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Full text of "Roma antica e moderna, o sia, Nuova descrizione di tutti gl' edificj antichi e moderni, tanto sagri, quanto profani della città di Roma : formata con l'autorità del cardinal Baronio ... ed altri più classici autori, sì antichi, che moderni : abbellita con duecento e più figure di rame, e con curiose notizie istoriche : distinta in 14 rioni .."

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Ulrich Middeldorf 









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f^ 



ROMA 

ANTICA, E MODERNA 

I S l J 

NUOVA DESCRIZIONE 

Di tutti gr Edificj Antichi, e Moderni,tanto Sagri, 

quanto Profani della Citta* di Roma 

Formata con V autorità del Cardinal Baronìe , CiacconiOy 

Ecjìo y Pancìrolì i Marliani , Panvìnìo , Donati y 

Nardinii Orcvio , ed altri piò Clajjici y^utori , 

sì Antichi , (he Moderni . 

Abbellita con duecento , e più Figure di Rame > 

e con curiofe Notizie iftoriche 

Dìjììnta in 14. J^ionì fecondo P uìtìtno ripartimeste f 

fattone per comandamento di N.S. Benedetto XIV» 

felicemente Regnante 

DIVISy4 IN TRE TOMI 

Dedicata all' Emo, e Rmo Principe 
IL Signor Cardinale 

SILVIO VALENTI 

Segretario di Stato della medefima Santità Sua , 

e Camarlingo di Santa Chiefà . 

TOMO PRIMO. 

IN ROMA MDCCL. 

Appreflb Gregorio Roifteco , Mercaute di Libri 
in Piazza Navona . 



Nella St<impena Putcinelli . 
Con licenza de' ^uferiori , e h ritifc^lo pontificio 



^^'^V-^j^oC^-y^'Cc Jr'^^r^^^y^^:z. ^' 






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Digitized by the Internet Archive 

in 2009 with funding from 

Research Library, The Getty Research Institute 



http://www.archive.qrg/details/romaanticaemoder01cape 



/. 



l 



Emo, e Riho Vrindps 




Vantunqtte io 
veneri) o Eminentijfimo Prin- 
cipe, la Vofira Sacra Perfo' 



na 



II 



Ita con tutto il r'ifpetto , e con 
tutta la fommìjjione , che io 
le debbo , non credo fero di 
Jare in alcun modo torto a 
quella EminentiJ/ìma Digni- 
tà, di cuijiete adorno , fé ofo 
dire j che non troverete inde- 
gna della Voftra Protezione 
r opera che ho ì onore dipre- 
fentarvi . Contienfi in eja la 
dcfcrizione di quefi*Alma Cit- 
tà nel fuo antico , e nel fuo 
moderno fiato , la qual efce 
nuovamente da* miei torchi 
accrefciuta di Notizie , e di 
Kami, a benefizio di chiunque 



w 



IH 



voglia reflar intefo dì quel che 
una volta fu la gran Roma, 
e di quello che è al preferite , 
ma particolarmente a hene^ 
fizio de' Forefìieri , e Pelkgrì^ 
ni , che ad effa in quejì* Anno 
Santo con incredibile copia 
fono accorjì, ed accorrono . lo 
non dubito punto, che il fola 
nome di Roma , che forma il 
titolo dell* Opera,fla perpro» 
cacciarle V onore d* una Vo^ 
fira benignijlma occhiata : 
di Roma , io dico , che con fu a 
grande ammirazione gode d^ 
ej^ere tanto faggiamente , e 

a a prò- 



IV 



providamente governata da 
Voi fotte un Pontefice Otti' 
jno , e AlaJJimo ugualmente 
per la fua Autorità , che per 
tutte le qualità che in un Su, 
premo Monarca e Pafiore 
unìverfale della Cbiefa di Dio 
'bramar Jì pojfono , quale dal 
Mondo tutto è riconofciuto 
BENEDETTO XIV. che il 
Cielo lungamente ci conferà 
vi , dal quale ai tre grandi, 
cofpicui i e gravijfimi impie- 
ghi di Segretario di Stato , di 
C a me r Ungo di Santa Chiefa, 
e di Prefetto della Sacra Con- 

gre- 



gregazìone de Vropaganda 
Fide , liete flato meritamente 
prejce/to: di Roma , ripeto, 
i cuijìngolari e magnifici pre^ 
gi vi Jfanno si fattamente a 
cuore , che Jic come invigilate 
indefcjfamente al felice go- 
verno ed al pubblico bene in 
maniera , che in Voi non fem- 
Ira rimaner altra cura ^ così 
impiegate nella confervazio* 
ne ed illufirazione di quelli 
tanto fiudio , quanto in ogni 
altro ne formerebbe la pri' 
ma Sollecitudine . Gli augujìi 
monumenti fatti ultimamene 

a 3 ts 



VI 



te riforgere dalla fuprema 
hnefic^nza di Noftro Signore 
dalle vifcere della terra a nuo- 
va luce i da VoifatUilluJìra'' 
re con dotte ed erudite Dif- 
Jertazioni , andranno lieti 
fitto gli occhi di tutto /' Uni- 
ver/o fenz* alcun timore di 
nuovamente fmarrirjì . Deve 
a Voi tutta la gloria il rino- 
mato Ifraele Silvejlre pel ce- 
lebre Profilo , che delineò ed 
incife, di tutta quanta è la 
Città di Roma ; giacché per 
fila opera Vofira è fiato pub- 
blicato* E fé la voracità del 



tem- 



tempo in parte ha rovinato e 

confumo , ed in parte anco» 

va minaccia le pitture J bap- 

ìfirilievi , e gli fìucchì dells 

\loggìe del Pontificio Palaz- 

\zo Vaticano i delle quali for- 

i mano il pili nobile e preziofo 

\ ornamento i rejìerà pero fé m^ 

ìpre viva la memoria di ejji 

\ negli eccellenti difegni ed in* 

' tagli , che il Vojìro nobilifit* 

! mo e magnifico genio ne ha 

Sfatti fare . Ala fé rifletto al- 

la Protezione fpeciak con cui 

Vi degnate di rtf guardare e 

\ favorire e le belle Arti te gli 

I a 4 Jìfi' 



vili 



Jfudiofl edamanti delle jlejfe^ 
confefio il vero , mi Jento na- 
fcere in cuore la Jpcranza , 
che , fé non /* Opera ftefia , il 
fcTìfiere almeno dt darla nuo- 
vamente alla luce , non pojfa 
non ejfervi a grado . Che di' 
rh poi della munificenza con 
cui le promoveteì premiando 
Voi non piamente le opere già 
fatte, ma Jìimolando ancora 
con generofità ammirabile ad 
intraprenderne » Se moki fo- 
no quelli chejìpoffono gloria- 
re d* ejfere allaflanza felici 
per aver configuito da Voi il 



wremio dopo le loro fatiche , io 
^dcbbo certamente gloriarmi 
di dover ejfer annoverato fra 
gli altri , di quelli aj^ai più 
felici, i quali dal premio Jìeffo 
fono fiati prevenuti per me- 
ritarlo . Così io mi fojjl ren- 
duto degno delle previe Vojìre 
beneficenze colla nuova e più 
ampia edizione di quejì* Ope* 
ra. Ma, qualunque ellafìa, 
io vi fupplico , Eminentijimo 
Vrincipe, ad accoglierla be- 
nignamente fitto il Voflro 
magnanimo Patrocinio . Que. 
Jìa grazia formerà il compi- 



m:n- 



mento alle Vojìrc heneficen^ 
ze . Ed io mi recherò jemprs 
a gloria et aver potuto ren* 
aere almeno una publlica te* 
flimonianza a Voi ed al Alon* 
do tutto della umilijfima ricO' 
nofcenza mia, e della profon- 
da venerazione che io Vipro^ 
fefio, inchinandomi intanto 
al hacio della Vojìra Sacra 
Vorpora 
D.V.E. 



VmUì^l Dhotìf. Ohhlwo ^sHttore 
Gregorio Koilecco . 



XI 



PREFAZIONE. 




che tratta delle 
e Magnificenze 



Gni libro , 
Grandezze , 

deir Antica , e della Moder- 
na Roma , è certamente ne- 
cefi'ario , che più d' una volta 
fi dia alle Stampe; o perche 
fatte mighori , e più diligenti ricerche , fi tro- 
va mancante di qualche notizia ; o non fono 
vere quelle , che eranfi riferite , avendo leco- 
fe cangiato di afpetto ; o effendofi frattanto 
fatte nuove (coperte,delIe co(è rinvenute non 
crafi potuto parlare . Quefti motivi pe rò non 
hanno fatto, che molti di quei tanti Libri , 
tal ora di bel nuovo flampati , fiano fiati cor- 
retti, prima d'imprimerfi, e perciò hanno 
meritato la taccia, che più tofloper fine di 
lucro , che per dar notizie vere , fono fiati ri- 
ftampati, e fono ufciti al Publico. Diverft 
mira ha avuta, chi fa nuovamente ufcire al- 
la luce la feconda Edizione di quefi* Opera, 
perche altro oggetto non ha avuto, fé non 

quel- 



xn 
quello di fedelmente riferire le cofè nello fla- 
to, in cui fi trovano fino al tempo prefènte ; 
Quando però chi con tanto incommodo , e 
fatiga fiè incaricato di ricercare il vero dei le 
cofe, lo abbia ricevuto con lutta fedeltà da 
quegli , a cui lo ha richicflo , e che certamen- 
te hanno Tobligodi fàperlo. Premeflb dun- 
que , che al terzo Tomo è fiata folamente ag- 
giunta la Cronologia de Sommi Pontefici full' 
efemplare di quella , che il Regnante Sommo 
Pontefice Benedetto XIV. ha fatto riftorare 
correggere, efeguitarefinoafènella Bafili- 
ca di S. Paolo , troveranfi , tanto il primo , 
quanto il fecondo Tomo più copiofi notizie , 
perche fi dà conto delle (coperte , che fono 
fiate nuovamente fatte degrEdificj antichi, 
sì (agri , che profani , e delle memorie , e co- 
le più pregievoli della medefima Antichità; 
le quali tornate in vifta del Mondo , per Pro- 
yidenza del detto Regnante Pontefice o (ono 
fiate riflorate , fé temevafi , che affatto colla 
total rovina poteflero venir meno , o fi cufto- 
difcono , e fi confèrvano , fé intatte lòno fiate 
ritrovate. Anche delle Fabtiche moderne fi 
parla, perche la loro Magnificenza , e la loro 

Son- 



f 



Sonfuofifà il richiede . Sono qucftc tanfi fà- 
gri Tempj , e quelli in (pecic , che dallo fteflb 
Regnante Pontefice o fono flati da fonda- 
menti riedificati, o notabilmente riftorati, 
o nobilmente adornati; e fono ancora più 
Edific; , che da paflati Pontefici non eflendo 
flati terminati, li ha egli compiti, eperfez- 
zionati . Si additano finalmente gli Nomi 
degr Autori di tutte le opere di Pittura , di 
Scoltura , e di Architettura , che o mancava- 
no,© non erano veri quelli, a quali qualch* 
Opera veniva attribuita. Ecco quello, che 
devefi far fapere a chi legge , la di cui virtuo- 
fa curiofità conforme fi è unicamente cerca- 
to di appagare , fé ne fpera perciò un gradi- 
mento , che fia proporzionato alla fatiga , ed 
alla premura , che fi è avuta di ben fcrvirlo . 



BE- 



BENEDIGTUS PP. X I V. 

Adfuturam rei memonam . 

CVM Jtcut (ÌHeBui filìus G^egorws J^oìj'ecco ììihiìopoìa 9 
feu librorum Me re at or in Alma Vrhe nofìra exìjìffis 
2\ì(jh':i ntipcr exponi fecìt, ipfe magna fua ivipenj'a quemdam 
Lihrum, in trcspartes j'eporatum cu^ ThulunKcrm An- 
tica , e Moderna , o fia nuova Defcrizione dtll' Ai tic^, e 
Moderna Città di Roma, e ài tutti gli Edific; notabili, che 
fono in efla, e delle cofe più celebri, che erano nell'Antica 
V^omz'.Typìi adpubblicarn utilìtatem in Vrheprafata n>an^ 
dare intcndatyvcreatque autem ne pojìquam in lucemprodie" 
rit , alìt, quiete alieno labore lucrum qu^runt, dìHum Li" 
Irum in ipfms Gregoriiprejudìcium iterum tmpi imi facere 
curent. Noiejufdem Gregerii indemnitatt prC'Videre/pfum" 
que [pedalibui fa'voribusy ò" gratiis profequì volentes,& a 
qiiibufvii epccommunicetiont: ,Jufpenfionis 9 & interdici , 
cliifque Fxclefìafiiciijcntentiìitcenfuriiy i^ pcenii àjure9vel 
cb homine qua'vìs occnfione , ^el caufa latisyft quibus quomo» 
dolibet innodatus exifiif , ad effeUum prefentìum dumtaxat 
€onj'equen.i barum ferie obj'ohentei , (y- abfolutum fere cen* 
fcnt€i,Juplicationibus ejus nomine ncbis juper hoc hfimiliter 
porretìisy inclinatii eidem Gregari Ot ut decennio proximo, a 
primaTfO dìBi libri impresone computando , durante , dum^ 
modo tamen ille priui à dìleUo filio Magiaro Sairi Palatìi 
yipoftolici approbatui fitynemo tamen in Vìbeprafatatquam 
in relìquo Statu Ealefiaflico , mediate , nel immediate ncbis 
fubjepOyditfum Lihrum [me [pedali diéi Oregorii, aut ab e 9 
caufam habenttum licentiajimprimere, aut ab alio, 2fel aliis 
imprejfum rendere, autvenalem habere, feu proponete poffity 
jipojìolics AuBoritote tenore prefentiamancedimustcì^ in» 
dulgemus ; inhibentei prcpterea utrìujque fexus Cbriftijide» 
ìibu5,fr4ejertiaHbrorum ImpreJ/orìbus, £5? hiblicpc^Hs Jub 



quin^gntcrum dutatofum aurl de Camera , C^ amìjjìcnh lì* 
hrorum.ac •jporfim omnium prò uva Camera noflra/^^oflo^ 
licit^/^' prò alta eldevj Gregcrlo, ac prò rel'gua tcrtiìs par^ 
tihuiy4aufatoruÙy 'pudici exe quanti irre^nìJfthlUter appli» 
coru i dìf ec ìpfo ahfque uUa deci aroti e ne huurrendis p^cnh, 
ne (ÌìBg decenfile durante fredWtumLihf um ,aut allquam e]ui 
-par iem fine hujufmodt lìcent: a Imprimere , aut ab aliis ìm-' 
prejfum vendere , fen T/enalem hahere, vel prcponere quoquo 
modo cuieantifeu frrcj'umant, Ma?idantei propterea dlleclis 
flìii ncffn's,^ /ipcjìclk^e Sedis de latere Legatis,feueorum 
yicelegatis , aut frtsfidentìhuii Gubernatoribui t Fr retori* 
huSi aiiij'quajuftitìa Mini /Iris FrcvJKcìarum y Ciifìtatum , 
Terrarumy(^ Icccrum Statuì ?:cj:ri LecieJìaJìUi predicityquam 
tenus eidem GregcriCyfeu ab to ceuj'am hcbe?:t$bus prxj'entis 
in pramìjfìi (fficccii defefipomi prtfftdio afifìentes , quando^' 
cumque ab ecdcm Gregorio fuerint requipti^panai pr^c fatai 
(ontrc quofcutftquc inhcbedientei irremijìhtlìter eitequantur» 
' ^on cbfìan, LcnJHtuticnibui , qs» Ordinaticnibui /^popoli» 
kì: , C€ qnibuft/ii btatutìs , 6 Confuetudinibui ttiam jura. 
mento , Ccrfirmatiore /fpcfiolica , e^f/ quavii fìrmitate alia 
rcboratis, Quìbus omrjibuSì & firgtilis illorum tenorespra» 
fentibus prò piene , (^- fuff.cientèr exprtcflìs , ac de 'verbo ad 
t/erbum ìnfertis habentei , ////; aliai infuo robcre perman-^ 
furti) ad pr^m'jjorum ep&um^ac 2/ice dumtaxat fpecialiter, 
^ €Hprefsè dercgamui , caterlfque coTttrartis quibufcujn» 
que. Vclumui cutem , ut prtefentìum tranfumptìi , etiam in 
ipfii li bri i ivipfefpi , manu alicujui Notarli pubblici fub" 
fcriptiiy^fgilJo per fona iin Ecclefiajìica dignità te con/li tuta 
muniti i i eadem prcrfus /idei in judicio , ^ extra adhibea- 
tur , qua prefentibui ipf.i adbìberetur , ji forent exhibita , 
%el oflenfa • Datum Roma apud S^'Marìam Majoremfuh 
/innulo fifcatcris Die XXVllI.Noì^embrii MDCCXLIV. 
Fsntifìiatui Noflri AnnQ K» 

D. Card. PafTioneus. 



I 



REIM. 



XVI 



\ 



RElMPniMATUR. 

Si videbitur Rnio Patri Mag.Sac. 
Pai. Ap. 

F. M. Arcb, TarfiVicefg. 



REIMPRIMATUR. 

Fr. Jofeph Auguftinus Orfi Sac. 
Pai. Ap. Mag. Ord. Pra;d. 



DE- 



Descrizione l 

DI ROMA ANTICA, E MODERNA. 




Genealogìa dì Romolo. 

RIFUGIATOSI Enea in Italia dopo T incendio ài 
Tre ja/posò Lavinia figliuola die. Rè Latino , 
col quale aveva contratta amicizia. Succeduto poi 
Tom, L A Bei 



a Descrizione di Roma 

nel Regno per la morte del Suocero,neI quarto an- 
no del luo governo iiìorì, e gli liiccefle Afcanio iuo 
figliuolo . Dopo lunga lucceflione di altri perven- 
ne il Regno a Ircca, il quale ebbe due figliu li,uno 
chiamato Isumitcre , e l'altro Amulio, che avendo 
occupato il Regno ingiiifliamente , mentre a I\umi- 
tore il apparteneva come maggiore, vcllcper airi- 
curarfi totalmente dalla fucceilìone del Fratello, 
che Rea, chiamata da mclti Ilia, figliuola ci Nu- 
mitore , fofTe SacerdotefTa Vertale . Kiulcì contut- 
tociòvano ilfuo dilegno; pc iche Rea (copertali 
gravida , e partoriti due Gemelli , febene Amulio 
facefìe toglier la vita alla Madre, ed ordinafìe, che 
fofìero gettati nel Tevere li due Bambini ; impieto- 
fìto contuttociò il Miniflro , li efpofe nella Riva , e 
per fortunato accidente fcoperti da una Lupa , 
quefta, quafi amorofa Genitrice , li accarezzò , e 
li nudrì di latte, fintanto che, «iccortofène con mol- 
ta maraviglia un Pafl:ore,per nome Fauftolo,gli tol- 
fe quefti alla Lupa , e feceli nudrire da Acca Lau- 
renzia fua moglie , chiamando Romolo l'uno, e l'al- 
tro Remo . Ciò pienamente racconta (^into Fabio 
Pittore prefTo Dionigi , come ancora Lucio Floro, 
Plutarco in Romolo , ed altri ; benché all'incontro 
il medefimo Dionigi nel fine del primo libro accen- 
ni l'opinione di molti Autori antichi , quali ftima- 
no , cheNumitore fupponendo furtivamente alla 
figlia due putti ci altri , da Amulio fatti poi ucci- 
dere , falvafie i veri , e li facefi'e allattare da Acca 
Laurenzia moglie di detto Faufi:olo , favoleggiata 
per Lupa . Né pare molto inverifimile , che la Tur- 
bai 



Antica , e Mddi rna . 5 

ba adiilatrice , ia vita , e dopo la morte di Romo- 
lo , per coonell:are la nafcita del iuo Re , lo favoleg- 
giufìe progenie de' Re d' Alba , e di Marte , nella 
giiifa , che del Re Latino , e della Ninfa Marica s* 
era molto prima inventato ; quando forle quelti fu 
figliuolo di quell'Acca , da cui fi legge nodrito , af- 
fermata Lupajcioè Meretrice di quella Campagna. 
Divenuti due valorofiGiovr.ni , più volte du 
fefero quei Paefi, ritogliendo per forza gl'Armenti 
a' Ladroni . Avvenne , che fu Remo condotto pri- 
gioniero al Re Amulio, acculato dì aver fatte mol- 
te ingiurie a Numitore , e luoi feguaci . Il Re co- 
mandò , che Remo fofle dato nelle mani del mede- 
fimo 5 che come oifelb lo cafligalle . Veduto Numi- 
tore il giovane di nobile afpetto , entrò in penfiero 
degli Nipoti , sì per la fomiglianza , che le pareva, 
che quello avefie,diRea lua figliuola, fi ancora per 
l'età confacevole al tempo della loro nafcita, ed in 
tal dubbio ftando penfolb , fopraggiunfe FaufLolo 
infieme con Romolo, dal quale intela l' origine de 
Giovani, e riconolciuto,efler elTi veramente li prò- 
prj Nipoti , liberò Remo , che unltofi poi con Re- 
molo Iuo fratello , ed armatifi ambi contro A.mu- 
lio,r uccifero , eripofero nel Trono Numitore . 
Avendo dipoi acquill;ato gran feguito , e volendo 
fabbricare una nuova Città , vennero a contefa del 
fito ; perlocchè iufcitata fraeiTi , ed i loro Parteg- 
giani una tumultuaria battaglia. Remo vi reftò 
morto . Cesi una gran parte di accreditati Scrit- 
tori , quantunque altri altro dicano . 

A 2 A'2l. 



4 



Descrizione di Roma 




Statua dì Romolo l 

A* 21, di Aprile, l'Anno od Mondo ^2? r, avan- 
ti la naicita del Redentore 7<r?.e qii rto della 
ibiLa Olimpiade, elTendo Romolo in età d anni i*^» 
diede principio alla nuora Città, dilegnandoL. in- 

tor. 



Antica , e Moderna . H 

torno al Monte Palatino coli' Aratro, tirato da uri 
Bue , e da una Vacca, fecondo Livio . Inconiiricio 
il ibleo lìQÌl^ oro Boario poco lontano da-laChie- 
fa di S. Anaftafia . Lo profeguì alle ra. lei dei Mon- 
te per la Vaile, dov' era il Cerchio Mafjìmo , e vol- 
gendo vedo il fito del Scttìzomo vicino alla Chiela 
di S. Gregorio , indi nel luogo, dov' è oggi i' ^^^^ 
di Tito , e quindi pe'l moderno C^rnfo Vaccinoy 
giunfe a terminarlo, dove Tavea principiato . 

Quella nuova Città fu chìamatit Roma , che 
in Greco vuol dire Fortezza , ed in Hbbraico AU 
rezza fecondo il parere di S. Girolamo adverf..ìo- 
vinian. lib. 2. Roma aitt fortìtudìnis nomen rjl apud 
Grcecos y aut fublimitatis afnd Heb^Kos ,e fu chia- 
mata così dal Nome del fuo medcfuno Fondatore , 
chcquando la ediricò,avfa treniilaUomiiii a piedi, 
e trecento a cavallo , e quando finì ci vivere , che 
fìi nell'anno 54. di fua età, e j-^. del fuo Regno, 
avea4o. m. Pedoni , e circa niiile Cavalieri . 

Benché però {\ liìmì communemente Romolo 
Fondatore di Roma;contuttociò molti creviono,che 
nel Monte Palatino^prìma di RouiolojregnaffeEvan- 
dro Arcade, chiamando quella fua Citta RowaSo- 
novi altri Scrittori , che da una Greca , chiamata 
Roma, ovvero da un certo i^owo figliuolo di Ulif- 
fe , e d' Italo , V aflerifcono fabbricata molto pri- 
ma . Vi è parimente chi e ice , rver a' itato Satur- 
no il Monte Cafitélino , e Ciano il Gi^^.ri'colo pri- 
ma ci Evandro , il che meglio fi puole ofìervare in 
Ah*caraaffeo,Pim;irco, Lucia, Solino, FefcojeJ 
altri • 

A 3 Rom^ 



DiscnizioHE DI Roma 



•,<Ci«aiìÌe! EìJlì^.ilV •••■'< fc'"'^ 








Tuffimi 

AraMax 
S'Auce- 

'e uh rum 
ralle tum 








Horna Quadrata . 

Dlfeg^natafi nella forma , che fi è detto , la nuo- 
va Città , inalzò Romolo (iiccefllvamente le 
Mura fopra del medefimo. Solco , che aveva fatto 
coli' Aratro ; e per effere di forma quadra , fìi no- 
minata Ruma quadrata^ diftinguendola parimente 
con ^. Porte, abbenchè molti Autori afìerifcano 
con quattro • La prima era verfola Chiefadi S* 
' Fran- 



i^^^ 



Antica, 1 Moderna. 9 

Francefca Romana , e fi chiamò Mugonìa dal mu- 
gico de' Bovi , che da quella fi facevano ufcire. La 
feconda Romanula, ed era verfo il Circo MaiTimo. 
La terz^'Januale da Giano , il di cui Simulacro fu 
ivi fituato da NuniaPompilio,che proibì di aprirfì> 
fuora che in tempo di Guerra . Circa il (ito di que- 
fìa Porta fono diverfele opinioni degl* Autori , ed 
ebbe ancora il nome di P andana. La Quarta fu det- 
ta Carmentalsy ed era a pie del Campidoglio verfo 
il Tevere , dove fu V abitazione di Carmenta Ma- 
dre di Evandro, che le diede il nome. A quefta Por- 
ta aggiungono ancora diverfi Autori la Porta Ro^ 
tumena , ed altri la Feneflrale , la quale per altro è 
fenza fondamento . Dal Nardini s'impugna la Por~ 
td yanu a! e, conformi^ in effe il curiofò Lettore può» 
ampiamente vedere • 

La Città fìi poi ampliata fopra di altri fei Col- 
li , eie fu aggiunto dallo fleflb Romolo il Campi- 
doglio , da Numa Pompilio il Quirinale , da Tul- 
io Oftilio il Celio, da Anco Marzio rAventino>e da 
Servio Tullio il Viminale, e V Efquilino; dentro de' 
quali però li termini di efla non furono Iblamente 
riftretti , ma la fua grandezza fempre piCi fmifura- 
tamente fi accrebbe . 

Intanto fu governata da fette Re , cioè da Ro- 
molo anni ^6 , da Numa Pompilio 4^ , da Tulio 
Oftilio J2 , da Anco Marzio 24 , da Tarquinio Pri* 
fco g8 , da Servio Tullio 44, da Tarquinio Super- 
bo 25-, che foggiogarono molte Città, e Popoli 
circonvicini ; di modo che il loro Dominio fi fen- 
deva per molte miglia lungi da Roma . 

A4 Do 



8 



DESCRIZIONE DI Roma 




Dopo ì Re, che durarono circa 244 anni>or« 
dinarono li Romani il viver Politico , e Civile in 
forma di Republica , e fi foftennero col Governo 
de* Confoli 460 anni; nel qual tempo dilatarono il 
l'oro Dominio,e la loro Potenza5non folamente per 
Tfiuropa 5 ma per TAfia , e per V Africa : ed al- 
lora cominciarono a riempire , ed abbellire la Cit- 
tà, arricchita da tante Vittorie, di Edifizj più fii- 
perbi, e più Ibntiiofi . 

Finalmente 705. anni dopo la fua Fondazione 
ebbe Roma gV Imperadòri , da* quali fatta Regina 
del Mondo , ed ornata colle fpogJie di tutte le Na- 
zioni 5 piunfe a tanta magnificenza, che, vedendola 
per la priaia volta Coflanzo Auguitcne rimafe at- 
tonito , e lamento/Ti colla Fama , eh' elTendo (olita 
^g;rrandire ondunque cola , non pariafìe delle me- 
raviglivi i Roiiia , quanto dovea . Così Ammiano 
alarceli ino , 

Li 



Antica , i Moderna . $ 

Li Tempj , le Terme , i Fori , i Portici , gì* 
Archi , gV Obelifchi , le Statue , ed altre Moli non 
vennero meno per l'ingiurie del Tcmpa, che ne ri- 
fpetta in oggi ancora buona parte;ma vennero me- 
no per la rabbia-di varie Nazioni Barbare , che in- 
vidiarono a quella Reggia ddl'Univerfo la fua bel- 
lezza. 

Da molti fu diffcrmata Roma, giù refa celebre 
per le lòntuofe Fabbriche degllniperadori . Ilpi^i- 
mo^u Alarico Rq de' V^ifigoti , il quale l'anno di 
nofira (alute 420. la Taccheggio per tre" giorni . Il 
fecondo fu Genferico Re de' Vandali , che V anno 
455.faccheggiollaper i4.giorni,togliendone quan- 
to vi era di più preziofo . li terzo fu Teodorico Re 
de' Goti , il quale l'anno ^19^. in varj luoghi la ro- 
vinò , benché di poi faceiTe pompa di riftorarla . Il 
quarto fu Totila altro Re Goto, che atterrate fa 
prima le mura , incendiò nel 54^. // Campidoglio , 
V Aventino y il Quirinale ^ il Poro ^ e U Suburra. 
Finalmente. G^/Z'erro detto Clemente Antipapa coli' 
adìltenza deli'Imperadore EnricolII.incendiò gran 
parte di Roma, ed altra gran parte ne diftruHe ^0- 
berto Gnìfcardo , venuto in foccorfo del Pontefice 
Gregorio Vìi, come dimoftra il Donati . Ne fola- 
mente dagli Stranieri, e da' Nemici , ma fpeflb 
anche dagli Amici , e da' proprj Cittadini fu lace- 
rata , oltre gì' incend j , le ruiue , ed altri cafi la- 
grimevoli , che mille , e mille volte ha lòfferti . 

Contuttociò nonlafciò inai di efier quella, eh' 
era : anzi rinacque fempre calle fue ceneri , e dalle 
lue proprie ruine . Se furono diftfuui li Tempj , i 

Cex- 



IO Descrizioni di Roma 

Cerchi,! Fori,i Teatri,! Bagni,le Naumachie, ed al- 
tri rontuoiìffimi Eciifizj,fabbricati dalla potenza de* 
Cefarj ; ne confegiiì la riffcorazione colle Bafiliche, 
Chicle , Monafterj ,Collegj , Palazzi , ed altre ma- 
gnifiche Fabbriche, erette dalla liberalità de' Som- 
mi Pontefici , e da altri Perfonaggi ; efiendochè la 
nobiltà della nuova Roma può gareggiare colla 
maeftà deirantica,non folo per le Sculture del Buo- 
naroti , dell'Algardi, e Bernini, e di altri rinomati 
Scultori, e per le Pitture di Raffaelle, Tiziano,Ca- 
racci , e di altri celebri Pittori; ma anche per efler- 
vi li Tefori principali della Chiela Cattolica , e le 
Pietre fondamentali della vera Fede, perle quali 
cofe la nuova Roma è più riguardevole , e più do- 
viziofa delPantica , e più d'ogni altra Città fi rende 
facra , e venerabile a tutte le Genti . 




RIO. 



Antica, i Moderna 
RIONE DI BORGO. 



IX 




ROma , prima del Pontificato di SiftoV) era 
divifa in foli tredici Rioni . Qnefto Pontefice 
vi aggiunfe il Rione di Borgo per compire il nu- 
mero di quattordici , quanti appunto (e ne nume- 
rarono nell'Imperio di Augufto ; ed erano tutti co- 
si ben dirtinti , e con tal buon ordine ripartiti , che 
chiaramente fapevanfi li loro termini , e confini 
contuttociò , che refpettivamente ogn' uno di lo- 
ro conteneva . CoU'andare però del tempo elTendo- 
iì refi afìai confufi , e forfè anche del tutto ignoti: 
ò fia per le fuccelTive mutazioni dcJle Fabriche ac* 
crefciute , ò diminuite : ò fia per la variazione 
d^W antiche denominazioni delle Strade , Palazzi, 
Piazze , e Vicoli , che fervivano per certo , ed in- 
variabile Confine di ciafcun Rione ; moki difordi- 
ni , ed inconvenienti ne fono andati fempre fucce- 
dendo in danno del Publico , e del Privato . A qus* 

fti'. 



12 Descrizione di Roma 

fti volendo iJSantiiriino Pontefice Regnante Bene* 
DfeTio XIV. appreftare opportuno riparo , fece fa- 
re de' medefimi Rioni , fin da Maggio del 174.^ » 
nna nuova defcrizzione , e ripartiaiento , e porre 
ancora in varj Luoghi , e Confini dì ciafcuno di el- 
fi una Lapida di marmo con il Nome , e Geroglifi- 
co di quel Rione , che comprende . E perche tali 
Lapidi moltrano ancora il Numero , che ferve per 
dinotare la precedenza , che ha ciafcun Rione dall' 
filtro , doverebbefi principiare il giro , per cami- 
nare con buon ordine , da quello dQ*Montiy che è il 
Primo, e terminarfi coll'altro di Borgo , eh 3 è l'ul- 
timo ; Ma ficcome è certo , che chiunque viene a 
quella Capitale del Mondo Cattolico , s' indirizza 
ia primo luogo , e c)l pafib , e e jI defiderio, alla 
Bafilica Vaticana , che è il più rinomato Edincio, 
ed infieme il più magnifico Tempio , che vanta 
Roma fra le tante fn^ meraviglie , fi è creduto, per 
maggior commodità de Foraftieri, principiare dal 
detto Rione di Borgo , febben rultimo , in cui effa 
Biifilica è funata . Queffco Rione dunque , eh' era 
fituato fuori del Recinto delF antica Roma , da Si- 
fto V, fu annoverato fra gl'altri Rioni , e gi' afie- 
^nò , per Imprefa nella Bandiera , un Leone ini 
Campo roflb , che pofa fopra di una Cafla ferrata, 
ed appoggiala delira branca fopra tré Monti, che 
hanno in cima unaStelIa,Stemma propria della iiia 
Famiglia , col motto ì/ìgiUt fieri Thef^uri Cuflos : 
alludendo ancora col detto Leone all'antico nome 
della Città Leonina ^ così denominata daS. h^o* 
ce JV»>4:he lii cinfe di Miu-a; E io figurò fedente fo- 







>i^...\m\\^ 



kft , , ^ 






AnticaÌ e Moderna.' 15 

pra dì un Cafìbne cerchiato di ferro , per fignirt- 
care li tre Milioni , che ripofe in Caftel S. Angelo, 
come fi dirà in apprefib . 

Befcrizìone del Ponte , e della Fortezza 
dì Cajiel 5. Angiolo . 

PRincipìandofi dunque da quefto Ponte il giro 
del Rione, deve fapcrfi , che anticamente fi 
chiamava Elio , perchcFImperator' Elio Adriano 




lo fece fabricare , h per commodo di paflare al Tuo 
Maufoleo , che gli refta incontro , ò perche più da 
vicino potefìe vederfi una fi gran machina , da fé 
fatta per fepultura del Ilio corpo , e degl* altri Im- 
peratori . In oggi vien detto ponte S, Angelo, che 
aflunfe > quando parimente di S, Angelo prefe il 
nome lo ftefìb Camello , fabricato fopraìl detto 
Maufoleo . Fi\ rifarcito 5 ed ampliato da Nicolò V. 
doppo il lagrimevcle fuccefib accaduto neir anno 
delOiubileo 1450^ allorché , fendofi rotti i ripari, 

vi 



14 Descrizione di Roma 

vi perirono 172. perfone ; Ed efiendovi neirin. 
grefio due Cappellette , cioè una per parte , dedi- 
cate alìi Santi Apoftoji Pietro , e Paolo Protettori 
c\i quefta gran Metropoli , e della Chiefa Romana , 
che riàiaiero nel corfo de' Secoli rovinate, e da 
Barbari, e dall'inondazioni del Tevere ; vi furono 
da Clemente Vii. fbftituite in loro v^ce le Sta- 
tue, che vi fi vedono fituatc, di detti Santi, le quali 
fono icoltura del Lorenzctto Fiorentino la prima , 
e di Paolo Romano la leconda , 

V ultimo abbellimento pei lo ricevette da 
Clemente IX. che lo relè molto fingclare , con ri- 
farvi di nuovo , fecondo P architettura del Cava- 
lier Lorenzo Bernini , tutte le fponde di Traverti- 
no , dillinte con fpefi'e Ferrate , e con adornarle di 
dieci nobiiiflìme Statue di fino marmo , che foften- 
gono diverfi ftromenti della Pafllone ài Gesù Cri- 
ilo, fcolpite da eccellenti Scultori. Il primo An- 
gelo a mano diritta , che (bftiene la Colonna , fii 
fcolpito da Antonio Raggi , e P altro incontro co* 
'PldgcUì da Lazzaro Morelli . Il fecondo col Volto 
Santo è di Cofimo Fancelli , e quello incontro col- 
la Corona di Ipine di Paolo Naldini . Il terzo cm 
li Chiodi è opera di Girolamo Lucenti, e l'altro in- 
contro conia Tunica inconfutile, e Dadi del detto 
Paolo Naldini . Il quarto con la Croce è icoltura 
di Ercole Ferrata , e quello incontro col Titolo del 
Cavalier Bernini . Il quinto finalmente con la Lan- 
da fi\ fcolpito da Domenico Guidi , e da Antonio 
Giorgetti quello, che gli refta incontro, in atto di 
portare Ja canna colla Sponga • 

Paf- 



'Antica , e Moderna l 




Mole Adriana l 



PAfandofi ora a difcorrere della moderna For* 
tezza LÌC^fltl S,Ange/o^chQ{'orgc neireftrenio 
rei 'ietto Ponte, ed è chiamata dagF Antiqiiarj 
Mole di Adriano y perche faLricata anch* efi'a dal 

det- 



i6 Descrizione , di Roma 

detto Cefare, che lo fece in quella Riva del Tevere 
ad immitazione del Maiifoleo di Augnilo , che era 
dirimpetto fu V altra Riva del medefimo Fiume , in 
quella parte > che fi chiama Ripetta, Scrivono mol- 
ti Autori , che il primo giro di quefto Edinzio era 
fatto di Marmo Pario , in forma quadrata , e che 
jiel mezzo di elfo s' inalzava una Mole rotonda al- 
tifllma , e così ampia , che non fi giungeva con un 
tiro di fafìb da un canto all' altro , e fu fatto di 
Opera Dorica, efiendo quella la più robuflia di tut- 
te ; E dicono ancora > che molte Colonne , colle 
quali furono abbellite le Bafiliche di S. Pietro , di 
S. Paolo , e di S. Giovanni , erano in quella mae- 
ftofa Fabbrica : oltre le Statue di Uomini, Cavalli, 
e Carri Trionfali , de' quali era circondata , e di 
quattro Pavoni con una gran Pigna di Bronzo nel- 
la fommità , che credefi , conteneiTe le ceneri del 
medefimo Imperadore , edora quegli, e quella 
vedonfi nel Giardino fegreto del Vaticano. Ser- 
vi al detto Adriano di Sepoltura , e poi a Bellifa- 
rio , a* Greci , ed a' Goti in diverfi tempi per For- 
tezza , che cadde infine in mano di Narlète , man- 
dato dall' ImperadorGiuftiniano contro di Poti- 
la. In congiontura di quelle Guerre perde il mi- 
glior fuo preggio , che erano le Statue, che l'ador- 
navano ; poiché n^gV afialti , che fi davano da 
Nemici, rotte, ed infrante fi gettavano fopra di 
eflì da Difenfori . Neil' anno 5*9^ . eflendo Pontefi- 
ce S. Gregorio Magno prefe il nome di Caflcllo S. 
Angelo , perchè fi vidde fopra di ciTo un Angelo , 
che rimetteva la Spada nel fodero , indicando con 

ciò 



Antica, e Moderna. 17 

ci^ > dover ceilare la Pefte 5 che allora afflrggeva 
Rena 5 e perciò lopra del iVialchio fi vede la Statua 
di uà Angelo , la quale eflendo prima di marmo 
Icolj'ita da Rataele da Monte Lupo , che orafi oC- 
lèrva fituata in cima alla Cordonata interiore per 
itfcendere al Malchio , in fiia vece vi fi vede eret- 
ta un'altra di Bronzo, gettata da FrancefcoGiar- 
doni con modello dì i'ietro Wanichefeld Fiam- 
mingo . 

Si difìe ancora la Rocca , o Torre di Crefcen» 
zìo circa Tanno 985. da un tal Crefcenzio Nomen- 
tano, che dopo averla occupata , ed accrefciuta di 
Fahriche, ne Fu fcacciato da Ottone III. Delli Pon- 
tefici , il primo che la ridufie a ftato di Cittadella, 
fu Bonifazio IX; ed benché molti abbiano di tempo 
in tempo proleguito ad ampiarla, nondimeno Ni- 
colò V. Alefìandro VI , e Pio IW la fortificarono 
in modo notabile ; ed Urbano Vili, fìi V ultimo « 
che la migliorò , e la fornì di nuovi Baloardi 9 
Terrapieni , Foflì, e di ogni forte di Arme, e Mu- 
nizioni . 

Fra le molte cofe degne ò\ oflervazione , v' è 
una Loggia , che guarda in Prati , ornata di fluc- 
chi dal fuddetto Raffaele di Montelupo , e con pit- 
ture di Girolamo Sicciolante da Sermoneta : l^na 
magnifica Sala con diverfe iffcorie colorite da Pie- 
rino del Vaga , *e da altri con fuoi Cartoni ; -e vi il 
oilerva un pavimento di vaghifilme pietre , fattovi 
fare da Clemente XI. Vi fono ancora diverfe Stan- 
ze con pitture del fuddetto Pierino , dì Giulio Ro* 
mano , ed altri eccellenti Profeffori ; un I uRo la 

Tom» L B giar;- 



i8 Descrizione di Roma 

marmo di Antonino I io : un altro di Pallade , o 
come molti vogliono di Roma : le CafTe co' Milio- 
iii,ripoitivi da Sifto V , ed i Triregni Pontificj con 
giojedi granvajore . 

tra nella lonunità di qiiefto Cartello un picco- 
lo TeinpioCperla lua altezza detto Inter A'nbes^che 
fu dedicato a S. Aiichcle Archangelo per l' appari- 
zione delmedefimo iul Monte Gargano in tempo 
del Pontefice S. Gelalìo, e non già, come alcuni Au- 
tori hanno lcritto,per l'apparizione dell'Angelo in 
tempo di S. Gregorio ; poiché in memoria dì detto 
Angelo , e della lua apparazione fu edificata nna 
Chiefa prefib al Cafi:ello,la quale (e non il Tempio, 
di cui fi tratta , come il Severani ha creduto ) fu di 
poi trasferita nel Borgo Pio . Cesi il Panciroli , il 
]Nardini, il Baronio, e la lettura dell'iftorie Pontifi- 
cie danno a conofcere . Contiene finalmente quella 
Fortezza un Archivio legreto , nel quale fi confer- 
vano gli Originali di molte Bolle Pontificie , e gli 
Atti dì alcuni Concilj , e fpecialmente del Triden- 
tino 5 con altri Manoscritti di fommaflima . 

Profeguendo il cammino , (ì vedono a mano 
deftra gli Archi del Corridore fabFricato per ordi- 
ne di AlefTandro VL dal Palazzo V^aticano fino al 
Ca/lello,affinchè da quello a quell"o potefiero pafTa- 
re comodamente i Pontefici . Urbino Vili, lo fece 
ricoprjre dì tetto , riftorare in molti luoghi , efe- 
parare dalle Cale , yer ficurczza maggiore . 

Sì of erva nella Piazzajche vi fi prefenta avan- 
ti, un Fonte di vago dilegno ,e dì abhondantiirime, 
acquc,fc;ttovi porre da Paolo V.con difegno di Car- 
lo Maderno . S, Ma- 



Antica, e Modìrna. 




♦5*. Maria Trafpontìna • 

ENtrandofi poi nel Borgo Nuovo , che già 
chiamavafi Strada Ateif mar ina da Alefìancro 
Vi. che Ja àrìzùb , fi trova la Chiefa di S, Alar'utj 
iella TrafpquUna coir annefib Coavento de PP, 



B 2 



Car- 



26 DiscRizioNE DI Roma 

Car.nelitani calzati . L^ìhncòiì Cardinal AlefTan- 
dri.io nel 1 5:' ^'. per ordine di io IV. con architet- 
tiir^. dJx'i-pareìli, e del Mafcherino , chela ter- 
minò nAìii i riruna , nella Cupola , e nel Coro ; e 
Gio. Sala^tio , %iiuolo ài BaldafTiir Peruzzi da Sie- 
na , fece li dilegxio della racciaca . Il Quadro con 
S. Barbara,fìtiiato ndli^\)rìri]ii Cappella a mano de- 
ilra,^ open, del Cia^uier Oiufeppe d' Arpino ; le 
altre pitture fono di' Ceiare Roftetti ,llì S. Canato 
nvllafeconda fu dipiato da Dani -'e Fiainmingo; 
!a Volta , e le Lunette da AleO^ancro Francefi . La 
Concezione della B. Vergine nt:lla terza fu colo- 
rita -da Girolamo Muziani . ..Le j itrure delia qu: rta 
fono del Cavalier Bernardino Ga?li:,rdi ; e qu'lle 
della quinta di Antonio Pornaranci .£Kelia Croce 
traverfa il Quadro eoa *%^kiria Ivladdalena de Paz- 
2Ì è lavoro di Gio: Domenico Cerrini,^detto il Ca- 
valier Perugino 5 che dipinie ancora gli angoli 
'^ della Cupola' . Si of'erva PAltar Maggiore compo- 
fìo di' marmi , e meti.lli con diiègno dei Ci v.Jier 
Carlo Fontana , e (òtto lì gran Tabernacolo , che 
fii dilegno ci Carlo Fontar^a , il venera una divo- 
ta Lnmagine della B. '/ergine , portata da* Fa- ri 
Carmelitani calzati da Terra Santa , cuando fnr-^- 
no di là (cacciati. Le 4. Statue ce' Santi dell' Or- 
dine , laterali alle Porticeile del Coro > furono 
f:oipite in marmo da Leonardo Reti . Nella Cap- 
pella,che fiegue , il Quadro c^n S, Andrea Corfinì 
fu dipinto du Gio: Paolo Melchiorri , e la Volta da 
Biasrìo Puccini . Nella lefuente il S. Anp'Ao Car- 
melitano , e tutte le altre Pitture lòno di Gio: Bat- 

tifta 



Antica, e Moderna. 2t 

tìfta Ricci da Novara . Nella terza S. Terefa è ci 
Giacinto Calandrucci . In queJla , che fegue , i >^S. 
Apertoli 1 ietro , e Paolo colle Fitture à frefco fo- 
no ÒQÌ liiddetto Gio: Battifta da Novara . Si vene- 
ra in quella Cappella un piccolo CrccififTo , il qua. 
le, fi tiene, cheparlafìe ; e vi fi confervano an- 
cora due Colonne , alle quali furono legati , e fla- 
gellati eifi SS. Apoiloli nel Foro Romano , doppo 
efìrati dalla Carcere Mamertina , pcrefler con- 
dotti à morire . Nella penultima il Quadro, che 
rapprefenta S.Elia,S. Antonio Abbate,ed il B.Fran- 
co Carmelitano , è fatica di Antonio Gherardi ^ 
KelF ultima, dove fi conferva un' anticx , e mi- 
racolofa Immagine di rilievo colla Pietà , ripofa- 
no i Corpi de' i>S. Bafilide , Tripodio , e Magdalo 
Martiri . Sono ancora nella Sagrefda ii^figni Reli- 
quie , fra le quali il Capo di S. Bafiiio Magno . 

Quella Chiclìi , che è Titolo Cardinalizio, ed 
h Parecchia col Fonte Battefimale , fi.- conlagrati* 
da Benedetto Xlll. nel 1728. unicamente coli* Al- 
tare nella dotta Crociata di S. Maria Madalena de 
Pazzi ; ed unito alla medefima e un beli' Oratorio » 
con un Altare ornato di varj marmi , e con un 
(^adro dipinto da i uigi Garzi , fatto eriggere dal 
Card. Giufeppe Sacripanti , per iitruirvi li Fan- 
ciulli nella Dottrina Criiciana . 

In quefiu Contrada,poco lungi dal fopradetto 
Fonte, era il Sepolcro di Scipione At^ricano in for- 
ma di Piramide, non molto diverfa da quella ci 
Cajo Ceilio , ma più alta , e magnilica . Doamo I, 
Pontefice lo ipogliò de' marmi , per lafu'icarvi i* 

B $ Atria 



22 DeSCIRZIONE Di RoMA 

Atrio di S. Pietro , ed AlefTandro VI. poi Io demolì 
affatto , per appianare la ftrada . Si vedeva anco- 
ra ne' tempi di Carlo Magno un altro Sepolcro , 
creduto dal Nardini di Marco Aurelio Imperado- 
re . Nel Secolo pafiato incontro la (uddetta Chiefa 
della Trafpontina vi erano le Carceri del Tribuna- 
le di Borgo 5 che da Clemente IX. fu unito a quello 
del Governatore di Roma . 

Da qui p affando al Borgo Fio , che rimane 
dietro air anneffo Convento , trovafi la Chiefa le- 
guente.. 

S» Angelo in Borgo Pio . 

DA S. Gregorio I. fu fatta erigere quefta Ghie* 
fajper TAngelo veduto fopra la Mola Adria^ 
na . II Quadro coirArcangelo S. Michele , che den. 
tro di effa fi vede , fu dipinto da Giovanni de Vec- 
chi ,• e quello colla B. Vergine da Gio: Batti/la del- 
la Marca , dicui {i fuppongono anche le Pitture a 
frefco al di fuori fopra Tarco della Cappella . Neil' 
ufcìre da queffa Chiefa per la Porta maggiore 9 per 
fotto r arco vicino {\ paffa alla Porta della Citta » 
detta di Caflello dal proffimo Cartel S, Angelo , e 
reffcaurata da Pio IV, 

Fuori di quefta Porta il Fulvio, ed il Marliani 
afferilcono, che vedevanfi a' loro tempi gli avanzi 
di un Cerchio, creduto di Domizia, o di Adriano . 
In fatti ultimamente nell'anno 174^. fcavandofi in 
quelli Prati , vi furono trovati molti muri, la mag- 
gior parte de'quali fi ftendono in forma ovale , eoa 

cor- 



AvTTCA , 1 Moderna . 25 

cortina, parte di tufi in [brina reticolata, e parte di 
mattoni, che fi liippongono fotterranei di t{\o Cer^ 
chio . 

Tornando in Borgo nuovo , trovafi a mano 
finiftra una Piazza,nel cui mezzo è un Fonte fattovi 
fare da Paolo V. con difegno di Carlo Maderno , 
e a deRraun' rmtico Palazzo fabbricato coji archi- 
tettura di Bramante Lazzari. Fu pofieduto per lun- 
go tempo da i Re d'Inghilterra ; donato poi da Er- 
rico Vili, a ! Campeggi , e pofcia pafìato nel do- 
minio de' Colonnefi , fu comprato da Innocenzo 
XII. che vi fondò un Collegio Fcclefiaflico di Sa- 
cerdoti, tri sferito poi al Ponte Siil:o da Clemen- 
te XI. In oggi viene pofieduto dal Conte Giraud 
per compra fattane dalla Camera . 

Dei Collegio dt* penitenzieri di S, Fietro • 

INcontro vi ffcà un Palazzo , già de' Madruzzì , 
poi dQÌ Cardinal Pallotta Arciprete di S.Pietro, 
ed al prefente abitazione de' PP. Gefuiti , Peni- 
tenzieri della Bafilica Vaticana. Quefto Collegio 
fu iflituito fin dal tempo di S. Pio V, ed AlePandro 
V^II. gP affegnò buone entrate , provenienti dalle 
Difpenfe della Penitenzieria Apoitolica . Sono tre- 
dici i Padri Penitenzieri con il Rettore , cioè due 
per la lingua Italiana , due per la Francefe , due 
per la Spagnuola , e Portoghefe , uno per la Tede- 
Ica , uno per P Ungara , uno per la Fiamminga , 
uno per la Polacca , uno per P Inglele , uno per la 
Greca , ed uno finalmente per la Schiavona ; oltre 

B 4 al- 



t4 DEscRizroKE DI Roma 

flili quali poi vi è un altro Padre loro Procuratore, 
con alcuni Fratelli laici . Afcoltano ogni giorno a 
vicenda ( durante il tempo de* Divini Oiiìcj ) le 
Coufeflìoni de' Pellegrini , ed altri Stranieri , che 
da varie Parti di Europa vengono a viiltare la 
detta SacrofantaBafilica, nella Crociata della qua- 
le 5 allamano finiftra , fono collocati i loro nobili 
ConfeiTionarj . Creili poi della mano de/Ira fervo- 
no per altri ConfeiTori di altre Religioni,che deci- 
na la Sacra Penitenzieria Apoftolica in tempo di 
bilogno, come nell'Anno Santo, nellaQuarefirna, 
ed altri tempi dell' anno , fecondo la moltitudine 
de' Pellegrini .Godono i Padri Penitenzieri Gefui- 
ti l'ufo di una celebre Biblioteca, lafciatagli dal 
P. Onorato Fabri Francefe , ed intervengono , ve- 
ftiti di Paramenti facri , alle ProcelTioni Pontificie, 
com' è quella del Corpus Domini^della Candelora, 
ed altre . 

Chic fu di S, Giacomo dettò Scojfacavalli . 

NElla fteffa Piazza è anche fituata la Chiefa di 
S. Giacomo ScolTacavaiJi , dove fi conftrva- 
no due Pietre , portate in Roma da S. Elena Ma- 
dre di Coftantino ; in una delle quali pofe Abramo 
il /ilo figliuolo Ifac , per facrifici.rlo a Dio , e nell' 
altra Fu pofi:o CriTco Signor Nofrro, quando fu pre^ 
fentato ai Tempio . Voleva la Santa Imperadrice 
collocarle nella Bafilica Vaticana , e faceale colà 
trasrerire:ma giù iti ii Cavalli,che le portavano, in 
c^uefu Piiizza > vi fi arreftarono oftinataniente , nò 

lìmi 



AnTTCA 5 E M'IBERNA .' Sf 

Biai punto fi moil'ero , benché fofTero da' Con dot* 
tieri gagliardamente battuti; onde bilbgnò depor- 
le inquffta Parrocchiale , che da tal fuccenb pre- 
fela luddettk denominazione. Il Tabernacolo di 
Pietra affricana nell' Aitar maggiore lo fece Gio: 
Battill:a Cioìli ; e la Cena di Nolliro Signore fu di- 
fegnata da Gio: Battiilia Ricci da Novara , e dipin- 
ta da un fuo Allievo . la Circoncifione di Gesù 
CriftOj e la Xaicita di Maria Vergine in altre Cap- 
pelle , fono dello lleflb Ricci * 

DeirOratorio dì S. Sebajìlano in Borgo Vecchio , 

e delia Confraternita del SS. Sagramsnto 

nella detta Chiefa di S* Giacomo . 

UXito alla medefima Chiefa , vedefi l'Oratorio 
dedicato a quefto S.Martire, il di cui Quadro 
iu i' Altare fu dipinto dal Cavalier Paolo Guidet- 
ti , detto il Borghefe ; e la Volta , ed i lati da Ve- 
fpafiano Strada . 

Fu iftituita quella Confraternita nel Pontifica- 
to di Leone X. circa Panno 15 14. da alcuni Di voti, 
con il (blo fine di accompagnare con maggior de- 
coro il SS. Viatico, e fu apj)rovata con molte gra- 
zie dal Sommo Pontefice allora regnante , e por- 
tano iacchi bianchi , con il fegno di una Pietà ib- 
pra di un Calice . Fece la (uà priaia reUcìen^ 
zanella fudetta Chiefa della Trafpontina, d*.ll:i 
ouale palsò a S. Spirito in SafHa , ed a S. Lorenzo 
in Borgo Vecchio; ed avendo finalmente ottcnui e? 
dal Capitolo di S. Pietro U Chiefa di S» Giacoma^ 



26 Descrizione di Roma 

edificò il prefente Cratorio annelTo in tempo di 
Clemente Vili, che le concede molte Indulgenze . 
Qiiefli Fratelli dunque fervono il Santiffmio , o?-ni 
qnal volta fi porta agi' Infermi, intervengono alla 
Procefiìone folenne, che fi fa nell' Ottava del Cor- 
pus Domìni da] medefimo Capitolo di S. Pietro, e 
fanno dlverfe opere pie , cioè dotano alcune 
povere Zitelle di feudi 25 , e mantengono un Me- 
dico per gì' Infermi poveri della Parocchia , che 
anche ajutano con limofiue . 

Delle Confraternite erette in Roma per V ac corri' 
pagnamento del SS, Viatico . 

Dlmoflrò a giorni noftrì lafua divotifiìma ri- 
verenza verfo il Divino Sagramento Inno- 
cenzo XII. Pignatelli , Napolitano, il quale aven- 
do ben ofiervato , che in molte Parrocchie di Ro- 
ma, o per inavvertenza degli Ecclefiafl:ici , ovve- 
ro per povertà delle Chiefe Parocchiali , (ì por- 
tava il SS. Viatico agi' Infermili con poco decoro , 
tanto per la fcarfezza de' lumi, quanto per la man- 
canza delle Perfone , che divotamente l'accompa- 
gnafiero ; comandò nell' anno 1694. che in oeni | 
Parocchia s' irtituifie una Compagnia fotto l' in- | 
vocazione del SS. Viatico , quando già non vi fof- 
ie , la quale , veftita di lacchi bianchi , fi trovafìe 
pronta ad accompagnarlo, con molte torce , e con 
precederla un piccolo Stendardo coli' immap-ine 
dei Santo della Parocchia ; avendo anche ^abilito 
fopra di ciò alcuni ordini particolari da oflervar- 

fi. 



Antica , e Moderna • 27 

fi 5 e concefTo maggiori Indulgenze , tanto alli 
Fratelli , e Sorelle , quanto a chiunque accompa- 
gna una tei) Funzione . 

Efcrtc inoltre la NohiJtà , ed il Popolo a fov- 
venire le proprie Parocchie di fuppellettili facre , 
di limoline , e torce ; E non furono infruttiiofe le 
Pontificie elòrtazioni ; poiché quefta provvide le 
medefime di denari, dìPìvìalU Baldacchini, Om- 
brelle, e Stendardi aflai nobili , ed anche di varj 
iirgenti per tal' effetto ; ed il Popolo fi fegnalò 
nella quantità delle limoline, e delle torce, che 
va continuamente mantenendo in fimilc occafio- 
ne : di maniera che fembra un' effettiva Proceffio- 
ne , fatta con molta efemplarità, e con molto nu- 
mero di Di voti. 

Dell* Offizìo deoU Eretici convertiti alla 
Fede Cattolica . 

INcontro la fuddetta Chiefa di S. Giacomo refla 
il Palazzo degli Spinoli Genovefi , fatto con ar- 
chitettura di Bramante , e dove morì al tempo 
d* Innocenzo Vili. Carlotta Regina di Cipro , 
ed al tempo di Leone X.Raffaele d'Urbino.Fìi com- 
prato dalla eh: me: del Cardinal Girolamo Ga- 
fìaldi parimente Genovefe , che Tanno 1^85. la- 
fciò queffa parte principale nel fuo ultimo tefta- 
mento , per abitazione agli Eretici dell* uno, e dell' 
altrore(Tb,e di qualunque Nazione, defiderofi di 
convertirfi alla Fede Cattolica Romana . Vi fono 
benignamente ricevuti, ed alimentati/intanto che 

ri- 



i8 Descrizione di Roma 

rimanghino ben i/lriiiti, e perluafi degli errori del- 
la loro lètta, cogr aiiiinaeftraiPienti ci alcuni buo- 
ni Sacerdoti,a tal' effetto defcinati . Volendo i me- 
defimi reftare in Roma^gli vien procurato 1* impie- 
go ; dcfiderando poi di tornare alli loro Paefi , 
g}ì fi dà una competente limofina . 

Fu quel!:' opera pia, e sì necefìaria, incomin- 
ciata r Anno Santo in tempo di Clemente VllL dal 
Venerabile Servo di Dio Giovenale Ancina della 
Congregazione deli' Oratorio ; il quale però ef- 
lendo promofìb al Velcovato di Saluzzo , rimale 
rimprefa, per così dire , intiepidita ; ma Cienien- 
te X. neli' anno del Ciubileo 1675'. ^^^^ molto fer- 
vore la riafìunfe , avendo fatto comprare per il 
prezzo di feudi 700:. dalla Compagnia della S.Ca- 
fa di Loreto de' Marchegiani di Roma, un Fa- 
lazzo a Ripetta , per fbarilirviT Ofpizio ce*(ìid- 
detti Convertiti , che vi furono trasferiti,ef:endo- 
ne il Protettore il P.Mario Soccini dQÌV iUefia Con- 
gregazione . 

Non inferiore alla liberalità del fuddetto Car- 
dinal Gallaldi fi dimofiròla munificenza del Car- 
dinalCefare Rafponi di Ravenna, che nell'anno 
i676.1afciò quefl' Orpizio,Erede univerlàle di tut* 
te le file facoltà • 

Dì S. Maria della Puritày efua Confraternita . 

PIÙ avanti per la ftrada dritta di Borgo nuovo,' 
a mano defl;ra,fi trova quefta Chiefa nomina- 
ta S. Mari;* della Purità, eretta nel 1527 , anno de» 

plora- 



-Antica , e Moderna .' 29 

plorabile per lo facch^p-ofainento di Roma • V oU 
tennero da Paolo ili. nel 15^8.1! Caiidatrirj de* 
Signori Cardinali , che vi ereilero la propria Con- 
fraternita, eia mantengono con tutta lagra pro- 
prietà . 

Neir entrare nella Piazza di S. l^ictro/i trova 
a mano deflra il Palazzo del già Cardinal Rufticiic- 
ci, oggi del Marcheie Accoramboni, che lo poi- 
fiede • 

De* SS, Martino , e Sdhaflìano nel Quartiere 
degli Svizzeri . 

DAlIa defcrìtta Chiefa pafTando alla gran Piaz- 
za Vaticana , v^rfo la metà del Gran Colon- 
inato a mano diritta refl'a querru Chiemola, che ih 
edifìc::ta da S. I^in V. 1' rnno 1568. per commodo 
della MefTa per li Soldati della Guardia Svizzera , 
e loro famiglie . Vi viene perciò a celebrarla ogni 
fefta un Cappellano della Nazione , che anche al- 
cune volte vi predica . 

(J Li S. Pellegrino • 

SI trova nel Borgo Pio un' altra Chiefa eretta 
da S. Leone Ili. ( ed unita ad uno Spedale afiai 
grande iftituito ner ricevere i Pellegrini , che ve- 
nivano in Roma ) circa V anno 8oc. in onore di 
S. l^ellegrino V^efcovo , e Martire , il cui Corpo , 
che fi confèrva nella Pafilica Vaticana,fu donato a 
quefto Pontefice da djìo Magno. E'pofiedutu 

dalla 



jo Descrizione di Roma 

daJJa fuddetta Guardia Svizzera; e fnppongono 
molti Scrittori , che qui fofìè la Naumachia di iNe- 
rone ; ma il Nardini , il Donati , ed altri confu- 
tano chiaramente una tal opinione . 

S, Anna in Borgo Fio . 

NEI fuddetto Borgo rimane fituata la Chiefa 
diS. Anna de' Palafrenieri , da effi edifica- 
ta T anno 1575. con dìk^no di Giacomo Barozzi 
detto il V^ignola , efeguito da Giacinto Barozzi iiio 
figliuolo, avendo prima nel 1^78. eretta una Con- 
fraternita, e un Altare alla medefima Santa dedi- 1 
cato nella Chiefa vecchia di S. Pietro . Clemen- i 
te XI. però fece perfezzionare la Facciata, in cui i 
fono eretti lateralmente li due Campanili. Efien- > 
do poi al di dentro imperfetta nell' elevazione , è 
/lata nel 1 745. alzata fino alla fua perfetta propor- 
zione mediante un Catino , che con difegno del ; 
Cavalier Domenico Navona vi è flato eretto a fpe- ' 
fé della CoJifraternita. L'Aitar Maggiore , che fìi I 
confagrato da Benedetto XIII. nel i728.hà il Qua- } 
dro con la B. V^rgìnQ , il Bambino , e S. Anna dì-^ I 
pinto da buon Pittore , che ne prcfe l'Idea da un i 
^.nippo di marmo, efillente nella Chiefa di Santo ' 
Agoih'no, e le Pitture a frefco ne' Quadri fopra ! 
Je 4. Porte laterali agi' Altari di fianco , fono d* i 
Ignazio Stern . Vi celebrano li detti Parafrenieri I 
Ja fella della Santa con molta fclennità , venendo- ' 
vi procefiìonalmente ne' primi Vefperi ; e la mat- 
tina della Fefta partono dal Palazzo del Cardinal 

Deca- 



Antica , e Moderna . ^ i 

Decano , cavalcando fopra Mule bardate alla 
P. ntificaic , e portando il Cappello Cardinalizio 
de' loro Padroni dietro la fchiena fino a quella io- 
ro Chiela . 

." Li S» rgidìo Abbate . 

Quefla Chiefa , che reflui al fianco della defcrit- 
ja per la fl:rc.da , ciie conduce dFoyta An-^ 
^gelica, fu da Bonifazio Vili, nell'anno i ^co. 
unita alia Bafilica Vaticana , li ài cui Canonici , 
e Benefiziati godono la fratellanza , ed Indul- 
genze della Compagnia qui eretta lotto il tito- 
lo di quelto Santo Protettore contro la Febbre . lì 
nuovo Altare della B. V^ergine è dilègno di Anto- 
nio Valeri Romano . 

Di S. Maria delle Grazie a Porta Angelica . 

SEgue fucceflìvamente quella di S. Maria ddle 
Grazie, che del i^^S. fu fabbricata da Alben- 
zio Roiìi Eremita Calabrele della Terra del Cedra- 
ro , e rifatta del 16.8. dal Cardinal Lauti . I ' Im- 
magine iiiiracolola della B.Vergine , che fi venera 
neìl' Aitar Maggiore, fu portata da Terra Santa 
dal luddetto Albenzio, che fu il primo deeli Ere- 
miti Mendicanti , che cui dimorano . Il Quadro 
con S. Erancefco in uno delli due Altari laterali ò 
di Biagio Puccini , e P altro colP AlTunzione dì 
Autore incerto . 

E' qui contigua la Porta della Città chiamata 

Ange-^ 



F 



^2 Descrìztoxe di Roma 

Angelica , Quello notne , eh' elTa ritiene , fi vuole, 
che lo fortiUe dalli cueAngeii, che vi iònolate- 
i-almente fcolpiti dalla parte di fuori; ma è più vc- 
rifimile , che chiamandoli Pio I\^. che T aprì, G^o: 
Anodo , prima di efler alTunto al Pontificato , dalj 
/ècondo nome di lui quefta Porta {i fia detta AngeJ 
lìca . Sopra di effa fi leggono quelle parole. I 

Angelis fuìs maridavit de te , ut cujìodìant te m 
omiubus tviis tujs . ' 

^j^'vultRcmpuòiicamlfahanty nosfequatur » ' 

Di S, Gioì Battifla degli Spinelli . 

"^ Ucri di detta Porta ftà la piccola Chiefa di 
S. Gio; Battiiia degli Spinelli, eretta da un Ca- 
nonico di tal Famiglia , che P nnì alla Bafilica Va- 
ticana , il cui Capitolo manda alcuni Benefiziati , 
e Cappellani a cantarvi la Mef^ a nel giorno della 
Fefla . V^i rifiede la Compagnia de' Pellicciari, che 
vi fanno cele! rare la Mella ne* giorni Fcll:ivi , e vi 
f:.nno parimente la Fefca , avendo per loro Primi-! 
cerio un Canonico della menzionata Bafilica . j 

' Di S. Lazzaro fluori della medefìma Porta ^ ' 

i 

aUefi:a Chiefa, che è Parocchia, fu fabhri-jf 
_cata con lo Siìcózla unito in tempo di Cre-',' 
•glorio V'III. l'anno 1187. perla cura de* Leprofiji 
da un povero Francefe leprofo , e fu dedicata aj^ 
S. Lazzaro ì\ Mendico , e parimente a S. Lazzaro.^ 
iVatello dQÌÌQ SS, Marta, e Maddalena • Il Quadro,'! 

che I 



Antica , e Moderna • JJ 

che rapprcienta queib Santiilìma Penitente , è di 
buon pennello . Vi è Ja Stazione con molto con- 
corlb nella Domenica di Paillone , e Ji Vignaroli, 
la Compagnia de'quali Fu eretta circa Tanno 1 598, 
mantengono un Cappellano all' Altare della San- 
ta , e dotano , a proporzione ddÌQ limoline rac- 
colte, qualche povera loro Zitella. 

Quefta Chiefa ancora e unita al Capitolo dì 
S. Pietro 5 il quale vi pone , e mantiene il Curato, 
e manda a celebrarvi la Mefìa alcuni Benefiziati 
nel!' accennata Domenica . In quanto però allo 
Spedale dipende dalP Archiofpedale di S. Spirito , 
che vi mantiene gV Infermi a proprie fpeie , oltre 
le limofmc del Palazzo Apoftolico . 

Di S. Croce fui Monte /diario , e dì altre 
Chi e fé contìgue . 

SI afccnde poi fui Monte Mario , che anticamen- 
te col Vaticano era chiamato Gianicolo,per C'- 
ièr e unito col Monte di quefto nome. Oggi vicn 
detto Monte Marìo^non. già , come alcuni fuppon- 
gono, dal Confole Mario ; ma da un tal Mario Mil- 
lini , che vifie in tempo di Sifto IV , e vi ebbe , 
come al prefentc la fua Famiglia vi polTiede , una 
belliffima Villa con altre PofìefTioni . Si trova an- 
cora a mano deftra in quefra Monte una piccola 
Chiefa fabbricata da Pietro Millini in onore della 
S. Croce circa V anno 1 47^. in cui fi conferva il 
Corpo di S. Moderato Martire ; ed a finiftra fé ne 
trova un' altra bella , e di vota, che fìi eretta , e 
Tornì L G de- 



j4 Descrizione di Roma 

dedicata alla Madonna SantifTima del Rofario dal 
celebre Gio; Vittorio de' Rofii , che volle occulta- 
re il filo nome fotto quello di Giano Nicio Eritreo, 
die fignifica i' ìiìei^o . Qiiefla , il di cui Quadro 
nelV Altare del Rofario è pittura dì Michel Ange- 
lo Cerruti , fi offizia , e pofiìede col Convento an- 
neilb da'PP.Domenicani di Lombardia5rill'orato da 
Benedetto XIll , che andava fpeflò a dimorarvi . 
In quefllo Monte è la tanto rinomata V^illa del 
Duca di Parma , in oggi pofTeduta dal Re di Na- 
poli 5 communemente detta Villa Madama^ già fot- 
to il Dominio di Margherita d' Auftria Moglie, in 
prima di Alefìandro Medici , e poi di Ottavio Far- 
nefe , alla quale fu venduta dal Capitolo di S. Eu- 
flachio . Fu fatta edificare dal Card. Giulio Medi- 
ci 5 indi afiimto al Pontificato col nome di Cle- 
mente VII, colla direzione di Giulio Romano, che, 
infieme con Giovanni da Udine, ornò di Stucchi,c; 
Pitture il maggior Palazzo di efia . Vi fi ammira 
una Loggia circondata da Statue , un deliziofifll- 
mo Bofco , una vafra Pefchiera , un vaghifiimo 
Fonte , ed altre cofe riguardevoli . 

Nella Valle vicina verfo il Ponte Milvia , og- 
gi detto Molle fi fcoprì del 1 500. ima Chiefa di- 
ruta con tre Navate a Volta , ed alcune Immagi- 
ni di affai antica maniera , e fu creduta fabbrica- 
ta nello flefib luogo, dove Coftantino vidde in aria 
la Croce, dalla quale gli fu promefia la vittoria 
contro Mafìenzio , 

V^erfo il fine delle Vigne di detto Colle fi ve- 
de V altra Chiefa dedicata a S. Francefco d' Afiift 

con 



Antica , e Moderna • ^^ 

con il Mona fiero contiguo, fondata dall'Abate Ne- 
ri . Vi rifiedono li PP. di S.Onofrio di Roma , che 
ri efercitano la cura di anime , eflendo fl:ata di- 
chiarata Parocchia da Clemente XI. per dar più 
commoda aflìffcenza de Sagramenti a tutti li V^igna- 
roli , ed abitanti di quefto Monte . 

Di S, Maria del Pozzo . 

QUafi un miglio dinante dalla menzionata Por- 
ta Angelica trovafi una piccola Chiefa, den- 
tro la quale Ci venera una divota Immagine della 
Beata Vergine, denominata del Pozzo, per efiervi 
ftata ritrovata, ovvero per eflere ad un Pozzo vi- 
cina . Appartiene al Capitolo di S. Pietro , che vi 
manda a celebrare la MeiTa folenne per la Natività 
di Noflra Signora ; e in tutte le altre Fefle j e Do- 
meniche vi Ti dice la MefTa baffa . 

Del Colle , e Valle Vaticana . 

lentrata la detta Porta Angelica , e trapaf- 
fando tanto 1' Arco contiguo al gran Colon- 
nato, quanto il Colonnato medefimo, che circon- 
da da quefla banda la Gran Piazza Vaticana , è 
necciTario , prima d' inoltrare in altro difcorfo • 
di favellare del Colle, e della Valle Vaticana , Tro- 
vandovi dunque a pie del Colle medefimo , Tap- 
piate , che Vaticano anticamente veniva detto dal 
Dio del V^agito puerile fecondo Varrone , opurc , 
fecondo Gellio, da'V^aticin], che vi fi facevano . Vjl 
fua Valle è quafi nel fito della Bafilica , e Piazza 
Vaticana • 

C 2 Cer- 



R 



36 



Descrizione di Roma 

liNIVonc 




i i_-^^„ " ^aurnachia di Nerone ^^-- 
Cerchhy e Naumachu di Nerone. 



I) Er niidrire con genercfi , e dilettevoli cferciij 
. il Romano valore , fu introdotto T ufo deìÌG 
Naumachie;» Je quali altro non erano , che fìnti 

com- 



Antica, i Modirna • J7 

I Gomhattimenti navalijche facevanfl da principio in 
1 qualche Fiume, o tratto ci Mare'tranqiiillo;ma poi 
: furono per tale effetto eretti divedi Edifizj nelle vi- 
i cinanze di Roma . 

Stimano pertanto alcuni Autori , che Nerone 
aveffe contigua al merchio , ed a'giardini Vaticani 
la iua Naumachia jleggendofi nella vita di S.Pie- 
tro Apoftolo Icritta da S. Damafo Papa , che la di 
lui ChiefaFofTe fabbricata preffb lafuddctta Nau- 
machia, benché ciò venga riprovato dal Donati, e 
dal Nardini , che fuppongono , ef^erfi, invece del 
Cerchio, erroneamente fcritta la Naumachia , co- 
me narra il Baronie nel primo tomo de* luoi An- 




Conteneva la fuddetta Valle , oltre la menzio- 
nata Naumachia , li Tempj di Apollo , e Mi rtc : il 
Cerchio di CajoCailigola, detto i,nche di Nerone: 
i Giardini di Nerone , e di Domizia fua Zia : il 

C g Mau- 



^8 Di:scRi2iONE DI Roma 

Maiifoléo deirimperadore Onorio: il Sepolcro del- 
ia Ina Spofa Mari affigli noi a di Stilicone; ed il Cam- 
po Trionfale, dove fi metteva air ordine il Trion- 
fante , per pafTare con tuttala Pompa in Campi» 
doglio. C In altro luogo fi dirà la ftrada, che, di qua 
parlando , teneva , a tal funzione dellinata ) . Neil* 
iuino 1 544.coiroccafìone che fi cavava nel Tempio 
di S. Petronilla , ch'era contiguo air antico Tem- 
pio di S. Pietro, fi trovò una grand' Arca di Mar- 
iolo , creduta da tutti il Sepolcro di quefta Princi- 
pefTa . Vi fi trovarono le reliquie di im Cadavere 
di Donna, coperto di preziofi veftimenti , che-» 
brugiati , e ridotti in mafia metallica , rimafero 
40. libre di oro finifllmo . V^i erano ancora una lu- 
maca marina dì cridallo , acconcia in un ricetta- 
colo di oro , che formava una lucerna di fingcla- 
re artifizio : una quantità di vafi d' oro, di cri- 
ffcallo , e d* agata con nobil illuni lavori : un' altra 
quantità di gioje divcrfe , legate in varj modi , e 
fra queflie uno fmeraldo coli' effigie del fuddctto 
Imperadoré : molte verghe , collane , e figurine 
d* oro : due cafìettine d'argento ridotte in pezzi , 
ed alcune medaglie , e lamine d' oro , nelle quali fi 
leggevano quefte parole . Maria Don: ina Nostra 

FlORENTiSSÌMA. StILTCO VIVAT . DoMINO NoSTRO 

HoNORio , DoMiKA Nostra Maria. Così Icrivo- 
no il Fauno 3 ed ilBoiTio, 



Baji. 



,tf 



rm 










Antica 5 e Moderna . 39 

B afille a Vaticana . 

NEIIa ftelTa Valle fin dal 15-05'. fi vedeva il Tem. 
pio fatto eriggere da Coflantino Magno in 
onore di S. Pietro; e narra il Torrigio , ch'egli ftef» 
io , per la gran divozione , portò fulle proprie 
fpalle , e con umiltà fejiza pari ,12. Cofani di Ter- 
ra . La feguente Medaglia riportata dair Agoftini 
alla pag. 19. del primo Dialogo 5 rapprefenta Co- 
ftantino Fondaiore della Bafilica Vaticana col fuo 
figliuolo CoffcanzojC vi fi \g%?.q il di lui nome efpref» 
io alla Greca con caratteri ' atini . 




II detto Tempio fu adornato con cento Colon- 
ne 5 e fìi confagrato da S. Silveflro Papa u 18. di 
><ovembre . Poi fii ornato dal Pontefice Onorio I. 
con Porte dì argento, e coperto da S. Orniilda 
con bronzi dorati , levati dal Tempio di Romolo > 
ò di Roma , al parere di altri , 

C 4 Cesi 



4^ Descrizione di Roma 

Così (i mantenne per Io Tpazio di 1200. anni; 
ma incominciando poi per T ingiùria del tempo a 
minacciare mina, principalmente nella parte di 
niezzo giorno appoggiata fu le muraglie del Cer- 
chio dì Cajo , e Nerone , il quale principiava preflb 
le fcale della Bafilica vecchia, e terminava oltre 
la Chiefa di S. Marta , fu perciò nel mcdefimo Tito , 
e fopra il medcfimo pavimento , con maggior 
pompa, e magnificenza, riedificato . 

Degna di ofìervazione è la gran Piazza , che 
le ftà innanzi , circondata da grandiflìmo Portico 
di travertini con j 20. Colonne a 4. ordini, iòpra 
le qtiali Ci folle vano balauitri con i ^6. Statue, rap. 
prefentanti li Fondatori di varie Religioni , e altri 
Santi , che vi furono pofti con ordina del Ponte- 
fice Clemente XI. Quefiia fontuofa Fabbrica , che 
non è punto inferiore per la flia magnificenza agli 
antichi grandi edifizj , moftra la magnanimità di 
Alefiandro VII > e la nobile idea del Cavalier Ber- 
nini , che ne fu T Architetto . A' 25'. di Agoffco 
àdV anno 1661. vi gettò la prima piètra coli' affi- 
ftenza de* Cardinali , e Principi di quefl:a Corte » 
e vi poie molte medaglie di argjento , e di metal- 
lo, alcune delle quali rupprefentavano il medefi- 
mo Teatro col motto : Vatjc/.ni Tempii Ar^.a 

PORTICIBUS ORNATA , C COn V altl'O : FUNDAMENTA 
BJUSIN MoNT)BUS SANCflS . 

L' Obelifco 5 che nel mezzo fi vede, è alto pal- 
tin 11^. emezzoienza il piedefi:allo , ed efib iolo 
può vantarfi , dì ei^ere riniaflo intero, e f^Wo 
dalle ingiurie de' Barbari . Noncoreo Re delP Fgit- 

tofe- 



Antica > e Moderna . 4t 

to fece frigger lo ia Eliopoli , conforme feri ve Pli- 
nio;dii dove lo fece condurre in Roma Cajo Caligo- 
la r anno terzo del {\io Imperio , e lo pofe nel ftio 
Cerchio V^aticano , detto poi di Nerone per i fuoi 
Orti, che qui da prefTb aveva , conforme fi difle. 
Fu di tal grandezza la Nave , che portello , che la 
fece fommergere l' Imperadore Claudio alla Foce 
del Tevere per Fondamento della Fortezza di Por- 
to . Avendo Coftantino fatto difliruggere quefto 
Cerchio, rimale TObelifcofra le ruine prefìblii 
Sagreftia di S. Fietro fino al Pontificato di Siflio 
V , che diede la cura di farlo trafportare , e fitua- 
re nella Piazza, all'Architetto Domenico Fontana , 
da cui felicemente fu innalzato il dì io. Settembr^i 
1586 , e furono impiegati nell* opera 40. argani , 
190. cavalli 5 e 800. uomini . Colla medefimanave 
dell' Obelifco vennero ancora due gran pezzi di 
granito, e fono quelli, che compongono il piedé- 
ftallo , ibfl:enuto da una bafe di marmo bianco . 
Pofano fopra i quattro angoli del detto piedeftallo 
quattro Leoni di metallo , che moffcrano di regger 
r Obelifco , e furono gettati con modello di Pro- 
fpero Brelciano ; ed ha llilla cima i Monti , e la 
Stella , Infigne di Siflo , con fopra la Croce, che è 
alta pai. ro. e larga ne' bracci pai. 8. e fu gettat^è 
da Orazio Cenli re in metallo . Il fudetto Pontefi» 
ce concefìe Indulgenza di anni dieci , e dieci qua- 
rantene a chi l'aiutandola reciterà un Pater , e un 
^ve p^r la Santa Chiefa . lì Pontefice Innocenzo 
XIII. fece collocare intorno al piede dello fkfìtj 
Obelilco quattro feftoni di bronzo dorato , che iòf 

ften- 



42 Descrizione di Roma 

flengono quattro Aquile di c^nfimil metallo. 
Stemma Gentilizio della fua Cafav-on alcuni halaUr-^ 
fìri di marmo fino intorno alla bafe , chiufi al di 
fuori da Colonettedi granito . Efìendofi rotto uno 
de' Tiranti di rame , che foflenevano la mcdefima 
Croce , fu qucfta , per via di ponti di legno intor- 
no alla Guglia, calata giù, e portata nell'-Archi^ 
vio della Bafilica , vi fu porta dentro una porzione 
del legno della Santiffima Croce. Rinovatofi poi 
il tirante di rame, ed il Perno di ferro,che comin- 
ciava a patire , fu rimefTa al Ilio luogo nella Setti- 
mana Santa del 1740. in tempo di Sede Vacante . 
In egual diftanza di detto Obelilco fono due 
gran Fontane ifolate, che gettano abbondatifììme 
acque , con belli/Time conche di granito di un ibi 
pezzo . Paolo V. fece alzare quella a dertra con di- 
fegno di Carlo Maderno ; e Clemente X. quella a 
finiftra coli' opera di Carlo Fontana • 

S' innalza la maertofa Facciata della Bafilica 
Vaticana^che forma nobilifHmo prolpetto alla Piaz- 
za, ripartita in Colonne, Pilartri , e Logge di 
Travertino . Viene terminata in cima da tredici 
Statue di confiderabil grandezza , che rapprefen- 
tano Criftonortro Salvatore colli dodici Aportoli, 
a riferva di S. Pietro , in luogo del quale fi vede 
collocato S,G io; Battirta, eia Statua di S. Pietro 
con quella di S, Paolo rertano fituate a pie della 
Scalinata , come (ì dirà in apprefìb . Sotto la Log- 
gia principale fi vede un Mezzorilievo di Marmo 
.-col medefimo Signor Moftro , che porge le Chiavi 
a 5. Pietro, Scoltura di Ambrogio Bonvicino . 

La 



Antica, E Moderna, 4^ 

la fabbrica dì queflo Tempio fu principiata 
l'anno 1506. nel Pontificato di CjÌuJìo II. il quale 
a 18. di Aprile vi gettò la prima pietra > ed in 
quel tempo li luoi materiali non furono , fé non 
che mattoni , e terra . Bramante Lazzari ne fu i' 
Architetto, che morto nel 15 14. fu^^rolèguita da 
Kaffaelo d' Urbino , Giuliano da Sangallo , Fra^ 
Giacomo da Verona, Baldaffarre ì- eruzzi, e An- 
tonio da Sangallo. Seguita poi Ja morte di Raffae- 
lo nel 1520 , perle calamità, che patì Roma, cau- 
late dairinvalìone di Borbone (otto Clemente VII, 
fu tralafcii.ta r Opera fino al 1546. in cui Paolo 
III. dandonela cura a MicheP Angelo Buonaroti , 
deliberò di rifabbricarla con un nuovo difegno 
tutto di pietra, con nobile incroUstura di tra- 
vertini al dì fuori , e dì finifTimi marmi al di den- 
tro , come fece . 

Nel 1564. fucceffe al Buonaroti Giacomo Ba- 
rozzi dettoli Vignola , che durò fino al 157?- Su- 
bentrò Giacomo della Porta , e qiiefto durò fino al 
1604. ^^ innalzò la gran Cupola in tempo ài Siilo 
V, avendovi foprapofta la Lanterna in tempo 
di Clemente V^II. e ridottala Fabbrica fino alle 
Cappelle Gregoriana , e Clementina . In ultimo 
poi Paolo V. nel 1^06. coir afiillenza di Carlo iMa- 
derno fece demolire la parte vecchia fino alla Por- 
Ita , vi aggiunfè le f^^ì Cappelle , il Portico , e la 
facciata colla Loggia , d' onde fi dà la Benedizio- 
ne . Sì legge perciò nella miedefima Facciata que- 
fìa Ifcrizione . I\' honorem Pr^n'cipis Apostolo» 

RUM PaULUS V. BURCKHSIUS RoMAMUS PoM. MaX. 

Ankomdcxii. PoMiFicArus Vlh La 



<I4 Descrtzionh di Roma 

la facciata fliddetta contiene cinque porte 
^fiai ampie , oltre due grandi archi , aperti nelle 
due efiremità , per poter caulinare comodamente 
fVìntorno della Bafilica , che nella parte efterna 
Rincora fi rende degna di ammirazione ; e vi fono 
otto Colonne di 12. palmi di diametro, e molti 
pilaftri di travertino, che fofengono l'Architrave, 
dove fta fituata la fopraccennata Ifcrizione . 

Le Porte fono chiule da cancelli di Ferro, or- 
nati di ottone , con quattro bdìc colonne di mar- 
mo vario antico d i ordine I onico, porte ^Uì lati ; e 
per di fopra la medefima vedonfi fette feneftroni , 
.abbelliti con altre colonne , e balauftri di marmo * 




JVav:. 



Antica, e Moder^na. 




Na'vleella di Muféiho nel Portico dì S. Pietro : 

DAJJa Scala ampli/Tima^ comporta di due ri- 
piani 5 ai due Iati della quale fono erette le 
ftatue di S. Pietro , e di S. Paolo , fatte fcolpire 
da Pio II. alio Scultore Mino da Fielbie competi- 
tore 



4^ Descrizione di Roma 

tore di Paolo Romano , iì entra nel Portico , folle* 
nuto da fmiriiratc Colonne , ehe erano nella Ghie- 
fa antica, e fi cfTervafopra l' ìn^rcKo principale la 
Navicella di rhofaico , che circa V anno i^ oc. fece 
il celebre Giotto Fiorentino , e ralTcmbra come im 
Simbolo della Chiefa Cattolica , abitata, ma non 
ibmmerfa dalle tempefte di moltìffinie perfecuzio- 
ni . Anche prima uavaneii' Atrio quadriportico > 
portavi , fecondo alcuni , per ovviare al c^^rtumc 
fiiperfiiziofo , che tenevano gli antichi Crifl:iani> 
di vcltarfi air Oriente , quando erano per entrare; 
nella Bafilica ; e rimafla danneggiata per le rovine 
dell'antica Chiefi , doppo il corfo d'anni affai 
lungo fii raccomodata da Marcello Provenzalesche 
vi aggiunfe di ilio le Figure in aria , ed il Pefcato- 
re ; e nuovamente anche per ordine di Clemen- 
te X.fii riftorata da Orazio Manenti nelF anno 
1674. nel tempo medefimo,che quefto Pontefice 
di marmi diverfi fece abbellire il Pavimento di 
quefto Portico, che, ornato di Statue, Felloni, 
Angeli, e Stucchi meffi ad oro , egregiamente la- 
vorati dair Algardi , aveva già fatto edificare il 
Pontefice Paolo V. 

Sono unite alla Facciata già defcritta, che am- 
bi corrifpondono in quello Portico, due Ipaziofe 
Gallerie coperte , illuminate da ampli Fineflroni ; 
una delle quali ferve di Veflibolo al gran Palazzo 
Vaticano , e termina nella Regia Scala , che ad 
effo conduce , fatta edificare da Aleffandro VII. 
con difegno nobiliffnno del Bernini , il quale vi 
pofc la bella S tatù a , da fé fcolpita , di Coilan- 

tino 




Stiti? di Ci/tin±irLO 



Antica , e Moderna . 47 

tino a Cavallo , rimufto attonito per la^ vifione 
della Santacroce , che gli comparve miracolo- 
lamente nell' aria , in tempo della giierra^col Ti- 
ranno Mafienzio; e dall'altra parte vie quella 
di Carlo Magno, fcolpita da Agoilino Coruacchi- 
ni Fiorentino . 

Maravigliofa è l£.gran Porta di metallo fatta 
per ordine di Eugenio Tv', da Antonio Filarete, che 
, vi effigiò il Martirio de' SS. Apofcoli Pietro, e Pao- 
i lo , con alcuni Fatti dello llellb Pontefice; e fopra 
l'architrave vie unBailb rilievo di marmo col 
Salvatore , che commette il fuo Ovile a S. Pietro , 
opera diligentemente fcolpita dal fuddetto Ca- 
valier Bernini . 

Cinque fono le gran Forte , che nella Bafilica 
introducono , tre delle quali fono adornate con 
Colonne di marmo paonazzo ; V ultima però a 
mano diritta, entrando, è fempre murata, apren* 
dofi folamente neir Anno Santo , cheviene a ca- 
dere ogni 2^". anni una volta , cominciando dalla 
.Vigilia del Santifììmo Natale. Il primo IHiitutore 
*idiquelì:'ampliillmo, ed univerfai Giubileo fu Bo- 
'nifazio Vili, nel 1^00. e lo fifsò per ogni cent'an- 
, ni una volta . Clemente VI. lo ridiiffe ad anni 50* 
Urbano parimente VI. lo limitò alli ^4. Bonifazio 
IX. lo differì di nuovo alli 50 ; e finalmente Pao- 
lo Il.r abbreviò alli 25". anni, conforme al prefen- 
te fi colluma ; e la prima Bolla, fopra tal Giu':ileo 
fpedita,fìi compofla dal medefimo Bonifazio Vili, 
e fi l^ggQ incifa in marmo fotto queflio Portico , 
efìendo (ielle tre , che vi fi vedono incaftrate nel 

muro 



^J Descrizione di Roma 

muro della Chiefa , quella , che reila. vicino alla 
Porta tii mezzo dalla banda della Porta Santa . 

Onorio I. neir anno 626. fece all'antica Chie- 
fa le Porte di argento, che afcendevano al pelò dì 
libre 975. come riferilce il Bibliotecario, quali 
neir anno 846. furono levate dalli Saraceni ; e 
Leone IV. vene fece porre dell* altre , dove era- 
no incaftrate -tavolette dì argento tutte Inoriate, 
fecondo narra il medefimo Autore . 

Entrandofi nella Bafilica , fi vede fopra Ii_, 
Porta interiore di mezzo la lèguente Ifcrizione . 

PAULUS V. 

PONT. MAX. 

VATICANUM TEMPLUM 

A JULIO II. INCHOATUM 

ET USQ13E AD GREGORII ET CLEMENTIS 

SACELLA 

ASSIDUO CENTUM ANNORUM 

OPIFICIO PRODUCTUM 

TANTiE MOLIS ACCESSIONE 

UNIVERSUM CONSTANTINIAN.^ 

BASILICE AMBITUM INCLUDENS 

CONFECIT 

CONFESSIONEM BEATI PETRI EXORNAVIT 

PORTAM ORIENTA LEM ET PORTICUM 

EXTRUXIT 

fopra 



Antica , e Moderna ♦ 49 

fopra quella della finiilra . 

URBANUS VJIf. PONT. MAX. 

VATICANAM BASILICAM 

A CONSTANTJNO MAGNO EXTRUCTAM 

A BEATO SILVESTRO DEDICATAM 

IN AMPLISSIMI TEMPLI FORMAM 

RELIGIOSA MULTORUM PONTIFICUM 

MAGNIFICENTIA 

REDACTAM 

SOLEMNI RITU CONSECRAVIT 

SEPULCHRUM APOSTOLICUM 

\SNEA MOLE DECORAVIT 

ODiEUM <VRAS ET SACELLA 

STATUIS , AC MULTIPLICIBUS OPERIBUS 

ORNAVIT 

fopra V altra cleftra : 

BASIUCAM PRINCIPIS APOSTOLORUM 

IN HANC MOLIS AMPLITUDINEM 

WULTIPLICI ROMANORUM PONTIFICUM 

ffiDIFICATIONE PRODUCTAM 

INNOCENTIUS X. PONT. MAX. 

NOVO CJELATURJE ©PERE 

ORNATIS SACELLIS 

INTERJECTIS IN UTRAQtE TEMPLI ALA 

MARMOREIS COLUMNIS 

STRATO ET VARIO LAPIDE 

PAVIMENTO MAGNIElCENTItS TERMINAVI!. 

Qiiefla maeftofa , e fingolare Bafilica è lunga 
palmi 840, larga neUa Croce trafverfale palmi 
^41 , alta palmi 225; e dopo aver confiderato il 

Tcm. L D magni- 



^o Descrizione di Roma 

magnifico Pavimento , e la gran Volta, che è tut- 
ta ornata di ilucchi dorati , fattivi da Marcello 
Provenzale per ordine di Paolo V , la di cui Ar- 
ma però nel mezzo fece di Mufaico ; fi ammirano 
da tutte le bande abbellimenti di Colonne, Marmi^ 
e BaiTirilievi ecccllentiiììmi , fra quali ^6. gran 
Medaglioni colle Immagini di altrettanti ianti 
Pontefici , tutte fcolpite da Niccolò Sale Franzeie 
co i difegni del menzionato Bernini per ordine d* 
Innocenzo X, 

Occupa colla fùa vaftità quello Tempio il Ti- 
to , in cui già furono gli accennati due Tempj di 
Marte, e di Apollo, e parte del Cerchio dì Cafo, e 
di Nerone . Ma per vedere con qualche ordine le 
cofe più Angolari, che V arricchifcono, fi comincia 
il giro dalla prima Cappella amano delira, en- 
trando in Chiefa , nella quale fi ofTerva la bellilTi- 
ma ftatua della Pietà , che fii fcolpita da Michelan- 
gelo Buonaroti prima del vigefimp <juintp anno di 
iua età . Era prima fituata nella Chiefa di S> Maria 
delle Febri , poi nclP Altare del Coro , ed ultima- 
mente è fiata in quell'Altare collocata, rimofìa- 
ne V Immagine del SS. Crocefifib , che vi era , 
fcolpito in legno da Pietro Cavallini , e fituata ora 
nel profiìmo Oratorio a mano deftra, di S.Niccolò 
di Bari , che in queft' occafione è flato molto bene 
aggiullato , ed ornato condifegnodi Luigi Van- 
vitelli , ed il Quadro del Santo , eh' è lavorato a 
Mofaico , fu fatto dì propria idea da Fabio Criflo- 
fari . A mano fini/Ira poi , cioè incontro à tal Ora- 
torio , fi vede eretta , e chiufa éntro cancellata di 

fer- 



Antica, e Moderna • . Ji 

ferro una: Colonna di marmo , alla quale fi appog» 
giava Crifto Signor Noflro , quando predicava 
nel Tempio di Salomone; ed ha virtù di liberare 
gV Indemoniati . La volta della detta Cappella del- 
la Pietà fu dipinta dal Cavalier Giovanni I.anfran- 
chi ; eia Cupola , che è per di fuori, fu parimente 
lavorata dal Crilliofori con dìihgno principiato da 
Pietro Berettini da Cortona , e terminato da Ciro 
Ferri fuo Difcepolo» il quale difegnò pure ilS. Pie- 
tro fopra della Porta Santa interiore > pofto in 
Mofaico dal detto Cri/lofori . Sotto T arco vicino , 
per cui fi pafla alla Cappella feguente , fi vede il 
Depofito di Crilh'na Alefìandra Regina di Svezia , 
erettole da Innocenzo XII > e da Clemente XL con 
difegno del Cavalier Carlo Fontana . Giovanni 
Giardini vi fece il Medao^lione > ed altri oniamen- 
ti di metallo; Giovanni Toudon i Bcfiirilievi , e 
Lorenzo Ottone i due Putti\ Incontro è fituata un* 
Urna di flucco , dove ripofano le Ceneri d' Inno- 
cenzo XIIL 

Il Quadro con S. Sebaffciano nella feconda-. 
Cappella è opera di Domenica Zampieri, detto il 
Domenichino, ridotto a Mufaico dal Cavalier Pie- 
tro Paolo Criliofori . I Mofaici della Cupola fono 
difegni di Pietro Berettini da Cortona, efeguiti da 
Fabio Cri/loforf > e da Matteo Piccioni ; gli altri 
furono ideati dallo ftefìb gerettinf, e da Francefco 
' Vanni , pofli in efecuzione dal mentovato Piccio- 
ni, e da Orazio Manenti . Apprefib vedrete il De- 
pofito fatto da ITrbano VIILalla Contefia Matilde, 
il corpo della quale fu fatto qua trafportarc dal 

D 2 Mo. 



jÉ DiscRiziONB DI Roma 

Monaftero di S. Benedetto vicino a Mantova per 
ordine dell'iftefìb Pontefice , efTendofi ivi fcoperto 
circa r anno ^6gc. nel fabbricarfi il Convento . 
V architettura è del Cavalier Gio; Lorenzo Ber- 
nini , che fcolpì la tefta della Statua principak » 
terminata nel rimanente da Luigi Bernini fuo Fra- 
tello . Il Mezzorilievo , che rapprefenta rafìblu- 
zione data da Gregorio VIL ad fcnrico IIL è ope- 
ra di Stefano Speranza . 1 due Angeli fopra V Ur- 
na furono fcoipiti da luigi Bernini, e Andrea 
Bolgi ; e li dueprefìb V Arme da Matteo Bonarel- 
li . Incontro a quello fi vede il Lepofito d* Inno- 
cenzo XIL Fignatelli , fcrlpito da Filippo della 
Valle Fiorentino , ed erettogli nel f 746. 

Segue la Cappella della Sintiilima Trinità, 
dove fi conferva T Auguilifilmo Sagra mento in un 
Ciborio di Lapislazuìi, e metallo dorato, fatto con 
difegno del Cavalier Bernini dal Cavrjier Giaco- 
mo Lucenti . Il C^uadro colle tre -PeHcne E ivi ne 
è opera ài Pietro da Cortona , che difegnò an-r 
che le pitture della Cupola , ridotte a Muli ibo da 
Guidobald'o Abbatini . Il Sepolcro di Siiic IV. fui 
pavimento, fatto di metallo con bafi^rilievi efpri- 
menti tutte le Scienze, è lavoro di Antonio Pol- 
kjoli , che ne fece anche il dilegno . Kel piccolo 
Altare a delira , dove fono altre due Colonne del 
Tempio di Salomone , il Quadro con S. Maurizio 
è del Bernini , benché molti lo credano di Carlo 
Pellegrino • 

Seguono altri due Depofiti , V uno di Grego- 
rio XIIL fatto dal Cavalier Cammillo Rufc<-ni , e 

r al- 



Antica , E Moderna • j^ 

l'altro di Gregorio XIV. fenza ornamenti . Si pre- 
fenta incontro V Altare di S. Girolamo , che dà 
termine a que/la navata , ed il quadro è di miifaico 
fatto dal detto Pietro Paolo Criftofori fui difèguo 
di quel celebre, fatto dal Domenichini, che fi am- 
mira nell'Alter Maggiore della Chiela di S. Girola- 
mo della Carità . Voltando ora a mano deftra , vie» 
ne in faccia la fbntuofa Cappella detta Gregoriana ^ 
perche da Gregorio XIII. fii eretta, con difègno di 
Michelangelo , efeguito da Giacomo della Porta, 
e la dedicò alla Beatiflima Vergine , collocandovi 
anche fotto V Altare il Corpo di S. Gregorio Na- 
zianzeno , che prima fi cuflodiva nella Chiefa delle 
Monache Benedettine di Campo Marzo ; e le più 
ture della Cupola, ridotte amufaicoda Marcello 
Provenzale, Cefare Nebbia, ed altri, fono pen- 
ficri del iVluziani . 

Il Quadro di S. Bafilio nel prcfTimo Altare fìi 
principiato dal Muziani , e terminato dal Nebbia 
fuo allievo; ma ne doverà elTer rimoffo , per col- 
locarvi a fuo tempo quello , che ora fi {[ii lavoran- 
do in mofaico dalla pittura di Pietro Subleyri.s 
Francefe ; ed il Salvatore, che lava i piedi agli 
Aportoli, dipinto a frefco fopra la Porta incontro , 
è opera del Cavalier Paolo Baelioni . . ..: 

Nelle tre Cappelle liif!eguenti della Gran Cro- 
ciata da quefta banda porta a auiiaico dal Crirtofr> 
ri , Pimagine di S. V^incislao Re di Boeniia è pit- 
tura di Angelo Carofèlli : il Martirio de' SS. l'ro- 
ctflb , e Martiniano ( i Corpi de* quali lono fotto 
l'Altare ) è opera di. Valentino Francélè,ed il Mar- 

D 3 u- 



'y4 Descrizione di Roma 

tirio di ^.Erafmo di Nicolò Pufino . Tanto nella 
terza Cappella , come nell'altra della nave Croce, 
vi fono quattro gran Colonne folide di giallo an- 
tico , levate dal Foro di Trajano . 

Più oltre il Quadro colla Navicella di S.Pie* 
tro , che è di Mufaico dell* iflefìb Criftofori , lo 
dipinfe il Cavalier Lanfranchi ; e 1* altro dirimpet- 
to collo flefìb Apoftolo, che battezza, òdi An- 
drea Camafìei . 

Il S. Michele Arcangelo nel fuo Altare fu 
comporto a mufaico da Gio: Battito Calandra col 
difegno di Giufeppe d* Arpino ; e la S. Petronilla 
neir Altare contiguo , dove ripofa il di lei Cor- 
po , è opera mirabile di Gio: Francefco da Cento, 
detto il Guercino , prefentemente di mufaico dell' 
ifteflb Criftofori • Eravi prima , unita alla Bafilica 
vecchia, una Chiefuola dedicata ad onore della 
medefima Santa dall' Imperatore Coflantino , do- 
ve fu trafportato circa 1' anno 750. il di lei Cor- 
po da un Cemeterio di Roma , alla richieda di Pi- 
pino Re di Francia . Luigi XI. gli fece molti legali 
ài magnificenza , e con pia Hberalità vi fondò due 
Cappellanie, che poi unitamente con il Corpo del- 
la Santa furono trasferite a quefta modernaCappel- 
ia . Le pitture della Cupola fono invenzione di 
Niccolò Riccioh'ni , meffc a mufaico da Profpero 
Clori, Domenico Cuffoni , Enrico Vò ,eGio:Frrin- 
cefco Piani . Le quattro Immagini fotto della mc- 
defima fono idee di Francefco Romanelli , Carlo 
Pellegrini 5 Guidobaldo Abbatini , e Andrea Sac- 
chi , porte in mofaico dai Calandra fuddetto , e 

quel- 



Antica, e Moderna . ^5 

quelli del Sordini, furono lavorati da Giuleppe 
Ottaviani dalle Pitture di Ventura Lamberti , e 
del Cavaliere Marco Benefial , che fece folamente 
il S. Nicodemo, che fomminiftra la S.Communione 
alla Santa . 

Segue il Depofito di Clemente Decimo archi- 
tettato dal Cavalier Mattia de RofTì . Il Baflbri- 
lievo neir Urna è di Leonardo Retenfe : la Sta- 
tua del Pontefice fu fcolpita da Ercole Ferrata ; 
quella della Clemenza da Giufeppe Mazzoli , e l'al- 
tra della Fede da Lazzaro Morelli ; le altre fono di 
Filippo Carcani . II Quadro neìV Altare incontro , 
dove H vede S. Pietro > che refufcita Tabita , è 
del Baglioni , 




D4 



.4/. 



Descrizione di Roma 




Altare della Cattedra di S. Pietro^ 



Rimane fituata nel fondo della Tribuna mag- 
giore la Catedra del Principe degli Apoflo- 
\ì i che è fatta di legno intcrfiata di avorio, con 

Co- 



Antica , e Moderna ; 59 

Colonnette , e Eigurine diligentemente lavorate , 
ed è la Sedia Pontificale , in cui fede il Santo , di- 
morando in Roma , vi amminiftrò li Sagramenti , 
vi confagrò V^efcovi , e Sacerdoti , e vi celebra 
tutte le altre funzioni . Anche li Sncceflbri di lui 
fé nelèrvirono , fedendovi fpecialmente quando 
erano eletti Pontefici ; Alefiandro VII. però vol- 
le chiuderla in quella di Bronzo, che fi vede fo- 
ilcnuta da quattro Santi Dottori , due della Ghie- 
fo Greca , cioè S. Giovanni Crifoftomo , e S. Ata- 
nafio , e due della Latina , cioè S. Ambrogio , e S. 
Agoftino . Ogn' una di quefte Statue è alta 17. pal- 
mi , pefano tutte infieme libre 116257.6 con ar- 
chitettura del Cavalier Bernini fu formata quefta 
gran machina da Gio: ArtiiCi con libre 219060. di 
metallo , e colla fpefa di 172000. feudi . Di que- 
fta Cattedra ha diffufamcnte fcritto Monfignor 
Francefco Maria Febei nel (iio libro De Identitate^ 
Cathedra Romane^ . 

Il Depofito di Urbano Vili, ornato di Statue 
^ me'tallo , e marmi negri , che le refi:a a mano 
manca , è invenzione dello ftefìb Bernini ; e V al- 
tro dirimpetto di Paolo III. fu fcolpito da Gugliel- 
mo della Porta colla direzione del Buonaroti . Le 
Colonne , e gli Archi di quefi;i due Depofiti furono 
fatti colle pietre del Tempio creduto del Sole , che 
già era fui Quirinale , dove fono al prefènte i 
Giardini de' Colonnefi^ La Volta di quefta Tribu- 
na è ftata ultimamente ornata di ftucchi mefiì ad 
oro con difegno di Luigi Vanvitelli ; Li tre Bafllri- 
lievi però fonolavoro òX Gio: Battifta Maini , chp 

io 



^g Descrizione di Roma 

in quello di mezzo ha rapprefentato^da una Pittura 
di Rafaello il Signore, che porge le chiavi a S.Pie- 
tro • à mano delira la croci fiflione del medcfimo 
Santo , che fu efpref^a nel famofo Quadro alle 
Tre Fontane da Guido Reno; ed amano finiftra 
la Decollazione di S. Paolo d' invenzione delP Al- 
gardi ; e quefto abbellimento fi è fatto parimente 
in fondo delle due Navate traverfè con dilegno 
dello ftefib Van vi teli i , e con lavoro del medefi- 
mo Maini , che vi ha formati altri tre Bailìrilievi 
per parte copiati da Pitture del detto Raffaello . 

Andando per l'altro lato della Bafilica, fi tro- 
va a mano deftra il fontuofo Depofito di Aleffan- 
dro Vili, alzatogli dal Cardinal Pietro Ottoboni 
con invenzione del Conte Sanmartino . Gettò Giii- 
feppe Bertofi la Statua di Bronzo, che rapprefenta 
il Pontefice ; ed Angelo Rofii fcolpìle Statue di 
mà^mo 5 ed il Baflbrilievo . II Quadro dell' Alta- 
re iikontro è 1' originale medefimo dipinto ulti- 
mamente di fua invenzione da Prancefco Mancini , 
per efier poi a Tuo tempo trafportato in mofaico . 

V Iftoria di S. Leone I. che {i fa incontro ad 
Attila Re degli Unni, fituata più innanzi , fu fcol- 
pita dal Cavalier Aleifandro Algardi , ed è il più 
celebre Bafibrilievo moderno . Sotto V Altare fi 
conferva il Corpo del medefimo S. Leone portovi 
da Clemente XI. 

Neil* Altare contiguo , fotto di cui ripofano 
li Corpi de SS. Pontefici Leone IL HI. e IV. fi ve- 
nera l'Immagine della B. Vergine detta della Co- 
lomai per effere fiata qua trasferita da una Co- 
lon- 



Antica , e Moderna • 59 

lonna dell* antica Bafilica , e fu ornata di marmi 
con architettura di Giacomo della Porta . Le figu* 
re rottola Cupola fono invenzione di Gio: Lan- 
franchi , Andrea Sacchi , e Gio: Francefco Roma- 
nelli , ridotte a Mufaico dal Calandra, e dall'Ab- 
batini, il quale ridufTe anche le Pitture de' Sordini 
difegnate dal fuddetto Lanfranchi . 

Si ofTerva fopra la vicina Porta il Depofito di 
AlcfTimdro VII, una ddV ultime idee del Bernini . 
Egli ftefb fece la Statua della Verità nuda , che 
poi veftì d'ordine d' Innocenzo XI ; la Carità Ki 
fcolpita da Cefare Mazzoli , ed una dell' altre due 
è di Lazzaro Morelli . Neil' Altare incontro , il 
Quadro colla caduta di Simon Mago fu colorito 
dal Cavalier Francefco Vanni fopra le Lavagne - 

Nella Croce travcrfa, il primo Altare, ove fi 
conferva il Corpo di S. Bonifazio IV , che è dedi- 
cato a S. Tomafo Apodoìo , il Quadro è pittura 
del Cavalier Domenico Paff.gnani ; nel fecondo 
Agojìino Ciampelli dipinfe li SS, Simone , e Giu- 
da , i Corpi de quali iono fotto 1' Altare ; ed An- 
tonio Spadarino colori il Quadro colli SS. Marzia- 
le,e Valeria nel terzo,in cui ripofa il Corpo di San 
Leone IX. Il S. Pietro che libera un Indemoniato , 
fopra la Porta della profTima Sagreftia , è opera 
del Rom.anelli . 

Q^iefta Sagreftia era anticamente una piccola 
Chiefa , nominata S, Maria delle Febbri ^ e Con- 
tiene in fé quattro Cappelle . Nella prima il Qua- 
dro con S. Clemente , ed i laterali fono del Cava- 
lier Pietro Leone Ghe;zzi , Nella feconda diverfe 



^o Descrixionb ni Roma 

pitture fopra gli Armarj , dove fi cuftodiTcono le 
Sacre Reliquie , fono di Francefco Moranzone . 11 
Quadro con S. Anna della terza è di Gio: France- 
fco Fattore 5 Difcepolo di Raffaello, e l' Immagine 
della B. Vergine , dipinta in muro nella quarta 
è dì un* Allievo di Pietro Perugino : V Orazione 
dd Signore neW Orto , e la Flagellazione alla Co- 
lonna fono del Muziani . Sopra il Cancello di noce 
fi vede un Gallo di bronzo dorato , che flava fo- 
pra 11 Campanile antico innalzato da S. Leone IV. 

Fra molti Quadri che adornano le pareti , la 
Rifiirrezzione , e V Afcenzione di Gesù Crifbo fo- 
no di Giacomo Zucchi : il S.Gio; Battifta è di Tad- 
deo Zuccheri: il S.Antonio di Padova è di Marcel- 
lo Venufti : la Pietà è di Lorenzino da Bologna : la 
S. Veronica co' SS. Pietro , e Paolo è di Ugone da 
Carpijche dipinfe queflobel Quadro, adoperando, 
in vece de* pennelli, le dita . Il Salvatore, che por- 
ge le chiavi a S. Pietro , è del fuddetto Muziani : 
il medefimo Salvatore adorato dagli Angeli , la 
CrocefiiTione di S. Pietro , e la Decollazione di S. 
Paolo in noce d' India di forma piramidale fono 
di Giotto Fiorentino . Tutti li Quadri poi , che 
rapprefentano diverfe Imiiiagini di Maria Santif. 
iima , fono copie di quelle, fiate fin qui coronate 
ogni anno con Corona d' oro da quello Reveren- 
dilTimo Capitolo , tanto in Roma , quanto irt.. 
altre Città dello Stato Ecclcfiaftico , e dell* Italia , 
à tenore d' un Legato del piiflìmo Co: Alefiandro 
Sforza Piacentino , che l^lcib a qucfl* effetto al 
medefimo Capitolo 71.. luoghi di Monte Came- 
rali « Le 



-Aktica 5 E Moderna • 6t 

Le reliquie , che fi conlèrvano neTopraccen- 
nati Arm'arj fono le fègiienti . Una pittura antica 
in legno colla vera effigie de' Santi ApoftoJi Pie- 
tro , e Paolo donata da S. Silveflro dia Bafilica . 
Una Coltre » in cui s' involgevano i Corpi de' SS. 
Martiri , uccifi nel Cerchio Neroniano . Una Un- 
tola di ferro , colla quale erano tormentatili SS. 
Martiri . Il Capo di S. Petronilla , di S. Menna » 
dì S. Quirino , di S. Lamberto , di S. Magno , di 
S. Sebaiiiano Martiri , dì S. Damafo Pontefice , e 
diS. Luca Evangelica . Una Spalla de' Santi Gio:> 
Criiòftomo , CriftoForo , Lorenzo , e Stefano . LTn 
Braccio de' Santi Gregorio Nazi"anzeno, S. Gio- 
fcppe ah Arimatea, e Longino . Un Dito di S.Pie- 
tro Apoftolo, una (ìamba di S. Pietro d' Alcanta- 
ra : della Gola di S. Biagio : de' Capelli di S. Ma- 
ria Maddalena : del Sangue di S. Francefco d' Aflì- 
fi ; ddÌQ Ceneri di S. Gio: Battifta : del Manto , e 
Cingolo di S. Giufeppe : del velo della SS. Vergi- 
ne : della Culla di Gesù Crifto, e altre molte . Si 
vede filila porta interiore nell' ufcir dalla Sagrellia 
una Catena , che fu tolta ad un Porto di Smirne 
da Oliviero Carafa Generale di Sifto IV. ed i Fer- 
ri , che chiudevano la Porta di Tunifi , mandati 
da Carlo V. a Paolo III. 

Dalla fudetta Sagreftia fi va nell'Archivio del 
ReverendifTimo Capitelo, dove fi confervano mol- 
tiiTmii Codici manofcritti antichi , fra'quali trova- 
fi il celebre Codice antichiffimo di S. Ilario . 

Ritornando in Chiefa, il Quadro colla Croce- 
fiflìone di S. Pietro, fituato tiQW Altare , che viene 

incon- 



^2 Descrizione di Roma 

incontro , fu dipinto dal Cavalicr Paffignani . Se- 
dile la Cappella di S. Gregorio Magno , chiamata 
Clementinay .j)Qrchè fu eretta di ordine di Clemen- 
te Vili' da Giacomo della Porta con architettura 
del Biionaroti . Il Quadro dell' Altare ( in cui ri- 
pofh il Corpo del Santo ) è opera di Andrea Sac- 
chi .1 Mufaici lòtto la Cupola furono lavorati da 
Marcello Provenzale , e Paolo Rofìetti , colli di- 
iègni del Cavalier Criiloforo Roncalli , e di An- 
tonio Roncalli Tuo fratello . Il Quadro feguente-» 
colli SS. Apoftoli Pietro , e Andrea , che punifco- 
no la falfità di Anania , e Saffira , è dello {icflb Ca- 
valier Roncalli , porto in Mufaico da Pietro Ada- 
mi . 

Entrando nella Nave minore, s'incontra a de- 
ftrailDepofitodi Leone XI. difegnato , e icolpito 
dall' Algardi-, eccettuate le due ftatue laterali, 
cioè la Maellà Regia fcolpita da Ercole Ferrata , e 
hi Liberdità da Giufeppe Peroni fiioi Difcepoli . 
A man fìnillra evvi il Depofito del Ven: Servo di 
Dio Innocenzo XI. comporto di marmi , e bronzi 
dorati eretto con difegno del Cavalier Carlo Ma- 
ratti , e (colpito da Stefano Monot Borgognone . 

Degna di ofìervazione è la Cappella del Coro 
C ove fi conferva il Corpo dì S. Gio: Grrfortojno ) 
nella quale il Quadro di mofaico , in cui è rappre- 
fentata la Santiflima Concezzione di Maria , il det- 
to S. Gio: Crifortomo , S. Franccfco , e S. Anto- 
nio di Padova , è fatto fbpra 1' Originale dipinto 
da Pietro Bianchi . Nel pavimento fi ofTerva una 
iscrizione fepolcrale, comporta da Clemente Xi. 

per 



Antica, e Moderna ^ 6j 

per le fue Ceneri , che ripofano fotto qiiefta Cap- 
pella in una ftanza ornata di ftucchi dorati, fatti 
d' ordine del Signor Cardinale D. Annibale Alba- 
ni . 11 Capitolo, che quivi oft:zia,è afìai riguarde- 
vole per la qualità , e per il numero de l'oggetti; 
poiché vien compofto da trenta Canonici , fren- 
tafei Benefiziati, quattro Cappellani Innocenziani , 
cVentifèi Cherici Benefiziati , oltre un grannume^ 
ro di altri molti Cappellani , di molti Cherici , e 
Mufici . Ha il Tuo Arciprete Cardinale , che vi tie- 
ne un Prelato per Tuo Vicario,, ed è Ibto lempre 
quello Capitolo un fecondo Seminario di Vefcovi , 
Arcivcfcovi, Cardinali , e Sommi Pontefici , fra 
quali uno fu a tempi nofcri la S. M. di Clemente 
XI. ed anche il Regnante Sommo Pontefice Bhne- 
DETTO XIV. Ha parimente una verfione particola- 
re de* Salmi , eh' è antichifiima , e fi vuole , che 
,fia r antica verfione itala, della quale fi ferve, 
quando lalineggia in Coro . Le pitture nella Cu- 
pola fono di Marc'Antonio Francefchini , ed i Mo- 
faici dì Filippo Cocchi Romano : quelle ne' trian^ 
goli fono penfieri di Ciro Ferri , e Carlo Maratti | 
p^ìc in molili Qo da (jiufeppe Conti , e le opere 
ne' bordini fono dijProfpero Clori , e Giui'epp^ 
Ottaviani, fatte con difegni di Niccolò Ricciolini , 
e del Francelchini iiiddetto, cioè, quello efpref-^ 
fé li due fopra la Porta del Coro, e quello gli altri 
quattro . ... 

Pili avanti fi trova il Depofito d* Innocen^ 
zo Vili, lavorato in bronzo da Antonio Pollajoli . 
La Prefentaziene della Vergine nel feg;uente Alta-, 

re 



^4 Descrizione di Roma 

re fu dipinta dal RomaJielii , ridotta a mofaico dal 
iiidetto Criftofori . Li Mofaici della Cupola fono 
idee del Maratti , lavorati parimente in mufaico 
da Giufeppe Conti , Fabio Crillofori , Leopoldo 
Po2zo 5 Domenico Cufibni , e Prolpero Glori . 

Sopra la Porta , che conduce alla gran Cup- 
pola , è fituato il Depofito della Regina d' Inghil- 
terra Maria Clementina Sobiefcki, morta in Roma 
nel 1 7^ 5. e fìi fatto con difegno di Filippo Barigio- 
ni . Le Statue però furono fcolpite da Pietro Brac- 
ci , ed il Ritratto fu ridotto a muiaico da Pietro 
Paolo Criftofori , imitando una Copia fatta da Lli-u 
dovico Stern . 

La Cappella del Fonte Battefimale è architet- 
tura del Cavalier Carlo Fontana ; la bella Conca 
di porfido, che già copriva ilfepolcro dell'lmpera- 
dor Adriano nella fua Mole , indi quello dell' Ini- 
perador Ottone IL fu qui fatta collocare da Inno- 
cenzo XII. levandone un antico Pilo di marmo ,' 
cheeraftato fepoltura di Probo Anicio, Prefetto 
Pretorio , e di Proba fua Moglie ; fituato al pre- 
fente nella Cappelletta incontro quella di S.Nicolò- 
di Bari dall'altra parte già, defcritta. Carlo Mara^- 
ti colorì il Quadro principale con S, Gio: Battifb, 
che battezza Noftro Signore, ridotto a mufaico 
dal detto Criftofori ; quello a deftraè di Giufeppe 
Pafleri pofto a mofaico dal Cavalier Gio: Battifta 
Brughi ; e quello a finiftra di Andrea Procaccini, 
ridotto a mofaico dal detto Criftofori . Francefco 
Trevifani poi dipinfe la Cuppola , lì Tei Sordini , 
eli 4. Angoli ,pofti in mofaico da Giufeppe Otta- 
via- 



Antica, e Moderna. '6^ 

^ viani 5 Liborio Fattore , e Gio: Battiila Brughi • 

Nella Nave di mezzo , fi ofiervano fu i confi- 
ni degli Archi diverle Ibtue di grandezza Colof* 
fea , egregiamente lavorate , e nelle nicchie fra i 
Pilaftri, in tutto il giro di quejdo vafco Tempio , 
alcune fnatue > che rapprenfentano li Fondatori 
delle Religioni ; e cominciando dalla gran Tri- 
buna, dove è r Altare della Cattedra , il S. Do- 
menico fìi fcolpito da Pietro Legros Parigino , e 
quella incontro di S.Francefco daCarlo Monaldi.Il 
* S. Elia è opera di Agofkino Cornacchini : ed il 
S. Benedetto è di Antonio Montanti . Il S. Bru- 
none vicino la ilatua di S. Elena è opera di Monsìi 
Slodoz : e la S. Giuliana Falconieri dall'altra par- 
te , vicino alla ftatua delia V^eronica , di Paolo 
Campi, che fece pure ilS. Pietro Nolafco . 11 S. 
Gaetano è del Monaldi.^Ii S. Francelco di Paola di 
Gio: Battila Maini , che anche Ccolpì il S'. Filippo 
Neri, e la ftatua di S, Ignazio è di Giufeppe Rui- 
coni . 

A mano dcflra nel fecondo Pilafli'o fi vede 
affifìa nel muro una pietra, Ibpra cui da S.Silveflro 
furono divifi i Corpi de' Santi Pietro , e Paolo fra 
quefta , e la Bafilica di S. Paolo ; ed incontro un' 
idtra pietra , fulla quale furono tormentati , ed uc- 
cifi molti Santi Martiri , chiamata perciò anche da* 
Gentili pietra Scel erata , con due altre pietre ro- 
tonde di color negro , che davano legate a' piedi 
de* Santi Martiri , quando pendevano daJPEcuIeo. 
Le due Tazze delP Acqua Santa foftenute da Putti 
di marmo frii li primi Pilaftri , entrando in Chìe- 
Tom, L E liU 



^6 Descrizione di Roma 

fd , furono fcclpite da Oiiifeppe Lironi , Francefco 
Moderati, Gìo: Battila de Rcfìì, ed Agoftino Cor- 
nacchini, di cui tu V invenzione di un tal ornamen- 
to . 

Tornando verfo la Confefllone de SS. Aperto- 
li ; neir ultimo pilaf!:ro a mano dritta fi venera 
lina Itàtua dì S. lietro , illufcre per miracoli. 
Fu fatta d* ordine di S. 1 eone I. col bronzo del- 
la ftatua di Giove Capitolino, quando fu liberata 
Roma dalla perlècuzione di Attila Re degl'Unni , 
mediante la prptezzione di detto S. Apoftolo. U 
Cardinal Riccardo Olivieri Arciprete allora di 
quella Bafilica la fece riftorare, ed ordinò il bafa- 
mento, dove pofa , e perciò vi fi vedono le fue Ar- 
mi . Erano in quefta Chiela due Statue fimili, con- 
forme fcrivono il Fauno , ed il Mauro , una delle 
quali fi credeva fatta col bronzo della Statua di 
Giove Capitolino . Fra Lui?i Contarini ne riferi- 
fce una fola , confermando di cfTer fatta collo ftef- 
fo metallo . Sì ofierva da Mafteo ^^eggio , che det- 
ta Statua anticamente fi venerava neli' Oratorio di 
S. Martino, fabbricato da S. Leone vicino detta 
Bafilica, che fu tra(]:>crtata all'Altare de'Santi Pro- 
ceffo , eMartiniano, fi tua to nella flefia Bafilica. 
Quella finalmente d' ordine dì Paolo V, fìi colloca- 
ta in quello fi^o , dove l' anno del Giubileo 1725. 
per intercefilone del glcriofilfimo Prencipe degli 
A]X;fto]i, fuccedette P infigne miracolo della fana- 
zione inllantanea dì uno ftorpio chiamato Giovan- 
ni Kovalichi della Provincia dì Selefia , riportato 
<Iair Abate Tomafo Aceti Cherico Benefiziato di 
< det- 



Antica , e Moderna . 67 

detta Bafilfca, ed Autore contemporaneo, nelle 
Note air Anaftaiìo Bibliotecario nella Vita di S. 
Gregorio II. 

Si ofìerva qui la fmifurata Cupola, che ugua- 
glia, fecondo alcuni,rantico Panteon,e fecondo al- 
tri lo fupera di palmi ^7. di giro, e 30. di altezza ; 
efiendo larga palmi 200. alta dal pavimento alla 
lanterna palmi 500 , e dalla Lanterna alla palla di 
bronzo palmi 100. La detta palla ha palmi 12. di 
diametro, e falendovifi per una piccola fcala dì 
ferro, commodamente poffono filarvi dentro 16, 
Perfone in piedi. La Croce poi, che reftafopra di 
eil'a fituata , ha palmi 25. dì altezza , e tanto l'una, 
che r altra furono gettate dì bronzo da Sebaftiano 
Torrefani , detto il Bologna . 

Quefba gran Machina fu architettata dal Buo- 
narotijcfTendo fiata in parte terminata da Giacomo 
della Porta, e Domenico Fontana . Giufeppe di 
Arpino difegnò il Padre Eterno , e tutte le figure 
nella fommità della Lanterna . Li quattro fpazioli 
tondi colli quattro Evangelici fono idee di Gio- 
vanni de Vecchi , e di Celare Nebbia; il primo di- 
fegnò lì Santi Giovanni , e Luca , ed il fecondo di- 
fegnò li SS. Matteo , e Marco ; Li Putti , e i Fio- 
ri fono difegni dì Crifloforo Roncalli, e tanto que- 
lli, quanto quelli furono ridotti a Mufaico da Fran-. 
cefco Zucchi, Cefare Torelli, Paolo Rofìetti, M"" 
cello Provenzale , ed altri . Le lettere dell' Ifc 
zione : Tu es Petrus , et super hanc PETRbi^na 
^DiFicABo EccLESiAM meam , furouo compoftcmini 
Mufaico da Bonaventura Sarafelliiii . oronzo 

E 2 V da 



68 DESCRfZfONE DI RoMA 

Veggonfi quattro ffcatuc ài marmo a pie de ' 
quattro pilaftri , ed ogn* una è di palmi 22. di aU 
tezza . rrancefco Mochi fcolpì quella di S. Vero- 
nica ; Andrea Bolgi 1' altra di S. Elena ; France- 
fco du C>ueihoy Fiammengo la terza di S. Andrea; 
e la quarta di S. Longino il Cavalier Bernini , che 
{\iV inventore di quello ornamento , ficconie del- 
le quattro Ringhiere, e Bafìirilievi fu le niedefime, 
che fervono per T oftenfione al Popolo in diverfi 
giorni dell* anno delie iagre Reliquie , che dentro 
fi confervano ; fra le quali più celebri fono quelle, 
che vengono cuftodite nella Ringhiera fopra la 
Statua di S. Veronica , e fono; una parte della Cro- 
ce di Noflro Signore , che S. Élena portò da Geru- 
falemme,; il ferro della Lancia, che trafifìe il Cofta- 
to di Gesù Crifro , donato da Bajazette IL Signo- 
re de* Turchi al Pontefice Innocenzo Vili; Il Vol- 
to Santo impreffo nel Velo di S. Veronica , e da 
elTìi portato in Roma . Nella altra Ringhiera poi , 
che è fopra la Statua di S. Elena fé ne confervano 
ddì' altre , ancor elTe infigni , e parimente fi mo- 
llrano lai Popolo . 

Li ioli Canonici della Bafìlica pofìbno falire 
al detto Santuario, dove fi confer^/ano le tre infi- 
gni Reliquie , e volendo il Pontefice concederne 
K3 licenza a qualche Perfonaggio, lo dichiara pri- 
perPcr Breve Canonico di onore di S. Pietro, co- 
A^i^raticò nel 1625, l^rhano Vili, col Principe.-» 
ziofiislao, che fu poi Re di Polonia , ed Innoc. Xll. 
ni Kìran Duca di Tofcana Cofmo III. 
dall' ^ 



Antica 3 e Moi>erna . 




DeW Aitar Maggiore Vaticano , e della Cor^ 
fffionede*SS.Apo/ìoli. 

D Tigna di ofTervazione è la lòntuofa Tribuna 
dell'Aitar Mcggiore,i^rchitcttatii dal Bernini 
per ordine di Urbano Vili , e gett^ita di bronzo 

E 3 da 



jo Descrizione di Roma 

da Gregorio Rofii .Viene compofta quella maravì- 
gjiola Mole da quattro grofTe coionne tortuofe , 
che iodi^ngono un nobile Baldacchino ; e tanto 
in quello , quanto in quelle Ibno lavori afTìii belli 
di Figure , Putti , e d' Angeli , ideate da Fran- 
ccfco Fiammengo . Il metallo,che vi fu impiegato, 
era delle Travi del Portico della Rotonda , che fu- 
rono libre 186^92 , e fecondo il Torrigio {i con- 
fumorno per indorarlo quarantamila feudi d'oro . 

Il fontuofo Altare , che vi fi vede collocato 
fotto , è fecondo V antica maniera rivoltato ver- 
fo V Oriente .11 Papa fohnnente vi può celebrare, 
e perciò chiamafi Pontificio , e per gP altri Cele- 
branti , ancorché Cardinali , vi bifogna un Breve 
fpeciale del mcdefimo Papa per ogni volta . 

Si cala nella ConfefTione de* SS. Apoftoli per 
due fcale affai nobili , cinte da vaghe Balauflrate 
di marmo . Il Pavimento , e le Pareti della mede- 
sima Confeflìone fi ravvifano coperte di marmi no- 
bilitimi , cioè negro antico , verde , e diafpro . 
Xa parte principale è ornata di pietre più rare, e 
di maggior valore , di quattro Colonne di Ala- 
baflro cotognino , di varj Felloni , di alcuni An^ 
geli , e con le due Statue de' SS. Apoftoli di bron- 
zo dorato . Tutto fece fiire Paolo V. e perciò vi fi 
vedono le fue Arme ne' muri laterali, formate di 
fini marmi , con V Ifcrizione feguente in cima del 
principal profpetto Sacra Beati Petti ConfeJJìo à 
Paulo Papa V.ejus Servo exornata anno Domìni 
1615'. Pent. XI, Dello flelTo metallo è pure la Porta 
di mezzo, dentro di cui in un fìto biflungo fi vede 

una 



Antica , e Moderna • ^-i- 

una piccola Volta con in fondo un' Immagine anti- 
ca del Salvatore: dair una5er altra banda quelle 
^eSS, Pietro , e Paolo molto più moderne , e nel- 
la parte inferiore, cioè nel piano di efTa Nicchia, 
lina lamina d* argento fegnata fopra con Croce , e- 
lotto di effa è rinchiufa la porzione, che è in qiie- 
fra Bafilica, de Corpi de SS,Apofì-oli fudetti . Sopra 
di efTa lamina poi fi pongono per un tempo deter- 
minato li Pallj , che li Romani Pontefici trafmet- 
tono alli Arcivefcovi , e Patriarchi della Chiefa 
Cattolica ; ed il fito di quella Confeffione è quello 
appunto, dove S. Anacleto Papaerefìe al S. Apo- 
fìolo da principio un piccolo Tempio , disfatta 
poi dair Imperadore Eliogahalo per allargare il 
paf^o ai Carri Trionfali . Vi ardono di continuo 
cento ventidue lampade di argento foftenute da^ 
Cornucopie di metallo in parte dorato ; cinquan- 
ta delle quali furono aggiunte, e dotate dalla rin- 
goiar divozione del Canonico Vincenzo Carcara- 
fio Romano , primo Ceremoniila Pontificio , che 
iftituì Erede il ReverendifTimo Capitolo , per do- 
tarne ogni anno nelP Ottava del Corpus Domini 
moltiflìme povere Fanciulle in numero di cinquan- 
ta in circa , oltre le altre doti del Canonico Gio: 
Domenico R.ninaldi, 9 della Compagnia di S. Mi- 
chele , e di S. Egidio , che fi diflribuifcono nel me- 
defimo giorno . 



E 4 Gm. 



ìjz Descrizione di Roma 

Grotte Vaticane . 

Sotto le dette quattro gran Statue fono altret- 
tante fcalinate , che terminano in quattro Al- 
tari con Quadri già dipinti da Andrea Sacchi , poi 
inelTi a mufaico da Fabio Criftofori, rapprefentanti 
3i medefimi Santi , che perpendicolarmente vi cor- 
rifpondono di fopra . Per la prima fcalinata , che 
teria fotto la S.Veronica fi fcende nelle Sagre Grot- 
te , dove già era la Bafilica Vecchia . 11 pavimen- 
to di queftefu fatto di nuovo con ordine di Cle- 
mente Vili, falvo però il vecchio , che non per- 
jnife fi toccaffe in parte alcuna , a caufa del nu- 
mero infinito de* Corpi Santi , che vi ripofano . Sì 
vedono in quefì:e Sagre Grotte Altari , Sepolcri , 
Pitture , Scolture , Ifcrizioni , ed altre memorie 
aticho ,' delle quali il Ciacconio, il Torrigio, il Bo- 
fio 5 il Fontana , ed altri fanno particolar menzio- 
ne . 

Vi fi oflerva wna Statua di S. Giacomo,che era 
fra gli ornamenti dell' Aitar maggiore ; :„Un Po- 
liandro col Pro-Criilo, con mokiifime Ofia ritro- 
vate in diverfi pili di mariTìo : iilna Cappella coU' 
Immagine del Padre Eterno fcolpita in marmo: 
Un'lfcrizione fimilmente in marmo, che era fituata 
nella V^ecchia Tribuna : Una gran Croce di fàfib , 
che prima era nella fommità dell' antica Facciata : 
Una Cappella dedicata alla B. Vergine^colle ftatue 
di S. Matteo , e S. Giovanni : Due Urne, già fepol- 
cri di due gran Perfonaggi: Diverfi BaiTirilievi^che 

fer- 



Antica , e Moderna . 75 

fervivano di ornamento alla Cappella del Volto 
Santo : Porzione di una Bolla di S. Gregorio III. 
fcolpita in pietra : Porzione di un Concilio cele- 
brato dallo ffcefìb Pontefice in quella Bafilica avan- 
ti li Corpi de' Santi Apofloli centro gli Oppugna- 
tori delle Sagre Immagini detti Iconoclafl'i , pari- 
mente in pietra : un'Altare coli' Immagine della 
B. Vergine , dipinta da Simone Memmio ; Quefla: 
Immiagine , ellcndo filata percola da uno federato 
nella faccia , versò delfangue fopra tre pietra^^, 
che fi vedono a' lati di quell'o Altare : Una llatua 
di Benedetto XII. che ipefe ottantamila Fiorini di 
oro in rìiverfi Travi lunghi palmi i^^. fatti venire 
dalla Calabria , e da altre Parti per fervigio della 
Bafilica;" Una ftatua di S. Pietro, in atto di benedi- 
re 5 che era nel Portico vecchio : Diverfi orna- 
menti di Mufaici 5 e marmi , che adornavano il Se- 
polcro di Urbano VI: Tre opere di mufaico> rap- 
prelèntanti Noftro Signore , S. Pietro , e S. Pao- 
lo , quali erano nel Sepolcro di Ottone II : Alcu- 
ni Fregi di marmo con baffi rilievi , già fituati nel!' 
antico Altare del Volto Santo : Leftatue de* Santi 
Giacomo Maggiore , e Minore , che prima erano 
collocate nel Depofito di Nicola V : Una Croce 
di marmo trovata fotto terra nel cavare li fonda- 
menti del nuovo Portico nel 1608 :~ Una ftatua 
del Salvatore con Angeli attorno , già ornamento 
delDepofito del Cardinal Fruii . Sopra è dipinta 
la forma del Tabernricolo fatto innalzare da Inno- 
cenzo VIII. per confervarvi la facra Lancia. Quin- 
di dipinto il Ciborio edificato da Giovanni VU, 

per 



►74 Descrizione di Roma 

per il Volto Santo ; indi la forma della Lancia , e 
lotto è un'lfcrizione , che era neir Altare del fud- 
detto Tabernacolo . 

Sì vede poi in piccola nicchia un' altra ftatua 
della Santifllma Vergine col Figliuolo Fra le brac- 
cia : Un'Effigie in marmo del Pontefice Bonifa- 
zio Vili, già Canonico di quella Bafilica: Una La- 
pide con alcuni verfi in onore dì S. Bonifazio IV : 
Un'altra pietra antichifiima , che rapprelenta una 
memoria del Volto Santo ; Il luogo , ove giacque- 
ro per molto tempo i Corpi de'Santi Leoni l.IL III. 
e IVjle immagini de' quali fi miran dipinte nella 
Volta :\Un Altare con una miracolofa Immagine , 
che fi chiamava S.Maria delle Partorenti;Un Bafib- 
rilievo di marmo, che rapprefenta Nerone,quando 
ordinò la morte de' Santi PietrojC Paoio:;pue An- 
geli dì mufaico , opera del Giotto Fiorentino.'vUn 
mezzo rilievo colla figura di S. Agoflino :• Una 
gran Tavola di pietra , nella quale fono fcolpiti al- 
cuni verfi , compofti da S. Damafo Papa : Due Sta- 
tue, una di S. Giovanni , e l'altra di S. Bartolomeo, 
refidui del Depofitodi CaliiloIII : Un Frammento 
di una Lettera , fcritta a favore della Bafilica dagl* 
Imperadori Graziano , Valentiniano , e Teodofio , 
intagliata in marmo: Otto ftatue, che rapprefenta- 
no li quattro Evangelici , eli quattro Dottori dei- 
Li Chiefa : Due ftatue di Angeli,che erano nd De- 
pofito di Nicola V : Alcuni Bafiìrilievi, rapprefen- 
tanti la B. Vergine col S. Bambino , due Angeli, 
due Apofloli , e due Dottori della Chiefa.-l^uattro 
ftatue di Angeli, e Dottori: Un marmo coll'Effigio 

ài 



Antica j e Moderna . *7^ 

di S. Andrea Apoftolo ; Una Croce , e due Angeli 
p:irimente di marmo , che abbellivano il fèpolcro 
di Pio II. 

Seguono le Grotte vecchie, così dette per di- 
flinguerle dalle nuove . Sono quefle divifbin tre 
Isavate , ed il loro pavimento è lo ftefìTo , che era 
nella Bafilica antica . Si vede in quelle un Altare 
coirimmagine del Salvatore in marmotll fèpolcro 
del Cardinal Stefano Nardini : IlDepofitodi Car- 
lotta Regina ài Cipro , Gerufalemme , ed Arme- 
nia 5 che mori in Roma fotto Innocenzo Vili : Un 
A-gnello Pafquale colla fua Croce con afta in mar- 
mo : Un Frammento della Donazione fatta alla Se- 
de Apoflolica dalla Conteffa Matildcparimente in 
marmo : Un altro pezzo fimile di altra Donazione 
fatta alla Bafilica dal Cardinal Pietro Barbo, che fu 
poi Paolo II : Altro pezzo , dove fi vede fcolpita 
un'Apparizione di S. Pietro : Una Lapida fepolcra- 
Ic di Amaurico Conte Monforte , Conteftabile dì 
Francia , il quale combattè valorofamente contro 
gli Eretici Albigenfi : Un altra diunPerfonaggio 
nomato Catello : Due Tavole di pietra colli Nomi 
di molti Santi, le Reliquie de^quali fi confervano in 
quefti Santuarj: Alcune Ifcrizioni in marmo, che di- 
chiarano, elTer quivi della Terra cavata in diverfe 
fabbriche dalla Sacra ConfefTione : Una Lapida fe- 
polcrale coli' effigie di AleiTandro VL il di cui cor- 
po fu trasferito alla Chiefa di S. Maria di Monfer- 
rato nel 1610 . Due ftatue de' Santi Pietro, e Pao- 
lo, che erano nell'Atrio quadriportico : Una Ifcri- 
zionefepolcrale diFrancefcoTebaldefchi, il quale 

iftituì 



♦7^ Descrizione di Roma 

iftitiiì nella BafiJica tre Cherici Benefiziati , fu 
Priore de' Canonici , e pafsò a miglior vita nel 
I j^S. Sopra di eflb è un Epitaffio di Pietro , Priore 
parimente de* Canonici) che morì nel 1044 : Altra 
Effigie del Card. Riccardo Olivieri Arciprete della 
Bafilicain una Lapida lepolcrale r 11 Dcpofito di 
Felice Diacono 5 che vifle del 45^ : Un lungo Pi- 
lo di marmo con baffi rilievi , di Gregorio V , ed 
un altro delP Imperadore Ottone II , che morì di 
anni trenta in Roma T anno 984. 

Nella terza Navata (tralafciando quella di 
mezzo, per non efiervi cofa riguardevole ) fi ofter- 
va un* Urna di granito orientale, dove fi confer va- 
no le Ceneri di Adriano I\^. Altre due Urne di mar- 
mo , dove ripofavano i Corpi di Pio II , e Pio III, ' 
che furono poi trafportati alla Chiefa di S. Andrea 
della Valle : Le Lapide fepolcrali del Card. Fran- 
ccfco , e di Agoiìino Piccolomini , Nipoti l'uno di 
Pio II , e l'altro di Pio III. Il fepolcro di marmo di 
Bonifazio Vili , il cui Corpo dopo J02. anni fu 
trovato intero , eccettuate le labbra , e le narici: I 
iepolcri di Pietro Zagafbe Spagnuolo, dì Alofo Vì^ 
gnacourt Francefe Gran Maeìlri della Religione-» 
Gcrofolimitana: I Depofiti del Cardinal Benedetto 
Gaetani , di Nicola V^ , di Paolo li , di Giulio III, 
di Nicola III , di due Card. Orfini , di Urbano VI, 
d'Innocenzo IX , del Card. Fonfeca , del Cardinal 
della Porta femore, e del Card. Eruli : Due Lapide 
colle memorie del Card. Zeno , e del Cardin. I an- 
grolaziorDue fepplcri , l' uno di Francefco Band ini 
Piccolomini , e V altro di Agnefiiia Colonna Gae- 
tani :, 



Antica , e Moderna . |77 

tani, abcIJiti ambidue con ornamenti , e lettere di 
metallo: Alcuni fepolcri di Perfòne cofpicuecUn Al- 
tare , nel quale fi vede un Salvatore fcolpito in 
marmo : li lepolcro della già nominata Regina dì 
Svezia , che nel Pontificato d' Innocenzo Xl. mori 
in Roma, e qui collocata dì Tua commifTione . Se- 
gue un altro Altare con un Quadro , dove fi vede 
dipinta un* Immagine della Beatiflìma Vergine da 
un Allievo del Perugino : Un. altro fepolcro del 
Card, della Porta juniore ; e varj Epitaffi in mar- 
mo di Perfone incerte . 

Si ofTerva , ritornando per le Grette nuove y 
Un Poliandro di marmo con quantità di Ofìa ritro- 
vate nella rinnovazione della Bafilica : Un Baffori- 
lievo coir Immagine del Padre Eterno, che ador- 
nava il fepolcro di Paolo II. Un altro BafTorilievo, 
colla B. Vergine col Bambino , S. Pietro , S. Paolo, 
un Pontefice , e un Cardinale : Due flatue delli fo- 
I praddetti due Apofloli : Due Tcvoledi marmo,che 
erano nel mentovato Depofito di Paolo II, una 
delle quali rapprelentaEva tentata dalSerpente nd 
Paradifo Terreftrc, l'altra Iddio , che crea la Don- 
na dal fianco di Adamo: Qiiattro fcatuette , che in 
divcrfi luoghi ornavano la Bafilica vecchia: Alcuni 
bafi:rilievi con molte figure , che ornavano la Cap- 
pella del Volto Santo : Le ftatue della Fede , e ddìu 
Speranza fituate nel Depofito di Paolo II , ed un 
gran Bafibrilievo di marmo trafportato dallo ftefìb 
Depofito 5 in cui vedcfi fcolpito il Giudizio l.'ni- 
verfale : Un altro fimile , che rapprefenta la Rifìir- 
rezione del Noilro Redentore , levato dal Depo» 

rit«» 



»78 Descrizione di Roma 

fito di Califlo 111 : Una Itatua, che dimofTira la Ca- 
rità, parimente trasferita dal fuddetto iepolcro di 
Paolo II : Un' altra ftatiia di S.Mattia Apoftolo le- 
vata dal Ciborio di Siflo IV : Un'altra del Salvato- 
re y che era nel fepolcro di Nicola V" : Due Imma- 
gini di S. Andrea fcolpite in marmo, ioftenute da 
alcuni Angeli , e diverle ftatue di Apofloli , che 
formavano il fopraddetto Ciborio di Siflo IV : Tre 
grandi BalTirilievi di marmo; il primo de'quali rap- 
prcfenta, quando Gesù Crifto confegnò le Chiavi 
a S. Pietro, prefenti gli altri Apofboli ; il fecondo, 
quando alla Porta Spcciofa del Tempio , a vifta di 
numerofò Popolo,SPietro rifanò uno Storpiato; ed 
il terzo la Crocefiihone del fuddetto Apoftolo con 
quantità di Soldati a piedi , e a cavallo, quali tutti 
erano nel Ciborio di Siilo IV : Un Pilo affai bello 
di mcirmo parlo , in cui veggonfi fcolpite diverfe 
IRcrie del Vecchio , e Nuovo Tellamento ; e quivi 
è fepoltoGiunio Baffo Prefetto di Roma, che mo- 
rì nel? 59. 

Devefi in ultimo offervare la Cappella , che 
rimane lòtto V Aitar Maggiore , ornata di pietre 
rare , e metalli dorati , dedicata alli Santi Apofl:o- 
li Pietro , e Paolo , che veggonfi dipinti in argen- 
to nella conformità medefima , che li vide ITinpe- 
rador Coftantino . S. Silveftro divife li loro Corpi 
fulla pietra g\i\ defcritta concedendone la metà al- 
la Bafilica di S. Paolo , e le Tefte alla Bafilica di 
S.Giovanni. 

In poca diftanza {{ offervano diverfe llatue, 
rapprefentanti alcuni ApoP;oii , e due Angeli ge- 

nu- 



-Antica, e Moderna. 79 

nuflefTì : come ancora due Bafììrilievi , in uno de* 
qiiaii è Icolpita ]a Decollazione ài S. Paolo con 
r.iolti fcldati , e Spettatori ; e nell' altro la Caduta 
di Simon Mago alla prelcnza di Nerone , e del Po- 
polo , levate parimente dal Ciborio di Sifto IV. 

V'ien proibito lempre alle Donne, lòtto pena 
di rcomunica,ringre(ro a quvrfte iagre Grottcfuori 
del Lunedì della Pentecofìe, in cui però è proibito 
agli Uomini fottoT ilMa-pena . 

Sotto al pavimento di queita Chiefa fotterra- 
nea ripcfa una gran quantità di Corpi Santi ; ed 
intorno alla Cappella fudetta molti SS. Pontefici. 

De! Palazzo Pontificio nel Vaticano . 

DEgno di ammirazione è il Palazzo Apofrclico 
V^aticano, che, fecondo dice il Panciroli,è fV- 
bricato nel medefimo fito , dove principiavano gli 
Orti di Nerone ; anzi viene creduto il Palazzo me- 
defimo, che Nerone avea nel principio de mede- 
fimi fuci Orti . Al parere del medefimo Autore , 
fu donato da Coftantino a' Pontefici , che in diver- 
11 tempi Io riflcrarono , e particolariiiente S. Sim- 
maco circa P anno 499. Gregorio IV. circa 1' anno 
8jo. Eugenio III. intorno al 1 145. lo rifece daTon* 
damenti cesi magnifico , che Innocenzo III. vi al- 
bergò Pietro II. Rè di Aragona .Nicola III. lo au- 
Tnentò con nuove Fabbriche , Nicola V. lo circon- 
dò con alte muraglie . Sil1:o IV^, vi principiò la Bi- 
blioteca ; la Cappella dal fuo nome detta Siflìna ; 
e la Sala Regia : il che poi fu terminato da Innocen- 

zo 



So Descrizione di Roma 

zo Vili 5 il quale cdifìcò ancora V appartamento 
di Belvecknx* . Aleflandro VI. vi ereni^ un Ibntuo- 
ib Appartamento , ed una Torre detta dì Borgia 
dal Ino Cognome . Giulio li. eoa arciiitettura di 
Bramante vi fece il Corridore grande , con cui 
unì le due Colline di Belvedere, e del Vaticano . 
Paolo III. fece ornare di pitture la Sala Regia, e 
vi ereffe la nobil Cappella , chiamata dal Tuo nome 
Fadìna . Pio IV. vi fece edificare nuove Stanze , e 
Corridori . La gran Galleria , e la Torre de' Ven- 
ti vi furono fabbricate per ordine di Gregorio XIII. 
Si (lo V. trasferì nel fito prcfente , ed accrebbe di 
moltiilìmi Libri, e di entrate la Biblioteca ; come 
pure principiò la Fabrica del Palazzo nuovo , che 
Clemente Vili, poi riduile a perfezzione, ed ornò; 
e Paolo V. in più parti lo nobilitò , ed abbellì fpe- 
cialmente con buone pitture , conforme anche fe- 
ce L'rbano Wìll, che Lotto della Biblioteca fudctta 
coilccò parimente nel 1625'. una copiofa Armeria,' 
la quale è capace di fornir d' armi 18. mila Solda- 
ti , e contiene fra le altre curiofità , che vi fono , 
y armatura del Duca di Borbone , uccifoL anno 
1527. nel dare il facco a Roma . 

Mùlcmbrando, che per camminare con buon 
ordine, convenga cominciare il giro di quelto 
Palazzo dal maellofo , e principal Portone, che 
chiamano de' Svìzzeri ^ perche efll vi fono conti- 
nuamente ci guardia ; fi facci ofiervazione alla Pit- 
tura , che fi vede fui irontefpizio di eflo, efpri- 
inente la Versine Santiriuiia con Gesù Bambino , e 
i SS. Apciloji 1 ietro , e Paolo a i iati , ridotta a 

iMo- 



Antica, E MoDHKNA . '' 

Mofaicoda Fabio Crifbofori dall' originale del Ca- 
valierGiiiTcppe d' Arpino . Da qui pafìato tutto il 
Corridore , eccoci a pie della, no^ iliffima Scala % 
che fu architettata dal Bernini con due ordini di 
Colonne, che reggono la volta , tutta ornata di 
nobili fpartimenti di flucco . Salita la medefima , 
ed anche l' altra doppo il primo ripiano , fi entra 
nella Sala Regia , che fu eretta con architettura di 
Antonio Sangallo 5 ed ornata di ftucchi, e Pitture 
per mano di diverfi valenti Profefìbri . In quanta 
al lavoro degli ftucchi vi fti dato principio da Pie- 
rino del V^aga , e Daniele da Volterra li pro(ègui , 
e li terminò . Rifpetto poi alle Pitture in quella » 
che è fituata fopra la Porta della Scala Regia, Gior- 
gio Vafari efprefle Gregorio IX. in atto di Icomu- 
nicare Federico II. Imperadore ; e fopra la Porta 
incontro , Taddeo Zuccheri rappreièntò Garlo 
Magno, che rimette in pofTeflb del di lei Patrimo- 
' nio la Chiefa Romana .Soprala Porta, che intro- 
duce nella Loggia della Benedizione Marco da Sie- 
' na rapprefentòla reftituzione fatta da Ottone L 
' ;illa Chiefa degli Stati , che le avevano occupa- 
ti Berengario , ed il dilui Figlio Adalberto ; e 
'fopra la Porta incontro Orazio Sammachini rap- 
^jprefentò Luitprando, che conferma la donazione 
i fatta alla Chiefa Romana da Ariperto . Sopra la 
'j Porta della Cappella Siftina Girolamo Sicciolante 
'da Sermoneta figurò il Rè di Francia Pipine , che 
' rende alla Chiefa Romana la Città di Ravenna , 
' doppo aver vinto Aftolfo Rè de Longobardi ; e 
^ fopra la Porta incontro , che introduce nella Sala 
Tom.L F Duca- 



8» Descrizione di Roma 

Ducale , Livio Agreffi da Forlì figurò Pietro Rè 
di Aragona , che venuto in Roma , prefta ubbi- 
dienza ad Innocenzo ììly e cofUtuifce il proprio 
Regno tributario perpetuo della Santa Sede coi 
pagamento di un' annuo Cenfo . Fra le quattro 
gran Pitture, che fi offervano nelle Pareti laterali 
quella, che fra le Porte della Siftina , e della Sca- 
la Regia rapprefenta la lega de Cattolici contro i. 
Turco , ed il marittimo apparato di guerra pei 
combatterlo, come feguì nel mare Jonio Panne 
1 571, fu efprelfa da Giorgio Vafari , e vi pofe an 
che la mano Lorenzino da Bologna , rifpetto a( 
;ilcune figure . V iflefib Giorgio Vafari fece P al 
tra Pittura , che dalP altro lato della Porta dell 
Scala Regia moftra il naval combattimento de 
le Indette due Armate . Delli due gran Quadri i 
faccia dipinfè anche quello , in cui {i vede il ri| 
torno del Pontefice Gregorio XI , e della Sant 
Sedt da Avignone in Roma ; eP llìoria dell' Impe 
radere Federicp 1, che viene afìbluto dalle Ccnfu 
liire , fi riccneilia colla Chiefa , e prefta ubbidien 
2a ad Alefiandro III, fu efprefla da Giufeppe Poi 
ta . Altri fpazj vi fono p;^rin:iente dipinti tanto d 
capo , Quanto da piedi di quefta Sala Regia . I 
quella prrte, ove refia la Cappella Paolina^ ] 
tue Virtù che {\ cfiervano fedenti fopra del frcr 
tilj izio , icno opera di Taddeo Zuccheri, che ai 
che coiìiinciò a dipingere fullamano delira P afl'c 
Juzicne óiìh ceniure , che da S. Gregorio VII, f 
^ita i.d Arrigo IV. Iinperadore ; ma poi termino 
la Federico ino Fratello ^ ficccme fece anche dal 

altra 



I 



Antica , e Modekna • 8 j 

altra parte , in cui è efprefla refpugnazione di Tu-, 
nefi accaduta nel Pontificato di Paolo III. Neil* al- 
tra parte poi , dove refla il gran Fineftrone, Raf- 
faellino da Regio ciipinfe V Angelo , che foftiene 
il Triregno Papale ; e Lorenzino da Bologna colo- 
rì r altro , che ha in mano una Palma . Finalmen- 
te a mano finiflxa della Porta della Sillina , ed a.^ 
mano deftra della Porta della Sala Ducale efìendo- 
vi anche alcune pitture, efprimè nella prima Gior* 
gio Valeri r Iftoria del Coiignì grand* Amiraglio 
^■àì Francia, che come capo de Ri'^elli , e degi'CJgo- 
' notti, fu ucciib ; e nel!' altra vicina la flrage fatta 
in Parigi, e nel Regno, de'Ribelli, e degl' Ugonot- 
ti . Dair altra banda poi, cioè fra il Fineftrone me- 
defimo, e la Porta della Sala Ducale , dipinfero la 
iiprima li Difcepoli del detto Vafari, efprimendovi 
::ilRè di Francia Carlo IX. che approva, fia ftato 
lUuccif^ il detto Coiignì ; e nella feconda Cecchino 
if'Salviati , e Giufeppe Porta incominciarono arap- 
ic^prefentare V litoria di Alefìandro III , che dall' 
iLialtra parte della contigua Porta refta terminata . 
)[• Entrando ora nella Cappella Sijììna , che con 
didil'egno di Baccio Pintelii {i\ edificata da Sifkol^. 
linei I47g,ri ofTerva nel principal profpetto ilGiu- 
kdizio Univerfale , rapprefentatovi mirabilmente 
)DÌdal Buonaroti , che anche dipinfe la Volta . La-. 
ijprima iftoria di Mosè nella parete laterale a corna 
;o>Evangelj fu erprcfìa da Luca Signorelli da Cortona; 
((la feconda da Alcfiandro Filippi; la terza da Cofi- 
olìmo Rofìelli , che anche fece la quarta . La quinta 
al( fa colorita da Alefìandro Botticelli ; la fefta dal 

F 2 detto 



§4 Descrizione di Roma 

detto Luca Signorelli , e la fettima da Matteo da 
Lecce . Tenendo era V iftefìb ordine dall'altra par* 
te , cioè a cornu Epiftolae , la prima iftoria del 
Battefimo di Gesù Grillo fu dipinta da Pietro Pe* 
rugino ; la feconda dal detto Alefìandro Botticel-^ 
li; la terza da Domenico Ghirlandajo ; la quarta* 
da Cofimo Rofìelli con Paefi di Pietro , fuo Sco. 
lare , detto di Cofimo ; la quinta da Pietro Perù* 
£;ino ; la fefta dal dettoCofimo Roflelli ; e la fet* 
timafinaImente,cheèlaRefurrezzione di Crifto,da; 
Anrigo Fiammingo ; e quefti Profeflbri lavoraro- 
no anche li Santi Pontefici, che fi ofiervano dipin« 
ti fra una Feneftra , eP altra , cioè fece ogn* uno 
di eflì quella figura , che refta d' appreflb al Qua 
dro da fé dipinto . 

Fra le ricchifiìme Supellettili , che fi cuftodi- 
fcono nella profiìma Sagreftia, deve ammirarfi una 
Pianeta di tela d'oro, nella quale fono cfl^giati coni 
ricamo i fette Sagramenti della Chiefa : Molte Pia- 
cete, Tonicelle , e Dalmatiche con ricami di perle 
Indiane : Il Pallio Pontificio , e due Mitre cariche 
di gioje diverfe : Una Croce con perle, e diamanti, 
che dal Pontefice fi porta fui petto nelle funzioni 
pubbliche ; L% Andìo con un gran Zaffiro, e quat» 
tro Diamanti per V ufo medefimo ; Un Crocefifib 
adornato di varie gemme : Un gran Calice d'oro, 
dove i Cardinali pongono le Cedole de' loro Sem- 1 
tìnj in tempo di Conclave : e dìverfi altri Calici , e 
Vafi d' oro , e di argento ♦ Vi Ci confervano pari- 
mente diverfe Sagre Reliquie , fralle quali il Capo 
di San Lorenzo Martire : Una porzione della Spu- 
gna , 



Antica, e Moderna." 8j 

^a , die fu appreffata alle labra del Salvatore r 
Una Spina della fua Corona : Un pezzo della fua 
Groce : Una Tazza di S. Silveftro Papa ; ed un Ve- 
ftimento di Santa Prilca , Martire del fecondo Se- 
colo.Le Pitturejdelie quali è adornata la fcala, per 
cui da qui fi difcende in S.Pietro, e fu aperta da 
Srfto V , fono di mano di Lattanzio Mainardi Bo- 
Ipgnofe . 

Da quefta Cappella portandofi air altra detta 
Paolina y da Paolo III. fatta edificare con archi- 
tettura di Antonio Sangallo, anche qui fono delle 
opere del Buonaroti , che dipinfe li due gran Qua- 
dri ne* muri laterali , rapprefentando in uno la 
Crocefifiìone di S. Pietro , e iìqìV altro la Conver- 
fione di S. Paolo. Li due laterali al gran Quadro 
llilla mano diritta fono di Federico Zuccheri , che 
anche dipinfe nella volta^ ornata ancora di vaghi 
Qjartimenti; e li altri due laterali all'altro Quadro 
grande a mano finiftra furono coloriti da Lorenzi- 
tao da Bologna . Li Angeli di ftucco in atto di rag-, 
gere li Torcieri fono lavoro di Profpero Brefcia- 
no ; e meritano finalmente tutta V oiTervazione le 
diiQ Colonne di Porfido, in cui verfola cima iì ve- 
dono fcolpiti due Putti a bafibrilievo . Quella 

j Cappella fu fatta notabilmente riftorare da Alef- 
fandro Vili, nel 1691, efìendo molto danneggiata 

I dair antichità , e dal Fumo di un' infinito nu- 

, mero di Cerei , che qui ardono avanti dell' Augu- 
ftiffimo Sagramento , che viene ad cfporvi lolen- 

I nemente il Sommo Pontefice due volte 1' anno . La 
prima è nel Giovedì Santo per iJ Santo Sepolcro; ^ 

F j ja fé* 



tà T&ESCRTWONE DI RoMA 

la feconda nella prima Domenica dell' Avvento , 
in cui principia di nuovo il giro dell* efporizione 
del medefimo Sagramento per le 40. ore , che poi 
per tutto il corfò dell' anno fi prattica ripartita- 
mente nelle Chiefe di Roma con ogni folennità , e 
«on molta frequenza di Popolo , che concorre in 
tutte le ore ad adorarlo ; C^oal divozione con edi- j 
ficazione di tutta la Città , e della numerofa Forc- [ 
ftcria , che vi fi trova di continuo, viene anche 
pratticata dallo fteflb Regnante Sommo Pontefice 
BBNEDErroXIV,che ogni giorno immancahilmen-» 
te vi fi trasferifce . Fu irtituita la prima volta per 
un tempo limitato nella Città di Milano da Fra Giu- 
fcppe Farnefc Cappuccino in tempo di Paolo IV, e 
àelV Imperatore Carlo V. circa V anno i <;^6, ef- 
fendo la medefima Città fortemente travagliata 
dalle Guerre . Clemente Vili. 1* introdufie fuccef- 
iìvamente in Roma nel I5'92. in cccafione delle pu- 
bliche difgrazie , che affliggevano il Criftianefi- 
mo ; e fu confermata ancora da Paolo V. nel 1 óo^, 
che la dilatò a molte Città dell' Europa , e vi ag- 
giunfc r Indulgenza Plenaria . 

Doppo la defcritta Cappella fi entra fulla de- 
(Ira per la Porta , che conduce alla gran Loggia 
fopra il Portico della Chiefa Vaticana , dove non 
folamente dà il Papa le publiche Benedizzioni , ma 
eziandio vi (ì annunzia al Popolo la creazione del 
nuovo Pontefice ; Funzione, che fa il primo Car- 
dinale Diacono , pubiicando il nuovo Papa , col 
nome ancora , che ha afiimto per chiamarfi nel 
Pontifif ato ; E qui non vi è altra cofa da ofierva-' 

re. 



Antica , i Moderna . 87 

•e 9 fé non che il gran Quadro della Nav'icella, che 

ù dipinto dal Lanfranchi in S. Pietro , dove ora fi 

fede quello , che da quefto fu trafportato in mo. 

aico ; E' mancante però nella parte fuperiore , 

perche quefta nel tagliarlo dal Muro della Bafilica , 

andò a male . Ritornando nella Sala Regia, ed 

oflervata una Lunetta dipinta Ibpra 1' arco a pie 

deir altra Scala , che refta incontro alla Porta_* 

della Scala Regia , Donato da Fornello vi efprefìe 

afrefco il Redentore , che lava gli piedi agi' Apo- 

. doli . Si entra nella Sala Ducale , che refta dirim- 

: petto alla Cappella Siflina , e che Aleffandro Vii , 

. offendo prima due ftanzc, riduffele in una con Ar- 

: rhitettura del Cavalier Lorenzo Bernini , che levò 

". la muraglia intermedia , e vi fece il Panneggio > 

ì che vi fi oflerva foilenuto daPuttini di flucco con 

. le armi di elfo Pontefice . Qu) Lorenzino da Bolo- 

. gna, Rafaelino da Reggio, Cefare Piamontefe , 

. Matteo Prilli , Matteo da Siena , e Giovanni Piam- 

, rriingo tutti operarono , ornando quefba Sala dì 

. Pitture . La Camera , che è à querta Sala contigua 

fulla mano manca , è abbellita anch' effa di buone 

Pitture, fatte da Marco da Faenza, Gio: Batti- 

ftà della Marca , e da Paris Xogari ; e nella ftanza 

detta de Paramenti per che vi fi verte il Papa degP 

abiti Pontificali per Funzioni Ecclefiafti^he, ilMu- 

zrano efpreffe egregiamente^ nel Ibffitto la Venuta 

. delio Spirito Santo . 

Segue in appreflb una Guardaroba , dove fo- 
no Tapezzarie affai preziofe , e fpecialmente Araz- 
À tefiuti d'oro con difegno di Raffaele da Urbino, 

F 4 ' ed 



ss T)i$cKì2ì^^t m Roma 

ed il rimanente di quefle Camere refta deflinato 
per ufo del Conclave , dove fi fa T elezione del 
Sommo Pontefice . Si entra nelle Loggìe contigue, 
nelle quali gl'ornati di flucchi , grottefchi , e Pit- 
ture ài Pergole , frutti , ed Uccelli , che vi fi of- 
fervano , fono fatiche di Giovanni da Udine fulli 
difegni , e Cartoni di Raffaello , che anche fu V 
architetto di quefto Loggiato al tempo di leone X. 
V altro braccio poi , che è quello dì mezzo, fu di. 
pìnto da diverfi fotto la direzzione , ed affiftenza 
del Cavalier Criftoforo Roncalli , e del Padre-» 
Ignazio Danti Domenicano; e l'ultimo braccio • 
che è contiguo al Palazzo nuovo , non è ancor di- 
pinto , ma refta tuttavia rufticofenza alcuna forta 
di ornati . 

Da qui fi paiTa in un Corridore lungo pafll 
cinquecento , comunemente chiamato di Belvede* 
re , nel mezzo del quale fi vede una Porta di ferro, 
che introduce nella Libreria Vaticana » che con 
architettura del Cavalier Domenico Fontana fu fa* 
bricata da Sifi:© V , ficcome fi è detto . 

Nella prima flanza , dove rifiedono il primo i 
e fecondo Cuftode , ficcome ancora gli Scrittori di 
Virie lingue principali , vedonfili Ritratti de'Car- 
dinali Girolamo Aleandro , Marcello Cervini, Ro- 
berto de Nobili , Alfonfo Carafa , Marc' Antonio 
Amulio , Guglielmo Sirleto , Antonio Carafa_. , 
Marc' Antonio Colonna , Celare Baronie, Lode- 
vico de Torres , Scipione Borghefe , Scipione Co- 
beluzio , Francefco Barberini , Antonio Barberini, 
Orazio Giuftiniani, Luigi Capponi, Flavio Ghi- 



Antica , e Mod^^rna ì S9 

gi, Lorenzo Brancati Laurla , Girolamo Cafanat- ^, 
tu , Enrico Noris , Benedetto Panfilj , che tutti 
fono ftati BiMiothecarj , come lo è alprefente il, 
Signor Cardinal Angelo Maria Quirini . 

Fralle molte pitture, e bizzarri ornamenti del- 
la Volta vi fono le Immagini delle dieci Sibille^, 
che fi credono dipinte da Marco da Faenza , e li 
Paefi da Paolo Brilli . Si entra nella gran Libreria» ^ 
divifa in due Navate da fette Pilafl:ri,che reggono 
nel mezzo la volta ddV una, e dell'altra , tutte ab- 
bellite , ed ornate con buone Pitture . Quelle , che 
fi trpvano al lato deflro della Porta , per cui (ì en- 
tra , fono di Scipione Gaetano , che vi eiprefìe Si- 
jflo V. in atto ài prefentarglifi la Pianta di quefta 
Libraria àciW Architetto . Sono elprefTe ne* muri 
laterali da quefta banda molti Concilj generali, ce- 
lebrati dalla Chiefa Cattolica ; cioè ilNiceno te- 
nuto in tempo di S. Silveftro , e dell* Imperatore 
Confìantino contro Ario nel 524 ; coli' abbrucia- 
mento de' Libri Ariani fatto per comandamento 
dell'Imperatore ; Il primo Coftantinopolitano , 
tenuto nel ^82. in ten.po di ^.Famafo Papa , e dell' 
Imperator Teodofio ,11 vecchio , contro Macedo- 
nio ; II primo Ffefino , tenuto nel 4^6. contro Pe- 
lagio , e Neftorio in tempo di S. Celeftiiio , e dell' 
Imperatore Teodofio , il giovane . Il Calcedonen- 
fé tenuto nel 444. in tempo di Marciano da S. Leo- 
ne I. contro gP Eutichiani ; II IL Conftantinopo- 
litano tenuto in tempo di S. Vigilio Papa , e di 
Giufiiniano Imperadore ; Il terzo parimente Co- 
(Untinopolitano tenuto fotto S* Agatone Papa , e .. 

Coftan. 



go Descrizione di Roma 

Coftantino Pogonato Imperatore contro i Mono- 
te]iti ; 11 Niceno IL contro gì* Iconomachì , efìea- 
do Papa Adriano I. e Colìantino figliuolo d' Irene, 
Imperadore ; e finalmente il quarto Coftantinopo- 
Jitano tenuto fotto Adriano II. e P Imperatore Ba- 
filio contro Fozio , per rimettere nella fua Sede S. 
Ignazio Patriarca di Coftantinopoli; ed a quefto 
feguita Pabbruciamento degP Editti , ed Atti fatti 
dal medefimo Fozio, per detronizzarlo . 

Incontro a mano finifìira fono figurate le piit 
infigni Librarie, che fieno fiate al Mondo . Quella 
iftituitada Mese , e riordinata da Efdra > dove fi 
culìodivano i Libri della Legge , de' Profeti, e de* 
Giudici , e gli Atti de' Re . C^lla di Pififlrato Ti- 
ranno di Atene, trasferita da Serfe in Perfia , e da 
Seleuco refì;ituita alla detta Città . Que^lla di Tolo- 
meo Filadelfo Re dell* Egitto , riunita da Demetrio 
Falereo , Difcepolo di Teofrailo . Quella di Otta- 
vio Auguflo , dove fi confervano i Libri Sibilli- 
ni ; e quella finalmente tanto nominata di IJlpio 
Trajano • 

Ne' Pilafl:rì, che fofl:engonola gran Volta, fo- 
no effigiati i primi inventori delle Lingue , e de' 
Caratteri , fra' quali Adamo primo Maeflro delle 
Scienze , e delle lettere Ebraiche : Abramo inven- 
tore delle Siriache, e delle Caldee : Efdra, che rin- 
novò , ed accrebbe!' \Ifabeto Ebraico : Ifide, e-j 
Mennone , che ritrovarono le lettere Egizie : Ce- 
crope, e Cadmo, che introduflero le Greche : Pa- 
lamede , e Simoiiide, che ne accrebbero il nume- 
ro . Ercole autore delle lettere Frigie , e Fenice 

auto- 



Antica, e Moderna. 9^ 

autore Aeìle Finicie . Nicoftrata Madre di Evan, 
dro inventrice delle Latine : L'Imperador Claudio, 
che ne aumentò V Alfabeto : S. Gio: Crifoflomo , 
che inventò i caratteri Armeni : S. Girolamo, che 
inventò gr Illirici : S. Cirillo , che accrebbe il nu- 
mero degli ftelTi ; ed altri . 

Ne' vani, che reftanofrà gli Archi, e fra le Fì- 
ncll:re,fi ofiervano molti Fatti fingolari di^ Sifto V. 
cioè quando fu coronato Pontefice : il Pofìefìb prc- 
fo del Pontificato : quando erefie i quattro mag- 
glori Obelifchi : quando rifece il Palazzo Latera« 
nenfe : quando alzò la Statua di S. Pietro Ibpra la 
Colonna Trajana : quella di S. Paolo fopra la Co- 
lonna Antonina : quando fece condurre T Acqua 
Felice fui Quirinale ; e quando fece aprire le Stra- 
de liil Efquilinio; e le altre Iftorie , ed imprefe del 
medefim.o , fono efprefìe nelle ftanze a mano fini- 
ftra . Neir altre poi , che reftano a mano dcftra, 
fi vedono rapprefentate diverfe memorie ^ «ed 
azioni di Paolo V^ 

Ln quefta Biblioteca fi cuflodifcono Libri ra- 
ri, e fcclti, e particolarmente Manofcritti, fra'qua- 
ii fono molto fingolari le diverfe Bibbie Ebraiche , 
Siriache, Arabiche, ed Armene : una Bibbia Gre- 
ca fcritta in caratteri quadrati circa il fello fecolo, 
fecondo la traduzione de'Settanta : un' altra Bibbia 
Ebraica di ftraordinaria grofiezza, che era de* rau- 
chi d* Urbino, da* quali gli Ebrei di Venezia rolle- 
rò più volte comprarla a pefo d*oro : un Codic-^ 
Greco, che contiene gli Atti degli Apoftoli, fcritto 
mirabilmente m oro, dotmtQ da Carlotta Regina 

dici- 



92 Descrizione di Roma 

di Cipro ad Innocenzo Vili : un MelTalc A^fin anti- 
co , Icritto in tempo di S. Gclafio , già pc ffediito 
dairfJettor Palatino : un MefìaJe con vaghe minia- 
ture ài D. Giulio Clovio , allievo di Giulio Roma- 
no:Un Breviario affai grande conbeliiffime minia- 
ture, che era di Mattia Corvino Re di Ungaria:gli 
Annali Ecclefiaftici in dodici tomi , fcritti di pro- 
prio pugno dal Card. Baronio : Un Martirologio 
afìai riguardevole per la fiia grande antichità , e 
per le miniature : Alcuni Manofcritti di S.Tomafo, 
e di S. Carlo Borromeo : Un Codice di Plinio mi- 
niato , colle figure di tutti gli Animali : Un V^irgi- 
liofcritto in lettere quadrate prima del quinto Te- 
colo, e con le miniature fi dimoftrano gli abiti 
Trojani, e Latini : un Terenzio della medefima an- 
tichità 5 fcritto anch' efTo in caratteri fimili, e dato 
ora alle Stampe : Un altro Terenzio del nono Seco- 
lo colle Figure , e mafchere fceniche, che s' ufava- 
no in tempo delV Autore ; Un Tafìb maravigliofa- 
mente fcritto : Un Dante eccellentemente minia- 
to : V Opera De Septem Sacramentìs , com.pofta 
da Enrico Vili. Re d' Inghilterra, quando era Cat- 
tolico, ed alcune lettere originali del medefimo, 
fcritte ad Anna Bolena : Alcuni Scritti di mano di 
Martin Lutero, cioè, un Libretto ài Tuo carattere, 
le lue Prediche , eia Bibbia, con un' Orr,zione_* 
ancora, che muove fommamente a rifo chiunque 
la l^ggc; perciocché prega, e dimanda a Dio , che 
gli conceda ricchezze , Pecore', veementi , mol- 
te Mogli , e pochi Figliuoli . Le Vite ài Federico 
di Monte f eltre , e di Francefco Maria della Ro- 
vere 



Antica , e Moderna . 9^ 

vere Duchi di Urbino , con ornainenti dì vaghiflì- 
•me miniature: diverfi monumenti Icritti nella Cor- 
teccia d'Arbore 3 chiamati Fapyrì, d'onde hanno 
avuto il nome le noftre Carte : Gli antichi Tugilla» 
r/efj3reffi in alcune tavolette : ed infiniti lì- ri ra- 
ri , e di fomma ftima . V^i lòno ancora due anti- 
che ftatue, una di Ariftide, l'altra di S. Ippolito 
Martire V^efcovo di Porto , nella di cui Sede li ìt^'» 
gè , in minuti caratteri Greci , un antichiilìmo CV- 
clo Pafquale da lui compofto contro gli Eretici 
^uartadecimam : Il Buflo di Paolo V, in metallo : 
Una bellifhma Colonna di Alabaflro Orientale ; ed 
un'Urna antica di marmo, ritrovata fuor di Por- 
ta Maggiore 1* anno 1702. infieme con un Lenzuo- 
lo di xA. mi anto , fpeciedi pietra ridotta a tela in- 
combuflibile , che racchiudeva una Calvaria , ed 
alcune Ceneri . 

Fu iftituita quefta Biblioteca dal Pontefica-i 
S. Ilaro 5 per errore chiamato Ilario , chela erede 
da principio nel Laterano , ragunandovi quantità 
di Libri Sagri . Di poi S. Zaccaria la fornì di molti 
Codici Greci, e Latini . Califto III. l'aumentò co* 
tibri della Biblioteca Augufta di Coftantinopoli , 
allor che cadde l'Imperio Greco . Nicolò V. la tra* 
fportò qua nel V^aticano , e fpedì in molte Parti 
Uomini eruditi a provvederla di Libri . Sifto IV. 
l'arricchì di varj Codici originali , ed altri Volu- 
mi . Sifto V. con nuova Fabrica la flabilì in quefto 
filo , e r aumentò ancora di Libri , e di Rendite . 
Paolo V. la dilatò colle fbanze del Braccio deftro , 
e coirArchirio fègreto . Urbano VllL vi aggiun- 

fé 



9^ Descrizione di Roma 

feja Libreria dell'hlettor Palatino. AlelTandro Vlf. 
vi uni quella de'Duchi di Urbino . Aleflandro Vili. 
r ampliò con quella della Regina ài Svezia . Cle- 
mente XI. le fece dono dì molti Codici in idioma 
Arabo , Armeno , Siriaco , e fimili , procurati 
da lontani/lime parti . Clemente Xil. vi accrebbe 
un altro Braccio lungo palmi ^oo. con Armar] la- 
vorati di buon gufho, entro de quali la maggior 
parte de Libri , che vi fono riporti , Furono ge- 
neroio dono del detto Signor Cardinal (girini ; e 
loftefib I^ontefice ornò ancora queffco nuovo Brac- 
cio con un nobile (òrtimento di vafi HtruLchi , che 
comprò dall' eredità del Cardinal Gualtieri , e poi 
donò con fbmma liberalità a quefta Biblioteca uni- 
tamente colla raccolta di lopra trecento (celtifìì- 
mi medaglioni, che fi vedono inferiti in tavolct- 
te in modo da poterfi ben vedere , ed ofìervarne 
ancora gli boriati roverfci ; A quali poi anche il 
Pontefice Regnante Benedetto XIV. avendo ag- 
giunto altri Medaglioni, Medaglie , Bronzi , Ca- 
rnei, e Gemme con antichi lavori, eia raccolta 
parimente, che il celebre Antiquario Francefco de 
Ficoroni fece degl* antichi Piombi diplomatici 
fcritti ; viene quella Libreria a godere il teforo 
delle più infigni rarità della venerabile antichità; 
ajrgiungendole anche non poco prcggio lo fìima- 
tifììmo Mufco Carpegna , lafciatole per legato 
dall' ultimo Conte di qudìo cognome . 

Ritornando nel gran Corridore , nel fine di 
efib vi 'è una vaga Fonte con una Cleopatra gia- 
cente , €he è fcoltura cii maniera greca , ed è mi. 

rabile 



"■p.^4- 




nel ratinane 



I AkTICA 5 E MODBRNA . 9^ 

rabile nel panneggiamento ; onde viene ad efiere 
la più (limata fra tutte le Statue di quefta Regina • 
E' qui contiguo il Palazzetto fatto da Innocenzo 
Vili, che fii architettato da Antonio PoUajolo . 
Fra li Pittori, che lo dipinferojUnofù Andrea Man- 
tenga , il quale nel dipingere la Cappelletta , che 
è dedicata a S. Gio: Battila , vedendo , che il Pa- 
pa tardava a fargli fomminirtrar danaro , di cui 
egli forfè aveva bifogno , efprefie la Difcrizione > 
fra le altre virtù, che fi vedono dipinte intorno 
a ciafcun tondo nel Campo de 4. Lunettoni fotto 
la volta , e la coprì poi con una tela . Richiefe il 
Papa, che immagine fofle quella , e doppo di tf- 
fergli ftata (coperta , e di aver intefo , che era la 
rilcrizione, diffe al Pittore ,cheperperfezzionar 
l'opera, v' avelfe dipinta a lato anche la Pa- 
2Ìenza. Nella Sala vi fono opere di Benedetto Bon- 
filio Perugino , che fpecialmente ne' Pilaftri lavo- 
rò di Grottefchi . Bernardino Pinturicchio con 
maniera Fiamminga efprefTe in un (ìnto Loggiato 
fra e(ri lilaflri le principali Città dell' Italia . E (ì- 
Jialmente anche Raffaello vi dipinfe , avendo co- 
lorito a frefco nella feconda jtanza dell' apparta- 
to due 1 utti , che follengono 1' arma di Giulio IL 
nella Cappa del Caminetto . Qiiì contiguo è V ap- 
partamento detto di Belvedere, ò di Torre de 
venti , nominato ancora di PioIV. perche egli lo 
terminò . In fatti nella facciata , che rifguarda il 
Giardino fcgreto , fi vede fcritto nel fregio il ài 
lui nome ; ma efìendofi ridotto in molto cattivo 
fiato. Clemente XI. lo fece molto bene riltorare, 

fa- 



^g DisrRTZioNE Bi Roma 

facendovi anche collocare , in figura di foprap* 
porti , alcuni pezzi di mofaico antico ndìa prima 
faletta , che rapprefentano tralci di vite , ed uc- 
cellami, ritrovati in quel tempo in alcune Cave, 
che fi fecero fui Monte Aventino neir Orto de 
PP. Domenicani di S. Sabina. Tutte quefte ftanze 
fono anch* effe ornate di Pitture , ma più in fpQ-^ 
eie una nobil Sala, che communica colla fcaletta 
a lumaca , in cui Federico Zuccheri efprefie le 
Jftorie di Mese , e di Faraone, fottola direzzio- 
ne però di Taddeo fuo Fratello . Vi fi ofiervano 
ancora diverfi modelli di ftatue, fatte da valent' 
Uomini, cerne è quello di S.Girolamo, che fece 
il Cavalier Bernino per una fiiatua di marmo, 
che Alefiandro VÌI. mandò in Siena per coliocarfi 
in quel Duomo. Vi {i vede un'altro modello di 
una V^irtìi, fatto da Monsii Tedone,che infieme con 
altre tre lèrvir doveva per il Battiflerio in S. Pie- 
tro Vaticano ; per cui era pur ftato fatto da Do- 
menico Guidi r altro modello del Battefimo del 
Salvatore , che far doveva la figura di principal 
tavola , ò quadro . Vi fono ancora alcuni Carto- 
ni , fatti da Pietro da Cortona per li mofaici della 
Bafijica Vaticana : due Angeli , da quali furono 
formati quelli di bronzo , che ornano lateralmen- 
te la Cattedra di S.Pietro, e quefiii fono del Ca- 
valier Bernini: molte Teiìo , e mezze figure di 
ApolTioli , e di Angéletti, che erano parte della Pit- 
tura fatta da Melozzo di Forlì nella Volta della Tri- 
buna della Chiefa vecchia de SS. Apofìoli; il refi- 
duo della quale vedefi in cima del primo ripiano 

della 



Antica ,5 Moderna. 9t 

della Scala R^gia del Palazzo C^rinale. Vi fono 
pure Tei Tefte di Cherubini, che aipinfe a frelco in 
kitrettanti Cartoni il Cavalier Carlo Moratti , per 
traiportarle in molaico in una Cuppoletta della 
Bafilica Vaticana ; vi fi vede il modello di 
fuK co di due Angeli , che reggono la Croce > fat* 
to dal Cavalier Bernino per una delle 4. ringhiere, 
cove n moflrano le Sagre Reliquie nella Bafilica 
di S. Pietro ; e parimente altro modello di quei 
due di bronzo doratojche (ì vedono in atto di ado- 
razione lateralmente ginocchiati al gran Ciborio 
neir Altare dd Santiflimo Sagramento nella mede- 
fima Bafilica . Molti modelli di Fabriche infigni , 
cfpecialmentc due della flefla Bafilica Vaticana, 
r uno di Bramante Lazzari , e V altro di Antonio 
Sangallo : quello della granCuppola, come la di- 
{egnò ilBuonaroti, conciò, che vi aggiunfero 
Giacomo della Porta, e Domenico Fontan-a . Il 
modello di una Sagreilia inventato dal Cavaiier 
D. Filippo Juvarra . I modelli della Cattedra di 
S. Pietro , e del Colomiato nella Piazza , fatto dal 
Bernini; e quelli ancora dei due Palazzi Pontifi- 
ci , r uno a Monte Cavallo , e P altro qui nel Va- 
ticano , con molti altri di rinomati Maeftri . Or;i 
difcendendo nel detto Giardino fegreto , a cui fi 
principal Profpetto il defcritto Palazzetto di BeU 
vedere , ò fia Torre di venti , che fotto di una 
gran Loggia retta da Colonne, ha parimente da 
quefta parte un gran nicchione , o fia Tribuna • 
ornata nel mezzo da un* arma di Clemente XI. co- 
me quello , che efìendo ridotto in iftato rovinofoj 
Tem, /. C lo ri* 



^8 Descrizione di Roma 

lo riftorò , conforme fi è detto ; qui fi oflervano 
Ji due Pavoni , e la gran Pina di Bronzo , che, al 
parere della maggior parte degl* Anliquarj, erano 
in cima della Mole dì Adriano ; fecondo il Gamucci 
nel Sepolcro de Scipicni ; e fecondo il Nardini nel 
Maufoleo dell' Imperadore Onorio . Paflando poi 
ad ofiervare tutto ciò , che vi è di mirabile nel 
Cortile vicino , detto delle Statue , vi fi vede en- 
tro di una nicchia il famofiflimo Gruppo, che fi- 
gura Lacoonte co* fuoi Figliuoli , e due Serpenti , 
che 1* avviticchiano . Dal Buonaroti iì chiamava 
Portento del Arte , e Plinio lo riputò per la più 
belP Opra, che mai fi facefle in marmo . Fu fcol- 
pito da Agefandro, Polidoro, eAtenodoro Ro- 
diani celebrati/Timi Scultori greci, e fi ritrovò nel- 
le Terme di Tito predo le Sette Sale . Plinio afie- 
rifce , efier di un pezzo folo , ma il detto Buona- 
roti vi ritrovò le commifTure benché invifibili . In 
altre nicchie fi vedono le feguenti Statue : Un 
Apollo nudo ritrovato a Nettuno , quando era 
Cardinale Giulio II; Un Antinoo parimente nudo , 
ritrovato, fecondo afTerifce il Nardini , vicino la 
Chiefa di S. Martino de* Monti nel Pontificato di 
Leone X ; e fecondo il Mercati, prefib Porta Ca- 
flello in tempo ài Paolo III: Un Ercole col fan- 
ciullo Ila , o fia rimperador Commodo in abito di 
Ercole: Una Venere , che ufcita dal Bagno, fi 
avvolge in un Lenzuolo , .e guarda il fuo figliuolo 
Cupido , che le (la. al fianco : Un* altra Venere nu- 
da in atto di tener fra le" mani la fua Camifcia pen- 
dente : Due Simulacri Colofìei , 1* uno del Nilo , e 

l'aU 



Antica, e Moderna. 9f 

r altro del Tevere , ritrovati , fecondo alcuni > 
fili C^irinale , dove è il Palazzo de'Rofpigliofi , 
e fecondo altri, preflb la Chiefa di S. Stefano del 
Cacco : Molti Idoli , e Mafcheroni di pietra , che 
al parer di molti,erano fitiiati nell'antico Panteon: 
Alcuni pili con baffirilievi di maniera Greca , cre- 
duti de'migliori, che anoftri tempi fi veggano : Ed 
un'Arme finalmente d* Innocenzo Vili, conjdue 
Putti, eduna Ghirlanda di frutti, e fronde, la- 
vorata di terra cotta invetriata da Luca della Rob- 
bia , che di queft' arte fìi V inveatore . . 

Qui lòtto di un CafTòtto di legno fi cufbodifce 
una grandiflìma Tazza di Porfido , che era nella 
Vigna di Papa Giulio, e fu qua trafporta d' ordi- 
ne di Clemente XI.Nell'antrone qui contiguo ver- 
fo il Giardino grande ù rede un' altr' Ercole fen- 
zajCapo, fenza Gambe, e fenza Braccia, lavorato 
da Appollonio Ateniefe con arte fingolaridlma , e 
tenuto in fommo preggio dal detto Buonaroti, che 
in quefi:o Dorfo ftudiava l'eccellenza della Pittura , 
e della Scoltura ; E qui parimente {ì vedono fituati 
due modelli di ftatue ; V uno è del S.Bartolommeo, 
fatto in marmo da Monsii Pietro le Gres per la Ba- 
fllica Lateranenfc; e 1' altro è della nuova (la tua di 
Un Rèprigionero, che fece parimente in marmo 
Pietro Bracci per l'Arco di Cofiantino , quando 
per ordine di Clemente XII. fu rifarcito . 

Segue il Giardino grande, che è molto cofpi- 
cuo perla qualità delle Piante, perla vaghezza 
de' Fiori , per l'amenità de' Viali , pcrP eccellen- 
za delle Profpettive , per la copia de' Bofchetti , 

G 2 e de- 



'^lOO DESCRIZIONE DI RoMA ." 

e deliziofe Fontane ; tra le quali tré fono le più mi'- 
raHli,e fingolari, cioè quella fatta da Clemente IX. 
in forma di Valcello , che tramanda ad un tempo 
ftefìb 500. Zampiletti nel balTo , e ncU* alto una.^ 
gran Girandola d' acque ; 1* altra detta lo Icoglio; 
e la terza nominata della Torre, tutte fatte con di- 
fegno di Carlo Maderno . 11 Cafino , che qui fi 
vede 5 fu principiato fotto Paolo IV. con archi* 
tettura di Pietro ligorio , che poi fotto Pio pari- 
mente Iv^. lo terminò ; e ficcome da quefto Ponte- 
fice anche fu abbellito , fi nomina perciò col fuo 
nome . GP ornamenti confiftono in ftatue , co- 
lonne , grottefchi , mofìùci rullici , e pitture, an- 
che fatte da valenti Profefibri , in fpecie da Fe- 
derico Barocci , Federico Zuccheri , e Santi di Ti- 
to ; Il primo nella Saladoppo P ingrefib dipinfe a 
frefco Maria Vergine col S. Bambino , S. Gio: Bat- 
tifta, S. Giufeppe, e S. Elifabetta ; com* ancora 
fece le figure negP angoli , che moftrano di reg- 
gere P arme del liiddetto Pontefice ; e colorì pa- 
rimente P Annunziata nella feconda danza di que- 
fto Piano ; 11 fecondo lavorò nella maggiore Stan- 
ca del fecondo piano ; ed il terzo nella prima^ ; 
ienza fdv menzione dì Leonardo Cugni , Durante 
del Nero , Giovanni di Carfo Schiavone , e di Ora- 
zio Sammacchini , che parimente vi dipinfero . 

Temiamo al Loggiato del principal Cortile ; 
? giccchè fi è vifto quello del primo Piano , ora fi 
rende conto delP altro, che è al fecondo piano, 
cominciandone il giro dalla parte dell' Orologio . 
Se nel primo gÌ4 defcritto tutto fu operato con 

dire- 



Antica, e Modirna. iot 

direzzione , e sii i difegni di Raffaello, egli qui non 
foJamentepreftò la Tua affiltenza , e fomminrftrò li 
Ckrtoni^ da fé fatti per Toperare di sltri Dipintori^ 
che vi lavorarono ; ma vi dipinfe anche di fiia 
mano , ed andò ritoccando di tratto in tratto an- 
che il dipinto degl' altri : fenza far menzione degl* 
ornati di pittura , di baffjrilievi di ftucco , di ani* 
mali, di grottcfchi, di figurine, di felloni, e di pae- 
faggi , che fui di lui dilègno furono condotti da 
Gio: da Udine , e da Ferino del Vaga . Principiai- 
dofi dunque il giro di quefto Loggiato dalla prima 
arcata fotto del detto Orologio ; quella dipintura 
nella volta , che rapprefenta Dio Padre in ari* 
fopra il globo terraqueo, fìi lavoro di propria ma- 
no di Raffaello medefimo , e le altre tré iilorie 
furono colorite da Giulio Romano , che fece an- 
che quella della feconda, e della terza Arcata .^ 
Nella quarta dipinfe Gio: Franco Fattore , che an- 
che fece la quinta : La fefba fìi condotta da Pelle- 
grino da Modena : La fettima da Giulio Romano : 
L' ottava da Ferino del Vaga : La nona da Raffael- 
lino del Colle : La decima dal detto Ferino del Va- 
ga , ed anche 1' undecima : La duodecima da Fel- 
JcgrÌTto-4a^odena fuddetto : E finalmente la de- 
cima terza, che è l'ultima di quefl:o primo- braccio 
di loggiato, fii dipinta dal detto Ferino del Vaga . 
Ora , perche poffiamo fcguitare ad offervare y 
tanto le Pitture, che Raffaello fece di fna mano , 
quanto le altre , che co' Cartoni di lui furono da 
altri colorite , interrompendo il giro di quefto 
loggiato , entriamo neirAppartaaiento contiguo;^ 

G j acuì 



102 Descrizione di Roma 

a cui dà Ingrefìb la porta , che [iì trova, fulla mano 
manca , e fa qui teftata al Loggiato di mezzo . La 
prima Sala, che s'incontra, viene chiamata di Co- 
ftantino , perche vi fono rapprefentate le più glo- 
riofe azzioni di lui , e qui di Raffaello non vi è , fé 
non che due Figure, cioè la Giuftizia , e la Manfue- 
tudine , eh' egli dipinfe ad olio nella Facciata , in 
cui fi vede rapprefentata la Battaglia contro Maf- 
fenzio . Tutto il rimanente nelle Pareti fìi colori- 
to da altri foprali di lui Cartoni . In fatti Giulio 
Romano condulTe la prima iftoria , che moftra Co- 
flantino in atto di fare V allocuzione militare al fuo 
Efercito prima della Battaglia ; e dipinfè ancora 
la Battaglia medefìma, che feguita . La terza Iffco- 
ria, che è il Batteilmo del medefimo Coil:antino ; 
«la quarta, che èia donazione, da lui fatta, del 
Patrimonio alla Chiefa , furono dipinte da Gio: 
Francefco Fattore ; e la Pittura nella Volta fu fat- 
ta da Tommafo Laureti Palermitano, che nel co- 
lorire però lo sfondo fi fervi di Antonio Salviati 
fuo Scolaro . Nella feconda Stanza tutto è ope- 
ra di Raffaello , fuorché alcuni quadretti dipinti à 
gialletto fra certe figure, che nel bafamento mo- 
jftrano di reggere una cornice . La terza Camera , 
che chiamali della Segnatura parimente fìi dipinta 
c!a Raffaello, ma il bafamento fu colorito a chiaro- 
fcuro da Polidoro da Cavaraggio . Anche la quar- 
ta finalmente effo Raffaello dipinfe ; ma la Volta 
è Opera di Pietro Perugino • Paffando ora ad oi^ 
fervare V appartamento , che alle quatro defcrit-, 
te Stanze di Raffaello è contiguo , e chiamafi di 

S. Pio V. 



Antica, i Mo^rna. ioj 

S. Pio V; Nella prima Camera non vi è da ammi- 
ri.re, fé non chela Cappella, che ha il Qoadro 
iiiir Altare dipinto da Pietro da Cortona , che vi 
efprefTe la depofizione di Crillo dalla Croce , e le 
altre dipinture fono della fua Scuola . Dalla fe- 
conda Camera piglia ingrefìb V altra , che è più 
grande , ed ha dipinti uqì Soffitto li dodici Apo- 
fìcli , che fi (limano opere del Cavalier Ventura,. 
Salimbeni , e vi è anche chi crede > che fiano del 
Ferrauda Faenza. Siegue la Cappella eretta da 
S. Pio V. come lo dimoffcra r arma al di fuori, ci' 
ifcrizzione dalla parte di dentro . Sull'Altare è di- 
pinta la V^ergine Santiffima AfTunta in Cielo , ed è 
opera diGiorgioVafari,di cui fono anche li quattro 
Evangelici , efprelTi ne'quattro gran fpecchi ; due 
de quali fono laterali all' Altare , ed altri due alla 
principal Porta dell' ìngrei^o , e del medefimo è 
ancora tutto il recante , fuor che Lucifero difcac« 
ciato dal Paradifo , dipinto nella Cuppola , e le 
quattro Sagre Iftorie , efprefTe nel Tamburo , che 
fono opere di Federico Zuccheri . Sopra la Pcrta , 
che introduce alle ftanze verfola Galleria,fi ofìerva 
un S. Girolamo penitente , che fi ftima di Antonio, 
ò di Annibale Caracci . Tre ftanze fono qui conti- 
gue, tutte adobbatc di Arazzi fatti a feftoni , e 
con Puttini, che f-cherzano , fatti con difegno dì 
Raffaello; e nell'ultima fi vede efprefTa in pittura 
nel mezzo del Soffitto la Natività di Maria , che 
viene dalla fcuoladi Ludovico Cigoli . Quefta^ 
ftanza dà ingrefìb ad un' altra molto più fpazioià , 
e magnificamente adornata, perche ha in fpecic 

G 4 nel 



io4 Descrizione di Roma 

nel foffitto tre Itupende pitture. Fattevi da Guido 
Reno, cioè nel campo di mezzo la venuta deJlo 
Spirito Santo , nel tondo in cima 1* Alcenfione di 
Crifto al Cielo , e ncir altro a piedi la Trasfigura- 
aionedel medefimo Signore. Da quefta ftanza il 
pafifa ad un' altra contigua , che ne' quattro fpec- 
chi delle cantonate del foffitto ha dipinti ii quat- 
tro Evangelici per mano del medefimo FerrkU da 
Faenza , e fi vede pendente al muro porzione del 
cartone della Natività del Signore , che dipinfe il 
Cavalier Carlo Maratti nella Galleria del Palazzo 
Pontificio al Quirinale ; con un' altro dirimpetto » 
in cui efprefie il Domenichiao due Santi . Da que- 
lla Camera fi paffa all' ultima , che ha nel Soffitto 
li quattro Dottori della Chicfa , parimente dipin- 
ti dal detto Ferrau . 

Ammirabile è la Galleria, in cui ora fi entra , 
e la di cui lunghezza è maggiore di ducento paiTi , 
con quantità , e varietà d' Iftorie , Figure , Ma- 
rine , Grottefche , Stucchi , ed altre vaghezze > 
da' quali refi:a adornata» Sono maravigliolè le:-» 
Carte Geografiche , delineate dal P. Ignazio Dan- 
ti Domenicano con tanta efattezza , che vi fi di- 
ftinguono oltre le Città , Luoghi, e Porti princi- 
pali , anche i Villaggi ben piccoli d' Italia , ed altri 
Paefi ; eie altre Pitture furono fatte fotto la direz- 
zione del Muziani , da Paris Nogari , Pafquale Ca- 
ti , Ottaviano Mafcherini , Marco da Faenza , Gio- 
vanni da Modena , Raffaele da Re2:gio , Lorenzi- 
jio da Bologna , Giacomo Semenza , Girolamo 
Mafiei, ed Antonio Danti fratello dei detto Padre 

Igna- 



'Antica , e Moderna .^ 105^ 

Ignazio ; II Salvatore però che confegna il Greg- 
gie a S. Pietro, dipinto nel mezzo della Volta, 
è opera del Romanelli . 

Contiguo a quefla Galleria verfo il Palazzetto 
di Belvedere fi trovano due Cameroni . Le Pareti 
del primo fono ornate colli Cartoni delli dodici 
Profeti, fatti dipingere da Clemente XI. nella Na- 
vata di mezzo della Bafilica Laterahenfe da diverfi 
dipintori ; e vi fono parimente gl'Originali di 
quattro pezzi d' Arazzi , che lo fleflb Pontefice fe- 
ce fare per T Altare della Cappella Siftina . C^uel- 
lo , che rapprefentala venuta dello Spirito Santo , 
fìi dipinto da Giufeppe Chiari . Il fecondo, in cui è 
rcfprefTa la SantifTima Trinità, è di mano di Pietro 
de Pietri . Nel terzo effigiò Crifto in atto di con- 
ifegnare il gregge a S. Pietro, Giufeppe PafTeri ; 
e nel quarto Andrea Procaccini figurò la Prefenta- 
zione di Gesù al Tempio . Nel fecondo Camerone 
poi fi ofìervano diverfi Bufti antichi , e Bafiìrilie- 
vi, varj Cartoni del Dominichino, e li modelli 
di duefbatue, che il menzionato Clemente XI. fe- 
ce fare di marmo per due Altari della Rotonda; 
Uno è di S. Anna , che fece Lorenzo Ottoni , e l* 
altro è di S. Agnefa , che fu lavoro di Vincenzo 
Felici. 

Ritornando al Loggiato del fecondo piano , 
e feguitandone il giro , che abbiamo interrotto ; 
oltre diverfi che hanno dipinto nel braccio di mez- 
zo , che fono LorenzinoSabbatini , Baldafìar Cro- 
ce, Giacomo Stella, .^Gio:Battifta Naldini , An- 
tonio Tempera , Girolamo Mafiei , e Niccolò Po- 

ineran- 



'io6 Descrizione di Koma 

merancio , efpreffe Marco da Faenza nella prima 
Arcata la dilpnta del Signore co' Dottori , la fuga 
in Egitto , la ftrage degl' Innocenti , e la predica- 
zione di S. Gio: Battifta ; e qiiefto ProFefibre, oltre 
che ebbe una generale fopraintendenza per li lavo- 
ri de grottefchi , e d' ogn' altra forte di ornati in 
tutta quefta Corsìa, anch' qKo ve ne fece alcuni di 
fua mano . 

Le Nozze di Cana contutto il refto dipinto 
nella terza, fono lavoro di Ottaviano Mafcherini . 
In quella5Ìn cui viene rapprefentato il comando di 
Crifto fatto agi' Apoftoli di gettare le reti nel ma- 
re , dipinfe Giacomo Semenza . Tutta lafefta fu 
colorita da Giacomo Palma il giovine . Nella de- 
cima Arcata fii efprcfìb Crifto inatto di entrar 
trionfante in Gerufalemme da RaflfaelJino da Reg- 
gio , che colorì parimente nell' undecima la La- 
vanda fatta agi' Apoftoli dal medefimo Signore ; e 
Paris Nogari fece tutto il reftante . 

Reftando ora da ofTervarfl il terzo braccio di 
loggiato di queflo pianojche refta contiguo al Gran 
Palazzo Pontificio, e non è così ben terminato,con- 
forme lo fono li altri due gìk trafcorfi ; vi lavorò 
Flamminio Allegrini in genere di grottefci , e Gian 
Paolo Tedefco in materia di ornati di puri foglia- 
mi. Quefto Profefìbre però vi dipinfe ancora di fua 
mano alcune Iftorie nelle volticelle . Quelle della 
Pa/Fione di Noftro Signore furono efprefì'e da Pafca- 
Ic Cati da Jefi; ed il Lanfranco vi rapprefentò V A- 
fcenfione del Signore;gr Angeli, che veftiti di bian- 
co apparvero agi' Apoftoli doppo la medefima^» 

ccn- 



Antica , e Moderna. 107 

Afcenfione ; e la partenza de medefimi a predi- 
care il Vangelo . 

Giacché ci troviamo in quefla parte di Log^ 
giato, da cui fi entra nel Palazzo nuovo, ficcome 
parimente fi fa dalla magnifica Scala , che princi- 
ia a falire dal piano di quefto medefimo Corti- 
e ; fi entra nella gran Sala Clementina , tutta 
mata di nobili Pitture, confiftenti per la maggior 
arte in profpettive , fatte da Gio: Alberti ; e vi fi 
(fervano rapprefentate le iflorie di S. Clemente 
con diverfe virtù , e con incroffcature di marmi , 
de quali è aache formato il Pavimento . Da que- 
' a nohil Sala poi fi entra neiP altra, detta del Con- 
iftoro, abbellita di un vago fregio dipinto con di- 
egno del medefimo Alberti , e con Paefi di Paolo 
filli . Doppo fcorfe più ftanze nobilmente foffitta- 
te , fi incontra la Cappella fegreta del Papa , e vi 
fi oiTerva il Quadro neir Altare dipinto dal Roma- 
nelli , che vi efprcfìe la Nati vita di Noflro Signo- 
re; ed in un altra Sala, che è dove s* imbandi- 
ifcono le Tavole per il Sagro Collegio nella Setti- 
mana Santa , e nella notte di Natale, {\ offervano 
dipinti nel fregio dall' Alberti , e dal Brilli fudet- 
to , gP Eremi più rinomati , ed alcuni Santi Ere- 
miti ; come pure appefo al muro un gran Quadro, 
dove dal Barocci fu dipinta Y ultima Cena , che 
fece il Redentore cogP Apolloli . 

Tornando per la gran. Sala Clementina al Log- 
giato di mezzo , e qui entrando la Porta, che è or- 
nata per di fopra con figure di flucco , e con PAr- 
ma di Gregorio Xlll, fi offervano in quefta Sala , 

appe- 



'ioS Dèscrtzìone di Roma 

appefi al muro di ver fi Quadri , uno de' quali, che 
è il più grande , rapprelènta Aleflandro Magno> 
che lagrifica nel Tempio di Giove Ammone , ope- 
ra di Francefco Mancini , e T altro la Natività dì 
Maria Santiflima, che fii dipinto da Pier Francefco 
Mola . E'quì contigua la Cappella commime, eret- 
ta da Gregorio XIII. Il Quadro dell' Altare con 
S.Paolo Primo Eremita, e S.Antonio Abbate, è pit- 
tura del Mfiziano; e nella Cuppola dipinfe V Alber- 
ti. Pafìando poi dalla parte oppolla alle rtanze della 
Contefla Matilde, così dette,perche vi fono efpref- 
fì li fatti memorandi di quefba Principefìa, ne 
fii il Pittore il Romanelli . Il foffitto nella Sala con- 
tigua è di Perino del Vaga ; Li freggi con ornati 
di figure , e medaglioni di bronzo, di Marzio dì 
Colantonio;le altre pitture di Guidobaldo Abbati- 
ni , alcune di Fabrizio Chiari , ed alcune altre di 
Gio: Battifta Speranza . Da qui piglia ingreflbun' 
altra flanza per mezzo di una Porta con Bufìbla, e 
fi vedono nel foffitto Putti , ed altre figure dipinte 
dal detto Perino del Vaga ; in. quello della fecon- 
da dipinfe diverfe forti di uccelli Gio: da Udine, 
e Gio: da S. Giovanni rapprefentò la Girandola di 
Caftel S. Angelo , ed altre pitture . Nella quarta 
ftanza finalmente apparifce il freggio dipinto fulla 
maniera di Paolo Brilli ; e lo fteffo fi oiTerva neir 
altra più piccola , che è contigua . 

Ripalfando per tutto l'Appartamento, e rien- 
trando rìQÌ Loggiato per la medefima Porta , per 
cui ne fiamo ufciti , poco più innanzi trovafi a ma- 
no diritta una Porta , che corrifponde in una Sca- 
la 



'Antica, e Moderna. icj 

la fatta a cordonata. Quindi falendo per efTa, gii 
fiaino entrati nel terzo , ed ultimo Loggiato , che 
non da Pilaftri viene foitenuto, come gli due di 
ibtto, ma da Colonne di Travertino. Qui nel brac- 
cio , dove fono le memorie di (ìregorio Xlll , fi 
oiTervano pitture di Nicolò Pomer*inci, di Gio: 
Battifta della Marca , e di Paris Nogari . Neil' al- 
tro dipinfe le iftorie Antonio Tempefta, ed il Ca» 
valicr d* Arpino ; li Paefi Paolo Brilli ; e le Carte 
Geografiche il Padre Ignazio Danti fecondo il pa- 
rere di alcuni , e fecondo quello di altri , Antonio 
Varefe • 

Pigliando ora finalmente a difcendere per 1* 
altra Scala, fatta pure a cordonata , che fi trova in 
fondo del Braccio , che è contiguo all' Orologio ; 
S' incontra nella prima teftata una pittura , che.-» 
rapprefenta Crifìo in barca con S. Pietro , e S. \n- 
drea , fatta da Giorgio Vi^fari . Nelle due lunette, 
difcendendo più a baffo > Donato da Formello rap- 
prefentò Crifto , che rifana la Suocera di S. Pietro, 
febricitante in letto ; e nella contigua il S. Apofìo- 
lo , che caminando fopra i* onde , fi fj. incontro al 
Signore . Sopra 1' Arco infaccia più abaflb , fu 
efprefib Crifto in atto di confegnare le Chiavi a-. 
S. Pietro y Q fi riconofce , che il Pittore viene dal- 
la fcuola del Vafari . V ultima pittura poi , che 
fieura il comando, fatto dal Signore a S. Pietro di 
cftrarre la moneta dalla bocca del Pefce , è colo- 
rita fopra il difegno del menzionato Donato da 
Formello . 

Eccoci difcefi nel Piano di quefto nobile Cor- 
tile, 



no Descrizione di Roma 

tile , in cui Facendo ofìervazione fotto V arcata di 
mezzo del Loggiato , che riguardala Piazza Vati- 
cana , vi fi vede, una Fontana^ fatta con difegno 
deirAlgardi , di mano di cui è anche TArme d'In- 
nocenzo X,ed il Bafìbrilievo nel corpo della Conca; 
quefto però eflendo guado , ed intartarito dall' 
acqua , appena fi difccrne • 

Contiene quefto gran Palazzo , comporto di 
più Palazzi , ventidue Cortili , venti Scale nobili, 
dodici m aedo fé Sale , due Cappelle grandi , altre 
otto minori , e circa 1 1500. Camere, come fi può 
vedere dal fuo modello , che il conferva nel già 
defcritto Cafino di Pio IV. Il Bonanni, calcolando 
le Cantine , e altri luoghi inferiori , vi numera più 
di igooo. llanze . Li Architetti principali del fuo 
ingrandimento fono ftati Bramante LazarÌ5Raffael- 
Io d' Urbino , Antonio Sangallo , Pirro Ligorio , 
Domenico Fontana, Carlo Maderno, Martino Fer- 
rabofco, Gio: Lorenzo Bernini, ed altri , 

Delia Zecca Pontificia . 

POco lungi dal Cortile di Belvedere alle falde 
del V^aticano,fi trova la Zecca Pontificia, do- 
ve fi lavora in brcviffimo tempo ogni gran fomma 
di Monete, attefo che a forza di acqua fi voltano 
alcune Ruote , e da ciò ne deriva la facilità , e bre- 
vità del lavoro . Nel più alto di quella Collina è 
il Forno di Palazzo , il di cui Pane riefce migliore 
di ogni altro della Città . 

Di 



Antica , e Moderna • in 

DiS» Stefano de' Mori . 

FU* dedicata qiiefta piccola Chiefa da S. Leone 
il Grande al Protomartire S. Stefano . Da S. 
Leone IX. fìi unita al Capitolo di S. Pietro . Alef- 
fundrolll. nel 1159. vi edificò un' Oipizioper gì' 
Indiani , e Clemente XI. rifarci , ed abbellì V idef* 
fd Chiefa giàrovinofa , non che riedificò pure ìe^ 
annefìfe abitazioni . L' Aitar Maggiore ha un buon 
Quadro , rapprefentante la lapidazione del Santo 
Titolare; ed in quello a mano deftra Biagio Puc- 
cini rapprelèntò S. Silverio Papa . 

Dì S» Marta , e fuo Spedale . 

SEgue la Chiefa di S. Marta , edificata nel \Sì7' 
della quale la Volta dell' Aitar Maggiore fu di- 
pinta da Vefpafiano Strada . Il Baglioni cclorì il 
Quadro colla Santa . Il Lanfranchi fece il Quadro 
di 6". Giacomo del primo Altare a deftraje la S. Or- 
fola nel fecondo . L'AIgardi fcolpì il Crocefifìb di 
rilievo nel terzo ; e nell'altra parte della Chiefa il 
S. Girolamo è del Muziani, ò fecondo il parere di 
alcuni , di Daniele da Volterra ; ed il S.Antonio 
di Biagio Puccini . Fu quefta Chiefa riftorata da 
Sifto V. Clemente VIII. Paolo V. Urbano Vili, e 
notabilmente da Clemente XI , che nel 1704. J;i 
ridufle nella ferma prefente . Congiunto alla Chie- 
fa è lo Spedale della Famiglia Pontificia . Q]^ì vi- 
cino filila mano deil;ra refta il Seminario Vaticano, 

che 



II2 D£SCRI2I0NE DI Ro?4A 

che prima era fitiiato vicino alla Chiefa di San Mi- 
chele in SafT/a; eJe abitazioni, chs qiiafi dirim- 
petto fanno ilola nel mezzo di quefta Piazza , fono 
tutte C fucine perlervizio della Bafilica V^aticaaa , 
ef^endovi inlpecie quelle , dove fi lavorano li mo* 
faici . 

Di S. Stefano degli Vngheri . 

INcontro alla Porta Laterale della V^aticana^ , 
che conduce anche nella Sagreftia , fi trova la 
Chiefa ^i S. Stefano degli Ungheri , edificata da S, 
Stefano Re di Ungheria circa Tanno looo , che vi 
crefTe una Collegiata di 1 2. Canonici , e un' Ofpi. 
ZIO perii Pellegrini di quella Nazione . Fi\ più voi- 
te riftaurata , e Gregorio XIIL T unì al Collegi» 
Germanico, ed Ungarico di S, Apollinare, che 
vi viene ad ufcjare nel dì della Fefla del Santa 
Re Titolare . 

Dì S, Maria della Pieti in Campo Santo . 

S^gut la Chiefa dì S. Maria della Pietà in Cam- 
pò Santo , cosi nominata, per efier congiunta 
ad un ampio Cimitero, dove S. Hlena lafciò parte 
di una quantità di Terra del Monte Calvario , che 
aveva feco portata da Oferufalemme , e che ha vir- 
tù di fpolpare li Cadaveri nello fpazio di 24. ore ; 
e conforme vi (i feppellivano i Pellegrini , che-» 
venivano a Roma, e vi era perciò una gran quan- 
tità di ojfi'a ; la contigua Chiefa, che da S.Leone I\\ 

fìi 



Antica, e Moderna. ii^ 

ffi eretta , fi difìe ancora S, Salvatore in OJ/ìbuf ,' 
oltre la denominazione , che ora ritiene, di S*Ma* 
ria delia Pietà in Campo Santo . Fu altre volte in 
quello luogo un Collegio , e Spedale della Nazione 
Lombarda , ma nell' anno 14,60. vi fu fkabilita una 
Confraternita d' Alemanni , 'Fiamminghi , e Sviz- 
zeri . Si diftribuifce qui una copiofa limofina di pa- 
ne ad Un gran numero di poveri della Città , chia- 
mandofi perciò la iimofina di Campo Santo . Poli- 
doro da Caravaggio colorì il Quadro nelF Aitar 
Maggiore con Gesù deporto dalla Croce : I late- 
rali furono coloriti da Giacomo d* Hafle , il di cui 
Sepolcro dalla parte del Vangelo è lavoro di Fran- 
cefco Fiammingo . 11 Quadro con S. Erafmo nell' 
Altare a finiftra fu dipinto da Giacinto Gimignani; 
e dallo Scarfellino di Ferrara fu colorito quello 
neir Altare a delira co' S.S. Re xVIagi. Il S.Carlo 
Borromeo , e Ja Fuga in Egitto nell* altro Altare 
fono di Enrico Fiammingo ; ed il S, Gio: Nepomu- 
cenonel Tuo Altare è pittura d' Ignazio Stern . La 
Concezione poi della Beatifllma Vergine neirOra- 
torio , che è qui vicino dentro il recinto del con- 
tiguo Cemeterio, fìi dipinta da Luigi Garzi • 

Del Palazzo della Sagra Jnquìjizìone • 

TRà la defcritta Chiefa , ed il Colonnato della 
Piazza Vaticana refta il Palazzo , e le Carce- 
ri della Sagra Inquifizione , porte qui da S. Pio V, 
Il primo, che irtituifle querto fagro, e fupremo Tri- 
bunale fìi il Pontefice Paolo III. nell'anno 15^6. 
Tom.L H à^ 



114 Descrizione di Roma 

ad iftanza del Cardinal Gio: Pietro Caraffa Na- 
politano , il quale efiendo flato promofìb al Pon- 
tificato r anno 155:5. col nome di Paolo IV, con- 
fermò queft'Iftitiizione , ed aflegnò per li Miniftri 
del Tribunale una Cala pofta nella piazza di Ripet- 
ta , oggi quafi contigua al Palazzo Borghefc ; ed 
iflitui ancora una Congregazione di dodici Cardi- 
nali , per giudicare le Caule del medefimo . Qui 
dunque rifiedono un Prelato fecolare , chiamato 
Aflefrore, il P. Inquifitore, chiamato Commiffa- 
rio , ed altri Padri Domenicani . Il Prefetto di 
quella Congregazione è il Sommo Pontefice , ed 
il Segretario uà Cardinale . 

Di S* Michele ^Arcangelo del Torrione 
alle Fornaci . 

UScendofi per la Porta della Città , detta Por^ 
ta Embrica , perche fu aperta per fervigio 
della Fabbrica della Città Leonina , ed anche del- 
Bafilica Vaticana , e poi fu rifatta da fondamenti 
da Clemente XL come lodimoftra la di lui Arma, 
polla nella fommità ; fuori di efia fi trovala Chie- 
fa Parocchìalc di S. Michele Arcangelo del Torrio^ 
ne, cesi fopranominata da qualche Torre, o al^ 
tro fimileEdifizio, fituatonel medefimo luogo, o 
poco lungi . Fu.eretta da' Fornaciari r anno 1552. 
in quefbo fito , perche vi era dipinta in un muro 
V Immagine del medefimo Principe delle Celefli 
Milizie 5 concorrendovi anche allalpefa i\ Capito- 
lo ài S, Pietro , che vi fòftituì un altro P^^roco per 

co- 



Antica, E Moderna. iij 

comodo maggiore de medefimi Fornaciarl . 

Di S. Maria delle Fornaci , 

SI vede poi la nuova Chiefa della Madonna,det- 
ta delle Fernaci , per efler qui le Fornaci de* 
Mattoni , e Vafi di terra . Da Clemente XI. fìi 
conceda a' PP. Riformati SpagnuoJi del Rifcatto , 
che perfjz^ionatala al di fuori con difegno di Fran- 
ceico Multò , la vanno ora terminando «1 dì òtn^ 
tro, dove non manca , fé non che la Cuppola , ed il 
Cappellone dalla banda finiftra . Le flatue di ftuc- 
co nel primo Altare a mano dcftra , dedicato a 
S. Gio: Nepomuceno , fono lavoro di Gio: Battifta 
Maini,.' e le Pitture laterali di Francefco Scara- 
muccia . Il Quadro della Santifllma Trinità con li 
Santi della Religione fìi dipinto nell'Altare feguen- 
te da Onofrio Avellino Napolitano , e nella terza 
Cappella colorì il S. Gio: de Matha Francefco Fufi, 
che fece anche tutte le Pitture nella Volta della_* 
Cappelletta ifolata di Maria Santiffima ; la di cui 
fagra Immagine fu dipinta da Egidio Alet . Il 
Quadro nella prima Cappella dall' altra banda , 
che è tutta ornata di marmi, è opera dì Giufep- 
pe Chiari , che vi efpreffe la fagra Famiglia ; il 
laterale a Cornu Epiflolas è di Niccolò Ricciolini , 
e quello a Cornu Évangelii di Pietro Bianchi ; le 
limette fono del Cavalier Marco Benefial, e le Pit» 
ture nella Cuppoletta di Pietro de Pietri . 

Per rientrare in Città , {i pafla per la Porta 
Cétvalie^ieriycosì detta dal vicino Quartiere, ove 

H 2 rifie- " 



\\6 DiscRiEicNE DI Roma 

rifiede la Guardia Pontificia di fimil nome 9 quan- 
do il Pcntefice foggiorna nel Palazzo Vaticano . 
Chiamavafi anticamente Foflerula , o perche fofìe 
nella parte pofleriore ài Roma, o perche qui ahi- 
talTe un certo Poflerulone Capo de' Saflbni , che 
in quefta Contrada ebbero i Qiiartieri . 

Gìariino Cofio. 

SI trova a mano deftra , ritornando per quefia 
Porta, il Giardino Cefio de' Signori Duchi di 
Acquafparta,ornato di varie Ifcrizioni, BafTirilievi, 
e Statue . Fra quelle è un Sileno con un* otre ; una 
Giunone di ftraordin^ria bellezza , chiamata 1* 
Amazone, per eiTer priva ài una mammella ; come 
ancora db/Qv^i Bulli di Filolbfi , ed altre Statue Egi* 
;jie , Greche , e Romane , mplte delle quali però 
fono fiate portate altrove • 

Giardino Berberìno , 

SEgue quello de' Barberini, fituato in un Mon- 
ticello, chiamato nelle antiche Scritture Palum 
tiolum , perchè quivi era un altro Palazzo , o Ca* 
fino di IMerone, donde V empio vedeva il Cerchio 
di Cajo, ed in efìb gli Spettacoli , eie Uccifioni 
de' ^S. Martiri . Vi Ibno nel Palazzino diverfi Va- 
li grandi , e piccoli di Alabaftro , molti Piatti di 
majolica, e Bacini , dipinti da Scolari di Raffae- 
le ; un Orologio in piedi , comporto di rariflìme 
pietre ; le Immagini de' dodici Apoftoli , ed altre 

Pit. 



Antica, e Moderka . 117 

Pitture; e nel Giardino fi ofìervano Bofchettì » 
Viali , Profpettive , Fontane affai vaghe , ed alcu- 
ni refiduì di Bagni antichi di non molta magnift. 
cenza, che fi credono di qualche Perfona privata • 

Di 5. Michele Arcangelo , e dì S. Magne , e della 
Confraternita del SantiJJìmo Sagr amento % , 
e della Congrega de' cento Fretì . 

LA Chiefa di S. Michele in SafTia , che piìi oltre 
{\ vede,, eretta da Carlo Magno circa Y anno 
81^, fu così Jiominata da' Popoli della Saffonia, 
che abitarono , come fi diffe , in qucffca Regione . 
Vi ripofa il Corpo di S. Magno Vefcovo , e Marti- 
re , toltone il Capo , ed un Braccio , che fono nel- 
Ja Bafilica di S. Pietro , alla quale quefìa Chiefa 
appartiene . 

Per maggiore, e più decente fervigìo del Saiv»' 
tilTimo Viatico, e dell' altre ProcefTioni della Ba- 
filica Vaticana , fu qui eretta una Compagnia nel 
Pontificato di Paolo III, che la dichiar-i): Archi- 
confraternità . 

Inqucfta medefima Chiefa fu ftaMlito un nu- 
mero di cento Sacerdoti, e venti Cherici fotto Tin- 
yoc^zione della Concezione della B.V.M», e di 
$. Michele Arcangelo nel i6ji. coli' obUigo di 
una MefTij a ciafchedun Prete , e ad ogni Cherica 
di im Offizio de' Morti, • e, della Santiffima Comu- 
nione per ciafchedun Fratello defonto . 

Qu_i contigua è una Scala di ^^. gradini , qua- 
le fi fale inginocchioni ,medjtiindo la Paifione di 

H 5 No- 



Ili Descrizione DI Roma 

Koftro Signore , e fi acquiftano moltiflìme IndulJ 
genze . 

S» Lorenzo in Borgo Vecch'w . 

SEgiie la Chiefa di S. Lorenzo in Pifcìbus , così 
nominata da un Mercato di Pcfci , che qui an- 
ticamente facevafi . E' molto antica la di lei fonda- 
zione 9 ed antichiffimc le colonne , che vi fono • 
Iviel 1200. era unita alla Bafilica di S.Pietro. h\ 
appreflb fìi conceduta ad alcune Monache France- 
fcane di S. Chiara , tresferite poi altrove da Leo- 
ne X. fìccome ancora fu pofìfeduta à?. una Con», 
fraternità de* Secolari della profìima Chiefa di S. 
Spirito in Saflìa. Fu riedificata del 1659. dalla-. 
Famiglia Cefi con architettura di Francefco Maf- 
fari , e donata alli PP. delle Scuole Pie , che ^vì 
hanno il loro Noviziato , e v'iftruifcono la gioven- 
tìi di quella Regione . Seftilio Mazzuca di Paterna 
Diocefi diCofenza , Vefcovo di Alefiano , e Cano- 
nico di S. Pietro, lafciò a quefl:i Rcligiofi un groiTo 
legato da impiegarfi m fabbrica , come fi vede da 
un* Ifcrizione nel Portico • II Quadro nell* Alta- 
re della prima Cappella a mano deftra 3, dedicata 
a S. Anna , cominciando il giro dalla Porta prin- 
cipale di quefla Chiefa, fii dipinto da Pietro Nelli 
infieme col laterale a Cornu Evangeiri ; e quello 
a Cornu Epiftolie da Gio: Battifta Calandrucci, 
che anche dipinfe la voltareHa • PafTata la fc- 
guente , che è dedicata al Beato Fondatore.» , 
ed ì\ Sa^to Titolare nel terzo Altare , sl^ 

fian- 



AhTTiCA j E Moderna . 1 19 

fianco del Maggiore , è opera di Giacinto Brandi > 
ed i laterali con S. G io: Battila , e S. Sebaftiano 
fono di Pietro Nelli fiiddetto , Lo Spofalizio di Ma- 
ria Santifììina con S.Giulèppe fìi dipinto nell'Altar 
principale da Nicolò Bcrettoni , e Michelangelo 
Ricciolini fece le altre Pitture . Li due Santi Ve- 
fcovi 5 che fi vedono dipinti lateralmente ali* Al- 
tare della Madonna nella lègusnte Cappella , fo- 
no di Scipione Arrigo Cordieri . Il nominato Nel. 
li colorì la Coronazione di Spine , e la Flagella- 
zione alla Colonna lateralmente nella Cappella del 
Crocififlb . Il S. Nicolò , ed altre pitture 5 che fi 
vedono neir ultima , iònadel fuddetto Ricciolini , 
il quale dipinfe anche tutte le Ifborie di S. Lorewzo 
intorno alla Chiefa . Quefta Chiefa nel Pontifica- 
to di Clemente Xìl. fii abbellita nella Facciata , ed 
accrefciuto di fabbriche il Convento con difegno 
dell' Architetto CavalierNavona . 

Poco lontano è il Palazzo Sannefio ; Indi quel- 
lo de' Signori Soderini nella ftrada di Borgo Vec- 
chio , dove ha il principal ingreflb la defcritta-. 
Chiefa , e dove ancora fi vede il Palazzo de Si- 
gnori Cefi, in cui {\ oflervano diverfe fi:atue 5 e me- 
morie antiche 5 cioè un' Ercole , un'Apollo, una 
Miifa , una Pallade , alcune Donne Sabine , diver- 
fe Tefi:e de' Ccfari , ed alcune Bafi ài Urne fepol- 
crali con belle Ifcrizzioni . 

VÌQnQ denominata quefta parte Borgo S. 
Spirito 5 e le viene dal nome dal vicino Ofpedale , 
« Chiefa di ^S', Spirito in SaJJìa., 

H 4 VeU 



Uè 



DEScid/IÒNE DI Roma 







\ i Della CMeJ'it di S, Spìrito in SaJJja , e fu0 
ArchìoffedaU . 

FU edificata qiiefta Chiefa di S. Spirito in Sajl 
y?.i; infierGecolfuoArchiofpedaie, da Inno*» 

ccn- 



Antica i e Moderna. 121 

cénzo III. circa V anno 1 19S , ed in tempo di Si- 
fìo V, fìi rinovata con Architettura di Antonio 
Sangallo , come al prefente fi vede ; eccettuata la 
Facciata , che fu difegnata da Ottavio Mafcherini , 
Ilfopranome in Soffia , o Saffonia è derivato da 
Ina Re de' Safìcni Occidentali , che in quefto ftefìb 
fito edificò, fin dall'anno 717, una Chiefa , con un' 
Ofpizio , o Palazzo per fé , e per i Pellegrini Na*- 
2ÌonalÌ5 chiamandolo Scuola ^ e confcgnandolo aU 
Ja cura , e direzione di alcuni Sacerdoti di Saffo- 
nia ; e perciò quefto luogo fu detto prima SaJJo" 
tjia y e pei SaJJja per voce corrotta dal Volgo, ben- 
ché altri fupponganojpoffa aver prefo tal nome da* 
SafToni , che vi avevano T abitazione, quando da 
Carlo Magno fi liberò Tltalia da* Longobardi , co* 
jne fi è detto nella Chiefa di S. Michele in Saffìa . 

L'anno 8 r 7. reftò quefi:o luogo in buona par- 
te diftrutto da un grand* incendio , e da un altro 
confimile nell* 84*7 ; E benché S. Leone IV. allora 
Pontefice procurafic di riftaurarlo , nulladimeno 
leinvafionidi Roma, iuccedute in diverfi tempi , 
defolarono talmente quefta parte della Città, che 
dell' accennato Spedale non vi rimale neppure la 
memoria . Nel 1 19S. eletto Papa Innocenzo IILco- 
mandò, che (ì edificafTe da' fondamenti nel medemo 
(ito il nuovo Spedale,per accogliervi benignamen- 
te i poveri Infcrmi,ed ancora i miferi Fanciulli, che 
dalle proprie Genitrici refluivano abbandonati , al- 
cuni de'quali erano ftati nel detto anno trovati an- 
negati nel Tevere.Ne fu commefTo il governo ad al- 
cuni Spedalieri Religiofi^il Fondatore de'quali, che 



122 Descrizione di Roma 

fìi Guido dìMompelieri , fu creato Commendatore 
di quefto nuovo Ordine dì S. Spirito , che dilatof- 
fi poi felicemente, a beneficio degl' Infermi , e de' 
poveri Projetti, per tutta V Italia , e ne' Regni , e 
Dominj principali di Europa . Quefti Religiofi .ve- 
rtono come gli altri Sacerdoti fecolari ; ma porta- 
no in petto dalla parte del Cuore una Croce dì te- 
la bianca, formata di due braccia ; fanno il quarto 
Voto dì fervire r ifleflb Ofpedale ; hanno V obbli* 
go del Coro ; e non pof^ono teftare a favore di al- 
tri , chiamandofi Frati . 

L'iftefìb Innocenzo III. fece fabbricare appref- 
fo una nuova Chiefa, dedicandola allo Spirito San- 
to , che con le fue divine iipirazioni V avea infiam- 
mato ad efeguire un Opera di tanta carità; la quale 
avendo C per così dire ) avuta origine dal Cie- 
lo, volle perciò il detto Pontefice dimoflrare a* Po- 
fìeri quella verità, con far veflire lì detti fanciulli , 
e fanciulle , e tutti gli altri Miniftri, con abito di 
color celefte . 

Innocenzo IV. vi fece molti miglioramenti > 
e nuove fabbriche, afiegnandole molti beni, accre- 
fciuti poi da* Pontefici fuccefibri, e da molti Car- 
dinali, Prelati, Cavalieri, ed altre perfone pie, le 
memorie de' quali (ì ravvifano in diverfi luoghi 
della Chiefa , e del Palazzo annefib • 

La Venuta dello Spirito Santo nel primo Alta- 
re a mano deftra , entrando in Chiefa , infieme_> 
colle altre pitture è opera dì Giacomo Zucca . U 
AfTunzionc di Maria Vergine, ed altre Iftorie del 
fecondo>fono di Livio Agrefti, eccettuatene la Na- 

ti vi- 



Antica , e Moderna • 12? 

tività , e la Circoncifione tiel Signore , che fono 
pitture dì Gio: Battifta della Marca , e di Paris 
hogari . Il fhddetto Agrefti colorì nel terzo la San- 
tifTima Trinità 5 come anche i Quadri laterali , e 
la Volta ; e Giufeppe Valeriano dipinfe il Quadro 
della Tras^gurazione del Signore . Il Ciborio dell' 
Aitar Maggiore è architettura di Andrea Palla- 
dio , ed il Zucca colorì la Tribuna, con avervi ef- 
figiati molti Pittori, e Letterati nelP età fua vi- 
venti . Il S. Gio: Apoftolo nel primo Altare dalla 
parte del Vangelo, dal Baglioni vien creduto di 
Marcello Venufti, e dal Titi di Pierino del Vaga . 11 
Salvatore morto con tutte le altre pitture nel fe- 
condo fono del iìiddetto Agrefti . Nel penultimo, 
Pompeo dall' Aquila fece Gesù levato dalla Croce, 
ed Andrea Lilio li quattro Evangelici ne* Pilaftri . 
La Coronazione della Beati/Tima Vergine dell' ulti- 
mo , colle altre pitture fono di Cefare Nebbia . Il 
nominato Zucca dipinfe le figure , che fono fopra 
la Porta Maggiore ; Cefare Conti , e Matteo da 
Siena le laterali. Molte Sagre Reliquie fi cuftodifco- 
. no nella Sagreftia , nella quale Girolamo Siciolan- 
te operò il Quadro dell' Altare coli' Ifloria dello 
Spirito Santo , e Guidobaldo Abbatini fece quelle 
d' intorno le mura , e della Volta . Contiguo vi è 
il Palazzo, fabbricato per ordine di Gregorio XIII. 
col difègno di Ottavio Mafcherini , dove rifiede il 
Commendatore di queft' Ordine , che è Prelato; e 
vi fi vede una Libreria lafciatavi da Monfignore 
Gio: Maria Lancifi Medico Primario di Clemen- 
te XI. comencnte Libri Mattcmatici , Fifici , Bota- 
nici, 



124 Descrizione di Roma 

nici > AnsLtomìc'u ed altri appartenenti alla Medi- 
cina 5 ed alla Storia Naturale . Molti Principi con- 
corfero ad aumentarla ; fra quali Ludovico XIV. 
Re dì Francia le donò molti corpi di Libri rariiTi- 
mi , e vi fi conferva ancora un copiofo numero d' | 
Iflromenti per 1* efperieitze Fifichc , e Matematl- ' 
che 5 ed altri Anatomici . 

Neir Abitazione annefia a quefto Palazzo fi 
mantengono quaranta Balie per allevare i Bambi- 
ni Projetti , e le fanciulle fi nodrifcono nel nuovo 
contiguo Appartamento, fin tanto che poffmo ma- 
ritarfi , o monacarfi, vivendo intanto fotto la dire- 
zione di akune Monache Agoftiniane , che infe- 
gnano loro la perfezione de' coftumi , e de' lavori 
proporzionati ali* età . Neil* altroAppartamento 
dimorano li fanciulli, fino che fiano abili a procac- 
ciarfi il vitto colle proprie indufhrie; per il qual' 
effetto vengono ifl:ruìti nelli princi^pj dell' Arti più 
neceffarie , e nelli Rudimenti della Fede Cattolica. 
Contiguo è ilMonaflero delle Monache , che han- 
no in cura le Zitelle, colla loro Chi^^fa dedicata u, 
S. Tecla ; ed in ultimo vedefi l'abitazione, e Chio- 
ftro de' Sacerdoti Religiofi , che amminiftrano il 
luogo Pio , e la Chiefa , 

PafTando ora all' Ofpedale, vi fi vede nel mez- 
zo una Corfia capace di mille Ietti , ed in gran nu- 
mero fono anche gì' altri della Corda traiverfale 
per quelli , che hanno luale contagiofo , e per li 
feriti . Per li Sacerdoti , e per lì Nobili ferve altro 
Spedale a parte, provveduto dì comodo maggiore 
da Monfig, Bernardino Cafije Romano, Commen- 
dato- 



Antica, e Moderna, 125 

datore dì qiiefto Luogo nel Pontificato d' Innocen- 
zo XII. Nel fine a mano diritta vi è una Spezieria 
proviRa di tutti gli Arnefi , e medicamenti necef- 
farj ; ed il Quadro , che vi (ì ofìerva con S. Ca- 
millo de lellis, è' pittura di Girolamo Pefce . Nel 
mezzo della gran Corfia fudetta fi vede V Altare , 
' che è architettura di Andrea Palladio , ed il (Qua- 
dro col B. Giob è di mano del Cavalier Carlo Ma- 
ratti . A piedi deir altro braccio alla mano finiflra 
fi trova la Porta , che introduce alla nuova Corfia, 
che unitamente ali' accrefcimento di nuove abita- 
zioni , ed altri commodi , il Regnante Pontefice 
Benedetto XIV. fece aggiungere nel 1 743. coli' 
iftefs' ordine , e fimetria /anche nell' efterno della 
Fabrica antica, che le è unita . Il Cavalier Fuga 
ne fu V architetto : il (^adro nelP Altare colla ve- 
nuta dello Spirito Santo è opera dì Giacinto Bran- 
di ; e le Pitture a frefco tutt' all' intorno fra le fe- 
neftre^ fono di Gregorio di Guglielmi, Nel Orato- 
rio, che per la fabrica di quefta nuova Corlìa , è 
(lato trafportato dirimpetto ad efìa dalla altra ban- 
da della ilrada;ilmedefimo Maratti dipinfe il (^a- 
drojche rapprefenta la Santifllma NunziatarAngelo 
MaiTerotti li altri al? intorno : Benedetto Mora la 
volta ; ed il Cavalier Pietro Paflalacqua fìi V Ar- 
chitetto della fabrica , L' Archiconfraternita , che 
qui prattica gì' efercizj dì Pietà , e dì divozione, 
fu eretta Panno fteflb, che fu iftituito P Creine 
già detto di S. Spirito , ericonofce per fuo primo 
Autore il lòpranominato Guido di Mompelieri , 
che volle procurare colP ajuto di quella Compa- 
gnia, 



126 DEscRxriONE Di Roma 

gnia 5 in quel tempo afìai numerofa , un' ajuto 
maggiore , ed un fervizio piìi comodo degl* Infer- 
nale FanciiilJi;e poiché li FrateUiìCSorelle della me- 
defìma con opere , e con limofine aflìftevano fer- 
vorofamente a quefta grande opera di pietà , 
furono perciò arricchiti d' Indulgenze da' Romani 
Pontefici 5 e fpecialmente da Innocenzo III , da 
Alefìandro IV, da Gregorio IX , e da Clemente IV, 

Efìendo poi,col decorfo lungo del tempojman- 
cato il fervore della carità , fu riftabilita la Com« 
pagnia da Eugenio IV. nel 1 446 > indi da Siflo IV , 
che dichiaroìiì anche Fratello . A quello efempio 
non fdegnarono di farvifi anche aferi vere i primi 
Perfonaggi Cattolici , leggendofi neir Archivio di 
S. Spirito una nota diftinta di tutti i nomi de' me- 
dcfimi , fra quali fi trovano , dieci Sommi Pontefi- 
ci, un Imperadore di Occidente, dodici Re, e 
Regine diverfe , oltre molti Cardinali , Patriarchi, 
Arcivefcovi , e Prencipi . 

Ampliarono di nuovo quefta illuftre Opera 
di pietà Innocenzo V^III , Leone X , Giulio II , Cle- 
mente VII , Giulio III, Gregorio XIII, Sifto V, 
Clemente Vili , e finalmente Paolo V , il quale fi 
compiacque di crearla Archiconfraternita prima- 
ria , con darle la facoltà di aggregare delÌQ altre 
confimili , e di poter loro comunicare le iftefle In- 
dulgenze , che quella gode • 



SorgOy 



ANTICA , E Moderna . 127 

Delia Porta S, Sf trito . 

NEI trasferirli dal defcritto Oratorio a quefta 
Porta, che è comprela in qiiefto Rione di 
Borgo i e dà fine al medefimo ; nel paflare a lato 
della Chiefa di S. Spirito , fi trova incaffcrata nel 
nmro fotto il Campanile 5 un' Ifcrizione in tavola 
di marmo colla memoria di Bernardino PafTerii 
Orefice , che fi.1l vicino Monte Giannicolo valoro- 
famente combattendo contro Borbone, fii iiccifo 
doppo la morte di molti nemici, e dopo di aver 
guadagnato uno de loro Stendardi. Difcorrendo 
dunque di quefta Porta, che ha ì\ Tuo principal 
profpetto verfo la Longara, fi chiamava ella dì 
Borgo; ma doppo di avere Urbano Vili» cinto di 
nuove mura il Giannicolo , fu detta di S* Spirito , 
come oggi pur fi chiama , cioè dall' Ofpcdale, che 
le è contiguo . Non fi ferra , fé non che in tempo 
di Sede Vacante per maggior cufbodia del Concla- 
ve nel \^aticano . Fu principiata dal Sangallo , e_-» 
profeguita dal Buonaroti ; ma , per caufa dtììt 
differenze nate fra loro , non fu terminata , e re- 
fta tuttavia imperfetta . 



Fìùe del Rìons di Sorgo. 



RIO- 



Antica, e Modkrna; ì2^ 

RIONE DI TRASTEVERE. 




BEnchè quefto Rione reftafTe comprefo fra gì* 
altri Rioni di Roma , non per quefto era abi* 
tato da Gente di qualità; ma bensì di bafla condi- 
zione , ed Artifti ordinar] . Vi abitavano ancora 
li Soldati , che teneva Cefare Augufto in Ravenna; 
e perciò ebbe il nome di Città de'Ravennati , con- 
forme alle volte fi legge negl* Atti de* SS. Mar* 
tiri . 

Neil' Imperio d* Auguflo vi furono le abita- 
zioni degl* Ebrei > che vi dimorarono fino al Pon- 
tificato di Urbano Vili , il quale perla fabbrica 
delle nuove mura della Città , che furon fatte di 
fuo ordine , li trasferì nel fito , dove al prefente 
dimorano . 

Q'iefto Rione porta per infegna una Tefta di 
leone in Campo Rollo ^ e conferva T antichifTima 

Tom. L l dm 



j^o Descrizione di Roma 

fua denominr.zione , V ampiezza , ed il Tito; on- 
de corrifpondendo in tatto all'antica Regione Tra- 
flìberina , comprende il Monte Giatinicolo y oggi 
detto Montorio ; la Porta GiannìcuUnfe , oggi 
chiamata di S. Fancrazio dalla Chiela di qiiefto 
Santo Martire , che è fuori della medefima ; la 
Porta Fcrtefcy che ccnducc a Porto, già detta 
JSÌavale ; e la Porta Settimi ana , volgarmente det- 
ta Settìgnana , fatta da Settimio Severo, e poi 
da Alefìandro Vi. rifiorata , come dall'Arma di 
queflio Pontefice fi ravvila • Comprende in oltre 
il Ponte Senatorio , nominato Ponte Rotto , per- 
che non efiendo mai flato rifarcito , fi ofTerva , ef- 
fere tuttavia diroccato , recandone malamen- 
te in piedi appena la metà . 

Si dà principio al giro di quefio Rione dalla 
^efcritta Porta di S. Spirito ; da dove falendo per 
la fn-ada , che è contigua , ed ha filila diritta li 
Baflioni del Giardino Barberino , fi trova nella 
fommità del monte il Cemeterio , di cui fi tratta 
nel cilcorfo fegucnte . 

Del nuovo Cemeterio dell'* Archìoffedale 
di S, Spirito , 

Rimettendo il SantifTimo Pontefice Regnante-j 
BfNEDKTTo XIV, noneffer fufficienteper sì 
grand* Ofpedale l'antico Cemeterio, che era dal- 
la banda del fiume, o tra la Cafa de Pazzarelli , 
td il medefimo Luogo pio , rifolvè di farne coftrui- 
J-e uno nuovo , e più Ipaziolo . Qui dunque con 
i. archi- 



Antica T E Moderna» l^i 

architettura del Cavalier Ferdinando Fuga fi\ faJ 
bricato nel 1747 , e confille in due ben lunghi 
Corridori laterali contigui al gran Portone che è 
molto ben ornato ; dal quale eutrandofi in un fpn^ 
ziofo Cortile, circondato lateralmente da muri 
di un' altezza competente, vi fono 10^. Sepolture 
con buon ordine ripartite , ed ha nel fondo dì pro- 
fpetto al detto Portone , un ben ideato Oratorio , 
in cui fi celebra Mefìa . 

Del Confervatorìo di S* Maria del Refugio .. 

AManodeffcra", poco prima di giungere alla_. 
Chiefa di S. Onofrio, fi trova queii'o Con- 
iervatorio perle Penitcuti dette del F. Buffi Pre, 
te del Oratorio di S. Filippo Neri , perche egli ne 
fìi il Fondatore . la prima abitazione , che ebbe- 
ro , fu in un Palazzo nel Vicolo del Confolato d^ 
fiorentini , e poi furono tr^sieritc in quefi:o , che 
fìi fabbricato d'ordine del Cardinal Glori , e j)oi 
comprato per ftabilirvi , come già u e fatto, que-« 
ilo Luogo Pio . 

Chiefa dì S. Onofrio , 

Slegue la Chiefa di S. Onofrio , fahricata circa 
V anno I4?9. dal B. Niccolò da Forca Palena 9 
Diocefe ài Sulmona con limofinede Benefattori, 
e fpecialmente di Eugenio 1\^ che P aveva in ifti- 
ma perla di lui Santità, concorrendovi anche-.» 
nella fpefa la Famiglia de Cupis, F' of^ziata dn 

I 2 PP. Ere. 



IJÉ DESCRIZIONE DI FOMA 

PP. Fremiti di S. Girolamo della Congregazione 
del B. Pietro Gambacurti da 1 iia , da lui fondala 
nel i^^c, nelle vicinanze di Urbino . ISel 1425. 
trovandofi in Roma ambidue quefti Servi di Dio , 
contrafTero fra loro amicizia , e trattarono di uni- 
re li loro refpettivi Romitorj in una fola Congre- 
gazione , come riuicì , fecondo cofla dalla Boi- , 
la del medefimo Eugenio IV. C opiof a y emanata al| 
primo Gennaro 1446. Nel 1449. poi lo fleilb B.Nic- 
colò palsò all' altra vita in concetto di Santità ; 
di modochc il Corpo di lui ftà efpofto alla publica 
venerazione fotto TAltar Maggiore di ouelìia Chie* 
fa . Nel 1568. finalmente S.Pio V. obligòli Reli- 
giofi di quefta Congregazione alla folenne Profef. 
fione dei tre voti confueti . 

Al di fuori fopra la Porta della Chiefa vedefi 
un'Immagine della SantifTima Vergine col figlio in 
traccio , e ne è ignoto 1* Autore , benché venga 
creduta opera del Dominichino; fono bensì Pit- 
ture di lui le tre Iflorie di S.Girolamo nelle lunette 
fotto il Portico 5 fra la Porteria del Convento, e 
la Cappelletta del Rofario in fondo di effo Portico ; 
la quale , oltre che ha per di fuori Ibpra l' ingrefTo , 
due Sibille effigiate dai Baglioni , anche di dentro 
è ben adornata , efTendo abbellita con marmi , con 
Fitture , e con un bel Quarro full' Altare di 
Francefco BafTano , che vi rapprefentò la nkfcita 
di Gesù Crifto . Entriindofi in Chiefa, la prima 
Cappella à mano deftra , che è dedicata à S. Ono- 
frio , fi vede abbellita dì molte antiche Pitture,^ , 
che fono di buon Maeflro , e vi fi venera ancora 

nu 



Antica 5 e Moderna. ì|^ 

imbraccio dell' iilieflb Santo. Nella fecónda dellii 
Madonna SantifTima di Loreto , il Quadro fu colo- 
r^ da Annibal Caracei : la Coronazione da uà 
fuo Allievo , eie altre pitture da Gio: Battila da 
Novara . Entrando nella Sagreftia , che refta da 
qucfta banda , la Pittura nella Volta è opera a fre- 
fco di Gij-olamo Pefce . V Aitar Grande dalla.. 
Cornice in giù fu dipinto da Baldaffarre Peruzzi , 
e dalla Cornice in sh da Bernardino Penturicchio. 
Nella Cappella feguente il Cavalier Francefco Tre- 
yifani dipinfe il Quadro del B. Pietro da Pifa , e 
due fuoi Scolari fecero lì laterali . Neil* ultima de- 
dicata a S. Girolamo , fece il quadro del Santo il 
Cavaliero Pietro Leone G bezzi ; il laterale a Cor» 
nuEvangclii Pietro Nelli , e l'altro incontro Nic- 
colò Ricciolini . Veggonfi in quefla Chiela li Se- 
polcri di Torquato Taflb , e di Aleffandro Guidi 
Poeti Italiani ; il primo è fituato amano finiftra^ 
delia Porta maggiore , e P altro nella detta Cap- 
fella diS. Girolamo . 

Quefla Chiefa fu dichiarata Diaconia da Leo- 
ne X , e Sifto V. la pofe fra' Titoli de' Cardinali 
preti , con avervi anche nel 1588. aperta una bel- 
la fl:rada,acciocchè fi rendcfle più comoda la falita. 
Nel Clauftro del Convento il offervano diverfe 
-^^ Jftoric di S. Onofrio dipinte da V^efpafiano Strada, 
e di fopra nel principio del Corridore , che cor- 
rifponde colle fcneftre nella ftrada , fi vede un'Im- 
magine della Madonna, colorita da Leonardo dx^ 
Vinci . 

In fondo finalmente del Giardino di quelli Pa» 



*J4 Descrizione di Roma 

dri , che è luogo ameno , fanno diVote adunanze 
li PP. dell' Oratorio di S. Filippo Neri, dal ihccgL- 
do giorno di Pafqiia di Refiirrezione fino a S. l^è- 
tro, come ancora in tutte le Domeniche, e Fefi:e 
di detto tempo, con Sermoni, ed altri trattem- 
menti Spirituali * 

Di S. Maria della Pietà , e dello Spedale 
de^ Fazzarelli . 

Tornando a calare nella Strada della Lungara, 
contiguo air ampia nuova Abitazione per il 
Confervatorio delle Zitelle di S. Spirito , {i trova 
a man finiftra lo Spedale de'Pazzarelli. Ferrante 
Ruiz nativo ad Regno di Navarra efiendo Cap- 
pellano in Santa Caterina de'Funari T Anno Santo 
del i<r50,con Angiolo Bruni dell' ifleflb Regno fi 
iTiofTe a dare ajuto , e ricetto a' poveri Pellegrini, 
che radunava in una piccola Cafa in Piazza Colon- 
na , dove era prima quella Chielà coli' Ofpedale ; 
ma perche vidde eretta la Compagnia della.Santif- 
fima Trinità a quef^o fine , applicolTi ad un' altra 
opera, non meno pia, che neceflaria , e' fu di rac- 
cogliere i poveri Piizzarelli . ' 

Si fece dunque una Confraternita l'anno i^6t. 
ed approvata da Fio IV , e graziata di molte In- 
du'genze, fabbricò la medefima Chiefa con lo Spe- 
dale unitain detta Piazza . Si molle a compafìio- 
ne di quefl:i poverelli una Veneziana chiamata Vin- 
cenza Viara de* Ricci , lafciandoji Eredi di tutti 
i Iiioi beai ; qual efempio afiai lodevole imitarono 

Tue- 



ANTICA, H Moderna 'I Ijj^ 

fuccefTivamcnte molti altri Benefattori , e partico- 
larmente il Cardinal FrancefcoNerli Arciprete di 
S. Pietro , che parimente lalciò erede il medellmo 
Luogo Pio . 

V^i fono dell'uno , e T altro k{\'o , e fono 
mantenuti con fbmma cura, tanto nel temporale, 
come nello fpirituale , eflendo ben provveduti con 
r aiTiftenza de' Medici, e di medicamenti óppor- 
tuni^ricevendovifi ancora con tutta carità li pove- 
ri bifognofi , che non hanno modo di potcrfi cu- 
rare . Per li Facoltofi però {ì fa fomminiftrare dalli 
loro parenti al Luogo Pio una convenevole limofi- 
na per quel tempo , che vi dimorano . 

V^olendo la Nazione de.' Bergamafchi accre- 
fcere di Fabbriche il fito , dove quelli dimorava- 
no in Piazza Colonna, per cfìere flato alla loro 
Mazione conceduto, li detti Pazzi furono qua trasfe- 
riti colle loro rendite , e fu nel Pontificato di Be- 
nedetto XUI, il quale Pontefice anche li unì allo 
Spedale di S. Spirito ; e perciò li Superiori , e li 
^linifl:ri di eflb ne hanno il governo • 



ì. 4 Pfi^ 



Descrizione t>i Roma 




Ql 



Palazzo Salviati alla Lmgara l 

Uefto gran Palazzo del Duca Salviati fu eret» 
to dal Cardinal Bernardo Salviati con ar- 
«hìteuura di Nanni di Baccio Fiorentino» 

per 



Antica, fi Moderna. ^ i?7 

per alloggiarvi Enrico III. Re di Francia . Lo com- 
pongono tre nobili Appartamenti , che circonda- 
no un gran Cortile , e fono allo ftefìb Piano deli- 
2ie , e Fontane . Fra molti Quadri , che adobba- 
no lefueftanze, fono degnidi particolare offerya- 
2Ìone una Madonna , ed un S. Filippo , figurati in 
due tele grandi da Gio: Battifta Gallelbuzzi Fio- 
Tentino . Una gran Pittura , che rapprefenta le 
due Sorelle Maria , e Franccfca Salviati C V una 
Madre di Cofimo I. Gran Duca , e 1' altra di Leo- 
neXI. ) fu felicemente condotta da Filippo Fu- 
rino. Il Monte Parnafìb con Apollo, e le pove^ 
Mufe, è Pittura di Giacomo Robufto , foprano- 
minato il Tintoretto . Un S. Francefco , foftenuto 
da due Angeli , è di Ludovico Civoli . Un Eccc^ 
Homo dì Angelo Bronzino, ed anche un Convito . 
Un Paefe del Mola con figure del Maratti . Un Ri- 
tratto di Giovanni Elbein . Un altro di Francefco 
SaJviati . Un' Ifcoria di Gio: Maria Morandi , Laz- 
zaro rifufcitato dtl Tintoretto . Un Paefe in rame 
del Brilli . Una Maddalena di Annibal Caracci • 
Un' altra di Guido Reni • Un Crifto colle. tre Ma- 
rie di Paolo Veronefe . Un altro con tre Angeli di 
AlefTandro Allori . Due Famiglie Sagre , V una di 
David Ghirlandajo , e l' altra^di Santi di Tito . Uà 
Salvatore depoftc dalla Croce , ed un' Immagine 
della morte del vSalviati fudctto . Un S. Gio: Batti- 
Ila del Morandi . Una Metamorfcfi di Baccio Ba^- 
dinelli.Una Madonna col Bambino di FraSe^a* 
ftiano del Piombo . Un' altra di Leonardo da Vin* 
ci • $• Gio: Battifta nel Deferto del Bronzino^ 

Quat- 



'igS Descrizione di Roma 

Ouattro Iflorie del Teftamento V^ecchio di An* 
drea del Sarto . S. FranccTco di Sales del Morandi . 
Una Madonna col Bambino, eS. Giiifeppe di Gio: 
Battifta Paggi . Un' altra Madonna col Bambino, e 
S. Gio.'Battifla di Antonio Palma . Il Signore, che 
va al Calvario, di Gio: Antonio Sodoma . Il Signo- 
re in Croce del Baronzino . Una Maddalena di 
Raffael Vanni . Un S. Gio; Battilla del Furino , ed 
altri . 

Nelle due Camere, dette delP Udienza, le-j 
Iftorie di Cefalo coir Aurora , e di Arianna con 
Tefeo , dipinte iujie V^olte , fono del Morandi • 
Neil* Altare , e nelle pareti della Cappella il tutto 
fu operato da Santi di Tito ; ma nella Volta operò 
àncora il Salviati . 

Veggonfi negP Appartamenti anche diverfe 
Statue , fraiJe quali 26. lufli di varj marmi, per la 
piìi parte antichi :un bel Satiretto antico : una Ve* 
nere parimente antica : un Bacco : un Giove : un 
, Apollo , ed altre Deità : alcune Mufe : alcune Nini 
fé , ed alcune Veflali , oltre una rarifllma Grue di 
bronzo , trovata fotterra nel dar miglior forma al 
Vago , ed ampio Giardino . 

Cf th* SS. Leonardo i e Romualdo alla. Lungara ^ 

^jr\ A Innocenzo III. fu unita qucfta Chiefa alla 
JL/ Bafilica Vaticana, e fuccefllvamente da Gre- 
gorio XlILfìi conceda a' Camaldolefi Riformati 
di Monte Corona , che la rinovarono c^lia dire- 
«ione del Cavalicr Lodovico Gre^orini .11 Quadro 

dell' 



N 



Antica , B MoDERMA. t^9 

cieli' Altare colla B. Vergine , ed i SS. Titolari fa 
dipinto da Ercole Orfeo da Fano . 

Chìefz di S. Giufefpe alla Lungara . 

El Pontificato ài Clemente XII. fii fabricata 
_ . quefia Chiefa con difegno del Cavalier Saffi, 
e molto vi contribuì nella fpefa il dottiiTimo Mon- 
fignore Carlo Majella Napolitano, Segretario de 
Brevi a Principi , e Canonico di S. Pietro in Vati- 
cano ; di modo che può dirfi , efTer e^li ftato il 
Fondatore di quella Cafa . Vi rifiedono li PP. Pii 
Operarj , che non avendo per anco fatta 1* abita- 
«ioncjfi trovano milèramente accomodati nelleCa- 
le contigue , che per la loro antichità fi reggono 
appena 'ixi piedi , Il Quadro dell' Aitar Maggiore 
è pittura di Filippo Frigiotti . 11 laterale, in cui è 
rapprefentata la Sagra Famìglia è di Girolamo 
Pefce ; e V altro incontro dì Niccolò Ricciolini**. 

*Z)/ 5. Maria Regina Cesti ^ e fno Monaftero . 

Anna Colonna , moglie di D, Taddeo Bar- 
._^ JL berini avendo particolar divozione alla Re- 
gina del Cielo, ed aS. Terela Iftitutrice delF Ordi- 
ne de'Carmelitani Scalzi, volle edificar la prefente 
Chiefa , e Monaftero di Rcligiofe Riformate del 
Carmine Tanno 1654, e gli fece dono di molto 
entrate , e di una quantità ci Supellettili fagre d* 
ineftimabil valore , di Reliquiarj ricchiiTimi , di 
Candelieri , di un Ciborio comporto di Lapillazuli, 
di Gioj^ , Statuette , e di altri preziofi ornamenti, 
che qui fi vedono efpofbi ne'gìorni della Fcrta dell* 

Afiiin- 



D 



I 



Y40 Descrizionb di Koma 

Afiunta , e di S. Terefa . Vi 11 ritirò poi cfla fteffa, ì 
e vi morì religiofamente 5 efìendo il fuo Depofito b 
qudlo 5 che rcila fituato a cornu Epiftolx dell* Al- \ 
tar Maggiore , fatto ^ì fini marmi negri , e col fuo ì 
nobiiiflìmo Bufilo di metallo dorato . V architettu- \ 
ra della Chiefa è del Cavalier Francefco Contmi . , 
Il Quadro colla Prefentazione di Maria SantifTima, \ 
che vedefi nelFAltar Maggiore, fìi dipinto dal Ro- \ 
inanelli ; e quello , che vi fi efponeil dì dell'Afìiin. ; 
2Ìone di Maria colla medefima Vergine AlTunta , . 
è di Fabrizio Chiari, del quale è pure la S. Anna 
in uno ÒQgV Altari laterali ; e la S. Terefa nell' al- 
tro è delfudetto Romanelli . Quefte Religiofc ofle- 
quiano fpecialmente la B. V^ergine con recitare 
ogni quattro ore T Antifona Regino Cocli ad un 
^repetito legno della lor Campana . 

Incontro a quefto Monaiì:cro,ed accanto al fé- 
guente refta l'Abitazione delle Oblate Camaldolclì. 

Di S. Maria della Vìfìtazionc , di S. Franccjc9 
di Salesj e fuo Monaflero ^ 

NEI fine della Strada , o fia Vicolo contiguo 
alla fuddetta Chiefa a mano deflra^trovafi la 
Chiefa dedicata alla Vifitazione della Madonna, 
ed a S. Franceico di Sales, con un Moiiallero ài 
Monache Agolliniane , fabbricato in tempo di 
Clemente IX , che fece venir da Torino alcune 
Madri per iftabilirvi Tlftituto, che fondato circa 
Tanno 16 io. fi profeflain Anisì, Terra della Dio- 
cefi di Ginevra , ed anche ìa molti luoghi della 

^ /Fran- 



Antica, e Modfkna . 141 

Francia , e delia Savc ja , de' quali tutti fu Fonda- 
triee la Madre Francelca Fremiot di Cantal . hC^ 
fendo poco dopo morto il l'ontcfice , fotto il Suc^ 
cefìbre Clemente X. il Signor Prencipe Borghefe, 
e la Principefìa Tua Conforte fomminiftrarono En- 
trate , ed ajuti (ufficienti per iftabilire V incomin- 
ciata imprefa . Neil' Aitar Maggiore il Quadro 
colla B. Vergine , e S. Elifabetta , è di Carlo Ce- 
fi . Il Tranfito di S. Giufeppe nell' Altare a finiftra 
fu dipinto da Guido Reni . La bella Tavola di mar*. 
me colla Statua di S. Francefco Salefio nelP Alta» 
re a deftra ,fu fcolpita da Francefco Moratti . 

Palazzìno del Buca Lunti , 

L^ Architetto di quefto Palazzine, che refta vi- 
cino alla defcritta Chiefa , e Monaftero, fi\ 
Giulio Romano , che vi dipinfe ancora diverfe Ifio- 
rìe , ajutato da fuoi Giovani ; ed oltre molti anti- 
chi Baffirilievi , vi fi vede un vaghifiimo Giardino 
con Fontane , Bofchetti , Cafini , ed altre deli- 
aie ; e merita tutta V oiTervazione un Vafo , che h 
fingolare > per effere mirabilmente intagliato . 

Vi 5, Giacomo in Settìmiana , e deW anneffo 
/Ritiro delle Con'vertite alla Lungara , 

SEguitando per la Lungara , fi trova la Chiefa di 
S.Giacomo5detto in Settimiana^o fitto Giano,o 
perchè ha vicina la Porta di fimil nome , o perchè 
refta lòtto al Monte Gianicolo, antica Sede di Gia- 
no « 



ì^t Descrizione di Roma 

no . Nel Pontificato di Pio IV, fu idituitOjalIe per* 
fuazioni di S. Carlo Borromeo fiio Nipote ^ uji_j 
Jvlonaftero per le Donne ài vita licenziofa , che 
defideravano liberarfi dal peccato , e darfi , con 
nuova vita penitente , al fervizio di Dio . Queflo 
dunque fu aperto la prima volta nel 156^. nello 
flefìb luogo , e Monaftero di Santa Chiara , vicino 
Ja Minerva , e ricevè dal Pontefice fondatore il 
fopranome di Cafa'pia, 

In tempo di Urbano Vili. Panno 1 628. volen- 
do profefi'are alcune Monache di S. Maria Madda- 
lena .delle Convertite al Corfo una vita di più 
ftretta ofiervanza , ufcirono colla licenza del me- 
defimo Sommo Pontefice da quel Monaftero , e fu- 
rono flabilite infieme con altre nel prefente Con- 
vento, che fu giàCafa di Monfignor Angelo Cefi , 
e fu unito alla fopraddetta Chiefa , la quale ap*. 
partenendo al Capitolo dì S. Pietro , gli fi pagano 
perciò da quefbe Monache Scudi 60. annui di reco- 
gnizione . 

Fu infigne Benefattore di quefto luogo Pio il 
Cardinal Antonio Barberini fratello del Pontefice, 
che gli Izi'cìb un Legato perpetuo d'i feudi 50. il 
mefe . Il Cardinal Francefco Barberini Vicecan- 
cellicre gli {^q.cq edificare dì nuovo a fue fpefe. la 
Chiefa 5 ed Ippolito Merenda Avvocato Concifto- 
riale gli lafciò un' Eredità di ventimila feudi . 

Le Monache,per poter efiere qui ricevute, de- 
vono efier fiate Donne dd. Mondo con buone pro- 
ve d'cmencuizione : ufano di tener fempre coperta 
€on alcuni veli la faccia : vivono dì elemofine : fo- 
no 



Antica , e Moderna . 14^ 

no governate da una Congregazione di PerlonC 
pie , deJJa quale è Capo il Cardinal Protettcrc^ 
ed un Prelato; e profetano una rigorcfa olTcrvanza 
fotto la Regola di S. Agoflino . Il S. Giacomo nell' 
Aitar Maggiore è fatica del Romanelli; la Iv.ad- 
dalena , ed il S. Agoftino colla B. Chiara da Mon- 
tefalco negP altri Altari , fono opere dif rancelco 
Troppa • 

Di S. Croce della Fenìte?iza , efuo Confervatorio, 
detto le Scalette , 

QUafi dirimpetto alla defcritta Chiefa , e-» 
Jvlonaftero , refta queftacoll'annefib Confer- 
""vatorio , ò Monail;ero , che fu edificato 
nel 161 5. per le Donne , che lalciate le vanità del 
Mondo 5 fi danno a Dio , ritirandofi qui lenza ob- 
bligo de' Voti 5 e fenza Claulura , e vi fi ritirano 
ancora le mal maritate . 

Nefìi il primo Iflitutore il P. Domenico di 
Gesù , e Maria Carmelitano Scalzo , ajutato no- 
tabilmente da Baldallar Paluzzi nobile Romano 
con larghe limofine , che unite colP altre , man- 
date al detto Padre dal Duca di Baviera di quel 
tempo , furono baflantiper la fabbrica della Chie- 
fa, e del Monafìero , al governo di cui prefiede 
una Congregazione di ki Deputati , e ne è Capo il 
Cardinal Protettore . 

Neir Altare Principale della Chiefa il Quii^^^ro 
col Santiffimo CrocifìPo, e quello della Nunziata 
a delira, fono di Francelco Troppa. Quello di San- 
ta 



144 Descrizione bi Romjì 

ta Muri'd Maddalena a finiftra è di Ciccio Napo* 
litano • 

Del Palazzo Farnefe alla Lungara • i ; 

QUefto Palazzo étì Duca di Parma vien detto 
Jl piccolo Farnefe , a diftinzione dell'altro 
""più magnifico prefib Strada Giulia . Lo fab- 
bricò in forma di Villa Agoflino Ghigi fiimofo 
Banchiere , e vi tenne a lauta menfa Leone X. con. 
molti Cardinali . La fua architettura è di Baldaf- 
farre Peruzzi , e le fue pitture fono tutte di eccel- 
lentiflìmi Artefici. Raffaele da Urbino coli* ajuto 
di Giulio Romano, di Raffaelino dal Colle , di 
Gaudenzio Milanefe , ed altri fliol Scolari , dipin- 
le nella prima Galleria il Concilio delli Dei , le-ji 
Kozze di Pfiche > e tutte le altre figure , che vi fi 
reggono . Giovanni da Udine vi aggiunfe gli or- 
namenti di fiori , frutti , fronde , ed Animali 
di ogni forte. Lo fteiTo Raffaele dipinfe nella Gal- 
leria fuffeguente la Galatea . Sebaftiano del Piom- 
bo vi colorì \\ Polifemo . Baldaffarre Peruzzi vi fe- 
ce il Carro di Diana, le Iflorie di Medufa , ed i beU 
liffimi Stucchi finti , che Tiziano a prima vifta cre- 
dette veri . NeirAppartamento fuperiore , il Fre- 
gio intorno alla Sala , e la Fucina di Vulcano fopra 
un Cammino , fono parimente di Raffaelle : il Co- 
lonnato è dello ftefTb Peruzzi . Una delle Camere 
' fu ornata da Giulio Romano, ed in alcune altre 
operarono Sebafbiano del Piombo , Annibale Ca- 
-H racci , ed altri Macftri • Le medefime pitture fu, 

rono 

7< 



Antica , t Modirna . 14J . 

fono ripulite , e aggiiiihte coli' afTiftenza dd Ca«^' 
v-ii;-*r Moratti . Li Giardini di quefto Palazzo fu* 
roao vrjriiimiimente gli Orti dì Geta Imperadore > 
collocati dal Nardini , e da inolti altri , in qiiefta 
parte d«l Traftevere . 

Del Palazzo Cor/ini • 

IN quefto Palazzo , che Ri già de' Riarj, parenti 
di Sif^o IV , abitò la Regina di Svezia Criftina 
Aleflandra , ed allora vi era una prodigiofa quan- 
tità di Statue, e Pitture molto riguardevoli . In 
oggi è deir tccellentiillma Cafa Corfini , che "^ 
lo comprò in tempo del Pontificato di Clemen- 
te Xll. e fubito con difegno del Cavalier Fcrdi- 
nardo Fuga lo fece, parte rimodernare , e parte 
fabricare da fondamenti ; che tutto infieme viene 
a non efìere men magnifico , e grandiolo d* ogn* 
altro Palazzo di Roma; tanto più , che giunge co' 
fuoi Giardini , e Bofchetti fino alla fommità del 
Gianicolo. 

In quefto Palazzo , oltre di una molto copio- 
fa , e rara Libreria si di libri ftampati , che dì ma^ 
nofcritti , e fpecialmente una delle più fingolari 
raccolte di ftampe, vie anche una buona Galle- 
rìa di rcekilTimi Quadri , fra' quali TErodiade di ^ 
Guido Reni , un facrifizio di Noè di Niccolò PufV--? 
fino 5 un ritratto del Card. Alefìandro Farncfe di ^ 
Tiziano , il proprio ritratto di Rembrout > la Na- , ^ 
tiv ita delia Madonna del Caracci , una Santa Fa- tT 
miglia dello Schidone , un Gesù> e S.Giovanni 
row.I. K del 



14^ Descrizione di Roma 

del Cìgnani , una Madonna di Andrea del Sarto » 
ed una di Michelangelo , lo Spofalizio della Ma- 
donna di Paolo V^eronefe , e la Tua Natività di Pie- 
tro da Cortona , alcuni quadri di Rubens , ed una 
Sagra Famìglia del Parmigianino, con altri Quadri 
del Domenichino , del Baroccio, dell' \lbano , del 
Guercino , molti di Carlo Maratta, ed uno gran- 
de di Agoftino Mafucci , che vi ha efprefia un'ilio- 
ria di S. Caterina Ricci . 

Della Porta Settìmìanay e Monte Giannicolo . 

Viene quefla Porta denominata Settìmiana da 
Settimio Severo , chela fabbricò. Alefìan^ 
dro VI. la rifece da' Fondamenti , e ne tolfe le 
antiche Ifcrizioni, nelle quali leggevafi il nome 
é^ì fuddetto Imperadore . Vogliono molti , che.^ 
quella Porta , e non gììi la Capena fofìe la FontL 
naie ; attefo che quella era confagrata alle Ninfe, 
o Dee delle Fonti , che avevano qui un Altare . 

Non lungi da quefta Porta, e probabilmente 
dove poi fu 1 Arca , o Piazza Settimiana , ebbe-» 
Giano, fignificatore deli' Anno, dodici Altari , o 
Archi , che facilmente fignificavano i dodici me- 
li . Di quefti caduta in poco tempo la maggior 
parte, nerimafeun folo , che fu chiamato dagli 
Antiquarj il Giano Settimiano • Chi fulTe poi que- 
lle Giano , fon varie le opinioni . G alleo fopra Lat- 
tanzio , e qualch'altro vuole, che fofTe Noe , dal- 
la parola Ebbraica j^tf/«, che fignifica vino. Sic» 
come ancora fu chiamato Enotro dalia parola Gre* 

ca 



i^NTiCA , E Moderna • >47 

ca o'/»o5 vìnum . Anche Marte ebbe qui attorno un' 
Altare, quafi congiunto ad un belJilTimo Portico 
fatto dagli Edili , Alcune V^afche di marmo con 
acque correnti offcrvò il Biondo prefib la Porta 
medefima , le quali Forfè erano refidui de' Bagni ài 
Apelide, o di Prifcilliana , regiftrati da Vittore 
in quella Contrada • 

Pallata quefla Porta, a mano deftra fi co- 
mincia a lalirc il Gìanìcolo , denominato così da 
Giano , che vi aveva fabbricatala fua Città a fron- 
te del Campidoglio , abitato nel tempo medefimo 
da Saturno. Fu poi detto dalJi Scrittori Eccleila- 
ftici Monte Aureo , e dal Volgo corrottamcnts 
Montorìoyper le copiole arene bionde, che vi fono 
generate . Anco Marzio, quarto Re de' Romani, 
che aggiunfe a Roma il Traftevere , per non In- 
fciare efpoflo a' Nemici un fito cosi eminente , fii- 
mò bene d* incorporarlo colla Città . 

Sotto quefto Monte C al parlar di Livio ) , ck^ 
vandofi in un Podere di L. Petilio ferivano , fi fco- 
prirono due Caffé di pietra, larghe quattro piedi, 
e lunghe otto , ambedue con coperchi impiomba- 
ti , e con ilcrizioni Greche. Indicava una , ch^ 
vi era fepolto Numa Pompilio , morto 5^5. '^imì 
prima ; ma nelP aprirla, né offa , ne ceneri , né le- 
gno di cofa alcuna vi fi trovò . Indicava i* altra , 
che vi fodero (tati rinchiufi i libri del fuddctto Re , 
come di fatto vi il trovarono fette libri in idiom.i.^ 
Latino , ed altrettanti in idioma Greco tutti ài 
carta , e trattavano quei della Religione , e quefti 
della Filofofia di queji tempo , 

K 2 Tutto 



14^ DiscRttTON» DI Roma 

Tutto ciò vien riferito con poca àìvcrfitk «ri- 
che da Plinio,© confermato da molti dtri Scrittori 
antichi, i quali credettero tutti, che quefìio folfe il 
Sepolcro di Numa, fecondo Re de' F omini . Il 
Cardini però nonio erede, parendogli ll;r«no, che 
un Re di tanto merito co* fuoi Popoli , fofì'e fepcl- 
to lungi dalla Città , fotto terra, ed in luogo sì ab- 
ietto , e che nel breve fpazio di cinque Secoli fi 
ìbfTe affatto perduta la memoria della fua Sepoltu- 
ra . Stupifce inoltre, che non fi trovaffe di quel Ca- 
davere vefligio alcuno, quando i Libri di materia 
così debole eranvifi a maraviglia confervati . Di 
più non crede, che tali I ìbri potefìero efTer di car- 
ta ; perciocché quefta fìi inventata ( fecondo Var- 
rone ) più di joo. anni dopo Numa, e fu quando 
'Aleffandro Magno il Macedone edificò Alerandria 
in Egitto . Nega finalmente, che foflero fcritti irL* 
idioma Greco, perche queito era allora quiifi 
ignoto a' Romani ; tanto più che Numa non fu di- 
fcepolo di Pitagora Filofofo Greco, cheaveala_* 
fua (cuoia inCotrone Città di Calabria, come al- 
cuni differo, ma fu anteriore a Pittagora di mol- 
to tempo . In quefto Colle medefimo fu fcpolto 
Stazio Cecilio , antico Autore di Comedie latine, 
come nota Eufebio • 

Chiefa y e Monaflcro de* Sette Dol$ri . 

PRima di arrivare al più erto del Monte, fi tro- 
va a mano finiflra quella Chiefa , e Monafte- 
xo , che nel 16^2* fu fondato da D. Camilla Far- 

nefc » 



Antica ,b Moderna. 149 

nefe , Diichefìa di Latera , ed afìegnato ad alcune 
ReJigiofe dell' Ordine di S. Agoftino . Il dilegno è 
del boromini , e lo è ancora quello della Chiefa , 
la dicui Facciata è imperfetta, perche non mai ter- 
minata . Vi fono tre Altari ; il maggiore ha un 
Quadro col Salvatore morto, riputato del Cico- 
gnini V^eneziano . Negli altri due il S, Agoftino è 
opera del Cav^lier Maratti ; la Nunziata è copia 
di un Originale all'ai venerato in Firenze ; ed il 
^^uadro colla Vergiiie Addolorata fopra la Porta 
interiore è di mano del Cavalier Marco Benefìali . 
Onelle Religiofe , che fanno voti femplici, non fo- 
no soggette a perpetua Ciaufìira . 

(juafi incontro a qucflo Mon aiterò fi vede il 
grand' F^dificio , che negi' anni pafìati fotto li glo- 
riofi aufpicjdel Regnante Sommo Pontefice Bene- 
Df-TTo XIV. fu eretto perlafabrica del Tabacco ; 
e fi oflerva , che ciò fi efeguifce con fomma fcxili-. 
tà, preftezza 5 e rilparmio di Ipefa per ixitzzo di 
una quantità di ordegni rncfi'i dalla forza déV ac- 
qua , che paf^a perqu) nello fcenderc , che fa dal 
Fontanone di S. FietroMontorio , e dalle mole da 
grano , che fono poco da qui diicofi:o , cioè per 
la falita , ohe guida al detto Fontanone . C^eite 
efiendo fi:ate in Roma giù difmefTe da Uiolti Segoli , 
e fingolarmcnte colP occafione , che Bellifario co- 
minciò a farle nel Tevere , Innocenzo XI. le fece 
qui rifare . 

Alla fiiefTa mano delira nel pincipio della falita 
fi vede parimente la Profpettiva del nuovo Tea- 
tro 5 cominciato dagP Arcadi per le loro lettera- 
le 2 rie 



i^ Descrtetoke di Roma 

rie acunanze . Il Rè ci Prrtogallo colla fua nota 
Regia generofita contribuì molto nella ipefa ; el* 
Architetto Antonio Canevari ne fece il difegno. 

Chiiifa di S, f tetro Meritorio . 

Superato il Clivo, a man fmiflra nella fua fom* 
n.ità fi trovala Chiefa di S. Pietro in Montt^ 
y^urco y a' tempi antichi detto ancora in Caflro 
Aureo da un Cafìiello diruto , che vi era , oppu- 
re dai!' arene di color giallo . Vuole il Panciroli, e 
con efib r Aiveri , che qUefla fia una delle Chiefè 
fondate da Cofcantino; benché da principio avefìe 
il titolo di S. Maria ( e forfè ancora di S.Angelo ) 
olire quello, che oggi ha . Era una delle venti Ab- 
bazie di Roma , la quale col progrefTo del tempo 
refkando abbandonata , fin dal I472. fu concefìa a' 
padri Minori Ofiervanii , ed ora Riformati di S, 
Franccfco ; in grazia de' quali il Rè Cattolico Per* 
dinando PV , e la Regina Elifabetta fua Moglie la 
rieri ifrcar^ no con difegno di Baccio Pintelli . Si^. 
fio V. la dichiarò Titolo di Cardinale Prete ; e nel 
1605-. Filippo 111 , parimente Rè delle Spagne, vi 
fece la Piazza anteriore colla Fontana > e cinfe di 
grolle muri., una parte del Monte , che per i danni 
ài<i\h piogge, e de. tempo, minacciava mina . 

Kdla prima Cappella a man deftra il Salvato- 
re flagellato alla Colonna , ed altre figure all' in- 
torno, fono difegni di AiicheP Angelo Buonaroti , 
mirabilmente efeguiti da Fra Sebaftianodel Piom- 
lo * Isella feconda C dove fi venera una mli^acolofa 

Im». 



Antica , e Moderna . j^i 

Immagine delk Madonna , che efkndo fótto una 
falda del Monte, Clemente XI. la fece tr^fportar 
qua inChielanel 1714O i Quadri laterali con S. 
Francefco , e S. Antonio furono dipinti da Gio: 
Maria Morandi . Nella terza GcsCi Crifto prefenta- 
to al Tempio dipinto nel Quadro dell' Altare , e 
dalie bande la Concezione , e V Annunciazione, fo^ 
no opere di Michel* Angelo Cerruti . Nella Cap- 
palletta , che , uicendo per la Porticella contigua, 
fi trova prima di entrare nel? Clauflro , fi vede a 
Jato deir Altare un Quadro con S. Michele Arcan- 
gelo di'pinto da Gio; Serodine d' Afcona . Ritor- 
nando iu Chiefa , e feguitando il giro, nella qu:.'rta 
Cappella, dedicata a S. Paolo Apoftolo, Giorgio 
Vafari dipinfe ad olio il Quadro dell' Altare , in 
cui fra le molte figure ^ delle quali è copiofo , di- 
pinfe anche fé (lefìb 3 e fece ancora tutto il recan- 
te dell' altre Pitture a frefco ; Bartolomeo Am- 
mannato poi vi fece le Statue della Religione , e 
della Giuftizia entro le nicchie, e quelle ancora.^ 
fopra i Depofiti della Famiglia del Monte, e tutte !q 
altre Scolture,ful àìiègno però del medefimo Vafa- 
ri . Neil' Aitar grande il famofiflìmo Qiiadro , che 
rapprefenta la Trasfigurazione del Signore lu '1 
Monte Tabor , ed alcuni Apoftoli in atto di libera- 
re un Indemoniato , è 1' ultima fatica del incompa- 
rabile Raffaele da Urbino; e Ci ftima la miglior pit- 
tura , che fia in tutto il Mondo . Nella CappcUrì^ 
fufleguente il San Giovanni Battila con tutte le al- 



tre pitture 


fi 


attribuifce 


a Fr: 


mcefco St 


il vi a 


ti. 


e le ftatue d 


IS. 


Pietro » e 


S. Paolo fono la- 


rori 


di 






K4 






Ta- 





'ij2 Descrizione di Roma 

Daniele da Volterra . Nella proflìma il Crifto mor- 
to , e li laterali fi credono di Francefco Stellaert 
Fiammingo . Nell'altra dedicata a S. Anna le pit- 
ture laterali fono della (cuoia del Baglioni . Nella 
contigua i che fu eretta con difegno del Cayalier 
Bernini ^ la bella Tavola dì marmo con S. Fran- 
cefco d* Affifi 5 ed altre figure , fu (colpita da An- 
drea Bolgi, che fece ancora le ^tatue ed i Bafil ri- 
lievi ne* due Depofiti , e le pitture a frefco , ed a 
chi^^ro fcuro SII per la Volta, fono di Gio: France- 
fco Romanelli . Neil' ultima il S. Francefco, che ri- 
ceve le Stimmate > fu ideato da Michel'Angelo > e 
colorito da Giovanni de' Vecchi . Nel Depofito 
deir Arciveicovo di Ragufa , che refta prefib la 
Porta , dileguò , e fcolpì quanto vi fi vede , Gio: 
Antonio Dono . 

Accanto alla Chiefa è un Cortile, dove fi am* 
mira Una delle migliori Opere di Bramante in un 
Tempietto rotondo, che ha 16. Colonne al ci fuo- 
ri , ed alcune Statue al di dentro ; onde per la 
fua vaga , e nobile architettura viene paragonato 
dal Gamucci alle più fuperbe , e vafte Fabbriche 
degl* Impcradori . E' tradizione antichifilma , e 
dalla pu^ blica venerazione autenticata, ch(? S. Pie- 
tro patifTe qui il Martirio ; e perciò fi crede ,, che 
laCappeUetta Ibtterranea di quefto Tempietto, ed 
il pavimento in efia contrafTegnato , fia il luogo 
precifb , dove fu eretta la Croce del S. Apoftolo . 
Di qucfi:o fentimento fono diverfi Autori anche-» 
gravi , fra* quali il Cardinal Baronio , Mafì^^eo Ve- 
gio , Ottavio Panciroli , Fioravante Martinelli , e 

Gior- 



Antica , e Moderna . ij^ 

Giorgio Porzio .Con tutto ciò ve ne fono altri di 
merito non inferiore , i quali tengono opinioni , e 
ragioni molto contrarie . Pietro Mallio , e Pietro 
Comeftore dicono , che S. Pietro fu erocefiflb in- 
torno al Monte V^aticano : Flavio Biondo nella^ 
contrada ài Borgo : Tiberio Alfaranonel fito del- 
la P^filica : Onofrio Panvinio nella Via Trionfale : 
Giulio Ercolano nel Cerchio di Cajo : Anaiìafio 
Bibliotecario negli Orti di Nerone : Damafo , e 
Lino prefTb il Palazzo, ePObelifco del medefimo 
Cefare, le quali circoftenze, come proprie del Va- 
ticano, dimoftrerebbono, cheS. Pietro più verifi- 
milmente foffe flato crocefifìb o nel luogo , o vici» 
no al luogo , dove poi fu fepolto . 

Sotto li Portici dello d^i^o Cortile fi oflerva- 
no alcune Ifiorie di S^^Francefco dipinte da Gio: 
Battila deVn M?.rca , quelle però , che fono fotto 
i Portici del Chioftro interiore furono colorite da 
Niccolò Pomaranci . 

Qucfta Chiefa è una delle desinate, per cele- 
brirvifi POttavario di S. Pietro , iflituito dal Re- 
gnante Sommo Pontefice B'NErETTo XIV. Vi fi tie- 
ne perciò alli 5. di Luglio la Cappella con Meffa fo- 
lenne, cantata da un Vefcovo, e vi afTiftono li Mon- 
fignori Abbreviatori del Parco maggiore . 



^i^ 



Fon. 



'iS4 Descrizione »i Roma 




Fontamne dell* Acqua Paola fui Ghnicolo . 
C Opra della defcritta Chiefa, e del Conventa 
Y ^'^^\^'' '» t^ova il nobili iTinio Frontifpizio dell' 
Acqua 1 aola, edificato colle pietre à^ì Foro di 

Nerva 



Antica, e Moderna . ijf 

Kerva dagli Architetti Antonio Fontana , e Carlo 
Maderno.Lo fece alz-r Paolo V. che riconduUe que- 
ft'acqna dal Territorio dì Braccii^no per gj.n.iglia 
di Forma, portandola non folamente fìil Giwnicolo, 
e pel Trafteverc ; ma anche fii'l Vaticano, e di là 
da i Ponti . Lo abbellirono di pei Aleffandro Vili. 
che rinforzò gli Acquedotti , che vi S''occano; ed 
Innocenzo XII. con dilègno del Cavaìicr Carla 
Fontana vi agg iunfe la vafliiTima Conca , ed altri 
ornamenti . Fu tal acqua chiamata Aurelia , per- 
che pafìa lungo la ftrada di queflo nome , e Traja- 
tid , perche Trajano fu il primo, che la conduiTe , 
come il Nardini , ed altri hanno dimcftrato . Alcu- 
ni la nominarono Augufla , col fuppofco, che fla 
r Acqua medefima, tirata da Ottavio Augullo alla 
Aia Naumachia; ma le è vero (come afì'erilcono gli 
Antiquarj ) che quella fofìe V Acqua Alletina , e 
che partifìe dal Lago Alfetino nella Claudia; con-» 
verrà dire col Fabretti, ecolPEfchinardijche que- 
fia fia V Acqua Sahbatina,la ftef a, che forma il La- 
go deir Anguillara , e che vicino al detto Lago ha 
le ^\\i^ (brgenti . 

Dietro al defcritto Fonte ^^ce AlcfTandro VII, 
un bellifTimo Giardino con ogni forte di Semplici > 
anche pellegrini , a benefizio degli Studiofi della 
Botanica. Vi aggiunfe Clemente XI. un Cafino , e 
la Scuola, dove da un Lettore, a ciò deputato, fi f^ 
di tali Semplici V oflenfione . 

Profecuendoverfo la Porta della Città, fi ve- 
de a man finifbra un dcliziofo Giardino delia Fa* 
miglia Spada ; ijidi a man deftra un Cafino nobi- 

iifti^ 



1^6 Descrizione di Roma 

lifiimo del Duca ci 1 arma con pitture di Filippo 
Lauri , e Carlo Cignani . 

Succede r antichiffima Porta di S. Pancrazio, 
fabbricata, fecondo alcuni , dal Re Anco Marzio, 
e di quel tempo chiamata Gianicolenfe ; fecondo 
altri , da C. Aurelio Cotta , o da M. Aurelio fuo 
Fratello , amendue Confoli , e dal nome di uno di 
loro chiamata Aurelia , Ora da mille, e più anni m 
qua C come dice Procopio ) fi chiama Fancrazia- 
nuy ò di S. Pancrazio, per la Chiefà di quefto San- 
to > che è fuori di elTa . La riftorarono gì' Liipera- 
dori Arcadio, ed Onorio; e Ja rifabbricò con bella 
architettura di Marc' Antonio de Rubeis Urbano 
Vili. A queir Aurelio , che ìccc probabilmente la 
detta Porta , ( e come Icrivono molti , anche il 
Trirmiale Aurelio ) fi attriluifce Ja Strada, che 
parte da effa , chiamata per lo più Aurelia VetuSy 
a difunzione doìV altra chiamata Aurelia Nova, la 
quale principia dalla Porta de* Cavalleggieri, e f- 
nifce in quella, poco lontano dalla Botte dell' 
Acqua Paola • 

Del Palazzo , e Villa Benedetti , poi Mancini , 
oggi Giraud . 

POchi paflì fuori della Porta fi trova a mano de- 
ftra quello Cafino :, che fu edificato a fimi- 
litudine di V'afcello fbpra uno Scoglio , e gl'è uni- 
ta una Villa , già dell* Abate Elpidio Benedetti Ro- 
mano , Agente di Ludovico XIV. Re di Francia,^ 
nella Corte di Roma , che la lafciò alli Signori 

Duchi 



Antica 5 s Modi una . IJT 

Duchi diNiverncis Francefi . P^irsò dopo in potcé 
re ed Marchelc Mancini , ed ora fi gode dal Con" 
te Girsiid , che ne ha fatta ultimamente la com- 
pra . Ne m Architetto Bafilio Bricci Romano, uni- 
tamente con Plautina Bricci fua forelia , ambedue 
l-ittori . Vi fi vedono Statue , Baflìrilievi , Pirami» 
di, Teatri , Giardini, Bofchetti , Bagni , Pclchic» 
re , Fontane , ed alcuni fcherzi d' acque . I pavi,i 
menti ddle Aanze fono per lo più laftricati di fin^ 
^iajoiiche , e nelle pareti leggonfi da per tutto 
Ilcrizioni , e Detti fentcnziofi in profa , e in ver* 
io y in volgare , in latino , ed in altr* idiomi . 

Neir Appartamento terreno fi offervano i Rir 
tratti di tutte le Dame principali, che erano in.^ 
Italia, ed in Francia al tempo di Alefìandro VII. \ 
quando il mentovato Flpidio Benedetti edificò \ 
quefto Cafino : come ancora le Immagini di molte 
Donne Roniane, fiate Madri , Sorelle , e Spofe^ 
degP antichi Cefari , con altre Immagini , o Ri- 
tratti di varj Perlònaggi , ed Uomini illuftri , che 
in tempi meno lontani fiorirono . Neil' Apparta^ 
mento fuperiore Ci trova una Galleria lunga palmi 
i^c. larga 2 ' . alta 22, intorno alla quale fanno Utt 
ricchifTimo finimento dodici gran Trofei di armi 
antiche , e moderne > eccellentemente lavorate a 
ftucco , e lumeggiate a fomiglianza di bronzo , e d' 
oro . Fralle pitture della Volta , quelle , cherap- 
prefentanol' Aurora , furono condotte dal Cara-)/ 
iier Berrettini da Cortona : quelle , che rapprc- ' 
Tentano il Mezzo dì,da Francefco Allegrini da Gub- 
bio : quelle ,che rapprefcntano la Notte da Gio: 

Frao- 



1^8 Descrizione di Roma 

Francefco Grimaldi Bolognefe : ed aldini Paefi , 
e Marine in piccolo da Tommafo Laureti Sicilia- 
no . A capo della Galleria , cioè nel Timpano , la 
Felicità con altre figure , che fimboleggiano i beni 
di effa , come anche i due Ovati laterali , fono ope- 
re della già lodata Pjautilla Bricci . Nella Cappella 
il Quadro dell* Altare colla Vergine AfTunta fu la- 
vorato dalla medefima Pittrice , ed il rimanente da 
Gio: Battifta Carloni Genovefe . 

Nelle vicine Camere foao i Ritratti di tutti i^ 
Sommi Pontefici , e di tutti i Re di Francia ; e fa-^ 
lendofi negl* altri due Appartamenti, forniti anch' 
efil d'arredi , e di tutti i comodi , che (i convengo- 
no ad una elegante Abitazione, indi per una Log- 
gia fpaziofa , che da ogni parte ha profpetti fin- 
golariflìmi, fi entra in un Gabinetto, dove fra mol- 
te cofe dilettevoli , e pellegrine , oflervanfi di- 
verfi Specchi , che moilrano molto deforme chi 
vi fi mira . 

Le acque della Fontana, che adorna il Palazzi- 
ne fatto con vaga fimmetria , fi fanno ingegnofa- 
mente in effo falire per mezzo di una macchina ar- 
tificiofamente coftrutta . 



^•yi> ^<^ f^M 

yy ^Jy ^ 



lAU 



Antica'j e Moderna • 




Filla Panfilia a S. Pancrazio. 

PEr la meàefuna Strada Aurelia (ì va alla ma* 
gnifica Villa ad Signor Principe Pamfilj , or- 
dinata dal famolò Alefìandro Algardi . Vi fi vedo- 
no 



i^o Descrizioni di Roma ' 

«o Viali , Bofchetti , e Giiir-Jini déìzìoCifCiim , Pc- 
fchiere ,e Fontane con meraviglioiì lavori eli fluc- 
co , e di fafio : Un Teatro fornito di Statue , bu- 
fti, Balhrilievi , ed Urne lèpolcraìi , come anco- 
ra un gran Serraglio con quantità di Cervi ? i-e- 
pri, Divini, ed altri Animali lelvaggi , delliinati 
al divertimento della Caccia • 

La Piazza innanzi al Palazzo nobile, è circon- 
data da 12. Statue, che rappreièntaao i primi do- 
dici Imperadori , e fono tutte antiche • Il medefi- 
mo Pal*t2Zo architettato da Gio: Francefco Bolo- 
gneie , ha quattro facciate piene di Trofei, Me- 
daglie, Baflirilìevi , e Figure di marmo ftimatif- 
fime . Nella Facciata principale fi ofTervano i Bufti 
di Clodio Albino , di Settimio Severo , Antonino 
Caracalla , e M. Aurelio ; indi nd Portico quei di 
Vitellio , e di Claudio • 

Entrando ncll* Appartamento di mezzo fitua- 
to al piano del Portico , oflervanfi nella prima Ca- 
mera le Statue di Seneca , Diana , e Venere : una 
Flora, ed una Sacerdotefla fopra due Colonne ài 
marmo vario : i Bufti di Diogene, di Marciana, e 
di Giulia Paola : le Tefte di Omero , di Giulio Cc- 
fare, e di M. Aurelio : una mezza figura di Porfido 
con tcfta di metallo , rapprefentante Innocenzo X : 
un Putto coir Arme dello ftefib Pontefice , fcoU 
pito dall' Algardi : una S. Elena della Scuola di Ti- 
ziano : una Madonna col Bambino , e S.Gio: Bat-» 
tiAa, di Andrea Sarto : un Baccanale copiato da 
un antico Baflbrilievo fullo flile di Giulio Roma- 
no • Nella Cappella contigua , il Quadro dell' Al- 

tare 



Antica , e Moderna • t^r 

tare con Maria Vergine , Fu dipinto da MicherAn- 
gelo da Caravaggio . 

Neila feconda Camera le Statue di Marfia , 
Apollo, ediuua Veltale : i Bufti di Tito , di Do- 
iTiiziano , e di Augufto : un Termine rapprefentan- 
te un gran Fauno : una beli' Urna di Alabaflro fio- 
rito con luo coperchio : due Colonnette di Dia- 
fpro Orientale, ed un* altra di marmo Ligio : Un 
S. Gio:Battil1:a dipinto da Bartolommeo Schidoni : 
Un S. Francelco ci BaldafTarre da Siena : una Ma- 
donna col Bambino , S. Girolamo , ed altri Santi , 
fui gufto di Ludovico Caracci : Amore, che tratta 
diverfi ftrunienti d'Arti Liberali , fui gul^o mcdefi- 
lìmo : alcune Madonne di Pietro Perugino ,e della 
fua Scuola : laSammaritana, creduta di Tiziano : 
Venere con Ercole , e un Amorino , fulla maniera 
del medefimo : Giove con un' altra Deità del 
Tintoretto : Plutone , che rapifce Prole rp ina , di 
Paolo Veronefe : Niobe co i quattordici fuoi Fi- 
gliuoli di Francefco Allegrini : fei Storie di Ro- 
mani , e Sabini, (limate del DofTì da Ferrara • 

Nella terza le Statue di Giulia Augufla , e di 
una Poetefìa Greca : di Venere , e Cerere fopra 
due Colonne di Pietra Paragone : di Apollo , ed 
Ercole fopra due Colonne di marmo bigio : di due 
Eroine fopra due Colonne di verde antico. L'Arca 
di Noè di Giacomo Baflano : due Profpettivc di 
Antonio Viviani : quattro Paefi , creduti di Ago- 
fìino Tafìì : alcuni Ritratti di Giorgio da Caftel 
Franco, e di Gherardo Fiammingo . 

Nella quartale Statue di un Gladiatore , di un 

Tom.L L Sile- 



1^2 DCSCRIZIONE DI ROMA 

Sileno , di un Fauno , di un Bacco , di un Ermafro- 
dito, e di Livia AuguAa. Due Tefle antiche di Por- 
fido , luna di Bruto , e r altra di una Sibilla. Un 
Vaio dì Porfido fopra una Tavola di varie pietre 
Oì ientali , di gran bellezza . Due Madonne riputa- 
tate di Andrea dd Sarto : un S. Francefco , e un 
S. Girolamo , fullo ftile del Muziani : il Ritratto di 
Clelia Cenci , ultima opera di Scipione Gaetano : 
quattro Tefi:e di Giovanni Bellini . 

Nella quinta due Bufti di marmo , che rappre- 
fentano Marzia , ed Antinoo : otto gran Quadri 
cor varie Feftc , che fi fanno in Venezia, coloriti 
dal Manciola Fiammingo : un Convito dentro un 
Giardino , di Criftoforo Stuartz : due Paefi con fi- 
gure 5 fuUa maniera del Tintoretto . 

NcllaSalarotonda fi vedono le Statue di A* 
clone , di Venere , di Diana , e di un Gladiatore : 
I Bufli di Giulio Cefàre , di Tiberio , di Caligoh, 
di Fauftina , di Settiinio Severo , ed altri . 

Nella prima fi:anza dell' Appartamento fiipe- 
rìore , che è il terzo , fi offervano le fi:atue di Ap- 
pello, Bacco, Flora , Berenice , di un Putto, che 
dorme, ed alcuni Bufili antichi di marmo . Il Ritrat- 
to d* Innocenzo X. gettato in bronzo con modello 
delPAlgardi ; un Quadro con Giove , e Giunone j 
dipinto da Gio; Francefco Bolognefe . 

Nella feconda una Statua di Amore in abito di 
Ercole : un' altra di Pomona : un' altra di Euterpe : 
un' altra di Bacco : un'altra dell'Autunno in pietra 
i:ofia Egizia ; un Bufilo di M. Aurelio : un' altro di 
Mario Confole,cd un altro di Giulia Augulla.Quat- 

tro 



Antica, e Moderna. i6j 

tro Marlne,ed una Caccia,dipinte da un Fiammin- 
go : un Vafo di Fiori dipinto da Mario de' Fiori . 
Nella terza due Statue di Apollo ; un' altra di 
Venere con Amore ; un'altra di Aventino figliuo- 
lo di Ercole: un'altra di un Gladiatore: e due-j 
Gruppi di Putti 5 fcolpiti dall'Algardi . Due Batta- 
glie dipinte da Giacomo Borgognone: Dedalo, che 
attacca l'ali ad Icaro, della fcuola dell'Albani : un* 
S. Girolamo fulla maniera dello Spagnoletto: ed 
una Tefla , o Ritratto del Barocci . 

Nella quarta il Fiume Nilo fcolpito in Bafalte 
negro co' fuoi fimboli : il ritratto di D. Gio: Batti- 
ila Panfilj, dipinto dal Mola : due Campagne con 
Pallori , attribuite al Baffano • 

Nella quinta una Statuetta, che rapprefenta-. 
un Amorino addormentato : i Bufti di Domiziano, 
Valeriano , Fauftina , e Giulia Mammea . 

Nella fefta un altro Amorino addormentato 
con una perfica in marmo: i Bufli diVefpafianojTi- 
to, Matidia, ed altri . Il S.Prefepio, dipinto da 
.Baldaffarre da Siena : i Re Magi fu '1 gufto di RaF- 
.faele : una Campagna con S. Francefco , creduta 
dèi Muziani : due Cacce attribuite al Tempefta : e 
*due Paefi di maniera Fiamminga . 

Da quefte Camere ù afcende ad un* Armeria > 
dove fono armi per 200. perfbne , e quindi ad un 
Mufeo ricchifTimo di Statuette , Vafi , Bacini , ed 
altri lavori di argento , di bronzo , di criflallo , e 
di pietre Angolari . 

Si difcendepoi nell'Appartamento terreno, le 
Cii ftanze foRo ornate di fquifiti Baffirilievi , per i 

JL & quciji 



1(^4 Descrizione di Roma 

quali ilCavalier Algardi Immitò, edi{Qgnb alcune 
reliquie della Villa Adriana in Tivoli . Si oflerva 
un bel Gruppo, che efprime la lotta di Giacobbe 
coir Angelo , (colpito dal fuddetto Algardi : 1 Bu- 
(ìì di Panfilio Panfilj, e dì D. Olimpia Maidalchini, 
lavorati dal medefimo : un altro Gruppo, che mo- 
lerà la Dea Cibelc , fedente fopra un Leone : un 
Simulacro di Apollo , e un altro di Paride : un 
Ercole , un Ermafrodito , un Amorino , un Coniò- 
le 5 un Senatore , un Sacerdote, una Sacerdotefra,e 
due Statue dì Volufiano Imperadore : altre due di 
Cerere , e di Giulia Augufta in abito di Cerere : 
altre due di Venere , ^ di Diana : alcune Tefte fo- 
pra Colonne di marmo bigio, ed altre fcolture . 

Da quefto Piano ufccndofi nel Giardino fegrc- 
to, fi vede una gran copia di Fiori, e Prutti ra- 
riflìmì , e vi fi ofiervano le Statue di AlelTandro 
Magno , di Antonino Pio , e di Ercole : un Idolo 
Epjzio , che rapprefenta l'Abbondanza : e due Se- 
polcri di marmo con BafiTirilievi . 

L'ampiezza di quefiia Villa , che ha 5. in 6. mi- 
glia di circuito, diede occafione ad un Moderno di 
fcrlverej che qui foflero anticamente gli Orti di 
Galba Imperadore, fituatida Suetonio nella Via 
Aurelia • Alcuni de' fiiddettl Quadri fono illati tra- 
{portati nel Palazzo di Roma • 

Villa Corjtnìa. 

COntipuaalla defcrìtta è la Villa dell' Eccel- 
lentifiìma Cafa Corfini architettata da Simo- 
ne Salvi , e confifle in due Cafini > o Palazzi , uno 

de' 



Antica, e Moderna. 1^5^ 

de' quali (1 vede fin dalla Porta della Città . Ha le 
folite fignoriìi ddìzìcy fralle quali fi contano 500. 
vali di frutti , e 600. di fiori . Nel fiiddetto princi- 
pai Palazzo è affai fingolare il Portico , edificato 
(opra quattro grand' archi a guifa d'un Giano qua- 
drifronte . Intorno alla Sala ( ove è notabile il nu- 
mero delle porte , che fono j2. con altrettante fi- 
neflre ) pofano sii convenevoli piedeftalli otto Bu- 
ftidi marmo, che rapprefentano Giove, Marte, 
Diana , Mercurio , l' Inverno , la State , PAutun- 
no, e la Primavera , creduti d'Ercole Ferrata, e 
di Aleflandro Rondoni , L' Aurora , che precede: 
il carro del Sole , ed altre figure nella V^olta , fo-. 
no tutte qU Giufeppe Pafieri , che dipinfe ancorale 
Camere laterali • 

Chìefa dì S» Pancrazio fu qtì delle Mura . 

N Ella Via VitelUa , così detta dalla Famiglia-, 
chiarifilma de* Vitelli , che o la fece , o la^ 
riftorò , per quanto da Suetonio fi può raccorre , 
fùquefla Chicfa eretta fopra il Cimiterio di S. Ca- 
lepodio, a cui fii dedicata da principio , ed ora a 
S. Pancrazio Martire Romano, che foflenne il Mar- 
tirio in etàd' anni quattordici . La fabbricò S. Fe- 
lice I. intorno all' anno 272. V ampliò S.Eelke IL 
nel 48> ; e la rifarcirono S. Simmaco > e Onorio I. 
come notano il Bibliotecario, ed il Ciacconio . 
S, Gregorio Magno la concefTe a' Benedettini, fe- 
condo la lettura delle uie Epifcle , perla parten- 
za de' quali y^an^ ad efler pofieduta dalli Religiofi 

L ? dì 



t66 Descrtzionk di Roma 

di S. Ambrogio ad N mus^ iftituiti nella Città di 
Milano da tre vjentimomini , cioè Alefì'andro Cri- 
vk:'^\ , Alberto jbelbzzi , e Antonio Fietrafanta . 
Leone X. la decorò coi Titolo di Card. Prete ; e fi- 
nalmente la rinovò qiiafi tutta il Cardinal Lodovi- 
co Torres, chiamato óì Alonrealt' lìQÌ 1609; e nel 
167 j. le diedero 1' ultima mano i TP. Carmelitani 
Scalzija'quali tii conceduta da Aleflandro VlLC^e- 
fiii i acri la tengono con decoro, e vi mantengo, 
no un Seminario per le loro Miflìoni di Levante » 
fondato da Francefco Cimino Barone di Caccuri in 
Calabria. Si legge nel Piedeftallo della fua Statua 
la leguentelicrizionediLUSTRissiMo Domino Fran- 
CiS<o CixMiNo Baroni de Caccuri Neapolitano, 
oyoD Sem.narii Carmel. Discalceat. ad Fidei 
Propaga iionem primus fuerit ex jÈre Funda- 
TOR. riportata dall'Abate Aceti nel Barrio De An^ 
ÉÌqu.&'fitu CaUbr, 

Le pitture di quefta Chiefa fono moderne, co- 
me anche gli ftucchi il^oriati ndla Kavi laterali . 
Antiche fono le Colonne , che fbftengono il Cibo- 
rio delT Aitar Maggiore , e le Tavole di porfido > 
delle quali fono compolci i due Pulpiti nella Nave 
grande , chiamati Amboncs . Sì ofiervano due pie- 
cole fcale, che guidano P una al luogo, deve-» 
S. Pancrazio eilcndo di 14. anni, (bfi;enne il Marti- 
rio ; e P altra al Cimiterio luddetto . Il Corpo dtì 
Santo Giovane ripof a nella Confeflicne , e viripo- 
fano ancora quelli di S.Pancrazio Vefcovo, e S. 
l^ionifio Confefibre . Era già qui una lapida , o 
memoria di quej Crclceniiio Nomentano , che ce- 

cupo 



Antica, e Moderna, ì€y 

cup6 colla Tua potenza il Caftello di Roma ; ine}! 
liccifo da' Soldati Imperiali inquefte vicinanze., 
ebbe in qiitfta Chiefa la (èpoltura . Nella Sagreftia 
fi confervano molte Sa »re Reliquie; fralle qivAì')'fà% 
il Corpo di S. Abondio , ed ima mandi''ola ci S, 
Terefa. In quefta Chiefa Giovanni XXU. ricevè 
lodovico R€ di Napoli ; trd Innocenzo Ili. coronò 
Pietro Redi Aragona . 

Avanzandoli fin dove le due flrade Aureliefl 
imifcono inlleme , vi fi vede ilCimiterio de' SS. 
Procefìb , e Martiniano , detto ancora di S, Aga- 
ta, perche vi furonojUna dopo Taltrajle loro Chic* 
fé . In cifola B. Lucina depofe i Corpi de' fcprad- 
detti due Martiri , trasferiti poi da Pafquale l.alla 
Bafilica di S. dietro . 

Poco più oltre è la Villa già pcfìeduta, e fre- 
quentata da S. Pio V ; in oggi è dell* Eccellentif- 
fima Cala Chigi • 

Chiefa di S.Dcroteat e S.Siheflro. 

Tornando di nuovo in Città , e rimettendoli 
nella "ftrada , che fa Croce in vicinanza della 
Porta Scttignana già defcritta , nel principio del- . 
la ftrada , che conduce al Ponte Sifto , {\ trova a 
mano manca quefta Chiefa Parocchiale di S.Doro* 
tea , e fecondo alcuni di S. Silveftro, al quale anco- 
ra è dedicata . Era loggetta alla Bafilica di S.Maria 
inTraftevere : ma in oggi la godono li Frati Mino- 
ri Conventuali della l-rovincia Romana , che vi 
hiinno anneflo il loro Cfpizio . Tutte le pitture, che 

JL 4 vift 



i68 DESCRIZIONE DI Roma 

vi fi veggoncjle condufìe ¥nincdco Troppa, eccctv 
tuati li Quadri , tanto dell'Aitar Maggiore, fotto 
di cui a venera il Corpo delia S£;nta Titolare » 
ouaiiti quelli delli laterali , che fono tutti di mano 
^i Michele Eucci Fiorentino . 

\ Chìefa di S. Giovanni detto della Malva ^ 

POcò lungi l Taltra Parrocchiale ài S. Giovan- 
ni in Mica Aurea ^ (. ocome gì' Idioti dicono 
delU Malva ) fcprannome derivatole da una limo» 
fina di Pagnotelle con Croce dorata fopra , che 
qui fi difpenfava* Fu eretta da Sirto IV. nel 1475^ 
jper quanto fi hg^QnoM^ ièguente Ifcrizione, che è 
ibpra la Porta . 

SIXTUS IV. ANNO JUBILìEI MCCCCLrXV. 

Quella Chiefa, che dipende da S.Maria in Ti!a* 
tlevere , in tempo di Clemente IX. fu concefia a 
D. Urbano Damiano Romano allora Generale de* 
FP. Gefuati in occafione, che rertò fopprefa queft* 
Religione fondata dal B. Colombino per fovveiii* 
reJe Armi Venete contro il Turco nei* aifedio di 
Candia ; ed egli la rimodernò , ed abbellì con dife* 
^no di Antonio Ronchi . Ora la pofTiedono li PP« 
Minirtri ded' Infermi per concefllone di Clemea* 
te XI. ^ • 

Il Dio Pad re nella Volta della navata dì mez» 
zo fìi dipinto, con difegno di Giacinto Brandi, da 
AlefTandro Vafelli fuo Allievo , che anche effigiò 
nel (^adro dell* Aitar Maggiore il S.Gio; Battìrtat 

ed il 



^Antica i e Moderna; \/g 

ed lì S.G io: Evangelica, parimente con difegno del 
iriedefimo Tuo Macftro, di mano del quale però fo- 
no li due Angelettijche fi vedono lateralmente al« 
la Madonna nel mezzo di efTo Quadro; la quale pe- 
rò per Io più refta coperta da un Quadro, in cui è 
cffgiato il Patriarca S, Giufeppe col Bambino . U 
Immagine della B, Vergine nel primo Altare a^ 
man finifìra, entrando in Chiefa, è*dì maniera gre- 
ca non difprcggevole ; ed il E. Camillo de Lellig 
ì nel fuo Altare dall'altra banda è di mano di Gaeta- 
ino Lapis da Cagli . 

C.cme Parrocchiale ha qnefla Chiefa qui con- 
tiguo r Oratorio per la Confraternità del ^antiffi- 
I /no Sagramemo , ed è dedicato a S. Gio: Battifta ^ 




Vf 



1^0 



Descrizioni di R^mji /? 




Di S. Maria della Scala l 

PErlaflrada diritta, che da Porta Settìgnantg 
conduce a S.Mc.ria in Traflevf re, {\ trova que. 
fta Chieia , che fu eretta dal Cardinal di Como 

nei 



Antica, e Moderna , 171 

' nel 15^92. e conceda a* PF. Cannelitani Scalzi nel 
I 15:97. Francelco da V^olterra ne ideò la bruttura ; 
Ottavio Mafcherino vi alzò la Facciata ; e iViatteo 
da Cailello vi fece il Convento per l'abitazione de' 
mentovati Religiofi . 11 foprancme le fu dato da 
un' Immagine della Santiiìima V^ergine , che falla 
Scala ci mia Cafa , allora qui efiilente, rifplendeva 
per fegnalati miracoli . La fìatua di marmo, ci Ma- 
ria Santiffima ccl Bambino^, che fi ofTcrva fopra la 
Porta della Chicla per di fuori , fìi fcolpita da Sil- 
vio Valloni . 

Entrando in Chiefa , il S. Gio: Battifta nella 
prima Cappella a mano dritta fu colorito da Ohe* 
rardo Fiammingo; ed il S. Giacinto e S. Caterina 
daSiena nella feconda daGio:Sorbi ..Nella terza il 
Quadro dell' Altare con S. Giufeppe è fludio di 
Giufeppe Ghezzi ; Gio: Odazj dipinle la V^olta , ed 
il ()uadro laterale a mano delira ; e quello alla fi- 
nillra è di Antonio David . Nella quarta dedicata 
a S. Terefa , che ulti.namente con dilègno ci Gio: 
Paolo Fannini è llata in ogni parte abbellita, ed or- 
nata di Cucchi dorati , di marmi nobiliiììmi , e di 
gran copia di metalli dorati , il Quadro dell' Al- 
tare è pittura di Francefco Mancini ; li due Ange- 
li in cima fono opera in ftwcco di Gio: Eattiila 
Miiini ; r ovato laterale di marmo bianco , in 
cui rapprefentafi la Santa in atto di efTer trafitta 
col dardo dall' Angelo , è IcoJtura di bafìbrilicvo 
di Monsù Slodtz ; 1' altro incentro, in cui la mede- 
fima ^anta viene figurata in efi:afi,è di Filippo del- 
ia Valle Fiorentino , che auche fece li due Cheru- 
bini , 



I>72 DeSCRIZIONB DI RmiA 

bini, che reggono V architrave dell'Altare; eli 
balTirilicvi ài ftiicco a i lati delle feneftre furono 
formati da Giufèppe lironi . Neil' Aitar Maggiore 
il Tabernacolo compofto ùi pietre infigni , con Te- 
dici Colonnette di Diafpro Orientale » è panflera 
del Cavalier Rainaldi . Nel Coro il Quadro gran- 
de j ehe rapprefenta il Fanciullo Gesì colla Ma- 
dre, fu lavorato da Giufeppe d' Arpino . Nella 
Cappella lufTeguentefi conferva la miracolofalm- 
iTiagine , trasferita dalla Scala, come fi difle,e qui 
vedefi unDepofito della Famiglia Santacroce (col- 
pito dair Algardi . Nella proffima la Statua di S. 
Gio: della Croce, con le altre Sculture, fono di Pie- 
tro Papaleo Siciliano , e le pitture di Filippo Zuc- 
chetti da Rieti . Nella contigua il Tranfito della B. 
Vergine è di Carlo Veneziano , le Pitture later..li 
di 0;o: Conca ; ed il S. Simone Stok nell' ultimo è 
del Roncalli . Tutte le pitture de Quadri fuUe pare- 
ti della Chiefa , e del Coro furono condotte dal P. 
Luca Fiammingo Religiofo di quell'Ordine . Quella 
Chiefa è Diaconia Cardinalizia , e queffci Religioll 
cuftodifcono con tutta venerazione un Piede della 
loro Santa Fondatrice . 

Oratorio di S. Maria della Scala ♦ 

UNito alla defcritta Chiefa è il fuo Oratorio, 
che vi (labili Fra Pietro dalla Madre di Dio; 
e non (blamente fu rifiorato peri' Anno Santo del 
3 675, ma adornato ancora con buone pitture . 
11 Martinelli , edrdtri Autori moderni accen- 



ANTICA, E Moderna^ 175 

nano le Terme Severiane in quefta Contrada ; il 
Biondo , il Marliani, il Gamucci , ed il Panvinio 
in qnefta Rej^ione ; ma interpretando fmiftram ^nte 
Sparzìano , il quale non dice mai ( a bene inten- 
derlo ) che Settimio Severo edi^.cafìe nel Tralb ve- 
re le lue Terme , ficcome non dice mai Vopilco, 
da efTì allegato, che Aureliano vi facefìe le fue; ma 
bensì, che difegnafTe dì farvele . 

U^JD; S, Egidio Abbate , e fuo Monaflero . 

NElla vicina Piazzetta d^ì Cinque {\ trova qiie- 
ftaChiefa di S. Egidio, già dedicata a S. Lo- 
renzo Martire, e dipendeva da quella di S.Maria in 
Trafile ver e . La concefìe quel Capitolo nel 1610. 
ad Agoftino Lancellotti Nobile Romano , chea 
proprie fpefe la rifiorò, dedicandola a S. Egidio 
Abate; ed efiendovi flato fondato un Monaftero di 
Monache Carmelitane Scalze dalla pia devozione 
•di molti Particolari , lo fteffo Agoftino lo fece Ere- 
de di buona parte de*fuc>i beni . 

SuccefTivaniente Francefca Maziotti fece do- 
nazione a queflo luogo di quello pofTedeva ; ed ef- 
fendovifi efTa rtefTa ritirata nel i<^io, fu ftabilito 
queflo Monartero , ed al governo di efìb , che fu 
approvato da Paolo V, vennero due Monache Pro- 
felTc dello (IcfTo Ordine dall'altro Monaftero di 
S. Giufeppea Capo le Cafe . D. Filippo Colonna 
l'anno 1 6 jo. rifiorò la Chiefa , dedicata alla B* 
Vergine del Carmelo nella forma prefente in tem- 
po del Pontefice Urbano Vili, lì Quadro dell' Ai- 
tar Maggiore con la Beata Vergine Maria , che dà 

V Abi. 



"i»T4 Descrizione di Roma 

r Abito a S. Simone Stok, è lavoro di Andrea Ca- 
maflei . Negli altri Altari il S.Egidio fu dipinto dal 
Cavnlier Roncalli delle Pomarance ; e la S, Tare* 
fa dal P. Luca Fiammingo . 

Oratorio dì S. Maria in Traflevere * 

Circa Tanno 1564. Gio: Colli Romano, Barbie- 
re del Cardinal Giovanni Morone Titolare-j 
di S. Maria in Traftevere, difpofe alcuni Cortigia- 
ni, ed i Canonici di efla a voler formare una nuo- 
va Compagnia,acciò fi portafle con maggior deco- 
ro il Santiffimo Sagramento agi' Infermi • Così fe- 
guì nel 1 5*78. afìegnando li Canonici la Cappella 
del Cardinal Altemps; fintantoché poi nel princi- 
piqdel trafcorfo fecolo ^\ ereflero queft* Oratorio 9 
dove efercitano li loro Ufficj . 

Piazzai di J. Maria in Traflevere • 

LA noLil Fontana, che nel mezzo di quefta Piaz^ 
za (\ offerva, fil eretta in altra forma da Adria- 
no 1. Aleflandro VI. in miglior maniera la ridufle . 
Clemente Vili, con più vago difegno la fece ag- 
giuflare . Alefiandro VII. la riftorò notabilmente 
€ vi aggiufe ancora maggior quantità dell' Acqua 
Paola, follevandoja un poco più dal Piano di quel- 
lo era di prima, e fituandola in mezzo della Piazza. 
Finalmente nt\ 1694. da Innocenzo XII. fu rifatta 
con difegno del Cavalir Carlo Fontana , e fu con 
tanta magnificenza , ed accrefci mento ancora dì 
acqua , che viene ora comprefafrà le Fontane più 
riguardevoli di Roma * 

T)eW 



ì\ntica , E Moderna • 




f DeWìnftgne Collegiata di S. Maria 
in Tra/ievere. 

Sfendo qui la Taberna meritefia, cioè un*Ofpi- 
zio y ò ricovero 3 dove li Soldati Romani di- 

venuti 



iy6 Descrizione di Koma 

venuti invalidi per V età , o per gV c.cci denti de'la 
Guerra, fi aliinentavano ; vi Icó turi nel tempo, 
che nacque il Redentore del Mondo fecondo alcu- 
ni 5 e leccndo altri prima che nafceffe , una Fonte 
ài Olio , il quale in tanta copia fcorrè per una 
giornata intera , che ne sboccò ialino al Tevere . 
Tal Taberna col tempo difmefia , e rimafia in ab- 
bandono , r ottennero li Criiliani con refcritto 
favorevole dellTmperadcre Alefiandro, per aprir- 
vi un' Oratorio 5Ìn cui potefTero liberamente con- 
venire infieme , ed efìer fìcuri dalla perfecuzione 
de* Gentili . S. Calillo allora Pontefice ne fu il 
Fondatore nel 22^. dedicandolo al Parto dclLi^ 
Santiifima Vergine , figurato in quel miracolofo 
Fonte di Olio ; e fìi la prima Chiefa , che fi dedi • 
cafìe pubicamente al Culto di Dio . Doppo non-, 
molto però lì medefimi Crifliani dovettero rima- 
nerne privi , e di nuovo efier corretti a rimettere 
r efercizio della loro divozione in luoghi occulti , 
e naicofì:i ; dove efiendo anche fcoperti , varj di 
loro furono fatti morire , e vi fii prefo ancora il 
medefimo S. Califì:o , che doppo molti patimenti 
fofferti 5 legatagli al Collo una pietra , che in que- 
ffca Bafilicafi confèrva ^ e gettato con ella da una 
fen.efi:ra nel Pozzo , che nella fua vicina Chiefa tut- 
tavia fi vede, fìi fatto morire . Refiiò tal Chiefa 
per più di un fecolo così abbandonata, fino a che, 
ceffata la perfecuzione , S. Giulio Papa nel ^40. la 
rifece, e fi chiamò Tìtolo di S, Cdiflo, e dì S, Giu- 
lio. Gio: VII. poi nel yojA' ornò di Pitture . Gre- 
gorio 11 , e doppo lui Gregorio III. la rinovarono, 

e tan- 



Antica 5 i Moderna. 177 

e tanto fece Adriano I. die Je aggkinfe di più due 
Kavi . S.Leone 111. molto rarricchU e Grego- 
rio 1V^5 oltreché fece lofteffo , vi erefie la Cappel- 
la del Prefepio in paila di quella in S. Mar}a Mag- 
giore , e vi fiihrlcò ancora un Xvionailero contiguo 
iotto nome di S. Cornelio Papa per li Canonici Re- 
golari dì S. Agoftino 5 che l'ufficiafTero . Sufìeguen- 
temente nel 848^ S. Leone IV. la rifiorò . Benedet- 
to 111. rifece la Tri^una ; e finalmente Innocen» 
zolli, nel 1 1>9.. riedificandola tutta da fondamen- 
ti , dilatando la medefima Tribuna , rmferranda 
con quattro Colonne di Porfido V Aitar Maggiore, 
ed ornando di molaici il Coro, la ridufie nello flato, 
e forma prefente . Quali atti di beneficenza immi- 
tandopoi :nPio V\ vi eref^e il prefente Capitolo 
di Canonici > e Benefiziati ; e Clemente XI. anco- 
ra nel 1702, oltre molti notabili rifi:oramen-ti , fat- 
ti Rre alli mofaici della detta Trìbun^a,. e della 
Facciata efreri-ore della Chiela, già lavorata dal 
Cavallini, e rapprefentanti le V^ergini prudenti, 
e ffcolte del Vangelo , vi fece con difègno del Ca- 
valier Carlo Fontana il bel Portico chiulb da Can- 
celli di ferro , e terminato da una Balaufirata fupc- 
riorc , che regge quattro flatue di Santi , fcolpite 
in Travertino. La prima di S. Califio è opera di 
Gio: Teodone Francefè ; La feconda dì S. Corne- 
lio dì Michele Maille Borgognone ; la terza di 
S.Giulio di I orenzo Ottone ; e la quarta dìS. Ca- 
lepodio di Vincenzo Felici. M^lti anche de Car- 
dinali fi moltrarono a quefla infigne Collcgiatx^ 
ben afictti , e fi aioftrano tuttavia , in fpecie qitel- 
Tom, L M li , 



'j*j$ Descrizione di Roma 

li , che l'hanno goduta in Titolo del loro Cardina- 
lato . 11 Cardinal Aleflandro de Meciiei , che Ri 
poi leone XI. V adornò di Pitture . lì Card. Giu- 
lio Santorio fece il Soffitto dorato , che traverfa la 
fuprema parte della Chiefa . lì Card. Pietro Aldo- 
brandini fece quello della Nave dì mezzo, nohilif- 
fimo per le fteffo , e per la pittura del Domenichi- 
no . 11 Card. Carpegna collocò fotto del Portico 
un' antica Urna di marmo con BafTirilievi ; ed il 
Card.Francefco Antonio Fini, con dilegno del Ca- 
valier Fauzzini, vi ha fatto rinovare il Battillerio , 
e vi ha pure abbellita di ftucchi dorati la Cappel- 
letta del Prelepio . 

Entrando in Chiefa per la Porta di mezzo » 
nella prima Cappella a deflra , nella quale è un 
Crocififio , creduto di Pietro Cavallini , laB.Ver- 
gine , e il S. Giovanni fono di Antonio Viviani da 
Urbino . Nella feconda , che è la prima fotto del- 
la navata laterale a quefla mano , il Quadro con 
S. Francefca Romana è pittura di Giacomo Zobo- 
li ; ed il Depofito del Card. Gio: Battifla Bufli è 
difegno di Francefco Ferrari , ed il Bufto di Gio: 
Battigia de Rolli . Nella terza dedicata al S. Prefe- 
pio Stefano Parocel fece il Quadretto dell'Altare . 
Nella quartali S. Federico Velcovo, e Martire è 
copia fatta fulP Originale del Brandi , che fi con- 
ferva in. Sagreftia ; e nella quinta S. Pietro , che 
riceve la Poteflà Pontificia , fu efprefib da Giulèp- 
pe Vafconio . Qu] contiguo è il Depofito del Card. 
Pietro Marcellino Corradini ; il dilègnoè di Fran. 
cefco Ceroti , ed il Ritratto nelP Ovato è fcoltura 

di Ei- 



Antica, e Moderna. ì*79 

di Filippo della Valle . Dirimpetto poi alla conti- 
gua Porta di fianco (ì vede incastrata nel muro del 
vicino Filaftro una Pietra , sii la quale dicefi , che 
rimancfìero imprefìe le orme di due Angeli, che 
aflifterono alla CrocifiiTione di S. Pietro nel vici- 
no Monte Giannìcolo , Fra quefta memoria nella 
Chieladi S. Dorotca , e fìi fatta qua trafportare 
daquefìlo Reverendiifimo Capitolo nel 1727. quan- 
do concedè quella Chiefa , che è di quefta filiale , 
a' PP. Min. Conventuali della Provincia Romana . 
Sopra detta pietra fé ne vede un* altra più picco- 
la , con gratina ricoperta, sudi cui era caduta 
una goccia del Sangue della medefima Santa, quan- 
do fu martirizzata . Nella ftefTa Cappella , dove fi 
onora un'Immagine della Madonna , detta di Stra- 
da Cupa , perche fu fcoperta in una rtrada di firn il 
nome , il Putto , che fparge fiori in un anoolo , è 
lavoro mirabile del Domenichino . 

Nella Nave traveria i Depofiti de' Cardinali 
Francefco Armellino , Staniflao Hofio , Filippo di 
Alanfone, Pietro Stefanefchi, e d'altri Perfonaggi , 
ricchi di Statue , e Scolture , fono fatiche ingegno- 
fe di Autori incerti . Nella Tribuna diverfi Ange- 
li , edIfì:orie , dipinte ibttoli mofaici , fono ope- 
re di AgoflinoCiampelli . Nella Confelìione Cpref- 
fo la quale vedefi il luogo , d' onde ufcì la prodi- 
giofa Fontana d'Olio) {\ confervano moltiiììme Re- 
liquie infigni , fra le quali i Corpi delli detti quat- 
tro Santi , Calilìo, Cornelio, Giulio, e Calepo- 
dio : quello parimente di S. Quirino Vefcovo , e 
Martire : il Capo di S. Apollonia'Vergine , e Mar- 

M 2 tire : 



l8o * Descrizione di Roma 
tire: un Braccio di S. Pietro Apoftclo: di S. Gi<icow 
mo Minore : di S. Niccolò V^efcovo : di S. V^ilen- 
tino Martire : di S. Giuftina Vergine, e Martire: 
del Velo della SS. V- Maria : del Preiepio; del "su- 
dario : della Spugna : e della Croce del Noftro 
Salvatore . 

Nell'altro fianco della Bafilica la Cappella del 
Santiflimo Sagramento fu ideata da Martino Lon- 
ghi , e dipinta da Pafquale Cati , che vi rapprefen* 
tb il Concilio di Trento, ed altre azioni di Pio IV. 
cfrce nella fommità dell' Altare la figura fbimatif- 
finia del fuddetto Pontefice con quella del Cardi- 
nal Marco Altenips , che ne fìi il Fondatore , e la 
fece adornare di fuori con alcune Pitture di mofai- 
co da Paris Nogari . Si cuftodifce in quefta Cap- 
pella una celebre Immagine di Maria Vergine , in- 
titolata della Clemenza per le copiofc , e memo- 
rai: ili grazie, che ha difpenfate . La Cappella fe- 
guente de' Santi Filippo , e Giacomo nella Crocia- 
ta ha un -antichifiìmo Quadro colorito intorno al 
l^go. La Cappella di S.Girolamo , che e la prima 
nella Navata da quefta banda , fu architettata con 
bizzarra invenzione da Antonio Ghepardi , il qua- 
le vi dipinfe ancora il Quadro . La Tegnente di S, 
Gio: Battifta ha il Quadro dipinto da Antonio Ca* 
racci ; e Niccolò da Pelaro vi dipinfe la Volta . 
La contigua,dedicata parimente alla Madre di Dio^ 
contiene un Quadro venerabile per la fua antichi- 
à . La Cappella di S. Francefco fu colorita in ogni 
fua parte dal Cavalier Guidotti . U ultima de' San- 
ti Mario , € Califìo fu decorata del ilio Quadro 

dal 



Antica, b Moderna, i8i 

Procaccini . Il v-ughiifimo Fregio intorno alla Na- 
ve grande della Chiela , fu condotto da Cefare , e 
Vincenzo Conti d* Ancona . 

La gloriola Vergine S. Cecilia, e la nobile 
Matrona S.Francefca Romana frequentarono affai 
quefta Chiefa • iNella quale fono fepolti C oltre 
i nominati ) molti Uomini Illuftri , fra' quali Inno- 
cenzo II. trasferitovi dalla Bafilica Lateranenfe : i 
Carcinali Silva , de' GraiTi , Cecchini , Altemps, e 
Albergati Ludovifi , Gio: Battilla Euflì, e lietro 
Marcellino Corradini ( de' quali già abbiamo de- 
fcricti li Depofiti ) Leonardo Condulmer , fra- 
tello di Eugenio IV : Roberto Altemps primo Du- 
ca di CTalIefe : Filippo, e Annibale Albani , Zii di 
Clemente XI; e i due chiarifTimi Pittori Gio: Lan-. 
franchi , e Ciro Ferri . (lueila Collegiata , oltre- 
ché è titolo di Cardinal Prete per conceflione dj 
S. Siinmaco , è anche Paroechia col Fonte Batte- 
-iimale, ed è BafiJica; onde gode l'ufo del Padiglio- 
ne. Fii poi foftituita nelP Anno Santo 1 625*. da Ur- 
bano VIIL in luogo della Chiefa di S. Paolo fuori 
le mura , che non poteva liberamente vifitarfi per 
li fofpetti della Pefte di Francia ; e l' iftefìb fece il 
Regnante Pontefice Benedetto XIV. in occafione 
del Contagio di Meinnanel 1744. 

'^ Chiefa dì S. Afollonia , efuo Monaflero, 

NEH* Abitazione di Paluzza Pierleonì Gentil- 
donna Romana fu eretta quella Chiefa di S. 
Apollonia P anno 1582 , e fucceffivamente confa- 

M z gi'-^ta 



iji Descrizione bi Roma 

grata nel i^^S» la niedefima Signora, prima del 
Igeo, avendo qui congregate alcune pie Donne , 
perfeverarono fotto le Regole del Terz' Ordine di 
S. Francesco nell' annefìTo Monaftero fino al Ponti- 
ficato di S. Pio Vy il quale poi le ridufie a elaufura, 
ed a fare la profeilicne lolenne . Nel i66^. vi furo- 
no unite le Monache di S. Giacomo delle Muratte , 
ofìervando la medefima Regola di S. Francefco. Le 
pitture dei tre Altari Tono di Autori incerti . Vn 
(^adro con S. Giacomo, appefo al muro fuUa ma- 
no defb-a , entrando in Chiefa per la Porta princi- 
pale, vien creduto del Cavalier d* Arpino, e la Vol- 
ta fu colorita da Clemente Majoli . 

Dì J. Margherita , efuo Monaftero . 

INcontro alla defcritta è Taltra Chiefa di S.Mar- 
gherita,edifìcata da D.Giulia Colonna nel 1564, 
infieme coir annefTo Monaftero, in cui fono le Reììw 
giofe del Tcrz' Ordine di S.francelco; indi rifatta 
nel 1 680. dal Card.Girolamo Caflaldi con architet- 
tura del Cavalier Carlo Fontana . Neir Aitar Gran- 
de, ornato di vaghi marmi, il P. Umile Francelca- 
no vi dipinfe la Volta , Giiicinto Brandi il Qiuadro 
colla Santa Titolare, ed il Cavalier Ghezzi gli Ova- 
ti laterali . la Concezzione con S. Francefco , e.» 
S. Chiara nell'Altare a man deftra è opera di Gio: 
Battifla Gaulli, detto il Baciccio; e la S. Orfbla ncU' 
Altare a finiflra è fìudio di Gio; Paolo Severi . 



Dì 



Antica , b Moderna . i^j. 

DiS.Cdiflo. 

UNita al Monaftero de Monaci CafTinenfl di S, 
Califto 5 che ha la principal Facciata nella__. 
detta Piazza di S. Maria in Traflcvcre, è la Chiefa, 
a quefto Santo dedicata, la quale vogliono, fofìe ri- 
ftorata da Gregorio III, e conceffa da Paolo V. ai 
detti Monaci in luogo di un* altra abitazione , che 
loro tolfe fu '1 Quirinale , per xiilatare il Palazzo 
Pontificio . Fu già Cala di un Soldato Romano, do- 
ve il Santo fi ritirava, fuggendole perfecuzioni 
de' Gentili, e dove finalmente morì, gittato in un 
pozzo > che tuttavia qui fi vede . Quefti Monaci la 
rifecero da' fondamenti , riducendo ad ufo di Mo- 
naftero anche il Palazzo contiguo, architettato da 
Orazio Torregiani . Il Quadro colla B. Vergine , 
ed altri Santi nell' Aitar Maggiore , è opera òì 
Avanzino Nucci . Il Martirio di S. Califto in uno 
degl* Altari laterali fìi colorito da Gio: Bellinert 
Fiorentino; ed il S.Mauro nell'altro dal Cav. Pietro 
Leone Ghezzi . In grazia di quefta Chiela il Indet- 
to Pontefice Paolo V. aprì le due ftrade, chele fo- 
no innanzi, e conducono, 1' una a S. Cofimato , e 1* 
altra a S. Francefco a Ripagrindcy e le reftituì an- 
cora il Titolo Cardinalizio dell' Ordine de' Preti , 
che dato Je areva Califfo III. 

sS © JS 

M 4 DelU 



'i?4 Descrizione di Roma 

Del Confervatorlo del'' AJfunta , già detto 
della Divina Clemenza . 

QUefto Confervatorio f^ eretto in tempo di 
Clemente IX. in una Cafa, donata da Livia-* 
V iperefchi Romana vicino la Chiefa di S. Egidio , 
già defcritta, per alcune Donne Penitenti . Il Pon- 
tefice ne approvò Tlflituto nel 1669. afiegnando 
anche loro un' elemofina fiff'd ogni mefe; e ad im- 
mitazicne di tfìb molte Perfone Nobili , ed in fpe* 
eie la Principeffa D. Maria Caniilla Orfini Borghe* 
fé gli donò cinque mila feudi . Fii poi trasferito al- 
la Salita di S. Onofrio in tempo d' Innocenzo XI, 
Indi pochi anni fono pafsò dirimpetto al Monafte- 
ro de ktte Dolori fotto il Giannìcolo ; ed ora fi- 
nalmente fi è qulftabilito . Il medefimo viene go- 
vernato da una Congregazione de Parochi , capo 
de' quali è Monfignore Vicegerente . 

Dtf' SS, Cofmo 5 e Damiano , detti volgarmente 
S. Cofimato , e Monaflero annejjo . 

ANncfTo a quefla Chiefa de SS. Martiri Cofmo, 
e Damiano, volgarmente anche chiamato di 
S. Cofimato » fu un Monaftero , già poflèduto da... 
Monaci Benedettini. Indi, conceduto alle Monache 
ài S. Chiara , principiarono effe ad abitarvi nel 
I24g ; e Sifìlo IV. tutto riftabifi da' Fondamenti . 
Profefìano quefte Madri ftretta ofiervanza, perche 
ael 1550. foggiacquero ad una riforma fotto la di- 

rezio- 



Antica, e Moderna^ i8? 

rezione di due Monache Romane, buone ferve di 
Dio , le quali vennero dal Monaftero di Foligno , 
xhiamandofi i' una Suor Serafina , e T altra Suor 
Teodora . 

Neir Aitar Maggiore della Chiefa fi venera 
un' Immagine della SS. V^crgine , che fi fiima colo- 
rita damano Angelica, e fu già nella Chicfa vec- 
chia di S. Pietro fopra TAltare de' SS. Proceflo, e 
Martiniano . Quefiaefl'endo molto ricca di gicj" » 
nel Pontificato di S.Leone fu fpogliata deTuoi pre- 
2Ìofi ornamenti da alcuni Ladri , che attaccatala 
poi ad un fafib, la gettarono dal Ponte 5. Angela 
in mezzo al fiume ; ma foftenutafi miracolofamen- 
tc fopra dell' acqua, e fermatafi al Fonte Rotto , fu 
prefa, e collocata in una Cappella fuUo fteflb Pon- 
te, e poi qua trafportata • 

Le pitture dalla parte del Vangelo fi credono 
di Francefco da Cartello > e quelle dalla parte dell" 
Epiftcla, di Cefare Torelli . 1 e prime Iflorie dipin^ 
te intorno alla Chiefa , cioè quelle ne' fiti inferio- 
X'i , fono del fuddetto Torelli , e le feconde , cioè 
quelle ne' fiti fiiperiorf, fono di Gio: Angelo Ca- 
nini. L'Altare ornato di antichi bafllrilievi, era già 
ir>S. Maria del Popolo nella nuova Cappella fat- 
tavi dal Cardinal Cibo, il quale non folo fecelo qua 
trasferire, ma efib fteflb vi collocò fotto i Corpi 
delle SS. Martiri Fortunata, e Severa . 

Nel Cortile avanti di quefta Chiefa, fi offerva 
fopra alta bafe un vafo di granito • E di forma ova- 
to, con tefte di Leoni nelle facciate, e tal volta fer- 
vir doveva k* Romani per ufo de* Bagni . 



iK 



DiscRizioNB »i Roma 




jNéiumachU dì Auguflo l 

Conviene una gran parte degli Antiquarj, tra* 
quali il Nardini, che Ottaviano Augufto avef- 
fé qui la (Uà Niiumachia . Non pochi, e fpecialmen^ 

te 



Antica ^ i Moderna. 187 

te il Gamucci, pretendono, chcfofle di Cajo Cefa- 
re, ed altri vogliono, che fofle quella di Nerone ; 
ma quella incontraftabilmente era , come fi è villo, 
nella Valle Vaticana . 

De' SS. ^uaranU Martìri di Seba/ìe , e S. Puf, 
quale , e del Convento annejfo . 

NEllo Stradone , che chiamafi di S. Francefcé 
a Ripa , tu*to modernamente ornato di Fa* 
briche, fi trov^a quella nuova Chiefa edificata da 
fondamenti nel fito dell' antica, che nel 1 122. da 
Calillo il, era filata dedietita alli foli detti SS.Qua- 
ranta Martiri,e fiiccefiivamente rinovata nel i6o8. 
dalla Compagnia del Gonfalone , a cui fu conce- 
duta . L'ottennero negl' anni pafiati li PP. Min- 
Ofiervanti Scalzi Spagnoli , che con difegno di 
Giufeppe Sardi vi fecero (abito, oltre TOfpizio 
anneflb per loro abitazione ^ anche da fondamenti 
quella Chtefa, che dedicarono parimente a S. Pa(^ 
quale Baylon . Nella prima Cappella a mano de- 
rìra, entrando in Chiefa,dipinfe il C^adro di S.An. 
tonio , e S. Diego Gio: Sorbi . Il S. Pietro d' Al- 
cantara nella feconda è opera di Lamberto Krahe • 
Nella terza Salvatore Monofilio dipinfe il S. Pa- 
fquale ; ed il Quadro da quefiia banda nella Cro- 
ciata è lavoro di Matteo Pannarla. SuH'Altar Mag- 
giore efprefie Luigi Tnfli il Martirio delli SS. Qua- 
ranta Martiri , ed il laterale dall' ;iitra banda è 
una Copia . La Sagra Famiglia , che ù oflerva di- 
pinta nell'Ai tare della Cappella feguente, è di ma- 
no di 



iSS Descrizioni di Roma 

no di D. Francefco Precuto Spagna ^lo. II S.Fran- 
cefco neir altra è del msdefiino Sorbi. La Coacsz- 
zione di Maria nell' ultima Cappella è fatiga del 
medefimo Luigi Tuin ; e tutte le Pitture a frefco 
dentro della Chiefa, e quella ancora nella Faccia- 
ta per di fuori, iono lavoro del detto Matteo Pan- 
narla. 

' Delle SS. Ruffina , e Seconda y e Juo Mon^jlere, 

PEr la dirada diritta , che da S. Maria in Traile* 
vere conduce a Piazza Romana , s' incontra.^ 
a m<no manca quella Chiefnola delie SS.Ruffina, e 
Seconda , conceduta dal Capitolo di detta Bafili- 
ca r anno 1600. ad alcune Donn§ Foreftiere, che 
facevano vita comune, le quali conli.nofinc di 
perfone pie la riftorarono , e poi vi fecero conti, 
gua una commoda aritazione , dove vivono mol- 
te Oblate dette Or fot ine , che non fono fottopofle 
a Voti folenni . La memoria in marmo, poftaalla 
deflra entrando , ci addita , cflere ftata la Fonda- 
trice di quello luogo nel 1602. Francefca Mon- 
tiox nobile Francefe , che poi vi morì nel 161 8. 

Stimano il Fanucci , ed il Marliani , che que- 
He Sante Sorelle Martiri avefiero qui la propria 
Cafa , fucceflìvamente cangiata in Chiefa . 

Spedale di S Maria, e S. Gallicano Martire . 

N Ella Piazza ^ow^«^ appunto fi trova quefto 
Spedale di S.Maria^ e S. Gallicano Martire; 
e fu eretta daPPontefice Benedetto XilL cha con- 

{agrò 



-Antica, e Moderna. 139 

fagrb anche efìb ftefìb la Chiefa nel 1721^, alli ^. 
di Ottobre. E* di lunghezza palmi 900^ di larghez- 
za 4^. e vi fono 100. letti con tutte le Officine ne- 
cefìarie . Il Cavalicr Filippo Rauzzini ne fu V Ar- 
chitetto , e Filippo Evangelici fu il Pittore del 
Quadro d«ir Altare principale, come ancora delle 
due lunette fopra li due Altari, che corrifpondcno 
alle Corfie degl' Infermi . Sono qui curati tutti li 
morbi, toltone il gallico, e per la fabrica di quella 
luogo pio furono impiegati 60. mila lcu(fi> prove- 
nienti da un Legato , che Moniìgnore Lancifi la- 
fciò air Archicfpedale di S. Spirito . l 'Sacerdoti 
fervono gli Uomini , ed anco fi cfercitano in ora- 
zioni, ed efercizj fpirituali,e dopo due anni devo- 
no fare il Voto della Perfeveranza in queft' opera 
di carità, e li Cherici fi poflbno ordinare ad thulum 
Hofpitalìtatis . Le Donne poi fono férvite da al- 
tre Donne, che anch' efic dopo fette anni, devono 
Fare V ifteflb Voto , a tenore della Bolla di detta 
Pontefice . 

^D/ S. Agata in Trafi evere • 

SI giunge poi alla Chiefa di S. Agata 9 edificata 
neir abitazione di S. Gregorio II. Romano, 
che la confagrò,e la dedicò a quefta Santa Martire. 
Fii poi riedificata con difcgno del Recalcati ; e di- 
pinge il Quadro nell* Aitar Maggiore Biagio Puc- 
cini, di cui parimente è il CrocefiiTo a mano deftra. 
Le pitture poi nella Volta , e fopra la Porta fono 
iel Troppa • Qui, contiguo lo ueflb S. Gregorio 

fon- 



\go Descrizione di Roma 

fondò un Monaltero di Monaci , che vi recarono 
per alcuni Secoli ; ed efTendofi poi trasferiti altro- 
ve, rimafequefta in potere di alcuni Sacerdoti Se- 
colari, con il pefo della Parocchia fino al Pontifi- 
cato di S.Pio Vy il quale nel 1571. non folo in Ro- 
ma, ma ancora in ogni luogo de' Fedeli ifi:ituì 
una Confraternita di Secolari, denominata della-. 
Dottrina Criftiana; ed in quefto tempo Ci diede an- 
che principio alla Congregazione de' Sacerdoti 
Secolari denominati della Dottrina Criftiana , che 
furono alcuni anni dopo ftabiliti in quefta Chiefa 
da Gregorio XIII. Qiiefta però è fiata ultimamente 
foppreifajed il Pontefice Regnante Beni detto XIV. 
ha conceduto quefto luogo alli PP. di S, Maria in 
Monticelli, che virifiedono, e vi infegnano gratui- 
tamente a poveri Fanciulli, non folamente ì€ Dot- 
trina Crifliana , ma anche di leggere, feri vere, V 
Aritmctic^i, e la Grammatica . 



( 




Chic 



Antica > e Moderna . 




Chi e fa di S. Grifogono , efua Congregazione . -f- 
r\ Uefla , Chiefa , che ha J'ingrcfTo di fianco, 
V^^ncontro appunto alla defcritta , fìi eretta^ 
fin aal tempo di SanSilveftro , e fu rifìorata da 

S. Gre- 



i€)2 Descrizione èi Poma 

S. Gregorio III. nel "70 1. con edificarvi ancora 1*| 
aunenb Monalkro p er alcuni Monaci, fuggiti dall' 
Oriente in tempo di leone Iflairico, Perlecutorè 
delle Sagre Immagini . Fu poi rimodernata dal 
Cardinal Scipione Borghefe nel i62j, con archi- 
tettura di Gi:5:Battifta Scria, fecondo il difegno 
del quale fìi fabricato anche il Portico , e fatto il 
fofTitto , e viene foftenuta da 22. Celione di grani- 
to Orientale , con altre due di porfido, che reggo* 
no l'Arcone maggiore , e fono tutte antiche . V 
Immagine del Santo in e(To (òffitto è fatica del 
Cuercino da Cento , e V altra della B. Vergine è 
opera del Cavalier a' Arpino . Il primo Quadro 
con S. Caterina , e S. Barbara nel muro lòtto la 
navata laterale a man delira , è difegno del Cava-s 
lier Paolo Cui dotti , efeguito da un fuo Coetaneo. 
I tre Angeli nel fecondo furono dipinti da Giovan-j 
ni da S. Giovanni . La S. Francefca , ed il Croci-j 
fìflb ne' feguenti fono di mano dello ftefib Guidot-, 
ti . Il S. Angelo Cuftode nella Cappella del San- J 
tifiìmo fu colorito da Ludovico Gimignani . La^ 
SS. Trinità , ed altre figure nella Volta, da Gia- 
cinto Gimignani fuo Padre; ed i Bufti di marmo , 
ed altri lavori ne' Sepolcri della Famiglia Poli , 
furono modellati dal Bernini , e fcolpiti da di ver ' 



Le quattro Colonne di Alabafbro Cotognino , che 
formano!' Aitar Maggiore, vi furono pofte in-, 
luogo di altrettante Colonne d'agata, trasferite al- 
la Cappella di Paolo V^ in Santa Maria Maggiore. 
KeirAltare feguente ( dove fi conferva il Capo di 
S. Griibgono ) (i venera una miracolofa Immagi- 
ne 






Antica ^e Modikna, ip^ 

ne della Madonna del Ckrmine . Il S. Franccfco 
nella Cappella , pafilti* la Sagreftia , è della fciio- 
la di Santi di Tito. Nel contiguo muro , il San 
Carlo , ed il S. Domenico fono dello ftcHb Gui- 
detti . 11 penultimo ()nadrocon S-. Maria Mad* 
balena de* Pazzi fti coixlotto da Giovanni Coli , 
e da Antonio Gherardi . Il S. Alberto nell' ulti- 
mo è pariiuente idea del Guidotti . In quefta-. 
Chicfafu fepolto il celebre G traiamo Aleandro > 
primo Cardinale Bibliotecario ; e dimorano nel 
Convento anneffo i PP, Carmelitani Calzati della 
Congregazione di Mantova , che T ottcnnoi'o nel 
1480. Querta Chiefa è Parrochiale col Fonte Batte- 
fimale, e gode il titolo di Card, Prete, conce-dutole 
da S, Simmaco Papa , Il Portico, che, conforme 
s* è detto , unitamente colla Facciata fìi fatto dal 
detto Cardinal Borghefe 5 fu da Clemente XI. chiù- 
fo con una nobil Cancellata nel 1707, 

Dell' Oratorio per la CompagnU del CtiTmliie 
in S, Grifogono , 

INcontro vedefi un Oratorio aniu comodo , ne! 
quale rifiede una Confraternita di SecolarijChe 
(otto r invocazione del SS. Sagramento, e di S, 
Maria del Carmine, labilità nel Pontificato di Pao- 
lo III. l'anno 154^, ferve particolarmente per ac- 
compagnare il Santiffimo V^iatico della defcritta 
Parocclwa di S« GjriTogono . 

A 

- Torn.ì. N D; 



1^4^ Descrizione di Roma 

Di S, Bonofa • 

POco lungi , ma verf: il fiume trovafi la Chiefa 
di S. Bonofa, chi fu Parecchia, ed è anche^ 
Cetlicata alli S^. Martiri Cri/pino ^ e Crìfpiniano . 
Vclendo il Rettore di ella neii' anno 1 480. rifare^ 
l'Aitar Maggiore, Iboprì molte Reliquie , etra V 
altre quelle c;i S. Bonofc: . Infigni Benefattori di 
quefta Chiefa furono Ariadeno Roncone Scnefe , e 
Gio: Domenico Mauro Colentino , che più degli 
altri l'adornò . Efendo pei ftata Ja cura di Anime 
incorporata alla Chiefa feguente di S* Salvatore^ 
della Corte , ora queita Chiefa fi pofTiede dalli 
Calzolari Padroni, e 1 ianellari, e perciò è dedicata 
ancora alli detti Santi Martiri loro Protettori . 

Dì 5. Sdhatore della Corte • 

QUe/T:a Chiefa , che refla contigua alla ftrada 
jTiaeftra, ebbe il lopranome. della Cortey o co- 
me alcuni feri vono nella Corte ^ o perchè 
fu qui una Curia degli antichi Romani, e forfej 
quella, che alcuni chiamano ì\ Tribunale Aurelio\ 
o perche anticamente in qucfla contrada vi aveva- 
no una Sinagoga gli Hbrei , che dagli Gentili fi 
chiamavano Cttrti , cioè Circoncifi : o perche la 
Fauiiglia de C^r//^«jpref!;afìe a quefia, come pre- 
Hb ad altre Chiefe , il proprio Cognome . Ne ap- 
parifce V antichità d'Ale Pitture deìla Tribuna dell* 
Aitar maggiore ^ e S. Bonofafù la prima , che fa- 

.\ vCefie 



Antica , i Moderna • igj 

cefTe edificare qiicfta Chiela , dotandola ancora 
del proprio di molte Pcfìefìicni . US. Pontefice_j 
Giulio I. avendola fatta Parecchia, Clemente Vili, 
le unì l'altra fuddetta di S, Bomfa , e neli' anno 
1657. G io: Domenico Mauro Cofentino di Apri- 
gliano , eflendone Paroco , la rillorò a fue fpefe 9 
efcrifìeil Martirio di S. Pigmenio Martire ftam- 
pato in -^elletri nel ié88. in 4. lì Corpo di quello 
Santo, chefùpio, e religiofo Maeftro delPini* 
quo Giuliano Apoftata , fi conferva fopra dell'Al- 
tare di S. Giiifeppe, unitamente con quelli di S, 
Pollione , e di S. Melice Martire . Rinovò anche-» 
quefta Chiefa il RettoreFrancefco Serra Genovefe; 
e nel 1729. il Pontefice Benedetto XIII. avendola 
conceduta a PP. Minimi di S. Francefco di Paola 
della Provincia Romana , quefli nell'anno feguen- 
te con architettura di Gabriele Valvalbrj la rimo- 
dernarono ; ed appena terminata la Crociata vi 
fìi trafportata la divota Immagine di Maria San- 
tifTnua, detta dèh Luce, che fu fcoperta in un'Ar- 
co vicino il Tevere , dove concorrevano li Fedeli 
tutto il dì in gran numero , e ricevevano per di 
lei mezzo copiofe grazie dal Signore Iddio; che an- 
che qui continuando a difpenfarne , feguita perciò 
ad efTer molto frequentata da Divoti . Il Quadro 
di S. Francefco di Paola nel fuo Altare fìi dipinto 
da Onofrio Avellino Napolitano . 



N 2 Di 



t^6 DsscRizioNE DI Roma 

• > 

Di S. Gioì Battifiade' Genove fty fua Confraternita, 
e Spedale . 

DEdicJ) meritamente quefta Nazione la propria 
Chiefa al Santo Precmibre di Crifto ; poiché 
Uà ibtto Ja di lui Protezzione , e venera in Genova 
le di lui Sagre Ceneri . L' erefTc Maria Duce Cica- 
hi Nobile Gcnovele , Teforiero dd Fifco Apofto- 
lieo, the dotò lo Spedale unito ad efTa, per cu- 
rarvi fi li poveri Marinari nazionali infermi , che.* 
vengono in Roma • 

Neir ultimo Sacco di Roma offendo flati ufur- 
pati li beni di detto Spedale , Gio:Battifl:a Cicala 
per confervarc la memoria del fuo Avo Bencfatto» 
re, creato Cardinale da Giulio 111. nel 1551. ri- 
cuperò buona parte di eflì , e li reftituì a quefta^ 
Chiefa , in cui fìi eretta la Compagnia fino dall' 
anno ^SSh ^^^^ ^^ molto, che fu rimodernata , ed 
abbellita dalla pietà , e fomma beneficenza del Si- 
gnor Marchefe Piccaluga , che avendola ingran- 
dita, e adornata di vaghe pitture , e ftucchi , ha 
ancora rinovati gli Altari , e fatti due bene aggiu- 
ftati Coretti collaterali al Maggiore ; di modo ta- 
le, che vedefi al prefente affai megliorata, ed in 
ftato , e forma più nobile • Con fuo proprio dife- 
^no , vi ha egli parimente aggiunta una nuora-j 
facciata , ed un' affai bella Cappella dedicata a 
S.Caterina Fiefchi Adorna, Ja quale è ornata di no- 
bile ftucchi , e pitture, ed è di Padronato fuo , e 
iella ina Famiglia . Il Quadro di S. Giorgio nel 

fuo 






Antica , e Moderna . 197 

fbo Altare , e V altro di S. Giovanni : Battila , 
che battezza Nollro Signore, pofto nell'Altar mag. 
giore fono opere di buoni Autori . La B. V^crgine 
di Savona neir altro Altare è ftudio di Gio: Odazj 
allievo del Baciccio; la S. Caterina Fiefchi nelli 
fua Cappella , e la pittura nel foffitto di efla è di 
mano di Odoardo Vicinelli ; e quella del foffitto 
della Chiefac lavoro di Michel'Angelo Cerruti . 

Dair altra parte della Strada , che è al fianco 
diquefta Chiefa , reflail Confervatorio di S. Pa-» 
fquale per le povere Zitelle ; ed è nuova Tabi tazio- 
ne , eflendo poco tempo y che da altra parte fon* 
(late qua trafportate . 

DiS* Maria dell* Orto , eftu Archkonfrat&THÌt€ , 
e Spedale . 

LA Via , che refta a mano dertr^i della Chiefa 
defcritta, conduce a quefta, intitolata S, Ma- 
ria dcll*Ort0y che circa T anno 1489.^11 edificata 
con difegno di Giulio Romano, ed ornata poi dì 
Facciata da Martino Longhi . Nella prima Cap- 
pella a deftra la B. Vergine falutata dall' Angelo , 
è lavoro mfigne di Taddeo Zuccheri . Nella fecon* 
da Federico Zuccheri dipinfe il Quadro dell* Alta- 
re , con i laterali , e Tommafo Cardani la Volta . 
cNella terza i SS. Apoftoii Giacomo , e Bartolomeo 
furono coloriti dal Badiloni . Nella quarta , dove 
fi onora il SS, Croci fi fio , vi fece molte figure Ni^ 
colò daPefaro . Neil* Aitar Maggiore , architet- 
t^to d* Giacomo della Porta , ìt citftodifce una,* 

N ^ O^ift^ 



V 



iqS DEscRTzroNE DI Roma 

miriicolcfa Immagine della Madomia , che er» 
full* ingreH'o di un' Orto , dal che la Chiefa ebbe 
la fua denominazione . Fralle pitture , che abbel- 
lifcono quefto Altare , lo Spolklizio , e la Vifita- 1 
zione della SantifTima Vergine fono di Federico i 
Zuccheri : la Nafcita del Signore è di Taddeo luo 
Fratello : alcune lilorie della Madonna prefìb l'Al- 
tare fono del Baglioni; ed i Profeti, ed altre figure 
prefìb la Volta fono de* fuddetti Zuccheri . Nella 
Cappella dedicata a S. Francefgo d^ AfTifi lafciovvi 
altre fue memorie Niccolò da Pefarq . Nella con- 
tigua il Quadro dell' Altare, ed i laterali fono del 
Baglioni ; nella feguente, ch^ ora di frcfco è fiata 
rinovata con dilegno di Gabriele Valvaforj , i] 
Quadro è di Ccri-ado Giaquinto , e li laterali de 
Fanucci; ed il medefimo Baglicnifece nell'ultima 
ilS. Sebaftìano col rimanente . 

Nella Volta maggiore , TAfìiinzione dì Maria 
Veì'gìne al Cielo fu colorita da Giacinto Calan- 
drucci : l'Immacolata Concezione nella Volta deU 
la Crociata da Giufeppe, ed Andrea Orazj : il S. 
Francefco da Mario Garzi, figliuolo di Luigi , e-t 
Ja Rifurrczione del Signore dallo ftefìb Calandruc- 
ci . La Volta minore a deflra dell' Aitar grande > 
fu dipinta da Gio: Battila Parrodi Genoveiè; quel- 
la a finiftra da Luigi , e Mario Garzi . Li Tondi 
foprele due Porte una, che introduce in Sagre- 
stia , e r altra nel contiguo Spedale fono ambedue 
di mano di Andrea Procaccini ; e li altri due fopra 
le porte laterali della Chiefa fon© Studj de fuddet- 
ti JFratelli Orazj . Dentro del gran Cafamcnto a-» 

quefta 



Antica , e Moderna . 19^ 

^liefta Chiefa contiguo, hanno qiiefte Univerfità 
unite il proprio Oratorio , ed un' afìai commodo 
Spedale per gr Infermi delle loro Arti , che molti 
anni doppo la fondazione della Chiefa fu eretto > 
c nel 1616. ricevè daUMJniverfità de Pizzicaroli 
la fua perfezzione . . • . 

h' opinione de* più fenfati Antiqu^rj , che in 
quefto luogo fofiero i Prati Muzj, donati* da' Ro- 
mani a Muzio Scevola in pren;io della fua Imprefa 
contro Porfenna . Altri nondimeno credettero , 
che vi fofTero i Prati Qujnzj ; ed altri , che i Prati 
Quinzj , ed i Muzj fofiero vicini .. 

Di S. Francefco a Ripa, Grande^ 

P Erio Stradone, che è a deftra della Ghiefa-! 
defcritta , fi giunge a quefta di S. Francefco, 
a ali da Monaci Benedettini , che vi dimoravano, 
fu conceduta nel 1229. col confenfo di Gregorio 
IX , e poi fabricata dal Conte Ridolfo dell'Anguil- 
iara nel fito dKuno Spedale, dove il Santo abita- 
va infieme co' fuoi Compagni , quando veniva 
in Roma . Il Cavalfer Mattia de* RoiTi colla muni- 
ficenza del Cardinal Lazzaro Pallavicini la rimo- 
dernò , facendovi con fiio difegno le Volte , e la 
Facciata , e riftorando ancora il Convento annef- 
fo, dove abitano li Padri Min. Ofìer. Riformati , 
Entrando in Chiefa , nella prima Cappella a 
deftra , in cui è un Crocififfo di rilievo fatto da^ 
Fra Diego dello Stato di Milano , e Laico di que- 
lla Religione , fi offervano i Depofiti della Fami- 

N 4 £lia 



tOO Da SCRIZIONE DI RfTMA * 

glia Ricci, di buona Seoltura. Nella feconda flQujii» 
dro conS. Giovanni da Capiflrano è opera di Do-' 
fncnico Maria Muradori Bolognefe , che fece an- 
che i laterali , ed il rimanente . Nella terza il Qua» 
dro colla B. Vergine , e S, Giufeppefii colorito da 
Stefano Legnani Milanefe, eie. altre pitture da-. 
Giulèppe Pafieri . Nella quarta il Quadro con S» 
Pietro d* Alcantara , e S. PafqualeBaylon fu con* 
dotto da Giufeppe Chiari > che anche fece ^v^i'Ova» 
ti negl' Angoli ; ed i Dcpofiti della Famiglia Ro- 
fpigliofi con varie ftatue fiu*ono lavorati da Giu- 
feppe Mazzoli . L,' Aitar Maggiore , che hk due»* 
Altari laterali , fu rifatto di nuovo nel 1746. Per 
quello riguarda la Menfa , li Palliottini , e le Por^ 
ticelÌG laterali , t«tto è difegnodi Carlo de Domi* 
niciti ; il rrraanentc poi è architettura di Francefco 
Fcrruzzi , e la ftatua di S. Fraacefco è lavoro del 
inenzionato F/à Diego . Nella Cappella fegucnte 
Sa Statica della B. Ludovica Albertonifìi fcolpit* 
dal Bernini ; il bel Quadro con S. Anna è del Ba- 
ciccio ; e k altre pitture del Cavalicr Celio . 11 
Sepolcro della Marchefe Paravicini , che fi trova 
qui vicino 5 entrando nella Navata Jatcraic, è fcol- 
tura di Ercole Ferrata , inficine colli éne Putti « 
Nella Cappella contigua, il Grido morto in femx 
Sila B. Vergine è opera infignc di Annibale Ca^ 
Tacci ; ed il Depofito di Donna Laora Mattei è del 
PafTarelli ; il Bufto però fu fcolpito da Niccolò 
Mcnghino . Nella penultima il Quadro colla San- 
tiifuna Nunziata è di Francefco Salviati ; eie altre 
pitture diGio: Battifta dÀ ìsorkm^ U Sepolcro di 

Moftfi* 



Antica i s MòtiEKKA . 2ot 

Monffgnor Paravicini nd Pilaftro fegucntc è lavo- 
ro de] Cavalier Camillo Rufconi ; e nell* ultimai 
Cappella contigua i Qiiadri colla Concezione , Na- 
ftivdycd Afiunzionc della Madonna furono coloriti, 
il primo da Martino de Vos, illècondo da Simone 
Wet, il terzo da Antonio della Cornia, e k pittu- 
je della Volta furono difegnatc dal medefrmo 
Wet , ed ultimate da un Tuo Allievo . A i latidcU 
la Portarono i Monumenti delle Famiglie Spino- 
la , e Raggi con Bufti di metallo. 11 Crocififìb, 
che fi veàtfrii la SagreAia , ed il Coro , ù dice^ > 
che parlafTe al S. Padre Serafico ; e qui falendo pct* 
tìna commoda Scaletta, {i trova in cima la Stanza, 
dove il Santo abitò, ridotta in una divota Cappella 
dal Cardinal Aleffandra Montalto, e dal Cardi- 
nal Ranuccio Pa]lavicino,chc Tornarono di' un beli' 
Altare , il Quadro del quale con S. Francefco fi\^ 
dipinto dalla B. Giacoma de Sette Soli, mentre il 
Santo viveva; equi , oltre la Pietra , fulla quale 
il medefimo Santo pofava ri capo, quando dormi» 
ra , fi cuftodifce ancora im infinito numero di Sa* 
gre Reliquie , chiufc in ricchi Reliqniarj, e eoa 
JDgegnofa difpofizione qui collocate^ Nel Chiofti'o 
diverfe Iltorie di Religiofi , e Santi delTOrdine» 
furono dipinte da Fr. Emanuele da Como » JLaic», 
fiì quefta l^cligjofa Famiglia . 

F(^ta Porttfi. 

PEr la ftrada, che folla mano manca refta fra le 
mura ^ella Citta, e gTOrti del defcritto Cou- 
vcntot ù U'ov4 U Porta della Ci(tà| ^hiéffixta com* 



102 Descrtxwke di Roma 

mimcmcnte Portefe^ cioè Fortuenfc unì Porto Ro-» 
mano, al quale conduce, ed hiìcIìg Portunnenfe dal 
Tempiojche aveva Portunno in elTo Porto. La chia- 
marono molti A/avale; ma il Nardini dimoftra,che 
la Navale era fotto T Aventino dall' altra parte^ 
del Tevere . Fu rifatta da Arcadio, e Onorio Im» 
peradori, cheriftorarono le mura di Roma ; e ul- 
timamente fu riedificata da Innocenzo X. con bella 
architettura . Per la ftradajche efcQ da quella Por- 
ta, nominata da Vittore Vìa Pórtutnfe^ erano , e 
ìbno in qualche parte molti Cimiterj di SS. Marti- 
ri, de* quiìli parlano Adone, Beda, Pietro Mallio, 
Cencio Camerario, Onofrio, Panvinio, ed altri . I 
principali furono quelli dì S. Felice, da cui fu detta 
di J.F?//cf ancora lafl:rada:quello drPonziano,ove- 
ro de' SS. Abdon, e Sennen ; quello dì Generofa ai 
S^xt'um Philipp! : e quello di S. Giulio Pontefice , 
Il Bofio vi ritrovò anche un Ciniiterio degli anti- 
chi Ebrei , cavato rozzamente nel tufo, e in varj 
luoghi regnato colla figura del Candelabro dì fette 
Lucerne. A'tempi del Biondo vi fi vedevano anco- 
ra gli avanzi di una Chiefa, dec'icata a S. Pietro 
ApoHolo intorno al 670. come riferifce il Bibliote- 
f:arió «■./.,...,. .,. ., , ;. 

Di S. Maria del Rtpofo . 

FUori della flefTa Porta, camminando lungo k 
Piva doì Tevere, {ì trova la piccola Chiefà di 
S. Maria d^ì Ripofb ( nome datole da* PafTàggieri, 
che, qui orando^ fi ri pofavano dal viaggio O già 

Cap- 



^. 




^ Akttca ) È Moderna • 2oj 

Cappelletta antica, che minacciando rovina, fu ri- 
ngvata nel i6oo.da MaiTimo MaiTimi Nobile Roma- 
no , che pofTedava i Terreni,ad efìa contigui . Nel 
di lei Tito, e poco più dentro fu verifiniilmente il 
Tempio della Portuna Forte, o Fortuita, che Var* 
rone, e Tacito vogl]ono,fofre fuori della Città» vi- 
cino al Fiume, e negali Orti di Cefare Dittatore,che 
erano appunto ne' Terreni fuddetti . 

Di S. PraJJedc al Pozzo Pantaleo . 

PIÙ avanti è anche la Chiefa di S.Prafìede C ehe 
il Volgo ignaro chiama di S.PaJfera^edi^Qa- 
ta da una Matrona Romana, per nome Teodoro^ 
Ì3refro al 40C. E' unita ^1 Capitolo di S. Maria in 
l/^ia lata , che ne gode V entrate , e vi fa celebrare 
la Mefa ne'giorui di Fefta . Veggonfi m eda le Irn- 
iniigini de' SS. Ciro , e Giovanni Martiri AlefTan* 
drini, che furono ivi fepnlti da Innocenzo I , come 
dimoAra un* antica Ifcrizionc, che vi fi kgge . , 

Leila Dogana nuova dì Rtps . 

Rientrata la detta Porta Portefe , contigua ad 
ePa trovafi la naova Dogana. Qui fono imoà- 
derni Navali, poco lontani dagli antichi, che erano 
fuir altra fponda dèi Tevere verfo V Aventino. In 
quefto Porto , che fi chiama di Ripa Grande , fi 
sbarcano le Merci condotte per mare; e tant'effo, 
quanto V Edifizio, dove {\ culrodifcono, detto altri- 
menti Dogana, furono fatti coftruire dalla provvi* 

den2» 



«04 Descrizioni di Ro7<ia 

dcnza d* Innocenzo Xll.con architettura delli Mat« 
tia de'RofTì, e Carlo Fontana, che vi fecero un Por- 
tico affai comodo, per evitare V incomodo delle 
Piogge, e del Sole, ad anche fpaziofe Camere per 
cuftodia delle dette Merci , che continuamente fi 
sbarcano, aggiungendovi ancora molte buone abi* 
tazioni per li Miniftri della medcfima Dogana • 

Dell* Ofplzto de^ poveri Fanciulli di S. Michele 
a Ripa . 

A Tutta la lunga Vhi'ia, del Porto fuddetto fi 
profpetto queffc* Ofpizio Apoftolico , detto j 
communemente di S, Michele ^ perche Tom maflbJ 
Odefcalchi Limofiniero , e Parente d' Innocenzo \ 
XI. qui erefìe nel 1686, con direzzione del Cava-Ì 
lier Mattia de RofTì, una Cappella, che dedicò allo 
ftefìb S. Arcangelo • Il fine per cui queft' Ofpizio il 1 
ftabilìjfu per foUievo, e riftoro de Fanciulli mife-i 
rabili di Roma, lì quali nel principio effendo flati * 
feparati dagli altri Poveri dello Spedale di S. GaI-1 
]a, nel 1 6S4. furono dal fuddetto Tommafo Ode-i 
fcalchi Inabiliti in un Palazzino, fituato a Piazza 
Morgana, e conlegnati con ordine Pontificio alla 
cura , e direzione de* PP. delle Scuole Pie . Giunti j 
pofcia al numero di 8o, il medefimo Pontefice li! 
ajuto colla limofina di feudi 150. il mefè, e molti di 
cfii fi diftribuirono per divcrfe botteghe di Arti- 
giani, acciò vi apprendefiero le arti più conface- 
voli al genio loro . Furono pofcia dal detto luogo 
quìi trasferiti . Seguiu h morte del menzionato 

Poh- 



Antica, e Moderna . lof 

Pontefice, Innocenzo XII. Ilio SiiccefTore lo accreb- 
be ài molto : mentre eilcndo feguita la fopprefTio- 
ne del Luogo Pio nominato de' Letteratiy già fitua- 
to nel mqziJo del Corfo di Rema , coll'unione tota- 
le dell' entrate di eHb, e con la trifladone de' Tut- 
ti , che vi dimoravano , fi accrebbe il numero di 
, qucfti Fanciulli fino a 260, che furono con tale oc- 
I cafione porti fotto il governo dÀ una Congregazio- 
ne di Deputatijcreata fopra lo llato deTovcri dell* 
Ofpizio Apcilolico di S. Gio: Laterano, ciottola 
menzionata direzione de' PP. delle Scuole Pie • 
Clemente XI. ancora coli' opera del Cavalier Car» 
lo Fontana lo ampliò, aggiunvendovi sì 1' Ofpizio 
per li Vecchi, ed Invalidi deiruno,e dell'altro Teflo, 
che filavano a Ponte Sirto, come ancora la Cafa di 
Correzione per i Giovanetti difcoli , e di mala vi- 
ta, erigendovi parimente una Chiefa in luogo del- 
la fuddetta Cappella . C lemente XII. finalmente vi 
fece aggiungere la Carcere per le Donne,che rerta 
dirimpetto alla Porta Fortefe, ed è architettura 
del Cavalier Ferdinando Fufi-a . 

Q Di S, Maria della Torre^detta del Buon Viaggio^ 

Sotto alla gran Facciata della fin qui defcritta 
Fabbrica, fi vede la nuova Chìefiiola di S. Ma- 
ria del Buon Viaggio,così chiamata da' Marinari . 
Era già fituata vicino al Fiume col titolo di S. Ma- 
ria della TorrCy per una Torre fattavi edificare da 
S. Leone IV. circa 1' anno S4S. più elevata di alcu- 
ne altre, poco dirtanti Tulle rive del Tevere , à fine 

d' im- 



loS Descrizione di Roma . , 

d'impedire le fcorrerie de' Saraceni, che venivanolj 
bene fnelVo per il Fiume a dannee-e-iare la Città . "".^ 



f 



]B 



bene fpelVo per il Fiume a danneggi 

Giardino Panfilio a Ripa Grande . 

NEI paflare dal grand'Ofpizio defcritto alla fe- 
£uente Chiefà di S. Cecilia, s' incontra que-' 
fto L»iardino del Prencipe Panfilj , che è riguarde- 
vole per r amene profpettive del Tevere , perla 
rarità degli Agrumi , e de' fiori pellegrini, e con- 
tiene ancora un bel Cafino . 

Tra il Ponte Rotto , e il SuMicio fi facevano 
da Romani nel Tevere i Giuochi Pefcatorj : e pro- 
babilmente fu anche quivi il Foro Pelcutorio , co- 
me fi congettura dal Cardini . 

i'Di S, Cedila In Traflevere^e fuo Monaflero . 

SI pafTa quindi alla vaga,e divota Chiefa di San- 
ta Cecilia , che già fu Cafa di quefta S. Vergi- 
ne, e Martire Romana • Laconfagrò S. Urbano I. 
S. Gregorio Magno la rift^rò , e le concefiela Sta- 
zione nel Mercoledì doppo la feconda Domenica 
di Quarefima . S. Pafquale I. la rifece da' fonda- 
menti nel 82 1, e vi trasferì dal Cimiterio di S. Ca- 
liffo li Corpi della detta Santa, di S. Valeriano fuo 
Spofo, e di S. Tiburzio fuo Cognato . Fu pofleduta 
dalli Monaci Umiliati lungo tempo , 1' Ordine de' 
quali efiendo flato fopprefìb da S. Pio V. V anno 
1570. Clemente Vili, la concede ad ifl:anza di Mau- 
ra Magalotti nobile Romana qui fepolta, alle Mo- 
nache 



Antica, E Moderna. 237 

«ache Benedettine, che vi hanno fabbricato un bel 
Monaftero. Il Cardinal Paolo Emilio ^Tondrati, Ni* 
potè di Gregorio XIV. l'adornò fontuofamente/a^ 
cendovi la nobiii^jiTia ConfefTione; ed il Cardinal 
Francelco Aquavi va nel i»;^ 25. Tacerebbe di pre- 
gio, e di bellezza come fi raccoglie dalle Ifciizzio- 
ni . Vkne divifa in tre Navi da due Ordini di Co- 
lonne, epaiTato il primo Altare a man deftra, in cui 
fi venera un antichi/lìmo Crocififìb , fi entra nella 
divota Camera , dove la- Santa aveva il Baeno , e 
dove dal Carnefice fu ferita a morte . Sono "in dTa 
varie pitture di Paolo Brilji, fralle quali un Tondo 
dipinto da Guido Reni , che vi efprefie un' Angelo 
i che incorona S. Cecilia, e S. Valeriano fuo Spofo , 
e del medefimo Pittore è anche il Quadro dell'Ai* 
tare, che rapprefenta la Decollazione della Santa. 

Rientrando in Chiefiii, fi trova a deflra il De*- 
pofito del Cardinal Sfondrati , le di cui fba tue fu- 
rono fcolpite da Carlo Maderno . Il (^dro dell* 
Altare feguente coli' Apoftolo S. Andrea fu dipin- 
to dal Cavalier Baglioni . Neirernatifiìma Stanza 
contigua , dove in Vafi di Criftallo, argento , ed 
oro fi confervano molte Sìagre Reliquie , infieme 
col Velo della ftefia Santa Cecilia ; tanto le pit- 
ture nella Volta, quanto il Quadro a mano deflra 
fono cii mano di Luigi Vanviteili . Anche la Mad- 
dalena , dipinta nel Quadro dell' Altare feguente, 
è opera del detto Baglioni ; e nell'ultimo da que^ 
fta parte il Cava'ier Francefeo Vanni dipinfe la 
Flagellazione del Salvatore 'Ah Colonna . 

Neil' Aitar Maggiore.> formato di marmo Pa- 
rlo 



li 

h 

t 
li 



2c8 Descrizione m Roma 

rio con quatro Colonne affai fingokri di bianco 
e negro antico , fi oiTerva un piccolo Quadro cor. 
Maria Vergine , dipinto da Annibal Caracci : 1; 
Statua della Santa, fcolpita da Stefano Maderno 
ed il belliflìmo Sepolcro della medefima , tutto d 
Alabaftri » Diajprj , Agate , ed altre pietre Oriea 
tali . Si fcende poi neJla Cappella fottcrranea , do- 
ve fono quattro Altari con altrettanti Quadri.Unq 
<li quefti , in cui fi vede la Santa moribonda coru; 
una Donna , che terge il Sangue dalle ferite, è ope*j 
isp del iuddctto Vanni . Un altro , che rapprefenti 
5, Valeriane , S. Tiburzio , e S. Maflìmo Martiri . 
con S. Urbano , e S, Lucio Pontefici > e Martiri , è( 
fatica del fuddetto Baglioni . Tra quefti du« Qua 
^ri ripofano i Corpi de* mentovati cinque Santi 
e feparatamente dentro una cafla di argento , il 
^ui prezzo fu fecondo il Jaronionel tom. 9. degli 
Annali ad Annunt Chrifti %2ìA\ feudi Romani quat. 
tromila trecento novantatre , ripofa il Corpo di) 
S. Cecilia intero , e incontaminato nella pofitura 
medefima , che fi vede la di lei Statua fcolpita dal 
Jdaderno, collocatovi dentro nel 1^99- da Cle- 
mente Vili, che da quella Santa fii miracolofamen- 
te liberato dalla Podagra • Lì altri due Quadri con 
S. Agnefe , e S. Caterina fono opera dello ftelTo 
Baglioni ; e fotto di ciafcheduno di quefti Altari! 
fono Vafi di finifiìme pietre , pieni di Sagre Reli 
<juie ; e pcrcià tanto innanzi ad efii , come intor-i 
no alla Confefllone ardono fempre go. lampade! 
di argento . Fu ritrovato il Corpo di quefkru.) 
5anta Vergine , e Martire in tempo del medefima 

Car. 



Antica , e Moderna • 209 

^ Cardinal Sfondrato, dentro una Cafia di Cipref- 
]i foy inclufa in un'altra di pietra , nella quale erano 
U fcolpiti li feguenti verfi con una Croce nel mezzo : 

'I Hanc Fidei zelo Paf A chalis Prìmus ab imo 

'f Ecclefìam renovatis cum ^ Corpora /aera requìrìt 

*! Elevai inventum "vene ? randa Martyris alnue 

Cacili^ Corpus hoc il % Ittd marmorc condéns 

Tucius , Vrbanus buie *^ Pontifices fociantur 

Vofque Bei teflesTibur I ti, Valeriani , Maxime 

Cum dUìin confortia ^, digna tenetis 

Hos colite egrtgios 9 devote Roma Patronos. 

Nel primo Altare dalla parte del Vangelo i 
SS. Apoftoli Pietro, e Paolo , ed il Martirio di San- 
ta Agata nel fecondo , fono parimente del Baglio* 
ni . 11 S. Benedetto , e S. Stefano negli altri due Al- 
tari, fono di Giufeppe Ghezzi, Le pitture , che fi 
vedono nel nuovo foffitto della Nave maggiore, 
furono condotte dal Cavaliere Sebaftiano Conca ; 
le altre ncW^ Navi minori da Giovanni Zanna, \^in- 
cenzo Conti , e Tarquinio V^iterbelè ; e Fabrizio 
Parmegiano fece li otto Paefì, che fono dipinti 
nella Volta , entrando in Chiefa per la Porta mag- 
giore. Ebbe quella S. V^ergine altre due Chiefe_-» » 
r una nel Campo Marzio , e PiJtra a Monte Gior- 
dano ; e quefte ancora erano fiate iUe PofTeiTioni . 

Nel Cortile avanti di quefta G hiefa {\ ofTerva 
un V^afo antico offuario > che è di bella forma, ma 

Tom, I. O alquan» 



2IO DESCIlIZtOME DI RoMA 

alquanto danneggiato dal tempo ; e Ja nuova fa- 
brica, la quale dà ingrefìb nel medefimo Cortile, e 
lo chiude , fii fatta fare dal Card. Trcjùno Acqua* 
viva Nipote del menzionato Card. Franccfcc, co- ili 
me anche qui lomanifefta rilcrizione, e l'arma 
pofta in cima . Ne fiM* Architetto il Cavalier Fer- 
dinando Fuga ; ed Agoftino Corfini fcolpì in Tra- 
vertino li Angeli , che fi vedono in atto diregget. 
re r Arma fuddetta • 

Veli* Oratorio di S* Cecilia , e fua Confraternita • 

Avendo S.Pafcale Primo riedificato, come fi è 
detto ,la Chiefa di S. Cecilia , fondò luccef^ 
(ìvamente queft* Oratorio , nel quale molti Secoli 
dopo 5 cioè nel is"^. fi unì una Confraternita (òt- 
to r invocazione del SS. Sagramento , di S. An- 
drei* , e S. Cecilia , a fine di accompagnare con 
maggior decoro il SS. Viatico della Parocchia . 

Di S, Maria , e S. Giacomo in Cappella . 

SEgue poco lungi la Chiefa di S. Maria, e S. Gia^ 
comò in Cuppella. Si raccoglie dalle memorie 
diquefi;a Chiefa, che folle nel 1090. dedicata al 
Salvatore , e che ottenefie poi il nome di S. Maria 
coir occafione , che S. Francefca Romana ( la qua- 
le aveva poco difi:ante una fua Cafa ) vi fece un 
■piccolo Spedale, deoicato alla B.V. Maria, nel qua- 
le ferviva agl'Infermi . Il nome poi ci Cappella ò 
per meglio dire di Cuppella V ebbe quefta Chiefa^ 

dalli 



" Antica 9 k Moderna . 21 1 

ialli Barilari , Ja Compagnia de' quali la poiTiede, 
doppodi averla ottenuta nel 15^40. dalle Monache 
di Tor di Specchj , come Eredi della loro Fonda- 
trice . 

D/ S. Salvatore a Ponte di S, Maria • 

IN fine della ftrada detta de Va/cellari y venendo 
da S.Cecilia, fi trova quefta Chiefa, che è dedi- 
cata al SS.Salvatore, ed è Parocchia . Siflo IV. in 
occafione deir Anno Santo del 1475:.^ rifìorò in 
miglior forma ; e ricevè ancora miglior abbelli- 
mento dal proprio Paroco nell'anno 1 700. Intanto 
poi fi dice al Ponte S, Maria , quantoche è con- 
tigua quefta Chiefa al Fonte, di cui fi parlerà nei 
difcorfo feguente . 



Del Ponte di S. Maria . 

QUefto Ponte fìi il fecondo, fatto fu '1 Tevere 
dentro le mura di Roma . Lo principiò M. 
Fuivio Cenfore; e dopo qualche tempo lo termina- 
rono Scipione Africano, ci ivio Mummlo . L'inon- 
dazione del Fiume, feguita l'anno 1598 , ne ruppe 
due Archijbenchè poco innanzi foiTe fiato riftorato . 
da Giulio III,e Gregorio XIII. Nominavafi antica- 
mente Palatino^ forfè dal Monte Palatino, che ^i 
era in faccia . Alcuni Io chiamarono Senatorio^ ma 
fenza allegarne la ragione, o fenza faperla; abben- 
che vi fia chi fupponga, efferfi con tal nome chia- 
mato , ò perche fopra di q^o paffava il Senato ^ 

O ^ qua4?,- 



212 Descrtzione m Roma 

quando per gì' affari della Repiiblica andava fui 
Monte Giannicoloy per confultare li Libri Sibillini • 
ò perche fé ne fervitìero le Perlòne più nobili per 
palTare in Traftevere , ed alli Campi l^aticani ; fer- 
vendo 1* altro, che era di Legno, detto Sublicìo , 
per le Pcffone ordinarie, e per li Poveri . In tem- 
pi più moderni fu detto di S. Maria per quella mi- 
racolofa Immagine di Maria SantifTima, di cui dif- 
fufamente è ftato parlato nel difcorfo della Chiefa 
de SS. CofìmOi e Damiano in quefìo Rione di Tra^ 
Jlevere . . 

Di S, Benedetto in Pi/ci vola . 

INcontro al Ponte àìS.Bartolommeo{\ trova que- 
fìa Chiefa Parocchiale di S. Benedetto, edifica- 
ta neir eri:remità di un vafto Palazzo , che Y antica 
Famiglia Anicia avca noi Traflevere . La fua de- 
nominazione in Plfcivola deriva forfè da qualche 
Bagno, oPefchiera, o Conferva di Acque, che era 
in detto Palazzo , o ne' fuoi Giardini . Vi fi vede 
una divota Cappella , che ( per quanto dicono ) 
fervi di Oratorio al Santo , mentre vi abitava dà 
giovanetto ; e T Immagine della B. Vergine , che 
vi {\ cuftpdifce , è tal volta la ftefTa , innanzi alla 
i]|ualèc^li orava . Neil' Aitar Maggiore fi offerva 
im antichifiìmo Quadro , che H crede la vera effi- 
gie del Santo , colorita al naturale mentre vivea , 
come bene ofTervò il P. Mabillon Monaco della^ 
Congregazione di San Mauro in Francia . 

Giace qui fepolto dalla parte ùqì Vangelo 

I Con- 



Antica,"! Moderna. 21^ 

Cof^antino Gaetano iMonaco Benedettino affai ciot- 
to lènza veruna memoria, il quale mori nei 165-*. 
in età dì anni 85, ed avea una bu^na Biblioteca di 
Manofcritti , collocata già nel vicino Ofpizio de* 
Benedettini Oltramontani profib la Chiefa di S.Ce- 
cilia , ed ora trasferito altrove * 

V Dt S, Elìgio de Sellar ty e loro Vntverjtti. 

NElIa Piazzetta , che refta fulla mano manca, 
prima di entrare nel Fonte di S.Bartolommeoy 
e che fi chiama la / iazzn della Genfola , fi trova 
quella Chiefa di S. Eligio Protettore dell* Arte de 
Sellari . Qirifba Compagnia cominciò in S» Salva- 
tore delle Cifppelle nel Rione di S. Eufìachioy fino 
dall' anno 140^ , td era unita cogl* Orefici , e co' 
Ferrari , che hanno \o firefib Santo per Protettore • 
Efìendofi poi feparati , perche gP uni > e ^V altri 
di quefli , ^ fabricarono feparatamente la propria 
Chiefa in luogo , e tempo diverfo , conforme fi di- 
rà ne* loro refpettivi difcorfi , fola vi rimafe la^. 
Compagnia de Sellari , fino a tanto che partitane 
anch' elTa nel 1 740 > da fondamenti {{ fabricò qui 
del proprio la prefente , che fu aperta nel 1 744, 
Carlo de Dominicis ne ^\i P Architetto 1 e Carlo 
Muffi dipinfe il Quadro dell'Altare . 

Fìnt del J^i$nc di Trajleifcrc . 

O s RIO- 



AhQ'iCA, E Moderna. 215 

RIONE DI RIPA. 




QUefto Rione, perchè fi aggira per la Ripa del 
Tevere. , riconofce da ella il fuo nome ; e 
chiuiuafi perciò iÌ Rione di Rifa .Qwello poi, che 
per Imprefa moflra nella lua Bandiera , è una 
Ruota in Campo rofib ; ed inquanto a quello > 
che in le comprende , una è Tllòla di S. Bartolom- 
meo, che anticamente fu chiamata Z/Vùo«ù, eoa 
li due Ponti annelh , uno de' quali è il Ponte di 
S.Bartolommeo , e l'altro il Ponte Quattro C^pi • 
Comprende altresì il prilco Monte Avventino con V 
intiera Regione Aventina ; 11 Monte Tefluccio : la 
Porta di S, Paohy e la Porta di S. Sebafliano ; e 
finalmente abbraccia una parte deli' altre prifchp 
O 4 Regio^ 



21 5 Descrizione di Roma 

Regioni , che fono Pifcina Publica , PorU Cape» 
na > Foro Romano , e Circo MaJJlmo . 

Ponte S. Bartolommeo ; 

IL cominciamento del prefcntc Rione fi hi dju 
qucfto Ponte » che unifce 1^ Ifola fe^uente con 
il Trajlevere ; ed anticamente fi chiamò col nome 
di Cefiìo , perche dal medefimo Ceftio fu fatto fa* 
bricare . Ora però fi dice Ponte di S*Bartolom* 
meo , perche una delle due Chiefe > che fono ia 
queft' Ifola , è quella principalmente > che a que- , 
no Santo Apoflolo è dedicata • 




DeW 



'AvriCL » i MODE&VA i 



air 




Dell' If$la di S. Bartohmmeo l , 

IFafci di granojtolti da i Campi di Tarquinio Sii- 
perho, e gettati per odio nel Tevere, ivi arre, 
ftatifi iafieme colle arene portatevi dal Fiume, for 



2iS Descrizione di Roma' 

marcno a pecca poco quefl'Ifola, come narra Li- 
vio nel principio del libro fecondo . Fu poi fabbri- 
cata a giiifa di Nave in memoria di quella, che da 
Epidi,uro condufìe a Roma ìì Serpente creduto 
Ffculapio , come neir Orto di quefu PP. Minori 
enervanti fé ne riconofce ancora oggi di il vefti- 
gio di una piccola Serpe, fcolpita in Travertino ; e 
Plutarco in Ottone , raccontando il fuccefìb della 
Statua, che vi era di Cefare, la quale fi rivoltò ali* 
improvifo verfo Oriente , la chiamò Jfola Mefo^ 
pò tamia, cioè tra due Fiumi . 

Chiefa di S. Bartolommeo all' Ifola . 

DAUi Gentili fu qui fabbricato un Tempio, de- 
dicato ad Ffculapio , fulle cui rovine è oggi 
quefla Chiefa ; e prefib ad effo fu uno Spedale per 
gF Infermi , come narra Svetonio ; benché altri 
credono , che quefti fi efpone fiero neir Ifola indif- 
ferentemente , per efier tutta dedicata ad Ffcula- 
pio , e perciò fu detta V lio\2. de' Languenti . Non 
molto lungi era un altro Tempio,dedicato aGiove 
ed era nel fito> dove oggi è la Chiefa di S.GioiCo- 
labita, edificato da Cajo Servilio Duumviro . Nel- 
la Prora dell' Ifola, che è la parte verfo Ponte Si- 
fio, era il Tempio di Fauno, edificato da CajoScri- 
bonio Edile, e fé ne vedono ancpra li veiligj . 

V anno dei Signore pS^. Ottone III. Impera- 
dore f^ce trasferire da Lipari a Roma il Corpo di 
S. Bartolommeo Apoftolo , ed in qucfi:a Chiefa lo 
ripofe, dentro una grande Urna antica di Porfido*, 

che 



Antica, e Moderna. 219 

clic vedefi fotto V Aitar Maggiore . II Pontefice 
PafquaJe il, fu il primo , che riftorafìe quefta Chie- 
la, C benché ne* Secoli più lontani fbfìe dedicata a 
S. Adalberto Martire ) correndo l'anno del Signo- 
re 1 1 1^ , e vi fece fcolpire nell' Architrave della 
Porta maggiore li feguenti verfi : 
Te tìus iflorum Rex tranflultt Otto Piorum 

Corpora quets Domus h^ecfìc redimita vìgct . 
• §lu^ Domus ijìagerity fi pignora nofcere quiQris , 

Corpora Paulmifìnt , crcdas , Bartholomà . 
Alefìandroill. la confagrò di nuovo nel 1 1 7C.Leo- 
ne X. la dichiarò Titolo di Cardinal Prete . Il Car- 
dinal Giulio Santorio, con architettura di Martino 
Longhi, rifece la Facciata . Nel 1624. fu ornata col 
foffitto maggiore per mezzo di un Legato, fritto da 
Curzio ZanneUi ; e finalmente il Cardinal Alvaro 
Cienfuegcs , cffendone Titolare , vi rifece tutto il 
Pavimento , ornò di buoni llucchi le Pareti latc« 
rali , e V Arcone , e fopra la Porta di mezzo fece 
im buon Organo . 

ElTendo quefta Chiefa Parecchia , vi fìi nel 
1694. iftituita la Confraternità del Santi/Timo Sa- 
f^ramento fotto V invocazione di S.Sebaftiano , per 
ièrvire con più decoro al SantifTimo Viatico . Le 
figure collaterali ali' Altare di S. Carlo Borromeo 
furono colorite da Antonio CaraccijNipote di An- 
nibale . L'altra Cappella del SS. Sagramento, fot- 
te il dicui Altare ripofa il Corpo di S. Teodora , 
fu color-ta a frefco da Gio: Mercati ; ed il nohil 
fofTitto fu fatto con difegno ài Martino Longhi . 
L' ornamento del Ciborio fopra l'Aitar Maggiore^ 

Ibite^ 



^. 



f 20 Descrizionb di Roma 

foflenuto da quattro Colonne di Porfido , a giudi- 
zio degl'Intendenti alTai maravigliofe, fu fatto con 
^ifegnc del detto Lcngki , e le quattro Tefte de 
Santi, che vi fono dipinti, fono di mano del Cava- 
Jier d' Arpino . Nel Pozzetto qui avanti , fi dice , 
che fcAero llati trovati li Corpi di S. Paolino V^'e- 
fcovo dì Nola, e di S. Efuperio , e di S. Marcellino 
Confefibri. Nella Cappella feguentc, in cui al prin- 
cipio del fecolo fi unì la Compagnia de* Moiinari , 
prendendo per loro Santo Protettore il detto S. 
Vefcovo di Nola, fi venera fotto dell* Altare il fuo 
Corpo . Sotto queft' altra Navata laterale , le ifl:o- 
rie della Pafiione ai lati dell* Altare del SS. Croce- 
fifib, e tutte le altre Pitture a frefco,fono fatiche di 
Antonio Caracci; e liie (ono ancora quelle dell'ul- 
tima Cappella dedicata a S. Antonio da Padova . 

Quefta Chiefa fu Collegiata fino al 15:^:^, 
nel qual anno il detto leone X. la diede a' Frati 
Minori Ofiervanti di S.Francefco : per li quali poi 
li Cardinali Francefco , ed Antonio Barberini fé* 
cero edificare V anneflb Convento • 

y ^i S .Giovanni Colabha i e fuo Spedate» 

NEIla ftefla Ifola , quafi dirimpetto alla defcrit- 
ta, vedefi la Chiefa , ed Olpedale di S. Gio: 
Cola^ ita , che fono nel fito mcdefimo della Cafa- 
Paterna , dove vifie mendico , e fconofciuto mol- 
ti anni . Eravi prima un Monafiiero di Religiofei-» 
Benedettine , trasferite in S, Annade'Funari . Ora 
vi rificdono i PP, Sp^dalieri ddh Carità,ifiituiti da 

S. Gio; 



-Antica, e Moderna. 22 t 

S. Gio: di Dio, e chiamanfi : Fate bene Fratelli . 
perchè con tali parole il S. Fondatore andava cer- 
cando limofina . Sono tutti Laici , avendo tanti 
Sacerdoti , quanti ne richiede il bifogno degl' In- 
fermi , al fervigio de* quali fi aftringono con V^o- 
to particolare . Coli* ajuto ài perfone caritative 
fecero il comodo dello Spedale , àovQ furono cir- 
ca óo.lctti, eduna buona Spezieria, ed aggiuni 
fero pofcia un altro Spedale in fito più elevato per 
com.odo delle perfone più Civili , concorrendovi 
Ckinente XI. con Hlemofine Pontificie . 

S: Pio V. nel 1572. li ridufTe lòtto la Regola 
di S. Agoftino , e nel 161 1. Paolo V. li obbligò 
alla Profe/Tione delli tre Voti confueti , e del fud^ 
detto quarto Voto, colla conceffione ancora di due 
Sacerdoti per Convento. 

Circa r Anno Santo del 1600. rinuovando 
quefti Frati la loro Chiefa , trovarono alcimi Cor- 
pi Santi , tra' ii^uali fu quella dì S. Gi-: : Colabita i 
e dentro di un fepolcro di marmo anche le Reliquie 
de* SS. Martiri Mario , Marta, Audiface, Abaco- 
ne : Taurino , edErcolano . Nella prima Cappe!» 
ia a mano deftra , entrando in Chiefa , v' è l' Im» 
magine di Maria SantifTima ; ed il Quadro nell'Al- 
tare fcguente di S. Gio: Colabita è di Gio: Battila 
Lenardi . Quello dell* Aitar Maggiore fu dipiata 
da Andrea Generelli, detto il Sabinefe .Li latera- 
li , infieme colla Volta di quella Trifcima , e della 
Chiefa, fono di mano di Corrado Giaquinto , che 
dipinfe parimente il Quadro di S. Antonio Abbate 
rvel primo Altare dall' altra parte » nel medefimo 

tem* 



2t2 Descrizioni ni Roma 

tempo , che quefti Religiofi nel i'74i. abbellirono 
Guefta Chicfa anche con incrollature di vaghi , e 
fini marmi , e con ftucchì dorati . La Facciata fh 
fatta con architettura di Luigi Barattoni , e poi 
rimodernata , ed abbellita con difegno di Romano 
Carapecchia Scolaro del Cavalier Carlo Fontana . 
Le pitture nella Volta dello Spedale fono di Gio: 
Paolo Tedefco ; ed il Quadro della Natività nelle 
Stanze del Generale, crede fi Opera di Raffaello da 
Urbino. 



1 



Q 



Ponte Quattro Capi ^ 

Uefl' altro Ponte , che unifce Tlfola alla Cit-l 

tà/i chiamò F4^r/c/c?,per eflere dal medefimoi 

fatto fabricare . Ora communemente fi denoniina: 
ài ^^ttro Capì y e ciò perle quattro Tefte unite i 
infieme , che fono porte in efTo , e ftimanfida al-i 
cuni di Giano , eda altri di un Termine , 

y^^ Jpi S. Gregorio a Ponte Quattro Capì ♦ 

Uscendo dal Ponte fuddetto Quattro capi,^*m*\^ 
contrala Chiefuola dedicata a S. Gregorio, 
la quale efìendo Parrocchia , Benedetto XIII. la 
foppreffe , ed unì la Cura dell' Anime all'altra vi- 
cina di S. Angelo in Pefcheria . Fìi in appreffo ri- 
fatta da fondamenti , e poi dal mcdefimo Pontefi- 
ce confagrata nel i^i^.Lamiracolofa Immagine di 
Maria Santifiìma , che Ci venera nell' Aitar Mag. 
giorcji è ima Copia di quella de^le Fornaci y e s'ia- 

tito- 



|l Antica, e Moderna. 2?^ 

! titola della 'Ei<vìna F ictà , perche fotto tal Titolo 
:riiìcde qui una Congrega zicne di Pignori Stcolari, 
iJiquoii hanno la cura di fovvenire giornalmente 
le povere Famiglie onerate , e tiiognolè con li» 
mofine ; ed hanno un Cardinale per Protettore . 
L'Architetto di quefta nuova Fabrica fu Filippo 
Barigioni . Del S. Fili,' pò nel Tuo Altare fii il Fitto- 
re il Cavalitr Cafale ; e dell' altro incontro di S, 
i Gregorio fu Stefano Parrocel , che anche dipinfe 
nella Vuelta la \''ergine AfTimta , e (opra la Porta 
eileriore della Chicfa il Crocififib , ed altri ^anti . 
Trovafi qui incontro il Ghetto degi' hbrei , che 
prima di Paolo IV, vivevano confufamente colli 

• Criftiani , fenza diftinzione alcuna di luogo, cfTen- 
) dogli ftata permefia qiiefta libertà , acciò {^\ affez- 
i ziona^ero alla vera Religione Cattolica ; contut- 
J tociò ahufandofene temerariamente colla folita lo- 

• ro perfidia , fu necefììtato il lUddctto Pontefice a 
rinchiuderli in quefio luogo murato, ed abjetto 
vicino il Tevere , conforme più difiufamente fi di- 
rà nel Rione fegucnte . 

JT)i S. Nicola in Carcere » 
T N due luoghi di Roma , ne* quali ebbero i Gen- 
■ X tili le Carceri pubbliche , ora fi vedono edifi- 
cate due Chiefe ; una dedicata a ^S". Pietro nel Car- 
' cere Mamertino , e V altra è quefta di S. Nicola in 
\ Carcere , che fi fi:ima fabricata nel fito dell' antico 
. Carcere di Claudio Decemviro , in cui un Vec- 
' chio, condannato a morir di fame > fu mantenuto 

in vi- 



2 24 BSSCRIZIONE DI KOMA 

in vita dalla Fig]iiioJa , che Jo alimentò col proprio 
latte , come riterifce Fefto : benché Plinio lib. ^. 
cap. j6. Ieri ve , che, non il Padre , ma la Madre 
foi^e alimentata in tal modo dalla figliuola . V^ale 
rio MafTimo nel lib. 5. cap. 4. riferifce amendue gli 
elempj , fuccediiti itKperrona della Madre , e del 
Padre . Per qucH:' atto di amor filiale fu eretto un 
Tempio alla Pietà da C. (Quinzio, e M. Attilio Con- 
fòli nel luogo , dove fu poi da Augnilo fabbricato 
il Teatro di Marcello . Quefta Chiefa rellò confà- 
grata al Santo Velcovodi Mira , e fecondo alcuni' 
al Pontefice S. Nicola 1. Romano . Fu riilorata più 
volte da'luoi Titolari , e particolarmente dal Card. 
Pietro Aldobrandini , che con dìihgno dì Giaco- 
mo della Porta , nel ^Si:;C}A' ornò di dentro , e di 
fuori con bella Facciata. Ripofano fotto V Altare 
Maggiore di efìa li Corpi de' SS.Marco, e Marcelli- 
no 5 Fauftino , e Beatrice . Fu femprc Collegiata! 
conia Cura di Anime , ed una delle Diaconie Car-i 
dinalizie', e fi chiamò ancora Chiefa di Pierleoni, 
che v* ebbe qui vicina la Tua abitazione . La Tribu- 
na fu dipinta da Orazio Gentilelchi. La Cena del 
Signore cogp Apoftoli (opra V Altare del Santiiìì- 
mo fìi dipinta dal Cavalier Baglioni ; e le llìorie 
del Santo à^ìV una, eP altra banda della Crocia- 
ta da Marco Tullio, Pittore Romano. Contiguo 
alla PorticcUa httrdc refca l'Oratorio, dove è 
eretta la Compagnia, per accompagnare decoro- 
famente il Santi/lìmo Viatico di quefta Parrocchia; 
efù fondato nel 158^. 

DI 



Antica > e Moderna • 22j 

[/ Di S. Galla , gU S, Maria in Portico , e 
fuo Spedale . 

Voltando fulla deflra , ndJa Strada principale 
s'incontra alla ftefla mano la Chieudi S.Gal- 
Ja , gik detta S, Maria in Portico per l' Immagiae 
della B. Vergine, che {i venera nella Chiefa di San- 
ta Maria in Campitelli^ Fu edificata in una parte 
de' Portici di Ottavia , che comprendevano in 
fc i due Tempj di Apollo , e Giunone, fatti da Me- 
tello. Era qui la Cafa paterna di efla Santa, figliuo- 
la di Simmaco Uomo Confolare, fatto uccidere da 
Teodorico; ed in quelto luogo dando la medefima 
ogni giorno da mangiare a dodici Poveri, le ap- 
parve la Sagra Immagine della B.V.M. , che fu ri- 
cevuta da S. Giovanni I. Papa, e Martire per ma- 
no degli Angeli , Fabricatavi poi la Chiefa, dalla 
fteflb S. Pontefice fu confagrata , e dedicata alla 
Aefla Maria Santifiìma , e dalla Santa fuddetta do'^ 
tata di tutti i fuoi Beni , ritirandofi ella in un Mo- 
naftero di Monache vicino la Chiefa di S. Pietro, 
per vivervi religiofamente, come narra S. Grego^ 
fio Papa . Si feguitò d' allora in poi nel medefimo 
luogo la carità verfo degli ftefiì Poveri , ftante 
particolarmente la generofa pietà di D. Marc* 
Antonio Odefcalchi Sacerdote , e Cugino d' In- 
nocenzo XI 5 che convertì la fua Cafa in uno Spe- 
dale , dove riceveva quafi tutti in commune , ec- 
cettuati li Rcligiofi , e le Donne . Girava Egli 
nel bujo ddh notte per le pubbliche piazze , e tro- 
Tew, L * P vando 



226 Descrizione di Roma 

vando qualche xviendico addormentato fotte li 
Portici C-elle Chiefe, o 1 alazzi, facevalo montare 
nella propria Carrozza , e lo conduceva caritati« 
vamente in quefto luogo, dove, infiemc cogl'altri 
Poveri y lo lerviva a menfa . Venne a morte , e 
lafciato erede quefto Spedale , con egual vigilan- 
za ne prefe la cura ii Cardinal Benedetto Odelcal- 
chi , che afiUnto pei al Pontificato , ne diede l'in- 
combenza a Monfignor Tommalo Odefcalchi ilio 
Limofiniere , e Parente, il quale vi fabbricò uno 
Spedale più ampio, dove fi ricevono prefentemen- 
te, non lolo li Poveri, ma anche li Convalelcenti , 
dopo ufciti dalla Santifli ma Trinità de* I ellegrini . 
La Chiefa antica Parrocchiale con titolo di Diaco- 
nia fu dopo la prima fondazione rifìaurata due-» 
volte . La prima fii nel lo;}^. da S. Gregorio V'IL 
che aili 8. di Luglio confagrò V Aitar Maggiore, e 
{òpra vi fece un Tabernacolo di marmo; e l'altra lì 
fece dalli àwe Cardinali Titolari Fra Ugo Verdala 
Francefe, e Gran Maeftro de' Cavalieri di Malta , 
e Borromeo Cefio Romano . Reflò Collegiata fino 
al i6oi, nel qual tempo Clemente Vili, conceiicla 
detta Saf^ra Immagine alli Chierici Regolari della 
Mi;dre ài Dio della Congregazione di Lucca, che 
ora rifiedono in CampiteUl , dove anche il Titolo 
di Cardinal Diacono fu trafportato . Ultimamen- 
te D. Livio Odefcalchi riedificò la Chiefa., e V 
Gfpi^io con architettura di Mattia de Roffi ; eP 
ultimo Duca dcfonto D.Baldafiarre vi ha aggiunte 
imowQ. fal-briche, e htxi c'iverfi miglioramenti , 

m 



Antica , e Moderna • 
n Li S. Anìano •• 



2*7 



ESfendofi nel 1614. uniti in una Compagnia i 
Lavoranti , e Garzoni de* Calzolari , pii ^u. 
concefTa queflia Chiefa dedicata a S. Maria ; ed cl-- 
fcndo ftati approvati li loro Sti^tuti da Paolo V, 
fubitola rifiorarono, e la dedicarono anche allo- 
ro Protettore S. Aniano , che fu Difcepolo di San 
Marco Evangelica . 




r 2 



Di 



t28 



Descrizione di Roma 




Dì S, Maria Egizziaca l 

PRofegiiendo il Viaggio,ed entrandofi nel vico, 
lojche porta al Ponte Rottoci trova a mano fi 
niftra un Tempio antico con Colonne fcgnnellate j| 



Antica, i Moderna. 829 

ma di ftruttura umile , perchè edificato ne' tempi 
antecedenti alle magnificenze, e lufli delle Fabbri- 
che. Fu prima dedicato alla Fortuna Virile fecon- 
do molti 5 e fecondo altri a Giove , ed al Sole , ri- 
Cavandofi ciò da un' antica llcrizione, fatta rino- 
varc dal Cardinal Giulio Santorio, ed è la feguente; 
Hoc iuàum fiiCTiXt Fanmn per tempora prifca 
Conflru^um Phoebo y mortìferoque ^ovi Ó^c^ 
Regnando Giovanni Papa Vili, nell' anno8'"2. fu. 
dedicato alla SantiUima Vergine da un fuo Divoto, 
chiamato Stefano . Nel 1590. venendo a Roma 
Sapher Abagaro per Ambafciadore del Re di Ar- 
menia, fpcdito a Pio IV, quefto Pontefice con- 
cede alla di lui Nazione unaChiefa, che efìendo 
poi Hata diftrutta per fare iJ Serraglio delli Ebrei , 
San Pio V. le concefle la prefente . Gregorio XIII. 
li providdedi quanto al vivere bifognara , e Cle- 
mente XL riftorò, ed abbellì la Chiefa , corpeàn- 
chc r anneffo Ofpizio , in cui fi alloggiano i Pelle- 
grini Armeni Cattolici, che vengono a vifitare i 
Luoghi Santi di Roma . Neil* Altare Maggiore , il 
Quadro con S. Maria Egizziaca , alla quale quella 
Chiefa è dedicata, è Opera affai lodata di Federi- 
co Zuccheri ; eneir entrare della Chiefa a mano 
finiftra fi ofierva il modello del Sepolcro di Noftro 
Signor Gesù Crifto . 

Dicontro la Porta di quefi:a Chiefa Ci vede una 
Cafetta antica diruta , con pezzi di Cornicione.-» , 
ed altri Refidui di Pietra lavorati . Crede il Volgo, 
che fofle la Cafa di Pilato . 

P j Di 



2-»o Descrizione di Roma 



Di S.Ahrìa del Sole , già di S. Stefano 
alle Carrozze, 

C"> Ontiguo alla ripa del Tevere fi vede più av?.n-.' 
j ti un Tempio rotondo, (limato dal Marliani 
e cai Fulvio quello della Dea Vefta . Fìi decicato 
dalla Famiglia Savelli al Protomartire S. Stefano , 
e fi dilTc alle Carrozze forfè per la vicina Strada^ 
Carrozze , che da quefta Piazza va per linea retta 
verfo ^S'. Galla » Ora , cambiata denominazione , 
fi chiama S. Alarìa del Sole per rjmmagine mira- 
colofa di Maria Vergine, che vili venera , dip'n- 
ta in carta , ITrtoria della quale è la feguente . Paf- 
feggiando un giorno circa V anno 1560. per quella 
jpartè della Ripa del Tevere il Fratello di una cer- 
ta Girolama Lentini nobile Romana , fi avvidde , 
galleggiare fopra delP acque uy\' Immagine della-, 
Madre" di Dìo , dipinta in carta . Prefala egli , 
portolla alla Sorella , che Ja ripofe dentro di una 
CalTa . Quefra indi a non molto avendo dovuto 
aprire , wiàdt uieire da quelP Immagine \m rag* 
gio, come di Sole; e cominciando da quel punto 
in poi a far molti miracoli , fìi dalia divota Don- 
na collocata in quella Chiefa , perche foffe efpo- 
fla alla venerazi(^ne de* Fedeli ; e tanto effa meri- 
tò la grazia di quefla vinone, quantoche, oltre di 
edere ftata fempredivotiflima della Madre, di Dia 
in 1 15* anni,' che era vif uta , aveva fcmpre , ad 
onore della Regina dello Vergini, confèrvata pi-- 
r;. li- iua virginità ; ed ecco il perche chiam^.fi are- 
Ita Chiefa UMddonn^i del Sole , ilu\ 




Chiefu, el'iazza d£ S-M- in Ca/m^din- 



c 



/ANTICA, E MoD'^RNA, 2^.1 

Qm_pci erano gli antìchiflimi Navali , cioè 
lo sbarco di quanto per Più. uè veniva alla Citta 9 
prima che dsl Ponte Subiicio folle impedito alle 
Kavi di giungere tanto avanti . Tutta qucfu Riva 
di Fiume , rillretta dall' Argine fabbricatovi da_. 
Tarquinio Prifco, era detto Fulchrum Lìttus, In 
quello fito è unvaghiffimo Giardinetto d'ella Fa- 
miglia Cenci ; e fra eflb , e il detto Tempio di S. 
Stefano, sbocca nel Tevere la Cloaca Maflìma » qua 
indirizzata dal fuddetto Tarquinio , 

Di 5. Marid, in Cofmsdin , Scuola Greca ; 

QUafi incontro alla dcfcritta Chiefuola fi tre* 
va quefta Collegiata di 5. >f*jr/4 in Cofme^ 
din , ch'ebbe per fuo Fondatore il S. Pontefice Dio- 
nifio , e fu rillorata da Adriano I. nel 772 ; dal 
qual riftoramento 9 ò vogliam dire dagl'ornamén- 
11 , che in fimil occafione le furono aggiunti , ri- 
portò il foprannome Greco , benché alterato , di 
.^. Maria in Cofmedin . Perche poi fofHs anche det- 
ta Scuo!a Greca y fu certamente o dall' inlegnarii 
qui lettere greche , o dall' efiervi Hata vicina una 
Contrada de' Greci . E' tradizione, che S. Agoiti- 
^noviavefìe Cattedra, infegnando pn^licamente 
Rettorica . Vedefi fotto il Portico , alla mano fi* 
niflra per entrare in Chiefa , un antico i'-aP^o roton- 
do , che rapprefènta un Mafcherone , ed è appun- 
to quello , che vìen. chiamato dal V^olgo Buca del- 
ia Verità , luppoJiendo, che vi fofìe in tempo d :^U 
^antichi Romani un Altare coniagratg a Giove Am- 

P ^ mo- 



k 



2J2 Descrizione di Roma 

mo Ilio 5 e che ne foffe iJ fliddetto Mafcherone il Si- 
mulacro . 11 Fabretti però nell' Opera fiia de Co- 
lumna Trajani , dice , che quefta Telia non è al- 
trimentc di Giove , ma bensì del Fiume Nilo . Sa- 
lì da quella Chiefa al Pontificato Gelafioll , e ne 
ufcì anche l'Antipapa Benedetto XIL Eugenio IV. 
laconccfle nelii^^.alli Monaci di S. Paolo, che 
vi reftarono fino al 1 5 1 ^ , nel quale elTendo ftato 
creato Pontefice Leone X. quello V erefle in Colle- 
giata , e S. Pio V. la fece Parocchia . Clemente XI. 
l'annoi 715. fece vuotare la Piazza, e ridurla al 
piano della Chiefa, che circa otto palmi rimane- 
va più bafia , erigendovi nel mézzo la bella Fonta- 
na , che vi {\ ofierva , ed il vicino Fontanile , eoa 
architettura di Carlo Bizzaccherl . Il Signor Car- 
dinale Annibale Albani nel 171 8. avendo quella-, 
Chiefa in Diaconia , rincvò la Facciata con archi- 
tettura dì Gmfeppe Sardi , ed efiendogli poi fuc- 
ccduto il Signor Card. AlefTandro Albani fuo Fra- 
tello , quefì:o Porporato ancora fé le mofì:rò be- 
nefico ; poiché vi crefie nel 172*7, per concelTione 
di Benedetto XIII, il Fonte Battefimale , che fece 
dipingere da Giacomo Triga , e Tornò di fini Auc- 
chi mefiì ad oro . Il commodo Coro d'Iverno è mo- 
derno , ed II Cavalier Tommafò Mattei ne fii T 
Architetto; il Quadro dell'Altare è pittura di 
Vincenzo Mainarci Genovcfe , e li laterali colla 
Volta fono di Giufeppe Chiari . V Immagine della 
B. Vergine Titolare della Chiefa , che ^\ vener;t-. 
fuir A Itar Maggiore,è dì quelle venuto dalla Grecia 
n^\ icmpo delle perfccuzioni delle Sagre Immagini; 

eia 



AvrìtAy ì Moderna, a^^ 

e la di lei Faccia è cosi bella , e perfetta , chei prN 
mi Pittori hknno giudicato , non efìere opera 
Umana , ma Divina , ed è miracolofifrima . Si ve- 
nerano molte Reliquie di Santi Martiri nella beli' 
Urna di Porfido fotto ilmedefimo Altare, che è 
ornato di un Ciborio, rivolto modernamente vcrfo 
la Tj ibuna , ed accompagnato da due antichi FuU 
piti di marmo . Sotto diquefla Tribuna fi vede la,- 
Confefiìone in forma dì piccola Bafilica , la quale 
doppo di efiereftata cniufa , ed ignota per ben 
200. anni, fu riaperta nel 17175 fornita di dop- 
pia Scala , arricchita di molte Sagre Reliquie , ed 
abbellita con Pitture di Gio; Battila Brughi , che 
anche dipinfe il Quadretto dell' Altare , il quale 
è ridotto al gufto moderno di un'altro dipinto in 
Tavola, rapprefentante parimente N, Signore nel 
Prefepio, che dicefi, fofle di S.Maria Mad.de Pazzi, 
e che qui fi efpone folamente nelle Fefte maggiori 
di quella Bafilica ., Ritornando nella Chiefà fupe- 
riore , 1* Altare nel mezzo della Navata finiflra fu 
confagrato da Benedetto XIII. Il Quadro è pittura 
del nominato Gio: Battifta Brughi ; e V Immagine 
di Maria , che fi vede nel mezzo dipinta in muro , 
fu qua trafj:)ortata da una Cafa vicina , deve face- 
va molti miracoli . Poco da qui diflante , verlò la 
Chiefa di S. Anaftafia, fu V Ar4 MaJJìma^ dedicata 
ad Ercole . 



Dt 



2^4 Descrizione di Roma 

Di S. Anna de CalzcUarL 

INoltrandofipiù avanti verfo la Salara, trovali 
la piccola Chiefa diS. Anna , òì cui fi ferviro^ 
no li i\ir;;frenieri, avanti che fi fahricafiero T al- 
tra in Borgo , della quale s* è già. parlato in quel 
i^ione ; e di quefìia fé ne fervono ora li Calzettari , 
la Compagnia de' quali , chela pofi)ede,nel 174 j. 
la rifece , e Y ornò nel modo , che fi oiTerva . 

Qui vicino fulla mano deflra dalla parte del 
fiume ^\ trovala modernaSalara5doye fi cuffcodifce,c 
fi vende il fai nero, che da Porto {\ porta in Roma 
pel Tevere, e fifahrica, e {lYQndc ancora il fai 
bianco ; e febene vi fia chi tenga , che quefto fof- 
fe anche il fito dell' antiche Saline; non regge però 
tal opinione; perciocché le antiche Saline erano 
certamente fra quefte moderne , e la Porti Tri- 
gemina y che vuol dire , erano più avanti del fito 
della detta moderna Salara , per andare alla Porta 
di S.Paolo;e terminavano ancora in quella Contra- 
da i Condotti dell'acqua Appia, portatavi da Ap- 
pio Claudio Cenfore, cognominato il Cieco. Secon- 
do racconta Fefi:o , fi dice, che vi fofie anche fila- 
ta una Statua di bronzo di un Putto , ed ua'akra di 
Apollo Celifpice , che era fatta m atto di riguar- 
dare il Cielo , overo il Monte Cello , al dire del 
Pancirolo . Vi fu ancora l'Aitare dì Giove Inven- 
tore > dedicatogli da Ercole , per avervi ritrovati 
alcuni Bovi fmarriti . 

Avanzandovi;, fi vede nn Arso^crctto uà Ora- 
zio 



Antica 5 E Moderna. 23S 

zìo Coclite , per aver difefo valorofamente il Pon- 
te Sub lido contro de* Tofcani ; Siccome vi fu an- 
cora T antica Porta Trigemina^ da dove ufcirono 
li tre Graz] a combattere contro li tre Curiazj , la 
quale fu pei trasferita alla Sepoltura di Ceilio , 
dove oggi fi vede . Ciò fuppone , ed ammette il 
Donati ; ma viene dal Nardini afierito il contrario 
con dire , che n^l tempo degli Orazj qucfka Porta 
non vi era in modo alcuno ; anziché Roma non ii 
dilatava più oltre del F alatino y e del CampìdO"^ 
giio . Pare dunque , che egli inclini a credere , di 
efler fiata quella più tofto la Navale; giacche li 
famofi Navali , che erano ii luogo per lo sbarco 
delle Navi , che venivano a Roma per Fiume , non 
erano , come alcuni credono, dall' altra parte del 
! fiume vicino alla moderna Porta Porte fé ^ dove 
tuttavia fono , ma orano certamente da queda ban- 
da delP ^^'^«^/«o , dove fino al tempo di oggi dì 
fé ne ofTervano nel fiume li veiligj, li quali norL_. 
folamente ne indicano chiaramente il filo , ma an- 
che la magnificenza , con cui erano fabricati , ef- 
fcndo ornati di più Portici, e di una difcefa nel 
Fiume,nobilmente abbellita di una commoda Scali- 
nata . 

Querto Contorno àìcQ^i Marmorata dalli Mar- 
mi , che da Mafia di Carrara qua con'dotti, fi sbar- 
cavano, conforme prefontemcnte fi prattica dall' 
altra parte del Tevere • 



Vd 



2^6 



DESCRIZIONE DI Roma 




De! Tempio , ed Altare Hi Ertole • 

SEguìtando acuminare alle radici del Monte 
A'ifentmoy Ci vedono i veftigj della fpelonca di 
Cacco Partore, famofo Ladro ^ ed in (pecie per i 

Bovi, 



Antica , i Moderna . 2^7 

Bovi, che rubò ad Ercole, dal quale poi nello flef- 
fo luogo fu uccifo ; perloche i Gentili ereflcro uà 
Tempio, che fi diceva di Ercole Vincitore. Qui, fe- 
condo alcuni , erano le Scale Gemonìe , così dette 
dal Gemito de' Condannati, che per efle venivano 
precipitati nel Tevere . 

Era il Monte Aventino ne'tempi antichi ripie- 
no di Selve j dalle quali Cacco prendeva como- 
da occafione per li fuoi latroneccj,perciò difle Ovi- 
dio nel primo de* Fafli ; Caccus Aventino timor-, 
atque infamia Sylva . La maggior quantità degli 
Alberi erano Allori ; onde una parte chiamofTì 
LauretuMy come narra Plinio nel lib. ij, alcap.^®. 
«r eftremità fuadicevafi Remufìa^ perche Remo 
viprefe gli Aufpicj per la fabbrica, e principio 
della Città. 




Vd 



2j8 



DfiSCKizioNE DI Roma 







Wmàmis^M 



ìmmmimm 



Del Ponte Sublìcìo . 

/^ Uìnel Tevere fi vedono i yr^^ì^] del Ponte 
V^ S ublicio^ così detto dall'Elei, delle quali era 
coinpollo . Fu il primo Ponte, che folle Fabricato 
fopra il Tevere, ed il R-ò Anco Marzio re lo fece 

fare 



Antica , e Moder.va . ij9 

fare, affine di unire alJa Città il Trafievere , da eflb 
alia medefima aggiunto , e vi fore, mediante tal 
1 onte, fra Tuna, e l'altro una commoda commuai- 
cazione . Fu coftrutto di Legni commefTì fenza.^ 
chiedi per la commodita di poterfi levare, e met- 
tere fecondo richiedeva la maggiore , ò minor fi- 
curezza di Roma, come Tito Livio è di opinione . 
Infatti fopradi eiTo accadde il famofo fatto d'Ora- 
zio Coc]ite,il quale folo tenne adietro Forfenna Re 
de Tolcani con tutta la fua Armata, fintantoché fu 
rotto il Fontc,e poi gcttatofi a noto ripafsò ai fuoi. 
Emilio Lepido lo fahricò di pietra , e per molto 
fpazio di tempo fu nominato dal fuo nome. Lepido.. 
Lìi poicia rotto dalla corrente dell* Acqua, e Tibe- 
rio Ccfare lo rifece . Finalmente Antonino Pio lo 
fece di marmo,e fé ne vedono le rovine in mezzo al 
Fiume . Da queflo Ponte fu gettato nel Tevere il 
corpo di Elicgabalo con un fafTo ligato al collo . 

Più avanti, e non molto diflante dai fuddetto 
Ponte era il Tempio di Portunno. L'Arco, che fuf- 
feguentemente fi vede, fi chiamò ÓQ^Sette l/'efpillc^ 
vi in tempo del Fulvio, e del Fauno . In oggi fi dice 
di S, Lazzaro per laCappella erettavi a quefto San- 
to, e vi rifiede un Eremita, che domanda l' Elenio- 
fiiia, non folo alii Pafìaggieri, ed a quelli, che van^ 
no alla V^ifita della Bafilica di S. Paolo, ma ancora 
la va dimandando per la Città; efìendo mantenuto 
dall' Archiofpedale ài S. Spirito in Salila, al quale 
appartiene quefta Cappella; e P Elcmofiue , che lì 
raccolgono, fi applicano in benefizio degP Infermi 
dell' Òipedale di S. Lazzaro fuori Porta Angelica . 



340 



Dt^cKizxoHB w Roma 




Dei Monte Aventino* 

FU* quefto il quarto Monte di Roma , e le fS 
ajggiimto da Anco Marzio . E* di molto giro ; 
poiché, cominciando da S. Jinria fn Cofmedìn, ter- 
mina 



-Antica, e Moderna. 241 

mina tra Oriente , e Mezzo giorno con le Mura 
Romane , delle quali nn iato lòvrafta al fito. del 
Circo Maffimo , ed alle Terme Antoniane , V altro 
al Tevere , ed al Monte Teflaccio , VHen divifo nel 
mezzo da un gran folco , che , cominciando dalla 
Porta di S. Paolo , termina nel principio ÒQgìì Or- 
ti de' Cerchi , 11 fuo nome deriva , fecondo Varro- 
ne , dagi* Uccelli ab avibusy oppure ab adventu ; 

I poiché molti lòlevano concorrere da tutte le parti 
del Lazio al Tempia di Diana qui efiftcmc . Dioni- 
gi però, Livio, e Felto vogliono, che fia così 
chiamato da Aventino Re d' Alba , che qui fìi fe- 
polto . Sotto le rovine giacciono in quefto Monte i 
V^cfligi di molte Fabbriche rifguardeyoli, che anti- 
camente vi furono . Qui Evandro erefìe un Tem- 
pio , un Atrio , ed una Libreria . Vi fu anche V 
Ara di Giove Elicio ; il Fonte , e la^Spelonca , do- 
ve il Re Niim^, fece <xede^e yRor^aHi, di avere 
apprcfi daCijòve glraugUrjrC * ,■ ' ^ 

Queflc^vdopo la raortedi Romolo fu eletto per 
fecondo Re 8t' Roiìinni ;^ed eftehdo fingolari in 
lui la pietà, e Religione vferfo li Dei , diede la 
forma de' Sagrificj , e delle Cer&qsionie Sagre : elef- 
fé i Pontefici , gliAygurj,i Siilj : divifè Tanno 
in dodici mefi , Tn giorni fafti ; e nefafti ; ed or- 
dinò alle Vergini Veffcali la cuflodia del fuoco per- 
petuo , moitrando di aver ricevute dalla Dea Hge- 

» ria tutte quelle cofe , acciò le Genti ancor barba- 
re r acccttaffero più volentieri • 

Seppe anche ridurre il popolo di Roma ad 
una tal manfuetudine , che queÌTlmpero , che (1 era 
Tont. L Q^ acqui- 



242 Descrizione di Rom'a 

acquiftato a vi va forza , e con poca ragione , ven- 
ne poi da lui con tutta quiete governato , come fi 
legge in Lucio Floro nel principio del primo libro; 
perciocché, oltre di aver confermate le leggi di 
Romolo, ed aggiuntevTle Tue , e di aver dilatate 
le Mura di Roma , ed inclufovi il Monte ^uìrinam 
U ; follevò la Plebe , e li Patrizjj e coltivò colla 
Pietà ancora la Giuftizia ; talmente che àcquiflan. 
dofi r amore univerfale d^/ Sudditi , il Popolo gi' 
crefle doppó la morte una nobile fepoltiu'a nel 
GUnkolo ^ 



ni 



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^i••■■^ n orlo. ^■. .1»;:. ..;.;.. . . 



ì\ntica5 e Moderna; 



24J 




Dì S. Séthina , e dei Tempio diDikiìà^ • 

UNa delle tré Chiefe, che fi trovano nella fom=" 
mità dell' Aventino , alle radici del quale ol 
'fumo fin qtit trattenuti , è quefta quanto di vota , 
Q, 2 altret- 






«44 Descrizione di Roma 

altrettanto antica di S. Sabina , che fìi edificattu» 
nella di lei Cafa Paterna, o come altri vogliono, 
nel Tempio fteifo di Diana da nn certo Pietro di 
Schiavonia > Tanno 425. in tempo di S. Celeftino I, 
come fi legge nel Baronie adattn^^i^ , e come di- 
nioftra le feguente ifcrizione fatta di mofaico , e 
collocata nel fondo della Chiefa fopra il Coro di 
quefti PP* 

Culfntn Apoflolicum cnm Cctleliinus haberet 
frimus i Ò- in totofulgeret Epifcvpus Orbe , 
HéCC i quit mirans fundavìt Presbyter Vrbìs 
IVyrka degente Petrus , w nomine tanto 
Dignus ab exortu Chrijti nutritus in aula : 
faupertbus locuples , Jìbipauper , qui bona vit/t 
Frxfentis fiigiens # meruit fperarefutura . 

Fu confagrata da S. Sifto III. S. Simmaco le diede 
il Titolo di Card. Prete ; e S. Gregorio Magno 
le eonccfle la Stazione per il primo giorno di Qua- 
refima , nel quale vi fece anche alcune Omilie al 
Popolo , ed i Sommi Pontefici coftumano venirvi 
infolenne Cavalcata a tenervi Cappella Papale , 
ed a farvi la Funzione delle Ceneri . Onorio III. 
avendo confermato 1' Ifì:ituto di S* Domenico , gli 
donò cinefila Chiefa con buona parte del Pontificio 
fuo Paìawo > che il Santo convertì in Convento , 
e lo abitò . Eugenio III. la rifìiorò di bel nuovo V 
anno 824, e nuovamente fu confagrata nel i2^S. 
da Gregorio IX. Aìtxi rlfl;oramenu ricevè pure nel 
1441. dal Card. Giulio Cefàrini ; ed anche Sifio V, 

nel 



Antica , b Moderna . 24^ 

nel 1587. vi Fece notabili miglioramenti , e fono 
quelli , che fi leggono nella qui trafcritta Memor 
ria , che gli fii eretta . 

SISTVS y. PONT, MAX. 

Ecclfjtam hanc^ìntermedio P arìete-^ruvinofoque teBom 
rio fublatis ^ Pavimento flrato ^ gradì bus ere5lis ^ 
Piliuris adpittatem accomodatisi Altarique una^ 
cum Sar'is Martyrum Alexandri Papa , Eventii y 
Theodidi , Sabitne, c^ S erapi <e Reliquiis, ob Sta- 
tionarias , Pontificiafque Mijfas celebrandas , tranf-^ 
latOy in hanc formam reflituit anno Pontif, //. 

Il fafTo , che è nel mezzo della Chiefa , Io get- 
tò il Demonio dalla cima del Tetto contro del San- 
; tojmentrejorandojftava proftrato fopra di una Pie- 
j tra , che è quella, che fi vede incaftrata nel muro 
j folla fmifcra, entrando in Chiefa per la Porta late- 
) ^ ralc , e fervito anche aveva di coperchio al luogo, 
. j ove erano rinchiufi li Corpi de i detti SS. Martiri . 
I ' In quefto fito era parimente una Grotta, ed in efìa 
i il Santo fi difciplinava a fangue . Ora fi vede tra- 
, sferita fotto V Aitar Maggiore , ed ornata di fini 
, marmi tutto ali* intorno dalla Famiglia Cianti Ro- 
ì , mana . 

11 Quadro di S. Giacinto nella fua Cappella fti 
colorito da Livia Fontana, e tutte le altre Pit- 
ture fono dì Federico Zuccheri . Il S. Domenico 
nella feguenteè opera di Giacomo Triga. Tad- 
deo Zuccheri dipinfc la gran Tribuna , e nella 
Cappella nobile de Signori Delci Sanefi > che fu 
Q g archi- 



24^ DESCRfZfONE Di RoMA 

architettata da G io: Battifta Contini, il Quadro 
dcir Altare è opera di Gio; Maria Morandi , e le 
Pitture nella Cuppola di Gio: Odazj • Seno Tepolti 
in Guella Chieia più Cardiniili , e più celebri gra- 
duatiFeligiofi ci qutft'Crdine , conforme firico- 
noice dalle lapidi Sepolcrali , eDepofiti , che vi 
fono ; fra quali è riguadevole quello , che fi ve- 
de eretto al Card. AlefTandro Bichi , ed infieme a 
Monfignor Celio Bichi Uditore di Rota. 

Dalla Chieia paiiando al Convento , il Car- 
dinale FràGirolamo Bernerio da Coreggio efienda 
qui flato Priore , oltre la detta Cappella di S.G ia- 
cinto, fece anche fahricare molte Camere per li 
fuoi Religiofi , ed un commodo Appartamento 
per il Sommo Pontefice per quando viene qua nel 

Ìirimo giorno di Quarefima, a tenervi Cappella-, 
^apale . 

Nella Stanza Capitolare fuUa finillra del Clau- 
(Irò veftì il Santo Fondatore dell'Abito di fua Re- 
ligione S. Giacinto, ed il B. Ceilao , A mezze-* 
leale, per lalire alla parte fuperiore del Convento, . 
fi trova fulla defì:ra una piccola ftanza , ove S. Do- 1 
menico abitava , e più notti vi palsò in divoti col-| 
loouj con S.francelco, e con S, Angelo Carme- 
litano, efìendo ora cangiata in una Cappelletta, 
che dal Pontefice Clemente IX.fìi nobilmente ador- 
nata ; ed in cima finalmente di dette fcale altra»^ 
Cappelietta vi fi ofierva quafi dirimpetto, pari- 
mt nt« a mano diritta , dedicata a S. Pio V^. di cui 
d a Cella , efi'endo Religiofo , e Cardinale , ed 
ornata pur qucfì:a nobilmente, ma di ftucchi molto 

ben 



Apatica ) £ Moderna. 247 

feen lavorati , e di pitture , che rapprefentano 
irarjfatti di quefto Santo Pontefice . 

Oltre li riferiti Santi , che qui dimorarono, 
ti abitò eziandio S. Raimondo de Pennafort , e-» 
S. Tommafo d'Aquino ; e fervi quefbo luogo alcu- 
ne volte anche per ufo del Conclave . In fatti vi fìi 
eletto Pontefice Niccolò iW doppo la morte di 
Onorio I\^, che qui abitando, vi mori . 

Non è finalmente da tacerfi , che il S. Patriar- 
ca Fondatore qui abitando, vi piantò di fua mano 
un'Albero di Merangoli , il quale conforme fi man- 
tiene tuttavia vigorofo, e fruttifero, ne prendo, 
no li Fedeli per divozione le foe^lÌQ ; e fé produce^» 
alcun frutto , ne regalano quefti Religiofi il Sagro 
Collegio in occafione,che q«à viene a tenervi Cap- 
pella Papale , come fi è detto, nel primo giorno di 
Qnarefima . 

Quì^ vicino era il Tempio di Giunone Regina ; 
e contigua a quefi:a Chiefa vi è ancora la Villa del 
Conte Ginn afi 5 dovefiftabilì l'Accademia degl' 
Arcadi Infecondi , che fi aduna ia diverfi tempi 
deli' anno . 

" LìS.AUJTw, 

L' Altra Chiefa , che doppo la defcrltta s'incon- 
tra nella fommità dell' Aventino , èquefta di 
S. Alelfio , dove fu ì\ Monafiero di S. Bonifazio ; 
ma prima vi era ftato il Tempio di Ercole Aventi- 
no , preflb al quale gli Antiquarj pongono l'Anni- 
laflro,, doreo fi riponevano, e fi CHllodirano U 

Q4 Ar- 



24^ Descrizione di Roma * 

Armi , b nelle medefime Ci efercitavanoli Romani • 
Sopra le rovine di queflo Tempio Eufemiano Sena- 
tore di Roma, e Padre del Santo Pellegrino edifi- 
cò il proprio Palazzo . Fu illullrata la medefima. 
Chielacollaprefenza del Servo di Dio Adalberto 
V^elcovo , e Martire ; ora vi rifiedono li Monaci 
di S.Girolamo della Congregazione di Lombardia» 
fondati daEufebio Cremonelè nello Stato di Mila-.. 
no, e riformati nel i4^g.dalP. Lupo Olmetti Spa- 
gniiolo , la cui memoria fepolcrale fi legge vicino 
all'Altare Maggiore . Quefti Religiofi l'anno i^Sz- 
erefiero fopra V Aitar Maggiore un bel Ciborio di 
fini marmi , e con alcune Colonne di verde anti- 
co . Sifto V, Tonorò con dichiararla Titolo Cardi- 
nalizio; ed Urbano Vili, le communicò la Stazio- 
ne di S. Sabina • 11 Card.Francefco Conti Guido 
Bagni, efTendone Titolarenel i6og5fcce nelloftcf^ 
fo Altare un Tabernacolo di pietre preziofe , e tra* 
balauflri di marmo aprì una (cala, per calare nella 
Cappella fottopofta al detto Altare , dove fono i 
Corpi de' Santi Bonifazio , AlciTio , e Aglae . In-. 
una Nicchia nella Nave traverfa per pafiare al Mo- 
naftero vedQìì il Depofito di eflb Cardinal de Ba- 
^ni , la di cui ibtua è opera di Domenico Guidi . 
E' qui una Cappella Antichiflìma de' Signori Prin- 
cipi SaveJli Duchi Aventini; e vi fi vede la Scala del 
Santo , colla feguente memoria : 

St^h gradu iflo , in paterna domo Beatus Alexius 
Romanorum nobìlijjìmus , non ut filìus , fed fan» 
qnamfduf^T receptas t a/pcram, egmamquevì' 

tant 



Antica , h Modkrna ■ , 249 
ta)n duxit annìs 1 "-jyìbìque purijjìmam anìmamCre^ 
to^ì fiwfelicuer reddìdit ^ an. Dom» CCCCX1UL 
Jnnocemìo I Fapa , & Honorìo > & Thedofio IL 
Imferatoribus . 

Vi è ancora lina fepoltura antica de* MafTimi , II 
CnrdinalV^incenzo Gonzaga fece la Sagrefìia , ed 
il Cero d'Inverno 5 e morendo nel 1 591. vi elelTc 
Ja fila fepoltura, e vi lafciò tutta la faa Guardaro- 
ba di non poco valore . Vi è ancora il Depofito 
del Cardinal Metello Bichi . L*Anno Santo del 
1675. ^"efti Monaci, trafportarono dallaNave di 
mezzo rimmagine miracolofa della B»V« Mariajché 
fi venerava in una Chiefa della Città di Ed.efìa in 
Soria Calla di cui porta dimorò per molti anni 
S, Aleffio in forma di mendico , come racconta il 
Surio ) collocandola dentro la nuova Cappella , 
erettale nella Nave trafverfa di quefta Chiefa tut- 
ta ornata di flucchi . Quelli PP. ora ingrandifcono 
il Convento, a fine òì renderlo capace per V abitcì-^ 
zione di molti pii^ Religiod, di quelli vi erano ; é 
confpefa, che viene fomminiftrata dalla generofa 
Pietà del Signor Cardinal Qiiirini , rimodernano 
ancora, ed abbellifcono la Chiefa fui difegno, la- 
fciatodalP, Revigli^s, Monaco di quefta Cosgrcc 
gazione • 



D/ 



2JO Descrizioì^e di Roma 

jDj S. Maria del Priorato . 

LA terza Chiefa , che fi trova nella fommìtà 
dell' Aventino, è qucfta di *S". Maria del Prio~ 
rato , che è una Commenda dell' Ordine Gerofoli- 
mitano di Malta, e fi vede eretta nell'eftrema par- 
te di eflb Monte , dove dicono diverfì Autori , ef- 
fcre ftato il Tempio della Buona Dea , alla quale 
Verificavano folamente le Donne . Fu notabilmen- 
te riftorata da S. Pio V> che vi fece edificare Tabi- 
tazione contigua ; e vi fi venera la memoria di S. 
Giovanni, Fondatore di queft'Ordine dì Cavalieri, 
che vengono il primo giorno di Maggio a cele- 
brarvi la Feda . Fu quello luogo beneficato dal 
Cardinale Benedetto Panfilj , che vi fece ingran- 
dire , ed adornare il Palazzino, unito con una No- 
bile Galleria di Quadri, ed altre rare curiofità . 
V adornò pure il Cardinale Bartolommeo Rufpoli; 
e lo fteifo va facendo con non mediocre fpefa il Si- 
o-nor Cardinale Girolamo Colonna > che ne è ora 
Gran Priore , affine di rendere quefto luogo ame- 
no , ed al più poflibile deIiziofo,non tanto rifletto 
al Palazzino fudetto, quanto rifpetto al Giardino j» 
che ha oltre modo abbellito . 



Del 



Antica, e Modciwà» 



2jl 




Del Monte Teftacào . 

NEI diTccndere dall' Aventino nella ftrada, che 
conduce aJIa Porta di S.Pa^lo, reffca a mano 
delira un Baloardo, fabricato da Paolo IIL con B- 

pru 



BJ3 Descrizione di Roma 

pra un Molino a vento , che non è in ufo ; e qui 
levanti, alla medefima mano, fi vede quello Monte, 
dai volgo chiamato Teflaccìo ; ed in latino Tcfl^^ 
ceus^ &' DoiioluTìiy riflrettoal preiente dalie mu- 
re di Aureliano> poco lungi dalia Porta fuddetta . 
Ebbe la Tua origine ( lafciata l'opinione de'Tribu- 
ti. portati a Romani dalle circonvicine Provincie 
in vafi di creta ) dalla quantità de* Vafari, che qui 
lavorando per la commodità dell* Acqua ,e dell* 
imbarco de iloro lavori, potè quello iMonte for- 
niarfi dalli frammenti di tali Vafi; tanto, più, che 1' 
ufo di efiì era frequentifilmo in. Roma,adoprandofi 
per confervarvi le acque , i vìmy ed altri liquori, 
ficcome per confervarvi le ceneri de' Morti , per 
incroftarne le muraglie delle Cafe , e per formare 
ancora di creta li Simulacri de' Dei . Né tampoco 
è inverifimile , che dalla frattura di molti Vafi > 
ne* quali venivano per il Tevere a Roma diverfe 
mercanzie , crefcefie di più detto Monte, per eiler 
il luogo, dove fé ne gettavano i frantumi , ò che 
cambiata Roma di Fede doppo foffcrta 1* in- 
vafionc de Barbari, il Popolo, per render fruttife- 
ri que'fpaziofi fiti , ne' quali erano flati tanti Se- 
polcri antichi, dove è certo, che fi trovarono ur- 
ne di terracotta, vafi cinerari, ed altri ancora 
lunghi, e tondi per l'acqua, da lavare le offa bru- 
ciate , li trafportafìero in quella pianura , vicina 
all^ ripa del Fiume , forfè anche per comando del 
Senato, publicatocon Editto. 11 fuo circuito è qua- 
fi un terzo di miglio , la fua altezza di circa 1 6o. 
piedi j e fotto vi fono fiate cavate Grotte frefchif- 

fime 



Antica, E Mode RK A. 25;^ 

fime, per confervarvi il vino ueirHftate . Oll^fi die- 
tro a quefto Monte era il Circo chiamato Intimo ; 
come pure il Bofchetto d* llerna , dove i Ponte- 
fici de* Gentili facevano alcune loro ruperftiziolc 
ceremonie . 

Granari del Popolo Romano . 

TRa li Monti Aventino; Teflacclo , ed il Tevere 
erano i luoghi , chiamati Horrea , cioè Gra- 
nar] del Popolo Romano, det;i ancora d'Anice- 
to, che fi leggono in V^ittore ; alli qua^ alcuni ag- 
giungono quelli dì V^arguntejo , di Galbiano , e 
di Domiziano , dove commodamente sbarcati , (1 
riponevano i Grani , che venivano dalla Sicilia, 
e dalla Sardegna C chiamati Granar] di Roma, ) e 
quei parimente t che venivano dall'Affrica , e dall' 
Egitto , 



f. 

Del 




«54 



DBSCwriONB DI Roma 




Vd Sepolcro di C. Ofito . 

PRefìb la {tgntntt Porta , detta di 5. Paoloy s* 
inalza un MaufoJco , fatto in forma di vaita , 
ed alta Piramide quadrangolare , tutto di Pietre 

qua- 



Antica, e Moderna . 2yy 

quadrate, di altezza palmi i6o , e di larghezza 
nel Tuo bafamento palmi igo. Da quello > fi ricava 
dairifcrizioncche vi f\ ofTerva nel Profpetto verfo 
la Via Ofiienfe y fu fatta collruire in^jo. giorni 
per ferbarvi le Ceneri del detto Cajo Ceflio, il 
quale effendo Confole , ed Uomo ricchiflìmo , 
lafciò erede delle fue ricchezze M. Agrippa , il 
quale fu tanto generofo , che rinunziò T Eredità 
a' Parenti del defonto . Fu ancora uno de' Sette 
Epuloni , che avevano cura di preparare a Giove, 
ed agli altri Dei de' Gentili gli Epuli , o Conviti , 
che chiamavanfi Le^iflernia , c^ Pervìgili a . 

Coftoro ordinavano, che {\ apparecchi afferò 
le vivande in alcuni Conviti , che fi facevano in 
giorni determinati, ora a Giove, ed ora ad altri 
Dei ne'loro Tempj,e poi chiufe le porte,mandava- 
no fuori il Popolo , dicendo , che i Dei non vole- 
vano effcr veduti a menfa ; ma cffi erano quelli , 
che effettivamente di nafcofto vi banchettavano • 
Nel mafficcio di quefta fabbrica è una ftanza a Vol- 
ta, alta palmi 19 , e lunga palmi 26. ornata di belle 
pitture, che ora non confiftono, fenonche in quat- 
tro piccole Vittorie , ed alcuni rabcfchi ben con. 
lervati, mantenendo tuttavia il loro color vivace. 
5i attribuifcono quefte Pitture da alcuni Studiofi a 
Pacuvio Poeta, e da altri a quell'Aurelio famofo 
Dipintore, che fiori in Rema poco prima di Augu- 
fio . Papa Aleffindro VII. fece rillorare quefta Pi- 
ramide, e fcoprirle tutta la Bafe, ed anche la Por- 
ticella , che introduce in detta itanza ; nella quaP 
occafionc effcndovifi trovate giacenti àn^ Colon- 
ie*- 



2^6 Descrizione di Roma 

ne , coi fuoi PiecIeftaJli, fece quefti trafportarc in 
Campidoglio , perche vi fi confervaffe i'Ifcrizionc 
che vi era , d* elTer flato il detto M. Agrippa uno 
degl' Eredi di efìb Cajo Ceftio, e quelle fece erige- 
re ai fianchi del Profpetto, che reità dentro le mu« 
ra della Città . 

Della Porta di S. Paolo • 

Vogliono, che quefta Porta fi chiamaffe anti- 
camente Trigemina ; non perche realmente 
fia la vera Tridentina , che era in altro fito più ad- 
xlietro verfola Città, cioè alle radici dell'Aventi- 
no: ma perchè fu ali* antica fo/lituita, quando 
Cjr.udio qua la trafportò , rinchiudendo dentro 
della Città con quefì:a nuova Porta , e con le nuo- 
ve muraglie , che fon quelle, che in oggi Ci vedo- 
no, il Monte Aventino y ed il Teflaccio .Donde 
poi le venifTc la denominazione di Trigemina^ vuo- 
le Tito Livio , fegiiitato dal Nardini , che tale (i 
dicefTe dalli tre fratelli Orazj , li quali ufcirono da 
quefta Porta per combattere contro li tré Curiazj» 
Fu detta ancora 07?;>«[/è' , perche la Via, che ne 
cfce, conduce alla Città di Oftia . Ora fi chiama di 
.S. Paole , e ciò fino da quel tempo, in cui fu fon- 
data la Bafilica in onore di queftó Santo Apofi:olo , 
a cui per condurfi, da qucflia Porta fi efce . 

Fuori di queila Porta , fino alla Bafilica di S. 
Paolo C come afì'erifce Procopio nella fua Storia 
de Bello Gotico ) era un Portico, che avea le Co- 
lonne di marmo , ed il Tetto dì piombo , fatto per 
com9do di qJv>j andava a vifitarla . Del 



Antica , e Moderna • 257 

Bel S. Salvatore fuori di PorU S, Paolo . 

POchipafTidiftante dalla Porta fuddetta di S. 
Paolo fi trova a mano deftra quefta antichiffi- 
maChiefiiola del Salvatore; e qui fu dove S. Pao- 
lo vidde la Nobil Matrona Plautillii , eie doman- 
dò una benda per vclarfi gli occhi , con promefla 
(li reftituirlela, come in effetto fece, apparendo al- 
la pia Gentildonna dopo la fua morte . Il Cardinal 
Giovanni Torrccremata Spagnuolo riftorò quella 
Chiefa , unita con quella di S. Sabina • 

La Cappella, che refta dall* altra banda fra la 
Porta, e quella Chiefuola, fu fatta dagl' Orfanelli, 
per collocarvi un'Immagine della Madonna , di- 
pinta in un muro vicino 3 e vi chiedono limofina 
iilii Pafìaggieri • 

De^ SS, Pietro y e Paolo quìfeparatt. 

SI ha per antica tradizione , che qui fi dividef- 
fero li SS. Apoiloli, T uno dall' altro ; profc- 
guendo S. Paolo il viaggio air Acque Salvie , e^ 
S. Pietro incaminandofi al Alonte Aureo , per ei- 
fere martirizzati . L* Archiconfraternità de' Pelle, 
grini r ottenne dal Pontefice Pio IV , e la riftorò 
nel I56S, aggiungendovi un poco ài abitazione 
per cfti no doveva avere la cura • 

Non molto da qui diftante {\ trova la Vigna i 
che fu di S. Francefca Romana; nel cui muro erte- 
riore fono dipìnti alcuni miracoli operati in que* 
9o Ifiogo dalla Santa . 

Tct^. U R Incon> 



258 Descrizione di Roma 

Incontro a quefta Vigna corre un Fiumlcello, 
chii.mato da Prudenzio , e da S. Gregorio , Rivo 
Aimone; e nafcendo fopra la CaffarelUy ed ingrof- 
fi.ndoperla Via Appianai luogo detto Aquatac* 
doy entra nel Tevere . E*celebre appreffo gli Scrit- 
tcri , li quali dicono , che quando fu portato da 
Frigia a Roma il Simulacro di Barecintia, creduta 
da'tSentili Madre degli Dei, fu qui lavato da' Tuoi 
Sacerdoti , e pofto poi fopra di un carro tirato da 
due Vacche 5 fu condotto nella Città con grande 
allegrezza del Popolo ; dal qual tempo in poi fi 
preft il coftume dì portarlo ogn* anno con folen- 
ne pompa nelmedefiaio modo , e luogo, a farlo 
lavare • 

Si giunge poi al Pr?to della vicina Bafilica di 
S. Paolo, dove fono fepolti molti Criftiani, morti 
nel Contagio degl* anni i65<^, e 1657. 

Della Bafilica di S. Paolo - 

AD ìftanza di S. Silveflro I. fìi edificata queft' 
infigne Bafilica da Cofiianiino Magno Impe- 
radore in un Podere di Lucina nobilifiìma, e reli- 
giofifiima Matrona , nel quale era anche un Ci- 
miterio, dove era filato la prima volta fepolto il S. 
Apoffcolo Paolo da Timoteo filo Pifcepolo , dim 
verlb però da quello, al quale fcrifie le due Epifil- 
le . Lo fiefib S. Pontefice poi la confagrò , e fu nel 
giorno fiiefib de 28, Novembre delP anno ^24, in 
cui aveva confagrata anche quella di S, Pietro , 
collocando fotto V Aitar Maggiore la metà de' 

Cor* 




r ^ 



Antica , e Moderna .' 2^^ 

Corpi deir uno, e l'altro S. Apoftolo; J' altra metà 
de* quali lafciato aveva nella Bafilica Vaticana • 
Quefto primo Edilìzio però eflendo riufcito un po- 
co angufto , r Imperator Teodofio nel ^86. prin- 
cipiò ad ingrandirlo ; ed Onorio nel ^95, lo riduf- 
fe a perfezzione , conforme fi raccoglie da' verft 
feguenti, che Ci leggono intorno ali* Arcone prin- 
cipale . 

Theodojtus capìt ^perfeclt Onorius Aulam 
Do^oris Alundi , facratam Corpore Pauii , 

SufTeguentemente poi da divcrfi Pontefici è (lata 
Tempre rifiorata, ed adornata, cioè da S. Leone I, 
S.Simmaco, Ormifda, Gio; I. Gregorio I. Sergio I. 
Gio: V^I. e Gregorio 11. ma più fingolarmente da 
S. Leone 111. per efìere ftata in gran parte diflrutta 
ida un Terremoto rpaventofo,accaduto nel fuo Pon- 
tificato ; ed in tempo di Siilo V, fu fatto il foffitto 
ben intagliato nelle due Navate della gran Crocia- 
|ia . AfTerifce Prudenzio, che nel fuo tempo vi era. 
IO quattr* ordini di Colonne antiche , le quali fo- 
lengono in oggi ancora quefta Sagra Mole . Sona 
in tutte So.parte ftriate,e parte rotonde.Quelle del- 
a Nave di mezzo fono di marmi nobili,conforme iì 
/ede, effendo fiate ripulite , alcune nel Pontifica- 

di Benedetto XIll , ed il rimanente nel Pontifi- 
ato prefente; e le altre delle Nayi laterali fono 
:i granito. 

1 La lunghezza di quefta Bafilica , fenza la Tri- 
'«na, è di palmi ^55'. larga Z05, e fi divide in cin. 

R 2 ^nc 



26o Descrizione di Roma 

qiie Navi . Si afcende per due fcalinate di marmo 
air Aitar Maggiore, pofto fra due Navi traver- 
fe coii archi, lòfteiiuti da dieci Colonnne di grani- 
to, di fmiflurata grofìezza . 

La gran Tribuna è ornata di bellifTimo Mofai- 
co antico nella Volta, che è opera di Pietro Ca-.- 
vallini ; ed avendo da gran tempo in qnà patito di 
molto, il Pontefice Regnante colla fila pia muni- 
ficenza fece ultimamente un grofìb aflegnamento, 
acciò venifTe rifarcito, ficcome fi è fatto . Il Pavi* 
mento è moderno , ed è comporto di politi iTmii 
marmi. Il maeftofo Aitar Maggiore, che è dife- 
gno d' Onorio Longhi, ha quattro grofìe colon- 
ne di Porfido ; quattro minori ne ftanno a' due Te- 
dili laterali; e quattro fimili in ogni Altare di que- 
fte Navi traverfe • lì Qiiadro del medefimo Aitar 
grande rapprefentante il S. Apoftolo , che viene 
porto nel Sepolcro, fu condotto da Lodovico Ci- 
voli Fiorentino , e le pitture de* quattro Ovati fo- 
no di Avanzino Nucci. Alla dertra di qucrta Tribù*, 
na , in una Cappella di bellifilmi marmi ornata, fi 
venera il SS.CrocefifTo, che parlò più volte C^iccom 
me è tradizione) a S.Brigida PrincipciTa di Sveziaj 
la Statua della quale , che fu (colpita da Stefano 
Maderno , fi V'ede in atto di orare in una delle 
Nicchie della medefima Cappella . Il medefimo 
SS. Crocefiflbfìi intc^ filato dal fudetto Cavallini; 
ed efìfeudo a piedi V Immagine della Santifìlma Tua 
Madre, avanti di e(Ta venne S. Ignazio Lojola afa- 
re li Voti della fua Regola , ed anche a ricevercj 
quelli de Tuoi Compagni : ed il Tuo Altare fu da-*| 

Bene* 



Antica , E MoDKRNA . ±6i 

Benedetto Xlll, confagrato nd 1725' , dopo di che 
effo SS. Crocififlb dal Ino^o, dove prima (i vene- 
rava, fu trafportato, e collocato in quefta Cappel- 
la, fabricatagli di nuovo . DalF altra parte della 
Tribuna la Cappella del SantifTimo Sagramento Fu 
architettata da Carlo Madcrno nel 1629. La Volta 
a frefco fu dipinta da Anaftafio Fontebuoni Fio- 
rentino . Il Cavalier Lanfranchi colorì il Qua» 
dretto deir Altare, e tutti quelli, che fono folto 
Ja Cornice ; ma conforme venivano danneggiati 
dall'umidità , vi furono po.fte le Copie , le quali 
cfiendo pure dì buona mano , perche fatte dal mi- 
glior Scolaro, che egli avefie , per lo Iteflb moti- 
vo anche quelle furono rimo^e , e fattevenc ajtr© 
ii frefco nel muro , li detti Quadri Originali li cu- 
flodifcono in una Sala di queflo Monaltero ,- e le 
Copie (iidette nella gran jftanza , prima di entrare 
inSagreftia. Nel primo Altare vicino, Girolamo 
Muziani condufie V AfTunzione della B. Vergine ; e 
Lavinia Fontana dipinfe S. Stefano lapidato dagli 
Ebrei nel feguente . 

Negl'altri due di contro,la Converfione del S, 
Apoftolo fu cfprefTa da Orazio Gentilefchi ; ed il 
Santo Patriarca Benedetto, che vu in eftafi da Gio- 
vanni de' V^ecchi dal Borgo . 

Difccndendofi nella ConfefTionc dell'Aitar Pa- 
pale,vi fi venera5fra molte celebri Sagre Reliquie, 
la metà de' Corpi de' SS. Principi degli Apoftoli : 
li Corpi de' Santi Timoteo, Celfo, Giuliano, e Bafi- 
lifTa MM. , e di alcuni Santi Innocenti: im Braccia 
ài S. Anna; la Catena dì S. Paolo , mentre fu pri- 

R j gio* 



262 Descrizione m Roma 

gioniero; ed altre molte fono ciiflodite in Sagre» 

ftia. 

Il Mofaico deir Arco principale è antichiflì. 
mo , e fatto fare da S, Leone Magno nel 440, ad 
iftanza,e forfè a fpefe ói Placidia, Sorella degl'Ini- 
feradori Arcadio, ed Onorio . 

Le cinque Navi non contengono alcun Alta- 
re ; vi fi vedono iblamente due ornati antichi di 
marmo bianco a baffo rilievo dall' una , e V altra 
parte della Porta maggiore . In quello a mano di- 
ritta fi legge , che in quel fito fu ritrovato il Ca- 
po del S. Apoftolo ; e V altro a mano finiftra è de- 
dicato a S. Dionifio . Li muri poi della detta Nave 
di mezzo fono tutti ripieni di Pitture antiche, ma 
guafte dall' umidità; e fotto vi fono T immagini 
di tutti li Romani Pontefici , che S. Leone I. vi fece 
r^pprefentare , da S. Pietro fino al fuo tempo, e 
di poi continuate fino a S. Simmaco , che fu eletto 
Pontefice nel 498* Qnefte, comeche erano dal 
tempo , e dall' umido sì fattamente danneggiate » 
che non fi potevano più difcernere , il Santifilmo 
Pontefice Regnante tutto Zelo perla confervazio- 
ne delle memorie antiche , non (blamente le ha fat- 
te riftorare , e ravvivare con nuovi colori dal Pit- 
tore Salvatore Monofilio Mcfilnefe ; ma fotto la 
direzzione dell'erudito Canonico Gio: Marango- 
ni , gli ha fatto ancora feguitare la ferie de mede- 
lìmi Pontefici fino a fé , che doriofamente regna. 

Il pavimento è affai curiofo , poiché fu com- 
pollo di varj frammenti di pietra con diverfe an- 
tiche Ifcrizioni rotte, ed imperfette, le quali rac- 
ji colfe 



Antica', e Moderna . ±6^ 

colfe in un libro Cornelio Margarini Monaco Be« 
nedettino. 

La Porta di mezzo , che è di Bronzo antico , 
adornata tutta di figure, fu fatta nel 1070, in tem- 
po di Aleflandro li. Pantaleone Cartelli Confolc 
Romano la fece gettare in Coftantinopoli , e qua 
trafportare con molta fpefa, come in effa fi legge ; 
e perciò vi è fcolpito un Cartello , Arma fua gen- 
tilizia, ed egli mcdefìmo genufleflb avanti una Sa- 
gra Immagine . 11 Portico antico efìendo rovinato> 
fii da Benedetto XIII. fatto rinovare nel detto an- 
no 1725. con architettura di Antonio Canevari , 
e Matteo Saffi ; e li Mofaici nella parte fiipericrc 
della Facciata , opera anch* efTa di Pietro Caval- 
lini, riceverono al tempo medefimo un granrirto- 
ramento ; e furono aperte nuove Porte , e ridot- 
ta ancora la rtrada ai- piano della Chiefa,incui 
vien comprefa una buona parte del Cemeterio di 
Lucina . Nel gran Monartero contiguo, fabbricato 
con architettura Gotica, abitano i PP. Benedet- 
tini, che fervono ancora di Penitenzieri nella Ba- 
filica; e fono di quelli della Congregazione di 
Monte Cafino , ovvero di S, Giuftina di Padova , 
che vi furtabilita da Martino V. neir anno I422. 
Fra li Manofcritti, che fi confervano nella loro Li- 
braria , fono riguardevoli alcuni Codici antichi 
Icclefi artici con belle miniature . 

Fu fcoperto neir anno j'707. in una loro Vi- 
frna vicina alla Bafilica, un antico Cimiterio pro- 
fano di molti 1 iberti ; e vi fu trovato un marmo 
fra gli altri con la feguente memoria di due Con- 

R A foli 



2^4 T)e8crieione di Roma 

foli Romani, eletti V anno 56* di Crifto , nel quale 
fu uccifo Domiziano : 

Or^l^e y ^ Fulvio Valente , Confulibus . 

Quefta Chiefaè Parocchia col Fonte Battefi- 
inale : entra nel numero delle cinque Patriarcali, 
e delle fette Chiefe : è una delle quattro Bafiliche 
da vifitarfi nell' Anno Santo , e perciò vi è la Por- 
ta Santa; e quello, che fi è detto della Chiefa di 
S. Pietro, frequentata dalla divozione de' Fedeli » 
beneficiata da* PonteficÌ5e da Monarchi, e rifpetta- 
ta infino da' garbari, e da nemici, anche di quefta 
di S. Paolo può dirfi ; alla quale anche li Vefcovi, 
che fono tenuti ogni tanto tempo venire ad lìmi" 
na y fanno la loro vifita nel modo iflePo, che^ 
pratticano in quella di S. Pietro ; e vi (i celebra 
finalmente il dì ^o. di Giugno d' ogni anno iJ fe- 
condo giorno deirOttavario de' SS.Apoftoli, ifì:i* 
tuito da N. S, Benedetto XIII. con Meflfa folenne , 
e con intervento de* Vefcovi affiftenti al Soglio 
Pontificio . 

De' SS. Vincenzo^ ed Anuflafio alle ire Fontane l 

QUef^e luogo, che ora chiamafi le tre Fontane^ 
anticamente fi nominava S. Paolo ad Aquas 
Salvìas, ^ ad guttam jugitern?anantem ^ perche 
c;ui vicino erendogli ftato troncato il Capo,fo- 
ftenne il Martirio . Quj^iV antichifinma Chiefa fu 
fatta faf ricare da Onorio I. nel <526, e circa gl'an- 
ni 777. fu rifiorita da AdriimoI, come feri ve Ric- 
cardo Monaco Cluniacenfe • S, leone 111. poi U 

fece 



Antica i i Moderna • 2^5» 

fece rifare nel 800, e Ri dotata di Città^Terre, Ca- 
ftelIijC Porti da CarloMagno,conforme dice il dot- 
tiflìmo Abbate di qiiefto Juogo,Ferdinando Uehel- 
lio nella fiia Italia Sagra, dove fra V^efcovi Oflien- 
fé ne riporta anche il Privilegio . Nel 1 140. per 
opra di S. Bernardo Abbate efTendofi levato lo 
fcifma contro Innocenzo lly quefto Pontefice fece 
qua venire ad abitare li Monaci Ciftercienfi , che- 
ora vi rificdono, fabricò il Monaftero , riflorò la 
Chiefa , ed afì'egnò anche Poderi , e V^igne , per 
mantenimento de Monaci , il diciii primo Abbate, 
mandatovi dal Santo Abbate5efrendo poi nel 1 145. 
eletto Papa col nome di Eugenio III, il mcdefima 
Santo gli fcriffe il Tuo notifT.rno Libro d^ Confide* 
ratione . Ridotta quefta Chieia in così buono flato, 
nel 1221. fu confagrata dal Pontefice Onorio 111, 
la dicui effigie vedefi dipinta fotto il Portico nel 
muro di qucfta Chiefa inileme con altre pitture-^ 
iintiche, le quali oltreché fono di maniera rozza , 
^ono anche dal tempo confumate . Quelle però 
dcir Altare grande fono antichiilìme , ma di buri- 
na, e diligente maniera ; edì dodici ApoAoli 111 i 
Pilaflri di mezzo girono copiati da' difegni di Raf- 
faele . Vi fi confervano moltiilìme Reliquie di San- 
ti Martiri, oltre quelle de' SS. Titolari ; una delle 
quali, che è quella di S.Anaft^fio, martirizzato da 
Coftroe Rè di Perfia nel 626 , fìi a quella Chief;* 
mandata in dono dall' Imperatore Fraclio ; e del 
medcfimo Santo vi R cuflodifce ancora con molta 
venerazione la vera Immagine , Dalla banda (ìni- 
fira dell' Aitar maggiore vedefi h memoria lèpok 



266 Descrizione m Roma 

crale del detto Padre Ferdinando Ughellio ; e 
qucft'Abbadia è in oggi Commenda Cardinalizia . 

Di S» Paolo alle tre Fontane * 

QUefta Chiefa , che è dedicata a S.PaoIo, qui 
d* apprelTo alla già defcritta fu eretta nel 
Tito medefimo, dove fu decapitato il S. Apoftolo • 
Il Cardinal Pietro Aldobrandini la fece riftorare 
con difegno di Giacomo delia Porta, aprendovi la 
Piazza anteriore ; e volle , che una Colonna, alla 
quale diceri> che il Santo fu lìgato, e decapitato » 
fi trafportafle > e coUocafle innanzi alla prima 
delle tre Fonti , che vi fi vedono , per indicare 
il primo de* tre falti, che fece la Tefta recifa, come 
Il dimoftrano gli altri due falti dalle altre due Fon- 
ti, tutte e tre dì acqua buoniiTima, ma di differente 
fapore, fcaturita mlracolofamente in tal occafio- 
ne . Vi fi legge la feguente memoria . 

Petrus Diaconus Card. Aldobrandinus S,R,E, Ca- 
werarÌHS Locum S. Pauli Apofloli Martyrìo , e^ 
Trìum Fonttum , qui ex tunc recifi Capìtis fa Itu 
emanarunt , miraculo injìgnern , vetuliate defor-. 
nt^turriy ^deextruEia^ ma^mficentiusreflitutt,^ 
ornavit . An. MDIC. Clementis Fapx VUL Fa- 
truifmAn. Vili. 

Il Quadro con la Crocifi/Tione di S. Pietro in uno 
degl* Altari, è opera del celebre Guido Reni ; la 
Decollazione di S, Paolo nell'altro è pittura di 

Ber. 



-/ANTICA , E Moderna i 2<^7 

Bernardino PalTerotto Bolognefe ; e le dtìe Statue 
fu la Facciata fono di Niccolò Cordieri > detto il 
Franciofino . 

Di S. Alarla , detta Scala dtl Cielo . 

A^ Uefl:a Chiefa , che parimente è qui vicina , 
V^ chì'Am'^^i S, Marta Scala Cali', perche ce. 
lebri^ndovi un dì S.Bernardo per i Defonti, rapi- 
to in eftafbvidde una Scala, che da terra giungeva 
al Cielo , e vi falivano molte Anime, liberate dal 
Purgatorio . Nel 15S2. il Cardinal AlefTandro Far- 
nelè iarifsce da' fondamenti, ed il Cardinal Pietro 
Aldobrandino la perfezionò con disegno del Porta. 
Vedefi qui il Cimiteri© antichiffimo di S. Zenone , 
dove furono fepolti dieci mila , e più SS. Martiri, i 
quali, (limafijfolTero quei CrifUani, che dopo aver 
lavorato nella fabbrica delle Terme Dioclezianc , 
furono da queir empio Imperadore fatti morire • 
Anticamente era qui un altro Tempio dedicato a 
S. Gio: Battlfta , e vi fu anche una Villa chiamata 
Acqua Salvia , nella quale ftettero ritirati molti 
Santi nelle perfe'cuzioni , e moki vi furono rele- 
gati > e martirizzati j e fepolti . 

Di S» Maria Annunziata . 

C Aminato quafi un miglio dalle tré Chiefe ai;^ 
defcritte, fi trova quefta molto antica dellru 
SS.* Annunziata, che fu g\k Ofpizio de' Pe'lcgrini , 
e fu confagrata nel 1270, La Compagnia del Con- 

falone 



2^8 Descrizione di Roma 

falene, che la gode , e nel giorno di Fefta vi fò 
diftrihuire del pane, e vi fi amminiftrano li Sagra- 
menti a i Coloni delle vicine Tenute . L* anno 
1640, fu notabilmente riftoratadal Cardinal Fran- 
cefco Barberini . 

Del Sepolcri dì Cecilia MetelU , e del Cerchio 
di Antonina Caracalla ^ 

SEguendofi il viaggio5prima di arrivare a S.Se^ 
bafliiano, fi vede un grandiffimo Torrione ro- 
tondo, coftrutto nobilmente di grofli Travertini . 
E' quefto il Maufoleo di Cecilia Metella figliuola 
di Metello, che per aver foggiogata V Ifola di Cre- 
ta , detta oggi Candia , fu cognominato Cretico . 
Ecco r Ifcrizzione , che vi fi legge dalla parte del- 
la Via Appia , vicino alla fommità • 

Ci^CILI^ 

Cì^ C R E T I C I F. 

MBTELLM 

CRASSI. 

Qiiefto nobile Edificio, che Graffo fece, erì- 
gere per Sepultura della fua moglie , era di due 
ordini • lì primo di forma quadra, e tutto veftito 
di Pietra Tiburnina; ma in oggi ne è fpogliato, e 
quella parte è tutta fotterra . Il fecondo Ordine 
poi, che è quello, che è rimafto in villa, anch' e^o 
è coilrutto della medefima Pietra ; bàie muraglie, 
di go. palmi di grofiezza ; aveva la Porta di Bron- 
^;je nella Camera Sepolcrale le ceneri della detta 

C9>' 




Ai^ ,ii CaracaXto- 



-C^ 



Antica, e Moderna. 269 

Cecilia erano rinchiufe in un' Urna di marmo 
fcannellkta, con diverfi intagli, che trattane fuori 
nel Pontificato di Paolo Uì^ fi vede in oggi nel 
Cortile del Palazzo Farnefe . E ficcome nel Freg- 
gio di quefto Edificio, fra gl'altri ornati dì balTori- 
lievo,fi vedono Telchi di Bue, ò perche alcune Te- 
ftc di marmo di quell'Animale fono fopra le Porte 
del vicino recinto di mura, fi chiama perciò que- 
llo luogo Capo di Bove . 

Qutfto recinto di mura è appunto il folo av- 
vanzo del Cerchio di Antonino Caracalia , che a 
tempi noftri apparifce . Aveva quattro Porte , la 
principale delle quali era redo V Oriente . Tre-» 
Torrioni erano dalla parte di Occidente, e deiruno> 
e deir altro ne apparifcono tuttavia le vcftigia . 
Vi era. una gran Galleria , fopra della quale flava 
l'Imperatore col Senato a vedere gli Spettacoli , li 
Giuochi, le Felle, e le Corfe, che vi fi facevano, fe- 
condo r ufo di quel tempo ; e nel mezzo erano le 
Mete , ed eravi anche eretto quel medefimo Obe- 
lifco, che in oggi Ci vede nella Fontana di mezzo di 
Piazza Navona, dovt da Innocenzo X, fu fatto tra- 
fportare, ed erigere . Gi' avvanzi poi di grandifTi- 
ma fabbrica quadrata , con alte muraglie , che li 
oflervano qui da vicino, erano lo Spogliatore, do- 
ve, fecondo la volgare opinione, fi veftivano, e fi 
fpcgliavano que' Cavalieri , che nel Cerchio do- 
vevano far comparia con b^lla Pompa di abiti , e 
di livree . 

Oltre delli già detti avvanzi di fabriche anti- 
che nel fito di Cap6 di BQiJ>e ^ ajtri ve ne lòno ìru 



270 Descrizione ni Roma 

qiiefte vicinanze, ò fulla medefima Via Appìa, ò da 
ella non molto difcoilo. Un Tempietto fi ofTerva 
poco lontano dal Cerchio di Caracalla , verfo la 
Porta di Settentrione, che fu da Marco Marcello 
dedicato all'Onore, ed alia Virtò, ed altro non ne 
è ora rimato, fé non cheJ' avvanzo di due Tribù- 
ne con laPorta, chepaffa da una parte, e dall' al- 
tra . Vi è parimente lì Sepolcro della Famiglia Ser- 
viiia, che fecondo le molte rovine di antich'- mu- 
raglie, deve eflere ftato belliffimo . Qui vicino fu 
parimente l'altro Tempio,che dal Popolo Romano 
hi dedicato al Dio Ridicolo,eretto per ifchemo di 
Annibale Cartaginefe , che fin qui renne col fuo 
tiercito, e fenza profitto alcuno fé ne tornò in die- 
tro . 

I^f S. Sciajliano fuori le mura , detto ancora 
alle Catacombe. 

QUefta Chiefa , che da Clemente XI. fu fatta 
Parocchia, ed è una delle fette , e delle no. 
VQ^^hi^kòiKom^y ed ancor Commenda Cardi, 
nalizia, trovafi edificata nella F;^ ^ù;;/^ , fopri< 
il luogo , che dal Bofio, e dal Baronio vien detto 
Cemeterio^di Cali/lo^ e communemente Cutacom- 
^e, oCatatomhe, chefonolepiìi famofe, e rÌno- 
niate, perche vi furono fepolti 174. mila Santi 
Martin , ed anco, perche vi reftarono per luneo 
tempo nafcofh' lì Corpi de SS. Prencipi degl' Apo- 
Itoii , come in appreflb fi dirà . 

Stimafi , che Coftantino Magno ne fia flato il 

Fon- 



limi 




£^ 



Antica , e Moderna . 27 r 
Fondatore, e che S. Silveftro I. la confagrafTe. Nel 
^67. fùrinovata da S. Bamalo Papa, ed in tempo 
diS.lnnocenzo I.fù per voto dedicata aS.Sebaftiajio 
Martire, il quale, mentre era Prefetto delle Coor- 
ti Cefareejfù dal Pontefice S. Ci.jo Dalmatino ono- 
rato col Titolo di Lifenfore della Cbiefa^ptr che per 
efìa , doppo di effer fiato dal mcdefimo Pontefice 
iflruito nella Fede , e battezzato , ibftenne il Mar- 
tirio fotto y Iniperadcre Diocleziano , e nelP anno 
terzo dello fleflo S. Cajo . 

Narra il Siirio , che qiiefto Santo apparve-» 
doppo il fuo Martirio a S. Lucina Madrona Roma- 
na , e le rivelò , che il fuo Corpo era flato getta- 
in una Cloaca, porta nelrcilremità del Campo Mar^ 
zo , C che tuttavia vedendofi nella Cappella Bar- 
berini in J. Andrea della Valle , fé ne difcorrerà 
nel Rione di S. Euftachio, quando di efia Chiefi^ 
faremo al cafo di parlare , ) e che perciò defide- 
rava , che lo facefie qua trasferire in quefte Cata- 
combe, e collocare nel luogo , dove erano prima 
ftati pofli li Corpi de SS.Apoftoli, conforme fu efe- 
guito . 

Da diverfi Pontefici ricevè incora qucfta-. 
Chiefa altri riftoramenti , e partTcoIar mente da^ 
S. Damafo , da \driano I , e da Eugenio IV ; t^'^ 
ni^lmente dal Cardinal Scipione Borghele, che V 
ebbe in Commenda , con architettura di Flaminia 
Ponzio fìr riedificata quafi tutta con pii\ magnifi- 
:enza , e con avervi fatto aggiungere \\ Portico , 
a Facciata , ed W Soffitto dorato, oltre P annefifo 
Convento, che trovandofi abbandonato da Mo- 
naci 



272 Descrizione di Roma 

paci Benedettini , portivi da Alefìandro III , dal 
Biedefimo Cardinale vi furono fatti collocare li Ci- 
.Hercienfi riformati di S. Bernardo , che anche al dì 
d'oggi vi rifiedono • 

Nella prima Cappella a dcftra, quando fi en- 
tra nella Chiefa , fra molte infigni Reliquie , che_j 
vi fono cuftodite , fi venera il Capo di S. Caliilo 
Pontefice , e Martire : un Braccio di S. Andrea 
Apoflolo : un altro del S. Martire Tutelare , e due 
Frezze, eftratte dal fuo Santo Corpo : una Pietra , 
(lilla quale il Noflro Redentore lafciò imprefle Tor- 
me de' Tuoi piedi , quando comparve a S. Pietro 
nel luogo detto Domane quo v^dis; e per fine alcu- 
ne dì quelle Spine , con le quali fu coronato nella" 
Pafììone. In faccia a quefta dall'altra parte fi ofier- 
va laCappeJia od SantoMartireTitolare fatta rifa- 
re con difegno di Ciro Ferro dalla pietà del Cardi- 
nal Francelco Barberini, che vi fece collocare,oltre 
delJas Statua giacente, fcolpita in marmo candido 
dal G^orgetti con difegno del Bernini , anche il 
fuo Corpo, che è podio (otto la menfa dell* Altare 
nella jftefTa Conca di marmo , in cui da Onorio III. 
fii rinchiufo, quando efiendo fiato da Gregorio IV« 
trasferito da quelle Catacombe allaBafilica Vati- 
cana, fecelo egli qua riporre nel 1218. La Por- 
ta , che queft'Altare hk a mano delira, è una delle 
due, per le quali fi fcende nelle Catacombe, e per 
quella, che gli rella fulla mano manca , fi entra in 
Sngreftia . Siegue il fecondo Altare da quellia ban- 
da, dedicato a S.Carlo Borromeo, che vi fu dipinto 
a frefco da Archita Perugino ; ed' in foccia fie- 



Antica , e IvIoderna . 27JI 

glie dair alt^-a parte quello di S. Francefca Roma- 
na 5 che è ilata dipinta da Filippo frigiotti in at- 
to ali ricevere ilBambinoGesìi da iViariaSantifìlma. 
-A quello luccede la feconda Porta , che concuce 
iiì\(^ dette Grotte , e vi (ì veggono in faccia perfet- 
tamente dipinti a freico diverfi Santi Papi , ed al- 
tri SS: Martiri da Antonio Caracci . Quelle ave- 
vano ancora di ver fi altri \'ocaboli , dicendofi 
Tornile , Catatombe , Catacombe , Are , ed Are* 
narii y ef endo a guiia di rormitorj, che fuona.^ 
il r|,'Mne di Cxmeterium quafi Lormìtorìum dal Gre- 
co Ko/,t«a*^ dormio ; e calando nelle medefime , 
che ne' tempi delie perfecuzioni furono il ricovro 
de Crifliani , che vi ìì ritiravano a celebrarvi^orar- 
vì , ricevervi Vi Sagramenti , dormirvi , ed anco 
ler effervi lepolti , fi oiTerva in più ordini , V uno 
(opra l'altro incavati , alcuni piccoli fepolcri , ne' 
quali come in Armar] chiufi con tavole di onarmo 
b Tegole di Terra, cullodi va.no li primi Crilliani i 
Corpi de Santi Martiri , fcolpendovi Epitaffi , Pai- 
ne , Croci , ò Immagini di Crifto , e collocando- 
i ancora vicina un' Ampolla del loro Sangue , e 
>P lllromenti del loro Martirio , cioè fpade , col- 
.qWì , e fimili . Ritornando fopra, l'Altare, che fie- 
;ue,hù il Quadro con S.Girolamo penitente dipin- 
o a frefco dal medefimo Archita Perugino, che 
i»arimente dipinfe a frefco il S. Bernardo nell' Al- 
are incontro . L* ultima Cappella all' iftefla mano 
eftra è dedicata a S. Fabiano Papa, e Martire , e 
*i eretta dalla fa. me. di Clemente XI. E' ella bellìfìl- 
ia,non fol amente per li preziofi m.armi,de'quali fu 
Toìv.L S * ador- 



2Pj/^ Descrixione di Roma 

adornata, ma anche per l'Architettura, che è del 
Cavalier Carlo Fontana , e prima di Fiìippo Bari-- 
gioni , e di Alefiandro Specchi . La flatua del San. 
to , C lotto di cui fi cuftodilce in una piccola nic- 
chia ilfagro di lui Capo ), è fcoltura di France- 
fco Papaleo Siciliano . Il Quadro laterale a Cornu 
Epiftolap è diCiufeppe Pad ari , l'altro dirimpetta 
del Cavalier Pietro Leone Ghezzi ; e nel!' ampio , 
e Ipaziofo Sepolcro , che refta lòtto il nobile Pavi- 
mento, fono lepolti li Prencipi D. Orazio Fratello , 
e D. Carlo Albani Nipote del detto Pontefice . La 
Cappella maggiore , che fìi cominciata con dil'e- 
gno del detto Flaminio Ponzio , e terminata.,* 
da Ciò: Vanfanzio Fiammingo , ha il Quadro 
deir Altare , ornato da quattro Colonne di ver- 
de antico, e dipinto da Innocenzo Tacconi Bo- 
loo-nefe , allievo di Annibale Caracci , che vi 
cfprefìe Crifto Crocififlb , Ja Madre SantifTuna , e 
S. Giovanni Evangcliiìa . 

Entrando ora per la Porta , che è dirimpetto 
alla defcritta Cappella dell' Eccell entilljma Cafa 
Albani , fulla mano manca vi è un' Altare , in cui 
r Albino, con dil'egno di Francelco Albano Bolo- 
gnefe, dipinfe a trefco la Madonna ^antifiìma con 
'Gesù Bambino in braccio , e diverfi Pellegrini ini 
atto dì riverirla ; e fcendendofi per una beala di 
marmo , in capo di efia vedefi dipinta a frelco la' 
Madonna con Crifto morto a' piedi ; in mezzo fi 
trova come un' Oratorio, dove ritiravanfi lì Fedeli ; 
Si far' Orazione , e vi fono alcuni Santi dipinti al- 
la greca , che appena fi diflinguono, perche molto 

dan- 



Antica , e Moderna • 275* 

danneggiati dall' umidità j e finalmente^ calati al- 
cuni altri pochi gradini, fi entra nella ConFeiTione, 
che è un luogo capace, e rotondo . 

In quefto luogo , che è parte del defcritto Ci- 
miterio , nelle graviflime perlècuzioni di quei 
tempi efercitavano gì' ifteffi Pontefici le loro fun- 
zioni ecclefiaftiche , aflìftiti da alcuni Preti prima- 
rj , chiamati per la loro luperiorità rifpetto agi' 
aicriPreti inferiorÌ5C?ytò^/^j,ccme fi raccoglie dal 
Baronio al tom. i , e dal Bofio nella Tua Roma fot- 
terranea ; e perciò oltre de muriccioli ali* intorno, 
per federvi il Clero , vi refìa tuttavia nel mezzo 
la Sedia di marmo per il Pontefice ; ed in efia, per- 
che fìi martirizzato S. Stefano Papa, vi fi fcorgo- 
no tuttavia le macchie del di lui Sangue. Li dodici 
Archi , che fono all' intorno dei detti muric- 
cioli , fervirono per fepellirvi li SS.'Martiri ; e P 
Altare in mezzo , che hàfopra nel gradino li due 
Bufbi in marmo de SS. Pietro , e Paolo, fcolpiti 
da Niccolò Cordieri, detto il Fanciofino , è quello, 
in cui fi celebrava Mefi^a,e fi facevano altre funzio- 
ni; e fotto di efib recarono per più di duecento an- 
ni li Corpi liiddetti de Principi degl' Apoltoli, non 
perche dopo il loro Martirio vi folTero pofti, ma 
doppo qualche tempo con Poccafione , che ora (i 
racconterà. 

Erano venuti in Roma nel fecondo fecòlo di 
Crifiio molti Greci convertiti alle Fede , e Ci erano 
uniti per rapir? fegretamente li detti Corpi dc'SS. 
ApoP-oli; il Cielo però manifeftò a Romani con im- 
provifi fulmini,e tempefte il loro attcntato;onde,per 

S 2 efier 



2^6 DescruiOxNE di Roma 

cfier ciTi folleciti a fiiggirc,lafciarono un fimile Te- 
foro 5 che prefo da medefinii Romani, qui lo depo- 
lèro fegretamente dentro di un Pozzo aiciuito, che 
refta lòtto TAltare; dal quale poi, calmate che hu 
rono le perfecuzioni contro de* Crilliani, ellratti 
furono daS. Silveftro, che li relhtuì alle loroBa- 
filiche ; e da quefto (uccelTo riportò il prelènte 
Cimiterio il nome di Bafilica degl* Apolloli , co- 
me fi legge in Anaftafio Bibliotecario , ed in altri 
Autori Jhcclefiaftici . 

Da quefto luogo rifalendo fopra per V altra 
fcala , nel mezzo di effa fi ofiervano dipinti a fre- 
fco, ma molto danneggiati dall'umido , li SS. Prin- 
cipi degi' Apoftoli ; ed in cima lulla delira del Pi- 
lo deir Acqua Santa > che è affai limato , fi tro- 
va un parapetto di Balualtri di marmo , dal quale, 
fenza calare a baf]ò,fi olTervalaConfc^lfione liiddet- 
ta , evi fi fa orazione alli SS. Apolloli , che in ter- 
ra morti parimente fi venerano dipinti a frefco dal 
lantranco lopra P arco dirimpetto . 

In querte vicinanze > dentro una Vigna nella 
V^ia Appia,fu ultimamente fcopertoil Sepolcro de* 
liberti di Livia Augnila . fra di un quadro biflun- 
go , con un mezzo cerchio all'indentro , o tribuna, 
e nel profpctto principale vedevanfi all' intorno a 
pili ordini buche,dette dagl'Antichi Co///?»^4r^7,con 
le Olle di terra cotta per le Ceneri,e fotto le licri- 
zioni in mariiioin gran numero . iNon dilTimile da 
quello vedcfi altro Sepolcro delineato apprtilb il 
Pabretti . Il Cornicione , che era fotto la Volta,ve- 
niva aiPinfuori oltre l'nfita proporzione, e ciò per 

corno- 



Antica i E Moderna . 2*tf 

comoda di potervi caminare , e collocarvi urne 
piccole , e lucerne ; e nel piano furono ritrovati 
alcuni Sarcofagi di marmo intagliati . 

Di S. 'Vrbiino alla Cafarella • 

Dilungando alquanto il cammino verfo la Te- 
nuta della nobile Famiglia Caffarelli,fi fcuo- 
pre in un fito eminente un antico Tempio, ftima- 
Ito di Bacco , lavorato a mattoncini , con un Por- 
tico di colonne fcannellate di marmo d'ordine Co- 
rintio . Era fotto di efTb un Oratorio , dove S. Ur- 
bano I. catechizzava, e bettezzava ; e perciò ad ei^ 
fo fu dedicato . Ma eflendo rimaflo quafi fepolto. 
Urbano V^III. Io fcuoprì nel 16^4, lo riabbellì 
con nuova fabbrica , e lo providde ancora del bi- 
fognevole , ad effetto di potervifi celebrare ne* 
giorni Feftivi la Santa Meffa per beneficio de' vi- 
cini Abitanti. 




sj 



£i 



2yi 



DiscMzioNi DI Roma 




Di S. Maria delle Palme, coverò delle Piante^ 
e del Tempio di Marte . 



R 



laudando perla ffrada, che conduce verfo la 
Port4 di S. Sebaltiano , fi arriva a quella^ 

Chic- 



Antica, e Moderna. 2^9 

iChiefa, nominata S. Maria delle Palme , overo 
djUe Piante^ che, fecondo Topinione di alcuni An- 
tiqiiarj,fu fabbricata filile rovine di un Tempio de- 
dicato da' Gentili a Marte , che era foflenuto da 
cento Colonne , e circondato da molti alberi ài 
Palme . Efì'endo comparlo in quefto luogo il Reden- 
tore a S. Pietro, come fi dirà , fu ilp irato un di vo- 
to Sacerdote, chiamato Ignazio Floriani da Caftel 
Fidardo nella Marca , di chiederlo a Paolo V ; ed 
avendolo nel i 6 IO, ottenuto , doppoaver ridotta 
in miglior ftato la Chiefa, vi pofe nel mezzo la for- 
ma ài^Wt pedate di N. S. cavata dalla pietra, di cui 
fi è fatto menzione nella Chiefa di S. Sebaftiano. 

Ebbe propriamente quefta Taltro nome di C<^. 
mine quo vadis , perche in quefco fito , ò , fecondo 
aJtri Scrittori, nell'altro vicino ( dove fi vede una 
Cappelletta rotonda ) comparve il Redentore con 
la Croce in Spalla a S. Pietro, che fuggiva il Mar- 
tirio deftinatogli da Nerone , lafciando impreffc 
nel marmo le fue pedate . 

11 Cardinal Reginaldo Polo Inglefe fece rin- 
novare nel 15^6. la fuddetta Cappella rotonda; ed 
il Cardinal Francefco Toledo nel Pontificato di 
Clemente Vili, fece edificare di nuovo quefì:a 
Chiefa nel 16^7, con la Facciata rinovata poi dal 
Cardinal Francefco Barberini • 



^ $ rgi 

Sa Da 



ftSo Descrizione di Roma 

Del Maufoleo de' Sdpioni,del Fitimicello Aimone y è 
del Sepolcro della Famiglia Grazia • 

Dlcontro la detta Chiefetta di Vernine quo va» 
dis fi vede il Maiifoleo di Scipione Africano, 
che febene fia privo di ornamenti, e delle Pietre , 
che Io riveftivano , è contutto ciò degno di effer 
^vifto per la grandiofa ofìatura dell* Edificio , che 
era divifo in due ordini ; il primo era di forma 
c]uadra , ed il fecondo rotonda con nicchie air in- 
torno per le Statue delli due Scipìoni, e del Poeta 
Ennio 3 fecondo fi ricava da chi anticamente ne 
ha fcritto . Trovafi apprefib il Fiumicello Aimone, 
che è un Piano allagato , ed un ridotto d' acque 
minerali, che fcatui-ifcono poco lontano , e fervo- 
no al proflìmo Molino. Quefto luogo chiamafi cor- 
TOtt^mGntQAcquataccioyche vuol dire Acqua d'Ac- 
cio, da Aci giovinetto amato da Berecintia. I Ro- 
mani venivano a lavar qui il Simulacro della Dea 
Cibele > e li Sacerdoti a lavarvi lì Utenfiij Sagri . 
Ora vi fi conducono le Pecore , ed sitri animali , 
che patifcono di fcabbia, o di fimile infermità , e 
guarifcono lavandovifi . 

11 Sepolcro della Famiglia Grazia confi fte in- 
un' Torrione ri ve/lito di Pietre quadre , ed in efib' 
può crederfi, che fofie fepolta la Sorella del Vitto- 
riofo Orazio , da lui uccifa , 



f'ortA 



Antica i e Moderna* sSc 

Porta di S, Sebaflìano • 

QUcfta Porta fu detta anticamente Capen^t^ 
dalla Città Capena, che Italo fabricò predo 
Alba, come, racconta Solino ; opure del Tempio > 
ò Bofco delle Mufe dette Camene^{'<ittoyì da Niima,' 
dì cui favella Pediano . Si dilTe parimente Appia 
dalla Via di quelto nome, che da efìa principiava , 
la quale, ef^cnc'o la più maeftofa di tutte le altre r 
perche ornata di fuperbi Palazzi , e Maufolei delle 
piiicofpicue Famiglie di Roma , come lo moftra- 
no anche al di d' oggi le rovine , che fi ofìcrvano 
fino ad Albano , chiamoiìi perciò Regina ViaruTìì . 
La vera Porta Appia antica però non era qui , ma 
fra il Celio , e l'Az^entino . Dal FuArio f\ fllima, efTe- 
re la Fontinale.'overo la Trionfale antica, il che vie- 
ne confermato dal Nardini . In oggi è chiamata 
di S, Sebaflìano , perche per effa fi va alla Chiefa 
già defcritta , di tal Santo. 

Entrata quefia Porta , fi ofTervano gP avvan- 
Zì dell' Arco Trionfale di Neron Cli^udio Drufo , 
coRrutto di groflì Travertiiii ; ed al prefente de- 
gl'ornati altro non vi fi ravvifa, fenonche due Co- 
lonne di marmo Afìfricanot-nella facciat;i , che ri- 
guarda la Porta fudetta , 

Di 5. Ctfareo , 

D Entro della Città refia fituata alla mano fini* 
(ira la Chiefa dedicata a 5. Cefareo Diaco- 
no, eie diede Sepoltura aJJa S. M^tire Domitilla ? 

eli 



2S^ Descrizione di Roma | 

ed a]]i di lei Eunuchi . E' antichi/rmia, poiché ne fa l 
menzione S. Gregorio Magno, e vien chiamata da t 
Anaflafio Bibliotecario nella Vita di S. Sergio Fa- j 
pa, qui eletto, in Palatìo , forfè dal vicino Palazzo > 
di Antonino Caracalla , dove fu trovato il famofo i 
Toro, che in oggi fi offerva nel Palazzo Farnefe . 
Clemente Vili, la rillorò , ed adornò nella forma 
prefentc; ed avendo creato Diacono Cardinale Sil- 
veftro AJdobrandini , lo decorò di quella Diaco- 
nia . Appartiene prefentemente alli PP. Somma- 
fchi del Collegio dementino . 

Ds* SS, Nereo y Achilleo y e Dowitilla* 

A Lia flejTa mano finiAra s* incontra , doppo la 
defcritta, quefta Chiefa de' SS. Nereo , ed 
Achilleo tabbricata, fecondo il fentimento di alcu- 
ni, apprefìb il Tempio d'Ifide dal Pontefice S. Gio- 
vanni I. in una pofiefilone della S. Matrona I u-^ 
cina ; e gode un antichiffimo titolo di Card, 
Prete , col nome di Fafiiola , per eifer qui caduta^J 
dalle gambe di S. Pietro , mentre fuggiva la per- 
fecuzione di Nerone , una Rfcetta , che portava 
legata alle piaghe , che gl'erano fiate caufate dalli 
ceppi, portigli a* piedi nella Prigione . Efiendo Ti- 
tolare di quefì;a Chiefa il Cardinal Baronio , la fe- 
ce riedificare da' fondamenti , ed ornò le mura»*' 
con diverfe pitture a frefco , rapprefentanti varie 
Ifborie degli Apoftoli , fatte dal Cavalier Criffcofo- 
ro Roncalli , chedipinfe ancora il Quiidro di S.Do- 
jipitilla nobiiiffima Romana nelP Altare a mano fi. 

miìcii 



Antica, e Moderna. 2?^ 

niftra . La fronte dell' Aitar 2\iaggÌGrej adornato 
con Ciborio di marmo , è rivolta verio la Tritu- 
4ia ; vi fono ancora. due belli l'ulpiti , alati ne'pri- 
mi fedi ; e nella Sedia di marmo in mezzo della 
Tritima maggiore fedette S. Gregorio Magno, 
quando recitò al Popolo in quella Chicfa la vige- 
fima ottava delle fue Omilie . La Facciata fu di- 
pinta a chiaro ofcuro da Girolamo Mafì'ei . Nel 
1597. ottenne il medefimo Porporato daClemea- 
te Vin. la grazia ci fcrvi riportare li Corpi fìiddet- 
ti de' Santi Martiri calP altra Chiefa di S. Adria- 
no in Campo \^accino , dove erano flati lungo 
tempo cufloditi per tema delle fcorrerie de' Bar- 
bari , e coir ailenfo Pontificio la concefìe alli Pl\ 
delia fua Congregazione dell' Oratorio diS. Filip- 
po Neri . 




Ter^ 



2S4 



Descrizione dì Roma 




Terme di Caracalia l 

LE vefligia di qiieftc Terme di Antonino Cara- 
calla 5 chiamate Anti^nane , e Antoniane , fi 
offervano dietro la^ defcritta Chiefa dì S. Nereo al- 

ih 



i Antica , b Moderna • 285^ 

le radici del Monte Aventino.Ver fervizio delle me- 
defiuie fìi qua condotto un ramo dell'Acqua -^/?;^/<f, 
e vi era unaitanza coperta con Volta, foltenuta da 
un* armatura di metallo Cipro, fatta a cancello con 
tale c.rtifizio , che Sparziano riferifce, edere im- 
ponibile d' imitarlo . A giudizio del Serlio , quefla 
fabbrica fu la migliore di tutte, ed anche delle Ter- 
me Diocleziane:perciocche erano cosi vaffce, che vi 
fi potevano lavare 2goo, Pcrfone in un medefimo 
tempo , fenza vederfi V un l'altro . 

Viene attraverfata poco più oltrcla ftrada da 
un antico rivo di acqua, chiamatola Afarrana , 
perchè nafce lungi dalla Porta di S. Giovanni in 
alcuni Campi , già pofTeduti da Mario nobile Ro- 
mano , ed ora (erre per ufo de'Molinij e degl' 
Orti contigui . 

Di S. Bai bina. 

ENtrando nel primo Vicolo a mano finiflra , 
pafì'ato il Ponticello della detta Marrana^ fi 
trcva la Chiefa di S. Balhina, confagrata V an- 
no ^^5. da S. Marco Papa , col titolo di S. Salva- 
tore . S, Gregorio il Grande la dedicò neli' anno 
60C. alla detta S. Martire, e vi ftabilì il Titolo di 
Cardini 1 Prete . Eu rifl ^^rata fuccelTivamente d^^ 
S.Greg» rio III. nel 7^ ' ,da Paolo II. nel 1464 , ed il 
Card. Pompeo Arigoni Titolare vi fece nel ì6oc, 
molti miglioramenti . Apparteneva prima alli PP« 
Agoftiniani ; ma Pio IV. l'uni al Capitolo diS.b'ie- 
tro in V^aticano , che vktiQ ad ofiìziarvi nella Fe- 
lla. 



2S6 DRsrRTZioNE DI Roma 

fta della Santa , enei giorno della Stazione . Il me- 
defni o Capitolo poi la conceflcnel Pontificato d* 
Innocenzo XII. ad una Congregazione di Sacer- 
doti Secolari Napolitani , chiamati Pii Operar] , li 
quali pochi anni lòno , oltre d* avere con un nuo- 
vo braccio di fabrica unita alla Chiefa la loro abi- 
tazione , per avere ad efìa un tranfito coperto al 
di fotto, e ritrarne al di fopra il commodo di pi^ 
llanze per ufo di quelli , cht fotto la loro direzzio- 
ne qua fi portano a fare gl'Efercizj Spirituali , han* 
no anche fatto rifare di fini marmi T Aitar Mag- 
giore, fotto di cui fi cuftodifcono li Corpi di S. Bai- 
bina 5 e di S. Quirino di lei Padre , con altri cin- 
que SS. Martiri . La Tribuna fu dipinta con varj 
Santi a frefco , da Anaftafio Fontebuono Fiorenti- 
no ; e tutte le Pitture per la gran Scala , per 
cui dalla Chiefa {ì afcende in queflia Cafa Religio- 
fa , fono di Girolamo Pefce . Si vedono dentro il 
Giardino di quefti PP , e nella contigua lor Cafa 
gran veftigia di Fabbrica antica con divcrfe Torri, 
dove fi fono trovati molti Acquedotti antichi trian- 
golari,ed anche bellifìimi Mofaici, e pietre di molta 
valuta . 

V* è chi ftabilifce in quefla Contrada il Tem- 
pio di Silvano , benché da altri fi ponga alle ra- 
dici del Viminale dietro alla Chiefa di S. Lorenzo 
in Fanifperna nella Valle di Quirino , ed era vaga- 
mente adornato di un Portico , fecondo fi ricava 
dairifcrÌ2Ìone feguente ; 



Sii- 



Antica > e Moderna • 287 

Silvano. Sancto 

Lucius . Vallius. Solon 

porticum . ex . voto . fecit 

Dedicavit . Kai. Aprilibus 

PlSONE . et . BOLANO . COSS. 

[1 Cimitero poi di S. Balbjna era fuori di Roma 
hiella V^ia Arde^tina , come feri vono Pompeo Ugo» 
nio , ed Antonio Bofio . 

Li S, Sabba Abbate . 

DA una ftradella, che viene a rimanere dietro 
la delcritta Chiefa ài S. Baltina^fi pafia a_* 
•quella di S. Sabba Abbate ài Cappadocia , già pcf^ 
leduta da Monaci Greci , che avendola di poi ab* 
, bandcnata, fu data in Commenda ; e finalmente-^ 
.Gregorio XIlLl'unì colle Tue entrate aiFaltra Ghie- 
jfa di S. Apollinare per la fondazione del Collegio 
. Germanico . V^i {[ confèrva lo Scapulare del San- 
ito, miracolofo per fanare molte infermità. In un 
Iato del Portico , che è avanti quedia Chiefa, {\ ve- 
. de una grand' Urna antica con bafìbrilievo , che 
rapprcfenta uno fpofalizio . 

Nelle vicinanze, contigue a qucfira Chiefa,furo- 
no le Terme Variane , cioè di Eliogabalo, che fi 
chiamò anche Viario ; ed erano celebri perii loro 
comodi , e delizie fingolari . Si decuce la notizia 
del fito loro da un Canale di piombo , trovato 
molti anni fono in quefto Colle , verfo la Porta di 

S. Pao. 



288 Descrieioke di Roma 

S. Paolo , in cui fi leggevano le fegiienti parole 

A Q^U A T R A J A N. q. A N I e. 

Q. F. Antonia N. 
CuR. Thermarum 

V ARIANA RUM. 

Di S. Prifca . 

INcontro la defcritta Chiefa dall' ahra partej, 
dell' Aventino fi trova quella , che è fituata nel 
luogo , dove g\2. ^n il Fonte di Fauno , V Altare di 
Ercole , ed il famolò Tempio di Diana, poco fra lo- 
ro diftanti , oltre alli quali gl'Antiquar] pongono 
anche in queflo contorno il Palazzo ài Trajano , 
le Terme di Decio . F/ quefca Chiefa dedicata 
S. Prilca , la quale v' ebbe la propria abitazione, 
illufìrata dalla prefenza dì San Pietro Apoilolo , 
che vi convertì alla Fede , e vi battezzò molti 
Gentili, fra' quali la lucdiTima Santa, chiamata 
meritamente la Frotomartire di Occidente fra 
quelle del dilei fefTo ; e vi battezzò ancora il di lei 
Padre Confole Romano : onde anche al dì d' oggi 
vi ^\ conferva il Va(b, dì cui {\ (èrvi va il Santo, per 
battezzare . Fu riftorata da Adriano I. nel '^72 ; da 
Califlo HI. nel 1455; e notabilmente dal Cardinal 1 
Benedetto Giufliniani Gcnovefc, il quale, con dì- \ 
fegno dì Carlo Lambardo d' Arezzo , vi aggiunfe 
la Facciata,e vi fece altri ornati, rinovando ancora 
circa l'anno \6ooA'd ConfefTioae coli' Altare fot- 
terraneo, che {{ ha nella Vita di S. Anfelmo Vefcc- 



e 



vo 



Antica , E Moderna • 289 

ro di CoRturbia , efTer (tato confagrato dal me» 
defimo S. Pietro . Le muraglie furono dipinte a fre- 
fco da Anaftafio Fontebuono , ed il Quadro dell' 
Altare di mezzo , che rapprefenta il battefim^ 
della Santa , è opera del Cavalisr Paffignani . Fu 
le* Secoli traicorfi Collegiata ; Ora vi rivedono li 
Padri Agofliani della Congregazione di Lombar- 
dia ; ed è Titolo alTìii antico di Cardinal Prete • 

Dì S, Giorgio . 

QUefta Chiefa di S. Giorgio nimafi edi^cata-» 
nel principio del fefto Secolo , fopra le rovi- 
ne aeila Bafilica di Sempronio , nella quale fi ren- 
deva ragione alji Mercanti del VeUbro , e del Fo- 
ro Boario, ad efìa vicini . S. Gregorio la pofe fra 
le Diaconie Cardinalizie, ed ordinò ad i-lcuniMo- 
inaci, che la polfedevano, che la riftorafTero, e vi 
celebraiTero i Dirini Officj. Leone II, che parimen- 
te la riftorò , la volle anche dedicare a S. Sebaflia- 
no . Narra ilCiacconio , che S. Zaccaria la edifi- 
cò nuovamente , e vi trasferì il Capo , ed il San- 
gue del S. Martire , che aveva ritrovato nel Late- 
•ano ; e fi legge nel Bibliotecario , che Gregorio 
[V. adornò la Tribuna,ed aggiunfe due Portici alla 
Chiefa , facendole ancora alcuni preziofi reg«ili . 
1 Cardinal Giacomo Serra Genovefe , elTendone 
Titolare, la fece riftorarc , e v* introduce li Frati 
■remiti di S. Agoftino della Congregazione Rifor- 
nata dì Genova . Il Cardinal Giufeppe Renato Im- 
'eriali nel 1 70^, vi fece fare il foffitto , che dipinfe 
7cm. L T Fran- 



2fto De^cbizione di Roma 

Francefco Civalli , e chiufe il Portico con nobile '* 
cancellata di Ferro • Non viene ora più pofleduta "^^ 
da detti PP. di S. Agoftino , ma da PP. MinoriL 
Conventuali della Provincia della Marca . L* ori- j, 
pine della parola Velabro^ corrottamente ne' tem- '^' 
pi meno eruditi ad Vellus AureumSu detta a ^'chen^^'^^ 
doy efìendo che in qucfto luogo , fcolando le acque 
da' vicini Monti, formavano una Palude, fecondo 
Varrone, finché quello piano fu difèccato da Tar- 
quinio Prifco ; laonde era neceflario a chi voleva ! 
da quefta parte pafiare all' Aventino , trasferir- * 
vifi in barca . ^ ^' 

(^i incontro ancor oggi dura 1* antica Fon 
te di Gititurna , in cui per la commodità dell' ac^ 
qua fi è fabbricata una Cartiera , per lavorarvi 
Cartoni , e comunemente fi chiama la Fontana di 
S.Giorgio. 

Dal Foro 01itorìo,o vogliamo dire dalla Piaz-r' 
za Montanara , feguiva continuatamente una fbraJ [^ 
da fino al V^elabro , vicino quefta Chiefa di S 
Giorgio , chiamata dagli Antichi ArgiUto , e fini 
va nel VicoTufco; e fu così detta, come alcun 
vogliono, ab Argilla , cioè dalla creta, che vi era 
fecondo Varrone al 4. lib. , ed il Servio nell' 8 
dell' Eneide . 

Attribuifcono altri l'etimologia di quefiio no. 
me ad Argo Ofpite d'Evandro , in quello luogo fe^ 
polto . Furono ndV Argileto dìvcvih botteghe , • 
fpecialmente de* librari, come fi legge nell'Epi 
gramma 5 •del i. lib. ci Marziale . 

Abtitovvi Quinto Cicerone > che vi compri 

la 



Antica , E Moderna . 291 

ÌSL cafa di Pacilio , come fcrive Tullio fuo Fratello 
neir Èp. i^. del i. lib. ad Atticuìn . 

Alla mano deflra del medefimo , per il Vice 
fugarlo 5 era un luogo detto Equimelìo , dal nome 
di Spurio Melio , il quale, per volerfi impadroni- 
re di Roma , fu privato di vita . 

Del Arco di Settimio Severo nel Vdahro, 

IL piccolo Arco , che à mano iìniftra è unito al 
muro della defcritta Chiefa di S. Giorgio , fu 
eretto dagl' Argentieri , e da Mercanti de Bovi 
del Foro Bovario ad onore di Settimio Severo , e 
della Tua Famiglia, ficcome apparilce dall' Ifcri- 
zione, che iJ dichiara . Si vede tuttavia intiero 
con ornati a bafìbrilievo , che rapprefentano Set- 
timio, e Giulia Pia fua moglie da una parte, e dall' 
altra Antonino Caracalla,tutti in atto di fagrifica- 
re ; e perciò vi fi ofìerva V Ara , gì' lilromemi da 
far Sagrificj , ed il Vittimario , che ammazza la 
Vittima ; oltre altre molte figure , che vi fi vedo- 
no, tutte fcolpite in marmo • 



T 2 T)€lf 



Descrizione di Roma 




Dell* Arci di Giano Quadrifronte • 

Dlcontro al detto piccolo Arco fi vede tutta.' 
via eretto, febene non intiero, un grand*Edi- 
vficio dijnarmo a guifa di un Portico c]Uadrato,con 
quattro Porte, oryero Archi ben alti, e con quat. 

tro 



Antica, E Moderna . 29^ 

tro Facciate. AJ parere di molti Scrittori fu il Tem- 
pio di Giano Quadrifronte 5 con quattro nicchie 
per ciaicheduna l'erta . Il Nardiniperò non lo fti- 
■ma Tempio , ma faviamente lo crede uno di quel- 
li Giani 5 che furono in molti luoghi di Roma , fe- 
condo Vittore, pervj, ed aperti ne' luoghi de'traf- 
fichi, che fervivano per commodità de Mercanti , 
e Negozianti, che vi fi adunavano a farvi contrat- 
ti . Lo fofpetta fi mil mente per uno de' due Fornici, 
o Archi , che , fcrive Livio , aver fatti Stertinio 
nel Foro Boario , adornati di Statue d' oro ; di 
maniera che fedici delle dette Statue poterono fta- 
re nelle fedici nicchie del medefirao Tempio, o fia 
Arco di Giano . 

\Di S, Gioì Battìfla Decollato , e della Archtconfram 
ternita della Mìferkordìa • 

POco ài^L^intQ dalla defcritta Chiefa è qucfla , 
che fi chiama di S. Gio: Decollato , e prima 
veniva denominata S, Maria della Fo/fa.Sì pofhede 
dalla Compagnia della Mifèricordia, che da prin- 
cipio fu eretta in S, Biagio della Pagnotta a Strada 
Giulia , ed è comporta di foli Fiorentini che hanno 
Tobligo di aflìflere alJi poveri Rei dalla mezza not- 
te antecedente alla Giuftizia , fino alla mattina, che 
proccffionahiiente 1* accompagnano al patibolo 9 
afTiftendolo caritativamente fino air ultimo refpi- 
ro , Fu approvata da Innocenzo Vili, nel 1487 ; e 
S.Pio V.le concefTe di poter eleggere un Cappella- 
no,pcr dire la Mefìa alli medefirai Cond;innati due 

T ^ gre 



204 Descrizione di Roma 

ore avanti giorno, per confefTarJi , e per commii- 
nicarli . 

Nel primo Altare a delira, entrando in Chie- 
f^y il C^adro colla Nalcita di ^.Gio: Battila è ope- 
ra di Giacomo Zucca .Nel fecondo il S. Tommafo 
con altri Apoftcli t di un Allievo del V'alari ./Nel 
terzo la V^ifìtazione con le pitture al difopra è del 
Roncalli .Neir Aitar J^aggiore il Quadro conia 
Decollazione di S. Gio: Battifta fu colorito drj {hd-^ 
detto Vaiari ;. ed i fei Santi dalle bande dell' Ar- 
cone fono di Giovanni Cofci . Dall' altra parte , 
paf-ato r Altare del Ci ocififTo , il S. Giovanni po- 
rto nella Caldaja , è di Battifla Naldini , che-j 
fece anche le altre pitture di fopra ; e li laterali 
deir ultimo Altare, ernie anche la Gloria in ci- 
ma , furono dipinti da .Iacopino del Conte Fio- 
rentino . Il S, Gio: Battiiìa, che predica dipinto 
nella lunetta fopra la Porta , per cui fi entra nel 
Claullro, è del rnedcfuriO Cofci; ed il Battefimo ci 
Crifto nell'altra incontro fopra la Porta di fianco, 
è di Monanno Monanni Fiorentino , E' parimente 
ornato di bellilhme pitture V Oratorio contiguo :; 
emendo che la Depofizione di Noilro Signore dalla 
Croce , dipinta nel Q^u.dro dell' A'tare , è dello 
niif>liori opere del liidettojacopino. Li SS. Andrea, 
e Brirtolommeo,che fono laterali, furonocoloritl da 
Francefco Salviati . V Ifrorie di S. Zaccaria coli* 
Angelo, di S. Giovanni che predica, e dd Battefi- 
mo dì GcsùCrifìio, fono del mcdcfimo .Iacopino . 
la Prigif)nia del Santo Precurfòre fu colorita da 
Gio: Battifta Franco Veneziano .La Cena di Erode 

col 



- Antica, f. Moderna. 295^ 

« col ballo della figlia di Hrodiade , da Pirro Ligo. 
1: rio Napolitano . 1 a V'ifitazione di Maria Vergine , 
I e la Nalcita di S. Gio: Battila dal luddetto Salvia^ 
ti . Appreflb vi è il Cimiterio, dove jÌ GittHiziati 
fi (eppellifcono; e negl'Altriri del Claiiil:ro,il (Qua- 
dro in uno è copia , che viene dal Muziano; e ncU' 
altro il menzionato Colei rappreièntò la refurrez- 
zione di Lazzaro . 

Dì S. Elisio de' Per rari, detto S. Alòy e firn 
Confraternita • 

QUefta Chiefa , che refla quafi incontro filila 
jnano manca della già delcritta , è fitiiata», 
nella (Tefìa Contrada, dove fu il Foro Pilcario , 
ed era prima dedicata in onore delìi SS. Giacomo, 
e Martmo . Nel 1550. fu conceduta all' Univerfità 
de' Ferrari , che del 156^. la riilorò in miglior 
forma, e la dedicò al Scinto Vefcovo di Noj-n, 
detto communemente S.Alò, efiendo Itata corrotta 
la voce Francefe Eloy . La pittura del fecondo Al- 
: tare a mano dritta della B. V. M. con ;.lcuni 5anti 
è di Giovanni Vannini • Il Qucidro di S.Franccfco 
d' AfTifi nel terzo fu dipinto da Terenzio da LM:i- 
no .La Tavola dell' Aitar Maggiore con la Madon- 
na , e li SS. Giacomo, Martino, ed Fligio fu dipinta 
dalSermoneta,che colorì ancora la Volta.! e pittu- 
re dell' Altare del CrocififTo porto dall'altra parte, 
fono di Scipione Gaetani. Ed il Quadro di S.Orfola 
nel feguente è del medefinio V^annini . 

T A Li 



'2^6 Descrizione di Roma 

Di S' Omobuono y e fua Confraternita, 

TRapafTando la vicina Piazza della ConfolaziOm 
ne , nel principio della fcenta per andare aU 
la volta di 5. G(^lla , fi trova à mano finiilra que- 
lla Chiefa , già denominata di S. Salvatore m Por-' 
^/rw, perche fin qui fi' difendeva il Portico, e la 
Curia^edificata da Augufto in onore di Ottavia fila 
Sorella . Si avanzava da S, Nicola in Curcere fino 
a S. Maria in Portico ; ed al tempo di Lucio Fau- 
no fé ne vedevano i vefi:igj , che alcuni fcrivono , 
cflere filati di Opera Ionica , ed altri Dorica . An- 
zi il Fabrizio , il quale fcrifìe nel 158^. dice, che 
fra quefi:e due Chiefe , dove il luogo è rcfi:ato pii\ 
eminente per le rovine , ha veduto cavarne marmi 
Titurtini , e frammenti di grofie Colonne ; e fi- 
no al prefente) nel luogo, ove fi^no molte Cafe in 
triangolo avanti quefi:a Chiefa di S. Omobono , fi 
vedono ancora le reliquie di efib Portico , e della 
Curia Ottavia . Efiendo li Sartori di Roma per 
lungo tempo fi:ati uniti fbtto \ì Confoli dell' Arte 
loro; ed avendo fatta li Giubbonari , e Calzet- 
tarinel I5'^8. una Compagnia lòtto l'invocazione 
dì S. Antonio di Padova , lì unirono con efil nel 
15"^^. Dallo Spedale della Conlblazione ottennero 
quefia Chiefa • ma trovandola quafi demolita , la . 
rifecero, e la dedicarono a S.Omobuono, òqì quale 
han no un Braccio ; ed hanno qui contiguo l' Ora- 
torio . 

Fine del Rme di Ripa. 

RIO- 



Antica , e Moderna • 
RIONE DI S. ANGELO 



297 




TR A li più antichi Rioni dì Roma v'era quello 
chiamato del Circo Flaminio ^ che era afTai 
Biaggiore, e più ampio di tutti gli altri, Elvifo 
poi ne'tcmpi più moderni,per ordine migliore del- 
la Città, in tre Rioni, cioè Colon-ia ^ Qimpo Mar-^ 
za , e S. Angelo , qusflo , che è quello , di cui 
ora ^{ parla , è minore, non folo delli detti due , ma 
di tutti gì' altri . Fa per Inlègna un' Angelo in_. 
Campo rofTb con Spada nuda in una mano , e con 
bilancia nell' altra . Riceve il nome dalla Chiefa di 
S. Angele in Fefcarìa , ed include nel Tuo Circuito 
il picccl Monte dr Sùvelli , oggi Orfini , il Ghetto 
degli Ebrei , parte della yia Lata , e del Circo Fia^y 
minio , antiche Regioni . 



rea. 



«5>8 



Descrizione di Roma 




Teatro di Marcello l 



UNa fola parte di queflo Teatro può in oggi 
vcderfi . Lo fece fabricare Augnilo nel me- 
defimo fito , che aveva prima fcelto Giulio Cefare, 

per 



Antica , e Moderna . 299 

, per confagrkre all' immortalità il nome di Mar- 
cello figiiucJo della i'ua Sorella Ottavia , alla qua- 
le ancora edificò con il Teatro un belliirimo Porti- 
co, non Hiclto da qui lontano , ficcome in altro 
luogo fi è detto. V'itruvio afierilce, efier ftato di 
i tale 3 e tanta bellezza , che mai fimile fi vidde in 
i Roma ; perlocchè fi dice , che meritamente l'han- 
no iriiitato in certe fabbriche Architetti eccellenti, 
come furono Michel' Angelo Buonarroti , Anto- 
nio Sangallo , ed altri . P. Vittori fuppone, che-» 
fof^c capace di trentamila {edili . Nella dedicazio- 
ne di efTo fatta da Augufto , dopo la morte di Mar- 
cello , furono uccife feicento fiere Affricane ; e-i 
qui fu veduta la prima volta la Tigre manfueta5rin- 
chiufa dentro una gabbia , come afferma Plinio 
nel libro 8. dell' Iftona Naturale al cap. 17. Dione 
riferifce , che vi fu anche una gioftra di giovanet- 
ti ncbiliiìimi , fra' quah* era Cajo Nipote dello ftel- 
fo Augufto . 

Poco lun^^i da quefio grand* Edificio era 1' an- 
tico Tempio di Giano , fecondo Vittore , nel qua- 
le vedevafi la di lui Statua collocatavi da Numa, 
che colle dita difpcfte, e figurate in forma di nu- 
meri , ciiiioilrava la quantità de' giorni dell* An- 
no, iècondo narra Plinio nel lib. ^4. cap. 7. 

PalaziiO Savelll , oggi Orjìni . 

S Opra le rovine del defcritto Teatro di Marcel- 
lo vedefi fondato q.ucfto Palazzo nobilifhmo 
del già Principe Savelli , prefentemente del Si- 
' gnor 



joo Descrizione di Roma 

gnor Duca Orfini . Si vedono nel Cortile due Se^ 
polcri grandi di marmo , ed adornati con_ 
fciioni hafTirilievi . Sul Portone un altro hafibi 
rilievo 5 rapprelèntante alcuni Gladiatori , che_* 
combattono con le fiere . Sopra la porta delhi Sala 
l' Imperator Marco Aurelio , con altre figure; 
€ neirAnticamere la celebre Statua di C.Pompilio, 
ed altri Buih* antichi, collocati Ibpra fcabelloni d' 
Alabartro . Fra le pitture ff)no aiìai confiderubili, 
im S. Girolamo del Domenichino : due Ielle del 
Caracci : la Cavalcata del Principe Paolo Savelli 
Ambafciadore ftraordinario delP Imperadore a.^ 
Paolo Vy dipinta dal Tempefta : P Udienza data da 
-quel Pontefice «d medefimo , di Pietro da Corto- 
na ; ed il pubblico banchetto fattogli dairiftefib nel 
Palazzo Pontificio , dd Domenichino . Sonovi pa- 
rimente molti Quadri di Carlo Maratti; un altro 
di S. Girolamo , e ài Alefifandro Ma^no con diver- 
lè figurine , del Caravagio ; e vi è parimente unMi 
bello Studinolo dì pietre preziofe . i 

Di S. Angelo in Pefcheria • 

AD onore del Santo Arcangelo da Bonifazio IL 
fìi edificata nella fommltà del Orco Flaminio 
nel 4^0. una Chiela , e la confagrò alli 29. Settem- 
bre . Per la demolizione però del Circo ef^endo n- 
mafta abbandonata , poco da lì difcofto fìi eretta 
quefta Parrochiale , Collegiata , e Diaconia 
Cardinalizia. Stefano III. nel 7^2- lariftorò, collo- 
candovi lotto r Altare Maggiore li Corpi de' SS. 



ì 

Antica, e MobérnaÌ %oi 

Sinforofa, e Getulio conjugi con fette loro figliuo- 
li MM. di Tivoli , porzione de'quali Gregorio XIIL 
conceiTe a quella Communità , coiroblio;o di fabri- 
care ad onor loro una Chiefa • Il Cardinal Peret- 
ii efìendo qui Titolare , nel i6io, la rifece quafì 
:iitta rifiorare; ed il Cardinal Barberini poi nel 
l^oo. la rimodernò nella forma prefente . Il S. Mi- 
:hele Arcangelo neir Aitar Maggiore viene dalla 
ìcuola del Cavalier d'Arpino ; ed il Qiiadro ài S, 
\ndrea nella fua Cappella, che è de Pefeiovendoli, 
il dipinto da Innocenzo Tacconi , Li medefimi la 
lì cui Confraternità fìi eretta nel 1571. hann© 
]u\ anche contiguo il loro Oratorio ; in cui en- 
;rando per la Porta principale, il primo Qua- 
dro laterale a mano diritta, infieme coli* altro in- 
:ontro , ^ opera di un Fiammingo . Il fecondo , il 

. erzo, ed il quarto fono di Lazzaro Baldi . Quel- 
o dell* A'tare ài Giufeppe Ghezzi . Il primo 
lair altra banda di un Francefe , ed il fecondo, e 

ì erzo del medeiimo Baldi . 



Tem^ 



302 



Descrizione di Roma 




Tempio di Bellona: 

LI Vefligj di un antico Tempio , che fi offerva- 
no contigui alla Chiefa defcritta , fi Aimano 
i> di Bellona , ò di Mercurio fecondo il parere di 

molti 



Antica , H Moderna • ^05 

molti Antiquari, ò come altri vogliono, di Giuno* 
ne, t'ondati lu 1' antica llcrizione dì Severo> che lo 
rift;.urò; ma dà quella, che apportano il M^Hiano» 
ed il Mauro, ciò non fi può inferire . 

Varrone alTerifce, che la Dea Bellona ricevei» 
fé la denominazione dalla parola Bellum , efiendo 
riverita come Sovraftante della guerra . Alcuni la 
iuppongono moglie di Marte, ed altri Sorella 9 ed 
ebbe il luo Tempio fuori della Città verfo la Porta 
Carmentaley poco lungi dal Circo Flaminio y e pro- 
priamente, fecondo \\ Donati nel cap. i i.del i. lib. 
tra il Palazzo Savelliy eia Chiefa di S, Angelo in 
Fefiaria. Nel medefimo Tempio dal Senato fi con- 
cedeva r udienza agli Ambi^lciadori , e Princìpi > 
ficcome ancora alli Capitani , che ritornando vin- 
citori dalla guerra, dimandavano la grazia del 
Trionfo . 

Nel Veflibolo era la Colonna chiamata BeU 
lieo, , vicino alla quale il Confole, ogni qualvol- 
ta il Senato aveva rifoluto di mover guerra contro 
qualche Popolo, vibrava il fuo dardo, overo aiìa 
verlò quella parte appunto, dove quello risedeva, 
come attedia Ovidio, Vittore, e Feilo . 

Appio Claudio Conlcle fabbricò il Tempio 
per voto dopo la guerra (òfrcnuta contro li Tolca- 
ni, e Sanniti, circa 1' anno 45-7. di Roma . Hranoin 
eflb Vi Sacerdoti Bellonarj, li quali fecondo I attan- 
zio nel primo libro òqWkì fiie llh'tuzioni , agitati da 
un pazzo zelo verfo qnefta Dee, fi ferivano vicen- 
devolm.ente per placarla, e gii [;:gr;lìcavano vati» 
ciaando col proprio ILngue , 



304 Descrizione di Roma 

^ Del Serraglio degl* Ebrei . 

PEr il Portoncino, che refta incontro la Chiefa,' 
defcritta di S.Angelo in Pefcana^ £1 entra nel 
Ghetto , dove Paolo IV. rinchiufe gli Ebrei , che 
prima abitavano confiifamente tra li Criftiani ; e 
da eFb Pontefice fu ordinato , che doveflero por- 
tare il fegno al Cappello , e furono ridotte ancora 
ad una forma più tenue le gravinime loro ufure-j y 
sibolite iiicceflìvamente da Innocenzo XI. ^ 

Collegio della Nazione dell* Vmbrìa . " 

QUefto Collegio della Nazione dell* Umbria , 
che refta fituato nella Piazzetta dietro il de- 
Icritto Palazzo Co/iaguti , fu aperto nel Pontifica- 
to di Clemente XI. mediante una pingue Eredità, 
lafciataa multiplico da Gio: Carlo Lapi da Spello 
Curiale in Roma . Vi fono mantenuti ki Alunni , e 
cinque Convittori , che devono eflere di Narni , 
di Todi, e di Foligno , e vi dimoralo, fintantoché 
abbiano terminati gli Studj .' 

' Palazzo Coflagiitt . 

QUefto Palazzo de Signori Coftaguti , in cui 
oltre varj mobili di confidcrazione, ^\ vedo- 
no molte pitture a frelco, fatte da varj Profefibri 
eccellenti , cioè dal Lanfranchi , Guercino, e Ca- 
valier d* Arpino ; ha quella aliai celebre, che 
efprimc la Verità fcoperta dal Tempo ; e pof^ 
iiede ancora molti Qtiadri ad olio aliai rari , ed 
una buona Libreria . 

Fon- 



AifTicA , £ Moderna ^ 



SOJ 




Fontana dì Piazza Mattei l 

NEI mezzo della proflìma Piazza fi vede la bel * 
la Fontana, nella quale fono quattro Statue 
fedenti ài bronzo , che poggiano i piedi fopra al- 
Tom. L V. cuni 



go^ Descrizione dT Roma 

Cimi Delfini, ed è opera infigne del famofo Artefi- 
ce Taddeo Landini Fiorentino, fatta per oróinQ del 
Magiftrato Romano V anno 15S5. La facciata de) 
Palazzo incontro fu dipinta a chiaro fcuro da Tad- 
deo Zuccheri . 

Di J. Amhr0gio della Mafjìmei, e fuo Monafkro . 

NFir efiremità del Vicolo , che principia da 
detta 1 iazza Mattei, trov^fi qiiefta Chiefa, e 
Zvxonaftero di S. Am? rc^io della Majfima^ che fu 
Cafa 1 riterna dei Santo , e di •>. Marceilina lua So- 
rella .Anaftafi-j Bihli jtecario nella V^ita di S.Leone 
IIL la chiama S, Maria d' Ambrogio : aderendo, 
che il rnedefimo Pontefice le fece doni confiderà* 
biji , e D. Beatrice Torres Romana quivi Monaca 
coir ..juto ó.q\ t^araina) Ludovico fùo Fratello nel 
i6ot-* i' edificò di bel nuovo . La Statua di S. Be- 
nedetto nel primo Altare a mano delira, contigue 
al Pilo deir acqua benedetta, che è Icoltura di Ber- 
nardino Ludovifi, è òpera ài Orfeo Bul'ello , fatts 
con Modello di Francefco Fiammingo . LaDepofi- 
zivine del Signore dalla Croce nel fecondo la dipin- 
fe il Romanelli. Ciro Ferri condufie il Quadro di S. 
Ambrogio nell'Altare Maggiore; gli Angoli del- 
la Cupola il Cozza Calabrese; le operette nell'Al- 
tare della Madonna, dicono, efìere del Cavalierd' 
Arpino; ed il C^adro nell'ultimo Altare amano 
iìnìilra è di Pietro da Cortona , che vi rapprefen- 
tò S. Stefano • 

.11 contiguo Monaftero di Monache Benedet- 
tine è affai commodo • Di 



\ 



-Antica , e Moderna • 307 

Di S. Sebiijiiano all' Olmo • 

INcontro al Palazzo del Signor Duca di Pagana 
ca refia quella picciola Chiefajche è anche dedi- 
cata a S.Valentino Prete, perche fi dice.che ùi que- 
fio Tito avePe egli la propria Cafa . Fu qui la cura 
d' anime , che Clemente Vili, unì ad altre vicin* 
Chiefe , concedendo quefla nel I5'9^. alla Compa- 
:gnia de Mercanti Fondacali, li quali qui s'unirono 
icolli Merciari, Profumieri, Setaroli, Banderari, ed 
■altre ProfeiTioni , che tutti formano Collegio , ed 
Univerfità . Li Profumieri vi celebrano la Fefl:^^ 
della Purificazione della SantilTmia Vergine nella 
Domenica fra V Ottava, fomminiftrando alcune ìi^ 
mofine il Signor Duca di Paganica , che anche ia 
fimile occafione fuole adornare il Quadro della 
B.V. con una Collana di gemme preziofe , porta* 
te dal Baron Fabio Mattel Luogotenente del Pic- 
colomiai nella fconfitta di Guftavo Adolfo Re di 
Svezia, feguìtaa Lutzen inSafìbnia fotto l'Impera 
di Ferdinando II.. Il Quadro nell' Altare di S. Giù- 
Teppe fu dipinto da un tal Felice, Alliero del Bran- 
di Al S. Sebaftiano nelP Aitar Maggiore è del Ca- 
voli^rd* Arpino ; di Gio: Battila fuo Scolare è 
il S. Vrlentino nell'altro Altare ; e tutte le Pittura 
nel foffìtto fono di D. Placido Romoli MefTinefe . 

Nella vicina Piazzetta di S, Lucìa de Gìnnafi 
fi vede il princinal Profpetto del Palazzo Negro- 
ni, che fu fabricato con architettur*4 di Bartolom- 
meo i\mmannato . 

V 2 m 







\ Di S. Caterma de Fanart , e fuo Monafiero ; 

COi fopranomc della R&fa chiamavafi ne'tcm- 
pi trkfcorfi qucfta Chiera,per un' altra Chie- 
fuola già dedicatH aS. Roft Vergine di Viterbo^ 

che 



Antica , e Moderna • 509 

che vlfle al tempo di Aleffandro IV; e fé ne veggo- 
no li Vertigj nel anneffo Monaftero . Ora fi chiama 
de* Funari . 

Riferifce il Nardinr nel cap.2. del 6.1ibro, che 
Pomponio LetOjilFulviojedil Marliani affermano, 

iche al tempo lorojla Chiefa di S.Caterina deTuna- 
rì era nel mezzo del Cerchio Flaminio , del quale- 
durava ancorala forma, ed i fegni degli antichi fe- 

I dili, il dicui lungo Ipazio, allora difabitato , fervi- 

' va ali* ufo de' Funari ; dal che quefta Chiefa, che 
prima chiamavaii, in Caflro Aureoy prefe il fopra- 
nome de' Funarìy come già fi è detto • 

Sant' Ignazio Lojola Fondatore della Compa- 
gnia di Gesù ottenne quefta Chiefa da Paolo III. 
nel 1 5^6; e fattala riftor are con limofme, viprin- 
eipiò un comodo Confervatorio per cuflodirvi le 
povere Fanciulle , che fono qui bene educate , e 
mantenute fino a tanto, che prendono ftato nel Se- 
colo, o nella Religione . Dipendono dalla direzzio- 
ne delle Monache profefìe, che qui fono fottola 
Regola di S. Agoftino ; e vivono fotto la protez- 
2Ìonejdi un Cardinale, e di un Prelato, che le alTi- 
ftono unitamente, condiverfi Deputati . 

;ì t.y olendo qualche Dama per ilio fervizio alcu- 
na di quefte Fanciulle, ( che fono molto pratiche 
de* lavori feminili,dalle loro Maeiìre infegnatigli ) 
deve tenerla fei anni , e dotarla nel fine di feudi 
150. per dovuta ricompenza . 

Il Cardinal Federico Cefio Romano nel i .<?44* 
con architettura di Giacomo della Porta prlncipic) 

, la fabbrica della Chiefa, e fu terminata fotto Pio 



jio Descrizione di Roma 

IV. Tanno 1564. con una vaga Facciata . Fiipoi 
dalli Cardinali J?ietro Donato Cefio, Montalto, ed. 
Onofrio Barberini riftorata, ampliato il Monafte- 
ro, e fovvenuto con limofine . Nella prima Gap- 
pella a mano diritta,entrando in C hiefa,il C^adro 
ài S. Margarita è copia di Annibal Caracci , che 
Io ritoccò , e dipinfè ancora la Coronazione del- 
la B.V.M. per di iopra la mcdefima Cappella. Mei. 
la ièguente il Crifto morto con diverfe figure è la- 
voro del Muziani, che parimente dipinfe la Volta; 
e le pitture fra li pilaftri furono fatte da Federico 
Zuccheri . L' Afìunzioue della Beatiflìma V. nella 
terza Cappella è opera non terminata di Scipione 
Pulzoni . Livio Agrefti efprelfe il Martirio della.» 
Santa nel Quadro delT Aitar Maggiore,come anco- 
ra le figure de'SS.Pìetro, e Paolo Apofloli alli lati, 
e l'Annunziata nella parte di fopra . L'iftorie della 
Santa nelle Pareti collaterali fono del fuddetto 
Zuccheri . Il S. Gio: Battifta nella prima Cappella 
dall'altra parte infieme con tutto il refto fu lavoro 
di Marcello Venufli Mantovano; e tutte le Pitture 
nelP ultima Cappella, dedicata ali* Annunciazione, 
furono fatte da Girolamo Nanni Romano . Sono 
fotto 1' Aitar Maggiore li Corpi de' SS. Martiri 
Saturnino, Sifinio, e Romano, oltre diverfe altre 
Reliquie • 





Fa. 



Antica , b Moderna 




Palazzo Mattei . 

QUefto Palazzo del Signor Duca Mattei, fatto 
con architettura di Bartolommeo Amman- 
aati p refta incontro il Monaftero della Chiefa già 
V 4 ddferit- 



^12 Descrizione m Roma 

cJcfcritta óì S, Caterina de Ftmari . E' vago il Cor- 
tile, la Scala, e le Gallerie,perche fono adornate di 
Statue, Eufti antichi, e Bafllrilievi, C molti de qua- 
li defcrive il Bellori nel fue opere. ) Le Volte deUe 
Camere fono abbellite con pitture a frefco dall'Ai* 
bani, Lanfranchi, Domenichini , ed altri allievi del 
Caracci , fra le quali è ammirabile una pittura di 
Raffaele fatta a olio , con altri Quadri del Cara- 
vaggio, di Guido Reno, e del Baffano . Refta eret- 
to quefto Palazzo nel vafto fito del Cìrcù FUminioy 




buona parte del quale reftò demolita per li nuovi 
fondamenti di effo , che abbraccia un Ifola molto 
griinde , e comprende in k fteflb tre Vdhzzi di*, 
ftinti . 



Det 



Akticaj s Moderna i 



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--C^ht Or Tla thfni o -~-~ : r JL__'( 



Del Orco FUmmw l 

Giacche fi è fatta qualche menzione di qiicilo 
Circo , tanto nel difcorfo di S. Ca:?rtna dc^» 
Fnnari , quanto neli^ delcrizione dei Palazzo 



qfi4 Descrizione di Roma 

Mattci , fi (lima conveniente, che pienamente fe-j 
ne dia ragguaglio fecondo le notizie , che fi fono 
potute ricavare dagl'Autori, che ne hanno fcritto. 
Principiando dunque dai limiti , Pirro Ligo- 
rio nel fuo Libro de Circi , Teatri , ed Anfiteatri, 
così li deferivo . Cominciava ^alla Piazza de Mor^ 
gani , e finiva appunto al Fonte di Cale arar a^ ab- 
bracciando tutte le Cafe de Mattei ; e fi:endendofi 
fino alia nuova Via Capitolina , ripigliava in tut- 
to quel giro molte altre Cafe • 

La larghezza, fupponc il Donati, che fofle dal- 
la detta Piazza Morgana fino alla Chiefa di S. An* 
gelo in Pefcaria ; nià fimile opinione fembra trop- 
po larga al Nardini . 11 centro poi, riferifcc queft* 
Autore nelCap. fecondo del 6. libro, che Pompo- 
nio Leto , il Fulvio , ed il Marliani affermano , 
chefofienel fito di S. Caterina de Funari^y e che 
al tempo loro ( ripetendofi quello , che allora è fla- 
to detto ) ancor durafìe la forma , ed i fegni degl* 
antichi fedili, e che così lungo fpazìo, allora difabi- 
tato, fervifle air ufo de' Funari ; dal che quella^» 
Chiefa , che prima in Caflro Aureo {\ chiamava , 
prefe il fopranome de* Fimari y che oggi ritiene . 
Dal lato del detto Palazzo Mattei fìiil Circo in 
gran parte in piedi , fino a che di quello furono 
cava^ li fondamenti; nella qual occafionc trovoffi 
fra le altre cofe, una Tavola in forma di frcggio , 
intagliata con Puttini , che fopra de' Carri fanno 
il Gioco Circenfe * Nella Cantina {i trovarono pu- 
re molti Travertini y e^\ vìdde qualche porzione 
del Canale, per dove paflava i* acqua , che ora 

chia- 



f 

Antica, i Moderna. Jij 

chiamafi volgarmente il Fonte di Calcarara^ forfè 
^er la Calce , che vi fi macerava ; e finalmente 
fcppertofi il pavimento del medefimo Circo , fa 
trovato, efier di calcina, e mattoni pefti , molto 
fodo , e groffo , adornato con molte figure di mo- 
falco . Conteneva moltifTime ftatire , e fra le altre 
quelle di Nettuno, di Teti , di Achille, e dell» 
Ninfe marine lòpra Delfini , fituate tutte nel Tem- 
pio di Nettuno , inclnfo nel medefimo Circo, come 
qui fi legge . 

ABASCANTIO. AVG. LIB* 

AEDITIVO. AEDIS. 

NEPTVNI, QVAE. EST. IN. CIRCO. 

FLAMINIO. 

flAVlVS. ASCANIVS. ET, PAILANS* 

CAES. N. SER. ADlVTOa. 

A. RATIOMBVS, 

PATRI. PIISSIMO. FECIT. 

Fìl fabricato , fecondo Feflo , da Flaminio , 
Confole della Via Flaminia , e quefto viene con- 
fermato dal Epitomatore di Livio nel 20. libro y 
narrando,c{rer ftato fatto poco prima della feconda 
Guerra Punica ; e perche viceverfa Plutarco ne' 
Problemi Io afl'erifce fpettante ad un' altro Flami- 
nio , che lafciò un Campo alla Città per i giuochi 
Equeflri , pare , che fi pofla credere , aver uno 
delli due Flaminii probabilmente donato il detto 
Campo , e r altro formato il Circo già defcritto . 

Quindi è , che quefto luogo dicevafi antica- 
mente 



] 

gi6 Descrizione di Roma 

mente Prato Flaminio , in cui fi facevano li Gino.' 
chi Taurii y dedicati alii Dei Infernali , fecondo al» 
cuni Autori . Si celebravano ancora in queiloCir- 
co li giuochi Apolliìurj , inventati dopo la rotta 
di Canne , fecondo Livio nel 5. della ^. Deca , ed 
anche efìere flato folito farvifi una Fiera frequen. 
tatilTima , come fi raccoglie da Tullio nell'Epiftola 
5. del I. libro ad iflttico: Res agebatur in Circo 
Flaminio , & erat in eo ipfo loco , ilio die nundìnai 
rum Fanegyrìs. 

Di S. Stanislao de* Polacchi , efuo Spedale • 

NElla ftrada, detta le Botteghe Ofcure^ s'incon- 
tra quella Chiefa , che la Nazione Polacca^ 
riedificò nel 1580. poco diftante dal fuo fi to pri- 
miero, chiamata prima S. Salvatore in P enfili . 
li Cardinale Stanislao Ofio Polacco V ottenne da 
Gregorio XIII , e lafciò alla Nazione tante foftan. 
ze ,^ che badarono per la riedificazione di efia , e 
deirOfpedale contiguo,dove fono ricevuti per tre 
giorni li poveri Polacchi, che vengono in pelle- 
grinaggio a Roma , e viene governato da quattro 
Amminifliratori Nazionali , e da un Cardinale Pro- 
tettore . Il Quadro dell'Aitar Maggiore è pittura 
deir Antiveduto , e quello con Crilìio Crocififib, e 
S. Eduige Vedova , e Regina di Polonia in uno 
de due Altari laterali , è dì mano di SimoncL.» 
Cekovitz Polacco . 

Fmc del Rione ài S. Angelo , e della prima 
Parte del primo Tomo . 

RIO^ 



'Antica , b Moderna . ff^ 

RIONE DI CAMPITELI!.' 




A Via, quefto Rione per imprefii una Tefta cfi 
Drago in Campo bianco; e circa la Tua de- 
nominazione 5 ficcome il nome di Monte CapitelìnQ 
fìi corrotto dal Volgo, nominandolo Campidcglio , 
così ancora il nome del Aio Rione,in vece di QtfU 
tolinOi il cambia dal medefimo in quello di Campi- 
telli . Abbraccia dentro di fé la prilca Region^^, 
detta Palatina ; e contiene in parte fei altre 
delle Regioni antiche , cioè Celimonzìoy Portai 
Caperla , Via Sagm , Foro Romane , Circo Mafjl- 
ino , e Pifcina Fublica; come pure comprende C ol- 
tre il Monte Palatino , e parte del Celio } il C?p;- 
tolmo^ ed il Celiglo . 



-•SS^^. ^^^^ 



De' 



J'8 



Descrizione di Roma 



Ve' SS. Venamio^ ed Anfovinoy e della Confraier» 
nita de' Gamerinefi . 

QUefla Chiefa , che rcfta dirimpetto al Palaz- 
zo del Marchefe Muti nella Piazza lotto la^ 
icenta di Campidoglio , fu già dedicata a S. Gio: 
Battif]:a, detto in Mercatello dal Mercato, che pri- 
ma qui faccvafi , e poi per decreto del Senato , e 
Popolo Romano ni trasferito in Piazza Navona • 
L'anno 15:42. da Paolo ìli. fu conceiTa ad una Con- 
greì^azione di Gentiluomini, per mantenervi , ed 
ilVuìrvì i Catecumeni , e Neofiti , li quali elTendo 
flati inappreflb trasferiti alla Madonna de' Monti , 
fu data alli Monaci Bafiliani di Grottaferrata , che 
Ja cedettero alla Confraternita de' Camerinefi, 
li quali la dedicarono alli SS. Venanzio , ed Anfo- 
vino Protettori della loro Patria , e la riftorarono 
poi con difep;no di Antonio Liborio Rafpantini ; e 
ficcome è Parocchia , ma fenza fonte battefimale, 
vi mantengono a proprie fydt il Paroco . L'Alta- 
re primario , il cui Quadro è pittura ài Luigi 
Garzi , condifegno di Gio: Battila Contini lo fé-. 
ce erigere la Marchefa GirolamaRufpoli Sanefe , 
evi fondò ancora una CappelJania perpetua; li 
laterali furono dipinti da Agoflino Mafiicci , e la 
Volta dal Pafqualini . Jl Quadro dell' Altare di 
S.Carlo^e S.Filippo Neri colla Madonna,ed \ì Bam- 
bino è parimenti àt\ Garzi fuddetto . Nella Cap- 
pella incontro che fu fatta con difegno di Antonio 
Ghcrardi , Tuo è il Quadro delP Altare con S. An- 



A Antica, e Moderna. ^19 

Irta; la Natività di Maria in uno de laterali , e TAf- 
iunta nella Voltarella è di mano diMicherAngelo 

ICerruti; e T altro laterale di Antonio Crecolini . 
Il detto Pi.llazzo xMuti , con 1 altro vicino del 
Marchefe Aflallijfii fabricato con architettura di 
Gio: Antonio de Rolli ; e la Fontana in mezzo del- 
la I- lazza fu eretta con difegno di Giacomo della 
Porta . (>Li] vicino fi trova il piccolo Oratorio di 
S. Gregorio T;;umaturgo della Confraternita del 
Sagramento nella Collegiata di S. Marco . 

V Della B. Rita da Cafia alle Scale dì Araceli . 

A Pie della Scala d'Araceli fi trova quella Chic- 
fa, che prima chiamavafi di S.Biagio fulf Ca^ 
ficolio , per efiere alle radici eli eflb da quefìa ban- 
da . E' molto antica , ficcome fi può riconolcere 
da alcune memorie fepolcrali , che vi fono di Ca- 
faBoccahella Romana dell' anno 1004. Ora fi chia- 
ma della B.Rita da Caflla , la di cui Nazione la_^ 
pofiicde, e la provede di tutto. Fìiriftorata da 
Mofifignor Crociani Prelato Domenico di Alefian- 
dro VÌI. con architettura del Cavalier Carlo Fon- 
na; ma rell:a a terminarfi dalla parte di dentro , 
eficndo folamente perfezzionata al di fuori nella 
Facciata, che molto piace . 

Chiefa di S. Maria d' Ara Ccelt . 

QUcfta Chiefa, che prima chiamavafi S. Mcu 
ria m Capicolio^Qd ora in AracccH^Ri edificata, 
kcondo la comiiiUne opinicoe,lopra le rovine dei 

Teme 



J20 DESCRritONE Di RoMA 

Tempio di Giove Feretrio, fabricato da Romola 
doppo che? uccilò £i*one Rè de Ceninefi , rofpèfc 
ivi ad un.Tronco di Quercia le Armi del Nemico 
per Trofeo ; llNardino però crede, nun di Ghve 
Feretrio^mk di Giove Capitolino fofle qui ilTempio.>" 
Si denominò di Ara C^liy perchè fi dice, che Tlm- 
peradore Ottaviano Augufto fece in quefto luogo 
eriggere un Altare al vero Figliuolo di Dio, che 
iiacque in fuo tempo , con quefto titolo , Ara Pru 
ìaegeniti Dei ^ fecondo la cognizione avutane pre- 
cedentemente dalla lettura de' Libri Sibillini. Al- 
tri affermano , che nella Nafcita del Redentore 
percofie più volte il Fulmine il Campidoglio, co- 
me afferilce Dione , e Svetonio ; per lo che tcmen^ 
do il detto Principe dì qualche finiftro accidente , 
mandò à confultare V Oracolo di Apolline Delfico, 
che diede la feguente rifpofta : 

Me Fuer Hebmus divos Deus ipfe gubernans , 
Cedere fede jubet , trìflemque redire fnb Orcum ; 
Aris ergo de bine tacitus abfcedito noflris , 
Qm.1 rifpofta avendo intefo Augufto, ereffe, pieno 
di timore , e riverenza, il menzionato Altare , co- 
si atteftando Niccforo iib. i. cap. i. Hifl. EccL 
e per quefta ragione fi è tenuto fèmpre in molta ve- 
nerazione . Queft'Altare fi ofierra eretto in Ifola 
in mezzo della Crociata . Il Pontefice S. Anacleto, 
che fu il quarto doppo S. Pietro lo confwgrò neir 
anno lo^.Il Vefcovo Cavallicenfe Girolamo Cen- 
tclii nel 1605. ^o fece attorniare di Colonne di 
Alabaftro orientale con capitelli , e bafi di metal- 
lo dorato , gettati da Orazio Ccnforc , e lo coprì 

^1- 



( 

Antica, e Modirna • ^21 

ancora con Cuppola foilienuta dalle medcfime Co- 
lonne ; lèr vendo per menfa una bcir Urna di Por- 
fido, entro di cui con altri due Corpi de Santi , (I 
cultodiice quello di S. Elcna Madre del gran Co- 
ftantino ; e perciò Cappella di S. Elena ancho • 
viene chiamata . 

Querta Chiefa , che è di tre Navi , divife da 
molte Colonne antiche ^prele dal Tempio dì CjÌo- 
ve Capitolino , efi'endo una ddÌQ 3o. Badie di 
Roma 5 la tennero per molto tempo li Monaci 
di S. Benedetto fino al 1252, quando Innocen- 
zo IV', fèntendo il gran frutto , che nella Chie- 
Ik di Dio facevano li Frati di S. Francefco , li chia- 
mò a Roma, e qui li collocò. Eugenio IV, poi 
nel 1445'. la concefìe agli Oflervanti Riformati 
di S. Gio: da Capiftrano dello ftefs* Ordine , e-> 
Leone X. 1' onorò del Titolo di Cardinal Pi^trtc . 
Finalmente il Cardinal Oìiviero Caraffa nel i46j, 
la ^ecQ rifiorare , ed il Popolo Romano vi fece fare 
U Soffitto dorato in occafione della vittoria, ripor- 
tata contro il Turco in tempo di San Pio V. 

La pittura dell'Altare della Cappellasche è la - 
prima a deflra , entrando in Chiefa , è opera di / 
• Bernardino Pentoricchio,che fece ancora quella di 
fianco; mala volta è dì altra mano. Il Criflo morta 
iin braccio alla Santiffima Madre nella feconda è ài 
"Marco da Siena, ed il rimanente fu colorito dal 
•Cavalier Roncalli .Nella fegtu'nte il S. Girolamo 
con le fue Iflorie , fu dipirito da Gio: de' Vecchi. 
Paflata la Cappella del Santiflìmo Croci ^ffo, in cui 
■ il Ritratto del Padre Marcellino nel Tuo Depofito, 
ToTTi, /. X a m;.- 



^82 PesrRizioNE i>i Roma 

a mano finiftra nel muro , è di Scipione Gaetano > 
qu ella , che fiegue di S. Matteo è difegno di Tom- 
mafo iVìattei > e Je Pitture afrefco fono del Muzia* 
ni ; ma avendo patito , furono aggiuftate da Bona* 
ventura Giovannelli é L* altra di S. Pietro di AI. 
cantara è àìiQ^no di Gio: Battifta Contini , le fcul* 
tlire di Michele Maille Borgognone , e le pitture 
della Volta j e degrAngoli di Marc* Antonio Aa* 
politano . Il S* Diego nella Cappella vicino alla^ 
porta di fianco è del fuddetto de* Vecchi , le pit- 
ture laterali di Vefpafiano Strada, e le lunette di 
Avanzino Nucci . La Tefta di marmo del Marche- 
fé di Saluzzo nel ilio Depofito vicino alla Porta la* 
terale , è Icoltura di Gio: Batti fla Dofio* Nella_^ 
contigua dedicata a S* Pafquale , il Quadro è di 
D. Vincenzo Vittoria nobile di Valenza , li laterali 
di Monsìi Daniele Soiter , e li ftucchi del Cavalli- 
ni . L'Altare di S. FrancelCo , che prima del Ponti- 
ficato di Benedetto XIIL era fabbricato alla Goti- 
ca , eflb Pontefice nel 1727» lo riduffe in quella 
nuova forma moderna, e nelP anno feguente lo 
confagrò . E* quefla Cappella della nobiliiTmia Fa- 
miglia favelli 5 ed il Quadro è pittura del Cavalier 
Francefco Trevifani . Segue la Cappella di S. Rofa 
da Viterbo > le pitture della quale , eccettuato il 
(Quadro dell* Altare > fono di Pafqualino de RoiTi • 
L'altra Cappella contigua di S, Frane e fco Solano 
fu abbellita , ed ornata con architettura di Anto- 
nio Gherardii, che dipinfe tutti li Quadri a olio 
con iftoric del Santo ; rnà tanto la Concezzione di 
Maria Santidima nella Volta > quanto li quattro 

Ton- 



Antica j e Moderna. ^3^ 

Tondi air intorno, fono di Giuleppe Gheazi , Segue 
l'Altare di S. Carlo ; ed a qutfto iuccede il mag- 
f iore , in cui T Immagine della Madonna , che vi 
fi venera , li crede per antica tradizione , che fia 
una di quelle , dipinte da S. 1 uca , e che fofle por- 
tata in prccefìione al V^aticano in tempo di pefte 
nel Pcntiiìcato di S. Gregorio , infieme con l'altre» 
con quella in fpecie di S, Maria Maggiore . La me-? 
moria di quefto fatto fi vede efprefTa in pittura da 
Gio; de Vecchi in un Quadretto nel Filaflrone in- 
contro il detto Altare dì S. Carlo • Il Quadro , che 
è dietro il Ciborio nel Coro contiguo,fìi dipinto da 
Raffaele da Urbino; e tutte le altre pitture a frefco 
nella Tribuna da Niccolò da Pefaro . Il Quadra 
Grande colla Madonna , il Bambino , S. Giacomo 
della Marca , e S. Francefco Solano in atto di bat^ 
tezzare g]Tndiani,è di mano di Odoardo Vicinelli » 
e Taltro incontro del B.Gio:da Prato,di Francefca 
Bertofi . Nel Pilaftro dirimpetto air Altare , che 
iìegue 5 di S. Giiifeppe , fi ofTerva la lapida lèpol- 
crale di Caterina Regina di Bofiia ; e nella conti- 
gua Cappella de* Signori Cavalieri , il Quadro 
dell'Altare è opera ci (rio: Giacomo Semenza « La. 
prima Cappella della Vergine Lauretana, f gui- 
tandoilgiro, fi' architettata da Onorio Longhi ; 
le Pitture a frefco fono di Marzio Colantonio Ro- 
mano , li grottefchi ne' Pil^yriri di Colantonio fuo 
Padre , ed il Quadro dell'Altare di Marzio Ganaf* 
fini . Nella Cappella di S, Margherita da Cortona, 
rifìiorata nella forma,che fi vede.doppola dilci Ca-. 
nonizzazione/attii da Benedetto XIII. che nel 1729* 

X z con- 



^24 Descrizione di Roma 

confai rò anche V Altare ; il Quadro, che vi fi ve- 
de è di Pietro Barberi, ed il S. Bartolommeo fo- 
pra 5 e li laterali fono di Filippo Evangelifta . La 
Cappella de' SS. Giacomo , Stefano, ed Ipollito 
fìi rimodernata ccn difegno del Cavalier Carlo 
Rainaldi , che anche rifece l'Altare ; ma il Quadro 
fu dipinto da Gio; Battilla Buoncore. A qucfta 
iiiccede la Citppella dell' Afcenfione del Signore; 
Onorio Longhi ne fu i' Architetto , ejofù ancora 
dei duel^epofiti , uno dei quali è di Pietro della.. 
Valle, qui fcpolto ; Il Muziano dipinfe il Quadro 
deir Altare ; e tutte le altre Pitture fono di Kic- 
colò da Pefaro . Nella contigua il S. Paolo , a cui 
^ dedicata , .è del medcfimo Muziano , ed il Cava- 
lier Roncalli fece ilrefto a frefco . Nella Cappella 
feguente,di Vincenzo Lupi è il Quadro dell'Altare, 
in cui ha efprefìb Gesù , la Madonna, S. Giufep- 
pe , eia B. Serafina Sforzi . PafT'ata quefta , viene 
Ja Cappella di S. Antonio di I adova , che fi vede 
fulPAltare dipinto nel muro con fuoco nella deflra , 
ed un libro nella fiiiiftra; Anche qui Niccolò da Pe- 
faro dipinfe , perche di Ilio è la Volta dipinta a fre- 
fco ; una delle lunette è del Miiziano , ed il refto 
e opera de iuoi Scolari con fuo difegno . La Trasfi- 
gurazione del Signore nella penultima è pittura-. 
delSermoneta ; liio ancora è il Dio Padre nella 
Volta ; e tutta la Cappella ultima è lavoro del det- 
to Niccolò da Pefaro . 

Facendofi ora ofervazione nella Navata di 
mezzo tutta ornata di Pitture ; Giufeppe PafTari 
dipinlè r Imperadore Ottaviano Augufto a mano 

man- 



Antica, e Moderna. 52^ 

manca > e la Sibilla a mano diritta fopra il grand' 
Arca deir Aitar Maggiore . Opera fiia è pure il 
S.Iuca vicino al grand' Organo , Maria AiTuiita 
in Cielo , ed il di lei Tranfito . L'adorazione de 
Magi , la fuga in Egitto, ed il Profeta David nell' 
angolo , fono di Gio:Odazj . La fttatua della Ghie- 
ia nei Depofito di D. Cario Barberini , che fi vede 
in aito a maHo deftra della Porta maggiore, è fcol- 
tura di Stefan-^ Speranza . lì Profeta Ifaia ,, la Na^ 
ti vita di Crifto , la Purificazione di Maria, la^ 
Nunziata, la Vifitazione, eia Concezzione fono 
tutte opere di trd Umile da Foligno , Religiofo 
di quefl' Ordine Oilervante di S. Franccfco , e fii 
egli > che dipinfe ancora tutti gl'ovati fotto il Cor- 
nicione dall'una , e l'altra banda di quella Navata; 
dove eflendopure tre Altari cioè di S.Gio: daCa- 
piflranojdella Madonna,e dì S.Giacomo della Mar- 
ca ; la 1 ittura del primo è di Francefco Guidotti , 
e nell'ovato fopra il fecondo , (bflenuto da due Put- 
tini, fatti di metallo da Girolamo Laurenziaoi, il 
Cavalier di Arpino dipinfe l'Immagine del Salva- 
tore . 

Tra le moltifTime Reliquie , che fi venerano 
in qucfì:a Chicla , vi fi conferva un miracolofo Bam- 
bino tutto ornato di Gioje preziofe . Si efpone con 
molto concorfo nelle Felle del Santifilmo Natale , 
fi porta ancora per divozione agl'Infermi , e (ì cu- 
fìodifce di continuo in una Cappelletta dentro la 
Sagrefl:ia ; dove ofiervandofi una ffcitua di S. Fran- 
cefco nella principal facciata , è efla la prima , che 
fofTe eretta in Roma a tal Santo . 

X ^ An- 



J26 Descriiione di Roma 

Annefìb è il Conr :nto de PP. Min. OflTervantf, 
li quali hanno in cura qiieftaChiefa . Vi hanno una 
buona Libraria , non lolo copiofa di h'bri , ma or- 
nata ancora di Pitture , e di nobili Scanzie ; e nel 
Refettorio > che è anch' efìfo molto ben ornato , fi 
odervano Pitture del nominato Fra Umile da Foli- 
gno , chi; vi rapprefentò le Nozze di Cana Gali- 
lea , e vi fsee altro Quadro nella Facciata prin- 
cipale . 




Tfeì 



ANTick, E MOOiUVA. 



ì^y, 




'Del Monte Capitolino 1 

II Monte Capitolino fu aggiunto da Romolo a 
Roma nafcente.e fopra di effo rifiede in oggi H 
Senatorie MagiftratoRomano.Si diftende con tor, 
ma orale daViiiiz»MmUnarafino aMa cello rfe C.j.'-. 

X4 "■"' 



^2? Descrittone di ^oma 

<r/, ed ha da uniate il Campo Vaccino^t dall'altro il 
piano di Roma. 

Innalza due cime , in una delle quali è la mo- 
derna Chiefa dell' Ara Coeli , e l'altra incontro è 
quafi deferta . Ebbe queflo Colle molti nomi ; fu 
prima detto Saturnio dalla picciola Città di Satur- 
no , che vi regnò fecondo Varrone ; fu poi detto 
Tarpejo dalla Vergine Tarpea, che vi fu uccifa da' 
Sabini con gli feudi deìÌQ proprie deftre, che le git- 
tarono fopra con inganno proporzionato al tradi- 
mento da eHa fatto, confegnando quarta Cittadella 
agi* AfTcdianti per un vii premio di alcuni mani- 
gii, come I ivio, e Dionigi raccontano . finalmen- 
te nel tempo di Tarqninio Prifco, efìendofì ne'fon- 
damentì, che vi fi Elicevano del Tempio di Giove 5 
trovato un tefchio umano , che ficcome accenna 
Arnobio nel i. lib. Cantra gentesy era ftato di uno, 
che Tolo ne minavafi ; così da querto nome, e dalla 
detta Tcfta formofTenel' intiera etimologia di Ca» 
fìtoiio , 




Dei 



«ev 




anus d.'Unaaiifp 




e 



^ 



a e 



Antica , e Moderna. ^29 

Del Campidoglio antiche . 

QUefto Monte , tra tutti gli altri di Roma Fa- 
mofifTimo , riguarda dal Settentrione la Cit- 
:à, dal xMczzodì V antico Foro , ed il Monte Pala- 
ino , dair Oriente il C^rinale, e dall* Occidente 
I Tevere . Il Tuo circuito è dipafTì S75 , fembra 
nìi lungo, che largo , ed ha un piano nel mezzo , 
love ora fi ammira la celebratifìima Statua di M. 
Aurelio Antonino Imperadore . 

Benché fi chiami tutto que/!o Monte il Capì^ 
tolinoy fi divide contuttociò in tre parti , che fono 
ISaJJoy la Rocca, ed il Campidoglio, lì Saffo è quel- 
a parte difaftrofajed afpra del Monte, che ffca ver- 
b il Tevere , incontro il Monaftero di Torre di 
Specchi y e vien detta Tarpeo da Tarpea vergine 
^abinefe. La Rocca è la parte più elevata dell'iftef- 
b Monte, verfo il detto faflb Tarpeo ; e tutto il re- 
tto fi chiama Campidoglio . Era fabricato a guifa di 
Fortezza tutto di fafTì grandi, e riquadrati, come 
fi legge nel 6. di Livio. Aveva le Tue mura corona- 
te di Torri, e dipinte ccn alcune Porte, per quan- 
to ci afierifce Tacito nel g. delle Tue Illorie, ben- 
ché altri vogliono, che ve ne folTe una fola di bron- 
zo, alla qudefi giungeva per tre ftrade , che_> 
principiavano dal Foro Romano , come in breve fi 
dirà . 

Fu quello Monte infignejnon foio per le adu- 
nanze publiche , e congrefTì politici , che vi fi te- 
«evgno da' Roa\ani , ma ancora per i Sagri fi cj , e 

per 



jjo DiiscaizioNE DI Roma 1 

per i nobiliilimi Trionfi , che ibpra di eflbcondu- 
oevano i Cefari Vincitori . Conteneva molti no- 
biliilimi Tempj, tra' quali era quello di Giove Ca- 
pitolino, dì cui Ci difcorrerà in àppreflb . V altro 
era di Giove Cuflode, che poco lungi dal primo fu 
eretto da Domiziano, per efìervifì falvato da'nemi- 
ci nella guerra Vitelliana, cangiando abito, e mi- 
fchiandofi nella turba de'Sagrificuli, come raccon. '_ 
ta Svetonio nella di lui vita . L* altro di Giunone 
Moneta, con V officina, in cui fi batteva il danaro , 
COSI detta a Monendo . Quello della Fortuna Pri- 
migenia , ed Obfèquente, cosi chiamata, perchè lo | 
feee il Re Servio Tullio , che da efìa riconofceva 
r orìgine del Tuo Principato . V altro della Fortu- 
na Privata . E fimilmente quello della Fortuna Vi* 
fcofa, così nominata dal tirare a fé, e dal ritenere 
tutte le cofè, come Plutarco afTerifce nelle Tue que- 
ftioni t/f£^.^ow;. Finalmente vi fu quello della Fede, 
apertovi da Numa Pompilio , come abbiamo da-. 
Dionigi nel 2, lib. acciò il Popolo, con V appren- 
fione della Divinità , fi guardafle di violarla ne' 
contratti, e ciò viene confermato da M. Tullio nel 
lib. i- de Offic, , e da Plinio nel lib. ^5*. al cap.io. 
Eutropio parlando di Commodo Imperadore 
nel IO. libro, dice, che un fulmine caduto nel 
Campidoglio ne abbrucciò buona parte con la Bi- 
blioteca ; e però non fi dubita , che qui ellafofle 
inficmeconil Tabularlo, overo Archivio , in cui 
ii confervavano li Confulti del Senato , Plebifciti , 
Leggi, ed altro ; del che fanno menzione il Fulvio, 
ed il Marliani citati dal Donati nel 2. lib. , i quali 

Auto- 



I Antica; E Moderna ; 331 

Autori portano quefta Ifcrizione , che nella mo- 
derna Sala Capitolina fi legge : 

^ LVTATIVM ^ F. ^ CAtVLVU COS?. 

tVbSCRlBTlONEM ET Ty^BVLARirM 

DE bVO FACìENDVM COEKyiVlSSE. 

Nel Tito del moderno Palazzo del Senatore > 
dove prima era fiato V Atrio publicoy diftrutto dai 
fulmine, fu l'accennato Archivio . Neir Apparta- 
mento inferiore era una Scuola communc dell' Ar- 
ti liberali , chiamata Athenaum ^ iftituita dall' Im- 
peratore Aureliano , fecondo Aurelio V^jttore , 
ed il Nardini . La Biblioteca poi fu ftabilita da 
Domiziano . 

li menzionati Decreti , eleggi publiche era- 
no fcolpite in una quantità confiderabile di tavole 
di bronzo,atteftando Svetonio nella V'ita di Vefpa- 
fiano, che queflo Monarca fece di nuovo fimili ta- 
vole fin al numero ài tremila, in vece dell' altre.^ 
bruciate nell' incendio del Campidoglio, fufcitato 
dalle guerre civili contro Vitellio . In alcune delle 
medeìime lamine fi leggevano le Leggi fatte-» 
da Romolo. 

V Ifcrizione feguente dimoftra li Curatori 

delle l^^g^u e Tavole publiche fuddette . 

C. Calpetanus Stattus . 

Sex Metrort'us . >/. Perpenna Lurco . 

T, Sartius Decianns Curatores Tabulariorum 

Publìcorum Fac» Cur, 

Era qui parimente la Curia Calabra^ cesi det. 
t?a da un vocabolo Greco j perche ilPoatefice mi- 
nore 



J^2 PeSCRIZTOKI ftl RoMA'^ 

nore avendo oficrvato il Ncviliinio > chiamrva, -e 
faceva radunare nel Campidoglio la Plebe viciap \ 
qucfto luogo,e Je dicevajquanti giorni avanzava- 
no dalle Calcnde alle None , come fi legge m Ma- 
crobio nel f . lib. de* Saturnini! al cap. 15. 

Ne hiolto dinante era la cala di RomoÌo>com- 
poll:a di canne, e di vinchi,la quale andavano rifio- 
rando i Sacerdoti , fecondo il bifogno , con le me- 
defime materie; ^i quefta cantò Ovidio ne' Fafii 
al i.e^. 

^j^ fuerlt noflri , Jtquicrìs , Regìa Nati , 
Afpice de canna , flramìnìbufque domum , 

Il Nardini però contradice al Donati , ed agli 
altri Autori, e la crede Capanna di qualche mife- 
rabile Plebeo, overo , che iervifìe al medefimo 
Romolo per qualche funzione; ma non già per 
abitarvi . 

Vi erano molti Tempj , fra li quali quello del- 
la Mente, e di Giove Sponfore, overo del Ciò Fi- 
dio Sponfore , di Venere Capitolina , e di Venere 
Calva, a cui intanto fu edificato, quantoche efìen- 
do li Romani affediati da i Popoli Galli nel Cam- 
pidoglio, fi fèrvirono ancora de' capelli delle don- 
ne per armare alcuni archi alla loro difela; e final- 
mente vi furono li Tempj, di Opi, di Ifide, e Scra- 
pide, ed altri, i quili erano divifi, cit-è alcuni si^ la 
Rocca, ed altri fu i'aitra parte, detta Campidoglio . 

La Statua però dì Giove fatta alzare,c voltare 
verfo r Oriente, o verfo il Foro dagli Arufpicj nel 
tempo di Cicerone , conx'mn credere, che io^^Q fu 
la Rocca; ficcomme ancora vi fu un Oca d'argento, 

fatta 



Antica , e Modfrna . JJ J 

fatta in memoria di quelle, che nell* afledio de' 
Galli radetti, con lo Crepito loro demando le gu* r- 
die addormentate , furono cagione , che la Rocca 
non fi prendcde . Oltre molte Statue di Vittorie-» 
alate , vi fu ancora V Altare di Giove Panario, con- 
aeratogli per lo ftratagemma ufato da* Romani 
con i detti nemici, acquali gettando improvifamen- 
te del pane in detto afìedio, benché icarfl ne folte • 
re, li necefììtarono alla pace con una vana opinio- 
ne , che gli Afiediati ne avefìero in abbondanza . 
Scrive Servio nel ^. libro della Georgica > che le 
quattro Colonne di bronzo , le quali formò Augu- 
fto de' rofbri delle navi Egizie , dopo la vittoria- 
Azziaca furono da Domiziano poiìe in Campido- 
glio ; e fi llima, efìer quelle medefime , che ora fo- 
no air Altare del SS. Sagramento in S. Giovanni 
laterano , come il Marliani fcrive , benché ciò 
non fi ammetta dal Donati . 

Plutarco in Siila vi fupponele Statue Trionfa- 
li, portevi da Bocco Re di Numidia . 

Tralafcicremo in quefta narrazione alcune-j 
memorie , delle quali è affatto incognito il fito > 
come la Cafa di Milone , e di Ovidio , il quale dice 
neir Elegia J.del i. Trifltum : 

^ adhttc Capitolia cemens , 
^jfjc noflrofruflra junfia f iter e lari , 

Dal che non fi conclude aver il Poeta abitato 
nel Campidoglio ; ma bersi averlo viflo dalla l'uà 
Cafajla quale poteva probabilmente effere nel Vi- 
co Giugarioy o nel Mamcrtìno, overo in quel Con- 
torno . Come ancora è incerto il Tempio di A'% 



l 



^^4 Descrizione di Roma 

gufto ; le Scale Annnhrie menzionate da Sveto- 
nio in AugiiHio; r elefante Erbario, che Ci legge in 
Vittore; il Genio Aureo del Popolo Romano, qtia. 
le il Panciroli ftima fimilmentcche fofìe una ftatua, 
rArco>ed i Trofei di ^erone con i Portici^de'quali 




parla il Donati , e li pone, allo {ciivQrQ dì Tacito, 
nel mezzo di quello Colle , al quale s* afcendeva-» 
dal Foro per tre vie diverfe, cioè per una via, che 
conduceva vicino al bofco dell' Afilo ; per i cento 
gradi della Rupe Tarpea;e finalmente per il Clivo, 
detto Capitolino , che il iMarliani fupponc , elìer 
ftato la lai ita iftefla , per cui prefcntemente dal 
Campo Vaccino , e dall' Arco di Severo fi rà al 
Campidoglio; il quale al tempo di Tarquinio, pe'r- 
che aveva fafìanta Tempj , Ci chiamava perciò 
ftanza de Dei ; e ficcome fra efTì rifplendeva par- 
ticolarmente quello di Giove Capitolino, di eflb 
tratteralTi diifufamente nel difcorfo iegusate • 

Del 



Amticàì fi Moderna. 



33S 




I Del Tempio dì Giove Caphotmi : 

IL famofifCimo Tempio dì Giove Capitolino, dcU 
to ancora Ottimo Maff.mo , in qua! delle due 
'ominitàfofTe, è molto controvciTo • 11 Riquio , ed 

il 



5^15 Descrizione di Roma 

il Donati Io fuppongono fu Ja Rupe Tarpea; il Nar- 
dini però con maggior probabilità lo colloca nell 
altra parte, cioè nella fommità della Chieia di Ara 
Colli , detta Capitolio . 

Tarquinio Prifco quinto Rè de* Romani fece 
voto di erigere quefto Tempio a Giove > Gilmo- 
ne, e Minerva, alli quali aveva prima il Re Nums 
eretto alcune picciole Cappelle in quella parte del 
Quirinale, che fi chiamava il vecchio Campido- 
glio . Preparò egli il fito ; Tarquinio Superbo fuc 
Nipote lo fabricò ; ed in apprefTo Orazio Pulvillc 
Confole lo dedicò dopo il difcacciamento de i Rc; 
come apparifce dalla feguente Ifcrizione imper- 
i^tta : 

M. Horatìus Conful ex tege , Templum 

Iqvìs Optimi M-xmi dedì cavie ^ Anno 

pofi Reges exafios . 

A Confulibus poflea ad Dilatar es : 

^uia majus Imperium erat ; Solemne 

CUvifigendi translatum e fi . 

Era il Tuo circuito di piedi fettecento fettanta 
in circa ; la lunghezza piedi dugento , ed a pro- 
porzione la larghezza di piedi cento ottantacin- 
cjue . Aveva la fua nobil Facciata vcrfo Mezzo- 
giorno, accompagnata da un Portico fontuofifTi- 
nio> foftenuto da un ordine di colonne triplicato d* 
avanti, e folamente duplicato da i lati, come ci di- 
moerà Dionigi,e ci conferma W Nardiai al cap.15', 
del 5. libro ; di modo che da tre parti fi poteva gi, 

rare. 



^* Antica , e Moderna . ^ 33*7 

rare, e fl:are al coperto; e nelle cene Trionfali, che 
per tellimonio di Zonara nel 2. degli Annali , ri fi 
tacevano, come 2 m pi ci mente Ieri ve il Eulengero 
nel libro de' Irionfì, gran quantità di gente potc- 
I va capirvi . Tré Cappelle vi erano dentro; di Gio- 
' ve era quella di mezzo,le altre due di Giunone,e di 
Minerva; le quali eilendo contenute da i lati co- 
muni , non potevano ell'ere, ch^* unite tutte ad un 
■ filo in faccia aireftrema parte del Tempii- non dif- 
'ferentemente dalli tre archi, che del Tempio della 
:Pace fi veggono reftati in piedi . Aveva ciafcuna 
Cappella lì veflibulo particolare , cioè una halau- 
ftrata, o piìittoflo un fito, che le fìava a* avi.nti . Il 
rePjo del Tempio, che riquadrato potè efere di 
quindici canne per ogni verio, o poco meno, tol- 
tene le gi-ofTezze dalle muraglie, o fu nella guila di 
una gran Sala rivuoto, e 1; -icciato, overo perche a 
tanta ampiezza travi troppo Imifurati fi richiede- 
vano, era da colonne, e pilaflri diitinto in navi, le 
quali colonne fi perfuade il Nardini ( benché non 
tutte) efìere le medefimcche fi vedono nella Chie- 
fa di Ara C<xU . Eravi la Statua di Giove fedente 
col fulmine, e con Tafla nelle mani in luogo di fcet- 
tro . Svetonio in Augufto dice, aver' anco tenuto 
iJ fegno , o Statuetta della Repubiica ; Il Donati 
però non crede male, che talora il fulmine, e talora 
quel fègno gli fi poneffe nella deftra . 

Fu ne' primi tempi la Statua di Giove di cre- 
ta, come dichiara Ovidio nel I. de' Fafli, efolita 
miniarfi, icrìvQ Plinio nel 12. cap.del lib.^5'. Il Ri- 
quioftima, che dopo vinta PAfia,foffc fatta d'Avo- 
Tom. L Y rio, 



3^1 DFSrBI2lONE DI ROMA 

rio, a fomiglianza di Giove Olimpico, epoifuc- 
treiTivamente di oro al tempo di Triijano . Al Do- 
nati piace, cfTcre iìata dopo la riftorazione di Sii- 
la , lèmpre di oro ; ed era cinta di una corona (ìm 
milniente di oro , lavorata in forma di Quercia i 
e fecondo il Nardini , a guifa di raggi . 

HlTere (lato lòlito vertirfi con Toga Trionfale, 
nota il Donati , e da ciò eiler avvenuto , che li 
Trionfanti , così veftiti , dicevanfi portar le fpo- 
glie , e r ornamento di Giove . 

Nella parte delira fu il Sacello di Minerva,nel 
muro del quale conficcavafi ogni anno un chiodo 
grande di metallo,per dimoilrare al Popolo, allora 
niolto ignorante, il numero degl' anni decerli , e 
correnti, e ciò ivi facevano li Romani, perche Ai- 
mavano quella Dea inventrice dell' Aritmetica. 
Dentro la medefima fu l'Altare della Gioventiijfic- 
come fuori preffo alla porta fu l'altro del Dio Ter- 
ininejche era una pietra informe,eon(ègrata,fecon« 
do Varrone, da Tazio, e fecondo Dionigi , da Nu- 
ma; e perchè quefto foleva efler adorato in luogo 
fcopcrto,fu necefiario lafciar fui tetto alquanto di 
apertura , acciò egli lìbero Cesio frueretur , come 
Lattanzio ci addita nel primo delle lilituzioni 
vSoggiunge Livio nel lib. ^5. cap. io. che fopra T 
Altare della Gioventù eravi un Quadro diProfcr- 
pina ; nella finiflra era 1' altra Cappella della Dea 
Giunone, delja quale poco o flulla fi parla à^^ìì 
Antiquarj , 

Sotterranea nel Tempio fu uua ftanza , nella 
quale i libri della Sibilla Cumana fi confervavano 

dalli 



f 

I Aktica, b Moderna, J^9 

Idalli Decemviri, teiiendofi chitifi dentro Un' arcii 
fai pietra ; nel!' Olimpiade però i<^^. coH'incendio 
' del Campidoglio recarono abbruciati . 

Le ricchezze del meiefimo Tempio confiften- 
ti in Statue di marmi, e metalli diverfu in pitture, 
in feudi, in fpoglie di nemici , in Trofei, in drap- 
pi fuperbi , in gemme , inoro maeftrevolmente la- 
vorato, overo in malfa , offerto da* Trionfanti, da* 
; Magil1;rati, dal Senato, daglTmperadori,o da* Re- 
gi, e Genti ftraniere, per cagione di voto,didono, 
o dì pene , erano innumerabiii , conforme ampia- 
mente racconta il Marliano, Lipfio, Riquio, il Do- 
nati, ed altri . Fra le Statue più preziofe vi fu quel- 
la della Vittoria di oro mafficcio j la quale pefava 
librej2o, e feri ve Livio nel 2» della 5« Deca .* che 
la mandafìe Cerone Rè di Siracula » Il numero del- 
la Tavole di bronzo, che nel Tempio, o ne* Porti- 
ci erano affiffe, arrivò a tremila, fecondo Svetoaio 
in V^efnafiano * 

Il Pavimento era tutto eccellentemente fcol- 
pito, ed intagliato . Il Fafligio formava per lo fco- 
lo àQlÌQ piogge C air ufo degli antichi Tempj ) un 
3el triangolo nobilmente gUc^rnito ; e li di lui 
Drnamenti edemi fu onv.* le Quadrighe pofle fu 
'a cima del Frontefpizio , che effendo prima di 
:rera, furono pei fatte di marmo, o di bronzo do- 
r)o la riftorazione di Siila, fecondo il Donati ; ben- 
ché il Nardijii creda , efìer itate di bronzo molto 
tempo prima . 

Le Tegole del Tetto, che erano parimente di 
bronzo, fatto indorare da Quinto Catulo , come 

Y 2 Tli- 



g4o Descrizione di Roma 

Plinio dice nel ^. del ^g. rilucendo il Sole, dove- 
vano vibrare da lungi molto Splendore . Pcrati 
aveva pure li tre Portici, e nel Tempio parimente 
tutte le bafi , capitelli, cornicioni, [rontiipizj,ed 
altri micmbri, almeno dopo la refezione dì Siila, e 
di Catulo; aggiungendo il Nardini nel cap. fud- 
dettOjChe oltre li detti membri, eie Statue, conte- 
neva molte altre parti dentro, e fuori ci baillrilie- 
vi, ed altro,pur di bronzo indorato;qual doratura, 
oltreché fecondo Plutarco /« Ff^b icoLi fu di dodi- 
ci niila Talenti , cioè a dire di iette milioni, e du- 
cento Ciila feudi , fu anche cagione, che Aureo fi 
dicefe il Cauipidoglio, al parere del Donati • 

La Porta fu fimilmcnte di bronzò conia {om 
$)-lia, gli ftipiti, e l'architrave, così fcrivendo Livio ' 
nel IO. Claudiano nel Panegirico di Stilicone , che 
afferma, ei^ere anche ftate adorne le porte di Lmi- 
nedi oro, fatte lavorare dal medefimo Catulo. 

Si laliva a qu'ifto Tempio per più gradini , 
quali contradice il Nardini , eifereftati cento, co- 
me Lipfio viiole, negando anccra aver avuto prin- 
cipio nel Foro , per reazione, che da efTb alTi.m- 
pio i Trionfanti faJivano agiatamente lui carri, 
come conP autorità della Verrina 7. di Cicerone, 
di Ovidio nelP elegia prima del fecondo de Fonto , 
dì 1 ucann nel i.di Vopifco in Aureliano, e di altri, 
prova il Donati . Narra Dione, che Giulio Cefare, 
e r In.peradore Claudio falirono le dette fcak in- 
ginocchioni , dopo li Trionfi , che riportarono, 
quello da' Francefi , e quefto dagP Inglefi refpetti- 
Vitmente . Dicono perciò ilRiquio, ed il medefimo 

Dona- 



Antica, e Moderna. ^41 

Donati , gli fcalini del Tempio non eflerc fiati pìh 
in giù della Piiizza Capitolina ; il Ma^róini li fa 
principiare da quella, che a luo credere era nelK 
Intermonzio fino al Tempio ; di manitra che i 
Triofanti non più oltre , che all' Intermonzio fa- 
Jifìero . 

Erano più fotto di quefta fingolarìfllma MoIe> 
alcune celle ♦ o ciffcerne dette favijfe Capitoline , 
nelle qUv.li fcleyanoli Romani riporre, ed occulta- 
re tutto ciò, che in quel Tempio perla vecchiaja , 
per la frattura, o per altro diveniva inutile, in ve- 
ce di guaftarlo, o abbruciarlo . Alcune altre cin:er- 
ne confimili erano fotto il Veflibulo,Ic quali elTen. 
do ripiene d'acqua, fervivano per ufo deTagrifizj,e 
per eilinguere gV incendj . Il numero delle Statue, 
che erano in quella piazza , fu così grande , e tal- 
lente l'impediva, che Auguflo, per difgombrarla, 
e trafportò nel Campo Marzo , dove poi furono 
,>ettate a terra da Caligola, come narra Svetonio » 
tarlando di quel Cefare . Sì abbruciò quefto nelle 
juerre civili di Mario, e Siila, il quale nella fua 
Dittatura lo fece riedificare, adornandolo con al- 
:une colonne del Tempio di Giove Olimpico , già 
i:omprefo nelle fette meraviglie del Mondo , e {i^ 
iiiato nella Grecia, fecondo Plinio nel cap. 7. del 
;;6. Arfe di nuovo fotto Vitellio, e fu riedificato da 
^efpafiano; e finalmente rovinandola terza volta 
òtto di Tito per la caduta di un fulmine, overo 
)er un incendio cafuale, Domiziano lo rifarcì eoa 
aaggior magnificenza. 

Un così ricco , e nobile Edificio nel tempo di 
Y i S. Gì. 



^42 Descrizione di Roma 

S.GiroIamojChe viveva al tempo di Onorio Augu« 
flojera gik rovinato, per quanto ne (cri ve il mede- 
fimo Santo nel2.1ib,controGioviniano,e fé ne attri- 
buì alli Goti la deftruzzione, in congiontura di 
aver cflì nel facco di Roma atterrati altri molti 
famofi Edificj, fecondo la lettura di Orofio nel 
fettimo libro • 




Del 



ANTICA > E Moderna ; 345 

Del Campidogli» Moderno» 

LA parte principale del Campidoglio moderno 
oflervafi rivolta verfo Settentrione , e vi (ì 
fale per nobile cordonata , fatta con difegHO del 
Buonarroti fu le rovine delle fabbriche di queflo 
Monte ; benché l'antica ftrada per falirvi rilgilar» 
dafTe V odierno Campo Vaccino . Si ofìervano nel 
principio della falita due antiche Sfingi lavorate in 
marmo Egizio afiai belle, che gettano acqua; e 
fecondo il parere di molti , furono cavate dalli 
Bagni di Marco Agrippa Confole , e fatte qua tra- 
fportare da Pio IV. dalla Chiefa di S. Stefano del 
Cacco ; e vi fi oflervapure una di Roma in porfi» 
do (ènzacapo , il cui panneggiamento è mirabile • 
Indi nella fommità della falita medefima fi vedo- 
no le due Statue Coloflee in marmo greco di Cafto- 
re , e Polluce co* loro cavalli, ritrovate nel tempo 
del detto Pio IV. vicino al Ghetto , e fatte qua tra. 
(portare daGregorio XllLAÌ fianco di effe vedonfi 
Trofei di Mario, eccellentemente fcolpiti per la 
Vittoria Pacica diTrajano^e qua trafportati dalCa» 
dello dell'Acqua Marzia appreffo S. Eufebio d'ordi- 
ne diSifto V.con accanto due Statue dei Figli diCo- 
flantino ritrovate nel Quirinale nelleXerme di que- 
llo Imperatore; e finalmente due Colonne, una delle 
quali , cioè quella a finiflra è la Colonna Milliaria, 
che col numero I. fegnava il primo miglio della- 
ViaAppia ; e l'altra fìi fatta per accompagnare la 
fuddctta con ima Palla fopra di meuUo dorato , 

Y 4 dove 



J44 Descrizione di Roma 

dove fi crede, fofiero confervate le Ceneri di Trai 
jano . Si entra nella Piazza ornata di Palazzi , e 
nel mezzo fi vede la famofa Statua eqiiefi:redi me- 
tallo dorato,eretta5 fecondò alcuni, a Marc' Aurelio ; 
intonino > e fecondo altri a Lucio Vero ; febbenc 
molti hanno creduto , che fofie eretta a Lucio Set- 
timio Severo , comefcrive il Fulvio , e forfè dal 
Bibliotecario fu detta di Coftantìno , perche ftava 
fu la Piazza del Palazzo Latcranenfe , donde fu tra- 
sferita nel Campidoglio da Paolo IlL V anno 
i5;go, e collocata fopra un piedìftallo architettato 
dal Buonarroti , e fatto di un pezzo di fregio, tolto 
dall' architrave delle Terme di Trajano , perche 
non fi trovava marmo sì grande . Quello Palazzo 
dimezzo, che ferve per abitazione del Senatore 
di Roma , Rifondato da Bonifazio IX. in forma di 
Rocca nel antico Tabulario, che era il Luogo i 
dove fi confervavano le Tavole degl* Atti publici . 
li fuddetto Buonaroti ne cominciò poi la Facciata, 
e fua invenzione è la fcala colla Fontana , che or- 
nò di Statue , delle quali quella di mezzo , che fi 
vedeconfoprav«fi:edi Porfido, rapprefenta Ro- 
m: trionfante , e quelle dalle bande li due fiumi 
Nilo , e Tevere , che oltre di efi'ere fcolpite in mar- 
mo greco , fono anche lavoro di buon Maefiiro • 
Indi la profeguì Giacomo ddla Porta , che la gui- 
dò fino al primo ordine delle Fcnelìre , e fece an- 
che il Portone ; e finalmente v'ebbe ingerenza Gi- 
rolarno Rainaldi, chela compì . Entrandofi nella 
Sala , che ferve al detto Senatore , ed al Magi- 
ilrato Ropiano di Tribunale , e dove anche di tem- 
po 



■ 

Antica, s Moderna; ^ ?4? 

pò in tempo dagl'Accademici del difegnoin S.Lu- 
ca fi tiene una folenne Accadeniia perla difb'ibu- 
2Ìone de'iremj a quei Giovani, che danno mi- 
glior faggio dei loro faperc in Pittura, in Scoltu- 
ra, ed in Architettura ; vi fi vedono le ftatue de.» 
Pontefici Paolo III , Gregorio XIII , e del Rè Car- 
lo d* Angiò Rè dì Napoli , e Senatore di Roma . 

Del medefimo Buonaroti è parimente il Palaz- 
zo de Confervatcri ; ma le Feneflre , e Rcnghiera 
idi mezzo fono dilegno di Giacomo del Duca . En- 
trandofi in efìb , è degna di confiderazione la Sta- 
tua Militare di Giulio Cefare Dittatore, e l'altra 
idi Augufto , che avendo a piedi un Remo di Nave, 
fi crede fcolpita perla V^ittoria Azziaca . Nel Cof- 
tile, cominciando dalla banda deftra , fi vedono 
due piedi con una mano di marmo greco > che era- 
no di un Colofìb di Apollo dell' altezza di ^o. Cu- 
bili, come anche un Cavallo , che combatte col 
leone , opera bellilTima ritrovata nell'acqua di un 
Molino fur ri Porta S» Paolo, e riftoratadal Buo» 
naroti . Nella gran Nicchia del Portico , fabricato 
da Clemente XI. li ofTerva una Roma fedente Ibpra 
di un Bafamcnto, in cui è (colpita una Provincia , 
che viene riputata la D*cia . Ai lati fi vedono 
due Rè con braccia tronche, che fono di marmo 
n«gro di fingokr lavoro , e furono fiìtte qua tra- 
fportare dal medefimo Pontefice dal Giardino de^ 
Cefi in Borgo ; e nell'altre due Nicchie vedonfi pa. 
rimente due Idoli Egizzi, eh colle tre ftatue fud- 
dette furono ritrovati nella Villa V'erofpi prefib 
Porta SaUrM . Sie^ue la Tefta Coloflea di Bronzo 

deir 



^4^ DéÌcrtztone di Roma 

deirimpef ator Commodo , con una di lui mano di 
Bronzo, e con Ifcrizzìone nella bafe , di Agrippi^ 
na Moglie di Germanico, e Madre diCajo Cali- 
gola . Viene per ultimo anche la Tefta Coloffea di 
Domiziano di marmo greco, fatta riftorare da Cle- 
mente X. e pofcia qui collocai , Voltando fuUaJ 




mano 



Antica, s Moderna. J4»7 

lano diritta per andare vcrfola fcala , fi vede fiil- 
'd finiftra la Statua di una Baccante, e nel ripiano 
incontro della fcala la Colonna Roftrata. Era que» 
"ta inalzata nel Foro Romano , e fìi eretta per Tro- 
: Feo a Cajo Diiiilio 5 che trionfò , il primo, in^ 
i Guerra iMavale , riportando \'ittoria contro de-» 
Cartaginefi ; e comeche era ornata di roflri , tol- 
ti in cfia guerra alle Navi nemiche , ed erano in 
quei fecoli di metallo , a differenza di qiieili , che- 
fono di marmo, ebbe perciò il nome di Ro/ìrata, Ri- 
furono àncora li Rojtri ; ma di quelli prefto par- 
leralTi al fuo luogo in queflo medefimo Rione . Ac- 
canto quefta Colonna fi vede un Leone di buona 
maniera . Nel primo ripiano della fcala fi vedono 
le due nobili Statue delle Mule Urania , e TaJia , e 
nella muraglia del vicino Cortiletto incaflrati ri- 
mangono quattro bafiìrilievi , tolti dall' Arco di 
Marco Aurelic,disfatto d'ordine di Alefiandro VII. 
allorché fece drizzare la firada del Corfo , e qui 
collocati per memoria infieme , e per ornamento. 
In uno è Icolpito il detto Marc' Aurelio , che ri- 
torna in Roma trionfante per l'ottenuta Vittoria ; 
nell'altro Ci ofìerva il fùddetto Principe , che offe» 
rifce il fagrificio innanzi al Tempio di Giove Ca- 
pitolino ; indi lo ùeP^o a cavallo in atto dì difcor- 
rere col fuo Pretore ; e nell'ultimo è fcolpitaJa fi- 
gura di Roma , che gli porge il globo del dominio 
imperiale . 

Qui nel falire Taltra fcala , oltre il vederfi ìn^ 
caftrato nel muro a mano diritta un Monumento 
antico di fei verfi , fi offerva dall' altra banda un' 

an- 



j4^ Descrtzione di IRoma 

anticaBafìbriiievojche rappreièntaCurzlo a caval- 
lo in atto di precipitarfi nella Voragine . Voltando 
nel fecondo ripiano a mano finiftra , trovai! qiielV 
Atrio ripieno di Tavole dei Magiftrato antico , e 
moderno , e fra le altre quella , dove è defcritto il 
Magiftrato al tempo di Pertinace, che ha per di 
fopra la lupa con li due fanciulli Romolo , e Remo 
Fondatori di Roma. Profeguendofi a caminare per 
la loggia fcoperta , a mano manca d entra nella fu- 
mofa Galleria di Quadri, eretta dal Pontefice Re- 
gnante Benedetto XIV. con architettura del Ca- 
valicrFuga, e falendovi fopra. Ci trova il gran 
Salone tutto ripieno di Opere dei più celebri Pit. 
tori s\ antichi , che moderni , e furono comprati 
per ordine della Santità fua dalla Cafa Sacchetti ^ 
e qua collocati per commodo de Virtuofi, e per ac- 
crefciiiiento delle belle Arti , ficcome apparifce 
dairifcrizzione fotte il Bullo di Sua Beatitudine » 
che vedefi collocato in cima della principal Fac- 
ciata. ^ , 
Ritornandofi ali* ultimo ripiano della fcala, 
che fi è faiita , ed entrandofi nella gran Sala per la 
Porta , che alla medefima fcala refta dirimpetto , 
fi ofierva , efier adornata d'ogn'intorno di nobilif- 
fime pitture , cheefprimono diveriè Storie Roma- 
ne . Le rapprefentò a maraviglia il Cavalier d' Ar^ 
pino, figurandovi Romolo, e Remo, quando ritro- 
vati furono da FauAolo Paftore lòtto il Fico rumi- 
naie a pie del Monte Palatino, evi fono le figu- 
re di Acca Laurenzia fua moglie , e della Lupa in 
atto di allattare i due Bambini . Fa anche veder e_i 

que- 



Antica, E MoD^tiVA. ^45 

:]uefto eccellente Pittcre il incderimo Romolo , che 
guida l'AriitrOjper detcraiiiiare col ibleo il circui- 
to di Roma ; il Sacrificio di Numa colle Vedali ; il 
Ratto , che i Soldati Romani fecero delle Donne 
Jahine ; il terribile, e fiero combattimento fegai. 
o tra i Romani , e Vejenti fotto la condotta dì Tul- 
lio (.fìllio Re de' prinii , e di Mezio Suffezio Re de' 
econdi ; e la pugna dellì tre Orazj Romani con- 
tro li treCuri^zj AlbanefijprefcntG il Campo degli 
«ni, e degli altri . Vedonfi qui le belle Statue del 
Sommo Pontefice Leone X. in marmo, lavoro dì 
Glicom.o del Duca Siciliano; di Siilo V,in bronzo, 
■gettata da Taddeo Landini Fiorentino ; e di Ur- 
bano Vili, in marmo , fcolpita dal Cavalier Ber- 
nini ; e vi fono finalmente il Bufto della Regina di 
Svezia Crifiiina Alefi'andra con fua memoria , e 
quello di Cafimira Regina diPolonia moglie del Re 
Giovanni III, che ritirofTì, e vifie per qualche tem- 
po in Roma . Le nobili Porte, eoa tutta fontu fità 
Ìavorate,fiironopenfiero di Francefco Fiammingo. 
Nella feconda Sala contigua , molte azioni 
eroiche de* Romani fi ravvifano dipinte a frefco da 
Tommalb Laureti Siciliano . Si riconofce Muzio 
Scevola , che alla vifi:a del Re Porlenna fi bru- 
ci;! la deliri' , che in fallo ucciie il di lui Configlie- 
re ; Rruro ininuco de' Tarcuinj, che per la con- 
■ giura macchinata contro la Repubblica, condanna 
a Uiorire i prcprj f gliuoli ; Orazio Coclite, quan- 
do con p^encroio valore fi oppolè , e refpinfe da fé 
fol(* nd Ponte V Ffercitode' Tofcani ; e P atroce 
Battaglia , colla quale fu Icacciato da Roma Tar- 

qiH- 



^^o Descrizione r>i Roma 

quinio il Superbo co* Tuoi Aderenti . Le Statue d) 
marmo fono . Quella di Marc* Antonio Colonna^ 
tien-^raJe deirAnnata navale nella battaglia di Le 
panto; dì Cario Barbe44nì Generale deli' Arrnij 
i'ontifìcie, regnando IJrbano VIIL fuo Fratello; /dj 
Alefiandro Farnefe Duca di Parma ; di Francefco 
AldoSrandini , e di Tommafo Rofpiglìofi ; e li Bu- 
lli in queflo luogo raccolti , fi dicono di Giulio Ce- 
fare , di Adriano , di Antonino Caracalla, e di 
altri , tutti attamente collocati fbpra liioì piedi-| 
ilalli . Vedonfi due Colonne aflai belle di Verde| 
antico, ritrovate nelle Carceri del medefimo Cam- 
pidoglio , e pofano fopra i loro Capitelli la Tefta 
di .Settimio Severo, e di altro Perfonaggio , la di 
cui idea non fi è potuta ben rinvenire . Vi fono fi- 
nalmente un Buiìo di Virginio Cefarini; un Ri- 
tratto di Flaminio Delfini : alcune Lapidi con me- 
morie: ed un Termine di afiai bella maniera . 

Nel fregio dell' Anticamera , che viene ap- 
prefio , il celebre Pittore Daniello da Volterra 
difègnò i Trionfi di Mario Confole , e vi fi ammi- 
ra la bella Lupa di bronzo , che fommìnifira il lat- 
te alli due Fondatori di Roma . Nella morte di 
Giulio Cefare fi rlferifce > che un fulmine la per- 
cotefie in un piede di dietro , e fé ne vede mani- 
fefi:amente il fegno . Vi fi confèrva im Giovanetto 
di bronzo , denominato da chi Gneo Pecoraro , 
e da chi Marzio , e vedefi fedente in atto di cavarfi 
una fpina dal piede > dal che fembra voglia pi^ to- 
rto rapprefentarfi qualche Garzone afiai efperto 
nel corfo . Vi è pure il JBufì:o dì Brwto primo Con- 
fole 



Antiga , E Moderna . g^^i 

ole Romano 5 e la Statua di uno de' dodici Ca- 
nini, o fia c:i quei Servi, che fAvc^rono Roma 
ÌA fuoco in tempo della Kep ubi: iica , ed jiinhecue 
bno gettati in bronzo .L'effigie ci S. Francefca 
\omana eipreiTa in quadro con eccellente manie- 
a , fi dice opera del Romanelli \'iterhele ; e V al- 
,ro Quadro rapprefentante Crifto Signor xSoftro 
lepoflo dalla Croce,c fatica del celebre Padre Co- 
imo r iazza Cappuccino Veneziano . Tre altri Bu* 
ti alTai famofi iono qui ripolli dentro nicchie ova- 
e nelle muraglie . 

Nella Stanza denominata della Loggia , mol- 
e antichità fi preièntano all' occhio , tra le quali 
liverfi fragmenti di Farti Conlolari ; una Tedia di 
ditridate Re di Tonto; una Statuetta in abito di 
■''ertale , reputata di Rea Si; via Madre ài Romolo , 
■ì Remo ; ed un' altra Triforme rapprefentante Ja 
.una, Trofèrpina , e Piana , 

Nella Stanza dell' Udienza , che fiegue , rerta. 
10 efprefn nel fregio dipinto a freico,varj Giuochi 
Olimpici . L^'iverfi Burti Ibpra pi dirtalli vi loao 
:on buon ordine dirtribuiti . Si af erilcono ài ^afib 
"oetefa; di Mecuia nella forma njedefima, che (i 
•^colpiva negli Elmi de* Romani per terrore degl* 
Inimici ; di un' Ifide, e ci ('uè Oche, o fiano Pape- 
ri óì bronzo . Dopo querti v-ngono quelli di Socra- 
te, Filofofo di Atene;di Arianna, che diede il filo a 
Tefeo per ufcire dal Laberinto ; di Apollo i^iov.:ne 
di maniera greca, (colpito da Michel' Angelo Buo- 
naroti in miarmo bigio con la terta di bronzo ; di 
Sabina Poppea, feconda moglie di Nerone y e fi- 
nal- 



k 



^^2 Descrizione di Roma 

nalnicnte di ?cipi.:>ne, e di Viilpio Trajano Confo- : 
Je, donati dalla (anta memoria di Clemente XI , 
conforme teftificano le due Ifcrizioni con le paro- 
le : I X dono Cl^mcntis XL Font, Opt, Max, Amò 
Saiutìs MDCCl^; e finalmente adorna quelli fì:an« 
za un Quadro di Giulio Romano , che vi eiprefT^' 
con perfettiflimo gullo la Sagra Famiglia . 

Vn altro braccio di Camere fi ibuopre coa'i 
gno; e nella llanza comunemente chiamata dell* Er 
cole, i fregi a frefco , che rapprefentano i fc tti di!", 
Scipione, fono pitture buoni/ìime dì Annibale Ca-n' 
racci . \'i fi vedono collocati i Bufli , e Statue di '■ 
Appio Claudio Confole, nominato il Cieco, in pie- • 
tra Eoizia; di Sergio Galba; di Virgilio fovra^i 
picdefrallo, che anticamente era della Statua di Er-i,. 
cole , alla quale il Popolo Romano ne formò un al-h 
tro gì più nobile Scultura; di Filippo Arabo Senìo-i. 
re, e di Marco Tullio Cicerone . Sopra la cimadil. 
una Colonnetta di pavonazzetto fl:a fituato ilRo-'.. 
fl:ro del Felce detto Serra con fu a Ifcrizione ; e fie- 
guono due altri Furti, il primo creduto di AlefTan-')^^ 
dro Magno, ed il fecondo quello di una Bc-ìccante 
Degna di tutta la maraviglia fi è la fam 
di Ercole in bronzo,ritrovata in temp 
nel Foro Boario, nel luogo fteflb dell' A 
confilo Hcrizione ; e miranfi altri Bufli, creduti 
di Lucrezia Romana, di Mellalina moglie di Clan- 
dio, e di una Pallade con armatura , Egide in 
petto, ed elmo in capo . Nel Camino della ftanza è 
incaflrato un bafbrilievo , che rappreienta una_ 
Porta dd Tempio di Giano con le quattro Stagio- 
ni, 



na Bc-ìccante.j/ 
'amofa Statua 
IO di Siflo IVI 
Ara MaflìmaJ. 



! 



Antica, h M<^derna. JJJ 

li, ed altre figure a lato . E vi fi vedono ancoriile 
milure antiche dell' Olio, del Vino , e dello (corzo 
iel Grano . 

Pafìandofi all' altra Camera , che fi dice di- 
,)inta da Pietro Perugino,vi lì rapprefenta Anniba- 
e Cartagiiiefe, allorché fopra un Elefante, per re- 
lire in Italia , pafsò gli Appennini ; JLa generale 
'idunanza , e configlio tenuto dal medefimo ; Il 
rombattimento navale feguito nel Mar di Sicilia 
ra Quanto LuttazioCatulo Generale dell' Armata 
'Romana , ed Imikone Capo dell* Armata Carta- 
^inefe ; Il Trionfo del medefimo Luttazio per la 
, Sicilia, cedutagli infiemc con la Sardegna, ed altre 
(l'ole adjacenti, da'Cartaginefi, fecondo che narra 
Livio . Vi fono altresì diflribuitc in nicchie dentro 
li muro cinque Giovanetti , e vi fi veggono li bu- 
io di Lucio Cornelio Pretore; la Statua della Dea 
del Silenzio a federe ; la Statua di Cibele con tor- 
'i in tefla ; Cerere , che figura l'Abbondanza; ed 
jii buflo di Adriano . Prcfiìma a quefiraStanz.-L-» 
lanno i Signori Confervatori una nobile Cappel- 
a vagamente ornata , e ricca di pitture, fatte per 
nano di valenti Profefìori . 

L' altro Edificio adunque , febbcne al di fuori 
n tutto fimile all'altro descritto, pare niente di 
ueno , che moflri più bella divifione di Appar- 
:amenti . V^i fi entra per la noHle cancellata di 
xrro , che ne orna l'Atrio, ed a prima villa (i 
:^refenta il Cortile . Nel filo profpetto fi vede Ijl^ 
^igantefca famofa Statua giacente,detta di Marfo- 
rio, che fu levata dal vicino Ferodi MiW'te ; mn 

Tom, /. Z pciN 



^^4 Descrizione DI Roma 

perchè, fecondo la fua Tenitura, figura un Fiume , 
ferve qliì di Soggetto alla vaga Fonte, che forma,! 
e fpicca mirat ilmente dentro della gran Nicchia,; 
tutta ornata di fcòrniciamcntl, di due antiche Co-j 
lonne di Granito d'Egitto, di pilaftri , e contro-i 
pilaftri , diuna vaga Balauftrata in cima di Tra- 
vertino , con quattro Statuo di Donne Augufte ia 
^gura di Vertali ^ e dell* Arma di Clemente XII, 
nel Frontefpizio , che ha fotto la feguente Ifcriz- 

«ione . 

Clemtns XII. Pont. Max. 
ìliatìs, in. has, aedes, antiquìs 
Statuìs 
Menumentifque 
Ad. bonarum. artium 
' 't>:ri ' ^ * Incretnentum , - 

^ ,:••: 'fronteque. exornata > ' 
Priflìham. Cafitolio 
Magnificenti am 
' Reflit uendAm. curavit 

A. S. MDCCXXXIF. Font. V. 

Da altre Statue riceve anche ornamento que- 
fio Cortile .Due gran Satiri, entro di due nicchie 
quadrate, fono- ai lati della medefima Fontana» 
e fi offervano concaneflri d' uva in tcfta , e grap- 
poli iiiiìeme nelle mani . Dell'origine loro, che 
fono di una fingolar fcultura , fa menzione il Ru- 
fconì nella Cronica Iftorica , parlando ddÌQ Ca- 
riate . Finalmente n^lle quattro Porte , tre finte , 
ed una aperta , fono collocati due Termini , e 

tre 



Antica, e Moderna. JJJ 

tre fafci Conlòlari in bafTorilicvo con una Tefta di 
1 lutone Filolbfo lopra di cialcheduna delle me- 
de fi me Porte . 

PalTando ali* Atrio terreno, che confina im- 

} mediatamente in elio Cortile , fono eretti lòt- 
to degl' Architravi laterali due grandldoli Hgi- 
zj . L* uno è di pietra bafalte, torrito in tefta , eoa 
ornamento di cuffia , e ramo ci dattilo nella-, 
finillra , ed ha, tanto dalla parte di dietro, 
quanto da un fianco, varj Geroglifici . L'al- 
tro è di granito rofib Orientale con fiore Loto 
in tefta , rapprelèntante Ifide. Trovaronfi queiH 

' nella Via Salara alla Villa Verofpi infieme con li 
due altri già defcritti , che fono lòtto il Por- 
tico del Cortile nel Palazzo incontro de' Signo^ 

» ri Confervatori . Nelli riquadri delle Pareti Tono 
molte Lapidi (epolcrali, ed alcuni Cippi con Scri- 
zione . In fondo poi Ci fcorge in ifola la gran.-. 

. Cafla fcpolcrale di marmo, dentro di cui fi fisi- 
ma, foflero le Ceneri di Alefiandro Severo, e di 
Giulia Mammea fua Madre , ripofi:e in un ta- 
mofo vaiò iftoriato , che ìì conferva nella Bì-r 
blioteca Barberina . Fu ritrovata in tempo di , 
Urbano VIIL nella Via Tufculana , poco Km-» \ 
gi da Roma , pafiati li condotti dell' Acqua Fé- ^ 
lice, nel luogo , detto il Monte del Grano . Anch' 
efìa è tutta iftoriata intorno a bafiòrilievo , ed ha 
nel Coperchio , efprefie con eccellente nianì:^ra,le 
figure de' medefiiiii Aleffandro Severo , e Giulit^ 
Mammea giacenti , e la parte d' avanti credefi , 
ehe denoti h Pace fra i Romani , e Sabinefi , fé» 

Z 2 guìta 



jy5 Descrizione tu Roma 

guita per le fuppliche delle loro Dpnne mediatrici. 
Apprefìo quella Cada fi vede un framnieuto 
di una delle otto Statue , che adornavano il cele- 
bre Arco di Coftantino. E' di pietra , detta Pavo- 
nazzetto , e fw di là levato , per collocarvi altra 
Statua intiera in occafione delia riftaurazione fatta 
in detto Arco nel Pontificato di Clemente XiL 
conforme dice l' ifcrizione , che fi h?,ge per di fo-'J 
pra ; e tal frammento pofa fopra un gran Capi- ' 
tello di marmo d' ordine Dorico compofito di par- 
ticolar fcoltura, che era delle famofe Terme di 
Caracalla . 

Incontro gli fl:;\un Piede , che è frammento 
di im Colofib di Bronzo , alzato (òpra nobile pie- 
difl:allo di marmo . Nella facciata di mezzo fa prò- 
fpetto altro piedillallo, nel cui .Specchio è rileva- 
ta a ballbrilievo una Figura con fcur e nella finiftra 
mano , e rapprcfenta la Provincia dell* Ungharia,!: 
ficcome fi ravvili! dall' Ifcrizione in cima : Jntpffrii^ 
Homani Frovincia , e nella bafe Vngaria . \ 

Tornando indietro alla volta della gran Sca^ 
la , che conduce alle Gallerie fuperiori; nella Nic- 
chia a mano deftra s'incontra la Statua di Pomo- 
ria , che è inghirlandata di Ipiche , e portando 
un piccolo iftromento da luono nella deftra , al- 
tro ccnfimile fotto di un Piede , e grappoli di 
Uva nella finifira , fi fa vedere fefleggiante per le 
abbondanti Ricolte . Nella nicchia finiflra poi fii 
vede eretta una Statua bellifhma , che {i crede di • 
Apollo , ma le manca la Tefia ; ed a piedi di am- 
bedue quefi;e Statue vedonfi due Urne : in una fo- 
no 



Antica , i Modern^a . ?^'7 . 

no fcolpiti molti Moflri marini , con una figura di 
Donna steì mezzo ; e nell* altra ima Caccia di 
Cervi , e Cignali , efìendo ambedue dono delPon- 
f tefice Regnante ; della munificenza di cui fono pu- 
^> relè due Are , che fieguono : in quella di mano 
{ deflra fi vedono efprefli a hafibrilicvoli fatti di 
4 Ercole , la di cui Statua vi è pariinente collocata 
I fopra : ed in quella di mano finiftra il vede rap- 
■: prefentata la nafcita di Giove , con la gran ma- 
rcherà della Dea Cibele , che le pofa fopra . 

Seguita la Statua di Minerva con Egide nel 
petto, Icudo imbracciato , ed elmo greco in te- 
ila , ed ha ai lati due Plediihlli con ilcrizzioni , 
the fi ritrovarono nella Piramide Sepolcrale di 
Ceftio, quando fotto AlefT^ndro Vll.fù in gran 
parte difotterrata dalle macerie, che la copriva- 
no . Contigue finalmente alla Porta fi trovano due 
lAre , una lòpra V altra ; L* inferiore fii dono 
del Regnante Pontefice ; E la fuperiore ha due^ 
ifcrizzioni a i fianchi . Si legge in quella del lato 
deftro Sahoi venire , e vi fi vede una Donna fe- 
dente con un Timone di Nave nella diritta, e nella 
finiftra una Cornucopia . Dall' altra banda poi fi 
'oflerva altra Donna fopra di un Carro , con fcurc 
in mano , e con ifcrizzione Salvos ire , 

Air Ingrefso di mezzo nel Cortile fiinno 
fianco due Statue in figura naturale di Donna • 
Ha una n Ila defila mano una borfa , e nella £\^ 
niftra il Cornucopio , fimbolo deli' abbondanza ; 
«d ha r altra nella diritta uno Scettro , e nella 
manca una fpugna con la fottofcrizzionc Immor^ 

Z i tali* 



1 



^^S Descrizione bi Koma 

talità . Dall' altro lato della Porta del divifato io^ 
grefso trovafi erettala Statua di Diana , che fem* 
bra , di avere fcoccata la freccia dall' arco ; e le 
fìà incontro filila mano deflra la ftatua di Silva- 
no , o fia Pan , fecondo i Latini , fedente con in 
mano la (ìringa , ed un Fanciullo diftefo quafij 
del tutto a fuoi piedi. Riempiono le due nicchie»i 
lina in faccia dell' altra , dae Statue , una delle 
quali rapprefenta Giove feminudo con fulmine ia 
mano , e l'altra figura Adriano Imperatore in ahi- 
to facerdotale con tefta velata , Patera nella de 
ftra , e pagina nella finiftra . . 

Dirimpetto alla gran Scala fi vede eretta lai 
ftatua di Pirro Re degl'Epiroti , Angolare per la 
fcoltura , e per la rarità del foggetto ; e compi 
fce il profpetto di queft' Atrio una Colonna di 
Alabafiro Orientale, alta palmi dicinnove , e di 
diametro palmi due e un terzo, ritrovata alla ri 
va del Tevere fotto l'Aventino nel Vico della Ser 
pe , o fia Marmorata , eretta , e porta in ifola fo- 
pra di una antica Ara quadrata, ed iftoriata abaf^ 
lirilievi. Nella facciata principale fi vede effig- 
giata una Donna fedente , che nella deftra mano 
tiene un timone di Nave , e nella finifi:ra il cornu- 
copio , per dimoftrare , che dalla navigazione 
nafce l'abbondanza . Ne' fianchi evvi fcolpito il 
Caduceo tra due cornucopj di frutte , tutti fim- 
boli di Pac- infieme , e di libertà ; e nell' ulti* 
ma facciata varie cofe fpettanti a'Sagrifizj ;eiTcn- 
do qui parimente le quattro mifure degl' antichi 
piedi Romani , Qon divurfi iftromenti fabrili^ 

.* fcoU 



Antica, b Mobehha-. J5fcf 

colpiti in due Cippi , ed in un piccalo Baflbrilie^ 
^o incaflrato nel muro, che ha per difopra un( 
icrizzionedel Pontefice Regnante, la qiiale4nanj% 
efla , efTere fiata ima delle dette mifure nel V^Un 
;ano; altra nella Villa de Signori Mattei^ alVr^ 
iella Cafa Altieri ; ed una parimente del Marche-^ 
e Capponi . , ■ l 

Qu] fnlJa deftra il medefimo Pontefice Re- 
jnante Benìjdetto XIV. ha fatto parimente aprire 
ma Stanza > fatta da eflb molto ben ornare , e 
'i ha fatti collocare molti , e diverfì Idoli di mar- 
io Egìzzio nero , come apparifcc dairifcrizzio- 
le 5 che fopra la Porta interiore è collocata , di 
.|uefto tenore : 

AEGYPTIACA' MARMOREA SIGNA 
IN ADRIANI AVG. TIBVRTINO 

REPERTA 

BENEDICTVS XIV. PONT. MAX. 

CAPITOLINIS AEDIB;VS ADAVX:TA 

ORNATIORI CVBICVIO CONSTITVI 

V DECREVIT 

ANNO MDCCXLVIIL PONT. VIIL 

Si vede nel mezzo fulla mano diritta un 
^amofo Coccodrillo dì marmo bianco , ed all;j 
iniflra un belliflimo Idolo con due facce , pofa^a 
opra di unPiediflallo,che raflembra da una partp 
m'Ifide con fiore Loto in terta , e dall* altra il Dio 
\pis in forma di Bue con armatura bianca , e ne- 
ra . Sopra de 1 gradino faperio/e fi oflerva in fac- 

l 4 ci^-*^ 



jtfo Descrizione di Roma 

èìata un Cinocefalo con fiore Loto in Tefta , ed è 
fatto a forma di un Scimiotto . Segue una Tavola 
Egizzia di creta cotta con molti geroglifici ; e per 
terzo viene un Canobetto pofato fopra di una Co- 
lonnetta fcannellata ài marmo , detto baialte ; e 
nqllc Nicchie fuperiori, che fono tutte all' intorno^ 
di quefla Stanza , veggonfi collocati molti Idoli di; 
pietra negra Egizzia , e nel gradino in faccia alla 
fineftra , il Bufto dell* Imperadore Adriano . 

Salendofi ora la maeftofa Scala , fi ofìerva^j; 
tanto nelle Pareti laterali di quefto primo branco^ 
C]uanto nel ripiano , ed in quelle del fecondo , l^ 
Pianta di Roma antica , difpofta in fei Claflì nel-j 
la conformità , che viene riportata dal Bellori ;i 
eccettuata la prima parte della banda defl;ra, chcj 
contiene frammenti piccoli . La medefima era nel 
Tempio , da alcuni creduto di Quirino nel Foré 
'Boario , oggi Chiefa de SS. Cofimo , e Damiano in 
Canapo Vaccino , e Ri qua trafportata . 

Il detto primo ridiano della medefima Scala i 
molto ben ornato . Vi fi trovano dueBaiTirilievi 
levati dair Arco di Portogallo nella Via Flaminiaj 
disfi tto da AlefTandro VII. per addrizzare il Cor. 
fo. L'uno rapprefenta Marco Aurelio perorante 
al Popolo con avanti un giovanetto in toga , che 
credefi I ucio Vero;e Taltro la Deificazione di Fau- 
fìina • Delle due belle Statue pofcia , che fi ofTer* 
vano ai fianchi àeìV iftefib ripiano dentro le fuc 
nicchie , una efprime Fan/lina in figura di Pudi. 
cizia,col motto nella bafe PVDICITIA ; e l' altr- 
denota Giunone, trovata all'antico Lanuvio, ori 

G- 



Antica i e Moderna l l^t 

Civita Ldvimay con fotto il titolo IVNOLANVVI^ 

Profeguendofi a falire , fi gi"ng;e al piano , sì 
iella Galleria , che deiringrefìb alle Stanze, ove ft . 
lonferva la ricca, ed infigne raccolta delle pregie- 
'oli Antichità. Riceve quello ripiano, ofia ve- 
tibolo il Tuo lume da un gran flneftrone , e da uà* 
iiltra fpaziofa fineP.ra /opra, di figura circolare-» • 
\ccanto alla Porta , che fa prospetto alla Scala « 
^iaceungran Leone di marmo bianco , mi atto di 
Cnftode ; e fui di lei frontefpizio Ila eretto un 
Bufto di eccellente fcultura, con una fingolar Co- 
lonna di marmo bianco , e nero antico fulla_j 
mano manca , donodel Pontefice Regnante Bene* 
bETTO XIV. 

Voltandofi verfo la Cancellata , che mette 
iella Gallarla , ficgue amano manca un bafibri- 
ùevo incailrato nel muro, che rapprefenta un Sa- 
:crdote con idrumenti da far fagrifizj ; ed ha 
incontro un mofijco rotondo con un Bafforilievo 
airintorno, efprimente Tiftoria diAchille. Era que- 
llo nella Chiefa vicina di S, Maria di Araceli , e fh 
qnà fatto trafportarc dal medcfimo Pontefice Re- 
ignante ; dono del quale è parimente l'altro Bafib» 
rilievo vicino , in cui è fcolpita la Pace Palmire» 
na , e l'altro antico mofaico, il quale moftra Erco- 
le in atto di domare un Leone . 

Si entra nella prima Stanza , la di cuiporta^ 
riefce di profpetto alla nobiliffima Scala , per la 
quale fiamo afcefi ; e venendo alle particolarità» 
che yi fono , fi ofiervano le ike muraglie veftitc 

tuttg 



5^2 Descrizioni di Rojia 

"tutto all'intorno di fingoIariiTime Lapidi, con Cor. 
Xììcì , che le unifcono infieme , erette , e diftri. 
buite fecondo 1' ordine de* tempi , contandofenc 
ben cento ventidiie fegnate con numero Imperiale 
Interiormente fopra la Porta , che corrifponde al. 
Ja Scala, fi ÌQggQy a gran caratteri, incifo il Titolo ., 

AVGVSTI. AVGVSTAE. CAESARES. 
ET CONSVLES . 

Qualunque delle ftefle Lapidi fi confiderit 
fbmminiftra erudizione; ma per non formar di effe 
un Volume , fi fcelgono le più degne , e quelle 
folo, che con modo diflinto meritano di efiere 
ragguagliate. La prima dunque vedefi collocata 
ai numero VII, che comincia CENTVM VIRI, 
di cui ragionò il Fabretti . Concerne quella una 
aggregazione di Perfonaggio benemerito , fattafi 
da quel Collegio con folcnnità di quei tempi . 

Al numero VlII.vi è qudlafpie^ata diJ ì .Bian- 
chini, che denota il Confolato de i due Gemini fot- 
to ITmperadore Tiberio ; ed è contornata da giro 
éi marmo nero con I4 feguente Ifcrizionc : 



At 



Antica, i Moderica. }6j 

XI K OCT 
CL.TEDIVS oL GERiMVLLVS. 
XVI, K. NOV. 
OPPIA. M. F. PARIKT. UH. COL. II... •♦ 
Q^IVxXlO. BLAESO L. ANTISTIO. VI. 
X. K. lAN. 
lEX CAMPATIVS. SEX. L. AVI AC... TV.^ 
:>ARIETE II. COI. I. 
^ FFSIO GEMINO ^^^ 

V. RVBELLIO GEMINO ^^^ 
un. IDVS MAI. O^SA LXLATA 
.VRIE P. L. AIRILIS 
?ARIETE II. COL. III. 

I>ìi è ftimato bene di trafcrivcrla intieramente » 
'' bome quella , che Lenza dubbio combina col tem- 
)o , in cui feguì , per divino altiflìmo decreto , la». 
.^aiTione , e Morte del Redentore del Mondo . 

La Lapide , che iìei^ue al numero IX , fpetta 
li qualificato Collegio cìelli Arvali , di cui vi fono 
uire quelle con i numeri XVII , XVIII , e LXVI , 
;hc ne ragionano . 

Notato col numero X.. (ì oflerva l'antico Ca« 
endario ritrovato ad Anzio , di cui egregiamente 
crifìe Monfignor Bianchini nel Tuo Colombario ; 
t pofcia il Padre Volpi Lotto li titoli : Fragwen^ 
um , five Calendarittm ad Antium , e Tabulai 
AntUtina . 

Quella al numero XXXXV. Loprala fineftra.* 



j^4 DfisrRizioJTB m Roma 

dalla banda della Piazza, contiene la grande Ifcri- 
iione ritrovata a Nettuuo , o (ìa Anzio, lunga pal- 
mi ventinove , che riguarda una riftaiirazione di 
Tempio ; e fa argomentare , che pofla eflere di 
quello della Fortuna , perchè uno appunto ve n' 
era colà affai celebre, e rinomato . La contrade- 
gnatacol numero XLVII. ha relazione con la Sta» 
tua di Giunone,già defcritta al primo Ripiano del. 
la gran Scala ; ricavandofi ciò dalle lettere inci- 
fevi : I. S. M. R. , che interpretano gli Eruditi j 
^unoni Sofpita. Magn^, Regin.t, Trattano di que« 
fta il Padre Lupi nel fuo Epitaffio ài Santa Severa J 
e l'allegato Padre Volpi nel fuo Lazio . Fu ritroJ 
rata infieme colla medeflma Statua nel luogo , chel 
in parlando di lei , già divifammo. Deve avver- 
tirfi però , che la prefente Lapida non è propria 
mente quella, che apparteneva alla fbpradett 
Giunone ; imperocché qui fi parla di un altro Si 
mulacro afTai più nòbile , il quale , per quanto 
riconofce dalla Tua Ifcrizione , per ordine dell'I m- 
pcradore Tr^jano fu fatto con i m-defimi dò*' 
ni di oro , e dì argento , che dalle genti divotcì 
erano flati ofTerti alla Dea . ' 

L'altra, che, adornata con giro ài marmo ne-l 
ro,viene indicata al numero LXIV, è ài una rarità) 
affai particolare : imperocché vedendofi in effa^ 
efprcftb il Confolato di Publio Celio ApolJinardjti 
neiranno DCCCCXXII , da quefto , e da altre fiiel 
parti fi ricava l'anno determinato de' natali, ofìaf 
edificazione di Roma . Per riflefTo dunque così de-Ìi! 
^no flimafl affai congruo, che qui fi elibifca tutta! 
intieramente trafcritta . P. ' 



i 



Antica , e Moderna • j Jy 

P. COELIO APOLLINARE COS. 
R. C. A. DCCCCXXII. 
Q^CIODIVS. MARCELLINO 
COOPTATV-S. 
FABIO. CILONE. Fi. FLABIO LIBONE 
P. R, C. ANN DCCCCL. 
M. VALERI VS lAETVS. AQVL... 
COOPTA TVS 
C. IVLIO. ASPRO. Ti. C. IVLIO AS. . . . 
P. R. C. ANN DCCCCLI. . . . 
L. IVLIVS. FAVSTINIANVS 
COOPTATVS 
AVG. III. ET. COMAT 
DCCCCLXX 
: : ANVS 



Ve n*è una al numero LXXIX. incifa in metal* 
a caratteri in oro , che incomincia P. Cornelio ^ 
iiale ha del merito particolare, h* degna altresì 
i ofìerva/ione dipinta la maeftofa licrizione in 
armo confila nobile cornice di Giallo antico, 
' tta dair inclito Senato Romano in legno ài gra- 
'tudine alla iànta memoria di Alefìandro VII. per 
i^er efTo terminata la bruttura di quefla parte del 
'ampidoglio . 

Ora pafTando a confiderare ciò , che nel pia- 
odiflritnito rimane ; a mano diritta delia Porta 
eli'ingrefìo {i ofìerva un Cippo con in cima due 
ività di figura rotonda; fi crede , periucludervi 

le 



^^6 Descri2ioi*e di Roma 

le Urne > o fiano Vali Cinerarj di due Confort 
defonti , come da verfi latini , che lateralmente ìS 
effoCipppfi leggono, chiaramente fi raccoglie''^" 
Neir angolo contiguo fi ofi'erva eretta una Colon 
na di Breccia Orientale di tutti i colori con Bufb > 
fopra di Giulia Moglie di Tito . Sicgue un* Urna- 1 
in cui fi vede efprelì'a Diana , che fcende dal Coc) 1 
chio > per andare a trovare Endimione , che dorj^i 
me, con varj Amorini , o Genj intorno ; e vedei)^ 
ancora il dilei ritorno al Cocchio , e 1* altro di Oiiai 
partenza . Adornano poi il Coperchio diverfi ballo 
firilievi con figure, e fimboli particolari , Seguiti^ 
4in Cippo con iicrizzione, e vi pofa fopra Giov' ^ 
Ammone in figura dì un mafcherone , donato de 
lontefice Regnante ; e complice l'ordine di quefi 
facciata un' altr' Urna , in cui fi riconofcono ef 
prede , con djfcgno afìai fino , le Mufe , Socrat 
Filofofo nella tellata di mano deftra , ed Omen 
Poeta in quella di mano finirtra . Intorno al coper 
chio fi olTervano effigiate le delizie degli EÌìsj 
>Jcir angolo vicino alia Porta è fituata una Colon j 
fia contine Ifcrlzzioni , appartenente una a Mafien ; 
zio , e l'altra ad Annia Kegilla Moglie di Erode; | 
La medefima,che èpolìa in bilico, e Ci gira fopra e 
tin perno, fu ritrovata negl' Orti de' Monaci e 
Sant* Euiebio ; e ne parlano il Fabretti al fogli 
4 12. delle antiche Ifcrizioni ; Sponio alli fogli ^z'ì 
e ^26. della lua INJfcellanea ; ed il P. Bianchini ne 
Trattato pure delle Ifcrizioni . Fra efìa Colonna 
eia prcflìma fenefira ofiervafi altr'Urna, nel dici 
bafìorilievo la brevità , e gì' accidenti della Vit 

urna- 



Antica , e Moderna . 5^7 

vnana fi paragonano al nafcere , e tramontare del 
DÌe;E ficcome nel Coperchio vi è fcolpito un Gio* 
«ne in atto di ripciarc, con due papaveri la ma* 
o,che fimboleggiano anch'eiTi la mcrtejed un Ca- 
^y che vi ftà alla cuflodia, corre perciò credenza , 
le pofìa efìer quefti Diac'umeniano , figlio deii* 
■nperadore Macrino , che dalla crudeltà dì Elio, 
abaio fu uccifo infìeme col Padre in età ai anni 
«Ddici j e che quello fofie il dilui Sepolcro ; tanta 
;aggiormente , che Ja Icuitura è appunto fecon- 
.p la maniera di quei tempi . Un* altra Urna reila 
!à le due feguenti fencftre. V^i è figurato il Tempo, 
le fiede con Cane accanto , ed ha nelle braccia 
1 giovane abbandonato , come morto . Si pre- 
Tinde , che pofia rappreièntare Adone , ò Endi - 
lione ; vedendovifi Diana Imontata dal Carro > 
.(guidata da Amoretto con face in mano , va a ri- 
ovario , e V^enere par che le additi , effer que- 
. i il lijo Amato • Tré forami fono nel Coperchio, 
<ie poterono forfè efiervi fatti per ufo delle liha- 
:oni funebri . L'ultima Urna è quefla , che fie- 
le fra le due fenefi:re , che guardano in Carneo 
^accìno 5 e rapprefenta nel bafibrllievo la Battai 
ia delle Amazzoni ; e tengono V ultimo luogo 
2I giro di quella Stanza due Cippi con ilcrizzio- 
e . Creilo che refta più d' accanto alla finellra j 
a un vacuo nel mezzo per il Vaiò Cinerario, ed 
oparteneva al Colombario, e Liberti ài Livia, 
)me riferifce il P. Bianchini nel fuo Trattato . L* 
tro poi d'appreflb alla Porta ha V ifcrizzione 
:)LI SANCTISSIMO SAGRVM : e denota un 

Voto 



i 



g68 Descrizione di Roma 

Voto adempito . Ha nel mezzo , efprefla a baflbri' 
lievo, un' Aquila , che ha fui dorfo il bufto di Ap, 
«olio coi diadema raggiato ; in un fianco fi ved( 
un Carro tirato da quattro Ipocrifi con .^dentro i 
medefimo Appollo coronato dalla Vittoria ; ( 
neir altro la tefta di un Sacerdote velato . V^i pofj 
(òpra un* altro piccolo Cippo con figura di un gio 
vinetto nobile, che porta l'aurea Bolla, pendenti 
dal collo . Un nobilifiìmo vafo poi di marmo bian 
co è qui erettone! mezzo di quella Stanza Ibpra d 
un' Ara , che gli ferve di piediftallo . Quello efien' 
do lavorato con fomma delicatezza , e perfezzio 
ne , credefi abbia lervito per le ceneri di qual 
che illuftre Perfonaggio , e fu ritrovato nella Vi 
Appia vicino ì\ fepolcro di Cecilia Metella . L'Ar 
por, che lo ioilìiinQ , è di ottima maniera Etru 
fca , ed intorno vi fono effigiate a bafiorilievo de 
dici Deità, cioè Giove, Vulcano , Nettuno , Mei 
curio , due Dee , che fono difficili a riconofcer 
Marte , Diana , Apollo , Ercole , Minerva , 
Giunone. 

Da quefta fi Fa pafìaggio alla feconda Stanza 
che parimente è arricchita nelle Pareti , tutto al 
intornojdi antiche Lapidi incafl:rate,e difpofte pc 
clafiì cronologicamente con fuoi titoli fopra ,coi 
forme ora è per dirfi . Suhito a mano manca del 
in^reffo incomincia fopra la fineftra il Titolo, SA 
CKA, ET SACRORVM MINISTRI, e yentiur 
lapidi ne compongono la fua clafTc . Seguita il T 
tolo PRAEFECTI VRBIS , ET MILITES, e ventio 
to fono di qucAa, L'altro Titolo POPVLI , ET VF 

BES 



-Antica i 1 Moderna .' " j^^f 

kES ne ha vontifette ; e quindici ne ha il Titolo 

|;TV^D1A, Et ARTESjche a lui fi unifce. V;entinovc 

jtbno del Titolo PVBLICA , AC PRIVATA ÒFFI- 

k:iA, ETMINISTERIA; ed il Titolo SIGNA FI- 

i iVLINAR. in vece di lapidi , ha fotto.. di fé inca- 

].NÌratì li merchi delle Officine figiilari© . Nel mezza 

)'.{ quelle 5 che fono incaftrate nella facciata di* 

^ limpetto alla feneflra , fi vede apporta una 1 apide, 

.^he era nel muro principale della Chiefa d^Òflia, 

atta qui portare dal Regnante Pontefice ; e ftài 

nche fra mezzo degl* ultimi Titoli una famofa 

mica Ifcrizione io bronzo , denominata L£X RE- 

jÌ \y ornata di cornice afiai nobile di marmo pa« 

'onazzetto.Fu da Gregorio XIIL fatta eftrarre dal 

.aterano,e reftituita al Campidoglio,conforme di- 

:e r ifcrizione > che ha fopra • Pefa due mila cento 

juarantafette libre , e di efla hanno fcritto molti 

Vutori, particolarmente il Gravina . . j 

Ciòpremefìb, rcnderfi ora conto de'Baftì* 

iJievi , che intrecciano le dfvifate lapidi , e che 

tre l'oli fi reflringono . Il primo , che ftu eretto 

Dpra la fineflra , efprime la fucina di Vulcano, che 

abbrica lo feudo a Marte . Il fecondo , che refla 

opra la porta della Stanza vicina>rapprefenta Car- 

i carichi di vafi da fagrifizio , tirati da Ippogrifi, 

a Tigri, da Cervi, e da altri diverfi animali, che 

i guidano da' Gcnj alati. Il terzo fopra la Port^ 

Iella gran Sala figura alcuni fanciulli .con vpndeqi» 

; ìie; efiendovi pure una Ifcrizione nel mezzo . 

E dovendofi qui pafTare alla de fcrizione delle 
tatuc, e dell'altre cofe, che a.i:|ch^ . in quefto liicK 
Tom» I, A a ' '' ' jo 



. 37^ e; .' t)E8CRIZTONl DI l^ÒMA 

go loiib ^ifpoftc nel piano ; fi comincia al fianco fj« 
deliro «JeJia'Porta , in cui è il primo hn Termine,! u 
che rapprefenta un Silvano , involtato in una Pel-i»' 
le di. Leone ; egli iuccede la Statua d* Apollo coni' 
lira in'^ànò , ed un Ippogrifoa i piedi . Sieguc iic 
tina Bacc^^nt'e ubriaca con fi afco in m^no .Un Fan- 
ciullo di celebre Scultura a federe (òpra di uniiti 
zoccolo.'Si vede in atto di porfi in teftala maiche-|p 
ra dì un tarbuto Silvano , fatta ad ufo di berret* fiei 
ta,ed è anche porto in bilico per girarfi.Un Ercóktits 
coir Idra di fette Tefte , e con fiaccola in mano in: ali 
atto di bruciarle . Un Putto con un Cigno, ibpra|«, 
famofo'piediftallo , dono del Pontefice Regnante,! lei 
che regalò parimente Taltro, fopra cui {i vede uit* 
Ercole fanciullo a federe , in atto di flrozzareiiltr 
due Serpenti ; come ancora la gran Statua di Po'-là 
litimo Liberto Cacciatore , che vicino ad un' Al^iiltr' 
hero tiene con la mano delira una Lepre , e colla.' m 
finiflra un*iftada caccia; Un termine di Donnaim 
giovine , che ride, involta in panno , e con-ifcrUz-iDiio 
zibne in carafUere greco, compifce il giro^tli que-ióra 
fìa Facciata ; e volgendofi lo fguardo a i "lati déllai litri 
feneftra, vi (i oficrvano difpofte tré Are da fariiiit 
Sàgrificj con famofe Tefte fopra , due delle quaH èi 
Iorio doao del Pontefice Regnante . Sono le mede-i fu 
ìirile Are' di figura rotonda , ed ha , ogii' una neli :olJ( 
mezzo un Roftro di Nave . La prima tiene fcolpitai licd 
(otto al I\oili*o una Barca , che va a feconda do^i m, 
ven^i con vele fpiegate, e con Ifcrilzzione /^r*^: ri 
trdn'qiiillitatrs . La feconda v' ha effigiato Net-i ìvJj 
''tuno cól Tridente in mano , e co^* ifcrizzio-i % 



ne 



Antica, e Mof)B!tNA, 37f 

le Ara N'^ptuni ; e la terza moffcra Eolo , pari- 
aiente lòtto ai Rcflro , con ]' ifcrizzione Ara verim 
<orunj . Tutte tre furono ritrovate vicino al 1^'orta 
i' Anzio, e fi ragiona di elTc dal Padre Volpi nel 
Uo Lazio . 

in mezzo della Stanza fi oflferva una famofa 
ìtatuadi Agrippina,che {{ vede fedente,ed è "di uà 
panneggiamento mirabile ; e pofate ibpra di un 
)iedil1:aiio Formato da tre Ipocrifi , fi vedono due 
Statue d'' eccellente fcultura in atto di abbracciarli 
nfieme , e raffembrano Carone , e Bibbine Fratel- 
o, e Sorella, effetto pur quelle della munificenza 
lei Pontelice Regnante . 

Sì entra ora nella gran Sala , che pia d* ogn* 
iltra ftanza fpicca in magnificenza . Un ordine di 
)ilafl:ri girii tutto all' intorno , tra' quali {{ vede 
Itr'ordine di porte, alcune delle quali, che Ibno le 
'ere, fi offervano veftite si eflerionTiente, che in- 
leriormente con marmo cottonello, e le altre finte 
:bno adornate di fbucchi , e con bufili Ibpra , che 
ormano loro frontifpi'^io ; li quali «aiti agi' 
•Itri , che vi fono con buona regola difbri- 
)uiti fopra de menfoloni , abbenche non Tor- 
nino ferie , per eflere incogniti , fervono però di 
►rande abbellimento aquefla gran Sala , infieme 
tjolle ventinove pregiatiffnne Statue, fopra nobili 
liediflalli difpofte con ottima fimetria > che ac- 
compagnano il giro de' pilafti'i , e delle porte ; 
; vi fanno comparfa tale , che diletto , e ma- 
raviglia cagionano ad un tempo ileffo agli Spet- 
tatori . . 

Aa 2 VeneA-^ 



f*^t DESCRIZIONE DI Roma 

Venendo ora alla defcrizzione delle Statue, 
e^ incominciandofi a mano finiftra della Porta , 
f)er cui fiamo entrati , cioè dalla Facciata delle tre 
leneftre,che rifpondono nella Piazza del Campido- 
^lio, tiene il primo luogo la Statua della buona 
13ea, che he!la deftra mano tiene una Patera, ed 
un' afta nella finiftra . Le quattro , tra la prima , e; 
feconda fineftra , fono le Tegnenti : óac Fauni , uno 
ia atto di ballare con frutta nelle mani , e V altro 
appoggiato ad un tronco, che fuona il Flxìuto : Le- 
da, che abbraccia Giove tr^^sformato in Cigno : e 
Tolomeo Apione Re di Egitto in fembianza di 
apollo con capegli calamiftrati , frezza nella de- 
lira , ed arco nella fmiftra . 

Seguitano le altre quattro tra la feconda , ejV 

terza fineftra. La prima è un'Amazone con fempli-| 

ce vefte, e manto , che colla m.ano moftra una fe-t-, 

rita nd petto . Accanto quefta vi è Diana in vefte 

lliccinta, che leva un dardo dai turcaflb . Appreflo^i i, 

viene una Giunone in figura di Mufa con bizzarrol' 

albigliamento,e diadema in tefta,e porta nella de-f^ 

(Ira un Flauto , e nella finiftra una mafchera. 11^ 

•quarto è un Giovane ignudo,che fi crede Endimio-, ! 

ne Caccìatore,che tiene colla diritta mano un cor-,;^ . 

no dà caccia, colla manca un' afta,ed a piedi gli fta' ;^' 

un Cane, Si trova dopo qucftiola terza fineftra, '' 

neir angolo della quale rimane collocata una Giù- ;f 

none maeftofamente veftita con fcettro in mano . '''^ 

La prima ftatua, che orna la vicina facciata, è 

quella di Clemente XIL gettata in bronzo con mo 

ideilo di Pietro Bracci ; e le viene apprefib Mario j**^^ 

in 



/ANTICA , E MOOSRJIA h 575 

n abito, e toga Confolare, che compie il pro%^ 
petto . Facendofi pafTaggio da^qiiefto alla facciata 
contigua verfoil Cortile , vi fi veggono collocate 
iodici Statue, fei di qua, e Tei di là della graa 
^orta deiringreflb nella Galleria . La prima ac- 
anto a quella di Mario è il fimulacro di Augufto 

nudo con globo nella, deftra, e fcettro nella fini- 
ta . Quella, che fiegue, fi crede Lucilla figlia di 
Marco Aurelio,e moglie di Lucio Vero,che fta ve- 
lita con face accefa nella de(ìra,fpiche, e papaveri 
Iella finiftra . Dopo quefta viene Antinoo favorfta 
li Adriano , il quale gli fta appreflo con elmo in 
erta , parazonio , che era V antica ^ada, nella de* 
Ira , e feudo imbracciato nella ftnfftra ^Un ApoU 
o ignudo è il quinto , che ha irn Cigno a i piedi; 
j Giulia Pia è la fefta , in figura di Pudicizia • La 
^orta, che feguita, introduce, come fi diflc, nella.» 
Galleria , e la medefima , oltre effere fi^ancheggia* 
a da due Colonne di giallo antico con fopr a du© 
)Ul1:i, ha negl' angoli del fronteipizio due Vittorio 
ilate , che con una mano reggono V arma di Cle- 
iiente XII. e nell* altra portano una palma ; e vi fi 
^edenel vano del fopraporto fcolpito inbaflbrilie^ 
'o il Tevere colla Lupa accanto , che allatta Ro^ 
nolo , e Remo . Doppo di efla lèguitano il giro di 
(Uefto profpetto le feguenti Statue . Ifide , che è 
'agamente veflita €on velo fu le fpalle y e fior di 
-oto in capo , e porta un Siiìro nella diritta» ed un 
)rceolo , o fia Preferitolo nella finiftra . Tolomeo 
^e d'Egitto ignudo; e Marco Aurelio in abito mi» 
itare; dopq i quali fi vede una vecchia Donna , 

-,^ A a j f ire ' 



^^ Descrizione bi Roma 

che.credefi una delle Prefiche , che piangevano 
dietro i Defonti . L^ quinta è Minerva con vefte, eì 
foppravvefte : porta un elmo Greco in tefla,!* egi*^ 
de nel petto, V afta nella deftra , e lo feudo nelk- 
finiftra ; e V ultima iì crede , che fia la Dea Salu." 
te : ha una lun^a vefte legata nella cinta , ftrin- 
gè un Serpe colla diritta , e colla finiftra una Pa-' 
tera . ^ 

Neil* ultimo profpetto , che è quefto^ che fic<t 
gue ; doppo una Donna , che crcdefi la Dea FloJ 
ra , e porta in doffo una veftc, e fopraA'vefte a ma-ì 
riera dì manto , in tefta il fiore Loto , ed in mand 
lina ghirlanda di altri fiori , compifce tutto il gird 
la Stiitua di metallo del Pontefice Innocenzo X^ 
Panfilj , opera del famofo Algardi . ' 

Rimangono ora qui da ofìerrarfi le cinque 
StJ^^tue > che nel meizo di quefta gran Sala reftanc 
erette . Quella di mezzo è un Idolo Egizzio chia- ,, 
matoSIride, ed è dono del Pontefice Regnante :lf 
ficcome la Statua, che gli ftà a mano deftra, Is 
quale rapprefenta un Arpocrate Dio del 5ilenzio 
e quella a manofiniftra è Antinoo , che tiene fcct.' 
tro nella deftra, ed è di mirabile fattura greca .; 
lateralmente poi a quéfte fi ammirano due Già' 
diatori ; quello a mano deftra^che fi vede giacente' 
viene denominato Mirmillone , ed eflendo Statua 
^i tutta fingolarità , e perfezzione, fi ofierva , ch< 
ferito a morte, con vera > e naturale efprefiì va fti 
in atto di morire . L^ altro a finiftra àmoùrsidi efl 
fcr caduto. ,-^ . ri r^ :-;• - I 

Vien« quefta Sala finalmefìU utrÌQchhà daJ 

due 



Antica , E Moderna • f*^§: 

ittc Mofaici , che erano del Pavimento ^ della ftan., 
deir linperator Adriano in Tivoli; ed avendor' 
e il Pontelìce Regnante fatti formare óuq Tavò-. 
[ni , quefti parimente fi vedono qui con ornamcn*^ 
, ^ , e piedi di metallo . 
iti i Devefi ora palTare alla defcrizzione di tiittéi, 
u!} juello , che nelle due altre Stanze , contigue alla^ 
tatua di Clemente Xll, diflribuito rimajt^e ^Nell^f 
}(^ rima raccolti fi trovano, Biifti , Erme » è Tefte di' 
'il ilofofi , Oratori, Poeti , e di altri Uominljllufliri, 
Il l-refta con proporzione di ornato tutta abbellita; 
nj inperciocchè oltre di edere tutta veftita. dì baf- 
|{- ilievi • è anche ornata dì una nobile gradinata dì, 
jp; uarmo bianco venato, che incominciando dal ter- 
ieno,s*inal2a a due ordini,e ferve di bafamento alli 
ji jjuiilitìcati bufli, che vi pofano (òpra . Il metodo, di 
fL jjuefta defcrizione farà col principiare dal gradinci^ 
superiore , e pofcia difcendere all' inferiore .,Pri-' 
ina però fi filma bene di riconofccre li baitirilievi». 
^cominciando dal giro di fopra , dove flanno fi- 
ati alcuni fregj, che adornavano il r^ernpiod» 
ttuno, porto nella V^ia Tiburtina, oggi detta ìS'^j» 
^toremo fuori delle Mura y al Campo y erano ^ e Ci» 
tUerio di Santa Ciriaca; e vi fi vedono fcolpiti te- 
;hi di Buoi ornati di ghirlande, e diverfi fìromen» 
fpcttanti, si a' fagrifizj, che alla navigazione. 

Dandoli principio alla difamina de* Burti , 
le rapprefentano i Filofofi, Poeti, ed Oratori, il 
brimo è di Apulejo Filofofo, a cui fuccede la TéfìaL 
|4i VirgilioMarrone.Succedonoa quefli AfclepiaHc' 
fuo nome in^reco inciiò . Tre huHi dì Pittacp' 
A a 4 yilo^' 



}*r(J . BESCRiztoNE Bi Roma . | 

Filofofo, Democrito Filofofo Abderite, AriftoteIe#A 
Agatone Eritreo, ePoiTidonio . Doppo due biifti 
incogniti vengono due bufti di Eraclito ; altri due 
di Democrito ; e tré di Socrate . Alcipiade ; Cor- 
neade, Ariftide, Ippocrate , e Seneca . Cinque bu- 
Hì di Piatone, due de quali fono col nome .Ciu- 
nio Ruftiifo;, Tebfrafto, Dionifio Udicenfe . Marc' 
Aurelio lhlperatore,che fu anche Filofofo, Dioge- 
ne Cinico , Talete Milefio , il primo de fette Savj a 
della Grècia, Teone Filofofo Platonico , Magone *'ii 
Cartaginefe, due bufti di Pittagora . jerone Re di 
Siracùfa , una Tefta incognita , Ariftofane Poeta 
Greco . Due Erme di Terenzio . Due Bufti di Pin- 
daro Principe de Poeti Lirici . Perfio Fiacco > 
An2creonte,e gli feguita un'altro bufto incognito. 
Due Erme, ed una Tcfta di Arato Poeta Cilice , ed 
altre tre Ermi,credute di Euripide Poeta Tragico, 
che tengono V ultimo luogo in quefto gradino fa 
periore". ija 

Difcendendo air inferiore, e comìnciandtil io 
dal luogo fleflb, dove fi è principiato rifpetto al 
fuperiore ; occupa il primo luogo un'Erme inco-iiii 
gnito ve gli fcguita Filemone Poeta Comico;; le^ 
a cui fiiccedono altri tre buftl incogniti , e due Er* \ t 
«ne parimente incognite . Vengono apprefìb altre ;l 
due Erme credute di Pergamo. Altre quattro ere- ' 
dute di Omero Principe de Filofofi, e de Poeti gre- 
ci . Afpafia . Cleopatra . Un* erme di Saffo Poetef- 
fa, TTn' Ariftomaco. Altra Erma di Saffo fudetta ; 
JLeodemo col fuo nome . Euripide . lifia Oratore 
xcplicato in tré Bufti . Ifocrate Ateniefe • Mezi^i 



J; 



I 



AfiTìCA , É Moderna; j^9 

tìiHpafrodito . Evadete famofo Iflorico . Tucidire -• 
m)iic Erme d' incognite . V eccellente Statua di Ze* 
one, capo de Stoici . Altre due Enne incognite . 
itadoro , col luo neme greco , uno de rino- 
ati Atleti . Altre tre Enne d' incogniti . Due. 
reite di MafTinifTa Re dì Numidia . Tue Tefte. 
cognite, ed altre due confimi i . Succede a^ 
uefte r effigie di Marco Tullio Cicerone : e- 
engono dapoi . Tolomeo Re dì Egitto . Bacco. 
na Tefta di marmo bianco incognita , con 
tra cofimile • Una Baccante , ed Archime* 
e Siracufano gran Geometra , che tiene 1' ultime^ 
• uogo in qucfto gradino inferiore . 

Nel mezzo della ftanza fi ofierva un' Erme con 

due Tefle ; una è di Epicuro , 1' altra è di Medro- 

'. doro 5 e quefto è dono del Pontefice Regnante, 

.-. /i fono finalmente due flatue , che rapprelèutano 

> due de figliaoli di Niobe, faettati da Apollo; Don* 

la una , che fi vede col capo chino > e 1* altro Uo- 

no. 

Non men degna di ammirazione è la ftanza , 

:he fiegue^trovandovifi la ferie de Pcrfonaggi Im- 

;. seriali, e pofano anche quefii fopra due gradina- 

v e. Dovendo però ofTervarfi quell'ordine mede* 

r fimo , che fi è tenuto nella defcrizzione della paf» 

. fata flanza , preceder deve la narrativa de Baffi- 

. rilievi 5 che fono i«caftrati ne' muri . Il primo 

- dunque, che collocato rimane fopra la feneflra 5 

che rifponde nella Piazza , rapprefenta varj fan* 

ciulli o fiano Genj , che con giuochi di Carrette ^ 

ed -litre azioni baccanali ranjio fcherzando - Aqj 

com- 






J78 Descrizioni di Roma 

compagnafi qdefto da altro fimile fopra la prima if 
fincllra della facciata, che fa profpetto , in cui|bi 
fcolpiti fi veggono ia diverfi atteggiamenti Uo- 
mini , Satiri , Leoni , e f igri . Nel mezzo del- 
la medefima f;ìcciata vi fta qu.jlo , in cui efpref- 
fiìiì mira la Caccia del Cignale , e fopra la Iccon-j; 
da fineflra vedefi V altro ^ in cui rilevata vi è una i 
imprefa con varie azioni di zuffa > e battaglia con 
Elefanti , ed altri animali . 

Paflandofi quindi alla facciata dirimpetto al- 
la piazza, in una nicchia afìai bene ornata fi vede 
il celebre Bullo denominato il Giove della Valle ; 
e nella facciata contigua due baifirilievi , in uno 
de* quali effigiato fi riconofce Perfeo , che ha li- 
berato Andromeda dal Moilro marino,già uccifo ; ji|j 
nell'altro Endimione , che dorme, col Cane, che,; 
abbaja alla Luna; e per ultimo fopra la porta fi, 
vede collocata nna tavola votiva , in cui fta fcol-|i 

P ito Ercole, e Mercurio. Sotto di efli vi è uil- 
iume , e lateralmente, tre Femine da una parte >. 
che abbracciate figurano le tre Grazie, ed alcune 
Ninfe dall'altra con un Fanciullo: il tutto dot- 
tamente ofiervato dal Fabretti nelle fue Ifcrizioni . 
Deve avvertirfi , che due Statue tramezzano 
la ferie de' Perfonaggi Imperiali , La prima , chej 
eretta fi mira (òpra nobile piediftallo nel profpettoj 
deiringrfeflb , è di pietra nera bafalte,e rapprefen-j 
ta un Ercole giovane ignudo con pelle di Leone* 
in capo , che gli fcendeiòpra lefpalle . Fu ritro^, 
vatonel Monte Aventino , ovedicefi fofle ancora, 
un Tempio a lui dedicato , ed è per P eccellenza [ 

dei- 1 



I 



Antica , E Mopfrwa . J79 

tetta>ftttltura di non poco valore. L'altra poi, 
:he^a nella facciata dicontro , è eli marmo hiun- 
lO, rapprefentante una Sahina giovane in forma 
li Flora , e fu dono del Pontefice Regnate . 

Venendo ora alla defcrizzione della Scrie_* 
^periale , fi dà principio a nominare li CefarT 
olle Donne Auguffce , ed altri Perfonaggi delle 
toro famiglie , che qui fono mirabilmente difpofli, 
ia quelli , che fono collocati nel fuperior gradi- 
lo sii la mano manca, entrando in quefla St^inza . 
Giulio Cefare dunque Imperatore è il primo ; e 
ìO fiegue Annullo , e Marcello Tuo Nipote . Ven- 
gono doppo due BuAi dì Tiberio con quelli di Dru- 
k) fuo fratello , di una Donna creduta Antonia 
fila moglie , di Germanico figlio , e di Agrippi- 
(iala maggiore , moglie del medefimo Germ.ani- 
60 . A quefti ne fuccedonodue di Calligola , uno 
9e' quali è di pietra bafalte. Siegue Tiberio Clau- 
dio con Donna , che fi fuppone Meffalina , ed 
grippina, quella prima , e quefta feconda fua mo- 
;lie . Sta loro accanto una duplicata figura di Ne- 
one 5 accompagnato da Poppea liia feconda m^cv 
^lie . Si veggono pofcia, uno dopo Taltro, Galba , 
Ottone , Vltellio , Vefpafiano, Tito, e Giulia 
fua figlia . Seguitano per ordine Domiziano , e» 
Domizia fua moglie . Nerva , ed un duplicato Bu- 
^o di Tri;jano con Plotina fua moglie , Marciana 
Sorella , e Matidia figlia . Dopo quefti vi fono 
due Buf^i di Adriano, e quello di Sabina fua mo- 
glie . Indi Elio Cefare, Antino coronato di quer- 
cia, ed Antonino Pio, con una duppiicata effì* 



58Ò Descrizione di R«ma 

gie di Fauftina maggiore fua moglie . Quàtti'a pli-; 
re ve ne fono di Marco Aurelio , due in età;fj^'ò- 
vanile , e due in età provetta , che chiudono quo. 
fta prima fila . 

Pafìando da queflo al gradino inferiore , ed 
incominciando , come fopra , dalla liniftra ban- 
da , fiegue Fauflina minore, moglie del fopraddct- 
to Marco Aurelio , che è dono del Regnante Pon- 
tefice . Succedono a quella fei figure , di Annio 
Vero , di Lucio Vero , di Lucilla fua moglie , di 
Commodo Giovanetto, figlio del d.Marco Aure- 
lio, di Criftina fua moglie Tefla, e Bufto, ed un'al- 
tra fola Teda della medefima . Sì oflerva poi Per- 
tinace con Manila Scantilla accanto , Donna di 
Didio Giuliano : Pefcennio negro : Clodio Albi- 
no : Settimio triplicato, uno de' quali , che ha ili 
Buftodi Agata, è dono del Regnante Pontefice », 
e gli fuccede Giulia Pia fua feconda moglie , chcj 
ha il Parrucchino movibile . Due figu e parimen* 
te qui s* incontrano di Antonino Caracalla , con 
accanto quella di Geta fuo fratello . Segue poi 
M. Opilio Macrino , con Diadumeniano luo fi« 
gliuolo ; e pafTando innanzi, vedefi Eliogabalo con 
Annia Fauftina fua Donna • Vicino fi ritrovano 
Maflimino con Maflìmo fuo figlio : due Gordiani , 
Padre , e Figlio : Pupicno : Gordiano Pio : Fi- 
lippo giovane : Trajano Decio , c.^n infieme Quin- 
to Erenio , ed Ofl:iliano fuoi figliuoli . YcàeCi quin- 
di Treboniano Gallo : di Volufiano due Bufti , e 
di GallieJio Teda , e Bufto, con quello di Gornc- f 
Via, Salonin» fua pioglie 9 e di Cornelio Salonin» 1 

fu» 



i 



Antica, E Moderna. jSt 

IO fi^juiolo ; doppo de quali M. -Aurelio Carino, 
Giuliano Apoftata finifcono la ferie di quefteCe* 
[àree Famiglie . Nel mezzo della Stanza ila eretta 
la Statua di Amino in atto di difeorrere , efiendo 
[ifcito dal Bagno . E' lavoro di particolar maniera, 
j: Ridonato dal Pontefice Regnante; effetto della 
li munificenza è pure la Tefta di Marco Agrip- 
la , che fi vede collocata in una nicchia . 

Per la gran Porta , che refta dirimpetto alla 
feneftra di mezzo della gran Sala , e che viene 
ancheggiata dalle due delcritte Colonne di gial- 
lo antico , fi fa paffaggio alla Galleria , che è di 
►n ordinaria lunghezza, fatta a volta, ornata 
ion Pilaftri , Nicchie, Porte vere , e finte, e 
m grandiofa , ben intefa , e bizzarra ferrata a 
ibcfco nel fineftrone in fondo, in mezzo di cui 
[^alta maravigliofamente V arma , inteffutavi, 
ìi Clemente XIL a cui ribatte nella parte-* 
bppofta la fontuofa Cancellata , lavorata nobil- 
nente tutta di ferro , con intreccio di metalli , 
•d abbellita da due gran Colonne di marmo cipol- 
ino ondato, che la fiancheggiano, e conunbu- 
b fopra il Capitello di ogn'una, chele dà ornato, 
finimento infieme . Dodici riquadri con fua cor- 
nee ben ripartiti abbellifcono le pareti,trovando- 
i incafb-ate in efii cento ottantaotto Lapidi , ap- 
)artenenti al Colombario di Livia Augufta , fco- 
)erto già nella Via Appia , e refo celebre dalla 
lottiiTima penna del fìi Monfignor Bianchini . So- 
lo quelle fegnate a numero imperiale , e mercan- 
ile, ofia Italiano. L'imperiale le dira oflra nel- 
la ma* 



j82 Descriziojìk di Roma'V 

la maniera , che (ì ritrovano ; Tltaliano né\\ihv\ 
ina , e ferie , che furono deicritte dall' éruidìto 
Prelato ; e iòpra ognuno de' detti riquadri fi leg-j 
^e diftribuito con pi'oporzione, a 2;ran caratteri, il 
motto: TITVLI VÈTERIS COLVMBARII SERh 
VOK. ET LIBERI. LIVIDE AVGVSTJE . V^U 
iiindo ora alla defcrizzione delle Statue , e di ,tut^ 
Co l'altro , che iiiquefta ragguardevole Galleria;fi 
riconofce , fanno fimetria alia Ringhiera, incon'- 
trola Porta deliaSala , due iolide Colonne,, cheti! 
làteraimente le ftanno alzate di Pietra , denomi» 
fiata da' Moderni , Porta Santa , e dagl' Antichi 
Lapis Chio dall' Ifole di Chio nell' Arcipela* 
^o , conforme riferifce il Martinelli ; fcbbene il [of 
^f iti appelli il medefinio marmo Lapis Penteliaus, 
Sono ambedue fcanneliate, di altezza (opra dodici 
ci palmi , e di diametro due , noncomprefa luhn 
le, e capitello, cheH vede ben lavorato di ordi- 
ne compofito ; e con due Tcfle fopra , una di Er- 
cole 9 e l'altra di una Baccante , 'che vi fanno dea 
eorofo finimento . Prendendo a caminare alla 
volta del gran fineftrone detto di fopra , che refta 
fulla mano finiftra neìl' ufcire della Porta dblia 
^ran Sala , contiguo alla Colonna , che fulla ma- 
no deflra viene a reilare , lì trova un monumentojli, 
con figura, (òpra di un Cippo, nel parapetto dellairji 
Fcncflra , con ilcrizzione nel mezzo , Patera , e Va-\\l 
fo.Gli fcÓG accanto la Statua di Cerere coperta con H 
vefte lii^ata fotto il petto , e con f piche , e papaveri! Dj 
nella delira mano,e pofa (opra di un' Ara, tutta airj-j] 
intorno lavorata abafibrilie vo con ^ua'tztro Tefchi \ n 

di ; 



Antica, s Moderna. jS^ 

ì Bue , ghirlande di frutta a foggia di feftoni ,- t 
romenti da fagrificj , che Ja intrecciano . Doppo 
nella vedefi eretto uq Buito sii proporzionato 
iediilallo 5 che ha l'emhianza di Trajano linpe- 
atore ; e gì' è vicino V altro di Adriano con ma» 
:hcra di Alaballro Orientale . Viene apprefìb un' 
ipollo ignudo con lira in mano, e con panno 
into fu la deftra fpalJa , che gli pende dalla -fini- 
rà ; e gli fuccede un bellinìmo Bullo , collocato 
'>. fvelto Piedillallo , rapprefentante Antonino 
io . Qu] ai lati del gran finellrone s'inalzano due 
jper'cillìme Colonne folide di marmo cipollino , 
loprà vi pcfano due Teffce di Giunone . Nel mez- 
o fra 1* una , e Taltra di elle Colonne pofa una_j 
;rand* Urna di ammirabile bafTorilievo , rapare- 
^ntahté'Kinfe , e Mofuri marini , che pafTeggia- 
o per mare , e comincia il giro dell' altro lato 
3vra fvelto Piedillallo un gran Bullo di. Trajano 
ellito di nobile armatura , e con corona di qiier- 
ia in capo 5 ornata di piccola Aquila nel mezzo * 
ili le^uita la ftatua di Bacco fopra Piedillalla di 
•arj marmi r involto in pelle di Caprio con pan- 
o pendente dalla finillra fpalla , corr grappolo di 
'va nella deflra mano , ed a piedi una Trgre_^ . 
accedono a- quello due Bufti , ci Scipione Afiri- 
ano , e di Lucrezia Romana ; doppo dclli quali 
?de (òpra di uiV' Ara tonda la flatua di un Con- 
ole ; è ne) vano della nicchia feguente ila eretta 
Oiàna Lucifera'con lunga velie , e fopravelle liic- 
inta , portando nella deftra mano ima fiaccola ac^ 
:èfa y e nella finillra un lino , che gli fvolazza Ib- 

pra 



I' 



^§4 Descrt2ione di Roma 

pra Ja tefta . A pie dì queffca Statua due Urnettcì (t 
icpolcrali fi oficrvano , che hanno la loro ilcrizio-i è 
ne , e fono dono del Pontefice Regnante ; e fuc-ii ci 
cede ad cfìe mezza Statua di una Mufa di fingolai t 
lavoro , e coli* orecchie forate , teftimonio dell 
tìCo parimente antico degrorecchini , ehe tal vol- 
ta fi fono anche trovati neirUrne Sepolcrali . Due 
rarifiìme ftatue compagne di negro antico fingola., ; 
rifiìmo , ritrovate nelle rovine dell'antico An- : 
ciò , e due Vafi Cinerarj fiancheggiano la porti 
leguente . Efculapio rapprefenta V urna col ferpe 
e deftra avviticchiato ad un Tronco ; e Taltra raf 
Tembra Giove con fulmine in mano , e fandali ne' 
pìeói ; erette ambedue fòpra tonde antiche Are 
in cui fono effvrcfiì Sagrifizj . 

Segue altra mezza figura di una Mufa ; e h 
fuccede,pofia dentro della profiìma ed ornata Nic- 
chia 9 una Statua di Donna,che mofl:ra di efier ufci* 
ta dal bagno , ma però è decentemente coperta ; 
con conci^^itura di capo al coll:ume d^ Tuoi tempi ; 
e credeCi pofia efi'ere Marciana , una delle favorite 
ói Trajano . A pÌQ dì quefiia Statua reib un' Urne 
Sepolcrale con bafibrilievo , il quale fa vedere 
Proferpina , rapita da Plutone , e tirata da velo- 
ci Def^rieri , fopra di un Carro , con avanti Mer« 
curio , che li conduce , e Cerere di lei Madre fo- 
pra di im Carro tirato da Serpenti . Vi iìk (oprs 
una piccola fiatua dì un fiume, che può crederfi 3 
il Kilo , e gli feguita un Cippo con piccolo Baflb-: 
rilievo nel mezzo, ed ifcrizione, e Patera, ei 
Prefericolo ai fianchi » Vengono apprefib due fi- 
guri- 



t 



Antica, e Moderna. jSj 

►urine una in faccia airaltra , di Roina , e di oiu* 
ione ; e dopo di una piccola Mula dentro di una 
[nicchia , fa termine la già defcritta Cancellata.. , 
[colle due Colonne di marmo cipollino a i fianchi . 
Qiiì fullamano manca piglia ingrefìb V uiti- 
Stanza , dove ftà ripoiU una Miicellanea di 
rarie Tefte , e Bufti , parte duplicati , epart^* in- 
jogniti 5 che non formano ferie ; unite a' quali vi 
fono alcune Statue di mediocre grandezza . Le pa- 
reti vedonfi tutte veftite , ed ornate con Lapidi di 
itiche ifcrizicni fino alla quantità di- cento cin- 
tanta due, e fé ne dichiara Jaloro qualità i e 
iatura dal motto , TITVLI SEPVLCHR ALLS , pò- 
b nella muraglia di profpetto . 

Tutta queda Sti^nza è cinta intorno da una^ 
lobile gradinata a tre ordini di fino mrrmo bian- 
:o , fu cui collocate , e diilribuite rimangono le 
iccennate ftatue » bulli , e tede , quali per ben di- 
fcernere, fecondo che fi vedono difpofte, fi princi- 
pia da quelle, che ftanno a mrnofinifkra, accanto 
Ila porta dell' ingrefib . Indi fi profeguirà coll'or- 
line del giro fino al termine della medenma Stan- 
ca alla mano defl:ra,e poi di mano in mano fi conlì- 
lerarà tutto il rimanente ài quello magnifico Mu- 
ffeo di MifcelJanee . E perche, comediiTi, tre fono, 
[[gli ordini de' gradini , afl^nchè il Lettore non li 
Confonda, fi cominciarà dal grac^ino de:!* ordine 
superiore, come quello , che alquanto più rifiiltato 
chiama afe fubito T occhio ; poicia a quello di 
ijinezzo ; e per ultimo ^ì' inferiore , che rimane 
jful pavimento • 

Tym. I. B b La 



ì 



^26 Descrizione di Foma 

La prima effigie adunque, poggiata fui dette!' 
gradino fupericre, immediatamente al lato finiftrc' 
della porta, è una Tefta col nome Gabriel Faernus 
C^em , che vifle del cinquecento , Uomo illuflre 3 
e molto accreditato ; e benché moftri, di eller Ha- 
ta fcolpita ne' moderni tempi; nulladimcno il buoi] 
gufto , e la delicatezza del lavoro la rende afTai ri- 
guardevole , di modo che credefi opera del Buo- 
naroti ; ed a quefla refta contigua la Tefta di Gio- 
ve Serapide di bella maniera .La prima poi del 
fecondo gradino è la tefta di un Silvano inghirlan- 
dato di edera con Tue bacche; e le ftà vicino il bu- 
llo di Arianna figlia del Rè di Creta . 

PalTando alla facciata dalla banda del Corti- 1 
le , occupa iJ primo luogo nel giro fuperiore la te-' 
fla di unMercurio con elmo greco di marmo bigio.| 
Indi leguitano quattro Tefte , un bufilo di AlabaJ 
Aro, ed una tefla di marmo bianco, tutti incogniti, 
acquali fuccede Ja Statuetta di Zenone Filofofo, ca- 
pò degli Stoici , che nella fmiftra mano tiene un 
ramo di palma ; e %\ì ìq^mq un bufilo con tella di 
lUi-rmo bianco col rimanente di Alabaftro , tutti 
incogniti , 

Le prime due Tefte nel bafamento di mezzo fi 
credono due V^efliali , hMq quali iuccedela Tefia òì 
un Paride con pileo frigio n\ capo ; e profilmo vi 
fono, mibufto, due Teile di Soggetti incogniti: 
Giove Ammone con armatura di Ariete , Dio di 
Alefiandro Magno : due Bufti incogniti ; \m Bufto 
«a petto i^^nudo^, nel cui bafr^mento fi leggono in- 
cife quelle parole M, AVRELIVS ANAILLISN: 

una 



\ 



Antica ,e Moderna.' ^§7 

na Tefta incogaita : eCecrope, primoRè dì Ate- 
e, bifronte. 

Isel balainerìto inferiore fi vede al primo luo. 

;o la Tefta di Donna incognita : un Cippo con 

crizzione : un piccol Buflo dì Platone : un altro 

ippo con ifcrizzione ; e la Telia di una Donna-. 

ncognita . 

Nella Facciata incontro la Porta dell' ingref- 

b 5 una Tefla incognita comincia il giro nel primo 

Ibafamento dalla parte della Feneftra . Indi fes;Uono 

per ordine il hufto di Domizio Enobarho, Padre di 

Nerone ; una Tefta incognita : La piccola Statua 

p di un Fanciullo vefli to , che puerilmente fcherza 

^,r con una Colomba : una Tefta incognita : un l uflo 

^.incognito; ed un bufto (ingoiare di Bruto , che è 

:^;iC:dono delRegnante Pontefice . Vengono apprefìb, 

•JjnBuflo, e Tefba incogniti; una piccola Stat^^,. 

'Vdi AlefTandro iMagno di ammirabile fcultnra , e-» 

K rarità : una Tefta di Trajanc ; un Bullo riiro di 

■>Tocione col nome dell'Artefice; ePlotina, Donna 

idei medefimo Trajano . 

Cominciando cclP ordine ftefTo il giro 
della feconda gradinata , fd Bull:i di Perfone in- 
cognite fono li primi ; indi viene una Diana , con 
altri fei Bufli incogniti. 

Nel terzo Bafamcato vi fono , un Cippo con 
ifcrizione : un Bufto incognito : un Cippo con 
piccolo bafToriiievo nel mezzo : due Tefte ìnco^ 
gnite : la Tefta di un Gladiatore/afciata di ferro : 
un Cippo con Scrizione : unBuflo incognito > ed 
un Cippo parimente con ifcrizione » 

B b 2 Nel 



'' jSS Descrizione m Roma 

Nel vano della Porta incontro la feneftra , fi 
ofTerva una Zampa con Tefta di Tigre d' alabaftro 
orientale . Indi fi riconofce la Statua di Agrippi- 
na , che fiede , con apprefìb il fanciullo Nerone % 
in piedi , il quale vertendo Pretefta talare , e bol- 
la d*oro in petto, tiene nella deftra mano un Vo- 
lume . A mano manca gli ftà un Terminuccio eoa 
Tefta di Fiatone . 

Una Tefta incognita comincia il primo ordì* 
ne fuperiore contiguo , ed una nobile ftatuetta con 
braccia aperte le refta vicina . Figura quefla \tu 
Terra , denominata Diana Efefia , ò Efefina , ve* 
tierata dagl* Egizj ; ed oflervafi con Torri in Te- 
tta, con faccia, mani, e piedi di metallo, e con 
feno carico ài raddoppiate fila di mammelle , 
portandovi fcolpite le quattro Stagioni dell'An- 
no, e rimane circondata da varie fpecie di Ani* 
mali . Lafciato queft'Idolo, fi trova una Tefta in- 
cognita : il Bufto del Dio Pan : la Tefta di Angu- 
fto , ed altra ftatuetta-di Diana tfefina^ confimi- 
le all'altra già defcritta; colla differenza perJ^ 
della Telia , mani , e piedi , che fono^ parago- 
ne. Accanto a quefta fi vede una Tefta incognita: 
un fingolar Bufto , che vien creduto del gran.* 
Pompeo : altra Tefta incognita : un Satiretto bar- 
buto , ricoperto con pelle di Caprio, ma petto 
feminudo: ed un' altra Tefta incognita dà fine a». 
queft' ordine . 

Comincia il fecondo Bafamento colla Tefta di 
un' Amflzone , che viene fcguitata da una Tefta.* | iti 
«on ifcrizione : da un Bufto , e due Tefte incogni- hi 

te: ' 



Antica, b Moderna. it^ 

te : dal Biifto di Lucilla Moglie di Lucio Vero : da 
una Tefla incognita ; dalla Idia di Catone Cen- 
(brino : da dueBufli incogniti ,^^-ddfa Teda di 
ma Baccante. 

11 terzo Bafamento , ò fia V inferiore , prin- 

l:ì.pia con una Tedia incognita , e le feguita urL. 

[Tippo con ifcrizione : un Giano bifronte: altro 

I^ippo parimente con ifcrizione , ed una Teftii ia- 



lognita . 



Nel vano della Porta incontro alla feneflra li 
oHerva a federe una ftatua della Dea Cerere , che 
ìi ai lati due Termini bifronti ; e nell' ultime gra- 
iinate della facciata , contigua da quella parte iJ- 
a Porta , fi vede nel bafamento fuperiore una Fe- 
la incognita : la T^-fta di una Baccante : quell t^ 
ii V'enere , e di Giunone , con un' altra panaien- 
e incognita ; e nel bafamento inferiore fi trova 
a Tefla di un Fauno , e di una Baccante : la Tefta 
Doloflea di AlefTandro Macedone, d'ammirabili-» 
cultura , e le Tefte di un' altra Baccante , e di uà 
3acco giovanetto . 

Reda eretta nel mezzo della ftanza una Statua 
ii fingolariffimo marmo , chiamato roflb antico 9 
:he rapprefenta un Fauno con Uve in mano , con 
ielle di Capra fopra una fpa la , con Caprone a* 
ìiedi , che tiene una Zampa fopra di un Caneftro» 
ì con un tronco vicino , in cui è appefa una Fi- 
loia . E' dono quefta , infieme col Piedilìallo, 
opra dal quale pofa, del Regnante Sommo Pon- 
tefìce Benedetto XIV , che regalò parimente le 
tre Statuine , unite infieme , di Diana triforme » 
B b ^ porte 



^^<» Descrizione di Roma 

porte in bilico fopra d' un Piedeftajlo, tutto ornato 
di porfidi , ed altri marmi preziofi . 

Finalmente nel vano deL^^arapetto della vi- 
cina feneftra fi ofierva una Staterà antica col pe(b, 
che rapprefenta una Tefl:ina ài Roma : un' Afta di 
metallo con pomo in cima : una celata d'acciajo ^ 
e diverfi pefi di marmo ; e dirimpetto all' altra fe- 
iiefi:ra pofa fopra di un Zoccolo un gran Vafo di 
metallo , porto in bilico per girare , donato dal 
Pontefice Regnante . 

Quefto è tutto ciò 9 che fino al tempo pre- 
fente fi ofierva in quefto Mufeo del Campidoglio ; 
ma penfando Tempre il Pontefice Regnante a ren- 
derlo maggiormente arricchito di altre rarità in* 
fignì , è certi/Timo , che ne procurerà quante al- 
tre di più gle ne fommìniftrerù l'occafione, per 
accrefcere Tempre mai a fé la gloria , a Roma il 
preggio , ed a Foreftieri le maraviglie • 




D^ll" 



Antica , s Mosbkma . 



19» 




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&=^^£^<.^ 



DiW Afilo. 

QUelJa parte , che è ora la Piazza di Campìda* 
gito , formava una Vallicella tri le due fora. 
miu; eveniva detta Intermonzh Qi}l era per T 
Bb 4 ap. 



jQe Oescrtzìokb di Roma 

appunto, fra óue f icciòli bofchi di Quercie , uà 
Tempietto, chiamato T Afilo , e fìi aperto da^ 
RomoJo per conftigio , e ficurezza di chi vi fi rìco- 
veriiva • Fu quefta un* invenzione de* Greci ufur- i 
pata d«l medefimo , per moltiplicare le genti del-lir 
la fua Città .Livio nel lib. i. T afierifce fatto perljL 
indennità, e ricovero di tutti, poiché chiunque vi ijii 
fi ritirava , diveniva immediatamente libero , ed lo 
;ifibluto dalli proprj delitti, dalli debiti, ed ancorai IÌ21 
dalla fchiavitù . Stima Servio , che foffe dedicatola 
alla Mifericordia , e tale dice, elTere flato il primo, i{ì( 
che fu in Atene . Il Donati giudica, che fofìe quel-| at 
lo di Vejove , perfuafo dalle Querce a lui dedicate,;! à 
come ancora da Ovidio nel j. ìib, de' Falli con li 
fèguenti verfi : 

Romulus ut faxo lucum clrcumdedit alto , 
^uìlìbcty huc dìxtt confugCy tutus etis &c* 

Vis eafì verbi efl^ cut non ego Vejovìs yEdefny 
^dem non magni fnfficer effe Jovis ? j i 

|[; 

Significando quefto nome di Vejove^-A parer i % 
del medefimo Donati, Giove piccolo, quafi dcdi- 1 ii 
cato fo^e a Giove ancor giovanetto , ed inerme • i -0 
Non efler però ^ato quefto un Tempio copcrto,ma 11 
bensì di qulli, che Hìpetr! fono detti da Vitruvio, ! 11 
per eficre fcoperti, argomenta il Nardini . j k 

Che quefto fofìe dopo lungo tempo trasferì- I 
to dal Campidoglio alla riva del Tevere , credono I 
ilMarliani , ed'il Biondi ; il Donati però , ed il j 
medefimo Nardini ne rigettano l' opinione • 

Di 



Akttcai E Moderna i J93 

. Di 5. Ciufcppe de* Falegnami , e loro > 

Archiccnfratcrhita . ;?, ^ ' . ^ / /. ^ /^, 

Irca l'anno 15:^9. Ja Compagnia de Falegna- 
mi neJ Pontificato dì Paolo III. qui congre- 
jata, cominciò ccn architettura ài Giacomo della 
^ertala Fahrica di quefìa Chiefa, dedicandola al 
lanto Patriarca Giiifeppe , ed erigendola fopra 
juella di S. Pietro in Carcere , che a loro fu con» 
:eduta libera . Sono aggregate ad efTì Falegnami 
[Uitte le arti, che lavorano legnami , e tutte danno 
)cti aJleloro Zit^Wt , lì tranfito di S.Giufeppe nel 
(fimo Altare a m-ano diritta, entrando in Chiefajè 
pittura di BartoIommeoPalumbo .11 Qiiadro nel 
fecondo imitare è di Giufeppe Ghezzzi . Neli'Altar 
Nlaggiore lo Spofalizio di Maria SantifTima con 
S. Giufeppe è opera di Orazio Bianchi , e le Pittu- 
re nella V'olta di Gio; Battiff-a Senefe . La Natività / 
di N. S. nel primo Altare dall' altra banda è del \ 
Cavalier Carlo Maratti ; e TAfTunta di Maria nel 
feguente con S. Niccolò di Bari dì Gio: BattiffeL^ 
Leonardi . Maria Vergine Annunziata dall' Ange- 
lo , che fi vede dalle bande ddV Arco dell* Aitar 
Maggiore, è pittura di Gio:B;ittifì:a da Novara; 
e ne Parapetti delli due Coretti laterali , Giufeppe 
detto il Baftarino dipinfe in quello di mano finiflra 
alcune figurine; e quelle nclP altro di mano diritta 
fi credono lavori dello Speranza. Per la Porta, che 
è (otto di queflo Coretto, fi entra nell* Oratorio di 
queflii Archiconfraternita , in cui le Pitture intor- 
ni 



394 Descrizione ni Roma 

no, fatte a frefco^con dìverfi fatti, ed iftorie di S. 
Giuleppe, iono lavori di Marco Tullio; ed il Qua- 
dro deir Altare fu dipinto dal Cavalier Pietro :•»! 
ieoneChezzi. ìji 



Di S, Pietro in Carcere • 



NElIa parte fotterranea della defcritta Chiefa : 
di S. Giufcppe vcdefi la devota Ghiera di S. :;o 
Pietro in Carcere, eretta da'Crifliani de'primi Se- i 
coli nel Carcere Mamertìno alla venerazione de' 
SS. Principi òq^ìì Apoftoli . Sì vede fotto la mede- 
{ìma Cappella un luogo angufto , e profondo , nel ' I 
quale la crudeltà di Nerone gli tenne lungo tempo 
incatenati; ed e/Ti Santi con le loro preghiere vi lu 
fecero nafcere miracolofamente una fonte da uni il 
faflb durilTimo, per battezzare li SS.Proceffbje Mar- ' [ 
tiniano Cuftodi della ftefTa prigione, con altri qua- \] 
rantafette Gentili, convertiti alla vera Fede, e hu \ì 
ti tutti alcuni anni dopo partecipi delia Corona e 
del Martirio . 

Al lato di quello Carcere fituarono alcuni le 
Scale Gemonie, dalle quali fi gettavano i Cadave- 
ri de* Rei, per efporli alla vifta del Popolo , che fi 
tratteneva nel Foro Romano • 

Del Tempio dì Giove Tonante . 

ALtrononè rimafto ài quefto Tempiojfenonche 
le tre Colonne, che fi olTervano alla falda del 
Monte, dietro il Palazzo di mezzo di Campidoglio^ 

pii\ 



Antica, i Moderna, ^^^ 

nh della metà fotterra , e con ibpra Architravi 
)rnati di varj fogliami, e diverlì Ifìromenti da far 
jagrificj , ài buona maniera . A diore Tonante 
u dedicato da Augnilo, in cccafione , che effendo 
:aduto un fulmine vicino alla Lettiga , nella quale 
ìgli di notte viaggiava per la Spagna , non nefii 
I >ffefo , ma morto ne rimafe il liio Servo , che lo 
i <3recedeva con fanale ; onde attribuendolo a mira* 
:olo di Giove, gì' edificò quefto Tempio • 

Del Tempio delia Concordia • 

Vicino al defcritto Tempio di Giove Tonante 
era anche quello della Concordia , e le otto 
Colonne in piedi, qui vicine, furono il Portico di 
iflb . Quefto fu dedicato da Camillo Conlole alla 
Concordia per la pace fegui;a tra la Plebe , e la 
Nobiltà, che erano ftate in grandiffima difcordia, 
Plutarco ne difcorre , ed anche Ovidio nel libro 
de Farti. 

Del Tempio di Giove Cufiode , ò Confervatore . 

L* Unico veftigio, a noftri di rimafto di quefto 
Tempio , è la Colonna fcannellata Corintia, 
che fi vede in piedi fra la ftrada, che conduce alla 
Cor^^one , e la Dogana di Campo Vaccino ; e 
fri eretto da Domiziano in memoria, di efìervifi lal- 
vato in occafione della Guerra Vitelliaxia . 



Del 



39<5 DÉSCR12I0NE DI ROMA 

Del Tempio di Giove Statore i 

LE altre tre groffe Colonne parimente fcannel-- 
Jate Corintie di marmo pario , che vicino 
la Chiefa di S, Maria Liberatrice , fi veggono 
in piedi col loro grand* Architrave fopra , fi cre- 
dono un* avvanzo del Portico di Giove Stato- 
re . II primo , che l' inalzafTejfu T iftefib Romolo 
per il voto , che fece nella Battaglia , che qui eb- 
be contro de Sabini ; e parlandone Ovidio , dice 

ffiiod Romuliis olim 

Ante Palatini candidi t orajugi . 
Fii poi rifabricato magnificamente ; e Vetruvìo 
afferma , che avcfie un Portico cosìfontuofo , che 
di ^o. Colonne fofTe comporto , fimili a quefl:«-> » 
che fono ri marte . Plutarco poi, parlando di Ci- 
cerone riferifce , che qui fìi fcoperta la congiura 
di Catilina contro la Repubblica Romana, e che 
vi foffe tenuto il Senato , per difcacciarlo • 



^ ^ ^ 

gb>y4n <fry^ l^y^ 

\^ sjy SK. 



DeU 



Antica, b Moderka. i0 




Della Curia di Tulio OJìilh 1 

IT Uole il Nardini , che tra le fuddette tre Ccw 
V lonne, ed il vicino Granare, fofìe fituata la 
iuria di Tulio Oftilio , dove U Senatori trattava* 

noie 



59? Descrizione di Roma 

no le materie pubbliche , e non era in piano , ma 
vi iì faliva per molti gradini . ¥h riftorata da Sii- 
la , e nuovamente da Fauiìofuo figliuolo per co- 
mandamento delSenatOjdoppo diflrutta dal fuoco, 
in occafione vi fi abbrugiò il Cadavere di Publio 
Clodio Tribuno del Popolo, inimico fieri (Timo di 
Cicerone , che fu uccifo da Milone ; e V incendio 
fufcitato fu fi grande , che incenerì la Curia , e 
liquefece molte Statue dì Bronzo . Fìi poi concef- 
fo a Cefare di farvi nuova Curia col nome di Glu^, 
Ita ; ma ciò fe^nì dopo la di lui morte • 

De Rojlri . 

DUe furono II Roftri , cioè vecchi , e nuovi , 
e diiQ parimente furono li loro fiti . Li pri- 
mi furono li antichi, e ftendevanfi fra il Comizio , 
ed il Foro Romano poco lungi dalla Fontana di 
Campo Vaccino , come ci dimoftra Appiano nel 
quinto libro delle Guerre Civili , e Dionigi nel 
fecondo . Da Cefare poi , C come Dione fcrlve nel 
lib. gO ^endp flati rimofiì dal loro fito, e polli 
altrove , a differenza de vecchi fuddetti furono 
chiamati nuovi ; e quefti , da Claudiano nel Te- 
fto Confolato di Onorio fi accenna, che erano fi- 
tuati fòtto il Palazzo degP AuLHifti , che nel Pala- 
tino fovrafta all'angolo aufìrale del Foro,^Mcendo : 

Attollens apìcemfubje6iis Repa Roflris . 
Ma più apertamente fi dimoftra W luogo da Sveto- 
liio in Augufto , cioè : Bìfarìim lauàatus efì , prò 
y£de Divii^ulii Tybtrio^ ^pro Rojìrìs fub'veterU 

, bus , 



I Antica , e Moderna . ^99 

iSy dDrufo Ty berli filìo ; o come altri leggono 
riè meglio, /7ro l^'jftrisvetcribHS, Dichiarraidoci 
lilorico li Roftri nuovi , con le parole , fro jEde 
■)wi '^juìii ; poiché il Tempio ài Giulio Cefarc fu 
*er appunto iotto il Palatino , prefìb l'angolo fud- 
"etto del Foro , e per confeguenza poco lontano 
a detti Roflri , perciò denominati ancora Gìnlìi ; 
imoftrandoci ancora li Roflri -wecchi con V altre 
iarole , prò Roflris vJeribus , come il Nardini va 
'•ndatamente confiderando nel cap. (hddetto . De 
1 edefimi Roftri così parla Livio nel ottavo libro 
i tato dal Nardini al Cap. ^. del 5. Rojlrifque ea^ 
im 5 fuggeflurn , in Foro extrudlum , adornarì pia-- 
i'ìt , rofìraque ìd Templum appellatum , In fatti 
(a quelli uiifemplice Tribunale edificato fopradi 
ligran piedifìallo , con una fedia nella Tua forn- 
ita ; il quale perchè adornofTì da' Romani con 
l'cuni Roltri delle Navi degli Anziati, vinti nella_> 
Uerra navale 5 perciò ebbe il nome dì Rofiri ; e 
jirchè in detto Tribunale fi rendeva ragione, fi 
] ibblicavano leggi , fi recitavano orazioni , e Ci 
L^lebravano le lodi de i Defonti più famofi, co- 
te in un luogo fagro ; per quefta cagione fi chia- 
! ava Tempio ; anziché quelli Oratori , che vi pe- 
:)ravano, erano immuni da qualfivoglia mole- 
rà , come fé foffero ftati in un ficuriflimo Afilo . 
< m ancora fi efponevano le tefi:e degli uccifi , o 
]-ofcrittì , e vi fii affifia la Teftadi Cicerone , la 
^afa del quale dietro ad efiì era pofla . 

Tali famofi Rofbri fi vedpno difegnati nella^ 
j efentf Medaglia di Palicano, Tribuno della Ple- 
I' , portata dsli' \goftini , In 



400 



Descrizione DI Roma 




In vicinanza de medefimi erano collocate Je 
Statue cqueftri di Siila , e di Pompeo , ed anco di 
Cefarc Auguflo , il che narra Patercolo nel 2.1ib. 
Ma tante Statue pedeftri , ed equcfW , {i Ic^gey 
eflere fiate avanti li detti Roftri , che fembra ne- 
cefìario fupporle diftribuite in tutto il fuddetto 
lato del Foro . Riferifce Appiano, che nella bafe 
della Statua di Siila leggevanfi queflc parole: Cor^ 
nello SylU Imperatori Fortunato , poiché tale fu la 
fua commune denominazione . 

Finalmente afferma Plinio , che ivi contiguo 
era una Colonna , con fopra un' Oriolo à Sole . 

Dt S, Maria Liberatrice , 

Qui alle radici del profTimo Monte Palatino ^ 
lU quefta Chiefa, nominata di S, Maria Li- 
beratrice , perche ne primi Secoli , vicino alle tre 

Co- 



I Antica, e Moderna, 4of 

Colonne fcannellate fu una profonda Caverna-. 9 
dentro la quale fi dice , che il Sauto Pontefice Sil- 
veftro confinò colle fiie Orazioni uno fpaventofa 
Drago , che col Tuo fiato pefrilente infettando V r 
aria , cagionava la morte a molte perfone . Rife- 
devano prima in quefta Chiefa alcune Monachti-» 
Benedettine; dopo la partenza delle quali Giu- 
lio IILrla concefie nel i ^<;o. alle Religiofe di Tor» 
re de' Specchi , le quali ne hanno ramminiflrazio- 
ne , e vi mantengono colle publiche limofine mol- 
ti Cappellani . Vogliono alcuni Autori , che que- 
lla moderna Chiefa foffe edificata in luogo dell'al- 
tra antica , chiamata S. Salvatore in Lacu , ora^ 
rimafta fotterra . Il Cardinal Marcello l anti la ri- 
fìorò nella forma prefènte , con architettura di ^ 
Onorio Longhi nel 1617,6 chi;imafi ancora .V.A/^- 
ria lìbera nos apoenis Inferniy &> libera nos a Fejìe • 
La Cappella di S. Francefca Romana è ftata poco 
fa abbellita con pitture a frefco , e Stucchi con,* 
difegno di Francefco Ferrari ; le prime fono di 
'mano di Stefano Parocel , che anche ha dipint'i il 
'Quadro dell'Altare , e lì fecondi fono lavori di 
Giacinto Ferrari . Delli Quadri laterali poiquel- 
ijo a cornu Evangelii è opera del Gramiccia, e 
dipinfe Taltro a cornu Epiftolce Sebaftiano Cec- 
catini, che parimente fece tutti li Quadri nella 
Cappella di S. Michele Arcangelo . Le pitture 9 
che ^\ vedono in Sagreftia , fono pure del mede fi- 
mo Parocel . 



Tom.L C e i pd 



402 



Descrizione bx Roma 




1 :Mr'3:^:^fe :^f-\i 




Del Monte Palatini i 

L' Origine del nome Palatino , dato a qnedo 
iMonte, è incerta fra gli Scrittori, dediicendo- 
la, Fefìo, dal baiare, e dall' errare del Gregge ; e 
• Var- 



Antica, s Moderna; 4®? 

Varrone da i Fallanti, che vennero con Evandro 9 
il quale dicefi, che abitafle quivi prima di Romolo. 
In quefto Colle ebbe principio quefta Reggia del 
Mondo , Roma , e fu cinta di mura fecondo la for- 
ma quadrata di quefto Monte . Romolo luo Fon- 
datore vi fabricò la propria abitazione» e ad im- 
mitazione di lui dalla Potenza Romana fi accrebbe 
talmente il lufìb delle Fabriche, che il Monte , ftato 
prima fiifficientefpazio ad una intera Città, /i^^^J 
angufto per V ahitaziaie degl* Imperadori, de 
quali il folo Augufto contentofli abitarvi nel fuo 
antico Palaz^ió , eh; fu notabilmente accrefciuto, 
prima da Tiberio^ e poi da Caligola . 

Quj erano liBagni , nominati da Cicerone 
Palatini, ed oggi fé ne vedono le fponde altinuue 
de' muri . A queP Bagni , fi conduceva una parte 
dell' acqua Claudi^ , il che ancora chiaramente fi 
conofce dalli vefti.j de^r aco,uedotn'5 che vi fono . 

Stima il Nardni, cb^ nji^^^ óagnific^eroedi- 
ficati per ufo ddìir^^^^ ; negando efler ftati li an- 
tichi, de' quali fi^ menzione M. Tullio nell'Orazio- 
ne Pro Rofiio ; il :hc fembra confermare Lampri- 
dio con le fegnenti* parole , feri vendo di Eliogaba- 
]o : Lavacrum pu?lìcum in j£dibus aulicts fedi , fi" 
mul & palam fopklo exhìhuit ; e quefti furono pri- 
ma accrefciuti dì fabbriche maravigliofe dall' Im- 
perator Domiziano, e liicceflìvamente , come fi 
legge nel ^. libro Jel Donati, fìi fatto l' iftefìb an- 
che da Eliogabalo, che oltre di ciò, nella falda ver- 
fo /' Arco di Co/ìantinoy dove ne apparifcono le ro- 
vine , ebbe anche il fuo Tempio > che confagrò a 
C e a fé me- 



404 Descrizione di Foma 

fé medefimo, ed al Sole, e vi fece una Statua di Ap- 
pello d' oro . Ffi egli il primo Sacerdote, che fi 
arrogafle il Titolo InviUus Saecrdos Dei Solìs^ 

Verfo quefta parte fràrArcpdi Tito, e di 
Coftantino » era parimente la maravigliofa Cafa 
di Scauro , che avendo una loggia ornata di molte 
Colonne di mirabile grandezza, Plinio refta Hupi- 
to , come i Cenfori , che avevano autorità fopra 
coloro, che fpendevano difordinatam ente, tolle- 
rafiero una fpefa cosi ecct/fiva . Quefto fpazio pa- 
rimente, che è fra li detti duc Archi , era dagl'an- 
tichi chiamato Velia , percheVi , prima àdV in- 
venzione del tofare , folevano fv^llere la lana agli 
Armenti a vellendis gregibus fecondo Varrone. Al- 
cuni vogliono, che quefca Contr^^i^^^tta Velia^ fi 
ftendcfle verfo il Campidoglio i così perfuafi dal 
fentimentodi Alicarnafleo . Mac^"<^^ P^^^ veri-» 
limile, poiché ^^ublio Vittore la collocò nella deci-, 
ma Regione del ^«.u,^^. ^^ j] (;ampidoglio era.^ 
nelP ottava . Si può bensì dedui re dallo ^^^o Au-"- 
tore, che quefta racchiudendo infe un Colle, avef- 
(e per confeguenza una parte endnente, fopra del- 
la quale fofìe la Cafa di V^alerio Publicola ; e che 
I* altra parte , in cui vedevafi il Tempio delli Dei 
Penati, fofìe deprefla, e piana; e perciò fi fa men* 
«ione dagP Antiquari dell'alta, è.baffa ^elia . 



Jhr^ f4W fift^ 

vj^ sJK %!K. 



Del 



Antica, e MoDEaNii* 



4«* 




%è??:ì^^^^ 



Del Fico Rtminale • 

SU r erto di quefto Monte fu il luogo dell' antU 
co Lupercale , cioè la Spelonca , in cui la Lu- 
pa, lattante Romolo,e Remo, fi ritirò air apparire 
* Ce 3 A' 



^0^ DBSCWZioNfi DI Roma 

di Fauflolo Paflore ; e poco lungi fu il Fico Rumi- 
nale 5 fotto di cui ritrovò elTo li Bambini , che die- 
de poi a nudrire ad Acca Laurenzia fua Moglie . 
Incontro al Lupercale fudetto fu il Vulcanale , che 
era una Piazza con Ara dedicata a Vulcano ; e vi 
fìi anche d' appreffo il piccolo Tempio della Con- 
cordia , eretto da Flavio Edile . 

Del Tempio di Apollo^ e della Libreria P slatina, 

IN quefto medefimo Colle fii , tra i più magnifi- 
ci Tempj, anche quello di Apollo con Porti- 
co, e Libreria, fabricato al lato della fua Cafa da 
Augufto; al quale fu ivi dedicato altro Tempio 
non meno magnifico da Livia fua Moglie . Oggi 
vi fi mirano folaraente laceri avanzi di Fabriche-i 
cosìftupende. 




DcU 



Antica % b Moderna ^ 



407 



Cara iiSeruif Tu 11^ 




Della Cafa Aurea di Nerone . 

NErone includendo tutto qucfto Monte nella 
Tua Cafa Aurea, fece quella ftupenda eften* 
fione, che abbracciava tutto il piano efiftente fra il 

C e 4 Pala- 



^^•8 Descrizione di Roma 

Palatino, ed il Celio , occupando ancora parte del 
Monte tlqiiilino • Innalzandofi quefto fbpra fmi ^li- 
rate Colonne di marmo 5 portava dal Palatino air 
Efqtiilie il piano al pari delle ftanze fuperiori. Ave- 
va la rii}?erba fua porta in faccia alla Via Sagra , e' 
nel Veftibolo era il celebrato Coloflb di marmo 
che efb Nerone dedicò a fé fteflb , e £\> forma- 
to da Zenodoro , come ofTerva il Donati . Il me« 
defimo, che era di 120. piedi di altezza feconda 
Svetonio, e fecondo Plinio di { ic, ebbe da princi- 
pio!' effigie dei medefimo Nerone . Riftorato poi 
da Vefpafiano » e dedicato al Sole , fé gì' aggfun- 
fero li Raggi , di piedi venti due , e mezzo di lun- 
ghezza . Neir Atrio di queflo Palazzo furono tre 
Portici affai grandi con ordine triplicato di groffe 
Colonne ; onde vengono chiamati da alcuni Auto- 
ri Miliarj , o perchè diflendevanfi alla lunghezza 
òi mille paiTi, o perchè venivano fbftenuti con ra- 
ra magnificenza da mille Colonne. Conteneva Sta- 
gni vaftifTimi, circondati da Edificj, che fembrava- 
nopicciole Città dalla parte àtW Anfiteatro FI a- 
vìoy detto oggi Co'offeo , ficcome deferi ve Sveto- 
nio nella Vita di Nerone. Era innumerabile Ia_, 
quantità delle Sale, Camere, Logge, e Statue , che 
vi erano, e rifplendeva in ogni parte oro, gemme, 
e pietre preziofe > dal che prefe il nome di Cafa 
Aurea . Molte Camere affai capaci, desinate a-» 
Conviti pubblici, avevano Soffitti belli/limi, che, 
aprendofi, fpargevano fbpra de' Convitati fiorì, e 
cofe odorif re . La principale era di forma roton- 
da, la di cui parte fuperiore, come anche l'inferio- 
re. 




ROJvIANORViM, 

icis,tichisteisqiii Cagl- 
iente ts, certij-' 



1 rt j 



PALATI! ANTIQVI IMPIRATOR\M ROìMANORVM 

e\ hcis lina jiij.Hi/imt o tfti^jiih itJujuui jiiii hun cunishiiCjiu fajji 
ciiini iiiiminoniiu, et libro rum monimienteis, ccrhf: 
sima dchnctiho Ouiijìlìvij Paiiimii/. 



Antica , e Moderna . 409 

e fi raggirava continuamente in conformità de' 
"ieJi, conforme la defcrive V accennato Autore . 
Vmiilio eccellente Pittore v' impiegò tutta la fua 
ita a dipingerlo ; e Severo , e Celere ftimatiflimi 
\rchitetti pofero tuttala loro induflriaper ren- 
lerlo fingoIarifTimo, conforme delcrive Plinio . 
-i Giardini , le delizie de'Bi-gni , il numero delle 
^efchiere, e la moltiplicità de' Pafcoli, e delle S^l- 
''e , in cui {ì nudrivano tutte forti ci Animali , la 
endevano meraviglinfb . Per la fabrica di quefto 
mifurato Edificio fi di flrufìe colle impofizioni, e 
gravezze V Italia ; né Ci portò rìlpetto alli fteflì 
I)el ; perciochc furono fpogliati li loro Tempj del- 
e Statue preziofe , dell* oro, e dell' argento, come 
•acconta Cornelio Tacito ne* fu i Annali . Fu due 
/olte fabbricato , e due volte parimente $*abfcru- 
io , cioè neir Incendio univerfale di Roma , da_j 
ietto Nerone barbaramente procurato , e nelPan- 
10 fefto di Trajano , fecondo feri ve Eutropio nel» 
a vita di queft' Imperatore . 

Sotto r Imperador Commodo abbrucioilì la 
:erza volta, come riferifce Dione, e perciò egli lo 
•ifarcì , e gli partecipò il proprio nome , ficcome 
o partecipò alla ftefia Roma , con farla chiamare 
Coionia Commodiana . Aborrendofi poi da diverfi 
.mperatori reccefTbdi tante ricchezze, e lufii, ne 
"u levato il più preziofo, ed applicato,per maggior 
jrnamento, al Tempio di Giove Capitolino, Anto- 
lino Pio , naufeando fimilmente una tal vaftità di 
Palazzo, chiufe tutto il refio , e contentofTì della 
fola Cafa Tiberiana • Finalmente minacciando ro- 
vina 



4 IO Descrizione di Roma 

trina in tempo di Teodorico Re d* Italia, da lui fili 
riftorato , come fi legge neir Epiftola 5. di CaCJ 
fi odoro . 

Villa Farne/tana nel Palatino • 

LI Orti Farnefiani, che occupano la maggior 
parte del Palatino, hanno il principal ingref- 
io , che corrifponde in Campo Vaccino . Il Porto, 
ne , che è di ruftica architettura del Vignola , ve- 
defi ornato da Travertini , e da due fimili Colon- 
ne di ordine Ionico , che follengono un balcone 
con balauftri , che formano ringhiera . Conven- 
gono molti Antiquarj, che la fìrada, che è lungo le 
mura di quefto Giardino, fofie verifimilmenteT 
antico Vico Sandalario , che imboccando neir Ar* 
co di Tito , giungeva alla Meta Sudante . Rico- 
pre quefta Villa con T amenità fua la maggior par* 
te delle rovine del Palazzo Maggiore , nella quale 
per ordine di Paolo III. furono trasferiti dal vicino 
Anfiteatro molte Statue antiche , baflìrilievi , ed 
altri belli marmi . Era molto vaga per i fiioi Viali , 
Bofchetti, Fontane, e giuochi d' Acqua . Sonovi 
fra le altre, le Statue di Marco Aurelio, d' Efcula- 
pio, di Lucio Vero, di Commodo, ed un'altra mol- 
to rara di Agrippina Madre di Nerone . Il disegno 
della Fontana di fopra, e delle Scale doppie^ bene 
adornate, viene dal Buonaroti . Sogliono li Signo* 
ri Duchi Farnefi , come Feudatarj della Romana^ 
Chiefa innalzare avanti di quefto loro Giare ino 
un Arco trionfale al nuovo Pontefice , per il gior- 
no?. 



Anttca 9 E Moderna • 411 

no 5 che va con folenne Cavalcata a prender pof- 
feffo della Bafilica Lateranenfe . Alcuni anni ad- 
dietro efìendofi qui fcavato , furono trovate di- 
verfè Stanze , tutte incroftate di belli fi mi mar- 
ne confimile con grofTiflimi , ed un Salome-# 
Colonne di porfido , verde antico , e di altre pie- 
tre di ftima , benché il tutto lacero , e maltratta- 
to dal fuoco . In una parte del Giardino vi è il 
comodo di fcendere in una ftanza fotterranea , ì'4, 
cui Volta è dipinta con figurine afiai ben difegna- 
te, parte azzurre in campo d'oro, e parte di oro in 
campo azzurrore li riquadri, che racchiudono det- 
te figure , in vece di cornice , fono contornati con 
bottoncini di lapiflazuli,diafpro , agata, e di altre 
pietre cure , il che dimoftra in qualche parte_« > 
■quanta fofiTe la magnificenza , e la fontuofità dell* 
-abitazione de' Cefari • 

Di iS". Sehafltano alla Polveriera . 

Uscendo dagl' Orti Farnefiani per la Porta , 
che corrifponde nella Strada , detta deli» 
la Poherìeray refta incontro quella Chiefa fabri- 
cata nel mcdefimo fito dell* Ippodromo , ò Ca- 
vallerizza deir Imperadore , in cui conforme fu 
battuto , e faettato a morte S. Sebaftiano , dal 
: Pontefice Urbano Vili , chela riedificò nel 162?. 
' con architettura dell'Arrigucci ,fi^ dedicata nella 
forma, che fi vede, a quefto Santo Martire , aven- 
do prima il Titolo di 5. Maria in Pallata , che le 
derivò dal nome del Palatio ; e vi è chi vuole , che 

nel 



ìf j Descrizione di Roma 

nel 1274. fofle anche CoHegiata.ll Quadro dell'AlJ | 
tare è di Andrea CamafTei^e le Pitture afrefcojche ! 
fi oflervano per di fopra,di Bernardino Gagliardi . 
Qui fu eletto Pontefice Gelafio II. Non molto 
difcofto erano le antiche abitazioni de'Frangipani, 
e fotto querta ftrada verfo V Arco Tito fi fab» 
brica il Salnitro* 

«S. Bonaventura alla Polveriera • 

S'IntrodufTe la Vita Riformata in Roma da alcu- 
ni PP. Riformati SpagnuoJi , già ftabiliti in 
Spagna da S, Pietro di Alcantara ; e colla permif. 
fioni del Sommo Pontefice circa l'anno 1675. ^ 
elefiero quello luogo , dove con varie elemofme , 
e fpecialmente del Cardinal Francefco Barberini » 
fabbricarono quefti Religiofi la Chiefa , ed il Con- 
vento , in cui vivono con grande efemplarità • 11 
Criflo Crocififlb , che è dipinto nel Quadro del 
primo Altare, è di mano del Cavalier Benafchi . 
Il Quadro nel fecondo è di Giacinto Calandrucci; 
e nella Cappelletta , che fiegue il S. Antonio di 
Padova fu dipinto da Luigi Garzi. Quello dell* 
Aitar maggiore è lavoro di Filippo Micheli ; li 
diiQ laterali appefi al muro fono ài Simone Ceko- 
vitz Polacco ; e tanto V Annunziata nell' Altare » 
che fiegue , quanto V Angelo , che difcaccia Luci- 
fero Jiell* ultimo, fono del medefimo Cavalier Be- 
nafchi . 

Le Pitture della Via Crucis fuori di queflaJ 
Chiefa, fono lavoro a frefco di Antonio Bicchie- 
rari. ' ' " VilU 



ìTSrl-^i 



-'1 




9ÌNTTCA, E Moderna. 41 j 

vaia Spada , era M'ugnarli • 

^ Uefta Villa , che fii de' Duchi Mattei , poi 
,^Jl^ dclli Conti Spada , ed ora del Marchefe Ma- 
nani , viene ad efiere fcpraJe rovine del Palaz» 
o ImperirJe . Vi fono di riguardevole nel Cafino 
Icune Pitture, e particclarmente una Venere con 
uè Amorini , creduta di RaiTaele ; ficccme an- 
ora un antico Biìlcone ridotto modernamente in 
uona forma , dal quale dicefi , che gli antichi 
lefari folevano dare il fegno de' Giuochi Circen- 
I > che fi facevano nel fottopofìo Circo Mafhmo . 

Deir Arco di Coflantìno Magno . 

r? R A *1 Monte Celio , ed il Palatino ^i vede qua- 
\P fi intiero quefi' Arco di Coftantino il Grande^ 

quale fu il primo Cefare , che abbracciò la ve- 
^ Fede Cattolica , e refe con la fua protezione, 

con 1* arnii , la fofpirata pace alla Chiefa . Gli 
j eretto , e dedicato dal Popolo Romano per la 
'ittoria , che riportò felicemente contro il Ti- 
anno MafTenzio a Ponte Molle ; e perciò vi fi 
-eggono fcolpiti in bafìirilievi , molti ornamenti 
rionfali , con Trofei , Vittorie alate , fignifican- 
i le azioni di quella guerra , e vi fono otto Sta- 
ue , le tefi:e déìÌQ quali furono portate da Lorcn- 
;o Medici a Firenze , fecondo la lettura del Glo- 
rio . Di quefie fculture alcune fono lavorate con 
nirabil artificio, ed alcune altre fono ordinarie ; 

laon- 



i 

la 



^T4 Antica , e Moderna 2 

laonde dicono gli Eruditi , che le belle furono 
portate dall'Arco Trajano , o Domiziano ; giac- 
ché neltempo di Coftantino , la fcultura , unita- 
mente con altre Umili profeflloni , aveva già per- 
duto il fuo decoro . Neil' una , e V altra fronte fi 
legge ripetuta la feguente ifcrizione . 

IMP. CJES. FL. CONSTANTI NO 

MAXIMO. P. F. AVGVSIO ' (1 

s. p. q. R. 

QVOD. INSIINCTV. DIVINITATIS 

MiNTlS. 

MACNITVDINE. CVM. EXERCITV. SVO 

TAM. DE. TYRANNO. QVAM. DE l 

OMNI. EIVS 

FACTIONE. VNO. TEMPORE 

IVSTIS. REMPVBLICAM 

VLTVS. EST. ARMIS 

ArCVM. TRIVMPHIS 

INSIGNEM. DiCAViT 

E vi (ì leggono parimente queflc parole . VOTIS. 
X. VOTIS. XX. le quali fignificano li publici Voti 
fatti dal Popolo Romano , di dieci in dieci anni 
per la falute , e confervazione di queflo gloriofifll- 
mo Principe;laquaruranza,che ancor durava nell' 
Imperio del medefimo Coflantino , principiò dal 
tempo di Auguflo;al quale premendo di allontana- 
re da sé ilfofpetto della Poteftà Regia , che li 
Romami avevano conceputo; dopo accettato dalli 
medefjmi 1* impero per anni dieci, e quefli eflendo 

tra- 



AmtIca , E Moderna l ^ ly 

trafcorfi , replicavanfi da' iìioi {ìiddìtì li voti per 
1 m aJtro decennio , o per altro tempo da effi hra- 
IL nato , e per ciò chiamavanfi voti decennali fe- 
r :ondo Dione , de' quali Ci fa fpelTo menzione nel- 
. i antichi Numifmi . 

L' altre parole SIC. X. SIC. XX. avevano V 
ftenbfignificato. 

Nella volta maggiore fi ravvifa in due lati 1' 
. jffigie di Coftantino , occupato in diverle azioni 
Ji guerra , con li motti : 

UBEB^TOBJ VI{BIS . FVVpATGF^T ^lETlS . 
Dalle quali memorie fi può comprendere, che 
l'Arco g\\ fofi'e eretto immediatamente , dopo che, 
. vinto il già nominato Maflenzio , entrò Coftan- 
tino vittoriofo in Roma , Il titolo però di Mafjimoy 
il quale , come il Panvinio difcorre tìì^ì Commen- 

Itario de' Farti Romani, non gli fu dato, fé non 
all'ultimi anni del fuo Impero , mofira, che folo in 
quell'ultimo tempo fofìe edificato, ovvero com- 
pito. Devefi pertanto avvertire, che V t^.gxo^ 
deU'Impcradore , la quale {ì ravvifa fottol' Arco 
dimezzo, (colpita dall' uno , e l'altro lato, è T 
efflgie,non già di Coftantino,ma bensì di Triijano , 
'dal cui Arco fu tolta infieme con le medaglie del- 
li Dacii Schiavi, ovvero furono prcfe da altri di 
Uiiedificj, che ftavano nel Foro. Le due tavole 
dunque fcolpite da ambedue le parti fotto la volta 
di mezzo unitamente con V altre , che fono nella 
fommità dell' Arco fuddetto , formavano prima», 
una tavola intera , oggi divifa in quattro ; e que- 
lle figure va in quella guiia dilucidando nella fua 

Ro- 



^15 Descrizione di Roma 

Roma il Donati . V^edefi verfo il Settentrione nel- 
la Sedia Curule Trajano fra molti Stendardi, e Sa* 
trapi , allicLii piedi afTiffce il Giovane Partamafiri,, 
fenza corona in teila , fiipplicante umilmente V 
Imperadore , acciò i\ compiaccia di reflituire al 
figliuolo il Regno d'Armenia, ch'egli aveva uliir- 
pato a tacorofuo Padre . 

Vedefi il medefimo Principe ornato con la-i 
Toga , ed il Pallio fopra d' un pulpito circondate; 
da' Senatori , e da molte Famiglie , il che fignifi-; 
ca lo ftabilimento fatto dclli alimenti per tutta T 
Italia , come ancorai* accrelcimento del Congìa-f 
rio al Popolo Romano . 

Una Donna giacente in terra mezza fcoperta,: 
appoggiata ad una rota di Cocchio , è Pimagine_ii 
della Via , che Trajano fece aprire fino a Brindc- 
fi 5 avendogli perciò eretto il Popolo Romano una 
Arco Trionfale in Benevento . 

Avendo Roma dilatato l'Imperio di là daUj 
Eufrate, e dal Tigri fino all' Oceano , vedefi Tra.j 
jano in atto di porgerle un così vallo dominio ■[ 
volando intorno ad effo la Vittoria , che gli porge; 
una corona d' alloro , accompagnandolo la Pie-j 
tà , e la Salute con il ferpente , ed il corno di| 
A mal te a . 

Sonovi quattro medaglie fra le Colonne dj 
Giallo antico, le quali rapprefèntano alcuni Sa.» 
crificj, e diverfe cacce,delle quali molto fi compia-' 
ce va Tri jano,e perciò cesi fcrifTePlinio nel Tuo ce- 
lebre Panegirico : Infiar refeSilonis exifiimat muta,] 
tionem laborh 3 lujirare falttis , exatterc cubìlibm 



Antica , e Moderna". 4.T7 

feras i pia mente adire lucos y ^ occurfarel^umt" 
nibus . 

Dalla parte dell* Arco medefimoverfo mezzo 
giorno fi ravvifa il menzionato Celare , che giun- 
to nel famolo luogo di Crefifonte, diiegna creare 
PartenaipateRe de'Parti , il quale ivialTifte con 
manto, e con le Romane Milizie, che portano 
diverfi ornamenti di vittorie • 

La feconda tavola rapprefenta un Fuggitivo 
mandato nella Mifia per uccidere Trajano, ai qua- 
le quefto manifefta l' infidie di Decebalo . 

Efpone la terza un'allocuzione dell'lmperado- 
re con il Prefetto de* Soldati , e con i V'eflìlliferi . 

Dimoftra la quarta il menzionato Principe , 
che con il capo (coperto , ed una tazza nella de- 
ftra Uà in atto di fare il facrificio , chiamato Suee* 
vetauriiia , cioè un Toro a Giove , un Porco a-> 
Marte , e una Pecora a Giano Quirino , con^ li 
Aufpicj, da quali falfi Numi credevano accrefclu- 
to, e felicitato r Impero . E finalmente la prima 
Medaglia efAifce un facrificio d* Ercole ; lafecon- 
' da alcuni Cacciatori con i loro cani, e cavalli; 
la terza un Sacrificio di Diana; e la quarta la Cac* 
eia d'un Orfo . 



Ai tASn eA$ 

%f> \jjl> ^ 



Tom. L Dà Sono 



4iS Descrizione di Roma 




Sono dunque li defcrittl ornamenti trionfali 
di Trajano pofti con poca avvertenza , per di» 
fetto di tempo , neJl' Arco di Coflantino ; ap* 
partenendo unicamente ad eflbJi feguenti , cioè 
leV^ittorie, li Fiumi, li Prigionieri , eliVcHilli- 
feri nelle bafe delle Colonne , come ancora il Con-; 
giario dato al Popolo , V allocuzione al Senato ^ 
li aflalti delle mura , ed il Trionfo . 

EITendo queft'Arco in molte fue parti guafto , 
e conlumato dal tempo, volle Clemente XII. che 
con pronto riparo fi afTicurafTe da ulterior rovina • 
Fece perciò riftorar di nuovo le Colonne,ed i Cor- 
nicioni , e rifare ancora di nuovo, per mano dello 
Scultore Pietro Bracci una Statua, ed alle altre fet- 
te le Tefte, delle quali erano mancanti , perche ef- 
fcndo di perfettiflimo lavoro , erano ftate tolte da 
loro Bufti , e trafugate, ficcome fi è detto . 

Fra» 



i 



'.Antica , e Moderna . 



419 



I 




frammento della Meta Sudante • 

DI quefta Fonte fé ne vedono ancora 1 vefti- 
gj fra r Arco defcritto di Coftantino , ed il 
-olofTeo ; e fi difle Sudante, perche gocciolando, 

Dd a get- 



j^ÈCf Descrizione di Roi^fÀ 

gettava acqua in una Conca,dove fi difletavano, e 
fi rifrefcavano coloro , che operavano , overot 
ftavano a vedere i varj giucchi , e (pettaco- 
lu che in efìb CoIoHeo fi facevano .Fu Fabbricatai 
di grofii mattoni; la fua forma era piramidale; ed 
aveva nella cima, fecondo alcuni Autori^una palladi 
e fecondo altri, una Statua di Giove . 

Da' fuoi vefliigi fi argomenta affai bene la^ 
detta fua forma , e nel di dentro fi fcorge il con. 
cavo 9 che portava Tacqua alla fommità . Crede- 
fi , quefta eflere ftata fatta dal medefimo Tito, per 
guarnimento ultimo dell' Anfiteatro , e della fuaii 
piazza ; ma Seneca abitando in un'Appartamento 
della Cafa Aurea di Nerone fuo Difcepolo , poco 
diftance dalla meta , e lagnandofi del rumore-^ 
che facevono quelli , che venivano ad attigner 1 
acqua , e gli turbavano il fonno , nell' epifi:ola 57 j 
la fuppone eretta molto prima . Soggiunge il Nar. j 
dini , che forfè la detta Fonte potè eFere in tal fi- 
to ; ma poi da Nerone, in diftendere la fua gran..^ 
Cafa , efTcndo fl:ata gettata a terra, potè di nuo- 
vo efiere filata eretta da Tito . Mà^ come la verità 
fi fofle, refill in bilancia . 



^ 



Dell' 



i 



Antica, e Moderna i 



4si 




Dell* Anfiteatro di Flavio , detto il Colojfeó 1 

AMmirafi ancor ogj^i, benché in parte rovina- 
te, quello grand* Anfiteatro, che tra gli al- 
tri; per Ja vaiìità, e magnificenza era il maggiore, 

D d j ea 



/|.22 Descrizione di Roma 

ed il pifi ammirabile . Fu edificato da Flavio VeJ 
fpafiano in mezzo della Città , in quel modo ap- 
punto , cheAuguflo aveva penfato di edificarlo,! 
e V* impiegò trenta mila Ebrei/atti fchiavi/ra gli 
altri moltilTimi, nel fiacco di Gerofòli ma. In ap» 
prefTo fi\ dedicato dal fuo Figliuolo Tito , comte; 
feri ve Svetonio nelle loro vite . |iii 

Facevano gli antichi Romani fimili dedicazio-i|l[ 
ni , con efibire al Popolo, con incredibil magnifi-l [m 
cenza, un Atto publico, e proporzionato air ufo di m 
quella fabrica , in. quel giorno , che per la prima fci 
volta fi apriva . Rifpetto a* Teatri, folamente fi ce- é 
lebrava la loro dedicazione con un Dramma ncbi-nSf 
liflimo . Quella delli Anfiteatri con giuochi de'Gla- 
diatori , e con Cacce di Fiere . Quella de* Cir- 
ci, con il corfo publico; e quella delle Naumachie» 
con alcuni combattimenti navali . ti 

Ordinò dunque il detto Cefare, nella prima ^e 
apertura dì quefta Mole fl:upenda5una bellifiìma fe-l ìd 
fìa , ed in un fol giorno fece comparire cinquanta! |l! 
mila Fiere di ogni fpecie, che vi furono tutte ne- M 
cife , come Caflìodoro afferma ; e perche una tali li, 
folennitàfu prolungata allo fpazio di cento gior-! tsc 
ni , per tal caufa vi furono dilpenfati dieci milio-i i;o 
ni d* oro al Popolo . Marziale attribuifcc queft* || 
opera a Domiziano per adularlo , come fi legge ' 
nel I. lih. de' fuoi Epigrammi : 

Omnis Coefareo ccdat labor Amphìtheatro , 
Vnumpro cunlìis^ fama loquatur opus . 

Fìi inalzato fopra d* una parte della Cafa Au-i 
rea di Nerone j cioè nel Veftibulo , ò fia nella^: ; 

pri 






Antica I E Moderna . 425 

prima entrata, dove erano alcuni Stagni, e Laghi ; 
Icrivendo il medefimo Poeta nel citato Epigram- 
ma : 

Hic , ubi confpìcuì venerabìlìs z^mphiteatri 
Erìgitur moUsy /lagna Nsronis erant . 
avanti de' quali Stagni eflendovi ftata la Sta» 
luaColIoflea di Nerone , queit' Edificio acquilo 
il nome di Colojfco , ora dal Volgo chiamato Co//- 
feo . Sorge tra i Monti Celio , Ptilatinoy ed Efqui^i» 
\ no ; G benché la forma efleriore fia rotonda , V in- 
teriore però fembra ovale, e con maravigliofa ar- 
chitettura vì^nQ intieramente comporto da groiTi, 
e puliti travertini, che formavano Portici nobilif- 
fimi , foflenuti da gran pilaftri quadrati . Contie- 
ne quattro ordmi d' archi , adornati da Colonne 
aiTai rpefle di forma Dorica, Jonica, Corintia, e 
Compofita . V altezza è tale , che appena vi giun- 
ge la villa, come ben*oflervò Ammiano nel lib.i6; 
e la vaftità Tua fu tanta , che vi capivano ottanta- 
fette mila Perfone a federe, oltre vent' altre mila, 
che filando m piedi , potevano vedere nelli canto- 
ni, encgl' angoli, che erano moltilTimi , conforme 
accenna P. Vittore . Negli archi fuperiori erano 
collocate alcune Statue nobilifTime, e fino al dì d' 
oggi in alcune Volte fi ravvifano certi belli lavori 
di g^^o . Il Suolo , dicevad Arena , e ciò dalla_* 
quantità delia mede{lma,di cui era ricoperto, e che 
vi fi portava per commodo de' Giuocatori . Ve* 
devanfi diverfi Serragli all' attorno per cufliodia 
delle Fiere desinate al combattimento,cioè di To- 
ri , Leoni , Orfi , Tigri , ed altre deftinate tu 
Dd 4 com- 



l 

'4^4 Descrizione di Roma 

combattere anche cogl' Uomini . Vedevanfi qne- 
fili Giuochi,e fpettacoli dalli gradini che in numero 
infinito circondavano la parte interiore di que- 
llo gr*nd' Edificio , in pi^ ordini , fuperiori , ed 
inferiv^ri . Nel primo , cioè nel più commodo , e 
più efpofto alla vifla di tali folennità , era colloca- 
to il Trono dell* Imperadore, fuperbamente ador- 
nato , ed unito Jad altri balconi , deitinati per i 
Principi della Famiglia Cefarca . Ai lati erano i 
luoghi de* Magiftrati più degni , come Cenfori , 
Ccrjfoli, Pretori, Edili, Tribuni della Plebe , Pon* 
tefici, Ambafciadori , ed altri Signori ftranieri di 
qualità . Seguivano apprefib gli altri luoghi de* 
Senatori , e Cavalieri Romani ; e doppo di que- 
fìi occupava confufamente tutto il refto dell* Anfi- 
teatro una moltitudine infinita di Popolo, che vi 
faliva per due (cale grandiffime , porte al di fuori 
per maggior commodo , e per diminuire la folla 9 
la quale diede opportunamente alle medefimeil 
fopranome ài Vomttorìa . 

Quella parte , che refta prefentemente in.» 
piedi , è meno della metà , perche Y altra parte, 
oltre l'efTer rovinata per r ingiurie de* tempi , fu 
molto più diflirutta dalla malignità de Goti ne' 
faccheggiamenti della Città; anziché la porzio- 
ne , che vi è reflata , non è in alcun lato intera , 
màò lacera, ò piena di forami fattivi da quei 
Barbari, per toglier viali Perni di metallo, che-f 
connettevano una Pietra con Taltra , h come è più 
confacevole alla verità, per invidia , ed oppref^^ 
fione della gloria di Roma ; febene il Donati è di 

pa- 



ÀNTTCA ; E Moderna ; ^ ^ 42 j 
parere > che tali forami folTero flati fatti 111 qiieft* 
Anfiteatro da Mercanti , ed Artefici , che qui fot- 
te Tende molto grandi,efponevano alla vendita le 
loro merci , quando quefte Contrade erano fre- 
quentatifiìme per la refidenza de Sommi Pontefici 
nel PaLzzo Lateranenfe . Ma l* opinione di lui,non 
regge ; perche tali forami 5 che fi ofTervano an- 
cora ncir Arco di Tito , e di Cofìantino , fi vedo- 
no pure in quello di Giano, che è da qui molto di- 
ftante , ed affatto fuori di ftrada , per andare al 
Laterano . Qiiefi:a gran Mole però, bifogna dire, 
che non farebbe certamente cosi ridotta , come 
al di d^'oggi (ì ofTerva, fé nella fua rovina non 
avefìe anche di molto contribnito,chr per uh delle 
fabriche non ne ave^e in diverfi temp?, ò prefi , b 
concedutili materiali . Il primo, che li concedefie, 
fìi Teodorico Rè de Goti . Paolo II. ne' tempi fuf* 
(eguentì atterrando quella parte, che guarda ver- 
fo SS. Giovanni, e Paolo , impiegò Ji Travertini 
nella fabrrca del Palazzo di S. Marco . Il Cardinal 
Riariocò faffi di quefi:' Anfiteatro fabricò il Palaz- 
zo della Cancelleria ; e finalmente il Cardinal Far- 
nefe , che fii poi Paolo III, ne coftruPc il fua Pa- 
lazzo, detto Farnefe,chc refta vicino Camfo di Fio-' 
re . Narra Capitolino , che queft* Anfiteatro fu rr- 
fìorato da Antonino Pio , e che efiendofi /ucceflì- 
vamente bruciato, lo riedificarono in'parte, ed ia 
diverfi tempi, F.liogabalo,ed Aleffandro, come nel- 
le loro vite racconta Lampridio . 

Fa menzione Rufo del CoragiOy che era fecon- 
do il Nardini , una bottega vicina a quefta mole^ 

dove 



'426 Descrizione di Roma 

dove Je figure, le machine, e li Pegmi per V Anfi- W 
teatro fi lavoravano, o pure vi ^i confervavano, e |tìì 
YìQn chiamato dall' ifteflb Autore , Summiim Cho» \U 
ragium ; il qual Epiteto gli viene anche dato nella M 
prefente ifcrizione, portata dal Panvinio 4 Icoi 

HERCVLI. ET. SILVANO. EX. VOTO* jifc 

TROPHIMIANVS. 

AVO. LIB, 

PRO. SVMMI. CHORAGI. 

CVM» GHIA. CONIVGE. 



E finalmente , come riferifce Giofeffo nel 19» 
libro deir Antichità Giudaiche al cap. i. era nel 
mezzo di quell'Anfiteatro un' Altare, fopra di cui i 
facevano fagrificio ad onore di quel Soggetto, ; 
per cui Facevanfi li Giuochi, dedicato a Giove La- .\ 
2Ìario, overo Stigio, fecondo T opinione di Lipfio 
al cap. 4. de Amphiteatro . Ora vi è eretta una di- 
vota Cappella, che fu principiata con limofinede 
Paflaggieri , e dedicata alla Pietà , dipinta nell* 
Altare da Girolamo Nanni . Efiendone poi entra- 
ta in pofleflb 1* Archiconfraternita del Conralonc, 
la riftorò , e vi tiene per cuftode un' Eremita ; ol- 
tre di che, per eccitare maggiormente li Fedeli 
alla venerazione di quefto luogo, il di cui Terreno 
è fantificato col fangue di tanti Santi , che qui fu- 
rono martirizzati , v' era efprefla all' intorno la^ 
Paifione di Crifto , che ì\ Pontefice Regnante ora 
non folamente fa riftorare , accio pofTa da Fedeli 
efercitarvifi la divozione della Via Crucis ; ma, 

eflen- 



, Astìca', e Moderna • 427 

cHendo quafi cancellata affatto una Pittura, Fatta- 
' vi fare da Clemente X. fopra uno degringrefll^con 
r cffigÌQ ài quei moltiflìini Santi , che qui folìenne- 
ro il martirio, ha fatto porre fopra di ambedue , 
con un ben adattato ornamento air intorno , una 
gran Croce di pietra cottanello , e colla fcguente 
ifcrizzione fotto . 

Amfhìteatrum Flavìum 

Trtumphis fpeciaculifque injtgne 

Diis Gentium impìo cttltu dicatum 

Alar ty rum cruore 

Ab impia fuperfihione expìatun* 

J^e fortìcudìnìs eorum 

Excideret memoria 

Monumentum 

A' Clemente X. Pont. Max. 

Anno J uhi lei MD CI XXV. 

Parietinis dealbatis depi^um 

Temporum injnria deletum 

BENEDICTl/S XIV. Pont.^ Max. 

Marmoreum reddi curavit 

Anno Jubilei MDCCL. Pont.X. 

De* Giuochi Giadiaterj . 

Godeva pertanto il Popolo Romano, nel feno 
del defcritto Anfiteatro, la villa de'Spettaco- 
li , che vi fi facevano fra Uomini , ed Uomini, o 
fra Uomini, QhtdÌQ. Rifpetto alli primi, non ef- 
fendo li Gladiatori, fé non Gente ben efercitatiu. 

neir 



428 Descrizione di Rof^À 

neir arte dello feri mire, ed a quefV effetto mante 2 
nuta, dal bel principio erano comandati a ve- 
nir qua a combattere fra loro ; il che fticcede* 
va in occaiione de* Funerali di qualche Perfo* 
naggio illuftre ; e poi s' introdufTe anche per me* 
ro divertimento del Popolo . La loro maniera di 
combattere fò con Spada , e Scudo , ònudi , ò ar- 
mati da capo a piedi . Molti portavano gì* occhi 
bendati , e quefti Ci chiamavano Andahates . Al- 
tri , che fervivanfi di reti contro li loro Emoli 9 
dicevano Retiarii ; e fi accrebbe talmente il loro 
numero , che gì' Imderadori li facevano combat- 
tere a migliaja . Anziché la Rima di quefto vilifll- 
mo efercizio giunfe a tal fegno , che dove prima-t 
erano Uomini colpevoli, vedevanfi apprefTo com- 
battere i Cittadini, i Cavalieri, ed i Senatori, 
per compiacere i loro Cefarijfenza riguardo di fot- 
toporre la loro fuprema Dignità a qucft' ignomi- 
nia; efràquefti uno fìi Commodo, che anche fi 
pregiò del nome di Prencìpe de Gladiatori . A cer- 
ti tempi determinati vi comparivano folamente 
Uomini Nani , che combattevano a morte ; e Io 
flelTo facevano li Schiavi , che combattendo a fin- 
golar tenzone , quegli , che uccideva V Avverfa- 
rio , acquiflava con acclamazioni univerfali la li- 
bertà . Dividendofi poi in Truppe, combattevano 
fino air intiera diftruzzlone di uno delJi due Parti- 
ti ; do ùip^nòìo afiegnato loro dal Publico , e_^ 
da Cefari, ^\ chiamava Authoramentuw; quelli che 
godevano di eflb Authorati , e finalmente quelli , 
che ricuperavano la libertà mediante il proprio 
valore ; Exauìhorati dicevanfi . Il 



Antica , e Moderna « 429 

Il combattimento pei , che facevafi colle Fie- 
re 5 non era meno orribile , perche irritata la lo- 
ro nativa fierezza dall' arrìire umano , facevano 
fanpiiinofa ftraee de Combattenti ; e quelli , che 
aquefta zufta venivano condannai, ò meritavano 
la morte per qualche misfatto , ò erano Schiavi 
fatti in guerra , ò avevano difpreggiati gì' Idoli . 
Madaquefti, che erano Crifdani , non potevano 
gli Tiranni ritrarre quel piacere > che ricevevano 
dagl' altri Condannati , che procuravano difen- 
derfi meglio, che potevano, dalle ftefie Fiere; anzi 
veniva delufa la loro abominevole intenzione-* ; 
perche ò come tanti Agnelli fi lafciavano li Santi 
Martiri sbranare, ò venivano accarezzati, in vece 
di ciTer divorati dalle Fiere . 

Finalmente in queft' Anfiteatro , non fola, 
mente faccvanfi Ir defcritti combattimenti terreftri, 
ma Guerre navali, e publici Conviti , doppo V oc- 
cifione delle Fiere, come afì'eriice Dione nel lib. 
62. Aliquando Nero , Belluis interfeflis , ac fuhL 
to aqua in Theatrum dedididy bellum navale confa* 
cit , & aqua fecundum h<xc emìjfa prabuit certamen 
Gladìatorium . Tandem y aquA rurfum introduca, 
fubUcèfumftuofa cosna epulatus efl. 

De* SS, ^l^ttro Martìri , e del Confervatoriù 
delle Orfane . 

IN quefta parte più fublime del Celio fi ravvi- 
fano ancor oggi le vclligie dì un Pah zzo afiai 
grande, fabbricatovi da Pafquale II , che per la de- 
moli- 



45© Descrizione di Roma 

molizione del Palazzo Latcranenfe qui dimorJ), fia 
tantoché quello Fofìe riftorato . Nel tempo me-' 
defimo , che alla Chicfa di S, Maria in Equiro fi 
aprì la Cafa de* poveri Orfani, fi erefle parimen- 
te nell* Ifola Tiberina una commoda abitazione per 
le Fanciulle Orfane, che riufcendo, a proporzione 
del numero loro, troppo angufta , V anno 156^. fu- 
rono trasferite in quefto luogo da Pio IV" , che fe- 
ce loro edificare, iopra g\ì avanzi dell' accennato 
PalazzOjUn commodifiìmo Monafi:ero.Profefi*ano la 
Regola di S.Agofi:ino, e fono ordinariamente in 
gran numero . Vi entrano di anni fette » e vi re- 
cano fino air età di poterfi monacare > ò maritare 
con dote convenevole » che ricevono dall' Archl- 
confraternita delia Vifitazione di S.Maria in Equi- 
ro , e dair altre Compagnie di Roma per 1* uno , 
e r altro fiato ; e fono governate providamente, 
avendo un Cardinale Protettore , ed un Prelato. 
Nel Portico della Chiefa vedefi un' Oratorio, 
dedicato al S. Pontefice Silvefì:ro , ed è fecondo 
le pitture j e le memorie , che vi (ì ofiervano , an-» 
tichifiìmo . Enrico 11. Imperadore difirufle quefiia 
Chiefa , che rifi:orò il Pontefice Pafquale II . In- 
di ornata di hellifiìma Tribuna dal Cardinal Milli-' 
no , fu ampliata di nuova fabrica dal detto Pio 
IV , il quale vi fece la ilrada diritta, dalla porta 
della Chiefa a S.Giovanni Laterano . Chiamafi la 
Chiefa dei Santi Quattro , perche vi furono tra- 
sferiti da S. Leone I V\ i corpi di quattro Santi Fra- 
telli Martiri, Severo , Severiano , Carpoforo, e 
Vittorino, con altri cinque Corpi di Martiri, i 

qua- 



Antica , e Moderna • 4 j i 

iiali tutti fi venerano dietro V Altare di una Cap- 
elletta nel fottcrraneo , che ha per c.'ilcendervi 
na doppia fcala dall'una , e T altra parte delV Al- 
ar Maggiore . Nel primo a mano diritta, entran- 
o in Chiefa , la nafcita del Redentore vien cre- 
uta pittura di Gio: Battiiìa NaJdini . ^iegueil bel 
)eporito di Monfignor d' Aquino Uditore della 
Riamerà , che fìi adai gcnerclo in foccorrere con 
lemcfine le povere Orfane . Tutta la Tribuna fu 
olorita da Gio: di S, Giovanni ; ed il Cavalier Ba- 
cioni dipinfe il Quadro di S.Sebaftiano nel fuo 
Citare . 

Qui era ancora il Campo Marzio , o Mar- 
iale , dedicato a Marte > dove fi facevano i 
jiuochi Equefìri , quando reftava inondato dal 
e vere il Campo Marzio inferiore . 

/VLf S, Maria Imperatrice . 

QUefta divota Chiefuola di S* Maria Impera-- 
trice fu chii.mata ne' Rituali antichi 5. Gre-- 
orto in Marzio^ ferie per il vicino Aquedotto. 
)iceri 5 che Tantica Immagine , che qui fi venera 
li Maria SantifTima , abbia pa^-lato a S. Gregorio, 
:he la tenne in icmima venerazione . Ne ha cura 
'Archiconf aternita delSantifiìmo .Salvatore alle 
Hate Sante y chela fece riftorare nel 1606. 



Di 



% 



432 Descrizione di Roma 

Di S. Maria in Damnica . 

QUefla Chiefa viene anche detta S. Maria del- 
la Na'vìcella da una Navicella di marmo, pò- 
ita per voto avanti la Chiefa flefla, come fi ofler. 
va . Ma dee chiamarfi in Domnica , o in Ciriaca ài 
quella religiofifìima Matrona Romana, che avev 
in quefto luogo Ja Cafa , ed il Podere , dove è li 
Chiefa òì S. Lorenzo fuori delle Mura , Leone X 
la fece rifabricare con difegno di Raffaele ; e v 
£;ii dipinfero il fregio, che ha intorno , Giulio Roma 
no, e lierino del V^ga. In quefto luogo,per coman. 
damento di S.Sifto Papa, furono diilribuiti a Povei 
ri i Tefori di S. Chiefa , fecondo che fi dice • 

Degl' Alloggiamenti de* Soldati Peregrini , 
delli Al bani , ed altri • 

GL* Antiquarj collocano grAlIoggiamenti del- 
li Albani ( de' quali parla Rufo, e Vittore . •; 
nei Celio y dove reftala delcritta Chiefa della Nak 
vietila , detta S. Maria in Domnica . 11 Panvinicj 
'AV incontro crede, eflervi flati gli Alloggiamentj 
de' Soldati Feregrini^ cioè di quelli , che Auguftc'^ 
pofe a Mifeno , perciò detti Mifmati , à fimilitudi 
ne di quelli di Traftevere , che fi dicevano Raven 
natiy perche v'erano li Soldati di Ravenna. 

Li motivi, che perfuadono il Panvinio, fon 
due antiche ifcrizioni, trovate,molti anni fono,nel 
la piazza di detta Chiefa ; cioè, la prima : \ 



Antica » e Moderna • 4;$ 

voris voris 

X, Annalib. xx, Annalibus 

Felhiter , Feliciter » 

?R0 S^LVTE Ct J^EDjryD. N. JMP. CAESARIS ; 

Fio Felicis 

Inviai Aug. 

Comitius Bajfus Fr, Agens , 

VicePrincipis PeregrìnorH Tépiu lovisReducis C,P* 

Omni cultH , defuo orndvit • 
la feconda : 

COCCEIVS 

PéitrHÌnus 

P ritte. Per egrinorum. 

Le quali ifcrizioni, benché poffano effervi ftate 
;rarportate; nulJadimeno,efìendo più di una, fanno 
indizio del luogo della loro erezione, e che la dan- 
za de* Peregrini fofle o ivi , o non lungi da quella 
Piazza ; dove moilra la prima ifcrizione, efler an- 
che ftato il Tempio di Giove Reduce , da Domizio 
Baffo adornato, e precedentemente eretto da' Sol- 
) dati Peregrini, che vi adoravano quel Nume, per 
I impetrarne il ritorno felice alla loro Patria , 

Le Man/ioni Aib atte dunque ^ ove propriamen- 
te foffero, è incerto , fecondo il Nardini ; fembra 
bensì verifimile al Donati, che dovunque fi foffero 
in Roma , non erano queite le antiche cafe degli 
Albani, afTegnate loro da Tulio , quando da Alba 
chiamandoli , nella fna Città Ji ilaHill : ma erano 
più tofto alloggiamenti di que'Soldati, che (lavano 
Tom. U E e per 



4j4 Descrizione m Roma 

per ordinarlo prefidio nel Monte Albano , e ne véi 
niva talvolta alcuna parte chiamata in Roma , co« 
me accennano Erodiano nell' 8. libro, e Giulio Ca4 
pitolino nella vita dell* Imperator MaflTimino 9 ivij 
niiferamente uccifo dalle moglie > e figliuoli dftjj 
medefimi Soldati . 

Vi furono ancora gli Alloggiamenti Pretorp {\ 
celebrati dall' Iftorie, sì per 1* efquifitczza deU';;! 
edificio , come ancora per il valore di quelle mi-( (, 
lizie; e furono fituati, non, come altri difiero, a! 
S. Sebaftiano , ma fecondo il Panvinio fuori de^ 
la Porta Pia. j ri 

Rifiedevano in altri luoghi della Città diverbi jof 
fé Milizie, oltre le fudette; perciò Svetonio nel jS.i ^i 
ài Caligola, e Giofeffo Flavio nel 19. delle Giudai-.i im 
che Antichità, fanno menzione de* Soldati Germa». jTq 
iti y che erano la guardia ordinaria di queir Impe-, |{ 
radóre . Tacito nel i. delli Annali- parla delle fol-ii ^(j 
datefche Illiriche, le quali in tempo della morte jy 
di Galba erano in Roma. ilfjtc 

Si leggCy che verfo gli ultimi tempi dell* Im-iii, 
perio , dopo che Coftantino licenziò i foldati /^r^-i ^tt 
Soriani y era il Palazzo Imperiale cuftodito dafet-i:^f| 
te Scuole militari di Armeni . Anche il Pancirolo ^g, 
moftra coir autorità di Dione nel libro 5:5, aver; 
Auguflo tenuto in Roma una guardia di Cavalieri 
Fiamminghi • 



n 



ili 



#&i Ai #&t 

W XK ^ 



Aniicaj b Moderna. ^j^ 

Villa Matta alla Navicella . 



l 

W^ Tetro le muraglie della medeflraa Chiefa 8 
JL/ qui fituata la celebre Villa Mattel^ per i Tuoi 
' iinghi Viali, Fontane, Statue, ed altre curiofità 
Ingolari molto confiderahile, efìendo ftata ridot» 
■a in sì bella forma dall' animo grandiofo del Due* 
Ciriaco Mattei . Spiccano, fra tutte le altre Fonta» 
le, chequi fono, quella di Atlante , che foftiene il 
' Mondo, r altra delle Colonne, quella dell* Ercole 
:ombattente con l'Idra , eT altra ancora de' Mo» 
ilri marini , nel cui vicino Viale moltifilme ifcri- 
■zioni antiche fi redono • Sorge nel mezzo di uà 
' ameno Teatroun'Obelifcodi granito di duepez- 
zi uniti, pieno di geroglifici, e vi è nel profpetto di 
efTo un gran bufto di Alefìandro il Macedone , ed 
■Un Sepolcro, o fia Bagno, con un bafìbrilievo rap- 
prefentante le nove Mufe . Veggonfi fparf;:; per il 
medefimo Giardino, che contiene ancora un intri- 
cato laberinto di bu^o, diverfi fepoIcri,termim an- 
tichi, molte colonne di marmo , ed urne di terra 
cotta • Entrando nel Palazzetto , fopra la di cui 
porta efteriore fi ofTerva una tefta di Nerone in 
Oronzo , fi trova nella prima Camera un Seneca 
fvenato ? ed Apollo con Marzia , opere afìai beU 
le , e moderne, fcolpite dall' Olivieri ; un cavalla 
di bronzo antico , Adriano a cavallo , Antonino 
Pio, ed un'Amazzone. Contiene la feconda uaa Ta- 
vola di Porfido verde afiai rara , con quattro co- 
lonne di nero antico , un gruppo di due teO:e afTli 
bea fatte , ed un Satiro , che leva la Ipina dal pie- 
Ee 2 èo 



4jtf pESCRtnoNB DI Roma 

He a Sileno . Sono nella terza Stanza due mafchcf ^ 
fceniche, e due tefte di Porzia, e Bruto rarUTime , 
con una Tavola di pietre commefie di molto prez- 
zojC la teda di Elio Imperadore.Racchìude la quar- 
ta una tefta di Giove Ammonio di pietra Egizia, ed 
un* altra tefta famofifllma di M. T. Cicerone , che! 
efprime a meraviglia le di lui fembianze; come anJ 
Cora il bufto di Lucio Vero, e due Colonne di ver- 
de antico • Ammìrafi nella quinta un vafo di dia 
fpro orientale, e le Statue dì Agrippina, e di Anti- 
noo giovanetto; E finalmente nell'ultima le teftc dj 
Marco Aurelio, e di Antonino Pio, armate di co 
razza; 1* altre di Caracalla, e di Adriano ; e le due 
Statue di Marco Aurelio > e di Fauftxna minore < 

Di S. Tommafo alla Navicella • 

QUefta Chiefa , che è contigua ali* Arco pel 
andare alla fegucnte de SS» Giovanni, e Pao^ 
lo, vìtn^ anche chiamata di S* Tommafo iw pormis, 
dal vicino Acquedotto dell* Acqua Claudia, rifto*» 
rato in quefta parte da Antonino figliuolo di Lu. 
ciò Settimio Severo . Si difìc ancora del Rtfcatto 
perchè già la pofiederono li Padri delia Kedenzìo.' 
ne de* Schiavi ,* ma avendola efTì abbandonata nek 
tempo, che la Sede Romana era in Avignone, ft: 
eretta fucce/nvainente in Commenda Cardinalizia: 
e 1* ultimo Commendatario fu Porcello Orfini, il 
quale morendo nel r^Q5,Boniracio IX.launì al Ca-'i 
pitolo di S.Pietro in Vaticano , che qua viene ad 
cfKziare per la fefta del Santo Apoftolo * 



Antica, e Moderna i 4J7 

. De' SS. Giovanni , e Paolo . 

'— » 

QlTì credefi da molti , che FofTe la Curia Ofti- 
lia di Tulio Oftilio, Terzo Re de' Romani , i 
MI vettig] erano forfè quelli , che fi vedono fot- 
o il Campanile , e più oltre nelle Ortaglie , che 
. quefìa Cafa foggiacciono incontro al Falatino, 
n CHI vedefi una lunga tela di muro, con no- 
rQ , o dieci Archi dì grolfi travertini , fimiii a 
juelli deir Anfiteatro, fopra de* quali voglio- 
10 li Antiquari ' ^^^^ edificata la detta Curia . 
via a Pompeo Ugonio non par verifimile , che-» 
ial tempo dei Re fino a Noi, fiareftata fimil fab- 
brica , avendo gV Imperadori, i Confoli , ed altri 
C^ittadini potenti , che furono deditifiìmi al fab- 
-•ricare , rivolta la Città di Roma fofìopra con va- 
'j Jbdifizj . Crede dunque lo ftefib Ugonio , che la 
Curia , o Reggia di Oftilio potefìe efiere in que- 
fro fito , e che quegl' Archi fofìero più torto qual- 
che Fabrica de Cefari . Il Nardini però la fitua vi- 
cino a S. Maria Liberatrice , come al fuo luogo fi 
è virto , il che fé è vero , deverà dlrfi , che non 
la Curia , ma il Palazzo di Tulio Oftilio qui foffe . 
n primo a fabricarvi fopra quefta Chiefa, fu il S. 
Monaco Pammachio nel quarto Secolo, eia de- 
dicò alli SS. Fratelli Giovanni , e Paolo Martiri , 
,che ebbero in quefto luogo la loro abitazione . Fu 
ififtorata diverfè volte da' Cardinali Titolari . Ni- 
,colò V. la concefle alli Rcligiofi Gefuati , V Or- 
dine de* quali reftato foppreflb , il Cardinal 
E e ^ Nortr 



4^8 Descrtitone di Roma 

Nortfolc Inglefe V ottenne da Clemente X. per H 
Fr. Doiiienicani Iberncil , che vi reftarono fino al 
Toncificato d' Innocenzo Xll . Clemente XI . final. 
ineiite v* introdufle i Signori della Congregazione 
della iViillione , che tuttavia vi rifiedono . 

Entrafi ia ^hida per un antico Portico, fat 
to ri fiorare , e munire con cancellate di ferro da 
Card. Fabrizio Paulucci Titolare con architcttu» 
ra ài Antonio Cane vari . Viene dill:inta in tre Na- 
vi da alcune Colonne antiche di marmo , e di por-] 
fido , dì cui fi vede comporto in gran parte il pa.; 
vimento, in cui R vede una pietra, fopra della qua. 
le il perfido Giuliano Apoftata fece decapitare li 
detti Santi . Cominciando il giro a mano deftra ,|; 
li due Bulli d' Innocenzo XII , e del detto Cardi. 
nal Paulucci , che (ì vedono collocati nell* AndiJ 
to , che dà ìngrefTo alla Sagrcflia , fono fl:ati fcol-i 
piti in fino marmo da Pietro Bracci ..Il S. Fran-j 
cefco di Sales nel primo Altare fotto laTSlavata al-| 
la ftefia mano , il S. Pammachio nel fecondo, ed 
i S^. Martiri Silitani nel terzo, fono pitture di Au. 
reliano Melani.IJ S.Saturnino però nel quartOjin ci- 
ma della Navata, è del Cavalier Marco Benefiali . 
Sotto dell'Aitar Maggiore ilblato, che unitamen- 
te colla Tribuna è difegno di Francefco Ferrari, 
ripofano i Corpi de SS. Titolari . La ftefia Tribu- 
na fìi dipinta da Niccolò delle Pomerancie ; il 
Quadro di mezzo da Giacomo Triga ; quello a.. 
mr.no manca da) Piallrini ; l'altro a mano diritta 
da Pietro Barberi , tutti tré a frefco ; e li due An- 
f^eìì fopra di ftucco, fono opera del detto Pietro 

Brac- 



I Antica ,e Moderna T 4^9 

'torace! . Si entra nell' altra navata laterale , e qui 
ìimoneCekovitz Polacco efpre^e nel Quadro del 
-•rimo Altare il S.Vincenzo de Paoli, e la Madonna 
AfTunta nel fecondo il Rovelli . La Converfione di 
S. Paolo nel terzo, ed il S. Giufeppe nel quarto^ 
fono Pitture del Mekni fuddetto . 




Ec 4 



XW 



44* 



Descrizioke di Roma 




£-^ì: jitogffiéimeiìh'HiAUànmM^ 




Del Monte Celiò ; 

FU aggiunto quefto Monte da Romolo feconda' 
Dionigj , da Tulio Oftilio fecondo Livio , e da 
li^r^uinioPrifco al parere di Tacito* HaJa fua-. 

fòri 



Antica > b Modirna ; 441 

forma lunga , e ftretta. Dall' Anfiteatro Flavio Ì 
dettoli Coloffeo y fi diftende verfo Levante per la 
jflrada LabicanUy che da S, Clemente va verfo Por» 
ta Maggiore^ e termina fra S* Giovanniy e iS". Cro^ 
ce in Gerufalemme . Volta poi verfo le mura della 
Città, e feguita per le medefime, findove entra la 
Marrana . Andando poi fecondando querto Fiumi- 
cello , fi avvicina tanto all' Aventino, finché pref- 
fo 5. Gregorio , a fronte del Palatino , ritrovafi • 
Così il Nardini lib. 2. cap. 2, Varrone fa anche 
menzione del Ce Itolo , che vedefi ^r^V Aventino ^ 
ed il Celio . 

Ebbe il Monte Celio il fuo nome da Celio , o 
fecondo Fefto , da Cele Vibenna, Capitano di To- 
fcana , che avendo condotte alcune Truppe a Ro- 
molo in occafione della guerra contro Tazio, 
quivi abitò . 

Fu inquefto Monte , fecondo Plinio lib. -^6. 
cap. 6, la prima Cafa, incroftata di marmo fotta 
Cefare Dittatore , e quefta fu dì Mamiirra, Cava- 
liere Romano . Vi fu 1' abitazione de' Tetrici^ che 
furono Tiranni, foggiogati da Aureliano; come 
anche il Campo di Marte per i giuochi Equeftri , 
che fi facevano in onore di lui alli 14. di Marzo , 
quando il Tevere inondava le pianure , come rac- 
conta il Donati lib. ^.cap. 12. Vi erano ancora gli 
Allogiamenti de* Soldati, ficcome fi e vifto nel di- 
fcorfo della Chiefa de SS. ^luattro . 



t>t 



sm^^ 



DBScfiizioNB DI Roma 




D/ S. Gregorio Magno nel Monte Celio • 

IN quefta parte del Monte Celìoy anticamente 
detta Clivus Scauri^avQVd qiiefto Santo Ponte- 
fice la CafaPaterna,che da lui ridotta inChi ra,de- 
* dico 



Antica , fi Moderna • 44 j 

dich a S, \ndrea , e vi fondò ancora un Monaik» 
ro di Monaci > come accenna il Baronio . Ora è 
dedicata a lui medefimo, e vi rifiedono li Monaci 
Camaldolefi , de' quali fu Fondatore S. Romual- 
do circa 1' anno 9'7C. e che furono cesi chiamati 
dal celebre fagro Èremo, fondato da quefto Santo 
Hrcmita nelluogo, detto Camaldolo . lì Cardinal 
Scijuone Borghefe r anno 16^^. con architettura 
di Gio: Battifta Scria fece edificare a lue fpefe la-* 
bella Facciata dì Travertino, accompagnata da-. 
una fpaziola, e comoda fcala , e da un doppio 
Portico, fotto dì cui, oltre le I itture, che vi fi of- 
fervano , fatte da Niccolò delle Fomerancie , vi 
fi vede ancora a mano delira, frale altre memorie 
fepolcrali, un Depofito di bronzo iftoriato, che 
è lavoro di Gio. Colei Fiorentino; edalla fim- 
ftra un' altro della Famiglia Crefecnzi Romanju. 9 
fatto con buon difegno di Onorio longhi . 

Queila Chiefa circa Tanno i»:25,fù rifatta 
nella forma prelente da quefri Monaci . Fìi prin- 
cipiata con diiegno di Fra Giufeppe Antonio 
Serratini Camaldolefe . Francelco Ferrari pe- 
rò la terminò , e Terno nella forma, che è di 
prefente . la littura a frefco nella volta è di Pia* 
cidoCofkanzi . Il Qiiadro nel primo Altare a ma* 
to dcftra , entrando in Chiefa, è pittura del Par* 
cas di Nazione Inglefe , che vi efprefle S. Silvia , 
Madre di S. Gregorio . II S. Pier Damiano nel fe- 
condo e opera di Francelco Mancini ; ed il S. Ro- 
mualdo moribondo fu rapprefentato nel terzo da 
Ff ancefco Fernandi, detto delJlmperiali . Il S.Gre» 

gorio 



444 Descrizions DI Roma 

gorio, in cima della Navata, è di Andrea Sacchi; e 
la piccola danza contigua fervi. di Oratorio alla 
Pietà ringoiare del Santo , effendovi anche una.» 
Pietra > lopra di cui dormiva . Il Cappellone mag» { 
giore è tutto difegno del medefimo Ferrari ; e.* 
tant' efìb, quanto l'Altare comporto di fini marmi, 
la Balauftrata, ed il Pavimento, fu fatto nel 17^4. 
dalla pia munificenza del Signor Card. Querini ^ 
che per mano del Baleftra V^eronefe vi fece anco 
fare il Quadro , e nel 1 745. il Pavimento della 
Chiefa . 11 medaglione foftenuto da Angeli fopra 
deir Arconc , con difegno del medefimo Ferrari 
ffi lavorato di flucco da Gio. Battifta de Rofiì . Sot- 
to r altra Navata il Quadro dell'Altare colla Con- 
cezzione di Maria Santiflìma è opera del detto 
Francefco Mancini; quello nel feguente colla Ma- 
donna, la B. Caftora, B. Ridolfo, B. Pietro , e 
B. Forti , Eremiti Camaldolefi , è di Pompeo fia- 
toni Lucchefe; ed il B. Michele nell' ultimo fu co- 
lorito da Gio: Battifta Bonfreni . 

Viene affai frequentata dal Popolo quefta_* 
Chiefa , particolarmente nell' Ottavario de' Mor- 
ti, per le grand' Indulgenze applicabili per modo 
di iiiffragio alle Anime de* Defonti , conceffe dal 
medefimo S. Gregorio , e^confermate da fwoi Suc- 
ceffori ; e fi ha dal e: p. $$. del libro 4. de' fuoi 
Dialoghi , che avendo egli fatto celebrare trenta 
Meffeper un (uo Monaco defonto, chiamato Giu- 
lio , quefto gli apparve circondato di luce , dicenJ- 
dogli 5 che per i di lui luffragj era flato dal Signo- 
re Iddio liberato dal Purgatorio; e perciò qui fi 

pra- 



pratica da* Fedeli quefta divozione delle trentaJ 
Mefìe . 

Per la porta , che h fra i1 detto Altare della 
Co^cezzione > e l'altro del SantiiTniio Sagramento^> 
fi prFa iie'la Cfìppcn;; fatta , e dedicata dal Cardi- 
nal Antonio Maria Salviati a S, Gregorio , i^ cui 
QiUxdro è opera mirabile di AnnibaI Caracci . Le 
pitture del'a piccola Cuppola , e quelle ancora 5 
che fi ofervano alla def tp, fono del Ricci da No- 
'vara ; e l'architettura è di Francefc^ da Volterra, 
iterminstada Ciarlo Maderno . Vi fi venera pure 
un* Imma,?ine della Beata Vergine Maria , che-# 
parlò alcune volte al Santo Pontefice . 

Quindi per un Portico, rifìorato da Monaci, 
ed ornato nel 1^44. fi pafTa alle tré piccioleChiefe 
qui vicine, nella prima delle quali è una btlla Sta- 
tua di S. Sìlvia Madre del Santo , fcolpita da Mie- 
colo Cordieri, detto il Franciofino , e nella Tri!^ u- 
na vi fono molti Angeli dipinti da Guido Keni . 
La feconda dedicata a S. Andrea Apoftolo , fu ri- 
nnovata dal fuddetto Cardinal Scipione Eorghefe. 
' Il Cavalier Pomarancio dipinfe la Tavola dell' Al- 
tare, efprimendovi à olio fililo fi:ucco la B. V. M , 
S. Andrea, e S. Gregorio . L' ifioria a mano defiira 
fu dipinta a meraviglia dal Domenichino ; e 1' al. 
tra dirimpetto, non meno riguardevole, da Guido 
Keni . Recitò in quefta S. Gregorio , come ancora 
nell* altra gii detta, alcune Omilie . 

Segue la terza , nella quale fi offerva una.» 
^ran tavola di marmo , fopra la quale eflb Santo 
Pontefice dava ogni giorno il pranzo a dodici po- 
veri 




1^^ 



44& DicSCRT^ioKBjni Roma I 

veri Pellegrini, fervendoli colle proprie mani ;tìl ^ 
eflendofi una volta porto alla medefuTia mcnfa uà | 
Angelo fotto la fembianza di un Giovane ftranie- I f 
ro,che poco dopo di/par ve/ece egli da indi in poi 
aggiungere un* altro Povero , che fu il decimo 
terzo ; e quefto pio , ed antichiffimo iftituto fi pra» 
tica ancor oggi con molta efemplarità da' Roma. 
ni Pontefici nel proprio Palazzo . La Statua di S. 
Gregorio fu abbozzata dal Buonarroti, le termina- 
ta dal Franciofini; e le Pitture nelle muraglie, eh© 
rapprefentano le Iftoric del Santo , fono di Anto- 
nio Viviani di Urbino . Dicefi quella terza Ghie* 
fuola r Oratorio di S. Barbera * 



Dei 



/U<TICA> 6 Moderna. 




44? 



Scthtomc 
hJeutro - ^= 



_— : J t tti'tania ne echio "^ 




Df / Setttzinìo di Severo l 

[Ncontro alla Piazza, fatta aprire dal Cardinal 
SaJviati avanti la defcritta Chiefa di S.Grego- 
0, e propriamente a pie del Z'^/^f/»^» fi vedeva, 

pri- 



j^$ DsscRizroNK DI Roma 

prima che fofle diflriitto da Siffco V, il Settizonioj S 
di Severe, del quale erano reitati tre Piani,foiìenu.i p 
ti da bellifìTime Colonne di granito • £ra quetla^ ^ 
una*Fabbricaadufo di Sepolcro, e fi chiamò Setm ^^ 
tizonio , perchè era circondato da fette Zone , o y 
Ordini di Colonne , uno fopra V altro . ip 

Due furono li 5tttizonj fecondo V opinione % 
del Donati, e ét\ Nardini; cioè il vecchio, già (i* ^^, 
tuato vicino alla Chiefa di S. Lucia in Selci,^ di cuiìjjoi 
p aria Svetonio in Tito , ed Ammiano al lib. 1 5". 11^ [j, 
^uovo poi fu qu,^lio di Severo Imperadore, fi tuato j^j 
in quefto luogo;del quale avendo ofiervata la ftrut- |j( 
tura il'Marliani , ed anco Filandro Commentato-jV 
re di Vixruvio al cap. 9. del 5» libro, giudicano in-i j^, 
verifimile , che fofle compoftòdi fette ordini, peri[|,i 
efier fucri di proporzione ; bensì il primo Settizo-j \\\ 
nio prendefie la denominazione dalli fette piani; 
ma il fecondo , ed altri fabbricati dopo a forni- 
^lianza di e.fTb,, benché non perfetta, pi gli afferò il ^^^ 
nome da quello , quantimque non aveffero anch* 
cfli li fette ordini iuddétti . 



Vi iS. Sìflo Papa . 

DAlIa Piazza ài S. Gregorio pigliando a mano 
manca, e voltando poi alla medefima mano" 
per la flrada dtli' Albereto , poco più avanti delji 
Ponticello della Marrana fi trova, alla mano finiJ| 
ftra medefima, quefta Chiefa, fondata da Coflanti. 
|io nella Via Appta fopra le rovine di un Tempio? 
di Marte, e da Innocenzo HL fottariftorare nel| 

1200, 



f 

Antica, e Moderna.' 449 

1200. Onorio III. la concefTe a S.Domenico, il 
quale vi^ abitò per alcuni anni , facendovi alcuni 
Miracoli; ed avendo lafciato poi quello Convento 
per andare a S. Sabina , v* introdufle le Monache 
del Tuo Ordine, che vi reftarono fino al tempo di 
S. Pio V, che le trasferì al Monaftero, che (i chiama 
r volgarmente di .5. Domenico, e Sifloà Monte Ma* 
^frnanapolt , ed allora vi ritornarono li fuddetti PP. 
Domenicani . In tempo di Siilo IV. fu rifiorita dal 
Cardinal Pietro Ferri , e poi adornata dal Cardi- 
nal Filippo Boncompagni con Soffitto , e facciata, 
Ibcondoil difegao di Baccio Pintelli . Nel Pontifi- 
cato di Paolo V. il P. Serafino Sicco, Generale de* 
Domenicani , rifece il Convento , e adornò la 
Chieia di molte pitture. Finalmente Benedetto 
AHI, la rifiorò, e Pabbeli con difegno del Cavalier 
Hauzzino • Ripofano qui i Corpi de' SS. Zefirino , 
Antero, Lucio, e Felice Pontefici, e Martiri, come 
ancora quelli de* SS. Sotero , Partenio, Lucio, e 
Giulio Vefcovi, e Martiri . 

In quella Regione era la Pifcina Puhiìcay con- 
fidente in un Bagno , dove H Popolo fi andava a 
lavare , e da quella Pifcina la Regione circonvici- 
na ebbe il nome • 



r, 



Di S. Giovanni Evano-elifla a Porta Latina . 



D 



Alla defcritta Chiefa di S. Siflo feguitando a 

caminare fino alla Piazza di S.Cefareo; e la- 

fciata la Colonna a mano diritta, {{ prende a falire 

per la flrada a mano finiflra , incima della quale fi 

Tom. I. F f tro- 



4^0 Descrizione di Roma 

trova quefta Chiefa , che nel luogo ftefìb, dove fu 
gìii il Tempio di Diana , fi crede fabricata da S. 
Adriano I. nel 772 , e corffagrata da Celeftino IIL 
nel 1 198. Eravi anticamente un Monaftero di Mo. 
nache Benedettine . Poi dal Capitolo Lateranenfe, 
a cui è unita , fi ammifero al ài lei culto li Frati 
Trinitari Scalzi della Mercede , per i quali Monfi- 
gnor de Vico Canonico della ftefìa Bafilica fece-» 
fabbricare le abitazioni, e la Sagreftia . Al prefente 
vi dimorano li PP, Minimi di S, Francefco di Pao- 
la , ed è titolo di Cardinal Prete . Le pitture del- 
la Nave di mezzo fono di Paolo Perugino . Il Qua» 
dro dell* Aitar Maggiore è opera ói Federico 
Zuccheri . Quello dell'Altare di S. Antonio è di Fi- 
lippo Evangelifti ; e quello della Sagreftia di Gio: 
Pattifta Brughi . 

La Cappelletta rotonda a mano diritta , an- 
dando verfo la Porta vicina della Città, chiamafi 
S.Giovanni in Oleo,ed è illuogo,dove ilS.Apoftolo 
fu mefìb nel Bagno di Olio bollente . Nel i65'8. ffi 
fatta rifabricare con architettura del Borromini, e 
poi riftorare da Clemente XI. In efTa, che fu dipin* 
ta da Lazzaro Baldi> fi crede, fiano riporti ^li fru- 
menti del Martirio dd Santo, i Capelli, che gli fu- 
rono rafi , ed il fangue, che per la rafura gli ufcl 
dal Capo • 

Della Porta Latina , 

QUerta Porta ehìamafi Latina , mercechè per 
effìi fi Vii nel Lazio oggi Campagna di Roma . 
11 i iinvinio crede , effer ftata quefiia la Ferent'^na , 

che 



i 



Antica, 6 Moderna. 4jt 

denomina Plutarco nella vita di Romolo, così 
ietta, da Ferentinoy Cartello do Latini. Il Nardini 
ih' oppofto è di (enti.ncnto , che la Ferrntina fia-, 
lata quella di S, Giovanni y ò ultra ivi d'appreflb> 
ittribuendone la denominazione al famofo Bofco » 
!) Tempio di Ferentino . Fu arche detta Piacuiare 
ìalV efpiazioni , che vi {i facevano ; e Lucio Fau* 
IO vuole, che fia fiata aperta cent'anni fa in circa • 

Del Circe MaJJìmo . 

Tornando verfo Roma dalla Porta Latina', fri 
il Monte Aventino , ed ìì Palatino era quella 
Circo , che vi Ri principiato dal Re Tarquinio Fri* 
co. Era ne' Tuoi principj comporto di Palchi di 
egno , alzati privatamente da' Senatori , e Cava- 
ieri per ufo proprio, fecondo Livio . Fu pcfcia 
atto ftabile , e ridotto alla forma di Circo . Eb* 
)e \\ foprannome di MaJJimoj per efTere il più fon- 
iUofo , e grande ; dimodoché, fecondo Dionigi % 
•Plinio, fi eftendeva in lunghezza piedi 2 187, ed 
n larghezza piedi 960. Il Donati lo dimortra lunga 
5500. palmi Romani, e largo 1280. L* Alicarnaf- 
bolo defcrive capace di 150000. perfone , Fil- 
lio di ?6oooo , e Vittore di j 80000. Era più lun- 
;o, che largo, da una parte circolare, dall' al- 
ra retto come li Teatri , e vedevafi tutto cinto da 
^ertici , fotto de* quali erano alcune botteghe di 
»gni forte di roba mangiativa, con alcune Ca- 
nere fotterranee , dertinateper Lupanari . Sopra 
le' medeumi Portici erano più Sedili di Pietra, 1^ 



452 Descrizione di Roma 

lino fopra T altro , e di là da qiiefti forgevano due 
crdini di archi foffittati , con lotto ledili di legno. 
le Carceri, che erano i luoghi,dove ftavsno chili- i^ 
fi li Cavalli attaccati alle Carretta , prima dellc"^' 
Mofìe , erano fatte a volta . Tra li Portici, ed i 
vacuo , era da tre lati V Eiiripo , cioè un canal 
d' acqua largo , e profondo , aggiuntovi da Giù- » 
lio Cefare, allo fcrivere di Svetonio , e qui furono ^i\ 
uccifi Coccodrilli , ed altri Animali aquatici ; leg 
gendofi ancora in Lampridio , che Eliogabalo em- 
pì queft* Eiiripo di huonifTimo vino, percelebrar-j 
vi Battaglie , e Corfi Navali . Vn lemplice Por- il 
tico cingeva la parte efterna , ed ivi erano altrefeli 
Botteghe con Stanze ài fopra » a cui lalivafi agia 
tamentefenza difturbo degli Spettatori . Di quefto 
Circo fé ne ravvifano tuttavia li refidui , e Tanti* 
co fuo fpazio nella gran Vajle chiamata Cerchj^ al 
prefente ripiena di Orti . Nel lato delia Chielà di 
S. Anaflafia , riguardante cfìa Valle , fi veggono 
alcuni avvanzi de' fuoi Archi laterizj , enei fine_) 
degli Orti, di là dalla via , che va alla Chiefa di 
$. Gregorio , fi oflervano alcuni vefiigj dell* efT:re- 
mità, che, eflendo di forma circolare , chiaina 
fi dair Alicarnafleo , Lunata . Lo fpazio , che cr2 
tramezzo, chiamato Spina, era talmente divifo.: 
che vi fi correva d* intorno ; e da capo , e da pie 
ài forgevano le Mete con la cima acuta a forni 
glianza de' Ciprefiì , collocate in tal guifa , chi 
;igli urti àclìe Carrette rovinavano , ed opprime loi 
vano ben fpefìb i Condottieri , ed i loro Cavalli 
acciò ftafìero più vigilanti, per evitarne il perii 

colo « 



Antica 9 b Mowerna • ^y^ 

tolo • Sopra delle medefime, che erand di puro 
legno > fatte poi indorare da Claudio , al riferir 
di Svctonio 5 erano alcune ova d' Avorio j chia- 
mate Ova Cajlrorum ; ed in un Edificio quadri?to, 
porto nel me2zo> vi erano dell' altre chiamate Ovit 
Currictdorum • Óltre dì che conteneva quefìo Cir- 
co un* antenna nel mezzo a guifa d'Albero di Na- 
ve, al riferir di Livio, preflb il quale era Un Tem- 
pio al Sole dedicato ;^ e mofira il medefìmo Auto» 
--^ eifervi ftati molti Simulacri de' Dei , fra* qua- 



re 



li {{ annoverano, quello della Pcilenza, di Cerere, 
di Libero , e Libera, di Murzia , o fia Venere, e 
della Madre di tutti li Dei , oltre l'Altare del Dio 




Corfo , che era fotterra , e contiguo alle Mete 9 
ad onor." del qUi-Je qui fi facevano le Corfe de'Mu- 
li, al dir di Feito > in occcifione della dilui fella* 

Ff5 Que. 



4J4 Antica j fi Moderna • 

Oucfto Circo fa fabricato , come fi S detto, daJ, 
farquinio, epofcia ampliato da Giulio Cefare . 
Doppo r incendio di Nerone , che ne diftriifìe una 
gran pc.rte , fu riftorato , ed abbellito da Domi- 
ziano , indi da Trajano 5 e fucceifivamente da Co« 
ftantino e Auguflo vi pofe l'Obelifco, oggi eCi-- 
ftente nella Piazza del Popolo , e poco diftante, fra 
le Statuedegli altri falfi Dei^vieraTaltroDbelifco, 
che vi fu condotto daCoftanzo^ed oggi fi vede nel- 
la Piazza di 5. Gio: Latnano . Servì alcune volte 
per Caccia di Animali , come attella Gellio, e fu 
qui , dove il I eone riconobbe il Soldato , che 1* 
aveva medicato della Ipina ncil' Africa . Scrive.^. 
Vopiico, avervi Probo fatta una Caccia (Ingoia- 
rii1ima;talmente che trafportativi moltiilìmi Abeti 
verdeggianti, Y afpetto del Circo fi. vidde tramu- 
tato in una Sei va 5 perla quale fcorrevano infinite 
lr'iere> perfegnitate da Cacciatori , e Maftini • Sì 
raccoglie da Claudiano^che nel tempo di Onorio vi 
furono uccife ancora moltilTime Tigri . 

Di S* AnaflaJSa • 

FU' fabricata quefia Chiefa circa T anno :?Odi 
da Apollonia Matrona Romana, in una fua.* 
PofTefficne , per dare onorevole fepoltura al Cor- 
po di quella nolilifìima Vergine, e Martire Ro- 
inana. Pofnede fino da' primi Secoli il Titolo di 
Cardinal Prete, ed è Collegiata fenz' obbligo di 
refidenza, fuor che poche volte dentro Panno. 
Solevano gli antichi Pontefici venirvi perla folen* 

pitài 



Antica , e Moderna ; 4S5 

«ita de! Santifìmio Natale a celebrare la feconda 
Mefìa neir Aurora . Leone IH. circa l'arma 795» 
lariiarcì da fondamenti . La riftorò ancora Inno- 
cenzo IH. nel i2oi.eSiftoIV. nel \4^i ; edefìen- 
do nel \^^6. caduto il Portico , eia Facciata, Ur- 
bano Vili, con generofa magnificenza la rifece-» 
con rafTiftenza del Cav. Bernini . Ultimamente poi 
il Signor Card. Nuho da Ciuha Portoghcfe , che 
ne è Titolare, la fece rimodernare , ed abbellire 
con fingolar Pietà, facendo fare una gran Pittu- 
ra nel mezzo del Soffitto per mano di^Micher 
Angelo Cerruti, e da diverti le altre ^aiPint-^r 
no fra le feneilre con Santi del«*i. /uà Nazion? . 
Si venera fòtto dell* Aitar Mctggioreiiì. Corpo 
della Santa, e la di lei Statua,che vi fi vede,:fù Icol- 
pita da Ercole Ferrata . La Tribuna è ricca di mar- 
riii, eDepofiti della Famiglia Febei con Bufti di 
Bronzo, fatti con difegno, ed architettura di H. 
Tommafo Ripoli Religiofo di S. Spirito , e con due 
belli/lime Colonne di marmo, detto fona Sant^ y 
che la fof tengono . Vi fi cuftodifcono molte Reli- 
quie iufigni , cioè una particella del Legno della 
Santa Croce, donata da Urbano Vili ; del Velo 
della Beatiifima Vergine, col quale involfe il Bam- 
bino Gesù nel Prefepio ; e del Mantello di S. Giu- 
feppe . 11 Quadro di S. Gio: Battifta nel primo Al- 
tare a mano delira , entrando in Chiela , è del 
Mola.. L* iftorie di S. Carlo, e di S.Filippo Neri, 
laterali alP Altare in fonda di qucfla Navata, fo- 
no di Lazzaro Baldi . Il Quadro ci S.Toribio den- 
tro la Crociata è del Cavalier Francefco Trevifi- 

Ff4 ni; 



4j6 Descrizione di Roma 

ni . Quello incontro delia Madonna del Rofarfo 
del medefimo Lazzaro Baldi , che anche dipinfe 
nel maggiore la Natività del Signore, e fece le pit- 
ture a frefco nella Tribuna . L* Altare, che fi vede 
in cima dell' altra Navata laterale , fortenuto 
da qiiattro Colonne , fu fatto privilegiato da S. 
Gregorio Magno , ed in efìb dicefi , che cclebrafl 
fc S, Girolamo ; in fatti fi cuftodifce in quefta Chie- 
fa il Calice medefimo, di cui il Santo fi ferviva.. 
Il Quadro finalmente dell' ultima Cappella , che 
è nel tnc'izo di quefia Navata , ed è dedicata a S, 
Giorgio M. ed a S, Publio Vefcovo, fìi dipinto da 
Stefano Parocel , 

Nello fpazio, che è tra querta Chiefa , ed il 
principio della ftrada , per cui fi afcende all' Orto 
Aventino , detto anticamente Ci^i'o Fuhlico , vi 
era il Tempio degli Y^t'u Libero , Libera , e Cere- 
re , fatti da Poftumio Dittatore , coji altri Tempj 
pure di Cerere , e Flora ; e credefi da alcuni , che 
qui alle radici del Palatino fofìe il Tempio ài Net- 
tuno ; tanto pia , che nel cavare vicino qucfta«» 
Chiefa nel 15'a'^, fi fcoprì una Cappelletta, vaga- 
mente ornata di Conchiglie marine • 



» 



«■3 



••nob \ 

%Ì>1ÌVS7' 




Di 



D 



Antica > e Moderna i 




' Dì S. Teodoro l 



DAlIa defcritta Chiefa andando verfo Camp$ 
l^accmo^s'ìncontra. ijuefta di S.Teodoro, che 
JiilJa falda del Monte F alatino y ed al parer deJ 

Nar«. 



'45S -Descrizione di Róma '^ 

I^ardini fi crede fondata fopra li Ve/l:igj del Tem 
pio di Giove Statore, e fecondo al tri» fopra quel' 
lo di Romolo, e Remo , alii quali, in memoria d 
cfTer qui flati ritrovati, fu dedicato , ed eretto i 
Simulacro di una Lupa di bronzo in atto di alla^ 
tarli ambidue; e dicefi, fia lo fiiefio , che Ci cor 
ferva nel Palazzo de' Signori Confervatori in Cair 
pìdoglio • Adriano I. rifliorò quella Chiefa ne 
^74. ÌNiccolò V. la rifabbricònel (470. Il Cardini 
Francelco Barberini nel 1674 la (òttrafl'e da un 
fiato rovinoiò, al quale fi era ridotta; ma reftan| 
do di nuovo opprefTa , e fepolta d^A tempo, e dal 
acque, che dilcendevano dagli Orti fuperiori, Clé 
mente XI, la fece riftorarc coirafiiftenza del Cav* 
lier Carlo Fontana , Fra anticamente Collegìatal 
ed ai:chc al giorno d* oggi vi refiano alcuni Cane 
nici 5 quali non hanno refidenza . Gli antichi Por 
tcfìci, per togliere la memoria de' Giuochi Lupeì 
cali, qui ifiituiti in onore ci Romolo, introduce 
.l'ufo di portarvi i Bambini opprefii da infermi 
occulte, acciò {i liberino per 1* intercefilone 
quefto faiito , come dd continuo fi Iperimenta 
Il Quadro deli' Aitar Maggiore col Santo in mezz 
alle fiamme , è pittura del buccheri .US. Giulia 
no Martire nell' Altare à mano manca è del B; 
Ciccio ; ed il S. Crefcentino ncU* altro incontro 
di GiufeppeG bezzi . 

Contiguo air ingreflb del Cortile , che 
avanti quella Chiefa , fi vede 1' Oratorio dell' M 
chiconfraternità dei SantilTimo Cuore di Gesù , cJ 
àìc^ùsLiìCOÓ^ tacconi , fiCVQh^ vertono un Sscc 

roz- 



Antica , e Moderila . 4j9 

^ouo à\ canevaccio , e vanno a piedi (calzi , aven* 
, :lo per iflitiitc, fra le altre opere di Pietà, quella di 
li indar elemofinando ogni Venerdì per la Città , e 
r bvvenir poi con quello, che raccolgono , le Fa* 
^.niglie bifogncf-. 

Qui principiò la firada chiam^ita Nmv^^ che 
5er il VelabropafTitndo avanti il Settìzonio , fi an. 
Java a congiungere con la Vìa Appia , 

] Di Santa Maria delle Grazie . 

OUefia Chiefuola , che refta contif-ua a^VOfpi^ 
tale della. Confolazione , con l'ingrefo però 
^erlo Campo Vaccino, appartiene all' Archiconfra- 
iernità medefima^che ha il governo di detto I u -.go 
?io, eia mantiene afTai ben provi/la. Fu riftora- 
:a Tanno i ^^o. da Pier Gio: Fiorenzo Perugina , e 
/i fi venera un' Immagine antica di iM. V. , la cuc -r- 
.eper tradizione fi ffima dipinta daS. Luca , ^ go-» Ij 
4e Indulgenze continue . La Tribuna col Critó in 
gloria , ed Angeli ; le due Ifiorie di Maria ai lati; 
^.Pietro, eS. Paolo AporcoU per di fuori , ed al- 
tri Santi, fono pitture di Crifiiofrjro Confolano , e 

gdiGiufeppe Agellio da Sorrento . 

[j . Qui dicontro è il Cemeterio degli contigui 

iJSpedali di S. Maria della Confilazione . 

Vi S. Maria della Confolazione , faa Archiconfra^ V 
ternìta , e Spedali . 

DAlla defcritta Chiefuola fi fa pafTagpio alljij 
nobil Chiefa della Confolazione , che fìi edi- 
ficata in occafione di alcune Grazie , che la B. V. 



4^0 Descrizione di Roma 

M. fi compiacque di concedere al Popolo, mediai 
te una fua Immagine dipinta in un murofotto 
proflimo Colle Capitolino , e Fu confagrata alli : 
di Novembre del 14-0. conie riferifce Stefano In 
fefliira . Vien governata da una Compagnia 
Gentiluomini, che vi tengono , per uffiziarla 
molti Sacerdoti , dotano molte Zitelle , e più va 
te r anno danno da mangiare a 12. Poveri, fervi 
caritativamente a tavola da medefimi Guardiani 
Fu qui conceduta Tanno 1585. una Cappella al 
Garzoni degl* Orti, che la fabbricarono a loro fpe 
fé , eia dedicarono ali* AiTunzione della Madonnj 
la tengono provilla di Cappellano , ed altre cof( 
necefì'arie , e per eflere nelle infermità loro cura 
ti neir Oipedale contiguo, diedero feicento feudi 
Un'altra fìmil Cappella fu parimente conceduti 
nel i6i8*a* Pefcatori del Diflretto dì Roma , che 
dedicarono a S.Andrea. 

Il Quiidro del Oocififlb nella prima Cappel- 
la a deftra , entrando in Chiefa per la Porta mag 
giore , fu dipinto da Taddeo Zuccheri infieme- 
con tutte le Iftorie , che vi fono di Gesù Crifto 
Quello di Maria SantifTima nella feguente è di Li- 
vìo Agrefti . L* adorazione de* Magi nella terza 
che è architettura del CavalìerGio: Antonio Fer 
reri,fu dipinta dal Cavalier BaglionJ con tutto il d 
più , che vi fi ofTerva di Pitture . Lì Quadri dell^ 
Natività , ed Affunzìone di M. V, porti ne*Iati dell 
Aitar Maggiore , dove fi venera la fuddetta Ira^ 
jnagine , fono del Roncalli . La prima Cappella 
della Madonna dall' altra mano fu dipinta a Frefcci 

da 



Antica , e Moderka • 4.61 

da Antonio Pomeranci . US. Andrea nella (econ- 
3a è opera di Marzio di Cola Antonio. L* AfTun- 
:ione dipinta nell'altra è del Nappi con il refto d' 
i)gn' intorno ; ed il bafìbrilievoneirultima fu (col- 
3Ìto da Raffaele da Montehipo . La fli inabile archi- 
:etturade;Ia Chiefa , dell'Aitar Grande, e Fac- 
:ìata efteriore , che è tuttavia imperfetta , è di 
yiartino Longhi . 

Edificò r accennata Confraternita conlarg:he 
imofirie li due Spedali contigui, divifi dalla pub- 
blica Strada per gli Uomini, e per le Donne ferite , 
i quali fono molto ampli , e ben provvidi di tutte 
le comodità. Il Cardinal Giacomo Cozza Ferra- 
.refenel 1660. ne dilatò la fabbrica, con aggiun- 
' gervi le abitazioni per li Miiu'ftri , e due gran Ca- 
mere, una per la Speziaria , e T altra per le dimo- 
ftrazioni Anatomiche , laiciandoli ancora Eredi 
delle Tue foflanze . Oltre le antiche limofine , Mon- 
fignor Giorgio Bolognetti donò a quefto luogo pio 
nel lóS^*. ottomila feudi, acciochè s' inveftiffero 
a beneficio dell* Infermi . 

j Velia P razza Montanara, anticamente Foro Olito* 
fio , della Porta Carmentale , del Tempio detta 
Speranza , della Prigione della Plebe , e 
del Tempio della Pietà . 

QUcfla piazza , che in oggi dicefi Montanara^ 
perche li Poveri Contadini , e Lavoranti 
di Campagna , fcendendo dalle Montagne , qui 
fanno capo ^ e fi radunano , era anticamente il 

Foro 



i^Sz 



Dhscrizioke di Roma 




Foro Olitorlo , e tale ft chiamava i perche vi fi 
vendevano gì' erbaggi . Circa qiiefka Piazza y {o» 
no alcuni di parere /che folTe la Porta Carmentale 
così nominata , perche Carmenta vi av^va^. 
vicina la Tua abitazione ; e da nn* Ara , ò Altare 

di 



Antica , fi Modkrna • 4^^ 

(i Giunone, Prefide de' Matrimonj C perdi deno- 
linata Jiiga ) , cominciava qui Ja ilrada ytigaria, 
he perle radici d^\ Campidoglio conc-uceva al 
'oro Romano . Vi fu parimente il Tempio dclla_^ 
'per ama, fatto per voto da Attilio , e vìqì Con- 
fato ài Q. Fabio , e dì Tito Sempronio Gracco 
ercofìb dal Fulmine , abbruciofTì , e fii riftaurato 
a Collatino , e fecondo altri , da Germanico . 
i fu parimente la Prigione della Plebe, fatta da 
.'laudio Decemviro ; vicino a cui poi da C. Ouin- 
o, e Marco Attilio Confoli fu eretto un Tempio 
la Pietà, in memoria del Rtto accaduto in q^o 
arcere , il quale, ficcome fi è riferito nel difcor- 
) di S, NìccqIò in Carcere nel Rione di Ripa , qui 
erciò non fi ripete . Si dice bensì , che la mede- 
ma Prigione, fecondo gravi Autori , tra quali è 
Cardinal Baronio , che eruditamente ne difcor^ 
)^ fu il Carcere Tulliano , Il Biondi però, il 
oltarrano, il Fulvio , ilMarliani, ed il Panvi- 
io con il Donati , e col Nardini affermano indù- 
ttatamente , che V antico Carcere Tulliano , da 
jrvio Tullio edificato , fia il medefimo, che il 
f^mertino , porto fotto la moderna Chiefa, già de- 
i^itta, di S. Gìufeppe in Campo Vaccino alle radici 
;1 Campidoglio ; poiché effettivamente il Tullia^ 
• era già parte del Carcere , fabricato prima da 
nco Marzio , ed era imminente al Foro , come 
defcrive Livio nel primo libro , parlando di quel 
è . Né punto rileva la ragione di chi preten- 
ndo il contrario , afferma , che appunto ladet» 
Chiefa di S. Niccolò fi dicefle in Carcere Tullia^ 

noi 





io 



C 



4^4 Descrizione di Roma 

no ; parciocchè rifponder Ugonio , che Tantic 
denominazione di lei era in Carcere folamente-j 
fenza Taltro titolo di Tulliano , come in tavola dÈ^ 
marmo predo la liia Porta fi legge. E né anchi ^^ 
perfiiade il dirfi , che quello di S. Giiifeppe fiiddel f 
to ritiene il nome di Mamertinoy rifpondeado ical 
Donati , ed il Nardini , che quefto nome gli f '*^ 
facilmente partecipato ò da Mamerco, b fia Md 
mertino> che efìendo Confole, o Dittatore, 
Sommo Pontefice , ( quali dignità ottenne eg 
nella Republica Romana ) aveva fatto in efìb Car 
cere quaJche miglioramento ; o pure Taveva prc 
fo dal vicino Vico Mamertìno , che è in oggi 1 
Salita di Marforio ; il che non togh'e, che q« ) 
non fcPe effettivamente 1* antico Carcere , ò Ra 
Bore Tidliano , che era la parte di fotto, da effl a| 
Tulio fatta cavare, a forza di fcarpelli,nelle Piet 
del Pavimento del Carcere fuperiore , e dove fi 
rono tenuti imprigionati di SS.Prencipi degl'Ap 
floli , prima dì eHer condetti al Martirio, e 
me fi è già detto al Rio luogo . 

Froffima alla defcritta Prigione Plebea, t 
al Tempio della Pietà nel detto Fo^o Oltorìoy f 
anche eretta la Colonna Lattaria , di cui fi tratt 
nel difcorfo feguente . 



Della Colonna Lattarla 






CHiamiifi Lattaria quefla Colonna , perche 
fi portavano fegretamente li Batiibini pe.|| 
e. ualche antica fuperftizione, overo , come altri di 

cono> 



Atw;ica, e Moderna; 4^5; 

cono > vi (i cfponevano da quelli Genitori , e le-» 
aon potevano , o talvolta non volevano allevarli, 
acciocché , eFendo la medefima pofìa in un luogo 
requentato afai dal Popolo , vi foiTe chi , per 
impullo di pietà , fé li prerdeiTe , o facefie alme- 
10 allattarli ; e di tal Colonna parla forfè Tcrtul- 
iano , mentre nel 9. dell' Ajiologetico dice : h 
mmisfi ios exponitis , fiifcipiendos ab alìqua pr£te-' 
reunte Maire extranea • * 

Di S^ Maria nel Monte Caprino , detta ancora , 
in Vinci ^ 

Afiandofi fotto V Arco vicino, IT trova queft^ 
^^ Chiefuola , che è fabbricata in una parte del 
Campidoglio, in luogo , che rifguarda il Tevere , 
e dicefi volgarmente Monte Caprino , antica- 
mente chiamato il Sajfo , o Rupe Tarpej^y da cui 
erano precipitati li Rei di qualche delitto grave, 
lefpecialmente li Spergiuri . Li Canonici di S, Nic- 
colò in Carcere , alla cui Chiefa è unita , confer- 
ivano alcune memorie della di lei antichità ; ed è 
dedicata alla Madonna Santilfima , ed a S. Gio: 
Evangelica . L* anno 1 607. fu concefTa ali* Arte-j 
de' Saponari , li quali nel 1604. formarono uni^ 
Confraternita , con Statuti particolari , che fu- 
rono da Paolo ^^. approvati nell'anno feguente . 



p 



Tom.!. Gg Di 



'^.,^/ 



4«6 



Descrizione di Róma 




-| Di S. Maria in Portici , o in Campitellh 

Esfendo Sommo Pontefice S. Giovanni I , gor 
vernando Giuflino il vecchio 1' Imperio d 
Cliente, e TcodoricoRè de' Goti occupandoti 

ran- 



li 



Antica; k Moderna. 467 

rannicamente^-i* Italia , apparve miracolofamcnte 
la Sagra Immagine di S. Maria in Portico a S. Gal- 
la Patrizia Romana j e figliuola di Simmaco Con- 
fole, il Giovane • fi' queft' Immagine (colpita eoa 
profili d' oro dentro una gemma di Zaffiro , ch<t^ 
tiene un palmo in circa di altezza , e mezzo di lar- 
ghezza , ed oltre T Effigie della B* V. M. col Bam- 
bino nelle braccia^ vi fono ancora intagliati in due 
Smeraldi le Tefte de* Santi Apoftoli Pietro, e Paoi* 
lo . Fu collocata nel Palazzo della detta S. Galla», 
convertito in Chiefa * ed cfTendo in diverfe occa- 
fioni portata proccffionalmente da varj Sommi 
Pontefici > liberò la Città di Roma dal Contagio , 
e da altre calamità , ficcome particolarmente av« 
renne fotto Celeftino HI, Adriano IV, e Paolo IH. 
Aleflandro II. vi ftabill una Campagnia di 
Laici per il dilei culto * Gregorio VlL riedificò 1* 
antica Chiefa, fatta da S* Galla j e di nuovo la 
confagrò . Cejeftino III. le portò fingolar devozio- 
ne, e vi edificò un Ospedale per ^r Infermi . Pao- 
lo IL Ja fece trasferire nella Cappella fegreta del 
fuo Palazzo a S. Marco ; ma la mattina feguente 
fu ritrovata nell' iftefTo luogo , donde era ftata le- 
vata, riportatavi miracolofamente C ficcome fu 
creduto ) dagl' Angeli , giacche non era in eiTa-i 
Cappella penetrato alcuno in quella notte 5 efìen- 
dofi trovate le Porte ferrate nel modo appunto, 
che erano fiate lafciate la fera antecedente . leone 
)C, per ottenere da rio , che li Principi Crifliani 
fi unifTero contro de' Turchi , che minaccÌ2\^$nò 
gran danni alla Criftianità, la fece portare in Pro- 

G g 2 cef- 



i<8 Descrizióne ni Roma 

ceffion?, ed e?li fteffo con tutti i dardiliairv'intei*- 
renne, carninando a piedi fcalzi . Clemènte V^llL 
diede effa Chieia , e la detta Immagine alla Con- 
gregazione de* Chierici Regolari della Madre di 
tio I.uccheri;e Paolo V.le reftituì l'Indulgenze po- 
nevi da wS. Giovanni I, e da Paolo II> e le conceffe 
ancora 1' Aitar Privilegiato . 

Nel Pontificato di AlefTandro VII. T anno 
1^56. efTendo Roma travagliata dal mal Conta- 
gioib, il Popolo Romano il dì 8. di Dicembre fece 
voto publico di porre in luogo più onorevole , e 
degno quefla Sagra Immagine,con quella fpefa,che 
folle approvata dal Sommo Pontefice, ì\ quale non 
folo confermò il detto voto , ma ancora fi tri sferl 
alla medcfima Chiefa per ratificarlo . Ciò feguìto, 
incominciò a ceflare il maleia-Roma , e per tutto 
lo Stato Ecclefiaftico ; per lo che in rendimento di 
grazie orJinat;ifi una folenniflìma ProcefTione dal- 
la Chiefa di Araceli a quella dì S. Maria in Portico 
antica , vi andò il Pontefice (Itf^o a piedi cori tut- 
to i! Sagro Collegio .Poco tempo dopo , tcn ar- 
chitettura del Cavalier Carlo Rainaldi , fu eretto 
da' fondamenti nella Piazza di Cawpitelli quefto 
nobiliflìmo Tempio, ed il medefimo Pontefice, 
non folamente vi gettò la prima pietra, ma ordinò 
fuccefllvamente, che dalla Chiefa vecchia fofie la 
miracolofa efiigie qui tra(portata, reftando a quel- 
la il nome di .S". Galla ^ ed a quefta il titolo di 
*S, Maria in Portico in Cantpitelli . 

La prima Cappella a mano delira , entrando; 
i^i Chiefa , che è dedicata a S, Michele Arcange-! 



Antica , e Moderna • 4^9 

io, è de FignoriCurii;li di Collegio, li quali parti» 
tifi dalla Chiefa di S.Euftachio , {i fono qui iìabili- 
ti ; e tolto anche il <.^udro , che è loro , ed è pit- 
tura del CavciJier Sebafliano Conca , T hanno qui 
collocato * Lo. maeflofa Cappella, che ficgue , di 
S. Anna, è fatta fui difegno del medefimo ("^avalier 
Fainalii ; Luca Giordano vi dipinfe il Quadro; 
il llucchi fono di Mogsù Michele , e del Cavallini ; 
e Lorenzo Ottone fece li due Putti , che foflengono 
la corona . PafTata la terza Cappella > che è dedi» 
cata a S.Xicolò di Bari, fiegue la maggiore , dove 
fi venera r Immagine fudetta di iWria Vergine, 
e r ornamento Hi fatto d* invenzione , e dilegno di 
Melchiorre Cafà Maltefe . Di lopra poi del corni- 
clone fi vede in un' ovato della Cuppola un pezzo 
di Colonna di rarlHìmo alabaftro Cotognino, che 
tagliata in mezzo, forma una Croce, ed è talmente 
tralparenre , che ingannando chi la rij^uardanell* 
entrare in Chicfa , moAra eflervi lumi accefì dal- 
la parte di dietro . Queffca rarità fu trovata fra le 
rovine del Portico di Ottavia , e qua trafportata 
anch' efTa dalla Chiefa vecchia di S. Maria in Por- 
tico . Siegue dali*altra parte la nobile Cappella de 
Signori Capizucchi: Mattia de RofTì ne fiiT Archi- 
tetto ; Ludovico Gimignani dipinfe il Quadro ; il 
Ricciolini la V^olta ; eli due Angeli perdi fuofi 
fono lavori del Carcani . Viene apprefTo la gran- 
diofa Cappella de Signori Paluzzi Altkri , dove fi 
fcppellifcono gì* Ecclefiaftici della loro Fccell'^""*'^ 
fnnaCafa ; l'architettura è di Gio: Battifh 
ni ; il Quadro , che è foftenuto da due An^i 



470 Descrizione di Roma .| 

piti da Ghifeppe Mazzoli , fu dipinto da Gio; Bat-"' 
tilta Gaulli , detto il Bacciccio; e neJJa Volta vi 
dipinfe Giacinto Calandrucci . L'ultima CappelJet«Ì 
ta,che è a querta contigua/u fatta faredal Prìncipe \Ì 
D. Angelo Altieri con dileguo di Sebaftiano Ci* | 
priani ; il Bafìbrilievo nell' Altare fìi fcolpito da \ 
Lorenzo Ottoni ludetto ; li Depofiti da Q'mlhppc / 
Mazzoli ; e le Pitture nella Volta fono del Pafieri . V 
'; Adornano la Piazza incontro li belli Palazz; ^ 
dfe Signori Marchefi Serlupi , Patrizj, Conti Ca-f 
pizucchi, e Paluzzi Albertoni, che fìi edificato con P 
architettura di Giacomo della Porta ; in quanto le 
per^ al Portone , ed agi* ornamenti di dentro p 
con difègno di Girolamo Rainayi • 



" Vi S» Andrea in Vinchi y e della Cenfraternita f » 
degli Scarpeilini é 

NEI fito .di qxiefl' Oratorio , che r erta amano 
deftra per la ftra.da di Tor di Specchi, fìi già 
un Tempio di Giunone Moneta y o Matuta , edifi- 
cato per il voto, che Cornelio Confole hcc nella_* 
GuerraGaJlica.il Volgo però lo chiama S. An- 
drea in Mantuccia .Si dice ancora in Vinchi , efien- 
do molto probabile, ^,he qui vicino {{ vendeiTero 
anticamente Vinchi , t Salci . E' oggi 'pofieduta 
dalj* Archiconfraternita degli Scarpellini, Statua- 
rj , e Scultori, principiata fi;i ò:AV anno 1406. con 
autorità à* Innocenzo VII. nella Chiefa de' SS. 
Quattro Coronati iul MonteCeliOydovc ancor prc- 
fentemcnte ritiene un antico Oratorio, dedicato a 

S.Sil- 



I 



Antica , fi Moderka • 471 

.Silveflro ; e del prefènte , per eflere in luogo pii 
jommodo, fi ièrveper i fuoi divoti Hfercizj • 

^VelU SS, Annunziata , e della Veni Cafa del? 
Oblate Benedettine di Torre di Specchi . 

QUefta \^en: Cafa di Torre di Specchi fìi fonda, 
ta dalla Santa Vedova FrancefcaRomana-^ » 
IJ0 quale fece da bel principio quefto Sagro ritiro 
[per le Vedove folamente , nobili , e titolate . La 
jpicciola Chiefa interna dedicata ali* Annunziazio- 
ne della B. V. M. è ricchiffima per la preziofità de 
; lagri Arredi , e ferve per ufo privato di quefte 
ReJigiofe, le quali non fono obbligate a voto al- 
cuno , e perciò chiamanfi propriamente Oblate ; 
nulladimeno però fono molto oflervanti della pro- 
pria Regola . Efcono molte volte alla vifita del- 
le Chiefe , ed anche de* loro Parenti Infermi ; e 
fanno parte delÌQ loro ricchezze a' Poveri 5 e par- 
ticolarmente alli Prigioni , a' quali mandano il 
pranzo in alcuni giorni della fettimana, e nelle-* 
Fede principali dell' anno . 

Delle SS. Orfola^ e Caterina a Torre di Specchi ^ 
e ftia Archiconfraternita • 

FU' eretta in tempo dì Paolo IH. quefta Con- 
fraternità nella Chiefa di .S". Maria della Pietà 
d' P azzardili in piazza Colonna y ora S, Barto* 
lommeo de Bergamafihi; mù costretti li Fratelli con 
ilprogreffo di tempo a partirne, fi trasferirono in 
G 5 4 una 



47* Descrizione di Roma 

Bna Chiefetta , dove è in oggi quella di S. Marta, 
ae Miracoli al Popolo , che nuovamente avendo 
dovuto lafciare per la f-ibrica della Chiefa moder- 
na , fecero compra di quefi:a , dove era la Paroc- 
chia ò\ S. Niccolò de Funari ; e trasferito il Jus ' 
Parccchiale nella Collegiata di S. Marco , a cuifii 
unito ; i]Hell:a Chiefa y che ultimamente con dife- ,, 
gno di Carlo de Dominicis fu rift^iurata , e parte-» ì 
rinovata da' fondamenti , rimafe fotto V invoca. : 
zione delle fuddette SS. Vergini , e MM ; e la ; 
Confraternita fuccefTì va mente fìi eretta in Archi* H 
confraternita da Clemente X. nel 1 674, ' 

E' profTimo a quefta Chiefa, che è T ultima òì ; 
quefto Rione di Cavipitelliy TOfpizio de Cifiercìenjl 
Tofcant delle tre Fontane ; ma è fenza Chiefa , co- 
me lo è ancora l'altro de Girolamtni di S, Aleffìo , ' 
che refta al mezzo della vicina Cordonati- , per 
cui falifcono le Carrozze allaPiazza di Campidoglio^ 



Fine del jR^§nc di CampiteUì . 



[ 



RIO. 



Antica , e Moderna • 473 

RIONE DELLA PIGNA. 




FA'quefto Rione per infegna mtìz Pigna inZ 
Campo rcfib , credendcfi , che ciò fia deri- 
vato dall' eder ferie ftato in qualcheduna dalle di- 
lei Contrade un* Albero ci lino ; ed abbracci» 
una parte dell* antica Regione di Via Lata , 

La Chiefa , che refta più da vicino a quella > 
con cui fi è dato termine al pafiato Rione , è la^^ 
feguente • 

Li S. Lucia alle Botteghe ofcure , € del Collegio 
Gìnnafio . 

SOpra le rovine di un Tempio di Ercole , vici* 
no al Circo Flaminio, fu edificata qucfta^. 
Chieia di S. Lucia V , e hu alle Botteghe ofcure^ ^ 



iloli 



-^y/^ DescHtzIòne m "Roma 

Il Cardinal Domenico Ginnafi Vefcovo d'OftiaÌK 
e Decano del Sagro Collegio i avendola compra- 
ta infierae con alcime Cafe vicine, vi erefìfe in qiie- 
fìo luogo un Collegio con il Tuo cognome , e con 
buone rendite ^ P^'r educarvi negli Studj , e buo-j"°' 
ni CoflUmi i2i Giovani nativi da Cartel Bolognefe,!'''^^ 
<5hef ftt la fua Patria . Parimente ad iftanza della-. 
Ili a Nipote Caterina fondò, con entrate riguarde- 
Voli ^ un Monaftero di Monache feguaci della Re- 
gola di S.- Ter efa^ e fònel Pontificato di Urbano 
Vili, come fi raccoglie dalle Ifcrìzioni fcolpite fo- 
pfa la porta del Monaftero , del Collegio , e nel- 
la Chiefaj in memoria di si pio Cardinale . La Sta- 
tua della Vergine SantiiTima , che (i ofTerva eret-; 
ta fopra la Porta della Chiefa 9 fu fcolpita da'U 
Pompeo Ferrucci * In una Cappella a mano de- _ ' 
Ara fi vede il nobile Depofito del detto Cardinal 'f^^ 
Girinafi ; Il Bulto del quale y e le Statue della Ca- j F^ 
tità, e della Sapienza fono di Giuliano Finelli;!^^" 
ma li Putti dì fopra y e Taltro Depofito di Faufti. j ìffi 
rìaGinnafi fono di Giacomo Antonio, e CofimQ 
Fancelli • Le Pitture poi nella Chiefa fono di ma- 
fìo della fuddetta Caterina Ginnafi , fatte con di- 
fegrio dd Cavai ier Lanfranco . 

! 'ile 

t)eU' Ofpìzìo de* Poveri Sacerdoti Fore/ilerf . i k 



K 



FU iftituìta in tempo di Giulio II. circa 1* anno h^ 
15*0. una Confraternita di Sacerdoti Secolari ! a 
nella Chiefa dì S^ Maria In Equiro , la quale eHen- | ^ 
do poi fiata concefla da Paolo III. agi* Orfanelli,* i 

la me- 



II 



Antica , fi Moderna • .47J 

a medefimà Confraternita 1' anno 159^. fa-ftahilita 
da Clemente Vili, nella detta Parocchia di S. Lu- 
zì^ à.Q Ginnaft y ed ha un' Ofpedale aliai comodo 
3er i poveri Sacerdoti Feljegrini, che vi alloggia. 
10, e vi fi. .alimentano per alcuni giorni , La detta 
[Confraternita, e lo Spedale , che fanno per infe- 
^na cuattroS. che fignifìcano Sacro S^itifìaSa^ 
trdoturrt Societas , fono dedicati alli Santi A po- 
bli Pietro , e Paolo , ed hanno fempre per Pro- 
ettore con Cardinale . 

De! Collegllo Ntiovo de VP. delle Scuole Pie , 
detto Calafanz'io 

Vicino al defcrittoOfpizio li PP, delle Scuole 
Pie fecero compra, amii fono, del Palazzo 
peìiciy e demolita già quella porzione, che d^ 
]uefta parte corrifpondeva , con architettura di 
fommafo de Marchis vi hanno cominciato ad eri- 
gere da fondamenti quefta fontuofa Fabrica , dove 
lonfolamente hanno già fino dal 1747. trasferite 
e medefime Scuole , che avevano in S. Pantalep^ 
na quelle fi fono molto accrcfciute, sì per il mag- 
gior numero di Scolarefca, che vi concorre, 5Ì 
ancora per il maggior numero de bravi Maeftri , 
:he v'infegnano ogni forte di Scier\za; e vi hanno 
anche aperto un Convitto per la Gioventù di Na- 
fcita civile. Quando la Fabrica iiirà ridotta in- 
tieramente a perfezzione , farà certamente uno de 
pm magnifici , e grandiofi Edificj di Roma , e do- 
nominafi CaUfanzio dal cognome del Fondatore 

di 



\' De* SS, Niccolò , e Biagio alle Calcare , 
QVero de* Cefarini . 



/ 

'476 Descrizione di Roma •■ 

di qiiefli PP , Beato Giufeppe Calafanzh , 1' im4ili 
magine di cui qui fi vede dipinta afrefco nella 
yolta dell' Oratorio da Salvatore Monofilio . jjjrfe 

SO) 

U 

(JÌ( 

INcontro , dall'altra parte del defcritto Col-jy, 
legio Calafanzio fi trova quelìa Chiefa de SS^.^juj 
Kiccolò, e Biagio alle Calcare^ così detto; eflendo-,!^ j 
che Giieo Ottavio Confole qui fece un Famofo Por-i jjq 
lieo , il quale , perche le Colonne , che lo fo-' 
fìenevano , avevano li Capitelli di bronzo, get- '),,', 
tati fecondo r ordine Corintio, fu detto Portico, p,o 
Corinto , e di Ottavio ; e ficcome il bronzo chia- ,f 
inafi in Greco Xa^)lO' , perciò dal vrolgo fi cogno-i j^fi 
minò corrottamente quefto luogo alle Calcare. 
Qiiefla Chiefa efìendo fin dall' anno 16 11. Paroc- jf 
chia , il Ilio Rettore la rifece , ed avanti vi aprì la 
Piazza . La medefima, che fi annovera tra le anti- 
che di Roma , fìi abbellita nella parte efleriore ' p 
con una competente facciata , in cui le figure, che I 
vi fono dipinte, vengono da Giovanni Guerra da '. - 
Modena , e fu riftorata ultimamente da uno di Ca- ; 7, 
fa Silvani . Nel anno 1695'. l'ottennero dal Pontefi- j "^ 
ce Innocenzo XII. li PP. Somafchi, e fu per ricom- j 
penfa dell' altra Chiefa Parocchiale di S.Biagio ,: [ 
che prima pofTedevano fili Monte Gtatorio, demo- 
lita per la fabrica della Curia Innocenzìana . Paf- 
fato.il primo Altare a deftra, dove fi vede un Cro- 
cefifib di rilievo ; il 5, Biagio nel fecondo è pittu- 

ra 



Antica , e Moderna ♦ ^7 

I di Avanzino Niicci . Quello deli' Aitar Mageio» n 
i è del Cavalier Marco JBenefial , fé bene vi (la 
)rfe altro nome fcritto; e li due SS. Apoftoli Pie- 
ro y e Paolo ai lati per di fuori della Cappella, di 
•envenuto Garofoli Ferrarefe . Per la contigua 
'orticella s* entra in una piccola Cappelletta , il 
ui Quadro è pittura parimente à^ì detto Bene- 
lal . Nel primo Altare da aueft* altra banda di- 
)Infe il Quadro del B. Fondatore Monsù Troy; 
)à il S. Carlo neir ultimo è del fopradelto Avall- 
ino Nucci . 

Conforme quella Contrada fi chiama de Ce* 
arini per il Palazzo de Signori Duchi di tal co- 
gnome , che refta al fianco di qujfta Chiefa verio 
a f ra^a Papale^così una tal denominazione de Ce- 
"arini, fi tiene ancora da quella Chiefa . 

Delie Sa^re Stimmate di S. Francefco , e fiHt 
Archìconfraternita . 

DAlla defcritta Chiefa trapaffats la ftrada Pa- 
pale , viene incontro quella , che fii Parec- 
chia, e vi fi venerava la memoria de' SS, Quaranta 
Martiri, Ci fi trasferì fin dall' anno 1595'. in circa 
la di vota Archiconfraternita delle Sagre Stimma- 
te di S.Franccfco, iftituita un anno prima in S Piem 
tfo Mentorio da Federico Pizzi Chirurgo Roma- 
no con r autorità di Clemente Vili, e perciò adef^ 
fo delle medefime Sagre Stimmate ha la denomina. 
aione.Vi fi conferva,oltrc le Reliquie ài S.Muzianoi 
ed altri Martiri, un* ampolla con il Sangue del fud« 



^>ji Descrizione di Roma | 

detto Santo di Afllfi . Fu da Clemente Vili. ruddet.|frf'coC 
to arricchita di tutte l'Indulgenze , e Privilegi jkimei 
che gode la Religione Francefcana , il che appref» jiércits 
fo confermarono Paolo V^ e Clemente X. La fabrui D: 
ca della nuova Chlefa fu principiata con architet.jslDui 
tura del Contini , e profeguita da Antonio Cane» j'SI 
vari in forma affai vaga , e vi gettò la prima pie* pcors 
tra Clemente Xi. l'ÌQffo , Il Quadro ad olio nell* jrek 
Aitar Maggiore > che rapprelen.a S. Francefco » jo,i 
che riceve le Stimmate, è del Cavalier Francefcojiccol 
Trevifani ; e nella Volta della Chiefa il Santo, chej'ili 
va in Cielo, accompagnato dagli Angeli , è pittu- 
ra afrefcodi Luigi (jarzi ♦Contiene fci Cappelle; 
nella prima a mano diritta , entrando , è un Cro- 
cififlb in Avorio colla Vergine Addolorata fotto 
neir ovato , che è pittura di Francelbo Mancini l 
da S. Angelo in Vado : il laterale colla Flagella- i juj^ 
zione del Signore è del Cavalier Marco Benefial : j tr;; 
r altro incontro di Domenico Muratori, e la Voi- i«f( 
ta di Gio: Odazj /Segue a quefta V altra Cappella | j^^ 
della Madonna , che è pittura del Cavalier S.eb^ ■■ fjf 
ftiano Conca infieme col S. Giufeppe al difotto*: | jj 
e nella terza, che viendoppo, dìpinfeT Arcangelo ; j, 
S. Michele Filippo Laurenti . Incontro a quefto ; -q 
dair altra parte vedefi colorito neir Altare S. Pa- 
fqnale,che è del mcdéfimo Laiarenti: nella Cappel- , *. 
fa Tegnente dipinfe il S.Antonio di Padova il fo- . 
pranominato Cavalier Trevifani : e neir ultima-, i 
Cappella il Quadro de SS.Quaranta Martiri è ope- . 
ra del Cavalier Giacinto Brandi . Vi è parimente 
Una bella Sagreftia , nella Volta eli cui dipinf" jl^ 



^ 



Antica » e Moderna • 479 

'efco Girolamo l efce ; e quefli Confratri hanno 
irimente un' afTai commodo Oratorio, cove {4 
ercitano di continuo negi' atti di di v^ozione . 

Dirimpetto a queda Chiela refta il Palazzo 
ci Duca Strozzi , che è ^.(Tai riguar de volersi per 
nobile Appartamento, ripieno dì rare Pitture , sì 
ncoraper il Musèo ftimabilifnmo, che vi è, in cui 
Itre le molte rarità, fi ofer vano le medi.glie in 
ro , ed in argento delli 1 2, primi Celi ri , ed una 
accolta delle Pietre pIii preggievoJi , accomoda» 
in forma di libri • 

Dì S. Chiara, efuo Monajlero , 

A Pri' Pio IV, in quefto luogo nell' anno I J^^« 
rV un -Asilo per le Donne Convertite, ePeni- 
'enti, le quali efTendcvi reftate fino al 162^^, in cui 
trasferirono alla Lungara , qui fu eretto in ap- 
'reflb quefì:o Monaftero di Vtrpnu fcguaci della 
tegola di S. Chiara . La Chiefa e difegno ò\ Fran- 
■efco Volterra ; ed il Cardinale Scipione Borghe- 
e efiendone Protettore, vi fece fi^re la Pacciata 
':on architettura di Carlo Maderno , e con dife» 
•►no di efìb rifiorò anche il Monaftero . 

Nel Palazzo qui vicino del Marchefe Nari fi 
)ffervano diverfe Statue antiche nel Cortile : nel 
*ipiano fuperiore delle Scale un" Ifcrizzione della 
prima Latinità, ed un Bafforilievo con Falci Con. 
folari, ed alcuni Littori: e nell'Appartamento mol» 
ti Quadri afiai riguardevoli , 

De. 



éfio DE$cKitrom m Roma 




JSefcrìzìcne delle Terme Tramane » e fpecìalmente ,^ 
di quelle di M. Agrìppa . , '^ 

Entro il menzionato Monaflero di S. Chiara j| 5} 
C vicino aJla Contrada , chiamata la Oam-i L 

òelia ^ 



D 



Antica , E Moderna • ^ 481 ^ 

.ellayCi vedono gii avvanzi delle antiche Terme di 
vlarco Agrippa , nobiliffime tra le Fabbriche più 
ronfideral- ili dell* antica Roma . Furono le Tenne 
:csì chiamate con voce Greca , fignificuntc cofa 
alda ; poiché qiiefle erano alcuni luoghi vaftifli- 
ni , con camere infinite fatte a volta, e deflina- 
e ad ufi diverfi , nelle quali con acque tepide , e 
Defle volte odorifere» lava vanfi lì Romani, uvero 
on iiòli vapori caldi rilloravano delizioiameate t 
oro corpi ne* tempi Jemali, ungendoli con olii», 
^d unguenti prelibatiillmi; e fimilmente con acque 
frefche li rinfrefcavano j^egli eftivi . 

La vallità delle medefime era di tal forte, che 
Ammiano le paragona meritamente alle Provin- 
cie, dicendo: inntodumFroViitceUrumy extmfia 
Lavacra^ 

Le loro parti principale erano moltiflìme C^l 
chef! deve particolarmente intendere delle D/o- 
clezlane^ cioè : Iq^ /datazioni , le quali erano am- 
pliiTimi luoghi deftinati per il nuoto : li Emìjpirj p 
che per alcune fiftole occulte portavano V acque-» 
dentro le Natazipni: li PorticìypQv i quali Facevano, 
il pafTeggio : le Eliche, dove radunavafi il popò* 
lo prima d'entrare > o dopo Tufcire dalli bagni : le 
Diete , luoghi fimili alle accennate Bafiiiche, raà 
affai più capaci ; l'i t^trìi y overo Cortili grandif- 
Cmi>ornati con nobili colonne dira anno Numidi- 
co , e di Granito, dalKuno y e Taltro lato : li Ephe* 
hei y cioè luoghi afìfegnati per gli efercizj della^ 
Gioventù : M Frigi dar it y ì quali orano certi podi, 
fignoreggiati da* venti , medianti fpeiTe , e lar- 

Tom. I. H h ghe 



483 Descrizione di Roma 

ghcfeneftre: ììCalidariiy dove fi rifcaldavano le 
acque; li PUtanoniy cioè ameniifime Selve , fbr. 
mate con Platani , ed arbori confimili : li Stadii^ 
ne' quali fi efercitavano li Atleti : le Exedre , luo- 
ghi deftinati per federe : le Pateflrey nelle quali | 
chicnno attendeva a queir efercizio , che più li t 
guidava : li Gymnafii , dove i Filofofi , Rettorici , 
è Poeti praticavano , per divertimento , i loro 
ftudj : li EUotefii , dove ^i conferva vano olii , ed 1 
unguenti diverfi , per ungerli : e finalmente li ConU 1 
flerii'y ne* quali (i afpergevano i Lottatori di arena, 
prima di combattere . Vi fi vedevano le Muraglie i 
di alcune Camere, adornate di lucidiflìmo criflallo, : i 
ficcome ancora molti pavimcnti-d'infinito valore t ì 
eStatuc fingolariflìme , e molte fiftolè di pur illìmo ì 
argento . Andrea Bacci neir opera fua de- ThermU \i 
al cap. i^. del 7. lib. aflbrifce , efier flato antichif- 
fimoTufo de* Bagni 5 q òqWq Terme in Roma C il ^ 
<}uale derivò dagli A(\Mqi ne' Greci , e da quarti 
pafsò alli Romani) cioè,' prima della venuta de* 
Medici dalla Grecia , che feguì fecondo il compu- 1 
io cavato da Plinio al cap. i* del lib. 29. correndo I 
V^^tino cinquecento trentacinque dalla Fondazio- j % 
né della Città , nel Ccnfolato di L. Emilio, e M. • 
Licinio , 

"' ''^iliefercizj pificónfuetl dèlie Terme erano IS \ 
Loiù , ilDffco , ilSuko^ il Pugillato , // Corfo^ i 
la Falla come accenna Plauto in Bacchtd. 

Jht curfu , luSìando , hafla , dtfco , fugillatu , plUf j 

Salìedo fé exercehat, magis,quafcorto, & fuaviis . 1 

Furono le Terme di varie forti , cioè publi. 1 

che> 



Antica , i Moderna ; '48? 

che , e private , mercenarie , e gratuite ; ed ave* 
vano alcuni Nobili per fopraftanti , chiamati Edi" 
li , e moltjfTimi Minilìri inferiori , detti Balneato^ 
ri .La, loro introduzione fu per cagione di maggior 
pulizia > e di maggior faJute ne' corpi umani , non 
ufandofi ancora i panni lini . Degenerò pofcia in 
luflb, e delizie; perciò fi legge, che M. Agrippa 
nel tempo della liia Edilità efibì gratuitamente al 
Popolo cento fettanta Terme , o bagni privati ^ i 
quali, fecondo Taflerzione di Plinio al cap. 1 5. lib* 
1 6. lòtto rimperio di Nerone , giuniero ad un in- 
finito numero • Sefto Aurelio Vittore nella defcri- 
izione di Roma , regiftra dodici Terme ampliflime, 
che chiama Cefarec^eà enum.era ottocento feflanta 
Bagni privati, come fi può raccorre dall' accen- 
nato Bacci al cap. ^, del già citato libro fettimo . 

Nelle Terme puhliche , e venali fi pagava 
dalla Plebe un lòlo quadrante , che era una mone-, 
ta di vili (Timo prezzo, come aflerifce Giovenale-» 
nella Setira 6. 

Cadere Sy ivano Porcum , ^Ijiadrante lavati . 
Queita moneta nell* ore tarde , cioè dopo i* 
ora decima , non era (iificiente ; perJochè fi mol- 
'■ tiplicava fecondo V arbitro de* Miniftri , come ac- 
cenna Marziale nel IO, libro. 

Balnea pojl decimam , lajfo centumque fetuntut 
^ìuadrantes c^c. 
Benché le Terme foflero pubbliche , overo 
private , fempre ^\ godeva ìa effe quefta libertà » 
cioè che non v*era differenza veruna tra la Nobil- 
tà , eia Plebe , in quanto a* luoghi ; ma bensì cia- 

Hh a, fai- 



484 Descrizione di Roma 

fcuno prendeva il poflo , che più gli piaceva^» 
Èrano quivi alcuni illrnmenti di metallo , al Tuo- 
no de* quali fi radunava il Popolo per lavarli . Do- 
po di quefto fegno fi correva rilchio di lavarli 
con r acqua fredda ; e perciò dilTe il detto Gio- 
venale : 

Reddepilamyfonat £s Thermarum^ luderefergU ? 

Virgìne vis fola lotus abire domum . 

Erano dipintili luoghi degli Uomini , e delle 
Donne ; anzi che per maggior cuflodia dell'oncflà 
fi aprirono le Terme , per ufo delle medefime fola- ti 
mente, da Agrippina Augufta , Madre di Nerone ; 
fìccome ancora da Olimpiade nella Contrada^ 
della Suburra y e nel Trajkvcre da Ampelide , 
e Prifcilliana, fecondo la lettura di Publio V^ittore, i 

V ora , desinata per lavarfi, era dal mezzo 
giorno fino alla fera ; intorno a che fi deve avver- je 
tire i che Pore delP anno apprefib i Romani , era» ijiii 
no ineguali; poiché nella State erano maggiori \\ 
a proporzione de' giorni cKiv'i y ed erano minori 
nel Verno ; e dicendo noi , che li medefimi {\ la- 
vavano dopo il meriggio , fupponemo per certo, ■ 
con la direzione di Plutarco ne' Sìmpofìaci all' ot- i 
tavo , che (\ bagnafiero avanti del pranzo ; men- < 
tre m que* tempi facevano la mattina una piccioli 'i 
coL-ìzione, poi attendevano a' loro negozj fino al 
mezzogiorno; e da quello , cioè dalla fella fino 
all'ora decima, s' applicavano alli elercizj, edalli 
bagni , mangiando finalmente verfola (èra. L* 
ora però ufitata , fecondo Marziale nel ■ ib, 4. epU .^ 
gram. 8, era 1' ottava , che corrifpoade alla nofì;ra 

deci- 



H 



Antica , e Moderna . 4S J 

decima nona della State , e quali alla vigefimaJ 
prima del V^erno . 

Dividevanfi alcuncTerme in jemali,edEflive 9 
per la qualità del fito , e della loro ftruttura . Mol- 
ti lavavanfi una volta per ciafchedun giorno , ed 
altri, dediti agli efercizj, che vi fi praticavano, ba- 
gnavano talora fette volte , Riferifce Galeno nel 
5. libro defanftJite tu?n» d* un certo Primigene Fi- 
lo fofo , che nel giorno , in cui tralalciava di la. 
varfi, era immediatamente aflalito dalla febre , 
tanta forza ebbe in lui la confuetudine de' Bagni . 

Illuminavanfi le medefìme, nel tempo di not 
te,con lucerne molto grandi gettate in bronzo all' 
ufo Greco , dcfcritte accuratamente da Ateneo 
nel 15*. libro . 

Sparziano attribuifce alla vigilanza dell' Im- 
perador Adriano la dillinzione de'hioghi nelle-» 
medefìme Terme ; in ordine a che fupublicata da' 
Cenfori la legge finale C de Repud, come ancora 
r Autentica de Ntiptiis ; minacciadofi agli Uomi- 
ni la pena della vita , ed alle Donne la pena del 
repudio , e la perdita della dote , in cafo di con. 
travenzione . 

Fu molte volte proibito , in occafione de' lut- 
ti , o calamità nuMichc , Tuio delle medefìme , co- 
me {\ raccoglie da Livio , ed ancora da Svetonio 
in Caligola . 

Narra Clemente Aleflandrino nel fuo Pedago. 
go al cap.s*. del ^.libro,che li Nobili folevano por- 
tar f co alli Bagni innumerabili vafi d'oro , e d'ar- 
gento> tai*tc \iit lavarfi , quanto per mangiarvi ;> 

Hh 3 eppr 



'^^6 Descrizione di Roma 

e per bere j ficcome anccra lini ruperhiflìmi . Fra 







verfofeguente . 

I puer y & Strigi les Crifpini ad balnea defer , 
QV Infermi però in vece di quefti , Ter vi vranfi del- 
le Spugne . 

Erano dunque nelll Confini di Campo Marzo s - 
e nella Nona Regione appreflb il Panteon , le Ter- " , 
jTiC di M* Agrippa , nobiiiirime per la comodità, ed I 
ornamenti loro . Tra le Statue unavenefìi, rap. 1 
pfefentante un Giovane , che {i fpogliava , quali 
voleffe nelle Terme lavarfi , e fu lavorata da Li- 
Yippo con tanta eleganza , che Tiberio la trasfe- 
rì nel fuo proprio Palazzo,da dove poi per le voci, • 
e clamori del Popolo, che biafimavaJa di lui azio- 
ne i fu coftretto a riportala al fuo luogo primiero , 




Da A grippa poi furono quefte lafciatc per lega» 



Antica i e Moderna ^ -487 
fto con J Tuoi giardini al Popolo Romano , acciò 
pubJicamentelegodeffe, cosi feri ve Dionigi nel 
5J. Moriens Agrippa ypQpulo hortoSy e^ 'Baìneurriy 
u fs denomlnatum y legavit . Furono riftaurate dall' 
Imperador Adriano , come in Sparziano fi legge * 
Rofme inflauravit Lavacrum Agripp^e , eaque omnia 
\fropms , ^ veterum nomimbus confecravit . 

V Di S. Caterina da Siena • 

INcontro appunto la Chiefa di S, Chiara refta-> 
quefto divoto luogo,fantificato per alcuni anni» 
S con l'Angelica Tua vita , e morte,da S. Caterina di 
Siena • Vi fi fece appreflb un Monaftero di Mona» 
;,v .che Domenicane , che vi dimorarono fino al Pon- 
■ tificato di S. Pio V, fotte di cui s' incominciò a 
fahricare V altro Monaftero fui Monte detto Ma^ 
gHAnapoli , al quale furono trasferite; e qui fuccef- 
fivamente Gregorio XlII.fece principiare nel 1 577. 
la fabrica di un Collegio de' Neofiti , che febbene 
per la di lui morte reftò imperfetto, rimafe nomii- 
meno 1' entrata da mantenere molti di efii > la» 
ciata dal medefimo Pontefice . Lo ilefib Collegio 
^ poi fu trafportato alla Madonna de' Monti ; e qui 
fono prefentemente le abitazioni dell' Archicon- 
fraternita dcdla Santifiìma Nunziata , dove fuole 
i' congregarfi, e vi tiene il fuo Segretario, e Notato* 

Hh 4 Di 



488 



DfscRUioNB DI Roma 




DìS.Maria ad Martyres , detta 'volgarmente^ U 'i 
RQtondUy anticamente il Pantheon . -iti 



Q 



Uefto antico, efamofifTimo Tempio fu eletto 
da^li Amichi i\ Fantheon.^d Pontificato di 

Bo- 



[ ^ Antica , e Moderna . 489 

Bonifazio Vili, cominciò a cliiamarfi S, Maria ad^ 
Martyres^ per Ja ragione , che fi dira in appreffo; 
ed ora dicefi communemente la Chiefa della Ro^ 
tonda per la liia forma , che anche una fimil deno- 
minazione ha communicata clJa Piazz2,che le re^a 
derivanti. Gran ccntroverfie fono fra gì Antiqiicrj 
intorno a qUefl'Fdificio, che intiero tuttavia fi con- 
ferva;dicendo alciinijche Agrippa lofsjce da'fonda- 
nienti con intenzione di dedicarlo ad Aiigufto dio 
Suocero, il che non volle permettere quelito faggio 
Regnante ; ed altri affcrendo , che [blamente lo 
perfezionò , con aggiungerli un maeftofo Portico, 
che gli ferve di V^eiìiibulo , ed è foftenuto da fecici 
grcfi'e colonne di Granito Crientalcquafi tHtte in- 
tere , ed hanno 2g. palmi di groffezza . Devefi pe- 
rò riilettere , che r ordine àt\ Cornicione di efTo 
Portico non corre unito con quello del 7 empio ; 
anzi fi ofTerva, che nel muro di quefto non inca- 
ftrano le eftremità di quello , dal che inferifcono 
gli Architettti la diverfità delle fabriche , e la dif- 
ferenza de* tempi . 

Nelle due Ipaziofenicchiccollaterali alla fmi- 
furata Porta , furono la Statua di Augnilo alla de- 
ilra 5 e quella di Agrìppa alla finirtra, delle quali 
favella Lione nel libro g^. 

La medefima Porta è di bronzo , e di tal me» 
tallo erano ancora formati li travi)Chiodi,e coper* 
ture del Tempio , e del Portico ; Qual Porta pe- 
rò non aggiufìandofi bene con li funi ftipiti , co- 
me ofTerva il Nardini , lèmbra una Porta di qual- 
che altro Edificio antico, portavi per fupplcraen- 

ta 



^go Descrizione m Roma 

to più toAo , di quel che fia la fiia propria . Fa n- 
fiorata da Pio IV'. come ivi fi legge, e la vaflità de- ; 
gli ftipiti , che fono intieri di marmo Affricano , è 
degna di ftupore . 

Narra il Panciroli, che quello Tempio fu pri. 
ma coperto di groiTe tegole di argento , le quali 
efìendoiUte dillrutte da alcuni fulmini cadutivi, . 
Adriano Imperadore lo ricoprì poi di bronzo cir- 
ca r anno 200, del Signore . Severo, ed Antonino ; 
lo rifborarono di nuovo; ed intanto fìi edificato 
con una fol Porta, e fen za feneflre , acciò fofìe più 
ficuro dalle invafioni de* nemici . h' alto palmi 
200. d' Architetto, e di larghezza palmi 218. Si 
afcende alla cima della gran Cupola per ipc.gradi- 
ni. L'apertura di mezzo, che ancora conferva molti 
antichi refidui di bronzo , è larga palmi ^8. e tre 
quarti . Il Fabretti nel fuo libro de Aqu^du^libiis 
porta un'antica ifcrizione, oggi efiflente nella par- 
te fuperiore fcoperta, verfo 1' Emisfero di quefta 
Mole fingolariffima, la quale ifcrizione, filma egli> 
efler fiata fcolpita a onore di L. Albino uom.o pie- 
tofo , che incontratofi per la Vìa Atirelìa con le 
Vergini Veiiali fuggitive, e raminghe per lo fac- 
cheggiamento di Roma, e del Campidoglio , fat- 
to da' Soldati Galli , flimolato dalla compafTione^ 
verfo le medefime, e dalla riverenza vqvìo gl'ifiru- 
menti , e cofe fagre , che feco portavano con 
grande incomodo, fece immediatamente fcendere 
dal Cocchio la propria moglie, e figliuoli- 
ni , per introdurvi le medefime , che accompagnò 
fino alla antica Città di Ceri ; come fi le^^Q in U- 






Antica « t Moderna • 491 

io verfo il fine del r. li'^ro . Contiene pertanto )* 
xcnnato frammento quefte parole : 

ADERENT. CAPITOLIV..* 

,.... STALE S. C^tRE. DEDVXIT. 
....Q^VE. RITVS. SOLEMNES. Ni..* 
....RENTVR. CVRAI. SIBI. HABVIT 
'i ....ERATA. SACRA. ET. VIRGINES 
t .... XIT. 

■l 

'] Sul Frontefpizio furono molte Statue^ le quali 
però, efìendo porte molto in alto , malamente fi go- 
devano 9 e dentro di efTb v'erano ancora le Cariai 
iìdiy come narra Plinio lib.^6. cap.-f. Aorlppa Pan- 
thcum decoravit Dio^enes Aiheaienfis; & Cariai ides 
in columnis Templi ejus probantHr inter pauca ope* 
fum ; ficut in f^fliglo pofìtafigna , fed propter altitiu 
dinem lociy minus celebrata ^ le quali, fecondo la.^ 
fpiegazione di Vitruvio al cap. i, erano alcune 
Statue di Donzelle , che , in luogo di Colonne, fo- 
ilenevano li capitelli fui capo . 

Vedefi la parte interiore comporta di traver- 
tini con molte nobili colonne di marmo Numidico, 
di Giallo antico, e fimili > con un gran Voltone, il- 
luminato folo nel mezzo . Fu dedicato quefto Tem- 
pio a Giove Ultore dal menzionato Agrippa ,per 
alludere alla Vittoria , ottenuta da Cefare contro 
iMarco Antonio , e Cleopatra ; ed inficme fu con- 
fecrato a Cibele Madre di tutti li Dei ddla Genti- 
lità, che quivi adoravano; ed il Fanucci fcrive, 
aver veduta , mentre era giovinetto^la di lei Tefta 



492 Descrizione di Roma 

gittata per terra verlb V Aitar Maggiore . NellaJ 
Tribuna vi era la Statua cololTea del medefimojl^ii 
Giove fopra piedeftallo , uguale agli altri delle Co- [ jia 
lonne . Le otto Cappellette , che dalia circonfe-' pp 
renza rifaltano internamente nel vacuo , contene- 1 jj 
vano li DeiCeleili , e li Terrefiiri , che erano di-! ' 
ftribuiti tra gli fp;izj delle Colonne ; e fotto il pa-i; 
vimento nel piano più bafTo , dietro alle lca]e,per|.^ 
cui fi fcendeva , ftavano gli Dei Infernali , così di-; 
rtribuendoline' Tuoi eruditi difcorfi, intitolati GaU\ 
l US Roma hofpes y Ludovico Dernonzìo(b. Alla-i| 
Statua di Venere 3 quivi tra le altre collocata , fillio 
porta la famofa Perla Legata in due parti , chejp" 
avanzò nella fontuofiflima Cena^di Cleopatra , lai 121 
quale fi bevette Laltra perla compagna , ftempra- I ti 
ta neir aceto , per Luperare , con una sì preziofa l'ire 



fccvandajla prodigiofa liberalità di Marc'Antonia 
Ciafcuna di effe afcendeva , fecondo la relazionerai 
degli Storici , al valore di ducento cinquanta mila 
feudi d* oro in circa- Defcriflero luital Convito! t 
Plinio al lib. 9. cap.gs*, e Macrobio nel 12. delibo 
J. de* Saturnali . Lucio Fauno fuppone , efìer fiatai ad 
dentro di quefto Tempio una Statua di Minerva,) i 
intagliata in Avorio dal Famofo Fidia . Dione->l i 
narra, che il Panteon neirimperio di Tra] :? no fu : 
arfo dal Fulmine , e che in quello di Commodo fu 
bruciato dal fuoco . Su V Architrave della Faccia 
ta, e Portico efleriore di quefto Tempio fi legg 
no le feguenti memorie : 

M. agrippa. L. F. COS. TER TIVM . 
FLCir 

~ m?0 



Antica , e Moderna ; 49^ 

»; C^^. L. SEPTIMIVS. SfiVERvrS. PTVS, ?ERT1NAX:' 
ARABIC. ADIABENIC. PARTHIC. PONTIF. MAX.TRIB. 
POT. XI. COS. III. P. P. PROCOS. ET. IM. CJES. 
M.AVRELIVS. ANTOXiNVS. PlVS. FELIX. AVO. TRIB. 
POTfiST* V. COS. PROCOS. PAXTHEVM. VETVSTATE» 
CORRYPTVM. CVM. OMNI. CVLTV, 
RE$TìTVERVNT« 

AiTerifcono Pomponio Leto , e Profpero Fa- 

ìfio , che il medefimo Tempio non folo di fuori , 

la ancora di dentro fu adornato di grofìe lamine 

i argcnto,delJe quali rellò fpogliatonon folo per 

fulmini ,comefl:ima il Panciroli ropraCcitato;ma 

jtrciiì da Coftanzo Nipote di Eraclia 1' anno 6^6 « 

•he gli tolfe ancora le Statue , ed altri preziofi or- 

lamenti . 

Avanti vedevail il bel vafo di Porfido , o fìa 
larmo Numidico antico, il quale era deflinkto per 
.10 de' bagni , e facilmente era delle vicine Terme 
i Agrippa. C ^n oggi ferve per Urna Sepolcrale 
ci Depofito di Clemente XII, come fi vedrà nel 
.ifcorfo della Bafilica Lateranenfe ) , e vi iì vcde- 
ano ancora due Leoni di Granito, poi tri^sferiti 
1 Cam^pidoglio . Un altro vafo confunile effendo- 

ti ridotto in pezzi , fu venduto dalli Canonici nell* 
mio 1592 ,e trafportato in Ferrara • 
11 S. Pontefice Bonifacio IV^. defiderofo dì 
ibolire in Roma V empie memorie dell* Idolatria > 
mpetrò quefto Tempio da Foca Imperadore , €_a 

l'an- 



494 Descrizione di Roma 

Tanno 607. Io dedicò al culto del vero Dio, e deU 
la B. V. M , e di tutti Ji Santi Martiri , come affe- 
rifce il Baronlo nelle fue Note al MartiroIogioCy«A 
die ig. Maij') avendo anche Fatto trasportare da 
molti Cimiterj di Roma ventotto Carri di Reli-I^t^^ 
quie , collocata fotto il pavimento deìV Aitar 1:^^ 
Maggiore; ed ecco, perche fi chiama quella Chiefai'-f^ 
S. Maria ad Martyres , Ripofe ancora nelT Aitar )-f' 
grande li Corpi di S. Rafio , e Anaftafio Preti , ei^^i 
Martiri , e vi battezzò cento, e pii^ Ebrei,converti. 
ti nel luo Pontificato per i\n evidente miracolo,! ii5 
fatto dalla B. V. M, ad un cieco nato , mediante la» A 
divotilTima Immagine, che qui fi conferva, e che,np£ 
fecondo alcune tradizioni antichiilìme , fu dipinta fpl 
da S. Luca • 1 ^ 

Gregorio IV. la dedicò V anno 8^0. ad onorcj ;co 
di tutti li Santi , la fefta de* quali determinò anco»! i)i 
ra , che fi Facefieper obbligo m tutta la Chiefiul-Pr 
Cattolica il primo giorno di Novembre ♦ I i 

La S. Effigie del Volto di Noftro Signore,tras-| lov 
ferita dalla Città di Coftantinopoli a Roma , qui fii|t 
confervò per molto tempo , fino al Pontificato dil :ì, 
Giovanni VII. che fu circa Tanno 705 , ed efpone- 
vafi fu T Altare principale infieme con la dettai 1 
Immagine della B, V. M. il dì della Dedicazione-jiJj 
della Chiefa . Fìi trafportata , per ordine de'Ro-i 
mani Pontefici , qucfia fegnalatifilma memoriaiii 
della noftra Redenzione dalla prefènte ad altrei;e 
Chicfe in occafione de' tumulti , e delli facche-ltl 
giamenti di Roipa , fatti dalT ^rmi fi:raniere ,||[ 
nella Chieià di 5, Spirito , dalla qi^ale poi Gre-( 

gorio I 



I Antica, e Moderna,. 49 j 

Orio XII. feccia trafportare dentro la Fortez- 
i di Cafttl S. Angelo in congiuntura delie tur* 
lenze , lufcitate da Ladislao Imperadore ; e.^ 
nalinente , correndo Tanno 14 io, fu collocata 
ecentementc neija BafilicaV^aticana, dove oegi 
^venera , e fi moftra al Popolo il Giovedì , e Ve- 
erdì della Settimana Santa, nella feconda Fella 
iPalqua dì Refurrezzione > ed in altri tempi deli* 
.nno. 

Fu arrichita quella Chiefa da' fuddetti Ponte- 
ci S. Bonifazio , Gregorio , Paolo III, e luci uc- 
efibri , ^i moltinime Indulgenze , panicclarmen- 
:eper la Solennità dì tutti lì Santi , e loro Ottava, 
pplicabili ancora all'Anime del Purgatorio , ef- 
:ndo perciò molto frequentata nel detto giorno , 
ccome in quello della Commemorazione deWior- 
, e ft'guenti . Fuqueflala prima volta iflituita^ 
1 Francia da S. Odilone Abbate Cluniacenfe per i 
iQÌ Monafterj folamente ; ed efTendofi dopo ap- 
rovato un l/tituto sì pio dal Sommo Pontefice , 
!i riabilito per obbligo in tutta la Chiefa Catto- 
Ica . 

In tempo di Eugenio IV, la Cuppola minac- 
; landò rovina per T antichità , e per i terremoti» 
.1 dal medefimo riftorata . 

V^i fono due Compagnie . La prima vien det*- 

ia de* Virtuofi , e non vi entrano i fé non Perfone , 

Éfhe efcrcitano le ProfeiTioni , òdi Pittore, ò di 

■architetto, o di Scultore , e limili; e dicefi an- 

rhe di Terra Santa , perche un Canonico di que- 

a Collegiata , e ParQCchiale,chiamatQ Defidcrio 

de' 



496 Descrizione di Roma 

de* Adjiitorjjin memoria de* Luoghi Santi di Ge- 
rufalemme procurò , che la medelìma fi Fondafìe l j"" 
l'anno 154^. nella Cappella di S. Giufeppc , e fili U 
aggraziata da Paolo III. di tutte Tlndulgenze , che ' Aa 
s*acquif1:ano nella vifita de' menzionati Luoghi del-; J'" 
la Palefìina ; ed Aledandro VII. le diftele^per mo- 1 ^'^ 
dodi liiftragio , anche all'Anime de* Fedeli defon- 1 tì 
ti , alle quali pofìbno giornalmente applicare da ; 
chiunque degnamente la vifita . j 

L'altra Confraternita è del SantiiTimo Sagra- ! li' 
mento , il1:ituita V anno 1588. per maggior culto Si 
del Santo ,Viatico, e fu favorita di molte Indul- {'< 
genze da Gregorio XIII. Mantiene la medefima^» l'S' 
tre Lampadi accefe in Chiefa , attorno alla qualei ^h 
fa una Proceilione particolare ogni prima Dome- ^OJ 
nica delmefe, e la folenne nel Mercoledì fra 1*' ^-i 
Ottava del Corpus Domìni , Porta per fegnofoprai' 
de' Tacchi bianchi la figura della Beatiflìma Vergi-I ^it 
ne col Bamt'ino in braccio , e la Luna fotto de*i w« 
piedi ; ed ha qui contiguo il proprio Oratorio . 

La Statua del Patriarca S. Giufeppe nella fuai S 
Cappella con il Fanciullo Gesù , è (coltura di Vin-' h 
cenzo de Rofli daFiefole; le pitture laterali fono di 
Francefco Cozza , detto il Cavalier Calabrefe ; il 
Padre Eterno per di fopra di Giovanni Peruzzini ; 
li Quadri laterali del Carloni , e del Gemignani ;' ù 
e li due Bafiìrilievi di ftucco dall' uno , e 1' altro 1 
lato di Andrea Contucci dal Monte di S. Savino M 
La Tel1:a di Taddeo Zuccheri nel Tuo bel Depofitoi 
fu fcolpita da Federico Tuo Fratello minore; e^ 
quella ci Flaminio Vacca nell'altro Depofito eh 
lavoro filo proprio • So- 



lili 



Antica, e Moderna^ ' 497 

Sonovi ancora le memorie lèpolcrali di Pieri- 
no del Vaga : di Giovanni da Udine , che ritrovò 
il modo di dipingere le Grottefche : ddV infigne 
Annibale Caracci : e dell'ammirabile Raffaele San- 
zio d' Urbino , il di cui epitaffio fu comporto da.* 
Monfignor della Cala, ed il diftico, che fegue, 
dal Bembo . 

Ille hìc efl Raphael , ttmulù quofofpìte vìnci 
Rerum magna Farens , & mortcnte morì . 
lÀ Ritratti di marmo d' ambedue fono fcolture del 
:Naldini,e furono fatti a fpefe del Cav.CarloiMariit- 
ti . Nelle altre Cappelle , o Altari fi vedono òì* 
iverfe Statue di buona maniera ; fra le quali quel- 
ila, che rapprefenta la Santiffima Vergine è òì 
Lorenzetto , la S. Agnefe di Vincenzo Felici , e la 
S. Anna di Lorenzo Ottoni . 

Il Frontefpizio del Portico fu rifarcito da Ur- 
bano Vili, che vi fece inalzare li due Campanili , 
come vi fi \qzZ^ • 

Softenevano il tetto del Portico , fino al Pon- 
tificato del menzionato Urbano, molti groffi travi 
di metallo, i quali furono levati per formarne 1* 
lammirabile Ciborio , o fia Baldacchino (opra l'Ai- 
tar Papale in S. Pietro in Vaticano ; e delli avan- 
;zi ne furono gettati molti pezzi di Artiglieria pel 
Caflrel S. Angelo . 

Per le rovine di Roma, effendo crefciuto il 
piano della piazza in tal maniera, chericopriva_j 
parte del Tempio , e vi fi difcendeva per alcuni 
gradini , rellando anche fepolta la foglia , e le ba- 
fi, con parte delle Colonne del Portico;Papa Alef- 

Tom* L I X fan- 



498 DE^rRTZirtKE DI Roma 

fandro VII. fece abbafTare la Piazza medefima , in 
modo che ora dalle vicine Strade fi vede fcopertaS 
Ja detta fòglia fino al antico piano , e fi gode li- 
beramente la vifta di effe Colonne , alle quali fé» 
ce anche il medefimo Principe aggiungerne altre 
due, benché non intere, giù trovate fotterra^ 
verfò la Chiefadi San Luigi de* Francefi ; e nella, 
parte interiore furono puliti fimilmente li marmi,! 
le belle Colonne degli Altari, ed incroftata di nuo- 
vo la Tefludine , che aveva molti ornamenti di 
metallo dorato , come fi riconofce dalli perni , che 
vi fono reilati . Cleniente IX. fece rinchiudere il 
Portico con grofTe Cancellate di ferro ; e final- 
mente Clemente XI. rifiorò nobilmente quefla^ 
Chiefa con far ripulire , ed alluflrare i preziofi .|fj 
marmi, già rozzi per T antichità, e particolar-| |j, 
mente le Colonne : aggiunfe quei, che mancagli' 
vano : ornò di Mofaici la Volta della Tribuna i \^ 
fottodi cui f«^ce collocare la divota , e miracolofa 4 
Immagine della SantifTima Vergine; e fece co^' i[^| 
bruire di Porfidi , e Ivictalli dorati anche V Aitai .,, 
grande, come dalle fue Armi tutt'ora {\ riconofce. ti 



Del Tempio del Buon Evento , 

Dietro al defcritto Tempio era quello de| 
Fucn P-vento 5 venerato da'Gentili, per ot-j .|; 
tenere un felice fuccefTo ne* loro iffiiri . la fùaSta-jà , 
tua rapprefenti.va un Povero, che conia dcflralR 
teneva una tazza , e con la finiflra una fpiga . '.'^ 



Di 



i 



Antica» c Moderna. 4^9 

^ Di S» Maria fopra Minerva . 

FRa gì' Edifìcj , eretti dal gran Pompeo in Ro- 
ma , doppo aver felicemente trionfato dell" 
turopa, Afia, ed Affrica ; vi fu il Tempio dedica- 
to a Minerva , fopra le rovine del quale pecche fi 
: edificò la Chiefa prefente ad onore della B. V. M » 
VÌQiì perciò detta S. Maria /opra Minerva Jr a la me- 
dcfima in flato molto inferiore pofìeduta dalle 
Monache Greche di Campo Marzo , le quali can* 
giando abitazione, lajafciarono . Il Popolo Roma» 
no poi nel Pontificato di Gregorio XI, avendola 
conceduta alli Frati di S. Domenico , li quali defi- 
deravano un luogo proprio dentro la Città, per 
Inaggiormente impiegarfi in beneficio dell'Anime 
de' Fedeli, giacché le abitazioni, affegnatc loro da 
Onorio III. nel Monte Aventino , riufcivano di 
grande incomodo ; {i applicarono quefti Relìgiofì 
a fabbricare una Chiefa di quella grandezza, cho 
oggi fi vede, infieme col Convento annefib, con li- 
mofine di Perfonaggi pii , e riguardevoli . Riftorò 
nobilmente il detto Convento il Cardinal Antonio 
Barberini . Il Coro Rifabbricato da*Signori Sa vel- 
li. L'arco grande fopra 1* Aitar Maggiore coni 
fuci pilaflri da' Signori Gaetani. La Nave di n»ezzo 
dal Cardinal Torrecremata . L* altra della Crocia- 
i ta,e le due laterali da diverfi. La facciata da Fran- 
l cefco Orfini ; e la Porta grande dal Cardinal Ca« 
I pranica . I a Tribuna poi minacciando rovina , fu 
' riedificata da* Signori Palombara , e ii due Orga- 

li Z ni 



I 



'^o6 De SCRIZIONE ri Romìc 

ni furono aggiunti dal Card. Scipione Borglicft J 

Sono fondate in qiiefla Chiefa quattro Con- 
fraternite . La prima è del Santiflìmo Rofario, iHì'^ 
tuita già dal gloriofiflimo Patriarca S. Domenico • 
La feconda è della Santiflima Annunziata , che èi 
molto celebre , ed ebbe principio nel 1460, fotto^i 
rio II. da FraGio: Torrecremata Spagnuolo df 
quefl' Ordine , e Cardinale molto noto per la fua-.j 
dottrina , e bontà . La terza è la Compagnia del^ 
SantifTimo Sagramento , iftituita da Fra Tommafo; 
Stella di quefl* Ordine; <- quefta fu la prima Archi»} 
confraternita del SantifTuno iftituita in Roma . Lai 
quarta finalmente è del Salvatore, principiata nel 
1 ^96. da un di voto Converfb , pur Domenicano j 
chiamato Fra Vincenzo da Paleftrina . 

Nel Convento, ogni Mercoledì fi fa la Co: 
gregazione de' Signori Cardinali del Sant' Oflìzi 
Nel Clauflro fono dipinte a frefco da Gio: Valefio' 
Bolognefe , Francefco Nappi Milanefe , Antonio 
lelli Romano , ed altri, le Iflorie del Redentore j 
della B. V. M, e di S. Tommafo di Aquino . Vi fono 
ancora diverfe Scuole di Filofofia , e Teologia per| 
li Studenti Domenicani , ed anche per Secolari t, 
E finalmente in quefto Convento è una copiofa Li- 
breria, che fi apre giornalmente a pubblico comò-' 
do , evi fu lafciata dal Cardinal Girolamo Cafa-! 
natta , onde chiamafi là Biblioteca Cafanatenfe ; e 
vi fi vede eretta la fua Statua,fcolpita in marmo da 
Monsìi Pietro le Gros . 

Entrando in Chiefa, nella prima Cappella 'A 
mano delira it vede il nuovo Fonte Battefimalcji 

che 



?» 






Antica 9 b Moderna • 501 

che con difegno del Cavali^r Filippo Rauzziiii , e 
conbkflbrilievo di fbucco, rapprel'entante il Bdtte- 
fimodiCrifto, lavorato da Paolo Benagli* , vi fti 
fatto fare da Benedetto Xlll. Nella Cappella fe- 
guente il Quadro principale Ct^n S. Lodovico è 
del Baciccio,eraItre pitture fono del Cavalier Ce* 
lio . La Cappella di S, Rofa fu dipinta da Lazzaro 
Baldi . Nella contigua il S.Pietro Martire è opera 
di Ventura Lamberti ; le pitture laterali iono di 
Batti/la Franco; e le fuperiori di Girolamo Muzia- 
Qo . La Cappella Tegnente delia Santiinma Nunzia- 
ta, che è architettura di Carlo Maderno, fìi dipin- 
ta da Cefare Nebbia; e la Statua di Urbano VII. fìi 
fcolpita da Ambrogio Buonvicino .11 Quadro con 
la Cena di Noftro Signore nella Cappella Aldo- 
brandini, architettata da Giacomo della Porta , e 
dal detto Maderno , è opera di Federico Barocci ; 
le pitture nella Volta fono di Cherubino Alberti ; 
le Statue di S. Pietro , e S. Paolo, laterali all' Alta- 
re, fono Tenitura di Camillo Mariani ; li due Ange- 
li fopra il Frontefpizio di Ambrogio Buonvicino ; 
il S. Pontefice al lato defìro d' Ipollito Buziu ; il 
S. Sebafliano dall'altra banda di Niccolò Cordieri; 
le due Statue del Padre , e della Madre di Clemen- 
teVIII,che (1 vedono a giacere fopra de"'loroSepoI- 
cri , fono del medcfimo ; e di efìb è pure la Statua 
della Carità ; quella della Religione e del medefi- 
mo Mariani; li due Angeli fopra il Sepolcro del 
Padre fudetto del Pontefice , fono di Stefano Ma- 
derno , e le altre Statue fono di diverfi . N-ila fe- 
guente il Quadro di S. Raimondo, inficine con al- 
1 i ^ tro 



502 Descrizione di Roma 

troSanto,è pittura di Niccolò Magni da Artefia'e 
Je figure di S. Caterina , e di S. Agata nel mura 
fuori di quefta Cappella (iiUa mano diritta, fono di 
Girolamo Sicciolante . 

Li due Pattini , che entrando nella Crociata, 
fi vedono con fiaccole nelle mani fopra il vicino , 
Depofito d'Ambrogio Strozzi, fono lavoro di Tad- 
deo Landini ; ed H Crocififìb nell* Altare contiguo 
*^^ è opera di Giotto Fiorentino . L'Annunziata nella jij 
^ Cappella , che rie2;ne , con S.Tommafo d' Aquiiio,i ij 
è pittura del B.Gio: da Fiefole Domenicano ; l'Af-' 
funta per di fopra , e per dì fotto grApoiloli, fo-; 
no di Filippo Lippi , che anche dipinfe tutto il la- i 
ter ale a cornu EpiftolaK ; la volta è fatica di Raf. ; 
frenino del Garbo ; il Depofito di Paolo IV. è di-i 
fcgno di Pirro Ligorio , e la Statua fa fcolpita da 
Giacomo , e Tommafo Cafignela . Nella Cappella, „ 
de'Principi Altieri, il Quadro è del Cav.Carlo Ma- 
fatti;le pitture. fuperiori fono derBaciccio;ele fcul-i 
ture di Cofimo Fancelli'. Nella Cappella del Rofa-i . 
riojfotto il dicui Altare , che fu confagrato da Be- 
nedetto XII L Ci venera il Corpo di S. Caterina da 
Siena , le pitture della Volta con i i^-. Mifterj fonò. )^ 
di Marcello Venufti, fuor che la^ Coronazione dì| ;^, 
Spine , che fu fatta da Carlo Veneziano ; le iftoriej ij| 
laterali della Santa furono dipinte da Gio: de Vec-i ''\^ 
chi ; e la SantiiTuna Vergine neH* Altare ftimafì la«i ' 
voro del fudetto B. Giovanni, chiamato dal Vafa-| 
ri Pittore An^elicc^ ♦ II gruppo in marmo Con la 
Madonna, Gesù, e S. Gio: Battila, pofto da quefìic 
lato dell* Aitar Maggiore, è fcultura di Francefcci 

Sici- ■ 

\ 



Antica , b Moderna • Sfoj 

Siciliano; e dal]' altro lato, la famofa Statua di 
Noftro Signore in piedi con la Croce, è di Michel* 
Angelo Buonaroti.I Depofiti afìai cofpicui di Leo- 
i ne X , e Clemente VII. nel Coro , fono fcnlture di 
; Baccio Bandinelli ; màlaftatua di Leone Fu lavo- 
: rata da Raffaele di Montelupo, e quella di Clemeiu 
) te da Gio: di Baccio Bigio • Il Depofito del Cardi- 
I nal Aleflandro, .Nipote di S. Pio V, fituato prefìb 
I la Porticella vicina, fu difegnato da Giacomo del- 
I la Porta , e la Statua del Cardinale fii fcolpita da 
ì Siila da V^igiù ; l'altro dirimpetto , che è del Car- 
1' dinal Pimentelli,fu architettato dal Bernini, e fcol- 
I pito da diverfi ; cioè la Carità da Antonio Raggi; 
'^r altra figura piangente dal Mari ; ed il redo da . 
1 Ercole Ferrata , e da altri . Quello in mezzo (òpra 
f della Porta, eretto al Cardinal Bonelli , fìi idea- 

• to dalCavalier Carlo Rainaldi; la fcultura di mez- % 

• IO fu fatta da Ercole Ferrata; la Carità da Filippo 

• Romano ; la Religione daMonsìi Michele ; e quel- 
le, che fiedono , fono del Fancelli , e del de Rofll < 

•' ■ 11 Bullo del Cardinal d* Aq^uino , che Ci vede nel 
■' ' fuo Depofito , prima di entrare nella Cappella fc- 
gHente,è fcultura di Francelco Mochi . La Mad ale- 
na neir Altare, che fiegue , e S. Francefco, e San- 
ta Francesca Romana a i lati , f3no di Francefco 

• Parone . Entrando nella contigua Sagreflia, fi ve- 
de dietro V Altare , che refta in facciata, la Came- 
ra di S. Caterina da Siena , trafportatavi dal Car- 

' dinal Antonio Barberini . Il Crocififio, che è nell' 
\ Altare, confagrato da Benedetto XIII. nel 1726, Fu 
•dipinto da Andrea Sacchi; Il S. Domenico nelU 

li 4 Voi- 



ij04 Df SCRIZIONE ni Roma 

Vcita con Angeli , che lo trafportano in Cielo , èi- 
pittura rìi Giufcppe del Baflaro; e la memoria dell' 
Conclave, che qui fii tenuto per T Elezzione di 
Eugenio IV. nel 14^1, efprer'a fopra la Porta iri-i 
terna , è di Gio: Battifta Speranza ; e dall' licriz-i 
zione iotto fi riciiva , che vi fii anche eletto Nic-i 
colò V. Ritornando in Chitfa , la Cappella di S;.n 
Domenico , che era fiata i.rchitettata dal P, Pa-- 
glia , fìi teniiinata , ed abbellita con marmi, d'or-; 
dine del Pontefice Benedetto XIII. conarchitettu. 
rà de' fudetto Rauzzini;'a pittura però della Volti 
è del Cavi-lier Roncalli , ed il Quadro dell' Altare 
di Paolo de Matteis . Il Depofito, che qui fi vede 
eretto allo ftefìb Pontefice di fini marmi , ed ar 
ricchito di metalli dorati, fìi penfiere di Carle fc 
Marchìonne Architetto Romano , che efierdo an. . 
che Scultore , fece di fùa mano il BafTorilievo ne i; 
corpo deir Urna , eli due Angeli, che reggonclji 
l'Arma in cima . Pietro Bracci poi fcolpì la Statuii fi 
idei Pontefice con l'altra a mano deftra ; e quelli i 
a mano finiftra fu lavoro di Bartolommeo Pincel 
lotti . Il S. Giacinto nell' Altare , che fiegue, è pit 
tura del Cavalier Ottavio Lioni Padovano . La. 
Cappella di S. Pio V, che è la prima della Navat; ; 
laterale da quefta banda , ha il Quadro deli* Altz i 
re, colorito da Andrea Procaccini ; La Voltarell 
da Michel' Angelo Cerruti ; ed il laterale a corni 
Epiftola da Lazzaro Baldi. Nel Depofito dell'Ubai , 
dini , che fi vede nel primo Pilaftrone fra queft^ % 
e la Navata di mezzo, Gio: Battifta Calandra fcc 
il ritratto in Mofaico ; e quello incontro di Mari 

Rag. 



51 



I 



Ant?(^a 9 B M0M21NA • 5'05' 

Raggi è bizzarro difcgno del Bernini . Il S.Giaoo- 
mo Apoftolo nella Cappella feguente, è pittura di 
Marcello Vcniifti . Il S. Vincenzo Ferreria nel^altra 
fu dipinto da Bernardo Camelli ; il Depofito incon- 
tro del de Araicis è difegno dì Fietro da Cortona; 
e le due Statuette nella Cappella contigua del al- 
vatore fono di Michele Maini da Ficfole . Nella 
penultima diS. Gio; Battila, tutto è pittura del 
Nappi . Il Depofito di Monfignor Fabretti Jiel Fi- 
iaftrone dirimpetto è fcoltura del Cavalier Camil- 
lo Rufconi; e la Madalena nell'ultima Cappellai 
delfuddetto Marcello Venufti .Fra quella Cappel- 
la , e la Porta contigua fi ofTcrva il Sepolcro di 
Francefco Fuontebuoni , e Mino da Fiefole vi fe- 
ce la Statua; F altro poi della Moglie è di An- 
drea Vcrucchio . Contiguo alla Porta maggiore ft 
vede anche quello del Cavalier Pucci, che è dife- 
gno di Giacomo della Porta; ed il Donatello fcol- 
pi la tefta nelF altro vicino . 

Eflendofi detto nel principio di quefto difcor* 
fojchc quefla Chiefa è ftata fabricata fopra il Tem- 
pio di Minerva, di quefto (i tratta nel feguente . 

Del Tempio di Minerva . 

IL Tempio di Minerva , chiamato da Vittore il 
Minervio, fu edificato da Pompeo il grande 1 
con le ricche fpoglie , e trofei, riportati da moltil^ 
fimi Popoli, e Nazioni, che debellò in guerra,come 
fi legge nel cap,26. del 7.1ib.df Plinio . Nel fito di 
querto Tempio è oggi il defcritto Convento de' 
Padri Domenicani,perciò fi chiama della Minerva; 

^ cui 



^c5 Descrizione di Roma 

il cui refidui , fcrivoho, aver veduti a t/empo loro » 
il Fulvio , ed il Marliani . 

Peniano alcuni , efìcr fiato quarto il Tempio 
di Minerva, detta Calcidica dalla di lei Statua di : 
bronzo ; m'd in ciò s* ingannano ; mentre il Tito del | 
Calcidìco è incertiflìmo , ed inoltre fu quello edi- i 
ficato da Augufto, come Dione afferilcc nellib. 
5 1 , e non da Pompeo . 

Riferifce il medefimo Plinio la feguente Ifcri- 
zione , già polla nel fuddetto Tempio di Minerva : 
GN. pompeVS. magnvS, ìmperator, bello 

XXX. AJ^NORVM. CONFECTO 
FVSIS.FVGATIS. OCClsflS. ET. IN, DEDITJONEM. ACCEPTIS 
HOMINVM. CENTJES* VOCIES.SEMKL, LXXXIII. MILLIBVS 
DEPRESSISI AVT. CAPTIS. NAVIBVS.DGCCLVI. OPPIDIS 
CASTELLIS. MILLE. QVINGENTIS.XXXVIII. IN. FIDEM 
RECEPTIS. TERRIS. A, MEOTIS. LACV. AD. RVBRVN 
MARE. SVBACTJS. VOTVM. MERITO. m1NERY-«» HOC 
AB. OR'ENTE. ^ i 




ir 

k 



Dell' 



Antica i s Moderna T J07 

Dell* Obciijco nella Piazza della Minerva , 

SI vede nel mezzo di quefta Piazza il bellilTima 
Obelifco, erettevi Tanno 166*7, Fti trovato nel 
proiTimo giardino de' Padri Domenicani; e ftava 
probabilmente neiP Ifido , o Serapio , cioè avanti 
ài uno deili due piccioli Pempj, dedicati a Kióq , 
eà a Serapide , circonvicini al Pe.npi 3 di Miner- 
va , eppure nello ftefib di Aiinerva . E* alto palmi 
24. con la bafe di tre palmi , e un feflo ; ed i-i al- 
cuni luoghi gli Geroglifici non fono interi , ben« 
che fiano di buon intaglio . 

Il Pontefice Alefandro VII, Io fece collocare 
fopra i! dorfo di un Elefante di marmo , fcolpico 
da Ercole Ferrata ; e del feguente tenore fono le 
Ifjrizioni , che vi fece porre . 

Nella parte verfola Chiefa : 

VETERUM. G3ELISCUM. 

PALLADIS. AEGYl TIAE. M NUMEXTUM. 

F. TELLURIS. ERUTJM. 

ET. IN MINERVAE. OLIM. 

NUNC. DEIPARAE. GENITRIZIS. 

FCRO- ERECTUM. 

DIVINAE. SAPIENTIAE. ALEXANDER. VII. 

LEDICAVIT. ANNO. SALUTIS. 

M. DC. LXVU. 

Nella parte oppofta : 

SAP^ENTIS. AEGYPTL 

TNSCULPTAS. OBELISCO. FIGURAS. 

AB. FLEPHANTE. BELLUARUM. FORTISSIMA. 

GESTARI. oyiSQUIS. HIC VIDES- 

DrCUMENTUM INTELLIGt. 

ROBUSTAE MENTIS. ESSE. 

SCLIDAM. 5AF1ENTLAM. SUSTINERE. 

4r. 



5oS Discnizioifi DI Roma 

'Accademia iegV Ecclefiéiflict nella mede/ima PUzza , 

SI vede anche qui fituato il Collegio de' Nobili 
Ecclefiaftici , al quale fi diede principio nel 
Pontificato di Clemente XI; mentre,eflendofi adu- 
nati molti Nobili Ecclefiaftici col beneplacito di 
Sua Santità, e poftifi a vivere in forma di Commu- 
nità , penfarono di fvegliare maggiormente per 
qucfi:aviagli Studj della Pietà, e della Scienza^ 
nelle Perfone óqI Clero . Abitarono da principio 
ne^f^ Cafe de' Signori Gottifredi nella Piazza di 
Veiiezia, e poi nel 1706. fi trasferirono in quefta 
abiezione » che fu già de' Signori Severoli , com- 
prata per qucflo effetto . Il Cardinal Renato Im- 
pcriale con l'afiìdua Tua vigilanza,prefe a promuo- 
vere , in fino da' Tuoi principi , quefl'opera , e già 
da molti anni fi trova accrefeiuta di Convittori, 
ed accreditata, non foloin Roma, ma in tutta 1* 
Italia . Quelli , che vi vogliono eflere ammeffi, d •- 
vcno efiere in età di anni 2 1. in circa , di nafcita 
Nobile t in abito di Chierico > ed efamlnati di fre- 
quentare gli Studj fuddetti . 




^ 



m 

Chie. \m 



JJ 






Antica, e Moderna 



S09 




'" ' Chiefadi S. Ignath 1 

Esfendo flato canonizzato S. Ignazio iojola. 
Fondatore delia Compagnia òi Gesùjda Gre- 
gorio XV ; Il Cardinai Ludovico Ludoyifio allora 

Vi. 



5 IO Descrizion» di Roma 

Vice-Cancelliere, e Nipote dello nefib Ponteficei; | 
clefle quefto luogo , dove era nrima una piccola* ^' 
Chiefa dedicata alla Santiflima Nunziata , per fa-! " 
bricarvi queflia , che dedicò ad onore del medefi- ' 
mo Santo . EfìTo fteflb vi pofela prima pietra 1* an- 
no 1626. e vi gettò delle Medaglie ne* Foudamen. f^i 
ti . Succeduta poi la fua morte , fi continuò nien-l 
tcdimeno la fabrica , perche lafciò a queft* effetto f 
nel teftameuto il fondo affai confiderabile di feudi f' 
200. mila ; e febene del tutto non potefìe eiferi J" 
terminata per V Anno Santo del 1 650 , fìi con- i 
tuttociò quefto Tempio aperto in tal anno per^ ^^ 
comandamento del Prencipe Niccolò LudoviJ ?' 
fio > Fratello del Cardinale fuddetto ; doppo de! * 
qual tempo poi avvanzandofi maggiormente là '" 
fabrica, nel 1685:. fii del tutto terminata, * 

Nel cavarci fondamenti fu trovato un Ac-'^)^| 
quadotto incroftato di marmo , ed ornato di Co- 
lonne , il quale conduceva Tacqua Vergine, oggi; 
detta di Trevi , alle Terme d* Agrippa ; e quivi 
forfè faceva la fua moHlra . Vi furono anche ritro. 
vati Avanzi antichi di gran fabrica , la quale, o fi' 
parte della Villa pubblica , dove Ci alloggiavancj 
gli Ambafciadori de' Nemici , o fu il Cartello d : 
tal Acqua . 

L'architettura di quefto Tempio è penfiercii 
di varie perfone , cioè del P. Grarfi Gefuita , de 
Domenichino, e anche dell' AIgsrdi , il quale ( 
parimenti Architetto della fontuofa Facciata^conr 
porta di belli travertini con due ordini di Colonne 
Corintio » e Compofito , e terminata da una vs 






Antica » e Moderna • yi i 

ga balauflrata fimiJe > che circonda tutto il tetto 
della Chiefa, la quale è àìvifs. in tre Navi . En- 
trando nella medefima, il Quadro del primo Alta* 
re a mano deftra è di mano di AlefTandro Salini . 
Nella feconda Cappella dipinfe iiTranfito di S.Giu- 
feppeil Cav.Francefco Trevifani, di cui è parimen- 
te la Lunetta , che rapprefenta S. Luigi Gonzaga, 
in atto di ricevere il Santifilmo Viatico ; V altra 
incontro colla B. Lucia da Karni è di Giufeppc-j 
Chiari ; eia Cuppola ci Lui^i Garzi • Nella terza 
Cappella il S. Gioi! echino colla Vergine Santifli- 
na , il Dio Padre in alto , e molti Angeli, è pit- 
:ura di Stefano Pozzi Romano . Nel feguente no- 
bile Cappellone , che fu eretto da Signori Lan- 
rellotti ad onore di S. Luigi Gonzaga, tutto è dife» 
>no del Padre Andrea Lozzi Gefuita , che vi di- 
linfe di Tua mano anche la Volta . E* qucfla Cap- 
■)ella tutta ornata di finiflì.ni marmi , e di metal- 
i dorati ; lì bel bafToriiicvo del Santo ( il di cui 
Corpo {{ venera fotte dell' AJtrre } fii fcolpito da 
Vlonsù Pietro le Gres , che fece anche le due Sta- 
ue di ftucco fopra Pale del Prontefpizio ; e li due 
\ngeli in piedi fopra della Bal*^.uf1:rata fono opera 
li Bernardino Ludovifi . Da qui paflando più in- 
lanzi verfo la Porta laterale da quefì-a banda,vie« 
ic in facciata il bel Depofito , in cui giace fcpolto 
1 menzionato GregorioXVfatto con architettura, 
: fcoltura del detto MonsàleGros; ma le due-» 
■ame fono di Pietro Stefano Monnot , e le quattro 
ìtatue nelle Nicchie del Cavalier Camillo Rufco- 
li . Anco qui è fepolto il menzionato Cardinale 

Ludo- 



512 Descrizione di Roma ■ 

ludovifio, ma (otterrà; il quale febene morto in 
Bologna nel l6g2. di ^7. anni , fu nondimeno di là 
trafportato in Roma il Ilio Cadavere doppo molti 
anni , e ferve per di lui Depofito la memoria , che 
fi vede eretta a pie di quello del Pontefice fuo Zio . 
Tutta la Tribuna dell'Aitar Maggiore è pittura del 
detto Padre Andrea Pozzi , e le altre quattro Sta- 
tue fotto il vicino Andito, per cui fi va alia Sagre- 
ftia, fono di divertì • La Fede fìi fatta da Simone-i 
Giorgini: la Speranza da Jacopo Antonio Lavag^ 
%i : la Carità da Francefco Nuvolone ; e la Reli- 
gione da Francefco Rainaldi . Il S. Ignazio poi .. 
che qui parimente (ì oflerva, è il modello fatto da 
GiufeppeRufconi della Statua , che fcolpiin mar^ 
mo fino,e fu collocata nellaBafilicaVaticana.Siegue 
da queft'altra banda il Cappellone contiguo, or- 
nato di frefco fui modello appunto di quello incon-i^ 
tro di S. Luigi Gonzaga . Tutta la Volta fìi dipinta \ 
dal Conte Ludovico Mezzanti ; il Bafìbrilievo nell^ì 
Altare , che rapprefenta la Santifllma Nunziata h 
invenzione , e fcoltura di Filippo della Valle ; e li j 
due Angeli in piedi nellaBalaufiirata di PietroBracji 
ci » che anche ha lavorate di ftucco le due Statue jj 
federe fopra Tale del Frontifpizio. Li Quadri neg! 
Altari delle altre tre Cappelle feguenti furono tu^ 
ti dipinti dal Fratello Pietro Latri Gcfuita; e queì; 
la del Voltone della Chiefa , e della profpettiva»^ 'p 
rapprefentante in pianola Cuppola elevata, fon ; 
del più volte nominato Padre Pozzi . ji| } 

De/ I ? 






Antica, b Moderna. jjij 




Del Collegio Romanil 

AMmirafi, unito allamedefimaChiefajil vafto 
Edificio del Collegio Romano, fatto erigere 
dal Pontefice Gregorio XIIL con architettura 
Tom. I. K k di 



J14 Descrizioni di Roma 

di Bartolommco Ammannato Fiorentino, che lajt 
refe con il proprio ingegno il più fingolare d'Ita-,)^ 
lia . Le file Porte fono ai rara bellezza , e tutte di 
'i ravertino . Contiene uno Ipazioio Cortile,ed un 
bellilfiino Porvico ibftenuto da groifi , e fpeflì pila-;)f/ 
ftri » con un altro (opra , per il quale pafìando, en-, 
trali nella gran Sala ornata di varie pitture , ed 1 
in altre Sale , e Stanze molto commode , e neceffa^ n 
rie per cesi nobile Studio; per Aabilimento dtl^lj 
c]U.;le anche S.Francefco Borgia, allora G onerale,, ij^, 
contribuì alcune fomme di denaro . Fu iftituitoj,ij^j 
per pubblica utilità , e beneficio de' Studiofi , edjjjfu 
arricchito dal detto Pontefice di ccpicfifììme en-jjj« 
trate . Vi s'infegna la Grammatica , e le Lingu^^ j 
Ebraica, e Greca, P Umanità, Rettorica, Mat.4 
tematica , Filofofia , e Teologia , con molto con^' ,3 
corfo di Studenti , e di tutti Ji Colico j di Roma ^ jjj 
V'è ancora una commodillìma abitazione per i me^ \^^ 
definii Padri , ed una celebre Libreria, fatta prin-j jj 
cipalmente da Monfignor Goccino Auditore d^ ,^| 
Rota, edaccrefciuta da i.Itri, nella quale fi con4 :• 
ferva un curiclò Muièo del P. Atanafio Chirche-i L 
rio della flefia Compai>nia , e vi è unito ancheJjj 
quello del Marchefe Alefiàndro Capponi, che 1 
lafciò per tefiamento a quefti PP, 

Fa uicnzione il Dcnr.ti di unTempietto di Mi 
nerva , fcoperto nella fabbrica di quello Collegio; 
con la Statua di quella Dea , appogiata ad u 
tronco, cinto da un Serpe , la quale fu trafportat 
nel (lardino Lcdovifio, verfo Porta Saiara ; qual 
Tempietto, comeche non può eflere, né quello di 

Au- 






i^NTicA, E Moderna, yt^T 

Aiigufto, né quello di Pompeo; crede perciò il 
v^ardini al cap. 9. del 6. lib, eflcr flato vcnfiniii» 
lente un Larario privato • 

')ell' Oratorio di S. Francefco Saverlo , e della Con* 
gregazione della Communione Generale* 

'^collaterale aldettoCollegio verfo la Strada del 
<^ Corfo trovafi J' Oratorio , dedicato alla Ma- 
onna Santifllma della Pietà , ed all' Apoftolo dell* 
idie S. Francefco Saverio , ridotto in così bella-. 
)nna dal P.Pietro Caravita della medefima Com- 
agnia circa l'anno 1 7 1 1 . con limofine de' Secola- 
'i . Il Quadro dell* Altare fi\ dipinto a frefco dal 
^avalier :>ebaftiano Conca ; e le pitture, parimen- 
e a frefco nella Volta del Portico, fono di Lazzaro 
ialdi. Da qui falendofi all'Oratorio fuperioret 
he chiamafi il Rifiretto; la Madonna de Sette Do- 
3ri , dipinta in un' ovato in cima alla fcala , è di 
lano di Tommafo Salini ; 1* altro ovato , in cui è 
iipinta parimente la Madonna , ed il Bambino 
.ella prima Stanza , è di Odoardo Vicinelli ; e tut- 
e le Pitture a frefco, tanto qui , quanto nell* Ora- 
orio anneflb/urono fatte da Gaetano Sottìno Pa» 
, srmitano , che anche dipinfe il Quadro delPAlta- 
' e colla Venuta dello Spirito Santo ; e tutte le fi?u- 
e di ftucco fono lavori di Gio: Battifta Maini. Qui 
Igni fera fi fanno di voti efercizj con molto con- 
;orfo , e dal Limedì di Carnevale fino al Mercole* 
iìfeguente a fera , fi efpone con apparato bellifii* 
no, e con Indulgenza Plenaria, il Divin Sascra- 
nento . K k a Vi 



y 



ji^ Descrizione diRom/i 

Vi fi frequenta parimente il Tanto efercizio dellJ 
Ja Communione Generale , che fi fa in varie ChicJ 
fé, ogn'ultinia Domenica del mele. Fu iftituita Ì-J' 
prima volta Tanno 1609. d^l P, Marc*Antonio Co. 
ftanziGefiiita, ed accrefciuta prcfentemente cojfj 
Divino ajuto a tal fegno, che; veggonfi talvoltcì co 
mmiicare più migliaja di perfone in una fola mat^ 
tina • 

Palazzo de Carolis . 

;C0 

QUefto Palazzo , che fi vede nel Corfo , incon* J 
tro la Chiefa di S. Marcello , fìi fabricato ^^ 
con difegno di Alefì'andrQ Specchi ; ed oltre il fuc '^^ 
belliflimo Profpetto efl:eriore , ha nobiliifimi , ed 
ornatifiìmi .'^ppartamentiidipinti ne'Sofiìtti da Pit^ 
tori Ji più celebri , che foffero in quel tempo • 



h 



Velia Collegiata di Santa Maria 
in Via Lata . 



ire 

ICCi 
Mi 



piai 



,1 



QUefta Chiefa è antichifilnia, eflendo flato qu' 
contiguo un Monaflero, chiamato dì S, CI 
rìaco 5 in cui efiendo poi fucceduti li Canonici , S&, 
Capitelo Secolare i venderono quefì;i le abitazio 
ni de Monaci alli Signori Principi Pamfilj , rifer 
vandofi folamente la Chiefa , che anche è Pa 
rocchia col Fonte B^ittefimale, ed è Diaconia de 
primo Cardinal Diacono . Sotto ìì Portico delh 
Chiefa , € per la Porta , che refta fulla mano de 
flra , fi (cende In un fotterraneo , che fu alberg; 
di S. Paolo Apoflolo per lungo tempo , e di S. Lq 

CSL WH\ 



Antica, e Moderna. 517 

•a Evangelifta; e perciò fu quefto luogo chìaiiiato 
.nticaiiienteOratoriodi detti Santi. Qliì col S.Apo- 
tolo abboccandofi frequentemente S. Pietro, con- 
erivano infieme, e deliberavano (opra le materie 
Iella Fede Cattolica ..Qui lo Hfcefìb S. Paolo con- 
erei alla Fede di Criflo , infino alcuni della Corte 
tefTa dell* Imperadore ; e più volte fi degnò il Si- 
gnore di comparirgli, vifitandolo, confortandolo, 
:con promettergli ancora, che farebbe ftato libe- 
:o dalle mani del Leone(intendendo del fiero Mo- 
ro di Nerone ) e che farebbe flato gran Predica- 
3re per la converfione di un* infinità di Genti- 
. Qu] battezzò un gran immero di Perfone , 
d avvenne , che non efiendovi acqua per battez- 
are , facendo orazione , comparve un'Angelo , e 
Dccando il fito , ove quella s* afcondeva , forge 
Timediatamente V acqua , che oggi fi vede eoa 
n recinto in forma di Pozzo . Qui lo Spirito San- 

gli dettò le lettere , che icrifie agl'Ebrei , ed a_, 
.Luca gì' Atti degi' Apoltoli ; equi finalmente ^. 
jpinlè il Santo Evangelifla la Sagra Immagine di, J^ | 
laria ^antiiììma, che data da efio a S. Paolo, que- 
[o nel partire da Roma la donò ad un fuo Divoto, 
d è quella flcfia, che pr-fentemente fi venera nel 

Principale Altare dilla Chiefafiiperi re . Il Bafib- 
iiicvo , che neli' Altiere di que fl:o Ibtterr^^neo fi 
ede , è (coltura in m^^rmo ci Cofimo Fancelli, che 

•?ce anche V altro più piccolo in creta cotta nell' 

Utarino . 

1 Fffendo venerabile per sì fatte memorie dei 
letti due ianti quefto luoeo, che fu anche Alber- 

K k2 SO d! 






<i9 Descrizione DI KoM A ' | 

go'd' altri, dì S. Marziale in fpecie , Difcepolo clj! C 
Gtsh Crifto, e di S. Marco ; ciò mofìe forfè il grani (f 
Coftantino a fabricarvi fopra la Chiefa prefcnte,;fc 
che S. Silveftro poi e onfagrò . ¥h da poi rifatta dai C( 
fondamenti ; e nar^a il Cardinal Baronio, che nel, jil 
^Foo. S. Sergio Papa la confagrò di nuovo, e che; (li 
anche fucceflìvamcnte la rilloraffe Innocenzo Vlf.; Sji 
da cui nel 1485^. fu qui diroccato un'Arco , che in. 
gombrava di molto la Strada del Corfo , e venival Sei 
filmato da molti Antiquarj , che probabilmentei iM 
fofìe ftato eretto ali* Imperatore Lucio Vero > ò ai lei 
Gordiano . ( Cnj 

In oggi non v' è ornamento, che non renda-»; k 
nobile quefta Chiefa al pari d' ogn' altra di Roma, 
ed il Cavalier Cofimo da Bergamo ne fu 1* ArchU fa 
tetto . L' Aitar maggiore , che è Padronale della af( 
nobil Famiglia d' Afte Romana , è tutto coftrutto re! 
di fini marmi , e di metalli anche dorati . La Tri-^ ife 
buna fu dipinta da Andrea Camailei .Nelfoffittc' 
(ì vedono ftimatiifime Pitture di Giacinto Brandi, hf 
che dipinfe anche il S. Andrea nel primo Aitare a tj^j 
mano deftra, entrando in Chiefa • Quello , che fie« Jtt^ 
l>:ue di S. Niccolò, S. Biagio , e S. Giufeppe è operai od 
di Giufeppe Ghezzi . Il Quadro dell' Altare in cir I5 
ma , fulla finiftra dall'altra banda , in cui è efprefT; i|j 
la Madonna , S. Caterina , e S. Ciriaco , è di Gio I 
Odazj • Quello, che fiegue,di S, Paolo , che battez 1 
za , del Cavaliere Pietro Leone Ghezzi ; e T ultim(| a 
«Iella Madonna , S. Awtonio , e S. Lorenzo con ali u 
tri Santijdi Pietro de Pietri, che anche colorì tutt q 
li quattro ovati fopra le Porte. Il Battefimo poi d- 

Gesù 



^ 



ANTicXy^ Moderna , ^r9 

iGesJi Crifto è di Agoftino Maducci , che anche fe- 
ce 1' Annunziata , V Adorazione de' M ;gj, lo Spo* 
Tazio di Maria Santiflìma con S. Giufeppe, cla_- 
Concezzione con S. Gioacchino , e S. Anna . Ge- 
iìi Crifto, che rifufcitato comparifce agl'Apoftoli, 
* la Madonna del Rofario con S.Domenico, ed altri 
Santi , fono del Piaftrini . 

Tutti quefti ovati fece fare il Cardinal 
"Benedetto Pamfilj , efiendo qui Diacono , ed 
abbellì pure il Pavimento di fini marmi ; e la Tua 
Eccellentifllma Cafa fece a proprie fpefe le due-f 
Cappelle laterali alla Maggiore > ed ornoUe an- 
iche di ihicchi dorati • 

La flimatilTima facciata poi di Travertini^ fo- 
flenuta da Colonne di ordine Corintio , ed orna- 
ta fotto con un Portico chiufo da Cancelli di ferro, 
re la fece fare Aleflandro VII. con architettura di 
l-ietro da Cortona . 

Gode quefta Chiefa la Stazione infieme con 
(a Parocchiale de' SS. Quirico, e Giulitta alP Ar^ 
:o de Pantani; e vi fi ce!ebra il quarto giorno dell' 
Ottavario de SS. Apofloli Pietro, e Paolo , ifiitui. 
to dal Regnante Sommo Pontifice Benedetto XiV. 
che cade alli '7. di Luglio ; e vi tengono Cappella 
i Monfignori Uditori della Sagra Rota . 

Palazzo Paìr.filj , 

QT^efi:o Palazzo delPEccellentifrima Cafa Pam. 
filj ne forma due : uno ha il iTofpetto nella 
Ì-ÌLZza del Coile^^w Romano ; e 1* altro , bencr è , 
Uftito, refta nel Corfo . L* ultimo Prencipe D. Ca- 
K k 4 n^il- 



5^20 Descrizione ^ r Roma 

imilJo fece abbellire la parte , che riguarda h 
Cor/o con una facciata architettata dal Valvafo- 
ri , adornandolo ancora con vaghe Pitture negl* 
Appartamenti , che à quella parte corrifpondono; 
e con una nobile Galleria , in cui , oltre degl'Araz* 
zi , fi ofTervano Quadri d'un' valore inefii inabile ; 
ed il moderno Prencipe D. Gio: Battilla vi ha fat- 
ta fare una magnifica Scala, tutta abbellita di fiuc- 
chi finilfimi con difegno di Paolo A malli . Nel fito 
dì quello Palazzojfecondo la Pianta di Roma.Anti- 
ca,erano li Portici di Cofìiantino Magno. 

L* altro Palazzo poi refia fulla Piazza del Col- 
legio Romano , fatto con vaga, e nobile architet- 
tura di Francefco Boromini , e qui pure fono con- 
fideraMIi diverfe Statue antiche , e pitture di ce- 
k'I^ri Autori , cioè ài Tiziano , del Domenichino, 
dì Andrea Sacchi, di Carlo Maratti , ed altri , con 
due Librerie affai copiofè , una di belle lettere, e V 
altra di materie legali . 

Palazzo nuovo Pamfilj in Piazza di Venezia . 

II Prencipe D. Camillo ultimamente dcfon-j 
to, che ampliò grandemente il fuddetto Pa-| 
lazzo , fabricò anche un nuovo braccio corri- 
fpondente alla Piazza di Venezia con fomma ma- 
gnificenza , e grand' efienfione ; effendo che dal 
Vicolo , contiguo al Palazzo de' Signori d'Afte, s'j 
«ftende fino all'altro, che dalla Piazza di Veneziaì 
Conduce fulla Piazza del Collegio Romano ; ed è 
«obilmente adornato di (luccki > con Stanze nd| 

pian 




! 



ma il Venezia fp^l^^ J' J^^ 



tQ.y=i^^=i^-'^-'y 



Antica , e Moderna . 521 

ìan terreno ad ufo dì botteghe, con maeft^fe rin- 
hiere nel piano nobile, e vaghe ringhierine nel 
rimoMezzanile fotto il fecondo piano ; potendoli 
ire, effere qiiefto Palazzo tutto infieme uno de'piìt 
intuofl, e grandi tdificj, che fiano prefentemente 
entro ài Roma , e tutto è ftato Fatto fotto la di- 
izione del fudetto Architetto Paolo Amalii • 

Deiia Collegiata di S. Marco . 

"^ Uefta Chiefa, benché fia dedicata a S. Marco 
^^ f vanjgcelifta , ha contuttociò prefo ancora^ 

lU'i Titolo da S. Marco I , Pontefice Romano, 
le nell'anno ^?6. la fondò , mediante la fplendi- 
a pietà di Coflantino il Grande . Fu poi rinovata 
a Adriano I. in buona parte, e due Pontefici, 
le 1' avevano in titolo , efiendo Cardinali , vi la- 

iarono di fé fteffi degne memorie . Uno fìi Gre- 
orio IV. Romano, che circa P anno 8^?. la rifto- 
b da fondamenti , ed ornò la Volta della Tri-uina 
i mofaico ; e Paltrofù Paolo li. Veneziano , che 
el 1468, falva la detta Tribuna, la rifece, vi 
ggiunfe il Portico , e vi fabricò il contiguo Pa- 
izzo con architettura di Giuliano da Majano • 
)uì abitò Carlo Vili. Rè di Francia , venuto a Ro- 
l'ajper andare alla conquida del Regno ci Napoli . 
)ggi poi vi rifiedono gr Ambafciadcri della Re- 
ublica di Venezia, conceduto loro da Clemen- 
3 Vili, in contracambio di quello , che la medefi- 
laRepublica aveva colà affegnato del proprio al 
-unzio Apoflolico * Sotto PÀltar Maggiore fi ve- 
ne-. 



I 

J22 Descrizione di Roma || 

nerano li Corpi del Santo Pontefice fuddetto , e^p 
de* SS. Martiri Abdon , e Sennen Perfiani , con Icif i 
Reliquie del S. Evangelica . Le pitture a {rtkw 
fopra le Colonne fono di molti , cioè la prima a-.|B 
mano diritta , entrando in Chiefa , di JFrancefcoir 
Mola ; la feconda di Francefco Aliegrini ; la terzaiimi 
di Gio: Angelo Canini , e T ultima ài Guglie'matì 
Cortefè . Quella incontro quefta dall' altra pi;rte,f^el 
di Fabrizio Chiari ; lu feguente del detto Allegrini:k 
la terza del detto Canini, e T ultima, che è di-mi 
contro alla prima fuddetta dall'altra parte, delk 
detto Guglielmo . Le Battaglie nelle lunette fopraii 
le Porte laterali fono del Padre Cofimo Gefuita ; eh 
tutte le Pitture a frefco fuori delle Cappelle , chejfiri 
foftengonodiverfi ritratti de Pontefici , elcSihil-jtci 
le nelle lunette, fono del Cavalier Bernardino Ga-ila; 
gliardi da Città di Cartello. Ritornando alla I or.te 
ta principale , il Crifto rifufcitato , che è dipinto! Am 
nel Quadro del primo Altare a mano diritta,!! cre-j k 
de del Palma. Maria Santi ffi ma , Gesù, S. Gioia 
Battifta , e S. Antonio nel fecondo è di Luigi Gen-i irci 
tile . L'Adorazione de Maej nei terzo dal Cava-( jie 
lier Carlo Maratti ; eia Pietà nel quarto del det-i IS 
to Cavalier Gagliardi . Nella Cappella dd SantiU k 
fimo, che è architettura dì Pietro da Cortona , ili it\ 
S. Marco Papa, efprefìb in tavola, è di 1 ietro PeJ il 
rugino ; l'altre fono del Borgognone , che fece fi-j g] 
milmente i laterali nella Tribuna dell* Aitar Mag- 
giore, e terminò il Santo Evangelica nel mezzo, 
cominciato dal Romanelli , La Conc zzfone di 
Maria nell'Altare vicino ;illa Sagreftijg, ed il S. Mi 

che- 



.Antica, e Modfrva. 52? 

3iele nel feguente , furono coloriti dal Mola . Ln 
Martina apprelTo è pittura di Ciro Ferri, che di- 
nfe anche un Iatera]e,e l'altro è ài Lazzaro Bifidi. 
S. EvangeJifla nell'ultima è onera del fuddetto 
pienigino, e la Prudenza, ed Innocenza ai lati 
fano lavori a frcko , infieme colla Volta , del Ca* 
ralier Carlo Maratti . Le Teniture nel Depofito 
lei Cardinal V^idman fono di Cofimo Fancelli ; 
uelle del Cardinal Bragadino di Antonio Raggi ; 
•l'altra del Cardinal Bafadonna di Filippo Carca- 
u. Di qiieflaChit^fa Parocchiale , e Collegiata^ 
Ènfieme, fono fiati anche benemeriti due Cardinali 
^enezi: ni, Preti di quefto Titolo , cioè Domenico 
Grimani , ed Agoflino Valerio ; particolarmen- 
te il primo , che l'adornò di Pitture > e di un bel 
Pavimento dì mofaico , un pezzo del quale tutta- 
iria vi fi offerva .Anche Niccolò Sagredo , che fìi 
Ambafciadore a Clemente X, ed AleffandroVIII, 
a riftorò notabilmente, rifacendo il medefimo Pa- 
lmento, ed adornandola di ftucchi , e Pitture con 
rchTtettura del Cavalier Fontana , come fi racco- 
glie dairifcrizione , che fi vede affifla nel Portico • 
n Signor Cardinal Angelo Maria Quirini però, 
che doppo efferne flato per lungo tempo Titolare » 
la ritiene ora in Commenda , ha oltrcpafTato nel- 
le Beneficenze tutti gì* altri , effendo confiderabi- 
li gli riftoramenti , ed abbellimenti fattivi, fintan- 
to che non ha compitamente adempito il (120 defi- 
derio , che e quello di rendere quefto Safro Tem- 
pio uno de più vaghi , e de più maeftofi dì Roma • 
Ha egli rinorato ài beJlifìlma noce tutto il Co- 
ro 



iti 
i 



la! 
[oè 

ina 



'j24 Descrizione di Roma 

ro de Canonici , facendo apporre fopra Io fialidi 
di mezzo un Medaglione di Bronzo dorato con il 
Ritratto del Pontefice Paolo li. Ha fatto ripulire li 
marmi di tutta la Cappella del Santiflìmo , rino- 
vare TAltare col fuo Ciborio di fine Pietre , e me- 
talli dorati, e ridorare ancora gli Cucchi . Coa_i 
difegno di Filippo Barigioni ha fatto coflruir di 
nuovo l'Aitar Maggiore con tutto il fuo Proipetto, 
che è 3 rivolto verfo la Chiefa , e rinchiuderlo 
poi con nobile Cancellata , framezzata da più Pi- 7 
laurini di fino marmo . Ha fatto erÌ2;gere nella 
Kave di mezzo le Colonne ifolate>incroll:ate di Dia- 
fprodi Sicilia co* Pilaffcri dì marmo bianco vena- 
to , che reggono le Navate laterali ; e vi ha fatto r «., 
finalmente eiprimere inquadri di bafibrilivo dr 
ftuGCo fopra di effe Colonne le iftorie de SS. Apo- 
fìoli . Clemente Orlandi ne ha fatto il difegno , e 
diverfi Scultori vi hanno operato. 11 S.Pietro, 
ed il S. Mattia fono di Pietro Pacilli . Il S. Paolo, 
li SS. Filippo 5 e Giacomo , S. Tommafo, S. Mat- 
teo, e S. Giacomo Maggiore fono di Ciarlo Mo- 
Baldi . Il S. Andrea di Andrea Bergondi. 11 S. Bar. 
tolommeo di Giovanni Ledous . 11 S, Simone , e 
Giuda di Salvatore Bercari ; ed il S. Giovanni di 
Michel Angelo Slodtz . 

Ufcendoda quefta Chi ?fa per la Pcrta mag-^ 
gìore , a mano finiftra del Portico refta la picco- 
la C:-ppella della Madonna , chiamata di S, MarroyW< 
perche è contigua alla defcrittct Collepiata . Gio: 
B'-ttifìia Contini fii architetto deli' Alt. re , e degl' 
altri ornamenti ; e gP Angeli , e il Pattini , (col. 

piti 



flClI 

fi 

kti 
a 

'ori 



Antica i B Moderna i^ ^25» 

liti in marmo , fono lavoro di Filippo CarcanìJ 
-a miracolofa Immagine di Mi ria Santiflima col 
iglio in braccio è pitturatici C^ivalier Gagliardi • 
^1 efi andrò di G io: Francefco Bologne'e dipinfe-* 
ateralmente la Natività di Maria, V ATunzione , 
' la fuga in Fgitto ; e dì Giufèppe Alberti da Tren- 
lo è r Annunziata • 

Fuori della Porticella laterale , che è qui vi- 
■jina air Altare , fi vede una Fontana con bella-, 
^onca, trovLt-a in una Vigna a S, Lorenzo fuori le 
Mura , e fatta qui porre d^ì Cardinal Farnefe in 
iiogo di altra maggiore levata , e trafportata al 
tiQ Palazzo . 

Sì ^Cce per la Porta principale , ed entrando , 
^fuito il Portico della Chiefa di S. Marco , pjr il 
ìcino Portone nel gran Cortile óq] Palazzo di Ve- 
aezia 5 qui doppo aver ofiervato l' abbellimento 
iiattovi dal menzionato Signor Cardinal Querini , 
) la nobile Fontana in mezzo ; ulcendo dall' altro 
^ortone , che è il principale diquefto Palazzo, fi 
rova fulla mano finiflra della Piazza il Palazzo de 
ignori Cottifredi , edificato con architettura di 
!^amillo Arcucci . 

\ Di S. Marta , e fuo Monaflero • 

f^ Uefto Monaftero , che trovafi nella PiazzaJ 
\J^ del Collegio Romano , fu fondato da S.Igna- 
ijo Lojola per quelle Donne, che valevano riti- 
■arfi dal 1 eccato . Vi recarono eHe fino all' anno 
{561, in cui palTarono ad altre abitazioni; e quefto 

Ino- 



J2g PiscRizioiJS DI Roma 

luogo fi cangiò in Monaftero di Vergini , feguad 
della Regola di S. Agoftino • La Chiefa fu confa* 
grataTanno 1670. aBi 1 1. di Maggio, enei i^')J* 
fu del tutto riftorata, ed abbellita con marmi, (lue- 
chi dorati , e pitture , fecondo V architettura di 
Carlo Fontana, e con fpefa fomminiftrata da Suor 
Maria Eleonora Buoncompagni , e da altre Nobili f 
Religicfe .Li tré Tondi nella Volta fono pittura», r 
del Bacicelo ; le figure ali* intorno fono di Paolo r^ 
-Alhertcni, e liilucchi di Leonardo Lombardo . Il f 
Quadro della Trasfigurazione fui primo Altare P 
filia deflra y è ài Alefiandro Grimaldi . S. Ignazio 
Le jc>la nel fecondo, del detto Paolo Albertoni • Il 
S. CWo: Battiila nel terzo , di Francefco Cozza ; il 
Quadro delle tre Marie al Sepolcro, latera]ment#i, 
al/Altar Maggiore da quefla banda,è di Luigi Gar- r 
zi ; r altro incontro di Fabio Criftofori, e Guglie!- j 
mo Cortefi , detto il Borgognone, rapprefentò irLj' 
quello di mezzo il Signore con le Sante Marta , e 
iViaddalena .La Vergine Santiflìma nel primo Alta» 
re dall' altra banda è ài Giacinto Gimignani ; la 
mcdefima Vergine con il Bambino , e S. AgoftinoF 
nel feguente, ci Pietro del Pò ; ed il S. Angelo CuJM 
ftoc.e neirultimo , di Francefco Rofa . Iri'' 



Di S. Stefano del Cacca • 



2rc 



AQuefta Chiefa , che reAa incontro la Porte- 
rìa del defcritto Monaftero di S. Martjy de- 
rivò forfè il nome di Cacco da qualche Famiglia, 
che la fondò ; ed è fahricata (òpra le rovine del 

Tem- 



Antica , i Modkrna • y«7 
^cmpiodiSerapide . la medcfima nel ^5:65 , fit 

inceduta alJi Monaci SiJveftrini , della Religione 
le' quali fii Fondatore il B. SiJveftro Gofolini da 
)fimo nella Marca , fotto la Regola di S. Benedet- 
La rifiorarono efli Monaci nel 1607 , e vien di- 
ila in tre picciole Navi da due ordini di Colonne 
litiche • Il Grillo morto in grembo alla Santifìima 
'ergini., dipinto nel muro fotto la Navata a mano 
ieftra, è di Pierino del V^aga. Nella Tribuna Mag- 
giore le Pitture a frefco fono di CriAcforo Confo- 
ino.Il S.Niccolò di Bari nelP Altare, paffato 
uello del CrocifilTo fotto dell' altra Navata, è più 
ira di Gio: Odazj. Il Qa dro di S.Stefano, appefo 
muro fra quefta, e la Cappella feguente , viene 
alia Scucia di Gio: de Vecchi ; e li laterali nell* 
Itima Cappella fono del Cavalier Baglioni . 

Del Tempio d* IJide , t Serapide . 

EI Tempio d' Ifide era probabilmente nel Cani^ 
pò Marzo y vicino alli Septì y fecondo Giove» 
die neIJa Satira 6. 

A Mtroeportabìt aquas y ut fpargat in ^de 
Jfidts y antiquo y qua proxima [urgit Ovili. 

Lo giudicarono molti prefìb la Chiefa dì ^an 
[arcello al Corfo , per ene«*fi già trovato ivi uà 
aflb con le parole feguenti . 

TEMPLVM ISIDIS EXORArAF. 
Altri lo fuppofcro , dove oggi ftà la Chiefa di 
■1* Alarla in Equiro nella Piazza Capranica . JJ Do. 
ti coni* occafione, che la Statua di Serepide , 

for- 






1 

J2 8 Descrizione m Roma i| 

formata di marmo Egizzio, fh ritrovata molti aB ^^^ 
jii fono nel Convento della Miner<va , cioè ne' foàJ ^' 
damenti della nuova parte di e(^o , che corrifpohw 
de veriò il Seminario Romano , più fondatamentej'^' 
giudica il Tempio d* Ifide, efìere ftato vicino ad 
efìa Fabbrica ; {limando egli , che tale Statua nel 
medefimo Tempio fi adorafle , il che approva i- 
d^rdini . 

liSerapio, che era Taltro Tempio, dedicate 
all'accennato Serapide, afferto Dio degli Egizj, da"')' 
quali Ifide era fimilmente venerata , ftava , (cconj^^^. 
do riflefìb Autore, nel fito della defcritta Chief^f''^' 
di S.Stefano del Cacco .Furono ambedue qucfti^^^ 
Tempj adornati da Alefiandro Severo con molte^^^ 
curioliflìme antichità deir Egitto , come riferifce ^'^' 
Lampridio . ""^j 

Quello d' Ifide erri frequentato dalla gioven-p' 

tu lafci va , per coltivarvi le proprie pafiioni , co. ''o 

me accenna Ovidio nel i. De arte amandi : ^^^ 

Heufnge Nitiacte Mephitìca Sacra Juvenca : p 

Multosillafacit 't qua fuit ìpfa Jo^i . ^^"^^ 

Il qual* abufb dimofirò anche prima Giovenal}'"' 
nella Satira fcfta in quefta forma: 

jamcjue expeSlatur in hortu , 
Aut apud JJìaae potius Sacrarla Lanae • 

Narra perciò V:ioieffo nel 1 8. li b. dell* AntJ b 
chità Giudaiche,che un tal giovane,chiamato Mo^W 
do , avendo ivi, fotto fpecie àt\ Dio Anubijoffefo 
onefià di PaoMna , nobile , e pudica Matrona , ir 
gannata prima da' Sacerdoti dMfide; Tiberio,! 
ciifìigo di tal eecefib , fece uccidere li medefinj ion 

Sa- 



lorr 

ieri 



Antica i i Moderna • ^ J2f 
(Sacerdoti , e gettare a terra il Tempio ; condan. 
landò il nominato Giovane ad un perpetuo efiiio > 

DiS. Giovanni della Pi^z^a , e dell* ArchiconfrateV' 
nita della Pietd verfo i Carcerati • 




I 



Uefta Chiefa prefe il nome dal proprio Rio- 
_^ ne , e prima era dedicata alli Santi Martin 
:ltucerio , e Ginnefio. Fu conceduta in uno flato 
'ovinofo dal Pontefice Gregorio Xlll. nel i582, 
iir Archiconfraternita della Pietà verfo i Carce- 
'ati, che la riedificò da* fondamenti con archi- 
iattura di Angelo Torroni,ed ebbe il Tuo principio 
lai P. Gio: Talier Gefuita Francefe, che nei 1^78. 
mdando a vifitare, e confeflarei Carcerati, e con- 
iderando contai occafione il gran bifogno, che 
juelli avevano di chi follecitafle le Caufe loro , e 
i fovveniife, adunò alcuni fuoi Divoti, e \ì perfuafe 
id una fimile imprefa; della c|ual opera molto com- 
iiacendofi li Sommi Pontefici , Gregorio XIII. 
^olle confermarla con molte grazie, e privilegi, e 
iiflo V. le afiegnò 2. mila, feudi d'entrata per (oc- 
:orrere nella Pafqua , e nel Natale , quelli , che 
)er mera neceifità fono indebitati da cento feudi 
n giù, e le concefTe ancora la liberazione di un Reo 
li morte . Qnefti Fratelli fono Nobili , o almeno 
dottori , e foccorrono i Carcerati con V entrate 
Iella Confraternita , e conlimofine, comprando 
oro del Pane , che ogni fettimana diftribuìfcono 
incora ad altri Poveri . Mandano anche ogni 
>iorno a viTitare i Carcerati, eie Segrete , per ov- 
Tom. L LI Via. 



^jo Descrtztonb di Roma 

viare agi* incovenientì , e provvederli delle cofc 
neceflarie ; e tal volta , oltre il pagameato de' de- 
biti neceflarj, pagano ancora le fpefe della pri- 
oionia , e fanno parimente follecitare la loro libe« 
razione , e de' condannati alla Galera • Nel 1624. 
Gafpare Elia Romano fu infigne loro Benefattore . 1 

Il S.Gio;Battifta nell'Altar Maggiore è opera di i 
Baldaflar Croce ; la Pietà di fopra nel frontefpi- 
zio , è fatiga di Luigi Garzi ; ed il S. Eleuterio nel j 
Ilio Altare, è pittura di Giacomo Zoboli Modali 

nefe . , | 

Quafi incontro fulla mano dirittta fi oflerva ' 
il nobil Palazzo de' Duchi Eftenfi di Modena , edi- 
ficato con architettura di Giacomo della Porta . | 
Fu poi pofleduto dal Marchcfe Acciajoli , che lor 
permutò con un Feudo nel Modanelè, ed oraè,j 
del Conte Marefcottijchc lo ha comprato ultima-jt 
mente dal detto Marchcfe, e poi lo ha ingrandito! 
con architettura del Cavalier Ferdinando Fuga . è 




Pa. 



ad; 



Antica , b Moderna 



5JI 




Palazzo Attiert * 



3 Ende grand' ornamento a queflo Rione , ed 
A. aquefla Piazza il gran Palazzo de' Signori 
rincipi Altieri Romani, architettato da Gio: An- 
Ll z tonio 



'yj2 Descriziokb di Roma || 

ionio de* Rofii, non folo per la Tua vaftità , ma afli|j, 
Cora per la forma de* vaghiiTimi Appartamentiiù^ 
r uno de' quali è tutto adornato di nobili pitture» ij 
e Taltro di ftucchi belJiflìmi con Qiiadn,Statue, ed L 
altre SuppeIlettili,corrifpondenti ad una tale abita.Lj 
zione.Fu principiato dal Card. Gio;Battilla AltierÌL 
Camerlengo di S. Chiefa , ed accrefciuto , e com«ij| 
pito con molta fplendidezza dal Cardinal Paluzzoijf 
Altieri nel Pontificato di Clemente X. Forma eglijjj 
pertanto una grand' Ifola , e contiene due amplj|jjj. 
Cortili , il primo de quali è circondato da Porti, 
ci .Vi fono quattro gran Porte molto ben ornatcj^,, 
più più infpecie quella della Facciata principale .^^.p 
che rifponde nella detta Piazza del Gesù ; e fi fal(|^^ 
agi' Appartamenti per una Scala , quanto commo.p 
da, altrettanto grandiofa , e magnifica . Ne' me-ii 
defimi Appartamenti, oltre che fi ofìerva una Cap.t 
pella ornata di ftimatifiìme Pitture a frefco de 
Borgognone , fono molto confiderabili le Statue 
di due Veneri , una Tefi:a di Pefi:ennio Negro , une 
Specchio ricchifiìmo di oro, e di gemme, Roma. 
Trionfante di Verde antico , molti Arazzi tefiut 
in oro , ed altre ricche tappezzerìe , con due Ta 
voi ini di Lapiflazzuli . Neil* Appartamento del Pi 
Card.I.orenzo AltierÌ5che è vefl:ito di ricchi Damai 
fchi, accompagnati con Sedie confimilì , fi gode i 
una Camera grande, la vifta di molti ftimatifiìm: 
Quadri, fra' quali fono li più riguardevoli quattri 
Stagioni di Gviido Reni , due Battaglie del Borgo 
jrnone fuddetto , Venere , e Marte di Paolo V^ero 
tiefe, un S. Gaetano di Carlo Maratti , la Strag 

degl* : 






. Antica, e Moderna. 5J5 

legrinnocenti del PufTmo , una Madonna del Co-^ 
TggiOyC la Cena del Signore del Muziano, oltre le 
■'itture della Sala,che furono principiate dallo ftefTo 
Haratti . U altro Appartamento fuperiore è ador- 
nato con Arazzi , effendovi un letto di molto vaio, 
e, e dentro una gran Stanza vedefi la celebre 
'»iblioteca , già pof^duta dal menzionato Pontefi- 
'e , ed arricchita di molti Libri , Medaglie , Ca» 
ici , e Manofcritti rari dal già mentovato Car- 
ina! Gio; Battifta Altieri . 

Qui dirimpetto fi gode ancora la vifta del Pa*' 
izzo del Conte Petronj , rimodernato, prineipaU 
lente nel ProfpettOjCon architettura <ìqÌ Cavaliei» 
'erdinaado Fuga • 



1.^ 




11? 



Jùel» 



SJ4 



Descrizione di Roma 




.Cella Chìefa del Cesi . 



DUe Ifolette erano anticamente nel Cito ài que 
ftaChlefa, e Collegio ; ogn* una delle qua] 
aveva una piccola Chiefa, chiamandofi una S.Ma 

riè 






Antica, e Moderna. ^?^ 

ria delU Strada ^ e Taltra S, Andrea . Tutto fii de* 
molito, e di effe due Ifolette fatta una, il Cardi- 
nal Aleffandro Farnefenel 1575*. vi fece edificard-> 
IquertanobllifTimaChicfa per li PP. Gefiiiti; e nel 
l62g. il Cardinal Odoardo, parimente Farnefe, vi 
creife il contiguo Collegio, che è la Cafa profeffa 
de medefimiPP. Con architettura di Giacomo Ba-» 
rozzi da Vignola fii cominciata la fabrica della pri- 
ima , e Giacomo delia Porta Tuo allievo la profe- 
guì colla bella Facciata de Travertini . Il fecondo 
poi è difegno di Girolamo Rainaldi . 

Entrando in Chiefa , la prima Cappella a ma- 
no delira, la quale è dedicata a S.Andrea Apoiìolo, 
ffi dipinta da Agoftino Ciampelli . Il S. Francefco 
Borgia nella feguente è opera del Padre Andrea 
Pozzi Gefuita , e le altre Pitture fono del Cavalier 
Gafparo Celio,fatte con difegno del Padre Giufep- 
pe Valeriano, parimente Gefuita, Nella terza, che 
è dedicata agl'Angeh* , diverfè iftorie de medefimi 
fono dì Federico Zuccheri , che vi fece anche il 
Quadro dell'Altare; Abramo però, che fi vede 
rapprefentato neIJi Triangoli, in atto di adorare li 
tre Angeli , e pittura fatta a frefco del Cavalier 
Jalimbeni , e quelli di marmo nelle Nicchie furono 
ifcojpiti da ^flla Lungo , da Flaminio Vacca > e da 
^altri . Da qui paffando in Sagreftia, che è molto 
* ben oruuta , ed è Angolare per la fuapuh'zia, e ric- 
chezza, la Pittura a frefco nella Volta è del detto 
Afrofliino Ciampelli. Del Quadro deJP Altare non 
fj sa r Autore, ma è di buona mano . Il Quadret- 
to con l'effigie di Crifto coronato di fpine, e coU 
i 1 4 loci> 



j^g Descrizione DI Roma 

locato ne! mezzo de Credenzoni amano manca; 
è opera ftimatilTima di Guido Reni ; e la Vergine 
Addolorata incontro è pittura del deMatteis. 
liifciando di nominare gì' Autori di altre Pitture , 
che qui fono , fi faccia una particolar oflervazione 
al Crifto Crocififìb , che in Quadro, appefo al mu« 
re, fi vede vicino alla Porta , per cui fi entra , ope« 
ra di molta ftima del Vandich . 

Ritornando in Chiefa, laCappella di S. Fran- 
cefco Saverio , fatta con molta magnificenza dal 
Cardinal Francefco Negroni , è dìfsgno del Cor» 
tona . Il Quadro del Santo agonizzante è del Ca- 
valier Carlo Maratti , e la Volta fii dipinta, da^ 
(rio: Andrea Carlonì Genovcfe . Dentro l'ovato, 
che in mezzo dell'Altare fi vede, foftenuto da un' 
Angelo di metallo dorato , fi cuftodifce con gn 
venerazione un braccio del Santo . La Cappelletti 
di S. Francefco d'Aififi qui contigua , è difegno di 
Giacomo della Porta ; il Quadro è pittura di Gio: 
de Vecchi; la Cuppolctta fìi colorita afrefco da 
Baldaifar Croce ; liPaefi , e gì' uccelli da Paolo 
Brilli ; e tutti li Quadri , che fi vedono -AV intorno, 
fono di Giufeppe Peniz , e di altri Fiamminghi 
11 maeftofo Aitar maggiore,adornato con quattr 
Colonne di giallo antico , fìi di/ègnato dal mede 
fimo Giacomo , ed il Muziano vi dipinfe nel Qua» 
dro la Circoncifione . Sotto di quell' Altare in-. 
unaCappelletta ben ornata ripofono li Corpi dei 
SS. Martiri Abbondio, ed Abbondanzio . A corni» 
Fvangelj f^ fepolto il Cardinal Belarmino , e gli fìi! 
Cretto il bel Depofito dal detto Cardinale Odoar^ 

do 1 



» 




CcipeUadt S Ijn. 



Anttca , E Moderna . ^ JJ7 
o Farnefe con c'ifcgno di Girolamo Rainaldi , e-» 
Dnle Statue della Religione, e della Sapienza, 
le furono fcolpite da Pietro Bernini . Nella con- 
guaCappclletta rotonda, che è parimente ar-' 
litettura del fuddetto Porta , fi venera la mira, 
)lofa Immagine dì Maria SantifTimajdetta de Strom 
z, la quale tratta dal muro della di lei antica», 
hiefuola demolita , conforme fopra fi è detto , fii 
ul collocata . Li Cori degl* Angeli , dipinti nella 
uppoletta fono di Gio:Battifb Pozzo Milanefe, e 
• Pitture , fatte ad olio fòttodel Cornicioncino, 
)no del detto Padre GiufeppeValerianoGefuita . 
i ammira la fiiperbifTima Cappella di S. Ignazio, 
he è fopramodo ammirabile , non folo per Tec- 
ellenza dell' architettura , che è del nominato 
adre Pozzi , ma per la preziofità de marmi anti- 
hi di gran prezzo , li quali rifplendono in ogni 
arte di effa . Vi fi ammirano Statue di finiiTimo 
larmo , e di bronzo dorato . Le quattro Colon- 
e fono incroflate di Lapiflazzuli , e lif^ate di bron» 
adorato; del oual metallo fono parimente 1^ 
afi, e li Capitelli , che furono gettfati da Giorgio 
ifcia * e Giacinto Tana , con m-)delli di Andrea 
ertoni . Lì Contrapilafiri fono di bianco > e ne- 
ro antico di una venatura molto vaga. L'Archi- 
•ave fopra le medefimeCoIonne è di verde antico, 
1 quale è pure il Cornicione,e tutto il Frontefpi- 
lo , con ornamenti di arahefchi di metallo dora- 
o , rifaltandonel mezzo il gruppo di marmo bian- 
o , rapprefentante la Santifiìma Trinità fovra.- 
Haeftofo Trono di nuvole^accompaguats da quan. 

tità 



1 



jj8 Descrizioni di Roma 

tità di lucidiflimi raggi , parimente di bronzo doJ iff 
rato . Del Dio Padre , dello Spirito Santo , e dell^ ^i 
Angelo, che regge il Mondo, fatto di LapiflazJ^lfC 
2uli , e fafciato di metallo dorato , fìi Io Scultorcìtì^oli 
Bernardino Ludovifi , e del Figliuolo , che fiedsjsf^ 
alla deftra del medefimo Padre,con Croce in manonion 
dello fteflb metallo , fu Lorenzo Ottone . r }t^ 

La Nicchia , chj fì vede nel mezzo dell' Alta-ifrfi 
re , è ricoperta di Lapiflazzuli , e di Alabaftri an-i roi 
tichi , divifi con lifte di bronzo dorato , e con or-^^«l 
namenti di nuvole, che (bftengono diverfi Putti-iìfEs 
ni , ed Angeli d' argento . La Tua Cornice è fimil-i^opÈ 
mente di metallo dorato , e nella fommità veggon.|of 
fi due Angeli fcolpiti in candido marmo da 1 ietroiie: 
Stefano Monnot in atto dì fbftentare , e di adora-fc 
re il SantifTimo Nome di Gesù , formato di Crifì:aÌ.|ii 
lo di Monte nel vano di una Targa di bronzo do^io 
rato. La Statua del Santo, che nel vano dellaf|li 
medefima Nicchia fi vede eretta , è di argento ìi;\ 
ed è alta i^. palmi, ed eiTendo vcftito di abiti Sa& 
cerdotali , fi oflerva la Pianeta molto ricca di gio-ji 
je . La medefima Statua , che per lo pia è rico-i to 
perta da un Quadro , dipinto dal nominato Padre ìii 
Pozzi , fii lavorata da Gio: Federico Ludovifi con|il 
C modello di Monsù Pietro le Gres .; e pofa fopra diijiii 
\m piedeftallo coperto di marmi nobili , e di orna-'ii] 
menti di metallo dormito , fatti con modello di f; 
Francefco Guarnieri ; del qual metano, f no pa- à 
rimente lì dus Putti., che reggono due Cornuco- i 
pj aliati di un Cartellone, ornato di alcuni fo- ■ 
.filami di argento » nel mezzo del quale fi leggono! \ 

le 






Antica » e Moderna. jj9 

le parole , ufate dal Santo admajorem Det gloriami 
Sti Baflìrilevi di metallo dorato adornano gli 
fpecchi de Piediffalli di due delle dette quattro 
Colonne , ed uno più grande fa profpetto Fra le-f 
medefime . Il gran fuoco, eflinto con 1* invoca- 
zione , ed Immagine del Santo, è lavoro di Giufep- 
pe Pefarone , che lo fece con modello di Tommafò 
Fremin . L'Energumeno liberato dal Santo , con 
modello di Angelo de Roffi fìi lavorato da Adolfo 
Gafp , e da Gio: Federico Ludovifi . Il Santo , che 
guarifce una Monaca damale incurabile, è tutta 
opera di Pietro Reiff . Il S. Pietro nel mezzo , che 
comparifce al Santo , elorifana, eflendo j>rave* 
mente infermo per la ferita ricevuta nella difefa di 
Pamplona , è di Lorenzo Mcrlini . Il S. Filippo Ne* 
ri abbracciato col Santo , con modello di France- 
fco Nuvolone fìi gettato da Bernardino Brogi • 
Gli Storpi , ed altri Infermi , rifanati coll'olio del- 
la Lampada del Santo,fono lavoro di AntonioCor- 
dien , che fi fervi del modello del fuddetto Fre- 
min . Finalmente li Prigionieri , liberati per in- 
terceffione del medefimo Santo , fono difegno di 
I Pietro Stefano Monnot, che anche li modello , ma 
il lavoro è di Tommafo Germani .Lo fcalino fupc- 
riore per i Candelieri e di argentOjcd è divifo in fei 
ripartimenti con baffirilievi, rapprefentanti li mi- 
' racoli del Santo . Il Paliotto è tutto di bronzo 
dorato; ma in alcune folennità dell' Anno fi co- 
pre con un' altro ricchiilìmo di argento . L* Urna, 
in cui è racchiufo il Sagro Corpo del Santo , è di 
bronzo dotato con Arabelchi, e Baffirilievi. La 

Pra^ 



:i 
jf40 DisoiizioNE DI Roma 

Pradellaè uncomnieflb di marmi preziofi , chc-j^ r 
formano co* loro intrecci molti arabefchi , e fio* .' 
ri; e li gradini fono di Porfido. Anche il Pavi-if'^' 
mento è formato di pietre Angolari . La Balauflra. 'J 
ta vien comporta da Piediflalli di giallo,ed affrica, i^' 
no antico, ed è ricca di arabefchi di bronzo; fopra r 
ciafcuno de quali vedonfi in diverfi atteggiamenti f|' 
molti Putti di fimil Bronzo , che reggono lumiere 
di metallo con diverfe Lampadine di argento; e 
lo fcalino , fopra del quale pofa ,. ed è fondato 
tutto il recinto di efla Balauftrata , è di verde an- 
tico ; e li due Tavolini , porti nell' ertremità , fo- 
no di Alabaftro fiorito • Due Gruppi di Statue di 
marmo bianco fi orter vano ai lati dell' Altare-* . 
Uno rapprefenta la Fede in atto di abbattere rido* 'f 
latria , e fìi fcolpito da Gio: Teudone ; e 1* altro ^^l'ì 
mortrala Religione, che atterra T Eresìa , e fa 
efpreflb dallo Scalpello di Pietro le Gros. Tutta 
la Parete , che gli refia alle fpalle, è ricoperta di 
marmi vaghiffimi , con due gran Specchi d'Alaba» 
Aro orientale 5 adornati di Agate, e di Cornici 
di Alabartro fiorito , fra le quali rilaltano due gran '^ 
Bafilrilievi di marmo . Angelo Rofiì fece quello , f 
che rapprefenta la Compagnia di Gesù, approvata ^ 
da Paolo III ; e Bernardino Cametti lavorò l* al- "' 
tro, in cui è efpreffa la Canonizzazione del Santo , 
fatta da Gregorio XV. Si vede in ciafcuno de fian- v 
chi di querta Cappella una Porta tutta di breccia-* 
antica, con due Angeli fopra>di ciafchedun Fron- 
tefpizio , che foftengono uno feudo circondato da 
ràggi mcfli ad oro ; nel di cui fondo , che è rico* 

per- 



crii 



k 



Antica i e Moderna. j4f 

pcrtO di Lapiflazuli, fi ravvifa il nome di Gesù J 
\ Lì diiQ y che fono fotto dell' Organo , furono fcol- 
Ipiti dal Cavalier Camillo Riilconi ,• edelli altri in- 
contro , quello verfo l'Altare fu lavorato da Fran- 
, cefco Maratti , e Taltro da Lorenzo Ottone . An- 
che qui la parete è tutta lateralmente incroftata 
di marmo, cioè di verde antico, e d* Al abaftro 
orientale , con due gran lumiere per parte , la- 
vorate in bronzo dorato a guifa di Grottefchi , 
con riporti , e Putti d* argento , da Domenico 
Chiavenna , dal fuddetto Ludovifi , e da altri . 

Li Cori fuperiori fono affai nobili perii mo- 
diglioni , ed arabefchi dorati , e per il valore an- 
cora delle pietre , che adornano li Parapetti » 
La Volta è tutta lavorata aflucchi meflì ad oro, 
, con alcuni fatti della Vita del Santo , rapprefenta- 
I ti in Baffirilievi , tanto lateraraente al feneftrone » 
quanto in pie della Volta ; nel mezzo della quale-» 
finalmente fa un gran fpicco la pittura, fattavi dal 
, Bacicelo , che vi ha figurato il Santo, dagl' An9:e^ 
lì trafportato in gloria, e corteggiato . lì pafTo , 
I che fa ccmmunicare qwefta Cappella coli' Antro- 
ne , in cui è la Porta di fianco , è ricoperto di Af- 
I fricano , e di Breccia ; e la piccola Cuppoletta del 
, mcdefimo Antrone è adornata di Putti , e di ara- 
befchi di ftucchi dorati, lavorati dal Guarnieri . 11 
Quadro dell* Altare nella feguente Cappella della 
SantifTima Trinità , è di Francefco Ponte da BalTa- 
no ; Il Dio Padre con Angeli fìi dipinto dal Cava- 
I lier Salimbeni in una delle lunette ; la Trasfigu- 
, razione del Signore è ài Durante Alberti ; il Bat. 

fimo 



j4t Descrizione di Roma 

fimo dello fteffo , ed il Dio Padre , che fi offervai '^^ 
rapprefentato nella Volta in atto di creare il Mot^.i ^ 
do , fono difegni del Padre Gio: B^ittilla Fiammie» ; 
ri , e da altri coloriti con tutto il reftante . Nella f^ 
feguente il Romanelli dipinle il Quadro dell'i 
Altare , infieme colli laterali ; e le Pitture di' 
fopra della Cornice unitamente colla Volta la^' 
fece il Pomerancio • La Statua poi della Giuftiziaifj 
è lavoro di Cofimo Fancelli ; quella della Fortez- 
za di Giacomo Antonio liio fratello ; le altre dr 
Domenico Guidi , e di Gio: Lanzone; ed il Bu*|'; 
ilo di Monfignor Carlo Cerri , di Filippo della.,^ 
Valle . le Iftorie de SS. Pietro , e Paolo nell" j ' 
ultima Cappella , dedicata al Crocififlb , fono di) 
Pier Francefco Mola , e la Volta del Pomerancioì 
fuddetto . Le Pitture fopra le quattro Porte late*! 
ra!i della Chiefa,fono opere di diverfi Fiammin.' 
ghi Gefuiti . Finalmente nella Cuppola , che è tut-i 
ta mefìa ad oro , ed ornata di quattro Statue di[ 
flucco , due di effe , che fono la Giuftizia, e 
la Temperanza, furono lavorate da Paolo Nal- 
dini ; e tutta la Volta , infieme cogP Angoli , e la 
Tribuna dell' Aitar Maggiore, fìi dipinta da Gio: 
Battifta Gaulli, detto il Bacicelo; il quale, oltreché 
parimente efprefle con molto fpirito , prontezza 
d'ingegno , e con moltiffime figure nel mezzo del 
Voltone deUa Chiefa , il motto In nomine ^ept 
omne genufleCiatur &-c, diede anche il difegno àegV 
ornamenti di tutti li ftucchi , e delle diver/è Sta- 
tue , che ornano li fianchi delle feneftre , come 
ancora dei molti Puttini , ed An^dì che fono 

in 



Antica i e Moderna» 54^ 

n varj fiti , lavorati poi da Leonardo Leti , An- 
;oiiio Raggi y ed altri . 

Oltre delle defcritte fagre Reliquie, fé ne con- 
'ervano ancora in quefta Chiefa molte altre , e fo- 
ie : il Corpo di S. Ignazio Vefcovo , e Martire d' 
Vntiochia : una parte del Corpo di S, Francefco 
forgia. Duca di Candia, poi Religiofo, e terzo Ge- 
lerale della Compagnia di Gesù, che morì in que- 
b Cafa Profcfla nel 1572: un Braccio di S. Laz- 
aro, fratello delle SS. Marta, e Madalena : altro 
i S. Luca tvangelifta : ed uno ancora di S. Luigi 
^è di Francia , con molte altre , collocate tutte » 
cuflodite in Bufli , e Reliquiarj d'argento . 

In quefta nobilCafa Profeffa fono le Camere 
Hitate dal Santo Fondatore ; ed il Corridore , che 
trova, prima d' entrarvi, fii intieramente dipin- 
o con profpettive , e figure , dal tante volte no- 
minato Padre Andrea Pozzi Gefuita . 

Sono fotto la direzzione di quefti PP. quattro 
Congregazioni, tutte dedicate alla Santilfima Ver- 
one . La prima , che è dell' Aflunta , ed e com- 
'ofta di Nobili, principiò nel 159^. ed ha il fuo 
)ratorio nel Corridore della Porteria . Lafecon- 
a, che è della Natività, ed è compoila di Mercan- 
, principiò nel 1596, ed è fotto della Sagre- 
ia . La terza, e la quarta fono compone di varj 
artigiani , e fi adunano fopra le Cappelle laterali 
ella Chiefa , dove hanno refpettivamente il loro 
aratorio. Alla mano delira, entrando, fi unì quella 
ieir Annimziata nel 1595, ed alla finiftra J' altra 
Iella Concezzione y che principiò nel i^i)y ; neU 

le qua* 



J44 Descrizione di Koma 

le quali tutte congrcgandofi li Fratelli ne'gTornJ 5ii 
Fefta , vi fi elèrcitano nelle cofe di divozione, e-j| 
nella frequenza de SS. Sagramenti . 

Oltre di che , ad onore della fleffa BeatiiTi- 
ma Vergine fi cantano qui ogni Sabato le di leiij 
Litanìe in mufica , doppo ài efTeriì moflrato da une, | 
di quefliPP, meciiante il racconto di alcuni cfcm'U 
p j , quanto quella Signora abbia Tempre favorito 
e favorifca in tutte le occafioni li liioi Divotì cori 
ogni forte di grazie ; e fra le altre funzioni , e fé 
He , che con ogni fagro decoro qui fi fanno , vi f 
prattica ancora la divozione della buona morte iij 
ogni Venerdì dell'Anno con Sermone , e Benedij 
zìone deiSantiflìmo,e con intervento ancora di pii! 
Enii Cardinali ; il Collegio de quali parimente qui 
affjfte neir ultima Domenica del Carnevale in oc! 
cafione di cantarvifi la 'McfTa per V Elpofizione,) 
del medefimo Sagramcnto , che fi fa ogn'anno da 
la menzionata Congregazione de Nobili , con ap 
parato molto folenne , e con motetti fagri, eh 
vi fi cantano di continuo , durante il tempo dell 
medefimaEfpofizione, che termina l'ultimo gior 
no di Carnevale colla benedizione , a cui anche ' 
Senato Romano interviene • 



i 



fine del I^ione della Pigna • 



RIO. 



Antica , £ Moderna • 54J 

RIONE DI S. EUSTACHIO. 




*^ Hiamafi quefto Rione col nóme di S. Enfiai 
^ chiù dalla Chiefa di quefto Santo Martire, 
le è nel centro ; e perciò fa per Infegna la Tefta 
un Cervo in Campo Roflb , che porta nella.^ 
Dnte l'Immagine del Redentore Crocififlb : allu- 
;ndo alla vifione, ch'ebbe efìb Santo fra le delizie 
Illa Caccia, in un luogo fopra la Città di Tivoli , 
liamato la Mentorella , come fi legge nella di 
i Vita fcritta dal Surio • 

Quefto Rione è fituato in una parte dell'aiti- 
i Regione del Orco FUminìo • 



T$m. /• 






m 



e/£6 Descrizione di Roma 

/ De^ SS. Benedetto , e Scolaflka de' Norcini , ì 
efua Confraternita . . k 

1.(2 

ESfeiido defiderofi i Compatriottì di qiiefti Sangui 
ti, che fortirono i nobiliflimi Natali nella_i: 
Città di Norcia , di venerare in Roma la loro me-i t 
moria, fi ri folfero nel 1 617. di fare una Compa-; b 
gnia nella Chiefa dì S. EulUchio; e per animarciì 
mi/ggiormente le Donne alla pietà , v' aggiunierq - 
l'altro titola di S. Scolaftica, degniiTima Sorella d: 
detto Santo. Militando dunque li Confratri fotte! 
la protezione di quefii Santi , fecero qui un Crai 
torio per i loro efercizj ài divozione, e vi dillribui 
fcono ancora divcrfc doti a povere Zitelle Nazio 
nali .. Paolo V. nel 161 5. approvò la medefima!Jt3, 
Compao:nia ; e Gregorio XV". neJ 162^. la dichiai 
rò Archiconfraternita con partecipazione de* PH 
vilegj de* Monaci Cafiìnenfi . 



Di 5. Maria in Monterone • 



%' 



S'2 



SIffima fondata quefta Chiefa di S. Maria il|i9J 
Monterone , da una Famiglia Monteroni di Si 
na, con un piccolo Ofpizio, per alloggiarvi li PJfe 
legrini Sanefi . Fu ri dorata noi 1245, nel 159 ^ 
ed anco in tempo d' Innocenzo XI. Prefenteme: 
viene uffiziata da PP. Scalzi della Mercede Itali|j| 
ni , che vi efercitano la cura dóV Anime , effe» 
Parocchia , e vi hanno anneffo il loro Convent 
11 Quadro dell' Alt^r Maggiore è pittura dell' Air. 

bateP 



Antica , e Moderna . J47 

^bate Gafparo Serenar] , ed acornu Evangeljè oC 
ferrabile il Depofito del Cardinal Durazzo Arcl- 
vefcovo di Genova , ed anco la Cappelletta dedi- 
cata all'Angelo Cuftode ibttola Navata laterale a 
mano diritta. 

Da quella Chiefa pafìando alla feguente, pri- 
ma di giungervi , a mano manca s' incontra il Pa- 
lazzo del Duca Lanti , ed a mano delira quello del 
Marchefc Nari , ne' quali Ci vedono diverle Statue 
antiche , e molti Quadri afìai nobili . 



\ 



-f- - Chiefa di S. EuJIacbio • 

E' Alolto antica quarta Chiefa , edificata nell* 
eilremità ddk Terme di Nerone . Fii riilora- 
ta , e confagrata da Celeftino III. l'anno 1 1 96, col- 
locandovi fotto r Aitar Maggiore li Corpi de* 
SS. Euftachio , Teopifta fua Moglie , e delli loro 
figliuoli Agapito, e Teopiila ; ed è Diaconia Car- 
dinalizia , come ancora Parocchiale , e Colle- 
giata . 

Qui, oltre l'offerta, che vi fa ogni anno il Sena- 
to Romano , del Calice, e Torce per la Fefla del 
Santo Titolare , fa anche l'altra di un Paliotto^ di 
Velluto rolfo alli 29. di Gennaro , per efferfi^ ìru 
quel giorno nel 1598. ricuperato alla Chiefì^"*^ 
lo Stato dì Ferrara , come (ì k9;^e nella lapide , 
affifìaalmuro. Vi fu iftituita una Compagnia del 
SantiiììmoSitgramento , che vi fi efponeogni Mer- 
coledì fera, per un legato di Luigi Greppi , f-u. 
quale non velie facchi . In quefia Parecchia 1' an- 
M m 2 * no 



y 



^4^ DfiSCRinoNB DI Roma '*% 

fio isjy- fi battezzò il famofiflimo Capitano della I 
Fiandra , Aleflandro Farnefe . ""' ! 

Fu fabbricata di nuovo tutta la Chiefa , con 
quattro Cappelle per parte , oltre TAltar Maggio» | 
re , e fuo Portico chiufo con Cancellate di ferro 9 i- 
per un Legato fatto dal Canònico Moroli , con- [iF' 
correndovi anche il Capitolo 9 e ne fìi TArchitet- f 
to Antonio Cane vari . \j^ 

V Aitar maggiore nella maeftofa forma , in jj^' 
ciil oggi fi vede coftrutto di fine pietre di marmo , 1^ 
arricchito in ogni parte di bronzi dorati , e con jf ; 
Balauftre , e Pavimento confimile , fu fatto fare \p 
con difegno di Niccola Salvi dal Signor Cardinal Ì|' 
Neri Maria Corfini , che h^ quefta Chiefa in Dia- 
conia. 11 Quadro del medefimo Altare è pittura di 
Franccfco Fernandi ^ detto degl* Imperiali .Quel- W 
lodi S.Girolamo, d'altro incontro della Vifi- 
tazionc di Maria SantiiTima a S.Elifabetta nella^ 
Crociata , fono di Giacomo Zoboli Modanefe . Il P 
S. Michele Arcangelo,doppo la Cappella della Ma- m 
donna, è di Gio: Bigatti. Quello incontro dell' |il 
Annunziata è del Cavalier Ottavio Lioni . Il San 
Carlo con altri Santi nell'ultima da quefta banda è | 
di Pietro Paolo Baldini ; ed il S. Giuliano dall' al- 
tra di Biagio Puccini Lucchefe . , 

Le Pitture, che fi oflervano nella muragliaJ 
di una Cafa fulla mano finiftra nella Piazza , che è 
avanti quefta Chiefa , fono di Federico Zuccheri , 
che vi cfprefle la Converfione di S. Euftachio; ed il 
Palazzo incontro fulla mano diritta, che è de'Si. 
gnori Cenci , fìi fabricato con difegno di Giulio 
Romano^ • Fa* 



f 



Antica, i Moderna. J49 

Palazzo Gtuflìnìani^ 

D Alla Piazza di S. Eiiftachio entrandofi nel H. 
colo, che conduce a S. Luigi de' Francefi 5 fi 
prelenta alla vifta il Palazzo de* Signori Giufllinia* 
ni 5 Principi Romani , edificato dal Marchefe Vin- 
cenzo con architettura ài Gio: Fontana , ecceU 
tuato il Portone verfo S. Luigi , che fìi fatto con 
difegno del Cavalier Francefco Boromini. Si rendo 
jdngolariflìmofra tutti gli altri ài Roma , sì per il 
:nuiiiero grandifTimo delle Statue, che vi fono, 
sì ancora per li Quadri aflai rari » che adornanoi 
gì' Appartamenti . Entrando nel medefimo per il 
Tcrtone principale, che è quello detto di fopra , Q 
veggono nel Cortile diverfì bailirilievi antichi ^i 
:on due Tefle credute di Tito, e Tiberio; a pie del- 
la Scala una Statua della Salute , o fia Efculapio ; 
i^er la medefima un bafìbrilievo ftimatiflìmo^ di 
Amaltea; eie Statue di Apollo , Marco Aurelio» 
Caligola , Domiziano , ed Antinoo . 

E' notabile nella Sala una Statua di RomaJ 
trionfante, e di Marcello Confole , oltre la rari* 
Tefla di una Sibilla . Contiene la prima Anticame* 
ra un famo(o Qiiadro di Criito Signor Noftro con- 
dotto alla prefenza di Pilato , opera alTai lodevole 
di Gherardo àelÌQ Notti, che dipinfe ancora il me» 
defìmo nell'Orto; e vi è la Cena coni dodici 
.'Vpcftoli dell'Albano , una Madonna di Raffaele, 
sd un gruppo di Amorini , che dormono. Sono 
dentro le St».nze Tegnenti , un Crifto Crocififro dei 

Mm 3 C^ 



\ 



^jo Descrizione di Roma 

Caravag-glo , la Trasfigurazfone del GuercInoJ 
la Maddalena , ed i Miracoli fatti dal Signore nel 
Cieco nato, e nel figliuolo della \^edova efprefli 
dal Parmigiano , le Nozze di Cana efprefre da i tei 
Paolo Veronefe , il Seneca frenato del Lanfran- j 
chi , e gF Innocenti del PoiifTino , con le Tefte di 1,1^ 



Alefìandro Magno in Paragone , e di Scipione 
Africano in marmo Egizio . 

Nella Gallaria vagamente adornata, fi rav- 
vifano due ordini alTai numerofidi Statue, fra le 
quali fono impareggiabili uia Tefta di Omero , un 
Caprone, una Minerva ornata, ed nn Ercole an« 
tico gettato in bronzo ; fecondo il modello del! 
quale Francefco Fiammingo, benché moderno, |(je 
^ettò il Mercurio in metallo , con maniera molto P( 
fimile all' antica . 

Sonovi parimente altre Statue, e pietre Orien-» 

tali di gran prezzo , e moltiffime altre antichità, 

che furono ritrovate fra le rovine delle profTime.» 

' Terme Neroniane , e meritano di effer vedute « ^ 



T)i 5. Salvatore delle Cupelle • 
Enla Strada , che dalla Piazza di S* Agoflini l^j 

■fi tr-j olio A^/f rf ri /j / pn /1 e' inor»nf-t*o lo r)«if/~«r»r»Vif il ; ij 



fi và alla Maddalena, s' incontra la Parocchia 
molto antica , denominata S. Salvatore deV^ 
Cupelle , cesi dstta per le Botteghe de* Cupel- 
lari, e Barilari, che vi abitavano ne' fecoli fcor- 
fi . la rìftorò Papa Ccleflino III, dedicandola al 
SantiiTtmo Salvatore , ed alli 2(5. dì Novembre del 
1 195- confagrò V Aitar Maggiore , 'ù Quadro del 

qua- 



j Antica, B Moderna. jjl 

quale fti dipinto da Gio: Battifta Lelli . 

Era qui aggregata l'Univerfità de Sellari fo:"? 
toT Invocazione del Vefcovo S. EJigio loro Pro- 
tettore ; ma in oggi la medefima Univerfitàhà la 
Chiefa del proprio , che fi f^ibricò nella l-iazza del- 
la Genfold in Tra/ievere, pafìato il Fonte Quattro 
C^pi . Doppo di che quefìa Chiefa , che è Paroc- 
chia 5 fu notabilmente riftorata nella forma , che 
fi vede con difegno di Carlo de Dominicis, e vi (i 
ofìerva il Depofito del Cardinal Giorgio Spinola 
Genovefe qui fepolto, difegnato , e fcolpito da-. 
Bernardino Ludovifi . 

11 Collegio de Curati ò'i Roma ha la nomina 
del Paroco di quefta Chiefa per conceflione del 
Regnante Sommo Pontefice Benedetto XIV. 

-f- ^-f- Di S. Agoflino • 

QUefla Chiefa , alla quale è unito un' ampì(> 
Convento de* PP. Agofiiniani , che, T uffì- 
2Ìano, fu fatta fabbricare dal Cardinal Guglielmo 
d' Efi:outeville , Camerlengo di S. Chicia , che ne-» 
fece demolire una picciola, da medefimi PP. fabri- 
cata nel 1470. ad onore òì detto Santo nel luogo, 
dove fu 1^ antico Buflo , in cui fu bruciato il Ca- 
davere ài Augullo , e fuccefiivamente degli altri 
Jmperadori . 

Furono gettati li fondamenti nel 148^, ^d 
inalzata la fabbrica con difegno di Baccio PintelU > 
ò come altri vogliono , di Giacomo da Pietra San- 
iate diSebaftianoFiorentincadoperandovifi li tra- 
Mm 4 ver- 



552 Descrizione ni Roma 

vertini del ColofTeo . E* ella di forma Gotica , mSi 
ben. adornata di nobili Cappelle .11 Quadro di S. 
Caterina V^. M. nella prima Cappella dì mano de- 
ftra , entrando in Chiefa , con li Santi Stefano , e 
Lorenzo collaterali , è di Marcello Venulli .La B. 
V. M, dipinta nella feconda, è una copia di Raffael- 
le; eie pitture d' intorno (òno di Avanzino Nuc- 
ci .-La B. Rita da Caffia nella terza , che fìi ador- 
nata con dileguo di Gio: Battifta Contini, viene da 
Giacinto Brandi ; e li laterali , e la Volta fono di , . 
Pietro Lucateli! .V Annunziata nella quarta è di lini 
Giufèppe Vafconio ; ed appreflb viene quella del i 
Crocififib, ornata di fini marmi . Neir Altare di : 
Sp Agoftino dentro la Crociata , adornato con bel- |ìci 
le Colonne di fino marmo , e diverfe nobili fcultu- ^ 
re, tanto il Quadro principale, quanto li due col- 
laterali, fono del Giiercino ; e Tlltoriette fuperiori ^il 
fono dì Gio: Battifìia Speranza. Sopra la Porta con- 
tigua y che dà ingreffo nel Convento , fi vede il 
Depofito del Cardinal Renato Imperiali^erettocon 
dilègnodi Faclo Pofi . Il Ritratto fìi fatto in Mo- IC 
faico da 1 ietro Paolo Criflofori fopra l'Originale, | i\ 
dipinto da Ludovico Stern; eie Statue fono fcultu- ( i 
ra di Pietro Bracci . La vicina di S. Niccola da To- 
lentino , fu dipinta quafi tutta da Gio: Battila da 
Novara; li quattro Dottori nella Volta fono dì 
Anc'rea d' Ancona ; e V Effigie del Santo nell* Al- 
tare è di Tommafo Salini . U Immagine dì Maria j' 
Vergine , che fi venera nelF Aitar Maggiore , affai 
rigUi.rdevole perle nobili Colonne, ed altre pietre 
fine , difpoile con architettura del Bernini , è um 

di 



il 
pi 



:!l 



Antica , e Moderma 2 jj^ 

3i quelle portate daJJf Greci in Roma poco doppo 
a perdita di Coftantinopoli , e fi crede pittura dì 
S. Luca . Gr Angeli nel Frontefpizio furono dife- 
gnati dal Cavalier Bernini fuddetto , e Girolamo 
Finelli ne fcolpì uno , e Pietro Bernini i* altro . Lì 
Pattini fopra le Porticelle del Coro, fono fcultura 
lì BartolommeoPincellotti quelli a cornu Evange- 
j:quelli dall'altra banda del detto Pietro Bracci: li 
:iltri, che fi vedono a pie delli due Pilaflroni, late- 
•almente a quello Altare,f[irono fcolpiti da Marc' 
\ntonio Carini;eli quattro E vangeliflinegl'Ango- 
i della Cuppola fono di Bernardino Pentoricchio, 
nfieme colle altre Pitture . La Cappella di S. Mo- 
iica,dove è eretta la Compagnia della Cintura, fu 
utta dipinta a frelco dal Novara , e vi ripofa il 
]orpo della Santa , trasferitovi da Oftia nel 14^0. 
.'altra Cappella feguente delli SS. Agollino, e Gu- 
glielmo, fu dipinta dal Cavalier Lanfranchi ; ed 
1 Quadro di S. Tommafo daV^illa Nuova per di 
uori fopra l'Arco, è di mano del Romanelli . Nel- 
a Cappella vicina della Crociata , che è nobiliffi- 
!ia per li marmi fini, fu fatta edificare con ma- 
;nificenza da* Signori Pamfilj, e vi {1 vede la bella 
tatua di eflb S.Tommafo, abbozzata da Melchiorre 
"afa xMaltefe , e finita da Ercole Ferrata . Il vicino 
)epofito del Cardinal Lorenzo Imperiali è difc- 
;uo , e fcultura di Domenico Guidi; e nella me- 
aoria fepolcrale del Cardinal Enrico Noris , cele* 
re LetteratOjfiifcolpito il Biido da Francefco Ma- 
atti Padovano . Il Quadro di S.Giovanai da S.Fa- 
ondo nella Cappella j che fiegue , e di Giacinto 

Bran- 



SS4 Descrizione di Roma 

Brandi ; e dipinfe nel? aJtra apprefì'o la S. Apollo, 
ma GiroJa4TioMuziani, e Francefco Rofa fere il ri. 
manente . In quefla CappeJJa fu iftituita da Br^rto. 
JommeoMarJianiuna Compagnia di foli Uo min 
lotto 1 Invocazione dì detta Santa, che fu poi con 
fermata da Pio IV^; e non foJamente Ja mantiene ; 
proprie ipefe , ma di/lribuifce ancora nei giornc 
dcJJa Fefta alcune Doti à povere Zitelle . Nella fé 
guente il Cavalier Seba/liano Conca àipìnie i 
Qaadro dell'Altare colla B. Chiara da Monte Fai 
co . Nell'altra Guidobaldo Abbatini colorì ad olii 
nel muro V AfTunzione di Maria Santi iTima con tut 
to il rimanente; ed il Quadro della Madonna nell 
ultima , fu condotto da Michel' Angelo da Cara 
vaggio ; e Criftoforo Confol ano fece le duenittu 
. re laterali . , ^ 

^ la Statua della Madonna col Bambino, conti 

' glia alla porta di mezzo , è di Giacomo Sanfovinc 
Quella del Signore , che dà le Chiavi a S. Pietre 
nel primo Pikftro alla delira, entrando, è dì Gic 
Battila Cafignola . Raffaello da Urbino dipinfe 
famofo Profeta nel terzo Pila/lro ; ed Andrea d 
Monte Sanfovino fcolpì la 5. Anna in marmo . 

^ Sono in quefla Chiefa, oltre lì defcritti Depo 
mi,anche le memorie Sepolcrali del Cardinal Egi 
dio Colonna, dd P.Onofrio Panvino, dì Monfienc 
Fra GiureppcFufbnio Sagrifla dd Sa^ro Palazz 
Apofloiico, che èfcoltura dd Cavalier Camill 
iMiiconi, e quella finalmente delia moglie del C 
vaherCalabrefe col di lei Ritratto dirinto dal Mm 
rito • £ffendo quefta Chiefa Parocchia , ha il For 

te 



Antica , e Moderva • ^^^ 

:e Eattefimale , e gode il Titolo dì Cardinal Pre-' 
;e . Xel Convento anneflb fi conferva una copio- 
a Libreria, che fìi lafciata da iMonfignor Angela 
^occa da Camerino, e perciò chiamafi Angelica, 
■ poi fu accrefciuta da Monfignor Olflenio, reftan. 
lo ogni giorno aperta alla piibiica commoditù, 
xcettiiatene le Felle , ed il giovedì . Il medefimo 
convento poi con difeeno degl' Architetti xVicco. 
a Salvi , e Lnigi V^anvitelli fi'aà. ora rifabricando 
la fondamenti; ed efiendone di gik terminatala 
naggior parte , fi vede fituata dentro di una iNic 
:hia nel fecondo ripiano della gran Scala , una_^ 
statua di Noftro Signore felicemente Rei^nante 
Benedetto XIV, fcoJpita in marmo daGiocBaè- 
tilta Maini. 



tAr> c&n t&, 

Nfr' y)^ so> 



^A.itlt' /Wl^A 



iS^ 



DESca^zioNE DI RomX 







'I' Dì S. Luigi de* Frmeft , efì^ Spedate . | 

QUefta Chiefa , dedicata a S. Luigi IX, Rè di 
Francia, fii ediiicata nel ijto, dove ne fu: 
luV altra di S. Maria , con un Priorato ài Monaci 



Antica , e Moderna l JJ7 

Benedettini , fpettante alla Badia di Farfa ? unito 
alla proifima Chiefa del Salvatore , ed allo Speda* 
ledi S.Giacomo , detto delle Terwe , overo de* 
Longobardi . La Nazione Fr ancefe fece una per- 
muta delle menzionate Chiefe con quelle , che pri- 
ma pofledeva, dedicate al Santo Re , e S. Élena nel- 
la Contrada della Italie , che approvò Sifto IV. 
iQÌ 14783 ed ereflcpoi con molta magnificenza la 
mova Chiefa , per la cui fabbrica fomminiftrò 
arghe limofine Caterina de* Medici , Regina di 
->ancia . Fu confagrata alli 8. di Ottobre del 1589. 
id onore della B. V,M., di S.Dionigi Areopa- 
>ita , e di S. Luigi ; ed il Cardinal Matteo Con- 
:arclli Francefe , Datario di Gregorio XIII. faJ?- 
-ricò il Coro, eia Cappella di S.Matteo, che 
iiiche lafciò dotata dì buone entrate . 

La maeftofa facciata , che è comporta di Tra- 
vertini con tre Porte, ed ornata di pilaftri , e 
polonne d' ordine Dorico , e Ionico , è architet- 
ura di Giacomo della Porta ; le quattro Statue 
ero fono moderne , e fono fiate fcolpite da Mon- 
eur Leftafge . Il Quadro della prima Cappella a 
ano delira, entrando, con i SS. Gio: Battila , ed 
ndrea Apoftolo, è d* incerto Autore . L'illorie a 
efcodi S. Cecilia nella feconda , fono pitture del 
)omenichino ; La pittura però dell'Altare con la 
5anta è copia di Guido Reni di una fimile, fatta per 
Bologna da Raffaele . Nella terza la B. Giovanna 
allefia Regina di Francia è di Stefano Parocel . H 
t^uadro di S. Dionigio nella quarta è di Giacomo 
2méi Conte . L* Ifloria a mano delira è di Girolamo 

Sic- 



558 Descrizionb di Roma 

Sicciolante da Sermoneta ; e quello dicontro, «i 

la Battaglia nella Volta , Tono di Pellegrino da Bow|d 

logna .^11 S. Giovanni Evangeiiflaad un lato dell|fiii 

Altare ^el CrocififTo nella quinta Cappella è 

Gio: Battilta Naldino . Il Cappellone Maggior . . 

flà prefentemente rifacendo di nuovo con ciifegncii 

del Cavalier Antonio Derizet ; ed oltre la Cuppo' 

la, elicvi fi erige 5 farà ornato di Statue, e Co 

retti ; e vi farà rimefib neir Altare , che farà tut 

to coftrutto di fini miirmi , V antico Qiiadro coli 

Aflunta di Miirìa , dipiato da Francefco BafTano 

il S. Matteo con le altre pitture laterali nella. 

Cappella feguente dall' altra parte della Chic 

fa , fono di Michel* Angelo da Caravaggio ; el 

Volta del Cavalier d*Arpino, infieme colli Profet 

dalle bande . V Adorazione de* Magi nell' altra 

Cappella , ed anche la Prefentazione di NoftroSi 

gnore al Tempio , fono del Cavalier Baglioni ; 1 

pittura incontro , ed anchela V^olta fono di Cai 

lo Lorenefe . Il Quadro di S. Luigi nella Cappe! 

lafeguente, fatta fare dall' Abate Elpidio Bene 

detti Romano , Agente dei Re Lodovico XIV, è e 

Plautina Bricci Ronjana , che fece ancora il dif< 

gno della medefima Cappella . La prima ifloria p( 

laterale è di Niccolò Pinzon Francefe : e la fecor 

da dall'altra parte, cioè a cornu Epi'l:ol;c, di Lud( 

vico Gemignani . Il S.Niccolò nella f'guente 

del Muziani ; le due Sante 'ai lati f^no dì Girolan'. 

Mafìei ; nella Volta dipinfe Gi rBattiila Ricci 

Novara ; e tanto le illorie dell' una , e l'altra baj 

da, quantoli Santi ne' Pilaflri, foiio di Baldaff 

Cro- 1 



1 Antica, i Moderna. 55^9 

Croce . II S. Seba/liano finalmente con due Sante, 
nel Quadro dell'ultima Cappella, è opera del detto 
jirolamo Mafìei . 

Offiziano qucfìa Chiefa lì Cappellani Nazio- 
nali Francelì , che fanno vita conimune dentro le 
contigue abitazioni , e fono 26. C( n due Lorcnefi , 
due Savojardi , e Tei I reti àelV Oratorio di Fran- 
cia, che neir anno 1 62 ?. vi furono inclufi da MonlL 
Sponde Vele ovo di Tamiers . 

Apri poi quefla Nazione T Ofpedale annefTo 
circa Tanno 1480. per i poveri Pellegrini Francefi> 
Lcrenefi, e Savojardi, che vi fi trattengono tre 
gicrni , e tre notti ; dandofi a ciafcuno qualche li- 
mofina , ed a' Sacerdoti tre giulj per cialcheduno . 
E'provifto di I- none rendite, ed è governato da una 
Confraternita particolare, chiamata <f/ S.Luig' <, e 
compofta di 24. perfone , le più riguardevoli di» 
Francia , Lorena , e Savoja , che fiano in Roma. 
Ne è Capo V Auditore di RotaFrancefe, e Protet- 
tore il Re Crifkianifiìmo . Efìa Compagnia diftri- 
buifcc ancora molte Doti a povere Zitelle Nazio- 
nali Francefi , Lorenefi, eSavcjarde. 

Il Palazzo annefib , che ferve per V abitazio- 
ne de* Cappellani, e per V Ofpedale fuddetto, fìi fa- 
bricrto con architettura di Carlo Eizzaccheri ; e 
quello de Signori Patrizj , che refta incontro della 
Chiefa 5 è adornato di belli Quadri, e di alcimi 
I Bufti antichi di gran preggio • 



' 



Di 



5^ 



Descrizione di Roma 




'erme dì N ero ne 



Di S. Sahatoft alle Terme \ delle Ttrme di Ne^ 
Tone , € della Palude Giprea . 



Q 



Veda divota Chiefuola fii anticamente chia 
mata S. Jacobi in Tbermis , e fecondo il Ful- 
vio » 



-Antica , e Moderna • . j6r 

/io, v' era ancora un* antico Olpedale . Stima pa« 
rimente l' Alveri , chefofle ftata confagrata da S, 
Silveftro I , e che S. Gregorio Magno racchiudefTe 
dentro r unico Altare moltiflìme Reliquie , ed an- 
he le concedeffe grandi Indulgenze , e particolar- 
mente la Plenaria per tutta la Quadragefima . Ora 
poi fi dice del SantiJJlmo Salvatore alle Terme, per ^ 
jfler fiata fabricata fopra le rovine delle Terme dì 
Nerone . La Trasfigurazione del Signore nel Qua- 
dro fopra r Altare è opera ài Gio; Odazj , che fece 
anche lateralmente il S. Gregorio Papa, il S.fuigi, 
e le altre Pitture a frefco . Dipende quefta Chiefa 
da S. Luigi de Francefi , che;la provede opportu- 
namente di tutto il bifognevole . 

Le Terme di Nerone erano affai magnifiche; 
C lo dice Marziale nell'Epigramma ^3. del 7. libro : 

§luid Nerone pejus 

^ujd Thermis melius Neronìanìs . 
Stazio nel primo àelÌQ fue Selve : 

Fasfìt componere nta^ms 

Parva , Neronea , nec qui modo latus in unda 

Mie iterumfudare neget &'c, 
e fi riconofce ancora dagli refidui , che fi offerva- 
no nel contiguo Palazzo Madama , dei quali afle- 
rifcono gV Antiquarj, averne veduti molti più dì 
quelli , che in oggi apparifcono . In fatti il Bion- 
di li defcrive di maggior ampiezza nel luo tempo ; 
ed il Marliani fa di effi la tcftimonianza fegucnte : 
Thermarum vefli^ia latefatenta S.Euflaquio^ nfqke 
td domum Gregorii Narmenfis , in cujus Cella vi^ 
naria vidimus Thermarum pavimenta , & plumbeas 

Tom. /. N n fiftu^ 



5^2 Descrizione di Roma [• , 

fifiulasy la qiiaJ Cafa era contigua alla Piazza Na* ! i| 
(Voiia.LQ medefime Terme Ci chiamarono poi Alef, ' 
fandrìne , come Ci legge m Vittore : qu(2 poflea 
A:€Jjadrtn£y e Caflìodoro ne adduce nella Cronica 
la Illa cagione , dicendo, di aver l'odio del Popo.- 
lo contro Nerone, cangiato loro il nome , argo- 
mentando anche altri, che Alejfandrìne fi chiamaf- 
fero,per efìer (late rifarcite da -Aleflandro. Ali* in- 
contro il f ulvio,ed il Marliano dicono,che le Alcfm 
fandrìne furono Terme diverfe dalle Neronìane , 
ma bensì a quelle vicine , fecondo Lampridio in_, 
Alefiandro . Il Donati da ciò ne argomenta la ri- 
ftorazione delle vecchie , e infieme V edificazione 
delle nuove . Il Nardiqi crede , che eflendo fem- 
prc nell'ampiezza delle Terme andato crefcendo il 
luffo , Alefiandro , per aggiungere ali* antiche di 
iVerowe la grandezza , e le delizie, richiede nel 
fecolo fuo , vi facefie una gran dilatazione di fab- 
briche ; ficchè unite infieme , e formando un cor- 
po di maggior magnificenza , otteneflero ancora^ 
il nome nuovo , fecondo Vittore , e Caflìodoro ; 
e che tal aggiunta porgeiTe occafione a Lampridio 
di fcriverle per Terme diverfè . 

Furono edificate nell' anno nono dell* Impe- 
rio di Nerone , al racconto di Eufebio nel fuoi 
Cronico . 11 menzionato Alefiandro , per fommi- 
nifi:ri;re alle Terme Nerowane grido, e credito) 
maggiore, ordinò, che a fue fpefe, con va^hif 
fimi Lampadr.ri di Crifiallo di Monte, carichi dij 
lumi ad olio , tra le tenebre della notte fi rendefie-i 
ro più del giorno luminofe , come Lampridio fo- 

pru- 



Antica , b Moderna $6^ 

pracitato racconta; efTendo per altro folito in-. 
Roma , che le Terme fi aprifTero all'Aurora , e fi 
chiudeffero al tramontar del Sole . Quefta libertà 
fu poi tolta da Tacito Imperadore , dcfiderofo di 
ovviare alli tumulti , e fedizioni popolari, che-» 
potevano facilmente fufcitarfi dal V^olgo col pa- 
trocinio della notte , e coni* occafione delle adu- 
nanze , che nelle Terme facevanfi ; come fi legge 
in Vopifco . Che le medefime fodero molto fon- 
tuofe , ne fanno teflimonianza diverfe nobiliflime 
Statue , e BafTirilivi, che furono ritrovati fotto le 
I-ovine di cflb , ed ora fi confervano nel vicino Pa- 
lazzo Giufiiniani . 

Ebbe ancora il detto Ale/Tandro la fua cafa 
privata vicina ad efleje la fece demolire, per pian, 
tarvi un deliziofo Bofco . 

La Palude Cuprea non fii da qucfte molto di- 

ftante . Da Livio però fìi collocata più giufìamcn- 

te nel Campo Marzo ; preflb la quale parlando 

Romolo al Popolo , e fopravvenendo unarepcnti- 

. na temperta j non fu mai più veduto • 




N n a Pé(. 



Descrizioke di Roma 




Palazzo del Gran Duca di Tefcanam 
Piazza Madama. 

' Contiguo alla detta Chìefuola quefto Palazzo 
I che ha il Tuo principal Profpetto in Piazza^ 



Antica, e Moderna. ^6^ 

Madama , già chiamata de' Longobardi . Con ar- 
chitettura di PaoloMarufcelli^e con gran magni fi- 
icenza fìi edificato dalla Principeifa Caterina d^* 
'Medici , ed unica erede di Lorenzo de'Medici, Se- 
renifllmo Duca di Tofcana ; e vi abitò efTa ftefìa» 
prima che fofìe desinata Rpgina di Francia #. Ora 
fi poiTide da Francefco I. Imperatore , come Gran 
Duca della medefima Tofcana» ed e ornato dibe^- 
II mobili , fra' quali foao alcuni Arazzi ftimatifll- 
mi . 




N n j DeU 



Descrizione x>i Rom4 




Della Studio puhlUo della SaplensMl 



A Mano flniftra » e poco difcofto dal defcritfd 
Palazzo , e Piazza Madama , refta la fontuo- 
ié, i^abbricii dello Studio Romano » chiamato la Jd. 



Antica 9 1 Moderna • }<7 

pìenzdy dal motto del Salmo , fcolpito fopra la Por- 
ta principale : 

INirWMSAPlENTljE TIMOR BOMINU 

Quefto magnifico Edificio fu principiato con 
ringoiar architettura di Michel' Angelo Buonar- 
roti per ordine di Leone X. infigne Protettore de* 
Virtuofi . Da Siflo V, e da Urbano Vili, fìi profe- 
Iguito ; ed AlefTandro VII. lo terminò con vago di- 
ftgno del Boromini . 

Si deve fapere, che il Pontefice Innocenzo W* 
de' Conti Ficfchi, Genovefe nel 1244. rinuovò in 
Remalo Studio dell'una, e 1' altra Legge . Bonifa- 
ciò Vili, nel 1295. lo erefìc in quefto luogo con le 
pubbliche Scuole . Clemente V. nel 15 io. vi ftabilì 
le Cattedre delle Lingue, Ebraica, Greca, Arabica, 
e Siriaca . Eugenio IV. gli applicò il provento del- 
la Gabella del vino foraftiero , e molto tempo dop- 
po gli fci afìegnata anche 1' altra del Fieno . Cle- 
mente VII. Nipote di Leone X. gli confermò I Pri- 
vilegi concefTì , e lo fottopofe alla protezione dei 
tre Cardinali Capì d' ordini . Il detto Sifto V. ne 
concefìfe 1* amminirtrazione alli Avvocati Conci- 
ftoriali , ed il medefimo AleiTandro VII. vi fondò 
con buone rendite una pubblica Libreria, alla qua- 
i le fu unita gran parte di quella de* Duchi di Urbi- 
io , e T altra, prima pofìeduta da Coftantino Gae- 
:ano Letterato Benedettino, come ancora vi a^- 
>iunfe un Giardino de' Semplici , ^i^ defcritto al- 
itrove , e la Cattedra dì nn Profeflbre ^ che ne fa 
liladimoikazione. 

Nn4 U 



Descrizione di Roma 




la Chicfa > che vedefi in fondo del magnificò 
Cortile/ed è dedicata alli Santi LUca EvangeJifta* 
Leone Magno > ed Ivo Avvocato de' Pòveri , ha 
un' unico Altare , adornato con marmi affai nobi- 
li da Innocenzo XI ; ed il Quadro , che vi fi oiler 

va. 



Antica , e Moderna • 569 

j va , fìi principiato da Pietro da Cortona , e ter- 
i minato da Gio: Ventura Borghefi Tuo Allievo • Le 
1 pitture j che adornano la Volta della detta Biblio- 
teca ) fono opera di Clemente Majili . 11 Bufto 
del Papà ) che è parimente in efia collocato , è 
fcoltura di Domenico Guidi ; e quello del Ponte- 
fice Regnante Benedetto XIV. nel Salone j dove 
fi conferifcòno le Lauree Dottorali , infieme coft 
tutto r ornato de* Puttini , è opera dello Scultore 
Antonio Corradinì • 

In quefl' Archiginnafios* Jnfegnala Teologia 
Scolaflica , e Polemica , ed ambe le Leggi , la Me- 
dicina , la Filofofia , Mattematica , Rettorica 9 
. Iftoria Eccl e n artica, e le Lingue (udette Ebraica 9 
Greca, Arabica , e Siriaca . Vi fi fa una volta il 
Mefe una publica Accademia di materie Ecclefia- 
ftiche , per ciò chiamata Dogmatica , nel Salone 
deftinato al Dottoramento degli Studenti in Teo- 
logia . Vi fi fanno ancora le dimoftrazioni Anato- 
miche dal proprio Lettore; e finalmente vi fi con- 
ferifcòno le Lauree Dottorali, cioè da Signori Av- 
vocati Conciftoriali in legge Canonica , e Civi- 
le ; Nella Medicina i Lettori della medefima ; e-f 
nella Teologia li Teologi • 

Rifpetto ad efìl Signori Avvocati Concifto- 
riali , aflerifcono molti Autori , che il loro Colle- 
gio qui eretto aveffe la fua prima origine da San 
Gregorio Magno nel 598. con il Titolo di pubblici 
Difenfori . Confifte in 12. Soggetti , fette de' qua- 
li più anziani chiamanfi numerar] , e partecipanti , 
che perorano alla prefenza del Papa» e de' Cardi- 
nali, 



5^70 Descrizione di Roma 

ftali , quando hanno a domandare il Pallio per gli 
Arcivefcovi , e Metropolitani , e quando propon- 
gono le Caufe delle Canonizzazioni de' Santi ; gli 
altri fono Sopranumerarj , Chiamanfi Conciftoria* 
li per il privilegio, che godono, di entrare ne* 
Conciftori Segreti . Intervengono a tutte le Fun- 
2Ìoni , e Cappelle Papali , ed hanno V obbligo di 
rìfederejdove rifiede il Sommo Pontefice. Eleggefi 
dal numero de' medefimi , 1* Avvocato del Fifco , 
quello de* Poveri , il Promotor della Fede > ed ij^ 
Rettore dello Studio • 




Di 



4nTICA> S dloDSRNAr 



57» 







.\%yi**1nt^ 



-j^D't S. Andrea della Valle l 

PAflandofi perii Vicolo de iS^rf/^r/ > fi giunge 
alla Chiefa di Sant* Andrea della Valle . In-> 
,Jifla parte del fito di quello nobilifiimo Tempio , 



5^2 Descrizione di RqM'^ 

già fu nel Secolo paflato una piccola Chiefa di San 
Luigi de* Francefi , lafciata da* medefimi per ave- 
re edificata T altra già defcritta , reftandovi in lo- 
ro vece li Savojardi fino ali* anno 1589. in circa , 
nel quale la divota Sigaora Coftanza Piccolomiai 
Duchefla d* Amalfi nel Regno di Napoli , donò il 
bel Palazzo della fua nobile Famiglia, gik contiguoj 
alla detta Chiefa, alli Padri Teatini , fondati da. 
S.Gaetano Tieneo, e da Paolo I\^,Caraffa> chepri. 
ma abitavano a S. Sii veflro^ ^o;?^^ Cavallo; ac- 
ciò edificafiero da* fondamenti la prefente Chiefajj 
ed il Convento anneflb ; e perciò nella Cantonali 
del medefimo fi legge la feguente memoria 

Conjlantì^ Piccohmhea Ara^. 

Amalphis Duci 

Optima merita 

Clerici Regnlares • 

Chiamanfi quefti Rdìgìoiì , che profefiano una ril 
gorofa povertà. Teatini y per efiere fi:ato prima] 
accennato Pontefice Paolo IV. Vcfcovo della Cii| 
là di Chieti , chiamata in Latino Theate • 

Fu dunque principiata la Fabbrica dal Cardi 
nal Alfonfo Gefualdo Napolitano nel 1591 ; ma el 
fendo prevenuto dalla morte,Iafciò l'opera impej 
fetta • Fùriafìuntadal Cardinal A lefiandroMcMV, 
tallo , che la fece fabbricare qvtiiiì ài nuovo a gm 
fa di una Bafilica , e dopo di lui la terminò il Ci 
dinal Francefco Peretti fuo Nipote , che o^ij 
daAlefrandroVII.la grazia, che anche dopo ,, 
faa morte li frutti deJIe fue Badie s* impiegaflejc^ 

nel. 



I 

Antica , e Moderna ♦ ^yj , 

fìeJIa terminazione di una fabbrica si riguarde- 
vole . 

Pietro Paolo Olivieri Romano fli il primo Ar- 
chitetto di quella nobili/Tima Chiefa; ma per la di 
lui morte fu perfezionata da Carlo Maderno , che 
fece ancora il difegno della facciata, ma non fer- 
vi , efìendofi pofto in opera quello affai nobile del 
Cavalier Carlo Rainaldi . Le Statue di S. Gaeta- 
no, e S. Sehaftiano porte inefTa, fono fculture di 
bomenico Guidi : quelle di S.Andrea Apoflolo, 
e di S. Andrea Avellino fono di Ercole Ferrata; e 
r Angiolo in un de'iati, con Paltre Statue fopra U 
Porta , è lavoro di Giacomo Antonio ¥2.ncM . 

La prima Cappella porta alla dertra,entrundo, 
è ornata di preziofì marmi con difegno di Carlo 
Fontana ; il bafTorilievo dell* Altare , che rappre- 
fenta il comando dato dair Angelo a S. Giufcppe 
di fuggire in Egitto , è fcuitura di Antonio Raggi, 
che fece parimente in profilo la Statua del Cardi- 
nal Marzio Ginnetti , e quella della Fama con V 
erme di quefta famiglia dall'altra parte ; le Statue 
etile quattro Virtù con una fimile della Fama fono 
di AlefTandro Rondone . 

La feconda non inferiore alla prima per Izj» 
magnificenza , e valere de' marmi, e de' fuoi orna- 
menti, fu edificata da'Signori Strozzi con architet- 
luira di MicheF Angelo Euonaroti ,che fece aiicc- 
•^ ra il Modello della Pietà , e delle Statue collatera- 
' li , gettate egregiamente in bronzo . Il Quadro di 
S.Carlo nella terza è ciBartolcm.meo delCrefcenzi* 
iiS. Andrea Avellino nelP Altare della Crociata J 



^•74 Descrizione di Roma 

del Cavalìer Lanfranchi , ed Antonio Amo/oli vi 
dipinCe il refro in cima , che vi Fìi poi aggiunto. 
Tutta la Tribuna dipinta dal Cornicione in fu con 
varie iftorie di S.Andrea , e le Tei Virtù , maggio- 
ri del naturale fra le tre fineftre , come anche gli 
angoli della Cupola', fono lavori eccellenti del 
Domenichino, e la medefima Cuppolaè opera,, 
celebre del Lanfranchi . Te tre pitture grandi di 
S. Andrea, fritte a frefco dalla cornice in giù, fono 
del Cozza Calabrefe , e le altre due minori furo- 
no colorite dal Cigniani . Dall'altra parte il Qua- 
dro della piccola Cappella della Madonna è lavoro 
di Alefìandro Francefi Napolitano . Da qui perla 
porta contigua entrando nella Cafa diquefti PP, 
vi hanno effi un' Oratorio , in cui il Quadro coli' 
Afìùnta di Maria SantiiTima ò pittura di Antonio 
Barbalunga MeiTinefe ; e ritornando in Chiefa , il 
Quadro dì S. Gaetano è del CamaiTei da Bevagna, 
con gli ornamenti de' fiori di Laura Bernafconi . 
ApprelTo la contigua Porta di fianco fi vede il De- 
pofito dei Conte Thieni , architettato da Dome- 
nico Guidi, che anche ne fu lo fcultore . 11 San Se- 
baftiano nella Cappella feguente è di Giovanni de' 
Vecchi; ed il bel Quadro laterale di M. V'ergine 
col Bambino è di Giulio Romano. Quella de' Si- 
gnori Rucellai, architettata da xMatteo daCaftelIOj 
contiene il Quadro di S. Michele Arcangelo , che 
e pittura del Cavalier Crifloforo Roncalli , il qua- 
le f^ce anche tutte le altre a frefco , alla riferva 
de' Futtini, che fono ne' Trianp;oli 'Jelia Cu;-pola 3 
e furono dipinti da Gio: Battifta Crefcenzj nobile 

Ro- 



Antica, js Moderna. 575* 

Romano; e l'ultima de Signori Barberini, (!ile?:na- 
ta dallo fleflb Matteo , è ftiinatiilinia non loie per 

;]' efquifitezza de' marmi, ma ancora per le pittu- 
re laterali , e dell' Altare , fatte con tutto il reflo 
dal Cavalier Domenico Padignani . La Statua poi 
di Santa Marta è di Francefco Mcchi ; quella di 

^ S. Gio: Evangelica d'Ambrogio Buonvicino;ri-ltra 
di S. Gio: Battila di Pietro Bernino ; e finalmente 

: la Maddalena fu fcolpita da Criilcforo Stinti , che 
fece ancora la Statua di Monfignor Barberino nel- 
la Nicchia dalla parte del Vangelo ; nel qual fito 
era la Cloaca , in cui fu gettato il Corpo del San- 
to Martire Sebaftiano , come vi si legge in una 
Lapida . Li due Depofiti , che li ved^.no inalto 
iella xMavata di mezzo fopra gli due ingrelTi late- 
rali, di Pio li , e di Pio 111 , ambedue Senefi , di 
Cafa Piccolomini , fono fcoltura di Pafquino da.. 
Monte Pulciano . 

Poco lungi dalla Piazza verfo la mano deRra 
in Stra da Papale Ci vede il Palazzo della nobil Fa- 
miglia della Italie Romana , il quale contiene mol- 
te curiofità orientali portate da Pietro della Val- 
le. Si ofìervava fopra del Portone un Bufto di Gio- 
ve affai antico ; e v' erano nel Cortile due Satin 
ilimatilfimi ; ma tanto quello , quanto quelli fono \ 
ora in Campidoglio • ^ 



Ilei 



57^ Descrizione di Roma 

Del SS. Sfidarlo di Nojlro Signore , e dell* Archi 
confraternita de* S avo j ardi . 

PErIs Strada di Torre Argentina y che refta iw 
rimpetto alla Porta di fianco a cornii Evange 
\\ della Chiefa defcritta , trovafi quef ka , che , la 
Nazione Savojarda avendo formata nel I5:j7. una^ 
Confraternita particolare , detta della Sagra Sin* 
doneyù fabricò da fondamenti nel 1605. col lode- 
vole penfiere dd CavaJier Carlo Rainaldi , ed ul- 
timamente Ja riftorò nella forma prefente . La pit- 
tura del Sudario fopra dell' Aitar Maggiore, fatta] 
neir iftefìa mifura di quella , che fi venera in Tori-j 
no , fii donata prima a Clemente VIIL dall' Arcii 
vefcovo di Bologna, AlfonfoPaleotto, ed il Pon-, jl 
tefice la donò doppo a quefta Compagnia , che an^i jj 
che erefle in Archiconfraternita nel 1597. ^^ QH^ì «n 
dro del medefimo Altare è di Antonio Gherardij f 
Quello di mano diritta ài San Francefco di Sale<^ : 
viene da Carlo Cefi • L'altro incontro del B. Ama.; ' 
deodiSavoja è del Perufino; e li fei Quadri im 
torno alla Chiefa , collocati fra Pilafl:ri in alto, fo.| '■ 
no di mano di Lazzaro Baldi . Nelle Stanze conti-i , 
gue ha la medefima Compagnia il fuo Oratorio : :., 
Li Palazzi incontro de* Signori Caffarelli fu*. '' 
rono edificati con architettura molto nobile, d £! 
RafFaelle di Urbino • 



Di 



Antica , e Moderna • 577 

^' Di S. Giuliano a* Ctfariniy e dello Spedale 
de* Fiamminghi . 

Vicina alla detta è quella Chìefa di S. Giulia- 
no a Cefarinì^ che pigliò il fopranome dal vi- 
cino Palazzo del Duca Cefarini . È* ella antichiflì- 
ma, poiché fi crede aperta alcuni anni doppo, che 
la Fiandra fu convertita alla Fede Cattolica da., 
S.Gregorio II ; ed è antico ancora lo Spedale, che 
la Nazione de Fiamminghi vi aggiunle alcuni Se- 
coli doppo per commodo de' fuoi Pellegrini , che 
vi fono alloggiati per tre giorni , e curati dalle lo- 
ro infermità . Il medefimo vicn governato dalla.* 
Compagnia Nazionale, ed è inftituito propriamen- 
te per i Popoli de* Paefi Valloni , e della fola Pro- 
vincia della Fiandra . Nell'anno IC94, avendo 
Urbano lì. collegati i Principi Criftiani per la ri- 
cuperazione di Terra Santa, e venendo a Roma^ 
eon tal occafione Roberto Conte di Fiandra, rillo- 
rò , e dotò quefto Sagro luogo , che fìi poi riedifi» 
cato in miglior forma circa V Anno Santo dei 
1675. a fpefe della medefima Nazione, 
f Dietro a quella Chiefa , ma col pr'ncipale in- 
grefìTo incontro al Palazzo de' Duchi Cefarini , re- 
mila il nuovo Teatro , che chiamafi ù Torre Argen^ 
tina , perchè refta contiguo ad una Torretta , così 
nominata . Fìi eretto con architettura del Marche- 
fe Girolamo Teodoli nel i'^j2, ed effndo molto va- 
fto , e vago , ferve anch' elfo per le recite de* 
Drammi muficali . 

Tom A. Oo De! 



j«7S Descrizione di Roma 

Dc^ SS. Cofmo , e Damiano , e della Confraternite 
de* Barbieri • 



(Din 



QUeftaChicfa, che reftanel Vicolo, che chia» j^j 
mafi de Cavalieri , fìi già poficduta da aU y 
cune Monache FranctTcane, fotto il Titolo della.* ^,j| 
Santifìima Trinità . Fino dal 1440. V ebbe il Colle- ^f 
gio de Barbieri , che, dando principio alla loroL,, 
Compagnia, prefero per loro Avvocati quefti}ijfj 
SS» Martìri; eSiftolV. nel 1480. approvò le loroL 
Coflituzioni . La riedificarono poi nel 1722. coiuf 
direzzzionc del Carnevale Capomaftro , ornando-i 
la di (liicchi , ed aprendovi ancora Y Oratorio ,: 
che è alla medefima unito . .11 Quadro dell' Aitar if 
Maggiore è pittura del Romanelli , che vi elÌ3ref-; 
fé la Decollazione de i detti Santi Martiri , Li la-fp 
terali fono dipinti à frefco da Michel' Angelo Cer- : 
ruti , che dipinfe a olio anche il Crocifil^b nel fuol .^ 
imitare . L* Immagine della Madonna neli* altro in-, 
Contro è opera del Zuccheri ; e nella Volta dipin^^r 
fé li due Santi Martiri in gloriai il Gregorini • 



ìli 

icr 



Di Sn Elena de* Credenzieri , efua 
Compagnia . 

L fianco deftro del Palazzo del Marchefe de 

L Cavalieri fi trova qUeda Chiefa . In tempo 

ci i aolo IV. efiendo in Roma un gran numero di 
Credenzieri de* Cardinali , nell'anno 1557. fi rifol- 
Terono «di fare uqsl Compagnia^e doppo eflereftati 

nella 



i 



A 



i 



Antica, e Moderna. 579 

lelIaChiefadi S •Salvatore in LauroQcomt accenna 
'1 Fannucci) ottennero qiiefl:a,già Parrocchiale col 
lome dì S. Maria in Molinlsy la quale ftando in 
sericolo di cadere , la Cura fìi unita ad altre Chie- 
e vicine > equelìafù da mcdefimi riedificata, e 
dedicata a S. Elena , Madre dell' Imperator Co- 
lantino.Effendo però nuovamente ridotta in catti* 
ro (iato, è fiata ora riffcorata, ed aggiuftata ancora 
n una più vaga forma con difegno di t'rà'ncefca 
'^>rrari . Il Quadro della Santa Titolare lidi' Al- lO 
ar maggiore è del Pomeranci ; l'altro di S.Cate- 
•ina del Cavalier d* Arpino ; e quelle odn Maria ' 
^ergine Affunta in Cielo , di Orazio Borgiani . 

Cbiefa di S. Anna de^ Funari , efuo Monaflero . 

QUefta Chiefa , che viene a reflare dietro al- 
la delcritta , ebbe il fopranome de' Fun:irì , 
)crche erano ad efla vicini alcuni venditori di Fu- 
'li; oltre alla ragione, che fi è detta nel difcorfo di 
K Caterina , che parimente dicefi , de' Funeri . 

Appartiene quefta Chiefa alle Monache Be- 
ledettine , che vi furono trasferite ne' Secoli 
rafcorfi dalla Chiefa di S.GIo: Colabita, porta neli' 
fola, detta di S. Bartolommgo-, e riceverono una 
•iù efatta oflervanza della-Monaftica Difciplina da 
•antuccia Terebotti da Gubbio , a cui dai Cava- 
ieri Templarii fu conceduta circa V anno 1297. 
■hiamata allora S. Maria in Giulia . Nel iJgS. re- 
tò incorporata col Monaflero una piccola Chiefa 
'lei Salvatore , parimente detto in Giulia , che poi 

O o 2 ael 



ySo Descrizioni di Roma 

nel 1 6 14. fu rifatta in forma più ampia, e nel i f?7j, 
anche abbellita dalle ftefle Monache , le quali , oU; 
tre le altre Reliquie , che vi hanno , è riguarde-i 
vole quella dell' Anello della Santa , che in occa- 
fione della dì ìqì fefl:a,efpongono alla pubiica vene- 
razione • Il Quadro di S. Giuseppe , e S. Benedet- 
to nell'Altare di mano diritta,fu dipinto dal Savo-l 
nanzj ; d'altro incontro con la B. V. M. , e Sant'i 
Anna è di Bartolommeo Cavarozzi , chiamato il 
Crefcenzio , con alcune pitturine d' intorno, fatte 
a frefco da Pierino del Vaga • La Cappella mag- 
giore è difegno del Cavalier Carlo Rinaldi ; le^ 
pittore fono di Michel* Angelo Troppa; gli' A a- 
gèi, che circondano la di vota Immagine delli^ 
Beata Vergine , furono fcolpiti da Paolo Naldi- 
ni , e Lorenzo Ottone ; e Giufeppe Pafleri Roma 
no dipinfè la Volta della Chiefa . 

Nelle Cantine di quefto Monaftero fi vedon, 
veftipj di Archi, e Stanze con pavimenti di Mofai 
co , che fi fuppongono Bagni antichi • 






Di 




Antica , 2 Mowxka ; 




- Di S. Carlo de*Catmari. 

^ Uefla Chiefa, che è vicina alla defcritta , fi 
^ fabricòneiranno lóia.coiroccafione di uà 
icendio, fegiiito in quefto luogo, che djcefi de'Ca^ 
j Oo^ imam 



582 Descrizione m Roma 

tìnari da alcuni Artifi;i,che vi lavoravano certi vafi 
di legno , chiamati in latino Catini ; e vi fu fab- . 
Iricata anche V abitazione contigua de* Chiericijfe 
Regoliìri dì S. Paolo Decollato , che chiamanfì ' 
Barnabiti y\)erche nel I3f26. furono riabiliti la pri- 
ma volta nella Chiefa di S. Barnaba della Città dijoi 
Milano. Gregorio XIII. gli concefle la prefentcìjiai 
tanto più per avere eflì in quefta Parrocchia lajw 
Chiefa di S, Biagio deli* Anelloy così denominata idli 
per avere l'Anello del detto S.Yefcovo , e vi fi fta|Ca| 
fcilirono fotto l'Invocazione di S.Carlo Borromeojjjlai 
Kel 1610. una Compagnia di Mercanti fi unì ir li 
quefta Chiefa , e vi fi congrega tutte le Fcfte il do^^e! 
pò prijnzo a recìti^re neir Oratorio dell' anneflqiiji 
Convento 1* Offizio della Madonna, e ad efercitardjio 
altre azioni di Pietà. La medefima fìi approvatala 
da Paolo V, che le concefTe molte Indulgenze > ed li); 
ha il Titolo della Difciplìna di S. Paolo . Alcuna^ i 
Gentildonne Romane anch'effe formarono qui un4l( 
loro Compagnia particolare con il Titolo dell^M 
Vmihadi ,5\ Carlo , e dipendono dalla direzione-jm 
de* medefimi Padri . S* impiegano quefte in diver&j 
Cffcj di Carità, recitando ogni fettimana in unaloit, 
o più volte à"^. Pater y (ò* A've ad onore deglF^nj 
anni , che vifie S. Carlo , e folennizzano la priijb^ 
ma Domenica di Ottobre in memoria della foiin^; 
lenne Procefiìone , fatta in Milano li ^. Ottobreji^ 
giorno di Domenica 1' anno 16176. nel tempo de \{, 
Contagio, andando il Santo a piedi fcalzi covu'x^^ 
una fune al collo C che c\\\\ {\ conferva, ) e portani \^, 
do un Chiodo della Paitìone del Signore . Anchf k, 

HMu. 



Antica , e Moderna • 5^? 

iMufici} dalla Maddalena, dove la prima volta 
u eretta , trasferirono quei la loro Congregazio« 
ae in tempo d'Innocenzo XI , e vi folennizzano U 
Fcfta di S.Gecilia loro Protettrice . C^^lla Chiefa 
i"!! fatta fabricare dal Cardinal Gio; Battila Leni 
:on architettura di Rofato Rofati ; ma la Faccia- 
ta è rìifegno del Sorìa , La prima Cappella a ma^ 
10 deftra , entrando in Chiefa, ha nel Quadro dell* 
Aitare dipinta la Nunziata dal Lanfranchi . Nel 
Cappellone feguente Giacinto Brandi dipinfe il 
Martirio di S. Biagio, ed il Cavalier Carlo Rainal- 
di {qcc il dilegno dell* ornamento dell* Altare • 
Nella feguente Cappella de Mufici , da efìl riffcora- 
ta fino dal 1696, il Quadro della Santa è di Anto^ 
iìio Gherardi ; e qui dalla parte dell* Evi^ngelo la 
ina Cappelletta fi venera una divota Immagine 
di Maria SantilTima , celebre per li continui mira- 
coli , e grazie, che difpenfa a' Divoti , La Vo!ta 
Jel Cappellone Maggiore è dd Lanfranchi fud-» 
detto, r Altare è difegnodi Martino Longhi, ed 
1 Quadro è opera famofa di Pietro da Cortona , 
}all' altra banda, entrando in Sagreflia 5 che è 
nolto ben ornata di Credenzoni di noce, e di buo- 
le pitture , il S. Carlo in atto di orare , e con un* 
'\ngeloinaria , che rimette la Spada nel fodro, è 
di mano di Andrea Commodo Fiorentino , Ritor- 
landò in Chiefa,il Qujjdro del primo Altare e ope- 
'a del Romanelli , e le pitture a frefco di Andrea 
CamaiTei . Il Tranfito di S. Anna nel Cappellone 
Tegnente è di Andrea Sacchi ; la Converfione di 
S. Paolo nell'ultima è di Giufeppe Ranucci; e li 
O o 4 ova- 



584 Descrizione di Roma | 

ovviti Imiterai! 5 infieme colle pitture a frefco nella ! 
Volta , di Filippo Mondelli . Il Padre Eterno nel \i 
I i^nternino della Cuppola, fu dipinto da Gio: Già- li 
cerno Semenza Bolognefe , Allievo di Guido Reni; ; 
le quattro Virtù ne' Peducci fono del Domeni^ 
chino ; e le due pitture à pie della Chiefa fòpra le 
due Porte laterali , furono dipinte da Mattia Pre- 
ti Ciilabrefe. 

Nel Collegio di quefti PP , che è degno di eflef 
veduto per la fua ampiezzajC vaghezza, tengono le! 
loro conferenze Accademiche li Signori Infecondùi, 

Di S. Maria in Publicola . f 

NEir ingreffo del Vicolo , che è alla metà della 
Strada de Falegnami , s* incontra querta», 1 t 
Chiefa, che hàprefoil fuo cognome da Valerio il 
publicola Romano, Afcendente della Famiglia San-' 
tacroce.E ficcome fu edificata di nuovo nel 164^5 
con architettura di Gio:Antonio de RoiTi, dal Car- 
dinal Marcello Santacroce , cesi è Jufpatronato di 
quefha Nobile Famiglia Romana , che elegge il Vi- j '^7 
cario Curato, effendo Parocchia, e vi ha altresì la 1 ', 
propria Sepoltura . Il Q^iadro dell' Altare a mano | ; 
dcftra, e quello della Cappella Maggiore , fono del j Ì J 
Cav, Vannini; ed il S.Francelcò neir altro Altare è 
copia dal Caracci di GiorFrancefco Grimaldi Bolo- 1 [ji 
f:nele,che anche dìfegnb liDepofiti,e fece li Ritrat-! 
ti, che vi fi ofTervano. Quello dell'ultimo Prencipe, 
D.ScipionePuhlicola è Icultura di GioiBattifla Mai- 
ni . 

Fine del Rio7i€ dì S. Euflachio • I ifji 

RIO. 



E 



Antica , e Moderna . 5*8^5 

RIONE DELLA REGOLA. 




IL prefente Rione , che fa per infegna un Cervo 
in Campo turchino , fìi chiamitto deJJa Regola, 
'dalla parola latina Arenula^ corrotta dal Volgo; e 
tal nome gli fu dato anticamente dall' abbondanza 
deir arene del Tevere , che gii fcorre da un lato : 
Occupa una parte deila Prifca Regione del Circo 
Fhminio , come anche il Monte 5 detto de Cenci da 
Icjuefla antica Famiglia Romana ; e comprende an- 
'cora il Ponte Giannìculcnfe , or dct:o Siflo da Si- 
ilo IV, che lo riftorò . 

Vi S. Maria del Pianto , e dell* Archi confraternita 
della Dottrina Crifiiana . 

Esfendo quefl' Immagine di Maria SantifTimain 
un Vicolo qui vicino^fii veduta verfar miraca- 
lofamente alcune lagrime per un eccefTo di fdegno 

ivi 



^86 Descrizione di Roma 

ivi commeflb nel Pontificato di Paolo HI. circa P 
anno i546.Ne fu rimofla pochi Mefi doppo, e trat 
ferita nella prefenteChiefa,allora dedicata al S.Sal- 
vatore , che era detto de Cacaberis ; e fìi ador- i 
nata di gioje , ed altri ornamenti preziofi da Nic- l 
colò Acciaioli Fiorentino . Con tale occaiìone-j ! 
fi cambiò il Titolo di S.Salvatore in quello di San- 
ta Maria del Pianto , e fu edificata quefla nifbva 
Chiefa , che è difegno di Niccolò Sebregondi ; ma 
non è terminata , fé non che nella Tribuna dell' 
Aitar Maggiore, e nella Crociata . Li Altari uno 
è dedicato al Santifiìmo Crocififlb , che è di rilie- 
vo ; e 1* altro alla Madonna , S. Francefco , S, An- 
tonlo , e S. Francefca Romana , dipinti in tela da 
Lazzaro Baldi . Un* Archiconfraternita di Seco- 
lari , che chiamavafi del Pianto , eretta da Leone i 
X. ed approvata da Urbano Vili , era proprie- \ \ 
taria di quefta Chiefa; ma quella efiendo fiata fop- ' 
prefia dal Regnante Pontefice Benedetto XIV. 
con fua Bolla fpedita fotto \ì 9. Marzo del 174^5 
quefla fìi conceduta con tutte V entrate , e col vi- 
cino Oratorio, alPArchiconfraternita della Dot- 
trina Crifliana, che nella piccola Chiefa di San 
Martino, incontro al Monte di Pietà, ora demoli- 
ta , fin dal ì6oS' era ilata ^abilita da Leone XI. 
Pofi:eriormente poi nel xMefe di Marzo dell' anno 
feguente 174*7. fuccedc V iflefib della Parocchia, 
che qui era , cfiendofene incorporata una parte 
a quella di S. Tommafo a Cenci , e V altra a S. Ma- 
ria in puhlìcolìs ; onde tutta quefla Chiefa è ri- 
marta in potere della detta Archiconfraternita-. 

della 



( 



Antica, h Moderna. 5^7 

déhiLottrina Crijfìana y che per memoria di tal 
Pontificia Beneficenza, ha fatta collocare V ifcriz- 
zione leguentc nel muro lopra V Organo . 

•SENEDICrO XIV. P. M. 

^uod 

Sacram hancySdem^ejufque redditus,ad pueros in pri' 

mis Catholica Religìonìs elementis erudiendos^Ar* 

chiconfraternitati Do^rìn^t Cri/iiana concefferit , 

Eadem 

Prìncipi de fé optime merito 

A.D. M.DCCXU/L 

M. P. 

Di S, Tommafo a Cenci* 

Vogliono alcuni Scrittori delle Famiglie d'Ita- 
lia , che da Gntia fiafi cambiato in Cenci il 
cognome di quefta nobil Famiglia Romana , dalla 
quale prefe nome il Monticello , fopra del quale 
nel Secolo pafìato fu fabbricata quefta Chicfa , ed 
ancora il Palazzo . Nel 1575*. Franccfco Cenci ri- 
fece, e dotò quefta Parrocchia , Ju(padronato di 
quefta Cafa , e con tale occafione V arricchì di 
molte Sagre Reliquie, fra le quali è notabile quel- 
la di S, Felice Papa . 

t&m fAwi fAm 

"^ >Jy Qy 



Di 



j88 Descrizione di Roma 

Di S* Bartolommeo de* Vaccinuri , efué 
Confraternita . 

NElla ftrada della Regola , che viene abitata^ 
da' Vaccinari, s* incontra a mano finiftra la 
Chiefa di S. Bartolommeo , che era prima dedica- 
ta a S. Stefano Protomartire, detto /« iS/7/Ve, per- 
che fondata fopra un fcoglio nella riva del Teve- 
re .S. Pio V. nel 1470. Jaconcefle alla Compagnia 
de' Vaccinari , dalia quale , fono pochi anni, che 
fu riedificata da fondamenti con buon difègno . La 
pittura a frefco nel primo Altare a mano diritta è 
di Giacomo Zoboli. La feconda paflata la Porticeli! 
della Sagreftia con la Madonna , S. Bernardo , e^ 
S. Francefco, di Michel' Angelo Cerruti . Il Qua- 
dro dell* Aitar Maggiore è opera di Gio: de Vec- 
chi ; e li laterali a frefco fono del medefimo Cer- 
niti , che anche dipinfe il B. Franco Vaccinaro 
néV Altare feguente , ed il S.Stefano nell'ultimo . 

Di S. Maria degl* Angeli , detta in Cacaberis , 
e /ita Confraternita . 

QUefta ChiefiJ , che refta dietro a quella di 
S. Maria del Pianto , era prima dedicata a 
S. Biagio . Il fopranome poi di Cacaberis è cor- 
rotto dal Volgo , poiché deve dirfi dì Cacabari 9 
il quale o deriva dalla Famiglia di quefto cogno- 
me , che fu tal volta la prima ad edificare quefta 
Chiefa, o cesi chiamofli , perche in queftaftrada 

abi- 



^ 



Antica , e Mode^^na • 5S9 

abitavano anticamente molti Artefici di vafì di 
rame, detti in latino Cxc^^«^ . Fu dedicata a]la_ 
Concezione di Maria Vergine , ed ebbe la cura 
ÓQÌV Anime fino ali* anno 15943 trasferita poi ad 
altre Chiefe vicine , e quefta fu concefTa alli Coc- 
chieri nel 1 661. da Aleflandro VII. eflendo prima 
inS. Lucia della 7;"«^^la loro Confraternità , che 
?ra già ilata approvata da S. Pio V. nel 1568 , e 
Ja Gregorio XIII. nel 1 572, 



Del Portico dì Gneo Ottavio . 



i 

W\T Icino quefta Chiefa vedonfi li veftigj di anti- 
1 V ca Fabbrica ; e nel Secolo paflato {\ vedeva 
Un gran refiduo della medefima nella Piazza Giu- 
dea , creduta da Lucio Fauno un Portico eretto 
dall' Imperador Settimio Severo . Il Serlio ripor- 
tendonela Pianta, fa vedere , che occupaiTe per 
lunghezza tutta la contrada de' Giubbonari , ed il 
Palazzo Santacroce . Fu anche creduta da molti il 
Portico di Pompeo; mala fbruttura poco magni- 
fica, che fi vede in que' pochi avanzi, fa cono- 
fcer , non efler quello ornato di tante Colonne , e 
fabbricato al fianco del Teatro in luogo molto di- 
verfo da queflo . Fu dunque tal Fabbrica più ve- 
rifimilmente il Portico di Gneo Ottavio , che fu 
poi detto Ambulationes O^aviarne , come dimo- 
erà il Donati . Neil* anno 17^8. in occafione di 
fabbricarfi di nuovo una Cafa , poco lungi dalla., 
fuddetta Chiefa , nel fcavarfili fondamenti , fu rir 
trovata una gran tazza di granito con Tuo piede-» 
ftallo dì marmo ♦ P^- 



590 DiBCRizioNi DI Roma 

Palazzo Santéicroce . 



i 



NEL Cortile di quefto Palazzo fono molti Baf- 
firiiievi antichi , e negli Appartamenti moK 
te pitture a Frefco di Gio: Francefco Grimaldi ,_ 
Vi è ancora una bella Statua di Apollo ; un' altra 
di Diana ; due altre di una Cacciatrice, e di 'in , 
Gladiatore; ed un ritratto di marmo dell* Algardi .|^'l 

Di S, Maria in Monticelli . 



FU* rifìlorata quella Parocchia , che è delle più 
antiche di Roma, prima del i loi, e da Pa- 
iquale li. nel detto anno confagrata , come pur fìl^ f" 
fatto pofteriormente da Innocenzo li. nel 1 14^. in; 
occafione di altra nuova riftorazione . Ebbe primai 
il Titolo di Collegiata ; ma unite poi le dilei en-j 
trate a quelle del Capitolo di S. Lorenzo in Da4 
mafo y qui reftò la fola cura di Anime , e chiama-' 
yafi prima S» Maria in Ariola . Da Clemente XI. 
ricevè poi V ultimo riftoramento, che fìi notabile 
perchè con difègno di Matteo Salii la ridufìTe , in- 
iìeme col Portico , e Facciata , nella forma , che 
fi olìerva . Benedetto XIII. con Breve delli 28. Set- 
tembre 172^. incorporò la Congregazione della 
Dottrina Criftiana di Napoli a quella , che il Ve- 
nerabile Cefarc di Bus fondata avea in Avignone;' 
? fopprelTala Compagnia del SS. Redentore, che 
era fiata eretta in S.Andrea della !/alle,t^nto il fuo 
Oratorio incontro quefta Chiefa, quanto una por 

ìéìo- ^ 






I Antica, s Modhrna • 5'9i 

: zione dell* entrate di detta Confraternita, conccfTe 
alli laddetti PP. deiJa Dottrina Criftiana , che qui 
efercitano la Cura di Anime ; e V altra parte ap- 
plico air Ofped'cAe di S. Gallic^mo, da i^{\o Pontefi- 
ce fondato . >I1 Qnadro dell* Orazione air Orio dì 
Noftro Signore nel primo Altare a mano diritta , 
L'Htrando in Chiefa per la Porta maggiore > è pit- 
tura ci Odoardo V'icinelli .[Il fecondo della I^la- 
gellazione di^ì niedefimo Signore di Gio: Battifta 
V'anloo Francelè ; ed il terzo di S. Ninfa di Gio: 
Battiita Puccetti . Quello dell' Aitar Maggiore , 
fotto di cui fi confervanoli Corpi della detta San- 
ta Ninfa, di S.MaUiiliano , di S.Euiìozio , di S.Pro- 
culo, e di S.Galbodeo, tutti Martiri, qua fatti tra- 
portare per ordine di Urbano HI. da un luogo 
orefib Fiumicino , è pittura di Stefano Parocel , 
infieme colli Angeli dipinti a frefco attorno al S<.U 
datore di Mofaico in mezzo alla Volta della Tri- 
runa , cheè antichiffimo, efìendo piùdi ijoo. an- 
ni , che è flato fiuto . Il Quadro del primo Altare 
dall' altra parte è del medefimo Puccetti . Nel fe- 
condo vi è un divoto Crocififlb , avanti di cui , 
è tradizione, che venifle ad orare S.Brigida, quan- 
do impedita da cattivi tempi , non poteva trasfe- 
rirfi a quello di S. Paolo; e nel ultimo Altare fi 
ofìerva dipinta Maria Vergine , il Bambino , e S, 
Gio: Battilìa , che viene dalla Scuola di Giulio Ro- 
mano . Tutte le altre pitture a frefco attorno dell;* 
Chiefa fono di diverfi Profeflbri . La S. Ninfa fo- 
pra la Porta della Chiefa è di mano di Andrea Pro- 
caccini . Li due feeuenti a mano deftra di Pietro 

Re. 



1 

J93 Descrizione di Roma ^^1 

Rafina . II S. Mamiliano a mano finiftra di Antoniojfo 
Grecolini , ed il S. Proculo del Piiccetti fuddettOi^jie 

Di S. Paolo Afoflolo alla Regola . 

NEIla Piazzetta , che refta dietro alla Chìeft !(J 
defcritta, ^i trova qiiefta, nominata di San i 
J^colino alla Regola , e detta anticamente la Scuo- dd 
la di S. Paolo , tbrlè, perche qui veniva il S. Apo- bi 
Itolo , come in luogo più ritirato di Roma , ad iti 
iftruire quelli , che convertiva a Crifto nel mede+H 
fimo tempo , che appellatofi air Imperatore Ne. 
rone , trattava ne' Tribunali di Roma la fua Caufalici 
Vi rifiederonoli PP. Riformati ài S. Agoftinofinolor 
all' anno 16 19, nel qual anno paflando in altro piiiiiij 
commodo Convento , lafciaronla alli Frati pari 
mente Riformati del Terz' Ordine di S. Francefc 
della Nazione Siciliana, li quali vi fecero la nuov 
Fabbrica dell' anneflb Convento , dove tengom 
il Collegio de* Studenti Profefll , con una buon^A 
libreria , ed edificarono la nirova Chiefa con ar-jl 
chitettura di Fra Gio: Batti/la Borgognone . La-,^li 
Facciata però è di Gio: Battifta Cicoli , e di Giù. ft 
feppe Sardi . Entrando in Chiefa, V Ovato fopra laU^ 
Porticella contigua alla prima Cappelletta fuUa-ifeoi 
mano diritta , è pittura di Biagio Puccini , che vhi 
efprefìc il Martirio di S. Erafmo . Il Quadro della*; 
detta Cappelletta è di Criftofaro Creo. 11 S, Fran- ^ 
cefco nel feguente è del Parmegianino ; e 1* ovato 
contiguo all' Altare del CrocifiiTo è del detto Puc 
Cini , che vi dipinfè S. Bonaventura , e S. Tomma- 

fo d' \ 



Antica , e Moderna . 5*9^ 

b d* Aquino . Li tre Quadri a frefco nel Cappello- 
le maggiore fono di 1-uigi Garzi . la pittura nella 
^^olta della Sagreftia contigua è opera d'Ignazio 
Jtern ; e V ovato fopra 1* Porta di efìa , in cui fi 
fede efprefTa la Vergine SantifTima , e S. Chiara, 
del nominato Puccini . Siegue , paffata la Cap- 
elletta della Madonna da quella parte , il Cappel* 
one di S. Anna , in cui il Quadro , che la r^ppre- 
ènta, è di Giacinto Calandrucci; e la Volta è 
pittura a Frefco di Salvatore Monofilio , infieme 
pili fcrdini . Il S. Antonio da Padova neir ultimo 
kltare è del medcfimo Calandrucci ; e 1' Ovato 
'icino con un miracolo del medefimo Santo , è la- 
oro di Giacomo D.ol . Trù le altre Sagre Rcli- 
uie 5 che fono in quefta Chiefa , v* hanno quelli 
*adri un braccio del medefìmo S. Paolo • 

Di S. Salvatore in Campo • 

1^ Vendo il Pontefice Urbano VIII.benignameA- 
lX te permefìbjche liDeputati del vicino Monte 
,ì Pietà , per ampliare il medefìmo Edificio , git- 
Hfìero a terra una Chiefa Parrocchiale , chiamata 
Salvatore in Campo ^ per efier dedicata al S;.l- 
tore , fpettante alla Badìa di Farfa , edificaro- 
I da' fondamenti quefta nel 16^9. con àiihgno 
il Paparelli; e vi furono trasferite la ragioni del- 
Parocchia , e della medefima Badia . 



Tom.I. Pp Dei 



J54 DESCRi2io>fE DI Roma 

Del Sagro Monte della Pieti . 

NEI T 5^9. il P. Giovanni Calvo , Generale de 
Frati Minori di S.Francefco , facendo rifief 
fione air eftrema jniferia delL Povertà , che aven 
do bifogno di danari , era coftretta d' impegnar 
agi' Ebrei la propria robba,con pagarne rigorof< 
uiurc 9 o pure le conveniva venderla a prezzo vi 
lifTimo ; ottenne da Paolo III. 1* approvazione d 
una Confraternita òì molte Perfone commode , 1 
quali , fenza verun interefie , preftafTero alli Bifo 
gnofi la fomma della moneta richieila , con rice 
verne II folo pegno , che poi duvefibro reflituire 
ogni qualvolta venifie loro reftituito il danar 
predato • 

Confiderandofi da* Sommi Pontefici la pubi 
ca utilità di tale Iftituto, hanno eretto queftc Lue 
go Pio , eT hanno proviflo di entrate , Indulger 
ze , e Privilegi ampliflimi ; per il buon govern 
del quale, S. Carlo Borromeo efìendone Protei 
tore , formò alcuni Statuti particolari da ofTe 
rariì da' fuoi Minifh'i . Sifio V. gli donò la fomm 
di fettemila feudi , colli quali comprarono una 
Cafa alla flirada de' Coronari incontro al Palaza 
lancellotti ; ma quella riufccndo troppo anguft 
Clemente Vili, nel 1604. trafportò fuccefTivamej 
te il medefimo Monte m quefto luogo . 

Vedefi quefto gran Cafamento divifo in me 
ti Appartamenti , ciafcuno de* quali contiene 
^raniiumero di ftanze^per cuftodirvi li Pegni, ci 

in fci 



Antica > e Momekxa . ^-^j 

in ftl Cuftodie fi ricevono , afTiftendovi uno Stima- 
^re afìai pratico , ed al cri Minifbri necefiarj . 

Si prefta gratis il danaro fino alla fomma di 
trenta feudi ; dimodo che per li pegni di maggior 
valore , fi pagano gli utili alla ragione di feudi 
due annui per cento ; e vi fi confervano per lo fpa- 
210 di 1 8. mefi ; dopo li quali fi vendono all'incan- 
ito coir afiifienza di un Deputato ; e rientegrato 
il Luogo del denaro preftato , il foprappiù refia a 
credito del Padrone del pegno . 

E' comprefo nel medefimo Edifìcio un pub- 
blico Banco, dove Ci depofitanoli denari vincolati, 
e liberi , e viene governato qnefto luogo Pio da^, 

!-! una Congregazione di Cavalieri , e da Monfignor 
Teforiere della Camera . Entrando in queflo Pa- 
lazzo fi oficrva, a mano defira fotto il PorticOjUna 
nobilìfiìma Cappella di fini marmi, cominciata con 

[ijjarchitcttura di Gio: Antonio de Roifi , e termina- 
ta da Carlo Bizzaccheri . II Bafibrilievo dell* Alta- 
ite è opera fiimatiflìma di Domenico Guidi. Li due 
laterali fono , di Monsìi Teodone 1' uno , e di Mon- 
«ù Pietro le Gres V altro , che è quello di Tohia . 
Xe fiatue d"elle quattro Virtù nelle nicchie fono 

rjopere anch* efìe di eccellenti Scultori , fra quali 

j Giufeppe Mazzoli fcolpì quella della Carità. 

De' SS.Terefa , e Gio: della Crcce , efuo Ofplzìo . 

QUefi' Ofpizio> che refla nella Piazza del Mon» 
te di Pietà , era il Palazzo Barberini , e v; 
abitò, da Cardinale, Urbano VIJL Ne fecero com- 
Pp 2 pra 



59^ DESCRIZIONE DI Roma 

fra Ji PP. Carm. liuinì Scalzi , che vi hanno ftabi. 
iito il loro Ofpizio , ed aperta ancora quefta Chic, i 
fa nel Pontificato di Clemente Xll. (òtto PInvoca- ! 
2Ìone de Santi fuddetti . Il Quadro nelP Aitar j 
Maggiore è pittura deli' Abbate Gafparo Serene» i 
rj MeiTinefe . Quello in uno degl'Altari laterali, in i 1 
cui'è .effigiata Mf.ria Vergine con S. Elia , e S. Si- f 
mene Stcch, è di Giufeppc Peroni Parmegiano ;|)i 
e l'altro incontro del Tranfito di S. Giufeppefu 
dipinto da un Francefe , infieme con tutte le altre 
inezze figure , che fi offervano in alto, all'intorno 
della Chiefa. 

Chìefa della SantìJJìma Triniti, e del grand' Ofpiziù 
de FellegrÌHÌ , e Convalefcentì • 



QUcflia Chiefa , che refta col fiio Profpetto 
nella Piazzetta dietro il Cafamento del Moìu 
te di Pietà , viene detta della Santìffma Trinità ài 
Fellegrìnì , e Convalefcenti dal ino grand' Ofpi- 
zio , che ha anneflb • Nell'anno 1548. alcuni buo- .. 
ni Sacerdoti, e Secolari , infieme con S. FilippojCi 
ISeri , ereficro quefta Compagnia, col Titolo ad* f 
la Santiffima Trinità, nella vicina , e defcrittjLj,'.if( 
Chiefa di S. Salvatore in CawpOyQ fu approvata M4 
Paolo III; e non avendo commodo ci rfcevere USoE 
Pellegrini nell'imminente An«o Santo, prefcrflìien, 
una Cafa a pigione , dove il riceverono, e li 'dh'^^ 
Joggiaronocon ogni umiltà,e cortefia, concorre^ 4 
dovi anche Giulio III. allora Pcntcfice,conlimofi\5oi 
ne, ed Indulgenze • E perchè rr.olte Signore anco^i^g, 

rafi r 



Antica, b Moderna i 5'9*r 

ra fi moffero ad efercitare verfo le Donne la ftcfla 
Carità, D, Klena Orfini Dama Romana , una del- 
le medefime , donò alla Compagnia una Gala all' 
Arco della Ciambella , per fervigio delle Pellegri- 
ne . La Chiefa fu eretta nel 1614. con dilégno dì 
Paolo Maggi fopra la demolizione di un altra più 
piccola , che chiamavafl S. Benedetto in Arcm 
nula • Con architettura poi di Franceico de San6^tis 
vi fu aggiunta la facciata di Travertini , con quat- 
tro Statue , che rapprefentano i quattro Evangeli- 
wlli, fcolpite da Bernardino Ludovifi Romano . 

Le figure , che fono nella prima Cappella a 
[mano diritta, entrando hi Chiefa, nella quale fi ve- 
le un Crocififib di rilievo , vengono dalla Scuola 
li Giovanni de* Vecchj. Paffata la feconda dedi» 
lata a S. Filippo Neri , la Nunziata , e tutte le pit- 
;ure della terza , fono di GioiBattifla Ricci da No- 
ara , La Statua di S, Matteo nella quarta, fu fcol- 
'pita dal Cope Fiammingo; L' Angelo però è dì 
Pompeo Ferrucci . Il Quadro eolla Santiflìma Tri- 
ijinità neir Aitar Maggiore , è fatica del celebre_> 
Guido Reni ; e li due Angeli fopra V Arco dì que- 
!ft* Altare fono del Cavalier Camillo Rufconi, che 
■ii formò di ftucco . "Lì SS. Giufeppe, e Benedetto 
[iella Cappella feguente , {\ credono del mentova- 
Ricci , e l' Immagine di Maria Santifiì na, qhe fi 
tenera in qweft' Altare, era anticamente m un mu- 
'o dell' abitazione de Signori Capranica in Strada 
dia Valle , che refafi celebre \)Qr Vi miracoli, fìi da 
'io IV. conceduta a quefi:'Archiconfraternità , on- 
quà trasferita , fu collocata in tempo di Paolo 
Pp j y.ncl- 



598 Descrizione di Roma 

V. nella Chiefa di S. Benedetto , che era nel filo 
della prefentc , ficcoine fi è detto . 11 S. Gregorio 
nella profiima fìi elprefTo da BaldafTar Croce , che 
dipinfc anche le pareti > e la Volta . Nella penulti- 
ma la B. V^ergine con S. Agollino , e S. Francefco t 
è lavoro ài Cjiufeppe di Arpino , e le altre pitture 
vengono dal fuddetto Croce • Neirultiina il S. Car- 
lo conS, Filippo, ed altri Santi, è opera di Gugliel- 
ino Cortefe> detto il Borgognone; ed il rimanente 
di Ciò: Battila Ferretti • Le pitture in cima al 
lanternino della Cuppola fono del fuddetto Guido, 
e quelle negli angoli del fuddetto Novara . 

Prefib quefta Chiefa è 1' Ofpizio , che riceve 
in ogni tempo dell' anno i Pellegrini , e Con vale- 
icenti di qualfifia Nazione , alloggiandoli , ed ali- 
pientandoli per tre giorni . Vi fono diverfe me- 
niorìe di Pontefici , Cardinali , ed altri Perfon^g- 
gì , che hanno fervito in qncfi:o luogo a' poveri 
Ofpiti . Fra molti Bufili di metallo, e di marmo, 
che pofano Ili di elle memorie , oflfervafi quello di 
Urbano Vili, che è diléguo del Bernini ; il Bufilo 
fìi gettato dal Laurenziani , eli due Angeli , che 
foftengono il Triregno, da Domenico Ferrerio. 
Quello di Clemente X, fìi lavorato dall' Algardi ; 
e vi fi vede ancora un Bufi:o coli* efi^gie di S. Filip- 
po Neri, primo Fondatore di queft' Iftituto • 



DdP 



Antica > £ Moderna • |f99 

Dell* Oratorio della ArchìconfraternìtÀ della 
Santiffima Trini td de Pellegrini • 

■T N queft* Oratorio , uffiziato dall' Archiconfra- 
■X ternita di queffco luogo , il Quadro con S. Grc- 
tgorio celebrante è ài Giacomo Zucca, che vi ri- 
trafìe al naturale molti Signori della Corte Roma- 
na , allora viventi . 

Per eflere il medefimo luogo molto capace » 
e vicino al Ghetto , vi s' introduifc il coflume af- 
fai lodevoie di predicare ogni Sabato alli Giudei 
,iiel Pontificato ài Gregorio XIII, che fìi il primo 
autore di un' opera di tanto giovamento fpiritua- 
le . In tempo di Giulio III. Andrea del Monte dot- 
tifilmo Rabinofu convertito aPa S.Fede, e bat» 
tezzato poi dall' iftefìb Pontefice» Sono dunque^ 
corretti li medefimi a mandare nel detto giorno 
cento Ebrei , e cinquanta Ebree, con alcune pene 
ipecunarie in cafo di controvenzione , quali iì ap- 
plicano in benefizio della Cafa de' Catecumeni . 

De' SS, Vincenzo , ed Anajlafto alla Regola . 

NElla Piazzetta a mano finifìra del defcritto 
Oratorio, rella nella Ripa del Fiume quefta 
Chiefìiola de SS. Vincenzo ed Anaftafio, la quale.* 
cfì'endo in pericolo di Cedere, fìi conccITa alli Cuo- 
chi , e Paiìiccicri , W quali non folamente la ripa- 
rarono , ma {\ ohligarono ài opportunamente-» 
p;'ovvedere la Parecchia, eficndo Cura di Anime'. 

Pp 4 Que- 



^00 Descrizione di Roma 

Quefla Coinpagnia s' era unita in S. Luigi do 
Franctfi fino dal 151^. fottoil Titolo della Santif. 
fin^a Annunziata, e vi manteneva del proprio 
un* Aitare . 

Di S. Sahatore in Onda , e Convento annejfo A 

DAlla Chiefa defcritta ripagando avanti ali* 
Oratorio dell* Archiconfraternita della San- 
tiil'in-.a Trinità de* Pellegrini , viene in facciata 
fulla mano finiftraQUcfta^Ghiefa Parrocchiale, che 
fi chiama di S, Sahatore in Onda , perche efìendo 
in fito bafìb , viene inondata dall' efcreTcenza del 
Trvere , ò perche il Tevere C come pretendono 
alcuni Autori ) le fccrrefTe anticamente più da yi- 
cino • i-u edificata nel 1260, e conceflTa a'Reli-! 
fiofi di S, Paolo primo Fremita, che fondavano 1 
in quel tempo il loro Ordine . La diede poi Euge- ' 
nio IV. a* Conventuali Francefcani , efpecialmcn- 
teal loro Procurator Generale, che nel Conven^ 
to anneflb halaluarefidenza ; ed è Parocchia • 

Li S, Francefco a Ponte Sìflo , e dell* OfpizÌ0 
de* poveri Sacerdoti , 

L* Orpizio incontro era già de' poveri Inva- 
lici 5 tri^sfcriti C come {ì dilTe) in S. Michele 
li Ripa Grande . Avendo Gregorio Xlll. comanda- 
to , che la Compagnia della Santiffima Trinità li 
unifTe tutti, anche per forza , m qualche iuogo,do- 
4r-e li manteneflero con liiBofìne ; e trovandofi al- 
lora. 



Antica, e Moserna .^ ^oi 

lora vacante il Convento di S. Siflo Papa , e Mar. 
tircnellaVia Appia, vi furono condotti dalla nie- 
idefima in Procef]ìone,arrivando al numero di Sj'o, 
Ma per effere quel Tito poco frequentato, e di 
molto incomodo alla Compagnia per la ftia lonta- 
nanza , li traiportò in alcune Cafe vicino la iua 
Chiela • Trovandofi però molto aggravata dal ri- 
cevimento de' Pellegrini , e Convalefcenti , fup- 
•plicò Silìo V, Succefìbre di Gregorio, acciò fi d«- 
ignafTc fgravarla da quefto nuovo pefo , conf rme 
ieguì, edificandofi il prefente Olpizio Tanno i5S7« 
coir afTegnamento della Gabella delle Carte, c^ 
xielle Legna da bruciare , impofle a tale effetto , e 
fabricandovifi ancora una Chiefa contigua, dedi- 
cata a S. Francefco d' AiTifi , nel cui Aitar Mag. 
••^iore vedefi un Quadro dd Cavalier Celio; e quci 
iegl'Altari laterali fono di Pittori non conofciuti . 
L'anno 1714. Clemente XL fece trasferire quelli 
Mendicanti dell' uno, e dell' altro feffo alTOfpi- 
?io di ^. Michele a Ripa Grande ; e perciò una.-, 
oarte di quefto ferve per un Convitto de' Sacer- 
doti , che prima llavano in Borgo Noi'o ; ed wtì 
altra parte per le Zitelle Mendicanti , chiamate le 
Zoccolette y che abitavano a S, Eligio de' Ferrari • 
Permeglio prefervarela periglìofa pudicizia di 
molte fanciulle , che andavano mendicando per i 
luoghi pubblici di Roma ; fi diede principio al 
Confervatorio di quelle povere Fanciulle per co- 
mandamento d' Innocenzo XII , e Girolamo Ber- 
ti , allora Limofiniero Pontificio , v' impiegò tut- 
t-Éi U fua affiftenza . Clemente XI. poi le fece qua 

tra- 



^02 Descrizione di Roma 

trasferire , dove da buone Maeftre fono educate 
nel Tanto timor di Dio , e ne' lavori feminili , man* 
tenendoli con afìfegnamenti fattigli dal Sommo 
Pontefice > e da altri particolari ; oltre le limoli» 
ne , che Ci procacciano quotidianamente , andan* 
do accompagnate per la Città con qualcheduna 
delle più anziane dello fteflb luogo , che chiamafi 
// Confervatorio de* SS, Clemente , e Crcfcentino . 
La fabrica di quefto grand'Ofpizio fi\ fatta coli* 
affiftenza del Cavalier Fontana; l'ampliò poi la Fa- 
miglia Lauti; fufleguente mente fìi riflorata dal 
Cardinal Renato Imperiali con aggiungervi molte 
commode Stanze ; e {\k fotto la direzione de' Pa- 
dri delle Scuole Pie , che dipendono dalli Depu»^ 
tati , e dal Cardinal Protettore . 




fon» 



Antica , e Moderna 



6oi 



^^i^^^iE^lfY'ìlì 




Fontanone dì Ponte Sifio • 

QXTefto nohiliflìmo Fontanone , che fotte il de- 
fcritto Ofpizio fi oflerva , fìi fatto da Fao- 
o V. con difegno di Gio; Fontana , che vi fece ve- 
nire 



6?4 DiscRTZtoNE DI Roma 

aire dalla fommità del Giannicolo V Acqua PaoU^ 
condottata fopra grarehi del contiguo Ponte Te- 
gnente, e fbllevata alla mirabile altezza, d*ondc 
precipita nel fottopofto Vafcone . 

Df / Ponte Siflo . 

QUcfto Ponte , già àetto Aurelio àzW^Strzàzy 
che va alla Porta Aurelia , ed anco Gianni* 
ctiLtnfe dal Monte Giannicolo , che ha in profpetto > 
è lo fteffo , che il Marliano , ed altri Antiquarj feri- 
rono , efìere flato rifatto di nobili marmi dalPIm- 
peradore Antonino . Eflendo rovinato , il Ponte- 
fice Sifto IV. lo rifece » gettandovi la prima pie- 
tra il dì 29. Aprile 147^ ; e perquefto motivo, 
cambiato nome , ora dicefi Sifto.dzl nome del me«» 
defimo Pontefie. Nelle fponde fi leggono le fé» 
guentì Ifcrizioni : 

MCCCCLXXV. 

^ul tranjis Sixti IV. beneficio , Deum roga , ut 
Fontificem Optimum Max, dìu nobis fahet , ac 
fofpitet y bene vale , quifquis es , ubi h<ec fn» 
catusfuerisy 

SIXTUS IV. PONT. MAX. 
'Ad utìlitatem P. R, peregrin^tque moltitudinis ^ 
ad ^ubilaum venture , pontem hunc^ quem me" 
rito Ruptum vocaverant , a fundamentis , magna 
cura , C^ impenfa , reftituit , Sixtumquefuo nomi* 
ne appellar i voluit . 

^^ Di 



Antica, e Moderna, 



60^ 



p Dì S, Giovanni Fvspo^ellf^a de* Bolognefi , 
efua Confraternita . 

QUefta Chiefa , che trovafi al fianco del Pc^- 
lazzo Farnefe , fìi conceduta a' Bolognefi da 
ijr-jgorio XIIL nel 1575, ed erapriina dedicata 
il S. Tommalb A\'o{[o\o , detto della Catena . NcL* - 
Aitar Maggiore il Quadro colla B. \^er.eine, S.Gio- \ 
7annì , e S. Petronio, è lavoro afTai frimato del 
Domenichino,.^Ne]P Altare di S, Caterina da Bo- 
logna, il Quadro fu colorito da Gio: Giufeppe del 
;SoIe ^{Quello incontro col Tranfito di S, Ciìnfeppe 
:^a Franccfco GefTì , allievo di Guido ; ed il Crilio 
morto nell'Altare ò^W Oratorio , è opera di Emi- 
io Savonanzi • 




Fa^ 



DxscRizioNE DI Roma 




Palazzo Spadai 

TRovafi, h)i\2i Trinità de Pellegrini, e Piaz- 
za Farne fé , il Palazzo della Famiglia Spada , 
edificato in tempo di Paolo III. dal Cardinale Gi- 

rola- 



! Antica , 6 Moderna • 607 

rolamo Capo di Ferro, con architettura di Giù- 
iio xMerifi da Caravaggio . E' fingolare fra i Pa- 
lazzi di Roma per le Statue , e Baflìrilievi di fluc- 
co , mirabilmente difpofti da Giulio Piacentino 
nella Facciata , e nell'Atrio . Ha due Giardini or- 

: natiiTimi , particolarmente di Fontane ; tra le qua- 
li è confider abile un Profpetto di Colonne , tanto 
uniforme alia Scala Regia del Vaticano , che fervi 
quali di modello a chi quefìa compofe . 

Sono nell'Appartamento Terreno molte com. 
mendevoli Sculture . Neil' Anticamera fi trovano 
le Statue di Apollo, Diana, Amore , Pan , Ercole, 
di una Fanciulla,che danza,e di una Matrona,come 
anche un Bafìbrilievo colla rietà,ed un'altro colla 
Nunziata . Nella feconda Stanza, otto gran Tavo- 
le di marmo con BafTirilievi iftoriati, preziofi avan- 
zi di qualche ricco , e ftupendo edilizio . Altre-j 
quattro Tavole alquanto minori , .con Baffirilievi 
ói rabefchi , e fogliami , egregiamente lavorati • 
Un bel Cavallo Marino con un Putto in groppa • 
Una Statuetta di Morfeo , o fia del Sonno, in atto 
di dormire . Un' altra dì Marte , o fia di un Guer- 
riero in atto di combattere . Nella terza Stanza un 
Apollo , una Najade , un Campione , ed una Eroi- 
na . Due Villanelli graziofamente raccolti ne'pan- 
ni . Un Bafibrilievo col Signore, che parla agli 
Apoftoli . Nella quarta , un Paride , un Gladiato- 
re , una V^enerc, ed un' altra Deità . Nella quinta 
la rara Statua di Antigene Filofofo Greco ( erro- 
neamente riputata di Seneca ) il quale fiede , pr- 
fa il capo fu la man dritta , in atto di afcoltare Se- 
neca 



6c8 DESCRI2I0NE Di RoMA 

neea (iio Maeftro . Alenai BufLi , o Ritratti di Ucv 
mini iJIuiVi , ftati deJla Famiglia Spada . Molti al* 
tri Burti , e Tefce grandi 5 e piccole, antiche, c^ 
moderne , di f afìb , e di metallo fono diflrìbuite per 
le medefiiTie Stanze . . 

Aicendendo air Appartamento fiiperiore > 
trovafi, effere ricchifimio di Statue, e lavori di 
faicco , fattivi da Giulio Mazzoni , ed altri Sccla- 
ri di Daniele da Volterra. Nella Sala (ornata di 
Profpettive da AgoPdno Metelli , e di Figure da^ 
>*ngelo Michele Colonna ) fi ofìerva un Colofìb, 
creduto comunemente di Pompeo Magno ; ben- 
ché non pochi C attefo il Globo, che gli fi vede 
nella finiilra , indicante dominio , e fovranità ) lo 
ftimino deirimperadore Ottavio . Riferilce Flami» 
'' nio Vacca , che quefto Coloflb fu ritrovato a* tem- 
pi di Giulio III. nella Strada de' Leutarì y preflb il 
Palazzo della Cancellarla Apoftolica ; e perchei-* 
reftava fotto un muro diviforio fra due Cantine , 
In una delle quali era il Capo , e nell'altra il rima- 
nente ; i Padroni di quelle Cafe lo mifero in di- 
Iputa , pretendendo ognun di loro , che gli fpet- 
taffe . Adduceva Tuno, di aver trovato il Corpo,e 
però di tenerne in Tuo potere la maggior parte ; 
e rifpondeva raltro,di averne il Capo,che è la par- 
te più nobile , e da cui la Statua prende nome , e 
tutto il credito • Dopo un lungo litigio V imperito 
Giudice fentenziò, che la Statua fi divideffe , e 
che ciafcuno de' Litiganti ne confeguifle quella., 
porzione , che aveva nel Tuo . Udito ciò il Cardi- 
nal Capo di Ferro , fece folpendere 1' efecuzione-» 

della 



Antica , e Moderna • 6og 

della fentenza , e ne ragguagliò il Papa ; il quale 
in contrafegno di gradimento comprò la Statua 
per 500. feudi , e ne fece dono almedefimo Car- 
dinale . 

In una Stanza contigua alla fuddetta Sala ve- 
donfi alcuni Bufli di marmo , e neirAnticamera , e 
Cappella diverfe buone pitture , che vengono dal- 
la Scuola di Raffaele , e di Giulio Romano . Si am« 
mirano poi nelle Stanze nobili i luperl" i Fregi iito- 
riati, che vi colorirono Giulio xMazzoni, Luzio Ro- 
imano > Gio: Battila Ruggieri , e Michel' Angelo 
Buonaroti , del quale fono precifamente i Furti ài 
Giove. Vi fi trovano due piccole Gallerie, una del- 
le quali è dipinta a frefco , ma epa maniera aflai 
.gentile , e piacevole ; 1* altra è piena di Quadri 
piccoli, rari , ed infigni ; ed ancora una Libreria, 
rifguardevole per la qualità del fito , e per label- 
la difpofizionc di tutte le cofe . 

Nella Galleria Maggiore fi vedono moItiiTi- 
mi Quadri di ottimi Artefici , e Ci diftinguonon-l- 
ja prima delle fue Stanze quattro Ift }rie Sagre,cioè 
a Pioggia della Manna , il Naufragio di Faraone, 
* Adorazione del Vitello, ed il Fonte fcaturito dal 
affo , opere di Gio: Andrea Donducci , foprano- 
niaato il Maftelletta . Caino , che uccide Abele,di 
.jiacinto Brandi . Davide colla Tclla del Gigante 
li Orazio Gentilefchi . Va altro Davide , di Nicor 
ò Puffini . Una Giuditta, ed una Lucrezia, di Leo- 
lardino da S. Giovanni , Scolare di GuiÌ3 . Una 
Maddalena, di Lorenzo Pafinelli . Un S.Giroh:- 
no , di Antonio Burini . La B. V. fanciull tta con 

Tom. /, Qjj S. Ali- 



€io Descrizione di Roma 

S. Anna , di Michel' Angelo da Caravaggio . li 
Modello della Volta , dipinta nella Chiela del Gè. 
su dal Baciccio . Quattro Paefi con figurine , di 
Giovanni Both . Altri due , del fopraddetto Puflì.. 

ni • 

Nella feconda : la Strage degl' Innocenti , di 
Pietro Teda . Il Fuoco Sacro , cuftodito dalle Ve» 
(tali, di Ciro Ferri. Paride iùl Monte Ida colle-* 
J ,' tre Dee , di Paolo Veronefe . Un Filofofo con uu 
Cranio, ed un Libro , di Luca di Olanda . Tue Bat^ 
taglie del P.Giacomo Borgognone . Due Paefi 
di Bartolommeo Torregiani . 

Nella terza : Cleopatra, che (lede a menfaui 

conM. Antonio > di Francefco Trevifani . Elena, 

V che fugge infieme con Paride, di Guido Reni . Di^ 

done , che fi trafigge colla fpada di Enea,del Guer* 

:^ cìno da Cento . Lucrezia, che fi uccide innanzi a 

Bruto, e Collatino, di Daniele Saiter Tedeico, 

Cleopatra , che incontra M. Antonio moribondo, 

di Domenico Maria Muradori , Cleopatra , che fi 

apprefìa PAfpide al petto, del medcfimo . arianna 

accolta da Bacco ♦ Dafne infeguita da Apollo. La- 

tona nella Licia co* due Gemelli, Brornio bambino, 

dato in cura ad alcune Ninfe , di Giufeppe Chiari. 

Il Tempo , che porta a volo la Gioventù , di Fran* 

cefco Solimene , Il Tempo, che difcopre la Verità, 

del fuddetto Saiter • Una mezza Figura , che rap- 

preienta un Pontefice , di Tiziano. Il ritratto in 

grande del Cardinal Bernardino Spada,del fuddet* 

to Guido . Il Mercato di Napoli con Mafaniel]o,di 

Michel* Angelo delle Battaglie . Un'altro Mercato 

con- 



Antica , s Moderna^ 4ii 

confimìle , di Giovanni Miele . Due Campagne, di 
Claudio Lorenefe . La B, Vergine c^nS. Antonio, 
e S. Caterina , di Dionigi Calvart . Lk B. V^erginc 
con S. EJifabetta , di Andrea del Sarto • Alcune-* 
lllorie del Teftamento Vecchio di Lazzaro Baldi . 
Alcuni ritratti di manode'Caracci . Alcuni Paefi, 
;di Gafpare Puflàni . Un Ballo di ruftici , di Davide 
Tenier. Due Ottangoli con diverfi Aflaffini , di 
Pietro Lacr , detto il Bamboccio . 

Nel Mufeo, che fi oflerva in una Camera del 
terzo Piano , fi vede un Idolo Egizio di tre palmi , 
fcolpito eccellentemente in bafalte ; moltifTimi Ido* 
letti antichi , tutti di bronzo : parecchie Statuet- 
te antiche di bronzo , e di marmo : diverfe Lucer- 
ne antiche di bronzo , e di terra : varie medaglie 
antiche di bronzo , e d* argento ; con altre belle 9 
ed erudite memorie • 

Di S. Maria della ^uercia^ e fua Confraternita • 

TRA' il Palazzo defcritto ; e Campo di Fiore fi 
trova quefta Chiefa . Un certo Battifta Cla- 
varo,nativo di Viterbo,che aveva una Vigna, non 
molto lungi dalla Città , eflendo divotiflimo delU 
B. V. M, fece dipingere la di lei Immagine fopra di 
una tegola , e V appefe ad una Quercia , cheterà 
nella detta fua Vigna , dove rimafe per fefìant'an- 
ni , fenza che in alcuna parte reftaffe mai offefa 
dair ingiurie de'tempi . Cominciò quefta nel 1 647* 
a manifefT'arfi con diverfe grazie, a tal fegno ,^ che 
anche da' luoghi diftanti le venivano voti , e limo- 

Q^ 2 fine- 



6T2 DeSCRI7IONE DI Roma 

fine in tanta quantità , che col progrefìb degl* an« 
ni furono fiifficientì per la fabbrica di una graru, 
Chicfa con un Mon after o , che Paolo lI.concefT&i' 
sili Ke'igiofi Domenicani . Per divozione di quefta/ 
fh qui fabricatancl Pontificato ài Giulio Il.Iapre- 
fentc Chiefa celi' ifteffo nome ; ed avendola nel 
15^2. ottenuta la Compagnia de* Macellari ,. la ri- 
farcirono, ed ultimamente nel Pontificato di Be- 
nedetto Xll. la rifecero di nuovo' con difegno del 
Cavalier Filippo Rauzzini .11 Quadro del Battefi- 
mo di Crifto nel primo Altare a m^anodeflra è pit- 
tura di Pietro Barberi ; ed il Crocififfo incontro 
è di Filippo Evangelica . 

Palazzo P ì chini . ^ 

QUefto Palazzo , che in Piazza Farnefe ha il fuo 
principal Prrfpetto , era gìii /tato fabbrica- 
tó .cilVignola; ma ultimamente fìi rifatto da-. 
Alefandro Specchi . Vi fono parecchie Statuette 
antiche , con molti piccoli BuHii di Perfone incer- 
te . Vi fono ancora alcune- Statue grandi al natu- 
rale , cioè due Giovani creduti due Gladiatori : 
una Venere fimigliantead una Fatiflina: un Torfo 
coniin panno affai fingolare : ed lin Lupo di artifi- 
zio incGlmprirahlle ; ma fopra tutto è maraviglio- 
la una Statua di Melcagro, col Cigniale da una 
p:.rtc , e'tól Cane dair altra , ritrovata y fecondo 
UJi^e Aldrov^ndi'5 in una Vigna fuori di portiti 
Fortep , e fecondo Flaminio Vacca , tra le Chiefe 
di S. Eufebio y e S^ Bìbiana • Il Buonaroti s' im- 
pegnò 



ANTICA , E Moderna. ^i? 

egnb a farle una mano , e prefe il fafTo per l'ope- 
ra dietro al Gruppo , dove fi vede ancor oggi un 
_ iccolo vano : ma dopo averla fatta , e congiunta 
al braccio, recandone ma-contento , gliela ritol- 
fé. A* tempi di Andrea fc )to ( per quanto fcrive 
quello medefimo Autore) fu anche qui la Stàtua^ 
del Buon Evento , fcolpita "^a PralTitele, e drizza- 
Ita dagli Antichi nei Campid-^.glio . Oi quefta Sta- 
Ituafa menzione Plinio al Iìm'o ^4. cap. S. ma dal 
imedefimo fi attribuifce ad Efranore » e non a Praf» 
Ifitele . 




aq i 



Piazi 



Descrizione di Roma 




Piazza l e Palazzo Farnefe l 

AMmirafi inqii.fta Piazza , che è ornata co!) 
due beJliiTime Fontane, formate di due grai 
Conche di Grkiiito » il Palazzo affai magnifico de 

Duca 



Antica » e Moderna • (?iy 

Dtica di Parma , che a giudizio degi' Intendenti • 
è il più cofpicuo tra i Palazzi di Roma . Con dife- 
gno di Bramante fii principiato da Antonio San- 
gallo > e profeguito da Michel' Angelo Buonaro- 
tì ; e riferva della Galleria verfo fìrada Giulia , 
che fu alzata da Giacomo della Porta . I Traver- 
tini , ed altri marmi , de' quali è comporto, col 
favore di Paolo IJI. allora Pontefice , furono prefi 
dall' Anfiteatro di Vefpafiano , e dal Teatro di 
Marcello . 

Fanno ornamento al Cortile diverfe Statue » 
tra le quali ha il primo luogo un Ercole nudo » 
fcolpito a maraviglia da Glicone Ateniefe . E per- 
chè era fenza gambe , fi accinfe all' imprefa di ri» 
fiorarlo Fra Guglielmo della Porta, e vi riufcì co- 
ri bene , che , dopo efferfi ritrovate le gambe anti- 
che, confiderando il Buonarroti la proporzione , « 
la grazia delle moderne, non volle camr-iarle.Ewì 
la Flora , cinta di un panno cosi tenero , e delica- 
to , che qualche Antiquario la credette una di 
quelle Statue, che Tito aveva nell' Atrio del fuo 
Palazzo , fcolpite per la maggior parte dal cele- 
bre Policleto di Sicione • 

Sc^ue il Gladiatore, che tiene un fanciullo 
morto fopra ima fpalla . Vogliono alcuni , che que- 
fta figura rapprefenti Commodo . Altri poi dico- 
no, eh? è Spicillo Mirmillone, coronato per le 
fue molte vittorie ne' Giuochi PuMici . Sono an- 
che di buoni Autori le Statue feguenti , cioè , un 
altro Gladiatore col fìio elmo fotto al pie deftroj 
c colla fua Corazza dietro al pie finillro ; un altra 
Qq 4 Ho- 



6i6 Dp.scRizroNE DI Roma 

Flora con una ghirlanda in capo , e ccn un' grup- 
po di Fieri nel manto ; un altro Ercole colle fpo- 
glie del leone Nemeo , e del Toro Maratonio . 
la ^rand' Arca di pietra , che fi vede qui apprel^ 
fo, già chiudeva le Ceneri di MetePai, figliuola di 
Rietello eretico , e fu levata dal fuo Sepolcro nel- 
la Via Appìa . 

In una delle Camere di quello Palazzo fi vede 
una Statua intera ci Antonino Caracalla ; un*;il- 
tra di Atlante col (>lo''o celeftc iòpra le fpalle; un 
r ilo di marmo con Bi^ffirilievi iftoriati ; alcuni Bu- 
fili di Confoli , ed altre ^culture . 

Efotto il Portico,per paiTire al fecondo Cor- 
tile 5 fi trovano due Statue grandi , V una di Cefa- 
re Annullo , e V altra della Fortuna Reduce ; due 
Tefte colofìce , V una di Flavio Vefpafiano , e V al- 
tra di Antonino Pio, con due Sepolcri antichi di 
EaiTiri levi , ed altri marmi • ^^ 

In efib Cortile poi , dentro òtì Cafotto , che 
vi fi ofrerva,fi cuftodifce la fa mofiffi ma Statua, det- 
ta comunemente il Toro di Faruefe , E'queftaun 
gruppo di più figure grandi al naturale , fcolpite 
tutte in un faro da prodigioii fcalpelli di Apollo^ . 
nio , e Taurifco . Rapprefenta una Donna chiama- 
ta Dirce , che vien legata per i capelli alle corna, 
di un Toro da Zeto , e Anfione , figliuoli ài Lieo 
Fé di Tebe , in vendetta della Regina Antiopa lo- 
ro Madre , offefa diil Marito \ittì' cagione della me- 
defima Dirce. Fu condotta in Roma da Rodi, e 
poflada Antonino Caracalla nelle fue Terme, do- 
ve in tempo di Pac io 111, primo autoredi quefto 

Palaz- 



AwncA , E Moderna » 



617 




fPalazzo, fu ritrovata . Di quefla Statua fa menilo-' 
Le Plinio nel Uh. ^6. cap. 5. dell' Iftoria Naturale > 
W Sì vede ancora in quefto luogo una Statua^ 
toì Ottaviano a Cavallo; un Bufto di BafTiano, un 

altro di Antinoo ; diverfe Teftc d* Idoli antichi ; 

ed 






6iS Descrizione di Roma jj 

ed altri Buftì , Torfi , e Frammenti di Statue , rU j 
trovati nelle Terme liiddette , come riferifce Ulif- \ 
fé Aldrovando . 

Afcendendo la nobilifilma Scala , fi olTerva ini 
un fito fcoperto i Simulacri del Mare Mediterra 
neo, e del Mare Oceano ; e tra quefli un Fanciul-. 
lo nudo , leggiadramente avviticchiato con uiu 
Delfino . 

Giungendofi al primo Piano, vedonfi innanzi! 
alla Sala due Schiavi Barbari fcolpiti C come dimo*;.^, 
ftra la lor maniera ) dallo fìiefìb Artefice, dal qualei 
fufcolpita la Colonna Trajana . Di quefli due Si-' 
mulacri fu così vago Polidoro da Caravaggio, 
che faceva frequentemente fopra di efie le Tue più 
attente ofiervazioni . 

Sì vede poi nella Sala la bella Statua dì Alef- 
fandro Farnefe Duca di Parma , con una Vittoria 
alata, che lo corona, col Fiume Schelda Incate- 
nato fotto i piedi , e colla Fiandra genufiefTa di- 
nanzi . Delineò quello Gruppo Ga(pare Celio , e 
Io fcolpl Simone Mafchino da Carrara in un pezzo" 
di quelle groffe Colonne , che foiìeneyano la Vol- 
ta maggiore del Tempio della Pace . Evvì ancora 
una Statua di Apollo, ed un'altra dì Niobe:quattro 
Stritue di Gladiatori: due Statue , che rapprefenta* 
no la Pietà , e l'Abbondanza, fcolpite da Fra Gu- 
f^lielmo della Porta: e diciotto Bufti diverfi in mar- 
mo , e metallo , 

Neir Anticamera tutte V Ifiorie dipinte fu la 
Porta , che introduce nella Ringhiera , fon'^ ài 
^rancefco Salviati : le laterali fu la man diritt,^^ 

neir 



Antica, e Moderna. 619 

oell' entrare , fono di Taddeo , e Federico Zuct 
cheri : ie altre fu la mano finiflra , fono di Gior- 
gio Vafari. Alcuni Fregi perle Stanze, che iè- 
guono» di Daniele da V^olterra . 

NeiJa fettiaia Stanza vedonfi undici Bufti , 
:ioè di Giuli d Cefare , d' Ottaviano , di Vefpafia- 
no , di Tito 5 ài Domiziano , di Trajano , di Com* 
modo 5 e di Treboniano; oltre un Jbullio di Cara- 
calla , tenuto dagli Antiquarj in grandiilìma ilima. 
Sonovi ancora tre Bufli di Filofcfi , overo Coniò- 
Ji ; due Bufti di Paolo 111, fcolpito uno da Fr. Gu- 
'glielmo della Porta , e T altro da Michel* Angelo 
Buonaroti : due Statuette a cavallo , creduta l'una 
^di Cjidippe , e l'altra di Odoardo , fecondo la rela- 
zione , che ne fu il Taflb nel fuo Poema ; altre 
due Statuette , che figurano un Pafliore , ed una_. 
'Faftorella : quattro Cani lodevolmente fcolpi- 
ti in marmo : un Amorino , che dorme : un Me- 
ieagro , o fia un Adone di bronzo : due Fanciulli 
con due Bifce nelle mani , parimente di bronzo , 
creduti due Immagini di Ercole bambino, che-» 
(frangola i Serpenti mandatigli da Giunone: una 
gran Tavola di Pietra Santa , e verde antico , con 
piediftallo di marmo ftatuario, intagliati da Mi- 
chel* Angelo : e duebellilTimi Pili con Bailìrilievi , 
fopra de* quali applicò fovente a i luoi ftudj An- 
nibale Caracci . 

Nel Gabinetto PIftoria di Ercole, ambiguo tra 
la Virtù , ed il Piacere ; di Anfinomo , ed Ànopo , 
chefalvanoi Genitori dalle fiamme; di UlifTe , 
che delude le arti di Circe ; e delle Sirene; di Per- 

fco. 



620 Descrizione m Roma. 

feo , che conquifta il Capo di Mediifa , ed altre J, 
fono pitture eccellentilfime di Annibale Caraccì , 
di cui parimente fono i mirabili Stucchi finti , che 
ripartifcono tra figure , Fogliami > e fregi , le fud- 
dette Iftorie . 

Penetrando in una Camera laterale , vi fi 
trova una bella Statua di paragone , creduta quel- 
la Veftale , che dal Fiume al Tempio portò V acqua 
col Crivello : come parimente un'altra di porfido, 
che aveva già la Teda , le Mani , ed i Piedi di me- 
tallo , creduta una Roma trionfante . 

Nella Camera delP Udienza , e nella feguen- 
te, ofiervafi una Atalanta, e dui Fauni in mar- 
mo : tre Veneri fimilmente in marmo : una.* 
Statua di Mercurio, ed un'altra di Camillo in 
bronzo : i Bufti di Giove , di Solone , di Mitri- 
date , di Bruto, di M.Tullio, di Giulio Cefare, 
di Domizio Nerone , di Antonino Pio , di Anto- 
nino Caracalla , di Opilio Macrino , di Faufì:ina-» 
giuniore , e di altri , parte in marmo , e parte in 
metallo : un Vafo Sepolcrale , alto cinque palmi, 
con figure di rilievo : ed una gran Tavola d'otti- 
me pietre Orientali , lunga palmi i6, co* fuoi pie- 
deflalli di marmo bianco , ornati di fculture dal 
Buonarroti . 

Nella Galleria : Arianna , che trionfa infieme 
con Bacco : Paride , che riceve il Pomo d* oro da 
Mercurio : Pan , che prelènta a Diana i velli del 
fuo Armento : Tritone, che fcorre in mare conGa- 
latea : Cefalo , che fchifai vezzi dell'Aurora . Po- 
lihmo , che fuona la fuu zampogna : Lo fi:eflb , che 

lan. H 



itó 



Jtri 



Antica, e Moderna, 621 

ancia un Monte contro di Aci : Perfeo , che libera 
Andromeda : Fineo , che il cangia in fafTo: ed altre 
iftorie , e Figure iri fiti grandi , fono opere del già 
Ddato Caracci Xintia, che vagheggia Endimiore 
ddormentato : Giove, che accoglie Giunone nel 
"alamo : Anchife , che trae il Coturno dal pie di 
'enere : Ercole , che fi aHìde al fianco di Jole : ed 
Itreiflorie, e Figure in lìti .uinori , fono inven- 
ioni di Annibale, efeguite da lui niedcfimo con 
ualche ajuto di Agonia > flio Fn.tello . lì Qn^a- 
ro però colla V^ergine 5 che ab' raccia 1' Alicorno, 
linteramente colorito dal Domenichino. Giove, 
he trafuga Europa : Erudice , che ritorna a Dite: 
orea , che rapifce Qrizia: Apollo, che fcortica 
larfia : Amore , che lega un Fauno ad un nrbo- 
^ : Salmace , che forprende Ermafrodito : Sirin- 
a , che fi trasforma in Canna : Leandro , che fi af- 
>ga jieir EJefponto ; ed altre Iftcrie , e Fieu- 
ì lumeggiate a fimilitudine di metallo nel Fre- 
io, e altrove, fono parimente idee di Anniba- 
, efeguite da lui, e dal Domenichino . (liove, 
le difpenfà onori a Ganimede: Apollo, che folle- 
a al Cielo Giacinto : Adone , che varca il mare 
)pra il Delfino : Prometeo , che tenta dì animare 
. Statua : Ercole , che uccide il Drago nef;\i Orti 
fperii : lo fteflb, che difcioglìe Prometeo fui Can- 
aio: IcarOjche precipita dal Carro Paterno: Cali- 
lo , che nel Bagno apparifce gravida : la ftefTa, che 
,. tramuta in Orfa : Febo , che riceve la Lira da-i 
Mercurio : come anche le quattro Virtù ne* fi ti in« 
priori , fono tutte invenzioni , ed opere dello ftef* 
Annibale Caracci • For* 



622 f)ESCRI2IONS DI RoMA 

Fornifconola medefima Stanza varie fcultu. ' 
re, cioè tre Statue di Bacco , una di Amore ,un5 
di Mercurio , una di Giunone , un* altra di un Gio. 
vane , ed un' altra di una Donzella . Alcuni Grup .*; 
pi ,che moftrano Bacco tenuto in collo da un Faa li: 
no , Ganimede appoggiato ad una grand' Aquila li 
ed Ercole traveftito, infieme con Onfale . Un Er-lfa 
maProdito con uno ftromento da Tuono, formatdifli 
in Bafàlte . Un Paftore , che fi leva dal piede xinm 
fpina, figurato in bronzo . Sedici Telìe antiche , al|{i 
cune delle quali vengono credute Socrate, Diodei 
f^ece , PofTidonio , Zenone , Biante , Lifia , Seneiiai 
ca, Omero, Euripide, Virgilio, Ovidio , M. Aui)|iy 
i-elio , e Domizia Vertale : oltre fei Bufti d* Impeikoi 
radori , e Matrone , collocati in alcune NicchieljCo 

\ Di S. Brigida. 

NElla medefima Piazza Farnefe Ci trova 11 ^^' 
Chiefa di S. Brigida Svezzcfe , in cui la det ^^ 
ta Santa abitò , ed ebbe da Nollro Signore alca H 
ne vifioni. Vi fi conferva delle di lei Reliquie ^^ 
un Braccio , un CrocififTo , \m' Ofì^zio , ed il man 
to ne|?ro; e Clemente XL oltre di aver fatto in 
frandirc, ed ornare di pitture la Chiefa , vi agi 
giunfe anche la Facciata . | [ 

Di S.Tommafo de'Canturberìy e del Collegio Inglefi \^ 

te 

IL vicino Collegio \n2,MQ , colla fua Chiefa-c iin 
S. Tommafo de'Canturberì, già detta Trinità (ri 
tìs Scotorhnjy veniva comprefa nelle antiche Badip 

diRo. 



Antica »! Moderna. ^ <^2J 
li Roma , e ad cfTa era unito un Ofpizio drPellegri- 
11 Inglefi , pofcia cambiato in Collegio di Giova- 
li Studenti della detta Nazione da Gregorio Xlil. 
sei 1575. il Cardinal di Norfolch la rifabbricò , e 
riftabilì il Collegio con architettura del Legenda , 
> del Fontana. Nella Sala di efìo vedonfimclti ri- 
Tatti di alcuni martirizati nelle pcrfecuzioni di 
ìnricoVlIl, e della Regina Elilabetta. Viene am- 
minidrato dalli PP. della Compagnia di Gesù ; e 
gr Alunni, compito nel Collegio Romano il corfo 
•degli Studj, e promoHl agli Ordini Sagri, ritor- 
nano alle loro Patrie a fare le Miffioni , iecondo il 
giuramento dato nel loro ingreflb,e fomminiliran- 
dofegli unafomma di danaro per il viaggio dalla 
Congregazione di Propaganda Fide . La Chìefa è 
tutta dipinta a frefco da Niccolò Pomerancio , che 
vi eiprede molti SS. Martiri , fatti morire nclla^ 
Perfecuzione d'Inghilterra; ed il (;)uadro dell'Ai- 
tar Maggiore è pittura di Durante Alberti . Il De- 
pofito di Tommafo Diram a pie della Chiefa , è 
fcoltura di Filippo della V^alle ♦ 

/)/ S. Giovanni Evangelijla in Alno . 

QUefta Chiefa Parocchiale , che refta in fine 
della Strada, detta di Monferrato , credefi , 
che abbia prefo il fopranome da qualche Famiglia 
fondatrice . Il Quadro di S. Anna , e Maria Bam- 
bina, nelPAltare a mano diritta , è pittura del Pif- 
feri ; quello del maggiore colla Natività rlel Re- 
dentore è di Antonio Amorofi ; de' laterali nonfc 

ne sa 



624 Descrizione di Roma ; 

ne su TAutore; e li due Tondi per di lòpra con San 
Gio: JBattilla , e S. Filippo Neri furono dipinti d^ 
Giacomo Diol .US. Gio; Evangelica, titolare del- 
la Chicfa, nel fuo Altare, è di luano di Giovanni 
Conca ; ed il Depofito di D.Porfirio Antonini, che 
fìi qui Curato , è fcoltura di Bernardino Ludovifi . 
11 Palazzo incontro de .Signori Rocci è ornato con 
alcune Statue antiche , e buoni Quadri . Quello poi 
de Signori Ricci , che refta contiguo a quefta Ghie» 
fa perla parte di dietro, ed ha il fuo principal 
profpetto nella Strada Giulia y fìi fabricato con 
architettura di Nanni di Baccio Bigio . Francefca 
Salviuti efprefìe nella Sala diverfè Uxorie di Da- 
vidde ; e Polidoro, e Maturino da Carava ggk) fe- 
cero le belliflime pitture , che fi oflervano nella 
Facciata , che refta da quefta parte . 

Vi S. Maria di Monferrato , e dell* Ojpizio 
de* Catalani y ed Aragonefì , 

DAlla defcritta Parocchia tornando alla volta 
di Piazza Farne fé , s' incontra a mano de* 
ftra quefta Chiefa di S. Maria di MonferratOy eret- 
ta nel 1495. conpenfiero di Antonio Sangallo, ed 
ornata a'noftri giorni di Frontifpìzio coli' antico 
^ifegno di Francefco da Volterra . Fu detta òì 
Monferrato (_ vocabolo Catalano , che vale neir 
Idioma noftro Monte fegato ) ad imitazione di un* 
altra Chiefa della SS. Vergine, eretta col medcfimo 
foprannome tra certi Monti della Catalogna , così 
alti > ed acuti , che pajono appunto colla fega di* 

vifi. 



Antica > e Moderna • 625 

vili . La Sagra Immagine , che in quelle Rupi fi cu- 
flodifce, operò Fra molti altri T infigne prodigio 
di rifufcitare una Giovane nccifa , dopo Tinterval- 
lo di fette anni . Il Quadro con S. Filippo , e S. Nic» 
colò ncila prima Cappella a man diritta è di Au- 
tore incerto. La Nunziata, ed altre pitture nella 
feconda , fono di Francefco Nappi • Il S. Giacomo 
con altri Santi nella terza fi afcrive a Carlo Sara- 
cino Veneziano . Il riferito miracolo fu efpreflb 
neir Aitar grande da Francefco Rofa • Dall'altra 
banda , la Cappella dedicata a Maria Vergine fu 
dipinta da Gio: Battila Ricci Novarefe ; la 8. Fu* 
lalia con due Angeletti nell'ultima , è di mano di- 
ligente , benché non cognita . Lo Spedale conti- 
guo , dove fi ricevono li poveri Pellegrini Nazio- 
nali , quando cadono infermi, fìi ifiituto nel I550. 
in tempo d* Innocenzo VI. da Giacoma Fernan- 
óeZyQ Margarita di Majorica, ambedue Aragone- 
fi , e da Carlo V^. ^abilito , ed accrefeiuto colIq_j 
rendita peqietua di 500. ducati Napolitani , affe- 
gnatigli fopra laTeforeria di quel Regno; con» 
forme non mancarono in diverfi tempi altre per- 
fone Nazionali di lafciargli pingui legaci . Tanto 
la defcritta Chiefa , quanto il iuo Ofpizio appar* 
tengono alli Nazionali Aragonefi > Valenziani , e 
Catalani . 



^ ^ ^ 

Tom.I. R r Qì 



6z6 Descrizione di Roma 

Di S, Caterina della Ruota . 

INcontro alla deferì tta Chìefa degl* Inglefi fi re* 
de quefta di S. Caterina della Ruota , chs-* 
è Parecchia 5 e dipende dal Capitolo di S. Pietro , 
che vi viene ad offiziare per la Feiìa di quefta San- 
ta , Nella prima Cappella a mano deftra , entran- 
do , il Muziani vi dipinfe a freCcola fuga di No,, 
fìro Signore in Egitto • Li due Cappelloni , Puno 
dedicato a S, Carlo , e P altro a S. Antonio di Pa- 
dova , ma lenza Altari , furono dipinti dal Cop- 
pi» Il Quadro dell'Aitar maggiore ò del Zucche- 
ri ; eia B, Vergine con alcuni Santi n^W altro è 
del Vafari * 

Di S* Girolamo della Carità , e fua Archi" 
confraternita • 



Q 



Uella vicina Chiefa di S. Girolamo della-i 

Carità &x edificata, fecondo P opinione del 

Panciroli , ed altri , nella Cafa di S, Paola Ma- 
trona Romana j dove S, Girolamo fii alloggiato, 
mentre fi trattenne in Roma , chiamatovi da San 
Damafo Papa, Dopo efìereftata Collegiata, P 
ebbero i PP, Minori Oflervantf , li quali poi furo* 
no trasferiti nel 15^6, alla Chiefa di S.Bartolom- 
meo ali* I/ola , Clemente VII, la diede ad una^ 
Compagnia di Nobili Forefiiicri, da efib eretta, 
la quale ha per iflituto il provedere alli maggiori 
bifbgni de' Poveri della Città, iòvven^ndoli di 
pane in vita , e fuifragandoJi duppola morte-j • ' 

. Som- 



Avtk:a> e Moderna. ^27 

Sommìniflra fi nilmente pane alli poveri Carce- 



ri 



ati dcìlid Carceri Xu; ve, gli mantiene un Cappel- 
lano per la Mefìa quotidiana , e per l'amminirtra- 
zione de* Sagramenti , ed a quelli > che fono in- 
fermi, in un' Infermeria, particolare dà ajuto con 
med: capienti , e viveri neccfTdrj ; ficcome anco- 
ra non lolamente tiene falariati del proprio un_. 
Avvocato, ed un Procuratore per la difefa di 
tutte le Caufe de Poveri, tanto civili, quanto 
criminali , ma fomminiflra ancora per efìe le fpe- 
fe necefìTarie , ed efercita altre moltiflìme opere di 
pietà . S.Piiippo Neri dimorò qui ^g.anni, e vi 

j diede principio al Tuo Iftituto dell' Oratorio , ve- 
dendovifi ancora la fua Stanza , cangiata in una 

i divota Cappella*. Nell*Oratorio annefìb air abi- 
tazione,ed ornato con Ritratti di varj Benefattori, 
fi praticano di verfi efercizjdi pietà ogni fera,, e 
dal giorno di tutti li Santi fino alla Domenica delle 
Palme vi (ì fanno ogni fefta Oratorj in mufica . 
LaChiefa è affai riguardevole , edificata con ar- 
chitettura di Domenico Calìelli . L'Aitar maggio- 
re, adornato di marmi , e metalli con difegno del 
Cavalìer Carlo Rinaldi , è molto confiderabile 
per ilfamofifTimo Quadro del Domenichino . Fe- 
ce a fue fpefe V accennato Altare , e la Facciati^ 
della Chiefa Fantino Renzi Romano , che vi i1:abu 
lì il fuo Depofito . La Cappella della Famiglia Spa- 
da , che è la prima di mano deftra , entrando in_. 
Chiefa , è difegno del Boromini ; la Statua a già. 
cere in Abito Senatorio con le altre Scolture dalla 
medefima banda, è opera di Ercole Ferrata; le 

R r 2 altre 



628 Descrizione di Roma 

altre dirimpetto di Cofimo Fancelli; e gli Angeli 
geniifieiTi , fono di Antonio Giorgetti. Nella pic- 
cola Cappella , vicino alla maggiore , il Quadro, 
e le altre pitture fono di Durante Alberti ; ed il 
Sepolcro vicino del Conte Montauti è diibgno di 
Pietro da Cortona . Dall'altro lato la Cappella di 
S. Filippo è tutta opera del Cavalier Camillo Ru- 
fconi in quanto alle fcolture . Il Quadro di S. Car- 
lo nella feguente è pittura di Pietro Barbieri , che 
anche dipinfe il Qua dro dell' Altare in Sagrcftia , 
e la Volta ; ed il Noftro Signore neli' ultima , in 
atto di dare le Chiavi a S. Pietro , è opera del 
I^uziani . Il Quadro nell* Oratorio con la B Ver- 
gine , S. Girolamo , e S. Filippo Neri è opera del > 
Romanelli ; eie pitture , ed altri ornamenti della. 
Cappella, dove abitò S. Filippo Neri, furono 
fatti dal Cavalier Pantera . Dalla fuddetta Con- 
gregazione di Gentiluomini fi mantiene un Colle- 
gio di Sacerdoti Religiofì , che uffiziano, ed afTi- 
11:ono in quefta Chiefa , nella quale è Indulgenza 
Plenaria perpetua . f 

, JP/ S* Maria dell* Orazione , e della Compagnia 
'' della Morte . 

Dietro alla defcritta Chiefa , trovai! in Stra- 
da Gùdìa quefla òì S. Maria dell'Orazione, 
così nominata , perchè ogni Mefe vi fi fa l'Orazio- 
ne delle Quarant' Ore coli' Efpofizione del V'ene- 
rabile • Fu eretta nel is'^y. da una Compagnia in- 
titolata della Morte , perche ha per fuo proprio 

. Irti- 



Antica, e Moderna. 629 

Iftitiito il feppellirc i Corpi de' Morti , maflìma- 
mente de* Poveri, e di quei , che inojono perle 
Campagne di Roma . Fu rifahricata ultimamente 
nel Pontificato di Clemente XII , e vagamente ab- 
bellita con una bene ornata Facciata , efleudone 
ftato l'Architetto il CavalierFuga . II primo Al- 
tare a mano deftra , entrando , è dedicato a Saa 
Carlo , che efìendo Cardinale fìi fratello , e fplen- 
dore fingolarifTimodi qneft'Archiconfraternita.II 
S.MicheleArcangelo nel fecondo viene dallaScuo- 
la di Raffaello. Crido Crocififlb dipinto nell' Aitar 
maggiore è opera di Ciro Ferro; e T Immagine 
di Maria SSma, che fi vede in cima, fìi qua trasfe- 
rita per l'Anno Santo i575.dai muro di unapubli- 
ca Strada, dove era in molta venerazione de Fe- 
deli • Dalla parte del Vangelo di quefìa Cappella 
giace fepolto il buon Servo diDio Gio: Gerofo, 
detto il Letterato , Fratello di queft' Archiconfra- 
ternita, e Fondatore dell' Ofpizio de Poveri Fan- 
ciulli 5 trasferiti in oggi a S. Michele a Ripn^ 
Grande . Nel primo Altare dall' altra parte , de» 
dicato a S. Giuliana Falconieri, dipinfeil Qua- 
dro il Cavalier Pietro Leone Ghezzi , e li due-i 
Quadri dipinti a frefco nel muro fra le Cappelle 
laterali dall'una , e 1' altra parte , fono del Lan- 
franco infieme con quello fopra la Porta maggio- 
re , e l'altro ancora fopra la PorU interiore dell' 
Oratorio contiguo • 



'rt> 



R r 3 P^. 



6j© Descrizione di Roma 

Palazzo Falconieri , 

IL Palazzo Falconieri, che è contiguo alla Chic. 
fa defcritta, fu rimodernato con ottima fime- 
tria dal Cavalier Bcrromini , e gode le amenifTi- 
me vedute del Fiume > e del Giannicolo * Fra gli 
arredi delle fue nobili Stanze , moltiifmie pitture , 
quafi tutte infignì in tele grandi , e fpazlofe , me- 
ritano Tattenzione di chi le mira * V*è fra effe una 
Madonna col Bambino , e S. Anna : Un'altra col 
Bambino 5 e S. Francefco : Un Crifìio morto : Un 
S. Francefco in atto di udire la melodìa celefte: 
Un altro , che accenna Un tefchio fpolpato . Un 
S. Sebaftiano : Una Venere (opra un letto, ed 
un Matricciano con berretta rofìa > tutte opere 
di Annibal Caracci . Un S. Antonio Abbate : ed 
un Ritratto di Lodovico Caracci » Un Salvatore » 
ed un S. Pietro , una Madonna , Una S» Cecilia, 
Sanfone > e Dalida> Endimione addormentato del 
Guercino . La Cena di Noftro Signore con gli 
Apolloli, una Madonna > ed Andromeda dell' 
Albani . La B. Vergine annunziata dall'Angelo, i 
SS. Pietro , e Paolo Apoftoli , e S. Luca , che fa- 
na un Fanciullo idropico del Cavalier Lanfranchi • 
S. Crìdoforo , Eraclito , e Democrito , due Qua- 
dri con diverfe mezze figure, ed una Vecchia di 
Michelangelo da Caravaggio . La Madonna genu- 
fìefTa innanzi al Bambino : Criflo , che fò orazio- 
ne air Orto ) e S. Girolamo del Correggio . L* 
Adorazione de* Magi, S. Giovanni Evangelica, 

eia ' 



n 



Antica ♦ e Moderna • 6g r 

e la Maddalena di Paolo \^eronefc > di cui fona 
parimente diieOnadri con figuicche Tuonano firo- 
menti muficali ♦ S» Vincenzo Ferrerio di AkfTan- 
dro V^eronelè » Una Madonna > S. Catarina , una- 
V^enere > che fi fpecchia , tre Ritratti ia un Qua» 
dro , ed un altro Ritratto di Tiziano . La Madon» 
na con Gesù , e S. Giufeppe, il Padre Eterno co* 
quattro Evangcliftì di Raffaele da Urbino » Il 
Salvatore con diverfe Storie della PafTione del 
Bwonaroti. IPaftorial Prefcpio , Cr irto in Cafa 
di Maddalena , e Marta , un Sonatore di Liuto > 
ed una Figura , che accende il Lume > del Bafìano * 
Altre molte Pitture , che anche fono opere delli 
più eccellenti , e rinomati Pittori d' ogni tempo > 
rertarebbero da indicarfi; ma per non recar noja 
a chi legge , tré folamente fé ne accennano di 
fommo fìupore ; e ibno la liberalità di Guido 
Reni ; il S. Pietro piangente del Domenichino, ed 
il Bagno di Diana di Carlo Maratta • 



s 



Di S. Caterina di Siena » e fua Arc-hL 
confraternita . 

Egue parimente in Strada Giulia la Chiefa di 

S. Caterina da Siena , fondata da una Com* 

■'pagnia di Senefi , che in tempo di Leone X. fi uni 
in una Chiefuola, denominata di S.Nicola dell' In- 
coronati ; ed avendo col progreffo di tempo adu- 
'■ nate molte limofine, comprò circa Panno 1526, 
e fabrieò quefta Chiefa, unitamente coll'Oratorìo. 
: 11 Qi»adro colla Refurrezione del Signore nelP Al- 

R r 4 tar 



^5 2 Descrìziònb di Roma 

tar grande è opera di Girolamo Genga .'Le pittu- 
re , che adornano le Pareti, fono in parte di Ti- 
moteo daUrbinojed in parte di AntivediitoGrani- 
matica , fepoltoìn qtiefta Chiefa . Si conferva qui 
un dito della Santa , cioè quello , in cui le fu pc- 
fto l'Anello dal fuoSpofo Gesù, alla prefenza di 
Maria Vergine , e delli SS. Giovanni , Paolo , Do» 
menico, e Re David, come narra S. Antonino, e 
il porta in procefTione da* Fratelli la feconda Do- 
menica di Maggio ; nella qual occafione fogliono 
condurre ancora un Prigione , liberato dalla Ga. 
lera per grazia fpeciale , concefiagli da Aleflan» 
droVII. 

Di S, Eligio degli Orefici , ed Argentieri , 
e fria Confraternita . 

LA Chiefa di S. tligio, che reilafrii quefta 
Strada Giulia , e la Ripa ad Te'vere-, era fiata 
eretta nel 1509. dagli Orefici, ed Argentieri di 
Roma nel Pontificato ò^i Giulio IL con architettu- 
ra di Bramante , e poi nel j 701. fu riedificata fu 
Io flefìb modello. Neil* Altare a deftra il Qiiadro 
co* i SS. Re Magi fu dipinto dal Romanelli, che 
fece anche le due Figure fu 1* Arco ; e le altre pit- 
ture fono di Taddeo Zuccheri . Neil' Aitar mag- 
giore il Padre Eterno , la Beata Vegine , i SS. Ste- 
fano , Lorenzo , Eligio , ed altri Santi fono ope- 
re di Matteo da Leccio. Neil* Altare a fmiftra il 
Qiiadro colla Natività del Signore, ^w dipinto da 
GiovtEui de* Vecchi : Paltro con S, Andronico , e 

S.Ana» 



Antica 5 E Moderna. 6^^ 

S. Anaf^afìa, da Filippo Zucchetti ; e le figure fb» 
pra l'Arco fono del medefimo Romanelli • 

Della Chic fa dello Spìrito Santo de* Napoletana, 
e fua Confraternita . 

SEguitando a caminare perla medefima Strada 
Giulia s'incontra quelta Chiela dello Spirito 
Santo , che dalla Nazione Napolitana fii. edificata 
nel 1572 , efiendo Pontefice Gregorio XIII ^ e poi 
riattata coir afiìflenza del Cavalier Carlo Fonta- 
na . Fìi già dedicata a S. Aurea Vergine , e Mar- 
tire, ed avea congiunto un Monaftero di Domeni- 
eane . Nel primo Altare a mano deftra fi o^qvvj. 
un* Immagine della B. Vergine , illuftre per mira- 
coli . Nel fecondo Bonaventura Lamberti dipin- 
fe S.Francefco di Paola. Nell'Altare grande il 
Quadro collo Spirito Santo, fu colorito da Giù- 
feppe Ghezzi : le pitture della Cuppola, e degl* 
Angoli fono opere di Giufeppe Pafleri : ed il De- 
pofito del Cardinal del Luca , fu fcolpito da Do^- 
menico Guidi . Ne' òi\q fufFeguenti , il Martirio dì 
S. Gennaro è opera di Luca Giordano , ed II San 
Tommafo d'Aquino con molte altre figure, fu 
efprelTb da Domenico Maria Muradori • Furono 
Benef;;ttori di qu.fla Compagnia Monfignor Pie- 
tro Corfo da Filogafo in Calabria nel 158^, e Vio- 
lante Sanfevcrina n.l '611. Anticamente quella^, 
Chiefa fi chiamava Cafirum Sencnfe . 



CoU 



6^4 Descrizione di Roma 

Collegio Ghislieri . 

SFgue ìnimcdiatamente il Collegio Ghislieri, 
fondato nel i6g6. da Giufeppe Ghis'itri Ro- 
llano, celebre Dottore di Medicina . Ghelmino 
Grotti da Città di Cartello vi lalciò V entrata di 
feudi 600. annui , e vi fi mantegono gratuitamen- 
te per lo fpazio di anni cinque , con ogni commo- 
dità 5 24. Giovani , quali frequentano il Collegio 
Romano per lo lincio dì quelle fcienze , che fono 
più confacevoli al loro genio . Dipendono daU 
la protezione de' Signori Duchi Salviati , e dall' 
amminiftrazione delli quattro Deputati della Cap- 
pella del SantiiTimo Salva^tore alle Scale Sante . 

Vi 5. Alccolò deol* Incoronati . 

NElIa vicina Piazzetta Padella verfo il Tevere 
fi trova quella piccola Parrocchia di S. Nic- 
colò , chiamata prima de Purea , ora degl* Inco» 
Tonati dalla Nobil Famiglia dell' Incoronati , che 
la fondò , e vi ha poco diftanti le proprie abita- 
zioni . Il Quadro ddV Altare col Santo Arcivclco- 
vo , fu dipinto dal Zucchetti . 

V Di S. Filippo Neri a Strada Giulia y e fua 

^ Congregazione . 

SEgue la profììma Chiefa di S.Filippo Neri, 
eretta nel Pontificato di Paolo V. da una pia 
Congregazione , ed il principale autore ffi Rotilio 

Bran- 



Antica, e Moderna. 6^f 

Brandì Fiorentino Guantaro, che conforme era 
div'ctinimo delle Piaghe di Gesù Crifto , la fece-* 
ipcrcJò nominsire delle Piaghe del Redentore; ed è 
'ancora dedicala aS. Trofimo, miracolofo Protet- 
tore de* Podagrofi . 11 Quadro col S. Titolare 
nelì* Aitar grande , è copia tirata dall' Originale 
dì Guido Reni * Il S. Trofimo nel Tuo Altare è di 
Fi'ippo Zucchetti , che rei]:)re(Tc in atto di fanar 
iPodagrofi , L*antÌGhifllmo Croci fifìb di rilievo, 
trasferito qu.\ dalie Grotte Vaticane, fi ftima fat- 
to da* Crirtiani della primitiva Chiefa; ed il Qu-i- 
dro neir Oratorio , che rapprefenta il Salvatore 
impiagato con un Angelo, che lo foftieae, fi re- 
puta di Federico Zuccheri, 

Delle Carceri Nuo^e • 

OntinuandoìI camino di Strada GiuUayCi tro- 
vano a mano finifira le Prigioni pubbliche, 
[chiamate volgarmente le Care eri Nuove ^ Ne prin- 
^cipiò 1* Edifizio Innocenzo X) per levare i Carce- 
rati dalle antiche Carceri di Tordinona , dove fila, 
vano con molta angu!l:ia , ed incomodo ; ed Alef* 
fandro VII. lo perfezzionò eoa tutti li commodi 
neceflarj • Diverfe Confraternite di Roma , ed 
anche Religioni, efercitano qui continuamente 
gl'atti di Criftiana Pietà . 



Di 



6^6 Descriz.di Roma Antica , e Moderna 2 
Di S. Lucia del Gonfalone • 



/^ Uefta Chiefa viene anche chiamata della ^ 
V^ Chia*uìca , perche ha la Porta principale_j]^ 
nella Strada , che da una Cloaca della Città, che' 
vi corrifponde , fi chiama appunto della Chiavica , 
IfTcndo prima un membro dell'Abbadia di S. Bia- 
gio della PagnottaygiY'i^z^iQnQntt al Capitolo della 
Bafilica Vaticana, l'ottennero li Fratelli dell* Ar- 
chiconfraternita del Confalone , che per V Anno 
Santo del 1650. la riftorarono da' fondamenti , e^ -i 
la mantengono molto ben proveduta di tutto il bi. 
fognevole . Il Quadro di S. Francefco nel fuo Al» 
tare è pittura di Andrea tilio d' Ancona . 



•I 



Fijte Mia Seconda Parte] e del 
Primo Tomo ^ 



\ 



IN- 



INDICE 



6^7 



:>elle cofe pifi notabili , che fi contengono nella 

prima , e feconda Parte del Primo Tomo delia 

Defcrizione di Roma Antica , e Moderna • 



A 



Ccademìa de^F Ec^ 

e efiaflici alla MU 

ner^va . 508. 

degl* Infecondi . 247, 

Acqua Augufla . i^%* 

Aurelia . 155. 

Faola . 154. 

Sabhatina . 15J. 

Trajaxa . 1 55. 

Acquatacele . 280. 

Alloggiamenti Pretorj . 

de Soldati Pellegrini^ 

Albani e^c. 452. 

Altare del Dio Termi- 

ne • 38S. 

di Ercole. 2 SS. 

di Gìo've Amnjone^ . 

di Gtove inventore • 

2?4- 
della Gio^entà. 338, 



<f/ G/o':?^ pannarlo • 

Maggiore praticano « 

Ampliazìone di Roma.^i 

Amulìo figlio di Proca 

occupa il Regno a Nu- 

mitore , fa uccidere, e 

gettare nel Tevere^ 

Romolo , e Remo • 2. 

Anfiteatro Flavio . 2?K 

AraMafiima. ^ 235. 

Archiconfraternite • 

^e//* Annmiziata»^oo* 

del Gonfalone , 6gj. 

(fd//^ Dottrina Crtfliam 

na . 58^ 

<// S, Girolamo della 

Carità . 626. 

della Mifericordi^ 

29?» 
(/e//^ Morte . 62S: 
della Pietà de Carce- 
rati . 529. 
di 



6^8 Indice de 

di S Spirito. 126. 

delle Scimmate di S, 

Francefco . 477» 

Archigìnnafio della Sa- 

pitnza . ^66. 

Archiofpedali . 

delU Confolazione • 

459- 

di S. Spirito . 1 20. 

Archivio fegreto net 

Vaticano . pj. 

fegreto in Cafiel Si 

Angelo, iSm 

Arco di Coflantino . 41 }. 

di Giano. 292. 

di S. Lazzaro . 2^9, 

di Nerone Claudio 

Drufo. 281. 

d^ Orazio Coclite. 2^4. 

de fette Ve/pilleni* 259. 

<^/ Settimio Severo nel 

Velabro . 29 1 . 

Argileto . 290. 

Armiluflro . 247. 

^y//o. ^91. 

Atrio fublico* j^i. 



B 



B 



^^«/ Palatini, 405. 
i>a(tlica di ^Sempronio • 
289. 



1 1 F Co s E 
Bdfìltca Vaticana. ^9^ 
5ofc^ ^f//<2 ^^eritd . 2 j i. 
-^o^-^o Nuovo . 1 9. 

//o . 22. 

di S, Sparito é ì^g. 

Vecchio ^ 25. 

Bofchetto d*llerna . 253. 



>4wpo Trionfale.ìZ. 

Campidoglio antico. ^29. 

Moderno . 1^1% 

Cappella di S. Gio: in 

Oleo . 450. 

della Madonna di San 

Marco . 524. 

Paolina . 8j. 

Siflina . 8^. 

Carceri già di Borgo.22. 

di Claudio Decenjvi" 

TO . 22J. 

per le Donne . 20 j. 
Mamertiuo . ^94. 
Nuove . 6^5. 

Publiche antiche. 22j, 
Tulliano . 46^. 

Cafa Aurea di Nero» 

ne» 407. 

di Corrczzione per li 

Fanciulli difcolì . 

205. di 



più' No 
Hi Mamurra . 441, 
di Milane , ^H' 

di Oz'idio , 5^^, 

di Pilato • 229. 

di Romolo . 5J2. 

di Se auro • 404, 

di Valerio PublicoU • 
404. 

'lajlel S. Angelo perche 
così chiamato* 16. 
^ataccmb^ . 270. 

'Cattedra di S,Pietro.^6^ 
uemctt rj . 

, di S, Ab don , e Sem 
nen* 202. 

\ degl* antichi Ebrei • 
202. 
diS. B albina . 287. 
di S, Cale f odio , 165'. 
di Calili . 270. 

4ella Confolaz'ione . 

459. 
iìS.Fdice* 202. 
di Genero fa, . 202. 
di S^Giulìo Papa 202. 
dNuovo di S. Spiri' 
' to. 1^0. 

Hi P anziano . 202. 
de SS, Prccejfoy e-? 

Martiniano . 1 67. 
rf/ *S, Zenone . 267, 



T A BT LI. ^^9 

Cerchio dì Antonino Ca» 

r acalla. 268. 

diCajo 40. 

(// C^;o Cai Ugola . 37, 

diC^raca/U, 268. 

i^r Domizio y di Am 

driano, 2 2, 

f// Nerone * ^à 

Chiefe . 

/5. Agata in Trafiei^e^ 

re. i§9. 

r S.AgGfllno . 551. 

S.Aie fio. 247. 

J, Ambrogio , e ///o 

Mona/i-ero. 3o5. 

^S", AnaflaJtA ,- - 45*4. 

.^>S. Andrea della Val^ 

le . : ■' -^iJSl^^ 
} S. Andrea in J/in^ 

chi . 470. 

♦S. Angelo in Borgo 

Pio , 22. 

5. ^«^^/o in Pefche^ 

ria , goo. 

S. Anianom 227. 

J. y4A;«4 7itlP Aventi» 

no . 254, 

S, Anna in Borgo 

Pio . JO. 

S. Annate fm Mo" 

naflero . ..^ 5^79. 
SS. 



640 Indice de 
Chiefe. 

SS. annunziata a Tor 

di Specchi , 47.'. 

S. Appollonia , e fuo 

Monaflero • i8i« 

\ S,B albina . 285'. 

' S. ^ irtolommeo all' 

IfoU. 218. 

*S, Bzrtolommeo de^ 

Vaccinari . 588. 

:;^ S. Benedetto de Nor* 

Cini* 5*4(5. 

]"- S. Benedetto in Pifci* 

vola . 212. 

OS, Brmaventura all/ta' 

Polveriera» 412. 
OS* Bonofa. 194, 

{ S» Brigida • 622. 

'S.Califio. iS^. 

^4- iS. C^rlo a Catina» 
ri. 5-81. 

f/ iJ, Caterina de Funa* 
riy e fuo Monafle- 
•^ ro. go8. 

^^1 ^ /f ]/' 'S .Caterina della Ruo» 
ta . 625. 

S. Caterina da Sie- 
na. 487. 
de Senefi . 6^ i • 
S, Cecilia y efuoMo' 
naflere • so^. 



L L E Cose 

Chiefe . 

S.Ctfareo . 281. 

y iS. Chiara , e/«o T^o. 

naflero , 4^9, ■ 

iS. CofìmatOjefuo Mo^ 

naflero , 1 84. 

/ /S<S. Coftno , e VamiéU 

^' n(^ de Barbie^'ì, 5-8, 

r; 5. Croc^ a Monte Mom 

rio . gj. 

S. Croce della Peni» 

tema y e fuo Con^ 

fervatorio . 14^. 

D S.Lorotea, 167. 

1 S.Egidio in Borgc^i, 

- J. Egidio in TraflevC" 

re. i7g, 

yS. Elena de Creden* 

zìeri . 578, 

S. Eligio de Ferra- 

ri. 295». 

S. Eligio degV Orefi. 

ci. 6^Z. 

S. Eligio de Sella'- 

ri. 2IJ. 

' S.Enflachio. 547. 

S. Filippo Neri iu 

Strada Giulia^ó^^* 

S. Francefcoful Mon» 

te Mario • ^4, 

S9 Frofi^ 



I 



. 



PIÙ* No 

iChiefe : 

\ S* FrancefcQ a Pente 

Siflo • 6oo, 

S, Francefeo a Ri- 

« fi? . 199* 

S\ Francefeo di Sa-- 

les y efuoMonafìe» 

ro . 140. 

Y S. Galla. 225. 

J GesH» 5'^4. 

_j S. Giacomo ScoJJaca* 

^alli • 24, 

S» Giacomo in Setti» 

wìana , e fuo ritiro 

di Convertite , 141 • 

S.Giorgio , 289. 

r,S. Giovanni in Ai* 

no . 62^. 

\S. Gioì de Bolognefi. 

605. ^ 

I S. Gie: Colahita. 220. 

' V S.Gio: Decollato.ig^. 

n^ S. Gioì in Oleo . 450. 

S. Gioì della Pigna • 

529- 
'S. Gioia Porta Lati- 
na . 449. 
r S.GioiBatti^adeGe. 
novefi , 196. 
1 S. Gio: Battijia della 
Malva . 168. 
Tom. I. 



T A S 1 L I ; ^4*' 

Chiefe . 

S.GioiBattìfladèSpi-^ 
nellì . ^2- 

/S S. Gioire Paolo.437' 
S. Girolamo della^ 

Carità. 626. 

S. Giuliano a Cefari» 

ni . 5"77- 

S. Giufeppe de Pale» 

gn^mi . 39^* 

S, Gtufefpe alla lon» 

gara, IS9» 

S. Gregorio al Monte 

Celio. 442* 

S. Gregorio a Ponte 

qumroCapi . 222, 

S.Grifogono . 191. 

^ S. Ignazio. 509. 

S. Lazzaro fuori Por» 

ta Angelica. ^2. 
S. Leonardo , e Ro» 

Tììualio . 13^* 

S.Lorenzo in Borgo. 

iig. 
S. Lucìa alle Botteghe 

ofcnre , ^ /^o -^0- 

nafiero. 47^* 

S. Lucia del Confalo^ 

ne. 6ss^ 

S» Luigi de Francefi • 

556. 

S f J. ^tf. 



^42 Indice db 

Chkk • 

S. Magno. 117. 

^-^S* Mano . 521. 

S* Margherita , e ftio 

Mon fiero, 182, 

' 'S •Maria Annunziata^ 

fuori le mura . 267. 

S' Maria Annunziata a , 

T'erc?/ Specchi, A^*j\. 
S. Maria in Araceli • 

Q iS. Maria de Cacabe» 

ris. 5:88. 

iS. Maria della Confo^ 

lazione. 459. 

S. Maria in Cofme» 

din* 251, 

S. Maria in CuppeU 

la* 210. 

iS. Maria in Downica 

alla Navice'tla,^i2. 
S» Maria Egizziaca . 

228. 
S* Maria delle Fehri . 

iS*. Maria delle poma" 
ci. 115:. 

S. Maria delle Grazie 
alla Confotaztone • 

45'9- 
iS. Maria delle Gra* 



ILE Cose 

Chicfe . 

zie a Porta Angeli^ 
ca. ^ I . 

' S. Maria Imperadri» 
ce . ^ " 4^ I, 

S. Maria Liberatrim 
ce. ^ 40. 

i S. Maria ad Marty^ 
res . 488, 

S. Maria fopra MU 
nerva . 499. 

S. Maria di Monfer* 
rato • 624. 

S. Maria 'n Monterò» 
ne . 5:4<5. 

S. Maria in Motuim 
celli. 590. 

S. Maria de W Ora- 
zione m 628. 

S. Maria dell* Orto . 

197.' 
S. Maria delle Pai- 

me . 2^ 8, 

S. Maria del Pianto. 

S. Maria della Pietà 
inCampoSanto.i 12. 

S. M^ria della Pietà 
al Colojfeo . 425. 

S. Maria in Portico 
Campitelli . 46^. 
S.Ma. 



PIÙ* No 

Chiefe . 

-, S. Maria del P§zzq . 

S. Marta del Priora» 

to , 250. 

\^S. Maria in Puhlico» 

la, 584. 

^ S. Maria iella Puri. 

tà, 28. 

S. Maria della ^uer^ 

eia , 611. 

S> Maria Regina C^- 

//, e fuo Mona/le' 

ro. 1^9, 

S. Maria del Rifofo . 

102. 
S, Maria del Rofario 
al Monte Marìo.il, 
\: IS. Maria della Se a- 
la. 170. 

y S* Maria della Scala 
del Ctelo . 267. 

Y S. Maria de Sette Do- 
lori , e fuo Mona, 
fleto . 148. 

y S* Maria del Solc^ , 

Q S. Maria della Tor- 
re, 205*. 

; S» Maria Tra/ponti^ 
na • IQ. 



T A B I L 1 ^ 64; 

Chiefe . 
S. Maria in Tra^le^ve-^ 

re. I7^ 

-f-iS. Maria in Via La» 

ta . 5: 1 ^« 

S.Mana inVinci 465"* 
S. Maria della Vi/ita» 

zìone , cfuo Mona* 

fiero.. 140. 

5. Marta , efuò Mo. 

naflero. ^2^. 

aS. Marta dietro San 

Pietro in Vatlca» 

no. III. 

SS. Martino , e Se. 

hafliano al ^uartiem 

re degli Svizzeri . 

29. 
S* Michele Areange» 

lo in Caflel S. An» 

gelo. i8, 

S. Michele Arcangelo 

al Colonnato di S. 

Pietro. 117. 

S. Michele Arcangelo 

alle Fornaci . 114. 
SS> Nereoy ed AchìU 

leo . 282. 

S. T^iccoUin Carce» 

re . 2 2J« 

Sf2 S.Nìc. 



1^44 iNftlCE DE 

Chiefe . 

S. A'iccolò de Ce far U 

ni . "■■' 47^' 

S. N'tCtolò degl' Tnco^ 

Tonati . 6^4, 

S* Omvbtwno • 296. 

,i S. Onofrio . iji. 

Specchi. 471. 

V S. Pancrazio » 165. 

J. /^4o/(? /«or/ /f w«- 

n? * 258. 

la. 5^92. 

J. /'^«/(j ^//tf tre Foum 

tane . 266. 

J. Pellegrino . 29. 
iS. P/V^ro /» Ctrfe- 

S. Pietro Montorio. 

150. 
J. Pietro in Vatlea^ 

no . JP. 

J/i'. Pietro y e Paolo 

fuori porta S. Pao» 

lo . 257. 

S. Prajfedc a Pctzo 

Pantaleo, 20^. 
S.Frifc^. 288. 

SS.^j^ranta^iartirii 

e S. Pafquale* 187. 



X 



L L E Cose 
Chiefe . 

, SS. ^jtattr^ Martim 

ri . 429. 

; S.Rita da Cafcìa,i 19. 

SS.Ruffinay e Secon» 

da , efuo Monafie^ 

ro. 188. 

5. JizAé^ • 287t 

J. Sabina . 24^* 

^ S. Salvatore in Gww- 

^^ • 59?- 

' ^ iS". Salvatore dellfL» 

Corte . 1 94. 

tS'. Salvatore idh Cup. 

pelle . j^'o. 

aT. Salvatore in On» 

da . 600. 

J, Salvatore a Ponte 

S. Maria. 2 li. 
iS. Salvatore fuori 

Porta S. Paolo . 

257- 
S. Salvatore alle Ter^. • 

me. 560. 

S. Sebafliano alle Ca» 

tacombe . 270. 

S. Sebafliano ali* O/- 

mo. ^07. 

S*Sebaflianoalla PoU 
verterà, 4M» 

5. SU 



PIÙ* N 
Chiefe • 

S. Siflo Pap4. 44^> 
S* Spinto . I2n, 

Sparito Santo de Na-^ 

poittjni • 6^2. 

S. Stanislao de Polac» 

chi , ^ 1 ^. 

S. Stefano del Cac* 

co . 526. 

S. Stcfuno delle Car^ 

TOZZ" . 2gO. 

'^- 5. Stefano de Mo" 

rf . !»!• 

QS. Stefano d gV Vn* 

gher , 112. 

■ ' S> Stimmate di S^ru 
Fr ance/co . 477. 

Y SS. Sudario de Savo» 

jardì. 575. 

VS» Teodoro, ^5*7. 

Y SS. Ter e fu , e Già: 

della Croce . 595. 
3 jS. Tommafo a Cen* 

ci . 5'S7. 

y S. Tommafo degi' In* 

g'efi , 622. 

r. S. Tommafo alla Na- 

^ice la , 4g6. 

^SS. Trinità de Peli e • 

grini .~j~,y,^ 59^. 



O T A B T l'i ; €4f 

Chiefe . 

S. Venanzio de Cam^ 
mertnefi^ Ji8« 

SS. Vincenzo . ed Ano* 
flafio alla Regi la • 

599. 
SS. Vincenzo , ed A* 

nafiafio alle tre Fon» 

tane . 264. 

S. orbano alla Gaffa» 



rella . 


277. 


C reo Flaminio . 


5i?. 


Intimo . 


25J- 


Maffimo . 


451. 


Coaca Mafjìma . 


aji. 


CoVe Vaticano. 


55- 


Collegi . 




Calafanzio . 


475* 


Ghis, ieri . 


65^ 


Ginnajì . 


47?. 


Penitenzieri dì S.Fie^ 


tro • 


2j. 


Romano . 


5I^ 


delVVmbrta . 


504. 


Colonna Bellica • 


r^ 


Lattaria . 


464. 


R o/irata . 


347. 


Colojfeo . 


421. 


ConfeJJÌonede' SS.Apo^ 


/foli. 


69. 



T§m. /. 



S f j Con- 



64^ IxnicE DB 

Confriiterniùe, 

[erette per l* accempa^ 

gnamento del San^ 

ti /fimo Viatico , 26, 

del Santi/fimo Sagra» 

mento. 117» 

de cento Vretì . 1 1 7- 

Congregazione della Di» 

<vina Pietà, 22 g. 

Confervatorj . 

deWAjfuntaygii Divi- 
na Clemenza • 1 84. 
dell* Orfane. 429. 
di S. Pafquale .1^*7^ 
delRefugio. iji. 
delle Scalette . 14^. 
delle Zoccolette . 60 1 . 
Cortile delle Statue nel 
Vaticano • 98. 

Cuppola della Bafilic^z^ 
Vaticana . 67. 

Curia Calabra • 552. 
Giulia • 598. 

Ofiilia. 4^^. 

Ofiilia , 397. 



D 



D 

Ogana di Rfpa.2oji 



L L s Cose 



EDìficìo , dove li la* 
vora il Tabacco • 
149. 
Enea fpofa Lavinia . i. 
Equimelio. 291. 



F Acciaia della BafiVu 
e a Vaticana . 42, 
Fico Ruminale • 40 j, 
Fiuwicello Aimone. 280. 
Fondazione di Roma • 4, 
Fontanone fui Gimnicom 
lo . 1 5*4. 

a Ponte Siflo. 605, 
Fontana in Piazza Mai» 
tei . ^05:, 

nella Piazza Vatica» 
na , 42. 

dì Fauno , 288. 

di S. Giorgio . 290. 
di Giuturna • 290, 
nella Piazza di Ca* 
fldlo. iS. 

ForQ Ontario . 461. 



GaU 



FIu'NoTAlIiXi 



647 



I 



G Allerta de Quadri 
in Campidoglio • 

?48. 

• Genealogia di Romolo,:^ 
Ghetto degl'Ebrei . 323. 
Giardid . 

Barberino in Sorgo . 

116. 
Cenci. 2JI. 

Ce/io . I i6. 

di Domizia . 3 7. 

di Alerone , 37. 

Pamfilja Rifa .206. 
de Semplici. '^SS' 
Spada a S. Pietro 
Montorio . 155. 
grande nel Vaticano . 

99. 
f egreto nel Vaticano . 

97- 

Giubileo da chi iflitmto , 

e/}^^ Ifloria . 47. 
Giuochi Gladiatori» 427, 
Granar] antichi . 25 g. 
Grotte Vaticane . 73, 



X Ntermonzio . 39'* 
//a/<i (f/ 54;^ Bartolom^ 



meo 



217. 



Ibrerie . 

Angelica . 55 5» 

Cajanatenfe . S^^' 

Palatina . 40^» 
«e//^ Sapienza . 567, 

Vaticana • 88. 

Lupercale , 405» 



M 



M 



Armorata , 23 J. 

Maufoleo dell* Imprado^ 

re Onorio . 38. 

Maufoleo de Scipidni . 

280. 

Metafudante. 4I9- 

Mole Adriana . ^S* 

Monte Aventino . 240. 

Aureo. ^5^* 

Capitolino • 327. 

Caprino . 4^J' 

Ce//« . 44^ 

S f A C/a»» 



' 6a^ I n d I c b d 

Gianni colo • 146. 

Mario . 3J. 

Palatino . 402, 

della Pietà. 594* 
Te fl accio. 251. 

Musèo del Collegio Ro* 
mano. 514. 

Musèe Spadai 61 !• 

N 

NAumachìa a cht^ 
iflituita . g(5. 
diAuguflo. 186. 

di Nerone . ^6. 

Navali antichi . j J 5". 
Moderni • 203. 

Navicella di Mofalco 
nel Portico di San 
Pietro . 45* 

'Numitore riconofce per 
fuoi Nipoti Romo^ 
h, e Remo. ^o. 

O 

OBelifio della Mi. 
nerva . 507. 

nella f lazza Vati e a. 
na . 40, 

ubiate Camaldolep. 140. 
Orfoline • 1 88. 



&LB Coti 

di Torre di Specchi. 

471. 

Officine per il lavoro de 

Mofaici . 1 i 2. 

Opinioni diverfe circa la 

fondazione di Ro* 

ma. 5. 

Orator j • 

di S. Cecilia. 210. 
del Cuore di Gesù . 

458- 
di S* Francefco Save^ 

fio. 5-15. 

di S. Gìo: della Mal. 

VA . I 69. 

di S. Gregorio Tau. 

maturgo . gip. 

di S Grìfogono . 19^. 
di S. Maria della Sca. 

la. 172. 

di S. Maria in Trajle» 

vere . 1 74. [1 

di S. Maria in Tra* P 

pontina . 2 1 • 

della SS.Trinitd.^gg. 
di S. Sebajliano iru 

Borgo . 25*. 

di S. Silveflroa SS. 

Quattro . 4go. 
di STSpirito . 125. 

Or. 



PIÙ* NoT 

Orti. 

dì Ce far e Dittatore • 

20g. 

di G alba. 164. 

diGeta. 145. 

Ofpizj . 
de FF.CiflercienJideU 

le Tre Fontane. ^y 2* 
deg* Eretici converti' 

ti . 27, 

de Fanciulli di S. Mi» 

chele . 204. 

de FP. Girolamini . 

472. 
de Polveri Sacerdoti a 

Fonte Siflo . 6oo, 
de Sacerdoti Fellegrim 

ni . 474. 

della SS.Trtmtà.^<^6. 



p 



Alazzi . 

Accoramboni. 29. 

Altieri • 531. 

Aflalli . 319. 

Cafrelli. 576. 

de Carolis, 14^. 

Ciptzucchi • 470. 

Cwf». 548« 



ABILI» 649 

</e Confervatori . ^4J. 
Corfini . 1 4 j. 

Coflaguti • 304. 

Falconieri • 629» 

Farne fé. 614. 

Farne fé alia Lunga* 

ra. , J44, 

Giraud . 2J* 

Giufliniani . 549, 

Gotti/redi , 525*. 

dell^Inquifizione , lo^, 
i^«// . 547, 

itf«// 4//4 Lungara. 

141. 
«// J, Luigi ^ 55:9, 
di S. Marco % 521. 
Mar e fiotti . 5^0. 

Alattei. 511. 

Medici in Piazza Ma» 

dama . 564. 

Muti. 319. 

iV^^r; . 479. 

iViri . 547. 

Negroni^ 307, 

Or finì. t99. 

Faluzzi Alhertoni . 

470. 
P4w^// alCollegioRe. 

nano. 519. 

FamfiljdlCorfo.^ì^. 

Farrim 



6$0 I M D t e E DE 

Pamfììj in piazza 

Venezia . 5^- 

patrìzi . 559* 

Patrìzi . 470. 

Petronio Sii* 

Pichinì . 612. 
PontffidoVatkano.^c). 

Ricci . 624. 

Rocct . ^24. 

Sahiati , I^^. 

SanncfiO' 119* 

Santacroce • 59^* 

Serlupi. 470- 

«/^//^ Statue in Cam-» 

pidogUo . ZSl* 

Strozzi . 4*79* 

di Tra'} ano. 288. 
di Tulio Oflilh. 4^7. 

é/f//^ F4//f . 575- 

Vaticano . 79» 

Penitenti delP^Buffì'Xli. 
Pianta di Roma antica . 

560. 
/'/^K^^ di Roma quadra» 
ta . ۥ 

Piazze . 

Far ne fé . 614. 

rf/ 5. 3irff/<« /» Trafle^ 

vere. 174. 



1 1 E Cosi 

Montanara. 4^1. 

1^/ J. P/crro in Vati* 

catto . 40, 

Pietra federata . 65*. 

Pifcina publica , 44(^, 

Ponti . 

f/Zo, detto S. Angelo , 

!?• 
5. Bartolommeo . 2 1& 

Pabricio . 221, 

Lepido . 2^9» 

S. Maria. 211. 

Quattro Capi . 222. 

Rotto. 52S. 

*S//?o . 604. 

Sablici9 . 258. 
Pòrte , 

Angelica. 51, 

Appia . 28u 

Capena. 281. 

Carmentale • 46 1. 

Caflello. 22* 

Cavalleggiers • 1 1 j, 

Fabrica, 114, 

Ferentina . 451. 

Font inai e. 281. 

Latina . 45x0. 

Mugonia . 7* 

Oflìenfe . 2 5'6. 

5. Pancrazio . 1$^. 

S. Paolo . 256. 



Pìaculare • 
Fortefe . 
Foflerula . 
RomanuU , 



PIÙ* No 

20I. 

II 6, 

pannale , 



P andana y Carmen» 
tale , Rotumena^y 



e Ftneflrale , 
iS. Sebafliano • 
iettimi ana . 
*S. .spirito . 



Trigemina 



7- 
281. 

145. 
127. 
256. 
Trionfale antica . 28. 
Portici di Conflantin9 
Magno • 520. 

Militar j 408. 

<// Ottavia m 225. 

Portico di Gneo Otta- 
vio . 589. 
<// Ottavia . 296. 
Prati Muzj . 199. 
Prigione della Plebea . 

461. 
Pulchrum Littus . 2 j i • 



T ABILI. 

Rioni • 

e// iS. Angelo . 



651 



297, 
II. 
317. 

129. 

258. 

7- 



«f/ Campite ìli . 
<// 5. Euflachio . 
(// /'/^«^ . 
i/e/Az Regola . 

<// Traflevere • 
^/i;o Aimone . 
Roma ampliata . 
Roma , f/?e fignifica . 5. 
<^0Wi2 diviene Rcpubli^ 
ca. 8. 

Roma governata dai Re • 

7- 
^o?»<f faccheggiata pili 

volte , 9. 

Romolo fabric a Roma,^, 

Roflri . 398. 

RupeTarpeja^ 465, 



R 



R Q >4re//© <f/ Minerva . 

Eliquie della Bafi^ Sagre/ila di S.Pietro. ^g. 
lica di S. Pietro . Salar a Moderna . 5^4. 



p%. 



61,68. 



Salme antiche , 
J4//Ì Tarpejo. 



5?4' 



♦Sf«- 



6^2 Indice ds 
Scale Gemonìe nel Cam- 
pidoglio . g94. 
nell'Aventino . 257. 
Scuola Greca. 2^1, 
Seminario Vaticano a 1 u 
Sepolcro di Cajo Ceflio . 
254. 
iella Famiglia Ora* 
zia . 280. 
iella Famiglia Servi» 
Ha . 2*jo. 
ie Lìhertì ii Lìviéu 
Augufta • 275. 
a Marco Aurelio. 22. 
ii Maria figlia ii Sti* 
lìcone . g8. 
UMetella . >68. 
US. Pietro. 78. 
rfi Scipione Affiricano . 

21* 

Serraglio icgl' Ebrei. 

J04. 

Settizonio ii Severo 44*;!'. 

Spedale iella Confo a» 

zione . 459. 

US. Galla. 22 j. 

ài S. Gallicano . 1S8. 

iiS.GioiColabitéu. 

220. 
rfi iS. Lazzaro . ja. 
ie Pazzi. 154, 



LL E Co SI 

di S. Spìrito'. 124. 

Spelonca di Cacco . 2^6, 

Statua equeftre di Carlo 

Magno . 4*». 

(f/ Coflantino • 46. 

<// Marforio . 55J. 
Strada Aurelia . \ 56. 

fugarla . 46^ 

Vitellia . 1 65. 

Studio della Sapienza^ • 
566. 



TAberna meritoria. 

7V.?^re> degrArcadi.ì4g. 
di Marcello . 298. 
4 Tirr^ Argentina^ . 

T'empio di Appollo . 406. 
<// Appollo, i Marn 
te. ^7. 

di Bacco. 277, 

1^/ Bellona . J02. 

</e//^ Z?«o«<f Dfa. 253, 
</f/ 3//(7;i Evento. 4^S» 
ii Cererete Flora 456. 
rff//i« Concordia . 59J. 

406* 
della Dea Vefla.210» 
di 



P T u* No 

del Dìo Ridicole. ^70. 
di Ercole , 2^7. 

di Ercole Ai;entirjo . 

247. 
di Ercole nììncitort^. 

dìEfculapto. 21S. 
di Fauno , 2 1 8, 

della Fede . ^50, 

della Fortuna fbrtcy ò 

fortuita . ao^. 

rfe//<i Fortuna prmì'- 

genia , ^(^ obfequen-' 

te. gjo. 

rftf//<t Fortuna priva» 

ta. ^^o. 

cff///2 Fortuna virile . 

229. 
<?f//^ Fortuna vifiofa . 

ggo. 
di Giano é 599, 

i^i G/<2«<3 Sluadrìfron^ 

te. 292. 

<f/ G/'oVf Capitolino . 

<// G/o'ye Cnflode.iio, 

1^/ G/oi'ff Feretrio^2o, 
di Giove i e del Sole. 
229. 



7 A B 1 1. T r ^5^5 

tìGioveSponfore.^ ^ 2 . 
^/ Giove Statore.^g6. 
diGiove Tonante. ^ 94. 
<^/ Giunone Moneta • 

.:?^o.47o. 
dìGiunon e Regina, 2 47, 
d'JJìde,c S erapide, 112^ 

di Libero , e Libera . 

^/ //^r^^ . 275, 

della Mente. ^^2, 
i? Minerva . 505, 
«?£•//' O«ore j tf <ff //«j 
17irtà . 270, 

diOpi. ^g2, 

(/f//^ /'/^^j. 224. 464. 
<f/ Portunno . 2^9, 
di Romolo yC Remo. 4$ 8. 
<//' Silvano . 2^6m 

della Speranza . 461. 
(f/ l^enere Calva. ^^2. 
di Venere Capitolina • 

Terme di Caracalla.zS^. 
Deciane- 288. 

rf' Elogabalo . 287. 
di Marco Agrippa.^So. 
di Nerone. ^60. 

Romane . 480. 

Seven'ane . 17?. 

Pi. 



^5*4 Indice delle 

Variane . 287 

Triregni Pontifici . 1 8, 



V 



Alle Vaticana. ^^. 
Vaticano da che derivi . 

Ve labro • 290. 

V^iia alta , e hajja . 404. 
Vicojugario. 291. 

Mamertino . 464. 

SandalariOé '410, 
Villa Corfini. 164. 

farnepananel Palati- 
no. 4^^« 



Cose più* Notabili 

Ginnafi. . 24% 

Giraud a Porta S, 
Pancrazio. 156. 
Maduma . ^4, 

Magnani. 41^4 

Mattei. 4^5, 

Pamfili a S. Panerà* 
zio. 159. 

Vulcanale . 406. 



fffc^ P0rttificia,nOé 



FINE DEL TOMO L 



I 






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1