaìVi Torma di 
sanKinin', e non s'inti'tido perchò non ò la condanna che sia sulior- 
dìnata ad una CDwlmouo, ma è la esecuzionn della condanna e l'è» 
spia£Ìuiii- della pena eia- sono sospesi! se t-d in quanto il condannato 
non lirala nel deliltu. — È il caso della ripmnsione giudiziale (arti- 
colo ±1» cod. pcii. nuovo). La condanna ad una puna rostriltiva iti 
liliertà pccnniaria deve essere pronunciala ; ed ù nolo dopo che è 
pronunziala che a i[iielle pene si può sostituirli la riprensione. — É 
il ci\!^n di'lla lii'cra/ione condizionale (art. If!). L;i dicliiai'a/,!oiie giu- 
diciaria di colpaliilità dove esser fatta dal niaiislralo; ed è solo 
dnjit> elio il condannalo i: nel carcei'c e mostrasi ravveduto elio 
il griidire pnò awordare la miUiraziiiue [Iella pena, malgrado la regiu- 




I 



— 13- 

coDOSciuto nel Capo dello Stato. Anzi il nuovo i<^iituto parmì asse- 
condi la tendenza che va manifestandosi negli Stati d'Europa, di con- 
ceiere al gin lice sempre più larga facoltà di esercitare odi il diritto 
di inezia col permettergli di commutare in dati casi le pene, di crra- 
duarle. dì mitigarne la durata e l'iutensità, e ciò allo scopo di meglio 
effeltnare il provvelimento àelVindivvftiazioìie penale e di rendere 
più completa la sua opera [riparatrice e difensiva. 

Una condaima ad una pena reslrittiva di libertà è un friiidizio sulla 
quantità di energia punitiva che si crede richiesta ai fini della gin- 
«Ma. Ma questa misura che a priori è determinata dal leglMatore, 
dere in pratica essere stabilita secondo i casi particolari dal giudico; 
e allora questi può riconoscere che per le modalità con cui avvenne 
un reato, per le condizioni morali e sociali di un reo, per le ansie di 
un pubblico criudizio, per l'onta e il danno del carcere preventivo, 
per il marchio di una nota nel casellario, per i segni rassicuranti di 
c^rto pentimento, anche la sola dichiarazione giudiciaria di colpabi- 
lità con la minaccia di un castioro, rappresenta un valido mezzo le- 
gittimo di difesa, proporzionato alla sensibilità di quel dato individuo 
e avente co?ì la virtù di intimidazione e di emenda. 

Di emenda — perchè la minaccia da sola può produrre nelTanimo 
del reo impressioni benefiche e conservare le buone abitudini di vita 
of»€rosa che po:«ono aiutarlo a non più ricadere nel male. Di intimi- 
dazione — perchè il condannato ò fatto in certo modo servo di peni 
per la minaccia che — spada di Damocle — gli sovrasta ; e il diritto alla 
pena è rispettato perchè questa è certa, non indeterminata, non <em- 
plitvmenle ammonitiva, e quindi può ottenere per certi colpevoli il 
:iUo int'^nto di repressione e di riparazione. 

S^~*tlo l'aspetto poi della prevenzione il nuovo istituto è ancora più 
piiif^lificabile, se è' vero che alla virtù preventiva delle disposizioni in 
genere del codice si acrgiuns^e qui la minaccia certa, precisa, sicura 
di una pena da un regolare giudizio giù determinata, ma non ancora 
espiata, solo perchè la società ha creduto di non aver più ragione di 
temere da quel consociato dopo il primo maledzio. 

Gli slLidii delle discipline sulla attuazione dello pene avvalorano an- 
cor più la nostra lesi. 

J>a restrizione della libertà individuale ha un valore diverso secondo 
i diversi individui, e mentre per taluni è un lieve; male (per q.ialche 
ukf^licc è persino un beneficio...) a cui costoro sanno e^^8ere indiiTe- 



-u — 

rcnli, per altri invece, sia essa con isolamento o senza, è sempre una 
dolorosa lorlura, un danno grave ed un'onta. 

Per taluni la pena comincia e finisco fra le quattro pareti di una 
cella; pur altri si estende al di lì, si ripercuote su persone inno- 
centi, e nel ti'mpo ni rinnova con irreparabili danni. 

Corte pene — è vpro — furono chiamate col qualiRcativo di « cor- 
rezionali > ; ma, da un breve soggiorno di un delinquente in una pri- 
gione, che risultati apprezzabili è possibile ritrarre, dato anche che si 
possa indurlo al lavoro e procurarglielo? 

Sia qualunque la riforma che voi vogliale portare al sistema K- 
prensivo, la pena carceraria, come D|nii altra pena, dovrà essere sempre 
un male (sia pure contenuto nei limili del diritto di difesa) opposto 
all'altro male d(.'l delitto por arrestarlo nel suo procedere e nelle sue 
conse!!ucn/.e, ma come tale sari sempre variamente sentito dai col- 
pevoli cosi sotto l'aspetto economico quanto sotto l'aspetto morale. 
Ciò è inevitabile. Forse è facile proporzionare la pena al delitto, la 
ripar.izione al danno, ma è ardua impresa il proporzionare una pena 
ad un delinquente. 

È ceito un grave errore voler considerare la pena sollanto sotto 




— 18 — 

diora trova anche qui la sua naturale giustiflcazfone il di^^egno di 
accordare al magistrato la facoltà di sospendere in certi casi Tesecu- 
aone dì una condanna, se è vero che egli è chiamato dalla le<rge a 
fissare questa proporzione oltre che tra la pena e il reato, tra la pena 
e Q delinquente. 

n legislatore per parte sua ha il dovere di rendergli facile questa 
eòmpito. 

Può egli esser convinto che la pena carceraria di breve durata cor- 
risponde alVideale della penalità? 

Nessuno potrà disconoscere che detta pena, insieme agli effetti buoni 
die con essa si son voluti conseguire, non ne apporti eziandio altri 
secondarìi inevitabilmente opposti in parte ai primi, contrarii ai fini 
desiderati e a quella fiducia nella efficacia repulsiva della riprova- 
siùne sociale contenuta nella condanna alla pena che debbono avere 
i consociati. Se il legislatore ha la convinzione — dice giustamente 
il Lammasch (1) — che dall'esecuziono della pena in certi casi de- 
rivi un efifetto contrario allo scopo voluto, egli deve accordare al giu- 
dice la facoltà di rinunciare neirinteresse pubblico e sotto certe con- 
dizioni a far valere il diritto delle Stato di far subire la pena ad un 
reo. Il diritto romano insegnava : moneat lex antequam ferini ; e Ben- 
tham scriveva: « So si può punire il delitto col pagamento di uno 
scellino, la morte sarebbe una ingiustificabile crudeltà o la carcere 
ODI mostruosità >. Bonneville de Marsangy recentemente ammoniva: 
< La peine doit étre économiséo, parco qu'elle diminue le fonJ com- 
mnn d'hnnorabililé qui e>t la richesse moraln d'une nailon...: plus 
00 abaisse le premier deorré de la répression plus on donne d'éla^ti- 
cité au ressort penai ». E il giurista inglese Hayhew esprimeva lo 
slesso concetto: « La prima condizione di un buon sistema penale 
è di tentare di tenere il popolo lontano dalla prigione pel maggior 
tempo pos^i^iK anzi che rinchiudervelo per colpe insignificanti ». 

E^mini il legislatore la questione sotto un doppio aspetto ; consi- 
deri prli cTetti della carcere, pnr breve tempo inflitta, così rigtiardo 
agii inlividui come riguardo allo Slato. 



(1^ Empfìehlt sìcb die Einfuhning dor bodiogten Vertirteilunf? (belgi^^ches Oe- 
MU Tom 31 mai 188^ in die strafgeaetzgebung dei* ùbrigeu Lander und iiator 
nlchea Voraussetzangen ? ^ Dal Bulleiin de V Union internai, de droit pénale 
\ i, mai ld.^9, pag. 34. 



Il) Hi-ioiir.io ,iL'li id liviiluì — Bi.^oirnn ricoiioscRro ciio o?l'ì t'^iinnenlo 
'Ila pìccola Jt;liiii|utìnza ò feiioineuo che si manifcsla prusso tutti i 
poli e pj^ccupa tutti i IsgislalorU 
Non è questo ìi luoso di esaminarne le cagioni. Tulio è stalo dettoJ 
ben lietlo in proposito. Io riporterò qui solo qualche cifra eloqaente.fl 
Nel Belgio, dal riassunto statistico deU'Acaministi'a^iùne della gia-9 
izia penale e civile dal 187(> al 1880 rilevasi che nel 1880 lea tti 
maiij; de police hanno pronunciato 18,143 condanne da udo a q 
giorni, e cioè; 

2S40 coiiilnniis nil 1 ^omo 
33ia >. 2 «ioml 



2600 » 7 » 

21147 » (la 5 a 15 » 

Les tribviiim.r correctioiinels da parte loro hanno inflitto ìa meiiajf J 
iraiUe il 188J), 803 condanne a meno ài 8 giorni, e 7oiX) Ja 8 giord 
i un nu'SF' (l). 

in Francia ituianle il 1883, die ai può prenderà corno media, fiì> 
no condannali : 



10,910 1 


niUvIdi 


da 1 a (! giorni 


10fi.lfi7 


> 


» (5 ginrnl ad 1 niiim 


U,I20 


» 


» 1 anno a Ti aui.ì 



ANNI 



-17 — 



GKDNTDJLNNJLTZ 



dai pretori 



ai carcere 



da 6 giorni 
ad 1 mese 



da più di 1 
a 3 mesi 



a 

soie pene 

di 

polizia 



dai tribunali 



ai carcere 

fino 
a 3 mesi 



a 



soie pene 

di 

polizia 



1870 .... 

I88>3 . . . . 

;asij. . . . 

882 .... 

883 .... 
881 . . . . 
?.S5 .... 

*^t; .... 



» 

» 

44611 



> 
8030 



152597 
1G9121 
155932 
158974 
156900 
170080 
182872 
193909 
186110 



» 

» 
23542 



8730 
10520 
5579 
4825 
4676 
4685 
4240 
4551 
4055 



Di una statistica del movlmeiìto mensile dei conlannati al carcere 
) poi rilevato che per 14 mesi ^- dal 31 luglio 1888 al 30 agosto 
J89 — esistevano nelle carceri italiane, in media, 

3485 condannati da 1 giorno ad 1 mese 



1 152 


> 


1 mese 


a 


2 mesi 


1777 


» 


2 mesi 


a 


3 — 


2049 


> 


3 — 


a 


6 - 


2449 


» 


e - 


ad 


1 anno 


1423 


> 


1 — 


a 


2 anni 


1700 


» 


oltre i 




2 anni 



Queste piccole pene (da uno a sei mesi) inflitte con una regolarità 
iia-i meccanica come possono riuscire a diminuire la delinquenza 
j'* pur si riproduce con un'incessante regolarità? 



■;i Le peno m'mime (\e\ carcere si conoscono solo pel i.«87, poiché noUe statì- 
ii he d«*{.'^liauni precedenti non si aveTa la distinzione dei varii giMtU deUe peno, 
^ ^/»l» la notizia di tutti i condannati ad o^ni genere di pena complessi vamoule. 

Rivista Cor^nwia — Anno XX, ^ 



-18- 

Mentre altri, comfì il Lis'.z e il Garofalo (I), vanno indicar 
atlri mezzi possono so^tiluirsi alia prigione, noi per ora dobU 
conoscere ciie In carcere non 6 spesso né repressira, né eiucatrice 
midatrico. Fs^a è inutile applicala per alcune settimane o per alcun 
delinqiienlG reci Uve ; e pel delinquente nuovo non solo può essi 
tUe ma dannosa, Es»a può afflcvolìre in lui le forze ùi resu 
male che nt'll'uomn nnesto suscita l'amor proprio; avvilirlo a; 
suoi, presso la faiuif^lta e la società; fargli perdere il suo pò 
l'oflìcina, allontanargli i clienti, alterargli le condizioni della s 
stenla, siiducìarlo della sua riuscita nel consorzio dei lavoi 
nell'ora di?ll<i scoramento e d^'l bisognu può esporlo a dare ai 
cattivi consigli e .1 rt-dcre alle tentazioni. Cosi per un primi 
Simo fallo si è sorpas.-^ta nella repici^sione ogni pifi giusta m 
di un di3^ra7,iulij iti è faUa un perverso, perdio ci siamo pre( 
più di proporzionare la pena all'importanza intrinseca dei deli 
di misun.re il grado di moralilà d^'U' agente e il pencolo di 
che corre la società. 

Nù basta. L*e<iccuzione di una pena giudiziaria « ricaccia m 
degli infelici che avviliti agli occhi pnipri e disonorati ai cospf 




— 19 — 

■ 

80((o il titolo: € II mondo delle Carceri » (note di un testimone). 

Dopo aver studiate le divr^rsc forme della vita arcoraria eirli conclude 

che la carcere non produce l'azione intimidalrice e Torroro che tm 

coloro che sono meno esposti ad andarvi. Quanti sventurati rhe p^r 

aver mancato una volta, in un'ora di smarrìnionlo o di oblio sotìo 

siati perduti! Varcato una volta il primo cerchio dcirinferno, invoco di 

corrocrgerli, il carcere li vizia sino al midollo, senza .speranza di irua- 

riorione. Pare che la perversilS cre<^ca in loro colla pena. Tutto nol- 

IV.rsranlzza/ione dolle carceri paro sia stato combinato per toner bassi 

rindividiio, annichilirne il ponsioro, indobolirno la volontà !... Il car- 

c^i'e corno è oggi, appare ed ù una sentina che ammorba, od è una 

bbbiìca di tisici, di pazzi e di colpevoli. — Si dovranno soppriraore? 

\o cprtam'^nle. Ma bisogna pensare alla ripartizione doi condannati in 

caleirorie, si dovesse puro fare uno stabilimonto p-^r oirnuno.... badando 

non tanto alla qnnnlità o alla qualità dolle condanno inflitte ai doti- 

nfin<Ii, ma raorgruppando coloro c'ic hanno afTinilà di carattere, dVdu- 

castoni, di istinti Ma non si abusi, por carità, esclama rAuloro, 

vie! c.irccre. Non in nomo di una piota malintosn, ma noirintorosse 
dtMI.i sniijte socialo, altondasi sino airultimo ostromo prima di cfottare 
nel bara'.ro carcerario doi disgraziati, sui qiiali vi sono ancora altri 
mtz/A (Vi aziono. La moltiplicazione dei rocìdìvi o l'aggravarsi della 
criminalità devesi in gran parto ascrivere airincrolilàlo facilità con 
cni si fnlìgge quella p-'na. 

Il miglior mezzo di rendere efftcane il carcere è ancor quello di 
aw mettervi meno ijenfe possibile (I). 

Il S'^natore Bérenger nella sua relaziono presentala al Sonato fran- 
cese Sili mezzi proventivi per combattere la rocidiva ha dimostrato 
c-^nic le lievi condanne troppo ntimerose siano la causa più dirotta 
ddla corruzione e, por conseguenza, delle incessanti recidive (2). Io 



:l) V^-^rgasi la beUa ricensìone cho ha fatto dello scritto delOaiitier, il sig. Giu- 
Eó;/pe liia i.uuil, e pubblicata in questa Ricista 1>Ò9, ras. G-7, I';ig. -ili e soi^c. 

-f In Francia nei reati di furio si ha il 75 ojo «li accusati od 11 Cu 0[o di recidivi : 
In luti i a il '4 P«r ogni la) comlannati nel 1887. La media poi dei recidivi in reali 
c..:u'.r\.' ia proprieià in genere (comprese anche le gra^s; zii.-ni C'-n omioidl'i) fu ì:ì 
'!..•:• .1 a '".riti il«'l H.2j por 100 condanna, i. 

In gt-ii?re poi sopra 100 condannali dai Pretori si ebbe il 10. M di recidivi: il 
Vt.i\. nei tribunali, e il 3d.0i nelle as-^isie. 

\.»i. .-i p^'i "n aumento quasi cosianto dal ISSI al 1PS7 ; 6.20- C.T5 -7.11-7.^0 - l'"» 14 
Preiure; - 32.**5-34.7l- 34.05-36.01 (assise). 

(Daiàa itatis, Ciudii, Pen. per l'unno ISS7 ^Introduzione : ISSO, pag. fi, LXX, 
XCIV... 



quiiidi non rippterò nose già delle e racili ad essere ÌDlcse da chiun- 
que. Ma solo tlRsIdero che si rillutu come debba eswre pili grande e 
spfivon!<^vol<! il danii:i cui si va inconlro, quando ci racciamo a rincliiii> 
ài'VP nelli- carceri diiliriinenli non recidiTì minori di età. Se lo slabi- 
Jimenti) pRniti'miiai'irt è a ^«lema cciltitare, oltreché oneroso per uno 
St.ito e di dimciiiì aliti :iKÌoiic, non può avere efficacia ad invogliare al 
lavoro l'o/ioso ed il discolo : se a sistema di promiscuità, non possonsi 
eviiarc i inidL'Iici iiiilussi delia colleilivjià e dei pernicioi^i contalti (1). 

Il proji-t de lui sur In réforme dei prisom de courles peines, pre- 
eenUlo da \Valdwl(-Koussc<iu nel 1884, ci dic^ che è ormai certo che 
in iiK'dia :iu qi>alli-o crindntinali se ne. trova almeno imo che è utile 
(riu'^tii isolare da^'li altri, « suil que sa perversile finse redouter son 
contact, Roil qiKi le nracièic accìdentel de 3a faute, son iHal d'in- 
lelli£;ence et de tnoratitt-, son di^sir fi ses essais de relour an bicD 
doivnnt lui [aire éparsniei' dcs rapproclu'juenis ijiii seraienl à h fois 
uno flélrissurc et un danirer ». 

K alloca se osi è, se la carceif ò un mnte pur necessario, pirchè 
invci-i' di prodi^'a^la sm/.» risi'rve e senica disliuKioni n.m ne dovremo 
dsnrt' con parsiiiuinra, ondi' non le si tolga lutto il suo valore? Ciò 




. - 1 

- r J 

■ I 



— 21 — 

pénileriliaire d'aulant plus sùremcnt qii' il est presque impossible de 
foumir du travail aux déleniis de quplqiies jonrs ot que la peine 
dcTÌent aindi une excitation à la paref^e ». 

6) Riguardo allo Sialo. — Sotto raspollo econom'co — le pone 
rpslrillive della libertà sono un gravissimo on<'iv |)er lo Stato. Un 
condannato a pochi giorni di arresti o di deleììzione non è opr^n in- 
dotto al lavoro né lo potrà essere praticamente pel nuovo codice, pur 
nonostante l'art. 21. Menlr'egli nulla proliicc, accresce il comune sa« 
crifizio pecuniario in materia repressiva. 

Né ò solo il costo per il suo monlenimento ciò che pesa allo 
Stato. Bisogni anche por nel computo tutte le minuto sp^so di 

ioLi/rna amministrazione: un vériluble (jaspillai/e des deniers public.'^ 

— E quante piccole pone pecuniarie inllitto dai pretori e dai tril»u- 
nali non sono ricuperate, e Tinsolvibile cangia in un [mbbliro aggravio 
ciò che doveva essere un'utile riparazione?.. — Di più: le spese di 
.^uslizin per molb^ contravvenzioni o per tenui drljiti sono sp'^^so, troppo 
spesso, irrecuperabili, ed è stato calcolato nel Belgio (in Italia non ho pv- 
liilo trovare i dati nocessari) che solo a Bruxelles (iaM878 al 18-^0 furono 
pronunziate circa !5,iKX) condanne al career»' piT contravvenzioni 
conlr'» cocchieri, prostitute, ecc., e che solo questa categoria iU per- 
sone, per il circondario di Bruxelles, ha costato ogni anno al te^oro 
pili di 10,<J()0 lire di spese. In Italia, dovr le condizioni econo- 
miche sono pili disagiato, è facile inuna,u:lnarr' quanto debbano costare 
airerario certe categorie di piccoli delinciuenti. 

Sotto l'aspetto aoàaìe — si può alìVrmaie eh»' i «Ianni che colpi- 
rono di individui, colpiscono lino ad un certo punto anche lo Stalo. 
Ls pena considerata comt? funzione suàaìe ha uno scopo di |)idjhlica 
tatela contro il delitto, che ò la violazione di interessi ricon«ìsciuti 
tlb consu'^tudine e di beni giiu'ilici che voirlionsi protf^tli. Più che 
casliirn, per la sociologia criminale <*ssa è roazhue diretta rd in'li- 
Wla. S-3 la carcere per breve diu'a'a è in f.dto coazione diretta, cioè 
ina violenza meccanica per rendere impotente il reo al malfare, iiì- 
fcltnmente non può servire die in dati casi (appunto (pianilo la 
|8ca sia di lunira durata) ad adattare il reo alla società, vincendo, eor- 
*?jendo, deviando le cattive energie della sua vita passata r presente, 
«Hte la futura sì giovi di una trasformazione di istinti e della resur- 
wiioiie de' buoni sentimenti, dato ch'egli ne abbia. 
A ragione dunque si ammonisce di far economia della carcere, pcvelvi^ 



— w- 

si scema il patrimonio morale di una nazione. E ciò secandr 
due modi. 

Innanzi liillo perchè se la pena — come acutamente osserva 1' 
Drusa — H^sa il siinso morale eitistenLe, impeden lo cai mezzi piìt e 
dì :)cenik'r{; |iiii giù, di inQaccliirsi, altTsrsi, distruggersi trall 
iiilcrami'iil- (1), (la altra parte pel modo e la frequenza eoo et 
applicala non può evitare di essere essa stessa un fattore di ii 
uiL-nlo di qui>l senso stesso, o così alterare il valore del cas 
secondo luf^go |ierché è og<^imaL riconosciuto che la pena ti 
subita è menu teiittliile della pena minacciala 

Sotto l'aspetto della vita materiale la pena caiceraria ha i 
l'iiiise^iieiizi' iiiunnrali. A noi nu'.i ò dato di impedire al pi 
far.i certe rilli'^sioni, certi confronti. Volere o no la carcere ■ 
asilo traiiqujlju, una cella aerata, un letto pulito, un cibo &> 
tolta un Iriv'uni jitnuneratore, un medico al malato, la cunipaii 
spciisiiirati), la snliliidinf^ al iristf, e p'r tutti il beltoliiio, la 
oviì a se ondi dei propri niez/.i ciasL^iiiio può cercarvi confor 
pussi^imo noi credere die chi esce di là diià al compagno eh 
Cere È viraiiieiiltì s|iaventùiOle ì — Non piìtrà nrta apparire 




-^23- 

a) Bi<^gna riconoscere che se in una società il senso morale è basso 
« poco sensibile il disonore pubblico inerente ad una condanna, di- 
venta necessario allora fare a fidanza nella virtù inlimidalrice della 
pena. Non volendo indebolire il convinclmenlo sulla necessaria corre- 
lazione Ira delitto e pena, lo stalo non può rinunziare aire«?eciizione 
delle sentenze. Il diritto alla pena potrebbe non giustificare la sospen- 
sione della pena. Se, per esempio, il numero dei delinquenti rimasti 
ignoti fo^e raorguardevole e tendesse all'aamento, ciò basterebbe a 
dissuaderci dall'aìdotlare ristilnto deirespiazione condizionale, onde 
non scemi la già tenue efficacia preventiva del codice. 

Ma, se non ci fa velo uno di quei progiudizii che Spencor chiama 
€ del sentimento patrio », a noi pare che in Italia il senso morale non 
Bia ba>so più che non sia in Francia — poniamo — o nel Bfl)?io. Non 
si può dire ottuso il sentimento del disonore che dalla pena deriva 
in un paese, quando persino un'assolutoria emessa nelle condizioni 
più favorevoli, rappresenta sempre per un cittadino imputato un danno 
economico e più un danno morale; che si reputa tal« l'onta di un 
processo, il dare il patrimonio morale in balìa dell'insana curiosità' 
del pubMico, il subire un'o.Tesa all'amor proprio. Nò del pari si potrà 
dire che il numero dogli ignoti snpora da noi qiello delle altre na- 
zioni. Esso anzi tende a diminuire pei miglioramenti apportati ai 
fiislemi di vigilanza ed agli istituti di buon governo. In Italia le i- 
slrultorie inefricad per inesistenza di prove sono in media il 14 o il 
io circa per ogni 10,030 abit. , e riguardano tenui reati contro 
la proprietà e gli spacci di monete falso — in gran parte — pei quali 
è nolo che cento processi seguati nelle statistiche possono riferirsi ad 
un individuo solamente. E il numero dogli ignoti — che col progre- 
dire della civiltà va sempre scemando, perchè la polizia è istituto quo- 
tidianamente perfettibile — è rapi)resentato in Italia, a detta dei fun- 
zionarli del P. M. nei loro discorsi annuali (1), da ladruncoli di cam- 
pagna, dagli anzidetti spacciatori di falsa pecunia, o da delinquenti 
poco temibili. 

I procedimenti che si chiusero dagli uffici d'istruzione negli anni 
1880-1887 con ordinanza di non luogo a procedere per essere rimasti 
ignoti gli autori offrono queste proporzioni percentuali decrescenti 



(l'i Veggaai la sintesi che di questi discorsi fa ogal aano la Riv. Pen., per curai 
<feir egregio Avv. Lucchioi. 



— 14 — 

In confronto dei procedimenti Maurili contro sùtori noli oà. ituUtì» 

1880 31^ 

1881 31^ 

lS8a 30.50 

laS! 30.31 

1884 28.35 

lB8j 27.53 

188'i 26.09 

18S7 24.91 

Mancano poi in questo computo i procedimenti per reati din 
mento denunciati ai Pretori e da es«i ritenuti di loro compctenz 
pos-ia inviati in Ardiivio quando non sono noti gli autori del H 
Ecco \c, circe raccolie; oscillanti fi-a atti e basRi tinironni dal 1 
Qno al 18S4, e decrescenti costantemente dal 1884 al 1887: 

187!» 14,72 

18«0 15.55 

18!il 11.98 

18S2 13.24 

18SJ l[.8r 

1881 ia.l3 

I8N,-, 13.11 

188(1 11.8rj 




me5?o (ii riportare su questo argomento le parole di un valoroso 'cul- 
tore di discipline statisliche, il dott. À. Bosco, (urolc che q^ut 
hanno tanto maggior significato in quanto furono scritte in quel- 
PutRcio di statistica che Tillustre Bodio diriire : e ... Sin «love e come 
la delinquenza sia macrgiore presso di noi che nedi altri Stati d'Eu- 
ropa, nessuno può atlermare o negare sul foudnnìento di un'indagine 
scieotiflca. L'omic'.dio, per quanto reato gravissimo, non è tutta la de- 
linquenza. Parrebbe, stando alle ricerche più recenti, che alcuno 
forme di essa prevalgano in certi slati in modo nol'^vole rispetto alle 
altre: per esempio, il numero dei reati contro il bimn cislumo è al- 
tìssimo, e va d'anno in annuo crescendo, in Francia : una crran parlo 
della criminalità deiriuffhillerra è costituita dai furti : le ferite e [)er- 
cn38*\ seeondo i computi del Wiìr/burgec (nello scritto citato flcber 
die Ver^ile'hjlìbarkdt Krimhtalstntlstisvhtr Dalrn nei Jnrhhihher f, Na^ 
tionnUtL n. Stnihteh' di Conrad. Voi. XIV, pag. 517- predominano in 
Austria. E non sarebbe uni giusta illazione se per ria^ciino di questi 
paesi, si volere trarÉ*e dalla freiiuenza di quel parlimlarn reato la con- 
sea'ut'^nza ch'c-so è, rispetto alla somma telalo de' la delinquenza, in 
condizioni peggiori degli altri. Un apprezznmonto c>mp;jralivo di e^sa, 
nel suo complesso, non ci è consentito nello stato altialo degli sludii 
dì statìstica criminale » (1). 

/«) Una seconda diifìcollà che Tortoilo^sia della scicnzi P'>trel)b" met- 
tere innanzi prima di raccomandare il nuovo i«5tiinlo snrebbe quella 
^à ad'lotta dd Lamniasch, che cioè lo Stato rinunziando di far subire 
in dati casi la pena viene a disporre del diritto dell'» parli lese dal 
reato a«I avere (juella sodisfazione che ad q?^>q procura il dolore in- 
ni Ito al reo. 

Ove questi bisogno di sodisfazione si mostra più sensij>ile nei con- 
sociati lesi da uu milelìzio, là è da temersi che unn reazione insorrra, 
e à cerchi di esercitare i mezzi di coazione necessari i per c(uisc- 
ffuire rivendii'azioni credute legittime. 

Le filalistiche non ci dicano certamente ove e coinè (pieslo bisogno 
di vendetta esista : ma Tesperìenza e la conoscenza del n«ìstro paese ci in li- 
cano c!ie esso è più vivo e sensibile presso le popolazioni del mezzogiorno 



i;i; Gli Omicidi in alcuni Stati d'Europa: Appunti «li 9l;iti>lir.i comparata. ^R- 
rratt'.' <ial liuUetin de Vliistitut internationai dr stotiatifr''". Tmìì. IV. In^O l.r» 
Ut.i. k questo verameuie, uno studio assai pregievole i)er dotuiuu, ini- origiua- 
iit^ di Tarlate, per ri;;ore di metodo. 



d'Eiii-opa, presso quelle che hanno meno corretti i loro ìstin^ dove non i 
continua la moderazione della forza fisica, dove sodo pib diuglate la 
condizioni econom'clie, ecc. — Ma anche qui non hìsof^na esagerare. 

La pena attrnvcrao le sue fasi sloriche ha cessato di essere sempllee 
vendi'tla per divenire una funzione sociale, un supremo interesse dello 
Stato, lina renziono osercìtata per uno scopo di pibblfca tutela. — Ci& 
è entrato nella coscienza nostra e niuno pjò disconosserlo. Vi sono, 
è vnro, dei pae^i — come, per esempio, la Comica, giusto quanto ha 
(limostralQ reccnk'mfsntoii D. Biurnet (1) — ch'i considerano ancora 11 
roato come un semplice conllitto di interessi privati, e pei quali il jut 
jiiiulendi sì concrela in un jus rindicandi-... Ma noi siamo b[>n lontai^ 
da questo sl'ito di rendeUa, da queste abberrazioni morali, atlraTerso- 
i\\\e (inali saremo bensì passati, ma che oggi abbiamo ormai relegate- 
fra i ricordi di tempi calumilO'i e lontani. Nell'autoritii sociale rlcoofr- 
}i?Ì;imo l'uiriL'io della tutela giuii :ica mediante la punizione, e l'idaa 
che la forza sociale del)l)a vincere quella del singolo a comune van- 
la.ffirio si 6 ormai f;itla smtimenlo nei consociali. 

La suprema legge delle compftonze, che è Icirge di misura e di 
rispetto, ci ammonisse the l'ulTicio di venJicire le ofToso è riserbato 




— 27 — 

^ islituti» che baone ragioni di diritto e di ulilitù consigliano, agli 
iiidividui, all'ambiente, ca.>o per ca^^o, cosi senza possibilità d*arbitrii ' 
tome senza restrizioni ofTcnsiveJdeirumana dicrnilà. 

e) Allo stesso ordine di ilee appartiene un'altra obiezione che, se- 
condo me, potrebbe farsi al nuovo istituto; el èia tendenza del giu- 
dice ilaliano di interpretare la facoltà di graduare la p:'na quale in- 
vilo a mostrarsi clemente e ad applicare quasi por regola costante il 
minimo della pena. La gravità di un fatto subbiellivamenl^ conMde- 
rala trova sempre mitigazione nel friudizio obbitUtivo del fatto stesso. 
Troppo sovente pel magistrato proporzionare non vuol dire che aile^ 
uuare, ed egli più che un sen^o giunto di repugnavza al delUto, 
sente, si direbbe, un 8?nso di repujniìnza al wainsimo nell'inligcrer la 

pena nella stessa guisa che per gli antichi la natura l'aveva pel 

vuoto....! 

Co.>icchè circos'.anze genr^riche e circostanze specifiche attenuanti, 
lenult'i del reato, esiguità di valore, ricuppro di refurtiva, provocazione 
liev'% e^j^sso nel (ine... tult^valea consigìiarij^li mitigazione di pena 
fiii.j all'estremo limile; onde si piiò dire eh:} altre sono le pene san- 
zionate dal codice, altre quelle inilitte dai giudici. A questo si ag- 
giunga la tendenza ad accordare le attenuanti in genere, la ficilltà 
con cui si concedono condoni, .G:razi\ amnistie, e s'intenderà come 
lo studio di temperare le consegiienze giuridiche contrarie ai rei si 
riviva in un lavoro di demolizione dooflì ordini civili (l). K io penso 
con molla Irepidanza all'avvenire q-iand'apro il nuovo codice penale 
C'usideran lo quanto siano enormemente bassi i minimi delle pene L. 

Comunque sia, devesi riconoscere che tutte queste ragioni non sono 
bastevuli argomenti pr^r respingere la fatta proposta. Sia pure per 
poche settimane o per pochi rae^i applicata la pena del carcere, essa 
apporterà sempre con sé quello strasci.:o di inconvenionli che ho di- 
anzi enumerati. Da altra parte giova spr^rare che il giudice spoglian- 
dosi di Oirni morboso sentimentalismo debba pure una buona volta 
persualersi che nei casi ordinari e zìi dovrà inligc^ere per regola la 
P':*na in misura equidistante dai due estremi nei casi ordinari, e 
che le attenuanti dovrebbero imiurlo luti' al più ad indiggere il 
minimo della pena, se ve lo consigliano Pesame dell'in iole del delin- 



(i'i V. Il mio scritto « L'Esercito e la sua criminalità » Milano, A. Drigola 
i8M pag. 179. 



— S8 — ' 
quelite, h prova del suo pentimento, l'eccezionaliU deirambiente in 
cui avvenne il mìsfalto.o sopralutto la moraliti del motivi determlnaoti. 

Dopo tutto la tendenza del giudice ad applicare il minimo di una 
pena potrà persuadere a cii-condare il nuovo istituto della espiazione 
condizionali; di [nair^iorì cautele, anziché a prosciiverlo da un codice. 

Io poi Aunr) d'avviso col TanlTer (t) che sia sola rislruzione del gin* 
dice che |)ossa risolvere molle didìcoltà inerenti ai sistemi reprc»siTl» 
e coopol'are alb diminuzione del numero dei detenuti. — Si tratta di 
avere de' mn^istrati che siano adlentro, piiì die d'ordinario non ac- 
cada, nella psicolc^'ia dei delinquenti, onde questi abbiano irattamenU 
conformi alle loro condizioni psichicho e morali. Sagacia di direttoH 
carcerari, reirolnritfi ili congegni, divisioni di detinendi, razionalità di 
discipline interne — tutto può essere frustrato dal giù lice se non co- 
nosce l'organizzazione dtjllo stabiliinenLo penale di cui puà disporra 
nello Stato, e se non designa esso preventi va ni ente col suo giudizio — 
ed approssimalivauirnte almeno — le cornlizioiii dell'ambiente in cui 
dove es-ier rinctiiiiso il condannato dio egli colle sue cognizioni scion- 
tifiche ha qualificato e classifìcato. 

Parrà forse un'esagerazione : ma pure io credo clic alte oscilla^ionir 




penale e « non vi è miglior preparazione di quesla airesorcizio del 
Pubblico Ministero ». 

d) Un'ulUma obiezione ancora. La ricavo dalla R«Mazione Sonatoria sul 
Pro^. di Cod. pen. ilal. — (1888 ediz. uff. pag. 4JÌ-W) — che ci informa 
come la Commissione Senatoria non credesH? che la riprensione giù-- 
dhiak — che è affine al provvedimento di cui qui si dis'orn» — po- 
tesse acconciarsi ai costumi nostri. Pen'hò ciò !.. Ln Commissione 
noi dic« ; ma deve esser arduo il dirlo quando si pt^nsi che quel 
provvedimento fu in uso presso i romani ; che in Piemonte sotto Carlo 
Emanuele (1770) avevasi Vammonizione repressiva e la sostituzione 
delle piccole pene carcerarie con pene pecuniario, raddoppianlo e tri- 
plicando il valore del danno causato a benefìzio dei poveri del luogo 
ove era avvenuto il reato: che in fine era pure adotUìto e discipli- 
nalo nel codice per il regno italico (art. 40 e 410), nel coJ. sardo 
<arL 38), nel cod. toscano (13 e 23), in quello dolle <lue Sicilie (41) 
€ oe;p è aiotiato in Turchia, in Ispagna, in Russia, nel Portoì^allo, 
nei cantoni di Vaud e d'Appcnzell, e nel cod. Gormanico del 1870. 
In Italia p3i evvi un'altra ragione che consÌQ:lia oltre l'istituto della 
riprensione anche quello della espiazione condizionale, e 1 ò questa : 
rabitiidine — specie nel mezzogiomo — di ricorrere per oirni specie 
<]i realo, da opmi specie di rei, per ogni più lieve condanna pecu- 
ni^iria o restrittiva di libertà, alla Corona per la grazia o il condono 
della pena, servendo-^i di qualsiasi influenza per riuscire e alterando 
nella domanla (ciò mi ò avvenuto di notare più vi)lte) [)ei'sino i fatti 
pur fermati nella sentenza che si allegava....! — Ciò intorbida l'azione 
della giustizia; renle sposso frustranea l'opiM'a dol mngi-itraLo ; ciò 
agcrava la responsabilità d'^l potere esecutivo enonnemcute. 

Sono intuitivi i danni che derivano da questo abuso di richiedere 
e dell'abuso di concedere la grazia : ond'io me ne passo. Ma da ciò 
io Irasrgo la conseguenza che l'espiazione condizionale può avore anche 
Filtro beneficio di giovare ai costumi correggendoli ove siano manche- 
voli, 4) rit'Mnprandoli se buoni. Ciò è quanto di più elevato e di più 
aobile si possa proporre una lei^ge. 



8 6. 

Ma facciamoci a studiare quali dovrebbero essere U limitazioni da 
|refi?gere a questa facoltà nel ?iusdiciente di sosi)endort' l' applica- 
xioDe della pena. 



-30- 

I. L'csrtiazionc condizionale si presenti Innanzi tulio coma im'istUo- 
zionc m'aito iililc per i delinquenU non recidivi minori di età e per 
ìe donne. Essa ti torrà all'azione deleteria del carcere. — Perù bisogna 
riconoscere che anc!ie le cafie di ciistolia pef i minorenni hanno tut- 
tora rincnnvcnionle di esser carcere, di avere cioè un carattere pe- 
nale; il cXiiì proluc^ nel jjiovanc, rinchiusovi forse per una scapatag- 
gine, per una lieve cnlpi, per un Tnrlo con<:igliato forse dai frenitori^ 
un marcili^ netti sua vita e una ripugnanza di meno al mal fare. 
Quand'anche vi saranno introdotle maggiori modiScazioni di quelle 
che pur ogni anno vi si compiono — a seconda dei me7j:i economici 
dispoiiiliili — quelle cat^ non potranno mai fare di un oziosa e di 
un discolo un operaio laborioso, se è troppo breve il tempo in cui 
vi debba slare rinchiuso. 

È notevole n qnesto riguardo una Circolare del Guardasinilli d[ ■ 
Francia {ì genn. 18S9) ai Procunilori Generali, in cui si richiama 
l'atlenziono dei magistrali sui pericoli delle condanno al carcere per 
breve durala pronunciale contro i minori di 16 anni, e sui danni ri- 
sultami dnt loro invio in luogtiì di correzione per un penodo di 
tempo iroppo corto. Non puossi certamente — citi osserva — ia 




— 31 — 

mira nel concederla o noi negarla, di ricercare se rUuUano dalle ta* 
vote pro:^essuali o dairoralc discussione circoslanzn dalle quali sia le- 
cito presumere che il minore si troverà moglie solloposlo alla disci- 
plina della propria famiirlia o di un onesto e laborioso padrono, an- 
ziché in una pubblica casa di correzione, o di un riformalorio laico 
o presso una società di proti'zion?^ dell'infanzia abbandonala, se vorrà 
giorno in cui lo Sialo possa fare a fidanza con quesli benefici islituti. 
Per le donne militano le sK^se ragioni. Anche por esse il cnrcore 
è di danno, rendondo loro dilfìcile, forse più clic alTiiomo, il trovare 
una onesta occupazione, giacché la sociolà perchè ricliiodo in loro più 
severi costumi o più rollìltidino di vita, così dldlda più fnciiniente 
della loro morale corruzione. Nella magorior parlo d^orli stabilimenti 
carcerarli por donne vi e ancora confusione di pene. In essi si in- 
contra spesso una cornizione anche peggioro di quolla chi presenta 
la popolazione dei peniten/iiari m-nchili. Fa notato già da Enrico Ft'rri 
nel suo discorso alla Camora sul bilancio del Ministero del- 
rinl*?rno per l'anno finanziario 1887-88, nella tomaia uol 19 magi^io 
1887, che in alcuni luoghi lolle slesse (liscipUìu* e coijli stessi tratta^ 
menti le ilonne sconlano ogni gonere di pena, da qu »lla soinplico del 
carcere a quella dei lavori forzati, e Pamministraziono carcoraria ù co- 
stretta — per lo condizioni che le son fatto — di disfarò ci)si il l.i- 
Yoro che nel codice penale fa il logislitoro (» nello aule di giustizia fa 
il giudice dislihgiiondo pena da pr>na, delinquente da delinquente. 

Né ciò avviene solo in Italia, ma in quasi tutti ^'li Siali d'Europa, 
Anche il sistema d'isolamonlo è adottato in una [)roporziono assai mi- 
nore nei penitenziarii femminili che nei maschili, cosi in Inghilterrra, 
come in Irlanda e in Germania. 

Ciò si riduce ad una vera ingiustizia < p'^rchò accomunare la 
disciplina di una condannata al carcere correzionalo, por infan'j'cidio 
provocato, poniamo, da vigliacca soduziono, a quolla di una avvelena- 
trice con preme lilarone, evi lentomente è sconvolgerò, nello condan- 
nale stes'-e. e nel pubblico che asQi<te airese^uziono di questa pena, 
agni senso morale di distinzione fra dolilto e delitto (I) ». 

S'intende ili leggieri a (juile deleteria irifl.ion/a deve rs cri* esposta 
ili certe carceri per parte dello suo compagne aventi Tab lo :d delitto 
li donna che fu conlannala per un lieve reato, ma die è ai.coramo- 



lO RiT. cit. pag. 2:9 Anno 1FS7. 



■ 



-3«- 
Talmente sana. Ma forse Lulli non pensano qaali tristi «ffetU deve re- 
care la corruzione da lei appresa nel carcere quando ritorna in tea» 
«Ila sua ramiglia. Chi impedirà che non si propaghi il marasma tra i 
fiffli e che il cauivo esompio noD corrompa l'anime tenerelle li 
'dove l'amorn lìi-tla famif^lia più non si avvalora della reciproca stimaf 
— chi dirà quante forzo di resistenza al delitto non son venute meno 
in quella ca-'a, ove la miseria è già catlira consigliera, e di quanto 
IH-estìgio non ò ^L>inala Id parola della prima educatrice della prole?— 

La risp0:;ta doloro:^» la dà un fatto ch<3 ho potuto raccogliere stu- 
diando la ilolinqiicnza dei minori relativamente ai rapporti di famiglia. 
Oliaci due terzi dei minori imputaU hanno entrambi i genitori», il 
die attesta cìw non è solo per difetto di domestica autorità che i SgU 
traviano, ma cho spesm un infelice connubio sperpera più presto le 
migliori forze morali di un giovanetto di q<ieilo che non leccia li 
mancanza di uno doi regEnlori della famiglia. 

Cosi ancho pr>r le donne — sia perchè la cosi detta tendance à l» 
tul/mbiliié è in esse meno spiccata che nell'uomo (1), sia perchè il loro 
carattere è pi fi mite prevalendo in loro le facollÀ morali che si riferi- 
scono a mite/Jta di sonlimento anziché all'enernìa tifilo spirito — Te- 




--33- 

La lecrge belga considera in proposito i coniannati non ancora in- 
coni in una precedente condanna € pour crime ou délit >. II Lam- 
maach, nei suo progetto di riforma dell'arL 87 n<>. 4 del Cod. pen. 
deirimperoy parla dei rei non ancora preyUidkatL II progotto francese 
del 1886-87, e la relazione c*ip lo p.'ecedi non dicono esplicitamente 
se il condannato cui si accorda la sospensione della pena possa essere 
o no recidivo ; ma da tutto lo insieme si intendo che e<^li non deve 
aver mai riportato una condanna nemmeno per contravvenzione. 

Non credo che io debba qui discutere se sia o no conforme a ra- 
g-ione il voler immune in modo assoluto da ogni addebito il con^ìan- 
nato, né se possano essere tutti accettabili i critcrii con cui fu disci- 
plinata nel nuovo codice italiano la recidiva. 

Ha esseniovl in esso un istituto affine alfespiazione condizionale, 
cioè quello della riprensione sostituita alla detenzione, all'arresto e al 
conOuOy cosi non sembrami pratico distaccarmi troppo dalle norme che 
in questo arfl:omento furono già secruite dal legislatore. 

Cosi : lo) il colpevole non dovrebbe aver riportato mai condanna 
(scontata o no, non importa) per delitto doloso. Per lui non debbono 
valere le benolìche limitazioni di tempo (provisto dall'art. 8)) olln^ le 
quali rimane inefllcace per la recidiva la con lanna prece lente ; 

2*) non si deve far distinzione tra recidiva generica e specifica, tra 
indole ed indole dei reati. Però mi parrebbe giusto che come non si 
tiene conto per gli elTotli della recidiva, giusta l'art. 83 del nuovo 
cod. pen., delle condanne per contravvenzioni rispetto a quelle per 
delitti e viceversa, delle condanne per delitti colposi, dello condanne 
per reati mililari, delle condanne inflitte da tribunali stranieri, cosi 
non si dovesse qui tener conto: 

a) delle condanne per contravvenzioni, purché la pena inflitta non 
sia slata superiore a due mesi di arresti, considerando che nel nuovo 
codic*^ vi sono delle contravvenzioni di grave entità, tali da far ritf^ 
nere pericoloso il delinquente che le consuma; 

b) delle condanne per reali involontarii, ma per colpa non lata, il 
che puossi desumere dalla disianza della pena inflitta dal minimo o 
dal massimo; 

e) delle condanne per reati d'indole esclusivamente mililare; 

é) delle condanne pronunziate da tribunali stranieri, sotto certe conr. 
dizioni. Potrebbesi dare efficacia a queste sentenze ove i trattali con lo 
Stalo italiano lo permettano. Ma comunguo io potrei concedere che 



non si tenesse calcolo di c^rle coodanne soltanto, par reati politlct, 
per esempio, o contro la sicurezza dello Stato, contro la libertà, U. 
pubblica amministrazione, l'ordine pubblico ed altri di limtl specie, 6 
per tutte le contravvenzioni. Ha non può essere certamente confornu 
a ragione o accetto alla coscienza dei pìb che un reo goda del bene- 
fìcio dèlia espiazione condizionale, solo perchè fu condannato all'estero, 
sebbene si -sia reso colpevole di uno di guei reati che offendono, per 
dirln coll'egregio Garofalo, il sentitneoto meiio della probità o iéil» 
piedi. ÌJi buona condotta di un cittadino presuppone abito di sogge- 
zione e di rispetto alla legge, ed esercizio disciplinalo dei diritli e 
dovpii. Pu038i usare nello accordare un beneficio un maggior rigore 
che net vietare di aggravare la pena, e possiamo richiedere al reo, 
etti vuoisi lare una concessione, una condotta sociale più corretta e 
lina miitudinc più costante di quella che si deve chiedere ad un altro 
ppr sUibilirc sr gli si df^bba o menn agi^ravare un castigo. 

Certo la scuola positiva (e con lei anche il Lammasr.h) propende- 
relibfì in questo tema a chiedere che In attività di un uomo debba es- 
sere interamente conforme alla legge e non solo ai modo di sentire 
o d'agire rispetto ad uno a pochi oggelli di diritto. Del resto lo 




— 38- 

^scindere nella determinazione della recidiva dalle sentenze straniere. 
Cià non so ne per>iiasero nò la Comniis.sione della Camera, né quella 
Senatorin... La ma<?giore o minore difTicollà di ottenere una prova non 
è valevole argomento dn opporre a delle ragioni di dlrilto e di fatto; 
t^nto più qui dove nò è vero clic sia dilTicile accertare questa oirco- 
slanza aggravante della recidiva, esistendo ormai in molti paesi ci- 
riii il casellario giudiziale; né evvi biso.crno assoluto di fare il rat?- 
euaglfo Ira reati e pene di diversi codici quando può bastare un 
semplice ragguafflio tra reati e reati, il che non è ardua impresa davvero, 
B) Xon imputati di piii reati. Non si deve concedere ad uno che 
ha oflfesa la leirge piti e più volte, il beneficio che si accorda a chi 
per la prima volta la viola. Siano o non siano quelle violazioni della 
stessa specie, sebbene tutte lievi e punibili in complesso con pena 
non grave, pur tuttavia il loro autore si è mostrato tal delinquente 
chi* Il minaccia di un castigo non è bastevole mez/.o per trattenerlo 
dal nmle, per cui una impunità sperata e per un momento conse- 
guita è slata slimolo suflìciente ad invogliarlo a persistere nella sua 
allÌTitò criminosa. — Sotto questo riguardo adunque la l^L^ge belga 
dovrebbe essere modificata. 



;. Ma non basta perchè il nuovo istituto funzioni pro'leuamente 
che ìi condannato non sia soltanto recidivo, nò imputato di più reati. 
Se occorresse indicare le categorie dei ctmdannali ai (piali più parli- 
<:ol3rmrJìte può essere applicata la espiazione condizionale, secon^io i 
criterii cln3 ho enunciati, io designerei <U preferenza i delinqui^nti di 
iKcasioae^ quelli che hanno ceduto a dei cattivi consigli, a<l un istante 
di colU*ra, d'irredessioue, di debolezza, chi a'jirono |)er molivi deter- 
minami non immorali, che ripararono alle con<!e^^uenz'> del maleìzio, 
che niosirarnn^i sinceramente prMìtili, che furono s|)inti al delitto dalla 
miseria condivisa dalla famidia, ecc. \on si può f;ir qui una casi- 
siica e formulare regole assolute. È aììilata al lih'^ro criudizio del ma- 
ffistralo la ilesignazione delle circostanze inerenti a ciascun condannato. 



Riguanlo ni roali — ho gtìù detto che hisoirin roirolare la Jon- 
r^^.-f.-no in discordo in minilo da non ind^boìirr' r^'-ììoncia pcrNenliva 
.1-'!:.T ft'inz:i)ne penale, credendo di conv'^cren* IVcc-iS') ilelle rnii'Iaine 
al nrcere per breve durata, colTeccf^sso ili concessioni di una libertà 
A'>*M qiiah"» può essere iornoto l'uso. 
Due criterii si possono qui seguire: o ùesìgniwc quali reali sì crcv- 



Il 



— 38 — 

dono di poca entità, arendo riguarJo a'Ia pona mlnacciita dalla leg^^ 
ovvero omettere qualunque enumerazione e arer solo riguardo aU^ 
pena in concreio, come fu etabilila dalla sentenza di condanna. 

Queiilo secondo criterio è il mii^liore e fu quello seguito dall» 
legge belga. Es^o permette che il beneficio della sospensiaDe delU 
pena si accordi al reo e non al r«a(o, e pemietle una razionale iuH- 
viduazione del cantico. Solo il prof. Lammasch ha osservato chR ceitd' 
specie dì delitli, pur paniti mitemente (con sei mesi di carcere o meno), 
dovrebbero essere esclusi dal novero dei reati pei quali il giudice po- 
trebbe applicare il provvedimento proposto, e ciò perchd ai rende ne- 
cessaria per esM non bnlo la gravità del castigo, quanto la fermezza* 
e lo imperio del pubblico potere nel tener saldo il principio di au- 
torità; per es. : il duello e la provocazione al medesimo. 

Ma con tutto il mpctlo dovuto al dotto giurista lo non credo ab 
poasa fnre in un codice quella distinzione. 

A ben vedere, non evvi reato peroni non si senta dai consociati la>' 
necessiti di reagirvi colla pena per tener fermo ed alto lo imperio- 
dei pubblico potere, giacché diritti e doveri nell'ordine storico deri- 
vano da un generale diritto di difi;sa. La peni deve sempre servirà- i 




-37 — 

Ha in quesla designazione dori'cbbero forile comprendersi tulli i 
reati di azione privala!. 

Anche a ciò io non posso acconciarmi. Intendo che al privato leso 
si debba in certi casi riconoscere il diritto di promuover es.^o l'azione 
pen.ile o di desistere dalla querela. Ma quando il giudice ha compiuto 
il giulizio e ha condannalo il colp?volo, parmi che non po>!?a giusti- 
ficarsi questa abiicazione del poter suo di magistrato per farsi slro- 
menio forse dei capricci, delle speculazioni, degli oJii del privalo leso, 
chicd:?n;logli se a lui piaccia o dispiaccia di accordare la sospensione 
della px'*na — e ciò dopo, lo si n iti bene, che egli ha già volato far 
subire al reo le ansie di un processo e Tonta di una condann.) 

Il mv-ìcrìstralo — giova ancora ripeterlo — deve applicare il 'rene- 
ncii dando prevalenza ai crilerii relativi al reo, non al reato. E lui 
solo chi* per ragioni d'ordine pubblico, per considerazioni di diritto e 
di faltu d'^ve stabilire se, concfdr^nilolo, si indebolisca o si raiTorzi Tef- 
fìcacia pi'eventiva della sanzione peììal(% e se la detenzione sari per 
essere per quel dato individuo emendatrice e intimidatrice, oppure un 
pericoloso nioz/.o di difesa ol un ca-ti^o superfliio. Allìlandì lutto 
dò rdla parte le.^a non si potrebbe evitare il su|)po>to che essa non 
sia indotta a concedere o a necrare la sospensione o da un voU'are 
motivo di tOi-naconlo, o da un basso sentimento di vendetta. 

Pei'LÌò le ragioni di giustizia, e di eqiiità nel commutane Cvindo- 
nare. sj spendere la pena devono por giarentigia del diritto di difesa, 
essere valutate dal magistrato e non dai danneggiati. 

Tulfai più noi potremmo accogliere (por coordinare sempre più il 
nostro istituto col codice nuovo) le disposizioni di cui all'art. oo8 e 
p., e anche quelle dclTart. 603 del cod. di proc. pon. ora mo li.-c-^to. 
« Art. *!oS. — La remissione (della pena nei casi di adulicri)) può 
ts^er fatta anche dojw la condanna, e ne fa cessare l'esecnzioiie e gli 
effetti penali, > 

e Art. 003. — Gli ascendenti possono relalivatnenle alle oj/cse che 
loro fossero recate ai loro discendenti o a/fini in linea retili, iincor' 
che ccsfitniscano nn reato di azion pubblica, rimettere la metà della 
pena rv^trltllia della libertà personale non superiore ai 5 anni, o 
della pena pecuniaria pronunziata contro di essi. La stessa facnltà è 
accordata al coniuge^ salvo il disposto dell'art. 358 coi, pen, » E la 
Relazione Ministeriale al Progetto (arL 363, pag. 246, 6:liz. uiT.) cosi 
&i esprimo : « Tanto è apparso necessario che in quesla materia abbia 



sempre da prevalere sul ma^tstiro penala U voìonti detfofreao, che* 
si è quasi altribuUo ad esso un diritto di grazia, disponeodo che I» 
remissione non solo tronchi il corso del procedimento, ma faccia b- 
zianJio cessare gli efTeLti della condanna. » 

V. Ho detto che per non indebolire l'efficacia preventiva della san- 
ziono penale bisogna limitai'e la facoltà occezionate da accordani al' 
giudice ai reati di poca entità e a data specie di rei. 

Due sistemi furono qui pure seguiti. 11 progetto francese che ho- 
citata a suo tempo non limitava questo potere discrezionile concesso' 
ai tribunali a quei casi in cui fu in concreto iaOitta una pena non. 
supcricire ad una determinata misura. Nella loro relaicione i deputati 
che presentarono il progelio avevano osservalo, come ho già detto, che sul 
numnro totale dei condannati il S o/o ili loi**} avevano commessi delitti 
gravi, passivi di una pena superiore ad uh anno di carcere; il IO */» 
delitti passivi di una pena da uno a sei ijionn, e \'S6 "/o delitti pu- 
niti con pene variabili da sei giorni ad un anno. Lasciarono quindi 
ai giudici la facoltà di stabilire a loro talento i casi in cui la pena 
poteva nn essere apphcata. 




- 39- 

per miHìmo della detenzione scoglie i sei mesi a seconda i diversi 
reati, cosi si potrebbe stabilire che Tespiazioiie condizionata potesse 
Kcordai-si quando le dette pene restrittive di libertà, sia come pene 
principali, sia come pene secondarie, non fossero superiori ai 3 mesi 
per la reclusione, a 6 mesi per la detenzione e il confino, e ad 1 an»o 
per le contravvenzioni (arresti). 

Non debbono — dopo tutto — questi limiti esser tenuti troppo 
bassi, giacché bisogna dar modo al giuilice di poterli raggiungere 
nella discesa della scala penale allorquando si trova di fronte ad un 
reato esìguo. 

Ciò sotto l'aspetto oggettivo, cioè della gravità del reato. Sotto l'a- 
spetto subiettivo del reo — aspetto che noi abbiamo detto essere 
in questa materia prevalente — bisogna ammettere che se si tenes- 
sero i limili troppo bassi si perderebbe di vista il reo por perseguire 
il reato, e non si riuscirebbe ad accordare la sospensione della pena a 
chi ne fosse veramente meritevole. — Eppure ninno potrà discono- 
scere che in pratica possono esservi degli imputati punibili colla re- 
clusione più meritevoli di indulgenti riguardi che non altri solo col- 
pevoli di semplice contravvenzione. 

Del resto dalle nostre statìstiche ho potuto ricavare che dei con- 
dannati dai Tribunali correzionali 1*8.20 % sarebbe nel 1881 slato pu- 
nito colla pena del carcere oltre un anno^ ed il 74 ^/o circa colla 
ste-^i^a pena da giorni ad un anno. Gli altri ad altre pene, escluso 
pe^rò il carcere. E dalle Assise si ebbe il 9.50 ^o circa di condannati 
al carcere non oltre un anno^ e appena il 9 Vo da un anno a tre, e 
il 3 Vo ol^r^ * ^^^ <''^'*'- 



;. Uno dei migliori beneficii che è lecito ripromettersi dairinvo- 
cato provvedimento è quello di avere nella legire penale una forza di 
più, atta a prevenire il delitto. Quando un individuo sa che se viola 
ancora la legge dopo che la pnicedente conlanna rimase ineseguita, 
gli toccherà di subire la pena già su di lui sospesa, più la nuova 
comminala dal codice pel secondo reato aggravato dalla recidiva, tro- 
verà in so maggiori repugnanze al malfare, e il formato proposito di 
ben rivere gli varrà come proposito di ben resistere... gli varrà al- 
meno come consiglio di prevedere piii sagacemente le conseguenze del 
SQO operare. Se la pena che è scritta in un codice ha meno forza 
persuasiva di quella inflitta effettivamente al reo, questa più di quella 



imum d"i[iti;Qi([aii(„i (i) », ' ' 

'" «8'':."'»"l>!n™iosi onesto, p„,„ „ ,„ jj ,, 

. Z'.° ""' """ ""' " """'-■» " "■« ■'-"■ 

e cojne woh acveiiula ? 

«n hrt di ,„„ ,,,„„i„,, ^|,„ ^^^^ 

.f r. '• '' "'" "^'"«'''"" ™-"« 1» 
SI »m,drn „me „„/to „ p^^, „„,„„ „ 
' "°" "''''» '■i«l'la m'jlir» volia i, ic„„,. ' . 
pre.«« cl>n ,1. c„.u, Il „„, ^Jr,„ .l",' 
M.mpo l„„rar<„ ,„„„ ,„«,„,„, ,„ , 
"'Iv',""' "" *'«- «""to ,.i p,.„,„„i, 
«•>" Il bisosM d,e i „..||, eomme o«:c:« 

I-' Ut un ÌBtÌlM»n t3^r.yn.. 



— il - 

ili:; rfprennone giudiziale (art. 2G o 27) ha stabiliLo clie il lermine 
e litro cui il condannalo deve astenersi dal commettej'e un nuovo reato 
i\yn deve essere superiore a due anni. 

Pel uoiiLro provvelimr^nlo però sembrami razionalo elio questo pe- 
rif"Jo debba essere mollo più lungo, sia perchè riguarda reati di maor- 
.e:Kir importanza, sia perchè bisogna por mente alb con;lizioni della 
difesa sociale. Bisogna che il reo dimoslri, por un tempo non breve, 
di essersi meritiito il beneficio concessogli, e noi dobbiamo avere la 
presunzione che la sola minaccia di una pena esercitò la sua efficacia 
m>diriL'atrice. Tenenlo quindi presenti i termini per la proscrizione 
♦Iella pena stabiliti ueirart. 95, n® 3, 4 e 5 del nuovo codice, parmi 
giiislo e prudente stabilire che, per i delitti punibili o colla roclusionc 
o colla detenzione o col confino, la durata della sospensione della pena 
non possa eccedere i 6 anni, e per le contravvenzioni i 2 anni se 
fu infili la la pena degli arresti per oltre un mese, od 1 anno se in 
n.isura inTeriore. 

Ho ileV.o non eccedere. Ciò lascerebbe supporre che i detti torniini 
p'ftessoro essere più brevi osfni qualvolta al giudice si la<^ci:isso la fa- 
colià Ci'i prefiggere un limite nella sentenza a seconda i casi, inferiore 
ai sei anni, ai due anni e ad un anno rispetlivamenLo. 

Ciò fu appunto permesso dalla logge belerà del 21 mag.crio '88 e dal 
iix:>li'ò coJice por la riprensioìte ijiudiziale (arL 27). — lo \\q\\) n.in 
so trovar opportuna questa facoltà data al giusdicente. La società ha 
bUcgTìo di cons'^guire una presunzione: una presim/iono di orJii;e 
^jetierale come quella che presiede ai critorii della j»ros:iizioiio. La 
ripercu>^iione «Iella forza repressiva della sua giustizia sul dclilt} 
d^vt* ts-er sensibile, costante, disciplinata, e solo si può suppon'o che 
tssa «ibbia raggiunto il suo scopo, anche come semplice minaccia, 
quando sia trascorso un non breve periodo di tempo durante il quale 
il delitto che fu represso possa dirsi obbliato, e il reo, cui non si 
h:-.. ev.ijic.io pei' t0iiJc^.?ion di legge la poiia, abbia date serie gua- 
ronligio di ravvedimento. Debbono dunque valere qii le stosse ra- 
sr'iorii per le quali niuno direbbe rispondente a giustizia il concedere 
al giudice di fissare volta per volta, o secondo i giudicabili, i termini 
•iella preiicrizione. A lui deve bastare la facoltà di commisurare la 
pena e appropriarla ai rei ; e siccome con ciò viene anche a fissare 
indirettamente il periodo in cui essa o può esser proscritta o può 
rimanei-e sospesa — cosi questa libertà gli devo bastare. Chi dls- 



— 48- 

s^^ntc da noi vunlo preoccupai'si — secondo l'andazzo comune — pili 
dei vantaggi dd colpevole che delle eondisloni di eaùtcnzi del civile, 
consorzio. 



Vn. Trafworai i detti periodi df tempo senza che il condairaat»- 
abbia sribita unn seconda condanna, la sentenza dì cui era rìmaiU ' 
sospesa b esecuzione dcvesl considerare come non avvenuta, e DMi'. 
può essei'e invocata nemmeno per Rtabilire la recidivila. In caso con^J 
trarlo la vecchia pena dovrà essere aggiunta alta nuova ìnQltta pd^ 
aesondo reato ed entrambe saranno fatte espiare. ti 

Qui però possono piesenUirsi due casi speciali, a) Può avvenire dwj 
durante b sospension della pena il condannato venata processato per'| 
un reato commesso prima della sentenza, ma scoperto dopo e punf- j 
bile con pena restrittiva di libertà, b) Può avvenire che il secondi» j 
reato cnmmeoo durante la sospensione della pena sia tenuissimo in ' 
confronto del primo. 

La refola per entrambi dovrebbe essere identica; — il nuovo reato 
interrompe il periodo della sospensione come si interrompe il corso 
deib prese rl/j (ino sn il Còrni a un ri Lo fr>mmf^Ue un filtro remo dells] 




— 43- 

Comunque del resto si voglia risolvere siffatto punto di questione, 
noo devesi pretermettere qiesta avvertenza : — può accadere cioè che 
il magistrato che pronunzia la seconda sentenza sia diverso da quello 
che hi pronunzialo la prima, condizionatamente sospesa. Ora perchè 
non sia lasciato troppo arbitrio al giudice e perchè non avvenga che 
sia rimesso al caprìccio — poniamo — d i un pretore, il dichiarare o^ 
meno l'inlerriizione della sospendono della prima pena inflitta da ma- 
gistrati superiori, occorre che quei limiti di giorni, di somme, di du- 
rata della sospensione dairesercizio di un*arte, eco. cui ora accennavo^ 
siano in un progetto prestabiliti e fissati, e così ape legis e non altri- 
menti, per comune praranzia, siano roprolnte in tutti e due i casi sopra 
distinti ÌJ modali'.à cM nostro provvedimento. 

Coài in istalio di esecuzione saranno tenJte forme le norme di prò* 
ccdura vigenti. 



!- Per quanto appunto ha attenenza allo reorole di procedura^ 
la espiazione condizionale ha bisogno di essere giustificata nella t^en- 
tenza che la concede, stabilendo le conflizioni necessarie chr» concor- 
rono per la concessione, e quelle arbitrarie relative alla tenuità del 
reato e più specialmente alla responsabilità del reo, alla sua indole, 
ai suoi precedenti, ai moventi ch^ lo delerminarono al reato, alle sue 
peculiari condizioni di esistenza, alle guarentiìrie che presenta di buona 
condotta et di ravvedimento, ecc. La parte dispositiva del triudicator 
avrà la dichiarazione di colpabilità — Tapplicazione della pena ordi- 
naria — e (}uindi la espo>izione dei critorii che consigliarono la so- 
pensione della pena. 

Sarà poi fatta menziono nel casellario p:ii]diziale, in una speciale co- 
lonna, di queste condanne il cui efTetlo fu sosp'^so. 

Ma la questione più importante che qui si pres'^nta è se si debba o 
DO ammetterò il ricorso al una superiore giurisdizione contro la sen- 
tenza sospensiva. 

Le rairioni per decidere bisooma attingerle dalla natura stessa del 
provvedimento. Il magistrato che è in condizione di poter assistere 
immeiiatamente allo svolgersi dei fatti e delle prove; che ne può 
cogliere tutte quelle Uovi sfumature che, pur valevoli a ingenerare a 
ad avvalorare almeno un convincimento, non possono mai arrivare in 
ippello attraverso un verbale di cancelleria ; — che può nel dibattito 
delle opinioni, delle offese e delle difese cogliere i moventi che in- 



-is- 
sante ila noi vufìlf! preoccupai'si — secondo l'anilazzo comune — plìi 
dei V3iitaa:gi dot colpevole che delle condizioni dì esistenza del civile 

consorzio. 

VH. Trascorsi i detti periodi di tempo senza chn il condannato 
abbin ^tubila uni seconda condanna, la sentenza di cui era rimasta 
sospesa la esecuzione devasi considerare come non arceniita, e non 
può essei-e invocata nnmmeno per stabilire la recidività. In caso con- 
trario la vechia pena dovrà essere ag<;iunta alla nuova inflìtta pel 
secondo Ff'ato ed entrambe saranno fatte espiare. 

Qui pprò possono picBcntarsì due casi speciali, a) Può avvenire che 
durante la sospension della pena il conslannato vensa processato por 
un reato commesso prima della sentenza, ma scojiorlo dopo e puni- 
bile cfm pi'na restrittiva di libertà, t) Può avvenire che il secondo 
reato commisso ditranlo la sospensione della pena sia tennissìmo in 
confroulu del primo. 

La redola per entrambi dovrebbe essere identica ; — il nuovo reato 
interrom|ifi il p'-riodo della sispeiisione come si iniermuipn il corso 
della prescrizione se Ìl conilannalo cnnimette un ;illro reato della 




— 43- 

Comunque del resto si voglia risolvere siffatto punto di questione, 
non devesi pretermettere qacsla avrertenza : — può accadere cioè che 
il magistralo che pronunzia la seconda sentenza sia diverso da quello 
che ha pronunzialo la prima, condizionatamente sospesa. Ora perchè 
non sia lasciato troppo arbitrio al giudice e perchè non avvenga che 
sia rimesso al capriccio — poniamo — d i un pretore, il dichiarare O' 
meno Tinterriizione della sospcn<(ione della prima pena inflitta da ma* 
gistrati superiori, occorre che quei limiti di giorni, di somme, di du- 
rata della sospensione dairesercizio di untarle, ecc. cui ora accennavo^ 
tiano in un progetto prestabiliti e fissati, e cosi ope legis e non altri- 
menti, per comune praranzia, siano rosolate in tutti e due i casi sopra 
distinti h modali'.à dol nostro provvedimento. 

Co5l in ista'lio di esecuzione saranno tenjtc forme le norme di pro- 
cedura vigenti. 

Vili. Per quanto appunto ha attenenza alle reorole di procedura^ 
la espiazion?. condizionale ha bisogno di essere gia<itificata nella f^en- 
tenza che la concede, stabilendo le condizioni necessarie ch'^ concor- 
rono per la concessione, e quelle arbitrarie relative alla tenuità del 
reato e più specialmente alla responsabilità del reo, alla sua indole, 
ai suoi precedenti, ai moventi chf^ lo delerminarono al reato, alle sue 
peculiari condizioni di esistenza, alle guarentigie che presenta di buona 
condotta e di ravvedimento, ecc. La parte dispositiva del criudicato 
avrà la dichiarazione di colpabilità — l'applicazione della pena ordi- 
naria — e quindi la espo>izione dei criterii clic consigliarono la so- 
peDsione della pena. 

Sarà poi fatta menzione nel casellario giudiziale, in una speciale co- 
lonna, di queste condanne il cui OiTetto fu sospeso. 

Ma la questiono più importante che qui si pres'^nta è se si debba o 
no ammetterò il ricorso al una superiore giurisdizione contro la sen- 
tenza sospensiva. 

Le ragioni per decidere bisoorna attingerle dalla natura stessa del 
provvedimento. Il magistrato che è in condizione di poter assistere 
immediatamente allo svolgersi dei fatti e delle prove; che ne può 
cogliere tutte quelle lievi sfumature che, pur valevoli a ingenerare o 
ad avvalorare almeno un convincimento, non possono mai arrivare in 
appello attraverso un verbale di cancelleria ; — che può nel dibattito 
delle opinioni, delle offese e delle difese cogliere i moventi che in- 



m 



-4i™- ■ " .^ . 

flkiirono 3tit rcalo, se^rujre t' itar crimini» Q^lla meste dal colperqle, 
nelle viccti'le clic lo prepararono e lo compirono o nelle conseguenM 
morali o materiali die n? derivarono, — non altri è cho il magiatxibli 
di priiuo gr.iila. Lui solo ha le condizioni necessarie per determiiure 
la indivutuiilità (inll'ìmpiilalo : lui so!o piiò indicidualissare la pepa; 
e il magislratii di appello devn riconoscere in fallo che nella vabittr 
zione delle prove le-tiiiioniali e nel determinare certi rapparli psiu>-' , 
logici tra reo e partì Iuìq, tra reo e testi, niuno meglio del primo ; 
giù lice può riuscirvi. Una relazione non è diÌMltìLo; un verbiUo iuta' 
è mai tutta il proces,^(i. ... 

Cosi io mi spri'70 l'iiidirizzo che lia oggi il giuiico di secoado 
grado ncir ammìiiÌAtrn''.iiine d:>lla giustiiia: egli mitigando, attenua* 
assolve. Soprn {)di\ ì,'iiiili/.ii delle Corti di appello nel 1837 coneaitO! 
dì riforma d"!!:! si'nu-ii^n appellali, 8341 tìniriino o con assoluzione 
didii:irì:iÌoi]o di noTi liioTo o diminuzione di pena 1 . . (i). 

Perciò io non a^corJer'i la facoltà allo parli di appallare dalla sen- 
tenza dio sispiride riiìiita di sospciid-^re la pena. Sola la Cassazione 
può essere adiln nelle viulaziunì di I''gge. 

La lerge h'.'lga iioìi 'a p.irola di ciò. Il Lammasdì invece pi'openle- 
rcliliu ni] g :cnfdaro al Pulihlijo MìnisLcro il diritto di appellare contro' 




-^•48 — 

:. È inolile poi ch'io qui dica che le Corti di Assise debbono avere 
la sle^^sa facoltà dei tribunali, avendo usato in questo scritto il vocabolo 
iribunale sempre in senso generico. 

Ma allora intenderemo estesa anche al giudice di mancamento que- 
sta stessa facoltà ? 

n Belgio non parla ch3 di Corti e tribunali (1), e il prog<^tlo fran- 
cese di tribunali in genere. Ma la nuova legare penale italiana por 
quanto qua e là si sia mostrata diffidente dell'opera dei pretori, pur 
tuttavia non ha sottratto ai essi l'applicazione di quei provve limenti 
che ha concessi ai tribunali ; e siccome i crit'^rii giustificativi del nuovo 
istituto non cambiano per cangiare di gim-isdizione, così non crederei 
razionale fare delle restrizioni . . . Certo le sperate riforme proce- 
durali e l'epurazione promessa della magistratura daranno magc^iori 
guarentigie di una retta amministrazione della giustizia in tutti i suoi 
gradi. 



Per ora una prima e generale garanzia di una opportuna applicazione 
del no<?tro provvedimento è stata indicata dalla legge belga all'art. 10: 
< n sera rendu compie annnellement aux Chambres de Vexémtion de 
la présente loL > — Con ciò si è voluto esercitare un controllo sui 
tribunali per evitare una mitezza soverchia contraria agli scopi della 
giustizia, ed eliminare un sospetto di parzialità nell'uso di questo po- 
tere discrezionale attuandolo di preferenza a vantaggio di quei delin- 
quenti che appartenessero alle classi più agiate. 

Ma a dir il vero io non arrivo a comprendere in base a quali prin- 
dpii di diritto pubblico il potere legislativo possa esercitare un controllo 
diretto in questa materia sul potere giudiziario. La regola delle com- 
petenze e della divisione dei poteri non deve essere violata col pretesto 
di conseguire delle guarentìgie che debbono essere cercate in tutt'altro 
campo. É il diritto penale processuale o formale quello che vigila 
coi riti e colle forme alla applicazione delle sanzioni ai violatori della 
legze e tutela la sicurezza sociale nella presunzione di innocenza e 
nella imparzialità dei giudizi!. 

Basterà per ciò chiedere : — alle sentenze la motivazione giustifica- 
trice della sospensione della pena; — alle cancellerie giudiziarie la 
registi^azione dei casi in cui questa facoltà viene usata, in appositi 



ì 



(1) Però si deve comprendere iudubitatameate anche i coaì detti tribunali 
cU polUia, 



Mi parrelilip di venie iiitio al ilm-jr mio se 
nonogi'alìa con alcann notizii! sul mnJo con 
)ralica quello provvedimento della c^^jiiazìune e 
Ho creduto perciò opportuno rivolgermi ad a. 
) ad alcuni magistrati dei Belgio, fra i quali l'i 
^ ',ore del Re di Bruxelles — M. Hector Witleiu 
i isultare alcune di-llo pubMicazioni di giurispradc 
mi Tu dato di rilevare, cu^ elio del resto io 
'{ittcazioiie del nuovo istituto abbia pre^^utaic 
ragioni desunte dalla sua in loie, ma dalla imp 
31 maggio 18SS — la quale (come pur tropp 
i sopra Imitati) con ha disi^iplìnalo lo istituto i 
lo ha coordinato colle lesgl preesistenti, noa 
'IO le fa*i nelle modalità di un procedimento, 
di iiidii^ie (iiialclie norma per la sua csecu;^ 
mancamenti della legge ha riparalo perù in 
imo pratico della magistratura che ha trovai^ 
•ala il provvedimento o lo ha applicato e lo a 
Di quando andò in vigore la Ip^rg" dpl 188 



— 47 — 

modo con coi funziona il nostro istituto ; ma per ora ciò non fu tatto, 
6 il rendiconto statistico è ancora — mi si dice — in preparazione 
negli uflScii del Ministero della friuslizia. 

Perù si può ritenere (cosi scrivemi l'illustre Procuratore del Re di 
Bruxelles) senza paura di errare che < dans toule le Bel^ique, los 
irìbnnaux onl largement use de la facuUé de ne condamnor que condi- 
tioanellement les coupables ayant de bons antécédenls . . • > 

Come vedemmo in teorica le obiezioni che possono farsi air isti- 
tuto, così in pratica possiamo incontrare (e nel Delgio, già si incon- 
trarono) alcune difficoltà nell'applicazione deirespiazione condizionale, 
che è prezzo dell'opera enumerare. 

Sono tre le principali diftlcoltà che meritano la nostra attenzione: 
ì,^ a chi spetta TesDCuzione d^lla condanna che fa sospesa con- 
diàonatamenle in caso di ricaduta e di nuova condanna? 

2.® si deve estendere il beneficio della sospensione ai giudizi! 
relativi alle spese di giustizia, alle pene pecuniarie, alle peno accessorie? 
3.^ come puossi applicare il detto beneficio agli imputati in istato 
di detenzione preventiva? 

Esaminiamo brevemente questi tre ordini di idee. 

!.• Tanto la legire belga quanto i progetti francesi non rispon- 
dono alla prima domanda. Essi prescrivono solamente che se durante 
la sospensione della pena sopraprgiunire a carico di uno stesso individuo 
una nuova condanna la pena sospesa e la nuova si accumulano. 

Xaturalm^nto bisogna intendere il testo della legge e dei progetti 
nel sPTì^o che la nuova condanna, per aversi il cumulo, debba essere 
pronunciata per un reato o commesso posteriormente alla comlanna 
che fu sospesa, o commesso prima ma scopertosi dopo. 

Ma Ciime e da chi il cumulo delle pene deve essere ordinato? A 
chi spelta Tcs^cuzione di ciascuna «lolle due condanne?.. La legge e 
i pro^Jflli su questo punto son muti. 

Possono p'^rò qui essere ricliiamale le norme generali di proc^dun. 

Alla Sf^conda sentenza spettora di dichiirare intorrottah sospensione 
della prima pena e ne statuirà il cumulo. 

Nel Belgio invece si e ritmnto clin ciò spetti al Ministero Pubblico. 

Qui'SM <!isp-..)S'zi()ne che o(Trnrl(.» eviihnihnnenlt^ hi re.^olt.' li^'lle coin- 
peleiiZL^ e snatura ristitiito del P. M,(^ giusli'ìcata poro nel Holgio dal 
fallo che in quel paese non esiste V onjaìiisnìo del caseliano (jindi- 
ziario, e da un anno appena ne fu decretata la civazioiio. Si lilenne 



— 43- 
qiiìndì che jinteasr riuscire più facile al P. M. che al tribunale di ( 
sere informntn (Ìpì priccdflnli di un reo e impedire che il beaefìci 
in discorso possa venire applicato a dei recidiv 

Inquanto poi all'esecuzione, pel nostro codice di proiydura pennl« 
come per quello d'instniclùm crimi«ftle (ran^ait dei 1808, che nelU 
maggior parte dflle sue disposizioni vige ancora nel Belgio, l'e^ncilj 
zione dei triudif^ìti, se emanano da tribunali diversi, spetlcrebbe ai dw 
(tiverii iiIRci del Piibhlico Ministero che iniziarono l'asione penakbi 
Ma ciò geiiererebhe intialcio e ritardo, mentre si dimoslra logico ( 
opportuno afììdare in lutti i casi l'esecuzione dello due sentenze Ai; 
l'ulTìcio del P. M. del tribunale che ha pronunciata In seconda condanni 

hlruzioni minisleriali nel Belgio hanno appunto risolta in queW 
sen'o il problema, e nessuna difficoltà (dice Ìl magistrato di Bruxelles 
3i sollevò in pratica né alcun reclamo. 

2.° È più arduo rispondere alla seconda domanda. Abbiamo dette l 
rairioni per le quali ìl provvedimento dell' espiazione condizionale doi 
vrebbe applicarsi alle condanne che inUiggono pene restrittive dell) 
libertà e non peno pecuniarie in genere. Però non si può prescinder! 
da q-ipste tre considerazioni: — a) che la grande e peculiare elfìcael) 
nrovvedimento può conseguirsi anche là dove 




— 49 — 

^posilion pnrticuliòre ». ( Cassation belge, 18 mars 1889. — Pasicrìsie ' 
1889. 1««^« panie p. 155). 

Sulla sorle delle pene accessorie non avvi bisogno di dire che essa 
é legala a quella dello pene principali^ e perciò anche ad esse deve 
aasere esleso il beneficio. Ma errerebbe chi volesse invece considerare 
come pene le spese di giuslizia, sia se si considera la pena per resem- 
pio, come se si con^^idera la pena quale compensazione o relribuziono, 
la pena per l'emenda, la pena per Tadallamenlo. 

La ragione del dirillo di punire non ha a che vedere col diritto di 
chiedere al reo il rimborso di spese per lui incontrale dallo Slato, e 
sebbene neiridea più compieta della pena entrino egualmente repres- 
sione e riparazione, pure non hanno giuridica correlazione rimborso 
« riparazione nel diritto penale. 

Le spese di giustizia quindi debbono essere escluse dal beneficio 
della sospensione. In questo senso il Governo belga ha dale istruzioni 
ai prociiratori del Re. 

Piiitlosto si dovrà includervi la riparazione economica o civile 
richiesta con regolare cosliluzione di parte contemporaneamente all'eser- 
cizio dell'azione penale? 

Evidentemcnlo, no. Il magistero civile che presie le alia riparazione 
UGO si separa — è vero — dal penale che disciplina la repressione, 
ma si dislino^ue da questo ; e appunto porche si distinofuo raziono penale 
dalla civile, la pena repressiva non deve seguire le sorli della ripara- 
zione del danno civile a favore del leso o damjcggiaio. Ce: lo Tingerenza 
sociale in questa riparazione non è arbitraria p.^rchò il danno civile da 
ripararci si lega ad un delitto, ma se la società può riteiiersi in- 
Testita della facoltà di reprimere il delitto e di sospendere in dati casi 
la pena correlativa, non può però considerare e ritenere come sua 
potestà, come giurisdizione |)ubblica — il diritto di sospendere una 
riparazione di danno civile, quanlo ha riconosciuto solo nel privato 
lesn q'i'^sta facollà ili esperire la coercizione sui b-Mii di un reo allorché 
sia condannalo o sia stalo causa di danno. 

3^ Relativamente in fine alla terza domanda dirò che l'applicazione 
del beneficio dell'espiazione conlizionale acrli imputati in istato di 
detenzione, preventiva, non può presentare diiricollà che presso quelle 
le^iMazioni che consr^ntono una continuazione di detenzione ancìie dopo 
h sentenza del magistrato, onde il Pubblico Ministero possa inlerportft 
appello e sino aììo sp/raro deJ £orm ine pre,UabiH io pel suo ricorso. CoA 
pr^^resi nei codice francese e nel belga ; e perchè la legge àe\ ai 

JTìfrUea atraanana — Anno 



maggio 1888 non ha previsto questo caso parlicolare, si è dov 
silenzio (lolla Icgsi?, ritenere che l'imputato detenuto se vod 
dannalo dal magistrato solo condùiona/amcwte, deve essere cust 
carcere lincile il P. M. non nbhia interposi^ appello nei termini 

Il progetto rrni'cpse di cui ho tenuto parola ha invece di^c 
questa materia !:econdo i principii di ragione e cioè il con 
sodo condizione deve essere escarcerato immediatament:*. 

Per noi — ripeto — non può sorger questione : la Tacoltà ■ 
presentante la legge di appellare avverso una sentenza, non 
quella di poter mantenere in carcere chi deve essere scarceri 
reno questo rii^pclto alla lidertà individuale e al r^^sponso del m 
to ha tanta maggior ragione di essere qui mantenuto, in qu 
istituto dell'I espiazione condizionale trova la suamagccior giuUilì 
nella o|iportiiriità morale e giuridica di togliere all'azione d 
del carcere il i-eo novellino, che presumibilmente ha ancora alti 
coscienza dei propini doveri che è intelletto ed è forza. 
§8. 

Queste, secondo me, possono essere h lineo generali del pi 
provvedimento. 




— 51 — 



COI^GHIESSI 



IO Internazionale sairalcooihmo, tenuto a Parigi dal 29 luglio al 
r afoete 1889. — Dal rendiconto pubblicuto nel n. 24, 4* annata, 15 novem- 
be 1889, óeWArchives de Vanthropologie criminelle togliamo i seguenti cennL 
I signori Yvemès e Dr>'S(]aIe avendo dimostrato come la maggiore consu- 
«Bione di alcool combina, in ogni paese, con l'aumento della criminalità, ere- 
4ùBù si debba intimare guerra airalcoot. E il modo migliore sembra ad essi 
iUo di diminuire il numero degli spacci della bevanda. 
Caosderiier per TOlanda, Milliet per la Svizzera ed altri assicurano che lad- 

8i fece slmile prova, non si constatarono gli cfifetti desiderati. 
CIÒ non ostante, ed in considerazione anco che i risultati di pochi anni di 
non possono dirsi defluitivi, il Congresso adottò la proposta seguente: 
r L'accrescimento della consumazione dell'alcool è una delle cause spcoiaH 

sviluppo della criminalità e della follia; 
2* La diminuzione del numero de^'Ii spacci essendo uno dei mezzi per ri- 
11 coDSuaio dell'alcool, il Congresso emette il voto di vedere i Governi 
idere la risoluzione di restringere il numero delle bettole. 
Questo voto fu dichiarato dal dott. Lancereaux come puramente platonico, 
lile che un governo democratico non può prenderlo in considerazione. Di 
ì,cbi va alla bettola? L'elettore. Chi nomina il Governo? L'elettore. Se il 
sopprime la bettola, l'elettore sopprime il Governo. — Trista con se- 
dei regime popolare! 



Quasi tutti gli oratori che presero parte alla discussione del tema : dei mezzi 
per prevenire i danni causati daWalcooìismo si trovarono d' accordo 
reclamare la interdizione o l'internamento degli alcoolizzati. 



[la questione deiralcoolismo fu pure trattata nell'altro Congresso internazio- 
H medicina mentale pur tenuto a Parigi dal 5 al 10 agosto. — In quello 
(iroho il tema della responsabilità delValcoolizzato ed il voto adottato dal 

^ sa proposta del sig. Semai fu questo : 
:< II Congresso, in presenza dei danni minacciati dall'alcoolismo alla Socictiì, 
luDiglìa, all'individuo; 
lieonoscendo che vi è modo di stabilire delle distinzioni tra l' ubriachezza 

ice, l'ubriachezza patologica e le sue verJetà, e ralcooUsmo cronico ; 
tome il Tof^ cAe neUlnieresse della difesa sodale, sieno prese, da un lato 



il 



delle misure giudiziarie, dall'altra delle mUura amministri Uva dtinMH, eootra 
gii alcoolisti secondo la categoria alla quale essi appartengono; 

Che i poteri legislativi dieoo una Bandone ai lavori di OaiMÌf, a del algowl 
T. Boussel e Leone Soy; 

Che sia provveduto con la creailone di uno più atabliimentl apeclall alll» 
ternamenlo degli ubriaconi abituali, e degli aleooHsU I quali avendo eoifr 
< messo del crimini o del delitti hanno ottenutn II beneflilo di un' ordinania di 
non luogo In ragiona dei loro stato mentale; 

Che la durata dell'internamento ala determinata dal Irìlmnali In iMiOBdnMv 
tnchie»ia mcdlco-li'gale ; e che la Uberailone, anco dopo ospiato 11 lampo I>« - 
salo, possa essere aggiornata se l' sIcooliUHto è riconosciuto iegitHmamaDto „ 
sospetta di ricaduta ; ,j 

Che questi Siabillmenll abbiano II caraiiere di case di cura e non di nprÉ^ , 
sione, aleno organizzati con una severa disciplina e che 11 lavoro vi ala Imposta; '■ 
, Che le atatlsliehe gludiiiaiie e amministrative aleno compilate Io modo di , 
mettere In evidenza t risultati di questi provvedlmenU ». 

-i 



La questione della foilia penitenziaria delle occasione al slg. Semai di ri 
novare le dichiarazioni e studi già esiK>sti nel Congresso di antropologia a 
minale del quale pubblicammo l'esteso rendiconto. 

Ed ceco la risoluzione votata su propoi^ia del sig. Semai : 




— 53 — 

Ap9Vio«EÌ«M Mia MoaMtiMe alla pediatria e alla edaeazioiie mentale del 
fuwivill vizioel la fwerale. É questo un altro dei temi svolti neli'accenìiato 
congresso. II relatore sig. Bévillon mostra che si può ottenere con la suggestione 
ipnotica dei risultati quasi meravigliosi pel risollevamento morale dei fanciulli 
TliiosL I fanciulli che rubano, bevono, fumano e sopratutto i piccoli masturba- 
tori sono molto efficacemente influenzati con questo metodo. La suggestione 
di buoni risultali nei casi pei quali con ogni altro mezzo, compreso quello 
delle coercizioni fisiche più o meno violenti, non si era ottenuto l'Intento. 

Ed 11 dott Em*lio L^iurent che ha pubblicato il rendiconto di questo congresso 
nel periodico Archives de i^anthrapologie criminelie, aggiunge: 

« forche non si aprono al dott. Bévillon le porte della piccola Rocchetta 7 Vi 
sono colà delle centinaia di piccoli mariuoli animati dai più malsani istinti e 
dediti a tatti i vizi. Se esso tentasse di moralizzare e di ravviare questo seme 
del criminale ! Se non ne salvasse che uno su dieci sarebbe pure un buon ri- 
sultato. É un tentativo che bisognerebbe fare ». 

Lo stesso dott. Laurent, che fu pure membro del congresso, studia Vazione 
suggestiva dell'ambiente penitenziario sui detenuti isterici. 

< L'autore, già assistente all'infermeria centrale delle carceri della Senna, ha 
potuto studiare gl'isterici criminali e constatare che, in quell'ambiente, la loro 
naiara proteiforme, spinta alla simulazione e airesagerazione, può trascinarli a 
una serie di atti delittuosi dei quali non sono che semi responsabili. Appena 
entrati in carcere essi oltrepassano in fanfaronate e in vizi i recidivi (chevaux de 
retour) più induriti ; essi divengono sollecitamente complici degli altri delin- 
quenti ; d'altro canto questi si servono de\U mancanza di resistenza degl'isterici 
eccitandoli contro I guardiani e facendoli servire alle loro proprie vendette. 
Questi fatti sono l>en conosciuti, le osservazioni relative abbondano, ma nessimo 
ne t'ae la conclusione pratica, che è l'isolamento dei detenuti isterici, il cui. 
squilìbrio non può che accrescersi nell'ambiente penitenziario ». 

Il congresso adottò all'unanimità la proposta in forma di voto. 

SoBBarlo del rapporto annuale della Società carcerarla renano-vesfàtlca 
sairamiata 1888-89. —Alla GÌ'' assemblea generale di questa Società, che ha 
avuto luogo il 9 e 10 ottobre 1889 a Dusseldorf, presero parte 135 membri, 
Ira questi 9 procuratori di Stato, 29 direttori e altri ufficiali carcerari, 24 cap- 
pellani carcerari e altri ecclesiastici e parecchi maestri di scuola, medici, gior- 
nalisti, commercianti, ecc. 

Erano all'ordine del giorno: 

1) 11 rapporto annuo del presidente, consigliere consistoriale iNatorp ; 

2) La relaziono del tesoriere G. Merten ; 

3> La relazione del membro del Gomitato, pastore Kirsch, sulla istituzione di 
ospedali per ubriaconi, in riferiiuento al progetto di legge contro Talcoolismo; 

4) La relazione dell'agente principale, pastore M. Graeber, circa il congresso 
deBa Società degl' impiegati carcerari tedeschi e l'assemblea dei delegati dèlie 
wsoriazloni di patrojuto tedesche, che avreano luogo a Friburgo ; 

J^ JJ rapporto suUe conferenze speciali ^ cioè ; 



— Bi- 
ll) Sulla conrerotiia ilei direttori carcarart concoraenla < la conngni 
ijirciioni della ixiliiia di individui condaniull alla daifia 
liouale j>. Relatore : direttore Schellmano a Braucociler; 

A) Coiirereiua del paslari evangelici per la carceri e gli asili, 
il Icma : < ì libri moraliuanti nelle mani del Dostrl duleoutl ». 
s(oru Dicmunii a UfinsLer; 

cj Confurenz!! dei cappelleal caliotlci carcerari, concoroenle II qaulto: -^ 

1) « In ({ua] modo colui cbe ba cura di anime deve dar canilglfo' A;^; 

soccoi'so matt'i'iule ui detenuti scorccrdti? »; . ■< 

2j ■ Qual' b il compito di colui che ba cura di anime verso I detonati '] 

iid esso allidaii, i quali sono citngiuiill In matrimonio soltanto innanii all'ulBdO '^ 

dello slato civile? >. Ri^lutore: parroco Scbieiden a Dusseldorf^ i 

di Ciiiirureniu comune a^W Impiegali ed ecclesiastici, concemeols 1 taal ^ 

seguenti: 1 

1) < L'aiiiiale nostra scuola carceraria e 11 regolamento di Rawicu ».ItB- I 

latore: il onsiglieru del govenio e cons. scolastico Hildebrandt a DùsMldor^ ; 

'Z) La d'aziiine d'un udlcio Incaricato di indicare ai liberati dal carcara^ :* 

delle provini-lfi reuiina o vi^sfaiira, ove e conte potranno ottenere lavoro ; reli- 

oce: li pasioj'u M. Ijrucbur a Diisscidorri 

e) C inrei-enz:) dei ma<?slii di Isiiiuii punuli sul lemn: « La conveniente uti- 
liriazione cli;lle nostre bìblioiccha carcerarie per meizo della savia disti-ibaiione 
di'l libri fra i detenuti ». Ilcliitore: Il maestro di scuola Key a Mùnsier; 
Vi) iìieilone per completai il Comiimo. 




-55- 

3. La Socieli) di patronato a SacdermannslaniJ si componeva alla fine del 
1SS7, di 23U soci, ma era al suo In'iio, avendo solunlo accordali momentanei 
soccorsi a 6 uomini. 

4. La proilncinle Socielù alùnkòping, fondala nel I8T6; t soci alla Une del 
1SS7 erano 410 ; Il numero loialo del jii'otelli ammontò a 5S uomini e 11) donne. 

5. La Soclelà carcci-arin a Gotland, TundjLa nel ISÌ2, contava, alla nae del 
1887, 37^ soci 1 proietll : 8 uomini e 3 donne. 

6. La Società carcerarla provinciale di Crisi la nsiad, rlcosiiiuita nel ISSI, 
coDta\-a 322 soci alla lino del ISì*7 e 74 persone aiutalo (60 uomini o 8 donne). 

7. La Sgcietù di paironnio della provincia di Ilolland, rondala net 1834, eoa 
193 soci alla flnu del l'<87 e 8 protelli .6 uom ni e 2 d[>nnc). 

8. La Società carceraiia a Oocieborg, fondata nei 1861, con 13C soci, o 385 
protetti (306 uomini a 70 donne; dnlla fundaiione Rno alla line del 1)487. 

9. La Società di p^li'onalo provinciale di Vcrmland, fonilaia nel IHSli, con 
277 soci e 1 solo protetto alla line del 1887. 

10. L'iinaloga Società provinciale di Ocrctii-o, fondata nel IR7(ì, con 172 soci 
al 31 dicembre 1837 e :.'8 proicui (21 uomini e 7 donne) soccorsi momentanei 
vennero pur daii a 1 uomo o a i donne. 

11. La Socifià carcer.ii'in GeRIe; fondata nel 1831; alla Uno del 1S78 c'erano 
Sa persone proicite, cioè 40 uomini e (> donne. 

Ecco il movimento summario dei fundi amministrati da qncslc associazioni 
durante il 1887: 







ItcstO BlllTO 
»IU flld 

d.ll' gpDO 


Entrate 


Spe». 


per 










• ■ 


d«ir 




DELL! SOr.lltTk 


H«.den.« 




zioni 


"'• 


strazi....» 


uuno 




r. jo^r* 




cer. 


„„ 




c«r. 


ocr. 


<.e> 


là di palrouato a Stoc- 


i,m *l 


1 
2,m\ S7 


JNJ3 


71 


1,013 01 


2,53 i 


73 


Sc-cietà provinciale di Upiala 


li.flis; 


,m 


Itì 


1,... 


77 


1,^ «t 


I0,'55 


5( 


Id. 


id. S„cdermann6laud 


Oi7 


tì 


617 


*3 




K 


101 70 


I.S57 a» 


Id. 


id. IbDkopitig . . . 


7,07i 


ss 


KO 


02 


«.. 


00 


Ite 15 


«,372 K 


Id. 


id, Gotland .... 


1,6SS 


m 


4a 


07 


K 


20 


W 37 


i.m 


11 


Id. 


id. Ci'istianilnd . . 


11.34-> 


^0 


Isa 


13 


» 


a 


SI 45 


11, flirt 


it 


Id. 


id. Ilallaud .... 


um 


iS 


30i 


13 


„. 


& 


3. - 


1,507 


3S 


Id. 


id. Gocleboi'g . , , 


3,730 




Idi 


Ì5 


«n 


le 


80 10 


*,OSi 


39 


Id. 


id. Vcriuland . . . 


O'JO 


or 


372 


W 




£0 




075 


ra 


M. 


id. Ocrebi-o .... 


7,m 


27 


S37 


3S 


MI 


50 


D3 OS 


7,605 


07 


id. 


id. Ocffle 


WS 


« 


JM 


6'ì 


1. 


35 


102 sr 


3H 


31 



• fonuino una oorooa, il e 



i valore equivale « L. l.ll delia nusti 
Il (raduttoi'e. 



ill'niione delle Società cmtrali di StoccplmD ibUamo miggfori Iniirculoor, 
Età detU parima loccorte 





Inferior* 
a M aani 


Dato 
Ano a 40 anni 


'.T;'a 


Totale 




uomini 


duiio« 


DORlilli 


doDDe 


nomini 


donne 


uomini 


doan* 


1879 

«80 

1881 

ISSt 

1883 

IBM 

ISK 

1856 

iSS7 


9 
10 
10 

4 

5 

4 




18 
31 
51 

U 

w 

50 
3t 

IO 
1> 


93 

18 


, 




n 
a 
n 
et 

« 

30 
18 


IO- 



Crimini e delitti per i j%all, l toecorii, avevano scontato una petUK 




— 87 — 
Forma^ nella quale il soccorso fu elargito: 



X£LL ANNO 



?9. 
«0. 
H. 
S . 
S3. 



Alimentazione, 

sussidio 

p«r tiUo, 

procacciato 

lavoro 



unmmi 



donne 



Abiti, arnesi 

o 

materiale 

J^er l'esercizio 
'arti e mestieri 



uomini 



donne 



Snsiidi 
per viaggio 



uomini 



donne 



Totale 

delle 

sovvenzioni 



uomini 



donne- 



35. . 
87 . . 



9 


3 


3 


7 





» 


21 


10 


3 


13 


5 


20 


1 


43 


10 


1 


3) 


1 


30 


» 


73 


3 


i 


ti 


3 


23 


4 


52 


» 


» 


«D 


4 


51 


5 


71 


5 


e 


16 


12 


43 


5 


64 


1 


19 


22 


12 


16 


9 


30 


15 


87 


12 


4 


4 


i 


31 


7 


13 


8 


6 


3 


1 


18 



10 

9 

% 

8 

9 

23 

40 

32 

20 



Sommario del resoconto concernente le entrale e spese 



ANNI 



Residuo 
dell' anno 
precederne 



corone 



ocre 



Entrate 



corone 



ocre 



Spese 



perle 

sovvenzioni 

accordate 



corone 



ocre 



di 
amministra- 
zione 



corone 



Resto 

alla fin» 

deiranna 



ocre 



corone 



ocre^ 



i?:5 

is» 

tósi 

18» 

«83 

ISM 

IBK 

18» 

1«7. . . 



» 


» 


8,000 


» 


1,965 


11 


» 


» 


84 


34 


89 


3,760 


91) 


3,623 


60 


14 


24 


i5S 


158 


04 


6,807 


29 


6,938 


75 


32 


91 


>n 


» 


9 


5,700 


» 


5,428 


64 


27 


52 


237 


237 


51 


8,521 


•:6 


8,578 


70 


20 


72 


159 


159 


55 


7,0:'8 


56 


7,C96 


53 


32 


87 


333 


3:-8 


71 


4,635 


57 


4,656 


44 


7 


97 


309 


3C9 


87 


2,509 


38 


2,353 


77 


13 


20 


452 


452 


28 


8,404 


54 


2,067 


24 


615 


25 


181 



89 
04 
» 
51 
55 
71 
87 
2& 
33 



(*) Debito di 6 corone e 3S ocre^ pareggiato neli 'esercizio seguente. 



1 
i 


ì 
i 

a 


isiiit"* ■ iri'lo 






-5 2 


h 


ì: 1 s 


.535^ 


• 


t 


£ 3 


g 


IM 


1 
1 


!lIO(ÌBÌ>(i|J 




* 


' 


s 


« « £ 


B«o-j iruo at 

BllB 


' 


' 


■ - 


3 


i S S 


83!ldtues nilH 


s 


i 


li 




ili. 




8 


§ 


S 2 
= S 


i 


Ili' 


TlIOlOSOJd 


1 


i 


ii 


&i 


Ili: 


iliqDSipiii'j 


i 


? 


il 


1 


ili" 


ilinJHI iJBflV 


i 


i 


il 


s 


ili , 




= 1 


""""iSr" 




§ 


L; ?s 


2 


tì Ó nò 






il 

SE 


o8oni non |«p 


s 5 S 5 5 5 S s 1 






=iiialil 




l 

!i 




il 5 il i i 1 




•UBIBOI ni 


QSSSSS&i: 




1 
i 


BlBlOi 


= i i i 1 1 1 i 




MnasB _ip 


ssaa-saa 




otiSisnoD !P 


siiliill 






s i 1 1 i i S 1 




1 
3 

s 


1 


■"■"•".■■■■ 


.... 5 Sii 




nuuùspDOB 


iiilliii 


1 


nnouupnoa 


siiisisi 


1 
1 


>l"" D'Iti 1 II (l»ni |>d 


iiiiliii 


!( 


e 


' 1 


iiiiiiii 


! 




II 


iiiiiiii 


i 


' > 


1 1 1 # f f i i 



RicoooH di mendicuà a Scuole afrtcole. 









Rioov 


ridi m 


odici là 




Scuole iigricolB 












o 


P 










Aqdì 








1. 


II 






il 

i. 






1 


i 


- 
•3 






1 










ta 






° 














1835 


IO 


IH 


i6*a 


sm 


ET5BSB 


. 












i8»0 


li) 


(0 


tm 


nts 


40US3 




. 


• 








ISSO 


(ti 


li) 


4508 


3*73 


53S987 


(1) 


(') 


uè 


171 






ISEO 


li) 


Ut) 


M31 


£143 


5ÌI78I 


(lì 


(1) 


191 


SU 


' 




IgOS 


U) 


IO 


S5J1 


sm 


5D?;ie 


II) 


(1) 


173 


m 


' 


■ 



-CI — 
Carceri e Case speciali dì riforma ('J 



, 


Cspcori coDtrali 


Carceri seCoadaria 


Cune ipeoiaJi 1 
di riluroia 


1 


Eiiu-ati 


-EST 


Entrati 


Popolaiiona 
medio 


E.^. 


et 




' 


2 

!_ 


2 
S 

l 


5 


3 

s 


II 


1 


3 

s 


i 


1 


E 


s 


1 

3 


1 


l 


1 


a 
s 


s 










(11 


u> 










(1) 


1') 


115S 














tm > 






0«.!7 


179S 




> 


. 


(1) 


(Il 


8189 














ino IM3 


300 


SSÌ3 


«»'«< 


IBIS 


!90IS 


6713 


mia 


m 


(1) 


areo 


135 




135 


m 




tea 


U«13W 


1. 


14TI 


««'>3> 


37ra 
iTÌ9 


«107 


i530 


ÌS0B7 (Il 


w 


£Ì)7 


90 


35 ìK W 51 


351 


•»B 


«« 


^ 


9U 


K.7S. 


moi 


*ffl7 


mvs 


(1) 


1" 


»353 


140 


31.171,393' 51 


137 


vm 


«, 


» 


7S3 


«.|l» 


»tB 


BUIO 


3838 


MÌM 


i» 


(1) 


em 


wa 


18 150 ITsJ 75 


S50 


«OS 


«H 




1« 


«OE 




SOI 


E9I3& 


4007 


30£3i 


MOfl 


318 


23^1 


s(a 


£3 


«fi 73? 115 


817 


mo 


i»o 


* 


IM 


&i 




sei 


17497 


«itu'ssatìi 


2133 


398 


*S91 


ms 


4tì 


658 ' 805 t«|l005 


«*• 


817 




«7 


7« 




7ffl 


aSS2 


8733 570BS K73 


m 


3£li 


«« 


17 


fl» BOI 151 i05. 


«w 


1*5 




IM 


7M 




TSS 


5T90a 


10135 SSOffW. 


•ai 


35M 


eso 


W, 


3S1BM 153*1066 


icraj *1S 




ai5 


731 




731 


(«343 


KSStìflsPd'amlw 


3031 


:iSO 


Ss'Weeo'iMJiiiS 


tesi su 




EI4 


77S 


• 


7TS 


61E±7 


97(33 701?3^'ai:i3>S! 


3fllS 


3*0 


3,|35l'f«8'»Am 


|i«re is( 




16£ 


™r 


TTa'lflSBiS 
S7o|733,->3 


«M 7.^379 |a2im5& 


3673 


».;,, 


..',., ,™ 


tee' 423 




*M 


1 ^ 


iOill 83160 330? !7a:3T71 


816 3S 878 


mw™ 


1 iM «e' . 


BO!) 


1 


I15<1 87891 3103 EOn'aSOl 

1 i i 


!S9 3ó 381 


i'fl 



ipllaU 

VII al ISSO: alla Slatlttlca < 

UfOTTna: alla iodicaiioni 

IH La nozioai raccolta q' 

HB. Si fa oss^rTarn elle, 

titttca non uè dolermina il i 

Ila di iiassati'gii 



base b\V Espcaixtone della Sttuatlone d«l Hegno dal 
re Carceri e dcfflr Slnbilimenn pentlcmiari e il 

uie <1a1 iUnlst/tro di aittsuita. 

'tlOQo di staliilire la divijinne |iar lesso. 

Udo quailr ■, (tli s(l)s^i indiviilui, di cui Ui slft- 

llgiii-ouo «pesso due o più volle in piuroLa 
!, uuudniinHti occ Queste oulrate Utli' 



aper u 



pr«Mniano tutte le volle Che un deieauln, aia pei bisogni d>^iriBtruitui-ia giudl- 
ain minia Irati uà, per «iVillnre uno alabilimemo o per altro 
un carcere in un altro. Coil tulli gli entrali nelle carceri 
speciali di riforma hanno <;iti ni;urnio tra gli euti'ati uplle 
Tra i 75,379 entrali in qu<>Ete ultime carceri nal 18-^5, s tro- 



moiivo, è direi 
MDtrali e nelle 
tur ceri «econdui 






dallo staio di libertà e 



1^ fommine che proveuivaoo da altri Btabillmeni 

CMDpreDdono 4S,tl5 maschi e 8,798 femmine ctia 

tuo nuuiebi e 1,0I9 Temmine provouienti da altri siutiJiimeDii. Nei 1^ 

t7«t entrati ve ne sono SO.'^l maschi e S,oie femmine dallo stato libi 

Buehi • 1,1K Cammiae per traslocauone d« altri slalijJtineiili, 



-6« — 

DOCUMBNTI STORICI 



Trenta appiccati In un giorno 



Il giornale La Riforma pubblica il seguente documento estratto ' 
da^i Archivi della Conrraleroita Romana di S. Gioranni Decollato.: 

Ltb. 14, lùg. 116 verso. Lunedi addi 21 di Mltembra 1592. 

A tioro 15 in circa fu intimalo alla nostra compagnia che la maUlna segueate 
si doveva far glustiiia di trenta condannati a morte carcerati in Corte Savella. 
Per II cho a bore IO tana Congrogallone delll olio Confortatori et Proredilore 
risolsero di far chiamare sino ai n. di 32 o quelli piti che si potessero havere 
di nostri Tnitelll alti et filonel a quella chaiità, per ciò la stessa sera a 2 hora 
di notte adunali nell'oratorio della Pietà In n. sudino di 32 cioè 3i) per assi- 
stere a quelli meschini, et dol per asslslere per Provveditori, et chiamati tre 
sacerdoti confessori di S.lo Gio. olire al nostro Capelleno et II doi sacrestani 
ed II fatlare ce ne andiamo a Corte Saveila eoa ordine et quiete, dove Inlratl 
in Capella nira et (atto le solite oralioni, detti 11 sette salmi, ei le litanie ci furo- 




— 63 — 



Andrea di Domlnico da Fano. 
Antonio di Santi alias Tognino da Poretta di Spoleti. 
Domìnico di Horatio alias Passata da Montepulciano. 
SUeno di Bartolomeo di Riccio da Capranica. 
Giovanl)attista di Silvestro Nanni da Viterbo. 
JtcoiDO da Antonio de Apiro. 
GioTanbaitista di Stefano alias Mozzatesta da Velletri. 
Curtio di Antonio di Anagni contado di Norcia. 
Crescentlo da Foggia di Supino. 
Pirro Jacobello di Anagni di Campagna. 
N. 90. Don Vinccntio Spadano da Palrica. 

^ Quali iutti in num. di 30 sopradetli condotti in capella et fatti inginoc- 
Ilare davanti airimagine del N. S. JESV XPO alcuni di loro dolendosi si ren- 
devano difOcili a disporsi alla patientia, et conformarsi alla volunta de Dio. 
Nondimeno con la gratia et aiuto della Bontà di S. D. xM. tutti poi si ridussero, 
€1 disposero, a far la volunta de Dio et confessarsi. 
n detto Giovanni oste doppo esse pentito, et confessato de suoi peccati 
esser disposto morir da buon Cristiano, et ricevere questa morte per 
ia del S.re Dio, et per penitentia dei suoi peccati et che volentieri per- 
àioava a tutti quelli che Thavcssero oiTeso in qualsivoglia modo per amore 
<ét Dio, et parimenti domandava perdono a tutti quelli che fusscro stati offesi 
il esso 

ti volendo provvedere et disponere delle cose sue fece le infrascritte de- 

[Alarationi, volendo che vaglino in ogni miglior modo, et questa esser la sua 

volunta, et ultimo testamento quale voleva che valesse, et così comanda 

[tt vuole che hat)bia vigore di testamento, o di Codicillo o dinatione (sic) ex 

mortts, di ultinria volunta, et in ogni altro miglior modo, che possi 

[«(ere, vuole che possa et vaglia. 

Disse havcr moglie chiamata Maria da Pontrcmoli habita in piazza Montanara 

»>o alTarco di Monte Caprino. Pregò la nra. Compagnia a dirli che voglia 

cinque scudi alla Compagnia della Morte, acciò faccia dire tante Messe 

i\\nima sua, et che dia il suo sacco alla detta Compagnia, et abbia paticntia. 

Ussò et volse che tutta la roba di casa sua sia di detta Maria sua moglie. 

Disse haver bavere da mr. Aniballe Pontano scudi trenta quali vuole che 

sua moglie risquota et siano suoi, et vuole che si paghino tutti li suoi 

iti et si risquotino tutti li suoi crediti. 

Et in evento che detta sua moglie sia gravida vuole che tutta la sua roba 
del suo flgliolo che nascerà, et essa sua moglie sia donna et Madonna et 

Utuaria. 
Pregò Paolo che habbi per raccomandata detta sua moglie et Thonor suo. 
S raccomandò assai al sj^, Narcoant, Cibo guardiano della Compagnia della 
lon^ pregaatkflo eòe Accia pregare il Signore Dio per l'anima sua. 



il 



Pirro ^'Aragnl suJdetto confessato ecc. LucMi ercda m. Laemil Sanili 
d'Anagni sua madre. 

Tutti confessali e contriti fanno lealtmenlo. Eccoli taslamento di Jaeomo d*Apfn^ 

Jacomo (l'Antonio ilall'Aplro vicino ■ Cingoli confesaatosl disia 11 madulBé 
{perdonare, chiedere perdono ecc.) 

' Disse iiBver doi fratelli, uno chiamato Camillo l'altro Giovanni Antonio, voto 
«t ordinò et cosi dispose, et tutti dol con la sua bocca nominò haoredl uni* 
versali di tutta la roba sua. 

Si faccino dare da Giulio boste a Torre di Nona il no Glbons al U dl«B 
sei glulli che li deve. > 

SI faccino dai-c un feiTatolo da Giovanni Maria boste avanti Tona di NOM 
«l 11 diano ghitj trentacinque che ha d'havere. 

Si faccino dare scudi tre dal CancelUero di Tom di Nona et Q diano per l'amor 
àe Dio prr l'Anima sua. 

Disse liavere a dare Intorno a scudi sette a Rinaldo boste In Plana Hònlfr 
nara, pregò li suoi fraiolll che potendo 11 paghino delle sua robe del pMa^ 
«e non li domandino per l'amor de Dio. 

Il medesimo disse di scudi He die deve al maestro di Casa dell'Ili, mo stg. 
Cardinale MoniiiUo. 

Disse esser dcbilore al paese di dol glulli di Pietroanlonio fratello di Antonio 
Francesco (I). 




-68 — 

Arrivati in Ponto, furono condotti tutti dentro alla nostra solida Capella, di 

donde per ordine levati furono tutli 30 appiccali et la giustitia (ini a XVIII Vs 

ancorché fussino doi Ministri di giustizia. 
Le forclie s'erano fatte rinterzatc et in triangolo nella piazza di Ponte, allo 

quali foron sospesi X per forca. 

Finita la giustitia detto da fratelli il misererò mei con il Requiem eternam 
n la solita oratione ce ne Hlornorrao in processione al solito all'oratorio della 
Pieià. et ognuno fu licentiato. 

Il numero dei fratelli ctie con il sacco intervennero a questa santa et pia 
opera fu di 78 — talmente che GO servirno per accompagnare i condannati, 
I' H 18 per portare la Croce le torcic e cantare lo letanie. 

I^r gratia et favore del Signore Dio, che mal abbandona i suoi servi, che 
(li cuore invocano il suo santo aiuto le cose tutte passomo bene, ordinatamente, 
et II fratelli tutli si portoroo con molta pietà et charità, con prontezza ed 
obfdienia. 

Talmente che si può sperare ogni salute dei sopradetti 30 condannati le 
mime del quali rcquicscant in pace per misericordiam Dei. 

La stessa sera del mcrtedi a 22 bore intimata et congregata la nostra Com- 
p8};nia nell'oratorio al solito della Pietà, anchora in maggior numero del solito, 
forano presi Nove CathalettI et Cinquanta huomini per portarli, cioè 36 por 
portare et 14 per aiuto et mutare. 

Arrivati la sera a liore 22 \/j in Ponte con il nostro Crocifisso con la Com- 
lo^ia et detti Nove Cathalctti trovammo clic 14 delli 30 orano stati squartati 
H [ircparati le ceste et Muli, et li Ministri di giustizia per portarli fuori di 
Roma ad attaccare i quarti dove havevano commosso i delitti o altro loco 
i'Iemiinato dalla giustitia, di modo che restorno solo in n. di 16 per essere 
portati da Noi a darli la solita sepoltura. 

Cosi pre^i dalli nostri Ministri 11 16 Corpi et collocati in otto Cataletti, doi 
per Cataletto, et havuto diligente cura delli 30 capresti grossi et piccoli, et 
Bri nono Cataletto messe sopra una stora nuova compra a questo effetto lo 
interiore delli soprascritti 14 squartati cantando li soliti salmi et oilìtio do morti 
ri inviamo pi'ocessionaimente alla nostra chiesa di S Giovanni decollato con 
*Hti nove cataletti, dove arrivammo airAvemaria. 

P«^sati i corpi in clnesa et fattoli il debito oflltio furono tutti sotterrati nella 
iDliui sepoltura sotto la loggia. 

Le speso per la giustizia furono se. 15,17. 

Il riu^tto dee Panni se. 7,50. 



kitUia Coreeraria — Anno XX. 



— 66- 



Ancora poche parole eu Carlo Lucat — Nel numero decorso pubbli* 

cnmrao pocMe ma seniiic parole di rimplonto per la peiiilla ilell'illusli 
tro; o|,'gi, svenalo ricevulo itn'ndbuuosa lettera <lel sig, Bujon che fu per molli 
anni l'nsslduo segretario del Lucas, ci place tradurre il seguente brano. — 
« Egli b morto nel di 31 dicembre senia agonia. Otto giorni prima mi [ 
lava del suoi progplll scientifici, della ci assi Ile azione della sua nume roso i 
corrispondenza, della ristampo delle suo opere. Ero un programma troppo. 
vasto por le .sue forze. E tutto ciò rosta incompleto con grande lietrimenlo p 
h scienza penale. — Il suo corpo dovendo essere trasportato alla lìongèn 
presso Rourges, nessun discorso è stato pronuncialo. Ma 11 Presidente dell'Accit 
demla delle Scienze morali e politiche ha reso omaggio all'Illustre sapleiitt 
decano dell'Istituto, con parole commoventi. 

Il sig. Riìrcnger, dai canto suo, intonde faro altrettanto alla Società g 
delle carceri. Del resto la stampa è stata unanime a celebrare questa lunf^' 
vita cosi bene spesa, e a deplorarne la perdila. Era un concerto di elogi sol 
saplenle, sull'amministnilore, sull'uomo privato la cui energia riusciva qustd 
ad annullare gli en'ctil della più crudele delle inrormiià, Id perdita della vista. 

Troviamo pure nel tìuUeiin ile la Sodélé gàncrala des prisons del novcm 




~ f 



- 07-- 

uuUe carceri, e ne sarò i-claiore il sig. Drusli, direttore delle carceri dì Sing-Sing^ 
il sistema d'intcDtiflcazionc BcrtiHon, svolto dal sig. Felton, sovrintendente 
della ca.«'a di correzione di Chicago ; Tapplicazlonc generale del sistema di 11- 
l>crazione condizionalo. 

11 sig. Brusb ò l>en compotente nella materia poiché Fabolizione del lavoro 
in base a contraiti con appaltatori danneggiò più di ogni altro il suo stabilimento 
j cui detenuti, a sistema di segregazione, si trovarono ad un tratto condannati 
afl'oz>o solitario. Ed il fenomeno della pazzia si manifestò immediatamente, 
tanto che in una sola settimana, ben sei di costoro dovettero trasferirsi al 
manicomio. 

Ma la legge approvata dall'ultima legislatura di New York ha disposto un 
nuovo sistema di lavoro carcerario per conto dello Stato e pei bisogni di esso. 

Anco il sistema amministrativo di New York diflTerisce da quello dell'Indiana. 
Invece di un ufficio di Direzione eletto dalla Camera legislativa, come neirin- 
diana, vi è nello Stato di New York un Sovra intendente delle carceri a nomina 
dal Governo, sentito il parere del Senato. Il Sovraintendonte, a sua volta, 
sceglie il Direttore (Warden)^ il Medico e il Cappellano. La nomina degli altri 
funzionari spetta al Direttore, ad eccezione del Segretario che ò scelto dal 
Consiglio di Stato. 

La nuova legge traccia un completo sistema per le tre prigioni di Stato 
dipendenti dal Sovraintendonte. Questi compila i regolamenti ed è specialmente 
iocaricato del collocamento dei liberati dal carcere e del funzionamento del 
Duovo sistema di liberazione sulla parola, e di quello della liberazione condi- 
lionata col biglietto (lickel of leave). 

I condannati sono distinti in tre categorie ; alla prima appartengono i dete- 
nuti che si ritengono più suscettibili di emenda ; alla seconda coloro che, 
lebbene più riottosi, pur tollerano la disciplina e non si mostrano ripugnanti 
al lavoro ; la terza ò la categoria degl'i ndisciplinati e incorreggibili. 

Al Sovraintendonte spetta di disporre la retrocessione e la promozione di 
cbsse dei detenuti ed il trasferimento da una ad altra delle tre carceri, tenendo 
cunto della individuale condotta. 

II lavoro dei condannati di prima categoria, deve servire principalmente alla 
fjrmazfbne del loro peculio, onde possano far fronte ai primi bisogni della vita, 
3ilorcbè andranno in libertà condizionata o deflnitfva ; e solo in via secondaria 
|uù riuscire di profitto dell'amministrazione. 

Gli ascrìtti alla seconda categoria, sono tenuti a procurare il bcneflclo dello 
.>(aio, pur occupandosi in modo di servire alla loro educazione industriale. 

Per la terza categoria il lavoro ò manuale, faticoso, a profitto delle lavo- 
MioDl. Essi non dovranno giovarsi di macchine, nò far concorrenza alla 
-bera industria. 

La Legislazione stanziò la somma di 500,0(X) dollari, come crpilale necessario 
imnpianlo del nuovo siatemi IJ prezzo di vendita dei manufatti dovrà rap- 



- C8- 
lii'fstnilaru II L'ostu ik-llu maicrìu hnjtìi^piiavi cuti l'auiiieiil'i dui ili)!i-i pcrvciito 
iiluiuiio. 1 iluleriuli costtul ranno gli cITttli iiecesHai-i ail allrl stabi I imeni i drllit 
Sl»li), fi (]uos[i non puirariiiu rivolgergli alla iiidustrin lil>«ra per tutto i-iò dio 
può CNScre ad essi suniitjitii'jtrato dal lavoro poni te mia No. 

I dciunuti riconosL'iuri d<'gnl, da nna speciale commissione, di cSMire liberati 
stilh< parola o die ottengano la llboraiione l'onitliiunalo, rcslano sono la ru- 
stoiiia ]oi:!Ì\ù dd Dir'CUoro lino a clic noo abbiano ru),^lunlo 11 tempo liH loro 
pro?i'loglimento Ucllnillvo. 

1)cl n'sto i|neslo sistema 6 In pane ailuato )>el giovani delinquenti del rf- 
furnia Un'Io di Elmlra pure nello Sluto di New Vork — ora si tratta di gune* 
ralizzoru tale delicata riforma. 



Asilo tpeclate per la llberaiionfl condizloiufe a Parigi. — Il signor Senaiorv 
Kércn^or nello rclazinnu letta nel l'adii ria nia del 17 mnrao 1^!) della Socielà geiie- 
rate di jialrutitilo dei liberati tlal carcere dà conio di i|ueslo nuovo ramo della 
liiniMnei'lia asso li azione per la i|ualB < il direttore dciriimminisiraidono jtenl- 
leiizlnria slaniciò ll),l)(Hl friinchi, serti polosii mente messi dn parte per atlendore 
il momento nel qniile t'aumento di ilsorso necessarie si erTeiluerelilH' ; noi 
dubitavamo, tenuto pieseiile la proBrv.isiono del nostri b'soirnl oi-dinart, cliu 
(piestM cventuulilà mettesse multo tejiipo a realizzarsi *. 

< Ma tutto viene a punto ai^ll uomini di buona volontà. IJn generoso lllan- 
Iropo, ben conosciuto jier la inagnillcunia delle suo libei'alllà o si'mprc pronto 
a poriai-e in servi/Jo delle opere utili il soccorso del suo gran cuore, il sifinor 




-09 - 

InigirizioBe deiranno giuridico al Tribunale di Genova. — il l^rocuratorc 
Jd Re cav. Brcngoia, dopo aver dalo conto del inovìmcnto dci^li affari civili, 
]iarlaiido dei penali, combatto, come desumiamo dal giornuic locale li Caffaro, 
la scuola dei fatalisti, elio nega nell'uomo il Ii1)ero arbitrio. lilepiioga con mira- 
bile sintesi i diversi casi di suicidi, manifestando il desiderio die questi lut- 
(iXKi avvenimenti non siano pubblicati dalla stampa, poicliò e^^li, valendosi del- 
f'dotorìtà di Mittermayer, afTerma essere moralmente contatosi. 

Riferisce il lavoro dei giudici istruttori supcriore a quello de^^li scorsi ainii, 
iitKando però die sifTbtta recrudescenza si veriflca soltanto nella (lunnliln o non 
Della qualità dei reati. Enumera antiliticamente lo diverso specie di reali, con 
le causali clic li produssero, ricordando opportunamente molte dello nuove 
disposizioni del Codice penale. 

S'augura che aumenti il sentimento della pubblica moralità, polcbò d'ode 
rbc colie sole leggi non si arriverà a sradicare il maloflzio dalla società. 

Parla a lungo, valendosi deirautorità di molli scrittori e citando le altre le- 
pslazioni, del vigf^te sistema peniteniiario, ctie dice essere scuola del doliUo, 
ao^furandosi che prosperino le caso di patronato poi liberali dal carcere. Bnu- 
luerando le cifhs dei delinquenti minorenni, afferma che solo nella famiglia 
jiìssoDO apprendersi quei sentimenti di moralità che rendono l'uomo virtuoso 
io società, e fece voto che prosperasse rislituzione della Casa Paterna per Tiri- 
liinzia abbandonata, testò sorta in Genova per iniziativa del cav. Poggi. 

Conchiude passando in rassegna le vario opero legislative di cui it) pochi 
'*ta\\ si è arricchita Pltalia, facendo caldi voti che a coronamento di esso sia 
siuiaia la tanto vagheggiala e promessa riforma giudiziaria- 

n discorso del valentissimo oratore venne coronato da unanimi applausi. 
Mi ebl>e dei momenti felicissimi specialmente quando parlò della necessità 
«ielln riforma penitenziaria, del suicidio, dei liberati dal carcere e della recidiva 
secondo il nuovo Codice penale, e riscosse parecchie volte le approvazioni 
all'uditorio. 

Il Mnaomo deiralcool e la criminalità nel diversi paesi. ~ In unacomunicazio[ie 
i'icta al Congresso internazionale suiralcoolismo, intorno alle relazioni esislenli 
tm raumento del consumo dell'alcool e lo sviluppo della criminalità e delia 
lauìa, il sig. Yvernès ha presentalo le cifre fornite dalia i^nlandia, t>ve, in 
scollilo all'applicazione fatta nel 18S7 di alcuno leggi rostriilive avssai severe, 
>! ù verificala una diminuziono veramente notevole nella consumazione pro- 
purziune individuale dcll'alcooi. 

Ihfatli, nel periodo 1809-1873 contansi 3 litri e 95 per testa 



» 


1871-1878 


» 


» 


10 


» 


» 


1879-1883 


> 


1 » 


G3 


» 


» 


1881-1888 


» 


3 X 


53 


» 


» 


1888-1889 


» 


2 » 


0(> 


» 



L'autore ha quìnà) comparato questo cifre con quelle elio 8Ì riferiscono iv\ 
Me^o, ebe occupa /l primo posto nella proporziono (ic//'a/cool per ogn\ inai- 



vidiiu, (love ai iivrchbt! orca una boUiila o^l 43 ablisiiil. lu 'luebW poee^ 

la iiraporzIoMc duU'iilrool Ita sueuìU) Il sugiioMlc Bumuiilu : 

ISC8-I8T2 7 lUrI e 0!) |ier oIiUumIo 

I>i73-ltì77 H » 09 » 

1878-1882 1) » 02 > 

1883-1887 8 » 08 » 

In Francia, tcrazle olla k^t'e^ i^''<! permeilo di aiiriri; una apuccfu di IJiiuorf 
su scinpilw dici il ararlo ne. Il niuuaro di questi è crosuiutu (jc] lo per ^ b 
dodici anni. A Parl^'i ve n' tia una ogni ^'t abitanti, e lu i|uanillii dell' uli:od 
l'unauoiulo dal 187:1 In poi aumentò come appresso : 

187;)-I8n 2 IIU-I 72 per abitante 

1678-1882 3 » 53 . 

1883-1887 3 » 83 » ^ 

Il .-<lg. Canderlier si ò unito al sig. Yvernòa nello uHlirmnre cliu l'nk-oolinfl 
Minniscc sulla (H'ogrcsslone della iTlmlnalllà, dei suicidi e Uelta pania, Egli J) 
d moslrato elio la slliiaiioiie era gravo nel Deleio, dova un uomo adullù a 
iiiiu ù beliollere, e dove si bi've |jiù bìrifl che hi Germania. Inruili, ogjd Mgi 
Ila cciiisuraato : 

Nel 1851 . . 138 litri di birra e 5.Ò7 litri d'alcool a 50" 

» 1871 . . 151) » 7.0G » 

» 1881 . . 170 > 9.75 * 

Or.i ad un tuie aumento corrispondo li sogucnle act re 9 ci me [ilo nella <'riui>nalil.i : 




— 71 — 

ptdre essere irremissibilmente perduto. Allora Manuel sMndirizzò a tale Fermin 
Gomez, argentino, che esercitava Tarte di curandero, ossia medico per poctii soldi, 
senza avere laurea, né diploma e senza nessuna delle cognizioni necessarie. Il 
Gooiez promise al padre la guarigione del figlio, mediante Io sborso di 500 
nazionali, che ricevette subito. Allora disse che per la guarigione del moribondo 
si richiedeva la irastnessione della grascia, che uccidesse un ragazzo o una 
ragana, oe levasse il grasso, col quale dippoi ungendo il corpo del Aglio, questi 
guarirebbe. 

Fuggi il Manuel, ch'era un onesto uomo, pieno di oiTore per queirofTcrato 
consiglio, e corse a casa ; sul letto si trovava il figlio agli estremi, agoniz- 
ante, la famiglia costernata. Un pensiero infernale corse nel cervello del dl- 
Si^Taziato padre; il consiglio di Fermin lo invase, sMmpadronì di lui: usci agi- 
talo dal demonio della tentazione e girando come tigre intorno alle capanne dei 
suoi coloni pensando al figlio che agonizzava e che stava in poter suo di sal- 
vare: s'imbattè in una perfida donna, Anna Lavegna, che conduceva seco 
una bella fanciulletta di 8 anni, sua figlia, obbligata, benchò si piccola,, ai 
più dnri lavori, e vittima delle percosse della madre. 

Manuel aprì il cuor suo, gliela domandò per assassinarla; la donna si oppose 
.<ul principio, ma quando il fattore le dette 200 scudi e la promessa d'un 
IQS.<aggio per Montevideo, lasciò la martire in mano al compratore e si allontanò. 
Lo sciagurato prese la TanciuUa in groppa e corso via al galoppo alle rive 
di uno stagno; smontò, aflerrò la creatura pei capelli e la sgozzò; la tesiina 
ricciuta essendosi staccata per intero dal busto egli la gotto nello stagno. 

Po^ dopo il padre rientrava in casa sua con la medicina umana che doveva 
i^-ilvare il figlio; ma il figlio era già morto. 

L'assassino è stato arrestato, e così pure la madre mostruosa che vendette 
h propria creaturina. La popolazione voleva far giustizia sommaria. 

II diabolico istigatore del delitto, il Fermin Gomez, è scomparso. Fu ritro- 
valo il corpo della povera vittima, ma fu impossibile rinvenire la sua ricciuta 
testolina; le acque dello stagno l'hanno inghiottita per sempre. 

iinoreniiL — Riproduciamo la Circolare con la quale la Direzione generale 
<li pubblica sicurezza, porge ai signori Prefetti importanti istruzioni suiraitua- 
zionc della legge di pubblica sicurezza e del Regio Decreto sulla mendicitii. in 
vi«U) delle cure speciali che debbono aversi pei minorenni. — Roma. :{1 di- 
cembre 1889. Divisione 5*, Sezione 2% N. 12J)85. — Per l'articolo 113 della 
Hi;(i di pubblica sicurezza deve il capo deiruRìcio provinciale o circondariale di 
pubMica sicurezza fare rapporto al presidente del tribunale, o al giudice dele- 
gato per le ammonizioni, sui minori di 18 anni dediti airozlosità o al vagabon- 
dnzgio o difiamati per i delitti accennati agli articoli 95 e 96 della legge stossa. 

nomale rapporto deve essere fatto, ai sensi dell'art. 116, riguardo ai minori 
^i 18 anni che esercitano abitualmente la mendicità o il meretricio. 

Sulla base di questi rapporti provvede rAutorità giudiziaria a Icvnùm vV\ 

fcggn, sia Siìììmando a chi devo averne cura, dì raddrizzaro ed invi^^Waro, U\ 

rv,^/i?a^ de/ m/nore, sfa ordinandone 11 ricovero allo scopo od iu modo v\\ 



i|)|iiariaigl 



riliarsl «Ini v 



mie cimp.'ir 



qJ appronilorc uno professione o un 
speciale ailcnzioiic del signtiri 



Il MìiiiNlc'iu l'ivilo oii|inttiino iti rlrliiai 
l'ri'fcili .siipra i(mi'vii' iIU|iiisì»ìotiì (iella tc^ff; perche essi alla loro volto no 
iiMiiiiiiKi ri'imii |»'0|iosiii) ni ili penilo liti unici di piibiilica Klcurczui Inculcundone 
r<:>:iiia a lotiiiiiiia .iiiiilicaziont^, iiiorct' li) quale sarà tlalo ili oltcìieru la ' coi'- 
i-i/loiu> di •;io\aiii'iii riioi'viaii clic alibnndoniiti a loro Stessi, andivliliero a fni' 
riigio sir'uiaminili! iifll staliilinieiiti penali. 

Ili <|ii''>ia <'lr('nsi.'iii7ji il Mitilstem raccomanda pure di avere presenti lutle 
l<' iiliio (IIs|M«i/.inTii ili'll.) Ii'gt'<- e del rct'ol ameni sulla pubhllcji siciirezia rn- 
liiilvi' ;ii minali di eld. U: quali mirano alh speciali; loro protexlono u a ga- 
laiiiiili l'iintrn lii prn[iri,'i inesperienza. 

l'i'i' l'iiri, IT di'lln Icgjo non pnù accordarsi al minore non emanri))a(n il 
pii'io irarnii. saliari)C('(')^iaii(! (kt l'arma lunga da Fuoco al minore che lia eom- 
piiiiii l'I anni i.> ilie pii'si'ina 11 consenso del padre o tutore. 

Al miiiDiv i:oii niDanripaio deve rifiutarsi la licenza di esercizio puliblico (> 
ili .i^rn/.in ]iiilrMii-.i, ilelli; quali e parola a;.di ari. ò'i e 08 della legge. 

l.-:iii. IS drllo l-'Kfc vieia di [iioilnrre fiiiidulli minori di anni II in pubblieì 

-pi'hai'idi di fiirza, ^'iiinastica ed i'i|uiiaziiine e per l'o^servan/a dì (ptesla dispo- 

lixliiiic si iisiì,'<T,'i la piescnia/.inm; dei cerlillrali di nascilo come lassalivnmenii' 

■• ptTicriHo ;dl'ar(icolO ir. del n^golamenlii. 

L'Ani orili! si lasciTà parinienlc tjiiiilaie dall'interesse ben Inteso del minore 




— 73- 

DBLLl COMPARAZIONE DEI CARATTERI FISICI 

DEI DBLINQUEXTi E DEI NON DELLNQUENTI 



Per RAFFAELLO ZAMPA 

Id un mio recente articoluccio intitolato < Teste di assassini e teste 
di galantuomini » pubblicato nell' Archivio di psichiatria e scienze 
penaliy dicevo in un breve preambolo, che quelle mie poche osserva- 
zioni sui crani dei delinquenti potevano acqui<(tare qualche maggior 
valore scientifico dal confronto, che mi era dato di farne coi crani 
normali della medesima regione; cosa, aggiungevo io, che non sempre 
si aveva cura di fare. L'illustre direltore deirArchivio mi ribatleva 
< che si è fatto sempre » e il breve preambolo fu soppresso. Io però, 
avendo ferma convinzione, che le osservazioni di antropologia crimi- 
7>ale non possono aver valore e riuscire a qualche conclusione, se non 
hanno esatto e continuo rapporto coi tipi normali, perchè, come si dice 
in medicina, ut curvi norma recium, ita morbi sanitasy sono pur sempre 
d'avviso, che questa perfetta comparabilità di datici è mancata e ci 
manca troppo spesso, e credo quindi ancora opportuno di avvertire 
come essa debbasi intendere e come costituisca veramente ancora un 
desideratum della scienza nostra. 

Prima però di passare a questa dimostrazione, io debbo cogliere 
l'opportunità di aggiungere qualche schiarimento a quel mio primo 
articoluccio, il quale credetti allora ingenuamente, che non ne avesse 
bisogno, perchè sapevo di avere raccolti i fatti con tutta la mai^giore 
diligenza possibile e mi pareva di averli esposti, brevemente si, ma 
pure con chiarezza e sicurezza. Io pensava ingenuamente, ctie in un'ope- 
ra scientifica, cioè diretta alla ricerca e allo studio del vero, si dovessero 
accogliere con confidenza, e dirci quasi con tranquillità di spirito, 
tanto i fatti che favoriscono una data opinione, quanto quelli che le 
potessero essf^re contrari. Non avevo pensato che i lettori dell'Archivio 
avrebbero potuto sollevarmi contro i dubbi, che viceversa poi mi si 
mo3>ero infatti, quando, mandato alla stampa il mio scrilto, mi si 
dimaniò: «Ma siete proprio sicuro che i vostri a«=i^as<ini fosforo raven- 
nati ? che fossero maschi ? che non fos<^ero giustiziati politici ? E rucciso 
era anche uccisore ì perchè si può essere ucciso e non essere assassino. 

Xivitta Carceraria — Anno XX. 5 



-74- 
Avelc cercala l'apofiq confiollìana della mandibola t Sìeie cerio ch& 
invTCD dolb croata mmiiana occipilale non ci toìse la rossetta? Chi fa 
qiieistR ilimaride non ha mai vi^to nn cranio d'assassino, in cui la man- 
dibola nnn fowt! molto vntuminosa ». A sentire tutto questo, io ho 
perfino pen-^alo, s? iinn si >:ia dubitato che io abbia scello quelle mi» 
quattro ifsin il'a^sa*sini. così belle, cosi normali, fra una gran serie 
(li crani ili delinquenti, in cui caso non fossero che strane eccezioni. 
Por quella miti ci vuoln pazienza : se i fatti non favoriscono abbastanza 
una teoria care/7,atn, restoi''! libero il lettore di dubitare di quelli o 
di que.Ha; ma io po^sn assicurarlo, che eìsi sono come li ho descritti. 
Nella collez-ionc di crani, cln io ebbi ad esaminare, non c'erano che 
quei i]Ti;iiiro di il"linquenti, e s'^ di quattro nessuno addimostra alcuna 
ariamali:L, alcim caraitcre criminale, alcuna nota di inleriorilà o di re- 
versione, se lutti e quattro ^i rihcllano alle le??! della antropologia 
criminale a fanno quinti tutti e quattro eccezione slla regola (1), sarà 

(1) Non sarà taar di prò pn. 4110, pei liiltori, ai ((iinli non !iiil>ia potuiii venire 
solt'UL'cliiii il sn|ii,i inutiiovaio mio iiriicalo, l'irurii-e qui uliiiu;iO lu pnjK'ipali 
misiiru i'uiup:ii'aUve iloi i^o^i^uiU ivi usaiiiiiiaii, lasciamlo n puiit; lis ili'-oi'iziont 
i parrcHiiriii;iitu nominili ilei 




sialo per a^a e anche strano caso ; ma non ebbe sicuramente luogo 
alcuna sctìlLa. Cerano bensì nella collezione medesima alcune altre 
leste di delinquenti, che io non pre.<ii ade^ame, ed in cut quindi può 
ami che esistessero quei contra33e;;nt di criminalità, che sarebbero 
conformi alle resole; ma quelle erano leste intere, imbalsamale, con 
Inde le parti molli e coi capelli, che non si prestavano quindi ad alcun 



Soggetti etl età 


it 

02 




5| 


«li 

1 


il 

6 3 


55 

Si 


ss 
1- 
"1 


II 

■J-o 


Ui (.■rl^n'CJ'lk dwnrù 


175 I M6 1 83.0 1 !)8.1 1 134 | 512 | 335 ] 133 | 75 


■tdk Iti priai iitltn <nii 


174 1 147 1 84,5 1 OaO j 13^ | 514 | 337 | 131 1 74 



Hit 1(^ litri «tu I 176 I 145 1 82.S \ 98.1 [ 135 | 511 { 331 ) 136 { 76 

Il peso medio del crani ravennati normali, senza la mamlibola, òdi gm. 650 
urea : tre <lei teschi d'assasaiiii vi restavano di sotto ; l'altro non raggiungeva 
di gran lunga il peso masaimo della collezione, dove, senza uscire dai limiti 
nanoali, ne trovo uno di 900 grammi. 

Aggiungerò elie da una più larga serie di crani ravennati, l'indice cofiilieo 
medio risulta di 84.7. — Seguono le misure delle mandiiiote dei quattro crani 
d'assassini, e di quattro altre prese a caso tra gli otto normali. 











_ 


^ 






3^; 
















































?,S 


S.3 




u 


SS 


sp 








■^ 


■^1 

'a 


^1 


<2 


li 


^1 




^2 

.2 . 


£ 










- 


■ 










I. 


I?4 


t(14 


31 


VA 


311 


88 


37 


117 


ino 


II. 


1-^5 


!N 


34 


"■/. 


3:^ 


94 


Hfi 




117 


in. 


i;':i 


1111 


SU 


75 


i-^ 


m 


40 




m 


IV. 


IW 


loa 


ì;6 


US 


il» 


'J4 


36 


— 


ti-£ 


1 




109 


35 


68 


35 


94 


43 


)13 


130 






95 






31 


Hii 


3;. 


1'/^ 


l«0 






9r 


36 


7;i 


36 


89 


:w 


ne 


14't 


5 


125 


107 


38 


71 


33 


ili 


34 


118 


no 



La mandibola IV è già invasa dal processo d'involuzione senile ; ma in ogni 
modo dalla larghezza ed altezza della branca ascendente si arguisce abbastanza, 
etie DOQ è mai stata una mandibola potente. 



— 76- 

6c.v\o e Ciiuipìulo o<<niiie. 1 mici quattro crani erano assoluUmento 
(lì i]<}lini)iici)li onliuari e Diente airalto rei polilici ; erano ladri e 
as'^a.ssiiii ita dirada: tro decapitali, una iiccìsu psr catturarlo, non es- 
sendosi pntdlo aver vivo. R. era del Borgo di Ravenna ; H. di Cotigoola 
e A. del Boncellìno, sempre del territorio ravennalc; F. è dello del 
ravennate ìo frenerò. L'M., di cui si è potuto rovistare tutto il procc330, 
fu giudicato allo Assise di Ravenna il 7 d'agosto 1831 e giustiziato il 
7 di gennaio 18iì2. 

Del resto io aveva una specie di obbligo morale di ricercare e riferire 
con la più scrupolosa esattezza i fatti osservati jin un luogo, da cui 
già altia volta l'illustre aulore dell' Uomo de/intuente era stato tratto 
involontariamente in inganno dalla narrazione inesatta, anzi veramente 
falsa, di un fallo, a cui si venne a dare una certa importanza. Intendo 
dire delia famosa r>tograrn degli amici assassini. Quello era bene un 
fallo stranissimo, che avrebbe dovuto suscilare dei dubbi nell'animo 
dello scienziato; e invei:e venne con piena conlidenza, e direbbesi 
quasi compiacenza, accolto e commenlato. « Ma l'esempio più curioso 
« ed insieme più chiaro di questa incredibile vanità del delilto fu da 
< me raccollo a Ravenna in questa fotografia scoperta dalla questura, 




— 77 — 

€ maggio 1869 in Faenza, da S. a., di anni 19 barbiere, in persona di 
< 6r. p. d'anni 17 barbiere. — Si sparse vone che questo ferimento 
€ fosse avvenuto in duello, aggiungendosi che nello stesso giorno e luogo 
€ altro duello seguisse fra C. a. d' anni 19 mugnajo e V. g. d' anni 
€ 19 barbiere, prima a pistola, poi a coltello. L'ultimo rioscito innocuo: 
€ nel primo rimasero feriti ambedue. Nessuna delle ferite riportate 
« dal Gr. era per se slessa pericolosa : a questo dovè soccombere per 
€ febbre d'infezione. La Corte d'appello di Bologna ritenne si trattasse 
€ d'omicidio in duello e rinviò il S. al correzionale. — Risulta, che 

< erano sempre stati amici : che causa del duello fu l'avere il S. per 
« ischerzo buttata in terra la pipa del Gr. : che durante il duello si 

< ruppe la lama al coltello del 6r. e tosto desistettero e ambedue si 

< recarono ad una casa vicina per farsi curare. Da un verbale del 

< RR. carabinieri a p. 67 risulta, che la madre del Gr. possedeva una 
« fotografia, che rappresentava i contendenti in atteggiamento di duello, 

< insieme ad un tal Gh. barbiere, socio del S., eseguita un mese 

< prima del fatto ». — Non si tratta dunque di un assassinio, né di 
volgari assassini ; ma di un semplice e quasi innocuo duello fra giovani, 
che erano prima amici e che né prima, né poi ebbero nulla a fare 
con la giustizia, la quale allora fu facilmente soddisfatta con unami- 
tìssima pena inflitta al S. , mentre gli altri due assistenti o secondi, 
che si vogliano chiamare, vennero assoluti. Non si tratta di una foto- 
grafia, con cui si volesse «come eternare in quello strano monumento» 
un assassinio, di cui si fosse vanitosi : fu una semplice bizzaria, per 
la quale un mese, o anzi più mesi, prima del triste fatto, voUerofarsi 
ritrarre in quell'atteggiamento, come avrebbero potuto farlo in un altro 
qualunque, tre giovinetti, uno dei quali anzi, il Gh., che é quello 
rappresentato in atto di trattenere il colpo, non ebbe nessuna parte e 
non fa presente al duello, e i due altri sono appunto il S. ed il Gr., 
i quali dopo il duello non avrebbero certo potuto mai farsi ritrarre 
a quel modo, giacché, feriti ambedue, sebbene non gravemente, non 
abbandonarono la casa di campagna, dove furono ricoverati e assistiti 
con le prime cure, se non per passare, sotto la custodia deofli acrenti 
giudiziari, allo spedale, dove il S. restò parecchi giorni e il Gr. Ano 
all'll di giugno, in cui mori per febbre d'infezione. Né la fotografia 
stessa, eseguita da A. P. di Faenza, fu tenuta mai in alcun conto nel 
processi^ essendovi semplicemente registrata, né fu cosa per la cui 
•coperta la polizia avesse bisogno di grande perspicacia od attività di 



— 78 — 
ricorrhe, sriacclift ?li amici, dm crlo non prevedevano lo strano uso, 
che se ne sarebbe pntiito farp, l'avevano distribuita a parecchi loro 
confiRCcnti. 

Dopi) qiiMn ininmesi^a, ritorno ai mici crani, lo non volli in quella 
hn'vp. mia nol<i, tanto piìi che sentivo hfnn come essa sfonaste con 
le ilollnrif? propugnato dal ffrave periodico, in rui era iaserila, trame 
alcuna concluriionf, f mi contentavo di ia'ci'ir pas'!are quei fatti come 
eccozioni, piT quelli, a cui ciò poti^ssc piacere. Qnanlo a me perù, io 
contesso, elio mi sentivo poco dispnsto a considerare di quella guisa 
quattro casi, di cui n'ppur uno fosse conforme alla teoria. E per dir 
vero non ne ero nemmeno maravigliato. 

Io capisco, die si po>sa facilmente immaginare ed ammettere, eh© 
alle liifferenxe (lell'imliile morale, che si manifestano neeli uomini, 
debbano corrisponderne altre nella cosliluzione fisica. Queste ultime 
però potranno essere tanto nelle apparenze macroscopiche, che nella 
costi tnzionc istnloirica n chimica. Mn eh" co^a sappiamo noi di tutto 
ciò lino ad oirffi? Che cosa sappiamo della composi/,iono chimica del 
sanmie o dei nervi dei calantuomini e dei delinqnenti, o dei buoni e 
dei milvagi in penei'e ? CM sa che induenzi possano esercitalo sulla 




— 79 — 

La stessa influenza ereditaria del delitto, del vizio, delle nevrosi 
molto spesso è disgiunta da qualsiasi riconoscibile diversità (lello stato, 
fisico. Anzi vi sono anche altre influenze, le quali operano nella genesi 
del delitto senza apprezzabili ipodificazioni o difTerenze fìsiche. Non 
parlo degli alimenti e delle bevande o delle azioni climatiche, atmo- 
sferiche e meteoriche, le quali si riducono per certo Analmente a mo-^ 
dificazioni dello stato flsico, talora bensì apparenti, ma molto spesso 
invece afl'atto occulte. Intendo parlare piuttosto delle influenze morali 
domestiche e sociali. Se non ci sono tutte le osservazioni rigorosamente 
richieste da una dimostrazione positiva o scientifica, v'è però ogni 
buona ra^rione per credere, che l'organizzazione animale sia in genere 
ed in media la stessa nelle diverse classi sociali. Io non credo nemmeno 
che si riescisse a dimostrare, che le classi lavoratrici abbiano il sangue 
più elaborato e i muscoli più nutriti e più validi, che nelle classi 
agiate: appena appena potrà supporsi che le ultime abbiano i nervi 
più eccitabili delle prime. In ogni modo non si potrebbe con alcun 
fondamento di ragione asserire, che l'organizzazione fisica, debba spinge- 
re più le une, che le altre al delitto. E invece vediamo, che la crimi- 
nalità riceve un contributo immensamente maggiore dalle classi operaie, 
che dalle medio e superiori. Io avrei voluto far qui la mia dimostra- 
zione per via di numeri; ma gli elementi di essa, non ostante tante 
statistiche, ci mancano ancora. Abbiamo bensì dai volumi delle statistiche 
giudiziarie la classificazione dei delitti giudicati alle Corti d'assise, 
secondo le condizioni sociali dei rei; ma queste sono aggruppate in 
modi co:>i etf^rogenei, ed oltre a ciò sono tanto poco in accordo con 
la classi Hcaziono delle condizioni sociali di tutta la popolazione, che 
non è possibile istituire alcun utile confronto e ricavarne alcun profitto 
al bisogno no4ro. 

Questa ripartizione dei gruppi sociali secondo la professione o con- 
diziono civile è sempre uno dei problemi più ardui fli tutte le st.ìti-^tichc 
della popolazione : lo so e lo comprendo bene, e quindi non potrei 
farne carico a nessuno. Ma non voglio omettere di segnalarlo anch'io 
a questo proposito, con la speranza, che una volta o l'altra si trovi 
modo di soddisfarvi. Nella classe degli agricoltori abbiamo accomunati 
nelle statistiche penali quelli che lavorano il terreno proprio, i conta- 
dini mezzadri e terzajoli, insieme ai braccianti, giornalieri ed operai 
di campagna. Parimenti sotto ai titolo commercianii e industriali al 
T2ccoigoBo padroni di fabbricìie, di otBcine, di negozi, di bollcghe,. 



capi d'arti, insieme a! laToraoti ddle Tarie.elM^ eommfB^ arttglui 
ed operai salariali e vìa dicendo. ìa oatagoria degU addetti ai UtaputlSi 
ed alt)crgatori, se & meno varia e moiteplfe^ non è però mtatf eten^»t. 
Dea, allo stesso modo clie l'altra € personale df aerrlzio e di bUei » 
dove sono mes.'ti insieme i domestici ed i bcchini, che vìtodo In eo^ 
dizioni materiali o morali cosi differenti. In alcune statistiche compare 
perfino una classe di < senza proreasione > dove entrano donn^ 0^ 
di famiglia, possidenti e chi sa che altro. Si cerea vanamente la elasM*' 
dì quelli, che vivono unicamente delle proprie rendite, corrispoodent»-- 
al gruppo 48o del ceadmento, che comprende proprietari di beo!' 
immobili, capitalisti e pensionati. — Questa eler<^eneHt di ag g r up pa- 
menti, questa incomparabiliti ai grappi stabiliti nel eentòneatogeimilB- 
della popolazione, rende ahneno all'uopo nostro affitto inswTibìiildettt. 
quadri delle statistiche giudiziarie. 

Siamo dunque costretti a doverci contentare di un giudtido od ap- 
prezzamento generico, quale ò quello dell'assoluta rarità dei delitti 
nella classe agiata e colta. Qui non è l'impulso al delitto, cheperunft^ 
felice influenza della costituzione organica sia minore, che nelle clasd 
lavoratrici ; ma potrà essere piuttosto che in quelle operi qualche freno,. 




.' « 



-81- 

{mno che il 23 % di tutta la popolazione ; gli ammogliati o i vedovi 

fanno il 42. Invece nelle statistiche penali i primi superano sempre di 

molto i secondi. Cosi, per esempio, in quella del 1883, che mi viene 

ora alle mani, alle assise furono condannati 3S66 celibi e 2963 coifiu- 

gali vedovi : al correzionale i primi furono 52901, i secondi 43858. 

Sa con ciò si consideri, come i celibi abbiano lanto meno bisogni, siano 

tanto meno esposti alle avversità, ai contrasti, ai dolori, di chi ha una 

fiimiglia da sostenere, si comprenderà quanta sia la forza, con cui il 

sentimento del dovere e l'affezione trattengono l'uomo, il quale ha una 

fsuniglia, che ama e che senza di lui rimarrebbe priva di sostegno e 

dei mezzi di vivere, dairabbandonarsi a quelle passioni, che conducona 

i celibi spensieratamente al delitto. 

Da tutto ciò è dunque palese, come alla genesi del delitto operino 
positivamente e negativamente molte altre azioni, oltre alle riconoscibili 
differenze della costituzione o conformazione organica; sicché non è 
da maravigliare, quando queste manifestazioni manchino nei delin- 
quenti; ma c'è anzi da credere, che non siano L3mmeno esse gli 
eflSciènti pib comuni o le più comuni concomitanze estrinseche del 
delitto. 

Che se già tanti altri elementi, oltre di quella grossolana e visibile 
conformazione^ entrano nella etiologia del delitto, tanto più con giu- 
diziosa e prudente disamina convien procedere neirinterpretazione dello 
ragioni, per cui certe conformazioni dovrebbero essere consilerate come 
cause o indizio di intima propensione al mal fare. Io non ricercherò, 
lecerti tipi craniensi, che vannosi riconoscendo nei delinquenti, ma 
che forse con non minore frequenza si incontrano nei non delinquenti 
e perfino in soggetti di altissima intelligenza e di squisita bontà di animo» 
possano davvero considerarsi come fatti di atavismo, quando per 1* an- 
tropologia, od almeno per molti antropologi, non è niente affatto sicuro 
che le nof^lre razze presenti siano un perfezionamento di quelle, che 
con forme meno gentili o più animalesche avrebbero vissuto nei più 
lontani tempi ; potendosi anche credere che per contrario le razze in- 
feriori, che vissero dapprima nelle nostre regioni, avessero diversa origine 
dalle presenti nostre e non abbiano, generalmente, lasciato le loro 
reliquie che nei depositi delle antiche età geologiche od in remote 
contrade del globo. Ma io dimanderei piuttosto se è ben certo, che 
Poomo selvaggio sia peggiore deìVuomo incivilito; che sia travaglialo 
àf/u'à facili e più violente passioni ; che siano i selvaggi pia lascivi. 



più 3VÌJÌ, più reroci delle popotozioni civili, che ci mostrino uoa 
dì delitti pifi spaventosi ed (efferati di quelli, che la storta crimiii^ 
dei popoli civili retristra. Bisognerebbe che \c leggi potessero sospei 
derfe pnp un po' di tempo il loro impero, eho la ciuslizia rimeltesi 
per poi;o nel f-ndsro la sua spada, aiBnchè si potesse vedere quali siai 
stali veramente gli elTetli della civiltà sull'indole nostra, che cosa dobi 
Marno al salutare [imoro dnlle \cggi punitile ed ai progressi dei ooj 
sentimenti morali. Io dimanderei anzi di piti, se con certi caratteri 
cosi detti regressivi o reversivi, che ci condurrebbero iudielro alla 
fasi evolutive desìi antropoidi, dei lumurini e via via disceoiìonàa 
talvolta molto più in basso nella scala zoologica, arriviamo davvero t4 
ritrari'O dall'indole degli animali slessi la ragiono sufllciunle delle pas-^ 
sioni e dello azioni criminose dei nostri uomini degenerati. Dimandur^ 
inllnr', se la legge generale del pro)^resso evolutivo potrà cosi ini 
mente soppiìmcrsi per queste aberrazioni del tipo umano, da non 1; 
sciare loro altro impero che quello della res^ressione atavistica, da ne 
permetleri; nemmeno in parte quella elisione di elTetti, che due 
opposte dovrebbero necessariamente produrre. 
Ma ({iKile che sia 1' ampiezza dei limili, entro cui ie innormalili 




— 83 — 

Cile e spedita ; ma, sia pT influenze etnicho, sia pf»r infliienze topo- 
grafiche, noi abbiamo invece una popolazione svarìatlssima, la quale 

differisce ?pe<vso notabilmente non solo da regione a reofione; ma bensì 

pure da provincia a provincia. Infatti non solo le popolazioni della 

valle del Po, della riviera Ligure, della Toscana, delle Marche ecc., sono 

direrse le une dalle altre; ma quello della Valtellina, p?r esempio, sono 

diverse da quelle della provincia di Milano, e Bologna è diversa dal 

resto delle Romas^ne, e Genova da Porto Maurizio, Lucca dallo altre 

Provincie di Toscana, Pesaro da Ascoli, Aquila da Campobasso, Potenza 

da Cosenza e via dicendo. Per conseoruenza, come ù asi^olutamente senza 

senso scienlinco, né pratico, il dire che la statura degli Italiani sia in 

media di tanto, l'indice cefalico (li lant'altro e via dicendo; così è senza 

fondamento e senza conclusione il paragonare i caratteri dei delinquenti 

a quelli dei non delinquenti, senza distinguere almeno le regioni, a 

eoi appartengano gli uni e gli altri. 

Intanto questo è ciò, che troviamo consuetamente fatto nella celebre 
(^ra dell' l^oiwo delinquente^ che è come il codice della scuola e che 
dovrebbe' per conseguenza riassumere tutte le nozioni e i precetti fon- 
damenlaH della nuova dottrina. E cosi infatti troviamo, a paor. 147 della 
terza edizione, paragonata senz'altro la capacità del cranio dei delinquenti 
a quella del non delinquenti, senza alcuna distinzione reprionale — a 
pair. 155 la circonferenza — a i64il diametro e l'indice verticale — a IGo 
Finiife frontale — a 167 la lunghezza e la larcfh'^zza della faccia — a 168 
l'indice naf^ale — a 170 e 172 l'indice e l'angolo facciale.— A paor. 157, per 
la semicirconferenza orizzontale, l'A. si contenta di dire che in 33 dei 
sooi crani criminali trovò prevalere 19 volte la parte postnuricolare, 
Wìza riferirsi ad alcun confnmto coi normali — a png. 159, nello studio 
della curva lono^itudinale e suo diveree sezioni, non solo non c'ò alcun 
raffronto regionale; ma VA. va a cercare il termine di paragone dei 
mot crani criminali in quelli dei hr.issellesi normali dati da Ronlier — 
i paig. 168 abbiamo la mandibola : questo famoso osso, che nn delin- 
quenti deve avere tanto valore dimostrativo ! Delle tante misure, che 
a di esso si prendono, ne sono notate sol due ed il peso, in confronto 
affle normali, senza distinzione di regioni, e senza che sia detto nulla 
terelà e del sesso. — Lascio per ultimo l'indice cefalico, il gran capo 
aMo di tutta Tanlropologia. Chi non si aspetterelìbe, che qui almeno 
afeeiiao uno .specchio comparativo fra i delinquenti e i normali a 
regioDe per regione, sia per medie generali, che per serie o per cale- 



gorie? E invece rA,(pag. 16i) si conlenta di distinguere per regioni | 
suoi delinquenti nelle quattro c3te<rorìo di dolicocefali, mesocefali, ìtft 
chicefali, iiUrabncliicefali, senza altra comparazione coi normali, ^lOi 
quella del Piemonte. . 

Però a pag. 166, dove si Iratla del diamelro frontale minore, ctH 
VA. considera come parte della faccia, se nnn si raflronUno i crai 
criminali coi normali delle diverse rcs^ionì d'Italia, si paragonaiil 
però gli ani agli altri pel Piemonte. Disfiraziatamentc perù, oltre i 
rÌ3lrettozza dell'indai^ine, ci sono qui gravi dubbi sull'esattezza dei n 
meri; perchè nessun^, ciie abbia un po' di pratica di craniomwlr 
potrà accodiere senza estrema diffìilenza una media dì 109 millimat 
per quel diametro in una serie di crani normali od ordinari. 
matematicamente impo^^sibile, che da hQ crani criminali, di cui imo f 
il diametro minimo fra 80 e 90, e dieci lo hanno fra tll e 93; mentT? 
poi ve ne sono ventollo da 9R a lOS, cinque da 106 a HO, e due da 11! 
fino a 130 (!?), sì possa avere una media ili soli tì(ì : quando, tenendosi 
anclie sempre a tutte le minime di queste categorie quinarie, si avrebbo 
almeno 98. — E per converso vi è la medesima impossibilità, che da 
sessanta crani normali, di cui quarantuno stanno sotto a I0( mm. di 




— 85 — 

rilerìrne i risultamenti in un'opera, che, come ho delio, è il codice» 
il manuale della scuola. In ogni caso conveniva determinare e adottare 
un sistema deciso : o riferire o non riferire i dati normali di confronto ; 
non mai tenersi a quella via indeterminata, ora di non riferirne nessuno» 
ora di riferirne qualcuno, talvolta generale, talvolta parziale, talaltra 
perfino ricercato fra altre nazioni. Sicuramente V antropologia italiana 
i ancora da farsi in gran parte ; ma parecchie serie di buone ed utili 
contribuzioni a questo soggetto le abbiamo già, oltre che pel Piemonte, 
per qualche provincia della Venezia, pel Bolognese, per la Toscana, 
la Sardegna. Anzi lo stesso eh. Lombroso riferisce un gran numero 
di osservazioni craniometriche per diverse Provincie e regioni nel 
sao articolo Cranio pel Dizionario delle scienz') mediche : osservazioni, 
che non si comprende come non siano state riportate nell'opera in 
discorso, se non pensando appunto come l'A., non abbia abbastanza 
sentita la necessità di una continua e metodica comparazione dei crani 
crìminali coi normali; o perchè siasi fatto accorto dei numerosi errori, 
che riempiono quei non pochi quadri numerici. Molti di quei numeri 
infatti sembrano veramente impossibili; in molti altri il numoro indi- 
cuite il rapporto non corrisponde a quelli dei suoi elementi, come 
Findice cefalico coi due diametri, senza che si possa comprenderò se 
Terroro stia nel primo o in qualcuno degli altri due. Già il Manlegazza 
in uno dei suoi solili briosi e finissimi scritti {Atavismi psichici), dove 
ha lodato l'ingegno del nostro Autore, ha avvertito, non e>sere il suo 
forte l'uso della bilancia e del metro : non è quindi maraviglia, che sia 
k) stesso in quanto all'aritmetica, che è appuuto il concomitante e com- 
plemento indispensabile di quei primi due. Ma i cultori delle scienze 
sperimentali, i quali sanno quanto tempo richieggasi per la più piccola 
osservazione, concederanno facilmente venia alla mende, che possono in- 
correre nella lunga ed incessante opera dell'infaticabile scienzialo torinese. 
«Perdonate molto a chi ha mollo amato». 

Medesimamente per le indagini antropometriche sul vivo troviamo 
a pag. 230 paragonalo in gi^ierc il diametro frontale minonì dei de- 
linquenti con quello dei soldati, senza nessuna distinzione regionale j 
come a pag. 232 la circonferenza, e via di seguito. Solo per rindice 
cefalico a pag. 237 vi è uno specchietto comparativo fra rei e soldati, 
distinti por regioni ; ma sono regioni di composizlùnc troppo cLoro- 
gi-nea, perchè vi si forma, per es., una regione napoletana, che com- 
prende quasi mezza Italia, di provincie ad indice mollo diverso , e 



— 8"5- 

con [le'Roma?ne s^^mbrano accomunarsi non &0I0 l'Emilh superiora 
che [KT verità non ne è multo diveny ; ma bon anche il bolognese 1 
le Marche. eUfl ne difTeriscono laollisiiitno. 

Naturalmente, (iiello che accade per l'eminento antesignano delli', 
nuova scuola, si lipi-ie molto spesso anchs pei suoi C0II.1 bora lori. Ifr 
fatti, h^ciamlo da parie le numerose storie e relazioni di fatti criminal 
Jn cui g:li anturi i\ fanna sempre dubito di diii^etite osservazione di race 
gliere e notare tutti i caratteri Usici, liiineani ed antropometrici dei \qì 
soggotti, corno cosa da cui gli studiosi, medici e giuristi, penseranno pq 
a ritrarno lo deiiiizionì a proTitto ddh scieJiza e della pratica ; troviamOi 
per esempio, nell'Archivio di psìdiiatria ed antropologìa criminale mol^ 
articoli, ora di piccoli', ora di grandi serie di delinquenti studiati soUq 
il rispetto antropologico e r]uin<li con la notazione delle loro nume- 
rose misure, so:«a alcun rapporto coi soggetti uormali coi norm 
delle n-htive regioni. Vegganai, per esempio, nel volume IH, sludU 
di S6 ci'ani criminali; nel IV, crani di as^ìsini, e capacità cranìcn d 
131 criminali; nel V, crani e cervelli di criminali, e tipi di crimine 
nati ; nel VI, tipi di criminali, nati e d'occasione ; nel VII, caratteri gper 
ciati alle varie clas<!i di delinquenti ; nel IX, stuli sopra una cenluri» 
di criminali, e sonra 30 crani ed encefali di delini 




— 87 - 

si mostrano degne di nota o sfugj^ono alla osservazione. Quando mai 
si sono prese ad esame lunghe serie di non dolinquenli, per vedere 
quanta volte si ritrovino in essi una od altra delle tante particolarità, 
di cui si tien conto nei criminali ? 

Maggiore importanza avranno bensì quelle alterazioni o imperfezioni, 
le quali indicano o costituiscono od hanno per elTetlo un disturbo delle 
funzioni cerebrali. Su di che per altro non conviene dimenticare la 
possibilità dei compensi e delle sostituzioni funzionali ed i casi nume- 
rosissimi, già riconosciuti da lungo tempo, della incolumità ed inte- 
grità delle funzioni stesse, non ostante le più manifeste e più notabili 
anomalie ed alterazioni. Sopra tutto poi converrebbe cercare meglio, 
che non siasi fatto generalmente Qn qui, quale sia il valore delle ma- 
lattie ed imperfezioni, che fuori del cranio e del cervello accaie di 
rinvenire negli altri organi dei delinquenti. E porto sopra lutto questa 
considerazione alle malattie del cuore, alle quali la nuova vScuola dà 
cosi grande importanza, quantunque le osservazioni e dimo'^trazloni 
scientilìche sopra questo argomento siano finora insulììcieritissime. Pri- 
ma di tutto bisognerebbe sapere quante volte queste mnlallie si in- 
contrino nei non delinquenti, e poi vedere, se e quanto volte e sotto 
che forme queste malattie abbiano potuto modificare l'indole morale 
dei sogeelli; imperocché qualunque medico pratico sa che molle ma- 
lattie croniche hanno appunto queireffetto, e non solo in male, ma 
anche in bene: se vi sono delle malattie, che rendono i sogoretti più 
irritabili, ve ne sono altre, che li rendono più docili e più dolci. Quan- 
do siasi chiarito e stabilito questo termine di confronto, allora sarà 
utile vedere quante volte queste affezioni siansi rinvenute nei delin- 
quenti. Per ora, anche su quesl* ultimo arofomento non si hanno die 
poche e poco concordi notizie, a cui si supplisce piuttosto con le cifre 
raccolte sopra gli alienati; due termini, che pei positivisti rigorosi 
potrebbero non essere equivalenti. Ma anche dopo tutto ciò non sa- 
rebbe fatto tutto : imperocché resUirebbe ancora a sapere, per poter 
determinare il valore di quelle affezioni nei rei, se esso precsistevano 
al delitto o alla preparazione al delitto, e se siasi eliminato il caso, 
che e<3c non siano invece che l'effetto del turbamento, che arrecano 
alle funzioni del circolo le cause impellenti al delitto, la melitazione 
di esso e prima e poi, le vicende di timori e di speranz'»^ sulle ricer- 
che della giustizia e sul giudizio, che chiuderà il processi, la consi- 
derazione de}}3 libertà perduta e delle pene incorse, o che non siawo 



anche la conseguenza delle ponho buone condizioiii igìonicbe o dsQj 
parlicolare maniera di vita del carcere. 

PoU'à dirsi, che tulle queste mie invocazioni snno minuzie eixc&tìTewl 
meliculosiià, rigon di raetolo soverchi e che so io; ma a volere e 
eluderti qualche cosa di certo e di stabile in quosli Rarbiiglì di pai 
logia tisica (! morale, io non vegga che si jin%ia furo allrìnicnti. 
metodo sarà più lungo; ma è anche piii sicuro: è t] caso di I 
cordare l'ammonimento: festina lente. Io non islo nò tra le file del 
nuova scuola, né fra i suoi avversari, perdio questo non 6 soggollod 
mia abituale occupazione: io ne parlo senza alcun preconcetto e 3ea> 
za alcun intendimento di favorirla o di combatterla : parlo unicataeaU 
col de<<Ìderio naturale ad ogni uomo di studio, di vedere la vertUti 
che è come dire di vederla nelle sue più chiaro apparenze possIbUiì 
Anzi, se a questo intendimento potrà valere qualcho cosa, io porttfj 
qui il mio modesto contributo di osservazioni, rìtereniisi a quel teraù 
De di comparazione normale, che io sono venuto raccomandando oe^ 
presente articolo. Non è qui il luogo di raccogliere quello, che haanQ 
fatto diversi osservatori sulla craniometria di talune Provincie d'Itali^ 
e nemmeno di riferire quelle, che su alcune altre hn io atesso potutir 




— 89 — 

mila osservazioni, che ho cosi potuto mettere insieme sui vivi, sono 
lontane dai numeri proJiì^iosi delle statisticlie sul tipo cromatico della 
Germania, dell'Auslria, delia Francia ecc., e anche da quelli del nostro 
corpo unitario militare sull'indice cefalico ; ma avranno almeno questo 
vanlapfgio di estero i-Mate falle con sicura urìiformità di metodo e di 
criteri, e con quella scrupolosa cof^cienza di lavoro, che è data dal- 
Tamore che si porta al proprio subbietto. 

D altra parto, dappoiché io raccoglierò generalmente le mie osserva- 
zioni per regioni, avremo sempre dei numeri abbastanza cospicui e 
jriu che sudlcienti alla sicurezza delle conclusioni. Solamente per l'in- 
dice cefalico riferirò i dati anche per Provincie, per cia-^cuna dello 
qaali ho già quella m^^dla di almeno trenta osservazioiii, che Tespe- 
rìenza ha mostrato generalmente bastante pf^r deiurre le medie an- 
tropolo eriche. BenVi non mi contenterò di dare le medie regionali, ma. 
aggiiifftTù anche le minime e massime provinciali, scendendo anzi pure 
alle minime e massime individuali, di cui indicherò altresì il numero 
ilelle volte, appunto perchè sì possa vedere quali sono gli allontana- 
menti flalle medie, che possono aversi dallo serie ordinario o normali; 
Debbo anche avvertire, cho in tutti i sooruentì quadri io metto 
Ifaniova con le Provincie veneto, a cui già lungamente appartenne e di 
cui mantiene in parte di ordinamenti amministrativi, perchè tutte le sue 
Aedie accostansi più strettamente alle venete che alle lombarde, quantun-« 
quc già fra queste due regioni medesime non siano ch'^ minime differenze. 

Mantengo però «centralmente Lucca con la To.-cana, sebbene per ogni 

baona ragione etnica dovesse andare unita alla Liguria ; per non portare 
cooru^ione nelle solite distiìbuzioni regionali e perchè il tenervela o il 
toglierla non mo liQca in generale molto notabilmente, cioè non piii 
die per frazioni, le melie proprie della regione. Tuttavolta, ove sarà 
opportuno, distinguerò quello, che più propriamente appartiene a Lucca, 
da quello, che è del resto della Toscana. — Cosi dic.isi per Campo- 
base, che inetto con gli Abruzzi, e per Potenza, che metto con le 
Calabrie. In ogni caso gli estremi provinciali ci faranno ve lere, dove 
« come qualche provincia si allontani dal tipo regionale. — Tutte le 
sedie, cosi provinciali che regionali, sono sempre ricavate dai numeri 
iOettivi individuali. — Ometto i quadri delle stature (di cui però ho 
«empre tenuto conto) perchè su ciò si hanno le più preziose e ce- 
rose serie di osservazioni dalle Relazioni suììe leve militari e dallo 
«tadio 9Ìl>XBtìco del eh. dottor Uri. 

i ^U ^vfraria --^ Anno 



r- 





li 
fi 


llil^liniìlli 
g|?s"i» 3,-52 ss 


ì '■ 

w 7 - 






1 






li 


^— — =°"^-^-"'"— 


S 


a 




^™=„-»™„«,„«2«o. 


g 


E 


32a»SSi-S-°=KS32 


^ 


SS?SS=S!:5SSSSS= 


S 


1 


s 


;^r^ = = tc«---^^r,.7r->:o 


ru 


■ 



3 a*^ ^ E i 



53ffeS.= S| 1-2 a 'Ti: S 
jSgrjoweao . , irt ■«■ o) ig ira -M 



![|sggggS 






'^Wt — osco — — f?7«jA 

«incuoio — coirtojcis^ 



s ^ ■■■•■'•■'■ -a « ■ S 



\ 



s 


1 

s 

! 

.a 


in. il» 

fiiJile'illliil 
liiilll Hill 


1 

s 






|SSSS8S: iSSSSS ; 
SSS3|S3 : :SSS||, 

"issisi essi a s s s S~ 






gipMi 




s 








■é 


1- 


,-o„_:u,, :—:,:-: 


s 


1 


= 




2 






■ 





1 
1 
f 

1 


i Jlli ! Uls 

Illiii'iiS!! 
lllllll liIJil 




1 


3 

a 

!" 


i 


o — cetsf^aora ^oo storno 




1^ 


;_,, ,»,. : „__. 


<s 


-5 


s 


s-s— =—"""-"'" 


s 


1 


B 


SSS"?ÌSS«- = = '-£!=-' 


g 


•s. 


s 


SSE;3SiSS^"S = SSs2 


8 
i 


1 


19 


gSSt:SISSS"S5!;;S5 


rs 


3 


121IS=SS"""8;:Sm«£ 


S 


1 


3 


oi-vai :— Mus—^<Nt-i-i^a'a 


s 


5 

3 


Ji 


-"='»'■"'-'"'""-"''■ 


3 


2g|i*Sl2^"S»5!ji' 


1 


1 


o 

e: 


il|si^si|;liilii} 

ilillllliliiiil 


f- 



■i 


:i1 






g 


b 


: -.^m : lam : ^ — iNN'r -.m 


a 


a 


COmi-W^^— — U5mi-10fflL3ffl 


= ^ 


1 


u 


SSSt'SSS'-~=2BSaS 


{ 




E 


s 


afissssss'ssissss 


1 


1 
S 


s 


sssssssss-sssa^- 


s 




1 


a 


sgs"gigȣ"s=a2S" 


- 




1 


s 


o„-n = »-^N-«^.o5.= - 


i 

2! a 




■ 



« r 

te K 

II 






— 96 — 

lìappoiii fra la sezione aiileriore e posteriore del cranio, studiati 
mediante l'intersezione della circonferenza orizzontale e della curva 
longitiiilinnle per la carca (iflurteolars. 



Omei^sa in 2 
Omessa In 5 



Gerienlmciiio ihinqne prevale la sezione posteriore nel senso ver- 
licate, cioè della curva urilfToposlcriore ; l' iinlcriore nfll' orizzontale, 
cioè (iella circorifireriza: ciò vuol dire, clie antcrioruicnte il cranio 




2-5 a.: 



4 1 






iiiiiii 111! 



3 



ite 



a 



I 1 






lliSjlJlfJ^llJl 





1 

£ 

.2 

■§ 
1 

IP" 


iiiijii iijiii 


i Isi 

- 






" 5 - 

ss 


1 


SiSSaSSISSSaSSS 


? 


N 




8 




1 

s 
1 


sag— 'S»'»'»""'^""' ■ 


s 


1 


SSg"Sg28"!22S3S- 


8 


1 


SsB^iSSSC'SSiS?-^ 


s 


■ 



— 99- 
Indice oefalioo — ftr promneie 





1 


B ■ 
S 

- 


1 


Hdo 
ad 
82.0 


da 
82.1 

in su 


^ 


percentuali 


BOVINCIE 


fino 
ad 
82.0 


da 
82.1 
Ir su 


.. .. . 


78.0 


94.2 


85,6 


9 


31 


40 


22.5 


77.5 


iO . . . 


77.7 


91.1 


86.1 


1 


36 


37 


2.7 


97.8 


-a . . . 


76.7 


91,4 


85.2 


3 


16 


19 


15.3 


84.7 


mdria . . 


79.0 


912 


84.5 


7 


20 


27 


25.9 


74,1 




721 


90.3 


83.6 


11 


21 


32 


343 


65.7 


>. . . . 


793 


92.7 


84.8 


4 


27 


31 


129 


87.1 




77.8 


92.8 


84.1 


11 


28 


39 


28.2 


71.9 


io . . , 


77.4 


97.6 


86.9 


1 


4 


5 


80.0 


80.0 


mo . . . 


77.7 


90.9 


83.4 


11 


18 


29 


37.9 


62.1 


io . . . 


77.6 


87.8 


81.9 


9 


6 


15 


60.0 


40.0 


Mia . . . 


77,4 


89,7 


84.5 


6 


26 


32 


18.7 


81,3 


va . . . 


79.7 


90.4 


85.2 


3 


26 


29 


10.3 


80.7 


la . . . 


75.4 


90,9 


83.6 


9 


13 


22 


40.9 


59.1 


iia . . . 


'6.2 


911 


83.7 


8 


12 


20 


40.0 


60.0 


-la . . . 


78 6 


92,2 


855 


5 


19 


24 


20.8 


79,2 


IO . . . 


81.4 


92.1 


86.0 


4 


3 


7 


65.5 


44.5 




773 


91.2 


8.1.7 


iO 


29 


39 


25.6 


74.4 


iso . . . 


79.1 


91.7 


84.8 


8 


24 


32 


25.0 


75.0 


va . . . 


77.5 


92.9 


86.1 


4 


23 


27 


14.8 


85.2 


■,o . . . 


77.1 


90.4 


83 4 


8 


13 


21 


38.0 


62.0 


Maurizio . 


C5.4 


81.5 


75.3 


7 




7 


100. 




va . . . 


67.6 


893 


80.8 


18 


14 


32 


56.2 


43.8 


i . - . . 


73.8 


86,4 


78.5 


7 


I 


8 


87.5 


125 


1 . . . . 


71.Ó 


91.3 


79.4 


22 


7 


29 


75 8 


Z4.2 


no . . . 


71.8 


86.6 


79.8 


7 


4 


11 


63,6 


86.4 




73.0 


902 


82.2 


15 


15 


30 


50.0 


50.0 


te . . . 


74.2 


94.1 


81.7 


19 


19 


38 


50.0 


50.0 


. . . 


75.2 


91.1 


82.7 


10 


11 


21 


47.6 


52.4 


e Grosseto 


75.5 


88.8 


82,3 


14 


14 


28 


500 


50.0 


aia . . . 


76:6 


90.3 


83.7 


6 


li 


17 


35.3 


04.7 


a . . . 


75.3 


91.7 


83.1 


13 


16 


29 


44.8 


56.2 


IO Emilia . 


77.3 


908 


84.4 


11 


13 


24 


45,8 


S4.4 


na . . . 


71.8 

7&s/ 


l&i> . 


83.4 1 


10 


24 


34 


29.4 \ •m.e 


" ■ • •/ 


ss.el 


HI 


10 

1 


-1 


30 


33.3 


\ 66.7 







— 100 — 




f 


n 


Indice cofalioo — Per prminde 




1 






1 










P.r.e„.uauJ 




1 




lina 


Uà 


s 






PROVINCIE 






ad 


82.1 


3 


Bno 


da 




^ 


1 


s 


82.0 


In su 


H 


atl 

8^-0 


S2.t 


Bologna . . . 


TI. 4 


90.3 


81.7 


Ifl 


18 


31 


47.0 


tM 


Ravenna 








78.6 


!)3.8 


8S.1 


l 


23 


24 


4.0 


!» 


Forlì . 








76.5 


!U.S 


S5.0 


fl 


24 


30 


20.0 


90 


Pesaro 








75 3 


M.0 


83.B 


Vi 


18 


ao 


40.0 


ao 


Aucona 








7IÌ.0 


9IJ.8 


821 


II 


ì:> 


2!l 


18.J 


61 


Maeeioia 








7^.4 


89,0 


81.5 


17 


10 


£7 


63.0 


27 


Ascoli . 








71,4 


ft2.S 


80.O 


13 


8 


21 


6i.a 


as 


Perugia 








75JJ 


ifi.2 


83.8 


21 


IO 


01 


34,4 


H5 


Roma . 








72 2 


87^ 


78.8 


SI 


7 


38 


81.1 


la 


Aquila . 








69.5 


85.0 


78.fj 


- 27 


G 


3^ 


81,8 


1S« 


Tersmo 








7^.8 


01.0 


80.0 


25 


7 


32 


78,1 


tia 


Ghie li . 








74.8 


'JJl 


82.2 


15 


15 


3Q 


50.0 


sai 


Camiioba^so 






75.0 


85.5 


79.5 


17 


4 


2L 


80.S) 


IM 








Ut) 


N.1.5 


70.1 


Vi 


4 


20 


so.ri 


20.0 


H 






i: 


SSS^5S3SS^52^ ■■' ■■ 


il 


mmmìmm^ 



Si 




Ig 


:S:Spss:isi;2§| 



1 à 









liillllS^lll 



Distribuzione Boriale degli Indtol cefallet per reglt 












« 




- 


- 103 - 


— 




















09 


• 
• 


• 
• 


■^ 


co 


■ 
• 


m 
m 


r^ 


■^ 


• 

• 


<M 


^ 


• 
• 


• 
• 


• 
• 


• 
• 






































^ 




































30 

1 


r^ 


o 


CO 


Ci 


C^J 


<M 


àO 


CO 


-^ 


co 


o 


CO 


O 


LO 


• 








^•^ 


Ol 


co 


co 




^-< 










w^ 








• 
• 






OC 




































^ 




































00 


s 


& 


-^ 


c^ 


^i* 


r^ 


00 


00 


co 


Oi 


\n 


<M 


CO 


<M 


00 




e 


o 




0^1 


co 


CV4 


'^ 


■V 


^H 


Tf 


CO 


"^ 


t3 


«-«» 




m» 


!>. 






^H 


^-< 


























•^ 




































ti 






































4fD 




































1 


cs 


o 


r^ 


r^ 


o 


o 


CO 


r^ 


00 


c^ 


00 


«>^ 


co 


^^ 


IO 




r: 


-^ 


co 


co 


co 


co 


■^ 


CO 


-^ 


io 


▼H 


co 


"^ 


co 


00 











































to 






































^■^ 
























_ 










•m 


'««^ 


































< 


?- 

1 


r- 


v-4 


co 


o 


o 


(>2 


C5 


m 


co 




ì^ 


\n 


o 


CO 


G^ 






•-» 




r^ 


t-< 


^H 










»-< 


• 


c^ 




»-< 


c^ 


▼H 






o 






















■ 














S=2 


• 
• 


• 
■ 


• 
• 


1^ 


• 
• 


• 


• 
• 


• 
• 


1^ 


• 
• 


• 
• 


• 
• 


1^ 


1^ 


• 
• 






e ^ 




































« 






































Tf 


Ci 


o 


P 


o 


CO 


i.O 


co 


00 


f^ 


^-< 


co 


r^ 


"^ 


o 




1 




P 


CO 


l>- 


ì^ 


in 


co 


in 


co 


co 


r- 


v« 


LO 


"^ 


•^ 


co 




1 


h 


l^ 


r» 


l>- 


1^ 


t^ 


1^ 


1^ 


l^ 


l^ 


1- 


r- 


1^ 


1^ 


t- 


r^ 




s- 


. 2u= 


"^ 


c^ 


o 


OJ 


s 


Ol 


co 


Ci 


«•i* 


■^ 


Oi 


TT* 


o 


y^ 


iO 






;' « i 


Xfi 


co 


• 


• 

CO 


• 

co 


• 


• 


00 


00 


t 


00 


• 


• 
CO 


• 




a S 


ri- 


O 


o 


o 


o 


•^ 


05 


Oì 


Ci 


o 


C5 


Ci 


Ci 


Ci 


Ci 








<3. 


àO 


<D 


~o~ 




o 


co 


co 


co 




!>l 


Ci 


Ci. 


iO 


f>- 






• ^* ^^3 


• 

Ci 


Ci 


m 

O 


• 

o 




p 


• 


• 

o 


• 

o 


• 


• 


co* 


• 

co 


• 


• 

o 




« 


^ B C3 


o 


co 


CO 


r* 




l^ 


I^ 


l- 


«^ 




r- 

a 


r^ 


r- 


»- 


l^ 




b 

« 


2 = P 


• 


o 


LO 

• 


co 




co 


o 

• 


o 

• 


co 

• 


• 


LO 


co 


o 


o 


co 




^% 


•**.»- 


r- 


00 


^j: 


00 




oc 


Oi 


o 


Ci 




Ci 


Ci 


o 


c> 


o 




a 




o 


co 


co 


co 




co 


co 


i- 


co 




CO 


CO 


1^ 


l- 


1- 






« .2 


»o 


00 


co 


1^ 


r- 


LO 


in 


^ 


ox 


LO 


^ 


00 


T? 


Ci 


iO 




w 


00 


00 


00 


o 


Ci 


Ci 


o 


o 


o 


o 


o 


o 




o 


o 




a , 


s ro 


co 


co 


co 


co 


o 


co 


l- 


l^ 


t^ 


1- 


1-- 


l>- 


1- 


r- 


!•- 




- 1 


& 










































• 
■ 
• 
• 
• 
• 
• 








• 
• 
• 
• 
• 
• 
• 








• 
• 
• 
• 
• 
• 
• 




• 
• 
• 
■ 
• 
• 
• 




• 
• 
• 
• 
• 
• 
• 




1 

< 

■ 
1 

t 






«9 


• 
• 
• 
• 
• 
• 








• 
■ 
• 

• 

• 
• 








• 
• 

• 
• 
• 
• 

Cd 




• 
• 
• 
• 
• 
• 




• 
• 
• 
• 
• 
• 








o 


'3 










■ 
















CO 








e 
o 

B 

o 


C3 

o 


co 

e 


.2 
1 


.S 

E 


co 

e 
o 

CA 

o 


.2 


9 
C3 


s 


o 

ss 


c 

Q. 

E 

C9 


3 


.2 

Si 
"3 


co 


e 

•3 








fi. 


1-4 


> 


u 


:d 


H 


I-) 


s 


< 


1-1 


QJ 


fi. 


QJ 


tfl 


CD 


i 



Tipo 





R e: G 1 M 


Carnagione 






i 


e 
1 


ì 


1 






Picmonle 

LombàrJia 

Vene^in 

Emilia 

Umbria 

Toscana 

Liguria 


■12.3 
57.9 
fil.l 

45.3 
37.7 
«1.5 

5a.2 


57.7 
42.1 
38.9 
54.7 
65-3 
39.J 
46.8 


21.1 
19.1 
19.4 
16.3 
1.6 
lU.I! 
19.0 


11.1 
1(1,9 
10.8 
13.8 

37.7 
17.3 
21.3 


ir»-30 
lS-28 
7-37 
7-2^ 

'.1-20 


■ 



( percentuali. 





Occhi 




•^ialì 


1 


1 


1 


Bitreml proviucìnli 




neri 


KsUTi bruni 




Torino. Ales- 
sandria 


1«.7 


19.3 


oao 


1 1 
7-32, Alt!SMnJHa,'32 85' Cuneo, Alcs- 
CunL'o 1 GQniJi'ia 




n<»rgamo, Cre- 


17.3 


30.3 


52.3 


12-33 Pa\ia, Como 4 G8 


Brescia. Pavia 




Rnvigo, Man- 


I2.i? 


28.3 


sn.-i 


1 1 

3-23 Monlovn , U- 41 6.5 

1 dino 1 


Virentn, Man- 
tova 




Ri?<r?io «l'Emi 
Iid, Kojll 


ll.l 


2G..Ì 


62.3 


3-20 


Ferrara, Rcs- 
gio d'Emilia 


50 79 


Bologna, Ua- 
vonna 




- 


CU 


21.3 


72.1 








- 




Llvorno.Lucca 


n.2 


23.5 


C.|,3 


10-23 


Siena, Firenze 


50 73 


Pisa, Lucca 




- 


IS.2 


10.-1 


71.4 


12-18 


- 


02 75 


- 




A*roH. Mace- 
rata 


0.2 


21.8 


(i50 


3-13 


Marernlo, An- 


57 78 


Ascoli, mcc- 




Campob.isso, 
Cliiui[ 


13.4 


23.5 


(:3.0 


G-19 


TerBmo.Cliiell 


51 bl 


Aquila, Cam- 
jiobasso 




- 


12.8 


10.3 


76.9 


.... 


- 




- 




AiL'Uino, Sa- 
,...li 


7.d' 23.7 


C9.0 


0-10 


Knlcrno, Bone- 

vcnlo 


10 82 


Bciicvcitto, 

Salci-[io 




F,:i:,-,M, Bari 


ò.ii a 1.7 

1 


73.3 


3-7 


Bari, Lecce 


tiO 85 


Foggia, Bori 




Reggio di Ca- 


y7 Ì8.2 


78.1 


0-7 


Calamaro, Co- 


V.2 93 


C'i!!ciiin, Ca- 






;i.l 


10.0 


77.0 


1 
(!-12' Si^'usa, Tra- -Vi lOO 


Tri'i'oiiS Siro- 




SM'iari , Ca- 
lliari 


4..-J 


10.5 


85.0 


-1-5! Saa.sari, Ca-,8l> i)0 


■Siissari , Ca-J 
^liurl 




ì*,-Bi / etileni 


rvM/ JIOJI0 u 


afrat 


iott9 qasHi acarabìle, clOi! di circa 3 OiO. ft 



La legga della liberoElone prorviBoria ivUa pai^ (Pareti ìmey 
nello Stato di Ohio. 

Lo stato [Il Ohio non ha che aa ^olo carcera, chiamato 11 Penttemiarìo di 
Ohio, che trovasi nella ciiLi di Colombo. In questo Stabflimeulo si — «ipiaM 
tutte le specie di detenuti, cioè da quelli éontlinnàll ad un apao fino a quaU 
cbe debbono scontare la pena a vita. Anco 1 condannati a morte Ano insta- 
ti in qacslo Penitenziario, ove rimangono cento giorni, e sono poscia linpt»* 
cali nelle ore elio coirono dalla meuanoite al IsTaro del sola. 

Questo i-arccrc è il più grande dell'America, se non del mondo, contenendo 
pìii di 2000 celle e misurando un'area di circa ventidue acri. In Ohio 11 glo- 
dicc può omettere sentenze per tempo Indeflnlto, però non meno di na anno, 
e il detenuto può essere rilasciato in aegulto ad una ordlnania dal ConalgUo 
degli Amministratori {Board of Msttogtn), general mante su proposta del Di- 
rettore. 

In questo Stato un torio circa della condanne possono eiiere rimeMa o pari i. 
grazia accordata dal Govcrnatora o In base dt promessa di tener buona con-.'ii 
dotta {su parola) concessa dal suddetto Consiglio degli Amministratori. 1 

Questo Consiglio si compone di cinque membri, sceKl del Govo'Datore. BAu.-^ 
accede al Carcere il primo martedì di ogni mese e tiene seduta per qoattro j 
giorni, con tre riunioni al giorno. Le riunioni della sera sono dedicate ad a- . 
scollare i detenntl, 1 quali per legge hanno U diritto di presentarsi personal- >' 
mente al membri del Consiglio per esporre i loro reclami, e tulle quelle ofr- 
sorvailoni sulla vita intema del carcere cbe ritengono necessario di Tar co- 
noscere. -■ 

In tal modo 11 Consiglio ò po?Io in grailci di disimpegnare con piena cognt- 1 




-107- 

fi detenuto all'atto della sua liberazione deve promettere di abborrìre il 
deiiito, di condurre vita onesta, di dedicarsi alla occupazione che gli e stata 
provveduta, e se ritenesse utile di cambiarla dovrà ottenere il permesso in 
inclino dal segretario del Consii^Iio. 

Il primo giorno di ciascun mese Ano alla sua liberazione definitiva, dovrà 
fjr pervenire all*uflU'io del segretario una relaziono della sua condotta, cioè 
se abbia sempre lavorato e sìa staio costantcìnonto pagato durante il meso, 
quanto abbia guadagnato e quanto speso. Dovrà promettere altresì di sfuggire. 
jL* cattive compagnie, ob1)cdirc alle leggi, ed astenersi dall'uso delle bevande 
inebrianti — raggiungere il più presto possibile la sua residenza ed entrare 
subito ncH'inipiego a lui provveduto — rimanere sempre sotto la vigilanza ed 
il controllo del Consiglio ed obbligarsi di rientrare nel carcere, se questi per 
qualsiasi ragione Io ritenga necessario. 

Il Consiglio, perchè possa funzionare regolarmente, deve riniancre in comuni- 
cazione, per mezzo del suo segretario, con tutti i detenuti rilasciati sulla i)arola 
eil essere informato nei casi in cui qualcuno di essi perdesse l'impiego pro- 
curatogli o divenisse inabile al lavoro per malattia od altre cause. 

Aessuna altorazione o emendamento può arrecarsi allo suesposte norme re- 
isolameli tori, se non vi concon'o il voto di quattro membri del Consiglio. 

I)a quattro anni che funzionano queste disposizioni, esse non hanno subito 
alcuna variazione. 

Dal 14 luglio 1885 al 31 ottobre 1880, 535 detenuti ottennero la libertà sulla 
parola e soltanto (0 furono i.uovamente arrestati per violazione delle promesse. 
La relazione tra le alu-e cose aggiunge che i prigionieri sulla parola sono og- 
i:^!lo di simpatia, e, meglio dei liberali definitivamente, trovano (io\unque per- 
s-ine elle loro porgono aiuto e patrocinio, — che il compilo dei (Consiglieri ò 
hen ;iniuo e di grande responsabilità, dip(>ndendo da un si o da un no, 
!a sorte e Tavvenire di tante persone. 

In tutti gli Stali dell'Unione il (jOvern<itore ha il diritto di grazia, e tale di- 
ritto può essere delegato ad un Consiglio per le grazie ; ma <|ueslo Consiglio 
non consi<lera che i puri e semplici così di grazia, mentre sotto la legge della 
liberazione sulla parola, le singole questioni sono trattate da persone cui sono 
fiìiniglinri lutti i «iettagli del carcere e vivono per così dire la vita intima del 
condannati. Cadono così i timori che tale Consiglio possa esorbitare per gli 
ampi poteri clie gli sono conferiti. 

Lo Stato dell'Ohio ha pine il suo Consi}:lìo |)er le grazie, per tutti quei casi 
fjtM rpinli non è appli<'ablle la legge della parola^ o quando rniiplie.i/jono di 
q!n*<t;i venne negata. Questo Consiglio non può però acironlare la grazia, ma 
^t'ianCo i^ccomandarla al Governatore. II (jovernutore può pure graziare su 
prop<i>tn del Consiglio degli amministratori. 

La relazione termina col dimostrare i vantaggi della leggo della liberazione 
•^jl'a parola ed a conferma riproduce parecchie lettere di liberati sulla parobi, 
n'SJe quali sono resi evidenti i benetlcìi di (luesta provvìcia istituzione. 

'Dalla Relazione dì Isacco D. Smoad, membro del Consiglio degli Ammini- 
>*.i3tox-i nel penitenziario di Ohio} 



SMA mmimi e colonizzazione in frangia 

Dal Journal officici della Ropubldica francese, stralciamo le seguenti notizie 
«onimlnistrate dal Conslglieie di Stato incaricato della direzione deirAmmi- 
niftrazione carceraria, presso il Ministero dell'Interno, sig'n or li nnu ette. 

.\<(trazioi7 fif/la dal tenitorio di Ohuck, che in bravo tempo nel IS% ha r\- 
cefuro 100 forzati di razM non europea, i soli posseillmenti destinali per l'espia- 



— WH— . . , , ^^^ 

dona della p«na def lavori fonati aono: ia Naova Caledoirii b Ik O^uà. Xi ■. 
Nuova Csledonia tiu ricevuto, nel 1866, M7 ccuidaniuti, inviati la tra dtnraa . 
spedUioni; nel 1&87,281 condannati,' la duevotto; 150 nel 1888, 4X5 dbI 18801 ' 
in toliile 1,803 in quattro anni. 

Alla Gujana sono giunti, nel 1888, 230 uomini in uno volta; 607 ddI 18ff7 In 
due volte; 6Ò0, parimente In dua volte, nal 1688; e 650 nel 1889 puro In dM 
volte. In tutto 2,127. 

Si Ila dunque un totale generale di 3,930 Individui deportati In quattro «tal. 
In lai nutnei'D sono pur comproHl 219 arabi, imbarcali dal 1689 per la Nuova 
Caluduuia, poÌ<'hè quelli die erano siati precedentemnte- mandati alla Gojana 
jiare che evadessero con troppa fadllià. 

1 condannali al lavori fonali, che al 1* gennaio 1890 travovoul al deposito 
di Avignone, erano 290; a Salnl-Hartlo-de-llé V« n'erano 173, a 144 tron- 
vansene all'IIarrack (Algeri). . . 

Se si passa ai condannati alla relegaxlooe, redeil che da) principio dall'ai 
plicaiione della legge 27 maggio 1885 alno al 31 dlcembra 1888, fl loro m- 
mero fu di 5,177 unminl e 519 donnet Non deveal dimenticare eba ae la pMM - 
dei lavori forzati può essere scontsu dalle donne nei penllMOtarl dt Franai^ j 
l'inlernsmonio coloniale (relegazione) ti applica pare alle donne. Kob tdrWM " 
offciiivo.nenie relegate che 154 donne ndla Gujana e 188 Mila Nuova Caledo- 
nla durante il periodo 1886-1890. — 46 donne aono «tale ammeua al beoe^ ' 
llcio della sospun.iiane provvlsot-fa della parienia per molivi di salute, 14 hknno 
oilenula la grazia, 3 la liberozioTie condizionata, che lascia in Francia i con- 
dannati a della pena, ma lì sottopone per 10 anni all'azione dell'autoriti, ar- 
bitra di arrestarli nuovamente in caso di cattiva condolta. 

Quanto agli uomini vi furono 7 Invìi dt reietti alla Gujana (2,000) e 6 alla 
Nuuva Caledonla (1,177). La prima spedizione parti 11 13 novembre 1886 per 
Numéa L'ulilma avvenne il 15 settembre 18S9 con la stessa desti nati one. È 
.1 :t,177 iii>niifii efri.'fiiv!ii>icinc ir'l.'-oli. Hanno ollenuto 




— 109 — 

La spiegazione di un tal risultato? La s'indovina facilmente. È la compc- 
lenza, l'esperienza, la passione e l'ener^'ia del personale — Non è questo for^(; 
il secreto della buona o cattiva riuscita di ogni istituzione, di ogni opera, di 
ogni leg;ge? 



Situazione meisile dei detenuti negli Stabilimenti carcerari delia Confede- 
razione svizzera. — Uiproduoiamo la seguonto circolale del Consiglio federale 
svizzero a tutti gli Stati fonnanti la Confederazione, all'intento di formare una 
^iluuzione mensile del genere di quella che la nostra Amministrazione pubblica 
ntrl Bui lottino. 

Fedeli e cari confederati. 

La Società svizzera di statistica, con V appoggio della Società dei giuristi e 
Lì Società delle carceri, ci tia proposto di pubblicare alla fìne di ogni mesn, 
a principiare dell'anno 1890, il numero dei detenuti nelle Case penali e nelle 
Carceii di tutta la Svizzera. Tale proposta era motivata specialmente dalle se- 
guenti considerazioni. 

La diversità delle legislazioni centrali e speciali circostanze sì oppongono ad 
una statistica particolareggiata delle Carceri, tale diflicoltà sarebbe sormontata 
con l'inchiesto limitata che si propone. Alcuni Cantoni riuniscono già in Dul- 
letlini mensili, o ad intervalli più brevi, tutti i dati che si desiderano racco- 
gliere. Anco ridotti in queste propoi-zìoni ristrette, le nozioni di cui si parla 
crebbero di una grande utilità por insegnarci n conoscere il mondo delle 
u rceri. La regolare pubblicazione di questi dati richiamerebbe Tattenzione dei 
circoli officiali e privati sopra Tìmportanza e la soluzione delle quistionì che si 
rannodano alle fluttuazioni della popolazione detenuta, non che sui mezzi adatti 
ad .mpcdire l'aumento e a provocare la diminuzione del numero dei detenuti. 

Oltre a queste ragioni addotte dagli autori della proposta, noi abbiamo altresì 
preso in considerazione il fatto deplorevole di possedere cosi poche notizie 
positive sopra uno dei punti più importanti detrazione dello Stato, (luale è quella 
eie riflette le carceri. 

Le adesioni che abbiamo già ricevuto da alcuni Cantoni ci rendono sicuri 
che gii stessi governi cantonali saranno ben lieti di vedere i risultati isolati 
delle loro ricerche, riuniti d'ora innanzi in un solo che abbracci tutta la Con- 
tderazione e che permetta di fare confronti. 

I»er tulli questi motivi, noi vi preghiamo di volere ordinare che alla tino di 
«^Tii me:se — a cominciare dalla fine di g(;nnaio ISIK) — si slabilisca dal vostro 
Cantone, in conformità deil'arcluso formulario, reftettivo e il movimento della 
popolazione di tutti i Penitenziari, Carceri ecc. e che di tutti questi dati ne venga 
trasine.sso un riassunto all' ulTicio federale di staiÌNtica. Qu(;sti ha già ricevuto 
l'ordine di riunire in ciascun mese i risultati delle relazioni mensili dei si[igoli 
^Zanii.ini, e portarli, mediante un Rullettino, alla conoscenza di tutti coloro che 
r.Qteressano di siffatte quistioni. Questo uHìcio ha pure Tincarico di s])edirvi 
Tf^'olarmente, il numero di Ilullettini che desiderate ricevere, o se si crede 
ine'^lio, spedirli direttamente alle Amministrazioni e a tutte le persone che voi 
ifrlicherele. 

>"dla speranza che la nostra domanda, troverà duvunque 1' accoglienza fa- 
vorevole che merita a causa del suo scopo eminentenìente utile, cofjliamo 
r o^;«;a«>lone , fedeli e cari confederati, di raccomandarvi con noi alla divina 
prct'::zione. 

Bertia, 21 gennaio 1890. 

A nome del Consiglio feilerale svizzero, 
// PresideìUe della Confederazione : 
Il Oinctlliere della Qm/'eaerac/o/ie : L. f?i;i; noN.NET. 











-ilo- 






nnusisa 


ì 1 'i 








1 1 H 












H 








iiiasBK 


1 1 




IpiJilllUiiUA ) 


















■jiSS 


fesbJ IP ) '^' 












{ = 










(.- 


1 








1 : 


1 * 










ÌS 




poilIIK 
















«1'°""""" !V ) '^ 


















^ . 




"--- ( i. 


1 * 








■s ■ 




3I1M3 B.lB.l.l-at (» 




■ 



-HI — 

Cciiimnto iftlla polizia di tutte le città degli Stati Uniti, aventi una po- 
poltzIeM non minore di 100,000 abitanti nel 1888. — Questo prospetto che 
b pirle dei Rendiconto dei Congresso annuo detrAssociaiione nazionale delle 
Carceri degli Stati Uniti, tenuto a Boston nel luglio 11 a 19 del 1888, ha le 
sedenti cifre complessive : 

Popolazione calcolata al !<> maggio 1888 . . . . N. «9,388,000 



Agenii di polizia: 

Ufficiali ...••.-. N. 

Delegati » 

Subalterni » 

Altri funzionari » 



1,345 

305 

11,023 

731 



Totale . . . N. 
Numero degli arrestati : 

Per reati gravi, o non determlnaM . . . . N. 
Per violazione di ordinanze municipale ...» 
Senza indicazioni speciali » 



11,004 

185,821 
130, 113 
156,990 



478,924 
15,151,200 



Totale . • . N. 
Spesa annua pel servizio di polizia .... Dollari 

li censimento del 1880 dava, per la stessa città """""" 

le cifre seguenti : 
Popolazione censita N. 0,680,007 



Agenti di polizia: 

Ufficiali N. 

Subalterni » 



1,189 
8,667 



Totale . . . N. 

.Numero degli arrestati per reati e violazioni diverse N. 
Spesa annua pel servizio di polizia .... Dv/llari 



9,856 

355,145 
10,055,580 



ANTONIO BUCCELLATI- 

Xel di (> febbraio moriva in Milano, dopo lunga maialila e in eia di 
58 anni il prof. Antonio Buccellati dell' Università di Pavia, che la 
Destra Rivista ebbe Tenore di conlare tra i suoi collaboratori. 

Nelle sue vivaci polemiche pei principi di diritto penale da esso 
sc>tenuti, egli mostravasi sempre, qual era, dolto, convinto, ma gentile, 
prifo d'animosità, d'astio, di preoccupazione. 

Nefto scritto // positivismo e le scienze giuridiche pubblicato nella 
Tk:»stra XVI annata (1886) egli riassume, in un pei-iodo finale, Io scopo 
precipuo e l'indirizzo dei suoi studi : 

€ Alleanza danque della filosolìa col positivismo, della ragiono colla 
natura; non servi ad un sistema > bisogna stuellare < lutto Tuomo, ani- 
EU, corpo, spirito e matei'ia, il cui tipo è solo in Colui che 

non circoscritto tutto cinoscrivo ». 

EiJli fu tra i più zelanti se^iiaci del sistema penitenziario graUiale, 
come lo mostra la sua Memoria sul tema « II sistema cellulare deve 
.«ublre delle modiQcazioni secondo la nazionalità^ le condizioni speciali 
e il sesso dei delinguenii? > ed il discorso pronuncialo all' « Islilulo 
Lombari^ j% dff/ quale era membro dà molti anni, allo scopo di eccì- 



-Hi' 



4f.l^ 



tare quel dotto Consesso a lavorare. intorno ai t«mi propoli a Bruclisa 
pél Congresso penilenzlai'io di Stocolma. < 

Questi scritti ilei Buccellati furooo inseriti nelta nostra VI auaala (18769 

E nell'annata successiva dmimo luogo al suo stadio SuUa Uat 
zione penale e suite Catceri di Spitgna. _ 

Egli usava sempre, tanto in questi suoi piccoli lavori, coind.Qei pibl 
vaflti, come per esempio nd dotto volume < Iitituxioni'di dtriuot^ 
procedura penale secowM la ragione e il dirilto romano '■'* di qor 
suo stilo saltellante; dividendo e suddivìdendo tutto in capitoli, pan 
gralì, punti, sottolnifando, confortando quasi i^ni frase con minuT 
citazioni, spezzando il nane delta scienza a bocconcini, infiorando s 
pre le sue pagine di volate liriche, di vèrsi, misti a ricordi cte 
e ad austeri pcnsieii. i 

E^iì fu un dotto amalule, un'anima candida, un amico afMtuoso - 
Ebhc pei suoi scolari un affetto costante, paterno -^ Quanti lo a 
nobbero, amici ed avversari, non potranno ette rammeDlars con doli 
melanconia quel carissimo uomo. " 



Cesare Francioll, Direttore degli Stabilimenti carcerati 
dì Pesaro, è morto nell'età di 41 anni. Il male clie da tanto lo stn-^ 
ziava ha pur troppo vinto; ed oggi -tre povere creaìurine e nna buont '- 
signora, piangono disperatamente il diletto che per esM era sostegno ' 
ed amore. . * 

Di Cesare Francioli éfacils cosa tessere l'elenio. 

Aveva molto infreafrin, svariata cultura e s'interessava con aiTetto an- 




— 113 — 

IL DELINQUENTE 

CONSIDERATO DAL PUNTO DI VISTA 
ANTROPOLOGICO E SOCIOLOGICO 



(Continuajione, V. Anno XVJI [1SS7), fase. 5-Gy pag. i'i-'iJ» 



IL II cervello del dellnoue^nte. 

Al pari del cranio, il cervello doi delinq lonli è divenulo nc^Mi ultimi 
tempi Toggetto di un diligente esame, onde trovare in esso dei segni 
che potessero eventualmente provare qualche specialità nella loro or- 
j^anizzazione. La struttura architettonica anoi-male del cervello non può 
essere certamente adoprata per la diai^nosi della e^^istenza criminosa du- 
rante la vita del delinquente ; intanto è un fatto, che certe anormalità spe- 
cifiche le qualjsi presentano costantemente nei delinquenti, dovrebbero 
avere, non solamente uno speciale valore scientifico, ma dovrebbero pure 
esercitare la più grande influenza sulle idee fin ora avuto sui delitti, , 
sulle pene ecc. Vediamo quali sono stati i risultati di tali ricerche e 
quale importanza possiamo loro attribuire. 

a) — Membrane del cervello 

Si sono trovali, negli involucri del cervello dei delinquenti, alla dura 
ed alla pia madre, delle anormalità, le quali, a dir vero, non offrono 
nulla di speciale, ma che, a causa della loro frequenza, sono relativa- 
mcote notevoli e perciò sono menzionate dagli studiosi. 

Lombroso •) nota, che le modificazioni delle membrane del cer- 
vello (olTuscazioni, condensazioni, pachimeningiti ecc.) si trovano nella 
proporzione del 50 % nei dclinquonli, mentre non arrivano nei folli, 
secondo Raggi ed Adriani, che al 32 %, secondo Peli al 30.0 %, se- 
condo Holfmann al 49.7 %. Codeste modificazioni sono mentovate dal 
Giacomini in numero molto minore; Broca e Robin hanno trovato nel 
cervello deirassassino Lemaìre delle aderenze parziali della pia madre 



*) L e.,pa^. mf e seguenti 
JUpisea C^greigraria — Anno 20C 



;i'ih sosianza conicele *), e Decaisne •') Uà notalo nell'assassino 
Pruniur, alla pnrt^ cnnvessii del cervello, paroceliic maocliie bianca- 
aire, II' meiJiliraiie iiinllo adcreiilì alla soslanza corticale e una scolo- 
lilura ijpai'.'i imilUi eslt'sa alla pia madre. Anco Hcrscli! *"), discor- 
t't^inlo >!el L'i'iL-'S.'itDii; l'd assassino IhickliT, arverle chu la membrana 
interna (pia iiiadi'i*) era leggurmcnlo offuscata ed un poco cdeniatofia, 
perù farihneiiLo dtstaci'abile; e nei cervelli di delinciiienli che Flcsch 
t Sfli\v('ki:i]iii-k >;ii.lia]'ono, furono trovale nella notevole proporzione 
tlifi i'>à",t delli; jri<-)ili.Li';j/.Ìoni alle nit-iultraite, delle aderenze delia pia 
madie alia ^ii-ta[i/,a e i"",' ti cai f, dolli; aderenze della dura madre al cra- 
nio (|iachiiiiriiiiiL'Ui kpLonieniiiirili), dello adcronzfi dei vasi della 
l>aa' (li iv-i II), ipcrosuisi del cranio ecc. — Oneste modificazioni 
iKin sono alTatlii, coiu^' trià si dìi^se, in ivtazionc con la viln dclilluosa 
;iiiL>Tior'; ilei siii-nli iri,iividiii: dubljono bensì, come notano con pop- 
li'iu. acfortld gli .■^■;:'rv;il.>ri (l^'lescli, Hindlleisi;Ii,''von Ririnecknr ""), 
rik'i'iisi (liiill.isli in ii:ia iirrpiiiklTarHe pluraMlà di casi allaijuso cvo- 
iiii-.i d.'iraU'ùol. al fi'inl" ijin-Mi ini!ivi.lni più o meno erano dediti, 
sei-ini'lo iv oiservaziiirii di Ljnr.crejii\ '**"), (Irii'singer, Ma^noii.Kre- 
i(ii;iiisLv e di aliri ahiMra, sì nolani fre'|uenli,'mi'n[e nfi crani di be- 




— 115- 

biella in.il<TÌa ciTebrale. Si è dello, che nel mondo animale anche rin- 
lelligenza aumcnU per lo più coiraccrescimenlo della massa del cer- 
Tflln, eli!? un difetto della sostanza cerebrale, in.i^enilo od acquisito 
(niicro?efalin. idiotismo, fanciullezza, vecchiaia, imbi'cillilà ecc.), inle- 
r3nient> paralizzino o molto sensibìlmenle diminuiscano le facoltà in- 
telfetluali n<.druomo. Però già Carlo Ernesto von Haer espresse Topi- 
iiione *), che il regno animale non sia formato a seconda di un tipo 
unico e che quindi ogni paragone grad-iale sia nnllo incerto. Il cer- 
vello d«n molluschi, egli dice, è appena più imperfetto <li quello de- 
g'i insetti» eppure questi si trovano psichicamente in un gralo assai 
più alto non solo dei molluschi, ma ben anco dei pesci e di molli 
anfibi; mentre questi si avvicinano più air uomo n^lalivamente alle 
funzioni cerebrali. Se si paragona il cervello lM mammif.'ri con quello 
<l:.-g!i uc;elli, diificilmente può determinarsi in qual^ la vila psichica 
>ia più eh'vala; eppure il cervello dei mammiferi t> conformato in 
molo imm'^nsamente migliore. D'altra parte i fatti fisiologici e pato- 
logici provano in modo certo che le attività ixicìiiche non possono 
funzionare normalmente se non quando la ma^sa della sostanza cere- 
brale non è troppo piccola, ma dimostrano anche con rei lv.za, che un 
cervello più grande non stabilisce affatto una intelligenza macririore. 

Tale que-lione si 6 voluta risolvere dalle proporzioni della massa 
del corvello di uomini notoriamente molto intelligenti. Mentre Rodolfo 
W'.i.cner dice, che la grandezza del cervello non ò un attributo prin- 
ci|t:ile di una grande intelligenza, e che Tingecrno è indipendente 
ddla oi'js-a cerebrale», Welcker ••) afferma, che tutti i crani di uo- 
mini eminenti, che da lui furono misurati, toccano od oltrci)assano 
il limite della macrocefalia normale, proposto da lui(l't'pS c^ntim. di 
c'tpicità del cranio, 521 mm. di circonferenza orizzontale e Ì^S\) gr. 
fi'^so del Cervello). Anche Paolo Bro:a crede, che il pe^o del ce.*vello 
n^gli uorr?ini d'ingf^g'io oltrepassi la media. Se il cervello di Cuvier 
pelava iS'il ^r., quello di Byron ì8j7, qu-llo di Schillrr irjSO, di Di- 
richlet 1:ì20, di VoP,a 1542, di Fuchs iWO, di C.auss liì)), di E. Bi- 
>]ioT !'io2, di Petrarca 1417, di Melch. Meyer l'airi, di J. v. Liebig 
1352, di Dante Alighieri 1320, di Scarpa 1287, di Unmo v. Doellin- 



•) Di7i'»napio dena flsiologia di Rod. Wagner. Articolo cervello, di A. W. Vo\k- 
Ci&aD, i;^i. voi. I, pas:. 56S. 
••; L e, p. 39, 



- 118 — 

Kfr I2(;7. ili Vis=,r.,]f^ 1201, .li Ti.'ilcmann l2Si, lii llorles 1238 *); — 
i;.' la ra|inrir. d.'l cranio di La Fonhine t'ni iii 103[). qiiPlla di Gali 
.ti lili;\ .li V. It'ulM'i Ili 1000, iliV. S|ifir/,lifiiii ili l!)"iO "), di Kant 
di I7'iì) "*'). t'!il'* fii' pfiva iij modo certo clr p-iivcclii uomini pmi- 
n''MU';iii'n1i' iii'."lli;:i'nLi liiiniio avuto un crveilit multo Rran!'', ma 
prov,i .iiii^.i,;', lini all"i iMfiiinì alireUanto diUi Pil iiiU'lli'renti, InntiH 
avLiU) IMI iii'vclir) inilio |iii,',c<i!ii, e liisc'ioT rili-va e^|irf:=sameiit", chi; 
i pili il 'M'i't ivrvcl'.i, ns ^i>ivali d'I Ini ineiaiiiiii (10."i). 1078, 1770, 10S5>, 
eran" (pii'ìli .li np^i'ai <viiiimii ed isriidli. Se <i rillolK rtii^ la massa 
d<'l l'ei-'.i'll'i !i III r"ii-;i-'" Siilamciile di elcnir^iiti nervosi (lìhnienli ner- 
vosi, i*ell!i!- ;;.'i li;: Ilari), ma anfhn di altri lesiniti, priiicipalmonl" di 
ima «(ii!>::/i iii'^^riiii'iliarin mollo estesa (Neurnl'ji.i), se poi si pensa 
cli« raiiiiieiiio (l.-i priiiii ani"ni> pf>r L'aii«a ili inluTiKe organiche, « 
quello i!e'l'- ii!!;!;i" sol'imi'iitft in modo m"rirani"n seii/i aleiiria aziona 
p-dcliira *■•■;, :i;i'>i"i !■ i;lii:ir.>, rli" anello la ma«a iW cervello pili!) es- 
seri' iiM'tii tinnite, senxa c'n' aiirnentim gli elciiieiili ilell'altivil'i in- 
l(>l'e!tii:i'e, i i^o:iilii',l iri rlfilla intt'llit;''n7.i, Iimltn' ì- an^-nra ila iiot.irìi, 
• elle il l'i rvi'llo imi {■■ li siila s'olii' (l"ll;> im'liigciiza, ma Fin- moltn 
d»Ili' SII" il',i-aini/,:iiiii ne.'vis" <> centri iloiiiinann •■ rei^olano le fun- 




— 117 — 

capaci là intellettuale vadano di pari passo, e che un Ci^vello grande 
e pei^ìnte significhi un uomo eletto, ed un cervello piccolo e leggero 
un uomo poco favorito dalla natura. Ma d'altro canto non si può ne^ 
gire ogni accordo tra ingegno e capacità cranica, non si può negare 
una certa relazione deiringegno colla grandezza eJ il poso del corvello. 
Ambedue i fattori, poso del cervello e capacità mentale, sono quau- 
lità troppo composte, sicché non si può rilevare facilmente il loro 
rapporto e dimostrarlo. > Similmente si esprime anche Graliolet *): 
'c Si hanno voluminosi cervelli di uomini di genio, e ve no sono 

d'idioti; cervelli piccoli di deboli, e cervelli piccoli di potanti 

La questione dominante non è quella della massa in un edilkio di un 
ordine così elevato, bensì quolla deirarclìilettara. Però io non nego 
la iniliienza della quantità; ma la quantità non è che uno degli ele- 
menti di un problema, che ne contiene un gran numero. » Più grande 
è da un canto, in un individuo la base degli elementi psichici della na- 
scila e più sono formati e sviluppati dall'altro le facoltà esistenti per 
mezzi della educazione e dei lavori intellettuali, d'altrettanto più grande 
sarà la somma delle vie conduttrici e dei contri psichici e probabil- 
meu!e più posante il cervello. E cosi accade in realtà, che individui 
molto intelligenti qiasi sempre pos>eggono dei cervelli molto volumi- 
nosi, che, come ha trovato Giovanni Ranke •*), tanto i crani maschili 
quanto femminili dei cittadini offrono in media una maggiore capa- 
t:ila (1523 mm. e 1301), che non la popolazione agricola (13d3 e 133S), 
che secondo Le Bon la quantità del contenulo del cranio ù divei-sa 
nelle singole classi della popolazione parigina, che vi è una differenza 
evidentissima nei dotti, nei cittadini, nei nobili e nei servitori. 

In che proporzione sta il peso del cervello nei delinquenti? Se- 
condo gli studi or ora citali e secondo i fatti già riferiti sulla capacità 
dei crani, il peso del cervello dei delinquenti dovrebb' essere general- 
mente minore di quello degli uomini normali, ma si potrebbe attri- 
buire al delitto stesso in certe circostanze, secondo che esso occupa 
o predomina Tattività psichica del delinquente, una influenza sulla gran^ 
dez/a della massa del cervello. Le altitudini inlellettualì dei delinr 



•» L e, pag. 109. 

**) Popolazione urbana e rurale, paragonata in rapporto aUu grandezza del 
«•rveUo. Del prof. Oiov. Hanke, Contributo alla biologiRy iS82, — Foglio centrai» 
DeoroJo^Ì47a J>a/ doit. Mendel, 1882, pag. (376, 



— MS — 

qtienti sono quindi co<tl disposte, oome rèdremo più ii 
regola, esse sodo debolmente s¥tliippate e sproTTisbB di capaci 
leltuali. Finalmeiito 6 tanto sorpraadtmte quanto istnittiro l 
del modo come ciò avviene. Tb. v. Bischoff *% prof, di aiK 
Monaco si è servilo nelle sue ricerche par stabilire il peso dei ' 
dell'uomo anche di 135 craai di delinquenti nuschi. Tra es 
rano, a quanto e|:;li dice, 16 grassatori-assaMlni, che erano st 
stiziat', e tra gli aUii 119 erano in maggioranza i ladri, oltre 
assassini e gli omicidi. Il peso del cervello dei IS grassatori-: 
era, secondo le sue ricerche, rimasto sensìbiLmente sotto U 
ordinaria del poso cerebrale di un uomo della popolazione li! 
quelle contrade (Monaci), non pesando che 1272 gr., mentn 
degli ultimi era dì iStif, ossìa una difTei'ona di 90 gr. in m 
questo latto diventa, come Bischoff rileva ancor più aorpr 
quando si osservi che tra questi 16 uno solo aveva un peso n 
del normale. Dcvcsi anche rillettore che i 16 delinquenti crai 
eccezione nella più alla età virile e che non avevano sofferto 
maialila quando furono giustiziali. Ma è anco piii notevole il f: 
la media del peso cerebrale degli altri 119 delinquenti oltre 




— 119 — 

1359 |3T. nei delinquenti, di 1320 nei normali e (H 1218 neofli iaio.. 
Dunque i delinquente probabilmente assassini, oltrepassano il peso dei 
normali. 

Il dott. Le Bon *) crede, che « possono trovarsi dello crross? teste in 
indiriduì di ordinaria intelligenza, ma nei quali T attivila e le passioni 
hanno sensibile sviluppo > e con ciò si spiega che i delinquenti, spesso 
hanno la testa voluminosa. Tra lo teste dei ghigliottinati spesso si 
trovano le più grosse e le più piccole; la spiegazione di ciò sarebbe, 
che le teste grosse appartennero a coloro le cui passioni ed attività 
erano mollo sviluppate, e che furono spinti al delitto dall'eccesso di 
questo stesso sviluppo, mentre le piccole appartenevano alle persone 
di debole inlelligenza incapaci a trovare nelle loro scarse risorse 
ìnteUettuali quanto ora sutlìciente alla loro esistenza, e sono stati spinti 
al delitto dalla loro stessa incapacita ». In simile modo Broca **) spiega 
il peso di 1422 gr. del cervello dell' assassino Prévost, mentre com- 
parando air età di costui (14 anni) il peso del cervello maggiormente 
svihippato, non si sarebbe potuto ottenere, al massimo, che 1410 gr. 
Ma il Bfoca avverte che il Prévost si deve classiQcare tra gli assassini 
intelligenti, avendo, da se stesso, concepito e consumato il delitto. E* 
gli trova come Bondier molto spiegabile, « che la capacità cranica del 
delin([uente principale che concepisce il progetto è generalmente macr- 
giore della media, e che quella del delinquente secondario, cioè del 
complice, che V aiuta nella esecuzione, è generalmente inferiore e 
spesso molto inferiore alla media >. Per q-ianto ingegnosa e sottile 
sia questa interpretazione, essa contradlce i fatti semplici d<^l BischofT; 
si dovrebbe supporre, che gli assassini francesi agiscano diversamente 
dagli assassini tedeschi. 

e) — La formazione morfologica del cervello dei delinquenti. 

É il professore Benedikt dì Vienna, che ha trovalo nella configura- 
zione della superficie superiore del cranio dei delinquenti una sorii^ 
di anomalìe morfologiche di fronte allo stato normale dichiarate quali 
Cìntrasscgni speciali dei crani dei delinquenti. 



') Sur la capacité du cràae d*un certain nombre d'homnies célébres, \. e. 

••) Le cerveau de yassassJa Prévos^t. Ifulletiiì de la Socie té d'anthropolos'^e do 



-1!0- 



m 



Noi non possiamo riprodurre ttìBiltaaiemts t fotti rilietnti dABewH;. 
dil>t e ri restringiamo ai punti essenziilli delle «M dednztonr.' 'r 

Rencdikt conflato principalmente due specie di anormaliU nel ertvi» . 
<1oI dr>linqu!^nte. Ksli trovò chei lobi o:cìpitall del cerrellodei deHnqomti ' 
CT.m') poco sviluppati tanto che non coprinno I! cervelletto. Queste . 
SII 16 rervelit, (>ra in 4 completamente Auperto, lo 3 poco coperto^ in 
H reperto incoinplolamcnte, in 6 manCAva 11 coprimento in pìbvMta 
e^tf niione. Secondo Retzius. il lotn occipitale è molto pr«nfnente sai 
ctTvnllnito nei poppili germanici e romani, tneotre negli sIìtì appiau 
cunpro il ccrvelletlo. Qiiesta relativa insufllclenza del lobo oecipitalo i . 
p->iù iuiporlante, come ben s'intende '), 9?condo fi nostro autore, se al 
pen.-n, die ^ìfTatla copertura manca nelle spfcie inreriorl di scimmie, 
p parimenli in tulio il regno animale. < Tatti f fatti, orede egli **), 
additano, cttn la mcià po<>terÌore del cranio è la sede della sensìMIìU, -i 
p perciò anco del scnlimcnlo morale, quindi non v"è dubbio, che qui 
si tratta di indivilui elicanifnte depcrìlì nel senso screntìOco. > La 
socon'la anormalità piii importante nel cranio dei delinquenti sta nei 
rapporli spccìRci delle clrconvoliiiioni dei solchi della supprHcie del 
cervello. Mentre nel cervello normale i solchi tipici corrono separati 




— 121 - 

qje^lo collecrnmcnto atipico (ifìila scissura Hippxnmj)! annotto Berecìikt 
uno <pecial»> valore, altreltanlo a qiiollo djMla fessura caìlosn-marifinaris, 
pcìchè esci formano una proprietà speciale del cervello flelle scìmnnie. 
rme?la ulliini (fess'ira calloso-iTiarprinalis) mostrò in 32 emisferi di 
cervelli di ddinqut-nli 21 comunicazioni complete e anornnli, e 4 in- 
*-«implele. Tra il ti{)0 normale ed il tipo dei solchi con!lu inti, vi sono 
multe varianti gra inali, non sviluppando-i fino alla superficie una 
q lantità di liner^ di riunione, rimanendo nascosti come circonvoluzioni 
somm^r.s'^; ma non v'è dubbio, che questo secondo tino ù disposto 
iTii nell'embrione, n?I modo come ci comparisca nel cervello adulto. 
rri'altra nnorraalila caratteristica nei cervelli di delinquenti è la pre- 
<euz'ì € del solco orbitale esteriore >, segnalato da H^nelikt, che si 
trova c'>stantemente nei mammiferi gyrocefali e nelle scimmie, che 
partendo dalla fossa di Silvio separa la parte esteriore d.d lobo ff jn- 
Ule dalla sua parte orbitai'*, ovvero la circonvoluzione orbitale dalli 
terza e s'^conda circonvoluzione frontale. Mentre nel cerv(?Ilo normale 
non vi sono che traccie di qicslo solco, esso è espresso in molo no- 
t^^vole nel cranio del delinquente, cosicchò il cervello del delinquente 
1:3 una difTeranza oscillante tra il cervello degli animali e (luello degli 
u:>mini •). Nelle circonvoluzioni d(^l cranio del delin(|:iente trova Be- 
n*:^ikt inoltre ancora espresso il passaggio tra il cervello dei primati 
ed il c-^rvello dell' animale di rapina. Mentre si ammette sempre, ch^ 
il cervello frontale d?iruomo si sviluppi secondo il tipo di tre circon- 
voluzioni e qiiello di certi animali di rapina secondo q lello di 4 cir- 
nnvoluzioni originali, molti cervelli di delinquenti dimostrano chia- 
ramente il tipo di 4 circonvoluzioni, sviluppandosi il solco attiguo (il 
terzo solco del cervello degli animali di rapina, che nel cervello normale 
jion si trova che in traccie) **) ad un solco principale, sicché anche 
per il cervello umano è stabilito il tipo di 4 circonvoluzioni. 

Da tutte queste anormalità, crede Benedikt, potersi, almeno prov- 
visoriamente, asserire che : *< I cervelli dei delinquenti dimostrano de- 
viamenti dal tipo normale, ed i delinquenti sono da riguardarsi come 
una varietà antropologica della loro specie o almeno delle razze civili. > 

Queste opinioni di Benelikt hanno avuto diversi apprezzamenti. 



*) SoUo stato odierno deUa anatomia di cervelU di delinquenti. Vienna, La 

PresM medicinale, iSSù, 

**> Sladi aaatoBUci, L e, pag. HO. 



- I5W — 

Menlrc furono epplatidiLc iinnuim finente ni Congressi intornazionali; 
aniropoloeici) di Paj'igi (t878) da Bmca, Cliaruol oJ allri, case furottfl 
segno ad atLuccìii viaiflntissimi, in parto non meritali, al CongreaH 
internazionale med'co Ji Londra {1881). all.i adumnza An natiirnlis 
tedeschi o da alili osservatori. I fatti, clw più isnii da molli sludioi 
furono apportati, sono poco adalli a servire di appojrgio alle CM 
clusioni di Rmiedikt. 

Vitlorio Hanoi *) In trovato tra H cervelli presi dalla infermci 
centrale dello i^anTL-ri della Senna a Pari^, 4 cervelli provvisti ci 
scuno di 4 circonvof. licioni frontali trasversali iu un emisfero desìi 
e in un enii-ifero sinistro. La circonvoluzione sopranumerarla «i è fat 
sicuramente per un radioppiamento dsHa seconda circonroluzioa 
frontale. Gli inlividiìi, a cui apparlenevano codesti cfTVfilii, oa»ei 
Hanoi, non eiMuii grandi delinquenti; «erano sempli rumente dei r( 
divi, dei piia=tri di carcere che non avevano mai potuto obbedire flft^ 
alcuna regola sociale. * Devesi oggidì, domanda l' autore, considerare 
l'esistenza di quattro frontali trasversali come una caratteristica dnl 
cervello dei dtdiiiquenti^ Ma tale conclusione sarebbe, per !o meno, pre- 
matura. Hanoi !■ ^'enural mente disposto a conoiilenire mme molto fi'e- 




— 123 - 

debolezza cerebi'ale, mentre, nel secondo ca^o, coincide invece con 
Tampiezza ilella magflfior parte delle circonvoluzioni e fa testimonianza 
dello sviluppo del cervello. — Broca poteva constatare nel cervello di 
Prévo>t, elio la prima linea occipito-paj'ictale tanto a destra che a 
sìDfstra è profonda, che in conseguenza la scissura occipitnle esterna 
e il lobo occipitale si stacca dal lobo parietale nel moJo che GratioleL 
ha desi(?iiato nella scimmia, (la callotta). Oltre di que^^ta anormalità ve 
ne S'3no delle meno rare ed altre che sono assolutamente straordinarie. 
Da qualunque lato la radice della terza circonvoluzione frontale aveva 
occupato una situazione profonda, sicché la scissura prerolamiica co- 
muDica direttamente con la scissura di Silvio. A sinistra conilu ivano 
direllamente il 2^ solco temporale ed il 3^ solco oocipilale, sicché 
T'era solamente un solco non interrotto, che dalla punta del lobo 
temporale andava alla punta del lobo occipitale. 

Nella seduta della Società anatomica di Parigi mostrava Montani 
Xartin •) un cervello, dove si trovarono 4 circonvoluzioni frontali 
orizzontali. Ballet osservava, ch3 questa anomalia non era rara, e che 
si trovava qaasi costantemente nei cervelli dei delinquenti. Foville *"*) 
ha osservalo tale anomalia sull'emisfero sirìistro di un follo cronico. 
Qucsl* uomo, osserva egli espressamente, era mollo docile durante la 
saa vita e non ha avuto mai una punizione. ?^gli trova que>ta osser- 
vazione in assoluta contradizione con i risultali di Hanoi e Ovion. 

Al cervello dell'assassino Prunier ha trovato Decaisne corno già fii 
detto, solamente una estesa ofTusiKizione. 

< Le circonvoluzioni, osserva egli espressamentf^, non mostrano nulla 
di anormale. Nel suo insieme, salvo le lesioni perisferiche preceden- 
temente constatate, è assolutamente normale ». 

Ferrier ***) ha osservato in una delinquente un gran numero di ir- 
rFgolarità. La sci-sura di Rolando, era interrotta suireiuisfiTo d-'slro 
da una profonda linea di passaggio, che avanzava verso la circonvo- 
luzione ascendente del cervello. Questa anomalia ingi^nitu è straoi'di- 
Bviamente rara; egli l'ha veduta solamente due volte in 8 )J cervelli 
nonnali. 

Il dolt. Marchi****) ha trovato nell'assassino Gasparone oltre luia offu- 



•) Le progrés Diédlcal, 31 die. 1881 (FogUo centrale neurologico, is^-2, paj?- ^»0). 

'*> 1. e. ADoales d'h.vgiéae publique, 18S3, pag. 333. 

*") ArciiLves ne\ivo\o£r^^aàa ISSSi Lombroso, L e, p. 197, 

••••> Lombroso, J, e. p, iff9. 



scazione i1'ii!i aracnoidfs ed una aderenza dHla [lia al lobo fronUM 
destro, unn separazione della pFìtas circonvoliuionead ans eoofldfiQI 
{Iella ì* e. 3 circonroliizioni; TronLalp airemisrero pogUriore. Tencbiq 
ha di'3crULo una di;foi'mità di un dolimiiienle al wrvclMlli), al vens] 
iiirrrìorc, e GiaaeppQ Mainardi hn osservalo ni cervello di una àtìSl 
qiientij iin;i ipTtmfia-di una drconvoliiEiouo del lobi) ti'cnlalo asi 

fìiawmini nei suoi osami delle ciroonvoljzioni cdHirali neiruomo I 
UtiuIo conto spicciale dei cervelli di delinquami od ò vernilo a 
[Tiicnze, che con!,radìcono spesso le a ffei'm azioni po.Utivo dci^lì at 
osservatori. Tra i 168 corvelli, eh? egli ha cploralo in lutle le vatì^ 
immaginabili delle loradrconvoluKioni ve n'erano 2^ di dellniiienUv 
«lui parai; tnare questi corvelli con quelli dei non- doli nijuenU rls| 
tarono conclusioni di molla gravità. Tra le vnnet/i del lobo 
laio mostra il co!^l detto tipo di 4 clrconvotiizioni una crantl« vai 
della sua prcsenìia in non-delinquenti; e le slessc varietà sì 1 
l'onn anche nei cervelli dei delinquenti quasi nella sli'\su propOK^S 
di cifre di quelli. Egli ebbe ira S6 emisferi di iielti(|iienli, una s 
zioiie della circonvoluzione frontale auperiore, 3 ddla media, Sdellafe 
viitre, 1 tipo completo di 4 circonvoluzioni simmolriclii' sviluppale; 4 t([W* 




— 125 — 

farlo nolln mancanza di or.oranizzazione al cervello. Ma l'oMiterazione pir- 
ziale totale dello cornea occipitale ha la sua ragiona come lo prova 
Virchow sovra un avvenimento puramente infiammatorio, ciò che non 
di raro avviene. 

Hu>chke *) ha trovalo in una omicila la circonvoluzione centrale 
anteriore a sinistra interrotta nel mezzo della lunghez/.a, i^i oltre a ciò 
una notevole ossificazione alla fossa frontale. 

\eira95wssino ladro Freud, il prof. Willigk **) ha osservato tutta una 
serie d'anomalie di circonvoluzioni. La 2^ circonvoluzione frontale è 
diTÌ?a in due parti da un solco posterioi'e aderente col solco precentrale, 
il solco occipito-parietale posteriore si riunisce al sol«'o occipite- 
trasversale, e il solco callos marginale, divide l'arcata superiore del- 
Temisfero e comunica con la fessura parieto-occipitale. La fe.^sura calea- 
rina imhocca nel solco Ilippocampo. Questa somiglianza con la scimmia, 
Willigk l'ha pertanto veduta, osservata più volte, da quando ha seguilo 
quella ricerca, negli adulti, come espressamente egli fa notare. 

Al cervello dell'assassino Hakler, Heschl •*•) non ha potuto constatare 
nessuna anomalia ai eccezione di un lieve oscuramenlo della pia 
madre e nessuna deformazione, nemmeno quelle dipinte come particola- 
rità del cervello dei delinquenti, come ad esempio, la sedicente fessura 
della scimmia (callotta). 

I signori Flesch e Schwkendick hanno osservato una più vasta s(TÌe 
di crani di delinquenti, e noi ne riproduciamo i princip.di risuUati. 
L'esplorazione di 30 cervelli di criminali e di suicidi hanno constatato 
nna quantità di anomalie ****). I cervelli mostrano spesso delle asimme- 
trie che colpiscono, rispetto alle proporzioni della superficie supcriore, 
tanto in relazione alla grandezza di alcune parti quanto por Tordine 
dei solchi. In alcuni cervelli, il cervelietto non era tutto coperto dal 
lobo occipitale del cervello. 

Le linee di passaggio a qualche solco, e specialmente al solco fron- 
tale inferiore, al solco parietale ecc. davano luogo frequentemente ad 
osservazioni. 



•) Huschke, 1. e, 171. Anmerlvung. 

••) Das Gehiru des UaubmOrJers Leop. Freud. Voa prof. Arthur WiUigk iu 01- 
hnùiz, Prager ViarteUahrsscbrift fur du praktische HeilkuQde — iS76, S. 15 rt. 

•••) 1. e. 

•^ silzungs der phjrsikalisoh medìcìùìscheDOesellschàftf Z, Wùrzburg, \2e\)^r 
Terivecher — Oebime, ìSSé, bjl XVI, p, 50, 



— isa — 

All'cmUfero si Irorarono 7 volte inleiTujiom dclb ctr^onvoluiioi^ 
centrale anteriore, 4 volle quella della posteriore. S trovò 8 vtA 
in 5 cervelli oss^rvaU una tortnazione più o menn Rnmplela d^ 
sctiicenle fra^iura ilella scimmia. Gli stirdiiwi non pn^-ion'i pi'ps;iltar< 
questi risultati ei altrt ancora siccome una conferma <|i'llf> osserva 
zionl dì Bencdikt. Molte irregolarllS rotate, appapir-iuno, {} ben vai 
come coinHiienze dei solchi; qualcuna podà anelli as>.ere interpreti 
p?r ra3?nmi,!rliaiiK3 animalesca, conie la callotta della i-immia, la i 
inunicdzione deila calloUa occipitale fi parietale, la contioiiaKÌontf ( 
solco callo>o-m:iri;inalc nel s^lco subparietali>. Ma altre onsfìrvaziotf 
mostrano tutto l'npposlo di una mn Iti plica/ione di solchi, comn sare 
bero le ripetete linee di passaggio di un snlco fmiilale 
che un auuienlo di ci rcon voi unioni frontali al cervello i* .«lato coiu 
tati), nii) e?ualo constatazione ri à falla pel tipo uritinario delle traci 
convoluzionì, di molo cho lo osnervazion! e i dati stabiliti dAB»ne< 
non possine contenere e raccogliere tutte le possi) iilitii. Per quaotf 
si vo^^lia convenire sulla frequente formazione atipica di.'lla superOqtf] 
del cervello dei criniinali. pjre ci mancano 8t3listichi> cnmparahili, r]uai 
tutHi'R' il numero dPllp varietìi notate nei cervelli stndiili nplle sahi 




— ìì:7 — 

accolli, è in parziale accordo con lienedikl, olio il cervello «lei Jelinquonti 
è atipico, con la resLrizlone che tutti i cervelli dei (l'"!inquenli non 
hanno anomalie morfologiche. Airincontro egli «'• assai poi^o in crrado di 
riconoscere un tipo confluente comune ai crrvelli dei criminali; è noti- 
siino èpiìi di lui persuaso che sia permesso di fur derivare dall'alavismo 
le irrecjolaritii descritte. 

In un altro pjnto Flesch *; dice che qua^i tulti i crani esplorati 
mostrano, oltre i cambiamenti patologici, dolio propoi-zioni atipiche 
coijsiderevoli nella forma esterna. Ma poichò non esi^»^, general- 
mente, un cranio normale, è ben difiicile determinare q lando le va- 
rìaziuni oslstenli potranno essere considerale corno un nniivo .sii(Tìcion!.e 
per polare ammettere un funzionament.) insullìciciilc dell' apparato 
cHilrale nervoso. Non vi è che qualche anomalia che può essere ri- 
ffuarlita come formazione retro2:rada, come la callott'ì di scimmia 
ecc. L'ammissione dello speciale cervello di delinqurTiti\ CJ^li conti- 
bua più innanzi **), non ò ammissibile. Al contra.i.ì si trovano in 
molo notevole nei delinquenti e nei suicidi delle anomalie si-nili a qu-^l- 
bd'ji normali, tunto dal punto di vista morfologico cli> clinico.. F.o primo 
consistono nelle deformità come nelle irregolarità dello pioporzioni di 
circ<»nToluzioni. Quosle ultime non indicano un tipo deli'iininalo e 
bisogna anche sottoporle a numerose esperienze, per sco[)riie fuio a qual 
pimto giunga l'ordine delle circonvoluzioni cerebrali, sonza che ne 
risulti un deterioramento nella formazione delle fai'olià psiciiiclie. 

È quiu li possibile di trarre dai risultati che sono comunicati 
da diversi osson^atori, quella somma di fatti che autoriz/à a ricono- 
Kevrt V esistenza di un cervello di delinquente, giusta i principi di 
Benedikt ? I numerosi dati si contraddicono mutuaiiionle in quasi 
tulli gli osservatori, i dati negativi della teoria di r.enedikt, qualche 
volta anche contrari alle scoperte di qualche ajtore, nioslrnno evi lente- 
mente che i caratteri sicuri e determinati di un cervello criminale 
Don esistono. Quelli stessi che hanno trovato nel ccivollo dei delin- 
•fjenti una parie dei segni anatomici e morfologici cl.e sono stati 
ci'iiti da Benedikt, son ben lungi o almeno si guardino b no di deler- 



•» Flesch. TJber Verbrecher — Gehirno, ibid. p. 155 ff. 

*% Correspondenz. lUntL fùr Schweizes Arzte XIV. Jahrj;nn.r lv'54, sitzung (les 
[ nHìcinisch phannaceutiichèn Bezì^cAweri^'ìns zu lìern nm i'tliiuì \<RA, Prof. l"\o,<<.-\i: 
ùìptT d«a paihoXogÌBchejj Befund JHeim Ilirn voa Verbrecheni uud Solbiliui>i*dcriu 



rainaili coni." cauia organica della vita anteriore deliLUiOfta. E quea 
ri.servii s' ijnpone du sé stessa ([innUo si pensa quanto è minila^ 
ancora qiiL'Ib die cunnscìamo sul valore dell'architeLlura morrologic* 
delle circoiivolii/.iniii cerebrali e delle funzioni della scorza cerebrale 
La coii(i-;c(.']iZ3 lojxi.Urarica della Biiperficie del cervello aveva, Qtìi 
ai tempi moderili, m<i!te lacune. Sì deve alle esplorazioni nnalonuchi 
ed embritumlrigicliR cnrniiarative di Husclike, di Gratiolet, di BisctloH 
di Itroca, di IleÌL;.ljer(, di Ecker, di Pansch ed altri, se abbiamo iB9 
esatta cognizione sulle proporzioni delle circonvoluzioni principali d 
fronte alle soconilarie, dello sviluppo di queste circonvoluKÌonì, e delU 
loro eguali^ disposizione nella diversa specie di animali. Le circonra 
luzioni cerebrali liauno eccitato un grande inleresse dopo che Brocl 
ha scoperto nella prima circonvoluzione frontale b sede della paroU 
e di più fii provato, negli ultimi tempi, che le facoltà dell'anima soli 
localizzate nella scorza cerebrale e nelle circonvoluzioni cerebrtl 
Nulladimeno vi liannn in proposilo diverse opinioni per alabilìre qual'tf 
la disposizione normale delle sole circonvoluzioni cerebrali, e quali 
deviazioni della pluralità di ciò che è stato trattato in questo schema 
può essi-re lii'si^'rinlo c.Tme patologico o tipico. Infalli, mentre alcuni 




— 129 — 

ammeUe con Pansch •), che solanienle i solchi ordinari possono 
in qualche modo esser nominali veranienie coslanti e tipici, e che 
tulle le parli dei solchi e i solchi formanlisl più tardi sono soe^ettì 
a grandi cauibianienli noUa forma e nella posizione, o quanto più lardi 
si formano tanto più il cervello è solcato, e lo è in grado più in- 
tenso noli' uomo. Mentre questi solchi tipici primari (la scissura 
frontale di Rolando, la parietale tem[iorale, l'occipitale marginale) si 
distinguono per una forma e per una posizione relativamente invariabile 
delle loro partì principali, ed anche per la loro profondità considerevole, 
i solchi secondari e terziari non hanno nessun segno distintivo assoluto, 
ed al contrario dei primi variano entro la norniale dal grado più basso 
fino al più elevato. E perciò avviene, come osserva Giacomini **), 
die Uitli i cervelli umani hanno una impronta speciale, una fisonomia 
loro propria che distingue gli uni dagli altri e e se si dice che non 
rì sono due individui che si rassomiglino, ciò può essere detto in 
latta l'estensione della parola, del loro cervello >. 

Come abbiamo veduto, Benedikt, ha distinto due tipi neir ordine 
dei solchi e delle circonvoluzioni : il normale ove i solchi tipici corrono 
separali l'uno dall'altro e l'anormale dove questi solchi confluiscono 
più o meno insieme, e i cervelli dei criminali mostrano, a suo parere, 
questo tipo di solchi connuenti. 

Questi lavori di anatomìa sono in contradizione con quelli di altri 
anatomici. Bischoff ***), il celebre anatomico di Monaco, dichiara espres- 
samente che non ha mai osservato una tale coniluenza dei diversi 
solchi ordinariamente separati nei numerosi corvelli di delinquenti 
che aveva sotto mano, e che non ha mai potuto notare questa singo- 
larità, anche esaminando di nuovo questi cervelli di assassini conservali 
neir alcool e paragonandoli ai cervelli di persone intelligenti. Il prof. 
Biriswanger***') dà molto valore al fatto di aver trovalo in uomini 
appartenenti alla sedicente media, morale e possibilmente normale, dei 
cadaveri .studiali a Breslau e a Berlino, delle confluenze di solchi larga- 
mente separali quasi in un terzo dei cervelli esaminati f 180) e che con- 



•) Die Furchen und Wulste am Grosshirn des Monschen. Von D^ A. Pansch. 
l-rof. 10 Kiel. Berlin 1879, p. 4 ff. 
"» L e. p. 11. 

•••» Das Hirngewicht des Menschen, 1. e, p. i3i. 
''") Verliandluagen ùeutscher Saturforscher undAerziei, Oisonaclì,15^ft\,p.^9 



•••■ 



jupinm dwfi^rarfa — Anno XX. . ^ 



irura 
lanì 



— 130 — 

n iciizi) er-iese le q lali h di.Ttìn hiiiii al \ifmpi steMa sulla maggior pirt 
dei soldil tipici di un emisfero o di dueemisfen di un individuo, f 
relalivametite race. < Ma ad ogni modo ciò si verilìci in qualche casu 
è arguoienLo principale contro la cùndusiono di fienedikt, in inlivida 
non provvi'ili di conlluenli cosi largamente eslesi e profondi come I 
casi più gravi csposli da lienedikt lo dlmo^ttrano ». La più gran prura 
contro la dottrina di Benedikt è stala aitclie in proponilo mossa iimani 
da Gìacomtni *). Eiili tia esplorato le anastomosi e le conUui'use j 
specie e varieià più diverge, nei cen'elli di uomini Dormali < 
in quelli di criminali. Egli ha const'itnto iu 46) cerrcllì normali, 931 
solchi soprannumerari dell'emisrero destro r 10.)5 dcll'cmisrero siniolro^ 
quindi 617 linee di pas3agì>ìo e d'anastomosi a destra e CSI a i*int8lra 
La varietà dei soldii ò dunque un po' più granale di quella delle 
convolaiioni, il numero mi^dio dei solchi sopranuraorari ^ G.12 a airtJsU 
e 5.07 a destra, quello delle circonvokiiioni 3,75 da amb') le parti. 

« In tutti i cervelli, osserva Giacomini, psi'^lono costantemente dolj 
varietà dì solchi e di circonvoluzioni; sopra 28 cervelli di delinquenti 
si hanno 4.80 solchi a sinistra e 5.03 a destra, 3.92 circonvoluzioni j 
sini-'^tra e 4.6Ì a destra. Calcolalo in base ai .solchi, il cervello dei e 




- 181 - 

Non si può riguardare come un indizio caratleristico e costante pel 
cervello dei delinquenti il dato che il loro cervelletto non è abbastanza 
coperto dal cervello. Anche in 16 cervelli di delinquenti ei^aminati da 
Benelikt la copertura non era che tre volte insulfìcicntc e BischoT 
è disposto ad attribuire questa osservazione ad un metodo inesatto di 
esplorazione. < Crelo bf^nc, egli dice, di potere oppormi positiva- 
mente a questo dato anatomico dopo le esperienze che ho fatte 
sui numerosi cervelli di delinquenti che avevo fra le mani ». 
Il lobo occipitale essendo la sede del sentimento è dunque anche 
quello del senso morale, e Benedikt vede nel suo svihippo imper- 
fetto la cagione di certe specialità di carattere etico dogli individui 
in questione. Frattanto Heynert *) mostra già che il lobo occipitale 
delle scimmie pesava il 20 % e quello degli uomini solamente il 15 % del 
cervello anteriore, sicché ginstam:^nle gl'individui aventi un gran lobo 
occipitale appariscono molto somiglianti alle scimmie ed hanno, con- 
stjguen temente, uno svil ippo retrogradi). Olire a ciò, egli dice, sifTalta 
opinione è contraria a quella di Gali e CaiMs. Mentri? il primo pone 
gli organi del senso criminale al disotto e dietro rorecchlo, il secondo 
pretende ch«ì specialmente gli uomini con la testa lunga sieno disposti 
a commettere dei delitti; e secondo B^.nedikt la testa corta deve essere 
rig lardata come una qualità sp3ciflca di tali indlvidii. 

\on si può attrib.iire una importanza speciale a ima formazione 
n'armale della sedicente callotta di scimmia, che seondo Benedikt si 
trova spesw nei delinquenti, poiché queUa callotta si trova anche 
l'i altri inlivldui in coniizioni assolatam?nte diverse. Per esempio 
Broca •*) di:e espressamenta che ha veduto questa anomalìa nel cer- 
vello del celebre medico Luigi Assalins. Per si stessa, egli dice, non 
è un ostacolo al funzionamento regolare e attivo delle facoltà intellet- 
tuali di un ord ne superiore. Frattanto aggiunge: «Non si può non ri- 
conoscere che l'esistenza della callotta nell'uomo è indizio morfoloinco 
di una ce^'la irreofolarilà di sviluppo cerebrale e si capisco che i cer- 
velli eh? presentano questa disposizione sieno esposti più degli altri 
a funzionamenti imperfetti. > 

>V. Sanler e altri hanno osservato questa anoinalia noi cervello 



•) Anzeigsr dir K, GeseUschaft der Aerlze. Wien ÌVQ, Schwekendvck, V e. 
) Il crvelJo deh' assassino Prévoit, 1. e, p. 239 ff. 



•• 



— iss- 
ili alicniiti e, Mc^nert ') l'ha veduta in un uomo istruito e ragione- 
t'iilt', tiii iiiirf.^nore laorto sui i|iiaraiit'anni di una cmorrafrla al cervello. 
Il (iiof. Hiiiiiii^tT **) (l'serva che le sue csploraKiiiiii sopra l'analo- 
mi:i ild';i i-:ill<jlla <: ilei fiulco parietale pu«lcrioi'e nmU aasasaini o 
ne'-'li ;iv');i-;-;i[ii4,')iii'i min hmno ilalo nossuua partioLirilà spttcidca, ma 
soluiiiL'iiIe i|U('si;i l'orifi.curazioni? tipica che si trova quili'lie volta noi 
rpivcll'i ili iii'Iiviiìiii delioli di ppitito. Mendel '*') credo filicela forma- 
zione ili'il:i c.'illollu lina aniiijiatia costarne del ccrveilii, che ha In sua 
Itasi! McWì si'iliipjii) ([iferiiire al posto che la concerne, e se non ò 
sf'inpn', n-;scrv:il:L isohilaniente in un cervello, iniU/io d' imhecìllitàr 
è il'iiltivi piirLi; iiiL'iusln ili contcsiarle altra siKnÌIÌe»/.ione perchè si 
|iri'sc[it:i i[ii;ili-]ic volta, accidenlahuenle, in gente sana di mente. 

I.e liiillrini; pii'i recenti sopra le funzioni della seorza cerehrale 
aceenlii;iM<i seni|ij'c pii'i il concetto, rhe l' architettni'a Cisterna della 
siiperiirie «lui cervello, non indica una misura speciale pi'r Io facoltà 
intelletliiali e p-^ico-li-iclLe. — Si creili' che mia mafidor ricclie/.i'.a di cir- 
ronviitii/,ioiil non ha liisij?no di amlar del pari con una capacità piìt 
aita vivace. ('.:ò ha provato, come Scliwalhe •"*) mette in evidenza, 
non solamejite nn confniiilo ilei cervello ilojrli unghiati ricchi in cir- 




— 133- 

cervdiov era molto meno ricco di scorza che quello del nominalo volgare 
< assassino >. 

Più è constatato clic crii elementi della scorza cerebrale sono con- 
duttori dell? facoltà intolloltuali, tanto più dove riuscire chiaro che 
Tì«»n di[»enlo dalla formazione esteriore della scorza cen'bralc, ma es- 
senzialmente dal suo spessore e più ancora dal numoro doi iranirli in 
essa couteniili. Nella localizzazione ddle funzioni del coi-vcllo non si 
tratta snlamc^le di dare un valore particolare alle circonvoluzioni delle 
diverse parli di e^so , ma anche alla loro slrullnra sopnitutto 
>^, come lo prova ììHz '), quasi o.orni parte della scorza d«qr uomo 
differisce in struttura specifica, e vi sono nelle diverso parli del cervello, 
rispetto alle circonvoluzioni, delle regioni determinate che son prov- 
vi^lute di Ci»ll'ile nervose specifiche, le quali servono a funzioni lìsio- 
locriche diverse le une dalle altre. Nella scorza del oervelln rerli ^anjjli 
sono collocali come tulami d'organizzazione conconlanli e ^peciiìci, e 
sfno collei?a'.i alle iìhce nervose della corona raggiante, capsule interne 
Ticine, per le quali sono in comunicazione con gli apparecchi centrali 
inferiori e por mezzo di essi nuovamente in contatto con gli organi 
*j>tf*rni del cor[)0 e così pure in rapporto fra essi, (ìercliò fra le due 
metà del cervello passano numerose fila di fibre nervose **). 

Nei gangli della scorza cerebrale, dei quali, seconlo il parere di 
3!eynerl, ve ne sono nel cervello presso a poco 00:) milioni, tutte le 
imjirossioni e i ^^enlimenti che escono dalla periferia e dairinterno del 
corpo, sono depositati come memorie, ch^ sono poi trasformati in 
re-^.ltà e come tali pervengono a conoscenzi. — NMIn s'^.orza del cer- 
vello ha luocro r associazione dei diversi impul-i singolari del senti- 
mento, come è, si stabilisce nella conoscenza di si^. slr^s^o e di là 
fas-a la combinazione logica delle rappresentazioni isolale delle diffe- 
renti qualiià dei sentimenti e quindi dello ran|ìresentaz:oni complessive 
de.l* facolt'i sensitive a disposizione di tutti gli elementi richiesti allo 
esecuzioni d-Mla volontà pnr giungere allo azioni psico-fisicho relative •*•). 
Ma è dubbio se le cellule funzionanti nello stesso modo fisiologi :araente. 



■ OTir.U^he paroH sopra la struttura deUa scorza cere])rMle. ptjr Vladamiro 
hi'.t. \>f*. n i'Viìivovéìiii di Kiew, Rivista d'Ani roi)ologia, l.v«l, p. 42G fi". 

••i Wurilt : riChirii uiid Soel«\ Deutsche Rundschau, i<«SO., I. <•. 

•"•) Die KorprTliclien Grundlagen von Geiàt«sstoruiigen von prof. Flecìiig.Leip- 
nt' l>s2 : uQd Utìber das Bewuàtseiii voa D.'' C. Weruicke. AUg. Zeiischrift f. Psj- 
cbi&trie, 1S79, p. 4^ ff. 



e rhinile ai centri, siane» localìzznte al puntn destina'» rieih ^con 
cerebrale; o che queste cellule, come lo suppime ii fisiolniro frane* 
^-own-Sequard, aieno disposte separatamente, e riunite la unp slitt' 
altre da lun.?liP libre; ma è certo die le funzioni piicliiclie die » 
natato come attività, nella partecipazione della rolonti, danoo 11f4sultat» 
complessn, unitamente alle altre, alla scorza cerebrale. È anche prv-^ 
vato che Mtìn certi rapporti le basi della supetrflcle d«l cernilo ii- 
limitano le une con le altre so^titaendost nelle dlrene fmixioai, e dl^ _[ 
ad un fun7.ionamenlo ileterminato, sì adaltin» le single parli del cerreÙdn >} 
Dalla quantità e qualità delle impressioni rìcerate e delle Tnemorfevj 
licpostp, dall' intendila, dalla facilità con la quale f^uognno alla np-j 
presentazione e pervengono alle azioni destinate al pensierf, al ■entì-^.J 
menti e alle volontà, dipende di sapere se i processi psichici li sTolguiifrN 
presto e facilmente, come su rie preparate e quale direzione preiKl 
dono. Non vi è dubbio che certe qualità ed alcuna facoltà psichiche» ' 
certe prerogative o defezioni intellettHali, si trasmettono ai discen- 
denti per via di successione, e che non sì distiniruono in qualche 
punto dclb sostanza dplla scorza cerebrale, talune perfezioni e imper- 
ft'zifint. Ma fi ;mr'iei:erlidii' rediic-izinni'. l'i-Jlnuionf, ro!ien[i(iio. la vo-a 




— 135- 

meoli del sislema nervoso funzionano diversamente, e tanto piìi la scorza 
cerebrale è perfezionala in generale e singolarmente nello sue parti 
isolale. 

Meynert *) fa osservare in proposito come siano potentemente svi- 
luppati i lobi dciro'lorato, oragli animali che tengono abitualmente il 
naso vicino a terra, sorgente principale dolio materio odoranti delle 
qjiali seguono le tracce; come rnoino, al pari d'agli animali rampanti 
Don ha che lobi d'odorato deperiti, perchò, caniiiilnando dritti, si 
spogliano in gran parte di questo son^o; e come Tnomo, al contrario, 
possiede le regioni di circonvol«jzit)iii più sviluppite alla paroti della 
f'»s-a di Silvio perdio colà si trova la sede della pDtonza linguistica 
fisica. < Lo sviluppo coalrario di certi completamenti psii'hici cam- 
mina di pari passo con delle quantità opposte dogli sviluppi alle \w\[ 
del cervello frontale ». Con lo sviluppo pMchico va dol pari lo svi- 
l:p;>o della scor/i cerebrale e anchì ([uMla d^lle circonvoluzioni, di 
n-.ol«> che i diversi uomin., corno lo prova M.iul^loy **) nios'rano rrranli 
(liiTerenze. — Nelle razze di iioiu'nl inforiori lo oirconvohizloiii son 
«l'Piìste in molo iuomo cofn[)llcalo e più siìnmelri^^amonto; nello rnzz'^ 
? p'^rlori le dilToronze aiialonìioho som iT acc'Tdo con le difTo- 
ruize della caparit'i inlollettuah». Bi>c*ioT ***) it.mIo prnlnhi!'^, mi 
lii'.llcile a stabilire elio vi sia una relazione tr.i la ricc'iezzi dello cir- 
c 'riv;>hjzoni e lo liiver^e parti -ioi lobi dol corvi-llo, o c'ìe lo circim- 
vulijzioni stosse sono di una importanza diversa a seconda dei divorsi 
i''»:iipltr lamenti inielleLliiali. K pidc-iò si sluirario alo.-so i contri 
mvi'«;ri e sensori, si dimostrerà o al:n«Mio si doMà un giorno dimn- 
s.rare quali sieno le printv.pali dilTerenze doi contri dolio facoltà 
psichiche, corno il senlimouto, la rappresentazione, la fantasia, la mi- 
moiia, la meditazione, la volontà ecc. od allora s'imparorà a trovaro 
ne'lf loro difforenzo qunntitalivo, la chiave por le proporzioni 1m 
adesso indi-solubili della massa cerebrale e so[)ratutto la sua capionza 
pò. iferìca grigia. Dopo la concezione indicata did moccani-^mo psicofi- 
sica l'esistenza di tali centri è assolutamente inconcepibile per le 
O'jpacità intellettuali isolale, o per le superiori, e bisogna respingere 
h possibilità di poter mai trovare sopra la superflcie della scoiza 



*» Psichiatria ecc., I. e, p. leo. 

"•) Die Physiologie der Seeie. Von Henry Maudsley Deiitsch von Dr. R. Holmi. 
"U ùrzburg 18T0, pag. 22S. 
•\> L e, p. iS8 and SU. 



^Ì38 — 

(•cri'tiinle ri^spnlto allf circonvclti/ioiii cerebrali una caria delle quali- 
tà piii:liirlir>!;ccon'ln il modello della frenologia. Dal perfetlo o imper- 

f^'.liy svilii|i[in, ilair nrcliil-Hlura distinta monte impressa o mal condi- 
/.i':Mah tlclhi «nprTricic cerelirale, non si polla eoncliidci'e clic sul 



c:!r;iti.i rt' siipiTi.n 

non ò p'-i^iliili' f 
>';!h ■yiiì»[-\ ripar 
ppiìnil.ilr -l'inni 



i-cmpli'iaiiii'nU 
iin'a/i'-iiii' iriini 
orili il.'l!',-.iii;u; 



inferiore di tutto l'organo, per le facoltà del- 
^n)lo suo fnn/ìoni isoiato. AI modo stesso clic 
'0 ili !^iiidicari> dalla TarKÌata dì una fablirici 
n' d'i ln[:;i!i e sul liiion inijiiego ilol posto d^ 
rnii è iioninicno ]iii9>il)ilu giuìicarc di'l gralo 
1 [lei eeiTcllo liasaiuloM sulla natura iliìlle cir- 
. V. il giudizio (lei prof. M;in!; die lia decisa 

i!ii> si pi)3sa concludere in l'aso alla pfircnrroiiza 
■He eirronviilu/iini cerid>rali siilt.i vila anloriore 
ividtio. Tulli ì rimproveri e le olijczioni falle 
■i"-'ii'i (lolla lV(-uol'FL.'i:i i?i Ciaìl nini si S'illevano 
ipii'-la opinione ■■ Il ili-li|[,i n il iOm;iiraenlii di 
nn ■'• il ri-;iillatc) di una r-erie di prn-.v-si eonipli- 
i'tiilt:;:') dì una liin.v'a patena di anloriorità 




— 137 - 

esterne od interne ? Si possono dichiarare cervelli di delinquenti quelli di 
coloro che non avevano commesso reati? Ma la più grande coulradi* 
zione osserva Bai-delcben •) in modo che colpisce, che impressiona, è 
rhe una osservazione anatomica deve significare uno sialo di per se 
stesso indeciso e dubbio e soUoposto sempre alla concezione di tempo 
e di luogo. L'idea del delillo dipende dairopinione del tempo. L* in- 
fanliciJio, il furto, la pederastia non furono sempre riguardali come 
delitti dai popoli deirantichità. € 1 delilti possono essere motivati da senti- 
menli \ili e /irossolani, ma anche essere motivati da molivi nobili. La 
t'estiulilà, la ignoranza, la mancanza di educazione, ma anche la più 
;]lla inlelligenza, anco molivi etici, pos<^ono condurci al delitto. » 

< I più grandi fra i poeti, dice lIolzendorlT **j, n(m si sforzano, nelle 
loro tragedie, di provare che le nature più nobili e gtuiero.sc pos- 
sono essere spinte a divenire omicide da una forza Finporioro alla loro 
vi>lonlà?> Colui che per sentimento di onore uccide un ahro in duello, 
chi diviene infanticida per preservare i figli dal disonore, dalla ini- 
^ria, dalle cure; chi per senlimenlo p:ilrioltico o religioso coiuin'>lte 
un omicidio, e infine colui che per una miserabile somma di denaro 
di-trug':re la vita di un suo simile, tulli questi uomini avranno sempre 
la Slessa anomalia delle circonvoluzioni cerebrali '? 

Quantunque queste considerazioni facciano già conoscere per rairioni 
d'indole completamente speculativa, come i risultali principali ai quali 
giunge tieuedikl con la sua dollrina, siano poco solidi, questa dottrina 
diventa completamente debole se è provato che la base fondamenlale 
(cioè i fatti anatomici, sopra i quali ò costruita) è interamente o in 
pane tenlennanle ed incerta. E tale T hanno mostrala, come abbiamo 
veduto, l'esperienza d' una serie di studiosi come ileschl, Meynert, 
fiiacomini, BischofT, Bardeleben, Hanoi, Binswanger, e altri. 

Le irregolarità delle circonvoluzioni, dice il prof. Riiulileisch **•), si 
trovano anche in cadaveri di altre origini. 

Anche supponendo che accadano tali irregolarità che co?a hanno «li 
C'imune con le inclinazioni dehlluoso*/ 

Noi nrin conosciamo alcuna dilTerenza di struttura airinlerno delle 
drconvoluzioni isolate che autorizzino a concludere differenze qiiali- 



•. v._Mliiiti*liunjfen «leutscher Naturforsclifìr und Aer/te zìi Kisenarh, 1. o. 

••) bi«i Pajcliologie de."» mou<les. Voii Franz voji JloJi/^ii'ior/r, iierliii 1S7Ò. s. iV 1\. 

1^1, B«L i^, paéT' -«4 



oscillazioDÌ indivi-' 



— 138 — 

tativc dell'atltvità del cervello come seguito delle 
duali indicate. 

Il prof. Rienecker ■) non crede che il dulinqufnle sia prediapostó 
al delitto per !a organizz,ii<ione del suo cervello. 

A Qur^ata massimu sul cervello dei delinquenti, eoM si esprime il proli 
de BischotT "), cioè clie per l'organix^azione naturale del cervello uu 
iiuiiviiluf» sia destinalo ad es*cre assassino, ladro, falsano, spergiura^ 
non esiste aiTatto. Sono disuguaglianze che la sucielà umana soUsfI 
con certe disposizioni generali o con la mancanza di queste. Sono^ 
possono essere fundate o suIIh poca disposiziuiie intellettuale, o sa 
una educazione malvagia od imperfetta, e da esempi viziosi chu Ti 
aggiuHf^nu e conducono ad azioni delitluose,... Ma un' or»;anizzaua 
d'assassino, ladro, falsario non esiste e nemmeno una di^^posizione 
solchi e circonvoluzioni di cervello elle lo designino jQstinato al dolitta ». 

« Quantunque si possa esprimersi in un c?rto modo su di una serio 
di ctTVPlli,dice il pruf. Bin5wanger***),ili un tipo di circonvoluzioni con- 
fliiontt e die si trovano for>c piìi spesso nei delinquenti, non é perlUI 
permesso di trarne la conclusione che una orgaiiìzza/.Ìone intellettai 
cnnsegiieni'-; 




— 1:?9 — 

ad anomalie di circonvoluzioni, che certamente non devono essere 
tra.ccurate >. Anche Flesch conferma che non stabilisce un tipo per 
il cervello del delinquente nel senso di Benedikt, e crede presente- 
mente ìrapo-^sibile risolvere il problema sollevato da Bonodikt, do- 
vendosi ancora fare numerose ricerche per scoprire fino a qual punlo 
la disposizii>no dollc circonvoluzioni cerebrali possa variare senza 
che ne resuUi un danno alla capacità fisica. E Lombro^^o slesso di- 
chiara che sarebbe troppo tem'^rario concludere con sicun»zza, dopo 
tinte confutazioni della dottrina di Bono<likt, che preseiitemenle le 
anomalie sp-^cilì^he delle circonvoluzioni cerebrali dei dolinquonti 
sAno trovale '), ma ha la ferma convinzione che gli sUidi istolo.cfici 
riusciranno a dimostrare i caratteri specifici dei cervelli dei delin- 
quenti '■): € Si comprende cho la nuova slrada apertaci dinanzi deve 
eissere risiologica ». — Bisogna notare che il prof. Villigk ha trovalo 
nelle membrane e nei vasi capillari del cervc^llo, come pure nelle 
cellule g%^•intesche di Betz, nell'assassino Freud, ìin irran numero di 
pigmenti, al modo stesso che Arnaldo e Mac-Cornd, ulive allro altera- 
zioni patidngiclie osservarono simili nodi di pigmenti nei vasi simpa- 
lici perivascolari noi cervello di Gnitcau, e che G«dgi o>servò pure gli 
slossi n-tdi di pigmenti nelle cellule nervose del c^Mvello dell'assassino 
Ga>[.arone. 

Anche se lo anormalità morfologiche che Benedikl ha osservalo nel 
cervi'lln dei delinquenti non sieno alla lettera lnlmenlf> speciali da 
poler fare delie diagnosi della vita anteriore al delitto di un individuo, 
U loro esi-»tenza è non pertanto di una grande impor'an/a, poiché ci 
«ommlnislra ìin indizio cerio di (lual grado sono siali» le disposi/ioni lìsioho 
-:he erano innate in tali individui. Tutti gli os-ervalori <i accordano 
4 dire chi"^ quf^stc anomalie indicano più o meno il segno evid.nle 
di uno sviluppo incompleto della scorza cerebrale che moslrano i 
«p?ni di una deformazione nello sviluppo della superiìcie del cer\ei!<). 
Questo difetto innato, può in molti individui, i*ome aldìianiociiì dello, 
eaere c«»mpensato o corretto da una buona educazione ecc. ; ma paò, 
tonando una tale correzione non al bla luogo, dare una direzione im- 
perfetta, limitata o trista per tutta la vita. E questa importanza di 
aKfioalie citata come un segno di degenerazione innata, guadagna di 



*1 L'aomo delinqaente, 1884, p. SOO. 

*'} IrchiTÌo di psichiatria eoe, toI. IT, p. 4(8. 



gravila pcrcliè Iroviamo pure nello sviluppo di altri organi del coriJ9| 
dei delinquenti numerosi 80..i;[ii esterni di questo sviluppo iucompleUi^ 
Lo stesso B&ne«likt ha spesso conr?i'mato che lai! acoperle nel cervelli 
si trovano in generale negli individui di classi inferiori e che il deliai 
qucQte propriamonLe detto è un individuo aggravalo e predisposto | 
mahuin. E benché noi non segiiiatoo le sue conclusioni sopra la na^ 
tura atavistica di questi cervelli, e non appi^gìaoio la consegueaa 
troppo temeraria e quasi mostruosa rispetto alla responsabililii monlf 
dei delinquenti, bisogna però convenire con riconoscenza, che in. atv 
guito alla sua iniziativa, abbiamo b prova che i cervelli dei deltii 
quenti mostrano sogni di degenera-fioiiG innaia, come .ibbìómo dimoi 
strato sul cranio e come dimoatroreino sulle altre parti del corpc^ 

{Fino del CapU'ìIo I. — Nei numeri venturi pubblicheremo 
iiUcrrnsione ìl II ed iiìiimo Capitolo}. 



PRIGIONI E PRIGIONIERI IN MANTOVA 

DAL S)!i;OLO XIII AL SECOLO X!X 







— 141 — 

Filippo Langravio di Hassia Darmstadt, Principe d'Hirschfeldt ecc., 
Governatore dì Mantova ecc. 

Comecché vediamo con quanta attenziono, e zeh incombe il Si(^. Pre- 
udente e Senato Arciducale alla spedizione delle Cause Criminali, col 
gastigo dovuto alti Rei» e liberazione degl'Innocenti, così raccomandiamo 
allo stesso Senato la viprilanza sopra li Carcerati, acciocché quelli, pen- 
denti le processurc venghino trattati coiì Carità, e prof^ei^uiti li Processi 
toro con sollecitudine; al cui effetto è Nostra intenzione, eh»? oirni mese 
il Senato, per uno del Corpo, faccia fare la Visita di tutti li Cair.erati 
della Piazza, ed ordinare quelle provijrioni, che troverà opportune, 
tanto per il trattamento de' medesimi Carcerati, quanto per le proces- 
swre di qualunque sorta ; facendoci indi le relazioni ne'casi, che troverà 
gravi, e ne' quali occorrerà, che \oi contribuiamo al soorlievo de'miseri, 
ed alla retta giustizia ; ordinando al Sig. Capitano di Giustizia, ed a 
qualunque altro, a cui spetta d'eseguire tutto ciò, che dal detto Senato 
gli verrà comandato in questo proposilo, mentre così ecc. Mantova li li 
dicembre 1719. 

« Filippo Langravo di Ilassia 

(L. S.). 

« M. C.s di Risenfaldt 
Commissione al Sig. Presidente, e Senato Arciducale. 
(Archivio di Siato Mantovano — Supremo ConsvjUo di Giustizia)^ 

Carlo Sesto, 

per ìa grazia di Dio eletto Imperadore de' Romani, 

sempre Angusto, 

E Re di Germania, delle Spagne, delle Indie, d'Ungheria, di Boemia, 
di Croazia, di Schiavonia, Arciduca d' Austria : Duca di Borgogna, di 
Sliria, di Carinthia, di Carniolo, della Slesia Superiore, ed Inferiore, 
della Lusazia, e di Mantova, ecc. Marchese di Moravia, d'Alsazia, di 
Burgovia ; Conte del Tirolo, di Gorizia, e d'Habsburg, ecc. ecc. 

Volendo Noi, in tutti li modi possibili, rimediare agli abusi intro- 
i.>tti per l'innosservaoza degli Ordini in proposito del rilascio de' Pri- 
firmieri posti alla limosina, per i quali ci sono stati fatti diversi ricorsi, 
ODde inclinati ad usare verso que' miserabili gli atti della Nostra Cle- 
iiMmza, inerendo agli Ordini predetti, in diversi tempi, in tal proposito 



— )i2- 



1 



pubblicati, e parlicolarnienle a quelli degli H marzo 159fi, 3 viaggit 
1614, 22 giugno i644, e i9 norembre 1668, quali vogliamo. nell( 
parli eoa quesUi compalibili, che s'intenJino qui per ripalili, e corno 
se di parola in parola vi fnìsero chiusi, Oijpi-essamnntL' (.'''imaiidiamo, 
che tulli (Idei Carcerali, 1 quali, per la loro povertS, ed inopia, saranne 
cosi miRcratiili, che non poLraniio, non solo pacare In apo.v, che, pfi 
alti'o dovrebbero, raa ne meno ii loro spese alimenlarai nelle Carceri, 
e clie perciò verranno posti alla Cariti, spellile le loi'o cnu^o. siane 
ìmiiicdìatam'>nte ribaciali, quando però siano rileniiti ndle Cari-.pr 
solo per conio dui pagamento de'salarj, ed altre spe^ del r,iuiHi'A 
Avvocalo, SotlecJialore flscale, e Nolaj, ovvero di altri, a'qaali potessero 
oompetere ra^'loni di Salario; E siccome per tale causa non vo; 
si po35Ìno più olire tener prigioni, ciisl in alcun tempo non ai j 
Iranno ripigliare: restando però salva l'azione del pjgatuento di 4 
Salarj, e Spese nel Giudizio Civile io ogni tempo, e cos'i pure [ 
non polramo, ne dovranno li Guardiani, e Cuslodì delle Carceri | 
tendere, ne cnnse^uìn; mercede alcuna, ne il s'alilo dirillo de'Ouardlt 
ne di altri, a'qualj di ragione, o consuetudine poles.^i; spettare qt 
cosa, sotto qualsivojlia lilolo, tanto in questa No*Iim CiltS, che n 




— 143- 

bitrio Nostro, non meritando essere compatiti quelli, che non hanno 
viscere di carità per compatire questi Meschini mal condotti, non 
meno per la loro povertà, che per i disaggi della Carcere. In fede ecc. 
Di Mantova li 21 luglio 1725. 

Filippo LaxNgravio d'Assia. 
Locus -}- Sigilli 
R. 

M. E. di Risenfeldt, ecc. 

Aguslinus Rodulplins Arcliid. CancelL Prini. Cancell. Mand. Ser. 
D. Princ. Guber., RelaL D. AL E. de Risenfeldt, Qbs. à Sec. StaL 
Giiber. scripsit, ecc. (Ibidem) 

Como vedesi si richiamavano le vecchie prescrizioni Gonzaghesche. 
Medio aveva fatto questo imperatore per le carceri di Milano, poiché 
con ^\ìO decreto del 14 a?o.Uo 1723 ordinava che il fornitore delle 
milizie desse ogni giorno cento razioni di pane per i detenuti poveri. 
Era una disposizione precaria; ma riraperatricc Maria Teresa con suo 
dispaccio 11 gennaio 1768 faceva poi inscrivere una data somma pel 
villo e vestito dei carcerati in Milano ; mentre per Mantova vedremo 
eh? si continuò a mantenerli con la elemosina pubblica. 

Ordini 

Da os-iervarsi da chi si sia in occasione del Confortatorio, rinnovati 
per comando di Sua Eccellenza il signor Conto Carlo Stampa, Consi- 
gliere intimo attuale di Stato di Sua Maestà Cesarea, e Cattolica, ecc., 
e suo Amministratore Arciducale del Ducato di Mantova, ecc., sotto 
pena a' ConLrafacienti arbitraria alla medesima Eccellenza Sua. 

In primo luogo comanda, che alcuno chi che sia non ardisca di 
entrare nel Confortatorio, e molto meno all'ingresso di quello de' po- 
veri Pazienti condannati, od in altro Sito, ove possa con curioso tu- 
multo, vedere rIì stessi Condannati, alla riserva delli soli Reverendi 
Padri, e de' Confratelli della Compagnia della Morte, che verranno de- 
stinati dal Superiore della Confraternita medesima. 

Secondo. Che mentre saranno li Pazienti in Confortatorio, non possa 
entrarvi, sotto qualsivoglia pretesto, chi che sia con alcuna sorte d'armi; 
né li Confratelli predetti, se non avranno la Veste, e Biglietto stampato, 
e sottoscrìtto da* Superiori della Compagnia. 

Terzo. Che non entrino in Confortatorio Persone con Livrea della 



— i44 — 

medtsimn E. S., nò alcun altro, cha possa faro operar la ^azia a 
qiie" ini-ii'i-i Panenli, \j>cr il pericolo grande, die il Demonio, con una 

siiir?i'['i!.a spc^aiixi, i-tnidua qni>lìfi Anime alla Dannazione. 

Qinrir», Clic il iltuirdiano ilelic Carceri debba asaisterc giorno, e 
nolt'' per riceviTi' li R. It P.P., e Confratelli, clie daranno la muta; 
lnvi!:i!:irii!.i. chi' ili i.il Milo, e per ttillo il Ipmpo. clie saranno con- 
fdrhiti vi'inrelii'i P,i/i(?iili, non se.cruono sconciali in prcgiulìzio della 
Cin-ti/ia, ii-ri.'iiilo ln'n l'iisioiiiti gli Usci, che conducano al Conforla- 
loi'io. 

'Juinto. E pi'i'cln'^ può aucci'dfrf. cho qualcli'uni), anche Confcatello 
fV'iia Coiiipaiinia. nmi desliiiatovi da'Siiperinri, aniinosamcnie ^olemlo 
inlrodiii'si in Confoilaloiio, faccia sussurro, vuole l'È. S. ne sia indi- 
Jatnmeiik' IimmId U somLiIo, comandando al lìargnllo, o suoi Fanti di 
KccnrR'n' in tali iMsi ad ojni cenno del Superiore ddla Compagnia 
awisiente prr ai'ce-;tarlo. 

A'310. Chi' aliMino, ancnrcliò fratelli, non si faccia lecito, d*andare 
ertila Vwtn delia Conipacnia tiue<tiiando in simile congiunlnra per la 
Cina in snlTiviL'ìo di'll' Aniiiir! dn'PaKienli, st; non sarà legittimamenle 
accnm patinalo dalla IJussula, r Cartella, contrassecrnala col solilo Im- 




— 145 — 

flentiluomo di Camora, Consigliere intimo attuale di Stato delle 
LL. M. Impeci, Generale Sopranlendenté, e Giudice Supremo delle 
fi. ?Q^ie d*[talia, Vice-Governatore delli Diicati dì Mantova e Sabbio* 
oeta e Principato di Bozolo, e MiniUro Plenipotenziario di Sua Maestà 
Impellale Regina Appo.)to!ica presso il Governo Generale. 

In primo hio£^o comanda Sua Eccellenza, ch3 alcuno, sia chi si 
voglia, non ardisca di entrare nel Confortatorio, né di porsi all'in- 
;jres-o, o in allro sito di connessione al medesimo, alla riserva de' 
soli RR. PP. Assistenti, e de' Confratelli della Compagnia di S. Gio- 
vanni Decollato, che verranno destinati dal Superiore della Confra- 
ternita medesima : come purn, che li Fanti debbano guardare la porta 
inferiore d' ingresso alle Prigioni, incominciando un' ora prima della 
pubblicazione della Sentenza, affinchè non entrino altre persone, che 
li Confratelli destinati dal Sup-'riore al accompagnare li Pazienti al 
Confortatorio; o ciò p?r impedirò il disordine, che può in simili casi 
Das.:ere dólla curiosità, e dal concorso del Popolo. 

Secoirio. Che non entrino in Confortatorio persone di qualunque 
slato, grado, e condizione siano, che possano eccitare ne' poveri Pa- 
zienti qualche speranza di essere graziali, p?r allontanare da essi ogni 
vana lusinga, e pericolo di spirituale ruina. 

Terzo. Che mentre saranno li Pazienti in Confortatorio non possa 
entrarvi, sotto qual si voglia pretosto, chi che sia con alcuna sorti 
d'armi, compresi anche li Confratelli, se non avranno la Veste della 
Confraternita, e Biglietto stampato, e sottoscritto dal Priore della Con- 
frati^mita suddetta, cui spetta la destinazione doli' oro, per assistere i 
Condennati. 

jarlo. Clic il Guardiano delle Carceri debba assistere giorno, e 
notte, per ricevere i RR. PP., e li Confi'atelli, che verranno a rilevare 
fAì altri secondo il comparto delle oro, invigilando il detto Guardiano, 
che in tal atto, e per tutto il tempo, clic saranno confortali i poveri 
Pazienti, non soguano sconcerti in pregiudizio della Giustizia. 

Quinto. E perchè può succedere, che alcuno anche Confratello della 
Compagnia, senza esservi dostinato dal Supcriore, voglia animosamente 
iairo^lursi nel Confortatorio, facendo schiamazzo, o tumulto, vuole Sua 
Ecceliea&a ne sia levato indilatamento lo scandalo, comandando al Ca- 
pitano del Divieto, e suoi Fanti, da accorrere in tali casi ad ogni cenno 
del Superiore della Compagnia assistente per arrestarlo. 

Mitista Carceraria — Anno XX \\ 



- !48 - 

Ses!o. Che alcuno ancoreliò Confratello, non si faccia lecito di andsra 
colla Vesto [iella Compagnia questuando in simile congiuntura per la CitU 
in sulTragio disile Anime de'Giu^tiziali, se non sark legittimamente ac- 
compagnato dalh Bussola, e Cartella contrassegnata col solito impronto 
della Te-!ta di S. Giovanni D:!collato, altrimenti comanda l'Eccellenza Sua, 
che il proJello Cipitano dd Dirinto, e Fanti, trovanlo chi che sia in 
Vesto, come sopra, colla <:i)la Bussola, senza la detta Cartella, debbano 
immeiiiatamenle levargli la Veste, e tradurlo alle Carceri; ovviando 
cosi agl'inconvenienti altre volte saccelutì; come pure non sari locito 
ad alcun Fratello legilLlmamenle accompagnato, come sopra, l'intro- 
dursi nelle case a questuare, se prima non sì levi U Cappuccio, ed 
entri in quelle a faccia scoperta. 

Settimo. Cli'ì in lutto il tempo del Confortatorio flia tenuto il Ca- 
pitano del Divieto (le'Unaro uno, o due de' suoi Fanti a star fuori 
della Porla di osso Confortatorio, per es-sere pronti a qualunque oc- 
correnza, sino a die sia eseguita la Giustizia. 

Dalla Segreteria di Mantova 3 aprile 17Gi). 

D'AUEllSPERC. 




— 147 — 

nanjarsi alla Galera contando a loro favore tre mesi di Carcere per 
un mese di Galera, e se non viene recuperata dovranno restar Carce- 
riti per 15 anni, o pai>sare ai Pubblici Lavori per anni sette e mezzo 
se saranno a questi Abili. 2.^^: Che Domenico Cavalcha e Alessandro 
P.ìve$i detto Tencheta, condannati a dieci anni di Galera dovranno so- 
frire il Cai^tìgo di 30 anni di Carcere giacché viene Giù iicalo 1' uno 
e Taltro inabile a qualunque lavoro. 3.^ Che Giovanni Lodegiani detto 
lo Storti condannato a 7 anni di Remo dovrà mandarsi al Bcrgantino 
\ per anni dieci e mezzo, e se forastiere al successivo Bando, e se Sudilo 
dovrà purgare il Bando con due anni di Berganlino oltre i dieci e 
mezzo. 4.° Che Pietro Freddi sconti li anni cinque di Galera con sette 
e mezzo di pubb.«> Lavoro. 

Siccome pii non v' è Convenzione per li condannati pare all' E. S. 
frriJata la proiosa della Republica di avere la prevenzione praticandosi 
lo sLe-so lì Milano dove un Senatore Delegato ne fa la richiesta al Pre- 
aliente, e se ne attende da Venezia l'accettazione quale è sempre af- 
fermiliva, indi dal mei.^ Senatore, e dal Pn^sidente coli* assistenza di 
Jue Melici, e due Chirurghi scelti uno per parte si fa la visita al- 
l' abilità dei Condannati e poi si sperliscono a spose della Republica, 
BU è da ritcnei'si che non si pretende nulla in via di pagamento 
meniro il solo Tenente di Campacrna ha un regalo di 100 scu'li, ove 
ilrontrario osserva TE. S. che caduno dei Coniannati viene pagalo 
•(pai Ducati Irentacinque onie trova TE. S. opportuno che allorquando 
dovrà snellir?;! qualche Barca de' condannali il Sig. Conte Capo di 
Gionla ne prega l'iC. S. che ne scriverà al Sig. Ambasciatore Cesareo, 
iOne parlerà al Presidente per la accettazione. 

L? Giunta di V.* Governo ne fa comunicare il dettagliato riscontro 
ai Cnrisiglìo di Giustizia per sua intelligenza, e direzione nell'adem- 
pimeTiio di tale Superiore deliberazione deirEccellenza Sua. 



D' AUERSPERG, 



(Ibidem), 



Circolare alli R.IÌ. Signori Capilano e Vicario di GiufiUzia. 

< III.»»'^ 

< Comandatosi da S. M. la totale ahoìì/Aon? dcW uso della torUira 
tela Uivmaaìone di processi criminali e rimessesi dal Ueal Govevuo 



— 148 — 

con commissiono (Ir' 9 corrente le anoesse istruzioni da ossen 
tuttn le ciirii< il«llo Simo nella compilazione de' processi mede 
Supremo Coriiisrlii) fa inculcare a V. S. IlL""' ed alla sja curia 
osservaiizi d'entrambi tilì ordini. 

Sono cnn dipinta stima 

Manlova H ottobre !78t >. 

(Archici» di Sl'ilo ìtantmaao — Superiori Coniistio H GÌ 

Circolare per xostilnzione alla pena di morie. 
« llliislri.'isìmo ed Eccellentissimo Signore 

Negli Stati di Sun Maestà in Germania alla pena di morte pei 
capitali ò<:t.iU Roi^titiiila la pena della prigioma perpetua coH'ii 
di nna murra infame indelebili) nella faccia del Condannato. 
sarà pirp s tabil ila iit-1 nuovo Codice Cnmiuale colla precida f-pk 




— 149 - 

Mltoporre però la dì lui Sentenza alla Suprema intelligenza, e deler- 
nìoazionc di Siia Maestà a t'inoro della citata ,mia de* 21 agosto. 
Soni con perfeltisima ^tima 

Di Vostra Eccellenza 

Milano 26 febbraio 1783 

Devotissimo Obbligatissimo Servitore 

f.^" WtLZEGK 

Sua Eccellenza Signor 
Presidente marchese Zìnettf » 

Reijislratiir et excqpintnr et prò execiitione daluin copie 
Colegio fiscali et omnibus Jusdicentibus 
(fbilem), f>o Marani 



,t 



tllR. Vii'.o di ffiuslizia ha dato mottivo ali Veci lamento del Siip."»^> 
Cons.^ al molleggio Fiscale sul modo deiresocuzione della Sovrana legge 
che piarla pena capitale sostllJisce la prigionia iorzala e perpetua colla 
marca in'ame el indelìbile al conlannalo che merilcsse pena di morte 
$e:ondo le vigenti leggi. 

Eili ìia avu'.a la comunicazione delle istruzioni date ai 21 del pas- 
calo ai^oslo al Sup.'"" Cons.odt'l R. (ioverno, il quale si raporta a quelle 
Btirordinare laiempimento dello sovrane disposizioni, e finché giun- 
gessero le prescrizioni del Codice criminale, chi s'attende dalla Sovrana 
fegU'aziune, poteva più facilmente o più precisamente del aleggio 
Fecale ibterminare la norma d'imprimere ai con lannati la marca in- 
lame siirrojrala alla condanna della morte. 
Non avendo però il Colle.ìrgio Fiscale avuta la comunicazione delle 
tteulovaie istruzioni governative, nvi può che altenMsi alle regole 
iienerali, dedotte dalle leegi, e dagli o-s-^rvalori di quelle. 
Anliquissiino fu pressoché a tulle le nazioni il costume di slimati- 
fif«'i delinquenti che una tale iufnoininia aves-^ero meritala. Ma avendo 
finiperalore Costantiao osservata Tahuso fattom* dai irenlili in disprezzo 
incili professava la relidone crisii:»na ne ahroi^ò toialmiMile Tuso (1) 
M'iale ciùnon )siantc fu reprislinalo in certi casi dalla logge canonica 
© e da varii Sutuli. 



^'«' 



1 ? 

Di 



■WU.:«p„.u« Coti. Tlieod. 
" ^ *4 audieniiaui ile criiiu fai. 



Ha molli 3CriltorÌ, e diversi TribiinaU sì sono opposti all'est 
di tali ordinsnze (I) a giusumente percliè avendo con una m 
fame da resiai-e i delinquenti in commercio cogli altri nos.ifll 
potalo acquistarsi il modo di virere lecitamenie per l'altrui i 
abborlmento, e diffidenza. 

Cessa però ogni motliro di aver ribrezzo all'eaecazloDe del 
Sovrnna, porche ritenuti i condannati in una forzata Carcen-^ 
quella anco alimentati, e te Tugono, e colla marca inhme 1d tm 
trovano modo di poter vigere non Encooirflranno ehf qustla 
dalla quale per sola Sovrana Clemenza aono scampati, a meri 
cosi saranno per ogni dove rìconoBciali, e dlKaodali, o rlproai 

La marca infame dovrebbe esser btta collHmpronla di qnalchi 
nella faccia del condannato, acciochi venga da tatti riconoacii 
non conviene farla sulla fronte dove colla capellatura o In alb 
ai può facilmente nascondere, e più tosto conriene farla noli 
parti piJi palesi della faccia, che cosi facilmente senza affetlazzii 
ponno ricoprirsi. ' 

Quantunque sia slato trattato del moio di rendere indelebile 1 
infame (2) non ò in caso il Colleggio Fiscale di determinare se 




- 151 — 

lante, perchè nou prima d'oggi fa messa in esecuzione Timprossione 
della Marca infame sulla faccia d'uno reo di delitto capitale. Fii questi 
condolto al Luogo del supplizio, ed ivi legato nei piedi, o nel collo ad 
UD palo, indi messogli un'osco in bocca, e provato prima, con impri- 
merlo nel palo, il ferro riscaldato acciocché non nuocesse più del bi- 
soTno, gli fìi impresso sulla guancia sinistra. In appresso gli venne 
lagnata l'impressione con una spnnga piona d'inchiostro. Il reo era 
assai più abbattuto prima doiresrcnzione di quel che lo fu dopo. Ho 
procuralo aneli? un modello, ossia stampiglia fatta col ferro medesimo, 
ed è quella, che ho il piacere di acchiudere. 

Con qiiosta occasione, siccome ogcfi il nostro sig. P. Presidente senaL 
Blindi rimette a codesto Eccm.^ Si?. M.«« Presidente Zanetti settanta 
copio dell'Elenco dei Banditi noi primo trimestre di qucst' anno, ac- 
cusando la ricevuta delli cento esemplari di quel di Mantova, cosi devo 
pregare V. S. Illm.* a mandarne altre 203 colla possibile sollecitudine, 
perchè rimane sispesa la diramazione a* nostri giudici, anche feudali, 
per mancanza di numero, che non può essere minore di 300 ciò che 
polrà servire di norma anche nel tratto successivo. 

Col desiderio di nuovi comandi di V. S. Illm.» ho l'onore di rinno- 
Tarmi con pienissimo os^^equio. 

Di V. S. illm.* 

Milano 30 aprilo del 1785 

Divot."'*^ Obbilig."^t> Servid.« 
Antonio VtRosA. 

{Archivio di Stato Mantovano — Supremo Consijlio di giustizia). 



€ Circolare ai lìR, Capitano e Vicario di (jinstizia 

< lllm.o 

4 maggio 1785 

Di Commissione del Stipronio Consiglio viene portato al ogni buon 
fin^ 9 coirniziono e intellip:enza di V. S. III.'"'* e di mlrslo suo uffì- 
zio (][ essere ora già in rorso Tuso della marca inlaiiie nella faccia 
'^' Hi'i ùi delilto l'apilale in adr-uipliuonio deii.i sunrtMiKi di-ipo.si/icne 
l^iUoiii.vj'lo co'i antncodenli l"lt:Me di'gli 8 dell » scorso luar/.o. f.a 
Qi^lalilà e forma di tale uso con-iiste in cmdnrre in pubMico, e li- 
?ito al piedi e nel collo ad un palo, lucssojrJi un osso in I oc^^a, se 

^li imprime col ferro riscaldato la stimuializ/.azione sulla guancia si- 



Distra, bagnata in s^guìLo con una spugna imbevuta d'inchioiU'O ont 
resti iudelebile il segno dell'inramia ciie (wrU uno scuieito rsppresew 
tante la Tocca due scalo ed un capestro peaileiile. Già sono dati f 
ordini per la formazione sollecita delio strumento che verri i 
pei fucces^ivi ca^i da farne uso. 

SoBO con distinta Htiaw $ 
lArchirio di Sfato Mantovano — Consiglio Supremo di gmitiit^ 



L'Di^tiTÀ. UgITAGLUKU. 

lo Nome eie 
Mantova, SB Miotiloie anno Vi Rcp." (14 luglio i79S, V. S.). 
Il Tribunale di Appello alle Prime Istanze Criminali 
In conseguenza delle istrusioni Superiori manifestate al Tribunali;^ 
' d'Appello dnl CÌUadìno Somenzari Commìsario del P. E. prefcso ì THbnqlj 
naii Dip:irliiiieni.iii r provvÌRni-i di Giù clizia, si commslle a codesta Prima • 
Istanza di non co:)d.-innare in avvenire ahuno nelle cause di sua per- 
tinenza alla pi>na dello sferzate e di Tar sospendere l'esecuzione qualora 
pendesse si fatta peua contro taluno dei Ditenuli anche por Scntena 
ìi'lla, nel unni ciso si f:ii'à cjirico la P.'etiir.i <li prìnLoinenLe rife- 




-153 — 

olissimo per seppellii li sarebbe slato necessario ingrandirlo; ma non 
avenJo fondi supplicavano per aver scudi 200 cui era stalo condannalo 
un maslro di posta. 

A dì 7 luglio 1736 rAmminislrazione arciducale in Mantova conce- 
deva licenza a Giiiseppf^ Rufelti « di poter aniare quesluando per 
qiesio Stato a sollevo de carcerati » secondo douiania fallagli dalla 
(lonfratcrnita di S.* Maria Gentile, sotto il titolo della Morte. 

E qjesta conc>ssione veniva rinnovala annualmente, con patente 
5p?ci.ilc- Al Bufotli, nel giugno i744 veniva dalo in successore An- 
lonin Francesco Padovani. 

Maria Teresa (27 marzo 1742) seguiva a conformare la grazia di un 
rniannalo annualmente a favore della Cumpagnia della Morie, stata 
ijilerrotta dal 1700 per le guerre. Vidi domande della Compagnia su 
tal riguardo iìno al 1774; ma sovente avevano hQulo. 

La Confraternita della Morie, che era ancln^ della di S. Giovanni de- 
r^'llaio e <ii S. Maria GiMilile, fu soppros^a i! 4 luglio 178(5. Aveva 
a!!'jra un attiro di L. J0't8.l7.r) ed un passilo di L. 2i'j).n.9. Il suo 
cnl.)rio era lungo di passi 24, e largo 10, con in mezzi il sepolcro; il 
tiUo è ora disli'ullo. 

Xel 1709 fu ordinala la chiu-^ura diMle carc:»ri convenlnali. 

Trovai prove Uni) al 1709 del brac:MO secolari^ ricliir'>^-ij dil Ir hunaìe 
«HI:) Santa Inquisizione per re.^ecu/jone di'llo con lanne sue; ed ò noto 
Mf-'iif es^o f.ìs=:e [ìoi soppre>so al 9 magurio delTaniio 178:?. 

N>1 1713 vi fi qu'^stionii Ira il vi\scovo, che pnHendeva di tener 
lorjfll.i e sbirri spt.*i'ia!i. Il governo auslriaci) k"r risnUarc ('he Un 
dil VW il ve?^covo era sialo dipenderne m ciò dal Duca di M iiilova; 
Ei farà meglio conoscere la queslioiie il srgu«.'ni'> panve ulìiciale. 

* Essendo sialo comandato à me infrasrillocanc^llioni di questa Can- 
f'Il'^ria Arci lucale per ordine dairKcels:» Ainiiiinislra//ione Anùducale 
è! signor segretario di Stato Risenf«dU oorcri 2 ) marzo, |)or;;jrmi d>l siirnor 
«'■liti* Carh Maria Vialardi, come uno d^ signori Miiii^lri del A^inerno 
^i-^iUì ili più lunga sptrienza per cliie l'Mgli, se sapida, av:'n' in pas- 
?'if» li W^L'ovi d:''l suo tr»mpo lenuli» bargello e Si] laiira di liiiji e se 
rirjrdaNasi, cbe i vicarii GeiuTali ilei Vescovato l'ossero siali cittadini 
ci.juesla patria; In ubbidienza de sovre<i)re<si venerali cominan lamenti 
mi vijìo [lorlato dal predetto Signor Coni', a cui f.ille le douiaiide in 
rioflae della medesima Animi niUrazioni^ mi lia «lato p r risposta al primo 



-154 — 

capo che mai i Vescovi di sao ricordo aveano tenuto bargelio'nè Birri, 
uè avrr sentito a din>, che ne avessero avuto in passato: mi un sol» 
guardiano dello carceri d?[ Toscovato, quale non sa' di certo se foaaa 
anello i^tnto dipendente dal Bargello della Città; E quando il Vescovo 
avea bisogno di brnccio forte della giustizia, lo dimaDdara al Duca 
dotninaoLe, dn cui gii vr-niva talvolta si, e tal'ora non concesso, secood» 
la qualità do lasi; ed esecra stata attenzione particolare del Principi 
dominanti di non penncUere al vescovato Sbiraglia'indlpendente; e dia 
in aecoudo luogo, per quello si ricorda, i vìcarìj generali tutU da lui 
conosciuti non sono stati oriondi di questa patria e sono stati il Biondi 
di Romagna, il Tinti pure forestiere, il Polenta credo di Carpi o per- 
ciò furc^licrf, il NogJiani del Monferrato, ed ultimamente il Simbenl 
di Desjnzano, il qii.ile, come altresì il Biondi suddetto, stabilitosi col 
tempo ni'l carico, banno qui chiamate le loro famiglie, facendoseDe ì 
Capi cittadini per Decreto. In fede di Mantova questo di 20 Marzo 1713. 
Agostimo Rodolfi >. 

11 marzo 17S2 furono aboliti gli asiti fiacri qual rifugio di delirk 
qii"nti nf'lle cbiosr-. 
A dì 22 marzo 17^7 




— 153 — 

forme a quella, la quale sia già in u^^o nel Paese per V nlima Classe 
del Popolo, avuto il debito corrlsppttivo riguardo alla vegliante pratica, 
quanto all'intrìnseca sostanza si rispetto al peso, che alla competenza 
delle Pagnotte di consueta razione, e ritenuto che il contratto, atteso 
la circostanza de' prezzi della ^rana.oflia nella corr.« annata, venga limi- 
tato ad un certo spazio di temno, on le pii estenderlo più congrua- 
mente all'avvenire. Sarà pertanto della dili^rente ctira della predetta 
R. I. P. di conciliare, e ridurre al suo elTetto il surriferito contratto, 
che dovrà avere il suo principio col g.^^ p.^^ A^M prossimo ventura 
sotto le opportune consuete cautele rapporto alla somministrazione, 
ed alle ricevute, che dovranno trasmettersi direttamente alla R*. C». 
dfi' Conti ogni trimestre, ed anche ogni mese per la liquidazione, ed 
il corrispondente pa(?amftnto nella quantità, che verrà convenuta. At- 
tenderà il prefato Consìglio d'esi^ero raeguagliato dell'esito di questa 
commisMone, che confida alla Sagacilà della stessa R* Intendenza, af- 
Onchè venga combinata la possibile economia del Reg^. Erario colla 
buona qualità dell'alimento di detti Detenuti, prevenendola di trasmet- 
tere non meno allo stesso C<», che alla R" C* de' Conti luìa copia 
autentica del conlratto, che verrà stipulato per norma de' rispettivi 
atti, e registri. 

f" Il Conte Ds ViLZEr.:-is — V'' Peggi 

f^'^ Ek Consiglio Gubnriìii = f^'> Casteujn[ 

Alla R* I. P. di Mantova 

{Anliivio di Sialo — Intendenza poWica), 

Non es-endosi presentato alcun oblatore alPincanto si accettò la pro- 
pala della fornara Annunziata Guastarobba di dar il pane a ragione 
di snidi cinque per ogni libbra. Il pane doveva estero di bella, e buona 
inalila e di coltura raediocn» mislo solt.anto di poca farinella. La ra- 
imo per ogni carcerato doveva essere di ooi'ic trenta per crii uomini 
?fli 2i per le donne in oirni giorno. Doveva essere fornito in ocrni 
fiu:^ .domi in forma di pa.Lrnotlo di tale peso od ancli'^ in due paunoUe. 

A ili 2 marzo 1780 essendo sialo verificilo dal nì'ì=;^-iro e dai car- 
•'•■'rali della Comune olio il pan** soniniiiiislrato d.illa GuaMarn'jlja era 
di pessima qualità fjirono scelti «lue f()rnari p.^r l'esmn'^ dello stesso, 
iqnali dichiarano quel pane « essere sfornito alTalto di liore di (ayuva..., 
ma iinp:stalo à) pi/r,? farinella, con pichis^imo /en(|.)n^ .... mal collo ..., 



— ^^6 — 

el it valore psjere di due marchi'lto la lilibni al pifi per essere di co 
sbadente qualità >. 

AI 35 ffennaio 1791 la Giinslarohha domaniiava lire 1,917 soldi 
denari 6 por Komminlslrazione dì pane ai carcfrati nel mesi dì oUobrS, 
novembre e dicembre. In ragione di soldi 7 la libbra secondo naovò 
contratto. 

([liilem). 

2() Aprile 1790 

Presentatosi Fran=° Bresciani il quale va alb qneilua per i Giunti* 
ziaLi a iLirma della citaz", adesso passala viene inlerpellalo qual sia 11 
(ormol.1 con c.ii diiole l'elemosina a! Pnbb'-'' merco la bussola colla, 
quale si porta alla questua rìspon ie 

Che, e^li chiede l'elemoMaa p^r le anime fftusliziale. 

Inlfìrroiralo da quanto tempo vadi per Lale questua ha risposto 

Che aonn sei uie^i (;ìacdiè prima di lui andava un certo BaltisU 
Srancbini alt lalmeiiie iniiomodalo di salute. 

Interrogato quante volte si porli alh detta qieslua ha rUpnslo 




— 157 — 

di Re?ere e Gonzaga, in alcune sola, in altre in compagnia di Angelo 
Mattoni, cioè alle Grazie, e S. Antonio. 

Interpellato qual sìa V emolumento che tiene dichiara che quanto 
alla Città percepisce la mercede per soli due giorni in ragione di L. 4 
per friomata, ma che il di lui principale Batt^ Branchini percepisce 
la metà del prodotto esistente nella Bussola, che in totale suol essere 
trenta in quaranta Lire la settimana eccettuate alcune settimane sotto 
le feste in cui il prodotto è magdore. Rispetto alle fiere risponde che 
percepisce la metà del prodotto egualmente che la metà all'altro An- 
gelo Multoni il quale prodotto suol essere circa L. 150, per Bussola 
una Aera per l'altra. 

Lettosi il fln qui deposto, ed interrogato se sia conforme a quanto 
il deponente ha dichiarato ha risposto punto per punto essere preci- 
simente il da lui deposto in fede di che pc^r non saper scrivere passa 
a sottosegnarsi 

Segno di + di me Francesco BiTsciani col quale per non saper 
scrivere affermo quanto sopra 

(Ibidem). 

Primo Maggio 1790. 

Prest^nlatosi Anorelo Mutoni di cui al N<> 59, il quale va alla questua 
per li Circerali, è stalo ad esso chiesto quale sia la formola con cui 
chiede t'elemosina al pubblico, mercè la bussola colla quale si porta alla 
questua. 

Ha risposto 

Che esso chiede Telemosina per li carcerati della Secreta 
Interrogato da quanto tempo vadi per tale questua 

Rispose 

Essere da quindici anni circa nel cui tempo era Bidello della sop- 
pressa Compagnia della morie 
Interrogato quante volle si porti alla detta questua fra la settimana 

Ri-pose 

Una volta sola, nel Giovedì precisamente, e qualche volta non potendo 
in dello giorno vi si porta al Venerdì 
Interrogato dove porti ìa Bussola dopo la guestua 




Al S' Carlo Robusti; 
Elemosiniere 

Inlcrroffalo di chi 
colla Bussola 



Ha ri0<Bte^-r^'^ 
ni OaRsiere dell' AtlMBtOÌMnÌf|one del Pio IsiituU 

ibbia avuto locumbenza df andar questuane 



Dal H" Amministrat' 

Interrogato se abbia 



Di averlo avuto da' 
delio dorè gii rilascia 
dita la Que^lua. 

Interrogato se siavi 



Esservi quello t 
done ii Cognome 



Ha risposto 
' Si* C'b Luigi Cocastelli. 
avuto ordine dal d'° Cavaliere, oppure d'allt^ 
ha risposto 

1 Cavaliere direttamente, e che anzi in tempi^ 
un riguardo, onde non potesse venirgli impe- 

altro che v^dl questuando eoo bussola 

Ha risposto 
Anime giustiziate per nome Batlistaj ignonu- 




— 150 — 

ha risposto 

Esistere queste pre.^<^o il succitato R^ Amministrai® • 
loterrogalo se dette Chiavi siano mai state presso altra Persona, 

ha risposto 

Che furono anche presso il Guardiano delle Carceri, ma che a questo 
glie le ha levate in occasiona della passata Festa della SS.^ Annunziala 
p:^ ordine dello stesso R<» Amministrai^ ignorandone però la causale. 

Letto.<^i fmalmenlc il fìn qui deposto ed interrogato se sia conforme 
a quanto ha egli dichiarato, 

ha risposto 

piinto per punto essore precisamente il di lui dt'posto; ed in fede di 
ciò ha soscritto il presente Inlerrogalorio di proprio pugno e Carattere. 

firmato — Angelo M*. Muttom' 
(Thidem). 

Istruzione per la Questua per i poveri Carcerati. 

Il prodotto della Questua sarà principalmente impiegato nel siisndiare 
i [Hìveri Carcerali infermi, e prestare inoltre aorli altri bisognosi di 
tempo in tempo V alimento della Minr^slrai secondo giudicherà il Pre- 
tore in vista del prodotto, e delle circostanze dei Prigionieri, permel- 
teadasi, eh?, non ostante le vigilanti Giide, la pietà dei Giuris lizionari 
foisfva spontaneamente contribuire ai suddetti Carcerati tale straordina- 
rio Nus^idio. 

Sarà tale Questua due volte al mese in tutta le Comunità sottoposte 
*l Compartimento Territoriale alle rispettive Regie Preture in un giorno 
il Domenica, e per mezzo del Console, avvertendo, che non si usi 
Teriina coattiva, o molesta insinuazione. 

Vi «iaranno due diverse chiavi alla Cassetta de-^tinata alla raccolta di simi- 
fi Elemosine, una delle quali rimarrà presso il primo Deputato «lell'Esti- 
iw,eraltra presso il Sindaco. Alla presenza dei medesimi, e del Console 
fi inveri di tr»mpo in tempo 11 dinaro introitato, il (jualesi rinietlerà 
olla *ua ?p^?i(ìca al rispettivo Regio Pretore, da impiegarsi nei modi 
^rminati dal § I. 

E qualora foss^ neìVatto della Questua falla rofTertti in luogo di dtv- 



naro ili qii3ii:lir> porzione lìi srano, dovrà il meJesinio depositarsi dal Con- 
sole nella Casa del primo DRpntalo lirll" EsUmi), o del Sindaco, dai quate 
si rilascierà il corÉ-ispondpnle Ccmtewo, h nei rimellersi al rispettivi 
Re^io PrvUre il danaro intruilato, dovrà unirai la specifica della quao; 
tìtà drl srrano nccolto, pi-rcliè il medesimo ne pana disporre in qurf 
modo, che crederà piò (.■onvenienle ; ben iiit''SO, che il medesimo faceis 
tenere di L'ilio un esatto registro p^r l'oppoi'tono sfogo. 

{Ibidi-u,). 



Libeiita' Egltagliahu 

In nome della, Repubblica Cisalpina, Una ed indivisibile. 

10 Termale anno VI. Rcpuliblicano (1). 

/( Trihiinnie Criminale iH Maiilora ni Ciltnduio Comiiilisririo di't 
Pulere Kieciiliro : 
vììo di ji'ri ^iamo pccitati ade: 




-.161- 

Ljbkbta* Egcagtjanzìl 

N. 8843. — Sezione I. 

In nome della Repubblica Cisalpina, Uia ed Indivisibile 
Milano 12 Fruttidoro anno VII. Repubblicano (I). 

n \Knisiro degli Affari Tnterni, alla Amministrazione Centrale del 
Dipartimento del Mincio — ' Mantova. 

Vi>toil Rapporto fattosi da codesto Tribunale Criminale, e rimessomi 
cc«ri vostra accompagnatoria de' 13 Termale prossimi passato sul biso- 
gn-) lii corrispfìndere ai dotonuti in code:5te Carceri in rasfione di soldi 
H di Mantova al giorno pel vitto di ciascuno diesai; trovo opportuno 
labililarvi a tale sp'^sa, finché le circostanze lo esioforano, ben ritenuto, 
che d ìhbiate aver sempre sott*occlìio lo giuste massime d* una ben 
recolnia economia. 

Salute e fratellanza 
guicgiardi 
Nardiccf. 

L'ultimo documento su quoslo soggetto sia il seguente, che però ol- 
trepassi il limilo che mi sono prefisso. 

LincitTA' Eguaglianza 

' Istruzioni alle Prime Istanze Criminali 

rfW Dipartimento del Mincio, per gli alimenti de' carcerati miserabili. 

Brumale Anno X. Rep. (2). 

Il Comitato di Governo ha disposto, che ai carcerati mis Tabili, che 
Di)fì hanno onde mantenersi del proprio olire la razione solita del pane 
il mistira in poso d'oncio 12 per testa, sia accordata gioraahnente a 
spese ilellVrario nazionale una minestra nel modo che si pratica nella 
: (omune di Milano. 

Tale minestra [ktò è soltanto conceduta a quo' ditenuli, sulla sorte 
de' quali la giustizia non ha per anco pronunziato, mentre per gli al- 



\lì & atfo-to 1708. 
(T 27 ottobre 1801. 

Ritista Carceraria — Aano XX ^ 



— 162- 

In, 1 quali in mancanza d'opportuno luojio dì cnstiffn sì lenjfi 
chiusi nellu carceri, non deve av«r luiifto queslo mattf-'inr Irati 
ma deve limìlarsi alla sola razione di |>3ne di inisliira in poso 
30 per lesl;i. 

I,e Prime Ishnze criminali di questo (lipjirllmi.'nto staliilir i 
- defili appalli per la giornale somministruione di delta minesU 
ditentui della classe sovrindicaLa, la quale giasla 11 capibHo i 
dal Luogo pio della Carità della comune di Milana, cui per 
iicumbe la somministrazione degli aliukenti al carcerati, conùs 
riso e loTitmi cjniita con lardo o con butirro, ed è limitata 
d' nncio 28 milanesi, ritenendo che tale appalto fa deliberato 
i, 6 dì quella moneta per ciascuna mineitn, e che in oggi 
partalo fino a soldi 3 attesa l'attuale scarseua de' generi. 

É pTò intenzione del Governo, cbe si debba lasciar luogo 
maggior trattamento che per effetto di pie isUtazlfmi a favore 
cerati di qnaiche Comime potesse venire accordato ai dilen 
dove i prodotti di queste pie istituzioni alTetti a quest'onere, 
tre eventuali limosine non bastassero a cuoprlre la spesa del 
della minestra nei rispettivi casi indicati di sopra, allora il 




— i63- 

Toglia fa?orire di dare gli ordini di conformila acciò il Parolari ne 
sia soddisfatto. 
Dalla R. Aula Criminale di Mantova, li 2 Luglio 179). 

Glia IRA R. Consigliere Capo. 

X. 1132. 

Al Regio D. Mafjistrato Camerale^ 

Nota 

■ 

I rimedi, che erano slati suf^gorili dal defunto Avvocato Fiscale Barbi 
per applicare al vizio, che la Direzione fino dal suo principio ha ri- 
levato esistere nell'altual metodo di provvedere, e destinare i vesti- 
menti necessari a riparare la nudità, o a procurare colla pulizia la 
sanità de' Detenuti miserabili in queste R. Carceri, non potevano es- 
sere efficaci; e la Direzione che per potervi conlraporre un più op- 
portuno ripiego doveva attendere Tesilo d'una maggiore s[)erinnza, ha 
dovuto pur troppo convincersi, che il disordine era, ed è tale, che 
senza distaccarsi dalle idee del presente Sistema dillìcilraenlc si ripa- 
rerebbe con frutto, ed eflQcacia. 

la poche parole : Dalle annesse due Tabelle, che la Direzione aveva 
ordinale tosto che vide crescere il disordine, e che conprendono in det- 
tairlio la spesa efTettiva, V una del trascorso anno Camerale 1792 in 
L3Ì28.IO, e V altra del primo Semestre del corrente 1793 in L. 4111.12, 
die è quanto dire una triplicazione a ragion d'anno. La penetrazione 
del R. D. Magistrato Camerale riconoscerà dalla natura del difetto una 
capatila di produr sempre, anche in una diminuzione di numero di 
Detenuti una spesa mostruosa da un tempo all'altro, e non per altra 
cagione, che da o uno scialacquo dissimulato, o da una riprovevole fa- 
tilità neirammetlere delle pessime somministrazioni, o forse d"aml)e- 
dae cumulativamente. 

Ad evidenza se ne convince dall' incontrare nel giro di poi^hi Mesi, 
e per persone in Carcere, dove T inattitudine poco deve contribuirvi 
h consumazione in uno solo Soggetto di tre, quatlro, cinriiie, e per 
SDO sei tlamicie, di altrettante Scarpe, Gabbani, Calze, Soitniie, ecc. 
L'umanità si doterebbe, o per lo meno il costume in cui si è di 
nmili somministrazioni farebbe comparire duro, e singolare il sui^ge- 
rimento di cessarle, ancorché sì potesse rinforzare coireserapio deWe 
altre Carceri della Lombardia, e di quelle delle stesse nostre Preture» 



-185 — 
malgrado eli? sia tnverìssìmile clic io qui'sle ttnn ne vengt 
'Cessili: D'altroiite è giusto di frenvne Tabjso, fid 
mai, di Ilici ImenlQ Trenato, sinchA le wmailnlstrazloiii Hrtai 
con robe comuni, sjlla flpsrsnza senaplicemenie della felelU, 
vigilanza de' Subalterni, e che saranno accordate in propL 
Delinquenti. 

Dopo avere molto considerato aopra i diversi metodi, che si 
bei'o tentare per il più sodo, cauto, e lusinghevole de' vantag 
faccerebhe qu(?II:i di convertire !e somministrazioni nel giste 
puro golimenlo, e non della proprietà, montando i Detenuti 
bili col vestiario istesso, e nulla più dei forzali nell' Ergastolo, 
vedendolo alla melesima sua sorgente. 

Potrebbesi per esempio stabilire per principio, che al caso 
Dire detenuto un miserabile abbanlonato da ogni altro soccon 
Dea, dovesse essere spoglialo, all' ingresso in (Carcere, dei suo 
e vestito interamente de' panni della guardaroba criminale n' 
cinta foggia succennala, tenendo intanto custoditi i panni suoi 
per liconsegnarglit^li alla dimissione libera, o forzata, ovvero p 




^«■ 



— 165 — 

poli/, Calzoni, Calze, Scarpe, e Sottane, salva la duplicazione de' Capi 
di Biancheria per il comodo della lavatura Ma perchè questo nume- 
ro si è presentato nelle Carle, che si hanno, come continuativo per 
tolto Tanno, il che non è possihile, cosi parrebbe, che si potesse co- 
minciare la prima montalura del Majrazzino sulla base tleMa metà, 
per gli Uomini, e di due terzi per le Donne. 

Queste sono le idee, cho la Direzione comunica al R. D. Magistrato 
Camerale in riscontro della sua pregiata Nota de' 30 Aprile pross, 
pa>s., e per le quali qualora dai più precisi suoi Lumi fossero rico- 
nosciute realizzabili, si farà sempre un dovere, se occorresse per met- 
terle in pratica di concorrere con ulteriori schiarimenti. 

Dalla Regia Direzioue di Contabilità 

Mantova 26 Maggio 1793. 

Scorza. 

{Aniiiciu di Stato — Ma(jislrato Caineraley fase. 48. Allodj). 

Per quanto alle carceri espongo i seguenti: 
« fìeyia Avla Criminale 

Refeiisco io sotto scritto Custode Delle R. Carceri qualmente in 
questa matina io sono stato eccitalo dal lll.'^'*' Sig. Cons. V. Capo 
allofrLTio alli Seguenti tre Capitoli ciove so e vero che noia Comuno 
lencano il fiJoci com? ptire so tengano la notte Laiuo acoso, e se Li 
Carcerati sono in Libertà^ o pure Legatti. 

Rispondo, essere verissimo che Li Carcerali SuJetti tengano il fuo- 
co, e il Lume aceso la nolte e questo Fuoco, e questo Lume se io 
mautengano li Carcerali dalle Lomosìne che tirano Dalli Benefatori 
alia loro Finestra. Li Carcerati stano tutti Disotti, e in libertà senza 
«ere legali e nepurc si mote nesuno nel li seppi quanto pero non 
S'iL-eda fra di loro qualche questione, o che fra loro non si parcuotano, 
opure che lenlasero li slessi qualche roiura, o solevasione allora io ò 
che li pongo in una segreta oppure nelli Ce()pi, e subbilo ne fò la 
ft'lasionea quel giulice aspelore Dove ne a tendo poi le sue risoluzioni. 

Questo e quanto espongo in obbedienza Delti venerati Comandi 
Mantova li 18 Genaro 1793 

Giuseppe LanJucci Custode 
{Ibidem) 



^ 



LlKBRTé 

RÉPUBLIQUB PRAKCAISB, 

Une al indivisible 

Armée d'Italie. 
Ah Qmrlier-Général de Mantoue, le 29 Thermidor,an S. (i) 4eìa 

que Franraise une et indwirible. 

BtioLLis General de Brjgada, Ctunandant le Hantonan -lUTt 
d'Appello. 

« La vostra lettera, Cittadini, del S3 Thermale miiaUla gn 
Ho letto colla più grande soddisrazìone le umane, e uvle pror^ 
colle quali sintn pervenuti, di stabilire una conveniente natlf 
tutte le diRposizinni necessario per mantenere la sanità dei sF 
carcerati : il vantaggio d'un simile impegno per l'umaniUi sir 
ramcnle il p'ù dolce premio pei vostri cuori. Non ho potuto p 
dimostrarvi i miei sentimenti su questo felice esito per la febi 
ini è accaduta questi scorsi giorni. 

Ricomincio i mi<>i precedenti lavori colia più soave lusinga 
a rallegrarmi con voi di questo sollievo alle disgrazie dei Dit 
Salute e fratellanza 




f 



p 



— 167 — 

Tutto compreso a L. 3.10 per cadeua bucco' L, i953 

Più alla Calcene detta Paradiso occorre una ferrala eoa 
corrispondente intelatura di marmo, perche non ne esiste 
che un in muro di pecca resistenza con tutto com- 

prezo altre > 1300. 

Xel Infermeria occorre un uscio nuovo doppio di rovcro 
ed armato al solito per simili luoghi con una plciola 
ferrata nel numero opposto cosi tutto compreso altre . > 550. 

Hanlova 25 Ventoso Anno O^ Rep. In Corpo . . . . L. 3803. 
.V. B. che tentando un asta forse si potrà ottenere qualche ribasso 

AiNTOMO QUINTAVALLE Ing.® 

N.* 9. 

BERTA EgUàGUANZA 

In nome della Repubblica Cisalpina, Una ed Indivisibile 

SoMHiNZARi Commissario del Poter esecutivo nel Dipartimento del 
[rrncio presso 1 Tribunali di Giustizia 
Mantova 29 Pratile anno VI ora Repubblicana (1). 



AllAmmiNistrazioue Ceìitrale. 

Gemono in codeste carceri nella più miserevole n'ulilà molti dete- 
[liti, Ira quali alcuni non possono per anco dirsi convinti di delin- 
ìnza. Giacché non e ora in nostra mano di temperare l'exe^sivo 
liigore che per parte delForrido e mal sano fabbricalo opprime i Cai^ 
ili prima an::ora che sieno gìudicialmonte sottomessi alla pena ; 
[isoorriarao almeno con tutta quella sollecitudine che c'impone TUma- 
hùà a ripararli dai morbi pestilenziali col rivestirli di quegli effetti 
m secondo la stabilita prammatica e la compatibile economia baste* 

JttiK) a guardarli in salute. Rinchiudo perciò la distinta delie occor- 
[t»re, e v'invito a darvi il più pronto provvedimento. 

Salute e Fratellanza 

SOMISNZARI 



ID n gingno 1798. 



— 168- 

N.» 10389 — Com.» I." 

Libertà Egua 

20 Mietitore Anno VI (1). 

Il CitLid." Generate Cliamberlhac ci ha fatto presente, che 
liisogDi dei iloienuti nelle prigioni sono incalcolabili, cosi ne 
lebLe una Depulozìonc presa nella Centrate che si portasse sl 
])cr vedere il mìsero stalo quell'infelici agitati dai rimorsi d 
delitti e maneaiiti di lutti i soccorsi dell'umamtà, e che Tacesso 
dar aria alle pì'ijiioni, rinfrescare la paglia all'epoche prese 
riempire i p.ifrlìncci che sono presso che vuoti. 

In consi'Siienza di ciò rAnim."B ha creduto opportuno di 
una Conim issici 11^ dei qui indicati soggetti — Somenzirì Ci 
presso i Triliutiali, — Franzini Aram," — e Chinaglia Munii-i 
ailiTirliò faiTiii jrli rpi>.',rliiiii rilievi, valendosi detl'opira ilei Citi. 

Ve ne pussu l'Ainin.''^ stessa la conveniente notizia per vostra 
e direzione, 

V.' FaANZlMi — Salute Republilicana. 




— 109 - 

circa (ie suo: appuntamenti, e più del Monsuale per detto tenfipo 

corrisposto a Cinque Secondini in ragione per ciascuno di Lire Cento 

trenta cinque al mese: danaro sborsato del proprio, perchè nor> 

mancasse la necessaria Custodia a' Carcerati Criminali alla di Luì 

rigilanza affidati, senza di che si avrebbe veduto Egli abbandonato di 

un momento all'altro da' suoi Subalterni e posta in pericolo la Custodia 

de Detenuti. La R.* Aula;Criminale può fare induhitata fede delfosposto^ 

e rispetto alla non ottenuta corresponsione de' Salnrj, gli atti della 

Regia Contabilità possono far degna prova, che il Landucci non ha 

avuto, che un tenuissimo Acconto; senza punti percipire le razioni di 

Pane, Vino, Carne e Legtimi somministrate nel tempo del Bloco tanto 

al Salelizio, quanto alla Guardia dell'Ergastolo. 

Si aari:iuncra a questi danni il mantenimento degli Amalati sostenuti 
in circortanz'5 criticlic dal primo Aprile a tutto il 12. di detto Mese 
per l'importanza di Lire Sessantaquattro e soldi dieci Moneta di Milano. 

Giunte appena in Mantova nel giorno 30 Luglio le VitloriOsSe Armi 
di S. M. Imp:!*' nostro Clomentissimo Sovrano, che vedesi il Landucci 
esponente sopracaricato di altri Prigioni per o^rgetti di Polizia. Era 
già c^ì aggravato di un numero di Detenuti diminali non indi(Teren:e> 
^ fra qui-sti per Testiva staggiano molti anche di amalati, per cui Cinque 
St'condìni non bastando alla Custodia ed al Serviirgìo di tutti, fu co- 
>trrlio a prenderne un altro, che tiitt'ora ritiene, e di addossarsi la 
f'j'JTii di ([uesti sopra di se. I Prigioni aumentano fino al numero di 
renio quaranti circa. La vigilanza del Custode lo im])iega giorno e 
nHi.'. con dispendio ancora di Lumi; e quindi una Malatt'a di febbre 
Piilrida lo indulse quasi agli estremi ; come può la 1V\ Delegazione 
Gvn^Tale rilevare dalla K.* Aula Criminale. 

Qiicsli è il quadro, che TUmilissimo Esponente presenta alla R.« De- 
ie::izione Generale pr^' danni e pesi da Ess) soff-M'ti, nel mentre che 
C'*n tutto rumiliazione 

Supplica la Clemenza el equità della Re.cria Didegazinne generale 
a disporre perchè venora rimhorsato dei suoi Mensuali aUrassali comò 
Custode sotto il Governo Cisalpino, non meno che quelli da lui sbor- 
sali del proprio a' Secondini in detto tempo; e ciò che ha speso p^r 
il mantenimento degli Amalati. Indi implora, che si abbia in considera* 
zione il sopracarìco de' Prigionieri fatti carcerare dalla Regia Delega- 
zione di Polizia ; Quattordici de' quali sono già passati alle Carceri di 
Castello senza che possa percipirne la sua competente mercede, come 



— 170- 

noQ l'ha e53lla da tanli allrì miserabilj rìlnniili, o rilasciati AaSt 
R." nicaslrro; mediante giifll.i f;nl1(1cazÌ0De che la genfiroail 
Retria Drlegazione sarà per dis|u>rR' ìii favore di-I Supplicante 
Che <)ella Grazia ecc. 

Z.'I7ffli/ùftfMo Supflwaat$ 
Gio: Landucci Custode della hag.* Carcere Crimì 

K.« 1404. 
Ill."'c &isJ SifT.'- P.'-o" Col."«> 

Per <ìuai)tn pregialo, a Specioso sia il titolo de' crediti yantat 
Carceriere Lnn lucci per li Salarj de' Secondini, e per i propij, e 
il mantenì melilo do' Carcerati infermi, di cui ò rimasto insoddiì 
nel tempo ddl'iiltimo blocco; è certo in ultima anali», che qusa 
un debito de' FranceM, o de' Cisalpini, che non dar* essere p: 
dalla Re[ria Camera, anche per non dare un esempio, che potrebbe 
sciLarj tanti pretendenti. Ed è percii), che io non pano annuire 
dimanda p^r la massima, die dsve conservarsi inalterabile di nar 
gare somme riferibili ad un epoca, in cui S. M. non aveva per a 




— 171 — 

nelle dette Carceri, ordinando che siano posti alla comune per potere 

parlare con libertà» con chi si sia. 
Danque la Carcere comune vechia ora e in servibile affato, ma si 
potrebbe costruire altra con pochissima spesa essendovi tutte V occo- 
renze della detta Comune Vecchia da trasportarsi. — Indi ha stimato 
fepproposito l'esponente di melerò in vista alla lodata R.* Intend.''-^ 
Politico Prov.*« si fatta neccessilà per provedere, e come meglio stimerà 

(tei Caso — Che e quanto ecc. 

L'esponente 

Vincenzo Squarzom Custode. 

Ecco le indicazioni di alcuni detenuti secondo le ricevute che il 
detto custode dava alla consegna di ogni nuovo prigioniere. 
Nel 1791 Giacomo Benati cannoniere 
Girolamo Arisi 

Rossi Ferdinando cannoniere nazionale 
iVel 1792 Maurizio Fridapali 

Melchiore Melchini artigliere nazionale 

Giov. Melchiori id. id. 

Raimondo RafTanini id. id. 

Il Frate Pietro Antonio da Milano francescan riformalo. 

Il Custode Squarzoni nel Settembre 1792 domandava che le pareli 
ielle carceri di Castello fossero imbiancate perchè erano molto nere. 

Xell'agoslo del 1793 erano carcerati in Castello dodici francesi e:l 
custoditi da Guardia militare. 

Lo Squarzoni, ferrarese, per arresto arbitrario e disprezzo alle anlo- 
civili, fu nel 1798 destituito e gli successe corto Antonio Ghirordo. 

leva allora lo Squarzoni 57 anni, con moglie e due tìgli e da 30 
i stava in Mantova. 

N. 1&46. 
GttatUuo Generale Chambarlhac Comandante la Città e For^ 
ttzza di Mantova. 

8 Mietitore, anno 6 (1). 

In riscontro alla vostra lettera di questa stessa data, la Municipalità 
fa presente di aver già trasmessa all'Amministrazione Centrale Toc- 



U) V giugno ITI», 



i 



— 172 — 

correnzii per le Priginni di San Giorpio per avere le di Lei riso 
Toslo che le saranno quelle pei-venule, si farà essa tutta la f 
di darvi il corrispondeiile adeinijimento, di concorrere in qua 
loi dipenile al sollievo dei detenuti nelle Prigioni meiesime. 
ha il piacere di augurarvi e prólesUrvi. 

( 

LlBERTÉ (L. S.) 

N. i8I. 

RÉPUBLIQCE FbaKCÀISE, 

Arméc d'italie. 
^« QuarlUr General de Mantoìie, le 8 thermidor, afl (J.*™* (■ 

Républiqiie Frane^aUe une, et indicisible. 

1. CHA)iBAni.[iAC Générnl de Brìgadc, Commandant la plao 
teresse, 

Aux Citoyeiis composant V Adminislralìm Municipale de Ma 




— 173 — 

n caslode Ghirardi al 21 ottobre 1793 faceva con Decere che l'acqua 
dd pozzo neir interno delle prigioni di Castello era fetente, afTatto 
inservibile e fa provveduto. 

Le s?guenti ci faranno vedere di nuovo in uso le vecchie prigioni 
di Pradella e Cerose, che abbiamo conosciute; e adoperarsi anche quelle 
vescovili da più anni chiuse. 

Liberta' Eguaglianza 

In nome della Repubblica Cisalpina una. ed indivisibile 
AirAmminislrazione Municipale di Mantova. 

L'Aula Criminale. 
25 Germinale, anno VI. Rep. (1). 

Queste Carceri sono appena suscettibili di settanta ditenuti, ed oggi 
in «^ ne sono chiusi cento e sei, li quali possono accrescersi molti- 
plicar) losi a dismi<^ura li delitti più gravi, e più enormi. 

Tra questi Carcerati si ritrovano ventun Soldati e sei altri ditenuti 
d'ordine del Cittadino Comandante della Piazza. 

Cercandosi d'interessare il Cittadino Comandante a traslocare le dette 
persone Militari e ritenuto essere pur ridondanti di ditonuti le Carceri 
di Castello si è proposto al meiesimo di far uso delle Carceri che devono 
esistere a Porta Pradella, a Porla Cerose, e nel Vescovato. Il Cittadino 
Comandante ha gradita la proposta invitando però il Consigliere Capo 
dell'Aula Criminale ad insinuarsi alla Municipalità per l'adattamento 
delle delle Carceri alle due Porte della Citlà, e Vescovato. 

Cittadini, trattasi di operare alla salute di un numero di Uomini, li 
qaali devono essere custoditi, non gettati n'?i tormenti, ed esposti ad 
iDevitabili infermità. 

Trattasi d'impedire le malattie, che facilmente divengono epidemiche 
parlicolarmmte nella imminente stagione estiva, e che dal centro della 
Città possono diffondersi ad infettare tutti li Ciltalini. 

Traltasi per ultimo, che nel momento in cui vi si fa noto questo 
fran^entf, si fa luogo nei rispettivi Confessi Processuali alla spedizione 
di molti mandati di arresto contro Persone Legittimamente indiziate di 
aggressioni, e perGno di assassinio. Sarebbe oltremodo pregiudizievole 
^a pubblica causa, che venisse differita anche per pochi mouxeulv 



W i^Mprile Ì7B8, 



— !74 — 

l'esecuzione di qiiesU) Catture nella circostanita Mngolarmente i) 
moltiplìcnti slraordinariamìnle i delillì. V'invilo ad ocCMparvi 
oggeiio colla mai;giore Inienzlone ewAlecltudlDa. 

Salute, e fntell 

TjLLISTHO PaBBtDI 



Liberta' 



Egdj 



In nome della Repubblica Oitalplna ^ml^ ed Indivia 

Il Tribunale CrìsUnale di Mantova 
G Fiorile, anno VI. (i). 

AU'AmmUìiitraxione Municipale. 

Nel di SS ilello scaduto Germiaal W si rappr^eotò, Citta 
essere ripinne qiici^le Carceri a dismisura, di eaeers penosi! 
situazione do' Carcerati, di temersi malattie epidemiche fatali 
tenuti, ed anche alla Città, di essere anche rinchiusi e soldati, 
d' ordine del Comandante della Piazza, li quali poterano e^ 
spoi-tati in altre Carceri od alle Porte di Pradella, e di Ceresi 




— i75 — 

llBEn r\' E ÌU AGLIANZA. 

Amministrazione Centrale del Dipartimento dd Mincio, 1793. 

la conformità del pregiato coman lo do' 27 Germinalo attergato al- 
l'Eqbito N. 5421 Com. /., che in uno coirallegato qui unito ritorno, 
S'inorai data la maggiore premura, per visitare le Carceri di Cerese, 
Pradella e Vescovato; onde evitare la epidemia, che nella calda sta- 
gione potrebbe nascere dal sovverchio numero dei Prigionieri ; ma una 
grande diiricoltà ho incontrato nel rinvenire le chiavi delle prigioni 
suddette di Cerese, e Pradella, come consta dal mio rapporto 7 corrente; 
in cui subordinai, essere necessario rivolgersi al Cittadino Comandante 
del Genio, per ottenere dette chiavi, e questo veduta Jori la lettera della 
Amministrazione Centrale, ha dichiarato non poter esso permettere tale 
visil3, essendo detti locali occupati pel servigio delle Fortificazioni, 
come da sua lettera da me rimessa al Cittadino Amministratore Basilli. 

Per puro azzardo ho ritrovato aperta la Carcere di Porto, che non 
ho mancato di attentamente esaminare, e per ridurla servibile vi occorre 
una spesa non minore di L. 168i; come dall'annesso dettaglio; e non 
potrà contenere più di 6 in 8 persone. 

Ho visitato le tre piccole carceri del Vescovato, e per queste non 
ho giudicato conveniente di rilovare la spesa occorrente a ridurle sim'- 
vibili ; Is perchè sono esse troppo anguste, e fra tutte non conter- 
rebbero, che 9 persone circa ; 2®, perchè da molti anni sono abban- 
donate, e quindi una non lieve spesa vi occorrerebbe, ed a rinnovare 
le ferrate, e ad assicurare li muri, uno dei quali ha patito, come vodesi 
da una fenditura esistente tra esso, ed il volto; 3^ perchè fra esse 
Carceri ve n'è una a solaio, e non sono della maggior sicurezza, perchè 
servirono di semplice correzione; 4% perchè airin^rosso di dette Car- 
ceri stanno continuamente gli addetti ai Magazzeni di Paglia, e di 
leqna colà esistenti. 

Io sarei di subordinato sentimento, che a risparmio di spese, ed a 
sicurezza della pubblica salute, ed a sollievo ancora dei detenuti, si 
potrebbe da questi separare quelli, li reati dei quali sono già contestati, 
ed assicurando li medesimi con una mediocre catena, inviarli a lavorare 
od alle fabbriche, od alle fortificazioni, finché è terminato il tempo della 
loro condanna. 

Salute e rispetto. 

Mantova 9 Fiorile, anno VI. Repubb. 
FiuNCEsco FiivoLn Ingeg. 



-176- 
Anche la g/ibhia della Torre degli amichi Bonaccolsi ebbe le sue 
vicende in questo siculo; eccone le prove assai curiose: 



LlHEItT.V" 



Eguaglia.\z.v 



Ani minisi razione Cenlraìe. 



Tra li segnali esterni d'implacabile Tirannia chr> li ha mai sempre 
por l'aiMit^tro sr)v-i'niati, «iste lultora sopra una Torre di questa Cillà 
una Oaliliia ili (n-rn in cui, come si racconta, si esponevano al ptibblico 
It' T'iste. t>(l anello li Uninìni Condannati. È i^lato ordinato con pub- 
blico avviso a tutti i (■.iitadini, clie nel più breve termine levassero 
ilalk' loL'o Cnsr" tutti ^W St-mmi, ed altri Emblemi allusivi all'antica 
Tirannia, e rcuilalilà. Dal Citiadino Girolamo GLicrieri proprietario 
della Torro ili ini jiarlo iKin è stato (In qui eseeuito l'ordine che è 
stalli iHiliblioto. ì(\ come lien sapete ho bisogno di ferro per quieto 
Fr.L'astolii. e siincìalnienli! di fi-rro arrosAo, Tanlo l'intellalalura, chele 
Cicogne fili'! ^oslengnnn la stessa, sono pure di ferro a:ros*o. 

Chiesffo ailiinque a Vni il permesso di farla levare in adempimento 
(iella leiTge, las:-iando al Proprietario aperta la via, ad esporre le sue 




— 177 - 

sempre allL ordini Siiperiori, ed avendoli con rassegnazione sempre 
eseguiti vi rende inteso, che si addata anche a questo incomodo, e vi 
eccita nello stesso tempo di avvisare V Archiletlo* Pozzo, che eseguili 
li vostn ordini a vostre spese, facci porre la suddetta Gabbia nell'abi- 
lazione del medesimo Cittadino Girolamo Guerrieri, mentre Esso ha 
appunto occorrenza di servirsi di quel suo Ferro per incassarlo nelle 
Rnestre dei suoi Granari di Castiglione Mantovano per cosi garantirsi 
(faOe continue ladrerie della Campagna; come pure d'avvenirlo, che 
nel levarla qualunque danno risulti alli sottoposti Tetti debba risar- 
cirlo; contro li quali danni protesta nel maggior valido modo, che è 
foanto. 

Frattanto vi auguro 

Salute, e Rispetto repubblicano 
Girolamo Guerrieri. 

Liberta' Eguaglianza 

Amministrazione Centrale. 

Hi ò stato finalmente permesso dall'Agente de'Benì nazionali di far 
levare dal Seminario Vescovile le due ferrate, che vi ho richieste li 
29 Pratile prossimo passato, e vi faccio sostituire alla finestra inferiore 
di detto Seminario altra ferrala di minor peso, e di ferro sottile che 
Bon mi occorre nelKErgastolo. Sebbene, o Cittadini mi abbiate ordi- 
nalo con lettera 7 corrente N. 9436 Comit^ito I di far levare dalla 
Torre del Cittadino Girolamo Guerieri la Gabbia di Ferro che vi esisteva, 
ora doppo l'avviso che gliene ho datto al proprietario stesso la trovo 
btta levare dal medef^imo, ma non consegnata all'Ergastolo. Divette 
dunque ritenere, che il segnale d'antica barbarie sta tuttora in mano 
di un Ex-Nobile, che a quest'ora l'averà fatta smarire. 

Salute, e Rispetto 

Mantova 19 Messidoro anno 6^^ Repubblicano (1). 

Paolo Pozzo. 

In fatto, come diremo altrove, il Guerrieri tenne nascosta la gabbia 
e finito il governo francese la rimise a suo luogo. 



(IO 7 ìtt£!ÌJo iT9& 



Mipégf»^ OMV^ vt rt a » Anno XX. ^ 



Un nuovo camere sorss in sul linii' del secolo XVI[[ del quale È lift 
cessarlo dar qualche cenno a compimenti di <\ae?lo lavoro sulle career 
manlovane a iiitlo 14 secolo XVIIL 

La GiunLa di Governo, a dll7aa:o3to 1792, domandava al HagistraU 
camerale il parere 3ulla convenienza di coslrwrre un er^stolo in Mai| 
tova di sRgiiir l'uso di mandar i condannali all'ergaKlolo di Vizzi 
ghettone. Dai dati statistici presentati risulta che dal 1783 a tutto I 
1791 i condannati mantovani, spediti al dello ergastolo erano stali (4S 
Nel 1794 la que:;tione ora ancora pendente ; Intanto ne era slato ìjtl; 
tliilo uno intineralp. 

L'architetto Pozzt> doven'ln far piilife lefossn rtfil castello domanda^ 
a di 1% agosto 1793 di adoperare per t»le lavoro i dodici condannat 
che si trovavano nel provvisorio er!i:asloIo. 

li Commissario del potere esecutivo del Dipartimento del Mincì 
proibiva (2 aprile 1798) che i condannali dell'ersaslolo servissero ì 
lavori di privali « con delrimento nolabile della Patria che spendft 
non poco per mantenerli ». 

A di S3 aprite 1793 si annunziava l'arrivo in Pizzigliettone di EX 
fonati hresciani destinati all'er^aUolo di Mantova. Ed ecco ancora 







— 179 — 

disponibilet essendosi rilenuti solo quelli, che abbisognano per la pu-^- 
Ezia del Luogo, per Tassistenza agli Infermi, e per la Cucina. 

M rendersi cosi inlesa l'Amminislrazione Municipale in evasione 
della di lei eccitatoria di questa data N. 4733. Comitato II. si trova 
^attrosi nella necossilà di rappresentarle, che fino dall'altro giorno erano 
.a disposizione delli Ispettori di Polizia altri i8 Condannati, oltre 11 so* , 
liti, ma che furono questi rimandati per non avere pronti li ordegni ; 
-dal che potrà comprendere, che il difetto non procede dall'Ispezione, 
JÌi quale anzi bramerebbe poter far sortire ogni giorno tutti li Con- 
dannati che sono in islato di poter travagliare alQne di mantenerli al 
po^ibile sani, respirando miglior aria, ed avendo anche la minestra 
li più da cibarsi. 

Salute, e rispetto 

Po Frigeri Ispettore. 

AW Amministrazione Municipale del Dipartimento del Mincio. 

Deirispettore all'Ergastolo — Mantova. . 

A dì 20 agosto 1799 si domandavano due vasche di legno per più 
fronta guarigione dei molti condannati affetti di scabln, secondo il 
pvere del chirurgo. 
La Resria Delegazione G*® notando che fin dal 1797 vi era il pro- 
io pel quale < li condannati potessero rendersi operosi nell'interno 
l'Ergastolo con lavori di mano onde impiegarli utilmente e per l'erario 
per i medesimi, le passato vicen le non avendo permesso Tesecuzione; 
ilmentc si ritornava allo stesso essendo pronto il mercante Carlo 
:ini di dar loro la filatura della lana », ne presentava quindi il pro- 
Io (5 X^»*® 1799). — E con esso fo punto. 



Lo stato attuale dell3 antiche prigioni mantovane. 

Le carceri, già annesse al Palazzo dolli Ragione fin dni tempi, in 
Mantova reggevasi a comune, sono ancora in parte nello stesso 
jo, ma andaron soggette a tante trasformazioni che ben poco oggidì 
re a darci un'idea del loro stato antico. 
La torre del Cornvoa, più volle accennata negli statuti con carcere 
loe^ manca di questa, soltanto in alio preseDla ancora una ceWa^ 







' '-^^ 


W 


■ 


■ 

1 


■ 




lullodi di carcere 


-m. 




l'ga 


sei passi e M 


che serve 


di rì^on 


!. ÈU 


treltaiila, 


con 


un flnestriiw 


munito 


di ire 


rerratc distinte dE 



gralicHla esterna. Al pian terreco sonvi celi? piii larghe ma nscu 
manc.nndfì di (inerire; devono essRr stato le orbe, le quali 
abbiamo vpdiite accennate : ma anirii'esfte uiblron* trasTormizii^ 

La nnmenclaliira carceraria ancora vWa nel 1708, come di 
dette Paradiso, Pensierota ecc. ecc. off^dl [è afblto wordal 
agenti carcerari, da me interpellati .oalle risite fattevi. Ct 
La Tomba le due celle oscure ; ma è nome modarDo. 

Visitai pure la torre della Gabbia, io proprietà oggidì dell'e: 
tato Cadenazzi; ma indarno cercai tracce dì carcere del ten 
Bonacol-i. La Gabbia proscritta dalla Repubblica francese riprei 
posto col rilorno del governo austriaco; essa misura centìmf 
o mfno. un metro di larghezza, uno e IS di altezza e due e 
lunghezza. I Guerrieri abbellirono internamente la torre con ni 
riduccndola a belvedere, cosi scomparvero le iscrizimii anLicIn 
ne furono. 

Invano feci ricercare le carcri vescovili, ancora ricordaLe n( 
pili nessuno ne ricorda l'ubicazione. Mi portai a visitare i 




— 181 — 

nelie contro chi fa cairiono della sua prigionia e su chi primo diede 
il nome di Paradiso al suo carcere. 

Un Antonio Rossi veronese scrisse in più luoghi il suo nome e 
lalTolla ag!?iunse l'anno i6oS. 

Altri nomi portano sei^nati gli anni 17i5, 1736, 17il, 1755. 

Nella parte dei sotterranei spettanti all'Archi vio di Stalo esistono 
mcora due celle, attribuite ad Agnese Gonzaga ed al suo drudo, forse 
perchè la prima fu decapitata poco lungi dal luogo, ove esse si tro- 
nno ogeidL 

In quella dunque, delta volorarmenle prigióne di Aornese, assai 
(«cura, si velono traccie di molte iscrizioni; ma i ripetuti intonachi 
-di calce e Tumido, che staccò e stacca degli strati, produsse talcon- 
bàonc grafica da non potersene più avere alcun costrutto. Forse antica 
; può essere una incisa, che ripetutamente ricorda Caietanus Antonius 
[ CflHfM. Altri nomi ignoti portano gli anni 1722, 1734. 
i Quella attribuita airaraante di Agnese Gonzaga 6 la sola che può 
•dare una giusta idea delle carceri cellulari antiche. E rivestita come 
i pozzi di Venezia di lastroni di pietre tenuti fermi al muro da grosse 
npranghe di ferro nel mezzo. É lar?a metri 1.9i, lunga 2.85 e alta 
137, con un finestrino largo metri 0.42 e alto 0.G2; ed aveva ia un 
«anlo un buco per gli escrementi. La porta è alta 1.60, larga 0.68. 

Xella volta e in una parete, non foderata in pietra e lungo le spal- 
Bere della piccola porta, vi sono molte iscrizioni, ma per le accennate 
Ogiooi di ripetuti intonachi, sono di incompleta lettura. La più im- 
^anle sarebbe la seguente : 

Santissima Nociada Maria 

Chon la vostra 

Santissima Pie 

levate il povero 

Bi3gi?io Garghi da queste .... 

Che fu messo presone a cast 

Causa dun altro . . . lui Tanno 1667 

Sella fruardiola o luogo, ove stavano le guardie, consistente in un 
n camerone, ove si vedono ancora la cappa del cammino e residui 
pillare, già figuranti la madonna, il crociTisso ecc. si leggono mol- 
arne i%rizioni per lo più di soldati o di guardiani e anche di quaU 



— las- 
che carcerato, qiia^i tutte {lei secolo scorso. La pi&aaUca, più 
leggibile, sarebhp h sogucnle : 

« ÌIÌÌ.Ì, a di 13 Gennaro 
fu fatto priffion 
Gio. Bòneti .... 
Dal Si'Jn Mar Alfon . . . 

Fu cfindtiin .... 
sopra in lon loco fu . ... 
a di 8 set . . . 1624 scapa . . . 

poi 

Vi sono nomi con gli anni 1632, 1673, 1729. 
Dello torri e iIlIIc carceri politiche moderne, che stanno nel 
diedi la dcs^rii^ionn nel mio lavoro inliColata Le carceri polit 
Caslell" ili S. Gionjio in Mnntoia, pubblicato nel 18S3. 

Domoliln e ricostrutte le porte e le rocchette, nulla piii co' 
scorare di quelle carceri, delle PradHIa, Cerere, Pnsterla eci 
Poiché .'corapnrvero i mimimenti edilizi carcerari!, le mie r 
archivistiche diedero in sosti liininno quelli sorilti, cioè un ini 
documenti, chit per la pi-Ìio:i v^lta vengono in luce e spero e 
veranno a darci uii'iilei Jeile Ciirceri, dei caiT-erati e dei carci 




— 183 — 

Lo slesso avvenne del < Lunacy acts amcruìment bill » u?ualmenle 
presentato dal lord cancelliere. Fu trasmesso ai Comuni ove non superò 
la prima lettura. Sostanzialmente trattasi della stessa misura già votata 
alla Camera alta per due sessioni di ses^uito. Una disposizione speciale 
fu questa volta introdotta, per la quale, prima di rinchiudere un alie- 
nato, l'autorità amministrativa dovrà fargli noto ch'egli ha diritto di 
riroI?ersi ad un magistrato per ottenere una inchiesta giudiziaria sul 
m stato, e far decidere se debba o no continuare ad essere rinchiuso. 

Legge 8 agosto 1887 autorizzante in certi casi il collocamento in 
Berta condizionala di individui che hanno per la prima volta com* 
mso un delitto. 

Art. 1. — 1) In lutti i casi in cui un individuo sarà riconosciuto 
colpevole di furto da qualsiasi tribunale, di scrocco, o di qualsiasi altro 
delitto passibile di pena non superiore a due anni di carcere, ed ove 
questo individuo non abbia subito anteriori condanne, se il tribunale 
éavanti il quale sarà tradotto decide che, avuto riguardo airetà gio- 
vane, al carattere, ed ai precedenti del delinquente, alla poca gravità 
del delitto, ed alle circostanze attenuanti che esistono nella causa, si 
può rilasciare il delinquente per mettere a prova la sua buona condotta, 
il tribunale potrà, invece di infliggergli subito una condanna, ordinare 
sia rila!^ciato, mediante impegno da lui sottoscritto, con o senza cau- 
àonc, e per quel periodo che il tribunale reputerà opportuno, di com- 
parire per essere giudicato alla prima richiesta; e, durante questo 
periodo di tempo, di serbare buona condotta. 

2) Il tribunale potrà, se lo crederà conveniente, ordinare che il 
delinquente paghi le spf^sc del procedimento, o parte di esse, in quel 
tempo e in quelle frazioni che sarà ordinato. 

Art. 2. — 1) Se in seguito ad una inchiesta, sotto la formoli di 
piuramento, un tribunale avente il potere di stabilire a riguardo di 
^^ delinquente sul primitivo delitto, o un tribunale di giurisdizione 
sommaria, accerta le prove che il delinquente ha mancato ad una delle 
coQdizioui del suo impegno, potrà staccare contro di lui un mandato 
d^arn^to. 

2) Il delinquente arrestalo in forza di questo mandato, dovrà, se 
non è subito tradotto innanzi iJ compctenle frihunale por essevo s\v\- 
dicaio, essero WadoUo innanzi un tribunale di giurisdizione sommunii -, 



-184- 

e questo tribunale potrà tenerlo sottn mandato fiDf> alla sciAoraa dell* 
data cui era tsnulo per l'imppgno siio di comparire per ess'^re giu<U; 
calo, tina alla sessione del trlbiinale competente per eiudicsre d6) 
prtmìlivo deljlto, o poirj ritasciarlo in lib.'trU mediante cauzione sufS 
cienle per assicurare In sua comparizione. 

3) Il delinquente tenulo sotto mandato potrà nssere rinchiuso nal 
carcerB sta della contea o del luogo ove ha seile il tribunale che hit 
ordinato l'arresto, sia della contea o del luoiro ove rgli dovrà compa-* 
rire p?r essere giudicalo, ed il man lato ordinerà ch'egli sia Iradolttj 
innanzi il tribunale cui doveiv comparire per essere giudicato, o t 
rispondere della propria condotta dopo la determinazione die lo lasclA 
libero. 

ArU 3. — Il tribunal", prima di onlinai'fi chi uiidelinqucnle 
rato in virtù della presente legge, dovrà a^icurursi che il deUlH 
quenie stesso presti cdiizione, od at^iiuma un domicilio Ciaìù, a un luogo 
di reg'dare' occupazione nella contea o nella località ove risiedo U 
tribunale stesso, o nella quale il delinijucnle deve risiedere durante 
il periodo stabilito per l'osservanza delle condizioni prescritte. 




I 



— 188 — 

^posizioni, impedì che Tanno scorso il progetto si attuasf^e; ma il go- 
Terno lo rìpre^ntò nel c.irso della presontfì sossione, e divenne la logge 
del 30 giuìrno 1887. Per attenuare il sacrifìcio che in One dei conti 
reniva cosi imposto alle popolazioni del Reno, si accordò loro altri 
compensi. 

Granducato di Assia 

Lefige delV H giugno i887 suW educazione delta infanzia abbando- ; 
fnita colpevole. 

Ari. 1. — (Il fanciullo da 6 a i2 anni che commise un allo pimi- 
l'ììe può essere consegnato dalla superiore autorità ad una famiglia 
adatta in uno slahilimento di educazione o di correzione. Lo stosso 
può far?i pei fanciulli minori di dieci anni clu"^ i loro gonilori non 
nutriscono, che li maltratlano, che li trascurano completamento.) 

Art. 2 e 3. — (Ouesla decisione ò presa dnirautorilà tìitelare del ^ 
domicilio dei congiimti, cioè dal giulicc del haliatico.) 

Art. 4. — (Ecrli può agire sia d'ufficio, sia dietro richiesta emanata 
dal Procuratore di Stato^ dall'amministrazione o dalla polizia munìci- 
p:^le, dalla commissione secolare del circolo, dal capo del clero, dai 
.treiii'.ori, dai progenitori, dal tutore o dal curatore.) 

Art. 5. — (Egli convoca le persone qui sopra descritt*^, raci'oglie la 
loro testimonianza e pren le una determinazione. Gli interessati possono 
appallarsi, nel termine di otto giorni dalla noli'lcazion^ sia avanti lo 
sj'»>-o giù lice, sia davanti la Corte d'appello. L'appelli ha etTe'lo so- 
spensivo, a meno che si abhia una speciale decisione del giudice.) 

Art. 6. — (Se le persone designate dall'art. 4 non sono stale intese, 
Iwnno sempre diritto di interporre appello.) 

Art. 7. — (Divenuta definitiva la decisione, è sottoposta all'esame 
della commissione permanente del circolo, che fa ripiend«^re Tinchio- 
?la e rivedere la decisione, oppure appella contro resfcu/Jonc.) 

Art. 9. — (L'educazione forzata eessa indip''n(l"nteinente dall'appello : 
1 quando il fanciullo ha compito diciotto anni: 2' in viilù d' un 
decreto di rinvìo emesso dalla coirìwU-ìone dei circolo, decroio e\\e 
^W^sttneoza è provvisorio e revocabile. Le persone che hanno dirUVo iv 



-186 — 

riciiiederlo, possono rivolgersi al giuUicR tutelare per otlcnei^ 
tuzioDo dol fanciullo. Le CorLi superiori giudicano suU'appelld 

contro la decìsioue.) 

Art. 10. — (Le spese di educazione uno pagala sia dalle 
incaricate del mantenimeolo del fanciulle^ da detratte dalle : 
di lui, sia sulle rendile del dreolo o del fondo p^ poreri.) 

Art. 11. — (Quando un fanciuKo da 13 a 18 annlèproeciol 
ìDcosciente. ma è non ostante inviato a nna caia correiioQale, 
missione del circolo prende le misure neceasarie. Il mantenlint 
fanciullo porero è a carico dello Slato.) 



Ambuboo 

Diamo la traduzione quati testuale Si una legge del 6 apri 
relativa all'educazione forzata de) fanciulli moralmente abband 
. Si dovrebbe confrontare questa legge cogli articoli dal K al 
codice panale alemanno, della legge d'Amburgo sulle tutele d( 
glio 1879, e della legge riguardante l'esecuzione forzata in Tir 




- 187 — 

ptl di segnalare al comitrìto d^educazione forzata tulli i falli veniiti 
a taro conoscenza pei quali è d'uopo vedere se sia il caso di applicare 
l'educazione forzata. 

Ari 4. — I fanciulli da sei a dodici anni, di cui è cenno air arti- 
colo 1% § 1% sono dal comitato di educazione forzala, collocali presso 
famiglie o stabilimenlf, quando una decisione del comitato di tutela ha 
rìcoDosclulo costanti i fatti attribuiti al fanciullo, ed ha dichiarato 
amoiis^iMle il suo collocamento. 

Quanto ai fanciulli di cui ai §§ 2' e S'^doirart. 1% il collocamento può 
e^ere fatto dal comitale di educazione forzala dopo una inchiesta, se 
i genitori (oJ in loro mancanza gli a^endenti o tutori) hanno da loro 
stf^i sollecitato il collocamento o vi hanno consentilo. Se al contrario 
i geDitori, ascendenti o tutori si oppongono al collocamento, dovrà 
inlenrenire una deliberazione del comitato di tutela. 

Il comitato di educazione forzata deve pensare pr^i casi a lui noli, 
quando è necessario ottenere una determinazione del comitato di tu- 
tela, far procedere ai una inchiesta col concorso della polizia, dei 
coffliiati focolari, e dei comitati di beneficenza. Qtinndo la domanda di 
assegnazione ad un luogo di educazione forzata sembrerà fondata, do- 
ni rassegnare tutti i documenti al comitato di tutela. 

Art. 5. — Nei casi di cui all'art. 4, alinea 1 e 2, il comitato di 
tuteh si pronuncia suirammissibililà dell'invio alla cdncnziunc forzata; 
la deliberazione è presa da tre membri, di cui uno solo versato nella 
scienza del diritto. Quest'ultimo può sempre ordinare le misure prov- 
visorie e dirigere la procedura. 

Il comitato di tutela, prima di pronunciarsi, deve interrogare i geni- 
tori in loro mancanza gli ascendenti o tutori, a meno che qu'^sta 
inlerrogatorio presenti troppe difTicoltà. In ogni caso la polizia deve 
'lare "ìi suo parere, qualora non vi è già neir incartamento un suo 
rapporto. 

Il comitato di tutela può far deporre ai testimoni sotto la fé !c del 
Muramento. 

Art. 6. — La determinazione per la quale il comitato di t'ilelnor- 
«lina rinvìo in educazione forzata per applicazione dell'art. !, dove es- 
sere espressamente motivata. 

Art. 7. — La determinazione del comitato di tutela deve e^?>evo, 
notificala a! genitori, agli ascendenti od ni tiiiori. Questi ullimi \va\\Avo 



condro queste docisioni il diriUo di ncorrere pruvìslo dalla legge di! 
tiilria. Il ricorso ha elTello sosifnsivo, se è staW pi-fiiloltó i 
tfirvallo di otUi giorni a partire ila ([uello in c.ii tu «lata noliflcaziona 1 
di;lla [(eteraiina£Ìoa!>. 

Se l'interrogalnrio dei fi^enitori, awAndeoU o tutóri tUblUto nell'Ai. 8^ 
aiiaea 3', non hi potu[oavveairé,qiieUili>DiiQ4irUtodirllÌraro l'iUana 
in qualsiasi ppocn. 

Ali. 8. — (Proc'dura speciale a Biliabutlel ed a Bs^dod). 

Art. 9. — Il comilato di educazione forzata determiBa la uà pupillo 
deve Ci$ertt posto pii'sso una famiglia, od in uno «taÌHliiiienta. 

Sono sliniate dngoe di accogliere un pupillo, quelle r^mialie che hanno 
buona rrp:iia/.ioiii% godono una certa a^^iatezza, p sono dìspotle ad ao- 
coglion; il fanrinllo ni^l seno della famiglia. 

Fra fili F!lal)ili menti di educazione, vi è io prima linea quello di 
Oliisdorf. Non è consentito collocare un fanciullo in uuo slabilimeoto 
destinato a rinc'iiud^re individui delenuU in forza dell'art. 362 codice 
penale né in quelli c'ic 8c;ol?oua malati, pazzi, o paralilici. 

Ari. IO. — Durante il t'^mpo di educaùone forzata, il comitato di 




— 180 — 

è assolulamentc necessaria per ra^rpriuni^ere lo scopo elio si è proposto. 

fi Senato decido su tulli i reclami presenlati conlro il comitato di 
educazione forzata. 

Art. If. — Quanto ai giovani che devono essere rinchiusi in uno 
stabilimento di ediicazione o di correzione pt^r Tart. 56 C. p., il pub- 
Mico ministero deve fare conoscere la senlerìza che li concerne al co- 
milalo di educazione forzala, e qtiesto deve provvedere per la esecu- 
zione di essa. 

Art. 13. — Per coprire le spese necessarie aire liicazione forzala, 
il comitato riceve una somma che è stanziata annualmente sul bilan- 
cio dello Stalo. I genitori del pupillo devono pappare le spese del suo 
mantenimento, quando siano in caso di farlo. Le persone obblia:ate alle 
spese alimentari e le Società di b'^neficenza, possono essere invitate a 
sopperire a tali spese, ma solo nei casi in cui queste spese sarebbero 
andate a loro carico se il pupillo non fosse stato sottoposto ad edu- 
cazione forzala. 

Alsazia LoreiNA 

La leirge del 4 aprile i887 fu adottata per dolegaziono ; essa sosti- 
tuisce nelle legiri penali, ali? ammende valutate in giornat; di lavoro, 
una nennlilà massima di sessanta marchi d'ammenJa o di (j lattonlici 
giorni dì arreUi. Il codice pona'e del 28 settembre — 6 ollohn» 1791, 
qnf^llo rlel 3 brumaio anno IV, e la logore del 23 termidoro ann) IV, 
jironunciarono ammende il minimo delle qiali erano tre giorni di la- 
voro. Il valore di queste giornate doveva ess'^re fissato dal direttore 
del dipartimento (art. 4 decreto 28 settembre e (5 ottobre 1791) Ma 
dopo lungo tempo, le autorilà diparlimentali dimenticarono di regolare 
tale servizio, e parve necessario adottare una regola fissa, e di facile 
applicazione. 

A US tr ia-Unglieria 

UNGHERIA 

Il progotto di codice di procedura penale preparato da Csomegi noa 
avendo potuto essere adottato per ragioni finanziarie, fu aflì lata la vota- 
zione di un nuovo progetto a tre distin'.i giureconsulti. Dopo un anno 
di lavoro, il progetto è pronto per essere presentato alle Camere. 
Qjesto progetto rigetta il giuri e riduce considerevolmente il diritto 
di ricorsa, largamente ammessi nel progetto Csemegi. 




n Ministro di gÌii3lr/Ja si occupa pure della reviùsn^ del oiica pa- 
nale (leirge V dui IST.-'), Mh lejrge sulla procedura (LX del i8Sl)M 
Oria circolare fu Jkelln alle Corti suprriori rd .-illa Camora degli avF0cnt!;4 
In questa il Ministro dichiara che « il tempo è Emonio per Munioire 
se non sia il caso di inodidcve o di comidetare con aoa legge Duon 
qualche dispoaizione dì questa legge >. 

Pel diritto civile sona degne di nota la logiche modiDiarart. 27 del 
codice penale, una leg^c che abolisce le vacanze pei tribunali fnterìori 
lasciandolo solo per le Corti supofiori (legge XXX, 26 maggio - 1" gìu- 
gao); ed una le^gc par la quale sono rìmesse-alla decisloae di uo solo 
giudice alcuni alTari dapprima di competeoKa dei tribunali completL 

Legge Vili motiìficanle l'arL 27 M eoiict penale. 

Ari. 1. — Lo ammende risultanti da condanna pronunciata dai tri- 
bunali saranno rivolte (nalva disposizioni contrarie ed espresse) per un 
quarto a licneficio dei liberali poveri ed al mantenimento di fanciulli 
negli stabilimi^nti correzionali, e pnr tre quarti alla costruzione di car- 
cerij di case di reclusione, di una prìt^lono di Statn, d'una cisa di forza, 
e, secondo i bisogni, di nuovi stabilimenti correzionali. 




-I9t — 
Art. £ — Le somme ricavate dalle ammenle che saranno ìmpÌPgaLe 
Delie OMlruzioni conrormemenLe agli aiL I e 2, saranno portale cia- 
scun anno al bilancio dei ministeri ili giustizia e dell'inlerno, ed il 
loro impiego sarà giiistillcato da regolari con Labilità, 

ArL 6. — Il riparto del prodotto lìelle ammende, conformemente 
3fli ari. 1 e 2 della prosente le;!'^e, si applicherà a tutte le ammende 
the saranno riscosse a partire dal 1" gennaio 1837. 

Forto gallo 

Decreta 2 marzo 1887 che rslemle alle colonie la legi/e 13 aprUe 1886, 
irlii della quale gli impalali possono ottenere d'essere messi in 
ìibtrlà condizionale mediante cauzione. 

Paesi Bassi 

Cidice di procedura penale. — La ]ega;n 4 Iukììo 1887 modiflca 
l'art. 3S3 del codi:o di procedura panale ul'I stinso chi; l'alia Corte, 
le Corti d'appello od i procuralnri cenerali non sono più obliligalidi 
lir j^pciioiiare le carceri l'd i pubblici stabilimi-nti di lavoro. D'ora 
inn-inzì questo incarico è allìdalo solo ai tribunali di circonJario ed 
^lì ufliciali di giustizia presso dotti collngi. 

Norvegia 

Il bnlletlino delle lecrari no pubblica una del C luglio 1887 cbo mo- 
46ca l'art. 8 del capo Vi del codice penale. Onesto articoln ò relativo 
smodi dì applicazione delle pene ai fanciulli da 10 a IS anni, et<pc- 
dalmentf! al loro internamento in una casa correzionale tiuaodo è 
^indicato cV. agirono incoscientrmcnLc II testo prncedcnte iliaponeva 
(Ile questo ìntL'rnamonto non potesse durare oltre il sedìci'i^imo anno. 
U nuova legge prolunga questo massimo lino ai 18 anni compiti. 

Russia 

Parere del Con-'iglio fmperinle, <tjiproi-iito da S. M. Vfmprralore il 
15 'jhi'jno 1887, che deleriiiinn il modo voi qiitiìe ilrre ciilndm'si la 
f^-'iiizi"ne del cnrtere, per coloro che scontano la loro pvìia iidlf oirccvi 
t^Mari. 

In Tirili di questa legge i condannati a! carcere pnssonoes^erf rin- 
Aiusi in carceri cellulari, ma soliamo por dlciolto mesi al ma.'ì'^ìiao. Il 



tempo fiascaio in queste carcpri, se non ercfàaun annn.ùi.'alc. 
ragione di Uè nioriii per (|uultro à''\ia durati della pena inUittn 
bunale ; se la pena del nroere celltihre eccede m atolK' ihi 
sono contati per 11%. 

Parere del Coiìxigtio ImperiaUi apprtmUo 4aS.M. Flmperal 
dì 13 (fUi'jno i8S7, reìalivq alCwganitiaxient MTammifiùl 
carceraria cuile e del Corpo dellt guardi» carceraria. 

n ministro dall'intorno è il cipo «iperiore del peraonaie ] 
all'amminiM razione carceraria, e al Corpo delle guardie. Ij Borr< 
immediata in tutta l'Imivro appartiene il capo della direxione si 
delle carceri, eia sorveglianza locale al governatore di ciascuna 
eia (art. 3). L'amministrazione d'ogni carcere « compone: a) 
rellore del sno aggiunto; 6) dell'aggiunto direttóre o della sorv 
la sezione femminile ; e) del cappellano, del diacono e del lelt(H« 
allo stabilimento; if) del sanitario, dell'aggiunto e dell'aggiunto i 
(art. 3). Il Corpo delle guardie carcerarie si compone di capi gu; 
'guanlie subalterne, di sorveglianti superiori e di sorregUanti u: 




— 193 - 

Stati Uniti d'America 

Illinois 

Fra i testi che presentano qualche interesse, è deijno di nota un Atto 
M 16 jdii?no che diciiiara punibile l'abbandono dei fanciulli minori 
d'un anno, ed un altro che vieta di vendere tabacco ai minori di sette . 
anni, a meno die non mostrino una autorizzazione scritta dei /genitori. 

NÈVADA 

Le penalità precedentemente handite contro coloro che vendono o 
procurano arquavlte agU indiani, o liquori fermentali, non parvero 
sufficienti. Furono portate a due anni di carcere, e iOOO dollari d'am- 
men la. La l(»ìrcre di N.«> 81 della raccolta ulTiciale, viola in tutte le città 
'VAh Slato, (li stabilire alcuna casa di tolleranz», di accordare allogsrio 
a donne di cattivi costumi, di aprire spacci di bevande con servizio 
fatto da donne, tranne che a 400 ynrde dalle scuMo. É vietalo pure 
di aprire questi esercizi nella principale via commercialo dnlla città. 
D'i in casa avente accesso o prof^pettiva da quel lato. Le contravvenzioni 
saranno punite col carcere a discrezione della Corte, ma por un tempo 
mai inferiore a sessanta giorni.] 

Pensilvania 

Una l'ugge del 28 aprile (atto 30) sistemò l'oriranizzazione del rifor- 
matorio di Huntin^rdon. Qjiesto stabilimento è diretto da un cuiisiglio 
di amministrazione, i membri del quale, in numera di cin(|ue, sono 
nominati dallo Stato di Pensilvania. Es>i designano im direttore generale, 
uri cappellano ed un sanitario, ed hanno il diritto di revocarli per 
incapacilà. Gli altri impiegati dello stabilimento sono nominali e re- 
vocati dal direttore generale. Il consiglio d* amminislrazionc esamina 
i conti, le note e le spese dolio stabilimento, e le trasmette trime- 
slralrnenle al Governo col proprio parere. Un rapporto annuale è 
diretto al Parlamento. I tribunali criminali dello Slato possono condan- 
nare alla detenzione in questo riformatorio i giovani colpevoli di delitto 
della età da 15 a 23 anni. 

La sentenza che ordina la detenzione non ne fìssa la durata, che ò 
a discrezione degli amministratori dello stabilimento. Possono css^tq 
tnAefìMiìéìrìformatorio suddetto, individui rinchiusi nelle carceri ieWci 




— 194 — 

Stato, quando vi siano pmii vacanli, e diclro richìesls Jcgli aaimìuli 
stralori della ra*a clic si rivolgono a?U iapRttori carcerari, jwrcliè si'rfJ 
gaiio fi'a i deteimli giovaoi suscettibili tlVuicnda. _ 

D'altro parte i friovnni delenoti nel rifomubnio pMuno emert tn^ 
dotti 3ll<> carceri per ordino del eomiUlo di ammtnUtmioife, quando 
la loro iTicorrrg<;Ìhile condotta renda pericoloso 'per gli altri liCorenti tt 
loro sogL'iorno. Dopo un certo tempo, se la loro condotta è iniglìonta» 
po<tRflno tornare nllo stabilimento in seguito a domanda sarìini degli am- 
mìni-ìlraiorì. Scapo deiristituzionediquestoslabilimenlodiHunlingdoa- 
è di riroi-mare e correggere i fnorani delinquenti die incorsero in unt 
sola conJannn; il ci>railalo quindi pu6 istituire scuole industriali, percU 
i ricoTer.iii vi possano apprendere un mestiere che U metta in graAv 
ài gii3i]agnar4 onestamente da vivere all'epoca del rilasdo. Si tiene 
conto con o^i cura di ttilti i mutamenti In bene o in male che subiacimo- 
il loro carattere e le loro abitudini. Tutto ft regolarmente notato sopra 
registri ove sono segnati nome, età, luogo dì nascita, nazionalità, dalPin- 
gressi) nello stabilimento, al giorno dd rilascio. Il comitato d'ammini- 
strazione determina, secondo una regola unirnrme, le note meritate dei 




— 198 — 

Colombia 

Legge 67 (IO maggio 1887) suWesPCuzione delle pene del carcere. 

Repubblica dell'Equatore 

Legge 20 agosto che regola Pesercizio del diritto di grazia {indulto). 

E violato far grazia; 1® ai parricidi; 2<* a coloro cho co.mmisero 4in 
d'^litlo p»T ordine dM potere esecutivo, o contro la fortuna della na- 
zioni*; 3** ai recidivi; 4«> ai traditori della patria se appartengono all'ar- 
mala, r ffinzionari pubblici poi quali la nomina e la revoca appartiene 
al potare esecutivo, non possono ottenere grazia totale o parziale, né 
comuiutazione di pena, dal presidente al quale devono la loro nomina. 
Xe-s ma grazia totale piiò e-sere accordata ai pirati, agli assassini, 
3.rH imendiari, ai falsi monetari, ai faUari in scritture pubblirhe ecc. 
Una irradia parziale (riduzione di parte della pena) o una commutazione 
(li prua, può loro essf^re accordata: 1** se banno reso servizi eminenti 
.Illa patria; 2*^ so si sono distinti in una scienza od in una utile indu- 
stria. In questo caso, si può imporre al graziato TobbliGro di insegnare 
irralu'tarnei:te in un pubblico stabilimento, per un lasso di tempo deter- , 
minato. 

Perch:> il diritto di gnzia po>sa esercitarsi, bisogna: i^ che il con- 
dannato si trovi nello stabilimento penale ove deve scontare la pena; 
2^ cWoiW abbia una buona condotta dall'epoca della sua condanna; 
3** die abbia scontato almeno un le.zo della sua pena. 



^zj:^ 



IL REGIME CELLULARE NEL BELGIO 

Nella seduta del 25 agosto 1888 cleirAccademia francese delle scienze mo- 
rali e polirìche sì tenne iinMinportante discussione sull'organizzazione del lavoro 
nelle carceri cellulari del Dclgio. 

lì s\\;. Lall«.^mand, avvocato alla Corte d'app«^]lo di Parigi, leggendo una me- 
moria sulla visita da lui fatta alle carceri di Louvain e di S. Gilles presso 
Bruxelles, esamina il modo col quale riuscì possibile di mettere in armonia 
il lavoro dei detenuti con la detenzione a lunga scadenza. Dopo aver reso 
omaggio all'opera del Ministro attuale che coir applicazione del Reale de- 
creto 5 aprile 1887 tende ad attuare Tordinomento del lavoro pcnUcumvvo, 




H sig. I.nllcmanil enumera le dìvei'Se moilalilà colto quali si esplica l'attività 
' tlal [lelenull ed il loro raggruppamento salto la sorvegliania dì i^apl d'arte, 
i quoll passano di cella in cella ed Impartire Indiv illusi mente l'Insognumemo 
{Aduslrlale, notando che In tal $;jl»a ogni cibila è trasformala In una camera 
di operalo. Concordando coi ilBullati dell'litcbleat* (tUadll SiK.'AQgaftO Toialu,' 
1 quali furono presentali itU'Accaclemla di medicina, II Big. LaUemud pMMts 
contro la critica f<)rmulo<a dall' avvocato portogbess ^g. Haltps, t[ qule^ a pro- 
posito del carcere di Louvain, sostiene come dopo un lungo tempo di qnMtO 
regime i dclenuli divengano idioti, e conibnna questa polnta col tatto cbe molti 
detenuti Irasreiitl a Gand dopo aver compiati 1 loro dieci Uinl di detaioxioiiB 
cellulare, clilefiero di abbandonare 11 carcere comune per ritornare a Lonvalo. 

Conclude che questo regime non fi contrario alla laluta dal deteont^ olio 
l'organlzzaiiOMc del lavoro è relativamente bcilc^ ed a^unge clw deve la- 
sciarsi ni detonuli la (acolià di aver relaiioni col mlnliiri del vari calti e col 
fllnniropl che prendono interesse alla loro aorte. 

Il sig. nicol, ringraziando il sig. Lailemand della comunlcailone fatta, osaem 
nullo essere più utile ed Islriiiiivo che di andare a studiare queste Istituzioni 
' sui luoghi stessi in cui esso runzionano. Egli pure visitò ti carcere di Louvain 
che ha tutta Tapparenia df una grande oOleina, di un alveare di operai fu 
cui ogni cita è una frazione di un Immenso cantiere. Ad ogni detenuto ai 
insegna un mestiere quasi sempre diverso da quello die egli esercitava In II- 




- 197 - 

Per ciò cho riguarda il lavoro, il sig. Passy prolesta contro le teorie degli 
avrersari del lavoro dei detenuti, specialmente di coloro che sostengono es- 
sere un errore il formare nelle carceri operai seri, errore questo sparso un 
poco dappertutto, trovandosi talvolta degli operai che si riflutano ad iniziare 
altri nel loro mesliere, pel timore di crearsi dei concorrenti. Protestando contro 
un sistema dannoso all'avvenire del paese, egli vorrebbe soltanto che 11 lavoro 
Lclle carceri fosse ordinato in modo da non produrre al lavoro libero una 
concorrenza disastrosa. 

Il sig. Maurizio Block fa notare che sono precisamente i contrari al sistema 

di formare operai m>lle carceri o altrove, i quali chiedono la soppressione 

del servizio militare sotto il pretesto che si tolgono braccia all'agricoltura ed 

air industria, eppure questa soppressione darebbe alla concorrenza elementi 

L'en più gravi ed altrimenti pericolosi. 

Il sig. Courcelle Sencuil, partendo dallo steS!<o concetto, si fa infine a di- 
fendere la libertà del lavoro, che è un sacro diritto, chiedendo la condanna di 
tutte le utopie tendenti alla restrizione di questa libertà. 



(ÌQICUE PAROLA SL'LL'ARTICOLO BEL Dott. R. ZAMPA <"' 



Il doti. R. Zampa fci spinto a scrivere il suo articolo, inserito in 
q.ip^ta Rivistn (I), da un motivo che og:1ì si alTrettò di dichiarai'e : di non 
essergli, cioè, sialo conceduto di fan"^ un prcam!)olo ad un suo arti^ 
cvlurcìo intitolalo < Teste di assassini e teste di galantuomini >, pub- 
blicalo xìMWnhivio di psìctwitria e scienze penali di C. Lombroso. 

Erano quattro Vi testo di assassini. Oiiatlro teste sole non sono nulla, 
né per provare né [)er abbattere una dottrina, [)ossono essere un sem- 
plice Contributo e non più ; e con sole (luatlro leste non si può faro 
uno sliidio fondamenta!'* e una comparazione, specialmente per chi 
desidera esaltezza nelle osservozioni e la cautela nelle conclusioni. 

Né YAnhitiOy a parer mio, poteva acecltare roITerla del doti. Zampa. 
E questo dico, senza aver l'aria di difendere Lombroso, cho, del resto, 
non ha bisogno di mo. 

In quando, poi, alla meraviglia cho il doti. Zampa manifesta delle 
tlomaiide che gli fui'ono rivolte, io penso ch'> in ciò vi sia d:'Ila iii- 
?cniii:à, pure ammeltendo, che tali domande fossero p.')Co discrete. 



(• Piihhii<:hi<'imn qiievto srritto del nostra amiro pr«»f. Snuii, \u^v aiin.»n' ni prinoì- 
i'tj <i imparziali ù,8oguUo sempre dalla u<.'ftira lurista 

La i>irc Ci'jiic. 

1 Della co/fipafVJfon^' d^/ rrirfU(''ri /fsfrl d^u di-lìn o uen ti e dei no a d'Un <i uo n l U 
XéJj questa /ffetsUi, Anno XX, fabbi'aw iSW, Hom;i, 



— 198 — 

La'^cio a lui i ilulttii e lo scotlici:;mo sulle osservazioni e sulle 
cluiiinnì ileU'ariIrttpDlii^na criminale, anzi li rispello; ma non p 
pas-iargU liijnne le a$>ei-i^ìi]ni come le st'^iionti: < La stessa ÌDnu< 
erndilaria dei dniiUo, del vÌ7,io, delle novrosi molto spesso è di^^/iuril 
qual^ia^i ncoiioaciiiile diversità liello .Mai» fisico* pag. 79. « lo non e 
ncmiiieno rhe si rie-i';ssp a dimoslrare, die le rlassi lavoratrici abb 
il saiiL'iii; pili nli!)orali) e ì mnsciilt più nulrili e piìi validi die i 
classi ausiate ; appena appnnn potrà suppurai die te ultime abbiano i r 
piii i'a'ilal)ili di'lli'jiiiin'' », ivi, « . . . vediamo che la crìminaitlà ri 
un conlrilniio iinini'ii-aaii'nte ioa'.'giore dalli! classi operaie che < 
inedie e superiori >, ivi. — Queste asscrzifmi semplici equivalgo! 
iie^'azioiir, sulle ipiali i logici ai;nl3slici avevano una proposizione 
Ira DC'jiiiih'm ex. Ma è curioso a notare che il nostro autore an 
ugli sti's^ii di non puler fare la ilimostrasione doll'iiUimo asserto, 
che u:li elementi statistici ci nianciiiio ancora. V. allora^ 

Ma io .'ientii l'ol)l)lis:o di fan' avvertire come il dott. Zampa non 
accorto, ora che scrive, di-ll' evolti/,ioiie dell' aiiti'opologla criinii 
Dapprima si dava mnUa iinporlan/.a all'antropomelria ed alla crr 
meiria ; ma, ilopii, i dati ofTorli da queste sono stati coiisilerali a( 




- 199 -^ 

tenzmi che quelle di far comparazione coi criminali; ma i soldati mi- 
surati sono appena 1817 per tuUa V Italia peninsulare e insulare. La 
Sardepa è rappresentata da soli 45 casi, il Lazio da 39, In Puglia 
da 81, l'Umbria da 61, la Lij^uria da 47, le Calabrie^da 152, e così via. 
Queste cifre non sono soltanto insudicienti, ma anche poco o nulla 
comparabili con altre osservazioni, mancando misure e indici assai, im- 
portanti, come p. e. quelle del na'o, e di value mollo discutibile. Le 
osservazioni sul tipo cromatico raggiun^rono il colmo dell'insufncienza, 
e non ho bisogno di dimostrarlo, dopo avere indicate alcune cifre di 
o^«iervati per regioni. E dire che Lombroso è stato accusato di lavo- 
rare con dati insufQcienti in numero I 

Ma, infine, si ricava dall'articolo del Zampa questo, che noi avremmo 
rimediato al male, che egli deplora nella mancanza di dati per la 
comparazione dei caratteri fisici dei delinquenti e dei non delinquenti, 
quando avessimo adoperati quelli da lui ofTerticì. Io mi permetto di 
dire che tali dati ci servono poco; invece abbia la cortesia di fornirci 
quelli su di cui parla con tanto scetticismo e con tanta sicurtà, i 
caratteri dei^eneralivi dei normali e dei delinquenti, e ce li fornisca, 
non con semplici asserzioni, ma dopo esame accurato su gli uni e su 
gli altri, e gliene saremo grati. 

G. Sergi. 



ATTI PARLAMENTAUl 



CL €3LG± Tiy^jaXJL'tCL'tX 



"Relazione della Commissione nominata dal Presidente della Camera e 
composta dei deputati: Righi, Presidente; Sacchi, segretario; Berio, 
BoNACci, Barsanti, Falconi, Chimirri, Villa e Gallo, relatore, sul 
diseflrno di lecrge approvato dal S('nato del Hegno nella seduta del 
19 marzo 1890 presentato dal Presidente del Consiglio, Ministro del- 
rinlerno (Crispi) il 20 marao 1890 — Facoltà al Ministro dellMntemo 
circa la liberazione doi coatti asseurnati a termini della prima parte 
dell'articolo 76 e del successivo articolo 77 dr^lla logore 2D marzo 
i86o, allegato B, e dei condannati a pena perpetua commutata iu 
pena temporanea. 

Seduta del 27 marzo 1890. 



Onorevoli collegiii ! — \\ discgrno di legge, del quale vi proponiamo Tap- 
provaiione, viene tìinanzìa noi dopo il soffra f;io dell'altro ramo del Pav\ameivXo *. 
tf cu) con£srìsce maggiore autorità alio disposizioni che vi si coiiVeusouo ^ 



gtasUOca la brevissima esposlitóne dM mÌMfvl sai quali al fondana. ) 
brevità, Inoltre, è impogla dulia argenta, imperocché è agevolo cimiprcnclerA 
corno i provvedlmenll leglslallvi cblcatl da 11 'odo re vii lo Ministro dell'Interno a 
riferiscono ad una condizione di cose che noa ammclle ritardi e dilaiiont. 

I^a nuova legge di pubblica sJcureiia del 30 giugno 1889 non dà più Facotlà, 
comi la pi-e''edenle la dava (srKcoli 76, 77 e lOS «Iella leggo SO n: 
sostituiti dagli altri dolio li'gge del 1871) ai preretli di Inibire ai condanoall' 
coma oziosi e vagabondi, ai condannati aUa sorvegllaau, a^li ammoniti dt ; 
stabilire li loro domicilio In luogo di loro scelta e ciò per il termine lik set'. 
mesi ed un anno e pel recidivi da un anna a cinque. Secondo ti parere dd< 
Consiglio di Stato, inoltre, l'onoreToie Hlnlstro dell'lnlenio «rode che. cenila 
quella facolih sia venula unche meno la efflcocla del provredioMati pCMlM.' 
prefòtli del Regno, e clie coloro al quali queali provvedimenti rdaUvI al do- 
micilio obbligatorio si sono applicati, reatiuo liberi come tutti gli altri ciltadiok 
Questa conspgucnia condurrebbe allo immediato e liraullaneo rimpatrio. Ul- 
circa 404 pregiudicali. 

Giusiamenle l'onorevole Ministro dell'loterno si è preoccupato dei i 
bili dannosi elTcLti del proscioglimento immediato e simultaneo di tanti pre- ,: 
giudicati, e por tmpedliia chiede^ cbe il domicilio obbligatorio, assegnato dai 
preretli, in virtù delle pas^.ile leggi, possa esser protratto dal Ministero dell'In- 
torno per le esigenze delia pubblica slcureua, senia eccedere, del resto, I 
termini massimi pei casi s'obliti dalle leggi anteriori o fissoti dalla sfntenia. ' 




I -tiJi riJi (tiiii'j (Il j^tiini'iiiu \ CI .iiut.uiit; e |mi ^M din \ .•.iiiiiu:"''^!! 'nr i juriit » lU'iiii 

isiziori-^ roruprc^a Ficirjnlirolo :.", la ((iiali; dicili' liioj:!» a non l.irrve di- 
u quale rn(ìrii-i\a la materia. 

'ahra cntoijoria (l'inili\ i-luì, (.'he possono riii^^oiro più pericolosi alla trarv- 
lù {>ubi>li(M, riiornando coii(em|)Oi'aiioame[ilo nei loro luoghi di origine o del 
:i»?S'<o misfaito, ò (|uella dei condannati a pena perpetua sotto l'impero 
ecchio Codice penale, ai quali, applicando II principio della retroattività 

dispi>sizioni del nuovo Codice in quanto sìeno più benigne per il con» 
rito, viene ad assegnarsi una pena temporanea in virtù dell'articolo 39 

disposi/ioni per l'attuazione del Codice p:>nalc contenute nel regio Decreto 
^ dicem!)re 188D. Cosi un considerevole numero di condannati a pena 
etu3 per reati gravissimi, specialmente nell'anno corrente, sul quale si 
jhno le scadenzo, ci si permetta la parola, di parecchi anni della pena 
nQuiata, verrebbe richiamalo alla libera vita, dopo tanto tempo di elimina- 
^ <ii isiilamento e trovando nuove condizioiu* pubbliche e private d« famiglia 
int«'re>isi. Giiisiamente questa seconda condizione di cose preoccupa, ancora 
•\ì dflla prima, l'onorevole Ministro deirinterno, il quale ragionevolmente 
* «he questa quantità non indifferento di condannati liberati tutti in una volta 
'a profiiirre I ette ilo nello condizioni della nostra sicurezza interna di una 
i'ia ed ammorbata corrente in uno stagno di acqua limpida e pura elio 
\ la guasti e la vizi. 

Qche in quest'altra materia ci sembra che la facoltà chiesta dall'onorevole 
5iri', circoscritta ad un termine non eccedente 1 due anni, sia non sola- 
tie cons gliala da imperiose ragioni di ordino pubblico, ma, e forse con 



— SOS- 



1 



etlDUtiono non dsrRnniio luogo ail alcun ilfliuiù o nocom^mo o ri 
quoltiusi tìeì'.e cootlUlonI sociali del puese sul qualu si ii|ip!ii>a. 

La esocuElone ildl'ulllma parie dell'ariioolo 39 dotlu tlU positi orti IrnnstU 
«nnilii4-e s)1' Dpp1<(^a7ione (Iella vJgiluniH spi'i.-lBle dell' AutoHià (Il pabtl 
sicurczxu per tre orini al liberati per citiamuLadone di pi'nu perpetua in [)i 
(oiPporonea r e ciò d provi che fu nel pensf(!ro Jl M conipUÙ quulle dispd 
zìoni che il liberalo per commutazione non potesse lasciarsi, sonia 
guarenligìa ptM' 1' online pubblico, perreliameDte libero ed esente da e 
rome ogni altro intemerato cilladino. Oltre la vigiiania, l'onorevole Hinll 
dell'Interno ci chiede la Tacoltà di assegnare a domicilio coatto, por la dui 
massima ili anni cinque, 1 liberali, secondo, com'è naturale, che crederà 
Il caso, a\ uto riguardo olle loro condizioni sociali, ni loro precedenti, olla 1 
cbndotla, al loro rapporti dJ famìglia ed alle spellali rcloiiooi dei liberati 
luogM del misfatto e colle persone degli oITnsl. 

La Commissione non esitò un momento a dìcliiararsj favorevole al ci 
dell'onorevole Ministro, perché non si dissimulò il grave rischio che In i 
rezza pubblica può correre per la coltetiìva e pronta liberailone di U 
persone alle qunli, forsa, i! rimorso non avrà attenuale le malvago tenden 
né la disperazione, che è compagna del condannato a pena perpetua, I 
suggeriti pili miti consìgli: specialmente che ciò in nulla può toccare II 
glslnzione penale che con tanto umore ed interes-ie Governo e Parlanm 
cercai ono dì dure al paese. Non si iratia ct-rtamenle di modillcore li 




— 203 — 

)e simultanea di lutti i condannati a pena perpetua, commutata in 
lea, non può accettare l'altro concetto della loro graduale liberazione 
termine mnssimo di due anni, salva la vigilanza e la disposizione del 
coatto, la quale si giu>tinca da eccezionali motivi di ordine perso- 
nale inerenti ai singoli liberati. 

^lisa non verrà da un lato, bruscamente e con pericolo evidente di 
'S>e alla pubblica sicurezza, permessa l' apparizione contemporanea di 
Jannati, in gian parte quasi risorti nella scena della vita, e dall'altra 
rimandata nò a tempo indeterminato né a tempo lontano la completa 
.• d' una legge, 

[DO anche qui che trattasi di un temperamento di transizione, deter- 
ul bisogno di rendere ancora più agevole e più piano il passaggio 
.'giilazione ad un'altra, temperamento che non Iia altro scopo che * 

assicurare i buoni efTetti, ed impedire i cattivi, di una legislazione 
; tutti abbi cimo cooperato e della quale dobbiamo andar gloriosi ; con 
n. pera mento quella tale correrne malsana, che inquinerebbe tutto il 
acqua, si divide, ed a poco a poco si lascia correre, sinché in pie- 
ni ita venga assorbita dalla grande massa die così non ne risentirà 
muleilci effetti. 

po>izioni degli articoli 3, 4 e 5 non hanno certamente bisogno di 
ic ; perché sono o conseguenze naturali o dispos-zioni di ordine 
.Mitare. 
amo che la Camera accorderà il suo sulTragio al presente disegno di leggo. 

Gallo, relatore. 



:o, apj)rovala dalla Camera nella seduta del 28 marzo, trovasi ripar- 
ia'. 83 del BoUetliìjo, che fa pane di questo stesso fascicolo. 



"V^.A.IIIET.A. 



iti e spc^e carcerarie In vari Stati. — Dalla e Statistica comparata 
ici dei principali Stati di Europa por gli esercizi 1882-83 al 1887-88 
.io fra il rendiconto gcnerule del Regno d'Italia per Tanno finanziario 
e il rendiconto generale della Repubblica francese per l'anno 1887 > 
agistralc del Ragioniere generale dello Stato, commendatore Giuseppe 



-804 — 
Cerbont, slrnkinmo la parto ctie s[ rircrlsce all'Ammlolstretiono care 





r.™.T, 




SPESE 






STABILIMBNTI PBNITKKHMI 


STATI 




luleiÌMil» 








PniJoHi aittnti 




U 


UMaU 






Biirilit cuculrii 


JtitDgfi 


p<.i«. 




^'^l^-. 


■.\MU9-n 


67t.^i2 


3,108,815 




7,Mi,7iO' 


Frm.A:,.... 


r.S7L,C«9 


5,^1'e.m 


SI,MS,»S 


4,eTa.ooa 


«»i>,iW 




«,7.«,33. 


17.I28.SSS 


»5,(W7.»0I 


4,453,29* 


3.i03,0il 


liit'liiliftrra. . 


l,Mi,5OT 


ll,a"0,750 


M.SiO,500 




t.m,m 


Ilalln 


i.!m.S.H 


5,5*7.171 


B1.0TO,5'=t 


3,100,000 


M27,G4-.| 


l(u=!'in 




li.6»i,57g 


BJ.T70,!«5 




7.539,'». 


SpiiL-na 


t.ei^ooo 
■ì:;-vvì32 


flìJ.Oil 


S.(ISfl,[>flf 


»,«» 


3l0,'t3O 


,„.,.,., 


tiCIPS, Ì04 


iì9,ain^i7 


11,838,254 


23,TJ6,P»' 




— 205 — 

La gravo diversità della spesa Ira i bìlonci dell'Austria e della Spagna e 
quelli di tulli gli altri Slati, lro\a spiegazinn<» in quesic circostanze. 

In Austria spelta a ciascuna provincia della Monarchia di provved<>re alla 
\i«truzione e al manlenimento delle Case di lavoro obbligatorio e di corre- 
(Oije, hicrssarie ai bi>0((ni dela pubblica si urezza. Le provine e possono unirsi 
a* cosjruirne In comune, determinando le quote che spettano ai distretti e 

cimuni; il Governo centrale contribuisce alla spesa secondo il biso^rno e la 
QVC' ienza. Infaiti la maggior p.'irte d«lla spesa, nel bilancio Austro-Ungarico 
ri!rT\<ce appunto J'IIc nuove costruzioni e al mantenimento dei fabbricali. 
Consigli pro\inciali poi stabiliscono la parte del distretti o- dei comuni nelle 
ese (li mantenimento dei deienuti, quando non sieno coperte dal lavoro di 
^i dai contribuii di coloro che ne hanno il carico. 

Quanto alla Spagna, le previsioni d^'llu spesa pel mantenimento dei detenuti 
Dcerne i condannati d'ambo i sessi che entrano negli Stabilimenti penali, ma 
litinto per lo spazio di 20 giorni a contare da quello in cui sono stati posti 
disi>osiz one delle Autorità civili; quindi per tutto il resto lo Sialo rimane 
i^tieo al loro mant»»nimento. 

In relazione coirinlerv«^nto nella spesa d(*lle prigioni sta poi quella che eia- 
ano Stato a«io|)era nelle spese di produzione pel lavoro dei carcerati, dal 
ile ricava un utile. » 

Regolamento del 1738 per le Carceri giapponesi — É noto come il Giappone 
a og^lmai entrato nella via delle riforme moderne, ced<'ndo alla influonza 
S'Opea, sta«*rando<i dalle forme feudali ancora vìgcnii nei pa ^si asiatici. Però, 
»he in epoche non f prossime quella ìnlellij^ente popo'azione, ha avuto isti- 
ttruiii noit'\oli. GùsK da cede pubblicazioni fatte dal dottor Htidortl'di Annuver, 
^Squaln è da parecchi arini professore di diritto romano a Tokio, il fìlueiler 
Geffjcugnisskunde riproduce il notevole Regolamento accennalo ctune 
TjO dcirariicolo. A noslra volta Io riassumiamo — Quel documento consta 
U artiroli, { quali stabiliscono : 

U l", che appena un individuo entra in Carcere deve essere presentato al 
iero, si d' ve in sua presenza constatare il nome, T età e tutte le anno» 
mi del mandato di cattura; quindi deve pa;^sarsi in un locale speciale ove 
HKkgliaio dei suoi abili e vestito con quelli del Carcere, Tutto ciò che gli 
ice è registrato e gli oggeili sono dati in consegna ad uiliciali incari- 
di siffatti depositi, 
fli^, che quando i deienuti debbono essere trasportati innanzi alle autorità 
" liihrie amministrative, debbono trasportarsi in apposite lettighe, ben legati 
wiinanettati e al ritorno in carcere dtbbono essere accuratamente perquisiti 

se ••nlra<sero nella prigione per la prima volta. 
Il ò* fissa lo p<»che di consegna, due volte airanno del vestiario, aggiungendo 
se il vestiario è vecchio e logoro può essere somministralo anco prima 
perindo tissato. 

D 4", estende a coloro che subiscono la detenzione nelPabitaziono piopria la 

irninistrazione del vestiario due volle Tanno, ma però in via di grazia in 

lito a loro domanda. 

U 5*, ordina che venendo al detenuti ogjretti permessi, questi sono consegnati 

fatuionario incaricato, il quale, a sua volta, manda il tutto al detenuto per 

1^0 di un guardiano e la lista degli oggetti è letta al detenuto meiìire si 

il necessario riscimlro alla presenza d'un ispettore. 

Art. tt". Nelle ore fìssale pel pasti i viveri sono portali nelle celle o camere 
giurUiano, e la distribuzione è controllala da un is^Hìttore. 
^ 7*. Un guardiano infermiere prepara i medicinali prescritti e le dislri- 
■ooi si filano tre volle al giorno, in presenza dei rispellivi deienuti, che 
t^no riceverli e con Tassislenza del conlabile e dell'ispettore. 
Jnttandosl di detenuti gravemente ammalati le distribuzioni possono esser 
" toco un Duaero maggiore di voìte. 



tlfll iM eM 



Art. fi*. Tre volle a] fflorno à ftiIW In Uisiilbuiiiina tlfll t 
formiIUìi inilkaia uU'iirl. ti. 

Ari. 9. tjuiindi) iki [l«tfitijIo iksUtirr.i fnre uc(|ul:iil iti c(i«n pam 
operazioni di acifiii^b) e ili veiUUniiwii e uiDHt'^iia touo mlDUlonc 
Irollate da uno s|H!L'ialo IspeiUini. 

Art. in ^i(il)Mi-i-e II nurtiM-u dui bavni chi il'btiono pramlero t 
ne) Riunii iTK-sl di'li'aniio ti il lueiodo di xirveiiliBiiin. 

Art. 11. ynoilM voile io ogni moso si luniio iwr(iiilsi4loiil g>>n'T 
gunrdlL- l'iiii lu l'K'-ii'iiita dol Bruduui', degli lup^ltori n ili itltr« uuli>ii 

Art. 12 Si;t))iij4..'c il tnodu roan ilevo |trovvi;iirrxi in tttuci il'iii'i- 
iruspurto iiliiuiu ili'i I-I iililiin nuli od iiiir.o |(cr In Icuo llbenixlimb iti 



in e 



Art. 



nprt 



II r'imandl del superiore; I 

III ti<?von<i avore lutti ^gaail forme e UinM 
"iiic.ixruni tra duletiiiti ; jj 
'i.Miio (Ulti ì ilciniutl In identico modn, 0^ 
ii>> !>oa|)i!Uui'c Clio edopriiio akuni a dannA^ 
Il fruire dì compensi o titolo di tassa dtì baiiint 
<i ni detenuti do%'Di«> «sciv messi a turo dìspi 
si niiimnisiio Si lieve dariio conio airaulorii 

iiiri'ddo si Miinmtid» Irma tino d' urgcnu 1 tn 



ilKil i ^tuoi'hi tI'aiKai-dr>; 
Il ar-'iu^li Io prcacTìzIonl iJe«iranlcoll I e 2 
• libilo Ili ilficiiuii di ncevore obiti da cnmiwgni, i 




^'tT 



— 207 — 

la questi casi servivano le prigioni deirantico ufficio dell'Inquisizione del 
imenicani di S. Giovanni nel luogo oia occupato dai frati del Carmelo. E forse 
e tuttora chi si ricorda di avervi passato qualche giornata ai buio. 
On l'ala del tempo che tutto distrugge, spazza via anche il ricordo delle 
[idie prigioni episcopali. Al posto delle vecchi r^ finestre Ante se ne aprono ora 
Ile vere, e nel locale da esse occupato veriìi impiantato Tarchivio vescovile. 

(Dal giornale La Libertà, di Piacenza). 

Edicazione coatta dei minorenni in^^PrussIa. — Al 31 marzo 1888 si trova- 
ìo sottoposti alla educazione coatta]!* in Prussia, ben 1075G fanciulli, suddivisi 
sejruenti Consorzi comunali : 

di Slesia 1871 

delle Provincie renane 1156 

dollri Sassonia 92;) 

di Rrandenburgo 90 1 

di Annover Siy'i 

di Pomerania * 771) 

ddla Prussia orientfde 718 

del tiistn'tlo govern. di Cassol 608 

di Vestfalia 610 

di l^snania 5:>6 

di Siesvich-OlsU'in 5(M) 

df-l'a Prussia occidentale 117 

di i3eilino aSS 

del distretto govern. di Wiesbaden 31.) 

di Liiiienburgo 1) 

e di Holicn/ollern 6 

orae è stato ^ià osservalo dall'ispezione dejrli orfanotrofi e dalla autorità 
ici pi! {ili oi falli, m Ila parie orientale del Kegiio riesce più tliiìiciie trovare 
i-l p le quali siano dispost* e adatte ad acc(){jliere tali pupilli : ed ejj:iial 
I si nota generalmente ri>petto anco alla educazione coatia. Cosi montrrt 
;un" lo Slam di quei l'^.v; allievi foizali òl'vS, cio(> più della metà, erano 
ver;iii in laìriijilie, m'Ile sette Provincie orientali, tranne quella oi Pusnania, 
icjz:on<' ili istituti pr p'Muicrava di gran lunga; le altre Provincie, compreso 
in<j, ed escluda Vestfalia, inclinano più all'educazione in famiglia. 
ra i consorzi incaricati di provved<.'re agli affari di' la educa/.ione forzata 
mio alcuni degli orientali, cioò della Prussia occidentale (Berlino, Bran- 
"Mjigo, sl«>ia e Sasson a) hanno ricoveralo in propri istituti un notevole 
lero di ailievi ; in totale erano consegnati : 

agli istituii dello Stato soltanio 

agli i-itiiuii comunali 037 

ali' incontro a istituti privati 4\{'2 fanciulli. 

i capisce anche che le spese dell'educazione in famìglia sono sempre e 

pcrtnitu inferiori a quelle deireducazione in istituti. Le prime variano per 

a ed unno, ascendendo : 

in Vestfalia a Marchi 60 

in Annover a » 102 

nelle provincia renane a >► 10::\*21 

a Rcriirio a >» 21'-.\70 

spese negli istituti ammontarono : 

in lloh nzollern a Marchi lìòAO 

nella Prussia orientale a » 1 1>^.K5 

a Berlino a » 20S.ÌH) 

in Annover a » 3oO 

in Lau"ntHxrg a » 3(30 



— 2oa — 

CongresBO penitenziario Internali a naie a S PielroburBO. — Rioeviamoli 

S. E. Galklne Wràskoy io si>gui>nle circolaro in liiiiu '^1 («bhraìa livtl) l 't 
zo I88M: « Signore ti<i onoraiissimn coliugn — Ho l'onore ili pariecipan-i i 
S. H. rimperalore ili Russia ha ceste ciato un nuovo sili-slaio della Sub! 
ed Angusta p emura per rillusire aaseRit)I'>a che ni riunirà a Snn Hoirobur 
nominando presliJenw ooorailo del 4° ConijrMSo imnlwMiilario 
Sun Allezin il principe Alega^milro ili Olilemliurgo. _ 

« lo crederei di tia-tcurare il mio dovere, s» non vi rammentassi in qiSénà 
occtt^lone ctie la Spo^a Ud nostro Pn^sldente nii'irarln. S, A. f. la Signer-a Prtm 
clpe'^sn Erigrnla ili Oklciiburt'o, cnglna di S. M. l' Imperni ore^ presiedeva i 
Corallaio d.flle dame patn<nesi<e Ui-lle Carceri ili S. Pìetroburse dal t8ci9 ■' 
18^ e>l an^ in poesia momeaio b piesiduatauta otiorarla di douu ComiWlo, J 

« Vogliol^radire ecc. >. 

Colora elle huiino letto ali otti del 3° Conicr««in pcntteoiliirin intcrnaiioa 
.^ aomu non iitiioruiio 1 iii«riti della iJi'incipBSBu di OlilomliurRO. 

Nota lielta IHrejio 

Manliranilo criminale ad Auburn nella Stato di Nuova-York. — U f. 

lailnno dei ricovorait era al l" otiolirp ism di IfW uomlFtì e li donne 
al ]<' oiLobro 188T era di 2(iZ uomini e 14 donno — La iDedla gioiFiullorad 
£taLa dì 207, santa dlsiiiuione di kcs»o. 

In tulio Tanno ammlnlatraiivo non erano avvenuti nb suieldt, nl> fi' 
«6 si era doiu[<> prendere pnivvi'dimitnil d[.'<c>piinuri gravi, e ciò A n 
la quiinio che il numvni dei ricovi-ratl superava la ciitileiiMt normale; i 
fii rijwra cosiruenilu im nunvo edilkio rapace di ronienere il'ii) maiiij 

Dalle noiioni rarrolle did Htaetlér fùr GiifaenQnl»»kuHd« ilsulta cito: 
daraperiiira dell' isiiiulu, avvenuta nel di 2 febbrai» ISJa #ono siati H 
colli, in totale, RS:> uumlni e 45 dunne — e Mi questi uscirono guarnì'^ 
uijiiiiiil e 10 domi''. 




— 209 — 



IL DELINQUENTE 



CONSIDERATO DAL PUNTO DI VISTA 
ANTROPOLOGICO E SOCIOLOGICO 



{Continuazioni — XX Anno — fascicolo 3, pagina i40). 



Capitolo Secondo. 

DEL DELINQUENTE. 

Ci 5Ìfinio sforzali nei paragrafi procedenti di questo lavoro di di:no- 
^rare che, le anomalie riscontrate nel cranio e nel cervello del 
delinquf^nte non devono essore interpivtat'ì come setrai spocilìci del 
delitto, ma come segni 1 quali, uniti ad altre imporfezioni di sviluppo 
delle classi inferiori della società umana, sono, por così dire, le 
ftimmate dell'inferiorità della loro organizzazione e questi soorni si 
pi'uduc'mo più chiaramente n 3lla classe dei dclinq lenti, ch3 ò la più 
dfgradata della società umana. Noi troviamo infatti i segni di siffatta 
éeareiierazione nei delinquenti, tanto dal punto di vista della vita 
corporale che di quella intellettuale. 

a) La deifenerazione fisica. 

Tulli coloro che hanno fatto dei delinquenti il soggetto delle loro 
licerche anlropologìche si accordano unanimamento nel meravigliarsi 
fclla gran quantità di anomalio somatiche osservate nei detenuti. 
E ciò non è il risultato di osservazioni fatte in un sol paese, ma 
quello del costante lavoro pr»riodico degli osservatori nei paesi più 
<li>parati, nelle nazionalità più dissimili. Non solamente Lombroso e il 
ito.?!rior numero dei suoi allievi e seguaci (Salini, Zonia, Riccardi, 
Nni, Cougnet, Ferri, Andronico, Siffre li, Tammeo, Enrico Raseri 
«d altri ancora) in Italia, ma anche Firrus, Morel, Tardieu e Le Grand 
4 Saulle ed altri in Francia, Maudsley Bruco Thomson, Nicolson ed 



ft«Ma Carceraria — addo xx. 



ib 



— 210- 

altri in Inghìllcm, Griesinger, KralTt Elbing, Schule, SomtQt 
cht, ed altri in Germania lianiio provata e confermato coi loro stti 
carceri e i carcerali resistenza di questo sviluppo difeltoao. Aa 
ratta delle ;iiir>uialle del cranio, delle quali è stato parlato più die e 
nienle,luliì sii i)Sserv.itori mettono in evidenza cliee'si liannopa 
mente veduto ni:ì delinquenti diversi gradi di asimmetria, 
fronte sfii^i-'eiile, n anL-lni una notevole prominen7.a della slo? 
cniiinsi e derui'jni, in molli casi una posizione di naso ol)tii|Ui 
fonnità <l'>7li ore^rrlii, talvolta troppo grandi, talvolta troppo pici 
si spillinomi iMipjii) in avanti o troppo indietro, o hanno i 
cniirDriiia/.ionri iiiMDL'ando di olicho o di antielicli", mani^.m 
punta, n-i-;ii ad ami, i sr>praccigli molto arcuati, oppure riuniti 
pulire |)iicu aiJvTt', oci'lii loschi, zioromi sporgenti, formazione 
sliiM delle inascel'a siip:'nore, labhro superiore fesso, troppo 
tnip[)o strussi o rnve-ciato, denti m:d> sviluppati e anorma 
posi/Jone, uriiiiliÌPOl:i LTij-iia, ad an^'olii Inriro o acuto, capelli 
danii eil ecr''.ii, arinntialilà nei peli di'Ua b;ir!ja. Oltre tj-io- 
He dc'la l'an'ia clie coiilri!iui:i:imo a dare qiialcln volta alla !ì 
dei iii'liiii|iLoiii.i un a-;p'l[o strano, Lrivi;ile,ripii(rnanle, si os-ei' 




— 2ii - 

accorciamento della base anteriore del cranio che ha quasi sempre 
uà riscontro con l'osso sfenoidale e necessariamente una imperfezione del 
cervello. Una prognosi a un grado elevato signifìca, come dice Benedikt *) 
indubitatamente una organizzazione mollo inferiore, ed è necessaria 
una irrandissima compensazione al cranio perchè in un uomo notevol- 
mente progoastico possano esercitarsi in modo normale e sopratipico le 
funzioni cerebrali. L'asimmetria della faocia merita quindi la nostra 
attenzione, poiché none raro che sia accompagnala da un'altra asimmetria 
del cranio; ed in al*^ri casi si unisce ai una paresia della muscolazione 
della faccia che indica una influenza nevropalica. 

Questo formazioni fìsiche si notano come si è già detto nei delinquenti 
relativamente assai spasso, talvolta isolate, talora anco in gran numero in 
uno stesso individuo. Knecht **) « ha osservato sj 4214 detenuti la devia- 
mone del tipo normale in 579 individui, cioè in proporziono del 48% ; 
fra questi 579, in 130 solamente, vi erano segni di degenerazione semplice. 
In o6 casi vi era asimmetria della faccia, in 32 prognostia; si notavano 
222 anormali formazioni dei muscoli dell'orecchio (2) %) ; 14S inner- 
Tazioni dei muscoli della faccia, 6 volte lo stmbisnio e 146 l'ernie 
(12 ^o)- Enrico Raseri ***) ha trovalo fra i giovani df^lla Casa di 
correzione della Generala a Torino il 10 % con difetti allo oreccliie, 
il 10 o/o agli occhi, il 20 % con proqrnatismo notevole della fac:ia, 
il 5 Vo con fronte bassa, stretta, sfuggente, il 5 % con enormi pro- 
linenze alla fronte. 

Secondo le mie osservazioni questi seorni di degenerazione raorgiun- 

|p«w, in complesso, le proporzioni del 47 % nei delinquenti , ossia 

DVo anomalie delle orecchie, 16 % asimmetrie della faccia, 10 7o pro- 

[{aili^mo, 7% prominenze eccessive alla fronte, 4% fronti sfug^.^enti; 

Are a ciò ho trovato che erano affetti d'ernie nella proporzione dr^l 

IW o/o. 

Lìmportanza di questi segni fisici di degenerazione sarà tanto più 
firave quanto più si troveranno numerosi nello stesso individuo e 
f»ntn più le anomalie isolate saranno notevoli per sé stosse. 
Però non si potrà parlare di un tipo anormale finché queste dc- 



Dl 



'i l'ie Kranio3Copie etc. Berliner Klinischo Woclienschrift, 1SS7, pag. j."i7, ff. 

"' Allgemeine Zeitschrifc fur Psycliiatrie, 1883, Bd. 40 1. e. 

"*ì Sui giovani minorenDi della Casa di correzione la Generala \\\ Tor\tvo; 
^Bdio antropologico legale. Estratto dagli annali del Ministero di AgricoVlui'a. 
•^ ISJ7, }ios9. Parte U,j>agina iU 



— J« — 

viazioni non si moslreranna come, caraltarìslica wdiàari«;.dl 
senza proocciip^rsi dell'atavismo elDoio^co. — Lombroso *) dà 
m-^ro dei delinquenti, di cui un aiffatto tipo di delinquente, 
può dirsi, si trova nella proparzitHie dal SOO/oiCOD limassimo di 
neqli •l'^'^assiiiì e di 25% nei ladri. Secondo la mia opinione Ut 
di coluro h cui llsonomia, a causa delle anomalie suaccennate, 
stru strana o speciale non è tanta grande, ma giusta le mie ù 
zioni, oscilla tra il 12 e 11 13 per cento. 

Disgrazia Uimcn. e non si sa precisamente in quale proporaiom 
sti sedicenli segui lievi gravi di degenerazione si mostrino in gì 
nella populazione comune; ma ò cerio che molte persone ones 
hanno talunn o diversi di siffatti segni, e gli alienati ne hanno fo 
dei delini|ii:'nti "). iM;>lti dei piJi gravi delinquenti non ne hanno 
od hanno ben lievi anomalie di questo genere, mentre al conti 
o^^orvuTiu llsonomie mostruose nei detenuti meno tristi e pifi 
3' vedono n(>i viigahondi « noi ladri d';ih;tn'1ine. Per quel che cii 
la fi-equenza e il genere di queste anomalie, non si potrà mai gli 
da esse il delitto commesso da chi te ha, ma piìi verosìmilm 
potrà gitiilicare dei prajo della loro intelligenza. 




- 213 - 

I 

de^li abitnnli di Ruysfeldfì (casa di rifugio in Fiandra), come pure 
quella della casa di rifugio a Ziillchow (in Poraerania) siano al di sotto 
della normale. Solamente paò dubitarsi se questa differenza dipende 
5olo dalla scrofola e dalla rachitide dei giovani delinquenti, sulla triste 
circostanza delia insufB^iente alimentazione anteriore, o se il minore svi- 
luppo corporale si connette con l'anormale elidente sviluppo intellet- 
lualp. Lombroso non trova nessuna differenza nella lunghezza del 
corpo fra i detenuti giovani e gli adulti in confronto delle persone 
della slessa età della popolazione libera. Al contrario Raseri *) osserva, 
con i suoi studi nello Stabilimento della Generala che lo svfluppo fisico 
si compie m?no sollecito qianto più lavila precedente è stata trista, e 
che i "riovani delinquenti neiristituto sotto l'aspetto della grassezza, 
mostrano in media un accrescimento lentissimo sopratulto nei giovani 
dai 13 ai 16 anni ; ma la vita viziosa o il vagabondaggio che prece- 
dono l'entrata nella casa di correzione hanno lentamente preparate le 
condizioni che produco.io per effetto quel minore sviluppo fisico. Sle- 
Tcns ••) ha trovato in 43:f3 detenuti a Louvain 1769 di una altezza 
fino a 165 ceni.; 2I8:S fra i 166 a 175; 363 fra i76 a 185, e 6 di 
186 e più. Knecht •*•) ha trovato lo sviluppo della lunghezza di 
1214 delinquenti, ripartita nel modo seguente: Da l'to a io5cent. 69 
detenuti, o^o/o; da ioo a 160 cent. 20S, 17, iVo; i^)') a ì6d cent. 
m, 32 sV., ; 165 a 170 ceni. 337, 27 ^^/o\ 170 a 175 ceni. 149, 
l23«/o; 175 a 187 cent. 53, 4,//o. Salle misure che io ho fatto 
prendere sopra 4'i35 detenuti, l'altezza del corpo si ripartiva cosi: 
lio a 15o cent. 82 persone, 2 9 Vo ; *-^^ a 16) cent. 255, 4 .5 0/0; 
160 a 165 cent. 926, 2O78V0; 165 a 170 cent. 1356, 3J51O/0; 170 a 
!7o cent. 1059, 23 7o7o; *75 a 180 cent. 582, Ì290V0; 180 a 19;) 
eent. 175, 4 22%* ^^^ ^^^^^ ^^^à dei miei detenuti, hanno dunque 
unam!?lia considerevolmente minore alla misura media dei doienuli 
stessi e probabi'mente ancora al disotto di qiiella della popolazione 
libera. 

Lo stato di salute doi detenuti sarà molto meglio illustrato dalh 
loro condizioni di salute al momento della liberazione dal carcere. 

Di 2 153 prigionieri c!ì3 furono riceviti nello Stabilimento di Clairvaux 



•^ i. <•. s. 5 ir. 

* U> pri>oi3 ceUulaires en B?lgique. Bruxelles 1S7S, p. 75, 
) Knecht 1. e. p. i. 



M. 



-214 — 

4> ili Mcltiii, I4:ì:ì ;ivovaiio come dice il ilìjtinlo Ferriis ') una buona 
coslìluxiime mrpDnlc, 471 unn mediocre e 227 ima debole co<itituzione. 
Snlanieiiln 'J(W .iveviino c()n<:ervata la luro Inioiia salute; al contrario 
:i7'.l ei'.'inij ili ini'ilinciv- suliile, 80(i l'avevano debole; anzi 579 di 
qv.C!^'! iillìiijì cr, iiu iiildii'lUiira in isUlo decadenti'. Dei detenuti che 
li;iono liher.ai iiell-' aiM- di correzione pnbbliche e papticolari nel 
llt'.Nio iril;ili;i iifjh anni 1871 fino al 1876, 4819 aviivano buona sa- 
lme, li'io un'iliiicrf, lilS cattiva, ") e dei dcleniiti die furono lil»- 
ra;i il.'illa •ii-.iu ca-ii ili .Irtenzione di Plùtzensee prosso Berlino ncillì 
anni lS7;tlìn()al 18711, secondo il rapporlo del Bacr *") 7ll''/o e"no 
alti al lavora, ma ili questi il 20% '■'^■i "^ C''^"*' *^'"^'^<'"<^''''''"^''"*^'''^ 
capali. 

Miilì ilfileitDti srilTroiio di anomalie innate di co^^tit'.uionc e sono di- 
spogli a rnalallii' ili>ci'a<ii-lie !ren<>rali; in altri la salote è minala lino 
dalla [irima .i;i.ivin"/./.a inll'irr.'frulare metftlo di vita, o per mancanza 
ili nii'.rinifiilo <■ uiali livillaiii-'nti : ed altri di.ilniK'ST'Hio la loro salute 
con la liis...! ii,-/xi. il lilitTtina^'gin, -xU p/rc^si di c;,'iii maniiTa. Sotto 
rinllnc'i/a srav.ii'evul ' drlia loro cn;lilii3;iiinc Ihica i di'lennli cadono 
p.cilo inni:il:illi<-i^i-,iniflii; o in infi'rmilà ordinari", e son.i, come io pro- 
vimi le st:ilt-liilif di lidlJ i pa-'si, minili da una inorlal 




— 215 — 

qoota dovrebbe e^ere fissata come per una persona più avanzala di 
'20 anni d*oià ». E biso^a nolare che la mortaliUi nelle carceri dr 
Prussia non ò delle pìii gravi. ^ 

La magrgior parte dei detenuti dice Brace Thomson •) , il nnedico 
sperimentato airislitulo scozzese a Pert, muoiono prestissimo, più del 
CO o/o muoiono sotto i 30 anni, e solamente i ^/o in età avanzata. 
4 Pochi solamamente muoiono di malattia, in prenerale muoiono spe- 
claloiente per una degenerazione degli organi vitali ». 

E dalla sua esperienza viene al risiili ato < That therc is a physique 
dislinctioly characterestic of the criminal class and that their physical 
condition is indicative of a deterioraled organisation ") ». 

h) — La degenerazione psichica. 

• 

I segni della degenerazione intelleltualo si vedono nei delinquenti 
Hrapormità delle loro facoltà di p:?rcezioni sensoriali, nella loro 
intelligonza e infine nell'espressione del loro carattere e vita morale. 
É merito di Lombroso ***) di avere esaminato con metodo veramente 
JV/entifico le diver^ percezioni sensorie, il senso del tntto, d'ìl dolore, 
deirimpressione dei delinquenti. Egli trovò nell'esame del senso prin- 
dpale, generalmente con la pressione e parliolarmcnt? con la cor- 
rente eÌPttrica, che la percezione s'^nsiliva dei delinquami pangonnta a 
q-jolla degli uomini normali era considerevolmente diminuita almeno 
'■ m un gran numero di soggetti studiati. — Trovò pur anco delle diffe- 
^*^z^? notevoli fra le specie particolari di detoniti (lalri, briganti, fal- 
sari eccJ)\ in tutti però trovò una varietà di percezioni sensitive in 
ctjn-^ralc ed anche una insensibilitì sorprendente per il dolore. Questa 
inalisi «?i la trovò confermata dal fatto chc^in diversi stabilimenti pe- 
nriii, d-^i detenuti, o i.folata mente, o collettivamente, si sono feriti o 
mjLÌlili in raoio orribile per isfiigiyirc alla deportazione o ad altre 
pen;\ Nei sensi della faccia si osservano numerose anormalità, come, in 
Ihise agii studi esalti del dott. Bono, il daltonismo, che si mostra in 
proporzione del 6 Vo ^^^1 detenuti, non si trova che in proporzione 



•i Tìie P.'>v«?ologir of criminels by Bruca Tho.iison of Montai Scieace. Voi. XVI, 
J.-.nl -n 1^0-71, pa^. 330. 

••. « Che vi é uaa caratteristica tisica ohe* distingue la eia, se dei delinquenti e 
<\.- la loi*o condizione fisica è indizio di or;,';niismo deteriorato >. 

•••| L^uomo AéììDquenfe, i884, pag. 32, e segaenù. 



(Irl •■\,H\i "ff, iu-j\\ -iiiilcrili (ii'lla ?[es9;i cih. Questi ristilLiti è MmiVl 
a (iiK'lh (li ILiliii'/rcL'ii, che Iia osservato il d^iloiiismo in proporitionfl 
di o.fì^/oaifìi <Iolrrir|iR'iiLi, ilei 3,2S o/" i^^' "Ou delinqiienlj in general^ 
del 2,22 Vo n'^i marinai o del 3,34 Vo^ei soldali. La penelra7.ione de! 
senso della vista è nei ileiiiiquenli assai maggiore chfi ne?li onetìì, 
Fra lo altre Osiicrvnzinni che questi o3sf»rvatopi liiiniio hllo sulla fora 
iliiiamica, sulla [iL'/ce^ion-' sensoria mignetica, snlT attivili refrallivj 
dui ilelìnquputi, qneib siill'arrossirc merita di esìfire mentovata. Court 
fii S3 il l'o^^sore sale alla Faccia per mez/.o dell' ìrraJlaxione dei vasi n 
vosi motori ohe pioUucrtno un allargimento dei piccoli vasi sanKuifrni 
ed hanno per consi-guenza un aumento di sangue Nello stalo non 
basii lìs^re lunsrimentG. cin gli occhi iin;i persona, pff condurno it 
rossore al volto, f. il non arroisire è stato in lutti i tempi riguardato- 
come sejrno di vita disonorala. Di dcliiniueiili maschi studiati, 61 "/* 
non arrossivano e nelle iloiine, secondo le csploraz'.oni del dolt, Pa^ìaì^ 
maiicnv» il rossore alI'Si %■ interessante è anche il fjtlo che le p 
sone che hanno più forza, più sveltezza, più senso tat'.iln nella tamv 
sinistra si trovano Tra i delinquenti nelle proporzioni rispRUJve (Jd 
20Vot 'lei H % e del TS",», e nnali onesti del U'/o, dpl S"/« 6Ì 
26 o/o- ^^ ''■^^'^ questi' osservazioni, alle q i.-ili è d'uopo aggiungoM 
quella della varial-ilità doll'allivilà de! cuore e sulla rcaxii>np dt'i vag 
solto l'inllu'^so delle divf>rse eccitazioni, suU'ahhnssa mento o l'eleva^torM 
(lell'atliviià rilega, Lombroso ?iunq:e alla cooclusiono che i Uiven 
modi di percezione sensoria sono nei criminali considerevolmcntll 
minori che nedi oni*sti, che l'mdilTerenza al dolore fisii^o rammeDl 




- JI7 - 

porla *), e qualche volta piiò valere corno segno di mutui legami anco 
ladi'onpsclii, la sofferenza di questa operazione dolorosa, sp?sso ripe- 
tuta, è, secoTìdo Lombroso, una prova chiara per V analogia e per la 
natura atavistica del delinquente. « 11 tatuaggio, egli dice **), è uno 
dei caratlori speciali dell'uomo primitivo e di qusllo in istato di sei- 
Tatichezza. Il tatuaggio è il vero carattere del selvaggio, per certi 
>ef:nì scritti s lUa pelh dei debitori che si ob!)ligano a servire per un 
dato tempo i creditori, e il modo e il numero delle cose ricevute vi 
sino determinati >. 

Siamo ben lontani dal dubitare delle relazioni del Lombroso sulla 
minore sensibilitù e sulle altre anomalie S(?n>oriali. Siamo al còntnrio 
in grado di aggiungere ai fatti pia notati, che succede sposso noi de- 
linquenti, come abbiamo voluto con lo nostre osservazioni, l'interes- 
sante fenomeno dell'orticaria (Urticaria Rictilia), fenomeno patologico 
delia pf»llo descritto da Dujardin, Beaumelz (1880) ***j sotto il nome di 
«donna aiiloQ:ra(ì;*a » che succede spessissimo noi delinquenti. Frat- 
tanto noi facciamo osservare che qunsto fenomeno rappresenta il sin- 
tftmo di una pura nevrosi vasomotorica ; e come le altre apparizioni 
anormali citate da Lombroso accadono di preferenza e sp-^sso a perso- 
ne dal sistema nervoso indebolito, iu'lividui chiamali nevropatici, di 
modo che siamo in diritto di tener conto di questo fenomeno nei de- 
linquenti per concludere che essi, o almeno una parte di essi, son^ 
iK'vropalici. 

Se abbiamo di sopra ammesso che molti criminali sono attaccali di 
«na analgesia d'alto o ba^so grado, dobbiamo nello stesso tempo con- 
venire che forse un non minor numero di delinquenti soffrono di una 
ipen!gt,»sia o una iperaestesia. Tutti i medici delle carceri sanno bene 
i^orne il delinquerne teme qualunque piccola indisposizione e comò gè 
n»^ralrncnte p<iv<.Mita ogni più piccola operazione chirurgica. Chi ha as- 
sistilo a una fustigazione si ricorderà con orrore i terribili gridi di 
dolore del paziente, e d'altro canto sarà stato ben meravigliato della 
apatia con la quale altri sopporta siffatta pena. 



*) Lacasiagne. — Ricerche sopra 1333 tatuaggi dei doliiiquonti. — Archivio dì p-si- 
cliiatria V. I, laSO, p. 438 e seguenti. 
'.' 1. e. p. 323. 

'ì Anaaii di dermatologia, iS79 — Borlmer Kliuische Wochenschvìft, iS'^i, p.^^» 
"1883, p. 482 et 507, 



•*.' 
•••. 



— 218 — 
Fisìoloiricaiiii^nti' ciò p lò spicsam così; ohe nei primi vi era l'ipc- 

ral'jesia e noi sfromli l'/inalgesia. 

Il taliin.L'.L'io non è liilTirsn fr-inoi come, aecontlo le relazioni di Lom- 
lir.isij, Tnriiii'ii e r,r;i-sngiie lo 6 in Italia e in Francia. Secondo 1 
mwlri i-ilcoli non sì nii:,nio rh" il H)»/o 'li casi noi non delinquenti 
e fiM qursli nell.'i st^-^a iìiìiildii propjr/.ionp, ed 6 soppaliilto al Nord 
olii' nt'lh popdla/iniie il [atiin;,'!?i(i è meno in uso. I se?ni del latua?.!;ia 
nppre-t'jilano r|ii's>ì(ì u la profe3>Ìiuie o m simbolo religÌo-io, o una 
l'islia, i;n:i l'ufun.i, un L'iuiidlu. nn anelli), ranmentn soggetti la^ciri, 
e nei nia;rKÌìri i-r.A \r iTiiziali del nome. Lo impulso al latuairii^ìo ho 
s^miin- .i-;si'i-v,iio rlii^ M Irui-a nella Tatuila, nello spirilo d'imitazione, 
riell'iiKin, e qiakln' villa ariohe nello spirito di corpo e nel senti- 
nii'Uto ili fi'art'il in^'i. Mil.i d'tcniili si sono fatti tatuare nelle carceri 
a i-onirinan/.i ].■ qiali -^mo la scuola di parecchi vizi. Molli ne ahbiaioo 
vii|i!Li ih" si viT'-ri>.L;:iav-un(i ili unoi aocrni ili tatua;jgio e si sforzavano 
ili ilishìiL'L'fjli ; aliri si vanLavniia (li iim'st') Irofe.-) drlla loro vita, ma 
cf.iiì-) ^eitiiir.-' rii:ilan.i,'iìii si-'llerati ••■ in i-'L'nerale in[:orr(';r':riliili. ?e il 
l;ilui^u'iii è un ~i-'jt\n ili riluruo alio sialo sclvairjrin, e se può dirsi 
ili r->ì li 1 -.-fv il i't'l('l>re ilul. .\vò LnlieiUiMit •) è disposto a ere U-re 




I — 219 — 

I 1876 28 *). La causa della frequenza di suicìdi , della leggerezza e 
del cinismo col^ quale sono eseguiti» bisogna cercarla, dice Lombroso, 
Della insensibilità che è propria dei detenuti. £gU è di opinione **) 
I ehe questa frequenza di suicidi dipende da una tendenza speciale, e 
I prima di tutto da questa insensibilità e da questa mancanza d'impulso 
I della propria conservazione. 

I Troppo lungi ne condurrebbe il volere entrar qui nelle minute 
I parti di questa interessante queUione, ma non posso passare sotto si- 
lenzio eh?, secondo la mia opinione, s'fTatta connessione non è vero- 
simile e che non è ancora sufficiente per spiegare molti fatti. Perchè 
il suicidio è più raro nei bagni, come dice Morelli, che nelle carceri 
allulari? Negli antichi bagni francesi il suicidio secondo Legoyt •*•) era 
raro malgrado la severità del regime e la lunghezza della detenzione. 
Nel bagno di Rochefort non vi fu in 3) anni che un solo ca>o; a 
Brest dal 1818 al 1834 in una popolazione media di 2)33 forzati 0,70 
suicidi per anno. Quindi, né il gran numero di suici li, nò la in^en-^ibilità 
summentovata^ possono provare la tendenza al suicidio nei delinquenti. 
Una grande influenza verso il suicidio, come molti osservano, ù pro- 
dotta nella detenzione in comune, dal contagio, dairirritazion'^, in 
molti dalia specie del delitto commesso, nei delinqueiili d'impf^to il siii- 
ciiiio è più spesso che nei delinquenti condro la proprietà; molla im- 
1 px'tanza si deve dare anche alla lunga durata della pena e molto più 
all'individualità psicopatica del delinquente. Nelle carceri prussiane 
r ii?gli undici anni 1870al ISSO-Si vi erano, fra 7> sii«idi, 11) puniti 
: per la prima volta, £1 che si erano suici iati nei primi 6 mesi di de- 
; leozione, 17 nei primi 3 mesi; 42 erano la Iri, 7 assassini ecc. *•*•); ma 
■ il reginae della esecuzione della punizione ha un'ind lenza convdere- 
fole sulla frequenza dei suicidi. Più la civilizzazion-» aani^nt:i, più le 
piiriizioni sono umane, e maggiormente il suicidio diminuisce nelle 
i!2rceri. Aggiungiamo anche che abbiam:) veduto nascere, presto o tar.li, 
oha malattia mentale completa in de'inqui^nti che avevano tentalo il 



•| RiviàU di discipline carcerarie in relazione con rantropoloy:ia, col «liriito 
jiri-le ffcc, iliretta da M. Beltrani Scalia, Roma 1S75. II suicidio nei delinqiu'nti, 
3tnfHo siatistioo medico legale del doti. Morselli. 

•• 1. e. p. 377. 

•••i II suicidio antico e moderno: studio storico ecc. per N. Legoyt, antico capo 
di laTori statistici di Francia. — Parigi, 1881, pag. 210. 

•'••> Statistik der zara Ministerium dos Innern gehorenden SLraf-unil Gefangen. 
Aiist&iten Berlin lS7i -188S-83. 



— 220 — 

suicidio Tìp\ icmpu della loro d^lenzionp; e ciò consiglia ad fl<: 
c:iiilì, L'i[i^t;< i;i nrì-^ini convinzione, a dichiarare simulali qiu 
lalivj. M,i ij'ailn canili, po:»tamo confermare che il suicidio 
so rsr:.'iiÌlo ncjli' carceri con una leggerezza e frivolezza e 
in Tei] ibi le. li) certi cnsi dovemmo persuaderci, insieme agli it 
deL'Ii Klaliiliinerili, die il siiicllin non era stato premeditato, 
sl'ilo eommesso rmiie m-zzo per giungere ad uno scopo quali 
c'ie era^i sollantt) '.vnintiuto pcrclic non era friunta, nel tempi 
l;ili>, la perdona aspelLal;!. 

i} — I.n tU-'ji'iieiiizione intdlelliiiìle dei delinqueati 

Ili fri'iienle, ed anello fn colon clic hanno occasiono di 0.) 
pnìfuiiilamoiilu i deh'ri:ili, ò diirisa l'opinione clic l'inlelligen/ 
riiau'ji.ir p;iile di-i delirni'ienti è svilo ppalì^sìma e che sorpass 
dui i.nii d<.'liiii|:ieiili. Mi Carend^) nslra/àone delta farberia con I. 
oriliiiariamiTile rijitorn s:mno tf>:iniie'.tere e nascundt-re il de 
las'iandi) da p:irle ra!livi:;i dclillUKa ciie imparano alla per 
onw allri impara la s^iiii-iile/.z.i di una |inifiis-:i me, si è, in 
ed alimi. Hti ccininti (e c'.ù dupo .■^ 




— 221 — 

t 

preosiblle che non si possa tenere esalto conto di questa malat- 
iji la quale ordinariamenle si manifesta con foni convulsioni; ma 
può essere anohe che prli accessi df>l mal caiuco non si m- 
ino. Fra 73i7 detenuti nei noUri Stabilimenli, da qualche anno 
1 è osservalo in realtà 73 casi di epilessia manifesta, cioè 0.99%; 
aa se vi aorgiungiamo altri 168 casi denunziati dai det'ìnuti si ha 
Uora la proporzione del 3,27 Vo« Tra i delenali chft ho osservati in 
nodo speciale nelle carceri cellulari, ho constatato che quasi il 3^0 
rano epilettici, ed è per ciò che non ho esitato a credere che quesio 
lamero rappresenti esattamente la proporzione attuale. Nei delinquenti 
;»3lpiti da alienazione mentale l'epilessia ne è una delle cause più fre- 
juenli. Cosi, secondo Heymann •), le 6 donne delinquenti alienale, che 
nel 1880 si trovavano nella Casa di salute di Dalldorf erano epilet- 
tiche sia con le forme dcirepilessia classica, sia in istato epileptoide 
ol in altro eqiivalenle psichico epil 'ttico di forme diverse. In tulle 
queste donne Tepiles^ia era la primaria e la psicosi la secon laria col 
carattere d'imbecillità progressiva. Secondo Clark •*) Tepiles^ia si 
trova facilmente fra i detenuti; co:nincia prestissimo, fra i 15 e i 23 
^nni. La magprior parte son uomini col cranio mal formato, la cui 
malattia è aiM^uisita per eredità, vagabondi, recidivi, assassini ed ubria- 
CuIjÌ. I/ercdità per causa deiralcoolismo era constatala in 20 ^/o di 
toquen'J maschi, e iO V© f'^nimine ; e pei detenuti epilettici il 
numero dedi ubriaconi era il doppio di quello dM detenuti non 
^piliUici. L'asserzione di Lasògiie ***) pertanto che la vera epilessia 
la la s.ia causa esclusiva in certe asim:netrie fronlo-facciali e che può 
ev^re diaQ:nnsticata dalle medesime, non ha fondamento rispetto ai 
ibnuii, benché, in fatto, siansi osservati molti casi complicati di q^ic- 
s'a (kfornia/ione. I detenuti epilettici sono irascibili in erado allissiun, 
irrilabili, violenti, trascurati Sono più o meno imbecilli e inadatti 
^l'arpgola delle carceri. Disordinali, irascibili, ina latti per temperamento 
5lb \ita in comune, inclinati a depili impulsi istintivi irresistibili, i 
te'iiuti epilettici sono, come lo dice il capo medico dello Stabili- 
mento di Gallon, il sic^nor Hurel ••**), « una causa di turbamenlo 
Peiraanente, quando non sono un vero pericolo por chi gli avvicina >. 

') AUgeriieìne Zeitschrift fùr Psichiatrie, Kd. 57, pag. 578. 

"'• Eredily and crime in epileptio criminal. Archiv. d. psich. Voi. II, 1881, p. 114. 
'*') Annali moiicó-p micologici. Serie Rivista di AntropolOijia, ISSO, pag. 13i. 
***•) Qoalcha osservazione per servire alla storia della pazzia peuitonziaria. 
iiaali medico-piicologici, 1875, Ricista di Antropologia, 1876, pag. 703. 



Una 



-222 — 
ufri'iik' rec'>nil3 della degeneratone delle capacità iate 



e snpnluUi) di'lle ridilla mornli nei delinciuenti, é l'abuso del 
Si sa che ini siiMirfr.ino subisce, a causa dell'alcool, tanti caiob 
appnrenli e imii appar''ntt come il cervello; si sa di piii che 
suiti; i (liil 5ii'eiin nervoso cerebro-spinale producono nolla i 
pail'^ (Iri cnsi pripfi>n(le devastazioni iiicancellabili dello funzion 
n r'ic in |iriiii;t lin'';t. lr;i questi rlcmenli dannosi, si trova l'abnsc 
cool l'Ili' ;iiiriifrila le (]ii:ilìlìt morali dell'uomo. È sialo spesso pn 
die l'auiiionlii 'lelln <-on>iiimni!Ìono degli alcoolici ha prodotto czii 
quello (lecfli alienali, I' thippertiitlo si vedo che fra le cause che 
cono r;i!ieiin?,i Itili-, ruhri;ii'liezx3 occupa un po«to considerevole. ' 
alienali nmr^i'lii. stanne Tra Ib e 28, «econdo i diversi paesi, quelli 
lieii;(/iiiiiu l'criva (l:ill-i |ias.sionc del beli*. Nei delinque-ui ve i 
in'dli rlii' haiiim qic-ln vìkìo, e non bisogna meravigliarsi se 
liiiilli -Olio p T tal caj;ioni> a.Trlli da aliena-'.ione mentale e sr> 
mriMfiiii gi';i!ile a!i"o,M fi'a ('3=i subisi^a, come conse.u'ucn/a di I 
un indfl'iiliiiii'iilo ei! un dileridraiiiento delle fa-^nltà intcUet'u.' 
cool :\<!'\<r' in ini ilfi|iii'.ii ino Io pcrii"olo-to : in primo molli deli 
so"o rspns'.i ilii'i'U,iiii"n:i' ai danni della pi'oprìa intemperanzi, 




— 223 — 

furono in Francia in 32 anni (1820 al I8.*)7; che ebbero per causa 
dÌ5accor(Ji e qiioslioni nelle osterie. Scendo Scalpis *) ^/^y dei dc- 
iidi e immessi in Ilalla succe«ìono nelle osterie. Molli ilelinquenLi 
discendano da genitori dediti all'ubriach(*zza. Tra i delen'iti in Prus- 
sia 22.0 ®/o erano, secondo Bii'^r **), discendf'nti da genitori de- 
diti all'ubriachezza; in Baviera 34.(5 ^/y; e di 1283 iriovani delin- 
quenti in cinque Slabilioienli sved'^si discendevano da fainÌGrlic di 
alienati mentali ed epilettici, in proporzione do! 13.3%; in 25,4% 
detenuti uiaschi, in 21,7% femmine, il cui padre era ubriacone e in 
15% la madre. Ritorneremo più tardi sopra questo sogorello e indi- 
cheremo qui soltanto, ancora una volta, come Talcoolismo è diffusa 
fra i delinquenti ed è giustamente quello che, ome nota Pinel, degra- 
da la ragione umana e conduce evldenlcnienle a delle alterazioni delle 
facoltà dell'anima, che, a poco a poco, debilita il corpo, di-trugge le 
forze morali e conduce alla pazzia ed al suicidio. 

Tra le cause che nei delinquenti producono, più spesso che nella 
popolazione libera, alienazioni mentali o depravazioni tìsiche, biso;'na 
acbe contare le ferite alla testa, di per so stesse poo apparenti e 
che sembrano lievi, ma che più tardi possono avere «^iffatle conse- 
gucQze. Ma nei delinquenti nei quali la vita selvacrpria di spadaccino e 
aane.-co è all'ordine del giorno, le ferite alla lesta non sono un avve- 
nimento raro. Mentre che nei casi gravi q.iesle ferite alla tesia nin5tran'> 
fin da principio ed anco nrdla convalescenza del malato una sequela 
di alterazioni mentali; sj^condo Gt-'icsino^er ***) quegli sintomi si ripre- 
antano più tardi in altri casi; 2, 6 e anche 10 anni dopo aver rice- 
tto la ferita (piccoli re>i'!ui di un depo'^ito di pu^, li'^vi l?sioni apo- 
pl-^llich? e simili). Tra TjS criminali alienati, Delbrikk ****) lia trovato 
21 volle cicatrici alla testa, QueUe ferite alla testa caoriiìnano spessis- 
simo, oltre un' irritazione tìsica, una degenerazion'> particolare del ca- 
fJllere morale, sintomi di una lesione al cervello a cui serrile solamente 
dopo molti anni una formale alienazione mentale clie spi'^ga f.icihnente, 
wiae dice Soramer *****), che molti si debbono considerare come di- 

*) Lombroso. DeU'lncremento del delitto in Ilulia, 1-70, pag. 5i7. 

••i Der Aikoholismus, l. e p 271. 

••") Die Patholoj^io und Therai)i« dcr psychÌAchen Kraiiklieiton. Voii W. Grie- 
*tt?ep N. Aiirt. Siuttgaru 18G7, pajr. 181. 

•• '• Cebei" die uater dea .Sti*alling''Mi dìv Slrafanstalt zn Halli Jrv'iìiaclitetfiii 
^i^teì'kirankeiien imd ihreo Zu.sainniouliariijr niit diMi Verl)roclit.*u vonD''.boVVjvvLc\t. 
Aligemeiue Zeitschrift fur Ptij'chwtrJe iS5f, B:l. XI, pu^, 58, ir. 

*****)Be>tràgs xa/srJ^^antniss der criwiaelleiì Jrreu vou W. Sommer Mlfte- 
a eine Zeitscbrifi fùr Pajrchiatrie, i8Sf, pag, SS, S. 



-22Ì- 

veniiti ilelinqueiiti per la conseguenza immerliala di un inv 
tcriorc. 

Se ìin.i pane diì ilrlinqiieiiti, come abtiiamo velulo, sono si 
iiotri^in'.i il.iir i:iniit>ti/,.'i liMuuintica, da1]V'pilcs*!Ìa, dalla uhriacli 
<> titi ffr.in iiii-iiiTo Ji dinoriuli c'ie sofTrono di una assoluta idic 
m-'iitali' die ntl suo apparare, seffiiilo e sviluppo, non si disili 
quPlla (i'll;i [iMp.ihizinrii; libera clic a^'surQe carallerc proprio 
di pariicoiiiiilù isolale. Quesf! ultime consistono in ciò che 
ilrlirid di alili ■iii.i/iniie, il loro smarrimento in soni-raic, le k 
fissi' sono ci>ii(iii laiii'iili rivolti! al delitto die ha prcoedu.o 
zinne, al carct-n' i} alla libfrlù. Il ilei.L'nuto diventa di una in 
o>'.iiial;>, reMk'iliaiilc, vuol essere liberato, vuol i.'asero ffraniato, 
■j- lo irli Ila a!iiiiHi:(ia[-i la lilicrlà. non vuole uè mangiare né b?iT 
il l'ar.viii'ri' ■'' >til> M'zìVji dal prociratorc, dal gin lite per 
Ilario, r i'ir''f,ii lato ila slranieri e vcd" negl'impieirati gì' ta! 
d'Ila <ii;i jier-lila ed al rn co^o simili. Tii'allra parlicolarilà ir 
(l.dlii'piivili .Vii-i.,li é li '.'ran l-nit.iMlà n la fn;n i'ido[iialiile 
;-oni]'a'.rii'i silT.iila iiialal'i.a e rlie reiidi' {]iie<ii iinlal! s;ie^.oe( 
e.ilfi;;. .M"il"" •■\i' \ii'v l'iv-i-leiiza 'li mia d'Miii'ii^a '.^'oprale. 




— 225 — 

U7 o/o e dal 1863 al 1869 1.70 Ve» mentre che in Inghilterra ve ne 
erano fra la popolazione libera 1.432% *)-I^al 1857 al 1867, 664 per- 
sone furono accusate di assassinio in Inghilterra e Galles, e di questi 
J08 furono riconosciuti alienati. In Italia **) il numero degli aUenali 
aramonUva nel 1866 fino al 1876 a 0.27 % e all'estero 0.01, 0.2 o/oq. 
In Gernaania Delbriick *•*) ha trovato che il numero dei delinquenti 
alienali era di 3.07 % e Gulsch ••••) di 3 % (2,666 detenuti, 84 alienati). 
Con questo numero le mie proporzioni sono quasi d'accordo perchè 
hanno il ragguaglio del 2.5% al 3% di detenuti alienati. Secondo 
le esperienze i detenuti d'impeto diventano più facilmente alienati 
che i delinquenti per abitudine; cosi, secondo Gutsch, gli alienati 
d'impeto sono 60 %, secondo Delbriick 39 %, secondo Knecht 35 ^/o, 
secondo Kirn 57%, secondo Sommer 39%. 

Ma ben straordinaria ò la sproporzione che vi è, come dice Delbruck, 
fra i delinquenti contro la vita (assassini, omicidi), i quali hanno una 
proporzione di alienati 3 volte superiore a quella di tutti gli altri 
delinquenti messi insieme. 

Anco più grande è il numero dei delinquenti la cui alienazione 
mentale è dubbia, pei quaU la questione di sapere se sono delinquenti 
se sono pazzi si mostra sempre in prima linea. Ve n'ò un grandls- 
smo numero la cui intelligenza è certamente difettosa e così poco 
sviluppata che sono da considerarsi come aventi sentimenti deboli, 
come imbecilli meritevoli di gastigo e che devono sicuramente essere 
sottoposti alla severa disciplina di un carcere. Ma più grande ancora 
i il numero di questi esseri deboli, da classificarsi in gradì inferiori 
lei quali la perversità morale è congiunta a tal dose d' intelligenza 
die non può essere affatto esclusa la loro capacità intellettuale, che 
i pericoloso per la società tenerli in libertà e che, detenuti, sono il 
bgt'ilo dell'Amministrazione. 
Tè, d'altro canto, una categoria di detenuti che hanno debole In- 
telligenza e poca forza di volontà, che sotto la pressione della deten- 
zione sofiTrìno spesso di profonda alterazione delle facoltà motrici ed 
uiche seri turbamenti della facoltà rappresentativa. Le impressioni 
carcere irritano ed occupano in modo cosi continuo ed intenso 






Tbe Journal of mental scieDce lS7f, voi. XIX, p. 345. 

•i Sicista (ti disctpHne carcerarie, 1880 — Siudi sopra i pazzi criminali sui- 
«i-ij e recidivi in Italia. 

•••j Allg-mìine Zeitschrift. B. 18W B 1. 2. p. 681. 

••••; Ibid. Bd. 19. p. 1 ff. 

Jtititta Carxerarta — Anno XX. i5 



qunstì esseri, sJcchft il loro giudizio ae è tiir)>alo e tono tnf 
su7Restioni e soFTrono anco di mania di pAraeciuione. I i 
che hanno tali manie caralteristìche iornaBo allo alato DOrmalG 
ricuperala la liberti. 

Un gruppo speciale è fonnato da delinquenti nei quali la p 
h sen!;ìhilità. I',iciilezsa di questa mania, s) manirestano per e 
nello stato di furore. Numerosi sono i detenuti tristi e di un 
rampnto variatiilo, i quali, dopo essere mostrati molto buoni i 
ncvol), scattano alla pib piccola occasione in furore così 
clic distruggono mobili ed utensili e sì scagliano contro coin 
sorreglinn'.i. Questi accessi istantanei di un'agitazione maniac; 
siva {mania carceraria o breakinfj out degli inglesi, icoppio ^elle 
nei tedeschi, .itene di violenze nei francesi) sono spedissimo 
con le (liti severe punizioni che calmano i detenuti per n 
tempo, ma aumentano questa irritazione, questa senubllilà m 
che ha cagionato scene scandalose. Bisogna risruardare q'iesti 
come un segnoilfll'avviamento alla malattia mentale e powiamn 
dire di buon animo a ciò che dice Delhriick:* Questi imlivìilu 
canili lati principali ai turbamenti mentali, sopratutto se non 
iioscc il loro fatato e si opprimono con punizioni severe ». 




— 227 — 

D6 frcquenUlo, 4j % hanno istruzione manchevole e 4 % sono anzi 
eomplelamente ignoranti. L*istruito maestro del nostro Stabilimento tro- 
rache la ignoranza dei nostri detenuti (di cui la magcrior parte hanno 25 
iBoi almeno), è fondata solamente nella loro debolezza intellettuale e 
lefla mancanza di attitudine a comprendere. Con gran fatica, e^lì dice» 
i pjò ottenere da qualcuno una concezione intellettuale; mentre, per la 
rande magi^ioranza, ogni concezione mentale riesce oscura, confusa e 
uperfìci^le. La loro memoria ò debole ed a poche cose flf^ssibìle, la 
agione e le immaginazioni manchevoli, idee e giudizi tali da far riuscire 
len dilficile la elaborazione di conclusioni logiche; cause e conseguenze, 
dee e percezioni, non sono in loro che di rado evidenlemenle distinte. 

Alla debolezza d'intelligenza è congiunta, come vogliamo fare os- 
RH'are, anche la mancanza di forza di volonla. — Molti detenuti che 
hvorano con zelo ed esattezza allorché trovansi sott^ la disciplina dello 
àbilimento ed hanno eccellente condotta, non dando il menomo ap- 
lio a rimproveri, divengono poltroni, dissoluti, sregolati se abban- 
ili a lori sfossi. I buoni progetti che vogliono e si sforzano ad ese- 
dre, spariscono appena sono liberali dalla severa disciplina e influun- 
da altri. La loro energia è troppo debolo per dirigersi da sé 
Sii ed hanno bisogno, come i fanciulli, di direzione, di tutela. 

{La fine dell'opera, mi fascicolo venturo). 

UNA FBiaiOITE COLLSaiO. 



■ni 
'•I 



Tradaciamo del Times del 5 aprile un articolo espositivo sul 
snziariodi Con:ord nel Massachussets, seguito da un articolo critico 
stesso Stabilimento confrontato con altro, pure americano, la Casa 
lale di Detroit nello Stato di Michigan. 

^ più (li cinque anni esìste a Concord, nel Massachussels, un carcere orga- 
a modo di collc^o, sistema preccdcntcmcte adottato in altro simile 
«mento ad Elmira, nello Stato di Nuova-York. 
** prigione di Concord, sSobbene denominata « il Rifonnalorìo del Massa- 
: è di fatto un vero penitenz ario di Stato, poichò i detenuti in esso, 
igono alla pegglor classe dei delinquenti, essendovi molti ladri domesUci, 
Mori e ladri comuni, insieme ad altri colpevoli di appiccato incendio, di 
Mi omicidio e di tentato assassinio. — Così fra i 004 condannati dimessi 
Stabilimento nel 1880, 91 erano coìpcvoli di furto con scasso e 15o o.rauo 
«ooni e graisatorì. — Anche i condannati per delitti capitali possono 



essere legalmenie Bmiocesl al « Riforinalorio » di Com'onl, polclià la diDa 

fa quusio o le carceri ordinarle consUie in ciò che I ilclrniiti ile (latAln 
Don devono ollrapassare i 40 anni il'elli, né es$rrc siati comlanni 
lii (re volli?. — Ma ciitraii nel Kirormiiloi-io vi al trovano relvUVBtoaaU^ ' 
In paradiso. — In primo luogo il maasiiuo periodo di cieli>iuiune J 
di cinque imni, anttm pel piìi scclleioil malbUori. E col iiistiima e gr 
con la comlunna « Inileierminala \ applicala in spccjul mnd» n (lui'sloSlnbilb) 
I reclusi, mediamela buona conilolls, possono olLetiere la llN'rUiln iiiiftloliii 
voce che in cinque anni. — Come eU Elmlra, gli siudl tniellotluali aoiiO U 
demento dalla vita quotidiana. — La relazione pubblicalo nel ISXO, conila 
lista di 65 persone, pH nei pai mente Mcerdoil e professori, i quull nel dccom 
tennero conrereiize su svariali argomenti al detenuti. I tomi prescelti ruronoi 
altri I scguenil: mercedi e rlpartiziun! delle meiiesimo; socialismo riguardilo 
l'aspetto cristiano ; la cliiesa primitiva ; una aera alla Camera (inglese) del Ca 
ro;-luna e Talrca; frati e monache, ecc. — Vi orano regolnrl ellissi di sitidl 
l'economia pnlìiica, la musica, il disegno are Iti tei toni co, la malefflatiea A 
materie, ecc. — Vi sono esami periodici, che servono di buse per In dii 
none delle noie e dei punii di merito (good marks), chi; muterialmente a 
) periodi delia lilieraziune. — Fra le domande e i temi sui quali tecenia 
versarono gli eiiami meritano special menzione 1 seguenti; 

Descrivere una figura retiilìnep, mostrando quel elle In essa apparenleq 




na, i rimancnci sono siranitri. — Vi sorin u[ mIIÌi'ÌmIì rrshlerni, dui 

I hanno siipendi clii; variano dai I,ijij(i ai :(,ÒUII doNaii uN'unno. 

eco i commenti : 

Uimana scorsa abbiamo descritto il slslcma carcerario vigente nella Casa 
[ione di Detroit, nello Slato di Michigan. — 1 deionuil in numero di quasi 
mo commesso reati di diversa gravità. Necesisariamente le loro condanne 
ariaiissime estendendosi la detenzione loro Inllìtia, da 10 giorni a 25 
;dI cullo, vocazione, educazione ecc. vi 6 rispettato. — Circa i due 
rovengono dall' esieii), essendo principalmente irlandesi o canadesi. I 

II sono americani, dello Stato di Michigan. — Alcuno potrì supporre 
enlazione di provare nuovi esperimenti nella disciplina carcerarla sia 
)ile. In America I rirormatori delle carceri amano molto gli esperimenU 
emono dì spingere una teoria sino alla sua ultima conseguenia. La 
ene rriminale di là non è cosi (ovrabbondante da sodbcare la loro curlo- 
jtìvnmenie alla loro lliosincrasla, sotto un cumulo di particolari, ma non 
I canto neanche cosi limitata da privarli di:i soggetti necessari alle scien- 
elucubrazlonl ed e.'perienie. Essi voijliono dare un esemplo all'Eu- 

qtiale cedendo alla cretinesca influenza dell'esperienza, preferisce le 

liversi però devono essere stati 1 motivi che hanno concorso a spln- 
autorità di Detroit a porre in evidenza sé stesse e la loro Casa di cur- 
organizzaia col medesima sistema di quelle del vecchio mondo. 
il sobrlu metodo non potevosl adottare nò a Pentonville ni a Ilolloway. 



Tulli i conJannsli del penitenziario di Oiifroll 8cn6 occupati t far I 
Qualunquo fKisfa essere la tllversiiù Jella loto caiiadlù e del laro e 
essi sono spìnli a fabbritare quel numero "Il nf-'iflo liBSlanil a coiiip 
cosio Jel loro nionlcnimenlo. L'anno scorso eiii lavorarono in pilsa 
giunsero non sol.-imenlo i|iiesto scop'j ma iln ri'fi1i»ara un nv:inin Ul '. 
slerlinc. — La \cnitlla ilelle toro «eggliik IVi siiflli'icntn a dar luru u 
susslsienza, coir .leglunio ili (ulto 11 nocessnrlo alloro miglloramonlo tnu 

I loro cusiotli siUIano le nutoritb CDrcorarle d' ogni altro luogo, che 
prìncipi del tulio ilirTcn'nti, a presentare un reniliroiilo Hnanilarta. < 
cosi sodisfa ce ni(?, 

II Eovrinieiidonle della Caga di corrctlonc di Detroit non si eoifli 
dllare quusll pregi cvlilnnii di un' amniinisirationit dia lia convertì 
carcere In uno fonio di ricctienc, ma comliotlo con Indlgnailonc il dlvcr-t' 
sedilo In altri Siati di'ti' Unione, — V'i^ una scunin di flloniropi . 
che roccomundo l'isiiiuiloné tti un corso unlvcrsfiai Io in 0(tnl ci 
ad E) mira nello Sialo di Nuova Ym-k<>da ConcOrd nerMiKsachu$sctlssÌ 
punto Blluali silTjitJ concetti. — Ognuna di iiii'Slc li'iu locolitii ha I 
gio di possedere un carcere in cui la coltura loilorurlii »updiiorc co 
al duplice fino di occupale i dcteriiu! e di riformarli, — Le colonne i] 
giornale conlengoiio stamane irn saggio sull' application e dello sin 
concello, c.^pl■ celo clic vojjliDai dire, nel secondo di questi due i- 



aaim 




— 231 — 

L'anologia celi' università non è solo limìiatu alte oro di lavoro. — Questi 
iòrtunaiì detenuti hanno anche le loro buone divajzozioni e sono incorag<;iiiti 
a prendersele nella discussione, nella ginnastica, nel giornalismo settimanale. 
Scbbone il lavoro intellettuale sfa il principnle compito ad essi imposto, si è pure 
iairoJctta una piccola varietà con mo(l«;rata ed alternata propoi^ione, nell'agri- 
coltura e nel far pascolare ì maiali — Una rosa però assolutamente obbliga- 
toria è la diligenza, e disgraziatamente dalla coi fessione del cappellano pr<>* 
te«t.inte sorge il dubbio che V università non riesca a fare completamente ma- 
turai-e «^(uesta pianta speciale. — Ogni cuore sensìbile vorrà compassionare il 
luoii signor fiati per non essere riuscito a destare il menomo entusiasmo nella 
ttia scolaresca per la diligenza. — Lo s|>eitacolo del pastore astretto al silenzio 
Ual timore che i suoi uccelli di giibbia possano riottosamente interrompere 
r assemblea, è una cosa cho davvero allìigge ! — T collegiali di Marsha'sea M . ui 
quali non erano ammannite le illuminate e pineevoli letture sulla chiesa [trimi- 
Ura, sul socialismo cristiano, sulla prospettiva rettilinea, si addimostravano l>on 
più coitesi ai discorsi dei si^^ Donit. — Senza duhb'O da «piesto punto di vis:a 
i risultali sembrano mescili ni per una spesa enorme di o.-jOOO sterUne che s>i 
cavano dalle loro tasche. 
^ Ma questa nostra critica sarà forse erronea |)er('hò basala sui nostri gretli 
principi inglesi di utilitarismo; potrà essere forse snj:geritada jjelosiaincoscien- 
ie la censura fatta da quei del .Miclii;:an. — Una risposta, tanto affeimaliva 
fhi' ncj:;ìti\a, alla domanda se e fino a qual punto il trattamento estetico d'i 
dcliiìi) liberi il paese dalla pe<fo dei delincjuenti abituali, deve esser di poca 
fOQsr;:i lonza per un vero patriota il<*l Massaehusselts, u paragone dell' ardente 
(^t'ogiiu in lui >uscitato dalla dinio-itraziono incidentale delle tendenze acca- 
^leoiiclie dei detenuti suoi compatriotti. — Naturalmente siccome al sapere si 
>V*iii[i^'e un'intelligenza meno delicata, il d(>t<Muito lìbeiato cacciasi nuo- 
Timonfc nel delitto senza la menoma rilutianz». — l''glì non può andare innarizi 
'Omo >tudente di collegio, anche so lo voleS'^e, e non ess<*ndo stalo abituato a far 
Jej^jiole, applica alla sua maniera le Nzioni di fon una e faiica, e se im|)iu.i 
> Jisi^jfiare una spirale coi nece>sari strumenti, si occupa pure a cavare le\i'i 
^ una porta con gli strumenti necessarii. — cJò non può lo^'liere allo Slato la 
fioria di possedere anche nei hulri e nei va^iabondi, un capitale di valore 
iMeituale die parte direttamente dal cantiere per imleveisidei misteri della 
l'^'iogio, dell'economia politica, dell' architettura e delle scienze esatte. — I con- 
tJbueuti del Massachussetts possono ben compiacersi nel ricordare a ciii lo dimen- 
iJfJJSje, che nel loro riformatorio di Concord la grande maggioranza dei detenuti, ò 
BtaiODale, e non semplice robaccia straniera, buona appunto a far seggiole e a 
compensare le spese per la loro sicura custodia. 



i*i B una delle prùrioni di LoaJra, {^ioia del traduttorcV 



— m — 

ATTI PARLAMENTARI 



C3 c«. UH e X- s^ <lol X> ox>'u.* **''*'' 



Stato di prerlaiono della spesa del lOnietero iell'Ininn 
per l'seerolzio flnanilario dal T luglio 1890 al 30 ^Vffio 1 



Presentato alla Carmra dei deputati il 30 novembre i889. 



Capitoli 


CompBten; 

per l'eaerc 

noaoiiQrì* 

1890-91 


Ili 

•s" 


DenominniiiMie 




TITOLO I. 
Spesa ordinaria 




■ 



— 233 — 



Capitoli 




n 
M 
^ 



89 
SI 
93 



^ 



Riporlo . . 

Spese per esame e studi preparatori e quote di 
concorso al Congresso internazionale di Pie- 
troburgo 

Mantenimento dei detenuti, delle guardie e degli 
inservienti, combustibile e stoviglie . . . . 

Provvista e riparazioni di vestiario, di biancheria 
e libri 

Retribuzioni ordinarie e straordinarie agli inser- 
vienti liberi 

Mantenimento nei riformatori dei giovani ricove- 
i*ati p r oziosità e vagabondaggio 

Spese pei domiciliati coatti e per gli assegnati a 
domicilio obbligatorio 

Trasporto dei detenuti ed indennità di trasferte 
alle guardie 

Provvista e manutenzione dei veicoli per il tra- 
s))orto dei detenuti e spese accessorie . . . 

Senizio delle manifatture - Acquisto e manuten- 
zione di macchine, attrezzi e utensili • . • 

Senizio delle manifatture - Provviste di materie 
prime ed accessorie 

Servizio delle manifatture - Mercedi al detenuti la- 
voranti 

Senizio delle manifatture - Retribuzioni e graiid- 
cazioni bi capi d'arte liberi, agli agenti carce- 
rari funzionanti da capi d'arte, ai commissio- 
nari ed agli inservienti 

Servizio delle manifatture - Carta, stampati, mi- 
nuti oggetti di facile logorazionc, posta, facchi- 
naggi e trasporti 



/?a riportarsi . 



Competenza 

per r esercizio 

finanziario 

1890-91 

5,951,610.64 



15j000.00 

14^954,600.00 

1,650,000.00 

36,342.56 

1,316,980.00 

726.000.00 

1,350,630.00 

30,00000 

180,000.00 

2,070,000.00 

580,000.00 



100,000.00 



160,000.00 



29,lÌl,\6*òaQ 



..- ■ 


Capitoli 


Comp 
per l'è 

Qnan 
189( 




Deiiomiiiazionc 


95 

06 
97 

98 

09 

100 


Riporlo . 

ServiiEo delle inani fui iure - liidemiiiù per yllo fuori 
ili resiilcnia 

Fino Ili locali {Spese fisse) 

lUanuiQnzIone dei fabbricali 

Manuieniione dei fabbricali - Spese por lo SUnJio 

e la compilaiione dei progetti rclaiivl iill'impianlo 
ili siiiliilimenll ci.rcerarT, indcnnila per trnsterlo 
e per servili siraordlnort 

Folografle dei malfatlorl più pericolosi (art. del 

IO diceinbiQ 1881) 

Sussidi olle società di patronalo 


29,11 

i; 

CI 

1 


■ 



— 235 — 

Mia di variazioni allo Sialo di previsione della spesa del Ministero dell'Interna 

per V esercizio finanziario 1800^91 
presentala dal Ministro del Tesoro {GioliUi) il dì 28 marzo 1890. 



Capitoli 


Competenza 
per l'esercìzio 
flnanziario 
1890-91 , 


o 
Iti. 

i — *" 

o 

■3 


Denominazione 

- 




• 




TITOLO I. 
Spe»a ordinarla 








Spese 


per 


rammlnlstrazfone delle carceri. 




74 


Per?onalc 
nico (iJ 


di 
l)es( 


direzione, di smminislraz^ 
J fisse) la) 


one Ice- 


l,2;i'0,370. » 




' /t-"wy \»^/ • • • • • 





a] In st^guito alla pubblicazione dol nuovo codice penalo od agli studi per la 
rifonua carceraria disposta c<.)lla leggo del 14 luglio ISSP, n. 61(35» occorre modi- 
ficare T attuale ordinamento doli' amministrazione carceraria e dare* ai servizi 
id <;<sa aitincnti uno sviluppo maggiore in armonia alle proposte moililicazioni 
organirlu», senza però gravare di alcuno aumento il bilancio. Quindi in (xueuo 
Cipitolr» si propone : 

«ft anniento di L. 30,000 occorrenti (comò dall'allegato A) : 

par nùglioraro le condizioni «lei personale suporioro dell'amministrazione car- 
ceraria (il solo che dal 18(52 conservi i mede-^iuii stipendi) e mott'.'rlo non gi}\ 
3 pari, ma almeno non moUo al di sotto di quello delio altro amministrazioni 
dello stato ; 

l>tr dar luogo, nell'organico, ai posli di ragioniere e tornare a dividere com- 
pletamente la carriera direttiva da quella conlabile, in guisa da otienore un 
controllo più eflicaco sulla disciplina e sulla gestione amministrativa degli 
'»Ub:limenti pcuuli ed evitare cbe, mancando il direttore, re:>ti il solo conla- 
Ifiii* a capo di tutto il servizio; 
vra diminuzione di lire 10,392. 00 per cessazione di sessenni in seguito all'attua- 
ziuiie del progettato nuovo organico. 

Perciò il capitolo presenta l'aumento di lire 28,607.91, il quale è compensato 
P*i' lii'e 5,730 sul capitolo n. 7d e per lire 22 .«77. 91 sul capitolo n. 83. 
11 un;,'liorameQlo che si propone nel personale superiore dell'amministrazione 
carc(>raria coaiìiste nel portare tre l'unzionari a lire .\500 annue e tre altri, come 
Oiaisimo di stipendio, a lire 6,000. Ma non ó inutile avvertire ohe uno di ossi godo 
^ìidviraumento sessennale,* che altri hanno diritto a goderne entro l'anno; e 
(i^ tutti sei riscuotono per indennità d'alloggio un assegno di lire 9,200; assegno 
che casserebbe col nuovo esercizio, come si propone al capitolo n. 76. 

Ciò nonostante 1* amministrazione procurerà di fare in seguito scomparire 
9iMsk' aumento, sostituendo man mano vice-ifirettori e segretari dirigenVi aWa 
'^Wnone di sìàbWmemi di secondaria importanza, il di cui nomerò non fe pVc- 
^^pere/d dare grandemente essere ridotto. 



Capitoli 


Compcien 

per l'eserc 

finaniiarl 

1890-91 




Denominazione 


-r 


Riporlo . . . 
Per^omile: <li riisloilio, sanitario, religioso e <!' i- 


1.220,37 


76 

7S 
7» 


Imlciinllà di ullugglo (6) 

l'ri'ini (l'iji^ngisio ngW agenti corccmi'i (e). . . 

cei-ari (rfj 


40,OC 
80,0C 

0,20 


Da Jiiportarti . . . 


7,014,33 




— 237 — 



Capitoli 



0^- 



Denominazione 



Competenza 

per r esercizio 

flnanziario 

1890-91 



81 



83 



as 



Riporto . . . 

Compensi, rimunerazioni, sussidi e gratificazioni 
slrnordinaric al porsonale carcerario (a) • . 

Manlenimento del detenuti e degrinservlenlì, com- 
bustibile e stoviglie (6) 

Trasporto dei detenuti ed indennità di trasforte 
al e guardie (e) 



Da riparlarsi . , . 



7,014,253.55 



i50,ooaoo 



12,766,957. 09 



1,347,630. 00 



21,278,840.64 



fl) Aumento che si propone per compensare meglio il personale di cuito'Iia' 
addetto ai lavori all' aperto o gravato di servizio straordinario. Quest* aumeato 
trova riscontro nella diminuzione che si porta al capitolo n. 83. 

h) lu seguilo al riordinamento deiramniiuistrazione carceraria, venne stabilito 
di trasformare in un aumento di paga In ragione di lire 3)1 annue, la spesa di 
Titio, che era calcoLita in lira 1 al giorno, ossia in lire 365 all'anno, portandone 
l'ammontare complessivo a carico del capitolo n. 75. 

Ora, per effetto di tale riforma, occorse togliere dalla denominazione di questo 
capìtolo la })arola guardie ed elitiiinare la relativa spesa di vitto, già inscritta 
per lire <,953,570 e che nel capitolo n. 75 viene a lìgurare per sole 1,438,765. La dif- 
ferenza che ne consegue in lire 51C,(K>5, attesta il benefizio, che si otterrà da detta 
riforma. Però questa somma viene destinata, insieme ad altre lire 231,072.91, le 
qnalì pure si eliminano da questo capitolo, a compensare gli aumenti che si pro- 
poDgouo ai seguenti capitoli: 

Capitolo n. 74 L. 22,877.91 

» n. 81 » 41,000. 00 

» n. 90 a 95 » 650,00(.). 00 

» n. 121 bis e 121 ter » 35.000. 00 

L. 748,877. 91 

Riepilogando, la diminuzione complessiva che si propone su questo capitolo, 
si determina in lire 2,1^,6412. 91. 

c\ Ridotto di lire 3,000 per passarl» al nuovo capitolo n. 100 bis « Sjese even- 
IwAiper V amministrazione carcei^aria ». 





Capitoli 


Competenza 

per l'esereltlo 

flnaniiailo 


Jli 

■2 


iJotiomuiaiìone 


ni 
9J 


Riporlo . . . 

Sitiviiio cli'llc raanifHilurp — Ar^uis o e manu- 
luii/.ioriL- di lUii cliiNU, allrezii e ulinsili (a) . 

Spcvi^id ilHIn mpnirnUire — PFOVvlsledi maiprin 
^Um ed «.Tcsiorie ,«) 

t;ur\idii dui.' miiiiif.iiiiirc — Mercedi ai del^nuli 
la\ofnnii {ai 

Sorviiin il-ii- iini.iiin ■ — Rolritiiiiloni o gra- 
L-criin fir .■ : 1 i'orlB, oi cunimissio- 


21,278,840.61 

213,0(0. CO 

2,.u0,0O0.0O , 

600,000. 00 * 

1 

]2?,000.C0 


H 



V^^' 



— S3d^ 



Capitoli 


Competenza 


o 




ile 

^3 


Denominatlono 


par r esercizio 

flnanziario 

1890-91 




TITOLO II 






(Spe»a iiiriM»rfllnarla 






Categoria prima — Spese elfettive 











l.'l 

bU 



121 
ter 



Spese per ramminlstrazlone delle carceri. 

Concorso del governo italiano al Congrcs<«o pe- 
n'ienziario inlernozìonale di Pietroburgo, che 
avrà luogo in giugno 1890 [a) 

Concorso nella sp*»sa straordinaria por compila- 
zione di lavori statistici occorrenti ali'iidiita- 
mento dei fabbricati carcerari in applicazione 
al Codice penale (b) 



Totale 



20,000. 00 



15,000.00 



35,0C0. 00 



ci Quest'aumento é dovuto ni concorso dol Governo italiano al Congresso pe- 
mt^uziuri''» internazionale di Pietroburgo, che nvrh luogo nel giugno prossimo. 

In couio;;uonza di questo speciale stan/.ianuMilo la d'uopo nio liticare la (leno- 
ni ina zi '.'lie del capitolo n. J^2, sopprimendo le parol.j: fjuoU' di cojìl'Ovso al Con~ 
grcfso iìitcrnazivìiale di PU^trol'Vrgo. 

f, Aument'» che ha p«r iscopo di retribuire occorrou lo, i Inv.iri straordinari 
che per uo paio d'anni devono essere fatti dalle cani'cUcrie ;:iudi/iarie nell' in- 
teresbe dell' amministrazione dello carceri, Koinininislran lo map'giori e precisi 
particolari su lutti i condannati deiiniiivj per poter ^tu liare conflati alcun vV 
riordinameli/^ del fabbricati carcerari. 



^^H 


.... ■ 




Ta 


Capitolo N. 74. — 














rXf'r'^c>.r::.^^ 


Hl-olo 


1 












DiFFenBNB*.: 










cba ai propone 






GRADI 


1 


...rlxl. S l,.tli.. 1BS7, 








5. 


5tip.qdtó .qnno 


1 






S 




^ 






























" 


i 




o 




5 1 












- 




^ 






■^ 




Ispettori 


, 


2 


,-.,000 


lO.CKlO 


1 1 

3 B.OOO 1S,0TO 




B,oco 


, 






Ili 




3 


Ì.M10 


»,0Ol) 


3 5,50o] )a,50(l 


t 


7.-.« 


> 






'J 


3 


« 


I.OJO 


8,000 


' 




• 


• 


' 


i 










« 




sn.m 


8 




3l,S0O 


£ 


15,500 


s 






Pci-tonaie da-cUieo. 










■■ 








' 




Dii'olturi 


1 


s 


S.OOO 


40, ODO 


4 5,000 


a) ,000 


. . 


i ì 




Id 


2 




O,oon 


...,» 


M,(«0 


. 9.00. 




■ 







" 


'"^■' 


^'7:v'"''" 




Ruolo 
e ai iiL-opoiio 


D[FPeBENZA ia 


lAFlI 




~M,i- = 


a^;;^', 


- 


Si,„,nto «.-o 
































i 






1 « 1 1 






^ 


1 


j 


T; 


1 

1 


ì 


i. 


1 


ìM 


!.• .i'ufj.nc. 














M,nM 


so 






' 






/M) 


i,r-v> 


no.oK 


z 


i.rw 


Oi.dn 






eo 


B0,0« 


hi. 


' 


1?1 






fi 




7,a« 

11,111 
i(;,i!i'. 


* 


7,K» 


il 


13,0W 


,J. 




-0 


7I>1 


7,U. 










• 


to 


7,(XK 






^ 




ir-ì,iK>. 


IIU 




.:-■,,«- 


•M 


:,fl,.>ic 


l^HI 






















— — 1 


■■ .1 r-tliln 








HT.nmi 


n 




Siii.ftì 


2 


is.r^ 


SU 


IBS.OH 


-ilir:iji.iij. 




::; 




:>:'>,iiii' 


!!>(/ 




4;^-:, ^ 


;n 


an.snn 


5ljl3*,0« 


. ,l'L,r.liue. 




i« 










i:i;,(»i> 


:» 


.vi.ixxi 


J3 yi.oor 


.(K>H( VI.E 










~ 




''''"■'" 


■e 


Kr.,000 


1 

17B|W,I(> 






~ 






" 


1 







* 


















- 






-1 





— 242 - 1 




Allenato ■. 1 


-CdPiTdLo [y. T.j. 


~ Personale di castodla, sanitario, religioso e iPIsfmitou. ■ 




luolo urgaiiico dei personale ili cmtodla M 






Riiol.i atmalr. 


Rumo ■iif«ron( 


inserenti in |^ 


■= 




T 


'»■«»■-« 




Sili 


<Ml \ IH 




E. 


-.- 


j, 


à. 


„ 


« 


.. 
















■5 








1 








^ 




V 


S 


^ 


■s 


1 1 




1 












1 








3 










Q. 






à. 












5 1 ■- 




z 


*" 




!=' 


K 




Coiwuiilaud (it 








,, 


i.a» aj.iw 


13 1 ti, ino 




. 


' 




~,,- 


7S,01X 


~ 


i.» ..,i»i 




12,000 5 


, 


.filili KunivliB e 




SM,l'in 


1-8. (UIC 


00 




t 


W.ìjo' . 








in.i.r^ 


1 13,00- 


,» 


i.son la.m 




30.(«0' 3 


• 






~l 


3S7,WI 


» 


1 350,000 


2 Ti.aw 8 




Si^ («pi guardi» 




~ 000 


ili, 10 





i,sno| los.imo 


1 4^000 • 


, 


e' H..i(.. v»!» sor- 














• 


V'y''»'"i •■-■ 


; 


•1? [ini 


iLO.n^ 


l'Ili 


1,100* ITfl.oO') 


. «,'on s 


■ 









-249 — 






1 r= 




1. 


wu w^ |i 






\ 

1 

; 
- 1 


s 




1^ ini 

1» 111* : 4 


plj 
li;: 




ì 




Jl 


lllIkEllLtli 


l'I : ■- 


■ 1 


,ó 








l?j: 


la 1 


= = — 
sa 




Hi 




! 1 




r^ 


.1 


li 


1= : '■ 

il:: 
f= : : 


- • 2 




^ 


ìli 

■£-* 




c.= ; ■ 

■=ì: ■ ■ 




ll_ 


tei sna-aj 


1 s 


jj ?| p 8 


jl;; 


I" 














s— 












2^ = 










io* 


-r» ^ 










°5 


= 2 i- 






;;__ j;3 7 T,j; 




= H 














Si 2 




■= 1 


^'iì ""2 Si- 






il 


t 


Mi 


a ili 


1? .9 


3| 














■S g ^ 

gE il 




T"- 


tP^ W |t! 


VjI 


li 








1! " S " P ^ 


Il -5 


i? 


" 1 |3 


ai«lMJ, 


• 1 












-i|:S 


e'' 


' = 


»1 oilU 


s 


Xs^ls s? s" 


1 


r 


1 .,„,-. 


■ 1 


^f '=!" ,=i"T " 


|i!l 


1. 


r 


- 


■ i 


n u n : 


Ips 


1 


1 


K 




i=Ì =^ ^J; 


-? 


s- 


1 










1- 


II 






S.^ t?, s-s. ■ 












- 1 


"m 








"^"" i: V - 






1 






i R ^2 ^ :! 




S 


L 


= 


3 




., 





—a 


pB 




CAPITOLO X 76. — Carosri - 


Indeniirti Iti alloggio. ■ 








ItiMOSTtur 






^ 


*«■ 










a«U>i ap««ii 








Ilei 








*^ 














1 


















s 


r.RADo 


i 


II 


P 


1 


(ìllADO 


1 


si 

a' 




3 


I»p«llori 


,,» 


~ 






SiiiilliirM) 


~ 


~ 




1 


Id 

Id 




^'"',? 




"] 


Cnpi'fllaiio . , . 


srp 


; 




~ 






9,^1» 






1>I. '. '. '. 


I»1 


j 




~ 


DlfUora . . . 


g leo 


*,!«) 


8,1» 


( 


jj! '.'.'. 


i 




: 


lil. 


1 ilssi 




1,M0 


■" 






~ 








■. tiaS 




i.ae 








~ 




; 


llll '. '. '. 


. 1,2™ 


i.aoo 


ijo* 




MuUAll'D 














OGO 




















835 


83t 






3a< 








la! . . : 


; Kn 


h-M 












: 




!W 


'fi 




~l 






~ 




: 


id, - . 


'l 






- 






— 


■ 



— 2i3 — 

GL'IRRESPONSABILI 



n si?. Enrico Fouquier del Figaro, prendendo occasione da un pro- 
cesso in incubazione a Parigi, fa le sog.ienli considerazioni che si leg- 
gono nel numero del 23 marzo: 

La « responsabilità limitata » è, oggigiorno, molto alla moda. Essa risponde a 
tuilOy salva tutto. Ha il vantaggio di paci licnre, con una spocie di transazione, la 
nescienza dogli scienziati e quella d(M giurali. Si trotta ora di sapere se non 
pro«lucc gra\i dnnni sociali, allorché si allarga, ct)mo ora segue, non sobraenle 
li Colpevoli giudicabili, ma anco a coloro la cui punizione non può trovarsi 
rie nella pubblica opinione. 

È mollo cambiato il concetto d(?l libero arbitrio e della responsabilità dei 
Wuquenli. Dei bravi sognatori, d'allroude perfettamente spiritualisti, cre<lent! 
ji buoni istinti della umanità e alla potenza (piasi divina della coscienza, hanno 
toninciato dal dire che il reato era una folIì;i. Quindi è venuta la scuola ma- 
Itoialista, molto p)tente oggidì, sopratuilo tra i medici, che ctmsiderano la 
iMiTia non come islrumento por esprimere il pensiero, ma come la sorgente 
Mìes«o, sicché l'essere umano non ù che la risultante dei suoi organi e che, 
[li'indo questi organi sono malsani e male conformati, non può esserne re- 
lipuQsabile. Se si spingesse anctjra un poco questa teoria, si giungerebbe a tro- 
hìn che Tessere morale essendo detcrminato dalle falaliià fisiche, ò al modo 
Ukso assurda la rici)mpensa e la punizii)n<\ non esistendo merito nò demerito. 
Ifcchè dare il premio Mi)ntyoii a un l)ravo unm<\ perchè decorare un corag- 
||ìasì, perchè deprimere un la Jro e Irgliiìre il «-olio ad un assassino ? Gli uni 
via altri non facendo clic «luaTito non è in loro fncolfii di non fare, la ingiù- 
Itfiia è eguale a trattar bene gli uni e a mallraltare gli altri. Descartes e Newton 
HUkO bisogno di una i])otesi, di un postulalo p(M' concepire il mondo mate- 
■Me. È chiaro che senza il postulato, senza ripotesi della libertà umana, il 
poodo morale non può esistere. 

I A ciò la scuola «lei material isti e dei fati;] isti, ha una pronta risposta. Rssa 
psi alla società il diritto di giudicare Tatto di uno dei suoi membri, ])()iclic 
Musi'atto non è libero; essa gli ncgn il diiitio di punirlo, poiché la voloiitù 
piana non è che una parola vrga, della qu:il(^ ri serviamo male a proposilo 
■Bf designare una foi-za cieca e p"!>siva niita d.-ìllo ingranaggio degli organi. 
Bh questa scuola non rifiuta alla SDcjctà il diiitli), essendo la più forte, di pro- 
i*?e«^i contro coI«)ro che la ìncomo«lano: e^^n sostituisce il (jarantismo alla 
llni^iizia. ti ladro, Tr.ssassino non sono respoiis.ibili del {:nslo che hnnno ]>er 
|h propriclà altrui anco se dovessero sopj)iimere il proprietario i)er afìerrnrla. 
■fcll^nto, aicc'jme vi è ancora una mrg^i'jriìiiza di proprir'lnri che non vogliono 
■ttsere spogliali o soppressi, essi chiudono o soj>priniono il ladro e Tassassino, 
ItaDa malumore, senza collera, senza pensiune nulla di male e domandando 
VKa della grande libertà che si pn^ndono. 
I 3U ramcnità dd garantismo consìste in questo, clic avendo l'Dpp&rcr\x;\ ìVV 



oHenunro il rigor* Uulle leggi stonosctincln in respOiiSaWlilà iIpI (Joiinqucnfl. roip- 
elude lugicamejiie eU n^'^'i 'il vai-la ne) mmlu ptìi tenìliile. MPntiv Ìb Ulosiilte i{i^ 
rlluaiisUi ammctle l'cmcniia ilul col|ini-uli; cui racuo tifila rai;iLii)u, c-onw II 
niosulia ci'isliaiin i'nmiiietle por meizo ilei peullmento, dò Clio Inciln li (tiu- 
Édzln a (lace nwerlluicnii ni cluiliiijueiiic e a gi-niluaj-o ie pene, i nmlcj'lslt»!^ 
convinti dio il reuto è faMf., crfìdutio svmpre nllit ntueMltb della t«cklliD * 
per cunseeiiwi'a ■•*<«io lnil"lU a non ommHlpi'c clm la |wiia pwpetua e dfHrt' 
' UTn. Oflconc, (,'iii^ia il luio Rlxicma, iliidilud^re a periiPluiUi I Odinqnwili, • 
In pIcUi sleasn. ni jiurl di^l ffaiimlitmo Miiislgjliuno tli tSitliM' luro II colti>, «4 
:L'alli-u, Dfiiichù impun-c ad trsal il sufipllxii} di mia lieleiuioiiP alla quatopa 
sono sonipre sfuggire con iguaiclii? riuscita «trsìodi!. < 

lo Ho pure conosciulo un garanlUIO che andava molta più Innanzi. Esko gioì 
seva a cliledoro rroiliinmenli.^ l'applicai lo ne della [wna di morie preventiva. P« 
suaso della ratatilà ereilllarlu, pureuaao che 1 Agii di un Uclinquenie evcvU 
novniitadnqiie proba bill Iti su cento di oassre alla ioi-o velia delinquenti, t 
nialuriulista conservatore e unianilaria illuneva ulte dovevasi annullaro HO 
enaggio dai colpevall. Che resa è la soppressione, senza dolore, di un Di 
dullo, Oijti ilioevu, di fronte al disordine clie colpisce la società per II roalod 
osso commeitorii più tardi f Dopo una ventina d'anni d'applica «Jone dp| «t 
loeiodo, il delitto dovrebbe sparire daliu terra, e rilornsre l'età dell'oro', 
dei'tlo essendo un morbo irasmossibile, una buona ripulita di miti I iMH 
quonti e dello loro famiiJilip, farebbero inioiire p'T sempre l'nra» 



I — 247 — 

I M.,..- n grave danno della indulgenza, e non solamente della indulgenza 

I ài ghiri, ma di quella mondana verso i somi-pnzzi, qualificati nevrotici e ne- 

[ TTOticliey egli è che sono malati che non vogliono guarire e adoprano 

an'arlÀ diabolica per utilizzare la loro malattia. iNuiln, infatti, vi ù di più co- 

Dodo che d'avere nei mondo la riputazione di novrotico ! Il politico che fa- 

' cesse, all'occorrenza, bruciare Paiigi come Nerone bruciò Uomo, por cantarne 

l'incendio sulla chitarra — nevn tico ! Il giocatore che Unisce col corrog- 

g re ia fortuna e del (piale si tollera la ladroneria — nevrotico ! il gran si- 

jrnore die si mostra nelle orgie più vergognose e più pericolose — nevrotico \ 

Ouclla donna che mette cìnicamente in mostra strani vizi — nevrotica ! 0?i 

per tiacco, è una cosa comoda, e non vi passa p3r la testa, quando caninii- 

nale innanzi ad una bottega di cambia \alute ove si irovaiìo esposti dei bi- 

^ietti di banca die c;*udelmcnle vi mancano, di avere un piccolo accesso di 

nevrotismo pratico ! 

lo non nego nulla di ciò die la scienza aiturma. Ammetto che per certi esseri, 
entri o no la causa ereditaria, il combattimento tra ì bene ed il male sia più 
85pro, più dinicile che in altri, e la vittoria snìWe passioni malvagie e sugli 
istinti col|)evo]i sia più dillicile a guad.ignnrsi. Ma il v(T0 modo per favorire 
questa vittoria è forse quella di pri>olafnare, da per tutto, nei romanzi e ala 
Cijfte di Assise, nei laboratori e nelle sale, la fataliù invincibile delle possioni 
eia irresponsabilità di coloro che a queste soccombono? (Questi semi-folti 
f^e si creano, che s'incoraggiano, sono singolarmente asiuii. I pazzi di- 
rhiaaii. quelli innanzi ai quali la patologia non ha o^;ilazio^i, gli stessi fu.iosi 
lunno delie astuzie ammirevoli per negare il loro stato, e talvolta compiono 
et anioni ingegnose ed audari da fare invidia a l.alnde. (ìhe sono dunqie i 
KOii-foIli ? Sono come Tanciulli male avvezzati e troppo amati che abusano 
de'Ia tenerezza dei genitori por evìtiire la punizioiie delle lo^o mancanze o 
per sottrarsi ad un dovere per essi noioso. Novt* \olie su dieci il nevrotico 
ci tiene a conservarsi o a farsi credere tale, trovando nella sua presunti» ma- 
latiia la irresponsabilità della quale ha bisogno per sodisfare ])iù liberamente 
una passione od un vizio. Non vi ù più una infanticida, una vétriuleuse il) 
Hie non sappia benissimo che con un abile avvocato e con un sapiente dot- 
tore, se la può cavare. In ogni ca<^o se la libertà umana è una chimera dal 
punto di vista dell'astrazione lilosoiira, ciò che io nego, <'ssa è, almeno dal punto 
di vi^ia sociale, una credenza indispensabile ala fodc, alla dignità ed alia si- 
curezza deirumanità. Non la lasciamo fuggire dietro a tanl' altre credenze che 
non abbiano più. Anco le menzogne utiU non sono di troppo : a più furie ra- 
gione ci occorrono le vecchie verità, che la scienza moderna ha potuto ferire, 
non ancora uccidere, e che è, in ogni caso, inipotonie a sostituire. 



, \ì\ Poiché gli afr<»gl alle persona, cui iniv./n ào\ vet'inlo, sono ormai diventati 
il Francia comuni, specialmento per parte di donne tradiie dagli amanti, cosi si ' 
è c<iOi«io «lieo il vocabolo relativo. 



VA.EIBTA. 



1 



Il codice penale degti antichi meetlcanl. — A prlnio asiMlto, quello che jA 

3orpren<le iidl'oigaiiamenlo poJillco-aociale del Hl'S^ìco umico è fo strano cm> 
iraslo tra 11 suo (liritro e la sua morale: quello, estremaUK-'olo rlgoro§o e ai 
anche crudele, rivela onclic all'eTidenzn die il suo è aiic-ora lo stadio 'Uelt 
twrbnrìe; la seconda di un csraiwre fncnmpBrabllmenle più elevalo e 
anctie poetico, lia già soriiassato di gran lunga 11 perJodu liarliarico dell'aiiiliri 
Eoctetji messicana, In genere, lino a ragitìun^m'e non di rado ull «lietu^ chi 
non temono il confronlo di c|ueUc della più pura m-*rale criaUono. - 

Ma nella menle ilei lllosoro e dui sociologo lo siupore Tara presto luogo ali 
rinessione, su1)ito die ol consideri come li itiedesimo cnnirusto fra ilfrttliT ! 
morale si Toriflclil eziandio por rapporto a tulio le altre sodein barbare n 
barbara dell' antlcbi là, al Perù cume nell'Egitto, in Persia corno nella Cina. 

Non è mia intenzione U'e'porre qui, nemmeno per aomml capi, la lugts^ 
zlone civile e penale degli anMctii mcssica'ii; solo rieorderiì come Htuesi'ullln) 
fO'SA ovunque e genoralnienlc di uo'cslrcma severità. Ln pena di morie v'm 
all'ordine del giorao. Valgano per tuiii, 1 seguenti esempi, cbc tolgo lìatft 
pera mcrìtatamenie celebrala dell'abate Clavigero (Storia anilca del tlettlaC 

~ Il tradiiore del Ite o dello Sialo era bastonalo, ed I suoi parenti t 
confiapevoli del tradimento non Io avesser per icrnpo scoperto, erano privi 
della liberta. 

— V'em co.'itltuila le pena di morte e di confìscaitone dei beni cnnird 
ciifunque aniisse usare, nella guerra o in qualche pubblica alleania delle In 
segue dei Ile di Messico, d'Acoltiiiatlan e di Tacuba, oppure ijucllc dei Cit»ta 
coati, tribunale supremo cunispondenlc in qualche modo alla nostra Corte i 




— 24U — 

/*' *f ilavji In jMìna, >l)ranaiKl(jln o (li\i(li'ruio i biaiii Trai l<*^lirnonì. In IU(<'por 

i'ifjfHil«rIi;i (JL'Ilii donna <»ra j)uniJa |mm' semenza «U'' maj^'isliafi ilal niaiiio suo, 

il <fuale le la^'liava il naso e lo orinine. In nN'inn* pai ti ii(!ll'iinp«Mo era puro 

castii^diii) con pena di morie il luarito clic sì riuniva alla iiioi^lie, quaudu con- 

sia\a (he ns<.'i a\essu ^ià mancalo «dia fcdelià. 

— Erano |>er lefrjje iinpiecaii tosi l'uomo die si vestiva da donna, come la 
donna che si vcsiìva da nomo. 

— Le penalità conno il finto \ aliavano secondo remila di*I medesimo, dal 
semplice pn^umonio dell<i cosa rubata alla lapida/ionf. Se però d ladi'O aveva 
rubato onj o ^remme^ dopi) averlo ei>ndi»tlo per tulle le s.rad»' della città, lo 
i^ncriliCdVano nella festa che ^W orelKi facevano al loro dio Xipc Colui clic 
rubava nel mercato era scniMndu^io ucciso a hasionaic nella piazza medesima. 
^jfflilrrienie era condannato a morte chiunque, nell' esercito, tubava ad un al- 
tro lo suo armi o le sue insegne. 

— 1 tutori che non rendevano buon conto delle sostanze de* loro pupilli, 
erano Impiccali. 

— A simile pena soggiacevano i figli che scialacquavano in vizi T erodila 
paterna: perchè — dicevano — era un ^Tavo delitto il mettere in non cale le 
blirlii* dei propri genitori. 

— iloliiì cìw usava malìe era sacrificato a;.di Dei. 

— L'uhiiacliezza nei giovani era delitto capitale: T uomo era ucciso a colpi 
di l'MSione nel carcera, e la donna era liipidata. 

— A colui che diceva (jualclic bugia gra^ementc nocevole, tagliavano una 
parte delle labbra e talvolta anche le orecchio. 



Queste erano le principali e più terribili sanzioni del codice penale d(>;;li 
antichi messicani. Dico questo perchè, setibenedi tutti ;:li altri paesi d'Anahuae 
più l'onforoie alla legislazione del Messico fosse (piella d' Acolhuacan, ciò non to- 
glie che non ne fosse in parecchi articoli diversa, ed anche assai più rigorosa. 

^- Secondo la medesima, il ladro veniva trascinato perle strade, poscia 
impiccato. 

— L'omicida era decapitato. 

— Colui che con arti maligne cagionava discordia fra due Stati, era bruciato 
vivo legato ad un albero. 

— Colui che si ubriacava fino ad uscire di senno, se era nobile era subMo 
impiccato ed il suo cadavere subito gettato nel lago od in (pialche fiume ; se 
era plebeo, fier la prima volta perdeva la lilxTtà, per la seconda la vita. — 
E a questo proposito, avendo qualcuno addimandato il legislatore perchè la 
sua legge fosse più rigorosa riguardo ai nobili, rispose che il delitto loro era 
lauto più grave quando più grande era il loro obbligo di dare buon esempio. 

— L'istesso re NezalmalcojU proscrisse pena di morte contra gli storici 
che Delle loro narrazioni pubblicassero qualche bugia. 

— Condannò altresì a pena di morte i ladri d(M campi, dichiarando che per 
soggiacere a tal pena, bastava rubare sette ])nnnocche di frumentone. 

Da ultimo aggiungasi che ))resso i Tlascallesi — i quali adottarono per lo 
più le leggi d' Acolhuacan — i figliuoli che manra% ano ^rrav emente al ri>p ito 
(l<.)vuto ai loro genitori, erano uccisi j)er ordine del Senato. 



bi- 



corne si vede, a pafagimc de! htum ra ycznhualvtijutl^ Il lerrll»i\e. Oracouiì 
tra un itgislaiore pieno di mnnxuetudine. Ed i» npimint) qu(».slo raniVlevc ^ai\- 
^io^o detta sué legge penale, dm attesta votUi, la ciMità ines:>icana ili ì^vù 



— iso- 



lo oncor iQu 



temi'i — mnlerado l'plGvaleEza Jella stia morate — toiso o 
suri» complfiamuiiic uscita diiHa sua prlmliiin bariJnrIo, 

Egi è che, per la sub sUxsa rgliliMU, ti dir Ito A orimitua co! 
B una tipi ce il' immiibllliit relsilva e non t><'0|Ei'0'l^"cu eh» IcntiimimUt, t 
noii hHi^lLt; qua.<i nini fetlelmunl» lo coriij'iiuiil Kodali tll una ilain epi) 
f(uella dei loii.|ii clic l.i |nvi i-Ji'Ileio. 

I.B ni.ii.ili', I-! ..■ ,.... :i !■ .,:., '[<■!(■ n,-.. ,' stallile, slW 

Unlu \,iu.i ■ I . :■■ ;■ 1 ■' 'irin>*, non sul 

»eroi.ri' ,i.i .. '. :, . . .Mi" Mii-InlB ii 

Bvolyc, iiM 11 .1 ; ■ j.'. ..ii.. ^..1, .,1 1,1 I ,i. iij, quusi tua I 

Cile guiilii I |)i',"ili jK'li.i Mi.i l.-iii.. .- iiiiKi^iu ilcli'ii t.iiii. progresso. 

Epperò, in leai hi'i" i''!", b' P'I" tUro cliu lu suim leale di clviUà i 
polo, in on dolo m.im nio storico, è quasi sempre migliore del suo 
ud inhrioro alla morale pioclaruara dB'suni doilorl; proi'isomentF con 
IH'ofonda senren:!a di Ri..yti-Col(ni-d, In cui si avverto spirllounracnlc j^ 
jinnali aiissi Imi ni iiusil maiirals lue lus profirei opiniunt. Jj 



(Dol Ca/faro di Genova), 



6ln3tltii Inglese. — Scrivono da Londra alla Gazzella dell' EnUt 
11 aprile: 

Tralascerei volenlicil di occupannl dell'argomento che mi accingo i 
per duo raRionl; prima per la tristezza dell'ai^omento stesso; poi pa 




^ — 251 — 

Talrolta 11 giudice od il maglslrato, a seconda della persona che presiede 
If dibattimento, non è di parerò di accordare- al condaniinto alcuna niispricordln: 
«d in questo caso, dopo pronuncialo il verdello sì adopera a persnadore i giu- 
nti che quella parola misericordia ù fuori di po^to. Qii(>sti ritornano nella loro 
aia e la cancellano. 

Qnesia pnro^ misericordia ò accordata ben di ratio; e quando non viene 
einrellat^ dai giurali slessi o soppressa dai ministro, ossa giunge sino nlla Regina. 

Todi SBppianQO (he la prerogativa della Coroiia è in questi nff.iri una grande 
fini'one costituzionale; ma qui più che altrove non solo è, ma appare in modo 
«videntissimo, essere una sola persona la ({uale condanna o condona: o questa 
è il ministro degl* interni. 

gualche volta egli cedo alla pubblica opinione, al spniimenlo generale; ma 
j?sii oi rado. Perdonò la vita alla .Maybrick lo scorso autuiuio; volle avere ora 
quela di Riccardo Davies, un giovane di 18 anni. 

il delitto di costui Tu grave quanto può essere la parola che lo racchiude: 
e parricìdio ?•, ma le clrcosianz*- per le (|uali e;ili si uom) sp-nto a parUxqiaj'c 
;ail UQ reato, che doveva costarg i la viia, non possono essere trasrurate. 

L'ucciso era s«»lto liitu I 'apporti doin(*;tici un essere «at'ivo. i*er 1> moglie 

[ed i tìJi era geiieroso soltanto » insulti, di maltrattamenti v di f me. Du volte 

tlfiijli •io\eiti;r(> accorrere per salv ro la loro main* «lalle mani di costui. )u 

iir:3 ii'r7n occas one arrivarono ap|)cna in tempo a .salvarla da una morte or- 

rble. Metro essa dormivu Davies era entralo nella di lei stan/.a cil aveva dato 

\kuKO al letto ! 

La famij:lia era composta di quattro tigli, tre, maschi e<l un» femmina; due 
nip^-io'enni e due minorenni. Qu(>s i .sotlVivano più degli alt i ì maltratta- 
\uc,\'i paterni e decisero di farla Unita. Tenibile, feroce decisione per luna la 
Juniglìa Davies. 

U sera dì San Paolo mentre Davies con il tiglio (ììorgìo — «l" anni 10 — 
[fiata i>er i aggiungere la bo'gata di Cren venni* fermalo da Iliccaid*, il qua.'o 
[il pi.1 fatto avanti al cavallo. 

[ Nello •*i*»sso tompo (ìiorg.o menò dui o tre '^ol])! di a'^ceita e la designata 
[vituoia cadde fti ri del veicolo su la sirala, dove fu larcnin cailavcre. 
I l.:i prima versione del fatto faceva credere ad una aggie-^^i-'ue, i)'ȓ i due 
\t^\ confe>sarono ogni cosa. La loro confess one noi era sullleenie ed il tri- 
iWiale .si ebbe quclln che gli mancava dalia deposi/io e furzat* dalla madre 
U degli altri due fratel i. Il dibattimento è stato uno dei pù -tra/Janli ed è ti- 
liho fun un verdetto di colpabilità accompagnato «lalie circosianze itlenuanti. 
I La sentenza fu di mtu'te per entrambi i fratelli. L' indemani di (|in *5io giu- 
walo, cominciò l'agitazione per la g'az^a. La discussione in pochi giorni si è 
Ibtia vivissima. 

I Tutto pareva dovesse rcnsigliare Tonor. Matth^^ws, segreta* io per gì interii, 
lad nsarr- la clemenza invocala dai giurati. I/iccettù pei- metà romnieitr^ndo in 
ha.':Ìunq)'C sia molo un gave erroic. Condonò la vita di «iio^gio e b^legrafò 
[a: boia H rry di prendersi quella ui Riccardo Questa doi^iorie è siala ed ò 
||p\*^ra mente ci iti ala da lutti. Lo stesso StaìHÌnrd organo del presidente del 
ICo sigilo, non ha potuto tratteneisi dal dire che se l'on. Mattbews non ha delle 
Ingiiip.i speci.nli per giusliflcare la sua decisione, e-^sa sarà da tutti giudicata 
Icome una grave ingiustizia. 

I Mailhews ha tenuto duro. Non volle cedere ne alle pregi liere della madre, 
lif al consìgli degli ami«*l, nò alle os-iervazioni del capo dei gi orati uè ai due- 
llili]:! iclegrammi ricevuti in un giorno solo. Fu dmo sino all'ultimo nn-mento. 
IHinedì olle 9 ani., nella galera di K"uisford, Riccardo Davies saliva al patibolo, 
■ con Sa usuale rassegnazione britannica, perdonando agli uomini e raccoman- 
Idandiisi a Dio. 

I LVsc uzlonc di questa sentenzif ha prodotto uria penosa impressione su tulli. 
II'OD. Hmhews non ha uà solo difensore fra tanti accusatori. 



L'università di Pietraburgo e I temi dei conoortl propoall •■» ilidaill 
sul slstemii peniteniiario. — Il piiissinio rnn&rpiwn di Ptctraburgo hn rai^ 
inliiiiio ii(ii''Miliiit'iiii- iiil .niTii'Si'i'r'' l'importnjiza dulia ('iilli<dra spi-ralemliK 
ili (|ii''l!'i<iiLvi'['siiii ni sisiiniiìL pimi leu ziariu, nella quale è litolai'O il prcfrason 
F<>init>ky. 

I; iiol'i l'Iir l'< tJiilM'i'^il;) rufM! bmidisrono Oi,nii Simo a;;!! Etudonti di cli- 
■i('iii>-' Ini lilla ili'i L'uiii'nr'^i a iti-rmio su di-lcmi ii:ili soggrili 

i£il in \i<'.:< ili'! l'i'^^imn Ci,jii^i>gi«) iH'iillctiz arili, nei iluc ultimi oimi sono 
stali Si ''III in i|ii<'ll.i ili l'i'i'lroiiui'K" 1 lenii !U>(,'i>euli : 
^roi;/f/,.i-iiiu fi..i.c" <■ sfafu aUutil» dtl sltìeitut tellulare ''8 felibr'niu IRfiti) 
'■ Sciii:ri''i',iU' sii.iirii •■ siiitii animili ilelle inlUazIoui ili patronalo e deglf 
SiiiliiUiiir„ii ri.iifz'oii'ili Ilei (liuraHÌ tleliiii/ttPHii 'K ri;bl)ri;ii) i8H!ii. 

I l::\iii'i iliiM'\»ijii i'-:<i'i'i- pi'i-:>i'iit;;[i ri tpui'ìicrsu ID oiistj di di' ombre del- 

I cisiih II (III i'ii[Li'i>i-ii liniiiit) sii|iprrli» ogni rs|iell!iliva. Sonft s 
1,'ili s I |iiiiii<> i"iii limi' liii.Ji-i ii'i"i-nii G eosriiHiiìiisi ; r, mrlgiTil 
, {,'li ailtoi'i hsuno dimost nlu d'e: 
ralci'c jii'idicnzi. rìir v di m vm perriiliaru- nW 
^s|jei!i. 1-^ j[nto iliM-is>> i-lic! Il In oru mlglion, 
: !:ini)ip::to a spi'se dell' iinliersilii, che uni 

lidis^Teiill Fuioni) prrMn- 
(t pat'iuii di Si-ri[- 
>fl siM rpiiorU>' 



il traipa 




I 



— 253 — 



COMESSO PENITENZIARIO INTERMZIONALE DI PIETROBl'RGO 



il Congresso si riunirà a Pielroburgo nel giorno 15 del mese di 
giugno nel palazzo dell'Assemblea della nobiltà, preceduto da una riu- 
niune della Commissione penitenziaria internazionale^ che avrà luogo 
nel palazzo di città. 

Contemponneamente si aprirà TEsposizione dei prodotti del lavoro 
carcerario e quella speciale degli Istituti di educazione correzionale. 

La Delegazione ufficiale italiana è composta del Si<r. comm. Martino 
Beltrani Scalia. Direttore generale delle Carceri, doì Signori comm. 
Tancredi Canonico, comm. Enrico Pessina, Senatore del Regno e cav. 
Aristide Bernabò Silorata, Ispettore delle Carceri. A quelita si è 
aggiunta una rappresentanza del Ministero di Grazia e Giustizia, 
composta dei Sicmori: comm. Pietro Nocito, deputato al Parlamento, 
professore airUniversilà di Roma, e cav. Emilio Drusa, professore 
allTJniversità di Torino. Altri italiani prenderanno parte alla solenne 
rianione alla quale saranno rappresentati i principali Stali del mondo 
tirile. 

Air&;posizione speciale degli Istituti d'educazione correzionale baimo 
inviali oguretti, disegni, quaderni di studio e prodotti, le Case di custodia 
■Mchili di Bologna, Napoli, Pisa, Tivoli e Torino e quella femminile 
4li Perugia, i Riformatori maschili di Ancona, Genova, Milano, Venezia 
e quello femminile di Brescia. 

All'Esposizione del prodotto del lavoro dei delenuti sono rappresfU- 
tati, con campionari di oggetti costituenti l'orlìnaria proluzione, gli 
Slabilimenti penali maschili di Lucca, Orvieto, Nai)oli (S. Efraiuo), 
ìXarni, Precida, Pallanza, Capraia, Orbetello, Nisid.i, Lecce, VtMiezia, 
Fallano, Viterbo, Civitacastellana, Reggio Emilia, Milano, Porloforraio, 
i^ina^a, Possano, S. Gimignano, Volterra, Civitavecchia, Alghero, An- 
cona, Roma (Terme Diocleziano), Roma (Regina Coili), Alessandria, 
Salicela San Giuliano, Castiadas, Pianosa, Notr> e Cagliari e gli Slabili- 
Difiiti penali femminili di Trani, Venezia, Perugia e Roma (Villa Altieri). 

L'Amministrazione italiana ha poi raccolti in una Esposizione speciale 

tutti i lavori che coW'opora dei condannati si eseguiscono pi^r couVo 

I ^tWAmmiaìslrszione slessa o delle altre dello Stato, cioè per VE.>evx\\.o 

JDMria Careararta — Aimo XX . » 



— 254 — 
I' h M^iinn, le CLiiinlie doganali, lo Guardie (ii Pubblica Sicurezu^ 
la S:inità l'iiMilr.'i ecc. ecc. 

Quoiii divori si piivuuiscono in S3 S labili nienli diversi e vi ni trovane 
in inolia iiL-i'ii]ia[i hIiit .-i 3,0OJ iletenuli. 

I,'Ariimiiiialra/.ìori(^ rmlralc ilelle l'arccri lia pure preparato un Album 
•]\ tipi (lì celli' 'ir.ltiinrie, da infermeria e dì punizione, cubicoli, par- 
lalciri, liaL'ni e veiliire celliiLiri. 



r.nxcT,usio>i dei relatori 

suLi.K Ti:si i-iiorosTE pi;i, IV Cosqresso ihtersaziosale 

IH S. PiKTKOBUnGO 




-265 — 

teslaziìDi, cui potrebbe dar luogo qualunque tentativo per una defi* 
Dizione intemazionale uniforme dei reati soggetti airestradizione. 

W. Spasowick, dottore in diritto e avvocato a S. Pietroburgo. — Dopo 
aver esposto i progressi e lo stato attuale del diritto di estradizione, 
conclude che non sarebbe possibile né desiderabile stabilire delle de- 
finizioni precise ed uniformi per le violazioni alla legge penale e quindi 
una Ie?gc suirestradizione universalmente riconosciuta. Non sarebbe 
possibile, attesa la diversità dei codici e la differenza dei termini tec^ 
Dici, per rappresentare un dato delitto o un dato gruppo di contrav- 
|tenzióni alla legge — non sarebbe desiderabile, perchè l'accordo uni- 
versale non potrebbe ottenersi che a detrimento dell' esten<%ionc del 
principio di estradizione alle infrazioni meno gravi e a quelle di ca- 
ntiere alquanto controverso. 

Dr. W. Starke, consigliere intimo al Ministero della Giustizia a 

\Berlino. — Mostra che è impossibile di allontanare le difficoltà risul- 

[lami dalia diversità delle leggi penali dei diversi paesi, nel modo 

stesso eh? è impossibile di eludere l'esame della ricerca se il fatto 

[rimprnveralo al rifugiato è punibile pure in base alle leggi dello Stato 

[ibi quale si richiede l'estradizione. 

Perù, egli aggiunge, che lo sviluppo continuo delle relazioni inter- 

noaali hanno fatto sentire più vivamente il bisogno dell'aiuto reci- 

foco neiramministrazionc della giustizia. A ciò spinge pure lo svi- 

della legislazione moderna ed è a sperare che, col tempo, questo 

liro de>i Iorio della scienza dovrà avviarsi ad una soluzione sempre 

soddisfacente. 

. J. Lacolnta, avvocato alta Corte di appello, professore di diritto inter- 
:ìnn-iìe alla Facoltà cattolica di Parigi. — Su questa tesi propone: 

le allo stato attuale delle cose non si possa ottonorc» Vuìiifà di deno- 

inazione e di definizione dei reati da inscriversi nei trattati di o;>tra- 

:oMe che menzionando tutte le infrazioni indvitintamentc, eccottuate 

coudavvenzioni e quelle categorie di reati (delitti politici) elio cre- 

ilmenlo sono escluse da simili trattati. Non si dissimula le obie- 

H contro una tale soluzione, ma ri'.iene che non si addiverrà ad un 

cordo se non con riunioni di conferenze, di congressi internaziouaW, 

siano disciiSL<5^ iuUo le questioni concernenti l'estradizione e U di- 
"i^éiff^iaU compara/o. 




In 'inai mollo l'ubriachezza puh essere, rhjuardaia nella Icijì 
prnale ? 

a) Come iiifratione eonsidfrata in sé slessa ? 

h) Come circostanza che accompagni una infrazione r e) 
distruggere, allmìuare a aggravare il carattere penale di essa 



Il Comitiilit della Sodeli ìindfne contro l'abuso delk birande ah 
Tir, K. vo^StnoLSSKR, presidente del Senato a KartBruhe; Dr.l 
tonsiglìere sanitario a Kurlsruhe; CinLo B\EH, consigliere di 
appello a Karlsrtihe. — Chiunque è trovato in luojro pubblico 
<1i ubriachezza imputabile a »ua propria colpa ed è causa di s 
divienn passibile delle pene previsto in materia di conlravven 
La puna diiv'ossere aggravata qiianih) Iratlasi di un noto bi 
(juesto caso h It^ge deve dare facoltà al j^inJico di proniinciaf 
tenzione dì un ubriaco in un asilo poi hi^oni , quanto sianvi 
questo CLMiere. Cosi sono pure passibili di pena quei lipoiii che 




f 



— 2o7 — 

I 

cede q'jantlo la contravvenzione viene a concorrere realmonte con un 
delitto. Se vi ha concorrenza ideale tra la contravvenzione e il delitto, 
la pena più forte per quest'ultimo assorbirà quella della prima, 
fi Comitato non approva l'idea di fare dell'ubriachezza, in tutti i casi, 
ao motivo di apr<2rra va mento della pena; come di farne, in generalo, ima 
ausa allenuanlc. La società ha il dovere di fare in guisa che per Tav- 
Tenire i giudici evitino di considerare, come si è fatto spesso finora, 
Pabrìachezza di un accusato come una circostanza attenuante da fare 
Éninaire la pena. 

Tancredi Canonico, senatore del Regno d* Italia. — Sottopone al Con* 
presso le segaenti conclusioni: 

L'ubriachezza in sé stessa non può mai essere punita se involontaria 
d accidentale. 

L'ubriachezza volontaria, allorquando è pubblica, deve essere punita 
Dme pericolosa per la pubblica morale e tranquillità, vale a dire come 
na lesione del diritto, almeno in potenza ; e il grado della pena deve 
isere piii elevato se trattasi di ubriachezza abituale. 

L'ubriachezza pubblica per sé stessa, anco se volontaria, non rite- 
endo i caratteri di un vero delitto, non costituisce che una contrav- 
enzione e deve essere punita con pene di polizia. 

Tali pene devono pure applicarsi a coloro che volontariamente fanno 
briacare una persona, come altresì agli osti, liquoristi ecc., che danno 
evDnde alcooliche ad individui palesemente ebri o a ragazzi che mo- 
Irano un*età inferiore ai i4 anni. 

Nel caso di crimine o delitto commesso nello stato di ebrezza, se 
[uesta è completa, l'agente non è mai penalmente responsabile, quando 
fattasi di ebrezza involontaria od accidentale. — Se invece 1' ubria- 
hezza è stala volontaria, e tanto più se abituale, e l'agente non ave* 
ra progettato Tatto criminoso prima di ubriacarsi, il reato commesso 
tarante l'ebrezza devo essergli imputato e punito come frutto della 
colpa. 

Se, al contrario, l'agente aveva in precedenza stabilito il reato, e si 
na ubriacato appunto per facilitarne l'esecuzione e procurarsi una scusa, 
il reato deve essere punito come frutto del dolo, ma con una pena 
tempre minore delKordinaria. 

Quando l'ebrezza è incompleta, il reato commesso in tale stalo è 
•imputabile, sebbene in grado minore dei casi ordinari, non imporUtvAo 



-258 — 

SG l'ebrezza sia slata o do volonlaria, e se volonlaria, enti la 
dcnle deLermiaazioDe di commeltere un'azione di^liltuosa. Tutta 
stabilire il grado di ilimiiiuzione della pena ordinaria, occurn 
conto, tanto del «rado dì ubriactipzaa, ijuantn del concorso, a 
della volontà dell'agente nell'attù di ubriacarsi e dell'uso scici 
ha potuto fare dell'ubriachezza ooie mezzo |ier agevolarsi 1^ 
trazione di un crimine già in antecedenza deteiililiinto. j 

Dr. L. FtiuLD, avvocalo alla Corte di Mayence. — L'ubriaobca 
essere sempre iiuniia quante volte sia di natura da Ci?»«3ro se 
Si dare sempre, nelle pene destlnatt.' a reprimere l'ubriachezza, 
guere tra la prima contravvenzione e la recidiva. La riicidìta^ 
sere considerata come una circostanza) ag^ravanle. L'nbrrachJ 
tuate deve anco essere punita con pene accessorie, come M 
del diritto elettorale, della capacità di esercitare pubblici uR 
diritto di porto d'armi e dei diritti di patria potesti Propo: 
il Congresso emetta il voto elio ogni pi.>rsona condannata tre v< 
ubriachezza nello spazio dì diciotto mm, sia privato df>gli ac 
diritti per la durata di cinque anni almeno. Vi sono dei casi 
l'ubriachezza può mitigare la pena, ma tali c;isi sono mollo 



lìT'^'y. p . 



— 259 — 

Dz LiLiENTHAL, professore di diri(t) penale a Marhourg. — La re- 
iooe non è ancora pubblicata. 

lODOLFO HeiNZE, Consigliere inlimo, professore air Università di Hei^ 
erga, — Discorre delle pene comminate dai diversi Codici contro 
iriachezza e ì delitti commessi durante la medesima, e, fatta la de- 
:ione deiruomo nello stato di ebrezza per mostrare quanto questa 
r)otente fomite a commettere infrazioni alla legge, il relatore svi- 
a le seguenti conclusioni : 

ubriachezza non può non essere punibile, salvo il caso che essa 
)uraincnte accidentale e completa. Se incompleta, essa indebolisce 
aente la facoltà, e quindi non toglie completamente la responsa- 
i degli atti che si commettono e non può costituire che una cir-* 
nza attenuante. Quando è volontaria, essa non può avere alcuna 
\e attenuante, l'agente è responsabile di ciò che ha voluto. Se 
emedilata, cioè contratta per avere il coraggio di commettere un 
3 procurarsi una scusa, in tal caso, senza dubbio, deve conside- 
conie una circostanza aggravante. 

ubriachezza per sé stessa deve considerarsi come una conlrav- 
ione, se pubblica e provochi scandalo, e quindi punibile con una 
lenda o una breve pena di carcere, alla quale, pei non abituali, 
ebbe sostituirsi l'ammonizione giudiziaria o la condanna condi- 
ile. 

3 stei^se pene e la stessa sostituzione a quelle, dovrebbe applicarsi 
jnditori di vino, e di altre bevande inebrianti, se ne somministrano 
vventori palesemente già ebri o a minori di 16 anni. Oltre a 
le pene potrebbero essere minacciati del ritiro della patente e 
I chiusura dei loro esercizi. 

r. A. MoTET, perilo-medico presso i tribunali e la Corte di Parigi. 
Fa le seguenti conclusioni: 

ubrìchezza è punibile, come pure il reato commesso durante la 
esima, quando essa è semplice e quando è manifesto che il delin- 
[ite era in potere di evitarla. 

punibile, con aggravamento di pena, quando reccitamentoalcoolico 
irocurato intenzionalmente per commettere un reato, 
'ubriachezza è punibile, ma con attenuazione di pena, che spelta 
ludici determinare, negli individui di debole intelligenza che per 



— 2Ò0 — 

le condizioni d'infei-iorità del loro orRanismo cerebrale sono meno io- 
grado dì sopportare le bevande alcooliche. Non sarebbe scusabile n;^ 
caso, non inTreiinentp, che questi indivi<)ui sapessero giìi in precodeiiia: 
che non possono berp senza pei'iMtò. 

I reati non possono essere panili quando sono commessi dpI perÌod»< 
del delirio acuto o sub-acuto di sct^sso d'ulcoolismo, come pure net 
casi di alcoollsmo cronico, allorquando le Icsinni cerebrali hanno fom- 
jN-iimesso l'integrità dell'oFRano e turbalo in modo permcnenle le «ne 
funzioni. 

Slidsberg, artocato a S. Pwlroburiio. — Lo stato di ubriachezza, fui 
Bìderalo in sé stesso, non coslituisc<.' un realo; può nondimeno esser» 
punito quando sìa accompagnato da allentati all'urdiuo pubblico, ali. 
sicurezza e ai buoni costumi. 

Sono utili le disposizioni legislative inlese a stabilirò misure eosrc^ 
live a riguardo d'individui abitualmente dediti all'ubriachozza ; ma UJ 
disposizioni non devono rivestire un, carattere repressivo se non n^ 
Casi ui cui, in seguito all'ubriachezza abituale, l'inilividuo veoiìse S' 
fai* carico della pubblica beneficenza, o quando specialmente unisse 
l'accaltonaggio all'ubriachezza. 



— 2G1 — 

tale effetto raccomanda che, ove sìa possibile, oltre airistruzione teo- 
rico-pratica del personale pel servìzio penitenziario, sia insegnata la 
scienza penitenziaria nello università — siano stabiliti dei seminari allo 
scopo di congiungere lo studio teorico e pratico di tutto quanto con- 
cerne le carceri —che allo studio preparatorio dei giuristi sia aggiunta 
il senrizio volontario penitenziario con l'organizzazione di corsi spe- 
ciali negli stessi penitenziari, fmo al momento in cui questo servizio non 
diienga obbligatorio — che siano inviate alle biblioteche, dalle autorità 
amministrative e giudiziarie, tutte le opere sulla scienza penitenziaria. 

CcsARB Lombroso, professore di medicina legale aW Università di 
Torino. — Parla della necessità di studiare praticamente la scienza pe- 
nitenziaria, conformandosi alle idee della nuova scuola penale che 
prende in esame il delinquente anziché il delitto. A tale effetto pro- 
pone di facilitare lo studio dei condannati nell'interno delle carceri» 
permettendone Taccesso a tutti gli studiosi, s^nza che con ciò ne ri- 
senta danno la disciplina degli stabilimenti penali, nò venga violata 
in alcun modo la libertà personale dei detenuti stessi. 

n corso distruzione della scienza penitenziaria dovrebbe compren- 
dere, secondo il relatore : 

uno studio teorico sulle leggi, ordinanze e regolamenti carcerari» 
sui tipi di celle, mobili, ecc. ; 

uno studio della statistica criminale, teorie penali, liberazione con* 
dizionale» patronato, ecc. ; 

studi d'antropologia criminale e di psichiatria sui delinquenti; 
e finalmente una parte tutta pratica consisterebbe in un esame 
diretto dei luoghi di detenzione, delle celle ecc., sotto gli ocahi dei 
direttori, di altre autorità dirigenti e dei professori. 

I risultati di questi studi e di queste visite dovrebbero essere an- 
notati in un registro in duplice copia, che fornirebbe preziosi ele- 
menti alla commissione per la liberazione condizionale e a quella per 
la sorveglianza delle carceri. 

Segue in appendice un quadro didattico per lo studio dell' uomo 
delinquente. 

Enrico Joly, decano onorario della Facoltà, professore di scienza 
penale e penitenziaria alla Scuòla di diritto a Parigi, — Propone al 
Congresso le seguenti conclusioni : 

Le ricerche relative al delitto e alla lotta contro il medesimo, è utilo 




e razionale che siano Tiiso ia uni seien» unica," 

(li aciunza penale e penitenziaria. ^^«i£ltf 

Quesla scienza che esiste, ei ha gii fatta le eue J^B^ 
incoraggiata e aiutala, ortfanizzaD Ione l'ìnaegnamento. 

Tale iD«e!;iianienlo può essere ad oa tempo gdeolfQco e pratico, «■ 
deve esjcre iiroposto ai giorani ciie si dedicano alla magistratura e 
alla carriera amministi'ativa. 

Una parte di i]iic»to insegnamento dere essere completata con iUà\» 
fatte (la una parte degli allievi guidali dal loro professore nelle 
e negli istituti penali, e con nna specie di clinica fatta, se non durante^ 
almeno al termine di ogni visita. 

Fra gli incaricati di questo insegnamento e coloro cut è affldata 
Tesf-CLizione della pene, ò necessario stabilire dei regolari rapporti, 
poìcliè il loro concorso non ptiò che recare proQlto all'anuaiDistrazioas 
ei alla scienza. 

Sj)elt3 ali 'ululili Ili strazio ne, responsabile del buon governo degli sta- 
bilimenti, disciplinare le condizioni di queste visite. 



i Foi-MisKY, avvocalo alla Corte di appello, profestort a San f 

trubiirnu. aivocata 'leiicrate alta Curie di Cassazione. — Dichi; 




— 263 — 

della scienza penale in modo che esso foruìi il complemento insepa- 
rabile del diritto penale. E siccome V arte di guarire non s' impara 
senza il concorso della clinica medica, cosi lo studio deiruomo delin- 
quente sarebbe incompleto, se scompagnato dalia clinica morale del 
condannalo. Perciò propone che nelle ore assegnale alla visita della 
Soderà di patronato, previ accordi tra rAmminislrazione delle carceri 
e i corpi insegnanti, sia permesso a gruppi di due o Ire sludenli al 
più, già prima designati airautorìtà, sotto la direzione di un magistrato 
di un professore, di accedere nel carcere e presenziare i colloqui 
dei condannali, procurando inoltre con sagge misure di iniziare, per 
^H'uppi, gli studenti alia conoscenza pratica di tutto quanto si rannoda 
al regime penitenziario e allo studio delle questioni di applicazione 
di esso. 

4* Tesi. 

Per quale genere dHnfrazioni alla legge penale — sotto quali condi- 
zioni — e in qual misura^ converrebbe ammettere nella legislazione: 

a) R sistema delle ammonizioni o rimostranze indirizzate dal giudice 
oU'autore dei fatti incriminati, in sostituzione della condanna ? 

b) // sistema della sospensione di una pena (ammenda, imprigiona- 
mento ecc.), che il giudice pronuncia, ma che dichiara non doversi ap- 
plicare al colpevole finché egli non sarà incorso in una nuova condannai 

VoN LiszT^ professore all'Università di Halle — Ammette che devesi 
restringere il più possibile l'applicazione delle breve pene del carcere, 
e parlando dei vari sistemi escogitati in sostituzione alla detta pena 
5i ferma sui due proposti dalla tesi e conclude che l'ammonizione 
sem[)!ice è una misura troppo poco efficace. Essa per taluni non ha 
alcun effetto intimidante, mentre per altri può riuscire più grave e 
penosa di alcuni giorni di carcere. 

E?li la definisce cosi: per l'uomo d'onore ò il perdono con Tumilia- 
zione del perdonato, il perdono con Tuniiliazione della giustizia se 
il colpito non è tale. 

Se si aggiimge airammonizione una cauzione per la buona condotta, 
lì si converte in una condanna condizionale ad una pena pecuniaria, 
ciò che non crede conveniente. 

Preferisce, senza restrizioni, il sistema della sospensione della p^v\;i 
secondo h legge belga del 31 maggio 1888. 



— 864— J ■' 

É d'uopo clie sia slabilita la colpabililà d«l)'accinato con una sentenza 
che abbia forza di cosa giudicata, non potendosi perdonare sa prlin»i 
non si è riconosciuta la colpa. — La iiospenfiono Jeìh pena lia tultr 
i pregi deirammoiiizinnc repressiva senza averne i difetti, nisparmiait. 
carcere all'uomo onesto che per la prima volta ha commessa DDileff' 
gera infrazione — con!!(<rva alla giuiitizia il canltere repressiro, Mon 
il quale perderebbe ogni autorità, e, minacciando la pronta esecHùoafr 
della pena la caso di ricadata,manliene anco saffldentemeDte il cvi&terfr 
preventivo. 

Non entra nei dettagli poiché compito delle Bssemblee inieroazlonatt 
non è quello di compilare dei progetti di legge, ma soltanto di procl»- 
mare i princìpii cai devono ispirarsi le legislsziooi. 

La legge belga potrebbe servii-e di modello agli altri paesi; essa pul9 
essere suscettibile di emende, ma per far queste conviene attendem» 
ì risultati. 

La liberazione condizionale ha fatto il giro del mondo; la coodanna 
condizionale la set^uirà nel suo cammino trionfale. 



De KiBC»znAS\n, professore aU'Unicenitàd'Ueidelbfrga. — Ammesso- 




— 285 — 

COQseguenze che ne derivano; viene quindi a parlare dei sostitutivi di 
Qoa tal pena e tra questi dell'ammonizione repressiva della quale fa 
b storia, e della sospensione della pena, e conclude proponendo la s^ 
guente risoluzione al prossimo Congresso : 

< La scienza penitenziaria può ben riconoscere come utili riforme 
per la piccola delinquenza Tadozione vuoi della reprimenda giudiziaria 
come sostitutivo delle pene di carcere ppr breve durata, ai termini 
dei nuovi Codici del Portogallo e deirilalia, vuoi della sospensione 
della pina in conformità della legge belga del* 31 maggio 1888 ». 

* 

Antonio Woulffert, pro/'Msor^ aggregalo alVUniversilà di Mosca. -^ 
n relatore parla specialmente dei vantaggi deirammonizione giudizia- 
ria in sostituzione delle brevi pene di carcere, purché veniss3 appli- 
aia alle seguenti condizioni, cioè: che essa dovrebbe conservare siem- 
pre il carattere di un surrogato della pena e non essere ammessa che 
per c^^rte infrazioni per le quali sono comminati il carcere, la deten- 
zione una pena pecuniaria. 

Jl giudice dovrebbe decidere, date le circostanze del caso e la 
persona del colpevole, se questa sia preferibile ad altra misura pe- 
nale. 

L'ammonizione perchè riesca utile deve essere data in modo solenne. 
Nel caso che essa venisse accolta con disdegno e il colpevole tenesse 
una condotta indecente all'atto della dichiarazione del giudice, dovrebbe 
essercrli applicata la pena più forte, dopo quella deirammonizione. 

Quando un indivìduo già ammonilo commettesBe entro un anno un 
nuovo delitto, tale delitto dovrebbe essere punito col massimo della 
pena. 

Pronunciandosi in favore dell'ammonizione giudiziaria, riconosce pure 
il grande valore deiraltro sistema destinato a restringere Tapplicazìone 
del carcere, la condanna condizionale, inaugurata nel Belgio con la 
leorge del 31 maggio 1888. Opina sia utile combinare i due sistemi 
per avere una maggiore gi'aduatoria delle pene, poiché per taluni de- 
linquenti la sola condanna del carcere, anco condizionale, potrebbe ar- 
recare una troppo sensibile e poco giusta offesa al loro onore. 

R. Garofalo, cfc^ presidente di tribunale a Napoli. — Propone che: 
tutte le pene di recìusìone, di detenzione o di carcere non 4e\ibaTvo 
mal avere una dorata inferiore a 6 mesi 



— 266 — 

AI1ori]nanclo il giudice ritiene cìv dch\m applic-irsi il ì^tddcUo mhJ 
ntmutH Ai pena, e che il colpevole sia ileinia di imlul^nza {ii'r la 
buona condotta anteriore, ordìnerl una dilaKione ali* esecuìionc della 
sentenza, se nello spazio di cinque anni esso noH incorrerà in ultra 
condanna. 

Se vi è tina parie lena, non sarà concea^a la detta dilazione, k pri- 
ma questa non avrà avuto una riparazione ppl danni sojTerlf, o che il 
colpevolp aWiia indennizzato il querelante pagaridugU una somma de- 
terminata ed accettata da quest'nllimn. 

Gli si potrà accordare una dilazione, afUnchè powa pagare a rate, 
~m proporzione dei anoi jruadagiii , a somma convenula fissala dal ma- 
gistrato, fa caso di non pagamento alla scadenza, la pena sari subito 
, eseguita. 

Oneste condizioni dovrebbero applicarsi con maggiore o minore lar- 
ghez?:a a seconda dei dilTorenli paesi e dello diverse circostanze, e )t 
tonlanria condizinnalo non dovrebbe mai eancederai, quando una foniìj 
di reato asi^nme un carattere endemico o imitativo, o quando il reato 
È dovuto all'opera di una setta o di una as'^ociazionc di malfattori, a 
che il querelante si contenta di una indennità meschina e litira U 



— £67 — 

Sloutchéwsky, professore alla Scuola di diritto di San Pietroburgo. — 
Per la condanna condizionale, dopo aver dimostrato a qua! punto si 
trovi ora un tal sistema nelle diverso legislazioni, prova a quali incon- 
fenienti esso possa dar luoflro e pur riconoscendolo meritevole di con- 
siderazione, non lo ritiene attuabile che in pochissimi casi e quando 
le cond'zioni speciali di un paese permettono di attribuire al giudice 
poteri cosi estesi e di constatare in modo precìso i casi in cui i con- 
dannati non sodisfano alle condizioni da cui si è fatta dipendere la 
loro liberazione. 

Quindi ritiene esser miglior consiglio escogitare altri mezzi per cora- 
lattere i perniciosi effetti delle brevi pene di carcere, occupanloii 
della riforma interna della pena in questione. 

C. ?EiìT,consifjliereaUa Corte di cassazione, presidente della Società 
^entrale delle Carceri a Pariiji. — In materia correzionale, le pene 
del carcere o dell'ammenda, malgrado la latitudine lasciata al giudica 
nella loro applicazione, presentano talvolta un carattere di eccessiva 
rigore, quando specialmente i delitti per sé stessi offrono piccolij?sima 
gravità e quando la colpabilità decrli accusati sia per la loro età gio- 
Tanile e per le circostanze nelle quali il reato fu commesso, si trova 
talmente attenuata da scomparire quasi del tutto. Nell'antico diritto 
francese quanio si liteneva troppo severa l'applicazione dello ponr» or- 
dinarie, conciliando gli interessi della società con quelli del giudicabile, 
si ricorreva al sistema deirammon/^r/owé». Essa consisteva in unavvorti- 
menlo dato dal giudice al colpevole, nel quale, mostrate lo conseoruenze 
del suo delitto, lo si preveniva dei rigori che lo altondcvano ove fosso 
nuivamente ricaduto nella colpi. Un tal sistema è [)'ire ammesso nella 
leirislazione di diversi paesi e sarebbe utile che fosse generalmente' 
adottato. Il giudice non dovrebbe ricorrervi che poi delitti uiinori, in 
caso di circostanze molto attenuanti e soltanto in favore dei non reci- 
divi. L'ammonizione dovrebbe darsi in pubblico dal giudice. Essa non 
co>tituisce una pena vera e propria e non lancia tracce di natura tal»? 
da nuocere all'avvenire di colui che ne {) oorgotto. Non ù iscritta quindi 
noi casollario giudiziario, se non por norma dei Gfiulìci, ma non dove 
ma', figurare sui certificati di penalità. Essa esime dal pagamento delle 
spese giudiziali e dall'azione civile della parte lesa. Quando trattasi di 
un minore di 16 anni, ohe hi agito con (//s:ern/.mento, dof o Vamiwo- 
dizione, se il giudice non et e le di reslhmrlo ai genitori, è ìa t'ACoW-a 



di mandarlo in una casa di educazione oorrczionalo Uno iìi'ctà di SA 
anni. — Nel caso di ricaduta, gli ammoniti dovrebliiiro estero patibili 
di un castigo piii severo. Cosi revoluta. l'aiamoiiizioDe pr&senta graodt 
vanta^i^gi, tra gli altri la diminuzione delle recidive, rhpariuiamlo, al 
giovani colpfvuli per la prima volta, l'ambienlc del carcera e la 
se^liieute corruzione. Essanoiimancadì GMDiplarìl&e di eOlcaciai 
lo iDoatra l'esperienza già Tatla. 

La sospoNSJonc della pena lina a che non interviene una nuoTa-cn»- 
danna entro un cerio numero di anni, non olierrebtie lo stesso scopa 
dell'ammonizione, Poicliè mentre quella cancella la rxilpa, t|uella Is»cit» 
il colpevole sotto la minaccia dell'esecuzione dnlla cotid.iQna pronui 
ciala e per quanto leggiera, fino al termine del peiiodo di pmva, ni 
polrehbe non Ggurare nei cortiUcali di pennlilà. EMesa alle pene 
. parecchi mesi di carcere snerverebbe in grave mollo l'azione repressivi 
la<tcicrebbe al giudice un largo potere di cui polrobhd racilniente abn? 
sarò, e die, in molti casi, potrebbe far sospettale della sua iupu^! 
zialilà. 

Dr. TiiALBERG, projessore all'Universtla ili Kìeir. — Ammette coo 



— 2CÌ) — 

€ Tciomplarità della p?na. Credo che attualmento qunsto sii^teuns, ap- 
plicabile in maleria disciplinare, non si polrebbe estendere, s^nza gravi 
inconvenienti, alle infrazioni di diritto comune. 

In quanto alla condanna condizionile, egli la ritiene più vantaggiosa, 

nou avemlo gli inconvenienti deiranimoniziono e soddisfacendo ai ca- 

ralleri di una vera pena, e ne raccomanda l'adozione, non dissiraulan* 

Jori che, ammesso il principio, devono sciogliersi altre questioni che 

aj essa sono strettamente connesse. 

L. PuiBAR.vi.D, lìottore in diriUOy ispettore (jenerale dei servizi a;w- 
fHÌHÌ$trittivi al Ministero (ìcH'interno di Francia, — La sua relazione 
é riassunta nelle seguenti conclusioni : 
Sistema delCamnionizione. 

Dalfetà fissata dalla legge come punto di partenza della responsa- 
bilità penale fino all'età fissata per la pienezza dei diritti civili, l'indi- 
viduo, che avrà commesso, una infrazione alla legge penale, godrà il 
berje:ìcio dcW ammonizione quando l'infrazione da lui commessa non 
ba recalo danno materiale ad alcuno, o se il danno sia stato df^bita- 
menle ri[)arato. 

Se le conseguenze della infrazione sono irreparabili o non furono 
convonienlemente indennizzato, il colpevole sarà punito nei modi or- 
dinari i. 

Sistema delta sospensione della prima pena. 

Ogni inJividuo di età maggiore tradotto in giudizio per la prima 
folla, potrà ottenere il benefìcio della sospensione della pena pronun- 
ciata contro di lui quando si verificano le due condizioni ffià accen- 
nale prece lentemenle, e, quando non si verificano, il colpevole sarà 
punito conformemente alla legge. 

In caso di recidiva, la nuova condanna, qualunque ne sia la causa, 
à aggiungerà alla prima rimasta sospesa, ed ambedue si sconteranno 
successivamente. 

L'estratto del casellario giudiziario, non farà mai ijienzioiie doU'am- 
monizione o della condanna sospesa. Quando interviene una secoiìda 
condanna, vi figurerà anco la prima e quindi tutte le successive. 

Per le ammonizioni su contravvenzioni di semplice polizia, nor» si 
Werà all'età dell'ammonendo, sempre che vi sia stata, in caso di danno» 
b dovuta riparazione. 



•***^ Cgro^nttrUt — Anno XX, 



^ 



— 970- 
5" Tesi. 



Quale aulùrit'i lieve giudicare della sorte dei funàulli 
sera colpe o Ut'vi infrazioni ulte leygiì \ 

Su quali elementi e secondo quali principii deve deciderti 
colpe infrazioni devono avere, come conseguenza : 

a) Ihiii cnidaiina pennk e la detenzione in «ho stabili 
iiiienziario propriamente detto ? I 

b) /( cottoramenlo in uno ftnbilimentn di correzione pn 
tiziosi iadiscipliuali? 

e) L'inrio in uno stabUìmenlo d'educazione destinalo a 
renni poxii solfo la tuleln delCavlorilA pulihlica? 

Vela dei fancinlli deve essere il solo elemento da tener prese 
clasfiificazioneda fari- e nelle determinazioni da adottare a loro ri 



Doli. A. Marro, dottore in medicina in Torino. — Per stabiliri 
di un minorenne colpevole e fissare il tempo diirunte ilqiiiile 
seriì sottoposto aJ un reyiine disciplinare, non si deve iPner e 
laiito dell'azione comme^fl, ma anco riellB condizioni nelle 




— 271 — 

Tale incarico dovrebbe alììdarsi ad un medico o anco ad un alienista, 
che dagli eLemcnti raccolti e daH*esame del piccolo delinquente può 
dare un giudizio sulla sua responsabilità e sulla possibilità o meno 
di emenda. 

3^ L'elemento esecutivo, scello tra le persone che si dedicano al- 
l'etiucazione dei fanciulli — Direttori di scuole industriali o educative, 
maestri, ecc. Il tribunale composto di questi tre elementi , avrà 
cura del giudicabile e veglierà a che l'educazione di lui sia lo scopo 
supremo. Cosi per ragione deiretù, mancanza di istruzione, od altre 
circosLuize sfavorevoli, e tenuto conto delle buone qualità e della non 
recidiva, lo si manderà in uno stabilimento d' educazione pei giovani, 
poslo sotto il controllo dell'autorità pubblica. Se la spinta a malfare 
fu data da una eredità morbosa, allora lo si deve collocare in uno sta- 
bilimento speciale di correzione, sotto la direzione di un medico-psicologo. 
Quando poi, l'età meno giovanile, le moltiplici recidive, la bancanza 
li sentimenti morali, e la gravità delle disposizioni criminose, lascino 
poca speranza di emenda, si applicherà il sistema dell'intimidazione, 
Collocando il colpevole in uno stabilimento penale vero e proprio, sot- 
toponendolo ad un severo regime proporzionato alla gravità dei suoi 
pravi impulsi, alla debolezza della volontà nel fare il bene e all'im- 
potcDza di resistere alle cattive inclinazioni. 

Tutte queste misure devono prendersi, non già per provvedere alle esi- 
genze delia giustizia, mi per vegliare alla difesa sociale. 

G. CoRRBVON^ membro del Tribunale cantonale vaudese a Losanna 
[Snszera). — Non è ancora stampata la relazione. 

IvAA ForNirsKY, suddetto. — Alle questioni di colpabilità e di discer- 
nimento riguardo agli individui che non hanno raggiunto l'età dai 14 
li 18 anniy che hanno perduto la loro importanza pratica, devono sosti- 
toirsì le seguenti: 

Il fanciullo ha bisogno di tutela da parte dell'autorità pubblica 1 

Ha bisogno di una semplice educazione o di un regime correzionale ? 

Deve essere proibita Tammissione dei giovanetti minori di 14 anni 
negli stabilimenti penali. 

Quando la legge distingue due specie di stabilimenti destinati a 
loevere i minori sottoposti aìla pubblica tutela, la scelta deWviu^i o 
lell'aJtr» def0 essere deierminata dal genere de! reato commesso, daV 



— 272 — 

grado di sviluppo ìntollcLliiiiio, diiil'jiuibioala in fui virerà i) mloiirAj 
dai suoi aniereiÌBnii, dal ^uo carattere, L'eti del minori; * pure d' 
grand" importanza, nome l'indice dfìUo Mato morali! di>l irìovsniitlff 
Se In qiio.;tiooe dolio atabilimento di tiilela iiubblica è»Ula Aollerald 
da un doiitlo commesso dal rainorfi, spelta ni tribunale, col coueorao 
delie Btituzioni della tutela e doUn i<tlriii!ÌonF< pnbhiioa. ch«> foriDiind 
cM tribunale una sola ammlnistrai^ione, stabilire r]iicsln tutela, deUr» 
jBìnariie la lurata, farla ccsaarfl prima 'Idlo spirare dd termino, «icertier» 
il gt^nnre di »<lnbilimento adatte al colpevole, dasare il tempo che ri 
deve soigrornare. cambiare il genero di stabilimento e fsrnelo uscire 
anco prima dellVpoca stabilita. 

Ojrni minora posto sotto la tutela puliMica ricavo diiH 'amiti inistrs- 
zione un tutore rpRpf>nsabilP che adisce in suo nome e ha il diritto, 
Cmtrollato daU'ainmint'^lr.'izìons Tiudlzfana o tutclarp. di Tarlo traslocar! 
in allrn stalli lìmi'n lo e di farvelo uacipe prima che spiri il termine fissato. 

C. n, Hanu \ LI-, sfijreUtrio M Consiglio di amminUlrazione della 
di rifiirmo dt-Hn Slnto di .Vichiga» a Coidn-nter. — (Non ò ancora pul 



-I I 



— 273 — 

che hanno i genìlori a.ss6nti o in carcere, quelli che sono sfruttati dai pa- 
renti ed impiegati come istrumenti e complici dei loro dclilli e quei 
giovanetti abbandonati a causa della miseria delle loro famiglio. Gli 
slabilimenli che meglio convengono a questa categoria di fanciulli, 
sono quelli organizzali come le scuole di riforma (Reformatonj svhools) 

d'Inghilterra e le Scuole industriali deirAmerica del Xord. 
\u generale, si deve tener conto dell'età del colpevole, quando si 

tratta del suo collocamento, a meno che le circostanze speciali del fatto 

delPagenle non facciano modificare questa regola e militino in favore 

di un'altra risoluzione. 



6» Tesi. 

Quali mezzi potrebbero essere adottati per colpire in modo più diretto 
fd fificace il ricettamento e i ricettatori abituali f 

L\srRES, avvocato professore di diritto, deputato al Parlamento spch 
^uolo. — (Vedi Atti del Congresso di Roma). 

Hill, giudice di pace a Birmingham. — (V. Atti del Congresso di 
Rma). 

G. KLcr.NFHLLER, professore aggregato air Università di Monaco. — 
Premette che sotto la denominazione di € riccttalori » egli intende 
Don soltanto quelli che, conoscendone la provtMiieiiza furtiva, nascon- 
dono, comprono e rivendono oggetti rubati; ma anco coloro clìe celano 
alle ricerche della giustizia i colpevoli; — ritiene che il quesito sui 
iDOiii per combattere la ricettazione e i ricettatori ha carattere omi- 
oenlemente internazionale poiché a causa dei moderni progressi dei 
ny»zzi di trasporto e della facilità dei viaggi, è più agevole l'espor- 
tazione del prodotto di un furto dal territorio di uno Stato in quello 
di un altro, in guisa che ciascuno Stato isolato non ha i mez/À per 
combattere efficacemente i delitti contro la proprietà. 

Passa in rassegna i diversi Codici nella parte riguarilante i reali di 

ricettazione e sostiene che per colpire con maggiore enficacia i ricet- 

lalori si deve aver in mira questo iriphce scopo: 

Rendere, mediante misure preventive, resercizio della ricelUiioive 
vmpràpió dilBcile; 



-874 — 



1 



Assicurare per quanto è poi^sibile, con disposizioni di procedura, 
scoperta la conduniia dei rìceltatori ; 
Stabilire pen? gravi e ammende elevate in modo elio il danno !)uhH 

dal ricettatore in caso di condanna, superi il facile guadagno che egl 
spora ottenere dalla sua azione. 

J, BouLLAiRB, dottore in diritto a Parigi. — Per colpire in modoeSl 
cace il reato di ricettazione e i ricettatori abituali, occorre che sìa al 
montata l'ammenda da ìnUiggersi per tale reato, poiché l'amore del gu 
dagno è ilTomiteelaE^pinta principale a commetterlo — che siano compM 
tati e fatti rigoro^amen le osservare i regolanipnli profes^ionili desìi 
nati a prevenire simili reali. 

K. Clmuin, allocato alla Corte di appello, aggiunto di municipoìA 
in imo dei circondari di Parigi. — (La relazione non è ancora stampati! 

I. FoiKirsKV, suddetto, a nome della (Commissione della Societi 
di giurisprudenza di San Pietroburgo, avverte ch« la teal ha 
importanza per I ■Inghilterra ove i ricettatori di oggetti furtivi 

considerati come complici secondari dei delitti; e su [juesta tesi li 




?»-a»yf'.^ 



-275 — 

G. KARMCKifdt S. Pietrobunjo. -^ La societi ha il diritlo di prontlorc 
ittisare per sottrarre i minorenni dairinfluenza perniciosa del loro gè* 
nitori. 
Un delitto o più delitti cemmcssi da un miiioroniìe non poi^sono 
servire per loro stessi di base a restrizioni dell* autorità paterna per 
Vepo^a che s'^gae il termine della condanna. Occorrono invece fatti 
paVilivi el accertati a carico do! genitori o almeno una grave negli- 
genza da parte loro. 

L'autorità dei genitori riconosciuta nociva per il figliuolo, può es33re 
so^tiljìta, da una tutela s'iconflo la regola del diritto coniurìc, o 
ateando il fanciullo pre-^so una famiglia onesta e laboriosa o prosso 
un:) stabilimento di educazione. Il capo di questa famiglia o di questo 
s;abilim'?nto entrano nei diritti e negli obbligìii di un tutore verso il 
pupillo. La tutela potrà pure essere conferita al direttore dello stabi- 
HmeQto penab da cui il minore sarà stato liberalo. 

Il tribunale che giudicherà il delitto dol minore, constaterà puro 
la part(3 d' inluenzi o di trascuratezza avutavi dai suoi genitori, e 
S'i questo punto coniunichf»rà lo sue conchisioni all' autorità compe- 
tevo per la tutela dei minori. Quest'autorità potrà pronunciare la 
deca lenza della patria potestà e organizzare la tutela. 

L'iniziativa dei provvedimenti da prendersi può spettare anco al 
PuhMico Ministero e all'amministrazione dello stabilimento penale in 
cui il minore subirà la pena. 

Sarà utile che in tJtti i paesi l'organameiìto delle autorità di tutela 
€ la loro procedura sieno semplici e sommarie, in modo da facilitare 
le misure da prendersi. 
XiM caso di liberazione condizionale, prima del termine della con- 
' danna, )' autorità tutoria spetta di pien diritto al capo dello stabili- 
fflento penale. 

T. RoussEr., senatore^ membro delV Accademia di medicina a Pariiji, — 
S'intrattiene a parlare specialmente delle misure prese o proposte 
per proleggere l'infanzia abbandonata, e i diversi stadi per cui è passata 
la relativa legge francese del 23 luglio 1880 ; ma que:2ta sorpassando i 
limiti proposti dalla tesi, la quale riguarda soltanto i giovani liberati, 
pur riconoscendo che se si vogliono arrestare i progressi della delin- 
quenza dei minori, si debba innanzi tutto avWsare al molo di prole^- 
^ert ed educane i fanciulli abbandonali e maltrattati , propoue ài 



stolìilire, con disposmoni legUlative, di far w-BMre il pieno eserclal 
dei lìiriUt di pntrìa poU-Uh uei gcnìtari di un laiuorunii)! condauniti 
prosciolto e mes'50 in correzione ; clie la partfl di tali diritti rife*! 
remisi alla cii^'-odia della perdona, aireduc3/i<>ne, alla cofrpzìiìae, »ÌU 
emancipazione del minciio, pasei nelle mani del pntera a m mini strati vt( 
al quale lo slessa minore viene rimesao per decisione d(<J tribiiiMle; 
che l'esercizio di questi diriUi, qualunque sia la durata della pena a 
della correzione fìssala dsUa sentenza, re^<ti all' ammiiiislraziiiae I 
alla ma^^iore età, o lino a quel tempo che rammùùsLrazion» ritieu 
necessario per preservare il minare dalie perniciose influenze che p&< 
trebberò perderli!. 

F.NHICO UoLi.Er, avroctilo della Corte d'appetto di Par ij/i — RiaKsil- 
mendi) la sua relazione, propone al Coniiirussn df adottare che : 

n potere ^giudiziario deliba lìssare alt'etA maj^glore b durata mas 
sima dell'educazione correzionale e riservare ui polOre amministra- 
tivo il diritto di concedere la libertà provvisoria. 

Il minore contro il quale sarà stala pronunziata una pena, dovrà i 
potrà al termine di questa, esser sottoposto all'educ^iziune corrono- 



^ ' 



* - ■ •'_■ 
f ■ - 



— 277 — 

TalU una lunga digressione sulla lesi propoUa, studiala sotto diversi 
aspetti, viene alle spp:uenti conclusioni : 

I crìmini e i delitti commessi dai condannali durante la detenzione 
non devono essere mai giudicati da un tribunale composto dalie Au- 
lorilà amministrative del carcere. A questo tribunale possono soltanto 
deferirsi, per essere giudicate in prima istanza, alcune contravvenzioni, 
cnmmes^ dai detenuti durante l'espiazione della pena, sotto certo 
condizioni, cioè: 

Che tili tribunali o Corti spnciali non devono istituirsi che là 
dorè non fosse dispendiosa la loro organizzazione ; 

Che siano istituiti ove le autorità locali esecutive di uno slabi- 
limentn penale abbiano forze sufficienti per ben adempiere le loro 
funziani ; 

Che si possa costituire un tribunale composto di tre membri al- 
meno, ciascuno dei quali abbia una istruzione giurìdica superiore o 
quanto mono una istruzione media ed alcuno coprnizioni giuridiche 
inilispensabili per ben giudicare, e che la contravvenzione non abbi» 
recato danno ad alcun membro delle autorità carcerarie; 

Che si limiti a conoscere solamente q ielle contravvenzioni che si 
manifestano evidentemente e la cui fiirura giuridica è semplice e 
chiara e che hanno una grande rassomiglianza alle infrazioni pura- 
mente disciplinari dei detenuti e sono, per conseguenza, molto bene 
conosciute dai membri di simili tribiuiali speciali. 



Alimena, professore alVUnkersUà di Napoli. — Per regola generale 
si d?ve -immettere Tonlinario procedimento giudiziario e sollanto per 
^cezione si può stabilire, per lievi reati, la punizione per parie dal- 
rdUtorìlà amministrativa — vuole quindi stabilito il principio € Si possono 
punire in via disciplinare i delitti la cui pena può o?'>oi\^ costituita 
da un aorcrravamento dell'altra per la quale il colpevole si trova già 
detenuto, o quando pel reato sia comminala un'ammenda ». 

Quindi si puniranno nel carcere quei delitti che, nnco nel caso di 
errore giudiziario, non avranno gravi conseguenze, che più facilmente 
poli^pinno giudicarsi da noti magistrati, che hanno intima relazione con 
la vita interna del carcere, che destano minore interes-^e e minore 
s^petlo alla società civile. 

Siccome è provato dalla sìat'ìslìca che nelle carceri, come ue\V.v 
Tiu ìibera^ // maggior numero dei delitti che vi si commeUouo sov\o 



^m 






E 


i 


■ 


■ 

1 


■ 

1 


■ 


d'indolf 


lieve, 


cosi 1 


joa 


yran 


parlo ilfii 


reati 


sari 


1 puniltfl 


sci|>linare. 
















^ 


Le ammende 


saranno 


fatte 


pagare ai 


detenuli 


prelevando 


partr? dai 


peculi 


(1 liiro 


riservata, 











Ivan C»éGL0wiTO\v, di San Pietrabargo. — Per rtfforure hd 
nelle carceri e rendere pib esemplare la pena riliene utile, 
esempio di altre lei^islazioni, allargare i limiti dell' auloriti < 
striitiva delle carceri, alBdandole anco^ l' incarico di giudicare 
reati di diritto comune commesù durante ta detenziiHie. 1 deli 
, messi nel carcero li suddivide in tre gruppi: il primo è o 
da quei reali che hanno evideotemenle un cantiere di ial 
alla disciplina,— il secondo dai reati che pur non areodo i 
carattere, si rannodano alla vita interna del carcere, — il b 
delitti che non hanno n?3sun rapporto con la disciplina degli 
menti penali o che presentano una gravità ecceziooale. Qu 
primo gruppo e una parte di quelli del secondo potrebbero 
giudicati in via di::cipl!nare, lasciando ai tribunali ordinari il \ 
dejrli allri. 







■• w- '\ 



-279 — 

goriiw a Zenka^ — Per queste tre relazioni, V. Atti del Congresso 
ftnitenziario di Roma. 

Illing, consigliere intimo superiore al Ministero deìV Interno a Ber- 
lino. — Rispondendo con una sola relazione alla 1* e alla 2^ tesi 
d'i questa Sezione, propone : 

ì^ lì lovoro nelle carceri dove essere limitato, per quanto è pos- 
sibiK a preparare gli oggetti necessari alle carceri stesse e allo Stato 
in generale; 

2® Il lavoro in economia offre air amministrazione delle carceri 
una grande latitudine, potendo organizzarlo e resfolarlo secondo Io 
«copo della pena. Ma questo sistema non ò preferibile che quando si 
disponga di un sufficiente numero di impiegati intelligenli; quando non 
reca danno agli interessi della classe operaia e quando trattasi di un 
ristretto numero di detenuti ; 

3° Odiando il numero dei detenuti supera i 200, non si può fare 
a meno deirappalto ; 

4<> Il sistema di appalto generale è in con tradizione con le esi- 
genze della teoria e della pratica penitenziaria. L'autorità pubblica, 
dando agli appaltatori il diritto di organiz/.are a loro bf'neplacilo il 
lavoro in un carcere, abbondona loro Tesecuzione della pena e si priva 
del mezzo più elficace per esercitare una influenza salutare sui con- 
dannali ; devesi, in ogni caso, riservare il diritto di regolare il lavoro 
in irpnerale e determinare quale debba essere Toccupazione di ciascun 
detenuto. 

0» Ad evitare quanto più è possibile gli inconvenienti della 
concorrenza, si deve raccomandare, ammesso il sistema dell'appalto, di 
non cedere la mano d* opera dei detenuti che mediante pubbliche 
licitazioni, e se adottasi il sistema ad economia, si deve proibire al- 
Vamministrazione di un penitenziario di preparare articoli che fanno parte 
della piccola industria locale, e di tenere un deposito per la vendita 
al minuto di questi stessi oggetti. 

Dr. EcKERT, consigliere intimo direttore del penitenziario di Friburgo 
(j/ra« ducato di Dadeii), — Rispondendo con una sola relazione alla 
1*, 2* e 8* tesi di questa sezione, conclude nel modo seguente ; 

L'organizzazione del lavoro in economia nei penitenziari deve essere 
pfefpriia al sistema per nppaìto, per i iDasgiorì vantaggi e mmovv 
ìnconreoienU che il primo sistema presenta rispetto al secondo. 



per ovviare al pericolo tlellii cont^oniuii:;! airiiidiislria lilwra o 1 
atipnuarla per q>iantn è possibile, egli propniieche i pimitenziarì sìa 
riparlili geoj^ralIcnDacnte nel paese in mnilo uniformo; che vi si 
nizzi il più grande numero po^ibilc di iiiusUeri e ili industrie; d 
si vendano i pruilolti sopra un va>;to mercato, e possibilmenUi 
smorcino lali prolotli su mercati stranieri, non vendendoli mai » pre 
inreriori a quelli dell'imi ustria libera. 

Occorre far lavorare, quanto più è possìbile, i detenuti per cddIo dell 
Sialo e apecialmenle per conto ddl'Amininisirazione carceraria; evltu 
por quanto si può d'impiegare i deleniiti in lavori che occupano gli mi 
vjdiii delle classe povere del Uioeo ove sorge Io stabilioiento penali 
non aervHndosi mai, per esitare i prodotti dell'industria rarferaria, delfi 
pubblicità dei giornali. Queste Rono le norme seguite pel lavoro nell 
carceri del granducato ili Baden. 

Ritieno con rio di avere risposto ,inco ali,» tesi a-ldizionale propost 
dal Governo giapponese (b*). 

<' Barone Frahcesco De Renzi?, ex-4fputalo al Parl'imenlo Ualiano, 

nU(ero plfTiipolenzUirio di S. ìt. il Reil'Ilnliii a Bruxelles. — É p:irli2isni 




- 281 — 

è sempre preferibile a quello per appalto, sia poi minori inconve- 
lìienti a cui può dar luogo, sia perchè meorlio deir altro ragoriiJiìge 
lo scopo cui è destinata la pena. 
Per ragioni di equità e di politica sociale, dcvcsi dare nelle carceri 

il più jGrrande sviluppo ai lavori per conto dello Stato, destinati a 

proTvedt?re ai bisogni delle sue amministrazioni. 

A RiviKRE, tjià tnajistrato^ Membro (lei Consvjlio di direzione della 
&/cìelà generale delle carceri, a Parijiy rispjjnde a questa e ;dla 2* tosi: 
Il sistema del lavoro in appalto arreca moltissimi inconvenienti, 
^ che enumera e dimostra. Perciò egli è favorevole inve 'e al sistema del 
hvoroin economia, e ne combatte le obiv.ioni, specialmente quella 
delh maggiore spesa, col dire che di fronte ad una ([uiNtione di mo- 
ralilì e di interesse sociale ogni altra devo tacere. 

Cinra all'altra tesi della concorrenza all'industria libera, egli ritiene 
chi» lina tale concorrenza sia stata esaorerata, e ohe tutral più può 
avere un qualche valore in Francia, pel lavoro prodotto nelle Case 
peDali, Maisonfi ccntrales. A ciò si può ovviare con l'aumentare il 
numero delle induslrie esercitate in questi stabilimenti. 

Dei tre mezzi escocritati per eliminare, pi.T (lu-inlo è possibil'\ i danni 
della concorrenza (lavori per esportazione, lavori alTaperlo e lavori 
4i oìT^etli pei bisogni dello Stato), crede più ulile il terzo anco in vista 
• dp| sistema ora prevalente della detenzione, clhilare. 

BÉLA At/icl, direttore delle carceri di yagH'Emjed {Untjheria) — Stabi- 
lisce che il lavoro carcerario deve informarsi ai seguenti principii, 
cioè che: deve essere in accordo col diritto penale e col sistema peni- 
tenziario; non deve recar danno al regolamento, alla sicurezza ed alla 
disciplina dello stabilimento, né pregiulizio alla salute dei d'ienjti; 
ed essere proporzionato all'individuo - deve, per quanto e possibile avere 
un effetto educativo ed ess'^re scolto in nudo da poter riuscire proficuo 
ai lib:?rali — deve prò birre un bennllcio sicuro, ed rs^en* organizzato 
in motlo da non fare una concorrenza nociva all'in lusiria libera. Dimo- 
stra chr» il sistema di lavoro in appalto, in tutte le sue forni », non risponile 
a questi concetti, mentre che il sistema del lavoro in econo'nia sodi- 
sfa a tutte le anzidette conlizioni e q lindi deve essere preferito, per 
quanto esso implichi un maggior lavoro <'jm;ni/iislrativo per le Diremuv 
eJ esi^a cognizioni speciali relative al commercio ed alle indui^lvle» 



^ 



Sc[llM<iNOV$KV, Membro dellii Carie lU ap/iello a Oiie'ua. — (Ilelazium 
non ancora pubblicala). 

S, De Balkay, ttiretloTe delia caxit di forza a Sopron (UniflierSa) — S 
dichiara partigimo del sistema liel lavoro pnr appalto, seciiido qiianU 
ai pratica nei penitenzìarìi ilei! 'Ungheria, ove da circa vpntì aoni ni 
certo niimern di detenuti sona cciluli ad un appaltatore che In in 
dato ramo d'industria, e nel recinto dello stahilimnnto, li fa.tavorant 
per «n prezzo (issato. L'appaltatore somministra la matiria prima e ^ 
amflsi Deces'api, Ta la vendita dugli agt^eltl fabbricali e pa^^a i salari^ 
Cosi in alcuni penitenziari ri »ono parecchi appaltatori, ma sempre tiid 
parte dei detenuti lavora pei blRO?Di delh casa. CÌ3<icun appaltator 
non riceve operai chR per un cerio genere di lavoro con l'obbligo 
occuparli co^anlemfnlf^i ove li lasci mancare di lavoro ^ tenuto a p.igii 
re una forte ammenda olire .illa perdila del prodotto del lavoro di 
operai scioperanti. 

Con tal sistema l'erario pubblico non fa alcuna anticipazionfl par 
acqiiislo di materie prime, non sp"nde nulla per l'insegnamento pn>< 
fessionale, non corre alcm rischio nella vendita degli oi^gettì fabbricai 
ed ba sempre un lavoro costante ed assicuralo. _ 



— 283 - 

2» Tesi. 

In quafe misura il lavoro nelle carceri è dannoso air industria libera ? 
Come si potrebbe oì'ganizzare il lavoro dei detenuH in modo da evi- 
tare, per quanto è possibile, gli inconvenienti della concorrenza ì 

Herbette suddetto ; 

Ckherio suddetto. — Vedausi Atti del Congresso penitenziario di 
Bma. 

IlliìNG suddetto. — Vedasi la risposta data alla 1^ lesi di questa Sezione. 

EcKCRT suddetto. — Idem, idem. 

Rivière suddetto. — Idem, idem. 

P. GuÉORGNiÉwsKF, professore all'Università di S. Pietroburgo. — É 

insignificante il danno arrecato airindustria libera dal lavoro nelle 

earcerìy anco nei pochi casi in cui siano fondate le proteste per 

questo danno. 

Tali proteste, o almeno le loro cause, potranno evitarsi, rivolgendo 

il lavoro dei detenuti alla preparazione di articoli d'importazione o 

di oggetti necessari alle diverse amministrazioni dello Stato. 

Dr. V. Leitm\ier, Procuratore generale a Gratz. — Ha preso a trat- * 
tare questa tesi, perchè la esperienza acquistata nel suo ufiìcìo gli per- 
mette di suggerire un molo d* impiegare i detenuti che non soltanto 
risponde a' concetti di ordine Qnanziario, economico e sanitario, ma 
che altresì è eminentemente pi'oprio a produrre la rigenerazione mo- 
rale e Temenda completa dei delinquenti, e può conciliarsi col siste- 
ma penitenziario progressivo che tosto o tardi verrà adottato da tutti 
gli Stati. 

Il sistema da lui proposto è quello dei grandi lavori pubblici con 
Topera dei detenuti. — Un tale impiego non si oppone alla continuità 
delle occupazioni industriali nello stabilimento penale, poiché quei 
lavori non richiedendo che un certo numero di operai e per una parte 
dell'anno, una buona parte di detenuti resteranno nello slabiUnieui.o 
ove ssuTBBDo adibiii a diversi lavori induslriali^ seguendo il prmc\p\o 



1 



- 284 - 
tti Oai'e ai ilclennti occupazioni cutrififioniltaiE alle loro altitudini, 
loro antecedenti e alle loro iiicllDaMoni inilivtduali, ponriidoli co:jì ìi 
grudo di guadagnare onestamente la vita «Ila loro aiicit>i dal c»rci?< 

Fa la storia delle aijiiadre di detenuti dislaccati dai diversi slabitìmeii 
pi*DaÌi doli'Aiiatria e spficialmente da quelli del di&lretto di Gnu cllj 
sono soltopoòti alla sua superiore dlreaionc. 

Parla quindi dei vantaggi che iiirro un tale sistema, favorendo li| 
imprfse tentale nell' interesse pubblico, quali quelle per correggere 1 
corsi dei dimi a dei tornanti, dissodarL- terreni incolti, ecc., pel bU 
che i detenuti lavorano con un salario inferioro a quello degli opB 
liberi, e forniscono, grazie alta severa aorreglianza e alla rigori 
disciplina, maggior copia di lavoro. Tale lavoro non h concorrer 
al cotnoiiìrciu ed all'industria e permette di conciliare gif inlcra 
degli industriali o dei commercianti col princìpio cttp irnssim detenuK 
■sotto alcun pretesto, delba restare inoperoso; fsvomoe la salute Alia 
■dei coudannali e li solleva uioral mente, li emenda e li prepara razionala 
mente e coti sicui'fzza al paesaggio dalla detenzione anvera alla compietti 
libertà. Esso può sostituirò in modo piii Tacilo, economico ed elBcsoai 
gli stabilimenti intermedi necessari pel sistema progressivo^ slabtlBudò 



rr^^rT'.^ • ■- 



— 288 — 

«ssU perche il lavoro nelle carceri noa faccia una abusiva concorrenza 

alVìodiutria libera. 

1 detenuti debbono esser messi in sialo, mentre subiscono la pena, 
di provvedere al proprio mantenimento e, finché è possibile, a quello 
dfiUa loro famìglia, perchè la società civile sia sollevata dal peso ad 
essa imposto dai loro misfatti. 

ScHULOiOvsxY, suddetto. — La relazione non è ancora pubblicata. 

S. DE Balkay, suddetto. — Vedi risposta alla 1» tesi di questa stessa 
Sezione. 



3* Tesi. 

Quali incoraggiamenti possano essere accordati, in generale, ai dete^ 
«H<i neir interesse di una buona disciplina penitenziaria ì Ed in parti- ' 
ioìmj entro quali limiti il detenuto può disporre liberamente del suo 
peculio f 

SiCHVRT, direttore del penitenziario di Ludwigsbourg. — Per favo- 
rire la disciplina in un penitenziario, si può autorizzare e conce- 
dere ai detonuti quanto è suscettibile a stimolare la loro assiiluità 

^1 lavoro ed incoraggiare la loro buona condotta, senza peraltro recare 

pregiudizio allo scopo cui mira la detenzione. 

I mezzi più acconci a ciò sono, secondo l'esperienza, le gratificazioni 
a:4:ordate per il lavoro e la facollà concessa ai detenuti di procurarsi 
rjpplem\*nli di vitto, compresi i condimenti, che non importano grandi 
«pese e punto nuocono alla salute. Dove essere inibilo l'uso del tabacco 
sotto qualunque forma. 

II detenuto non deve poter disporre del suo peculio senza Tauto- 
rizza/ione del direttore del penitenziario. Per provve;lfirsi supplementi 
di vitto non dev) disporre che di una parte soltanto della quota spet- 
tante ili pM prò lotto dr^l sio lavoro. Ouanlo trattisi, al contrario, di 
spesi? per l'istruzione o pel perfezionamento professionale del deteuulo 
per fare un dono ad una terza persona — esclusi i condelenuti — 
non devono farsi restrizioni, bastando il semplice consenso del direttore 
delio stabilimento. 

Non può ammeitesi che un detonato disponga per testamento deWe 

mpitUf C^mfftrarUf — • Axmo XX. ^ 



— Ì$(\ — 

gratificaziom acconJategli per il san laroro, menlra sta ^^b 
tieni. In casa di aiorLo, il p::>cuUci del dafiinto è <Ji;voÌiito allo 

J-V. HiifiDiN, dirvllore del penitettsUiria di Lenzbourg, praidin 
Sociclà svizzera delle carceri. — per mantenere in un penili 
una buona Jìseiplìna, e por otlenore un più proScuo lavoro, sono 
s:in, 3U7.Ì indispensalùli, eli inuor.i};(;i»meiiti e le ri coni pianai;. — [ 
dare gli uui e lo altie dove essere In facoltà del solo dirtìUoi'c 
colui che è in trrailo lii cunosccre meglio i dettìnuli. Non | 
fruire delle ricompiuse che isoli detenuti pi-omw*! la una cls 
naie stipi^riore e che mantengono buona condona. 

Non dpbboiio esser permesiie quelle ricompensa che inqnalsisì 
potessero pregiudicare alla serietà e alla sicurezita dHlostabilimiM 
re^sseru iioi:iimcnto alla retta CèeCunlona d«:i r(%olainenli, i 
tersero condurre a cattive abitudini. 

Fra Io ricompense ammissiliili o nc^uniatldabill, SAno da annoi 
UH vitto plb nutrienti^ e pn^par^jlo in modo pid appettiloso — il i 
di i:na parie d^l prodotto del lavnro — la promozione in una classi 
rior<\ gli aseiiitì alla qualu abbiano diritto ad alcuni piccoli favori 



lavoro e la liberazione condizionalo dopo sr.ontata una parto della pena. 
Viene a pirlare poi dello retribuzioni pel lavoro dei detenuti e propone 
(he di queste se ne facciano tre parli uoruali — una per indennizzare 
lo SI:jIo delle spe^^e di giustizia, o per paizare le ammende che fos- 
sero comminate pel delitto comnies'^o, l'altra per le spese di manleni- 
mealo, la terza sia conces.^a al detenuto. Pagato uno di questi conti, 
la retribuzione va suddivisa in modo diverso. Della parte spettante al 
dptrnuto solo una mela sarà a sua disposizione, Taltra verrà messa alla 
ca>Ni poetale di risparmio per Tepoca della sua uscita, 

Non trovando giusto che il detenuto pigro ed incapace sia trattato 
alia pari del detenuto laborioso ed abile, propone delle ricompense 
s|H'ci3li per questo e delle multe per quello. Giudici dei premi e dfdle 
molte i sorveglianti ed i capi d'art'\ Entro certi limiti, ammette come 
incora irgiamento pei miofliori operai, il lavoro a cottimo — in tutti 
i rao.li propone che il lavoro anziché a giornata, sia ricompensato in 
proporzione della quantità e della qualità. — Il lavoro obbligatorio 
iai[M)alo dal nuovo Codice apporterà in tutte le carceri del regno certe 
3i'iluiini del mondo esterno, certi rapporti commerciali e converrà 
«JTverrrliare cheli reparto dei guadagni e il possesso del denaro non 
(In lin»go ad inconvenienti. Per ovviarvi propone l'uso di fettoni di 
fimi.», di metallo o di cartono da cambiarsi a suo tempo in degnare 
r eJt»!iivo, e aventi corso soltanto in un dato Stabilimento. 

Con tal sistema il capitano Maconochie ottenne meravigliosi risulta- 
li nell'isola di Norfolk (1). 

Per equità vorrebbe «lestinali ai lavori di scrittiuvizione i detenuti 
dclli^ chvÀ più colte, che ncn sanno e non hanno mai esercitato un 
ir.esti\Me. 

Fra iili incoragiriamenli conta anco l'opora del palronato,qnando questo 
fo^^^' riconosciuto come una magistratura, ed esercitasse neir interno 
del carcere una vera giiu*isdizione. — Allora i membri delle società di 
painnalo potrebbero esercitare una specie di controllo suH'ammifìislra- 
zioii:^ morale dei penitenziari, seguire dappre«^so la vita d*ogni detenuto. 



!|i r/Amministrazionc carceraria itaUana, e crenoralmeuto qiieUo dei vao^i 
' ciuli. hanno da luiiffo tempo abban.loniito il sistema dei i^ottoni, marcilo, t'r<;., 
' «t».-, naluralmonto, dava luo;,'o ad abii^i, ed hanuo un sistema di stiriitura/ioiio 
compieio a conti correnti por prU ulììci, a libretti di niiUssa, di '^^ada'^ul Q tVv 
M\>et6 pei detenuti, con facile, pronto o coaijuuo controllo, 

J^ota della Redazione, 



aoUccilare gli ìncoras'giamcnli, appoggiare l<s liomanili; di tr^m e le 
( liljerazioiii aiiLicìpale. 

MÉSTCHAA'JNOW, avvocato generale alla Corle rU casmsinne a S. Pìrtro- 

1 ■ burgù. — Riconosce die l'aOoslODu dì mi sisloma di riwmpi-nsi: ij 

indispensabile per assicurare una buon» disciplina. — Tra lo riinuipom' 

preferisce le seguenli; [iiìruie»so al detenuto di lavorare a $iio profilo. 

dopi) aver fatto il cniupilo asst^gnalo^li — atuuenlo di peculio — aumouU. J 

I * (iL'lla rtomma impiegata (bl detenuta p»i suoi bisogni pei'sonaU iluranlt 

la (teteozione — ricrnnpense pecuuiarie — soccornipecnniari alle faoól 

; ^IJe indigenti doi dulenuti, — disliozìonì sugli abiti Ani doteuuti (g»lloa 

risami, ecc.,) — p^rmo^^o di ciorcitare certe fuoiioni per la i 

gliaiiza dei lavori — f.icollà di un nutrimento speciale — perueìM i 

j tuuiare — di scrivere più spesso ai parenti — di rictsvere vfeltó a 

I parenti e di amici sotto un controllo meno aovoro — permesso di t 

seiiiarai dal carcere per breve teniipj (il Coiice russo aDaiuHlC quMl 

jiulorrzzazi.me pei conjaniiali a brevi iisiie) — liboraKlono prima d 

termine fissato dalla condanna. 

^ U condannato non può disporre liberaniiinte dcUuoj 



— 2S9 — 

me la buona coniotla, vonire potcnt(^mcnte in aiuto alla loro 
ìzione e mantenere la disciplina. 

» la detenzione non deve e^^sere accompaornata da rii^ori capaci 
ro danno alla loro salute fisica e mornle, così le ricompense 
nlarsi non devono essere di natura tale da impedire l'azione 
va e moralizzatrice della detenzione. 

ìdo pres<*nte qtiesto principio si eviteranno nelln misure da ap- 
ai (loti^nuli e specialmente nelle ricompense da concedersi, gli 
he potessero risultare da un eccesso di severità come da un 
d'intliilgenza. 

icoragcriaraenti devono essere in relazione coi sentimenti es- 
lenLP variabili dei condannati, che sruitlano i loro pensieri 
ro azioni; i direttori dcGrli stabilimenti penali devono adope- 
ben conoscere il carattere e le tendenze di lutti coloro che 
ti sotto h loro tutela, aninchò, conosciutili, ne possano ritrarre 
ior parlilo possibile, adoperando p:iudiziosamente quei mezzi 
Gr;4:iamcnto che sono a loro disposizione, 
iilio ili riserva, quando fosse di qualche importanza, non dovrebbe . 
•<i ai detenuti, nel loro slesso interesse, che per frazioni a- 
(Ici loro bìsoorni. 

imjHo disponibile deve essere sottoposto, durante la detenzione, 
ovoro controllo, e soltanto i detenuti di buona condotta po- 
rìisporne criornalmente, raggiungendo il limite fìssalo dai regola- 
in viirore, 

ìstore Arboux, cappellano delle carcm a Prt/'t//i. — L'interesse di 
lina disciplina penitenziaria esige gli incoraggiamenti e i castighi» 
nrlla vita sociale le distinzioni e le onorificenze premiano il 
, mentre le azioni malvagie sono punilecon la privazione della 
, cui carcere e con ammende, cosi i delinquenli devono essere 
i ;illa stessa stregua. — Gli incoraggiamenti che possono darsi ai 
Ili sono numerosi e svariali, ma tulli devono mirare a secondare i 
forzi verso il bene; e ai direttori incombe di accordare incoraggia- 
) e castigo secondo il loro criterio e secondo i diversi casi speciali» 
il pr'culio, ritiene che si possa senza pericolo lasciarne una parte a 
>izione del detenuto. Quando rallmenlazione ordinaria è suflicienle, 
te del peculio disponibile a procurarsi supplementi di villo \)v\o 
5 ridoll;?, oà anche .<?/ potreì-be limitarne Vaso ad un cerio wuovc- 
rolle nelia seUimana o nel mese» 



— àUi) — 

Il detenuto potrebbe adoperare una parlo dtl peculio JisponiLi 
pi'0(:ui'arsi abiti pnl moiuento della H^an. liber^inno o poriio<;cor 
sua Simiglia. _ 

Ai direttori deve lasciarsi a iiuo^Lo rif^uardo uni certa Utt3 
apprezzameuto, poichiì L'i'^uale irattamenlo appanmle dei d« 
ogni carcere, può condurre alla più a^oluu InfìguagUaaia. 'm 

F, Ammitzboll, direlloìv del peniteHiiario di VridstOseiilSi 
marca). — La disciplina penitenziaria deve sviluppare nel ài 
il sijnlimetilQ df'jlji giustizia, cioè la disciplina deve apparìre 
l'immagine vivente della giustizia; e siccome qusita si esplica 
modi, cioè con le punizioni e con le ricumpsnsp^ cosi anco quell 
servirsi di questi due mezzi. Gli iDceraggiainenli quindi non sol 
permeai, ma necessari in un sistema penltcnsisrio razionale. 

La prima condizione degli incoragglamciiU è che essi siano bi 
litali, e ritt'niiti dal delemilo ironia un k'nelicio. psl quale Q 
un sacrificio; il) secondo luo^o, che mno compolibilt con la sua 
zione; e linalnienle, die non siano contrari allo scopo della pei 

Propone che per renderli più eflìcaci essi debbano seguire ani 



— 201 — 

U\)'^rl5 pr:»r una lunga durata deve consislore in un si:?toma di oiuca- 
zionf» penale approprialo all<^ condizioni dol lompo di cui si dispone 
<*iWh p'^r.sone cui devo essere applicato; per conseguenza, nella sua 
oriraTiizzazione, è necessario os3':*rvare i principi generali educativi e 
conformarsi alle sue particolarilà. 

La possibilità di ottenere la libertà anco prima del termine della 
pena, sia ammessa anco pei condannati a peno perpetue e clie questi 
e?piino la loro pena nelle stesse r^se di ordinaria detenzione desti- 
nale pei condannati a lunghe pene, e con lo stesso regime. Il siste- 
ma progressivo è preferibile pei condannali a lunghe pene. 

Oltre ai lavori in luogo chiuso devono promuoversi quanto più sia 
possibile i lavori esterni all'aria libera, per neutralizzare l'effetto della 
■ d?tcnzione cellulare subita nei primi periodi e per non sviare la gran- 
ir de massa dei detenuti (aGricoUori ecc.) dai loro lavori abituali. 

U patronato privato pei liberati da lunga detenzione essendo in- 
sufficiente, deve essere completato dal patronato ufficiale. 

E. Pagès, membro delia Società delle carceri a Pariyl — (La rela- 
[ ^m non è ancora pubblicata). 

5*^ Tesi. 

Secondo quali principii e con quali mezzi si potrebbe assicurare, nel 
«iy/ior modo, il reclutamento dei funzionari del servizi penitenziari 
(Krettori^ Ispettori, Economi, ecc.)? 

De Jagemakm predetto. — Per assicurare il reclutamento di buoni 
funzionari pel servizio delle carceri è necessario aprirne l'accesso ad 
«omini istruiti, allettandoli con lauti stipendi, con conveniente posto 
Della gerarchia, alloggi piacevoli per quanto è possibile, permettendo 
«i direttori che possiedono cognizioni giuridiche il ritorno ai posti 
l^nivaleuti dell'ordine giudiziario o amministrativo; e lasciar loro la 
prosnctliva di potere in seguito far passagorio nella amministrazione pro- 
vinciale superiore o neiramministrazione centrale. Sarebbe utile far 
ispezionare gli stabilimenti penali dai più anziani ed istruiti direttori, 
floando questi funzionari fossero penetrati dal sentimento che tutto 

qpianto concerne ìa carceri, deve essere Iraltato dal punto di visla AegVv 
hiie/essi deaerali dello Sia io. 



La Gom«i>>ivXì; delln Sonutd giuriilira di Pietrobìtrgo. — 
scinta r;ill:i iiiiiiurlan/n dol si'rvizio penitenziario e la grande 

siti di rfociinrp Imnni rinizioiiari por disinnicffnailo, propn 
disliiili qiti'lli in superiori oì inferiori, siano chiamati di pr 
ji"!' .crii inipii'ulii iitipi-iirici indÌNidtii provvisti di una va«ta coltura ] 
e pni' le fiiri/.ioiii iiif.'riiifi, isolilati che lianno terminalo il lurn 
iiijlil:nv. Cile l> -luli'i pi-fparalorio di>i camiiiiati alift fiiTi/.inn 
rlori coinpi'cri'b: un (■f)rso ili storta o di looria (iella scienza peniti 
e il sluilui pnitii'f) liì lutti i dettagli del servizio cara'nrin, 
dai l'npi (lui p-tiili-ti/^iari inoddlo; terminato questo siuiio, i e 
parnniio cla-isiiic.ili sipra dciiilii da presentarsi all'Ainininis 
renlralo dcllf eaii'TÌ, la spiale se ne. servirà per colman' le 
che si veriiic-liei-irinn, restando cos\ ahoUli gli esami di com-. 

La isiru/innc [in.'iMratona dei candiJiiLi ai po^lì inforioii e 
aopraliitLi.1 in un scrvi/.io praliCT ponilcn/ìarin, ri^ildatodal più i 
direnili ili l'Mirrri, nei luoi-'ìii slr's-il enlro il etii ragi,no i e 
dov/atiiio en'rritr.re le him funzioni. 

rrn;i[>n(: iriiifie l'ie a eoliro die si dedicano al a-^rvizio peuil 
venL';in(i :n-i(iril:iti sii xiaìi vanlaj^L'i pr>r riimpen=:irli delle pr 




— 293 — 

esercitando cosi, su di essi, per il maggior tempo possibile, un'influenza 
iotimidante. 

Aloicgi, direnare della colonia di coatti a Favignana. — Ammette 
resistPDza dell'uomo delinquente, anco per propria csporionza come 
direttore di una colonia di coatti. La base del diritto di punire essendo 
la tutela e la difesa sociale, devosi mirare, riguardo ai malfattori abi- 
tuali, a due scopi. Renderli impotenti a perseverare nel dolitlo — di- 
minuirne il numero per quanto è possibile. Per diminuirne il numero, 
occorrono misure di legislazione preventiva, e tra queste la principale,, 
curare rinfanzia abbandonata e colpevole; — por rondi-rli inipoloiiti sono 
necessari provvedimenti repressivi e penali. Tra i mozzi repressivi 
alcuni sono in relazione con la polizia e la procedura ponale, altri 
con il sistema penale. 

la quanto alla polizia ritiene utile una anagrafe dei delinquenti come 
«usa ora in Francia col sistema Bertillon. 

' Tra le riforme di procedure penale ritiene urgenti : Funzione per- 
maiìente dei gitidici di istruzione, afiìnchò quei magistrati non siano, 
come ora avviene, tramutati dal penale al civile, con grave danno della 
puslizia e con grande beneficio dei delinquenti abituali ; 

Le perizie medico-logali alTidate ad un collegio medico istituito per 
Giudicare e non per emettere un parere, le cui derisioni dovrebbero 
eivre irrevocabili, ed altre riforme che per brevità tralascia. 

Ammessa rincorre?rgibilità Vunico rimedio sarebbe la pena di morte; 
ma questa, in omaggio ai costumi più miti deirepoca non applicandosi 
mai raramente ed in alcuni Codici essendo financo bandita, non 
resta che la reclusione perpetua, cellulare e con lavoro obbliofatorio. 

Pa^rato il lavoro del deJenuto ftl prezzo dell'opera libera ed evilala 
cosi la concorrenza, il salario guadac^nato verrebbe suddiviso in tre 
. parti, una destinata a compensare lo spese di mantenimento dfl detenulo, 
l'altra per Tediicazione morale e professionale dei suoi ngli,e la lerza 
p?r indennizzare le vittime del suo delilto. In tal modo si otlfrrà la 
diminuzione dei reati e dei delinquenti. 

Dr. SpASOWir.z, avvocalo a S. PiHroburgo. — La lesi, di-^e, è i pirata 
ai principi della nuova scuola pemdo, della quale non si mostra parti- 
giano. 

Jftw rj//eae provala resistenza delVuomo delinquente seco\\v\o \^ 



il luil.in , 


l-lio e- l, 


■-■-■iì.jli 


lK-Ì 111 ■/./.!. 


Miiiii ;i 


, icl^iliv; 


in pi-.',-,,!,- 


ii,;i b 1 


:;llliire ' 



- 2i)i — 
olii pusìlivi.'ita di anlropulogia crimina 
U lìi r(;;igirfi — lip^ii'azione — elimil 

— l'altro pei' gV incori'eirgitjili. Udir 
;.'i ilnli'i'sst-ro pcrfcttu e iinlla scelta e 
'nitu'ijli; al sili) sl;itn altunlc, si può e 

iu.i!.'crioi'0 pi'obabjlilà di emenda di 

ili altro ti]K) di delìru|iienl!>. Dalla n 
'dito dulie |)t'iio SGCOTiilo il proseitlc 
j/.ioiie a iTiaie una caiogorla di uoini 

1,1 cui reali? csislL'iiza uoa 3i potrebbe 
li l'unÌLo siitoma è rolimÌDazioiit>, in: 

imsln :jiicietà imn c-isendo applicabili 
;i di iaort'.\ non reMa clic la scgrcg:a 
|ii>rlaziii[ii', aliliaiidoiiata pure dagli i: 



lo^',:.'i 
la [>i 



\h iiictia e l'i j] linai Uà {ladri, falsari e 
n.'iili, ipiali ran'iiolriiiicnto ilei refrai 
M.iro, <i ma ultriì nirKlodiS4>rvilii pi'n: 
, Il l'aiiplii-azioii^ della sc-'re ^azione 




?y--r^ 



— 295 — 

acc.imulali tanti materiali per la logislazione nei doiniiiì Jd diritto 
penile e penitenziario; quanto i fiinzionari incaricali dtMIa esecu- 
zione delle p?ne o drlla vipfilanza alla arando opera della mprcssione 
del delitto e della riabilitizioie do! colpi^vDlf, saranno uomini il! umi- 
liali e compresi della loro missione; quaulo lo sviluppo delle Società 
di patronato renderà più facile, ai detenuti liberati, il loro ritorno alla 
TÌ-5 normale, e nonlimeno le stali3lichf> mo-streranno un certo numero 
difi/cilivi, allora soltanto si potrà parlare di incorrccrgibililà. 



G. Dinois, avvocato alla Corte d' appello di Pa^hjì, — Formola le 
spguenti conclusioni: 
L'esperienza dimostra che un certo numero di delinqniMiti, devono ri- 
lener?icome incorreggibili nel vero senso della parola e trattarsi come 
b!i dalla legge penale. 

Il criterio principale per riconoscerli consiste nMla persislenlo rei- 
terazione degli stessi alti delitluo^i, o S3 diversi, pr()d()tti od ispirati 
sempre diMle stesse cause morali. 

Non devono trattarsi allo stesso modo i sfMaplicl delinquenti d'abi- 
/UrJine, la cui perseveranza nel male priviene dd div/uslo dellavoro 
e dalla mancanza d'energia morale, e i malfattori di professione, sprov- 
fUti ili senso morale e volontariamenle ribelli alle leg'^n su:iali. 

I primi, espiata la pena, devono inviarsi nello ca-^e di lavoro d'un 
carattene repressivo; gli altri relegarsi a vita in un p)sse limano lon- 
tanu, dopo che avranno subito in cella la pena d'd loro nuovo reato ; 
CDla essi saranno costretti ad un lavoro duro, con uin rieoro^a disci- 
plina. Gli Stati che non possiedono colonie manterranno i delimpienti 
incorreggibili, dopo espiata la pena, in detenzione p^r[h»l«i:ì, soito un 
r**gime eccezionalmente severo e con lavoro obMigatorio. 

S- M. LATYSCH2W, redattore al dipartimento della i/iustiziti a S, Pie- 

trobnnjo. — L'esistenza di delinquenti incorreggibili, presunta da lungo 

l€mpo, ò ormai divenuta un fatto inu-vj-abUi', constatato dalla slatasUca 

penah, nonché da una lunga serie di ricerche psico-lìsiclie applicate 

ai delinquenti. 

In mancanza di caratteri anatomici o fis'olojrici propri a designare 
il reo incorreggibile nella massa degli altri delimpienti, si è costretti 
a completare gì 'indizi della perversità morale cjn l'analisi psicolo- 
gica della Gsonomia morale del con lannato e con i criteri giuri liei. 



La leqigR deve determinare le conitizioni onde stabilire l'inci 
bilità, ma soltanto al giudiee deve essere riservalo il dlrlUo i 
lire l'incorreagibililà dell'agente, preso in considerazione le i 
del ca!!o inliviiliialo. 

Per protegflfere la societi contro i delÌfiqu«aU incoifegftibiUl 
la pena perpelua, consistente nella detenziom a riU; Pn'reriiicr>, 
peschile, nell'in lercsse della ^icarezza pabblìca e dello Messo 
quente, che tate detenzione si combini eoa la deportailooe 
isola lontana. 



'i 



ti. GnAMANTiERi, avvofalo e profei$on a Urbino — Aùiin'ettf 
siano individui predisposti al male, per disquilibrio meatale, p 
peramento, per credile ; ma ciò non può OMnerarti da ogni n 
bilitò, poiché a Iato della tendenza che spinge al «delitto, tI 
l'uomo lina forza pensante libera che può e dew dargli uni d 
diversa da quella verso la quale sarebbe trascinato dai suoi 
istintin ; quindi i degenerati, gli squilibrati, possiedono si 
principali altribiKi della specie umana ed hamio ìl potere di a 
dal violare la legge. Si tratterà, in molti casi, iranno quelli di 




tr? 



'-•2-f 



-297 — 

la carcere una vita più facile — d)c Tistruzione scompagnata da una 

sana educazione, serve spesso al delinquerne per imparare l'arie di 

malfare ; se si considera tutto ciò e se si tiene conto dio i delinquenti 

di occasione non presentano alcun sej?no di dej^encrazione , si vede 

chiaro che la recidiva non può servire di sostegno alia teoria della 

tendenza innata al delitto e dcila incorrogdbiiilà dei delinquenti. 

In vece, adunque, della soluzione proposta dai positivisti, egli con- 
Ciuif che si deve studiare a fondo per conoscere le molteplici cause 
della recidiva, e ricercarne con grande cura i rimedi; poi punirla 
con regole esenti da debolezza e da eccessivo rigore, non per vendetta 
per sola difesa sociale, ma a tutela del diritto e della libertà di 
ciascuno e di tutti. Si deve considerare il colpevole non come una cosa 
inerì'?, e quindi irresponsabile ed incorrecrgibile, ma nella sua indele- 
I tile qualità di uomo, essenzialmente liiicro e perciò responsabile. 
Occorre riconoscere che la repressione non ha sonso davanti alla scienza, 
che in quanto e^sa 6 diretta su esseri liberi che possono essere util- 
mente avvertili ed eflìcacemeiite corretti. Infine che Tnonio non è 
soltanto materia, soggetto alle leggi di questa ; ma sotloposto a causo 
preponderanti, a leggi di altro ordine e ad influenzo speciali che lo 
rendono, anco nella recidiva, moralmente correggibile. 

Donna Cuncepcion Ahenal, Vico (Spayna) — Così riassume la sua 
relazione : 

Li correzioas non è cosa assolata, ma molto relativa e quindi dal 
(a.to che una o più migliaia di condannati non si sono corretti, date 
le cattive coniizioni in cui sduo posti, non si può dedurne la loro 
inL'.>rreggibiiitri. — La legge non ha o almeno non impiega che mozzi 
mollo grossolani (talvolta assurdi ed ingiu^^ti) per qualificare un re;:i- 
divo come incorreggibile. — Evvi una stretta relazione tra la gravità 
di una infrazione legale e la facilità di commetlfTla più volle. 

Più grave la colpa, meno ò conforme alla natura umana, e quindi 
men-i propria a costituire il modo di essere peniìduenle doiruoino. — 
Vi sono degli incorresfgibili, in numero minore però di quello che si 
crede, che costituiscono un grave male per la Società, ma non un 
peri»:)lo. 

Nella recidiva vi è complicità sociale per il cattivo sialo dello car- 
ceri che depravano in luogo di correggere — per l'abuso del carcere pre- 
sentivo che dovrebbe essore l'eccezione e non la regola — per le 



i 




— Ì93 - 
brevi pi^ne ù'i cataste die disDDOrano, corrompono e non int$ 
— per b irravc ilifTicollà di riabilitarsi, dovuta alle misiirflH 
applicale n tulli i delinquenti, menlro dovreliboro nasere i 
soli delinquenti piti perìcoloBì — per le leggi in?iusle che d 
al delitto — pei' opera dei giudici cbe Don sono airiltuu di 
missione. 

Propine die il carcere preventiTO sii limitato ai s&U ari- 
renLi frnvi; souient^ che devesi sopprimere il carcera correzionale 
durata, sof^tituendolo con altre pene che potranno rariare tÈ 
paesi, e in g<3nL'i'nK dalla minauia cbe b pena nupsta si gf 
pili aggravata, nel ciso di recidiva. 

Por questa classe di condannati in liberti, il. patronato è pi 
ed edicace, evitando nella maggior parte dei caiiì, che U mim 
gale divenga un fallo. 

Le le^.c;i che, conio quello che puniscono il contrabbando, 
di'i deliiti invece di combatterli, devono scomparire dai C 
gitirlici abbiano più i'ilruzionodi quella che ora si esige da et 
ba^la die cflno.'i'',ano h leggi, è d'uopo che conoscano anco gli 
che le inTrìiiiyoTin e h Società in mezzo alla quale vivono. . 




Ann (liirlli c!p I'om s^:iil);':i'ì'» - !>^-!ihl: .:i (• /•;•■:.'.;/■ !. ,.t^ , n -ii 
Okvi»no rìl'''ii«.M*.M coir.."» i:u':![ri"*i nd e-; . r» j>Ì!j d iip-ìì » :;i » ^:!".;i[i nel 

diiio sin^ri.ìiv, roriierà i)ii'i pm liitlivo il l^ro liivor.^ e [)iii f.K ilo Li 
lon iiiW(."J:iiaii7.a. 

Ou;vmlo si sarà .sori;iTTìenle t'^nht''>, r» con in«v./i adnlLl, i!i cor.'pgGffU'o 
i reciilivi più volle, s<* (lelinq.inno an?nn, ilnviMiino i-.ìii-.^'Jeisi loro 
periodi di liliorlà seiiìpro più hrcvi n Tiii-'iira clu; amiirfilaii'» h reci- 
dive e la p.'^na della re lu-iori» S'-'iìiprfì più lini'-''a pn'.rà ro:iveilirsi in 
pcrpeliin, s'> si vedo che il condannalo i\ incapace di viv»\'f> <?.)nforiiie 
al diritto, q-iando si trova in libertà. 

il «islema |)^inlen7/iario jììù ronvoni'i'nlr^ pei iviidivl, è li ivgime 
crilal-jre. Q'inhiiiqiie sia il sistema da applicarsi jo-n, la sovcrilà de'la 
disciplina non dev;> passare i limili dell' umanità; la Ciulidà non può 
mai essere un diritto, ed i i'ip)ri della gì'isiiziri, per rpinnin s-'inljiano 
nrriUitì, lievono arnslarsi davanti ali» pr^-crizoni dil niedi'o. 



F. Ammitzrolt., sndfletfo, — T/iiom-'ì è s'isc^Mlii):!.» ili sviliipr».) mo- 
rah, st^ sottoposto ad una cura elììcace; por e-ciii It' qiindi certi 
inSvidui eruppi d'individui da (ìuo^ta leirre univer^ile o>nrrfìno 
|. serie racrioni. — L'unica aurnis^ihil^ è ralien.i/i»Mir meiit^de e la psi- 
chiatria farà poco a poco mirare ind suo do.ninio un n;p!:ei*o ni icr- 
giorc di casi patologici di quello i''ìo n^- aidiia al pn.se:i'. \ — Alirr l'.i'jfì mi 
apriorìstiche per arnm^^tlere e provare riinpcrfniiMliià non pìs^on\ 
a «110 fiarcre, essere invocai'^. IVr quinto riirnarda i d'diirjui'nti non 
paò ammettere rincorreL^giiiiiilà pel fatto di Ci-rli s-^^rni isIitiìI, aiia- 
lomici o psichici, e por dati statistici come il nu:iie":) l<d!e i^'uo su- 
\i[t prima tli una certa età e i^f'v corti reati, e il nunier > 'loì'f r.ci.Jivc. 
La iorregcribilità varia da iniividiio ad inliviilim, <• ujio t::!.- le ri- 
colta umane, e certe particolaritì !l<:('lio e ni-irali pos^ «i . .«.^r^ uLili 
ppf giudicare del grado di sviluppo delle fa.'olt'i ni.^niill; u]:\ 1:ì!ì l'"u- 
diti, essendo sempre incerti e rolativi, non po^-^onn «lìiv n;i'i crilori 
assoluti per pronunciarsi suiri-ìcorreir-rihiliià di un doli:!;'iiMìi(.\ (Ihi 
T"»rrì assimersi la responsa!)i:i''i di formulale ciue-ii orÌL*'i*i ossilufi 
per servire al loorislatore onde pr')[nrr(* lo sue Iol^^ì diM-o-ilane ? In 
guanto a lui non si sentirehb? di di'hiariir;> iiu-.>rro-^j-;!)ilo neppure 
wo dei tremila delinquenti eh/» sono s/ìH" coniìdali ;dle sue cwve. 
■ ^k che si giungerà a trovare} moJi più elicaci por ritorunvc v v\-:^ 



linquonli e giudica piìi ragionevole sLtritiLiii'e U lisulUlo poco f»ft- 
revoìe oltenulo fin qui all' insufRoicnza (ielle misure impiegale, pim- 
touo che ammettere una classe di inUviduì a$soluUmenlo iocomf* 
gibili. Isella sua carriera ha veduto multi (i^eiQpl di ^m<iQd.i 8apn< 
ituliviilui di'? offrivano segni eviJcnli d'incon'Og^ìibilila. Giù potrà f 
sere CLmfi>rmato da allii impiegati carcerari e di polizia per l'esp 
rienza da essi ratta. ComEiaUendo la teoria dtfiraK^ilulu iiiuarreggiMllI 
confessa nondimeno dm su parecchi delìnqni^nli ì m^ìii adopcn 
fin qui esercitano nessuna o quasi nesstma indtienia riforma trìce. E 
Uene peraltro che te moderne ricerchi) nono entrate nella vera ^ 
stabilOQ'lo lina ^eric di tipi divpi^I di crìmEnail e domandaDdo ai 
varietà mollo pììi grande noli 'applicazione della punn, adattandi^i ali 
particolarità di ciascun tipo di ile)inqiienU>. 

Dall'esperienza da lui fatta nei penitenziari ddl» Danimarca, trw 
che i delinquenti si possono dividere in 7 categorie, doìi: 

Dall'I al Ì°Iq di pazzi o deboli di mente; 

Ciro il )07o di semi-pazzi; 

dal 2 al 3 % ili ladri e trulTatori di profeialene ; 

dal S al 6 % di vagabondi e beoni ;■ 



niaiiiti, una corda sensibile, e basta sofQaro su quella o leccare questa 
^ rendere migliori anco i peggiori caratleri, e la lunga esperienza 
atta nella vita passata in m^zzo ai delinquenti, e consacrala al essi, 
re lo conferma. L*incorreggibililà non va confusa con la recidiva, che 
èVitt*a1lra cosa. 

Per i meno corresrgibili ritiene debba adottarsi il sistema dello delle 
semenze indeterminate, che questi sinno detenuti in carceri speciali 
a i^stoma cellulare, che abbiano il meno possibile occasiono di comu- 
nicare con persone estranpe e di conoscere gli affari pubblici; che 
Àjno astretti al lavoro, procurandosi con questo tulio quanto è ne- 
ces^rio alla propria esistenza e siano infine sottoposti ad una più so- 
lferà disciplina. 



7» Tesi. 

i 

!n ihe cosa deve consistere la differenza Ira il regime cui è sotto- 
pj$to il detenuto prima che In sentenza giudiziaria divenga esecutiva 
é qnello al quale è sottoposto dopo la condanna ? 

J. Stevens, direttore del Carcere di Snnt~Gilles presso Brurelles. — 
Parando dal principio che un iriiidicabilf> può essere innocente, il carcere 
preventivo d^ve essr^re spoglio di ogni carattere di pr^na e limitalo 
iDftanlo a crarantire da ogni tentativo di fuga e ad impelire la cor- 
Tidone deiraccusato. Cosi rilion^ che il carcere preventivo non do- 
ppbb-» o<5sere mai calcolato nel tnmpo della p:^na, per non stabilire 
isiicruafflianza sfavorevole agli innocenti. Un quartiere speciale deve 
»fTe riservato in ciascun carcere ai giudicabili e cont?ir»i*e almeno 
«altro sezioni — una per coloro che non hanno anlecedeuti giudi- 
iarì, una pei recidivi, una terza pei minori di 16 ai 21 anno ed una 
[iurta pei minori di 16 anni. 

Facoltà al giudicabile di poter liberamente comunicare col suo av- 
\KHo dopo r inleiTOgatorio, di corrispondere con lui mediante lettore 
!ii'i>e e riceverne, di ricevere visite di parenti ed amici e di poter 
landare e ricevere lettere da questi senza il visto del Dir.ltnre. 

Sarà consigliato al detenuto di portare il cappuccio nelle passeggiale» 
fcr mantenere V incognito; ma non gli aarh mni imposto. 

Facoìa di procurarai col danaro che aveva al suo arresto o con c^iieWc^ 

9M» CùrMrmfia — Anno XX, ^ 



-302- 

cbe gli potrà pervenire in segnilo, a certe ngiatex»:, nutrir 
upete fam venii'e cibi dulia cat^n. Il Dìi'cttaru polri soliaolo 
la quantità del vino o delle berande fernuBtite elw fommo cai 
giomalinfliite. 

Per quelli che non bsDDO mezzi propri apprestar» un dbo 
di quello cho si dà ai coDdumaU. 

Il persanale preposto alla custodia del giadinblH deve essei 
tra i migliori guardiani, più educati e maglio edottt del loro 
Gli accanti possouo vestire i propri abili e mobiliare la proi» 
a loro piacere, spendendo del proprio. 

Potranno far uso di tabacco da fumo, durante la passegf 
un'ora almeno. 

Potranno dodlcar^i ad una delle ouniraUure impiantate nel< 
ed il loro salano, tranne un prelevameato del 30% per spese 
slionc, snrà devoluto integralmente a loro beneQcio. — Potrann 
dalla biblioteca del cai-cere libri di lettura e farsi venire da fu< 
e giornali. — Sai-anno iibnri di assisterò o no alle pratiche n 

Con tali disposizioni, verrà tracciata una linea seria di divisi 




— 303- 

Votranno procurarsi a proprie spese cibi, vestimenta, biancheria, 
bri e (ulte ({uelle comodità che non ostacolano lo scopo della de- 
dizione. Parimenti sono autorizzati a mantenere relazioni personali 

corrispondenza con terzi, sotto riserva di un oculato controlio del 
^iutUce i' istruzione, per evitare allusioni. Non saranno tenuti ad as- 
fistere alle pratiche del culto, eccezione fatta pei minorenni. 

Le Società di patronato pei condannati liberali, potranno estendere 
la bro azione anco sui giudicabili usciti per rilascio. 

Alexa.ndrow, avvocato a S. Pietroburgo, — La reclusione individuale, 
«:^Tra da ogni carattere esclusivamenle penale e limitala soltanto a 
prevenire .i^li sforai del detenuto tendenti a celare le prove del de- 
litto commesso, è il tipo più razionale della detenzione preventiva. 

Le restrizioni devono limitarsi a rcf^olare i colloqui e la corrispon- 
denza. Pei primi occorre rautorìzzazione e la sorveglianza, per la 
seconda necessita il controllo deirautorilà. 

La reclusione inlividuale dove cessare, finita l'istruttoria. 

Alla reclusione cellulare, sarà sostituita la detenzione in comune, 
5ecornio il deciderlo espresso dal detenuto, quan(fo sia terminato il 
periodo istruttorio e quando non vi siano molivi per temere che il 
lelenuto cerchi di ostacolare T accertamento delle prove del siio delitto. 

Xella detenzione in comune, il giudicabile godrà pieno ed intero 
I diritto di colloquio e di corrispondenza, senza controllo e sorve- 
rtinnzi, salvo quella necessaria a mantenere l'ordine stabilito nel carcere. 

Sarà sostituita pure la detenzione in comune alla reclusione in cella, 
wi minori, pei vecchi per tutti coloro che pd loro difetti fisici 
lanno insogno dtli'altrui assistenza e per quei detenuti cui la soli- 
;udine potrebbe cagionare funeste conseguenze. 

Per tulli questi detenuti dovranno nondimeno prendersi le debite 
precauzioni circa la scelta dei loro compagni e nella limitazione del 
birillo di colloquio o di corrispondenza, quando Tarresto dei medesimi 
ebbe ppr scopo principale di prevenire i tentativi di essi di occultare 
odi D'^ndore difiìcili le prove del delitto commesso. 

I giudi'?abili potranno nutrirsi a loro grado, vestire abiti propri, 
Usup la propria biancheria, leggere e lav^orare, se ne mostrano drsiderio. 

I minorenni saranno astretti a frequentare la scuola o a dedicarsi ad 

ttn mestiere. 

L FoLMTSKY, suddetto. — La detenzione preventiva deve tener conio 




— 304 — 
della ilifTerenza e^sonziab che esigtr> tra la situazione gìunilica di I 
accusato e ili un conJannuio e gli inU'res^ii (Idia iioliticii penitenzùr, 

Considerando i due lati di questa F|im»tiflae si viono alla flpce 
di aJoUarc per la detenzinne prevetitìva, come i-egola (fonerató, fll 
Btoma dulia reclusione indidduale nella sua forma più mite. 

Non dovranno e^Bre sojit^lti a queslo sisLema: i minori, pel qui 
la detfìnzione preventiva dovrebbe triiscorrere in un idlitutodieducaifoiM 
e di correzione, alattato a questo scopo — gii iiiliviJuf pei quiK 
secondo il parere del hil'Oìco, la deLenzIone in cella polp'l'be arre 
d^iujio alla loro salute tisica o psichica. 

I giudicabili devono essere tratUli, Bulla basii dol dirilto e 
alla puri di tuLti gli altri cittadini che sono niella pinnezza do! tfl 
diriUì, e quindi nessuna restmtone a loro riguardo pei colloqui epi 
la corrispondenza. — La Direzione non avrà poteri disciplmari su quej 
detenuti, e non poL'h applicar Inro che misure di polizia richiealf? ili 
biseco ili Iutel;ire rorilliie e la trnnqiiillilà. 

Lo Stalo dovrebbe essere tenuto ad accordare una indeiimlà pt 
fatto della dsleiiiiiiipe preventiva in^iuitamente subita. 



— 305 — 

Uverrehbero quasi stabilimenti industriali, di un geìure spe-^' 
Ure a produrre un ingombro di lavori, richiederebbero spese 
f/ravose. Inoltre può ben supporsi che, in questa varietà di 
ne sarebbero taluni che, per la loro natura troppo facile e 
uplice, potrebbero intralciare il successo della repressione. Ciò 
fé senza limitare il numero delle viarie industrie, dovrebbe 
elea ufo darsi un lavoro confacentc alle sue altitudiniì 

sudiletto. — L'amminislrazione delle carceri non è in grado 
ne a ciascun detenuto un lavoro che convens^a alle 8ue alli- 
■he po?3a procacciargli un mezzo di esistenza dopo espiata la 

eno essa non deve rinunciare a somministrare un tal lavoro, 

sìa possibile, s-^nza ingombro e senza arrecare spese troppo 
italamente ai detenuti che al»biano speciali attitudini e buona 
Riguardo alla grand^^ maprgioranza dei detenuti essa deve 
i di abituarli il più possibile, all'ordine e alla attività e di 

i lavori introdotti ed eseguiti nelle carceri, secondo il ca- 
i (ìelonuti e la gravità del loro reato. 

sn'Uktio. — Vedi risposta alla tesi 2.% di questa 2.* Sezione. 

rsKV, suddetto, a nome della commissione della Società di giù- 

a di San Pietroburgo, — Lodando il Governo giapponese di 

sto agli studi del Congresso le lesi 8.^ 9.* e 10.* di questa 

ssione, perocché mostra di volersi modellare ai concetti di 

ìitenziario razionale vigenti in Occidente, risponde alla prima 

lesi, dichiarando : 

e il lavoro, secondo i concetti moderni, è un premio anziché 

unento di pena, mentre è un aggravamento di pena l'ozio 

air isolamento ; 

e bisogna far di titto per allettare al lavoro i condannati; 

I* il lavoro deve essere meno duro e penoso quanto mag- 

1 durala della condanna, alfinchè non abbia una influenza 
la salute del detenuto: (juindi pei colpiti a lunga pena sono 
i lavori all'aperto, mentre possono occuparsi in lavori seden- 
annnti a breve scadenza ; 

e deve tenersi conto delle attitudini dei condannati alle di- 



verse arti e m''«liiTi p'r prt^pararli ronvenienlementc al rìLomo 
alb socielS civile, ma die ilflve pur sempre tenersi conio della qt 
(lisci pi in;nv e iìiinn?.iaria. Oi^rorre ifiindi non atlivare nei peai 
ilclli' );ivorax,ifiiii iruppo nimnrose o di dinicile iwrvpglianza ; 
scoirlii'rc !,iv-im/.ioiii chi- tli"no maifrior iililo , e lassare d 
quello jw-j-ive. 



9.» Tesi. 



Diri:!t'in}ii In iliinit'i -Mlii lìeU-nzìoite in un certv «limerò di 
xari'bbi' iu,t.iihil-- ili shihìUrr rerxii i àetPinHi un regime ma. 
vìpif siTfrii ni'tiììKfii 111 iit'nliiiizhìie Mie cinesi da penornT 
iit-n nij'i-niinliro ij'u-^lo rri/iìiie ihivn) essere applicalo, ncUf, 
c'ii)ise, ìli liiìiii 'il sH'i xirrrilii, e qiiiinli iforrà ailotlarxi il 
icìlnre: iiin 'iiin! 'n'ìn'rr •!' lavori' sarà jifvdi' pri'ferihihiìeiile 
Jii/iiii- jhT ri'i'iiTìr II i/'irsl'/ sisleiim ili iirrÌDilì •> clussi si p 
(iiiiie jiìiiilo ili l'iirli-iiz'i ifi'ppin'a in niì In ihirala Mia del 
al'h'ii unii', ini priiiriiii/i ili esiriizimie^ 




— 337 — 

carceri comuni chiuse^ prima di trasferirli depnitiramenle in questi 
%Ukhil&menH spedaliì 

L FoiKiTSKY, suddetto. — A questa tosi la Commissione ha in parte 
Tisposlo svolgendo la 4.* di questa siesta Sezione. 

n lavoro agricolo può essere applicato con mago^ioro o minore lar- 
ghezza a seconda delle condizioni geoisfrafiche ed economiclie dei sin- 
goli paesi, ma è sempre preferibile pei condannati a lunga pena, come 
è detto nella risposta alla 8.* tesi. 

Però bealo il paese che può organizzare il lavoro agricolo senza ri- 
correre al sislonia della deportaz':on«> ! — E questa dichiarazione è molto 
BMevole, agoriungiamo noi, come espressione dei pensieri della Società 
tfi giurisprudenza di San Pietroburgo. 



11«^. Tesi 

La compilazione di una Statistica penitenziaria internazionale è utile ? 
EjfOssihiìe? In c-iso affermativo in quali limiti dovrà mantenersi? Con 
sistema dovrà essere fatta? 



Dr. W. Starke suddetto, e 

E, YvERNÈs capo divisione (Stati^stica e Casellario giudiziario) al 
mUteru della Giustizia a Parigi. — Queste d;ie memorie si riferiscono 
alla Statistica giù iiziaria e non rispondono direttam'MUe^ al tema. 

Però lo Starke. in una serie di quesiti che esso formula, ne ha uno 
(il VII) così concepito: Una Statistica internazionale comparata non è 
Pi)ssibile se non nel caso che tutti gli Stati invitati a parteciparvi ab- 
llano le stesse leggi penali, la slessa organizzazione giudiziaria, la 
$l'?ssa procedura penale, ed anco la stessa organizzazione di polizia. 

F. J. MocAT M. D., già Direttore delle carceri del Bengala e vice pre- 
tùìenle della Società Beale di Statistica a Londra, ere le iniposibile la 
Statistica giudiziaria, ma possibilissima la penitenziaria; accenna ai 
armularì da esso stabiliti; indica il volume della Statistica peniten- 
iiria internazionale pel 1872 pubblicalo nel 1873 da M. B-iltrani-Scalia 
ome prova evidente della attuabilità di tal lavoro, — ritiene che ba- 



-308 — 
Fterà sr^iiii'ni' le traiTC, ed allcndo dal Beltrani stc!)so, che 
rcliitore, le molìiìrrtzi'nii die lu esperienzn gli abbia mostrai 
s:irie. — Xoii ci-.'ilf iilile ristringere le nozioni statisliche ir 
Rlri'iti ìiiiiili, [l'iii'hi' li- nnzinni die pel raumcnlo «emiirana s 
rì iiinsir.inn s|il'S(i iilili in avi'enirc. 

, iliìrllore ijeiievale delle cnneii dei Regno d' li 
;ia aiiaiih^'i) a (|iiollit del Sig, Slark, cioè cr 
ì<iì':l LM iili/bria inteniazìoiiale, lua po<;sil}ile 
iili'[i/.ì:inu iriterniizioimle, anzi unisce alla su 
jl:iL'iii per tals sialisUca. 
I.i? SIRI ('-iitii:lii>iiii]i soinj i|ucste : 

« rnn-iili'intiilo l'ho Uilli eoiirnn?ono sulla milita e posali 
una S(,ilLsli('-i ]i ■iiiL"ii/.iaria intennzioiiale ; 

« ('iin-ii ierai.ilo i-lie i- impi.ssiìiilo (liseulorc in sedute gei 
prnpiislc Udf p.T la i'i)tnpil;i/.iiiiii^ ili tale Stnlislica ; 

"I 11 Ci ini.T( '<•;(> f:i *Mlii l'Ili' (lui'slii n.-aiiie sia conlidato ad ii 
roinmis.>iÌ!iri": rln' la Slali-ilii-a peiiilen/.iaria iiiiernasionale |i 
sia |iiiMjIì 'ata 'lalla i:oijiiiii-i~ione lucale tiesli atti dnl Cimg 
San Pli'lmli ir^o, n cnnn' aiipenJÌL'i' di l:ili atti; e clin la e 



I(i:i.ni' 


LM-; 


K-jpriinr 


un 


pinsiliile 


Ufi: 


una ?lal 


H'u 


relazione 


IMI 




if - 



— 309 - 

raaonale deirattività del palronato pei detenuti liberati, ò certamente 
\iD progresso imporlanle stabilire convenzioni internazionali fra le 
Società di patronato o altre Società analoghe allo scopo di renrìere 
possibile lo scambio regolare e reciproco delle esperienze falle da cia- 
scuna Società, e specialmente di tutte le disposizioni prese che hanno 
arrecalo maggiori frutti e che potessero adotlarsi anco da altre Società 
- di ammettere al godimento dei benefici del patronato i liberati che 
banno subito una pena in un paese straniero e facililarne il rimpatrio, 
«Io desiderano, o il loro collocamento altrove; non che aiutarli a crearsi 
una esistenza onorevole e a guadagnarsi la vita col lavoro. 
La missione di provocare simili convenzioni incombo, in primo luogo, 
alle slesse Società di palronato, eventualmente alle Società di b'^nelì- 
eenza che hanno uno scopo affìne, e in ultimo, tale compilo spetta ai 
governi. 

I soccorsi reciproci accordati ai liberati di onorine straniera, saranno 
tallio più elTìcaci: quanto più generalmente sarà ammes<?o il prin- 
cipio di estendere il patronato agli stranieri; quanto più sarà e(»n tra- 
lizzata Torpranizzaziono dalle Società di patronato che aderiscono ad una 
I convenzione internazionale; e quanto più sarà lennto conto degli in* 
leressi pubblici messi in moto, neiresecuzione delle clausole del 
trattalo. 

SwÉsuMKOw, prof, di diritto pubblico a S. Pietrobìtrfio. — É utile e 
desiderabile che si stabiliscano delle relazioni inlornazionali fra le 
Srt.:ieià di patronato dei vari paesi allo scopo di favorire gli intores^i 
generali dall'opera di patrocinio e poter meglio venire in aiuto dei 
Pi'otetli. 

Tali relazioni non potranno essere stabilite su ba<ii utili e solide, 
se non fra qaei paesi le ciii Società di patronato avranno già corapiuto 
la luro interna unilìcazione. — Il modo più acconcio per stabilire silTatle 
relazioni sarebbe la convocazione di Congressi inlernazionali e la crea- 
zione, presso q'iesli Congressi, <li un ComiUilo centrale con seirreteria, 
hiblioleca ed archivio. — Le Società di patronato dei diversi paei^i 
non avrebbero relazioni immediate tra loro se non ir) casi eccezionali 
e che non ammeltino dilazione; ma come regola generale, esse do- 
vrebbero porsi in comunicazione, o con Tlstituto centrale di patronato 
lei paese stabilito, o con i'ulBcio del Comitato centrale internazionale 
la stabilirai oei Congressi. 



— 310 — 

C. Ma^itlm, (iinK-il ' 'I ì.nd'\ — Dopo aver dello, come proemio, della 
iiLililà (lui [laliMinlo e il'l siici caralLcve iinivorsali", pasia a parlare 
(li'lla Tesi p;-rì|iii-;ia. ciiiì' sp le Sicielà di pitrocinio dfi diversi paesi 
pnisniii m^'Horsi iitil:[ii;nle in cofrispindi'ii/,:! Ira loro, p risponde af- 
fi'nmtivnini':i:i.', inirn'irnloiii' Incvcraniile i molivi ci enumerando i 
jin'//.i nrri'ssnri per iiLinrc (iiie-ila ilea !reiiero«a. 

Li» sjiiri; 1 iì>'i iin-lii lempi li'iid" a tcgliiTL' Ir harrii're f'ifi s^'pani» 
i diviirsi S'Jili ; li; iMiiiiriii-iiiioni divernite pifi frcrjucnti e rapide, gli 
W':i!tilii rei'i|ii'i,.'i, r:iii:ii |ir.neil'T(> cIil- tutti Ì p ip.di, fnilPmi^zindo, com- 
piiYiiriiiii roiiii; iili.i su'a ed iinii-a t'i»mimil;ì. L'islilnlo del patrunato 
p.'l «11.1 iMiM'iT,' i'rii:Lii:-til;'mi'nli; Min:iiiÌtiito i' dnslinlo ii divenire 
' r iilililà del patronato 
dì/ionc d! un individui.) 
slranieri). senza parcn- 
cii senza conoscerne h 




— 311 — 

luUrofi, ad esempio di quanto è stato testò praticato tra le Socielà dei 
dlYersi Siali della Germania e quelle della Svizzera. 

Generalizzata qtiesla istituzione in tulli gli Stati in modo che esistano 
Socielà di patronato in ogni circmlario giudiziario ed amministrativo, 
si potrebbe fondare presso la sede del governo rispettivo im Consiglio 
superiore dell'opera dal patronato, e un Comitato centrale composto 
di membri onorari ed elFetiivi scelti fra le individualità più eminenti, 
il cui ufBcio sarebbe di dirigere le diverse Società del paese, favorendo 
)?comunicazioni dei vari Comitati, per servire d'intermeJiario fra Tisti- 
t'jzione il governo e le autorità nell'interesse deiropera — iniziare 
e mantenere le corrispondenze col patronato degli altri paosi per rac- 
cogliere i risultati delle esperienze fatte altrove e facilitare il patronato 
e il rimpatrio dei liberati stranieri, — pubblicare in ciascun paese 
un giornale p':»riodico cho j'occupi daih questioni relative al patronato 
e che sarebbe l'organo delle diverse Società di uno stesso paese, e dallo 
scambio di queste riviste si troverebbero i dati per lo studio sul pa- 
tronato, sul maggiore suo sviluppo e sulla sua migliore attuazione. 

// Pastore B. Riggenbach, cappellano del penilenziario di Basilea 
{Svizzera), — Perchè le Società di patronato possano meglio e^plicare 
1j loro azione benelca è necessario eh?, ad esempio dt»lla Svizzera, ess':' 
si-»no in strette reazioni tra loro, non solo tra quelle di uno stosso 
paese, ma- anco e più specialmente tra quella di altri Stati, mediante 
accordi internazionali sulla base di quolli stabiliti tra la Svizzera e la 
Germania. Sull'esperi cnza di questo accordo, egli stabilisce choilpatro- 
mtointrenazionale, onde riesca prò Icuo, deve prima di tutto assicurarsi 
che il detenuto, in favore del qiiale si iniervieno, sia ben disposto ad 
accettare l'aiuto che gli si offre; — che le due Società di patronato che 
sono in relazione a riguardo di un condannato liberato, devono inten- 
dersi il più presto possibile sul modo e sui mezzi secondo i quali il 
patronato deve essere esercitato; — che ogni detenuto liberato deve es- 
sere diretto verso la sua patria d'origine o verso il luogo ove gli si 
sii procurato il lavoro, munito di un abito cor.veniente, di un con- 
gruo peculio e di carie di legittimazione. 11 patronato internazionale 
df^vo spiegare una speciale e scrupolosa attenzione nell'accordare i bi- 
glietti di^lìbero percorso ai liberati, onde non seguano abusi. Devesi 
infine, per regola generale, fare appello alla cooperazione della polizia 
per accompagnare i detenuti liberali alla stazione ferroviaria. 



— 312 — 

n. SriiRK';, 7/ff ili-j'iit'iUi. ispellorc ijanertile ieìV Istruzione pubbika 
il) l'i-'iiiri-i. iin-xi:lfiii'- lieìlii Sncielà iriifmfe di patronato a Parigi. — 
Nmi iiiii") ;i meli'» ^li rii'finnsi'i're l' impnrtanxa dsHa proposta, e p?r 
iiinslinn- i-imii' iiii;ilr,K:i ^i i> fallit in proposito, cila la Societi centrale 
(li |<.ilivi[i:iE<i jii'i lllii'tviti (li'lh rpialc cirli è fircMdpntc. Eiva « (a ogni 
sfni7, 1 (l'ìuìi;! l';iri. 2 dei suoi Stillini) per ci»nfìtiare alle Socinià di 
V;itrniiaii> .I-i Imvi jriesi. ;il inDini'ntu delta luro liberazione. Eli stra- 
nitrri lii'li'iKili urli,- r.:irn'ri 'li Francia, e reriprnLMraontft essa accor.la 
il -im p.iliMciiirn :i\ {i-matM det^niiU all' estoro allorché ritornano in 
rr:iiii'ia ». 

Il pmminlo ft u'ù in n'b?.Ìoii(' con 1p, Sorielà svizzere ed il serri- 
ziii i!i s,Mrnliiii ('■ udii in vijrore — Si «0110 puro avvialo relazioni col 
Hi-L'in, rul l,ii"eMil'iirf;ii )■ fon l'Italia. 



llAi:i> 



rio (lìla <:<• 



■Il- ili Appello ili Bollai.— 




I 



— 31 :{ — 

in Francia e in Cfennaiiia. In i-Y.iricin, un nii^nciicaiit»^ di profos>ioni' 
M:j tr.Tininala la sua p;^n:i di carctM'i» è IrasffM'ito al deposilo delk 
prefe'ilara di [inizia, a dis|)osizioiio «li (pirsla, hi quale lo fa tradurre 
al deposito di inondicilà, conforme ò prescritto dairart. 27't dol ('odici 
panale francese. Colà è coslrelto al lavoro in proporzione dfìllc sm 
forze. Anco in Germania, i mendicanti c;i altri colpevoli di infrazioni 
e ilelilli, dopo 3ulìta la p.Mia, sono conseornati alla polizia ciu' può farli 
hrai-are per la durata <Ii due anni in una casatli lavoro, od occuparli 
altrive in lavori di ulililà pubblica, giusta l'art. 3()i del Colico del- 
l*ifflpero germanico. 

Non essendovi nulla di simile in Riissia, pro[)ono cli*^ per q«ie-;to 
Slato, venga promulgata una lejQTire conforme alTart. :i74 del Codice 
francese o all'ar^. 3(55 del Codice jiiermanico ed aumentato il numero 
delle ca^e di lavoro. 

Con quesln due cuidizioni, eprli sostiene che la «jinstione della con- 
nessione d'ifUeressi e la concordanza di azione tra i i^iulici di pace, 
le ainministrazioni di polizia e i comitati per la repressione della 
mendicità, avrebbe realmente un valore pratico di irrandi? impvortanza. 



G. Db SkycT\^, diredore del penitenziario ili Pnrfoferraio, — La so- 
cielj, ef^li dice, ha il triste doviTe di punire, ma ha pur (ju^liu ben 
più nobile di proleargere. — Xon ammette la teoria dei delinquenti 
Dati. — Le cause principali della delintpi mza sono: ral»l):ui(iont» delTin- 
faiizia, Tozio, rubriaciiezzj, il giuoco, la prostitu/ion^ la miseria. 
Prolella Tinfanzia, combattuto il vagabondaggio e la ndseria, istruito 
ed emendalo il colpevole, soccorso colui che purilìcato d illa pena ri- 
lorna nel civile consozio, si assicurerà lordine e la prosperità delle 
uaziom. I piccoli abbandonati raccolti nelle case di rifui^io e ne.crli 
asili, troveranno quanto occorre per diventare onesti operai, cosi il 
novanla per cento di questi disgi'aziati, soLtratti alle vie del vizio, di- 
veiTanno buoni cittadini. La pena non deve soltanto avere in mira la 
littoria del diritto, ma mollo più la emen la del colp-^vole. 

Co.*i, dato ai minori abhan lonali un aiuln, adi ozi )q lavoro, eduna 
caritatevole sorveglianza che loro faccia prendere l'abitudine del lavoro, 
date ai delinquenti delle carceri or lanizzate con lo scopo di redimerli, al 
liberali i soccorsi necessari onde non ri.*atlano nel delitto, mite le 0[)f^re 
di beneficenza e dì tutela sociale, gli asili, le case di lavoct), 1 peni- 
tenziari, i servizi di pubblica assistenza, gli agenti di [tolizia, i rico- 



— 314 — 
veri ti! ineiiilt-ilà, irli nspccbii, le Si)ci<'tà dipalronaln, concoi 
al lH'iie9<r>ru socìnlo e alla ilìiiiinuxioiio deìla reciiiiva. 

I^tn-;» ili moilii enru'' il<ivrcl)bi>i'o staliilirsi gli accordi fra lo 
S<>cìo:à cil AiiiiniriÌNtriii'.ii'iiij interessate alla protezione dell'i 
e^li iirtri ii-p.Tiilr i-'i(.' ^oìiimariiimenle. F.frlì approva che gli Piai 
li pi'i minori si:ino rclli ciii-la i rosolamrnli di'i colle?!, che 
(liioiui -iaiio aisiihiliiiifiile divìsi dai vag;ibon:Ii, dagli orfani 
.ililinii'Ion.'ili, .'^l'p irati ilnninle la nottn e sorvegliali attentami? 
rariLii il jrioniLi. 

Oldilijr.) ili prot"L'L:i'n'ririf:iiizia o prepararli.'' l'infrivsso negli 
1^ opera ili'u'li ay:(>ii'.i di puMilica sicurewa e dei servizi di as 
e di r:iril;'i olit' \\-M\un il mandato di reprimere la ini>ndìcilà e 
bon.tau'u'io. 

l'^si dcvnii') as-ruiMr.-i se i minori maucanodi protezione p 
dei giiiilori i' ìu tal ca-ìo ileferiic iiiie:=li iill'aiitarità ?iulizìari. 

Ni-iri>^iliilrj il iiiiiioL'i.' S'irà cdti-ato ed istruito in un mcf 
una vnll.i n^iMlii, lino ii eh-' non l'air^'iimy.i l'eia ilidla Inva, sai'à so 
ad 1111 ;ì diJircla -orvcLdi^m/ >. AH'opfra itiixiata dalla [ioIìkììi e d;dla 
di Irglieli ■i.iii'.a iIl'Vi'Ciiiiì iirri'ic ([india dcH'aiilurilà amministrativi 




— 31o — 

\\ concorso della oarit'i pubblica, cil un lariro su><i(ii() <lal ^^>V('ino, 
Il relalorc vorrobbo, finalmoiitis che sulla ni(TC»Mb' inle.Lrrnb* aivordata 
a ciascun detenuto, si prelevasse almeno un quarto e si lrasm«'Ue>se, 
ad ogni trimestre, alla Società di patnmato del luogo di nascita del 
delenuto stesso. 

Hardouix, suddetto. — (La relazione non è ancora pubblicata). 

I.FoiMTSKY, suddetlo.-^ Si limita ad accennare alTutililà della relazione 
tra i vari istituti accennati nella tesi, vele tm po' i)tricoloso l'accordo 
delle istituzioni libere con le governative, e ad ogni nio lo si augura 
che con congressi, comitati e sotto comitati si formino irli accordi. 



3» Tesi. 



B sUteiiia di collocamento presso famiylie private presenta vantauji 
per assicurare Vedacazioup, il lavoro, l'avvenire dei fanciulli o yiova- 
mui, messia a liioli diversi^ sotto la tutela o la sorveijlianza della 
pubblica autorità ? 

In quale misura ed in qnal modo, per aliuni fantiuHio yiavanetti, 
questo sistema potrebbe essere sostituito con rinvio ed il mantenimento 
in uno stabilimento in cui essi sarebbero tenuti a vitti cinnane-, ovvero 
potrebbero idue sistemi essere conciliati e combinati insieme/ 

\D.F{]CHSfConsitjliere a Karlsru/,e. — Il sistema di co'lncan' in fa- 
miglie private i fanciulli abbandonati o viziosi [iresenla ini^onleslabili 
vantaggi per assicurare Teducazione, il lavoro e l'avvenih» di essi, ma 
alla condizione che tale collocamento abbia luogo nel pri.no perii>ilo 
dell'abbandono morale e che la scelta della famiglia sia fatta con gran- 
de cura, tenuto conto delle particolari condizioni eli!' presenta ciascun 
caso individuale, e che, airoccorrenza, si accordi una retribuzione pro- 
porzionata ai servigi domandati e resi. 

In lutti i casi nei quali sembri doversi applicare mezzi eilucrdivi 
per ottenere una riforma morale, cioè quando fabbandon ì morale è di 
data remotai quando il carattere lìcl farxiullo rende dilìic'iW V'oAwca- 
mne o quaodo Jnflno si manifoslino segni evidenti di pei'vcvs'iVa, ) 



— 316- 

collii'';iiii<'iil'>pri-~-o ijii.'i fnmìt'liii devo ersero snsliliiito dalla detenzione 
in UHI si:ilMljitii'iilo <li f^diuaiimin cnrrozinnule. In qne^to casosi deve 
;i\i'iv per scipii pi-iri.-iii ili' ili miiiii orare al più preno passibile il caraltere 
(l.-l cii^ovcr.iio. :irlijiilir ;iiifiie (iiiMli passa goilero-i vantaggi dell'edu- 



. V.iisi.x 'li i'.ii il', 'jii'i jin-fi-ito ili pulizh, nià deputato, consiiflten 
l'.-'iU- 'li t'.i:--'i:'U"--, lìi'-iiitini ili-lla ileU-ijiizione francese al Con- 
• 'li li"iiii. — (M;iiii':i l,i relaziiiiii.'). 

orKinv.Sniiv, j<riiff^.'<"r'' n Musai. — Rilirne die essendo la fami- 

l'i hii'iin ili I iiii.l.'i ili-'^ÌL'n;il;i dalla iialiira «Hesso perroduca/ioiie 

l.'i[i<'iiillì -r'Miln'i is-i'i' iiii^linr cosa cullm^aro in iin.i famìglia an- 
•■ in un'.i-ii.i II alii-ii <ialiiiiinriilii cfiiweiiere, i giovanetti alihan- 
ili 11 \i/io-i. rsii')ii|.i i[iii>lin fnriiia la piiia lattata asviliippariie le al- 
l.iii lìsii-lic I- nini'.iii ' i'iiitroi'm:ir)ì j 11' atnji lente sni-inlc nel quali> ilo- 
m'i vJMTii — ;\l;i iiiTL]uiiilii lai'n-a s"iiil)ri utile, aili'eUanlft appariiCtf 
'i.l I ili ilii1i.:i'l'ài' ili p'hi-ili. C'ìiifni'h il suo din-cnii esi;iii|ii li'atli 
1 pei ilepni'l;i[i in Sitiei'ia, Ira i quali sJ 




^ 317 - 

i\. Pratesi di Firenze — Hitieiir mollo serio le dilììcoltà che s'iii- 
'ontrano nel coulliar*^ i minv.-i presso i'ispeltal)ilì famiglie, anziché 
iipgii slabilimenli pubblici, per le qiiah dilììcoltà il primo sisloma è 
Luattiiabile ; salvo pei casi di trovaloUi che spessn rie^icono ad essere 
adottati da famiglie di contadini. 

In ozni caso, i minori soUo la tutela o sorveRlianza dell' Autorità 
pubblica, ad esempio di altri Stati, dovrebbero prima passare un tempo 
più meno lungo negli stabilimenti pubblici di educa/.ione a guisa 
di prova, per abituarsi all'ordine ed al lavoro, e quando si avessero prove 
di emeucta, lenlare la loro ammissione in famij?lìe particolari e se non 
Yi mantengono buona con lotta ritornarli ne?li stabilimenti. Propone 
che i minori condannati per reati comuni, e quelli che hanno agito 
senza discernimento, siano collocati nelle r^ase di custodia, ma in due 
classi distinte. 

Gli oziosi e i vagabondi nelle case di correzione o nei riformatori pri- 
Tati, tenendoli separati dai ricoverati per correzione paterna; gli ab- 
tandonati e i minorenni separati forzatamente dalla famiglia dovranno 
licoverarsi in istituti speciali di beneficenza, che non abbiano nulla di 
coiDime con lo altre case di correzione coatta. Per questi ultimi, se 
b«t? possibile trovare oneste famiglie, che, mediante cum[)enso, s'in- 
aricassero della loro educazione, ritenendo ciò uri benefi'ùo, è raccoman- 
dabile ai direttori di questi istituti di carità, purché si abbia cura 
Della scelta e si tenga presente il luogo dove vanno e quello dove 
debbono ritornare un giorno quei giovanetti, e so Tislruzionc profes- 
litUìale che verrà loro data sia per tornare loro utile rìelTavvenire. 

F. .1. MoUAT di Londra. — Si limita a trattane la prima parte della 
i e poiché in essa non è detto con chiarezza a quale classe di fanciulli si 
bba applicare, si occupa del sistema di collocamento dei fanciulli or- 
ini abbandonati presso famiglie private, quale è in u^o neiriiiirhiltorra. 
Alale efTelto riporta, alla lettera, i 12 articoli del relativo regolamento 
vennero modificati dall'ordinanza del 28 maggio 1889, in sosti- 
ioue dei primitivi regolamenti del 1870 e 1877 — ciò perchè fuori 
iringbilterra sono poco o punto conosciuti e perché essendo basali su 
i j^mministrati da lunga esperienza, potrebbero tornare utili a co- 
t» che volessero adoprarsi per mtrodurre un tale sistema nei \ovo 

i. 
Si^'oi^e ebe l'opinione publtlica nel Hogno Unito è profoiidamewVo 

r ««MMf ait m f wMf — Anno XX. 

t 

À. J ... 



— :H8 — 

divisn .<iH inorili ii-;!f;i(Li ili un lalc si:;li'iiii u cita gli appuilt 
It'T il \>\:ì\. \'i\\c,'-u, Licchnloln irinconifgiainenlo all'iui(ini 
;illa i[iimiii;ilii;i. il ivblon.' [h'i- slui ciiiilo assiTlsce clu! il sis' 
i'(j||(i'',iiii(Mi[ii j'i i>>:isiiiTic non i'' v:inla?gio^i aU'C'Iiicixione i 
■■jiilli, .1 i] itsi.i :iirL;!io ]>riFVvedt'tiil« li! ^cllolc e. «li stul'iliiii 
■■iliira/.iiiiii;. iurrn: puri' ri.Mi lo creili'- iililf per iiiianto riir 
l.'iviirii l' l'avu'iiiiv il'vli ^li.'S^i t'anciidli, ri ti 'in 'ti' in, ancn in l)asi' ai 
iiliii'ialio 'illi' -'l:ili-Ui:lii-, [tifi iirolìciie le ^udle iii'lii^tmli t 

n sdiii la-(ii L'th' è me^io in evidt-nza nei resoconti r(!l 
nmiiilli iiillniM^i .'■ !".(iT(ì/.ionF' quasi pati'rnachr \(>ro mani Stailo 
:ii|m![1'.ì, iiìu -ii'ciimi' in i|iiesL!, tuli' aUci.ìom: apiiarffld; [ino ni 
rinaviiiin ilal piccolo S'inttato, o 
un sciiii<iii'ijtn pruz/iibiii, non k 
-i3t"in:i e ilei resti) 
intinta nei ilirotLorl e nclli 




vi 



biaió ih'Yo posso. lere pei l.'ìiiciulli r i liiovanclli pu^^ii dalla 
Mo In sua tutela o sorve^^lianza, olir»' agli urfanotrotì ed altri 
iJi beneficenza (.Ielle stesso ufeiieie, tre sp(M:ie distinte di rifor- 
uno pei condannati per ozio e vagabondaggio o ricoverati per 
ne paterna, uno pei giudicabili ed un terzo pei condannali. 
Ituzioni saranno parte urbane e parto rurali in vista dell'istra- 
'cnica. 

itela la sorveglianza che Taatorità pubblica deve esercitare per ^ ì 

itoli, sa molti minorenni, può essere grandemente avvantaggiata 
Jone un certo numero in famiglie oneste. Un tale sistema è da 
ludarsi specialmente per un buon numero di giovanotte, 
tema di porre per la loro educazione un certo numero di mi- 
famiglie private, può conciliarsi e combinarsi col collocamento 
iformatorio a vita collettiva, 
attori e gli istitutori dei riformatori dello Stato devono essere 

r assenso dell'autorità giudiziaria competente, i giudicabili eli 
iati che non hanno compiuto diciotto anni e la cui sentenza 
*esa esecutoria, devono anch'essi, essere confldati per la loro 
9ne a famiglie particolari, durante il tempo della detenzione 



- nao — 

.1 It.' iiii.'ili vniTchlHTo l'iilloiMti i discoli, non san 
lialli jiin :i|i;>lìi'azionud';)llronile ;non8Ì ilorrelibi 
l'iliivu ì critìvaiiotli vi/.jo3i, se prima, per un ceri 
li ni'lli; >riiol<! 'lisi-ipliiinri e convzionali, e inai 
IMI .imirlii^viilo 0(1 ocuhila vipiiaiua o uin solerte i 
ìTJUiiv l;i |ii'opa!i;ix,ioni.' del male. 
anrli:' owinn- .iJ un [ale ini'Onvcnienle o^Iiocn 
II' f:iTiiiirlii; ou' iinn vi si;iii(,> allri runciullt. Cn 
:i;iL.i','L'i .III.' tal >is1eiiia pr.tduce: invila le riliellioi 
il^'i-.' lif] mule ni'i rfiovanetti jloUo^i e ine;?lio t 
III' >li limiti iiiìnoreniii nci^lislnbilimi'nlicorrexio: 
II' -;|pvi,' .■ni!ivi> ii'iiili'rize e k-oii ilivor^o srado ili correzione, p 
:i iiiiiv'ilirr il iIìITl'IuIitsì ilei maio, tanln tra i taasclii. quanto 
[i:ii. udii' r>iiiinirii- — ,id'li'.-tr;i, inri ima (lisi'i|ilina più facili> e p 
r.'ili'. ;ilhi vila .li l'.iMi'iia — f:i ai-(;iiì-i[nri' la contìili-nza di iìt sto 
I>iupni> Ifinij-.' — ''.l Militila, s]ii'i'ialiiii'nle |i' fanrinlle, a lultcìiU''! 
-ii'iii iiiimi''lif'iii; clii' Non s'iiiiparaiio negli slabi limtìi ili di con 



ilici: 


i^cini 
ili'P 


tri' 


Si 


p..|r. 

il.KÌ 


Mi 


Irn 


.■i'iiii) 


i' 


inni 
i-.'irl. 


IIIIT 


1 1 




b^ra o volontaria, peivhò, ogli di'O, 6 lippunto l;i carità rhe in 
>aniinarca ha preso a cuore gli interessi dei fanciulli diseredati e 
la fatto sorgere tulli gli stabilimenti e lo case di educazione. Fa cfuincfl 
\ storia degli isijtnti pei minori esislonti in Dani inarca o come in 
lael paese si dia la preferenza al siuema del coUocament-ì in famiglie 
> in piccole cas* {homes) capaci di contenere da 10 a 30 minorenni. 
Egli mi>strasi pure partigiano di un tale sistema, ma ritiene ch^*. per 
poterlo applicare con utilità occorre intrapren lere di buon'ora V edu- 
Miione dei fanciulli, prima che divengano maturi per la casa di cor- 
rezione per il carcere, ciò che appunto si fa in Danimarca, ove 
R prende cura del minore in tenera età, quando da fanciullo derelitto 
l<yn è ancora diventato un piccolo delinquente. 
V Propone infine alcune modificazioni al Codic-e penale danese negli 

picoli che risruardano la responsabilità ^ la pena pei delinquenti minori. 

> 

"S4)MA CoRNELius Krajcsik, professore a Zoliom iUwjherla), — Pro- 

al Congresso le seguenti risoluzioni : 
Per i minori non corrotti, di sana costituzione, e specialnìonte per 
femmine, è vantaggioso, tanto dal punto di vista morale, quanto dal 
(odi \ista pratico, il sistema del collocamento presso famiglie oneste. 
Considerando che non si può fare a meno di stabilimenti, anco col 
ema del collocamento in fami<?lie — che i die sistemi offrono dei 
taggi e degli inconvenienti e che questi ultimi possono essere pa- 
ti con una applicazione combinata dei du(* sistemi — visto infine, 
te per i minori moralmente abbandonati o colpevoli i quali, nelle case 
i correzione o negli stabilimenti d'educazione, hanno dato prove evi- 
pti del loro miglioramento, sembra pure utile applicare il sistema 
fci colloc.amenlo in famiglie, il Congresso — nelTintento di mettere a 
|rofitto i vaiìtaggi dell'uno o dell'altro, crede utile combinare i du^ 
friemi nel seguente modo; 

a) n minore po^to sotto la tutela pubblica ò dapprincipio inviato 
^ un deposito per un lasso di tempo più o meno lungo, secondo il 
Wno ; una inchiesta fatta in questo tempo sulla vita precedente, le 
binazioni, lo stato morale ed intellettuale del minore, permetlcrà di 
pBeidere quale dei due sistemi dovrà essere applicato in ogni singolo caso. 
^ ft) Lo sviluppo ulteriore morale ed intellettuale del minore, o il 
p^to che manifesterà per una od aìtra cnrriera, saranno la bas(^ c\\(^ 
f»nràper decidere se il ragazzo posto in iwà famiglia debba easGve 



— .122 — 

IivhFciÌIii in iiJt'> >l:iliiliijii!ij[ii, n sa ila qiiosto ilelilia invece 
■'i-nltil.'iin ;i(t iJin r.'iiiiiu'lia. 

• e) I ^■i'[iiIori ;iitnUivì o s:ìi ciluralm'i ilovraiiiio scrgliiirsi g 
•rranili' |>ruili-iiz3, ii>m>iiiio coiiUi ilfirimlividualitj del minore. 
hiiiÌL'Hi' |iiii oiilinato i> di vita irrifirovuvolo, e rhi' olrnin u 
(ìi'ii'nto S'ii'yii'^i'' per il ili lui iviliiiipo lìsii'ii, morale ed iiilcll 
(/) Ina ;:i'vp)"i ^.irve,L'li;inz:i vi-rnì esiTcilala sulle faiiU;:1is r 
L'oiin r,i^f;i/./.i in iH-n^Lmie piT la durala della medesima. 

I']. r. <!,\Ai„ (Uì-'-lloir rlella casii ili airrczione ili Asziid (Un; 

i:. II. lÌEi-vK '/' riniimlh (hvliaHa, Slitti Uniti di Amerio 

Su;miiì\ liKnnKi/i l'.ìifioii, IìiìdIdI. — (Relazioiit non ancora |iiibl 

r.. it. IUmim.i., v'"W'.'"". — Vedi risposla alla I03Ì 7» della i* ? 




'Imm't 



A questo palronolo, dehhoiH) cooporaro, ginsl.ì un molodo coor-li- 
n.ilo: h Sialo o i suoi funzionari incaricali doli't'secnzione delle peno; 
la Chiesa e i suoi ministri, le sue associazioni e i suoi stahilimenii ; 
l'assislenza pubblica e la beneficenza volontaria, individuale o orcraniz- 
zata in associazioni. 

Combinandosi intimamente con i fattori summenzionali, le Società 
di pati'onato poi detenuti liberali hanno pure un compito da eseguire 
in questo speciale campo di attività, sia stimolando, sia completando 
l'ajsistenza da prestarsi alle famiglie dei delennti, e tale scopo deve 
e^vìre nei loco Statuti^ espressamente menzionalo. 

Doli. G. VEnATTi, medico delle carceri di Bologna. — Il relatore scio- 
?lip un inno alle Società di patronato, mostrandone i vantni^gi, rutilila 
p la necessità, e quanto ad e^se devono interessarsi i governi, i comuni 
e lutti i fdantropi e uomini di cuore pel benessere sociale, per dimi- 
se la recidiva, pel progresso e per la moralità dei popoli. Sostiene 
fhfi per ragoriuncrere completamente lo scopo, occorre che le Società 
di patronato debbano prestare aiuto anco alla famiglia dei condannali, 
per mantenere le affezioni di famiglia e l evitare che altri membri di 
(peste prendano la via del vizio e del delitto. 

S. M. Hafstròm, cappellano del penitenziario di Ilorshi (Danimarca). 
- Il relatore, sulla tesi proposta, viene a (pieste conclusioni : 

Le Società libere di patronato che sono nelle condizioni analoghe 
a quelle della Danimarca, non devono incaricarci di mantenere le fa- 
Biigiie dei detenuti ; invec.% q'iollc che per un titolo qualunque sono 
kgale ai penitenziari e che hanno occasione di vedere i det'Miuli, de- 
tono interessarsi della sorte dj?llo famiglie di questi ed impiegare a 
Me scopo mezzi eiTicaci. In caso di divorzio progettato, e q-iando si 
tanna speranze di riannodare i legami del matrimonio, allo scopo di 
assicurare una normale vita di famiglia, si deve fare tutto il possibile 
per riconciliare i coniugi. In casi speciali, quan lo si riconosca indi- 
spensabile concedere un dono o fare un prestilo per impedire la 
ro?ina economica di un detenuto, si deve accordare un soccorso in 
danaro. 

In tutti i casi, quando si viene in aiuto di un detenuto o della sua 
famiglia, si deve agire con prudenza, affinchè crii estranei nìilla sap- 
piano del soccorso concesso, ofTwcbò l'onore della famiglia non ne a\)\^u 



SltERU. 


n tw</' 


rVii]li> : 


vrrv II 


iislull-::! 


IMl.hl 


•^...■ii'l:! 


Il p,'llt 



iiTiiI-ntr ;i ini-iMhar 



n S, Pifirttbunjn. — l.p Societi di pa 
I I'' toro (inliii;ine<iliribii2Ìonj,()iinlla dei i 
■'inili, .s<cnlo cift ris^ivaro all'Aininini^l 

irinin ilovniin pi-iMltm oiv-ujiarsi ;i 9t;ibi 
tiiitun relnziimi In il rk>ti>nntn eia aiiii U 
■e 11 leciiH'fica ain-zione, n appropriarli) n 



iivin(ii<-.>r.' i! ilirill-i assoluto (lolla faiuiffiia ik'l deleni 
iriil:i'-'ii.iln ila J'ii nel rarciTi'. !,<' Sorinh dì patronali ; 
•■iJiiTii- In i[ ift-lo. frtiniiilio D r:iiiiiniiii:!traKÌ<tnc delle I 
I I-I (luriii ,l.'| viri iHJnn lia d'':;liiiarsi alle faiiiiglif e ri» 
■llf <'>iniii>' :il loro (leslino. 



,■ ,MI'- inlUiiziiiiii I' Sooet'i 
izi <ìi j'olizin e ■■'iniivzzii lìulililici, iil 




\mhHr37jÀ, (>irca i liberati condi/ionatamontc, l'accordo fra le diif! azioni 
sarà anco più facile, perchè la sorveglianza della polizia è slabilita e 
regolala dalla legge, e per questo motivo egli preferisce il sistema 
della liberazione condizionala, come quella che prepara, i colpiti dalla 
legge, alla vita pienamente libera e che, con la continua minaccia del 
ritorno nel carcere, li preserva dalle ricadute e rende più aorevole 
l'opera salutare della Società di patronato, — sistema che si augura 
venga inscritto in tutte le legislazioni penali. 

VoisiN, sudiìetlo. — L'i4iluzioiìe delle Società di patronato sarà tanto 
più p(ri:^c^, per quanto essa sarà costituita in modo Indipendente; ed 
a?rà questa indipendenza, se, in una certa misura, le autorità di polizia 
e di sicurezza pubblica abdicheranno nelle sue mani i propri doveri. 

L'ostacolo più grande allo sviluppo delle Società di patronato è 
l'idea radicata in tutti i detenuti liberati condizionali o definitivi, che 
e*>e non siano che una appendice degli ulTici di questura e il loro 
controllo non sia altro che una larvata sorveglianza di polizia. — Quindi 
jppena liberato il detenuto, qualora ne abbia espresso il desiderio, 
<ievosi dal direttore del carcere inviare immediatamente alla Società 
di patronato, senz' alcun intermediario. — Questa Società deve com- 
piere presso le autorità quanto è richiesto per metterle in grado di 
[. fonoscere sempre ed in ogni caso la nuova situazione del liberato, e 
luanrto questi non adempie con sincerità ed esattez/.a gli obblighi 
ronlralti verso di istituti di patrocinio che gli avranno steso la mano, 
'hvranno essere avvertile le autorità locali che riprenderanno imme- 
diatamente Tesercizio dei loro propri poteri. 

L'opera delle Società di patronato, sempre ardua e diflìcile, è ancora 
aggravata dal fatto, da lui lamentalo, che per uso invalso si richiede 
^mpre il certificato penale ad ogni concorrente ad un impiego, sia 
P'ire il più meschino, tanto pubblico quanto privato. — Da ciò l'im- 
possibilità per moltissimi di procurarsi una occupazione, solo per una 
Heve colpa commessa nella prima gioventù. — Reclama provvedimenti 
^ tale riguardo per reprimere o limitare per lo meno la divulgazione 
'Ielle notizie del casellario giù liziario, causa di tanti mali a che rende 
frustranei gli sforzi delle Società di patronato. 

A. PoMiLow, addetto alla Università imperiale di San Pietroburijo. — 
L'mtiviià tutelare e coercitiva^ lììretta a prevenire i reali, co^UluV^^^ 
y'idaa della pubblica tutela dei liberati. 



iTilislnliiln <Il-II<' SoricL'i |iriv.i(e(lì patronnlo per 
l'I.i (Ini lilicnli, r;i d'unpri siacoinplclala roii tir 



Le iiii-iir 
'l'cc/.ioiH'. r 



i!i luloln f ili nicrcizioiio devoiifi essere eslesr 

ulti i lilxTllti. 



.1. f.n'iMii [I, .,ifi -Hn'IUtr'' iH pnlizin n Cinnia {Snzzt-ra). 

■iiiìt.ir" {.• 3ei-n:iil;ir> rri|)(ir;iitel pa',mniilo èi^'^oliitamcnloindispi 
jl rulli'. ir. !ii lIoII;! poli/in. alili s^'opn ili rorifiiiiare i servi?! ili ijii' 
Hdi'lli iliilli' Sf)'.i(il;'i !i p;i [rollalo Oonvii'iin stabilirò cliiaramcnt 
iiliTali 9:ir;mrin -o'-rnili, ]i''r un ci'rto tempo, dalla Sociclà die 
l'd'Ioivilr, piT uv/./x> ili un s'.io Jfli^frati», e imi tempo slosso la pnli 
■■wcrtili '[l'I JiLi'^jii iJLive si trovano e potrà f|«indi sorveglili 
ii'-ri ili ili iiln .iii]i;)rrn'e, pnidn'' piT principio ai ammette ohe un 
ili rii:iiirra/,in;r' (][■: i'nlpi->vijli, il patronato ilevc essere rrirsr.ino in 
e la jiiilli'.i.i min ilnvi- o-«cri' l'iio l';uHÌliaria. Ogni atto che non 
il i-irallfj'i> ilclilltjij..;.! imn i]cvi' provocare l'ingorenza della poli 
in'i'rit-!ito iiilniipc-tivi) ili quesla piiù prnhirro im effetto ec 
■i|ii.-i;iirtl" il pitronato. — Pei lilier;ili condiKii 




Il libralo che aJ onta delle sue buono inlnnzioni, comaioU(^ qualche 
hgfrero fallo, più dio ad un agente di polizia, da Ini sempre temuto. 
Io confesserà facilmente ad un delegalo della Società di patrocinio. 

Dott G. LocATECxi, ispettore di questura a Bologna. — Deplora che 
la socielà moderna, ad onta dei grandi vantaggi ottenuti dalle con- 
quiste della scienza e dai progressi della civillà, si trovi pur sempre 
afflitta dall:> stesse piaghe dei secoli scorsi — il pauperismo e il delitto. 
Descrive la vita orribile dei sottoposti alla sorveglianza della Pubblica 
Sicurezza o dei notali sui registri della polizia come persone sospette, 
e come presso a poco sia uguale quella dei liberati in generale, se 
sprovvisti di patrimonio o non reintegrati immeliatamente nelle prcce- 
donti occupazioni. Propone che mentre la procedura penale segue il suo 
corso regolare, si dovrebbe simultaneamente redigere una monografia 
coscienziosa del giudicabile, la quale tratterebbe del suo carattere e 
delle sue condizioni e metterebbe in luce le cause e le circostanze che 
rhanno indotto a commettere il delitto. 

Tale monografia dovrà essere completata ed arricchita dalle osser- 
vazioni che si faranno su lui nel carcere ove esplorala condanna, ove 
cumo in una vera clinica si studieranno tutti i suoi atti e le sue ten- 
flonze. — Tali osservazioni verraimo raccolte in registri speciali. 

Finita la pena, il Direttore del carcere, invece di trasmettere, come 
^i f:i ora, alle Autorità di polizia del luogo di domicilio scelto dal li- 
^nio, un semplice foglio d' informazioni, ove è detto in poche parole 
fjuili; fu la condotta del detenuto, trasmetterà il libretto monografico 
che, da quel momento, sarà liberamente consultato anco dai membri 
•ielle Società di patronato. 

Gli ufTiciali di polizia potranno, con la scorta delle informazioni con- 
tenute nei libretti monografici, regolare razionalmente e con coscienza 
li loro condotta e quella dei loro agenti subalterni a riguardo di cia- 
^'iin liberato ; e le Società di patronato vi potranno attingere dati si- 
curi per Ta^si^tenza e i soccorsi che vorranno concedere ai liberati. 

Tosi si eserciterebbe la sorveirlianza in modo diverso secondo i risul- 
tati del libretto monografico — cosi il liberato pervertito per circostanze 
non imputabili, so designato come suscettibile di emenda, sarebbe 
^rveo^liato in guisa da non vessarlo e non turbare la sua libera 
esistenza; se egli fu aJi/v? volta persona Jaboriosa ed ouesVt\, i\ 
esercHerebbe sa lui una sorvoj^Uanza discreta, senza rivelare U ^M^ 



— .tflt — 

i!i?n'.'i?.i'ìlii -ini.-Kiinnc. — Si elimiiierelibc rosi il ras*i dt far 
I ni -iipa/iorin ilie LtUiim ai fosw |ii'f>racciata e M alloDtsnprebbi 
'^il'ililn ili iiii[i ii'i-ippo )iriint:i condanna < al dnmidli» coalto 
iì .|iies[a [iorfezi»iiic nfil servizio è indispeni^t 
l'eoli ;in/;i sin f;itla i-(in prii(Ìfìn/a e l'irTOspezione e (lete 
.filli 'lesimii dai lihretli inonogralìci o che la 
I perfoll" e continuo ai-i-nriU) con le Società di pa 
l'iTfiù riliciie iitcìssjirio che q\ieAo siano stabilite in tutte 
viiirip — i-lio vi prendano pjirlo i cilladini pili emin''nti, poi 
ri rorii'irsn lietln Imo intcllrucnza, dri loro sentiinenli filantropici 
loin rontrit>ii/i(i[ii. f Hic siano anni protrtle, favorite e SI 



Poi 



serri prr 
^'ossa p 



là di pMhonato deyi>no trasformarsi in altrettante' 
!■ Aiilnrirà di polizia, prevenendo le ricadute dei 
: :iltre s-'L'ii'-intn le stesse linee, (rli ste*st principi jT 
■ni-alo pi'i'-:i<le sirìla Iniona via, l'nssisleiiKa drl patron 
i.i f(n7,i b.'iiclira rlii- lo sostiene, se al contrario d( 
'IO, 1.1 po|i/i,( ripronde ìntcramenli' il rigoroso esercii 
e la leg^'i' i.di confida. 




'--■-•r - 



r-;v, 



ai couivlti accennati nel Ilmu.i. mi nmi si (lissiiiiuln lo tlilììi'nli;}. Ad 
•Vili iiiixlc q'ie>Lo pi)l''»iil» [ìinUì [)0tn'h''tJ fnixe oUCiuTsi : 

1." f.'ioMulo partecip.in' i liipprestMilanli del <rioniali.sino a liitte le 
C.iujuii^sioni locali di patronali», tii s.ìrvo.Lrliaii/;ì, ecc. alle (piali po-^ono 
tìn ora es^er clìiamali o pulrebbero er^serlo siMiza inconvenienti persone 
eslrani>e airaniministrazionn giudiziaria e alle carceri; 

S.*' nelle localilà ove qiK^sle commissioni non vi sono, crearne con 
funzioni ben delerminate, e laddove si trovano che hanno oriirine da 
islituzioQi private, allargarne razione e favorin; la inlroluzione di nuovi 
dementi presi dal giornalismo; 

3.<» far pervenire frequentemente ai giornali sia direttamente, sia 
[•er la intromissione delle delegazioni della stampa, dei sindacati o delle 
i^sociazioni della stampa stessa, delle notizie o comunicazioni scritte in 
modo facile ed accessil)ile alla generalità del pubblico, nelle quali si 
trovasse chiaramente spieoralo liitlo ciò che è utile e interessante di far 
t'onoscere al pubblico stesso: 

i.® Invitare un rappresentante dei Sindacati o delle Associazioni 
Jelja stampa — e laddove non ve ne sia, supplire con una scelta pru- 
dente — a far parte dei Corpi consultivi supr>riori già esistenti o da 
<jrganizarsi presso le Direzioni generali delle carceri, per tutto ciò che 
>ì riferisce al trattamento morale dei deli^nuti, alla loro liberazione 
«'ondizionale. al loro patronato q«iando riacquisteranno lo loro li- 
b-^rlà ecc. ecc. 

La slampa e la donna, associati in una idea comune non cureranno 
•«tacoli. trionferanno di tutte le inerzie, sapraimo far muovere tutte 
lo forze individuali e collettive. 

Servendosi nel nobile scopo del bene di liUli i senlimenli, di tutti 
-ii interessi ed anco di tutte le di'bolczz^ sociali, <iiprel)l)cro crearr, 
i prolitto delle istituzione di patronato, una di quelle correnti di 
s apatia che trascinano i più ribelli e dalb' qinli scaturiscono i fecon- 
di ed ammirevoli miraiuili della carità. 



Sùinorinn Lidia Poet di Plnendo, lanreaia in diritto. Kccu le 
^conclusioni della breve ma succosa relazione- 

Occorre: 
^ di fondare con la cooperazione dei ministri dei diversi culti, 
^similitudine di ciò che si fa ticgli Stati Uniti di America, la istituzione 
Ji una domenica o due neìVuimulu, co/zsacrale speciahueule \\iù \yd*Vvm, 



— 3.T0 — 
po;ii, (neti nliliiiir, a pirlnrc nei loro sermoni «lei priniotiier 
rio clic A ò hìl\ !■ ilu'll" l'if.iniic r dei progressi dio si desider 
rf,'ili/,/..inj per ìTiiMiilin- la società l'oiitro i mairaltori, por faiv dimin 
cllii-ai'i'ruL'iikt i iv.iii i-dii l>^ i<ililu>!iiMii prevenlìvo, per ottenere l'eiut 
ili'i coljievftli, :itliJi['lii rii(trn.iiido in libertà non siono un poricol'i 
.■ti>i'ii-i;i, e pei' ;i<-;ii'(i!-arf i'rnpro nie^'lio la sirnm^tz» delle pcrsnm 
proli'/.inrti' ile'irli iiiliTc^si ili (ulti a di riasciino in particninre: 

2" ili ■)rLMiLÌ/,/,ari' IÌJi-t'gn:i mento delli si;icn/,a piinilinKÌarifi ci 
laiiiii ^pi'iiale de.'li stilili nellf fadillà di diritto, e, in fonii;! 
nn/jimi LMiii'istì l'.l rlTii/nlari, ufi licei e nelle sciioift superiori; 

;i" ili iiii-iiraH'-'iare ]■• ]i'r-iiinc di burina vfilfintà, che si iiccu[ 
r.r jifif-i.t'' ilell-; i| i '.-limii pi'uali e periiti'n/iarii', a farne sotrsetli 

V' ili ai, Itine la piilil>liia/.iniii' e la dìITusioiiO di opuscoli, in 

■'lalii' •: -ilijili spi'cijli :n'i gluniali i' ni'llil riviiìl" sui temi più iute 
.11 i >; Ai 'ittnalilà di'lli -l'ii-n/.a |»iniieri/.i:iria. 




• ^ 



— 331 - 

ATTI PARLAMENTARI 



ez*ci. €X&± 



GX>\jL'tet't± 



Relazione della Giunta generale del Bilancio sul disegno di legge 
\ìTmnhito dal Ministro del Tesoro (Giolitti) il 30 novembre 1889. 



Stato di proTisione della spesa del SEinistero dell* Interno 
per Teserolzio finanziario 1890-91. (^) 



Presentata ìiella seduta del iO maggio iSOO. 

...Insi(>me alla unincuzionc ed alla riforma del Codice dei delitti e delle peni.' 

e, lourdinandola con essa, s'è dovuto por mano alla revision*; (l<'gli ordini vi- 

\ ^'1 nti in fatto di puhl)li<;a sicurezza ; e s'è dovuta pn^parare una radicale tia- 

\ sA'fTiinzione dei nostri instituti penitenziari, senza «Iella quale resterebbero in 

■inw pnle frustrati gli alti ideali, cui s'è informata la novella legislazione penale. 

...Di (ale proponimento l'espressione tecnica si trova nel sistcMna d(^l bilancio 

f.'iisoIhliÉto, che airAmmìnistrazione carceraria fu prescritto per legse (2), e 

clic è stato spontaneamente adotialo come criterio direttivo delle licUiesle di 

iinnziamento per gli altri servizi dipendenti dal Ministero dcirinterno. 

La vostra Giunta non ^i nasconde 1(5 dillìcoltà pi'ati(!he e le patenti imperfe- 

zi.>nì d'un tal sistema, la cui attuazione non potrà mai essere completa ed ns- 

« -luta. Il bilancio si nega, per necessità dell'indole sua, ad ogni rigidità. Esso 

i!4V(.^ fonlìnuamente adattarsi alle esigenze dei servizii publ)Iici, mutevoli per 

iiilerisiià e per ordine di preferenza. Esso va subordinato al mo\imenlo pro- 

i.i'^ssivo o regressivo, delle entrale dello Stato, ed ai mezzi, onde il Tesoro 

•ii:^[Hjnc. La consolidazione del bilancio non può d'altronde applicarsi se non 

in vi.» eccezionale ed in periodi di transizione, quale è quello i^be l'Arnmini- 

sii^zicne dell'interno attraversa in questo momento. Ma in un periodo sillaito 

pii'i riuscire utile accettarla e tenerla salda, come un linn'te inesorabili^ contro 

i ^i^lSliQcati impulsi d'ogni maniera, die spingerebbero all'aumento della spesa. 

Solnii.ente, nelTamniettere il concetto della consoli(I:izii)Me del bilancio in \ia 

'ico'zionale, alla vostra Giunta corre l'obbligo di subordinarla ad una duplice 

H^iT\a. Nell'oriline cosliluzienale non si potrebbe mai ammettere die, col bi- 

lanci'j consolidato, fosse in alcun modo, ancbe implicito, menomato il diritto, 



Ui Soti(>-Coiiinii?isioue del bilancio dol Miiiiston» ddl'inUTiio : i\v.\\ni*lyi»reiù~ 
''<'it', Soliniborgo, sefjretario^ Ceppino, Marlini Fi'i\liu;oul«», I>i Saiit*()ut»trio, Mar- 
*=tTa « Sala^ra, rtHutorr. 

\^ Legge 14 luglio 1889, n, 01/1% urL 9 o soguonti. 



-:i:« — 

Ir, ili sindiumi'i' i)ri^vpniiv8iin.'nl<' tUin'uiÉ sidtt' 
|)i'i>po'T(' []ii>i< Illusioni ili ogiil moniprn, iod 
/.a sii|ii;i (.' ii-iiillDiWf. (■onipla<siw ilH liilam 
se;>iiji7innl <.'>iiii|>''1ft]li a ciii^ruii .«tvIeIo, N' 
}ijs<>|iit;i(>i vu iiiifSK ronic un limile inaMJ 
rullìi! un osiMoilo a)l'ìnci'i'nionlo di'llii .«|>i;si), ri 
iliriiinuicliiiip. Im|}i>:<iii iliiliii l''g{,'it o libcram 
' niii'tjia ilti-ciii\ii. l'SKii i|i'\r iiiiican)>>n[i.' rì^ 
-■' <• niNK- una niiih'ti'iori' guareiilii^lii. 
-Ili- il (ioviTiio niiiL l'iiiicnilii nìlii sil'^sh mo' 
n |>i'tijii'MLi con rulliiitn Nnin il< luria^iuni 
■r:i ìmif'O rlif (■(■rniJimo. fa fivic cliu gl'iute: 
i-foniii thi •iwiti dell» vostra (iiiintn, u cti>', 
iiiii ili<% iH'l i-rilii'o iiionii'iit'i [Hesi-nlc, lrns| 
i(>*ii)^i |iroB(vssi, cliiUliano i-wore, provvisor 
~i-<'ii/n .'li>' si ir-=l»iN'j l'ciiiilllirii' n<-l Mau 
i>iii'\i loiriii'lili iK'li s'iltiiMjiitiUlio ;illa ll'iljnl.'i 



Sppsc por r Amiti inistrazionf delle carceri. 




~% T- 



— 333 - 

hw^'O (lei ifgolainenli vCi'chi e dei regolamenti speciali per taluni compDrii- 
OKiiU, non più rispondenti alla rirormaln logislnzionc piMiale ; 

2^ in un DuuYO ordinamento del |)ersonsile supcriortt e di custodia, per 
DfHti'rio in grado d*applic3re le novelle norme legislativo e rei^'olamontari ; 
b"* in una completa trasformazione dei presenti locali rarecrari. 
Circa i nuovi regolamenti ò stat«>, in una recente occasione, annunzialo alla 
Camera come essi siano già preparati e sottoposti al Consilio di Stato. Ma la 
l"ro puliblioaziono è, in pane, subordinata alPapprovazione del presente biian^ 
ciò. Il quale, nella sua piirie ordìn<-]rÌH, traduce tinanziariarnt>nte la riforma del 
personale carcerario; e nella straordinaria è cliitimato a prov\ edere al rinno- 
. vimento degli siahilinienti penitenziari. 

Prima di vedere come i uuovi organici influiscano nelle variazioni di ciascun 
; capitolo, ci corre Tohbligo di riferirne succintiimonte i principali concetti in- 
; brmaiori. 

La prima modilicaziono di qualche rilievo, portata all'organico precedente, 

consigli». iieirass()luta separazione del personale direttivo, o di cOMcetlo, da 

, <)U(.'lio (lì ragioneria e da quello d'ordine. 

b separazione delle due prime carriere, già da un pezzo riconosciuta indi- 

H^nsaliilt', è stata completamente attuala. Di tal che ogni funzionario delle due 

'a(<'{,'orie saprà nettamente <iunli siano le sue vere attribuzioni, e non si avrà 

3 ripetere il fatto deplorevole (e deplorato spesso dalla Corte dei conti) di ve- 

[ ^ clic in mancanza del direttone, il contabile, riconcentrando in so tutte le 

utribiizioni, ordinava un pagamento, faceva il relativo mandato, lo estingueva 

pagandolo, e controllava so stesso in tutto queste operazioni. 

Questa separazione di carriera, mentre da un lato migliora la classo di ra- 
jncoeria, il <!ui stipendio può arrivare tino a lire ;i,(K)0, non toglie ai contabili 
illoro avvenire; imperocché col nuo\o regolamento anche i ragionieri po!i3ono 
fóserc nominati direttori, quando ne abbiano veramente i titoli. 

La creazione dei ragionieri avrebbe dovuto portare un aumento di 20 posti 
^i coiiiiibile, quanti sono gU stabilimenti penali, con una spesa ili lire 50,0(10. 
I')\ece si sono fatte due categorie di ragionieri, e col nuovo ordinamento del 
l«r5i)nale dell'Amministrazione caiuieraria i conipulisti di 1* classe possono eser- 
^'itare anche le funzioni di conlabile, dando la necessaria cauzione. 
Unn seconda modiflcazione consiste nel separare di grado gl'ispettori delle 
^arreri dai direttori. 

F'nora grispcltori delle carceri erano di tre classi, cioè due di 1^ due di 2* 
^ due di '6*, e facevano un ruolo unico coi direttori; ma, nell'agosto 188!^ 
S^zie alte promozioni ottenute, essi divennero tulli di 1'* classe. Però il bisogno 
'li separare affatto il funzionario che sindaca da quello che può essere sinda- 
*'^; il bisogno di dare agli ispettori un grado superiore rispondculc a\\« lv\v\« 
^i più eìevate, il bisogno di eviiare y^Ii attviti cUa nuocevano alla d\se\p\\i\a, 
^ttft? reso necessaria la modiflcazione di cui ò parola. 
* eoo 4o««K> pix,yyea/weato // bilancio è aMravato. I set «nP.Um.\. aooav 







Tul.ik 




. L 


'' 


" ''^'''"' 


U >lil'ltlU 




. L 






Totale 




. 1. 




1 IJlI-liO 


a la cl.'is- 


n (le^-;i iiitiii 


lìOli ! 


-.■J'i 


lii Sfila 


c1i« ihira 


mn 1SC5 n 


ri ;i1)l 


\ri 


una lui 


fJIT Npl'Si 


.11 lire i-im. 


1" 


■S.. 1M.T 


itnesliirl 


rot l>itniido 


<li-l 1 


1:] 


;■.' r..(HM 


fu imriati 


a IMI! 6.! 7 


IIKI.I 




onllii. 

C.i\V"ilÌ 


tiii>i.ln è 


<Ma con la i 
Ilo !SHf;t;"nl( 


ilal|. 




:i f|ticll 


.-iiri-LOir;. 


•Il timy.i..n 






— 335 — 

Accresciuta di lire 300 annue la paga, in compenso del soppresso diritto al 
villo, che importava un onere all'erario di lire 300 annui* per ogni agente , 
si accrescerà la quota di pensiona vitalizici loro spettante, ailorqiiunvJo vengono 
collicati a riposo. 

Allro vnniag,;io troveranno gli agenti di custodia noi posti di scrilturali isti- 
luiii col nuuvo orditii'iiuento e noi p.is^nggio a so/vogliaiiti m^gli siabilimenM 
spiviali: posii da accordarsi a (quelli i quali i>or un doierminnto periodo di 
leiupo ;i1)binno prestato servizio lodevole. 

Hi«ervaiid)«;i col nuovo ordinamento agli agenti collociiti a riposo i posti di . 
cu>todi ni'lle carceri mandamentali, si pnxMirerà nellN^tà avanzata utia posizione 
(IkTeta a tutti coloro, che abiiiano maggiori ben»'merenzc di servizio, aggiun- 
giMvlo per gli sti'ssi al irattiimento di riposo uno speciale assegno ed altri 
'taiiiaÈTgi p'-l nuovo incarico loro ailidato. 

L'aumento del soprassoldo anm'sso al secondo ed al quarto distintivo di 
riiv:i;o, parlato da '20 m iJO centesimi, costituisce pure un miglioramento per 
g!: ajjenti onesti e volenterosi. 

Tutù poi avranno un notevole vantaggio con l'accreditarsi agli a^'enti di 
«u^india gl'i.iteressi del loro fondo di nia'^sa superiore alle lire r»0 da versarsi 
ni'llt: Casse <li risparmio postali, inicrcssi dei quali tino ad ora av«?va dispo- 
Mo l'Amminisirazione. 

Gli ngenii di custodia si giovano altresì del nuovo ordinamento per la ri- 
liuiinne nelia durala tirile fibrine e per le faiilìtazioni accordati*, solto deter— 
miiiiiti.' condizioni, nel contrarre matrimonio. 

L'Arnmiiiistrrizione confida che i vanta;rgi morali e materiali del imovo or- 
^ì'iain(.'iilo saranno tali cIk; le domande di ammessione e riammes>ione supe- 
i^i'Hino il bisdgno, e che pi'r esse sarà dato modo di operare una epurazione 
td una selezione del personale di custodia. 

',>'Kindo quest'ultimo etlcito pott's^e realmente conse^'uirsi ed il Corpo delle 
r'iiniie carcerarie potesse economicamente, e più moralmente, esser poriaio 
in oondizìoni non inferiori a (juelle degli altri Corpi analoghi, miliiarmente or- 
^i::ii/.znti, il benefìcio del nno\o ordinamento si dimosirerehbe per ciò solo 
'"•isiiniahile. 

b vosira (ìinnia, convinta che nei limili della spesa stabilita, convenga la- 
-<^'iri' una sullicienie libertà d'azione airAmministrazione, alla ipiale incombo 
la ;n'.j\c responsabilità della riforma, ne accetta i corìcelil l'ondameniali, e si 
^'^Ii*;Ile dallo enti are in una minuti disamina critica degli organici rifoiniaii. 

^u^», a titolo di su-gorimenio, essa avrebbe ai osservare: 

1" che, nel uiMSOnale direttivo, m gliorando la condizione degl'ispellori, si 
l'^'eoi^ra di alquanto quella dei direttori di prima classe, ai quali non si lasee- 
febbero che quattro posti. Or tale lieve inconve/iicnte può esser d'iCVoVvweAAfe 
romito, portando da quattro a sei il numero dei direttori di pr\mv\ v:Vu?«>vì^ 
<^^a^ quelli di terza e riduccinlo Ja 54 a 50 il numero dei dWeVVovv OiV 
^irtà elasse: tutto ciò sema alcaa matraìnr n^c.^..,,^ ,.., u..^....^ 



— :i:tt» — 

.■hl.i> >i:iro fiirs'- miglior piiKitn rliliirii' a soli tlia-i i pos 

if^'Iki !iir'iU'<lii)u l'Iuisi^ c (-(i! iiiinIi^sìjnu silpciidio, cssendi 
li |i,i'i iii'i'i'-"^, 111.1 iLll'ANimiiiisf.'uxioiii-, cit cjgenilo clrcoi 
•'iiii;:ii: la li>['o jiiijiriissiiiiic iiul Sfi'vir.io. 
tuli .lulii.Li.i/.iiiiii sar.i ftii-IIi- fumlprsi roiirn in lircvft Jel 
le ,ii <Ì!il;i>'ì .Miiiluli ild liilurii'io iloll 'arami nislrazioni' cai 
i. — l'.iiiYi-n - l'iir^'iii ile ili iliiv;iiin-;., <li niuiitìiilitra 

urlilo ■■ ii'imi'iil;i|i( ili iirt' ('),(I12."JI rol ilHi'gilO Jl lefSP 

m»\-n\> si'.-i'ii'iiili fV. <illi:-jnl<' II. 1\ e ili nlire lieo 2f ,fii 




— 337 — 

concorso al Conpresso internazionale di Pielroburgo. Ora, con In noia di 
Tariozintii 1)1 tt»r, si propone di escluderle dulio stanzionicnto nella pitrtc-ordi- 
iiaiiU; inscrivendo uni inaggorc sp-.'Sa nella parie siroonlinarla per lire 2(),()00 
alrapilolci 121 bis. 

Il prinno Congresso peniienziarìo interiia7.lonaIc ebbe luogo a Londra nel- 
l'inno {9iT.\ e<l il secondo a Slocolma nell'anno 1878. Ad ambedue l'Iialia U\ 
rappresentata da appositi delegati ufìì iali. 

r tppzo CoHirresso si tenne a Ilonir» nell'anno 188r>, e nel giu;:no dell'anno 
In nirso si adunerà a IMeiroburgo il rjuario Congresso. 

Oiirante il medesimo si terrà a IMetrobur;:o ima Esposizione dei prodotti 
<lrl !;ivoro dei dotennli nejjrli siabilimenti carcerari ed una Esposizione speciale 
di tiitio quanto riguarda ^rli ordinnmenli degli siabilimcnii destinali alla educo- 
iio:ic correzionale dei ininoretnii. 

A queste Msposizìoni, alle quali roncorrono i principali Siali del mondo ci- 
mI>-. riialia non puie\a astenersi dal prender parlo. I fondi, che si chiedono 
in lursio capiiuio, del pari che nel capi(')lo 121 bìa della parte straordinaria, 
i^<JlO iliKiinaii a fir fronte alle spese rese nec(?ssarie della preparazione alio 
pri(l«M!p Imposi/ioni, e dnH'invic» a Pietro! uirgo della Delegazione ulliciale, che 
Mi- lappres^Mifare l'i! dia in quella solenne riunione. 

J'ap'ii.ln S:i. — Ofrref'i - M'wfenimento dei detenuH r degV inservienti, 
cijìiiìjìKìihUe e stoviglie. 

Li II 'la di \ariazioni ili trr, propone su questo capitolo una prima «Umi- 
nuzioiio di lire *J, 187/) 12.01 riducendone lo stanziamento da lire 14,051,f5<K) 
a lire 12.7t)(;/.):»7.lJlK 

La nota di variazione <ìÌ tjitinfjtfies propone una ulteriore diminuzione di 
liri' ;VhH),|ì:H» ridueendolo a lire 10.7<)')/r>T.O!) 

Ka piima iiiminuzione deriva in gran parte dalle innovazioni organiche ap- 
pigliile n«'^li oidlnamcnli e nel iraltamenio del personale di custodia, sopra 
uiiln jialjj cessala soinmiriisirazione Mei vitto alle guardie. Difalli dalla deno- 
niiii;,zinnc di questo capitolo Niene escluso il ìnaHienimenlo delie giuirdie, 
<lif* prima v'ora compreso. 

>'ìsiiiiii!a la spe^^a di \iUo, che era calcolata in lire :ìOr) all'anno, con un 
anmeiiio dì piga di lire .*iOO all'anno, ne deriva che il m;intenimento del per- 
>Gna!i' ili custodia, che costava al preccMlente bilancio . . . L. 1,955,070 
''"^lora a questo bilanoio » l,l;iS,7^)5 

Bi'Onomia realizzata . . . L. 5i0,0()5 

'Siesta sjrnma. insieme ad altre lire 2ol,072.IH, che resperien/.a dei prece- 

<i<'iiii consuntivi ha dimo «Irato pDteisi pure sottrarre a (juesio capitolo, sta 

'" onnippnso delle maggiori spese, già spiegate o da spiegarsi più sotto, ri- 

«liìpste «Ja {jJtri mpìioli dol hHaiwio, in ispido dQ quelli perlineurv •\\ scitìXìo 

a reaie sollievo al bilancio deirescrcizio iSOO-lSOl ò invece \a secox\A«^ 



- 338 - 

;ii'(i|ii)';lii enii l:i .Vola ili rai'itizìovc III 9(1 
■^u |ii>in'i rrali:ttni'sl. 

s il 11 il-'llii le^yi! Il liiMlio IHX!» n. filfiS, 
iinziiiiii' ili'Mii liruriiin (irniiccuinria, rioù iwi 
ciiilizi l'iircuriiri, votis 
I il suo lùlBni'io. in 11 
i^iiinzi.'ilii rii'i biliiiiri pre\f[ili' 

[ Ili. Tiiuii ciucilo the roi-.s 

iii<.'tiii ;>;;li Mllri fH\,ì\a\\ vM 




E — 339 — 

W Tuttavia, dopo queste oss<*rvnzìoiii, la vostra Giunta voicnlicii ^i propone 

K (Il iceoglierti la proposta del Governo. 

■ Possano o no f due milioni da n'integrarsi al bilancio (IcINì carceri per 
F Ic^iTcizio venturo essere conse^ruiti |)er via di ma^i^iori cniruto ordinaii<s 

■ ramo snrebbe altamente de>id(>rabile, resterà s(*mprc un non isprcgcvolo ho- 
K rieiji'lo aci|Uisi(o u questo esercizio. Lo esigenze (iella rilorina penitenziaria 

■ fjQssi'ranno in seconda linea di fronte alla suprcuia csi^iuizii dcll'eiiiiilibrio del 

■ bilancio. ( Vedi nello alief/ato n. il muvimenlo deila ìwiwlazionc deienula 

■ da' t Uujlio iS8f< ai 30 giugno 1889), 

I 1 i-apitoli 84 a 81) sono invariali, >alvi) la dimintizionfi di lire 3,000 sullo 

■ stanzia ri iLMi lo del capilolo 88 (Trasporlo dei deteniUi ed inde/m Uà di trasferta 

■ ailf oufii'die). Le medesime lire M,0<K^ sc^rvono a costimire il cai)itolo 100 l^is, 
I (iì cui è parola più sotto. 

I I c.ipitoli !K) a \K} relativi al servizio delle manifatture hanno nolevoli au- - 

■ mt-nti, nella somma complessiva di lire or>0,Ò(X), di cui 500,00:1 p<M' provviste 

■ di malnie prime ed accessorie, 

■ l/An)mi[ii>tra/.ione carceraria chiede un (ale aumento ; pcrclK^ presume che 

■ nQi)f;:;ior lavoro sarà dato alle su(; ntanirattiiro dai Miiiisi<Ti delia ;;uerra e 

■ (ii'lia marina. 

I La vostra (riunta, senza cnlrare nella ^'r.-ive (|ucstione del lavoid dei deto- 

■ Du':i e della concorrenza, clfesso fa, al lavoro libero, fa plauso al buon volere 
I delle Amministrazioni interessate ; ed è sicura che lo sviluppa, tuttora mo(l(}- 
W ^fissìmo, delle nostre manifalture carcerarie, tenendolo ris(n'tu\ secondo i sani 
I principii, iì procurar lavoro ai soli detenuti, che non possono lavorare alTapeito 
I e provengono dalle classi indnsiriali, non potrà arrecare alcun dormo apprez- 
I- utili..' jii hivoro libero. 

I Rp^iano imariatl tutti gli altri capitoli l'M a 100) del bilancio ordinario 
I 'i'^irAnimiriistrazione delle carc(jri. 

I NìlamenK^ con la nota di variazioni 01 ter si piO|K)ne la cr(»azione di un 
i nov'llo rapitolo (\(M) bis) con la denoniinazìnni' : Spose crentaali per CAm- 
I mniMrazione carceraria, applican<lovi le lire ii,<H)0, rome sopra diminuite al 
I apifolo SS. 

I Ailj vostra Giunta, in conformità delle norme più correi te e di un voto 
I wpr..'.sso dalla Camera, non place moltiplicare le (Jenominazioni \\\tì;\\\}. \\\ spese 
I ^(fminniì. o simili. Assunte preciv-^c infoiina/Joni sopra la presunta dc^.stina/iono 
I *li '(Uesro stanziamento, essa vi propone di app!•o^arlo sotto la mutala d«.'no- 
I niiri;tzlone di « Gratificazioni e sussidi a persone estranee alCAntministru' 
I ziont'. //e//e carceri per servigi resi alC Animi nislraziune stessa ». 

I L'Amministrazione delle carceri propone lirralinente, a simiglianza di 

I <iuiir««) fu igià pmlfcato C(^n la le^'^-'f? dì assoslamcnto pel bilancio de\\'oscrc\i\o 
p l'affi), r/Mf siano rnrcoltì in un solo cupitnlo (12')), sotto il titolo di Spese, di 
rùóu^io^, y/ amp/Jame^uo e Ui co.slruziono dei fabbricati carcerari, ^Vv 
"^meoU inscritti già in J7 capiioli (1 IG^I-m ,,./ ...«., „...:... . »..«,...^ 



Ili in ulctinc (Inlfì lorslilà, e il dlcist 
per )(' eventuali d'cf^donze del costo 
r]i-l cnpilDli prcnilpnli. I.n «cmma con 



■rilin lini] 'uri itolo !i ilcllii iejigi' 1 1 Ini; 
il Inniiiri', .nvendoiiR ci|)u.--lt i i'oikpi 
< (Il niwMO liilannln, 
" n (|ni-siii so\a piismziuiin dclln 
l'voltili il liciioiidi) ilclla l'irorma ppiili 
;irtlii : pori'hù un uti-urato, e iinfo-isa 
si l'ifliii'ilc il fnli'npremli-rn la f:raw 
f carccn ciiiiv' l'olilillgo ili rnr.'ogl 
i[1i sV\ Hi'nii'nll mintivi oi MnsiìH I 
nielli ili iM'iin, rirormatnrii govi>rnn;i 
pi.'iiiiioni' sisieniaiirH l'd ii]ipi-ossiinnt 
o;:rii <ins"lo slfiMiimendi : ilo! sili) 
iiiiiiiiii'; il.'llii pn.:<iil>illlfi, nionn. . 




m 



— 341 - 
WbTnBfnlf, per via ddla soppressione del più piccoli, relntlvnmcn'c più costosi, 
derono oramai essere attenuate, se non rimosse, dopo t'unidi-aiionc delle toggi 
peinN, e dopo i larghi potori concessi all'Amminisirazione carceraria dalla legge 

Iliug:io 1880. 

La tenace resistenza degli Inlcrrs.sl lucali può essere vinta in nomi' delle 
essenze ili un grande servizio publilico, e pei* la l'agionc, ormni prepotente, 
ileireconomla. 

Il capitalo 121: Slabilimenti carcerari dii-erai. Costruzione di nuove 
(•tiare e vagoiii cellulari pel seroizlo di trasporlo dei detenali rimane Inva- 
riato, con lo stanziamento di lii'O OOiOilO. 

l 'liic capitoli nggiiiniivi {IÌ.M hit n IH ter), pniposti con la noia di varta- 
linne O'I ler, il primo con lo siariiiamento di lire 2'>,0il0, e l'altro con lo 
iijnzL^imcnlii di lire 15,nUD trovano t'iu^iilii:azione, in quanto al foncorxo al 
O-hfjresio di Pielrolmigo nelle u'^son-iizioni snggintiie al capitolo S% ed in 
guanto alla g;je.<o tlraordìnaria per tacorì slaliitici pi'epsi-nloi'ii della rirar'mo 
pcniienziariij, nHle consìitcroiionl or ora svolle sul ciipilolo 120. 

<ìhore>-oii Colleglli — L'esame cnsl compiuto dHto slato di previsione del 
Ministero dell'iniiTno por l'eseri'iiin 18M-01 si riassumo nel st'uucnie prospcllo, 
nel quale sotio trasfuso le ijuaitro nnlo di variazinni e le riduzioui di Uro 
t!;fì.'>'i;t..')4 proposte dalla vostra (ìiunta. 
PwpeUo delle spbse effettive proposle per l'esercizio Itìi'O-Ol coll'indìeazione 

delle dilfrrenze in confronio delle somme approvale collo stalo di previ- 

iione 1889-90. |2) 



mi 



l 3 
■ I 

5 I 



.Wi'ndo giè piibblicntn i principati allegati di questa i'ola7.ìonp. ci limi- 
Itìttio a riportarne l'uUimo, del raovjinentn ilei ilotentiti neUVserdzio 



e alle carceri. 



— 343 — 



(Tornata IO maggio i890) 

:7(TE. Viene ora la discussione della seguente mozione dell'onorevole 
Poerlo : 

amera invita il Governo a presentare nel più breve tempo, ed in modo 
1 essere discussa nel periodo della presente Sessione, una legge che as- 
sodo elTìcace la garantia giuridica e civile che la società deve agli sven-^ 
(lodili nei manicomi ed al detenuti nelle carceri e nei luoghi di pena. 
•mala il 2G marzo 181K)). 

< Cucchi Francesco, Caldesl, Meyer, 
Basettl, Pantano, Pavoncelli, Fio- 
renzano, Francica, Diligenti, Branca, 
Lo Vito, Berto) lo, Pascolato, Ferrari, 
Luigi. » 
3voIe Imbriani ha facoltà di parlare per svolgere la sua mozione. 

I. Siirò brevissimo, e confido questa volta che il ministro dell'interno 
rmi risposta sodisfacente. Si tratta della cosa più importante che esìsta, 
amia th^gli indivìdui, che sono in potere di altri. 

io ai poveri reclusi nei manicomi noi abbiamo bisogno assolutamente 

ìrgo organica, poiché ci troviamo in condizioni, che rammentano tempi 

)arl. 

con la legislazione attuale può cadere in baia di un manigoldo; ab- 

M osi orribili, abbiam della gente fatta porre nei manicomi unicamente 

edarla. 

oce. C'è il codice penale ! 

«I. Non abbiamo nessuna norma, nessuna garantia legale, che regoli 
latcria. L'asta che un medico così detto alienista dichiari matto un in- 
ptichè sia rinchiuso in un nianicomit»! 

verità, credo poco alla scienza degli alienisti ; {Si ride) credo che 
procuratore generale, a cui si presenti un prigioniero, vede già in lui 
così quando si presenta ad un alienista un Individuo presunto amma- 
enisia lo qualifica subito per matto. Se tale non è, lo diventerà, (Si 
rchè lo consegna a due manigoldi, elio per prima cosa gli dicono che 
zo ; quello risponde di no, i manigoldi gli saltano addosso, gli mettono 
a di forza e lo prendono a pugni e a calci. 
Oh! oh! 

II. E proprio co*«ì ! 

questione così serena io non amo di citare esempi spiacevoli, di liwil* 
30) j, ahriwenU potrei citarvi degli ultimi esempi dolorosissimi d\ per- 



lini |ir> 
f.IJKH s. 



— 344 — 

ludi qui ''oiiOK'-inTTici. <ii colleglli no.slrl ai quali al è tnaiUk) quo.<lo tei 
iiiincru", I- i-tin si! non sono pro|)rio divenisti malli 6 stato perchè tm 
rn. [ili, Ijanno voluto rosi, 

li'li« l'iHii ili |>i>|:i;io. Alibinmo due specie di nianlcoml, I provlnriiti bi 
I iii;iiiiroml provim'lull sono sorvegliali dalle provinrln, e nella lerp 
'■;,^iiiii'n. chi' fjjiTo vorrò prop'rre il Governo, vorrol vpilere aboliti 
i-l;i ilrik' pnnlDi'li', p-rcliB In provliicie spero che saranno aholiia h 
pili (I mi'[io liint^iiio; nliolite col rispettivi prulelti (SI riile) Sbn au 
nniiilii per l'rr.irln ; ci [ruada^iicrò la piitiblica slcurewa, ci ga .dngneri 
l^^>lil■l^ ri ^'ii:idn^'ncrà riimDlnlstraxionp; non avremo più I parlanM^ 
iir'i:ili, p if i-!c7,ioi[Ì di Mi'condo grado rallo dn essi, non avremoplill 
Tii d-i priT.-ni, e mnie altri* bpllf cose. ( 

iiinio ■iiiiii' i|ii"sia pici-oU pnrent>'sl. C'irlo è che nei manicomi, i qua 
lis'iiini srirvi'^'liali In ^cncrnli!, e ilovo lullii dlppinie d^gU indivìdui cM 
cn|i>, Mvv<''ii:nnoco-ii> ori'lliiti. Io so di aswssinlt comm-ssi nH mI 
I un ni.'inl'-i'rnio privaln si lega un individuo, perchè lo vogliono ■ 
'lUMH' piT [urta, gli aprono la bO'.'ca, gli m^itoiio una sp^i'in di ^n^ 



ì:uK! d-i;!i i 



li, f> lc> assassinano In quc4t0 mode ' 
\v. ussit'iirnre la iiili'la giuirl>ca(l»< 
:|>U~so ca|>ltBno In potere di allH Ul' 
rlgnardore tulli coloro, die hanno k 




'rv '< 



— 348- 

ovò che d erano sospetti gravi di dtrangolamento, si passò sopra a tutto 
mono Tu maodato al camposanto con la camicia di forza, die l'aveva reso 
tre, e. non se ne parlò più. 

twgQO di Porto Longone si commettono ogni giorno delle cose orribili ; si 
»)no nelle celle isolate certi reclusi, o che non soco simpatici, o che sono 
disciplinati, o che sono mezzo matti, e si assassinano in un modo molto 
, con del colpi di sacchetto di sabbia sullo stomaco, 
icchè quando vengono 1 medici, non trovano rotture di costole, non tro- 
ilire lesioni apparenti, Il morto è morto, e buona notte. Ora tuttociò non 
sHere negato. 

processo di Civitavecchia è 11 che vi dice come si assassina un uomo, che 
imbavaglia, gli si mettono le dita alla gola tanfo da rompergli gli organi, 
ba:$tona, lo si strangola, e si fa silenzio. E se non fosse stato per Tinsi- 
i di alcuni reclusi, non sarebbe venuto alla luce tutto ciò. Il mio collega 
imo, l'onorevole Sani, ha una interpellanza sul mezzi che adoperano i ca- 
eri nelle loro camere di reclusione, cosidette di sicurezza, con i bracciali, 
ceppi, con slmili bei strumenti di tortura. Egli svolgerà la sua interpel- 
. (Interruzioni). 

este cose sono consacrate net regolamenti. E' inutile dire : non ci credo. 
10 nel regolamenti e ci dovete credere per forza 
nque l'onorevole Sani svolgerà la sua interpellanza. Frattanto lo credo 
o spirito di civiltà, quest'altissimo ideale di garanzia, che deve dare la 
a tutti debba essere affermato in una legge organica, lo lascerò svolgere 
si coileghi, più competenii di me in materie giuridiche, tutti gli argomenti 
fwssono convalidare la necessità di questa legge. 

Don ho fatto che limitarmi ad accennarla, e confido che il ministero del» 
rnu vorià darci una rasslcuiante promessa. 

csiDENTE. La discussione è aperta sulla mozione. L'onorevole Villanova ha 
tà di parlare. 

LLANovA. Avendo domandato di parlare su questa mozione, dirò senza ac- 
ire a fatti speciali, come io creda che il legislatore debba intervenire in 
aaeiiii cosi delicati, perchè effettivamente vi sono dei gravissimi inconve- 
li al quali bisogna provvedere, tanto più che le leggi ora in vigore non 
ispondono alle esigenze moderne. 

specialmente ò necessario di provvedere per legge al manicomi, anche per- 
fino ad ora non è disciplinato efficacemente il modo di determinare in 
li condizfoni si trovano le persone in esse rinchiuse. 
) potrei acccennare a qualche fatto preciso ; potrei accennare ad un fatto 
«leve essere a conoscenza dello stesso onorevole ministro deirinterno, per- 
» da parecchio tempo un parenie reclama invano di conoscere le con«r\i\ou\ 
QQB Tedaaa ne/ maàicomio di Milano. 




— 346 — 

B' cerio cbo questa materia dell i^ail sai ras merita di essere studHi 
(poiché sono Impreparato all'argomenlo e parlo perchè In cerio ma 
elle in ctue^iD materia è da sluJiar.tl la coniilifone Jt coloro, cbt-* 
nell"? sbIu di oaservBiione presso fli osjiedall, che nei mnoicoini. ì 
anche quando sono dichiàrad pMiI darli itemi HMdld, a eouldeni 
sono Idsciail In una relativa liberti, atOJatl alla cuatodla della hmt| 
sempre) in modo cho possa essere garantito né llsterein di cbl è 
nò quello (Iella sicureiia pnbbllca. 

Quindi, facendo plauso alle Anne raccolte salta nKWton» dal collei 
lo non pusso a meno di raccomandare alla Camera cbe lamoilone 
da essa approvata. 

Presidente. Non essendovi oratori IscrltU, ^onorevole ministro hi 

Crismi, ministro deU'ìntamo. Due aooo gli aiigomanU trattati : 1' 
dei msnlcoaiil l'altro alle carceri. 

In quanto all'esercUlo del diritti civili, la Camera i« meglio di r 
gl'infRinil «il mente, provvede il codice. Appena un Individuo é colj 
malattia mentuiu, se ne chiede l'ìnterdUione ; ove questa malattia &i 
si convoca li C'>nsi<;llo di famiglia; li colpito ò Interrogalo; il tr: 
crede, gli nnmina un amministratore, e, dal giorno cbe la malattia è 




f-.. . ... ■ » 



— 347 — 

è soggetti al regime cellalare; quindi il ministero non può che tenersi fermo alle 
noi Ole dei codice stesso. 

Comunque sia, per la esecuzione del Codice, come dissi, e conformemente alla 
legge, un regolamento è allo studio del Consiglio di Stato; e, appena il Consi- 
glio dì Stato avrà dato il suo parere, noi lo porteremo alla Arma del Re. 

In quel regolamento la Camera vedrà come sia impossibile che abusi si com- 
mettano e come la pena non passa essere espiata diversamente da quello chela 
legislazione esìge. 

Dunque concludo : la legge del manicomi sarà presentata, e spero che la Ca- 
mera vonà approvarla. 

Quanto ai n^clusi si è fatto quello che si doveva fare, e 11 regolamento che sta 
pe^ essere pubblicato ne darà la prova. 

PRr^iDE;*iTE. Onorevole Imbriani, ha facoltà di parlare. 

Imbriam. Io so che fin da molti anni fa una legge sui manicomi fu proposta 
dal ministro Nicotera. Ma poi nessuno si curò di riprescntarla, su! serio, né finora 
è Slata riprescntata 

Ckispi, ministro deWinlerno. Fu ripresentata due volte; ne!l*84 e nell'SC! ■■ 

lasRiAM. Lo so (Si ride) ; ma è stata messa innanzi per non essere discussa, 
il che equivale a non averla presentata. {Si ride). 

Cp.isp', miniSiro dell'interno. Fu la Camera che non la discusse. - 

IvBRiAM. Quando il ministro vuol far discutere una legge sa come deve fare; 
e quando vuole lo fa 

pRESiDENTB. Fa la proposta alla Camera ! (St ride). 

NicoTERA. Domando di parlare. 

Imbriani. Capisco; ma tante cose si fanno anche prò forma! 

Il ministro ha parlato delle garantie, che dà il codice civile, il quale regge 
9on delle norme l'ammissione nei manicomi. Ma quando ? Quando è la famiglia 
che presenta l'infermo. E perchè ? Per tutelarne grinteressi, ma non la persona. 
3la quando Io presenta l'autorità ? Bd è una cosa che accade tutti i giorni, che 
rauiorlià prenda di mira qualcuno e lo getti in un manicomio. 

E vi sono casi anche peggiori. Vi voglio solo narrare un fatto, per farvi ve- 
dere quali arbitrii possono accadere. 

In una ciiià che si chiama Napoli (Si ride), tre anni fa un padre molto mal- 
contento di un flgliuolo suo, che voleva fare un matrimonio poco decoroso, si 
rivolgeva al questore, un questore che adesso... basta lasciamo stare. . Ebbeiie, 
U questore sapete che cosa disse a codesto padre? lo sono impotente a tutto ; 
non ho che un mezzo: lo fo prendere come pazzo e ve lo metto in un mani* 

' COODlo. 

A questa proposta i) povero padre inorridì e se ne andò via. 



— 348 — 

Ma iiiianio db vi iiimo^tra, o «ignoM, vbaiia In facoUi tli quelJj 
far prf nJer« uno quol jimzo e mandarlo il manicomio ; che n b 

Cnr^^Pi, ministro dell'interno. Non c'è qui^ntn facoltà. . o sarebbe )| 
rsmentt! chi se la prendesse ! 

Voce. Sarebbe un delitto. 

Imbruni, Mu accade (ulti i giorni. 

Crispi, mm-siro dett'inlema. Hai, queslo £ un erroiu ! 

tMBniANt. Ma tutu I giorni accadono Uol loprusl <Ii questo genore... 
«paclalmenle del mandare al manicomi .. non Intendo dare alla parola,! 
sfuggita, un senso assoluti). 

10 ho Inteso dire non già dia tulli 1 giorni «cca il ti qiiH [mio, ma ci 
dono spesso del soprusi di quol genere. Ma paislamo ora alla second 
che concerne i reclusi. 

11 signor ministro non ci Ila parlato delle garantlo pel prigionieri appi 
gono condotti nelle prigioni, spuclaltnenle nelle colle di custodia a n< 
(lette camere di custodia. 

In quantn poi all'accusa rlvuliami ili avere esagerato nella esposttlone i 
io gii rispondo ricordandogli il processo svvenuiopoco fa In Roma, d 
rlsuU<) che quel povero pauo AraHMinnio fu n^sasainato noi modo più 
senia eh» nessuno valesse a imelirloi e niolll alti j [atll dolio atesso gene 



— 349 - 

dd ministro comprendo come andrà a finire questa interpellanza : mi riservo di 
pmentare, d'accordo coi colleghi, una proposta di legge anche su di dò. 

Pusideute. L'onorevole Yillanova ha facoltà di parlare. 

Crispi, presidente del Consiglio, ministro dell' intemo. Chiedo di parlare. 

PusiDENTE. Ila ricolta di parlare Fon. presidente del Consiglio. 

Crispi, presidente del Consiglio^ ministro (fe/Z'in/emo. Io protesto con tutte 
le mie forze contro le cose dette a carico dei nostri impiegati delle carceri^ e 
degli agenti di polizia^ e protesto altamente perchè in quanto fu detto non e' ò 
Dulia di esatto. 

II Ciprianiy al quale ha alluso l'orstore, avea tanta libertà... 

Iibrian:. Me l'ha raccontato egli stesso. 

Caispi, ministro dtW interno. Il Cipriani avea tanta libertà che conversava con 
qaelU di fuori, e fu eletto deputato; certamente questo non sarebbe avvenuto, 
le egli fosse stato chiuso cosi rigorosamente come ha detto T interpellante. 

Per tutto il resto noi abbiamo a dolerci che di una sola cosa ; che le nostre 
fiiardie siano qu>^l!e che hanno più sofferto in tutti i casi di ribellione ed anche 
Ieri sera a ^apo!i una povera guardia ebbe sette coltellate per aver fatto il suo 
dovere. 

Malgrado ciò dobbiamo sentire qui l'elogio delle ribellioni, e la critica dell'Au- 
torità la quale tanto lavora perchè giustizia sìa fatta (Benissimo !) 

Durante il mio ministero voi troverete, del resto, degli ispettori, dei delegati 
"Sotto processo, p^^rchè io non permetto che dal personale della publ>lica sicurezza 
li commettano abusi. 

Dei questori sono stati destituiti, cosa che altra volta non si faceva facilmente. 
Insomma si fa tutto quello che è possibile. 

Ma a che, signori, dare a credere che siamo un popolo di Somali, in un tempo 
In cui la civiltà ha tanto progredito ? in cui uomini come noi lavorano, a che il 
fittse non solo abbia giustizia, ma che l'Autorità non meriti di essere ingiuriata^ 
€Offie la si ingiuria continuamente in questa Camera ? {Bene \) 

lo, signori, fo appello a voi. Non si può governare in questo modo ! (Benis- 
simol). 

Se voi credete che gli agenti della polizia, che hanno bisogno di incoraggia- 
laeniì, di lodi, di aiuti, debbono esser così tormentati in quest'Aula ; allora è 
meglio che il Governo si sciolga ; e che tutto resti in balla di coloro che lo vo- 
Ittono sciogliere. (Approvazioni). 

Imbruni. Una sola parola per fatto personale. 

pRLSiDEMTE. Parli pure. 

1mu.ni. Una sola parola^ perchè debbo anch' io protestare contro questo \Vu-* 

•A^nM» a»wngfi!a — Anno XX, 



"^ 



— aso- 
lo ho additalo dei taUI, e si risponde in queslo iDo'do '. V ratte 4_ 

C'è qui il ['D}!i't!ti Teileachi, Uguale ammonetlDlo lia ricevulo 1 
E' qui un noslro collega presente ; sono Tatti cbe ■rreiigono InlH I | 

Ora io li addito all'Aatorlik, e FAotorlti rispoifde ■ qmsto modo T Noi 
che sia il modo di rimediare. 

C^ ispi, mimstro dell' interno. Al W lo noB «ra flUOMro. 

Imbriahi Ma accade lo stesso edesM. 

Cnrspi. miniSiro dell' interno. (Con /brxs) Non 6 ronl 

iHoarAKi. Sempre non è vero tn lutto I ed Io dico eba ènro. 

CRifpi, ministro dell' inferno. Non è vero. 

Ikbbiani. E' vero. 

Presidente. Ma, onorevole Imbrianl, Ella non può duo iMOOtHa. 

iMDHrAm. E oeppure il mlalstro. 

PnEsiDENTE. Ma si ; perchè egli conosce 1 tatti ; ed Qh non pud 
altrui, szIodI che non può provare. 

Nbrm;«i. Io le po!iso provare; egli le pud negare. 

PHEsroEHTE. Ha facoltà di psriare l'on. Villanova. 




— 381 — 

Utab'are l'azione d'Interdizione, facoltà quasi mal fatta valere, ed avviene spesso, 
ooorevola ministro dell'Interno, che vi sono alcuni I quali hanno tatto l'Interesse 
dì non domandare Plnterdlzione di quelli che si trovano nelle sale di osser- 
TUione. 

Ha a<i of^ni modo lo sono contento che II ministro dell'Interno abbia oggf 
rt9pc>9to che la legfge sui manicomi è pronta e che riconosce la necessità asso- 
lata di disciplinare la materia. Io prego l'amico mio ImbrianI di avere pazienza; 
e «e qnella legge eventualmente non risponderà ai concetti nostri, la combatte* 
remo o proporremo quegli emendamenti che saranno adatti allo scopo. Ma se 
(^ noi preghiamo il ministro di provvedere ed il ministro dice che riconosce 
h n^vewità di provvedr re, mi pare che allo stato delle cose non possiamo che 
dichiararci soddisfatti. (Approvazione), 

PRrsiDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Nicotera. 

Ni< OTF.RA. Rettifico, per la parte che mi riguarda, una affermazione dell'ono- 
re?olft Imbriani. 

LVnorevoIe Imbriani ha detto che i m^istri presentano le leggi e poi non le 
bDDo discutere. 

0.3, per la parte che mi riguarda, ricorderò all'onorevole Imbriani che, dopo 
prf>spnt?>ta non solo la legge sui manicomi ma anche altro leggi, io mi dimisi e 
quindi non potei farle discutere. 

Ed ora dirò due parole soltanto e su questo richiamo tutta l'attenzione del 
Qinistro dell'interno. 

I dementi, o quelli che sono creduti tali, sono inviati ai manicomi o dietro 
domanda delle famiglie, o dietro domanda dei sindaci, o dietro domanda della 
Auiorltà di pubblica sicurezza. 

Mi perdoni l'onorevole miniittro, non è esatto ciò che egli ha detto, che le 
Autorità non possano mandare alcuno al manicomio. 

Cri>pi, minislro delVinterno, Mi scusi, ho detto: non abusare. 

Nicotera. Allora siamo d'accordo. 

Imbriani. Dove e' è l'uso, e* è l'abuso. 
Vvci. Oh ! {Interruzioni), 

Imbriani. Ci può essere l'abuso. {Si ride). 

NiroTCRA. Dunque ho detto che possono essere Inviati o dalle famiglie, e dai 
slndiici, o dalle autorità di pubblica sicurezza, o dal magistrato. 

Non ho bisogno di spiegare alla Camera quando il magistrato mandi al mani- 
corrlo i folli. 

Quand) in un processo risulta che l'accusato nel momento in cui commise il 
r^a-'', non era nella pienezza delle sue facoltà mentali, allora lo si mBi\d(i \tv 
e>peri mento al manicomio» 

P»ò si mMBda a! mattioomio un'altra categoria di persone. SI maudaivo a\ mtitv\- 



-332- 



Fello liullo (UM 



comlo moUi di quelli die soni lllx^rall <lal curccre per elFello lii 
del nuovo coilice. 

Questo è un grandissimo locon veniente perchè in nessun manicomio do' 
esiste la sezione peLale, Sloitiè lanto quelli ohe «lono niiindiill In otip«r 
dal maglsiraio, quanlo quelli cht^ura I lindocl irovano comodo di ma 
perchè loro recano disturbo, gli usciti dalla galero, si debboa coiifonJe 
tutti gli altri poveri disgradati veramemo ammalati) e gli Incunv^nleni 
gravissimi. Quindi io credo che I! ministro dell'interno dovrebbe portar 
clalmente la sua atlonilone su questo Tatto. 

lo non mi laccio illusioni: la legge sui manicomi (che è una legge lap 
tlsslma) li ministro la presenterei, ne sono certo, polche l'ha promessa ; 
Camera non potrà discuterla adesso. 

Si potrebbe intanto We qualche cosa por provvedere, lo ritengo cheli 
Siro potrebbe, senzi stabilire al Ministero dell'lnteriio ttn aervUto specij 
credo che sarebbe bene che lo stabilisse) Tare eseguire un servitlo dlspeil 
inaalcoml : poirebbo di tratto In imito ordinare nn'lsiietlone al manlcc 
proviriciall, che privali, ami direi un«poco più ni mnnlcoml iTivail. 

Un' ispfzlone fatta dal Minlsicro deirinierno gioverebbe a questo : ad as^lc 
iD primo luDgo che i folli non sbno trattati male. A quv'Sio propostolo 
dire all'onorevole Imbrlunl che egli Torse ha ragione per taluni inanicon 

imr i^si'mnin. ni'l innnlrr>inin di Avf^rsa tXT aiianlo io no so p nf^r In ih 



-■*■ 



t 



-363 — 

Però credo che sfa utile l'Ispezione da parte del Governo, e Don solo per 
Terìflcire se 1 reclusi sono trattati bene, ma per rimuovere un grande fnconve- 
nieote che lo dirò alla Camera, e che credo sia noto al ministro dell'interno 
per gli ufflcf diretti di persona interessata ad un manicomio. 

L'inconveniente a cui accenno è queslo. I sindaci hanno una grande difficoltà 
per far rinchiudere 1 pazzi: la spesa di trasporto, v sto che non si è potuto 
accora ottenere dal Ministero dei lavori pubblici e dalle Società ferroviarie, di 
tnitare questi disgraziati nello stesso modo come sono trattati 1 carcerati, cioè 
I dire accordando il ribasso sul trasporto. Sicché accade questo inconveniente: 
difficoltà nell'i nviare i folli al manicomio, e difficoltà anche maggiore nel rlpren- 
deiii. Quando un disgraziato è guarito, 1 medici def manicomi ne avvertono 
sabito i sindaci, o la Deputazione provinciale, se il manicomio è interprovin- 
ciale. Sapete che cosa accade? Prima che la Provincia o i sindaci ritirino I 
folli, passano due o tre mesi e spesso accade che quel disgraziato guarito, im- 
I^azzisee di nuovo. 

L'ispezione dunque che io raccomando al ministro dell'Interno, prima che il 
Parlamento possa discutere la legge, servirebbe grandemente a diminuire questo 
iocoDveniente. 

Quando l'ispettore veriflca:se, e sarebbe facile veriflcare, che nel manicomio 
si tengono ancora rinchiusi quelli che sono guariti, e si tengono rinchiusi sola- 
mente perchè i sindaci, o le Deputazioni provinciali, non forniscono i mezzi 
oecessari per farli ritornare nel proprio paese, il ministro dell'interno certamente 
avrebbe modo di provvedere. 

Ripeto, la mia raccomandazione ò diretta come tutti comprendono ad Impe* 
dire che nel manicomi nascano degli inconvenienti, che non dipendono da chi 
dirige I manicomi stessi, ma spesso dal ritardi delle Autorità che mandano I 
detenuti ai manicomi. 

PRESIDE.1TE. Ha facoltà di parlare l'on. ministro dell'interno. 

Crispi, ministro dell'interno. Perchè la Camera sappia l'interesse che noi 
prendiamo a questo grave argomento, sento il dovere di dirle ancora poche cose. 

Nel regolamento per l'esecuzione del codice penale abbiamo un paragrafo 
speciale, 11 quale si riferisce al manicomi giudiziari, e in quel paragrafo si sta- 
biliscono le norme necessarie. . 

NicoTERii. Non ce ne sono manicomi giudiziari 1 

Crispi, ministro deWinterno. Ce ne saranno! 

!n Italia sventuratamente mancavano molte cose, mancavano lo buone carceri... 

IniUAifi. E mancano ancora I 

Crispi, ministro delCinterno, Si sta lavorando, onorevole Imbriani, stia si- 
curo. {ItarUà). 

Dtl giugno 1889 in gva abbiamo fatto molte riforme nelle carceri ea\aXeiiW, « 
^^ ae De suono costruendo di nuove. 



— 3S4 — 

Abbiamo gli compiuto l'eteBstolo.cliH è quello tll cui più urgsvi ti bl 
voi Mpete, ctie l'ergasiolo è la manslnia ilelle {man nella Air)U «Ubilils 
dice, e che non ealslendo più In pena di mnrlii, rer);a»U)lo la MujiplUce; 
vamo pensare alla pena mssgima, e vi iibbinmo priwito, niablleiiiloiVr 
secnnilo I metodi madtirnl e in modo forsa die all'usleco migliori non 



o(Ul4 



Si sta lavorando alla costruiioan del reclusori e ali* rldiitionc i 
di inoUe carceri che ne offrono la posslblllli. B non solo ■btilorao Ai 
ma giornalmente noi lavoriamo al migli ora mento del personale penile 
appunto perubè è nosua antica convlMtiono, eliti non baili il <:>(cer.' in 
mente, non lasti 11 luo^o dove dove ri tic li lodarsi l'Inrolint coiidaiinuui, mt 
cbe anche 11 personale sta morale, ch« capisci la asùta ma wìatioat 
operi In guisa da potere sul carceralo usare tale iiiUuenea daliidurt^ 
dersl. Questo è 11 lavoro che quotidÌan«mcnle facciamo. E per (v dÒ^ 
dovuto cominrtare dal migliorare 11 purronsle. ^ 

Voi dovete sapere la poca cura che si metteva (wIIb JtonUa lil qncsta 
little prima che lo Tossi al potere. Per esemplo tutte la volte che non si 
che cosa fare di un funzionarli) di pubblica slcurew.ì, pcrchft era un cali 
piegato, si mandava alla ciislodia od aiicbe alla direzione delle carceri 

Era questo 11 sistema, e non si pensava ella ruspo» sa bllttì elio lia 11 U 
delle carceri. 



ff^^ 



— 358 — 

vate sn codice così severo come quello che fu pubblicato, e che, direi^ è tale 
cbe forma IHovidla degli altri paesi civili. 

E' impossibile che col codice penale attuale avvenga il menomo abuso, im- 
perocché per la minima violazione della libertà individuale, Il codice statuisce 
fece severe, ed i tribunali sanno applicarle. 

.NicoTERA. Non ha risposto circa airispezione. 

Cuspi, miniSiro delCintemo, L'ispezione la faremo. 

NicoTEHi. Sta bene. 

PacsiocifTE. L'onorevole Imbriani potrebbe modificare la sua proposta così: 
< La Camera prendendo atto delle dichiarazioni del Governo, passa all'or-^ 
dJM del giorno », 

Imbriani. Io non dubito punto della buona volontà del ministro; ma dico che 
<)oesto bisogno di tutela sui reclusi è sentilo come una necessità dal paese, 
e cbe 1 processi ultimamente svolti hanno dato ragione del dubbio, anzi, non 
de) dubbio, ma della certezza che i regolamenti non sono applicati. 

Io credo che male si difenda, signor ministro, il principio d'autorità volendo 
negare degli abusi, o scusarli, ma che mollo meglio si difenderebbe, secondo 
ne, promettendo di punire gli abusi ove avvengono, e di provvedere con leggi 
aSachè non possano avvenire. 

Ecco a che cosa tendeva la nostra mozione. 

Cbispi, ministro dell'interno. C'è il codice penale. 

Imbbuni. Ma sono I regolamenti 1 quali in questi luoghi hanno piena possanza, 
6de8si fanno da codice penale, e da tutto, e sono naturalmente sotto l'alta sor- 
veglianza del ministro; e questo avviene, non già per colpa sua, ma perchò 
fioo c'è una vigilanza, come lo vorrei, diil di fuori, ai di dentro. 

Io vorrei quindi che ci fosse questa tutela. Pel momento, prendo atto delle 
dicbiaraztoni. Non posso fare altro. {Si ride). 

Io quanto riguarda la legge sui manicomi, staremo a vedere che cosa ci si 
presenterà, come ha detto il collega Villanova; allora la discuteremo, la modi- 
flcheremo, o la combatteremo. 

lo quanto puf all'altra legge, di cui io sento assoluta necessità, ci rlserbiamo 
di presentarla. 

PaEsiDBTTE. L'onorevole Imbriani trasforma la sua proposti in quest'altra : 
« La Camera, prendendo atto delle dichiarazioni del ministro deil'inleroOy 
passa all'ordine del giorno ». 
E' vero, onorevole Imbriani ? 
Imbriani. Passa per ora. Che vuole che faccia ? {Ilarità). 

pREsiDEsm. Chi intende approvare la proposta delPonoievole Imbriani, si com* 
piaccia di aliarsi. 



inalo rifl 



BOLLETTINO 

della Commissione Penitenziaria Internazionale 



II rasclcolo III e IV del BolloUino Uell'anno 18f!8, no» ha guorl puMi 
conlliMie sriElLuUo una necrologia (IcIi'llltislrQ Huronc DI Holuefìilorff e 
comunicazione ufD'isledl questa dolorosa perdila, falla al Uomini della 
missione peniteniinrialalcrnaitionale dal Presidente Sig. Galkine Wraikoy 

Secondo il Consuelo, riassumiamo brevemenlo i r.ipiiorli aiì nllri 
menll pubblicali ne! Fuselcolo sLesso. 



>ia^ 



---- L'onorevole senatore Tancredi Canonico IralU |ìi scronda lesi defl 
zlono del programmi! del Congresso di Ploiroburgo rdslivo all'ubriscbè 

Ma di questa relazione e fallo conno, speclalmonle per la parie conclus 
In altra parte del prasenle fascicolo (3), 

■~-'v Segue la rlproduiiono del progello di Codice panato por il Canti 

Neuclijtel, seconda parte, a compimento della pubbllcatlone Alla noi Ui 
precedente (4). 



- I 



— 357 — 

io quelle della Prussia orientale, di Posen, del Reno, della Vestfalia e del prin* 
cipaio di Hoenzollerri, nella provincia di Sassonia, di Slesia, dello Scleswìsr 
Holstein, della Prussia occidentale e degli Stati di Alsazia e Lorena, nel Regno- 
di Sassonia, di Sassonia-Coburgo-Gotha, di Sassonia- Weimar e nel Wùrteraberg. 
Passa quindi a parlare delle società esistenti nel Belgio, in Francia, sia in 
I^i sia nei Dipartimenti, in Olanda, in Italia, in Austria-Ungheria, in Russia^ 
lo Svezia e Norvegia, in Svizzera e nella Spagna. 

Dopo questa accuratissima rassegna, Il sìg. Fuchs enumera le proposte ed 
I ^oti fatti su quest'argomento nei vari Congressi internazionali, da quello di 
Fraocoforte tenuto nel 1846, Bruxelles nel 1847, Francofone nel 1857, Londra 
nel 18T2, Stocolma nel 1878 Ano a quello di Ruma nel 1885, e concludo 
melteodo in evidenza i grandi risultati ottenuti nel campo del patrocìnio dot 
liberati, risultati i quali provano la potenza creatrice che si trova in un sistema 
di associazioni bene organizzate e ben dirette, e lasciano intravedere quanti 
aociic più larghi successi potrebbero sperarsi in avvenire nella lotta che si 
combatte contro la criminalità, se lo Stato e la società unissero i loro sforzi 
per uno scopo comune. 

Lo Stato ponendosi ad obiettivo la severa punizione dei malfattori, appli-* 
caodo la pena in guisa da intimidirli e procurare ad un tempo la loro edu- 
cazione: la società organizzando un patronato che possa non solo stendere 
mia mano protettrice e soccorrevole sul liberato resipiscente e privo di aiutr, 
ma eziandio esplicare la sua azione in modo da prevenire e guarirò tutte le 
Disorie che ai nostri giochi concorrono all'accrescimento del delitti. 



^.'.V 



Il Bollettino riproduce poi alcune Circolari relative al Congresso penìten- 
ario di Pietroburgo, che furono da noi già pubblicate (I). 

w/w Un estratto dal Giornale di Pietroburgo (giugno 1889) dà un resoconti 
ilTopera dell'Amministrazione generale delle carceri russe neirultimo decennio. 

Comincia osservando che quest'Amministrazione ha soltanto dieci anni dt 
Ita e che, alla sua istituzione, può dirsi %tutto era da fare. 

Un primo tentativo di riforma per quanto riguarda 1 lavori forzati fu fatto 
oU'invio dei condannati a quelita pena neirisola di Sakhalinc in numero dt 
Irca 800. 

Nei primi anni della sua istituzione fu posto a disposizione dell'Amministra- 
ione un fondo speciale per costruzione di nuove carceri ; questo fondo, benché 
n parte distratto anche per lavori di restauro, nel 18S0 rappresentava ancora 
ina sofhìma di 2,930,772 rubli; ma ritenuto insullicicnte, fu successivamente au- 
meniato. 

ifi Veli JUvUta <tl dÌ90ipUne carcerarie, aaao 1889, pagf. 609 e 600, 



■ 



— 3S8- 



1 



Secondo !1 programma die l'AiDminisirnxlono si ern tonanti), a pu- 
188ó doveva prò vvuJcrsi allu costruzione delle nuove carceri b perlo 
mail di Ire onni, raedliinle preventivi di spyaa (tfaslabillUe corrispooda 
din Hclilesli nel minimo di 500,000 rubli, non coni)in)3e le spuse di r 
e manlonimenlo delle carceri oslsienil. 

Noi decennio le spe^e Tolte diiirAmmlnistrnijnne generale delle van 
livano a rubli Il,0.ì4,4(i9 cosi riparlili : 

Nuova costruzioni rubli Sfiìfi, 

AdnllamL>nlo o i le os Inizio ne di Tcechl cdlQxi ...» 4,377 
Maniiienzione a.nnuuio dei fatilirlcatl esislenli ... » AfiSO 

Il lavoro prinripulc Tu il carcere di Plelrotiurgo, non ancora compii 
1150 dctctiml, cominciala (Ino dal 1834. Quesi'cdidcla fn porte ^iìi oc 
Illuminalo a luce clutti-rca, richiuse già una spci«a, compresa qucll.i o« 
pel 183!), di rubli 1,391,84!). 

Un carcere per Rovani dolenud annesso al cnrcbra centrala di Pi ctt 
fu conipiulo nel ISSIi con una spesa di rubli 3l),llU. 

Altre carcctri furono costruilu di pianta o riCublirlcula e riJiHlc ne! 
TlTicin, e per meglio ossicui-art^ la manutenztona Jet lalibrlcutl, tu stiibl 
ogni anno i calcoli pre\enllvl delle riparazioni occoirenll fossero trn^t 
Miuislero, e tu creato un poslo dsso di architello pri^sao l'Aniiniaie 






— 339 — 

il servizio del personale superiore e dei guardiani. — Ispettori generali fa- 
cienti parte dell'Amministrazione generale delle carceri. Commissioni di sor- 
regriaoza composte di persone delegato dal Ministero dell'Interno, Il pubblico 
ministero e la municipalità furono incaricate di esercitare un controllo sul 
servizio carcerario. 

Si accrebbero gli assegni del personale delle carceri di Pietroburgo, si formò 
OQ sol corpo del personale di custodia delle carceri, ponendolo alla imme • 
diata dipendenza dell' Amministrazione generale, se ne defìnirano nettamente 
i diritti ed i doveri, regolandone la disciplina, dando ai suoi componenti il 
dirìuo a pensione e l'esenzione dal servizio miniare, aumentandone gradata* 
mente il numero per modo che la loro proporzione da 1 per ogni 20 dete- 
nuti era portata nel 1887 aPa proporzione di 1 per 13.7. 

Una delle questioni rilevanti era ({uella del vestiario e dell' alimentazione 
dei detenuti. 

Dopo parecchi esperimenti si decise che TAmminlstrazione intorv'enl>se diret- 
tamente nelle provviste del vestiario, e che lo slesso fosse costruito coll'opera 
dei detenuti ; un'economia notevole si ottenne, e questa nel 1^83 salì a rubli 
118,102. 

Xel 1887, fu stabilito che tutti ì detenuti vcstiss to runìformc carceraria e 
<he loro fosse distribuita biancheria da letto a spese del Tesoro. 

Tuttavia, mediante tutte le di<:posizioni adottate, confrontando ì risultati del 
188^» con quelli del 1882, si accertò per le spesa dì vestiario un'economia 
di rubli 053,920. 

Nel 1882 fu aumentata la spesa giornaliera per l'alimentazione dei dcte- 
aull nelle Ca-<e di forza, portandola da 1 1/2 a 2 1/2 copek, e poscia la stessa 
disposizione fu estesa agli stabilimenti di correzione. 

Fu migHorato il servizio medico e l'assistenza e il trattamento degli infermi 
accrescendo egualmente i fondi a tali servizi destinati 

L'Amministrazione, migliorando le condizioni materiali d^'i detenuti e cer- 
«-do di mantenere in tutto il suo rigore il principio della rf»pressione pe- 
nale, credette ad un tempo necessario di esercitare un'azione moralizzatrice 
sol condannato togliendolo all'ozio e mettendolo in grado di provvedere alla 
sua assistenza all'uscita del carcere. 

Gli studi relativi furono com>nriati fino dal 1882, ma soltanto nel 1886 fu 
possibile concretarli in un regolamento. 

M 1881 si cominciò ad assegnare una rimunerazione ai condannati lavoranti 
alla costruzione nelle miniere di Ncrtchinsk ragguagliandola al 15 "ó della 
tQertcde libera; olllcine vennero eostruite nello carceri per la rab*)ricazione di 

^e>t menta e calzature, alcune come quelle di Kìew e di Pcrra specialmente, 

di una certa importanza. 
Secondo la ìegge del ISSO il lavoro è orti obbìigaior'o per lutv'i \ dcletvuW^ 



— 360 — 

ma questi barino dlrilto mi unn rimunero ilo na caìcaìala t '/mi'*' fonati, ' 
pel detenuii ncgti slabiltiuBnll Ul correzione, V,o pel detenuti nellocareertn 
(lioarle, Via P'^r quelli che lavorano Ui loro propria voloniù, lul {irmiauo A 
lavoro soUo deiiuilone dulie speso pel materiale impiegalo. DI ques 
gno )a metà può e^ìsere spesa nel caldere, inolb A consegnala all'ailD itclli 
berazione. 

Gli efTeKI (Il queste disposizioni Turono utllIsslDii. 

^el 1884 si emanarono provvedimenti per meello rcgolnre I coUoqut i 
detenuti cnl loro parenli, si mlgStorarono lo scuole delle carceri e se n 
crebbe il numero si Dr^iniuarono conferenze pel det^mili. 

Imp la ti m r o eziandio sUottnie per migliorare 11 WTviilo dolisi 

potai V hi [ r Telia nel 1881 dal Cnpo (lell'AmmlnlsirazIono gtasif 
d 11 i b cU'isola dt Saktialine, In seguito alla quale tuUogi 

il Ib Im le mli;llorHto, specluliUBnte per <|Uiinto ri 

li t I <1 Il'iaola stessa, che ciinlii allualnenle 6,360 iiomW 

71 d OS d gì pdssaii allo stato dt coloni 3000 uomini e 500 ilena 

l (lOO d h seguito i loro padri e marill e vi sono 1500 fandu 

d STO m hi 00 femmine. 

AH mfgl m f arrecato si servizio dei trnaportl, creando p«l 

I p p 1 di scorta (1) e regolandone l'azione, 

I p m Turano adottale in reliiziene al servizio SintUri 



L>uiiL"iiiiiu cuiJiiunu quiLiui ici li «miiiimiL" ui un v;|mimuiu uii uuijjimjuiv^ 

dì Ilollzeiuiorir, nel quale, soito il titolo in ijL'ìttilwiìiu campaijnuolo 
egli racconta una visita fatta in Ilardwic kr-Court, al si{^^ Parwich Lloyd 
3ira^osto del 18G1. Il lUiker fu il vero fondatore e promotore del 
IO di scienze sociali tenutosi in quell'epoca a Dublino ed una biografia 
D illustre filantropo fu già pubb'icata nel Bollettino (1). In questo lavoro 
ano le conversazioni fatte fra i due uomini eminenti e le loro opi- 
1 mezzi preventivi dei delitti. Benché il lavoro sia di data piuttosto 
tuttavia, in vista del prossimo Congresso di Pietroburgo può dirsi di 
contenendo molte notizie che si riferiscono a tesi che, secondo il pro- 
dovranno essere trattate nel Congresso medesimo e che specialmente 
10 la cura educativa della gioventù viziosa e delinquente ed ilpatro- 
i detenuti liberati. 

riprodotto il programma pel concorso internazionale aperto dal Go» 
sso sulla parte presa da Howard nella storia delle riforma penltenzia- 
ramma che noi abbiamo già pubblicato (2). 

,'uono alcune notizie somministrate dall'Amministrazione penitenziaria 
relative alla 1> e 2.^ tesi della seconda Sezione del programma pel 
io penitenziario di Pietroburgo, cioè al lavoro dei detenuti, 
sse alcune osservazioni suU'obbligo assoluto di procurare lavoro ai 



y 

•^ 






' l'I 
vi 



Staillimenit per hinghe pem (1!) case ccnlrall di 
Francia e ì dun penilerularl avicoli doli» Conica). 
Popolazione al 1" del 1888, dm 

Delenuli occupali nei laTOri W. 

* non Occupati per maialila » 

» vecolii invalidi, » 

» in Olio per pnnitlone, riposo oco. » 
Slabilimenti per brevi pene (case d'arresto, fi 
ginsdiia e di corredone in numero di 3S2, de- 
stinate ngii inquinili Cd ai condannali la cut 
pena non eccciJc un anno di carcere). 
Popoliizionc mi^dia ai I* giugno 1888 
luti ed accusali 
ConJanrali in appello, in cassa- 
zione od in attesa di trasferimento 
Conilannali per misure di pò- 

i (conirsn-onzionij 
D''ienuti per debiti 



I 

irta e 111 tìn 



eoo 




I 



— 363 — 

V. spetta al Governo TesaiDc, In ogni singolo caso, del reclnml (che d'al- 
tra parte ora sembrano assai rlstretU) degli industriali liberi che si lagnano 
defJa concoirenza della industria carceraria, e la sorveglianza perchè questa con- 
correnza non divenga abusiva, specialmente ])er l'esagerazione del numero dei 
^ptenuti impiegati in certi lavori o per IMnsufQcienza delle mercedi o della 
mano d'opera. 

2*. Che non 8arel)be possibile a priori impegnarsi a vietare o sopprìmere 
a^solu*amente alcune specie di lavori o di industrie negli stabilmenti carcerari, 
puiiliè questa specie di protezione per le corrispondenti industrie libere, sarebbe 
.«e.-iza dut)bìo re^-Iamatada altre, qu?indo questo principio fosse ammesso. 

V(T quanto riguarda resercizio delle industrie per impresa o ad economia, la 
Commissione conclude : 

1**. cht' il ricorrere ad industriali privati o fabbricanti o negozianti sotto veste 
di im|ifenditori o sotto-appaltatori per assicurare il lavoro ai detenuii, sembra 
assolua necessitò, \isto lo stato attuale della legislazione penale e delle istitu- 
zioni p^'nitenziarie della Francia, almeno per quanto riguarda le pene di breve 
dur.ii.'i, nf'lle carceri la cui importanza numerica non consentirebbe l'imiiianio 
di oflicine tali da permettere allo Slato di farsi utile produttore ; 

2'. ohe invece sembrerebbe doversi eslendere il lavoro ad econt>mia 
in quegli stal»ilmenti In cui si hanno jraranzie di successo occupando i delenulì 
Tj^H'intere^se dei servizi pubblici, specialmente di quelli del. 'Amministrazione 
pc'iionziaria, della Guerra, della Marina, ecc., ma che converrebbe opi'rrsro 
gratl.iMmente col discernimento e colla prudenza richiesta dalle moltrplici dil- 
firnlth di simi'e inipresa, invl^rilfinilo accu'atamentc sugli inco[ivenienti ben noti 
di ojrni pn>d>izione od industria fatta per conto delio Stato; 

Vfi. che le questioni di concorrenza reciproca tra la ni.mo dVpera peni— 
i»Tizi3na e quella libera ed, in tesi gerierale, i problemi che hanno relaziono 
ro! lavoro d*'i detenuti, ricorrendo al lavoro ilireito in (economia non potreb- 
Ih"-o ritrTicrsi come risoluti o superati, poiché può affermarsi senz'altro che ogni 
on-iipozìone utile data ai detenuti, anche per conto dello Stoto, sarà o almeno 
seiiìbrerà costituire un danno pei lavoranti liberi. 

Ma ò fuor di dubbio che Tintcrcsse pubblico leso dai condiinnati giiisiiHoa 
Hiupiego della loro mano d'opera a prolìtto dello Sloto, sotto risolva delle 
condizoiii imposte dalla legge penale, dairopera peniieuziaria, dai doveri di 
giustizia e d'umanità verso i detenuti. 

Come documento per servire allo stuello della sesta t<vsi della III Se- 
ilone del programma pel Congresso di Pietroburgo, il nollellino pubblica un 
scrmonft die il Reverendo Federico Merrick, pronunziò davanti il Congresso 
Americano riunito a Cincinnati per occuparsi dello studio della rifornii peui- 
teniioria. Questo sermoije è unn nuora provn dcli'interossameulo c\\e ue^jW 
^ètì Uoiii di America si prendo alla sorto tidi 'infanzia abbandonala. 



— 36i- 

-"--- St^guono nlcune notizie somminislrate dal glg. Ilcrliedu, Dir«llnre ihll'Ant 
in inibirai ione penileniiarla rroiicese, relalìve all'ordlnamctilo Jl <iaiil serfUsI 
Francia. 

o^^ E HiiBlraujilu duo rappoi'd de! sig. Felice TolsJo, uno siillfl tCTu Iwl dd 

Tn Setinae di^l lirn^i'uruina del Congresso ili PlcIroUiirga rflnllvo si ooUlu 

' memo del oiinoi'i posti sotto la tutela e la sorveiiliuiua ddl'Auturiià puiiblh 

l'altro sullu quarta tesi della Sezione stessa rolnilvu uU'azìunn dulb SocleU 

patrocinio pel liberati dalle carceri rispetto alla loro (arolgllit. 

Adco pei' queste due rclnzloni timaudltimo I lettori al euins pulibllcail 
altra parte del Tascicalo. 

BrBLI OOR AJF'IA 

Ire e spropositi di Cvsare LotiAreio — DaU. .Ntrntioxi: CoujA.tn ; 

Cttiauiii, tip. Tropea, 1800. 

Era facile pfeiedere che uii'opora vasta, eoueollosa, coroprensiva di illver 
aelutize cnme la Sociologia criminale del Col aJ nitrii, avrebbe dala ìuugn 
po!rm<t'bo lauto più vive quanto più ilpunto controverso Interessa Individui,» 
le e parliti. Il prof. Lombroso cui pìDCt' dare una Importnnio — cIk? ad alenai pi 
*^aai'r»la — ni Inln binhnii'r, della rrin>ÌnnlHà, non InnA fie4-(illnhi[r I nib 



f 



— 36rì — 



«ce. ftranvene nello scritto (1<»1 Colajanni, faltu in pochi mesi o (M)n jrran fretta 
^ moondizitMii d'animo tristissime, ma erano errori che non infirmavano lutti 
risììliiU delle sue investigazioni. Perciò egli può riconoscere qua e là i suoi 
nL lievi del resto ; ma deve anche combattere ciò che falsamente (com'egli 
L'è al 1*. XVI), il Lombroso gli ha atlribuito e respinge sdegnosamente l'ac- 
«a fattogli di preferire alla caììvinzioìie le coìivenienze. «Armonizzo per quan- 
sj e ptìs<o le convinzioni politiche e scientillche, e nel coltivare le une e 
hìv mi sforzo sempre di inspirarmi ai vero ed all'onesto, mantenendo sopra 
«j l'unità del carattere, informando questo all'ideale morale, dedotto da 
lie Ci>nvinzionì, che mi sono guida nell'aspro cammino della vita. > 
1 fine l'Autore addentrandosi a studiare i risultati del Congresso di antro- 
igia tenutosi a Parigi Panno scorso, dimostra — in modo incompleto e 
>\hi sintetico — che le ipotesi e le vedute da lui enunciate furono soste- 
e dai più rompetenti scienziati, e cioè che il delitto sia il nwle della mi- 
in. male che lascia la sua impronta e produce quelle anomalie anatomiche 
, \oiere o no, il Lombroso pel primo in Italia rilevò e studiò sistematicamente, 
awì-'uriamo anche noi che il Lombroso, più sereno, più calmo, consacri la 
ì prodigiosa attività ed il suo geniale intelletto alla scienza ; e che 11 Cola- 
ani, continui ad essere, neirinleresse stesso della antropologia criminale, // 
»i ^crio ed onesto degli oppositori . . . come in altri tempi lo stesso Lom- 
to<<» lo proclamò. La scienza, amata sinceramente, li metterà, in un non lontano 
Rveiiire, d'accordo. 

An*. Carlo Giaohelti. — Dei reati e delle pene in generale,, secondo il 
Mrc penale italiano del 30 giugno 1890. — Tre volumi in 8* di 700 pa- 
É^ ciascuno. — Firenze, 1880-90. Egisto Bruscoli, editore. 

Leggiamo nella Tribuna del 25 maggio : 
Qoando nel decorso mese di ottobre rendemmo conto del primo volume dì 
Gl'opera e ne rilevammo 1 molti pregi, da esso potemmo subito arguire che 
' ^v. avv. Carlo Giachetti si sarebbe fatto coi successivi volumi lo stesso 
^i che si era fatto col primo, nel quale l'on Zanardelli scrivendone all'au- 
'^f (ilceva di aver trovato grande dottrina, esaltezza di criterio e larghezza di 
'^'ndimenti. Né ci ingannammo. 

'^obblicato il secondo volume ed ora il terzo, e così compiuta l'opera, resta 
^^li ancor pi j confermato che questo dell'avv. Giachetti, è un lavoro co- 
^^0 per abbondanza di ingegno e di studi. 

^a trattazione è in tutta l'opera non solo strettamente logica ma anche saggia- 
•nte misurata, il perchè riesce, si direbbe, a due tagli, utile cioè ai patrocina- 
f che sanno e ai giovani che imparano. 

«'esposizione del commento al nuovo codice, oltre ad essere adattallsMma 'àWoi 
IcHa, ba quella noa comune chiarezza che è riverbero della ìucid\là dei con- 
/ deffo ÉCFittore, che ha con mente proporzionata maturato U suo aaauixVo 
m Carcmwna ^ Attuo XX. 



CHlIca Tallonale, accurata, noo tll rado sQCor soUllu cU aealti; tt 
sempre diretta e compiuts, procedente da iirlncipll generali tn psrts 
prima, In pane latiuti, ma evidenti a (|us1sivO)<llii lellorc, noi) iiuowf 
alia sintesi speculativa. ^ 

[d conclusione quest'opera, cbeècoritU Hmpn In fgam eloguila • 
(iene un profondo studio della pena geaenle del Codloe Nili Morta < 
trina, del lavori preparatori del Codice e delti glariipradanu^ marita < 
vivamente raccomandata ai cultori della aclenu penale. 



Statìstica del Belgio 

A pagina 142 e seguenti del decorso anno pubblleanuno aleone ìi 
]ail\e ai Ricoveri di mendldtà e alle Scuole agricole netta Carceri e Ci 
di riforma — ed alla statlslice penale nel Belgio, die i 
livamenle i pei-iodi 18a&~lS87; 183&-1S86 e 183&-188fiw 

Togliamo ora liùlV Anauio'to tlalUtico pel 1669 le n 
l'ireiwono agli nnni successivi; 

Ricoveri iti mendiettà e Scuole agricoU. 






1 


Pll!|t"l " ' 
"ilii ' 


S J 




i . 


i 


!Il.Ma_. 

D,rè|lllUJB|ll! 


i 


1 


ip BSIl'^Bnu 


1 § 


S 




1 1 ! 


'é 


oj.i.ijBj ir 


s i 1 
s « 1 


e- 


1 

s 




1 i 




Lin.iBA.wd ■.■!■ 


i i 




tPKBSOJd !»r 


i i 




iy 


irmonJloajus 


! 




"'■.Zv^;;' 


a s 




OT^il..-* 


» 




3 
1 


-S'"' 


• * 




«piwmioB.iil 




g 


.(.wsjno ttt 


« s 


< 




7 


1 


Biio!/iiaii.p 
Blin 


■ a -" S " 




riW«(iì,ì.lBnJW|' 
isranmil ni]. 


S i 


1 


' S 1 



^ ?". 







— .168 — 


J 


■ 








- 


"^im 












1 




Bp SlIliJiJI 




■ 


^■ 


5" 






1 


< 


Ci 




" 






„.»,.„„, 


i 


3 






















1 






, 






niJ*!""! "1 


1 










""^ 




ì: 


B'IVJUX 




'1 
















1«1I33¥ IV 




a 1 




















] 


i 




i 


?. 


1 












s 


£ 


s 






£ 


^ 






"n«.on r'f 




■ 



— :)60 — 

Tatto il male non viene per nuocere. — L.i Socicià dei liberali dal 

carcere della provincia di Milano raccoglierà un buon gruzzolo di denari 

grazie alla liberalità dell' onorevole Marcerà, se è esano ciò che leggiamo nella 

Tribuna del 25 maggio alla quale scrivono d& Milano, in dala del 23, quanto 

appresso : 

Oggi verso le ore 3 i|2 il Tribunah penale ha pronunziato la sua sentenza 
nella nota causa per diffamazione intentata dall'onorevole Marcerà contro quel 
giornali e quegli individui, che in occasione dell' ultima lotta amministrativa gli 
avevano fatta una colpa di essersi rivolto alla Congregazione di carità per otte- 
nere in favore di suo figlio una borsa — giovandosi della qualità sua di depu- 
tato, la quale faceva chiudere un occhio sulle vere sue condizioni economiche. 
La lettura della sentenza durò un'ora e mezza. 

La sentenza rende omaggio alla rispettabilità ed al patriottismo dell'onorevole 
Marcerà; ritiene dimostrato che il querelante si trovava in modeste condizioni 
economiche, e che per chiedere sussidio non occorresse povertà assoluta ; ritiene 
assolutamente mancata da parte dei querelati la prova dei fatti. 

Il Tribimale ha quindi condannato Ruggiero Baratozz*, direttore responsabile e 
proprietario del giornale // Comune, che pubblicò gli articoli querelati, per dif- 
lamazione ed ingiurie, alla multa di lire 1000. 

Avvocato Emilio Forti, delegato della Congregazione di carità, il quale scrisse 
una lettera al Comune, dove si affermavano i fatti querelati dal Marcora, per 
diibmazione, alla multa di 500 lire. 

Lucrezia Colombo Berger, patronessa della Congregazione di carità, che scrisse 
nna lettera al Comune, in cui rimproverava al Marcerà di aver tolto un sussidio 
<H cai, secondo lei, egli non aveva bisogno, ad un suo raccomandato, per In- 
giuria, ad un'ammenda di lire 50. 

Giovanni Galluzzi, gerente responsabllo del Corriere della Sera, accusato di 
difTamazIone per aver riportato parie degli articoli del Comune sulla quistlone 
^rcora, per ingiuria, alla multa di lire 300. 

Cavaliere Emilio Treves, direttore i\e\VIlluiilrazioìie Italiana, accusato di dif- 
(^oazione per aver detto, parlando della quistlone Marcerà, che Catone diven- 
iva accailone, per ingiuria, alla multa di lire 200. 
Pailavicini., gerente deir///ii«/ra2fone, idem, per ingiuria, alla multa di lire 51. 
U sentenza ritiene poi civilmente responsabili i signori : Luigi Filippo Bolafflo, 
lipcgrafo del Comune ; Eugenio Torelll-Viollier, direttore-proprietario del Cor- 
fedeltà Sera; Giuseppe Treves, comproprietario deiry//us^raztone Italiana^ 
< li condanna ad una provvl.«jo/?«M pei danni di /ire 4000 e alla r\t\\s\oi\e AeWft 
WeiaìlreSOOO, 



-370- 

L' onorevole Marcerà dichiarò di largire la somiUN poi' U rifuaioDe d 
al patronato del ilberall dal carcere ed alla Socieitt dei reduci deinocr. 
presiede. ^py^ 

ne accolla da grida di: Viva Varairalt^^^^M 



Crimlimlltì e auicldlo !■ Fruwla. — Dai comiX» t^téral d» PadK 
non Ite la Justice criminelte m France t887, splgollaiiKi alcune noi 
tisltche rircrlbilj alla criminalità: 
Read commessi contro le persone dal 1871 al 1887. 





Aiuterò mèdio mimtaie. 






DhI 
ISTIaliaSó 


Dal 

l«7(iall«8(J 


Dui 

1881 011885 






1(1 
17 
:;in 
■Mi 


14 

lar 

:»4 


14 
1(1 
SUI 
ITfi 


la 

8 
■^81 


Venefici 


Assassini 




■ 



r 



- 371 - 

I soiridi sì raoslrano in continuo aumento. Furono nello proporzione del 15 
sa m mila abitami durante gli anni 1«72. 1873, 1875 ; del in negli anni 1874, 
1876,1877; de! 17 nel 1878; del 18 negli anni 1879, 1880, 1881 ; del 19 
negli anni 1882, 18«3 ; del 20 nelPanno 1884 ; del 21 negli anni 1885, 188G, 1887. 



Repressione dei moti sediziosi nei bei tempi passati. - Traduciamo dalla 
helgiqm Judiciaire le seguenti notizie che non mancano di un certo interesse : 

D'ordine deirimperatore Massimiliano due membri del Consiglio della Fiandra 
foroDo incaricati dì redigere il regolamento per le città di Haarlem. — Il sig. 
Fruin, professore ad Utrecht, pubblicò nel 1874 questo documento, che in- 
teressa la storia del diritto. All'art. 570 si legge : 
I « Nelle sedizioni il funzionario deve impadronirsi durante Teffórvescenza dei 
; più turbolenti e farli subito decapitni'e senz'alcuna procedura; e solo dopo 
; cessato il tumulto egli esaminerà e vedrà se ha bene agito >». 

La stessa dottrina trovasi nella Praclf/cke criminale di P. Wiclaut, edita 
a Gand nel 1872, ove è detto tra l'altro : 

< Si agisce semplicemente, de piaits^ senza ombra dì processo, quando trat- 
tisi d'adare urgente, dal cui differimento potessero nascerò più inconvenienti 
che utilità per la cosa pubblica : così in tempi di commozioni o di torbidi po- 
liolari si procede subito all'arresto dei cinque o sei sobillatori principali e si 
bniio senz'altro decapitare: e dopo si cerca se ciò fu ben fatto, ))erchè in' 
(tte di sì grave perìcolo non si è seguito alcun ordine di procedura >. 

1 duo testi sovraceitati appartengono ai primi anni del secolo sedicesimo : 
^^cone un altro tolto dalla Pratica crijnifuile, tradotta in francese dal Dumhou- 
ilere e stampata a l'arigi nel 1555 : 

« Si procede qualche volta in via sommaria, qualche volta semplicemente 
^Qza figura di processo.... quando la materia richiede sollecitudine, e quando 
il suo ritardo potesse cagionare alla repubblica nieggiori danni ed incon^ enienti, 
t^s), in tempi di moti popolari, decapitanti i cinque o sei perturbatori prin- 
cipali, e dopo si disputa se ciò fu eseguilo a buon diritto, visto che in lai 
faso d'evidente pericolo non occorre osservare alcun ordine di procedura ». 

Dumhouderc, divenuto funzionario sotto Filippo II, ch'ei chiamava re.r nn- 
fitr rlemeìUi88(muSj e rivedendo la sua pratica criminale per darne il testo 
latino, che non fu pubblicato che dopo la sua morte, riproduce la medesima 
iloiirina delle prime edizioni. 

Non Se. n'ò trovala traccia in alcun altro luo;u'o, ed il Sig. Allard nella sua 
^ria delia Giustizia criminale, al XVI secolo, limitasi a dire, intorno a ciò clie 
I>ainhoudere chiama giustizia sommaria: « Un tale *alto lungi dalFappartenere 
^la giustizia criminale» ne <> la completa óìslruzione ; non si può VeuVdre (W 
«itisiillcarJo c/w per mezzo di consUleraiioni cht* non hanno nuWft d\ caiWMWo 
^off la adeaza del diritto ^« 



- .172 - 



1 



Un detenuto che vuol esure olehiaralD paizo. — f. pervenuu a quei 
!i\\B Uiru/loiiD generale dellt) Cmii-«I'Ì, Nini i-urìtuu difOmnilB iti un cui 
die su esplunilo lu pena ìiilIlKo^lt in uno StuhIllnicntD pRualc. Rgl 
olio Corte (l'Aì^slse die pronuiitrlò It sua conilanna Is copia delle tic 
lalle da ire allenisi! cliiamali dal puliblieu mìnìsluro n dui!» dife.-ia, I 
suo dire, ammisero, d'iiccordo, che le facoltà lotelleUiull di cMtui < pnK 
una seda altorazionu *, sicché al atomeoto di comiMtlera II rwlo dm 
iisNcre in istato notiiiale. Egli aggiunge che furano pramtatl dalla Corta 
I eriillcaii Dtiestarui gravissime maialile da lui aublta, a conprootsttanU H 
liicchè per qualihit tempo limose in Nlato di pouia. — Del. resto, egli 
die late infftnniià è in lui ereditarla per euart morti dt recente nel Mt 
ili (toma una sua sorella ed un nipote. 

A comprovare qui^sdì suo stato anormale dice che dall'utUma aua 
nuli gli fu più jiussibile ciioprtrsi 11 capo, anra nella più rigide itagton 
dit; nn vopìuso sudore gl'inondi b testa, e cbe è soggetto e continue ^ 
lo (he è smeniiio dal medico dello stabilimento. 

finora molli pnizi preienilevnno di essere sani; ma un sano die s 
per esstre dicliiarato paii<i, è caso nuovo. 

Biblioteca dei carcerato— £" volume, —il sig. Giustino De Sanclis 
del Bagno penale di Poi-io ferra io ha ricevati moUl attestati lualnghiei 
piibbiiCB/.ioiie. a nume ili S. M, dui Mini slrri dello lleal Ci 




F""^ 



■■ ii 



hV 



5rj--»\4. 



r- ». 



r»' 



— 37f5 — 



FEDERICO BRUUN 



Notìzia biografica del dott. CARLO GOOS 

(ae febbraio ia©0) 






Il 31 marzo 1890 Federico Brùun lascerà il servizio attivo neiram- 
minlstrazione carceraria danese. Avendo chiesto d'esser collocato a 
riposo per avanzata età e per motivi di salute, è stata accettata la 
m dimissione da Direttore del penitenziario femminile di Christianshavn, 
^ quella data. Cosi ha termine una carriera utile e laboriosa, che, 
per circa 45 anni, è stata ricca di fecondo iniziative, la cui memoria 
dorerà lungamente neiramministrazione dei penitenziari danesi. 

Ma il sig. Bruun ha pur contribuito efficacemente all'opera inter- 
nazionale, che da lunghi anni si afifalica intorno alla soluzione dei 
problemi carcerarli. In questo campo egli è un veterano altamente 
stimato da tutti i suoi colleghi stranieri, che lo conoscono personal- 
mente. Parrà dunque naturale, che, chiamato a succedergli neirammi- 
nistrazione penitenziaria, io colga quc$l'occasiono per dare qualche 
cenno sulla vita o suiropera di lui. 



* 



I 



Federico Briìun nacque il 22 luglio 1816 ad Aalborg nel lutland. 
Suo padre, già colonnello neiresercito, aveva più tardi occupato im- 
portanti uffici nelle dogane. Sua madre, nata Biìlow, era sorella del 
generale Biilow, che il 6 luglio 1849 vinse la battaglia di Frédéricia 
durante la guerra che la Danimarca sostenne dal 1848 al 1850. Dal 
lato patemo le notizie genealogiche risalgono alla prima metà del 
>ecolo XVII. Questa famiglia fornì alla patria sei generazioni di distinti 
funzionari. L'avolo di Federico Briiiìn era uditore generale deirarmata, 
ed i suoi numerosi figli (29, avuti da quattro mogli) ne propagarono lar- 
gamente la famiglia. Parecchi suoi discendenti ebbero, come ufficiali, 
parte onorata nella guerra della Danimarca, ed altri segnalaronsi nel- 
l'alta amministrazione, nella Chiesa e nelle arti. Solo alcuni membri delle 
Qltime generazioni si sono dati airindustrìa formandosi \\T\a àx^WxvV^ 




— nw- 

Fcderico QtiJiJo, sorto da luesU famiglia iJi funsioiinrli, (a é 
destinato al servizio dello St^to. La !<ua prima ediiUKìoDD fu pari 
mento alla cairiern militare ; ma. suo malgrado, queitlo profF 
educativo cangiò, e (u mcs^^o in umanità entrando camo Inter 
collegio di Herlufihftlm, fondato nel sedicelimo secolo da un 
del paese e dalla sua consorte. Uscendo da questa scuola, nella 
non fece grandi progrci^si a causa di alcune malaltie sapraggiu 
fu iscritto all'Università. Egli abbraccia lo studio della tooloKi 
compì nel 184i. Ma le sue inclinazioni non erano per le fi 
ecclesiastiche nò pel professorato, cui dettesi dopo gli esami 
sentivasi chiamalo ad una vita attiva e di movimeTilo. Corn-va il !; 
s'incontrò nel sig. David, Direttore dei Penitenziarii danesi, i 
coragt^iollu a chiedere il posto di Direttore- aggiunto del penite 
di Viborg. Egli segui il consiglio ed ottenne il posto desidiTal' 
luglio 184B. D'allora cominriò quella carriera che fu l'opera dfi 
vib, ove È sì ben riuscito e cui consacrò tutta la sua esUten; 
sue rare qualità. 

Non più lardi del 1° luglio 18K0, Il sìg. Briiiin fu nomina 
rettore del Penilenziario di Viborg, 07e era già «lato VÌco-(3Ì 



Ì3:*imo della dieta, il colonnello' TscliiTiiing, per studiai-e il 
a. BriJun ne fece parte e congiunss il suo nome ,ilie impor- 
orme realizzate da quella commissione, la quali formano an- 
■te essenziale dell'organizzazione penitenziaiia danese, 
io che ridette il primo compito della commissione essa fece 
oposte che ebbero per conseguenza l'ammissione diretta dei t^ 
rcerari in quelli dello Stato, misura questa die Uber6 gli 
enti dagli imbarazzi economici cosi noiosi e dannosi al tiit> 
< dei detenuti. Su proposta della commissione fa egualmeDtd 
nato il sistema del lavoro ad economìa ed adottossi quello fa 
Quest'ultimo è ancora in vigore e ne non pusiamo loidiigtfol « 
aggiunto l'ideale, questo metodo per6 bt prorato la aua DtlUtà' 
li è saputo evitare i pericoli essenziali che potennd temere 
esso si accompagnassero. 

;i inoltre all'iniziativa di una tale commissione «e il progetto 
na carceraria, proposto nel 1842, fu condotto a tannlM eoa ' 
jzìone di diversi nuovi edilìzi. Il sistema al quale, ucnido ' 
progetto, volerasi accordare un posto limitato nelle carOHi 
vogliamo dire il sistema cellulare applicato agli uomini, pote- 
ìndere anche alle donne, alle quali da principio non lo si era 



w I 



— n78 — 
UìvuiKi in giaito ili Kvilu))par8i su una piJi lari;u scaU e >U mollipliari' 
i [oro hcneHzt assicurando viemmeglio ta riuiicitn tiei loi\» «Toni. 

La collabonziune iill'opora iJdU cooixaissìone fu U prìms olnt^ 
Federico Briiiin nella Direxinne RimeralK duUe csixurl di Datuoura 
direzione di cui fu incaricato definitiva mente in aprilo del 18^9, quaoli 
l'antico Capo il sig-. Uavid, ciiìese il collocamento a riposo. 

Per un periodo di piti die SS anni, fino al luglio ilei I88t, egU 
ebbe in seguito, a dipendenza del Ministero dHla Giustizia, la Dìn> 
zione atiperioro delle carceri, dapprima come Direttore generale, qiiimli. 
come Capo dcU'ufllcio. La più importante riforma doviiLa alla sua ini- 
ziativa, È l'adozjfìnc e l'inlroduzione nei Penileozìarii danesi del sii 
stema progressivo. Ne fece la prima applicazione cim l'organìuazìeBI 
minuziosa della deten/.ione cellulare, di cui e^li rofitilii o?nJ partic» 
lare; ma eranella naluradeilfl wse che una tale spplicazìonc dove» 
riuscire ristretta, troppo rislrelta anche si>condn le idet< di Federia 
BruiJD. Pifi largamente, ed in conformìlft del sisterua Croftoii o irliir 
de»e, questo princìpio fa introdotto col Decreto llcale del 13 Cebi 
Jbraio t873 nella pena dei lavori forzati che kì espia in comune. 

Federico Briiitn eblie ancora a riìolvcre un altro importante pw 



— :{7i) — 

linei quali oi resse ramininistrazione peniten/Ztaria. Per luUe queste 
ceri egli fece un disegno generale, die serve ancora di guida por gli 
izi che man mano si costruiscono. 

na delle più antiche e meno progredite Case di detenzione è quella 
a Capitale. Ma per questa egli dovette urtare contro speciali diffl- 
a, nato da complicate questioni di [iroprìelà dipendenti da legati 
costituiti in solido. Per giungere ad una soluzione, fin dal 1868 
stituita una commissione, della quale il Briiiin fu membro. Ma 
fu che nel 1878, dopo il rinnuovamcnto di questa commissione, 
si pervenne ad appianare le differenze nel limite del possibile. 
?ro poi nuove difìdcoltà e dopo la partenza di Bruùn il dis^[no 
ettato fu in parte realizzato ed in parte avvicinato al suo compimento. 
i conserva alle sue funzioni neirammniistrazione centrale, Briiun 
nuò sino al 1^ aprile 1873 ad esercitare la sua sorveglianza sulla 
one cellulare di Vridsloselille, nei dintorni della Capitale. Da 
la data assunse la direzione del Penitenziario femminile di 
^tianshavn (nella stessa Capitale) e, dopo aver lasciato la direzione 
ale dei servizi penitenziarii, egli conservò queste funzioni che 
lascerà se non il 31 marzo 1890. 

filìn dedicò sempre una speciale attenzione alle Società di patronato, 
suo principio che queste non dovessero immischiarsi nel trat- 
nto dei detenuti, ma riteneva d'altrettanta importanza i soccorsi 
dopo la liberazione. Nella Capitale egli stesso fu l'anima della 
età ohe prende cura delle donne liberate dal Penitenziario di 
siianshavn e, secondo più recenti disposizioni, protegge pure i 
nuti liberati dalle Case d'arresto della Capitale e dei dintorni. 
'opera di Federico Briìi'in devesi ad una energia che non lasciossi 
)iir vincere dalla malattia che lo colpì. Nel 1872 fu per la prima 
1 attaccato da apoplessìa, della quale poi guari senz'altro conse- 
:ize. Ma quando nel 1883 ei dovette accingersi alla riorganizza- 
te del Penitenziario di Horscns, ove eransi infiltrate un gran nu- 
lero di malversazioni, ei fu assalito da un nuovo attacco che gli 
io h paralisi della parte destra del corpo. Egli è perciò cho nel 
ì cliiese d'esser alleggerito delle funzioni di Capo della direzione 
mie, ed è ancora questa malattia, che, unita ad ima età inoltrata, 
fa ora lasciare la direzione del Penitenziario di Cluristianshavn. 
tì coloro che impararono ad apprezzare iì suo ingepìo ed \\ ^uo 
6i/e carai/ere ^li augurano poi suoi uliimi anni un honestum otium 



paglia pe'fl 
ici chci \i IM 



— PAO - 
post lal/ores cor la sposa, elio glt fu T'ilel cuuipagiia | 
anni, a circondato dai llgli, dai nipoU e dagli amici e 
gli ha rapiti. 

Il Be hs riconoftcìuto i meriti di questo redolo «crvitore dell 
nominandolo, ancor p:ioTanc, cavaliere dell'ordino del Danf^lirns 
e decorandolo nel 1878 della croce d'argento di (|iit.'st'ordin< 
.'^iia uscita dall'amministr^i^ione è slnt') namiualn commendai 
Danebrog. Anche il Re di Svezia, che ne riconobbe il iDorlHI 
minò cavaliere della Stólla del Nord (1870). 



Non è soltanto prnlicamente cbe Driilin occiipava^i dMif 
penilenzìarii. Egli vedeva chiaramente die il progresso devi 
basalo sulla profonda conosconza dei lenomeni del delitto e, sov 
su una cognizione non meno proroiida dell'uomo delinquente. R 
gere con tal via i principij razionali del trattamento dei d 
ecco il fine ch'egli ric^inobbe indispensabile. Egli ^guiva a 
con un intercise, il cui zelo non sì raffreddava mai, le diacussio 



— :ì81 — 

no giorno come rultimo della pena ; essa non poln'bbo oltenersi 

love il delenulo deve sempre restar passivo. » 

luesli pensieri, che ispiravano rattivilà pratica di Federico Briìiìn, 

no da lui pia largamente sviluppati nel suo scritto sall'applica- 

e dei lavori forzati, sorillò die occupa incontestabilmente un posto 

aio nella scienza, che è stato tradotto in tedesco dal direttore 

Ts nei BUiUerfiìr GefiìHgnisskundey 4^ volume, e di cui rHoltzendroff 

j(to pur onorevole menzione nella Deuische Slrafrechlsseitung 

I8C8. 

a discussione scientifica dei problemi pcnitenziarii va sviluppan- 

op:ni di più. Di parecchi non si è ancor giunti ad una soluzione 
nitiva. Scoprasi che certe soluzioni, nello quali s'intravedeva il 
lo della questione, non sono che frammenti, e che occorre appro- 
lire il solco per giungere alla formola ricercata. Così cominciasi a 
prendere che tutto non sarebbe terminato neppur quando la que- 
ne del sistema cellulare o di quello progressivo o la unione organica 
'ntrambi fosse risoluta. É dai frutti che devesi giudicare l'opera. 
, nù la teoria, né l'esperienza provano che il fine delle riforme pe- 
nziarie sarebbe raggiunto, se la pena privativa della libertà fosse 
ita sotto il regime dell'uno piuttostochò dell'altro di questi sistemi, 
recidiva non sarebbe soppressa neppur con ciò ; essa richiede un 
?riore esame ed un lavoro pratico. Cosi è slato per la scienza pe- 
nziaria presa in generale, e Briìiìn ne ha fnlta speciale esperienza. 
k)lto l'infiuenza sovratutlo delle discussioni del congresso di Sto- 
na odi si decise a porre allo studio il problema della recidiva, 
il risultalo delle sue investigazioni formò oggetto d'una sua 
noria. « Sulle cause ed i rimedi della recidiva >. In questa me- 
la inferita nella Nordhk Tidskrifl for Faengselsvaesen del 1887, 

dimostra la necessità di questi tre punti: disposizioni preventive 

evitare una prima caduta; una volta successa quesLn, applicazione 
n iratlamonlo riformatore che possa impedire, e non spingere come 
ss<) op:?i accade, il delinquente a baitene abitualmente questa via ; 
ne, circa il delinquente inveterato, una esecuzione di pena che, 

soverchia mitezza, non rischi di diventare illusoria. Da questi 

icipi ei trasse una conclusione speciale allo stato di cose della 

limarca, segnalando diversi punti dove la legislazione e la giurl^dv- 

16 danesi avrebbero d'uopo d'cf^^evc modificali por v\*>\^:\wàevi* ;v\ 
dpi enundatL 



— 38*- 

L'allualilà di queste ricerctie emerge sovraliiUo iin\ fatto i!li'i 
ranoortano alle questioni che prima ai pms«iltaiin ovììfl ilUcus<«Ìi 
congres-si peniteiuiaiii internazionali e nell;i re«(inl.e Union iiiteì 
naie de droit penai. Ma BrOiin vedeva chinramentn c\\ì: la qa 
da lui trattai» era una queatione fondametilalfì, cb« non sarflbt 
nita in poco tempo. Poiché, tanta nella tanria Ae\ sUlema p«nitei 
quanto nella su;i piiiUca appllcn/.inne, h bene accettare la masA 
nunciata dal Briinn al L'on<>rus£0 ili Itoina : festina lente ! 



idevj 



fili «Ilo colpo d'ofcliio penetrante, K&ierico Briliin rendei 
(Ielle nirmemse ilillìcollà che doveva sormciDlarc la riforma pi 
ziaria nel ano ineedere progressivo, e con e:Urema gioia ei sa 
riunione dei Con;;re.ssÌ, che )>on diventati rortmiio interna/rionale 
ijcajubio delle tdoe ad ess:i attinenti. La grande modestia, die 
luìva il Tondo del suo carattere, accentuata dallu cosciensa di i 
sent:irc l' amministrazioni! penitenziaria di un piccolo SUto, e^ 



— 383 - 

r 

mpedl di riportare un ricorln incaQcellabilo di quella riunione, ove 
in idt>a pi*edilelta, il sistema proorressivo, aveva avuto una parte 
ìortnnte. 

*l 1873 fa al conveprno di Bruchsal, ove nbhe luoofo la discussione 
'ullfriore attuazione delle idee del Congresso, 
l r.on'^M'esso di Stoccolma ebbe per lui, e por me pure che Tac- 
ipjcrnavii, un'attrattiva ed un inoanlo particolare, per lo spirito fa- 
•Jj.in^ che vi regnava e che lo hi caratterizzalo per noi due. 
ii:j nn k'crato in istretla amiii/àa col M. F. G. Almquisl, presi- 
le del Congresso. Conosceva pur molti Jei membri venuti da altri 
^i. Ve ne era di quelli che andaiulo a Stoccolma erano passati da 
t'niiihen per vederlo e sahilarlo. Eirli teneva a Stoccolma il suo 
/> romo un uomo conosciuto e stimato, circondato da nmici. Da 
trepocn legossi specialmente in intima amicizia col dott. Guillaume, 
rotario della commissione penitenziaria internazionale, amicizia 

né il tempo o la lontiinanza valsero :i raffreddare. 
Io uià falto notare, a proposito del suo scritto sui recidivi, rìn- 
ìUA esercitata sui suoi studi scientifici dal Congresso di Stoccolma, 
i npplauii di gran cuore all'idea della creazione d'una commis- 
e intr*rnazionale che doveva essere la linea d'unione fra i vari 
5n\s>i. Ebbe cura che il Governo danese si associasse a questa 
uzion'? e ne fu esso slesso il rappresentante nella commissione. Prese 
e alle sue sedule tenute a PariG:i nel 1880. Gli fu però impossibile 
tervenire pei'sonalmentc al ConG:resso di Roma, ma in più modi 
lifestò rinleresse che vi prendeva. Scrisse per questo, in collabo- 
r)ne on me, una memoria sullo svolgimento deirorganizzazìone 
eraria in Danimarca dal principio del nostro secolo ; questa me- 
•ia, della quale i primi capitoli son dovuti alla sua [)enna, trovasi 
•fila necrli atti del Congresso. Essendogli slato espresso il desiderio 
ve lerlo contribuire alla raccolla dei € Pensieri e massime peniten- 
ne, > composta in quellVcasionc, egli accetlò di buon grado rinvilo. 
lov'i dei congressi, della commissione e tlelle sue relazioni con gli 
i^nziati stranieri sul campo delle (piestioni penitenziarie, egli mo- 
r:iv:i>l pariniente peneti'alo della convinzione che la riforma peniten- 
l'iri.i ha carattere interiiazionah^ 

V.cl'j non limitava la sua produttività scientifica entro gli strctU UmvU 
Mia jttim. Non è piccolo il numero degli articoli da lui comumcAVv 
msie pcaiieuziario straniere, ed ebbe puro la sodisfazioae Olv nc^^v 



— ;w — 

iiapiaitlala nel binilo te<ic3(»} 1^ sua i>|i(!ni |ini)(:i[);i]i' su) moilo 
i^ooiizione Jellu pena ùe\ [divori forzali. 

In sono adunque certo d'cascre approvali ih dilli rnlaro cUa tmi 

' (trcso parie ai congretiii ti di quelli dia si occiipniia M tr.iTUmi>i 

dei ilelinquenli, dicendo clia Fcdnnco llruiiii lit ben [ncril:ilo di 

dtsi;u^ioDe inleinazi^nale dei proldemì pcititeniiiviii 



fr 



{BiiìlelÌH tli! la Comiiiisi'wn ]>i-iiilctiliaire itilartinlioiuiif) 



llHFimzniEl CIIISIMESUO SII! liriHIlTI ! SBI 



fé^. 1* .; 



— 388- 

3rtanza di questo scritto consiglierebbe forse ad una integrale 

ione; ma la necessità di dar luogo ad altri studi e notizie» tarpa 

desio, sicché mi limiterò a spigolare le parti più notevoli, 

ido all'originale chi ne desidera:^se più completa cognizione (1). 

utorp, dopo aver premesso che di ogni particolare da lui narrato 
mano i documenti necessari a comprovarne la storica auten- 
ico!nincia col constatare che la Chiesa si attenne sempre e 
c\ fin quanto le fu possibile, allo popolari costumanze, alle 

nlle istituzioni dettale dal diritto, anche nella sfera della 
cfiurisdizione. Vedesi infatti come le crudeli pene dei tribu- 
)lari venissero bone spesso applicate anche dalle autorità ce- 
lie, e come i fo^^^chi concetti giuridici dei tempi mai non 
^si r<) da quelli dei dogmi, poiché, nella sua esplicazione este- 
iclii' la Ciìiosa è figlia del tempo. 

b si guarda dal lato deiramoro cristiano, la cosa ha tutt'altro 
Oue>ilo manifestavasi pure a favore dei detenuti e dei delin- 
ceioaìido di lenirne la sorte, liberarli dalle catene e con- 
a loro pena, specialmente «piella di morte, in una salutare 
a. l/anior cristiano cercava di risanare, nei limili del possibile, 

rodale dalla iiillessibililà del diritto. Fin dai primordi la Chiesa 
rù ad adempiere la sua alla missione di Samaritana in tutti 
' con tutte le forze pel bene dciruman genere, alUitto dalle 
ai malanni e dalla miseria. E così essa <livennc anche la bene- 
dei det<'nuti, facendo mdnle conlraslo coi tempi anteriori al cri- 
no, durante i quali le solTerenze del prossimo non destavano 

rara compassione, il più delle volle, pomposa, egoistica e 
nncevole. La carità cristiana, insomma, comprese ben presto 

programma anche la compassione verso i fratelli detenuti e 

vedremo ora come «piosta siasi esplicata a traverso ai secoli. 

Kraiiss, non conoscendo forse il libro del Boltrani-Scalìa, at- 
' al suo lavoro il merito di esserti il primo sairgio letterario 
Ito su tale ariromento. Dice poi di volerne limitare la trat- 
ai primi 17 secoli delTora crisiiaiia, [joicliè ritieni; sia ^ià noto 
quale inlluenza abbia (esercitalo il cristianesimo, nello scorso 
i nel nostro, sulla lec^islaziono penale, sulle carceri e sui dete- 
i eirli suddivide in corcorali per inolivi religiosi o per \ri levV\ 



m 



prigionieri di i^norra, ilptemUi per debiti e <loliiiqti«iU propr 
detti. Duplico è pni l'attiviUt, con U qunle fu «ix'rciUita 1» cai 
sliana, quella iiflìdale, cioi', die coinprL'iidu tutto (juaiitit fu in: 
prcsa-ilto e praticato dai capi della Chiesa, dagli altri ecclesia 
autori'voli e dallo Stato medesimo, e t|UPUa voloularia o prìv 
villa all'iniziativa di pii sodalizi, dì allivì comunità religiosa j 
vali cjiudini. * », ^w ▼ « 

IV. Già gli apostoli, segaeiido i precetti del loro-MMStro, ei 
dati esortando i proseliti all'oserAio delU pib liberale e proni 
verso i fratelli indigenti, additando bene speaso e chiaramente 
detenuti. « Ricordatevi dei prigionieri come se foste Jn care 
essi > esorta S. Paolo nell'epistola agli Ebrei, e, tronpdogi pi 
detenuto egli stesso, prega dal suo carcere che si pensi alle 
tene, che si prei;hi, cioè, per lui mentre é in ceppL In i 
tt^ra al suo discepolo Timoteo lo ringrazia per l'amore addimo! 
durante la detenzione, e prega il Signore cbe renda pur e^ust: 
casa di Onesilero, clic spesso ebbe ad allefiare le sue pene, an 
a trovare quando era in Roma. 




I un luogo meno incomodo Jelln pnc-LOnc (i), e di rrsWro in;'ii!me 
lio. Lo stesso Luciano il saLiricn, neiniuo arorrimo dol cri- 
ìiino, (lovottc constatare le premure (lei i^ristiaiit verso i loro 
igionari fletcnuli. 

diacon&ssc eran prcferibilmenle incaiìcitc dell'assistenza dei de- 
, perchè esse con minor rìschio dei diaconi potevano penelnré 
carceri, senza dcìitare i sospetti dei gentili ; e quando ciò rieociva 
liìi difficile, si servivano allora di orrancUi, i quali passavano per 
ei deteouli, e, come tali, erano liberamente ammessi dai custodi. 

però mostravano non di rado il più spietato egoismo di fronte 
rità cristiana pronta ad ogni sacrìflcio, estorcendo alle loro vittime 
e ingentissime, Libanio fa dire da un avido carceriere ad .un de- 
I, che Don aveva i mezzi necessari a procurarsi la lUiertà : < Ha 
ì non fai chiamare una dì quello donne (ailudeudo alfe diactn 
, lo quali per l'amore del prossimo sono disposte a darli il ^mwo. 

pretendo pel tuo rìscalto f » 
•e t<3StimonÌ3Qzo sul servizio reso dai diaconi alle carceri ed .ai ' 
Ili ci soDuuinislrano i vescovi e i ConciliL S. Cipriauo noi^d stan-'. 
lai fare raccomandazioni perchè essi aiutassero i prigionini e ti 
tasserò colle parole e coi Tatti, e nel Concilio di Cartagine (tenuto 




'^I - -z^^ i DiirrL 3 fg.»fci fi tananzi ai 

■•■ sm J*e --^aiii '.e jm»? >Jdb beneRcf 
sis:. ;ii«-d.i il" J^s:-!»! !Ciiiuim<> <li Vieni 
l-'-c Li 111- i l'I :■? ni rjiuutiao thiìeo^ il c< 
.. -s.- iLTftì ». il sa'iitn lap>.I.f leeserasi : 
~^is-. ale ■'^ic*? *i ù cart.wdtì è indato 



>-- Ts«-nJ ij ?.o>lioaiti air«?ilio 

;•;■;- iLii-r'. •>& »i^.; jcars? e malsant 

2jn- i "^ "LiriianL -itTeTani es^i e 

?:t^.r::TK? iiBjr^ ii?iD[*'. Anclie di 




:* "... 



f — 389 — 

^ mondo coperti di polven^ e dì sangue lofrati ni carri iledi invasori. 
Molli soccomletlero per le sotTereiize, specialmente quando in luride 
. e'J oft'urc prigioni attendevano anf^iosamento che fosse loro spedito il 
^ prezzo del riscatto. E quando la somma richiesta non giungeva a tempo, 
i i prigionieri venivano uccidi in massa, cmI eran rimandati a casa col 
naso mozzo <» gli orecchi tagliati, jk.t inculore spavento nejrli altri. 
r Quanto quest » (lauello avesse commosso tutti i cuori lo attestano ancora 
^ le liturgie di quei tempi, nelle cui preirhiere trovasi tra l'altro: 
|< Ricordali, o Siirnore, dei fedeli che ircmono fra le (*atene e concedi 
k-ro (li rivedere la patria ». San Cipriano vendè i vasi sacri per pro- 
curarci il danaro necessario a riscattarli, e SantWmbrocrio non desistè 
dalla sia opera finché non eld)e liberati dai Goti tutti i cristiani che 
restavano loro prigionieri. Epifanio vescovo di Pavia, dopo che la città 
h pre-a e sacclie^rginta daircsercito di Odoncre, riscaltù col danaro 
TaiViiIio a mezzo di collette, il maggior numero che irli fu possibile 
deirli aMtanli cirorano stati falti i)rìL''innieri. 11 Crisostomo faceva 
sllroUurilo a Costantinopnli, r lo lettere di Cregorio Mairno contencroin 
Mmero-u nrdinanze in propositi. Ma i Harhari pretendevano <lere 
'^'m:in' eii'inni. Pel riscatto di un chierico pricrioniero, si dovè pagaie 
ai Lon:rrd»ardi una somma corrispondente a 177r> lire italiane. Per 
iwe vesi'ovi condotti via dalla Cilicia, i Barbari pretesero press'a poco 
825.000 lire. Ciò però non impediva ai cristiani di proseguire nella 
l'irò opera caritntevole. € É ben più utile, esclamava Sant'Ambrogio, 
the si conservino delle anime al Sianole, anziché si ammassi dell'oro, 
>erchè cfii ha mandato gli apostoli senz'oro, ha fondato senz'oro anche 
a cliie-:n. Il Signore non ci chielerà forse ragione del perchè invece 
il redimerli si lasciarono trascinar via tanti prigionieri? È meglio 
t*»risfjrvare dei vasi viventi in liio?o di quelli metallici, poiché il mi- 
gliore ornamento della chiesa è il riscatto dei prigionieri >. 

Né silo entro l'impero esplicavasi la carità cristiana, ma ne varcava 
bene sp.ssi> anche le frontiere. Qiando, dopo la grande vittoria riportata 
L T.^o 1 ìsio H sui Persiani, molti prigionieri caddero in mano dei solda'i 
romani, Aeacio vescovo di Amìda, disse al suo clero : € Al nostro Dio 
lion occorrono va^i né pialti, [)0ichè egli non mamria nr beve. Ven- 
; iwmo adunque i vasi d'oro e d'argento, che la chiesa possiede, e 
» impieghiamone il ricavato pel riscatto e il nutrimento dei poveri pri- 
fiimicri >. Cosi fu fatto, ed il vescovo dopo averli snfficicnlom^txVcb 
'Ppro\iffjo;>^//, //' rimandò ni re di Porsia, 

^ctrTa Carceraria — Anno XX, ^-j 



per ] 



(leliuo comune, poiché liilti orano in cai-core a cag^ons della (eie- 1 
Agli allri criRliani {mi nhin sncrid^io ■pareva troppn Rr>icifJe per j 
allevinre a quesli eroi (lolla roligioiie k sofTercuto 'lolla prltrinnb '< 
procurarne la libertà. < Chi Vten [:nmhnii.ito nel nome ftl Dio <• mi 
fratello del Signore, un figlio dell'Altissimo, un parto (IHlo Spirito Sania 
. e chi può liberarlo dalla prigionin sith bento e diverrì amico 1 
Cristo > (1). Quindi tutti eran pronti a FnciUtaro loro la fuga, ad xA 
iilierU e nasconderli in casa, a nutrirli, a difcoderli innamì ai giudi 
ed a prestar loro rullima assistenza. 

Anche le iscnzioni lapidario recano le provii della benellcena « 
stiana verso i detenuti. Quella del vescovo Namanzio di Vienna (Ile* 
o II povero si piirtl lieto da Itii, il nudo Tu rimandalo vestito, il eareeré 
giubilante d'esser stalo riscattato ». in un'altra lapide leffgevasi : < Daii^ 
lutto il suo ai foreUieri, alle vedove ed ai carcerati & andato al cì6l 
ricco della sua pietosa povertJi ». 

Pifi dura sorte era pfrA riservala ai condannati aircsilio in istì 
descrle o sepolti vivi nelle miniere. Con vitto scarso o malsano, sciri 
nudi, maltraltati da inumani e rozzi guardiani, dovevano es^i f»«gii)l 
i più faticosi lavori, clic li spegnevano innanzi tempi». Anche di <]umI 



-% 

% 



— 389 — 

mondo coperli di polvere e di sangue logali ai carri dedi invasori. 
Molli soccombetLero per le sotTereiize, specialmente quando in luride 
?I Ow'urc prigioni attendevano an-^iosamente che fosse loro spedito il 
ìfpzzo del riscatto. E quando la somma richiesta non Giungeva a tempo, 

prigionieri venivano uccisi in massa, od eran rimandati a casa col 
laso nìozzo o gli orecchi tagliati, por incutere spavento negli altri, 
ìiianlo quosti nag(4io avesse commosso tutti i cuori io attestano ancora 
e liturgia di quei tempi, nelle cui preghiere trovasi tra l'altro: 
i Ricordali, o Siirnore, dei fodf^li che temono fra le catene e concedi 
'Fo di riviHlere la patria ». San Cipriano vendè i vasi sacri per pro- 
urar>i il danaro necessario a riscattarli, e Sant'Ambroorio non desisto 
alla s la opera finche non el)be liberati dai Goti tulli i cristiani che 
tsiavnno loro prigiomeri. Epifanio vescovo di Pavia, dopo che la ciU«ì 
1 pre>a e sacchecrgiata dalTesercìlo di Odoicre, riscattò col danaro 
ìro'ilto a mezzo di collette, il maggior numero che gli fu possibile 
ecrli .ibftanli ch'erano stati fatti prii.^i«"»nieri. Il Crisostomo faceva 
llrolL:iiito a Costantinopoli, e le lettore di Gregorio Mairno contenironi 
imero-e ordinanze in proposito. Ma i Barbari pretcmlevano delle 
•mrne en )rnii. Tel riscatto di un chierico prigioniero, si dovò pagare 
. L'jnL'ohardi una somma corrispondente a 1770 lire italiane. Per 
.le vesiYivi condotti via dalla Cilicia, i Barbari pretesero press'a poco 
23.000 lire. Ciò però non impediva ai cristiani di proseguire nella 
»ro («pera caritatevole. € É bon più utile, esclamava Sant'Ambrogio, 
le sì conservino delle anime vai Signore, anziché si ammassi dell'oro, 
erchè chi ha mandato gli apostoli senz'oro, ha fondato senz'oro anche 
i chir?-;:!. Il Signore non ci chielerà forse ragione del perchè invece 
i redirn^^rli si lasciarono trascinnr via tanti prigionieri? È meglio 
mserviire dei vasi viventi in luogo di quelli metallici, poichò il mi- 
liare ornamento della chiesa è il riscatto dri prigionieri >. 

Nò s.ilo entro l'impero esplica vasi la carità cristiana, ma ne varcava 
•crif» spr^o anche le frontiere. Q.iando, dopo la grande vittoria ri[)ortata 
la Tro losio II sui Persiani, molti prigionieri caddero in mano dei solda'i 
romani, Acacie vescovo di Amida, disse al suo clero : € Al nostro Dio 
non occorrono vasi nò pialli, poiché egli non manofia né beve. Ven- 
iiamo adimqnc? 1 vasi d'oro e d'argento, che la chiesa possiede, e 
impiej:liiamone il ricavato pr^l riscatto e il nutrimento dei poveri pri- 

tìoiìi^^rì >. Cosi fu fallo, ed il vescovo dopo averli sufficiculem^uVe 
. 'PproviìrJo;>^//, ìi rimandò ni re di Persia. 

^t^tta careeraffa — Anno XX, ^-j 



^ 



delilto comune, poiché tulli erano in carcere a cagiona della ti 

Agli allri crisliani pni niun sacrifluio pareva ipoppn grande pr 
allpviare a questi eroi Jplla rolij?iorie k aolTerenzfi ilfila priRlonia e 
procurarne la libertà. 4 Clii vien condannato nel nome di Dio ;■ iin 
fratello del Signore, un fifflio dell'Altissimo, un |iarlo dello Spirito Saniti, 
, e chi può liberarlo dalla prigionia *arà beato e diverrj amico di 
Crialo » (1). Quindi tutti eran pronli a facilitari' loro la ttigì, ad aa* 
iciierii e nasconderli in casa, a nutrirli, a difenderli innanzi ai gioì 
rd a prestar loro IVilUma assistenza. 

Anche le iscrizioni lapidario recano le pro»n della beneficenza 
sliana verso i detrauli. Quella del vescovo Namanilo di Vienna dit 
« Il povero sì fiarti lieto da ini, il nudo fu rimandato ve^lìto, il can 
giuhilanLe d'esser stalo riscattato ». In un'altra lapide Icggevasi : < Dai 
lutto il suo ai forestieri, alle vedove ed ai carcerali è andato al 
ricco della .sua pietosa povertà >. 

PIÙ dura aorte era perii riservala ai condannati aU'Gsilio in iJ 
deserte o sepolti vivi nelle miniere. Con villo scarso e malsano, 
nudi, maltrattati da inumani e rozzi guardiani, dovevano essi e^gi 
i pili faticosi lavori, che li spegnevano innanzi tempo. Anche di qi 



r^- 



— 389 — 

mondo coperti dì polvep»^ e di san^ae logali ai carri ile^li invasori. 
Molli soccombettero per le solTercnze, specialmente quando in luride 
el aspurc prigioni attendevano an?iiosamento che fosse loro spedito il 
pzzo del riscatto. E quando la somma richiesta non giungeva a tempo, 
i prigionieri venivano ncci>i in massa, od eran rimandati a casa col 
aaso mozzo o gli orecchi tagliati, ]m.t incutere spavento negli altri. 
}iianto quf^st ) naqrello avesse commosso tutti i cuori lo attediano ancora 
e litai'gie di quei tempi, nelle cui precrhiere trovasi tra l'altro : 
Ricordali, o Signoro, dei f(^«lpli che temono fra le catene o concedi 
^ro di rivj^dere In patria ». San Cipriano vendè i vasi sacri per pro- 
urar>i il danaro necessario a riscattarli, e Sant'Ambroorio non desisto 
alla ^'la opora finche non ebbe liberati dai Goti tutti i cristiani che 
stavano loro prigionieri. Epifanio vescovo di Pavia, dopo che la città 
I presa e saccheirgiata dairesercilo di Odoacre, riscattò col danaro 
ir.'iilto a mezzo di collette, i! maggior numero che di fu possibile 
eirli .'ibftanli ch'erano stati fatti priL'-ionicri. Il Crisostomo faceva 
trettaiito a Costantinopoli, e le lettere di Gregorio Maixno contencrorii 
imeroa> ordinanze in proposito. Ma i Barbari pretendevano del'e 
•mrne enormi. Pel riscatto di un clìierico priirioniero, si dovè pagare 
L-mirobardi una somma corrispondente a 1770 lire italiane. Per 
le vesi'ovi condotti via dalla Cilicia, i Barbari pretesero press'a poco 
Jo/iOO lire. Ciò però non impediva ai cristiani di proseguire nella 
To iipera caritatevole. cÈ ben più utile, esclamava Sant'Ambrogio, 
le si conservino delle anime al Signoie, anziché si ammassi deiroro,. 
?rchè clii ha mandato gli apostoli senz'oro, ha fondato senz'oro ancl.e 
chio-!n. Il Signore non ci chielerà forse ragione del perchè invece 
. retUmerli si lasciarono trascinar via tanti prigionieri ? È meglio 
msorvnre dei vasi viventi in luocro di quelli metallici, poiché il mi- 
liore ornamento della chiesa è il riscatto dei prÌ2rionieri >. 
Nò S3!o entro l'impero esplicavasi la carità cristiana, ma ne varcavi 
en»^ spi'^so anche le frontiere. Q.iando, dopo la grande vittoria riportata 
la Tro losio H sui Persiani, molti prigionieri caddero in mano dei solda'i 
'oraani, Acacio vescovo di Amìda, disse al suo clero : € Al nostro Dio 
non occorrono va^i nò pialli, poiché egli non mangia né beve. Ven- 
diamo adimque 1 vasi d'oro e d'argento, che la chiesa possiede, e 
impìeijliiamone il ricavato pr^l riscatto e il nutrimento dei poveri pri- 
tìOT\ipri >. Così fu fatto, ed il vescovo dopo averli sufllciCTMem^wVe 
. ^WowsìonBlJ, Ji nniandù al re di Persia. 

^cfsfa careeras-ia — Anno XX, ^-j 



— 388- 

delilto comune, poiché tutti erano in carcere a lagtoiie «Itll 
Agli altri cristiani poi niun sacrifizio pareva troppo Rnr 
alleviare a ijiiesli eroi ilHla roligione If soffert-nM «lolla [irij; 
procurarne la lihurt.'i. « f.lii vion condannato nel nume di IVu 
fratello del Signore, un IìjtUo dell'Altissimo, un parlo ddlo Spiriti 
. e chi può liberarlo dalla prigionia «ri beato e diverrà ai 
Cristo » (1). Quindi tutti ena pronti e facilitare loro la fuga, a 
vlierli e nasconderli in casn, a DUtrirli, a difenderli innaim ai 
ed a prestar loro rullima assistenza. 

Anche le inscrizioni lapidarie n-cano le provn ridia benctlcci 
stiana verso i detenuti. Quella dpl rescovo Namaniio di Vfenr 
« Il povero sì parli lieto da lui, il nodo fu rimandato vestilo, ti a 
giubilante d'esser slato riscattato ». In nn'altra lapide lej^gevasf : ■ 
lutto il suo ai forestieri, alle vedove ed ^ carcerali it andato 
ricco della sua pielcsa povprtà •, 

Pili dura sorto era però riservala ai condannali aircsilìo 
dear-rlfl o sepolti vivi nelle nainiere. Con villo scarso a matiunt 
nudi, maltrattati da inumani e rozzi i^uardiani, dovevano essi e 
i più faticosi lavori, che li spegnevano innanzi tempo. Anche di 






— 383 — 

mondo coperti di polverio e di saripfiie logali ni carri dedi invasori. 
Molli soccombettero per le sotTerciize, specialmente quando in luride 
el osrure prigioni attendevano anf^iosamente che fosse loro spedito il 
prezzo del riscatto. E quando la somma richiesta non iriungeva a tempo, 
i prigionieri venivano uccidi in mas.^a, od eran rimandati a casa col 
naso mozzo o gli orecchi tagli.iti, p<.T incutere spavento negli altri. 
Quanlo quost) llageilo avesse commo-iso tutti i cuori lo alterano ancora 
le liturgie di quei tempi, nelle cui preirhi(M*e trovasi tra l'altro : 
«Ricordali, o Signoro, dei fedeli che cfemono fra le catene e concedi 
loro di rivedere la patria ». San Cipriano vendè i vasi sacri per pro- 
curarci il danaro necessario a riscattarli, e Sant'Ambroirio non desìsto 
ialla ^iia opera finche non ebbe liberati dai Goti tulli i cristiani elio 
resiavnno loro prigionieri. Epifanio vescovo di Pavia, dopo che la città 
'il pre>a e saccheirgiata dall'esercito di Odoncre, riscattò col danaro 
•arenilo a mezzo di collette, il maggior numero che gli fu possibile 
legli aMlanli ch'erano stati falli priiàonieri. Il Crisostomo faceva 
iltrett.iido a Costantinopoli, e le lettere di Gregorio Ma^rno contenoroni 
l'imero-e ordinanze in proposito. Ma i Barbari pretendevano delle 
^■•DiMif' eii'irmi. Pel riscatto dì un chierico pricrioniero, si dovè pagaie 
li Lonirobarli una somma corrispondenle a 1770 lire italiane. Per 
be vesi'ovi condotti via dalla Cilicia, i Barbari pretesero pross'a poco 
Ho/'Ol) lire. Ciò però non impediva ai cristiani di proseguire nella 
oro opera caritatevole. cÉ ben più utile, esclamava Sant'Ambrogio, 
he si conservino delle anime valSignoie, anziché si ammassi deiroro, 
Perchè chi ha mandato gli apostoli senz'oro, ha fondato senz'oro ancl.e 
a cbie-jn. Il Signore non ci chielerà forse ragione del perchè invece 
li redimerli si lasciarono trascinar via tanti piigionieri ? È meglio 
lonservare dei vasi viventi in luoio di quelli metallici, poichò il m:- 
?!io:e ornamento della chiesa ù il riscatto dei pricrionieri >. 

Nò silo entro l'impero esplica vasi la carità criMiaiia, ma ne varcav.i 
beriP spisso anche le frontiere. Q.iando, dopo la grande viltoria riportala 
'la Ti*o Ir^io II sui Persiani, molti prigionieri caddero in mano dei solda'i 
romani, Acacie vescovo di Amida, disse al suo clero : € Al nostro Dio 
aon occorrono va^i nò pialli, poiché egli non mancfìa ne beve. Ven- 
iamo adimquc» 1 vasi d'oro e d'argento, che la chiesa possiede, e 
iwpie^rhiamone il ricavato p^l riscatto e il nutrimento dei poveri pr:- 
?iomori >. Cosi fu fatto, ed il vescovo dopo averli sntricicnlem^wVct 
'Ppro\isriowi?//, // rimandò ni re di Persia. 

arista Carceraria — Anno XX, 2,"ì 



delitto comune, poiché tutti erano in carcere a cagiuiis dell 
Agli altri cristiani poi niuii sacrifizio parcvn Ivoppn gr-in 
alleviare a qtn^sti eroi della religìflne le sofTertìnze ildla prip 
procurarne la libertà. « Chi vlen condannalo nel nome di Dii 
fratello del Signore, un fifrlio dell 'Altissimo, un |)arto dc-llo Spiriti 
. e chi può liberarlo dalla prigìonin sarà boato e direrrì ai 
Cristo > ((). Quindi tutti eran pronti a facititan) loro la fuga, a 
Slierlt e nasconderli in casa, a niitrlrii, a difenderli innanzi .ii 
ed a prostar loro l'ultima assistenza. 

Anche le iscrizioni lapidarie recano le provo della tienefìni 
stiana verso i d(.'ti'nuti. Quella del vescovo Naniansio d) Vtenn 
< 11 povero 9ì parti lieto da Ini, il nnilo fu rimamlato vestito, il a 
ginbihnle d'esser ntMto riscattato». In un'altra lapide le^cvasf : < 
tutto il suo ai forestieri, alle vedove ed ai carcerati h anda^ 
ricco della sua pietosa povertà ». t 

Pili dura sorte era però riservata ai condannali all'cRlUo' 
deserte o sepolti vivi nelle miniere. Con vitto scarso e raalaam 
nudi, maltrattati da inumani e rozzi ij^uardiani, dovevano bsm f. 
i piit faticosi lavori, die li spegnevano innanzi tempo. Anche di 



— 389 — 

mondo caperli di polvero e di sangue legali ai carri dedi invasori. 
Molli soccombettero per le sofferenze, specialmenlo quando in luride 
el OM'ure prigioni attendevano ansiosamente che fosse loro spedito il 
prezzo del riscatto. E quando la somma rlc.hiesta non criungeva a tempo, 
i prigionieri venivano uccisi in massa, od eran rimandali a casa col 
naso mozzo o gli orecchi tagliati, pur incutere spavento negli altri. 
O'ianlo questi llagello avesse commosso tutti i cuori lo attestano ancora 
ie litui-gio di quei tempi, nelle cui pretrhierc trovasi Ira l'altro : 
iRìcnnlali, o Signore, dei fedeli che gemono fra le catene e concedi 
'«ro di rivedere la patria ». San Ci[»riano vendè i vasi sacri per pro- 
:urar>i il danaro necessario a riscattarli, e Sant'Ambrocrio non desisto 
lalla <i!ia opera fincliè non ebbe liberati dai Goti tutti i cristiani che 
isiavano loro prigionieri. Epifanio vescovo di Pavia, dopo che la città 
il pre-a e saccheggiata dall'esercito di Odoacre, riscattò col danaro 
aci.N^lto a mezzo di collette, il macrgior numero che di fu possibile 
ledi abitanti ch'erano slati fatti priLi-ionieri. Il Crisostomo faceva 
llroltanlo a Costantinopoli, e le lettere di Gregorio Maorno conteniron'ì 
•iruero-e ordinanze in proposit"). Ma i barbari pretendevano dePo 
'»ni:ue enonni. IVI riscatto di un chierico pridoniero, si dovò pagare 
i L»nL'ohar.li una somma corrispondente a 1776 lire italiane. Per 
♦.le vesi'ovi condotti via dalla Cìlicia, i Barbari pretesero press'a poco 
25,00i) lire. Ciò però non impediva ai cristiani di proseguire nella 
irò impera caritatevole. € È ben più utile, esclamava Sant'Ambrogio, 
he si conservino delle anime alSignoie, anziché si ammassi dell'oro, 
erchè chi ha mandato gli apostoli senz'oro, ha fondato senz'oro ancl.e 
1 chieda. Il Signore non ci chielerà forse ragione del perchè invece 
i re limerli si lasciarono trascinar via tanti prigionieri ? É meglio 
onservcire dei vasi viventi in Inoc^o di quelli metallici, poiché il mi- 
liare ornamento della chiesa è il riscatto d<"i pricrionieri >. 
Nò s.»!o entro l'impero esplica vasi la carità cristiana, ma ne varcava 
)(iw sp(^>s(> anohe le frontiere. Q lando, dopi) la grande vittoria riportala 
la T«^o l'isio li sui Persiani, molti prigionieri caddero in mano dei solda'i 
romani, Ai\acio vescovo di Amida, disse al suo clero : < Al nostro Dio 
Bon occorrono vasi nò pialli, poiché egli non manda ne bove, Vcn- 
4iamo adunque 1 vasi d'oro e d'argento, che la chiesa possiede, e 
inìpicjrhiamoniì il ricavato p^l riscatto e il nutrimento dei poveri pr;- 
s^OTìim >. Così fu fatto, ed il vescovo dopo averli s'.i(ric\cnlem^v\Vcb 
i 'Pproviffjo»^//, JJ rimandò al re di Persia, 

^rù/a Carceraria — Anno XX, ^-j 



delitto comune, poiché tulli eracio Ih carcero a cacone i 

Agli altri crit;tiani poi niun :4acril!xìn parerà Iroppn ] 

alleviare a questi eroi della religione le aolTerenzo della prip 

procurarne ta lìltertà. « Chi lien condannato nel nome di ni< 

Tratelio del Signore, un figlio dell'Altissimo, un parlo dello SpiriK 

. e chi può liberarlo dalla priKìonia »arh beato e divrMTù ai 

Cristo » (I). Quindi tutti erau pronti a facitilare loro la fuga, a 

Qilierli e nasconderli in casa, a nutrirli, a difenderli innanzi at 

pd a prestar loro l'uUiraa assistenza. ^ 

Anclie le iscrizioni lapidarie recano le prove delta It6n»8é| 

sliana verso ì di'tcnuti. Quella del vescovo Namanjjio di Vieni 

« II povero si parli IìpIo da Ini, Il nudo fu rimandalo vestilo, il « 

giidiilnnle d'esser ■italo riscatlato », In un'altra lapide leggevasi : ' 

tulio U suo ai forestieri, alle vedove ed ai carcerati & anda^ 

ricco dulia sua pietosa povertà », t 

Più dura sorte era però riservala ai condannati aU'csiUol 

dc3-,'rle sepolti vivi nelle miniere. Con villo scarso o malsana 

nudi, maltraltati da inumani e rozzi j^nardiani, dovevano essi e 

i più faticosi lavori, clic li spegnevano innanzi leinpu. Anche di 



.... - .'--"^ 



— 389 — 

mondo coperli di polverio e (H f^angne logaLi ni carri iledi invasori. 
Molli soccombettero per le sofferenze, specialmontt' quando in luride 
el os-'ore prigioni attendevano ansiosamente che fosse loro spedito il 
prezzo del riscatto. E quando la somma richiesta non iriungeva a tempo, 
i prigionieri venivano uccidi in mas>a, od eran rimandati a casa col 
naso mozzo o gli orecchi tagliati, ptM* incutere spavento negli altri. 
O'ianto quoslì flagollo avesse commosso tulli i cuori lo attestano ancora 
le liturgie di quei tempi, nelle cui preirhiore trovasi tra l'altro : 
«Ricordali, o Signora, dei fcilpji che gemono fra le i-atene e concedi 
I«^ro di rivedere la patria ». San Cipriano vendè i vasi sacri per prò- 
cur.'jrsi il danaro necessario a riscattarli, e SanfAmbrocri») non desiste 
dalla siia opera fìncìiè non ebbe libnrati dai Goti tutti i cristiani che 
restavano loro prigionieri. Epifanio ve«iCovo di Pavia, dopo che la città 
fa pre>a e sacchecrgiata dairesercilo di Odoacre, riscattò col dana:*o 
racrnlto a mezzo di cojjnlte, il maggior numero che crii fu possibile 
ie?li abitanti ch'erano slati fatti pritrionieri. Il Crisostomo fac<M%a 
Hlrellanto a Costantinopoli, e le lettere di Cregorio Ma^rno conleniTon ) 
ì'im»To-o ordinanze in propositi. Ma i Barl)ari pretendevano del'o 
^'»ni:ae enormi. Poi riscatto di un chiorieo prigioniero, si dovè pagai'(; 
lì Linirobardi una somma corrispondente a 1770 lire italiane. Per 
lae vpsi-ovi condotti via dalla Cilicia, i Barbari pretesero press'a poco 
!2o,00t) lire. Ciò però non impediva ai cristiani di proseguire nella 
oro opera caritatevole. « È ben più utile, esclamava Sant'Ambrogio, 
:he si conservino delle anime alSignoie, anziché si ammassi dell'oro, 
>erchè chi ha mandato gli apostoli senz'oro, ha fondato senz'oro ancl.e 
a chieda. Il Signore non ci chic lerà forse ragione del perchè invece 
li reliniprli si lasciarono trascinar via tanti prigionieri? È meglio 
Conservare dei vasi viventi in luocro di (pielli metallici, poiché il m^- 
tliore ornamento della chiesa ù il riscatto dei priirionieri >. 

Nò solo entro l'impero esplicavasi la carità cristiana, ma ne varcava 
bene spisso anche le frontiere. Q.iando, dopo la grande vittoria rii)(>rlala 
da Too losio li sui Persiani, molti prigionieri caddero in mano dei soldai 
romani, Acacio vescovo di Amida, disse al suo clero : « Al nostro Dio 
non occorrono vasi nò pialli, poiché egli non mangia né beve. Ven- 
iamo adunque 1 vasi d'oro e d'argento, che la chiesa possiede, e 
impieghiamone il ricavato poi riscatto e il nutrimento dei poveri pri- 
fmm >. Cosi fu fallo, ed il vescovo dopo averli su(r\c\ci\\.v^ixv^v\V(i 
'pprovi£rio;;j//, li rimandò ni re di Persia. 

Griffa Carceraria — Anno XX, ^-j 



— 3HH — 

Durnnle le guerre JcrI perioiu C^rolitigia incilii umttauì ciildeni 
nulle m»ni dei gemili. Chi nsn palerà liscalbral col suo rìcnrrtiri 
alia carila ecclesiastica, la quale eiii autmizEatà a voiidere el que*U 
scopo fiuanlo pofiseJeva. E twsl la rfi.*(;i//(iw« penikii:ùih cerniairiq 
dispose che l'ammeiKia sosiitiiita alle altre peni; cl'.c lesi astiche ^alest. 
essere impie^atii, da chi dovi^va pacarla, a suo piacimcnlo, in pie operq 
e specialmenLe nel riscallo dei prigionieri. 

VI. Un'alLra catL>gorÌa ili dnenutt, Ciii venni* in soccorra la mìiti 
conila cristiana, è quella dei detenuti per debiti. Dalla parabola i 
servo misepicordioio e dello spietato (1) rì.'i sì arguÌRce ciie il csrcei^ 
pei debitori csi^Ieva presso RÌi israeliti. Questo era pitre in UM j 
Grecia e Tu spesso ben anco applicato »evenmente nel diritto rem 
K notu qusl potere assoluto avessero preso i romani I creditori i 
debitori, come qaesli potessero e^ere venduti comò achiari da ijOi 
traili in an-eslo. La rarità cristiana pensò anche ni essi, purché pe 
non Tossoro oziosi e crapuloni caJuli in miseria pei loro vizi, ma wt 
senza loro colpa e per forza degli eventi. Olà nella legislazione ffiiijl 
nianea scorsesi l'inlluenxa dui cristianesimo nel mitigare le rftlutoi 
fra dPhilori e ciedilorì. La chiesa divenne ben presto atilo ai debìU 



-3fll — 
>ure ricusato l'asilo a coloro che vi ricorrevano sebbene aves^ro i 
noli piti che necessari a so lilìsrare i loro debiti. La Cb'tusa stessa, 
ifPira con fervore contro tali abusi dei dcìiitori frnudolenti, e com- 
luava |>ene severissime a coloro die ricusasssto ili pngare i debiti 
m per insolvenza, ma per avarizia o sli'attà. 

VII. Oltre che sui cai-coralì delle calctf^orio summenzionate, la Chiesa 
b<y piim inierenza sui detnmili piT rcnti comuni, com imputali come 
n'Iannali deflniLìvi, pei'cbè in ossa nacrino e si sviluppò t^mpnt piti la 
]di-iiz:i a prcstirvare i (]clin(|uenli dalla detenzione e dalle pene tcm- 
ralì per punirli e corre^a:orlì diversamente. E di qui ebbe ori<nne 
udi!l(:eijza patinale, l'adizione ilol diritlo d'asilo, din prr lo innanzi 
a stalo oaclusiva prerogativa dt>l frÌulaÌ''mo e dH pasanrsiino, e il 
ritto d"int<'rWs3ione dei vi.'3co>i a favon? di'i condannali. 
Pasceremo ora in rapido i-samu questo tre diverse forme di carità 
i^iam. 

(t) Già Un dalla piii remola antichitii correva l'uso di lilierare nelle 
Tii^di liciirrenz? ì delcnutt di minore iniportaoKa. Presso i Orwì ciò 
«univa nelle fiste delle paiialrinv e appo i Romani in quella dei 
Hitleiiiii. Da^li evangelisti apprendiamo che per le Iitte di Pasqua 
li israt'liti chiedevaDo ogni anno al |7i)veriiatore la liberazione di un 
^'.enitlo. £ la Chiesa cristiana, per non lasciare at pnj^ariesimo una 
«tumanza così bella, non tardò a fare della quaresima e della festa 
. Pasqua un tempo di speciale esercizio della carità pei detenuti, rac- 
omaiidaiido ai fedeli di visitarli allora piii di fn^quente che nelle altre 
|fich«,' dell'anno. Teoilo<io il dande emanò una leirire, in forza della 
Mie Venivano sospesi durante la quaresima i processi e le sentenze. Sotto 
Jlentiniano il Giovane tu promulgata un'altra le^sre detta della iintul' 
inlia jiiHlialis, per la quale durante le feste di Pasqua si dovevann aprire 
t carceri e lasciare in liherià tulti 1 prigionieri. Si faceva solo eccezione 
ei condannati per sacrilegio, veneficio, crimen l'fSiK iiiajextfilis, arlulterio, 
tpiai, nmici lio volontario e pei recidivi, i quali solevano valersi della 
pazia imperiale per commettere, appena usciti dal carcere, lo stesso 
elilto, pel quale erano stali precedentemente arrestati. Qiieste grazie 
fano particolarmente concesse allo scopo dì eccitare ì delinquenti ad 
uendardì dei falli commessi, facendo spontanea espiazione di quelli 
m altre opere di peaitenza. Un tale concetlo fu il perno, alVotTVO a\ 
•aie aggirosìi aia celebre allocuzione che Cassiodoro, il canceWiWc 



— ans- 
ili Ti'iiiluricii, (''!•{■ ;iì (Icteiiiili liljciali in virlù della iodulgcnza in 
Secoml'i .)uliu:4 C'i iihri questa u^aiixa di mettere in liberti, i 
fi'slo nfll'.'i.ur. tiiL ibtd numero ili (ictcrmti, pare si mantenes 
S(;i(n l'imlilViii -imi alh i-ailula di-l liniere temporale. A Mila 
nriio\:i pri- liii-ri sino ;i! s'>rnlo XVI I,' nc\ griD Mi-cere di Cagli 
ni primi :(liiii ilei riiislrn secoli), 

I') Il .liriil'i il'.'i-iilit ei-cleaÌKsiir(i dee coiisidernr^i come ui 
ili'l p:i.';m'>!Ìmo. l'w~<.t i Ceoi'ì ed j ItoiQ;ini i templi serviv.m 
eovero :.i di'liii in-'iifi ricerciiti, e Musò impartì p«re in pmpitsl 
orili[i;iri/,r', .-In- ^ivi'i lìiosnè vennero posto in attu;izioiie (1). 
ilirili.i ii- -~ó : ll;i ('.Iii.'Ja ipianElo il irisliatiesimo dik-eniic In r 
dell'I S;.iiri. ci ,:.^:, r;>^ Fece un nsii citisi «imo porche ciò con 
;ts~ai ;id .'!!.-ir-'-ir-' i- forlilìrnre l.i siin piiten^.a. Ma gli abusi in 
pnnii.Mriii!! m.Ti m.nn v;irie rerilri/.imi, L'alt;ire, che prima er 
di'r:il t i-ii[:u' lii'-'.'ii lii ;i-il.i, no fu pnscia eieliisd perchè non 
h.-lln ,-h<' L-Vi-ii ri.Tnaii diillo ;iiiliirit;i pas-a-SiTo la noUo iti 
dnrmcn I ■ i' [tiiT''.i]i '.n ;i 'lanlo all'.'ira del sacrilìiiiii; e cosi ne f( 
!■. prer.i;_'Pii\ i :r:'\ ,'.i-i\/M latiT.ill, all'airi", ai iriardirii. alla ( 




'frtfiii >U:ì jiirt; ino IriTlii!' - (\). V. rn-^i piiv .j r»:i!iìio ìi'^lle 

ginslini.'iiiei'. 

:;i»"», coinè più ^i'»l)^a <i'^'«'ni);iiiiiii«>. la CIiìps.i rilf^iicva la pena (V\ 
e iri'loirna «ii un libero cristiano, toh p 'i primi ^l'^i secoli essn 
D?>rtl;*tte carceri proprie, es<en<!o<liè l'av-rne sarebbe stata cosa 
ria ni suoi principii, o sarebbe stilo fuire uno strano oprare 
ili liberare i condannati «lalle carcM'i secolari per rinchiuderli 
quelle ecclesiastiche. 11 movente che spÌM'.^eva la Chiesa nelle 
itercesMoni era quello, lo ripetiiino, di far espiare in altro modo 
Iti (lai colpevoli, vojrliamo intenderò colla penitenza ecclesiastica, 
a riputava di gran lunc^a più <iahilare ed clìlcace che le pone ca- 
e quelle restrittivo della libertà. 

ne di determinare la proporziono tra quelle e la gravità del 
vennero dai sinoli deliberati appositi canoni penitenziali. In ;j' 

di questi anche gli omicidi, i ladri e tutti gli altri delinquenti t^j^-i 

ino liberamente presentarsi dinanzi al tribunale ecclesiastico o 
re pubblica penitenza senza che si avesse a temere un qualche 
to colla giustizia temporale. Che anzi, coloro che erano già slati 
nniiti dal giudice secolare, venivano, coir intercessione dei ve- 
pnsti in libertà, per espiare la pena nei modi stabiliti dalla 

•n* 1 . 1- /»_ ij-ii n_ I -• .. ì_ii_ -_?-^ 



.f\ ■ 

*■ . ; 
* ■ •• 

.1 

r» ■ 



■■*.:r ' 
I ■ 






1 



I.a 1 


Ili...,, ,. 

.■li/.i i! 


e |l. 


1 1 


poi 


iii.'i -ni 



— 391 — 

1 Mio crii ;ìvom' pordoiialn, pli unmiai non pò- 
Uri. In ili .<r:i'jliai<^ In toro (liflra contro di lui. 

>■ iliivova polrr 'lire .il jfiiidicn secolare eh; li 
:) f<i<«i; itn nir>z^o disripiinari' altrettanto don 
'[III iiiipnsta (la quclln, e cii<^ [nTció non siu^an 
à verii) il cl('liii,[iii'nlc, nò si proimiovova it reilo 
i cii'Wi,Tili<a. l'iTiiù la spccii", rome la inisin 
i;i-lii'.i, non ii.ileviinn ersero srelte dal reo; ma 
{>'t[n|i vi'iini'iM slaliiltto le norme da 8''ffiiir!i 

iDi'ihtsiiii'i. E nel iìA^nrc, i cainiii p^iiilftizialili 

iliimln le fu postillili', iiil" ijispoiizioni ilei 
1 [i-r ilare all'aiilnrìl.i sci-olnre ima sinira garanzia, 
ili:??cv;i ai dclin'inenlt era pienamente conforme 
l:il.': Comminata il.ii (ribniiali ordìnariì . 

I lUlc li'ni'lTi- del iiii'iio evo e spccialmcnle -hi 

iT.ilo pns'^iitan-'i varie lacune, a ricolmale 11 
■lali slorirt. Ni'l ileriiiin si-cuIo un nuovo siiffio 
I l'Illesa ori-:liana, dandole una tiMn 




— .I.f.» — 

sacrati? alla SS. Trinila. I.a 1 mo roirnli or.i hmH ) m'Vi':'.'i. ^\:>\\ p<»h'V,'iii:ì 
a Wt» coperto di inna o cipezzili, ri il vitt'Mlovova limi arsi a In.riiiiii 
e latticini, poiché la carne era solo piTinosvi in pociii giorni clelPann\ 
uè doveva mai comperarsi. Non potf^vano an<lirp a cavallo ma soltanto 
ad asino, ed è perciò di;'» il p'^polo li cliiamò puro i fratolli di'll'asino. 
I Trinitari si esie^ro |)riniTipalmenlo i'ì Spa-z'ia, iiì Italia od in Francia, e 
per loro mozzo migliaia e micrliaia di cristiani vennoro lìb M'ati dalla schia- 
viti!, ricondotti in patria ereslitMiti allo loro famicrlio. (Juan lo i liberali 
non trovavansi in condizioni di saluto da potf^r viaggiaro, venivano tratte- 
nuti negli ospedali dell'ordine (che a quoslo scopo ne p(>-sodeva persino 
in Oriente) finché non fossero stali in p:rado di poterò essere rimpatriati. 
L'altro ordine (Ikalfr MarUv de mercede) sorto in Spairna, quando il 
pae^o stava riconqiistando passo passo il territorio occupati dai mori, di 
natura più cavalleresca che monastica, ehho pur es<o due fondatori : 
S. Pietro Xolasco o S. Raimondo di Pennaforl. Il primo, nato nel 118J 
da una nolùle faraiprlia della Linìrua loca, oMjo parte valorosa da p:io- 
vinetto, sotto gli ordini di Simone di Monfort, nella famosa guerra con- 
tro gli Alhigesi. Haimondo, nato iìoI IITìJ nel castidlo di Pennafort 
nella Catalogna, discendeva ani:h'«'gli da una colohro schiatta legala 
in parentela coi Re d'Aragona. Studiò teologia e giurisprudenza a 13o- 
loijna e noi 1222 entrò nel mmvo orline dei predicatori o «lei dome- 
nicani. Unitosi a Pietro il Nolasco, si diedero insieme alla redenzione 
dei pricrionieri cristiani o, morti os^i, l'ordine «!a loro foniate prose- 
gui nella sua noI)ile missione liberandone molto miorliaia. 

Gli ordini sovracitati ed allri di similonatira si occupavano principal- 
mente dei prigionieri di guerra e dei deleniili prr la fede. Accanto 
a questi però erano pur sorte altro comunità reliorinse, eli»" avevano 
per scopi» principale quello di alleviare le solTcMCn/.e dn detenuti co- 
muni. Nacquero esse principalmente in Italia e, prima In quest»», 
tW¥? origine in Firenze la confraternita della ^lisr'ii'ordia, che e-^isle 
ancor o?gi. Vi appartenevano i più di>liniì ciltalini <'d una sezione 
della medesima, della dei lUioni uoììhuì, era ine.u'iraiit di raccoglier', 
du»» volte alla settimana, le elemcsin»-, drlle quali la moia era devo- 
luta ai detenuti. Avevano libi-ro adito nelle carceri, nuliilcavano ali '■ 
aulorità le osSiM'vazioni fatte, e regalavano o porUivano ai detenuti gli 
'>g2relti necessari alla vita, come abili, bianclieria ecc. Anch'> a Roma 
sorsero vario comunità voVigìose, che avevano il modesimo seo\>o, eovv\c^ 
^aaììadei Sacconi ad arciconfnnciwla del Sacro Cuore di (iesù, (\v\c\V:^ 



l'ar.i. 


■■•.'Air: 


il.'rni 


(1 .ve. 


<l<'ll> 


• I'"' 


alla e 


\l\:\ .- 


tini 


iirM 


<la 11 


ììh-tr.- 


I/a 


IVii'iV 


■ifn,' 


iL'll'aiiri'i I 


r;::; . 


>..lavr 


1. Ira 


evali 


rilly. 


.'Oli;'' 


x-nl, 


ilnrii,:! 


l'I a 


llloi'I 


Ma 


pi^i 


Kllli'i 



— 3v)(ì — 
1 Pioli, ili ^;. (ìiovaiiiii tli-colhto. 1 Sacconi e 
' i I ivirilà verso i dtìlcnuli col distribuire loro 

il. 'Km l'arii'i s'iiicarii'ava ili-lIa cura delle poi 
e y:>-:ii7M- e (Ielle moi-'Ii ilpì deteriiitr, dedicandi 
lo <li'i ']l'Li>iiiiIì stessi nelle i-arcerì Duuve foni 
;■■ X ili via (ìiiilia. 
li;-' ilelh Ticlà d^'i i-ari-ecali istituita sono nn-iri 

LF'i'iìin tiiovarmi Tallit'i", visitava i detenuti, 
Illa ri'Lli via, (lislribiiiva loro siKsidl l'd avin 
la Sislii V, ili cliii-dcrc ociii anno la grazia di 

i'<!<' <li.'llo altre i.'ra <|iii'Ua della Misnrirorilia di 

l'-i '.naia specialment" a preparai'e alla morti 

i; lii'.:.|e. l'u fonilata nel 1458 sotto tnn..C.T 

ni ri'H.V'nli a Hoiii-i, cuiriiileniiiime ili cp' 
i-a :ì .|.it;lla .li'lla 1.^. città. I.V'iii si/ntcriza d 
iiÌLi(i,.li v.'iiiva ad es<a lamiiirticata, e siilito 
■ii>-i:i:. n'-'iV:iiiii j>rc<so ìl L'ondaiiiinto pcr Giìi 
nò |iiii l'ulili.'Jij Irinavaiio sino alla 




f*f* 



— 397 - 

DErauss dichiara di riconoscere senzi) invidia, il merito dell' Tlalia, 
cbeiìe diede il primo esempio, e iMniziativa presa quindi da un pon- 
tefìce per la riforma del sistema penitenziario fondando il carcere di 
S. Michele, che fu la prima casa penale di ricovero ili tutta l'Europa. 
É vero che in alcuni altri Stati esistevano già rase di lavoro pei de- 
inqaenli; ma la confusione, la mescolanza dei sessi e dell'età si di 
iorno che di notte e la mancanza di disciplina, convertivano la de- 
*nzione in una « scuola del crimine, > in una vera sentenza di morte 
lorale. I novizi, che vi entravano re\ìtivamentc puri, vi perdevano 
Arni senso d'onore e di virtù e ne uscivano scellerati p;'^rfetli, che tro- 
avansi cìistretti ad esercitare, come professione, il crìmine ed il la- 
mcinio. Clemente XI però nel fondare il carcere di S. Michele cbhe 
1 mira di rimuovere siffatti inconvenienti, e col lavoro, il silenzio e 
1 seirregazionc notturna ottenere l'emenda dei ricoverati, al che sino 
llora non erasi mai pensato. < Parum est coercere mprobos pcena, 
ìUi probos e/pcias disciplina, > legcrevasi nella celebre epigrafe affissa 
caratteri dorati nella grande snla di quelfedificio, e questa sejitenza, 
rhe noi vorremmo vedere scolpita sulla porta di op:ni carcere, indica 
abbastanza lo scopo, dicevano V Howard e lo Smith, cui debbono ten- 
Jere tutte le leggi sociali. 

n. L'autore chiude il suo lavoro con una serie di hioprrafie di co- 
loro, che, per spirito di filantropia, facevano per proprio conto le opere di 
carila, die su più larga scala venivano esercitate dai pii sodalizi più 
iopra enumerati. Io mi limiterò ad indicarne i nomi: Paolino da 
Vola (m ^rto nel 431), Deogratias, vescovo di Cartagine f'morto nel 430), 
Severino, apostolo del Norico (morto nel 48.), Nicezio in Gallia (morto 
lei secolo V), S. Leonardo in Callia (morto nel TioU), S. Carlo Borro- 
meo, arcivescovo di Milano (morto nel lo8i), Giovanni «il peccatore» 
in Ispagna (morto nel ICOO), Federico von Spee (iril)i-1633). Cristiano 
Fhomasius (16ou-1728), Claudio Bernard (morto nel 1041) e S. Vin- 
renzo di Paola (lo7G-i6GO), il « ponlelìce della misericordia crisLiana, » 
lei quale uno storico moderno ebbe a dire: « Dopo gli apostoli non vi 
u forse altro uomo che abbia prestito macrcriori servizi di lui alla 
hiesi cattolica e a tutta ruminila. *» 

G. BlAMONTI. 



IL DELINQUENTE 

O'NSIIiKUVrO DAI. PUNTO M VISTA 
ANTKOPOUHMCO E SOCIOLCKUCO 



il) — U'-llii 'li'i/riicnizioiic murate iid ihieiniti. 
(Mi'Hit iumiiily) 

l'iù elio i .lir,-iii li-ili e inlclli^LLiiali, saltano agli occhi U; pò 
nioivili, \i\ iii.'liiM/.iiuii iir-rvoi'A.' e le iiialvngio qiiiilità lioi delc 
ì;ii filli' .!i':;'rril.-i clic molli lidinqiionii mos'.rano lìii.i dalla 
fiiiwia ima con !fitia ■^fri'n.ila inioinaliUe, provano pinciTt; peri 
rliL' i'' luMtlo e riialv.isio, c pi^r In (listrii/.ione ; si Tanno un pi 
lortiirnri- ia'iuli'hii''nte .crii aiiiiii:ili r ì (.■ninpa'-'ni ili ffiiiturtii, n 
tulio ain^iH' |ui lino ?cnitnri, fraliili e snn'll", vivono di^onlinai 
si daiiTin in piwia a li^si vi/,i e alla di-!soliili'Z7.a « si mo-^lrani 
siliili e Ìn,iii:o---il:ili .li cornigli ilei itiae-ilri o di'lla ramiirlia. 




I filile libenina'jjioo Jell.i iTip ila h [i.ii sfrenili, .\iiii si può dire 
tte queste quiilitù iiii;nirili o mia idrati pnrto di os^i; i^i trovino 
vamente coiigimiLo in ciawurio ; anzi si nobno spesso nei delin- 

dei segni di fel'iltà, di afflizione, di disinluresiift, e di asiolula 
006 ad altre persone ; ai nota p jran:o un commovente amora alla 
imiglia, ma ciò non basta a fermarli sul pendio della vita di de- 
nti, ed essi si danno di nuovo in braccio al demonio della 
rità e ritornano recidivi in prigione, 
ste deformazioni nel carattere morale dei detenuti arevano da 

tempo impressionato i psicologi e i psichiatri, e Prichard dichia- 
lel 1839 che questo alato era una f^rma non di alieDuions 
le, ma di morale iotrofabile. 

ilpito da freoosi morale ha, secoo lo lui, ud sentiaienlo morale eam- 
dalla malattia (a morbìd perversìon, of naturai affeetiotu ineìi- 
, temper, habiti vtorat dispositions and naturai impahu], a) e 
I difetto intellettuale {without any remarkable disorder or defeet 
inteUect).b) Queste deSniuoni della follia ragionante morale, della 
del delnquente, della pazzia morale, dasif^ano pib o meno ognld»* 
Dte pazzo, pei'chè colui, malgrado le intatte condizioDi deliamente, 
vaio, consuman lo l'atto delittuoso, che la sua moralità è anormale e 



i:\ì.; ili 



— ìlio — 

■. iii'jlln co;iii>iio, per strappare il colpevole tdli 
l'-'ijO'. Xon poli'nil.i (lirr^ clic è colpi^vole; sidlri 
ilrfi Clnn-riloii prt-ulprc il po.Uo della Basti) 
v iloi i]ionmii.'iriia<-ì, delle manie cht danno 
UH .iJsussiriio, piT un incendio ccr,, a un ìn- 

iiitnlln. si,i c]u-m cnitipletaincnte brindila JalU 
> :,i;i<il hif^iiiiih/ {MV\ii morali') tia Ipovattì moltì 

li'iiipi. SnjirattiiLlo Tlinnisoii ii Ma'idìley bao- 
ii''.~l;i dutlrJtin. 1 deliiiq'icntì aliituaii, dii^e il 
.■ti-Fi jiini-;i'i', sifTiMiiii piiillosto di una debolezza 

-.'iiri in '-H'O. per mancanza di sentinicnlo mo- 

]■■■■■■:>.< libili impulsi per alli delitliiitsi. Il sen- 
'I L'i'i'iii ili l'eiid ra/,/,e sclvag!^!' e vi hanno anche 
r:M nsieri iilioli inm-almente. I^ classi delin- 
■-i- i.i iiiiiic;iii^i n^^iiliUa di'l soiiao morale poiché 
ì .jii'j-.i < Unir fan ire full lo reiiojnUi' in 
."iiM? hl'<iUi. Il tiio)i^iro-iii/ njiimsetl lo llie liiijkfr 

in modi' ini'i.ti arf.'nii;iLivo si esprime il suctfD- 
jnih Ili" iii''nl:di, eL'Ii ilice, è formalo di 




r 



— 401 — 

ckDon s* impose nò si può far tacere. Ma la natura crea una serie 
rf'MFidui privi tolalmenle del senso morale, e questi sono i delin- 
favoli. « La loro insonsibililà, egli dice, è causata da mancanza di 
senso m'ìralo, è caratterizzala dall'assenza di ogni riprovazione contro 
i desideri e contro i progetti delittuosi avanti e nel tempo del lora 
compimento, il quale può aver luogo tanto a sangue freddo, quanto 
ppr impuUo di passioni violenti. É caratterizzata pur anco dalla man- 
canza compleLi dei rimorsi morali dopo il delilto, sia da poco comò 
(la molto tempo commesso. » — Lcmibroso non identifica secondo le 
>iie opinimi più recenti la perversità morale dei delinquenti con la 
pazzia morale. Classifica la prima solamente come una specie della 
seconda, come avente molto di comune nello sviluppo e nell'origine; 
e in ambedue le eredità ha sopratiitto una grande importanza. Il < de- 
linquente nato » è una natura atavistica che rammenta più il sel- 
vagirio che l'ammalato di mente. An-.^o più decisamente parlano contro 
questa identità, Puglia *), Palmerini •*) e in modo ecc^lh>nte sopra 
lutto Bonfigli •••). Il prof. Tammeo ***•; opina che il delitto è la 
«"ìns^guenza di una predisposizione nervosa come l'epilessia el altre 
malattie lo sono del sistema nervoso. < La nevrosi criminosa ha delle 
granii analogie colla follia; sovente è con qiesta congiunta, ma non è 
follia. Il delinquente ha una morbosità sui (jeneris che noi abbiamo 
cliianiata nevrosi criminosa, poichò prod.ice il f'^'nomcno speciale del 

delitto. » Secondo KrafTt Elhinir ) la demenza morale è un'acc;- 

ileut.ilità (li deGfetierazione degli eienieuti psichici, che colpisce i punti 
|Miì intimi dell' individnalitì, le armonie spirituali, eliche e morali. 
L'ammalato intende e giudica dell'utile e del dannoso, ma difotta di 
mit'rio morale per mo lo die sembra più reo che infermo. Questa 
condi/jone, questo difetto ò a ritenersi organico ed ordinariamento 
ereditario. 

HolTmann ) dichiara la < inorai imanitif > un difetto innato, di- 

mido che vi sono individui i quali non pos-^ono far nulla se non 
spinti da forze inconscie e meccaniche, [lerchò mancano di queisenti- 



'^ Archivio di psichiatria Voi. I, p^L^ 50 ff. 

"i RirL-^ln sperimentale di freniatria, is79, pag. 7S. 

"*\ P'ti m, pajj. ir,. 

••••) I «lelìttì — Rivista di discipline carcerarle J8S1. pag. 447. 

) Lehrbuch der gìriclHlichen P.-ijrchopntolO'^ìe, Stuttgart ISSI p. ^4^. 

V c.d.rfoaman:^:Lehrbuchdtìrgfi'ic]nììch(:ii Medie in,\VicnundLe\YYL\^ V^^V. 



••••• 



— 402 — 

Suolili ■'■■M ([iiiili >i !v;.iin.3(:e l'uoiin) noniuile, che fanno compi 
iliìi,'i;i Slino i'iiiiKiiiii illiijali (! iicreuadono ad aalenersciic. 
ii..:-k' non (!■ .'ii;ì-ii.-*ììi rii|i;a idilla mancanza di _son30 moniln e 
s .la imi'Oil-'iiio i'i uni mnljlllLL nn'nbli-. Poe (•si'rupio Wcs 
ilirliiai';i run'-'iiiìi'h)'^ clu' ijncsla aiioi'MinlJtà non COl|)Ì.'<C''> soli 
.-foiv! s li-Ili,! lii I liirii .iDiM rinfllijs'enza e ciie 3Ì!TjlM iMiidixi.! 
,!--l-iiaisi ■nriif una Jriilic illilà rim rlloriio di ffigniiioiii sen; 
e "l!.! liin [ia,iii') .-lìr |M!|- s'inpre ponlura. Mondi-l ") coiiii-k 
:.,iili.i la iifnii 'it^iiti'i:! r^ijue (S^'liisivaini'nk' min malaUia mi'n:; 
Whin, ii|i:i'!rL' .■.■l'iUiii nei pri;nì anni ili^lla vita, o che si car; 
(■■T UHI iiiili.'iil;:'i 'on.--Mla ail nna (M.^ri i-;Ì;^inno malaticcia 
a/inni iiiii'iurali i' . riaiiii >-;e. .\i'llii sl'sso iidÌo opÌii;iiLO Il-ivnn, 
KiH iiln^-'iaiii. ll'ln r e '.^pcalulli) Siin.iii, n<^crvaii.lfi clic hi e 
ddia Sila iiLiiii..rali!i ■>, L'Ila lilip-i^i/àonc iiiitnrale al alti 
nm |iii-s..ii.i I- .i,.:i,!iTii--Ì cfiini- iiialallif> mculali. K nni pun-, pc 
ivpi l'icii/a, .lol.l'iaiij'i r!i- iii'i^i'i.TO rjusla idea l'oiiic la snia i:iils(a 
il drÌi:ii]iiiMili- air |i.a'i\ sia pur.' il pii'i pfrvi'rio, nim di've f 
.-àdorar.'Ji <|'i il.' un i.ulal.. di iiifiilc >!■ al terni") st ',-*-! non mos 
i!, pen-aiili. r.qipres 'ntativ* 




e^K 



— 403 — 

• 

mettere un centro, ed un sul)slrato derinilivo or?anizMt:), ai quali 
esse dovessero collegarsi. Ma non v'è un cf^ntro della moralità come 
non fé un cenlro dell'intelligenza, o quindi i segni d'idiotismo morale, 
inllcati da Despine e spesso ripetuti da Lombroso e da molli altri, non 
mo affatto caratteristici. Por Blanhstow < V abitudine di far danno 
):ià essere acquisita a tal ^rado che nessun sentimento faccia nascere >; 
' rispetto alle azioni ... < quelle criminose e malvap:e possono dive- 
lire abituali senza sollevare il menomo senso di cosa malfatta >. 
Falsa è pure la prelesa che i delinquenti non abbiano rimorsi e non son- 
ano il pentimento; e ciò sia prova principale della demenza dei de- 
inquenti. Coloro che cosi alfermarono non fecero esperienze n^l conti- 
wìo contatto coi delinquenti, ma hanno estoso le caratteristiche di qualche 
lelinquenle mostruoso a tutta la massa dei delinquenti, la cui vita effet- 
ìvamente non conoscono come non ne conoscono i sentimenti e i pon- 
•ieri. Ho ancora innanzi aprii occhi le fìsonomie di una serie di omicidiari 
le?li ultimi anni, p:ravemenle afìlitti, tormentali da rimorsi, e che dopo 
jna detenzione, relativamente breve, l'elisia liberava dai loro tormenti. 
Si, ho pur veduto degli assassini e rammento princi[)almenle due gio- 
rni parricidi che udii mostravano la menoma traccia di vero penti- 
nenlo. Ma essi erano dei veri imbecilli, il cui posto non ò nelle carceri. 
Sei'oudo D«Hbnick, gli assassini cadono spesso, relativamente, in 
mahuie mentali, percliè, come egli dice e la coscienza d' avere a rim- 
rrftYoi'ai'*5i la vita tolta ad un uomo, ò sentita, giusta la mia esperienza, 
l'iùprofondamonte e costantemente che per ogni altro reato, anco dal più 
corrotto dei<lelinquenti. Spessissimo, volendo degli uomini oppressi, 
chiusi in ^è stessi, con chiari segni di pentimento, ho riconosciuto trat- 
l irsi ili omicidiari e di assassini >. Le slesse asserzioni sono comunicate 
dai direttori delle carceri Schiii^k, Valentini, Sirene: ecc. 

Tutte le teorie e tutte le menzionate idee non possono far cambiare 
i risultati delle mie osservazioni sull'essenza del reato e sulla natura 
del delinquente, e la convinzione, llcrlia delle mie ricerche, è che il 
ciimine e rinlerruzioiie mentale non vanno mai di pari passo. Noi ci 
troviamo sullo stesso campo dì Panlopidan •) il ([ualc ritiene che non 
vi è al.'un motivo p^r supporre una nuova forma di anomalia men- 



'i Paiuopidan : Ui^ber das Vei'waiiilscli ai'ivorhiiiltnis.s Z\\is<^h<Mi v»n'la*»*c\A<M\\\ti^ 
C*ist-.sst.)ruujr. Nonliski me fi Arcliiv XIV, Srlnnidis Jahrbui'her V\ir dvi u\e\Vvcv- 
Hibt.heu Wissen-tchafteu iS9g, S.o 410 



— 4Jl — 
tnlo rr>i;<tiv:i al n'att, die tlovreMio riparlarsi come fonte di d 
ziiiH'^ elTcUivniii'>iilc elica cm\ olTeltivo turbamento psichico. 
Xoi ;0>hiainii (Crraln di iIÌmo?tiarf die il deliiKliumte non J 

sliji.iio al ik'lìtio i!.i lina foiMiinzione organica del cranio o ( 
ypIId; die irriunciipi cjTiHanio .*ia seffnn di malattia mentale 
versila iiifira!" die ^i n.i^i ncffli alti del dcHiiqucntc; abbiamo 
I-tu'- vi <' iiii^i iiia-> 1 ili c-pilL'Illc^i, ak'iiuli-ti, e maiali di mente i 
linqiieiiii; di' al ii'iiipo <:le':<:i> vn ne è una piran parte sana di 
ma Vi! ne ò p irn una lninna pnrle la cui integrilil mentale < 
iliililija. M'illi 'li <[M<':ili nllimi liaiinn ì srgni di degoniTazione p^icl 
ajiliiiMi > u'ià (Ic-i-.-il'i — el altri ddiiiqiiniti, fisicamente bon 
i!di!i>'i.i riiii-.' i! i^;iii-ai-<i l'oii esìi, poiclii'i, com<! osserva Griesi 
i.ririiiini ■■':' il ■!!.■ loro (nm- inleUetliiali i' spirituali devian 
inolia 'Ii'di ];>>mii,i jionriii': la sf<>i'a ddl' intelligenza ò intluoi 
iiin ^■■\<-i\'V./.-K .1.1 imi liisndsizioiin mandiev<ile dell'organi; 
niTiiisa p-ii 'ii-;t. Q ii'>ii iiuliviJ ii sono organicamente soprac 
com<! pi es|irimi^ fim-ilo ci-cnllfiili? sLiidioso, o qn^isln agirò' 
orgaiiii-.i i'' [)i>i ripirtili) iiisiillii-iF'ntl'aiciiti', senza die prissann 
-Ili. (>ie3ta anomalia ori.irinaria 'liti 




l 



— 408 — 

PESITEUZIARIO INTERMZIOMIE DI S. 



(*) 



U primo Ballettino pubblicato dal Segretnrialo e distribuito ai mela- 
ri del Congresso contiene un articolo nel quale si parla dell'importanza 
i queste periodiche riunioni di uomini pratici» che hanno per iscopo di 
rcare con sempre migliori mezzi di proteggere la società contro il 
ilitlo— del numero sempre crescente dei Governi che vi prendono parte, 
l^ir interesse che il pubblico vi annette, guidato dall'idea che per la riu- 
ita oc«:orre che adi sforzi dei Governi si uniscano quelli dell* iniziativa 
irata. Ouestn idea si esplica neali accordi intervenuti tra le libere Società 
Patronato nella Svizzera e quelle del Wurtembero: e Gran Ducato di 
idei) e più di recente ancora con quelle della Francia, e nella cura dei 
aciulli discoli o abbandonati moralmente. Una prova dell'interesse che 
islaiiO i lavori di questi Congressi lo si ha nel grande numero di memo- 
e, di nozioni statisticiie sugli stabiliuK^nli correzionali inviati alla Com- 
issione or.iranizzalrice e negli ogcfetti che figurano all'esposizione peni- 
ìnziaria. Qiicsta esposizione attirerà certamente raltenzione del pubblico 
i proriiTilr, mostrando praticamente il compilo iinportanlo del lavoro 
Hlorganìsmi» e nella iisciplina delle carceri, e proverà ehe occupando i 
lewnuii a profilo dello Stato si rrrherà minor [Mcgiudlzio all' indu- 
trij lil^ra. — L'articolo conchrle che in vista dei fatti r delie <|Ui'- 
4ioni iinfJurlanli da discul>Tsi, si può alTermare che questo IV Con- 
STi^vrt perùlrnziario segnerà un gran pa>?o nell'opera della difesa sociale. 



Programma dri lavori del IV (^ou^rosso. 

\Vn»M'.li 1*^ (in) giiicrno, n ore :^ al pala//',o del Municipio (Douma) — 
'iRiuninnc d 'i mr»nibri dirlla r.nmini«^>ion'^ penilenziaria e dei^li altri Dr;- 
Icjr'ili uflìci.-ji. ai qu:ili il Sind:iC(» di S. l'i^troburgo, augurerà Ifeiivenut-^. 

Relazione di S. E. Galkine-Wra^kov, sui lavori deirufllcio disila (lom- 
Qii^si'jnf, da'la sessio?ie di Ginevra nel seltem])re ISSI) e discussione 
tlelli» mal'^rit; all'ordine del iriorno. 

-1'^/ .S' fìi sera — Riunione famigliare dei membri del Congres-^n nelle 
«ile liei primo piano dell'Albergo d'Europa. 



''ì T."aiJ':zi.«ni « siuui del lìuUrttin piilildicato. qiiotiiiianninonie, a S. V\ovy .- 
korgo, |„.r iMsra 'lol SefircUìrì.ito ib'l Oniiirr<<o e (//stnbuil;> colina su\i\Aon\<ìii\<^ 

^r/j/à €àrje»iana — Anno XX. 



^S> 



Visita 
'iiiisirn 
Il l-n. 



Di-i--.r 
A pprti 



T-'Ciiii 



- 100 — 

'.' (l'i) Ljiii.'rin, 1 ore 11 pmw — Pres'>nla/Jone doì I 
I S. V. il piiij-'ipi' li'OldenboHi"-', Pre^llenle onorario. 
,1 S. i;. ituuiiinvo, MiiiisU-o (liill'inleriio, e a S. E. Di 
■ \-:'-\ ri'Tiri n-[cri. 

i-T\'f--\^- (■/■illr HIV :> all' 0) sai'à risrrvaio alla visila d 
I-ori l'i'll I l'iiiilalc. 

,' -v — Sifiln fimi'.'lirire nel Infale Ìn<)ic3to. 
:. L :; il-M -itii'ii.-i, (f un: l poni. — Apnrlura solrnne d 
.':ii ^'!i!i -ìhi .|.-irA«t?mblna riella Nubillà (Piazza M'u 



< Ki/.lilllC. 



.■ " ^l'il.i >.■;■/, ttr'Ma stesa Mia — fiiinrcrcnza pnbli 
'in^lt'li. L-'à prof. '--in ri" dì (liritlf», su Giovanni Ilowan 
.'ili i:..iii'ti'iì/:i, i sii.'niiri ineinhri del C-rincrrcsso sd 
^ìl'. I,Jkli:iii.''ii\\. Siii-iaco ili Pielroburiro al un rice 

ripalifi. 
'i lili uiii-ii.'. •'''■■ 'III- In ani. — Riunione di'i ini-i 
liilir ;..!■,■ i'i-]ii-tlivi> Siv.inrii |icr prni'eiWe alia nf>ii 
1- ;!--MV l..r!iiif .l.'l liorrii! ilell" wiìiili'. 




•fi 



— 407 - 

Venerili 8 (20) giuorno, ore 9 ant. — Q jinta seduta delle Sezioni. 

On 2 pom. — Quinta assemblèa generale. — Serata fiunigliare al- 
JBdtel d* Europe. 

Sabato 9 (21) giugno, ore 9 ant. — S?sta seduta delle Sezioni. 

Ore 2 pom. — Sesl3 assemblea generalo. 

Ore 8 poni. — Conferenza pubblica sul carattere internazionale delle 
lueslioni penitenziarie, data dal Sig. Herbette, Consigliere di Stalo, 
Hrettore (ieiramministrazione carceraria della Francia. 

Lunedì 11 f23) giuì^no, Escursione alla Colonia correzionale di S. Ke- 
roburgo. Appuntann'nto alle ore 10 ant. al Palazzo della Nobiltà. 

Ore 9 pom. — Seduta della Commis:^lon6 penitenziaria internazionale 
5ala «li riunione della HI* Sezione). 

Martedì 12 (24) giugno, ora da stabilirsi — Settima assemblea gene- 
ile e cliinstira del Congresso. 

leeolamento del IT Coogresso penitenziario internazionale di S. Pietrotrargo. 



Art. 1. — L'apertura del Congresso avrà luogo il 3 (lo) giugno 1890. 
Art. 2. — Sono ammessi soltanto a prender parte ai lavori del 
Congresso : 

a) l Delegati ufficiali inviati dai Governi ; 

h) I grandi funzionari dell'amministrazione delle carceri; 

e) I professori universitari di diritto panale; 

d) I Delegati delle società penitenziarie; 

e) Le persone invitate a questo scopo dalla Commissione internazio- 
nali, specialmente quelle che si sono fatte conoscere pei loro lavori 
Kientifici sulla scienza penitenziaria, i funzionari delle carceri e della 
scuola di riforma, i Presidenti delle società di patronato ecc. 

Art. 3. — Nessuno è ammesso alle sedute pubbliche deirassemblea 
onerale, se non è munito di una carta personale ritirata airingresso 
del locale del Congresso. 

ArL 4. — L'ufficio provvisorio è costituito dai membri della Com- 
missione inlernazionalo. I membri di questa Commissione sì riuniranno, 
ael luogo fissato, quattro giorni prima dell'apertura del Congresso. 

Art. 5. L'assemblea, nella sua prima riunione, verifica i poteri dei 
membri del Congr&^so^ nomina il sio ufTicio definitivo e sU\)\\\^e Yoi- 
fù/e delle sue sedute. 



-.i08 — 

[ mcijilii'i <)eil[iUivniiicnli> aiiirniMii riix-vono una caria pi 
]<:vi:3n<]o l;i siiiiiin;i ili ." ruMi, u litoti) di quota d'entrala. 

Art. (!. 1 tin'iiilri >i ripa rlisc imo, pei lavori preparatort, i 
zicnì'y ri<pi'llìv;i[ncritt} liicnricalf ili sluliilim provvisoriamente 
imr;'!' nll';i>-;'iiiMra ircm-Tale la soUi7.iono dellr tisi compresi* i 

Art, 7. Hivisiiiiii' in snzinni : 

r' -;('/,if)fii:: lA-ijisìnzinìie penale. 

i" M'/.i.iiit': hiitiiziiiiti penitenziarie. 

■\'^ s'^xiiiiii': hiitiizioiii iirevciilivr. 
Ari. S. M/(ii iM.;tii!iro (lisisn;i la sr'xiime alla quale deaiderf 
liMuTf-, inii;nin, l'I stolli muinl.irn può prender parte ai lave 

Art. !l. r.i;is'iiiia -o/.iniii' iii>iiii[ia il suo iiflìcio e sci'glic un 
n'ialori -■*[! riiir:irir.i ili |ire-icnlare li' loro pIikÌoiiÌ scritto 
ilello si'.liile ili'irasicnil.li'a irencrale. 

Art. IO. Tiitlf ]<■ r'>la-.ioiii, (luriiiiLenti, note, propo<;te, relalivn .1 
iji'I fV-rv.'n---.'. - fM .liJiriliurio alle w/ioni i:lin trattano ijuest 

Ali. II. n ii'-ii' ."(■■/■.ini .!i riiintsciHio ^-iornalnFnte alle oro 




\ 



l 



ArL 11). I so.crrtìlnri, sin lìi-l!" .• v":iill.v'i L-t'ii(':;iI" c'n» «!(M!.' siv/.-»:ii, 
ri'^'.li'jono un prooe-^o vìM'IkiIì^ rlic inMi/.i-in.i r«)r(Ln»' <• T vL-gcll-» «Irlh* 
di''il).Tnzioiii ci i rUiillali del volo. 

Ai'U ^ì. Nessuna pmimstn, all' infilici «li'll.» iii:i!.eri<* ù-^l pro-j-mninn, 
Desinila U-tlura ili m'^morio o «li nnl'^ piin t'^sen' f:illa alTas^oniblea 
^enza un prTin^^-so dell* iilìì'io. 

Art. iil. L'oriirio del irinrno, o la (jm'Sliiuu' ])rpcriudi'/:inl«', può soni- 
pre essere do nand:ita couiro oirni prnpnsl'i iiici lente. 

Ari. 22. La durala di ci.'i:^Mjn di-^cor-^o non dovrà sorpassare quin- 
i\k\ minuti. Tale disposizione non è applicai). le ai rolalc)ri. 

Art. 2»J. Benché la lingua francese sia u<ata a pp'ferenza nello disi'us- 
.sìoni, n:>udinieno i conjirressi.sti pnssDiir) puiv rsprirnersi in altra linirua. 

In tal caso, il senso delle parola sarà tra lotto sonnnariaLuente da 
uno dei s<*?rrelari. 

Art. 24. AU'apcrtura di offni seduta uno dei secrretari fa conoscere 
le p ibljlicazioni, memorie, noie e lavori olTerli al (.lontrresso e rela- 
tivi alle questioni che vi sono trattate. Questi (locuni'-nti po^son-) es- 
«re, in virtù di decisione deirulTicio, riprodotti intei^ralniente, o ana- 
liticamente, per estratto, secouilo il caso, nel resocouln stampato. 

Ari. 25. Per assicurare Tesall'zza e facilitare la pronta pubblicazione 
di qnesto rendiconto, gli oratori sino invitati a riinetl'Mv all'ufTìrio 
di presidenza, nel più bnve tempo pos-^ibile, la sostanza dei loro di- 
scorsi, quanto meno lo note che pu .S)n.) LMidan^ le persone incari- 
cate di preparare i materiali dc^slinati alla stampa. 

r rendiconto verrà pubblicato in lingua frances*. 



Progetto dsUe risoluzioni presentato dal sig. Beltrani-Scalia 

sulla P e 2^ tssi della 2^ sezione. 

Per quanto riguarda il lavoro dei condannati, la se/i/)iie opina che 
<lcbbansi prendere essf^nzialniont».' in con<iderazioi;r i sciTuenli principi: 

[' 1. Rosliluire i condannali alla Società, dopo averli po<ii in grado, 
per quanto si può, di guadagnarsi oiiesiamenle la vita ; 

II. Rendere il loro lavoro il più prorlu'tivo p K^ibllr, p.-r rimborsare 
>l pubblico Erario, in larga misura, le spese del loro mantenimento. 

Il sistema penale che m-^gli) risolve q'xsto difTicile ^M'oUinti:^ fe 
^Uo che consiste: 



— ilo — 

1. Xi.'i siiilop.iri'e i! cnnlannalo aJ una severa disciplina, et 
soli! inl(l.>lcìr4 ]!•■]■ Il sii;i l(!iona condotla e pel suo lavoro; 

2. Nel ì'nrjW ri.Miioswri.- o ri^petlnre nel liireltoi-e dfll pcnil 
il rapjii-i'-cii'.mie «li'lla ]es:'c, c!n; solo lia la facoUà di allpg?i 
sua snrii-, 

3. X-'l l:irL'li :i(-iiiii-;iare un'idea morali^ dfila pena; 

1. N\'l min i.wis'i liiiiinciarc a! mpsllcrft che fscrcìLava in I 

ti, Xl'I (l,ir-'li iiiL l'iiini'ilD posante, ma continuativo, accoinpaj 
una i>[rii/,iiih£' [iimLìlh, ohiIp pfi>sa concentrare nel lavoro Ivilti 
forze e i^'uni-.iniln lonm un'amara ma ^^atutare espiazione. 

IH. l'i'i i tei' si-ditni lii lavoro, cioè pi>r impresa generale, 
|iar/.Ìal''. o in n'onnniia, il prinm ù stato fTcncralmcntc conJ: 
il'^gli :ilti'i ^•le si~t"t[)i, i\uA\-t lii'U' a|i|ialU) [larziale sì allontan: 
dai i>ririi-i|iì dia i^jnnii e premonta gravi inconvenienti. 

l'i'i' i|U.'-il'' ■■on-;irici-a/,jiinr, la .sc/iouo einptlP il volo, clic 1; 
;dr;imniiiiislia/,;i]iiiì ili ciasi'iHii") Stato il ciinip'.lo ili n.'fftila 
voro iii'i sii.d p-iiitrni'.:ari in truisn ila jioter ri>|iondor{' alle i 
locali e alla |i(i|i-il:i/i,i;ie dfi (:'mdaiin:ili, si dovrcblio: 

(() l'ri'li'i'iiv iji.i'un.iu'' lavoi'o e i] laliinrino si.sleraa all' o 




— 411 — 

n priori, pojchèd ipende dal modo come quello è organizzato, .^.1 alcuni 
mezzi proposti per ovviare a questa concorrenza sono ins.illicienti a 
risolvere il problema: 

1. Perchè T introduzione di una grande varietà d'inlustrie in un 
penitenziario è mollo pericolosa per la disciplina ; 

2. Perchè la vendita dei prodotti al prezzo del mercato lil ero sarobbo 
ingiusta, inquantochè l' amministrazione pur ricavando un beneficio, può 
rendersi utile alle classi meno agiate; 

3. Perchè mettendo all' incanto la mano d' op?ra dei condannati si 
cagiona spesso non lieve imbarazzo all' amministrazione e si cade negli 
inconvenienti dell' appalto generale ; 

4. Perchè la distribuzione dei penitenziari fitta in modo da poter 
conciliare gli interessi del lavoro lilero e del lavoro dei condannati, 

; non è facile ed esigerebbe enormi spese ; 

j 5. Perche la vendila dei prodotti del lavoro carcerario al di là di una 
^ certa circoscrizione, non è sempre possibile, si creerebbero ostaceli 
I da loro vendita e diminuirebbero di molto i benefìci dello Stato ; 
6. Perchè Te.'^portazione dei prodotti in paesi stranieri è molto nociva 
all'esportazione dogli stessi prodotti dell' industria libbra; 

7. Perchè la proJuziono di articoli d' importazione o che mancano 
nel mercato locale, non può essere che passeggera, attesoché se lucrosa, 
l'industria libera non manch?rà d' impadronirsene. 

IH. Lo Stato, comò l'individuo, deve avere piena lih?rtà di mettere 
a profitto tutte le sue forze produttrici, secondo i suoi interessi che 
Mno pur quelli del paese, senza che alcuno abbia il diritto d'interporsi 
traesse e i suoi a.<?enli. 

Facendosi nello stesso tempo produttore e consumatore dogli oggetti 
di cui ha bisogno, Lo Stato non turba in alcuna iruisa le relazioni 
fra il capitale e la mano d'opera, tra \ offerta e la domanda del mer- 
cato hbero. 

In vista del grande numero di forniture cho lo Stato concilo all'in- 
Austria libera e alla quantità relativamente» piccola che riserva ai suoi 
Slabilimcnli penali, i prodotti del lavoro dei condannati non niocoranno 
in modo sensibile ai piccoli mercati locali. Cosi la i»ordila colleltiva e 
impersonale, che può essere constatata, verrà compensata dalla quota- 
parte di lavorò che gli operai condannati lascieranno naturalmente 
agli operai liberi. 



— irs — 

<^-:L'irìi;ii'<' ila r'iin/.ininri [cl^iiìcì la sorveglianza 3UlI 
•■ii.ìi ]i.>iiiii'iizi:iii, lo Slato può !rar»ntirsi dagli inf 
, dillo ii.~('ill;i/iiiiiì ili'! [nfrcatn, itallc crisi, e può tr 
Ili r.ivfir.vtili i suni opTai ilove il bisogno 1' esigo, 
"■n iinri'::i n r molto eira, siireMie pericoloso l'ado 
Il [irj.'i i|ii:ili'ÌLi; vulia essere rjn callivo inituitlnalt; ; 
11') Si' liiriila i suoi prfiilntti sitodiìo le circoslanzt", 
|iiM/m;) !(■ tii.'iicrif prime pir convertirle in marni 
scn!;,'lio aliili ed onfsLÌ capi d'ano e 
'«.'fii'llci, se fu in modo elio ogni con 
(■vit;iiiili> ili li';iNforiaare gli operai i:i agi 
iMEiipitgiii^ facendo una izravt.' 
, .'ium'>nlnnilo ciiiiLimiamenle la mano 
I Ji'ir a^riroltura. l'cr questo cor 

iciiirir la Mnoorronza all' indusLri 
iiilamiatì a prulìltn delle amminislra/Jc 




— 413- 

l Ministero dell' Interno di Prussia, riiiirrazia sinceramente il sii^. sin- 
iaco delle benevoli parole rivolte a tatti i membri e pei nobili pensieri 
volli nel suo breve discorso ; ringrazia del pari lutti coloro che si 
ono occupali dei lavori preparatori del Congresso e specialmente il 
roverno Imperiale di Russia. Termina coir augurio elio sotto l'intel- 
ligenle direzione del sig. Galkine i lavori del Congresso ottengano il 
più spledido risultato. 

11 sig. Galkine risponde salutando i convenuti, con alcuni dei quali 
si trova in relazione da lungo tempo e lodando Y opera del solerte, 
segretario della Commissione sig. Guillaume aggiunge che due altri 
Stati, il Belgio e la Grecia, hanno fatto adesione alla Commissione 
penitenziaria internazionale. Aggiimgc alcune parole riguardo all'espo- 
sizione e rinnovando il saluto ai presr^nti prega il dolt. Guillaume 
a leggere la relazione sulla gestione del Comitato internazionale 
penitenziario. 

I delegati del Belgio e della Grecia dietro invito del Presidente 
prendono posto airufficio della Commissione. 

II doti. Guillaume dà lettura della sua relazione nella quale è detto 
«he dopo la sessione di Ginevra, l'attività deiruflìcio si ù tutta con- 
^trata nella pubblicazione dei numerosi lavori preparatori del Con- 
gresso. Esprime i ringraziamenti della Commissione a tulli i relatori 
« speciamente ai membri della Società giuridica di Pietroburgo. La 
relazione esprime pure la sua viva riconoscenza alla Commissione or- 
ganizzatrice del Congresso. 

' L'assemblea, su proposta del sig. Pessina, senatore del Regno d'Italia, 
, incarica la Società giuridica di Pietroburgo (li nominare un giuri per 

esaminare i lavori presentati, in numero di 14, sulla vita e le opere 

di John Howard. 
Il sig. Herbetto consighere di Slato, direttore dell' amministrazione 

carceraria della Francia e capo della delegazione ulliciale francese 
» ringrazia a nome della Commissione internazionale, il municipio di 

Ketrburgo per la benevola ospitalità, il governo di S. M. lo Czar e le 

persone eminenti che hanno accolto i membri del Congresso in modo 
• cori cordiale e fa un elogio dell' opera intelligente ed assidua del- 
I l'esimio Presidenle sig Galkine-Wraskoy. 
i Dopo questo discorso, la seduta è tolta. 

^ U 2 (14) alle ore H ani, i delegati ufficiali hanno avuVo V ot\oy^ 
I di Bssere presealanti a S. A. il principe Alcs.sandro Pólrov\lc\\ lY OV- 



,■!!■ ohi.- 
fir hlU 
a;T;iliilìiiF' 


;i p.ìi:;iiv 
Affari 1- 



oiinmrL.i ilei Cnnoirei^i. i'- Ma Su» nuguìta 
'ip'<s. Kii'-'i'ni.i M;i\ìmì]un^vH:i. L;i presenlazione, 
I .irli.- s:il ■ (l.'l p;ii:i/,x..i d.'l principe [l'DlOeDboui'?, 
ili -Wiaskoy. Le luro Atie-^/.' s' ìmraUeQnern 
•[■\ -:lr:iiii'ri. D.i|)o r 11 lii>n/.:i, (iiie:Jti si recantOtì 
'■ ili visii.i ;i S. K. Dir (licrs, Minislro di'ilì 
1.1 l'ii'trili.iriro e p is,'i;i da S. K. llitiiriiOTu, Hi- 
' lii'i'v'iiìitli pr.irmiiKió un l)ellii?Ìin;nli«cfl«iiiii 
|[i li- ■fili,-! (!a vivi ap|il:iii3i. 



.Ila .|i:,lr. 



.■1 n'IaziniH" sniliì due prime le» 
riiriiiiril.i ;i!b pniiin, viene jIIp ft- 



'.. il ].iv-.ri liiilr e piM.liiiiivo f^'iido ncr.'ssario pei liulcoiili ■ 
i]iiil~irii iTiiri' ti.'iiil.'n/.iario, rnnvinni' in ogni paese esaminare 
' jl l:.i'ir.. h i--i c—'ii; pr.ilii'nini'iili' MUiiiiiliiislntn, per cmTispi'i- 
nlli; r- -j ''.!■ •• .illr .lj\.'i-^i' ncrL--?il;i ilpli'.ipi'ni peiiitenziiìria, 

i.ln ]:< piii'tc |'ri]ii'ì|i;ili' .Iella vita penìtenziiiia, 
. ii.![:i >ii,i c.r'--:iiii/z:./.ifiiie e nel suo {ua/.ioiti- 




fi*' 

— 410 — 

recare danno alle necejisilà deiropora penilonziaria, pei bisogni stessi 
della vita dei detenuti e pei servizi delle carceri. 

2? Che i vantagQ^i che possono risaltare da questa mano d'opera 
siano riservati più possibilmente a beneficio dello Stato, e non di in- 
dustrie ed Imprese private. 

3^ Che il numero dei lavoranti in una data industria per un 
luogo determinato, la scelta, la varietà e la sostituzione di queste in- 
dustri'^, i salari e le tariffe del lavoro, siano combinati in modo da 
non costituire né protezione, né privilegio, né forze abusive capaci di 
deprimere le inlustrie libere corrispondenti. 

4<» Che Tautorilà pubblica conservi sempre, qualunque sìa Terga- 
liizzazione del lavoro, il mezzo di riparare a qualunque concorrenza 
abusiva venisse a prodursi, 8?>nza ridurre i detenuti allo sciopero e 
seoza lasciarli in balia degli speculatori e degli impresari. 

n 8ig. de Rohland, professore di diritto penale all'Università di 
Dorpat, ha presentato troppo tardi per essere pubblicata una interessante 
relazione sulla seconda tesi delta prima sezione, che termina con un 
progetto di legge suir ubriachezza concepito nei seguenti termini r 

1® L'uomo ebbro per sua propria colpa e che cagiona scandalo in 
un luogo pubblico sarà punito per contravvenzione. 

2® Colui che, dovendo dedicarsi ad operazioni che esigono una 
speciale attenzione per evitare pericoli per la vita o la salute altrui, 

danni d'incendio, si ubriaca, o procede a queste operazioni in istato 
di ebrezza, sarà punito per contravvenzione. 

3® La pena prevista dai precedenti articoli può essere cumulata 
all'interdizione di frequentare gli slabilimenli pubblici per un tempo 
determinato. 

4** Quando il delinquente e stato punito, a tenore degli articoli 

1 e 2, più di due volte nei tre anni precedenti, e quando è dedito 
alla gozzoviglia, il giudice può, oltre la pena pronunciata, farlo ricover arri 
in un asilo destinato alTemenda degli ubriaconi per un determinato tempo, 
n detenuto è obbligato al lavoro. Può essere liberato condizionalmente 
in caso dì buona condotta. 

o<> Chi, a cagione della sua ubriachezza, pone lui o la sua famiglia 
nella necessità di ricorrere alla lìt^nificonza pubblica o all'assistenza 
delle autorità, può essere interdetto e rinchiuso nello slabilimenlo à\ tw\ 
i fsroln aìì*articoh 4. 



— lltt — 

!,L' ^!i'"n miglile pni-ioim c>«ei-e pniiiuctalc, suila r)omai 
.;ir.>iiii, iiii:ii;.la \i -mitui si'i'ie ni^'Viiì per creJtre che il delii 
i ini'iliiia in'lln siiii:\Kiiin" prevista Jal precedente alinea. 

l.'iniiT.li/i 'IH' |iii.'i rs-cre lolla in seguilo a ilomanda dei 
lupo ilii' riiii-iiii'Mo siri uii'il') dallo staiti li mento. 

li' [■: pi'.FJliii'i iiL'li p^crriTili, sotto |ioiia di i-ontravvenzione, 
' <[i l':.~i'ia:' ihv [«'vinili.^ iili'oolii^lic ai minori di IG anni, alle 
Il ÌAl;>lii ili iilii rlii'<;/,T e a quelle contro le quali fu pror 
'iiilunli/i.HL.' li.ii iiililj!i--i R]i('rci7.i. 

7'> l'i-r ii>i:iu'<i liumnla riui|mlat>11ilà pei delitti commes; 
1;ìIi) (li i-W\-\:ì v.,|„n!.iri:i laln da togliere la Ubcrlà d'azione, 

.j'p'i'Mi'-i i .-'Ljilrilli prill.'ipi: 

II) \l!''i.iii:iiii!> il (li'liniiiii'iite si è ubriacato nell'ini 
■l'niiM'lliTL' il (Icliltft, s'trà punito con la pena prevista per il 
-.'loiiiiri'i. Si' '"-'li pi)ti:v;i prLMvdi're liic commetterebbe il 
net' ■Ili!'!-] iii Ut l'.o ^!i iil'iiirb''w.a. sarà puniti) con la pena ] 
•<■[■ il i!"]iH.' ri;iii!i.'S-.i p'T impruilen/.:É ; 

/'} (}i[.in ! I il ilt.-1i'ii|i:cnto lia pcrpeli'alo uno dei delitti <' 
:,.i!riiiii '■ (:^-!ii-i.i'<-i liill'' ppri.in*' l'idire, come losioni, fcrìle 




— 417 — 

applaudite parole il signor Ilorbette, capo della delegazione francese, 
dopo di che alle LL. MM. sono stati presentati da S. E. Galkine- 
Wraskoy, i delegati ufTiciali, coi quali si degnarono intrattenersi gra- 
ziosamente. 

Quindi le Loro Maestà e le Loro Altezze si sono recate al maneggio 
Michele per rinaugnrazione deirc-posizione penitenziaria internazionale^ 
ore vennero ricevute da S. A. il principe di Oldenbourg. — S. E. Galki- 
neWraskoy ha avuto l'onore di presentare un mazzo di fiori a S. M. 
rimperatrice, ed ha accompagnato le LL. MM. in tutte le sezioni. 

10 ciascuna sezione straniera i signori delegati uflìciali dei paesi 
rispellivi hanno avuto l'onore di dare alle Loro Maestà le spiegazioni 
suirli oggetti esposti. Arrivando alla sezione italiana S. M. l'Imperatore 

l si è compiaciuta di accetLre la prima copia di un album d'archilei- 
tara penitenziaria che Le è stato o.Torlo, in ricordo di questa riunione 
internazionale. Le Loro Maestà e le Loro Altezze lasciarono l'esposizione 
Terso le ore 4 pom. , 

Lavori preparatori pel Congresso. 

n signor M. J. Reynaud, delesrato ufTiciale della Frani-ia, nella sua 
relazione sulla prima tesi della prima sezione, espone i principi sui 
«pali poggia l'estradizione e constala che questa istituzione impor- 
' tante ha per baso la criustizia, che è conforme al diritto e che, pei 
diversi popoli interessati, ha il carattere di utilità comune. 

11 Governo che chiede e quello che concede, dopo riconosciuta la 
. legiltimilà della domanda, Testrarlizione di un malfattore, compiono 

Dgaalmenle un allo di giustizia. E necessario, sotto pena di favorin* 
Bna impunità dannosa per lutti, che le nazioni si prestino un aiuto 
«ambievole contro i malfattori che con la fuora vogliono sottrarsi all'ap- 
plicazione della legge penale. 

Il diritto di asilo, che era in uso nei secoli passati e che ha durato 
per tanto tempo, non potrebbe più esistere ai nostri giorni. In una 
rapida esposizione, il sior. Reync^ud se^mala alcu?ie disposizioni conte- 
nule nei Iratlali d'estradizione conclu'^i in que^Lrì secolo dalla Francia 
con altri paesi e nota che fino al ISOD i soli crimini erano compresi 
in questi trallati. Da quell'epoca la nomc^nclatura si allar^ra esi vedono 
figurare ia queste conv^uziftnl specLdi un giwn numero d'Mv^iwiw'v 
^oiM^Jle de Ulti. 



Al |riji:o 

■I;iro ivi '!r 

• IÌ35]rilMl:ii'si 
.■.>>;! ìrrenlt// 
nji'ma, clu', •; 
illlV:i 



' in 



111 i|c]Sl: 



— 418 — 

>v;iri;(|p-i in cui ■'' friiinh 14 icsta i»lilu<iione è [ 
-i ii;n<i utij slo^:*;i ilcnommazioiio alle infrozi 
Ir^-'iiii'i- a (ÌL-'imre ncsli alti di ei^tralizìone 
.!i!i'"ll"i d"iri 111 presa, il rclalore non cre1i> 
I". Miiiiln:iti i ilivrr-ii iiiL'loili ili L'I.iftsi'ìcaziane iti 
i vuole ri^olvcri' il iiriililerin, rinviene cpamin: 
1^ l.'i ili'iinininazi.-ini! u delìni^iijno che le sar^li 
iim |ir('i'i-iiiiic l;i iiii;i spi'fiate n:itiira e fli 
■;:-i'iiÌ!nlilii ilic li i-aralldri/.ZJiKi. 
iiiirn/iiiii'' mm siirebliiTn Iciiute terinf c'ieleìn 
■■MU'irii', rlir' fctiiciiim la ci>*cieiiM universale de 
versila ns^olnla. 
|:itiira ra/.iotiak' di alti e 
ile lar;d;rii pne*e, ina sec 

lìiiiitniiU tii'.LÌ ij'iin Talli ctie n< 
in ci;ii"iiiin n.i/.innt; con la ale 




— 410 — 

soggetto della prima conferenza era Giovanni Howard. Il prof. Sping- 
iteli intrattenne per più di un' ora, il suo numeroso uditorio sulla 
e le opere del grande filantropo. — Qaeste conferenze formeranno 
volume importante degli Atti del Congresso. 

Lavori del Congresso. 

Seduta delle Sezioni. 



r* 



.unedì 4 (16j giugno alle oro 10 aiìt. i membri delle tre Sezioni 
Congresso penitenziario si sono riuniti nei loro locali rispettivi, 
lalazzo dell'Assemblea della nobiltà. S. E. Galkinc-Wraskov, nella 
qualità di Presidente della Commissione del Congresso e della 
nmif^sioue penitenziaria internazionale si è recato successivapa.ejjte 
le tre Sezioni ove ha aperta la seduta, invitando ciascuna Sozipne 
lominare i membri del proprio uIBcio; ha fatto inoltre rilevare 
iportanza che nella ses-^ione attuale si e-aurisca l'ordine del giorno, 
modo da non lasciare un' ereditai di lavoro al Congresso futuro 
ba fiducia che, per opera degli uomini eminenti che compongono 
Congresso attuale, il compito sarà raggiunto. 
Per le tre Sezioni S. E. Galkine-Wraskoy propone le seguenti nomine, 
quali sono approvale per acclamazione: 

i.* Sezione — Presideìitey Pois (OlandaJ. 

Vice Prescienti: Annersledt (Svezia) — Canonico (Italia) — Dumas 
(Francia) — Fòliring (Hamhourg) — Mllenko-Wesnitch (Serbia) 
— Dott. Starke (Prussia). 

&*{jrelario, Golovine. ' . • 

Sefjretfiri ajgiunti: Ras^elli — De Brevern — Tcherman — Gifkovitch 
Boglanian. 

Aijfjrefjali : Barone de Heyking — De Reutern — Kahl — Condrine. 

4 

2.* Sezione — Presidente, Goos (Danimarca). 

Vice Presidenti : Blanc (Francia) — Jahn (Sassonia) — lUing (Prussia) 
Prins (Belgio) — Randall (Stati-Uniti) — Woxen (Norvegia) — 
Yvemès (Francia). 

Segretario, barone de Taubé. 

Segretari aggiupiti: barone de Gi'aeveniiz — barone de Me^'OiiaLOx?^ 
—htrooe de Stahl de Holstein — Terevkine. 



^ 



À'nri'r''': .il" ir:r. i('w-\]irn['i]-r.nrn!iyini> — conte Hpndrikow — En- 
v'.C' r''-*iin — V lliirin AliiKiuist. 

:;. >,,'iii;.ì: — l'ye-H'ìeitlf, di- Jngcriiaim. 
V;,-^ l'i-rsl !:■:,! i: F<;ivn lleii^^iblo (Portng.ill.i) — Fmer (WurU-m- 
l„.|.^ri — N,i.' ! i (l;.!Ji)— Hill flrigliill.Tn) — S1003 (Svizien) 

-Voi-lt, i-Vlll.T.). 

»->j'f''h- «■:-;i.i-'i- •■l,■A^l Kf^llcr — l(:ilwiky -Li-lcliinsky — Pou- 



til 



M: 



\Yw -f II. 



ri ■■■> — l':'ikloiisky — IMnomarew — Mark. 

. :r[> '<u\ l'nniint.' il'-l L'iornii per la prossiiiiit seduti 

■i/i !i'p. l'Asii'oilili'a funerale. 

■ ' nb!--( Inonorate del 4 (16J giugno. 

;l. I,. i,.,. sr/.i'iii ,i Sfnn riiiniti' in As>i^mlilea ircne- 
■■" :i''i r'.i.iitii.'.ioni' ili?!!'i]lTii"iiT il^'i ('.. Ili n crasso. 

aiiii^ii' (i.iliiiiu'-Wrn.-kiiy come Preii- 




— 421 — 

lerosì ospiti di Russia, clic con delicato sontimonco lianno riimn- 
lo di occupare nell' ufficio dol Congresso e delle Sezioni, il po>to 
cui pei loro meriti e per l'alta posizione avevano diritto, e ne esprime 
•0 la p'ù sincera riconoscenza. 

n dotU Guillaume sei^retario generale, dà lettura del processo ver- 
te della seduta precedente, elio viene approvato senza osservazioni, 
pcia dà cognizione di lettere e telegrammi di scusa inviato al 
wcrresso da persone invitate che sono state impedite di assistervi. 
Sir Walter Crofton invia pure una lettera nella quale, scusandosi di 
m poter prender parte ai lavori del Congresso, fa risaltare che in 
ghillerra l'interesie per le questioni penitenziarie è diminuito, poiché 
inno trovato la loro soluzione nello istituzioni del paese, le quali danno 
tale riguardo soddisfacenti risultati. Rammenta che da oltre 30 anni 
èva intro lotto in Irlanla il sistema progressivo, e che ad onta dei 
ioni edctti prodotti, pure non venne addottalo in Inghilterra che da 
m pili di 10 anni, quindi ninna maraviglia so la Russia non Tahbia 
pcrata nelle riforme. Fa voti per la riuscita del Congresso. 
Foinitsky propóne d'inviare un telegramma di saluto airilluslre 
•eatore del sistema penitenziario irlaniìese. 

Galkine-Wraskoy, appoggiando la proposta, crede doverla estendere a 
lite le persone invitate al Congresso, e che si erano sfusate di non 
oter venire. La proposta 6 accettata per acctamazione II presidente 
immcnta brevemente gli uomini insigni che la scienza penitenziaria 
a perduto dopo V ultima sessione e specialnfiente Almquist e il ha- 
Bne de Holtzendorff. Dietro suo invito V assemblea si alza in piedi por 
Aorare la memoria degli illustri defunti. 

[ n doti. Riggenbach, cappellano del penitenziario di Basilea, propone 
b un eguale tributo di onore venga dedicato alla memoria del va- 
broso campione della riforma penitenziaria in Russia, Walter Venning. 
L'assemblea si associa cordialmente a questa pia ovazione. 
La seduta è tolta a mezzogiorno. 

I. Sezione. 

la seduta è aperta alle 2 pomeridiane. 

Sparso wicz correlatore apre la dif^cussione sulla 1* tesi del program- 
iia, riassume le conclusioni dei relatori Reynaud, LammasMi, dott. 
terkp, dott. Tagantzoff e della Società giuridica di Pietrobur.iro e 
Jttopone alla sezione la sua propria mozione. Prendendo \n aegvùlo 

Untore CStunetnfria — Anno XX, i^^ 



m 



— 422- 

l:i )i:irfl,'i I'.iin!fiiM?!p\v, Roynaiid, StarkP e nreyfiis, ai manifc 
(l;n.>i'.'tiii?;:i ili (>|ii'iioiii. Alcuni pionuncinndo.fi per una rÌM 
i:iy;iliv,i. nllri ]M'v ima nlTnniialiva. Il presMenle crede conciliai 
ojijn-Jiti^ MM-.-i'iii liiiiiiarnlosi a ronniilare una rìsoluzione che si 
^olt.iniii ;il li'in[io pK--crilu. Cosi i<iuo[i<bta, la mozione Spassowic: 
iMla all'iirniiiiiiLlà nei segu'n:! termini: 

1. iWw i ir.illati li" c^lraiizioiie, rssend.i in una slrclta dip 
■hll'' lc^n:-l:ii'.in:ii jv^iinli paiairiilurì di'Ì liilTi'nmti paesi, e qiic*! 
,-ì:/;niii cs-onio ri:ii'.fira jiMVpoca iiresfnlc irriiludbili ad un s 
ipnt.-ia-;!, ^:ir.'li?"' iimtile tentare di introdurre ora nollc con' 
iiili<rna''.t<iinli dello dcnnmiiini^ioni iinirormi dei Tatti delitUi 
de ìiiJ;<ionÌ di iiiicsii fiitti die non possono essfre identici. 

± O.w -;hCi'|il>' di'sidi'rabile fin- li' Icf^i'laitioni penali particoli 
iii>-iv-ii ]ii!i- iiiK-iima ri'-lrndizione anco senza trattati e seiizr 
/il tii> ili rci-ipro^ilà, iMinr rccola generale, con tulln le riserv 
il.i..ii ci;i->iiiiii >l:ili) erodesse iiei-essario di ristrin (feria. 

;!, Cu; r l'CC'V.iiinf^ leu letidn a divenire la reftola dell' esln 
c;-.'l>'> nVjii'ili. in iiin?(*iiiia drille Icirisin/iinii pnrlictlari, clic 
i.ii/ioiii in'ena/.iiniali siili' eslradi7.i(iiie piilrelilici'o camliiare 




-423 — 

rullo della disciissione di questa tesi è rinviato alla seduta del 

eiugno alle 9 ant. 

luta si toglie alle ore 4 e 50 m. 

II. SeZIOxNB. 

luta si apre alle 2 e mezzo. 

lotto dal segretario il verbale della soluta precedente, il Pre* 

la lettura della 1^ tesi del programma della sezione, 

!s fa la proposta che venga nominata una sotto-sommissione per 

r 11^ tesi del programma, circa l'utilità e la possibilità di una 

penitenziaria internazionale. La proposta essendo adottala, sono 
membri di questa sotto-commissione, i signori Beltrani-Scalia, 

Yvcrnès, Slcvens e Jansen. 

^ depone sul banco della Presidenza una memoria da lui eia- 
Ila prima tesi. Quosta memoria verrà pubblicata negli atti 
resse. 

i'W correlatore, legge il riassunto delle relazioni presentate 
esi. Prendono parte alla relativa discussione : Illing, Herbette, 
itmaier e Bcltrani-Scalìa. 

iJfMite propone di rimaniare al giorno successivo il volo 
, essendo questa connessa con la 2^ tesi del programma, 
ta la proposta la seduta è sciolta alle 4 p. m. 

IH. Sezione. 

ula è ripresa a mezzodì, presenti 38 membri, 
idenie dà lettura della 1* tesi. 

data la parola al correlatore Lystchinsky, che legge un sunto 
izioni presentate al Congresso. 

Mssione è aperta. Vi prendono parte: MiassoyedolT, Skarbek, 
[iliorinsky, Taverni, Yacovlew, Fuclu, Riggenbach, Voisin, 
;kv e Graeber. 

idente riassume le relazioni presentate su questa tesi formo- 
se :?uen te proposta : 

gresso emette il voto: 

si formino, dovunque finora non esistono, Società di patronato, e 
;e le società di henefìcenza dei diversi paesi, si stóbWw^^uo 
neir ioteresse generale Uclh opere di patronato e «iww 



I.ÌII1V. 



— 424 — 

I iH'l ino lo più otlìdice, alle poreone dispost 

rio si 3t:ibi1ii'aiiiiii (lellt; convenzioni fra qui 

avmrmo per iscnpo: 

■'iM! I-I scambio i-egyl.ire e rucipmco doli 

■ il frim-ipin che i! palninato si estenderà 3 
.. tiitl;ivia 'ioli.' vfdiAc- ili polizia doÌ sin^ol 
Li-i' il riinp;il.:-Lft lioi liberati, se lo desidera 
i!i allro luniro a l'aina di lavoro. 
Ili di vista di'I riiiip'itrio, siano prc^e speri 
-iii'i, vestiario e carte di Icitiltiniazionc e d 

' vnlari.' la rrcazione di un i-tlitnto di pa 

iiiLairai-ft cln;. prima di tutto, le società d 

■se, si uiiiscaiiii fia litro civniido un 




• "f* 



— 42S — 

a, che si danno alla mendicilu, o che diventassero pericolosi p?r 
stessi per gli altri. 

FI. Urge dì rendere i proprietari dì magazzini di vino o di spiriti 
laliiicnle responsabili p?r vendila di liquori forti ad individui pa- 
smenle ebbri. 

V. Ili cai^o d'infrazione penale commessa nello stato d'ubriachezza: 
1. Lo stalo d'iibriacliezza incompleta, non può in verun caso esclu- 
e la responsabilità; come circostanza avente in.luenza sulla misura 
la pena, questo stato non può essere definito dal legislatore, nò comd 
rostanza attenuante, nò come circoslaiiza aggravante, ma la sua in- 
?riza sulla misura della pena dipende dalle circostanze di ciascun 
D particolare. 

I L'ubriachezza completa esclude in mes-ima la responsabilità, ad 
ezione dei casi seguenti: 

'/) quando l'ubriachezza costituisce per si stessa una infraziono 
ijle, e 

6) dei casi della actiones Uberai in causa, quando V autore si 
iaca sapendo che nelF ebbrezza, deve o può commettere una infra- 
Qe criminale: nel primo caso, si ronde responsabile di un delitto 
araesso con premeditazione, nel secondo, di un delitto commesso 
' negligenza. 

5lio-berg è incaricato di riferirne all'assemblea generale, 
.a >edula si leva alle ore 12 e un quarto. 

IL SfiZIOiNE. 

Seduta del 5 (17) niuguo. 

La seduta si apre alle 9 sotto la presidenza di Saverio Blan:, vice- 
fsidente. 

II barone de Graewenilz legge il verbale dolla seduta precedente. 
BtTbiHie presenta il .testo emendato da una Commissione islituila 
hoc, di?lle 4 conclusioni contenuto nella siia relazione sulla 1* tesi 
l programma. 

I. Il lavoro, un lavoro utile e per qianlo possibile produttivo, es- 
do necessario ai detenuti, sotto qualunque regime penale, devesi 
minare in ogni paese, secondo la sua situazione, come il lavoro 
sa essere praticamente somministrato e diretto, per corrispondere alle 
me e necessità diverse doìVopera penitonzima, sia col sislcnv^L \i4. 
wmà, sh col sislama per impresa. 



— 426 — 

?, Il lavfiro os:!L'n In la parte principale della vita pcnitenziar 
iv-l;ire so!ri.'i>[lo, nella sua drgnnizzazione e nella sua espi 
alla auloriti puidjlica, che sola ha modo di fare eseguire I 
ppnali, 

Nn;i pntrolibi' quimli Collerarsì l'atibondono dei detcnuli alla 
laziiiHij die alilùii per scopo il snio iiiteressR particolare. 

:t. In iii.flo L'iTir-ralp, mi senza chi; occorra stabilire r*»goIe a 
il .«iMeiua <tHhi ri":!! sembra meglio agevolare la subordÌn3ZÌ( 
lavoro, (m:iic il'o^ni altra parte del regimo penitenziario, al 
rlie si traila di compiere. 

5la a caii-i d'-llc iliflicoltù elio l'organiziaziono dei lavori d'ii 
piiblilii'o p.iò pre^prilari', si può ammcllere che le amminis 
jinirrami ail irri[ii't'>i' o industrie private, purché il benefìci 
inalili d'op'Ta nm roilituisoa il dorainro di un impresario su 
sona e sulla vita ili'I ilelriiuto. 

4. Xi'U'iirjìani/.xi/.ioiio iloi lavori p:>nit('n7,iari, e specialmente n 
ma ail err.noiiii.i, !'■ lìr^iiìrrabili' che i vanlacgi della maim d'op 
deteiiiili siami ri-"rv:ili allo Stato, e si può fare voto che Io S 
in con>i'jjiien/.:i, mila misura di'l possibile, ad un tempo prodi 




^y*W 



«^ » 



— 427 — 

I 

10X^896 potrebbero essere conciliate, e domanila se l'asspmblfa sarebbe 
Ikposta ad ascoltare i suoi sviluppi seduta stante o runcllcrli alla 
lacceis^iva seduta. 

L'asseinbba decide di rimollerc la discussone alla selula soguento. 

La seduta è sciolta a ore li Vs- 

Seduta pomeridiana del 5 (17) fjiwjiìn. 

Li sviata è ap-^rta alle 2/^ soUo la pnjsidiMi/.a di S. Blaiic. 

Salomon espone l'argìinento dei lavori ainsterno nello carceri di 
phisMa ne segnala i vantagTi dal pjnto di vista ixi?ni.;o o penale. 
^ Herbette corca una base di conciliazione fra 1:ì diverse opinioni raa- 
'slale, e prop'^iie di sottoporre alia slossa commissione che si 6 

inuMciaia sulla 1"* tesi, le su? conclusiorn sulla 2* te^i. 
' n presi bTile propone di sospendere la selliti p:^' dare agio alla coni- 

lisslone di fare la sua relazione; la rechila poirebbesl ripron lere fra 

l'ora. 

Acceilala la proposta, la se<l ila si leva alle ?u 

Alle i la seduta si riapre, llerbcUe c:)me relatore della soUo-eommis- 
ione della se lata preccdimte, dà lettura delle conclusioni della medesima, 

QW'.-Jte conclusioni sono le seguenti: 

Dalo lo stretto obbligo di far lavorane i detonili, ò inevitabile e 
^ario che la loro mano d'opera dia prodotti utili coiu'ì d'altronde 

>vn»bbe darli nella vita liliera. 

Xùndiim?nu il lavoro dei detenuti, se reoroiato con discernimento. 

Ilo r azione di una ammini-trazionc sempre libera di fissarne le 

idizinni, sembra non possa costituire, ri^p?tlo al lavoro lilcro, che 
concorrenza di lieve importanza. 

Talr; concorrenza sembra sapratulto non possa giustamente formare 
!lto di lamenti, quanlo trattasi, o di lavori agricoli che presen- 

10 un interesse pubblico, e che hanno il vantacrgio di non sposare 

K operai rurali, o di lavori industriali per uso delle carceri stesse 

di altri servizi pubblici per conto dello Stato. 

In modo più speciale e senza pretenJiTe di stabilire r gole assolute,. 

crede debba raccomandarsi: 
{^ Che la man^ d'opera sia utilizzata per q innlo l> possibih», 
(senza far torlo alle necessità dell'opera poniLenziaria, ai bisoLTui s.e-si 
Mia Vita dei detenuti e dei s^i'vìzì corcorari ; 

50 Chciyjnijffj/jlsjnin:i(!a q,wsl:i munì (i'opera siano, i\ lanlo Y^Ài 



.Il -'rvi/.io iii'IIo Sl:iL«, e lion vai1;iao a Li'HuIicio 

'<i ilTi'l(t\o <Ii4 liivnranli Jì ciascuna inilu^lria, io 
, li ^■■■i-V.-.i, h v;iiu-ià la so^litiiziom.' tiellt' in* 
:'i/.irini' (li'i s;ilnrì e rU'lle larilTc, ^iaiio C'iiiliioitì 
;::r cii'ililuìi.:' Ilo |i;-'ìli'ziiiiif', Ut- ]trÌvilL-;.'io, né Ione 
ij' ■'■it; h' iniiistiic lilunv i-ijiTÌ-;|iOiilotUii 
;>iì! 1j!ìi-:i i'(>ii>^crvi ^iiii]]iri', quuliiii<i<ie iìa il mods 
-.'. C'i, il ii!c/',,i di riiKuarc :iil (i.!:iii (-oiicoiTCnu 
-, MT]/.:! liiiiiTC ;il!o SL'injii.'r.» i dcti'iiuii i.' i^mai 
.'l'iLl'./.i.ine e ili )):ill:i ili iiiii)rc.^.-iri od iiiJii<iriidì 

■'■'l; ila i!:il Pn!siiicriìi: dctrle ili viitari> l' in^L'ioy 

'n-::i ,ii v»;i, ò rippnivala all'imniiiiiiilà. 

Il il i i"kr.'iri.' ili i\-'. '-ta li'si all'asseiublL'a triiii.Tjla, 




» ■ -■ 



— 423 — 

(li polizìa da un lato, dei servizi pubblici o privali iV ossi stonar) o di 
beneficenza dall'altro, esige un accordo Ira queste diverse istituzioni, 
confjìrme ai bisogni di ciascun paese. 

IL Per dare maggiore f.rza a questo accordo, è utile che si creino 
a tale scopo Società, Congressi o Conferenze nei (piali si riuniscano 
i rappresentanti dei diversi servizi summenzionati. 

III. Specialmente è a rnccoman larsi che lo Stato possa per legge o 
jier decreti definire pli incarichi da lasciarsi, sotto riserva dei loro 
diritti e della loro iniziativa, alle Società o Stabilimenti pubblici e 
privali, segnatamente, in quanto concerne ramministrazione del peculio 
dei minori liberati in tutti i casi, non che di quello degli adulti, se 
sono disposti a farsi patrocinare. 

IV. Per facililare la missione che incombe alle Società di patronato, 
t'* desiderabile che lo Staio, la provincia, i comuni o le società private 
creino e mantengano case di lavoro. 

Queste conclusioni messe ai voti sono approvate airunanimità. Il ba- 
rone de Buxhocvden è chiamalo a farne la relazione all'assemblea 
generale. 

11 Presidente dà lettura della 4* tesi del programma; e dopo la di- 
scussione, alla quale prendono parte alcuni oratori, legge le seguenti 
conclusioni presentate dai signori Voisin e Rollct. 

I. È desiderabile che le Sucielà di patronato possano avere la facoltà 
dì occuparsi della siluazione delle famiglie dei det'"^nuii, prima che 
essi abbiano ricuperalo la libertà ; 

a) per assicurare, in quanto è possibile, la conservazione delle 
aflczioni di famiglia ; 

b) per soccorrere eccezionalmente la famiglia <]el detenuto, se la 
detonzioneha causato un grave pregiudizio a minori, vecchi o infermi. 

II. Per raggiungere questoscopo, le Società di patronato devono men- 
zionarlo espressamente nei loro statuti, e mettersi in relazione con 
tutte le autorità locali, amministrative o religiosa. 

Queste proposte messe ai voti sono approvate airunanimitj, e il 
signor Higgenbach è incarJc/jto della relazione all' assemWa geuefA^, 
La seduta è tolta a ore 12 e 2J m. 



— 'iM — 

S (17) giugno it Dr. de Jiigemniin dà una piibMica cooCéB 
aloria e lo stato attuale delle misure prerentive del Uelil 

Assemblea generale del 6 (18) gÌugito,j 

La seduta si apre alle ore 2 Vj P^i^- ^o^^o la presidenza del* 

arbellc. 

Dopo aver partecipato alla riunione alcune notizie relative alle |j 
he devono aver lungo nei giorni seguenti, il Presidente dà la 
ti sflfrrRlario ftenpralc, per leggere il verbale. 

Si dà cognizione di letlere ed altre coEntinicaziont dirotte al Congi 
e di opere olTerle e inviate- 
si legge poi il testo del telegramma spedito dalPresiilonledel Ce 
gresso a sir WaKer Croflon, in conrormità dells decisione presa net 
seduta antecedente. I 

li Pieiidente rimetle a S. E. Galkiiio-Wraikoy una medaglia 
bronzo die la Soci^tj reale di statistica in Lonira aveva fatto codìJ 
in onore di Hciward e che manda al Congresso per essere offerta a S. 

Gaikino-Wraskoy dice essere ben lieto di ricevere q'iesla medair 
dalle mani del signor Herbclte, e che non mancherà di rarperrflnì 
i suoi ringraKiamenli per tale distinzione alla Societi statistica di Lindi 

Il Presidente di poscia la parola ai signori relatori delle sezioni f 
I;tl.i dei lavori di queste. 

! sulla 1» tesi della !■ sezione, e 




^^' ■ , T^* — . , 

•-..■--■■•. 

— 431 - 

Jagemann domanda la divisone sjUo ti*c conclusioni di Spassoviicb». 
le quali messe ai voti sono successivamente adottate. 

Sottoposta airasscmblea la propoUa addizionaÌ3 Roynaud, prendono 
parte alla discussione i signori Reynaud, Ros^olovsky, Spassovitch,. 
Dreyfus e Jagemann. 
La proposta è adottata con applausi dall'assemblea. 

Prima di passare alla discussione della 2^ tesi della 1^ sezione, it 
Presidente dà la parola al signor Troinitzky per una comunicazione. 

TroTnilzky invita i membri del Coni^re^so a visitare l'uHlcio istituita 
dal si;inor Prefetto di Pietroburgo, per la misura antropometrica secondo- 
il sistema Bertillon. 

Sliosberg dà lettura della sua relaziono sulla 2^ tesi della 1^ sezione. 

Prendono la parola Canonico e Pois. Il Presidente propone di riman- 
dare alla prima sezione la redazione definitiva della prima conclusione. 
Le altre tre conclusioni secruenti sono adottata. 

Per quanto si riferisco alla 2* sezione, il Presidente fa rilevare che 
es.>endo eirli stesso relatore sulle due tesi votate da questa sezione^ 
crede valga meglio passare all'esame delle tesi adottate dalla 3* se- 
zione. 

Fucbs relatore, le^^ge le conclusioni sulla 1* lesi della 3* sezione. 

Lo prime quattro proposizioni sono me^se ai voti ed approvate. 

Circa la proposta della 3* sezione di mandare una lellera di simpatia 
^ 8i?nor Paulian, raUìcio di Presidenza è incaricato della bisogna. 

Il Presidente mette in discussione la 4* tesi della 3* sezione. Rig- 
genhach legge la sua relazione. 

Prendono la parola Blanc e de Jagemann. Le conclusioni presentate- 
la! relatore sono volate all'unanimità. 

La seduta è tolta alle 5 pom. 

Sedute delle Sezioni 
I. sezione: 

Sedula del 6 (18) giugno. 

La seduta si apre alle 9 ant. Presidenza Pois. 

L'ordine del giorno porta la discussione sulla 3.* tesi del programma. 

J'ilenko-Vesnitsch correlatore apro i dibaltimnnti ai quali prendono 
We con applaudili discorsi i signori de la Rada, Joly e Catvomeo.'ì^oxv 
*^dori divergenza di opinioni, lo coiicJusioni del corveValOTe ?»otvc> 



1 ilei siv. (1< 
!.■■ U >■■■/ 



l;.i ;i7!'uiLUiii[i)ilà, roiaprcsa una proposta aggiuD- 

l'iivvi-;'! clifi l'ins-'snamento della scienza crimi- 
1IIÌIÌ-.-Ì11I0 e die In stuilìo scientìllco dell'appli- 
< I ^:il!i!{:iiLi' l'ondi i arsì con le e5i?i>iize della 

vili f,!h' iiri;i calleilra (ii scienza penitenzia- 
iiivi>isil'i ilei (livci'si pMfi n elle l' amiiiini^tn- 
iiL alli' raciliLazioiii necrssnrie por disciplinare 



la cmazionc di Liliilioloclie di scienza 
< mi pcn;iti per uso diù funzionari dagli 



-i.iliDl.'tlli ^1 

\;::r:ii.,-vt'; 
i: Tiv ;i.':,i. 



■ipr 



■ I come l'clalorc all'assernhloa iienerale. 
■ii liei Programma. 

i^inrie che l'oiicI lindo con una serie di 
'Ulnli' ilei siijnnri Fomitsky e Correvon, 
irjni'vazioiii i:iiportaDti circa la leffi* 




^Pi.f**l\ 



- 433 - 

incorreggibili, né come una base obbligatoria della misura della pciia 
per il giudice, né come una presunzione la cui adozione in ciascun 
caso particolaro sarebbe lasciata in facoltà dei giudice. » 

La lettura di questa relazione è accolla d.ì applausi, come pure i 
discorsi dei sip:nori Alimena, Prins e Stcvens. 

Léveillé sviluppa un proirctto che si basa sulla distinzione tra delin- 
quenti pericolosi e noccvoli. Insisto sulla grande ulilLlà della deporla- 
lione p.^i primi. 

Pren iano in sriruito la parola Herbelte e Nocito. Quest'ultimo propone 
la secruente risoluzione : 

< Pur cancellando la parola ÌNCorrcggibik, la le.a-ge penale deve essimi 
scTora anco con uno speciale iraltamnnlo, secondo i pa<^si, verso i re- 
cidivi per la terza o quarta volta, nella stessa specie di delitti. > 
Parlano Poustoroslew, Starke, Skousòs e Salomon. 
Prin? propone, \isla la div^Ti^niza d'ideo, di rimetlore la soluzione 
della ie^^'ì al venturo Congresso. 

Hertiotte crede invece possijn'lo raccnrdo e pro[)one di nominare una 
sotto commissione con l'incnrico di liovare un testo che possa siv- 
vire Ja terreno di conciliazione. 
Blanc si associa alla proposta Herbctte, 

il Presidente propone di nominare la detta sotto-commissione facen- 
ilovi entrare gli oratori che presero parie al dibattimento ed il sig. 
Brasa che presentò una proposta su tale Ojorgetto. 
Ammessa la proposta del presidente, la seduta viene levata a mezzogiorno. 

III. Sezione. 
Seduta del 6 (18) {jliigno. 

La seduta si apre allo 9 ant. sotto la Presidenza del sii^nor do Ja- 
gemann, presenti 52 membri. Stoos ringrazia doironorc fatto al suo 
pnese, col nominarlo alle funzioni di vice-presidente. 

Il Presidente annunzia che ha ricevuto una relazione del signor 
Giorsrio Guillaume, secrretario del dipartimento dei fanciulli moralmente 
abbandonati e degli stabilimenti correzionali a Vittoria (Australia), ed 
iin*allra del sicrnor Borlème-\i\si*lle case di educazione correzionali 
<ìi Flakkebjerg e di Landerupgaard in Danimarca. Dà poi lettura della 
3' tesi del programma. 

M sig^nor de Jagemaim cale la Pivsklerìza al signor F. \o\?\t\,\\ c\v\Ac 



— 4:;4- 

M?li> rtir..::iiini' per iÌ!vnM/iai-e b seziiine di'll' onore fjUo.7li 
h>\n n\l' fiiriziiiiit ili vict'-pro^-idpn'.i?, con che la sezione 1) 
iiviMn' In Tran ..-in, sui palria. {AiipUiiisi priilunijati). 

riviiiinin \m-li; ;ill;i di se '.issi ;■>!!<.' parecchi oratori. ILPresìdec 
|ii,;idi ir' si.'gEiiiii rjiic'ii^iojii proiioite dai signori Strauss, 
'evrnii, Tiivciiii e (Iivili^r, 

I 11 (;i):i^;e«'i ciiioll'" il voto ili vedere grneralizzarsi, n?l 
iiiiui^ di a'>iiliivi'.icmi>. l'opera di'i fniieiiilli miralmonte aliban 
;■ lui-iiiv ili |inili7. Urie i', di ediicaKìoni! di'll'irifanzia sventura 

II. Vi-!ii le i'<;ii';ji':i/.e ralf, converreblje comliìnarc il sisl 
i,ilxMiiie'il-i iii'll ■ f.irni^'lie d'ii quello di'! ricovero negli stai 
ivili, \isl.t ih' i dia- sislf^mi, cmisiderali S'-parata mente, pn 
;.n .r-'L.'i i- -iv.iiiri-'ui. 

i!I. (^ mvii'iu' p-:'.d[ro prc'iirarf per qiianlorigaarda iecassd 
ioli' 1:1 iVDiiimc, di alb'in.aiLnrli' piT ijuaiilo (^ pns'iibile dall' edi 
i'i::i nyjìmi-ìiUtlf, li-t.h irli svaii(a','si che quella iiresenta, e or^ 
)n<q!iil invilii.' rrili;ivi/.ÌL-iTiL'faiQÌdi;ires(T">iidoil3ÌjiLeiiiadeÌ piccoli 

IV. Si ji;;,'. nfiiiiii'Uiic il i-nl!o;'a[n(?iilii nello faiuiglìf^, spcd 




-438 — 
n signor de Jagemana riprendendo la Presidenza pone ai voti queste 
isoluzioni, che sono adottale all'unanimità, e il signor Romeo Tavcmì 
uomìoalo p^r acclamazione relatore all'assemblea generale. 

11 Presidente dì poi lettura della C* tesi del programma. 
11 conte Skarbek presentale seguenti conclusioni: 
VcT interesaarc il pubblico alle questioni penitenziarie e preventive, 
è (ìe^iderabile : 

I. Che i ministri dei diversi culli cooperino a quest'opera con insti- 
luire una domenica consacrala ad inlraltencrei loro fedeli sui carcerati. 

II. Che la slampa dia ii suo appoggio a queste questioni. 

III. Che uomini competenti organizzino conferenze e pubblichino 
stuJt spedali sullo summenzionato questioni di attualità. 

IV. Che i membri di tutte le classi sociali entrino nelle Società 
dflle carceri o di patronato. 

Queste conclusioni sono approvale airimanimilà senza discussione e 
il Cunte Skarbek ne è acclamato relatore presso l'assemblea generale, 
U seduta ò tolta alle 12 Vi ■ 



AsBQmblea generale del 7 (19) giugno. 

La seduta si apre alle 2 pom. sotto la presidenza del signor 
feina vice-presidente, 

Vien letto ed approvato il verbale della seduta precedente. 

Si (là comunicazione delle opere pervenute al Contrresso : Sliosberg, 
relatore per la 2» tesi della 1' sezione, legi^e la nuova redazione per 
la prima delle sue conclusioni che era slata rimandata all'esame della 
lezione: 

< Lo stato di ubriachezza, considerato in sé stesso non potrebbe 
cojliiuirc un delitto; esso non dà luofro a repn'ssione penale se non 
nel ca<o che si manifesti pubblicamente in condizioni pericolose per 
b siciireiza o con alti di natura laJe da produrre scan\a\o, \.\\c\ìM6 
U \xingai!liii e l'ordine pubblico », 



On 


>M 


1-..Ì 


.IHI'f 


2' ^ 


■/ì.l 


llu 


,.■!( 


■ fi 


Pi di- 


•lilF 


Mll' 


Noi 


lira 


urt 


!el II 


n-r 


ni.n 



^ ò messa ai voti ed Approvata. 
ni si^iìnr IIiTliL'Ue, relatore aiiUo due pri 

IV i:lifi i]ini;[i' tu3i sono talmente comples 
•■n:i pei' limilo tempo, 
IV \\<ì ri]n;uiimilii nel!.') se^ìnnu in questi dit 
inion" moMrare al pubblico i:Iic i'iiiiìiistri. 
lire ilalla runcmTL'nza ài)ì\ù carcrrì. Per la 
i'.'ii;il.';irL' diiaramenlc cosa deve essere il lav 
1 ri, Vi' lavorare e lavorare costaatemcnti>, ; 
i-ii;ipi>ii<a (li'llu sua Imona cnnilnUa. EoCit 
il ■ n ui'iHiutLivo, pnichè, comi' il male ha pei 
.) \itin i--scn' pnlv-ilo dall' idea del lieiio. D'altr 
.liiiv al retto ordir.amciilo del lavoro. Se lo S 
iiTiMTreldie ricorrere a terzi, a particolari 
(i iiivii'uTti liMClli di pairoiii a operai, sei 
■■:> ■■■•.l'w iii^ilifii^nLe le rn^ìlefniidamentali de 
■'i.':; u; [iiii'i lini aiuiiv^ltiTsii; losfriilLniiienlii 
I ;.. . ;i"iii':iieiili''piaiido(i'iesL'iio;Boèieii; 




■ •» 



- 437 - 

Herbette legge quindi le sue conclusioni. 
Leygues, associandosi a queste conclusioni vorrebbe proporre una 
busola addizionile, concepila cosi : 

Nelle carceri l'industria dominarne non dovrà mai essere rindiistria 
similare che predomina nella città ove sórge il carcere. 

Volsin dichiara che intende il senso della proposta del signor Leygues, 
m.) leme che essa porterebbe un serio imbarazzo all'amministrazione 
penitenziaria, poiché ogni volta che si introdurrà un* industria in un 
carcere, Tindustria similare della città non mancherà di dire che quella 
?è rinJustria dominante. 

^ L'^viTues risponde che sarebbe una questione di fatto molto facile 
[^ sia tilirsi. 
llerbette dice ciie le industrie profittano di tutte le occasioni per 
leroiarsi ; quelle che pretendono essere danneprgiale dalla concorrenza 
elle i:arceri, non si irovano meglio quando si sopprime roOìcina pe- 
ii!e.ziaria ritenuta per loro rivale, (iita casi in appoggio e mostra 
riciira che talvolta l'industria locale vive del lavoro delle carceri. 
«ianssow fa alcune obiezioni, che Herhette ribatte brevemente» 
l'Sg^imigendo che sarebbe dii>posto ad entrare anco nella questione dei 
nlari e delle tariffey se fosse mesr>a allo studio; al momento crede 
litarsi alle conclusioni già ap[)rovate dalla T sezione. 
Queste conclusioni sono poscia votate ed approvate dall* assemblea, 
proposta aggiuntiva del signor Leygues, messa ai voti è respinta. 
Li ceduta viene tolta alle ore 4 pom. 



Sedute delle Sezioni. 



1' SeZIOìNE. 



Seduta del 7 (19) giugno. 

La seduta è aperta alle 9 V4 ant. sotto la presidenza del sig. Pois. 
Si discute la 4^" tesi del programma. 

Sloutchevsky correlatore, molto applaudito, fa un riassunto completo 
oggettivo delle relazioni presentate su questa materia, proponendo 
pO'adananza le seguenti questioni : 

1* I difetti chesooo aUribuiti alle brevi pene di carcere, po^otvo 
elimiiuiU riformando resecuzioue dì queste pene? 

«w Annn 



- S38- 

2'' Se non f,>;si' p;*sflilnle di losliere, col mezzo suindicat 
i, nim |iii'tvli!irro esseri', qiielliì pene, utilmenlc soslituìi 

II) n;jll'nti]!ii.itiÌ7.ioiif?? 
h) n:ill:i l'oriihiiina cundizionaleì 
Y l.;i (ipiii];(iiii:i ciiiiJiiiinOale è ammissibile: 
a) l'iT i (leU;ii ■? 

\f i-ij;Hr;ivvfii/ionÌ ì 

il.- iiii/i-ini- ilrgli atli criminosi che dovrebbero 
(■;r:.|:fn!;a conilizinnale, non lì d'uopo che il lec 
;ì .1: iulcnsìi della sicnnziia sociale, qm'lli del 
li [■:' Iilica coscienza per il meritalo casligo di OTt; 
;■.: ;-!' |.-:ile? 

:.i y iL'i mullo niiimnte e provocano neiradana 
rr,!-! <.-im (li appmvazione. 
i <;;lli e ifiiluiina cutuli/.ionale som divise. 
Illu.i i- l)i'<'\riis ìii dicliiannu caldi p^irti^'iani di 
r.!ii<ìni-ii . I' ''-ina, i]iieM'tilliniii mnUo applainlilo, si pro 
in r.iv.iM-. I !" con alC'ini? riserve. [nHiiP, Kiiclionliaim, 





b) Pl'I 


^ 


i» Xelh 


punii! 


i con la 


aljMa 


in *i 


lesa. 




cU-- :\ 


il •:■., ;i 


qiir;nl 


i e [turi 


U 


fipiiij-'n 


l'i-i 


US Wil 




Tt^A 



— 439- 

11. La legge deve ammettere una età al di sotto della quale essa 
considera il minore irresponsabile penalmente. 

Questa età dovrebbe essere pib elevata di quella generalmente adot- 
tata nelle legislazioni attuali e non essere inferiore a IG o meglio 
a 18 anni. 

III. Deve essere interdetta Tammissione dei minori di 16 (o 18) 
umi negli stabilimenti penali. 

IV. La scelta delle misure da prendersi deve ossero determinala dai 
moventi che hanno spinto il minore a commettere finfraziono e la 
gravità di questa, dal grado del suo sviluppo intoUettuale, dall'ambiente 
[Bel quale è stato educalo, dai suoi anlecedonti o dal suo carattere. 
[Uelà del minore 6 ptire ili un grande peso, come 1' indice del di lui 
liuto morale. 

V. Se la questione dello stabilimento di pubblica tutela è stata sol- 
kllvata da un delitto che il minore ha commesso, spetta al tribunale, 
[riutato dal concorso degli htituti di tutela e di istruzione pubblica, 
[die formono con lui una sola amminislazione, e sorretto dalla coope- 
|naone dei medici lepfisti o anche allenisti, stabilire ([uesla tutola, 
•opprimerla prima dello spirare del suo termine, scegliere il .crencre 
[4 stabilimento più adatto, cambiarlo e farne uscire il miiwre prima 

eil'epoca stabilita. 

VI. Di regola, qu'^sUt misura cessa con la maggiore età. Nondimeno 
tribunale, in seguito a domanda «leirautoriià tutoria, potrà eccezio 

lente prolun.crare il sogi^iorno del dctcìmto divenuto maggioro nella 
[tea di coirezion? oltre la maggior ola, per un tenipo non superiore 
|*tre anni. 

ni. Oirni minore posto sotto la pubblica tutela riceve da que-ta 
[imministraziune un tutore responsabile, il quale agi-^ce in suo nome 
it col diritto, controllato dall'amministrazione giudiziaria e tutelare, 
|4i far passare il minore da uno in altro stabilimento e di farvelo sor- 
[tire prima del termine fissato. 

nil. 11 tribunale giudica sulle infrazioni commesse dal minori dai 
|J8 18 a 20 anni. Deve avere la più grande latitudine per pronunciare 
|h pena quando il minore è riconosciuto colpcvolOy dalla aompVvce ^m- 
modìs^^iìe alla pena ordinaria prevista por il delitto. 



- uo- 

II. Skziose. 
Ceduta liei 7 (19) giugno, 
1 jeiiul;i •'■ ;i|i'rl,i allo 10 aiit. sotto la presidenza del sìg. 

li-iniue ile T,ii!!'i' !i'3gi> il viTlialfi della seduta precetlent 
wssoviirli, ivLil.iiv liolla sotlo-i'Oininissione nominata nella 
l'nlenlo, '!niii:)rul:L fin' la ivhztoiii.^ di questa venga presen 
il ninni. La pruii'^:;'!;) •'■ iicceltula, 

lUMCciit' all:i lii-i'u-isiiinc il'Jla i» Ifisi del programma. 
i-jr-i i^oin'Jai.iri' cspoiic la sua ridaKione contenente K- 
i Milk- diii^ |i:uli ili'll;i tosi. 1* pene dì lunga durala, 2° 

Su (|.i- -l'iiKJìii.i puiilii il cfirrelalore propone ili rimandarn 

i',i)[iLTr'-:-i l:i ^'lu7,il'me, Prundono la parola: Lóveillù, B 



Ì":i--;('MililiM a docidiTe- se si deblja votare 
■ni n ■ili riascuna r;e[iarata mente. L'assen 

Ila ili ijiif'ttf' alierrialive. In conseffucn/a, 
•I-I -ig. l'nL'i'.'i è mc-^^so ai voti ed adott; 

■'liaroiii di a4eni'r3Ì. 




' t 



:^r;>-.' 



.*- *■-, 



— iil — 

8^ I giudicabili dovranno es^re trattati sulla base del diri ilo co- 
mune. La detenzione prevpnliva importerà soltanto quelle restrizioni ri- 
chiei^te dal suo scopo slesso e dalla cura di mantenere Tordine del carcere; 
69 L'amministrazione della casa di detenzione non polrù applicare ri- 
guardo ai giudicabili che le misure di disciplina previste dal regolamenlo 
e strettamente necessarie per mantenere Tordine e la tranquillità ; 

> L'azione delle Società di patronato istituite piM condannati libo- 
nti dovrebbe anco estendersi ai giudicabili rilasciati. 

Inoltre il correlatore propone di rimettere ad uno dei prossimi 
Congressi la discussione sull'indennizzo pel fatto della detenzione pre- 
^venliva subita, questione sollevata dalle relazioni presentale. 

In proposilo, s'impegna una discussione alla quale prendono parte 
Mrani-Scalla, Blanc e Stevens. 

Herbetle propone di nominare una sotto-commissione per stabilire 
ma formula conciliativa. Accettata la proposUt, la sotto-commissione 
composta dei signori Beltrani-Scalia, Stevens Vérevkine, Leitmaier 
[l Lagueste. 
La 5* lebi è messa in deliberazione. 
Latychew leg^e la sua correlazione. 
La discussione è rimandata alla suc:esMva seduta. 
La seduta viene tolta alle il Yi ^»t. 



in. Sezione 

Seduta del 7 (19) giugno 

La seduta si apre alle 9 V2 ^otto la presidenza del si?, de Jagemann, 
mi 58 membri. Letto ed approvalo il verbale, il Presidente ari- 
nzia nver ricevuta una relazione dal sig. RigQ:enbach, ed un'altra 
il sig. Voisin. 

Una copia di queste due relazioni viene olTerla a cia-^cim membro 
la sezione. 

Il Presidente procede alla lettura della 5" tesi del programma. 
Prendon') parte alla discussione parecchi oratori. 
.Il Presilente legge le seguenti conclusioni presentate dal sig. Voisin: 

L II Congresso fa voto che di fronte ad individui in islato di libe- 
one condizionale defìniliva che si pongono sotto il p:ilrocinio di 
itta Società, l'azione di questa si e?errili principalmeiile e direllamowV^ 
W concorsr> del servizi di puH/Ja r di sicurezza pubblica. 



•i I ■fin- iitj \:-\ìv i!iil.;ir;ii/.o {lei il palronalo, e 
p'i !ì i-mrc-^a (Irl lavoro e per conspjruenza Cfl 
i fii-^'l'iti pi'i ciiilnniiiiti liiMìrati, ta divulgazir 
■> fi''iliiK'rili' f;ilt:i ai pnrlicol.irì ildlo notìzie ce 
-'iuili/.iaii I) di" si liMvanu nd!e mani diMla poli: 

' -^iTi'iak' l'h" gli auetili di jiolizia non vailaiu 
i'r.;n 1-1. li ine a ricliii'doii.' iioli/.ic sulla cosiduti 
-l'-.Hu' [i-isli', iJii|io In libLTa/.Ìiin", sollo il |)alru.-tii 

ili r'-tarii) re'poii.-y|»ili di front" all'Autorità pu 
' fi (■^ll■lll|l' ;il patronato d.-IJe ra.iiazie ravveduti' 

1 '.-'■■ 'Ili ■; Ilio qiiimli volale oil approvalo all'unin 
''■ Mf'idilii por axIaiiiaKiniii' ndatoro alt'a^iiL'inl 



Il Tri 

li:ìp. 

fmini" 



il'-lla 7" li'-;; del programm,"». 
i-cii^-^inne, il l'rcìili^nlo fa la pr^ip 
Goinpri-li dir signori Karnii'Ui, ( 
' ilei pa-i|nn? Om'licr, coirinrariro di 







f 



— 443 — 

n 9g. Tàverni presonta la sua relazione sulla 3^ tesi della III. s^'zione. 
Questa relazione termina con le seguenti conclusioni che sì riprodu- 
cono perchò presentano talune divergenze con quelle già pubblicale 
alla relativa discussione. 

I. Il Congresso emette il voto di veder generalizzate nelle loro 
[ differenli formo d'applicazione, l'opera dei minori moralmente abban- 
donati e le misure di protezione e di educazione deirinfaiizia sventurata. 

II. Per le esperienze fatte, occorre combinare il sistema di colloca- 
mento nelle famiglie con quello del ricovero negli slabilimenti, presen- 
tanjo i due sistemi isolatamente considerati vantaggi e svantaggi. 

III. Nondimeno, devesi procurare, per quanto si riferisco agli stabi* 
fimenti, di allontanarli per quanto è possibile dall'educazione detta 
< reggimentale > e di ordinarli secondo il principio deireduca'zione 
bmi^liare, cioè a dire secondo il sistema dei piccoli gruppi. 

IV. Si può ammettere il collocamento nelle famiglie, specialmente 
Bei seguenti casi : 

1.*» Per i minori più giovani di età, sopratutto se femmine, non 
tompromessi moralmente e di sana costituzione. 

2.0 Per i minori moralmente trascurati o colpevoli, dopo un sufB- 
«ienle lasso di tempo, quando saranno stati provati o corretti in uno 
Sabilimonto. 

3.0 Pei minori la cui educazione correzionale è terminata e che sono 
^cora sotto il patronato. 

V. Per quanto riguarda l'educazione in famiglia, è da raccomandarsi 
<ie libere Società d'educazione o Società di patrocinio o comitati 
ft^mpetenti stabiliti dalle pubbliche autorità si occiipini: 

a) di fare una scelta intelligente delle famiglio alle quali possono 
«ssere afiidati i minori. 

b) di dirigere queste famiglie; 

e) di sorvegliarle nel loro compito educativo ; 

d) di regolare questo compito giusta principi sperimentatL 

VI. Sarebbe utile che, da un lato, le Direzioni delle caso di educa- 
tone, dall'altro i comitati di educazione famigliare di ogni distretto 
ltabilÌ3sero tra loro un amichevole accordo, allo scopo di poter fare 
icambi tra i loro protetti e combinare così le due forme di elucazioae, 
lecondo i bisogni individuali di ciascuno» 



— 414 — 

Es-nmlu apei'l,! 1m lìi^ci iasione, TaiM«si)w, appoggiato da alcuni : 
pnipono rlii' il riiiiL'ri'-<i ctnotla un volo riguardo al collocar 
miriiii'i'niii j[i f.imiglie i^enza iì?li, che lì ricoTesSLTo, non pei 
di a■'la■l:l^'n'>, iii;i [ler .■itr'/ioiin in mancanza di figli propri. 

Ou'-st;! |iim|m-I:l uciw. rc^piula dopo mia di-cussìonc alla qu 
It'i-ipaiiD i srL'tKni 'il' .l,i'-vm;inn, Tavorni, fìolovislci e Voisio. 

So:io iriviT-- ;ippi'ovali' le concliisioid del sig. Taverni. 

Viiiairi i.re.-;('iit;i l:i sin n'bxione sulla V)'^ tesi della 3"Se zìono ( 
lira 'libili ■<^'"ìie). !.>' ivnii'lusitmi del ri'littore sono poste ai voli ed J 

Il riv.iitlciil'' pi>rir ih discussione i;i fi" te^i della 3" Sezion 

In ,i''S"ii;^i d ■! ivl;i[ii[c ronti; Skarbek, il si?, de Jngi<mann ìndii 
tivi i-ln' Innin) iiiiio;! I la Se/ii>iii' a fi'nnarsi alle conclusioni da lei 
lc,c-ì\ hyU<'v\ a •■]>■• h rvlii/.inne Skarbek sai-àpiilililicataullerio 

l/oiMtiin; <pir\!:'.i ihe la So/Jone Iia stimnto utile indicare 
(■l(.'iii('rjli iirllr' -nlii/.inii,' ilella tnsì ; prima di liittn la religiott 
rj^'iiLc p;i'i furi-' piT iiil('re-.<;iri^ il piiliI)lÌL'o alle questioni l 
zi;ire o prov.'nlivi;. Li n ■lidi me non ùessa la sorf^i'iite di ogn 
ficonza e il rii''//i più "Hìcaco per cmenlare il detenalo? k 
lirnjr-i, l;i oifip"ra/innii d'i iiiiiii3ln dei vari i-uUi inlervioni; o 




I 
I 



— 4i8 — 

lUadeCenzione in comune, se non quando, in segnilo a preciso desiderio 
ò\ giudicabile, questa soslituzione sia autorizzata dal potere giudi- 
iario amministrativo. 

3. La separazione individuale sarà pure applicabile ai minori allorché 
i trovano in istato di detenzione; essa non sarà ordinata che noi ciso di 
ma assoluta necessità e sarebbe bene stabilire come massima, che i gio- 
vanetti minori di 17 anni godano il benefìcio della libertà, fino al mo» 
mento in cui l'autorità avrebbe definitivamente decretato sulla loro sorte. 

4. La separazione individuale sarà sostituita dalla detenzione in co- 
mune per le persone che non potrebbero subirla impunemente per la 
loro salute a causa della loro età avanzata e delle loro indisposizioni 
Hche psichiche. 

0. I giudicabili dovranno trattarsi sulla base del diritto comune. La 
etenzione preventiva richiederà unicamente quelle restrizioni neces- 
irie al suo scopo e al mantenimento doirordine nel carcere slesso. 

6. L'amministrazione locale non potrà applicare ai giudicaliili che 
? misure disciplinari proviste dal regolamento e slrellamenle ncces- 
irie per mantenere V ordine e la tranquillità. 

7. L' azione delle Società di patronato istituite per i condannati li- 
)erati, dovrebbe' pure estendersi ai giudicabili rilasciati. 

Queste conclusioni poste ai voti sono approvate. 

Yvernès presenta la sua relazione sulla li* tesi della 2* Sezione. Le 
conclusioni sono le seguenti: 

n Congresso fa voti : 

Che sia redatta per ciascuna sessione del Congresso una statistica 
penitenziaria internazionale ; 

Che questo lavoro sia affidato all' amministrazione carceraria del 
laese nel quale dovrà riunirsi il Congresso. 

Che le investigazioni partano dal 2'^ anno che sngue quello del pre- 
sente Congresso. 

Che i prospetti annessi alla relezione del sig. Bellrani-Scalìa siano 
emessi in massima come base di questa statistica internazionale. 

Che la pubblicazione sia accompagnata da una relazione che ana- 
lizzi i risultati constatati e faccia conoscere lo stato della statistica pc- 
Jilenziaria nei diversi paesi. 

Herbelle ringrazia Beltrani-Scalla per i suoi bei lavori sulla stati- 
stica penitenziaria ; segnala puranco i grandi servizi resi dall' Yvorivte 
» 

^ questo ramo della scienza. 



- 448 — 

L' ^i~<ei[ib[c3 <ì ni^-oci^ ai aenlìmenti espressi da Herbelte; 
Inior.t Yvorricj, i.iiilo ii nome di Bcllrani-Scalìa, che in boom 
dj.;e r]riaiittì i's>i ^ie:lo sensiliili a qupsia maniteslazione del Ce 
clic ò per ossi la iiiigUor rìcompi'nsn alle loro faliche. 

Le l'orn'l lisi. ini lìcll' YviTnès sono approvale. 

Miloiikn-Vpsiiiii-li fa l;i sua relazione sulla 3» lesi della pi 
ziiìii" e corirliid'' cnA -. 

1. l,'aR-;>mMi'ì (■' di opinione che è utilissimo l' insegnarne 
scii;i).'.a criminale *.' pi'nìlenziaria e che lo studio sciealifìco 
l»lii'.n/ionii delle pen:> può facilmente conciliarsi con le esigen 
di^ipliiia penale. 

2. l'.ii'.'Llu iiniiiili il volo che nell' università dei diversi | 
Ì.-Ul{i'.i.i ima cattedra di scienza penitenziaria, e dio l'ammini! 
carceraria ruLM'ia le fjiililazioni necosiarie per sostenere ed inco 
flue>ìto ^ludiL). 

;S. tijùiia i:.1ii' sin utilissima la creazione di biblioteche di 
pi'tiil''Mziaria iil>jIì slaljilimenti penali per uso dei funzionari a 
Ijiieslo ruih^lusioni sono adottale. 

' sabato alle 3 t 




— 447 - 

. Definendo gli atti punibili ai quali dovrebbe essere applicata 

idanna cond&ionale, non conviene che il legislatore abbia in 

gli interessi della sicurezza sociale, quelli della parte lesa, e la 

inza pubblica che reclama un castigo per ogni azione che attenta 

dine legale? 

a sotto-commissione composta dei signori Pois, Canonico e Kir- 

leim è scelta per fare lo spoglio delle schede, il cui risultato verrà 

micalo nella seduta prossima. 

riprende la discussione sulla 5' tesi del programma. 

prendono parte: Lautumier, Drill, Golovinsky, Fo'initsky, do la 

e Golovine. 

iuso il dibattimento, si prece le alla votazione, prendendo per base 
^i presentate nella se luta di ieri dal signor Drill. 

tesi ly 4 e 8 sono adottate dalla maggioranza, dopo qualche leg- 

modificazione. 
no respinte le tesi 3 e 7. 

tesi 2, 5 e 6 sono ritirate dal signor Drill, il quale è designato 
)resentare la relazione all' assemblea generale, e la seduta si scioglie 



zzogiomo. 



II. Sezione. 

Seduta dell' 8 (20) giugno. 

seduta si apre alle 10 ant. sotto la Presidenza del sig. Goos. 
barone di Taubé legge il verbale, che è approvalo con alcune 
flcazioni richieste dai signori VeiUier e Léveillé. 
ordine del giorno porla la discussione sulle conclusioni formulate 
sotto-commissione incaricata di studiare la 7* te^i del pre- 
ma. Vérevkine, relatore della Commissione, legofe le conclusioni. 
i seduta dell'assemblea generale dello stesso giorno). 
:s3e ai voti sono approvate all'unanimità. 
Presidente ringraziando Vérevkine della sua brillante relazione, 
one, d'accordo con lui, di nominare Stcvens, come veterano della 
iza penitenziaria, relatore della tesi all'assemblea generale, 
nesta proposta è accolta da applausi prolungati, 
t passa all'esame delle tesi 8, 9 e 10 del programma, proposte dal 
erno giapponese. 
'miìskf, correlatore su queste lesi, propone le segucnli ruoVuivc^m-, 



e la f;i:ilil'i 

looiiu |ii.'niti'ii/.L. 

Tesi il. li M-i 



- 118- 
. i: ':e-ii]<'i'.iliil(' dio tulli ì ilmenuti abbian? le occi 
ì-ìouli, pi r iiinmn è possibile, alla loro capacità ; la t 



\c.it:v* ili L'>si? inn sono conli'aric alle eslgen: 
, iMiiiiah. 

I proL'rrsnvn clii^ cominci;i dalla detenzione e 
i-iin uliMi^ii liol laviint, eiirriaponde alla nalura delle pi'DC d 
iluraLa. 

'ii'v/ Ili. Si* a aivi.;ii;i por i di'leniili a lunghe pene il sistonia | 
sivo, -ari'Mho pi^-iibilo e lìesidcraliilo di iwcnpirli in lavori air 
a condiziorie di'' siano sepnnti dagli iijjorai librari. .Quoati bivi 
snnri cs'ii'iv iiif.Miii:^/,:ilÌ ne! pae«e ?lc>so o ii(.'i confini. 

J..I si'/,iiiiii-, osiiriiiiondii il volo clie -jli autori dolle lesi 8, 
si ripurliiiii ui iIìvit-iì Livori di'lla se/,ione e del Congresso, 
quelli lii'i Co!i-Ti:->i infvt'ilr'nli sulle varie parli del proljlcmi 
!■ ]>i']LÌk'ii/i;iiii>, !]iìm[1:i idi'iinMiiimiià le due prime pmpusle di Fo 
In i|ii:Lii:(t ;dl:i iciv.:!, l'a^soiiiMi'a, su proposta di Léveillù, s( 
/LTisiri' ali.' s..lii/i,-iii il.il'; ;illa l'^ l(^^l. 

rniailsky r iio:iiÌn;i[o relatore all' ns^cmlilca generale e ricei 
^r.i/.Kiincii'i .L'I Jliiiisln> dt'I (;iap[)nne, Nissin. 




— 449 — 

?r raccomandare allo studio dei diversi paesi le seguenti misure : 
!. L' internamento, p?r una conveniente durata, negli stabilimenti 
case di lavoro obbligatorio di certe categorie d'individui, come i 
iJicanli vagabondi inveterali, ecc. 

± Il carcere prolungato o, secondo i casi, rinvio nei territori o 
sedimenti dipen lenti dai paesi interessati, per utilizzare questo 
ze perdute; ma sempre con le garanzie che deve l' autorità assicu- 
e a coloro che sono privati della libertà, e con la possibilità di ri- 
ìerare la libertà intiera per la loro buona condotta, specialmente 
DQ'^s^o il sistema della libertà condizionale. 
ìieste misure non preoriudichorebbero punto il collocamento negli 
iùliioenti speciali di assistenza, delle persone riconosciute incapaci 
b.slare materialmente a sé stesse col loro lavoro. 

?kcu>è3 è nominato per acclamazione relatore all'assemblea generale. 
•nssando all'esame della B* tesi (cernita dei funzionari dei servizi 
:o:dTÌ) la sezione, uJìte le conclusioni del correlatore Latychew e 
IO alcune parole scambiate tra i signori : Prins, Bellrani-Scalia ed 
lie t% adotta quelle conclusioni airunanimilà, con lievi mo:liflcazioni. 
•Il Ite e Latychew convengono di fissare di comune accordo il testo 
ìiii-ivo dolle conclusioni. 

-.niychew è nominato relatore della tesi all'assemblea generale. 
J. seduta è tolta alle ore lì V2 ^"^« 

Assemblea generale del 9 (21) giugno. 

.a seduta è aperta alle 2 pom. sotto la presidenza del vice presi- 
ilo Leilmaier. 

1 verbale della seduta preceilente, letto dal segretario aggiunto Ko- 
row, è approvato. 

1 segretario generale Guillaume dà cognizione delle comunicazioni 
'vule. 

l «lata la parola al signor Randall delegalo ufficiale del governo 
li Stati-Uniti d'America. Randall, d'accordo col ministro degli Stati- 
li accreditato a Pietroburgo, desidera esprimere i sentimenti del 
eino e del popolo americano verso l'attuale Congresso penitenzia- 
, assicurando che esso e accompagnato dalle simpatie e dai voti 
sinceri del pubblico americano. Esprime il suo dispiacere perchè 
) figurano all' esposizione gli stabilimenti penali della sua na- 
>Qe, che avrebbero mostrato il loro ordinamento e fatto conoscere 



-450 — 
i [ivoilf^iii (l.'i lorn l.ivnri. Spiega lo ragioni di questa manca 
piiiici[Kilc' (> I;t ^rrari'le distanza dio separa gli Slati-Uoìli dalla 
tleila Russia. 

Ma l'iiili'nsse per qncMa paposizione e pel Congrosso è & 
che (.'gli fu marnlit.i per farin una relazione. Egli si studierà 
più rfiiiipli>l.:i l'ile sia jiossibilo, » ccrchiTà ciie abbia in Am 
ma^Tgiore piilil)U\'it;i. 

Parl'i liei vinci li d':imicizia che legano ì due Slati e deg 
Rulln qiif-tiniii ponili f pmitenz-iarie ai quali si è dedicata 1; 
dn oUni tri iv'i'n, rl:r> smin ben conosciuti od approdali in A 

I prvr.'i^i I '.'lì/.'.-li d'allora in BiiS'tìa in proposito sono stai 
di^=i:i!i, e coriJil.iMii i hvdi-i ci)mpiuti nella riforma carciTar 
l':iiii!i^ (lirc/.i ;rii' ■]■'] sisnor Galkirir-Wraskoy, si può and; 
clii' ^ìi sfinii filli il.illa RuAfia saranno coronati dal piii ce 
su'ivssi. fili S(ali-l'!it'i lianno pure molto conlrilmito alla scie 
i:ili'ii/i:i(ti, i1;ì[i.1o a'I'l'iirfipa i liim siatemi pensiJvanico e ili . 
e ?!i/;;''iil!j id 'r '■^■•' liann^ trovalo posto nnlla legislazione 
nìvo\>e:\. 

^\V-'-"-v.ì -li i:o::i;i.';:ii peiiiti.'nzi.iii di Stali-Umti bann) 




e: 



-4SI- 

; Gii Stati-Uniti sono per eccellenza il paese delle rìforme e dei 
grassi e non mancheranno di unirsi agli sforzi fatti delle altre na- 
li nel campo penale e penitenziario ». 

'ermina rinnovando le felicitazioni e gli auguri del governo e del 
olo degli Stati-Uniti, esprimendo la sua convinzione che il successo 
'attuale Congresso è fin da ora assicurato, 
l discorso del si^. Randall solleva i più vivi applausi. 
1 sesrretario generale propone di pregore il sig. Ranlall di esporre 
la sua relazione al governo americano i ringraziamenti del Con- 
sto por i suoi voti e per la sua promessa di cooperazione, di pre- 
e la Presidenza del Congresso di trasmettere alla < National Prison 
>uciation > i suoi sentimenti di riconoscnnza pei suoi lavori e per 
sua attivila ed as-icurarla che il Congresso conserva un pio ricordo 
la venerata memoria del Dr. Wines, e finalmente di esprimere 
signori Wines e Round il dispiacere del Congresso per non averli 
seno a questa riunione. 
Jueste mozioni sono accettate ad unanimità. 

Karnicky pn»st»nla la relazione della 1* Sezione sulla 7* tesi. La re- 
zione termina con le conclusioni seguenti: 

I. Riferendosi alla risoluzione del Congresso di Roma, che rico- 
ibbecome uno dei mezzi per riparare alle deplorevoli conseguenze di 
la edurazionc immorJte data dai genitori ai loro figli minorenni sia 
jeH-Mli permettere ai tribunali di togliere ai genitori tutti o parte dei 
ritli derivanti dalla patria pot(^slà, quando fatti sufiìclentemente pro- 
ti rendano certi della loro responsabilità, il IV Congresso riconosce 
e lo Slato ha il dovere di eliminare rinfliienza perniciosa dei ge- 
tori i) tutori sui loro figli o pupilli. 

II. Il tribunale, avendo constatata Tindegnità o l'incapacità dei go- 
tori del minore delinquerne, fisserà il termine dell'educazione t ite- 
re fino all'età maggioro, dd(^gandola sia ad uno stabilimento correzio- 
ile, sia al un istituto di beneficenza o di assistenza pubblica o privata. 
L'iniziativa delle misure che lendono ad eliminare o a restringere 
i poteslà paterna spetterà airautorità pubblica (giudiziaria o am- 
lini^iraliva), come pure allo istiiuaiorii summonzionate, allo quali sarà 
lato affidalo il minore. 

III. Il minorp, in favore del qiule sarà stata decisa Va$^c\V'X à\\\o 
f^bWmenio penale o correzionaìe prima del termine deWa corvàauivjL 



— 453 — 

o (Iella cfiiTO/Ji ti', i-iritinuerj a rimanere solto b stCisa ajtorìlj 
fino li libilo k•nlli[l^ si'[i/,a i:lie p'T ciò vi sia bisogno di una d 

.sfii'cialc tli-'l |iolcri' ijiudiiiiario. 

!V. I .i^i'iiiUiri saranno loniitì a Mntribuire in proporzione 
inr//.i, rill" >[i'<i' ild niaiilciiirn^'nto e JcH'edui^aùonc dei miti' 
irar.i p-T l'.iiiu il'i jiU'deìimi all.i loro autorità. 

V. .•!' Il' ciivo-l;!]!.'.!' che. liarino fallo eliminare o n?slriti.!jpr( 
'■^A-\ pa'eriKi sorm r.iiiiliiali^ in modo che il minoro possa CjsCi 
Uiilo ais^Kii gci;iL'>ri f:'\ì/.3 per:Mlo per h moralilà, una nuova d 
</.iì:]]-/:-:t\-ì:i \h:.v'.\ rfjnlc^rarc i genitori nel godimento dei lor 
^iill-. !H'r^.>ri:i (L'I ru:ii:ioli). 

Oii-L' cnulii-iini |io-;ti' ai voli ven.ijono appiMvale. 

SkMi-.',> ;ii ' :'iila la roLi/.inni! della 2" Seziurit? sulla G» tosi. 

!'r. .iIj!)i II ji-iroli Idaiìa e Spa.isovilcli. 

13;-. 1 liinii.iiiJi la 'iiii-io!ii\ La prima ciinclLi^ionc è approvai 
vii.i!': iii ii-,^iiit .ip|.,ova',a la si'Cotida. 

il sefjivlario sreniTal'' ricorda ì serviiji 
.'Sia tiueslionn 6 prupupc ohe il e 




^-r . » 



-453 — 

Il coDte Skarbek depone la sua relazione sulla 6'' tesi della 3^ Sezione. 
Queste conclusioni erano state già approvate dal Congresso. 
Wullfert presenta la relazione delia 2"^ Sezione sulla 6^ tesi. 
Le sue conclusioni sono le seguenti : 

I. Un sistema di ricomponete e di incoraggiamenti materiali e 
morali ai detenuti fissati per regolamento con libertà di scella con* 
cessa airaroministrazione, è edlcace neirinteresse di una buona disciplina 
Bonchè dell'emenda dei detenuti. 

IL Le misuro indicale dovrebbero essere una retribuzione dcirassi- 
duitj al lavoro e della buona condotta, senza recare pregiudizio al 
caraltere serio e allo scopo della pena. 

IlL Si può dare una estensione ai mezzi morali dlncoraggiamento 
e di ricompense, come la speranza di abbreviare la pena, Tautorizza- 
zione ili comprare libri, di mandare soccorsi ai parenti, ecc. 

IV É ammissibile, in fatto d*incoraggiamenli maleriali, raulorizzazione 
di procurarsi sostanze alimentari che senza avere il carattere di ghiot- 
tornie, appariscano utili dal lato igienico. 

V. Al detenuto potrebbe essere data fa»'ollà di disporre pei suoi bi- 
soirni raileriali e morali di una pnrle del suo peculio in una mìsusa 
limiLila dal regolamento e dal razionale apprezzamento del capo dello 
stabilimenlo in ciascun caso particolare. 

V[. La parte del peculio messa in riserva dovrebbe essere depositata 
rt momonlo della liberazione del detenuto presso le autorità o Società 
di patronato che avranno Tincarico di far pagamcnli al detenuto per 
frazioni a misura delle sue necessità. 

VII. Non può ammettersi che il (htonulo possa disporre dol suo 
palnmoiiio alfinfuori del suo peculio, pf>r soìdisfare allo sue necessità 
neirinterno del carcere, senza Taulorizzazione dol direttore. 

Messe ai voli queste conclusioni vengono approvate. 
' Ilpi'in!:iperialitzyne del Sfgrotnriato gj^nerale, legge la relazione 
?oìniisky sulle tesi proposte dd governo giapponese, e le osservazioni 
felle su queste stesse tesi dal siir. Mssin, ministro del Giappone. 
Le roDclusioni deJ sìg. Foìuii^ky sono approvate. 

-^Wws» CafTeraria — Anno XX, '5\. 




Pagès lìà lotlura della relasinne della 2» 
ne le conclusioni : 

I. Ogni pena esaendo destinala nd un tempo a punire ili 
■ a mcLlerlo nella impossibilità di nuoci're o a dargli i mezs 

liUrsL e !<; pene di lunga durata permettendo pili delle al 
spi^rarc l'cmeiida del condannalo, l'ordinaoiento di queste p 
CssoFi' ispirala ai prìncipi di riforma cbe reggono lepeoedi bre 

II. Qualunque condanna a pena di lunga dorala impo 
suo inizio un pBfiodo dì reclusione cellulare. 

Ilf. Dopo il periodo della segregazione la cella di ^i 
notte, quando il condannato sarà aromesBO al laroro In comu 
te il ffìnino, continuerà ad essere rìncbiuao In cella duranb 

IV. L'amministazìone dovrà organixure Isrorl, quanto ptii dì 
airaria aperta e a preTerenza lavori d'interesse pubblico, t 
rondizione ìjjdispensabile cbe tali lavori siano disposti in moc 
permettere mai il conlatto del dolenuli^n la popolazione 

V. La liberazione condizionale non sarà concessa die con il 
L'imenlo t se^juando unì fJ:radunziONe in accordo con l'ea 




^ « ■ « * 



— 455 — 

L'ordine del giorno reca la dif?cii?5iono sulla 6* lesi del programma. 
Colorine, correlatore, espone le seguenti conclusioni : 

1« La ricettazione semplice o abituale dei prodotti del delitto sarà 
fora innanzi trattata come un delitto speciale. 

£<* Per colpire in modo ofTicace i ric«'tlatori abituali, si trova utile 
di as^flravare le pene attualmente in viiroro, nei diversi paesi, tanto 
come privazione di libertà, quanto rome ammanila. 

Il ffiudice cbe dovrà pronunciare la sentenza, avrà, su tal riguardo, 
una grande latitudine nell'applicazione della pena. 

3*» Sarebbe utile completare e fare osservare rigorosamente i rego- 
lamenti professionali tendenti a prevenire la ricettazione. 

Queste conclusioni danno luogo ad una discussione animata, dalla 
qusle risulta die l'Assemblea è d'accordo nella sostanza, ma v'ha diver- 
genza riguardo alia forma in cui sono redatte le conclusioni; vengono 
quinli emendale ed anprovate nei seguenti termini: 

Per combattere in modo efficace la ricettazione, occorro: 
\^ promulgare riguardo a certe professioni, come banchieri, cam- 

Kavalule, orefici, rigattieri ecc. disposizioni regolamentari intese a 

prevenire la ricettazione; 

2° fare della ricettazione, non un caso di complicità, ma un delitto 

tpecìale ; 

3^ stabilire un aggravamento progressivo delle pene per la recidiva 

in questo reato. 
i 
Golovine è scelto dalla Sezione a riferirne all'Assemblea generale. 

Virne messa in discussione TS* tesi del programma. 

Sclit-'irlovitow correlatore presenta le sue coiurlusioni; parecchi oratori, 
[tra i quali Canonico, Alimena, Poustoroslew e Pois, prendono la parola, 
I %jo di che è proposta dal Presidente ed accettata a grandissima mag- 
;"?ìoninza la seguente risoluzione: 

; <Xon v'ha luogo di sottrarre alla giurislizione dei tribunali ordinari 
'1 delitti di diritto comune commessi dai detenuti durante l'espiazione 
>-^llaptna, qualunque ossi siano, eccetto naturalmente il caso, in cui 
t 'Questi delitti sono minacciati di una pena speciale dalle leggi o dai 
I regolamenti che concernono l'ordine e la -disciplina nel carcero. 
Qaest^ fisoluz/oae essendo In qualche modo discorde da queAU \)vci- 







■posta dal Sig. Sdieelovitoi 

l'Assemblea crenerale; n tale ruiizionc i sci^lin iwec« fi Si^. ] 

Dopf) ciò, essendo esaurite le lesi Ucrilte aU'oriliut! del giorni 
J» Sezione, il Presidente con pan»h i^ommo^sa tìfl eloquente, rin 
l'Assembli'a del concorso che gli Iia prestalo per conduire a 
fine i lavori ileila Sezione e per risolvere alcuni problemi dell 
alta importanza, liìngrazia dfl piiii i relatori e correlatori che co 
proficuo ed inlellia'i'nle lavoro, iiauiio coopt^ratu a rendere più 
^ precise le divnrse tesi. Dopo lo scambio dni ringraziamomi di 
semhlea, il Piesidente dicliinra chiusi 1 lavori della 1' Sezioii 
IV Conofrcsso iJt'nilenxiario. 

II.» Seziokk. 
Seduta del (£/) giugno. 
La seduta è aporia alle ore 9 '/< ani. Previdente Goos. 
Il verbale dell'antecedente sedata, è approvalo. 
Si passa alla discussiono della 3* tesi d£l programma. 
■Wulirerl correlatore pronunzia un applaudito discorso e prorf 
conclnsioni che Qgiuano nel resoconlo dtU'As^eaibleEt Ji 



- 4o7 - 

HI.* Sezione. 

Seduta d^l (21) (jiufjno. 

.a seduta si apre alle 9 e 20 minulì. Presidenza de Jagemann. 
)opo letto ed approvato il verbale, il Presidente le^ge le seguenti' 
iclusioni formulale dalla Commissione composta dei signori Karnicki, 
sidente, Moldenhawer, Rollet, Roussel, Khorinhky, Strauss e Gràber 
ian$i per le prime 5 il rendiconto delV assemblea generale di questo 
ìso giorno). 

n. Il Congresso, considerando essere utile, innanzi lutto, di prevc- 
e la possibilità dei delitti nei minori, anziché prendere provfedi- 
nti quando questi sono stati già commessi; ma riconoscendo che 
»sla importante preoccupazione esce dai limiti del testo della 7* tesi, 
rime il voto che il futuro Congresso metta allo studio la questione 
non S'irebbe utile di classificare tra i mezzi preventivi dei delitti 
minori, il diritto nei poteri pubblici di obbligare i genitori di un 
io riottoso a collocarlo in uno stabilimento di educazione. 
Prenilono parte alla discussione parecchi oratori, dopo di che le 
iclusioni della Commissione sono approvate all'unanimità e nomi- 
lo relatore dell'assemblea generale il signor Karnicki. 
Il Presidente ha poscia pronunziato un applaudito discorso d) chiù- 
ra, el altri membri hanno successivamente pronunciato discorsi di 
igraziamento. Per ultimo il conte Chorinsky ha ringraziato le dame 
esenti ed ha proposto un entusiastico hourrah in onore di S. H. l'Im- 
fatrice, la prima tra le dame russe. 
Il Presidente ha quindi dichiarata chiusa la sessione. 
La seduta è tolta alle 11 antimeridiane. 

Assemblea generale del 10 (22) giugna 

La seduta è aperta alle 2 V4 ^^^^^ ^^ presidenza del sig. Làszló, vice 
Ksidenle. 

Il processo verbale è adottato. 

n Segretario generale dà conto di lettere, dispacci, omaggi. 

V. Golovine presenta la relazione sulla G.* tesi della prima Sezione 
DUcettatori abituali). 

Le conclusioni sono messe ai voti e adottate. 
. Il ^g. Gaìliaums dice iu proposito, che i ricettatori non sono \ so\\ 



-iSS — 



1 



capitalisti della delinquenza i^ Rtie vp ne man nllri it\f.n \M dsn&f 
oc-orre lEiUmìiJire e. puiiii-e. K'^li iuopooe Ji iJi-cttai* In GouMiJ 
penitenziaria inteni;i2ÌD[iab ili multore ^Ho slodiii ft tiiJCin| 
programma d**! pro:tìimo Congresso la Imi srgnenlt>: ^ 

« In ijnali moiìi si pntreijbe provocare un accoixjo tra l dlvart 
nello scopo di a^istcìirare ta protezione dell» rancinlle rhiatn 
paese stranioro por guadagnarsi oticstamcnle la vita e che sonc 
pò spesso raggirale da pecsono e da agenzie specillami sui m 
costumi? 

«In quali modici potieijhpro punire gli autori di questi raggi 

Questa projiosta mvsA^ ai voli, È adtiUata ad unauimiUi. 

Il »ig. Tro')[iit-.ky rifert^ndoai lilla comnnicitzione d(!l GJ 
annunzia die il rnmit:ilo centrale di statùlica ba pubblicato U 
sulla staListia d^lla prouiluilone; Jl uuui«n) dogali esemplari i 
gua francusi' rs^endo ri^lreUo, i mi^oitin del Congresso che di'sid 
averne dovranno rivoiffprai subito airiilllcin centrale. 
- Nocito deposita la relazione sulla 8/ lesi della ).' Seziont 

Stch6glDVJtn%^' crude die la 1." Sczìmie non abtiia riaolulafl 
la quale esijjiìriìbbe una risposta. preàu rispetto ai principi 



ion«^ 
cipt| 



— yóu - 

sso prossimo, piatioslo che approvare una risoliizionc la qiiahv'on- 
ne una cosi evidente contra.liziono. 

ranonico crele che sarà moorlio volare sulla (piestione pre^riudi- 
le di rinvio d»>lla intera t>4 al prossimo Conorresso. 
L'Asfsemblea essendo chiamala a prommciarf^i f^u questa mozione, 
;etla la queslione pregìudizial \ Le conclusit)ni Norito, mes>e ai voti, 
moalollate. 

Salomon fa quindi la seguente comimicazione : Tenuto conto del 
siderio espresso da diversi membri del Congresso di veden*. la spe- 
zio.ie di un convoorlio di detenu'J, avverte che domani, lunedi, a 
OiV e Y2 ''^1 mattino un piccolo convoglio parte per Réval dalla 
izione della via ferrala del Baltico e che m«TCOÌeìì 13 (23) i^iugno 
ore 12 e 3o minuti parte dalla stazione Nicolas un grande convo- 
lo (2.X> persone) p?r Mosca. 

Qin^i membri del Congresso che df>siderano di assistere alla speli- 
one sono pregati di munirsi del loro biglietto di ammissione e di 
ovar<i alle stazioni rispettive un ora prima della partenza dei treni. 
Likhatchew segretario generale aggiunto, legge la relaziono del 
g. Latycìiew sulla 5* lesi della 11 Sezione che termina con le se- 
uemi conclusioni: 

l^ È della più grande importanza dal punto di vista di quanto 
ileri'ssa V opera penitenziaria, di stabilire bene il reclutamento dei 
inzionari, impiegali e agenti del servizio carcerario; 

2° Quanto alla via da seguire a lab? scopo, occorre distinguere tra 

peri^onal:? superiore e quollo inferiore. 

3' Occorre prima di tiitto di determinare le condizioni di ammis- 
ione a qtiesle funzioni; potranno essere ammessi a preferenza: alle 
minni superiori, persone bene istruite ; allo funzioni inferiori, [)er 
.uaiito è possibile, dei militari che ab])iano terminato il loro s:\'vizio 
fcbligalorio. 

i** La preparazione dei candidati albi funzioni superiori cornpren !erà: 

a) dei corsi di storia e teoria della scienza peniti^nziaria, e 

h) io studio pratico di tulli i conir vgni del servizio delle curceri, 

tolto (lai capi delle carceri modello; terminato il corso, i candidati 

^ parola saranno inscritti nelle liste da presentare airamniiuistrazione 

Oli spella di fare le designazioni. 
^ L'istruzione preparaloria (hv rondìdntì alle finzioni mfcnoù com- 

V^erà sopmotto il servi /io priticj p/'n/tenziaao, e corr\>\^ouv\m. 



^.. ' 



1 



— 4tiO — 

per esempio, alla i^tiLuzionc drìhs sann\? Ai ^uanlUiit lo <|IIaU 
nano in taluni paesi, csscnJo qj(>nUi sar*j>:i(i «lireuo da «pivri. 
direttori di cai-cere, nei luof^tii stessi cnlm il cui rt^io i ìH 
dovranno fiinr.ionat'e. 

6° E essenziale a^'^irurare al pei-sonale emolumenti e vanti 
spondenli all' ìmpornuza dol compito oriorevoio o coti di 
devono coniiiiti'i; per il bene sociale; — iinn e-^aKerata parsii 
potrebbe non n^cìrre prcRÌu dicevole sotto lutti (ili aspetti. 

Queste corichi fiorii pone ai voti sono adottate. 

La seduta è lolla alle 3 '/i- 

Assemblea generala dell' 11 (23) giugno. 

Ln seduta k aperta alli> 3 poni, sotto la prosi Icnia del »lg. i 

Il priocipr; Galitzyne le^ge 11 verbale della seduta pracedi 
approvato. 

Il segretario scnerale dà comunicazioni di loltere e di om 
Congresso, 

Il Presidente dà la parola al sig. TaraRSfiw, 4 

L'oratore espone chfl l'Assemblea cenerale in risposta al sq 



>v. - '• 



— 401 — 

ìieslione sia rimandaia airesame della Commissione penitenziaria in- 
ernazioTiale. Fa solamente osservare che è una delle questioni più diF- 
Icile a presentarsi : le soluzioni sono diverse secondo che il lavoro è 
regolato col sistema in economia o per appalto. Tarassow si associa 
Illa opinione esposta dairUerbetto e la mozione posta ai voti è riman- 
lata alla Commissione ponilenziaria internazionale. 

Herbette presenta a nome della signora Korvine-Piotrovska delegata 
della Società imperiale tecnica di S. Pietroburgo, che ha assistito 
alle discussioni della 3* Sezione, una memoria relativa alla tesi del- 
Tautorità paterna. 

Sloutchevsky dà lettura della sua relazione sulla 4^ tesi della 1^ 
Sezione. 

Brusa dice che non ha mai appoggiato la condanna condi/ionale. 
Bla che l'ha combattuta con tutte le sue forze. 

Il motivo principale è che si tratta di investire il giudice di una 
potestà che non è punto giudiziaria. Pois presenta alcune conclusioni 
motivate tendenti a che il Conprrcsso : 
l^ Dichiari di riservare la questione ; 

2^ Ordini d'inserire negli Alti, le conclusioni della Sezione col 
namero e i nomi dei votanti ed accordi ai membri, che sono stati 
presenti alle deliberazioni, ma assenti al momento del voto, la facoltà 
di rilasciare ancora, se lo desilerano, alla Presidenza una dichiarazione 
di adesione o di disapprovazione di quelle conclusioni, Ormate coi loro 
nomi, per essere inserito negli Atti. 

L'oratore, dopo aver svolto queste conclusioni, termina facendo ri- 
levare che la questione ò molto estesa, piena di scodi palesi e na- 
scosti e di difficile risoluzione ; i dibattimenti della Sezione lo hanno 
provato. Conclude domandandone il rinvio alla Commissione peniten- 
ziaria internazionale per essere sottoposta ad uno prossimo Con- 
fresso. 

Dreyfus è d'accordo per il rimando, ma non sulla continuazione 
delle idee da esporre e sulla proposta di permettere lo invio del voto 
dopo la chiusura del Congresso. Domanda all'Assemblea di riservare la 
gestione puramente e semplicemente al seguente Congresso. 

1 >ignori Tclierkessow e Foinitsky appogiriano le conclusioni del 
àg. Sloulchevskv. 

U Presidente pone ai voti la prima parte del contro-progeUo VoV'^, 
^ ime sdolUU 



— Vii — 
Dopo alcune brevi u*servaEÌoiil ilei siRiwri IlerbtUe,, t*^ 
la seconda paiU? dei i^nnlro-iirDgtMlo PnK i naplutT. 

La serfula solenne ili cliiiiaura è ns'sala p^e rimlonianfl 
12 (24) ai'ignii alle H ant. 
La seduta ù toìla alle 4 Vj- 

Assemblea generale del 12 (24) giugno. 

La sfidula è apcrla aite ti (ni. soUo ì» Pi-eadotiM dnl mc. n;i 
Wraskoy. S. A. il {iriricipn d'Olile uliOiifs, Pi-cgirlenle ODOnirfo i' 
L la prìncipef^n d'Olditnliourg. occupano la tribnna impeiialr, 3 
pagnaLt dalle !<ig(iorc r,|i6'0m£licw o XaryjChkirio o dalle persoi 
seguito. 

Il verbale 6 leUn dal Mg. Honraview-Apnslol-Carahyino i 
tórialo generalo ed approvst". 

U Presidente prciidu io parola : 



-\ 



• L'oiliurua st-dula, (■(uui' voi lo siificli', fi rdltima diUt'allat 



- 4G3 — 

ddla scelta dpl luogo por In prossima Sessione del V Congresso peni- 
tenziario internazionale. Da quanto ho potuto assicjrarmi, sebbene in 
fonna conldenziale, il Governo della Repubblica francese sarebbe lieto 
di accogliere il futuro Congresso a Parigi. Attendo quinii Tespressiono 
dei vostri sentimenti per trasmetterla a chi di dovere. (Approvazione 
Bnanime). 

«Rallecrrandomi, Sigtìori, della splendida unanimità della vostra 
teella sjlla sede del futuro Congresso, prego il mio eminente e caro 
^oll^ga, Sig. Herbetle, di voler essere T interprete dei nostri sensi 
iresso il Governo francese ». 

Il Sig. Herbette risponde in questi termini : 

« Signori 

< Lasciate clic io dica quanto siamo riconoscenti per le parole pro- 
lunciate d:d Sig. Presidente e dei sentimenti che ci sono stati qui 
Iteslati. Se potessimo pensare che alcuni dei nostri colleghi avessero 
esid.''rato per il loro pae^e l'onore che ci viene cosi graziosamente 
fferto, di accogliere il futuro Congres-io, ne saremmo molto dolenti, 
embrandoci quasi <li recar loro olTesa. Ma non possiamo dimenticare 
he noi dobbiamo mostrare il nostro devolo attaccamento alfopera 
«nilenziaria che trattasi di proseguire. So voi ritenete che la desi* 
nazione di Parigli debba rispdndere alle intenzioni più generali, io 
pero ben:^ che si aderirà a queste intenzioni. 

< Certamente, noi sappiamo quanto sia difficile raccogliere leredità 
ile ci tocca, dopo lo splendore e il successo che il governo di S. M. 
imperiale ha dato alTistituzione dei Congressi. Ma Tospitalità di Pa- 
rigi dovrà fortiflcare, non cancellare il ricordo deirospitalità di Pielro- 
borpro. Benché convenga di non accettare una simile eredità che col 
beneficio d'inventario, potete essere sicuri, che per quanto dipeii lerà 
A noi, lungi dall'essere rifiutata, sarà invece accolla con la più cor- 
tole gratitudine ». 

11 Presidente riprende la parola : 

* Inoltre, signori, mi resta a compiere il più irra'lilo incarico, cioè 
,^ esprimervi tutta la nostra ricoa.Kceiiz.i p ?r la parto attiva che 
r*Tele preso ai lavori del Congresso, assicurandogli il più completo 
.•'Kcesso possibile. La riraemhranza del vostro degno e potente con- 
corso resterà mai sempre impressa nella nostra memoria e gV\ 'à\.V\ 
piACwgiv^o D0 U-amanderanno la provn all'età più rcmole. 



— 461- 

« Lavorare con voi, signori, preS^'ola mi Oupiicf vatiLaggUr, 
ò pcrraosso adoperare quiaui parola ; pÉimieramente, quello di irovtrrj 
in voi l'amore per l'opL^a alla qtiale lavoriamo il destderìi) di l 
narla a buon fino. 

« In secondo luogo, signori, la soJiliifazione die M prora nel Im 
rarr cid voi, sta iii'tle n'Iasioni perdonili!, clic liariao l'atUnttln li 
parlicolure di e^ere lanlo ^cure quaolo sÌDcere >. 

« Ecco, Signori, le ingioni i:he non faranno die perpetuarsi 
ricorda che anima, senza eccezione, tutti i cuori russi. 

< Possiate, Signori, io mi rivolga qui a voi, miei cari p s 
collcffbi di^]\' estero, serbare pure di noi un gradito ricordo, e 
Dando al vostri paesi, alia vostra patria, rammoiitarv) delia Ioaiai 
Russia p. dei aopftriorno fatto Ira noi. Con tali; augurio cbo partn d 
più profundo dei uiio cuore, dichiaro cliiu^ la sessione di San Piet 
burgo del IV Congresso pcnilenzlario Interna/Jonale. > 

La seluLa (^ tolta a mezzodì. 

Il Sig. Herbfìtte pronuncia un discorso, e t<>rniina col prttgl 
S. A. ti |irinrìpe O'Old'^nbotirg, di deporre ai piedi delle LL. MM. [ 
Berilli, a nome dnl Conijresao. l'rspreisione della urofonda sratlltid^ 



La serie dei brindisi venne aperta dal pincipe d' Olde.nbourg in onoro 
i S. M. r Imperatore e di S. M. l' Imperatrice. Notevoli furono i I)rin- 
(sfdei signori Galkine-Wraskoy, Hcrbeltc, Guillaume. Il sindaco di Pie- 
oburgo nel suo bellissimo discor-^o saluta e ringrazia come già fece 
loro arrivo, a nome del Consiglio municipale, gli illustri membri 
panieri del Congresso e parlando del modo come intende distribuire 
somma lasciala con delicato pensiero dai membri stranieri in soccorso 
A poveri, co.irlio l' occasione di far menzione degli ospedali di S. Pie- 
)bnrgo e della Società di beneficenza istituite presso ciascuno dei 
iqiie ospedali delle città, e termina dicendo: 

« Rinnovando anco una volta, o signori, i sensi di riconoscenza 
l Consiglio municipale, mi permetto augurarvi di riportare del vo- 
sogcriorno a Pietroburgo un ricordo cosi gradito quanto quello che 
ici lasciate, lo non vi dò un adiio, signori, ma vi dico soltanto: 
rivederci >. 

Prima di separarsi, tutte le persone presenti, primo fra tutti S. A. 
principe d'uldenbourg, hanno voluto deporre le loro firme sìp^-a 
a lista preparata a questo oggetto; questa lista sarà fotografata e 
ilribuita al membri del Congresso come un ricordo. 
Durante il pranzo sono stati distribuiti ai presenti dei gettoni di 
fentj con le iscrizioni seguenti: sul recto: € lVi"«- Congrès pi'^ni- 
iliaire international. St-Pétersbourg, 1890»; e nel verso: « Souv(.Miir 
lical de la Commission d'organisaiion », oltre il nome di ciascun 
embro. 

Nel tempo che i signori membri pre^^nti ponevano la l'oro firma sulla 
ila di cui più sopra è parola, il signor Galkine-Wraskoy ha parte- 
palo air adunanza che S. A. il principe di Oldenbourg aveva ricc- 
itoda S. M. rimperatorni un teleorramma concepito in qu<^sti termini: 
L'Imperatrice ed io ringraziamo sinceramente il Congresso per i 
sentimenti espressi. Spero che le deliberazioni del Congresso avranno 
buoni risiiltati per Topera comune, e che tutti i membri conserve- 
ranno un gradito ricordo del loro soggiorno in lUissia >. 

€ Alessandho ». 

La lettura diquesto telegramma suscita un indescrivibile entusiasmo, 
fiene. intuonato l'inno nazionale; e fahmanza commossa da questo 
^testato dell'auorusta benevolenza, comincia a sopararsi riporland) un 
*«>iM)scente ricordo deiracQoglienza di cai era stata oggetto. 



À-ff 



statistica dei Congressi penitenKlari iafemwCfn 




CoiiflRcsse 01 


. 


Utìn. 
(1S72) 


Si».!» 




Totale Jel membri mscrlUl 

Fra 1 quali, del jimk che reccoKl'ft 
il Congresso 

Slati rappresentali « ^ . . 

Delcguli utQciali 


HI 
70 


2U7 

155 
26 
45 


141 
48 




Tesi inscriilc nfii jirofiramma della 
1' Seiione (dlrilio peiiiile) 

2' » (peniienniariaj 

3" > (mezzi prevenllTr) 


IO 

5 , 


4 
G 


ti 
8 



— 407 — 

Bilaicio deIl'AminÌDÌs(razione carceraria per TEsercizio 1890-91 



IJ N. 6901 {Serie 3V della Raccolta umc'aio delle leggi e decreti deh Regno 
)ntiene la legge del 30 giugno 18.10, pure pubblicata nella Gazzetta ufficiale 
ilio stesso giorno, con la quale il Governo del Re è autorizzato ad accertare 
riscuotere, secondo le leggi in vigore, le inoposte e le tasse di ogni specio 
a fin- entrare nelle casse dello Stato le som me e i proventi dell' accennato 
?rc:zio. — Tra queste, le seguenti che si riferiscono alla nostra Aminlni- 
azione : 

Capitolo 41. Gazzella ufficiale del Regno e fogli provinciali 

per gli annunzi amministrativi e giudiziari 
(Legge 30 giugno 1876, n. 3195) . . L. 1,000,000 » 
Id. 42. Proventi delle carceri > 5,200,000 » 

sVll.i stessa Gazzella è pubblicata anco la legge dì N. 6902 (serie 3') di ' 
iole data, con la quale il Governo ò autorizzato a far pagare le spese or- 
larie e straordinario del Ministero del Tesoro per lo stesso esercizio, In ce n- 
rmi:à dello stato di previsione annesso alla legge stessa. — Da questo stral- 
imo la parte relativa alle Carceri. 

Spese ordinarie. 

Capiiolo 75. Personale di direzione, di amministrazione e 

tecnico (Spese fisse) ..... L. 1,220,370 » 

Id. 7G. Personale di custodia, sanitario, religioso e 

d'Istriizlone > 5,664,683 55 

la. 77. Indennità di alloggio » 40,000 » 

Id. 78. Spese di ufTìcio, di posta ed altre per le 

direzioni degli stabilimenti carcerari . . > 230,000 » 

id. 79. Premi d'Ingaggio agli agenti carcerari . . » 80,000 » 

M. 80. Armamento ed indennità cavallo agli agenti 

carcerari » 9,200 » 

id. 81. Spese di viaggio agli agenti carcerari . . > 60,(X)0 » 

1*1 82. Compensi, rimunerazioni, sussidi e gratifica- 
zioni straordinarie al personale carcerario. > 150,000 » 

Id. 83 Spese per esami e studi preparatori . . » 15,000 » 

^d. 84. Mantenimento dei detenuti e degli inservienti, 

combustibile e stoviglie .... » 10,706,957 09 

Id. 85. Provvista e riparazioni di vestiario, di bian- 
cheria e libri . . . . . . > 1,650,000 » 

I^« 86. Retribozioni ordinarie e straordinarie agli in- 
servienti liberi » 36,342 56 

^^' 87. Mantenimento nei riformatori dei giovani ri- 
coverati per oziosità e vagabondaggio . > 1,316,980 » 

A riportarsi L. 21,239,533 20 





■ 


-468- 


■ 


1 






lìiptina U 21^ 


Capitolo 


86. 


Spi AB pel domlclUiU conni u porelr«MC«n«tl 










a domicilio obblignuirlo .... 


s 


1(1. 


89. 


Trasporto del detenuti tKl ^iidennltii di [ranrerttì 










alle guardie 




l,3fl 


Id. 


90. 


Provvista e manuteiiilone dui velcall per il 










irBHpgrto dei drleiiuti e §pese a-'-cesaorle . 


» 


30 


Id. 


91. 












loniione di macchina, Bllreui e utonslll , 




213 


Id. 


92. 


Strviiio delle manifatture -Provvlsia di ma- 










terie prime ed ùcccsBorie .... 


> 


ssm 


Id. 


93. 


nurl lavoranti 


, 


«4 


JU, 


94. 


tlfk'uilODl al enpi d'arte littori, agli agenti 
carcerari funxionanil da capi d'arie, al com- 




1 






missionari ed agli Inaeivleali , 




m 


lU. 


95. 


mlnuil oggetti di facile logorarono, poxta, 










racchinaggl e trasponi .... 


» 


182, 


w. 


96. 


Servizio delle manifatture- Iinteonlti per glie 










fuori di residenza ..... 




13. 


IJ. 


87. 


Fitto di locali (Spese Asse) .... 


> 


130, 


' IJ. 


98. 


Manutenzione del fabbricali .... 




633, 


I<l. 


99. 


ManutPiizlone del fabbricati - Spese pi^r lo 
studio e la compllaiiooe dei progetti reta- 
tivi all'Impianto di siatilllmenU cartei^rl, 
Indennità per trasferte e per servizi straor- 







— 469- 

STATISTICA OAIIOKRAIMA SVIZZERA 



lì nostro ('{pregio amiro doli. Guillnumc, diri^lioro (lell'ufliiMo federale di sta- 
ti^ira a Berna, ha piil»blicaio lu'Ila Hi ri sta fjenale Svizzera, ini arlicolo sulU 
s:a!i\tjt';i (Mrceniri.i, ctu; sriubia d<*bliu ora avviarsi in modo uniforma in 
"|wl!,i (Ionif»derazi»'ne. 

lK)po a\er eoiistalat) le incnniplel'» (* scarse noii/.ìt\ *'Me, a questo riguardo, 
iì^'^ìlhIc la Svizzera, ed a\er rilevalo vUr non osianle le pubblicazioni dei 
•o!. D'Ocelli, del do:t. Kummer e del sig. Miili«'t, manca ancora colà una sla- 
^%!ì carcniria nel vero soiiso della parola, so^^iui^ce clie la Società dei 
u:isti, »ni';l!a carceraria «; di patronato, e qu 'Ila dì statisiica si sono Analmente 
.^ntraie della Imporlan/.a dell' uiiillcazione p.MiaIe, esprimendo il volo che sia 
riiuilu (ina slalistica giudiziaria pv'nale unica por luUa la Svizzera, o, per lo 
erio, una statistica carceraria, che e impn*ndn tulli i canloni. E questo de- 
Jirio e stnio nettamente formulato nel 1881) in ognuna del e riunidìi annuali 

queste tre Società. 

Fra le ris ttuzioni votale meri la speciale menzione q nella che raccomanda 
ie direzioni < nntonali di polizia di trasmettere air unicio fedeiale di statistica 
i fruUclfim mensile indicarne il moviniJ-nlo d'eilraa e di uscita e la con- 
4"nza della |H)polazione detenuta, suddivisa fra impuiali e condannali, nei 
(i stabilimenti penali, ed i nostri leiiori già conoscano la circolare e il ms- 
J«. siabilifo per raggiugere T intento. 

C >mprciide<i infatti che p.>r firmirsl un'idea esalfa della situazione occorre 
iKizi fu tu conoscere aliueno la po,)olnziono delle carceri. In Svizzera questa 
hi non f>i inai (fetermitnfa coaipletainenle. Nel lavoro del sig. Millict la cifra 
Bilia giornibera «hi detenuti nel 1SS5 vien portala a .1352; nei quali però 
•n so. 10 compresi quelli upparfenenli alle carc<'ri dìsirettuali e a quelle di 
resio. Airult'mo censimento giTierale della popolazione il numero dei d(Ue- 
iii sorpassava i 30:H). La cifra esatta non è ancora stabilita; ma si può 
amoiiere che occoiTe agu'iungeie circa 00:) detenuti ni numero che figura 
Illa statistica del 188."). 

La maggior pane dei canloni si fanno già mandare un rapporto mensile 
sctUmanale sulla situazione di inl!i i luoghi di detenzione, di guisa che per 
tenere un bullettino generale di tutti quanti i cantoni, 1)asterà aJottnre. u.i 
rmulario uniforme sul quale sia riportata la cifra totale del numero dei de- 
Quii delle diverse categorie per ciascun cantone. Un rapporto mensile sarà 

maggior interesse e di più facile compilazione che uno trirue.>tralo o semestrale, 
(^ues'.o iemali vo di raggrupi>are re^'olarmente le notizie sul movimento della 
iiwlazione nelle carceri Svizzere abituerà ad un lavoro collettivo e preparerà 
terreno per intraprendere una statistica giudiziaria penale ed uaa statistica 
ìoitenziaria propriamente d"*lta. IC perciò la Coniinissione cenlrale di statistica 
i lra>messo al Consiglio federale la li^nluzion-* reLiiixa a tale lavoro, esponen- 
Ogli i motivi che avevano determinato le tre Società ad acceitare questo voto, 
prepinloli» a voler prendere la «loni:inda in c.»nsìderazi«)ne. 

E il t^lrlsiglio fedt^rale vi si è mosirato favon-vole indiri/.za.'ido a ciascuno 
laiy In daia '^I geinaio IS'.H) la circ(»lafe da noi riprodotta ii«'I fascicolo del 
Jl^raii» sirurso fpag. l(>!)i, con la quab' >i invitavano i sin}»i>li cantoni a tra- 
Biettere air uflicio federale di slalistica un lia^slnlto del inu\iniento della 
•polazione detenuta nelle varie carceri, allìtu'h»» questo po>;sa a mozzo di un 
■IleUino, portarli a conoscenza di tutti quelli che vi possono avcic interesse. 

Ecco intanto le notizie relative alb situazione dei detenuti al 1* gennaio 1890, 
■sunie dei formulario stessa: 

t Mvlito Coreeraria — Anao XX. ^ 



■ 

t 








-470- 


1 






M 


Num„o 


s 


Kacntro ^ 




CANTONI 


8 HI 

w ■ - - 


r — ■ 

CANTORI 




SII 


.,?';SJ 


1 

3 
1 


sii 


Kii figlili \ 
iiICg-tnuain J Q 






""""■ A 


= Sé 


KniniU / s 




sss 


UseiU J " 




•Sa 


- \ 




gli 


ai i" gaallaiu J 3 




.BB 


all^genuiuo g 




aSS 


EnlFUl > 1 






3 
EHti-nti H 

Ì3 




■iti 


Uscili 1 E 


1 




„.,., \l 


sssS 


E:eisltinU \ £ 
allugeUTialO 1 g 


] 







- 471 — 

Por quanto Imperfetto possa sembrare il risultato dì una tale Inchiesta, que.ita 
DB cesserà nullameno di essere il princìpio, sebbene modesto, d'un lavoro 
tatisUco collettivo, al quale tutti i cantoni coopereranno di buon grado. E cosi 

potranno avere dei risultati valevoli a rischiarare Topinione pubblica e a 
jggerìre quelle efficaci misuro legislative e amministrative, che, coadiuvate 
alle Sr>cietà libere di beneficenza e dalla privata iniziativa, giungeranno a ri- 
arre il numero dei delitti ad a scemare sempre più la cifra dv\ detenuti. 

Quando questa cifra sarà nota e che sarà tenuto esatto conto del movimento 
lensile d'entrata e d'uscita, si vorranno altre notizie pariicolareggiate sugli 
lementi di cui è composta la popolazione delle carceri, sulla natura dei reati 
ommc^si, sulla durata delle pene, sullo stato disciplinare, industiìale, econo- 
Qicn, religioso, sanitario e scolastico di ciascuno stabilimento e sull'azione 
ella Società di patronato. 

Raccogliere sitTatte notizie è il compito propostosi da ciascuna delle tre So- 
lete summenzionate; i loro delegati hanno già convocata una prima conferenza, 
be sarà ben presto seguita da una seconda, per tr-attare della statistica penale e 
eniteoziaria, e noi speriamo di comunicare in un prossimo articolo il risultata 
elle loro deliberazioni. 



RISOLUZIONI 

prese dall'Unione degli Impiegati oaroerari tedeschi 
nell'adunansa tenuta a Friburgo nel settembre 1889 



Nel fascicolo 8-9 del decorso anno pubblicammo 11 programma dell'adunanza 
eirUnione degli Impiegati carcerari tedeschi tenutasi a Friburgo in Brlsgovia 
il 3 al 6 settembre 1889. Diamo ora le risoluzioni prese su alcuni dei quesiti di- 
nissl dalia prima Sezione. 

Quesito I. — Necessità della fondazione di una istituzione preparatoria continua 
er il personale di custodia. 

1* Condizioni necessarie per l'ammissione degli agenti carcerarli devono es- 
ere : età dai 25 al 35 anni, robusta costituzione fisica, buono stato di salute, 
rreprensibile condotta, Istruziono elementare, capacità a tener libri e note in uso 
lei servizio e a stendere i rapporti relativi. Pei sott'ufficiali, che prestarono più 
li otto anni di servizio, non occorrono le prove del due ultimi requisiti ; gli altri 
ispiranti devono darne un saggio. 

29 a) Occorre riconoscere la necessità d'un corso preparatorio per le guardie 
carcerarie, perchè quanto dalle medesime oggi si richiede supera le mansioni or- 
dinarie degli altri agenti subalterni. 

b) Se la prova della loro capacità non è stata data mediante esame d'am- 
nissioDe la si deve pretendere nel periodo di esperimento, che deve durare al- 
■eao G mesi, e che offre occasione d'esame quando l'aspirante sia fornito di 
HtU gU Altri requisiti. 

VtBperimeoio sarà fatto in apposito stabilimento, nel quale Vagewle cow 
r guM dittooopiù Impiegati, appositamente nominati dal Direttore, dONX^ ev 



— 472 — 
sere ammecslrsto In tullt I rami di servii'o pil csp.rclUrst iti appi 
curezu le norme stabilite <lal regolamenti. 

e) Sebbene ron asaolulameTile necessarii, iinn iotin Igltnrfil dft] 
un'lsii'uzione speciale leorlm, oltre sll'ammsestrnmenlo pratico, oi| a 
male alla Une ilello esperimento. 

'.i" n) È di'inal rlconoacinto neceinrio ebe It faariille caKsrarie >lu 
mento sollevale a più alto livello. 

b) i'ane <l eli 'istruzione da Imparlirsi alle nudestme al pad otteoer 
segoamenil colletiivi su tulli I rami del aarrliio. 

. e) La ncres^iià di alBUare alle guardia manatooi ptìt oilBdll di quei 
JovreDbero essere ordinariamente Incaricate, gtiingendoal penino a pre| 
direzioni ili piccole carceri, richiede, a renda alncno dMiderabllo, di( 
scelte a sirratli unici abbiano una più perfetta btntloiMb 



Quesito II. — In buse ai vigenti regolamenti! detenuti wlto IstmUorla, 
è concessa la parinr-ijiaiione volontaria ai lavori Impiantati nello atabtiimci 
bono essi considerarsi come condannati deHnlUvl In quanto rtgoardn li 
dei compilo o le cunseguenie derlvanlf, lo caao di condanna, dalla non pre 
del lavoro ? 

1° Qnandn sia imperlosamenlt richleata per ragioni d'ordine e di di 
può fi'Tiredersi ai gtuiiieiiMli la parlf cipjuioiie al lavori dello sialiillmoiilo 




— 'i73 - 

QciflTo V. — Quale sistema carcerario seiQbra più adatto per quegli stabili* 
oend speciali o sezioni, che, secondo il S 57 del codice penale tedesco, devono 
flm're alla detenzione del minorenni condannati ? 

V* La detenzione individuale (ossia il sistema della separazione o deirtsola- 
lento) è riconosciuta come il sistema più acconcio e maggiormente efficace per 
espiazione delle pene restrittive della libertà inflitte ai minorenni, in base al 
; 57 del codice penale tedesco. 

2^ Quando per qualche speciale ragione non sia attuabile il sistema dello 
Mlamento assoluto, è raccomandato almeno quello notturno. 

3® Nel carcere preventivo ! minorenni debbono restar sempre isolati. 

Quesito VI. — Su questo quesito, che riguarda l'impiego dei condannati alla 
■dosione nei lavori allo 8]3erto, non fu presa alcuna risoluzione. 

QuELsiTO VII. — Come potrebbe regolarsi l'espfazfone delle pene privative della 
!bertà, onde far meglio risaltare la dilTereoza tinora stabilita tra la reclusione ed 
1 carcere (duro o sempUce), onde vi sia la corrispondente graduazione di pena; 

se debba proporsl un lavoro speciale penoso, anche non produttivo, onde 
aggiungere lo scopo della istituzione penalo ? 

Ovvero devesi raccomandare un'altra graduazione legale delie pene privative 
Iella libertà, diversa da quella sopra accennata ? 

1^ È necessario, innanzi tutto, che la differenza tra Tespiazione delle pene 
Iella reclusione e quella del carcere sia posta in evidenza colla maggiore 
recisione possibile. 

2* Essendo necessario che tutti i detenuti sieno occupali, e poiché il lavoro 
Klusivamento penoso non è praticabile, è impossibile differenziare le due diverse 
pecie di pena mediante l'introduzione di lavori molto duri ed improduttivi. 

3^ Ma al contrario (ffnchè la leggo non stabilisca apposite disposizioni) si 
nò sempre accentuare con evidenza la diftorenza tra le due pene suaccennate 
lei modi seguenti: 

a) Facendo scontare la pena della reclusione in appositi stabilimenti 
llfaopo specialmente destinati; 

b) Curando che i regolamenti interni per le case di reclusione sieno più 
rigorosi di quelli destinati per i'e.'ipiazione della pena del carcere, prolungando 
h durata del lavoro giornaliero, riducendo la relativa mercede, limitando i col- 
loqui e la corrispondenza coi liberi, sopprimendo ogni specie di favore o di 
estinzione, e graduando giustamente le punizioni disciplinari. 

4* Non è necessario clie per sempiì ticaro il sistema delle pene restriUW(^ 
IWI» libertà, adottato dai Codice penale, si sopprima integralmenie \a Oi\tferfeivx^ 
^^ esétooie ita la recluaioae ed ii carcere. 



I 

deva rlounn 



Quesito VJII. — La (lomeDica tiel caruuie 

P II caraltere delta domcDlca SDctio nelle carceri deva ri 
senza che no solTra me no ma monto l'è se cui Ione ilulle pene. 

2° U servizio rellglaso doDienlcale devo consloiere liei l 'oli lili^o ili 
alle funzioni diurne, nella leUura UI libri eaccilci e nella «vt^ntunte ; 
tfone bI canto nella cappella. Si può noDdimeoo farn nccoiloni pnr cM 
btla dornsodu glusUQcala da validi nrgoinenll o per chi ne sia Maio 9t 
motivi disciplinari. . 

3* La ricreazione odueatlva può conslslent nello leliara di llblt J 
dlleltevuli (che vengono appunto dUirlbuitl alla domenica}, nella SQ 
di leml scoluadci, nel dlsei^iare e nella corH»pnniltiau, che nel già 
non dovrebbe esser permessa sa non In c»sl urgeiiil ed eccezionali 

4' Occorre pure tener conio della ricreazione Uslc», prolangando, p 
è poa«Ìb1te, la dimora all'arili aperta, che dovrebbe almono essere < 
a quella degli altri giorni. 

b/> Possono, In via eccezionale, e per urge nll molivi, essere pui 
lavori od occupazioni che non recano alctm disturbo e che non sono 

6° La domenica deve pur distinguerai dal giorni di lavoro s 



- 475 - 

>. — Che la scuola classica cri minale, come ogni altra corrente di 
ili opinione sociale, comincia colla intuizione del sentimento o si 
Ila dimostrazione analitica e sintetica del ragicuiamcnto scientiflco. 
— Clio la scuola classica criminnle «i.^Ilc accuse di utopìa e scon- 
morale e sociale, onde fu accolta nel suo inizio, come ogni altra 
ne radicale, è giunta ormai alla sua consacrazione ufficiale, in molti 
»iù recent«monle n-l nuovo codice penalo italiano. 
• la scienza dei «lelitti e delle pene, da Cesare Beccaria a Francesco 
a compiuto il suo ciclo, esaurendo la sua missione storica e scienti- 
smo dire per questo, esclama il i^ìrri, che dunque nulla più rimane, ' 
ìza e nella socifià, fuorchò la sterile ruminazione delle teorie tradl- 
i delitti, sulle pene, sui ^Mudizi ? Ogni parziale evoluzione non può 
re il ritmo della evoluzione universale, ('erto, nel campo cosi lumi- 
ì percorso diilla scuola classica critninale ben poco dt importante 
e da fare allo infuori dei mici^oscopici p-^rfezlonamenti di qualche 
teorico ; ma al di là di questo campo scientHlco, tutta un'altra terra 
ta dinanzi alla scienza crlmitialc moderna : lo studio, cioè, del delitto 
3meno biologico e sociale, per averne i dati di fatto ondo cimentare, 
e, perfezionare le comuni deduzioni sillogistiche sul delitto come 



giuridico. 



) allora affacciarsi alla mente quell'altra leggo storica detta dallo 
■ dall'Ardigò « la legge del ritmo >», la quale veritlcandosi in ogni 
sciliilc umano, dee pine imperare nella evoluzione progressiva della- 
riminale, che occorre si faccia rientrare nella vita e fra le scienze 
Hindi non più distacco assoluto fra diritto civile, nel senso più Iato, 
Pianale; fra prevenzione e repressione; fra legj^'e e sentenza ; fra sen- 
i?secuzione ; fra delitto e delinquent(^ ; fra delinquente e società. 

compito nuovo e fecondo, ecco la missione d(;l nuovo diritto pe- 
rni to sociologia criminale con lo svolgimento di quegli stessi germi 
•nterono essere fecondati dalla scuola classica e dai grandi crlmina- 
n costituirono, ai quali il Ferri tributa ammirazione e riconoscenza, 

|)eiò ciò nulla tolga al diritto del libero esame e del libero pensiero, 
3nte alle teorie degli scienziati come dinanzi ai codici dei legislatori. 

G. BlAXONTl. 



^vj^:rx:eitj^ 



biografica su Carlo Locas. — li sig. L. Dupriez hi pubblicato tostò 
iiin memoria sulla vita deir eminente filantropo, del quale ei fu per 
'mj)0 segretario. È un rapiiio cenno in cui vengono con bei garbo 
i i meriti deirillustre uomo. 

< Margherita di Savoia » di patronato pei liberati dal Carcere della 
dì Padova. — II proH^ssore Giampaolo Tolomei, presidente onorario 
ssociazione, ha scritto il notevole rendiconto morale oiì economico del 
D sociale della benemerita istituzione, e Io ha Ietto neirassemblea ge- 
li soci il 18 apriU? scorso. Da questo succoso lavo'O, nel quale si fa 
i-esì della leg^'e sulla riforma penitenziaria, di quella sulla pubblica 
del nuovo codice penale e delio innovazioni da esso apporuVA, T\\fe- 
apido sviluppo fatto (tallii Soci, là e i bonoflci risultali da queWa oV- 
r ire anni di vita cìì' essa conia furono infatti ammessi a\ suo^^Uo- 



— 478 - 

dnio 107 scarcerati, del quali IS stii furono i ricaditi), e qtf««lt jters^iapntf 
cuntcavvenzioiii, mentre prima dolj'afitslunia lipl paironalo In raclJiiO ««liainm 
Ira il Icrao od 11 ijunrio dei tlboroU. In qu'-llfl vece, coi soccorsi rti-flvou, I 
litwcaii ramno mc^si suH» buona y\t; filciitil «Il visi rouronsi la olirò pn- 
VliidH, ove Icnnero Intemerata contloits, od a'trt nastrano airmioro a cdi> 
elitre dnH'oiiDra <icl vi-ro (iDiitlto H ujA. c\te sunkieale pano quoiMIiiki. 

Dal (illiinoto, i-eluiiva Hi ir<Sfl. aa|BÌlo all' opus col <!i, rMcviama 'diB t R 
versaronn per loro qunie L.*I69^ ffi» i! Ciovorno diedu 7(JJ lire ili JUMli" 
che 3' in cassa t'unì) |)ur iiuuri's<iì su tondi i-onvoitUI In renUlln o (JepoaliMt n 
C»)5a ili l'j.xpai'mio I.. 3'l!'.15i che ì llbjr^il lu^illltiirono t. 7&^0a'lnsffp 
sioib; che vi furono, linai instile, L. Uh <li olat'gtóonl sirnorJlnarlo dlpriVll 
SI spesero In sus!idl : • < 

per villo In danaro e marche della cucina «oonomicn. . . . L, VKiM 

per alloggio > ^^'^i 

per mezzi di trasporlo In rerca di lavora. . » \it^ 

per vesllano ed allro 

jier merci, slruraetiii il:i lavori) vH altro 

Tuuia . . . 



Biblioteche penllenilarie Ìnt«niftiÌeiiBlt. — Su «luesto tema II eSg, Paulj 
segretario reduiioru nlh Camera dei ileputall <lol|.i KepQbbllca Pntm^ 
dii'vlia uim h'icrn a H(ani|i(i ni «Ir. <ialkin<^Wrn9koy, prcaldeiiie della C<4 

missiod» i'rL.'.Tiii"iMii-.. iii'i IV Congresso peinioniiario inliirnn/ioonlii, nd 

qjalc. iii'mui,. ,1,, [ -, n-^,il iloicniiì di iiOQ poW fnlorvomrP di iHirsnoai^ 

lavori ili'i ['.Il '"- Ili' iintieouio s Parlai dalla >U9>»'riipiiEti>nl, ' 

a pcroi.'iii- I- I II' :. I ' ;:<'-ji> >i occjipl di lina SocitUda lui foiiilNin il 
rol liK>li : ■ ii'.sr- J.- /uliliniliAtiuos ptìnitentinirDS (ntwnalioriiilcii ». 



- 477 — 
A Sua P^ccellenza 

il Cav. FRANCESCO CRISPI 

Deputato al Parlamento 
Presioe:<(te del Consuìlio dei Ministri, Ministiio dell'Inteuno 

Eccellenza 

n qunrto Congresso penitenziario internazionale di Pietroburgo (1), 
ol quale si volle anche celebrare il primo centenario della morte 
ieinilustre Howard avvenuta a Kerson nel prennaio 1790, segna un 
«oro punto culminante nella storia delle disciplln:^ penali e carcerarie, 
kTTegnachè il «olo fatto che nella capitale dell' impero russo e sotto 
JM auspicii dello stesso imperatore, pareccbio centinaia di persone, 
jn le quali molti stranieri, abbiano pubblicamente discasso questioni 
li e formulato proposte di riformo legislative, 6 di cof^ì alta impor- 

— ha un siornificato cosi eloquente, da rendere suporHua ogni 

dimostrazione in proposito. 

Delegato a rappresentare il Ministero dcirinterno e rAmrainislra- 

dellc Carceri d'Italia, unitamente agli onorevoli Senatori com- 

datore Festina o comm. Canonico ed al cav. Bornabò-Siiorata, 

llore delle Carceri (2), ho l'onore di render conto air E. V. dei 

Itati di queir adunanza ; ma mi limiterò al accennare le parli di 

gior momento, tralasciando lo altre di un valore secondario allatto. 

A norma del programma stabilito, il giorno 13 del mese di giu- 
iO u. s., nella sala del Consiglio municipale^ il sin laco della città 
Pietroburgo (sig. Likhatchew) a nome suo e di tutta la citta^li- 
della capitale dell' Impero, dava il benvenuto ai delegati uiD- 
i stranieri, mostran lo in apposito discorso: come i Congressi inter- 
ionali siano oramai un omaggio reso al progresso sociale — come 
baona riuscita di quei Congressi si debba in gran parte all' opera 




(fì n primo fa tenuto a Loadra col 1S72, il sccoqJo a Stocolma uol 1ST8, il terzo 

>ma nel 1885. 

.(l)L*onl deputato Nocito ed il prof, ooium. Emilio Drusa rai>presenlavano i\>i\- 
di OinétixJa. n 8ìff. avv, Ettore CloUi ruppveseiìiava il Collegio degU awo» 

di Mom^ 

iM» ^awM^wnCf '— Anno XX. 



^ 



r 




della Cninioi esilino inkTnazìonnii^ — e cnmn ihll'ulunaiUa ^ 
go dovpTaiHi iM^ionevolmente aspeilarn risuluil non mcnàf 
liei di quelli yvuti dallo pi'eccdenU adunamt'. 

Il piorno apprps*ci, i deii-patì u(Tid.ili avevano l'onore di p« 
Acnluii a i. A. il prraciiie Alc«8Bi1ru l'ùLrovilcli il'Ql<leQlKlH{| 
nnlo ila S. M. l' Inip^i'ulore {ii'eaidtintc onorario del Coogij 
che ail'AugiHLi ili lui condirle S. A. I. la pr'mciposia G<lH 
milaoowna ; ih l'nao?'IÌer)/.a [aliaci Tu ^iiuìsIlaniF'nle cort«»e. AU 
d'Old eiihourg (Ìl'vo Pietroburgo la fondaziuni! ili parecchi tm 
scìenciQci e di l>eiio1ci;nz:i; la princip'ttsa Kiigr^oia è leiiuuHP 
stima per la .«un bontìi, pur U sua cnritù, per la sua inUtlUiretii 
la sealla noi! piiluva msm- falla con mano pili felice, né riuscire piì 

Dopo quflb prn<icniaKÌi>no, ci recammo a lasciare ì blfElìnlti 
a S. E. il miniSiro ilfgli alTan esteri (ai^innr liu Gìprs) che er. 
dalla rapitalo p pnsria ad os^eiulare S. E. il minislro dell 
(dig. DouniiiYo); il quale, dandoci anche lui il benvenuto a i 
Governo, vnllo (.'on loglLlima soddisfazione ricnrilare: c<ìine 1 
abbia sempre mo-ili'ato interesse cosunie e pielù profonda pai 



— 471) - 

•spianata; e po:^hi mon[i?>nti dopo, drizzantlosi in piedi leggeva un breve- 
ma forbito dlscoiso, col quale, ricordando i lavori dei tre prccedeiUi 
Congressi e loJanlone lo scopo, diinoslrava quanta iiillacnza possano 
avere sulla diminnziime della delirMjiionza pli Is'/itiii di ricovero per i 
minorenni colpevoli o derelitti — corno al essi con«5acri la Russia curo 
indefesse e somme cospicue — con quale in'rro^se S. M. Tlmperalore 
segiia questi problemi sociali e tutto le questioni sottoposte alio stu- 
dio del Con.i?i*esso. 

Qai'sle parole che toccavano una nota altamonle priusta el allamente 
iimarulariay a^coltalft con leliofioso silenzio, furono coperte da applaasi, 
•ed il sig. Herliett'^, Vice Presidente dell i Commissione internazionale, 
rispose ad esse con vero ent isiasmo. Quindi i delegiti ulTiciali ave- 
vano r onore di essere presentati a S. M. T Imperatore non che a 
S. M. r Imperatrice, e recavansi al Maneggio Michele per aspntlarvi 
le LL. MM. che vollero degnarsi di inaugurare V esposizione peniten- 
ziaria. 

Superfluo soprgitmgere chn tanto nella presentazione dei dolegali, 
quanto nella visita fatta alla singole Sezioni didl'esposizionf', leliL. MiM. 
furono con tutti oltremodo benevole. Giunto alla Sezione Italiana S.M. 
r Imperatore compiaceva'^i accettare V Album di Arcìdtettnra carceraria 
che io mi perm'»ttova di oTrirgli in omagii^io; e nel dirmi che « avrebbe 
conservato quel dmo come caro ricurdo deirilalia», forse .fl:li ritornava 
a mente la visita del nostro giovine Principe che egli aveva accollD 
e festeggiato con tenerezza paterna. 

Col giorno 10 le singole Sezioni cominciavano i loro lavori. 

I quesiti scelti dalla Commissione internazionale, accettati dalla Com- 
nv.ssìone organizzatrice locale e proposti all'esime del Congresso, c- 
rano nientemeno che 2*5, cioè : 

1* Sezione (D/n7fo penale) 8, con 'iC) rapporti; 
II* S'^zione {Discipline penitenziarie) li, cm 37 rapporti; 

IH* Sezione (hlitazioni preveniive) 0, con .?0 rapporti ; 
molli dei qiali sono lavori veramente preorevoli. 

Una parie alquanto miffgiore, che nei precednili Conarressi, ebbe 
a Pietroburgo il sesso gentile. Fra gli a itori dei rap[)orti fi'zurano va- 
lorose scrittrici: parecchie a^sisUJvano anche alle a lunanze; e non mancò 
la nota di senlimenlo relÌGrioso portataci dalla cai la parola della gio- 
vane baronessa De Vrede (di Hel^ina:fors) sulla necessità di riguardare 
la religione come potente fattore p3r la emenda dei de\m^v\eTv\.\. 



— 450 — 
l'ra/ioiio presa ilalla Commissiono or 
iiè .il iiir>iiil)ri stranici'i liilti i posli d 
i lii rJsiikn. Per In qual cosa sa 
: ileiiinnl! ad aprire Iìj pubblica disci 
vansi paii^ttlii spfrreLari, giovani inl€ 
i'i>l:i e:! all'opi.'n, siccliè il cùtapilo dei 
.lUiiif, polo ea^^er meno gravo o piii 



lilil.' w. 

ail ali- 



'•'li.irro pi'r filo e per :!cgno, in 

i!i>i-us.^ioiLÌ AA'u'. siiiyoh' sezioni 
poli'à fiii'itiai't^ a l'homi 'Htn di appO'iilu 
iiilii';iiii.!iie di'lli; l/'si mf:;*! ili disi 
;ii'hò i'E. V. po;sa vfilerc; come i 
sL:iLi', per la ìni'o impnrlan^a (1), rii 
p:iiO:'(lii i!^'i vfhLi rnaiiifostnli d: 
^'ià ai mali in Haìia col iniovn Coil 
ji iMilio. Li.lla Il'-l," sulla ril'iinii 
■()' Il i.ivo IV'i,'.ìlami'iiIii df.u'Ii Stalli 
■ii'l Consiglio di Sialo, i 




■\ 



— 481 — 

n pensiero di far conoscere i lavori cui sono addeltìi detenuti negli 
Stabilimenti carcerari, venne per primo in mente al cìmpianlo signor 
Almquist, all'epoca del secondo Conorrcsso inlernazionale, sicché una 
piccola esposizione fu aperta a Sto:olina per i maiiufalli degli Stabili- 
memi della Svezia e della Danimarca. 

Riconosciuta l'utilità pratica di queste esposizioni, perchè la qiifc- 
siione del lavoro nelle Carceri i'» una delle più gravi e delle più com- 
plesse, proporzioni molto più larghe furono date alla e'^posizione di 
Roma; e poiché il Congresso di Piclroburgo ha avuto, corno carattere 
spiccnto, q:irllo di studiare le q loslio-ii rf>l.ìtlve ai minorenni ed al 
lavoro dei detenuLi in cella, cosi respo.sizion3 di Pietrob.irgo venne 
divisa in tre grandi sezioni: 

/ Sezione. Lavori fatti dai detenuti in cHla; 
// Sezione. Lavori fatti dai detenuti in comune; 
Ili Sezione. Lavori falli dai detoniti minorenni. 
A me non è dato far confrmii od emelt"re gin lizi su quella esposizione 
che riusci anche'Ui un effetto grandemente artistico. Non ebbi il tempo 
ili raccogliere tutti gli elementi statistici che accompagnavano i singoli 
inanufaili, non potei avere in tempo il catalogo generale; e del resto 
sono ct^rto che questo lavoro di sintesi farà l'Amministrazione peniten- 
lum di Pietroburgo, mettendo a profitto i materiali preziosi di cui ha 
l'Oliit.) disporre. La sola cosa che po^so affermare fui d'ora, senza timore di 
e=> Te smentito, si è: che i lavori dodi Stabilimenti italiani non erano in- 
firioii a (luelli degli altri paesi ; e che il carattere speciale dato alla nostra 
esposizione, di mettere cioè in evidenza quei manufatti che TAmmini- 
strazione delle carceri può fornire alle altre Amministrazioni dello Stato 
fon benefizio delle Amministrazioni stes>e e deir Krario, questo carat- 
We speciale, ripeto, non mancò di attirare Tatlcnziono delle person'3 
i'iù competenti ed autorevoli. 



ì. 

ì 



Avrei desiderato esporre al Concrresso V antropomelro del nostro 
3VV. Anfosso (antropometro che rArnminisIrazione italiana crede diver 
l»rpff>rire a quello del Sig. BtIìHoo, di Parigi) per la idenlilcazione dei 
<leleniiti ; ma il modello mandatoci dall' Autor.» è giunto assai tardi 
per farlo eseguire a regola d' arie. Ad ogni modo il relativo disegno 
<5 le analoghe istruzioni furono depositate alla segretaria del Congresso, 
^ la nostra Amministrazione si propone di far conoscere, anche all'e- 
co, i risultati che sarà per ottener in proposito. 



- Ì82 — 

Per quanto i progrossi delle digcìplino carccraiie o lo scaaibìe <S 
di sludi e di lavori, Ira le divi-vs» AoituiriUlraurmi dol num^J 
:ibbiano avulo per ri^nluto di meUGrci di accurilo sulla iiiipemri 
alcuni particolari roJulivi alle co$truziuni carc«nrìe, sicché orno 
nuovi SLaljt!imf[Ui diiririscoou pnua l' uno dall' allro, pure io uì iiM 
che V Album di Archilellura car^rttria, publiUcntn ttiìli pffl[É 
«lell'UlTiLio icciiico dell'Aiamislrazione llaliatia,allircrìt, ancbs alt'M 
l'attenzione di'gli iioinini compeleiiti e torAC altie Amiuinistrazìor 
preiwleranni! ad csL-iiipiii. Intanto dalla visita degli Stabilimenii di Vi 
l>urgo di Mosca ho p )li[L<i rilevare con placare couie il ftìatiima dell 
fflruzìoni iii(>canou]ia anche colà vaila ^uada^namlt) torn-ni), ciin bciK 
ssnsibile dell'tirario pulililico, b C'irne molti doi parLicitari pìftco 
per ottenere ia pmhli'inauca separazione couUnua tra I detenuti, ' 
cliiesa, nella scuola ecc. siJiio alati meflsi da canto SciiKa danna ale 

L'ordiiip, la nrllezza, la dÌsLrib!i7.ione interna dei locali, la dÌ3CÌ| 
degli Slabiliuienti visilali non lasciavano a ridire; e i^ in taluni patte 
ì(i credo superiori i sistemi applicati in Italia, di laluul a^i non ba i 
tata di far tesoro per vedere .so non sia il caso di applicare anclia tra 



'^ -•■•-.* 



— 483- 

La seconda dall' on. Canonico, Sulla riforma penitenziaria. 

La lerza dal Sig. de Jage^uann, Snllc misure preventive del lìelitto. 

Là quarta dal Sig. Ilerbelle, Sul carattere internazionale delle quo- 
tìoni penitenziarie. 

A qnesle conferenze presesempre parte un pubblico numeroso, .ocello, 
enevolo. Il PresilenLe onorario o In di lui Auirusta consorto non 
iani\irono di assistervi anch'essi, e gli eloquenti tiratori ebb'^rosem- 
•f meri lati applausi. 

Due temi erano slati incf^si a concordo per l'epoca del Conirres-^o di 
etroburgu : uno dal tìoverno ru^s) Sulla vita e sulle opere di Giovanni 
ucardy l'altro dalla Rivista di discipline carcerarie concepito cosi : 
Quiile è stato^ nelle nazioni più civili, lo svolgimento storico delle 
ituzioìii relative alla educazione correzionale dei minorenni: 

aj condannati per delitti comuni; 

ì)} ricoverati per correzione paterna, o 

e) per oziosità e vaijabondagyio. 
Quattordici concorrenti si sono presentali prT il primo tema, nes- 
IDO [fcv il secondi. Su proposta delT on, Pessina la Società giuridica 
. Pietrol.Hirgo nominerà un giurì por esaminare i lavori presentali ed, 
correndo, proporre i premi da accordare. 

Esaurito il programma in otto giorni di lavoro febbrile, il 2'tpringno 
itimi seduta di chiusura) si dava libero sfogo ai moli del cuore, 
bsrraziamenli entusiastici, voti caldissimi furono fatti per tutta la 
Biglia iniperiale — per la M«inicipalilà di PieiroburìTo — per la 
immissione locale organizzatrice — e p^r il sig. fialkine Wraskoy, 
18 nella sua doppia qualilà di presidiMito di questa Commissione e di 
Bsideritc della Commissione internazionale, era stato l'anima di lutto il 
mgresso. Ina salva di applausi accolse la proclamazione della capitale 
Ila Francia a sede del 5^ Conorresso; e quando S. A. il principe di 
Idehbjurg e la di lui consorte, S. A. I. la principessa Eugenia, sce- 
rò nella sala per prendere commiato, un grido unanime si sollevò 
I cerni astante — un grido che diceva tutto, e del quale conscrve- 
feno memoria duratura e carissima. 

Eravamo al pranzo di addio, oH'ertoci dalla Commissione organizza- 

Ee del Congresso, quando al momento di separarci perveniva il sc- 
ìnte telegramma, direll^ àa & 31. rimperaiove a S. A. W pY\\\c\\)ft 






— 484 — 
L' lUPERATHtCS ED IO IIIVGnAZUVO SI-NCKIlAUEMIE IL C0X6IU:S<4 PR 
I SCM'IHSMTl EjPHESSJ. Si>BRU CHB LE DELIRSnAZIOM ItCI. CDMHieMI; 
AVRM^rJO nUO>"[ [ilSULTATl PKII L' OPERA COMUNE E CHE TITH 1 HK 
m ESSO CtlNriEBVEUASNU (!RÀTl) «lOmOO lìttl. LOiiU S(««l'!llS« Ut RC: 

ALE3SANDH0. 

Un Urrtj tli jiviliLiiilini' copri la vom commosM iJel «IT. r.;ilfcì8 
Wpfiskfiy. I lavoci iIpI CongrBssn non piilc^vano avt're più g{il<^ii.llA 
risullalo e ni;ouipons;i piii larg.!. 

Per qtianio il petiiiero di rilornari; in palrjii, itopA un' aafifiM ■ 
quatdic si'ltini:iiia, torni nciasst' a sorridcfci, puro ogDuno scnlivi,i 
dovpp lasciare Pit'irniiLicBfi, quel vivo riticr'>9cinientii c!i« sì piiivsl 
parandosi da vocclil nmìci, talmente l' accogliciu» fattaci en I 
schietta e cnrilìalo. 

Il ciotno 2o ì «liiosali nllicisli, n taluni altri membri del CnDjQTe 
partivano per la inrnntevoli» capitalo delia Fiiilniidia : rilnmali a Pi.>l 
burgo, ripartivano pnr la snperba clllà di Mowa; fi Don Rxpeblv f 
sibilo descrivere in pm^lie parole I' accojrijenìa ricfivula dalle Aatn 
municipali clie ci avf"v;ino corte^pmeutc invitati — dalle Auloritt^ 



— 485 — 
qwiti CoDzressi sì mettono in evidenza e si richiama l'opininnc piibljiica 
su gravi quffnioni sociali, die altriinpnti rimaiTCbbcro iirlla ristretta 
errcbia di pochi amminislrutori e di porlilssimi scionzinli ; i npportì 
che si scrivono stille singole tesi da pi>:'sone coiiipelonti e di paesi 
diversi, costi luiecino prpziosi olemenli di studio, clic diiliciliuoiite {lo- 
Irebbrro ei^ere raccolti altrimenti in una liìblìoteca di srìcn/e sociali; 
col lrr>var:>ì riuniti amminislrntori e scir^nziall di paesi diversi, dallo 
scambio di>IIc loro idee e della loro esperioiiKi veiicroiin fuori tnmpe- 
nlo ri:^<!lu<!ioni die som il vero porlnto d^ila tenria e della pratica — 
li raddrizzano inolli pregiudizi invetnrati — si piiidicaiio uomini e 
«0*0 con maturila di smino — si dà ai Governi pioua giiaivriti^ia stilla 
utìlìlii (L'Ile riforme proposte: olln- ai rapporti sulle siiigile tosi, altre 
puMilicnzioni, covemalive e privale, vengono alla luco, pubblicazioni 
che spesso hanno un tallire grandissimo come ne fanno piena fede gli 
atti dei Cfinirressi di Lon'lra, rli Stocculnia, ìli Roma, per non parlare 
ChPi dt'g'i iillimi; il paese die si prepara a ricevere un Congresso, 
deve nei-es^^ariamente meltiTsi in grado di alTreltare iilnne riforme 
the altrimenti forse sarebbero ritardalo; i (ioverni di" vi manfano i 
loro delegali si trovano in certa guisa impegnati a seiruim il movi- 
mi^nto rli riforma, a concorrere agli stmli collettivi, ad (?ntrare nel 
, moviiiipnto di progresso elio torna di vantaggio alle buone istituzioni; 
chiunque prende parte aduna di quelle adunanze, per sccUiiro clte sia, 
[ritorna in patria con l'animo ritemprato, colla febbre d»l lavoro, col 
[desiderio di santa emulazione — e tutti questi sono vantaggi di inesti- 
mabile valore. 

I Non sono moltissimi anni, della riforma penitenziaria si occupavano 
! poche inlellijrenze elette e. salvo rare occozioiii, esse trovavano pub- 
blico e Governi quasi indirferenti ai loro reclami. 

Ora le cose volgono diversamente. l.a (|ueslione della riforma pe- 
nitenziaria b venuta in prima linea; ad essa sì sono ■ria colleg.iie quello 
della riforma delle leggi penali, non die lo altre risiiardanti le i>tiiu- 
rioni preventive; la vasta azienda delle Carceri, rileunta un tempo 
d'ordine secondario, è salita dappertutto in quella consti Icrazionc che 



^11 1 pReii {rappre.^enlali i 
Sii^Uri, il Bel|;ìi>, lu Datiim 

. KnuU, U GiiBgDa, la Svine 




le coin|)r>Le; e se 3i crrcino le caine «li qncsln ^r'jiile mutmitQta WOf 
sai^à ditlii'ile trovarne la principali; ndl'òivra dfii Conpr^ssì. 

Tocca ora alh Frauda il compilo di ilare alla nnsira i^lJtuziiUiOTìI 
sempre pili rif;o(;lìasa, radia aem]>i'e più prornulc, alllramln ndl> co 
cliia (l'aKlonc (Jella Cotiiuiissiona inLoniazìonaltì iitim pochi paesi di 
non ne fanno parie, pur n«eiiio rappri^seiitalì ai CongpfiSJÌ(lì — riai 
-vicinanjosi forse un po' più aìraniico prograiuiua, in guisa -la mellen 
in Rfado i paesi ili secondo ordine a darci, (jtiando che sia o ^raa 
gravi sacrill'i, la Idi'.t o>piuiìià — trovando ntoilo camfl diminuire it 
numero delle iidi'stioiii da trattare, e cmm; far ^l thu Itì adtinanzi' gè- 
nsrali siano la vera cspnsiioue delle sezioni ri miti.', stiiDuland*'' l'atti* 
Tilù dei di^lfgali ufTlnali pt-r ottenermi il concorso alla puhMìcanmiA 
del Bulleltim /ìfnikiiziario inttruùzmiak e mantcoendo a questa pub- 
blicazione il mn primitivo .cnraltaro. 

n compiti) è gl'ave, ina dell'esita felice non è dato dubitare un iiid> 
mento. — E poirliÈ noi vi'cl'Iiì della prima falange ad iinn ad uno 
scompariamo ilalla scena di^l mondo, si pi'eparino i giovani a rlmpiaz- 
zaro i Tunli c.nn piìi forte intelligon^, con pib larga doUdLa e Cua 
nari atineirai'aDncI .^^t^t^m^^^ 



— 487 — 

lo in oggi irriducibili al un solo tipo qualsiasi, sarebbe iniUile 
MDtare di introlurrc nelle convenzioni inlornazionali deitoinina/Jnni 
biformi (li falli delittuosi con do(lni/ioni di questi falli che non 
fessone es^re identici. 

9. Sarebbe desiderabile che lo legislazioni pr»n.ili parlicobiri a'iot- 
ro per massima T eslralizione anco senza Irallali e» senzn condi- 
rli reciprociià, come regola generale, con lulte le riserve culle 
irii ciascuno Stilo crelfs^e necr^ssario di resli'increrla. 
PL Poiché l'eccozionj? tenie a divenin» h\ regoln generale dell' e- 
Uizion**, se T estradizione fo^se ailolinta in .massima dalle legisla- 
i particolari, le co'ivonzioni internnzinnnli siiire^lndi/ioMe po- 
ppo onmbiare nielo:lo ed in Inopfo di eniim'^rare i r.iiil delittuosi 
p«:»rtano seco l' estradizione, coniente T enunienizione di quelli 
quali Teslradizione non potrebbe essere accordala. 

Risolnzione adilizìonnlc. 

Conijre>«:o fa voti perchè i penalisti dei diversi p.iesi fa«"riano 
ìtAo uno studio allo scopo di dare una slessa denominnzione 
Iona iliMìnizione precisa alle infrazioni alla legge penale che po- 
sero essei'C motivo di estralizione. 

2^ Tesi. 

qiinì modo Vubriachezza può essere r'muardata nella leyislazioììe 
f 
fa) Coìììé* inflazione considerata in sé stessa:^ 
[ b) Come clrcofitanza che naomiinijm nna infrazione e che possa 

W^''^^ fJtitennare a aijiirarare ilvarallere penale di e.^sa/ 

Lo stato di ubrinchezzi, considerato in so stes-o non puòco^liluire 

lelilto : esso può dar luooro a repressione penale nel casn che si 

ifesti in pubblico con atti pericolosi per Taltriii sirunvy.a o di 

tale da produrre scandalo, turbane la trampiillilà e l'ordine pub- 



Xon si può negare rutilila dell^ disposizioni li'gi>^lnlive, ohe stn- 
:ono misure coercitive, tali come l'intrTnamento in uno ospizio 

una Ciisa di lavoro, a riguardo di individui abilualnniile dediti 
irìachezza, che Qniscono per trovarsi a carico delTassislenza o 
iGcenza pubblica, che sì ùbnnn aììa mcndicilìi, o clic dwe\\lav\o 

)lo« per sé slessi o per gli altri. 



IH. Urge di rendere i proprietari lii spacci A\ vino n i 

ralmPDte responsabili per 'la vciiJila di iiqiiori alC90lÌ^ I 

viJui palosam"iile ebbri. 

IV. In r;i9o (l'infra^-ione [mnale tommcMa nellfi.tìal» d'ò 

!. Lo stato di iiliriachczKa ioeoniplota, nun puù Iii voMftS 

ùeriì h l'esponsabilitìi; come circostiiiiza avente influenza »ul1 

delb pena, quello stnlu non può e8*ere delìnllo dal legliilaWre, 

circostanza atlPjiUfiiiIe, né ccirne circostanza uggravautfi, a» -fi 

fluenza sulla misiin della ;mna dipende dallfl ciroosUnEa'i^ 

caso partìcnbire, ^ 

S. Lo aUila di iibriadieEza omplola esclude lo maxima |l 

-sabiliu'i, n<l ecruxiitne dei ca^i sei^tienii : 

'i) i| nndi> l'iiliriactiezza costiUiì^ce p?r si Hem una ii 
panale, e 

d) nei rasi di'llp actionei UberiB in cauaa, quando V. 
ubriaca saperi lo rhe nnll'ebbrezita, deve o piiiS romiaetlepf» u 
zione criminali», Nid primo ci«o, si rende re*pon«abÌle di j 
cominc<*(i i-on [iromeJiloBtona, nel aecondn, di un delitto 1 
per negligenza. 



, — 480 — 
4* Tesi. 

Per qìiaìe genere d infrazioni alla leyrir penale — sotto quali confli- 
"ioni — e in qnal niisura, converrebbe ammettere nella legislazione : 

a) // sistema delle ammonizioni o rimostranze indirizzate dal gin- 
ice alVantore dei fatti incriminati, in sostituzione della condanna ? 

b) Il sistema della sospensione di una pena {ammenda, imprigiona- 
wnto ecc.), che il giudice pronuncia, ma che dichiara non doversi appli- 
cai co1[ìevole finche egli non sarà incorso in una nuova condanna t 

(Rimandata alla Commissione pi^nitenziaria internazionale per essere 
lUoposta, occorrendo, ad un altro Congres-so). 

5» Tesi. 

[Quale autorità deve giudicare della sorte dei fanciulli che commisero 
lievi infrazioni alle leggi ì 

quali elementi e secondo quali principii deve decidersi se queste 
•infrazioni devono avere, come conseguenza: 

a) Una condanna penale e la detenzione in uno stabilimento pe- 
mziario propriamente detto ì 

b) // Ciillocamcnto in uno Stabilimento di correzione pei fanciulli 
ùosi Indisciplinati ? 

e) L'invio m uno stabilimento d^educazione destinalo ai mino^ 
mi posti sotto la tutela deWautorifà pubblica i 
éttà dei fanciulli deve esssere il salo elemento da tener presente nelh 
ùficazione da fare e nelle determinazioni da adottare a loro riguardo ì 

limnndato alla Commissione penitenziaria per essere sottoposta, oc- 
jndo, ad un altro Congresso). 

e" Tesi. 

[Of'a/i mezzi potrebbero essere adottati per colpire in modo più diretto 
efficace il ricettamento e i ric?ttatori abituali ì 

^Pér combattere in modo efficace la ricettazione di oggetti furtivi, 

)rre : 

1<» promnlirare riguardo a certe professioni, come banclìieri, cani- 

iralnte, orollci, rigattieri ecc. dispo:5i/joni regolamentari inlese a 

lenire la ricettazione ; 
2* fare della ricettazione, non un caso dì complicità, ma un deWWo 



— 49(1 — 

3" 3t;ibilir(! un aTgravarai'fllo progressivo di i 
in (lucgio reato. 

7' Tesi. 

Come fmtrebbe estere impedìla l' {nfìnensn pernkiosa ilei < 
dei tutori sui loro fiijU o piipiUi dopo In toro tib-^razione c"» 
ed in ijencrali- ilopiì la tcaienza del termine della laro coh'I 
ali' p.poca ih'iUt biro iiiaggiore e'à. 



1. nife rem loii nlla risoluzione del Goiigi-oso di Ittiioa 
nobile come uno dei mezn per rìpararp .illtì (Ii>ploi*cvoli coi 
di una edii'azionc'iioaifirale data dai getiilnrf ai loro Agli u 
sia quello di piTineLli^re ai Iribiinjli di Eoglicri! al genitori ttll 
dei dirilli dt?rivanli dalla patria poieslì, quando faUi sufficit 
provati ri^iidarm Mvl'i di-Ila limi resptJiwahililà, il IV Con^rciso 
che lij Stmn lin il divnni di eliroin.irtì 1' iri;lii(?n):i perniciosa 
tori tutori sui loro (ì^di o pupilli. 

2. Il lriliuf)['lc, ilii|ici aver consialala l'indonnila o l'incar 
gonlinri drl uiiuni'iiiie dclinquent", fisser.'i il termine dell'ciiuft 



— 491 — 

8» Tesi. 

Secondo quali principii dorrebbe essere fatta la determinnziotie dei 
iimifi della ginrisdizione dei tribnnali circa ni potere disciplinare pei 
deliifi di diritto comune commessi dai detenuti dunrnle la loro deten- 
zione ? — Quali di questi delitti dorrefdnro cssnr uivdicati, quali pò- 
trebberò essere puniti in ria disciplinare f 

Non v'ha luogo di soUiMrro alla criiirisdizione dei Iribimali ordinan 

i delilLi di diritto comune comm(•$^i dai dolenuli durante l'espiazione 

df*ila p-^nn, qualunque essi siano, ^«"cetlo naluralmenle il caso, in cui 

questi delitti sono ininacoiati di una pena speciale dalle le?gi o dai 

' regol'imenti che concernono l'oriline e la <liscii)lina nel carcere. 

II. Sezione. 

1» Tesi. 

// sistema del lavoro ad economia /• prcferihilc, negli slMlimeììt 
penitenziari, al sistema del lavora ad impresa ? 

i. Il lavoro, un lavoro utile e per quanto possibile produttivo, es- 
sendo necessario ai detenuii, qualunipu sia il re«xinie poniten/àanocui 
S'sn*» sottoiKìsti, dtivcsi csatnin.ire in t)crni paese, secondo la sua situa- 
zione, come il lavoro possa essere praticamente soLuminislrato o diretto, 
per corrispou'lere alle nonne e necessità diverse dell' opera penitenziaria, 
sia col si-teiua al economia, sia col sistema ad impn^sa. 

2. Il lavoro essendo la p:irto. principale diMla vita pepllenziarin, deve 
essere soggetto, nella sua ortranizzjiziono e nel suo svolgimento alla 
autorità [juhhlica, che sola ha ilirit'o di fare e<eg lire le leggi [ìenali. 

Non ptJtrehbe «juindi ammfnt'M'si Tabbiuiìlono dei detenuti alla spe- 
culazione clie abbia p.^r i-^copf» il S(do intrre><e pariicohire. 

3. In molo generale, ma si-nza che occorra stabilire recroio assolute, 
il sistema della regìa sembra meglio a'jrevolare la subor iiiinzinno del 
bvoro, come d'oeni altra p^rt^) d'I regime penilenziaiio, air opera che 
si tratta di compiere. 

Ma a cau-a delle difTijolià che rv.rixanizzazione del lavori irinleresse 
Vubblii') può pri*sentare, si p.iò ammett'M'i^ che le Amminìstrizloni ri- 
corrano al inij)rese o ìnlustrie pri\ale, purrhè il benelìi'io delln mano 
d'opera non costituisca il dominio di un impresario sulla persona e 
sulla vita del detenuto. 
i ^dV organizzazione dei lavori penitenziari, e speda\mcT\l(i tv^\ s,\?»\.^- 



— SU2 — 

ma ai] L'conomia, è deìidnrabilft clic i vinlnu^i Jt'lla iiiatui d'opera Ji 
detenuti siano riservati :ill«i Statu, e .si può tiro vain din lo Staio ti 
in cDoseiruenzn, nrila misura del pu-i'tìtiik", »i\ un Itimpo pruildltored 
consutnalorc defili ogiroui apprestali dalla ramo d'opora pi'iinle. 

2' Tesi. 

In quale misura il laroro nelle carcirl ** fliintinm alt'iniliutria libtnM 

Qune si /lotrMe urijaniz^dre il Imoro -lei tlelentili in wnilo da li 
tare, per quanto i jiossibilf, tjli ineoiueniiiiti dflla roncorreina ? 

Datti lo Vitretto obbligo ili far lavorare i ilt?UiuutÌ è incvitaUte e- 
necessarlo chi.' la loro mano d'opera dJa prodolli utili comò it'alironlft 
dovrebbe darli nnlla vita lilipra. 

Nondimeno il lavoro dei distonuli, bo regolato con di3ccraiiaenl0> 
sotto raziono di una Ainuiinistrazìone sempre liborA di tritarne ie Ciw 
dizioni, sembra non possa coaliluire, rispetto al lavoro Itlioro, clic am 
concorrenza di licvp iinpnrlanza. 

Tale concormnza senil)t-a sopratiitto non possa giummcnto Urrnm 
oggetto di lamenti, i^jiianilo iraltajl, o di lavori agricoli che 
Uno un interesse pubblico, e àia hanno il vantaggii} di Bon sj 



— 493 — 
Tesi 3. 

I 

iiali incoraggiamenti possono essere accordati, in generale, ai dete* 
l nell'interesse di una buona disciplina penitenziaria ì Ed in parti" 
n\ entro quali limili il detenuto può disporre liberamente del suo 



il 



iO f 



Vn sistoQDia fli ricornpon^e e Ji iiicoraofiriaineiUi materiali e morali 
avon^ <i«^i detenuti, stabilito pnr re^rolamcnto con libertà di scelta 
vs^a airamniinistrazione, è efficace ludl'intensse di una buona 
iplina nonché deiremenda dei detenuti. 

Oiie-ti incoracrgiameiiti dovrebbero servire di rimunerazione per 
iiluit'i al lavoro e per la buona condotta, senza recare pregiudizio 
ìratiere serio e allo scopo della pena. 

UiMigna dare una maggiore estensione ai mezzi morali d' inco- 
ii-Qj^nto e (li ricompensa, come a dire la speranza di abbreviare 
•m, rnutorizzizìone di comprare libri, di mandare soccorsi ai pa- 
i, ecc. 

K ammissibile, in fatto d' inc">ragginmenti miteriali, F autorizza- 
L* li prooiirarsi sostanze alimontari che, sonza essere gliiottornie, 
:;'i^cano utili dal lato igioiiico. 

Al dt4<"R'ito potrebbf^ qì^ì^ovo data facoltà di disporre pei suoi bi- 
li mit'M'i;ili e morali, di una parte (M suo peculio in una misura 
Illa dal regolamento e noi ca^i particolari dal. giudizio del capo 
ì Stil'ilimento. 

La parie di'l prrulii m'^^sa in riserva dovrebbe essere depositata, 
i->iu^nlo della liberazione del detenuto, presso le autorità o Società 
atrtnnto, le qinli dovrebbero assumere l'obbligo «U corrisponderla 
oUMìiito a misura delle s.ie necessità. 

\'»n Pilo ammettersi che il detenuto po>sa disporre del suo 
imonio, eccezione fatta del suo peculio, per soddisfare alle sue ne- 
lla neirinterno del carcere, senza l'autorizzazione del direttore. 

4' Tesi 

iriìiftwri della deportazione coloniale, quale potrebbe essere il siste- 
della espiazione delle pene privative della libertà, siano esse a vita 
mno per una durata eccedente i cinque o i dieci onnij secondo~le 
ne legislaj^iofii / 

^i$ta Carceraria — Anno XX, ^ 



1 



— 494 — 

Qwile potrebbe f^rre In specie, rorfi'iniszazione mì il redime 4' 
biliwcnti ila deslimire ai eondanmiti di cingcunn di queste f^ 

1. Oi^ni pena avendo ad un tempo lo scopo ili pi'inire HJ 
di metlerln nella impoisibilUà di nunccre e ili dargli Ì mtì 
bililarsi: e lo pene lii lunga durala facendo sperare più dell 
l'etnenda del cnudiiniiato, l'nrdinaiD'into di lincee pene doni 
ispirato ai principi! di rìfanna die regEtmiQ le pene di brora ( 

ì. Qualunque condanna a pena di liini;a durala dovrà Csser44 
nel suo inìzio cnn un periodo di reclnsìoiie cellulare. M 

3. Dopo il periodo della S(;gregi£ionQ in cella di giorno e iS 
quando il condannato sarà ammesso ai lavoro io comune du 
giorno, continuerà ad estero rinchiuso in cella durame la noi 

i. L'AniminÌ9trazion? dovrà organiizare lavori, quanto più 
sibilo all'aria aperta e a preferenza lavori d*intere9ae piibblico, 
la condizione indispensabile cli6 lali lavori si;uio disposti in n 
non permettere mai il rontatlo ili'i detenuti con ia popolazioni 

S. La liboraKiono condizionai? non aarii concessa che con It i 
accorginiGnlo e seguendo una graduaxioae in armonia cai* V< 



-493 — 

a prWereaza perdine che siano fornile dell'istruzionB generale neces- 

urj'a. Per le Tunzionì ioferiori bisogna posMbilmentij preferire gli aalichi 

militari die abbiano tcrmiiialo il loro sorvizio obbligatorio. 

i. La preparazione dei candidali alli; funzioni superiori comprenderà: 

a) un cor^o di storia e di teoria della scienza penilenziaria, e 

b) lo studio pratico e particolareggiato del servizio lìeile carceri, 
diretto da capi delle carceri modello. Terminato il corso, i candidati 
in parola saranno inscritti nr'tle liste da presentare all'Amministrazioiie 
-cai <:|>ella dì fare le designazioni. 

* 3. L'istruzione preparatoria dei candidati alle funzioni inferiori com- 

i'TircnWà sopratutlo il servigio pratico penitenziario, e eorrUponderà 

tper esempio, a quella die viene data nello scuole pei guardiani esi- 

ilcnli in taluni paesi. Questo servizio può essere diretto da speri- 

Dentati direttori di carcere, nei liio!>hi entro ii cui raggio! candidali 

dovrarinn fiii>/Ìonare. 

6. Uccorrr a^>icurare al personale Rrmliimenti e vantaggi corrispon- 
demi all'importanza del campito onoi-evoie e così dillìdle die devono 
compiere per il bene soi;ide; — una esagerala pai-simonia riuscirebbe 
prcgiiidicevole sotto tutti gli aspetti. 

6' Tesi. 
pi(ii an) mentre i-ìic alcHiii tlelinquenti sinno eonsiiìeritti come io- 
Une iiiiliHi, e, nel cu^o nlfenii'il'no. quali mczci iiotrebbero estere im- 
Ji-yìii }iiT jiroleijijere la soàvin caiitro questa aitC'joria di coiiilainialit 

1. Senzi aauueltere che dal punto <li vi«ta penale e penitenziario 
ìi.-iaii,) delin<]ueuti assoliilauioute inrorrejrgibili, sir,couie però l'espe- 
'tmii ilìniostra che in fiiLl» vi suno ìnlividui die mostranti ribelli 
alb doppia azione penalo o peniten<^iarìa, e ritoruani per abitudine e 
ciiiQi; per profeisione aj infrangere le leggi liella sucieLà, oui verrebbe 
primiere misure speciali contro ({uesti indivìdui. 

i In quest'ordine d"idee, senza recare olTi'sa ai prineipii delle di- 
Terse 1e<-'i^Iazioni, e nserbando la libertà di scegliere i niez/.i die 
neiliu corrìsp')ndono alle pr-culiari condizioni di eiascnno Stato, suno 
da raccomandare allo studio dei diversi paesi le seguenti misure: 

fl) L'internamento, per una coinTnientc durala, neg\i SlaViWmetìÀ 
fi use di lavoro obbligatorio di certe categorìe d'indiviilm, coma i 
fMo/fctati vagabondi inveterati ecc. 



— 40G - 

6) Il carciTc prolungato, o seconiìo i m4, l'invio nei ' 
posscdimeiili dipninleDli ilal paesi imoressali, per ntÌlf/:Knre 
forze penliite; m;i seinpi-e con lo gannizie ulnt Ai/ve rmiluriU 
rare a colnrn (;!iii snn;» privali (ìt'lb liticrlà concfldcjKio lorojj 
libertà e sopnluLti l;i liberazione ci^nliziniiale quaodo teQ^H 
condotta. 

Questo inisuiT non pregi uliuhLTeblic'ro putito .il oollocARicn 
Blahilimenli spe>:i.ili di HHistcnza, dello pT.'ionn r4c<iii<»ciulo i 
di pi'ovveiere iiL'ilrrialmentF! a so stesse col loro lavoro. 



i 



7» Tesi. 

In che rosi lìere eonsùlere la differenza tra il regime t 
po$tù il deteinila primn chfl la tPHfenza giudiziaria direnga et 
dii quello III quali- f sulfopofto lìopo la tondannal 

1. É de^dcraliile cIili siaao stabilite carceri speciali per la del 
prevontiv», qiianlo jik^iio cì\a una stazione speciale del carco 






— 497 — 

7. L'azione delle Sociotà di patronato istituite per i condannali li* 
leratì, dovrebbe pure esten^lerf^i ai giudicabili rilasciati. 

8* Tesi. 

Se è'intetìde procurare un mezzo di esistenza ai ddenuli liberati 
•d termine della loro pena, contiene stabilire nelle carceri una grande 
varietà di lavori in ijuisa di poter insegnare ad ogni detenuto l'indù^ 
itìia che meglio corrisponda alle me attitudini. Ma, in questo caso, le 
prigioni diverrebbero quasi stabiliwenti industriali di un genere spe* 
date ed oltre a produrre un vujombro di lavori, richiederebbero spese 
oltremodo gravose. Inoltre può ben sapporsi che, in questa varietà di 
lavori ve ne sarebbero taluni che, per la loro natura troppo facile e 
Wfjppo semplice, potrebbero intraìcinre il successo della repressione. Ciò 
non Oòtante senza limitare il numero delle varie industrie, dovrebbe 
§d ogni detenuto darsi un lavoro con facente alle sue attitudini? 

É desiderabile che tutti i dolnnuli siano occupati in modo corri- 
ipondcnle, per quanto è possibile, alla loro capacilà ; la diversità e 
la facililà di alcune orciipazloni non sono conlrario alle esigenze doUa 
^teoria penitenziaria razionale. 

I 9^ Tesi. 

Dividendo la durata della detenzione in un certo numero di pe^ 
fiodi, sarebbe possibile di stabilire verso i detenuti un regime man 
mano meno severo secondo la graduazione delle classi da percorrere ? 
Sd caso affermativo questo regime dovrà essere applicato, nella prima 
tìasse, in tutta la sua severità, e q,iindi dovrà adottarsi il sistema 
al/a/fl/v : ma qual g'jnere di lavorai sarà per ri i) p riferibilmente scelto f 
hfiie per ricorrere a questo sistema di periodi o classi si prenderà 
toìue punto di partenza un'epoca in cai la dorata della detenzione 
•tórn arato un principio di esecuzione ì 

i II sistema proprres^ivo che comincia dalla (Menzione cellulare o con 
tóbli2:u del lavoro, corrisponde alla natura iK'lle penull media durata. 

10» Tesi. 

Se a scopo di dissodamento e cobniizzazione si stabilisse un car^ 
5ert' sopra un terreno da ridarsi a coltura, vi si adotterebbe un re^ 
ìime speciale diverso da quello delle carceri comuni decretando pei 



Melimi II 


Il In 


ill.-iii 


iih'iiti' — 


fl'il-i 


dw 


•ili- nw'ì.i 


mi,- - 


-fiU 


,j,finnlr .- 


iKlII 


■uri! 



u'itlo meno xfvero ? Ciò attuandosi paiTebbé 
i ikteniiti ila imiareUi fossero quelli colpiti 
• Ioni subire uh rf^iine penitenziario di un 
seri-r'iiiienle per un tempo determinalo ne 
prima di tritf^fi'rirU de/inifiiamenle in qu 



l?n -^i :iii'ti:i yiT i (ii'tcniiLi il Iiiniflio pene il sLsloma prot 
cnicM''- piiss ! ili" e (losiiWaliili! di occuparli in lavori nll'a 
roiiLlÌ/,iriii> die si no sfpiirati lia.irli nperni liberi. Qiicsli lav 
Sfinii es-iTi: iiri';iiii^/.a[i nel p;iiwe slesso od ai conlìni. 

11» Tesi. 

!.■! ••■iiip-!.i:'n<,.' lìi lina xlutislica fieiiilenziaria iittmin: 
nH'-' ,' /'." ii"-^''!,i:-- : In lUfn iiffermnlin, in quali limiti dovrà 
iinslf i:..ii <jivìl ^■■Il-iiiii iliiirii cssir fallii f 

!■: iI.>Mlt:.!Ì1.': 

(!li'.' sin ril;.ri.i yrv (.■iasi'iiiia fissione del Congresso mia 
ponilt'iui^ir a in(.>,'Ti.',i.iii;i[i^; 

rin; i]ii.-^:.> I ivc > si:i ;firi.la[o all'Aiiirniriislrnzione career 
Yf.imr: [ii-l i|ii 1 ■ il iM-i riunirai il C.nriiii'es.io. 




— 41)0 — 

In guai modo queste relazioni tra Jslituzioni e Società di pniromtto 
dei diversi paesi, potrebbero stabilirsi e produrre i migliori risultati 
possibili ì 

È desiderabile: 

i. Che si formino, dovunque finora non esistono. Società di patro- 
nato, e tra quaste o le Società di beneficenza dei diversi paesi, si 
stabiliscano relazioni, Dell'interesse generale dell'opera del patronato e 
fer venire in aiuto, nel modo più efilcace, alle persone esposte a farsi 
patrocinare ; 

2. Cile a tale uopo si stabiliscano delle convenzioni fra queste di- 
[Terse Società, che abbiano per iscopo: 

a) di assicurare lo scambio regolare e reciproco delle esperienze 

lite; 

b) di stabilire il principio che il patronato si estenderà aglistra- 
aeri, tenendo conto tuttavia delle disposizioni relative alla polizia vi- 
lle nei singoli paesi; 

e) di assicurare il rimpatrio dei liberati, se lo desiderano o il loro 
llocamento in altro luogo per darsi al lavoro; 

3. Che dal punto di vista del rimpatrio, siano prese speciali mi- 
concernenti il peculio, il vestiario e le carte di legittimazione e 

li libero transito dei patrocinali. 

4. Allo scopo di agevolare la creazione di un istituto di patronato 
Tnazionale, è desiderabile che, prima di tutto le società di patronato 

esistono in un paese, si uniscano fra loro creando un organo cen- 
ile nazionale. 

2* Tesi. 

Tra le Amministrazioni dei servizi penitenziari e degli altri da 

dipendenti — le Amministrazioni de' servizi relativi airassistenza 

alla beneficenza pubblica, air vjienc, aW ospitalità, alla polizia e 

irezza pubblica, alla repressione della mendicità e del vagabondagtjio, 

'organizzazione, al controllo, alla sorveglianza delle Case di lavoro^ 

lì, depositi, rifugi ecc. — evvi connessione d'interessi e di quesiti 

risolvere, per conseguenza, scambio d'indicazioni — conformità di 

Hli — concordanza generale d'azione che nei limiti del possibile, 

ihe uUle mettere in evidenza? 

In qual modo potrebbero stabilirsi questi scambi d'indicazioni, questo 



viiiicoi ilaniii iieiwnik d'azhue, senza pn- 
■l bttijìi i'iiii:iiiiiaine>iio ih-i ifireiii fei'FÌ:it 



lier ,lfc 
ilij'itli e 
pi'iv,)!!, ■ 
liei miti' 
farsi pr,l 



in' '■ -'i iiilciv:»<r die l'^istoiio e d'IlG iiue'ti'iiii rti» 
t ' A:ii'iiiiiì>li';iziiiiij iii>-;irìr:ilc il''i !:lTVÌ2Ì ppnitcnzhrì 
; l'i'i. .|.'i servizi ptilihlii'ì i> prirnti crn^<i3tenziiiMli 
1; 1. ■ I 1' III) ;ii'i-iir'li) fiM (iiicsln diviTse isllln/'oiii, 

-:''i' fii/.i :i ijiii^iiii ■■ir-i-.inlii, i^ iililc chi" SÌ cre'mo 
■.:. r :.'jrf.-i (lonriTi'iwc, nei <|iì;iIì si riiiiii^jno 

" li^'V-i paesi sijiriiiliMixiiiij;itÌ, 

■'■ il i^c.'oiiiJiiiiarH clir Io Sb[o pus.sa, per k'j^i^'eiL 
iiìi'i' t'Ii nbbliglii da ailidare, Botlo ris^rra ilei lori 
ii'o iiii/,i;iLiv'n, alle SocicLà o StabilimetiLt piibliUrtJj 
iiiL> per (]u;inlo cincenio l'amministrazione del peculia 
i iKiii l'Ile (li qiiollo degli udiilti, se sono disp:islil 

■ In tiii-i^ifine che incombi! alle SocieU di patroDat* 
' 111 -^i;ilo, la provincia, i comuni ole Socielà priva 




— :ìOI — 

redimentale » e di ordinarli s.Yondo il princii)io dell* edacaziune 
imigliare, ciao a dire secondo il sistema dei piccoli gruppi. 
i Si può ammettere il collocamonlo nelle famiglie, specialmente 
ei seguenti ca^i : 

a) Per i minori più criovani di età, sopratutto se femmine, non 
•ericolariti moralmente e di sana costituzione : 

h) PtT i minori moralmente abbandonati o colpevoli, dopo un 
iiificiente lasso di tempo quando siano stati provati o corretti in uno 
tabiliuiento; 

e) Per i minori la cui educazione correzionale sia terminata e 
he ^iano ancora sotto il patronato. 

5. Per quanto riguarda Teducaziono in famiglia, è da raccoman:iarsi 
Jie ItbrTo So::ielà d' educazione o Società di patrocinio o Comitati 
lompplenti stabiliti dalle pubbliclie autorità, ai occupino : 

a) di fare una scelta intelligente delle famiglie alle quali possono 
issere affidati i minori ; 

b) di dirigere questo famiglie ; 

e) di sorvegliarle nel loro compito educativo; 

d) di regolare questo compito giusta principii esperimonlati. 

6. Sarebbe utile che, da un lato, le Direzioni delle case di edu- 
izione, dall'altro i Comitati «li educazione famigliare di ciascun di- 
rotto, stabilissf^ro tra loro un amichevole accordo allo scopo di poter 
re scambi tra i giovanetti ad es-i aflìdati e combinare cosi le due 
fine di educazione, secondo i bisogni individuali di ciasi:uno. 

4» Tesi. 

Per rhponfìfre completn nienti' alta loro uiisfiione, le istituzioni e le 
ocìctà di patronato non dovrebbero prenccu parsi dello condizioni e 
e^hisoijni delle famujUe dei detenuti prima che questi abbiano ricupe- 
ala la libertà, sia per mantenere duraturi (jli a/felti di farnljlia^ sia 
itT assistere le famnjlie stesse e garantirle contro le conseguenze della 
ondanna di tritano dei loro membri ì 

Come potrebbe, questo compitn speciale di patronato verso le fami- 
ìlie, esercitarsi in guisa da non destare suscettibilitày e trarre vanlag- 
pò da questa azione spiegata su di esse per ottenere V emenda del 
ietenuto ed il ritorno di esso alla vita onesta e laboriosa ì 

1. È desiderabile che le Soci Ha di paVonalo jDssano avere la fa- 



- noi - 

colli iti o,'i-'iii;ir--i 'ì'-\U siiiiii^ioiie ilclle famiglio dei detenuti 
die essi iil.ljiuiiM riru|i"r;it!i h liliorlà: 

") pi'i' ;i-s;tiiran', in quanto 6 po^siliile, la coiiserrazlon 

b) por s.ii'>-.irriiv eci'i'ziunilmcntc l:i fatni?tia del detcnul 
ili'U'n/ìotii- li:i >Mti-iM 1111 ,L,'r;ivi> pri.'friiidizio a luinorenni, a té 
infermi. 

2. Ter nL:LHiì!iL.'r.>ro ipi.'Uo -icopo, le Sn'-ioti di patronato 
mr'ii^inniirl) c-iiri^i'tn-nli' nei lopn stnliili, e mnltiTsi in relazi 
lutti' )(> :iiit0i'ilà !<ii':i!i, .tinmiiiisliMlivn o rclioriosc. 



5' Tesi. 

■ t'aziniiA iMh- kUliizioiii e Sttfietà il 
:i. 'li in,li:i<t <■ siaivz:a inthbUca, ni 
'li l'iwnili l'iiittiv tn rcciiliro, r gari 
'ss'hiH iiu'ni iliiiini e i>ti.tiiibiU peiiiii' 
i-ii,' 'Ir.ili lii'liiiihii di'- liaiimi riiirqu 




— :m — 

6^ Tesi. 

Co» quali mezzi, ed in quale guisa, il pubblico potrebbe essere esat^ 
tumeute ed e/jicacemente illuminato sul vero carattere e sulla impor- 
tanza (per quanto lo riguarda) delle questioni penali e penitenziarie 
— sulle riforme e sui progressi studiati o conseguiti — e sul loro 
vuìm per la sicurezza sociale, per la protezione de' privati interessi, 
per la emenda dei colpevoli, per la preservazione generale da ogni 
fermio ? 

É desiderabile : 

1. Che i ministri dei diversi culti cooperino a quest'opera con- 
\ sacrando una domenica ad intrattenere i loro fedeli sui carcerati; 

2. Che la stampa dia il suo appoggio a queste questioni ; 

3. Che uomini competenti organizzino conferenze e pubblichina 
stadi speciali sulle summenzionate questioni di attualità; 

4. Che i membri di tutte le classi sociali entrino nelle Società 
delle carceri o di patronato. 



lì. CONGRESSO PENITENZIARIO INTERNAZIONALE DI S. PIETROBIGO (1890) , 



Seguito delle Conclusioni dei relatori (*) 



Lavori preparatori. 

Sulla 4* tesi del programma per la I* sezione il doti. D. Kirciìenkeim, 
professore airuniversità di Heidelberg, ha presentato il 31 maggio 181)0, 
>lla Società penitenziaria della Germania del Nord, le seguenti conclu- 
siom: 

i^ L'introduzione di quel che chiamasi € condanna condizionale > 
(mzia concessa in seguito a revoca pronunziata con sentenza del ìriudice) 
Bon è da proporsi. Questa istituzione destinata a rimediare in alcuni 
casi agli inconvenienti delle brevi pene di cnrccre, non può essere 
considerato come adequata sootituzione alla pena. 



n A complemento dei riassunti pubblicati nei fascicoli 10 e 12 bis, V. e VL 
*i»p®nsa deUa parte teorica, pag. 8M-330, 4(i5-i66, diamo luogo anco ai sunti delle 
**la2ioni perrenuteci in ritardo. 






■ [.■ 



i.li 



-sa- 
lili! il sìslrniii [Icllr Jtcvì pene prii 



;;:.,■; ;.\ ;, 'ii tiv, .■■ .:i • ,■ iiHcjui'iiza Hjevtbhile, l'inlrottuzlonfìdell 
lì'iiiin l'.'M ll:^i,i!i il.' ' e U ^L:.iipi> cui si min non giuMiricn queste 
liisulLa piuiLu^in lìj i|iic-t:i «'■cesiiità di rifonna, il bisogno di ( 
in modo più ci/.ioNale li' lirevi pene di carcero — dirfnìerlep 
gii^ho — ili ilidiiiviii-i- piT ijuanto si può le loro nocive conse 

H" Vis[i' le i]i;pii3Ì/.ioiiì UrI diritto pubtilico e del codice 
coiìiini |)r'[i;ik' (ìi-ll'impiTi; di Gnrmania (§ i88), non si può ric( 
die .-i !>\:i fallo scnlirc il bisogno di trasmeUere il diritto di 
inumili' alili Ciglili Hiiia corilizionalc, al tribunali cui è devolut 
di/.io dello p.ontrj\'L'r)/iiitii e dei delitti di minore importanza. L( 
attuili dÌ«p<Nl'^ioTiì ''ul 'lij'ilto di grazia appaiono HulQcionti, a 
una lil)or;i/.iorii' pi'iivvi^oria dalla pena non deve essei-e apptii 
:iil 1111 nitiiiL-ro l'clfiliiameiile minimo dì alti delilluosi commes 
prima viill'i, 

ì" l/iiiTi! I(i/.iii[i'' ii''ll;i « cniulaniia condizionale > /ircoffai 
sola ('' stai,! |iivi|rfi-[a lini yd ora da lutto le parti, condurrebb 
sai'ianii'iite, u luilL-rado li Inuiiia volontà del giudice, ad ìnofru 
coii'^i.li.'i'evoli n<'IÌ'aiii!iiÌnÌ!i'i'a/.ioiii.> della giustizia penalo; rea 
ì diver-^e classi sociali e f 




— r;0o — 

lento, mn dai molivi tratti ?ppci;ilmenlf> Jal caratton^ oducalivo e ri- 
)rmatore della pena. 

2*> Occorro che la loi?rre stabilisca nn' età al disotto della quale 
ebba considerarsi il minore come penainpnte irresponsabile. 
Questa età dovrebbe essere più elevata di quella generalmente adol- 
ita dille vigenti legislazioni e non essere inferiore a li anni. 

3" I minori al disotto di li anni devono essere alTidati alle autorità 
lupillari stabilite a questo scopo, nell* intento di prendere a ripfuardo, 
li essi, quando sia d'uopo, i debiti provvedimenti per procurare loro 
ma migliore educazione. Tali provvedimenti devono consistere nel col- 
orare questi minori o in uno stabilimento d'educazione destinato ai 
lapilli posti sotto la tutela d-Mla pul)blica autorità, o in ima casa di cor- 
eziono speciale pei minori viziosi o indisciplinati. 
In n^-'s^uri caso il minore sarà inviato in uno stabilimento penale 
ropriamente detto. 

Deve-i rac«\ìmnnlare il collocamento in un istituto privato di edu- 
zione in famiglie oneste, (juahdo sia possibile. 

4^ Le autorità pupillari banno ro!)bli,Q:o di esercitare una continua 
:»n'eglinnza sui minori collocali, in sogniti) alle loro decisioni, nei 
versi stabilimenti o n'?lle fanìigfKs e possono provocare il cambiamento 
i un istituto ad un allro, quando ne sia dimostrata l'utilità. 

V)^ Tali misure cessano, per regola, con h maorgiore età. Tuttavia 
Irilumale potrà, ecc'>zi.)nalmente, su domanda drlfautoiilà tutoria, 
obm^are il soggiorno del dctemito divenuto maggiore nello slabili- 
ento (li correzione oltre la magGriore età per un termine che non 
'bba divedere tre anni. 11 tribunale potrà in egual molo decidere che 
ie=ila nuova fase della detenzione venna sullta iti una casa penale. 

6° Il tribunale si prornm^a sulle infrazioni commesse dai minori 
. li a 18 anni. Deve avere la più grande latiludiri'* nel pronunciare 
i pena, (juanJo ne sia riconosciuta le col|)abililà, dalla semplice repri- 
imìiì fino alla pena ordinaria prevista per il delitto. Può altresì col- 
Kiare il minore, con l'intervento delle autorità pupillari, negli stessi 
tabilimenti destinati per quelli di età minore di li anni. 

1^ Il tribunale pren lerà a base delle sue decisioni non solamente 
'età del delinquente, ma anco l'ambiente nel quale è stato educato^ 
suoi antecedenti, il suo carattere, il suo sviluppo intellettuale , le 
i&Qse che lo hanno spinto a commettere la infrazione e la gravità di 
i>eiu. 



in liil.ìi'f' V.Ì miDoreiiQ'' tolto alla sua t 
111 (logli s;abtli[n(-nli suindicati, quant 
I <[iiL>»ln r.ibhan^lonD nel quale lo ha 1 
"ik< inri'nzioni.' <la lai (:riRini;!s.sa. 






i-' sr/.ii>ii'^ ci-cd le conclusioni della r 
\, ■iirmtito alla Curie il'uppi'llo, siiidfico i 
■/ i:m;,l: 

n ■ollM/.inriP, ilul pijiilf) (li visla pcnalr 
li' il rir'i'ltT.i)f(; nnn abbia partecipato a 
■:i ■ l.-I (^riiiiirin, nel iinal casn dovreblie coi 

■||;IIC (l'iiiipltcc ; 

iiv;i e l'iiliituiJinaria ricctlafione; 
h'-'L'i, comminanti una severa aanzione 
;i'ii>, (ìi necrn/.ianlr'- ili oggetti d'oro e d' 
i-i>!iriiiUori (li agenzie di prestiti su pegi 
nii.ili (li estr3di/,Ìo[)e in un senso più c( 
la iiiLii';i1c uiiit'crsale. 




- ;ì07 — 

DQmesso un reato contro la proprietà, senza che vi abbiano avuto 
rie come autori o come complici, ne profittano o aiutano gli autori 
complici a trarre profitto dagli ogoretli involati; 

3® Con un regolamento razionale e prudente sui contratti di prestili 
pra peìrno, di compra e vendita di gioielli, pietre e metalli preziosi 
sui ri2rattieri ; con l'esatta applicazione delle disposizioni legislative 
del suindicato regolamento, unita ad un' accurata e costante vigi- 
nza della polizia, si combatteranno efiìcacementc i ricettatori, senza aver 
soorno di ricorrere a mezzi estremi, i quali col loro procedimento 
1 itrario, darebbero luogo ad ingiustizie che il legislatore deve evitare. 

Sulla i» e 2* tesi della II» sezione, il relatore sig. Schimanovsky, 
miro della Corte di appello a Odessa, fa le seguenti conclusioni : 

1° Il lavoro dei detenuti deve conformarsi alle condizioni locali e 
ner conto della popolazione del carcero. 

2^ In primo luogo devono attuarsi i lavori comuni e ordinari, 
me quelli che non richieggono alcuna speciale cognizione e possono 
capare un grandissimo numero di detenuti. 

S'^ I mestieri di calzolaio, falegname, fabbro e sarto debbono es- 
"'^ limitati ai bisogni delle carceri 

4*^ La rimunerazione dei lavori, detratte le spese per l'acquisto 
1 materiale, ò intieramente devoluta all'operaio detenuto che ha fatto 
lavoro. 

;)° Dt've essere ammesso il sistema del lavoro in economia. Le 
sone alle quali è afiìdata la direzione dei lavori, devono percepire 
tanto per cento sul prodotto netto. 

Go La concorrenza verrà evitata (piando i detenuti eserciteranno gli 
=si mestieri che già esercitavano nello stato di libertà ; q.iando si 
il per iscopo di non provvedere che ai bisoorni del caic^re; quando i 
idìlli del lavoro saranno venduti ai prezzi correnti dell' in lustria 
era. 

7^ I lavori delle donne non devono uscire dalla cerchia dei la- 
ri domestici ; anco i lavori di giardinaggio e altri simili possono 
\ utilità occupare le donne detenute. 

F. CHiCiiERiOy direttore del penitenziario di Lugano ^Svizzera). — 
Ila 1» e 2* tesi della II» sezione propone: 

1° 11 lavoro induslriale deve es<?ere esercitato in economia, o per 
Bto di commitlenti, sotto la direzione di funzionari pubbWev. 



— ats — 

'l'iv.iuiinii iiupnfi'L'Ono il l;ivoi-o in .ippnllo, 
p' ii'^iuìijcilì <1;)1 Cdvcino posti agli ordin 

Jiiiiili pcii.ile : 

; •.■■', |i'r qii:irU> si |iiri'j, ili fjipn concori'Ci 
] i !:.ii) imnii iliminiJR' le i'oii^"p;iii'n/,?, fii 
;''inx.;Mio Ui niiL'elli p'T usi i\c\\o istilii/Joi 

■ i-JMii'.i il ^'ivutl' ili i:iv'iri), spargL-mlo i 
.■■VI ili iii>'<r-^U. lii:illl('ii<^ti!o illlìrtfì it s:il;: 
: ,i-i ;ii:o 4i-<,. livHl,! ili .111-11,. ,lf.L'll o;'en 
: <li l:ivii:-n poi di'I-niill sani lauto inr^iin 
:! ■ -i prvsl.i a i;iiLii;ii(!r:^ la iiiiisioiie i|",l^ìì 

■ i- li prnjiirar.' la nrinm iii'ipalc >li.'i d >! 
> /lil'iliiii spi'-liili ili i|iii'-:li, in modo ib 

■ ;, Milli li ]i^un, i!i [inriinii'si T;!!"!!!!!!':!!!.' 




— oOO- 

:ipiOf un prriodo di rocl i>io!i»^ rigorosa :irn le cilularo, il cui rnas- 
I e minimo saranno stabiliti dalla sent'^nza. 
ì^ Dopo il periodo ceilalarL' di giorno e di noite, quando il con- 
ato viene ammesso al lavoro in comune durane? il giorno, continuerà 
!c?ore rislrelto in cella durante la notte. 

3<* Per quanto sia possibile, ramfnini>trazione dovrà impiantare la- 
all'aperto, a prefr^ronza quelli di utilità puljbli»?a, ma con lacon- 
fie indispensaiìle che tali lavori si compiano in luogo chiuso, e 
detenuti non possano in nessun mo lo, e in nessun caso, trovarsi a 
ilo con la popolazione libera. 

l» La liberazione condizionale verrà concessa con tutte le possibili 
le, seguendo una graduazione che sia in accordo con l^ emenda 
ondrmnalo. 

><^ Saranno istituite Società di patronato, o por iniziativa privata, o, 
andò tale iniziativa, dall'amministrazione, per proteggere i con- 
ili iUiranlo il periodo della liberazione condizionale, e vegliare su 
si, fino a tanto che, dopo la loro liberazione deiluitiva, non si mo- 
) completamente emendati. 

rarj( IN, consi/fUere onorano alla Corte d' appello di Donai, rela- 
siilla 1^ e 2* tesi della IH* sezione, propone al Congresso: 
[' di riconfermare i voti già emessi relativamente ai Comitati o 
ni^sioni di sorveglianza delle carceri nelT ultima sessione tenuta 
ma ; 

ì^ (lì esprimere il voto che una conferenza, alla quale partecipereb- 
di diritto, senza pregiudizio di altri, i rappresentanti delle ammi- 
izioni competenti dei diversi Stati interessati, permetta di studiare 
•dinamonto, e determinare un regolamento uniforme su tali punti, 
tanto per la protezione e il soccorso di 0G:ni natura da darsi 
ndigonti, quanto per il patrocinio dei liberati. 

dott. E. IIariu'rger, professore alV università di Monaco, sulla 3» 
Iella III* sezione, dice nella sua relazione, che bisogna anzitutto 
iire i minori sottoposti alla pubblica tutela, in tre gruppi, cioè : 
l*' i minori appartenenti a famiglie immorali, o a famiglie i cui 
bri a causa della loro occupazione sono obbligati a lasciarli in 
di loro stessi ; 

Ì9 ì minori riottosi alle esortazioni dei genitori o dei loro tutori, 
piali tutti i mezzi disciplinari impiegati sono rimasti senza effetto \ 

Uta Carceraria — Anno XX. ^ 



i.il.i I- 



- 510 ~ 

qiii'Ili i-]ii^ '^riii iiià ('Mirali libila vja del delitlo, ed hanno 

tntla r.-ìnirn h ^iK'ietà e le siip leggi. 
1 prilli 



':ileL''>iii, qiif>ll.i dei minori abbandonati, rom 

il <rslrin;i •.]•■) riillnc.'imr^ntfi in fnmifflia. 

IVr In :inrninlii h-cti'o una sf'vi'ra disciplina, e quindi la di^l 
m'irli ^l;iliiliiiiriili sp.'i'i;ili di et rrezionc. 

Ausiiinv'i' rlii^ v;irri'li!ii> ];i pena ili tentare anco pei Riova' 
■[fii'Sla c:i[fi:iiri.'i, |iriirn iii liliirapli dormi li vanientp dopo l'iiaci 
isliliili di i-MiTt'/iiini', il imI lira mento in una famiglia onesta. 
In i|>i;irtln .li riiiihni, i-lie hanno già commns.ea una .uione pimi 
i-!ii' Timi fiir.iiKi iMTiijrinmli, pfrchi^ avevann agito sfiiza disegni 
i;-'<\, ili ■<• il mlnifiif. nnn pnssono e-'^ci-e ain'elti die nella propr 
jliu, -■ ili limi si }hjlii[ii^iihi. Xi'lla Ioni faniiirlia, se i^uesta oTre II 
<iirii' pnr;iii/i' iii.Tali <■ «• l'a'/.ir.ne clelitliinsa cnmmis<a dal 
l''M' in :i''nn rmulii impiihrr? : in tulli gli allri ci-; 
i'i 'inepi iicL'Ii ■;l,i!)iliini'iili speciali. Per le rnKiulle d 
.'ìtìa, (''lini' p'T Uhm- hM quelle della seciinla. \ì 
;iit'':in '!ei!'.>iliii';i/,iiii!e in f.nnigli:i, vÌ3lo anche il Inro 
itiuOflvi. — hi tulli i fia-i. nvc nnn fns^e po^Siliile l'educazioni 



non le 



ullinn i' 
ppfivn'-ii 




— 511 — 

ilmeDle penrertiti e di indocile carallere, i vagabondi che hanno più 
3tte commesso attenlati contro la proprietà e la sicurezza pubblica, 
ladri e tutti quelli che, per altre ragioni, non sembrino adatti ad 
sere collocati in una famiglia, ed altresì coloro pei quali non si può 
o?are sul momento una famiglia conveniente» devono essere inviati, 
meno provvisoriamente, in uno slabilimento; 

2® Che devesi d'urgenza regolare, per legge, in tutti i paesi civi- 
szati, ove ciò non siasi fatto finora, i metodi di tutela e di sor- 
ellanza pubblica, senza di che, non si saprebbe neppure indicare 
chi spetti la detta tutela o sorveglianza, nò applicare con successo 
sistema del collocamento nelle famiglie o quello deireducazione negli 
ibilimenti; 

3<* Che si possono conservare ambedue i sistemi, procurando di 
rfezionarli in modo da potersi aiutare reciprocamente e supplire 
lindi ai difelli dell'uno e dell'altro. 



IL DELINQUENTE 

CONSIDERA.TO DAL PUNTO DI VISTA 
ANTROPOLOGICO E SOCIOLOGICO 



ynttnuazioné e flne^ V, XX Anno — fase, i?bis, VI. dlsp. della parte teorica, 

pagina 404). 



e) Le cause della degenerazione dei delinquenti. 

Le cause che fanno nascere nelle classi dei delinquenti e sopratulto 
i quelle categorie che noi chiamiamo delinquenti di abitudine, le 
ine forme degenerative nella completa loro organizzazione e dello 
uali poco prima ci siamo occupati, hanno caratteri generali e indi- 
ìduali. 

Si è già detto, e ciò non ha ormai più bisogno di dimostrazione, 
s9m i delinquenti discendono nella massima parte dalle classi infime 
B<Ua società umana ed è conforme alla natura umana che tutte le 

r 

I-. ■ 



-M2- 

decailcnze di fiic*te classi R'.khi', psichiche e morali oolj^ 
i (lellnqiienii. OlLie a f|uesle cause gt'ueralraenle nocive Ya^ 
altri) die iiiliien7,:ino t^ollanto lo classi dd iJuUii(1'Ji>dU, chu a 
fanno a n meri lare l'i-lumi^nLo ileliniitentc. 

Si 33 chu lu condizioni sociali in me'izy alle- iiuall cresca IT! 
hanno im:i gnnde indnunza sullo sviluppa «l«!l suo orj^anìemo, ^ 
diro sili oorjHi e sull' anima. Ora, pec la più eminenle prosj 
della psislcnza umana fa d'uopo clic corpo <fd anima abbiano uam 
sTÌluppo ravorfìvol"; p(l al contrario cnrpo i3'l anima ilDgeneranO'q| 
nascono e restano in nmMcnte sfavorevole'. ^ 

■ L'animale el'umtiLi, come l'hanno provalo Buffon, UiiinbolJ,fl 
"ger e ai tempi noi^li'i Darwin, iiono easeni'.ialmeRteinlluDnzati, nH 
. sviluppo di n7j.a, dnlla niilrizione. La eapei'len/.3 e la scienza i 
mano il fatto die riiomo e l'aniiaslu si mantengono e eì fanno na 
per molle i^cnn razioni più rnci'^ia mente e perfettamente, ijuantt 
copiosa sanarla niiti'iziuno equarilo più hivurovoli sono le condì, 
igie&ìchc nelle quali viri'. La niitrijiioni} iii^ulS'; imito e meschina, 
▼oro faticoso, il )iog;;ÌQi'no troppo prolungato nelle camere di In 
malsano, provocano io sviluppo meschino del corpo tn le Bla««l Mi 



— yl3 — 

Da qu'»sle classi della popolazione, le più basse e le più demoralizzate, 
flis3endono i delinquenti, caratterizzali dallo stimmate della degenera- 
iiono, che la miseria e la nascila hanno inciso sa loro. Molti dt^linquonti 
non hanno mai avuto le gioie e la henedizione della casa paterna; molti 
di essi derivano da un'alleanza iii-^gittiina e sono stali cresciuti nella 
casa dei trovatelli o deorli orfani: molti sono s^.appali dalla casa pa- 
terna a causa della miseria fisica o morale che vi regnava; si sino 
mom in mezzo alla strada prima del tempo, e vi menano una vita 
vagabonda, esposti alla fam^ all'ozio, alla neghiltositìi. Nelle grandi città 
>i vedono in ogni luogo sacro al vizio o nelle carceri, o si riuniscono in 
bande formanti la corporazione futura dei delinquenti. Vi è, come Le- 
Jrani du SauUe *) ne fa la descrizione in modo perfetto, « una categoria 
li fanciulli piccoli, m'^schini, linfatici, scrofolosi— essi sono sempre in 
itarlo, sia per l' evoluzione dentaria sia por la motoria. Irritabili, 
iolenlie poco intelligenti, es*ii sono refrattari ad ogni sentimento onesto, 
ndi^ciplinati e incorreggibili. A questi fanciulli è mancata, per la mag- 
gior parte, la incubazione morale. sono figli di vecchi, di consan- 
piimM, d'alcoolisti, d'epilettici, di alienali, oppure, ed ò il caso più 
requente, essi debbono la vita ad un padre incognito e la ricevono 
la una madre scrofolosa, rachitica, isterica, prostituta o folle. Fatal- 
nonle predisposti ad un gran numero di malanni palologici, sono ineso- 
"uMlniente predestinali per tutti i malanni sociali: sono vagabondi, men- 
Jicnnti, ladri, incendiari e non si fermano nemmeno innanzi all'assas- 
iinio >. Molti scellerati discendono da famiglie nelle quali il reato è 
?sprcitato come mestiere. Il delitto è innato per cosi dire nei discen- 
leoti da siffatte famiglie, come sìì vi fc)sse nel loro sviluppo embrio- 
nale uno impedimento di civilizzazione, o un difetto di organizza* 
ione che li prepara, necessariamente, al delitto o ad una specie di 
lelitlo, come generahnente si crede, e che s'insinua e si trasmette dai 
genitori ai figli. Al modo stesso che la virtù e la nobile volontà, 
tì modo slesso che i vantaggi della intelligenza e del carattere, si tra- 
Bmeltono le malvage attitudini e la passione dei bassi piac«^ri. Ciò che 
^cupa continuamente la mente dell'uomo, ciò che pensa, e segue in- 
tensivamente come scopo della sua vocazione e della sua attività, for- 
gia una caratteristica indipendente, speciale, nel generale esercizio 



'^ U) enfaata devaat la JusticOi par Legrand du SauUe. — Gazette des hòpi- 
**w. Ib67, OcU fl. 







dell'apparato norveo. Gerii accumulanaenlidi fili di nerrlellrl 
(li essi con apparali centrali determinati, sono comprati t 
lezione e finezza, che danno una superiorità speciflca al movime 
pensiero, alla potenza dcirimmaginazioue e alla ma volntiilitù. 1 
disposiziono dcH' iiiilividualilà fiMca intellrlluate s morale, gf 
piccola, (scrittura, voce, gesto, modi contenuti, o strani) che si tra 
La causa di questa grande facilità di trasmissione »i può aol 
cercare, come dice Biiclmer *), nella coalituzione singolarmente 
facilmente mobile, dL>IÌ'or(!:anfi dell'anima, il quale riceve e Ir; 
agevolmente le impressioni di ogni genere. Più una sfera d'alUri 
l'anima è im|>res^iunata, piit la sua trastnissione b sicura e cliiam, 
l'esercizio fa procedere ogni organo nel :4uo sviluppo quanlit 
qualitativo, e queHo sviluppo dell'orgiino si comunica per traimi 
Le tendenze criminose dei genitori si trasmcttorannu tanta pJi 
ramente ai lis'li quanto più è vasta la serie delle generazioni ali 
e riservato questo carattere delinquente. Ed ecco una causa 
pale per la quale le tenlcnze si riproducono talvolta rxistantems 
generazione in s^nernzione, a spese dei delinquenti abituali. < Sì 
Teri ladri, come si nasce veri goelij a v verte j!Mi^io^ _2!l^iJÌ| 



— 515 — 

Max Juke nacque nel 1720 e da costui discesero 7 generazioni, 709 
inembri, e tra questi 76 erano stati condannati per 115 reati, 142 erano 
lagaboodi, 128 prostitute e 131 alienati. Nei celebre Stabilimento di 
Mcllray vi erano, come avverte Prospero Lucas *), nel 1843, trentadue 
Qgli naturali, 34 i cui genitori si erano coniugati legalmente qualche 
tempo dopo, 51 i cui genitori èrano detenuti, e 124 i cui genitori non 
erano slati puniti ma che vivevano in una profonda miseria. Citando 
queste cifre, V eccellente osservatore propone la lesi : se la eredità a 
Tesempio che è messo innanzi ai fanciulli con le azioni delittuose dei 
genitori, l'imitazione, o l'educazione diretta al delitto, sieno le vere 
caose che gravino sul loro avvenire. Lucas crede che, in molti casi^ 
la educazione viziosa, o la mancanza assoluta di educazione, non abbiano 
fitto altro che concorrere alla depravazione, e che l'educazione, l'esem- 
pio, la istigazione slessa d?l padre o della madre non sieno, in certo 
qual modo, che cause ausiliari, cause eccezionali, mentre la causa predi- 
sponente, la causa originale, è Teredità. A ciò può rispondersi che dei figli 
li delinquenti, ancora prematuri, sottratti all'influenza dei genitori ed 
esposti ad altre in;luenze, sono poi riusciti delinquenti; che, d'altro canto 
rediamo molti di simigiianli fanciulli, che avevano dato segni di attitu- 
l'mi criminose, prendere gusto ad una vita regolare; e finalmente che 
meo i tigli di genitori delinquonti, restando [)uro soUo la inluenza di 
essi, divennero migliori e non già sempre delinquenti. A parer nostro 
l'educazione è il solo mezzo che possa opporsi airallitudine ereditaria 
pel vizio e pel delitto, il solo correttivo alla fatalità della mala nascita 
che grava sull'erede con p.?so tanto funesto, come dice Ribot! 

Naturalmente s'impone a questo punto la tesi : se colui che è alTetlo 
il una attitudine inclinazione ereditata pel delitto (ed appartengono a 
siffatta categoria una parte importante dei delinquenti degenerati e dei 
recidivi), può essere tenuto res[)onsabile dei propri atti criminosi. Mentre 
ì naturalisti e i deterministi ritengono come provata a tale riguardo la 
causalità e la necessità inevitabile degli atti criminosi ed anco le im- 
punità dei maifatori, Lucas crede, con molti altri, che i criminali di 
questa specie sieno completamente responsabili, perchè l'uomo è una 
natura libera, la quale, dotata, generalmente, di potestà interna a rea- 
pre su sé stessa ed a resistere alle proprie inclinazioni, è indubbia- 



"ì ^p. Prosper Lucas. — Traile ph^lo Oiihiquc ei l»hy^ioloifi(lue de l* héréditó 
Mlureile etc.— Paris 1847, T. 1/ p. 412. 



-510- 
inente in poloslà dì reng'ire ontro h impulìioiii e lo a 

gli sono c^traciee. Ri[joi *) vtinis .lUliilire itnn tliUfi^oza 1 
fcslazione ili <iii<<^(i inipiil^i ercdluti. Ta c^rti caM, iWaitì" 
et'cdilnri non liniuo un carattere d' Srro^ijtlbllìtì, ma sono in 
intcrnp, ni ili fiioci ilclln quali vive l'itiilividuu, e sulli: quali ha 
BcelLa e pub .inco viiii^crk'. Esso crch; clie dalla irasmissiono <] 
se siamo nnti con uii'in.'litiai'.onB più o meno vivace p'^r il 
perilmalp, ma noti i]:i i\.icì\a scaLurUr-e la virliioil vizio, dipei 
ciò dal concoi-sQ <M\s ri^oluKÌona e della esecuzione del voil 
della per.'ina: viriti u vÌ.iÌo scaturiscono daUa liberti tim;^ 
sono erfdi,;irie, 

lu p'tri fiiM le ini'Ii nazioni ereditarie hanno carattere 
bfnohó ili ririiui'a non pizzesca, e le forze persODali non s 
resisterla n iiuesli inlcrni impulsi: e allura tioii si liauno i 
(tueìlo C0!ii[)ntlimiuilù tra la eredità e la trasinis-iìone, ovvej 
liltenli L' \ì falalilà, h lìberi^ è vinta più spu^^o di nuanM 
ernia. Tale carattei'JsLìca forma, a partir nastro, il solu pelaci^ 
può essere d^'cUivo in silTnlto diIBcUe quesito. 

Tra gli argomBiiti e i mleri qui acceoiiali, il momento ddla 



— 517 — 

he se commctle la stessa aziono d:'Iiberalonìonte, senz«n alcuna spinla 
fgmca che a quella lo abbia inoitato ». Ma poiché, oltre a siiTalti 
dinquenti, ve ne sono molti, i quali, coli)ilì da queste spinte eredi- 
rie verso il malo, non sono aTalto alienati, ma sono invoce, p?r la 
ancanza di qualsivof^lia direzione educativa verso il bene, abbastanza 
boli di mente da seguir? sempnj tali irnp ilsi fatali interni, talli 
i-enlìranno, conBrierre di Boismout *), che occorre toner conto del- 
nbiente nel qial vivono silTatli inlivi.lui. Efrli crede che « questi 
in dePa civilià, i cui prodecossori, appnrtononti per la mngerior pfjrle 
(ìcdtu crenorazioni passate, ììmì orano che delinquenti alienati, idioti, 
i;ili, ubriaconi e mendicanti, non divcncrono, quanlo entrano nel 
n lo, che malvagi, non avendo innanzi agli occhi se non il vizio ed il 
lij esempio senza che mai una sola idea di religione e di morale 
r.a controbilanciato le loro deplorabili inclinazioni >. 

f) Mezzi da usare contro il lìelilto. 

ìii:nii airultima purle delle nostre considerazioni suirorganizzazione 
d'Minquentf», noi dosideriamo di enunciare i nostri concetti e lo 
In-» do'liizioni sull'e'^s'^nza del reato, e corno, in base alla nostra 
3, la soriotà civile e lo Stalo dovrebbero guaciaro in faccia ai delin- 
»nli por mantenere l'ordino legale o far giustizia. Ma ogni frammento 
sifTallo tosi singolari forma, comò l'istruito lettore consentirà, un 
Drtimento cosi vaUo delle più difTìcili ricorche, e di considerazioni 
to importanti, che potrebbe parere quasi insolente, se non strano, 
voler trattare questa materia in brevi cenni. Niuno potrà, più di 
, comprenìer ciò, e quindi occorre insistere perchè queste indi- 
ioni debbono essere studiate con indulgenza e come programma del 
ile ci ris(.Tviamo il più completo svolgimento in altra occasione. 
La scucila antropolosrica criminale crerle provare con le sue ricerche 
limos'.razioni **) che il dolinquento, in crenorale, o per lo meno il delin- 
ente nito, si distingue dall'uomo normale por segni specifici dimo- 
ati; che è colpito, a causa della sua organizzazione fisiologica a 
V atavistica, da inclinazioni che lo spingono ad atti delittuosi, le 

") A iii-i.-rre de Boisniont. — Les ali-''ii<'s criiiiiinilus d'An^lflHrr«>. Doutsch 
iDr. Stark, 1871. Stuttgart p. 15. 

■•) Ueher don Ursprunf?, das Wescn und die Bivstrobuiipren diM* nfìne:i nntro;)«do- 
«h, criiiilnaUstichen Scule in It.ilieii. Voii prof. Cesare Loiiiliro^o. Zeitsnlirift 
' die gesammte Strafrcchtwisseuscbatt. Von Dochow und v. I.yst. Bd. I, p. lOS ff. 



— {118- 

qiKili, ri'pre::sL' per qualche tempo dalla educdzione, dagl'ina 
meiiLi <I;il timore della punizione, sorgono subitamente di 
solili la iullii'iizi dì (late cii'coslanze. Quando si slabìlisce che il 
mino prova l:i stalislica, ritorna regolarmente in modo ed io i 
e ciò a sci'iiiiila <Ip1 clima, stadoni, .spei'ic di niitriztoae, consu 
di iilcuol r ilei granili movimenti sociali e politici, ne viene | 
si-iruenza dio il delitto, come tanti altri fatti, nascita, morte, ! 
alii^nazionc (m:i:., lia la ^ua appariì^ione e i suoi ritorni natura 
tutl'i i:iii ('Ili' siiliisce la necessità di li>ggl immutabili. Onesta 
di [latiiralistiM itiL'i<k-rno, comi^ la desi<rna Pes-tina *), nega ii 
fl'i.-^iiluin ugni iiiiii(;ip:o di Ubera volontii ; e come il dr-linipien 
può i.-~si:ii' piiiiilo pi;r alti commpsìi sotto la inlluenKa di'lla 
e*-a non aciMnla alla socii-tà civili} il diritto di punire se non ni 
elio cvsi iri>'ll:i ìi ilHi 111)11 ente tiim-i del caso di nuocere, allo ; 
prolci.".'',Tt; se >:r--a. Noi ci si;inio dali la jiena di provare con 1 
spii'ga/.iiini pcro'ilt'nii eli" n m vi è un solo criterio anatomii'i] 
fi)li lirico, ni- al cranio nò al cervello del delinquente o nel rii 
di'l suo l'O.-pii, rln: '^\i alLriliuisca qualcosa di specifico, di tip 
riilleiralo si'iiraiiii'iile o soltantn vei'iisiniilm^nlL', con la nalur: 




— 819 — 

azioni durevoli che esso evoca nella nostra vita sociale, la costanza 
Ielle ciuse dalle quali esso proviene, Io fanno apparire come una ma<- 
affia cronica dello stesso corpo sociale. E questa è occasionata dalle 
)rze e dalle potenze che si abbarbicano nella società e nella natura 
he la circonda. Il fondamento per resistenza del reato <leve cercai'si 
elio stato esteriore della societi, nella totalità dello cause provenienti 
alla società >. Ma noi non crediamo clic i fatti basati nello stato so* 
iale e nei fenomini menzionati Tuno influente sull'altro, possano di- 
endere l'uno dall'altro ed induonzarsi mutualmente in modo cosi asso- 
ito da non lasciare all'individuo spazio libero per fare la propria 
olonlà. Noi crediamo la volontà dell'uomo relativamente libera, e 
oichè dobbiamo limitarci alle proporzioni relative nel campo dei fé- 
omeni, la volontà relativamente libera — in opposto alla libertà as- 
Dluta che non possiamo avere — è perfettamente sufìTiciente per pu- 
ire colui che ha commesso un roato obbedendo alla propria risoluzione, 
opposto che a questa risoluzione e libera volontà si accoppi la esatt;i 
ognizione del fatto compiuto. Quest'ultimo punto sul quale è basata 
scondo molti (giureconsulti, tra' quali Garofalo *), la principale preton- 
ione che autorizza a « considerare il delitto come l'effetto di una 
ibcra determinazione della volontà iiitellig'^nlc >, è, secondo la nostra 
pinione, un Ciilerio esseniiale e decisivo per giudicare della colpabilità, 

responsabilitii morale delle diverse specie di delinquenti; co>it:dcrl- 
ìrio potrebbe servire nello stesso tempo comi^ mi^^ura per l'or^aniz- 
izione dei mezzi di punizione. Si ò fatto rimprovero alla scuola cri- 
minale antropologica perchè se avesse completa sicurezza rispetto ai 
loi principi dovrebbe dichiarare impunibili e incapaci di giullcjro 

valore delle loro azioni nel senso legale e morale, cioè nnlati di 
lente, coloro che per natura, per origine, sono delinquenti e.Tetlivi 

sottoposi! ad inclinazioni criminali fln dalla nascila, alle quali non 
ossono resistere. Si comprende pur anco, come una tale sup[H)^i- 
lOne rovescierebhe le ideo di punizione della legge penale che ab- 
iamo avuto finora e danneggerebbe V ordine sociale. Intanto i rap- 
re3i?nlanli di tale scuola hanno dimostrato chiaramente, a più rii)rese, 

i loro avversari lo hanno dovuto riconoscere, che quella scuola è 
€n lontana dal seguire scopi rivoluzionari, e le loro massime possono 
«sere messe d' accordo coi savi principi di esistenza dello Slato e. 



•) Hivjjtd di' disciplino carcerario, anno 1879, p.49. 



3 



(lell,i ^Oi'iol;!. Nili dicliiarbmo di dividiTe le idee della scaob 
polo.crici sili riniiem sociale nalnrale del delitto e sul di 
pimirn il (li'!iiii|'in[iti? per ragioni sociologiche; approviamo i 
parlo Ir m^iasinii' sp-hikìo lo (jiiali intiTde si debba punire 6i 
!i' iiii;ili vml ^l.'ii'iiirn la punizione; e ne"crediaino possibile 
zinnt! per i! Iiniio disila società, malgradr) le nostre idee sul d 
snl ili'lirirpK'iili'. \i'll;i clissilìMziorie dei di^'liiiriuenti a seconc 
Uno colp;!))!!]!;!, ('ij:nf pel cenere ed estensione della puiiiz 
innigLiTsi, d^j-'ll sliiilioìi sperimeotalisli di antica data, dei crìi 
e llltianl e iin'ilifij, liaiino cercato di stabilire come miiura e 
nrnmr'rttii ii-icnln.'ii'.n, cioè il moUvo fondamentale deile diver 
^'|li■il■ ili rtiiiitnli vT^ii le loro azioni criminali. Ci è d'uopo 
y.i;in.' di .nil.l(.'ii:iai-'i tu fjnesle questioni disputabili cha son 
piii iiileivsiiiiiii ile;!i |Hico!ngia criminalista, e vogliamo so 
iiccemnrr' a cnlnni rìu- atlribidicono un valore decisivo all' 
ani copi iIcfìtIoo 1101 lanilli'ic del iltìliminente o die non vogliono 
afTallo ili vi^l;! i|ii''sl.i iiii[i\iNn, facend.) valere in pratica le ]( 
iiioni rlginrdii ;il fenniiiono criminale. Si può meglio conos( 
esaniiuaii lo le riii-j-iiot' secondo li* tpali que-^li dotti fanno I; 




• >m3iii]a puro por t;itli coloro ('hr> li:iniirì commesso una a^ 
iihMe senza un e )mprov.'ito motivo, narofolo **) vuole clic 
sifioazione dei di^lilli e d 'III) punizioni la .ofravità del delia- 
a la principale delerminanle, e che il delinquento che ha 
) il delitto scilo il dominio di un impulso irresistibile sia 

stato di divenire innocuo — perchè quesU grave condizione 
iduo è un pericolo per la sicurezza generale, essendovi la 
,à che debba commettere nuovi delitti. Io non nego l'esi- 
gile cause naturali, organiche e specialmente psicologiche 
lino e credo che ove il delitto si mostra come conseguenza 
use orj?aniche vi è sempre pericolo di recidiva e bisogna re-^^ 

questo pericolo la punizione. — Noi vediamo che nei con- 
ulti questi dotti, e alia schiera appartengono anco i numerosi 
ella scuola di Lombroso, la disposizione erganica per il de« 
3 un gran posto. Per parte nostra abbiamo spesso accentuato 
possiamo riconoscere questo principio perchè non ricono^ 
cun indice organico che debba condurre al delitto. Il delln- 
jò avere indici morfologici quanli vuole, ma noi non pos* 
uardare le sue azioni morali come una conseguenza ignorata 
3 della sua organizzazione. Tali individui appartengono spessa 

«u ^ ^uu;^.^-. J!^u:«^>A^ j>^^.>»a^ ~>^>i.i • <. 



it." 



tifi 






T 



'■'■-' 



Un puhl.i 


iiiJli.-irt:in 


ilnliiiqiirntì, 


si rif-j'i^L 


d,.li,„Ti.nti 


.'■ ri,'inr, 


,-:ino di srn 


> morale. 


lia^i- nr^-inii 


1, .■ .i,(ir, 


Ir;:!.'-! pennli 


di nifi i 


falsi, 11,'rcfi; 


wn iiris- 


1'- Unii sdrin 


in L'.vi't.. 


i]ll''lili. Si i 


.|.-.„ 1: 


iii'll'iilliitin 


l,'c.:'f,ni.i 


Sl;irk.? ■) 


!.. riiln\:i 


il [irimii in 


l'ni-si.i, 


r MiiiiL'iilfi 1 


'i d.'lilti 


/ill'.-IUliClll.i 


d'Ili p.iii 


slriliil.' e pr 


L'i't; -si v,i 


.■ pi''.l,:il.iln 


'it.' iii'in 


il iiiiiiifro . 


■i drlil.il. 


pcniili' in V 


^■.>iv lìil» 



le secondo il iriudizio dfiUa delinquenza 
cu :illa recidiva. — Il gran numero di reci 
.I;iif) diir uno come un sc^no che eu 
, eh" siffroiio d'in^cnsibititJi morale la q 
.litro, Climi-' nn segno clic i principi sui 
i paesi Uno ail oggi sono basale, d?blioni 
Simo reprimere il coitlantc aumenlo di 
d' impedire e dì diminuire la racidira dt 
:t:iu'titat<> in ogni paese l'aumi'nlo dei 
c; quantunque le eccellenti riccrch? Stalin 
opera iilliinanionte pubblicata da Lucci 
il secondi) in Italia, provino che in qtief 
ri^poiile alli^ ratj^ioni sodali di quei 
i.>l,i'/.iiiii^ di modo che la deplorata degra 
dr'lla moralità non dovrebbe toccare qiip 
mini ;:li alli'i, si può iioiilimeno asscri 
r'iili ripulivi è enorme e die di Tatto, il 
' -il gi.inin d'ogiii si ò dimostrato iui 




&» poi ìii prondo p."*!* base, non il nnnioro dogli inilividiii cnndannati 
ma giiello dei nuovi iriudiz! di condanna, la i)rnporzione della nviliva 
^ wondo Reinach, *) di 8.7iJ. In Italia '") vi orano nei Baorni fra 
condannati a \)\\i di nn anno di pena noi l872-7() in modia 18% 
li?i e nelle Caso di pena fra i dotcniili ma-^chi 2.h\ ®'q. In Prus- 
*•) vi ora fra i dtUenuti nello case di corroziono nojrii anni 
78 — 1881-82 il 78.02 % irià siati puniti piT colpo o delitti. 
perà cercare la causa della rocidiva come Thanno osservala tutti 
studiosi specialisti, (Yvern<>s riuillaume, Olivecrona, De Attungon, 
ni-Scalia ecc.) nogli ambienti sociali noi quali il delinquente è 
iulo, ove ha subito io punizioni anteriori, ed ovo è stato dopo 
iazione dolla pena, ma an:bo nel carattere e n(Mla C()^lituzione or- 
ca del delinquerne stesso. Sposso la durezza di moro della società 
respinire il detenuto liberatola nettessità, la faine, lo ricaroiano nella 
anterioro. La pena comincia adunque, in certo qual modo, por 
li detenuti quando escono dal carcere, dalla solitudino, dalla cella. 
deplora con raqrione la cifra enorme do! roridivl, dice il i)rof. Ad. 
••••) ma ci sarobbe da faro le niaravitrlio perdio q:iol num'''ro 
è anco maggiore». Quanlosi pensa alla dilìirolià eli" prova un 
onesto a farsi una posizione nel mon lo in mezzo a kimiIo che 
g-li ù apertamonte optilo, si domaniia che cosi piò diventare un 
annato che c>'e di carcere e tievo ritrovare una posizione in mozzo 
ditìldenza e airantii»atia pronoralo. Sarob!»e q la^i ni«':jrllo tonorlo 
pre prigioniero che liberarlo por cacciarlo neli'iirnoio. Ma so la 
età crede opportuno dì liberarlo, e so desidera evitami' lo ricadute, 
^6 eviilentemente sostenerlo perchè tutto r contro di lui. Ma nella 
gior parte dei delinquonti la causa della loro rica luta bisogna cer- 
la nella loro stessa indivilualilò. A quosla cato.cmria apj):irtione la 
de, arapia classe di delinquonti «ria menzionala fra i do^^onorati 
soffrono di defeziono innata o ereditata, a causa «Iella loro orga- 
zlone intellettuale e moralo,por la quale molto pij faci'nioMto e -fre- 
mente scgiono i perversi isìinti e i cattivi inipuUi senza avere 
contraccolpo di resistenza per la mancanza di oduca/.ione ; a questa 



*) Joseph Reioarh- I.es re<'i«tivistf'<. U r<Jit. Paris 1"^-', \>:\-^. 2». 
•^ Hivista di discipl. career, l^^so, p.i^. iirj. 

•••j Statiàlik «ler uiiter «Ioni UeaiforL iles .Mini«.ter^ di'^ ImiiTH j;fli.>i'iMi.li'u sirul'. 
ij^enaa^iUiten. He ri in 1S7P, 1S<3. 
-_*•") Ad. Prias: Lu criiuinaUté d'airès la science n.o'o/n^, Hov no do Bell'i iin* 
pagi 413. 



imellri 



— t)24 — 
fi i (1elini|ii<'nti ctiit .«Olia afTulli di leggera di 
i:h<cilli[;ì, p clic non in seiiso legale, ma i 
■ii'.'c rÌLM,ir!;ili cninf* inelli ; np[jartongnna 
ih.'liii'iuciiti n'.nUÌ.-diiiiÌ i:\ui Innii^ e^auiiUi 
la loro L'ii^rgi;! cun una vila aiiLiTiojv vizi 
; sìiioiiiveiiUti iii-ieniiliiM, inililTereuli alla 
■■U'- [i,i3i;irio la l'H'O vila nelle carcori, <!ov 
(iii'i'TÌ iTfulieriti, rii;t che lilxiri sono un i 
■iui;i dvik. 

i irOKiru ap[ii(.ssiiiiriliv3meiit(' la [iropiirKin, 
111.' Istillila. Per l'It;ilia Fi-rri ha Jidii;ira'.i 
.j.'tili nei 'inali prcdiiniiia la ileUnqunn/a ; 
il.ii-i::i, ò iK'l io "/„ fra i rou iannali clii> dov 
.|>i"i;i!i' Iriltiinoiilu. 

I ■:! ]< iù av.Tti iihtj 1111 valitm rclalivn, Cil • 
I riL.'-ii ■JiiiL'riI,) Stilili, iliiv('iiiiO avi-re irla/il 
■•■:,ii 1^ ^inviali siiila l-lr.i/ìonu !;eiii'rali' il.'ll 
iiii'/iiim il<-Lrli iiiTani r ile' giovani alilmml'ii; 




\. 



— 826 — 

annessi ad ospedali di alienali o ad un carcere ? A mio parere questi 
ullimi stabilimenti sono prereribili e ve ne sono già in allivitù 
in America (Auburn) in Scozia (Perth) in Inghilleri*a (Wooking) e 
in Francia (Gaillon) per tutti i delinquenti che sono impazziti nel 
corso della loro vita di delinquenti, o nelle carceri. ( motivi che mi 
ronJucono a questa convinzione possono essere omessi perchè estra- 
)ei al presente studio. 

Per la seconda categoria di delinquenti, cioè per grimbecilli di 
rado inferiore, gli epilettici, gli alcoolisti ecc. non è adattato il re- 
dime di uno stabilimento penitenziario, perchè in qaello non sarebbe 
ossibile ottenere verso di essi la indulgenza necessaria. Essi sono 
ausa di disturbo per rammìnistrazione, e siccome la legge penale 
ccorda ad essi, o dovrebbe almeno ad essi accordare una sentenza 
ili mite, è giusto tonerli in quel modo che il loro slato esige, lo che 
lon impedisce che sieno soUoposli alla severa disciplina assolula- 
lente necessaria per nomini talvolta mollo maligni e malvagi. Sarebbe 
uindi più conveniente collocare questi delinquenti in sezioni sepa- 
3te annesse alle ciirceri, o in stabilimenti speciali, ciò che senza 
ubbio sarebbe da preferirsi se non vi si opponessero speciali circostanze, 
lolti detenuti si mostrerebbero allora come non adatti alla libertà a 
ausa del loro organismo e del loro carattere pericoloso e perciò 
dovrebbero trattarsi come Taccennata categoria. 

La diilìcoltà più grande è nella soluzione della questiono che biso- 
na fare sulla classe estesissima dei delinquenti delti incorreggibili ed 
bituali, di quelli cioè che malgrado tulld le punizioni amano di ritor- 
are sempre in carcere. Le leggi penali di quasi tulli i paesi e di 
ulte le categorie del dirilto penale hanno consideralo la recidiva come 
agno di colpabihlà* maggiore, e Thanno considerata come causa di 
ggravamonto di pena. Secondo i concetti che abbiamo sulla organizza- 
tone intellettuale e morale di una gran parlo di delinqur'nti, la prima 
line della teoria citata è una siipp.isi/ione falsa. Si esige da un 
lomo la di cui vita morale è difellosa e malformala,e che ha già dato 
prova di predisposizione alla vila disordinala per causa di degenerazione, 
^he poi resista a tulli i tentativi sodiiconli, a Uilli gli istinti impulsivi 
a lulie le eccitazioni più spinte I Si pimisce colui che è debole e moral- 
Dtenle degenerato se commette un delitto, o una mancanza con recidiva, 
|HÙ duramente di quel diesi faccia con un uomo sano che commette lo 
Stesso atto contro la legge per la prima volta t — La reiterazione del delitto 

JttvbtA Careerw^ia — Anno XX. ^ 



lung;! u (liiiM, lìi IVonli; alla natura crimini)^ dm luaifatlorì di 
b ilepnivGzione dei quali è in essi innala'j in questi ca^ 
cere nt>n li;i mai la forza di riformare il detinquenle « la 
della penn mm ha allro scopo che prolepgere pi(ialiin?0( 
la società dalle olTese del delinquente; ma, per questa ragi 
iilile prendere ^ilTatta misura dì buon'ora, appena che il cara 
individualità criminosa 6 suIIìcienteraenU' riconosciuto, in It 
casi il dirittii di punire non puù fondarsi che sul principio d 
sociale; ma allora è indiftpensabìle mettere questa catego 
linquenli nella ini possibili là di nuftcere più radicalmenlP che si 
società deve f^-^cve difesa con eIBcacia e con forza. Poiché non 
pensare seri:i[in'rile a sterminare con la morie questi individui, 
altro che imprigionarli, separarli dalla società dtlla quale nof 
rispettare le leiriri, e in mezzo alla quale non sono più capaci 
Dai giureconsuili e dai medici più autorevoli è stata fatt 
po^ta di decrelare contro la categoria di questi delinquenti 
della reclusione per un tempo indeterminato e di rendere 1 
berti quando abbiano dato prova di altri sentimenti; altri a 
rebbero perpetua questa reclusione. Per la categoria dei dciin 
degenerazione intellettuale e morale dei quali non ammette i 
loro istinti eriroinoìi, la reclusione pr— '^ -■" " — •■ 



-527- 

COD la detenzione perpetua dei delinquouli dci^enerali noi oUoniamo 
lue effetti egualmente importanli per la diminuzione della delinquenza 
db sua forma più pericolosa. In primo luo?o raltiludine a delinquere 
i questi individui sarà e.^enle da ogni allività, in molo che tutti gli 
li delitloosi, die sarebbero da essi continuamente commessi, divengono 
aptissibili, in secondo luogo, ed è questo un fattore degno di molta 
(iisiderazione, si impedisce a qui^sli individiii di propagarsi e di tra* 
lettere ai discendenti le inclinazioni al delinquere. «Non vMia mag- 
giore maledizione per la posteriià, dice Herl)ert Spencer *), che 
quella di trasmetterle una popolazione sempre crescente di imbecilli 
e di delinquenti. Proteggere i malfattori e il loro aumentarsi ò di 
ratio la medesima cosa che procurare una quantità di nemici ai 
nostri discendenti. » 

In verità la di'^cendenza delle famiglie di delinquenti none piccola: 
»n(lo la stalii^tica ufliciale della Prussia **) essa ammonta in questo 
esc fra i detenuti che sono entrali negli stabilimenti peiiitenziarì du- 
rile gli anni 1877-1881 a non meno di 9746 all'anno in media e 
ii ciuiiue anni insieme a 48,730. Di questi fanciitl'i una parlo solamente 
scen le dalla pericolosa calegoria dei delinquenti incorrefira:ibili, ossia, 
•tondo il calcolo da noi indicato di sopra, un quinto circa di tutti i 
ìlinquenli; dò vuol dire per ogni anno una posterità di 19l9delin- 
lenli presuntivi incorreggibili. Non è forse dovere della società l'im- 
irc questo aumento? In questo medesimo senso si esprime Sommer***) 
icendo: « É nell'interesse della umana società rendere impossibile 
la successione ereditaria del delitto, e noi potremmo per conse- 
guenza ritenere come uno spontaneo accomodamento la detenzione 
perpetua stabilita per legore per il delinquente recidivo ohe si po- 
tesse considerare come incurabile, e ciò anche per delitti in.^ignificanti, 
: per quanto quasto sistema possa sembrare duro. » 

Il trattamento di siffatta calegoria di delinquenti non può inspi- 
rarsi ad un falso sentimentalismo , tuttavia non deve essere troppo 
darò e troppo severo. La società non può dimenticare che mollo ha 
da riparare riguardo a questi disgraziati ì (inali non portano il crrave 



') EiiileUuug in dio Studicn dei* Socì(.)Ii»}?i.mi. Von Herliort Sponc«M*. Nacli doi* 2.n. 
Aulligede-s orjginals berausgpgobcii. VoQ IV. llcnricli Marqnai-Lsieu. I.eipzif: 1S75. 
T. «. p. m, 

**) ^Ut'Btik dei* zum Kessort uulor ilum Mìuisiur. ilos Innorn ole; l. e. 1870-Si) a 

""•ti A n 44J. 



[lusn iltjll.i Inni i|r'.'fiiL'rM/;iiiiH! lìsicn, tiitcllctliink^ <■ morale che 
p;ii't('(!ip.i/.inntì lii'lli' cnnilizioni sociali. Non «lobLiamo dirufntìc 
non pnsii:ir(i(i corisMenre i|iiesti individui come completarne 
«ponaaliili ih'Wr Itirn ;i/.ioni o che la maRt^iore soventi della leg 
poLreMie t'olpirli i[i rimilo completo. Su unesto punto si aeco 
migliori s|ifrinii'lit.'ilisii, l'omn Tardieu, Fovillo, Prins, Lomtiroso, 
Ferri, Nicol=on, Thonifioii, Maiidsicy, Griesinger, Hagco, Mendel 
t SifT.illi de^ernT;iti, dire KrafTt Eihinc *), non hanno il diri 
« f.icollà di isistcre nella sodelà civile; sono pericolosi por il co 
« umann p^r tutta hi vita, pcrchft l'arte medica si dimostra im 
« ili fronle ai Ioni fli^nnlini organici. Devono essere segrej 
« tiilla la vita, ma seii^a essere stimmatizzati come deliniiuci 
« sonn (lei distirazlati rhe meritano la nostra compassione. ► 
."Entcnz;! seinlirerà iiu'ffiirinnio piuttosto strana a molti di noi, 
hcnc ponzare rlie è appena un secolo da che gli alienati erar 
in ferri, rincliiiKÌ e malmenali in comune con i piii atroci 
qiienli ; forse in un tempo non lontano nna parte dei delinqii 
nnsiri L'iorni, fra (|uelli i;he lo sono perchè orjianicamonle dis 




— 529 — 

«DwmciUo, che l.i croaaiond \m- parto ili l's^n Stilo o Ji privali, ili 
f< Habjlioienli drstinati si iloti^niiti minori dei venti noni >. Ar.- 
lavoro agncolii cIib è tanto vatilaKffiiwu per il migliora- 

erto il rairorzamcDto ilL'Ila sulnti'. lisica. la scuola e la eiliicszionc 
panno da risolvere il granilo problemn di m^erc una bastì morali! di 
Od 7igoro aiidìcienle per soITocire la disposii^iono crodìtaria a com- 
Beilere azioni ignobili. 

I delinquenti adulti debbono essere soltoposli alla detenzione cel- 
iilaro se non sono colpiti da pene di troppo lun^a durata, per 
irotcggerli contro ogni infezione da parte degli altri detenuti. Que- 
Co 3i-«tcma prof^ressivo che Tu in primo luogo introdotto e provato in 
'landa n die ha trovalo i suoi principali sostenitori nei ^li^nori Von 
loltzendorlT, Beltrani-Scalla, TauITcr, devo avere la piii estesa appli- 
azione rtuando si tratti di una altitudine dcliUno-sa inveterali) e in 
ori tempo di una pena di molli anni. Questo sistema fortirica la vo- 
antà del delimiucnte al quale pone in mano il suo avvenire iinme- 
ftatamcnlc prossimo, e ba per tal modo ima inUiienza consolante e 
benevola sulla ri^iencra^jonc del detenuto. Nella es-^ciizione della pena 
iene regolata, il sistema della liberazione condizionalo non pii6 mai 
■iQcare e in principal modo nelle peno di limga durala, perdio que- 
llo sUlema ba fatto prova eccellente in tutti i paesi ove fu stabilito, 
arante 10 anni, dal 1874 al 1883 a Dadcn 1140 detenuti sono slati 
JDierati secondo questo sistema e la revocazione di questa libera- 
PoDe non è stata necessaria che in 42 casi solamente |ier una con- 
lotta non buona in libertà. 

; Ma il sistema più razionalo dì esecuzione delle pene, i mi<;liori or- 
linamenti delle carceri resteranno infruttuosi in molti casi, se la so- 
^à non ò in istato di togliere ai detenuti gli ostacoli cbe rondone 
V>ro impossibile, tornati in libertà, d'incedere sulla buona via. 
Mia via dell'ordine, senza allontanarsene. Il sistema del patronato 
Vbe si sviluppa in tutti ì |>aesi civili con crnscento progresso, deve 
benderc ancora più vaste dimejisioni se vuole giun^^ere a produrre 
■Qei benefizi che da esso possono derivare. < La inilifTcrcnza della 
m iegjre per il domani della pena, ilice Rcinach '), è una delle cause 

B principali della recidiva Ogni volta die una Società dì patronato 

■ ha accolto un liberato, essa lo ha salvato, ne ha rifatto un uomo >. 

) Lm réeMlTiAtu, l o., p. 67 a ee. 



iloll: 



— ri;tu - 
ikiM'j'i> ilt'iiii Slalu tii conlribuii'o cnicacfiDiuiile 
Ilo u In ivi-iiliv:! nm-lìc con dt'i rimedi profìlatUci. 
.ì <-liL' iliM'e e^'^eie itiroll» in purticolar mntln la su 
I ili tulio lii'^oirna vegliare a clifì resilienza n«ic.i 
i uri molo pii'j fjivorfiVdIc cho sb possitiile, che 
I [iiil)l>lL':a -liano di piti in più ristrcUe, e qtiolle il 
,tt.'i/.iotii: iriorvili' (.ih'.rx ili Sino) 'lislriitln ; liisogna inollre prei 
i^mn- pili f->\cM' per f.ssoio in trailo di dare al poiwlo una 
me iipin! a'xurala e seria affinchè esso impari a rispettare 
vine e otiiantt, allìnrihÈ sia saldo in questi priocipii morsli 
'Ila rcVislen?,,'! contro il male. « Ogni scuola, dice Griesinger 
fondata in un pa<:se alTrena con la coltura l'immnralità ; l. 
qucn?.;! peritt a poco a poco terreno e qualche brano del su 
liiinerito; pd i'' rerlo che lo sviluppo progressivo della vera 
iviv'i sempre il medesimo elTptlo nel medesimo senso ». 
Siamo ora iziiinti alla fine delle nostre considerazioni e vi 
rminarle con l'alTerma/.ione che, quantunque la scuola antropi 




riitji i-. ■^,>ì'<'ì.-<l . al liMili" II" .-imiiiiiiistNiKiiPijr L. I,.l7'.) 11:1. Ci fii <|uiji<ll 

ivnlo, ilnijo ylc:iini' ossiTvniitirii, i.ilurusi)Ciiiili). IvslKiiorciiiI i s(gnoi'i vl- 

> t lui'oli dell'I Sii 111 ti) clic imviii'oiiu lUi-ssi otti ni .uni* ri li-, fon srmplicilà 

lassiinu 1)11 >ii jg'iisto, giniie ailn a|>iìros1là iluilii Coramlssloivi Rito In allora 

luminni;) nelle ]ii>rsiinu ilei l'i'cslduntu iliilt. Vci'atli, a ilei ccmslgliurì, 

Spig.i .• Viiieeiwi. 

10 piiiii vlsiuti i luvurl fuLli ibi biiulil (i iblli: liimbn imccuHi^ ncll'IsM- 

Jurjiitc lalo visita lu handn ildla l(. Cusii Cu^icxliu, (;cii(ilm ini» con- 

al Oii-euorct signor r»--. GaeUiiio Moiii»ni, sumiò allegro ;irmoiilo, elio 

accolte ila applausi al (lirciioii) cil ai corri);undi ddki Casa di Custodia 

'seguivano. 

: »i addivenne alla oomlna di due consigli r-i'i, i>i xn'iituzìonc del pi'fi' 

(,-nifri Spiga e Vincenzi, e furonii eletti i s'giiori ModoiiCdl rag. llliorto, 

i dott. Gelsi). 

unione rosi ebbe termine ed i nunn-rosl adunali ne linia-wi'o soddisrui- 

linicliè cbberu campo di conslalai-e il rcttu rumiunamenlo dclh Società 
irro i lulgllorl auspici t>"r l'avvenire delta Blantropica i3tiUii.l>iue. — Ciò 
i nella Gazzella dell' Eiuiliti. — Ed In altro giornalu di Bologna, Il 
lei Carlino, legg amo che il cav d>ilt. Veraitì, dopo avere dlclila- 
i<i'[a l'adunaioa dis<e ■ cun quella compeU'nzn rb« gli ù pnprì-t, trai- 
on Iniellelio d'amoni le (inesliuni inerenti ai r^n'iulli, cose bellissime 
a renicrc ugnoi- più pm-suasi dcll'uiilitli somma di »\ lllnnlropica Isti- 

la iiualo potrà sempre pili ujtendere i pruprii lieii'illct se le fotu coii- 
l»l>orrt! di maggiori rlcurse ccunomiclic. Terminò il forliilo discolpo 
tu l'oiKra di tutte ({uctle |>ertonc ctie validamente cnnciiiitero allo svi- 
ella Istlluzlonc ». 

conte dell'annata ISS9 della Società reale di patroclnia del minorenni 



-S32- 

, lutiu l'i iinUnto bene; i giovani coliocaU | 
i ^oi'U'lh è ubbaslarizn solida per non Beali 
: iini< (li unu i-itlula iletla rendita di L. 23ò 
I'. tVrò qii(.'sla via v sdrucciolevole e II pa 

1ii>r \oUa s|iarir'c! 



Un condannato a marte In Isvlizera. 

■Ilio: 



HTivntio da Lugano i 



<::-r (l;iv:inl[ tn Corte d'Assise di Lucerna il | 

CJiuLru I . I itiuiin, di Winikon, il quattì ora confessa 

ucciso II . .. iiue slava a Icllo, allo scopo di derubar 

=ii[irii[-i ... : ■ l.-illimcnln. 

Toinuj' - .. ' piiriclda aveva trasportato il caJavere del 

III) ii'iii ili . I .| lijoca, onde far scomparire ogni traccia di 

l'uoiii)!"--" I .. arre^iaio ed in seguilo conressà ta sua co 

I ilil'.ii' .. ima settimana. Avant'ierl llgiurl emise un 

ili coi}i|i: ' : . Il iloric condannò il parricida alla pena di < 

Ivrmiirn . . :? anni ; è araiDoglìalo, cun tre ligtluolettl. 

Ìni|HTi'i[ ! 'iiieEiia. 

I.n 1--II1 l.i'i, 1 i^uii.'L fra 15 giorni. 

Soppressione della tleportazlone In Sitierla. — Nel Popolo Romani 
luglio si leiryi.' ITI un irii[iijrinnle telegraronia do Pietroburgo, 29, che 
i-ruto liii|ii'i'iuli; i'' .■'t.ilj su]i|iri'ssii lu depnrlaiìone In Siberia. D'ora t 
coiiilaiLiiiili sarniiiLf) inviati nelle colonie ngricole, che si stanno per 
ni-ila Valle del Cuurar.u. I^ssi non saranno piìi Imprigionali, ma Im^ 
l.nori m:iniiall all'arili anerin. 




-B33- 

LE PRIGIONI DI ROMA 

NKI SECOLI XVI, XTIl E XVIIl 

ni.'"° Sig. Comm. M. Beltram-Scalta 

Iitrcdoìi generale <lelìe Carceri 

II) da quando la S. V. Hì.^" si rivolse agli archivisti per ricerche Intorno 
I sioria delle prigioni e ilcl servizio carcerarlo io, promellendole ili (ara 
nio spellava alla mia piccola sezione orclilvìsUca In Mantova, nello stesso 
ipo le dava a conoscere che se mai un Ul mi fosse stalo possibile di rl- 
lere t'arcl)i?lo di stato romano, sarei stalo in condizioni di poter Tar buona 
esc di documenti e notizie Intorno alle prigioni roman'*. Le agglugneva che 
•.mìo ordinalo l'archivio del governatore di Roma, del quale io stesso aveva 
->'> la consegna dalla confra terni la di San Girolamo della cariti, aveva te- 

noia di molle notizie e documenli che avrebbero potuto giovare a quegli 
idi, de' quali Ella bi'n con ragione può vantarsi di esser sialo l'iniiiatore 
ll'csenipìo e con tenere a disposizione degli studiosi la Rivista di Discipline 
Tti^arie. 

Pronttai del mese di congedo, solilo a concedersi ai pubblici runilonarii, 
r passarlo in Roma, tulio dedicato a consultazioni nell'arohlvio di stalo ro< 
ino, ovi! doveva raccogliere dncumenli, pur lavori ntiol e per altri di amici, 
tavi'va promesso aiuto. Il mese non era II più propizio traltandosi di luglio, 
cerlamcnle 11 limito giornaliero pelle csaminc archivistiche non poteva supe- 
re quello dell'orario burocratico; comunque io fldava molto nella mia gran 
Hka dell'ai-clilvlo di slato romano e nella sveltezza e tenacità al lavoro, 

1 che mi pare aver dato prove. 

Sfortunatamente per me dopo cinque anni di lontananza da quell'archivio, 
liUcii che aliri ordtnamenli erano stali praticati, lenendo poco conto dei 
Ccedentt, cosi molli documcnli da me veduti, e de' quali avc^a preso noia 
■maria ordinandoli, non si trovarono più, o per lo meno il rivenirli avrebbe 
«tato seco troppo lungo tempo. Ciò non ostante poltri trascrivere e far sunti 
non pochi, cho credo Importanti per dar un'idea delle prigioni di Roma e di 
■n p.irtc d'.'l servizio carcerarlo nel secoli :(V[ e xvn oltre alcune notizie sullo 
{K^o suggello del secolo xviii. 

ìPw polt-T procedere ad una sl'irla su^'osa dulie carceri in Italia è Indtspen- 
IMle far opportune ricerche archivistiche in tulli gli siali, nel quali fu por 
■li secoli scissa la nostra Nazlime. Altri si orcnparono delle carceri lombarde, 
•Mtc ed lo già di quelle mantovane ed ora aggiungo un manipolo di docu- 
tntl e di QOliiìe su quello romane, che potranno servire per chi intendesse 
|r maggior sviluppo a quanto io fui cobItoUo aoltanto ad accennare. 



-834- 

liJ.iDo i<j iiiifti'lii'in liM'o le fonti, cioè ijiielle vorie calegorie di u 
l'uiiliivio ili f'^l:' rumano lo <|iiiill possono dar luce alla storta delle 
di Roii><i. 

E se io alibìu ^-cflln bene e Tallo opera non del lutto inutile Ella gii 
percorrendo questo lavoro, illvlso per aecoli. 

A. BERIOtI 



Secolo XVT 



Il f',;ìnicr\er\'^'u eri l;i più alla autorità per riguardo alle Car 
luì |i.irleii'lnsl ^'li onlini sul si^vizio 'li tutte le prigioni dell 
ecalL'iia^tini. Vici' CaiiitTleiigo era il goverD;ilope di Roma capo 
sìdenii' liei tciliiifi.ile e ilell;i congregazione criminale del g 
dirctliire giiiier:ilc di poli/.in nei dominii della ChieM, e presidi 
piihlilid spi'tlacnli. 

Il suo [rìhunalu si ilivi<lRva in civile e crimioale pei quali 
diiL' luo,!;n ti 'minti l' im;i sliirraKlia numerosa, comandata dal l 

l.'' rjrccri del Ca'iipiiloglio, dipendi^nti dal tribunale d'^'l S 



ptmipio nel 1S52 ad un grandioso ediScio compiuto nel 16SS sul 
ièe?no di Antimi ilei Grande: e co^ sorsero le tutton delle Carceri 
ìuvce. 

Più importante per lo studio delle Carceri in Roma sono quelle di- 
endctili dal governatore avendo esso si può dire la supremazia su 
itle le altre per la ragione criminale. Il governatore riceveva dagli 
tri tribunali contingente, non eccettuato quello della S. Inquisizione 
aolo si iraLlava di condannati a morte. 
Fili dal 1619 Clemente VII istituì l' Arciconlraternita della Carità dì 

Girolamo per distribuire elemosine ai carcerati, aver cura delle 
gionì di Torre di Nona e dei Savelli e di poi quelle nuove. Essa 
pure proprietaria dell'archivio del governatore di Homa per acqui- 

fattone. 

/Arciconfraternita di S. Giovanni decollato approvata fino da) 1490 
èva la privativa di assisterei condannati all'ultimo supplizio, 
lolle altre confraternite tenevano il privilegio di liberare carcerati. 
l'eirassunzione al trono eil in altre solennità i Papi liberavano carcerati 
e diminuivano le pene. Innocenzo XI nel 1684 pagò tutti i debiti di 
ìlli che ù trovavano per caglimi degli stessi in prigione. 
)el tribunale della Reverenda Camera, presieduto dal Cardinale Ca- 
rlcngo, era parte il Pi'esidente delle Carceri, il qualo si mutava an- 
ilmente ed era scelto da uno dei quattro ultimi chierici di Carnea. 
li giudicava sopra la validità ed invalidità delle carcerazioni fatte 
- ilebito civile d'ordine di qualsiasi giudice. Ordinava le prestazioni 
izU alimenti ai carcerati ecc. Dai decreti però di questo presidente 
poteva ricorrere al Trìbunnle della vìsita piena, composto dal governa- 
re 'li Roma, dal presi'lente stesso delle carceri, dall'avvocato de' po- 
ri e da altri. 

Il Capo delle carceri era chiamato Soldano ed era considerato qual 
nigliai'e della corte pontifìcia. 

Fi'otettore dei carcerali era San Leonardo, romito del limosina, mor- 
I Dell'anno SSi). che sarebbe sialo un granJc liberatore di piigionieri. 

ba queste generalità passeremo ai particolari, cioè a documenti o a 
luti degli stessi, secondo la maggior o minor importanza che possono 
rere. 

£ principio appunto con dei sunti di documenti non tanto comuni, 
Utandosi di foglieuì itampatì in poche copie, come noterò do^ 

iHpodziOM. 



-S36- 
«*« 
Cnii umili pn.prii' del 155o il Papi vietava la scarcerazione mi 

l'iiti/joiic ili i|iii.'11i inquisiti, die dovessero essere sottoposti alla l 
E ijiiosla i: h mia pili romota citaziunn di ciii ho tenuto r 

»** 

Al 2ì ili Diiolire l'iBO ii=cl « la Rerurina delU pagamoiiti J 
piLaiii !■ Giranliiini delle carceri, csciiulon et esattori del tribù 
corteiiiaiii' s. 

>>l primi) arliciilo si stabiliva die durante la carestìa la s 
n-iiìi cniTiTMiii ili seirreia fosse di un gÌulÌo per pasto e Don 
tciirridii >pi>cia[ reL'islro simili; a qudlo tenuto per i carcerali 
a rarcnri' l'oniiini'. 

l'olle ilonin'- e ]iei pitti un carlino per pasto. 

il iriliulii d>'lli> [iiureti'tci ora di dicci carlini e non di 10 
comi' da rei'ln liiriipn per abuso si pretendeva. 



Iridi» alira « rcfiirinniicine e lassa di;lli pagan 







-M7 — 
« Decreto da osserram dalli Guardiani e custodi delle carceri di 
W in quindici capitoli. 

5flno a notarsi la prescrizione che tutte le prigioni dovessero avere 
'rmieri. 

he i peUffrosi non fossero obbligali ad alcun pagamento. 
"Il'iiscir di carcero non si pasrasac più di tre giuli da ogni lìbo- 
i ma quando fossero stati in prigione non più da uno a sei giorni 
iva lo sborso di tre bajocchi. 

le li carcerati nelle camere non debbono esser costretti a pagar 
li un (riulio per giorno e individuo. 

e i gnar.liani non pos-iino mettere ne tenere nelle dette camere 
:i(jr numero di persone di quanto sarà stabilito e non mai più di B. 
e i carcerati per loro coromodità volessero una di dette camere la 
^cro avere pacando l'intiera tas^a sopradetta pel numero che do- 
te contenere cioè lìa un giulio al giorno per persona, 
e i chiusi nelle secreto pacassero iti bajocchi al giorno per eia- 
1 per spesa e vitlo. 

iLllila la tassa dell'osteria corno la precedente, 
ielle la tas-ia del carcere variava secondo il locale, nelle differenze 
passaggio da una ad altra era scello a decidere il Prelato delle 
ri. 

Ile carceri di Campidoglio e Borgo non era portata alcuna inno- 
ne sulle tasse in uso, 

ì agenti carcerarli, che pretendevano dì più dallo stabilito da 
to Decreto, anche a titolo di mancia, erano puniti con le fru- 
, la cor.la ed alu^ pene maggiore ad arbitrio del magistrato. 

i-e però che gli abusi presto risorgessero essendovi consimili de- 
deiili anni 1591 e iri92. E prima di essi il seguente, che merita 
■ ripnrtato interamente, essendo inedito e trovasi neirarchivio del 
prlrnjro, pure nell'archivio di stato romano. Percorrendo una serie 
l'gislri di amministrazione dello stesso si potrebbero aver tutti gli 
dì riguardanti le carceri. 

< HEMRtco ECC. Camerlengo, 
olendo noi com'aU'odltio nostro di Camerlengato appartiene ou- 
1 all'estorsioni che si fanno tanto per li Capitani et Guardiani 
le carceri quanto per il Barigello ei ^Jirì esecutori dì tuUo \e <^ot\,c 



— sas — 

deiralma cita ili (toma ci altri luoghi dello sUto Ecclesiastit 
il'urdine ospn'^so ili nostro signore Tallone a bocca e pei' auU 
nostro olììtlo di Cairn.' rlen?ato urdiniamo rIì ìnfrascriUi decrel 
dinationi ';uali vo^lhmo i^'osscrvino inuiolabilmeiite solo le 
esm coiitiiu'riti 

In pri[i)a chi' li Capitami et niianliani di tutte le carceri 
per le spesi' clie raiino ulli carcerati in secreta ftoleuano anU( 
pigliate m\ (lai'iìiio il giorno ut pei' molli anni prossimi pas: 
esser slate rare li' citse nt'cessariu al dito liumanu hanno pi.i;! 
triiilio per pasln lioru per la Ijonlà diuiiia non d Unta carestia 
pigliate ail o^rrii cai'C::ratu per le spese che gli Tannno io seci 
cariiiiij per jiastu et non più ol ^iano tenuti scrivere nel su 
elle leiitioiLo do' camerati quando entrano in secreta et quandi 
niente escnno in puhlilicu se e la mattina innanzi pranzo o il 
dopo pranzo e ."imi Ime lite la sera si è ìnantì o doppo cena 
possi far conio delli pasti et non scrivendolo non se li pagi: 
alcuna per ijiielli) giorno tanto della entrata quanto della usila ' 
obliL'ati darli hiioii pane et Imon vino et abastanza et almeno il 
di carne il gioriÉO con la minestra et il giorno che non si 




sopra senza farsi pagare a assicurarsi con sicurtà o pe^^no et quanio 
guardiani uedessero che mancasse cosa alcuna alli carcerati la dcb- 
no addimandare al capitano dal mastro (li casa, li quali siano obli- 
iti a darli ogni cosa necessaria solto pena di scu<li 60 per cìasctie- 
ina volta et in questo s'intendnrà solo .nlla depositione del Guardiano 
le auesse adimandato quello che mancaua alli carcerati senz'altri 
stimoni. 

Ilem elle li prei^oni tanto in secreta quanto in pubblico nelle slan- 
B di sopra possino farsi le spese da loro facendosi portare da maO' 
are secondo che li parerà et li Guardiani siano obbligati sotto le 
loe contenute nel primo capitolo la3ar);:]ìelo portare facendo la di- 
cenila quanto a quelli che saranno in secreta che non se gli portino 
»1ize o imbasciate saluo che il Giudice prohibisFie il lanciarli por- 
re da mangiare in secreta et facendosi il carcerato le spese da se 

Guardiano onero Capitano'.non li possi far pagare se non baiocchi 
Bque il (fiomo p<>r il suo scriiitio sotto te medesimo p?ne. 

Item che nr-ssuno de Capitani ouero Guardiani predetti ardischino 
buere dalli preTioni doiie si sof^liano ordinariamente tenere di sopra 
Boni di carcerati et mancarli alle pubblictio da basso per causa che 
I. carcerati si vogliano fare le spese da loro ne farli pegirior traia- 
mo del solito sotto la medesima pena come di sopra. 
^tem per la preginne di offni carcerato non si farcì pairare più di 
Ip cnrlìni et non si possi far pacare alcuna cosa per mancia del Guar^ 
no o altro perche quello e la sua mercede per la guardia et per 
lai arresto che uenisse contro 11 prezione non si possi far pagare 
pnon altro che quanto la pregione da quello che portara detto a- 
bto et non dal pregione sotto pena della berlina da incorersi irre- 
kibilmente se contraueranno. 

rltem che ogni capitano di dette Carceri sia obligato a tener una cassa 
►te con due chiavi dalle quali una ne tenghi esso capitano et l'al- 
!■ il Procuratore de' Poueri dove si halibino a reponere tutte le robbe 

E' danari che si Iroueranno appresso a quelli che «iranno condolti alla 
ì io quello isteso giorno che ui saranno coiidoLti et scriuerlo 
I libro et noD lo facendo siano puniti come di furLn dì quella pena 
B parerà a Monsig. Gouernatore di Roma ouero al chierico di Camera 
■ uri io quel tempo visitator delle carceri. 

B ehe nesauoo de detti capitani o Guardiani no meno Bargello 
v altro esecutore possino sotto la pena di tre tratti dt coriV^ eV 



— 540 — 

della fniski uiieru berlina leuare ad alcuno pregione così coni 
nlh mnrie lome alla Galera onero ad altra pena robbe che babbi 
dello i>ri".'i<>!ie nt^ meno ritenersi altro robbe che il detto con 
liaii''3.S'^ ii''ll;i pi'L'.'inni! ma tutte !<' debbia consegnare al (ìiuli 
quali' il prc-'inri'' è l'nndeiinalo acnoi'bc ne possi fare qnel tai 
sarà dì f:iiisii/,i.i. 

Itcm chi' ne il ku'gcilo ne alcuno delli n^^-ciitori pos-iino ad 
cbe roiiiliii'onn :ill<! preirìoni Icuir ihiiari w, robbe di alcuna ! 
meno rriimi' i|iianilo non lo portanniio corilra bandi ma deli 
robbe Ia=--arli' al pre::ione et (pii'lle i-on l'arme consiirnarlc al < 
o Cuarili.inn delli' canteri il quale le debbia riporre nella dot 
con .ilMi' ivibbe sotto pena della Trnsta et altre come di sopra r 
simn preceder] te cipilnlo. 

lli-m che il locdlenenie che sarà jier lì tempi del fimiern; 
ancori ipjcl del >en;ttore per li pregioni del (Campidoglio si:m 
gali per il l'aiicn ci pi^so delli lom rn-i'ienlia due nolte la se 
ingioine con il l'coi'iiralore de l'ouerì uìsilare Inllc le secn'l 
canvri ci inlciidere dalli preirioni i^ome sonno trattiti et di 




-3S1 - 
da poi per essa questione doue ci fossero alcune ferite e basto- 
de importanza possìno pigliare un scudo ma non ci esscndu ferita 
lalcons ouero come di sopra imcorchc ci siano intpniemite arme pos- 
D pigliare mozo scudo solo et non più et meno al arbitrio del 
podice si'con'lo la qualità di cassi. 

Il?in che per la catara di quelli che saranno trouati portar arme 
conira bandi non possino pigliare più di uno scudo quando non 
faaucranno la parte della pectiniarìa. 

Item che in lo cause simili per csecutionc reale o personale per 
umma dì soldi cinquo pigliano doì carlini et da cinque insino a dieci 
KuJi tre giullii da dicci scudi sino a venti friulìi cinque da venti 
iino a quaranta giulii dìcce, da quaranta scudi sino a sctanta giulii 
piindeci da selanta scudi sino a cento friulii uonlì, da cento scudi 
lino a 500 scudi tre da SOO Sno a mille scudi 4. et se si facesse 
■seculione per maggior somma o mercede di e<u si patulli ad arbi- 
rio del Giudice di mandalo del qu;de sarà fnlta ficciilioni; purché non 
ias>ì la somma di scudi 6 al più eccetto se fo^fo niuliiM? di Corte 
ìaiiclta Tor di Nona o B-irgo o Ripa HipeLtn li quali non possino 
Kcedere la sopradetta las^a senza Iicen7,a del Goucinatore ouT Auditor 
)i Camera onero del Chierico Presidente di Ripa rospctliuamenle cc- 
leltuando però li mandati della Corte del Gouomature nelli quali 
H osserui la tassa fatta da es^n rioiicrnaloro clic e minore della sopra- 
Jetla per rispetto della pouertj de litiganti che concoiTono ad essa Corte. 

Item che per qualsiuoglia mandato di mettere in possessione de beni 
itahili senza che sia espressa la somma per la quale detto manlalo 
■ia decretato non- possino pigliare più di un scudo et douc sia la 
umma et espressa si osservi come di sopra. 

Item die per esecutione de mandalo per sospetto di fiera sino alla 
lomma di f^cudi 40 si pi?li sivondo la tas'ia sopradetta nelle cause 
Quili et de scudi 40 in su per qualunque non p^i'^si pigliare più di 
un scudo. 

! Ilcm se la esecutione si farà in animali si ossemi il medeiimo ne 
tfcti pagare cossa alcuna per la capezza come per abuso si o fatto 
plcune volte pagare. 

I Item che ne il Rarigello ne alcuno esecutore prodelli ardi^chiiio pi- 
tlliare danari da debitori piT la loro esecutione se effetualmente non 
llsianno ne piisino differirò la esecutione della quale saranno ricer- 
^li ma debbiano eseguirlo quanto prima ne dal credUove vv?,VviVfc 



- 542- 

fi.mnri «e non in ims'i rlic il {Inbilorr non sia obligato a | 

F,l ^e orrorfrà n'i'iin caso che la tassa nnn fosse in questi 
iletcrnii[i;ita in tnl riso si siia alla derbìaratinne del (giudice 
ili'l ipialo sar;i f.illn la dniu cs'^rcuUone eccettuali li sopradPlli 
(li Corlc S.iiiill.i, Tnr di Nona, Rurcf), Ripa, Ripetta ìi qii 
pnisiiio f:ir lai (]ii'lii;ir;iLione senza licenza del Goiiornatore 
Amliinre tlcll.i CniriciM l'iesidiMite di Ripa respetiua mente comp ( 

Itetii c'ii> il nciri:.''''lo ne altri esecutori qnanilo iianno in 
qiiali:lin[liino per pivtiijerlo iiiiii possine pifjliare arme di nissii 
l'ccetti Si' r.)S;icro ;'r.->liiliit,' come archibngi'lli ancora sotto 
l'iu' quello >i lii'ne pri'niieji' huMii portato delio armi in tempo pi 

Ili'in chi' non piusi nli-uno esecutore ne Barigello B(?iiza comi 
et iiriiinr spctiale di-l ("iiiidice della causa andare con il Notarii 
iriiienlaiio lii rolitie ile ilrlìnquenli el in tal caso quando li sa 
n;Llii non po3<!Ì ]il:jliai'i' allro che uno scudo doue sia homicidio 
et nelli alli'j i-a-^i ilonr .sì facesse detto inuentario gititi cinqui 

lli'iu l'he da pmii't'i clm non hanno il nioilo di pagare rion 
fSLgu'ere per fiiialiiij.>;;lia mandalo cossa alcuna ma siano obt 




- 643 — 

Iiim che li pegni che pigliara per li tributi non li possi tenere et 
ladere lui da se stesso ma li debbia depositare apresso il Notario 
Bill Corte et farlo subastare citata la parte et si se ueoderanno più 
Bderlo alla delta parte sotto la pena di sopra. 
Item che quando occorre fare essecutioni coA cìiiili come criminali 
1 dì Roma se fari in Tra tre miglia si osserui il medesimo che 
Diro di Roma et se «ara olire et in qualsiuoglia citta ouer castello 
!ora oltre 40 miglia Ti saranno li essecutori di Roma se gli paghi 
)ijcata la eseculione di quello sì pagha in Homi et se saranno ese- 
ori di altre citta se gli paghi duplicala la eseculione secondo la 
a che sì oaserua in detta citta doue si Ta l'eseculione, 
lem che quello delli Barìgelli et esecutori soprailetti che coalra- 
ra alli predelti docrelli nelli quali non è espressa pena inoHTa 

la prima uolta ia pena di tre tratti di conia et per la seconda 
a busta per la citla et per la terza della Galea le quali pene le 
uno eseguire II predetti giudici irremisibilmente senza speranza 
ina di gratia. 

lem accioche ognuno a chi appartiene pesci hauere notltia delle 
radette lasse et ordinationi uole che cosi il Bargello et ogai altro 
Ultore come li Capitani et Guardiani delle carceri siano obligati 
ere li sopradclti decreti in una tauoleti stampata affissa net muro 
parie che ogauno possi iiederlaet leg;;erla di continuo auuerteudo 
cialmente a le persone ignoranti che non se li pigli oltre il do- 
« sotto la pena di ttO scudi d' applicarsi a S. Leonardo et di tre 
tti di corda et pero ognuno si guardi Dato in Roma nella Camera 
ostolica il (ti XXIX di settembre 1589. 
Henricut Cardinali! Cam."'- 

Andreas Martini. 
»•* 

È un regolamento compilato nello intento specialmente di impedire 
twiìoni a danno dei carcerati i quali dovevano mantenersi a pro- 
lie spese, tenendo conio aperto con i Capitani delle c-irceri, i quali 
tioo gli appaltatori del servizio carcerario con l'obbligo di mantenere 
gratis i prigionieri poveri, cioè di aggiungere quanto occorreva al 
•Bpimenlo delle loro spese, poiché l'elemosina pubblica veniva in 
•■tof» a questi, 
fittile cauM tiTili allorché il condannato al carcere era poveto, si 



.triurno, 
l'i) li 

Migo ,ij 
i su. li 



-Sii — 
7r\-A il crc.iitore a |)agargli il villo io ragione di un i 

[chiliin^ co'Jtiliiito tii'lle carceri, potava liberarsi dalla \ 

1 per |''iii!iHco Htromciito ngni suo avere al creiliLore 

l'ti-firlo Si' pi*r caso fnces'se fortuna, e provando pri 

(lehlli n.jtt erano dolosi. Olleriova la lìiierlà ma con olii 

st'inprc lino al pa^-imeiitii compiuto, il cappello veri! 

-rii;^'!. cjso eriL ricoiidoUo s'ibilo alle carceri. 
VL'iiìi fnnirvi ancora lale ohliligo non cod frequenti ac 
r.illiincrui roramerdali. 



SiTvonn riìiilti^siEiio a dar conoscenza delle carceri le visite 
al|.^ sti 3-e, l/i-Iil:i/,inni' di quelite vi:;i(e <;i crcle dovuta al P; 
Gl'Ilio IV ii.>l l'iri:;. Vi cnm quelle cnliiiarie e iiiielic straoi 
ilMP-li' ]ii''ii!o-:-i; per quslcln' disfinlini! uvveiiiilo o per laci 
pri.crioiiii'ri, I', .|i p-h' io fi!i'i parlicolar separazione ueirarcl 
Stato t'il (in w iifTrn a sairpio una staordinaria contro il ( 




111^ \ji. «4 I ' ' ^^ ^ 4 > 'X V ^^ Al*.' tv \«« «laiiiv^ Ai%* \a-'*«ivj-i |'\ «-'«/«a* 



'■r. 



'yk 






pubblica di sopra che sia pnsso la corda: > 

3:nor Guido Visconte, Mcsser Ilobcrlo Paganella, M. Carlo Fon- 
ilognese che dicono ; 

poiché è fatta la tassa del Governatore il Capitano ha man- 

darce quello che ce solea dare prima, che ce daaa arosto et 
3t adesso non ce da se un alesso carne vaccina et quanto ai 

da de quei bianco quale credo habbiatc cerco (sic) >. 
latori andarono alla Cellam vinariam dictorum carcerum e trova- 
las vegetes vini videlicet una vini nigri aliam vero albi ; e il cuoco 
inceri giurò esser quello ad uso di carcerati: assaggiatoii trova- 

bianco aliquaììtulum acetosum et matrosum e il negro amarum. 
trovarono aflTissa la tassa che doveva esser visibile, 
irono nel medesimo giorno a visitare le carceri di Torre Nona 
ter far un confronto. 

cantina trovarono il vino bianco satis Ifonum e non ve ne era' 
Stefano custode delle carceri asserì esser quello pei carcerata 
i Pubblica presso la scala, il Conte Giov. Aldobrandino, don Ber- 
Morelli; il capitano Pietro De Sale, il cav. Anlomi e Recanati» 
Uri dissero che pubblicala la tassa il capitano lacomo ha peg* 

il trattamento» € prima dava arrosto, adesso frutta, un poco di 
i castralo peggio che non e vaccina, vino bianco tristo. Lo fe- 



4Ì 



cirrtrtinuk a 



fft f**nVOf/\ mnìtn «<')oA/-f liof /\ Af t%/%/\^f\ttf\ r\mnf^ An #•«* 



— {516 — 

Questo (locumenlo, nltre darci un po' di aomenclatiira carta 
fa conascerf> vari prigionieri di famiglie patrizie o notevoli che i 
fra ì molti acct'iiuali. 

*** 

lutaiilo ecco ad esempio visite ordinarie a dirergi carceri, '. 
puircbbei'o stiiviie per la statistica mensile od annuale dei a 

Visi 1 E graziose alle carcgki. 

Pie S tuoi} i5!"i hora ij. Visita alle carceri della Curia di 
doi^lìo le ipiiili <i liivideTnno in criminali e civili, nelle prim 
sei priffionirri rii'lln swomle 20. 

Al il ili'lld sie-^ii iiiesM ed ora vi fu la visita nelle carceri dell 
Savc'lli n (ìivnnci ir'ivnle nelle criminali 39 maschi e otto fem 
nelle civili 17 iiuinini e nessuna donna. 

Al IG i visitatori pas- irono a quelle di Tnrre di Nona nelle 
min-ili filavano h'ì uomini e 11 donne, nelle civili 16 maachi. 

In 111101^ civili di Horjrn Ire carcerati. 

Nnlìa visila passata il 9 febliraio 1!)97 alle Beerete della Curia 




— 847- 
«*« 

Altri documenti, che giovano molto a far conoBC«re carcerati e loro 
pn^oni, sono come si direbbe ogindl i processi verbali della succes- 
sione dei ca[»tani delle carceri, come ai vedrà dal seguente. 

Die prima febniarii 1570. 
Contignatio carceratorum exwtentium in curia Turris nona tam i» 
lubblkit quam in $ecretig carceribus facta a Cap. Fabio de CapUaneù de 
fonte Giorgii Capitaiieo lohanni Francesco . ..de CoUevetere presente. 

In presenlia mei etc. lestiumque infraseriptorum. 

Nella secreta inina/0 due prigiooieri. 

Nella secreta chiamata la tnonacAina solo messer Mario Zazzarini 

Orelio. 

Nelle stantie delle donne, sette fra cui due col titolo di madonne, 
oè Giulia veneziana e Fulvia romana vedova. 

Nella secreta detta Tiorentina il capitano Flaminio Hrancadori da 
ìTtno e messer Gerolamo Altavante romano. 

Nella secreta in cima della Torre Carlo da Caramomio stalTiero del 
rincipe di Solmona. 

Nella i^ecrela in mezzo della Torre, quattro, fra cui frate Guido da 
ubio dell' ordine di santo Agostino. 

Nella carcere di monsignore auditore della Camera vi era un strfo. 

Nella secreta delta la Favorita sei. 

NelU serreU delta il Parudiso cinque. 

In una pubblica due soli. 

In ;>llra pubblica 25 fra i quali frate Julio Padouano dell* ordine 
i San Francesco, Fulvio arciprete d* Albano, l' abate OUario Monacello 
la Capua, Simone Magno fiamengo, Prospicro Farlnaclio romano, 
nesser Tito Livio da Roncilure, M, Gio. De Bianchi recamalore, M. 
Venlura Malitia da S. Vittoria notare, il conte Alessandro dal Friuli. 
Xella pubblica di mezzo ?5 fia i quali messer Gio. Tliomasso can- 
tore de Mileto, Fra Gio. Giacomo Campa^niia, Fra Francesco Regina 
padovano, Marchione Fiammingo e due ebrei. 
\ella pubblica da basso 48 fra cui frate Antonio Ciciliano, fra Fran- 

H1C0 venetiano, fra Amore da Terracina, Don Thomasso da RimioL 
Super quibus etc actiim ubi sitpra presentibus Bernardino GuaUe- 

•wii de Pistorio mapislro domm e Zenofonte Roscio de Monleforlinì 
4Wt^ /Hf/auf. 



Si sarà iiiita!(p fra i carcerati Prosppn-» Farinacci, il difensoi 
famiglia r.i'r.ci, il i|ii:ile, cooie dimostrai nei mia libro so ques 
faiiirulia, lìTi con ragione il Papa avuya apostrofato « Buono 
wii riillini AMùr» >. Infatti l'.'irchivio del GovernalDre conserva 
l'Ili pmcis^i contri) dì luì, uno parlicolarmentc per sodomia, i 
jirio (U'^rno de,' -iiioi liifi'si. 

Sli^^i in hii'E- vari religiosi adlncliò occorreDdo si possa far 
Limi' rio>]v'if, '• l'iMiio viitiiiie Jel Iribunalo (IdU' Inquisizione 
alle farcfri del (iuviTnalore per ossur giustiziali per esser | 
sali alli' irater.'. 



1!^ di qii.sii iiliiiii' infidici l'archivio criminale del Govcrnatt 
non ]Vif.lii iìoc(i;iii'nti cui io pure avevo dato ordinamento 
l-'<;i crMi-i<io;n) i;,'i rufrllcUi di niiisepna dei condannati al ver 
gjiicni i.iiiililÌF'ic. 

I>a (|u<'ll:! r.'ii;.'! il <) <!icenj)m- IS99 tra i notati scelf^o i segue 
(iiov. [.conariin da P.-iteii/.a francescano conventuale, frati" Aj 
Stofaiio Farirm da l'e'iaro. Don l'aolo l'aganetti da Tivoli, 




noD Idio per V. S, III.ma e con tal Hne li facimo riuerentia delle 
wtre di Ciuita que^ giorno cito de agosto 1B90. 
Di V. S. IlLma 

Schiavi li galeotti di S. S.*^ in Ciuita Castellana. 
ÀtriU.mo et H.ino Muii-ttynor 
Sig. vostro ois.mo il Signor 
Gouvernatore di 

Roma 

■»*■» 
Prima di chiudere il raccolto pel set»lo XVI de?o notare che Ga- 
[ Sant'Angelo servi di carcere a grandi prigionierì di stato e 
ticobrmcnte a militari, oltre a qualche special reo colà guardato 
ordine di Pontellci, come vari cardinali ecc. 
'iii famosa di tutte fu in questo secolo la prli^ionia dì Benve- 
Ccllini pella straordinaria fusa, da lui medesimo uarrata. 
■i mostra tuttodì il suo carcere a chi visita Castel Sant'Angelo; 
io dimostrai nel mio lavoro intorno al Cellini non poter essere 
licito oggidì quello da cui fu^'gl, ma altro che pure egli occupò, 
mdo stato in tre diverse celle, secondo il suo racconto, 
.'esecuzione capitale che più fece rumore, tuttodì ricordata è quella 
a Simiglia Cenci; ma le cronache e i dipinti su tale supplizio 
) moderni. Infatti si narra e ìÌ figura il carnefice che tronca le 
e, mentre da disei^ni a peima su di un registro dell'archivio crimi- 
• del 1531 si vede già llgurata quella macchina che ora è detta 
iHottina. E di questo diedi le prove a pagina 1S7-S del mio libro 
mesca Cenci e la «ut famiglia pubblicala nel 1879. 

(Continua) f^^ BbRTOLOTTI. 



i COWilli DEU HISEIUDIl l I BH EOMIKI DI FIRm 

i proposilo di un artìcolo riguardante lo scrUto d«l tig. F. A. Carlo 
^rams intitol(tio ^'influeN'z.^ uel cri:ìtuni:siuo sui detencti c 
sL( DSLi.NQUEKTi. — Noto dt corresionB intorno al paragrafo 8^. 

Seguo con interesse ciò che si scrive intomo alle antiche prigioni. 
1^ è da qualche tempo die sto facendo degli studiì su quelle della 
I Firenze dal secolo XIII a noi; come fece già il cbìarissimo dott. 

ttM Coretrmria — Àaao XJL -st, 



— 850- 

Seratìno Itìiii per \i', antìch'i carceri di Milano e del Ducato m 
com(> aveva intrapreso a fare il conte Af^ostìDO Sagredo vei 
ppi- quelli; soli!) il Hiivi-i-no della SereDlssima Repubblica, e ci 
fatto U'slò reOT"JÌo It'rloloUi per lo antiche carceri di Mantt 

Nnii mi (■■ riiiiiidi slu?jito il riassunto che il sig. G. Blair 
pul>hli(':iL<) nell.'i •li'^pcrKi 12 "'^ della Rivista dì disfifline cur 
7 Insilo iSlW, ;i iif.ip^silo di uno scritto del siff. F. A. Carlo 
Capp'Haiio del [loiiilfinziario di Friburiio (io Drisgovia) prosenl 
Soitiiuà (ic.'li iiiipìe.ijnti carcerarli tedeschi in occasione dt 
ri-'orren/Ji r]i'll:i -ii.i fonda/ione, che ha per titolo « L'in/fumm 
siiiiiU'Miii'i •mi tlrffiniti e sui tlelint/uenti», e che è,dìceraut( 
rassejrna storie;! dei primi 17 secoli dell'era volgare. 

-Non avcTuìo s.iil'i>ecliif> che il sommario di qui^lto scritto 
attiinenni a l'.iò che ne dice il sisr. Itiamonti: il quale di 
in nove pvn.u'raiì il contenuto di owo, come sembra abbia fai 
lore. parl;i, neir.itt^ivn, <lelh atrìtà privata e delle isLituzioiii 
ad ;iUeviartì le ^nl^■ren7J• dei detenuii comuni. « Nacquero e- 
il sif:, liianmnli) Pì iiieipalinente in Italia, e, prima tra que^t 




— 881 — 

Repubblica favori sempre, come ebbe te simpatie dei Sovrani Medicei 
he le succrdprono. BenedetLo Varclii nelle Istorie florenlìne, palladi 
Ksa con queste parolL'i < Kwi eKiiiiidio la memorabilf^ Cuinpagnia 
lei Tempio, chiamata dPi Neri, i;Ii uomini della quale, d;]Lo che s' è 
1 comandamento dell' anima ad nkiino elio dcvp esaere giu:<lizìato, 
inno a confortarlo tutta notte, e il di l'accompa^naaL) a u^o ili bat- 
■ti colla tavotuccia (1) in mano, sempro confortandolo, e raccoman- 
Indogli l'anima ìnflno all'estremo punto >. 

^ Quanto poi ai buoni uomini delle carceri, cho il sift- Straui^s, se- 
hRido il riassunto del sig. Biamonlt, qualifica come una sezione della 
loofratcmila della Misericordia, riporterò per intiero il capitolo 39 
|ello statuto delle Stinclie (2) che porta la data del 10 dicembre 
H4. non ^enza notare chf; quelle c<t altre dispo<:izÌont erano in Timore 
più antica data, come provvedimenti prosi dalla Repubblica, avanti 
I fa^^^ero riunite in uno statuto le varie ordinanze emesse in di- 
se epoche inlorno allo prii^ioni, — Ecco il losto del capitolo xxvìiij. 
< Perche in tiicle lopere di Dio ove roliice la spada di-Ila juititia 
unda sempre lolio dolla miscriimnila; onde eglie scriplo: miseri- 
dia et terìlas obmaveruiit {i) sibi jiistitia el pax oiciiliile suiil; pero 
' gli antiijiii nostri corno veri figlinoli di Dio volendo seguitare le 
llL'ie del loro padro eterno poi che in nelle cou-^titulioiii depre- 
ili Stnt'iti egli liebbono ordinato lo oditio de Soprastanti per exequ- 
ne della jnstitia ordinarono pariuienic lo oiiilio de buoni hvomìni 
■ administratione principalnienlc delle opere della mirericordia, la 
ile parendo a' prorali reformalori non soli» perse laudabile ma otite 
necessaiia a poveri incarcerati, visto inprìmn el dilisentemenle 
iminato tiicto quello che penostri antiqui sera piament" ordinati 
orno a tate iilìcio, et acrgiiintc et mutate alcuno cose secondo elio 
eondictioni detempi presenti ricliiedevano, vollono et ordltiorono 
le in decta cleclione tempo et numero di derti buoni uomini si 
vi per lo advenire et medesimo modo che si observa al pre.^cnte 
ehe enostri Magnifici Signori et Gonfalonieri della Justilia iii- 
! con e TÌj buoni huomitd che petempi saranno, possine et del)- 

Al Uuettq involucce, o Uvoletlf>, orano |iÌccoli iinnilri uva ara oI11i;iatn II Cro- 
) la Vergine, ri» fondo it'oro, opera, a niiann) jiai"''. ilei It. ''.iiivanni Augo- 
■[aali taroi'^lte si ponovann tini (.nnroriatorì E'fUii aii ocr.hi ih'i iTinilnii- 
nort«, nhfl speaio la rti:u[}prìvano <U bucL 
ttt [.D Stiachii oi-aua le aatlulie pri',,'iouL della Rciiubbliou lioreutìnu, (imuVaIc 
*^ prorrìgiona da' T novembre 43!>)', a ■lomoUto nel IRSI. 



bino al tempo ordinato et secondo el modo consueto aelef 
el Comtinc di Firenze quattro buoni haomini, c-oe uno per 

dell.i ciccia riptn, della qunle f^iiìctìone habhino divieto clecli 
Signori d r-nllr-L'i et loro conaorli et debbìDO dare a deci 
buoni hmiuint cosi elecLi uno tavolaccino di quattro mesi i 
mesi eh" slin alUnn servizio, et dallri quattro da eleggersi ó 
miiij niiTn npUidiìii della Compagnia del Tempio st-condo i 
et roii^tiliitioni di dccta compn^nìa el babbi bavere decto ta 
per suo «^Ilario libre due di piccioli al mese da pa^arsigti ( 
setta di'IIi' t'ÌF'iii.)sine comR è consueto, e' quali octo buoni 
co^i piceli baliliino a stare in officin mesi quattro el alloro 
el a^nrlnnga di ricevere la cura di tucte la elemosine che 
liinche inolj verranno alle carcere di decte Slinche, le qua 
sino sieiio temili dccli buoni liuomini dare et distribuire 
partito a l'pmvri incarcerali ;;econdo lordine consueto dì de 
et cliiiuiG i.'L a loro parrà, aggravando in queste le loro e 
Qiicslu piT «'^presso inteso et declarato che tiicti quegli ctie 
lunclie olililigiio fustino tenuti fare alcuna elemosina a iIòcI 




nel presente statuto spendere delle pecunie ad ciò deputate quanto 
necessario per lo elTecto predecto precedentemente pero gli stan- 
lenii ordinar] da deliberarsi infra loro per sei fave nere almenOi 
raTando circa al modo di tale spese le loro conscientie et reducendo 
ad memoria che la roba de poveri è patrimonio di Christo. Hab- 
decti buoni huominj di salario più et meno secondo che sieno 
et meno perfecte le opere loro o con più et manco carità exe- 
ite et vadinne creditori allibro della vita per esserne pagati al tri- 
llo di Christo di quella pecunia con la quale si compera el regno 
Tita etema ». 

fn 'altra Compagnia detta di San Buonaventura, e anche Buonuo- 
11 delle carceri, venne istituita in Firenze nel 1582, e si occupava 
particolarmente dei detenuti nelle prigioni del Potesti, dette an- 
degli Otto, del Bargello. Dai documenti esistenti nel nostro R. 
livio di Stato, ho estratte le seguenti notizie intomo alla opero- 
ed allo scopo di detta Compagnia: 

L^ Liberava oprni anno circa 350 poveri prigionieri per debito 
'Ogni sorte, la cui spesa importava circa scudi quattrocento. 
2.« Dava il pane ogni giomo a N.<> 20 in 25 poveri tra uomini 
»nne» nello cameracce del Bargello, cioè once 18 in 20 per cia- 
to, che ammontava ogni anno a libbre dodicimila; 9,000 delle quali 
livano in media raccolte a titolo di elemosina da quattro cercatori 
si recavano questuando per la città, e le rimanenti libbre 3,000 
[vano comprate a contanti. 

3.<> Provvedeva alli detti poveri incarcerati lume, olio e candele, o 
ivemo la brace ed altri aiuti, colla spesa annua di scudi ventiquattro. 
4.^ Teneva salariato chi portava Tacqua e faceva altri servizi! ai 
lusi. 

5.<> Teneva pure un sacerdote che ogni mattina celebrava la messa, 
lo eretto a questo scopo, ed a spese della Compagnia, un altare 
salone ove facevano capo le cameracce. 
6.^ Aiutava quei prigionieri che erano stati Innovo tempo nelle segre- 
col dar loro vestimenti, se non avevano fuori chi pensasse a sovvenirli. 
'ava poi con grande impegno ogni specie di spirituale assistenza 
i detenuti, tanto che nessun aggravio aveva a questo riguardo 
iministrazione del Fisco. E per ciascun prigioniero che moriva 
Stincbe o nel Bargello, veniva celebrata una messa per la di 
taima. 



1" ■_. *.- 



-8Si — 

onein ili iviriU vviiiicia esereilale fino a che il 
'^it'iil'lo noi 17S3 non soppresse ambMue le bene 
,nr:li però lo stusso Sovrano vide la necewilà 
Mr:'liir:i liiivua a prorurare il bene moralRem 
■ ■jiit.st.i l'gli estese a tutto lo Stato della Toscani 
;r' ;ì:ìì.1,-.I(i l'incarico alla Confralernila della Miicr 
nr 'i-liahira rimase a poco a poco affievolita dal 
;i'a ili vi.L'iii'L' col n.iuvo Hejri ilamento delle caro 
Toscana .ipprovali) il 2il niveml»re 18^3. 

For,"' il -i>;. Siimih- confunilc quella ultima creazione con 
eh- i-litn/ionj .l.. m" citalo. Noto peraltro che avendo e^sodi 
di c-iiTHÌi^ri' ! I sua iiarra/,ionn lino al 170U, non polevn occorr 
' ilelli iu)-!"u Mi-cnciii\lia e di?i Buonuornini, trattando 
■■ cU,- II' M'MK' dato sollanlu a.k'li ultimi del secolo X\ 
111 i'> soli ii -i;^'. Sfratiw dio 'lalla nera vei't'Mndos>ala il 
.~,!il:,'n " Iti) al ITSri as>L-;tevan(> i condannali a morte 
i'"di'ie fos ■■ 'a Misericordia die csenùiava ipiel luesliss 
i.rMTin . ss;i t ittora iin:i simile divisa. — Massimo d 



diine in [''i, 
Q ieò[;i n.iii 



prirlHr' 




— ss?! — 

CONGRESSI 



Congresso inlernazionale di criminalisti, riunito recentemente a Berna 
aver discusso le seguenti tesi: 

1. Quali sono i migliori metodi di repressione verso t delinquenti ripu- 
Lcorregglbili ? 

Uovi : Ferri, Leveillé, von Lllienthal. 

ì. A quale età i giovani delinquenti debbono essere giudicati e puniti 
bunalf ? 

ziori : Getz e Gauckler. 

\. L'internamento in una casa di punizione deve dipendere dall'avere 
isso un delitto? 

tori : Moldenbawer, von Jagemann e Rollet. 

I. Occorre far dipendere il trattamento da infliggere a! giovani delin- 
dal Catto che abbiano avuto coscienza della loro colpa? 
iore : Foinitzki. 

K In qual modo la legislazione può e deve tener conto meglio d! quel 
bla fatto fin ora dell' interesse delle persone danneggiate dal reato ? 
tori : Àlimena e Pri ns. 

i. Occorre, in certi casi, sostituire la breve detenzione con lavori for- 
nza imprigionamento? 
Uori : fìaumgarten e Zurcher. 



dì 9 ottobre avrà luogo ad Anversa un Congresso internazionale per 
ilo delle tesi relative al patronato dei detenuti ed alla protezione del 
li moralmente abbandonati. 

Congresso organizzato dal Governo belga ed al quale sono invitati gif 
itati, lia lo scopo principale di studiare le indicate questioni divenute 
issime ora che il Belgio ed altri Stati, tra' quali il nostro, hanno am- 
ili liberazione condizionale negli ordinamenti penali ed hanno rlcono- 
la necessità di dare sempre più larga parte alla educazione e protezione 
inorenni. 

Congresso si suddivide in 3 sezioni che si occupano: 1^ della protezione 
infanzia; 2* del patronato dei detenuti e dei liberati; 3^ della mendicità 
vagabondaggio. 
IO le tesi da discutere: 

1* Sezione. 

tesi, — Con quale regime si può nel miglior modo assicarare Io sviluppo 
intellettuale e morale dei lanciulli, che per diverse cause debbono es- 
nessi sotto la tutela della pubblica autorità^ specialmente; 



ì 




(lei runcìulli delinquenti o cliu nbtiiBiio cummusso a 

qualillca rrlinfne o ileliuo; 

del ranclulli vagabondi; 

del fa ne liti li moralmente abbandonali. 

S^ tesi. — Il stsiema di collocamento nelle fiimlBlIc n 

Uggioso pel rancìulli? 

Come deve organiziarsi tal sistema T 

5* tesi. — Quali snno I ea^l di decadenza ilcH'aulorllii psternaT ' 

In raso di decadenza l'onie bisogna regolare la custodia del ttneiv 

4' Usi. — A quali regolo deve esaere aolioposta la dclonilone de 

per correiione |ia(ertia ? 

2' Seeione. 
i* Imi. — Quale è il miglior sistema pel piilronnto del dntenO^ 
borati r 

2' lesi. — La Istituzione defili asili provvisori deve e 
In qual modo questi asili dovranno essere organ'u> 

3* lesi. — Ln sorveglianza speciale della pollEla putì conclharal 4 
del patronato? 
É possibile Kostllulre e come la sorveglianza d»lla politisi 



- S87 - 

E on libro di 230 pagine, scritto con garbo e vivacità^ e ricco d! osserva- 
'^^htà originali, che leggesi con interesse sino alla fine. Eccone un rapido sunto. 
A qoal epoca rimonti Torigine della camorra non è facile determinarlo, 
tè essa^ come ogni altra criminalità associata, si organizzò nel segreto e 
Ile tenebre^ e non apparve se non quando si senti forte e solidamente co- 
Ituita. Essa nacque e si affermò nelle carceri. I frequentatori abituali, ovvero 
anziani delle prigioni, vi stavano con agio e disinvoltura, e formavano^ 
le sempre, l'aristocrazia, l'oligarchia del delitto. Dovette; quindi sorgere 
^ntanea in loro Tidea di far pagare qualche cosa ai nuovi arrivati, come 
intanea sorse e dura tra 1 militari la consuetudine di far pagare da bere 
nuovi promossi, per bagnare i galloni. E. siccome Tappetilo viene mangiando, 
ideJinquenti uniscono la ferocia alla superstizione, cosi la Madonna del Carmine, 
lerata nel paese e simbolo dell'amor materno e della carità, fu invece fatta 
lacolo delle estorsioni primitive dei camorristi. 
E che sia così lo prova il fatto che la camorra, sebbene in Napoli siasi resa 
itente per lunghe impunità e per altre cause storiche che accenneremo, 
è poi un fenomeno specifico locale. Là dove sonvi facinorosi che hanno 
ipo di contarsi e di organizzarsi, le associazioni a delinquere, osserva acu- 
lente l'Alongi, non tardano ad alTcnnarsi. con mezzi ed imprese analoghi 
non identici a quelli della camorra. Nelle carceri di Parma e in quelle di 
lezia esisteva l'uso di tassare i nuovi entrati, nel Veneto braveggiavano i 
(1 detti buli, che disponevano a loro grado della volontà degli aliri, e ve- 
lo a tempi più recen;!, 11 bagarinaggiOj la teppaj il barabbUmo e gli 
li (KcoUellatori mostravano riti ed analogie con la camorra, sì da far du- 
ine chf siano stati foggiati gli uni su gli altri. 

La maggiore o minore potenza o durata di tali sodalìzi van cercate fuori 
essi, prosegue l'autore, nelle condizioni del popolo che sfruttano e nel Co- 
lmo sopratutto che manteneva e faceva ripullulare quelle barbarie, che è 
!ipua e perenne sorgente delle malvagie associazioni. E difatti inetto e 
iurante, prima lasciò che i camorristi prepotessero in carcere, anzi li in- 
Icò del Ili a n lenimento dell'ordine interno ; per tornaconto poi li graziò e 
le loro in roano la polizia politica e più tardi anche le gabelle, onde la 
tiezza del Governo si ripercuoteva sulle masse paurose e disciolie, che 
lò più facilmente ne subivano le violenze. Qualunque sodalizio del genere, 
è in tali circostanze st'^riche non solo temuto, ma anche stimato e ri- 
nato dal popolo oppresso, che ne crea la leggenda, attribuendogli genero- 
e caratteri virili, che non ebbe in realtà ; così la Mafia, il Brigantaggio, 
Camorra ebbero i propri poemi popolari, anche perchè furono istinti va- 
ile ammirati come una specie di selvaggia giustizia contro gli oppressori 
Come in Sicilia si distinse la bassa ed alta Mafia, così in Napoli si parlò 
bassa ed alta camorra, di camorra plebea e camorra in guanti gialli. Ma 
'^(lesi l'A., esiste realmente l'alta camorra? 

Gii stessi scrittori napoletani, che erano ritenuti i più competenti, l'ammettono 
' imente. Il Mastriani, nei suoi Vermi^ descrivo minutamente quella che 
'> chiama camorra elegafUe, alla quale attribuisce le losche speculazioni 
'b plebea sul giuoco, sulla prostitu/ione, sull'usura, ed afferma ch'era in 
Jone con la bassa, cui specialmente forniva progetti ed indicazioni o le 
audaci del furti. 
» venditore di basi è dal Mastriani descritto come un giovane elegante di 
JjOfvoca provenienza, che con le parvenze dello spirito e della ricchezza, in- 
^<lucevasi abilmente nelle grandi case di Napoli, e, dopo averne studiata la 
nj^grafia e conosciute le abitudini dei padroni, vendeva ai gregari i della 
"^^ camorra le istruzioni e i mezzi per perpetrare ingenti furti, in guisa da 
^curarsi aui bottino la parte del leone (1). 

* Veramaote il Mastriani non è una grande autorità : egli ha scritto e scrive 
romanzi par appendice, e naturalmeuie accettava ed accetta voVeuVieri c\^ 
cbe gli serva per tare dei Capitoli ia'eressanii, {Nota della i^edasion^. 




Gregurii ilella camorro, come ili oyjii allio sp-jole di crlltiliu 
collettiva, furono in (u'Dn parte gli niiost vnKabon<]i; ma Doa UitA 
potevano divenirne ainiisti. L'ozio o il va^tabonilag^o erano ! nt 
della probabile vocazione ; occorrevano Inoltre autlada 4 corag^ 
un palo di renll sulla redina penale, I ruillmenil di uno di quel nes 
potessero racllìtare II lavoro dulia sulla. 

Da principia torse 1 predisposti tlotetlcro conoscersi In carcere^ ci 
e scendere in piazu In cerca di adepti e proseliti, pìb tardi toveci 
gli aspiranti clie ricercarono l'alto onore del novtiisto neirassociaiior 
ciò col crescere delle oQbrle diminuì I» racllita di esservi ammessi. 

Indipendentemente dalla Tama slabiiiin di mala vìla o, come essi 
di giovane n/murai-B (onorato}, l'aspirante veniia solloposto alla cos^ 
gjlanza di un socio, che doveva studiarne 11 passalo ed il carattere, [ 
sì ricercava una onestà uni generis, e cioè II tion aver moglie e M>t 
dfle alla prostituzione, Il non essere stati personalmente convinti di p 
passiva, e, sopratulla poi, il non aver avuto mal relazioni di acitlj 
llzla e colla marina militare (\). TÈ 

Più lardi però quasle consuetudini, che diedero alla aelts tutu 
vernice di onestà e nerezza, si pervertirono e ai vide la camwn U 
rol propri statuti, ingraziarsi con regnll e spionaggio la polizia, tmffl 
gsril reciprocamente, e reciprocamente olTendersI e rubarsi. 

Il socio Incaricato dell'Incili està suil'aspb-ante^ so era soddlsfalto 
passato, ne scrutava il carattere ed occorrendone completava l'ei'u 
Si assicurava quindi se sapeva maneggiare con abllitA o coraggio II 
ponendolo a esso di fare qualche zombata o llrata (sQdo si coltello) a 
o a cassa (al braccio o ai petto) ; osservava se ora capace ili vivere il 
(a spese altrui), di ingannare e ilisobbedlre a rhiunque non appurteni 
sella, e rIì andava ripetendo rbe bisognava rinunziare a lutti ffll al&: 



- 850 — 

della ciità e smidivìdcvasi in olto gì iippi o paranze a seconda degli incarichi 
della specie di occupazione cui erano addetti. Si ebbe così il capo dei capi, 
no piieudo gran maestro o ponteflce massimo, che afTerniasi risiedesse nel quar- 
flere Vicaria. — Egli, col copi delle sezioni o paranze, formava il Gran Con- 
vglio, il senato della Società, cui orano devolute le questioni d' interesse generale, 
1 giodizi d'appollo, le decisioni di maggiore importanza, tutto ciò, insomma, 
file occorresse per tener vivo e potente^ il gran centro strategico, la grande 
sniià del sodalizio. 1 responsi di questo supremo tribunale venivano ciecamente, 
tligiosa menti* eseguiti, e se trnitavasi d' una vendetta, d'un colpo di mano 
ludace, bi.<ognava calmare i bollenti ardori, l'emulazione entusiasta dei picciotti 
he si contendevano Valto onore di esserne esecutori. 
Ciascuna paranza aveva una specie di comitato o consiglio direttivo composto 
si Capo di società (presidente con doppio voto), del contaiuolo (contabde 
cassierr*), del primo voto (socio anziano) e del chiamatore (segretario). Lo 
iranze suddivideva nsi in tre camere^ quelb dei proprietari (cammoristi), 
ella dei picciotti di sgarro^ e quella dei giovinotti onorati, e ciaiicuna aveva 
suo consiglio direttivo. Le discussioni procedevano dall'anziano al più 
»vane, v le deliberazioni si prendevano a maggioranza di voti — Ai prophe- 
i era permesso di intervenire nell'assemblea del picciotti, ed a questi in 
'Ile dei giovanotti, ma ai dipendenti era vietato presenziare le riunioni dei 
teiiori, che giudicavano anzi in appello delle controversie di quelli. 
.0 p;jianze della città e delle carceri erano indipendenti tra di loro, padrona 
h ciascuna dei propri! guadagni, delle discipline e della. giurisdizione sul 
prii menìbri ; ma negli interessi generali e nelle grondi impreso furono 
ì\Wi' solidali, e si aiutarono scambievolmente anche nelle vendette. 

servizio o lavoro era fatto a turno giornaliero : ciascuna paranza, cioè, 
\a il camorrista, il picciotto ed il gio\anotto di giornata, questi due per 
jrare, il primo per sor\cgliare, per intervenire nei casi necessari, e per 
ere il guadagno della giornata, che versava per intero al capo. Eran pre- 
i i segni di riconoscimento, di sospensione, di surrogazione, ecc. Si arrestava 
■:ipo ? il contaiuolo ? il camorrista o picciotto di giornata ? Colui che 
ipava il grado immediatamente inferiore ne occupava il posto. Si mettevano 
ella o in segreta ? I soci, per ordine di anzianità, ne assumevano tosto lo 
;i(>ni. Le sostituzioni eran prunle perchè tacitamente prestabilite- 
onM» per l'organismo e per le funzioni eran prescritti tutti i casi acciocché 
seriazione potesse difendersi e trionfare d'ogni attacco, così del pari eran 
uitu le norme sostanziali e formali per la ripartizione dei guadagni. Questi, 
le fu detto, erano scrupolosamente e per intero versali al capo, e da questi 
'ontaiuolo, che li teneva a disposizione della società. Alla line della setli- 
ìii o della quindicina, secondo i casi, si riuniva la società per la ripartizione. 
3ro<lotto della camorra dicevasi barattolo se proveniva dal giuoco, sbruffo 
Jalle >arie estorsioni e dai furti. Si prele^va dal totale la parte riservata 
«irte sp(»se sociali, poi quella pei suoi carcerati e per la loro assistenza 
n^iva ; veniva poi quella pei verchi pensionati, per le vedove e per le fa- 
ille dei detenuti, quindi per ordine gerarchico quelle glasse dei capi e gra- 
ti, etl il resto in partì eguali era diviso ai camorristi propiietari. Solo in 
i stmordinaril di feste ed onomastici era fatta qualche regalia ai picciotti, 
sistenie per lo più in una tavolella (desinare). Del barattolo fruivano solo 
)ci attivi (in atti\ità di servizio), mentre ne erano esclusi i cA/awda/i (pia n- 
), cioè i sospesi ma consapevoli dei guadagni, e gì' impediti di tragente, 
i la gente) cioè i sospesi anche di funzioni. 

? A V iene poi a trattare della camorra detenuta nel passato (; nell' attualità 
Iella camorra libera, che esercitavasi sui postriboli, nello bettole, sui mer- 
, sulle vetture pubbliche, nei teatri e spettacoli, sul lotto clandestino, sullo 
ane e sui dazi, sulla religione e sugli incanti. S'intrattiene quindi sulla repre^:- 
le e sulla preveozione, intorno alle quali ei dà suggerimenti e rimedi. 

G. BiMio:^T\. 



■WA.KIETA. 



^ 



Dono di S. N. riinperatare di Ruista. — S. M. l'Imperalore Jl Ritinta 
gnaio dì oDHre in iloiio al Dirptlore Generale delle Carceri sSg. romrn. 
Scalia, Deleguto Ulllciale del Governo llsliano si ret'rnie Coniii'ifftBu Pi;i 
rio di Pleipoiiiireo, un magnifico cofano conieneme un esemplare del 
«Anliquiids dii Bosphore Clrooiérien' In tre volumi Brllaiicatuooie li>| 

Costruzioni carcerarle. — Come i nostri lettori già sanno, fu pulibl 
orcasiono del Congresso pcnilenziorio imernailonale di Pietroburgo, un 
conlenentf tipi di celle, cubico!!, bagni, parlatori, passegglnioi ecc. ecj 
lavoro accurailssimo dell' Ulllcio tecnico pressa la Dlretlone Gencnle Uè 
ceri tu mollo Iodato dalla stamps, ed in una rassegna dell'Opinione M 
< L'opeia È di grande Impoitanxa non solo nei riguardi della unIDcul 
luoghi di pena, ma essa è altresì df grandi; utililù per gl'lngcgnorl II 
per gli allievi delle scuole dt applicazione die Vi troveranno raccolto 
necessarre cognizioni di tecnica carceraria >. 

Un esemplare dell'Album eleganiementeri legalo, con doratura emlnii 
Dissime sulla copertina, tu presentato a S. M. Il De cito lo accolse con bone 

11 Collegio degl'ingegneri e degli aTciilietli di Palermo to ha ricci 
« di suprema importanza per In compllaztoite del progetti degli fldtllrl 
rari »; la Socleia degl'i ngegneii e degli urchileili italiani residenti In It 
dli'hiarato clie f talo pubblicazione viene a colmare, in splendido inoi 
gravo lacuna nella letteratura tecnica naiionale ■ — Il direttore della B. 
di applicazione per gl'ingegneri In Napoli, dice che l'Album è di gran 
portan» ed uUliiB per quegli Allievi ingegneri. 

Camorra e mala vita. — Nel dislrelio Kludidnrio di Tran! sembra ^i 



^661 — 



I 



I OiBcan grappo aveva i suoi capi supremi, e le compagnie parziali i capi 
f dieìi guidavano al mal fare. 

Si afferma ancora che nei giorni festivi qucsle combriccole di malviventi 

I iotevano marciare a j?ruppi per la città e per altri luoghi; nessuno dei com- 

poneod asportava armi, ma è su Ilici ente nìciite stabilito che erano seguiti da 

^ litri che ne portavano parecchie, onde, sorgendo il bisogno, potessero sommi- 

aistrarnc, e ciò faeiiva^Ji per precauzione. 

Tutto ciò che si trattava nel seno di detta associazione, o sì complottava ed ese- 
guiva dai soci, uoii era comunicato a chicchessia; si serbava il più scrupoloso 
àlenzio, ed era sancita la morie po\ so<io che defezionasse o tradisse! consoci. 
: g) L'ingresso nella carriera era deliberato, ed al socio novizio che entrava 
bi farne pane, si prescriveva V obbligo di prestare giuraììienlo sulla punta 
ì4il pugnate; Io si faceva giurrre, ed a lui ernn letti i patti stabiliti nello sta- 
cinto delittuoso. E perchè nessuno potesse venir meno al dovere del pagamento 
^settimanale della tassa, erasi stabilita una sanzione penale. 
[: 11 capo ordinava che colui che non aveva soddisfatto il proprio impegno 
fDsse da altri consoci o schia/Teggialo o preso a calci od anche ferito. 

E sul Fanfulla del 27-28 agosto si ieggoiìo le seguenti curiose informa- 
dì che un corrispondente da Bari manda sul tatuaggio nella mala vita. 
La nota più caratteristica degli afiigliati alla mala vita barese è il tatuaggio. 
Lo si fa con un lungo ago acuniinatissinio bagnato In un liquido azzurro: si 
n^fora con esso la seconda epidermide e a piccoli forellini sì fanno i più sva- 
1 e strambi disegni. Predomina sempre un gran cuore, li solito cuore pas- 
da una freccia. Per lo più il tatuaggio si fa sulle braccia, ma vi sono pa- 
chi tatuati in altre parti del corpo, e qualcuno ne è tutto coperto, tranne 
mani e la faccia Ano all'attaccatura del collo 

Veramente, il tatuaggio nelle braccia è un'antica abitudine dei nostri facchini, 
Bolti dei quali, oltre il cuore, hanno pure tatualo il proprio nome e cognome: vi ha 
L però dideren^ tra questo genere e quello usato dagli api^artencnti alla mala vita, 
; Un segno di riconoscimento il tatuaggio non può essere: bisognerebbe sve- 
^*tìrsì per servirsene; a me pare sia semplicemente una prova di resistenza al 
I patimenti, la prima prova che da chi vuol entrare a far parte della valorosa 
^ociazione, e pare anzi fosse un dovere per i capi di farsi maggiormente tatuare. 
. Si sa infatti che uno di questi, il più temuto, non ha sul suo corpo un minimo 
<i^zio non tatuQto, ha bellissimi disegni, specialmente dove c'era niagitiore 
Comodità di spazio: serpenti, teste di cavalli, motti, nomi di amici e di don- 
^ — forse amanti — ed è curioso che dal tatuaggio non è risparmiata nes- 
suna parte del corpo, proprio nessuna. 

I t'jtuatori, e ve ne sono degli abilissimi, — hanno speciale considerazione e 
Qteciali compensi, ma il loro numero è in decrescenza. 

Una esecuzione capitale In Spagna. — Noi parlammo più volte di un gra- 
dissimo reato commesso a Madrid nel 1888: la vedova Varela era stata trovata 
>&orta e a metà bruciata; la domestica lliginia Oalaguer era stata trovata pian- 
gente sul cadavere della sua padrona, e appari\a come pazza dal dolore. 

La Varela aveva un tiglio inprigionato per sevizie gravi cf^ntro la madre. La 
^oce pubb ica accusava costui, e la fantasia popolare riuscì a creare tutta una 
leggenda attorno al giovane Varela, che di nascosto avrebbe abbandonato il 
carcere per compiere il delitto, e quindi vi sarebbe ritornato. 

II processo durò lungo tempo, e per parecchi mesi i magisiraii furono nella 
Qleggiore indecisione. Fmalmente furono tratti, e questo pure narrammo, innanzi 
h Corte d'Assise come accusati della uccisione della Varelo, per scopo di furto, 
h domestica Higinia Ikilaguer e certa Dolores Avila, donna di pessimi |)reccdenli. 

La Balaguer confessò il delitto; ma sostenne die la Avila lo aveva prepa- 
1^0 ed eseguito, non essendo ella che complit'o, poiché aveva aiutato la Avila 
ft gettare a terra la vittima. 

È noto cbe la Corte d'Assise non venne a questa conclusiono, e couOl^uvvvì 



s e la noind 



la Bala^er alla pena ciipilalp, come autrice principali^ e 
17 aoDi di lavori forzati come complice. 

La finlagucr è stata ora KfusilElnia. 

La Tigitta det giorno in cui le si r^mnnlcù 11 rlHato della graztn cHii cf. 
gramenie con ìxa altra detenulo.'sua amica fbvorìta, rlie In quo) stotin 
tei-mlnava In suj condanna. Dopo questa cena Hlginla domil i\<i^l 
Verso le 3 de) mattino il direttore della prigione delle donne, IVIemu 
l'avvocato ilirensor<> ddla condannata e alcuni guardiani, ai recnroiiu 
gliarla per condurla alla prigione deatlnala al condannati. 

La condannata mostrò sulle prime coraggio, e non venne meno cbt al u 
dt congedarsi dalle compagne di prigione. Le grida, le imprcciiiioni, gli urli 
ti delle conileienuip, nei corridoi e nelle celle, prndnssero un i-hias^o larern: 

SI fece entrare Illginla in una carroua cellulare, che pari) al galopi 
iBla da gendarmi a eavallo. 

La Hib'iiila tu consegnala alla confraternita di Pace e Carltb. Questa 
Icmlia, Uno dal medio evo, guarda, veglia, consola I delinquenti ilu 
ultime ore ehc hanno ila vivere. La loro missioni! consiste nel rendM 
trave l'orribile e inumana tortura ctie la legge spagnuola lafligm al con 
Tacendolt passare ventiquattro ore in cappella ardente, In hccla alta 14 
inevitabile, scientemente posti a pochi meirl dal patibolo. 

Un altare, dinanzi al quale si dicono paieccUie messe, degli Inglnoi 
Gul quali i fratelli della Pace e Cariti recitano delle preghiere, un letlo < 
un seggiolone, e una tavola per la paziente; grondi ceri «cce^l, la pt 
miaperta, per permettere a curiosi di alto lignaggio, a gioroalìsit, a | 
di venir a contemplare quest'agonia di ventiquattro ore, 11 sileniio d' 
lerie della prigione rodo dal rumore dot passi, dai mormorio delle v 
locate dei guardiani o del visitatori, dalle grida del detenuti, o dal l'i 
elle ripetono le salmodie degli agonlziantl, o la rampane lontane dell< 



— 563 — 

) della giustiziata, le tolsero la veste deiresecuzione e le misero un abito 
ioso. 

cadavere fu trasportato al cimitiTO dove è un riparto speciale pei con- 
sti a morte; si rrcitò poi una messa per l'anima di Higinia Bala^aier; e 
Ilio l'uso della Spagna, i magistrati che l'avevano condannata, il pubblico 
tero, { giudici d'istruzione vi assisterono. 

(Dalla Nazione del T agosto.) 

esecuzione elettrica a New-Yorlc. — Il condannato Kemmler fu svegliato 
jattro, dal suo guardiano, 
asti con cura insolita, e fece colazione. 

o il pasto, il dottore Houghton e il cappellano Yates penetrarono nella cella, 
indoli, Kemmler disse senza commuoversi: 

^edo cbe mi venite a farmi i vostri addii. Son pronto, e spero che Dio 
oglierà presso di lui. 
o spero — rispose il prete. 

*ramenti furono amministrati, in seguito, al condannato; dopo di che, 
diano entrò per leggergli l'ordine di esecuzione, 
mler vuotò un biccliiere di vino; poi fu condotto nella sala in cui estru- 
di supplizio era stato allestito, 
era completamente vestilo, ma non aveva cappello. 
.i>ta del seggiolone elettrico non lo fece trasalire; e senza emozione 
, egli si assi<«e sullo sgabello situato accanto ni seggiolone elettrico, 
i domandò se avesse da fare qualche dichiarazione, 
mler si contentò, per tutta risposta, dì augurare buona fortuna In que- 
•ndo e nell'altro, agli assistenti; e aggiunse: 
) vado in un mondo migliore, 
i ordinò di levarsi la giacca ed il gilè, e se lì levò, 
tenza diflicoltà, s'assise nei seggiolone fatale, al quale fu legato solidamente. 
IO sangue freddo era tale, che egli stesso fece notare che un braccio 
a ben legato. 

£\\ si mise il casco, e Vattorney diede il segnale dcll'esocuzlone. 
3VU che stabiliva il passaggio della corrente fu abbassata, 
rpo sussultò vivamente, e le membra si contrassero, 
dici pretendevano che quelle contorsioni fossero affòtto naturali, il che 
ipediva che fossero orribili a vedersi, 
n dannato cacciò un profondo sospiro poi il corpo s' irrigidì. 
Ktore Spìtzker s'avanzò, e dopo un sommario esame, disse che il ton- 
3 era morto. 

minuti erano passati da che si era stabilita la corrente, 
soffio sembrava uscire ancora dalla bocca del Kemmler in apparenza 
aio. Poi il petto si sollevò convulsivamente, ed eran sempre le stesse 
:ioni orribili e gli slessi movimenti convulsivi della mascella. 
)ettacolo era talmente spaventevole che uno dei giornalisti presenti, svenne. 

i presenti erano inorriditi 
3co fu situato di nuovo sul capo di Kemmler, e si fece passare una 
corrente elettrica attraverso il corpo. 

lomento in cui la corrente passò, gli assistenti sentirono un odore di 
\ di capelli bruciati, 
ce durare il passaggio per 17 secondi. 

dici di nuovo diagnosticarono la morte di Kemmler aggiungendo che 
senti respiratori e le contrazioni erano affatto naturali, e che questo 
rappresentavano una semplice reazione muscolare, e che la ()riuia cor- 
veva bastato a determinate la morte. 

i medici che hanno assistito all'esecuzione, si sono pronunciati cner- 
Qte contro la sua barbarie. 



-564- 






— Non ci sarenao piii mai csocuilonl elettriche • 
Fouller. — Qaesto è stato un musserò sema noniDl 

li iloitor Giorgio Schrady tio delio: 

— Ho veduto oppìcore molKi ganto, ma non nvero mal tIsIs nut 
rlbuilnniel 

L' opinione genemlc è the nuesla esccuiiona è stiilR un' liiinmfa or 
non (leve mui più rinnovarsi. 

Si domundu che s'abroglii la legge sull'esecuzione per meizo ddJ'e 

Qualche giornale stampò anco queste notizie: 

Ectlson Tu Inierrogalo sulla nuove esecuzìonn oletlrìca di Kominlei 

L'illustre dellriclsia biasimù vivamente i medici perchò scarioroti' 
cUà sul c»po di Kemmler, mentre i capelli non sono buoni condmi 

Disse che sì dove\a comunicare l'eletlricilb alla mani e la morU 
stata istantanea. 

Però, con buona pace degl'I nveiiloH di questa noiIiSa, ilevo aggiui 
la scarica rieilrica non si scarica soltanto alla tOfla. ma ben anco alt' 
della spina dorsule. 

Sulla nuova Caledonia pubblicò nel d) 2H lu);llo un supplemento i 
gni II giornale parigino Le Fidato. — La {aasaima parie dftlle nutUit 
jn ritie! Invero sono da liingo tempo conosciute dal leiiorl. Però qw 
guta osservazione non sarà discara ai nostri assidui. — Cosi del e 

RotaàitilA togliamo queste lineo: ■ In un calTè-bcinco un u 

barba e capelli grigiastri era assillo Innanzi ad un bicchiere ili ass 
spalle quadre davano indizio di una forza poco comune; gli occhi 
vivaci infossati sotto il lolla arco sopracciliare dinotavano l'estiiiia, i 
fiirma quadra del mi-nio rivelava la tenacia e la leslnr leggine. 

* Ecco il padre Cliopiiiettt mi disse a voce bassa il mio cli-erOng 



— oOo — 

SUL DELITTO NATURALE 



(Elispo3ta al Garofalo) 

uova scuola criminale ha rindiscutibile merito di avere fer- 
atlenzìone degli studiosi e dei Governi sul grave od importante 
Qn della penalità. La frequenza colla quale si succedono le cdi« 
ielle opere di questa scuola^ dimostra con quanto favore esse 

accolte in Italia e fuori. 

ìchi anni di fatti il Garofalo, senza parlar del Lombroso e del 
Ila avuto, meritamente, la singolare fortuna di veder la seconda 
n della sua Criminologia. La quale, rifalla in vari punti e meglio 
;i, si presenta più efficace ed interessante. 
, come Taulore stesso dichiara, egli « non ha potuto abbando- 
! pure un solo dei principi fondamentali da lui seguiti. » 
come nessuno potrà fare rimprovero al Garofalo di questa sua 

1 ; cosi egli non vorrà certo aversi a male se quelli che fecero 
intemente dello osservazioni critiche alla sua pregevole opera, 
leranno a mantenerle e ad insistervi. 

irliè fra costoro mi trovo anch'io, a! quale il Garofalo si è com- 
1 rispondere con quella cortesia e quello acume che lo distin* 
; mi sembra doveroso di esporre le ragioni che m'inducono a 
.Tare nelle mie idee. 

a dubbio, il cardin.e s d quale si aggira l'opera del Garofalo, ò 
elio del < delitto naturale >, che egli defmisce, come è nolo: 
jv^ioue «ii quella (Kirt(; del senso morale che consiste nei senti- 
iiUiffisti, la pica e la probilà^ in cruisa che l'ofTesa ferisca non 
p:ii't^ superiore e più delicata di tali sentimenti, ben-i la parte 

più comune, che è considerata come patrimonio morale indi- 
bile di ciascun individuo nella comunanza sociale » (1). 
liie>L«j modo di concepire il (Millo nalarale io feci al Garofalo 
o-s"rvazioni (2). \olni aii/.i tuito che avendo egli riconosciuto 

iv>il)Hi!à di ottenere la nozioiu» del delilto nalarale mediante 
;i (Ielle azioni umane, (piemia impossibilit'i dev'esser maggiore, 



aK'jFalo. Crim inalo jict, \>. 3fj, Torino isVl. 

'r. Oc/i^:ifi e /^tfmioìic (/elle h'tiui penali^ p. 15 i e seg. Komu \^^^. 

Tarceraria — Anao XX, «ifi 



intrapi'en^JenilQ, come egli f^ca, l'analisi ilei seutimentì. Ed in 
io dissi, le azioni umana sono Vìndice dei s^entimentj, o non Ui 
Se lo sonu, il (iclltto naturale, dato ctie vi sia, deve Irovarsi taitli 
azioni, iiianLo nei senLiiiienli, i;oii quesln di parlicolare, ciii' sa 
facile rinvenirlo nelle azioni, perdio meglio deLcrniioate ed accci 
ansichò nei sGniimcnti. Se non lo sono, come TareLe, sotrgiunsi, 
vare e delerminari! il delilto tiaturale iti .«enlirnenli ciie non si 
fostano nelle azioni umane? {Genesi e funzìmie Aellf leggt^ 
pag. 1B6). "I 

In secondo luojo osservai dia avendo il Gacofaio alTennato 
delilto naturale t> sempre uiì'nUine dannosa, ei;lì tionavRvapiiib 
di cercarlo a traverò i seDlimnnLi, m.i dnvev.i invece dfdurif 
leggi della vita, cioè dalle azioni dio tendono a produire la 
la iurelicità dui genere umano. 

Aggiunsi poi clic data (m'aziono la quale rerisca il sentimento 
della pietk e della giusti/ia di un popolo, ù mollo pericoloso rie 
se la delta azione sia o no dannosa, perdio il xeniimento atcst 
cendovelo alla ragione, condurrà u ritenere sempre dannosa \i 
R7.ione_ anelli niianda olTettivamente non lo sia. Notai Darimen 



-567 — 

^Qte il soQso morale modio della comunità civile, spinge o no 
ta, per intrinseca sua natura, a reaa^ire nel senso di prevenir 
mezzi idonei che l'azione vonga commessa ? Se la spinge a reagire, 
«si dev'essere, ogni altra ricerca diventa inutile; se non la spinge, 
e giova studiare le ferite che le azioni arrecano ai sentimenti ? 

poi dite, aggiungevo, che lo spinsrerla o no dipenia dalla conc- 
ia della natura malefica o benefica dell'azione; allora rispondo che 
delitto giusta le letjgi positive è un delitlo naturale^ imperocché, data 
$a grave al sentimento medio ecc., e la conoscenza delta natura 
Ica dell'azione, deve necessariamente scaturirne la reazione penale. 

in fine asserite che la lesione grave al sen